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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Dal primo piano alla soffitta + +Author: Enrico Castelnuovo + +Release Date: December 13, 2009 [EBook #30663] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK DAL PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA *** + + + + +Produced by Emanuela Piasentini and the Online Distributed +Proofreading Team at http://www.pgdp.net + + + + + + + + + +DAL PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA. + + +DEL MEDESIMO AUTORE: + + Alla finestra L. 3 -- + + Nella lotta » 3 -- + + La Contessina » 3 -- + + Sorrisi e lagrime » 3 50 + + + + + DAL + + PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA + + + ROMANZO + + DI + + ENRICO CASTELNUOVO + + _Seconda Edizione._ + + MILANO + + FRATELLI TREVES, EDITORI + + 1883. + + + PROPRIETÀ LETTERARIA. + + Tip. Fratelli Treves. + + + + +DAL PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA + + + + +I. + + +Qualunque spettacolo ci fosse sul Canal Grande, s'era sicuri di veder +folla in palazzo Bollati. Figuriamoci poi quanta gente s'aspettasse +quella domenica 7 ottobre 1838 in cui ci doveva essere la regata in +onore di S. M. Ferdinando I, venuto insieme con l'augusta consorte a +beatificare di sua presenza la fedele città di Venezia. + +Già fin dalla mattina si vedeva una gran confusione, una +grand'affaccendarsi dei servi a lavare i pavimenti, a spolverare i +mobili, a fregar le maniglie degli usci, a mettere i damaschi fuori +delle finestre. Il contino Leonardo, ragazzo di circa quindici anni, era +giù alla _riva_ in mezzo ai tappezzieri che stavano compiendo l'addobbo +della _bissona_ l'_Uscocca_, allestita per cura e a spese della famiglia +Bollati, e nella quale egli stesso, il contino, sarebbe entrato più +tardi. E alla riva c'era anche Tita, uno dei barcaiuoli di casa, col suo +gondolino, che doveva prender parte alla gara e che portava il numero 6. +Naturalmente, Tita aveva la testa piena del grande avvenimento e +discuteva col padroncino circa al merito dei varii competitori ch'erano +su per giù quelli dell'ultima regata. C'era però questa volta un giovine +muranese, un tal Nane Sandretti detto Bisatto, di cui nessuno aveva +sentito parlare fino a poche settimane addietro e del quale si +pronosticavano miracoli. Sarà benissimo.... Forza ne aveva sicuramente, +ma la forza non basta. Tita voleva mostrarsi imparziale; nondimeno egli +doveva dire la sua opinione, ed era questa: che i Muranesi avessero a +stare a Murano e a farsi le loro regate per sè. In quanto a lui, il +Bisatto non gli faceva paura e con l'aiuto della Madonna sperava di +guadagnarsi anche quest'anno la sua brava bandiera rossa. Non si lagnava +del compagno che gli avevano dato, uno fra i pochi _Castelani_ che +sapessero tenere il remo[1]. Tita aggiungeva poi alcune savie +considerazioni sul tempo che non era perfettamente sereno, ma che, +secondo lui, si sarebbe mantenuto abbastanza buono fino a notte, sul +riflusso che sarebbe cominciato fra le cinque e le cinque e mezzo, e su +altri argomenti di non minore importanza. Anche il conte Zaccaria, padre +di Leonardo, s'era alzato di buon mattino e girava su e giù per le +stanze in compagnia dell'agente generale, _sior_ Bortolo, descrivendogli +l'accoglienze ricevute il dì prima da Sua Maestà, la quale s'era +mostrata informatissima della grandezza dei Bollati e gli aveva detto +subito!--Ah, Bollati.... nome storico.... conosco.--E il conte Zaccaria +osservava che, quando si ha un nome storico, si ha l'obbligo di curarne +lo splendore senza badar troppo al dispendio, e che già ci son certe +spese le quali possono considerarsi più ch'altro una buona investita di +capitali, e ch'egli non era pentito sicuramente d'aver fatto ristaurare +il palazzo e addobbare l'_Uscocca_, perch'eran tutte cose le quali +tornavano a lustro della famiglia. Parole d'oro a cui _sior_ Bortolo, +uomo furbo e discreto, si guardava bene dal contraddire. + +Se il conte Zaccaria era disposto quella mattina a veder tutto color +rosa, la nobildonna Chiaretta, sua illustre consorte, pessimista per +indole, s'era svegliata d'umor più nero del consueto. Essa diceva chiaro +alla cameriera che non vedeva l'ora che questa baldoria finisse, e +ch'era una vita da cani, e che, se durava ancora un mese così, ci +avrebbe rimesso la pelle. Meno male se l'amor proprio fosse stato +soddisfatto. Ma ci voleva quel grullo di suo marito per contentarsene. +Ormai tutti potevano avvicinare i Sovrani, tutti potevano andare a +Corte, ed ella aveva avuto l'umiliazione di trovarvi certe donnette che +non avrebbe ricevuto in casa sua, certe contesse di princisbecco che non +si sapeva di dove venissero. Al gran ballo poi sarebbe stato uno +scandalo addirittura. Eran stati messi in giro duemila inviti e s'era +dovuto discendere fino ai nobili dell'Ordine dei _segretarii_, fino ai +cavalieri della Corona di ferro di terza classe, fino ai mercanti +arricchiti e alle loro femmine. Che più? Si diceva, ma questo la +contessa Chiaretta non voleva crederlo, che ci sarebbe stata anche la +moglie d'un banchiere ebreo. In verità, eran cose che a pensarci +facevano salire i rossori al viso, e quando Sua Eccellenza Chiaretta ci +pensava, le veniva quasi quasi la voglia di affigliarsi alla setta della +_Giovine Italia_. Intanto oggi c'era la seccatura di vedersi il palazzo +pieno di gente, forestieri in gran parte, per merito soprattutto del suo +signor genero e della sua signora figliuola, che quand'erano a Venezia +le _intedescavano_ la casa. + +La contessina Maddalena Bollati, figlia primogenita delle loro +Eccellenze Zaccaria e Chiaretta, s'era sposata due anni addietro, uscita +appena dalle Salesiane, col signor marchese Ernesto Geisenburg-Rudingen +von Rudingen ufficiale degli ussari, possessore di molte terre e +castella in Moravia. Matrimonio levato a cielo dagli uni, aspramente +censurato dagli altri, tanta è la varietà degli umani giudizii. Per noi +due cose sole son certe: _primo_, che il nome del marchese Ernesto +Geisenburg-Rudingen von Rudingen figurava nell'almanacco di Gotha, e, +via, ci pare che bisogni discorrer con qualche riguardo d'una persona +ch'è registrata nell'almanacco di Gotha; _secondo_, che il detto signor +marchese possedeva quella prosopopea che si conviene ai grandi +personaggi. La boria dei Bollati non era nemmeno paragonabile a quella +del loro signor genero. L'aristocrazia veneziana si sa, visse sempre in +dimestichezza col popolo e il suo orgoglio di casta prese tutt'al più la +forma d'una famigliarità impertinente. Ma l'aristocrazia tedesca non +ammette scherzi e vuol far capire ai semplici mortali ch'è già una sua +gran degnazione s'ella permette agli altri di tirare il fiato alla sua +presenza. Siccome poi il marchese Ernesto aveva appiccicato le sue belle +qualità alla consorte, così la vicinanza della nobilissima coppia faceva +l'effetto d'una pietra da mulino sullo stomaco. + +I coniugi Geisenburg-Rudingen von Rudingen, venuti a Venezia apposta per +ossequiare le LL. MM, erano ospiti in casa Bollati da due settimane, e +proprio nel momento in cui la contessa Chiaretta si sfogava in +querimonie con la cameriera, la marchesa Maddalena strapazzava in +tedesco la sua _Zimmermädchen_, e il marchese Ernesto con l'aiuto d'un +servo si metteva il busto e si stringeva la vita. Bisogna notare che il +marchese, afflitto da obesità prematura, doveva far sforzi erculei per +dissimulare la sua imperfezione e per esser contenuto nella sua +succinta divisa di capitano di cavalleria. E quando tra lui e il servo +avevano sudato due buone ore, il signor marchese acquistava l'apparenza +di un 8 pietrificato. Si capisce come queste condizioni fisiche non gli +permettessero di restar nell'esercito, ed egli infatti aveva chiesto e +ottenuto la sua licenza, conservando però il diritto di vestir +l'uniforme. + +Non sarà inopportuno per ultimo di dare una capatina in una stanza del +secondo piano dove si trova inchiodato da due anni per una paralisi alle +gambe il padrone vecchio, l'ottuagenario conte Leonardo, comandante di +galera ai tempi della Serenissima. Lungo, stecchito, grinzoso, il conte +Leonardo era sdraiato sur una poltrona presso una finestra che guarda il +Canalazzo, mentre dietro di lui un barbiere antidiluviano gli pettinava +il parrucchino e gli ravviava i quattro peli tinti delle basette. Il +conte Leonardo, che aveva ancora sciolta la lingua e pronta la memoria, +stava passando in rassegna le innumerevoli regate a cui aveva assistito +nella sua vita. Gl'importava molto di veder quella d'oggi, egli che +aveva visto quelle per l'Imperatore Giuseppe II, per i duchi del Nord, +per il conte di Haga, per Napoleone e pel principe Eugenio! + +E il barbiere, rincarando la dose, soggiungeva:--Chi ha visto ciò che si +faceva sotto San Marco non ha più nulla da vedere. Eh, _lustrissimo_, a +pensare che se invece di quel minchione del Condulmer ci fosse stato +lei a capo della flotta, avremmo ancora la nostra Repubblica!... + +--Via, via--rispondeva modestamente Sua Eccellenza--la cosa non era +tanto facile.... Quei maledetti Francesi erano un osso duro da rodere. + +Ma il barbiere non si dava per vinto. + +--Ci son mancati gli uomini, ecco il male. Il cavalier Emo era morto, e +il solo che potesse supplirlo era tenuto in un posto subalterno. Così ci +son capitate addosso tutte le disgrazie. Prima quei matti del Governo +democratico, poi i _patatuchi_, poi i Francesi, poi i _patatuchi_ da +capo, che il diavolo se li porti.... + +Il conte Leonardo gli diede sulla voce: + +--Non vi fate sentire dal marito di mia nipote. + +L'altro si strinse nelle spalle.--Io non sono che un miserabile insetto, +ma Vostra Eccellenza sa che quel matrimonio.... + +--Non l'avete mai potuto digerire. + +--A me non toccherebbe parlare, ma santo Iddio, c'era proprio bisogno +che una damigella Bollati andasse a cercarsi lo sposo laggiù? + +--Cosa volete? Si sono innamorati del nome. + +--Un nome che riempie la bocca.... Bel gusto. + +--Un gusto come un altro... Per me tanto li ho lasciati fare, che non ho +mai voluto perdere il mio tempo a raddrizzar le gambe ai cani.... E.... +che novità ci sono in paese? + +--Ma! Tutte queste feste.... + +--Ne ho intronata la testa da mio figlio e da mia nuora.... Novità +d'altro genere?... + +--Non saprei.... Pare che il Patriarca si sia intromesso perchè il +nobil'uomo Zulian riprenda in casa la moglie. + +--La riprenderà, la riprenderà.... Anche suo padre ha fatto lo stesso. + +Gli occhi del vecchio luccicarono. + +--Vostra Eccellenza ne sa qualche cosa--soggiunse maliziosamente il +barbiere. + +--_In temporibus illis_.... E poi? + +--Dicono che la signora Giuliana Polo non voglia più fra i piedi Sua +Eccellenza Barbarigo... + +--Scene di gelosia a settant'anni? + +--Pare che la signora Giuliana abbia colto l'amico in flagranti. + +--Eh?--esclamò il conte Leonardo sbarrando gli occhi.--In flagranti? Con +chi? + +--Non saranno state che carezze innocenti..... con la cameriera. + +--Briccone d'un Barbarigo!... Avanti. + +--Hanno messo il sequestro sui beni dei Napodano. + +--Era da aspettarselo.... È finito? + +--È morto il ragazzo Partecipazio. + +Il nobil'uomo Leonardo tentennò il capo.--Ecco un'altra grande famiglia +che s'estingue. Povero Libro d'oro! + +--Speriamo che i Bollati durino ancora per secoli--disse il +barbiere.--_In sæcula sæculorum._ + +--Uhm!--borbottò tristamente il vecchio patrizio. E troncò il +colloquio. + + +NOTE: + + [1] È noto che i popolani di Venezia si distinguevano in + _Castelani_ e _Nicoloti_, secondo ch'erano nati e battezzati + nell'una o nell'altra parte della città. Per antica consuetudine, + nella regata si mette in ciascun _gondolino_ un _Castelano_ e un + _Nicoloto_, assicurando così un uguale successo alle due frazioni. + + + + +II. + + +La regata doveva cominciare alle cinque pomeridiane, ma fin dalle +quattro il piano nobile del palazzo formicolava di dame e di cavalieri, +e il conte Zaccaria col pomposo genero a fianco conduceva in giro per +l'appartamento tre o quattro austriaci d'alto affare, duri, impettiti, +coperti di decorazioni. Era un bel palazzo davvero quello ch'egli +mostrava a' suoi ospiti, uno di quegli edifizi maestosi e leggiadri ad +un tempo di cui gli architetti moderni hanno perduto il segreto. _Stile +del classicismo avviato alla decadenza_, lo dicono le Guide, e ne +attribuiscono la costruzione al Sansovino o a uno dei suoi discepoli. +Cinquant'anni fa, esso era anche uno dei pochi palazzi veneziani che +nell'interno serbassero il carattere primitivo. Dalle travi dello +spazioso androne pendevano due grandi fanali che avevano già appartenuto +a due galere della Repubblica; il soffitto della lunga sala era adorno +di elegantissimi stucchi che incorniciavano degli affreschi non privi di +merito; sopra gli usci che nella sala stessa s'aprivano a destra e a +sinistra c'erano dei ritratti di famiglia, quali col corno ducale in +testa, quali in armatura, quali con la zimarra senatoriale, quali col +vestito paonazzo a larghe maniche dei procuratori di San Marco. Altri +quadri coprivano le pareti, e fra i molti ce n'erano alcuni realmente +pregevoli, un Tintoretto, un Palma giovane, un Paris Bordone. Il salotto +di ricevimento, i cui muri erano coperti d'arazzi di Francia, aveva un +caminetto di marmo scolpito dal Vittoria, un'antica lumiera di Murano e +due bei candelabri di bronzo, che riproducevano in assai minori +proporzioni i due famosi della Cappella del Rosario a' SS. Giovanni e +Paolo. Pesanti cortine di damasco rosso, un po' sfilacciate e sgualcite, +moderavano la luce ch'entrava dall'ampie finestre, e la medesima stoffa +rivestiva i seggioloni dagli alti schienali intagliati ch'erano disposti +in giro simmetricamente e davano alla stanza un aspetto grave e solenne, +come se dovesse a ogni momento adunarvisi il Consiglio dei Dieci. Nel +salottino attiguo si ammiravano alcuni quadretti del Canaletto e del +Longhi e due pastelli di Rosalba Carriera. E qua e là, nell'altre parti +del palazzo, erano pure oggetti artistici di pregio, senza contare le +argenterie, le maioliche, le porcellane. Si diceva, per esempio, che la +collezione di vecchio Sassonia ch'era stata acquistata dal nobil'uomo +Cristoforo Bollati durante la sua ambasciata a Vienna fosse la più bella +che c'era in Venezia. + +Mentre che il conte Zaccaria faceva da cicerone agl'illustri forestieri +e il marchese genero gli serviva da interprete, gli altri invitati si +pigiavano nel salotto degli arazzi intorno alla languida contessa +Chiaretta, o, prudentemente, prendevano il loro posto sul poggiuolo o +davanti a qualche finestra per goder meglio dello spettacolo. + +Chi ha un po' l'abitudine della società sa benissimo che in ogni +ricevimento, in ogni festa c'è un manipolo di persone alle quali nessuno +bada e che i servi stessi dimenticano volontieri nell'andar in giro coi +rinfreschi. Sono i parenti poveri, i vecchi conoscenti di famiglia, i +maestri dei bimbi, tutta gente a cui s'è detto a bocca stretta:--Se +venite ci farete un piacere--lasciando sottintendere un'altra frase--Se +non venite, ce ne farete due. + +In questa condizione umiliante si trovavano quel giorno il conte Luca e +la contessa Zanze Rialdi, cugini dei padroni, relegati insieme con la +loro figliuola Fortunata a una finestra di fianco che dava sul _rio_ e +dalla quale il Canal Grande si vedeva solo in iscorcio. Nè la finestra +era esclusivamente per i Rialdi, chè anzi essi dovevano dividerla con +Don Luigi, precettore del contino Leonardo, e con un'altra signora +soprannominata la contessa Ficcanaso per la rara abilità con cui essa +riusciva a insinuarsi dappertutto e a saper tutti i pettegolezzi della +città. + +La contessa Zanze e la contessa Ficcanaso si facevano mille moine, ma +in fondo non si potevano soffrire. E quel giorno poi a trovarsi appaiato +nella stessa mortificazione provavano una stizza grandissima.--Che +vogliano levarsi dai piedi la Ficcanaso--pensava la contessa +Zanze--questo si capisce, ma un trattamento simile a me, che sono della +famiglia!--E l'altra diceva in cuor suo:--Facciano quante asinerie +vogliono a una parente povera; chè già quella è una vera mignatta, ma +usino i dovuti riguardi a una persona del mio grado. + +Malgrado del disprezzo reciproco, è probabile però che le due contesse +si sarebbero sfogate a sparlar dei padroni di casa se la presenza di don +Luigi non le avesse tenute in riga. E sì che don Luigi della roba sullo +stomaco ne aveva anche lui, e aveva una voglia di dirne quattro! Per San +Filippo Neri! Un sacerdote par suo, un letterato, il precettore del +padroncino, il cappellano della famiglia, cacciarlo in un angolo come se +fosse una spazzatura, come se si vergognassero di lui! E si vantavano +d'esser gente devota alla Chiesa! Queste cose don Luigi le aveva sulla +punta della lingua, ma non le diceva per paura degli altri, e +specialmente di quelle femmine chiacchierone. Così, per darsela ad +intendere a vicenda, il prete e le due signore andavano a gara nel +levare a cielo la bellezza degli addobbi, il buon gusto dei ristauri e +lo sfarzo con cui si faceva tutto in casa Bollati, e solo di tratto in +tratto si permettevano qualche osservazione a carico dell'una o +dell'altra fra le dame raccolte nel geniale ritrovo. Erano allusioni +velate, erano suggestioni piene di carità evangelica, erano timidi dubbi +seguìti dall'onesta frase: Non bisogna credere alle cattiverie del +mondo;--erano lamentazioni generiche sul pervertimento dei costumi e +sulle gravi conseguenze della vanità. + +Nè il conte Luca, nè Fortunata prendevano parte a siffatte mormorazioni. +Il conte Luca non aveva fiele, e per lui, a metterlo in disparte, gli +facevano un piacere fiorito, chè alla società egli non si era mai potuto +avvezzare, e della Regata non gliene importava un'acca, e sarebbe +rimasto ben volentieri a casa sua, davanti alla scacchiera, l'unica +passione della sua vita, a studiarvi un problema intorno al quale +ammattivano da più giorni gli avventori del caffè alla _Vittoria_. In +quanto a Fortunata, ch'era una ragazzina timida e sbiadita di dodici +anni e mezzo, non le veniva neppure in capo di lagnarsi del posto che le +avevano assegnato. Di dove era, allungando un po' il collo, ella vedeva +benissimo il Canal Grande, vedeva perfino le signore che si facevano +fresco sul poggiuolo d'un palazzo prospettante il palazzo Bollati. + +Sotto la sua finestra poi, all'imboccatura del _rio_, c'era un grosso +battello che serviva a sbarrare il passaggio (come s'usa nei giorni di +regata), ed era pieno di gente allegra, uomini, donne, fanciulli che +ingannavano il tempo mangiando semi di popone e disputando romorosamente +intorno all'esito probabile della gara. C'erano due partiti. Gli uni +tenevano per Tita Oliva, gli altri, meno numerosi, per quel Nane +Sandretti detto _Bisatto_ ch'entrava in regata per la prima volta. Tita, +come sappiamo, era il gondoliere di casa Bollati, e quando lo si +nominava, tutti gli occhi si alzavano verso la finestra a cui era +affacciata la ragazza Rialdi. + +Il cuore di Fortunata batteva anch'esso per Tita, ch'era sempre gentile +con lei e che la chiamava padroncina. Nel venir a palazzo essa lo aveva +incontrato per istrada già vestito da _regatante_, con la sua fascia +rossa intorno alla vita, l'aveva incontrato insieme con tre o quattro +altri compari, ed egli aveva salutato rispettosamente lei, il conte Luca +e la contessa Chiaretta, e aveva detto:--Adesso si va col gondolino ai +Giardini, e speriamo bene. + +Come la Fortunata gli augurava il trionfo! Come si sentiva inclinata +verso quelli che parteggiavano per lui, come l'indispettivano i fautori +di quel Nane Bisatto che aveva la petulanza di venir a lottare coi +provetti! + +Un fremito di voci umane, un rumore crescente di applausi annunziò +l'avvicinarsi delle gondole di Corte, le quali, precedute e seguìte +dalle _bissone_, facevano il giro del Canal Grande prima che i gondolini +della regata si mettessero in moto. Il corteggio passò e ripassò come un +lampo davanti al palazzo Bollati, dove le signore sventolavano i +fazzoletti e gli uomini gridavano con quanto fiato avevano in corpo: +_Viva l'Imperatore, viva l'Imperatrice!_ È utile rammentare a questo +proposito che, quantunque anche in quel tempo vi fossero in Venezia +uomini gagliardi e generosi pronti a versare il loro sangue per +l'indipendenza della patria, e non mancassero gli affigliati alla +_Giovine Italia_, la grande maggioranza della popolazione accettava +rassegnata il dominio austriaco e applaudiva i Sovrani col solito +entusiasmo della folla per tutto ciò che brilla ed abbaglia. + +--Viva, viva!--strillava Fortunata con la sua vocina. E continuava, +rossa dall'emozione:--Ah, ecco l'_Uscocca_, ecco l'_Uscocca_.... Mamma, +babbo, presto, guardate Leonardo.... Come sta bene! + +In ginocchio sulla prora della sua svelta ed elegante _bissona_, sotto +un baldacchino tutto veli e frangie inargentate, il contino Bollati +animava i rematori col gesto e con la voce, e pareva un antenato di sè +medesimo alla battaglia di Lepanto. + +--Ah!--seguitava la fanciulla in preda a un nuovo parossismo +d'ammirazione.--E quella è la lancia del collegio di marina... ci +dev'esser Gasparo lì dentro... sì, sì... eccolo là.... Babbo, mamma... +non lo vedete?... È lui che governa il timone.... + +--Sì, sì, cara--rispondevano i genitori--non spingerti tanto fuori dal +davanzale. + +Gasparo era il fratello maggiore di Fortunata, allievo dell'Accademia di +marina, e prossimo a uscirne cadetto. + +La fulgida visione disparve, e di lì a poco s'intese il cannone che +annunziava la partenza dei _regatanti_ dalla punta dei Giardini +pubblici. Un lungo mormorio corse attraverso la folla accalcata sulle +due rive del Canalazzo; poi si fece uno di quei silenzi solenni in cui +si sente palpitare il cuore d'un popolo. Oggi scaduta dalla sua +importanza, la regata era fino a trent'anni fa lo spettacolo favorito +dei Veneziani. A ogni modo, essa era ed è sempre lo spettacolo popolare +per eccellenza. La lotta dei gladiatori in Roma antica, la corsa dei +tori in Ispagna trovano forse una maggior partecipazione in tutte le +classi sociali, ma nessuna festa scuote più vivamente le fibre della +moltitudine. Quanto tempo prima se ne discorre nei _traghetti_, per le +osterie, nelle case, nei trivii, quanto tempo dopo si continua a +parlarne! E il giorno della prova, mezza Venezia si spopola per +riversarsi sull'altra metà. La gente s'insacca nelle barche, nelle +_peate_, nei battelli d'ogni forma e misura, fa ressa sulle +_fondamenta_, paga volentieri qualche soldo per assicurarsi una seggiola +o un posto sopra qualche panca, o s'arrampica sugli sporti delle +fabbriche, sull'inferriate delle case, sui piedestalli dei candelabri, o +s'addensa dietro le spallette del ponte di Rialto, la cui mole maestosa +e severa sembra acquistare il moto e la vita a quell'ondeggiamento di +teste. E in quel giorno più che mai il popolo è superbo della sua +Venezia, e s'inebbria in quel tripudio di colori e di luce onde ogni +cosa s'anima e si trasfigura, dal freddo marmo dei palazzi gotici, +arabi, lombardeschi, barocchi, alle carni pastose e alle fulve o brune +chiome delle donne e delle fanciulle. + +Ma ecco nuovamente venir di lontano un rumore che somiglia al muggito +del mare, ecco una viva ansietà dipingersi nei volti, ecco tutti gli +sguardi tendere a un punto. + +--Son vicini... + +--Son qui... + +--Chi è il primo? + +--Non si capisce.... C'è il sole che confonde la vista. + +Il conte Zaccaria, gonfio e pettoruto pel bel successo della sua +_Uscocca_, aveva annunziato come cosa sicura a' suoi ospiti che il primo +sarebbe stato il gondolino rosso N. 6 a poppa del quale vogava il suo +Tita Oliva. Ma, ohimè, il gondolino N. 6 non era che il secondo, e anche +questo secondo posto gli era fieramente contrastato dal gondolino viola +N. 4; l'uno e l'altro poi erano preceduti d'un buon tratto dal gondolino +celeste N. 8, su cui si trovava il formidabile Nane Bisatto. I gondolini +5 e 7 si disputavano il quarto premio, gli altri, ormai disperati di +riuscire, venivano dietro lentamente a grande distanza. + +--Non è deciso nulla--disse il conte Zaccaria facendo di tutto per +nascondere il proprio dispetto.--Riderà bene chi riderà ultimo. + +Infatti i gondolini dovevano ancora giungere al punto estremo del Canal +Grande, a Santa Chiara, poi girare intorno a un palo che qui chiamano +il _paletto_, e rifare una gran parte del cammino fin presso +l'imboccatura del _rio_ Foscari, ove sorge la cosidetta _Macchina_, ch'è +una elegante baracca di legno improvvisata sull'acqua e segna la meta +ultima della corsa. In tal maniera, da tutti i palazzi che stanno tra il +_rio_ Foscari e Santa Chiara, i _regatanti_ si vedono due volte, cioè +all'andata e al ritorno. E realmente il ritorno può serbare non piccole +sorprese, e tale che chi era primo diventa secondo, e tal altro che +pareva ormai fuori d'ogni speranza accenna a conquistarsi valorosamente +la sua bandiera. Ma questa volta gl'intenditori dicevano chiaro e tondo +che a Nane Bisatto il primo premio non lo portava via _neppure il Padre +Eterno_, giacchè c'era troppa distanza tra lui e il gondolino di Tita +Oliva, ed era già molto se quest'ultimo poteva mantenersi il secondo e +non esser sorpassato dal gondolino N. 4, quello dove c'era Menico +Fichetti da Pellestrina, un giovine piccolo e sottile, ma che aveva +nervi d'acciaio. + +Questi discorsi si tenevano anche nel barcone ch'era fermo +all'imboccatura del _rio_ sotto il palazzo, e Fortunata che aveva preso +tanto a cuore la causa di Tita, si metteva nei panni di lui e aveva una +gran voglia di piangere. + +La contessa Zanze, la contessa Ficcanaso e don Luigi erano in +disposizione d'animo affatto diverse, e, poichè il fiasco del barcajolo +veniva a ricader sui padroni, ne provavano una segreta esultanza, che +non esprimevano apertamente, ma che lasciavano trapelare. Don Luigi +faceva delle riflessioni filosofiche sulla caducità delle cose umane, +sullo sperpero del danaro pubblico e privato in feste e in bagordi e sul +poco giudizio che c'era a distrarre i ragazzi dagli studi per farli +andare sulle _bissone_.... Con quella voglia che avevano di studiare! Le +due contesse assentivano appieno alle savie parole del sacerdote, tanto +più che il servo aveva presentato loro il vassoio dei dolci quando tutti +s'erano già preso il buono e il meglio, e ciò le aveva esacerbate fuor +di misura. + +Ma il dialogo fu troncato dal riapparire dei _regatanti_. Ora, la +finestra sul _rio_ guardava precisamente verso la parte dalla quale i +gondolini tornavano, e Fortunata vide ben presto che il _viola_ +continuava ad essere il primo e aveva aumentato anzichè diminuito +l'intervallo che lo separava dagli altri. Il valore di Nane Bisatto +aveva finito ormai col trascinare i più restii, e, con una volubilità +che afflisse e irritò Fortunata, parecchi tra i fautori del suo protetto +si unirono anch'essi a quelli che applaudivano l'eroe della giornata. Ma +quel che è peggio, il gondolino rosso non era più nemmeno il secondo, +non era nemmeno il terzo; era il quarto, quello a cui era destinato +l'ultimo, premio, la bandiera gialla e il relativo porcellino, quasi +un'onta per Tita, avvezzo ai primi trionfi. Povero Tita! Egli non osava +alzar la testa, vogava per l'onor delle armi, ma avrebbe preferito esser +sott'acqua lui e il suo gondolino, piuttosto che sentire tutti quegli +sguardi fissi sopra di sè, piuttosto che passar davanti al palazzo dove +c'erano i padroni e tanti ospiti d'alto affare. Tita non si ricordava in +quel momento di Fortunata, oppure ell'era la sola che, pensando alla sua +umiliazione, aveva gli occhi pieni di lagrime. I padroni invece erano +irritatissimi, dicevano che Tita non era più buono a nulla, e che aveva +compromesso il decoro della casa, e che meritava d'essere strapazzato +senza misericordia. + +Questo incidente fece sì che in palazzo Bollati si gustasse meno +l'ultima parte, pur così bella, dello spettacolo, quando cioè tutte le +barche prima raccolte, ristrette ai due lati del Canal grande, pigliano +il largo e formano un suolo galleggiante che copre e nasconde la +superficie dell'acqua. È per solito l'ora del tramonto, e gli ultimi +raggi del sole scintillano sui ferri bruniti delle gondole, sfolgorano +con bagliori d'incendio sui vetri delle finestre, danno risalto alle +dorature e alle stoffe colorate delle _bissone_, alle livree dei +gondolieri, agli abbigliamenti delle signore, alle vesti chiassose delle +popolane. Ed è un suono di musiche allegre, un vociare confuso, uno +strepito di remi che si urtano, di ferri che cozzano, di carene che +scricchiolano. Indi cala lento lento il crepuscolo, la folla si +disperde, il rumore a poco a poco svanisce, e il Canalazzo ritorna +nell'usato silenzio. + +Frattanto, giù nell'entratura di Cà Bollati, Tita sedeva accasciato +sopra una panca, e non sapeva risolversi a salir dalle loro Eccellenze +dopo lo smacco subìto. Parecchi amici e compari gli facevano corona e si +sforzavano di calmar la sua agitazione e di persuaderlo a presentarsi ai +padroni con la faccia franca, chè già non l'avrebbero mica mangiato vivo +seppure una volta la fortuna gli era stata contraria. In quel gruppo di +confortatori c'erano anche alcune donnette, una sua sorella tra l'altre, +bel tipo di veneziana da Cannareggio, con certi occhi neri e lucenti +come due carboni e con una parlantina inesauribile. + +--_Oh, corpo de diana_--ella diceva al fratello--vorrei anche vedere che +ti trattassero con mala grazia. Io risponderei: Lustrissimi, credono che +a vogare in regata sia lo stesso che a starsene lunghi distesi con la +pancia in giù sui cuscini d'una _bissona_?... Eh, non ho peli sulla +lingua io.... + +Tita s'impazientiva.--I rimproveri dei padroni sono il meno... È l'amor +proprio. + +--To', non la può mica andar sempre bene... Una volta corre il cane e +l'altra il lepre... È stato così dacchè mondo è mondo. + +--_Siora_ Cate ha ragione--soggiungeva un vecchio _gastaldo_ d'un +traghetto vicino, persona assai autorevole--non c'è ragione di +tribolarsi... E lascialo dire a chi se ne intende... _Bisatto_ non è +degno d'allacciarti le scarpe... E se ha vinto oggi, a rivederci domani. + +--È stato quel colpo di vento alla Punta della Salute--ripigliò un +altro.--C'ero io, c'ero. _Bisatto_ l'ha sentito meno perchè il suo +gondolino si trovava più a destra. + +Ma Tita non voleva esser consolato e andava in escandescenze, +soprattutto quando la sua umiliazione gli era rammentata dai guaiti del +porcellino che giaceva in un angolo, più morto che vivo. + +--Povera bestia!--esclamò la Cate, chinandosi sull'infelice animale in +atteggiamento di suora di carità.--Come se ne avesse colpa!... È tutto +ammaccato... Che ragione c'era di pigliarlo a calci? Che se poi crepa di +bile, non è più buono da mangiare. + +--È vero--notò gravemente un nuovo personaggio comparso in quel punto. +Era il signor Oreste, il cuoco, in abito da signore, col _metternicche_ +in testa, una collana d'oro al collo e uno spillone di diamanti sulla +camicia.--È vero--egli riprese dopo una pausa. E inventandosi apposta un +proverbio per l'occasione continuò:--_Bestia ben trattata buona in +pignatta_.... E questa qui non ha bisogno d'altre disgrazie.... Conviene +ingrassarla per una settimana, e poi si potrà farne uno stufatino con la +salsa piccante.... + +--Ma che stufatino!... Ma che salsa piccante!--interruppe la +Cate.--Meglio arrosto. + +--Scusi, _siora_ Cate, è troppo piccolo. + +--Alla malora il porco e i suoi protettori--urlò Tita in una +recrudescenza di furore.--Ch'io possa morire d'un accidente se di quel +porco lì ne assaggio un boccone.... L'avevo detto al mio compagno che se +lo tenesse tutto per lui. + +Ma la sorella, ch'era una giovane savia e positiva, protestò contro +quest'idea bislacca.--Neanche per sogno.... Quello ch'è giustizia.... +Ciascuno la sua parte. + +--Belle parti che si faranno--disse il signor Oreste con piglio +sprezzante, accennando alla piccolezza dell'animale. + +--O che non potrebbe attendere alle sue casseruole, _sior +piavolo_?--rimbeccò la Cate, che non poteva soffrire il cuoco, il quale +un giorno aveva voluto mettere a troppo caro prezzo un piatto di +polpette ch'egli le aveva regalate. + +--Ehi, ehi, la mia _tosa_, che fumi vi montano alla testa? + +--Zitto--sussurrò qualcheduno--che c'è _sior_ Bortolo. + +Infatti, l'agente generale discendeva dalla scaletta del mezzà in +compagnia d'un signore dai baffi grigi che faceva il sensale di mutui e +godeva di una mediocre riputazione. + +--Siamo intesi, caro Bellani... Combinando l'affare l'un per cento a +me.... + +In quel punto la porta della scala di servizio si aprì con violenza, e +un cameriere in livrea gridò tutto trafelato.--Che qualcheduno vada +subito in farmacia a cercare un medico.... Dal dottor Zuliari andrò +io... È venuto un deliquio a Sua Eccellenza Leonardo. + + + + +III. + + +Il deliquio del vecchio conte non durò che pochi minuti, ma i medici, +considerando l'età avanzata e il fisico indebolito di Sua Eccellenza, lo +giudicarono un sintomo gravissimo e non tacquero le loro inquietudini +alla famiglia. Nè s'apponevano a torto; chè di lì a qualche giorno +apparve evidente che il nobil'uomo Leonardo Bollati, patrizio veneto e +comandante di galera sotto la Serenissima, si spegneva a oncia a oncia, +come lampada a cui manchi l'olio. Egli conservò per altro sino +all'ultimo la lucidezza della mente, e quando s'accorse d'essere ormai +bell'e spacciato, chiamò al suo letto il figliuolo e gli tenne +all'incirca questo discorso: + +--Lasciamo i preamboli, perchè non ho tempo da perdere. Presto sarete +voi il capo della famiglia di nome e di fatto. È dunque bene che +sappiate, se non ve ne foste ancora accorto, che, da un secolo a questa +parte, c'è in casa nostra tutta la disposizione ad andare in malora. La +mia colpa ce l'avrò anch'io, ma si è cominciato molto prima di me a +spendere più di quello che si poteva. Se cercherete su nell'archivio le +lettere del vostro prozio Almorò, ambasciatore a Parigi, vedrete ch'egli +domandava 120 mila franchi all'anno per lui solo e l'agente aveva un bel +da fare a trovarglieli. E vedrete anche la polizza delle spese occorse +per le feste date in occasione della nomina a Procuratore di San Marco +di vostro nonno e mio padre Zaccaria. Oh bazzecole! venti mila ducati! +Notate che in quei tempi c'era ogni tanto la sua brava eredità che +capitava in buon punto a colmare i vuoti. Ma adesso i pochi parenti che +ci restano son tutti spiantati, e non so quali eredità si possono +sperare.... Se non fosse da parte dei Rialti.... + +Questa supposizione parve sì comica al conte Leonardo ch'egli si mise a +ridere, e, poichè il riso gli fece venire la tosse, dovette interrompere +la sua arringa. + +--Sì, sì--egli riprese di lì a un paio di minuti--tutti ebbero le mani +bucate nella nostra famiglia. Non è da eccettuarsi che una bisavola, la +quale aveva invece la manìa dell'avarizia, e, fra l'altre cose, lasciò +alla sua morte una cinquantina di pacchi di curadenti con scrittovi +sopra: _usati, ma servibili_. Insomma quello che volevo dirvi si è ch'è +necessario metter giudizio; se no vi assicuro io che, nonostante i due +dogi, i tre procuratori e gli altri illustrissimi personaggi che +vantiamo per antenati, di tutte le nostre ricchezze non ci resterà fra +poco il becco d'un quattrino. E queste cose ditele alla mia degnissima +nuora, che non si sa proprio come spenda il danaro, perchè le nostre +vecchie si divertivano, e quella lì consuma una sostanza in caffè, +cioccolata, _baicoli_ e paste sfogliate. Badate poi al vostro figliuolo +Leonardo, che giurerei destinato a restare un somaro e a diventare un +cattivo soggetto. Finalmente credo utile avvertirvi che tutti i nostri +dipendenti ci succhiano il sangue come tanti vampiri, cominciando +dall'agente generale _sior_ Bortolo e terminando coll'ultimo fattore di +campagna. Già saprete il proverbio: _Fame fator un ano, e se moro de +fame xe mio dano_. Non vi suggerisco di cambiarli, perchè ne prendereste +di quelli che vi ruberebbero ancora di più; solamente tenete gli occhi +aperti e procurate di far meglio di quello che ho fatto io. Io me ne +lavo le mani. È il meno che si possa fare quando si va all'altro mondo. + +In complesso il sermone del conte Leonardo era pieno d'idee giudiziose, +ciò che prova come tutti gli uomini in punto di morte abbiano +l'attitudine a dar buoni consigli, perchè sanno di non doverli più +avvalorar con l'esempio, e perchè non temono più le conseguenze dei +sacrifizi che suggeriscono agli altri. + +E invero quando, dopo pochi giorni, Sua Eccellenza morì con tutti i +conforti della religione, il suo testamento parve fatto apposta per +ismentire le savie massime ch'egli aveva predicato, tanti e di tante +specie erano i legati che imponeva all'erede. Ce n'era sotto forma di +elargizioni a opere pie, di somme da pagarsi in una sol volta a parenti +ed a amici, di elemosine ai poveri, di pensione alla servitù, ecc., ecc. +Nè mancavano istruzioni precise, minute, circa ai funerali che dovevano +essere tra i più splendidi che si fossero visti. + +Questi funerali i vecchi parrocchiani se li ricordano ancora. Essi si +ricordano perfettamente quanti minuti impiegasse il corteo per giungere +dal palazzo alla chiesa, quanti preti, quante confraternite, quante +rappresentanze civili e militari, quanti servi di casa, quanti +gondolieri di famiglie patrizie vi prendessero parte, e che folla di +curiosi venisse in coda, donne, ragazzi, pezzenti d'ogni età e d'ogni +sesso, che, trattenuti a fatica dai fanti del Municipio, si accalcavano +gli uni sugli altri, mormorando per non aver potuto avere il torcetto. +In chiesa poi era uno spettacolo imponente. Le pareti e i pilastri erano +rivestiti di drappo nero con galloni d'argento, un gran catafalco con +iscrizioni ai quattro lati s'ergeva nel mezzo, le fiamme oscillanti dei +ceri abbarbagliavano gli occhi e gettavano in faccia dei buffi d'aria +infocata. Dopo che il feretro fu issato sul catafalco, intorno al quale +stavano ritti ed immobili quattro pompieri con le spade nude e quattro +servitori con le torce accese, principiò la cerimonia religiosa, una +cerimonia che non voleva finir mai. Le onde sonore che partivano dalla +cantoria accrescevano, s'era possibile, il caldo affannoso, la gente, +stipata come le sardelle in barile, si rasciugava i sudori con la manica +del vestito (seppur le riusciva di alzare il braccio), e di tratto in +tratto, non potendone proprio più, metteva dei muggiti simili a quelli +del mare in burrasca. Insomma, quando piacque a Dio, il parroco +pronunziò l'assoluzione e il funerale si mosse. Ci fu di nuovo un serra +serra, qualche bimbo rischiò di restar schiacciato, qualche donna cadde +in deliquio, ma non s'ebbero a deplorare disgrazie maggiori. Nel _campo_ +davanti alla chiesa un picchetto di soldati di marina rese alla bara gli +onori militari; poi, non usandosi in quei tempi i discorsi, la bara fu +accompagnata sino al canale, e venne deposta in una _peota_ riccamente +addobbata, nella quale salirono i famigli del defunto, alcuni pompieri e +fanti del Municipio. La _peota_ preceduta da una barca con la musica e +seguita da uno stuolo di gondole si diresse verso il cimitero di San +Michele di Murano. + +La folla si disperse da varie parti. Solo un centinaio di poveri (donne +in gran parte) s'avviarono al palazzo per buscarsi qualche soldo +d'elemosina. + +_Sior_ Bortolo, il quale, soffrendo un po' d'asma non era andato in +chiesa, ebbe un bel da fare a liberarsi da quest'arpie ch'eran riuscite +a penetrar nel _mezzà_ e lo assordavano delle loro querimonie. + +--A mio marito non hanno dato nemmeno una candela. + +--Ho quattro creature, io.... + +--Son due giorni che non si accende fuoco in casa.... + +--Sono un povero vecchio impotente.... + +--Ho il figliuolo coscritto. + +--Andate in pace--diceva _sior_ Bortolo--chè già nel testamento di S. E. +Leonardo c'è un legato pei poveri della parrocchia. + +--Oh _paron benedeto_!--stillavano alcune di quelle megere--di quei +soldi lì noi altri non ne vediamo.... Se li mangia il pievano. + +--Eh, vergogna. Che discorsi! + +--Pur troppo, _sior_ Bortolo.... Pur troppo la è sempre così. + +--Se anche non li mangia tutti--soggiungeva una femmina d'opinioni +moderate--li distribuisce a suo modo, a chi non li merita, a chi non ha +bisogno.... Sia buono, _sior_ Bortolo, ci dia qualche cosa. + +_Sior_ Bortolo si lasciava commuovere e cacciava le mani dentro un +cassetto.--Uno alla volta.... Marco. + +Marco era un fattorino addetto all'agenzia. + +_Sior_ Bortolo gli diede una manata di soldi con l'incarico di +licenziare tutta quella gente, e Marco ricorrendo a _sior_ Bortolo ogni +volta che la provvista era esaurita, persuase i postulanti ad andarsene. +In questa delicata operazione egli seppe far in modo che qualche mezza +svanzica si smarrisse nelle tasche della sua giacchetta. _Sior_ Bortolo, +dal canto suo, nel registrare la sera tutte le spese innumerevoli della +giornata, stimò opportuno di arrotondare la cifra, sembrandogli forse +che il decoro della nobile famiglia Bollati esigesse di far comparire +nei libri una somma maggiore del vero. + +Sua Eccellenza il conte Leonardo Bollati, che scendeva sotterra in quel +giorno d'ottobre 1838, non era un grand'uomo, come volevano far credere +i suoi panegiristi. Egli aveva avuto la fortuna di conquistare in +gioventù una certa riputazione di valore combattendo sotto gli ordini +dell'ammiraglio Emo nell'impresa di Tunisi, e aveva avuto l'abilità di +conservar quella riputazione, non mettendola mai alla prova. Così più +d'uno aveva creduto (e abbiamo visto che tale era anche l'opinione del +vecchio barbiere) che se, nel 1797, egli fosse stato alla testa della +flotta, le cose sarebbero andate diversamente. + +Caduta la Repubblica, Sua Eccellenza non volle più servire nè sotto il +Governo democratico che le succedette per pochi mesi, nè sotto alcuno +dei Governi che si avvicendarono poi, e quest'atto, che forse in lui era +da attribuirsi a sola pigrizia, fu interpretato quale una protesta +dignitosa contro i nuovi ordinamenti politici della patria. È vero che +questo suo nobile disdegno non gl'impedì d'essere tra i patrizi +veneziani i quali sollecitarono dall'Austria la corona di conte. + +Se Sua Eccellenza Leonardo Bollati abbandonò dopo il 1797 i pubblici +uffici, non si può dire ch'egli si consacrasse con molto zelo alle sue +faccende private, chè anzi, mortagli la moglie in età ancora fresca, +egli non si diede alcun pensiero dell'unico figliuolo rimastogli, e +continuò invece, fin che la salute glielo permise, a menar vita +dissipata e galante. A ogni modo, sia pel fascino esercitato dal suo +nome storico, sia pei ricordi che gettavano una luce favorevole sulla +sua gioventù, sia per una certa prontezza e festività di spirito, sia +per le maniere affabili sotto le quali egli dissimulava l'alterigia e +l'egoismo nativo, sia pel largo patrimonio ch'è mezzo sicuro di coltivar +le aderenze, il conte Bollati era un uomo assai popolare e molti +riverivano in lui uno degli ultimi rappresentanti di quell'aristocrazia +veneziana che diede così splendidi esempi di senno civile. E quantunque +da alcuni anni egli non si facesse veder quasi da nessuno e lasciasse +far tutto al figliuolo, la sua morte recò una scossa notevole al credito +della famiglia, cosa di cui l'agente generale fu il primo ad accorgersi +nel combinare l'operazione finanziaria indispensabile pel pagamento dei +numerosi legati. + +_Sior_ Bortolo era una perla d'agente, che non seccava mai i padroni coi +molesti predicozzi dei commessi troppo scrupolosi, che non lesinava mai +il danaro, nè sollevava dubbi e difficoltà. A ogni straordinaria +richiesta di fondi, egli atteggiava le labbra a un sorrisetto serafico e +rispondeva:--Sarà fatto.--E non c'era pericolo ch'egli non mantenesse la +sua parola. Ohibò! Si era sicuri di vederlo comparire il domani più +sorridente ancora del consueto con la somma precisa di cui si aveva +bisogno. E la soddisfazione che _sior_ Bortolo provava nel compiacere la +nobile famiglia era tale ch'egli diventava ogni giorno più lucido e +grasso, tanto lucido da parer spalmato di lardo, tanto grasso da +raggiunger quasi la forma sferica. + +Sappiamo già che il conte Leonardo era intimamente persuaso che l'ottimo +_sior_ Bortolo rubasse a man salva. Ma egli diceva:--Non posso mica +attender io stesso ai miei affari. E a qualunque altro li affidassi, +sarebbe peggio.--Il conte Zaccaria poi non faceva neanche questo +ragionamento; egli lasciava correre senza badare più in là. + +Adesso però, sotto l'impressione delle profezie e delle ammonizioni +paterne, egli stimò necessario di veder coi suoi occhi come stavano le +cose, e ordinò a _sior_ Bortolo di preparargli un prospettino da cui +apparisse chiaro lo stato del patrimonio. E _sior_ Bortolo con mirabile +sollecitudine allestì un lavoro degno della sua perizia di contabile e +di calligrafo. Frutto di queste lucubrazioni furono due nitidi specchi a +doppia colonna, l'una per il dare, l'altra per l'avere. Nel primo +figuravano a destra le somme a cui erano stimati i beni della famiglia, +possidenze in città e in campagna, oggetti d'arte e oggetti preziosi, +ecc. ecc.; a sinistra si leggevano i nomi dei varii creditori insieme +con le cifre dei loro crediti. Qui c'era una bella differenza in più +nell'avere. Nel secondo specchio erano disposte nello stesso ordine +l'entrata e l'uscita: spese domestiche presunte, livelli, tasse, +interessi dei mutui. E c'era una bella differenza anche qui, ma in senso +contrario; il dare superava l'avere di parecchie migliaia di lire. + +--Capisco, capisco--disse il conte Zaccaria dopo aver esaminato per +mezz'ora i due prospetti in lungo e in largo--noi avanziamo ogni anno +dai quattro ai cinquemila ducati. + +--Scusi, Eccellenza--interpose l'agente--è proprio il rovescio. Si +spendono quattro o cinquemila ducati in più. + +Il conte Zaccaria si grattò la nuca. + +--E come va questa faccenda? + +--Ma!--rispose _sior_ Bortolo, sprofondando la testa fra le spalle.--Mi +pareva che S. E. Leonardo (pace all'anima sua) l'avesse avvertita.... + +--Sì, sì, mi disse qualche cosa.... senza parlare di cifre.... + +--Del resto--ripigliò l'agente per dorar la pillola--del resto, se ci +fossero due buoni raccolti di seguito, un aumento nelle entrate lo si +dovrebbe vedere. Poi c'è qualche livello che sta per cessare.... In ogni +modo, non lo dissimulo, un po' d'economia sarebbe assai utile. Dal canto +mio, per quanto riguarda l'agenzia, procurerò sicuramente.... ma +bisognerebbe che anche in famiglia.... perdoni, Eccellenza, se mi prendo +questa libertà.... ma è la mia devozione per la casa Bollati. + +--Bene, bene.... vedremo.... Capisco.... + +--Di qui ad alcuni anni poi--soggiunse _sior_ Bortolo--il contino +Leonardo, col suo nome e con le sue belle qualità, che il Signore Iddio +gli conservi, potrà trovar la dote che vuole.... + +--Affari lontani, caro amico, affari lontani.... + +--Lontani, ma sicuri. + +A questo punto _sior_ Bortolo mostrò al principale un polizzino +supplementare con la nota delle tasse e dei legati che conveniva pagar +subito, e disse in qual modo, salvo sempre l'approvazione di S. E., egli +aveva creduto di provveder la somma occorrente. E S. E., che rispondeva +sempre _capisco_ e non capiva mai nulla, si spicciò con due parole: + +--Fate voi.... Purchè non si tratti di vendere.... Vendere significa +diminuire il patrimonio, e io voglio tramandarlo intatto a mio figlio. + +Esposta questa savia massima amministrativa, il conte Zaccaria prese la +eroica risoluzione di raccomandare alla sua illustrissima consorte una +maggiore economia nelle spese di casa, e citò a sostegno della sua tesi +gli avvertimenti del defunto genitore e quelli dell'agente generale. + +La signora Chiaretta, donna ordinariamente molto fredda ed apatica, fu +punta sul vivo dalle considerazioni del marito, e gli rispose per le +rime. Ella disse prima di tutto che si maravigliava molto che si +venissero a raccontare a lei queste storie; che se da più secoli gli +uomini della famiglia non avevano avuto giudizio, ella non sapeva che +farci, e se Sua Eccellenza Almorò, quand'era ambasciatore a Parigi, +spendeva 120 mila franchi all'anno, e Sua Eccellenza Zaccaria per +festeggiare la sua nomina a Procuratore aveva gettato 20 mila ducati +bisognava prendersela con Sua Eccellenza Almorò e con Sua Eccellenza +Zaccaria, e non con lei. Del resto, quand'ella, l'ultima degli Orseolo, +era entrata in casa Bollati aveva creduto di entrare in una casa di gran +signori, e non era disposta affatto a vivere di pane e di noci. A ogni +modo ella sarebbe stata curiosa di sapere quali risparmi si potevano +fare.--Perchè--ella continuava rispondendo da sè alla propria +domanda--non pretenderete mica che si stia senza gondola. + +--Sfido io.... Nemmen per sogno. + +--O che si licenzi il cuoco? + +--Ma chi dice questo? + +--O che io mandi a spasso la cameriera? + +--Ma no, ma no. + +--O che rinunzi al palco alla Fenice? + +--Nemmen per idea. + +--O che mi vesta come una serva? + +--Via, Chiaretta, nessuno pretende una roba simile. + +--Che cosa si pretende adunque? Che si dia il benservito al precettore +di Leonardo, e che si mandi il ragazzo alla scuola pubblica? + +--Ci mancherebbe altro! Un Bollati alla scuola pubblica?... In mezzo +alla marmaglia? + +--Lo vedete voi stesso, è chiaro come la luce del sole che meno di quel +che si spende non si può spendere.... almeno per parte mia. Se voi +sprecate il danaro senza discernimento.... + +--Io!--interruppe scandalizzato il conte Leonardo. E allora toccò a lui +di provare come due e due fan quattro che sulle sue spese particolari +non c'era da risecare un centesimo, mentre non si poteva certo +pretendere che un Bollati non appartenesse al Casino dei nobili, e non +avesse un posto nel _palcone_ di società in tutti i teatri, e non +frequentasse il caffè, e si tirasse indietro dal giuocare una partita a +_tre sette_ per paura di perdere qualche zecchino. + +La contessa Chiaretta avrebbe voluto dire che tutte le spese del marito +non finivano lì, ma tacque per ispirito di conciliazione. + +Dopo questo colloquio pareva che le cose dovessero restar al punto in +cui erano prima; nondimeno i due coniugi, ritornando sull'argomento, +ebbero uno slancio sublime, e mostrarono di quanta abnegazione fosse +capace l'animo loro. Sua Eccellenza Chiaretta, che prendeva sei tazze di +cioccolata al giorno, deliberò di sacrificarne una, e il conte Zaccaria, +sempre fermo nell'idea di lasciare intatto il patrimonio al figliuolo, +immolò sull'altare della famiglia un bicchierino di curaçao, ch'egli +soleva centellare dopo colazione. + + + + +IV. + + +Chi, nei giorni immediatamente successivi alla morte del N. H. Leonardo, +fosse penetrato in qualche caffè di Venezia avrebbe sentito un dialogo +simile a questo: + +--Dunque si sa precisamente quel che abbia lasciato Bollati? + +--Ma no, nulla di preciso... L'azienda diretta da quel famosissimo +_sior_ Bortolo è in una confusione da non credersi. + +--Oh c'è da scommettere che anche quelli lì finiscono coll'andare in +rovina.... + +--Via, prima della rovina ci vorrà qualche annetto. + +--Non tanto, non tanto; quando si comincia, si va giù a precipizio. + +--Che pessimisti! Il vecchio conte, se badiamo alle sue disposizioni +testamentarie, non aveva di queste paure. + +--Oh se le aveva!... Le disposizioni testamentarie non significano +nulla.... È positivo che prima di morire egli fece una predica al +figliuolo e gli pronosticò una catastrofe se non restringeva le spese. + +--Bellissima! E poi lasciò tutti quei legati? + +--Boria postuma. + +--Contraddizioni umane. + +--È vero--chiedeva qualcheduno--che i Geisenburg sono partiti su tutte +le furie il giorno dopo i funerali? + +--Verissimo. È innegabile che il conte Leonardo li trattò un po' male. +Non nominò nemmeno nel suo testamento il marchese Ernesto, e alla nipote +lasciò un anello di nessun valore. + +--Il conte Leonardo aveva sempre veduto di mal occhio questo matrimonio. + +--E aveva ragione. O che non c'erano meglio partiti a Venezia? + +--Quel marchese con la sua prosopopea è insoffribile. + +--È poi così ricco come si vanta di essere? + +--Nemmen per sogno.... Molto fumo e poco arrosto. Già quando c'è il +vizio del gioco non c'è fortuna che basti. + +--Il gioco, il vino e i cavalli--soggiungeva un altro.--Tre cose che +costano un occhio. + +--E lei, la marchesa, sciupa una moneta in _toilettes_. + +--Sì, con quel frutto.... Pare la bambola di Francia. + +E si seguitava di questo tuono, tagliando i panni addosso al marchese +Ernesto e alla marchesa Maddalena, che, per vero dire, erano antipatici +a tutti. Noi, che non dobbiamo occuparci dei fatti loro, li lasceremo in +balìa dei loro detrattori e vedremo che cosa pensino del testamento del +conte Leonardo quei parenti dei Bollati, a cui già accennammo più volte, +i Rialdi. + +Anche i Rialdi erano stati delusi nella loro aspettazione. Si +ripromettevano una bella sommetta e avevano avuto invece un legatino +piccolo piccolo. Il conte Luca soffiava in silenzio (era il suo modo +d'esprimere il malcontento), ma la contessa Zanze, quando non c'era +presente la figliuola, non resisteva alla tentazione di darsi uno sfogo. + +--Avete visto?--ella diceva al pacifico marito.--Valeva la pena di aver +fatto la vita che s'è fatta in questi ultimi giorni, valeva la pena +ch'io aiutassi il flebotomo a metter, con riverenza parlando, le +sanguisughe a quell'empiastro del conte Leonardo, per esser poi trattati +come parenti lontani che vanno a palazzo a ogni morte di papa o come +estranei che non hanno altro merito che quello di recitar quattro versi +nelle feste di famiglia?... Quattromila lire venete una volta tanto.... +Una miseria!... E invece le migliaia di ducati all'Ospitale, alla Casa +di Ricovero, agli Orfanotrofi, agli Asili d'infanzia, ai Catecumeni, o +che so io... tutto per aver gli articoli della _Gazzetta_ e le lapidi +nei vari istituti.... Come se il morto leggesse quegli articoli e le +iscrizioni di quelle lapidi!... Ma il dispetto maggiore me lo fanno +quelle pensioni ad agenti e a servitori... dopo che il conte Leonardo +ha detto lui stesso che tutti rubano in casa sua.... Se rubano!... Quel +_sior_ Bortolo peggio degli altri.... Sempre così mellifluo, sempre così +cerimonioso... _lustrissimo_, _lustrissima_, e inchini, e baciamano, e +proteste di devozione, e intanto s'empie le tasche di ben di Dio.... E i +fattori di campagna?... Che cere da Patriarchi!... Bianchi e rossi da +fare allegria.... Rendono i conti a loro modo, si servono dei cavalli di +lusso, dotano le figliuole, allargano i loro poderi... insomma un +carnovale.... Ma perfino il cuoco ha tutta l'aria d'un gran signore, e a +vederlo la domenica quando conduce a spasso la moglie lo si direbbe un +milord.... Gli è che oltre alla sua paga ha gli incerti e accetta +ordinazioni di pranzi da questi e da quelli, e tutto vien fuori dalla +cucina Bollati.... Camerieri e guatteri, non c'è bisogno di dirlo, +cacciano le mani anche loro nelle casseruole e non ce n'è uno che non +porti a casa il suo fagotto di roba... le donne fanno il resto e vorrei +aver io tutti i capi di biancheria e di vestiario che quella stolida +della Chiaretta si lascia portar via sotto agli occhi.... È inutile che +facciate quelle smorfie... queste son verità sacrosante, e siete voi +solo a ignorarle.... E vi dico che se foste stato un uomo di spirito, +invece di perdere le giornate in quel vostro ufficio che non vi dà +nemmeno da campare la vita, e di sciupar le sere al caffè alla Vittoria +coi vostri eterni scacchi, avreste dovuto ottenere un posto +nell'amministrazione Bollati e ingegnarvi. + +--Oh, oh--interruppe il conte Luca--vorreste dire che avrei dovuto +rubare come gli altri... mi spiego? + +--Mi spiego, mi spiego?... Vi spiegate malissimo.... Io non ho detto +rubare; avreste fatto del bene alla vostra famiglia e anche ai vostri +parenti Bollati, che era meglio cascassero in mano d'un cugino che di +gente mercenaria.... E oggi stesso, vedete, s'io fossi nei vostri panni, +andrei difilato da Zaccaria e gli direi: Volete una persona di cuore +alla testa dell'agenzia? Son qua io. + +--Siete matta? In questi impicci mi mettereste? Vi paion proposte da +fare? + +--Oh lo so che voi non siete uomo capace di uscir dal vostro guscio.... +E guai alla famiglia se non ci fossi io.... Che anche quel poco che ci +rende la parentela dei Bollati lo dovete a me. + +--Io non nego le vostre belle qualità;... però... sì... voglio dire... +se siamo parenti dei Bollati, il merito non è mica vostro... mi spiego? + +Il conte Luca non aspettò la risposta e sguizzò dalla stanza, come +faceva sempre quando gli pareva di non aver mostrata sufficiente +sommissione alla moglie. + +Era una brava donnetta, una donnetta attiva e procacciante la contessa +Zanze, ed era riuscita, poverissima, a farsi sposar dal conte Luca +Rialdi, poco meno spiantato di lei, ma cugino degli illustri e +ricchissimi Bollati, e in buoni termini con loro. Alla contessa Zanze +però era occorsa molt'arte a vincer la diffidenza dei parenti di suo +marito, i quali le rimproveravano, fra l'altre cose, la dubbia nobiltà +dei natali e il modo subdolo con cui aveva tirato nella rete quel povero +conte Luca. Comunque sia, ormai ella spigolava abbastanza largamente nel +campo dei Bollati; vestiti smessi pei figliuoli, per sè e anche pel +consorte, qualche regaluccio a tempo e luogo, e qualche prestito di +danaro che non si restituiva e che l'aiutava a spingere innanzi la barca +pericolante. Aggiungasi al resto un paio di mesi di villeggiatura, e un +paio di pranzi alla settimana, ch'erano una vera provvidenza per la +famiglia. Naturalmente di fronte a questi vantaggi la contessa Zanze +doveva inghiottire molti bocconi amari. Le toccava prestarsi ad uffici +umili, quasi di cameriera, le toccava ogni momento sentirsi ricordar la +distanza che correva tra lei e i Bollati, e far la disinvolta mentre si +andava a gara per mettere in burletta le sue acconciature, il suo +abbigliamento e perfino, sacrilegio orribile! i suoi martedì. Giacchè +bisogna notare che la contessa Zanze aveva anch'essa il suo giorno di +ricevimento nel quale ella noleggiava un servitore a spasso, gli faceva +indossare una livrea gelosamente conservata in casa, e lo piantava +nell'andito ad aspettarvi le visite. Capitavano dame e pedine, ma per +lei erano sempre contesse, o marchese, o _lustrissime_; fra lei e il +suo cameriere improvvisato nobilitavano tutti. La moglie del dottor +X.... non mancava mai ai martedì della Rialdi, tanto le piaceva il +sentirsi dar della contessa una volta per settimana. + +Il martedì si desinava in casa Bollati, e guai se non fosse stato così, +perchè quel giorno non si accendeva il fuoco in cucina per non aver +l'odor di bruciaticcio nel salotto attiguo, e anche perchè la padrona di +casa non aveva agio da attendere alle faccende domestiche. Di tratto in +tratto accadeva però che i Bollati avessero appunto il martedì qualche +commensale di riguardo e allora essi mandavano a dire ai cugini: _Venite +domani_. In questi casi, il conte Luca doveva limitarsi a mangiar pane e +salame, e i bimbi sfamati alla meglio si mettevano a letto più presto +del solito in ossequio al proverbio: _Qui dort dîne_. In quanto alla +contessa Zanze, ella non prendeva che una limonata senza zucchero, +tant'era la bile che le suscitava il procedere de' suoi boriosi parenti, +i quali mostravano di tener in così poco conto lei e suo marito. Ah se +non ci fossero stati di mezzo i figliuoli! Ma i figliuoli c'erano e non +conveniva sacrificarli a un malinteso amor proprio. Perciò la contessa +Zanze reprimeva presto i suoi moti di collera e procurava d'inculcare a +Gasparo e a Fortunata la maggior riverenza verso i Bollati. Senonchè, +l'indole de' suoi ragazzi era così dissimile che i germi gettati nel +cuore dell'uno e dell'altra non potevano dare ugual frutto. Fratello e +sorella avevano comune un gran fondo di rettitudine, ma nella sorella +questa rettitudine s'univa a un'indole docile e mansueta; nel fratello +invece essa si accompagnava a uno spirito altero, insofferente di freno. +A ogni suggerimento, a ogni ordine, il primo impulso di Gasparo era +quello di ribellarsi, il primo impulso di Fortunata era quello di +ubbidire, cosicchè un psicologo chiamato a far pronostici sui due +piccoli Rialdi avrebbe detto che Gasparo era un ragazzo indisciplinato e +molesto, il quale sarebbe divenuto un uomo efficacemente e operosamente +buono; Fortunata era una bimba angelica, serbata probabilmente a esser +vittima d'ogni prepotenza e d'ogni ingiustizia, e la cui bontà passiva +avrebbe finito piuttosto col nuocere a lei che col giovare agli altri. + +Premesso ciò, sarà facile intendere come non ci fosse voluto molto a +imprimer nell'animo di Fortunata l'idea della grandezza dei Bollati e a +persuaderla della necessità di mostrar loro ogni deferenza, e come +d'altro canto la fierezza naturale di Gasparo gli avesse impedito +d'acconciarsi a questa subordinazione. Non c'era mai stato caso di +persuaderlo a baciar senza tante smorfie la mano del vecchio conte +Leonardo, nè quella del conte Zaccaria o della contessa Chiaretta; non +era stato possibile di far sì ch'egli giocasse col contino senz'attaccar +lite. Anzi un giorno, punto da non so quali parole, egli picchiò di +santa ragione il cuginetto, cosa che indusse la contessa Chiaretta a +far terribili vaticini sulla sorte dell'umanità, giacchè, quando i +parenti spiantati picchiano i parenti ricchi, dev'esser vicina la fine +del mondo. + +Forse questo fatto memorabile ebbe una certa influenza nella risoluzione +dei Rialdi di mettere il figliuolo nel collegio di marina a Sant'Anna di +Castello. + +Così la contessa Zanze poteva catechizzar Fortunata senza +contraddizione.--Sii rispettosa, servizievole coi parenti Bollati, e +procura di farti voler bene dal cugino Leonardo. + +La bimba, ufficiosa per sua natura e facilissima ad affezionarsi, non +durava fatica a secondare i desiderii materni, ed era lietissima se +poteva rendersi utile in qualche maniera alla _zia_ Chiaretta, com'ella +chiamava la illustrissima contessa. E costei, ch'era un tipo perfetto +d'egoista, vedeva di buon occhio questa fanciullina punto chiassona, +punto romorosa, dispostissima a far le parti d'una piccola cameriera. Lo +stesso conte Zaccaria si degnava talvolta di occuparsi di lei, e +allorchè voleva darle un segno della sua speciale benevolenza, se la +prendeva sulle ginocchia, le ordinava di chiuder gli occhi e le cacciava +su pel naso un pizzico di tabacco, scherzo fino e saporito che +l'illustre gentiluomo riteneva il _non plus ultra_ dello spirito. +Fortunata starnutiva replicatamente, ma non si lagnava mai; anzi, +quand'aveva finito di starnutare, sorrideva di quel suo sorriso +carezzevole ch'era la sua maggiore attrattiva fisica. + +E il contino Leonardo preferiva Fortunata a tutti gli altri compagni di +gioco, forse perchè Fortunata sopportava con più longanimità i suoi +capricci. Sprezzante per indole, egli era piuttosto cortese con lei, e +le serbava delle chicche, o le regalava dei trastulli rotti: cavalli a +cui s'era spezzata una gamba, bambocci che avevano perduto la testa, +trombette che avevano dimesso l'abitudine di suonare. Fortunata andava +in estasi. Ci voleva così poco a riempirle l'animo di gratitudine! + +La contessa Zanze provava un grande compiacimento a veder la buona +intelligenza tra i due cugini, e si cullava in una speranza ambiziosa +balenatale alla mente, si può dire, fin dalla nascita della figliuola. +Ah se Leonardo s'innamorasse di Fortunata! + +Il marito, più positivo, si stringeva nelle spalle +borbottando:--Castelli in aria, castelli in aria. + +Ma la consorte gli imponeva silenzio con una ragione perentoria:--Siete +un gran babbeo. + +Quest'era innegabile. Ma Gasparo Rialdi, che non era un babbeo e che, se +non fosse stata la disciplina, avrebbe avuto il primissimo posto nella +sua classe, Gasparo, nelle poche feste ch'egli passava in famiglia, +diceva che sua sorella aveva un gran torto di perder il suo tempo a +giocare con quello stupido prepotente di Leonardo Bollati, e che in +quanto a lui era ben lieto di non aver quasi mai occasione di mettere il +piede nel palazzo di quei somari. Parole che facevano andar fuori della +grazia di Dio la contessa Zanze e mettevano la febbre addosso al conte +Luca, altrettanto meravigliato di aver un figliuolo di quello stampo +quanto sarebbe maravigliata la chioccia che s'accorgesse d'aver covato +un aquilotto. + +Nè Gasparo aveva almeno la prudenza di aspettare a fare i suoi sfoghi +che non ci fosse presente la sorella. Anzi un giorno egli disse a lei +stessa:--Tu hai i gusti di Sant'Antonio.... Anch'egli prediligeva un +certo animale. + +Fortunata non capì nulla, ma si mise a piangere senza sapere il perchè, +e corse dalla mamma chiedendole in mezzo ai singhiozzi:--Mamma, mamma, +che gusti aveva Sant'Antonio? Che animale era quello ch'egli +prediligeva? + +Guai se Gasparo non fosse rientrato presto in collegio. Egli era proprio +insopportabile, e la _zia_ Chiaretta aveva ragione a definirlo con una +parola che per lei esprimeva la quintessenza d'ogni nequizia: _È un +carbonaro_. + + + + +V. + + +Vediamo ora di far più stretta conoscenza col contino Leonardo Bollati, +unico rampollo maschio della famiglia, unico erede d'un nome illustre +negli annali della Serenissima. + +Per cominciare _ab ovo_ diremo che il contino Leonardo nacque nel 1823, +come può verificarsi, oltre che dai registri parrocchiali, anche da un +volumetto di poesie stampato in quel tempo, col titolo: _Versi di vari +autori in occasione del battesimo di S. E. il conte Leonardo Bollati P. +V._ (leggi Patrizio veneto). + +C'è fra gli altri componimenti un sonetto che principia così: + + O tu in cui dritta la virtù discese + Onde Venezia ebbe del mar l'impero, + Certo tu pure, o pargoletto altero, + Famoso andrai per memorande imprese; + + Mel dice il nobil tuo sembiante, il fiero + Lampo degli occhi tuoi mel fa palese... + . . . . . . . . . . . . . . . + +E ci pare che basti. + +Nonostante le feste con cui egli fu accolto al suo nascere, il contino +Leonardo non fu guastato con troppi baci e troppe carezze. Il conte +Zaccaria, libertino incorreggibile, s'occupava più delle crestaie e +delle ballerine che de' suoi figliuoli, e la contessa Chiaretta, tra le +pratiche di devozione e il teatro, il fare e il ricever visite, il +curare i suoi mali veri e l'almanaccar dietro ai suoi mali immaginari, +il bever tazze di cioccolata e il mangiar pasticcini, esauriva tutte le +forze del corpo e dello spirito, nè le restava più tempo o voglia di +dedicarsi alle cure materne. Dimodochè S. E. Leonardo Bollati, progenie +di dogi, passò dalle braccia della balia e delle bambinaie a quelle +dell'altre persone di servizio, e ne' primi anni della sua gloriosa +esistenza non era ammesso al cospetto de' genitori che la mattina appena +alzato e la sera avanti di coricarsi. In questi momenti solenni egli +baciava la mano al nonno, al signor padre e alla signora madre, e dava +loro il buon giorno e la buona notte. Nelle grandi occasioni (a Pasqua, +a Natale, al Capo d'anno, ecc.) lo si faceva portare a tavola alle +frutta. Allora il contino dava prova di ottimo appetito e di rara +precocità nel dir parole indecenti, ch'egli apprendeva in cucina e che +esilaravano il conte padre ed erano accolte con un sorriso benevolo +anche dai commensali, soprattutto dai Rialdi, parenti poveri, mentre la +contessa Chiaretta si limitava ad esclamare:--Maria Vergine santissima! +Che discorsi! + +Ma il contino Leonardo non imparava in cucina soltanto le schiette +grazie del linguaggio popolare. + +Un barcaiuolo pensionato della famiglia, morto nonagenario un anno prima +del padrone vecchio, lo aveva erudito in certe cronache domestiche assai +edificanti. Nicola (il barcaiuolo si chiamava così) era nato in casa e +avea pei Bollati una devozione a tutta prova. Per isfortuna egli non era +cresciuto nei tempi in cui i Bollati maschi si coprivano di gloria, ma +in quelli in cui le Bollati femmine facevano d'ogni erba un fascio. E +raccontava le gesta di queste civette con la identica compiacenza con la +quale due secoli innanzi avrebbe raccontato quelle del nobiluomo Almorò +che aveva preso una bandiera ai Turchi, e del nobiluomo Biagio che a +venticinque anni aveva sbalordito il Maggior Consiglio con la sua +eloquenza. La madre del conte Zaccaria non aveva avuto tempo di far +discorrer di sè perch'era morta da parto dopo un anno di matrimonio, ma +Sua Eccellenza Adriana e Sua Eccellenza Marina, mogli di due fratelli +del N. H. Leonardo ne avevano fatte di grosse. Belle, piene di spirito e +di salute, avevano goduto la vita, loro due, non come Sua Eccellenza +Chiaretta, una buona donna, ma via, un po' troppo monachella, troppo +dinoccolata, troppo paurosa della sua salute. Perchè in fin dei conti, +diceva il vecchio Nicola, che cosa fanno a questo mondo le donne se non +fanno il chiasso e l'amore? + +--Eh--continuava il barcaiuolo epicureo--ai tempi delle lustrissime +Adriana e Marina ci si divertiva in Palazzo. Altro che adesso! Non +s'eran mai viste due cognate che se la intendessero meglio di quelle. +Mai una gelosia, mai la cattiva azione di portarsi via i _morosi_, ma +invece un aiutarsi, un difendersi ch'era un piacere a sentirle. Io ero +il confidente di tutt'e due, e quando l'una o l'altra diceva di voler la +gondola a un remo solo e che quel remo dovevo esser io, sapevo benissimo +di che si trattava. Qualche volta i due mariti e i due rispettivi +cavalieri serventi volevano tirarmi in lingua. Mi ricordo che un giorno +il nobiluomo Barbo, che serviva la lustrissima Adriana, mi disse:--«Tu +tieni il sacco a quella fraschetta.»--«Nobiluomo--io risposi--la parli +con rispetto della padrona.» Sicuro; perchè io non ammettevo scherzi su +questo proposito.... Ma quando potevo, coi debiti riguardi, dare un buon +consiglio alle _lustrissime_, mi facevo coraggio. E raccomandavo loro di +usar prudenza e di salvare le apparenze, che son quelle a cui il mondo +bada di più. Così facevo il mio dovere, e le padrone, che non avevano +ombra di sussiego, me ne ringraziavano. Erano due angeli, quelle donne, +e non è mica a credere che fossero cattive mogli. Bisognava vederla Sua +Eccellenza Adriana durante la lunga malattia del marito. Pareva una +suora di carità. E quando S. E. Alvise morì, che macchina di monumento +ella gli fece innalzare in chiesa dei Gesuiti! E quante messe all'anno +faceva dire in suffragio del povero defunto! Se quell'anima lì non ha +scontato presto il suo purgatorio, non deve certo prendersela colla +moglie. E S. E. Marina? L'ho accompagnata io stesso due anni di fila ad +Abano con S. E. Vittore che andava a curarvi la sua sciatica. Che +pazienza da santa quella donna! Perchè S. E. Vittore (che Dio l'abbia in +gloria!) era una pasta di zucchero finchè stava bene, ma se aveva un +dolor di capo, usciva dai gangheri addirittura. Non c'eravamo che la +padrona ed io che potessimo sopportarlo.--«Eh, Nicola,»--la mi diceva +scherzando--«non si va mica in gondola adesso. »--«Ma, lustrissima; +torneranno quei tempi.»--E lei, con una scrollatina di testa:--«Intanto +s'invecchia, caro Nicola.»--Benedetta quella vecchia!--io avrei voluto +soggiungere, ma non ero che un povero gondoliere e non dovevo prendermi +certe libertà.... So ch'era da mangiarla S. E. Marina quando parlava +così. A quarant'anni ell'era ancora un boccone prelibato. Una vitina, un +busto, un giro di spalle, dei capelli neri come la pece, due occhi da +svegliare i morti.... E una manina bianca, grassottella, che aveva tutti +i sapori.... Posso dire di avergliela baciata quella mano.... Ma! Le due +_lustrissime_ son morte tutt'e due in fresca età e di donne come quelle +s'è persa la stampa.... + +Questi e altri discorsi consimili il vecchio Nicola li teneva +soprattutto nelle sere d'inverno, durante la siesta, quando seduto sul +focolare sopra un seggiolone impagliato egli protendeva le gambe +stecchite sulle ceneri calde, e fumava la sua pipa di gesso o centellava +un bicchiere di vino generoso. Il resto della servitù stava ad +ascoltarlo ad orecchie tese, e le cameriere, ghiotte di pettegolezzi +scandalosi, lo tempestavano di domande. Ed egli, sempre vantandosi +d'esser stato un modello di discrezione in gioventù, spifferava una +quantità di aneddoti circa alle scappate delle padrone, e al brio delle +loro conversazioni nel casino ch'esse tenevano in comune a San Giuliano, +e ai loro travestimenti in carnevale, al Ridotto, e ai loro trionfi alla +venuta dei conti del Nord e del Re di Svezia. Intanto il contino +Leonardo, ora sulle ginocchia d'una fantesca, ora sotto la tavola in +compagnia del gatto, sbadigliava aspettando che lo mettessero a letto. +E, se vogliamo esser giusti, egli si curava pochissimo di queste glorie +casalinghe, e preferiva il racconto dei fatti memorabili del brigante +Mastrilli, che il signor Oreste, il cuoco, sapeva a memoria, e di cui +mostrava al padroncino le illustrazioni a colori sopra una ventola di +cartone. + +Altra occupazione gradita pel nostro contino, sin dalla più tenera +infanzia, era stata quella di dar la caccia ai granchi che salivano su +per la _riva_ del Palazzo. A questo nobile esercizio egli dedicava un +paio d'ore al giorno sotto la vigilanza dell'uno o dell'altro dei +gondolieri di casa, e, quando aveva preso una di quelle innocue +bestiuole, egli trovava un gusto infinito a legarla con uno spago per +una delle branchie e a tirarla su e giù per l'androne. + +Però i gondolieri non insegnavano al contino Leonardo solamente a +pigliare i granchi; essi lo addestravano eziandio nell'arte del remo, +l'unica ginnastica a cui si dedicassero in quel tempo i nobili veneti. A +quattr'anni egli aveva già un remino microscopico che appena sfiorava +l'acqua; poi di mano in mano che il ragazzo cresceva gli si faceva fare +un remo più grande e il remo smesso si conservava come trofeo di +famiglia. Quando il contino Leonardo non possedeva ancora le lettere +dell'alfabeto, egli era ormai in grado di vogare a poppa e di diriger +bene o male la gondola nel Canalazzo e pei meandri dei _rii_. I +barcaiuoli dei traghetti lo conoscevano tutti, e se qualcheduno +vedendolo passare gridava poco rispettosamente:--_Occhio ai granchi, +Eccellenza_--i più rendevano giustizia alle sue felici disposizioni e +gli pronosticavano uno splendido avvenire. + +Con la sorella, alquanto maggiore d'età, Leonardo non aveva mai avuto +buon sangue; del resto si può dire ch'egli l'avesse anche conosciuta +poco, perch'ella entrò ben presto alle Salesiane e vi stette fino al +momento del matrimonio. La piccola Rialdi, che aveva quattr'anni meno di +lui, era stata sempre, come sappiamo, la sua compagna favorita di +giuoco. E quand'egli non era in cucina con le serve, o in gondola, o +presso alla _riva_ coi barcaiuoli, era con Fortunata in uno stanzone del +secondo piano detto lo stanzone degli armadi, ove i bimbi potevano fare +il chiasso senza disturbare la _lustrissima_ Chiaretta che pativa di +emicrania e di sfinimenti. + +Così trascorse l'infanzia del contino Leonardo Bollati. Alla fine il suo +signor padre si decise a dargli un precettore, e la scelta cadde sopra +un sacerdote di nome don Luigi, al quale il conte Zaccaria, +nell'affidargli l'educazione del giovinetto, tenne questo notevole +ragionamento: + +--Grazie al cielo, Leonardo non ha bisogno di guadagnarsi da vivere, non +deve far l'avvocato, nè il medico, nè l'ingegnere, nè, Dio guardi, il +professore. Sotto la Serenissima era un altro paio di maniche. Il +ragazzo avrebbe dovuto entrare prima nel Maggior Consiglio e più tardi +forse nei Pregadi, e non ci sarebbe stata nessuna carica, per quanto +alta, a cui egli non avesse potuto aspirare. Adesso il più che possa +toccargli è di diventare assessore municipale, o amministratore dei +Luoghi Pii, o presidente della Fenice, come me, e per questa roba non +occorre troppa dottrina. Dunque, don Luigi, siamo intesi. Un poco di +religione, di storia sacra e di storia veneta, le quattro operazioni +dell'aritmetica, una tintura di latino, e quel tanto d'italiano che +basta a scriver discretamente una lettera, e, se occorre, un sonetto per +nozze o per monaca. Insomma non sopraccarichiamo il ragazzo di scienza. + +Don Luigi s'inchinò in segno d'assenso, e promise al conte Zaccaria di +uniformarsi interamente a' suoi desiderii. + +Proprio un asino don Luigi non era; aveva un certo bagaglio di cultura +classica e aveva scritto in gioventù un panegirico di San Luigi Gonzaga, +lodato dal Padre Cesari. Ma era una mente gretta, piccina, di quelle che +non possono spargere intorno a sè altro che la loro piccineria e la loro +grettezza. In fatto di letteratura, il suo più forte convincimento era +questo: doversi combattere ad oltranza il Manzoni. Per don Luigi, +innamorato degli _avvegnachè_ e dei _conciossiachè_, il Manzoni era un +barbaro, e non c'era scribacchino d'istanze ch'egli non preferisse +all'autore dei _Promessi Sposi_. Onde sopra una sola cosa egli domandò +al conte Zaccaria che gli fosse lasciata mano libera:--Bisogna ch'ella +mi permetta--egli disse--di formare a mio modo lo stile del mio allievo. +Sarei veramente umiliato s'egli dovesse scrivere come il signor Manzoni, +quel corruttore della lingua italiana. + +--Oh in quanto a questo--rispose il conte Zaccaria--faccia come le pare. + +Le inquietudini di don Luigi non durarono un pezzo. Non solo il contino +Leonardo non accennava a voler scrivere un giorno come il signor +Manzoni, ma dopo cinque anni d'insegnamento era ancora dubbio s'egli +sarebbe mai riuscito a scrivere in nessuna maniera. Il pronostico fatto +dal nonno poco prima di morire pareva aver molta probabilità di +avverarsi. L'ultimo rampollo dei Bollati aveva tutta la disposizione di +restare un somaro. Invece, dal lato fisico, egli era cresciuto meglio +che la gracile infanzia non promettesse, era abbastanza alto per la sua +età, snello e ben proporzionato della persona. Fatta eccezione dal naso +un po' grande, i suoi lineamenti erano regolari, e, non guardando pel +sottile all'espressione della fisonomia insignificante e sbiadita, lo si +poteva anche dire un bel ragazzo. + + + + +VI. + + +I Bollati avevano poderi in più parti del Veneto, ma la loro villa +signorile era posta sulla Brenta, ed essi andavano a passarvi alcune +settimane della primavera e dell'autunno. Vi andavano per tradizione, +per non rimanere a Venezia quando non c'era nessuno, ma quel soggiorno +campestre non aveva per loro la minima attrattiva, come non può averne +per quelli che portano in campagna i gusti e le abitudini della città. +Già per la contessa Chiaretta era un affar di stato il solo tragitto da +Venezia a Fusina, e prima di avventurarvisi ella consultava una dozzina +di volte l'aspetto del cielo e il parere dei gondolieri esperti nelle +cose meteorologiche. Quando non c'era neanche una nuvola, quando non +spirava un fiato di vento, quando i barcaiuoli erano d'accordo nel +pronosticar la durata del bel tempo, quando a Sua Eccellenza non doleva +un callo (ciò ch'era per lei un sintomo infallibile di cambiamenti +atmosferici), quando non era nè martedì, nè venerdì, allora +s'intraprendeva finalmente il gran viaggio. Partiva prima la gente di +servizio coi bagagli (parevano le salmerie d'un esercito), poi venivano +i padroni in due gondole, portandosi, fra l'altre cose, un gatto +favorito dentro un paniere. A Fusina si trovavano le carrozze pronte e +la comitiva si avviava verso la Mira. E anche qui S. E. Chiaretta era in +preda a notevoli trepidazioni.--_Le bestie son bestie_--ella diceva +saviamente,--ed è sempre un miracolo quando non ne fanno di +grosse.--Cosicchè ella sottoponeva il cocchiere a un interrogatorio in +piena regola.--Era proprio sicuro dei cavalli? Non aveva mica dato loro +troppa biada? E le ruote della carrozza le aveva esaminate bene? Non si +sa mai; si senton tante disgrazie.... Adagio.... Era inutile di correre +in quella maniera. + +Basta; presto o tardi s'arrivava, e il fattore, il giardiniere e il +gastaldo venivano a baciar la mano ai padroni. La contessa Chiaretta, +tutta intontita dal viaggio, si ritirava prestissimo nel suo +appartamento, e per quel giorno non discendeva nemmeno a desinare, ma si +faceva servire un brodo in camera da letto. Nè è a credere che nei +giorni successivi ella uscisse frequentemente in giardino o facesse +delle gite nelle vicinanze; tutt'altro; gran parte della giornata ella +la passava in un gabinetto con le imposte accostate per non lasciar +entrare il sole, coi vetri chiusi per non lasciar entrare le mosche e la +polvere; e soltanto a ora di colazione e di pranzo si trascinava a gran +fatica fino in tinello, dicendo che non aveva fame e che non capiva come +ci fosse della gente che poteva trovarsi bene fuori di città. La sera +però, quand'erano accesi i lumi, quando capitavano l'arciprete, il +cappellano, il medico condotto e qualche villeggiante per il tresette, +la fronte di S. E. si spianava un poco, ed ella si abbandonava un poco +alla dolce illusione d'essere nel salottino del suo palazzo di Venezia. +E poichè le seccava di andare a letto presto, essa costringeva quei +poveri diavoli a farle compagnia fino a mezzanotte, e li teneva +svegliati a forza di tazze di caffè. + +Il conte Zaccaria, in fondo, aveva per la campagna la stessa passione di +sua moglie, ma non voleva dirlo, e si dava l'aria d'intendersene di +agricoltura, e ne sballava di grosse col fattore e col gastaldo, i +quali, pur mostrando di ascoltarlo con deferenza, si prendevano gioco di +lui. Il peggio si era che di tratto in tratto egli non si contentava +delle chiacchiere accademiche, ma s'impuntava a ordinar sui suoi fondi +dell'esperienze in _corpore vili_ e sciupava il tempo e i quattrini. + +In quanto al contino Leonardo, egli avrebbe assai volentieri fatto senza +della villeggiatura. Egli trovava che i ranocchi, le cicale, le +lucertole valevan meno dei granchi e che la carrozza valeva meno della +gondola. A far lunghe passeggiate non ci aveva gusto; l'imparar a guidar +delle bestie gli pareva ignobile, e l'equitazione gli era venuta in +uggia dopo che un cavallo lo aveva gettato a gambe levate sopra un +mucchio di ghiaia. Sicchè, tutto sommato, s'annoiava mortalmente; tanto +più che, cosa abbastanza singolare, in campagna aveva meno libertà di +quella che avesse in Venezia. A Venezia andava in gondola anche solo +affatto, e quand'egli riusciva a scender nell'entratura e recarsi presso +alla _riva_, era sicuro di non esser molestato più.--Sarà con +qualcheduno dei barcaiuoli,--dicevano in famiglia, e nessuno aveva altro +da soggiungere, e don Luigi era esonerato dall'obbligo d'invigilare sul +suo pupillo. In campagna invece don Luigi doveva seguire il contino +dappertutto, e badare ch'egli non andasse sotto una carrozza, o non +fosse morsicato dai cani idrofobi, o non isdrucciolasse giù nella +Brenta.--Con l'acqua dolce non si scherza--sentenziava S. E. Zaccaria. + +Don Luigi, a tener dietro a S. E. Leonardo, non ne poteva più, e alla +fine della giornata aveva l'aria d'uno di quei cani che per ore e ore +inseguono la selvaggina, e alla sera si accovacciano sul vestibolo +ansanti e con la lingua penzoloni. Onde, se gli riusciva di sgattaiolar +via con la scusa di qualche indisposizione appena faceva notte, correva +a rifugiarsi nella sua camera, e si cacciava sotto le coperte, +maledicendo al destino che costringeva lui, un uomo di tanto merito, a +sciupar la sua vita con un ragazzo balordo e maleducato. Ma +ordinariamente non gli era concessa neppur questa consolazione, perchè +S. E. Chiaretta, che aveva sempre bisogno di seccar qualcheduno e +trovava assai comodo di seccare di preferenza il prete di casa, lo +sforzava spesso a rimanere alzato per fare il quarto a tresette in un +tavolino o per leggerle la _Gazzetta_ fino a che le venisse sonno. Già +ell'aveva dichiarato che alle sue indisposizioni non credeva punto, e +che a ogni modo non poteva permettere ai suoi dipendenti di darsi il +lusso dell'emicrania e del mal di nervi. + +Per don Luigi era meglio che ci fossero ospiti in quantità. E infatti ne +capitavano ogni autunno, ed erano, qual più qual meno, tipi di parassiti +spiantati e famelici. + +Uno degli assidui era il nobiluomo Pietro Canziani, dell'ordine dei +segretari, poeta sprositato, autore di madrigali galanti in lode della +contessa Chiaretta, la quale si ostinava a chiamar _sonetti_ tutti i +componimenti di vario metro che il suo devoto e maturo adoratore le +dedicava. Il signor Barnaba Sughillo, impiegato di contabilità, nel fare +il suo giro per le varie villeggiature sulla Brenta, non dimenticava i +Bollati, e intratteneva anche loro co' suoi giuochi di prestigio e con +la sua prodigiosa abilità nell'imitare il canto degli uccelli, meriti +che gli avevano procurato il benigno compatimento delle famiglie +patrizie. Nè mancava, sebbene non invitata, la contessa Ficcanaso, la +quale, dichiarando di non poter stare a lungo senza vedere i suoi +dilettissimi amici, veniva a stabilirsi in casa loro per un paio di +settimane almeno. Ella veniva con uno scarso bagaglio di biancheria, ma +con una ricca collezione di pettegolezzi, che le facevano perdonar dai +padroni l'uggia della sua visita. Nascite, morti, matrimoni, scandali +aristocratici e borghesi, arrivi e partenze di forestieri, promozioni e +traslochi d'impiegati, tutto aveva un posto nella cronaca della contessa +Ficcanaso, e Sua Eccellenza Chiaretta, tra uno sbadiglio e l'altro, +pendeva dalla sua inesauribile parlantina. Gli scandali l'attraevano in +ispecial modo, come accade a molte donne oneste, che sono piene di +curiosità patologiche. E di S. E. Chiaretta, fosse virtù vera, o +freddezza, o salute cagionevole, o mancanza di occasioni, non si poteva +davvero dir nulla. + +I Rialdi poi, l'ho già detto, facevano in villa Bollati la permanenza +più lunga possibile. Certo che talvolta, pur di rimanere, dovevano ceder +la loro stanza e contentarsi dei peggiori bugigattoli della casa. Ma se +ne contentavano perchè la contessa Zanze voleva far economia, il conte +Luca aveva bisogno d'una boccata d'aria libera dopo le fatiche +dell'impiego, e Fortunata non riprendeva un po' di colore che quand'era +in campagna. Il solo Gasparo preferiva di passare in collegio anche le +vacanze. + +Gli ospiti di minor riguardo erano vittime del lugubre buon umore di S. +E. il conte Zaccaria. Così il nobile Canziani, il signor Sughillo, la +contessa Ficcanaso, i Rialdi avevano di tratto in tratto la compiacenza +d'esser svegliati prima di giorno da un gallo nascosto in un canterale, +o di trovar sparsa l'assafetida sulle lenzuola, o di sentirsi nel cuor +della notte strappar via le coperte che erano state insidiosamente +legate a una cordicella di cui uno dei capi era fuori della stanza. +Quando la burla passava la misura--Ah,--borbottava la contessa Zanze al +marito,--se foste almeno nell'amministrazione! + +Il conte Luca si stringeva nelle spalle. Gli scherzi del cugino Zaccaria +non gli turbavano la digestione, a lui non pareva vero di poter mangiar +bene tutti i sette giorni della settimana e di dare qualche capatina +furtiva in cucina per assaporare prima del tempo i ghiotti manicaretti +apprestati dal signor Oreste. Inoltre, poichè _non de solo pane vivit +homo_, il nostro conte Luca aveva, in quel periodo della villeggiatura, +delle insigni soddisfazioni d'amor proprio. Al caffè della Mira non +c'era nessuno che gli tenesse testa agli scacchi. Perciò, sia ch'egli +giocasse, sia ch'egli assistesse alle partite d'altri giocatori, egli +trovava, al cospetto della scacchiera, un brio e una loquacità +inesauribile, ed esilarava la compagnia con certi sali attici d'ottimo +gusto, come: _Fiat lux, faccia lui._--_Veda lei che ha quegli occhi così +bei._--_Tacete su quegli olmi, o passeri inquieti._--_Pur che il reo non +si salvi i giusto_ POMI (garbatissima variante al verso del Tasso).--_Tu +taci Solimano e a nulla pensi._--_Fermi là e nessun si muova_--e altre +spiritosaggini simili. + +Di Fortunata non si discorre neanche. Ella si lasciava cucinare in tutte +le salse, e i capricci dei cugino erano altrettante leggi per lei. +Leonardo, il quale non voleva intorno a sè che persone sommesse, stava +appunto con Fortunata, con la Rosa nipote del gastaldo, chiamata per +vezzeggiativo Rosetta, e con tre o quattro ragazzi di contadini, ch'egli +pigliava a scappellotti se si mostravano recalcitranti ai suoi ordini. +Ma già la Fortunata e la Rosetta erano le sue favorite. Con loro +deludeva spesso la vigilanza del precettore, e s'inzaccherava nei fossi, +o si ravvoltolava sui mucchi di fieno, o andava a zonzo pei campi +sgranellando i grappoli d'uva lungo le viti. Ora, per un gran tempo, la +Fortunata e la Rosetta, ch'erano quasi coetanee, procedettero d'amore e +d'accordo, senza ombra di gelosia, chè la Rosetta riconosceva la sua +inferiorità di fronte all'altra, la quale, per quanto spiantata, era +sempre una damina. Ma in quell'autunno 1838 il contino Leonardo, che +sentiva ormai le prime inquietudini dell'adolescenza, si divertì a +prendere verso le due ragazze un atteggiamento di sultano fra le +odalische, e accordando ora una preferenza a questa, ora a quella, fece +sorger tra loro una specie di rivalità. Sicchè esse finirono col non +potersi soffrire, e Fortunata, che pur adorava la campagna, vide con +piacere la villeggiatura giungere al suo termine. A Venezia, ella +pensava, le cose torneranno come erano prima, e quella pettegola della +Rosetta non farà più le sue smorfie. + +Quest'era vero, ma Fortunata errava grandemente nel credere che, levata +di mezzo, almeno per qualche tempo, la Rosetta, il cugino Leonardo non +avrebbe avuto altri grilli pel capo. Invece, giunto in città, Leonardo +mostrò di aver progredito in pochi mesi in malizia più di quello che in +molti anni non avesse progredito nell'ortografia, e Fortunata non gli +pareva che una bimba insipida con la quale non c'era sugo a perdere il +tempo. + +Le tribolazioni di don Luigi in questa fase critica del suo allievo non +si possono descrivere. Quand'egli usciva a passeggio col contino, costui +guardava le donne in una maniera così sguaiata, così provocante, si +lasciava sfuggir di bocca delle esclamazioni così ardite che il povero +sacerdote avrebbe desiderato d'esser mille miglia sotterra, tanto se ne +vergognava. E borbottava fra i denti:--Anime sante del Purgatorio! Che +cosa mi tocca! + +Finalmente don Luigi dichiarò che proprio egli non si sentiva in grado +d'andar più fuori di casa solo col contino, perchè, lasciando stare il +resto, egli non poteva nè tenerlo per le falde del vestito, nè corrergli +dietro quando il ragazzo s'impuntava a seguir le serve, o le crestaine, +o.... c'intendiamo.... chè già un paio di volte i monelli gli avevan +dato la baja, a lui sacerdote per bene, e avevan fatto sul suo conto chi +sa che razza di supposizioni offensive. + +Il conte Zaccaria accolse con filosofica serenità questi avvertimenti, e +disse che riconosceva in suo figlio il sangue dei Bollati. I Bollati +erano stati sempre così, e poco più d'un secolo addietro il nobiluomo +Giuseppe Antonio era fuggito a quattordici anni con una cameriera. +Effetti del sangue. + +Nondimeno per vigilar meglio sul suo chiaro rampollo, il conte Zaccaria +deliberò di affidarlo meno alle cure del precettore e di condurlo più +spesso con sè, al caffè Suttil di giorno, al teatro la Fenice la sera, +quando c'era spettacolo o c'erano prove. Poichè il conte Zaccaria ch'era +uno dei presidenti, aveva libero accesso anche al palcoscenico. In quel +recinto sacro alle Muse il contino Leonardo trovò subito oneste e liete +accoglienze, soprattutto dal corpo di ballo. Infatti le pudiche allieve +di Tersicore avevano troppa stima del conte Zaccaria da non far buon +viso al suo nobile erede, il quale mostrava le migliori disposizioni a +seguir gli esempi paterni. Il contino Leonardo, dal canto suo, si +pavoneggiava molto di queste sue nuove conoscenze, e quand'era in palco +con sua madre nominava a una a una le vaghe giovinette di rango francese +o italiano che volteggiavano sulla scena in vestito succinto. + +E se la contessa Chiaretta si sgomentava delle inclinazioni libertine +del figliuolo e manifestava dei timori al marito, questi tirava in campo +la solita scusa del sangue caldo dei Bollati, e soggiungeva:--Ci +vogliono le valvole di sicurezza, ci vogliono. Se no la macchina +scoppia. + + + + +VII. + + +La savia massima paterna non rimase infeconda, e a sedici anni appena il +contino Leonardo cominciò ad applicar largamente il sistema delle +valvole di sicurezza. La prima di queste valvole si chiamava Candida, e +occupava un posto onorifico tra le Greche del ballo spettacoloso, _La +caduta di Missolungi_. Senonchè, finita la stagione della Fenice, la +Candida prese il volo per altri lidi e le successe una Olimpia ascritta +tra le _Scozzesi_ di una _Lucia di Lammermoor_ che si rappresentava al +teatro S. Benedetto. L'Olimpia non durò un pezzo neppur lei, e le tenne +dietro una Serafina, _virtuosa_ di canto, che, insieme con molte altre +cose, aveva perduto la voce. Nè con la Serafina, è inutile il dirlo, si +chiuse il ciclo romantico del nostro giovinetto. Giova bensì notare come +queste frequenti conquiste asciugassero le tasche del contino Leonardo, +il quale non riceveva dal signor padre che un modesto peculio mensile. +In questa critica condizione di cose il nostro Leonardo trovò +un'assistenza impreveduta nell'ottimo signor Oreste, il cuoco, uomo +danaroso e liberalissimo, sovventore magnanimo di piccoli bottegai e +merciaiuoli ambulanti con cui egli teneva conto corrente al mite saggio +dell'un per cento alla settimana. Trattandosi ora di levar d'impiccio il +padroncino, era naturale ch'egli fosse pronto a dare, nonchè i +quattrini, anche il sangue. Onde, in quel modo delicato che rende più +preziose le offerte, il signor Oreste mise la sua cassa a disposizione +del contino Leonardo, ritirandone di volta in volta delle cambialette +rinnovabili ogni anno fino al momento in cui il giovane divenisse +maggiore. S. E. Zaccaria, che ignorava ogni cosa, potè intanto cullarsi +nella dolce illusione che il figliuolo sapesse far baldoria e spenderne +pochini, ciò che non sapevano altri giovani del patriziato. + +Il sagace lettore non troverà punto strano che il contino Leonardo, +entrato ormai in dimestichezza con le Candide, le Olimpie e le Serafine, +guardasse con un sorriso di compassione tutte le femmine le quali non +appartenevano a quella casta rispettabile. Fortunata divorava in +silenzio il suo dolore pel mutato atteggiamento del cugino verso di lei, +ma la contessa Zanze non sapeva dominar la sua stizza, e le accadeva +sovente di tirar giù a campane doppie contro i Bollati, ch'erano +stupidi, ignoranti, vanitosi, villani, egoisti, e lasciavano crescere +come l'erba matta il solo maschio che avessero.--Già--ella diceva--per +poco che quello sbarazzino continui la vita che fa, egli crepa +sicuramente.... E sarà quello che si merita--ella soggiungeva urlando +come un'ossessa e dimenticandosi per un momento l'idea da lei +vagheggiata di avere il contino Leonardo per genero. + +Gasparo Rialdi trionfava, vedendo di non esser più il solo della +famiglia ad avere in uggia il giovane Bollati. E quando gli toccò +d'imbarcarsi, perch'egli era ormai cadetto di marina e doveva andar con +la squadra in Levante, egli prese da parte la sorella e le disse con +maggior dolcezza dell'ordinario:--Credilo, sorelluccia mia, io me ne +vado più contento sapendo che tu bazzichi meno con Leonardo.... +Quell'intimità non m'era piaciuta mai, e sarai persuasa che non avevo +torto. Leonardo è stato da piccolo in su un monellaccio e nient'altro, e +adesso che da un anno in qua fa a modo suo, è uno dei più scapestrati +che vi siano in paese. Tu non sei una bimba, hai quasi quindici anni, e +a quindici anni una giovinetta deve guardar bene a chi accorda la sua +confidenza e le sue preferenze.... Capisco che noi non possiamo troncar +le nostre relazioni coi Bollati; il babbo e la mamma non lo vorrebbero, +e forse avranno ragione, forse è vero che ci conviene usar dei riguardi +a quei nostri parenti.... abbiamo, pur troppo, delle obbligazioni con +loro.... Ma un giorno, se la fortuna m'aiuta!... Intanto sta in +guardia, e soprattutto non curarti di Leonardo... Son meglio i suoi +disprezzi che le sue carezze.--Le parole di Gasparo erano per Fortunata +tante punture di spillo. Ella non osava contraddirlo, si sentiva piccina +piccina di fronte a lui; ma egli era troppo impetuoso, troppo violento, +troppo assoluto da potersele insinuare nell'animo, da poter sradicarne +le simpatie segrete coltivate con lungo amore. Poichè non è mica vero +sempre che i forti trascinino i deboli; la bufera che abbatte la quercia +passa talvolta sul gracile stelo senza far altro che piegarne la cima. A +veder suo fratello così accanito contro Leonardo, ella, pur riconoscendo +i torti di costui, aveva come la coscienza d'un'ingiustizia, di una +persecuzione della quale ell'era muta e impassibile testimonio. Le +pareva che sarebbe convenuto tener modi diversi, usar la dolcezza, +cercar con le ammonizioni e i consigli di ricondurre il traviato sul +retto sentiero, e avrebbe dato dieci anni della sua vita per saper far +lei quello che non sapevano o non volevano fare gli altri. Così Gasparo, +con tutta la sua perspicacia, s'era affrettato troppo a rallegrarsi +della scemata intrinsichezza di sua sorella con Leonardo Bollati. +Sicuro, le apparenze gli davano ragione, e Fortunata si trovava di rado +a quattr'occhi col cugino, ma chi le fosse disceso in fondo al cuore +avrebbe visto che i nodi che la stringevano a lui, anzichè rallentarsi, +accennavano a diventare più saldi e indissolubili.--Non sei una +bimba--le aveva detto Gasparo, ed era vero. E appunto per questo +riusciva meno facile a lei stessa di raccapezzarsi in quel tumulto di +sentimenti nuovi e di nuovi pensieri che l'agitavano. Ciò ch'ella +provava per Leonardo Bollati non era l'affetto uguale, ingenuo e devoto +dei primi anni; era a volte un'attrattiva invincibile, a volte una +strana ripulsione; ond'ella ora lo cercava ed ora lo sfuggiva, ma sia +che lo cercasse o lo sfuggisse, non sapeva staccare il pensiero da lui. + +Dei genitori vigili, intelligenti, avrebbero avvertito il pericolo e +cercato di ripararvi in tempo, ma il conte Luca era un uomo nullo che +aveva abdicato in favore della moglie, e la contessa Zanze, sebbene non +fosse una sciocca, non era nata per capir certe cose, e aveva poi uno +spirito singolarmente sconclusionato. Dimodochè, dopo aver dipinto +Leonardo con le tinte più fosche, dopo avergli pronosticato ogni specie +di malanni, ella mutava a un tratto registro e tornava a far castelli in +aria e ad almanaccare sulla possibilità che sua figlia entrasse in casa +Bollati e ch'ella, Zanze Rialdi, divenisse un giorno la suocera +dell'erede di un gran nome e di un gran patrimonio. Inoltre, anche nei +momenti in cui ell'era meno disposta alle illusioni, ell'avrebbe riso in +faccia a chi fosse venuto a dirle che il solo mezzo efficace di salvar +Fortunata dalle amarezze e dai disinganni era quello di non frequentar +troppo i Bollati, di non mantener con essi che le relazioni strettamente +necessarie. Colmarli di contumelie quand'essi non potevano sentirla, +era, per la contessa Zanze, la cosa più naturale del mondo, ma perdere i +vantaggi d'una parentela simile le sarebbe parso un delitto verso sè +stessa e verso la propria famiglia. Ah, in verità non c'era che lei che +avesse un po' di sale in zucca! Suo marito era un bamboccio, Gasparo, +con tutto il suo ingegno, non sapeva il viver del mondo, e Fortunata era +una buona diavola, ma prendeva di tratto in tratto certi atteggiamenti +di vittima ch'erano molto noiosi. Adesso ell'aveva l'aria di fare una +grazia ad andar l'autunno in campagna, come se si potesse rinunziare a +un sistema che, senza contare il benefizio fisico, permetteva di chiuder +la casa e di raggranellar quattro soldi per l'inverno. + +La ragione, per la quale Fortunata andava mal volentieri in villa +Bollati, non è difficile a immaginarsi. Il contino Leonardo, si curava +poco di lei e si curava troppo della nipote del gastaldo, la Rosetta, +che in brevissimo tempo s'era fatta una bella ragazza. Vispa, +civettuola, la Rosetta sapeva di piacere e si divertiva a lasciarsi +corteggiare, per rider dei gonzi, diceva lei, giacchè non era così +grulla da innamorarsi a spese della salute e del buon umore, e in quanto +al prender marito non c'era furia, chè un marito è un tiranno e +nient'altro. A ogni modo, di mariti c'era abbondanza; bastava volere. +Per ora preferiva spassarsela, e d'autunno quando i padroni erano in +villa accettava di buon animo gli omaggi del conte Leonardo, certa di +far arrabbiare le sue carissime amiche e di suscitar la gelosia dei +bellimbusti del paese. Perciò ella non aveva nessun riguardo a lasciarsi +vedere con Leonardo per le strade maestre e a scambiar la domenica in +chiesa occhiate e sorrisi con lui. Che se anche le _amiche_ e i galanti +si vendicavano col tener sul suo conto ogni specie di discorsi e +coll'esagerare l'importanza della tresca, ella si stringeva nelle +spalle, tant'era sicura che al finir dell'autunno i galanti sarebbero +tornati ai suoi piedi, docili come cagnolini. Delle _amiche_ poi non si +dava pensiero; chiuder loro la bocca era impresa impossibile. + +La Rosetta, come si vede, sfidava la cosidetta opinione pubblica per +vanità, poichè questa sua vanità non sarebbe stata soddisfatta se la +gente non avesse saputo che il contino Bollati spasimava per lei. Ma +dove la vanità non era in giuoco ell'era invece prudentissima, e +Leonardo non riusciva a indurla nè a passeggiate in luoghi solitari, nè +a furtivi colloqui di sera. Anzi quand'egli era troppo insistente, la +ragazza fingeva di corrucciarsi e lo sfuggiva per più giorni di seguito. +Già i pretesti non le mancavano; o doveva attendere alla cascina, o +aveva da lavorar di cucito per lo zio e i cuginetti. Allora Leonardo si +sfogava con Fortunata e diceva che la Rosetta era la più civetta di +tutte le tose ch'egli aveva conosciuto, e ch'ella s'ingannava a partito +se credeva di far colpo sopra di lui con quelle sue bizze da +principessa. C'era proprio pericolo ch'egli la prendesse sul serio! Ma +queste confidenze non davano un gran conforto a Fortunata, che, di lì a +qualche giorno, vedeva Leonardo più sommesso di prima alla capricciosa +contadinotta. + +Era impossibile che in casa non s'accorgessero di questa tresca, e +seppur non se ne fossero accorti, la contessa Zanze si sarebbe assunta +la briga di spargerne la notizia. Ella n'era scandalizzatissima, e non +risparmiava fatiche per risvegliare il senso morale del conte Zaccaria e +della contessa Chiaretta e per indurli a far valere la loro autorità +prima che accadesse una catastrofe. Ma quelli non se ne davano per +intesi. O che toccava a loro di vigilare sul prezioso onore d'una +villana? + +E se dobbiamo esser sinceri, quegli a cui spettava anzitutto +quest'ufficio delicato era il gastaldo, zio della Rosetta, volpe +vecchia, il quale lasciava correre, sia che si fidasse della furberia +della nipote, sia che non volesse disgustare il giovane conte, e in ogni +evento, sperasse di tirar l'acqua al suo molino. + +L'ultimo rifugio della contessa Zanze era don Luigi. O che aveva gli +occhi foderati di prosciutto? O che non sentiva il debito sacrosanto di +alzar la voce, e di sottrarre alla perdizione il suo allievo? + +Povero don Luigi! Che ci poteva lui? Non la capivano ancora ch'egli non +era più il precettore? Era il cappellano della famiglia, era una specie +di mastro di casa; ma il precettore no. E su certi argomenti non aveva +diritto di entrare... fuori che nella confessione.... Allora le sue +ragioni sapeva dirle e non aveva bisogno delle lezioni di nessuno, come +non intendeva render conti a nessuno.... E poi perchè venivano a +discorrergli di tresche scandalose?... Credevano che un sacerdote non +avesse da far di meglio che spiare i passi di due monelli senza +giudizio? + +--Bei ministri di Dio!--borbottava la contessa Zanze riferendo al marito +questi colloqui.--Bei ministri del Vangelo! Si lavano le mani come +Ponzio Pilato. + +--E perchè non ve le lavate anche voi le mani?--rimbeccava il conte +Luca.--Siete un ministro di Dio, voi! Andate proprio a cercarli col +lumicino i fastidi? Che può importarvi di ciò che passa tra Leonardo e +la Rosetta? Per la Vergine santissima, lasciate che si sbrighino loro e +non ve ne impicciate. Tanto, a voi non ne va e non ne viene. Mi spiego? + +E il pacifico uomo tornava al caffè a giuocare ai suoi scacchi. + + + + +VIII. + + +Forse il conte Luca aveva ragione a voler mantenere una politica di +assoluta neutralità, ma, d'altra parte, la contessa Zanze non aveva +torto nel presagire che quest'intrigo del contino Leonardo e della +Rosetta sarebbe andato a finir male. Era una cosa troppo lunga, e, come +dice il proverbio, le cose lunghe diventan serpi. In città, Leonardo +aveva mille distrazioni che gl'impedivano di pensare alla nipote del +gastaldo, ma quand'era in campagna gli occhi bellissimi e il sorriso +affascinante della Rosetta esercitavano sopra di lui il solito impero. +Inoltre c'era ormai di mezzo anche un po' di puntiglio. Egli giurava e +spergiurava a sè medesimo di venirne a capo, di non voler essere +raggirato più a lungo da una contadina, di non voler più contentarsi +d'una carezza e d'un bacio a ogni morte di papa. Per la Madonna! Egli +non aveva mai avuto queste abitudini, e le Candide, le Olimpie e le +Serafine non lo avevano mai fatto sospirar tanto. Però questi propositi +risoluti del contino Leonardo si spuntavano contro le arti sopraffine +della ragazza, la quale pareva aver imparato la civetteria in una +capitale. Ella accettava i regalucci del suo spasimante, gli diceva di +volergli bene, accordava quello che non era possibile di negargli, ma in +quanto al resto, nemmen per sogno. Comunque sia, questa tattica era +piena di pericoli, ed era evidente che non poteva durare a lungo, +soprattutto, se, in mezzo ai tanti farfalloni che svolazzavano intorno +alla Rosa, fosse spuntato un pretendente serio. In verità il pretendente +serio tardò abbastanza a venire, e le buone amiche della Rosa si +tenevano sicure ch'esso non sarebbe venuto più, perchè, siamo giusti, +chi doveva sposare quella sguajata? C'era bensì un tal Menico, garzone +di caffè, povero di quattrini e di spirito, il quale dichiarava di +languir d'amore per lei e d'esser pronto a darle il suo nome, ma a +nessuno passava pel capo che la Rosetta si adattasse a sposar quello +zotico di cui ella era la prima a burlarsi, quantunque Menico fosse +sotto la protezione del gastaldo, ch'era suo santolo. + +Per altro, allorchè Beppe Gualdi, il figlio dell'oste, finita la ferma +militare, tornò in paese e s'attaccò subito ai panni della ragazza, si +cominciò a susurrare nei crocchi che, se la Rosetta aveva giudizio, lo +sposo era bell'e accalappiato, perchè Beppe non era uomo da perdersi in +galanterie senza costrutto e aveva già detto di voler prendere moglie. +Naturalmente uno sciame di persone officiose, per la maggior parte +madri che avevano figliuole da marito e zitelle che cercavano un +collocamento, si diedero premura di metter sull'avviso il giovinotto, +informandolo di tutte le chiacchiere che correvano sul conto della +Rosetta. Era proprio peccato che un galantuomo cascasse in così cattive +mani. Ma Beppe troncò presto i discorsi, rispondendo che aveva ormai il +dente del giudizio e ch'era in grado di regolarsi da sè. Ai suoi intimi +poi diceva che le chiacchiere dei maligni non gli facevano nè caldo, nè +freddo, e che non si stupiva punto se la Rosetta aveva tante nemiche, +perch'era più bella e più vivace delle altre. Del resto egli era +disposto ad ammettere che le fosse piaciuto di farsi corteggiare anche +dal contino Leonardo, ma al suo posto tutte avrebbero fatto lo stesso. A +lui bastava che queste galanterie non avessero seguito, ed egli non +avrebbe certo domandato formalmente la mano della Rosetta finchè non si +fosse assicurato da sè che tra lei e il contino era troncata ogni +relazione. + +La Rosetta non provava nessun entusiasmo per Beppe Gualdi, che aveva una +diecina d'anni più di lei, ma non voleva disgustarlo, nè darla vinta +alle sue rivali che gli tendevano le loro reti; inoltre, per aliena +ch'ella fosse dal matrimonio, non era poi così grulla da rinunziar +troppo leggermente a un buon partito. Onde si mostrava piena di +deferenza pel suo nuovo adoratore e rideva e scherzava con esso intorno +al contino Bollati, i cui stupidi omaggi, ella diceva, non avevano +servito che a tenerla di buon umore. + +Il figlio dell'oste era ripatriato alla fine dell'inverno, mentre i +Bollati non erano in villa, ciò che sulle prime diede buon gioco alla +nostra civettuola. Le difficoltà vere dovevano affacciarsi più tardi, +nell'autunno, quando la Rosetta sarebbe stata messa al punto o di +decidersi per uno dei suoi due innamorati o di sfoggiare un'arte +maggiore del solito per corbellarli entrambi. Era anche fuor di dubbio +che allora tutti quelli che le volevano male sarebbero stati con tanto +d'occhi aperti per coglierla in fallo. + +Ne venne di natural conseguenza che il contino Leonardo Bollati, +quell'anno, trovò la Rosetta notevolmente mutata, cosa che non poteva +accadergli in peggior momento, giacchè egli s'era impegnato con certi +suoi compagni di libertinaggio a non tornare a Venezia senz'aver vinto +l'ultime resistenze della capricciosa fanciulla. E a raggiungere meglio +il suo fine, egli s'era munito d'un anellino di brillanti il cui +splendore, a parer suo, era atto a trionfare di ben altre virtù +femminili che di quella della nipote del suo gastaldo. + +Dinanzi agli ostacoli impreveduti che intralciavano la sua via, il +contino Leonardo, quantunque fosse un balordo, si condusse, per una +volta tanto, da uomo di spirito. Non andò in escandescenze, non perdette +il suo sangue freddo, ma non depose le armi e fidò nella fragilità +femminile. + +C'era un'altra bellezza campagnuola che pretendeva contrastar la palma +alla Rosetta, e ch'era stata tra le più implacabili nel giudicarla. Il +giovine conte, che non s'era occupato mai di costei, cambiò tattica a un +tratto, le si avvicinò ripetutamente, le disse di quelle paroline che +suonano così dolci alle donne, solleticò insomma in tutti i modi la sua +vanità. Queste galanterie non rimasero segrete, chè la prima a non voler +che rimanessero tali era la persona alla quale esse erano fatte. +Figuriamoci s'ella poteva resistere al gusto di umiliare la Rosetta che +l'aveva per tanto tempo guardata d'alto in basso! E la Rosetta n'ebbe +una rabbia da non dirsi. Che Leonardo, disgustato dal suo eccessivo +riserbo, si curasse appena di lei, pazienza; ma ch'egli corteggiasse la +Filomena (era il nome della rivale) questo passava davvero ogni misura. +Solo a pensarci le veniva da piangere. E se la prendeva un po' con +tutti. Con la Filomena, s'intende; con Leonardo, ch'era volubile e di +pessimo gusto, con quel noiosissimo Beppe Gualdi che faceva il geloso, +con lei stessa che gli dava retta. Ah, se un giorno essa diventava sua +moglie, come gliel'avrebbe fatta pagare! + +Intanto, una mattina, mentre il contino Leonardo tornava alla villa per +una scorciatoia, egli vide la Rosetta che pareva occupata a coglier +margherite sul ciglio del sentiero. Avrebbe voluto far lo spavaldo e +passare avanti, ma ell'era troppo bella, troppo procace in +quell'atteggiamento, col seno che quasi le traboccava dalla bustina, ed +egli sentì una ondata di sangue caldo salirsi alla testa. + +--Buon giorno, Rosetta--egli disse fermandosi sui due piedi. + +Ella finse una grande sorpresa, arrossì e lasciò cadere i fiorellini che +teneva in mano. + +--Ti faccio paura?--ripigliò il giovane. E soggiunse più basso:--Come +sei bella stamattina! Meriti proprio il tuo nome; sei un bocciuolo di +rosa. + +--Oh--ella rispose--la Filomena è molto più bella di me. + +Il contino Leonardo si strinse nelle spalle. + +--La Filomena non è degna neanche di baciar la terra su cui tu cammini. + +La fisonomia della Rosetta s'illuminò dal piacere; nondimeno ella si +tenne in un certo riserbo:--A me dice così, a lei invece.... + +--O che credi sul serio ch'io sia invaghito della Filomena? + +--To!!... Come se non lo credessero tutti quanti?... + +--Tutti quanti credono male, quest'è la verità.... A ogni modo, che te +ne importa se hai la testa piena del tuo Beppe Gualdi? + +La ragazza fece un gesto d'impazienza. + +--Un brav'uomo--seguitò Leonardo--un po' maturo per te... ma dal momento +che gli vuoi bene.... + +--Che ne sa lei se gli voglio bene, o no? + +--Oh bella! risponderò anch'io: tutti lo dicono. + +--La gente chiacchiera per aprir la bocca. + +--E allora perchè sei stata così cattiva con me quest'autunno?--incalzò +il contino passandole un braccio attraverso la vita. + +Essa resisteva.