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+Project Gutenberg's Dal primo piano alla soffitta, by Enrico Castelnuovo
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+
+Title: Dal primo piano alla soffitta
+
+Author: Enrico Castelnuovo
+
+Release Date: December 13, 2009 [EBook #30663]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK DAL PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA ***
+
+
+
+
+Produced by Emanuela Piasentini and the Online Distributed
+Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+
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+
+
+
+
+
+
+DAL PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA.
+
+
+DEL MEDESIMO AUTORE:
+
+ Alla finestra L. 3 --
+
+ Nella lotta » 3 --
+
+ La Contessina » 3 --
+
+ Sorrisi e lagrime » 3 50
+
+
+
+
+ DAL
+
+ PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA
+
+
+ ROMANZO
+
+ DI
+
+ ENRICO CASTELNUOVO
+
+ _Seconda Edizione._
+
+ MILANO
+
+ FRATELLI TREVES, EDITORI
+
+ 1883.
+
+
+ PROPRIETÀ LETTERARIA.
+
+ Tip. Fratelli Treves.
+
+
+
+
+DAL PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA
+
+
+
+
+I.
+
+
+Qualunque spettacolo ci fosse sul Canal Grande, s'era sicuri di veder
+folla in palazzo Bollati. Figuriamoci poi quanta gente s'aspettasse
+quella domenica 7 ottobre 1838 in cui ci doveva essere la regata in
+onore di S. M. Ferdinando I, venuto insieme con l'augusta consorte a
+beatificare di sua presenza la fedele città di Venezia.
+
+Già fin dalla mattina si vedeva una gran confusione, una
+grand'affaccendarsi dei servi a lavare i pavimenti, a spolverare i
+mobili, a fregar le maniglie degli usci, a mettere i damaschi fuori
+delle finestre. Il contino Leonardo, ragazzo di circa quindici anni, era
+giù alla _riva_ in mezzo ai tappezzieri che stavano compiendo l'addobbo
+della _bissona_ l'_Uscocca_, allestita per cura e a spese della famiglia
+Bollati, e nella quale egli stesso, il contino, sarebbe entrato più
+tardi. E alla riva c'era anche Tita, uno dei barcaiuoli di casa, col suo
+gondolino, che doveva prender parte alla gara e che portava il numero 6.
+Naturalmente, Tita aveva la testa piena del grande avvenimento e
+discuteva col padroncino circa al merito dei varii competitori ch'erano
+su per giù quelli dell'ultima regata. C'era però questa volta un giovine
+muranese, un tal Nane Sandretti detto Bisatto, di cui nessuno aveva
+sentito parlare fino a poche settimane addietro e del quale si
+pronosticavano miracoli. Sarà benissimo.... Forza ne aveva sicuramente,
+ma la forza non basta. Tita voleva mostrarsi imparziale; nondimeno egli
+doveva dire la sua opinione, ed era questa: che i Muranesi avessero a
+stare a Murano e a farsi le loro regate per sè. In quanto a lui, il
+Bisatto non gli faceva paura e con l'aiuto della Madonna sperava di
+guadagnarsi anche quest'anno la sua brava bandiera rossa. Non si lagnava
+del compagno che gli avevano dato, uno fra i pochi _Castelani_ che
+sapessero tenere il remo[1]. Tita aggiungeva poi alcune savie
+considerazioni sul tempo che non era perfettamente sereno, ma che,
+secondo lui, si sarebbe mantenuto abbastanza buono fino a notte, sul
+riflusso che sarebbe cominciato fra le cinque e le cinque e mezzo, e su
+altri argomenti di non minore importanza. Anche il conte Zaccaria, padre
+di Leonardo, s'era alzato di buon mattino e girava su e giù per le
+stanze in compagnia dell'agente generale, _sior_ Bortolo, descrivendogli
+l'accoglienze ricevute il dì prima da Sua Maestà, la quale s'era
+mostrata informatissima della grandezza dei Bollati e gli aveva detto
+subito!--Ah, Bollati.... nome storico.... conosco.--E il conte Zaccaria
+osservava che, quando si ha un nome storico, si ha l'obbligo di curarne
+lo splendore senza badar troppo al dispendio, e che già ci son certe
+spese le quali possono considerarsi più ch'altro una buona investita di
+capitali, e ch'egli non era pentito sicuramente d'aver fatto ristaurare
+il palazzo e addobbare l'_Uscocca_, perch'eran tutte cose le quali
+tornavano a lustro della famiglia. Parole d'oro a cui _sior_ Bortolo,
+uomo furbo e discreto, si guardava bene dal contraddire.
+
+Se il conte Zaccaria era disposto quella mattina a veder tutto color
+rosa, la nobildonna Chiaretta, sua illustre consorte, pessimista per
+indole, s'era svegliata d'umor più nero del consueto. Essa diceva chiaro
+alla cameriera che non vedeva l'ora che questa baldoria finisse, e
+ch'era una vita da cani, e che, se durava ancora un mese così, ci
+avrebbe rimesso la pelle. Meno male se l'amor proprio fosse stato
+soddisfatto. Ma ci voleva quel grullo di suo marito per contentarsene.
+Ormai tutti potevano avvicinare i Sovrani, tutti potevano andare a
+Corte, ed ella aveva avuto l'umiliazione di trovarvi certe donnette che
+non avrebbe ricevuto in casa sua, certe contesse di princisbecco che non
+si sapeva di dove venissero. Al gran ballo poi sarebbe stato uno
+scandalo addirittura. Eran stati messi in giro duemila inviti e s'era
+dovuto discendere fino ai nobili dell'Ordine dei _segretarii_, fino ai
+cavalieri della Corona di ferro di terza classe, fino ai mercanti
+arricchiti e alle loro femmine. Che più? Si diceva, ma questo la
+contessa Chiaretta non voleva crederlo, che ci sarebbe stata anche la
+moglie d'un banchiere ebreo. In verità, eran cose che a pensarci
+facevano salire i rossori al viso, e quando Sua Eccellenza Chiaretta ci
+pensava, le veniva quasi quasi la voglia di affigliarsi alla setta della
+_Giovine Italia_. Intanto oggi c'era la seccatura di vedersi il palazzo
+pieno di gente, forestieri in gran parte, per merito soprattutto del suo
+signor genero e della sua signora figliuola, che quand'erano a Venezia
+le _intedescavano_ la casa.
+
+La contessina Maddalena Bollati, figlia primogenita delle loro
+Eccellenze Zaccaria e Chiaretta, s'era sposata due anni addietro, uscita
+appena dalle Salesiane, col signor marchese Ernesto Geisenburg-Rudingen
+von Rudingen ufficiale degli ussari, possessore di molte terre e
+castella in Moravia. Matrimonio levato a cielo dagli uni, aspramente
+censurato dagli altri, tanta è la varietà degli umani giudizii. Per noi
+due cose sole son certe: _primo_, che il nome del marchese Ernesto
+Geisenburg-Rudingen von Rudingen figurava nell'almanacco di Gotha, e,
+via, ci pare che bisogni discorrer con qualche riguardo d'una persona
+ch'è registrata nell'almanacco di Gotha; _secondo_, che il detto signor
+marchese possedeva quella prosopopea che si conviene ai grandi
+personaggi. La boria dei Bollati non era nemmeno paragonabile a quella
+del loro signor genero. L'aristocrazia veneziana si sa, visse sempre in
+dimestichezza col popolo e il suo orgoglio di casta prese tutt'al più la
+forma d'una famigliarità impertinente. Ma l'aristocrazia tedesca non
+ammette scherzi e vuol far capire ai semplici mortali ch'è già una sua
+gran degnazione s'ella permette agli altri di tirare il fiato alla sua
+presenza. Siccome poi il marchese Ernesto aveva appiccicato le sue belle
+qualità alla consorte, così la vicinanza della nobilissima coppia faceva
+l'effetto d'una pietra da mulino sullo stomaco.
+
+I coniugi Geisenburg-Rudingen von Rudingen, venuti a Venezia apposta per
+ossequiare le LL. MM, erano ospiti in casa Bollati da due settimane, e
+proprio nel momento in cui la contessa Chiaretta si sfogava in
+querimonie con la cameriera, la marchesa Maddalena strapazzava in
+tedesco la sua _Zimmermädchen_, e il marchese Ernesto con l'aiuto d'un
+servo si metteva il busto e si stringeva la vita. Bisogna notare che il
+marchese, afflitto da obesità prematura, doveva far sforzi erculei per
+dissimulare la sua imperfezione e per esser contenuto nella sua
+succinta divisa di capitano di cavalleria. E quando tra lui e il servo
+avevano sudato due buone ore, il signor marchese acquistava l'apparenza
+di un 8 pietrificato. Si capisce come queste condizioni fisiche non gli
+permettessero di restar nell'esercito, ed egli infatti aveva chiesto e
+ottenuto la sua licenza, conservando però il diritto di vestir
+l'uniforme.
+
+Non sarà inopportuno per ultimo di dare una capatina in una stanza del
+secondo piano dove si trova inchiodato da due anni per una paralisi alle
+gambe il padrone vecchio, l'ottuagenario conte Leonardo, comandante di
+galera ai tempi della Serenissima. Lungo, stecchito, grinzoso, il conte
+Leonardo era sdraiato sur una poltrona presso una finestra che guarda il
+Canalazzo, mentre dietro di lui un barbiere antidiluviano gli pettinava
+il parrucchino e gli ravviava i quattro peli tinti delle basette. Il
+conte Leonardo, che aveva ancora sciolta la lingua e pronta la memoria,
+stava passando in rassegna le innumerevoli regate a cui aveva assistito
+nella sua vita. Gl'importava molto di veder quella d'oggi, egli che
+aveva visto quelle per l'Imperatore Giuseppe II, per i duchi del Nord,
+per il conte di Haga, per Napoleone e pel principe Eugenio!
+
+E il barbiere, rincarando la dose, soggiungeva:--Chi ha visto ciò che si
+faceva sotto San Marco non ha più nulla da vedere. Eh, _lustrissimo_, a
+pensare che se invece di quel minchione del Condulmer ci fosse stato
+lei a capo della flotta, avremmo ancora la nostra Repubblica!...
+
+--Via, via--rispondeva modestamente Sua Eccellenza--la cosa non era
+tanto facile.... Quei maledetti Francesi erano un osso duro da rodere.
+
+Ma il barbiere non si dava per vinto.
+
+--Ci son mancati gli uomini, ecco il male. Il cavalier Emo era morto, e
+il solo che potesse supplirlo era tenuto in un posto subalterno. Così ci
+son capitate addosso tutte le disgrazie. Prima quei matti del Governo
+democratico, poi i _patatuchi_, poi i Francesi, poi i _patatuchi_ da
+capo, che il diavolo se li porti....
+
+Il conte Leonardo gli diede sulla voce:
+
+--Non vi fate sentire dal marito di mia nipote.
+
+L'altro si strinse nelle spalle.--Io non sono che un miserabile insetto,
+ma Vostra Eccellenza sa che quel matrimonio....
+
+--Non l'avete mai potuto digerire.
+
+--A me non toccherebbe parlare, ma santo Iddio, c'era proprio bisogno
+che una damigella Bollati andasse a cercarsi lo sposo laggiù?
+
+--Cosa volete? Si sono innamorati del nome.
+
+--Un nome che riempie la bocca.... Bel gusto.