--No, no, mi lasci.... Se qualcuno ci vede. + +--Non c'è anima viva--replicò Leonardo. E, pronto ormai ad ogni più +ardita impresa, le stampò un bacione sul collo, mentre cercava di +spingerla fuori del sentiero, in un campo di grano turco, le cui canne +alte e fitte potevano essere un eccellente riparo contro gli sguardi +indiscreti. + +Quantunque alla giovane ripugnasse l'idea di questa capitolazione +vergognosa, non si sa quel che sarebbe accaduto, se proprio fra le canne +del grano, a poca distanza dal luogo ove si trovavano i due giovani, non +si fosse inteso un improvviso fruscìo, come di persona che si aprisse +bruscamente il passaggio, forse per entrare, forse per uscire dal campo. +Pur non si vide nessuno e poteva esser benissimo un'illusione dei sensi. +Ma il momento buono era passato, e il timore d'essere scoperta ridonò +alla Rosetta il suo sangue freddo. Anche Leonardo divenne subito più +circospetto. Egli non aveva un'anima di leone, e non avrebbe voluto +tirarsi addosso la collera di Beppe Gualdi, ch'era uomo capace di non +guardare in faccia nemmeno a un'Eccellenza. Ottener la vittoria +senz'affrontare il pericolo, ecco il magnanimo ideale del nostro +valoroso contino. + +Così Leonardo e la Rosetta si separarono di lì a poco non senza +promettersi che si sarebbero riveduti. + +E si rividero in fatti più volte, ma sempre con infinite cautele e +sempre per brevissimi istanti. Però questa intimità avrebbe dato i suoi +frutti alla prima occasione propizia. Del resto, Beppe Gualdi non si +lasciò scappar con la Rosetta una parola che accennasse a qualche suo +sospetto, nè la Filomena fece a Leonardo alcuna scena di gelosia. Ne +venne una sicurezza fallace che doveva portar tristi effetti. Perchè i +due giovani che credevano aver delusa la vigilanza altrui erano invece +spiati a ogni passo. Il loro incontro presso al campo di frumentone +aveva avuto per testimonio un monello di dodic'anni, fratello della +Filomena, il quale raccoglieva alcune pannocchie cadute, e dileguandosi +non visto era corso subito ad avvertir sua sorella che la Rosetta s'era +lasciata dare un bacio dal _signorino_. La Filomena scattò come una +molla, e voleva fare uno scandalo, ma, riflettendoci meglio, pensò di +consultarsi con Beppe Gualdi, il quale non era uomo da sopportare in +pace una canzonatura di questa specie. Sulle prime Beppe fece alla +Filomena l'accoglienza che gl'innamorati fanno sempre a chi accusa +dinanzi a loro la persona a cui vogliono bene; poi, calmatosi alquanto, +le ordinò severamente di tacere e di lasciare a lui la briga di chiarir +quest'imbroglio. Guai a lei se si tradiva col contino Leonardo, guai. In +tal modo ella dissimulò per paura, egli dissimulò per calcolo e +provvide in maniera da esser informato per filo e per segno di tutto ciò +che Leonardo e la Rosetta facevano e architettavano. Egli godeva d'un +certo credito fra i terrazzani, era largo nello spendere, e gli era +facile trovar gente disposta a rendergli servizio. E poi, pare +impossibile, i servizi che la gente rende più volentieri son quelli coi +quali, giovando a qualcheduno, si può nuocere a qualchedun altro. +Insomma Beppe non tardò ad acquistare la certezza che la ragazza lo +ingannava, e vi fu anche chi gli riferì queste precise parole dette +dalla Rosa al contino per schermirsi da un abboccamento più intimo del +solito ch'egli le chiedeva con insistenza:--«Come devo fare se ho sempre +quel seccatore fra i piedi?»--Il seccatore era lui, Beppe Gualdi. Ah! +bisognava finirla e costringer quei due sfacciati a levarsi la maschera; +bisognava sorprenderli insieme in un luogo, in un'ora che non desse loro +mezzo di scampo. Perciò Beppe finse di dover andare a Padova per un +affare di suo padre, e disse alla Rosetta che sarebbe tornato soltanto +di lì a tre o quattro giorni. E s'assentò realmente, ma invece di andare +a Padova, si ridusse nella campagna d'un suo compare, poche miglia +distante, ad aspettarvi le notizie che gli sarebbero state date dagli +amici zelanti. Quelle notizie non si fecero attendere un pezzo. La sera +del giorno seguente a quello in cui Beppe era partito, Leonardo e la +Rosetta dovevano trovarsi nel chiosco chinese della villa Bollati, un +chiosco che non s'apriva mai e del quale il contino si era fatto dar la +chiave dal giardiniere. Secondo tutti gl'indizi, la Rosetta s'era +lasciata tentare dalla speranza d'un bel regalo. Ell'aveva avuto +l'imprudenza di dire alla figlia del maniscalco che le mostrava un +anellino di smalto regalatole dal fidanzato:--Oh lo smalto ci vuol poco +ad averlo.... Ma son poche quelle che possono avere i brillanti.--Sta a +vedere che tu ne hai--rimbeccò l'altra ironicamente. La Rosetta non +rispose, ma guardò la sua amica con una tale aria di commiserazione da +far intendere che l'averne dipendeva da lei. + +Gli amici diedero a Beppe tutti questi particolari con maligna +compiacenza, ma quand'egli, il cui amore s'era convertito in odio, li +invitò ad aiutarlo per somministrare una buona lezione a quel libertino +del conte Leonardo, sorsero mille scrupoli e mille dubbi. Non c'era +ragione di mettersi in lotta coi Bollati; i signori, si sa, hanno per +loro la polizia, e gli stracci vanno sempre all'aria. Che Beppe +piantasse la Rosetta era troppo giusto, ma in quanto al contino era +meglio non occuparsene. + +Però questi consigli non ebbero presa sull'animo risoluto del giovane. E +poichè nessuno volle venire con lui, egli solo, poco prima dell'ora +fissata pel ritrovo dei due amanti, s'introdusse per una siepe nella +villa Bollati, e si appiattò in una macchia di lauri a pochi passi dal +chiosco. Il contino Leonardo non istette molto a comparire, aperse con +la chiave la porticina del chiosco, accese un lanternino che spargeva +intorno una luce fioca, e poi si fermò sulla soglia ad aspettare. Di lì +a dieci minuti s'intese un suono di passi affrettati e leggeri, una voce +sommessa (la voce di Leonardo) disse:--_Avanti_;--una figura di donna +avviluppata in uno scialle rasentò la macchia di lauri ove Beppe s'era +appiattato, ed entrò rapidamente nel chiosco. Egli la lasciò entrare, +resistendo alla tentazione di gettarsele addosso e di stritolarla, ma, +quando la porticina fu chiusa, egli, vi si precipitò contro con impeto, +ne scompaginò con un colpo vigoroso il debole assito e piombò come un +fulmine fra la Rosetta e il suo damo. Non aveva seco armi di nessuna +specie e nemmeno un bastone; ma con pugni e calci bene assestati mandò +il contino a ruzzolar nell'erba, mentre teneva stretta pei polsi la +Rosetta e la colmava d'ogni sorta di vituperi. Le grida acutissime di S. +E. Leonardo misero a soqquadro la villa. I servi uscirono coi lumi, i +cani da guardia latrarono a piena gola scuotendo furiosamente la catena, +la contessa Chiaretta che giocava a tresette dimenticò di accusare la +_napoletana_ di spade, S. E. Zaccaria si fermò nel bel mezzo d'una +spropositata dissertazione agricola col fattore, gli ospiti +tramortirono, e Fortunata, pallidissima, si trascinò fino alla portiera +a vetri che dava sul giardino; poi, mancandole le gambe, dovette +appoggiarsi a uno degli stipiti per non cadere. + +Intanto Beppe Gualdi, pago di aver conciato il rivale pel dì delle +feste, era riuscito a ripassare la siepe prima che i suoi inseguitori lo +raggiungessero, mentre che il contino Leonardo, raccolto dai servi tutto +pesto e sanguinolento, era trasportato a casa e deposto sopra un canapè. +Per fortuna c'era lì presente il dottore, il quale dichiarò che non +c'erano lesioni pericolose e fece le prime medicature. Anche la Rosetta, +pazza di terrore, era stata ricoverata in cucina dalla servitù. + +Leonardo, ch'era un vigliacco, piangeva e urlava come un bambino. Solo +di tratto in tratto egli interrompeva le sue lamentazioni per +gridare:--Bisogna denunziarlo alla Polizia quel cane, bisogna farlo +condannare a morte.--E nel dir così digrignava i denti e agitava le +braccia con piglio minaccioso. + + + + +IX. + + +Il contino Leonardo risanò presto e Beppe Gualdi non ebbe a soffrire che +pochi giorni di carcere per soprusi e violenze, condanna che scandalizzò +molto, per la sua mitezza, la signora Chiaretta.--Ecco a che punto siamo +ridotti,--ella sospirava con don Luigi.--Un bifolco può metter le mani +addosso a un patrizio veneto senz'andar incontro a nulla di peggio che a +una settimana di prigione. Ormai, credetelo pure, anche i Governi sono +d'accordo coi carbonari. + +Il sacerdote tentennava la testa.--Pur troppo, Eccellenza, tutto va +male, tutto è corrotto nei tempi moderni, il cuore, il cervello ed il +gusto.... specialmente da noi. In un paese dove un Manzoni può passare +per un grande scrittore non bisogna meravigliarsi di nulla. + +Stabilita così la responsabilità indiretta di Alessandro Manzoni nelle +busse toccate dal contino Leonardo Bollati, don Luigi seguitava a +deplorare le infinite cause del, pervertimento degli animi, la mancanza +di religione, l'abbandono delle pratiche del culto, l'uso invalso in +tante famiglie di mangiare di grasso il venerdì e il sabato, ecc., ecc. + +--E poi--soggiungeva la contessa--volete che non abbiano una cattiva +influenza quelle invenzioni del demonio che si succedono da pochi +anni?... Vapori di acqua e di terra, illuminazioni a gas e altre +porcherie simili.... Non hanno già cominciato a gettare un gran ponte +sulla laguna per unire Venezia alla terraferma? + +Mentre che la contessa Chiaretta e il cappellano si querelavano in tal +maniera delle tristi condizioni dell'umanità, il conte Zaccaria era +occupato a negoziare un decoroso componimento. + +Lo scandalo avvenuto nel chiosco chinese non avea soltanto fatto +tramontare ogni possibilità di matrimonio tra la Rosa e il nipote +dell'oste, ma aveva anche recato un colpo gravissimo alla riputazione +della ragazza. + +Il gastaldo aveva sentito risvegliarsi a un tratto le sue viscere di +zio, e strappandosi i capelli per la disperazione era corso da S. E. il +conte Zaccaria a dirgli ch'egli era un uomo rovinato, che non avrebbe +potuto sopravvivere al disonore della famiglia, nè reggere al pensiero +che un colpo simile gli venisse da un nobil uomo Bollati. A chi la +mariterebbe adesso la sua nipote? Come risponderebbe ai fratelli della +ragazza, giovani impetuosi e maneschi, che lavoravano in Ungheria, ma +che sarebbero certo tornati in patria appena fosse giunta loro la +notizia dell'accaduto? + +S. E. aveva molto ragionevolmente fatto notare al suo interlocutore +ch'egli aveva avuto torto di non accorgersi di quello di cui +s'accorgevano tutti, vale a dire che la Rosetta era un po' civettuola e +che egli doveva custodirla meglio di quel che non avesse fatto. + +Ma il volpone non s'era dato per vinto. Sicuro, egli era stato una +bestia, sicuro, la Rosa era una fraschetta, ma egli aveva avuto sempre +tanta fiducia ne' suoi padroni! Quel contino Leonardo egli l'aveva +sempre considerato, salvo la debita riverenza, quale un figliuolo. Di +tutti avrebbe dubitato ma non di lui. E adesso, se quei ragazzi +tornavano a vedersi, come impedire che si riavvicinassero, come impedire +che la tresca ricominciasse?... Ah s'egli avesse potuto spedir la +Rosetta all'altro capo del mondo?... Se avesse potuto sposarla fuori di +paese?... Ma prima dello scandalo non c'era che da scegliere fra dieci a +dodici partiti oltre a Beppe Gualdi: invece dopo quella sera fatale +nessuno voleva più saperne.... Uno solo, forse, non aveva mutato idea, +Menico il caffettiere.... Quel monello lì era innamorato cotto della +Rosa e pareva sempre disposto a prendersela.... Ma come si fa? La Rosa +non aveva un soldo di dote, Menico non aveva neanche la camicia.... Si +doveva lasciarli morir di fame? In quanto a lui, il gastaldo, si sarebbe +levato il pane di bocca per dare quattro soldi alla nipote che gli era +stata raccomandata dal fratello al letto di morte, ma, quant'è vero +Iddio, era al verde, assolutamente al verde.... Anni cattivi, anni +cattivi, e S. E. lo sapeva meglio degli altri. + +In ogni circostanza critica il conte Zaccaria ricorreva al consiglio ed +all'opera del suo agente generale. Quell'impagabile _sior_ Bortolo col +suo umore uguale, calmo, sereno, era l'uomo fatto apposta per appianare +i dissidi. Non che escludesse _a priori_ le liti. Quando la dignità +dell'illustre famiglia Bollati lo esigeva, egli sapeva tirarle in lungo +anche più della guerra di Troia, ma negli altri casi egli preferiva gli +accordi amichevoli. Ora, egli aveva un modo tutto suo d'intendere questa +dignità del casato. Se le liti potevano fruttare dei quattrini a lui, +egli diceva che bisognava litigare; se non potevano fruttargli nulla e +aveva invece da sperar qualche cosa dagli accordi, egli sosteneva con +altrettanta energia che bisognava venire a patti. + +Fedele a questo sistema, egli suggerì a S. E. Zaccaria di far ponti +d'oro al matrimonio della Rosetta con Menico. La dignità del nome +Bollati imponeva di riparare alle conseguenze della leggerezza del +contino Leonardo, e poichè se ne offriva la propizia occasione era +debito sacrosanto di non lasciarselo sfuggire. Si desse una piccola +sommetta a Menico per aprire, come egli desiderava, un caffè nel vicino +paesetto di Oriago, e ch'egli si sposasse in santa pace la Rosa. E +_sior_ Bortolo tanto disse e tanto fece che il conte Zaccaria si +persuase al sacrifizio pecuniario che gli era richiesto. Già a trovar +il danaro ci pensava l'agente. + +La ragazza, rendiamole giustizia, si mostrava molto restìa ad accettare +una simile soluzione, ma il gastaldo, questa volta, fece da zio e da +tutore sul serio, e dichiarò che s'ella non accondiscendeva al +matrimonio, egli l'avrebbe cacciata di casa. Non voleva, no, aver altri +fastidi per cagion sua. + +Ond'ella dovette piegare il capo e rassegnarsi a queste nozze ridicole. +È inutile ripetere i commenti che se ne facevano sul luogo e la sorte +che si pronosticava a quel grullo di Menico. Costui però non se ne dava +per inteso, e tutto tronfio per la bellissima fidanzata, lasciava cantar +le cicale, mentre coi capitali di S. E. Zaccaria e sotto il patrocinio +di suo santolo e di _sior_ Bortolo si disponeva ad aprire nel villaggio +di Oriago la nuova bottega di caffè e liquori col titolo pomposo: +_All'Imperatore d'Austria_. + +Dopo la sua ingloriosa avventura campestre, il contino Leonardo scivolò +ancora più basso sul lubrico pendìo del libertinaggio. Egli non aveva +ormai altra cura che questa e aveva abbandonato anche l'esercizio del +remo, ch'era stato la passione della sua infanzia. S'era poi emancipato +da ogni tutela e non andava nemmeno col suo signor padre al caffè +Suttil, trovando abbastanza noioso di sentir raccontare dai vetusti +avventori di quel caffè le galanterie di trenta o quarant'anni addietro. +Passava invece la sera e buona parte della giornata con altri giovanotti +della sua età e de' suoi gusti, amanti del bigliardo, del vino e delle +femmine. Quantunque avesse ogni tanto delle vampate di boria patrizia, +non era troppo rigido nella scelta dei compagni; fra questi suoi amici +ce n'erano di nobili, di quelli che, come lui, trascinavano nel fango un +nome storico, ma ce n'erano anche della media e della piccola borghesia; +ce n'erano infine di usciti dai bassi fondi della società, gente rotta a +ogni vizio e priva d'ogni pudore. Costoro vivevano alle spalle dei +camerati facendosi perdonare la viltà del parassitismo con viltà ancora +più grandi. + +Al nostro Leonardo erano insufficienti adesso, nonchè i pochi quattrini +datigli dal padre al primo del mese, anche le generose sovvenzioni del +signor Oreste, ed egli doveva ricorrere ai peggiori strozzini della +città per aver danari a babbo morto. Si può immaginarsi a che condizioni +li aveva. Il signor Oreste, che, nella sua qualità di creditore, teneva +d'occhio il padroncino ed era sempre informato dei fatti suoi, +brontolava a vederlo caricarsi di debiti verso altre persone e +minacciava di parlare, tantochè, per tenerlo quieto, conveniva pagargli +di tratto in tratto degli acconti che falcidiavano le somme ricevute a +prestito, e per conseguenza rendevano necessarii de' prestiti nuovi. + +È ben raro che simili cose restino segrete, e il conte Zaccaria fu +avvertito che circolavano delle cambiali con la firma di suo figlio. +Vissuto sino allora nella dolce illusione che il contino Leonardo +avesse l'arte di divertirsi a buon mercato, Sua Eccellenza rimase di +stucco all'inatteso annunzio, e dovette mettersi a letto per un travaso +di bile. La particolarità delle cambiali era quella che l'offendeva di +più; debiti ne aveva fatti anche lui in giovinezza, e pur troppo ne +faceva ancora sotto forma di mutui, ma le cambiali le lasciava ai +mercanti. O che il nome di un Bollati doveva figurare a fianco di quello +d'un salumaio? + +Il N. H. Zaccaria chiamò a consulto _sior_ Bortolo e l'avvocato di casa, +chiamò _ad audiendum verbum_ il suo nobile rampollo e con uno slancio +d'insolita energia gl'intimò di dargli la nota precisa dei suoi +creditori e della somma che doveva a ciascuno. Ma il contino Leonardo +non era in grado di fornirgli quest'utile informazione; chè non s'era +mai curato di tenere un registro. Aveva sottoscritto le cambiali; che +importava il resto? + +A questo proposito l'agente generale e l'avvocato osservarono +concordemente che le obbligazioni assunte dal contino Leonardo, ancor +minorenne, non avevano effetto legale e potevano quindi non +riconoscersi; però il conte Zaccaria, frivolo, dissoluto, improvvido +com'era, conservava qualche buona qualità e ci teneva, a suo modo, +all'onor del casato, nè volle saperne della scappatoia che gli era +offerta. In conseguenza di ciò, tutti quelli che avevano delle ragioni +da far valere verso S. E. il signor contino Leonardo Bollati P. V. +furono invitati a recarsi entro un dato termine nei mezzanini del +palazzo e a presentare i loro titoli al signor Bortolo Segugi, agente +generale della nobile famiglia. Trascorso infruttuosamente il termine +stabilito si approfitterebbe dei diritti concessi dalla legge +relativamente ai debiti dei minori e non si accoglierebbe nessuna +domanda, come si dichiarava fin d'ora di respingere in avvenire +qualunque pretesa relativa a fatti posteriori alla data di quell'avviso. + +L'intimazione sortì in parte soltanto il suo effetto; i creditori più +timidi risposero all'appello, e preferendo il certo all'incerto, scesero +volentieri agli accordi; gli altri invece, più avidi di guadagno, più +fiduciosi nella fortuna dei Bollati, stimarono meglio di correre il +rischio e di continuar anzi a sovvenire il giovane Leonardo per +rimborsarsi poi del capitale e degli interessi quand'egli fosse venuto +in possesso del patrimonio. Il conte Zaccaria era già innanzi negli anni +e non era un colosso; non sarebbe mica vissuto eterno. Anche il cuoco, +il signor Oreste, dopo molte esitazioni finì coll'appigliarsi a questo +partito. A voler figurare tra i creditori del padroncino egli metteva a +repentaglio il suo posto, e quel posto era troppo lucroso da giocarlo +sopra una carta. + +Durante queste peripezie dei loro nobili congiunti, i Rialdi stavano +sempre nell'ombra. Nessuno si curava di loro, nessuno chiedeva il loro +parere; tutt'al più la querula contessa Chiaretta ripeteva alla cugina +Zanze e alla Fortunata gli sproloqui ch'essa soleva fare due volte al +giorno con don Luigi. Erano variazioni su un unico motivo. Il mondo +andava a rotoli per l'audacia dei carbonari e per la debolezza dei +Governi. Quest'era la ragione per la quale il contino era stato +picchiato dal figlio dell'oste, quest'era la ragione per cui egli era +caduto in mano degli usurai. Non c'era che dire, i suoi difetti egli li +aveva pur troppo, e la contessa Chiaretta, altrettanto energica nel +linguaggio quanto fiacca e nulla nell'azione, ammetteva lei per la prima +che Leonardo era uno scioperato, un vizioso, un uomo ch'ella non si +stupirebbe di veder finire sul patibolo, ma, alla stretta dei conti, di +chi era la colpa? Dei carbonari, dei frammassoni e dei loro acoliti. +Senza di questa brutta genìa, la vecchia Repubblica sarebbe ancora in +piedi, e Leonardo farebbe quello che facevano i suoi nonni, e anche lui, +dopo morto, lo metterebbero in cornice come una brava persona. + +--Povero Leonardo!--pensava Fortunata.--Se gli avessero voluto bene, +sarebbe cresciuto diversamente. Altro che i carbonari!... Io però gliene +avrei voluto tanto di bene, gliene voglio anzi come una sorella, +come.... più che come una sorella.... Ma è una fatalità... Egli non mi +dà retta e corre invece dietro a certe femmine.... È vero che quelle son +bellissime... dicono... e io invece... oh perchè, perchè non son bella +anch'io? + +E quest'idea di non esser bella, di non piacere a Leonardo, di non poter +salvarlo dalla rovina del corpo e dell'anima l'accorava fuor di misura +e le impediva di gustare quel po' di bene che c'era in famiglia. Perchè +in casa Rialdi pareva essersi aperto uno spiraglio alla fortuna. Dopo +dieci anni di aspettativa, il conte Luca aveva finalmente ottenuto una +promozione che aveva il duplice vantaggio di farlo guadagnare di più e +lavorare di meno, giacchè è noto che nei pubblici impieghi ognuno lavora +in ragione inversa della paga che ha. Però questo era il meno. Le +maggiori speranze dei Rialdi erano oramai concentrate in Gasparo, a cui +sembrava riservato davvero uno splendido avvenire. L'anno stesso del suo +imbarco, vale a dire il 1840, egli aveva la buona ventura di prender +parte alla fazione di San Giovanni d'Acri e di coprirvisi di gloria, +tanto da esser citato con lode speciale nell'ordine del giorno del +comandante, e di passar alfiere di vascello, primo tra i giovani usciti +con lui dall'Accademia di Sant'Anna. Più tardi la sua intrepidezza in +una burrasca, l'audacia e il sangue freddo con cui egli aveva diretto +un'imbarcazione alla riscossa di alcuni naufraghi, avevano confermato la +sua fama di marinaio valoroso ed intelligente, e gli avevano procurate +nuove dimostrazioni di stima da' suoi superiori. + +La contessa Zanze, che nella sua fervida fantasia lo vedeva già +ammiraglio, gli perdonava ormai il suo carattere impetuoso e la sua +avversione ai parenti Bollati, e nelle rare e brevi gite ch'egli faceva +a Venezia lo costringeva a passeggiar con lei una o due ore al giorno +per la piazza S. Marco con la sua bella uniforme in dosso e con la sua +spada al fianco. Visite egli non voleva farne a nessun patto; bisognava +dunque ch'ella trovasse un altro mezzo perchè le sue conoscenti lo +ammirassero e nello stesso tempo ammirassero lei ch'era sua madre. + +Anche Fortunata era orgogliosa di suo fratello, ma quanto più egli +cresceva in riputazione tanto più ella si sentiva intimidita e quasi +sgomenta al suo cospetto. Egli, vedendola sempre malinconica, faceva di +tutto per darle confidenza e per indurla ad aprirsi con lui, ma non +c'era caso, le parole le morivano sul labbro. Già nel fondo del suo +cuore, la giovinetta maturava un pensiero che non osava rivelare a +nessuno, il pensiero di entrare un dì o l'altro in un chiostro. Colà +almeno ell'avrebbe pregato giorno e notte per Leonardo. + + + + +X. + + +Si sa quel che dura l'energia degli uomini deboli. È uno scatto e nulla +più. Stupiti essi medesimi del loro insolito vigore, ripiombano tosto +nell'irresolutezza e nell'indolenza di prima. Così avvenne al conte +Zaccaria. La tarda severità mostrata verso il figliuolo poteva ancora +dar qualche frutto, ma per ottener ciò bisognava che essa non rimanesse +un fatto isolato, che iniziasse un nuovo sistema di relazioni +domestiche, un nuovo periodo di vigilanza operosa. Invece il N. H. +Zaccaria lasciò che le cose camminassero coi loro piedi, e le cose +tornarono a camminare pel sentiero sdrucciolevole su cui egli era +riuscito a fermarle appena un momento. Il contino Leonardo, alienato +ancor maggiormente dalla famiglia in seguito al chiasso poco onorevole +che s'era levato intorno al suo nome, ripigliò le sue abitudini +dissolute, s'invescò peggio che mai nella cattiva compagnia e perdette +ogni verecondia. L'illustre casato, il largo censo (almeno creduto +tale), l'aspetto piacente gli avrebbero spalancate tutte le porte, e la +cosidetta buona società, tanto benevola pel vizio elegante, avrebbe +perdonato volentieri a' suoi rotti costumi, sol ch'egli avesse saputo +rispettar le apparenze. Ma a lui era intollerabile qualunque freno ed +egli non s'acconciava a nessun ritrovo ove convenisse moderare il suo +linguaggio da trivio. In tal modo il contino Leonardo Bollati, sul +quale, da fanciullo, molte mamme avevano fabbricati i loro castelli in +aria, diventava a poco a poco un partito impossibile, e _sior_ Bortolo, +l'agente generale, vedeva allontanarsi la probabilità di ristorare con +una bella dote le pericolanti fortune della famiglia. Tutt'al più, si +sarebbe forse potuto sperare di trovar un dì o l'altro qualche +pizzicagnolo arricchito che per _nobilitar_ la figliuola non badasse al +resto; ma figuriamoci se il lustrissimo Zaccaria e la lustrissima +Chiaretta, con la loro boria, avrebbero acconsentito a un matrimonio +simile. Ora, per fare a meno del loro consenso, era necessario aspettare +che il contino Leonardo fosse uscito di minorità, ossia, come +prescriveva il Codice austriaco, ch'egli avesse compiuto i +ventiquattr'anni, e l'ottimo _sior_ Bortolo, che vedeva la proprietà +stabile dei Bollati coprirsi rapidamente d'ipoteche dubitava molto di +poter tirare innanzi a forza di palliativi sino a quel tempo. Comunque +sia, il coscienzioso agente non ommetteva di far di tratto in tratto +l'inventario delle ragazze milionarie, anche se gobbe, sbilenche o +avariate nella riputazione, che potevano in caso disperato offrirsi +come ancora di salvezza al padroncino, quando un avvenimento imprevisto +sconcertò tutti i suoi disegni. + +Una sera il contino Leonardo si mise a letto con la febbre e in breve la +malattia prese un tale carattere di gravità da incuter seri timori. Da +un pezzo il giovine non ispirava personalmente la minima simpatia, ma +l'idea che con lui sarebbe perito l'unico rampollo maschio di una grande +famiglia e che il palazzo Bollati e gli oggetti di valore che vi si +trovavano sarebbero andati a finire, alla morte del conte Zaccaria, in +mano di gente straniera, destò una certa commozione in paese e fece +seguire con viva sollecitudine le varie alternative del male. + +Ma questo a noi preme poco o punto. Quello che ci gioverà di sapere si è +che l'infermità del contino Leonardo fece riacquistare alla contessa +Zanze Rialdi una parte dell'influenza che da qualche anno ella andava a +grado a grado perdendo in casa Bollati. Era costume inveterato della +contessa Zanze, quando c'era qualche malato grave tra i suoi conoscenti, +di recarsi in persona presso la famiglia, e lì, senza tante cerimonie, +profferire i propri servigi, l'opera sua, i lumi della propria +esperienza. Era madre di famiglia, aveva fatto pratica co' suoi +figliuoli, i quali, pur troppo, avevano avuto il morbillo, la rosolia, +la tosse canina e tutte le piaghe d'Egitto, e nondimeno eran sani e +salvi più per virtù delle sue cure che per virtù del medico. + +Se poi il suo zelo derivasse da bontà d'animo, da spirito inframmettente +o dalla speranza di guadagnarsi qualche bel regalo, questo è quello che +non si potrà mai sapere con precisione; forse esso derivava da tutte +queste cose unite insieme. O forse si nasce infermieri e flebotomi come +si nasce poeti. Certo si è che la contessa Zanze non aveva chi la +pareggiasse nel mescere un farmaco, nel fasciare un salasso, +nell'accomodare i guanciali sotto il capo di un giacente, e, sia detto +coi debiti riguardi, nell'applicar cataplasmi d'ogni maniera. + +Era naturale che con queste singolari attitudini ella si mettesse subito +a disposizione dei suoi cari parenti, dicendo che ella aveva visto +nascer Leonardo e lo considerava come un'altra sua creatura, e poteva +benissimo far presso di lui le veci della madre, la quale, cagionevole +di salute e nervosa all'estremo, non era assolutamente in condizione da +assistere inalati. + +La contessa Zanze Rialdi piantò quindi le sue tende in palazzo Bollati +tirandosi dietro anche il marito e la figliuola, a cui nessuno preparava +più da colazione e da pranzo, giacchè la rispettiva moglie e genitrice +non si fidava della donna di servizio, e da buona massaia stimava +opportuno di non far nemmeno accendere il fuoco in cucina. Però il conte +Luca e Fortunata andavano ogni sera a casa a dormire. + +Invece la contessa Zanze stava dì e notte al letto di Leonardo che le si +era affezionato con quel trasporto col quale gli egoisti sogliono +affezionarsi a coloro di cui hanno bisogno e pel momento in cui ne +hanno bisogno. Egli non prendeva le medicine da altri che da lei, non +ubbidiva che alla sua voce, non voleva lasciarla mai uscire di camera, +e, nel suo immenso terrore della morte, aspettava da lei sola la sua +salute. + +Per più settimane il nostro giovinotto fu in gran burrasca, e in tutto +questo tempo don Luigi dovette consacrarsi interamente alla +_lustrissima_ Chiaretta e assisterla nelle sue pratiche religiose o +apparecchiarla con esempi della Sacra Scrittura a sopportar con animo +forte la prova che pareva esserle serbata dal Signore. In complesso la +torpida contessa Zanze aveva l'aria di voler rassegnarsi presto, e S. E. +Zaccaria era in molto maggiori angustie di lei. Nessuno però soffriva +quanto Fortunata, che passava le notti senza chiuder occhio, piangendo a +calde lagrime e pregando i Santi e la Madonna per la salvezza di suo +cugino. Se almeno le avessero permesso di rendersi utile, se le avessero +permesso di aiutar sua madre nei suoi uffici d'infermiera! Ma non c'era +caso; non la lasciavano nemmeno entrare in camera; le dicevano ch'ella +non avrebbe fatto che confusione. Solo qualche volta, mentre aprivano +l'uscio adagio adagio, ella, che era venuta in punta di piedi +nell'andito, s'affacciava allo spiraglio, e nella penombra della stanza, +in fondo all'alcova, vedeva un viso affilato, due occhi smorti, due mani +lunghe e scarne che giacevano immobili sulla coperta del letto. Povero +Leonardo! Com'era ridotto! Non lo si riconosceva quasi più. + +Alla fine i medici dichiararono che l'ammalato era fuori di pericolo, ma +che la convalescenza sarebbe stata assai lunga, perchè ogni strapazzo +avrebbe potuto produrre una ricaduta fatale. Essi soggiunsero altresì +che se il contino ci teneva a campar molti anni, egli doveva menar una +vita più regolata. Ed egli che aveva avuto quel po' di battisoffia che +sappiamo, promise tutto ciò che gli si domandava. + +Appena Leonardo fu in istato di veder qualcheduno, Fortunata impetrò la +grazia di dargli un saluto; poi le visite di lei divennero più lunghe e +più frequenti, e allorchè egli principiò ad alzarsi, ella fu ammessa a +tenergli compagnia per un paio d'ore al giorno. + +Quasi tutti quelli che escono da una grande malattia si sentono come +attratti verso il loro passato, verso le persone, verso gli affetti +della prima giovinezza. Così l'albero investito dal turbine sente le sue +radici. Il contino Leonardo, nel riaffacciarsi ora alla vita, rivedeva +con maggior simpatia dell'usato la compagna de' suoi giochi infantili, e +l'accoglieva con una espansione a cui ella non era più avvezza e che le +empiva l'anima di giubilo. Ella diceva a sè stessa ch'ella aveva avuto +ben ragione a difenderlo, poveretto! quando gli altri lo accusavano. +Covava il suo male, ecco la ragione de' suoi modi aspri, de' suoi +stravizzi, di tutto. E poi c'eran stati i falsi amici che lo avevano +traviato, que' falsi amici ai quali il portone del palazzo Bollati era +ormai chiuso per sempre, e che Leonardo aveva giurato di non guardare +più in faccia. Adesso che stava bene, adesso che nessuno gli dava +cattivi consigli, egli era un altr'uomo. Ah! che trionfo sarebbe stato +per Fortunata il poter dire a suo fratello Gasparo:--Vedi chi di noi due +s'ingannava!--Perchè quel suo fratello era così ostinato! Le poche volte +ch'egli le scriveva una riga trovava sempre la maniera di far qualche +allusione spiacevole al cugino Bollati. Non s'era commosso neppure alla +notizia della malattia. «Desidero che Leonardo guarisca--egli aveva +scritto sdegnosamente ai suoi genitori--perchè non si deve augurar male +a nessuno, ma in fin dei conti la sua morte non sarebbe una disgrazia nè +per la famiglia, nè per Venezia, nè per l'Italia.» + +--L'Italia! Che cosa c'entra l'Italia?--brontolava il conte Luca. + +Se c'entrasse l'Italia è assai dubbio, ma secondo la rispettabile +opinione del nobile Piero Canziani, c'entrava nientemeno che l'umanità. +Infatti la guarigione del contino Leonardo ispirò la Musa dell'insigne +poeta, e gli dettò un lunghissimo ditirambo, che S. E. Chiaretta, +avvertita che non era un _sonetto_, chiamò _un verso_. Ora il +componimento del nobile vate esordiva così: + + Sorgi, o contrita umanità. Dal coro + Sgombra il vano terrore; + Questo figlio d'eroi vive e non muore. + +Concetto peregrino che don Luigi però trovava preferibile al manzoniano + + I fratelli hanno ucciso i fratelli. + +--Non c'è giovane di negozio--osservava don Luigi con aria di +sprezzo--che non sappia dire una roba simile. + +Anch'egli, l'ex precettore del contino Leonardo, si credette in dovere +di pubblicare qualche cosa per la ricuperata salute del suo allievo e +stampò con una prefazioncella di circostanza una sua memoria letta +all'Ateneo col titolo: _Alcuni pensieri sul migliore uso della +congiunzione separativa O_. Non era che il frammento d'un'opera +linguistica di gran mole alla quale don Luigi attendeva da un pezzo in +silenzio, e che, quando fosse venuta alla luce, avrebbe polverizzato +certe riputazioni!... + +Del resto, in questa fausta occasione, la casa Bollati riebbe per un +momento tutto l'antico splendore, e il giorno in cui Leonardo sentì la +messa nella cappellina domestica il signor Oreste, aiutato da tre +sottocuochi, dovette allestire un pranzo per cinquanta persone. E tale +fu l'abbondanza dei cibi e dei vini che i rilievi della mensa bastarono +non solo a riempire l'epa dei servi e delle famiglie dei servi, ma +consentirono anche al signor Oreste di stipulare alcuni contratti +vantaggiosi con tre o quattro _restaurants_ di second'ordine. + +Inoltre, sempre per festeggiare il lietissimo avvenimento, il conte +Zaccaria elargì somme cospicue ai poveri della parrocchia, alla +Commissione di pubblica beneficenza, agli Asili d'infanzia, alla Casa +degli esposti e ad altri istituti pii. E per più giorni la _Gazzetta +privilegiata di Venezia_ ebbe da registrare con parole di sentito +encomio gli atti munifici di S. E. il conte Zaccaria Bollati, degno +erede di un nome illustre. Il conte Zaccaria si fregava le mani +sentenziando:--I Bollati sono sempre i Bollati.--Alla quale affermazione +_sior_ Bortolo sorrideva, ma meno seraficamente di una volta. + +Quando il contino Leonardo cominciò ad uscir di camera era circa la metà +di aprile; i medici però gli prescrissero di rimanere in casa ancora un +mesetto; a primavera avanzata sarebbe andato a ritemprarsi in campagna, +ove non c'era più da temere della Rosa, maritata e fuori di paese. Forse +tali disposizioni non erano tutte suggerite da motivi igienici; forse +differendo a rendergli la libertà si sperava distoglierlo affatto delle +vecchie abitudini e dalle vecchie conoscenze. E invero sotto +l'impressione di sgomento lasciatagli dalla sua malattia, egli non +mostrava alcun desiderio di rivedere i suoi compagni di libertinaggio. +Questi dal canto loro non gli avevan dato prove di sviscerato affetto. +Appena due o tre eran comparsi a grandi intervalli al portone del +palazzo a domandar sue notizie; poi non s'eran più fatti vivi. E siccome +d'altra parte egli non aveva stretto amicizia con nessun giovane per +bene e nessuno quindi veniva a fargli visita, la sua lunga convalescenza +gli sarebbe stata noiosissima se Fortunata non fosse rimasta quasi +sempre con lui, pronta ad ogni suo cenno, docile, amorosa come negli +anni dell'infanzia. Povera Fortunata! Ella si sentiva tanto felice nel +poter essere qualche cosa per Leonardo, nel poter scemargli l'uggia di +quell'eterne giornate. Si sentiva tanto felice che avrebbe voluto che la +vita le corresse sempre a quel modo, e poichè lo sperarlo era follia, +invocava dal cielo il favore supremo d'addormentarsi in quel sogno e di +non riaprire gli occhi mai più. + +Intanto Leonardo, sia che notasse davvero nella cugina qualche pregio +fisico non avvertito per l'addietro, sia che il non trovarsi in mezzo +alle crestaie e alle ballerine, oggetto ordinario dei suoi pensieri, lo +rendesse di men difficile contentatura, sia infine che col tornar della +salute e delle forze si risvegliassero in lui i bollori del sangue, +considerava con più attenzione e sotto un aspetto diverso dal solito +questa giovinetta dal viso slavato e dal corpicino esile, la quale sino +allora, diciamolo schietto, non gli era neanche parsa una donna. Di che +natura poi fosse il nuovo sentimento sorto nell'animo suo ci vuol poco a +immaginarselo. Incapace di affetti gentili e profondi, non frenato da +scrupoli, insofferente d'altre catene che di quelle che s'annodano e +sciolgono in un giorno, egli intendeva l'amore in un'unica maniera... la +maniera del resto in cui la intendono i dissoluti di professione. +L'idea che Fortunata era una ragazza onesta non lo tratteneva, era anzi +uno stimolo di più, che gli pareva legittima curiosità il verificar co' +suoi occhi che differenza ci fosse tra una ragazza onesta e quelle che +non erano tali. Nè lo trattenevano i vincoli di parentela che lo +stringevano a lei, nè l'affezione sommessa ch'ella gli mostrava, nè la +gratitudine che, pur confusamente, egli riconosceva di doverle per +essere stata la sola a difenderlo quando tutti gli gridavano la croce +addosso. Bensì da queste varie ragioni sommate insieme gli veniva un +certo imbarazzo nel contegno, un certo fare da collegiale che, a sua +insaputa, gli giovava invece di nuocergli. Perchè s'egli fosse stato +sguaiato, brutale, ella avrebbe sentito svegliarsi in tempo la piena +coscienza del pericolo, avrebbe forse saputo difendersi. Ma egli era +così cauto, così riguardoso; il turbamento ch'ella provava vicino a lui +era misto di tanta dolcezza! Non che talvolta non l'assalisse una vana +inquietudine. Se Leonardo la guardava fisso, se la mano di lei toccava +la sua, se i loro gomiti, se le loro ginocchia s'urtavano, ell'arrossiva +fino alla punta dei capelli e con un rapido movimento volgeva altrove la +faccia o ritraeva la persona tutta tremante. Però non era salda +abbastanza ne' suoi propositi, e sembrava ricercar di lì a poco le +sensazioni ch'ella aveva prime sfuggite. Nessuno la proteggeva, nessuno +la consigliava. Sua madre era fuori di sè dalla gioia nel veder che +_quei due ragazzi_ se la intendevano, e tornando sempre con la mente al +sogno dorato del matrimonio, non si curava troppo dei rischi che +Fortunata correva. Ne aveva corsi anche lei dei rischi per diventar +contessa Rialdi, chè già, se le fanciulle senza dote non s'ingegnano, +guai. E se il conte Luca s'avventurava a dire:--Bisognerebbe badare di +più a Fortunata, mi spiego?--essa lo faceva tacere con un brusco:--State +zitto voi, e pensate al vostro ufficio e ai vostri scacchi. + +In quanto al N. H. Zaccaria e alla sua illustrissima consorte, essi non +eran gente da scomodarsi per sì piccola cagione, e anzi la contessa +Chiaretta aveva detto a Leonardo e a Fortunata:--_Ohe tosi_, io non istò +mica a farvi la guardia; mettete pure a soqquadro la casa; a me basta +che non mi facciate il chiasso vicino. + +I _tosi_ avevano ormai l'uno vent'anni passati, l'altra quasi diciotto, +e non era probabile che essi facessero un baccano così indiavolato. Ma +ci voleva tanto poco a eccitar i nervi della N. D. Chiaretta; e poi +ell'aveva tante gravi occupazioni. Aveva da apparecchiare la zuppa di +latte pel suo gatto Romeo, da prendere il caffè e i _baicoli_ col nobile +Canziani, da ascoltare i pettegolezzi della contessa Ficcanaso e delle +altre dame che venivano a visitarla, da giocare a _consina_ con don +Luigi, e da pisolare nella poltrona mentre lo stesso don Luigi le +recitava il breviario o le teneva ragionamenti spirituali. Tutto ciò +senza contar le visite che anche a lei toccava di fare. Come poteva +dunque restarle il tempo di custodir Leonardo o Fortunata? + +Con quest'assoluta libertà lasciata a' due cugini, accadde quello ch'era +da prevedersi. Vi fu un giorno in cui Leonardo fu più audace e Fortunata +più debole..... + + + + +XI. + + +Come fosse andata la cosa, Fortunata stessa non sapeva dirlo. Leonardo +le aveva affascinato i sensi, paralizzato la volontà. E dopo la caduta, +oppressa dalla coscienza della sua vergogna, dilaniata dagli scrupoli e +dai rimorsi, ella si sentiva più inetta che mai a scuotere il giogo, a +sottrarsi all'abbiezione in cui era piombata. Che le valeva, ogni sera, +sola nella sua cameretta, piangere, pregare, scongiurare tutti i santi +del Paradiso che la soccorressero; i santi del Paradiso non avevano +orecchi per lei; e invece le immagini voluttuose venivano ben presto a +sconvolgerle la fantasia, veniva il ricordo di quei baci di fuoco, di +quelle parole ardenti, ed ella si voltava e rivoltava nel letto senza +trovar pace, e mordeva rabbiosamente le lenzuola e i guanciali invocando +e temendo a vicenda il sorger del sole. Chi sa che sorprese le +apparecchiava il nuovo giorno? Se la tresca si scoprisse, se la sua onta +diventasse pubblica, se ne giungesse la notizia fino a Gasparo? Come +affronterebbe ella lo sdegno del fratello, come difenderebbe dalla +collera di lui il suo amante? Eppure, per quanto spaventoso fosse questo +pensiero, ce n'era un altro che l'atterriva ancora di più. Era il +pensiero che Leonardo, nonostante i suoi giuramenti, non avesse per lei +che un passeggero capriccio e dovesse fra poco gettarla in un canto come +si fa d'un abito frusto. Dio, Dio, che sarebbe di lei allora? Dove +andrebbe a nascondersi? L'idea del chiostro, accarezzata in passato, +tornava a balenarle alla mente, e per brevi istanti l'animo inquieto vi +si riposava come in un porto sicuro dalle tempeste. Ma il cuore non +tardava a dirle che anche questa era un'illusione, e che non c'è porto +ove ripararsi dalle tempeste che ruggono dentro di noi. E come potrebbe +ella alzar gli sguardi al cielo finchè un amore profano la teneva +incatenata alla terra? E quell'amore come sperar di sradicarlo s'esso +era parte dell'esser suo, s'ella gli aveva sacrificato ogni cosa più +cara? Oh quanto bene ella voleva a Leonardo, quanto gliene aveva sempre +voluto!... C'era della gente che sparlava di lui, che lo accusava di +mille vizi, che fingeva di disprezzarlo;... ella lo trovava bello, lo +trovava buono, ella si sforzava di attribuirgli tutti i pregi possibili. +Divenir sua moglie sarebbe stato per essa il colmo della felicità. Ma la +fortuna non l'aveva guastata con troppi favori, ed ella non osava +cullarsi in questa dolce speranza. Egli, che poteva aspirare ad una +principessa, avrebbe sposato lei!... Le bastava morire prima ch'egli +sposasse un'altra, prima ch'egli amasse un'altra.... + +Così, senz'accorgersene, ell'accettava il suo disonore, accettava tutto +piuttosto che l'abbandono. E quando s'alzava dal letto dopo una notte +insonne e angosciosa, ella contava l'ore e i minuti che la dividevano +dal momento in cui il gondoliere di Ca' Bollati sarebbe venuto a +prenderla per ordine della _lustrissima_ e l'avrebbe accompagnata a +palazzo. E come le batteva il cuore, allorchè, nel far lo scalone, +sentiva i passi di Leonardo che, aspettandola, misurava in lungo e in +largo la sala! + +--Sia ringraziato il cielo--diceva la contessa Chiaretta.--Se Leonardo +non ha compagnia non istà mai tranquillo.... Andate a giocare a dominò, +ragazzi.... O fate pure quel che volete, purchè io non senta rumore. + +Da figliuolo ubbidiente, Leonardo si tirava dietro Fortunata in un altro +angolo della casa, in quello stanzone degli armadi ove i due cugini +s'erano da bimbi trastullati insieme e da cui si poteva, volendo, salire +in un'ampia terrazza. Non mancavano buoni pretesti per andar colà. Prima +di tutto il luogo era opportunissimo per isgranchir le gambe e per +prendere una boccata d'aria libera; poi ci si trovavano parecchi vasi e +cassette di fiori pei quali Leonardo s'era acceso d'una subitanea +passione e ch'egli rimondava con gran cura dell'erbaccie, e inaffiava +ogni giorno. + +I desiderii della contessa madre erano esauditi appieno. Checchè +avvenisse lassù, ella non sentiva romore. + +Ma la baffuta _siora_ Placida, la cameriera anziana, che teneva le +chiavi della biancheria e considerava lo stanzone come suo speciale +dominio, durava fatica a persuadersi che il padroncino e Fortunata +impiegassero tanto tempo nella fioricultura, e aveva tentato più d'una +volta di scoprire quali fossero le loro occupazioni. A dir vero, a +malgrado del suo diligente spionaggio, essa non aveva scoperto nulla di +positivo perchè lo stanzone era chiuso da un uscio assai grosso e +pesante di cui non si sarebbe potuto spingere uno dei battenti senza un +molesto cigolìo che avrebbe tradito l'esploratore indiscreto. Pure, dei +pochi indizi ch'essa aveva raccolto, la onoranda matrona aveva data la +partecipazione confidenziale al cameriere Stefano, suo favorito. Stefano +aveva ripetuto la notizia alla lavapiatti, una massiccia montanara del +Bellunese, con la quale, di nascosto della _siora_ Placida, egli era in +ottimi termini, e colei ne aveva parlato in segreto a uno dei barcaiuoli +che godeva di qualche sua preferenza furtiva. In breve la cosa passò per +tutte le bocche, e in cucina si discusse gravemente se si doveva o no +metter sull'avviso Sua Eccellenza Zaccaria e Sua Eccellenza Chiaretta. +Il signor Oreste, il cuoco, stava pel sì, e sosteneva che la era tutta +una cabala ordita dalla contessa Zanze Rialdi, la quale voleva +costringere il _lustrissimo_ Leonardo a sposare la sua figliuola, e +intanto gliela gettava in braccio per metterlo fra l'uscio e il muro. +Ora pareva a lui che fosse necessario di sventar la trama, perchè, +sebbene non ci fosse nulla da dire contro la ragazza, quello non era un +partito adattato pel padroncino, e da sì misere nozze la servitù non +poteva sperare nè mancie, nè regali convenienti. E poi non c'era una +ragione al mondo di favorir gl'intrighi della contessa Zanze, che al +capo d'anno non dava un centesimo a nessuno. + +Argomenti di gran peso che rendevano testimonianza della sagacità del +signor Oreste e che avrebbero dovuto trionfare, ma il cuoco aveva la +disgrazia d'essere antipatico a' suoi compagni, e accadeva assai di rado +che i suoi consigli fossero accolti. + +Prevalse dunque l'opinione contraria, difesa con molto vigore dal +cameriere Stefano, il quale diceva che i pericoli del matrimonio non +c'erano se non che nella fantasia del signor Oreste, e che in quanto al +rimanente a questo mondo bisogna vivere e lasciar vivere, nè occorre +scandalizzarsi di accidenti che nascono dappertutto. La _siora_ Placida +poteva certificare se quelli eran fatti nuovi in casa Bollati. + +E la cameriera, quantunque le seccasse esser chiamata a testimonio di +cose passate, era costretta nella sua lealtà a riconoscere che, per quel +che dicevano i vecchi, nella nobile famiglia uomini e donne eran sempre +stati di manica larga e non c'era che la _lustrissima_ Chiaretta la +quale, avendo acqua nelle vene invece che sangue, non desse a discorrer +di sè.... Beninteso ch'ella, la _siora_ Placida, non avrebbe messo le +mani nel fuoco nemmeno per la padrona, e non avrebbe voluto giurare che +fra Sua Eccellenza e il nobile Piero Canziani, per esempio, non avessero +mai fatto altro che sorseggiare il caffè e sgretolare i _baicoli_. + +Comunque sia, il primo risultato di queste chiacchiere si fu che, quando +Leonardo e Fortunata scendevano dallo stanzone degli armadi, eran sicuri +di trovarsi fra i piedi qualcheduno della servitù che con curiosità mal +dissimulata li squadrava dalla testa alle piante per far poi in cucina +quelle chiose che si possono immaginare. + +Leonardo, il quale in certe faccende aveva buon naso, indovinò che +c'erano in aria dei sospetti, e colse il pretesto per troncare gli +abboccamenti segreti nello stanzone, tanto più che ormai si era levato +il capriccio e Fortunata cominciava a venirgli a noia. Inoltre +s'avvicinava il momento in cui egli sarebbe uscito di casa, e allora +avrebbe avuto ben altro pel capo che la cugina. Meglio dunque allentare +il nodo a poco a poco. + +La povera ragazza, dopo aver con sì calde lagrime chiesto al Signore di +allontanarla dal peccato, adesso che il peccato s'allontanava da lei +ebbe un risveglio tremendo. Ella capì che stava per succedere il peggio, +capì che Leonardo l'abbandonava. E resa ardita dalla disperazione, +volle a ogni costo ch'egli le accordasse un colloquio da solo a sola, e +nel suo amore e nel suo dolore trovò accenti così caldi ed appassionati, +quali non si sarebbero attesi dal suo labbro ordinariamente timido e +peritoso. Egli, più infastidito che commosso, cercò in principio di +calmarla con buone parole; poi, com'ella non se ne mostrava paga, +perdette la pazienza, e si lasciò andare al suo linguaggio cinico e +sboccato. In fin dei conti, che pretendeva ella da lui? Che la sposasse? +Ma già egli non si sognava nemmeno di prender moglie. O credeva forse +che la loro relazione potesse durare eterna? Non doveva anzi essergli +grata della prudenza con cui egli s'era condotto? Se la cosa tirava in +lungo altri due o tre giorni, c'era da scommettere che sarebbe nato uno +scandalo; invece, per merito suo, nessuno direbbe nulla, perchè nessuno +sapeva nulla di positivo, ed ella non iscapiterebbe affatto nella +riputazione. E ancora si lagnava? + +Ella rimase fulminata. Era dunque finito tutto? Noi lo sappiamo, il +presentimento che tutto potesse finire in questo modo le aveva già +angustiato lo spirito, ma non era mai riuscito ad annidarvisi per un +pezzo; chè ogni lieve segno d'affetto da parte di Leonardo era bastato a +rianimare le sue illusioni. Adesso però, dopo le parole dure, recise, +sprezzanti che le echeggiavano sinistramente all'orecchio, non c'era più +illusione possibile, non c'era più spiraglio di luce che rompesse le +tenebre ond'ella era cinta. E si sentiva sola, derelitta nel mondo. I +suoi genitori? Ma suo padre pur troppo era un fantoccio, e sua madre +perchè non l'aveva vigilata, perchè non l'aveva avvertita? Un lampo +tremendo le attraversò la mente. Se sua madre, che fin dall'infanzia le +aveva inculcato la riverenza ai parenti Bollati, la devozione al cugino, +se sua madre avesse voluto lei stessa apparecchiar la catastrofe nella +speranza di forzare Leonardo al matrimonio? Ed ella si sarebbe fatta +complice di questa ignominia? Che orrore, che orrore! Ah! Gasparo era +stato buon profeta! Un momento le venne il pensiero di scrivergli. Ma +che cosa gli avrebbe scritto? Ch'ella s'era prostituita, ch'ella s'era +disonorata? E che cosa gli avrebbe chiesto? Di vendicarla? No, no, mille +volte no, ella non voleva che si torcesse un capello a Leonardo. Forse +egli era meno colpevole di quel che essa credeva, forse con le donne +(povere donne!) si fa sempre così; tocca a loro a difendersi. Ah senza +dubbio la vera colpevole era lei che s'era lasciata acciecare, +inebbriare dalla febbre dei sensi, che aveva dimenticato la sua fede. +Come le rimordeva la sua coscienza di cattolica! Con che paura +superstiziosa pensava ai suoi doveri religiosi trascurati, alle sue +distrazioni in chiesa, ai desiderii immodesti, alle immagini profane che +avevano turbato il suo raccoglimento e le sue preghiere! Ella si +domandava tremante se ci sarebbe stata penitenza adeguata al suo fallo. +E di nuovo una voce intima le additava come suprema áncora di salvezza +il convento, seppur c'era un convento che volesse accoglierla. + +Sotto l'impero di questa idea, il giorno stesso del fatale colloquio, +ella corse in traccia d'un sacerdote suo conoscente, e inginocchiata nel +confessionale gli rivelò la sua passione infelice e il fermo proposito +di espiare i suoi errori con una vita d'orazioni, d'astinenze, di +sacrifici. Che le dicesse il prete noi non sappiamo; certo si è ch'ella +uscì dal tempio più invasata che mai dall'ascetismo e più che mai decisa +a prendere il velo. La contessa Zanze, che aveva già notato quella +mattina il pallore e l'abbattimento di Fortunata, notò ora lo stato +d'esaltazione in cui ella si trovava e l'assoggettò a un interrogatorio +in piena regola. La ragazza avrebbe voluto ritardare questa nuova +confessione, ma non potè schermirsi dall'insistenza materna. Stremata di +forze, ella fu côlta da un pianto isterico, irrefrenabile, e in mezzo ai +singhiozzi ripetè ancora una volta la dolente istoria del suo amore e +della sua vergogna. Quella storia sorgeva accusatrice terribile contro +la madre, e la contessa Zanze, quantunque certe cose le capisse poco, +non si sentiva la coscienza affatto tranquilla. Nondimeno, perchè +ell'era seguace della dottrina che il fine giustifica i mezzi, se la +caduta di Fortunata doveva darle un'arma per venire a capo de' suoi +disegni, ell'era prontissima ad assolversi d'ogni colpa. Sì, sì, ella +non aveva difficoltà a riconoscerlo, la faccenda poteva esser condotta +meglio e sopratutto sarebbe stato necessario di badare che Fortunata +conservasse il suo sangue freddo e che la bussola la perdesse Leonardo. +Invece era successo precisamente l'opposto. Fatalità! A tale proposito +la signora Zanze ricordava con segreto orgoglio l'arte finissima da lei +adoperata a' suoi tempi col conte Luca Rialdi in condizioni analoghe a +quelle della figliuola. Prima aveva invischiato ben bene il merlo; poi +non aveva avuto più tanti scrupoli, chè già non è un delitto il mangiar +il proprio grano in erba. Del resto, ora l'essenziale era di non +smarrirsi d'animo e guai se Fortunata abbandonava la partita. Perciò, +quando la ragazza tirò in campo l'argomento del chiostro, la contessa, +che fino a quel punto l'aveva ascoltata con simpatia fingendo di non +accorgersi dei rimproveri indiretti che c'erano nelle parole di lei, +mutò tenore ad un tratto, e non frenandosi più dichiarò che questi eran +discorsi da bambina e che il chiostro non accomodava nulla, e che una +sola cosa poteva salvar l'onore della famiglia, il matrimonio. Ma +Fortunata, la timida Fortunata, insistette dicendo che già il matrimonio +era impossibile, e che a ogni modo ell'era ormai risoluta a fuggire dal +mondo e a non consacrarsi ad altri che a Dio.... Era risoluta, avevano +capito? La lasciassero stare, se non desideravano la sua morte. + +Ne seguì una scena violenta, nel mezzo della quale la giovane cadde in +deliquio. + +Assistita subito dalla madre, ella non istette molto a rinvenire; ma si +lagnava d'una grande spossatezza, d'un malessere generale ch'ella non +sapeva spiegarsi. + +Un dubbio improvviso sorse nell'animo della contessa Zanze; tuttavia +ella tenne per sè le sue impressioni, e ripigliando verso la figliuola +un tuono affettuoso e sollecito, raccomandò a Fortunata di esser calma, +di non pensare a malinconie, di persuadersi che nessuno in famiglia +voleva tiranneggiarla. + +Rinfrancata alquanto da queste parole, la ragazza baciò e ribaciò la +genitrice, e chiestole perdono del suo linguaggio eccessivo di poco fa, +consentì a mettersi a letto. + +Il conte Luca, tornando quel giorno dall'ufficio con la testa piena d'un +finale di scacchi ch'egli aveva studiato sulla carta, trovò la moglie in +cima alla scala e fu condotto da lei con gran mistero in un salottino +appartato. + +--Che cosa c'è? Che cos'è successo?--chiese il pover'uomo che non +capiva. + +--Zitto!--disse la contessa.--Non facciamoci sentire dalla gente di +servizio. + +La gente di servizio, fra parentesi, si riduceva a una fantesca un po' +sorda. Ma la contessa Zanze amava le amplificazioni. + +--Insomma?--ripigliò il conte abbassando la voce. + +E allora la consorte gli spifferò tutto quello che ella sapeva e tutto +quello che l'indisposizione di Fortunata le faceva supporre. + +Il nobile Rialdi era d'indole mansueta, ma in certi casi non c'è +mansuetudine che tenga; bisogna parlare o scoppiare. + +--Questa tegola mi casca sul capo!--esclamò il conte Luca, girando come +un forsennato su e giù per la stanza.--Mi spiego?... Non l'avevo detto +io che l'andava a finir male?... Ma volete sempre fare a vostro modo, +voi.... + +--Eh non mi seccate--interruppe la contessa Zanze.--Piuttosto andate a +chiamare il medico, giacchè mi occorre saper precisamente in che acque +si navighi. + +Il conte Luca ubbidì, e il dottore, interrogata con molta discrezione la +ragazza, uscì dalla camera coi genitori e disse loro che le supposizioni +della signora contessa avevano proprio côlto nel segno. + +--Povero me, povero me!--gemette il conte Luca, cacciandosi le mani nei +pochi capelli che gli rimanevano.--Poteva toccarmi di peggio? + +La contessa moglie gli diede sulla voce.--Ci vuol altro che queste +smorfie! Adesso si vedrà se siete un uomo o un _pampano_. + +La qual cosa si doveva vedere, ma non si vide, perchè la contessa Zanze, +secondo il suo solito, prese la direzione della faccenda e al marito +lasciò l'ufficio, meno arduo e delicato, di tener compagnia alla +figliuola. + + + + +XII. + + +L'annunzio del grave avvenimento fu come lo scoppio d'una bomba in casa +Bollati. Di così grosse Leonardo non ne aveva fatte mai, nè aveva mai +recato un impiccio simile alla famiglia, neppure quella volta dello +scandalo in giardino. Come immaginarsi che quel ragazzo si +incapricciasse della Fortunata, una giovinetta senza forme e senza +colore, che aveva diciott'anni e ne mostrava sedici, e con la quale egli +aveva giocato alla bambola? E per peggio, il diavolo ci doveva metter la +coda; anche un bimbo in prospettiva ci doveva essere!--Già--notava in +cuor suo il lustrissimo Zaccaria--un gran sangue quello dei Bollati. + +Sicuro, un gran sangue. Ma intanto (poichè non s'era nemmeno potuto +effettuare l'andata in campagna a cagione di un'epidemia di tifo che +infestava in quei mesi i pressi della villa) non c'era modo di levarsi +d'attorno la contessa Zanze, la quale voleva che si rendesse l'onore +alla sua creatura, e s'era ostinata a non veder altro risarcimento +possibile che il matrimonio. E non si lasciava mica scoraggiare dalle +ripulse, ma tornava alla carica col _lustrissimo_ Zaccaria, o con la +_lustrissima_ Chiaretta, o con Leonardo, o con don Luigi, che nella sua +qualità di ecclesiastico avrebbe pur dovuto capire quale fosse l'obbligo +sacrosanto dei suoi padroni. + +Don Luigi, uomo alieno dai fastidi, aveva in principio adottato la +tattica di non credere all'importanza della cosa. + +--Esagerazioni, esagerazioni--egli diceva.--Le ragazze senza esperienza +prendono spesso lucciole per lanterne. + +La contessa Zanze si sentiva il prurito di graffiargli gli occhi.--Ma +che lucciole, ma che lanterne? Metterebbe forse in dubbio quello che +Leonardo confessa? + +--I giovinotti, si sa, hanno l'abitudine di vantarsi. + +--Auff! Ma se il medico ha dichiarato che mia figlia... via, non lo sa +quello che ha dichiarato il medico? + +--Bisogna star a vedere, bisogna aspettare... I medici, cara contessa, +pigliano tanti granchi a secco. + +Finalmente don Luigi si arrese all'evidenza. Gli dispiaceva, proprio da +galantuomo gli dispiaceva assai. Ma che poteva farci? Le Loro Eccellenze +non ricorrevano a lui per consiglio... eh, pur troppo, i preti non eran +più tenuti nel conto d'una volta.... E poi era un affare +difficilissimo;... tutte le soluzioni avevano i loro inconvenienti... +senza dubbio il matrimonio riparava al mal fatto... ma c'erano le sue +obbiezioni, oh se c'erano.... + +La contessa Rialdi non voleva ammettere che ce ne fossero affatto, si +riscaldava, usciva dai gangheri, e pretendeva tener responsabile il +sacerdote della cattiva condotta del suo allievo. Allora anche a don +Luigi saltava la mosca al naso, e, accendendosi in viso, egli dichiarava +che aveva instillato al contino principii di moralità e di religione, e +che non era colpa sua se l'altro non aveva saputo trarne profitto. +Insomma perchè lo tiravano in ballo lui? Perchè non lo lasciavano +attendere in pace a' suoi studi? + +Coi cugini Bollati la contessa Zanze era a vicenda umile e petulante, +supplichevole e minacciosa. Vantava i servigi da lei resi a Leonardo +durante la sua malattia e così indegnamente ricambiati, dipingeva coi +più tetri colori lo stato della propria famiglia dopo la catastrofe; +Fortunata che si stemperava in lagrime; il conte Luca che ci rimetteva +la pelle dall'avvilimento; oh se ce la rimetteva; lei ch'era invecchiata +di più anni in pochi giorni e ch'era sostenuta soltanto dall'idea di +giovare agli altri;... senza contare poi Gasparo che navigava nelle +acque del Levante e che ancora non sapeva nulla, ma che quando avesse +saputo.... Misericordia! Era meglio non pensarci neanche. + +Quest'era il nembo lontano che ruggiva nei discorsi della contessa, ma +di lì a poco tornava il sereno, tornava l'idillio pastorale. Che moglie +più amorosa di Fortunata poteva mai trovare Leonardo; che nuora più +devota, più ubbidiente potevano trovare il conte Zaccaria e la contessa +Chiaretta? Non era una Venere, ma non era nemmen brutta e spiacente, e +poi aveva tutto le qualità morali che è lecito desiderare in una +ragazza... buona, docile, pia.... Era povera sì, pur troppo, non aveva +dote; ma che bisogno avevano di dote i Bollati?... Che cos'è il danaro? +Che cos'è la ricchezza?... In quanto alla nobiltà dei Rialdi, nessuno +pretendeva che essa fosse paragonabile a quella dei Bollati, ma era +sempre una nobiltà genuina, co' suoi documenti in regola, non una delle +tante che circolano per la piazza. + +Ma la parte più commovente delle arringhe della contessa Zanze era +quella che si riferiva al nascituro. Ella s'inteneriva al solo pensarci. +Lo amava già con tutta l'anima quel suo nipotino. Ed era anche nipotino +loro, dei Bollati; era, voglia o non voglia, un Bollati... Possibile che +si rifiutassero di riconoscerlo?... Bisognava altresì considerare che +vantaggio inestimabile sarebbe stato per Leonardo il prender moglie.... +Era forse l'unico modo di sottrarlo davvero alle tentazioni, alle +cattive amicizie e ai cattivi esempi. + +Insomma la loquace femmina tratteggiava ai Bollati un quadro compiuto di +felicità domestica. Che se le riusciva di abbrancar Leonardo (e non era +cosa facile) rincarava la dose. Aveva a un passo il Paradiso ed esitava +ad entrarci, quel disutilaccio. + +Malgrado della sua furberia, la contessa Zanze non s'appigliava al mezzo +migliore per far entrare in grazia il matrimonio a Leonardo. La +prospettiva delle gioie casalinghe non lo seduceva punto, e chi avesse +voluto persuaderlo a sposarsi avrebbe agito più saviamente dicendogli +che il matrimonio era una semplice formalità, e che dopo le nozze egli +avrebbe potuto menar la solita vita, senza paura che la moglie lo +tormentasse con tenerezze o con gelosie, o che i figliuoli gli +ruzzolassero fra le gambe o lo assordassero coi loro strilli. + +Tutto considerato, i maggiori ostacoli all'adempimento del gran disegno +della contessa Zanze non venivano nè dal _lustrissimo_ Zaccaria, nè +dalla _lustrissima_ Chiaretta. Certo ch'essi non favorivano l'unione da +lei vagheggiata, certo che avrebbero voluto anzi impedirla, ma non +avevano per essa una di quelle ripugnanze invincibili che fanno cascar +le braccia e troncano le parole in bocca a chi difende una causa. + +Il conte un fondo di gentiluomo l'aveva; egli capiva che il danno recato +da suo figlio ai Rialdi non è di quelli che si risarciscano con l'oro, e +che non era una bella cosa pei Bollati il restar con quella macchia sul +loro nome, e che la contessa Zanze non aveva torto a veder una sola +riparazione possibile....; quantunque fosse lecito sospettare ch'ella +avesse una gran parte di colpa in ciò che era accaduto. + +La _lustrissima_ non era mossa dalle ragioni di suo marito. Ella non +poteva soffrire quella inframmettente e pettegola cugina Rialdi e non +avrebbe voluto fargliela spuntare a nessun prezzo; giacchè per lei non +c'era dubbio ch'era tutto un intrigo ordito dalla Zanze, la quale adesso +spargeva lagrime di coccodrillo; ma d'altro lato ella s'era tanto +avvezza ad aver intorno a sè Fortunata, a farsene servire come da una +cameriera o da una dama di compagnia, che non sapeva rassegnarsi +all'idea di dover perderla. E allora era costretta ad ammettere che, +realmente, come diceva la contessa Zanze, una nuora simile essa non +l'avrebbe trovata mai, e che una gran signora avrebbe portato chi sa che +fumi in casa. + +L'avversario più accanito, più formidabile dell'unione fra Leonardo e +Fortunata era l'agente generale, _sior_ Bortolo, il quale, tanto per +procurarsi nuovo danaro quanto per tener a bada i vecchi creditori, +aveva necessità assoluta di ripetere su tutti i tuoni che presto o tardi +gli affari della nobile famiglia s'accomoderebbero con un cospicuo +matrimonio del signor contino. Al principale poi fra questi creditori, +certo signor Vinati, usuraio desideroso di nobilitarsi, _sior_ Bortolo +non voleva togliere ogni speranza di vedere un giorno contessa la sua +unica figliuola che stava per uscir di collegio e aveva gli occhi +scerpellini, i denti guasti e cinquecento mila lire austriache di dote, +astrazion fatta da ciò che le spettava alla morte del padre. + +Cosicchè, sempre col debito rispetto alle Loro Eccellenze, il brav'uomo +disse aperto l'animo suo. Non conveniva esagerare in nulla, nemmeno +negli scrupoli. Un ragazzo di vent'anni che seduce una ragazza di +diciotto non è più responsabile di lei che s'è lasciata sedurre.... +ammesso anche che le parti non siano state invertite e che la ragazza, +ubbidiente ai consigli di una madre artificiosa, non sia stata lei la +vera seduttrice. A ogni modo, ci vorrebbe altro che in tutti i casi di +questo genere si finisse col matrimonio! L'esservi un bimbo per istrada +era senza dubbio un impiccio di più, era una disgrazia, ma si poteva +vedere, studiare una soluzione decorosa, soddisfacente.... Il matrimonio +egli, in coscienza, per la sua gran devozione ai padroni, doveva +sconsigliarlo con tutte le sue forze. Quando si ha nome Bollati, si +hanno degli obblighi verso il paese, verso la società, ed era evidente +che queste nozze non corrispondenti alla grandezza del casato nè sotto +l'aspetto morale nè sotto l'aspetto economico avrebbero prodotto una +pessima impressione. E poi, era inutile dissimularlo, gli anni +continuavano a esser cattivi, c'eran sempre batoste nuove, pur troppo, +alcune innovazioni agricole introdotte dal signor conte, sebbene +eccellenti in sè, non eran riuscite, le tasse crescevano, crescevano gli +interessi dei mutui; alle corte, se il contino Leonardo si risolveva ad +ammogliarsi era indispensabile ch'egli facesse entrar di molti quattrini +in famiglia. E _sior_ Bortolo concludeva, come per tastare il +terreno:--Insomma, sul blasone si può transigere; perchè quello dei +Bollati basta per tutti, ma non si può transigere sui danari. + +Alleati di _sior_ Bortolo, se non molto efficaci certo molto romorosi, +erano i Geisenburg-Rudingen von Rudingen, i quali erano venuti a saper +la cosa e tempestavano i genitori e suoceri di lettere scritte in lingua +austro-italica. Per carità non si lasciassero tirar nelle reti dalla +Zanze Rialdi. Non dessero alla scappatella giovanile di Leonardo più +peso di quello ch'essa meritava. Il matrimonio dell'ultimo rampollo +maschio dei Bollati con una ragazza nè bella, nè ricca, nè +sufficientemente nobile avrebbe alienato i parenti e gli amici. Se +Leonardo doveva ammogliarsi, si cercasse un partito degno di lui. Anzi, +a questo proposito, si riserbavano di discorrerne personalmente in +Venezia, dove non eran più tornati dopo il 1838 e dove si disponevano a +venir prestissimo per abbracciare il conte Zaccaria, la contessa +Chiaretta e il caro Leonardo, fattosi ormai un bel giovinotto. + +Non c'è bisogno di soggiungere che in queste difficili contingenze anche +gli amici di casa volevano dir la loro opinione. E naturalmente non +andavano d'accordo. La contessa Ficcanaso, per esempio, era furibonda +alla sola idea che i Rialdi potessero vincere il loro punto, e urlava +che sarebbe un pessimo esempio, e che tutte le ragazze sarebbero +incoraggiate a far le civette e peggio, e che nessuna madre di famiglia +avrebbe voluto più condur le figliuole in palazzo Bollati se fosse +successo quello scandaloso matrimonio. Certo, s'ella fosse stata madre +di famiglia, non ci avrebbe più posto il piede. Invece il nobil'uomo +Canziani sosteneva, secondo le sue deboli forze, la causa di Fortunata, +e un buon canonico di San Marco, monsignor Evaristo Lipari, commensale +dei Bollati nelle grandi occasioni, aveva assicurato la contessa Zanze +che farebbe il possibile per ottenere la benevola interposizione di S. +E. il Patriarca. + +Nondimeno la contessa Zanze, vedendo che passavano i giorni senza +frutto, ricorse ad un alleato più energico e scrisse a Gasparo +informandolo dell'ultime vicende domestiche, e sollecitandolo a +procurarsi una licenza di alcune settimane e ad accorrere in aiuto di +sua sorella. + + + + +XIII. + + +E Fortunata? + +Che trasformazione succedesse in lei allorchè il vero le fu interamente +palese, ce lo dirà una sua lettera, ch'ella, di nascosto dei suoi +genitori, fece pervenire in quei giorni al cugino. + + «_Caro Leonardo,_ + + «Le conseguenze del nostro fallo non saranno più un segreto nemmeno + per te. Dapprima, te lo giuro, credetti di morirne per la vergogna. + Ma a poco a poco s'impadronì di me un nuovo sentimento, che + dev'essere assai forte in noi donne se riesce a soverchiare tutti + gli altri, il sentimento della maternità. Più disonorata che mai al + cospetto del mondo, mi pare d'esser meno infelice. Quando tu mi + dichiarasti che bisognava troncare le nostre relazioni, io ero + fermamente decisa a seppellirmi in un chiostro, e son sicura che + nulla avrebbe potuto rimuovermi dal mio proposito. Tu non mi amavi; + che mi rimaneva da fare? Ma oggi ho mutato idea. Certo non potrei + entrare adesso in convento; e come vi entrerei più tardi quando avrò + _qualcheduno_ da difendere, da proteggere? E poi, perchè negarlo? Io + penso che questa creaturina che mi palpita in seno è un vincolo + sacro fra noi due, un vincolo che tu puoi sprezzare, ma non puoi + distruggere. E malgrado delle tue parole crudeli, io son sempre tua, + Leonardo, ed è un conforto per me che qualche cosa del nostro amore + sopravviva. Chi sa, un giorno forse, se non della madre, tu potrai + rammentarti del figlio. + + «E ancora questo voglio dirti. Se mi abbandonai fra le tue braccia + non fu per un calcolo vile. Checchè ti susurrino nell'orecchio, non + credermi capace di tanta bassezza. Te lo giuro in nome della mia, in + nome della _nostra_ creatura, io ti amai come s'ama a diciott'anni, + senza guardare più in là, senza pensare che tu sei ricco e io son + povera. + + «Addio, Leonardo, nessuno ti vorrà bene quanto te ne volle, e, pur + troppo, te ne vuole ancora + + «_la tua_ FORTUNATA.» + +Questa lettera non ebbe risposta; già, fra le altre ragioni per non +rispondere, Leonardo ne aveva una di eccellente; egli sarebbe stato +molto impicciato a metter quattro righe in carta. Come si vede, le +lezioni di don Luigi avevano dato ottimi frutti. + +Tuttavia Fortunata sperava. Ella sperava nel ravvedimento spontaneo di +Leonardo, indipendentemente dal grande anfanare della contessa Zanze, la +quale non istava mai cheta, andava, veniva, prorompeva in brevi +esclamazioni, sempre ravvolgendo però in un profondo mistero le sue +mosse strategiche. + +Chi teneva molte ore di compagnia alla figliuola era il conte Luca, al +quale l'occasione di mostrare, secondo il detto memorabile della +contessa Zanze, s'egli fosse un uomo o un _pampano_ era mancata +assolutamente per colpa della moglie medesima che l'aveva lasciato in +disparte. Nondimeno Fortunata gli era gratissima dell'averle sacrificato +la sua partita a scacchi al caffè della _Vittoria_, e per ricompensamelo +faceva le viste di gustar molto i suoi pettegolezzi d'ufficio e +consentiva a studiare sotto di lui il nobile giuoco, inestimabile +conforto, diceva il conte, in tutte le tribolazioni della vita. + +Senonchè, in mezzo a tante cure che l'angustiavano, Fortunata andava +soggetta a frequenti distrazioni. Talora, mentre il padre s'affannava a +spiegarle un gambitto di re o di regina, ella con gli occhi fissi verso +l'uscio guardava se per avventura comparisse Leonardo, ovvero, raccolta +in sè stessa, seguiva altre fantasie.--Sarà un maschio? Sarà una +femmina? A chi somiglierà? + +Vagando in questi pensieri, ella ebbe un giorno un gran rimescolamento +del sangue, ebbe un impeto di tenerezza che la fece sciogliere in +lagrime. + +--Misericordia! Che altri malanni ci sono?--esclamò il conte Luca, il +quale non osava attribuire questa subitanea commozione al racconto di +alcune facezie burocratiche con cui egli la intratteneva. + +Ella gli gettò le braccia al collo: e seguitava singhiozzando:--Povero +piccino! povero piccino! + +Il conte Luca non osava fiatare, e diceva tutt'al più:--No, Fortunata, +no, non conviene agitarsi. Il medico te l'ha proibito. Mi spiego? + +Ma Fortunata non gli dava retta e si lasciava portar via dai suoi +pensieri. + +--Gli vorrà bene, babbo?.... Chi sa quanto bisogno avrà che gli vogliano +bene! + +--Sicuro che gliene vorrò.... che domanda!.... Non è mio nipote?--E il +conte soggiungeva aspirando una grossa presa di tabacco e rasciugandosi +una lagrimetta col dorso della mano:--Ma! Speriamo che tutto finisca +secondo giustizia, mi spiego? + +Un po' per le piccole sofferenze inerenti alla sua condizione, un po' +per lo stato del suo animo, Fortunata non sapeva risolversi a uscire e +non vedeva nessuno fuori che il canonico, il quale, buona pasta d'uomo, +veniva ogni tanto a far l'ufficio di confortatore e a dire che non aveva +ancora potuto indurre Sua Eminenza Reverendissima a parlare al conte +Zaccaria, ma che non dubitava punto di indurvelo quanto prima. E una +parola di S. E. sarebbe bastata senz'altro, perchè i Bollati eran gente +religiosa, e lo stesso Leonardo, così scappato e vanesio, adempiva +sempre alle pratiche del culto. + +--E quando c'è la religione,--concludeva monsignore,--c'è l'essenziale. + +Però la contessa Zanze non era soddisfatta. _Sior_ Bortolo era duro come +un macigno, e adesso erano venuti giù dalla Moravia anche i Geisenburg e +s'erano accampati nel palazzo riempiendolo di boria e di fumo. Vederlo +quel marchese Ernesto! Un po' meno pingue, ma più pettoruto di quello +che fosse sei anni addietro, trasudava la superbia da tutti i pori. Ella +invece, la marchesa, era diventata magra come una sardella, ma in quanto +a superbia non aveva nulla da invidiare a suo marito. S'era appena +degnata di salutare la contessa Zanze (che pur se l'era tenuta sulle +ginocchia) e poi aveva detto (questo lo riferivano le persone di +servizio) che non capiva come i suoi genitori ricevessero ancora _certa +gente_. + +Di Fortunata i Geisenburg sparlavano senza misura. E ridevano fra di +loro della sua pretensione stravagante di farsi sposare perchè Leonardo +s'era levato un capriccio con lei. Faccenda da accomodarsi con qualche +centinaio di zecchini, fissando poi una piccola pensione pel bimbo se si +volevano spinger gli scrupoli all'estremo. Di spose convenienti per +Leonardo ne avevano loro, i Geisenburg, da proporne una mezza dozzina, +tutte ricche, tutte della prima nobiltà austriaca, tutte registrate +nell'almanacco di Gotha. E anzi un cameriera di casa Bollati, che aveva +il vizio di stare in ascolto dietro gli usci e che pretendeva di capire +il tedesco, assicurava che tra marito e moglie avevano già fissato la +ragazza da preferirsi. + +Probabilmente non c'era in tutto ciò nulla di serio, tanto più che per +la scelta della sposa, se una sposa ci doveva esser davvero, _sior_ +Bortolo avrebbe voluto indubbiamente aver voce in capitolo. A ogni modo, +mentre le cose stavano in questi termini arrivò a Venezia Gasparo +Rialdi. + +L'appello materno gli era pervenuto in un momento critico della sua +vita. Già da qualche mese tre ufficiali della marina austriaca, +amicissimi suoi, Attilio ed Emilio Bandiera e Domenico Moro, nomi che +l'eroismo e la sventura resero sacri, erano fuggiti a Corfù col +proposito di gettarsi sul primo lembo di terra italiana ove fosse +possibile di alzare il grido della riscossa contro i tiranni stranieri e +domestici. Partecipe dei loro disegni e non meno deliberato a dar per la +patria il suo braccio e il suo sangue, Gasparo Rialdi però non aveva +creduto l'ora propizia pel magnanimo tentativo e aveva scongiurato quei +valorosi a serbarsi per tempi migliori. E forse essi avrebbero accolto +il suo consiglio, se il timore di esser già spiati dalla polizia +imperiale non li avesse indotti a precipitare la diserzione. Con che +cuore Gasparo li avesse visti partire è facile immaginarlo. Ed è facile +immaginare con che ansietà egli avesse seguito le loro vicende. +L'incrollabile fermezza di Emilio di fronte alle preghiere e alle +lacrime della misera madre volata a Corfù nella primavera di quell'anno +1844 per iscongiurare l'imminente sciagura, la fiera dichiarazione +pubblicata dai due fratelli in un giornale di Malta in risposta a un +editto dell'Ammiragliato austriaco, la lettera scritta da Domenico Moro +al comandante della sua nave per ispiegargli la propria condotta, +commossero in quei tempi, prima ancora della tragedia di Cosenza, quanti +erano spiriti gentili nella penisola. E Gasparo, ch'era stato il +confidente di quei giovani audaci e che, pronosticando col lucido +ingegno l'inanità dell'impresa s'era invano sforzato di trattenerli, +aveva poi sentito un acre rammarico a non esser con loro, ad aver +piuttosto ubbidito alla voce della ragione che agl'impeti +dell'entusiasmo. La notizia sparsasi nella seconda metà di giugno che i +Bandiera coi loro seguaci fossero sbarcati in Calabria diede nuova esca +al fuoco, e il nostro giovane ufficiale al quale pareva di meritarsi la +taccia di codardo, studiava già i modi di raggiungere gli amici, quando +la lettera di sua madre gli additò un dovere sacro, preciso, immediato a +cui non gli era lecito di sottrarsi. + +Livido di sdegno e di rabbia, Gasparo Rialdi, appena ricevuto quel +foglio, si presentò al suo comandante pregandolo d'accordargli un +congedo d'un mese per motivi gravissimi di famiglia. + +Il comandante, austriaco fino al midollo dell'ossa, ma buono di cuore e +amoroso dei suoi dipendenti, fu fieramente turbato da quella richiesta, +e cercando di leggere nella fisonomia stravolta dell'ufficiale: + +--Che avete, Rialdi?--gli disse.--Non vi si riconosce più. + +L'altro si schermì dal rispondere e insistette sulla necessità che aveva +di partir subito per Venezia. + +--Mi date proprio la vostra parola d'onore che partite per Venezia? +Solamente per Venezia? + +Gasparo Rialdi comprese il significato della domanda e proseguì con voce +ferma:--Sì, le do la mia parola d'onore. + +--Ebbene, ebbene,--brontolò il comandante ordinando allo scrivano di +redigere il permesso. E proseguì a voce più bassa:--Vedete, Rialdi, sono +momenti difficili. Quei disgraziati giovani hanno fatto del male a +tutti. + +Gasparo sentì salirsi una fiamma al viso, ma non disse nulla. + +--Del male a tutti,--ripetè il suo interlocutore.--Si vive in +un'atmosfera di sospetti.... Sfido io.... Dopo un fatto simile.... Tre +giovani che avevano uno splendido avvenire davanti a sè.... I Bandiera +specialmente.... figli d'un contrammiraglio.... Non par vero.... E che +cosa credono di fare? Di vincer delle battaglie contro le truppe di S. +M. Borbonica?.... Di conquistare il Lombardo-Veneto?.... Ci rimetteranno +la testa.... pazzi, pazzi da legare.... Date qui. + +Quest'ultime parole erano rivolte allo scrivano che aveva finito il suo +lavoro. + +--Ecco il permesso firmato, Rialdi.... In fede mia, a un altro avrei +risposto di no.... Dunque siamo intesi.... A Venezia direttamente.... +Venezia per la via di Trieste.... La vostra parola d'onore. + +--Gliel'ho data,--tornò a dire Gasparo ringraziando e inchinandosi. + +E quella notte medesima egli viaggiava col vapore del Lloyd per Trieste. +C'era a bordo una quarantina di passeggieri, quasi tutti sopra coperta, +tanto il tempo era bello e il mare tranquillo. Si ciarlava, si giocava, +si faceva all'amore. Tre o quattro suonatori ambulanti, imbarcatisi a +Smirne in terza classe, strimpellavano delle polke e dei valzer, e chi +ne aveva voglia ballava al chiaro di luna, mentre i delfini saltellavano +sulle acque fosforescenti. + +Gasparo Rialdi pensava ai suoi amici inseguiti, a sua sorella +vituperata. Egli era solo, taciturno, chiuso in sè stesso. Nè le sue +angoscie patriottiche, nè i suoi dolori domestici erano di quelli che +possono cercare un sollievo nelle simpatie altrui. + + + + +XIV. + + +Pallida, confusa, tremante, con le gote molli di lagrime, Fortunata +osava appena alzare gli occhi verso il fratello. La confessione del suo +fallo non l'era mai stata così grave. Non dinanzi al sacerdote, avvezzo +a quetar gli scrupoli della sua coscienza, non dinanzi alla madre, la +cui leggerezza colpevole aveva avuto tanta parte nella sua caduta. Ma +Gasparo, del quale ella ricordava le previsioni, gli ammonimenti, i +consigli, ahimè non seguiti, Gasparo poteva rinfacciarle la sua vergogna +cercata, voluta, poteva chiederle conto dell'onore della famiglia da lei +macchiato per sempre. Ella ne aveva avuto sin da bambina una gran +soggezione; figuriamoci adesso ch'egli era un giovinotto alto, severo, +abbronzito dal sole, con uno sguardo acuto, penetrante, che ricercava +l'intime latebre dell'anima. + +Eppure, di mano in mano ch'ella parlava le rigide fattezze +dell'ufficiale s'atteggiavano a un'espressione più dolce; pareva che il +giudice si fosse impietosito del reo. E invero un gran peso gli si era +tolto di dosso. Il linguaggio schietto, ingenuo di Fortunata lo aveva +reso sicuro che, quale pur fosse stata la condotta di sua madre, sua +sorella era una vittima e non era una complice. + +Quand'ella si tacque, egli stette un momento in silenzio col viso +nascosto tra le palme; poi disse queste sole parole:--E lo ami sempre? + +--Sempre--ella rispose chinando la fronte, ma con voce ferma. + +--Sì, capisco--ripigliò Gasparo--l'amarlo fu la tua unica colpa e fu +anche la tua unica scusa.... Ma adesso.... dopo il suo vile abbandono, +dopo il suo turpe oblio d'ogni dovere più sacro.... Ah se tu non lo +amassi più!... + +Fortunata lo guardò atterrita.--Lo amo! Lo amo! In nome del cielo, che +faresti se non lo amassi più? + +Gli occhi del giovane sfolgorarono.--Quel che farei?... Gli farei pagare +a caro prezzo l'oltraggio, e poi direi a te: Dimentica perfino il suo +nome: dimentica ch'egli ti ha reso madre... l'essere che darai alla luce +non ha nulla da guadagnarci a conoscerlo.... ci penseremo noi, noi +soli.... se sarà un maschio, avrò cura io della sua educazione, ne farò +un uomo, un cittadino. + +--Grazie, Gasparo, grazie--esclamò Fortunata.--Oh tu sei buono e io non +perdonerò mai a me stessa di non averti ubbidito; ma se mi vuoi bene, +se hai misericordia di me non devi far del male a _lui_.... a +Leonardo.... non devi togliermi la speranza ch'egli mi ridoni un giorno +il suo affetto, che, disingannato, stanco dei baci delle altre donne, +egli torni da quella il cui cuore non muta... dalla madre della sua +creatura.... + +--Ma non sai dunque--interruppe il fratello--che faranno di tutto per +indurlo a prender moglie... una moglie che porti il suo bel gruzzolo di +zecchini.... poichè si va buccinando che i nostri illustri parenti siano +dissestati e che occorra una grossa dote per tappare i buchi? + +--No--disse la ragazza sforzandosi di persuader sè medesima che i dubbi +di Gasparo erano infondati.--No, non vi riusciranno.... Quello che +Leonardo vuole è la sua libertà.... È la risposta ch'egli diede a mia +madre, a Monsignore... Se si risolvesse a sposarsi.... + +--Credi che sposerebbe te? + +--Lo credo. + +--Senti--disse Gasparo dopo una pausa--vedrò gli zii Bollati, vedrò +Leonardo... oh non temere, so esser calmo, so reprimere le mie +antipatie.... e quello che potrò fare pel tuo bene te lo giuro, sorella +mia, lo farò. + +Quantunque a malincuore, la contessa Zanze s'era rassegnata ad +abbandonar nelle mani di suo figlio il grave affare domestico, pel quale +da un paio di mesi ella metteva in combustione il mondo. Quel benedetto +Gasparo aveva un certo carattere, certe idee tutte sue.... Insomma ella +lo aveva chiamato e non poteva disgustarlo. Ma il conte Luca +brontolava:--Fanno come s'io non esistessi.... Vanno, vengono senza +degnarsi d'avvisarmi.... Quest'è bella.... Sono o non sono il marito di +mia moglie e il padre dei miei figli?... Mi spiego?... Non era naturale +che conducessi io la faccenda?... Ma, nossignori... Prima _madama_ ha +voluto far da sè.... E adesso tocca a Gasparo, che con quel suo +temperamento sulfureo finirà di rovinarci.... Cose che andrebbero +trattate con calma, con prudenza, con spirito conciliativo.... E intanto +chi soffre di più siamo noi due, Fortunata e io.... io che non ho un +momento di bene.... + +Il conte Luca non osava dirlo, ma pensava alla sua scacchiera. + +In famiglia Bollati l'arrivo di Gasparo Rialdi a Venezia recò una +molestia infinita. Gasparo non era più un ragazzo da prendersi a +scappellotti; era un uomo, era un ufficiale tenuto in gran conto dai +suoi superiori, e non si poteva sbrigarsene con delle ciancie vuote. Sua +Eccellenza Zaccaria se n'era persuaso subito dopo un primo colloquio, in +cui, ricevuta l'imbeccata da _sior_ Bortolo e dai Geisenburg, egli aveva +tentato di menare il can per l'aia. Bisognava vedere, bisognava studiare +(proprio le parole precise di _sior_ Bortolo), bisognava cercare con +tranquillità una soluzione conveniente. Al bambino si sarebbe +provveduto.... + +--Conte Zaccaria--aveva detto l'ufficiale in tuono reciso--o il bambino +entra in palazzo Bollati in compagnia di sua madre, o nessuno ha il +diritto d'ingerirsene.... La soluzione a cui ella accenna sarebbe un +secondo insulto per mia sorella... E io non sono disposto a passar sopra +nemmeno al primo.... Ci rifletta meglio, conte, ascolti i suggerimenti +del suo cuore e del suo onore. + +Già; quest'era esprimersi chiaro. L'antifona della contessa Zanze. Non +c'è altra riparazione che il matrimonio. Senonchè Gasparo non affogava +il suo concetto in un mare di chiacchiere. Andava per le spiccie, aveva +un piglio soldatesco che produceva un certo effetto. + +Il marchese Ernesto Geisenburg-Rudingen von Rudingen, secondato dalla +consorte, urlava che la tracotanza di quell'ufficialetto di marina era +intollerabile, e che bisognava dargli una buona lezione, e che +gliel'avrebbe data lui stesso se non avesse temuto d'insudiciarsi le +mani. + +In quanto al contino Leonardo, è vano il dissimularlo, egli aveva paura, +e se da un paio di generazioni i Bollati non fossero stati avvezzi a +rimanersene attaccati come ostriche agli scogli della laguna, c'è da +scommettere ch'egli avrebbe colto quell'occasione per intraprendere un +viaggietto all'estero, tanto gli pesava il trovarsi faccia a faccia col +fratello di Fortunata, del quale egli conosceva per esperienza l'indole +focosa ed altera. + +La paura è un difetto, ma anche i difetti possono servire a qualche +cosa. Nel caso presente essa serviva a far capire a Leonardo il brutto +impiccio in cui egli s'era messo e a predisporlo alla moderazione e +all'umiltà nel suo inevitabile abboccamento con Gasparo. + +Gasparo dal canto suo s'era impegnato con la sorella e con sè medesimo a +frenar gl'impeti del suo carattere, cosicchè i due giovani, +nell'incontrarsi, seppero nascondere il mal animo reciproco. Anzi, sulle +prime, Gasparo fu lì lì per dubitare di essere stato ingiusto in passato +negando al cugino ogni qualità di cuore e di intelletto. Ma, ohimè, il +dubbio non tardò a dissiparsi, e Gasparo s'accorse ben presto che nel +fare appello ai sentimenti generosi che scuotono le fibre degli altri +uomini egli usava un linguaggio non inteso o inteso a rovescio dal +contino Bollati. + +Quelle parole che destano la coscienza sopita, che fanno salire al viso +i rossori della vergogna, che fanno spuntare sul ciglio le lagrime del +pentimento, erano pel giovane patrizio un vano frastuono, e invece di +persuaderlo al bene rinfocolavano in lui gl'istinti bassi e perversi. +Preparato ai motti pungenti, alle intimazioni recise del fiero Rialdi, +l'eloquenza appassionata, commossa, affettuosa di lui gli sembrava un +sintomo di debolezza. + +--Quand'è così--pensava il vigliacco--ho torto io a farmi coniglio.--E +si imbaldanziva a poco a poco, e dal labbro che un momento prima +stillava latte e miele, gli uscivano allusioni maligne e velenose. +Gasparo pazientò alquanto, ma colta a volo una frase che pareva +accusarlo di fini subdoli e venali; egli afferrò pel braccio Leonardo, e +fulminandolo con lo sguardo:--Bada--gli gridò con un ruggito--bada a +quello che dici, o guai a te. + +E mentre l'altro, allibito, biascicava delle scuse, egli proseguì:--Bada +di non confondere la calma di chi è sicuro del proprio diritto con la +pusillaminità de' tuoi pari.... Perchè t'ho parlato come a un fratello, +tu hai creduto ch'io fossi qui a mendicar le tue grazie.... Povero +scemo! Io non so se potrò costringerti a fare il tuo dovere; per +me....--e Gasparo voleva dire: per me ci rinunzierei ad averti per +cognato; ma si trattenne e soggiunse invece:--Però una cosa è sicura; me +vivo, mia sorella non sarà impunemente disonorata, nè il nome della mia +famiglia impunemente trascinato nel fango. + +Misericordia! Sta a vedere che Rialdi si sognava di provocare un duello? +Era matto? Eh Leonardo Bollati non si batteva! S'eran battuti abbastanza +i suoi vecchi! La spada egli sapeva appena come s'impugnasse, e infatti +non si ricordava d'aver mai toccata quella del nonno, comandante di +galera, che il conte Zaccaria aveva regalato al Museo Correr insieme con +altre anticaglie. + +Questa certezza che, nella peggiore ipotesi, nessuno sarebbe riuscito a +condurlo sul terreno, rimetteva un po' di fiato in corpo al nostro +contino, ma non più di quello che era necessario per permettergli di +manifestare con parole sconnesse la propria codardia. Il cugino era +troppo focoso, lo aveva frainteso... Egli non aveva mai avuto l'idea di +offenderlo... Ne aveva anzi una grandissima stima... ben meritata... +come per tutta la famiglia Rialdi... Del resto, riconosceva i suoi +torti... Avrebbe voluto morire piuttosto che nuocere a Fortunata... Ma +adesso che poteva fare?... Già non poteva mica disporre di sè... Era +minorenne, dipendeva da' suoi genitori... Se si persuadevano loro.... + +Gasparo lo interruppe con un gesto d'impazienza:--Quando facciamo +sparger delle lagrime per i nostri piaceri, abbiamo perduto il diritto +di addurre a scusa la nostra età giovanile e di ripararci all'ombra +degli altri... Siamo abbastanza _uomini_ da dover risponder noi soli +delle nostre azioni. + +Parole altrettanto savie quanto inutili. Il contino Bollati non si +dominava con gli argomenti, ma con la paura; lo si teneva in pugno +perch'era un vile. + +E questa fu l'impressione che anche Gasparo ritrasse dal suo colloquio +con Leonardo. Si sarebbe vinto, ma la prospettiva d'una tale vittoria +umiliava il nostro ufficiale assai più d'una sconfitta. E non volle o +non seppe tacerlo a sua sorella allorchè ella gli corse incontro +trepida, ansiosa, e vedendolo con la cera stravolta balbettò +sbigottita:--Dio mio, tu m'annunzi qualche disgrazia. + +--Non quella che temi--egli rispose con un sorriso pieno d'amarezza. + +--Che cosa dunque? + +--Ascoltami, Fortunata, ascoltami fin che c'è tempo. Se il consenso di +Leonardo fosse una disgrazia peggiore del suo rifiuto? + +--Egli acconsente? Leonardo acconsente a farmi sua moglie?--gridò +Fortunata pazza di gioia. E i suoi occhi s'illuminarono come se le +brillasse dinanzi una visione celeste. Ma poi scorgendo la meraviglia, +il disgusto dipinti sulla fisonomia di suo fratello, chinò la fronte e +arrossì. + +--Non lo ha detto ancora--rispose Gasparo.--Ma io credo ch'egli +acconsentirà a tutto quel che si vuole... sai perchè? Perchè lo spaventa +l'idea ch'io possa fargli pagar caro il male che ti ha fatto, perch'egli +trema per sè, perchè egli non ha nemmeno il coraggio d'essere un +tristo... E da un tal uomo tu speri la felicità?... Ah se io fossi in +te, piuttosto di aver costui per marito, accetterei anche il disonore. + +--Per me forse--esclamò Fortunata--ma non per _lui_, non per mio +figlio... Io non voglio che mio figlio sia chiamato con un nome +ingiurioso. + +Ma a questo grido di madre non tardò a tener dietro un grido d'amante. + +--Vedi, Gasparo, tu non puoi capire... malgrado del tuo ingegno, e ne +hai tanto, non puoi capire quello che si passa in cuore di donna... Tu +mi domandi s'io spero da Leonardo la felicità... Ma la felicità, per +noi, consiste nell'appartenere all'uomo che amiamo, nel viver con lui, +per lui... anche s'egli non è degno del nostro amore... anche se +ricambia con gli oltraggi e gli scherni le nostre carezze... Non +corrugar la fronte, Gasparo, non esser troppo severo con me... sono una +povera femmina, io... Non ragiono, sento... In quell'amore che mi ha +fatta colpevole, in quell'amore che mi fa madre è chiuso il mio piccolo +mondo... Non ho altro, non avrò altro mai... Il Signore non ha voluto +ch'io espiassi il peccato con le preghiere, con le penitenze, coi +digiuni... ha ribadito lui stesso le catene che mi tengono attaccata +alla terra... No, no, te lo ripeto--ella continuava infiammandosi sempre +più--tu non puoi capire... Bisognerebbe esser davvero al mio posto... Io +non ho nè la bellezza, nè la grazia, nè lo spirito, ed _egli_ mi ha +amata, sia pure per una settimana, sia pure per un giorno... è quanto +basta perchè io l'ami per tutta la vita. + +Gasparo era ammutolito. Che rispondere alle manifestazioni esaltate +d'una passione che non tentava nemmeno giustificarsi, ma si affermava +come un fatto inesorabile, voluto dal destino? Ed egli, il forte e prode +uomo, si domandava tristamente come un libertino volgare, senza ingegno, +nè dignità, nè coscienza, potesse esercitare un tal fascino sopra una +fanciulla buona e gentile. Di quanto fango è dunque composta quella cosa +divina che si chiama l'amore? + +Checchè ne sia di ciò, l'abboccamento di Leonardo Bollati e di Gasparo +Rialdi aveva avuto per effetto di lasciar uno dei due interlocutori +sbigottito, l'altro nauseato. Ma se lo sbigottimento rendeva Leonardo +più malleabile, la nausea rendeva Gasparo meno acconcio che mai al suo +ufficio di negoziatore. Egli si trovava, del resto, in una singolare +condizione di spirito. Egli capiva che, in certi casi, dal matrimonio in +fuori, non c'è riparazione che valga, ma, d'altra parte, sentiva +crescere la sua ripugnanza ad adoperarsi per combinare un matrimonio che +avrebbe unito Fortunata con un uomo tanto spregevole. Era scontento +della sua famiglia, scontento di sè. Lo irritava la nullaggine del suo +babbo, l'indole poco scrupolosa di sua madre, l'accecamento di sua +sorella; si sentiva umiliato di queste misere lotte in un tempo nel +quale i suoi amici scontavano col loro sangue un'eroica follìa. + + + + +XV. + + +Poichè in Calabria era avvenuto quello che tutti prevedevano. + +Sopraffatti dalle forze borboniche presso San Giovanni in Fiore il 19 +giugno di quell'anno 1844, tratti a Cosenza dinanzi a una Corte +marziale, Attilio ed Emilio Bandiera, Domenico Moro e i principali fra i +loro seguaci, venivano condannati a morte il 24 di luglio e fucilati il +dì appresso. La _Gazzetta privilegiata_ di Venezia di martedì 6 agosto +riproduceva dal _Giornale di Napoli_ l'estratto della sentenza +pronunciata ed eseguita. Non una riga di commento, non una parola di +compianto pei tre veneziani che pur lasciavano qui tanta eredità di +memorie e d'affetti. Era già molto se l'insulto villano non li +accompagnava nella tomba. Ma nel segreto delle pareti domestiche, +nell'intimità dei crocchi giovanili, i nomi dei tre martiri erano +susurrati con affettuosa riverenza, e il sacrifizio magnanimo richiamava +a più alti pensieri i popoli della Penisola immersi in frivole cure. + +Ciò che Gasparo Rialdi provasse alla notizia della strage di Cosenza, è +inutile il dirlo. Egli giurò allora, e mantenne il giuramento, di +consacrare la sua vita all'idea per la quale i suoi compagni d'armi +erano caduti. Certo non era piccolo sforzo per lui il far violenza alla +sua natura schietta e leale, il continuar a indossare una divisa +abborrita, a servire sotto una bandiera ch'egli tradiva; però i tempi +tristissimi non lasciavano libertà di scelta ai generosi che i voleri +delle famiglie o la dura necessità costringevano a militare sotto lo +straniero; o venir meno agli obblighi di cittadini, o venir meno agli +obblighi di soldati. + +Comunque sia, sotto la prima impressione della tragedia di Calabria, il +nostro ufficiale non seppe padroneggiarsi appieno, e il luogo e il modo +in cui egli uscì dal suo riserbo diedero origine a un fatto che poteva +avere per lui conseguenze gravissime. + +Egli aveva pregato un suo conoscente d'introdurlo una sera nel Casino +dei nobili affine di leggervi nei fogli napoletani i particolari del +processo contro i Bandiera e i loro complici. + +Ora nel momento in cui Gasparo entrò con l'amico, quei fogli erano tutti +accaparrati da un gruppo di persone, tra cui primeggiava il marchese +Ernesto Geisenburg-Rudingen von Rudingen, quello stesso che avrebbe +voluto dare una buona lezione al Rialdi se non fosse stata la paura +d'insudiciarsi le mani. Il signor marchese leggeva ad alta voce con la +sua pronunzia ostrogota, fermandosi a ogni due parole per pigliar fiato +e per interpolare qualche sua riflessione in italiano o in tedesco, un +articolo del _Giornale di Napoli_, contenente un giudizio sommario +sull'impresa di Calabria. Impresa _incredibile al racconto, di +superlativa stoltezza, di crassa ignoranza_, la chiamava il dotto +articolista, e l'illustre signor marchese stava appunto deliziandosi in +queste frasi concise, vibrate, degne di Tacito. Egli vide con la coda +dell'occhio Gasparo Rialdi, ma finse di non accorgersene e tirò innanzi +nelle sue osservazioni, mettendoci forse una maggiore acrimonia. +Anch'egli opinava, come la suocera, che Gasparo fosse un po' carbonaro, +e non gli dispiaceva di slanciargli indirettamente qualche frecciata, +tanto più che l'ufficialetto gli era antipatico per cento altre ragioni. +La condotta del signor marchese non era punto generosa, giacchè egli +doveva sapere che nel campo politico il Rialdi non aveva libertà di +parola. Noi non abbiamo però detto mai che il marchese fosse un uomo +generoso. Anzi egli non era punto tale, sebbene non fosse certo un +vigliacco come il cognato Leonardo. + +--Penissimo--esclamò il marchese Ernesto, sempre col giornale in +mano--_Superlativa stoltezza... crassa ignoranza. So ist es..._ Così è. + +L'uditorio approvava. Era proprio da matti furiosi il pensarsi una cosa +simile... In trenta o quaranta voler abbattere un regno... E poi, se +fossero padroni loro? + +--_Gott bewahre!_ Dio guardi! meglio la fine del mondo... Sarebbe come +Rifoluzione francese... Ladrerie, stragi, sacrilegi. + +--Quel Mazzini!--disse un signore grave e maturo tentennando la testa. + +--Sicuro--assentì il marchese.--Quel Mazzini, gran canaglia... Se si +prende, non fucilarlo... troppo onore... _Erhängen muss man ihn_... come +si dice in italiano? ah sì... impiccare, impiccare... + +--Quello non si piglia--osservò un altro--e intanto dei poveri giovani +vanno a farsi ammazzare per lui. + +--Che poferi giovani? che poferi giovani?--esclamò infastidito il nobile +moravo.--Esempi ci vogliono, e queste condanne faranno puonissimo +effetto... Che poferi giovani?.... Tanto peggio per loro... Non poferi, +impecilli forse... ma impecillità non scusa. + +Gasparo s'era frenato fino allora. Seduto dinanzi a un tavolino +all'angolo opposto della stanza, egli avea fatto il possibile per non +sentire, per immergersi nella lettura di uno stupido giornale di _Mode e +Varietà_. Ma il sangue gli saliva alla testa; e all'ultime parole del +marchese egli non ne potè più, e senza ben sapere quel che volesse fare +o dire, si alzò di scatto dalla seggiola, e respingendo l'amico che +s'era provato a trattenerlo, si diresse verso il crocchio ove l'altro +dottoreggiava. Era infiammato in viso, i suoi occhi lampeggiavano. + +Quei patrizi rimminchioniti non eran leoni e subodorando una scena si +tirarono in disparte. Il marchese Ernesto però, antico capitano degli +usseri, non poteva battere in ritirata, e levatosi da sedere quanto più +presto glielo permise la sua corpulenza, s'appoggiò coi pugni alla +tavola, e disse:--_Was wünscht der Herr Offizier? Ja..._ Che desidera? + +--Io?... nulla--rispose Gasparo sforzandosi d'esser calmo.--Anzi mi +dispiace di aver disturbato la bella conversazione.... Volevo dire +solamente.... + +--Ah, foleva dire qualcosa? _Bitte_... Prego... Parli.... + +--Volevo dire che bisogna mancar d'ogni gentilezza d'animo per +scagliarsi contro della gente che può esser stata illusa, che può aver +sbagliato, ma che in ogni modo sacrificò la vita per un'idea.... + +--_Bitte... Prego... Der Herr..._ Il signore difende i Pandiera?... _Ach +sehr gut..._ Penissimo.... Un imperiale e reale ufficiale.... + +--Io non entro nella questione, io non giudico il tentativo dei fratelli +Bandiera e dei loro seguaci, ma ripeto, e l'esser ufficiale della marina +austriaca non me ne toglie il diritto, che l'insultare alle tombe è +viltà. + +Il marchese era divenuto anche lui rosso come una ciliegia, e ansava più +del solito. + +--Viltà?... _Ach ja, Feigheit.... Und mir sagen Sie das?..._ Dice a me +questo? + +--A lei, a lei.... O a chi dunque? + +--Ah capisco.... Il signore vuole... come si dice?... _mich +herausfordern... ach ja..._ provocare... provocar me, marchese +Geisenburg-Rudingen von Rudingen? Capisco assai pene.... I Pandiera sono +un pretesto. Il signore vuol provocare perchè sono contrario a +speculazioni matrimoniali di sua famiglia.... + +--Lei mente, lei è un codardo--urlò Gasparo Rialdi fattosi livido +all'atroce ingiuria. + +E la sua mano alzatasi con piglio minaccioso sarebbe certo caduta sulla +nobile guancia del marchese Ernesto di Geisenburg-Rudingen von Rudingen +se i presenti non si fossero interposti a tempo. + +Però quello scandalo pubblico tra due militari non poteva finire così, e +il giorno appresso il marchese Geisenburg-Rudingen von Rudingen e il +conte Gasparo Rialdi si trovarono l'uno di fronte all'altro su una +striscia di terra non coltivata a poca distanza da Fusina. Il marchese +era stato in gioventù uno spadaccino di prima forza, e conosceva ancora +alla perfezione le finezze dell'arte, ma il Rialdi era più svelto, più +risoluto, più audace e con un colpo bene assestato ferì l'avversario +alla spalla destra e gli fece cader l'arma di mano. + +Il curioso si è che questo duello, il quale ragionevolmente avrebbe +dovuto spazzar via l'ultime speranze di Fortunata, produsse un effetto +tutto contrario alle previsioni. + +E in primo luogo diciamo che la disgrazia del marchese non afflisse +nessuno in famiglia Bollati. La prosopopea di quel feudatario era stata +sempre intollerabile, ma adesso era più uggiosa che mai, dacchè s'era +scoperto che, dietro a tanto fumo c'era pochissimo arrosto, e che i +famosi castelli moravi erano stati ipotecati per pagare i debiti di +giuoco del signor marchese, il quale poi gli altri debiti non li pagava +affatto. Siccome però i creditori non avevano l'opinione del signor +marchese che un gentiluomo non dovesse curarsi che degl'impegni +contratti dinanzi a un tavolino di _roulette_ o di faraone, così le +citazioni fioccavano, e raggiungevano l'illustre viaggiatore anche di +qua dalle Alpi. I suoi due camerieri, quando avevano ben mangiato e +bevuto in cucina, deponevano per poco l'usata albagìa, e ne raccontavano +di belline. Essi medesimi, a sentirli, non ricevevano il salario da più +mesi, e si adattavano a restare ancora per qualche tempo presso le loro +Eccellenze unicamente nella speranza che il conte Zaccaria venisse in +aiuto del genero e della figliuola. Già, essi soggiungevano mezzo in +tedesco e mezzo in italiano, il vero scopo della gita in Italia della +nobile _Herrschaft_ era stato quello di procurarsi danaro. La servitù +dei Bollati, che cominciava ad accorgersi degli impicci finanziari +della famiglia, non rispondeva nulla, ma dubitava grandemente che la +nobile _Herrschaft_ fosse costretta a tornarsene indietro con le mani +vuote, nel qual caso addio mancie! Infatti il _lustrissimo_ Zaccaria, +per levarsi la seccatura, mandò il marchese dall'agente generale, +_sior_ Bortolo, e questi protestò di non poter dare un centesimo. Ormai +l'ingegnoso amministratore era a corto d'espedienti, e non ci teneva +punto a ingraziarsi i Geisenburg, che, invece di secondarlo, avevano +attraversato alcuni suoi disegni. Il marchese Ernesto e la marchesa +Maddalena intronarono allora di querimonie gli orecchi dei congiunti +dicendo ch'era una vergogna il lasciarsi dettar la legge da un +bifolco, e che quel _sior_ Bortolo era un ladro, e ch'era tempo di +vederci chiaro, e altre cose simili, tutte fatte apposta per seccare i +Bollati, i quali a vederci chiaro non ci pensavano nemmeno e parevano +disposti ad andar placidamente in rovina piuttosto che aver sopraccapi. +Onde la contessa Chiaretta, discorrendo de' suoi parenti, ebbe a +confessare che preferiva mille volte la Fortunata Rialdi alla marchesa +figlia, e che perfino Gasparo, quantunque carbonaro, le era meno uggioso +del proprio genero. Il _lustrissimo_ Zaccaria aveva su per giù la +medesima opinione, e quando vennero a dirgli che il marchese era stato +ferito--Auff--borbottò fra i denti--se la ferita lo guarisse dalla +petulanza! + +E neppure il contino Leonardo avrebbe creduto opportuno, in massima, +d'intenerirsi pel cognato; chè anzi quel manichino impastato di +arroganza gli era insoffribile, ed egli non sapeva perdonargli +l'etichetta fastidiosa che la presenza di lui introduceva in palazzo, +onde conveniva mutar vestito a ora di pranzo, e star composti a tavola, +e non dir parolaccie. Se la stoccata fosse venuta al marchese da +un'altra parte qualsiasi, il nostro giovinotto sarebbe stato +capacissimo di mettere un gran respiro di soddisfazione. Ma il duello +del Geisenburg col Rialdi lo turbò tutto per ragioni sue personali. +Senza dubbio quel terribile Gasparo meditava un grande eccidio, e dopo +aver provato la punta della sua spada sulla pelle del marchese Ernesto, +si disponeva a cacciarla a mezza lama nella pancia di qualchedun altro. +Anime sante del Purgatorio! come diceva don Luigi. + +Al contino veniva la pelle d'oca al pensarci, e la notte successiva al +duello fu per lui una notte d'inferno. Si voltava e rivoltava fra le +lenzuola ansando, smaniando, balzando a sedere a ogni più lieve romore. +Peggio poi se pigliava sonno un momento. L'assalivano subito tetre +visioni, gli pareva d'essere infilzato come un capo di selvaggina, e si +svegliava in sussulto sbarrando gli occhi e palpandosi di qua e di là +per esser ben sicuro che il ferro traditore non gli fosse penetrato +nelle viscere. Allora, un po' più calmo, cercava di persuadersi che +Gasparo Rialdi non l'avrebbe mica aggredito per la strada come un +volgare assassino, e che in quanto al battersi bisognava essere in due +per volerlo, ed egli, Leonardo Bollati, non sarebbe stato mai uno di +quei due. Egregiamente; ma queste ottime ragioni non avevano efficacia +durevole. Alle corte, il bravo giovinotto prese una risoluzione eroica e +la comunicò ai genitori. + +--Ci ho pensato su, e mi son convinto che non posso far di meno di +sposar Fortunata. Ho degli obblighi. + +Il lustrissimo Zaccaria e la lustrissima Chiaretta rimasero di sasso, +perchè fino allora il contino non s'era mostrato così soggetto agli +scrupoli. + +--Ta, ta, ta, ta--disse Sua Eccellenza il conte Zaccaria--meno furia, ci +siamo anche noi.... E com'è che fino a pochi giorni fa il signorino +protestava di non volersi ammogliare nè adesso, nè mai, nè con la +cugina, nè con la figlia dell'imperatore del Mogol, se, puta caso, ella +fosse venuta da queste parti? + +--Io volevo liberarmi dalle seccature di _sior_ Bortolo che s'impuntava +a darmi la sua Vinati. + +--Di quella non si parla--interruppe la contessa Chiaretta--non è +neanche nobile. + +Il conte sospirò pensando che la Vinati avrebbe portato in casa +cinquecentomila lire sonanti. Pazienza. C'era di mezzo il decoro della +famiglia, e conveniva rinunziarci. + +--Ma io non voglio saperne nemmeno delle tedesche di mio +cognato--seguitò Leonardo. + +--Oh quelle lì--disse il conte--sono _in mente Dei_. Il marchese mio +genero non fa che citarle a memoria dall'almanacco di Gotha.... Del +resto--soggiunse il nobiluomo con maggiore solennità--è fuor di dubbio +che l'unico rampollo maschio d'una famiglia come la nostra deve pigliar +moglie per assicurare la discendenza. + +--Ebbene, io sposo mia cugina, e la discendenza è già assicurata. + +--Adagio, Biagio--ripigliò il conte Zaccaria.--Il matrimonio d'un +Bollati non è faccenda da risolversi su due piedi, e cinquant'anni +addietro avrebbe voluto entrarci il Serenissimo.... + +--E le prime famiglie del patriziato sarebbero venute a offrirci le +figliuole--esclamò la signora Chiaretta. + +--Sfido io.... Con tanti dogi e procuratori e ammiragli che abbiamo fra +i nostri vecchi... le prime famiglie e le più ricche...--soggiunse il +conte moderando un poco l'intonazione pomposa del discorso. + +--Sarebbero venute anche adesso--disse la moglie--senza questi +scandali, senza questa condotta indecente.--Indi rivolgendosi a +Leonardo--Vergogna! Sei la rovina dei Bollati. + +Naturalmente da questo colloquio non si concluse nulla. _Sior_ Bortolo, +chiamato di nuovo a consulto dai nobili padroni, tenne un linguaggio +insolito. Egli non voleva più impicciarsene, perchè s'era accorto che le +sue intenzioni erano fraintese e il suo zelo mal ricompensato. A +proporre, giorni addietro, un partito di cinquecentomila lire pel +contino Leonardo, s'era tirato addosso una tempesta, e il marchese e la +marchesa Geisenburg gli avevan dette di quelle ingiurie che feriscono al +vivo un galantuomo. Facessero dunque il piacer loro. Già, esclusa la +Vinati, egli non vedeva nessun altro buon matrimonio possibile. Egli se +ne lavava le mani.... Ricordava soltanto alle Loro Eccellenze che il +signor Vinati era deciso a non rinnovare il mutuo. + +--Mi pare,--disse il conte Zaccaria, quando l'agente generale +s'accommiatò,--mi pare che _sior_ Bortolo _alzi la cresta_. + +--Pare anche a me,--rispose la contessa Chiaretta. + +Il fatto si è che _sior_ Bortolo aveva ormai messo da parte un bel +gruzzolo di quattrini e si curava assai meno del favore delle Loro +Eccellenze. + +Ammutolitosi l'agente, screditati i Geisenburg per la loro tracotanza e +i loro dissesti ormai palesi a mezzo mondo, il conte e la contessa +Bollati rimanevano esposti agli assalti della cugina Zanze, del +nobiluomo Canziani, di monsignor Lipari e di tutti i favoreggiatori +dell'unione di Leonardo e di Fortunata. Dal canto suo Leonardo, ogni +volta che vedeva da lontano Gasparo Rialdi con la sua aria marziale e la +sua spada al fianco, sentiva la tremarella alle gambe, e tornava a +palazzo strepitando che bisognava riparare ai proprii torti senza +perder altro tempo. Batti oggi e batti domani, le ultime resistenze del +conte e della contessa furono vinte, e con immenso sdegno dei +Geisenburg-Rudingen von Rudingen, i quali partirono da Venezia +lasciandovi un lungo strascico di debiti e dichiarando di non volervi +più rimetter piede, le prossime nozze del contino Leonardo Bollati P. V. +con la contessina Fortunata Rialdi furono annunziate ai parenti e agli +amici. + +Però il matrimonio si celebrò quasi clandestinamente, tra gli epigrammi +dei maligni e le mormorazioni di quelli che erano avvezzi alle pompe di +casa Bollati. Nè regali, nè fiori, nè componimenti in verso o in prosa. +Il nobile Canziani dovette ringhiottire un epitalamio, e don Luigi fu +costretto a rinunziare alla stampa d'un altro capitolo della sua opera +colossale destinata a polverizzare la gloria di Alessandro Manzoni. + +L'unica persona a cui nel giorno solenne brillasse in viso una schietta +felicità era Fortunata. Il voto del suo cuore era pago, il suo onore era +salvo, la creaturina che stava per nascere da lei non sarebbe entrata +nella vita senza padre e senza nome; che poteva ella desiderare di più? +Contro le nuove prove che l'aspettavano le pareva di esser forte +abbastanza, forte di rassegnazione, di tenerezza, di fede in Dio, in +quel Dio ch'ella oggi ringraziava dal fondo dell'anima pel bene che le +aveva concesso. + +Fatto si è che tutti gli altri, qual più, qual meno, avevano la faccia +scura. + +Leonardo, quantunque deciso a continuar la vita da scapolo anche +dopo ammogliato, s'arrabbiava già con se medesimo d'aver così +docilmente piegato il collo al giogo coniugale; il conte Zaccaria e la +contessa Chiaretta vedevano in quel matrimonio un sintomo +dell'umiliazione del loro casato, e la contessa Zanze Rialdi aveva +amareggiata la gioia del trionfo dalla meschinità della festa e più +ancora dai molti indizi della decadenza economica dei Bollati. Aver +aspirato con tanto ardore a far entrare la figliuola in quell'illustre +famiglia e riuscirvi solamente quando l'illustre famiglia minacciava +d'andar in rovina, era proprio un'ironia della sorte! La contessa Zanze +si sfogava col marito e gli diceva all'orecchio durante la +cerimonia:--Se foste un altro uomo, non avreste permesso che la cosa si +facesse in questa maniera.... Pare che ci facciano una grazia.... E poi +Dio voglia che non siamo alla vigilia del _patatrac_.... Se almeno foste +nell'amministrazione!--Tacete,--rimbeccava il consorte.--Voi parlereste +anche sott'acqua. Non siete mai contenta, voi. + +Gasparo Rialdi non assisteva a quelle nozze ch'egli, sebben riluttante, +poteva dire d'aver imposto con la punta della sua spada. Sventata, mercè +la benevola interposizione di qualche ufficiale superiore suo amico, la +tempesta che si addensava sul suo capo dopo la scena nel Casino e il +duello col Geisenburg, egli era partito da più giorni per la nuova +destinazione di Pola, datagli dal Comando della marina. In apparenza lo +si mandava a dirigere alcuni lavori a quell'arsenale, in fatto si voleva +tenerlo lontano dalla squadra del Levante ove serpeggiavano umori +rivoluzionari. + + + + +XVI. + + +Come _sior_ Bortolo aveva predetto, il matrimonio del contino Leonardo +rese intrattabile il signor Vinati, il quale vedeva frustrate le sue +speranze di dare un titolo alla figliuola. La moglie di lui, che aveva +tutte le bizze e tutti i rancori d'una femminetta arricchita, soffiava +nel fuoco e minacciava il marito della sua collera s'egli non esigeva da +quelle _Zelenze_ (e qui la signora Vinati aggiungeva un epiteto +energico) il puntuale rimborso del mutuo che scadeva appunto alla fine +dell'anno.--Non un giorno, non un'ora, non un minuto--strillava la +megera, implacabile come il destino. E anche altri creditori che fino +allora non avevano badato a qualche ritardo nel pagamento +degl'interessi, e non avevano mai detto di no alle domande di +rinnovazione, si facevano meticolosi ad un tratto e dichiaravano senza +cerimonie di non voler servire più da zimbello a nessuno. _Sior_ Bortolo +non sapeva a che santi votarsi. Invero, egli s'era già preparato la sua +brava ritirata; aveva un bel poderetto in Friuli e una casa piena di +grazia di Dio in Venezia, ma finchè c'era qualche osso da rosicchiare +nell'azienda, non gli bastava l'animo di abbandonare le Loro Eccellenze. +Povera gente! Sarebbero stati impicciati come pulcini nella stoppa. + +Ormai la fama con le sue cento bocche spargeva dappertutto la notizia +della prossima rovina dei Bollati, e sul palazzo pesava la tristezza che +pesa sulle cose decrepite. Come suole accadere, i cosidetti amici di +famiglia s'erano dispersi; non c'era ragione, dicevano, di andar a +disturbar della gente che aveva tanti sopraccapi. Tutt'al più veniva +ogni giovedì e ogni sabato il nobile Canziani, visitatore poco +desiderabile, sia perchè pativa frequenti accessi di tosse, sia perchè i +suoi reumatismi gli rendevano difficile di mettersi a sedere quand'era +in piedi e di alzarsi quand'era seduto. I Rialdi, nella loro qualità di +genitori della sposa, bazzicavano in casa ancora più spesso del solito, +e pranzavano alla tavola dei parenti tre volte per settimana, ma stavan +sempre con tanto di muso, non potendo perdonare ai Bollati i loro +dissesti economici. Ed era di umor tetro anche don Luigi, il quale si +vedeva mancar lo stipendio da parecchi mesi, e presentiva di dover +presto abbandonare la sua sinecura, senza che gli fosse riuscito almeno +di stampare il libro da cui egli si riprometteva l'immortalità. + +Ah come sarebbero rimaste male le _lustrissime_ Adriana e Marina, +padrone e protettrici del defunto Nicola se, uscendo dal sepolcro per un +momento, fossero penetrate nel salottino ch'esse avevano empito del loro +sorriso, del loro cinguettìo festevole, della loro grazia elegante! Come +avrebbero stentato a credere che fossero due Bollati quelle due donne +dalla faccia scialba e dall'aria abbattuta che sedevano una di fronte +all'altra davanti a un tavolino rischiarato da una lucerna a olio di cui +un cappello verde raccoglieva entro un breve cerchio i tremuli raggi, +mentre il resto della stanza era immerso nelle tenebre e la vecchia +lumiera di Murano, riscintillante un tempo per cinquanta fiammelle, +pendeva dal soffitto polverosa e dimenticata! Suocera e nuora talvolta +giocavano a _conzina_, talvolta stavano a guardarsi senz'aprir bocca. +Un'ombra scura si moveva nel fondo; era don Luigi che, sprofondato in +una poltrona, ora stirava le braccia, ora accavallava le gambe; poco più +in là Romeo, il soriano amatissimo dalla contessa, sonnecchiava e faceva +le fusa, rivolto a spira sopra uno sgabello imbottito. Ogni tanto S. E. +Chiaretta tralasciava a mezzo la partita o rompeva il silenzio per +infilar le sue solite querimonie, fedele al suo antico sistema di +presagire i maggiori guai senza esser capace di muovere un dito per +istornarli da sè. Don Luigi rincarava la dose delle lamentazioni, +Fortunata ascoltava pazientemente e taceva. Di tratto in tratto ella +guardava verso l'uscio come chi attende qualcuno. Ma la persona da lei +attesa non capitava. Capitava invece, prima di recarsi al Casino dei +nobili, o al teatro, o al caffè Suttil, il _lustrissimo_ Zaccaria, il +quale, dacchè le sue faccende volgevano alla peggio, era diventato più +loquace che mai, e discorreva de' suoi colossali progetti agricoli, +delle sue sognate rivendicazioni di feudi, d'una miniera aurifera +ch'egli credeva d'aver scoperto in uno dei suoi poderi del Friuli e +d'altre signorie fantastiche e cervellotiche. + +Era forse in vista di queste ricchezze future che il conte Zaccaria, +nonostante i suoi rigidi principii sull'integrità del patrimonio, aveva +permesso che si cominciassero a vendere stabili e campagne. Rimedio che +veniva troppo tardi per acconciare le cose. I prodotti dei fondi +andavano nelle fauci dei creditori ipotecari, e quando si voleva +procurarsi quattrini per disporne a proprio talento era necessario +ricorrere allo spaccio furtivo (furtivo così per dire) di qualche +oggetto d'arte o d'antichità; oggi un quadro, domani una statuina di +bronzo, o un cammeo, o una collezione di porcellane, o un fornimento di +pizzi. La servitù, che stentava a riscuotere il salario, approfittava +della confusione e sottraeva ingegnosamente qualche coserella anche lei. +Già le loro Eccellenze, sollecite del proprio decoro, non avevano +stimato opportuno di licenziare i gondolieri, nè le cameriere, nè il +cuoco, e queste ottime persone avevano dichiarato di restarsene al loro +posto per solo amor dei padroni, aspettando tempi migliori. Anzi il +cuoco spingeva l'abnegazione fino a prestar l'opera sua al contino +Leonardo per agevolargli le sue particolari combinazioni finanziarie. +Non gli dava più danaro direttamente, ma lo aiutava a trovarne +ingarbugliando degli usurai acciecati dall'avidità del guadagno. +Conchiuso l'affare, il signor Oreste si prelevava la sua provvigione a +fronte, diceva lui, degl'interessi che gli spettavano per le sue +sovvenzioni passate. Altro che interessi! Se si fosse fatto il conto, si +sarebbe visto che il signor Oreste s'era da un pezzo rimborsato anche +del capitale, ma in famiglia Bollati non si facevano conti. + +Subito dopo il matrimonio, il nostro contino aveva ripreso la sua vita +d'un tempo, e della moglie non si curava neppure. Che s'ella si +permetteva qualche timida rimostranza, egli prorompeva in bestemmie e in +contumelie e urlava che non lo seccassero, per Dio! Egli s'era sposato +per compassione, per misericordia, ma non intendeva di essersi messo un +laccio al collo, o voleva divertirsi, e star con gli amici e spassarsela +con femmine belle ed allegre; che già di lei, di Fortunata cioè, se ne +persuadesse pure, egli era stucco e ristucco. + +Che pena devess'essere per Fortunata il subire un trattamento simile, +s'intende facilmente. Buon per lei che s'ella non aveva nessuna delle +qualità vigorose che servono a domare le avversità, possedeva però tutte +le virtù passive che aiutano a tollerarle. Alla brutalità del marito, +all'alterigia dei suoceri, i quali, pur non vedendola di mal occhio, la +consideravano poco più d'una cameriera, ella contrapponeva una calma, +una mansuetudine infinita. Le acerbe parole, gli sfregi celati o palesi +non potevano scancellare dal suo cuore la riconoscenza per Leonardo che +l'aveva sposata, per il conte Zaccaria e la contessa Chiaretta che +l'avevano accolta nella loro casa. Ed ella sperava di conquistarsi +meglio il suo posto quando le fosse nato il suo bambino, quel bambino +nel cui pensiero ella riposava la mente nell'ore più sconfortate e più +tristi. In quanto alla catastrofe finanziaria verso la quale si correva +a passo accelerato, ella non se ne angustiava troppo. Cresciuta nella +persuasione dell'immensa ricchezza dei Bollati, ella non concepiva +neanche la possibilità ch'essi avessero a cadere in miseria; sarebbero +diventati meno ricchi; la gran disgrazia davvero! Che bisogno aveva ella +di vestiti sfoggiati, di teatri, di gondole, di cavalli, di cocchi? D'un +po' d'amore ella aveva bisogno, ecco tutto, e quest'amore la sua +creatura almeno non glielo avrebbe negato. + +Nei vecchi tempi, la nascita d'un erede in famiglia Bollati era un fatto +di grande importanza. I primi ostetrici della dominante prestavano le +loro cure alla puerpera, e i parenti e gli amici accorrevano in palazzo +ad attendere con trepida ansietà lo scioglimento favorevole della crisi. +Ma la povera Fortunata non ebbe il piacere di mettere in iscompiglio la +cittadinanza. La notte in cui ella fu colta dalle doglie il conte +Leonardo gozzovigliava in un'osteria con altri scapestrati suoi pari. +Avvertito delle condizioni in cui si trovava la contessa moglie--Io non +posso far nulla--egli disse giudiziosamente.--Bisogna chiamare la +levatrice. + +E poichè lo assicurarono che quest'utile provvedimento era già stato +preso, egli soggiunse:--Quand'è così, lasciatemi in pace. + +E seguitò a mangiare e a bevere fino alla mattina. Allora, tornando a +casa mezzo brillo, egli ricevette la lieta notizia che sua moglie, dopo +sofferenze non lunghe ma acute, aveva dato alla luce una bimba. + +--Neanche buona di darmi un maschio--egli brontolò con mala grazia. + +Alla piccina furono imposti i nomi di Chiaretta, Luigia, Adriana, +Teresa, Veronica, Margherita. Questo lusso di nomi era tradizionale +nelle femmine di casa Bollati, e non si volle che in ciò la nuova +contessina fosse da meno delle sue antenate. Delicato riguardo del quale +non sembra però che la neonata fosse molto riconoscente, perchè subito +dopo il battesimo ella principiò a strillare come un'ossessa e strillò +per tre giorni e tre notti consecutive. Trascorso questo termine, ella +perdette la voce e il fiato e si credette che sarebbe morta prestissimo. +Ma la madre con le sue carezze, co' suoi baci, con le dolci parole +susurratele nell'orecchio la persuase a vivere. Povere mamme egoiste! Vi +par proprio che la vita si apra così bella ai vostri figliuoli? + +La piccola Margherita (era questo tra i sei nomi della fanciulla quello +con cui la si chiamava) prese un po' di carne e di colore appena fu +condotta in campagna. E Fortunata si sentiva così felice, così felice! +Quand'ella poteva star vicino alla bimba e chinarsi sulla sua cuna, e +covarla cogli occhi, e mirarne i moti inconscienti, e interpretarne il +linguaggio, ella non aveva tempo d'accorgersi di quant'altro succedeva +intorno a lei. Tutt'al più, qualche volta, le spuntava una lagrima sul +ciglio al pensar che Leonardo non si curava di quest'angioletta e non le +aveva dato ancora neppure un bacio. Del resto, il brontolio della +suocera, le visite frequenti di _sior_ Bortolo che lasciava sempre +dietro di sè uno strascico di nuvoloni, la turbavano mediocremente. +Certo la villeggiatura non era più quella d'un tempo; non c'erano +banchetti, non c'erano ospiti, ma che ne importava a lei che aveva la +sua Margherita? + +Sua madre, la contessa Zanze, non riuscì a svegliarla che a mezzo dal +suo beato sopore. La contessa Zanze, com'era suo dovere, venne a far +visita ai parenti, e, quando fu sola con Fortunata, le riferì tutte le +chiacchiere della piazza sul conto dei Bollati, e le disse che s'era +giunti al punto di dover affittare il piano nobile del palazzo a un lord +inglese. Non avevan detto nulla a lei?.... No? Ah quest'era il conto in +cui si teneva la sua figliuola? Oh se si sarebbe fatta sentire! Ma +intanto si ricordassero tutti, anche Fortunata, che i nodi venivano al +pettine, e che per scampare dalla miseria bisognava almeno mettere in +salvo qualche cosa, prima che i creditori se ne impadronissero.... +perle, diamanti, trine, oggetti insomma di poco volume e di molto +pregio. Aveva capito? Sì o no? Gran fatalità la sua di aver sempre da +fare con gente di poco cervello! + +Fortunata non potè a meno di ripetere a suo marito i discorsi che le +aveva fatti sua madre, di chiedergli se ci fosse nulla di vero in tutto +ciò. + +--Che ne so io?--egli rispose stringendosi nelle spalle.--Fanno, +disfanno, comprano, vendono, senza chiedere il mio parere.... Tutti +imbroglioni, tutti furfanti.... I nostri nonni, che Iddio li abbia in +gloria, hanno cominciato loro a sciupare il patrimonio e noi facciamo il +resto.... Io non voglio fastidi.... Finchè ce n'è, pretendo d'aver la +mia parte; quando non ce ne sarà più.... + +--Oh, Leonardo,--proruppe Fortunata,--non puoi parlare così.... Non sei +solo adesso.... Ci siamo.... c'è questa creaturina qui.... Per me, vedi, +mi rassegnerei a dormir sulla paglia, a viver di pane e acqua.... ti +giuro anzi che accetterei il sacrifizio con entusiasmo.... perchè +nessuno direbbe allora che t'ho amato per speculazione.... ma, lei, la +nostra Margherita, non ha da esser nata per patire.... non è vero, +Leonardo, che non lo permetterai?.... Guardala com'è bella, com'è bianca +e rosea.... Via, Leonardo--ella soggiunse, e i singhiozzi le rompevano +la voce--se anche ti son diventata incresciosa io.... se non puoi +proprio amarmi più, un po' di bene lo devi volere alla tua figliuola. + +E così dicendo cercava di tirarlo vicino alla cuna. Ma egli, stizzito, +protestò che non poteva soffrire nè le donne che piagnucolano, nè i +bambini che allattano, e infilò l'uscio della stanza. Allora Fortunata +si gettò con la faccia in giù sui guanciali del letto e diede libero +corso alle sue lagrime. + +Il vagito della bimba la scosse. Ella si rasciugò gli occhi e +ricomponendo il viso a un'espressione serena prese in collo la piccola +tiranna che urlava furiosamente. Accarezzata dallo sguardo e dalla voce +materna, Margherita si chetò a poco a poco e abbozzò il suo primo +sorriso. + +--Oh, tesoro mio, anima mia!--esclamò Fortunata in estasi, e la sua +faccia s'illuminò tutta.--Come ride già! S'_egli_ fosse qui adesso! +S'_egli_ la vedesse! + +E inebbriata da quel sorriso, dal primo sorriso della sua bimba, la +povera donna dimenticò i suoi dolori. + + + + +XVII. + + +Le notizie della contessa Zanze non tardarono ad aver piena conferma, e +l'affare del palazzo, già bene avviato quand'ella ne discorse alla +figliuola, fu concluso poco dopo. L'appartamento nobile, ammobigliato +come stava, era preso per due anni da un baronetto inglese ricchissimo, +il quale, pur di spuntarla, aveva dichiarato d'esser pronto a pagare +anticipatamente l'intera pigione in tante belle ghinee. Anzi può dirsi +che questa magnanima offerta aveva dato il tracollo alla bilancia e +vinte le obbiezioni del conte Zaccaria. Lo scrigno era vuoto, i bisogni +stringevano, e le ghinee del signore inglese capitavano molto a +proposito. + +La famiglia Bollati decise di rimanere in campagna finchè fosse +allestito alla meglio il secondo piano del palazzo. Con altre parole, si +rinunziava a tornare a Venezia prima del San Martino di quell'anno 1845. +Quei sette mesi di villeggiatura forzata invecchiarono la contessa +Chiaretta di sette anni. Sempre chiusa fra quattro muri, sempre al buio, +ella non faceva che lamentarsi da mattina a sera. Rimpiangeva il suo +salottino di città che era caduto in mano di stranieri (luterani per +giunta), rimpiangeva il suo poggiuolo sul Canal Grande, rimpiangeva le +visite, il teatro, la gondola e tant'altre cose di cui ella a Venezia +godeva pochissimo ma che adesso le sembravano indispensabili perchè non +poteva averle. + +Il resto della famiglia se la passava discretamente. Il conte Zaccaria +viveva nel suo mondo fantastico, e nel pensiero dei milioni che dovevano +venirgli, non si sa da che parte, si consolava dei milioni che gli erano +sfumati in mano. Di tratto in tratto egli faceva attaccare i cavalli e +con due giorni di viaggio andava nella sua tenuta del Friuli, tenuta +ch'era anch'essa, non occorre dirlo, sopraccarica d'ipoteche. Ivi +giunto, con molta gravità esaminava i terreni, e raccoglieva vari pezzi +di roccia, che poi spediva a qualche geologo di Venezia o d'altri paesi +con l'incarico di farne l'analisi. Oppure, chiudendosi in camera, egli +scartabellava alcuni documenti polverosi che aveva portato con sè in +campagna, e prendeva delle note circa a un credito di duemila zecchini +che nel 1685 i Bollati professavano contro un nobil uomo Steno. Quei +duemila zecchini con gl'interessi dal 1685 in poi che bella sommetta +avrebbero formato! + +Quando il conte Zaccaria si era ben pasciuto delle sue illusioni, egli +era buono e degnevole anche con Fortunata. Le prometteva di farle fare +uno smaniglio col primo oro estratto dalla sua miniera, e di assegnare +una dote alla piccola Margherita prelevandola dalla prima rata del +credito che avrebbe incassato dagli eredi Steno. Fortunata non badava +alle promesse, ma i modi affabili del suocero le recavano un gran +conforto; sentiva d'esser riconosciuta, non più tollerata soltanto, +nella famiglia, quando egli le parlava così. Talvolta egli usciva con +lei in giardino e, appoggiato al suo braccio, percorreva i sentieri su +cui cresceva l'erba, i viali ove i rami degli alberi non rimondati da +mano esperta s'intrecciavano disordinatamente fra loro, e diceva che +nella villa c'erano infiniti bisogni, e ch'egli ci avrebbe pensato +appena avesse avuto quattrini. Voleva scrivere a suo genero, che di +queste faccende se ne intendeva, perchè gli mandasse un giardiniere +tedesco, voleva ricostruire di pianta alcune case coloniche e migliorare +le stalle e rinnovar le stufe dei fiori, e a tante altre belle cose +voleva provvedere a tempo e luogo. Discorsi da far pietà a chi sapeva le +condizioni vere del patrimonio. Fortunata, poverina, non si +raccapezzava. Ora temeva che il conte Zaccaria non avesse più il +cervello a posto, ora invece sperava che il diavolo non fosse così +brutto come lo si dipingeva, e che ci dovesse esser pure una via +d'uscita dagl'impicci presenti. Quantunque i segni dello sfacelo fossero +anche troppo visibili, Fortunata si trovava tuttora in mezzo ad agi +ch'ella non aveva mai goduti in sua casa. Una grande fortuna somiglia +un poco al sole d'estate che lascia dietro di sè un lungo crepuscolo; il +passivo, come dicono gli uomini d'affari, può superar di molto l'attivo, +e nondimeno le apparenze della ricchezza continuano per un pezzo ad +abbagliare gli estranei, a illuder quelli medesimi che sono immersi nei +debiti fino alla gola. Sicuro; il palazzo di campagna dei Bollati era in +condizioni deplorevoli, ma era sempre uno tra' più bei palazzi che +fossero sulla Brenta; il giardino era negletto, ma era sempre un +giardino ampio e signorile, e il podere contava più campi che non ne +contassero sommati insieme gli altri dei possidenti vicini. Per miglia e +miglia i contadini riconoscevano per padroni le loro Eccellenze Bollati, +e Fortunata riceveva anch'essa inchini e scappellate a profusione e il +titolo di _lustrissima_ a ogni momento. Che più? La stessa Margherita +era considerata una principessina, e allorchè tirata dalla bambinaia nel +suo paniere a ruote ella si recava a visitar la famiglia del bovaro, i +bimbi le facevano una festa da non dirsi e mettevano tutto l'impegno per +farla sorridere. In principio riuscivano spesso all'effetto opposto, +specialmente quando se ne immischiava Leone, il grosso cagnaccio nero +dal pelo irto e dalla voce di basso profondo. Ma alla lunga Margherita +s'era avvezzata al chiasso dei fanciulli e alle dimostrazioni romorose +del cane, e dalla sua cuna orlata di trine pareva prender parte a +quell'allegria, e agitava le sue manine color di rosa, e girava intorno +gli occhietti azzurri, e metteva certi piccoli strilli che volevano +esprimere l'eccesso della gioia. Povera Margherita! Che ne capiva lei +del temporale che rumoreggiava sempre più minaccioso? + +Adesso però ci conviene appagare una legittima curiosità del lettore. +Come si adattava a quella vita campestre il contino Leonardo, uso in +Venezia a far di notte giorno nelle osterie e nei bordelli? Certo doveva +esservi una ragione perchè egli, incapace di far nulla pegli altri, +s'acconciasse a sacrificare ciò a cui teneva di più, vale a dire le sue +abitudini viziose. + +La ragione era questa. Leonardo aveva riappiccato con molto maggior +fortuna di un tempo le sue relazioni con la Rosetta, quella Rosetta +nipote del gastaldo ch'era andata sposa a Menico caffettiere. Ell'era +maritata ormai da più anni, durante i quali il conte Leonardo non +l'aveva vista, si può dire, che alla sfuggita, giacchè serbava ancora +memoria delle busse avute per causa di lei e non voleva rischiar di +pigliarne dell'altre. Ma quel soggiorno forzato di parecchi mesi in +campagna gli aveva messo addosso di nuovo il solletico, ed egli aveva +spinto ripetutamente le sue peregrinazioni fino ad Oriago a prendervi un +bicchierino di rosolio dalla bella caffettiera. Infatti Rosetta era più +bella che mai, d'una bellezza sensuale, lasciva, con un paio d'occhioni +neri che mandavano fiamme e certe rotondità baldanzose innanzi alle +quali gli eleganti d'Orlago esaurivano l'intero dizionario dei vocaboli +ammirativi. Di riputazione la Rosetta stava maluccio e l'accusavano +d'aver tresche con questo e con quello; ella poteva rispondere a ogni +modo che viveva in ottimo accordo con suo marito, e contento lui, +nessuno aveva diritto d'impicciarsene.--Non voglio gelosie, non voglio +scene--eran state le sue prime parole dopo le nozze, e il buon Menico le +aveva giurato di non darle noia, nè con scene, nè con gelosie. Lo stesso +spirito di tolleranza ella imponeva agli amanti che le male lingue le +attribuivano; s'ella usava dei favori a qualcheduno, non intendeva per +questo di lasciarsi mettere i piedi sul collo da chicchessia. I +violenti, gli appassionati non avevano fortuna con lei; la sua +benevolenza era riserbata ai mansueti ch'ell'era sicura di menar per il +naso, o agli scapati di umore gioviale che nemmeno sapevano dove stesse +di casa la fedeltà. + +Rosetta capì subito che il conte Leonardo al primo rivederla aveva +pigliato fuoco come una volta, e le parve che quello fosse un uomo da +farne ciò che si voleva. Inoltre, rovinato o no, egli aveva sempre un +gran nome e aveva ancora qualche zecchino in tasca, onde Menico il +caffettiere fu pronto a riconoscere che bisognava trattar con tutti i +riguardi un avventore il quale non poteva che dar credito alla bottega. + +A poco a poco il contino Bollati spesseggiò le sue gite a Oriago sino +a venirci ogni giorno; ci veniva solo nella più modesta carrettina +della rimessa, tirata dai più modesto cavallo della scuderia, un +cavallo che sarebbe andato da sè e che lo stesso Leonardo si fidava di +guidare. La vispa Rosetta, appena il suo nobile avventore entrava nel +caffè, gli moveva incontro ufficiosa, gli dava del _lustrissimo_, +dell'_Eccellenza_, gli domandava notizie della sua preziosa salute e gli +portava con le sue mani il solito bicchierino. Allora, se non c'era +nessuno, egli se la faceva sedere accanto e mesceva il rosolio anche a +lei e la supplicava di non farlo sospirar altro, chè aveva già sospirato +abbastanza. Ella, disposta a cedere, voleva però mettere a prezzo le sue +compiacenze, voleva che questo babbeo le servisse a qualcosa. In tal +guisa, quando finalmente gli capitò la ricompensa meritata, egli aveva +speso un bel gruzzolo di denari ch'erano stati impiegati in parte a +ristaurar la bottega. Figuriamoci gli epigrammi che si fecero in +quell'occasione! I muri, quantunque meno eloquenti di quello che non +siano al nostro tempo, furono coperti di scritte ove al nome del +caffettiere e a quello della moglie s'aggiungevano degli epiteti tolti +al regno animale. Nè il cospicuo lignaggio fu sufficiente difesa al +conte Leonardo. Anch'egli lesse il suo nome, l'illustre nome dei +Bollati, seguito da un appellativo ingiurioso, e pensò che sua madre +aveva ragione di dire che la petulanza dei carbonari non aveva più +limite. Infatti bisognava esser carbonari per mancar di rispetto in +quella maniera a un nobile veneto. Comunque sia, l'esempio di Menico e +della Rosetta, i quali pigliavano la cosa con la massima indifferenza, +persuase il conte Leonardo a calmarsi. + +Forse Menico e la Rosetta non avevano torto. Quelle iscrizioni concise +ed espressive restarono per un pezzo a far bella mostra di sè sulle +muraglie, ma la filosofia di coloro che v'eran presi di mira spuntò gli +strali della satira, e gli abitanti del villaggio, ch'eran gente di +buona pasta, non istettero molto ad amnistiare le relazioni amichevoli +della Rosetta e del conte Leonardo Bollati. Anzi il conte finì +coll'esser considerato un personaggio attinente alla bottega, una specie +di patrono, di capitalista a cui gli avventori facevano giunger +rispettosamente la manifestazione dei loro desideri e delle loro +lagnanze. Se lo zucchero non era abbastanza dolce, se il caffè sapeva di +paglia, se le carte da giuoco eran troppo unte, si diceva una parolina +al signor conte ed egli provvedeva a far cambiare lo zucchero, il caffè +e le carte da gioco; se un vetro era rotto, si diceva al signor conte +ch'era una bruttura il turare il buco con un foglio di carta oliata, ed +egli mandava subito pel finestraio. Con questo savio sistema Sua +Eccellenza Leonardo si conciliava le grazie della Rosetta, la tolleranza +di Menico e la benevolenza universale. Però c'era una difficoltà. +Bisognava aver sempre la borsa fornita, e la borsa del contino Bollati +si smungeva rapidamente. Finchè egli aveva avuto anelli, spille o altra +roba di valore, il servizievole signor Oreste lo aveva aiutato con +grandissimo zelo. Il valentuomo, che una volta alla settimana si recava +a Padova pei doveri d'ufficio, sia che impegnasse o vendesse davvero gli +oggetti affidatigli, sia che fingesse d'impegnarli o di venderli e li +tenesse invece per sè, tornava sempre con un po' di danaro. Ma quando +non ci fu più nulla, il signor Oreste mutò contegno e linguaggio, e +disse che non solo egli non voleva più favorire i vizi di Sua +Eccellenza, ma era deciso a pensare ai casi propri e a far qualche passo +per mettere al sicuro il suo vecchio credito. Allora il nostro +giovinotto cominciò a presentarsi alla Rosetta con le mani vuote, e +trovò accoglienze assai diverse da quelle d'un tempo. La furba +caffettiera gli teneva il broncio; Menico, forse catechizzato dalla +moglie, lo guardava con piglio sospettoso, come se fosse stato colto da +un tardo accesso di gelosia; gli avventori della bottega avevano l'aria +di canzonarlo, e prima che fosse terminata la villeggiatura il povero +contino Leonardo fu pulitamente messo alla porta dalla sua bella. + +In quel torno di tempo accadde un fatto d'incontestabile gravità. Il +signor Oreste non aveva voluto che le sue minaccie rimanessero prive +d'effetto, ed era ricorso a un legale per vedere in qual modo egli +potesse far valere le sue ragioni contro il contino Leonardo. Noi +sappiamo che il contino Leonardo gli aveva sottoscritto parecchie +cambialette, le quali erano sempre nelle mani del sovventore e +figuravano come non pagate. Il legale, pur dicendo ch'era un affar +serio perchè si trattava di prestiti a un minorenne, promise di tentar +qualche cosa, e tentò realmente un accomodamento amichevole con _sior_ +Bortolo, l'agente generale. Ma, in primo luogo, non c'eran quattrini nè +pochi nè molti, e poi _sior_ Bortolo montò su tutte le furie sentendo +che il cuoco gli faceva la concorrenza nell'imbrogliare i padroni, e +scrisse di buon inchiostro alle Loro Eccellenze. Il conte Zaccaria e la +contessa Chiaretta questa volta pigliarono fuoco anche loro, e la +contessa soprattutto fece al signor Oreste una scena non più vista, nè +udita. Era tanto e così strano il furore della gentildonna che don Luigi +uscendo sbigottito dalla sua camera fu in dubbio se dovesse +esorcizzarla. + +La conclusione si fu che il signor Oreste ebbe quarantott'ore per far +fagotto. Ed egli partì infatti, ma, partendo, commise un delitto sì +atroce che il labbro rifugge dal raccontarlo. Come s'egli volesse +lasciar buona memoria di sè, nel giorno precedente a quello in cui egli +doveva andarsene, egli allestì un pranzo squisito, degno di qualunque +celebrità culinaria. C'era specialmente un manicaretto di lepre che la +_lustrissima_ Chiaretta dichiarò la miglior cosa ch'ella avesse mangiata +in sua vita, e che le fece dimenticare per qualche minuto una cura +fierissima che la turbava. Il gatto Romeo, il bel soriano che la +contessa portava seco in villeggiatura, era sparito fin dalla sera +innanzi, e nessuno ne sapeva nuova. Si sperava che egli fosse in giro +per fini galanti e tornasse la mattina dopo, ch'era quella appunto in +cui il signor Oreste doveva lasciar la villa. Quella mattina, invece a +ora di colazione e quando il cuoco era già lontano, capitò un biglietto +misterioso indirizzato: + + _A la lustrissima D. N. + Contessa Chiareta Bolatti + in_ + + _Sue Grassiose Mani._ + +Non c'erano che poche righe: + + _Lustrisima sigora Contessa._ + + _Mi preggio avisarlla che il ragù di lepre da Ella mangato geri era + il gato Romeo. Ciò per sua cuiette. Le baco le mani e sonno il suo + cuocho per servilla_ + + ORESTE MEOLO. + +La contessa Chiaretta ebbe un assalto di convulsioni e cadde nelle +braccia della nuora. + + + + +XVIII. + + +La salute non mai vigorosa di Sua Eccellenza Chiaretta ricevette una +scossa gravissima da questo tragico avvenimento. Solo il piacere della +vendetta, che dicono essere il piacere degli Dei, avrebbe potuto far +nascere in lei una benefica reazione, ma il vile uccisore di Romeo era +fuggito e le imperfette leggi della società moderna non tengono conto +del gatticidio. Onde alla _lustrissima_ Bollati non restò altro conforto +che quello di querelarsi e d'imputare al carbonarismo questa nuova +nefandità. Nè, ritornata di lì a poco a Venezia, e ridotta a vivere nel +secondo piano del suo palazzo, ella vi si trovò in tali condizioni da +poter rinfrancarsi di corpo e di spirito. + +Adesso sì i Bollati cominciavano ad avvertir davvero i segni precursori +della miseria. Quegli stanzoni del secondo piano, non più abitati, non +più aperti quasi, dopo la morte del vecchio conte Leonardo, avrebbero +voluto lusso di addobbi a rivestirne le larghe pareti, e allegria di +fuochi crepitanti nel caminetto a mitigar il rigore delle lunghe sere +invernali. Invece la mobilia povera e scarsa mal nascondeva i guasti dei +muri screpolati e ammuffiti, e dall'ampie bocche dei caminetti senza +bragie e senza legna, anzichè il calore e la luce, veniva a buffate +l'aria umida e fredda. La sala che, simile a quella del primo +appartamento, divideva longitudinalmente il quartiere in due parti +uguali, era priva di tende e d'ogni specie di suppellettili e metteva i +brividi al solo affacciarvisi, nè la si poteva attraversare che +impellicciati e a capo coperto, provocando una fuga generale dei topi +che non avevano l'abitudine di esser disturbati nelle loro scorrerie. +C'era però una stanza ove i topi non si rintanavano, non fuggivano, ma +guardavano petulantemente l'uomo come un intruso, ed era la cosidetta +biblioteca o piuttosto archivio di famiglia, chè in fatto di libri non +ce n'eran stati troppi in palazzo neppure ai tempi della Serenissima, e +i Bollati, uomini d'azione più che di studio, avevano sempre avuto una +scarsa passione per la lettura. Ma quegli scaffali erano stati pieni di +filze, di buste, di pergamene, di registri che rendevano conto di tutte +le mutazioni avvenute nel patrimonio dallo scorcio del secolo +decimosesto fino alla caduta della Repubblica e ch'erano stati +spesso consultati dagli antichi e coscienziosi amministratori. +Subentrato poi il disordine col predecessore di _sior_ Bortolo e +inaugurato da _sior_ Bortolo stesso il regime dell'anarchia, +l'archivio cadde in assoluta dimenticanza o per meglio dire fu visitato +soltanto da qualche servo infedele che trafugava filze e registri per +venderle ai pizzicagnoli. Ora i rosicchianti compivano l'opera. +Moltiplicatisi prodigiosamente per virtù della vita comoda e delle +facili nozze, essi digerivano con la medesima disinvoltura la carta e il +cartone, lo spago e la pergamena, le prime note e i libri mastri, le +lettere dei gastaldi e quelle delle Eccellenze, i contratti e le +_mariegole_, le _commissioni_ degli ambasciatori e le _promissioni_ +ducali. Per distruggerli ci sarebbe voluta una legione di gatti, ma si +preferiva di lasciarli in pace sperando che così rinuncierebbero ad +invadere il resto dell'appartamento. Solite e vane speranze dei deboli +nella moderazione dei forti. + +La tristezza dei luoghi era accresciuta dalla solitudine e dal silenzio +che vi regnavano. Non c'era stato neanche bisogno di ridurre il numero +dei servitori; a eccezione di due rimasti o per fedeltà, o per +abitudine, o per la speranza di razzolare ancora qualche cosa, gli +altri, visto che il bottino era fatto, s'eran licenziati da sè. E anche +don Luigi aveva privato la famiglia delle sue prestazioni domestiche e +de' suoi conforti spirituali. Pover'uomo! Non aveva poi tutti i torti. +Sul resto poteva transigere, ma aveva almeno il diritto di mangiar bene, +e dopo la partenza del cuoco non c'era più caso di veder portare in +tavola un piatto decente. Il dotto istitutore del conte Leonardo se ne +andò carico di tutti i suoi manoscritti inediti, imprecando alla sorte +che lo aveva fatto nascere un secolo troppo tardi. Cent'anni prima egli +sarebbe invecchiato pacificamente presso i suoi Mecenati a' quali +avrebbe potuto dedicar le sue opere stampate a loro spese in edizione di +lusso. + +In quanto agli antichi conoscenti alcuni non si facevano più vivi, altri +venivano per curiosare; primissima fra questi la contessa Ficcanaso a +cui non pareva vero di andar in giro per la città esclamando con aria +contrita:--Madonna Santa! Quei Bollati a che punto sono ridotti! È una +cosa che stringe il cuore.... Una famiglia come quella!... Io vado a +salutarli per amicizia, perchè non si vedano abbandonati da tutti, ma ci +patisco, in fede mia ci patisco.... Ma! Che lezione pei Rialdi i quali +han messo sossopra cielo e terra per accalappiare il conte Leonardo! Eh! +Se non fosse che per quella pettegola della contessa Zanze si dovrebbe +dire che c'è una giustizia a questo mondo. + +Così a poco a poco la loquace femmina lasciava trasparire l'intima +soddisfazione recatale dalle disgrazie de' suoi amici. + +E ormai cadevano come foglie secche le ultime illusioni di Fortunata. La +campagna aveva esercitato un'azione pacificatrice sul suo spirito, aveva +avuto la virtù di attutire in lei le impressioni spiacevoli, di render +più intense le impressioni gioconde. E poi la piccola Margherita era +tanto sorridente, pareva tanto felice di trovarsi all'aria aperta, in +mezzo all'erba, agli alberi, ai fiori, che la tenera madre non aveva +tempo da pensare ad altro, nemmeno all'abbandono del marito, nemmeno +alla povertà minacciosa. Oggi la scena era cambiata. La bimba non +sorrideva più, e perdeva il suo bel colore di rosa, e piagnucolava pei +geloni, e mostrava di non comprendere, senza poterlo dire ancora, perchè +l'avessero condotta in quelle stanze fredde e melanconiche invece di +lasciarla dov'era. La bimba non sorrideva più, e Fortunata, priva di +quel sorriso attraverso il quale le cose le erano apparse tinte d'una +luce gaia, si trovava a faccia a faccia con la nuda realtà, e guardava +paurosamente all'avvenire. Che sarebbe di lei, che sarebbe della sua +creatura? + +Tentar di scuoter Leonardo, richiamarlo alla coscienza dei suoi doveri, +era impresa disperata. Testimonio, consapevole o no, d'una rovina che +del resto nessuna forza umana poteva evitare, il giovane conte Bollati +s'abbrutiva ogni giorno peggio nei vizii, e per resistere alle preghiere +e ai buoni consigli trovava un'energia che non aveva mai trovato per +fare il bene. Guai se sua moglie gli rivolgeva un'esortazione, un +rimprovero, guai s'ella rimaneva alzata ad aspettarlo quand'egli tornava +a casa nel cuor della notte! Egli la colmava di improperi e si scagliava +contro quelle santocchie che con le loro finzioni di tenerezza e i +sospiri e gli sdilinquimenti e le arie da vittime cercano di dettar la +legge agli uomini e di condurseli dietro come cagnolini. Non l'avevano +ancora capita ch'egli voleva esser libero? Non avevano capito che s'era +tenuto una stanza separata da quella di sua moglie e della bambina +appunto perchè intendeva andare e venire quando e come gli piacesse +senza render conti a nessuno? + +Dopo un paio di queste scene, Fortunata non osava più farsi vedere, ma +d'altra parte ella non poteva pigliar sonno finchè non fosse sicura che +suo marito era in casa. E le accadeva sovente, dopo spento il lume, di +mettersi a sedere sul letto, col busto avviluppato in uno sciallo, con +le orecchie tese, con gli occhi fissi nel buio. Nei silenzi notturni le +giungeva distinto dal campanile della parrocchia il suono delle ore, le +due, le tre, le quattro talvolta; finalmente ella sentiva aprir la porta +dello scalone e Leonardo col suo passo strascicato attraversar la sala +ed entrar nella sua camera di cui richiudeva rumorosamente l'uscio +dietro di sè. Non c'era dubbio pur troppo ch'egli venisse a fare +un'improvvisata alla sua sposa, a dare un bacio alla sua figliuola. +Fortunata, singhiozzando, cacciava la testa sotto le coperte. + +Intanto, come se le disgrazie fossero poche, la contessa Chiaretta +deperiva a vista d'occhio, e quella primavera bisognò per cagion sua +rinunziare alla campagna. Ella non aveva una malattia ben determinata; +aveva degli accessi di estrema debolezza da cui si rimetteva +temporaneamente per ricader poi nella prostrazione di prima. Il medico +di famiglia che la curava per amicizia tentennava il capo dicendo:--Non +ci vedo chiaro. Tanto può durare degli anni, tanto può morire da un +momento all'altro. Non lasciatela mai sola. + +Sua Eccellenza, assistita a vicenda dalla nuora, dalla contessa Zanze e +da una vecchia fantesca, tirò innanzi sin verso la fine dell'estate +continuando ad attribuire ai carbonari tutti i guai pubblici e privati, +e lagnandosi col suo padre spirituale monsignor Lipari (il buon canonico +di San Marco che aveva favorito il matrimonio di Fortunata e Leonardo) +della eccessiva tolleranza dei Governi verso i nemici del trono e +dell'altare. Ma quando nel giugno 1846 Pio Nono salì al Pontificato e un +mese dopo la sua elezione promulgò l'amnistia pei delitti politici, la +contessa Chiaretta non potè resistere a questo nuovo colpo, e prese +commiato da un mondo ove l'ordine naturale delle cose era sconvolto e i +patrizi veneti andavano in rovina e i Papi facevano all'amore coi +rivoluzionari. + +Lo scarso numero di gondole che seguirono al cimitero il feretro della +defunta dimostrò a luce di meriggio quanto in basso fossero caduti i +Bollati. E pensare che ott'anni prima mezza Venezia era accorsa ai +funerali del conte Leonardo! + +--Buffoni!--brontolava Sua Eccellenza Zaccaria prendendo nota dei pochi +ch'eran venuti e dei molti ch'eran mancati.--Credono che non siamo più +quelli d'una volta. Come resteranno intontiti quando principierò a +mettere in circolazione l'oro della mia miniera! + +Con questa fissazione in testa, il conte Zaccaria non ebbe campo di +sentir troppo profondamente la perdita ch'egli aveva fatta. Solo +esternava il rammarico che sua moglie non fosse vissuta abbastanza da +veder rifiorire le condizioni economiche della famiglia. Invece +Leonardo, che si rideva della miniera paterna, provò lo sbigottimento +che i pusillanimi provano sempre allo spettacolo della morte. Dalla +finestra egli accompagnò con lo sguardo il funebre corteggio che usciva +dal portone del palazzo per avviarsi alla chiesa; poi si rannicchiò +pallido e smarrito presso la moglie che, interpretando quell'atto come +un segno di resipiscenza e rasciugandosi le lagrime che le sgorgavano +sincere e abbondanti dal ciglio,--Oh Leonardo--gli disse--per la memoria +della tua povera mamma che adesso è lassù a pregare per noi, per amor di +questa bambina innocente che è pur figlia tua, fa senno, Leonardo. Se è +proprio destinato che la miseria debba picchiare alla nostra porta, +pazienza.... Vogliamoci bene almeno noi che siamo rimasti al mondo, +viviamo l'uno per l'altro, e tutte le privazioni ci parranno lievi.... +Credilo pure, la vita che fai non può darti alcuno soddisfazione, non +può che rovinare la tua salute. + +Quest'era l'argomento che poteva colpire di più un uomo come Leonardo. E +infatti per alcuni giorni, fosse effetto delle parole di Fortunata, +fosse l'impressione del lutto recente, egli sfuggì i soliti amici e +passò la maggior parte della giornata in casa, contentandosi, miracolo +davvero nuovo per lui, di uscir tre sere di seguito in compagnia della +moglie. Senonchè le abitudini dissolute hanno fra gli altri guai anche +questo, che chi vuol levarsele d'addosso deve non solo combattere le sue +inclinazioni, ma deve pur rassegnarsi a soffrire per qualche tempo cento +piccoli acciacchi sinchè il corpo si avvezzi al cambiamento di stato. +Leonardo, uso a cercare un vigore fittizio nelle bibite spiritose, uso a +respirar l'aria viziata ma calda delle osterie e delle alcove, provava +un malessere indefinibile, un senso di spossatezza, di freddo, di cui +non riusciva a liberarsi. Se si guardava nello specchio, si sgomentava +della sua tinta terrea, dei suoi occhi infossati, delle sue guancie +cascanti; gli pareva di sentirsi vecchio e attribuiva alla breve +astinenza quello ch'era effetto del lungo libertinaggio. + +Uno de' suoi compagni di stravizzi, vistolo una mattina per la strada, +gli corse dietro, e battendogli sulla spalla--ehi Bollati--gli +disse--come va?... Hai fatto divorzio dal mondo... Capisco... la perdita +della madre... È una gran disgrazia... ma che farci? siamo tutti +mortali, e i vecchi bisogna che se ne vadano prima dei giovani.... Tu +però... non ci avevo badato... hai l'aria molto patita, sai?... + +--Ti pare?--balbettò Leonardo sbigottito di sentir dal labbro di +un'altra persona la conferma di ciò che s'era detto lui stesso. + +--Sì, parola d'onore.... Del resto, se stai bene.... + +--Oh sì, sto bene... sono un po' fiacco.... + +--Si vede.... Andiamo a prendere un bicchierino di _cognac_? + +--No, no.... + +--Andiamo; pago io.... Voglio procurarmi il piacere di servir Sua +Eccellenza il nobiluomo Leonardo Bollati.... Sua Eccellenza non si +degna? + +Leonardo cedette, e dopo bevuto quel bicchierino ripetè l'ordinazione, e +questa volta pagò lui, per sè e per l'amico. Il magico liquore entrava +nel suo stomaco come un padrone che rientra in casa dopo qualche tempo +d'assenza; casa e padrone si riconoscono e sono contenti di ritrovarsi. + +--Auff!--esclamò il Bollati tirando un gran respiro.--Adesso sono un +altro uomo. + +--Lo credo io--soggiunse il compagno.--Hai subito rifatto una cera da +cristiano. + +--Davvero? + +--Sicuramente.... Non c'è nulla che ristori come un sorso di +_cognac_.... Si prende un terzo bicchierino? + +--Un terzo poi... è troppo. + +--Ma che ubbie.... Questo lo giocheremo a pari e dispari. + +Così fu fatto e Leonardo perdette. + +--A dar retta alle donne si dovrebbe adottare il regime dell'acqua e +latte--egli disse leccandosi le labbra. + +--Non tutte le donne però--rimbeccò l'altro.--Ti rammenti della +Mariannina? + +--Quale? La figurante della _Fenice_?--domandò il conte Leonardo con gli +occhietti lustri. + +--Quella appunto.... Che bevitrice!... È a Venezia di nuovo.... + +--Diavolo! Da quando? + +--Da poco.... Stasera è a cena con noi altri al _Cappello_.... Dovresti +venire anche tu.... + +--Io?... No.... Sono in lutto.... + +--Capisco.... Se si trattasse d'una gran cena, se ci dovesse essere +molta gente.... Ma è una cenetta senza pretesa.... non siamo che in +cinque, io, per non dimenticarmi, Arduzzi, Caldieri, Dal Maido e la +Mariannina.... Vieni, vieni.... + +--No... oltre al lutto... se tu sapessi... ho tanti fastidi.... + +--Ragione di più per distrarsi. + +--Quel maledetto _sior_ Bortolo mi lesina il centesimo.... + +--Eh... non siamo _in floribus_ nessuno. Appunto per questo s'è limitata +la spesa... Quattro svanziche a testa compreso il vino.... Poi si +pagherà una bottiglia alla Mariannina, tanto per vederla un po' +brilla.... Sai che originale è quando ha bevuto più del bisogno.... Tre +anni fa, al Ridotto, non ti ricordi? + +Leonardo si mise a ridere. Se si ricordava! Una notte allegra come +quella non l'aveva passata mai. + +L'idea di veder la Mariannina un po' brilla esercitava un fascino +singolare sull'animo del giovane conte. E dopo altri tentennamenti, egli +si risolse ad andare al ritrovo. + +E vi andò infatti, ed ebbe il piacere di veder la Mariannina un po' +brilla, ma sembra che non uscisse neppur lui dalla cena in condizioni +normali, se gli amici stimarono opportuno di accompagnarlo a casa e di +aiutarlo a metter la chiave nel buco della serratura. + +Spuntava il giorno e Fortunata non aveva ancora chiuso occhio. Le sue +speranze di ricondurre il marito sulla retta via erano durate una +settimana. + + + + +XIX. + + +A grado a grado, da quella facilità di illudersi che possono avere anche +i savi, il conte Zaccaria era arrivato a quell'allucinazione permanente +che non hanno se non i pazzi. La sua era una pazzia ilare, innocua, +tranquilla, ma era pur sempre una pazzia, e quand'egli discorreva in +tuono di profonda convinzione dell'immense ricchezze che dovevano +venirgli da cento parti, era impossibile prendere abbaglio sul vero +stato del suo cervello. Tuttavia, in complesso, egli era più da +invidiare che da compiangere. In mezzo al crollo della sua fortuna, egli +stava sereno ed impavido come l'uomo giusto d'Orazio. Non si poteva +andar più a villeggiar sulla Brenta perchè la tenuta era stata mandata +all'asta dai creditori? Egli si stringeva nelle spalle, e diceva che non +gliene importava nulla perchè la Brenta gli era venuta in uggia e voleva +fra poco comperarsi una villa di suo gusto, in collina. Gli stessi +creditori, insaziabili arpie, s'impadronivano del podere situato in +Friuli, proprio quello in cui avrebbe dovuto esserci la famosa miniera? +Il nostro gentiluomo sorrideva con aria di superiorità:--Bah! Il podere +se lo piglino pure.... Quattro campi sterili.... Ma il diritto sulla +miniera l'ho sempre io.... Carta canta.--E tirava fuori una carta, ove +coloro che avevano fatto il sequestro dichiaravano realmente di +rinunziare ai prodotti della _eventuale miniera aurifera che si trovasse +sul fondo_. Questa dichiarazione da burla s'era ottenuta senza fatica, +giacchè, dal conte Zaccaria in fuori, non c'era nessuno che prendesse +sul serio l'esistenza della miniera. + +A metter di buon umore Sua Eccellenza Bollati contribuiva altresì il +fermento politico che andava propagandosi per l'Italia. Dopo la morte +della contessa Chiaretta, ch'era una reazionaria di tre cotte, il conte +Zaccaria aveva spiegato una certa propensione alle idee liberali. Diceva +ch'era tempo di finirla, che i popoli erano stanchi d'esser trattati +come pecore, e che il Governo austriaco non meritava più la fiducia dei +Veneziani. Chi sa? Forse egli non era alieno dal credere alla +risurrezione della Serenissima, nel qual caso, se non facevano doge lui, +chi dovevano fare? Ma sopratutto era entusiasta di Pio IX, vero +italiano, vero capo della Chiesa, vero padre dei fedeli. Quello era un +uomo che doveva stabilir il regno della giustizia nel mondo, e per +cominciar bene il _lustrissimo_ Zaccaria sperava che Sua Santità avrebbe +fatto giustizia a lui nella rivendicazione dagli eredi Steno. Poichè la +sostanza Steno era andata a finire da un pezzo nelle mani della Pia +fondazione dei Catecumeni, fondazione, come ognun vede, d'indole +religiosa, e quindi tale da permettere al Papa di guardarci dentro e di +farle restituire il male acquistato. I legali avevano un bel dire che, +quand'anche il credito dei Bollati verso gli Steno fosse stato +sacrosanto, esso era ormai caduto in prescrizione da più d'un secolo; il +conte Zaccaria li lasciava discorrere e sorrideva sotto i baffi. Se il +Papa prendeva le sue parti, importava molto la prescrizione! E a Sua +Santità egli aveva spedito un _memorandum_ di venti pagine tutte scritte +di suo pugno, e non dubitava nemmeno di riceverne presto o tardi una +risposta favorevole. Certo che non bisognava aver fretta; il Sommo +Pontefice era tanto occupato! + +Una sola cosa turbava l'ottimismo di Sua Eccellenza Bollati, ed era +l'impossibilità di ottenere l'aiuto del figlio nell'esecuzione dei suoi +disegni. Quel Leonardo era sempre un ragazzaccio, e il conte Zaccaria +non lo nominava senza una certa inflessione di voce e una certa +scrollatina del capo più eloquenti d'ogni parola.--Quel Leonardo--egli +diceva nei momenti di maggiore espansione--non è cresciuto come speravo. +E sì che non si è risparmiato nulla per la sua educazione, e non gli son +mancati i buoni consigli.... Ma! Fatalità!... Capisco; le donne, il +giuoco, il vino sono una gran tentazione per un giovinotto +dell'aristocrazia che non può vivere come un anacoreta, specialmente +quando gli corre nelle vene il sangue dei Bollati;... ma, santo Iddio, +c'è modo e modo... _est modus in rebus...._ Io, per esempio... sì... mi +sono divertito... sempre nei limiti però... sempre tenendo alto il +decoro della famiglia... sempre trovando il tempo d'occuparmi degli +affari, quantunque la gente non lo credesse.... Adesso mi renderanno +giustizia.... Eh, se non ci fossi stato io che scovavo fuori quei due +filoni della miniera e dell'affare Steno, l'aveva da esser bella con +questi anni di cattivi raccolti, con questa petulanza di creditori che +fanno atti, sequestri e ogni specie di porcherie senza un riguardo al +mondo, e come s'io fossi un bifolco simile a loro.... Del resto io me ne +rido... so che a loro marcio dispetto lascierò ai miei eredi il +patrimonio quadruplicato. In fede mia, Leonardo non lo meriterebbe, no +davvero, non lo meriterebbe. + +Quanto più il conte Zaccaria si persuadeva dei demeriti del figliuolo, +tanto più egli si mostrava gentile con la nuora. Lodava la sua pazienza +col marito, la sua bontà con la piccina, la sua attitudine a capir le +cose (poveretta! ella ascoltava a bocca aperta i suoi spropositi senza +osare di contraddirgli) e largheggiava sempre maggiormente nelle +promesse. Basta; se ne sarebbe accorta un giorno, dopo la sua morte. + +In mezzo a queste volate d'una fantasia inferma c'era però un +sentimento vero. Il conte Zaccaria aveva preso sul serio a voler bene a +Fortunata. Era una di quelle tenerezze della vecchiaia che somigliano +tanto alle tenerezze dell'infanzia, una di quelle tenerezze alimentate +piuttosto dai sacrifizii che esigono che da quelli che fanno. Nondimeno +Fortunata se ne contentava, e nel suo cruccio di vedersi mancar l'amore +del marito, le dimostrazioni affettuose del suocero erano di gran +conforto per essa. Tanto più che la benevolenza del conte si estendeva +alla nipotina, alla quale egli mostrava una tenerezza che non aveva mai +mostrato ai suoi due figliuoli. La bimba, dal canto suo, aveva pel nonno +una simpatia appena agguagliata dalla ripugnanza invincibile ch'ella +provava pel babbo. Già il babbo non le aveva mai fatto una carezza; era +sempre cupo, stralunato, negletto nel vestire, con la barba ispida e i +capelli arruffati; il nonno invece la pigliava volentieri in collo, le +regalava delle chicche e l'affidava col suo viso ordinariamente sereno, +con la persona linda e pulita, con l'intonazione amichevole dei lunghi +discorsi ch'egli teneva alla mamma, passeggiando su e giù per la stanza, +gestendo anche con vivacità, ma senza perdere una tal quale compostezza +di gentiluomo. + +Suocero e nuora uscivano sovente a braccetto, e andavano ora a fare una +giratina sulla Riva degli Schiavoni, ora a prendere il caffè da Suttil +in piazza San Marco, ove qualcuno dei conoscenti si accostava al loro +tavolino per barattar quattro chiacchiere. Gli altri avventori si +guardavano strizzando l'occhio e tentennando la testa; poi, quando i +Bollati non c'erano più in bottega, principiavano i commenti. + +--È matto.... + +--Un matto allegro.... Non parla che delle sue ricchezze.... + +--Invece siamo agli sgoccioli, non è vero? + +--Altro che agli sgoccioli!... Tutte le campagne all'asta... citazioni, +oppignorazioni da tutte le parti.... + +--Uno di questi giorni andrà all'incanto anche il palazzo. + +--Lo comprerà il _Milord_. + +--Probabile. + +--C'è sempre quella gioia del _sior_ Bortolo? + +--Sì, c'è ancora... finchè può raspare. + +--È stato la rovina della famiglia. + +--Ci ha cooperato sicuro.... Ma se avessero avuto un po' di cervello i +padroni.... + +--E il figliuolo? Vi par poco? + +--Non discorriamone neanche.... Quello ha tutti i vizi.... Ed è +crivellato di debiti per suo conto particolare. + +--Sì, come se non bastassero quelli della casa. + +--Non si capisce nemmeno come tirino innanzi. + +--Ma! Vendendo o impegnando il poco che resta.... Le fortune colossali +lascian sempre qualche piccolo avanzo.... + +--Pensare che si trattava di milioni! + +--E il genero e la figlia dove sono? + +--In Boemia, in Moravia, che so io?... Indebitati fino agli occhi anche +loro.... + +--Che _patatrac_! + +--La bella speculazione che ha fatto la ragazza Rialdi sposando Leonardo +Bollati! + +--Bella tanto! È stata la madre.... Lei, poveretta, s'era innamorata +proprio del cugino.... + +--E gliene aveva date le prove.... + +--Casi che nascono! + +--Del resto, sarà una buona diavola, ma fisicamente non vai nulla.... + +--Nulla affatto.... Mostra dieci anni di più di quelli che ha. +Dev'essere giovanissima. + +--Oh sì.... Ventuno, ventidue anni al massimo.... + +--Ebbene se gliene darebbero trenta.... + +--Il curioso si è che oggi i Rialdi sono in migliori condizioni dei +Bollati. + +--Non c'è dubbio.... Tanto più se, come dicono, il conte Luca sta per +diventar consigliere d'appello. + +--Consigliere d'appello! Con quei meriti! Non ha fatto mai altro che +giocare agli scacchi. + +--Eh, è un posto che gli viene per anzianità. + +--Il figlio, ch'è in marina, si farà strada.... + +--L'ufficiale? Sì, è un giovane d'ingegno, ma una testa calda, una testa +calda.... Uhm!... Vi ricordate la faccenda del duello? E la scena al +Casino? + +--Quella volta se non c'era qualche santo che lo proteggeva l'andava a +finir male per lui. Prender la difesa dei Bandiera? Nella sua posizione? + +Mentre si tenevano tali discorsi sul conto dei Bollati e dei Rialdi, il +nobiluomo Zaccaria, tornando a casa con la nuora, giudicava severamente +le _cariatidi_ del Caffè Suttil. + +--Quella è gente buona da mettere in museo--egli diceva--gente che non +capisce i tempi, come la povera Chiaretta.... E poi tutti rovinati, sai, +tutti, senza eccezione.... + +I tempi che il conte Zaccaria credeva di capire si facevano sempre più +grossi, e dall'Alpi al Mar Jonio era un fremito di vita nuova che si +manifestava negli scritti, nelle adunanze, nelle dimostrazioni di +piazza. Il nome d'Italia, lasciato un giorno ai poeti ed ai rétori, era +oggi sulle labbra del popolo e non significava più una memoria, ma una +speranza, ma un affetto sentito e gagliardo, preparatore d'opere virili. +E l'amore di patria portava seco come natural conseguenza l'odio contro +il dominio straniero. Palesemente ove non c'eran gli Austriaci, +velatamente nelle terre lombardo venete, si parlava d'una prossima +alzata di scudi; con quali armi non si sapeva ancora, ma gl'Italiani si +contavano, e già pareva loro d'esser tutti soldati per la guerra santa. +I muri si coprivano d'iscrizioni di _Morte ai Tedeschi_.--_W. +l'Italia_--_W. Pio Nono_; strana eppur quasi universale illusione che +associava l'idea del riscatto al nome d'un Papa. E anche Venezia, +accusata fino a quei giorni di spiriti fiacchi, usciva dal lungo +torpore. Il sonnolento Ateneo non isdegnava di entrar esso pure nella +corrente rivoluzionaria e iniziava la discussione d'argomenti sociali ed +economici; le onoranze a Riccardo Cobden nel luglio 1847 furono un +pretesto per inneggiare alla libertà, e il Congresso dei dotti +raccoltosi nel settembre in Palazzo ducale servì a stringer saldi legami +di pensiero e d'affetto tra i migliori uomini della Penisola. + +Questa sinfonia allegra del dramma sanguinoso che doveva rappresentarsi +nel 1848 era fatta apposta per isconvolgere interamente la testa debole +del conte Zaccaria. Egli confondeva le faccende pubbliche con le sue +faccende private, vedeva un'intima relazione tra le riforme politiche, +la riscossione dei suoi crediti immaginari, e l'esercizio della non meno +immaginaria miniera; ma quest'era ancora il meno peggio perchè +gl'impediva di accasciarsi sotto il peso delle sue sventure reali. Il +guaio serio era l'inquietudine che gli si era cacciata addosso e che gli +cresceva ogni giorno; gli sembrava, chiamandosi Bollati, di non poter +rimanere estraneo agli avvenimenti, avrebbe voluto discorrere, scrivere, +stampare anche lui qualche cosa (avrebbe stentato a dir che cosa) e +s'irritava delle difficoltà che gli attraversavano la via, del modo +sprezzante con cui certa gente da nulla accoglieva le sue parole. Sotto +l'impressione di queste ripulse egli s'esaltava fuor di misura, e +Fortunata, che sola riusciva a calmarlo, cominciava a temere che la +pazzia innocente del suocero potesse presto o tardi convertirsi in una +pazzia pericolosa. Di qui uno spasimo nuovo per lei, che tremava per la +sua Margherita, eppur non sapeva come impedire al conte Zaccaria di +vederla. + +Però queste sue paure non dovevano durare a lungo. Era una giornataccia +di novembre umida e fredda e il conte Zaccaria aveva rinunziato a uscir +di casa. Per tutta la mattina egli non aveva fatto altro che discorrere +strampalatamente, ma tranquillamente, con Fortunata de' due affari che +gli stavan più a cuore, la miniera e la causa di rivendicazione, +dicendo, a proposito di quest'ultima, che voleva sollecitare il Papa a +rispondergli. E invero dall'agosto 1840 al novembre 1847 c'era stato +tempo d'avanzo a maturar la risposta. + +Dopo colazione il conte si sdraiò sur una poltrona in fondo del salotto, +mentre Margherita, ch'era oramai una trottolina di due anni e mezzo, gli +s'arrampicava sulle ginocchia e gli chiedeva due cose, _un confetto_ e +_una storia_. Fortunata, seduta accanto alla finestra, rammendava della +biancheria; Leonardo, al solito, era fuori. + +Il vecchio gentiluomo diede alla nipote uno zuccherino; poi, +impasticciando insieme le reminiscenze delle fiabe udite dalla balia con +le fantasie del suo cervello malato, raccontò d'un re e d'una regina che +avevano una bimba bella come il sole, e d'un mago che aveva trovato dei +filoni d'oro e con quell'oro aveva fabbricato una casa per mettervi +dentro la bimba, e la casa era grande, grande, grande.... + +--Grande così--disse la bimba allargando il più possibile le sue piccole +braccia. + +--Grande così--ripetè il conte chinando la testa in segno d'assenso. + +E non soggiunse altro. + +--Nonno dorme--bisbigliò Margherita dopo una breve pausa. + +Fortunata si scosse. + +--Se dorme, lascialo stare. Vieni qui. Ma la fanciulla non si moveva. + +--Nonno dorme--ella tornò a dire. + +E intrecciava le sue dita rosee nei capelli bianchi del conte Zaccaria e +chiamava: + +--Nonno; nonno! + +--Bimba disubbidiente!--esclamò la madre alzandosi +infastidita.--Lascialo quieto il nonno. + +Oh il nonno era tanto tanto quieto. Egli non sentì nè l'appello della +nipote, nè il grido della nuora, nè l'irrompere tumultuoso della gente +accorsa in aiuto, nè le preghiere del sacerdote venuto a rendergli gli +ultimi uffici. Il nonno era morto, morto meglio di quel che non fosse +vissuto, morto al suono d'una voce carezzevole che gli blandiva +l'orecchio, morto col sorriso sul labbro, sognando le ricchezze, la +fortuna, gli onori. + +Il testamento trovato in un cassetto della scrivania provò le felici +disposizioni d'animo del defunto. Egli legava somme considerevoli a +un'infinità d'Istituti di beneficenza, e nuove Opere pie voleva fossero +fondate col suo nome. Ma largheggiava specialmente in favore di +Fortunata e di Margherita. Alla prima egli assegnava ottomila zecchini +da prelevarsi sul prodotto della miniera aurifera del Friuli; alla +seconda destinava duecentomila lire venete sul credito Steno; a tutt'e +due poi distribuiva perle, diamanti e altri oggetti preziosi che non +esistevano più. Alla figlia maritata Geisenburg lasciava il compimento +della legittima e un fornimento di pizzi venduti da due anni; del conte +Leonardo diceva che la sua condotta dissipata avrebbe autorizzato il +padre a diseredarlo; nondimeno, nella speranza ch'egli si ravvedesse, lo +nominava erede universale, con l'ordine espresso di spingere alacremente +i lavori della miniera e gli atti della causa. Dopo parecchi legati di +minor conto, c'erano istruzioni precise sui funerali che dovevano essere +splendidissimi, e sui due monumenti che Sua Eccellenza Zaccaria voleva +eretti a sè e alla N. D. Chiaretta sua moglie. + + + + +XX. + + +Un cambiamento notevole era successo nella situazione rispettiva dei +coniugi Rialdi: la moglie non era più così autoritaria, il marito non +era più così docile come una volta. Col suo arrabattarsi continuo, co' +suoi intrighi orditi di lunga mano, con la sua pretensione di ristorar +le fortune della famiglia, la contessa Zanze non era riuscita che al +colossale sproposito di maritar la figliuola a un uomo vizioso e +rovinato; senza impicciarsi in nulla, senza far altro che passar +quattr'ore al giorno all'Uffizio e il resto della giornata a giocare a +scacchi al Caffè della Vittoria, il conte Luca, gradino per gradino, era +giunto a ottenere il posto di consigliere di appello, ch'è quanto dire a +essere una persona d'importanza, che nelle feste solenni indossava la +sua brava uniforme, s'allacciava a fianco uno spadino incapace di far +male a nessuno, si metteva in testa un cappello a due punte, e +percorrendo le strade _pedibus calcantibus_ attirava sul suo passaggio +le esclamazioni ammirative dei monelli. Aggiungansi a queste compiacenze +morali quella d'avere uno stipendio che, in quei tempi di prezzi bassi, +permetteva di mantenersi assai decorosamente. Onde non c'era più bisogno +di pranzar fuori di casa due volte alla settimana, e s'era potuto +sostituire con un servo effettivo e reale il cameriere che la contessa +Zanze soleva prendere a nolo pe' suoi martedì. A fronte di questi +benefizi il conte Luca pretendeva dalla consorte un rispetto maggiore e +aveva anzi dichiarato in modo assoluto di non voler più lasciarsi +chiamare coi titoli di _pampano_, _babbeo_ e altri simili. La consorte +ubbidiva fremendo. A lei pareva d'aver attività, energia, intelligenza +da vendere al conte marito, ma l'era forza riconoscere che la sorte non +l'era stata propizia e aveva invece favorito lui, quell'imbecille, che +non s'era neanche mosso per meritarsene i favori. Delle giustificazioni +a sè stessa ella ne trovava in quantità; è naturale, se ne trovano +sempre. Ella diceva che quel precipizio dei Bollati era giunto +inaspettato a tutti, e che non si poteva prevedere che Leonardo non +avesse nè un briciolo di cervello, nè un briciolo di cuore. Del resto, +almeno per la parte economica, se l'avessero aiutata, le cose sarebbero +andate diversamente. E di tanto in tanto, nell'intimità coniugale, la +contessa Zanze si lasciava scappar la vecchia frase:--Se foste entrato +nell'amministrazione! Quel _sior_ Bortolo nuota nell'abbondanza. + +Il conte Luca montava su tutte le furie e non aveva torto.--Cosa mi +venite a parlare di _sior_ Bortolo? Volevate ch'io facessi la parte di +quel furfante? + +Ma la contessa protestava contro questo modo d'interpretar le sue parole +e ripeteva quello che aveva già detto centinaia di volte negli anni +passati.--Se foste entrato nell'amministrazione sareste diventato un +signore voi e avreste salvato dalla rovina i vostri parenti. + +--Corpo di bacco! E vi par nulla che io sia invece consigliere +d'appello? + +Comunque sia, questi erano discorsi inutili, e c'era ben altro da fare +che andar ruminando il passato. Ormai appariva chiaro come la luce del +sole che fra poco i Bollati sarebbero rimasti in camicia e che Fortunata +sarebbe tornata a carico dei genitori o del fratello. + +Che se c'era ancora qualche illusione possibile finchè viveva il conte +Zaccaria, alla morte repentina di lui anche questa illusione doveva +dissiparsi. Il conte Zaccaria non era popolare com'era stato ai suoi +tempi il vecchio conte Leonardo; ma non era neppure un uomo mal veduto +in paese, aveva forme cortesi, alla buona, e le ingenue allucinazioni a +cui egli era in preda negli ultimi anni avevano piuttosto cresciuto che +scemato le simpatie intorno a lui. + +Ora gli strozzini non hanno l'animo troppo aperto alla simpatia, ma se +possono far di meno d'inasprir l'opinione pubblica lo fanno, e non +isdegnano di usar qualche temperamento verso i debitori più forniti di +aderenze e di relazioni. Mettere sulla strada un patrizio di quell'età, +con quel nome! Era da far gridar mezza Venezia. Col figliuolo era un +altro par di maniche. Prima di tutto si trattava d'un giovane; e poi +quello lì aveva l'opinione pubblica contro di sè. Anzi può dirsi che +l'accanimento con cui l'attaccavano era persino eccessivo; pareva che +non ci fossero altri farabutti al mondo. Come talora, per quel bisogno +che ha la gente di crearsi dei simboli, un uomo diventa la +personificazione d'ogni virtù, così un altro diventa la personificazione +d'ogni vizio. Il senso morale, che va soggetto a tante distrazioni, si +sveglia a un tratto per protestare contro questo mostro di turpitudine; +gli onesti e gli ipocriti si scagliano addosso a lui;... ciò che +permette loro di esser più indulgenti con quelli che gli somigliano e +anche con sè stessi. + +Avete visto mai, verso la chiusa d'un ballo o d'una pantomima +spettacolosa, la reggia del tiranno, il castello dell'oppressore, la +prigione della vittima cader giù a pezzi, finchè, a un dato segnale, +succede l'ultimo scroscio e la luce elettrica accesa in buon punto +scende dall'alto a rischiarar le rovine? Questo è quello che accadde, +lasciando stare la luce elettrica, del maestoso edifizio Bollati. Il +segno dello scroscio finale fu dato dalla morte del conte Zaccaria. +Allora non ci furono più riguardi, e gli avvocati ricevettero dai loro +clienti l'ordine di proceder negli atti a passo di carica senza +lasciarsi smuovere da sollecitazioni o da preghiere di nessuna specie. +Terribile fra tutti i creditori era il marchese Ernesto +Geisenburg-Rudingen von Rudingen piombato dalla Moravia a far valere le +ragioni della consorte, che per la malferma salute non aveva potuto +accingersi al viaggio. Il marchese Ernesto, al quale una cura dietetica +aveva fatto perdere alquanto della sua corpulenza, s'era risolto a +riprendere il servizio militare e veniva di guarnigione in Venezia per +invigilar coi propri occhi la liquidazione dell'eredità del suocero. Nè +voleva sentir a dire che l'eredità era bell'e liquidata non essendovi un +centesimo per nessuno; egli protestava pestando la sciabola che a lui +_Potz tausend!_ non la davano ad intendere, e che avrebbe saputo, +occorrendo, tagliare il naso al cognato, a _Herr_ Bortolo e a tutti gli +Italiani, _verfluchte Italiener!_ E al cognato e a _Herr_ Bortolo non +risparmiava gli improperi e le minaccie dirette, tantochè l'uno e +l'altro mettevano il loro studio a non farsi mai trovare in casa e più +di una volta era toccato a Fortunata l'onore di ricevere le sue visite +amabili. + +In queste difficili contingenze l'ottimo _sior_ Bortolo pensò ch'era +venuto il momento di levarsi d'impiccio. E perchè la sua ritirata non +somigliasse a una fuga, egli ricorse al comodo espediente di cader +malato. L'asma di cui egli soffriva da parecchi anni si aggravò +d'improvviso, un medico premuroso dichiarò che gli era indispensabile +un soggiorno di alcuni mesi in campagna, e il signor Bortolo Segugi, col +cuore straziato, dovette prendere congedo dai suoi nobili padroni. +Nell'epistola, modello di stile affettuoso e patetico, da lui diretta in +quest'occasione al conte Leonardo, egli si permetteva anche di dar quei +consigli che gli erano inspirati dalla molta esperienza e dal grande +amore per la illustre famiglia. Condurre una vita regolata, ridur le +spese ai minimi termini, vendere quello che era ancora vendibile, +eccetera, eccetera. Se il Signore Iddio voleva ch'egli, _sior_ Bortolo, +si ristabilisse in salute, e se non gli veniva meno la fiducia +dell'illustrissimo conte Leonardo, sperava di ripigliare ancora in mano +le redini dell'amministrazione; se poi doveva soccombere, egli si +sarebbe presentato al suo Giudice con la coscienza netta e col +convincimento di aver sempre servito fedelmente i suoi benefattori. In +un poscritto alla bellissima lettera _sior_ Bortolo suggeriva di valersi +dell'opera dell'avvocato Timoteo Sgriccioli, a cui egli aveva chiesto da +ultimo qualche consulto legale e ch'era l'uomo fatto apposta per trovare +il bandolo di una matassa arruffata. + +--Buffone! Ladro! Brigante! Gesuita!--urlò il conte Leonardo quand'ebbe +letta e decifrata la lettera.--S'è ingrassato col nostro sangue e adesso +va a far la digestione in campagna.... Andasse almeno alla malora quel +brutto figuro asmatico.... Se mi torna tra i piedi sta fresco.... Non +son chi sono se non lo piglio a calci nel sedere.... E anche dei +consigli mi dà quel furfante ch'è stato la prima causa di tutti i nostri +guai.... Dei consigli, lui, al conte Leonardo Bollati! + +Nonostante questa filippica, prima che passassero ventiquattr'ore, il +conte Leonardo aveva già adottato uno dei suggerimenti del suo +degnissimo agente e si era messo nelle mani dell'avvocato Sgriccioli, +patrocinatore ordinario dei debitori morosi o falliti, a benefizio dei +quali egli aveva anche conformato il suo studio pieno di bugigattoli, di +nascondigli e di usci segreti. L'avvocato Sgriccioli mostrò di prender +molto a cuore la faccenda, ma non potè tacere che s'era indugiato troppo +a ricorrere a lui e che la condizione delle cose era grave, assai grave, +gravissima. Infatti i suoi sforzi non valsero a ritardar la catastrofe; +il tribunale (ed era ancora il meno peggio che potesse succedere) aprì +il concorso sui beni mobili ed immobili del signor conte Leonardo +Bollati P. V., e sino a liquidazione giudiziale finita assegnò +all'ultimo rampollo di tanti uomini illustri poche lire al giorno pel +suo mantenimento. Il palazzo, mandato all'asta per conto della massa +creditrice, fu aggiudicato al maggior offerente, lord Herbert Seaweed, +che era l'inquilino del primo piano. E il nobile lord concedette ai +Bollati quindici giorni per lo sgombero dell'appartamento da essi +occupato, lasciando però generosamente a loro disposizione tre camere a +tetto, che se non eran proprio soffitte, di poco ne differivano. + +La vanità del baronetto era lusingata dall'idea di dar ricovero a un +patrizio che aveva avuto due dogi fra i suoi antenati. Leonardo dal +canto suo accettò con lieto animo l'offerta, e perchè gli ripugnava di +andar in cerca di un altro alloggio, e fors'anche perchè seguitando ad +abitare nel suo palazzo, gli pareva d'esserne sempre lui il padrone. +Aggiungasi che in tal maniera egli sperava di sbarazzarsi della moglie e +della figliuola. Possibile che Fortunata non si risolvesse a tornare in +famiglia e a portarsi seco quell'impiccio della bimba! Già il conte Luca +e la contessa Zanze avevano dichiarato di esser pronti a ricever lei e +la nipote. + +Messa alle strette, Fortunata, cui non bastava l'animo di veder patire +la sua piccina, mandò Margherita dai nonni (andando poi a mangiarsela di +baci due o tre volte al giorno), e in quanto a sè, dichiarò che non +voleva dividersi da suo marito e che avrebbe affrontato volentieri il +freddo e la fame piuttosto che abbandonarlo alle prese con la miseria. +Ma se c'era uomo inetto a capir questi sentimenti era Leonardo Bollati, +il quale non vide in tutto ciò che uno sciocco puntiglio e pensò di far +pagar cara alla moglie la matta ostinazione di stargli appiccicata ai +fianchi. E se prima rimaneva fuori di casa mezza giornata, adesso ci +rimaneva la giornata intiera, e faceva tutti i suoi pasti all'osteria, +non rientrando che nel cuor della notte con gli occhi lustri, con la +lingua grossa e con le gambe barcollanti. Allora si cacciava in letto e +dormiva fino al tocco per ripigliar poi la solita vita. A Fortunata non +dava un centesimo; quello che gli passava il tribunale non era neppur +sufficiente per lui; andasse da suo padre, il consigliere d'appello, che +s'era abbastanza riempiuto l'epa alla tavola dei parenti quand'eran +ricchi da poter oggi restituire un desinare a una Bollati, che, per +giunta, era sua figlia. Che s'ella non voleva andarci, s'ingegnasse come +poteva. + +Fortunata s'ingegnava vendendo o impegnando qualcheduno degli oggetti +ch'erano avanzati dal gran naufragio e ch'erano stati buttati alla +rinfusa in una delle tre stanze lasciate per carità dai nuovi agli +antichi padroni. Del resto, per lo più, desinava effettivamente presso i +genitori. + +Ormai tutti le ripetevano che, poichè Leonardo non aveva cuore nè per +lei, nè per la bambina, e ricevendo, checchè ne dicesse, un sussidio +bastante per far vivere la famiglia, non voleva pensar che a' suoi vizi, +ella poteva piantarlo senza rimorsi. + +Ella però era irremovibile. Pur troppo con la sua presenza ella non +impediva nulla, non riusciva a fargli lasciar nè un cattivo amico, nè +una cattiva abitudine; ma chissà? mancando lei, sarebbe stato ancora +peggio. Egli non avrebbe passato in casa nemmeno le poche ore che ci +passava; non avrebbe preso, prima d'uscire, nemmeno una tazza di caffè. +E chi avrebbe vigilato perchè la sua camera fosse in ordine, perchè i +suoi vestiti fossero spolverati, e chi l'avrebbe assistito se una notte +non si sentiva bene! + +Inoltre, Fortunata sperava in un miracolo, sperava in un ritorno +d'affetto conquistato a forza d'umiltà, di pazienza e di devozione. +Perchè, pare impossibile, ell'amava sempre Leonardo. Qualche volta, +verso l'alba, mentr'egli dormiva della grossa, ell'entrava pian pianino +nella stanza di suo marito, e si accostava al letto e si chinava a +deporre un bacio su quella fronte non solcata mai da un pensiero +generoso, su quelle labbra umide e sozze da turpi contatti. Una mattina +quel tiepido soffio lo scosse a mezzo; abbastanza desto da sentir che +una donna gli era vicino, non abbastanza da distinguer qual fosse, egli +la tirò a sè, le gettò le braccia al collo. Poi spalancando gli occhi, +vide la moglie, palpitante, svergognata come un'adultera côlta in fallo. + +--Tu!--egli disse con un'inflessione di voce ch'esprimeva lo stupore e +il disgusto.--Io credevo.... Peccato!... Va via. + +--Oh Leonardo!--ella cominciò supplichevole e con le lagrime che le +gocciolavano giù per le gote. + +Ma un resto di dignità le tolse di proseguire. Divenne scarlatta, e +coprendosi il viso con le mani fuggì dalla stanza. Indi, abbigliatasi in +furia e fatto uno fardello di alcuni oggetti che più le premevano, +scese a precipizio la scala e volò a casa sua. + +--Oh!--esclamò la contessa Zanze--Cosa c'è di nuovo? Cosa t'ha fatto +quel brigante? + +--Capisco che avevate ragione.... Se mi volete, vengo a star con voi... +per ora almeno... + +--Sicuro che ti vogliamo.... Sei la nostra creatura.... Ma si può +sapere?... + +--Non c'è nulla... nulla.... E Margherita? E il babbo? + +--Stanno benissimo.... Dormono ancora.... Però vorrei sapere.... + +--Oh è inutile, mamma.... + +S'intese la voce della bimba che chiamava:--Nonna, nonna! + +--Ecco, s'è svegliata--disse la contessa Zanze. E rivolgendosi alla +figliuola le chiese: Vuoi andarci tu? + +--Sì--rispose Fortunata. Ma pentitasi subito soggiunse:--È meglio che +prima tu l'avverta che ci sono.... Andrò di qui a un momento. + +Si fece portare una catinella d'acqua e vi immerse la faccia tre o +quattro volte. Poi entrò nella camera di Margherita. + +--Oh mamma, mamma--gridò la piccina battendo le mani. + +--Tesoretto mio!--proruppe Fortunata piegandosi sopra di lei.--Starò +sempre sempre con te. + +Margherita le cinse il collo con le sue braccia nude e la coperse di +baci che non volevano più finire. + +--Ancora, ancora!--diceva la povera donna. Le pareva che quei baci +scancellassero l'onta degli altri che, poco prima, ell'aveva ricevuti... +per isbaglio. + + + + +XXI. + + +Il 1847 s'era chiuso come una splendida notte di luglio, in cui il cielo +ancora sereno è solcato da spessissimi lampi; il 1848 s'apriva come una +giornata nella quale i rossori inauspicati dell'alba fanno prevedere il +temporale vicino. Le città italiane conservavano il loro aspetto +festante, le popolazioni empivano le strade, i teatri, le chiese (chè il +Papa liberale aveva messo di moda la religione) ed era dappertutto uno +sfoggio di colori vivaci, di abbigliamenti bizzarri, un echeggiar di +canzoni, una loquacità espansiva come di gente a cui prema rifarsi del +lungo silenzio e richiamar insieme le memorie del passato e divisar +l'avvenire. Ma sotto quella gaiezza tumultuosa covavano i fieri +propositi, ma in quei colori, in quei vestiti, in quei canti, in quel +fraternizzar delle classi era una sfida gettata in viso a un nemico +comune. E il nemico comune, vissuto a lungo in una sicurtà sprezzante, +pareva domandare a sè stesso se fosse possibile che i conigli si fossero +mutati in leoni, e intanto affilava le armi e si preparava alla lotta. +Già i moti fortunati di Palermo e di Napoli e le riforme civili di Roma +imbaldanzivano gli animi e rafforzavano la speranza della guerra +nazionale contro l'oppressore tedesco; già nelle terre lombardo-venete +erano cominciate le prime avvisaglie, già il sangue era corso per le vie +di Milano. Dalla laguna al Ticino un potere occulto che attingeva la sua +autorità dal consentimento dei più, deludeva i cent'occhi della Polizia +austriaca, e, senza codici e senza soldati, con una parola d'ordine +gettata nella folla, con un foglietto misterioso fatto pervenire a +domicilio, regolava le mosse dei cittadini. Quelli che non ubbidivano +per entusiasmo patriottico ubbidivano per ispirito d'imitazione, per +vaghezza di novità, per tema di essere mostrati a dito, per la curiosità +di vedere come andasse a finire una condizione di cose sì strana ed +insolita. Pochi osavano protestare ad alta voce; in maggior numero eran +coloro che, divisi tra due paure, la paura del Governo legittimo e +quella del Governo clandestino, procuravano di uscir di rado, di parlar +poco, di trovarsi con meno gente che fosse possibile. A questo regime +s'era condannato da sè il conte Luca Rialdi, suddito fedelissimo di S. +M. Ferdinando I, ma innanzi tutto uomo sollecito della propria pelle. In +ufficio era riuscito a schermirsi da ogni processo che avesse attinenza +con la politica; al Caffè della Vittoria non si faceva più vedere; +figuriamoci! tutti avevan sciolto lo scilinguagnolo, tutti volevan dire +la loro opinione sugli affari del giorno, non c'era un cane che +giuocasse a scacchi, e s'anche una partita si principiava era ben +difficile tirare innanzi in mezzo a quel frastuono di voci; in piazza +San Marco poi il conte Luca aveva giurato di non metter piede dopo un +certo tiro del marchese Ernesto Geisenburg-Rudingen von Rudingen. + +Un giorno, che è che non è, mentre il nostro consigliere d'appello +percorreva a passo spedito le Procuratie vecchie, il signor marchese, in +piena tenuta di capitano degli ussari (che ci ha da fare un capitano di +cavalleria a Venezia?) il signor marchese, insomma, staccandosi da un +gruppo d'ufficiali, gli si avvicinò con la mano tesa e gli disse col suo +italiano che s'imbarbariva sempre peggio: + +--O signor conte, pen contento di vederla, o _ja.... Ich gratulire +mich_, mi congratulo sua nomina a _Regierungsrath?.... Geheimerath?.... +ach nein.... Appellationsrath. Ja, ja_, consigliere d'appello. + +Quindi gli si mise a fianco e cominciò a discorrergli degli affari +Bollati.... _eine traurige Geschichte...._ sì, una triste storia.... +quel Leonardo meritar pastonate, prigione.... anche conte Zaccaria puon +anima, consumare un patrimonio di quella sorte! Adesso I. R. Tripunale +afer in mano la faccenda.... _man wird sehen; ja...._ si vedrà.... pur +troppo, poco, anzi _nichts_, niente da sperare.... _Und wie gehet's.... +ja_, come sta la contessa Zanze? E la contessa Fortunata?... +_Unglückliche junge Dame!..._ Ah prutto mondo!... Anche sua _Frau_, +marchesa Maddalena, afer immensamente sofferto.... tante disgrazie di +seguito!... _Arme Frau!_ + +Il conte Luca non sapeva in che mondo si fosse. Quel marchese così +borioso, il quale, specialmente dopo il duello con Gasparo, l'aveva a +morte coi Rialdi, quel marchese aveva adesso la bell'idea di girar con +lui per la piazza San Marco, il ritrovo dei curiosi e dei fannulloni? E +non si poteva mica piantarlo in asso da un momento all'altro! + +Dagli argomenti privati l'ufficiale passò a parlare degli argomenti +pubblici, di quella maledetta politica che si cacciava dappertutto. Gli +Italiani erano matti, il Papa era _ein Dummkopf_, uno sciocco che +agitava la miccia accesa vicino a una polveriera; quel _grosser Kerl_ +del Borbone aveva avuto torto di cedere alle grida di quattro fanatici, +ma si poteva esser sicuri che alla prima opportunità egli avrebbe saputo +accomodar le cose per benino; Carlo Alberto, quello lì era _ein +Schwärmer_, un sognatore, un entusiasta, ora carbonaro, ora +sanfedista.... non si sapeva mai. A ogni modo, Metternich aveva giudizio +per tutti.... E in quanto ai facinorosi Lombardo-Veneti bisognava dar +degli esempi, e si sarebbero dati; stesse tranquillo il signor conte che +si sarebbero dati: già egli poteva dire con fondamento che il decreto +per introdurre il giudizio statario era sul punto di esser sottoposto +alla firma di S. M. Allora, in una quindicina di giorni, tutto questo +baccano sarebbe finito.... _Ja, gnädiger Herr Graf, so ist es...._ così +è.... + +A questo punto il marchese offerse un sigaro al suo interlocutore. +Bravo! Al povero conte Luca non mancava altro che di farsi vedere a +fumare dopo la proibizione assoluta di quei signori del Governo +clandestino! Per buona ventura il conte non fumava mai, ed ebbe +un'ottima ragione per rifiutar l'offerta. + +Il marchese sorrise.--_Sie haben nie geraucht?_ mai fumato? _Wirklich +so?..._ Proprio? + +--Proprio, proprio... mai fumato--rispose il conte Luca. + +E parendogli di poter finalmente accommiatarsi senza increanza, disse al +signor capitano ch'era atteso in un luogo e doveva lasciarlo. + +--_Auf Wiedersehen, Herr Graf..._ a rivederci... _Meine Complimenten den +gnädigen Frauen, bitte...._ prego miei complimenti alle signore,--gridò +l'espansivo marchese stringendo forte la mano del conte Luca. + +E raggiunse il crocchio degli amici a cui raccontò ridendo che _der Herr +Appellationsrath_, con quella pillola del giudizio statario in corpo, +non doveva dormir certamente per tutta la notte. Del resto, egli aveva +fermato il conte Rialdi all'unico scopo di recargli un po' di molestia e +di sforzarlo a passeggiar di pieno giorno in piazza San Marco con un _K. +K. Offizier_. Che se _Herr Graf_ doveva per questa ragione soffrir +qualche sfregio dagli _italianissimi_, egli ne avrebbe avuto molto +piacere. + +Il conte Rialdi uscì dalla piazza senza nemmeno alzar gli occhi. Non +vedendo nessuno gli pareva che nessuno dovesse veder lui. + +Invece prima di sera gli capitò a casa un bigliettino concepito a un +dipresso in questi termini: + + «Signor consigliere.--Se non foste padre di un eccellente + patriotta, vi si darebbe oggi una buona lezione. Il Comitato si + limita per questa volta a un amichevole avvertimento. Non è più + lecito a un italiano di mostrarsi coi militari austriaci, fatta + eccezione pegli ufficiali di marina che sono dei nostri. Austriaci + e italiani non si devono ormai incontrare che sulle barricate o sul + campo di battaglia. Abbiate dunque prudenza e moderate il vostro + zelo di servitore fedelissimo di S. M. + + «_Il Comitato._» + +Se il povero consigliere viveva sempre in angustie e aveva perduto il +sonno e la fame non si poteva dargli poi tutti i torti. Compromesso coi +liberali pe' suoi sentimenti di fedeltà, compromesso col Governo per +cagion del figlio che un dì o l'altro doveva passar un cattivo quarto +d'ora, egli aveva per soprammercato da invigilar sulla pazzia della +moglie alla quale era venuto il ticchio di far la patriotta ardente +anche lei, e di trinciar di politica con le femminette che venivano a +visitarla ne' suoi martedì. + +--Donna senza giudizio!--le diceva il marito.--Non la volete finire? Non +lo sapete che c'è qualche signora che non vien più da voi per non sentir +certi discorsi?... E cosa son questi colori sul vestito?... Via subito +quel nastro. + +--Oh,--rispondeva la contessa Zanze.--Voi sareste capace di aver paura +anche se vi portassero in tavola un piatto d'indivia mista col radicchio +rosso! + +--E voi non avete sale in zucca.... Vi pare che siano momenti da +scherzare, questi? Ci tenete proprio ad andar in prigione per il bel +gusto di dir tutto quello che vi passa per la testa e d'abbigliarvi come +un arlecchino? Vergogna! Alla vostra età! + +--Oh! L'età.... + +--Sì; e con l'allegrie che ci sono in casa.... Con la figlia e la nipote +da mantenere!... Che se, Dio scampi e liberi, io perdessi l'impiego, +sarebbero quei signori del Comitato che vi darebbero da pranzo! Pregate +piuttosto a mani giunte il Signore che non ci faccia capitar qualche +brutta notizia da Gasparo che sarà un brav'uomo, non dico, ma è un +cervello esaltato.... e se riescono a coglierlo in fallo.... + +--Voi non sapete preveder che disgrazie. + +--E voi avete una benda agli occhi.... Se il Comitato dice che mio +figlio è un eccellente patriotta, è segno che ne hanno le prove. Mi +spiego? + +--Sicuro che le avranno. O che lo credete un austriacante del vostro +stampo? + +--Zitto, disgraziata... Dovreste gridarlo dalla finestra queste cose! +Non vi ricordate dei Bandiera? + +--Altri tempi, altri tempi. Adesso quelli che sono al Governo si sentono +mancar la terra sotto i piedi e devono far i conti col popolo. + +--Ma che popolo? Vorrei vederli, alla prima cannonata, questi strilloni, +questi ragazzacci che, in omaggio alla libertà, fischiano un galantuomo +che si permetta d'aver un sigaro in bocca. Bella libertà! Non parlo per +me che non fumo.... Ma io vi dico che mi par d'essere in un manicomio e +che questo baccano va a finire in tragedia.... oh se va a finire!... Mi +spiego? + +E invero le Autorità, vinte le prime titubanze, accennavano a voler far +sul serio anche a Venezia. Sin dal 18 gennaio la Polizia aveva tratti in +arresto il Manin e il Tommaseo come quelli che capitanavano la cosidetta +_agitazione legale_; il 22 febbraio fu promulgato il giudizio statario, +del quale il marchese Geisenburg aveva dato al conte Rialdi l'annunzio +alquanto precoce. Tuttavia gli animi non si quetavano e gli avvenimenti +parevano fatti apposta per rincorare i timidi, per imbaldanzire gli +audaci. La proclamazione della Repubblica in Francia, come tutto ciò che +succede in quel paese singolare, aveva un immenso rimbombo in Europa; di +lì a poco Carlo Alberto accordava lo Statuto promesso, e infine la +notizia della rivoluzione di Vienna era l'ultima scintilla che faceva +divampare l'incendio. Il 17 marzo i prigionieri politici, liberati dal +carcere, eran portati in trionfo sulle braccia del popolo, i colori +nazionali apparivano agli occhielli degli abiti nella piccola ma +provocante coccarda, una bandiera bianca, rossa e verde era issata sopra +una delle antenne della piazza S. Marco. Nel 18, maggiore la folla, più +insistenti le grida, più risoluti, più feroci gli animi. La truppa, +accolta a fischi e a sassate, perde la pazienza e fa fuoco; ci sono +morti e feriti; sembra imminente una lotta sanguinosa per le strade +della città. Ma il governatore civile e il comandante la guarnigione +eran timidi, fiacchi, benevoli forse a Venezia ove avevan lungamente +vissuto; pieni di energia, d'entusiasmo, di fede erano invece gli uomini +postisi in quei giorni memorabili a capo del popolo. Si chiede e si +ottiene, col pretesto di mantenere la sicurezza pubblica, l'istituzione +della guardia civica; dai fondaci dei rigattieri escono vecchie spade +irrugginite, e fucili a pietra, e alabarde spuntate; escono dalle cucine +i coltellacci e gli spiedi, e i nuovi militi bizzarramente vestiti e +tutti con una sciarpa bianca a tracolla corrono come a festa le vie, e +distribuiti in pattuglie fanno la notte il servizio di ronda. È il primo +atto d'un'epopea? È l'ultima scena d'una farsa? Chi lo sa? Quali sono in +quella folla gli eroi veri e quali gli eroi da teatro? Chi lo sa? Sono +confusi insieme e non si potranno distinguere che al momento della +prova. + +Certo non si rischia molto assicurando fin d'ora che non è un eroe un +nostro vecchio conoscente, il signor Oreste, comandante di una di quelle +strane pattuglie nella notte tra il 21 ed il 22 marzo. Il signor Oreste, +ch'è padrone d'una delle principali osterie in Cannaregio e che ha la +sua buona dose di vanità, non ha potuto esimersi dal prestar l'opera sua +alla patria in momenti tanto solenni, ma egli vuol conciliare i doveri +di cittadino coi dettami della prudenza, e guidando il suo manipolo di +prodi attraverso il dedalo inestricabile delle _callette_ veneziane, +pone ogni studio nell'evitar _cattivi incontri_. + +--Non si passa per i Gesuiti?--domanda un gregario, non so bene se +coraggioso o malizioso. + +--Ohibò--risponde il signor Oreste.--Perchè si dovrebbe passarci? + +--Così, per veder quello che fanno quei _patatuchi_ del reggimento +Kinsky che son lì consegnati in caserma. + +--Bel gusto.... Se venissero fuori?... + +--Si spara il nostro colpo di fucile e si dà l'allarme. + +--Provocazioni inutili.... Noi siamo in giro per la sicurezza della +città e nient'altro.... + +--Uhm... Senza un po' di sangue non la si finisce--ripigliò il milite +battagliero. + +--Insomma--grida il signor Oreste con piglio autoritario--qui il capo +son io. Pei Gesuiti non ci si passa. Si va fino a S. Giovanni +Grisostomo, poi si torna indietro e ci si ferma a bere un mezzo boccale +da me. + +Questa proposta raccoglie tutti i suffragi, e la pattuglia riprende in +silenzio le sue perlustrazioni. + +--Là c'è una figura sospetta--esclama a un tratto il comandante segnando +all'imboccatura d'una calle un individuo che veniva avanti con passo +incerto.--Chi va là? + +L'individuo borbotta qualche parola incomprensibile che sembra aver una +parentela lontana con una bestemmia. + +--Bisogna vedere--soggiunge il signor Oreste rivolgendosi ai militi. + +E seguìto da loro s'avvicina al misterioso personaggio, nel quale, con +sua grande maraviglia, riconosce nientemeno che il conte Leonardo +Bollati. + +--Oh! Eccellenza--balbetta l'ex cuoco con un resto d'ossequio. + +--To', to'--dice il conte strascicando le parole.--Siete voi... bel +mobile?... Anche voi in ma...a...schera?... Mi gira la testa.... Già... +già che siete qui... accompagnatemi fino al... palazzo.... È vi... +vicino.... + +Il signor Oreste non può negare un sì piccolo servigio al suo antico +padrone. + +--Ce n'avete... fatte di grosse... voi...--continua Sua Eccellenza +appoggiandosi al braccio di quel furfante arricchitosi a spese della sua +famiglia. + +Il signor Oreste avrebbe voluto dire che anch'egli era stato sacrificato +non riscotendo un centesimo dei suoi crediti, ma s'era ormai giunti al +portone del palazzo. + +--Lo sapete che... che il palazzo appartiene a...adesso a un Lo...ord +inglese? + +--Pur troppo, Eccellenza.... Ma! + +--Nie...ente paura!... Ho tre camere... in... a...alto e... e m'han +lasciato... a...anche la chia...a...ve. + +Il signor Oreste aiutò il conte a introdurre questa famosa chiave nella +toppa; poi disse: + +--Lustrissimo, buona notte.... + +--Buo...o...na notte.... O che co...o...sa gridano? + +Pel vicino Canalazzo passava una gondola e il barcaiuolo con voce sonora +gridava:--Viva San Marco! + +--Gridano:--Viva San Marco! + +--Vi...va San Ma...a...rco?--ripetè a mezza voce Leonardo fermo sulla +soglia.--To...o...rna la Serenissima? + +--Chi può dir nulla?... Se ne vedono tante.... Buona notte, signor +conte. + +E la pattuglia si ritirò. + +Noi non vorremmo affermare che quel grido di _Viva San Marco_ non +facesse nessun effetto a Leonardo Bollati, che nessuna fibra si scotesse +in lui all'idea di veder risorger l'antica Repubblica, a pro della quale +i suoi padri, per tante generazioni, avevano versato il sangue e speso +l'ingegno. Ma l'impressione, come accade a chi s'è disavvezzato dal +pensare e dal sentir fortemente, non fu che passeggera; egli aveva ben +altro pel capo che la risurrezione della Repubblica; aveva bevuto +troppo, era stanco, aveva un sonno, un sonno! Si strascinò su dei suoi +centoquindici scalini, chè non ce ne volevano meno per arrivare dov'egli +abitava, e si mise a letto. + +Il giorno dopo Leonardo non s'alzò che tardissimo. Affacciandosi a un +finestrino che dava sul Canal grande vide un movimento, un'animazione +maggior dell'usato, sentì più insistente il grido che l'aveva colpito la +notte prima: _Viva San Marco!_ E altri gridi insieme con questo: _Viva +Pio IX! Viva Manin! Viva la libertà!_ Inoltre dalle frasi scambiate tra +la gente che curiosava sulle _rive_ o ai _traghetti_ capì che gravi +fatti erano successi e fatti non meno gravi si preparavano. + +--Gli arsenalotti gli hanno fatto la festa? + +--Al colonnello Marinovich? Sicuro.... Gli sta bene a quel cane. Li +trattava da bestie. + +--E com'è andata? + +--Ma! Chi la racconta in un modo e chi in un altro. La mia però è storia +genuina perchè la so da mia cognata che è sorella di un arsenalotto. +Fatto si è che appena Marinovich s'è presentato all'arsenale questa +mattina, gli operai, che non se l'aspettavano dopo le minaccie di ieri, +gli si strinsero attorno con urli, fischi, imprecazioni. Lui tira fuori +la spada e si fa largo un momento.... Ma quelli s'inviperiscono di più e +gli danno addosso di nuovo. Vista la male parata, il colonnello cerca di +fuggire, trova aperta la porta di una delle torri vicine all'ingresso, +sale per la scala, ma i suoi inseguitori gli sono alle calcagna, un +calafato gli pianta nella schiena la sua trivella, e felice notte. + +Di lì a poco si sente un'altra gran novità. + +--L'arsenale è nostro. + +--Come? Come? + +--Se n'è impadronito Manin. + +--Senza combattimento? + +--Avevan mandato un battaglione di fanteria marina per riprenderlo, ma +le guardie civiche che c'eran dentro dissero: _marameo!_--_Fuoco!_ +ordina il comandante del battaglione, un tedesco. I soldati che son dei +nostri, non gli badano neanche e un ufficiale, nostro veneto anche lui, +esce dai ranghi e grida: _Giù le armi_. Il tedesco va in furia e si +slancia sull'ufficiale.... + +--Oh diavolo.... E come va a finire? + +--Si battono da disperati. Ma un sergente di marina la termina lui e +getta a terra il tedesco. + +--Morto? + +--No, no; pare che l'abbian risparmiato.... Se lo ammazzavano era +meglio. + +--Perchè! Hanno ammazzato il Marinovich stamattina. Basta uno. + +--Ce ne vuol altro che uno.... Insomma i soldati si confondono con le +guardie civiche, si mettono la loro brava coccarda sul petto e gridan +tutti insieme: Viva l'Italia! + +--Viva la nostra marina! + +E ormai le notizie si succedono con una rapidità straordinaria. + +--Anche i granatieri han fatto lega col popolo. + +--I cannoni della Gran guardia che eran carichi a mitraglia sono in +potere della guardia civica. + +--Venti, trenta, quarantamila fucili son distribuiti fra i cittadini. + +--Il palazzo del governo è nelle nostre mani. + +--Il podestà Correr è andato da Palffy a intimargli la resa. + +--Solo? + +--No, con altri tre o quattro. + +Passa un'ora, si sparge la voce che ci siano delle difficoltà, che il +governatore non voglia cedere, che il comandante di piazza voglia far +bombardare la città. + +--Alle barricate--grida qualcheduno. + +--Alle campane. Morte all'Austria! + +Da qualche finestra si ritira la bandiera tricolore; sul tetto del +palazzo Bollati viene issato per prudenza il vessillo britannico. + +Ma prima di sera ogni dubbio era tolto; la capitolazione era firmata; +era proclamata la Repubblica. + +Ormai il tricolore sventolava da tutte le case; l'entusiasmo brillava su +tutti i volti; da tutti i petti irrompevano le grida _Viva San Marco! +Viva Pio IX! Viva l'Italia! Viva Manin!_ + +Leonardo Bollati era rimasto quasi sempre immobile alla finestra. +Sporgendo la testa fuori del davanzale, egli vedeva sotto di sè nel +terrazzo del primo piano la famiglia del _lord_ che, insieme con altri +connazionali, godeva, come di uno spettacolo, di quella rivoluzione +pacifica. E la famiglia del lord, di tratto in tratto, levava gli occhi +e vedeva lui, _the scion of the Doges_, il discendente dei dogi, e lo +mostrava agli ospiti, appollaiato lì in alto, sotto la grondaia, come +una civetta. Quando le grida di _Viva San Marco_ si fecero più romorose +e più generali, gli Inglesi si misero a guardare in su con una curiosità +più indiscreta. Pareva volessero indovinar i pensieri di lui, _the scion +of the Doges_, in quel momento solenne. E se il popolo fosse venuto a +prenderlo nella sua soffitta, e a ricondurlo nel primo appartamento, +cacciandone gli estranei che l'occupavano? Una figliuola del lord, molto +romantica, molto _byroniana_, diceva che sarebbe stata una scena +drammaticissima e ch'ella si sarebbe stimata felice d'assistervi anche +dovendo esserne la vittima. Ma l'austero genitore, il quale non voleva +che si scherzasse sopra tali argomenti, le diede sulla voce:--_Keep your +tongue, you silly thing_. Tacete, scioccherella. Ormai il palazzo è da +considerarsi come parte del territorio _of our most gracious Queen_, +della nostra graziosissima Regina, e guai a chi lo tocca. + +Il nobile lord poteva mettere il suo cuore in pace. In quel giorno 22 +marzo 1848 i Veneziani non si rammentavano nemmeno dell'esistenza del +conte Leonardo Bollati. E se, per una combinazione fortuita, l'uomo +acclamato dal popolo portava il nome medesimo dell'ultimo Doge della +Repubblica, non toccava ai nipoti degli antichi patrizii di regger le +sorti di Venezia durante i diciasette mesi di lotta sfortunata, ma +gloriosa, contro lo straniero. + + + + +XXII. + + +Di lì a tre o quattro giorni arrivava a Venezia Gasparo Rialdi. Arrivava +da Pola insieme con qualche altro ufficiale di marina, sopra un piccolo +legno, e dopo esser sfuggito non senza fatica agl'incrociatori +austriaci. La gioia di trovar la patria libera, di poter combattere per +una causa santa era amareggiata a quei generosi dal non esser riusciti a +farsi seguire da tutta la flotta. Alle prime voci di rivoluzione, essi +dicevano, s'era manifestato un vivo fermento negli equipaggi e in gran +parte degli ufficiali ch'erano italiani di sangue e di pensieri. I più +arditi, tra cui il Rialdi, sostenevano doversi salpar subito per +Venezia, per partecipare alla lotta, se l'esito era ancora incerto, per +recare al nuovo ordine di cose il sussidio d'una forza disciplinata, se +la battaglia era vinta. Ma la maggioranza fu d'altro parere. Non +bisognava precipitare, bisognava aver ragguagli più esatti; forse erano +rumori sparsi ad arte; era impossibile che i compagni i quali si +trovavano a Venezia non mandassero qualche avviso, che un Governo +nazionale il quale per avventura si fosse stabilito colà non desse +notizia di sè. Il consiglio di chi voleva gl'indugi prevalse. E intanto +a Venezia si commetteva un primo, fatalissimo errore. Le lettere di +richiamo per la flotta erano affidate al capitano del vapore del Lloyd +che riconduceva il governatore Palffy, e quel capitano, o spontaneo, o +costretto, dirigendosi a Trieste anzichè a Pola, consegnava il dispaccio +alle Autorità austriache, le quali furono in tempo di prender le +disposizioni necessarie a scongiurare un avvenimento forse più grave per +la monarchia che la perdita d'una provincia. Rimaneva un partito. Alzare +audacemente il vessillo della rivolta, passar sotto i cannoni del porto, +aprirsi a ogni costo il varco per Venezia. Questo avevano suggerito, a +questo s'erano dichiarati pronti Gasparo Rialdi e pochi animosi suoi +pari. Ma molti indietreggiarono all'idea dell'aperta ribellione; si +sentivano legati dal giuramento, dall'onor militare; non osavano +intraprendere, contro la volontà espressa dei capi, ciò che avrebbero +osato quando i capi, colti dal panico, avevano smesso di comandare. A +forza di titubanze si lasciò passare il momento propizio e parve follia +il tentare quello che prima sarebbe stato agevole il compiere. Il Rialdi +e quattro o cinque amici partirono soli; gli altri, fremendo, morsero il +freno. Venezia non ebbe nel 1848 una flotta, e chi può dire che il non +averla avuta non abbia ritardato di dieci anni la redenzione d'Italia? + +Comunque sia, quando il giovane ufficiale giunse in patria, ben pochi +s'erano accorti di aver perduta, senza combattere, una prima battaglia. +Il paese era nella luna di miele della libertà; i fatti interni e le +notizie dal di fuori mantenevano gli animi in uno stato d'ebbrezza +gioconda; le voci più strane, pur che conformi al desiderio, erano +accolte come verità incontestabili. I Milanesi, vincitori nelle loro +cinque eroiche giornate, avevano chiuso Radetzky in una gabbia di ferro; +Carlo Alberto era già col suo esercito sotto Verona, ove si trattava +della formalità della capitolazione; cinquantamila papalini, benedetti +da Pio IX, avevano passato il Po; dietro a loro venivano cinquantamila +napoletani, ch'eran soldati di quelli coi fiocchi, diceva la gente, come +se li avesse visti alla prova. S'affermava inoltre che non c'erano più +neanche due reggimenti austriaci in tutto il Lombardo-Veneto, locchè +rendeva alquanto difficile di capire con chi se la sarebbero presa i +formidabili eserciti che pullulavano da ogni parte, ma gli spacconi non +si confondevano per così poco. Quando una nuova, data per certa la +mattina, era smentita la sera--Bah!--si diceva stringendosi nelle +spalle.--Quello che non è vero oggi, sarà vero domani.--Che se alcuno si +permetteva esprimere un dubbio, gli si dava addosso come a uccello di +malaugurio. + +Non che si trascurasse d'armarsi, che si esitasse a sottomettersi a +qualunque sacrifizio, oh no. Anzi la contraddizione era questa, che si +chiedevano e si accettavano lietamente i sacrifizi per una causa la +quale, a sentir le chiacchiere della piazza, pareva non doverne aver più +bisogno. Senonchè, alla gioia più legittima, agli entusiasmi più santi, +all'abnegazione più pura nuoceva un non so che di sguaiato e +melodrammatico nelle foggie, nel linguaggio, nelle consuetudini romorose +della vita cittadina. Gran bandiere, gran musiche, gran sciupìo di +versi, gran mostra di _crociati_ che parevan coristi, di _lions_ che +manifestavano i loro sentimenti vestendosi da tenori, gran sfoggio di +pennacchi nei cappelli, di colori sugli abiti. + +A Gasparo Rialdi questo carnovale dispiacque; tuttavia egli tenne per sè +le proprie impressioni e non pensò che a mettersi agli ordini del +Governo. Offertogli di attendere all'armamento della flotta minuscola +rimasta dentro l'Arsenale, egli accettò subito l'incarico, deliberato +però ad arruolarsi più tardi nell'esercito di terra, se, com'egli +temeva, non c'era da far nulla sul mare. Naturalmente, durante il suo +soggiorno a Venezia, egli abitava presso la famiglia, da lui non più +riveduta dopo il disgraziato matrimonio della sorella. + +Il 22 marzo aveva mutato di nuovo le relazioni reciproche dei coniugi +Rialdi che sembravano destinati a essere, l'uno verso l'altro, nella +condizione di due che si trovano sull'altalena. + +Adesso la contessa Zanze era tornata in alto; il conte Luca era ricaduto +al basso. Egli conservava il suo posto di consigliere d'appello, ma la +moglie gli diceva sempre che se non lo avevano destituito era per un +riguardo a lei e a Gasparo. E si rifaceva delle umiliazioni sofferte +negli ultimi tempi: + +--Non mi darete più della visionaria, spero? Chi aveva ragione di noi +due, eh?... Dove sono i vostri tedeschi?... Quanto pagherei a sapere +dove ha portato la sua pancia quel prepotente del Geisenburg! Ah se +avesse fermato me invece che voi, quel giorno in piazza San Marco, +avrebbe trovato pane per i suoi denti.... Ma voi, Dio ve lo perdoni, +siete un coniglio.... + +Il conte Luca, che ormai viveva in uno stato d'orgasmo continuo, +sbuffava ma non reagiva contro le tirate della moglie. Tutt'al più, in +un tuono che voleva esser di comando ed era invece di preghiera, +insisteva perchè tacesse: + +--Che donna, santo Iddio! Non sapete star zitta un minuto. Se ne sono +andati i Tedeschi? E voi lasciateli in pace. + +Era difficile confessarlo, ma il conte Luca aveva paura dei vecchi +padroni. I nuovi potevano fargli del male subito, i vecchi potevano +fargliene più tardi.... se tornavano. E il conte Luca, senza dirlo a +nessuno, senza dirlo ad alta voce nemmeno a sè stesso, non sapeva +persuadersi che non dovessero tornare. Intanto s'acconciava +all'inevitabile. Teneva anche lui la sua coccarda tricolore +all'occhiello, faceva di gran salamelecchi ai personaggi in carica, ed +era pieno d'indulgenza pegli impiegati subalterni che non andavano +all'ufficio con la scusa di dover montare la guardia. + +Slanciata nella fiumana del patriottismo chiassoso, la contessa Zanze +era sempre in faccende e lasciava la cura delle cose domestiche a +Fortunata, la quale, poverina, non aspirava minimamente a mettersi in +mostra. S'occupava della casa, della bimba, faceva una scappata quasi +ogni giorno fino al palazzo Bollati per aver notizie di Leonardo, per +vederlo se era possibile, e la sera preparava filaccia per i feriti. + +Gasparo che, venendo a Venezia, sapeva già di trovarla in famiglia, non +s'era presa l'ingenerosa soddisfazione di rammentarle le sue parole di +quattr'anni addietro, ma abbracciatala con benevolenza, le aveva chiesto +subito della piccina. + +--Dorme.... vuoi vederla lo stesso? + +--Perchè no? + +Margherita riposava tranquillamente nella sua cuna, con uno dei suoi +braccetti nudi piegato sotto la testa, con una puppattola al fianco. + +--Quella puppattola è il suo grande amore,--disse sorridendo +Fortunata;--la chiama Lilì e non se ne vuol staccar mai. + +Margherita aveva allora tre anni ed era una bella bimba, quantunque +fosse lecito dubitare se sarebbe stata anche una bella donna, tanto più +che la contessa Zanze ripeteva sempre:--Fortunata era tal quale. + +Fatto si è che ell'era bianca e rosea, aveva lineamenti regolari, +capelli biondi e finissimi, e nel viso un'espressione dolce, affettuosa +che rammentava l'espressione materna. Era forse l'unica somiglianza che +ci fosse tra madre e figliuola. + +--È carina assai,--disse Gasparo. + +--Non è vero?--soggiunse Fortunata tra orgogliosa e commossa.--È buona +come un angelo, docile, intelligente....--Poi sospirò a voce +bassa:--Povera creatura! + +Gasparo, che non aveva staccato gli occhi dalla dormente, a +quell'esclamazione della sorella:--Povera creatura!--sentì qualche cosa +che rispondeva nel suo cuore. Povera creatura davvero! Con quel nome che +anni addietro sarebbe stato una forza e oggi era una debolezza, quasi +una colpa! Con quel padre di cui ella non avrebbe potuto ignorar sempre +le turpitudini! Povera creatura! Chi sa che sorte l'era destinata? Chi +avrebbe guidato i suoi passi sul sentiero della vita? Chi l'avrebbe +protetta contro la miseria, contro le tentazioni? Certo la madre sarebbe +stata pronta a darle il suo sangue, ma che valida difesa poteva esser la +misera Fortunata ch'era inetta a difender sè stessa, che forse era +ancora sotto il fascino dell'ignobile marito? + +Di mano in mano che tali pensieri sorgevano nell'animo di Gasparo, egli +sentiva anche nascere dentro di sè una tenerezza singolare per questa +bambina, sentiva nascere un desiderio intenso di vigilare su lei, di +tutelarla contro l'insidie d'un mondo nel quale ella entrava sotto +auspicî sì tristi. Pur non disse nulla, e rivolgendosi a Fortunata che +piangeva in silenzio, si limitò a susurrarle:--Coraggio! + +Il primo giorno Margherita stentò alquanto ad addomesticarsi con lo zio, +ma il dì appresso Gasparo, tornando dall'arsenale, si presentò alla +nipote con un involto misterioso sfidandola a indovinare ciò che vi +fosse contenuto. Margherita si fece rossa rossa in viso e, naturalmente, +non indovinò nulla. + +Allora l'involto fu aperto e comparve una splendida bambola tutta nastri +tricolori, la cui vista strappò alla fanciulla un grido d'ammirazione. + +--Oh!--disse Fortunata--lo zio t'ha portato una nuova _Lilì_! + +Il nome rimase e la bambola battezzata per _la nuova Lilì_ strinse +Margherita d'un nodo indissolubile allo zio Gasparo. Ogni volta ch'egli +veniva a casa Margherita gli correva incontro festosa a mostrargli la +nuova _Lilì_, il cui abbigliamento andava illeggiadrendosi e +complicandosi sempre più per le ingegnose aggiunte che vi faceva +Fortunata. Gasparo, prima ancora di spogliarsi della sua divisa e di +depor la sua sciabola, prendeva in collo la nipote e la copriva di +carezze e di baci, ma la nipote non era contenta s'egli non dava qualche +bacio e qualche carezza anche alla bambola, sua indivisibile compagna. +Intanto la vecchia _Lilì_, dimenticata in un angolo, con la veste +sdruscita, una gamba rotta, i fianchi squarciati e la stoppa che le +usciva dalla pancia, esperimentava duramente l'ingratitudine umana. + +Eran circa due settimane dacchè Gasparo si trovava a Venezia quando +Fortunata si fece animo a iniziar con lui un discorso scabroso che le +stava da un pezzo sulla punta della lingua e ch'ella non sapeva mai +risolversi a cominciare. + +--Gasparo--ella balbettò una sera dopo aver messo a letto la bimba--non +t'ho ancora parlato di.... + +--Di che cosa?--interruppe il giovane aggrottando le ciglia. + +--Non turbarti, non guardarmi in quel modo--esclamò Fortunata.--Mezz'ora +fa eri così gaio, così sorridente con Margherita.... Io sentivo svanir +la gran soggezione che ho di te.... + +--Soggezione! Soggezione!--brontolò Gasparo.--Perchè devi averne? + +--Ho torto, lo so.... Sei tanto buono.... Fosti sempre tanto buono.... +Ma che vuoi? Sono una femminetta senza spirito.... Basta un nulla a +confondermi. + +--Via--soggiunse Gasparo raddolcendo la voce.--Di che cosa vuoi +parlarmi? + +--Di... di Leonardo--disse Fortunata tutta tremante. + +--Me l'aspettavo.... Ebbene?... Non hai dovuto riconoscer tu stessa che +t'era impossibile viver con lui?.... E quand'egli ha stancato una +pazienza come la tua!... + +--No, Gasparo... forse non ne ebbi abbastanza... o almeno... non ebbi +tatto... non so far niente io... che disgrazia! che disgrazia! + +--Povera vittima!--esclamò l'ufficiale un po' irritato, un po' +commosso.--Dovresti anche prendertela con te stessa! Quel miserabile che +t'ha sedotta non per amore, ma per capriccio, che t'ha sposata non sotto +l'impulso del dovere, ma sotto quello della paura, quel miserabile che +non ha cuore nè per sua moglie, nè per sua figlia, che s'è mangiato +tutto il suo, che è precipitato ruzzoloni di vizio in vizio, d'ignominia +in ignominia, quel miserabile merita proprio che tu t'accusi per lui! + +--È vero... egli ha le sue colpe... ha molte colpe... non lo difendo, +no... ma è anche molto da compiangere... e se io potessi.... + +--Sicuro, se tu potessi dargli dell'altro danaro da scialar come prima +fra le ballerine e le femmine da partito, tu saresti contenta come una +Pasqua? + +--Gasparo, non è questo.... Io vorrei aiutarlo a togliersi da quell'ozio +che è la sua rovina... vorrei aiutarlo a trovarsi una occupazione.... + +--Un'occupazione? Lui? Lo credi uomo da occuparsi d'altro che... di +quello di cui s'è occupato finora? + +--Forse sì.... Mi pare che ne senta anch'egli la necessità.... + +--Che ne sai tu? + +--Lo vedo talvolta... oh, avrei forse dovuto piantarlo affatto, solo, +infelice com'è?... Lo vedo, l'ho visto ieri... era tranquillo, +ragionevole.... «Che vuoi ch'io faccia?» mi disse. E soggiunse... ma non +arrabbiarti... stammi a sentire con calma. + +--Continua, in nome di Dio.... Son calmo, mi pare. + +--Soggiunse: «Adesso c'è qui tuo fratello che ha un posto importante, +che è pieno di aderenze....» + +Gasparo non la lasciò finire. + +--E avrei da servirmene per dare un impiego a lui, a lui che non è atto +a far nulla, che non merita nulla?... Tronchiamo questo discorso.... O +piuttosto--egli ripigliò--ma come non ci ha pensato lui subito?... +piuttosto digli che c'è un modo per levarsi dall'abbiezione, un modo +facile, sicuro, che può restituirgli la stima dei galantuomini.... + +--Quale? Quale? + +--Tu pure me lo domandi?... Si ricordi dei suoi avi che affrontarono +cento volte la morte per la patria; brandisca un fucile, vada, corra +dove si combatte contro gli Austriaci;... un giorno solo, un'ora, un +minuto di eroismo può sanar molte colpe.... Non rispondi? + +--Andar soldato!--mormorava Fortunata, tenendo gli occhi bassi,--Ma egli +non è robusto, non è avvezzo alle fatiche... e pur troppo in questi +ultimi tempi.... + +--I vizi l'hanno indebolito di più.... Me lo immagino.... Non +importa.... Ne son partiti degli altri, viziosi, scioperati al pari di +lui; hanno capito, hanno sentito che quest'era l'unica via di +salute.... + +--Ma egli, ne son sicura, non resisterebbe alla prova. + +--E se fosse?--proruppe Gasparo con impeto.--Non c'è dubbio; andando +alla guerra egli può soccombere alle fatiche, può morire, beato lui! con +una palla in fronte; ma qui, non muore a oncia a oncia? E tu +preferiresti di vederlo finire sulle panche d'un'osteria, forse nel +canto d'una strada? + +--Gasparo, Gasparo, che pronostici fai!