+
+--Un gusto come un altro... Per me tanto li ho lasciati fare, che non ho
+mai voluto perdere il mio tempo a raddrizzar le gambe ai cani.... E....
+che novità ci sono in paese?
+
+--Ma! Tutte queste feste....
+
+--Ne ho intronata la testa da mio figlio e da mia nuora.... Novità
+d'altro genere?...
+
+--Non saprei.... Pare che il Patriarca si sia intromesso perchè il
+nobil'uomo Zulian riprenda in casa la moglie.
+
+--La riprenderà, la riprenderà.... Anche suo padre ha fatto lo stesso.
+
+Gli occhi del vecchio luccicarono.
+
+--Vostra Eccellenza ne sa qualche cosa--soggiunse maliziosamente il
+barbiere.
+
+--_In temporibus illis_.... E poi?
+
+--Dicono che la signora Giuliana Polo non voglia più fra i piedi Sua
+Eccellenza Barbarigo...
+
+--Scene di gelosia a settant'anni?
+
+--Pare che la signora Giuliana abbia colto l'amico in flagranti.
+
+--Eh?--esclamò il conte Leonardo sbarrando gli occhi.--In flagranti? Con
+chi?
+
+--Non saranno state che carezze innocenti..... con la cameriera.
+
+--Briccone d'un Barbarigo!... Avanti.
+
+--Hanno messo il sequestro sui beni dei Napodano.
+
+--Era da aspettarselo.... È finito?
+
+--È morto il ragazzo Partecipazio.
+
+Il nobil'uomo Leonardo tentennò il capo.--Ecco un'altra grande famiglia
+che s'estingue. Povero Libro d'oro!
+
+--Speriamo che i Bollati durino ancora per secoli--disse il
+barbiere.--_In sæcula sæculorum._
+
+--Uhm!--borbottò tristamente il vecchio patrizio. E troncò il
+colloquio.
+
+
+NOTE:
+
+ [1] È noto che i popolani di Venezia si distinguevano in
+ _Castelani_ e _Nicoloti_, secondo ch'erano nati e battezzati
+ nell'una o nell'altra parte della città. Per antica consuetudine,
+ nella regata si mette in ciascun _gondolino_ un _Castelano_ e un
+ _Nicoloto_, assicurando così un uguale successo alle due frazioni.
+
+
+
+
+II.
+
+
+La regata doveva cominciare alle cinque pomeridiane, ma fin dalle
+quattro il piano nobile del palazzo formicolava di dame e di cavalieri,
+e il conte Zaccaria col pomposo genero a fianco conduceva in giro per
+l'appartamento tre o quattro austriaci d'alto affare, duri, impettiti,
+coperti di decorazioni. Era un bel palazzo davvero quello ch'egli
+mostrava a' suoi ospiti, uno di quegli edifizi maestosi e leggiadri ad
+un tempo di cui gli architetti moderni hanno perduto il segreto. _Stile
+del classicismo avviato alla decadenza_, lo dicono le Guide, e ne
+attribuiscono la costruzione al Sansovino o a uno dei suoi discepoli.
+Cinquant'anni fa, esso era anche uno dei pochi palazzi veneziani che
+nell'interno serbassero il carattere primitivo. Dalle travi dello
+spazioso androne pendevano due grandi fanali che avevano già appartenuto
+a due galere della Repubblica; il soffitto della lunga sala era adorno
+di elegantissimi stucchi che incorniciavano degli affreschi non privi di
+merito; sopra gli usci che nella sala stessa s'aprivano a destra e a
+sinistra c'erano dei ritratti di famiglia, quali col corno ducale in
+testa, quali in armatura, quali con la zimarra senatoriale, quali col
+vestito paonazzo a larghe maniche dei procuratori di San Marco. Altri
+quadri coprivano le pareti, e fra i molti ce n'erano alcuni realmente
+pregevoli, un Tintoretto, un Palma giovane, un Paris Bordone. Il salotto
+di ricevimento, i cui muri erano coperti d'arazzi di Francia, aveva un
+caminetto di marmo scolpito dal Vittoria, un'antica lumiera di Murano e
+due bei candelabri di bronzo, che riproducevano in assai minori
+proporzioni i due famosi della Cappella del Rosario a' SS. Giovanni e
+Paolo. Pesanti cortine di damasco rosso, un po' sfilacciate e sgualcite,
+moderavano la luce ch'entrava dall'ampie finestre, e la medesima stoffa
+rivestiva i seggioloni dagli alti schienali intagliati ch'erano disposti
+in giro simmetricamente e davano alla stanza un aspetto grave e solenne,
+come se dovesse a ogni momento adunarvisi il Consiglio dei Dieci. Nel
+salottino attiguo si ammiravano alcuni quadretti del Canaletto e del
+Longhi e due pastelli di Rosalba Carriera. E qua e là, nell'altre parti
+del palazzo, erano pure oggetti artistici di pregio, senza contare le
+argenterie, le maioliche, le porcellane. Si diceva, per esempio, che la
+collezione di vecchio Sassonia ch'era stata acquistata dal nobil'uomo
+Cristoforo Bollati durante la sua ambasciata a Vienna fosse la più bella
+che c'era in Venezia.
+
+Mentre che il conte Zaccaria faceva da cicerone agl'illustri forestieri
+e il marchese genero gli serviva da interprete, gli altri invitati si
+pigiavano nel salotto degli arazzi intorno alla languida contessa
+Chiaretta, o, prudentemente, prendevano il loro posto sul poggiuolo o
+davanti a qualche finestra per goder meglio dello spettacolo.
+
+Chi ha un po' l'abitudine della società sa benissimo che in ogni
+ricevimento, in ogni festa c'è un manipolo di persone alle quali nessuno
+bada e che i servi stessi dimenticano volontieri nell'andar in giro coi
+rinfreschi. Sono i parenti poveri, i vecchi conoscenti di famiglia, i
+maestri dei bimbi, tutta gente a cui s'è detto a bocca stretta:--Se
+venite ci farete un piacere--lasciando sottintendere un'altra frase--Se
+non venite, ce ne farete due.
+
+In questa condizione umiliante si trovavano quel giorno il conte Luca e
+la contessa Zanze Rialdi, cugini dei padroni, relegati insieme con la
+loro figliuola Fortunata a una finestra di fianco che dava sul _rio_ e
+dalla quale il Canal Grande si vedeva solo in iscorcio. Nè la finestra
+era esclusivamente per i Rialdi, chè anzi essi dovevano dividerla con
+Don Luigi, precettore del contino Leonardo, e con un'altra signora
+soprannominata la contessa Ficcanaso per la rara abilità con cui essa
+riusciva a insinuarsi dappertutto e a saper tutti i pettegolezzi della
+città.
+
+La contessa Zanze e la contessa Ficcanaso si facevano mille moine, ma
+in fondo non si potevano soffrire. E quel giorno poi a trovarsi appaiato
+nella stessa mortificazione provavano una stizza grandissima.--Che
+vogliano levarsi dai piedi la Ficcanaso--pensava la contessa
+Zanze--questo si capisce, ma un trattamento simile a me, che sono della
+famiglia!--E l'altra diceva in cuor suo:--Facciano quante asinerie
+vogliono a una parente povera; chè già quella è una vera mignatta, ma
+usino i dovuti riguardi a una persona del mio grado.
+
+Malgrado del disprezzo reciproco, è probabile però che le due contesse
+si sarebbero sfogate a sparlar dei padroni di casa se la presenza di don
+Luigi non le avesse tenute in riga. E sì che don Luigi della roba sullo
+stomaco ne aveva anche lui, e aveva una voglia di dirne quattro! Per San
+Filippo Neri! Un sacerdote par suo, un letterato, il precettore del
+padroncino, il cappellano della famiglia, cacciarlo in un angolo come se
+fosse una spazzatura, come se si vergognassero di lui! E si vantavano
+d'esser gente devota alla Chiesa! Queste cose don Luigi le aveva sulla
+punta della lingua, ma non le diceva per paura degli altri, e
+specialmente di quelle femmine chiacchierone. Così, per darsela ad
+intendere a vicenda, il prete e le due signore andavano a gara nel
+levare a cielo la bellezza degli addobbi, il buon gusto dei ristauri e
+lo sfarzo con cui si faceva tutto in casa Bollati, e solo di tratto in
+tratto si permettevano qualche osservazione a carico dell'una o
+dell'altra fra le dame raccolte nel geniale ritrovo. Erano allusioni
+velate, erano suggestioni piene di carità evangelica, erano timidi dubbi
+seguìti dall'onesta frase: Non bisogna credere alle cattiverie del
+mondo;--erano lamentazioni generiche sul pervertimento dei costumi e
+sulle gravi conseguenze della vanità.
+
+Nè il conte Luca, nè Fortunata prendevano parte a siffatte mormorazioni.
+Il conte Luca non aveva fiele, e per lui, a metterlo in disparte, gli
+facevano un piacere fiorito, chè alla società egli non si era mai potuto
+avvezzare, e della Regata non gliene importava un'acca, e sarebbe
+rimasto ben volentieri a casa sua, davanti alla scacchiera, l'unica
+passione della sua vita, a studiarvi un problema intorno al quale
+ammattivano da più giorni gli avventori del caffè alla _Vittoria_. In
+quanto a Fortunata, ch'era una ragazzina timida e sbiadita di dodici
+anni e mezzo, non le veniva neppure in capo di lagnarsi del posto che le
+avevano assegnato. Di dove era, allungando un po' il collo, ella vedeva
+benissimo il Canal Grande, vedeva perfino le signore che si facevano
+fresco sul poggiuolo d'un palazzo prospettante il palazzo Bollati.
+
+Sotto la sua finestra poi, all'imboccatura del _rio_, c'era un grosso
+battello che serviva a sbarrare il passaggio (come s'usa nei giorni di
+regata), ed era pieno di gente allegra, uomini, donne, fanciulli che
+ingannavano il tempo mangiando semi di popone e disputando romorosamente
+intorno all'esito probabile della gara. C'erano due partiti. Gli uni
+tenevano per Tita Oliva, gli altri, meno numerosi, per quel Nane
+Sandretti detto _Bisatto_ ch'entrava in regata per la prima volta. Tita,
+come sappiamo, era il gondoliere di casa Bollati, e quando lo si
+nominava, tutti gli occhi si alzavano verso la finestra a cui era
+affacciata la ragazza Rialdi.
+
+Il cuore di Fortunata batteva anch'esso per Tita, ch'era sempre gentile
+con lei e che la chiamava padroncina. Nel venir a palazzo essa lo aveva
+incontrato per istrada già vestito da _regatante_, con la sua fascia
+rossa intorno alla vita, l'aveva incontrato insieme con tre o quattro
+altri compari, ed egli aveva salutato rispettosamente lei, il conte Luca
+e la contessa Chiaretta, e aveva detto:--Adesso si va col gondolino ai
+Giardini, e speriamo bene.
+
+Come la Fortunata gli augurava il trionfo! Come si sentiva inclinata
+verso quelli che parteggiavano per lui, come l'indispettivano i fautori
+di quel Nane Bisatto che aveva la petulanza di venir a lottare coi
+provetti!
+
+Un fremito di voci umane, un rumore crescente di applausi annunziò
+l'avvicinarsi delle gondole di Corte, le quali, precedute e seguìte
+dalle _bissone_, facevano il giro del Canal Grande prima che i gondolini
+della regata si mettessero in moto. Il corteggio passò e ripassò come un
+lampo davanti al palazzo Bollati, dove le signore sventolavano i
+fazzoletti e gli uomini gridavano con quanto fiato avevano in corpo:
+_Viva l'Imperatore, viva l'Imperatrice!_ È utile rammentare a questo
+proposito che, quantunque anche in quel tempo vi fossero in Venezia
+uomini gagliardi e generosi pronti a versare il loro sangue per
+l'indipendenza della patria, e non mancassero gli affigliati alla
+_Giovine Italia_, la grande maggioranza della popolazione accettava
+rassegnata il dominio austriaco e applaudiva i Sovrani col solito
+entusiasmo della folla per tutto ciò che brilla ed abbaglia.
+
+--Viva, viva!--strillava Fortunata con la sua vocina. E continuava,
+rossa dall'emozione:--Ah, ecco l'_Uscocca_, ecco l'_Uscocca_.... Mamma,
+babbo, presto, guardate Leonardo.... Come sta bene!
+
+In ginocchio sulla prora della sua svelta ed elegante _bissona_, sotto
+un baldacchino tutto veli e frangie inargentate, il contino Bollati
+animava i rematori col gesto e con la voce, e pareva un antenato di sè
+medesimo alla battaglia di Lepanto.
+
+--Ah!--seguitava la fanciulla in preda a un nuovo parossismo
+d'ammirazione.--E quella è la lancia del collegio di marina... ci
+dev'esser Gasparo lì dentro... sì, sì... eccolo là.... Babbo, mamma...
+non lo vedete?... È lui che governa il timone....
+
+--Sì, sì, cara--rispondevano i genitori--non spingerti tanto fuori dal
+davanzale.
+
+Gasparo era il fratello maggiore di Fortunata, allievo dell'Accademia di
+marina, e prossimo a uscirne cadetto.
+
+La fulgida visione disparve, e di lì a poco s'intese il cannone che
+annunziava la partenza dei _regatanti_ dalla punta dei Giardini
+pubblici. Un lungo mormorio corse attraverso la folla accalcata sulle
+due rive del Canalazzo; poi si fece uno di quei silenzi solenni in cui
+si sente palpitare il cuore d'un popolo. Oggi scaduta dalla sua
+importanza, la regata era fino a trent'anni fa lo spettacolo favorito
+dei Veneziani. A ogni modo, essa era ed è sempre lo spettacolo popolare
+per eccellenza. La lotta dei gladiatori in Roma antica, la corsa dei
+tori in Ispagna trovano forse una maggior partecipazione in tutte le
+classi sociali, ma nessuna festa scuote più vivamente le fibre della
+moltitudine. Quanto tempo prima se ne discorre nei _traghetti_, per le
+osterie, nelle case, nei trivii, quanto tempo dopo si continua a
+parlarne! E il giorno della prova, mezza Venezia si spopola per
+riversarsi sull'altra metà. La gente s'insacca nelle barche, nelle
+_peate_, nei battelli d'ogni forma e misura, fa ressa sulle
+_fondamenta_, paga volentieri qualche soldo per assicurarsi una seggiola
+o un posto sopra qualche panca, o s'arrampica sugli sporti delle
+fabbriche, sull'inferriate delle case, sui piedestalli dei candelabri, o
+s'addensa dietro le spallette del ponte di Rialto, la cui mole maestosa
+e severa sembra acquistare il moto e la vita a quell'ondeggiamento di
+teste. E in quel giorno più che mai il popolo è superbo della sua
+Venezia, e s'inebbria in quel tripudio di colori e di luce onde ogni
+cosa s'anima e si trasfigura, dal freddo marmo dei palazzi gotici,
+arabi, lombardeschi, barocchi, alle carni pastose e alle fulve o brune
+chiome delle donne e delle fanciulle.
+
+Ma ecco nuovamente venir di lontano un rumore che somiglia al muggito
+del mare, ecco una viva ansietà dipingersi nei volti, ecco tutti gli
+sguardi tendere a un punto.
+
+--Son vicini...
+
+--Son qui...
+
+--Chi è il primo?
+
+--Non si capisce.... C'è il sole che confonde la vista.
+
+Il conte Zaccaria, gonfio e pettoruto pel bel successo della sua
+_Uscocca_, aveva annunziato come cosa sicura a' suoi ospiti che il primo
+sarebbe stato il gondolino rosso N. 6 a poppa del quale vogava il suo
+Tita Oliva. Ma, ohimè, il gondolino N. 6 non era che il secondo, e anche
+questo secondo posto gli era fieramente contrastato dal gondolino viola
+N. 4; l'uno e l'altro poi erano preceduti d'un buon tratto dal gondolino
+celeste N. 8, su cui si trovava il formidabile Nane Bisatto. I gondolini
+5 e 7 si disputavano il quarto premio, gli altri, ormai disperati di
+riuscire, venivano dietro lentamente a grande distanza.
+
+--Non è deciso nulla--disse il conte Zaccaria facendo di tutto per
+nascondere il proprio dispetto.--Riderà bene chi riderà ultimo.
+
+Infatti i gondolini dovevano ancora giungere al punto estremo del Canal
+Grande, a Santa Chiara, poi girare intorno a un palo che qui chiamano
+il _paletto_, e rifare una gran parte del cammino fin presso
+l'imboccatura del _rio_ Foscari, ove sorge la cosidetta _Macchina_, ch'è
+una elegante baracca di legno improvvisata sull'acqua e segna la meta
+ultima della corsa. In tal maniera, da tutti i palazzi che stanno tra il
+_rio_ Foscari e Santa Chiara, i _regatanti_ si vedono due volte, cioè
+all'andata e al ritorno. E realmente il ritorno può serbare non piccole
+sorprese, e tale che chi era primo diventa secondo, e tal altro che
+pareva ormai fuori d'ogni speranza accenna a conquistarsi valorosamente
+la sua bandiera. Ma questa volta gl'intenditori dicevano chiaro e tondo
+che a Nane Bisatto il primo premio non lo portava via _neppure il Padre
+Eterno_, giacchè c'era troppa distanza tra lui e il gondolino di Tita
+Oliva, ed era già molto se quest'ultimo poteva mantenersi il secondo e
+non esser sorpassato dal gondolino N. 4, quello dove c'era Menico
+Fichetti da Pellestrina, un giovine piccolo e sottile, ma che aveva
+nervi d'acciaio.
+
+Questi discorsi si tenevano anche nel barcone ch'era fermo
+all'imboccatura del _rio_ sotto il palazzo, e Fortunata che aveva preso
+tanto a cuore la causa di Tita, si metteva nei panni di lui e aveva una
+gran voglia di piangere.
+
+La contessa Zanze, la contessa Ficcanaso e don Luigi erano in
+disposizione d'animo affatto diverse, e, poichè il fiasco del barcajolo
+veniva a ricader sui padroni, ne provavano una segreta esultanza, che
+non esprimevano apertamente, ma che lasciavano trapelare. Don Luigi
+faceva delle riflessioni filosofiche sulla caducità delle cose umane,
+sullo sperpero del danaro pubblico e privato in feste e in bagordi e sul
+poco giudizio che c'era a distrarre i ragazzi dagli studi per farli
+andare sulle _bissone_.... Con quella voglia che avevano di studiare! Le
+due contesse assentivano appieno alle savie parole del sacerdote, tanto
+più che il servo aveva presentato loro il vassoio dei dolci quando tutti
+s'erano già preso il buono e il meglio, e ciò le aveva esacerbate fuor
+di misura.
+
+Ma il dialogo fu troncato dal riapparire dei _regatanti_. Ora, la
+finestra sul _rio_ guardava precisamente verso la parte dalla quale i
+gondolini tornavano, e Fortunata vide ben presto che il _viola_
+continuava ad essere il primo e aveva aumentato anzichè diminuito
+l'intervallo che lo separava dagli altri. Il valore di Nane Bisatto
+aveva finito ormai col trascinare i più restii, e, con una volubilità
+che afflisse e irritò Fortunata, parecchi tra i fautori del suo protetto
+si unirono anch'essi a quelli che applaudivano l'eroe della giornata. Ma
+quel che è peggio, il gondolino rosso non era più nemmeno il secondo,
+non era nemmeno il terzo; era il quarto, quello a cui era destinato
+l'ultimo, premio, la bandiera gialla e il relativo porcellino, quasi
+un'onta per Tita, avvezzo ai primi trionfi. Povero Tita! Egli non osava
+alzar la testa, vogava per l'onor delle armi, ma avrebbe preferito esser
+sott'acqua lui e il suo gondolino, piuttosto che sentire tutti quegli
+sguardi fissi sopra di sè, piuttosto che passar davanti al palazzo dove
+c'erano i padroni e tanti ospiti d'alto affare. Tita non si ricordava in
+quel momento di Fortunata, oppure ell'era la sola che, pensando alla sua
+umiliazione, aveva gli occhi pieni di lagrime. I padroni invece erano
+irritatissimi, dicevano che Tita non era più buono a nulla, e che aveva
+compromesso il decoro della casa, e che meritava d'essere strapazzato
+senza misericordia.
+
+Questo incidente fece sì che in palazzo Bollati si gustasse meno
+l'ultima parte, pur così bella, dello spettacolo, quando cioè tutte le
+barche prima raccolte, ristrette ai due lati del Canal grande, pigliano
+il largo e formano un suolo galleggiante che copre e nasconde la
+superficie dell'acqua. È per solito l'ora del tramonto, e gli ultimi
+raggi del sole scintillano sui ferri bruniti delle gondole, sfolgorano
+con bagliori d'incendio sui vetri delle finestre, danno risalto alle
+dorature e alle stoffe colorate delle _bissone_, alle livree dei
+gondolieri, agli abbigliamenti delle signore, alle vesti chiassose delle
+popolane. Ed è un suono di musiche allegre, un vociare confuso, uno
+strepito di remi che si urtano, di ferri che cozzano, di carene che
+scricchiolano. Indi cala lento lento il crepuscolo, la folla si
+disperde, il rumore a poco a poco svanisce, e il Canalazzo ritorna
+nell'usato silenzio.
+
+Frattanto, giù nell'entratura di Cà Bollati, Tita sedeva accasciato
+sopra una panca, e non sapeva risolversi a salir dalle loro Eccellenze
+dopo lo smacco subìto. Parecchi amici e compari gli facevano corona e si
+sforzavano di calmar la sua agitazione e di persuaderlo a presentarsi ai
+padroni con la faccia franca, chè già non l'avrebbero mica mangiato vivo
+seppure una volta la fortuna gli era stata contraria. In quel gruppo di
+confortatori c'erano anche alcune donnette, una sua sorella tra l'altre,
+bel tipo di veneziana da Cannareggio, con certi occhi neri e lucenti
+come due carboni e con una parlantina inesauribile.
+
+--_Oh, corpo de diana_--ella diceva al fratello--vorrei anche vedere che
+ti trattassero con mala grazia. Io risponderei: Lustrissimi, credono che
+a vogare in regata sia lo stesso che a starsene lunghi distesi con la
+pancia in giù sui cuscini d'una _bissona_?... Eh, non ho peli sulla
+lingua io....
+
+Tita s'impazientiva.--I rimproveri dei padroni sono il meno... È l'amor
+proprio.