--esclamò Fortunata atterrita +coprendosi il viso con le mani. + +--Io non pronostico nulla d'inverosimile--egli le rispose. E vedendo che +le sue parole l'avevano scossa se non persuasa, continuò:--Invece chi +sa? Nei sani travagli del campo egli può trovare una vigorìa ignota, e +sfuggendo ai pericoli può tornar rifatto di corpo e di spirito.... E +allora, siane certa, egli benedirebbe chi gli avesse dato il consiglio +di prender l'armi. + +Che Gasparo credesse proprio al miracolo, questo non oseremmo +affermarlo; tuttavia egli parlava con l'accento d'uomo convinto; e forse +era convinto realmente che se v'era per Leonardo un mezzo di redenzione +possibile, era quello da lui indicato. + +Fortunata era in una strana perplessità. Col suo carattere timido, col +suo sgomento della guerra, ella non sapeva neanche figurarsi di dover +dare lei stessa al marito un suggerimento di quella specie; anzi non +sapeva figurarsi che quel suggerimento non le destasse addirittura una +ripugnanza invincibile. Eppure una voce interna le ripeteva che Gasparo +aveva ragione e la sua mente si fermava volentieri su quella frase: +_egli può tornar rifatto di corpo e di spirito_.... Se fosse vero? + +--Gasparo--ella cominciò peritosa--se gli parlassi tu? + +--Io?... No... non voglio vederlo... adesso.... Quando si sarà deciso a +compiere il suo dovere di cittadino, allora, allora soltanto venga da +me.... Io l'accoglierò dimenticando il passato, io farò tutto quello che +sarà in mio potere per ispianargli la via.... Ma eh' egli non mi capiti +dinanzi se non è ben risoluto.... Hai inteso? + +Visto che suo fratello era irremovibile, Fortunata mise un sospiro e +disse: + +--Gli parlerò io, proverò. + +E il colloquio fu terminato così. + + + + +XXIII. + + +È un fatto che Leonardo Bollati, un giorno in cui egli era d'umor più +trattabile, aveva detto alla moglie che, in fin dei conti, se gli +offrissero un buon impiego, egli avrebbe forse la degnazione di +accettarlo. Una simile idea può parere strana in un uomo di quella +tempra e di quella vita, ma la si spiega benissimo ove si consideri che +il 22 marzo aveva portato uno sconvolgimento profondo nelle abitudini +dei Veneziani. In condizioni ordinarie non c'è popolazione più metodica +di questa; la gente si reca ogni giorno alla stessa ora agli stessi +ritrovi; alla distanza di dieci anni voi vedete dietro le vetriate dei +soliti caffè i soliti visi con qualche ruga e qualche capello bianco di +più; quelli che mancano, mettete il vostro cuore in pace, molto +probabilmente son morti. Entrate, e sentirete, non dico gl'identici +discorsi, ma l'identico modo di discorrere, di sparlare del prossimo, +di spropositar di politica, di gridar la croce addosso agli +amministratori del Comune. Ciò che vale pei caffè, vale pei teatri, per +le conversazioni, per le osterie, per le passeggiate: ciò che vale per +un ceto di persone vale per tutti. Gli amici si vedono, si lasciano, si +rivedono tre o quattro volte nel corso di ventiquattr'ore. Che amici! si +dirà. Adagio un poco. Certo di amici veri ce ne sono anche qui, ma chi +si lasciasse illudere dalle apparenze dell'intrinsichezza andrebbe +incontro a terribili disinganni. L'amicizia, a Venezia, è più che altro +una malattia cutanea; prende le forme d'un'eruzione di cordialità; i +visceri ne sono illesi. Tizio, Caio, Marco, Sempronio passano insieme +mezza giornata, supponiamo, al Florian, si danno del _tu_, scherzano +insieme, fanno il tresette, sembrano quattro corpi e un'anima. Una +mattina Sempronio non si lascia vedere. Tizio, Caio, Marco sono +inquieti, ma si consolano dicendo: + +--Verrà alle cinque. + +Alle cinque Sempronio non compare. + +--Oh bella!--esclamano gl'indivisibili.--Dove s'è cacciato oggi colui? + +--Non importa. Stasera per la partita non manca sicuramente. + +Viene la sera e di Sempronio nessuna nuova. + +--Diavolo! Questa poi è grossa.... Bisogna dire che sia malato. Chi fa +il quarto invece di lui? + +Il quarto si trova facilmente, e si comincia a giocare. + +Sul più bello capita qualcheduno con aria contrita. + +--Lo sapete? Sempronio è morto! + +--Diavolo, diavolo!--dice Tizio.--Come mai? Se ieri era sano come un +pesce? + +--Ma! L'apoplessia lo ha colto questa mattina e alle tre era spirato. + +--Corpo di bacco!... Mi dispiace assai,--soggiunge Caio. + +Anche Marco manda un sospiro al perduto amico: + +--Povero Sempronio! È proprio una disgrazia.... Accuso tre assi senza +denari.... E dove stava di casa? + +Ebbene, si capisce senza difficoltà come ogni fatto pubblico il quale +alteri l'andamento normale della vita cittadina debba sciogliere queste +relazioni così superficiali quantunque così espansive. Figuriamoci poi +un fatto dell'importanza della rivoluzione del 1848. Chi fu sbalestrato +di qua, chi di là: fu come se un cataclisma gettasse tutti gli astri +fuori della loro orbita. Non c'è dubbio che dal nuovo caos uscirebbe una +nuova armonia e i corpi celesti prenderebbero un altro cammino regolare; +è probabile però che qualche astricino più tardo a disciplinarsi +andrebbe alquanto vagando alla ventura per cascar poi a guisa di bolide +Dio sa in che luogo. Nel 1848 gli uomini ch'entrarono nel movimento +politico, che si posero sul serio al servizio del paese trovarono presto +un nuovo equilibrio: quelli, che, senza curarsi dei tempi mutati, +vollero continuar le abitudini frivole di prima, si aggirarono come +fantasimi smarriti in un mondo che non li intendeva e ch'essi non +intendevano più. + +Eccoci dunque, per una strada un poco lunga, tornati al nostro Leonardo. +La sua compagnia di farabutti e viziosi s'era, dopo il 22 marzo, +dispersa; alcuni, cosa strana a dirsi, erano partiti pel campo, altri +s'erano rintanati brontolando. Nella bettola ov'egli consumava metà +della notte e ove l'ostiere fino al 22 marzo serbava a lui e alla sua +brigata una tavola a parte, ora gli toccava sedere in mezzo a +sconosciuti che parlavano della guerra, di Manin, di Carlo Alberto, di +Pio IX, urlando come ossessi e minacciando talvolta, nel calore della +discussione, di rompersi i bicchieri in faccia. È vero che per lo più le +dispute ci calmavano, le voci irose si raddolcivano e si fondevano in un +inno patriottico. Ma Leonardo Bollati non ci si divertiva punto; lì +solo, dimenticato in un angolo, egli non ci trovava più gusto nemmeno a +ubbriacarsi. E anche le donne gli parevano cambiate, perfino quelle che, +ordinariamente, non hanno opinioni e non si curano delle opinioni +altrui. Nossignori, adesso anche loro avevano l'aria di guardarlo d'alto +in basso, di rimproverargli la sua inerzia; lasciando stare poi le +preferenze ch'esse accordavano ai militari, agli elmi, ai grandi +mantelli bianchi, ai pennacchi e ai lustrini.... + +Sotto l'influenza di quest'uggia che gli si era cacciata nell'ossa, +Leonardo Bollati tenne alla moglie il discorso ch'ella aveva timidamente +riferito al fratello. Leonardo vedeva della gentuccia salita ai primi +onori; possibile che non ci avesse a essere un buon posto per lui che +aveva un nome inscritto nel Libro d'oro della Repubblica di San Marco? +Anche dei giovani patrizi, di nobiltà meno antica della sua, erano +entrati negli uffici pubblici, dispensavano grazie e protezioni; ed egli +riteneva d'aver il diritto d'esser messo al livello di costoro. In +quanto al genere dell'impiego, Leonardo non aveva precisato nulla; gli +bastava un impiego decoroso. E non aveva escluso a priori neppur gli +impieghi militari; poichè egli non amava la guerra, ma ci avrebbe +pensato su prima di rifiutare una carica di generale o di colonnello con +residenza a Venezia. + +Il lettore si sarà accorto che fra le idee di Sua Eccellenza Leonardo +Bollati e quelle del cognato Gasparo Rialdi c'era un dissidio bastevole +a mettere a repentaglio il buon successo delle negoziazioni aperte da +Fortunata. E infatti quelle negoziazioni fallirono. La proposta di andar +a rischiar la pelle come soldato semplice parve a Leonardo un'ingiuria +atroce e si sfogò con la moglie a dir corna di Gasparo e di tutti i +Rialdi, ch'eran vissuti di carità alla sua tavola e che adesso eran +montati in superbia perchè avevano il vento in poppa. Sciocco lui a +fidar sul loro aiuto; doveva pur ricordarsene che i Rialdi erano stati +una delle piaghe della sua famiglia! Non voleva veder più nessuno di +quella brutta gente, neppur lei che già valeva quanto gli altri e non +sapeva far di meglio che venirgli a piagnucolare davanti. Ell'aveva +fatto benone a tornar presso i suoi genitori; ci stesse e non lo +importunasse con le sue visite. + +Leonardo non pensò più ad avere un impiego; bensì, riordinandosi allora +la guardia civica, egli prese l'eroica risoluzione d'iscrivervisi, e, +perchè il nome della sua casa non aveva ancora perduto ogni autorità nel +circondario, riuscì a farsi elegger tenente della sua compagnia. +Veramente egli aspirava al grado di capitano, ma questo fu conferito ad +un pizzicagnolo ch'era stato militare sotto l'Austria. Per un altro uomo +che fosse stato soltanto disoccupato ed inerte, quella nomina avrebbe +potuto considerarsi una fortuna, chè, o poco o molto, c'era anche nella +guardia civica qualche cosa da fare e qualche pericolo da correre. Per +Leonardo Bollati fu una nuova disgrazia. Voleva svergognar i superiori, +confonder gli uguali, accattivarsi l'animo dei militi, e per ottener +quest'intento gli occorreva scialar da gran signore e pagar da bere alla +compagnia, nè potendogli bastare all'uopo il suo magro assegno +aggiungeva debiti a debiti. Come poi un oberato trovasse dei gonzi che +gli prestavan danaro, quest'è uno dei tanti misteri dinanzi a cui +gl'ingenui devono chinar la fronte in silenzio. Un povero galantuomo che +una volta in vent'anni chieda al sarto un mese di respiro per saldargli +il conto, sentirà rispondersi con mali modi; un fallito che abbia +mangiato un milione del proprio e due milioni di quello degli altri +potrà ancora imbattersi in uno strozzino di buona volontà che gli dia +qualche migliaio di lire. + +Insomma Leonardo, alquanto rimpannucciato in quella sua divisa di +tenente, tornò ad aver quattro soldi in tasca, ciò che gli permetteva, +quand'era di servizio, di far portare in corpo di guardia dei boccali di +vino e dei polli arrosto che rinfocolavano il patriottismo dei +sott'ufficiali e dei gregari. + +Di giorno il quartier generale del nostro tenente era l'osteria _Alla +Venezia risorta, condotta da Oreste Meolo_, gran ritrovo dei politicanti +di Cannaregio. Là si sapevano tutte le novità, si dibattevano tutte le +opinioni, si giudicavano tutti gli uomini, e le dispute si facevano +tanto più calde e romorose quanto più gli affari accennavano a +intorbidarsi; nè ci voleva meno che la calma olimpica e l'imperturbabile +ottimismo del signor Oreste per quetar gli spiriti degli avventori. + +In mezzo alle loro grida, alle accuse di tradimento ch'essi scagliavano +oggi al Papa, domani a Carlo Alberto, o al Borbone, o al Durando che non +correva in aiuto dei volontari, il signor Oreste con la sua faccia +serena, con la sua voce melliflua sorgeva a dire: + +--Mi lasciano esporre il mio debole parere? + +E il suo debole parere era questo. Le cose non si dovevano guardar nei +loro particolari, ma nell'insieme. E dall'insieme risultava chiaro come +il sole che si camminava a gran passi verso una compiuta vittoria. Se lo +lasciavano dire, ne darebbe la prova. + +--Sì, sì,--interrompeva qualcheduno,--bel principio. Intanto gli +Austriaci vengono avanti. + +--Meglio,--diceva il signor Oreste,--così si piglieranno tutti in una +volta. + +--Uhm! E Durando che non si muove mai? + +--E il Papa che volta casacca? + +--E Carlo Alberto che sta a guardare i Tedeschi sul Mincio? + +--E Ferdinando che richiama i suoi soldati? + +--Fidarsi dei Re!... Tutti traditori, tutti bricconi. + +--La ghigliottina ci vuole, ecco il rimedio. + +--Sangue, sangue.... + +Pare impossibile la quantità di sangue che domandano agli altri quelli +che non sono disposti a spargerne una goccia del proprio! + +Il signor Oreste non aveva ancora potuto svolgere il suo concetto, ma, +presto o tardi, trovava il modo di farsi sentire. + +--M'ingannerò, ma per me queste ritirate, questi voltafaccia non sono +che finte, tranelli per adescare il nemico. Perchè, signori, se l'Italia +non dovesse pensare che a sè direi anch'io: S'è sbagliata strada. +Bisognava gettarsi subito sui pochi Austriaci ch'erano rimasti nel +Lombardo-Veneto e impedire che ne venissero giù dei nuovi dall'Alpi e +dall'Isonzo. Ma l'Italia, signori, ha degli obblighi, dei grandi +obblighi. Si tratta di distruggere l'Austria, si tratta. Ora mettiamo +che i Piemontesi, i Papalini, i Napoletani, fossero tutti marciati +subito verso la frontiera, è evidente che quelli di Vienna non avrebbero +avuto coraggio di spedir altre truppe in Italia. Noi avremmo fatto +prigioniero Radetzky e i suoi reggimenti, ma il grosso dell'esercito +sarebbe rimasto sano e salvo a casa propria. Invece, lasciando sguarniti +i confini, vengono ad uno ad uno a cader nell'agguato, Nugent, Welden, +d'Aspre e tanti nomacci simili che il diavolo se li porti. E un bel +giorno, quando tutte le forze austriache si son calate quaggiù, i +Piemontesi da una parte, i Romagnoli e i volontari dall'altra, te li +prendono in mezzo e fanno una frittata. Non ce ne deve tornare di là dai +monti uno solo. Questo è il mio debole parere. Che ne dice il nostro +tenente? + +Il _nostro_ tenente, ch'era il N. H. Leonardo Bollati, arricciava il +naso a sentirsi trattar con questa confidenza dal suo antico cuoco, ma +eran tempi democratici e conveniva adattarvisi. Del resto il _nostro_ +tenente non aveva opinioni ben determinate circa all'andamento probabile +della guerra, ed era disposto ad accettar le opinioni del signor Oreste. + +Qualcheduno domanderà se la clientela della _Venezia risorta_ fosse +composta d'idioti o di sonnambuli a cui si potesse spacciar queste +fanfaluche; il fatto si è che _il debole parere_ del signor Oreste era +nel 1848 anche quello di persone intelligenti, le quali, nel loro santo +entusiasmo per la causa dell'indipendenza, avevano finito collo smarrire +ogni lume di critica. Ciò non vuol dire che tutti gli avventori +s'acquetassero allo sentenze spropositate dell'oste, ma i più gli +porgevano ascolto benevolo, ed egli, con la sua tattica, mostrava +d'intuire due grandi verità: che gli uomini credono sempre volentieri a +quello che desiderano, e che a conciliarsene l'animo non c'è mezzo più +efficace che accarezzar le loro illusioni. + +In quanto a lui, dell'indipendenza non gliene importava nè punto nè +poco; solo vedeva con piacere per le vicende della guerra la guarnigione +crescer ogni giorno, e molti dal di fuori rifugiarsi a Venezia. E per +mettersi, come si dice, a livello delle circostanze, il signor Oreste +ingrandiva la sua trattoria, si provvedeva di vini napoletani che +richiamassero alla _Venezia risorta_ i prodi seguaci di Guglielmo Pepe, +migliorava il servizio, e dava impiego a due nostre vecchie conoscenze, +esuli dalla provincia, la bella caffettiera d'Oriago e il relativo +marito. Sì, la Rosetta e Menico, all'avvicinarsi degli Austriaci avevano +stimato opportuno di chiudere il caffè e di fuggir gli invasori. +Veramente Menico, sulle prime, non capiva perchè i Tedeschi, tornando, +dovessero prendersela direttamente con lui; ma sua moglie, la quale +correva dietro a un sott'ufficiale della legione romana, tanto disse e +fece per provare al consorte ch'egli s'era compromesso in un modo tale +da rischiar la vita ove fosse rimasto, che egli finì col persuadersi di +essere un gran patriotta minacciato del patibolo e accondiscese a +emigrare, come facevano altri che, a sentir la Rosetta, erano assai meno +compromessi di lui. Giunto fra le lagune con pochi quattrini, egli si +sarebbe mangiati ben presto anche quelli aprendo un'osteria, se l'ottimo +signor Oreste non ne lo avesse sconsigliato e non avesse offerto a lui e +alla consorte un posto sicuro e onorevole presso la sua _Venezia +risorta_. Dopo qualche titubanza i coniugi si acconciarono alla +necessità, e le grazie della Rosetta contribuirono ad aumentar +notevolmente la clientela del signor Oreste. + +Il sott'ufficiale della legione romana trovava che gli ammiratori della +vispa cantiniera eran troppi e non seppe tacergliene il suo rammarico. +Essa però gli fece intender ragione, dicendogli che non voleva e non +aveva mai voluto gelosie, che d'altra parte ell'era di carattere allegro +e le piaceva far buona cera a tutti, tanto più che ciò le era imposto +dai doveri della sua carica. Il sott'ufficiale si rassegnò a chiudere un +occhio; Menico poi da un pezzo li aveva chiusi tutti e due. + +La Rosetta non mancò di fare i suoi convenevoli a Sua Eccellenza il N. +H. Leonardo Bollati; e Leonardo avrebbe voluto riappiccar con lei la +vecchia amicizia. Ma il conte non aveva più nessuna attrattiva fisica, +e, diciamo la brutta parola, nessuna attrattiva economica. Da quando la +Rosetta non lo vedeva, ed erano quasi tre anni, egli era scaduto +immensamente d'aspetto e ci voleva poco ad accorgersi ch'egli stava +malissimo di finanze. Infatti gli riusciva ogni giorno più difficile di +scovar nuovi sovventori, e i vecchi insistevano per esser pagati e +minacciavano di sequestrargli l'assegno accordatogli dal Tribunale. In +questa condizione di cose, il meglio per lui era di mostrarsi meno che +fosse possibile, tanto più che, indebitato com'era, non avrebbe potuto +conservare a lungo il suo grado nella guardia civica. Con la scusa della +salute egli diede le sue dimissioni e scomparve anche dalla _Venezia +risorta_. + + + + +XXIV. + + +Noi non facciamo la storia dell'assedio, e non siamo quindi tenuti a +seguir passo a passo gli avvenimenti, nè a discorrer dei casi della +guerra, nè della fusione col Piemonte votata nel luglio 1848 +dall'Assemblea, nè del moto popolare succeduto l'11 agosto alla nuova +dell'armistizio Salasco; diremo soltanto che coll'incalzar del pericolo +crebbe l'animo e la saviezza dei Veneziani. Alla richiesta di maggiori +sacrifizi rispose più spontanea l'abnegazione di tutti, alla necessità +di prepararsi a resistere rispose un'energia maggiore nell'organizzar la +difesa. Si provvide all'armamento dei forti, si mobilizzò una parte +della guardia civica, si formarono nuove legioni di combattenti, quella +tra l'altre che in omaggio ai martiri di Cosenza s'intitolò di Bandiera +e Moro. + +Fosse il fascino d'un nome che gli ricordava gli amici della sua prima +giovinezza, fosse la persuasione di non poter far nulla d'efficace +nella marina, Gasparo Rialdi chiese ed ottenne di entrar col grado di +capitano in questo corpo che raccoglieva il fiore della cittadinanza +veneziana. Fu codesta un'amara delusione per la contessa Zanze, la quale +s'era fitta in capo che suo figlio avesse a diventare ammiraglio e non +sapeva rassegnarsi a vederlo senza il suo cappello a due punte e le sue +belle spalline d'oro. Ai suoi occhi il cambiamento era poco meno di una +degradazione, ed essa se la pigliava a vicenda col Governo che non aveva +apprezzato abbastanza un ufficiale di quel merito, e con Gasparo stesso +ch'era un grand'uomo, ma non sapeva farsi valere. Però queste cose ella +non le poteva dire che nel segreto dell'amicizia, alla contessa +Ficcanaso, per esempio, quella sua tenera amica che conosciamo, giacchè +Gasparo aveva certe massime tutto sue, e guai s'egli avesse sentito che +sua madre si lagnava del modo in cui egli era trattato. + +In quanto a lui, non desiderava che di poter finalmente combattere, e +l'ebbrezza delle prossime lotte lo rendeva dimentico d'ogni altra cosa, +perfino del significato doloroso che aveva per la causa italiana +quell'avvicinarsi degli Austriaci a Venezia. È vero pur troppo che anche +l'eroismo, anche la voluttà del martirio rende talvolta egoisti. + +Il lettore conosce abbastanza il carattere del conte Luca da poter +credere senza fatica che egli s'apparecchiava agli avvenimenti con +disposizioni d'animo affatto opposte a quelle del figlio. Pover'uomo! +Dalla metà d'aprile a tutto maggio s'era sforzato di persuadersi della +fine del dominio austriaco in Italia, e aveva fatto (almeno così pareva +a lui) delle dimostrazioni pubbliche atte a ingraziarlo coi liberali, ma +dopo i disastri del luglio e dell'agosto la sua vecchia idea che i +tedeschi sarebbero tornati aveva ripreso l'antico predominio e non gli +lasciava pace. Il peggio si era che gli toccava divorar in silenzio le +sue inquietudini. A lunghi intervalli, quando non ne poteva più e il +soffiare gli era uno sfogo insufficiente, vuotava il sacco con +Fortunata. + +--Matti, matti, matti da legare!--egli diceva (però tanto piano che +Fortunata doveva aguzzar l'orecchio per sentirlo).--A un bel punto ci +hanno ridotti!... Ecco ciò che ha saputo fare il loro Carlo Alberto, ciò +che han fatto i volontari, e i papalini, e i napoletani.... E adesso +tutta la tempesta viene addosso a noi; stiamo freschi.... Mi ricordo del +blocco del 1813, che delizia!... Questi furibondi che ci governano non +se ne rammentano mica, son giovani, loro, se no, non farebbero tanto i +gradassi.... Eh, perchè l'esperienza servisse a qualcosa, bisognerebbe +che al mondo non ci fossero altro che i vecchi.... E il blocco di questa +volta sarà anche più rigoroso, si può scommettere.... Avremo la +carestia, la miseria, e chi sa che altri malanni.... Con che sugo +poi?... Per calar le brache, con rispetto parlando, per istar peggio di +prima.... Figuriamoci quanti impiegati destituiti!... Si terrà conto +delle apparenze, delle parentele.... so quel che mi dico. E voglia il +cielo che i nostri padroni d'adesso, a forza di arroganza, non spingano +i Tedeschi agli estremi... Che se c'è l'assalto, siam fritti. Tutti gli +abitanti saranno passati a fil di spada e di Venezia non rimarrà pietra +su pietra... Mi spiego?... Chi è? + +Con questo grido angoscioso--_chi è?_--il conte Luca soleva troncare o +interrompere le sue querimonie, chè bastava il sospetto della presenza +di qualcheduno per suggellargli la bocca. E non solo non avrebbe parlato +dinanzi a sua moglie che era una pettegola o a suo figlio con cui non +aveva mai avuto confidenza, ma gli dava ombra perfino la piccola +Margherita. I bambini, si sa, nella loro pericolosa innocenza, son +capacissimi di riferir tutti i discorsi che sentono. E il conte Luca +faceva giurare a Fortunata che non si sarebbe lasciata sfuggire con +nessuno una parola di ciò ch'egli le diceva. Ella ubbidiva, e la sua +mente inclinata a tristi pensieri prestava facil credenza alle terribili +profezie paterne e già precorreva le stragi, gl'incendi, la rovina +ultima di Venezia. + +Intanto l'anno 1848 finiva, per la causa liberale, in Italia e fuori +d'Italia, in modo ben diverso da quello in cui era cominciato. La +discordia aveva pazzamente agitato la sua face nel campo di coloro che +parevano scesi a combattere sotto la stessa bandiera. Da una parte +gl'indugi fatali, i tentennamenti colpevoli, le aperte fellonie; +dall'altra gli eccessi del linguaggio e le violenze degli atti. + +Nondimeno nei primi mesi del 1849 una lieta notizia riconfortò i +patriotti della nostra penisola; il Piemonte riprendeva le armi. Ma la +gioia durò poco, e la tragica giornata di Novara ripiombò l'Italia nel +lutto. Gli Austriaci, sicuri alle spalle, potevano ormai converger le +loro forze contro i ribelli. Il 26 marzo, tre giorni dopo la disfatta +dell'esercito di Carlo Alberto, il feroce Haynau, nome esecrato dalle +madri lombarde e magiare, dal suo quartier generale di Padova, intimava +la resa a Venezia. E il 2 aprile, Venezia, col voto unanime dei suoi +rappresentanti raccolti nello storico palazzo dei Dogi, decretava la +resistenza a ogni costo. Santo e nobile voto che riscattava lunghi anni +d'ignavia, ed evocava in quelle aule famose lo spirito della grande +Repubblica. + +Colpita al cuore dalla tremenda delusione ch'era successa a tanto +rifiorir di speranze, la popolazione si riebbe all'annunzio del fiero +decreto. Era un'ebbrezza simile a quella del marzo 1848, ma meno +teatrale, ma più virile, più degna d'uomini preparati a morire. Simbolo +della lotta ad oltranza, non emblema di funeste divisioni sociali, il +nastro rosso comparve alla bottoniera degli abiti, la bandiera rossa +sventolò sui tetti dei palazzi, sulle cupole delle chiese, sulle punte +dei campanili. + +E il rimbombo del cannone, dal maggio in poi, divenne la musica +pressocchè quotidiana dei Veneziani. Chi, in un giorno di battaglia, udì +di lontano quel suono cupo e profondo sa che angoscia esso metta negli +animi, che pallore sparga sui volti, e come sospenda, per così dire, in +quella crudele trepidazione di tutti, il corso della vita ordinaria. Ma +chi, per settimane, per mesi, l'udì da una città assediata sa pure che +l'orecchio vi si abitua quasi come a un suono domestico, e che il primo +sbigottimento si cambia a poco a poco in un'apatia rassegnata e persino +in una spensieratezza gioviale. + +Così a Venezia. Il cannone tuonava intorno a Malghera, e tuttavia il +popolo conservava il suo umore gaio e il suo spirito caustico; si +sarebbe detto talvolta che c'era nella città un'attrattiva di più; onde +gli uni si recavano in brigatelle alla punta estrema di Cannaregio a +veder i globi di fumo che s'alzavano dalle lunette dei forti, gli altri, +dalle specule e dagli abbaini, spingevano col canocchiale lo sguardo +fino alle batterie austriache di Campalto e di Mestre. + +E quando Malghera, ridotta un mucchio di rovine, fu abbandonata in +silenzio nella notte dal 26 al 27 maggio, e la eroica guarnigione, +decimata ma non vinta, non doma, fatti saltar i primi archi del ponte, +si trincierò fieramente sul piazzale opponendo al nemico una seconda +linea di difesa non meno formidabile dell'altra, lo strepito più vicino +dell'artiglieria, la coscienza del crescente pericolo non valse ancora +ad accasciar l'animo dei Veneziani. + +Si sperava a dispetto di tutto: si sperava nella propria costanza, nei +soccorsi del di fuori, negli aiuti del cielo; nessuno parlava, nessuno +voleva sentir parlare d'arrendersi. Di tratto in tratto la gente +s'accalcava in piazza domandando ad alte grida Manin. E Manin, dal +balcone delle Procuratie, rivolgeva agli adunati brevi parole, non +mendaci, non lusinghiere, ma ferme e virili quali i forti rivolgono ai +forti. La folla si disperdeva applaudendo e più che mai risoluta a +resistere. + +Resistere fino all'ultima cartuccia e fino all'ultimo uomo, dicevano +anch'essi i difensori del ponte, imperterriti sotto una pioggia di +fuoco. Che importava morire? Quei prodi sentivano che sui pochi metri +quadrati dell'angusto piazzale si gettava il seme del futuro. E quel +seme era sangue, il più nobile sangue d'Italia confuso insieme in +quattro zolle di terra. Con un grido sul labbro, con un affetto nel +cuore eran venuti dalle sponde del Jonio e dalle falde dell'Alpi, dalle +pianure lombarde e dai clivi toscani, dal golfo incantato di Napoli e +dai feraci campi delle Puglie, dalla Romagna indomita e dalla Liguria +operosa; eran venuti a dividere i travagli e la gloria dei figli delle +lagune; ignoti fino a ieri gli uni agli altri, oggi più che fratelli. E +cadevano come spighe mietute stringendosi in un ultimo amplesso, +mormorando coi vari accenti d'una stessa favella il dolce nome della +patria comune. Onore a voi, valorosi, sia che vi ricordi la storia, sia +che, martiri oscuri, vi copra l'oblio! E onore anche a voi, pochi ma +eletti, svizzeri, slavi, magiari, che, non nati sotto il cielo d'Italia, +pur ci veniste a morire, suggellando col sacrifizio delle vostre giovani +vite l'alleanza fra quanti credono nella giustizia e nella libertà! + +Ma non lasciamo sbizzarrir troppo la penna. Tra i più intrepidi +combattenti di Malghera e del Ponte c'era Gasparo Rialdi. Primo al +pericolo, ultimo a chiedere o ad accettare il riposo, a vicenda capitano +e soldato, egli comandava ed eseguiva, ora intento a puntare i cannoni, +ora a rinforzare i terrapieni, ora ad assistere i feriti. I suoi +compagni d'armi lo dicevano invulnerabile. Infatti le palle gli +grandinavano intorno senza toccarlo. Una volta un piccolo deposito di +polvere scoppiò a pochi passi da lui con un orrendo fragore; dieci +uomini stramazzarono al suolo per non più rialzarsi, altri due, +rovesciati dall'urto, sorsero subito in piedi tra il fumo e la polvere, +pesti, contusi, ma atti a riprendere il loro posto. Uno dei due era +Gasparo. + +Ogni settimana egli consacrava alla famiglia una mezza giornata o una +notte, ed è facile immaginarsi con che lagrime egli fosse accolto dal +conte Luca e dalla contessa Zanze. Chè se il conte era pusillanime come +un coniglio e la contessa leggera come una farfalla, questo non voleva +dire che non amassero il loro figliuolo. Negli affetti veri, nei veri +dolori tutti gli uomini si rassomigliano. + +Fortunata, il cui spirito debole era stato soprappreso da un nuovo +accesso di fervore religioso, vedeva nella salvezza del fratello un +effetto delle sue preghiere alla Madonna, e glielo diceva, e lo +scongiurava di non sorridere, di non provocar l'ira del cielo con la sua +incredulità. + +La sola Margherita, in un'età che non capisce i pericoli, riceveva lo +zio Gasparo col sorriso ilare e confidente d'un tempo. Tanto più che +egli non si presentava mai alla nipotina senza un regaluccio, ed era +curioso vedere quell'uomo grande e grosso, un momento prima in mezzo +alle granate e alle bombe, era curioso, dico, vederlo entrar in un +negozio di balocchi a prendervi dei soldatini di piombo, o delle +minuscole posate di stagno o altre bagatelle simili. + +La bimba, quando lo sentiva venire, gli correva incontro con le braccia +aperte chiamandolo a nome, ed egli la sollevava per di sotto le ascelle, +su, su, fino ad avvicinar la faccia bianca di lei al suo viso +abbronzito; poi se la metteva sulla spalla e la conduceva in giro per la +stanza. + +Dai forti il cannone tuonava e faceva tremar i vetri. + +--Vergine santissima!--esclamavano Fortunata e la madre. Il conte Luca +si turava gli orecchi con le dita; Gasparo corrugava la fronte come se +lo prendesse un rimorso di non esser sul luogo della pugna; Margherita +imitava ridendo il suono delle cannonate: _bum, bum_. Poi si metteva a +canticchiare una delle canzonette patriottiche di quei tempi: + + Fuoco sopra fuoco + S'ha da vincere o morir, + ecc. ecc. + +Oppure + + E col verde, bianco e rosso + La bandiera s'innalzò, + ecc. ecc. + +O quella scioccheria in dialetto + + Tre colori, tre colori, + I Tedeschi gà i dolori, + ecc. ecc. + +Di lì a poco però, sporgendo avanti la testa come chi da una finestra +del secondo piano vuole attaccar conversazione con gl'inquilini del +primo, ella arrischiava una domanda: + +--Zio Gasparo, cosa m'hai portato? + +--Niente--rispondeva serio serio l'ufficiale. + +Ed ella, con un suo vezzo inimitabile: + +--Sì che m'hai portato qualcosa. + +Allora egli la faceva discendere dal punto elevato in cui l'aveva posta, +si metteva a sedere con lei e le diceva: + +--Cerca. + +Margherita cercava di qua, cercava di là e finiva col tirar fuori da una +tasca della tunica o dei calzoni gli oggetti che lo zio le aveva +destinati e che le strappavano un grido d'ammirazione. + +--Guarda, mamma, guarda.... Oh bello, bello! + +Fortunata ringraziava il fratello con gli occhi che le si velavano di +lagrime. Ah se Leonardo avesse voluto alla sua figliuola la metà del +bene che Gasparo voleva alla nipote! + +In verità Gasparo Rialdi era meravigliato lui stesso della parte che +questa bimba prendeva nei suoi pensieri. Severo, ruvido qualche volta, +alieno sempre dalle soverchie espansioni, egli era pienamente convinto +d'essere un orso, come gli aveva detto una donna gentile che non era +riuscita ad ammansarlo. Ma ciò che non avevan potuto le donne lo poteva +ora una fanciulletta di men che quattro anni; l'orso era ammansato. + +Un giorno, verso la fine di luglio, quando le previsioni dell'avvenire +eran più fosche che mai, e il nemico stringeva intorno alla città +assediata il suo cerchio di ferro e di fuoco, e scarseggiavano i viveri, +e il lugubre spettro del colèra appariva sull'orizzonte, Gasparo, venuto +a casa per poche ore, fece alla sorella una inattesa proposta. + +--Fortunata.--egli le disse, e il suo aspetto era più grave e la sua +voce più commossa dell'usato--nessuno osa confessarlo, ma tutti lo +sentono. Venezia non potrà resistere a lungo.... Fra due mesi, fra un +mese forse, ci mancheranno i soldati, le munizioni, il pane... bisognerà +cedere come ha ceduto Roma.... Se in questo mese, se in questi due mesi +la mia buona stella non mi manda una palla di cannone, e sa Iddio se la +cerco.... + +--Oh Gasparo, Gasparo, che parole son queste? + +--Beati quelli che son morti--egli riprese in tuono solenne;--beati +quelli che morranno prima che il giallo e nero abborrito torni a +sventolar sugli stendardi del nostro San Marco!... Ma io non sarò fra +questi felici... pare un destino.... Ebbene, se io sopravvivo, credi tu +che io possa rimaner qui? Io, antico ufficiale austriaco, io, disertore? + +--No, no... è necessario che tu fugga... subito.... + +--Non oggi, o Fortunata, non prima che Venezia sia caduta.... Allora +prenderò la via dell'esilio. + +--Dove andrai? + +--Non lo so;... forse a Londra, ove un signore che ho conosciuto a +Smirne mi offre un impiego... a ogni modo, ho ventisette anni, ho una +salute robusta, conosco le lingue, la matematica; potrò dar delle +lezioni. + +A questo punto egli afferrò tutt'e due le mani della sorella e +guardandola fissa negli occhi, le disse: + +--Vuoi seguirmi, Fortunata... insieme con la tua Margherita, s'intende? + +Fortunata impallidì. + +--Partire? + +--Sì, partire.... Ho qualche risparmio che basterà per il viaggio di +tutti noi tre.... Poi lavorerò.... Sarete la mia famiglia. + +Ma Fortunata, non rimessa ancora del suo smarrimento, ripeteva +balbettando: + +--Partire?.... Abbandonare.... + +--I nostri genitori?--interruppe bruscamente Gasparo compiendo a suo +modo la frase.--Poveri vecchi! Lo so, restan soli, ma che puoi tu fare +per loro?... Afflitta da tante sventure, nella casa già triste, tu non +puoi portare che una tristezza di più.... Certo la mancanza dei figli è +un gran dolore, ma nostro padre ha il suo impiego che probabilmente gli +sarà conservato, la mamma è d'un carattere ottimista, vede molta +gente;... insomma, finiranno col passarsela alla meno peggio, tanto più, +se, non avendo da pensare che a sè, godranno d'una discreta +agiatezza.... Credilo, Fortunata, ciò ch'io ti propongo non nuoce a +nessuno e può giovare a molti:... a me, a Margherita, a te stessa, che +qui sei troppo vicina alla prima cagione di tutti i tuoi mali. + +Così Gasparo, per necessità di cose, arrivava al punto che avrebbe +voluto schivare. + +E Fortunata, che sino a quel momento era riuscita a padroneggiarsi, +scoppiò in un pianto dirotto o disse con voce soffocata dai singhiozzi: + +--Sì, sì... è vero... la prima cagione dei miei mali è qui.... E te lo +giuro... non lo vedo più da un pezzo... non lo vedrò finchè egli non +abbia bisogno di me.... Ma se ne avesse, se desiderasse riavvicinarsi a +sua moglie, alla sua bimba, e noi fossimo lontane... lontane?... + +--Ancora infatuata di quei miserabile!...--esclamò Gasparo.--Apri una +volta gli occhi, per Dio.... Che obblighi hai verso di lui?... +Quell'uomo è di fango.... Egli aveva una via di salvezza, gliel'abbiamo +offerta, non l'ha voluta.... Gli esseri più spregevoli hanno pur qualche +cosa da contrapporre ai loro vizi, ai loro delitti.... + +--Oh delitti egli non ne ha commessi.... + +--Lo credi?... E sia pure.... Ci sono degli sciagurati a cui si +perdonano i delitti in nome di un loro impeto di generosità, d'un loro +atto di coraggio; quello che non si perdona è l'abbiezione continua, la +vigliaccheria contenta di sè.... + +--Oh Gasparo.... Sono sua moglie.... + +--Ma sei anche madre.... E più che a un marito indegno, devi pensare a +una figlia ingenua, innocente.... Che sarà di lei?... Chi si curerà +della sua educazione?... Sei moglie, sei moglie!... Ebbene, se tanto ti +preme quell'uomo, se per amor suo vuoi rimanere a Venezia, lasciami +Margherita..... + +--Lasciarti Margherita?... Staccarmene forse per sempre?... No, no.... +Gasparo, per carità, non me la rubare. + +Quindi, alzando le palme al cielo in un parossismo di +disperazione:--Vergine santa--esclamò la povera donna--intercedetemi la +grazia di morire... Che ci faccio io a questo mondo? Sono un impiccio +per me e per gli altri.... Vergine santa, ottenetemi questa grazia.... +Ho patito tanto.... E nessuno ha bisogno di me.... Mia figlia starà +molto meglio con mio fratello... Vergine santa, datemi retta, salvate +lui e fatemi morire, fatemi morire. + +Fortunata avrebbe impietosito i sassi. L'ufficiale chinandosi sopra di +lei le diede un bacio in fronte e le disse: + +--Calmati... una madre non è mai un impiccio per sua figlia.... Io non +te la ruberò la tua Margherita... con che diritto potrei rubartela?... +Se tu non vorrai separartene, se non vorrai venire con lei e con me... +mi avrai dato un gran dolore, m'avrai privato di ciò che poteva rendermi +meno amaro l'esilio, ma non importa, io non te la ruberò.... Per altro +fino all'ultimo giorno, fino all'ultima ora conserverò la speranza di +persuaderti.... Oggi non parliamone più, è tardi e debbo essere al mio +posto prima di sera.... + +Il cannone tuonava. Gasparo sorrise. + +--E noi facciamo i conti sull'avvenire--egli mormorò tristamente. + +Di lì a poco, abbracciati i genitori e la nipotina, egli s'avviava alla +batteria. + +Fortunata, corse a chiudersi nella sua camera e ponendosi in ginocchio +davanti a un'immagine della Madonna rinnovò la preghiera di poco +prima:--Vergine santa, salvate mio fratello e fatemi morire, fatemi +morire! + + + + +XXV. + + +Il palazzo Bollati era vuoto da più mesi. Ad onta del suo grande amore +per Venezia, lord Herbert Seaweed era partito con la famiglia fin +dall'estate 1848, e la figliuola romantica e _byroniana_ s'era mostrata +la più sollecita a fare i bauli. Ell'aveva però voluto portar seco una +scheggia di marmo del caminetto del salotto; la città poteva saltar in +aria tutta quanta ed era opportuno d'averne un ricordo. Nell'imbarcarsi +sopra un vapore inglese, il nobile _lord_ aveva sentenziato che le razze +latine son destinate a servire in perpetuo e che soltanto la vecchia +Inghilterra, _old England_, ha il diritto di godere della libertà. + +Le chiavi degli appartamenti rimasero in mano del console di S. M. +Britannica, e un custode il quale abitava nel pian terreno aveva ben +poco da custodire. Nondimeno il signor Ambrogio (chè tale era il suo +nome) si dava una gran d'aria di importanza come se fosse lui stesso il +rappresentante della Regina Vittoria. E reputandosi cittadino inglese, +giudicava gli avvenimenti con la calma superiorità d'uno straniero, +diceva che gl'Italiani, pur troppo, sono una piccola nazione priva +d'ogni esperienza politica, e che avevano commesso e commettevano ogni +giorno errori nuovi, i quali avrebbero condotto il paese a inevitabile +rovina. + +--Per noi però--egli conchiudeva rivolgendosi a sua moglie, a una +figliastra e a due gatti che dividevano con lui l'onore di guardare il +palazzo--per noi non ci sono pericoli. Al primo serra serra si inalbera +sul tetto la bandiera di S. M. e vorrei vedere chi ardisse metter piede +qua dentro.... Per gl'Inglesi è una cosa da nulla il mandare una +fregata, e vi dico io che i loro cannoni fanno far giudizio a tutti i +Governi provvisori e a tutte le Monarchie del mondo. + +Il signor Ambrogio estendeva il suo patrocinio anche all'unico inquilino +della casa, al conte Leonardo Bollati. + +--Quello lì--egli diceva--in mezzo alle sue disgrazie può considerarsi +un uomo fortunato. E non dovrebbe aver parole bastanti per ringraziar la +munificenza del Milord, che lo ha lasciato stare in una botte di +ferro... una botte di ferro. + +--Pover'uomo!--esclamavano in coro la matrigna e la figliastra.--Pensare +che una volta era lui il padrone! + +--È la ruota della fortuna--ripigliava il grave signor Ambrogio.--Un +tempo c'era l'aristocrazia veneziana, adesso c'è l'aristocrazia inglese. + +E nel dir così si stropicciava le mani come se a quest'aristocrazia +inglese appartenesse anche lui. + +Il custode e la sua famiglia, ch'eran buona pasta di gente, usavano +molti riguardi al conte Leonardo, e le donne gli tenevano pulite le +camere senza curarsi di domandargli il compenso di poche lire al mese +ch'egli aveva loro promesso e che non pagava mai. Per quello che si +riferisce alle sue condizioni domestiche, alla sua separazione dalla +moglie e dalla figliuola, non sapevano che giudizio fare. A sentirlo, +poichè di tratto in tratto egli si fermava a chiacchierare col signor +Ambrogio, tutti i torti eran della moglie e specialmente dei parenti +della moglie, i quali gli avevano teso un tranello per costringerlo al +matrimonio, quando i Bollati erano ancora tra i primi signori di +Venezia. Poi, sopraggiunti i rovesci, quei birbanti s'eran dimenticati +dei pranzi, delle cene, dei regali avuti, e non avevan voluto aiutarlo +in nessuna maniera. Basta dire che il suo degnissimo signor cognato, +ch'era adesso tra quelli che tenevano il mestolo, invece di procurargli +un impiego onorifico, gli aveva suggerito di arruolarsi come soldato +semplice! Soldato semplice, lui, un Bollati! Dopo che i suoi vecchi eran +stati generali, ammiragli, dogi! + +Il signor Ambrogio non pareva alieno dal credere alla perversità e +all'ingratitudine dei Rialdi; ma le donne rimanevano perplesse. +Nonostante la compassione che destava in loro questa _Eccellenza_ così +pitocca, esse non potevano dissimularsi che il conte Bollati era un +vizioso, un buono a nulla, uno di quegli uomini che sembran fatti +apposta per finir sulla paglia, e che hanno un gran torto di attribuire +agli altri le proprie sventure. Inoltre era impossibile che la moglie +del conte Leonardo fosse cattiva; bastava vederla per persuadersi del +contrario. E al palazzo la si vedeva spessissimo. Ella veniva a chieder +notizie di suo marito, a raccomandarlo, a lasciar qualche cosa per lui, +un po' di biancheria, una flanella, dei limoni, degli aranci, tanto più +preziosi quanto più era difficile l'averne durante l'assedio. Se le +dicevano ch'egli era in casa, ella guardava istintivamente verso la +scala come se fosse tentata di salire; ma resisteva alla tentazione e +calando il velo sugli occhi e rattenendo le lagrime si allontanava a +passi rapidi. Dopo la scena violenta che egli le aveva fatta in +occasione di quel famoso impiego chiesto e non ottenuto, ella non aveva +più coraggio di presentarglisi dinanzi. Del resto, per lo più, nell'ore +in cui Fortunata poteva recarsi al palazzo, Leonardo non c'era. + +Le cose tirarono avanti in questo modo per mesi e mesi; solo quando +Gasparo fece alla sorella la proposta che sappiamo, ella deliberò di +avere un ultimo colloquio col marito; s'egli trovava una parola +d'affetto, se dava un segno di rammarico all'idea di separarsi per +sempre dalla sua famiglia, no, no, checchè dicesse Gasparo, ella non +sarebbe partita. + +Ma le vicende dell'assedio impedirono il colloquio desiderato. + +La sera di domenica 29 luglio le batterie austriache avevano sospeso il +fuoco; gli artiglieri del Piazzale e di San Secondo, a cui non pareva +vero di risparmiar le munizioni, ne avevano imitato l'esempio. A un +tratto, poco prima di mezzanotte, spettacolo bello e terribile, il cielo +è solcato da infinite striscie luminose, un fragore spaventoso risveglia +la città addormentata. Che è, che non è? I projettili nemici che fino +allora erano stati rivolti contro i forti o avevano colpito tutt'al più +l'estremo lembo di Cannaregio, ora giungevano d'improvviso nel cuore di +Venezia. Si sentiva il fischio delle bombe, lo strepito delle granate +che scoppiavano, lo schianto dei fumaiuoli, delle cornici, dei tetti, +che cadevano a pezzi. A poco a poco, dalle case rovinate o minaccianti +rovina, uscivano intere famiglie, vecchi languenti, donne discinte, +bambini aggrappati ai collo delle madri, uomini ancor vigorosi e pronti +a combattere, ma smarriti al cospetto d'un pericolo che veniva a +insidiarli persino nelle pareti domestiche. Uscivano portando seco le +masserizie più necessarie, avviandosi ai quartieri più lontani dai +bombardatori, a San Marco, a Castello. In breve la piazza fu gremita di +gente. Chi stendendo il materasso sul nudo terreno vi si adagiava coi +suoi cari a dormire, chi sedeva muto sopra uno sporto di colonna della +Basilica o su uno dei gradini delle Procuratie nuove, chi cercava asilo +nei Caffè, chi girava inquieto su e giù in traccia di parenti e d'amici. +Dalla folla saliva un mormorìo confuso di gemiti, di preghiere, +d'imprecazioni; in alto, sopra le mille e mille teste, i colombi di San +Marco, turbati nei loro riposi dall'insolito frastuono e cacciati fuori +dai nidi da un folle spavento, volavano a stormi di qua, di là, senza +mai chetarsi e sbattendo l'ali con un fragore sinistro. + +Una calca poco minore c'era sul Molo, ove accorrevano anche i semplici +curiosi per veder meglio la parabola delle bombe. + +--_I ne fa i foghi d'artifizio, sti fioi de cani_--diceva un barcaiuolo +apparecchiando tranquillamente la sua gondola e offrendosi di condur in +laguna quelli che volessero goder più davvicino del meraviglioso +spettacolo. + +Un altro, a ogni colpo, mandava agli assediati un augurio breve ed +espressivo: _Andè in malora!_ + +--_Ve le faremo inghiotir tute le vostre bombe_--esclamava un popolano +stringendo i pugni in aria di sfida. + +Nessuno apriva la bocca per parlare di capitolazione. + +Il bombardamento continuò con pari vigore nel giorno dopo, ma intanto la +carità pubblica e privata aveva provveduto all'alloggio di quelli +ch'eran rimasti senza tetto. Però, chi pensi che due terzi della città +erano quasi inabitabili, si farà presto un'idea del modo in cui questi +profughi infelici potevano essere accomodati nell'altro terzo. Le stanze +non bastavano più; bisognava pigiar la gente nelle soffitte arse dal +sole, nei pianterreni corrosi dalla salsedine, nei sottoscala infetti, +nelle stive puzzolente dei barconi ancorati in laguna. Qual meraviglia +se in mezzo a quella moltitudine ammucchiata in sì breve spazio, +affranta già dagli stenti passati e ora sfinita più che mai dalla +nutrizione insufficiente e mal sana, prima serpeggiava insidioso, poi +scoppiava tremendo il colèra? + +Il palazzo Bollati, e la casa Rialdi sorgevano in due punti abbastanza +distanti fra loro: tuttavia erano entrambi in quella parte di Venezia +ove arrivavano le bombe; Anzi, nel palazzo, un proiettile era caduto fin +dalla mattina del 30, mezz'ora dopo che il signor Ambrogio aveva issato +sul tetto il vessillo britannico dicendo solennemente alla moglie: + +--Noi siamo in una botte di ferro... una botte di ferro. La bandiera +devono vederla sicuro, e allora da questa parte non tirano più.... +Vorrei poi sapere perchè quell'imbecille del conte Bollati non sia +ancora tornato a casa. + +Il conte Bollati non era tornato a casa e non aveva nessuna intenzione +di ritornarci. Quando principiò il bombardamento egli era in una +bettola a pochi passi dalla quale scoppiò una granata. Uscitone in +fretta, trovò la strada piena di gente che fuggiva dal _sestiere_ di +Cannaregio, quello appunto dov'era il palazzo già appartenente alla sua +famiglia. Con l'esagerazione propria degli spaventati, quei fuggiaschi +dicevano che a Cannaregio le bombe venivan giù come una gragnuola, che +due persone eran morte, che la chiesa di S. Geremia era in fiamme, che +una gondola era stata squarciata e sommersa. Leonardo non se lo fece +ripetere due volte e prese la rincorsa fino a Castello, ove andò a +rifugiarsi in una osteriaccia da lui frequentata in altri tempi. + +Anche i Rialdi avevano dovuto lasciare la loro abitazione ed erano stati +accolti presso un amico di Gasparo, in parrocchia di San Marco. Il primo +pensiero di Fortunata, appena vide in salvo i suoi genitori e la sua +Margherita (di sè non si curava affatto, la poverina), fu quello di +Leonardo. Ma dove trovarlo? Come arrischiarsi ad andar fino al palazzo +Bollati, ove forse, se c'erano ancora i custodi, se ne avrebbe saputo +qualcosa? A badare alla gente quella era la parte della città più +bersagliata; non ci mettevano piede che le pattuglie della guardia +civica; i pochi abitanti rimasti stavano tappati nei magazzini ove si +credevano più sicuri e da cui non uscivano che per le indispensabili +provvigioni. + +--Eh, _viscere mie_, c'è altro da fare che andar in cerca di tuo +marito--borbottava la contessa Zanze alla figliuola, la quale chiedeva +a lei consiglio ed aiuto.--Per poco che la duri così, siamo tutti +spacciati e non ci resta che da raccomandare l'anima al Signore. + +La contessa Zanze non aveva torto. Le condizioni di Venezia +s'aggravavano terribilmente ogni giorno. Non ostante gli sforzi eroici +del nostro piccolo naviglio, la flotta austriaca era riuscita a impedir +tutti gli accessi del porto; dal lato di terra, non c'è bisogno di +dirlo, non poteva entrare nè un sacco di grano, nè un capo di bestiame. +S'era ridotti a cibarsi di pan nero, di frutte e d'erbaggi forniti dalle +nostre isole, del pesce che si pescava nei nostri canali e nella nostra +laguna. Chi riusciva a imbandire un pezzo di carne d'un quadrupede +purchessia, doveva ringraziare la Provvidenza come d'un segnalato +favore. La fame, gli stenti, l'agglomeramento della popolazione +preparavano una messe abbondante al colèra. E il colèra falciava le +vittime a centinaia, senza distinzione di classe, di sesso, d'età; +ricchi e poveri, giovani e vecchi, donne e bambini. Non bastavano al +bisogno gli ospedali, benchè se ne aprissero sempre di nuovi, non +bastavano i medici, benchè pieni d'abnegazione; mancava il ghiaccio, +mancava il chinino pei malati, mancavano i preti pei moribondi, i +seppellitori pei morti. + +Eppure, in generale, le privazioni erano sopportate virilmente, e si +trovava perfino il tempo di ridere e di scherzare. Nella famiglia ove +erano ospitati i Rialdi c'era una vecchia nonna piena d'energia che dava +coraggio ai giovani e non voleva sentir piagnistei. Linda, pulita, con +una cuffietta bianca da' cui orli spuntavano due ciocche di capelli +d'argento, asciutta dalla persona e non curva ancora dagli anni, con un +par d'occhi scuri, vivi, lucenti, la signora Teresa era sempre +circondata da uno stuolo di bimbi come una chioccia dai suoi pulcini. La +chiamavano nonna tutti quanti, i suoi nipoti come gli estranei, ed ella +raccontava loro tante belle storielle, insegnava loro tanti bei giuochi. +Qualche volta una nube velava la sua fronte serena; allora, rivolgendosi +ai maschi, ella diceva con voce sommessa: + +--Quando sarete grandi toccherà a voi a prendere il fucile contro i +Tedeschi. + +--Sì, sì--gridavan quelli con entusiasmo. + +--Lo farete il vostro dovere? + +--Sì, sì, nonna. + +--Bravi!--E la nonna soggiungeva con un filo d'ironia:--Fin che venga +quel tempo torniamo a giocar a mosca cieca. + +La signora Teresa aveva una gran simpatia per Gasparo Rialdi e per +Margherita; per Fortunata provava una sincera commiserazione, ma non +poteva intendersi nè con lei, nè col conte Luca o con la contessa Zanze; +erano caratteri troppo dissimili dal suo. La impazientiva specialmente +il conte Luca, il quale passava delle ore tenendosi una boccettina +d'aceto e un pezzo di canfora al naso, e lamentandosi: + +--L'hanno voluta fare la rivoluzione! Ecco che cosa ci hanno guadagnato. +L'avevo sempre previsto io.... Mettersi a cozzare con l'Austria!... era +uno scacco matto sicuro.... Mi spiego? + +--Eh, caro signore--rimbeccava la vecchierella--se tutti fossero come +lei, il regno dei prepotenti durerebbe sino alla consumazione dei +secoli. + +Malgrado del suo spirito alquanto mordace, la signora Teresa esercitava +una singolare attrazione non soltanto sui fanciulli, ma anche sugli +adulti. E Fortunata si fece animo a confidarle, non le sue vicende +coniugali, che già erano note, ma le sue angustie per la proposizione +che l'era stata fatta dal fratello.--Dio mio, come devo regolarmi? Come +devo regolarmi?--esclamava la povera giovine. + +La signora Teresa non amava le persone le quali non sanno regolarsi da +sè; tuttavia ella non potè schermirsi dal rispondere. E riconobbe che la +cosa era grave; ma pesato il pro e il contro, disse: + +--Per me, accetterei. + +E ripetè gli argomenti addotti già da Gasparo. Rimanendo a Venezia +Fortunata non poteva recar nessun giovamento ai suoi genitori, e in +quanto al signor conte Bollati, egli, con la sua condotta aveva perduto +il titolo di marito e di padre. Fortunata doveva pensare alla sua +figliuola, e per la bimba sarebbe senza dubbio un gran bene lo star con +lo zio. + +--Quello è un uomo--concludeva la signora Teresa--e in qualunque luogo +si trovi, saprà farsi la sua strada e mantenere le sue promesse. + +Fortunata si torceva le mani e gemeva: + +--Dio, Dio!--E neanche vederlo? Neanche saper s'è vivo o morto? + +--Qui ha ragione lei. Ma non c'è proprio caso d'averne notizie? + +--Senta, signora Teresa, poichè è tanto buona, trovi un'anima pietosa +che m'accompagni fino al palazzo Bollati. Dicono ch'è un vero rischio +l'andar fin là, ma non importa.... + +--Crede che non si sia mosso di casa? + +--Non lo so.... Probabilmente si sarà mosso come gli altri, ma possibile +che non ci sia più nessuno a guardia del palazzo? E se c'è qualcheduno, +possibile che non mi diano un' informazione, una traccia? + +--Insomma vorrebbe aver compagnia per questa sua gita? + +--Sì... un servitore... un facchino a cui darei una mancia. + +--Ma che servitore? Che mancia? Aspetti domattina e vengo io. + +--Lei!... No... no, nemmen per idea.... + +--O che ha bisogno d'una pattuglia per esser sicura? O crede ch'io non +mi regga sulle gambe? + +--Ma no... non è questo.... Non voglio che si esponga a un rischio per +causa mia.... In mezzo alle bombe.... + +--Che paroloni! Dia retta a me, il rischio è molto minore di quello che +si dice.... Se non ci fosse altro che il bombardamento, gli Austriaci +avrebbero da sudare ancora per un pezzo.... In verità, quanti crede sian +stati colpiti dalle bombe in tutta la città? Dieci o dodici forse.... +Meno di quelli che il colèra porta via in una casa sola in poche ore.... +Alle corte, se si decide, domattina alle nove, con la scusa di fare +qualche spesa, si va insieme.... Andare e tornare è l'affare di +un'ora.... Se poi non le accomoda, si spicci da sè, chè io non ho tempo +da perdere. + +Come avviene sempre a quelli che contrastano con chi abbia più energia +di loro, Fortunata cedette. E la mattina seguente, alle nove precise, le +due donne s'avviarono insieme a braccetto. + +I quartieri bombardati avevano realmente un aspetto che stringeva il +cuore. Le strade deserte, le botteghe chiuse, e chiuse pure, per la +massima parte, le imposte delle case, soprattutto nei piani superiori. +Qua e là, dietro alle inferriate di un magazzino, dietro ai battenti +socchiusi d'una porta, spuntava una faccia livida, affilata, sparuta. +Non mancavano segni più visibili del bombardamento; qualche mucchio di +rovinacci, qualche pezzo di tegola e di grondaia, qualche muro diroccato +o annerito da un principio d'incendio. Tuttavia il pericolo delle +persone non era gran cosa. Nè i cannoni austriaci potevano tirar più di +tanti colpi al minuto, nè tutti i colpi arrivavano sino all'abitato. Di +quelli che ci arrivavano, molti finivano nei canali interni; a ogni +modo, ben di rado i proiettili avevano la forza di trapassar le +impalcature di tutti i piani e di giungere ai luoghi terreni ove s'erano +ridotte quelle famiglie che non avevan voluto lasciar le loro case. Per +le strade poi era quasi impossibile d'esser colti alla sprovveduta; le +bombe si sentivan venire e cento volte contro una c'era tempo di +mettersi in salvo. + +Checchè ne sia, Fortunata e la signora Teresa toccarono senza disgrazia +la meta del loro pellegrinaggio. Il portone del palazzo era chiuso; il +campanello risuonò cupamente nei cortile silenzioso. + +Alla terza suonata si sentì qualcheduno a muoversi, e una voce femminile +gridò dal di dentro: + +--Chi è? Chi è? + +Era la moglie del custode. + +--Sono io, sono la contessa Bollati--rispose Fortunata,--apra un +momento. + +--Madonna santa!... Cosa viene a fare?--replicò la donna affacciandosi +sulla soglia ma senza invitar le due visitatrici ad entrare.--Il signor +conte non c'è mica.... Non è più venuto dopo il 29 del mese passato.... +dopo il principio del bombardamento. + +--Almeno mi faccia la carità di dirmi dove sia.... + +--Se lo sapessi.... + +--Non lo sa? Non lo sa?... O poveretta me!... Non sa neanche s'è vivo? + +--Per questo si cheti--rispose la custode con voce raddolcita.--È +vivo.... + +--Ah sì.... N'è ben sicura? + +--Ieri era vivo.... Mio marito l'ha visto in piazza. + +--Ha parlato con lui? E dov'è suo marito? + +--Ambrogio è dal console... per quella bomba ch'è venuta in palazzo. Ah +Gesù mio! + +Quest'esclamazione fu provocata dal romore d'un proiettile che doveva +esser caduto poco lontano. Dopo aver ripreso fiato, la custode accennò a +voler troncare il discorso. + +--Vada, vada, signora, e che Iddio l'accompagni.... Non son luoghi da +fermarcisi, questi.... + +--Un momento ancora, per carità.... Non mi ha detto se suo marito abbia +parlato col conte Leonardo. + +--Non gli ha parlato.... Si son scambiati un saluto di lontano e il +signor conte ha gridato: «A rivederci dopo il bombardamento....» Sarà +contenta adesso.... Vada via, vada via.... + +--Vado, sì... e grazie.... Ma se potesse saper qualche cosa di più.... + +--O Signore Iddio benedetto! Cosa vuol che si sappia in questi tempi?... +Bisogna contentarsi di vivere. + +E con queste parole la donna chiuse bruscamente il portone. + +La signora Teresa, che aveva taciuto fino allora, toccò leggermente la +spalla della sua compagna. + +--Andiamo... Quello che si poteva sapere lo ha saputo. + +--Oh sì--disse Fortunata--e mi par d'esser sollevata d'un gran peso.... +È vivo!... Ma dov'è? Dov'è?... È necessario ch'io lo veda. + +--A questo si penserà poi.... Andiamo. + +Lungo il cammino, Fortunata cercava ogni tanto la mano della signora +Teresa e la stringeva con un moto convulso come a ringraziarla d'esser +venuta con lei. Avrebbe voluto attaccar discorso, rimetter sul tappeto +la gran questione della sua partenza con Gasparo, questione ch'era +sempre insoluta nella sua mente, ma la signora Teresa pareva assorta in +gravi pensieri. + +Il cannone tuonava. + +--Non finirà più!--mormorò a mezza voce Fortunata come parlando tra sè. + +--Oh finirà... pur troppo che finirà--disse la signora Teresa +tentennando tristamente il capo. + +Giunsero in piazza San Marco. C'era una calca di gente; la guardia +civica era schierata sotto il palazzo del Governo, e Daniele Manin, +affacciato al poggiuolo, le indirizzava per l'ultima volta la parola. + +La voce onesta e leale, che per diciassette mesi aveva mantenuto acceso +nei Veneziani il sacro fuoco del patriottismo, che aveva guidato, +frenato, corretto i mobili istinti del popolo, ora scendeva commossa in +una folla commossa; era un patetico addio, era un gagliardo eccitamento +a sperare nell'avvenire, era un caloroso appello a quelle virtù con cui +le nazioni riescono a domar la fortuna. + +Dal punto della piazza ove si trovavano le due donne, non era possibile +seguire il filo del discorso, ma se ne coglievano le frasi pronunciate +con accento più vibrato. + +«.... Un popolo che ha fatto e patito quanto ha fatto e patito e patisce +il nostro popolo non può perire. Dee venir giorno in cui gli splendidi +destini siano corrispondenti al merito vostro.... Quando verrà questo +giorno?... Noi abbiamo seminato.... Sventure grandi sono forse +imminenti.... È pur sempre in poter nostro mantenere intemerato l'onore +di questa città.... Checchè avvenisse, dite: _Quest'uomo s'è ingannato_; +ma non dite mai: _Quest'uomo ci ha ingannati...._» + +--Mai, mai--gridavano i militi agitando i berretti sulle +baionette.--Mai, mai--ripeteva il popolo unanime. + +E tutti piangevano, tutti sentivano che l'ultima ora della libertà era +vicina. + +Daniele Manin pronunziò ancora qualche parola; poi, sorpreso da un +malessere subitaneo, dovette ritirarsi. La folla si disperse. + +La signora Teresa era rimasta immobile con gli occhi fissi al suolo; due +grosse lagrime, le prime che Fortunata le vedesse spargere, le rigavano +le gote. Alla fine si scosse, sospirò due volte:--Povera Venezia! +Povera Venezia!--disse alla sua compagna:--Spicciamoci, a casa ci +aspetteranno;--e s'avviò. + +Fortunata la seguì senza aprir bocca. Forse anche a lei parevano +piccoli, dinanzi a questo gran dolore della patria, tutti i dolori +privati. + + + + +XXVI. + + + . . . . . . . . . . + . . . . . . . . . . . + . . . . . . . . . . . + . . . . . . . . . . . + Il morbo infuria, + Il pan ci manca, + Sul ponte sventola + Bandiera bianca! + +Questo grido pietoso d'un gentile poeta e soldato, che sul cader del 20 +agosto 1849 contemplava mestamente da uno dei forti della laguna la +città avvolta nei rosei vapori del tramonto, dipinge, meglio che non +potrebbero le lunghe descrizioni, lo stato di Venezia in quei giorni. Il +cannone non tuonava più, si negoziava la resa. E la resa fu sottoscritta +il 22; il 27 doveva succeder l'occupazione austriaca. + +Cessato il bombardamento, tutti quelli che il fuoco, la fame, il +contagio avevano risparmiati, s'affrettarono a tornare alle loro +abitazioni, stupiti e forse non lieti di sopravvivere alla patria. Però, +se la guerra era finita, se la carestia era scemata, c'era sempre tempo +di morir di colèra, chè la malattia non accennava punto a diminuire +d'intensità, e anzi il numero delle vittime fu, in quello scorcio +d'agosto, maggiore che mai. L'accesa fantasia popolare parlava di +migliaia di morti al giorno; non erano tanti, ma passavano i trecento, +cifra enorme in una città di poco più che centomila anime. + +Naturalmente anche i Rialdi furono tra quelli che rincasarono. Se la +paura, come ritengono alcuni, dispone i corpi al contagio, il conte Luca +avrebbe dovuto avere il colèra una ventina di volte; invece n'era +rimasto illeso e attribuiva la sua salvezza alle infinite precauzioni di +cui s'era circondato, e soprattutto a un grande odor di canfora che lo +isolava in mezzo alla gente. È vero ch'egli non poteva ancor cantar +vittoria. Aveva però ben altre angustie addosso oltre a quella del +colèra. Che cosa farebbe di lui il Governo austriaco? Lo lascerebbe al +suo posto, lo metterebbe in pensione, lo destituirebbe addirittura? Il +Signore Iddio gli era testimonio ch'egli non aveva contribuito per nulla +alla Rivoluzione, che non aveva appartenuto all'Assemblea, nè era sceso +in piazza San Marco a gridar _viva_ e _morte_; sicuro che s'era messo +anche lui la coccarda tricolore all'occhiello, e s'era presentato al +Manin coi suoi colleghi del Tribunale; sfido io; come si poteva +esimersi? Ma il grosso guaio era l'esser padre d'un ufficiale che aveva +preso le armi contro il suo legittimo Sovrano e che doveva quindi +emigrare, l'esser marito d'una donna senza giudizio, che s'era voluta +cacciare in una dozzina di comitati, e per diciassette mesi non aveva +fatto altro che salir le scale delle case per accattar firme a indirizzi +e denari per collette, o bazzicar per le ambulanze a civettare coi +feriti (alla sua età! vergogna!) o intervenire a cerimonie chiassose, +tutta gale e pennacchi come un cavallo bardato. La contessa Zanze non +poteva lodarsi del Governo provvisorio, il quale non aveva apprezzato +sufficientemente il suo patriottismo, nè dato a Gasparo il comando di +tutte le forze di terra e di mare; anzi ella diceva che un'altra volta +si guarderebbe bene dal rifare i sacrifizi che aveva fatto; ma ella non +era punto disposta a sopportare in pace i rimproveri di suo marito, e, +stuzzicata da lui, rispondeva per le rime. Egli però non era in grado di +sostenere una discussione, e alzando le mani al cielo esclamava: + +--Per carità, non mi stordite con le vostre chiacchiere, non mi fate +inquietare, che c'è ancora il colèra. + +--Sì, sì,--rispondeva la moglie.--Se non avessi la spina dei figliuoli +che sono in procinto di partire, non mi fareste mica tacer così presto. + +Era deciso; Gasparo conduceva con sè la sorella e la nipotina. +Fortunata, debole sempre, aveva ceduto alle istanze reiterate di suo +fratello; o forse non voleva star più a carico dei suoi genitori, i +quali, nell'incertezze dell'avvenire, potevano essere impicciati a +provvedere a sè medesimi. La piccina, dal canto suo, avrebbe preferito +di rimaner eternamente nella casa ove c'era la _nonna Teresa_ con tanti +bimbi, e ove ella, a marcio dispetto del bombardamento e del colèra, +aveva passato i giorni più allegri della sua vita. Ma dacchè s'era +tornati nella casa vecchia, nella casa squallida e trista, ella ripeteva +da mattina a sera che voleva andarsene con lo zio Gasparo, con la mamma +e con _la nuova Lilì_. Notiamo fra parentesi che _la nuova Lilì_ +ispirava a Margherita un rispetto superstizioso. Infatti, mentre tutti i +suoi giocattoli s'erano rotti, _la nuova Lilì_, di legno dalla testa +alle piante, aveva resistito agli urti, alle percosse, ai cambiamenti di +domicilio, aveva persino ruzzolato un giorno la scala senz'altra +conseguenza che una lieve avaria nei capelli e nel vestito. + +Nel piegarsi, dopo molte lagrime e molti contrasti, alle sollecitazioni +di Gasparo, Fortunata aveva messo la condizione d'andar un'ultima volta +in cerca di Leonardo che non era stato ancora possibile di rintracciare, +e di condurgli Margherita, s'egli mostrava il desiderio di vederla. + +--E se,--aveva soggiunto la povera Fortunata,--s'_egli_ fosse diventato +un altr'uomo, se avesse messo giudizio, se volesse esser davvero un +buon marito e un buon padre.... intendi bene che non potrei lasciarlo. + +--Se uno solo de' tuoi _se_ si verificasse,--rispose Gasparo sapendo di +rischiar poco,--sarei il primo a dirti: Rimani a Venezia. + +La vigilia del giorno stabilito per la partenza, Fortunata s'avviò di +buon mattino al palazzo Bollati. L'accompagnava una donna di servizio +che sarebbe tornata a prender Margherita nel caso che il conte Leonardo +fosse nelle sue stanze e volesse dar un bacio alla figliuola. + +Una vecchia aperse il portone. + +--Chi è? Che vuole? + +--Non c'è il signor Ambrogio, il custode? + +--Oh poveretto, sia pace all'anima sua, è morto già da due giorni. + +--Morto? + +--Sì, di colèra.... E adesso c'è la moglie in burrasca.... Vada via, +signora, ch'è meglio. + +--Padroncina, padroncina, andiamo,--disse la fantesca che a sentir +nominare il colèra era diventata bianca come un cencio lavato. + +--Un momento.... Buona donna, e del conte Bollati ne sapete +nulla?--soggiunse Fortunata con voce tremante. + +--Il conte Bollati? Chi è? + +--Non lo conoscete? Quel signore alto, coi baffi biondi, che abita qui +all'ultimo piano. + +--Non lo conosco.... Ma badi.... ho sentito dire dal medico che anche su +in alto c'è qualcheduno col colèra. + +--Vergine santa!--gridò la giovine mettendosi la mano al cuore. + +--Padroncina, per amor di Dio, andiamo a casa,--ripetè angosciosamente +la serva. + +Ma Fortunata si svincolò a forza dalla paurosa compagna che la teneva +per un lembo del vestito e le disse: + +--Va a casa tu sola, va subito anzi.... io devo salire. + +E senza soggiunger altro attraversò rapidamente il cortile e +l'entratura, e infilò lo scalone. + +Il conte Leonardo era tornato alla sua soffitta fin dal giorno innanzi, +e i primi sintomi del morbo l'avevan colpito nel cuor della notte. +Disceso giù nell'androne all'alba per chieder soccorso, aveva per caso +trovato il dottore che veniva a curar la moglie del custode. E il +dottore, dopo avergli inutilmente suggerito di farsi trasportar +all'ospedale piuttosto di rimaner così solo nel suo covile, gli aveva +consegnato una boccettina con una mistura di canfora e laudano da +prendersi in più volte, promettendogli di tornar fra un'ora e di condur +seco un infermiere. Trascinatosi di nuovo su de' suoi cento e quindici +scalini, il conte s'era coricato aspettando. Ma non s'eran più visti nè +infermiere, nè medico. Chi poteva risponder di sè e degli altri in quei +giorni? Intanto il male cresceva di violenza e il pover'uomo che aveva +trangugiato in un colpo tutta la mistura e aveva bevuto una mezza +bottiglia di rhum, si contorceva urlando sul letto. E lo lasciavano +morir come un cane! Pensò a Fortunata; s'era viva, se lo sapeva in +quello stato, sarebbe venuta ad assisterlo.... Ma per mezzo di chi +mandarla a cercare!... Egli non poteva più scendere, non si reggeva più +sulle gambe. Era in queste smanie quando Fortunata entrò nella camera. +La prima impressione di Leonardo fu un'impressione di spavento. Era +proprio sua moglie in carne ed ossa, o era uno spettro? Egli non la +vedeva da alcuni mesi e gli parve invecchiata di diec'anni, gracile e +sottile come un giunco, bianca e diafana come l'alabastro. Alla fine si +persuase ch'era lei e si calmò alquanto. Sì, aveva fatto bene a venire, +ma adesso premeva avere il medico; corresse subito subito a chiamarne +uno, e poi, subito subito, tornasse. E Fortunata rifece le scale e volò +in due o tre farmacie lasciando dappertutto l'ordine di mandar in +palazzo Bollati il primo medico che capitasse. Quand'ella tornò presso +l'infermo, alcuni fenomeni della fatale malattia si erano alleviati; +minori i granchi allo stomaco, minore il vomito; ma erano sopraggiunti +altri sintomi gravissimi: la pelle sparsa d'un sudor freddo e viscido, +la tinta terrea, gli occhi infossati nell'orbita, il respiro affannoso, +la voce rauca e sepolcrale. Mentre il conte Leonardo si trovava in una +specie di sopore letargico, Fortunata sentì un suono di passi nella +stanza attigua, e credendo che fosse il medico uscì a incontrarlo. + +Ma non era il medico, era Gasparo, il quale, saputo confusamente a casa +sua che la sorella era rimasta in palazzo Bollati, veniva in traccia di +lei. + +--Tu, Gasparo? + +--Io, sì.... Ebbene?... Tuo marito?... + +--È di là.... col colèra.... È tanto aggravato... E non si trova un +medico... O Gasparo, fa un'opera di carità.... falla per me.... va tu a +cercarlo il dottore.... Io non posso abbandonare Leonardo che muore. + +Gasparo si lasciò scappare una frase crudele. + +--Ne son morti tanti migliori di lui in questi diciassette mesi! + +Ella gli mise una mano sulla bocca. + +--Non parlare così.... Se Leonardo ha le sue colpe, vedi come le espia! +vedi a che punto è ridotto! + +_Sunt lacrimae rerum._ Gasparo girò gli occhi intorno, e nel mirar +quella squallida soffitta, e nel richiamar alla mente il lusso, gli agi +che avevan cinta l'infanzia di Leonardo Bollati provò uno stringimento +di cuore. E disse alla sorella: + +--Farò come desideri.... Andrò pel dottore.... Ma lo sai che domattina +all'alba?... + +--Taci, taci,--interruppe Fortunata. + +E vedendolo turbarsi, soggiunse: + +--Taci in questo momento.... Posson succedere tante cose prima di +domattina! + +Gasparo la guardò inquieto. C'era un'intonazione così triste nella sua +voce, c'era una tale aria di stanchezza nella sua persona! + +--Fortunata, cos'hai? + +--Io?... Nulla.... Per amor del cielo non perder tempo.... Va, va.... +Oh smemorata ch'io sono, prima d'uscir dal palazzo, batti all'uscio +dell'abitazione del custode, al pian terreno.... c'è un caso di colèra +anche lì.... forse ci sarà un medico.... va, Gasparo.... + +Egli discese in fretta. Dal custode gli dissero con un gesto espressivo +che il medico non aveva più ragione di venire. Invece, giunto in +istrada, la sua buona stella gli mise subito tra i piedi un dottore di +sua conoscenza; se ne impadronì (è il vocabolo giusto) e se lo tirò +dietro in palazzo. + +Leonardo peggiorava rapidamente; spenta la voce, impercettibili i polsi, +esauste le forze; pur non aveva ancora perduto conoscenza, e vedendo +insieme col medico entrare il cognato guardò Fortunata con +un'espressione indefinibile di sgomento. Ella lo rassicurò con +un'occhiata, e Gasparo, impietosito al miserando spettacolo, gli fece un +saluto amichevole e gli rivolse le parole incoraggianti che sogliono +rivolgersi ai malati. + +Al dottore, ch'era un brav'uomo e aveva curato i colerosi a centinaia, +non occorse più di un minuto per giudicare che Leonardo era bell'e +spacciato; nondimeno volle provare i mezzi che gli suggeriva la sua +esperienza. Visto che non ne cavava alcun frutto, chiamò da parte +Gasparo e gli susurrò all'orecchio: + +--Non c'è alcuna speranza.... Procuri di condur via sua sorella.... Mi +par molto debole, e il colèra si attacca facilmente, soprattutto alle +persone deboli. + +Ma Fortunata, come se avesse indovinato il pensiero del medico, fece un +energico segno negativo col capo e passando un braccio sotto il collo +del moribondo parve voler dire: «Non mi strapperete di qui che a forza.» + +Gasparo le si avvicinò con dolcezza. + +--Fortunata, per amore della tua Margherita.... + +--No, no... Margherita non ha bisogno di me.... _Lui_ sì che ne ha +bisogno.... Leonardo, Leonardo, non è vero che hai bisogno della tua +Fortunata?... Oh meschina me, che ho potuto lasciarti per tanto +tempo.... Perdonami, Leonardo mio.... Oh se tu m'avessi mandata a +chiamare!... Perchè, non m'hai mandata a chiamare?... T'ho sempre voluto +bene.... O Leonardo, se guarisci, starò sempre con te, te lo giuro. + +E, trattenuta invano, si gettava bocconi sul letto e tentava scaldar con +le sue carezze quel povero corpo assiderato. + +A un certo momento il medico, che non aveva levato mai gli occhi +dall'infermo, disse: + +--Signora, si faccia una ragione.... Ormai... è inutile. + +Ella alzò la testa, guardò il medico, guardò Gasparo, guardò Leonardo, +comprese che tutto era finito e cadde ginocchioni, tendendo le palme al +cielo e gridando:--Madre di Dio, abbiate misericordia! + +Stette così qualche minuto singhiozzando, pregando, coprendo di baci la +mano del morto che spenzolava dalla sponda del letto; poi, appoggiandosi +a Gasparo, cercò di rizzarsi in piedi, ma le vennero meno le forze e +s'abbandonò come una massa inerte tra le braccia del fratello. + +Il dottore ch'era ancora nella stanza, accorse subito, e vedendo la +faccia stravolta, gli occhi smarriti, il pallore cadaverico della +giovane, capì subito di che cosa si trattava. Era di nuovo il colèra, un +colèra de' più gravi, di quelli che lasciano meno tempo alle difese. Il +male che aveva testè ucciso il marito ora investiva con raddoppiata +violenza la moglie. + +--E poi negheranno il contagio!--disse tra sè il valentuomo, il quale, +per far prevalere la teoria del contagio, aveva sostenuto fiere +battaglie con alcuni colleghi. E non vorremmo giurare che l'idea di +poter gettare in viso agli oppositori un nuovo esempio a sostegno della +sua tesi, non gli desse qualche soddisfazione. Tanto più che il triste +caso di Fortunata pareva dargli ragione su un altro punto. Questo aveva +tutta l'aria di esser colèra fulminante, e anche il colèra fulminante +negavano que' caparbi, e pretendevano che in Europa non se ne fosse mai +visto. + +Si trasportò Fortunata nella camera vicina a quella dov'era morto +Leonardo. S'era pensato sulle prime di trasportarla a casa, ma ella, +pienamente in sè e pienamente consapevole del suo stato, supplicò che +la lasciassero morir lì. Non voleva comunicare a' suoi genitori e a sua +figlia il germe della malattia... o forse, giacchè il cielo le aveva +accordato la grazia di ricongiungersi a suo marito, non voleva +staccarsene più. + +Forte in mezzo agli strazi, come non era stata mai nelle condizioni +ordinarie della vita, ella scongiurava il medico di non tormentarla coi +rimedi; già ella capiva ch'era suonata la sua ora e che Iddio la +chiamava a sè.... avesse almeno potuto avere un prete!... + +Gasparo si mosse per andare a cercarne uno, ma ella col po' di voce che +le rimaneva: + +--Per carità non allontanarti--gli disse. + +In pari tempo rivolse al medico uno sguardo supplichevole. Il buon +dottore comprese il significato di quella muta preghiera, fece a Gasparo +cenno di rimanere e s'avviò: + +--In un quarto d'ora vado e torno. + +--Gasparo--mormorò Fortunata, quando fu sola con suo fratello--il +Signore sa quel che si fa.... Se fossi venuta teco a Londra ti sarei +stata d'impaccio... sempre malinconica, sempre piagnucolosa.... Se +invece all'ultimo momento mi fossi rifiutata di venire, tu non avresti +voluto privarmi della mia bambina.... + +--No, Fortunata.... + +--E allora il tuo esilio sarebbe stato più tristo.... È meglio così.... +Te la raccomando, la mia Margherita.... Parlale qualche volta di me.... +E se le nomini suo padre, non insegnarle a disprezzare la sua +memoria.... Promettimi che compiacerai alla tua povera sorella. + +--Te lo prometto, sì, te lo prometto con tutta l'anima. + +--Grazie.... E il babbo e la mamma... poveri vecchi, che restan soli nel +mondo... li vedrai, non è vero, prima di partire? Salutali, di' loro che +mi perdonino se non fui sempre una figliuola ubbidiente... e tu pure... + +Uno spasimo acuto le troncò la frase, e la voce le si estinse in un +gemito. + +Quando tornò il dottore, e poco dopo di lui venne il prete ch'egli era +andato a chiamare, gli occhi dell'ammalata nuotavano già nella morte. Ma +ell'era sempre presente a sè stessa e potè accompagnare col movimento +delle labbra le preghiere del sacerdote e volger di tanto in tanto lo +sguardo all'uscio della camera vicina, come se intendesse che quelle +preghiere dovessero valere anche pel disgraziato che non era più in caso +di sentirle. + +Era l'ora del tramonto; il sole prima di nascondersi dietro un palazzone +che sorgeva dall'altra parte del canale mandò un fascio di raggi nella +stanza e tinse d'una luce purpurea il letto improvvisato e la faccia +livida della morente. Ella s'agitò in un'ultima convulsione, poi le sue +membra s'irrigidirono per sempre. + +Gasparo ebbe un ruggito da leone.--Morta, morta! Infelicissima sorella +mia, che non hai fatto altro che patire!... Morta per cagione di quel +miserabile! E non dovrò maledirlo? + +Ma quell'impeto durò poco. Il tempo stringeva e Gasparo aveva ancora un +terribile ufficio da compiere: annunziare ai suoi genitori la nuova, +inattesa sciagura che piombava loro sul capo. + +Egli strappò un foglietto da un taccuino e scrisse col lapis poche righe +a un amico sulla cui devozione poteva fare assegnamento. «Sai che devo +partire domattina sotto pena di essere preso e fucilato dagli Austriaci. +Mia sorella»--a questo punto egli ebbe un'esitazione, ma la vinse e +proseguì:--«e mio cognato son morti or ora di colèra in due stanze a +tetto del palazzo Bollati. Intenditi col dottore X... per la +tumulazione. Fa quello che faresti se la sventura (che il cielo tenga +sempre lontano da te) avesse battuto alla tua porta. In un momento come +questo non posso dare un tale incarico a mio padre. Addio: quando mi +sarò posato in qualche luogo (spero di fermarmi a Londra) ti riscriverò +e ti indicherò il mio recapito. Addio, e grazie dal fondo del cuore. A +rivederci in tempi migliori.» + +Com'ebbe finito di scrivere, piegò il foglietto in due, vi fece +l'indirizzo e lo consegnò al dottore. + +--È stato tanto buono; m'usi un'ultima cortesia. Mandi questo biglietto +al mio amico--e glielo nominò--che lei conosce benissimo e si metta +d'accordo con lui per tutto quello che resta da fare. + +Il medico chinò la testa in sogno d'assenso e promise a Gasparo che +avrebbe anche pensato a trovar chi vegliasse nella notte quei poveri +morti. + +--Non sono ricco, sto per prendere la via dell'esilio--disse Gasparo con +voce commossa--non posso compensarla come vorrei, ma una memoria.... + +E si toglieva un anello dal dito, ma il dottore l'interruppe vivamente: + +--No, Rialdi, io non accetto nulla... assolutamente nulla... Ogni più +piccolo oggetto può esser necessario ad un esule.... + +--Ma... + +--Non ne parliamo.... Mi dia piuttosto un bacio, e buon viaggio.... + +Gasparo abbracciò intenerito il dottore, sfiorò ancora una volta con le +labbra la fronte gelida di Fortunata e corse a precipizio giù per le +scale. Uscito dal palazzo, egli fece in un lampo la strada che lo +divideva da casa sua. + +Il conte Luca e la contessa Zanze lo aspettavano con ansietà. + +--E Fortunata?--essi chiesero a una voce vedendolo arrivar +solo.--Dov'è?... È rimasta lì?... Quando verrà? + +--Fortunata...--principiò Gasparo. Ma invece di continuare, +balbettò:--Coraggio, padre mio, coraggio, mamma... Armatevi di tutta la +vostra forza, chè ne avete bisogno. + +Quelle parole, quelle lagrime, che invano rattenute velavano due occhi +non avvezzi a spargerne, lasciavano indovinare il peggio. + +--Gasparo--gridò la contessa--tu non diresti di più se tua sorella fosse +morta! + +Il giovino chinò la fronte in silenzio. Rinunziamo a descrivere la scena +che ne seguì per non render ancora più triste questo capitolo già pieno +di tante pubbliche e private tristezze, e perchè ci sembra che l'ora +incalzi anche noi e ci costringa innanzi tutto a mettere in salvo il +nostro ufficiale. Questa partenza inevitabile, imminente, era quella +sera, in casa Rialdi, un dolore di più, e nello stesso tempo una +distrazione al dolore. Non c'era caso, bisognava occuparsene, far gli +ultimi preparativi, dar l'ultime disposizioni, e per conseguenza, di +tratto in tratto, pensare ad altro, parlar d'altro che della tragica +fine di Fortunata. + +Intanto Margherita dormiva. Poichè ella doveva alzarsi per tempissimo, +l'avevano messa a letto subito dopo desinare, poco prima che Gasparo +giungesse, ed ella, appena posata la testa sul capezzale, aveva trovato +il sonno dolce e profondo dell'infanzia. + +Degli altri di casa, come si può ben credere, non chiuse occhio in +quella notte nessuno. Ma, verso il mattino, Gasparo sforzò i suoi +genitori a ritirarsi nella loro stanza per un paio d'ore; avrebbe +vestito lui la bambina. + +--Sei proprio irremovibile?--disse la contessa.--Vuoi portarcela via? +Vedi come restiamo soli. + +Oh Gasparo lo sapeva, e ne sentiva in cuore una profonda pietà. Ma anche +egli era solo, e da mesi e mesi il pensiero di condur seco questa +fanciulla, di tenersela come propria figlia, era per la sua anima un +raggio di luce che rischiarava le tenebre dell'avvenire. E poi, +nonostante tutte le amarezze, tutte le incertezze dell'esilio, gli +pareva di provveder meglio alla sorte di Margherita conducendola con sè +che lasciandola presso i nonni. + +--Sì, mamma--egli rispose con affetto.--Credi pure ch'è meglio così... +Un giorno, se la fortuna m'arride, verrete voi altri a raggiungerci. + +La contessa Zanze non insistette. + +Alle quattro del mattino Gasparo entrò nella camera della nipote. +Margherita dormiva tranquilla, con la sua puppattola al fianco, con un +braccio nudo piegato sotto la testa, in una positura simile a quella in +cui egli l'aveva vista la prima volta. Accanto alla cuna della bimba +c'era il letto della sua povera mamma, intatto, con le lenzuola +rimboccate. + +--Margherita--chiamò Gaspare--o Margherita. + +E la scosse dolcemente. + +Ella si risentì, aperse gli occhi, si guardò intorno e disse:--La +mamma... voglio la mamma. + +--Sono io, Margherita, sono lo zio Gasparo.... Lo sai che si deve +partire insieme. + +--Ma anche la mamma... + +--La mamma--egli soggiunse con pietosa bugia--è andata avanti... La +troveremo... Su, su.... + +Margherita si lasciò persuadere, e, aiutata dallo zio e da una donna di +servizio, fu pronta in pochi minuti. Anche il suo piccolo bagaglio era +pronto. + +Ma convenne assolutamente prender seco un altro piccolo personaggio, un +personaggio di legno, _la nuova Lilì_, da cui Margherita non voleva +staccarsi a nessun patto.--Gliel'ho promesso--ella diceva con la maggior +gravità--e anche la mamma glielo ha promesso. + +Storditi sotto il cumulo di tanti dolori, il conte Luca e la contessa +Zanze benedissero il figlio e la nipote quasi senza parole, quasi senza +lagrime. Solo quando l'uscio si richiuse dietro i due profughi, si sentì +dalla stanza uno scoppio rumoroso di pianto. + +Gasparo e Margherita entrarono in una gondola. I canali interni della +città erano ancora avvolti nell'ombra, ma, guardando in su, si vedevano +i comignoli delle case illuminati dal sole. E appena la gondola sboccò +in laguna, il Molo, la Riva degli Schiavoni, la Salute, i Giardini, San +Giorgio apparvero nuotanti in un mare di luce. Gasparo mise la testa +fuori del finestrino del _felze_, ma la ritirò bruscamente... Sul forte +di San Giorgio sventolava la bandiera gialla e nera. + +Il giovane ufficiale si coprì il viso con le mani e stette un pezzo +immobile e taciturno. + +--Ma dov'è la mamma?--ridomandò Margherita. + +Gasparo si scosse, passò un braccio intorno al collo della piccina e +ripetè: + +--La mamma... è andata avanti. + +Giunsero al Lido e s'imbarcarono sopra un vapore ch'era pieno di gente. +Non tutti emigranti però; alcuni erano venuti lì soltanto per +accompagnarvi i congiunti e gli amici. + +Margherita girò gli occhi inquieta e chiese di nuovo:--C'è qui la mamma? + +--No, bimba mia, non è qui... è andata avanti. + +La macchina diede tre fischi. Si scambiarono ancora una volta i baci, i +saluti, gli auguri, le parole di conforto e di speranza; poi quelli che +non dovevano partire discesero in fretta. + +Il vapore si mosse. Raccolti sulla coperta, con lo sguardo fisso verso +una parte, gli esuli mandarono un ultimo addio alla città che pareva +fuggir dinanzi a loro. E chi singhiozzava, e chi piangeva in silenzio, e +chi imprecava al destino e chi invocava il giorno della riscossa. + +Margherita era seduta sulle ginocchia dello zio. + +--Dove si va adesso? + +--Adesso--egli rispose--andiamo intanto in un paese che si chiama Corfù. + +--La troveremo lì, la mamma? + +C'era un'ansietà così dolorosa nell'accento della fanciulla che Gasparo +non ebbe il coraggio di dirle il vero e baciandola teneramente le +susurrò con un filo di voce: + +--Se la troveremo?... Chi sa?... Forse sì. + +Margherita si calò giù pian pianino, prese _la nuova Lilì_ che giaceva +ai suoi piedi, le riannodò intorno alla vita un nastro bianco rosso e +verde che s'era sciolto e si mise a canticchiare + + Tre colori, tre colori, + ecc., ecc. + +Quel giorno stesso, nel pomeriggio, le truppe austriache, inghirlandate +di mirto, entravano in Venezia come in una tomba, senza destare sul loro +passaggio neppur uno di quei gridi che salutano i vincitori. Passando in +gondola davanti al palazzo Bollati un maggiore spiegava all'ufficiale +ch'era con lui come quel palazzo avesse appartenuto ai suoi suoceri e +fosse poi andato all'asta e diventato proprietà d'un inglese. L'ultimo +dei Bollati s'era ridotto a vivere in tre stanze a tetto. A questo punto +eran decaduti molti nobili veneti! Il maggiore soggiungeva che come +unico erede della marchesa sua moglie, morta alcuni mesi addietro in +Moravia, egli aveva il diritto di veder davvicino come stessero le cose +e che a un tale diritto non intendeva punto di rinunziare. Oh, S. E. il +Governatore militare Gorzkowsky avrebbe fatto far giudizio ai Tribunali +italiani. + +Chi parlava così era il signor marchese Ernesto Geisenburg-Rudingen von +Rudingen, rimasto vedovo, e promosso da capitano a maggiore durante la +guerra. E mentr'egli parlava, nella soffitta del palazzo Bollati, i +becchini chiudevano nella cassa il conte Leonardo, ultimo rampollo d'una +famiglia di dogi. + + + FINE. + + + + +MILANO.--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO. + + + L'ILLUSTRAZIONE ITALIANA + + Anno X--1883. + + È IL SOLO GRANDE GIORNALE ILLUSTRATO D'ITALIA + + CON DISEGNI ORIGINALI D'ARTISTI ITALIANI + + _Esce ogni domenica in sedici pagine in-4 grande_ + + I 52 fascicoli stampati in carta di lusso formano in fine d'ogni + anno due magnifici volumi di 816 pagine di testo, illustrate da + oltre 500 incisioni; ogni volume ha la coperta, il frontispizio e + l'indice, e forma il più ricco degli Album e delle Strenne. + + ANNO, L. =25=--SEMESTRE, L. =13=--TRIMESTRE, L. =7=. + + Per l'Estero, lire 32 l'anno. + + * * * * * + + RICORDO-ALBUM + =DELL'ESPOSIZIONE DI BELLE ARTI= + =A ROMA (1883)= + + Questo elegantissimo volume in foglio, formato-Album, comprende + =ottanta= tavole tirate a parte con gran cura, che riproducono i + più lodati quadri e statue dell'Esposizione....... =Lire 12 --= + +Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano. + + + + +MILANO.--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO. + + + =I TESORI D'ARTE DELL'ITALIA= + + di + + CARLO DE LUTZOW + + =Opera splendidamente illustrata da 50 ACQUEFORTI= + =e da 250 incisioni in legno= + +Quest'opera di gran lusso esce contemporaneamente a Stuttgard, a Parigi +e a Milano. L'autore è uno dei più illustri storici e critici d'arte, e +gode una reputazione europea. Nella sua nuova opera, egli non segue +l'andamento delle epoche storiche, ma si conforma alla geniale varietà +dei viaggi artistici. Si va da Venezia a Treviso, a Padova, a Verona, a +Milano, a Torino, si passa per l'Emilia a Bologna, a Ravenna. Si gira +tutta la Toscana e tutta l'Umbria, si fa una lunga fermata a Roma, e +percorso tutto il Napoletano, da Napoli per Trani e Bari si termina in +Sicilia davanti all'antica Selinunte. Le illustrazioni sono di tre +specie: le acqueforti,--belle, morbide, veramente artistiche,--saranno +non meno di cinquanta;--le incisioni in legno, di quadri, statue e +monumenti, oltre a duecento;--e gli ornamenti tipografici, che sono +circa altre cinquanta incisioni di quadri, ornati, sculture, disegni, +ecc. Pregio singolare di quest'opera artistica per eccellenza, è questo: +che oltre alle riproduzioni dei più celebri capolavori, vi sono +riprodotti moltissimi altri capolavori che finora non erano conosciuti +dall'universale, ma restavano serbati all'ammirazione dei più intendenti +dell'arte. Citiamo ad esempio, le ammirabili pitture di Tiziano nella +scuola del Santo a Padova, la pala del Giorgione esistente in +Castelfranco, i freschi di Onigo nel Trevigiano, l'incoronazione della +Vergine del Romanino di Brescia, ecc. L'autore passando dalle capitali +delle scuole italiane ai dintorni, visitando Castelfranco e Treviso, +come Castiglione Olona e Pienza e Montepulciano e Monte Fiorentino, ha +potuto arricchire la sua opera di tavole che invano si cercano nelle +altre opere illustrative dell'arte italiana. + + * * * * * + +_Quest'opera di un lusso eccezionale uscirà in 25 o 30 dispense. Ogni +dispensa, oltre ai disegni nel testo, ha =due incisioni all'acqua forte= +di eminenti artisti._ + + =_Lire TRE la dispensa._= + ASSOCIAZIONE ALL'OPERA COMPLETA: =L. 75.= + =Per l'Estero, Franchi 90.= + +Dirigere commissioni o vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano. + + + + +MILANO.--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO. + + + TORINO + E + =L'ESPOSIZIONE NAZIONALE DEL 1884= + +Le case Fratelli Treves di Milano e Roux e Favale di Torino hanno +ottenuto la concessione del _giornale ufficiale illustrato +dell'Esposizione_. Esso uscirà col titolo sopradetto, ed avrà la +collaborazione dei più celebri scrittori come De Amicis, Giacosa, +Guerrini, Yorik, Lessona, ecc., e artisti della penisola, come Dalbono, +Paolocci, Matania, Ximenes, ecc. I primi numeri usciranno fin dalla metà +del 1883. Si ricevono associazioni a 40 numeri per =Lire 10=. + +Richiamiamo l'attenzione degli industriali sull'importanza che avrà la +pubblicità di questo giornale che sarà tirato a 25,000 esemplari nella +galleria stessa dell'esposizione: + + PREZZO DELLE INSERZIONI + =Centesimi 50 la linea.= + ==> =Affrettare le domande di inserzioni per i primi numeri.= + +Dirigere commissioni o vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano. + + + + + * * * * * + + +NOTA DEL TRASCRITTORE + +L'ortografia originale è stata mantenuta. Minimi errori +tipografici di punteggiatura sono stati corretti senza +annotazioni. + +Sono state fatte le seguenti correzioni (il testo originale +è sulla riga superiore): + + Ernesto Geisenburg-Rudingen von Rudingen ufficiale + Ernesto Geisenburg-Rudingen von Rudigen ufficiale + + così digrignava i denti e agitava le le braccia + così digrignava i denti e agitava le braccia + + il povero contino Leonardo fu pulitamento + il povero contino Leonardo fu pulitamente + + sensa osare di contraddirgli) e largheggiava + senza osare di contraddirgli) e largheggiava + + Affacciandosi a un finestino che dava + Affacciandosi a un finestrino che dava + + l'aria di guardarlo d'alto in basso, di rimprorargli + l'aria di guardarlo d'alto in basso, di rimproverargli + +Le seguenti grafie alternative sono state mantenute: + + follia/follìa + mormorio/mormorìo + seguiti/seguìti + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Dal primo piano alla soffitta, by +Enrico Castelnuovo + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK DAL PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA *** + +***** This file should be named 30663-8.txt or 30663-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/0/6/6/30663/ + +Produced by Emanuela Piasentini and the Online Distributed +Proofreading Team at http://www.pgdp.net + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. 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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Dal primo piano alla soffitta + +Author: Enrico Castelnuovo + +Release Date: December 13, 2009 [EBook #30663] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK DAL PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA *** + + + + +Produced by Emanuela Piasentini and the Online Distributed +Proofreading Team at http://www.pgdp.net + + + + + + +</pre> + + +<h1 class="ss">DAL PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA.</h1> + +<h2>Indice</h2> +<table summary="indice"> +<tr><td>Capitolo <a href="#I"><b>I.</b></a></td> +<td>Capitolo <a href="#II"><b>II.</b></a><br /></td> +<td>Capitolo <a href="#III"><b>III.</b></a></td> +<td>Capitolo <a href="#IV"><b>IV.</b></a></td></tr> +<tr><td>Capitolo <a href="#V"><b>V.</b></a></td> +<td>Capitolo <a href="#VI"><b>VI.</b></a></td> +<td>Capitolo <a href="#VII"><b>VII.</b></a></td> +<td>Capitolo <a href="#VIII"><b>VIII.</b></a></td></tr> +<tr><td>Capitolo <a href="#IX"><b>IX.</b></a></td> +<td>Capitolo <a href="#X"><b>X.</b></a></td> +<td>Capitolo <a href="#XI"><b>XI.</b></a></td> +<td>Capitolo <a href="#XII"><b>XII.</b></a></td></tr> +<tr><td>Capitolo <a href="#XIII"><b>XIII.</b></a></td> +<td>Capitolo <a href="#XIV"><b>XIV.</b></a></td> +<td>Capitolo <a href="#XV"><b>XV.</b></a></td> +<td>Capitolo <a href="#XVI"><b>XVI.</b></a></td></tr> +<tr><td>Capitolo <a href="#XVII"><b>XVII.</b></a></td> +<td>Capitolo <a href="#XVIII"><b>XVIII.</b></a></td> +<td>Capitolo <a href="#XIX"><b>XIX.</b></a></td> +<td>Capitolo <a href="#XX"><b>XX.</b></a></td></tr> +<tr><td>Capitolo <a href="#XXI"><b>XXI.</b></a></td> +<td>Capitolo <a href="#XXII"><b>XXII.</b></a></td> +<td>Capitolo <a href="#XXIII"><b>XXIII.</b></a></td> +<td>Capitolo <a href="#XXIV"><b>XXIV.</b></a></td></tr> +<tr><td class="center" colspan="2">Capitolo <a href="#XXV"><b>XXV.</b></a></td> +<td class="center" colspan="2">Capitolo <a href="#XXVI"><b>XXVI.</b></a></td></tr> +</table> + + + + + +<p class="center noi" style="margin-top: 3em;">DEL MEDESIMO AUTORE:</p> + +<table summary="biblio"> +<tr> +<td>Alla finestra</td><td class="right">L. 3 —</td></tr> +<tr> +<td>Nella lotta</td><td class="right">L. 3 —</td></tr> +<tr> +<td>La Contessina</td><td class="right">L. 3 —</td></tr> +<tr> +<td>Sorrisi e lagrime</td><td class="right">L. 3 50</td></tr> +</table> + + + + +<h1><span class="lighter g">DAL</span><br /><br /> + +PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA<br /><br /></h1> + + +<p class="center noi"><span class="g">ROMANZO</span><br /><br /> + + <span class="smaller">DI</span><br /><br /> + + <big>ENRICO CASTELNUOVO</big><br /><br /> + + <i><b>Seconda Edizione.</b></i></p> + +<p class="center noi g"> MILANO<br /><br /> + +<span class="smaller"> FRATELLI TREVES, EDITORI</span></p> + +<p class="center noi"> 1883.</p> + +<hr class="hid" /> + +<p class="center noi smaller"> PROPRIETÀ LETTERARIA.<br /><br /> + + Tip. Fratelli Treves.</p> +<p><span class="pagenum"><a name="Page_1" id="Page_1">[1]</a></span></p> + + + +<h1 class="ss lighter">DAL PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA</h1> + + + +<hr /> +<h2><a name="I" id="I"></a>I.</h2> + + +<p>Qualunque spettacolo ci fosse sul Canal Grande, +s’era sicuri di veder folla in palazzo Bollati. +Figuriamoci poi quanta gente s’aspettasse quella +domenica 7 ottobre 1838 in cui ci doveva essere +la regata in onore di S. M. Ferdinando I, +venuto insieme con l’augusta consorte a beatificare +di sua presenza la fedele città di Venezia.</p> + +<p>Già fin dalla mattina si vedeva una gran confusione, +una grand’affaccendarsi dei servi a lavare +i pavimenti, a spolverare i mobili, a fregar +le maniglie degli usci, a mettere i damaschi +fuori delle finestre. Il contino Leonardo, +ragazzo di circa quindici anni, era giù alla <i>riva</i> +in mezzo ai tappezzieri che stavano compiendo +l’addobbo della <i>bissona</i> l’<i>Uscocca</i>, allestita per +cura e a spese della famiglia Bollati, e nella +<span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2">[2]</a></span>quale egli stesso, il contino, sarebbe entrato più +tardi. E alla riva c’era anche Tita, uno dei +barcaiuoli di casa, col suo gondolino, che doveva +prender parte alla gara e che portava il +numero 6. Naturalmente, Tita aveva la testa +piena del grande avvenimento e discuteva col +padroncino circa al merito dei varii competitori +ch’erano su per giù quelli dell’ultima regata. +C’era però questa volta un giovine muranese, +un tal Nane Sandretti detto Bisatto, di +cui nessuno aveva sentito parlare fino a poche +settimane addietro e del quale si pronosticavano +miracoli. Sarà benissimo.... Forza ne aveva +sicuramente, ma la forza non basta. Tita voleva +mostrarsi imparziale; nondimeno egli doveva +dire la sua opinione, ed era questa: che +i Muranesi avessero a stare a Murano e a farsi +le loro regate per sè. In quanto a lui, il Bisatto +non gli faceva paura e con l’aiuto della Madonna +sperava di guadagnarsi anche quest’anno +la sua brava bandiera rossa. Non si lagnava +del compagno che gli avevano dato, uno fra i +pochi <i>Castelani</i> che sapessero tenere il remo<a name="FNanchor_1_1" id="FNanchor_1_1"></a><a href="#Footnote_1_1" class="fnanchor">[1]</a>. +Tita aggiungeva poi alcune savie considerazioni +sul tempo che non era perfettamente sereno, +ma che, secondo lui, si sarebbe mantenuto +abbastanza buono fino a notte, sul riflusso<span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3">[3]</a></span> +che sarebbe cominciato fra le cinque e le cinque +e mezzo, e su altri argomenti di non minore +importanza. Anche il conte Zaccaria, padre +di Leonardo, s’era alzato di buon mattino e +girava su e giù per le stanze in compagnia dell’agente +generale, <i>sior</i> Bortolo, descrivendogli l’accoglienze +ricevute il dì prima da Sua Maestà, la +quale s’era mostrata informatissima della grandezza +dei Bollati e gli aveva detto subito!—Ah, +Bollati.... nome storico.... conosco.—E il +conte Zaccaria osservava che, quando si ha un +nome storico, si ha l’obbligo di curarne lo splendore +senza badar troppo al dispendio, e che +già ci son certe spese le quali possono considerarsi +più ch’altro una buona investita di capitali, +e ch’egli non era pentito sicuramente +d’aver fatto ristaurare il palazzo e addobbare +l’<i>Uscocca</i>, perch’eran tutte cose le quali tornavano +a lustro della famiglia. Parole d’oro a cui +<i>sior</i> Bortolo, uomo furbo e discreto, si guardava +bene dal contraddire.</p> + +<p>Se il conte Zaccaria era disposto quella mattina +a veder tutto color rosa, la nobildonna +Chiaretta, sua illustre consorte, pessimista per +indole, s’era svegliata d’umor più nero del +consueto. Essa diceva chiaro alla cameriera che +non vedeva l’ora che questa baldoria finisse, e +ch’era una vita da cani, e che, se durava ancora +un mese così, ci avrebbe rimesso la pelle. +Meno male se l’amor proprio fosse stato soddisfatto. +Ma ci voleva quel grullo di suo marito +per contentarsene. Ormai tutti potevano<span class="pagenum"><a name="Page_4" id="Page_4">[4]</a></span> +avvicinare i Sovrani, tutti potevano andare a +Corte, ed ella aveva avuto l’umiliazione di +trovarvi certe donnette che non avrebbe ricevuto +in casa sua, certe contesse di princisbecco +che non si sapeva di dove venissero. Al +gran ballo poi sarebbe stato uno scandalo addirittura. +Eran stati messi in giro duemila inviti +e s’era dovuto discendere fino ai nobili +dell’Ordine dei <i>segretarii</i>, fino ai cavalieri della +Corona di ferro di terza classe, fino ai mercanti +arricchiti e alle loro femmine. Che più? +Si diceva, ma questo la contessa Chiaretta non +voleva crederlo, che ci sarebbe stata anche la +moglie d’un banchiere ebreo. In verità, eran cose +che a pensarci facevano salire i rossori al viso, +e quando Sua Eccellenza Chiaretta ci pensava, +le veniva quasi quasi la voglia di affigliarsi alla +setta della <i>Giovine Italia</i>. Intanto oggi c’era la +seccatura di vedersi il palazzo pieno di gente, +forestieri in gran parte, per merito soprattutto +del suo signor genero e della sua signora figliuola, +che quand’erano a Venezia le <i>intedescavano</i> la +casa.</p> + +<p>La contessina Maddalena Bollati, figlia primogenita +delle loro Eccellenze Zaccaria e Chiaretta, +s’era sposata due anni addietro, uscita +appena dalle Salesiane, col signor marchese +Ernesto Geisenburg-Rudingen von <a name="tn4" id="tn4"></a><ins class="correction" title="originale: Rudigen">Rudingen</ins> ufficiale +degli ussari, possessore di molte terre e +castella in Moravia. Matrimonio levato a cielo +dagli uni, aspramente censurato dagli altri, +tanta è la varietà degli umani giudizii. Per noi<span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span> +due cose sole son certe: <i>primo</i>, che il nome del +marchese Ernesto Geisenburg-Rudingen von +Rudingen figurava nell’almanacco di Gotha, e, +via, ci pare che bisogni discorrer con qualche +riguardo d’una persona ch’è registrata nell’almanacco +di Gotha; <i>secondo</i>, che il detto signor +marchese possedeva quella prosopopea che si +conviene ai grandi personaggi. La boria dei +Bollati non era nemmeno paragonabile a quella +del loro signor genero. L’aristocrazia veneziana +si sa, visse sempre in dimestichezza col popolo +e il suo orgoglio di casta prese tutt’al più la +forma d’una famigliarità impertinente. Ma l’aristocrazia +tedesca non ammette scherzi e vuol +far capire ai semplici mortali ch’è già una sua +gran degnazione s’ella permette agli altri di tirare +il fiato alla sua presenza. Siccome poi il +marchese Ernesto aveva appiccicato le sue belle +qualità alla consorte, così la vicinanza della +nobilissima coppia faceva l’effetto d’una pietra +da mulino sullo stomaco.</p> + +<p>I coniugi Geisenburg-Rudingen von Rudingen, +venuti a Venezia apposta per ossequiare le +LL. MM, erano ospiti in casa Bollati da due +settimane, e proprio nel momento in cui la contessa +Chiaretta si sfogava in querimonie con +la cameriera, la marchesa Maddalena strapazzava +in tedesco la sua <i>Zimmermädchen</i>, e il marchese +Ernesto con l’aiuto d’un servo si metteva +il busto e si stringeva la vita. Bisogna notare +che il marchese, afflitto da obesità prematura, +doveva far sforzi erculei per dissimulare la sua<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span> +imperfezione e per esser contenuto nella sua +succinta divisa di capitano di cavalleria. E +quando tra lui e il servo avevano sudato due +buone ore, il signor marchese acquistava l’apparenza +di un 8 pietrificato. Si capisce come +queste condizioni fisiche non gli permettessero +di restar nell’esercito, ed egli infatti aveva +chiesto e ottenuto la sua licenza, conservando +però il diritto di vestir l’uniforme.</p> + +<p>Non sarà inopportuno per ultimo di dare una +capatina in una stanza del secondo piano dove +si trova inchiodato da due anni per una paralisi +alle gambe il padrone vecchio, l’ottuagenario +conte Leonardo, comandante di galera +ai tempi della Serenissima. Lungo, stecchito, +grinzoso, il conte Leonardo era sdraiato sur +una poltrona presso una finestra che guarda il +Canalazzo, mentre dietro di lui un barbiere +antidiluviano gli pettinava il parrucchino e gli +ravviava i quattro peli tinti delle basette. Il +conte Leonardo, che aveva ancora sciolta la +lingua e pronta la memoria, stava passando in +rassegna le innumerevoli regate a cui aveva +assistito nella sua vita. Gl’importava molto di +veder quella d’oggi, egli che aveva visto quelle +per l’Imperatore Giuseppe II, per i duchi del +Nord, per il conte di Haga, per Napoleone e +pel principe Eugenio!</p> + +<p>E il barbiere, rincarando la dose, soggiungeva:—Chi +ha visto ciò che si faceva sotto +San Marco non ha più nulla da vedere. Eh, +<i>lustrissimo</i>, a pensare che se invece di quel<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span> +minchione del Condulmer ci fosse stato lei a +capo della flotta, avremmo ancora la nostra +Repubblica!...</p> + +<p>—Via, via—rispondeva modestamente Sua +Eccellenza—la cosa non era tanto facile.... Quei +maledetti Francesi erano un osso duro da rodere.</p> + +<p>Ma il barbiere non si dava per vinto.</p> + +<p>—Ci son mancati gli uomini, ecco il male. +Il cavalier Emo era morto, e il solo che potesse +supplirlo era tenuto in un posto subalterno. +Così ci son capitate addosso tutte le disgrazie. +Prima quei matti del Governo democratico, poi +i <i>patatuchi</i>, poi i Francesi, poi i <i>patatuchi</i> da +capo, che il diavolo se li porti....</p> + +<p>Il conte Leonardo gli diede sulla voce:</p> + +<p>—Non vi fate sentire dal marito di mia nipote.</p> + +<p>L’altro si strinse nelle spalle.—Io non sono +che un miserabile insetto, ma Vostra Eccellenza +sa che quel matrimonio....</p> + +<p>—Non l’avete mai potuto digerire.</p> + +<p>—A me non toccherebbe parlare, ma santo +Iddio, c’era proprio bisogno che una damigella +Bollati andasse a cercarsi lo sposo laggiù?</p> + +<p>—Cosa volete? Si sono innamorati del nome.</p> + +<p>—Un nome che riempie la bocca.... Bel gusto.</p> + +<p>—Un gusto come un altro... Per me tanto li +ho lasciati fare, che non ho mai voluto perdere +il mio tempo a raddrizzar le gambe ai cani.... +E.... che novità ci sono in paese?</p> + +<p>—Ma! Tutte queste feste....</p> + +<p>—Ne ho intronata la testa da mio figlio e +da mia nuora.... Novità d’altro genere?...<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span></p> + +<p>—Non saprei.... Pare che il Patriarca si sia +intromesso perchè il nobil’uomo Zulian riprenda +in casa la moglie.</p> + +<p>—La riprenderà, la riprenderà.... Anche suo +padre ha fatto lo stesso.</p> + +<p>Gli occhi del vecchio luccicarono.</p> + +<p>—Vostra Eccellenza ne sa qualche cosa—soggiunse +maliziosamente il barbiere.</p> + +<p>—<i>In temporibus illis</i>.... E poi?</p> + +<p>—Dicono che la signora Giuliana Polo non +voglia più fra i piedi Sua Eccellenza Barbarigo...</p> + +<p>—Scene di gelosia a settant’anni?</p> + +<p>—Pare che la signora Giuliana abbia colto +l’amico in flagranti.</p> + +<p>—Eh?—esclamò il conte Leonardo sbarrando +gli occhi.—In flagranti? Con chi?</p> + +<p>—Non saranno state che carezze innocenti..... +con la cameriera.</p> + +<p>—Briccone d’un Barbarigo!... Avanti.</p> + +<p>—Hanno messo il sequestro sui beni dei Napodano.</p> + +<p>—Era da aspettarselo.... È finito?</p> + +<p>—È morto il ragazzo Partecipazio.</p> + +<p>Il nobil’uomo Leonardo tentennò il capo.—Ecco +un’altra grande famiglia che s’estingue. +Povero Libro d’oro!</p> + +<p>—Speriamo che i Bollati durino ancora per +secoli—disse il barbiere.—<i>In sæcula sæculorum.</i></p> + +<p>—Uhm!—borbottò tristamente il vecchio +patrizio. E troncò il colloquio.<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span></p> + +<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3> + +<div class="footnote"><p><a name="Footnote_1_1" id="Footnote_1_1"></a><a href="#FNanchor_1_1"><span class="label">[1]</span></a> È noto che i popolani di Venezia si distinguevano +in <i>Castelani</i> e <i>Nicoloti</i>, secondo ch’erano nati e +battezzati nell’una o nell’altra parte della città. Per +antica consuetudine, nella regata si mette in ciascun +<i>gondolino</i> un <i>Castelano</i> e un <i>Nicoloto</i>, assicurando +così un uguale successo alle due frazioni.</p></div> +</div> + + +<hr /> +<h2><a name="II" id="II"></a>II.</h2> + + +<p>La regata doveva cominciare alle cinque pomeridiane, +ma fin dalle quattro il piano nobile +del palazzo formicolava di dame e di cavalieri, +e il conte Zaccaria col pomposo genero a fianco +conduceva in giro per l’appartamento tre o +quattro austriaci d’alto affare, duri, impettiti, +coperti di decorazioni. Era un bel palazzo davvero +quello ch’egli mostrava a’ suoi ospiti, uno +di quegli edifizi maestosi e leggiadri ad un +tempo di cui gli architetti moderni hanno perduto +il segreto. <i>Stile del classicismo avviato alla +decadenza</i>, lo dicono le Guide, e ne attribuiscono +la costruzione al Sansovino o a uno dei +suoi discepoli. Cinquant’anni fa, esso era anche +uno dei pochi palazzi veneziani che nell’interno +serbassero il carattere primitivo. Dalle travi +dello spazioso androne pendevano due grandi +fanali che avevano già appartenuto a due galere +della Repubblica; il soffitto della lunga +sala era adorno di elegantissimi stucchi che incorniciavano +degli affreschi non privi di merito;<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span> +sopra gli usci che nella sala stessa s’aprivano +a destra e a sinistra c’erano dei ritratti di famiglia, +quali col corno ducale in testa, quali in +armatura, quali con la zimarra senatoriale, quali +col vestito paonazzo a larghe maniche dei procuratori +di San Marco. Altri quadri coprivano +le pareti, e fra i molti ce n’erano alcuni realmente +pregevoli, un Tintoretto, un Palma giovane, +un Paris Bordone. Il salotto di ricevimento, +i cui muri erano coperti d’arazzi di +Francia, aveva un caminetto di marmo scolpito +dal Vittoria, un’antica lumiera di Murano e due +bei candelabri di bronzo, che riproducevano in +assai minori proporzioni i due famosi della Cappella +del Rosario a’ SS. Giovanni e Paolo. Pesanti +cortine di damasco rosso, un po’ sfilacciate +e sgualcite, moderavano la luce ch’entrava dall’ampie +finestre, e la medesima stoffa rivestiva i +seggioloni dagli alti schienali intagliati ch’erano +disposti in giro simmetricamente e davano alla +stanza un aspetto grave e solenne, come se dovesse +a ogni momento adunarvisi il Consiglio +dei Dieci. Nel salottino attiguo si ammiravano +alcuni quadretti del Canaletto e del Longhi e +due pastelli di Rosalba Carriera. E qua e là, +nell’altre parti del palazzo, erano pure oggetti +artistici di pregio, senza contare le argenterie, +le maioliche, le porcellane. Si diceva, per esempio, +che la collezione di vecchio Sassonia ch’era +stata acquistata dal nobil’uomo Cristoforo Bollati +durante la sua ambasciata a Vienna fosse +la più bella che c’era in Venezia.<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span></p> + +<p>Mentre che il conte Zaccaria faceva da cicerone +agl’illustri forestieri e il marchese genero +gli serviva da interprete, gli altri invitati si +pigiavano nel salotto degli arazzi intorno alla +languida contessa Chiaretta, o, prudentemente, +prendevano il loro posto sul poggiuolo o davanti +a qualche finestra per goder meglio dello +spettacolo.</p> + +<p>Chi ha un po’ l’abitudine della società sa benissimo +che in ogni ricevimento, in ogni festa +c’è un manipolo di persone alle quali nessuno +bada e che i servi stessi dimenticano volontieri +nell’andar in giro coi rinfreschi. Sono i parenti +poveri, i vecchi conoscenti di famiglia, i maestri +dei bimbi, tutta gente a cui s’è detto a bocca +stretta:—Se venite ci farete un piacere—lasciando +sottintendere un’altra frase—Se non +venite, ce ne farete due.</p> + +<p>In questa condizione umiliante si trovavano +quel giorno il conte Luca e la contessa Zanze +Rialdi, cugini dei padroni, relegati insieme con +la loro figliuola Fortunata a una finestra di +fianco che dava sul <i>rio</i> e dalla quale il Canal +Grande si vedeva solo in iscorcio. Nè la finestra +era esclusivamente per i Rialdi, chè anzi +essi dovevano dividerla con Don Luigi, precettore +del contino Leonardo, e con un’altra signora +soprannominata la contessa Ficcanaso per +la rara abilità con cui essa riusciva a insinuarsi +dappertutto e a saper tutti i pettegolezzi della +città.</p> + +<p>La contessa Zanze e la contessa Ficcanaso si<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span> +facevano mille moine, ma in fondo non si potevano +soffrire. E quel giorno poi a trovarsi +appaiato nella stessa mortificazione provavano +una stizza grandissima.—Che vogliano levarsi +dai piedi la Ficcanaso—pensava la contessa +Zanze—questo si capisce, ma un trattamento +simile a me, che sono della famiglia!—E l’altra +diceva in cuor suo:—Facciano quante asinerie +vogliono a una parente povera; chè già +quella è una vera mignatta, ma usino i dovuti +riguardi a una persona del mio grado.</p> + +<p>Malgrado del disprezzo reciproco, è probabile +però che le due contesse si sarebbero sfogate +a sparlar dei padroni di casa se la presenza di +don Luigi non le avesse tenute in riga. E sì che +don Luigi della roba sullo stomaco ne aveva +anche lui, e aveva una voglia di dirne quattro! +Per San Filippo Neri! Un sacerdote par suo, +un letterato, il precettore del padroncino, il +cappellano della famiglia, cacciarlo in un angolo +come se fosse una spazzatura, come se si vergognassero +di lui! E si vantavano d’esser gente +devota alla Chiesa! Queste cose don Luigi le +aveva sulla punta della lingua, ma non le diceva +per paura degli altri, e specialmente di quelle +femmine chiacchierone. Così, per darsela ad intendere +a vicenda, il prete e le due signore +andavano a gara nel levare a cielo la bellezza +degli addobbi, il buon gusto dei ristauri e lo +sfarzo con cui si faceva tutto in casa Bollati, +e solo di tratto in tratto si permettevano qualche +osservazione a carico dell’una o dell’altra<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span> +fra le dame raccolte nel geniale ritrovo. Erano +allusioni velate, erano suggestioni piene di carità +evangelica, erano timidi dubbi seguìti dall’onesta +frase: Non bisogna credere alle cattiverie +del mondo;—erano lamentazioni generiche +sul pervertimento dei costumi e sulle gravi +conseguenze della vanità.