+
+--To', non la può mica andar sempre bene... Una volta corre il cane e
+l'altra il lepre... È stato così dacchè mondo è mondo.
+
+--_Siora_ Cate ha ragione--soggiungeva un vecchio _gastaldo_ d'un
+traghetto vicino, persona assai autorevole--non c'è ragione di
+tribolarsi... E lascialo dire a chi se ne intende... _Bisatto_ non è
+degno d'allacciarti le scarpe... E se ha vinto oggi, a rivederci domani.
+
+--È stato quel colpo di vento alla Punta della Salute--ripigliò un
+altro.--C'ero io, c'ero. _Bisatto_ l'ha sentito meno perchè il suo
+gondolino si trovava più a destra.
+
+Ma Tita non voleva esser consolato e andava in escandescenze,
+soprattutto quando la sua umiliazione gli era rammentata dai guaiti del
+porcellino che giaceva in un angolo, più morto che vivo.
+
+--Povera bestia!--esclamò la Cate, chinandosi sull'infelice animale in
+atteggiamento di suora di carità.--Come se ne avesse colpa!... È tutto
+ammaccato... Che ragione c'era di pigliarlo a calci? Che se poi crepa di
+bile, non è più buono da mangiare.
+
+--È vero--notò gravemente un nuovo personaggio comparso in quel punto.
+Era il signor Oreste, il cuoco, in abito da signore, col _metternicche_
+in testa, una collana d'oro al collo e uno spillone di diamanti sulla
+camicia.--È vero--egli riprese dopo una pausa. E inventandosi apposta un
+proverbio per l'occasione continuò:--_Bestia ben trattata buona in
+pignatta_.... E questa qui non ha bisogno d'altre disgrazie.... Conviene
+ingrassarla per una settimana, e poi si potrà farne uno stufatino con la
+salsa piccante....
+
+--Ma che stufatino!... Ma che salsa piccante!--interruppe la
+Cate.--Meglio arrosto.
+
+--Scusi, _siora_ Cate, è troppo piccolo.
+
+--Alla malora il porco e i suoi protettori--urlò Tita in una
+recrudescenza di furore.--Ch'io possa morire d'un accidente se di quel
+porco lì ne assaggio un boccone.... L'avevo detto al mio compagno che se
+lo tenesse tutto per lui.
+
+Ma la sorella, ch'era una giovane savia e positiva, protestò contro
+quest'idea bislacca.--Neanche per sogno.... Quello ch'è giustizia....
+Ciascuno la sua parte.
+
+--Belle parti che si faranno--disse il signor Oreste con piglio
+sprezzante, accennando alla piccolezza dell'animale.
+
+--O che non potrebbe attendere alle sue casseruole, _sior
+piavolo_?--rimbeccò la Cate, che non poteva soffrire il cuoco, il quale
+un giorno aveva voluto mettere a troppo caro prezzo un piatto di
+polpette ch'egli le aveva regalate.
+
+--Ehi, ehi, la mia _tosa_, che fumi vi montano alla testa?
+
+--Zitto--sussurrò qualcheduno--che c'è _sior_ Bortolo.
+
+Infatti, l'agente generale discendeva dalla scaletta del mezzà in
+compagnia d'un signore dai baffi grigi che faceva il sensale di mutui e
+godeva di una mediocre riputazione.
+
+--Siamo intesi, caro Bellani... Combinando l'affare l'un per cento a
+me....
+
+In quel punto la porta della scala di servizio si aprì con violenza, e
+un cameriere in livrea gridò tutto trafelato.--Che qualcheduno vada
+subito in farmacia a cercare un medico.... Dal dottor Zuliari andrò
+io... È venuto un deliquio a Sua Eccellenza Leonardo.
+
+
+
+
+III.
+
+
+Il deliquio del vecchio conte non durò che pochi minuti, ma i medici,
+considerando l'età avanzata e il fisico indebolito di Sua Eccellenza, lo
+giudicarono un sintomo gravissimo e non tacquero le loro inquietudini
+alla famiglia. Nè s'apponevano a torto; chè di lì a qualche giorno
+apparve evidente che il nobil'uomo Leonardo Bollati, patrizio veneto e
+comandante di galera sotto la Serenissima, si spegneva a oncia a oncia,
+come lampada a cui manchi l'olio. Egli conservò per altro sino
+all'ultimo la lucidezza della mente, e quando s'accorse d'essere ormai
+bell'e spacciato, chiamò al suo letto il figliuolo e gli tenne
+all'incirca questo discorso:
+
+--Lasciamo i preamboli, perchè non ho tempo da perdere. Presto sarete
+voi il capo della famiglia di nome e di fatto. È dunque bene che
+sappiate, se non ve ne foste ancora accorto, che, da un secolo a questa
+parte, c'è in casa nostra tutta la disposizione ad andare in malora. La
+mia colpa ce l'avrò anch'io, ma si è cominciato molto prima di me a
+spendere più di quello che si poteva. Se cercherete su nell'archivio le
+lettere del vostro prozio Almorò, ambasciatore a Parigi, vedrete ch'egli
+domandava 120 mila franchi all'anno per lui solo e l'agente aveva un bel
+da fare a trovarglieli. E vedrete anche la polizza delle spese occorse
+per le feste date in occasione della nomina a Procuratore di San Marco
+di vostro nonno e mio padre Zaccaria. Oh bazzecole! venti mila ducati!
+Notate che in quei tempi c'era ogni tanto la sua brava eredità che
+capitava in buon punto a colmare i vuoti. Ma adesso i pochi parenti che
+ci restano son tutti spiantati, e non so quali eredità si possono
+sperare.... Se non fosse da parte dei Rialti....
+
+Questa supposizione parve sì comica al conte Leonardo ch'egli si mise a
+ridere, e, poichè il riso gli fece venire la tosse, dovette interrompere
+la sua arringa.
+
+--Sì, sì--egli riprese di lì a un paio di minuti--tutti ebbero le mani
+bucate nella nostra famiglia. Non è da eccettuarsi che una bisavola, la
+quale aveva invece la manìa dell'avarizia, e, fra l'altre cose, lasciò
+alla sua morte una cinquantina di pacchi di curadenti con scrittovi
+sopra: _usati, ma servibili_. Insomma quello che volevo dirvi si è ch'è
+necessario metter giudizio; se no vi assicuro io che, nonostante i due
+dogi, i tre procuratori e gli altri illustrissimi personaggi che
+vantiamo per antenati, di tutte le nostre ricchezze non ci resterà fra
+poco il becco d'un quattrino. E queste cose ditele alla mia degnissima
+nuora, che non si sa proprio come spenda il danaro, perchè le nostre
+vecchie si divertivano, e quella lì consuma una sostanza in caffè,
+cioccolata, _baicoli_ e paste sfogliate. Badate poi al vostro figliuolo
+Leonardo, che giurerei destinato a restare un somaro e a diventare un
+cattivo soggetto. Finalmente credo utile avvertirvi che tutti i nostri
+dipendenti ci succhiano il sangue come tanti vampiri, cominciando
+dall'agente generale _sior_ Bortolo e terminando coll'ultimo fattore di
+campagna. Già saprete il proverbio: _Fame fator un ano, e se moro de
+fame xe mio dano_. Non vi suggerisco di cambiarli, perchè ne prendereste
+di quelli che vi ruberebbero ancora di più; solamente tenete gli occhi
+aperti e procurate di far meglio di quello che ho fatto io. Io me ne
+lavo le mani. È il meno che si possa fare quando si va all'altro mondo.
+
+In complesso il sermone del conte Leonardo era pieno d'idee giudiziose,
+ciò che prova come tutti gli uomini in punto di morte abbiano
+l'attitudine a dar buoni consigli, perchè sanno di non doverli più
+avvalorar con l'esempio, e perchè non temono più le conseguenze dei
+sacrifizi che suggeriscono agli altri.
+
+E invero quando, dopo pochi giorni, Sua Eccellenza morì con tutti i
+conforti della religione, il suo testamento parve fatto apposta per
+ismentire le savie massime ch'egli aveva predicato, tanti e di tante
+specie erano i legati che imponeva all'erede. Ce n'era sotto forma di
+elargizioni a opere pie, di somme da pagarsi in una sol volta a parenti
+ed a amici, di elemosine ai poveri, di pensione alla servitù, ecc., ecc.
+Nè mancavano istruzioni precise, minute, circa ai funerali che dovevano
+essere tra i più splendidi che si fossero visti.
+
+Questi funerali i vecchi parrocchiani se li ricordano ancora. Essi si
+ricordano perfettamente quanti minuti impiegasse il corteo per giungere
+dal palazzo alla chiesa, quanti preti, quante confraternite, quante
+rappresentanze civili e militari, quanti servi di casa, quanti
+gondolieri di famiglie patrizie vi prendessero parte, e che folla di
+curiosi venisse in coda, donne, ragazzi, pezzenti d'ogni età e d'ogni
+sesso, che, trattenuti a fatica dai fanti del Municipio, si accalcavano
+gli uni sugli altri, mormorando per non aver potuto avere il torcetto.
+In chiesa poi era uno spettacolo imponente. Le pareti e i pilastri erano
+rivestiti di drappo nero con galloni d'argento, un gran catafalco con
+iscrizioni ai quattro lati s'ergeva nel mezzo, le fiamme oscillanti dei
+ceri abbarbagliavano gli occhi e gettavano in faccia dei buffi d'aria
+infocata. Dopo che il feretro fu issato sul catafalco, intorno al quale
+stavano ritti ed immobili quattro pompieri con le spade nude e quattro
+servitori con le torce accese, principiò la cerimonia religiosa, una
+cerimonia che non voleva finir mai. Le onde sonore che partivano dalla
+cantoria accrescevano, s'era possibile, il caldo affannoso, la gente,
+stipata come le sardelle in barile, si rasciugava i sudori con la manica
+del vestito (seppur le riusciva di alzare il braccio), e di tratto in
+tratto, non potendone proprio più, metteva dei muggiti simili a quelli
+del mare in burrasca. Insomma, quando piacque a Dio, il parroco
+pronunziò l'assoluzione e il funerale si mosse. Ci fu di nuovo un serra
+serra, qualche bimbo rischiò di restar schiacciato, qualche donna cadde
+in deliquio, ma non s'ebbero a deplorare disgrazie maggiori. Nel _campo_
+davanti alla chiesa un picchetto di soldati di marina rese alla bara gli
+onori militari; poi, non usandosi in quei tempi i discorsi, la bara fu
+accompagnata sino al canale, e venne deposta in una _peota_ riccamente
+addobbata, nella quale salirono i famigli del defunto, alcuni pompieri e
+fanti del Municipio. La _peota_ preceduta da una barca con la musica e
+seguita da uno stuolo di gondole si diresse verso il cimitero di San
+Michele di Murano.
+
+La folla si disperse da varie parti. Solo un centinaio di poveri (donne
+in gran parte) s'avviarono al palazzo per buscarsi qualche soldo
+d'elemosina.
+
+_Sior_ Bortolo, il quale, soffrendo un po' d'asma non era andato in
+chiesa, ebbe un bel da fare a liberarsi da quest'arpie ch'eran riuscite
+a penetrar nel _mezzà_ e lo assordavano delle loro querimonie.
+
+--A mio marito non hanno dato nemmeno una candela.
+
+--Ho quattro creature, io....
+
+--Son due giorni che non si accende fuoco in casa....
+
+--Sono un povero vecchio impotente....
+
+--Ho il figliuolo coscritto.
+
+--Andate in pace--diceva _sior_ Bortolo--chè già nel testamento di S. E.
+Leonardo c'è un legato pei poveri della parrocchia.
+
+--Oh _paron benedeto_!--stillavano alcune di quelle megere--di quei
+soldi lì noi altri non ne vediamo.... Se li mangia il pievano.
+
+--Eh, vergogna. Che discorsi!
+
+--Pur troppo, _sior_ Bortolo.... Pur troppo la è sempre così.
+
+--Se anche non li mangia tutti--soggiungeva una femmina d'opinioni
+moderate--li distribuisce a suo modo, a chi non li merita, a chi non ha
+bisogno.... Sia buono, _sior_ Bortolo, ci dia qualche cosa.
+
+_Sior_ Bortolo si lasciava commuovere e cacciava le mani dentro un
+cassetto.--Uno alla volta.... Marco.
+
+Marco era un fattorino addetto all'agenzia.
+
+_Sior_ Bortolo gli diede una manata di soldi con l'incarico di
+licenziare tutta quella gente, e Marco ricorrendo a _sior_ Bortolo ogni
+volta che la provvista era esaurita, persuase i postulanti ad andarsene.
+In questa delicata operazione egli seppe far in modo che qualche mezza
+svanzica si smarrisse nelle tasche della sua giacchetta. _Sior_ Bortolo,
+dal canto suo, nel registrare la sera tutte le spese innumerevoli della
+giornata, stimò opportuno di arrotondare la cifra, sembrandogli forse
+che il decoro della nobile famiglia Bollati esigesse di far comparire
+nei libri una somma maggiore del vero.
+
+Sua Eccellenza il conte Leonardo Bollati, che scendeva sotterra in quel
+giorno d'ottobre 1838, non era un grand'uomo, come volevano far credere
+i suoi panegiristi. Egli aveva avuto la fortuna di conquistare in
+gioventù una certa riputazione di valore combattendo sotto gli ordini
+dell'ammiraglio Emo nell'impresa di Tunisi, e aveva avuto l'abilità di
+conservar quella riputazione, non mettendola mai alla prova. Così più
+d'uno aveva creduto (e abbiamo visto che tale era anche l'opinione del
+vecchio barbiere) che se, nel 1797, egli fosse stato alla testa della
+flotta, le cose sarebbero andate diversamente.
+
+Caduta la Repubblica, Sua Eccellenza non volle più servire nè sotto il
+Governo democratico che le succedette per pochi mesi, nè sotto alcuno
+dei Governi che si avvicendarono poi, e quest'atto, che forse in lui era
+da attribuirsi a sola pigrizia, fu interpretato quale una protesta
+dignitosa contro i nuovi ordinamenti politici della patria. È vero che
+questo suo nobile disdegno non gl'impedì d'essere tra i patrizi
+veneziani i quali sollecitarono dall'Austria la corona di conte.
+
+Se Sua Eccellenza Leonardo Bollati abbandonò dopo il 1797 i pubblici
+uffici, non si può dire ch'egli si consacrasse con molto zelo alle sue
+faccende private, chè anzi, mortagli la moglie in età ancora fresca,
+egli non si diede alcun pensiero dell'unico figliuolo rimastogli, e
+continuò invece, fin che la salute glielo permise, a menar vita
+dissipata e galante. A ogni modo, sia pel fascino esercitato dal suo
+nome storico, sia pei ricordi che gettavano una luce favorevole sulla
+sua gioventù, sia per una certa prontezza e festività di spirito, sia
+per le maniere affabili sotto le quali egli dissimulava l'alterigia e
+l'egoismo nativo, sia pel largo patrimonio ch'è mezzo sicuro di coltivar
+le aderenze, il conte Bollati era un uomo assai popolare e molti
+riverivano in lui uno degli ultimi rappresentanti di quell'aristocrazia
+veneziana che diede così splendidi esempi di senno civile. E quantunque
+da alcuni anni egli non si facesse veder quasi da nessuno e lasciasse
+far tutto al figliuolo, la sua morte recò una scossa notevole al credito
+della famiglia, cosa di cui l'agente generale fu il primo ad accorgersi
+nel combinare l'operazione finanziaria indispensabile pel pagamento dei
+numerosi legati.
+
+_Sior_ Bortolo era una perla d'agente, che non seccava mai i padroni coi
+molesti predicozzi dei commessi troppo scrupolosi, che non lesinava mai
+il danaro, nè sollevava dubbi e difficoltà. A ogni straordinaria
+richiesta di fondi, egli atteggiava le labbra a un sorrisetto serafico e
+rispondeva:--Sarà fatto.--E non c'era pericolo ch'egli non mantenesse la
+sua parola. Ohibò! Si era sicuri di vederlo comparire il domani più
+sorridente ancora del consueto con la somma precisa di cui si aveva
+bisogno. E la soddisfazione che _sior_ Bortolo provava nel compiacere la
+nobile famiglia era tale ch'egli diventava ogni giorno più lucido e
+grasso, tanto lucido da parer spalmato di lardo, tanto grasso da
+raggiunger quasi la forma sferica.
+
+Sappiamo già che il conte Leonardo era intimamente persuaso che l'ottimo
+_sior_ Bortolo rubasse a man salva. Ma egli diceva:--Non posso mica
+attender io stesso ai miei affari. E a qualunque altro li affidassi,
+sarebbe peggio.--Il conte Zaccaria poi non faceva neanche questo
+ragionamento; egli lasciava correre senza badare più in là.
+
+Adesso però, sotto l'impressione delle profezie e delle ammonizioni
+paterne, egli stimò necessario di veder coi suoi occhi come stavano le
+cose, e ordinò a _sior_ Bortolo di preparargli un prospettino da cui
+apparisse chiaro lo stato del patrimonio. E _sior_ Bortolo con mirabile
+sollecitudine allestì un lavoro degno della sua perizia di contabile e
+di calligrafo. Frutto di queste lucubrazioni furono due nitidi specchi a
+doppia colonna, l'una per il dare, l'altra per l'avere. Nel primo
+figuravano a destra le somme a cui erano stimati i beni della famiglia,
+possidenze in città e in campagna, oggetti d'arte e oggetti preziosi,
+ecc. ecc.; a sinistra si leggevano i nomi dei varii creditori insieme
+con le cifre dei loro crediti. Qui c'era una bella differenza in più
+nell'avere. Nel secondo specchio erano disposte nello stesso ordine
+l'entrata e l'uscita: spese domestiche presunte, livelli, tasse,
+interessi dei mutui. E c'era una bella differenza anche qui, ma in senso
+contrario; il dare superava l'avere di parecchie migliaia di lire.
+
+--Capisco, capisco--disse il conte Zaccaria dopo aver esaminato per
+mezz'ora i due prospetti in lungo e in largo--noi avanziamo ogni anno
+dai quattro ai cinquemila ducati.
+
+--Scusi, Eccellenza--interpose l'agente--è proprio il rovescio. Si
+spendono quattro o cinquemila ducati in più.
+
+Il conte Zaccaria si grattò la nuca.
+
+--E come va questa faccenda?
+
+--Ma!--rispose _sior_ Bortolo, sprofondando la testa fra le spalle.--Mi
+pareva che S. E. Leonardo (pace all'anima sua) l'avesse avvertita....
+
+--Sì, sì, mi disse qualche cosa.... senza parlare di cifre....
+
+--Del resto--ripigliò l'agente per dorar la pillola--del resto, se ci
+fossero due buoni raccolti di seguito, un aumento nelle entrate lo si
+dovrebbe vedere. Poi c'è qualche livello che sta per cessare.... In ogni
+modo, non lo dissimulo, un po' d'economia sarebbe assai utile. Dal canto
+mio, per quanto riguarda l'agenzia, procurerò sicuramente.... ma
+bisognerebbe che anche in famiglia.... perdoni, Eccellenza, se mi prendo
+questa libertà.... ma è la mia devozione per la casa Bollati.
+
+--Bene, bene.... vedremo.... Capisco....
+
+--Di qui ad alcuni anni poi--soggiunse _sior_ Bortolo--il contino
+Leonardo, col suo nome e con le sue belle qualità, che il Signore Iddio
+gli conservi, potrà trovar la dote che vuole....
+
+--Affari lontani, caro amico, affari lontani....
+
+--Lontani, ma sicuri.
+
+A questo punto _sior_ Bortolo mostrò al principale un polizzino
+supplementare con la nota delle tasse e dei legati che conveniva pagar
+subito, e disse in qual modo, salvo sempre l'approvazione di S. E., egli
+aveva creduto di provveder la somma occorrente. E S. E., che rispondeva
+sempre _capisco_ e non capiva mai nulla, si spicciò con due parole:
+
+--Fate voi.... Purchè non si tratti di vendere.... Vendere significa
+diminuire il patrimonio, e io voglio tramandarlo intatto a mio figlio.
+
+Esposta questa savia massima amministrativa, il conte Zaccaria prese la
+eroica risoluzione di raccomandare alla sua illustrissima consorte una
+maggiore economia nelle spese di casa, e citò a sostegno della sua tesi
+gli avvertimenti del defunto genitore e quelli dell'agente generale.
+
+La signora Chiaretta, donna ordinariamente molto fredda ed apatica, fu
+punta sul vivo dalle considerazioni del marito, e gli rispose per le
+rime. Ella disse prima di tutto che si maravigliava molto che si
+venissero a raccontare a lei queste storie; che se da più secoli gli
+uomini della famiglia non avevano avuto giudizio, ella non sapeva che
+farci, e se Sua Eccellenza Almorò, quand'era ambasciatore a Parigi,
+spendeva 120 mila franchi all'anno, e Sua Eccellenza Zaccaria per
+festeggiare la sua nomina a Procuratore aveva gettato 20 mila ducati
+bisognava prendersela con Sua Eccellenza Almorò e con Sua Eccellenza
+Zaccaria, e non con lei. Del resto, quand'ella, l'ultima degli Orseolo,
+era entrata in casa Bollati aveva creduto di entrare in una casa di gran
+signori, e non era disposta affatto a vivere di pane e di noci. A ogni
+modo ella sarebbe stata curiosa di sapere quali risparmi si potevano
+fare.--Perchè--ella continuava rispondendo da sè alla propria
+domanda--non pretenderete mica che si stia senza gondola.
+
+--Sfido io.... Nemmen per sogno.
+
+--O che si licenzi il cuoco?
+
+--Ma chi dice questo?
+
+--O che io mandi a spasso la cameriera?
+
+--Ma no, ma no.
+
+--O che rinunzi al palco alla Fenice?
+
+--Nemmen per idea.
+
+--O che mi vesta come una serva?
+
+--Via, Chiaretta, nessuno pretende una roba simile.
+
+--Che cosa si pretende adunque? Che si dia il benservito al precettore
+di Leonardo, e che si mandi il ragazzo alla scuola pubblica?
+
+--Ci mancherebbe altro! Un Bollati alla scuola pubblica?... In mezzo
+alla marmaglia?
+
+--Lo vedete voi stesso, è chiaro come la luce del sole che meno di quel
+che si spende non si può spendere.... almeno per parte mia. Se voi
+sprecate il danaro senza discernimento....