</p> + +<p>Nè il conte Luca, nè Fortunata prendevano +parte a siffatte mormorazioni. Il conte Luca non +aveva fiele, e per lui, a metterlo in disparte, +gli facevano un piacere fiorito, chè alla società +egli non si era mai potuto avvezzare, e della +Regata non gliene importava un’acca, e sarebbe +rimasto ben volentieri a casa sua, davanti alla +scacchiera, l’unica passione della sua vita, a +studiarvi un problema intorno al quale ammattivano +da più giorni gli avventori del caffè alla +<i>Vittoria</i>. In quanto a Fortunata, ch’era una ragazzina +timida e sbiadita di dodici anni e mezzo, +non le veniva neppure in capo di lagnarsi del +posto che le avevano assegnato. Di dove era, +allungando un po’ il collo, ella vedeva benissimo +il Canal Grande, vedeva perfino le signore che +si facevano fresco sul poggiuolo d’un palazzo +prospettante il palazzo Bollati.</p> + +<p>Sotto la sua finestra poi, all’imboccatura del +<i>rio</i>, c’era un grosso battello che serviva a sbarrare +il passaggio (come s’usa nei giorni di regata), +ed era pieno di gente allegra, uomini, +donne, fanciulli che ingannavano il tempo mangiando +semi di popone e disputando romorosamente +intorno all’esito probabile della gara.<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span> +C’erano due partiti. Gli uni tenevano per Tita +Oliva, gli altri, meno numerosi, per quel Nane +Sandretti detto <i>Bisatto</i> ch’entrava in regata +per la prima volta. Tita, come sappiamo, era +il gondoliere di casa Bollati, e quando lo si +nominava, tutti gli occhi si alzavano verso la +finestra a cui era affacciata la ragazza Rialdi.</p> + +<p>Il cuore di Fortunata batteva anch’esso per +Tita, ch’era sempre gentile con lei e che la +chiamava padroncina. Nel venir a palazzo essa +lo aveva incontrato per istrada già vestito da +<i>regatante</i>, con la sua fascia rossa intorno alla +vita, l’aveva incontrato insieme con tre o quattro +altri compari, ed egli aveva salutato rispettosamente +lei, il conte Luca e la contessa Chiaretta, +e aveva detto:—Adesso si va col gondolino +ai Giardini, e speriamo bene.</p> + +<p>Come la Fortunata gli augurava il trionfo! +Come si sentiva inclinata verso quelli che parteggiavano +per lui, come l’indispettivano i fautori +di quel Nane Bisatto che aveva la petulanza +di venir a lottare coi provetti!</p> + +<p>Un fremito di voci umane, un rumore crescente +di applausi annunziò l’avvicinarsi delle +gondole di Corte, le quali, precedute e seguìte +dalle <i>bissone</i>, facevano il giro del Canal Grande +prima che i gondolini della regata si mettessero +in moto. Il corteggio passò e ripassò come un +lampo davanti al palazzo Bollati, dove le signore +sventolavano i fazzoletti e gli uomini gridavano +con quanto fiato avevano in corpo: <i>Viva +l’Imperatore, viva l’Imperatrice!</i> È utile rammentare<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span> +a questo proposito che, quantunque anche +in quel tempo vi fossero in Venezia uomini gagliardi +e generosi pronti a versare il loro sangue +per l’indipendenza della patria, e non mancassero +gli affigliati alla <i>Giovine Italia</i>, la grande +maggioranza della popolazione accettava rassegnata +il dominio austriaco e applaudiva i Sovrani +col solito entusiasmo della folla per tutto +ciò che brilla ed abbaglia.</p> + +<p>—Viva, viva!—strillava Fortunata con la +sua vocina. E continuava, rossa dall’emozione:—Ah, +ecco l’<i>Uscocca</i>, ecco l’<i>Uscocca</i>.... Mamma, +babbo, presto, guardate Leonardo.... Come sta +bene!</p> + +<p>In ginocchio sulla prora della sua svelta ed +elegante <i>bissona</i>, sotto un baldacchino tutto veli +e frangie inargentate, il contino Bollati animava +i rematori col gesto e con la voce, e pareva un +antenato di sè medesimo alla battaglia di Lepanto.</p> + +<p>—Ah!—seguitava la fanciulla in preda a +un nuovo parossismo d’ammirazione.—E quella +è la lancia del collegio di marina... ci dev’esser +Gasparo lì dentro... sì, sì... eccolo là.... Babbo, +mamma... non lo vedete?... È lui che governa +il timone....</p> + +<p>—Sì, sì, cara—rispondevano i genitori—non +spingerti tanto fuori dal davanzale.</p> + +<p>Gasparo era il fratello maggiore di Fortunata, +allievo dell’Accademia di marina, e prossimo a +uscirne cadetto.</p> + +<p>La fulgida visione disparve, e di lì a poco<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span> +s’intese il cannone che annunziava la partenza +dei <i>regatanti</i> dalla punta dei Giardini pubblici. +Un lungo mormorio corse attraverso la folla +accalcata sulle due rive del Canalazzo; poi si +fece uno di quei silenzi solenni in cui si sente +palpitare il cuore d’un popolo. Oggi scaduta +dalla sua importanza, la regata era fino a trent’anni +fa lo spettacolo favorito dei Veneziani. +A ogni modo, essa era ed è sempre lo spettacolo +popolare per eccellenza. La lotta dei gladiatori +in Roma antica, la corsa dei tori in +Ispagna trovano forse una maggior partecipazione +in tutte le classi sociali, ma nessuna festa +scuote più vivamente le fibre della moltitudine. +Quanto tempo prima se ne discorre nei <i>traghetti</i>, +per le osterie, nelle case, nei trivii, quanto +tempo dopo si continua a parlarne! E il giorno +della prova, mezza Venezia si spopola per riversarsi +sull’altra metà. La gente s’insacca nelle +barche, nelle <i>peate</i>, nei battelli d’ogni forma e +misura, fa ressa sulle <i>fondamenta</i>, paga volentieri +qualche soldo per assicurarsi una seggiola +o un posto sopra qualche panca, o s’arrampica +sugli sporti delle fabbriche, sull’inferriate delle +case, sui piedestalli dei candelabri, o s’addensa +dietro le spallette del ponte di Rialto, la cui +mole maestosa e severa sembra acquistare il +moto e la vita a quell’ondeggiamento di teste. +E in quel giorno più che mai il popolo è superbo +della sua Venezia, e s’inebbria in quel tripudio +di colori e di luce onde ogni cosa s’anima e si +trasfigura, dal freddo marmo dei palazzi gotici,<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span> +arabi, lombardeschi, barocchi, alle carni pastose +e alle fulve o brune chiome delle donne e delle +fanciulle.</p> + +<p>Ma ecco nuovamente venir di lontano un rumore +che somiglia al muggito del mare, ecco +una viva ansietà dipingersi nei volti, ecco tutti +gli sguardi tendere a un punto.</p> + +<p>—Son vicini...</p> + +<p>—Son qui...</p> + +<p>—Chi è il primo?</p> + +<p>—Non si capisce.... C’è il sole che confonde +la vista.</p> + +<p>Il conte Zaccaria, gonfio e pettoruto pel bel +successo della sua <i>Uscocca</i>, aveva annunziato +come cosa sicura a’ suoi ospiti che il primo sarebbe +stato il gondolino rosso N. 6 a poppa del +quale vogava il suo Tita Oliva. Ma, ohimè, il +gondolino N. 6 non era che il secondo, e anche +questo secondo posto gli era fieramente contrastato +dal gondolino viola N. 4; l’uno e l’altro +poi erano preceduti d’un buon tratto dal gondolino +celeste N. 8, su cui si trovava il formidabile +Nane Bisatto. I gondolini 5 e 7 si disputavano +il quarto premio, gli altri, ormai disperati +di riuscire, venivano dietro lentamente a +grande distanza.</p> + +<p>—Non è deciso nulla—disse il conte Zaccaria +facendo di tutto per nascondere il proprio +dispetto.—Riderà bene chi riderà ultimo.</p> + +<p>Infatti i gondolini dovevano ancora giungere +al punto estremo del Canal Grande, a Santa +Chiara, poi girare intorno a un palo che qui<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span> +chiamano il <i>paletto</i>, e rifare una gran parte del +cammino fin presso l’imboccatura del <i>rio</i> Foscari, +ove sorge la cosidetta <i>Macchina</i>, ch’è una +elegante baracca di legno improvvisata sull’acqua +e segna la meta ultima della corsa. In tal +maniera, da tutti i palazzi che stanno tra il <i>rio</i> +Foscari e Santa Chiara, i <i>regatanti</i> si vedono +due volte, cioè all’andata e al ritorno. E realmente +il ritorno può serbare non piccole sorprese, +e tale che chi era primo diventa secondo, +e tal altro che pareva ormai fuori d’ogni speranza +accenna a conquistarsi valorosamente la +sua bandiera. Ma questa volta gl’intenditori +dicevano chiaro e tondo che a Nane Bisatto il +primo premio non lo portava via <i>neppure il Padre +Eterno</i>, giacchè c’era troppa distanza tra +lui e il gondolino di Tita Oliva, ed era già +molto se quest’ultimo poteva mantenersi il secondo +e non esser sorpassato dal gondolino N. 4, +quello dove c’era Menico Fichetti da Pellestrina, +un giovine piccolo e sottile, ma che aveva +nervi d’acciaio.</p> + +<p>Questi discorsi si tenevano anche nel barcone +ch’era fermo all’imboccatura del <i>rio</i> sotto il palazzo, +e Fortunata che aveva preso tanto a +cuore la causa di Tita, si metteva nei panni di +lui e aveva una gran voglia di piangere.</p> + +<p>La contessa Zanze, la contessa Ficcanaso e +don Luigi erano in disposizione d’animo affatto +diverse, e, poichè il fiasco del barcajolo veniva +a ricader sui padroni, ne provavano una segreta +esultanza, che non esprimevano apertamente,<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span> +ma che lasciavano trapelare. Don Luigi +faceva delle riflessioni filosofiche sulla caducità +delle cose umane, sullo sperpero del danaro +pubblico e privato in feste e in bagordi e sul +poco giudizio che c’era a distrarre i ragazzi dagli +studi per farli andare sulle <i>bissone</i>.... Con quella +voglia che avevano di studiare! Le due contesse +assentivano appieno alle savie parole del +sacerdote, tanto più che il servo aveva presentato +loro il vassoio dei dolci quando tutti s’erano +già preso il buono e il meglio, e ciò le +aveva esacerbate fuor di misura.</p> + +<p>Ma il dialogo fu troncato dal riapparire dei +<i>regatanti</i>. Ora, la finestra sul <i>rio</i> guardava precisamente +verso la parte dalla quale i gondolini +tornavano, e Fortunata vide ben presto +che il <i>viola</i> continuava ad essere il primo e +aveva aumentato anzichè diminuito l’intervallo +che lo separava dagli altri. Il valore di Nane +Bisatto aveva finito ormai col trascinare i più +restii, e, con una volubilità che afflisse e irritò +Fortunata, parecchi tra i fautori del suo protetto +si unirono anch’essi a quelli che applaudivano +l’eroe della giornata. Ma quel che è +peggio, il gondolino rosso non era più nemmeno +il secondo, non era nemmeno il terzo; +era il quarto, quello a cui era destinato l’ultimo, +premio, la bandiera gialla e il relativo porcellino, +quasi un’onta per Tita, avvezzo ai primi +trionfi. Povero Tita! Egli non osava alzar la +testa, vogava per l’onor delle armi, ma avrebbe +preferito esser sott’acqua lui e il suo gondolino,<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span> +piuttosto che sentire tutti quegli sguardi +fissi sopra di sè, piuttosto che passar davanti +al palazzo dove c’erano i padroni e tanti ospiti +d’alto affare. Tita non si ricordava in quel momento +di Fortunata, oppure ell’era la sola che, +pensando alla sua umiliazione, aveva gli occhi +pieni di lagrime. I padroni invece erano irritatissimi, +dicevano che Tita non era più buono +a nulla, e che aveva compromesso il decoro +della casa, e che meritava d’essere strapazzato +senza misericordia.</p> + +<p>Questo incidente fece sì che in palazzo Bollati +si gustasse meno l’ultima parte, pur così +bella, dello spettacolo, quando cioè tutte le +barche prima raccolte, ristrette ai due lati del +Canal grande, pigliano il largo e formano un +suolo galleggiante che copre e nasconde la superficie +dell’acqua. È per solito l’ora del tramonto, +e gli ultimi raggi del sole scintillano +sui ferri bruniti delle gondole, sfolgorano con +bagliori d’incendio sui vetri delle finestre, danno +risalto alle dorature e alle stoffe colorate delle +<i>bissone</i>, alle livree dei gondolieri, agli abbigliamenti +delle signore, alle vesti chiassose delle +popolane. Ed è un suono di musiche allegre, +un vociare confuso, uno strepito di remi che si +urtano, di ferri che cozzano, di carene che +scricchiolano. Indi cala lento lento il crepuscolo, +la folla si disperde, il rumore a poco a poco +svanisce, e il Canalazzo ritorna nell’usato silenzio.</p> + +<p>Frattanto, giù nell’entratura di Cà Bollati,<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span> +Tita sedeva accasciato sopra una panca, e non +sapeva risolversi a salir dalle loro Eccellenze +dopo lo smacco subìto. Parecchi amici e compari +gli facevano corona e si sforzavano di calmar +la sua agitazione e di persuaderlo a presentarsi +ai padroni con la faccia franca, chè +già non l’avrebbero mica mangiato vivo seppure +una volta la fortuna gli era stata contraria. +In quel gruppo di confortatori c’erano anche +alcune donnette, una sua sorella tra l’altre, +bel tipo di veneziana da Cannareggio, con +certi occhi neri e lucenti come due carboni e +con una parlantina inesauribile.</p> + +<p>—<i>Oh, corpo de diana</i>—ella diceva al fratello—vorrei +anche vedere che ti trattassero con +mala grazia. Io risponderei: Lustrissimi, credono +che a vogare in regata sia lo stesso che +a starsene lunghi distesi con la pancia in giù +sui cuscini d’una <i>bissona</i>?... Eh, non ho peli +sulla lingua io....</p> + +<p>Tita s’impazientiva.—I rimproveri dei padroni +sono il meno... È l’amor proprio.</p> + +<p>—To’, non la può mica andar sempre bene... +Una volta corre il cane e l’altra il lepre... È +stato così dacchè mondo è mondo.</p> + +<p>—<i>Siora</i> Cate ha ragione—soggiungeva un +vecchio <i>gastaldo</i> d’un traghetto vicino, persona +assai autorevole—non c’è ragione di tribolarsi... +E lascialo dire a chi se ne intende... +<i>Bisatto</i> non è degno d’allacciarti le scarpe... E +se ha vinto oggi, a rivederci domani.</p> + +<p>—È stato quel colpo di vento alla Punta<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span> +della Salute—ripigliò un altro.—C’ero io, +c’ero. <i>Bisatto</i> l’ha sentito meno perchè il suo +gondolino si trovava più a destra.</p> + +<p>Ma Tita non voleva esser consolato e andava +in escandescenze, soprattutto quando la sua +umiliazione gli era rammentata dai guaiti del +porcellino che giaceva in un angolo, più morto +che vivo.</p> + +<p>—Povera bestia!—esclamò la Cate, chinandosi +sull’infelice animale in atteggiamento +di suora di carità.—Come se ne avesse +colpa!... È tutto ammaccato... Che ragione +c’era di pigliarlo a calci? Che se poi crepa di +bile, non è più buono da mangiare.</p> + +<p>—È vero—notò gravemente un nuovo personaggio +comparso in quel punto. Era il signor +Oreste, il cuoco, in abito da signore, col <i>metternicche</i> +in testa, una collana d’oro al collo e +uno spillone di diamanti sulla camicia.—È +vero—egli riprese dopo una pausa. E inventandosi +apposta un proverbio per l’occasione +continuò:—<i>Bestia ben trattata buona in pignatta</i>.... +E questa qui non ha bisogno d’altre +disgrazie.... Conviene ingrassarla per una settimana, +e poi si potrà farne uno stufatino con +la salsa piccante....</p> + +<p>—Ma che stufatino!... Ma che salsa piccante!—interruppe +la Cate.—Meglio arrosto.</p> + +<p>—Scusi, <i>siora</i> Cate, è troppo piccolo.</p> + +<p>—Alla malora il porco e i suoi protettori—urlò +Tita in una recrudescenza di furore.—Ch’io<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span> +possa morire d’un accidente se di quel +porco lì ne assaggio un boccone.... L’avevo +detto al mio compagno che se lo tenesse tutto +per lui.</p> + +<p>Ma la sorella, ch’era una giovane savia e positiva, +protestò contro quest’idea bislacca.—Neanche +per sogno.... Quello ch’è giustizia.... +Ciascuno la sua parte.</p> + +<p>—Belle parti che si faranno—disse il signor +Oreste con piglio sprezzante, accennando +alla piccolezza dell’animale.</p> + +<p>—O che non potrebbe attendere alle sue casseruole, +<i>sior piavolo</i>?—rimbeccò la Cate, che +non poteva soffrire il cuoco, il quale un giorno +aveva voluto mettere a troppo caro prezzo un +piatto di polpette ch’egli le aveva regalate.</p> + +<p>—Ehi, ehi, la mia <i>tosa</i>, che fumi vi montano +alla testa?</p> + +<p>—Zitto—sussurrò qualcheduno—che c’è +<i>sior</i> Bortolo.</p> + +<p>Infatti, l’agente generale discendeva dalla +scaletta del mezzà in compagnia d’un signore +dai baffi grigi che faceva il sensale di mutui e +godeva di una mediocre riputazione.</p> + +<p>—Siamo intesi, caro Bellani... Combinando +l’affare l’un per cento a me....</p> + +<p>In quel punto la porta della scala di servizio +si aprì con violenza, e un cameriere in livrea +gridò tutto trafelato.—Che qualcheduno +vada subito in farmacia a cercare un medico.... +Dal dottor Zuliari andrò io... È venuto un deliquio +a Sua Eccellenza Leonardo.<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="III" id="III"></a>III.</h2> + + +<p>Il deliquio del vecchio conte non durò che +pochi minuti, ma i medici, considerando l’età +avanzata e il fisico indebolito di Sua Eccellenza, +lo giudicarono un sintomo gravissimo e non +tacquero le loro inquietudini alla famiglia. Nè +s’apponevano a torto; chè di lì a qualche giorno +apparve evidente che il nobil’uomo Leonardo +Bollati, patrizio veneto e comandante di galera +sotto la Serenissima, si spegneva a oncia a oncia, +come lampada a cui manchi l’olio. Egli conservò +per altro sino all’ultimo la lucidezza della +mente, e quando s’accorse d’essere ormai bell’e +spacciato, chiamò al suo letto il figliuolo e +gli tenne all’incirca questo discorso:</p> + +<p>—Lasciamo i preamboli, perchè non ho tempo +da perdere. Presto sarete voi il capo della famiglia +di nome e di fatto. È dunque bene che +sappiate, se non ve ne foste ancora accorto, +che, da un secolo a questa parte, c’è in casa +nostra tutta la disposizione ad andare in malora.<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span> +La mia colpa ce l’avrò anch’io, ma si è +cominciato molto prima di me a spendere più +di quello che si poteva. Se cercherete su nell’archivio le +lettere del vostro prozio Almorò, +ambasciatore a Parigi, vedrete ch’egli domandava +120 mila franchi all’anno per lui solo e +l’agente aveva un bel da fare a trovarglieli. E +vedrete anche la polizza delle spese occorse +per le feste date in occasione della nomina a +Procuratore di San Marco di vostro nonno e +mio padre Zaccaria. Oh bazzecole! venti mila +ducati! Notate che in quei tempi c’era ogni +tanto la sua brava eredità che capitava in buon +punto a colmare i vuoti. Ma adesso i pochi +parenti che ci restano son tutti spiantati, e +non so quali eredità si possono sperare.... Se +non fosse da parte dei Rialti....</p> + +<p>Questa supposizione parve sì comica al conte +Leonardo ch’egli si mise a ridere, e, poichè il +riso gli fece venire la tosse, dovette interrompere +la sua arringa.</p> + +<p>—Sì, sì—egli riprese di lì a un paio di +minuti—tutti ebbero le mani bucate nella +nostra famiglia. Non è da eccettuarsi che una +bisavola, la quale aveva invece la manìa dell’avarizia, +e, fra l’altre cose, lasciò alla sua +morte una cinquantina di pacchi di curadenti +con scrittovi sopra: <i>usati, ma servibili</i>. Insomma +quello che volevo dirvi si è ch’è necessario +metter giudizio; se no vi assicuro io che, nonostante +i due dogi, i tre procuratori e gli altri +illustrissimi personaggi che vantiamo per antenati,<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span> +di tutte le nostre ricchezze non ci resterà +fra poco il becco d’un quattrino. E queste +cose ditele alla mia degnissima nuora, che +non si sa proprio come spenda il danaro, perchè +le nostre vecchie si divertivano, e quella lì +consuma una sostanza in caffè, cioccolata, <i>baicoli</i> +e paste sfogliate. Badate poi al vostro figliuolo +Leonardo, che giurerei destinato a restare un +somaro e a diventare un cattivo soggetto. Finalmente +credo utile avvertirvi che tutti i nostri +dipendenti ci succhiano il sangue come tanti +vampiri, cominciando dall’agente generale <i>sior</i> +Bortolo e terminando coll’ultimo fattore di campagna. +Già saprete il proverbio: <i>Fame fator un +ano, e se moro de fame xe mio dano</i>. Non vi suggerisco +di cambiarli, perchè ne prendereste di +quelli che vi ruberebbero ancora di più; solamente +tenete gli occhi aperti e procurate di +far meglio di quello che ho fatto io. Io me ne +lavo le mani. È il meno che si possa fare quando +si va all’altro mondo.</p> + +<p>In complesso il sermone del conte Leonardo +era pieno d’idee giudiziose, ciò che prova come +tutti gli uomini in punto di morte abbiano l’attitudine +a dar buoni consigli, perchè sanno di +non doverli più avvalorar con l’esempio, e perchè +non temono più le conseguenze dei sacrifizi +che suggeriscono agli altri.</p> + +<p>E invero quando, dopo pochi giorni, Sua Eccellenza +morì con tutti i conforti della religione, +il suo testamento parve fatto apposta per ismentire +le savie massime ch’egli aveva predicato,<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span> +tanti e di tante specie erano i legati che imponeva +all’erede. Ce n’era sotto forma di elargizioni +a opere pie, di somme da pagarsi in una +sol volta a parenti ed a amici, di elemosine ai +poveri, di pensione alla servitù, ecc., ecc. Nè +mancavano istruzioni precise, minute, circa ai +funerali che dovevano essere tra i più splendidi +che si fossero visti.</p> + +<p>Questi funerali i vecchi parrocchiani se li ricordano +ancora. Essi si ricordano perfettamente +quanti minuti impiegasse il corteo per giungere +dal palazzo alla chiesa, quanti preti, quante +confraternite, quante rappresentanze civili e +militari, quanti servi di casa, quanti gondolieri +di famiglie patrizie vi prendessero parte, e che +folla di curiosi venisse in coda, donne, ragazzi, +pezzenti d’ogni età e d’ogni sesso, che, trattenuti +a fatica dai fanti del Municipio, si accalcavano +gli uni sugli altri, mormorando per non +aver potuto avere il torcetto. In chiesa poi era +uno spettacolo imponente. Le pareti e i pilastri +erano rivestiti di drappo nero con galloni d’argento, +un gran catafalco con iscrizioni ai quattro +lati s’ergeva nel mezzo, le fiamme oscillanti +dei ceri abbarbagliavano gli occhi e gettavano in +faccia dei buffi d’aria infocata. Dopo che il feretro +fu issato sul catafalco, intorno al quale +stavano ritti ed immobili quattro pompieri con +le spade nude e quattro servitori con le torce +accese, principiò la cerimonia religiosa, una cerimonia +che non voleva finir mai. Le onde sonore +che partivano dalla cantoria accrescevano,<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span> +s’era possibile, il caldo affannoso, la gente, stipata +come le sardelle in barile, si rasciugava i +sudori con la manica del vestito (seppur le +riusciva di alzare il braccio), e di tratto in tratto, +non potendone proprio più, metteva dei muggiti +simili a quelli del mare in burrasca. Insomma, +quando piacque a Dio, il parroco pronunziò +l’assoluzione e il funerale si mosse. Ci fu di +nuovo un serra serra, qualche bimbo rischiò di +restar schiacciato, qualche donna cadde in deliquio, +ma non s’ebbero a deplorare disgrazie +maggiori. Nel <i>campo</i> davanti alla chiesa un picchetto +di soldati di marina rese alla bara gli +onori militari; poi, non usandosi in quei tempi +i discorsi, la bara fu accompagnata sino al canale, +e venne deposta in una <i>peota</i> riccamente +addobbata, nella quale salirono i famigli del +defunto, alcuni pompieri e fanti del Municipio. +La <i>peota</i> preceduta da una barca con la musica +e seguita da uno stuolo di gondole si diresse +verso il cimitero di San Michele di Murano.</p> + +<p>La folla si disperse da varie parti. Solo un +centinaio di poveri (donne in gran parte) s’avviarono +al palazzo per buscarsi qualche soldo +d’elemosina.</p> + +<p><i>Sior</i> Bortolo, il quale, soffrendo un po’ d’asma +non era andato in chiesa, ebbe un bel da fare +a liberarsi da quest’arpie ch’eran riuscite a penetrar +nel <i>mezzà</i> e lo assordavano delle loro +querimonie.</p> + +<p>—A mio marito non hanno dato nemmeno +una candela.<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span></p> + +<p>—Ho quattro creature, io....</p> + +<p>—Son due giorni che non si accende fuoco +in casa....</p> + +<p>—Sono un povero vecchio impotente....</p> + +<p>—Ho il figliuolo coscritto.</p> + +<p>—Andate in pace—diceva <i>sior</i> Bortolo—chè +già nel testamento di S. E. Leonardo c’è +un legato pei poveri della parrocchia.</p> + +<p>—Oh <i>paron benedeto</i>!—stillavano alcune di +quelle megere—di quei soldi lì noi altri non +ne vediamo.... Se li mangia il pievano.</p> + +<p>—Eh, vergogna. Che discorsi!</p> + +<p>—Pur troppo, <i>sior</i> Bortolo.... Pur troppo la +è sempre così.</p> + +<p>—Se anche non li mangia tutti—soggiungeva +una femmina d’opinioni moderate—li +distribuisce a suo modo, a chi non li merita, a +chi non ha bisogno.... Sia buono, <i>sior</i> Bortolo, +ci dia qualche cosa.</p> + +<p><i>Sior</i> Bortolo si lasciava commuovere e cacciava +le mani dentro un cassetto.—Uno alla +volta.... Marco.</p> + +<p>Marco era un fattorino addetto all’agenzia.</p> + +<p><i>Sior</i> Bortolo gli diede una manata di soldi +con l’incarico di licenziare tutta quella gente, e +Marco ricorrendo a <i>sior</i> Bortolo ogni volta che +la provvista era esaurita, persuase i postulanti +ad andarsene. In questa delicata operazione +egli seppe far in modo che qualche mezza svanzica +si smarrisse nelle tasche della sua giacchetta. +<i>Sior</i> Bortolo, dal canto suo, nel registrare +la sera tutte le spese innumerevoli della<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span> +giornata, stimò opportuno di arrotondare la cifra, +sembrandogli forse che il decoro della nobile +famiglia Bollati esigesse di far comparire +nei libri una somma maggiore del vero.</p> + +<p>Sua Eccellenza il conte Leonardo Bollati, che +scendeva sotterra in quel giorno d’ottobre 1838, +non era un grand’uomo, come volevano far +credere i suoi panegiristi. Egli aveva avuto la +fortuna di conquistare in gioventù una certa +riputazione di valore combattendo sotto gli ordini +dell’ammiraglio Emo nell’impresa di Tunisi, +e aveva avuto l’abilità di conservar quella riputazione, +non mettendola mai alla prova. Così +più d’uno aveva creduto (e abbiamo visto che +tale era anche l’opinione del vecchio barbiere) +che se, nel 1797, egli fosse stato alla testa della +flotta, le cose sarebbero andate diversamente.</p> + +<p>Caduta la Repubblica, Sua Eccellenza non +volle più servire nè sotto il Governo democratico +che le succedette per pochi mesi, nè sotto +alcuno dei Governi che si avvicendarono poi, e +quest’atto, che forse in lui era da attribuirsi a +sola pigrizia, fu interpretato quale una protesta +dignitosa contro i nuovi ordinamenti politici +della patria. È vero che questo suo nobile disdegno +non gl’impedì d’essere tra i patrizi veneziani +i quali sollecitarono dall’Austria la corona +di conte.</p> + +<p>Se Sua Eccellenza Leonardo Bollati abbandonò +dopo il 1797 i pubblici uffici, non si può +dire ch’egli si consacrasse con molto zelo alle +sue faccende private, chè anzi, mortagli la moglie<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span> +in età ancora fresca, egli non si diede alcun +pensiero dell’unico figliuolo rimastogli, e continuò +invece, fin che la salute glielo permise, a +menar vita dissipata e galante. A ogni modo, +sia pel fascino esercitato dal suo nome storico, +sia pei ricordi che gettavano una luce favorevole +sulla sua gioventù, sia per una certa prontezza +e festività di spirito, sia per le maniere +affabili sotto le quali egli dissimulava l’alterigia +e l’egoismo nativo, sia pel largo patrimonio ch’è +mezzo sicuro di coltivar le aderenze, il conte +Bollati era un uomo assai popolare e molti riverivano +in lui uno degli ultimi rappresentanti +di quell’aristocrazia veneziana che diede così +splendidi esempi di senno civile. E quantunque +da alcuni anni egli non si facesse veder quasi +da nessuno e lasciasse far tutto al figliuolo, la +sua morte recò una scossa notevole al credito +della famiglia, cosa di cui l’agente generale +fu il primo ad accorgersi nel combinare l’operazione +finanziaria indispensabile pel pagamento +dei numerosi legati.</p> + +<p><i>Sior</i> Bortolo era una perla d’agente, che non +seccava mai i padroni coi molesti predicozzi +dei commessi troppo scrupolosi, che non lesinava +mai il danaro, nè sollevava dubbi e difficoltà. +A ogni straordinaria richiesta di fondi, +egli atteggiava le labbra a un sorrisetto serafico +e rispondeva:—Sarà fatto.—E non c’era +pericolo ch’egli non mantenesse la sua parola. +Ohibò! Si era sicuri di vederlo comparire il +domani più sorridente ancora del consueto con<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span> +la somma precisa di cui si aveva bisogno. E la +soddisfazione che <i>sior</i> Bortolo provava nel compiacere +la nobile famiglia era tale ch’egli diventava +ogni giorno più lucido e grasso, tanto +lucido da parer spalmato di lardo, tanto grasso +da raggiunger quasi la forma sferica.</p> + +<p>Sappiamo già che il conte Leonardo era intimamente +persuaso che l’ottimo <i>sior</i> Bortolo +rubasse a man salva. Ma egli diceva:—Non +posso mica attender io stesso ai miei affari. E +a qualunque altro li affidassi, sarebbe peggio.—Il +conte Zaccaria poi non faceva neanche +questo ragionamento; egli lasciava correre senza +badare più in là.</p> + +<p>Adesso però, sotto l’impressione delle profezie +e delle ammonizioni paterne, egli stimò +necessario di veder coi suoi occhi come stavano +le cose, e ordinò a <i>sior</i> Bortolo di preparargli +un prospettino da cui apparisse chiaro lo stato +del patrimonio. E <i>sior</i> Bortolo con mirabile sollecitudine +allestì un lavoro degno della sua perizia +di contabile e di calligrafo. Frutto di queste +lucubrazioni furono due nitidi specchi a doppia +colonna, l’una per il dare, l’altra per l’avere. +Nel primo figuravano a destra le somme a cui +erano stimati i beni della famiglia, possidenze +in città e in campagna, oggetti d’arte e oggetti +preziosi, ecc. ecc.; a sinistra si leggevano i +nomi dei varii creditori insieme con le cifre +dei loro crediti. Qui c’era una bella differenza +in più nell’avere. Nel secondo specchio erano +disposte nello stesso ordine l’entrata e l’uscita:<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span> +spese domestiche presunte, livelli, tasse, interessi +dei mutui. E c’era una bella differenza +anche qui, ma in senso contrario; il dare superava +l’avere di parecchie migliaia di lire.</p> + +<p>—Capisco, capisco—disse il conte Zaccaria +dopo aver esaminato per mezz’ora i due prospetti +in lungo e in largo—noi avanziamo +ogni anno dai quattro ai cinquemila ducati.</p> + +<p>—Scusi, Eccellenza—interpose l’agente—è +proprio il rovescio. Si spendono quattro o +cinquemila ducati in più.</p> + +<p>Il conte Zaccaria si grattò la nuca.</p> + +<p>—E come va questa faccenda?</p> + +<p>—Ma!—rispose <i>sior</i> Bortolo, sprofondando +la testa fra le spalle.—Mi pareva che +S. E. Leonardo (pace all’anima sua) l’avesse +avvertita....</p> + +<p>—Sì, sì, mi disse qualche cosa.... senza parlare +di cifre....</p> + +<p>—Del resto—ripigliò l’agente per dorar la +pillola—del resto, se ci fossero due buoni +raccolti di seguito, un aumento nelle entrate +lo si dovrebbe vedere. Poi c’è qualche livello +che sta per cessare.... In ogni modo, non lo +dissimulo, un po’ d’economia sarebbe assai utile. +Dal canto mio, per quanto riguarda l’agenzia, +procurerò sicuramente.... ma bisognerebbe che +anche in famiglia.... perdoni, Eccellenza, se mi +prendo questa libertà.... ma è la mia devozione +per la casa Bollati.</p> + +<p>—Bene, bene.... vedremo.... Capisco....</p> + +<p>—Di qui ad alcuni anni poi—soggiunse<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span> +<i>sior</i> Bortolo—il contino Leonardo, col suo +nome e con le sue belle qualità, che il Signore +Iddio gli conservi, potrà trovar la dote che +vuole....</p> + +<p>—Affari lontani, caro amico, affari lontani....</p> + +<p>—Lontani, ma sicuri.</p> + +<p>A questo punto <i>sior</i> Bortolo mostrò al principale +un polizzino supplementare con la nota delle +tasse e dei legati che conveniva pagar subito, +e disse in qual modo, salvo sempre l’approvazione +di S. E., egli aveva creduto di provveder +la somma occorrente. E S. E., che rispondeva +sempre <i>capisco</i> e non capiva mai nulla, si +spicciò con due parole:</p> + +<p>—Fate voi.... Purchè non si tratti di vendere.... +Vendere significa diminuire il patrimonio, +e io voglio tramandarlo intatto a mio figlio.</p> + +<p>Esposta questa savia massima amministrativa, +il conte Zaccaria prese la eroica risoluzione di +raccomandare alla sua illustrissima consorte +una maggiore economia nelle spese di casa, e +citò a sostegno della sua tesi gli avvertimenti +del defunto genitore e quelli dell’agente generale.</p> + +<p>La signora Chiaretta, donna ordinariamente +molto fredda ed apatica, fu punta sul vivo dalle +considerazioni del marito, e gli rispose per le +rime. Ella disse prima di tutto che si maravigliava +molto che si venissero a raccontare a lei +queste storie; che se da più secoli gli uomini +della famiglia non avevano avuto giudizio, ella +non sapeva che farci, e se Sua Eccellenza Almorò,<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span> +quand’era ambasciatore a Parigi, spendeva +120 mila franchi all’anno, e Sua Eccellenza +Zaccaria per festeggiare la sua nomina a Procuratore +aveva gettato 20 mila ducati bisognava +prendersela con Sua Eccellenza Almorò e con +Sua Eccellenza Zaccaria, e non con lei. Del +resto, quand’ella, l’ultima degli Orseolo, era +entrata in casa Bollati aveva creduto di entrare +in una casa di gran signori, e non era +disposta affatto a vivere di pane e di noci. A +ogni modo ella sarebbe stata curiosa di sapere +quali risparmi si potevano fare.—Perchè—ella +continuava rispondendo da sè alla propria +domanda—non pretenderete mica che si stia +senza gondola.</p> + +<p>—Sfido io.... Nemmen per sogno.</p> + +<p>—O che si licenzi il cuoco?</p> + +<p>—Ma chi dice questo?</p> + +<p>—O che io mandi a spasso la cameriera?</p> + +<p>—Ma no, ma no.</p> + +<p>—O che rinunzi al palco alla Fenice?</p> + +<p>—Nemmen per idea.</p> + +<p>—O che mi vesta come una serva?</p> + +<p>—Via, Chiaretta, nessuno pretende una roba +simile.</p> + +<p>—Che cosa si pretende adunque? Che si dia +il benservito al precettore di Leonardo, e che +si mandi il ragazzo alla scuola pubblica?</p> + +<p>—Ci mancherebbe altro! Un Bollati alla +scuola pubblica?... In mezzo alla marmaglia?</p> + +<p>—Lo vedete voi stesso, è chiaro come la +luce del sole che meno di quel che si spende<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span> +non si può spendere.... almeno per parte mia. +Se voi sprecate il danaro senza discernimento....</p> + +<p>—Io!—interruppe scandalizzato il conte +Leonardo. E allora toccò a lui di provare come +due e due fan quattro che sulle sue spese particolari +non c’era da risecare un centesimo, +mentre non si poteva certo pretendere che un +Bollati non appartenesse al Casino dei nobili, e +non avesse un posto nel <i>palcone</i> di società in +tutti i teatri, e non frequentasse il caffè, e si +tirasse indietro dal giuocare una partita a <i>tre +sette</i> per paura di perdere qualche zecchino.</p> + +<p>La contessa Chiaretta avrebbe voluto dire +che tutte le spese del marito non finivano lì, +ma tacque per ispirito di conciliazione.</p> + +<p>Dopo questo colloquio pareva che le cose dovessero +restar al punto in cui erano prima; +nondimeno i due coniugi, ritornando sull’argomento, +ebbero uno slancio sublime, e mostrarono +di quanta abnegazione fosse capace l’animo +loro. Sua Eccellenza Chiaretta, che prendeva +sei tazze di cioccolata al giorno, deliberò di +sacrificarne una, e il conte Zaccaria, sempre +fermo nell’idea di lasciare intatto il patrimonio +al figliuolo, immolò sull’altare della famiglia un +bicchierino di curaçao, ch’egli soleva centellare +dopo colazione.<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="IV" id="IV"></a>IV.</h2> + + +<p>Chi, nei giorni immediatamente successivi +alla morte del N. H. Leonardo, fosse penetrato +in qualche caffè di Venezia avrebbe sentito un +dialogo simile a questo:</p> + +<p>—Dunque si sa precisamente quel che abbia +lasciato Bollati?</p> + +<p>—Ma no, nulla di preciso... L’azienda diretta +da quel famosissimo <i>sior</i> Bortolo è in una +confusione da non credersi.</p> + +<p>—Oh c’è da scommettere che anche quelli lì +finiscono coll’andare in rovina....</p> + +<p>—Via, prima della rovina ci vorrà qualche +annetto.</p> + +<p>—Non tanto, non tanto; quando si comincia, +si va giù a precipizio.</p> + +<p>—Che pessimisti! Il vecchio conte, se badiamo +alle sue disposizioni testamentarie, non +aveva di queste paure.</p> + +<p>—Oh se le aveva!... Le disposizioni testamentarie +non significano nulla.... È positivo che<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span> +prima di morire egli fece una predica al figliuolo +e gli pronosticò una catastrofe se non +restringeva le spese.</p> + +<p>—Bellissima! E poi lasciò tutti quei legati?</p> + +<p>—Boria postuma.</p> + +<p>—Contraddizioni umane.</p> + +<p>—È vero—chiedeva qualcheduno—che i +Geisenburg sono partiti su tutte le furie il +giorno dopo i funerali?</p> + +<p>—Verissimo. È innegabile che il conte Leonardo +li trattò un po’ male. Non nominò nemmeno +nel suo testamento il marchese Ernesto, +e alla nipote lasciò un anello di nessun valore.</p> + +<p>—Il conte Leonardo aveva sempre veduto di +mal occhio questo matrimonio.</p> + +<p>—E aveva ragione. O che non c’erano meglio +partiti a Venezia?</p> + +<p>—Quel marchese con la sua prosopopea è +insoffribile.</p> + +<p>—È poi così ricco come si vanta di essere?</p> + +<p>—Nemmen per sogno.... Molto fumo e poco +arrosto. Già quando c’è il vizio del gioco non +c’è fortuna che basti.</p> + +<p>—Il gioco, il vino e i cavalli—soggiungeva +un altro.—Tre cose che costano un occhio.</p> + +<p>—E lei, la marchesa, sciupa una moneta in +<i>toilettes</i>.</p> + +<p>—Sì, con quel frutto.... Pare la bambola di +Francia.</p> + +<p>E si seguitava di questo tuono, tagliando i +panni addosso al marchese Ernesto e alla marchesa +Maddalena, che, per vero dire, erano antipatici<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span> +a tutti. Noi, che non dobbiamo occuparci +dei fatti loro, li lasceremo in balìa dei +loro detrattori e vedremo che cosa pensino del +testamento del conte Leonardo quei parenti +dei Bollati, a cui già accennammo più volte, i +Rialdi.</p> + +<p>Anche i Rialdi erano stati delusi nella loro +aspettazione. Si ripromettevano una bella sommetta +e avevano avuto invece un legatino piccolo +piccolo. Il conte Luca soffiava in silenzio +(era il suo modo d’esprimere il malcontento), +ma la contessa Zanze, quando non c’era presente +la figliuola, non resisteva alla tentazione +di darsi uno sfogo.</p> + +<p>—Avete visto?—ella diceva al pacifico marito.—Valeva +la pena di aver fatto la vita che +s’è fatta in questi ultimi giorni, valeva la pena +ch’io aiutassi il flebotomo a metter, con riverenza +parlando, le sanguisughe a quell’empiastro +del conte Leonardo, per esser poi trattati +come parenti lontani che vanno a palazzo a +ogni morte di papa o come estranei che non +hanno altro merito che quello di recitar quattro +versi nelle feste di famiglia?... Quattromila +lire venete una volta tanto.... Una miseria!... +E invece le migliaia di ducati all’Ospitale, alla +Casa di Ricovero, agli Orfanotrofi, agli Asili +d’infanzia, ai Catecumeni, o che so io... tutto +per aver gli articoli della <i>Gazzetta</i> e le lapidi +nei vari istituti.... Come se il morto leggesse +quegli articoli e le iscrizioni di quelle lapidi!... +Ma il dispetto maggiore me lo fanno quelle<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span> +pensioni ad agenti e a servitori... dopo che il +conte Leonardo ha detto lui stesso che tutti +rubano in casa sua.... Se rubano!... Quel <i>sior</i> +Bortolo peggio degli altri.... Sempre così mellifluo, +sempre così cerimonioso... <i>lustrissimo</i>, +<i>lustrissima</i>, e inchini, e baciamano, e proteste +di devozione, e intanto s’empie le tasche di +ben di Dio.... E i fattori di campagna?... Che +cere da Patriarchi!... Bianchi e rossi da fare +allegria.... Rendono i conti a loro modo, si servono +dei cavalli di lusso, dotano le figliuole, allargano +i loro poderi... insomma un carnovale.... +Ma perfino il cuoco ha tutta l’aria d’un gran +signore, e a vederlo la domenica quando conduce +a spasso la moglie lo si direbbe un milord.... +Gli è che oltre alla sua paga ha gli incerti +e accetta ordinazioni di pranzi da questi +e da quelli, e tutto vien fuori dalla cucina Bollati.... +Camerieri e guatteri, non c’è bisogno di +dirlo, cacciano le mani anche loro nelle casseruole +e non ce n’è uno che non porti a casa il +suo fagotto di roba... le donne fanno il resto e +vorrei aver io tutti i capi di biancheria e di +vestiario che quella stolida della Chiaretta si +lascia portar via sotto agli occhi.... È inutile +che facciate quelle smorfie... queste son verità +sacrosante, e siete voi solo a ignorarle.... E vi +dico che se foste stato un uomo di spirito, invece +di perdere le giornate in quel vostro ufficio +che non vi dà nemmeno da campare la vita, +e di sciupar le sere al caffè alla Vittoria coi +vostri eterni scacchi, avreste dovuto ottenere<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span> +un posto nell’amministrazione Bollati e ingegnarvi.</p> + +<p>—Oh, oh—interruppe il conte Luca—vorreste +dire che avrei dovuto rubare come gli altri... +mi spiego?</p> + +<p>—Mi spiego, mi spiego?... Vi spiegate malissimo.... +Io non ho detto rubare; avreste fatto +del bene alla vostra famiglia e anche ai vostri +parenti Bollati, che era meglio cascassero in +mano d’un cugino che di gente mercenaria.... +E oggi stesso, vedete, s’io fossi nei vostri +panni, andrei difilato da Zaccaria e gli direi: +Volete una persona di cuore alla testa dell’agenzia? +Son qua io.</p> + +<p>—Siete matta? In questi impicci mi mettereste? +Vi paion proposte da fare?</p> + +<p>—Oh lo so che voi non siete uomo capace +di uscir dal vostro guscio.... E guai alla famiglia +se non ci fossi io.... Che anche quel poco +che ci rende la parentela dei Bollati lo dovete +a me.</p> + +<p>—Io non nego le vostre belle qualità;... +però... sì... voglio dire... se siamo parenti dei +Bollati, il merito non è mica vostro... mi spiego?</p> + +<p>Il conte Luca non aspettò la risposta e sguizzò +dalla stanza, come faceva sempre quando gli +pareva di non aver mostrata sufficiente sommissione +alla moglie.</p> + +<p>Era una brava donnetta, una donnetta attiva +e procacciante la contessa Zanze, ed era riuscita, +poverissima, a farsi sposar dal conte +Luca Rialdi, poco meno spiantato di lei, ma cugino<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span> +degli illustri e ricchissimi Bollati, e in +buoni termini con loro. Alla contessa Zanze +però era occorsa molt’arte a vincer la diffidenza +dei parenti di suo marito, i quali le rimproveravano, +fra l’altre cose, la dubbia nobiltà dei +natali e il modo subdolo con cui aveva tirato +nella rete quel povero conte Luca. Comunque +sia, ormai ella spigolava abbastanza largamente +nel campo dei Bollati; vestiti smessi pei figliuoli, +per sè e anche pel consorte, qualche regaluccio +a tempo e luogo, e qualche prestito di +danaro che non si restituiva e che l’aiutava a +spingere innanzi la barca pericolante. Aggiungasi +al resto un paio di mesi di villeggiatura, e +un paio di pranzi alla settimana, ch’erano una +vera provvidenza per la famiglia. Naturalmente +di fronte a questi vantaggi la contessa Zanze +doveva inghiottire molti bocconi amari. Le toccava +prestarsi ad uffici umili, quasi di cameriera, +le toccava ogni momento sentirsi ricordar +la distanza che correva tra lei e i Bollati, +e far la disinvolta mentre si andava a gara per +mettere in burletta le sue acconciature, il suo +abbigliamento e perfino, sacrilegio orribile! i +suoi martedì. Giacchè bisogna notare che la +contessa Zanze aveva anch’essa il suo giorno di +ricevimento nel quale ella noleggiava un servitore +a spasso, gli faceva indossare una livrea +gelosamente conservata in casa, e lo piantava +nell’andito ad aspettarvi le visite. Capitavano +dame e pedine, ma per lei erano sempre contesse, +o marchese, o <i>lustrissime</i>; fra lei e il suo<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span> +cameriere improvvisato nobilitavano tutti. La +moglie del dottor X.... non mancava mai ai +martedì della Rialdi, tanto le piaceva il sentirsi +dar della contessa una volta per settimana.</p> + +<p>Il martedì si desinava in casa Bollati, e guai +se non fosse stato così, perchè quel giorno non +si accendeva il fuoco in cucina per non aver +l’odor di bruciaticcio nel salotto attiguo, e anche +perchè la padrona di casa non aveva agio +da attendere alle faccende domestiche. Di tratto +in tratto accadeva però che i Bollati avessero +appunto il martedì qualche commensale di riguardo +e allora essi mandavano a dire ai cugini: +<i>Venite domani</i>. In questi casi, il conte Luca +doveva limitarsi a mangiar pane e salame, e i +bimbi sfamati alla meglio si mettevano a letto +più presto del solito in ossequio al proverbio: +<i>Qui dort dîne</i>. In quanto alla contessa Zanze, +ella non prendeva che una limonata senza zucchero, +tant’era la bile che le suscitava il procedere +de’ suoi boriosi parenti, i quali mostravano +di tener in così poco conto lei e suo marito. +Ah se non ci fossero stati di mezzo i figliuoli! +Ma i figliuoli c’erano e non conveniva +sacrificarli a un malinteso amor proprio. Perciò +la contessa Zanze reprimeva presto i suoi moti +di collera e procurava d’inculcare a Gasparo e +a Fortunata la maggior riverenza verso i Bollati. +Senonchè, l’indole de’ suoi ragazzi era così +dissimile che i germi gettati nel cuore dell’uno +e dell’altra non potevano dare ugual frutto.<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span> +Fratello e sorella avevano comune un gran +fondo di rettitudine, ma nella sorella questa +rettitudine s’univa a un’indole docile e mansueta; +nel fratello invece essa si accompagnava +a uno spirito altero, insofferente di freno. A +ogni suggerimento, a ogni ordine, il primo impulso +di Gasparo era quello di ribellarsi, il primo +impulso di Fortunata era quello di ubbidire, cosicchè +un psicologo chiamato a far pronostici +sui due piccoli Rialdi avrebbe detto che Gasparo +era un ragazzo indisciplinato e molesto, +il quale sarebbe divenuto un uomo efficacemente +e operosamente buono; Fortunata era una bimba +angelica, serbata probabilmente a esser vittima +d’ogni prepotenza e d’ogni ingiustizia, e la cui +bontà passiva avrebbe finito piuttosto col nuocere +a lei che col giovare agli altri.</p> + +<p>Premesso ciò, sarà facile intendere come non +ci fosse voluto molto a imprimer nell’animo di +Fortunata l’idea della grandezza dei Bollati e +a persuaderla della necessità di mostrar loro +ogni deferenza, e come d’altro canto la fierezza +naturale di Gasparo gli avesse impedito d’acconciarsi +a questa subordinazione. Non c’era +mai stato caso di persuaderlo a baciar senza +tante smorfie la mano del vecchio conte Leonardo, +nè quella del conte Zaccaria o della contessa +Chiaretta; non era stato possibile di far +sì ch’egli giocasse col contino senz’attaccar +lite. Anzi un giorno, punto da non so quali +parole, egli picchiò di santa ragione il cuginetto, +cosa che indusse la contessa Chiaretta<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span> +a far terribili vaticini sulla sorte dell’umanità, +giacchè, quando i parenti spiantati picchiano i +parenti ricchi, dev’esser vicina la fine del +mondo.</p> + +<p>Forse questo fatto memorabile ebbe una +certa influenza nella risoluzione dei Rialdi di +mettere il figliuolo nel collegio di marina a +Sant’Anna di Castello.</p> + +<p>Così la contessa Zanze poteva catechizzar +Fortunata senza contraddizione.—Sii rispettosa, +servizievole coi parenti Bollati, e procura +di farti voler bene dal cugino Leonardo.</p> + +<p>La bimba, ufficiosa per sua natura e facilissima +ad affezionarsi, non durava fatica a secondare +i desiderii materni, ed era lietissima +se poteva rendersi utile in qualche maniera alla +<i>zia</i> Chiaretta, com’ella chiamava la illustrissima +contessa. E costei, ch’era un tipo perfetto d’egoista, +vedeva di buon occhio questa fanciullina +punto chiassona, punto romorosa, dispostissima +a far le parti d’una piccola cameriera. +Lo stesso conte Zaccaria si degnava talvolta +di occuparsi di lei, e allorchè voleva darle un +segno della sua speciale benevolenza, se la +prendeva sulle ginocchia, le ordinava di chiuder +gli occhi e le cacciava su pel naso un pizzico +di tabacco, scherzo fino e saporito che l’illustre +gentiluomo riteneva il <i>non plus ultra</i> dello +spirito. Fortunata starnutiva replicatamente, ma +non si lagnava mai; anzi, quand’aveva finito di +starnutare, sorrideva di quel suo sorriso carezzevole +ch’era la sua maggiore attrattiva fisica.<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span></p> + +<p>E il contino Leonardo preferiva Fortunata a +tutti gli altri compagni di gioco, forse perchè +Fortunata sopportava con più longanimità i +suoi capricci. Sprezzante per indole, egli era +piuttosto cortese con lei, e le serbava delle +chicche, o le regalava dei trastulli rotti: cavalli +a cui s’era spezzata una gamba, bambocci +che avevano perduto la testa, trombette che +avevano dimesso l’abitudine di suonare. Fortunata +andava in estasi. Ci voleva così poco a +riempirle l’animo di gratitudine!</p> + +<p>La contessa Zanze provava un grande compiacimento +a veder la buona intelligenza tra i +due cugini, e si cullava in una speranza ambiziosa +balenatale alla mente, si può dire, fin +dalla nascita della figliuola. Ah se Leonardo +s’innamorasse di Fortunata!</p> + +<p>Il marito, più positivo, si stringeva nelle +spalle borbottando:—Castelli in aria, castelli +in aria.</p> + +<p>Ma la consorte gli imponeva silenzio con una +ragione perentoria:—Siete un gran babbeo.</p> + +<p>Quest’era innegabile. Ma Gasparo Rialdi, che +non era un babbeo e che, se non fosse stata la +disciplina, avrebbe avuto il primissimo posto +nella sua classe, Gasparo, nelle poche feste +ch’egli passava in famiglia, diceva che sua sorella +aveva un gran torto di perder il suo tempo +a giocare con quello stupido prepotente di Leonardo +Bollati, e che in quanto a lui era ben lieto +di non aver quasi mai occasione di mettere il +piede nel palazzo di quei somari. Parole che<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span> +facevano andar fuori della grazia di Dio la +contessa Zanze e mettevano la febbre addosso +al conte Luca, altrettanto meravigliato di aver +un figliuolo di quello stampo quanto sarebbe +maravigliata la chioccia che s’accorgesse d’aver +covato un aquilotto.</p> + +<p>Nè Gasparo aveva almeno la prudenza di +aspettare a fare i suoi sfoghi che non ci fosse +presente la sorella. Anzi un giorno egli disse +a lei stessa:—Tu hai i gusti di Sant’Antonio.... +Anch’egli prediligeva un certo animale.</p> + +<p>Fortunata non capì nulla, ma si mise a piangere +senza sapere il perchè, e corse dalla mamma +chiedendole in mezzo ai singhiozzi:—Mamma, +mamma, che gusti aveva Sant’Antonio? Che +animale era quello ch’egli prediligeva?</p> + +<p>Guai se Gasparo non fosse rientrato presto +in collegio. Egli era proprio insopportabile, e +la <i>zia</i> Chiaretta aveva ragione a definirlo con +una parola che per lei esprimeva la quintessenza +d’ogni nequizia: <i>È un carbonaro</i>.<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="V" id="V"></a>V.</h2> + + +<p>Vediamo ora di far più stretta conoscenza col +contino Leonardo Bollati, unico rampollo maschio +della famiglia, unico erede d’un nome illustre +negli annali della Serenissima.</p> + +<p>Per cominciare <i>ab ovo</i> diremo che il contino +Leonardo nacque nel 1823, come può verificarsi, +oltre che dai registri parrocchiali, anche da un +volumetto di poesie stampato in quel tempo, +col titolo: <i>Versi di vari autori in occasione del +battesimo di S. E. il conte Leonardo Bollati P. V.</i> +(leggi Patrizio veneto).</p> + +<p>C’è fra gli altri componimenti un sonetto che +principia così:</p> + +<div class="poem" style="width: 18em;"><div class="stanza"> +<span class="i0">O tu in cui dritta la virtù discese<br /></span> +<span class="i2">Onde Venezia ebbe del mar l’impero,<br /></span> +<span class="i2">Certo tu pure, o pargoletto altero,<br /></span> +<span class="i2">Famoso andrai per memorande imprese;<br /></span> +</div><div class="stanza"> +<span class="i0">Mel dice il nobil tuo sembiante, il fiero<br /></span> +<span class="i2">Lampo degli occhi tuoi mel fa palese...<br /></span> +<span class="i2">.   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .   .<br /></span> +<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span></div></div> + +<p>E ci pare che basti.</p> + +<p>Nonostante le feste con cui egli fu accolto al +suo nascere, il contino Leonardo non fu guastato +con troppi baci e troppe carezze. Il conte Zaccaria, +libertino incorreggibile, s’occupava più +delle crestaie e delle ballerine che de’ suoi figliuoli, +e la contessa Chiaretta, tra le pratiche +di devozione e il teatro, il fare e il ricever visite, +il curare i suoi mali veri e l’almanaccar dietro +ai suoi mali immaginari, il bever tazze di cioccolata +e il mangiar pasticcini, esauriva tutte le +forze del corpo e dello spirito, nè le restava +più tempo o voglia di dedicarsi alle cure materne. +Dimodochè S. E. Leonardo Bollati, progenie +di dogi, passò dalle braccia della balia e +delle bambinaie a quelle dell’altre persone di +servizio, e ne’ primi anni della sua gloriosa esistenza +non era ammesso al cospetto de’ genitori +che la mattina appena alzato e la sera avanti +di coricarsi. In questi momenti solenni egli baciava +la mano al nonno, al signor padre e alla +signora madre, e dava loro il buon giorno e la +buona notte. Nelle grandi occasioni (a Pasqua, +a Natale, al Capo d’anno, ecc.) lo si faceva portare +a tavola alle frutta. Allora il contino dava +prova di ottimo appetito e di rara precocità nel +dir parole indecenti, ch’egli apprendeva in cucina +e che esilaravano il conte padre ed erano +accolte con un sorriso benevolo anche dai commensali, +soprattutto dai Rialdi, parenti poveri, +mentre la contessa Chiaretta si limitava ad esclamare:—Maria +Vergine santissima! Che discorsi!<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span></p> + +<p>Ma il contino Leonardo non imparava in cucina +soltanto le schiette grazie del linguaggio +popolare.</p> + +<p>Un barcaiuolo pensionato della famiglia, morto +nonagenario un anno prima del padrone vecchio, +lo aveva erudito in certe cronache domestiche +assai edificanti. Nicola (il barcaiuolo si chiamava +così) era nato in casa e avea pei Bollati una +devozione a tutta prova. Per isfortuna egli non +era cresciuto nei tempi in cui i Bollati maschi +si coprivano di gloria, ma in quelli in cui le +Bollati femmine facevano d’ogni erba un fascio. +E raccontava le gesta di queste civette con la +identica compiacenza con la quale due secoli +innanzi avrebbe raccontato quelle del nobiluomo +Almorò che aveva preso una bandiera ai Turchi, +e del nobiluomo Biagio che a venticinque anni +aveva sbalordito il Maggior Consiglio con la sua +eloquenza. La madre del conte Zaccaria non +aveva avuto tempo di far discorrer di sè perch’era +morta da parto dopo un anno di matrimonio, +ma Sua Eccellenza Adriana e Sua Eccellenza +Marina, mogli di due fratelli del N. H. +Leonardo ne avevano fatte di grosse. Belle, +piene di spirito e di salute, avevano goduto la +vita, loro due, non come Sua Eccellenza Chiaretta, +una buona donna, ma via, un po’ troppo +monachella, troppo dinoccolata, troppo paurosa +della sua salute. Perchè in fin dei conti, diceva +il vecchio Nicola, che cosa fanno a questo mondo +le donne se non fanno il chiasso e l’amore?</p> + +<p>—Eh—continuava il barcaiuolo epicureo—ai<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span> +tempi delle lustrissime Adriana e Marina ci +si divertiva in Palazzo. Altro che adesso! Non +s’eran mai viste due cognate che se la intendessero +meglio di quelle. Mai una gelosia, mai +la cattiva azione di portarsi via i <i>morosi</i>, ma +invece un aiutarsi, un difendersi ch’era un piacere +a sentirle. Io ero il confidente di tutt’e +due, e quando l’una o l’altra diceva di voler la +gondola a un remo solo e che quel remo dovevo +esser io, sapevo benissimo di che si trattava. +Qualche volta i due mariti e i due rispettivi +cavalieri serventi volevano tirarmi in lingua. +Mi ricordo che un giorno il nobiluomo Barbo, +che serviva la lustrissima Adriana, mi disse:—«Tu +tieni il sacco a quella fraschetta.»—«Nobiluomo—io +risposi—la parli con rispetto +della padrona.» Sicuro; perchè io non +ammettevo scherzi su questo proposito.... Ma +quando potevo, coi debiti riguardi, dare un buon +consiglio alle <i>lustrissime</i>, mi facevo coraggio. E +raccomandavo loro di usar prudenza e di salvare +le apparenze, che son quelle a cui il mondo +bada di più. Così facevo il mio dovere, e le +padrone, che non avevano ombra di sussiego, +me ne ringraziavano. Erano due angeli, quelle +donne, e non è mica a credere che fossero cattive +mogli. Bisognava vederla Sua Eccellenza +Adriana durante la lunga malattia del marito. +Pareva una suora di carità. E quando S. E. Alvise +morì, che macchina di monumento ella gli +fece innalzare in chiesa dei Gesuiti! E quante +messe all’anno faceva dire in suffragio del povero<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span> +defunto! Se quell’anima lì non ha scontato +presto il suo purgatorio, non deve certo prendersela +colla moglie. E S. E. Marina? L’ho accompagnata +io stesso due anni di fila ad Abano +con S. E. Vittore che andava a curarvi la sua +sciatica. Che pazienza da santa quella donna! +Perchè S. E. Vittore (che Dio l’abbia in gloria!) +era una pasta di zucchero finchè stava bene, ma +se aveva un dolor di capo, usciva dai gangheri +addirittura. Non c’eravamo che la padrona ed +io che potessimo sopportarlo.—«Eh, Nicola,»—la +mi diceva scherzando—«non si va mica +in gondola adesso. »—«Ma, lustrissima; torneranno +quei tempi.»—E lei, con una scrollatina +di testa:—«Intanto s’invecchia, caro +Nicola.»—Benedetta quella vecchia!—io +avrei voluto soggiungere, ma non ero che un +povero gondoliere e non dovevo prendermi certe +libertà.... So ch’era da mangiarla S. E. Marina +quando parlava così. A quarant’anni ell’era ancora +un boccone prelibato. Una vitina, un busto, +un giro di spalle, dei capelli neri come la +pece, due occhi da svegliare i morti.... E una +manina bianca, grassottella, che aveva tutti i +sapori.... Posso dire di avergliela baciata quella +mano.... Ma! Le due <i>lustrissime</i> son morte tutt’e +due in fresca età e di donne come quelle s’è +persa la stampa....</p> + +<p>Questi e altri discorsi consimili il vecchio Nicola +li teneva soprattutto nelle sere d’inverno, +durante la siesta, quando seduto sul focolare +sopra un seggiolone impagliato egli protendeva<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span> +le gambe stecchite sulle ceneri calde, e fumava +la sua pipa di gesso o centellava un bicchiere +di vino generoso. Il resto della servitù stava +ad ascoltarlo ad orecchie tese, e le cameriere, +ghiotte di pettegolezzi scandalosi, lo tempestavano +di domande. Ed egli, sempre vantandosi +d’esser stato un modello di discrezione in gioventù, +spifferava una quantità di aneddoti circa +alle scappate delle padrone, e al brio delle loro +conversazioni nel casino ch’esse tenevano in comune +a San Giuliano, e ai loro travestimenti in +carnevale, al Ridotto, e ai loro trionfi alla venuta +dei conti del Nord e del Re di Svezia. Intanto il +contino Leonardo, ora sulle ginocchia d’una fantesca, +ora sotto la tavola in compagnia del gatto, +sbadigliava aspettando che lo mettessero a letto. +E, se vogliamo esser giusti, egli si curava pochissimo +di queste glorie casalinghe, e preferiva il +racconto dei fatti memorabili del brigante Mastrilli, +che il signor Oreste, il cuoco, sapeva a +memoria, e di cui mostrava al padroncino le illustrazioni +a colori sopra una ventola di cartone.</p> + +<p>Altra occupazione gradita pel nostro contino, +sin dalla più tenera infanzia, era stata quella +di dar la caccia ai granchi che salivano su per +la <i>riva</i> del Palazzo. A questo nobile esercizio +egli dedicava un paio d’ore al giorno sotto la +vigilanza dell’uno o dell’altro dei gondolieri di +casa, e, quando aveva preso una di quelle innocue +bestiuole, egli trovava un gusto infinito +a legarla con uno spago per una delle branchie +e a tirarla su e giù per l’androne.<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span></p> + +<p>Però i gondolieri non insegnavano al contino +Leonardo solamente a pigliare i granchi; essi +lo addestravano eziandio nell’arte del remo, +l’unica ginnastica a cui si dedicassero in quel +tempo i nobili veneti. A quattr’anni egli aveva +già un remino microscopico che appena sfiorava +l’acqua; poi di mano in mano che il ragazzo +cresceva gli si faceva fare un remo più grande +e il remo smesso si conservava come trofeo di +famiglia. Quando il contino Leonardo non possedeva +ancora le lettere dell’alfabeto, egli era +ormai in grado di vogare a poppa e di diriger +bene o male la gondola nel Canalazzo e pei +meandri dei <i>rii</i>. I barcaiuoli dei traghetti lo conoscevano +tutti, e se qualcheduno vedendolo +passare gridava poco rispettosamente:—<i>Occhio +ai granchi, Eccellenza</i>—i più rendevano giustizia +alle sue felici disposizioni e gli pronosticavano +uno splendido avvenire.</p> + +<p>Con la sorella, alquanto maggiore d’età, Leonardo +non aveva mai avuto buon sangue; del +resto si può dire ch’egli l’avesse anche conosciuta +poco, perch’ella entrò ben presto alle +Salesiane e vi stette fino al momento del matrimonio. +La piccola Rialdi, che aveva quattr’anni +meno di lui, era stata sempre, come +sappiamo, la sua compagna favorita di giuoco. +E quand’egli non era in cucina con le serve, o +in gondola, o presso alla <i>riva</i> coi barcaiuoli, era +con Fortunata in uno stanzone del secondo piano +detto lo stanzone degli armadi, ove i bimbi potevano +fare il chiasso senza disturbare la <i>lustrissima</i><span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span> +Chiaretta che pativa di emicrania e di +sfinimenti.</p> + +<p>Così trascorse l’infanzia del contino Leonardo +Bollati. Alla fine il suo signor padre si decise +a dargli un precettore, e la scelta cadde sopra +un sacerdote di nome don Luigi, al quale il +conte Zaccaria, nell’affidargli l’educazione del +giovinetto, tenne questo notevole ragionamento:</p> + +<p>—Grazie al cielo, Leonardo non ha bisogno +di guadagnarsi da vivere, non deve far l’avvocato, +nè il medico, nè l’ingegnere, nè, Dio guardi, +il professore. Sotto la Serenissima era un altro +paio di maniche. Il ragazzo avrebbe dovuto entrare +prima nel Maggior Consiglio e più tardi +forse nei Pregadi, e non ci sarebbe stata nessuna +carica, per quanto alta, a cui egli non +avesse potuto aspirare. Adesso il più che possa +toccargli è di diventare assessore municipale, o +amministratore dei Luoghi Pii, o presidente della +Fenice, come me, e per questa roba non occorre +troppa dottrina. Dunque, don Luigi, siamo intesi. +Un poco di religione, di storia sacra e di +storia veneta, le quattro operazioni dell’aritmetica, +una tintura di latino, e quel tanto d’italiano +che basta a scriver discretamente una lettera, +e, se occorre, un sonetto per nozze o per +monaca. Insomma non sopraccarichiamo il ragazzo +di scienza.</p> + +<p>Don Luigi s’inchinò in segno d’assenso, e promise +al conte Zaccaria di uniformarsi interamente +a’ suoi desiderii.</p> + +<p>Proprio un asino don Luigi non era; aveva<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span> +un certo bagaglio di cultura classica e aveva +scritto in gioventù un panegirico di San Luigi +Gonzaga, lodato dal Padre Cesari. Ma era una +mente gretta, piccina, di quelle che non possono +spargere intorno a sè altro che la loro piccineria +e la loro grettezza. In fatto di letteratura, +il suo più forte convincimento era questo: +doversi combattere ad oltranza il Manzoni. Per +don Luigi, innamorato degli <i>avvegnachè</i> e dei <i>conciossiachè</i>, +il Manzoni era un barbaro, e non c’era +scribacchino d’istanze ch’egli non preferisse all’autore +dei <i>Promessi Sposi</i>. Onde sopra una sola +cosa egli domandò al conte Zaccaria che gli +fosse lasciata mano libera:—Bisogna ch’ella +mi permetta—egli disse—di formare a mio +modo lo stile del mio allievo. Sarei veramente +umiliato s’egli dovesse scrivere come il signor +Manzoni, quel corruttore della lingua italiana.</p> + +<p>—Oh in quanto a questo—rispose il conte +Zaccaria—faccia come le pare.</p> + +<p>Le inquietudini di don Luigi non durarono un +pezzo. Non solo il contino Leonardo non accennava +a voler scrivere un giorno come il signor +Manzoni, ma dopo cinque anni d’insegnamento +era ancora dubbio s’egli sarebbe mai riuscito a +scrivere in nessuna maniera. Il pronostico fatto +dal nonno poco prima di morire pareva aver +molta probabilità di avverarsi. L’ultimo rampollo +dei Bollati aveva tutta la disposizione di restare +un somaro. Invece, dal lato fisico, egli era cresciuto +meglio che la gracile infanzia non promettesse, +era abbastanza alto per la sua età,<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span> +snello e ben proporzionato della persona. Fatta +eccezione dal naso un po’ grande, i suoi lineamenti +erano regolari, e, non guardando pel sottile +all’espressione della fisonomia insignificante +e sbiadita, lo si poteva anche dire un bel ragazzo.<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="VI" id="VI"></a>VI.</h2> + + +<p>I Bollati avevano poderi in più parti del Veneto, +ma la loro villa signorile era posta sulla +Brenta, ed essi andavano a passarvi alcune settimane +della primavera e dell’autunno. Vi andavano +per tradizione, per non rimanere a Venezia +quando non c’era nessuno, ma quel soggiorno +campestre non aveva per loro la minima +attrattiva, come non può averne per quelli che +portano in campagna i gusti e le abitudini della +città. Già per la contessa Chiaretta era un affar +di stato il solo tragitto da Venezia a Fusina, +e prima di avventurarvisi ella consultava una +dozzina di volte l’aspetto del cielo e il parere +dei gondolieri esperti nelle cose meteorologiche. +Quando non c’era neanche una nuvola, quando +non spirava un fiato di vento, quando i barcaiuoli +erano d’accordo nel pronosticar la durata +del bel tempo, quando a Sua Eccellenza non +doleva un callo (ciò ch’era per lei un sintomo +infallibile di cambiamenti atmosferici), quando<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span> +non era nè martedì, nè venerdì, allora s’intraprendeva +finalmente il gran viaggio. Partiva +prima la gente di servizio coi bagagli (parevano +le salmerie d’un esercito), poi venivano i padroni +in due gondole, portandosi, fra l’altre cose, un +gatto favorito dentro un paniere. A Fusina si +trovavano le carrozze pronte e la comitiva si +avviava verso la Mira. E anche qui S. E. Chiaretta +era in preda a notevoli trepidazioni.—<i>Le +bestie son bestie</i>—ella diceva saviamente,—ed +è sempre un miracolo quando non ne fanno +di grosse.—Cosicchè ella sottoponeva il cocchiere +a un interrogatorio in piena regola.—Era +proprio sicuro dei cavalli? Non aveva mica +dato loro troppa biada? E le ruote della carrozza +le aveva esaminate bene? Non si sa mai; +si senton tante disgrazie.... Adagio.... Era inutile +di correre in quella maniera.</p> + +<p>Basta; presto o tardi s’arrivava, e il fattore, +il giardiniere e il gastaldo venivano a baciar la +mano ai padroni. La contessa Chiaretta, tutta +intontita dal viaggio, si ritirava prestissimo nel +suo appartamento, e per quel giorno non discendeva +nemmeno a desinare, ma si faceva +servire un brodo in camera da letto. Nè è a +credere che nei giorni successivi ella uscisse +frequentemente in giardino o facesse delle gite +nelle vicinanze; tutt’altro; gran parte della +giornata ella la passava in un gabinetto con le +imposte accostate per non lasciar entrare il +sole, coi vetri chiusi per non lasciar entrare le +mosche e la polvere; e soltanto a ora di colazione<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span> +e di pranzo si trascinava a gran fatica +fino in tinello, dicendo che non aveva fame e +che non capiva come ci fosse della gente che +poteva trovarsi bene fuori di città. La sera però, +quand’erano accesi i lumi, quando capitavano +l’arciprete, il cappellano, il medico condotto e +qualche villeggiante per il tresette, la fronte +di S. E. si spianava un poco, ed ella si abbandonava +un poco alla dolce illusione d’essere nel +salottino del suo palazzo di Venezia. E poichè +le seccava di andare a letto presto, essa costringeva +quei poveri diavoli a farle compagnia fino +a mezzanotte, e li teneva svegliati a forza di +tazze di caffè.</p> + +<p>Il conte Zaccaria, in fondo, aveva per la campagna +la stessa passione di sua moglie, ma non +voleva dirlo, e si dava l’aria d’intendersene di +agricoltura, e ne sballava di grosse col fattore +e col gastaldo, i quali, pur mostrando di ascoltarlo +con deferenza, si prendevano gioco di lui. +Il peggio si era che di tratto in tratto egli non +si contentava delle chiacchiere accademiche, ma +s’impuntava a ordinar sui suoi fondi dell’esperienze +in <i>corpore vili</i> e sciupava il tempo e i +quattrini.</p> + +<p>In quanto al contino Leonardo, egli avrebbe +assai volentieri fatto senza della villeggiatura. +Egli trovava che i ranocchi, le cicale, le lucertole +valevan meno dei granchi e che la carrozza +valeva meno della gondola. A far lunghe passeggiate +non ci aveva gusto; l’imparar a guidar +delle bestie gli pareva ignobile, e l’equitazione<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span> +gli era venuta in uggia dopo che un cavallo lo +aveva gettato a gambe levate sopra un mucchio +di ghiaia. Sicchè, tutto sommato, s’annoiava +mortalmente; tanto più che, cosa abbastanza +singolare, in campagna aveva meno libertà di +quella che avesse in Venezia. A Venezia andava +in gondola anche solo affatto, e quand’egli riusciva +a scender nell’entratura e recarsi presso +alla <i>riva</i>, era sicuro di non esser molestato più.—Sarà +con qualcheduno dei barcaiuoli,—dicevano +in famiglia, e nessuno aveva altro da +soggiungere, e don Luigi era esonerato dall’obbligo +d’invigilare sul suo pupillo. In campagna +invece don Luigi doveva seguire il contino dappertutto, +e badare ch’egli non andasse sotto una +carrozza, o non fosse morsicato dai cani idrofobi, +o non isdrucciolasse giù nella Brenta.—Con +l’acqua dolce non si scherza—sentenziava +S. E. Zaccaria.</p> + +<p>Don Luigi, a tener dietro a S. E. Leonardo, +non ne poteva più, e alla fine della giornata +aveva l’aria d’uno di quei cani che per ore e +ore inseguono la selvaggina, e alla sera si accovacciano +sul vestibolo ansanti e con la lingua +penzoloni. Onde, se gli riusciva di sgattaiolar via +con la scusa di qualche indisposizione appena +faceva notte, correva a rifugiarsi nella sua camera, +e si cacciava sotto le coperte, maledicendo +al destino che costringeva lui, un uomo di tanto +merito, a sciupar la sua vita con un ragazzo +balordo e maleducato. Ma ordinariamente non +gli era concessa neppur questa consolazione,<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span> +perchè S. E. Chiaretta, che aveva sempre bisogno +di seccar qualcheduno e trovava assai +comodo di seccare di preferenza il prete di casa, +lo sforzava spesso a rimanere alzato per fare +il quarto a tresette in un tavolino o per leggerle +la <i>Gazzetta</i> fino a che le venisse sonno. +Già ell’aveva dichiarato che alle sue indisposizioni +non credeva punto, e che a ogni modo non +poteva permettere ai suoi dipendenti di darsi +il lusso dell’emicrania e del mal di nervi.</p> + +<p>Per don Luigi era meglio che ci fossero ospiti +in quantità. E infatti ne capitavano ogni autunno, +ed erano, qual più qual meno, tipi di parassiti +spiantati e famelici.</p> + +<p>Uno degli assidui era il nobiluomo Pietro +Canziani, dell’ordine dei segretari, poeta sprositato, +autore di madrigali galanti in lode della +contessa Chiaretta, la quale si ostinava a chiamar +<i>sonetti</i> tutti i componimenti di vario metro che +il suo devoto e maturo adoratore le dedicava. +Il signor Barnaba Sughillo, impiegato di contabilità, +nel fare il suo giro per le varie villeggiature +sulla Brenta, non dimenticava i Bollati, +e intratteneva anche loro co’ suoi giuochi di +prestigio e con la sua prodigiosa abilità nell’imitare +il canto degli uccelli, meriti che gli +avevano procurato il benigno compatimento delle +famiglie patrizie. Nè mancava, sebbene non invitata, +la contessa Ficcanaso, la quale, dichiarando +di non poter stare a lungo senza vedere +i suoi dilettissimi amici, veniva a stabilirsi in +casa loro per un paio di settimane almeno. Ella<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span> +veniva con uno scarso bagaglio di biancheria, +ma con una ricca collezione di pettegolezzi, che +le facevano perdonar dai padroni l’uggia della +sua visita. Nascite, morti, matrimoni, scandali +aristocratici e borghesi, arrivi e partenze di forestieri, +promozioni e traslochi d’impiegati, tutto +aveva un posto nella cronaca della contessa +Ficcanaso, e Sua Eccellenza Chiaretta, tra uno +sbadiglio e l’altro, pendeva dalla sua inesauribile +parlantina. Gli scandali l’attraevano in +ispecial modo, come accade a molte donne oneste, +che sono piene di curiosità patologiche. E di +S. E. Chiaretta, fosse virtù vera, o freddezza, +o salute cagionevole, o mancanza di occasioni, +non si poteva davvero dir nulla.</p> + +<p>I Rialdi poi, l’ho già detto, facevano in villa +Bollati la permanenza più lunga possibile. Certo +che talvolta, pur di rimanere, dovevano ceder +la loro stanza e contentarsi dei peggiori bugigattoli +della casa. Ma se ne contentavano perchè +la contessa Zanze voleva far economia, il +conte Luca aveva bisogno d’una boccata d’aria +libera dopo le fatiche dell’impiego, e Fortunata +non riprendeva un po’ di colore che quand’era +in campagna. Il solo Gasparo preferiva di passare +in collegio anche le vacanze.</p> + +<p>Gli ospiti di minor riguardo erano vittime del +lugubre buon umore di S. E. il conte Zaccaria. +Così il nobile Canziani, il signor Sughillo, la +contessa Ficcanaso, i Rialdi avevano di tratto +in tratto la compiacenza d’esser svegliati prima +di giorno da un gallo nascosto in un canterale,<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span> +o di trovar sparsa l’assafetida sulle lenzuola, o +di sentirsi nel cuor della notte strappar via le +coperte che erano state insidiosamente legate +a una cordicella di cui uno dei capi era fuori +della stanza. Quando la burla passava la misura—Ah,—borbottava +la contessa Zanze al marito,—se +foste almeno nell’amministrazione!</p> + +<p>Il conte Luca si stringeva nelle spalle. Gli +scherzi del cugino Zaccaria non gli turbavano +la digestione, a lui non pareva vero di poter +mangiar bene tutti i sette giorni della settimana +e di dare qualche capatina furtiva in cucina per +assaporare prima del tempo i ghiotti manicaretti +apprestati dal signor Oreste. Inoltre, poichè +<i>non de solo pane vivit homo</i>, il nostro conte Luca +aveva, in quel periodo della villeggiatura, delle +insigni soddisfazioni d’amor proprio. Al caffè +della Mira non c’era nessuno che gli tenesse +testa agli scacchi. Perciò, sia ch’egli giocasse, +sia ch’egli assistesse alle partite d’altri giocatori, +egli trovava, al cospetto della scacchiera, un +brio e una loquacità inesauribile, ed esilarava +la compagnia con certi sali attici d’ottimo gusto, +come: <i>Fiat lux, faccia lui.</i>—<i>Veda lei che ha +quegli occhi così bei.</i>—<i>Tacete su quegli olmi, o +passeri inquieti.</i>—<i>Pur che il reo non si salvi i +giusto</i> <span class="smaller">POMI</span> (garbatissima variante al verso del +Tasso).—<i>Tu taci Solimano e a nulla pensi.</i>—<i>Fermi +là e nessun si muova</i>—e altre spiritosaggini +simili.</p> + +<p>Di Fortunata non si discorre neanche. Ella si +lasciava cucinare in tutte le salse, e i capricci dei<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span> +cugino erano altrettante leggi per lei. Leonardo, +il quale non voleva intorno a sè che persone +sommesse, stava appunto con Fortunata, con la +Rosa nipote del gastaldo, chiamata per vezzeggiativo +Rosetta, e con tre o quattro ragazzi di +contadini, ch’egli pigliava a scappellotti se si +mostravano recalcitranti ai suoi ordini. Ma già +la Fortunata e la Rosetta erano le sue favorite. +Con loro deludeva spesso la vigilanza del precettore, +e s’inzaccherava nei fossi, o si ravvoltolava +sui mucchi di fieno, o andava a zonzo pei +campi sgranellando i grappoli d’uva lungo le +viti. Ora, per un gran tempo, la Fortunata e la +Rosetta, ch’erano quasi coetanee, procedettero +d’amore e d’accordo, senza ombra di gelosia, +chè la Rosetta riconosceva la sua inferiorità di +fronte all’altra, la quale, per quanto spiantata, +era sempre una damina. Ma in quell’autunno +1838 il contino Leonardo, che sentiva ormai le +prime inquietudini dell’adolescenza, si divertì a +prendere verso le due ragazze un atteggiamento +di sultano fra le odalische, e accordando ora +una preferenza a questa, ora a quella, fece +sorger tra loro una specie di rivalità. Sicchè +esse finirono col non potersi soffrire, e Fortunata, +che pur adorava la campagna, vide con piacere +la villeggiatura giungere al suo termine. A Venezia, +ella pensava, le cose torneranno come +erano prima, e quella pettegola della Rosetta +non farà più le sue smorfie.</p> + +<p>Quest’era vero, ma Fortunata errava grandemente +nel credere che, levata di mezzo, almeno<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span> +per qualche tempo, la Rosetta, il cugino Leonardo +non avrebbe avuto altri grilli pel capo. +Invece, giunto in città, Leonardo mostrò di aver +progredito in pochi mesi in malizia più di quello +che in molti anni non avesse progredito nell’ortografia, +e Fortunata non gli pareva che una bimba +insipida con la quale non c’era sugo a perdere +il tempo.</p> + +<p>Le tribolazioni di don Luigi in questa fase +critica del suo allievo non si possono descrivere. +Quand’egli usciva a passeggio col contino, costui +guardava le donne in una maniera così sguaiata, +così provocante, si lasciava sfuggir di bocca +delle esclamazioni così ardite che il povero sacerdote +avrebbe desiderato d’esser mille miglia +sotterra, tanto se ne vergognava. E borbottava +fra i denti:—Anime sante del Purgatorio! Che +cosa mi tocca!</p> + +<p>Finalmente don Luigi dichiarò che proprio +egli non si sentiva in grado d’andar più fuori di +casa solo col contino, perchè, lasciando stare il +resto, egli non poteva nè tenerlo per le falde +del vestito, nè corrergli dietro quando il ragazzo +s’impuntava a seguir le serve, o le crestaine, +o.... c’intendiamo.... chè già un paio di +volte i monelli gli avevan dato la baja, a lui +sacerdote per bene, e avevan fatto sul suo conto +chi sa che razza di supposizioni offensive.</p> + +<p>Il conte Zaccaria accolse con filosofica serenità +questi avvertimenti, e disse che riconosceva +in suo figlio il sangue dei Bollati. I Bollati erano +stati sempre così, e poco più d’un secolo addietro<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span> +il nobiluomo Giuseppe Antonio era fuggito +a quattordici anni con una cameriera. Effetti +del sangue.</p> + +<p>Nondimeno per vigilar meglio sul suo chiaro +rampollo, il conte Zaccaria deliberò di affidarlo +meno alle cure del precettore e di condurlo più +spesso con sè, al caffè Suttil di giorno, al teatro +la Fenice la sera, quando c’era spettacolo o +c’erano prove. Poichè il conte Zaccaria ch’era +uno dei presidenti, aveva libero accesso anche al +palcoscenico. In quel recinto sacro alle Muse il +contino Leonardo trovò subito oneste e liete +accoglienze, soprattutto dal corpo di ballo. Infatti +le pudiche allieve di Tersicore avevano +troppa stima del conte Zaccaria da non far buon +viso al suo nobile erede, il quale mostrava le +migliori disposizioni a seguir gli esempi paterni. +Il contino Leonardo, dal canto suo, si pavoneggiava +molto di queste sue nuove conoscenze, e +quand’era in palco con sua madre nominava a +una a una le vaghe giovinette di rango francese +o italiano che volteggiavano sulla scena in vestito +succinto.</p> + +<p>E se la contessa Chiaretta si sgomentava delle +inclinazioni libertine del figliuolo e manifestava +dei timori al marito, questi tirava in campo la +solita scusa del sangue caldo dei Bollati, e soggiungeva:—Ci +vogliono le valvole di sicurezza, +ci vogliono. Se no la macchina scoppia.<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="VII" id="VII"></a>VII.</h2> + + +<p>La savia massima paterna non rimase infeconda, +e a sedici anni appena il contino Leonardo +cominciò ad applicar largamente il sistema +delle valvole di sicurezza. La prima di +queste valvole si chiamava Candida, e occupava +un posto onorifico tra le Greche del ballo spettacoloso, +<i>La caduta di Missolungi</i>. Senonchè, +finita la stagione della Fenice, la Candida prese +il volo per altri lidi e le successe una Olimpia +ascritta tra le <i>Scozzesi</i> di una <i>Lucia di Lammermoor</i> +che si rappresentava al teatro S. Benedetto. +L’Olimpia non durò un pezzo neppur +lei, e le tenne dietro una Serafina, <i>virtuosa</i> di +canto, che, insieme con molte altre cose, aveva +perduto la voce. Nè con la Serafina, è inutile +il dirlo, si chiuse il ciclo romantico del nostro +giovinetto. Giova bensì notare come queste frequenti +conquiste asciugassero le tasche del contino +Leonardo, il quale non riceveva dal signor +padre che un modesto peculio mensile. In questa<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span> +critica condizione di cose il nostro Leonardo +trovò un’assistenza impreveduta nell’ottimo signor +Oreste, il cuoco, uomo danaroso e liberalissimo, +sovventore magnanimo di piccoli bottegai +e merciaiuoli ambulanti con cui egli teneva +conto corrente al mite saggio dell’un per +cento alla settimana. Trattandosi ora di levar +d’impiccio il padroncino, era naturale ch’egli +fosse pronto a dare, nonchè i quattrini, anche +il sangue. Onde, in quel modo delicato che +rende più preziose le offerte, il signor Oreste +mise la sua cassa a disposizione del contino +Leonardo, ritirandone di volta in volta delle +cambialette rinnovabili ogni anno fino al momento +in cui il giovane divenisse maggiore. +S. E. Zaccaria, che ignorava ogni cosa, potè intanto +cullarsi nella dolce illusione che il figliuolo +sapesse far baldoria e spenderne pochini, +ciò che non sapevano altri giovani del +patriziato.</p> + +<p>Il sagace lettore non troverà punto strano +che il contino Leonardo, entrato ormai in dimestichezza +con le Candide, le Olimpie e le Serafine, +guardasse con un sorriso di compassione +tutte le femmine le quali non appartenevano a +quella casta rispettabile. Fortunata divorava +in silenzio il suo dolore pel mutato atteggiamento +del cugino verso di lei, ma la contessa +Zanze non sapeva dominar la sua stizza, e le +accadeva sovente di tirar giù a campane doppie +contro i Bollati, ch’erano stupidi, ignoranti, +vanitosi, villani, egoisti, e lasciavano crescere<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span> +come l’erba matta il solo maschio che avessero.—Già—ella +diceva—per poco che quello +sbarazzino continui la vita che fa, egli crepa +sicuramente.... E sarà quello che si merita—ella +soggiungeva urlando come un’ossessa e dimenticandosi +per un momento l’idea da lei vagheggiata +di avere il contino Leonardo per genero.</p> + +<p>Gasparo Rialdi trionfava, vedendo di non +esser più il solo della famiglia ad avere in uggia +il giovane Bollati. E quando gli toccò d’imbarcarsi, +perch’egli era ormai cadetto di marina +e doveva andar con la squadra in Levante, egli +prese da parte la sorella e le disse con maggior +dolcezza dell’ordinario:—Credilo, sorelluccia +mia, io me ne vado più contento sapendo che +tu bazzichi meno con Leonardo.... Quell’intimità +non m’era piaciuta mai, e sarai persuasa +che non avevo torto. Leonardo è stato da piccolo +in su un monellaccio e nient’altro, e adesso +che da un anno in qua fa a modo suo, è uno +dei più scapestrati che vi siano in paese. Tu +non sei una bimba, hai quasi quindici anni, e +a quindici anni una giovinetta deve guardar +bene a chi accorda la sua confidenza e le sue +preferenze.... Capisco che noi non possiamo +troncar le nostre relazioni coi Bollati; il babbo +e la mamma non lo vorrebbero, e forse avranno +ragione, forse è vero che ci conviene usar dei +riguardi a quei nostri parenti.... abbiamo, pur +troppo, delle obbligazioni con loro.... Ma un +giorno, se la fortuna m’aiuta!... Intanto sta in<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span> +guardia, e soprattutto non curarti di Leonardo... +Son meglio i suoi disprezzi che le sue carezze.—Le +parole di Gasparo erano per Fortunata +tante punture di spillo. Ella non osava contraddirlo, +si sentiva piccina piccina di fronte a +lui; ma egli era troppo impetuoso, troppo violento, +troppo assoluto da potersele insinuare +nell’animo, da poter sradicarne le simpatie segrete +coltivate con lungo amore. Poichè non è +mica vero sempre che i forti trascinino i deboli; +la bufera che abbatte la quercia passa +talvolta sul gracile stelo senza far altro che +piegarne la cima. A veder suo fratello così accanito +contro Leonardo, ella, pur riconoscendo +i torti di costui, aveva come la coscienza d’un’ingiustizia, +di una persecuzione della quale ell’era +muta e impassibile testimonio. Le pareva che +sarebbe convenuto tener modi diversi, usar la +dolcezza, cercar con le ammonizioni e i consigli +di ricondurre il traviato sul retto sentiero, e +avrebbe dato dieci anni della sua vita per saper +far lei quello che non sapevano o non volevano +fare gli altri. Così Gasparo, con tutta la sua perspicacia, +s’era affrettato troppo a rallegrarsi +della scemata intrinsichezza di sua sorella con +Leonardo Bollati. Sicuro, le apparenze gli davano +ragione, e Fortunata si trovava di rado a +quattr’occhi col cugino, ma chi le fosse disceso +in fondo al cuore avrebbe visto che i nodi che +la stringevano a lui, anzichè rallentarsi, accennavano +a diventare più saldi e indissolubili.—Non +sei una bimba—le aveva detto Gasparo,<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span> +ed era vero. E appunto per questo riusciva meno +facile a lei stessa di raccapezzarsi in quel tumulto +di sentimenti nuovi e di nuovi pensieri +che l’agitavano. Ciò ch’ella provava per Leonardo +Bollati non era l’affetto uguale, ingenuo +e devoto dei primi anni; era a volte un’attrattiva +invincibile, a volte una strana ripulsione; +ond’ella ora lo cercava ed ora lo sfuggiva, ma +sia che lo cercasse o lo sfuggisse, non sapeva +staccare il pensiero da lui.</p> + +<p>Dei genitori vigili, intelligenti, avrebbero avvertito +il pericolo e cercato di ripararvi in +tempo, ma il conte Luca era un uomo nullo +che aveva abdicato in favore della moglie, e la +contessa Zanze, sebbene non fosse una sciocca, +non era nata per capir certe cose, e aveva poi +uno spirito singolarmente sconclusionato. Dimodochè, +dopo aver dipinto Leonardo con le tinte +più fosche, dopo avergli pronosticato ogni specie +di malanni, ella mutava a un tratto registro e +tornava a far castelli in aria e ad almanaccare +sulla possibilità che sua figlia entrasse in casa +Bollati e ch’ella, Zanze Rialdi, divenisse un +giorno la suocera dell’erede di un gran nome +e di un gran patrimonio. Inoltre, anche nei +momenti in cui ell’era meno disposta alle illusioni, +ell’avrebbe riso in faccia a chi fosse venuto +a dirle che il solo mezzo efficace di salvar +Fortunata dalle amarezze e dai disinganni era +quello di non frequentar troppo i Bollati, di +non mantener con essi che le relazioni strettamente +necessarie. Colmarli di contumelie quand’essi<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span> +non potevano sentirla, era, per la contessa +Zanze, la cosa più naturale del mondo, +ma perdere i vantaggi d’una parentela simile +le sarebbe parso un delitto verso sè stessa e +verso la propria famiglia. Ah, in verità non +c’era che lei che avesse un po’ di sale in zucca! +Suo marito era un bamboccio, Gasparo, con +tutto il suo ingegno, non sapeva il viver del +mondo, e Fortunata era una buona diavola, +ma prendeva di tratto in tratto certi atteggiamenti +di vittima ch’erano molto noiosi. Adesso +ell’aveva l’aria di fare una grazia ad andar +l’autunno in campagna, come se si potesse rinunziare +a un sistema che, senza contare il benefizio +fisico, permetteva di chiuder la casa e +di raggranellar quattro soldi per l’inverno.</p> + +<p>La ragione, per la quale Fortunata andava +mal volentieri in villa Bollati, non è difficile a +immaginarsi. Il contino Leonardo, si curava +poco di lei e si curava troppo della nipote del +gastaldo, la Rosetta, che in brevissimo tempo +s’era fatta una bella ragazza. Vispa, civettuola, +la Rosetta sapeva di piacere e si divertiva a +lasciarsi corteggiare, per rider dei gonzi, diceva +lei, giacchè non era così grulla da innamorarsi +a spese della salute e del buon umore, +e in quanto al prender marito non c’era furia, +chè un marito è un tiranno e nient’altro. A +ogni modo, di mariti c’era abbondanza; bastava +volere. Per ora preferiva spassarsela, e d’autunno +quando i padroni erano in villa accettava +di buon animo gli omaggi del conte Leonardo,<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span> +certa di far arrabbiare le sue carissime amiche +e di suscitar la gelosia dei bellimbusti del paese. +Perciò ella non aveva nessun riguardo a lasciarsi +vedere con Leonardo per le strade maestre e +a scambiar la domenica in chiesa occhiate e +sorrisi con lui. Che se anche le <i>amiche</i> e i galanti +si vendicavano col tener sul suo conto ogni specie +di discorsi e coll’esagerare l’importanza della +tresca, ella si stringeva nelle spalle, tant’era +sicura che al finir dell’autunno i galanti sarebbero +tornati ai suoi piedi, docili come cagnolini. +Delle <i>amiche</i> poi non si dava pensiero; chiuder +loro la bocca era impresa impossibile.</p> + +<p>La Rosetta, come si vede, sfidava la cosidetta +opinione pubblica per vanità, poichè questa +sua vanità non sarebbe stata soddisfatta se la +gente non avesse saputo che il contino Bollati +spasimava per lei. Ma dove la vanità non era +in giuoco ell’era invece prudentissima, e Leonardo +non riusciva a indurla nè a passeggiate in +luoghi solitari, nè a furtivi colloqui di sera. +Anzi quand’egli era troppo insistente, la ragazza +fingeva di corrucciarsi e lo sfuggiva per più +giorni di seguito. Già i pretesti non le mancavano; +o doveva attendere alla cascina, o aveva +da lavorar di cucito per lo zio e i cuginetti. +Allora Leonardo si sfogava con Fortunata e diceva +che la Rosetta era la più civetta di tutte +le tose ch’egli aveva conosciuto, e ch’ella s’ingannava +a partito se credeva di far colpo sopra di +lui con quelle sue bizze da principessa. C’era +proprio pericolo ch’egli la prendesse sul serio!<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span> +Ma queste confidenze non davano un gran conforto +a Fortunata, che, di lì a qualche giorno, +vedeva Leonardo più sommesso di prima alla +capricciosa contadinotta.</p> + +<p>Era impossibile che in casa non s’accorgessero +di questa tresca, e seppur non se ne fossero +accorti, la contessa Zanze si sarebbe assunta +la briga di spargerne la notizia. Ella n’era +scandalizzatissima, e non risparmiava fatiche +per risvegliare il senso morale del conte Zaccaria +e della contessa Chiaretta e per indurli +a far valere la loro autorità prima che accadesse +una catastrofe. Ma quelli non se ne davano +per intesi. O che toccava a loro di vigilare +sul prezioso onore d’una villana?</p> + +<p>E se dobbiamo esser sinceri, quegli a cui +spettava anzitutto quest’ufficio delicato era il +gastaldo, zio della Rosetta, volpe vecchia, il +quale lasciava correre, sia che si fidasse della +furberia della nipote, sia che non volesse disgustare +il giovane conte, e in ogni evento, +sperasse di tirar l’acqua al suo molino.</p> + +<p>L’ultimo rifugio della contessa Zanze era +don Luigi. O che aveva gli occhi foderati di +prosciutto? O che non sentiva il debito sacrosanto +di alzar la voce, e di sottrarre alla perdizione +il suo allievo?</p> + +<p>Povero don Luigi! Che ci poteva lui? Non +la capivano ancora ch’egli non era più il precettore? +Era il cappellano della famiglia, era +una specie di mastro di casa; ma il precettore +no. E su certi argomenti non aveva diritto di<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span> +entrare... fuori che nella confessione.... Allora +le sue ragioni sapeva dirle e non aveva bisogno +delle lezioni di nessuno, come non intendeva +render conti a nessuno.... E poi perchè venivano +a discorrergli di tresche scandalose?... Credevano +che un sacerdote non avesse da far di +meglio che spiare i passi di due monelli senza +giudizio?</p> + +<p>—Bei ministri di Dio!—borbottava la contessa +Zanze riferendo al marito questi colloqui.—Bei +ministri del Vangelo! Si lavano le mani +come Ponzio Pilato.</p> + +<p>—E perchè non ve le lavate anche voi le +mani?—rimbeccava il conte Luca.—Siete un +ministro di Dio, voi! Andate proprio a cercarli +col lumicino i fastidi? Che può importarvi di +ciò che passa tra Leonardo e la Rosetta? Per +la Vergine santissima, lasciate che si sbrighino +loro e non ve ne impicciate. Tanto, a voi non +ne va e non ne viene. Mi spiego?</p> + +<p>E il pacifico uomo tornava al caffè a giuocare +ai suoi scacchi.<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="VIII" id="VIII"></a>VIII.</h2> + + +<p>Forse il conte Luca aveva ragione a voler +mantenere una politica di assoluta neutralità, +ma, d’altra parte, la contessa Zanze non aveva +torto nel presagire che quest’intrigo del contino +Leonardo e della Rosetta sarebbe andato a finir +male. Era una cosa troppo lunga, e, come +dice il proverbio, le cose lunghe diventan serpi. +In città, Leonardo aveva mille distrazioni che +gl’impedivano di pensare alla nipote del gastaldo, +ma quand’era in campagna gli occhi bellissimi +e il sorriso affascinante della Rosetta +esercitavano sopra di lui il solito impero. Inoltre +c’era ormai di mezzo anche un po’ di puntiglio. +Egli giurava e spergiurava a sè medesimo +di venirne a capo, di non voler essere raggirato +più a lungo da una contadina, di non voler più +contentarsi d’una carezza e d’un bacio a ogni +morte di papa. Per la Madonna! Egli non aveva +mai avuto queste abitudini, e le Candide, le +Olimpie e le Serafine non lo avevano mai fatto<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span> +sospirar tanto. Però questi propositi risoluti del +contino Leonardo si spuntavano contro le arti +sopraffine della ragazza, la quale pareva aver +imparato la civetteria in una capitale. Ella accettava +i regalucci del suo spasimante, gli diceva +di volergli bene, accordava quello che non +era possibile di negargli, ma in quanto al resto, +nemmen per sogno. Comunque sia, questa tattica +era piena di pericoli, ed era evidente che +non poteva durare a lungo, soprattutto, se, in +mezzo ai tanti farfalloni che svolazzavano intorno +alla Rosa, fosse spuntato un pretendente +serio. In verità il pretendente serio tardò abbastanza +a venire, e le buone amiche della Rosa +si tenevano sicure ch’esso non sarebbe venuto +più, perchè, siamo giusti, chi doveva sposare +quella sguajata? C’era bensì un tal Menico, garzone +di caffè, povero di quattrini e di spirito, +il quale dichiarava di languir d’amore per lei +e d’esser pronto a darle il suo nome, ma a nessuno +passava pel capo che la Rosetta si adattasse +a sposar quello zotico di cui ella era la +prima a burlarsi, quantunque Menico fosse sotto +la protezione del gastaldo, ch’era suo santolo.</p> + +<p>Per altro, allorchè Beppe Gualdi, il figlio dell’oste, +finita la ferma militare, tornò in paese e +s’attaccò subito ai panni della ragazza, si cominciò +a susurrare nei crocchi che, se la Rosetta +aveva giudizio, lo sposo era bell’e accalappiato, +perchè Beppe non era uomo da perdersi in galanterie +senza costrutto e aveva già detto di +voler prendere moglie. Naturalmente uno sciame<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span> +di persone officiose, per la maggior parte madri +che avevano figliuole da marito e zitelle che +cercavano un collocamento, si diedero premura +di metter sull’avviso il giovinotto, informandolo +di tutte le chiacchiere che correvano sul conto +della Rosetta. Era proprio peccato che un galantuomo +cascasse in così cattive mani. Ma Beppe +troncò presto i discorsi, rispondendo che aveva +ormai il dente del giudizio e ch’era in grado +di regolarsi da sè. Ai suoi intimi poi diceva che +le chiacchiere dei maligni non gli facevano nè +caldo, nè freddo, e che non si stupiva punto se +la Rosetta aveva tante nemiche, perch’era più +bella e più vivace delle altre. Del resto egli era +disposto ad ammettere che le fosse piaciuto di +farsi corteggiare anche dal contino Leonardo, +ma al suo posto tutte avrebbero fatto lo stesso. +A lui bastava che queste galanterie non avessero +seguito, ed egli non avrebbe certo domandato +formalmente la mano della Rosetta finchè +non si fosse assicurato da sè che tra lei e il +contino era troncata ogni relazione.</p> + +<p>La Rosetta non provava nessun entusiasmo +per Beppe Gualdi, che aveva una diecina d’anni +più di lei, ma non voleva disgustarlo, nè darla +vinta alle sue rivali che gli tendevano le loro +reti; inoltre, per aliena ch’ella fosse dal matrimonio, +non era poi così grulla da rinunziar +troppo leggermente a un buon partito. Onde si +mostrava piena di deferenza pel suo nuovo adoratore +e rideva e scherzava con esso intorno al +contino Bollati, i cui stupidi omaggi, ella diceva,<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span> +non avevano servito che a tenerla di buon +umore.</p> + +<p>Il figlio dell’oste era ripatriato alla fine dell’inverno, +mentre i Bollati non erano in villa, +ciò che sulle prime diede buon gioco alla nostra +civettuola. Le difficoltà vere dovevano affacciarsi +più tardi, nell’autunno, quando la Rosetta sarebbe +stata messa al punto o di decidersi per +uno dei suoi due innamorati o di sfoggiare +un’arte maggiore del solito per corbellarli entrambi. +Era anche fuor di dubbio che allora +tutti quelli che le volevano male sarebbero stati +con tanto d’occhi aperti per coglierla in fallo.</p> + +<p>Ne venne di natural conseguenza che il contino +Leonardo Bollati, quell’anno, trovò la Rosetta +notevolmente mutata, cosa che non poteva +accadergli in peggior momento, giacchè egli +s’era impegnato con certi suoi compagni di libertinaggio +a non tornare a Venezia senz’aver +vinto l’ultime resistenze della capricciosa fanciulla. +E a raggiungere meglio il suo fine, egli +s’era munito d’un anellino di brillanti il cui +splendore, a parer suo, era atto a trionfare di +ben altre virtù femminili che di quella della +nipote del suo gastaldo.</p> + +<p>Dinanzi agli ostacoli impreveduti che intralciavano +la sua via, il contino Leonardo, quantunque +fosse un balordo, si condusse, per una +volta tanto, da uomo di spirito. Non andò in +escandescenze, non perdette il suo sangue +freddo, ma non depose le armi e fidò nella fragilità +femminile.<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span></p> + +<p>C’era un’altra bellezza campagnuola che pretendeva +contrastar la palma alla Rosetta, e +ch’era stata tra le più implacabili nel giudicarla. +Il giovine conte, che non s’era occupato +mai di costei, cambiò tattica a un tratto, le si +avvicinò ripetutamente, le disse di quelle paroline +che suonano così dolci alle donne, solleticò +insomma in tutti i modi la sua vanità. +Queste galanterie non rimasero segrete, chè +la prima a non voler che rimanessero tali era +la persona alla quale esse erano fatte. Figuriamoci +s’ella poteva resistere al gusto di umiliare +la Rosetta che l’aveva per tanto tempo +guardata d’alto in basso! E la Rosetta n’ebbe +una rabbia da non dirsi. Che Leonardo, disgustato +dal suo eccessivo riserbo, si curasse appena +di lei, pazienza; ma ch’egli corteggiasse +la Filomena (era il nome della rivale) questo +passava davvero ogni misura. Solo a pensarci +le veniva da piangere. E se la prendeva un +po’ con tutti. Con la Filomena, s’intende; con +Leonardo, ch’era volubile e di pessimo gusto, +con quel noiosissimo Beppe Gualdi che faceva +il geloso, con lei stessa che gli dava retta. Ah, +se un giorno essa diventava sua moglie, come +gliel’avrebbe fatta pagare!</p> + +<p>Intanto, una mattina, mentre il contino Leonardo +tornava alla villa per una scorciatoia, +egli vide la Rosetta che pareva occupata a coglier +margherite sul ciglio del sentiero. Avrebbe +voluto far lo spavaldo e passare avanti, ma ell’era +troppo bella, troppo procace in quell’atteggiamento,<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span> +col seno che quasi le traboccava +dalla bustina, ed egli sentì una ondata di sangue +caldo salirsi alla testa.</p> + +<p>—Buon giorno, Rosetta—egli disse fermandosi +sui due piedi.</p> + +<p>Ella finse una grande sorpresa, arrossì e lasciò +cadere i fiorellini che teneva in mano.</p> + +<p>—Ti faccio paura?—ripigliò il giovane. E +soggiunse più basso:—Come sei bella stamattina! +Meriti proprio il tuo nome; sei un bocciuolo +di rosa.</p> + +<p>—Oh—ella rispose—la Filomena è molto +più bella di me.</p> + +<p>Il contino Leonardo si strinse nelle spalle.</p> + +<p>—La Filomena non è degna neanche di baciar +la terra su cui tu cammini.</p> + +<p>La fisonomia della Rosetta s’illuminò dal piacere; +nondimeno ella si tenne in un certo riserbo:—A +me dice così, a lei invece....</p> + +<p>—O che credi sul serio ch’io sia invaghito +della Filomena?</p> + +<p>—To!!... Come se non lo credessero tutti +quanti?...</p> + +<p>—Tutti quanti credono male, quest’è la verità.... +A ogni modo, che te ne importa se hai +la testa piena del tuo Beppe Gualdi?</p> + +<p>La ragazza fece un gesto d’impazienza.</p> + +<p>—Un brav’uomo—seguitò Leonardo—un +po’ maturo per te... ma dal momento che gli +vuoi bene....</p> + +<p>—Che ne sa lei se gli voglio bene, o no?</p> + +<p>—Oh bella! risponderò anch’io: tutti lo dicono.<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span></p> + +<p>—La gente chiacchiera per aprir la bocca.</p> + +<p>—E allora perchè sei stata così cattiva con +me quest’autunno?—incalzò il contino passandole +un braccio attraverso la vita.</p> + +<p>Essa resisteva.—No, no, mi lasci.... Se qualcuno +ci vede.</p> + +<p>—Non c’è anima viva—replicò Leonardo. +E, pronto ormai ad ogni più ardita impresa, le +stampò un bacione sul collo, mentre cercava di +spingerla fuori del sentiero, in un campo di +grano turco, le cui canne alte e fitte potevano +essere un eccellente riparo contro gli sguardi +indiscreti.</p> + +<p>Quantunque alla giovane ripugnasse l’idea di +questa capitolazione vergognosa, non si sa quel +che sarebbe accaduto, se proprio fra le canne +del grano, a poca distanza dal luogo ove si trovavano +i due giovani, non si fosse inteso un +improvviso fruscìo, come di persona che si +aprisse bruscamente il passaggio, forse per entrare, +forse per uscire dal campo. Pur non si +vide nessuno e poteva esser benissimo un’illusione +dei sensi. Ma il momento buono era passato, +e il timore d’essere scoperta ridonò alla +Rosetta il suo sangue freddo. Anche Leonardo +divenne subito più circospetto. Egli non aveva +un’anima di leone, e non avrebbe voluto tirarsi +addosso la collera di Beppe Gualdi, ch’era +uomo capace di non guardare in faccia nemmeno +a un’Eccellenza. Ottener la vittoria senz’affrontare +il pericolo, ecco il magnanimo +ideale del nostro valoroso contino.<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span></p> + +<p>Così Leonardo e la Rosetta si separarono di +lì a poco non senza promettersi che si sarebbero +riveduti.</p> + +<p>E si rividero in fatti più volte, ma sempre +con infinite cautele e sempre per brevissimi +istanti. Però questa intimità avrebbe dato i +suoi frutti alla prima occasione propizia. Del +resto, Beppe Gualdi non si lasciò scappar con +la Rosetta una parola che accennasse a qualche +suo sospetto, nè la Filomena fece a Leonardo +alcuna scena di gelosia. Ne venne una +sicurezza fallace che doveva portar tristi effetti. +Perchè i due giovani che credevano aver delusa +la vigilanza altrui erano invece spiati a ogni +passo. Il loro incontro presso al campo di frumentone +aveva avuto per testimonio un monello +di dodic’anni, fratello della Filomena, il +quale raccoglieva alcune pannocchie cadute, e +dileguandosi non visto era corso subito ad avvertir +sua sorella che la Rosetta s’era lasciata +dare un bacio dal <i>signorino</i>. La Filomena scattò +come una molla, e voleva fare uno scandalo, +ma, riflettendoci meglio, pensò di consultarsi +con Beppe Gualdi, il quale non era uomo da +sopportare in pace una canzonatura di questa +specie. Sulle prime Beppe fece alla Filomena +l’accoglienza che gl’innamorati fanno sempre a +chi accusa dinanzi a loro la persona a cui vogliono +bene; poi, calmatosi alquanto, le ordinò +severamente di tacere e di lasciare a lui la briga +di chiarir quest’imbroglio. Guai a lei se si tradiva +col contino Leonardo, guai. In tal modo<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span> +ella dissimulò per paura, egli dissimulò per calcolo +e provvide in maniera da esser informato +per filo e per segno di tutto ciò che Leonardo +e la Rosetta facevano e architettavano. Egli +godeva d’un certo credito fra i terrazzani, era +largo nello spendere, e gli era facile trovar +gente disposta a rendergli servizio. E poi, pare +impossibile, i servizi che la gente rende più volentieri +son quelli coi quali, giovando a qualcheduno, +si può nuocere a qualchedun altro. +Insomma Beppe non tardò ad acquistare la +certezza che la ragazza lo ingannava, e vi fu +anche chi gli riferì queste precise parole dette +dalla Rosa al contino per schermirsi da un abboccamento +più intimo del solito ch’egli le chiedeva +con insistenza:—«Come devo fare se +ho sempre quel seccatore fra i piedi?»—Il +seccatore era lui, Beppe Gualdi. Ah! bisognava +finirla e costringer quei due sfacciati a levarsi +la maschera; bisognava sorprenderli insieme in +un luogo, in un’ora che non desse loro mezzo +di scampo. Perciò Beppe finse di dover andare +a Padova per un affare di suo padre, e disse +alla Rosetta che sarebbe tornato soltanto di lì +a tre o quattro giorni. E s’assentò realmente, +ma invece di andare a Padova, si ridusse nella +campagna d’un suo compare, poche miglia distante, +ad aspettarvi le notizie che gli sarebbero +state date dagli amici zelanti. Quelle notizie +non si fecero attendere un pezzo. La sera +del giorno seguente a quello in cui Beppe era +partito, Leonardo e la Rosetta dovevano trovarsi<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span> +nel chiosco chinese della villa Bollati, un chiosco +che non s’apriva mai e del quale il contino si +era fatto dar la chiave dal giardiniere. Secondo +tutti gl’indizi, la Rosetta s’era lasciata tentare +dalla speranza d’un bel regalo. Ell’aveva avuto +l’imprudenza di dire alla figlia del maniscalco +che le mostrava un anellino di smalto regalatole +dal fidanzato:—Oh lo smalto ci vuol poco +ad averlo.... Ma son poche quelle che possono +avere i brillanti.—Sta a vedere che tu ne hai—rimbeccò +l’altra ironicamente. La Rosetta non +rispose, ma guardò la sua amica con una tale +aria di commiserazione da far intendere che +l’averne dipendeva da lei.</p> + +<p>Gli amici diedero a Beppe tutti questi particolari +con maligna compiacenza, ma quand’egli, +il cui amore s’era convertito in odio, li invitò +ad aiutarlo per somministrare una buona +lezione a quel libertino del conte Leonardo, +sorsero mille scrupoli e mille dubbi. Non c’era +ragione di mettersi in lotta coi Bollati; i signori, +si sa, hanno per loro la polizia, e gli +stracci vanno sempre all’aria. Che Beppe piantasse +la Rosetta era troppo giusto, ma in quanto +al contino era meglio non occuparsene.</p> + +<p>Però questi consigli non ebbero presa sull’animo +risoluto del giovane. E poichè nessuno +volle venire con lui, egli solo, poco prima dell’ora +fissata pel ritrovo dei due amanti, s’introdusse +per una siepe nella villa Bollati, e si +appiattò in una macchia di lauri a pochi passi +dal chiosco. Il contino Leonardo non istette<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span> +molto a comparire, aperse con la chiave la porticina +del chiosco, accese un lanternino che spargeva +intorno una luce fioca, e poi si fermò sulla +soglia ad aspettare. Di lì a dieci minuti s’intese +un suono di passi affrettati e leggeri, una +voce sommessa (la voce di Leonardo) disse:—<i>Avanti</i>;—una +figura di donna avviluppata in +uno scialle rasentò la macchia di lauri ove +Beppe s’era appiattato, ed entrò rapidamente +nel chiosco. Egli la lasciò entrare, resistendo +alla tentazione di gettarsele addosso e di stritolarla, +ma, quando la porticina fu chiusa, egli, +vi si precipitò contro con impeto, ne scompaginò +con un colpo vigoroso il debole assito e +piombò come un fulmine fra la Rosetta e il +suo damo. Non aveva seco armi di nessuna +specie e nemmeno un bastone; ma con pugni +e calci bene assestati mandò il contino a ruzzolar +nell’erba, mentre teneva stretta pei polsi +la Rosetta e la colmava d’ogni sorta di vituperi. +Le grida acutissime di S. E. Leonardo +misero a soqquadro la villa. I servi uscirono +coi lumi, i cani da guardia latrarono a piena +gola scuotendo furiosamente la catena, la contessa +Chiaretta che giocava a tresette dimenticò +di accusare la <i>napoletana</i> di spade, S. E. Zaccaria +si fermò nel bel mezzo d’una spropositata +dissertazione agricola col fattore, gli ospiti tramortirono, +e Fortunata, pallidissima, si trascinò +fino alla portiera a vetri che dava sul giardino; +poi, mancandole le gambe, dovette appoggiarsi +a uno degli stipiti per non cadere.<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span></p> + +<p>Intanto Beppe Gualdi, pago di aver conciato +il rivale pel dì delle feste, era riuscito a ripassare +la siepe prima che i suoi inseguitori lo +raggiungessero, mentre che il contino Leonardo, +raccolto dai servi tutto pesto e sanguinolento, +era trasportato a casa e deposto sopra un canapè. +Per fortuna c’era lì presente il dottore, +il quale dichiarò che non c’erano lesioni pericolose +e fece le prime medicature. Anche la +Rosetta, pazza di terrore, era stata ricoverata +in cucina dalla servitù.</p> + +<p>Leonardo, ch’era un vigliacco, piangeva e urlava +come un bambino. Solo di tratto in tratto +egli interrompeva le sue lamentazioni per gridare:—Bisogna +denunziarlo alla Polizia quel +cane, bisogna farlo condannare a morte.—E +nel dir così digrignava i denti e agitava <a name="tn88" id="tn88"></a><ins class="correction" title="originale: le le braccia">le +braccia</ins> con piglio minaccioso.<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="IX" id="IX"></a>IX.</h2> + + +<p>Il contino Leonardo risanò presto e Beppe +Gualdi non ebbe a soffrire che pochi giorni di +carcere per soprusi e violenze, condanna che +scandalizzò molto, per la sua mitezza, la signora +Chiaretta.—Ecco a che punto siamo ridotti,—ella +sospirava con don Luigi.—Un bifolco può +metter le mani addosso a un patrizio veneto +senz’andar incontro a nulla di peggio che a +una settimana di prigione. Ormai, credetelo +pure, anche i Governi sono d’accordo coi carbonari.</p> + +<p>Il sacerdote tentennava la testa.—Pur troppo, +Eccellenza, tutto va male, tutto è corrotto nei +tempi moderni, il cuore, il cervello ed il gusto.... +specialmente da noi. In un paese dove un Manzoni +può passare per un grande scrittore non +bisogna meravigliarsi di nulla.</p> + +<p>Stabilita così la responsabilità indiretta di +Alessandro Manzoni nelle busse toccate dal contino +Leonardo Bollati, don Luigi seguitava a<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span> +deplorare le infinite cause del, pervertimento +degli animi, la mancanza di religione, l’abbandono +delle pratiche del culto, l’uso invalso in +tante famiglie di mangiare di grasso il venerdì +e il sabato, ecc., ecc.</p> + +<p>—E poi—soggiungeva la contessa—volete +che non abbiano una cattiva influenza quelle +invenzioni del demonio che si succedono da pochi +anni?... Vapori di acqua e di terra, illuminazioni +a gas e altre porcherie simili.... Non +hanno già cominciato a gettare un gran ponte +sulla laguna per unire Venezia alla terraferma?</p> + +<p>Mentre che la contessa Chiaretta e il cappellano +si querelavano in tal maniera delle tristi +condizioni dell’umanità, il conte Zaccaria era occupato +a negoziare un decoroso componimento.</p> + +<p>Lo scandalo avvenuto nel chiosco chinese non +avea soltanto fatto tramontare ogni possibilità +di matrimonio tra la Rosa e il nipote dell’oste, +ma aveva anche recato un colpo gravissimo alla +riputazione della ragazza.</p> + +<p>Il gastaldo aveva sentito risvegliarsi a un +tratto le sue viscere di zio, e strappandosi i capelli +per la disperazione era corso da S. E. il +conte Zaccaria a dirgli ch’egli era un uomo rovinato, +che non avrebbe potuto sopravvivere al +disonore della famiglia, nè reggere al pensiero +che un colpo simile gli venisse da un nobil +uomo Bollati. A chi la mariterebbe adesso la +sua nipote? Come risponderebbe ai fratelli della +ragazza, giovani impetuosi e maneschi, che lavoravano +in Ungheria, ma che sarebbero certo<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span> +tornati in patria appena fosse giunta loro la +notizia dell’accaduto?</p> + +<p>S. E. aveva molto ragionevolmente fatto notare +al suo interlocutore ch’egli aveva avuto +torto di non accorgersi di quello di cui s’accorgevano +tutti, vale a dire che la Rosetta era un +po’ civettuola e che egli doveva custodirla meglio +di quel che non avesse fatto.</p> + +<p>Ma il volpone non s’era dato per vinto. Sicuro, +egli era stato una bestia, sicuro, la Rosa +era una fraschetta, ma egli aveva avuto sempre +tanta fiducia ne’ suoi padroni! Quel contino +Leonardo egli l’aveva sempre considerato, salvo +la debita riverenza, quale un figliuolo. Di tutti +avrebbe dubitato ma non di lui. E adesso, se +quei ragazzi tornavano a vedersi, come impedire +che si riavvicinassero, come impedire che la +tresca ricominciasse?... Ah s’egli avesse potuto +spedir la Rosetta all’altro capo del mondo?... +Se avesse potuto sposarla fuori di paese?... Ma +prima dello scandalo non c’era che da scegliere +fra dieci a dodici partiti oltre a Beppe Gualdi: +invece dopo quella sera fatale nessuno voleva +più saperne.... Uno solo, forse, non aveva mutato +idea, Menico il caffettiere.... Quel monello +lì era innamorato cotto della Rosa e pareva +sempre disposto a prendersela.... Ma come +si fa? La Rosa non aveva un soldo di dote, +Menico non aveva neanche la camicia.... Si doveva +lasciarli morir di fame? In quanto a lui, +il gastaldo, si sarebbe levato il pane di bocca +per dare quattro soldi alla nipote che gli era<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span> +stata raccomandata dal fratello al letto di morte, +ma, quant’è vero Iddio, era al verde, assolutamente +al verde.... Anni cattivi, anni cattivi, e +S. E. lo sapeva meglio degli altri.</p> + +<p>In ogni circostanza critica il conte Zaccaria +ricorreva al consiglio ed all’opera del suo agente +generale. Quell’impagabile <i>sior</i> Bortolo col suo +umore uguale, calmo, sereno, era l’uomo fatto +apposta per appianare i dissidi. Non che escludesse +<i>a priori</i> le liti. Quando la dignità dell’illustre +famiglia Bollati lo esigeva, egli sapeva +tirarle in lungo anche più della guerra di Troia, +ma negli altri casi egli preferiva gli accordi +amichevoli. Ora, egli aveva un modo tutto suo +d’intendere questa dignità del casato. Se le liti +potevano fruttare dei quattrini a lui, egli diceva +che bisognava litigare; se non potevano fruttargli +nulla e aveva invece da sperar qualche +cosa dagli accordi, egli sosteneva con altrettanta +energia che bisognava venire a patti.</p> + +<p>Fedele a questo sistema, egli suggerì a S. E. +Zaccaria di far ponti d’oro al matrimonio della +Rosetta con Menico. La dignità del nome Bollati +imponeva di riparare alle conseguenze della +leggerezza del contino Leonardo, e poichè se +ne offriva la propizia occasione era debito sacrosanto +di non lasciarselo sfuggire. Si desse +una piccola sommetta a Menico per aprire, come +egli desiderava, un caffè nel vicino paesetto di +Oriago, e ch’egli si sposasse in santa pace la +Rosa. E <i>sior</i> Bortolo tanto disse e tanto fece +che il conte Zaccaria si persuase al sacrifizio<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span> +pecuniario che gli era richiesto. Già a trovar il +danaro ci pensava l’agente.</p> + +<p>La ragazza, rendiamole giustizia, si mostrava +molto restìa ad accettare una simile soluzione, +ma il gastaldo, questa volta, fece da zio e da +tutore sul serio, e dichiarò che s’ella non accondiscendeva +al matrimonio, egli l’avrebbe +cacciata di casa. Non voleva, no, aver altri fastidi +per cagion sua.</p> + +<p>Ond’ella dovette piegare il capo e rassegnarsi +a queste nozze ridicole. È inutile ripetere i +commenti che se ne facevano sul luogo e la sorte +che si pronosticava a quel grullo di Menico. +Costui però non se ne dava per inteso, e tutto +tronfio per la bellissima fidanzata, lasciava cantar +le cicale, mentre coi capitali di S. E. Zaccaria +e sotto il patrocinio di suo santolo e di <i>sior</i> +Bortolo si disponeva ad aprire nel villaggio di +Oriago la nuova bottega di caffè e liquori col +titolo pomposo: <i>All’Imperatore d’Austria</i>.</p> + +<p>Dopo la sua ingloriosa avventura campestre, +il contino Leonardo scivolò ancora più basso sul +lubrico pendìo del libertinaggio. Egli non aveva +ormai altra cura che questa e aveva abbandonato +anche l’esercizio del remo, ch’era stato la passione +della sua infanzia. S’era poi emancipato +da ogni tutela e non andava nemmeno col suo +signor padre al caffè Suttil, trovando abbastanza +noioso di sentir raccontare dai vetusti avventori +di quel caffè le galanterie di trenta o quarant’anni +addietro. Passava invece la sera e buona +parte della giornata con altri giovanotti della<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span> +sua età e de’ suoi gusti, amanti del bigliardo, +del vino e delle femmine. Quantunque avesse +ogni tanto delle vampate di boria patrizia, non +era troppo rigido nella scelta dei compagni; +fra questi suoi amici ce n’erano di nobili, di +quelli che, come lui, trascinavano nel fango un +nome storico, ma ce n’erano anche della media +e della piccola borghesia; ce n’erano infine di +usciti dai bassi fondi della società, gente rotta +a ogni vizio e priva d’ogni pudore. Costoro vivevano +alle spalle dei camerati facendosi perdonare +la viltà del parassitismo con viltà ancora +più grandi.</p> + +<p>Al nostro Leonardo erano insufficienti adesso, +nonchè i pochi quattrini datigli dal padre al +primo del mese, anche le generose sovvenzioni +del signor Oreste, ed egli doveva ricorrere ai +peggiori strozzini della città per aver danari a +babbo morto. Si può immaginarsi a che condizioni +li aveva. Il signor Oreste, che, nella sua +qualità di creditore, teneva d’occhio il padroncino +ed era sempre informato dei fatti suoi, +brontolava a vederlo caricarsi di debiti verso +altre persone e minacciava di parlare, tantochè, +per tenerlo quieto, conveniva pagargli di tratto +in tratto degli acconti che falcidiavano le somme +ricevute a prestito, e per conseguenza rendevano +necessarii de’ prestiti nuovi.</p> + +<p>È ben raro che simili cose restino segrete, e +il conte Zaccaria fu avvertito che circolavano +delle cambiali con la firma di suo figlio. Vissuto +sino allora nella dolce illusione che il contino<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span> +Leonardo avesse l’arte di divertirsi a buon mercato, +Sua Eccellenza rimase di stucco all’inatteso +annunzio, e dovette mettersi a letto per un +travaso di bile. La particolarità delle cambiali +era quella che l’offendeva di più; debiti ne aveva +fatti anche lui in giovinezza, e pur troppo ne +faceva ancora sotto forma di mutui, ma le cambiali +le lasciava ai mercanti. O che il nome di +un Bollati doveva figurare a fianco di quello +d’un salumaio?</p> + +<p>Il N. H. Zaccaria chiamò a consulto <i>sior</i> Bortolo +e l’avvocato di casa, chiamò <i>ad audiendum +verbum</i> il suo nobile rampollo e con uno slancio +d’insolita energia gl’intimò di dargli la nota +precisa dei suoi creditori e della somma che +doveva a ciascuno. Ma il contino Leonardo non +era in grado di fornirgli quest’utile informazione; +chè non s’era mai curato di tenere un +registro. Aveva sottoscritto le cambiali; che +importava il resto?</p> + +<p>A questo proposito l’agente generale e l’avvocato +osservarono concordemente che le obbligazioni +assunte dal contino Leonardo, ancor +minorenne, non avevano effetto legale e potevano +quindi non riconoscersi; però il conte Zaccaria, +frivolo, dissoluto, improvvido com’era, +conservava qualche buona qualità e ci teneva, +a suo modo, all’onor del casato, nè volle saperne +della scappatoia che gli era offerta. In conseguenza +di ciò, tutti quelli che avevano delle +ragioni da far valere verso S. E. il signor contino +Leonardo Bollati P. V. furono invitati a<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span> +recarsi entro un dato termine nei mezzanini del +palazzo e a presentare i loro titoli al signor +Bortolo Segugi, agente generale della nobile +famiglia. Trascorso infruttuosamente il termine +stabilito si approfitterebbe dei diritti concessi +dalla legge relativamente ai debiti dei minori e +non si accoglierebbe nessuna domanda, come si +dichiarava fin d’ora di respingere in avvenire +qualunque pretesa relativa a fatti posteriori +alla data di quell’avviso.</p> + +<p>L’intimazione sortì in parte soltanto il suo +effetto; i creditori più timidi risposero all’appello, +e preferendo il certo all’incerto, scesero +volentieri agli accordi; gli altri invece, più avidi +di guadagno, più fiduciosi nella fortuna dei Bollati, +stimarono meglio di correre il rischio e di +continuar anzi a sovvenire il giovane Leonardo +per rimborsarsi poi del capitale e degli interessi +quand’egli fosse venuto in possesso del patrimonio. +Il conte Zaccaria era già innanzi negli +anni e non era un colosso; non sarebbe mica +vissuto eterno. Anche il cuoco, il signor Oreste, +dopo molte esitazioni finì coll’appigliarsi a questo +partito. A voler figurare tra i creditori del padroncino +egli metteva a repentaglio il suo posto, +e quel posto era troppo lucroso da giocarlo +sopra una carta.</p> + +<p>Durante queste peripezie dei loro nobili congiunti, +i Rialdi stavano sempre nell’ombra. Nessuno +si curava di loro, nessuno chiedeva il loro +parere; tutt’al più la querula contessa Chiaretta +ripeteva alla cugina Zanze e alla Fortunata gli<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span> +sproloqui ch’essa soleva fare due volte al giorno +con don Luigi. Erano variazioni su un unico +motivo. Il mondo andava a rotoli per l’audacia +dei carbonari e per la debolezza dei Governi. +Quest’era la ragione per la quale il contino era +stato picchiato dal figlio dell’oste, quest’era la +ragione per cui egli era caduto in mano degli +usurai. Non c’era che dire, i suoi difetti egli li +aveva pur troppo, e la contessa Chiaretta, altrettanto +energica nel linguaggio quanto fiacca +e nulla nell’azione, ammetteva lei per la prima +che Leonardo era uno scioperato, un vizioso, un +uomo ch’ella non si stupirebbe di veder finire +sul patibolo, ma, alla stretta dei conti, di chi +era la colpa? Dei carbonari, dei frammassoni e +dei loro acoliti. Senza di questa brutta genìa, +la vecchia Repubblica sarebbe ancora in piedi, +e Leonardo farebbe quello che facevano i suoi +nonni, e anche lui, dopo morto, lo metterebbero +in cornice come una brava persona.</p> + +<p>—Povero Leonardo!—pensava Fortunata.—Se +gli avessero voluto bene, sarebbe cresciuto +diversamente. Altro che i carbonari!... +Io però gliene avrei voluto tanto di bene, gliene +voglio anzi come una sorella, come.... più che +come una sorella.... Ma è una fatalità... Egli +non mi dà retta e corre invece dietro a certe +femmine.... È vero che quelle son bellissime... +dicono... e io invece... oh perchè, perchè non +son bella anch’io?</p> + +<p>E quest’idea di non esser bella, di non piacere +a Leonardo, di non poter salvarlo dalla<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span> +rovina del corpo e dell’anima l’accorava fuor +di misura e le impediva di gustare quel po’ di +bene che c’era in famiglia. Perchè in casa Rialdi +pareva essersi aperto uno spiraglio alla fortuna. +Dopo dieci anni di aspettativa, il conte Luca +aveva finalmente ottenuto una promozione che +aveva il duplice vantaggio di farlo guadagnare +di più e lavorare di meno, giacchè è noto che +nei pubblici impieghi ognuno lavora in ragione +inversa della paga che ha. Però questo era il +meno. Le maggiori speranze dei Rialdi erano +oramai concentrate in Gasparo, a cui sembrava +riservato davvero uno splendido avvenire. +L’anno stesso del suo imbarco, vale a dire il +1840, egli aveva la buona ventura di prender +parte alla fazione di San Giovanni d’Acri e di +coprirvisi di gloria, tanto da esser citato con +lode speciale nell’ordine del giorno del comandante, +e di passar alfiere di vascello, primo tra +i giovani usciti con lui dall’Accademia di Sant’Anna. +Più tardi la sua intrepidezza in una +burrasca, l’audacia e il sangue freddo con cui +egli aveva diretto un’imbarcazione alla riscossa +di alcuni naufraghi, avevano confermato la sua +fama di marinaio valoroso ed intelligente, e gli +avevano procurate nuove dimostrazioni di stima +da’ suoi superiori.</p> + +<p>La contessa Zanze, che nella sua fervida fantasia +lo vedeva già ammiraglio, gli perdonava +ormai il suo carattere impetuoso e la sua avversione +ai parenti Bollati, e nelle rare e brevi +gite ch’egli faceva a Venezia lo costringeva a<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span> +passeggiar con lei una o due ore al giorno per +la piazza S. Marco con la sua bella uniforme +in dosso e con la sua spada al fianco. Visite +egli non voleva farne a nessun patto; bisognava +dunque ch’ella trovasse un altro mezzo +perchè le sue conoscenti lo ammirassero e nello +stesso tempo ammirassero lei ch’era sua madre.</p> + +<p>Anche Fortunata era orgogliosa di suo fratello, +ma quanto più egli cresceva in riputazione +tanto più ella si sentiva intimidita e quasi +sgomenta al suo cospetto. Egli, vedendola sempre +malinconica, faceva di tutto per darle confidenza +e per indurla ad aprirsi con lui, ma +non c’era caso, le parole le morivano sul labbro. +Già nel fondo del suo cuore, la giovinetta +maturava un pensiero che non osava rivelare +a nessuno, il pensiero di entrare un dì o l’altro +in un chiostro. Colà almeno ell’avrebbe pregato +giorno e notte per Leonardo.<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="X" id="X"></a>X.</h2> + + +<p>Si sa quel che dura l’energia degli uomini deboli. +È uno scatto e nulla più. Stupiti essi medesimi +del loro insolito vigore, ripiombano tosto +nell’irresolutezza e nell’indolenza di prima. +Così avvenne al conte Zaccaria. La tarda severità +mostrata verso il figliuolo poteva ancora dar +qualche frutto, ma per ottener ciò bisognava che +essa non rimanesse un fatto isolato, che iniziasse +un nuovo sistema di relazioni domestiche, un +nuovo periodo di vigilanza operosa. Invece il +N. H. Zaccaria lasciò che le cose camminassero +coi loro piedi, e le cose tornarono a camminare +pel sentiero sdrucciolevole su cui egli era riuscito +a fermarle appena un momento. Il contino +Leonardo, alienato ancor maggiormente dalla +famiglia in seguito al chiasso poco onorevole +che s’era levato intorno al suo nome, ripigliò le +sue abitudini dissolute, s’invescò peggio che +mai nella cattiva compagnia e perdette ogni +verecondia. L’illustre casato, il largo censo (almeno<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span> +creduto tale), l’aspetto piacente gli avrebbero +spalancate tutte le porte, e la cosidetta +buona società, tanto benevola pel vizio elegante, +avrebbe perdonato volentieri a’ suoi rotti costumi, +sol ch’egli avesse saputo rispettar le apparenze. +Ma a lui era intollerabile qualunque +freno ed egli non s’acconciava a nessun ritrovo +ove convenisse moderare il suo linguaggio da +trivio. In tal modo il contino Leonardo Bollati, +sul quale, da fanciullo, molte mamme avevano +fabbricati i loro castelli in aria, diventava a +poco a poco un partito impossibile, e <i>sior</i> Bortolo, +l’agente generale, vedeva allontanarsi la +probabilità di ristorare con una bella dote le +pericolanti fortune della famiglia. Tutt’al più, +si sarebbe forse potuto sperare di trovar un dì +o l’altro qualche pizzicagnolo arricchito che per +<i>nobilitar</i> la figliuola non badasse al resto; ma +figuriamoci se il lustrissimo Zaccaria e la lustrissima +Chiaretta, con la loro boria, avrebbero acconsentito +a un matrimonio simile. Ora, per fare +a meno del loro consenso, era necessario aspettare +che il contino Leonardo fosse uscito di minorità, +ossia, come prescriveva il Codice austriaco, +ch’egli avesse compiuto i ventiquattr’anni, e l’ottimo +<i>sior</i> Bortolo, che vedeva la proprietà stabile +dei Bollati coprirsi rapidamente d’ipoteche +dubitava molto di poter tirare innanzi a forza +di palliativi sino a quel tempo. Comunque sia, +il coscienzioso agente non ommetteva di far di +tratto in tratto l’inventario delle ragazze milionarie, +anche se gobbe, sbilenche o avariate nella<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span> +riputazione, che potevano in caso disperato offrirsi +come ancora di salvezza al padroncino, +quando un avvenimento imprevisto sconcertò +tutti i suoi disegni.</p> + +<p>Una sera il contino Leonardo si mise a letto +con la febbre e in breve la malattia prese un +tale carattere di gravità da incuter seri timori. +Da un pezzo il giovine non ispirava personalmente +la minima simpatia, ma l’idea che con +lui sarebbe perito l’unico rampollo maschio di +una grande famiglia e che il palazzo Bollati e +gli oggetti di valore che vi si trovavano sarebbero +andati a finire, alla morte del conte Zaccaria, +in mano di gente straniera, destò una +certa commozione in paese e fece seguire con +viva sollecitudine le varie alternative del male.</p> + +<p>Ma questo a noi preme poco o punto. Quello +che ci gioverà di sapere si è che l’infermità +del contino Leonardo fece riacquistare alla contessa +Zanze Rialdi una parte dell’influenza che +da qualche anno ella andava a grado a grado +perdendo in casa Bollati. Era costume inveterato +della contessa Zanze, quando c’era qualche +malato grave tra i suoi conoscenti, di recarsi in +persona presso la famiglia, e lì, senza tante cerimonie, +profferire i propri servigi, l’opera sua, +i lumi della propria esperienza. Era madre di +famiglia, aveva fatto pratica co’ suoi figliuoli, i +quali, pur troppo, avevano avuto il morbillo, la +rosolia, la tosse canina e tutte le piaghe d’Egitto, +e nondimeno eran sani e salvi più per virtù +delle sue cure che per virtù del medico.<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span></p> + +<p>Se poi il suo zelo derivasse da bontà d’animo, +da spirito inframmettente o dalla speranza di +guadagnarsi qualche bel regalo, questo è quello +che non si potrà mai sapere con precisione; +forse esso derivava da tutte queste cose unite +insieme. O forse si nasce infermieri e flebotomi +come si nasce poeti. Certo si è che la contessa +Zanze non aveva chi la pareggiasse nel mescere +un farmaco, nel fasciare un salasso, nell’accomodare +i guanciali sotto il capo di un giacente, +e, sia detto coi debiti riguardi, nell’applicar cataplasmi +d’ogni maniera.</p> + +<p>Era naturale che con queste singolari attitudini +ella si mettesse subito a disposizione dei +suoi cari parenti, dicendo che ella aveva visto +nascer Leonardo e lo considerava come un’altra +sua creatura, e poteva benissimo far presso di +lui le veci della madre, la quale, cagionevole +di salute e nervosa all’estremo, non era assolutamente +in condizione da assistere inalati.</p> + +<p>La contessa Zanze Rialdi piantò quindi le sue +tende in palazzo Bollati tirandosi dietro anche +il marito e la figliuola, a cui nessuno preparava +più da colazione e da pranzo, giacchè la rispettiva +moglie e genitrice non si fidava della donna +di servizio, e da buona massaia stimava opportuno +di non far nemmeno accendere il fuoco in +cucina. Però il conte Luca e Fortunata andavano +ogni sera a casa a dormire.</p> + +<p>Invece la contessa Zanze stava dì e notte al +letto di Leonardo che le si era affezionato con +quel trasporto col quale gli egoisti sogliono affezionarsi<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span> +a coloro di cui hanno bisogno e pel +momento in cui ne hanno bisogno. Egli non +prendeva le medicine da altri che da lei, non +ubbidiva che alla sua voce, non voleva lasciarla +mai uscire di camera, e, nel suo immenso terrore +della morte, aspettava da lei sola la sua +salute.</p> + +<p>Per più settimane il nostro giovinotto fu in +gran burrasca, e in tutto questo tempo don +Luigi dovette consacrarsi interamente alla <i>lustrissima</i> +Chiaretta e assisterla nelle sue pratiche +religiose o apparecchiarla con esempi della +Sacra Scrittura a sopportar con animo forte la +prova che pareva esserle serbata dal Signore. +In complesso la torpida contessa Zanze aveva +l’aria di voler rassegnarsi presto, e S. E. Zaccaria +era in molto maggiori angustie di lei. Nessuno +però soffriva quanto Fortunata, che passava +le notti senza chiuder occhio, piangendo a +calde lagrime e pregando i Santi e la Madonna +per la salvezza di suo cugino. Se almeno le avessero +permesso di rendersi utile, se le avessero +permesso di aiutar sua madre nei suoi +uffici d’infermiera! Ma non c’era caso; non la +lasciavano nemmeno entrare in camera; le dicevano +ch’ella non avrebbe fatto che confusione. +Solo qualche volta, mentre aprivano l’uscio +adagio adagio, ella, che era venuta in punta di +piedi nell’andito, s’affacciava allo spiraglio, e +nella penombra della stanza, in fondo all’alcova, +vedeva un viso affilato, due occhi smorti, due +mani lunghe e scarne che giacevano immobili<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span> +sulla coperta del letto. Povero Leonardo! Com’era +ridotto! Non lo si riconosceva quasi più.</p> + +<p>Alla fine i medici dichiararono che l’ammalato +era fuori di pericolo, ma che la convalescenza +sarebbe stata assai lunga, perchè ogni strapazzo +avrebbe potuto produrre una ricaduta fatale. +Essi soggiunsero altresì che se il contino ci teneva +a campar molti anni, egli doveva menar una +vita più regolata. Ed egli che aveva avuto quel +po’ di battisoffia che sappiamo, promise tutto ciò +che gli si domandava.</p> + +<p>Appena Leonardo fu in istato di veder qualcheduno, +Fortunata impetrò la grazia di dargli +un saluto; poi le visite di lei divennero più +lunghe e più frequenti, e allorchè egli principiò +ad alzarsi, ella fu ammessa a tenergli compagnia +per un paio d’ore al giorno.</p> + +<p>Quasi tutti quelli che escono da una grande +malattia si sentono come attratti verso il loro +passato, verso le persone, verso gli affetti +della prima giovinezza. Così l’albero investito +dal turbine sente le sue radici. Il contino +Leonardo, nel riaffacciarsi ora alla vita, rivedeva +con maggior simpatia dell’usato la compagna +de’ suoi giochi infantili, e l’accoglieva con una +espansione a cui ella non era più avvezza e che +le empiva l’anima di giubilo. Ella diceva a sè +stessa ch’ella aveva avuto ben ragione a difenderlo, +poveretto! quando gli altri lo accusavano. +Covava il suo male, ecco la ragione de’ suoi +modi aspri, de’ suoi stravizzi, di tutto. E poi +c’eran stati i falsi amici che lo avevano traviato,<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span> +que’ falsi amici ai quali il portone del palazzo +Bollati era ormai chiuso per sempre, e che Leonardo +aveva giurato di non guardare più in faccia. +Adesso che stava bene, adesso che nessuno +gli dava cattivi consigli, egli era un altr’uomo. +Ah! che trionfo sarebbe stato per Fortunata il +poter dire a suo fratello Gasparo:—Vedi chi +di noi due s’ingannava!—Perchè quel suo fratello +era così ostinato! Le poche volte ch’egli +le scriveva una riga trovava sempre la maniera +di far qualche allusione spiacevole al cugino +Bollati. Non s’era commosso neppure alla notizia +della malattia. «Desidero che Leonardo guarisca—egli +aveva scritto sdegnosamente ai +suoi genitori—perchè non si deve augurar +male a nessuno, ma in fin dei conti la sua morte +non sarebbe una disgrazia nè per la famiglia, +nè per Venezia, nè per l’Italia.»</p> + +<p>—L’Italia! Che cosa c’entra l’Italia?—brontolava +il conte Luca.</p> + +<p>Se c’entrasse l’Italia è assai dubbio, ma secondo +la rispettabile opinione del nobile Piero +Canziani, c’entrava nientemeno che l’umanità. +Infatti la guarigione del contino Leonardo ispirò +la Musa dell’insigne poeta, e gli dettò un lunghissimo +ditirambo, che S. E. Chiaretta, avvertita +che non era un <i>sonetto</i>, chiamò <i>un verso</i>. +Ora il componimento del nobile vate esordiva +così:</p> + +<div class="poem" style="width: 15em;"><div class="stanza"> +<span class="i0">Sorgi, o contrita umanità. Dal coro<br /></span> +<span class="i0">Sgombra il vano terrore;<br /></span> +<span class="i0">Questo figlio d’eroi vive e non muore.<br /></span> +<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span></div></div> + +<p>Concetto peregrino che don Luigi però trovava +preferibile al manzoniano</p> + +<div class="poem" style="width: 13em;"><div class="stanza"> +<span class="i0">I fratelli hanno ucciso i fratelli.<br /></span> +</div></div> + +<p>—Non c’è giovane di negozio—osservava +don Luigi con aria di sprezzo—che non sappia +dire una roba simile.</p> + +<p>Anch’egli, l’ex precettore del contino Leonardo, +si credette in dovere di pubblicare qualche +cosa per la ricuperata salute del suo allievo +e stampò con una prefazioncella di circostanza +una sua memoria letta all’Ateneo col titolo: +<i>Alcuni pensieri sul migliore uso della congiunzione +separativa O</i>. Non era che il frammento d’un’opera +linguistica di gran mole alla quale don +Luigi attendeva da un pezzo in silenzio, e che, +quando fosse venuta alla luce, avrebbe polverizzato +certe riputazioni!...</p> + +<p>Del resto, in questa fausta occasione, la casa +Bollati riebbe per un momento tutto l’antico +splendore, e il giorno in cui Leonardo sentì la +messa nella cappellina domestica il signor Oreste, +aiutato da tre sottocuochi, dovette allestire +un pranzo per cinquanta persone. E tale +fu l’abbondanza dei cibi e dei vini che i rilievi +della mensa bastarono non solo a riempire l’epa +dei servi e delle famiglie dei servi, ma consentirono +anche al signor Oreste di stipulare alcuni +contratti vantaggiosi con tre o quattro <i>restaurants</i> +di second’ordine.</p> + +<p>Inoltre, sempre per festeggiare il lietissimo<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span> +avvenimento, il conte Zaccaria elargì somme +cospicue ai poveri della parrocchia, alla Commissione +di pubblica beneficenza, agli Asili d’infanzia, +alla Casa degli esposti e ad altri istituti +pii. E per più giorni la <i>Gazzetta privilegiata di +Venezia</i> ebbe da registrare con parole di sentito +encomio gli atti munifici di S. E. il conte +Zaccaria Bollati, degno erede di un nome illustre. +Il conte Zaccaria si fregava le mani sentenziando:—I +Bollati sono sempre i Bollati.—Alla +quale affermazione <i>sior</i> Bortolo sorrideva, +ma meno seraficamente di una volta.</p> + +<p>Quando il contino Leonardo cominciò ad uscir +di camera era circa la metà di aprile; i medici +però gli prescrissero di rimanere in casa ancora +un mesetto; a primavera avanzata sarebbe +andato a ritemprarsi in campagna, ove non +c’era più da temere della Rosa, maritata e fuori +di paese. Forse tali disposizioni non erano +tutte suggerite da motivi igienici; forse differendo +a rendergli la libertà si sperava distoglierlo +affatto delle vecchie abitudini e dalle +vecchie conoscenze. E invero sotto l’impressione +di sgomento lasciatagli dalla sua malattia, +egli non mostrava alcun desiderio di rivedere +i suoi compagni di libertinaggio. Questi +dal canto loro non gli avevan dato prove di +sviscerato affetto. Appena due o tre eran comparsi +a grandi intervalli al portone del palazzo +a domandar sue notizie; poi non s’eran più +fatti vivi. E siccome d’altra parte egli non +aveva stretto amicizia con nessun giovane per<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span> +bene e nessuno quindi veniva a fargli visita, la +sua lunga convalescenza gli sarebbe stata noiosissima +se Fortunata non fosse rimasta quasi +sempre con lui, pronta ad ogni suo cenno, docile, +amorosa come negli anni dell’infanzia. Povera +Fortunata! Ella si sentiva tanto felice nel +poter essere qualche cosa per Leonardo, nel poter +scemargli l’uggia di quell’eterne giornate. +Si sentiva tanto felice che avrebbe voluto che +la vita le corresse sempre a quel modo, e poichè +lo sperarlo era follia, invocava dal cielo il +favore supremo d’addormentarsi in quel sogno +e di non riaprire gli occhi mai più.</p> + +<p>Intanto Leonardo, sia che notasse davvero nella +cugina qualche pregio fisico non avvertito per +l’addietro, sia che il non trovarsi in mezzo alle +crestaie e alle ballerine, oggetto ordinario dei +suoi pensieri, lo rendesse di men difficile contentatura, +sia infine che col tornar della salute +e delle forze si risvegliassero in lui i bollori +del sangue, considerava con più attenzione e +sotto un aspetto diverso dal solito questa giovinetta +dal viso slavato e dal corpicino esile, +la quale sino allora, diciamolo schietto, non gli +era neanche parsa una donna. Di che natura +poi fosse il nuovo sentimento sorto nell’animo +suo ci vuol poco a immaginarselo. Incapace di +affetti gentili e profondi, non frenato da scrupoli, +insofferente d’altre catene che di quelle +che s’annodano e sciolgono in un giorno, egli +intendeva l’amore in un’unica maniera... la maniera +del resto in cui la intendono i dissoluti di<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span> +professione. L’idea che Fortunata era una ragazza +onesta non lo tratteneva, era anzi uno +stimolo di più, che gli pareva legittima curiosità +il verificar co’ suoi occhi che differenza ci +fosse tra una ragazza onesta e quelle che non +erano tali. Nè lo trattenevano i vincoli di parentela +che lo stringevano a lei, nè l’affezione +sommessa ch’ella gli mostrava, nè la gratitudine +che, pur confusamente, egli riconosceva di +doverle per essere stata la sola a difenderlo +quando tutti gli gridavano la croce addosso. +Bensì da queste varie ragioni sommate insieme +gli veniva un certo imbarazzo nel contegno, +un certo fare da collegiale che, a sua insaputa, +gli giovava invece di nuocergli. Perchè +s’egli fosse stato sguaiato, brutale, ella +avrebbe sentito svegliarsi in tempo la piena coscienza +del pericolo, avrebbe forse saputo difendersi. +Ma egli era così cauto, così riguardoso; +il turbamento ch’ella provava vicino a +lui era misto di tanta dolcezza! Non che talvolta +non l’assalisse una vana inquietudine. Se +Leonardo la guardava fisso, se la mano di lei +toccava la sua, se i loro gomiti, se le loro ginocchia +s’urtavano, ell’arrossiva fino alla punta +dei capelli e con un rapido movimento volgeva +altrove la faccia o ritraeva la persona tutta tremante. +Però non era salda abbastanza ne’ suoi +propositi, e sembrava ricercar di lì a poco le +sensazioni ch’ella aveva prime sfuggite. Nessuno +la proteggeva, nessuno la consigliava. Sua +madre era fuori di sè dalla gioia nel veder che<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span> +<i>quei due ragazzi</i> se la intendevano, e tornando +sempre con la mente al sogno dorato del matrimonio, +non si curava troppo dei rischi che +Fortunata correva. Ne aveva corsi anche lei dei +rischi per diventar contessa Rialdi, chè già, se +le fanciulle senza dote non s’ingegnano, guai. +E se il conte Luca s’avventurava a dire:—Bisognerebbe +badare di più a Fortunata, mi +spiego?—essa lo faceva tacere con un brusco:—State +zitto voi, e pensate al vostro ufficio e +ai vostri scacchi.</p> + +<p>In quanto al N. H. Zaccaria e alla sua illustrissima +consorte, essi non eran gente da scomodarsi +per sì piccola cagione, e anzi la contessa +Chiaretta aveva detto a Leonardo e a +Fortunata:—<i>Ohe tosi</i>, io non istò mica a farvi +la guardia; mettete pure a soqquadro la casa; +a me basta che non mi facciate il chiasso vicino.</p> + +<p>I <i>tosi</i> avevano ormai l’uno vent’anni passati, +l’altra quasi diciotto, e non era probabile che +essi facessero un baccano così indiavolato. Ma +ci voleva tanto poco a eccitar i nervi della +N. D. Chiaretta; e poi ell’aveva tante gravi occupazioni. +Aveva da apparecchiare la zuppa di +latte pel suo gatto Romeo, da prendere il caffè +e i <i>baicoli</i> col nobile Canziani, da ascoltare i +pettegolezzi della contessa Ficcanaso e delle +altre dame che venivano a visitarla, da giocare +a <i>consina</i> con don Luigi, e da pisolare nella poltrona +mentre lo stesso don Luigi le recitava +il breviario o le teneva ragionamenti spirituali.<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span> +Tutto ciò senza contar le visite che anche a lei +toccava di fare. Come poteva dunque restarle +il tempo di custodir Leonardo o Fortunata?</p> + +<p>Con quest’assoluta libertà lasciata a’ due cugini, +accadde quello ch’era da prevedersi. Vi +fu un giorno in cui Leonardo fu più audace e +Fortunata più debole.....<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="XI" id="XI"></a>XI.</h2> + + +<p>Come fosse andata la cosa, Fortunata stessa +non sapeva dirlo. Leonardo le aveva affascinato +i sensi, paralizzato la volontà. E dopo la caduta, +oppressa dalla coscienza della sua vergogna, +dilaniata dagli scrupoli e dai rimorsi, ella si +sentiva più inetta che mai a scuotere il giogo, +a sottrarsi all’abbiezione in cui era piombata. +Che le valeva, ogni sera, sola nella sua cameretta, +piangere, pregare, scongiurare tutti i santi +del Paradiso che la soccorressero; i santi del +Paradiso non avevano orecchi per lei; e invece +le immagini voluttuose venivano ben presto a +sconvolgerle la fantasia, veniva il ricordo di +quei baci di fuoco, di quelle parole ardenti, ed +ella si voltava e rivoltava nel letto senza trovar +pace, e mordeva rabbiosamente le lenzuola +e i guanciali invocando e temendo a vicenda il +sorger del sole. Chi sa che sorprese le apparecchiava +il nuovo giorno? Se la tresca si scoprisse, +se la sua onta diventasse pubblica, se<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span> +ne giungesse la notizia fino a Gasparo? Come +affronterebbe ella lo sdegno del fratello, come +difenderebbe dalla collera di lui il suo amante? +Eppure, per quanto spaventoso fosse questo +pensiero, ce n’era un altro che l’atterriva ancora +di più. Era il pensiero che Leonardo, nonostante +i suoi giuramenti, non avesse per lei +che un passeggero capriccio e dovesse fra poco +gettarla in un canto come si fa d’un abito frusto. +Dio, Dio, che sarebbe di lei allora? Dove +andrebbe a nascondersi? L’idea del chiostro, +accarezzata in passato, tornava a balenarle alla +mente, e per brevi istanti l’animo inquieto vi +si riposava come in un porto sicuro dalle tempeste. +Ma il cuore non tardava a dirle che anche +questa era un’illusione, e che non c’è porto +ove ripararsi dalle tempeste che ruggono dentro +di noi. E come potrebbe ella alzar gli sguardi +al cielo finchè un amore profano la teneva incatenata +alla terra? E quell’amore come sperar +di sradicarlo s’esso era parte dell’esser suo, +s’ella gli aveva sacrificato ogni cosa più cara? +Oh quanto bene ella voleva a Leonardo, quanto +gliene aveva sempre voluto!... C’era della gente +che sparlava di lui, che lo accusava di mille vizi, +che fingeva di disprezzarlo;... ella lo trovava +bello, lo trovava buono, ella si sforzava di attribuirgli +tutti i pregi possibili. Divenir sua moglie +sarebbe stato per essa il colmo della felicità. +Ma la fortuna non l’aveva guastata con +troppi favori, ed ella non osava cullarsi in questa +dolce speranza. Egli, che poteva aspirare<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span> +ad una principessa, avrebbe sposato lei!... Le +bastava morire prima ch’egli sposasse un’altra, +prima ch’egli amasse un’altra....</p> + +<p>Così, senz’accorgersene, ell’accettava il suo +disonore, accettava tutto piuttosto che l’abbandono. +E quando s’alzava dal letto dopo una +notte insonne e angosciosa, ella contava l’ore e +i minuti che la dividevano dal momento in cui +il gondoliere di Ca’ Bollati sarebbe venuto a +prenderla per ordine della <i>lustrissima</i> e l’avrebbe +accompagnata a palazzo. E come le batteva il +cuore, allorchè, nel far lo scalone, sentiva i passi +di Leonardo che, aspettandola, misurava in lungo +e in largo la sala!</p> + +<p>—Sia ringraziato il cielo—diceva la contessa +Chiaretta.—Se Leonardo non ha compagnia +non istà mai tranquillo.... Andate a giocare +a dominò, ragazzi.... O fate pure quel che +volete, purchè io non senta rumore.</p> + +<p>Da figliuolo ubbidiente, Leonardo si tirava +dietro Fortunata in un altro angolo della casa, +in quello stanzone degli armadi ove i due cugini +s’erano da bimbi trastullati insieme e da +cui si poteva, volendo, salire in un’ampia terrazza. +Non mancavano buoni pretesti per andar +colà. Prima di tutto il luogo era opportunissimo +per isgranchir le gambe e per prendere una +boccata d’aria libera; poi ci si trovavano parecchi +vasi e cassette di fiori pei quali Leonardo +s’era acceso d’una subitanea passione e +ch’egli rimondava con gran cura dell’erbaccie, +e inaffiava ogni giorno.<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span></p> + +<p>I desiderii della contessa madre erano esauditi +appieno. Checchè avvenisse lassù, ella non +sentiva romore.</p> + +<p>Ma la baffuta <i>siora</i> Placida, la cameriera anziana, +che teneva le chiavi della biancheria e +considerava lo stanzone come suo speciale dominio, +durava fatica a persuadersi che il padroncino +e Fortunata impiegassero tanto tempo +nella fioricultura, e aveva tentato più d’una +volta di scoprire quali fossero le loro occupazioni. +A dir vero, a malgrado del suo diligente +spionaggio, essa non aveva scoperto nulla di +positivo perchè lo stanzone era chiuso da un +uscio assai grosso e pesante di cui non si sarebbe +potuto spingere uno dei battenti senza +un molesto cigolìo che avrebbe tradito l’esploratore +indiscreto. Pure, dei pochi indizi ch’essa +aveva raccolto, la onoranda matrona aveva data +la partecipazione confidenziale al cameriere Stefano, +suo favorito. Stefano aveva ripetuto la +notizia alla lavapiatti, una massiccia montanara +del Bellunese, con la quale, di nascosto +della <i>siora</i> Placida, egli era in ottimi termini, +e colei ne aveva parlato in segreto a uno +dei barcaiuoli che godeva di qualche sua preferenza +furtiva. In breve la cosa passò per +tutte le bocche, e in cucina si discusse gravemente +se si doveva o no metter sull’avviso +Sua Eccellenza Zaccaria e Sua Eccellenza Chiaretta. +Il signor Oreste, il cuoco, stava pel sì, e +sosteneva che la era tutta una cabala ordita +dalla contessa Zanze Rialdi, la quale voleva<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span> +costringere il <i>lustrissimo</i> Leonardo a sposare la +sua figliuola, e intanto gliela gettava in braccio +per metterlo fra l’uscio e il muro. Ora pareva a lui +che fosse necessario di sventar la trama, perchè, +sebbene non ci fosse nulla da dire contro la +ragazza, quello non era un partito adattato pel +padroncino, e da sì misere nozze la servitù non +poteva sperare nè mancie, nè regali convenienti. +E poi non c’era una ragione al mondo di favorir +gl’intrighi della contessa Zanze, che al capo +d’anno non dava un centesimo a nessuno.</p> + +<p>Argomenti di gran peso che rendevano testimonianza +della sagacità del signor Oreste e che +avrebbero dovuto trionfare, ma il cuoco aveva +la disgrazia d’essere antipatico a’ suoi compagni, +e accadeva assai di rado che i suoi consigli fossero +accolti.</p> + +<p>Prevalse dunque l’opinione contraria, difesa +con molto vigore dal cameriere Stefano, il quale +diceva che i pericoli del matrimonio non c’erano +se non che nella fantasia del signor Oreste, e +che in quanto al rimanente a questo mondo bisogna +vivere e lasciar vivere, nè occorre scandalizzarsi +di accidenti che nascono dappertutto. +La <i>siora</i> Placida poteva certificare se quelli eran +fatti nuovi in casa Bollati.</p> + +<p>E la cameriera, quantunque le seccasse esser +chiamata a testimonio di cose passate, era costretta +nella sua lealtà a riconoscere che, per +quel che dicevano i vecchi, nella nobile famiglia +uomini e donne eran sempre stati di manica larga +e non c’era che la <i>lustrissima</i> Chiaretta la quale,<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span> +avendo acqua nelle vene invece che sangue, non +desse a discorrer di sè.... Beninteso ch’ella, la +<i>siora</i> Placida, non avrebbe messo le mani nel +fuoco nemmeno per la padrona, e non avrebbe +voluto giurare che fra Sua Eccellenza e il nobile +Piero Canziani, per esempio, non avessero +mai fatto altro che sorseggiare il caffè e sgretolare +i <i>baicoli</i>.</p> + +<p>Comunque sia, il primo risultato di queste +chiacchiere si fu che, quando Leonardo e Fortunata +scendevano dallo stanzone degli armadi, +eran sicuri di trovarsi fra i piedi qualcheduno +della servitù che con curiosità mal dissimulata +li squadrava dalla testa alle piante per far poi +in cucina quelle chiose che si possono immaginare.</p> + +<p>Leonardo, il quale in certe faccende aveva +buon naso, indovinò che c’erano in aria dei sospetti, +e colse il pretesto per troncare gli abboccamenti +segreti nello stanzone, tanto più che +ormai si era levato il capriccio e Fortunata cominciava +a venirgli a noia. Inoltre s’avvicinava +il momento in cui egli sarebbe uscito di casa, e +allora avrebbe avuto ben altro pel capo che la +cugina. Meglio dunque allentare il nodo a poco +a poco.</p> + +<p>La povera ragazza, dopo aver con sì calde +lagrime chiesto al Signore di allontanarla dal +peccato, adesso che il peccato s’allontanava da +lei ebbe un risveglio tremendo. Ella capì che +stava per succedere il peggio, capì che Leonardo +l’abbandonava. E resa ardita dalla disperazione,<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span> +volle a ogni costo ch’egli le accordasse un colloquio +da solo a sola, e nel suo amore e nel suo +dolore trovò accenti così caldi ed appassionati, +quali non si sarebbero attesi dal suo labbro ordinariamente +timido e peritoso. Egli, più infastidito +che commosso, cercò in principio di calmarla +con buone parole; poi, com’ella non se +ne mostrava paga, perdette la pazienza, e si lasciò +andare al suo linguaggio cinico e sboccato. +In fin dei conti, che pretendeva ella da lui? +Che la sposasse? Ma già egli non si sognava +nemmeno di prender moglie. O credeva forse +che la loro relazione potesse durare eterna? +Non doveva anzi essergli grata della prudenza +con cui egli s’era condotto? Se la cosa tirava +in lungo altri due o tre giorni, c’era da scommettere +che sarebbe nato uno scandalo; invece, +per merito suo, nessuno direbbe nulla, perchè +nessuno sapeva nulla di positivo, ed ella non +iscapiterebbe affatto nella riputazione. E ancora +si lagnava?</p> + +<p>Ella rimase fulminata. Era dunque finito tutto? +Noi lo sappiamo, il presentimento che tutto potesse +finire in questo modo le aveva già angustiato +lo spirito, ma non era mai riuscito ad +annidarvisi per un pezzo; chè ogni lieve segno +d’affetto da parte di Leonardo era bastato a +rianimare le sue illusioni. Adesso però, dopo le +parole dure, recise, sprezzanti che le echeggiavano +sinistramente all’orecchio, non c’era più illusione +possibile, non c’era più spiraglio di luce che +rompesse le tenebre ond’ella era cinta. E si<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span> +sentiva sola, derelitta nel mondo. I suoi genitori? +Ma suo padre pur troppo era un fantoccio, +e sua madre perchè non l’aveva vigilata, +perchè non l’aveva avvertita? Un lampo tremendo +le attraversò la mente. Se sua madre, +che fin dall’infanzia le aveva inculcato la riverenza +ai parenti Bollati, la devozione al cugino, +se sua madre avesse voluto lei stessa apparecchiar +la catastrofe nella speranza di forzare +Leonardo al matrimonio? Ed ella si sarebbe +fatta complice di questa ignominia? Che orrore, +che orrore! Ah! Gasparo era stato buon profeta! +Un momento le venne il pensiero di scrivergli. +Ma che cosa gli avrebbe scritto? Ch’ella +s’era prostituita, ch’ella s’era disonorata? E che +cosa gli avrebbe chiesto? Di vendicarla? No, no, +mille volte no, ella non voleva che si torcesse +un capello a Leonardo. Forse egli era meno +colpevole di quel che essa credeva, forse con le +donne (povere donne!) si fa sempre così; tocca +a loro a difendersi. Ah senza dubbio la vera +colpevole era lei che s’era lasciata acciecare, +inebbriare dalla febbre dei sensi, che aveva dimenticato +la sua fede. Come le rimordeva la +sua coscienza di cattolica! Con che paura superstiziosa +pensava ai suoi doveri religiosi trascurati, +alle sue distrazioni in chiesa, ai desiderii +immodesti, alle immagini profane che avevano +turbato il suo raccoglimento e le sue preghiere! +Ella si domandava tremante se ci sarebbe +stata penitenza adeguata al suo fallo. E +di nuovo una voce intima le additava come suprema<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span> +áncora di salvezza il convento, seppur +c’era un convento che volesse accoglierla.</p> + +<p>Sotto l’impero di questa idea, il giorno stesso +del fatale colloquio, ella corse in traccia d’un +sacerdote suo conoscente, e inginocchiata nel +confessionale gli rivelò la sua passione infelice +e il fermo proposito di espiare i suoi errori con +una vita d’orazioni, d’astinenze, di sacrifici. +Che le dicesse il prete noi non sappiamo; certo +si è ch’ella uscì dal tempio più invasata che +mai dall’ascetismo e più che mai decisa a +prendere il velo. La contessa Zanze, che +aveva già notato quella mattina il pallore e +l’abbattimento di Fortunata, notò ora lo stato +d’esaltazione in cui ella si trovava e l’assoggettò +a un interrogatorio in piena regola. La +ragazza avrebbe voluto ritardare questa nuova +confessione, ma non potè schermirsi dall’insistenza +materna. Stremata di forze, ella fu côlta +da un pianto isterico, irrefrenabile, e in mezzo +ai singhiozzi ripetè ancora una volta la dolente +istoria del suo amore e della sua vergogna. +Quella storia sorgeva accusatrice terribile contro +la madre, e la contessa Zanze, quantunque +certe cose le capisse poco, non si sentiva la +coscienza affatto tranquilla. Nondimeno, perchè +ell’era seguace della dottrina che il fine giustifica +i mezzi, se la caduta di Fortunata doveva +darle un’arma per venire a capo de’ suoi +disegni, ell’era prontissima ad assolversi d’ogni +colpa. Sì, sì, ella non aveva difficoltà a riconoscerlo, +la faccenda poteva esser condotta<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span> +meglio e sopratutto sarebbe stato necessario di +badare che Fortunata conservasse il suo sangue +freddo e che la bussola la perdesse Leonardo. +Invece era successo precisamente l’opposto. +Fatalità! A tale proposito la signora +Zanze ricordava con segreto orgoglio l’arte finissima +da lei adoperata a’ suoi tempi col conte +Luca Rialdi in condizioni analoghe a quelle +della figliuola. Prima aveva invischiato ben bene +il merlo; poi non aveva avuto più tanti scrupoli, +chè già non è un delitto il mangiar il proprio +grano in erba. Del resto, ora l’essenziale +era di non smarrirsi d’animo e guai se Fortunata +abbandonava la partita. Perciò, quando la +ragazza tirò in campo l’argomento del chiostro, +la contessa, che fino a quel punto l’aveva ascoltata +con simpatia fingendo di non accorgersi +dei rimproveri indiretti che c’erano nelle parole +di lei, mutò tenore ad un tratto, e non frenandosi +più dichiarò che questi eran discorsi da +bambina e che il chiostro non accomodava nulla, +e che una sola cosa poteva salvar l’onore della +famiglia, il matrimonio. Ma Fortunata, la timida +Fortunata, insistette dicendo che già il matrimonio +era impossibile, e che a ogni modo ell’era +ormai risoluta a fuggire dal mondo e a non +consacrarsi ad altri che a Dio.... Era risoluta, +avevano capito? La lasciassero stare, se non +desideravano la sua morte.</p> + +<p>Ne seguì una scena violenta, nel mezzo della +quale la giovane cadde in deliquio.</p> + +<p>Assistita subito dalla madre, ella non istette<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span> +molto a rinvenire; ma si lagnava d’una grande +spossatezza, d’un malessere generale ch’ella +non sapeva spiegarsi.</p> + +<p>Un dubbio improvviso sorse nell’animo della +contessa Zanze; tuttavia ella tenne per sè le +sue impressioni, e ripigliando verso la figliuola +un tuono affettuoso e sollecito, raccomandò a +Fortunata di esser calma, di non pensare a +malinconie, di persuadersi che nessuno in famiglia +voleva tiranneggiarla.</p> + +<p>Rinfrancata alquanto da queste parole, la +ragazza baciò e ribaciò la genitrice, e chiestole +perdono del suo linguaggio eccessivo di poco +fa, consentì a mettersi a letto.</p> + +<p>Il conte Luca, tornando quel giorno dall’ufficio +con la testa piena d’un finale di scacchi +ch’egli aveva studiato sulla carta, trovò la moglie +in cima alla scala e fu condotto da lei con +gran mistero in un salottino appartato.</p> + +<p>—Che cosa c’è? Che cos’è successo?—chiese +il pover’uomo che non capiva.</p> + +<p>—Zitto!—disse la contessa.—Non facciamoci +sentire dalla gente di servizio.</p> + +<p>La gente di servizio, fra parentesi, si riduceva +a una fantesca un po’ sorda. Ma la contessa +Zanze amava le amplificazioni.</p> + +<p>—Insomma?—ripigliò il conte abbassando +la voce.</p> + +<p>E allora la consorte gli spifferò tutto quello +che ella sapeva e tutto quello che l’indisposizione +di Fortunata le faceva supporre.</p> + +<p>Il nobile Rialdi era d’indole mansueta, ma<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span> +in certi casi non c’è mansuetudine che tenga; +bisogna parlare o scoppiare.</p> + +<p>—Questa tegola mi casca sul capo!—esclamò +il conte Luca, girando come un forsennato +su e giù per la stanza.—Mi spiego?... +Non l’avevo detto io che l’andava a finir +male?... Ma volete sempre fare a vostro modo, +voi....</p> + +<p>—Eh non mi seccate—interruppe la contessa +Zanze.—Piuttosto andate a chiamare il +medico, giacchè mi occorre saper precisamente +in che acque si navighi.</p> + +<p>Il conte Luca ubbidì, e il dottore, interrogata +con molta discrezione la ragazza, uscì dalla +camera coi genitori e disse loro che le supposizioni +della signora contessa avevano proprio +côlto nel segno.</p> + +<p>—Povero me, povero me!—gemette il +conte Luca, cacciandosi le mani nei pochi capelli +che gli rimanevano.—Poteva toccarmi di +peggio?</p> + +<p>La contessa moglie gli diede sulla voce.—Ci +vuol altro che queste smorfie! Adesso si vedrà +se siete un uomo o un <i>pampano</i>.</p> + +<p>La qual cosa si doveva vedere, ma non si +vide, perchè la contessa Zanze, secondo il suo +solito, prese la direzione della faccenda e al +marito lasciò l’ufficio, meno arduo e delicato, +di tener compagnia alla figliuola.<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="XII" id="XII"></a>XII.</h2> + + +<p>L’annunzio del grave avvenimento fu come +lo scoppio d’una bomba in casa Bollati. Di così +grosse Leonardo non ne aveva fatte mai, nè +aveva mai recato un impiccio simile alla famiglia, +neppure quella volta dello scandalo in +giardino. Come immaginarsi che quel ragazzo +si incapricciasse della Fortunata, una giovinetta +senza forme e senza colore, che aveva diciott’anni +e ne mostrava sedici, e con la quale egli +aveva giocato alla bambola? E per peggio, il +diavolo ci doveva metter la coda; anche un +bimbo in prospettiva ci doveva essere!—Già—notava +in cuor suo il lustrissimo Zaccaria—un +gran sangue quello dei Bollati.</p> + +<p>Sicuro, un gran sangue. Ma intanto (poichè +non s’era nemmeno potuto effettuare l’andata +in campagna a cagione di un’epidemia di tifo +che infestava in quei mesi i pressi della villa) +non c’era modo di levarsi d’attorno la contessa +Zanze, la quale voleva che si rendesse l’onore<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span> +alla sua creatura, e s’era ostinata a non veder +altro risarcimento possibile che il matrimonio. +E non si lasciava mica scoraggiare dalle ripulse, +ma tornava alla carica col <i>lustrissimo</i> Zaccaria, +o con la <i>lustrissima</i> Chiaretta, o con Leonardo, +o con don Luigi, che nella sua qualità di ecclesiastico +avrebbe pur dovuto capire quale +fosse l’obbligo sacrosanto dei suoi padroni.</p> + +<p>Don Luigi, uomo alieno dai fastidi, aveva in +principio adottato la tattica di non credere all’importanza +della cosa.</p> + +<p>—Esagerazioni, esagerazioni—egli diceva.—Le +ragazze senza esperienza prendono spesso +lucciole per lanterne.</p> + +<p>La contessa Zanze si sentiva il prurito di +graffiargli gli occhi.—Ma che lucciole, ma che +lanterne? Metterebbe forse in dubbio quello +che Leonardo confessa?</p> + +<p>—I giovinotti, si sa, hanno l’abitudine di +vantarsi.</p> + +<p>—Auff! Ma se il medico ha dichiarato che +mia figlia... via, non lo sa quello che ha dichiarato +il medico?</p> + +<p>—Bisogna star a vedere, bisogna aspettare... +I medici, cara contessa, pigliano tanti granchi +a secco.</p> + +<p>Finalmente don Luigi si arrese all’evidenza. +Gli dispiaceva, proprio da galantuomo gli dispiaceva +assai. Ma che poteva farci? Le Loro +Eccellenze non ricorrevano a lui per consiglio... +eh, pur troppo, i preti non eran più tenuti nel +conto d’una volta.... E poi era un affare difficilissimo;...<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span> +tutte le soluzioni avevano i loro inconvenienti... +senza dubbio il matrimonio riparava +al mal fatto... ma c’erano le sue obbiezioni, +oh se c’erano....</p> + +<p>La contessa Rialdi non voleva ammettere che +ce ne fossero affatto, si riscaldava, usciva dai +gangheri, e pretendeva tener responsabile il +sacerdote della cattiva condotta del suo allievo. +Allora anche a don Luigi saltava la mosca al +naso, e, accendendosi in viso, egli dichiarava +che aveva instillato al contino principii di moralità +e di religione, e che non era colpa sua +se l’altro non aveva saputo trarne profitto. Insomma +perchè lo tiravano in ballo lui? Perchè +non lo lasciavano attendere in pace a’ suoi +studi?</p> + +<p>Coi cugini Bollati la contessa Zanze era a +vicenda umile e petulante, supplichevole e minacciosa. +Vantava i servigi da lei resi a Leonardo +durante la sua malattia e così indegnamente +ricambiati, dipingeva coi più tetri colori +lo stato della propria famiglia dopo la catastrofe; +Fortunata che si stemperava in lagrime; +il conte Luca che ci rimetteva la pelle dall’avvilimento; +oh se ce la rimetteva; lei ch’era invecchiata +di più anni in pochi giorni e ch’era +sostenuta soltanto dall’idea di giovare agli altri;... +senza contare poi Gasparo che navigava +nelle acque del Levante e che ancora non sapeva +nulla, ma che quando avesse saputo.... +Misericordia! Era meglio non pensarci neanche.</p> + +<p>Quest’era il nembo lontano che ruggiva nei<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span> +discorsi della contessa, ma di lì a poco tornava +il sereno, tornava l’idillio pastorale. Che moglie +più amorosa di Fortunata poteva mai trovare +Leonardo; che nuora più devota, più ubbidiente +potevano trovare il conte Zaccaria e +la contessa Chiaretta? Non era una Venere, ma +non era nemmen brutta e spiacente, e poi aveva +tutto le qualità morali che è lecito desiderare +in una ragazza... buona, docile, pia.... Era povera +sì, pur troppo, non aveva dote; ma che +bisogno avevano di dote i Bollati?... Che cos’è +il danaro? Che cos’è la ricchezza?... In quanto +alla nobiltà dei Rialdi, nessuno pretendeva che +essa fosse paragonabile a quella dei Bollati, +ma era sempre una nobiltà genuina, co’ suoi documenti +in regola, non una delle tante che circolano +per la piazza.</p> + +<p>Ma la parte più commovente delle arringhe +della contessa Zanze era quella che si riferiva +al nascituro. Ella s’inteneriva al solo pensarci. +Lo amava già con tutta l’anima quel suo nipotino. +Ed era anche nipotino loro, dei Bollati; +era, voglia o non voglia, un Bollati... Possibile +che si rifiutassero di riconoscerlo?... Bisognava +altresì considerare che vantaggio inestimabile +sarebbe stato per Leonardo il prender moglie.... +Era forse l’unico modo di sottrarlo davvero +alle tentazioni, alle cattive amicizie e ai cattivi +esempi.</p> + +<p>Insomma la loquace femmina tratteggiava ai +Bollati un quadro compiuto di felicità domestica. +Che se le riusciva di abbrancar Leonardo<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span> +(e non era cosa facile) rincarava la dose. Aveva +a un passo il Paradiso ed esitava ad entrarci, +quel disutilaccio.</p> + +<p>Malgrado della sua furberia, la contessa Zanze +non s’appigliava al mezzo migliore per far entrare +in grazia il matrimonio a Leonardo. La +prospettiva delle gioie casalinghe non lo seduceva +punto, e chi avesse voluto persuaderlo a +sposarsi avrebbe agito più saviamente dicendogli +che il matrimonio era una semplice formalità, +e che dopo le nozze egli avrebbe potuto +menar la solita vita, senza paura che la +moglie lo tormentasse con tenerezze o con gelosie, +o che i figliuoli gli ruzzolassero fra le +gambe o lo assordassero coi loro strilli.</p> + +<p>Tutto considerato, i maggiori ostacoli all’adempimento +del gran disegno della contessa +Zanze non venivano nè dal <i>lustrissimo</i> Zaccaria, +nè dalla <i>lustrissima</i> Chiaretta. Certo ch’essi non +favorivano l’unione da lei vagheggiata, certo +che avrebbero voluto anzi impedirla, ma non +avevano per essa una di quelle ripugnanze invincibili +che fanno cascar le braccia e troncano +le parole in bocca a chi difende una +causa.</p> + +<p>Il conte un fondo di gentiluomo l’aveva; egli +capiva che il danno recato da suo figlio ai Rialdi +non è di quelli che si risarciscano con l’oro, e +che non era una bella cosa pei Bollati il restar +con quella macchia sul loro nome, e che la contessa +Zanze non aveva torto a veder una sola +riparazione possibile....; quantunque fosse lecito<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span> +sospettare ch’ella avesse una gran parte +di colpa in ciò che era accaduto.</p> + +<p>La <i>lustrissima</i> non era mossa dalle ragioni di +suo marito. Ella non poteva soffrire quella inframmettente +e pettegola cugina Rialdi e non +avrebbe voluto fargliela spuntare a nessun prezzo; +giacchè per lei non c’era dubbio ch’era +tutto un intrigo ordito dalla Zanze, la quale +adesso spargeva lagrime di coccodrillo; ma +d’altro lato ella s’era tanto avvezza ad aver +intorno a sè Fortunata, a farsene servire come +da una cameriera o da una dama di compagnia, +che non sapeva rassegnarsi all’idea di dover +perderla. E allora era costretta ad ammettere +che, realmente, come diceva la contessa Zanze, +una nuora simile essa non l’avrebbe trovata +mai, e che una gran signora avrebbe portato +chi sa che fumi in casa.</p> + +<p>L’avversario più accanito, più formidabile dell’unione +fra Leonardo e Fortunata era l’agente +generale, <i>sior</i> Bortolo, il quale, tanto per procurarsi +nuovo danaro quanto per tener a bada +i vecchi creditori, aveva necessità assoluta di +ripetere su tutti i tuoni che presto o tardi gli +affari della nobile famiglia s’accomoderebbero +con un cospicuo matrimonio del signor contino. +Al principale poi fra questi creditori, certo signor +Vinati, usuraio desideroso di nobilitarsi, +<i>sior</i> Bortolo non voleva togliere ogni speranza +di vedere un giorno contessa la sua unica figliuola +che stava per uscir di collegio e aveva +gli occhi scerpellini, i denti guasti e cinquecento<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span> +mila lire austriache di dote, astrazion +fatta da ciò che le spettava alla morte del +padre.</p> + +<p>Cosicchè, sempre col debito rispetto alle Loro +Eccellenze, il brav’uomo disse aperto l’animo +suo. Non conveniva esagerare in nulla, nemmeno +negli scrupoli. Un ragazzo di vent’anni +che seduce una ragazza di diciotto non è più +responsabile di lei che s’è lasciata sedurre.... +ammesso anche che le parti non siano state invertite +e che la ragazza, ubbidiente ai consigli +di una madre artificiosa, non sia stata lei la +vera seduttrice. A ogni modo, ci vorrebbe altro +che in tutti i casi di questo genere si finisse +col matrimonio! L’esservi un bimbo per istrada +era senza dubbio un impiccio di più, era una +disgrazia, ma si poteva vedere, studiare una +soluzione decorosa, soddisfacente.... Il matrimonio +egli, in coscienza, per la sua gran devozione +ai padroni, doveva sconsigliarlo con +tutte le sue forze. Quando si ha nome Bollati, +si hanno degli obblighi verso il paese, verso +la società, ed era evidente che queste nozze +non corrispondenti alla grandezza del casato +nè sotto l’aspetto morale nè sotto l’aspetto +economico avrebbero prodotto una pessima impressione. +E poi, era inutile dissimularlo, gli +anni continuavano a esser cattivi, c’eran sempre +batoste nuove, pur troppo, alcune innovazioni +agricole introdotte dal signor conte, sebbene +eccellenti in sè, non eran riuscite, le tasse +crescevano, crescevano gli interessi dei mutui;<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span> +alle corte, se il contino Leonardo si risolveva +ad ammogliarsi era indispensabile ch’egli facesse +entrar di molti quattrini in famiglia. E +<i>sior</i> Bortolo concludeva, come per tastare il +terreno:—Insomma, sul blasone si può transigere; +perchè quello dei Bollati basta per tutti, +ma non si può transigere sui danari.</p> + +<p>Alleati di <i>sior</i> Bortolo, se non molto efficaci +certo molto romorosi, erano i Geisenburg-Rudingen +von Rudingen, i quali erano venuti a +saper la cosa e tempestavano i genitori e suoceri +di lettere scritte in lingua austro-italica. +Per carità non si lasciassero tirar nelle reti +dalla Zanze Rialdi. Non dessero alla scappatella +giovanile di Leonardo più peso di quello +ch’essa meritava. Il matrimonio dell’ultimo +rampollo maschio dei Bollati con una ragazza +nè bella, nè ricca, nè sufficientemente nobile +avrebbe alienato i parenti e gli amici. Se Leonardo +doveva ammogliarsi, si cercasse un partito +degno di lui. Anzi, a questo proposito, si +riserbavano di discorrerne personalmente in Venezia, +dove non eran più tornati dopo il 1838 +e dove si disponevano a venir prestissimo per +abbracciare il conte Zaccaria, la contessa Chiaretta +e il caro Leonardo, fattosi ormai un bel +giovinotto.</p> + +<p>Non c’è bisogno di soggiungere che in queste +difficili contingenze anche gli amici di casa +volevano dir la loro opinione. E naturalmente +non andavano d’accordo. La contessa Ficcanaso, +per esempio, era furibonda alla sola idea che i<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span> +Rialdi potessero vincere il loro punto, e urlava +che sarebbe un pessimo esempio, e che tutte le +ragazze sarebbero incoraggiate a far le civette +e peggio, e che nessuna madre di famiglia +avrebbe voluto più condur le figliuole in palazzo +Bollati se fosse successo quello scandaloso +matrimonio. Certo, s’ella fosse stata madre di +famiglia, non ci avrebbe più posto il piede. Invece +il nobil’uomo Canziani sosteneva, secondo +le sue deboli forze, la causa di Fortunata, e +un buon canonico di San Marco, monsignor Evaristo +Lipari, commensale dei Bollati nelle grandi +occasioni, aveva assicurato la contessa Zanze +che farebbe il possibile per ottenere la benevola +interposizione di S. E. il Patriarca.</p> + +<p>Nondimeno la contessa Zanze, vedendo che +passavano i giorni senza frutto, ricorse ad un +alleato più energico e scrisse a Gasparo informandolo +dell’ultime vicende domestiche, e sollecitandolo +a procurarsi una licenza di alcune +settimane e ad accorrere in aiuto di sua sorella.<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="XIII" id="XIII"></a>XIII.</h2> + + +<p>E Fortunata?</p> + +<p>Che trasformazione succedesse in lei allorchè +il vero le fu interamente palese, ce lo dirà una +sua lettera, ch’ella, di nascosto dei suoi genitori, +fece pervenire in quei giorni al cugino.</p> + +<div class="blockquot"> +<p class="exi"> +«<i>Caro Leonardo,</i><br /> +</p> + +<p>«Le conseguenze del nostro fallo non saranno +più un segreto nemmeno per te. Dapprima, +te lo giuro, credetti di morirne per la +vergogna. Ma a poco a poco s’impadronì di me +un nuovo sentimento, che dev’essere assai forte +in noi donne se riesce a soverchiare tutti gli +altri, il sentimento della maternità. Più disonorata +che mai al cospetto del mondo, mi pare +d’esser meno infelice. Quando tu mi dichiarasti +che bisognava troncare le nostre relazioni, +io ero fermamente decisa a seppellirmi in un +chiostro, e son sicura che nulla avrebbe potuto +rimuovermi dal mio proposito. Tu non mi amavi;<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span> +che mi rimaneva da fare? Ma oggi ho mutato +idea. Certo non potrei entrare adesso in convento; +e come vi entrerei più tardi quando +avrò <i>qualcheduno</i> da difendere, da proteggere? +E poi, perchè negarlo? Io penso che questa +creaturina che mi palpita in seno è un vincolo +sacro fra noi due, un vincolo che tu puoi sprezzare, +ma non puoi distruggere. E malgrado +delle tue parole crudeli, io son sempre tua, +Leonardo, ed è un conforto per me che qualche +cosa del nostro amore sopravviva. Chi sa, +un giorno forse, se non della madre, tu potrai +rammentarti del figlio.</p> + +<p>«E ancora questo voglio dirti. Se mi abbandonai +fra le tue braccia non fu per un calcolo +vile. Checchè ti susurrino nell’orecchio, non +credermi capace di tanta bassezza. Te lo giuro +in nome della mia, in nome della <i>nostra</i> creatura, +io ti amai come s’ama a diciott’anni, +senza guardare più in là, senza pensare che tu +sei ricco e io son povera.</p> + +<p>«Addio, Leonardo, nessuno ti vorrà bene +quanto te ne volle, e, pur troppo, te ne vuole +ancora</p> + +<p class="right"> +«<i>la tua</i> <span class="smcap">Fortunata</span>.»<br /> +</p></div> + +<p>Questa lettera non ebbe risposta; già, fra le +altre ragioni per non rispondere, Leonardo ne +aveva una di eccellente; egli sarebbe stato +molto impicciato a metter quattro righe in carta. +Come si vede, le lezioni di don Luigi avevano +dato ottimi frutti.<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span></p> + +<p>Tuttavia Fortunata sperava. Ella sperava nel +ravvedimento spontaneo di Leonardo, indipendentemente +dal grande anfanare della contessa +Zanze, la quale non istava mai cheta, andava, +veniva, prorompeva in brevi esclamazioni, sempre +ravvolgendo però in un profondo mistero +le sue mosse strategiche.</p> + +<p>Chi teneva molte ore di compagnia alla figliuola +era il conte Luca, al quale l’occasione +di mostrare, secondo il detto memorabile della +contessa Zanze, s’egli fosse un uomo o un +<i>pampano</i> era mancata assolutamente per colpa +della moglie medesima che l’aveva lasciato in +disparte. Nondimeno Fortunata gli era gratissima +dell’averle sacrificato la sua partita a +scacchi al caffè della <i>Vittoria</i>, e per ricompensamelo +faceva le viste di gustar molto i suoi +pettegolezzi d’ufficio e consentiva a studiare +sotto di lui il nobile giuoco, inestimabile conforto, +diceva il conte, in tutte le tribolazioni +della vita.</p> + +<p>Senonchè, in mezzo a tante cure che l’angustiavano, +Fortunata andava soggetta a frequenti +distrazioni. Talora, mentre il padre s’affannava +a spiegarle un gambitto di re o di regina, ella +con gli occhi fissi verso l’uscio guardava se +per avventura comparisse Leonardo, ovvero, +raccolta in sè stessa, seguiva altre fantasie.—Sarà +un maschio? Sarà una femmina? A chi somiglierà?</p> + +<p>Vagando in questi pensieri, ella ebbe un giorno +un gran rimescolamento del sangue, ebbe un<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span> +impeto di tenerezza che la fece sciogliere in lagrime.</p> + +<p>—Misericordia! Che altri malanni ci sono?—esclamò +il conte Luca, il quale non osava +attribuire questa subitanea commozione al racconto +di alcune facezie burocratiche con cui egli +la intratteneva.</p> + +<p>Ella gli gettò le braccia al collo: e seguitava +singhiozzando:—Povero piccino! povero piccino!</p> + +<p>Il conte Luca non osava fiatare, e diceva tutt’al +più:—No, Fortunata, no, non conviene +agitarsi. Il medico te l’ha proibito. Mi spiego?</p> + +<p>Ma Fortunata non gli dava retta e si lasciava +portar via dai suoi pensieri.</p> + +<p>—Gli vorrà bene, babbo?.... Chi sa quanto +bisogno avrà che gli vogliano bene!</p> + +<p>—Sicuro che gliene vorrò.... che domanda!.... +Non è mio nipote?—E il conte soggiungeva +aspirando una grossa presa di tabacco e rasciugandosi +una lagrimetta col dorso della mano:—Ma! +Speriamo che tutto finisca secondo giustizia, +mi spiego?</p> + +<p>Un po’ per le piccole sofferenze inerenti alla +sua condizione, un po’ per lo stato del suo +animo, Fortunata non sapeva risolversi a uscire +e non vedeva nessuno fuori che il canonico, il +quale, buona pasta d’uomo, veniva ogni tanto +a far l’ufficio di confortatore e a dire che non +aveva ancora potuto indurre Sua Eminenza Reverendissima +a parlare al conte Zaccaria, ma +che non dubitava punto di indurvelo quanto<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span> +prima. E una parola di S. E. sarebbe bastata +senz’altro, perchè i Bollati eran gente religiosa, +e lo stesso Leonardo, così scappato e +vanesio, adempiva sempre alle pratiche del +culto.</p> + +<p>—E quando c’è la religione,—concludeva +monsignore,—c’è l’essenziale.</p> + +<p>Però la contessa Zanze non era soddisfatta. +<i>Sior</i> Bortolo era duro come un macigno, e adesso +erano venuti giù dalla Moravia anche i Geisenburg +e s’erano accampati nel palazzo riempiendolo +di boria e di fumo. Vederlo quel marchese +Ernesto! Un po’ meno pingue, ma più pettoruto +di quello che fosse sei anni addietro, trasudava +la superbia da tutti i pori. Ella invece, la +marchesa, era diventata magra come una sardella, +ma in quanto a superbia non aveva nulla +da invidiare a suo marito. S’era appena degnata +di salutare la contessa Zanze (che pur +se l’era tenuta sulle ginocchia) e poi aveva +detto (questo lo riferivano le persone di servizio) +che non capiva come i suoi genitori ricevessero +ancora <i>certa gente</i>.</p> + +<p>Di Fortunata i Geisenburg sparlavano senza +misura. E ridevano fra di loro della sua pretensione +stravagante di farsi sposare perchè +Leonardo s’era levato un capriccio con lei. Faccenda +da accomodarsi con qualche centinaio di +zecchini, fissando poi una piccola pensione pel +bimbo se si volevano spinger gli scrupoli all’estremo. +Di spose convenienti per Leonardo +ne avevano loro, i Geisenburg, da proporne una<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span> +mezza dozzina, tutte ricche, tutte della prima +nobiltà austriaca, tutte registrate nell’almanacco +di Gotha. E anzi un cameriera di casa +Bollati, che aveva il vizio di stare in ascolto +dietro gli usci e che pretendeva di capire il +tedesco, assicurava che tra marito e moglie avevano +già fissato la ragazza da preferirsi.</p> + +<p>Probabilmente non c’era in tutto ciò nulla +di serio, tanto più che per la scelta della sposa, +se una sposa ci doveva esser davvero, <i>sior</i> Bortolo +avrebbe voluto indubbiamente aver voce +in capitolo. A ogni modo, mentre le cose stavano +in questi termini arrivò a Venezia Gasparo +Rialdi.</p> + +<p>L’appello materno gli era pervenuto in un +momento critico della sua vita. Già da qualche +mese tre ufficiali della marina austriaca, amicissimi +suoi, Attilio ed Emilio Bandiera e Domenico +Moro, nomi che l’eroismo e la sventura +resero sacri, erano fuggiti a Corfù col proposito +di gettarsi sul primo lembo di terra italiana +ove fosse possibile di alzare il grido della +riscossa contro i tiranni stranieri e domestici. +Partecipe dei loro disegni e non meno deliberato +a dar per la patria il suo braccio e il suo +sangue, Gasparo Rialdi però non aveva creduto +l’ora propizia pel magnanimo tentativo e aveva +scongiurato quei valorosi a serbarsi per tempi +migliori. E forse essi avrebbero accolto il suo +consiglio, se il timore di esser già spiati dalla +polizia imperiale non li avesse indotti a precipitare +la diserzione. Con che cuore Gasparo<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span> +li avesse visti partire è facile immaginarlo. Ed +è facile immaginare con che ansietà egli avesse +seguito le loro vicende. L’incrollabile fermezza +di Emilio di fronte alle preghiere e alle lacrime +della misera madre volata a Corfù nella primavera +di quell’anno 1844 per iscongiurare l’imminente +sciagura, la fiera dichiarazione pubblicata +dai due fratelli in un giornale di Malta +in risposta a un editto dell’Ammiragliato austriaco, +la lettera scritta da Domenico Moro al +comandante della sua nave per ispiegargli la +propria condotta, commossero in quei tempi, +prima ancora della tragedia di Cosenza, quanti +erano spiriti gentili nella penisola. E Gasparo, +ch’era stato il confidente di quei giovani audaci +e che, pronosticando col lucido ingegno +l’inanità dell’impresa s’era invano sforzato di +trattenerli, aveva poi sentito un acre rammarico +a non esser con loro, ad aver piuttosto +ubbidito alla voce della ragione che agl’impeti +dell’entusiasmo. La notizia sparsasi nella seconda +metà di giugno che i Bandiera coi loro +seguaci fossero sbarcati in Calabria diede nuova +esca al fuoco, e il nostro giovane ufficiale al +quale pareva di meritarsi la taccia di codardo, +studiava già i modi di raggiungere gli amici, +quando la lettera di sua madre gli additò un +dovere sacro, preciso, immediato a cui non gli +era lecito di sottrarsi.</p> + +<p>Livido di sdegno e di rabbia, Gasparo Rialdi, +appena ricevuto quel foglio, si presentò al suo +comandante pregandolo d’accordargli un congedo<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span> +d’un mese per motivi gravissimi di famiglia.</p> + +<p>Il comandante, austriaco fino al midollo dell’ossa, +ma buono di cuore e amoroso dei suoi +dipendenti, fu fieramente turbato da quella richiesta, +e cercando di leggere nella fisonomia +stravolta dell’ufficiale:</p> + +<p>—Che avete, Rialdi?—gli disse.—Non vi +si riconosce più.</p> + +<p>L’altro si schermì dal rispondere e insistette +sulla necessità che aveva di partir subito per +Venezia.</p> + +<p>—Mi date proprio la vostra parola d’onore +che partite per Venezia? Solamente per Venezia?</p> + +<p>Gasparo Rialdi comprese il significato della +domanda e proseguì con voce ferma:—Sì, le +do la mia parola d’onore.</p> + +<p>—Ebbene, ebbene,—brontolò il comandante +ordinando allo scrivano di redigere il permesso. +E proseguì a voce più bassa:—Vedete, Rialdi, +sono momenti difficili. Quei disgraziati giovani +hanno fatto del male a tutti.</p> + +<p>Gasparo sentì salirsi una fiamma al viso, ma +non disse nulla.</p> + +<p>—Del male a tutti,—ripetè il suo interlocutore.—Si +vive in un’atmosfera di sospetti.... +Sfido io.... Dopo un fatto simile.... Tre giovani +che avevano uno splendido avvenire davanti a +sè.... I Bandiera specialmente.... figli d’un contrammiraglio.... +Non par vero.... E che cosa +credono di fare? Di vincer delle battaglie contro<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span> +le truppe di S. M. Borbonica?.... Di conquistare +il Lombardo-Veneto?.... Ci rimetteranno +la testa.... pazzi, pazzi da legare.... +Date qui.</p> + +<p>Quest’ultime parole erano rivolte allo scrivano +che aveva finito il suo lavoro.</p> + +<p>—Ecco il permesso firmato, Rialdi.... In fede +mia, a un altro avrei risposto di no.... Dunque +siamo intesi.... A Venezia direttamente.... Venezia +per la via di Trieste.... La vostra parola +d’onore.</p> + +<p>—Gliel’ho data,—tornò a dire Gasparo +ringraziando e inchinandosi.</p> + +<p>E quella notte medesima egli viaggiava col +vapore del Lloyd per Trieste. C’era a bordo una +quarantina di passeggieri, quasi tutti sopra coperta, +tanto il tempo era bello e il mare tranquillo. +Si ciarlava, si giocava, si faceva all’amore. +Tre o quattro suonatori ambulanti, imbarcatisi +a Smirne in terza classe, strimpellavano +delle polke e dei valzer, e chi ne aveva +voglia ballava al chiaro di luna, mentre i delfini +saltellavano sulle acque fosforescenti.</p> + +<p>Gasparo Rialdi pensava ai suoi amici inseguiti, +a sua sorella vituperata. Egli era solo, +taciturno, chiuso in sè stesso. Nè le sue angoscie +patriottiche, nè i suoi dolori domestici erano +di quelli che possono cercare un sollievo nelle +simpatie altrui.<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="XIV" id="XIV"></a>XIV.</h2> + + +<p>Pallida, confusa, tremante, con le gote molli +di lagrime, Fortunata osava appena alzare gli +occhi verso il fratello. La confessione del suo +fallo non l’era mai stata così grave. Non dinanzi +al sacerdote, avvezzo a quetar gli scrupoli +della sua coscienza, non dinanzi alla madre, +la cui leggerezza colpevole aveva avuto tanta +parte nella sua caduta. Ma Gasparo, del quale +ella ricordava le previsioni, gli ammonimenti, i +consigli, ahimè non seguiti, Gasparo poteva rinfacciarle +la sua vergogna cercata, voluta, poteva +chiederle conto dell’onore della famiglia da +lei macchiato per sempre. Ella ne aveva avuto +sin da bambina una gran soggezione; figuriamoci +adesso ch’egli era un giovinotto alto, severo, +abbronzito dal sole, con uno sguardo acuto, +penetrante, che ricercava l’intime latebre dell’anima.</p> + +<p>Eppure, di mano in mano ch’ella parlava le +rigide fattezze dell’ufficiale s’atteggiavano a<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span> +un’espressione più dolce; pareva che il giudice +si fosse impietosito del reo. E invero un gran +peso gli si era tolto di dosso. Il linguaggio +schietto, ingenuo di Fortunata lo aveva reso +sicuro che, quale pur fosse stata la condotta +di sua madre, sua sorella era una vittima e +non era una complice.</p> + +<p>Quand’ella si tacque, egli stette un momento +in silenzio col viso nascosto tra le palme; poi +disse queste sole parole:—E lo ami sempre?</p> + +<p>—Sempre—ella rispose chinando la fronte, +ma con voce ferma.</p> + +<p>—Sì, capisco—ripigliò Gasparo—l’amarlo +fu la tua unica colpa e fu anche la tua unica +scusa.... Ma adesso.... dopo il suo vile abbandono, +dopo il suo turpe oblio d’ogni dovere +più sacro.... Ah se tu non lo amassi più!...</p> + +<p>Fortunata lo guardò atterrita.—Lo amo! +Lo amo! In nome del cielo, che faresti se non +lo amassi più?</p> + +<p>Gli occhi del giovane sfolgorarono.—Quel +che farei?... Gli farei pagare a caro prezzo +l’oltraggio, e poi direi a te: Dimentica perfino +il suo nome: dimentica ch’egli ti ha reso madre... +l’essere che darai alla luce non ha nulla da +guadagnarci a conoscerlo.... ci penseremo noi, +noi soli.... se sarà un maschio, avrò cura io +della sua educazione, ne farò un uomo, un cittadino.</p> + +<p>—Grazie, Gasparo, grazie—esclamò Fortunata.—Oh +tu sei buono e io non perdonerò +mai a me stessa di non averti ubbidito; ma se<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span> +mi vuoi bene, se hai misericordia di me non +devi far del male a <i>lui</i>.... a Leonardo.... non +devi togliermi la speranza ch’egli mi ridoni un +giorno il suo affetto, che, disingannato, stanco +dei baci delle altre donne, egli torni da quella +il cui cuore non muta... dalla madre della sua +creatura....</p> + +<p>—Ma non sai dunque—interruppe il fratello—che +faranno di tutto per indurlo a +prender moglie... una moglie che porti il suo +bel gruzzolo di zecchini.... poichè si va buccinando +che i nostri illustri parenti siano dissestati +e che occorra una grossa dote per tappare i +buchi?</p> + +<p>—No—disse la ragazza sforzandosi di persuader +sè medesima che i dubbi di Gasparo +erano infondati.—No, non vi riusciranno.... +Quello che Leonardo vuole è la sua libertà.... +È la risposta ch’egli diede a mia madre, a Monsignore... +Se si risolvesse a sposarsi....</p> + +<p>—Credi che sposerebbe te?</p> + +<p>—Lo credo.</p> + +<p>—Senti—disse Gasparo dopo una pausa—vedrò +gli zii Bollati, vedrò Leonardo... oh non +temere, so esser calmo, so reprimere le mie +antipatie.... e quello che potrò fare pel tuo bene +te lo giuro, sorella mia, lo farò.</p> + +<p>Quantunque a malincuore, la contessa Zanze +s’era rassegnata ad abbandonar nelle mani di +suo figlio il grave affare domestico, pel quale +da un paio di mesi ella metteva in combustione +il mondo. Quel benedetto Gasparo aveva un<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span> +certo carattere, certe idee tutte sue.... Insomma +ella lo aveva chiamato e non poteva disgustarlo. +Ma il conte Luca brontolava:—Fanno come +s’io non esistessi.... Vanno, vengono senza degnarsi +d’avvisarmi.... Quest’è bella.... Sono o +non sono il marito di mia moglie e il padre +dei miei figli?... Mi spiego?... Non era naturale +che conducessi io la faccenda?... Ma, nossignori... +Prima <i>madama</i> ha voluto far da sè.... E adesso +tocca a Gasparo, che con quel suo temperamento +sulfureo finirà di rovinarci.... Cose che +andrebbero trattate con calma, con prudenza, +con spirito conciliativo.... E intanto chi soffre +di più siamo noi due, Fortunata e io.... io +che non ho un momento di bene....</p> + +<p>Il conte Luca non osava dirlo, ma pensava +alla sua scacchiera.</p> + +<p>In famiglia Bollati l’arrivo di Gasparo Rialdi +a Venezia recò una molestia infinita. Gasparo +non era più un ragazzo da prendersi a scappellotti; +era un uomo, era un ufficiale tenuto +in gran conto dai suoi superiori, e non si poteva +sbrigarsene con delle ciancie vuote. Sua +Eccellenza Zaccaria se n’era persuaso subito +dopo un primo colloquio, in cui, ricevuta l’imbeccata +da <i>sior</i> Bortolo e dai Geisenburg, egli +aveva tentato di menare il can per l’aia. Bisognava +vedere, bisognava studiare (proprio le +parole precise di <i>sior</i> Bortolo), bisognava cercare +con tranquillità una soluzione conveniente. +Al bambino si sarebbe provveduto....</p> + +<p>—Conte Zaccaria—aveva detto l’ufficiale<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span> +in tuono reciso—o il bambino entra in palazzo +Bollati in compagnia di sua madre, o nessuno +ha il diritto d’ingerirsene.... La soluzione a cui +ella accenna sarebbe un secondo insulto per +mia sorella... E io non sono disposto a passar +sopra nemmeno al primo.... Ci rifletta meglio, +conte, ascolti i suggerimenti del suo cuore e +del suo onore.</p> + +<p>Già; quest’era esprimersi chiaro. L’antifona +della contessa Zanze. Non c’è altra riparazione +che il matrimonio. Senonchè Gasparo non affogava +il suo concetto in un mare di chiacchiere. +Andava per le spiccie, aveva un piglio soldatesco +che produceva un certo effetto.</p> + +<p>Il marchese Ernesto Geisenburg-Rudingen +von Rudingen, secondato dalla consorte, urlava +che la tracotanza di quell’ufficialetto di marina +era intollerabile, e che bisognava dargli una +buona lezione, e che gliel’avrebbe data lui stesso +se non avesse temuto d’insudiciarsi le mani.</p> + +<p>In quanto al contino Leonardo, è vano il dissimularlo, +egli aveva paura, e se da un paio +di generazioni i Bollati non fossero stati avvezzi +a rimanersene attaccati come ostriche +agli scogli della laguna, c’è da scommettere +ch’egli avrebbe colto quell’occasione per intraprendere +un viaggietto all’estero, tanto gli pesava +il trovarsi faccia a faccia col fratello di Fortunata, +del quale egli conosceva per esperienza +l’indole focosa ed altera.</p> + +<p>La paura è un difetto, ma anche i difetti possono +servire a qualche cosa. Nel caso presente<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span> +essa serviva a far capire a Leonardo il brutto +impiccio in cui egli s’era messo e a predisporlo +alla moderazione e all’umiltà nel suo inevitabile +abboccamento con Gasparo.</p> + +<p>Gasparo dal canto suo s’era impegnato con +la sorella e con sè medesimo a frenar gl’impeti +del suo carattere, cosicchè i due giovani, nell’incontrarsi, +seppero nascondere il mal animo +reciproco. Anzi, sulle prime, Gasparo fu lì lì +per dubitare di essere stato ingiusto in passato +negando al cugino ogni qualità di cuore e di +intelletto. Ma, ohimè, il dubbio non tardò a dissiparsi, +e Gasparo s’accorse ben presto che nel +fare appello ai sentimenti generosi che scuotono +le fibre degli altri uomini egli usava un +linguaggio non inteso o inteso a rovescio dal +contino Bollati.</p> + +<p>Quelle parole che destano la coscienza sopita, +che fanno salire al viso i rossori della vergogna, +che fanno spuntare sul ciglio le lagrime del +pentimento, erano pel giovane patrizio un vano +frastuono, e invece di persuaderlo al bene rinfocolavano +in lui gl’istinti bassi e perversi. Preparato +ai motti pungenti, alle intimazioni recise +del fiero Rialdi, l’eloquenza appassionata, commossa, +affettuosa di lui gli sembrava un sintomo +di debolezza.</p> + +<p>—Quand’è così—pensava il vigliacco—ho +torto io a farmi coniglio.—E si imbaldanziva +a poco a poco, e dal labbro che un momento +prima stillava latte e miele, gli uscivano allusioni +maligne e velenose. Gasparo pazientò alquanto,<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149">[149]</a></span> +ma colta a volo una frase che pareva +accusarlo di fini subdoli e venali; egli afferrò +pel braccio Leonardo, e fulminandolo con lo +sguardo:—Bada—gli gridò con un ruggito—bada +a quello che dici, o guai a te.</p> + +<p>E mentre l’altro, allibito, biascicava delle +scuse, egli proseguì:—Bada di non confondere +la calma di chi è sicuro del proprio diritto +con la pusillaminità de’ tuoi pari.... Perchè t’ho +parlato come a un fratello, tu hai creduto ch’io +fossi qui a mendicar le tue grazie.... Povero +scemo! Io non so se potrò costringerti a fare +il tuo dovere; per me....—e Gasparo voleva +dire: per me ci rinunzierei ad averti per cognato; +ma si trattenne e soggiunse invece:—Però +una cosa è sicura; me vivo, mia sorella non +sarà impunemente disonorata, nè il nome della +mia famiglia impunemente trascinato nel fango.</p> + +<p>Misericordia! Sta a vedere che Rialdi si sognava +di provocare un duello? Era matto? Eh +Leonardo Bollati non si batteva! S’eran battuti +abbastanza i suoi vecchi! La spada egli sapeva +appena come s’impugnasse, e infatti non si ricordava +d’aver mai toccata quella del nonno, +comandante di galera, che il conte Zaccaria +aveva regalato al Museo Correr insieme con +altre anticaglie.</p> + +<p>Questa certezza che, nella peggiore ipotesi, +nessuno sarebbe riuscito a condurlo sul terreno, +rimetteva un po’ di fiato in corpo al nostro contino, +ma non più di quello che era necessario +per permettergli di manifestare con parole sconnesse<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[150]</a></span> +la propria codardia. Il cugino era troppo +focoso, lo aveva frainteso... Egli non aveva +mai avuto l’idea di offenderlo... Ne aveva anzi +una grandissima stima... ben meritata... come +per tutta la famiglia Rialdi... Del resto, riconosceva +i suoi torti... Avrebbe voluto morire +piuttosto che nuocere a Fortunata... Ma adesso +che poteva fare?... Già non poteva mica disporre +di sè... Era minorenne, dipendeva da’ suoi +genitori... Se si persuadevano loro....</p> + +<p>Gasparo lo interruppe con un gesto d’impazienza:—Quando +facciamo sparger delle lagrime +per i nostri piaceri, abbiamo perduto il diritto +di addurre a scusa la nostra età giovanile e di +ripararci all’ombra degli altri... Siamo abbastanza +<i>uomini</i> da dover risponder noi soli delle +nostre azioni.</p> + +<p>Parole altrettanto savie quanto inutili. Il +contino Bollati non si dominava con gli argomenti, +ma con la paura; lo si teneva in pugno +perch’era un vile.</p> + +<p>E questa fu l’impressione che anche Gasparo +ritrasse dal suo colloquio con Leonardo. Si sarebbe +vinto, ma la prospettiva d’una tale vittoria +umiliava il nostro ufficiale assai più d’una +sconfitta. E non volle o non seppe tacerlo a +sua sorella allorchè ella gli corse incontro trepida, +ansiosa, e vedendolo con la cera stravolta +balbettò sbigottita:—Dio mio, tu m’annunzi +qualche disgrazia.</p> + +<p>—Non quella che temi—egli rispose con +un sorriso pieno d’amarezza.<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[151]</a></span></p> + +<p>—Che cosa dunque?</p> + +<p>—Ascoltami, Fortunata, ascoltami fin che +c’è tempo. Se il consenso di Leonardo fosse +una disgrazia peggiore del suo rifiuto?</p> + +<p>—Egli acconsente? Leonardo acconsente a +farmi sua moglie?—gridò Fortunata pazza di +gioia. E i suoi occhi s’illuminarono come se le +brillasse dinanzi una visione celeste. Ma poi +scorgendo la meraviglia, il disgusto dipinti sulla +fisonomia di suo fratello, chinò la fronte e arrossì.</p> + +<p>—Non lo ha detto ancora—rispose Gasparo.—Ma +io credo ch’egli acconsentirà a tutto quel +che si vuole... sai perchè? Perchè lo spaventa +l’idea ch’io possa fargli pagar caro il male che +ti ha fatto, perch’egli trema per sè, perchè egli +non ha nemmeno il coraggio d’essere un tristo... +E da un tal uomo tu speri la felicità?... Ah se +io fossi in te, piuttosto di aver costui per marito, +accetterei anche il disonore.</p> + +<p>—Per me forse—esclamò Fortunata—ma +non per <i>lui</i>, non per mio figlio... Io non voglio +che mio figlio sia chiamato con un nome ingiurioso.</p> + +<p>Ma a questo grido di madre non tardò a tener +dietro un grido d’amante.</p> + +<p>—Vedi, Gasparo, tu non puoi capire... malgrado +del tuo ingegno, e ne hai tanto, non puoi +capire quello che si passa in cuore di donna... +Tu mi domandi s’io spero da Leonardo la felicità... +Ma la felicità, per noi, consiste nell’appartenere +all’uomo che amiamo, nel viver con +lui, per lui... anche s’egli non è degno del nostro +amore... anche se ricambia con gli oltraggi e<span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152">[152]</a></span> +gli scherni le nostre carezze... Non corrugar +la fronte, Gasparo, non esser troppo severo con +me... sono una povera femmina, io... Non ragiono, +sento... In quell’amore che mi ha fatta colpevole, +in quell’amore che mi fa madre è chiuso il +mio piccolo mondo... Non ho altro, non avrò +altro mai... Il Signore non ha voluto ch’io espiassi +il peccato con le preghiere, con le penitenze, +coi digiuni... ha ribadito lui stesso le +catene che mi tengono attaccata alla terra... +No, no, te lo ripeto—ella continuava infiammandosi +sempre più—tu non puoi capire... +Bisognerebbe esser davvero al mio posto... Io +non ho nè la bellezza, nè la grazia, nè lo spirito, +ed <i>egli</i> mi ha amata, sia pure per una settimana, +sia pure per un giorno... è quanto basta perchè +io l’ami per tutta la vita.</p> + +<p>Gasparo era ammutolito. Che rispondere alle +manifestazioni esaltate d’una passione che non +tentava nemmeno giustificarsi, ma si affermava +come un fatto inesorabile, voluto dal destino? +Ed egli, il forte e prode uomo, si domandava +tristamente come un libertino volgare, senza +ingegno, nè dignità, nè coscienza, potesse esercitare +un tal fascino sopra una fanciulla buona +e gentile. Di quanto fango è dunque composta +quella cosa divina che si chiama l’amore?</p> + +<p>Checchè ne sia di ciò, l’abboccamento di +Leonardo Bollati e di Gasparo Rialdi aveva +avuto per effetto di lasciar uno dei due interlocutori +sbigottito, l’altro nauseato. Ma se lo +sbigottimento rendeva Leonardo più malleabile,<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153">[153]</a></span> +la nausea rendeva Gasparo meno acconcio che +mai al suo ufficio di negoziatore. Egli si trovava, +del resto, in una singolare condizione di spirito. +Egli capiva che, in certi casi, dal matrimonio +in fuori, non c’è riparazione che valga, ma, +d’altra parte, sentiva crescere la sua ripugnanza +ad adoperarsi per combinare un matrimonio +che avrebbe unito Fortunata con un uomo tanto +spregevole. Era scontento della sua famiglia, +scontento di sè. Lo irritava la nullaggine del +suo babbo, l’indole poco scrupolosa di sua +madre, l’accecamento di sua sorella; si sentiva +umiliato di queste misere lotte in un tempo +nel quale i suoi amici scontavano col loro +sangue un’eroica follìa.<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154">[154]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="XV" id="XV"></a>XV.</h2> + + +<p>Poichè in Calabria era avvenuto quello che +tutti prevedevano.</p> + +<p>Sopraffatti dalle forze borboniche presso San +Giovanni in Fiore il 19 giugno di quell’anno +1844, tratti a Cosenza dinanzi a una Corte +marziale, Attilio ed Emilio Bandiera, Domenico +Moro e i principali fra i loro seguaci, venivano +condannati a morte il 24 di luglio e fucilati il +dì appresso. La <i>Gazzetta privilegiata</i> di Venezia +di martedì 6 agosto riproduceva dal <i>Giornale di +Napoli</i> l’estratto della sentenza pronunciata ed +eseguita. Non una riga di commento, non una +parola di compianto pei tre veneziani che pur +lasciavano qui tanta eredità di memorie e d’affetti. +Era già molto se l’insulto villano non li +accompagnava nella tomba. Ma nel segreto delle +pareti domestiche, nell’intimità dei crocchi giovanili, +i nomi dei tre martiri erano susurrati +con affettuosa riverenza, e il sacrifizio magnanimo +richiamava a più alti pensieri i popoli +della Penisola immersi in frivole cure.<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155">[155]</a></span></p> + +<p>Ciò che Gasparo Rialdi provasse alla notizia +della strage di Cosenza, è inutile il dirlo. Egli +giurò allora, e mantenne il giuramento, di consacrare +la sua vita all’idea per la quale i suoi +compagni d’armi erano caduti. Certo non era +piccolo sforzo per lui il far violenza alla sua +natura schietta e leale, il continuar a indossare +una divisa abborrita, a servire sotto una bandiera +ch’egli tradiva; però i tempi tristissimi +non lasciavano libertà di scelta ai generosi che +i voleri delle famiglie o la dura necessità costringevano +a militare sotto lo straniero; o venir +meno agli obblighi di cittadini, o venir meno +agli obblighi di soldati.</p> + +<p>Comunque sia, sotto la prima impressione +della tragedia di Calabria, il nostro ufficiale non +seppe padroneggiarsi appieno, e il luogo e il +modo in cui egli uscì dal suo riserbo diedero +origine a un fatto che poteva avere per lui +conseguenze gravissime.</p> + +<p>Egli aveva pregato un suo conoscente d’introdurlo +una sera nel Casino dei nobili affine di +leggervi nei fogli napoletani i particolari del +processo contro i Bandiera e i loro complici.</p> + +<p>Ora nel momento in cui Gasparo entrò con +l’amico, quei fogli erano tutti accaparrati da +un gruppo di persone, tra cui primeggiava il +marchese Ernesto Geisenburg-Rudingen von +Rudingen, quello stesso che avrebbe voluto +dare una buona lezione al Rialdi se non fosse +stata la paura d’insudiciarsi le mani. Il signor +marchese leggeva ad alta voce con la sua pronunzia<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156">[156]</a></span> +ostrogota, fermandosi a ogni due parole +per pigliar fiato e per interpolare qualche sua +riflessione in italiano o in tedesco, un articolo +del <i>Giornale di Napoli</i>, contenente un giudizio +sommario sull’impresa di Calabria. Impresa +<i>incredibile al racconto, di superlativa stoltezza, di +crassa ignoranza</i>, la chiamava il dotto articolista, +e l’illustre signor marchese stava appunto deliziandosi +in queste frasi concise, vibrate, degne +di Tacito. Egli vide con la coda dell’occhio +Gasparo Rialdi, ma finse di non accorgersene +e tirò innanzi nelle sue osservazioni, mettendoci +forse una maggiore acrimonia. Anch’egli opinava, +come la suocera, che Gasparo fosse un po’ carbonaro, +e non gli dispiaceva di slanciargli indirettamente +qualche frecciata, tanto più che l’ufficialetto +gli era antipatico per cento altre ragioni. +La condotta del signor marchese non era punto +generosa, giacchè egli doveva sapere che nel +campo politico il Rialdi non aveva libertà di +parola. Noi non abbiamo però detto mai che il +marchese fosse un uomo generoso. Anzi egli +non era punto tale, sebbene non fosse certo un +vigliacco come il cognato Leonardo.</p> + +<p>—Penissimo—esclamò il marchese Ernesto, +sempre col giornale in mano—<i>Superlativa stoltezza... +crassa ignoranza. So ist es...</i> Così è.</p> + +<p>L’uditorio approvava. Era proprio da matti +furiosi il pensarsi una cosa simile... In trenta +o quaranta voler abbattere un regno... E poi, +se fossero padroni loro?</p> + +<p>—<i>Gott bewahre!</i> Dio guardi! meglio la fine<span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157">[157]</a></span> +del mondo... Sarebbe come Rifoluzione francese... +Ladrerie, stragi, sacrilegi.</p> + +<p>—Quel Mazzini!—disse un signore grave +e maturo tentennando la testa.</p> + +<p>—Sicuro—assentì il marchese.—Quel +Mazzini, gran canaglia... Se si prende, non fucilarlo... +troppo onore... <i>Erhängen muss man ihn</i>... +come si dice in italiano? ah sì... impiccare, impiccare...</p> + +<p>—Quello non si piglia—osservò un altro—e +intanto dei poveri giovani vanno a farsi +ammazzare per lui.</p> + +<p>—Che poferi giovani? che poferi giovani?—esclamò +infastidito il nobile moravo.—Esempi +ci vogliono, e queste condanne faranno +puonissimo effetto... Che poferi giovani?.... +Tanto peggio per loro... Non poferi, impecilli +forse... ma impecillità non scusa.</p> + +<p>Gasparo s’era frenato fino allora. Seduto dinanzi +a un tavolino all’angolo opposto della +stanza, egli avea fatto il possibile per non sentire, +per immergersi nella lettura di uno stupido +giornale di <i>Mode e Varietà</i>. Ma il sangue gli saliva +alla testa; e all’ultime parole del marchese +egli non ne potè più, e senza ben sapere quel +che volesse fare o dire, si alzò di scatto dalla +seggiola, e respingendo l’amico che s’era provato +a trattenerlo, si diresse verso il crocchio +ove l’altro dottoreggiava. Era infiammato in +viso, i suoi occhi lampeggiavano.</p> + +<p>Quei patrizi rimminchioniti non eran leoni e +subodorando una scena si tirarono in disparte.<span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158">[158]</a></span> +Il marchese Ernesto però, antico capitano degli +usseri, non poteva battere in ritirata, e levatosi +da sedere quanto più presto glielo permise la +sua corpulenza, s’appoggiò coi pugni alla tavola, +e disse:—<i>Was wünscht der Herr Offizier? Ja...</i> +Che desidera?</p> + +<p>—Io?... nulla—rispose Gasparo sforzandosi +d’esser calmo.—Anzi mi dispiace di aver disturbato +la bella conversazione.... Volevo dire +solamente....</p> + +<p>—Ah, foleva dire qualcosa? <i>Bitte</i>... Prego... +Parli....</p> + +<p>—Volevo dire che bisogna mancar d’ogni +gentilezza d’animo per scagliarsi contro della +gente che può esser stata illusa, che può aver +sbagliato, ma che in ogni modo sacrificò la vita +per un’idea....</p> + +<p>—<i>Bitte... Prego... Der Herr...</i> Il signore difende +i Pandiera?... <i>Ach sehr gut...</i> Penissimo.... +Un imperiale e reale ufficiale....</p> + +<p>—Io non entro nella questione, io non giudico +il tentativo dei fratelli Bandiera e dei loro +seguaci, ma ripeto, e l’esser ufficiale della marina +austriaca non me ne toglie il diritto, che +l’insultare alle tombe è viltà.</p> + +<p>Il marchese era divenuto anche lui rosso +come una ciliegia, e ansava più del solito.</p> + +<p>—Viltà?... <i>Ach ja, Feigheit.... Und mir sagen +Sie das?...</i> Dice a me questo?</p> + +<p>—A lei, a lei.... O a chi dunque?</p> + +<p>—Ah capisco.... Il signore vuole... come si +dice?... <i>mich herausfordern... ach ja...</i> provocare...<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159">[159]</a></span> +provocar me, marchese Geisenburg-Rudingen +von Rudingen? Capisco assai pene.... I +Pandiera sono un pretesto. Il signore vuol provocare +perchè sono contrario a speculazioni +matrimoniali di sua famiglia....</p> + +<p>—Lei mente, lei è un codardo—urlò Gasparo +Rialdi fattosi livido all’atroce ingiuria.</p> + +<p>E la sua mano alzatasi con piglio minaccioso +sarebbe certo caduta sulla nobile guancia del +marchese Ernesto di Geisenburg-Rudingen von +Rudingen se i presenti non si fossero interposti +a tempo.</p> + +<p>Però quello scandalo pubblico tra due militari +non poteva finire così, e il giorno appresso +il marchese Geisenburg-Rudingen von Rudingen +e il conte Gasparo Rialdi si trovarono l’uno di +fronte all’altro su una striscia di terra non coltivata +a poca distanza da Fusina. Il marchese +era stato in gioventù uno spadaccino di prima +forza, e conosceva ancora alla perfezione le finezze +dell’arte, ma il Rialdi era più svelto, più +risoluto, più audace e con un colpo bene assestato +ferì l’avversario alla spalla destra e gli +fece cader l’arma di mano.</p> + +<p>Il curioso si è che questo duello, il quale ragionevolmente +avrebbe dovuto spazzar via l’ultime +speranze di Fortunata, produsse un effetto +tutto contrario alle previsioni.</p> + +<p>E in primo luogo diciamo che la disgrazia +del marchese non afflisse nessuno in famiglia +Bollati. La prosopopea di quel feudatario era +stata sempre intollerabile, ma adesso era più<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160">[160]</a></span> +uggiosa che mai, dacchè s’era scoperto che, +dietro a tanto fumo c’era pochissimo arrosto, e +che i famosi castelli moravi erano stati ipotecati +per pagare i debiti di giuoco del signor +marchese, il quale poi gli altri debiti non li +pagava affatto. Siccome però i creditori non +avevano l’opinione del signor marchese che un +gentiluomo non dovesse curarsi che degl’impegni +contratti dinanzi a un tavolino di <i>roulette</i> o di +faraone, così le citazioni fioccavano, e raggiungevano +l’illustre viaggiatore anche di qua dalle +Alpi. I suoi due camerieri, quando avevano ben +mangiato e bevuto in cucina, deponevano per +poco l’usata albagìa, e ne raccontavano di belline. +Essi medesimi, a sentirli, non ricevevano +il salario da più mesi, e si adattavano a restare +ancora per qualche tempo presso le loro Eccellenze +unicamente nella speranza che il conte +Zaccaria venisse in aiuto del genero e della figliuola. +Già, essi soggiungevano mezzo in tedesco +e mezzo in italiano, il vero scopo della +gita in Italia della nobile <i>Herrschaft</i> era stato +quello di procurarsi danaro. La servitù dei Bollati, +che cominciava ad accorgersi degli impicci +finanziari della famiglia, non rispondeva nulla, +ma dubitava grandemente che la nobile <i>Herrschaft</i> +fosse costretta a tornarsene indietro con +le mani vuote, nel qual caso addio mancie! Infatti +il <i>lustrissimo</i> Zaccaria, per levarsi la seccatura, +mandò il marchese dall’agente generale, +<i>sior</i> Bortolo, e questi protestò di non poter dare +un centesimo. Ormai l’ingegnoso amministratore<span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161">[161]</a></span> +era a corto d’espedienti, e non ci teneva +punto a ingraziarsi i Geisenburg, che, invece di +secondarlo, avevano attraversato alcuni suoi +disegni. Il marchese Ernesto e la marchesa +Maddalena intronarono allora di querimonie gli +orecchi dei congiunti dicendo ch’era una vergogna +il lasciarsi dettar la legge da un bifolco, +e che quel <i>sior</i> Bortolo era un ladro, e ch’era +tempo di vederci chiaro, e altre cose simili, +tutte fatte apposta per seccare i Bollati, i quali +a vederci chiaro non ci pensavano nemmeno e +parevano disposti ad andar placidamente in +rovina piuttosto che aver sopraccapi. Onde la +contessa Chiaretta, discorrendo de’ suoi parenti, +ebbe a confessare che preferiva mille volte la +Fortunata Rialdi alla marchesa figlia, e che +perfino Gasparo, quantunque carbonaro, le era +meno uggioso del proprio genero. Il <i>lustrissimo</i> +Zaccaria aveva su per giù la medesima opinione, +e quando vennero a dirgli che il marchese era +stato ferito—Auff—borbottò fra i denti—se +la ferita lo guarisse dalla petulanza!</p> + +<p>E neppure il contino Leonardo avrebbe creduto +opportuno, in massima, d’intenerirsi pel +cognato; chè anzi quel manichino impastato di +arroganza gli era insoffribile, ed egli non sapeva +perdonargli l’etichetta fastidiosa che la +presenza di lui introduceva in palazzo, onde +conveniva mutar vestito a ora di pranzo, e star +composti a tavola, e non dir parolaccie. Se la +stoccata fosse venuta al marchese da un’altra +parte qualsiasi, il nostro giovinotto sarebbe<span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162">[162]</a></span> +stato capacissimo di mettere un gran respiro di +soddisfazione. Ma il duello del Geisenburg col +Rialdi lo turbò tutto per ragioni sue personali. +Senza dubbio quel terribile Gasparo meditava +un grande eccidio, e dopo aver provato la punta +della sua spada sulla pelle del marchese Ernesto, +si disponeva a cacciarla a mezza lama +nella pancia di qualchedun altro. Anime sante +del Purgatorio! come diceva don Luigi.</p> + +<p>Al contino veniva la pelle d’oca al pensarci, +e la notte successiva al duello fu per lui una +notte d’inferno. Si voltava e rivoltava fra le +lenzuola ansando, smaniando, balzando a sedere +a ogni più lieve romore. Peggio poi se pigliava +sonno un momento. L’assalivano subito tetre visioni, +gli pareva d’essere infilzato come un capo di +selvaggina, e si svegliava in sussulto sbarrando +gli occhi e palpandosi di qua e di là per esser +ben sicuro che il ferro traditore non gli fosse +penetrato nelle viscere. Allora, un po’ più calmo, +cercava di persuadersi che Gasparo Rialdi non +l’avrebbe mica aggredito per la strada come +un volgare assassino, e che in quanto al battersi +bisognava essere in due per volerlo, ed +egli, Leonardo Bollati, non sarebbe stato mai +uno di quei due. Egregiamente; ma queste ottime +ragioni non avevano efficacia durevole. +Alle corte, il bravo giovinotto prese una risoluzione +eroica e la comunicò ai genitori.</p> + +<p>—Ci ho pensato su, e mi son convinto che +non posso far di meno di sposar Fortunata. +Ho degli obblighi.<span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163">[163]</a></span></p> + +<p>Il lustrissimo Zaccaria e la lustrissima Chiaretta +rimasero di sasso, perchè fino allora il +contino non s’era mostrato così soggetto agli +scrupoli.</p> + +<p>—Ta, ta, ta, ta—disse Sua Eccellenza il +conte Zaccaria—meno furia, ci siamo anche +noi.... E com’è che fino a pochi giorni fa il signorino +protestava di non volersi ammogliare +nè adesso, nè mai, nè con la cugina, nè con la +figlia dell’imperatore del Mogol, se, puta caso, +ella fosse venuta da queste parti?</p> + +<p>—Io volevo liberarmi dalle seccature di <i>sior</i> +Bortolo che s’impuntava a darmi la sua Vinati.</p> + +<p>—Di quella non si parla—interruppe la +contessa Chiaretta—non è neanche nobile.</p> + +<p>Il conte sospirò pensando che la Vinati +avrebbe portato in casa cinquecentomila lire +sonanti. Pazienza. C’era di mezzo il decoro +della famiglia, e conveniva rinunziarci.</p> + +<p>—Ma io non voglio saperne nemmeno delle +tedesche di mio cognato—seguitò Leonardo.</p> + +<p>—Oh quelle lì—disse il conte—sono <i>in +mente Dei</i>. Il marchese mio genero non fa che +citarle a memoria dall’almanacco di Gotha.... +Del resto—soggiunse il nobiluomo con maggiore +solennità—è fuor di dubbio che l’unico +rampollo maschio d’una famiglia come la nostra +deve pigliar moglie per assicurare la discendenza.</p> + +<p>—Ebbene, io sposo mia cugina, e la discendenza +è già assicurata.</p> + +<p>—Adagio, Biagio—ripigliò il conte Zaccaria.—Il<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164">[164]</a></span> +matrimonio d’un Bollati non è faccenda +da risolversi su due piedi, e cinquant’anni +addietro avrebbe voluto entrarci il Serenissimo....</p> + +<p>—E le prime famiglie del patriziato sarebbero +venute a offrirci le figliuole—esclamò la +signora Chiaretta.</p> + +<p>—Sfido io.... Con tanti dogi e procuratori +e ammiragli che abbiamo fra i nostri vecchi... +le prime famiglie e le più ricche...—soggiunse +il conte moderando un poco l’intonazione pomposa +del discorso.</p> + +<p>—Sarebbero venute anche adesso—disse +la moglie—senza questi scandali, senza questa +condotta indecente.—Indi rivolgendosi a Leonardo—Vergogna! +Sei la rovina dei Bollati.</p> + +<p>Naturalmente da questo colloquio non si concluse +nulla. <i>Sior</i> Bortolo, chiamato di nuovo a +consulto dai nobili padroni, tenne un linguaggio +insolito. Egli non voleva più impicciarsene, +perchè s’era accorto che le sue intenzioni erano +fraintese e il suo zelo mal ricompensato. A +proporre, giorni addietro, un partito di cinquecentomila +lire pel contino Leonardo, s’era tirato +addosso una tempesta, e il marchese e la marchesa +Geisenburg gli avevan dette di quelle ingiurie +che feriscono al vivo un galantuomo. Facessero +dunque il piacer loro. Già, esclusa la +Vinati, egli non vedeva nessun altro buon matrimonio +possibile. Egli se ne lavava le mani.... +Ricordava soltanto alle Loro Eccellenze che il +signor Vinati era deciso a non rinnovare il mutuo.<span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165">[165]</a></span></p> + +<p>—Mi pare,—disse il conte Zaccaria, quando +l’agente generale s’accommiatò,—mi pare che +<i>sior</i> Bortolo <i>alzi la cresta</i>.</p> + +<p>—Pare anche a me,—rispose la contessa +Chiaretta.</p> + +<p>Il fatto si è che <i>sior</i> Bortolo aveva ormai +messo da parte un bel gruzzolo di quattrini e +si curava assai meno del favore delle Loro Eccellenze.</p> + +<p>Ammutolitosi l’agente, screditati i Geisenburg +per la loro tracotanza e i loro dissesti ormai +palesi a mezzo mondo, il conte e la contessa +Bollati rimanevano esposti agli assalti della cugina +Zanze, del nobiluomo Canziani, di monsignor +Lipari e di tutti i favoreggiatori dell’unione +di Leonardo e di Fortunata. Dal canto +suo Leonardo, ogni volta che vedeva da lontano +Gasparo Rialdi con la sua aria marziale e la +sua spada al fianco, sentiva la tremarella alle +gambe, e tornava a palazzo strepitando che bisognava +riparare ai proprii torti senza perder +altro tempo. Batti oggi e batti domani, le ultime +resistenze del conte e della contessa furono +vinte, e con immenso sdegno dei Geisenburg-Rudingen +von Rudingen, i quali partirono +da Venezia lasciandovi un lungo strascico di +debiti e dichiarando di non volervi più rimetter +piede, le prossime nozze del contino Leonardo +Bollati P. V. con la contessina Fortunata Rialdi +furono annunziate ai parenti e agli amici.</p> + +<p>Però il matrimonio si celebrò quasi clandestinamente, +tra gli epigrammi dei maligni e le<span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166">[166]</a></span> +mormorazioni di quelli che erano avvezzi alle +pompe di casa Bollati. Nè regali, nè fiori, nè +componimenti in verso o in prosa. Il nobile +Canziani dovette ringhiottire un epitalamio, e +don Luigi fu costretto a rinunziare alla stampa +d’un altro capitolo della sua opera colossale +destinata a polverizzare la gloria di Alessandro +Manzoni.</p> + +<p>L’unica persona a cui nel giorno solenne brillasse +in viso una schietta felicità era Fortunata. +Il voto del suo cuore era pago, il suo onore +era salvo, la creaturina che stava per nascere +da lei non sarebbe entrata nella vita senza padre +e senza nome; che poteva ella desiderare di +più? Contro le nuove prove che l’aspettavano +le pareva di esser forte abbastanza, forte di +rassegnazione, di tenerezza, di fede in Dio, in +quel Dio ch’ella oggi ringraziava dal fondo dell’anima +pel bene che le aveva concesso.</p> + +<p>Fatto si è che tutti gli altri, qual più, qual +meno, avevano la faccia scura.</p> + +<p>Leonardo, quantunque deciso a continuar la +vita da scapolo anche dopo ammogliato, s’arrabbiava +già con se medesimo d’aver così docilmente +piegato il collo al giogo coniugale; il +conte Zaccaria e la contessa Chiaretta vedevano +in quel matrimonio un sintomo dell’umiliazione +del loro casato, e la contessa Zanze Rialdi aveva +amareggiata la gioia del trionfo dalla meschinità +della festa e più ancora dai molti indizi della decadenza +economica dei Bollati. Aver aspirato con +tanto ardore a far entrare la figliuola in quell’illustre<span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167">[167]</a></span> +famiglia e riuscirvi solamente quando +l’illustre famiglia minacciava d’andar in rovina, +era proprio un’ironia della sorte! La contessa +Zanze si sfogava col marito e gli diceva all’orecchio +durante la cerimonia:—Se foste un +altro uomo, non avreste permesso che la cosa +si facesse in questa maniera.... Pare che ci facciano +una grazia.... E poi Dio voglia che non +siamo alla vigilia del <i>patatrac</i>.... Se almeno foste +nell’amministrazione!—Tacete,—rimbeccava +il consorte.—Voi parlereste anche sott’acqua. +Non siete mai contenta, voi.</p> + +<p>Gasparo Rialdi non assisteva a quelle nozze +ch’egli, sebben riluttante, poteva dire d’aver +imposto con la punta della sua spada. Sventata, +mercè la benevola interposizione di qualche ufficiale +superiore suo amico, la tempesta che si +addensava sul suo capo dopo la scena nel Casino +e il duello col Geisenburg, egli era partito +da più giorni per la nuova destinazione di Pola, +datagli dal Comando della marina. In apparenza +lo si mandava a dirigere alcuni lavori a quell’arsenale, +in fatto si voleva tenerlo lontano +dalla squadra del Levante ove serpeggiavano +umori rivoluzionari.<span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168">[168]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="XVI" id="XVI"></a>XVI.</h2> + + +<p>Come <i>sior</i> Bortolo aveva predetto, il matrimonio +del contino Leonardo rese intrattabile il +signor Vinati, il quale vedeva frustrate le sue +speranze di dare un titolo alla figliuola. La +moglie di lui, che aveva tutte le bizze e tutti i +rancori d’una femminetta arricchita, soffiava +nel fuoco e minacciava il marito della sua collera +s’egli non esigeva da quelle <i>Zelenze</i> (e qui +la signora Vinati aggiungeva un epiteto energico) +il puntuale rimborso del mutuo che scadeva +appunto alla fine dell’anno.—Non un giorno, +non un’ora, non un minuto—strillava la megera, +implacabile come il destino. E anche altri +creditori che fino allora non avevano badato a +qualche ritardo nel pagamento degl’interessi, e +non avevano mai detto di no alle domande di +rinnovazione, si facevano meticolosi ad un tratto +e dichiaravano senza cerimonie di non voler +servire più da zimbello a nessuno. <i>Sior</i> Bortolo +non sapeva a che santi votarsi. Invero, egli<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169">[169]</a></span> +s’era già preparato la sua brava ritirata; aveva +un bel poderetto in Friuli e una casa piena di +grazia di Dio in Venezia, ma finchè c’era qualche +osso da rosicchiare nell’azienda, non gli bastava +l’animo di abbandonare le Loro Eccellenze. +Povera gente! Sarebbero stati impicciati come +pulcini nella stoppa.