+
+--Io!--interruppe scandalizzato il conte Leonardo. E allora toccò a lui
+di provare come due e due fan quattro che sulle sue spese particolari
+non c'era da risecare un centesimo, mentre non si poteva certo
+pretendere che un Bollati non appartenesse al Casino dei nobili, e non
+avesse un posto nel _palcone_ di società in tutti i teatri, e non
+frequentasse il caffè, e si tirasse indietro dal giuocare una partita a
+_tre sette_ per paura di perdere qualche zecchino.
+
+La contessa Chiaretta avrebbe voluto dire che tutte le spese del marito
+non finivano lì, ma tacque per ispirito di conciliazione.
+
+Dopo questo colloquio pareva che le cose dovessero restar al punto in
+cui erano prima; nondimeno i due coniugi, ritornando sull'argomento,
+ebbero uno slancio sublime, e mostrarono di quanta abnegazione fosse
+capace l'animo loro. Sua Eccellenza Chiaretta, che prendeva sei tazze di
+cioccolata al giorno, deliberò di sacrificarne una, e il conte Zaccaria,
+sempre fermo nell'idea di lasciare intatto il patrimonio al figliuolo,
+immolò sull'altare della famiglia un bicchierino di curaçao, ch'egli
+soleva centellare dopo colazione.
+
+
+
+
+IV.
+
+
+Chi, nei giorni immediatamente successivi alla morte del N. H. Leonardo,
+fosse penetrato in qualche caffè di Venezia avrebbe sentito un dialogo
+simile a questo:
+
+--Dunque si sa precisamente quel che abbia lasciato Bollati?
+
+--Ma no, nulla di preciso... L'azienda diretta da quel famosissimo
+_sior_ Bortolo è in una confusione da non credersi.
+
+--Oh c'è da scommettere che anche quelli lì finiscono coll'andare in
+rovina....
+
+--Via, prima della rovina ci vorrà qualche annetto.
+
+--Non tanto, non tanto; quando si comincia, si va giù a precipizio.
+
+--Che pessimisti! Il vecchio conte, se badiamo alle sue disposizioni
+testamentarie, non aveva di queste paure.
+
+--Oh se le aveva!... Le disposizioni testamentarie non significano
+nulla.... È positivo che prima di morire egli fece una predica al
+figliuolo e gli pronosticò una catastrofe se non restringeva le spese.
+
+--Bellissima! E poi lasciò tutti quei legati?
+
+--Boria postuma.
+
+--Contraddizioni umane.
+
+--È vero--chiedeva qualcheduno--che i Geisenburg sono partiti su tutte
+le furie il giorno dopo i funerali?
+
+--Verissimo. È innegabile che il conte Leonardo li trattò un po' male.
+Non nominò nemmeno nel suo testamento il marchese Ernesto, e alla nipote
+lasciò un anello di nessun valore.
+
+--Il conte Leonardo aveva sempre veduto di mal occhio questo matrimonio.
+
+--E aveva ragione. O che non c'erano meglio partiti a Venezia?
+
+--Quel marchese con la sua prosopopea è insoffribile.
+
+--È poi così ricco come si vanta di essere?
+
+--Nemmen per sogno.... Molto fumo e poco arrosto. Già quando c'è il
+vizio del gioco non c'è fortuna che basti.
+
+--Il gioco, il vino e i cavalli--soggiungeva un altro.--Tre cose che
+costano un occhio.
+
+--E lei, la marchesa, sciupa una moneta in _toilettes_.
+
+--Sì, con quel frutto.... Pare la bambola di Francia.
+
+E si seguitava di questo tuono, tagliando i panni addosso al marchese
+Ernesto e alla marchesa Maddalena, che, per vero dire, erano antipatici
+a tutti. Noi, che non dobbiamo occuparci dei fatti loro, li lasceremo in
+balìa dei loro detrattori e vedremo che cosa pensino del testamento del
+conte Leonardo quei parenti dei Bollati, a cui già accennammo più volte,
+i Rialdi.
+
+Anche i Rialdi erano stati delusi nella loro aspettazione. Si
+ripromettevano una bella sommetta e avevano avuto invece un legatino
+piccolo piccolo. Il conte Luca soffiava in silenzio (era il suo modo
+d'esprimere il malcontento), ma la contessa Zanze, quando non c'era
+presente la figliuola, non resisteva alla tentazione di darsi uno sfogo.
+
+--Avete visto?--ella diceva al pacifico marito.--Valeva la pena di aver
+fatto la vita che s'è fatta in questi ultimi giorni, valeva la pena
+ch'io aiutassi il flebotomo a metter, con riverenza parlando, le
+sanguisughe a quell'empiastro del conte Leonardo, per esser poi trattati
+come parenti lontani che vanno a palazzo a ogni morte di papa o come
+estranei che non hanno altro merito che quello di recitar quattro versi
+nelle feste di famiglia?... Quattromila lire venete una volta tanto....
+Una miseria!... E invece le migliaia di ducati all'Ospitale, alla Casa
+di Ricovero, agli Orfanotrofi, agli Asili d'infanzia, ai Catecumeni, o
+che so io... tutto per aver gli articoli della _Gazzetta_ e le lapidi
+nei vari istituti.... Come se il morto leggesse quegli articoli e le
+iscrizioni di quelle lapidi!... Ma il dispetto maggiore me lo fanno
+quelle pensioni ad agenti e a servitori... dopo che il conte Leonardo
+ha detto lui stesso che tutti rubano in casa sua.... Se rubano!... Quel
+_sior_ Bortolo peggio degli altri.... Sempre così mellifluo, sempre così
+cerimonioso... _lustrissimo_, _lustrissima_, e inchini, e baciamano, e
+proteste di devozione, e intanto s'empie le tasche di ben di Dio.... E i
+fattori di campagna?... Che cere da Patriarchi!... Bianchi e rossi da
+fare allegria.... Rendono i conti a loro modo, si servono dei cavalli di
+lusso, dotano le figliuole, allargano i loro poderi... insomma un
+carnovale.... Ma perfino il cuoco ha tutta l'aria d'un gran signore, e a
+vederlo la domenica quando conduce a spasso la moglie lo si direbbe un
+milord.... Gli è che oltre alla sua paga ha gli incerti e accetta
+ordinazioni di pranzi da questi e da quelli, e tutto vien fuori dalla
+cucina Bollati.... Camerieri e guatteri, non c'è bisogno di dirlo,
+cacciano le mani anche loro nelle casseruole e non ce n'è uno che non
+porti a casa il suo fagotto di roba... le donne fanno il resto e vorrei
+aver io tutti i capi di biancheria e di vestiario che quella stolida
+della Chiaretta si lascia portar via sotto agli occhi.... È inutile che
+facciate quelle smorfie... queste son verità sacrosante, e siete voi
+solo a ignorarle.... E vi dico che se foste stato un uomo di spirito,
+invece di perdere le giornate in quel vostro ufficio che non vi dà
+nemmeno da campare la vita, e di sciupar le sere al caffè alla Vittoria
+coi vostri eterni scacchi, avreste dovuto ottenere un posto
+nell'amministrazione Bollati e ingegnarvi.
+
+--Oh, oh--interruppe il conte Luca--vorreste dire che avrei dovuto
+rubare come gli altri... mi spiego?
+
+--Mi spiego, mi spiego?... Vi spiegate malissimo.... Io non ho detto
+rubare; avreste fatto del bene alla vostra famiglia e anche ai vostri
+parenti Bollati, che era meglio cascassero in mano d'un cugino che di
+gente mercenaria.... E oggi stesso, vedete, s'io fossi nei vostri panni,
+andrei difilato da Zaccaria e gli direi: Volete una persona di cuore
+alla testa dell'agenzia? Son qua io.
+
+--Siete matta? In questi impicci mi mettereste? Vi paion proposte da
+fare?
+
+--Oh lo so che voi non siete uomo capace di uscir dal vostro guscio....
+E guai alla famiglia se non ci fossi io.... Che anche quel poco che ci
+rende la parentela dei Bollati lo dovete a me.
+
+--Io non nego le vostre belle qualità;... però... sì... voglio dire...
+se siamo parenti dei Bollati, il merito non è mica vostro... mi spiego?
+
+Il conte Luca non aspettò la risposta e sguizzò dalla stanza, come
+faceva sempre quando gli pareva di non aver mostrata sufficiente
+sommissione alla moglie.
+
+Era una brava donnetta, una donnetta attiva e procacciante la contessa
+Zanze, ed era riuscita, poverissima, a farsi sposar dal conte Luca
+Rialdi, poco meno spiantato di lei, ma cugino degli illustri e
+ricchissimi Bollati, e in buoni termini con loro. Alla contessa Zanze
+però era occorsa molt'arte a vincer la diffidenza dei parenti di suo
+marito, i quali le rimproveravano, fra l'altre cose, la dubbia nobiltà
+dei natali e il modo subdolo con cui aveva tirato nella rete quel povero
+conte Luca. Comunque sia, ormai ella spigolava abbastanza largamente nel
+campo dei Bollati; vestiti smessi pei figliuoli, per sè e anche pel
+consorte, qualche regaluccio a tempo e luogo, e qualche prestito di
+danaro che non si restituiva e che l'aiutava a spingere innanzi la barca
+pericolante. Aggiungasi al resto un paio di mesi di villeggiatura, e un
+paio di pranzi alla settimana, ch'erano una vera provvidenza per la
+famiglia. Naturalmente di fronte a questi vantaggi la contessa Zanze
+doveva inghiottire molti bocconi amari. Le toccava prestarsi ad uffici
+umili, quasi di cameriera, le toccava ogni momento sentirsi ricordar la
+distanza che correva tra lei e i Bollati, e far la disinvolta mentre si
+andava a gara per mettere in burletta le sue acconciature, il suo
+abbigliamento e perfino, sacrilegio orribile! i suoi martedì. Giacchè
+bisogna notare che la contessa Zanze aveva anch'essa il suo giorno di
+ricevimento nel quale ella noleggiava un servitore a spasso, gli faceva
+indossare una livrea gelosamente conservata in casa, e lo piantava
+nell'andito ad aspettarvi le visite. Capitavano dame e pedine, ma per
+lei erano sempre contesse, o marchese, o _lustrissime_; fra lei e il
+suo cameriere improvvisato nobilitavano tutti. La moglie del dottor
+X.... non mancava mai ai martedì della Rialdi, tanto le piaceva il
+sentirsi dar della contessa una volta per settimana.
+
+Il martedì si desinava in casa Bollati, e guai se non fosse stato così,
+perchè quel giorno non si accendeva il fuoco in cucina per non aver
+l'odor di bruciaticcio nel salotto attiguo, e anche perchè la padrona di
+casa non aveva agio da attendere alle faccende domestiche. Di tratto in
+tratto accadeva però che i Bollati avessero appunto il martedì qualche
+commensale di riguardo e allora essi mandavano a dire ai cugini: _Venite
+domani_. In questi casi, il conte Luca doveva limitarsi a mangiar pane e
+salame, e i bimbi sfamati alla meglio si mettevano a letto più presto
+del solito in ossequio al proverbio: _Qui dort dîne_. In quanto alla
+contessa Zanze, ella non prendeva che una limonata senza zucchero,
+tant'era la bile che le suscitava il procedere de' suoi boriosi parenti,
+i quali mostravano di tener in così poco conto lei e suo marito. Ah se
+non ci fossero stati di mezzo i figliuoli! Ma i figliuoli c'erano e non
+conveniva sacrificarli a un malinteso amor proprio. Perciò la contessa
+Zanze reprimeva presto i suoi moti di collera e procurava d'inculcare a
+Gasparo e a Fortunata la maggior riverenza verso i Bollati. Senonchè,
+l'indole de' suoi ragazzi era così dissimile che i germi gettati nel
+cuore dell'uno e dell'altra non potevano dare ugual frutto. Fratello e
+sorella avevano comune un gran fondo di rettitudine, ma nella sorella
+questa rettitudine s'univa a un'indole docile e mansueta; nel fratello
+invece essa si accompagnava a uno spirito altero, insofferente di freno.
+A ogni suggerimento, a ogni ordine, il primo impulso di Gasparo era
+quello di ribellarsi, il primo impulso di Fortunata era quello di
+ubbidire, cosicchè un psicologo chiamato a far pronostici sui due
+piccoli Rialdi avrebbe detto che Gasparo era un ragazzo indisciplinato e
+molesto, il quale sarebbe divenuto un uomo efficacemente e operosamente
+buono; Fortunata era una bimba angelica, serbata probabilmente a esser
+vittima d'ogni prepotenza e d'ogni ingiustizia, e la cui bontà passiva
+avrebbe finito piuttosto col nuocere a lei che col giovare agli altri.
+
+Premesso ciò, sarà facile intendere come non ci fosse voluto molto a
+imprimer nell'animo di Fortunata l'idea della grandezza dei Bollati e a
+persuaderla della necessità di mostrar loro ogni deferenza, e come
+d'altro canto la fierezza naturale di Gasparo gli avesse impedito
+d'acconciarsi a questa subordinazione. Non c'era mai stato caso di
+persuaderlo a baciar senza tante smorfie la mano del vecchio conte
+Leonardo, nè quella del conte Zaccaria o della contessa Chiaretta; non
+era stato possibile di far sì ch'egli giocasse col contino senz'attaccar
+lite. Anzi un giorno, punto da non so quali parole, egli picchiò di
+santa ragione il cuginetto, cosa che indusse la contessa Chiaretta a
+far terribili vaticini sulla sorte dell'umanità, giacchè, quando i
+parenti spiantati picchiano i parenti ricchi, dev'esser vicina la fine
+del mondo.
+
+Forse questo fatto memorabile ebbe una certa influenza nella risoluzione
+dei Rialdi di mettere il figliuolo nel collegio di marina a Sant'Anna di
+Castello.
+
+Così la contessa Zanze poteva catechizzar Fortunata senza
+contraddizione.--Sii rispettosa, servizievole coi parenti Bollati, e
+procura di farti voler bene dal cugino Leonardo.
+
+La bimba, ufficiosa per sua natura e facilissima ad affezionarsi, non
+durava fatica a secondare i desiderii materni, ed era lietissima se
+poteva rendersi utile in qualche maniera alla _zia_ Chiaretta, com'ella
+chiamava la illustrissima contessa. E costei, ch'era un tipo perfetto
+d'egoista, vedeva di buon occhio questa fanciullina punto chiassona,
+punto romorosa, dispostissima a far le parti d'una piccola cameriera. Lo
+stesso conte Zaccaria si degnava talvolta di occuparsi di lei, e
+allorchè voleva darle un segno della sua speciale benevolenza, se la
+prendeva sulle ginocchia, le ordinava di chiuder gli occhi e le cacciava
+su pel naso un pizzico di tabacco, scherzo fino e saporito che
+l'illustre gentiluomo riteneva il _non plus ultra_ dello spirito.
+Fortunata starnutiva replicatamente, ma non si lagnava mai; anzi,
+quand'aveva finito di starnutare, sorrideva di quel suo sorriso
+carezzevole ch'era la sua maggiore attrattiva fisica.
+
+E il contino Leonardo preferiva Fortunata a tutti gli altri compagni di
+gioco, forse perchè Fortunata sopportava con più longanimità i suoi
+capricci. Sprezzante per indole, egli era piuttosto cortese con lei, e
+le serbava delle chicche, o le regalava dei trastulli rotti: cavalli a
+cui s'era spezzata una gamba, bambocci che avevano perduto la testa,
+trombette che avevano dimesso l'abitudine di suonare. Fortunata andava
+in estasi. Ci voleva così poco a riempirle l'animo di gratitudine!
+
+La contessa Zanze provava un grande compiacimento a veder la buona
+intelligenza tra i due cugini, e si cullava in una speranza ambiziosa
+balenatale alla mente, si può dire, fin dalla nascita della figliuola.
+Ah se Leonardo s'innamorasse di Fortunata!
+
+Il marito, più positivo, si stringeva nelle spalle
+borbottando:--Castelli in aria, castelli in aria.
+
+Ma la consorte gli imponeva silenzio con una ragione perentoria:--Siete
+un gran babbeo.
+
+Quest'era innegabile. Ma Gasparo Rialdi, che non era un babbeo e che, se
+non fosse stata la disciplina, avrebbe avuto il primissimo posto nella
+sua classe, Gasparo, nelle poche feste ch'egli passava in famiglia,
+diceva che sua sorella aveva un gran torto di perder il suo tempo a
+giocare con quello stupido prepotente di Leonardo Bollati, e che in
+quanto a lui era ben lieto di non aver quasi mai occasione di mettere il
+piede nel palazzo di quei somari. Parole che facevano andar fuori della
+grazia di Dio la contessa Zanze e mettevano la febbre addosso al conte
+Luca, altrettanto meravigliato di aver un figliuolo di quello stampo
+quanto sarebbe maravigliata la chioccia che s'accorgesse d'aver covato
+un aquilotto.
+
+Nè Gasparo aveva almeno la prudenza di aspettare a fare i suoi sfoghi
+che non ci fosse presente la sorella. Anzi un giorno egli disse a lei
+stessa:--Tu hai i gusti di Sant'Antonio.... Anch'egli prediligeva un
+certo animale.
+
+Fortunata non capì nulla, ma si mise a piangere senza sapere il perchè,
+e corse dalla mamma chiedendole in mezzo ai singhiozzi:--Mamma, mamma,
+che gusti aveva Sant'Antonio? Che animale era quello ch'egli
+prediligeva?
+
+Guai se Gasparo non fosse rientrato presto in collegio. Egli era proprio
+insopportabile, e la _zia_ Chiaretta aveva ragione a definirlo con una
+parola che per lei esprimeva la quintessenza d'ogni nequizia: _È un
+carbonaro_.
+
+
+
+
+V.
+
+
+Vediamo ora di far più stretta conoscenza col contino Leonardo Bollati,
+unico rampollo maschio della famiglia, unico erede d'un nome illustre
+negli annali della Serenissima.
+
+Per cominciare _ab ovo_ diremo che il contino Leonardo nacque nel 1823,
+come può verificarsi, oltre che dai registri parrocchiali, anche da un
+volumetto di poesie stampato in quel tempo, col titolo: _Versi di vari
+autori in occasione del battesimo di S. E. il conte Leonardo Bollati P.
+V._ (leggi Patrizio veneto).
+
+C'è fra gli altri componimenti un sonetto che principia così:
+
+ O tu in cui dritta la virtù discese
+ Onde Venezia ebbe del mar l'impero,
+ Certo tu pure, o pargoletto altero,
+ Famoso andrai per memorande imprese;
+
+ Mel dice il nobil tuo sembiante, il fiero
+ Lampo degli occhi tuoi mel fa palese...
+ . . . . . . . . . . . . . . .
+
+E ci pare che basti.
+
+Nonostante le feste con cui egli fu accolto al suo nascere, il contino
+Leonardo non fu guastato con troppi baci e troppe carezze. Il conte
+Zaccaria, libertino incorreggibile, s'occupava più delle crestaie e
+delle ballerine che de' suoi figliuoli, e la contessa Chiaretta, tra le
+pratiche di devozione e il teatro, il fare e il ricever visite, il
+curare i suoi mali veri e l'almanaccar dietro ai suoi mali immaginari,
+il bever tazze di cioccolata e il mangiar pasticcini, esauriva tutte le
+forze del corpo e dello spirito, nè le restava più tempo o voglia di
+dedicarsi alle cure materne. Dimodochè S. E. Leonardo Bollati, progenie
+di dogi, passò dalle braccia della balia e delle bambinaie a quelle
+dell'altre persone di servizio, e ne' primi anni della sua gloriosa
+esistenza non era ammesso al cospetto de' genitori che la mattina appena
+alzato e la sera avanti di coricarsi. In questi momenti solenni egli
+baciava la mano al nonno, al signor padre e alla signora madre, e dava
+loro il buon giorno e la buona notte. Nelle grandi occasioni (a Pasqua,
+a Natale, al Capo d'anno, ecc.) lo si faceva portare a tavola alle
+frutta. Allora il contino dava prova di ottimo appetito e di rara
+precocità nel dir parole indecenti, ch'egli apprendeva in cucina e che
+esilaravano il conte padre ed erano accolte con un sorriso benevolo
+anche dai commensali, soprattutto dai Rialdi, parenti poveri, mentre la
+contessa Chiaretta si limitava ad esclamare:--Maria Vergine santissima!
+Che discorsi!
+
+Ma il contino Leonardo non imparava in cucina soltanto le schiette
+grazie del linguaggio popolare.
+
+Un barcaiuolo pensionato della famiglia, morto nonagenario un anno prima
+del padrone vecchio, lo aveva erudito in certe cronache domestiche assai
+edificanti. Nicola (il barcaiuolo si chiamava così) era nato in casa e
+avea pei Bollati una devozione a tutta prova. Per isfortuna egli non era
+cresciuto nei tempi in cui i Bollati maschi si coprivano di gloria, ma
+in quelli in cui le Bollati femmine facevano d'ogni erba un fascio. E
+raccontava le gesta di queste civette con la identica compiacenza con la
+quale due secoli innanzi avrebbe raccontato quelle del nobiluomo Almorò
+che aveva preso una bandiera ai Turchi, e del nobiluomo Biagio che a
+venticinque anni aveva sbalordito il Maggior Consiglio con la sua
+eloquenza. La madre del conte Zaccaria non aveva avuto tempo di far
+discorrer di sè perch'era morta da parto dopo un anno di matrimonio, ma
+Sua Eccellenza Adriana e Sua Eccellenza Marina, mogli di due fratelli
+del N. H. Leonardo ne avevano fatte di grosse. Belle, piene di spirito e
+di salute, avevano goduto la vita, loro due, non come Sua Eccellenza
+Chiaretta, una buona donna, ma via, un po' troppo monachella, troppo
+dinoccolata, troppo paurosa della sua salute. Perchè in fin dei conti,
+diceva il vecchio Nicola, che cosa fanno a questo mondo le donne se non
+fanno il chiasso e l'amore?
+
+--Eh--continuava il barcaiuolo epicureo--ai tempi delle lustrissime
+Adriana e Marina ci si divertiva in Palazzo. Altro che adesso! Non
+s'eran mai viste due cognate che se la intendessero meglio di quelle.