</p> + +<p>Ormai la fama con le sue cento bocche spargeva +dappertutto la notizia della prossima rovina +dei Bollati, e sul palazzo pesava la tristezza +che pesa sulle cose decrepite. Come suole +accadere, i cosidetti amici di famiglia s’erano +dispersi; non c’era ragione, dicevano, di andar +a disturbar della gente che aveva tanti +sopraccapi. Tutt’al più veniva ogni giovedì e +ogni sabato il nobile Canziani, visitatore poco +desiderabile, sia perchè pativa frequenti accessi +di tosse, sia perchè i suoi reumatismi gli rendevano +difficile di mettersi a sedere quand’era +in piedi e di alzarsi quand’era seduto. I Rialdi, +nella loro qualità di genitori della sposa, bazzicavano +in casa ancora più spesso del solito, +e pranzavano alla tavola dei parenti tre volte +per settimana, ma stavan sempre con tanto di +muso, non potendo perdonare ai Bollati i loro +dissesti economici. Ed era di umor tetro anche +don Luigi, il quale si vedeva mancar lo stipendio +da parecchi mesi, e presentiva di dover +presto abbandonare la sua sinecura, senza che +gli fosse riuscito almeno di stampare il libro +da cui egli si riprometteva l’immortalità.</p> + +<p>Ah come sarebbero rimaste male le <i>lustrissime</i><span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170">[170]</a></span> +Adriana e Marina, padrone e protettrici del +defunto Nicola se, uscendo dal sepolcro per un +momento, fossero penetrate nel salottino ch’esse +avevano empito del loro sorriso, del loro cinguettìo +festevole, della loro grazia elegante! +Come avrebbero stentato a credere che fossero +due Bollati quelle due donne dalla faccia scialba +e dall’aria abbattuta che sedevano una di fronte +all’altra davanti a un tavolino rischiarato da +una lucerna a olio di cui un cappello verde +raccoglieva entro un breve cerchio i tremuli +raggi, mentre il resto della stanza era immerso +nelle tenebre e la vecchia lumiera di Murano, +riscintillante un tempo per cinquanta fiammelle, +pendeva dal soffitto polverosa e dimenticata! +Suocera e nuora talvolta giocavano a <i>conzina</i>, +talvolta stavano a guardarsi senz’aprir bocca. +Un’ombra scura si moveva nel fondo; era +don Luigi che, sprofondato in una poltrona, ora +stirava le braccia, ora accavallava le gambe; +poco più in là Romeo, il soriano amatissimo +dalla contessa, sonnecchiava e faceva le fusa, +rivolto a spira sopra uno sgabello imbottito. +Ogni tanto S. E. Chiaretta tralasciava a mezzo +la partita o rompeva il silenzio per infilar le +sue solite querimonie, fedele al suo antico sistema +di presagire i maggiori guai senza esser +capace di muovere un dito per istornarli da sè. +Don Luigi rincarava la dose delle lamentazioni, +Fortunata ascoltava pazientemente e taceva. +Di tratto in tratto ella guardava verso l’uscio +come chi attende qualcuno. Ma la persona da<span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171">[171]</a></span> +lei attesa non capitava. Capitava invece, prima +di recarsi al Casino dei nobili, o al teatro, o +al caffè Suttil, il <i>lustrissimo</i> Zaccaria, il quale, +dacchè le sue faccende volgevano alla peggio, +era diventato più loquace che mai, e discorreva +de’ suoi colossali progetti agricoli, delle sue sognate +rivendicazioni di feudi, d’una miniera +aurifera ch’egli credeva d’aver scoperto in uno +dei suoi poderi del Friuli e d’altre signorie +fantastiche e cervellotiche.</p> + +<p>Era forse in vista di queste ricchezze future +che il conte Zaccaria, nonostante i suoi rigidi +principii sull’integrità del patrimonio, aveva +permesso che si cominciassero a vendere stabili +e campagne. Rimedio che veniva troppo +tardi per acconciare le cose. I prodotti dei fondi +andavano nelle fauci dei creditori ipotecari, e +quando si voleva procurarsi quattrini per disporne +a proprio talento era necessario ricorrere +allo spaccio furtivo (furtivo così per dire) +di qualche oggetto d’arte o d’antichità; oggi +un quadro, domani una statuina di bronzo, o +un cammeo, o una collezione di porcellane, o +un fornimento di pizzi. La servitù, che stentava +a riscuotere il salario, approfittava della confusione +e sottraeva ingegnosamente qualche coserella +anche lei. Già le loro Eccellenze, sollecite +del proprio decoro, non avevano stimato +opportuno di licenziare i gondolieri, nè le cameriere, +nè il cuoco, e queste ottime persone +avevano dichiarato di restarsene al loro posto +per solo amor dei padroni, aspettando tempi<span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172">[172]</a></span> +migliori. Anzi il cuoco spingeva l’abnegazione +fino a prestar l’opera sua al contino Leonardo +per agevolargli le sue particolari combinazioni +finanziarie. Non gli dava più danaro direttamente, +ma lo aiutava a trovarne ingarbugliando +degli usurai acciecati dall’avidità del guadagno. +Conchiuso l’affare, il signor Oreste si prelevava +la sua provvigione a fronte, diceva lui, degl’interessi +che gli spettavano per le sue sovvenzioni +passate. Altro che interessi! Se si fosse fatto +il conto, si sarebbe visto che il signor Oreste +s’era da un pezzo rimborsato anche del capitale, +ma in famiglia Bollati non si facevano +conti.</p> + +<p>Subito dopo il matrimonio, il nostro contino +aveva ripreso la sua vita d’un tempo, e della +moglie non si curava neppure. Che s’ella si permetteva +qualche timida rimostranza, egli prorompeva +in bestemmie e in contumelie e urlava +che non lo seccassero, per Dio! Egli s’era sposato +per compassione, per misericordia, ma non +intendeva di essersi messo un laccio al collo, o +voleva divertirsi, e star con gli amici e spassarsela +con femmine belle ed allegre; che già +di lei, di Fortunata cioè, se ne persuadesse +pure, egli era stucco e ristucco.</p> + +<p>Che pena devess’essere per Fortunata il subire +un trattamento simile, s’intende facilmente. Buon +per lei che s’ella non aveva nessuna delle qualità +vigorose che servono a domare le avversità, +possedeva però tutte le virtù passive che aiutano +a tollerarle. Alla brutalità del marito, all’alterigia<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173">[173]</a></span> +dei suoceri, i quali, pur non vedendola di +mal occhio, la consideravano poco più d’una cameriera, +ella contrapponeva una calma, una mansuetudine +infinita. Le acerbe parole, gli sfregi +celati o palesi non potevano scancellare dal suo +cuore la riconoscenza per Leonardo che l’aveva +sposata, per il conte Zaccaria e la contessa Chiaretta +che l’avevano accolta nella loro casa. Ed +ella sperava di conquistarsi meglio il suo posto +quando le fosse nato il suo bambino, quel bambino +nel cui pensiero ella riposava la mente +nell’ore più sconfortate e più tristi. In quanto +alla catastrofe finanziaria verso la quale si correva +a passo accelerato, ella non se ne angustiava +troppo. Cresciuta nella persuasione dell’immensa +ricchezza dei Bollati, ella non concepiva +neanche la possibilità ch’essi avessero +a cadere in miseria; sarebbero diventati meno +ricchi; la gran disgrazia davvero! Che bisogno +aveva ella di vestiti sfoggiati, di teatri, di gondole, +di cavalli, di cocchi? D’un po’ d’amore +ella aveva bisogno, ecco tutto, e quest’amore la +sua creatura almeno non glielo avrebbe negato.</p> + +<p>Nei vecchi tempi, la nascita d’un erede in famiglia +Bollati era un fatto di grande importanza. +I primi ostetrici della dominante prestavano +le loro cure alla puerpera, e i parenti +e gli amici accorrevano in palazzo ad attendere +con trepida ansietà lo scioglimento favorevole +della crisi. Ma la povera Fortunata non ebbe +il piacere di mettere in iscompiglio la cittadinanza. +La notte in cui ella fu colta dalle doglie<span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174">[174]</a></span> +il conte Leonardo gozzovigliava in un’osteria +con altri scapestrati suoi pari. Avvertito delle +condizioni in cui si trovava la contessa moglie—Io +non posso far nulla—egli disse giudiziosamente.—Bisogna +chiamare la levatrice.</p> + +<p>E poichè lo assicurarono che quest’utile provvedimento +era già stato preso, egli soggiunse:—Quand’è +così, lasciatemi in pace.</p> + +<p>E seguitò a mangiare e a bevere fino alla +mattina. Allora, tornando a casa mezzo brillo, +egli ricevette la lieta notizia che sua moglie, +dopo sofferenze non lunghe ma acute, aveva +dato alla luce una bimba.</p> + +<p>—Neanche buona di darmi un maschio—egli +brontolò con mala grazia.</p> + +<p>Alla piccina furono imposti i nomi di Chiaretta, +Luigia, Adriana, Teresa, Veronica, Margherita. +Questo lusso di nomi era tradizionale +nelle femmine di casa Bollati, e non si volle +che in ciò la nuova contessina fosse da meno +delle sue antenate. Delicato riguardo del quale +non sembra però che la neonata fosse molto +riconoscente, perchè subito dopo il battesimo +ella principiò a strillare come un’ossessa e strillò +per tre giorni e tre notti consecutive. Trascorso +questo termine, ella perdette la voce e il fiato +e si credette che sarebbe morta prestissimo. +Ma la madre con le sue carezze, co’ suoi baci, +con le dolci parole susurratele nell’orecchio la +persuase a vivere. Povere mamme egoiste! Vi +par proprio che la vita si apra così bella ai +vostri figliuoli?<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175">[175]</a></span></p> + +<p>La piccola Margherita (era questo tra i sei +nomi della fanciulla quello con cui la si chiamava) +prese un po’ di carne e di colore appena +fu condotta in campagna. E Fortunata si sentiva +così felice, così felice! Quand’ella poteva star +vicino alla bimba e chinarsi sulla sua cuna, e covarla +cogli occhi, e mirarne i moti inconscienti, e +interpretarne il linguaggio, ella non aveva tempo +d’accorgersi di quant’altro succedeva intorno +a lei. Tutt’al più, qualche volta, le spuntava +una lagrima sul ciglio al pensar che Leonardo +non si curava di quest’angioletta e non le +aveva dato ancora neppure un bacio. Del resto, +il brontolio della suocera, le visite frequenti di +<i>sior</i> Bortolo che lasciava sempre dietro di sè +uno strascico di nuvoloni, la turbavano mediocremente. +Certo la villeggiatura non era più +quella d’un tempo; non c’erano banchetti, non +c’erano ospiti, ma che ne importava a lei che +aveva la sua Margherita?</p> + +<p>Sua madre, la contessa Zanze, non riuscì a +svegliarla che a mezzo dal suo beato sopore. +La contessa Zanze, com’era suo dovere, venne +a far visita ai parenti, e, quando fu sola con +Fortunata, le riferì tutte le chiacchiere della +piazza sul conto dei Bollati, e le disse che s’era +giunti al punto di dover affittare il piano nobile +del palazzo a un lord inglese. Non avevan +detto nulla a lei?.... No? Ah quest’era il conto +in cui si teneva la sua figliuola? Oh se si sarebbe +fatta sentire! Ma intanto si ricordassero +tutti, anche Fortunata, che i nodi venivano al<span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176">[176]</a></span> +pettine, e che per scampare dalla miseria bisognava +almeno mettere in salvo qualche cosa, +prima che i creditori se ne impadronissero.... +perle, diamanti, trine, oggetti insomma di poco +volume e di molto pregio. Aveva capito? Sì o +no? Gran fatalità la sua di aver sempre da +fare con gente di poco cervello!</p> + +<p>Fortunata non potè a meno di ripetere a suo +marito i discorsi che le aveva fatti sua madre, +di chiedergli se ci fosse nulla di vero in +tutto ciò.</p> + +<p>—Che ne so io?—egli rispose stringendosi +nelle spalle.—Fanno, disfanno, comprano, +vendono, senza chiedere il mio parere.... Tutti +imbroglioni, tutti furfanti.... I nostri nonni, che +Iddio li abbia in gloria, hanno cominciato loro +a sciupare il patrimonio e noi facciamo il resto.... +Io non voglio fastidi.... Finchè ce n’è, +pretendo d’aver la mia parte; quando non ce +ne sarà più....</p> + +<p>—Oh, Leonardo,—proruppe Fortunata,—non +puoi parlare così.... Non sei solo adesso.... +Ci siamo.... c’è questa creaturina qui.... Per +me, vedi, mi rassegnerei a dormir sulla paglia, +a viver di pane e acqua.... ti giuro anzi che +accetterei il sacrifizio con entusiasmo.... perchè +nessuno direbbe allora che t’ho amato per speculazione.... +ma, lei, la nostra Margherita, non +ha da esser nata per patire.... non è vero, Leonardo, +che non lo permetterai?.... Guardala +com’è bella, com’è bianca e rosea.... Via, +Leonardo—ella soggiunse, e i singhiozzi le<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177">[177]</a></span> +rompevano la voce—se anche ti son diventata +incresciosa io.... se non puoi proprio amarmi +più, un po’ di bene lo devi volere alla tua figliuola.</p> + +<p>E così dicendo cercava di tirarlo vicino alla +cuna. Ma egli, stizzito, protestò che non poteva +soffrire nè le donne che piagnucolano, nè i bambini +che allattano, e infilò l’uscio della stanza. +Allora Fortunata si gettò con la faccia in giù +sui guanciali del letto e diede libero corso alle +sue lagrime.</p> + +<p>Il vagito della bimba la scosse. Ella si rasciugò +gli occhi e ricomponendo il viso a un’espressione +serena prese in collo la piccola tiranna che +urlava furiosamente. Accarezzata dallo sguardo +e dalla voce materna, Margherita si chetò a +poco a poco e abbozzò il suo primo sorriso.</p> + +<p>—Oh, tesoro mio, anima mia!—esclamò +Fortunata in estasi, e la sua faccia s’illuminò +tutta.—Come ride già! S’<i>egli</i> fosse qui adesso! +S’<i>egli</i> la vedesse!</p> + +<p>E inebbriata da quel sorriso, dal primo sorriso +della sua bimba, la povera donna dimenticò +i suoi dolori.<span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178">[178]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="XVII" id="XVII"></a>XVII.</h2> + + +<p>Le notizie della contessa Zanze non tardarono +ad aver piena conferma, e l’affare del palazzo, +già bene avviato quand’ella ne discorse +alla figliuola, fu concluso poco dopo. L’appartamento +nobile, ammobigliato come stava, era +preso per due anni da un baronetto inglese ricchissimo, +il quale, pur di spuntarla, aveva dichiarato +d’esser pronto a pagare anticipatamente +l’intera pigione in tante belle ghinee. +Anzi può dirsi che questa magnanima offerta +aveva dato il tracollo alla bilancia e vinte le +obbiezioni del conte Zaccaria. Lo scrigno era +vuoto, i bisogni stringevano, e le ghinee del +signore inglese capitavano molto a proposito.</p> + +<p>La famiglia Bollati decise di rimanere in campagna +finchè fosse allestito alla meglio il secondo +piano del palazzo. Con altre parole, si +rinunziava a tornare a Venezia prima del San +Martino di quell’anno 1845. Quei sette mesi di +villeggiatura forzata invecchiarono la contessa<span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179">[179]</a></span> +Chiaretta di sette anni. Sempre chiusa fra quattro +muri, sempre al buio, ella non faceva che +lamentarsi da mattina a sera. Rimpiangeva il suo +salottino di città che era caduto in mano di stranieri +(luterani per giunta), rimpiangeva il suo +poggiuolo sul Canal Grande, rimpiangeva le visite, +il teatro, la gondola e tant’altre cose di +cui ella a Venezia godeva pochissimo ma che +adesso le sembravano indispensabili perchè non +poteva averle.</p> + +<p>Il resto della famiglia se la passava discretamente. +Il conte Zaccaria viveva nel suo mondo +fantastico, e nel pensiero dei milioni che dovevano +venirgli, non si sa da che parte, si consolava +dei milioni che gli erano sfumati in mano. +Di tratto in tratto egli faceva attaccare i cavalli +e con due giorni di viaggio andava nella +sua tenuta del Friuli, tenuta ch’era anch’essa, +non occorre dirlo, sopraccarica d’ipoteche. Ivi +giunto, con molta gravità esaminava i terreni, +e raccoglieva vari pezzi di roccia, che poi spediva +a qualche geologo di Venezia o d’altri +paesi con l’incarico di farne l’analisi. Oppure, +chiudendosi in camera, egli scartabellava alcuni +documenti polverosi che aveva portato con +sè in campagna, e prendeva delle note circa a +un credito di duemila zecchini che nel 1685 i +Bollati professavano contro un nobil uomo Steno. +Quei duemila zecchini con gl’interessi dal 1685 +in poi che bella sommetta avrebbero formato!</p> + +<p>Quando il conte Zaccaria si era ben pasciuto +delle sue illusioni, egli era buono e degnevole<span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180">[180]</a></span> +anche con Fortunata. Le prometteva di farle +fare uno smaniglio col primo oro estratto dalla +sua miniera, e di assegnare una dote alla piccola +Margherita prelevandola dalla prima rata +del credito che avrebbe incassato dagli eredi +Steno. Fortunata non badava alle promesse, +ma i modi affabili del suocero le recavano un +gran conforto; sentiva d’esser riconosciuta, non +più tollerata soltanto, nella famiglia, quando +egli le parlava così. Talvolta egli usciva con +lei in giardino e, appoggiato al suo braccio, percorreva +i sentieri su cui cresceva l’erba, i viali +ove i rami degli alberi non rimondati da mano +esperta s’intrecciavano disordinatamente fra +loro, e diceva che nella villa c’erano infiniti bisogni, +e ch’egli ci avrebbe pensato appena avesse +avuto quattrini. Voleva scrivere a suo genero, +che di queste faccende se ne intendeva, perchè +gli mandasse un giardiniere tedesco, voleva ricostruire +di pianta alcune case coloniche e migliorare +le stalle e rinnovar le stufe dei fiori, +e a tante altre belle cose voleva provvedere a +tempo e luogo. Discorsi da far pietà a chi sapeva +le condizioni vere del patrimonio. Fortunata, +poverina, non si raccapezzava. Ora temeva +che il conte Zaccaria non avesse più il +cervello a posto, ora invece sperava che il diavolo +non fosse così brutto come lo si dipingeva, +e che ci dovesse esser pure una via d’uscita +dagl’impicci presenti. Quantunque i segni dello +sfacelo fossero anche troppo visibili, Fortunata +si trovava tuttora in mezzo ad agi ch’ella non<span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181">[181]</a></span> +aveva mai goduti in sua casa. Una grande fortuna +somiglia un poco al sole d’estate che lascia +dietro di sè un lungo crepuscolo; il passivo, +come dicono gli uomini d’affari, può superar +di molto l’attivo, e nondimeno le apparenze +della ricchezza continuano per un pezzo +ad abbagliare gli estranei, a illuder quelli medesimi +che sono immersi nei debiti fino alla +gola. Sicuro; il palazzo di campagna dei Bollati +era in condizioni deplorevoli, ma era sempre +uno tra’ più bei palazzi che fossero sulla +Brenta; il giardino era negletto, ma era sempre +un giardino ampio e signorile, e il podere +contava più campi che non ne contassero sommati +insieme gli altri dei possidenti vicini. Per +miglia e miglia i contadini riconoscevano per +padroni le loro Eccellenze Bollati, e Fortunata +riceveva anch’essa inchini e scappellate a profusione +e il titolo di <i>lustrissima</i> a ogni momento. +Che più? La stessa Margherita era considerata +una principessina, e allorchè tirata dalla bambinaia +nel suo paniere a ruote ella si recava a +visitar la famiglia del bovaro, i bimbi le facevano +una festa da non dirsi e mettevano tutto +l’impegno per farla sorridere. In principio riuscivano +spesso all’effetto opposto, specialmente +quando se ne immischiava Leone, il grosso cagnaccio +nero dal pelo irto e dalla voce di basso +profondo. Ma alla lunga Margherita s’era avvezzata +al chiasso dei fanciulli e alle dimostrazioni +romorose del cane, e dalla sua cuna orlata +di trine pareva prender parte a quell’allegria,<span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182">[182]</a></span> +e agitava le sue manine color di rosa, +e girava intorno gli occhietti azzurri, e metteva +certi piccoli strilli che volevano esprimere l’eccesso +della gioia. Povera Margherita! Che ne +capiva lei del temporale che rumoreggiava sempre +più minaccioso?</p> + +<p>Adesso però ci conviene appagare una legittima +curiosità del lettore. Come si adattava a +quella vita campestre il contino Leonardo, uso +in Venezia a far di notte giorno nelle osterie e +nei bordelli? Certo doveva esservi una ragione +perchè egli, incapace di far nulla pegli altri, +s’acconciasse a sacrificare ciò a cui teneva di +più, vale a dire le sue abitudini viziose.</p> + +<p>La ragione era questa. Leonardo aveva riappiccato +con molto maggior fortuna di un tempo +le sue relazioni con la Rosetta, quella Rosetta +nipote del gastaldo ch’era andata sposa a Menico +caffettiere. Ell’era maritata ormai da più +anni, durante i quali il conte Leonardo non l’aveva +vista, si può dire, che alla sfuggita, giacchè +serbava ancora memoria delle busse avute +per causa di lei e non voleva rischiar di pigliarne +dell’altre. Ma quel soggiorno forzato di +parecchi mesi in campagna gli aveva messo addosso +di nuovo il solletico, ed egli aveva spinto +ripetutamente le sue peregrinazioni fino ad Oriago +a prendervi un bicchierino di rosolio dalla +bella caffettiera. Infatti Rosetta era più bella che +mai, d’una bellezza sensuale, lasciva, con un paio +d’occhioni neri che mandavano fiamme e certe +rotondità baldanzose innanzi alle quali gli eleganti<span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183">[183]</a></span> +d’Orlago esaurivano l’intero dizionario dei +vocaboli ammirativi. Di riputazione la Rosetta +stava maluccio e l’accusavano d’aver tresche +con questo e con quello; ella poteva rispondere +a ogni modo che viveva in ottimo accordo con +suo marito, e contento lui, nessuno aveva diritto +d’impicciarsene.—Non voglio gelosie, non +voglio scene—eran state le sue prime parole +dopo le nozze, e il buon Menico le aveva giurato +di non darle noia, nè con scene, nè con gelosie. +Lo stesso spirito di tolleranza ella imponeva agli +amanti che le male lingue le attribuivano; s’ella +usava dei favori a qualcheduno, non intendeva +per questo di lasciarsi mettere i piedi sul collo +da chicchessia. I violenti, gli appassionati non +avevano fortuna con lei; la sua benevolenza +era riserbata ai mansueti ch’ell’era sicura di +menar per il naso, o agli scapati di umore +gioviale che nemmeno sapevano dove stesse di +casa la fedeltà.</p> + +<p>Rosetta capì subito che il conte Leonardo al +primo rivederla aveva pigliato fuoco come una +volta, e le parve che quello fosse un uomo da +farne ciò che si voleva. Inoltre, rovinato o no, +egli aveva sempre un gran nome e aveva ancora +qualche zecchino in tasca, onde Menico il caffettiere +fu pronto a riconoscere che bisognava trattar +con tutti i riguardi un avventore il quale +non poteva che dar credito alla bottega.</p> + +<p>A poco a poco il contino Bollati spesseggiò +le sue gite a Oriago sino a venirci ogni giorno; +ci veniva solo nella più modesta carrettina della<span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184">[184]</a></span> +rimessa, tirata dai più modesto cavallo della +scuderia, un cavallo che sarebbe andato da sè +e che lo stesso Leonardo si fidava di guidare. +La vispa Rosetta, appena il suo nobile avventore +entrava nel caffè, gli moveva incontro ufficiosa, +gli dava del <i>lustrissimo</i>, dell’<i>Eccellenza</i>, +gli domandava notizie della sua preziosa salute +e gli portava con le sue mani il solito bicchierino. +Allora, se non c’era nessuno, egli se la +faceva sedere accanto e mesceva il rosolio anche +a lei e la supplicava di non farlo sospirar +altro, chè aveva già sospirato abbastanza. Ella, +disposta a cedere, voleva però mettere a prezzo +le sue compiacenze, voleva che questo babbeo +le servisse a qualcosa. In tal guisa, quando +finalmente gli capitò la ricompensa meritata, +egli aveva speso un bel gruzzolo di denari ch’erano +stati impiegati in parte a ristaurar la +bottega. Figuriamoci gli epigrammi che si fecero +in quell’occasione! I muri, quantunque meno +eloquenti di quello che non siano al nostro +tempo, furono coperti di scritte ove al nome del +caffettiere e a quello della moglie s’aggiungevano +degli epiteti tolti al regno animale. Nè il +cospicuo lignaggio fu sufficiente difesa al conte +Leonardo. Anch’egli lesse il suo nome, l’illustre +nome dei Bollati, seguito da un appellativo +ingiurioso, e pensò che sua madre aveva ragione +di dire che la petulanza dei carbonari non aveva +più limite. Infatti bisognava esser carbonari +per mancar di rispetto in quella maniera a un +nobile veneto. Comunque sia, l’esempio di Menico<span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185">[185]</a></span> +e della Rosetta, i quali pigliavano la cosa con +la massima indifferenza, persuase il conte Leonardo +a calmarsi.</p> + +<p>Forse Menico e la Rosetta non avevano torto. +Quelle iscrizioni concise ed espressive restarono +per un pezzo a far bella mostra di sè sulle +muraglie, ma la filosofia di coloro che v’eran +presi di mira spuntò gli strali della satira, e gli +abitanti del villaggio, ch’eran gente di buona +pasta, non istettero molto ad amnistiare le relazioni +amichevoli della Rosetta e del conte +Leonardo Bollati. Anzi il conte finì coll’esser +considerato un personaggio attinente alla bottega, +una specie di patrono, di capitalista a +cui gli avventori facevano giunger rispettosamente +la manifestazione dei loro desideri e +delle loro lagnanze. Se lo zucchero non era +abbastanza dolce, se il caffè sapeva di paglia, +se le carte da giuoco eran troppo unte, si diceva +una parolina al signor conte ed egli provvedeva +a far cambiare lo zucchero, il caffè e le +carte da gioco; se un vetro era rotto, si diceva +al signor conte ch’era una bruttura il turare il +buco con un foglio di carta oliata, ed egli mandava +subito pel finestraio. Con questo savio +sistema Sua Eccellenza Leonardo si conciliava +le grazie della Rosetta, la tolleranza di Menico +e la benevolenza universale. Però c’era una +difficoltà. Bisognava aver sempre la borsa fornita, +e la borsa del contino Bollati si smungeva +rapidamente. Finchè egli aveva avuto +anelli, spille o altra roba di valore, il servizievole<span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186">[186]</a></span> +signor Oreste lo aveva aiutato con grandissimo +zelo. Il valentuomo, che una volta alla +settimana si recava a Padova pei doveri d’ufficio, +sia che impegnasse o vendesse davvero gli oggetti +affidatigli, sia che fingesse d’impegnarli o +di venderli e li tenesse invece per sè, tornava +sempre con un po’ di danaro. Ma quando non +ci fu più nulla, il signor Oreste mutò contegno +e linguaggio, e disse che non solo egli non voleva +più favorire i vizi di Sua Eccellenza, ma +era deciso a pensare ai casi propri e a far +qualche passo per mettere al sicuro il suo vecchio +credito. Allora il nostro giovinotto cominciò +a presentarsi alla Rosetta con le mani vuote, +e trovò accoglienze assai diverse da quelle +d’un tempo. La furba caffettiera gli teneva il +broncio; Menico, forse catechizzato dalla moglie, +lo guardava con piglio sospettoso, come se fosse +stato colto da un tardo accesso di gelosia; gli +avventori della bottega avevano l’aria di canzonarlo, +e prima che fosse terminata la villeggiatura +il povero contino Leonardo fu <a name="tn186" id="tn186"></a><ins class="correction" title="originale: pulitamento">pulitamente</ins> +messo alla porta dalla sua bella.</p> + +<p>In quel torno di tempo accadde un fatto +d’incontestabile gravità. Il signor Oreste non +aveva voluto che le sue minaccie rimanessero +prive d’effetto, ed era ricorso a un legale per +vedere in qual modo egli potesse far valere +le sue ragioni contro il contino Leonardo. Noi +sappiamo che il contino Leonardo gli aveva +sottoscritto parecchie cambialette, le quali erano +sempre nelle mani del sovventore e figuravano<span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187">[187]</a></span> +come non pagate. Il legale, pur dicendo ch’era +un affar serio perchè si trattava di prestiti a +un minorenne, promise di tentar qualche cosa, +e tentò realmente un accomodamento amichevole +con <i>sior</i> Bortolo, l’agente generale. Ma, in +primo luogo, non c’eran quattrini nè pochi nè +molti, e poi <i>sior</i> Bortolo montò su tutte le furie +sentendo che il cuoco gli faceva la concorrenza +nell’imbrogliare i padroni, e scrisse di buon +inchiostro alle Loro Eccellenze. Il conte Zaccaria +e la contessa Chiaretta questa volta pigliarono +fuoco anche loro, e la contessa soprattutto +fece al signor Oreste una scena non più vista, +nè udita. Era tanto e così strano il furore della +gentildonna che don Luigi uscendo sbigottito +dalla sua camera fu in dubbio se dovesse esorcizzarla.</p> + +<p>La conclusione si fu che il signor Oreste +ebbe quarantott’ore per far fagotto. Ed egli +partì infatti, ma, partendo, commise un delitto +sì atroce che il labbro rifugge dal raccontarlo. +Come s’egli volesse lasciar buona memoria di +sè, nel giorno precedente a quello in cui egli +doveva andarsene, egli allestì un pranzo squisito, +degno di qualunque celebrità culinaria. C’era +specialmente un manicaretto di lepre che la +<i>lustrissima</i> Chiaretta dichiarò la miglior cosa +ch’ella avesse mangiata in sua vita, e che le +fece dimenticare per qualche minuto una cura +fierissima che la turbava. Il gatto Romeo, il +bel soriano che la contessa portava seco in villeggiatura, +era sparito fin dalla sera innanzi, e<span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188">[188]</a></span> +nessuno ne sapeva nuova. Si sperava che egli +fosse in giro per fini galanti e tornasse la +mattina dopo, ch’era quella appunto in cui il +signor Oreste doveva lasciar la villa. Quella +mattina, invece a ora di colazione e quando il +cuoco era già lontano, capitò un biglietto misterioso +indirizzato:</p> + +<div style="width: 20em; margin: auto;"> +<p class="center noi"> +<i>A la lustrissima D. N.<br /> +Contessa Chiareta Bolatti<br /> +in</i><br /></p> +<p class="right"> +<i>Sue Grassiose Mani.</i><br /> +</p></div> + +<p>Non c’erano che poche righe:</p> + +<div class="blockquot"> +<p class="exi"> +<i>Lustrisima sigora Contessa.</i><br /> +</p> + +<p><i>Mi preggio avisarlla che il ragù di lepre da Ella +mangato geri era il gato Romeo. Ciò per sua cuiette. +Le baco le mani e sonno il suo cuocho per servilla</i></p> + +<p class="smcap right"> +Oreste Meolo.<br /> +</p></div> + + +<p>La contessa Chiaretta ebbe un assalto di convulsioni +e cadde nelle braccia della nuora.<span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189">[189]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="XVIII" id="XVIII"></a>XVIII.</h2> + + +<p>La salute non mai vigorosa di Sua Eccellenza +Chiaretta ricevette una scossa gravissima +da questo tragico avvenimento. Solo il piacere +della vendetta, che dicono essere il piacere +degli Dei, avrebbe potuto far nascere in lei +una benefica reazione, ma il vile uccisore di +Romeo era fuggito e le imperfette leggi della +società moderna non tengono conto del gatticidio. +Onde alla <i>lustrissima</i> Bollati non restò +altro conforto che quello di querelarsi e d’imputare +al carbonarismo questa nuova nefandità. +Nè, ritornata di lì a poco a Venezia, e ridotta +a vivere nel secondo piano del suo palazzo, ella +vi si trovò in tali condizioni da poter rinfrancarsi +di corpo e di spirito.</p> + +<p>Adesso sì i Bollati cominciavano ad avvertir +davvero i segni precursori della miseria. Quegli +stanzoni del secondo piano, non più abitati, non +più aperti quasi, dopo la morte del vecchio conte +Leonardo, avrebbero voluto lusso di addobbi<span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190">[190]</a></span> +a rivestirne le larghe pareti, e allegria di fuochi +crepitanti nel caminetto a mitigar il rigore delle +lunghe sere invernali. Invece la mobilia povera +e scarsa mal nascondeva i guasti dei muri screpolati +e ammuffiti, e dall’ampie bocche dei caminetti +senza bragie e senza legna, anzichè il +calore e la luce, veniva a buffate l’aria umida +e fredda. La sala che, simile a quella del primo +appartamento, divideva longitudinalmente il +quartiere in due parti uguali, era priva di tende +e d’ogni specie di suppellettili e metteva i +brividi al solo affacciarvisi, nè la si poteva attraversare +che impellicciati e a capo coperto, +provocando una fuga generale dei topi che non +avevano l’abitudine di esser disturbati nelle loro +scorrerie. C’era però una stanza ove i topi non +si rintanavano, non fuggivano, ma guardavano +petulantemente l’uomo come un intruso, ed era +la cosidetta biblioteca o piuttosto archivio di +famiglia, chè in fatto di libri non ce n’eran stati +troppi in palazzo neppure ai tempi della Serenissima, +e i Bollati, uomini d’azione più che di +studio, avevano sempre avuto una scarsa passione +per la lettura. Ma quegli scaffali erano +stati pieni di filze, di buste, di pergamene, di +registri che rendevano conto di tutte le mutazioni +avvenute nel patrimonio dallo scorcio del +secolo decimosesto fino alla caduta della Repubblica +e ch’erano stati spesso consultati dagli +antichi e coscienziosi amministratori. Subentrato +poi il disordine col predecessore di <i>sior</i> Bortolo +e inaugurato da <i>sior</i> Bortolo stesso il regime<span class="pagenum"><a name="Page_191" id="Page_191">[191]</a></span> +dell’anarchia, l’archivio cadde in assoluta dimenticanza +o per meglio dire fu visitato soltanto +da qualche servo infedele che trafugava +filze e registri per venderle ai pizzicagnoli. Ora +i rosicchianti compivano l’opera. Moltiplicatisi +prodigiosamente per virtù della vita comoda e +delle facili nozze, essi digerivano con la medesima +disinvoltura la carta e il cartone, lo spago +e la pergamena, le prime note e i libri mastri, +le lettere dei gastaldi e quelle delle Eccellenze, +i contratti e le <i>mariegole</i>, le <i>commissioni</i> +degli ambasciatori e le <i>promissioni</i> ducali. Per +distruggerli ci sarebbe voluta una legione di +gatti, ma si preferiva di lasciarli in pace sperando +che così rinuncierebbero ad invadere il +resto dell’appartamento. Solite e vane speranze +dei deboli nella moderazione dei forti.</p> + +<p>La tristezza dei luoghi era accresciuta dalla +solitudine e dal silenzio che vi regnavano. Non +c’era stato neanche bisogno di ridurre il numero +dei servitori; a eccezione di due rimasti +o per fedeltà, o per abitudine, o per la speranza +di razzolare ancora qualche cosa, gli altri, visto +che il bottino era fatto, s’eran licenziati da sè. +E anche don Luigi aveva privato la famiglia +delle sue prestazioni domestiche e de’ suoi conforti +spirituali. Pover’uomo! Non aveva poi +tutti i torti. Sul resto poteva transigere, ma +aveva almeno il diritto di mangiar bene, e dopo +la partenza del cuoco non c’era più caso di +veder portare in tavola un piatto decente. Il +dotto istitutore del conte Leonardo se ne andò<span class="pagenum"><a name="Page_192" id="Page_192">[192]</a></span> +carico di tutti i suoi manoscritti inediti, imprecando +alla sorte che lo aveva fatto nascere un +secolo troppo tardi. Cent’anni prima egli sarebbe +invecchiato pacificamente presso i suoi +Mecenati a’ quali avrebbe potuto dedicar le sue +opere stampate a loro spese in edizione di +lusso.</p> + +<p>In quanto agli antichi conoscenti alcuni non +si facevano più vivi, altri venivano per curiosare; +primissima fra questi la contessa Ficcanaso +a cui non pareva vero di andar in giro +per la città esclamando con aria contrita:—Madonna +Santa! Quei Bollati a che punto sono +ridotti! È una cosa che stringe il cuore.... Una +famiglia come quella!... Io vado a salutarli per +amicizia, perchè non si vedano abbandonati da +tutti, ma ci patisco, in fede mia ci patisco.... +Ma! Che lezione pei Rialdi i quali han messo +sossopra cielo e terra per accalappiare il conte +Leonardo! Eh! Se non fosse che per quella pettegola +della contessa Zanze si dovrebbe dire +che c’è una giustizia a questo mondo.</p> + +<p>Così a poco a poco la loquace femmina lasciava +trasparire l’intima soddisfazione recatale +dalle disgrazie de’ suoi amici.</p> + +<p>E ormai cadevano come foglie secche le ultime +illusioni di Fortunata. La campagna aveva +esercitato un’azione pacificatrice sul suo spirito, +aveva avuto la virtù di attutire in lei le impressioni +spiacevoli, di render più intense le impressioni +gioconde. E poi la piccola Margherita +era tanto sorridente, pareva tanto felice di<span class="pagenum"><a name="Page_193" id="Page_193">[193]</a></span> +trovarsi all’aria aperta, in mezzo all’erba, agli +alberi, ai fiori, che la tenera madre non aveva +tempo da pensare ad altro, nemmeno all’abbandono +del marito, nemmeno alla povertà minacciosa. +Oggi la scena era cambiata. La bimba +non sorrideva più, e perdeva il suo bel colore +di rosa, e piagnucolava pei geloni, e mostrava +di non comprendere, senza poterlo dire ancora, +perchè l’avessero condotta in quelle stanze +fredde e melanconiche invece di lasciarla dov’era. +La bimba non sorrideva più, e Fortunata, priva +di quel sorriso attraverso il quale le cose le +erano apparse tinte d’una luce gaia, si trovava +a faccia a faccia con la nuda realtà, e guardava +paurosamente all’avvenire. Che sarebbe di lei, +che sarebbe della sua creatura?</p> + +<p>Tentar di scuoter Leonardo, richiamarlo alla +coscienza dei suoi doveri, era impresa disperata. +Testimonio, consapevole o no, d’una rovina che +del resto nessuna forza umana poteva evitare, +il giovane conte Bollati s’abbrutiva ogni giorno +peggio nei vizii, e per resistere alle preghiere +e ai buoni consigli trovava un’energia che non +aveva mai trovato per fare il bene. Guai se +sua moglie gli rivolgeva un’esortazione, un rimprovero, +guai s’ella rimaneva alzata ad aspettarlo +quand’egli tornava a casa nel cuor della +notte! Egli la colmava di improperi e si scagliava +contro quelle santocchie che con le loro +finzioni di tenerezza e i sospiri e gli sdilinquimenti +e le arie da vittime cercano di dettar la +legge agli uomini e di condurseli dietro come<span class="pagenum"><a name="Page_194" id="Page_194">[194]</a></span> +cagnolini. Non l’avevano ancora capita ch’egli +voleva esser libero? Non avevano capito che +s’era tenuto una stanza separata da quella di +sua moglie e della bambina appunto perchè intendeva +andare e venire quando e come gli +piacesse senza render conti a nessuno?</p> + +<p>Dopo un paio di queste scene, Fortunata non +osava più farsi vedere, ma d’altra parte ella +non poteva pigliar sonno finchè non fosse sicura +che suo marito era in casa. E le accadeva sovente, +dopo spento il lume, di mettersi a sedere +sul letto, col busto avviluppato in uno +sciallo, con le orecchie tese, con gli occhi fissi +nel buio. Nei silenzi notturni le giungeva distinto +dal campanile della parrocchia il suono delle +ore, le due, le tre, le quattro talvolta; finalmente +ella sentiva aprir la porta dello scalone +e Leonardo col suo passo strascicato attraversar +la sala ed entrar nella sua camera di cui richiudeva +rumorosamente l’uscio dietro di sè. +Non c’era dubbio pur troppo ch’egli venisse a +fare un’improvvisata alla sua sposa, a dare un +bacio alla sua figliuola. Fortunata, singhiozzando, +cacciava la testa sotto le coperte.</p> + +<p>Intanto, come se le disgrazie fossero poche, +la contessa Chiaretta deperiva a vista d’occhio, +e quella primavera bisognò per cagion sua rinunziare +alla campagna. Ella non aveva una +malattia ben determinata; aveva degli accessi +di estrema debolezza da cui si rimetteva temporaneamente +per ricader poi nella prostrazione +di prima. Il medico di famiglia che la curava<span class="pagenum"><a name="Page_195" id="Page_195">[195]</a></span> +per amicizia tentennava il capo dicendo:—Non +ci vedo chiaro. Tanto può durare degli anni, +tanto può morire da un momento all’altro. Non +lasciatela mai sola.</p> + +<p>Sua Eccellenza, assistita a vicenda dalla nuora, +dalla contessa Zanze e da una vecchia fantesca, +tirò innanzi sin verso la fine dell’estate continuando +ad attribuire ai carbonari tutti i guai +pubblici e privati, e lagnandosi col suo padre +spirituale monsignor Lipari (il buon canonico di +San Marco che aveva favorito il matrimonio di +Fortunata e Leonardo) della eccessiva tolleranza +dei Governi verso i nemici del trono e +dell’altare. Ma quando nel giugno 1846 Pio Nono +salì al Pontificato e un mese dopo la sua elezione +promulgò l’amnistia pei delitti politici, la +contessa Chiaretta non potè resistere a questo +nuovo colpo, e prese commiato da un mondo +ove l’ordine naturale delle cose era sconvolto +e i patrizi veneti andavano in rovina e i Papi +facevano all’amore coi rivoluzionari.</p> + +<p>Lo scarso numero di gondole che seguirono al +cimitero il feretro della defunta dimostrò a luce +di meriggio quanto in basso fossero caduti i Bollati. +E pensare che ott’anni prima mezza Venezia +era accorsa ai funerali del conte Leonardo!</p> + +<p>—Buffoni!—brontolava Sua Eccellenza Zaccaria +prendendo nota dei pochi ch’eran venuti +e dei molti ch’eran mancati.—Credono che +non siamo più quelli d’una volta. Come resteranno +intontiti quando principierò a mettere in +circolazione l’oro della mia miniera!<span class="pagenum"><a name="Page_196" id="Page_196">[196]</a></span></p> + +<p>Con questa fissazione in testa, il conte Zaccaria +non ebbe campo di sentir troppo profondamente +la perdita ch’egli aveva fatta. Solo +esternava il rammarico che sua moglie non +fosse vissuta abbastanza da veder rifiorire le +condizioni economiche della famiglia. Invece +Leonardo, che si rideva della miniera paterna, +provò lo sbigottimento che i pusillanimi provano +sempre allo spettacolo della morte. Dalla finestra +egli accompagnò con lo sguardo il funebre +corteggio che usciva dal portone del palazzo +per avviarsi alla chiesa; poi si rannicchiò pallido +e smarrito presso la moglie che, interpretando +quell’atto come un segno di resipiscenza +e rasciugandosi le lagrime che le sgorgavano +sincere e abbondanti dal ciglio,—Oh Leonardo—gli +disse—per la memoria della tua povera +mamma che adesso è lassù a pregare per noi, +per amor di questa bambina innocente che è +pur figlia tua, fa senno, Leonardo. Se è proprio +destinato che la miseria debba picchiare alla +nostra porta, pazienza.... Vogliamoci bene almeno +noi che siamo rimasti al mondo, viviamo +l’uno per l’altro, e tutte le privazioni ci parranno +lievi.... Credilo pure, la vita che fai non +può darti alcuno soddisfazione, non può che +rovinare la tua salute.</p> + +<p>Quest’era l’argomento che poteva colpire di +più un uomo come Leonardo. E infatti per +alcuni giorni, fosse effetto delle parole di Fortunata, +fosse l’impressione del lutto recente, +egli sfuggì i soliti amici e passò la maggior<span class="pagenum"><a name="Page_197" id="Page_197">[197]</a></span> +parte della giornata in casa, contentandosi, miracolo +davvero nuovo per lui, di uscir tre sere +di seguito in compagnia della moglie. Senonchè +le abitudini dissolute hanno fra gli altri guai +anche questo, che chi vuol levarsele d’addosso +deve non solo combattere le sue inclinazioni, +ma deve pur rassegnarsi a soffrire per qualche +tempo cento piccoli acciacchi sinchè il corpo si +avvezzi al cambiamento di stato. Leonardo, uso +a cercare un vigore fittizio nelle bibite spiritose, +uso a respirar l’aria viziata ma calda delle osterie +e delle alcove, provava un malessere indefinibile, +un senso di spossatezza, di freddo, di cui +non riusciva a liberarsi. Se si guardava nello +specchio, si sgomentava della sua tinta terrea, +dei suoi occhi infossati, delle sue guancie cascanti; +gli pareva di sentirsi vecchio e attribuiva +alla breve astinenza quello ch’era effetto +del lungo libertinaggio.</p> + +<p>Uno de’ suoi compagni di stravizzi, vistolo una +mattina per la strada, gli corse dietro, e battendogli +sulla spalla—ehi Bollati—gli disse—come +va?... Hai fatto divorzio dal mondo... +Capisco... la perdita della madre... È una gran +disgrazia... ma che farci? siamo tutti mortali, +e i vecchi bisogna che se ne vadano prima dei +giovani.... Tu però... non ci avevo badato... hai +l’aria molto patita, sai?...</p> + +<p>—Ti pare?—balbettò Leonardo sbigottito +di sentir dal labbro di un’altra persona +la conferma di ciò che s’era detto lui +stesso.<span class="pagenum"><a name="Page_198" id="Page_198">[198]</a></span></p> + +<p>—Sì, parola d’onore.... Del resto, se stai +bene....</p> + +<p>—Oh sì, sto bene... sono un po’ fiacco....</p> + +<p>—Si vede.... Andiamo a prendere un bicchierino +di <i>cognac</i>?</p> + +<p>—No, no....</p> + +<p>—Andiamo; pago io.... Voglio procurarmi il +piacere di servir Sua Eccellenza il nobiluomo +Leonardo Bollati.... Sua Eccellenza non si +degna?</p> + +<p>Leonardo cedette, e dopo bevuto quel bicchierino +ripetè l’ordinazione, e questa volta +pagò lui, per sè e per l’amico. Il magico liquore +entrava nel suo stomaco come un padrone +che rientra in casa dopo qualche tempo +d’assenza; casa e padrone si riconoscono e sono +contenti di ritrovarsi.</p> + +<p>—Auff!—esclamò il Bollati tirando un gran +respiro.—Adesso sono un altro uomo.</p> + +<p>—Lo credo io—soggiunse il compagno.—Hai +subito rifatto una cera da cristiano.</p> + +<p>—Davvero?</p> + +<p>—Sicuramente.... Non c’è nulla che ristori +come un sorso di <i>cognac</i>.... Si prende un terzo +bicchierino?</p> + +<p>—Un terzo poi... è troppo.</p> + +<p>—Ma che ubbie.... Questo lo giocheremo a +pari e dispari.</p> + +<p>Così fu fatto e Leonardo perdette.</p> + +<p>—A dar retta alle donne si dovrebbe adottare +il regime dell’acqua e latte—egli disse +leccandosi le labbra.<span class="pagenum"><a name="Page_199" id="Page_199">[199]</a></span></p> + +<p>—Non tutte le donne però—rimbeccò l’altro.—Ti +rammenti della Mariannina?</p> + +<p>—Quale? La figurante della <i>Fenice</i>?—domandò +il conte Leonardo con gli occhietti +lustri.</p> + +<p>—Quella appunto.... Che bevitrice!... È a +Venezia di nuovo....</p> + +<p>—Diavolo! Da quando?</p> + +<p>—Da poco.... Stasera è a cena con noi altri +al <i>Cappello</i>.... Dovresti venire anche tu....</p> + +<p>—Io?... No.... Sono in lutto....</p> + +<p>—Capisco.... Se si trattasse d’una gran cena, +se ci dovesse essere molta gente.... Ma è una +cenetta senza pretesa.... non siamo che in cinque, +io, per non dimenticarmi, Arduzzi, Caldieri, +Dal Maido e la Mariannina.... Vieni, +vieni....</p> + +<p>—No... oltre al lutto... se tu sapessi... ho +tanti fastidi....</p> + +<p>—Ragione di più per distrarsi.</p> + +<p>—Quel maledetto <i>sior</i> Bortolo mi lesina il +centesimo....</p> + +<p>—Eh... non siamo <i>in floribus</i> nessuno. Appunto +per questo s’è limitata la spesa... Quattro +svanziche a testa compreso il vino.... Poi +si pagherà una bottiglia alla Mariannina, tanto +per vederla un po’ brilla.... Sai che originale è +quando ha bevuto più del bisogno.... Tre anni +fa, al Ridotto, non ti ricordi?</p> + +<p>Leonardo si mise a ridere. Se si ricordava! +Una notte allegra come quella non l’aveva passata +mai.<span class="pagenum"><a name="Page_200" id="Page_200">[200]</a></span></p> + +<p>L’idea di veder la Mariannina un po’ brilla +esercitava un fascino singolare sull’animo del +giovane conte. E dopo altri tentennamenti, egli +si risolse ad andare al ritrovo.</p> + +<p>E vi andò infatti, ed ebbe il piacere di veder +la Mariannina un po’ brilla, ma sembra che +non uscisse neppur lui dalla cena in condizioni +normali, se gli amici stimarono opportuno di +accompagnarlo a casa e di aiutarlo a metter la +chiave nel buco della serratura.</p> + +<p>Spuntava il giorno e Fortunata non aveva +ancora chiuso occhio. Le sue speranze di ricondurre +il marito sulla retta via erano durate +una settimana.<span class="pagenum"><a name="Page_201" id="Page_201">[201]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="XIX" id="XIX"></a>XIX.</h2> + + +<p>A grado a grado, da quella facilità di illudersi +che possono avere anche i savi, il conte +Zaccaria era arrivato a quell’allucinazione permanente +che non hanno se non i pazzi. La sua +era una pazzia ilare, innocua, tranquilla, ma +era pur sempre una pazzia, e quand’egli discorreva +in tuono di profonda convinzione dell’immense +ricchezze che dovevano venirgli da cento +parti, era impossibile prendere abbaglio sul +vero stato del suo cervello. Tuttavia, in complesso, +egli era più da invidiare che da compiangere. +In mezzo al crollo della sua fortuna, +egli stava sereno ed impavido come l’uomo +giusto d’Orazio. Non si poteva andar più a villeggiar +sulla Brenta perchè la tenuta era stata +mandata all’asta dai creditori? Egli si stringeva +nelle spalle, e diceva che non gliene importava +nulla perchè la Brenta gli era venuta +in uggia e voleva fra poco comperarsi una villa +di suo gusto, in collina. Gli stessi creditori, insaziabili<span class="pagenum"><a name="Page_202" id="Page_202">[202]</a></span> +arpie, s’impadronivano del podere situato +in Friuli, proprio quello in cui avrebbe +dovuto esserci la famosa miniera? Il nostro +gentiluomo sorrideva con aria di superiorità:—Bah! +Il podere se lo piglino pure.... Quattro +campi sterili.... Ma il diritto sulla miniera l’ho +sempre io.... Carta canta.—E tirava fuori +una carta, ove coloro che avevano fatto il sequestro +dichiaravano realmente di rinunziare ai +prodotti della <i>eventuale miniera aurifera che si +trovasse sul fondo</i>. Questa dichiarazione da burla +s’era ottenuta senza fatica, giacchè, dal conte +Zaccaria in fuori, non c’era nessuno che prendesse +sul serio l’esistenza della miniera.</p> + +<p>A metter di buon umore Sua Eccellenza Bollati +contribuiva altresì il fermento politico che +andava propagandosi per l’Italia. Dopo la morte +della contessa Chiaretta, ch’era una reazionaria +di tre cotte, il conte Zaccaria aveva spiegato +una certa propensione alle idee liberali. +Diceva ch’era tempo di finirla, che i popoli erano +stanchi d’esser trattati come pecore, e che il +Governo austriaco non meritava più la fiducia +dei Veneziani. Chi sa? Forse egli non era alieno +dal credere alla risurrezione della Serenissima, +nel qual caso, se non facevano doge lui, chi +dovevano fare? Ma sopratutto era entusiasta +di Pio IX, vero italiano, vero capo della Chiesa, +vero padre dei fedeli. Quello era un uomo che +doveva stabilir il regno della giustizia nel +mondo, e per cominciar bene il <i>lustrissimo</i> Zaccaria +sperava che Sua Santità avrebbe fatto<span class="pagenum"><a name="Page_203" id="Page_203">[203]</a></span> +giustizia a lui nella rivendicazione dagli eredi +Steno. Poichè la sostanza Steno era andata a +finire da un pezzo nelle mani della Pia fondazione +dei Catecumeni, fondazione, come ognun +vede, d’indole religiosa, e quindi tale da permettere +al Papa di guardarci dentro e di farle +restituire il male acquistato. I legali avevano +un bel dire che, quand’anche il credito dei Bollati +verso gli Steno fosse stato sacrosanto, esso +era ormai caduto in prescrizione da più d’un +secolo; il conte Zaccaria li lasciava discorrere +e sorrideva sotto i baffi. Se il Papa prendeva +le sue parti, importava molto la prescrizione! +E a Sua Santità egli aveva spedito un <i>memorandum</i> +di venti pagine tutte scritte di suo pugno, +e non dubitava nemmeno di riceverne presto +o tardi una risposta favorevole. Certo che +non bisognava aver fretta; il Sommo Pontefice +era tanto occupato!</p> + +<p>Una sola cosa turbava l’ottimismo di Sua +Eccellenza Bollati, ed era l’impossibilità di ottenere +l’aiuto del figlio nell’esecuzione dei suoi +disegni. Quel Leonardo era sempre un ragazzaccio, +e il conte Zaccaria non lo nominava +senza una certa inflessione di voce e una certa +scrollatina del capo più eloquenti d’ogni parola.—Quel +Leonardo—egli diceva nei momenti +di maggiore espansione—non è cresciuto come +speravo. E sì che non si è risparmiato nulla +per la sua educazione, e non gli son mancati i +buoni consigli.... Ma! Fatalità!... Capisco; le +donne, il giuoco, il vino sono una gran tentazione<span class="pagenum"><a name="Page_204" id="Page_204">[204]</a></span> +per un giovinotto dell’aristocrazia che +non può vivere come un anacoreta, specialmente +quando gli corre nelle vene il sangue +dei Bollati;... ma, santo Iddio, c’è modo e +modo... <i>est modus in rebus....</i> Io, per esempio... +sì... mi sono divertito... sempre nei limiti +però... sempre tenendo alto il decoro della +famiglia... sempre trovando il tempo d’occuparmi +degli affari, quantunque la gente non +lo credesse.... Adesso mi renderanno giustizia.... +Eh, se non ci fossi stato io che scovavo +fuori quei due filoni della miniera e dell’affare +Steno, l’aveva da esser bella con questi +anni di cattivi raccolti, con questa petulanza di +creditori che fanno atti, sequestri e ogni specie +di porcherie senza un riguardo al mondo, +e come s’io fossi un bifolco simile a loro.... +Del resto io me ne rido... so che a loro marcio +dispetto lascierò ai miei eredi il patrimonio +quadruplicato. In fede mia, Leonardo non lo +meriterebbe, no davvero, non lo meriterebbe.</p> + +<p>Quanto più il conte Zaccaria si persuadeva +dei demeriti del figliuolo, tanto più egli si mostrava +gentile con la nuora. Lodava la sua pazienza +col marito, la sua bontà con la piccina, +la sua attitudine a capir le cose (poveretta! +ella ascoltava a bocca aperta i suoi spropositi +<a name="tn204" id="tn204"></a><ins class="correction" title="originale: sensa">senza</ins> osare di contraddirgli) e largheggiava +sempre maggiormente nelle promesse. Basta; +se ne sarebbe accorta un giorno, dopo la sua +morte.</p> + +<p>In mezzo a queste volate d’una fantasia inferma<span class="pagenum"><a name="Page_205" id="Page_205">[205]</a></span> +c’era però un sentimento vero. Il conte +Zaccaria aveva preso sul serio a voler bene a +Fortunata. Era una di quelle tenerezze della +vecchiaia che somigliano tanto alle tenerezze +dell’infanzia, una di quelle tenerezze alimentate +piuttosto dai sacrifizii che esigono che da quelli +che fanno. Nondimeno Fortunata se ne contentava, +e nel suo cruccio di vedersi mancar l’amore +del marito, le dimostrazioni affettuose del +suocero erano di gran conforto per essa. Tanto +più che la benevolenza del conte si estendeva +alla nipotina, alla quale egli mostrava una tenerezza +che non aveva mai mostrato ai suoi +due figliuoli. La bimba, dal canto suo, aveva +pel nonno una simpatia appena agguagliata +dalla ripugnanza invincibile ch’ella provava pel +babbo. Già il babbo non le aveva mai fatto una +carezza; era sempre cupo, stralunato, negletto +nel vestire, con la barba ispida e i capelli arruffati; +il nonno invece la pigliava volentieri in +collo, le regalava delle chicche e l’affidava col +suo viso ordinariamente sereno, con la persona +linda e pulita, con l’intonazione amichevole dei +lunghi discorsi ch’egli teneva alla mamma, passeggiando +su e giù per la stanza, gestendo anche +con vivacità, ma senza perdere una tal +quale compostezza di gentiluomo.</p> + +<p>Suocero e nuora uscivano sovente a braccetto, +e andavano ora a fare una giratina sulla Riva +degli Schiavoni, ora a prendere il caffè da Suttil +in piazza San Marco, ove qualcuno dei conoscenti +si accostava al loro tavolino per barattar<span class="pagenum"><a name="Page_206" id="Page_206">[206]</a></span> +quattro chiacchiere. Gli altri avventori +si guardavano strizzando l’occhio e tentennando +la testa; poi, quando i Bollati non c’erano più +in bottega, principiavano i commenti.</p> + +<p>—È matto....</p> + +<p>—Un matto allegro.... Non parla che delle +sue ricchezze....</p> + +<p>—Invece siamo agli sgoccioli, non è vero?</p> + +<p>—Altro che agli sgoccioli!... Tutte le campagne +all’asta... citazioni, oppignorazioni da +tutte le parti....</p> + +<p>—Uno di questi giorni andrà all’incanto anche +il palazzo.</p> + +<p>—Lo comprerà il <i>Milord</i>.</p> + +<p>—Probabile.</p> + +<p>—C’è sempre quella gioia del <i>sior</i> Bortolo?</p> + +<p>—Sì, c’è ancora... finchè può raspare.</p> + +<p>—È stato la rovina della famiglia.</p> + +<p>—Ci ha cooperato sicuro.... Ma se avessero +avuto un po’ di cervello i padroni....</p> + +<p>—E il figliuolo? Vi par poco?</p> + +<p>—Non discorriamone neanche.... Quello ha +tutti i vizi.... Ed è crivellato di debiti per suo +conto particolare.</p> + +<p>—Sì, come se non bastassero quelli della +casa.</p> + +<p>—Non si capisce nemmeno come tirino innanzi.</p> + +<p>—Ma! Vendendo o impegnando il poco che +resta.... Le fortune colossali lascian sempre +qualche piccolo avanzo....</p> + +<p>—Pensare che si trattava di milioni!<span class="pagenum"><a name="Page_207" id="Page_207">[207]</a></span></p> + +<p>—E il genero e la figlia dove sono?</p> + +<p>—In Boemia, in Moravia, che so io?... Indebitati +fino agli occhi anche loro....</p> + +<p>—Che <i>patatrac</i>!</p> + +<p>—La bella speculazione che ha fatto la ragazza +Rialdi sposando Leonardo Bollati!</p> + +<p>—Bella tanto! È stata la madre.... Lei, poveretta, +s’era innamorata proprio del cugino....</p> + +<p>—E gliene aveva date le prove....</p> + +<p>—Casi che nascono!</p> + +<p>—Del resto, sarà una buona diavola, ma fisicamente +non vai nulla....</p> + +<p>—Nulla affatto.... Mostra dieci anni di più +di quelli che ha. Dev’essere giovanissima.</p> + +<p>—Oh sì.... Ventuno, ventidue anni al massimo....</p> + +<p>—Ebbene se gliene darebbero trenta....</p> + +<p>—Il curioso si è che oggi i Rialdi sono in +migliori condizioni dei Bollati.</p> + +<p>—Non c’è dubbio.... Tanto più se, come dicono, +il conte Luca sta per diventar consigliere +d’appello.</p> + +<p>—Consigliere d’appello! Con quei meriti! +Non ha fatto mai altro che giocare agli scacchi.</p> + +<p>—Eh, è un posto che gli viene per anzianità.</p> + +<p>—Il figlio, ch’è in marina, si farà strada....</p> + +<p>—L’ufficiale? Sì, è un giovane d’ingegno, ma +una testa calda, una testa calda.... Uhm!... Vi +ricordate la faccenda del duello? E la scena al +Casino?</p> + +<p>—Quella volta se non c’era qualche santo<span class="pagenum"><a name="Page_208" id="Page_208">[208]</a></span> +che lo proteggeva l’andava a finir male per +lui. Prender la difesa dei Bandiera? Nella sua +posizione?</p> + +<p>Mentre si tenevano tali discorsi sul conto dei +Bollati e dei Rialdi, il nobiluomo Zaccaria, tornando +a casa con la nuora, giudicava severamente +le <i>cariatidi</i> del Caffè Suttil.</p> + +<p>—Quella è gente buona da mettere in museo—egli +diceva—gente che non capisce i tempi, +come la povera Chiaretta.... E poi tutti rovinati, +sai, tutti, senza eccezione....</p> + +<p>I tempi che il conte Zaccaria credeva di capire +si facevano sempre più grossi, e dall’Alpi +al Mar Jonio era un fremito di vita nuova che +si manifestava negli scritti, nelle adunanze, +nelle dimostrazioni di piazza. Il nome d’Italia, +lasciato un giorno ai poeti ed ai rétori, era +oggi sulle labbra del popolo e non significava +più una memoria, ma una speranza, ma un affetto +sentito e gagliardo, preparatore d’opere +virili. E l’amore di patria portava seco come +natural conseguenza l’odio contro il dominio +straniero. Palesemente ove non c’eran gli +Austriaci, velatamente nelle terre lombardo +venete, si parlava d’una prossima alzata di +scudi; con quali armi non si sapeva ancora, +ma gl’Italiani si contavano, e già pareva loro +d’esser tutti soldati per la guerra santa. I +muri si coprivano d’iscrizioni di <i>Morte ai Tedeschi</i>.—<i>W. +l’Italia</i>—<i>W. Pio Nono</i>; strana eppur +quasi universale illusione che associava +l’idea del riscatto al nome d’un Papa. E anche<span class="pagenum"><a name="Page_209" id="Page_209">[209]</a></span> +Venezia, accusata fino a quei giorni di spiriti +fiacchi, usciva dal lungo torpore. Il sonnolento +Ateneo non isdegnava di entrar esso pure nella +corrente rivoluzionaria e iniziava la discussione +d’argomenti sociali ed economici; le onoranze +a Riccardo Cobden nel luglio 1847 furono un +pretesto per inneggiare alla libertà, e il Congresso +dei dotti raccoltosi nel settembre in +Palazzo ducale servì a stringer saldi legami di +pensiero e d’affetto tra i migliori uomini della +Penisola.</p> + +<p>Questa sinfonia allegra del dramma sanguinoso +che doveva rappresentarsi nel 1848 era +fatta apposta per isconvolgere interamente la +testa debole del conte Zaccaria. Egli confondeva +le faccende pubbliche con le sue faccende +private, vedeva un’intima relazione tra le riforme +politiche, la riscossione dei suoi crediti +immaginari, e l’esercizio della non meno immaginaria +miniera; ma quest’era ancora il meno +peggio perchè gl’impediva di accasciarsi sotto +il peso delle sue sventure reali. Il guaio serio +era l’inquietudine che gli si era cacciata addosso +e che gli cresceva ogni giorno; gli sembrava, +chiamandosi Bollati, di non poter rimanere +estraneo agli avvenimenti, avrebbe voluto +discorrere, scrivere, stampare anche lui qualche +cosa (avrebbe stentato a dir che cosa) e +s’irritava delle difficoltà che gli attraversavano +la via, del modo sprezzante con cui certa gente +da nulla accoglieva le sue parole. Sotto l’impressione +di queste ripulse egli s’esaltava fuor<span class="pagenum"><a name="Page_210" id="Page_210">[210]</a></span> +di misura, e Fortunata, che sola riusciva a calmarlo, +cominciava a temere che la pazzia innocente +del suocero potesse presto o tardi convertirsi +in una pazzia pericolosa. Di qui uno +spasimo nuovo per lei, che tremava per la sua +Margherita, eppur non sapeva come impedire +al conte Zaccaria di vederla.</p> + +<p>Però queste sue paure non dovevano durare +a lungo. Era una giornataccia di novembre +umida e fredda e il conte Zaccaria aveva rinunziato +a uscir di casa. Per tutta la mattina +egli non aveva fatto altro che discorrere strampalatamente, +ma tranquillamente, con Fortunata +de’ due affari che gli stavan più a cuore, +la miniera e la causa di rivendicazione, dicendo, +a proposito di quest’ultima, che voleva +sollecitare il Papa a rispondergli. E invero dall’agosto +1840 al novembre 1847 c’era stato +tempo d’avanzo a maturar la risposta.</p> + +<p>Dopo colazione il conte si sdraiò sur una poltrona +in fondo del salotto, mentre Margherita, +ch’era oramai una trottolina di due anni e +mezzo, gli s’arrampicava sulle ginocchia e gli +chiedeva due cose, <i>un confetto</i> e <i>una storia</i>. Fortunata, +seduta accanto alla finestra, rammendava +della biancheria; Leonardo, al solito, era +fuori.</p> + +<p>Il vecchio gentiluomo diede alla nipote uno +zuccherino; poi, impasticciando insieme le reminiscenze +delle fiabe udite dalla balia con le +fantasie del suo cervello malato, raccontò d’un +re e d’una regina che avevano una bimba bella<span class="pagenum"><a name="Page_211" id="Page_211">[211]</a></span> +come il sole, e d’un mago che aveva trovato dei +filoni d’oro e con quell’oro aveva fabbricato +una casa per mettervi dentro la bimba, e la +casa era grande, grande, grande....</p> + +<p>—Grande così—disse la bimba allargando +il più possibile le sue piccole braccia.</p> + +<p>—Grande così—ripetè il conte chinando +la testa in segno d’assenso.</p> + +<p>E non soggiunse altro.</p> + +<p>—Nonno dorme—bisbigliò Margherita dopo +una breve pausa.</p> + +<p>Fortunata si scosse.</p> + +<p>—Se dorme, lascialo stare. Vieni qui. +Ma la fanciulla non si moveva.</p> + +<p>—Nonno dorme—ella tornò a dire.</p> + +<p>E intrecciava le sue dita rosee nei capelli +bianchi del conte Zaccaria e chiamava:</p> + +<p>—Nonno; nonno!</p> + +<p>—Bimba disubbidiente!—esclamò la madre +alzandosi infastidita.—Lascialo quieto il +nonno.</p> + +<p>Oh il nonno era tanto tanto quieto. Egli non +sentì nè l’appello della nipote, nè il grido della +nuora, nè l’irrompere tumultuoso della gente +accorsa in aiuto, nè le preghiere del sacerdote +venuto a rendergli gli ultimi uffici. Il nonno +era morto, morto meglio di quel che non fosse +vissuto, morto al suono d’una voce carezzevole +che gli blandiva l’orecchio, morto col sorriso +sul labbro, sognando le ricchezze, la fortuna, +gli onori.</p> + +<p>Il testamento trovato in un cassetto della<span class="pagenum"><a name="Page_212" id="Page_212">[212]</a></span> +scrivania provò le felici disposizioni d’animo +del defunto. Egli legava somme considerevoli a +un’infinità d’Istituti di beneficenza, e nuove +Opere pie voleva fossero fondate col suo nome. +Ma largheggiava specialmente in favore di +Fortunata e di Margherita. Alla prima egli assegnava +ottomila zecchini da prelevarsi sul +prodotto della miniera aurifera del Friuli; alla +seconda destinava duecentomila lire venete sul +credito Steno; a tutt’e due poi distribuiva +perle, diamanti e altri oggetti preziosi che non +esistevano più. Alla figlia maritata Geisenburg +lasciava il compimento della legittima e un +fornimento di pizzi venduti da due anni; del +conte Leonardo diceva che la sua condotta dissipata +avrebbe autorizzato il padre a diseredarlo; +nondimeno, nella speranza ch’egli si +ravvedesse, lo nominava erede universale, con +l’ordine espresso di spingere alacremente i lavori +della miniera e gli atti della causa. Dopo +parecchi legati di minor conto, c’erano istruzioni +precise sui funerali che dovevano essere +splendidissimi, e sui due monumenti che Sua +Eccellenza Zaccaria voleva eretti a sè e alla +N. D. Chiaretta sua moglie.<span class="pagenum"><a name="Page_213" id="Page_213">[213]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="XX" id="XX"></a>XX.</h2> + + +<p>Un cambiamento notevole era successo nella +situazione rispettiva dei coniugi Rialdi: la moglie +non era più così autoritaria, il marito non +era più così docile come una volta. Col suo arrabattarsi +continuo, co’ suoi intrighi orditi di +lunga mano, con la sua pretensione di ristorar +le fortune della famiglia, la contessa Zanze non +era riuscita che al colossale sproposito di maritar +la figliuola a un uomo vizioso e rovinato; +senza impicciarsi in nulla, senza far altro che +passar quattr’ore al giorno all’Uffizio e il resto +della giornata a giocare a scacchi al Caffè della +Vittoria, il conte Luca, gradino per gradino, +era giunto a ottenere il posto di consigliere di +appello, ch’è quanto dire a essere una persona +d’importanza, che nelle feste solenni indossava +la sua brava uniforme, s’allacciava a +fianco uno spadino incapace di far male a nessuno, +si metteva in testa un cappello a due +punte, e percorrendo le strade <i>pedibus calcantibus</i><span class="pagenum"><a name="Page_214" id="Page_214">[214]</a></span> +attirava sul suo passaggio le esclamazioni +ammirative dei monelli. Aggiungansi a queste +compiacenze morali quella d’avere uno stipendio +che, in quei tempi di prezzi bassi, permetteva +di mantenersi assai decorosamente. Onde +non c’era più bisogno di pranzar fuori di casa +due volte alla settimana, e s’era potuto sostituire +con un servo effettivo e reale il cameriere +che la contessa Zanze soleva prendere a nolo +pe’ suoi martedì. A fronte di questi benefizi il +conte Luca pretendeva dalla consorte un rispetto +maggiore e aveva anzi dichiarato in +modo assoluto di non voler più lasciarsi chiamare +coi titoli di <i>pampano</i>, <i>babbeo</i> e altri simili. +La consorte ubbidiva fremendo. A lei pareva +d’aver attività, energia, intelligenza da vendere +al conte marito, ma l’era forza riconoscere che +la sorte non l’era stata propizia e aveva invece +favorito lui, quell’imbecille, che non s’era neanche +mosso per meritarsene i favori. Delle giustificazioni +a sè stessa ella ne trovava in quantità; +è naturale, se ne trovano sempre. Ella +diceva che quel precipizio dei Bollati era giunto +inaspettato a tutti, e che non si poteva prevedere +che Leonardo non avesse nè un briciolo +di cervello, nè un briciolo di cuore. Del resto, +almeno per la parte economica, se l’avessero +aiutata, le cose sarebbero andate diversamente. +E di tanto in tanto, nell’intimità coniugale, la +contessa Zanze si lasciava scappar la vecchia +frase:—Se foste entrato nell’amministrazione! +Quel <i>sior</i> Bortolo nuota nell’abbondanza.<span class="pagenum"><a name="Page_215" id="Page_215">[215]</a></span></p> + +<p>Il conte Luca montava su tutte le furie e non +aveva torto.—Cosa mi venite a parlare di +<i>sior</i> Bortolo? Volevate ch’io facessi la parte di +quel furfante?</p> + +<p>Ma la contessa protestava contro questo +modo d’interpretar le sue parole e ripeteva +quello che aveva già detto centinaia di volte +negli anni passati.—Se foste entrato nell’amministrazione +sareste diventato un signore voi +e avreste salvato dalla rovina i vostri parenti.</p> + +<p>—Corpo di bacco! E vi par nulla che io sia +invece consigliere d’appello?</p> + +<p>Comunque sia, questi erano discorsi inutili, +e c’era ben altro da fare che andar ruminando +il passato. Ormai appariva chiaro come la luce +del sole che fra poco i Bollati sarebbero rimasti +in camicia e che Fortunata sarebbe tornata +a carico dei genitori o del fratello.</p> + +<p>Che se c’era ancora qualche illusione possibile +finchè viveva il conte Zaccaria, alla morte +repentina di lui anche questa illusione doveva +dissiparsi. Il conte Zaccaria non era popolare +com’era stato ai suoi tempi il vecchio conte +Leonardo; ma non era neppure un uomo mal +veduto in paese, aveva forme cortesi, alla +buona, e le ingenue allucinazioni a cui egli era +in preda negli ultimi anni avevano piuttosto +cresciuto che scemato le simpatie intorno a lui.</p> + +<p>Ora gli strozzini non hanno l’animo troppo +aperto alla simpatia, ma se possono far di +meno d’inasprir l’opinione pubblica lo fanno, +e non isdegnano di usar qualche temperamento<span class="pagenum"><a name="Page_216" id="Page_216">[216]</a></span> +verso i debitori più forniti di aderenze e di +relazioni. Mettere sulla strada un patrizio di +quell’età, con quel nome! Era da far gridar +mezza Venezia. Col figliuolo era un altro par +di maniche. Prima di tutto si trattava d’un +giovane; e poi quello lì aveva l’opinione pubblica +contro di sè. Anzi può dirsi che l’accanimento +con cui l’attaccavano era persino eccessivo; +pareva che non ci fossero altri farabutti +al mondo. Come talora, per quel bisogno che +ha la gente di crearsi dei simboli, un uomo diventa +la personificazione d’ogni virtù, così un +altro diventa la personificazione d’ogni vizio. +Il senso morale, che va soggetto a tante distrazioni, +si sveglia a un tratto per protestare +contro questo mostro di turpitudine; gli +onesti e gli ipocriti si scagliano addosso a +lui;... ciò che permette loro di esser più indulgenti +con quelli che gli somigliano e anche +con sè stessi.</p> + +<p>Avete visto mai, verso la chiusa d’un ballo +o d’una pantomima spettacolosa, la reggia del +tiranno, il castello dell’oppressore, la prigione +della vittima cader giù a pezzi, finchè, a un +dato segnale, succede l’ultimo scroscio e la luce +elettrica accesa in buon punto scende dall’alto +a rischiarar le rovine? Questo è quello che accadde, +lasciando stare la luce elettrica, del +maestoso edifizio Bollati. Il segno dello scroscio +finale fu dato dalla morte del conte Zaccaria. +Allora non ci furono più riguardi, e gli avvocati +ricevettero dai loro clienti l’ordine di proceder<span class="pagenum"><a name="Page_217" id="Page_217">[217]</a></span> +negli atti a passo di carica senza lasciarsi +smuovere da sollecitazioni o da preghiere di +nessuna specie. Terribile fra tutti i creditori +era il marchese Ernesto Geisenburg-Rudingen +von Rudingen piombato dalla Moravia a far +valere le ragioni della consorte, che per la malferma +salute non aveva potuto accingersi al +viaggio. Il marchese Ernesto, al quale una +cura dietetica aveva fatto perdere alquanto +della sua corpulenza, s’era risolto a riprendere +il servizio militare e veniva di guarnigione in +Venezia per invigilar coi propri occhi la liquidazione +dell’eredità del suocero. Nè voleva +sentir a dire che l’eredità era bell’e liquidata +non essendovi un centesimo per nessuno; egli +protestava pestando la sciabola che a lui <i>Potz +tausend!</i> non la davano ad intendere, e che +avrebbe saputo, occorrendo, tagliare il naso al +cognato, a <i>Herr</i> Bortolo e a tutti gli Italiani, +<i>verfluchte Italiener!</i> E al cognato e a <i>Herr</i> Bortolo +non risparmiava gli improperi e le minaccie +dirette, tantochè l’uno e l’altro mettevano +il loro studio a non farsi mai trovare in casa e +più di una volta era toccato a Fortunata l’onore +di ricevere le sue visite amabili.</p> + +<p>In queste difficili contingenze l’ottimo <i>sior</i> +Bortolo pensò ch’era venuto il momento di levarsi +d’impiccio. E perchè la sua ritirata non +somigliasse a una fuga, egli ricorse al comodo +espediente di cader malato. L’asma di cui egli +soffriva da parecchi anni si aggravò d’improvviso, +un medico premuroso dichiarò che gli era<span class="pagenum"><a name="Page_218" id="Page_218">[218]</a></span> +indispensabile un soggiorno di alcuni mesi in +campagna, e il signor Bortolo Segugi, col cuore +straziato, dovette prendere congedo dai suoi +nobili padroni. Nell’epistola, modello di stile +affettuoso e patetico, da lui diretta in quest’occasione +al conte Leonardo, egli si permetteva +anche di dar quei consigli che gli erano inspirati +dalla molta esperienza e dal grande amore +per la illustre famiglia. Condurre una vita regolata, +ridur le spese ai minimi termini, vendere +quello che era ancora vendibile, eccetera, eccetera. +Se il Signore Iddio voleva ch’egli, <i>sior</i> Bortolo, +si ristabilisse in salute, e se non gli veniva +meno la fiducia dell’illustrissimo conte Leonardo, +sperava di ripigliare ancora in mano le redini +dell’amministrazione; se poi doveva soccombere, +egli si sarebbe presentato al suo Giudice con +la coscienza netta e col convincimento di aver +sempre servito fedelmente i suoi benefattori. +In un poscritto alla bellissima lettera <i>sior</i> Bortolo +suggeriva di valersi dell’opera dell’avvocato +Timoteo Sgriccioli, a cui egli aveva chiesto +da ultimo qualche consulto legale e ch’era +l’uomo fatto apposta per trovare il bandolo di +una matassa arruffata.</p> + +<p>—Buffone! Ladro! Brigante! Gesuita!—urlò +il conte Leonardo quand’ebbe letta e decifrata +la lettera.—S’è ingrassato col nostro sangue +e adesso va a far la digestione in campagna.... +Andasse almeno alla malora quel brutto figuro +asmatico.... Se mi torna tra i piedi sta fresco.... +Non son chi sono se non lo piglio a calci<span class="pagenum"><a name="Page_219" id="Page_219">[219]</a></span> +nel sedere.... E anche dei consigli mi dà quel +furfante ch’è stato la prima causa di tutti i +nostri guai.... Dei consigli, lui, al conte Leonardo +Bollati!</p> + +<p>Nonostante questa filippica, prima che passassero +ventiquattr’ore, il conte Leonardo +aveva già adottato uno dei suggerimenti del +suo degnissimo agente e si era messo nelle +mani dell’avvocato Sgriccioli, patrocinatore +ordinario dei debitori morosi o falliti, a benefizio +dei quali egli aveva anche conformato il +suo studio pieno di bugigattoli, di nascondigli +e di usci segreti. L’avvocato Sgriccioli mostrò +di prender molto a cuore la faccenda, ma non +potè tacere che s’era indugiato troppo a ricorrere +a lui e che la condizione delle cose era +grave, assai grave, gravissima. Infatti i suoi +sforzi non valsero a ritardar la catastrofe; il +tribunale (ed era ancora il meno peggio che +potesse succedere) aprì il concorso sui beni mobili +ed immobili del signor conte Leonardo Bollati +P. V., e sino a liquidazione giudiziale finita +assegnò all’ultimo rampollo di tanti uomini +illustri poche lire al giorno pel suo +mantenimento. Il palazzo, mandato all’asta +per conto della massa creditrice, fu aggiudicato +al maggior offerente, lord Herbert +Seaweed, che era l’inquilino del primo piano. +E il nobile lord concedette ai Bollati quindici +giorni per lo sgombero dell’appartamento +da essi occupato, lasciando però generosamente +a loro disposizione tre camere a tetto,<span class="pagenum"><a name="Page_220" id="Page_220">[220]</a></span> +che se non eran proprio soffitte, di poco ne +differivano.</p> + +<p>La vanità del baronetto era lusingata dall’idea +di dar ricovero a un patrizio che aveva +avuto due dogi fra i suoi antenati. Leonardo +dal canto suo accettò con lieto animo l’offerta, +e perchè gli ripugnava di andar in cerca di un +altro alloggio, e fors’anche perchè seguitando +ad abitare nel suo palazzo, gli pareva d’esserne +sempre lui il padrone. Aggiungasi che +in tal maniera egli sperava di sbarazzarsi della +moglie e della figliuola. Possibile che Fortunata +non si risolvesse a tornare in famiglia e a +portarsi seco quell’impiccio della bimba! Già il +conte Luca e la contessa Zanze avevano dichiarato +di esser pronti a ricever lei e la nipote.</p> + +<p>Messa alle strette, Fortunata, cui non bastava +l’animo di veder patire la sua piccina, mandò +Margherita dai nonni (andando poi a mangiarsela +di baci due o tre volte al giorno), e in +quanto a sè, dichiarò che non voleva dividersi +da suo marito e che avrebbe affrontato volentieri +il freddo e la fame piuttosto che abbandonarlo +alle prese con la miseria. Ma se c’era +uomo inetto a capir questi sentimenti era Leonardo +Bollati, il quale non vide in tutto ciò +che uno sciocco puntiglio e pensò di far pagar +cara alla moglie la matta ostinazione di stargli +appiccicata ai fianchi. E se prima rimaneva +fuori di casa mezza giornata, adesso ci rimaneva +la giornata intiera, e faceva tutti i suoi +pasti all’osteria, non rientrando che nel cuor<span class="pagenum"><a name="Page_221" id="Page_221">[221]</a></span> +della notte con gli occhi lustri, con la lingua +grossa e con le gambe barcollanti. Allora si +cacciava in letto e dormiva fino al tocco per +ripigliar poi la solita vita. A Fortunata non +dava un centesimo; quello che gli passava il +tribunale non era neppur sufficiente per lui; +andasse da suo padre, il consigliere d’appello, +che s’era abbastanza riempiuto l’epa alla tavola +dei parenti quand’eran ricchi da poter oggi restituire +un desinare a una Bollati, che, per +giunta, era sua figlia. Che s’ella non voleva andarci, +s’ingegnasse come poteva.</p> + +<p>Fortunata s’ingegnava vendendo o impegnando +qualcheduno degli oggetti ch’erano +avanzati dal gran naufragio e ch’erano stati +buttati alla rinfusa in una delle tre stanze lasciate +per carità dai nuovi agli antichi padroni. +Del resto, per lo più, desinava effettivamente +presso i genitori.</p> + +<p>Ormai tutti le ripetevano che, poichè Leonardo +non aveva cuore nè per lei, nè per la bambina, +e ricevendo, checchè ne dicesse, un sussidio bastante +per far vivere la famiglia, non voleva +pensar che a’ suoi vizi, ella poteva piantarlo +senza rimorsi.</p> + +<p>Ella però era irremovibile. Pur troppo con la +sua presenza ella non impediva nulla, non riusciva +a fargli lasciar nè un cattivo amico, nè +una cattiva abitudine; ma chissà? mancando +lei, sarebbe stato ancora peggio. Egli non +avrebbe passato in casa nemmeno le poche ore +che ci passava; non avrebbe preso, prima d’uscire,<span class="pagenum"><a name="Page_222" id="Page_222">[222]</a></span> +nemmeno una tazza di caffè. E chi +avrebbe vigilato perchè la sua camera fosse in +ordine, perchè i suoi vestiti fossero spolverati, +e chi l’avrebbe assistito se una notte non si +sentiva bene!</p> + +<p>Inoltre, Fortunata sperava in un miracolo, +sperava in un ritorno d’affetto conquistato a +forza d’umiltà, di pazienza e di devozione. Perchè, +pare impossibile, ell’amava sempre Leonardo. +Qualche volta, verso l’alba, mentr’egli +dormiva della grossa, ell’entrava pian pianino +nella stanza di suo marito, e si accostava al +letto e si chinava a deporre un bacio su quella +fronte non solcata mai da un pensiero generoso, +su quelle labbra umide e sozze da turpi +contatti. Una mattina quel tiepido soffio lo +scosse a mezzo; abbastanza desto da sentir che +una donna gli era vicino, non abbastanza da +distinguer qual fosse, egli la tirò a sè, le gettò +le braccia al collo. Poi spalancando gli occhi, +vide la moglie, palpitante, svergognata come +un’adultera côlta in fallo.</p> + +<p>—Tu!—egli disse con un’inflessione di voce +ch’esprimeva lo stupore e il disgusto.—Io +credevo.... Peccato!... Va via.</p> + +<p>—Oh Leonardo!—ella cominciò supplichevole +e con le lagrime che le gocciolavano giù +per le gote.</p> + +<p>Ma un resto di dignità le tolse di proseguire. +Divenne scarlatta, e coprendosi il viso con le +mani fuggì dalla stanza. Indi, abbigliatasi in +furia e fatto uno fardello di alcuni oggetti che<span class="pagenum"><a name="Page_223" id="Page_223">[223]</a></span> +più le premevano, scese a precipizio la scala e +volò a casa sua.</p> + +<p>—Oh!—esclamò la contessa Zanze—Cosa +c’è di nuovo? Cosa t’ha fatto quel brigante?</p> + +<p>—Capisco che avevate ragione.... Se mi +volete, vengo a star con voi... per ora almeno...</p> + +<p>—Sicuro che ti vogliamo.... Sei la nostra +creatura.... Ma si può sapere?...</p> + +<p>—Non c’è nulla... nulla.... E Margherita? E +il babbo?</p> + +<p>—Stanno benissimo.... Dormono ancora.... +Però vorrei sapere....</p> + +<p>—Oh è inutile, mamma....</p> + +<p>S’intese la voce della bimba che chiamava:—Nonna, nonna!</p> + +<p>—Ecco, s’è svegliata—disse la contessa +Zanze. E rivolgendosi alla figliuola le chiese: +Vuoi andarci tu?</p> + +<p>—Sì—rispose Fortunata. Ma pentitasi subito +soggiunse:—È meglio che prima tu l’avverta +che ci sono.... Andrò di qui a un momento.</p> + +<p>Si fece portare una catinella d’acqua e vi +immerse la faccia tre o quattro volte. Poi entrò +nella camera di Margherita.</p> + +<p>—Oh mamma, mamma—gridò la piccina +battendo le mani.</p> + +<p>—Tesoretto mio!—proruppe Fortunata piegandosi +sopra di lei.—Starò sempre sempre +con te.<span class="pagenum"><a name="Page_224" id="Page_224">[224]</a></span></p> + +<p>Margherita le cinse il collo con le sue braccia +nude e la coperse di baci che non volevano +più finire.</p> + +<p>—Ancora, ancora!—diceva la povera donna. +Le pareva che quei baci scancellassero l’onta +degli altri che, poco prima, ell’aveva ricevuti... +per isbaglio.<span class="pagenum"><a name="Page_225" id="Page_225">[225]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="XXI" id="XXI"></a>XXI.</h2> + + +<p>Il 1847 s’era chiuso come una splendida notte +di luglio, in cui il cielo ancora sereno è solcato +da spessissimi lampi; il 1848 s’apriva come una +giornata nella quale i rossori inauspicati dell’alba +fanno prevedere il temporale vicino. Le +città italiane conservavano il loro aspetto festante, +le popolazioni empivano le strade, i teatri, +le chiese (chè il Papa liberale aveva messo +di moda la religione) ed era dappertutto uno +sfoggio di colori vivaci, di abbigliamenti bizzarri, +un echeggiar di canzoni, una loquacità +espansiva come di gente a cui prema rifarsi del +lungo silenzio e richiamar insieme le memorie +del passato e divisar l’avvenire. Ma sotto quella +gaiezza tumultuosa covavano i fieri propositi, +ma in quei colori, in quei vestiti, in quei canti, +in quel fraternizzar delle classi era una sfida +gettata in viso a un nemico comune. E il nemico +comune, vissuto a lungo in una sicurtà<span class="pagenum"><a name="Page_226" id="Page_226">[226]</a></span> +sprezzante, pareva domandare a sè stesso se +fosse possibile che i conigli si fossero mutati in +leoni, e intanto affilava le armi e si preparava +alla lotta. Già i moti fortunati di Palermo e di +Napoli e le riforme civili di Roma imbaldanzivano +gli animi e rafforzavano la speranza della +guerra nazionale contro l’oppressore tedesco; +già nelle terre lombardo-venete erano cominciate +le prime avvisaglie, già il sangue era corso +per le vie di Milano. Dalla laguna al Ticino un +potere occulto che attingeva la sua autorità dal +consentimento dei più, deludeva i cent’occhi +della Polizia austriaca, e, senza codici e senza +soldati, con una parola d’ordine gettata nella +folla, con un foglietto misterioso fatto pervenire +a domicilio, regolava le mosse dei cittadini. +Quelli che non ubbidivano per entusiasmo patriottico +ubbidivano per ispirito d’imitazione, +per vaghezza di novità, per tema di essere mostrati +a dito, per la curiosità di vedere come +andasse a finire una condizione di cose sì strana +ed insolita. Pochi osavano protestare ad alta +voce; in maggior numero eran coloro che, divisi +tra due paure, la paura del Governo legittimo +e quella del Governo clandestino, procuravano +di uscir di rado, di parlar poco, di +trovarsi con meno gente che fosse possibile. A +questo regime s’era condannato da sè il conte +Luca Rialdi, suddito fedelissimo di S. M. Ferdinando +I, ma innanzi tutto uomo sollecito della +propria pelle. In ufficio era riuscito a schermirsi +da ogni processo che avesse attinenza con la<span class="pagenum"><a name="Page_227" id="Page_227">[227]</a></span> +politica; al Caffè della Vittoria non si faceva +più vedere; figuriamoci! tutti avevan sciolto lo +scilinguagnolo, tutti volevan dire la loro opinione +sugli affari del giorno, non c’era un cane +che giuocasse a scacchi, e s’anche una partita +si principiava era ben difficile tirare innanzi in +mezzo a quel frastuono di voci; in piazza San +Marco poi il conte Luca aveva giurato di non +metter piede dopo un certo tiro del marchese +Ernesto Geisenburg-Rudingen von Rudingen.</p> + +<p>Un giorno, che è che non è, mentre il nostro +consigliere d’appello percorreva a passo spedito +le Procuratie vecchie, il signor marchese, +in piena tenuta di capitano degli ussari (che ci +ha da fare un capitano di cavalleria a Venezia?) +il signor marchese, insomma, staccandosi da un +gruppo d’ufficiali, gli si avvicinò con la mano +tesa e gli disse col suo italiano che s’imbarbariva +sempre peggio:</p> + +<p>—O signor conte, pen contento di vederla, o +<i>ja.... Ich gratulire mich</i>, mi congratulo sua nomina +a <i>Regierungsrath?.... Geheimerath?.... ach +nein.... Appellationsrath. Ja, ja</i>, consigliere d’appello.</p> + +<p>Quindi gli si mise a fianco e cominciò a discorrergli +degli affari Bollati.... <i>eine traurige +Geschichte....</i> sì, una triste storia.... quel Leonardo +meritar pastonate, prigione.... anche conte +Zaccaria puon anima, consumare un patrimonio +di quella sorte! Adesso I. R. Tripunale afer in +mano la faccenda.... <i>man wird sehen; ja....</i> si +vedrà.... pur troppo, poco, anzi <i>nichts</i>, niente<span class="pagenum"><a name="Page_228" id="Page_228">[228]</a></span> +da sperare.... <i>Und wie gehet’s.... ja</i>, come sta la +contessa Zanze? E la contessa Fortunata?... +<i>Unglückliche junge Dame!...</i> Ah prutto mondo!... +Anche sua <i>Frau</i>, marchesa Maddalena, afer immensamente +sofferto.... tante disgrazie di seguito!... +<i>Arme Frau!</i></p> + +<p>Il conte Luca non sapeva in che mondo si +fosse. Quel marchese così borioso, il quale, specialmente +dopo il duello con Gasparo, l’aveva +a morte coi Rialdi, quel marchese aveva adesso +la bell’idea di girar con lui per la piazza San +Marco, il ritrovo dei curiosi e dei fannulloni? +E non si poteva mica piantarlo in asso da un +momento all’altro!</p> + +<p>Dagli argomenti privati l’ufficiale passò a parlare +degli argomenti pubblici, di quella maledetta +politica che si cacciava dappertutto. Gli +Italiani erano matti, il Papa era <i>ein Dummkopf</i>, +uno sciocco che agitava la miccia accesa vicino +a una polveriera; quel <i>grosser Kerl</i> del Borbone +aveva avuto torto di cedere alle grida di quattro +fanatici, ma si poteva esser sicuri che alla +prima opportunità egli avrebbe saputo accomodar +le cose per benino; Carlo Alberto, quello +lì era <i>ein Schwärmer</i>, un sognatore, un entusiasta, +ora carbonaro, ora sanfedista.... non si sapeva +mai. A ogni modo, Metternich aveva giudizio +per tutti.... E in quanto ai facinorosi Lombardo-Veneti +bisognava dar degli esempi, e si +sarebbero dati; stesse tranquillo il signor conte +che si sarebbero dati: già egli poteva dire con +fondamento che il decreto per introdurre il giudizio<span class="pagenum"><a name="Page_229" id="Page_229">[229]</a></span> +statario era sul punto di esser sottoposto +alla firma di S. M. Allora, in una quindicina di +giorni, tutto questo baccano sarebbe finito.... +<i>Ja, gnädiger Herr Graf, so ist es....</i> così è....</p> + +<p>A questo punto il marchese offerse un sigaro +al suo interlocutore. Bravo! Al povero conte +Luca non mancava altro che di farsi vedere a +fumare dopo la proibizione assoluta di quei signori +del Governo clandestino! Per buona ventura +il conte non fumava mai, ed ebbe un’ottima +ragione per rifiutar l’offerta.</p> + +<p>Il marchese sorrise.—<i>Sie haben nie geraucht?</i> +mai fumato? <i>Wirklich so?...</i> Proprio?</p> + +<p>—Proprio, proprio... mai fumato—rispose +il conte Luca.</p> + +<p>E parendogli di poter finalmente accommiatarsi +senza increanza, disse al signor capitano +ch’era atteso in un luogo e doveva lasciarlo.</p> + +<p>—<i>Auf Wiedersehen, Herr Graf...</i> a rivederci... +<i>Meine Complimenten den gnädigen Frauen, bitte....</i> +prego miei complimenti alle signore,—gridò +l’espansivo marchese stringendo forte la mano +del conte Luca.</p> + +<p>E raggiunse il crocchio degli amici a cui raccontò +ridendo che <i>der Herr Appellationsrath</i>, con +quella pillola del giudizio statario in corpo, non +doveva dormir certamente per tutta la notte. +Del resto, egli aveva fermato il conte Rialdi +all’unico scopo di recargli un po’ di molestia e +di sforzarlo a passeggiar di pieno giorno in +piazza San Marco con un <i>K. K. Offizier</i>. Che +se <i>Herr Graf</i> doveva per questa ragione soffrir<span class="pagenum"><a name="Page_230" id="Page_230">[230]</a></span> +qualche sfregio dagli <i>italianissimi</i>, egli ne avrebbe +avuto molto piacere.</p> + +<p>Il conte Rialdi uscì dalla piazza senza nemmeno +alzar gli occhi. Non vedendo nessuno gli +pareva che nessuno dovesse veder lui.</p> + +<p>Invece prima di sera gli capitò a casa un bigliettino +concepito a un dipresso in questi termini:</p> + +<div class="blockquot"><p>«Signor consigliere.—Se non foste padre +di un eccellente patriotta, vi si darebbe oggi +una buona lezione. Il Comitato si limita per +questa volta a un amichevole avvertimento. Non +è più lecito a un italiano di mostrarsi coi militari +austriaci, fatta eccezione pegli ufficiali di +marina che sono dei nostri. Austriaci e italiani +non si devono ormai incontrare che sulle barricate +o sul campo di battaglia. Abbiate dunque +prudenza e moderate il vostro zelo di servitore +fedelissimo di S. M.</p> + +<p class="right"> +«<i>Il Comitato.</i>»<br /> +</p> +</div> + +<p>Se il povero consigliere viveva sempre in angustie +e aveva perduto il sonno e la fame non +si poteva dargli poi tutti i torti. Compromesso +coi liberali pe’ suoi sentimenti di fedeltà, compromesso +col Governo per cagion del figlio che +un dì o l’altro doveva passar un cattivo quarto +d’ora, egli aveva per soprammercato da invigilar +sulla pazzia della moglie alla quale era venuto +il ticchio di far la patriotta ardente anche lei, +e di trinciar di politica con le femminette che +venivano a visitarla ne’ suoi martedì.<span class="pagenum"><a name="Page_231" id="Page_231">[231]</a></span></p> + +<p>—Donna senza giudizio!—le diceva il marito.—Non +la volete finire? Non lo sapete che +c’è qualche signora che non vien più da voi per +non sentir certi discorsi?... E cosa son questi +colori sul vestito?... Via subito quel nastro.</p> + +<p>—Oh,—rispondeva la contessa Zanze.—Voi +sareste capace di aver paura anche se vi +portassero in tavola un piatto d’indivia mista +col radicchio rosso!</p> + +<p>—E voi non avete sale in zucca.... Vi pare +che siano momenti da scherzare, questi? Ci tenete +proprio ad andar in prigione per il bel +gusto di dir tutto quello che vi passa per la +testa e d’abbigliarvi come un arlecchino? Vergogna! +Alla vostra età!</p> + +<p>—Oh! L’età....</p> + +<p>—Sì; e con l’allegrie che ci sono in casa.... +Con la figlia e la nipote da mantenere!... Che +se, Dio scampi e liberi, io perdessi l’impiego, +sarebbero quei signori del Comitato che vi darebbero +da pranzo! Pregate piuttosto a mani +giunte il Signore che non ci faccia capitar qualche +brutta notizia da Gasparo che sarà un +brav’uomo, non dico, ma è un cervello esaltato.... +e se riescono a coglierlo in fallo....</p> + +<p>—Voi non sapete preveder che disgrazie.</p> + +<p>—E voi avete una benda agli occhi.... Se il +Comitato dice che mio figlio è un eccellente +patriotta, è segno che ne hanno le prove. Mi +spiego?</p> + +<p>—Sicuro che le avranno. O che lo credete +un austriacante del vostro stampo?<span class="pagenum"><a name="Page_232" id="Page_232">[232]</a></span></p> + +<p>—Zitto, disgraziata... Dovreste gridarlo dalla +finestra queste cose! Non vi ricordate dei Bandiera?</p> + +<p>—Altri tempi, altri tempi. Adesso quelli che +sono al Governo si sentono mancar la terra +sotto i piedi e devono far i conti col popolo.</p> + +<p>—Ma che popolo? Vorrei vederli, alla prima +cannonata, questi strilloni, questi ragazzacci +che, in omaggio alla libertà, fischiano un galantuomo +che si permetta d’aver un sigaro in +bocca. Bella libertà! Non parlo per me che non +fumo.... Ma io vi dico che mi par d’essere in un +manicomio e che questo baccano va a finire in +tragedia.... oh se va a finire!... Mi spiego?</p> + +<p>E invero le Autorità, vinte le prime titubanze, +accennavano a voler far sul serio anche +a Venezia. Sin dal 18 gennaio la Polizia aveva +tratti in arresto il Manin e il Tommaseo come +quelli che capitanavano la cosidetta <i>agitazione +legale</i>; il 22 febbraio fu promulgato il giudizio +statario, del quale il marchese Geisenburg +aveva dato al conte Rialdi l’annunzio alquanto +precoce. Tuttavia gli animi non si quetavano e +gli avvenimenti parevano fatti apposta per rincorare +i timidi, per imbaldanzire gli audaci. La +proclamazione della Repubblica in Francia, +come tutto ciò che succede in quel paese singolare, +aveva un immenso rimbombo in Europa; +di lì a poco Carlo Alberto accordava lo Statuto +promesso, e infine la notizia della rivoluzione +di Vienna era l’ultima scintilla che faceva divampare +l’incendio. Il 17 marzo i prigionieri<span class="pagenum"><a name="Page_233" id="Page_233">[233]</a></span> +politici, liberati dal carcere, eran portati in +trionfo sulle braccia del popolo, i colori nazionali +apparivano agli occhielli degli abiti nella +piccola ma provocante coccarda, una bandiera +bianca, rossa e verde era issata sopra una delle +antenne della piazza S. Marco. Nel 18, maggiore +la folla, più insistenti le grida, più risoluti, +più feroci gli animi. La truppa, accolta a +fischi e a sassate, perde la pazienza e fa fuoco; +ci sono morti e feriti; sembra imminente una +lotta sanguinosa per le strade della città. Ma +il governatore civile e il comandante la guarnigione +eran timidi, fiacchi, benevoli forse a +Venezia ove avevan lungamente vissuto; pieni +di energia, d’entusiasmo, di fede erano invece +gli uomini postisi in quei giorni memorabili a +capo del popolo. Si chiede e si ottiene, col +pretesto di mantenere la sicurezza pubblica, +l’istituzione della guardia civica; dai fondaci +dei rigattieri escono vecchie spade irrugginite, +e fucili a pietra, e alabarde spuntate; escono +dalle cucine i coltellacci e gli spiedi, e i nuovi +militi bizzarramente vestiti e tutti con una +sciarpa bianca a tracolla corrono come a festa +le vie, e distribuiti in pattuglie fanno la notte +il servizio di ronda. È il primo atto d’un’epopea? +È l’ultima scena d’una farsa? Chi lo sa? +Quali sono in quella folla gli eroi veri e quali +gli eroi da teatro? Chi lo sa? Sono confusi insieme +e non si potranno distinguere che al momento +della prova.</p> + +<p>Certo non si rischia molto assicurando fin<span class="pagenum"><a name="Page_234" id="Page_234">[234]</a></span> +d’ora che non è un eroe un nostro vecchio conoscente, +il signor Oreste, comandante di una +di quelle strane pattuglie nella notte tra il 21 +ed il 22 marzo. Il signor Oreste, ch’è padrone +d’una delle principali osterie in Cannaregio e +che ha la sua buona dose di vanità, non ha potuto +esimersi dal prestar l’opera sua alla patria +in momenti tanto solenni, ma egli vuol conciliare +i doveri di cittadino coi dettami della prudenza, +e guidando il suo manipolo di prodi attraverso +il dedalo inestricabile delle <i>callette</i> veneziane, +pone ogni studio nell’evitar <i>cattivi incontri</i>.</p> + +<p>—Non si passa per i Gesuiti?—domanda un +gregario, non so bene se coraggioso o malizioso.</p> + +<p>—Ohibò—risponde il signor Oreste.—Perchè +si dovrebbe passarci?</p> + +<p>—Così, per veder quello che fanno quei <i>patatuchi</i> +del reggimento Kinsky che son lì consegnati +in caserma.</p> + +<p>—Bel gusto.... Se venissero fuori?...</p> + +<p>—Si spara il nostro colpo di fucile e si dà +l’allarme.</p> + +<p>—Provocazioni inutili.... Noi siamo in giro +per la sicurezza della città e nient’altro....</p> + +<p>—Uhm... Senza un po’ di sangue non la si +finisce—ripigliò il milite battagliero.</p> + +<p>—Insomma—grida il signor Oreste con piglio +autoritario—qui il capo son io. Pei Gesuiti +non ci si passa. Si va fino a S. Giovanni +Grisostomo, poi si torna indietro e ci si ferma +a bere un mezzo boccale da me.<span class="pagenum"><a name="Page_235" id="Page_235">[235]</a></span></p> + +<p>Questa proposta raccoglie tutti i suffragi, e +la pattuglia riprende in silenzio le sue perlustrazioni.</p> + +<p>—Là c’è una figura sospetta—esclama a +un tratto il comandante segnando all’imboccatura +d’una calle un individuo che veniva avanti +con passo incerto.—Chi va là?</p> + +<p>L’individuo borbotta qualche parola incomprensibile +che sembra aver una parentela lontana +con una bestemmia.</p> + +<p>—Bisogna vedere—soggiunge il signor +Oreste rivolgendosi ai militi.</p> + +<p>E seguìto da loro s’avvicina al misterioso personaggio, +nel quale, con sua grande maraviglia, riconosce +nientemeno che il conte Leonardo Bollati.</p> + +<p>—Oh! Eccellenza—balbetta l’ex cuoco con +un resto d’ossequio.</p> + +<p>—To’, to’—dice il conte strascicando le +parole.—Siete voi... bel mobile?... Anche voi +in ma...a...schera?... Mi gira la testa.... Già... +già che siete qui... accompagnatemi fino al... +palazzo.... È vi... vicino....</p> + +<p>Il signor Oreste non può negare un sì piccolo +servigio al suo antico padrone.</p> + +<p>—Ce n’avete... fatte di grosse... voi...—continua +Sua Eccellenza appoggiandosi al braccio di +quel furfante arricchitosi a spese della sua famiglia.</p> + +<p>Il signor Oreste avrebbe voluto dire che anch’egli +era stato sacrificato non riscotendo un +centesimo dei suoi crediti, ma s’era ormai giunti +al portone del palazzo.<span class="pagenum"><a name="Page_236" id="Page_236">[236]</a></span></p> + +<p>—Lo sapete che... che il palazzo appartiene +a...adesso a un Lo...ord inglese?</p> + +<p>—Pur troppo, Eccellenza.... Ma!</p> + +<p>—Nie...ente paura!... Ho tre camere... in... +a...alto e... e m’han lasciato... a...anche la +chia...a...ve.</p> + +<p>Il signor Oreste aiutò il conte a introdurre +questa famosa chiave nella toppa; poi disse:</p> + +<p>—Lustrissimo, buona notte....</p> + +<p>—Buo...o...na notte.... O che co...o...sa gridano?</p> + +<p>Pel vicino Canalazzo passava una gondola e +il barcaiuolo con voce sonora gridava:—Viva +San Marco!</p> + +<p>—Gridano:—Viva San Marco!</p> + +<p>—Vi...va San Ma...a...rco?—ripetè a mezza +voce Leonardo fermo sulla soglia.—To...o...rna +la Serenissima?</p> + +<p>—Chi può dir nulla?... Se ne vedono tante.... +Buona notte, signor conte.</p> + +<p>E la pattuglia si ritirò.</p> + +<p>Noi non vorremmo affermare che quel grido +di <i>Viva San Marco</i> non facesse nessun effetto +a Leonardo Bollati, che nessuna fibra si scotesse +in lui all’idea di veder risorger l’antica +Repubblica, a pro della quale i suoi padri, per +tante generazioni, avevano versato il sangue e +speso l’ingegno. Ma l’impressione, come accade +a chi s’è disavvezzato dal pensare e dal sentir +fortemente, non fu che passeggera; egli aveva +ben altro pel capo che la risurrezione della Repubblica; +aveva bevuto troppo, era stanco,<span class="pagenum"><a name="Page_237" id="Page_237">[237]</a></span> +aveva un sonno, un sonno! Si strascinò su dei +suoi centoquindici scalini, chè non ce ne volevano +meno per arrivare dov’egli abitava, e si +mise a letto.</p> + +<p>Il giorno dopo Leonardo non s’alzò che tardissimo. +Affacciandosi a un <a name="tn237" id="tn237"></a><ins class="correction" title="orginale: finestino">finestrino</ins> che dava +sul Canal grande vide un movimento, un’animazione +maggior dell’usato, sentì più insistente +il grido che l’aveva colpito la notte prima: +<i>Viva San Marco!</i> E altri gridi insieme con questo: +<i>Viva Pio IX! Viva Manin! Viva la libertà!</i> +Inoltre dalle frasi scambiate tra la gente che +curiosava sulle <i>rive</i> o ai <i>traghetti</i> capì che gravi +fatti erano successi e fatti non meno gravi si +preparavano.</p> + +<p>—Gli arsenalotti gli hanno fatto la festa?</p> + +<p>—Al colonnello Marinovich? Sicuro.... Gli +sta bene a quel cane. Li trattava da bestie.</p> + +<p>—E com’è andata?</p> + +<p>—Ma! Chi la racconta in un modo e chi in +un altro. La mia però è storia genuina perchè +la so da mia cognata che è sorella di un arsenalotto. +Fatto si è che appena Marinovich s’è +presentato all’arsenale questa mattina, gli operai, +che non se l’aspettavano dopo le minaccie +di ieri, gli si strinsero attorno con urli, fischi, imprecazioni. +Lui tira fuori la spada e si fa +largo un momento.... Ma quelli s’inviperiscono di +più e gli danno addosso di nuovo. Vista la male +parata, il colonnello cerca di fuggire, trova +aperta la porta di una delle torri vicine all’ingresso, +sale per la scala, ma i suoi inseguitori<span class="pagenum"><a name="Page_238" id="Page_238">[238]</a></span> +gli sono alle calcagna, un calafato gli pianta +nella schiena la sua trivella, e felice notte.</p> + +<p>Di lì a poco si sente un’altra gran novità.</p> + +<p>—L’arsenale è nostro.</p> + +<p>—Come? Come?</p> + +<p>—Se n’è impadronito Manin.</p> + +<p>—Senza combattimento?</p> + +<p>—Avevan mandato un battaglione di fanteria +marina per riprenderlo, ma le guardie civiche +che c’eran dentro dissero: <i>marameo!</i>—<i>Fuoco!</i> +ordina il comandante del battaglione, +un tedesco. I soldati che son dei nostri, non +gli badano neanche e un ufficiale, nostro veneto +anche lui, esce dai ranghi e grida: <i>Giù le armi</i>. +Il tedesco va in furia e si slancia sull’ufficiale....</p> + +<p>—Oh diavolo.... E come va a finire?</p> + +<p>—Si battono da disperati. Ma un sergente di +marina la termina lui e getta a terra il tedesco.</p> + +<p>—Morto?</p> + +<p>—No, no; pare che l’abbian risparmiato.... +Se lo ammazzavano era meglio.</p> + +<p>—Perchè! Hanno ammazzato il Marinovich +stamattina. Basta uno.</p> + +<p>—Ce ne vuol altro che uno.... Insomma i +soldati si confondono con le guardie civiche, si +mettono la loro brava coccarda sul petto e gridan +tutti insieme: Viva l’Italia!</p> + +<p>—Viva la nostra marina!</p> + +<p>E ormai le notizie si succedono con una rapidità +straordinaria.<span class="pagenum"><a name="Page_239" id="Page_239">[239]</a></span></p> + +<p>—Anche i granatieri han fatto lega col popolo.</p> + +<p>—I cannoni della Gran guardia che eran carichi +a mitraglia sono in potere della guardia +civica.</p> + +<p>—Venti, trenta, quarantamila fucili son distribuiti +fra i cittadini.</p> + +<p>—Il palazzo del governo è nelle nostre +mani.</p> + +<p>—Il podestà Correr è andato da Palffy a +intimargli la resa.</p> + +<p>—Solo?</p> + +<p>—No, con altri tre o quattro.</p> + +<p>Passa un’ora, si sparge la voce che ci siano +delle difficoltà, che il governatore non voglia +cedere, che il comandante di piazza voglia far +bombardare la città.</p> + +<p>—Alle barricate—grida qualcheduno.</p> + +<p>—Alle campane. Morte all’Austria!</p> + +<p>Da qualche finestra si ritira la bandiera tricolore; +sul tetto del palazzo Bollati viene issato +per prudenza il vessillo britannico.</p> + +<p>Ma prima di sera ogni dubbio era tolto; la +capitolazione era firmata; era proclamata la +Repubblica.</p> + +<p>Ormai il tricolore sventolava da tutte le +case; l’entusiasmo brillava su tutti i volti; +da tutti i petti irrompevano le grida <i>Viva +San Marco! Viva Pio IX! Viva l’Italia! Viva +Manin!</i></p> + +<p>Leonardo Bollati era rimasto quasi sempre +immobile alla finestra. Sporgendo la testa fuori<span class="pagenum"><a name="Page_240" id="Page_240">[240]</a></span> +del davanzale, egli vedeva sotto di sè nel terrazzo +del primo piano la famiglia del <i>lord</i> che, +insieme con altri connazionali, godeva, come di +uno spettacolo, di quella rivoluzione pacifica. E +la famiglia del lord, di tratto in tratto, levava +gli occhi e vedeva lui, <i>the scion of the Doges</i>, il +discendente dei dogi, e lo mostrava agli ospiti, +appollaiato lì in alto, sotto la grondaia, come +una civetta. Quando le grida di <i>Viva San Marco</i> +si fecero più romorose e più generali, gli Inglesi +si misero a guardare in su con una curiosità +più indiscreta. Pareva volessero indovinar +i pensieri di lui, <i>the scion of the Doges</i>, in +quel momento solenne. E se il popolo fosse venuto +a prenderlo nella sua soffitta, e a ricondurlo +nel primo appartamento, cacciandone gli +estranei che l’occupavano? Una figliuola del +lord, molto romantica, molto <i>byroniana</i>, diceva +che sarebbe stata una scena drammaticissima +e ch’ella si sarebbe stimata felice d’assistervi +anche dovendo esserne la vittima. Ma l’austero +genitore, il quale non voleva che si scherzasse +sopra tali argomenti, le diede sulla voce:—<i>Keep +your tongue, you silly thing</i>. Tacete, scioccherella. +Ormai il palazzo è da considerarsi +come parte del territorio <i>of our most gracious +Queen</i>, della nostra graziosissima Regina, e guai +a chi lo tocca.</p> + +<p>Il nobile lord poteva mettere il suo cuore in +pace. In quel giorno 22 marzo 1848 i Veneziani +non si rammentavano nemmeno dell’esistenza +del conte Leonardo Bollati. E se, per una combinazione<span class="pagenum"><a name="Page_241" id="Page_241">[241]</a></span> +fortuita, l’uomo acclamato dal popolo +portava il nome medesimo dell’ultimo Doge +della Repubblica, non toccava ai nipoti degli +antichi patrizii di regger le sorti di Venezia +durante i diciasette mesi di lotta sfortunata, +ma gloriosa, contro lo straniero.<span class="pagenum"><a name="Page_242" id="Page_242">[242]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="XXII" id="XXII"></a>XXII.</h2> + + +<p>Di lì a tre o quattro giorni arrivava a Venezia +Gasparo Rialdi. Arrivava da Pola insieme +con qualche altro ufficiale di marina, sopra un +piccolo legno, e dopo esser sfuggito non senza +fatica agl’incrociatori austriaci. La gioia di trovar +la patria libera, di poter combattere per +una causa santa era amareggiata a quei generosi +dal non esser riusciti a farsi seguire da +tutta la flotta. Alle prime voci di rivoluzione, +essi dicevano, s’era manifestato un vivo fermento +negli equipaggi e in gran parte degli ufficiali +ch’erano italiani di sangue e di pensieri. I più +arditi, tra cui il Rialdi, sostenevano doversi +salpar subito per Venezia, per partecipare alla +lotta, se l’esito era ancora incerto, per recare +al nuovo ordine di cose il sussidio d’una forza +disciplinata, se la battaglia era vinta. Ma la +maggioranza fu d’altro parere. Non bisognava +precipitare, bisognava aver ragguagli più esatti;<span class="pagenum"><a name="Page_243" id="Page_243">[243]</a></span> +forse erano rumori sparsi ad arte; era impossibile +che i compagni i quali si trovavano a +Venezia non mandassero qualche avviso, che un +Governo nazionale il quale per avventura si +fosse stabilito colà non desse notizia di sè. Il +consiglio di chi voleva gl’indugi prevalse. E +intanto a Venezia si commetteva un primo, fatalissimo +errore. Le lettere di richiamo per la +flotta erano affidate al capitano del vapore del +Lloyd che riconduceva il governatore Palffy, e +quel capitano, o spontaneo, o costretto, dirigendosi +a Trieste anzichè a Pola, consegnava il +dispaccio alle Autorità austriache, le quali furono +in tempo di prender le disposizioni necessarie +a scongiurare un avvenimento forse più +grave per la monarchia che la perdita d’una +provincia. Rimaneva un partito. Alzare audacemente +il vessillo della rivolta, passar sotto i +cannoni del porto, aprirsi a ogni costo il varco +per Venezia. Questo avevano suggerito, a questo +s’erano dichiarati pronti Gasparo Rialdi e +pochi animosi suoi pari. Ma molti indietreggiarono +all’idea dell’aperta ribellione; si sentivano +legati dal giuramento, dall’onor militare; non +osavano intraprendere, contro la volontà espressa +dei capi, ciò che avrebbero osato quando i capi, +colti dal panico, avevano smesso di comandare. +A forza di titubanze si lasciò passare il momento +propizio e parve follia il tentare quello +che prima sarebbe stato agevole il compiere. Il +Rialdi e quattro o cinque amici partirono soli; +gli altri, fremendo, morsero il freno. Venezia<span class="pagenum"><a name="Page_244" id="Page_244">[244]</a></span> +non ebbe nel 1848 una flotta, e chi può dire +che il non averla avuta non abbia ritardato di +dieci anni la redenzione d’Italia?</p> + +<p>Comunque sia, quando il giovane ufficiale +giunse in patria, ben pochi s’erano accorti di +aver perduta, senza combattere, una prima +battaglia. Il paese era nella luna di miele della +libertà; i fatti interni e le notizie dal di fuori +mantenevano gli animi in uno stato d’ebbrezza +gioconda; le voci più strane, pur che conformi +al desiderio, erano accolte come verità incontestabili. +I Milanesi, vincitori nelle loro cinque +eroiche giornate, avevano chiuso Radetzky in +una gabbia di ferro; Carlo Alberto era già col +suo esercito sotto Verona, ove si trattava della +formalità della capitolazione; cinquantamila papalini, +benedetti da Pio IX, avevano passato il +Po; dietro a loro venivano cinquantamila napoletani, +ch’eran soldati di quelli coi fiocchi, +diceva la gente, come se li avesse visti alla +prova. S’affermava inoltre che non c’erano più +neanche due reggimenti austriaci in tutto il +Lombardo-Veneto, locchè rendeva alquanto difficile +di capire con chi se la sarebbero presa i +formidabili eserciti che pullulavano da ogni parte, +ma gli spacconi non si confondevano per così +poco. Quando una nuova, data per certa la mattina, +era smentita la sera—Bah!—si diceva +stringendosi nelle spalle.—Quello che non è +vero oggi, sarà vero domani.—Che se alcuno +si permetteva esprimere un dubbio, gli si dava +addosso come a uccello di malaugurio.<span class="pagenum"><a name="Page_245" id="Page_245">[245]</a></span></p> + +<p>Non che si trascurasse d’armarsi, che si esitasse +a sottomettersi a qualunque sacrifizio, oh +no. Anzi la contraddizione era questa, che si +chiedevano e si accettavano lietamente i sacrifizi +per una causa la quale, a sentir le chiacchiere +della piazza, pareva non doverne aver +più bisogno. Senonchè, alla gioia più legittima, +agli entusiasmi più santi, all’abnegazione più +pura nuoceva un non so che di sguaiato e melodrammatico +nelle foggie, nel linguaggio, nelle +consuetudini romorose della vita cittadina. Gran +bandiere, gran musiche, gran sciupìo di versi, +gran mostra di <i>crociati</i> che parevan coristi, di +<i>lions</i> che manifestavano i loro sentimenti vestendosi +da tenori, gran sfoggio di pennacchi +nei cappelli, di colori sugli abiti.</p> + +<p>A Gasparo Rialdi questo carnovale dispiacque; +tuttavia egli tenne per sè le proprie impressioni +e non pensò che a mettersi agli ordini del Governo. +Offertogli di attendere all’armamento +della flotta minuscola rimasta dentro l’Arsenale, +egli accettò subito l’incarico, deliberato però +ad arruolarsi più tardi nell’esercito di terra, se, +com’egli temeva, non c’era da far nulla sul +mare. Naturalmente, durante il suo soggiorno +a Venezia, egli abitava presso la famiglia, da +lui non più riveduta dopo il disgraziato matrimonio +della sorella.</p> + +<p>Il 22 marzo aveva mutato di nuovo le relazioni +reciproche dei coniugi Rialdi che sembravano +destinati a essere, l’uno verso l’altro, nella +condizione di due che si trovano sull’altalena.<span class="pagenum"><a name="Page_246" id="Page_246">[246]</a></span></p> + +<p>Adesso la contessa Zanze era tornata in alto; +il conte Luca era ricaduto al basso. Egli conservava +il suo posto di consigliere d’appello, +ma la moglie gli diceva sempre che se non lo +avevano destituito era per un riguardo a lei e +a Gasparo. E si rifaceva delle umiliazioni sofferte +negli ultimi tempi:</p> + +<p>—Non mi darete più della visionaria, spero? +Chi aveva ragione di noi due, eh?... Dove sono +i vostri tedeschi?... Quanto pagherei a sapere +dove ha portato la sua pancia quel prepotente +del Geisenburg! Ah se avesse fermato me invece +che voi, quel giorno in piazza San Marco, +avrebbe trovato pane per i suoi denti.... Ma +voi, Dio ve lo perdoni, siete un coniglio....</p> + +<p>Il conte Luca, che ormai viveva in uno stato +d’orgasmo continuo, sbuffava ma non reagiva +contro le tirate della moglie. Tutt’al più, in un +tuono che voleva esser di comando ed era invece +di preghiera, insisteva perchè tacesse:</p> + +<p>—Che donna, santo Iddio! Non sapete star +zitta un minuto. Se ne sono andati i Tedeschi? +E voi lasciateli in pace.</p> + +<p>Era difficile confessarlo, ma il conte Luca +aveva paura dei vecchi padroni. I nuovi potevano +fargli del male subito, i vecchi potevano +fargliene più tardi.... se tornavano. E il conte +Luca, senza dirlo a nessuno, senza dirlo ad alta +voce nemmeno a sè stesso, non sapeva persuadersi +che non dovessero tornare. Intanto s’acconciava +all’inevitabile. Teneva anche lui la sua +coccarda tricolore all’occhiello, faceva di gran<span class="pagenum"><a name="Page_247" id="Page_247">[247]</a></span> +salamelecchi ai personaggi in carica, ed era +pieno d’indulgenza pegli impiegati subalterni +che non andavano all’ufficio con la scusa di +dover montare la guardia.</p> + +<p>Slanciata nella fiumana del patriottismo chiassoso, +la contessa Zanze era sempre in faccende +e lasciava la cura delle cose domestiche a Fortunata, +la quale, poverina, non aspirava minimamente +a mettersi in mostra. S’occupava della +casa, della bimba, faceva una scappata quasi +ogni giorno fino al palazzo Bollati per aver notizie +di Leonardo, per vederlo se era possibile, +e la sera preparava filaccia per i feriti.</p> + +<p>Gasparo che, venendo a Venezia, sapeva già +di trovarla in famiglia, non s’era presa l’ingenerosa +soddisfazione di rammentarle le sue parole +di quattr’anni addietro, ma abbracciatala +con benevolenza, le aveva chiesto subito della +piccina.</p> + +<p>—Dorme.... vuoi vederla lo stesso?</p> + +<p>—Perchè no?</p> + +<p>Margherita riposava tranquillamente nella sua +cuna, con uno dei suoi braccetti nudi piegato +sotto la testa, con una puppattola al fianco.</p> + +<p>—Quella puppattola è il suo grande amore,—disse +sorridendo Fortunata;—la chiama +Lilì e non se ne vuol staccar mai.</p> + +<p>Margherita aveva allora tre anni ed era una +bella bimba, quantunque fosse lecito dubitare +se sarebbe stata anche una bella donna, tanto +più che la contessa Zanze ripeteva sempre:—Fortunata +era tal quale.<span class="pagenum"><a name="Page_248" id="Page_248">[248]</a></span></p> + +<p>Fatto si è che ell’era bianca e rosea, aveva +lineamenti regolari, capelli biondi e finissimi, e +nel viso un’espressione dolce, affettuosa che +rammentava l’espressione materna. Era forse +l’unica somiglianza che ci fosse tra madre e +figliuola.</p> + +<p>—È carina assai,—disse Gasparo.</p> + +<p>—Non è vero?—soggiunse Fortunata tra +orgogliosa e commossa.—È buona come un +angelo, docile, intelligente....—Poi sospirò a +voce bassa:—Povera creatura!</p> + +<p>Gasparo, che non aveva staccato gli occhi +dalla dormente, a quell’esclamazione della sorella:—Povera +creatura!—sentì qualche cosa +che rispondeva nel suo cuore. Povera creatura +davvero! Con quel nome che anni addietro sarebbe +stato una forza e oggi era una debolezza, +quasi una colpa! Con quel padre di cui ella +non avrebbe potuto ignorar sempre le turpitudini! +Povera creatura! Chi sa che sorte l’era +destinata? Chi avrebbe guidato i suoi passi sul +sentiero della vita? Chi l’avrebbe protetta contro +la miseria, contro le tentazioni? Certo la +madre sarebbe stata pronta a darle il suo sangue, +ma che valida difesa poteva esser la misera +Fortunata ch’era inetta a difender sè +stessa, che forse era ancora sotto il fascino +dell’ignobile marito?</p> + +<p>Di mano in mano che tali pensieri sorgevano +nell’animo di Gasparo, egli sentiva anche nascere +dentro di sè una tenerezza singolare per +questa bambina, sentiva nascere un desiderio<span class="pagenum"><a name="Page_249" id="Page_249">[249]</a></span> +intenso di vigilare su lei, di tutelarla contro +l’insidie d’un mondo nel quale ella entrava sotto +auspicî sì tristi. Pur non disse nulla, e rivolgendosi +a Fortunata che piangeva in silenzio, si +limitò a susurrarle:—Coraggio!</p> + +<p>Il primo giorno Margherita stentò alquanto +ad addomesticarsi con lo zio, ma il dì appresso +Gasparo, tornando dall’arsenale, si presentò +alla nipote con un involto misterioso sfidandola +a indovinare ciò che vi fosse contenuto. Margherita +si fece rossa rossa in viso e, naturalmente, +non indovinò nulla.</p> + +<p>Allora l’involto fu aperto e comparve una +splendida bambola tutta nastri tricolori, la cui +vista strappò alla fanciulla un grido d’ammirazione.</p> + +<p>—Oh!—disse Fortunata—lo zio t’ha portato +una nuova <i>Lilì</i>!</p> + +<p>Il nome rimase e la bambola battezzata per +<i>la nuova Lilì</i> strinse Margherita d’un nodo indissolubile +allo zio Gasparo. Ogni volta ch’egli +veniva a casa Margherita gli correva incontro +festosa a mostrargli la nuova <i>Lilì</i>, il cui abbigliamento +andava illeggiadrendosi e complicandosi +sempre più per le ingegnose aggiunte che +vi faceva Fortunata. Gasparo, prima ancora di +spogliarsi della sua divisa e di depor la sua +sciabola, prendeva in collo la nipote e la copriva +di carezze e di baci, ma la nipote non +era contenta s’egli non dava qualche bacio e +qualche carezza anche alla bambola, sua indivisibile +compagna. Intanto la vecchia <i>Lilì</i>, dimenticata<span class="pagenum"><a name="Page_250" id="Page_250">[250]</a></span> +in un angolo, con la veste sdruscita, +una gamba rotta, i fianchi squarciati e la stoppa +che le usciva dalla pancia, esperimentava duramente +l’ingratitudine umana.</p> + +<p>Eran circa due settimane dacchè Gasparo si +trovava a Venezia quando Fortunata si fece +animo a iniziar con lui un discorso scabroso che +le stava da un pezzo sulla punta della lingua e +ch’ella non sapeva mai risolversi a cominciare.</p> + +<p>—Gasparo—ella balbettò una sera dopo +aver messo a letto la bimba—non t’ho ancora +parlato di....</p> + +<p>—Di che cosa?—interruppe il giovane aggrottando +le ciglia.</p> + +<p>—Non turbarti, non guardarmi in quel modo—esclamò +Fortunata.—Mezz’ora fa eri così +gaio, così sorridente con Margherita.... Io sentivo +svanir la gran soggezione che ho di te....</p> + +<p>—Soggezione! Soggezione!—brontolò Gasparo.—Perchè +devi averne?</p> + +<p>—Ho torto, lo so.... Sei tanto buono.... Fosti +sempre tanto buono.... Ma che vuoi? Sono una +femminetta senza spirito.... Basta un nulla a +confondermi.</p> + +<p>—Via—soggiunse Gasparo raddolcendo la +voce.—Di che cosa vuoi parlarmi?</p> + +<p>—Di... di Leonardo—disse Fortunata tutta +tremante.</p> + +<p>—Me l’aspettavo.... Ebbene?... Non hai dovuto +riconoscer tu stessa che t’era impossibile +viver con lui?.... E quand’egli ha stancato una +pazienza come la tua!...<span class="pagenum"><a name="Page_251" id="Page_251">[251]</a></span></p> + +<p>—No, Gasparo... forse non ne ebbi abbastanza... +o almeno... non ebbi tatto... non so +far niente io... che disgrazia! che disgrazia!</p> + +<p>—Povera vittima!—esclamò l’ufficiale un +po’ irritato, un po’ commosso.—Dovresti anche +prendertela con te stessa! Quel miserabile che +t’ha sedotta non per amore, ma per capriccio, +che t’ha sposata non sotto l’impulso del dovere, +ma sotto quello della paura, quel miserabile +che non ha cuore nè per sua moglie, nè +per sua figlia, che s’è mangiato tutto il suo, +che è precipitato ruzzoloni di vizio in vizio, d’ignominia +in ignominia, quel miserabile merita +proprio che tu t’accusi per lui!</p> + +<p>—È vero... egli ha le sue colpe... ha molte +colpe... non lo difendo, no... ma è anche molto +da compiangere... e se io potessi....</p> + +<p>—Sicuro, se tu potessi dargli dell’altro danaro +da scialar come prima fra le ballerine e +le femmine da partito, tu saresti contenta come +una Pasqua?</p> + +<p>—Gasparo, non è questo.... Io vorrei aiutarlo +a togliersi da quell’ozio che è la sua rovina... +vorrei aiutarlo a trovarsi una occupazione....</p> + +<p>—Un’occupazione? Lui? Lo credi uomo da +occuparsi d’altro che... di quello di cui s’è occupato +finora?</p> + +<p>—Forse sì.... Mi pare che ne senta anch’egli +la necessità....</p> + +<p>—Che ne sai tu?</p> + +<p>—Lo vedo talvolta... oh, avrei forse dovuto +piantarlo affatto, solo, infelice com’è?... Lo vedo,<span class="pagenum"><a name="Page_252" id="Page_252">[252]</a></span> +l’ho visto ieri... era tranquillo, ragionevole.... +«Che vuoi ch’io faccia?» mi disse. E soggiunse... +ma non arrabbiarti... stammi a sentire +con calma.</p> + +<p>—Continua, in nome di Dio.... Son calmo, +mi pare.</p> + +<p>—Soggiunse: «Adesso c’è qui tuo fratello +che ha un posto importante, che è pieno di +aderenze....»</p> + +<p>Gasparo non la lasciò finire.</p> + +<p>—E avrei da servirmene per dare un impiego +a lui, a lui che non è atto a far nulla, che non +merita nulla?... Tronchiamo questo discorso.... +O piuttosto—egli ripigliò—ma come non ci +ha pensato lui subito?... piuttosto digli che c’è +un modo per levarsi dall’abbiezione, un modo +facile, sicuro, che può restituirgli la stima dei +galantuomini....</p> + +<p>—Quale? Quale?</p> + +<p>—Tu pure me lo domandi?... Si ricordi dei +suoi avi che affrontarono cento volte la morte +per la patria; brandisca un fucile, vada, corra +dove si combatte contro gli Austriaci;... un +giorno solo, un’ora, un minuto di eroismo può +sanar molte colpe.... Non rispondi?</p> + +<p>—Andar soldato!—mormorava Fortunata, +tenendo gli occhi bassi,—Ma egli non è robusto, +non è avvezzo alle fatiche... e pur troppo +in questi ultimi tempi....</p> + +<p>—I vizi l’hanno indebolito di più.... Me lo +immagino.... Non importa.... Ne son partiti degli +altri, viziosi, scioperati al pari di lui; hanno<span class="pagenum"><a name="Page_253" id="Page_253">[253]</a></span> +capito, hanno sentito che quest’era l’unica via +di salute....</p> + +<p>—Ma egli, ne son sicura, non resisterebbe +alla prova.</p> + +<p>—E se fosse?—proruppe Gasparo con impeto.—Non +c’è dubbio; andando alla guerra +egli può soccombere alle fatiche, può morire, +beato lui! con una palla in fronte; ma qui, non +muore a oncia a oncia? E tu preferiresti di +vederlo finire sulle panche d’un’osteria, forse +nel canto d’una strada?</p> + +<p>—Gasparo, Gasparo, che pronostici fai!—esclamò +Fortunata atterrita coprendosi il viso +con le mani.</p> + +<p>—Io non pronostico nulla d’inverosimile—egli +le rispose. E vedendo che le sue parole +l’avevano scossa se non persuasa, continuò:—Invece +chi sa? Nei sani travagli del campo egli +può trovare una vigorìa ignota, e sfuggendo ai +pericoli può tornar rifatto di corpo e di spirito.... +E allora, siane certa, egli benedirebbe +chi gli avesse dato il consiglio di prender +l’armi.</p> + +<p>Che Gasparo credesse proprio al miracolo, +questo non oseremmo affermarlo; tuttavia egli +parlava con l’accento d’uomo convinto; e +forse era convinto realmente che se v’era per +Leonardo un mezzo di redenzione possibile, era +quello da lui indicato.</p> + +<p>Fortunata era in una strana perplessità. Col +suo carattere timido, col suo sgomento della +guerra, ella non sapeva neanche figurarsi di<span class="pagenum"><a name="Page_254" id="Page_254">[254]</a></span> +dover dare lei stessa al marito un suggerimento +di quella specie; anzi non sapeva figurarsi che +quel suggerimento non le destasse addirittura +una ripugnanza invincibile. Eppure una voce +interna le ripeteva che Gasparo aveva ragione +e la sua mente si fermava volentieri su quella +frase: <i>egli può tornar rifatto di corpo e di spirito</i>.... +Se fosse vero?</p> + +<p>—Gasparo—ella cominciò peritosa—se +gli parlassi tu?</p> + +<p>—Io?... No... non voglio vederlo... adesso.... +Quando si sarà deciso a compiere il suo dovere +di cittadino, allora, allora soltanto venga da +me.... Io l’accoglierò dimenticando il passato, +io farò tutto quello che sarà in mio potere per +ispianargli la via.... Ma eh’ egli non mi capiti +dinanzi se non è ben risoluto.... Hai inteso?</p> + +<p>Visto che suo fratello era irremovibile, Fortunata +mise un sospiro e disse:</p> + +<p>—Gli parlerò io, proverò.</p> + +<p>E il colloquio fu terminato così.<span class="pagenum"><a name="Page_255" id="Page_255">[255]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="XXIII" id="XXIII"></a>XXIII.</h2> + + +<p>È un fatto che Leonardo Bollati, un giorno +in cui egli era d’umor più trattabile, aveva +detto alla moglie che, in fin dei conti, se gli +offrissero un buon impiego, egli avrebbe forse +la degnazione di accettarlo. Una simile idea +può parere strana in un uomo di quella tempra +e di quella vita, ma la si spiega benissimo ove +si consideri che il 22 marzo aveva portato uno +sconvolgimento profondo nelle abitudini dei Veneziani. +In condizioni ordinarie non c’è popolazione +più metodica di questa; la gente si reca +ogni giorno alla stessa ora agli stessi ritrovi; +alla distanza di dieci anni voi vedete dietro le +vetriate dei soliti caffè i soliti visi con qualche +ruga e qualche capello bianco di più; quelli +che mancano, mettete il vostro cuore in pace, +molto probabilmente son morti. Entrate, e sentirete, +non dico gl’identici discorsi, ma l’identico +modo di discorrere, di sparlare del prossimo,<span class="pagenum"><a name="Page_256" id="Page_256">[256]</a></span> +di spropositar di politica, di gridar la croce +addosso agli amministratori del Comune. Ciò +che vale pei caffè, vale pei teatri, per le conversazioni, +per le osterie, per le passeggiate: +ciò che vale per un ceto di persone vale per +tutti. Gli amici si vedono, si lasciano, si rivedono +tre o quattro volte nel corso di ventiquattr’ore. +Che amici! si dirà. Adagio un poco. +Certo di amici veri ce ne sono anche qui, ma +chi si lasciasse illudere dalle apparenze dell’intrinsichezza +andrebbe incontro a terribili disinganni. +L’amicizia, a Venezia, è più che altro +una malattia cutanea; prende le forme d’un’eruzione +di cordialità; i visceri ne sono illesi. Tizio, +Caio, Marco, Sempronio passano insieme +mezza giornata, supponiamo, al Florian, si danno +del <i>tu</i>, scherzano insieme, fanno il tresette, +sembrano quattro corpi e un’anima. Una mattina +Sempronio non si lascia vedere. Tizio, Caio, +Marco sono inquieti, ma si consolano dicendo:</p> + +<p>—Verrà alle cinque.</p> + +<p>Alle cinque Sempronio non compare.</p> + +<p>—Oh bella!—esclamano gl’indivisibili.—Dove +s’è cacciato oggi colui?</p> + +<p>—Non importa. Stasera per la partita non +manca sicuramente.</p> + +<p>Viene la sera e di Sempronio nessuna nuova.</p> + +<p>—Diavolo! Questa poi è grossa.... Bisogna +dire che sia malato. Chi fa il quarto invece +di lui?</p> + +<p>Il quarto si trova facilmente, e si comincia a +giocare.<span class="pagenum"><a name="Page_257" id="Page_257">[257]</a></span></p> + +<p>Sul più bello capita qualcheduno con aria +contrita.</p> + +<p>—Lo sapete? Sempronio è morto!</p> + +<p>—Diavolo, diavolo!—dice Tizio.—Come +mai? Se ieri era sano come un pesce?</p> + +<p>—Ma! L’apoplessia lo ha colto questa mattina +e alle tre era spirato.</p> + +<p>—Corpo di bacco!... Mi dispiace assai,—soggiunge Caio.</p> + +<p>Anche Marco manda un sospiro al perduto +amico:</p> + +<p>—Povero Sempronio! È proprio una disgrazia.... +Accuso tre assi senza denari.... E +dove stava di casa?</p> + +<p>Ebbene, si capisce senza difficoltà come ogni +fatto pubblico il quale alteri l’andamento normale +della vita cittadina debba sciogliere queste +relazioni così superficiali quantunque così +espansive. Figuriamoci poi un fatto dell’importanza +della rivoluzione del 1848. Chi fu sbalestrato +di qua, chi di là: fu come se un cataclisma +gettasse tutti gli astri fuori della loro +orbita. Non c’è dubbio che dal nuovo caos uscirebbe +una nuova armonia e i corpi celesti prenderebbero +un altro cammino regolare; è probabile +però che qualche astricino più tardo a +disciplinarsi andrebbe alquanto vagando alla +ventura per cascar poi a guisa di bolide Dio +sa in che luogo. Nel 1848 gli uomini ch’entrarono +nel movimento politico, che si posero sul +serio al servizio del paese trovarono presto un +nuovo equilibrio: quelli, che, senza curarsi dei<span class="pagenum"><a name="Page_258" id="Page_258">[258]</a></span> +tempi mutati, vollero continuar le abitudini frivole +di prima, si aggirarono come fantasimi +smarriti in un mondo che non li intendeva e +ch’essi non intendevano più.</p> + +<p>Eccoci dunque, per una strada un poco lunga, +tornati al nostro Leonardo. La sua compagnia +di farabutti e viziosi s’era, dopo il 22 marzo, +dispersa; alcuni, cosa strana a dirsi, erano partiti +pel campo, altri s’erano rintanati brontolando. +Nella bettola ov’egli consumava metà +della notte e ove l’ostiere fino al 22 marzo serbava +a lui e alla sua brigata una tavola a parte, +ora gli toccava sedere in mezzo a sconosciuti +che parlavano della guerra, di Manin, di Carlo +Alberto, di Pio IX, urlando come ossessi e minacciando +talvolta, nel calore della discussione, +di rompersi i bicchieri in faccia. È vero che +per lo più le dispute ci calmavano, le voci irose +si raddolcivano e si fondevano in un inno patriottico. +Ma Leonardo Bollati non ci si divertiva +punto; lì solo, dimenticato in un angolo, +egli non ci trovava più gusto nemmeno a ubbriacarsi. +E anche le donne gli parevano cambiate, +perfino quelle che, ordinariamente, non +hanno opinioni e non si curano delle opinioni +altrui. Nossignori, adesso anche loro avevano +l’aria di guardarlo d’alto in basso, di <a name="tn258" id="tn258"></a><ins class="correction" title="originale: rimprorargli">rimproverargli</ins> +la sua inerzia; lasciando stare poi le preferenze +ch’esse accordavano ai militari, agli +elmi, ai grandi mantelli bianchi, ai pennacchi e +ai lustrini....</p> + +<p>Sotto l’influenza di quest’uggia che gli si era<span class="pagenum"><a name="Page_259" id="Page_259">[259]</a></span> +cacciata nell’ossa, Leonardo Bollati tenne alla +moglie il discorso ch’ella aveva timidamente riferito +al fratello. Leonardo vedeva della gentuccia +salita ai primi onori; possibile che non +ci avesse a essere un buon posto per lui che +aveva un nome inscritto nel Libro d’oro della +Repubblica di San Marco? Anche dei giovani +patrizi, di nobiltà meno antica della sua, erano +entrati negli uffici pubblici, dispensavano grazie +e protezioni; ed egli riteneva d’aver il diritto +d’esser messo al livello di costoro. In +quanto al genere dell’impiego, Leonardo non +aveva precisato nulla; gli bastava un impiego +decoroso. E non aveva escluso a priori neppur +gli impieghi militari; poichè egli non amava la +guerra, ma ci avrebbe pensato su prima di rifiutare +una carica di generale o di colonnello +con residenza a Venezia.</p> + +<p>Il lettore si sarà accorto che fra le idee di +Sua Eccellenza Leonardo Bollati e quelle del +cognato Gasparo Rialdi c’era un dissidio bastevole +a mettere a repentaglio il buon successo +delle negoziazioni aperte da Fortunata. E infatti +quelle negoziazioni fallirono. La proposta +di andar a rischiar la pelle come soldato semplice +parve a Leonardo un’ingiuria atroce e si +sfogò con la moglie a dir corna di Gasparo e +di tutti i Rialdi, ch’eran vissuti di carità alla +sua tavola e che adesso eran montati in superbia +perchè avevano il vento in poppa. Sciocco +lui a fidar sul loro aiuto; doveva pur ricordarsene +che i Rialdi erano stati una delle piaghe<span class="pagenum"><a name="Page_260" id="Page_260">[260]</a></span> +della sua famiglia! Non voleva veder più nessuno +di quella brutta gente, neppur lei che già +valeva quanto gli altri e non sapeva far di meglio +che venirgli a piagnucolare davanti. Ell’aveva +fatto benone a tornar presso i suoi genitori; +ci stesse e non lo importunasse con le sue +visite.</p> + +<p>Leonardo non pensò più ad avere un impiego; +bensì, riordinandosi allora la guardia civica, +egli prese l’eroica risoluzione d’iscrivervisi, e, +perchè il nome della sua casa non aveva ancora +perduto ogni autorità nel circondario, riuscì a +farsi elegger tenente della sua compagnia. Veramente +egli aspirava al grado di capitano, ma +questo fu conferito ad un pizzicagnolo ch’era +stato militare sotto l’Austria. Per un altro uomo +che fosse stato soltanto disoccupato ed inerte, +quella nomina avrebbe potuto considerarsi una +fortuna, chè, o poco o molto, c’era anche nella +guardia civica qualche cosa da fare e qualche +pericolo da correre. Per Leonardo Bollati fu +una nuova disgrazia. Voleva svergognar i superiori, +confonder gli uguali, accattivarsi l’animo +dei militi, e per ottener quest’intento gli occorreva +scialar da gran signore e pagar da bere +alla compagnia, nè potendogli bastare all’uopo +il suo magro assegno aggiungeva debiti a debiti. +Come poi un oberato trovasse dei gonzi +che gli prestavan danaro, quest’è uno dei tanti +misteri dinanzi a cui gl’ingenui devono chinar +la fronte in silenzio. Un povero galantuomo che +una volta in vent’anni chieda al sarto un mese<span class="pagenum"><a name="Page_261" id="Page_261">[261]</a></span> +di respiro per saldargli il conto, sentirà rispondersi +con mali modi; un fallito che abbia mangiato +un milione del proprio e due milioni di +quello degli altri potrà ancora imbattersi in +uno strozzino di buona volontà che gli dia qualche +migliaio di lire.</p> + +<p>Insomma Leonardo, alquanto rimpannucciato +in quella sua divisa di tenente, tornò ad aver +quattro soldi in tasca, ciò che gli permetteva, +quand’era di servizio, di far portare in corpo +di guardia dei boccali di vino e dei polli arrosto +che rinfocolavano il patriottismo dei sott’ufficiali +e dei gregari.</p> + +<p>Di giorno il quartier generale del nostro tenente +era l’osteria <i>Alla Venezia risorta, condotta +da Oreste Meolo</i>, gran ritrovo dei politicanti di +Cannaregio. Là si sapevano tutte le novità, si +dibattevano tutte le opinioni, si giudicavano +tutti gli uomini, e le dispute si facevano tanto +più calde e romorose quanto più gli affari accennavano +a intorbidarsi; nè ci voleva meno +che la calma olimpica e l’imperturbabile ottimismo +del signor Oreste per quetar gli spiriti +degli avventori.</p> + +<p>In mezzo alle loro grida, alle accuse di tradimento +ch’essi scagliavano oggi al Papa, domani +a Carlo Alberto, o al Borbone, o al Durando +che non correva in aiuto dei volontari, +il signor Oreste con la sua faccia serena, con +la sua voce melliflua sorgeva a dire:</p> + +<p>—Mi lasciano esporre il mio debole parere?</p> + +<p>E il suo debole parere era questo. Le cose<span class="pagenum"><a name="Page_262" id="Page_262">[262]</a></span> +non si dovevano guardar nei loro particolari, +ma nell’insieme. E dall’insieme risultava chiaro +come il sole che si camminava a gran passi +verso una compiuta vittoria. Se lo lasciavano +dire, ne darebbe la prova.</p> + +<p>—Sì, sì,—interrompeva qualcheduno,—bel principio. +Intanto gli Austriaci vengono avanti.</p> + +<p>—Meglio,—diceva il signor Oreste,—così +si piglieranno tutti in una volta.</p> + +<p>—Uhm! E Durando che non si muove mai?</p> + +<p>—E il Papa che volta casacca?</p> + +<p>—E Carlo Alberto che sta a guardare i Tedeschi +sul Mincio?</p> + +<p>—E Ferdinando che richiama i suoi soldati?</p> + +<p>—Fidarsi dei Re!... Tutti traditori, tutti +bricconi.</p> + +<p>—La ghigliottina ci vuole, ecco il rimedio.</p> + +<p>—Sangue, sangue....</p> + +<p>Pare impossibile la quantità di sangue che +domandano agli altri quelli che non sono disposti +a spargerne una goccia del proprio!</p> + +<p>Il signor Oreste non aveva ancora potuto +svolgere il suo concetto, ma, presto o tardi, +trovava il modo di farsi sentire.</p> + +<p>—M’ingannerò, ma per me queste ritirate, +questi voltafaccia non sono che finte, tranelli +per adescare il nemico. Perchè, signori, se l’Italia +non dovesse pensare che a sè direi anch’io: +S’è sbagliata strada. Bisognava gettarsi subito +sui pochi Austriaci ch’erano rimasti nel Lombardo-Veneto +e impedire che ne venissero giù dei<span class="pagenum"><a name="Page_263" id="Page_263">[263]</a></span> +nuovi dall’Alpi e dall’Isonzo. Ma l’Italia, signori, +ha degli obblighi, dei grandi obblighi. Si tratta di +distruggere l’Austria, si tratta. Ora mettiamo che +i Piemontesi, i Papalini, i Napoletani, fossero +tutti marciati subito verso la frontiera, è evidente +che quelli di Vienna non avrebbero avuto +coraggio di spedir altre truppe in Italia. Noi +avremmo fatto prigioniero Radetzky e i suoi +reggimenti, ma il grosso dell’esercito sarebbe +rimasto sano e salvo a casa propria. Invece, +lasciando sguarniti i confini, vengono ad uno +ad uno a cader nell’agguato, Nugent, Welden, +d’Aspre e tanti nomacci simili che il diavolo se +li porti. E un bel giorno, quando tutte le forze +austriache si son calate quaggiù, i Piemontesi +da una parte, i Romagnoli e i volontari dall’altra, +te li prendono in mezzo e fanno una frittata. +Non ce ne deve tornare di là dai monti +uno solo. Questo è il mio debole parere. Che +ne dice il nostro tenente?</p> + +<p>Il <i>nostro</i> tenente, ch’era il N. H. Leonardo +Bollati, arricciava il naso a sentirsi trattar con +questa confidenza dal suo antico cuoco, ma eran +tempi democratici e conveniva adattarvisi. Del +resto il <i>nostro</i> tenente non aveva opinioni ben +determinate circa all’andamento probabile della +guerra, ed era disposto ad accettar le opinioni +del signor Oreste.</p> + +<p>Qualcheduno domanderà se la clientela della +<i>Venezia risorta</i> fosse composta d’idioti o di sonnambuli +a cui si potesse spacciar queste fanfaluche; +il fatto si è che <i>il debole parere</i> del signor<span class="pagenum"><a name="Page_264" id="Page_264">[264]</a></span> +Oreste era nel 1848 anche quello di persone +intelligenti, le quali, nel loro santo entusiasmo +per la causa dell’indipendenza, avevano +finito collo smarrire ogni lume di critica. Ciò +non vuol dire che tutti gli avventori s’acquetassero +allo sentenze spropositate dell’oste, ma +i più gli porgevano ascolto benevolo, ed egli, +con la sua tattica, mostrava d’intuire due grandi +verità: che gli uomini credono sempre volentieri +a quello che desiderano, e che a conciliarsene +l’animo non c’è mezzo più efficace che +accarezzar le loro illusioni.</p> + +<p>In quanto a lui, dell’indipendenza non gliene +importava nè punto nè poco; solo vedeva con +piacere per le vicende della guerra la guarnigione +crescer ogni giorno, e molti dal di fuori +rifugiarsi a Venezia. E per mettersi, come si +dice, a livello delle circostanze, il signor Oreste +ingrandiva la sua trattoria, si provvedeva di +vini napoletani che richiamassero alla <i>Venezia +risorta</i> i prodi seguaci di Guglielmo Pepe, migliorava +il servizio, e dava impiego a due nostre +vecchie conoscenze, esuli dalla provincia, +la bella caffettiera d’Oriago e il relativo marito. +Sì, la Rosetta e Menico, all’avvicinarsi +degli Austriaci avevano stimato opportuno di +chiudere il caffè e di fuggir gli invasori. Veramente +Menico, sulle prime, non capiva perchè +i Tedeschi, tornando, dovessero prendersela direttamente +con lui; ma sua moglie, la quale +correva dietro a un sott’ufficiale della legione +romana, tanto disse e fece per provare al consorte<span class="pagenum"><a name="Page_265" id="Page_265">[265]</a></span> +ch’egli s’era compromesso in un modo +tale da rischiar la vita ove fosse rimasto, che +egli finì col persuadersi di essere un gran patriotta +minacciato del patibolo e accondiscese a +emigrare, come facevano altri che, a sentir la +Rosetta, erano assai meno compromessi di lui. +Giunto fra le lagune con pochi quattrini, egli +si sarebbe mangiati ben presto anche quelli +aprendo un’osteria, se l’ottimo signor Oreste +non ne lo avesse sconsigliato e non avesse offerto +a lui e alla consorte un posto sicuro e +onorevole presso la sua <i>Venezia risorta</i>. Dopo +qualche titubanza i coniugi si acconciarono alla +necessità, e le grazie della Rosetta contribuirono +ad aumentar notevolmente la clientela del +signor Oreste.</p> + +<p>Il sott’ufficiale della legione romana trovava +che gli ammiratori della vispa cantiniera eran +troppi e non seppe tacergliene il suo rammarico. +Essa però gli fece intender ragione, dicendogli +che non voleva e non aveva mai voluto +gelosie, che d’altra parte ell’era di carattere +allegro e le piaceva far buona cera a tutti, +tanto più che ciò le era imposto dai doveri della +sua carica. Il sott’ufficiale si rassegnò a chiudere +un occhio; Menico poi da un pezzo li aveva +chiusi tutti e due.</p> + +<p>La Rosetta non mancò di fare i suoi convenevoli +a Sua Eccellenza il N. H. Leonardo Bollati; +e Leonardo avrebbe voluto riappiccar con +lei la vecchia amicizia. Ma il conte non aveva +più nessuna attrattiva fisica, e, diciamo la brutta<span class="pagenum"><a name="Page_266" id="Page_266">[266]</a></span> +parola, nessuna attrattiva economica. Da quando +la Rosetta non lo vedeva, ed erano quasi tre +anni, egli era scaduto immensamente d’aspetto +e ci voleva poco ad accorgersi ch’egli stava malissimo +di finanze. Infatti gli riusciva ogni giorno +più difficile di scovar nuovi sovventori, e i vecchi +insistevano per esser pagati e minacciavano +di sequestrargli l’assegno accordatogli dal Tribunale. +In questa condizione di cose, il meglio +per lui era di mostrarsi meno che fosse possibile, +tanto più che, indebitato com’era, non +avrebbe potuto conservare a lungo il suo grado +nella guardia civica. Con la scusa della salute +egli diede le sue dimissioni e scomparve anche +dalla <i>Venezia risorta</i>.<span class="pagenum"><a name="Page_267" id="Page_267">[267]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="XXIV" id="XXIV"></a>XXIV.</h2> + + +<p>Noi non facciamo la storia dell’assedio, e non +siamo quindi tenuti a seguir passo a passo gli +avvenimenti, nè a discorrer dei casi della guerra, +nè della fusione col Piemonte votata nel luglio +1848 dall’Assemblea, nè del moto popolare +succeduto l’11 agosto alla nuova dell’armistizio +Salasco; diremo soltanto che coll’incalzar del +pericolo crebbe l’animo e la saviezza dei Veneziani. +Alla richiesta di maggiori sacrifizi rispose +più spontanea l’abnegazione di tutti, alla necessità +di prepararsi a resistere rispose un’energia +maggiore nell’organizzar la difesa. Si provvide +all’armamento dei forti, si mobilizzò una +parte della guardia civica, si formarono nuove +legioni di combattenti, quella tra l’altre che in +omaggio ai martiri di Cosenza s’intitolò di Bandiera +e Moro.</p> + +<p>Fosse il fascino d’un nome che gli ricordava +gli amici della sua prima giovinezza, fosse la<span class="pagenum"><a name="Page_268" id="Page_268">[268]</a></span> +persuasione di non poter far nulla d’efficace +nella marina, Gasparo Rialdi chiese ed ottenne +di entrar col grado di capitano in questo corpo +che raccoglieva il fiore della cittadinanza veneziana. +Fu codesta un’amara delusione per la +contessa Zanze, la quale s’era fitta in capo che +suo figlio avesse a diventare ammiraglio e non +sapeva rassegnarsi a vederlo senza il suo cappello +a due punte e le sue belle spalline d’oro. +Ai suoi occhi il cambiamento era poco meno di +una degradazione, ed essa se la pigliava a vicenda +col Governo che non aveva apprezzato +abbastanza un ufficiale di quel merito, e con +Gasparo stesso ch’era un grand’uomo, ma non +sapeva farsi valere. Però queste cose ella non +le poteva dire che nel segreto dell’amicizia, alla +contessa Ficcanaso, per esempio, quella sua tenera +amica che conosciamo, giacchè Gasparo +aveva certe massime tutto sue, e guai s’egli +avesse sentito che sua madre si lagnava del +modo in cui egli era trattato.</p> + +<p>In quanto a lui, non desiderava che di poter +finalmente combattere, e l’ebbrezza delle prossime +lotte lo rendeva dimentico d’ogni altra +cosa, perfino del significato doloroso che aveva +per la causa italiana quell’avvicinarsi degli Austriaci +a Venezia. È vero pur troppo che anche +l’eroismo, anche la voluttà del martirio rende +talvolta egoisti.</p> + +<p>Il lettore conosce abbastanza il carattere del +conte Luca da poter credere senza fatica che +egli s’apparecchiava agli avvenimenti con disposizioni<span class="pagenum"><a name="Page_269" id="Page_269">[269]</a></span> +d’animo affatto opposte a quelle del +figlio. Pover’uomo! Dalla metà d’aprile a tutto +maggio s’era sforzato di persuadersi della fine +del dominio austriaco in Italia, e aveva fatto +(almeno così pareva a lui) delle dimostrazioni +pubbliche atte a ingraziarlo coi liberali, ma dopo +i disastri del luglio e dell’agosto la sua vecchia +idea che i tedeschi sarebbero tornati aveva ripreso +l’antico predominio e non gli lasciava +pace. Il peggio si era che gli toccava divorar +in silenzio le sue inquietudini. A lunghi intervalli, +quando non ne poteva più e il soffiare gli +era uno sfogo insufficiente, vuotava il sacco con +Fortunata.</p> + +<p>—Matti, matti, matti da legare!—egli diceva +(però tanto piano che Fortunata doveva +aguzzar l’orecchio per sentirlo).—A un bel +punto ci hanno ridotti!... Ecco ciò che ha saputo +fare il loro Carlo Alberto, ciò che han +fatto i volontari, e i papalini, e i napoletani.... +E adesso tutta la tempesta viene addosso a +noi; stiamo freschi.... Mi ricordo del blocco +del 1813, che delizia!... Questi furibondi che ci +governano non se ne rammentano mica, son +giovani, loro, se no, non farebbero tanto i gradassi.... +Eh, perchè l’esperienza servisse a qualcosa, +bisognerebbe che al mondo non ci fossero +altro che i vecchi.... E il blocco di questa volta +sarà anche più rigoroso, si può scommettere.... +Avremo la carestia, la miseria, e chi sa che altri +malanni.... Con che sugo poi?... Per calar le +brache, con rispetto parlando, per istar peggio<span class="pagenum"><a name="Page_270" id="Page_270">[270]</a></span> +di prima.... Figuriamoci quanti impiegati destituiti!... +Si terrà conto delle apparenze, delle +parentele.... so quel che mi dico. E voglia il +cielo che i nostri padroni d’adesso, a forza di +arroganza, non spingano i Tedeschi agli estremi... +Che se c’è l’assalto, siam fritti. Tutti gli abitanti +saranno passati a fil di spada e di Venezia +non rimarrà pietra su pietra... Mi spiego?... +Chi è?</p> + +<p>Con questo grido angoscioso—<i>chi è?</i>—il +conte Luca soleva troncare o interrompere le +sue querimonie, chè bastava il sospetto della +presenza di qualcheduno per suggellargli la +bocca. E non solo non avrebbe parlato dinanzi +a sua moglie che era una pettegola o a suo figlio +con cui non aveva mai avuto confidenza, +ma gli dava ombra perfino la piccola Margherita. +I bambini, si sa, nella loro pericolosa innocenza, +son capacissimi di riferir tutti i discorsi +che sentono. E il conte Luca faceva giurare +a Fortunata che non si sarebbe lasciata +sfuggire con nessuno una parola di ciò ch’egli +le diceva. Ella ubbidiva, e la sua mente inclinata +a tristi pensieri prestava facil credenza +alle terribili profezie paterne e già precorreva +le stragi, gl’incendi, la rovina ultima di Venezia.</p> + +<p>Intanto l’anno 1848 finiva, per la causa liberale, +in Italia e fuori d’Italia, in modo ben diverso +da quello in cui era cominciato. La discordia +aveva pazzamente agitato la sua face +nel campo di coloro che parevano scesi a combattere<span class="pagenum"><a name="Page_271" id="Page_271">[271]</a></span> +sotto la stessa bandiera. Da una parte +gl’indugi fatali, i tentennamenti colpevoli, le +aperte fellonie; dall’altra gli eccessi del linguaggio +e le violenze degli atti.</p> + +<p>Nondimeno nei primi mesi del 1849 una lieta +notizia riconfortò i patriotti della nostra penisola; +il Piemonte riprendeva le armi. Ma la +gioia durò poco, e la tragica giornata di Novara +ripiombò l’Italia nel lutto. Gli Austriaci, +sicuri alle spalle, potevano ormai converger le +loro forze contro i ribelli. Il 26 marzo, tre giorni +dopo la disfatta dell’esercito di Carlo Alberto, +il feroce Haynau, nome esecrato dalle madri +lombarde e magiare, dal suo quartier generale +di Padova, intimava la resa a Venezia. E il 2 +aprile, Venezia, col voto unanime dei suoi rappresentanti +raccolti nello storico palazzo dei +Dogi, decretava la resistenza a ogni costo. Santo +e nobile voto che riscattava lunghi anni d’ignavia, +ed evocava in quelle aule famose lo spirito +della grande Repubblica.</p> + +<p>Colpita al cuore dalla tremenda delusione +ch’era successa a tanto rifiorir di speranze, la +popolazione si riebbe all’annunzio del fiero decreto. +Era un’ebbrezza simile a quella del +marzo 1848, ma meno teatrale, ma più virile, +più degna d’uomini preparati a morire. Simbolo +della lotta ad oltranza, non emblema di funeste +divisioni sociali, il nastro rosso comparve +alla bottoniera degli abiti, la bandiera rossa +sventolò sui tetti dei palazzi, sulle cupole delle +chiese, sulle punte dei campanili.<span class="pagenum"><a name="Page_272" id="Page_272">[272]</a></span></p> + +<p>E il rimbombo del cannone, dal maggio in +poi, divenne la musica pressocchè quotidiana dei +Veneziani. Chi, in un giorno di battaglia, udì +di lontano quel suono cupo e profondo sa che +angoscia esso metta negli animi, che pallore +sparga sui volti, e come sospenda, per così +dire, in quella crudele trepidazione di tutti, il +corso della vita ordinaria. Ma chi, per settimane, +per mesi, l’udì da una città assediata sa +pure che l’orecchio vi si abitua quasi come a +un suono domestico, e che il primo sbigottimento +si cambia a poco a poco in un’apatia +rassegnata e persino in una spensieratezza gioviale.</p> + +<p>Così a Venezia. Il cannone tuonava intorno +a Malghera, e tuttavia il popolo conservava il +suo umore gaio e il suo spirito caustico; si sarebbe +detto talvolta che c’era nella città un’attrattiva +di più; onde gli uni si recavano in brigatelle +alla punta estrema di Cannaregio a veder +i globi di fumo che s’alzavano dalle lunette dei +forti, gli altri, dalle specule e dagli abbaini, +spingevano col canocchiale lo sguardo fino alle +batterie austriache di Campalto e di Mestre.</p> + +<p>E quando Malghera, ridotta un mucchio di +rovine, fu abbandonata in silenzio nella notte +dal 26 al 27 maggio, e la eroica guarnigione, +decimata ma non vinta, non doma, fatti saltar +i primi archi del ponte, si trincierò fieramente +sul piazzale opponendo al nemico una seconda +linea di difesa non meno formidabile dell’altra, +lo strepito più vicino dell’artiglieria, la coscienza<span class="pagenum"><a name="Page_273" id="Page_273">[273]</a></span> +del crescente pericolo non valse ancora ad accasciar +l’animo dei Veneziani.</p> + +<p>Si sperava a dispetto di tutto: si sperava +nella propria costanza, nei soccorsi del di fuori, +negli aiuti del cielo; nessuno parlava, nessuno +voleva sentir parlare d’arrendersi. Di tratto in +tratto la gente s’accalcava in piazza domandando +ad alte grida Manin. E Manin, dal balcone +delle Procuratie, rivolgeva agli adunati brevi +parole, non mendaci, non lusinghiere, ma ferme +e virili quali i forti rivolgono ai forti. La folla +si disperdeva applaudendo e più che mai risoluta +a resistere.</p> + +<p>Resistere fino all’ultima cartuccia e fino all’ultimo +uomo, dicevano anch’essi i difensori del +ponte, imperterriti sotto una pioggia di fuoco. +Che importava morire? Quei prodi sentivano +che sui pochi metri quadrati dell’angusto piazzale +si gettava il seme del futuro. E quel seme +era sangue, il più nobile sangue d’Italia confuso +insieme in quattro zolle di terra. Con un +grido sul labbro, con un affetto nel cuore eran +venuti dalle sponde del Jonio e dalle falde dell’Alpi, +dalle pianure lombarde e dai clivi toscani, +dal golfo incantato di Napoli e dai feraci +campi delle Puglie, dalla Romagna indomita +e dalla Liguria operosa; eran venuti a dividere +i travagli e la gloria dei figli delle lagune; +ignoti fino a ieri gli uni agli altri, +oggi più che fratelli. E cadevano come spighe +mietute stringendosi in un ultimo amplesso, +mormorando coi vari accenti d’una stessa favella<span class="pagenum"><a name="Page_274" id="Page_274">[274]</a></span> +il dolce nome della patria comune. Onore +a voi, valorosi, sia che vi ricordi la storia, sia +che, martiri oscuri, vi copra l’oblio! E onore +anche a voi, pochi ma eletti, svizzeri, slavi, magiari, +che, non nati sotto il cielo d’Italia, pur +ci veniste a morire, suggellando col sacrifizio +delle vostre giovani vite l’alleanza fra quanti +credono nella giustizia e nella libertà!</p> + +<p>Ma non lasciamo sbizzarrir troppo la penna. +Tra i più intrepidi combattenti di Malghera e +del Ponte c’era Gasparo Rialdi. Primo al +pericolo, ultimo a chiedere o ad accettare il riposo, +a vicenda capitano e soldato, egli comandava +ed eseguiva, ora intento a puntare i cannoni, +ora a rinforzare i terrapieni, ora ad assistere +i feriti. I suoi compagni d’armi lo dicevano +invulnerabile. Infatti le palle gli grandinavano +intorno senza toccarlo. Una volta un +piccolo deposito di polvere scoppiò a pochi +passi da lui con un orrendo fragore; dieci uomini +stramazzarono al suolo per non più rialzarsi, +altri due, rovesciati dall’urto, sorsero subito +in piedi tra il fumo e la polvere, pesti, +contusi, ma atti a riprendere il loro posto. Uno +dei due era Gasparo.</p> + +<p>Ogni settimana egli consacrava alla famiglia +una mezza giornata o una notte, ed è facile +immaginarsi con che lagrime egli fosse accolto +dal conte Luca e dalla contessa Zanze. Chè se +il conte era pusillanime come un coniglio e la +contessa leggera come una farfalla, questo non +voleva dire che non amassero il loro figliuolo.<span class="pagenum"><a name="Page_275" id="Page_275">[275]</a></span> +Negli affetti veri, nei veri dolori tutti gli uomini +si rassomigliano.</p> + +<p>Fortunata, il cui spirito debole era stato soprappreso +da un nuovo accesso di fervore religioso, +vedeva nella salvezza del fratello un effetto +delle sue preghiere alla Madonna, e glielo +diceva, e lo scongiurava di non sorridere, di +non provocar l’ira del cielo con la sua incredulità.</p> + +<p>La sola Margherita, in un’età che non capisce +i pericoli, riceveva lo zio Gasparo col sorriso +ilare e confidente d’un tempo. Tanto più che +egli non si presentava mai alla nipotina senza +un regaluccio, ed era curioso vedere quell’uomo +grande e grosso, un momento prima in mezzo +alle granate e alle bombe, era curioso, dico, +vederlo entrar in un negozio di balocchi a +prendervi dei soldatini di piombo, o delle +minuscole posate di stagno o altre bagatelle +simili.</p> + +<p>La bimba, quando lo sentiva venire, gli correva +incontro con le braccia aperte chiamandolo +a nome, ed egli la sollevava per di sotto +le ascelle, su, su, fino ad avvicinar la faccia +bianca di lei al suo viso abbronzito; poi se la +metteva sulla spalla e la conduceva in giro per +la stanza.</p> + +<p>Dai forti il cannone tuonava e faceva tremar +i vetri.</p> + +<p>—Vergine santissima!—esclamavano Fortunata +e la madre. Il conte Luca si turava gli +orecchi con le dita; Gasparo corrugava la<span class="pagenum"><a name="Page_276" id="Page_276">[276]</a></span> +fronte come se lo prendesse un rimorso di non +esser sul luogo della pugna; Margherita imitava +ridendo il suono delle cannonate: <i>bum, +bum</i>. Poi si metteva a canticchiare una delle +canzonette patriottiche di quei tempi:</p> + +<div class="poem" style="width: 12em"><div class="stanza"> +<span class="i0">Fuoco sopra fuoco<br /></span> +<span class="i2">S’ha da vincere o morir,<br /></span> +<span class="i2">ecc. ecc.<br /></span> +</div></div> + +<p>Oppure</p> + +<div class="poem" style="width: 12em"><div class="stanza"> +<span class="i0">E col verde, bianco e rosso<br /></span> +<span class="i2">La bandiera s’innalzò,<br /></span> +<span class="i2">ecc. ecc.<br /></span> +</div></div> + +<p>O quella scioccheria in dialetto</p> + +<div class="poem" style="width: 12em"><div class="stanza"> +<span class="i0">Tre colori, tre colori,<br /></span> +<span class="i2">I Tedeschi gà i dolori,<br /></span> +<span class="i2">ecc. ecc.<br /></span> +</div></div> + +<p>Di lì a poco però, sporgendo avanti la testa +come chi da una finestra del secondo piano +vuole attaccar conversazione con gl’inquilini del +primo, ella arrischiava una domanda:</p> + +<p>—Zio Gasparo, cosa m’hai portato?</p> + +<p>—Niente—rispondeva serio serio l’ufficiale.</p> + +<p>Ed ella, con un suo vezzo inimitabile:</p> + +<p>—Sì che m’hai portato qualcosa.</p> + +<p>Allora egli la faceva discendere dal punto +elevato in cui l’aveva posta, si metteva a sedere +con lei e le diceva:<span class="pagenum"><a name="Page_277" id="Page_277">[277]</a></span></p> + +<p>—Cerca.</p> + +<p>Margherita cercava di qua, cercava di là e +finiva col tirar fuori da una tasca della tunica +o dei calzoni gli oggetti che lo zio le aveva +destinati e che le strappavano un grido d’ammirazione.</p> + +<p>—Guarda, mamma, guarda.... Oh bello, +bello!</p> + +<p>Fortunata ringraziava il fratello con gli occhi +che le si velavano di lagrime. Ah se Leonardo +avesse voluto alla sua figliuola la metà +del bene che Gasparo voleva alla nipote!</p> + +<p>In verità Gasparo Rialdi era meravigliato +lui stesso della parte che questa bimba prendeva +nei suoi pensieri. Severo, ruvido qualche +volta, alieno sempre dalle soverchie espansioni, +egli era pienamente convinto d’essere un orso, +come gli aveva detto una donna gentile che +non era riuscita ad ammansarlo. Ma ciò che +non avevan potuto le donne lo poteva ora una +fanciulletta di men che quattro anni; l’orso era +ammansato.</p> + +<p>Un giorno, verso la fine di luglio, quando le +previsioni dell’avvenire eran più fosche che +mai, e il nemico stringeva intorno alla città assediata +il suo cerchio di ferro e di fuoco, e +scarseggiavano i viveri, e il lugubre spettro +del colèra appariva sull’orizzonte, Gasparo, venuto +a casa per poche ore, fece alla sorella una +inattesa proposta.</p> + +<p>—Fortunata.—egli le disse, e il suo aspetto +era più grave e la sua voce più commossa dell’usato—nessuno<span class="pagenum"><a name="Page_278" id="Page_278">[278]</a></span> +osa confessarlo, ma tutti lo +sentono. Venezia non potrà resistere a lungo.... +Fra due mesi, fra un mese forse, ci mancheranno +i soldati, le munizioni, il pane... bisognerà +cedere come ha ceduto Roma.... Se in +questo mese, se in questi due mesi la mia +buona stella non mi manda una palla di cannone, +e sa Iddio se la cerco....</p> + +<p>—Oh Gasparo, Gasparo, che parole son +queste?</p> + +<p>—Beati quelli che son morti—egli riprese +in tuono solenne;—beati quelli che morranno +prima che il giallo e nero abborrito torni a +sventolar sugli stendardi del nostro San Marco!... +Ma io non sarò fra questi felici... pare un destino.... +Ebbene, se io sopravvivo, credi tu che +io possa rimaner qui? Io, antico ufficiale +austriaco, io, disertore?</p> + +<p>—No, no... è necessario che tu fugga... subito....</p> + +<p>—Non oggi, o Fortunata, non prima che Venezia +sia caduta.... Allora prenderò la via dell’esilio.</p> + +<p>—Dove andrai?</p> + +<p>—Non lo so;... forse a Londra, ove un signore +che ho conosciuto a Smirne mi offre un +impiego... a ogni modo, ho ventisette anni, ho +una salute robusta, conosco le lingue, la matematica; +potrò dar delle lezioni.</p> + +<p>A questo punto egli afferrò tutt’e due le mani +della sorella e guardandola fissa negli occhi, le +disse:<span class="pagenum"><a name="Page_279" id="Page_279">[279]</a></span></p> + +<p>—Vuoi seguirmi, Fortunata... insieme con +la tua Margherita, s’intende?</p> + +<p>Fortunata impallidì.</p> + +<p>—Partire?</p> + +<p>—Sì, partire.... Ho qualche risparmio che +basterà per il viaggio di tutti noi tre.... Poi +lavorerò.... Sarete la mia famiglia.</p> + +<p>Ma Fortunata, non rimessa ancora del suo +smarrimento, ripeteva balbettando:</p> + +<p>—Partire?.... Abbandonare....</p> + +<p>—I nostri genitori?—interruppe bruscamente +Gasparo compiendo a suo modo la frase.—Poveri +vecchi! Lo so, restan soli, ma che +puoi tu fare per loro?... Afflitta da tante +sventure, nella casa già triste, tu non puoi +portare che una tristezza di più.... Certo la +mancanza dei figli è un gran dolore, ma nostro +padre ha il suo impiego che probabilmente +gli sarà conservato, la mamma è d’un carattere +ottimista, vede molta gente;... insomma, +finiranno col passarsela alla meno peggio, +tanto più, se, non avendo da pensare che a +sè, godranno d’una discreta agiatezza.... Credilo, +Fortunata, ciò ch’io ti propongo non +nuoce a nessuno e può giovare a molti:... a +me, a Margherita, a te stessa, che qui sei +troppo vicina alla prima cagione di tutti i tuoi +mali.</p> + +<p>Così Gasparo, per necessità di cose, arrivava +al punto che avrebbe voluto schivare.</p> + +<p>E Fortunata, che sino a quel momento era +riuscita a padroneggiarsi, scoppiò in un pianto<span class="pagenum"><a name="Page_280" id="Page_280">[280]</a></span> +dirotto o disse con voce soffocata dai singhiozzi:</p> + +<p>—Sì, sì... è vero... la prima cagione dei +miei mali è qui.... E te lo giuro... non lo +vedo più da un pezzo... non lo vedrò finchè +egli non abbia bisogno di me.... Ma se ne +avesse, se desiderasse riavvicinarsi a sua moglie, +alla sua bimba, e noi fossimo lontane... +lontane?...</p> + +<p>—Ancora infatuata di quei miserabile!...—esclamò +Gasparo.—Apri una volta gli +occhi, per Dio.... Che obblighi hai verso di +lui?... Quell’uomo è di fango.... Egli aveva una +via di salvezza, gliel’abbiamo offerta, non l’ha +voluta.... Gli esseri più spregevoli hanno pur +qualche cosa da contrapporre ai loro vizi, ai +loro delitti....</p> + +<p>—Oh delitti egli non ne ha commessi....</p> + +<p>—Lo credi?... E sia pure.... Ci sono degli +sciagurati a cui si perdonano i delitti in nome +di un loro impeto di generosità, d’un loro atto +di coraggio; quello che non si perdona è l’abbiezione +continua, la vigliaccheria contenta +di sè....</p> + +<p>—Oh Gasparo.... Sono sua moglie....</p> + +<p>—Ma sei anche madre.... E più che a un +marito indegno, devi pensare a una figlia ingenua, +innocente.... Che sarà di lei?... Chi si +curerà della sua educazione?... Sei moglie, sei +moglie!... Ebbene, se tanto ti preme quell’uomo, +se per amor suo vuoi rimanere a Venezia, lasciami +Margherita.....<span class="pagenum"><a name="Page_281" id="Page_281">[281]</a></span></p> + +<p>—Lasciarti Margherita?... Staccarmene forse +per sempre?... No, no.... Gasparo, per carità, +non me la rubare.</p> + +<p>Quindi, alzando le palme al cielo in un parossismo +di disperazione:—Vergine santa—esclamò +la povera donna—intercedetemi la +grazia di morire... Che ci faccio io a questo +mondo? Sono un impiccio per me e per +gli altri.... Vergine santa, ottenetemi questa +grazia.... Ho patito tanto.... E nessuno +ha bisogno di me.... Mia figlia starà molto meglio +con mio fratello... Vergine santa, datemi +retta, salvate lui e fatemi morire, fatemi morire.</p> + +<p>Fortunata avrebbe impietosito i sassi. L’ufficiale +chinandosi sopra di lei le diede un bacio +in fronte e le disse:</p> + +<p>—Calmati... una madre non è mai un impiccio +per sua figlia.... Io non te la ruberò la +tua Margherita... con che diritto potrei rubartela?... +Se tu non vorrai separartene, se +non vorrai venire con lei e con me... mi avrai +dato un gran dolore, m’avrai privato di ciò +che poteva rendermi meno amaro l’esilio, ma +non importa, io non te la ruberò.... Per altro +fino all’ultimo giorno, fino all’ultima ora conserverò +la speranza di persuaderti.... Oggi +non parliamone più, è tardi e debbo essere +al mio posto prima di sera....</p> + +<p>Il cannone tuonava. Gasparo sorrise.</p> + +<p>—E noi facciamo i conti sull’avvenire—egli +mormorò tristamente.<span class="pagenum"><a name="Page_282" id="Page_282">[282]</a></span></p> + +<p>Di lì a poco, abbracciati i genitori e la nipotina, +egli s’avviava alla batteria.</p> + +<p>Fortunata, corse a chiudersi nella sua camera +e ponendosi in ginocchio davanti a un’immagine +della Madonna rinnovò la preghiera di +poco prima:—Vergine santa, salvate mio fratello +e fatemi morire, fatemi morire!<span class="pagenum"><a name="Page_283" id="Page_283">[283]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="XXV" id="XXV"></a>XXV.</h2> + + +<p>Il palazzo Bollati era vuoto da più mesi. Ad +onta del suo grande amore per Venezia, lord +Herbert Seaweed era partito con la famiglia fin +dall’estate 1848, e la figliuola romantica e <i>byroniana</i> +s’era mostrata la più sollecita a fare i +bauli. Ell’aveva però voluto portar seco una +scheggia di marmo del caminetto del salotto; +la città poteva saltar in aria tutta quanta ed +era opportuno d’averne un ricordo. Nell’imbarcarsi +sopra un vapore inglese, il nobile <i>lord</i> +aveva sentenziato che le razze latine son destinate +a servire in perpetuo e che soltanto la +vecchia Inghilterra, <i>old England</i>, ha il diritto +di godere della libertà.</p> + +<p>Le chiavi degli appartamenti rimasero in +mano del console di S. M. Britannica, e un custode +il quale abitava nel pian terreno aveva +ben poco da custodire. Nondimeno il signor +Ambrogio (chè tale era il suo nome) si dava<span class="pagenum"><a name="Page_284" id="Page_284">[284]</a></span> +una gran d’aria di importanza come se fosse lui +stesso il rappresentante della Regina Vittoria. +E reputandosi cittadino inglese, giudicava gli +avvenimenti con la calma superiorità d’uno +straniero, diceva che gl’Italiani, pur troppo, +sono una piccola nazione priva d’ogni esperienza +politica, e che avevano commesso e commettevano +ogni giorno errori nuovi, i quali avrebbero +condotto il paese a inevitabile rovina.</p> + +<p>—Per noi però—egli conchiudeva rivolgendosi +a sua moglie, a una figliastra e a due gatti +che dividevano con lui l’onore di guardare il palazzo—per +noi non ci sono pericoli. Al primo +serra serra si inalbera sul tetto la bandiera +di S. M. e vorrei vedere chi ardisse metter +piede qua dentro.... Per gl’Inglesi è una cosa +da nulla il mandare una fregata, e vi dico io +che i loro cannoni fanno far giudizio a tutti i +Governi provvisori e a tutte le Monarchie del +mondo.</p> + +<p>Il signor Ambrogio estendeva il suo patrocinio +anche all’unico inquilino della casa, al +conte Leonardo Bollati.</p> + +<p>—Quello lì—egli diceva—in mezzo alle +sue disgrazie può considerarsi un uomo fortunato. +E non dovrebbe aver parole bastanti per +ringraziar la munificenza del Milord, che lo ha +lasciato stare in una botte di ferro... una botte +di ferro.</p> + +<p>—Pover’uomo!—esclamavano in coro la +matrigna e la figliastra.—Pensare che una +volta era lui il padrone!<span class="pagenum"><a name="Page_285" id="Page_285">[285]</a></span></p> + +<p>—È la ruota della fortuna—ripigliava il +grave signor Ambrogio.—Un tempo c’era l’aristocrazia +veneziana, adesso c’è l’aristocrazia +inglese.</p> + +<p>E nel dir così si stropicciava le mani come se +a quest’aristocrazia inglese appartenesse anche +lui.</p> + +<p>Il custode e la sua famiglia, ch’eran buona +pasta di gente, usavano molti riguardi al conte +Leonardo, e le donne gli tenevano pulite le +camere senza curarsi di domandargli il compenso +di poche lire al mese ch’egli aveva loro +promesso e che non pagava mai. Per quello +che si riferisce alle sue condizioni domestiche, +alla sua separazione dalla moglie e dalla figliuola, +non sapevano che giudizio fare. A sentirlo, +poichè di tratto in tratto egli si fermava +a chiacchierare col signor Ambrogio, tutti i +torti eran della moglie e specialmente dei parenti +della moglie, i quali gli avevano teso un +tranello per costringerlo al matrimonio, quando +i Bollati erano ancora tra i primi signori di Venezia. +Poi, sopraggiunti i rovesci, quei birbanti +s’eran dimenticati dei pranzi, delle cene, dei +regali avuti, e non avevan voluto aiutarlo in +nessuna maniera. Basta dire che il suo degnissimo +signor cognato, ch’era adesso tra quelli +che tenevano il mestolo, invece di procurargli +un impiego onorifico, gli aveva suggerito di arruolarsi +come soldato semplice! Soldato semplice, +lui, un Bollati! Dopo che i suoi vecchi +eran stati generali, ammiragli, dogi!<span class="pagenum"><a name="Page_286" id="Page_286">[286]</a></span></p> + +<p>Il signor Ambrogio non pareva alieno dal +credere alla perversità e all’ingratitudine dei +Rialdi; ma le donne rimanevano perplesse. +Nonostante la compassione che destava in loro +questa <i>Eccellenza</i> così pitocca, esse non potevano +dissimularsi che il conte Bollati era un +vizioso, un buono a nulla, uno di quegli uomini +che sembran fatti apposta per finir sulla paglia, +e che hanno un gran torto di attribuire agli +altri le proprie sventure. Inoltre era impossibile +che la moglie del conte Leonardo fosse +cattiva; bastava vederla per persuadersi del contrario. +E al palazzo la si vedeva spessissimo. Ella +veniva a chieder notizie di suo marito, a raccomandarlo, +a lasciar qualche cosa per lui, un po’ +di biancheria, una flanella, dei limoni, degli +aranci, tanto più preziosi quanto più era difficile +l’averne durante l’assedio. Se le dicevano +ch’egli era in casa, ella guardava istintivamente +verso la scala come se fosse tentata di salire; +ma resisteva alla tentazione e calando il velo +sugli occhi e rattenendo le lagrime si allontanava +a passi rapidi. Dopo la scena violenta che +egli le aveva fatta in occasione di quel famoso +impiego chiesto e non ottenuto, ella non aveva +più coraggio di presentarglisi dinanzi. Del resto, +per lo più, nell’ore in cui Fortunata poteva +recarsi al palazzo, Leonardo non c’era.</p> + +<p>Le cose tirarono avanti in questo modo per +mesi e mesi; solo quando Gasparo fece alla +sorella la proposta che sappiamo, ella deliberò +di avere un ultimo colloquio col marito; s’egli<span class="pagenum"><a name="Page_287" id="Page_287">[287]</a></span> +trovava una parola d’affetto, se dava un segno +di rammarico all’idea di separarsi per sempre +dalla sua famiglia, no, no, checchè dicesse Gasparo, +ella non sarebbe partita.</p> + +<p>Ma le vicende dell’assedio impedirono il colloquio +desiderato.</p> + +<p>La sera di domenica 29 luglio le batterie +austriache avevano sospeso il fuoco; gli artiglieri +del Piazzale e di San Secondo, a cui non +pareva vero di risparmiar le munizioni, ne avevano +imitato l’esempio. A un tratto, poco prima +di mezzanotte, spettacolo bello e terribile, il +cielo è solcato da infinite striscie luminose, un +fragore spaventoso risveglia la città addormentata. +Che è, che non è? I projettili nemici che +fino allora erano stati rivolti contro i forti o +avevano colpito tutt’al più l’estremo lembo di +Cannaregio, ora giungevano d’improvviso nel +cuore di Venezia. Si sentiva il fischio delle +bombe, lo strepito delle granate che scoppiavano, +lo schianto dei fumaiuoli, delle cornici, dei +tetti, che cadevano a pezzi. A poco a poco, dalle +case rovinate o minaccianti rovina, uscivano intere +famiglie, vecchi languenti, donne discinte, +bambini aggrappati ai collo delle madri, uomini +ancor vigorosi e pronti a combattere, ma +smarriti al cospetto d’un pericolo che veniva a +insidiarli persino nelle pareti domestiche. Uscivano +portando seco le masserizie più necessarie, +avviandosi ai quartieri più lontani dai +bombardatori, a San Marco, a Castello. In +breve la piazza fu gremita di gente. Chi stendendo<span class="pagenum"><a name="Page_288" id="Page_288">[288]</a></span> +il materasso sul nudo terreno vi si adagiava +coi suoi cari a dormire, chi sedeva muto +sopra uno sporto di colonna della Basilica o su +uno dei gradini delle Procuratie nuove, chi +cercava asilo nei Caffè, chi girava inquieto su +e giù in traccia di parenti e d’amici. Dalla folla +saliva un mormorìo confuso di gemiti, di preghiere, +d’imprecazioni; in alto, sopra le mille e +mille teste, i colombi di San Marco, turbati nei +loro riposi dall’insolito frastuono e cacciati +fuori dai nidi da un folle spavento, volavano +a stormi di qua, di là, senza mai chetarsi e +sbattendo l’ali con un fragore sinistro.</p> + +<p>Una calca poco minore c’era sul Molo, ove +accorrevano anche i semplici curiosi per veder +meglio la parabola delle bombe.</p> + +<p>—<i>I ne fa i foghi d’artifizio, sti fioi de cani</i>—diceva +un barcaiuolo apparecchiando tranquillamente +la sua gondola e offrendosi di condur +in laguna quelli che volessero goder più davvicino +del meraviglioso spettacolo.</p> + +<p>Un altro, a ogni colpo, mandava agli assediati +un augurio breve ed espressivo: <i>Andè in +malora!</i></p> + +<p>—<i>Ve le faremo inghiotir tute le vostre bombe</i>—esclamava +un popolano stringendo i pugni in +aria di sfida.</p> + +<p>Nessuno apriva la bocca per parlare di capitolazione.</p> + +<p>Il bombardamento continuò con pari vigore +nel giorno dopo, ma intanto la carità pubblica +e privata aveva provveduto all’alloggio di quelli<span class="pagenum"><a name="Page_289" id="Page_289">[289]</a></span> +ch’eran rimasti senza tetto. Però, chi pensi che +due terzi della città erano quasi inabitabili, si +farà presto un’idea del modo in cui questi profughi +infelici potevano essere accomodati nell’altro +terzo. Le stanze non bastavano più; bisognava +pigiar la gente nelle soffitte arse dal +sole, nei pianterreni corrosi dalla salsedine, nei +sottoscala infetti, nelle stive puzzolente dei barconi +ancorati in laguna. Qual meraviglia se in +mezzo a quella moltitudine ammucchiata in +sì breve spazio, affranta già dagli stenti passati +e ora sfinita più che mai dalla nutrizione +insufficiente e mal sana, prima serpeggiava +insidioso, poi scoppiava tremendo il colèra?</p> + +<p>Il palazzo Bollati, e la casa Rialdi sorgevano +in due punti abbastanza distanti fra loro: tuttavia +erano entrambi in quella parte di Venezia +ove arrivavano le bombe; Anzi, nel palazzo, +un proiettile era caduto fin dalla mattina del 30, +mezz’ora dopo che il signor Ambrogio aveva +issato sul tetto il vessillo britannico dicendo +solennemente alla moglie:</p> + +<p>—Noi siamo in una botte di ferro... una +botte di ferro. La bandiera devono vederla +sicuro, e allora da questa parte non tirano +più.... Vorrei poi sapere perchè quell’imbecille +del conte Bollati non sia ancora tornato a +casa.</p> + +<p>Il conte Bollati non era tornato a casa e non +aveva nessuna intenzione di ritornarci. Quando +principiò il bombardamento egli era in una<span class="pagenum"><a name="Page_290" id="Page_290">[290]</a></span> +bettola a pochi passi dalla quale scoppiò una +granata. Uscitone in fretta, trovò la strada piena +di gente che fuggiva dal <i>sestiere</i> di Cannaregio, +quello appunto dov’era il palazzo già appartenente +alla sua famiglia. Con l’esagerazione propria +degli spaventati, quei fuggiaschi dicevano +che a Cannaregio le bombe venivan giù come +una gragnuola, che due persone eran morte, +che la chiesa di S. Geremia era in fiamme, che +una gondola era stata squarciata e sommersa. +Leonardo non se lo fece ripetere due volte e +prese la rincorsa fino a Castello, ove andò a rifugiarsi +in una osteriaccia da lui frequentata in +altri tempi.</p> + +<p>Anche i Rialdi avevano dovuto lasciare la +loro abitazione ed erano stati accolti presso un +amico di Gasparo, in parrocchia di San Marco. +Il primo pensiero di Fortunata, appena vide in +salvo i suoi genitori e la sua Margherita (di sè +non si curava affatto, la poverina), fu quello +di Leonardo. Ma dove trovarlo? Come arrischiarsi +ad andar fino al palazzo Bollati, ove +forse, se c’erano ancora i custodi, se ne avrebbe +saputo qualcosa? A badare alla gente quella +era la parte della città più bersagliata; non ci +mettevano piede che le pattuglie della guardia +civica; i pochi abitanti rimasti stavano tappati +nei magazzini ove si credevano più sicuri e da +cui non uscivano che per le indispensabili provvigioni.</p> + +<p>—Eh, <i>viscere mie</i>, c’è altro da fare che andar +in cerca di tuo marito—borbottava la contessa<span class="pagenum"><a name="Page_291" id="Page_291">[291]</a></span> +Zanze alla figliuola, la quale chiedeva a +lei consiglio ed aiuto.—Per poco che la duri +così, siamo tutti spacciati e non ci resta che +da raccomandare l’anima al Signore.</p> + +<p>La contessa Zanze non aveva torto. Le condizioni +di Venezia s’aggravavano terribilmente +ogni giorno. Non ostante gli sforzi eroici del +nostro piccolo naviglio, la flotta austriaca era +riuscita a impedir tutti gli accessi del porto; +dal lato di terra, non c’è bisogno di dirlo, non +poteva entrare nè un sacco di grano, nè un +capo di bestiame. S’era ridotti a cibarsi di pan +nero, di frutte e d’erbaggi forniti dalle nostre +isole, del pesce che si pescava nei nostri canali +e nella nostra laguna. Chi riusciva a imbandire +un pezzo di carne d’un quadrupede +purchessia, doveva ringraziare la Provvidenza +come d’un segnalato favore. La fame, gli stenti, +l’agglomeramento della popolazione preparavano +una messe abbondante al colèra. E il colèra +falciava le vittime a centinaia, senza distinzione +di classe, di sesso, d’età; ricchi e +poveri, giovani e vecchi, donne e bambini. +Non bastavano al bisogno gli ospedali, benchè +se ne aprissero sempre di nuovi, non bastavano +i medici, benchè pieni d’abnegazione; mancava +il ghiaccio, mancava il chinino pei malati, mancavano +i preti pei moribondi, i seppellitori pei +morti.</p> + +<p>Eppure, in generale, le privazioni erano sopportate +virilmente, e si trovava perfino il tempo +di ridere e di scherzare. Nella famiglia ove<span class="pagenum"><a name="Page_292" id="Page_292">[292]</a></span> +erano ospitati i Rialdi c’era una vecchia nonna +piena d’energia che dava coraggio ai giovani e +non voleva sentir piagnistei. Linda, pulita, con +una cuffietta bianca da’ cui orli spuntavano due +ciocche di capelli d’argento, asciutta dalla persona +e non curva ancora dagli anni, con un par +d’occhi scuri, vivi, lucenti, la signora Teresa era +sempre circondata da uno stuolo di bimbi come +una chioccia dai suoi pulcini. La chiamavano +nonna tutti quanti, i suoi nipoti come gli estranei, +ed ella raccontava loro tante belle storielle, +insegnava loro tanti bei giuochi. Qualche +volta una nube velava la sua fronte serena; +allora, rivolgendosi ai maschi, ella diceva con +voce sommessa:</p> + +<p>—Quando sarete grandi toccherà a voi a +prendere il fucile contro i Tedeschi.</p> + +<p>—Sì, sì—gridavan quelli con entusiasmo.</p> + +<p>—Lo farete il vostro dovere?</p> + +<p>—Sì, sì, nonna.</p> + +<p>—Bravi!—E la nonna soggiungeva con un +filo d’ironia:—Fin che venga quel tempo torniamo +a giocar a mosca cieca.</p> + +<p>La signora Teresa aveva una gran simpatia +per Gasparo Rialdi e per Margherita; per Fortunata +provava una sincera commiserazione, +ma non poteva intendersi nè con lei, nè col +conte Luca o con la contessa Zanze; erano +caratteri troppo dissimili dal suo. La impazientiva +specialmente il conte Luca, il quale passava +delle ore tenendosi una boccettina d’aceto e un +pezzo di canfora al naso, e lamentandosi:<span class="pagenum"><a name="Page_293" id="Page_293">[293]</a></span></p> + +<p>—L’hanno voluta fare la rivoluzione! Ecco +che cosa ci hanno guadagnato. L’avevo sempre +previsto io.... Mettersi a cozzare con +l’Austria!... era uno scacco matto sicuro.... Mi +spiego?</p> + +<p>—Eh, caro signore—rimbeccava la vecchierella—se +tutti fossero come lei, il regno dei +prepotenti durerebbe sino alla consumazione dei +secoli.</p> + +<p>Malgrado del suo spirito alquanto mordace, +la signora Teresa esercitava una singolare attrazione +non soltanto sui fanciulli, ma anche +sugli adulti. E Fortunata si fece animo a confidarle, +non le sue vicende coniugali, che già +erano note, ma le sue angustie per la proposizione +che l’era stata fatta dal fratello.—Dio +mio, come devo regolarmi? Come devo regolarmi?—esclamava +la povera giovine.</p> + +<p>La signora Teresa non amava le persone le +quali non sanno regolarsi da sè; tuttavia ella +non potè schermirsi dal rispondere. E riconobbe +che la cosa era grave; ma pesato il pro e il +contro, disse:</p> + +<p>—Per me, accetterei.</p> + +<p>E ripetè gli argomenti addotti già da Gasparo. +Rimanendo a Venezia Fortunata non poteva +recar nessun giovamento ai suoi genitori, +e in quanto al signor conte Bollati, egli, con la +sua condotta aveva perduto il titolo di marito +e di padre. Fortunata doveva pensare alla sua +figliuola, e per la bimba sarebbe senza dubbio +un gran bene lo star con lo zio.<span class="pagenum"><a name="Page_294" id="Page_294">[294]</a></span></p> + +<p>—Quello è un uomo—concludeva la signora +Teresa—e in qualunque luogo si trovi, saprà +farsi la sua strada e mantenere le sue promesse.</p> + +<p>Fortunata si torceva le mani e gemeva:</p> + +<p>—Dio, Dio!—E neanche vederlo? Neanche +saper s’è vivo o morto?</p> + +<p>—Qui ha ragione lei. Ma non c’è proprio +caso d’averne notizie?</p> + +<p>—Senta, signora Teresa, poichè è tanto +buona, trovi un’anima pietosa che m’accompagni +fino al palazzo Bollati. Dicono ch’è un vero +rischio l’andar fin là, ma non importa....</p> + +<p>—Crede che non si sia mosso di casa?</p> + +<p>—Non lo so.... Probabilmente si sarà mosso +come gli altri, ma possibile che non ci sia più +nessuno a guardia del palazzo? E se c’è qualcheduno, +possibile che non mi diano un’ informazione, +una traccia?</p> + +<p>—Insomma vorrebbe aver compagnia per +questa sua gita?</p> + +<p>—Sì... un servitore... un facchino a cui darei +una mancia.</p> + +<p>—Ma che servitore? Che mancia? Aspetti +domattina e vengo io.</p> + +<p>—Lei!... No... no, nemmen per idea....</p> + +<p>—O che ha bisogno d’una pattuglia per esser +sicura? O crede ch’io non mi regga sulle +gambe?</p> + +<p>—Ma no... non è questo.... Non voglio che +si esponga a un rischio per causa mia.... In +mezzo alle bombe....<span class="pagenum"><a name="Page_295" id="Page_295">[295]</a></span></p> + +<p>—Che paroloni! Dia retta a me, il rischio +è molto minore di quello che si dice.... Se non +ci fosse altro che il bombardamento, gli Austriaci +avrebbero da sudare ancora per un pezzo.... +In verità, quanti crede sian stati colpiti dalle +bombe in tutta la città? Dieci o dodici forse.... +Meno di quelli che il colèra porta via in una +casa sola in poche ore.... Alle corte, se si decide, +domattina alle nove, con la scusa di fare +qualche spesa, si va insieme.... Andare e tornare +è l’affare di un’ora.... Se poi non le accomoda, +si spicci da sè, chè io non ho tempo da +perdere.</p> + +<p>Come avviene sempre a quelli che contrastano +con chi abbia più energia di loro, Fortunata +cedette. E la mattina seguente, alle +nove precise, le due donne s’avviarono insieme +a braccetto.</p> + +<p>I quartieri bombardati avevano realmente un +aspetto che stringeva il cuore. Le strade deserte, +le botteghe chiuse, e chiuse pure, per la +massima parte, le imposte delle case, soprattutto +nei piani superiori. Qua e là, dietro alle +inferriate di un magazzino, dietro ai battenti +socchiusi d’una porta, spuntava una faccia livida, +affilata, sparuta. Non mancavano segni +più visibili del bombardamento; qualche mucchio +di rovinacci, qualche pezzo di tegola e di +grondaia, qualche muro diroccato o annerito +da un principio d’incendio. Tuttavia il pericolo +delle persone non era gran cosa. Nè i cannoni +austriaci potevano tirar più di tanti colpi al<span class="pagenum"><a name="Page_296" id="Page_296">[296]</a></span> +minuto, nè tutti i colpi arrivavano sino all’abitato. +Di quelli che ci arrivavano, molti finivano +nei canali interni; a ogni modo, ben di +rado i proiettili avevano la forza di trapassar +le impalcature di tutti i piani e di giungere ai +luoghi terreni ove s’erano ridotte quelle famiglie +che non avevan voluto lasciar le loro case. +Per le strade poi era quasi impossibile d’esser +colti alla sprovveduta; le bombe si sentivan +venire e cento volte contro una c’era tempo di +mettersi in salvo.</p> + +<p>Checchè ne sia, Fortunata e la signora Teresa +toccarono senza disgrazia la meta del loro +pellegrinaggio. Il portone del palazzo era +chiuso; il campanello risuonò cupamente nei +cortile silenzioso.</p> + +<p>Alla terza suonata si sentì qualcheduno a +muoversi, e una voce femminile gridò dal di +dentro:</p> + +<p>—Chi è? Chi è?</p> + +<p>Era la moglie del custode.</p> + +<p>—Sono io, sono la contessa Bollati—rispose +Fortunata,—apra un momento.</p> + +<p>—Madonna santa!... Cosa viene a fare?—replicò +la donna affacciandosi sulla soglia ma +senza invitar le due visitatrici ad entrare.—Il +signor conte non c’è mica.... Non è più venuto +dopo il 29 del mese passato.... dopo il principio +del bombardamento.</p> + +<p>—Almeno mi faccia la carità di dirmi dove +sia....</p> + +<p>—Se lo sapessi....<span class="pagenum"><a name="Page_297" id="Page_297">[297]</a></span></p> + +<p>—Non lo sa? Non lo sa?... O poveretta +me!... Non sa neanche s’è vivo?</p> + +<p>—Per questo si cheti—rispose la custode +con voce raddolcita.—È vivo....</p> + +<p>—Ah sì.... N’è ben sicura?</p> + +<p>—Ieri era vivo.... Mio marito l’ha visto in +piazza.</p> + +<p>—Ha parlato con lui? E dov’è suo marito?</p> + +<p>—Ambrogio è dal console... per quella bomba +ch’è venuta in palazzo. Ah Gesù mio!</p> + +<p>Quest’esclamazione fu provocata dal romore +d’un proiettile che doveva esser caduto poco +lontano. Dopo aver ripreso fiato, la custode accennò +a voler troncare il discorso.</p> + +<p>—Vada, vada, signora, e che Iddio l’accompagni.... +Non son luoghi da fermarcisi, questi....</p> + +<p>—Un momento ancora, per carità.... Non mi +ha detto se suo marito abbia parlato col conte +Leonardo.</p> + +<p>—Non gli ha parlato.... Si son scambiati un +saluto di lontano e il signor conte ha gridato: +«A rivederci dopo il bombardamento....» Sarà +contenta adesso.... Vada via, vada via....</p> + +<p>—Vado, sì... e grazie.... Ma se potesse saper +qualche cosa di più....</p> + +<p>—O Signore Iddio benedetto! Cosa vuol che +si sappia in questi tempi?... Bisogna contentarsi +di vivere.</p> + +<p>E con queste parole la donna chiuse bruscamente +il portone.</p> + +<p>La signora Teresa, che aveva taciuto fino allora,<span class="pagenum"><a name="Page_298" id="Page_298">[298]</a></span> +toccò leggermente la spalla della sua compagna.</p> + +<p>—Andiamo... Quello che si poteva sapere lo ha saputo.</p> + +<p>—Oh sì—disse Fortunata—e mi par d’esser +sollevata d’un gran peso.... È vivo!... Ma +dov’è? Dov’è?... È necessario ch’io lo veda.</p> + +<p>—A questo si penserà poi.... Andiamo.</p> + +<p>Lungo il cammino, Fortunata cercava ogni +tanto la mano della signora Teresa e la stringeva +con un moto convulso come a ringraziarla +d’esser venuta con lei. Avrebbe voluto attaccar +discorso, rimetter sul tappeto la gran questione +della sua partenza con Gasparo, questione +ch’era sempre insoluta nella sua mente, +ma la signora Teresa pareva assorta in gravi +pensieri.</p> + +<p>Il cannone tuonava.</p> + +<p>—Non finirà più!—mormorò a mezza voce +Fortunata come parlando tra sè.</p> + +<p>—Oh finirà... pur troppo che finirà—disse +la signora Teresa tentennando tristamente il +capo.</p> + +<p>Giunsero in piazza San Marco. C’era una calca +di gente; la guardia civica era schierata sotto +il palazzo del Governo, e Daniele Manin, affacciato +al poggiuolo, le indirizzava per l’ultima +volta la parola.</p> + +<p>La voce onesta e leale, che per diciassette +mesi aveva mantenuto acceso nei Veneziani il +sacro fuoco del patriottismo, che aveva guidato, +frenato, corretto i mobili istinti del popolo,<span class="pagenum"><a name="Page_299" id="Page_299">[299]</a></span> +ora scendeva commossa in una folla commossa; +era un patetico addio, era un gagliardo +eccitamento a sperare nell’avvenire, era un caloroso +appello a quelle virtù con cui le nazioni +riescono a domar la fortuna.</p> + +<p>Dal punto della piazza ove si trovavano le +due donne, non era possibile seguire il filo del +discorso, ma se ne coglievano le frasi pronunciate +con accento più vibrato.</p> + +<p>«.... Un popolo che ha fatto e patito quanto +ha fatto e patito e patisce il nostro popolo +non può perire. Dee venir giorno in cui gli +splendidi destini siano corrispondenti al merito +vostro.... Quando verrà questo giorno?... Noi +abbiamo seminato.... Sventure grandi sono forse +imminenti.... È pur sempre in poter nostro +mantenere intemerato l’onore di questa città.... +Checchè avvenisse, dite: <i>Quest’uomo s’è ingannato</i>; +ma non dite mai: <i>Quest’uomo ci ha ingannati....</i>»</p> + +<p>—Mai, mai—gridavano i militi agitando i +berretti sulle baionette.—Mai, mai—ripeteva +il popolo unanime.</p> + +<p>E tutti piangevano, tutti sentivano che l’ultima +ora della libertà era vicina.</p> + +<p>Daniele Manin pronunziò ancora qualche parola; +poi, sorpreso da un malessere subitaneo, +dovette ritirarsi. La folla si disperse.</p> + +<p>La signora Teresa era rimasta immobile con +gli occhi fissi al suolo; due grosse lagrime, le +prime che Fortunata le vedesse spargere, le +rigavano le gote. Alla fine si scosse, sospirò<span class="pagenum"><a name="Page_300" id="Page_300">[300]</a></span> +due volte:—Povera Venezia! Povera Venezia!—disse +alla sua compagna:—Spicciamoci, a +casa ci aspetteranno;—e s’avviò.</p> + +<p>Fortunata la seguì senza aprir bocca. Forse +anche a lei parevano piccoli, dinanzi a questo +gran dolore della patria, tutti i dolori +privati.<span class="pagenum"><a name="Page_301" id="Page_301">[301]</a></span></p> + + + +<hr /> +<h2><a name="XXVI" id="XXVI"></a>XXVI.</h2> + + +<div class="poem" style="width: 7em;"><div class="stanza"> +<span class="i0">.  .  .  .  .  .  .  .  .  <br /></span> +<span class="i0">.  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .<br /></span> +<span class="i0">.  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .<br /></span> +<span class="i0">.  .  .  .  .  .  .  .  .  .  .<br /></span> +<span class="i0">Il morbo infuria,<br /></span> +<span class="i0">Il pan ci manca,<br /></span> +<span class="i0">Sul ponte sventola<br /></span> +<span class="i0">Bandiera bianca!<br /></span> +</div></div> + +<p>Questo grido pietoso d’un gentile poeta e soldato, +che sul cader del 20 agosto 1849 contemplava +mestamente da uno dei forti della laguna +la città avvolta nei rosei vapori del tramonto, +dipinge, meglio che non potrebbero le lunghe +descrizioni, lo stato di Venezia in quei giorni. +Il cannone non tuonava più, si negoziava la +resa. E la resa fu sottoscritta il 22; il 27 doveva +succeder l’occupazione austriaca.</p> + +<p>Cessato il bombardamento, tutti quelli che il +fuoco, la fame, il contagio avevano risparmiati,<span class="pagenum"><a name="Page_302" id="Page_302">[302]</a></span> +s’affrettarono a tornare alle loro abitazioni, stupiti +e forse non lieti di sopravvivere alla patria. +Però, se la guerra era finita, se la carestia +era scemata, c’era sempre tempo di morir +di colèra, chè la malattia non accennava punto +a diminuire d’intensità, e anzi il numero delle +vittime fu, in quello scorcio d’agosto, maggiore +che mai. L’accesa fantasia popolare parlava di +migliaia di morti al giorno; non erano tanti, +ma passavano i trecento, cifra enorme in una +città di poco più che centomila anime.</p> + +<p>Naturalmente anche i Rialdi furono tra quelli +che rincasarono. Se la paura, come ritengono +alcuni, dispone i corpi al contagio, il conte Luca +avrebbe dovuto avere il colèra una ventina di +volte; invece n’era rimasto illeso e attribuiva +la sua salvezza alle infinite precauzioni di cui +s’era circondato, e soprattutto a un grande odor +di canfora che lo isolava in mezzo alla gente. +È vero ch’egli non poteva ancor cantar vittoria. +Aveva però ben altre angustie addosso oltre +a quella del colèra. Che cosa farebbe di lui +il Governo austriaco? Lo lascerebbe al suo posto, +lo metterebbe in pensione, lo destituirebbe +addirittura? Il Signore Iddio gli era testimonio +ch’egli non aveva contribuito per nulla alla Rivoluzione, +che non aveva appartenuto all’Assemblea, +nè era sceso in piazza San Marco a +gridar <i>viva</i> e <i>morte</i>; sicuro che s’era messo anche +lui la coccarda tricolore all’occhiello, e s’era +presentato al Manin coi suoi colleghi del Tribunale; +sfido io; come si poteva esimersi? Ma<span class="pagenum"><a name="Page_303" id="Page_303">[303]</a></span> +il grosso guaio era l’esser padre d’un ufficiale +che aveva preso le armi contro il suo legittimo +Sovrano e che doveva quindi emigrare, l’esser +marito d’una donna senza giudizio, che s’era +voluta cacciare in una dozzina di comitati, e +per diciassette mesi non aveva fatto altro che +salir le scale delle case per accattar firme a +indirizzi e denari per collette, o bazzicar per le +ambulanze a civettare coi feriti (alla sua età! +vergogna!) o intervenire a cerimonie chiassose, +tutta gale e pennacchi come un cavallo bardato. +La contessa Zanze non poteva lodarsi del Governo +provvisorio, il quale non aveva apprezzato +sufficientemente il suo patriottismo, nè +dato a Gasparo il comando di tutte le forze di +terra e di mare; anzi ella diceva che un’altra +volta si guarderebbe bene dal rifare i sacrifizi +che aveva fatto; ma ella non era punto disposta +a sopportare in pace i rimproveri di suo marito, +e, stuzzicata da lui, rispondeva per le rime. +Egli però non era in grado di sostenere una +discussione, e alzando le mani al cielo esclamava:</p> + +<p>—Per carità, non mi stordite con le vostre +chiacchiere, non mi fate inquietare, che c’è ancora +il colèra.</p> + +<p>—Sì, sì,—rispondeva la moglie.—Se non +avessi la spina dei figliuoli che sono in procinto +di partire, non mi fareste mica tacer così +presto.</p> + +<p>Era deciso; Gasparo conduceva con sè la sorella +e la nipotina. Fortunata, debole sempre,<span class="pagenum"><a name="Page_304" id="Page_304">[304]</a></span> +aveva ceduto alle istanze reiterate di suo fratello; +o forse non voleva star più a carico dei +suoi genitori, i quali, nell’incertezze dell’avvenire, +potevano essere impicciati a provvedere +a sè medesimi. La piccina, dal canto suo, avrebbe +preferito di rimaner eternamente nella casa ove +c’era la <i>nonna Teresa</i> con tanti bimbi, e ove +ella, a marcio dispetto del bombardamento e +del colèra, aveva passato i giorni più allegri +della sua vita. Ma dacchè s’era tornati nella +casa vecchia, nella casa squallida e trista, ella +ripeteva da mattina a sera che voleva andarsene +con lo zio Gasparo, con la mamma e con +<i>la nuova Lilì</i>. Notiamo fra parentesi che <i>la nuova +Lilì</i> ispirava a Margherita un rispetto superstizioso. +Infatti, mentre tutti i suoi giocattoli +s’erano rotti, <i>la nuova Lilì</i>, di legno dalla testa +alle piante, aveva resistito agli urti, alle percosse, +ai cambiamenti di domicilio, aveva persino +ruzzolato un giorno la scala senz’altra conseguenza +che una lieve avaria nei capelli e nel +vestito.</p> + +<p>Nel piegarsi, dopo molte lagrime e molti contrasti, +alle sollecitazioni di Gasparo, Fortunata +aveva messo la condizione d’andar un’ultima +volta in cerca di Leonardo che non era stato +ancora possibile di rintracciare, e di condurgli +Margherita, s’egli mostrava il desiderio di vederla.</p> + +<p>—E se,—aveva soggiunto la povera Fortunata,—s’<i>egli</i> +fosse diventato un altr’uomo, +se avesse messo giudizio, se volesse esser davvero<span class="pagenum"><a name="Page_305" id="Page_305">[305]</a></span> +un buon marito e un buon padre.... intendi +bene che non potrei lasciarlo.</p> + +<p>—Se uno solo de’ tuoi <i>se</i> si verificasse,—rispose +Gasparo sapendo di rischiar poco,—sarei +il primo a dirti: Rimani a Venezia.</p> + +<p>La vigilia del giorno stabilito per la partenza, +Fortunata s’avviò di buon mattino al +palazzo Bollati. L’accompagnava una donna di +servizio che sarebbe tornata a prender Margherita +nel caso che il conte Leonardo fosse +nelle sue stanze e volesse dar un bacio alla +figliuola.</p> + +<p>Una vecchia aperse il portone.</p> + +<p>—Chi è? Che vuole?</p> + +<p>—Non c’è il signor Ambrogio, il custode?</p> + +<p>—Oh poveretto, sia pace all’anima sua, è +morto già da due giorni.</p> + +<p>—Morto?</p> + +<p>—Sì, di colèra.... E adesso c’è la moglie in +burrasca.... Vada via, signora, ch’è meglio.</p> + +<p>—Padroncina, padroncina, andiamo,—disse +la fantesca che a sentir nominare il colèra era +diventata bianca come un cencio lavato.</p> + +<p>—Un momento.... Buona donna, e del conte +Bollati ne sapete nulla?—soggiunse Fortunata +con voce tremante.</p> + +<p>—Il conte Bollati? Chi è?</p> + +<p>—Non lo conoscete? Quel signore alto, coi +baffi biondi, che abita qui all’ultimo piano.</p> + +<p>—Non lo conosco.... Ma badi.... ho sentito +dire dal medico che anche su in alto c’è qualcheduno +col colèra.<span class="pagenum"><a name="Page_306" id="Page_306">[306]</a></span></p> + +<p>—Vergine santa!—gridò la giovine mettendosi +la mano al cuore.</p> + +<p>—Padroncina, per amor di Dio, andiamo a +casa,—ripetè angosciosamente la serva.</p> + +<p>Ma Fortunata si svincolò a forza dalla paurosa +compagna che la teneva per un lembo del +vestito e le disse:</p> + +<p>—Va a casa tu sola, va subito anzi.... io devo +salire.</p> + +<p>E senza soggiunger altro attraversò rapidamente +il cortile e l’entratura, e infilò lo scalone.</p> + +<p>Il conte Leonardo era tornato alla sua soffitta +fin dal giorno innanzi, e i primi sintomi +del morbo l’avevan colpito nel cuor della notte. +Disceso giù nell’androne all’alba per chieder +soccorso, aveva per caso trovato il dottore che +veniva a curar la moglie del custode. E il dottore, +dopo avergli inutilmente suggerito di farsi +trasportar all’ospedale piuttosto di rimaner così +solo nel suo covile, gli aveva consegnato una +boccettina con una mistura di canfora e laudano +da prendersi in più volte, promettendogli di +tornar fra un’ora e di condur seco un infermiere. +Trascinatosi di nuovo su de’ suoi cento e +quindici scalini, il conte s’era coricato aspettando. +Ma non s’eran più visti nè infermiere, +nè medico. Chi poteva risponder di sè e degli +altri in quei giorni? Intanto il male cresceva di +violenza e il pover’uomo che aveva trangugiato +in un colpo tutta la mistura e aveva bevuto +una mezza bottiglia di rhum, si contorceva urlando +sul letto. E lo lasciavano morir come un<span class="pagenum"><a name="Page_307" id="Page_307">[307]</a></span> +cane! Pensò a Fortunata; s’era viva, se lo sapeva +in quello stato, sarebbe venuta ad assisterlo.... +Ma per mezzo di chi mandarla a cercare!... +Egli non poteva più scendere, non si +reggeva più sulle gambe. Era in queste smanie +quando Fortunata entrò nella camera. La prima +impressione di Leonardo fu un’impressione di +spavento. Era proprio sua moglie in carne ed +ossa, o era uno spettro? Egli non la vedeva da +alcuni mesi e gli parve invecchiata di diec’anni, +gracile e sottile come un giunco, bianca e diafana +come l’alabastro. Alla fine si persuase +ch’era lei e si calmò alquanto. Sì, aveva fatto +bene a venire, ma adesso premeva avere il medico; +corresse subito subito a chiamarne uno, +e poi, subito subito, tornasse. E Fortunata rifece +le scale e volò in due o tre farmacie lasciando +dappertutto l’ordine di mandar in palazzo +Bollati il primo medico che capitasse. +Quand’ella tornò presso l’infermo, alcuni fenomeni +della fatale malattia si erano alleviati; +minori i granchi allo stomaco, minore il vomito; +ma erano sopraggiunti altri sintomi gravissimi: +la pelle sparsa d’un sudor freddo e viscido, la +tinta terrea, gli occhi infossati nell’orbita, il +respiro affannoso, la voce rauca e sepolcrale. +Mentre il conte Leonardo si trovava in una specie +di sopore letargico, Fortunata sentì un suono +di passi nella stanza attigua, e credendo che +fosse il medico uscì a incontrarlo.</p> + +<p>Ma non era il medico, era Gasparo, il quale, +saputo confusamente a casa sua che la sorella<span class="pagenum"><a name="Page_308" id="Page_308">[308]</a></span> +era rimasta in palazzo Bollati, veniva in traccia +di lei.</p> + +<p>—Tu, Gasparo?</p> + +<p>—Io, sì.... Ebbene?... Tuo marito?...</p> + +<p>—È di là.... col colèra.... È tanto aggravato... +E non si trova un medico... O Gasparo, +fa un’opera di carità.... falla per me.... va tu +a cercarlo il dottore.... Io non posso abbandonare +Leonardo che muore.</p> + +<p>Gasparo si lasciò scappare una frase crudele.</p> + +<p>—Ne son morti tanti migliori di lui in questi +diciassette mesi!</p> + +<p>Ella gli mise una mano sulla bocca.</p> + +<p>—Non parlare così.... Se Leonardo ha le sue +colpe, vedi come le espia! vedi a che punto è +ridotto!</p> + +<p><i>Sunt lacrimae rerum.</i> Gasparo girò gli occhi +intorno, e nel mirar quella squallida soffitta, e +nel richiamar alla mente il lusso, gli agi che +avevan cinta l’infanzia di Leonardo Bollati provò +uno stringimento di cuore. E disse alla sorella:</p> + +<p>—Farò come desideri.... Andrò pel dottore.... +Ma lo sai che domattina all’alba?...</p> + +<p>—Taci, taci,—interruppe Fortunata.</p> + +<p>E vedendolo turbarsi, soggiunse:</p> + +<p>—Taci in questo momento.... Posson succedere +tante cose prima di domattina!</p> + +<p>Gasparo la guardò inquieto. C’era un’intonazione +così triste nella sua voce, c’era una tale +aria di stanchezza nella sua persona!</p> + +<p>—Fortunata, cos’hai?</p> + +<p>—Io?... Nulla.... Per amor del cielo non perder<span class="pagenum"><a name="Page_309" id="Page_309">[309]</a></span> +tempo.... Va, va.... Oh smemorata ch’io +sono, prima d’uscir dal palazzo, batti all’uscio +dell’abitazione del custode, al pian terreno.... +c’è un caso di colèra anche lì.... forse ci sarà +un medico.... va, Gasparo....</p> + +<p>Egli discese in fretta. Dal custode gli dissero +con un gesto espressivo che il medico non +aveva più ragione di venire. Invece, giunto in +istrada, la sua buona stella gli mise subito tra +i piedi un dottore di sua conoscenza; se ne impadronì +(è il vocabolo giusto) e se lo tirò dietro +in palazzo.</p> + +<p>Leonardo peggiorava rapidamente; spenta la +voce, impercettibili i polsi, esauste le forze; +pur non aveva ancora perduto conoscenza, e +vedendo insieme col medico entrare il cognato +guardò Fortunata con un’espressione indefinibile +di sgomento. Ella lo rassicurò con un’occhiata, +e Gasparo, impietosito al miserando +spettacolo, gli fece un saluto amichevole e gli +rivolse le parole incoraggianti che sogliono rivolgersi +ai malati.</p> + +<p>Al dottore, ch’era un brav’uomo e aveva curato +i colerosi a centinaia, non occorse più di +un minuto per giudicare che Leonardo era +bell’e spacciato; nondimeno volle provare i +mezzi che gli suggeriva la sua esperienza. Visto +che non ne cavava alcun frutto, chiamò +da parte Gasparo e gli susurrò all’orecchio:</p> + +<p>—Non c’è alcuna speranza.... Procuri di condur +via sua sorella.... Mi par molto debole, e<span class="pagenum"><a name="Page_310" id="Page_310">[310]</a></span> +il colèra si attacca facilmente, soprattutto alle +persone deboli.</p> + +<p>Ma Fortunata, come se avesse indovinato il +pensiero del medico, fece un energico segno +negativo col capo e passando un braccio sotto +il collo del moribondo parve voler dire: «Non +mi strapperete di qui che a forza.»</p> + +<p>Gasparo le si avvicinò con dolcezza.</p> + +<p>—Fortunata, per amore della tua Margherita....</p> + +<p>—No, no... Margherita non ha bisogno di +me.... <i>Lui</i> sì che ne ha bisogno.... Leonardo, +Leonardo, non è vero che hai bisogno della +tua Fortunata?... Oh meschina me, che ho potuto +lasciarti per tanto tempo.... Perdonami, +Leonardo mio.... Oh se tu m’avessi mandata a +chiamare!... Perchè, non m’hai mandata a chiamare?... +T’ho sempre voluto bene.... O Leonardo, +se guarisci, starò sempre con te, te lo +giuro.</p> + +<p>E, trattenuta invano, si gettava bocconi sul +letto e tentava scaldar con le sue carezze quel +povero corpo assiderato.</p> + +<p>A un certo momento il medico, che non aveva +levato mai gli occhi dall’infermo, disse:</p> + +<p>—Signora, si faccia una ragione.... Ormai... +è inutile.</p> + +<p>Ella alzò la testa, guardò il medico, guardò +Gasparo, guardò Leonardo, comprese che tutto +era finito e cadde ginocchioni, tendendo le +palme al cielo e gridando:—Madre di Dio, +abbiate misericordia!<span class="pagenum"><a name="Page_311" id="Page_311">[311]</a></span></p> + +<p>Stette così qualche minuto singhiozzando, +pregando, coprendo di baci la mano del morto +che spenzolava dalla sponda del letto; poi, appoggiandosi +a Gasparo, cercò di rizzarsi in +piedi, ma le vennero meno le forze e s’abbandonò +come una massa inerte tra le braccia del +fratello.</p> + +<p>Il dottore ch’era ancora nella stanza, accorse +subito, e vedendo la faccia stravolta, gli occhi +smarriti, il pallore cadaverico della giovane, +capì subito di che cosa si trattava. Era di nuovo +il colèra, un colèra de’ più gravi, di quelli che +lasciano meno tempo alle difese. Il male che +aveva testè ucciso il marito ora investiva con +raddoppiata violenza la moglie.</p> + +<p>—E poi negheranno il contagio!—disse tra +sè il valentuomo, il quale, per far prevalere la +teoria del contagio, aveva sostenuto fiere battaglie +con alcuni colleghi. E non vorremmo giurare +che l’idea di poter gettare in viso agli +oppositori un nuovo esempio a sostegno della +sua tesi, non gli desse qualche soddisfazione. +Tanto più che il triste caso di Fortunata pareva +dargli ragione su un altro punto. Questo +aveva tutta l’aria di esser colèra fulminante, e +anche il colèra fulminante negavano que’ caparbi, +e pretendevano che in Europa non se ne +fosse mai visto.</p> + +<p>Si trasportò Fortunata nella camera vicina a +quella dov’era morto Leonardo. S’era pensato +sulle prime di trasportarla a casa, ma ella, +pienamente in sè e pienamente consapevole del<span class="pagenum"><a name="Page_312" id="Page_312">[312]</a></span> +suo stato, supplicò che la lasciassero morir lì. +Non voleva comunicare a’ suoi genitori e a sua +figlia il germe della malattia... o forse, giacchè +il cielo le aveva accordato la grazia di ricongiungersi +a suo marito, non voleva staccarsene +più.</p> + +<p>Forte in mezzo agli strazi, come non era +stata mai nelle condizioni ordinarie della vita, +ella scongiurava il medico di non tormentarla +coi rimedi; già ella capiva ch’era suonata la sua +ora e che Iddio la chiamava a sè.... avesse almeno +potuto avere un prete!...</p> + +<p>Gasparo si mosse per andare a cercarne uno, +ma ella col po’ di voce che le rimaneva:</p> + +<p>—Per carità non allontanarti—gli disse.</p> + +<p>In pari tempo rivolse al medico uno sguardo +supplichevole. Il buon dottore comprese il significato +di quella muta preghiera, fece a Gasparo +cenno di rimanere e s’avviò:</p> + +<p>—In un quarto d’ora vado e torno.</p> + +<p>—Gasparo—mormorò Fortunata, quando +fu sola con suo fratello—il Signore sa quel +che si fa.... Se fossi venuta teco a Londra ti +sarei stata d’impaccio... sempre malinconica, +sempre piagnucolosa.... Se invece all’ultimo momento +mi fossi rifiutata di venire, tu non avresti +voluto privarmi della mia bambina....</p> + +<p>—No, Fortunata....</p> + +<p>—E allora il tuo esilio sarebbe stato più +tristo.... È meglio così.... Te la raccomando, la +mia Margherita.... Parlale qualche volta di +me.... E se le nomini suo padre, non insegnarle<span class="pagenum"><a name="Page_313" id="Page_313">[313]</a></span> +a disprezzare la sua memoria.... Promettimi +che compiacerai alla tua povera sorella.</p> + +<p>—Te lo prometto, sì, te lo prometto con +tutta l’anima.</p> + +<p>—Grazie.... E il babbo e la mamma... poveri +vecchi, che restan soli nel mondo... li vedrai, +non è vero, prima di partire? Salutali, di’ loro +che mi perdonino se non fui sempre una figliuola +ubbidiente... e tu pure...</p> + +<p>Uno spasimo acuto le troncò la frase, e la +voce le si estinse in un gemito.</p> + +<p>Quando tornò il dottore, e poco dopo di lui +venne il prete ch’egli era andato a chiamare, +gli occhi dell’ammalata nuotavano già nella +morte. Ma ell’era sempre presente a sè stessa +e potè accompagnare col movimento delle labbra +le preghiere del sacerdote e volger di tanto +in tanto lo sguardo all’uscio della camera vicina, +come se intendesse che quelle preghiere +dovessero valere anche pel disgraziato che non +era più in caso di sentirle.</p> + +<p>Era l’ora del tramonto; il sole prima di nascondersi +dietro un palazzone che sorgeva dall’altra +parte del canale mandò un fascio di raggi +nella stanza e tinse d’una luce purpurea il letto +improvvisato e la faccia livida della morente. +Ella s’agitò in un’ultima convulsione, poi le sue +membra s’irrigidirono per sempre.</p> + +<p>Gasparo ebbe un ruggito da leone.—Morta, +morta! Infelicissima sorella mia, che non hai +fatto altro che patire!... Morta per cagione di +quel miserabile! E non dovrò maledirlo?<span class="pagenum"><a name="Page_314" id="Page_314">[314]</a></span></p> + +<p>Ma quell’impeto durò poco. Il tempo stringeva +e Gasparo aveva ancora un terribile ufficio +da compiere: annunziare ai suoi genitori la +nuova, inattesa sciagura che piombava loro sul +capo.</p> + +<p>Egli strappò un foglietto da un taccuino e +scrisse col lapis poche righe a un amico sulla +cui devozione poteva fare assegnamento. «Sai +che devo partire domattina sotto pena di essere +preso e fucilato dagli Austriaci. Mia sorella»—a +questo punto egli ebbe un’esitazione, +ma la vinse e proseguì:—«e mio cognato son +morti or ora di colèra in due stanze a tetto del +palazzo Bollati. Intenditi col dottore X... per +la tumulazione. Fa quello che faresti se la sventura +(che il cielo tenga sempre lontano da te) +avesse battuto alla tua porta. In un momento +come questo non posso dare un tale incarico a +mio padre. Addio: quando mi sarò posato in +qualche luogo (spero di fermarmi a Londra) ti +riscriverò e ti indicherò il mio recapito. Addio, +e grazie dal fondo del cuore. A rivederci in +tempi migliori.»</p> + +<p>Com’ebbe finito di scrivere, piegò il foglietto +in due, vi fece l’indirizzo e lo consegnò al +dottore.</p> + +<p>—È stato tanto buono; m’usi un’ultima cortesia. +Mandi questo biglietto al mio amico—e +glielo nominò—che lei conosce benissimo e si +metta d’accordo con lui per tutto quello che +resta da fare.</p> + +<p>Il medico chinò la testa in sogno d’assenso e<span class="pagenum"><a name="Page_315" id="Page_315">[315]</a></span> +promise a Gasparo che avrebbe anche pensato +a trovar chi vegliasse nella notte quei poveri +morti.</p> + +<p>—Non sono ricco, sto per prendere la via +dell’esilio—disse Gasparo con voce commossa—non +posso compensarla come vorrei, ma una +memoria....</p> + +<p>E si toglieva un anello dal dito, ma il dottore +l’interruppe vivamente:</p> + +<p>—No, Rialdi, io non accetto nulla... assolutamente +nulla... Ogni più piccolo oggetto può +esser necessario ad un esule....</p> + +<p>—Ma...</p> + +<p>—Non ne parliamo.... Mi dia piuttosto un +bacio, e buon viaggio....</p> + +<p>Gasparo abbracciò intenerito il dottore, sfiorò +ancora una volta con le labbra la fronte gelida +di Fortunata e corse a precipizio giù per le +scale. Uscito dal palazzo, egli fece in un lampo +la strada che lo divideva da casa sua.</p> + +<p>Il conte Luca e la contessa Zanze lo aspettavano +con ansietà.</p> + +<p>—E Fortunata?—essi chiesero a una voce +vedendolo arrivar solo.—Dov’è?... È rimasta +lì?... Quando verrà?</p> + +<p>—Fortunata...—principiò Gasparo. Ma invece +di continuare, balbettò:—Coraggio, padre +mio, coraggio, mamma... Armatevi di tutta +la vostra forza, chè ne avete bisogno.</p> + +<p>Quelle parole, quelle lagrime, che invano rattenute +velavano due occhi non avvezzi a spargerne, +lasciavano indovinare il peggio.<span class="pagenum"><a name="Page_316" id="Page_316">[316]</a></span></p> + +<p>—Gasparo—gridò la contessa—tu non diresti +di più se tua sorella fosse morta!</p> + +<p>Il giovino chinò la fronte in silenzio. Rinunziamo +a descrivere la scena che ne seguì per +non render ancora più triste questo capitolo +già pieno di tante pubbliche e private tristezze, +e perchè ci sembra che l’ora incalzi anche noi +e ci costringa innanzi tutto a mettere in salvo +il nostro ufficiale. Questa partenza inevitabile, +imminente, era quella sera, in casa Rialdi, un +dolore di più, e nello stesso tempo una distrazione +al dolore. Non c’era caso, bisognava occuparsene, +far gli ultimi preparativi, dar l’ultime +disposizioni, e per conseguenza, di tratto +in tratto, pensare ad altro, parlar d’altro che +della tragica fine di Fortunata.</p> + +<p>Intanto Margherita dormiva. Poichè ella doveva +alzarsi per tempissimo, l’avevano messa a +letto subito dopo desinare, poco prima che Gasparo +giungesse, ed ella, appena posata la testa +sul capezzale, aveva trovato il sonno dolce +e profondo dell’infanzia.</p> + +<p>Degli altri di casa, come si può ben credere, +non chiuse occhio in quella notte nessuno. Ma, +verso il mattino, Gasparo sforzò i suoi genitori +a ritirarsi nella loro stanza per un paio d’ore; +avrebbe vestito lui la bambina.</p> + +<p>—Sei proprio irremovibile?—disse la contessa.—Vuoi +portarcela via? Vedi come restiamo +soli.</p> + +<p>Oh Gasparo lo sapeva, e ne sentiva in cuore +una profonda pietà. Ma anche egli era solo, e<span class="pagenum"><a name="Page_317" id="Page_317">[317]</a></span> +da mesi e mesi il pensiero di condur seco questa +fanciulla, di tenersela come propria figlia, +era per la sua anima un raggio di luce che rischiarava +le tenebre dell’avvenire. E poi, nonostante +tutte le amarezze, tutte le incertezze +dell’esilio, gli pareva di provveder meglio alla +sorte di Margherita conducendola con sè che +lasciandola presso i nonni.</p> + +<p>—Sì, mamma—egli rispose con affetto.—Credi +pure ch’è meglio così... Un giorno, se la +fortuna m’arride, verrete voi altri a raggiungerci.</p> + +<p>La contessa Zanze non insistette.</p> + +<p>Alle quattro del mattino Gasparo entrò nella +camera della nipote. Margherita dormiva tranquilla, +con la sua puppattola al fianco, con un +braccio nudo piegato sotto la testa, in una positura +simile a quella in cui egli l’aveva vista +la prima volta. Accanto alla cuna della bimba +c’era il letto della sua povera mamma, intatto, +con le lenzuola rimboccate.</p> + +<p>—Margherita—chiamò Gaspare—o Margherita.</p> + +<p>E la scosse dolcemente.</p> + +<p>Ella si risentì, aperse gli occhi, si guardò intorno +e disse:—La mamma... voglio la mamma.</p> + +<p>—Sono io, Margherita, sono lo zio Gasparo.... +Lo sai che si deve partire insieme.</p> + +<p>—Ma anche la mamma...</p> + +<p>—La mamma—egli soggiunse con pietosa bugia—è +andata avanti... La troveremo... Su, su....</p> + +<p>Margherita si lasciò persuadere, e, aiutata +dallo zio e da una donna di servizio, fu pronta<span class="pagenum"><a name="Page_318" id="Page_318">[318]</a></span> +in pochi minuti. Anche il suo piccolo bagaglio +era pronto.</p> + +<p>Ma convenne assolutamente prender seco un +altro piccolo personaggio, un personaggio di legno, +<i>la nuova Lilì</i>, da cui Margherita non voleva +staccarsi a nessun patto.—Gliel’ho promesso—ella +diceva con la maggior gravità—e anche +la mamma glielo ha promesso.</p> + +<p>Storditi sotto il cumulo di tanti dolori, il conte +Luca e la contessa Zanze benedissero il figlio e +la nipote quasi senza parole, quasi senza lagrime. +Solo quando l’uscio si richiuse dietro i +due profughi, si sentì dalla stanza uno scoppio +rumoroso di pianto.</p> + +<p>Gasparo e Margherita entrarono in una gondola. +I canali interni della città erano ancora +avvolti nell’ombra, ma, guardando in su, si vedevano +i comignoli delle case illuminati dal sole. +E appena la gondola sboccò in laguna, il Molo, +la Riva degli Schiavoni, la Salute, i Giardini, +San Giorgio apparvero nuotanti in un mare di +luce. Gasparo mise la testa fuori del finestrino +del <i>felze</i>, ma la ritirò bruscamente... Sul forte di +San Giorgio sventolava la bandiera gialla e nera.</p> + +<p>Il giovane ufficiale si coprì il viso con le mani +e stette un pezzo immobile e taciturno.</p> + +<p>—Ma dov’è la mamma?—ridomandò Margherita.</p> + +<p>Gasparo si scosse, passò un braccio intorno +al collo della piccina e ripetè:</p> + +<p>—La mamma... è andata avanti.</p> + +<p>Giunsero al Lido e s’imbarcarono sopra un<span class="pagenum"><a name="Page_319" id="Page_319">[319]</a></span> +vapore ch’era pieno di gente. Non tutti emigranti +però; alcuni erano venuti lì soltanto per accompagnarvi +i congiunti e gli amici.</p> + +<p>Margherita girò gli occhi inquieta e chiese di +nuovo:—C’è qui la mamma?</p> + +<p>—No, bimba mia, non è qui... è andata avanti.</p> + +<p>La macchina diede tre fischi. Si scambiarono +ancora una volta i baci, i saluti, gli auguri, le +parole di conforto e di speranza; poi quelli che +non dovevano partire discesero in fretta.</p> + +<p>Il vapore si mosse. Raccolti sulla coperta, +con lo sguardo fisso verso una parte, gli esuli +mandarono un ultimo addio alla città che pareva +fuggir dinanzi a loro. E chi singhiozzava, e chi +piangeva in silenzio, e chi imprecava al destino +e chi invocava il giorno della riscossa.</p> + +<p>Margherita era seduta sulle ginocchia dello zio.</p> + +<p>—Dove si va adesso?</p> + +<p>—Adesso—egli rispose—andiamo intanto +in un paese che si chiama Corfù.</p> + +<p>—La troveremo lì, la mamma?</p> + +<p>C’era un’ansietà così dolorosa nell’accento +della fanciulla che Gasparo non ebbe il coraggio +di dirle il vero e baciandola teneramente le +susurrò con un filo di voce:</p> + +<p>—Se la troveremo?... Chi sa?... Forse sì.</p> + +<p>Margherita si calò giù pian pianino, prese <i>la +nuova Lilì</i> che giaceva ai suoi piedi, le riannodò +intorno alla vita un nastro bianco rosso e verde +che s’era sciolto e si mise a canticchiare</p> + +<div class="poem" style="width: 8em;"><div class="stanza"> +<span class="i0">Tre colori, tre colori,<br /></span> +<span class="i2">ecc., ecc.<br /></span> +<span class="pagenum"><a name="Page_320" id="Page_320">[320]</a></span></div></div> + +<p>Quel giorno stesso, nel pomeriggio, le truppe +austriache, inghirlandate di mirto, entravano +in Venezia come in una tomba, senza destare +sul loro passaggio neppur uno di quei gridi che +salutano i vincitori. Passando in gondola davanti +al palazzo Bollati un maggiore spiegava +all’ufficiale ch’era con lui come quel palazzo +avesse appartenuto ai suoi suoceri e fosse poi +andato all’asta e diventato proprietà d’un inglese. +L’ultimo dei Bollati s’era ridotto a vivere +in tre stanze a tetto. A questo punto eran decaduti +molti nobili veneti! Il maggiore soggiungeva +che come unico erede della marchesa sua +moglie, morta alcuni mesi addietro in Moravia, +egli aveva il diritto di veder davvicino come +stessero le cose e che a un tale diritto non intendeva +punto di rinunziare. Oh, S. E. il Governatore +militare Gorzkowsky avrebbe fatto far +giudizio ai Tribunali italiani.</p> + +<p>Chi parlava così era il signor marchese Ernesto +Geisenburg-Rudingen von Rudingen, rimasto +vedovo, e promosso da capitano a maggiore +durante la guerra. E mentr’egli parlava, +nella soffitta del palazzo Bollati, i becchini +chiudevano nella cassa il conte Leonardo, ultimo +rampollo d’una famiglia di dogi.</p> + +<p class="center noi smaller"> +FINE.<br /> +</p> + +<div class="adsdiv"> +<hr class="hid" /> +<p class="center noi bb">MILANO.—FRATELLI TREVES, EDITORI—MILANO.</p> + +<p class="center noi"><big><b> +L’ILLUSTRAZIONE ITALIANA</b></big> +<br /></p> +<p class="center noi bt bb" style="width: 8em; margin: auto;">Anno X—1883.<br /><br /></p> + +<p class="center noi">È IL SOLO GRANDE GIORNALE ILLUSTRATO D’ITALIA<br /> +<br /> +<span class="smaller">CON DISEGNI ORIGINALI D’ARTISTI ITALIANI</span></p> +<p class="center noi bt bb smaller" style="width: 21em; margin: auto;"> +<i>Esce ogni domenica in sedici pagine in-4 grande</i><br /> +</p> + +<div class="ads"><p class="noi">I 52 fascicoli stampati in carta di lusso formano in fine +d’ogni anno due magnifici volumi di 816 pagine di testo, +illustrate da oltre 500 incisioni; ogni volume ha la coperta, +il frontispizio e l’indice, e forma il più ricco degli Album +e delle Strenne.</p></div> + +<p class="center noi"> +ANNO, L. <big><b>25</b></big>—SEMESTRE, L. <big><b>13</b></big>—TRIMESTRE, L. <big><b>7</b></big>.<br /> +<br /> +<span class="smaller">Per l’Estero, lire 32 l’anno.</span><br /> +</p> + +<hr /> + +<p class="center noi"> +<span class="g"><big>RICORDO-ALBUM</big></span><br /> +<big><b>DELL’ESPOSIZIONE DI BELLE ARTI</b></big><br /> +<b>A ROMA (1883)</b><br /> +</p> + +<div class="ads"><p>Questo elegantissimo volume in foglio, formato-Album, +comprende <b>ottanta</b> tavole tirate a parte con gran cura, +che riproducono i più lodati quadri e statue dell’Esposizione  .  .  .  .  .  .  . <b>Lire 12 —</b></p></div> + +<p class="center noi bt">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p> +</div> + +<hr class="hid" /> +<div class="adsdiv"> +<p class="center noi bb">MILANO.—FRATELLI TREVES, EDITORI—MILANO.</p> + +<p class="center noi"> +<span class="ss"><big><b>I TESORI D’ARTE DELL’ITALIA</b></big></span><br /> +<br /> +<small>di</small><br /> +<br /> +<span class="g">CARLO DE LUTZOW</span><br /> +<br /></p> +<p class="center noi"><b>Opera splendidamente illustrata da 50 ACQUEFORTI</b><br /> +<span class="smaller"><b>e da 250 incisioni in legno</b></span><br /> +</p> + +<p class="smaller">Quest’opera di gran lusso esce contemporaneamente a Stuttgard, +a Parigi e a Milano. L’autore è uno dei più illustri storici e +critici d’arte, e gode una reputazione europea. Nella sua nuova +opera, egli non segue l’andamento delle epoche storiche, ma si +conforma alla geniale varietà dei viaggi artistici. Si va da Venezia +a Treviso, a Padova, a Verona, a Milano, a Torino, si +passa per l’Emilia a Bologna, a Ravenna. Si gira tutta la Toscana +e tutta l’Umbria, si fa una lunga fermata a Roma, e +percorso tutto il Napoletano, da Napoli per Trani e Bari si termina +in Sicilia davanti all’antica Selinunte. Le illustrazioni sono +di tre specie: le acqueforti,—belle, morbide, veramente artistiche,—saranno +non meno di cinquanta;—le incisioni in +legno, di quadri, statue e monumenti, oltre a duecento;—e +gli ornamenti tipografici, che sono circa altre cinquanta incisioni +di quadri, ornati, sculture, disegni, ecc. Pregio singolare di +quest’opera artistica per eccellenza, è questo: che oltre alle riproduzioni +dei più celebri capolavori, vi sono riprodotti moltissimi +altri capolavori che finora non erano conosciuti dall’universale, +ma restavano serbati all’ammirazione dei più intendenti +dell’arte. Citiamo ad esempio, le ammirabili pitture di Tiziano +nella scuola del Santo a Padova, la pala del Giorgione esistente +in Castelfranco, i freschi di Onigo nel Trevigiano, l’incoronazione +della Vergine del Romanino di Brescia, ecc. L’autore passando +dalle capitali delle scuole italiane ai dintorni, visitando Castelfranco +e Treviso, come Castiglione Olona e Pienza e Montepulciano +e Monte Fiorentino, ha potuto arricchire la sua opera di tavole che +invano si cercano nelle altre opere illustrative dell’arte italiana.</p> + +<hr /> + +<p class="noi"><i>Quest’opera di un lusso eccezionale uscirà in 25 o 30 +dispense. Ogni dispensa, oltre ai disegni nel testo, ha +<span class="ss"><b>due incisioni all’acqua forte</b></span> di eminenti artisti.</i></p> + +<p class="center noi"> +<span class="g"><big><b><i>Lire TRE la dispensa.</i></b></big></span><br /> +ASSOCIAZIONE ALL’OPERA COMPLETA: <b>L. 75.</b><br /> +<b>Per l’Estero, Franchi 90.</b><br /> +</p> + +<p class="center noi bt">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p> +</div> +<hr class="hid" /> +<div class="adsdiv"> +<p class="center noi bb">MILANO.—FRATELLI TREVES, EDITORI—MILANO.</p> + +<p class="center noi"> +<big><b>TORINO</b></big><br /> +<small>E</small><br /> +<b>L’ESPOSIZIONE NAZIONALE DEL 1884</b><br /> +</p> + +<hr /> + +<p>Le case Fratelli Treves di Milano e Roux e +Favale di Torino hanno ottenuto la concessione +del <i>giornale ufficiale illustrato dell’Esposizione</i>. +Esso uscirà col titolo sopradetto, ed avrà la collaborazione +dei più celebri scrittori come De +Amicis, Giacosa, Guerrini, Yorik, Lessona, ecc., e +artisti della penisola, come Dalbono, Paolocci, +Matania, Ximenes, ecc. I primi numeri usciranno +fin dalla metà del 1883. Si ricevono associazioni +a 40 numeri per <b>Lire 10</b>.</p> + +<p>Richiamiamo l’attenzione degli industriali sull’importanza +che avrà la pubblicità di questo +giornale che sarà tirato a 25,000 esemplari nella +galleria stessa dell’esposizione:</p> + +<p class="center noi"> +<small>PREZZO DELLE INSERZIONI</small><br /><br /> +<span class="ss"><b>Centesimi 50 la linea.</b></span><br /> +<b><big>==></big></b> <b>Affrettare le domande di inserzioni per i primi numeri.</b><br /> +</p> + +<p class="center noi bt">Dirigere commissioni o vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p></div> + + + +<hr /> +<div class="tnote"> +<h3>NOTA DEL TRASCRITTORE</h3> + +<p>L'ortografia originale è stata mantenuta. Minimi errori tipografici di +punteggiatura sono stati corretti senza +annotazioni.</p> + +<p>Sono state fatte le seguenti correzioni:</p> +<ul> +<li> +<a href="#tn4">pag. 4</a>: Ernesto Geisenburg-Rudingen von <b>Rudigen</b> ufficiale<br /> +<i>corretto in</i>: Ernesto Geisenburg-Rudingen von <b>Rudingen</b> ufficiale<br /></li> + +<li><a href="#tn88">pag. 88</a>: così digrignava i denti e agitava <b>le le</b> braccia<br /> +<i>corretto in</i>: così digrignava i denti e agitava <b>le</b> braccia<br /></li> + +<li><a href="#tn186">pag. 186</a>: il povero contino Leonardo fu <b>pulitamento</b><br /> +<i>corretto in</i>: il povero contino Leonardo fu <b>pulitamente</b><br /></li> + +<li><a href="#tn204">pag. 204</a>: <b>sensa</b> osare di contraddirgli) e largheggiava<br /> +<i>corretto in</i>: <b>senza</b> osare di contraddirgli) e largheggiava<br /></li> + +<li><a href="#tn237">pag. 237</a>: Affacciandosi a un <b>finestino</b> che dava<br /> +<i>corretto in</i>: Affacciandosi a un <b>finestrino</b> che dava<br /></li> + +<li><a href="#tn258">pag. 258</a>: l’aria di guardarlo d’alto in basso, di <b>rimprorargli</b><br /> +<i>corretto in</i>: l’aria di guardarlo d’alto in basso, di <b>rimproverargli</b><br /></li></ul> + +<p>Le seguenti grafie alternative sono state mantenute:</p> + +<ul><li> +follia/follìa</li> +<li>mormorio/mormorìo</li> +<li>seguiti/seguìti</li></ul> + +<p>L’indice all’inizio del volume non è presente nel testo originale.</p></div> + + + + + + + +<pre> + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Dal primo piano alla soffitta, by +Enrico Castelnuovo + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK DAL PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA *** + +***** This file should be named 30663-h.htm or 30663-h.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/3/0/6/6/30663/ + +Produced by Emanuela Piasentini and the Online Distributed +Proofreading Team at http://www.pgdp.net + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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Redistribution is +subject to the trademark license, especially commercial +redistribution. + + + +*** START: FULL LICENSE *** + +THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE +PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK + +To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free +distribution of electronic works, by using or distributing this work +(or any other work associated in any way with the phrase "Project +Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project +Gutenberg-tm License (available with this file or online at +http://gutenberg.org/license). + + +Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm +electronic works + +1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm +electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to +and accept all the terms of this license and intellectual property +(trademark/copyright) agreement. 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Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at http://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. 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Donations are accepted in a number of other +ways including checks, online payments and credit card donations. +To donate, please visit: http://pglaf.org/donate + + +Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic +works. + +Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm +concept of a library of electronic works that could be freely shared +with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project +Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support. + + +Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed +editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S. +unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. + + +</pre> + +</body> +</html> diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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