+Mai una gelosia, mai la cattiva azione di portarsi via i _morosi_, ma
+invece un aiutarsi, un difendersi ch'era un piacere a sentirle. Io ero
+il confidente di tutt'e due, e quando l'una o l'altra diceva di voler la
+gondola a un remo solo e che quel remo dovevo esser io, sapevo benissimo
+di che si trattava. Qualche volta i due mariti e i due rispettivi
+cavalieri serventi volevano tirarmi in lingua. Mi ricordo che un giorno
+il nobiluomo Barbo, che serviva la lustrissima Adriana, mi disse:--«Tu
+tieni il sacco a quella fraschetta.»--«Nobiluomo--io risposi--la parli
+con rispetto della padrona.» Sicuro; perchè io non ammettevo scherzi su
+questo proposito.... Ma quando potevo, coi debiti riguardi, dare un buon
+consiglio alle _lustrissime_, mi facevo coraggio. E raccomandavo loro di
+usar prudenza e di salvare le apparenze, che son quelle a cui il mondo
+bada di più. Così facevo il mio dovere, e le padrone, che non avevano
+ombra di sussiego, me ne ringraziavano. Erano due angeli, quelle donne,
+e non è mica a credere che fossero cattive mogli. Bisognava vederla Sua
+Eccellenza Adriana durante la lunga malattia del marito. Pareva una
+suora di carità. E quando S. E. Alvise morì, che macchina di monumento
+ella gli fece innalzare in chiesa dei Gesuiti! E quante messe all'anno
+faceva dire in suffragio del povero defunto! Se quell'anima lì non ha
+scontato presto il suo purgatorio, non deve certo prendersela colla
+moglie. E S. E. Marina? L'ho accompagnata io stesso due anni di fila ad
+Abano con S. E. Vittore che andava a curarvi la sua sciatica. Che
+pazienza da santa quella donna! Perchè S. E. Vittore (che Dio l'abbia in
+gloria!) era una pasta di zucchero finchè stava bene, ma se aveva un
+dolor di capo, usciva dai gangheri addirittura. Non c'eravamo che la
+padrona ed io che potessimo sopportarlo.--«Eh, Nicola,»--la mi diceva
+scherzando--«non si va mica in gondola adesso. »--«Ma, lustrissima;
+torneranno quei tempi.»--E lei, con una scrollatina di testa:--«Intanto
+s'invecchia, caro Nicola.»--Benedetta quella vecchia!--io avrei voluto
+soggiungere, ma non ero che un povero gondoliere e non dovevo prendermi
+certe libertà.... So ch'era da mangiarla S. E. Marina quando parlava
+così. A quarant'anni ell'era ancora un boccone prelibato. Una vitina, un
+busto, un giro di spalle, dei capelli neri come la pece, due occhi da
+svegliare i morti.... E una manina bianca, grassottella, che aveva tutti
+i sapori.... Posso dire di avergliela baciata quella mano.... Ma! Le due
+_lustrissime_ son morte tutt'e due in fresca età e di donne come quelle
+s'è persa la stampa....
+
+Questi e altri discorsi consimili il vecchio Nicola li teneva
+soprattutto nelle sere d'inverno, durante la siesta, quando seduto sul
+focolare sopra un seggiolone impagliato egli protendeva le gambe
+stecchite sulle ceneri calde, e fumava la sua pipa di gesso o centellava
+un bicchiere di vino generoso. Il resto della servitù stava ad
+ascoltarlo ad orecchie tese, e le cameriere, ghiotte di pettegolezzi
+scandalosi, lo tempestavano di domande. Ed egli, sempre vantandosi
+d'esser stato un modello di discrezione in gioventù, spifferava una
+quantità di aneddoti circa alle scappate delle padrone, e al brio delle
+loro conversazioni nel casino ch'esse tenevano in comune a San Giuliano,
+e ai loro travestimenti in carnevale, al Ridotto, e ai loro trionfi alla
+venuta dei conti del Nord e del Re di Svezia. Intanto il contino
+Leonardo, ora sulle ginocchia d'una fantesca, ora sotto la tavola in
+compagnia del gatto, sbadigliava aspettando che lo mettessero a letto.
+E, se vogliamo esser giusti, egli si curava pochissimo di queste glorie
+casalinghe, e preferiva il racconto dei fatti memorabili del brigante
+Mastrilli, che il signor Oreste, il cuoco, sapeva a memoria, e di cui
+mostrava al padroncino le illustrazioni a colori sopra una ventola di
+cartone.
+
+Altra occupazione gradita pel nostro contino, sin dalla più tenera
+infanzia, era stata quella di dar la caccia ai granchi che salivano su
+per la _riva_ del Palazzo. A questo nobile esercizio egli dedicava un
+paio d'ore al giorno sotto la vigilanza dell'uno o dell'altro dei
+gondolieri di casa, e, quando aveva preso una di quelle innocue
+bestiuole, egli trovava un gusto infinito a legarla con uno spago per
+una delle branchie e a tirarla su e giù per l'androne.
+
+Però i gondolieri non insegnavano al contino Leonardo solamente a
+pigliare i granchi; essi lo addestravano eziandio nell'arte del remo,
+l'unica ginnastica a cui si dedicassero in quel tempo i nobili veneti. A
+quattr'anni egli aveva già un remino microscopico che appena sfiorava
+l'acqua; poi di mano in mano che il ragazzo cresceva gli si faceva fare
+un remo più grande e il remo smesso si conservava come trofeo di
+famiglia. Quando il contino Leonardo non possedeva ancora le lettere
+dell'alfabeto, egli era ormai in grado di vogare a poppa e di diriger
+bene o male la gondola nel Canalazzo e pei meandri dei _rii_. I
+barcaiuoli dei traghetti lo conoscevano tutti, e se qualcheduno
+vedendolo passare gridava poco rispettosamente:--_Occhio ai granchi,
+Eccellenza_--i più rendevano giustizia alle sue felici disposizioni e
+gli pronosticavano uno splendido avvenire.
+
+Con la sorella, alquanto maggiore d'età, Leonardo non aveva mai avuto
+buon sangue; del resto si può dire ch'egli l'avesse anche conosciuta
+poco, perch'ella entrò ben presto alle Salesiane e vi stette fino al
+momento del matrimonio. La piccola Rialdi, che aveva quattr'anni meno di
+lui, era stata sempre, come sappiamo, la sua compagna favorita di
+giuoco. E quand'egli non era in cucina con le serve, o in gondola, o
+presso alla _riva_ coi barcaiuoli, era con Fortunata in uno stanzone del
+secondo piano detto lo stanzone degli armadi, ove i bimbi potevano fare
+il chiasso senza disturbare la _lustrissima_ Chiaretta che pativa di
+emicrania e di sfinimenti.
+
+Così trascorse l'infanzia del contino Leonardo Bollati. Alla fine il suo
+signor padre si decise a dargli un precettore, e la scelta cadde sopra
+un sacerdote di nome don Luigi, al quale il conte Zaccaria,
+nell'affidargli l'educazione del giovinetto, tenne questo notevole
+ragionamento:
+
+--Grazie al cielo, Leonardo non ha bisogno di guadagnarsi da vivere, non
+deve far l'avvocato, nè il medico, nè l'ingegnere, nè, Dio guardi, il
+professore. Sotto la Serenissima era un altro paio di maniche. Il
+ragazzo avrebbe dovuto entrare prima nel Maggior Consiglio e più tardi
+forse nei Pregadi, e non ci sarebbe stata nessuna carica, per quanto
+alta, a cui egli non avesse potuto aspirare. Adesso il più che possa
+toccargli è di diventare assessore municipale, o amministratore dei
+Luoghi Pii, o presidente della Fenice, come me, e per questa roba non
+occorre troppa dottrina. Dunque, don Luigi, siamo intesi. Un poco di
+religione, di storia sacra e di storia veneta, le quattro operazioni
+dell'aritmetica, una tintura di latino, e quel tanto d'italiano che
+basta a scriver discretamente una lettera, e, se occorre, un sonetto per
+nozze o per monaca. Insomma non sopraccarichiamo il ragazzo di scienza.
+
+Don Luigi s'inchinò in segno d'assenso, e promise al conte Zaccaria di
+uniformarsi interamente a' suoi desiderii.
+
+Proprio un asino don Luigi non era; aveva un certo bagaglio di cultura
+classica e aveva scritto in gioventù un panegirico di San Luigi Gonzaga,
+lodato dal Padre Cesari. Ma era una mente gretta, piccina, di quelle che
+non possono spargere intorno a sè altro che la loro piccineria e la loro
+grettezza. In fatto di letteratura, il suo più forte convincimento era
+questo: doversi combattere ad oltranza il Manzoni. Per don Luigi,
+innamorato degli _avvegnachè_ e dei _conciossiachè_, il Manzoni era un
+barbaro, e non c'era scribacchino d'istanze ch'egli non preferisse
+all'autore dei _Promessi Sposi_. Onde sopra una sola cosa egli domandò
+al conte Zaccaria che gli fosse lasciata mano libera:--Bisogna ch'ella
+mi permetta--egli disse--di formare a mio modo lo stile del mio allievo.
+Sarei veramente umiliato s'egli dovesse scrivere come il signor Manzoni,
+quel corruttore della lingua italiana.
+
+--Oh in quanto a questo--rispose il conte Zaccaria--faccia come le pare.
+
+Le inquietudini di don Luigi non durarono un pezzo. Non solo il contino
+Leonardo non accennava a voler scrivere un giorno come il signor
+Manzoni, ma dopo cinque anni d'insegnamento era ancora dubbio s'egli
+sarebbe mai riuscito a scrivere in nessuna maniera. Il pronostico fatto
+dal nonno poco prima di morire pareva aver molta probabilità di
+avverarsi. L'ultimo rampollo dei Bollati aveva tutta la disposizione di
+restare un somaro. Invece, dal lato fisico, egli era cresciuto meglio
+che la gracile infanzia non promettesse, era abbastanza alto per la sua
+età, snello e ben proporzionato della persona. Fatta eccezione dal naso
+un po' grande, i suoi lineamenti erano regolari, e, non guardando pel
+sottile all'espressione della fisonomia insignificante e sbiadita, lo si
+poteva anche dire un bel ragazzo.
+
+
+
+
+VI.
+
+
+I Bollati avevano poderi in più parti del Veneto, ma la loro villa
+signorile era posta sulla Brenta, ed essi andavano a passarvi alcune
+settimane della primavera e dell'autunno. Vi andavano per tradizione,
+per non rimanere a Venezia quando non c'era nessuno, ma quel soggiorno
+campestre non aveva per loro la minima attrattiva, come non può averne
+per quelli che portano in campagna i gusti e le abitudini della città.
+Già per la contessa Chiaretta era un affar di stato il solo tragitto da
+Venezia a Fusina, e prima di avventurarvisi ella consultava una dozzina
+di volte l'aspetto del cielo e il parere dei gondolieri esperti nelle
+cose meteorologiche. Quando non c'era neanche una nuvola, quando non
+spirava un fiato di vento, quando i barcaiuoli erano d'accordo nel
+pronosticar la durata del bel tempo, quando a Sua Eccellenza non doleva
+un callo (ciò ch'era per lei un sintomo infallibile di cambiamenti
+atmosferici), quando non era nè martedì, nè venerdì, allora
+s'intraprendeva finalmente il gran viaggio. Partiva prima la gente di
+servizio coi bagagli (parevano le salmerie d'un esercito), poi venivano
+i padroni in due gondole, portandosi, fra l'altre cose, un gatto
+favorito dentro un paniere. A Fusina si trovavano le carrozze pronte e
+la comitiva si avviava verso la Mira. E anche qui S. E. Chiaretta era in
+preda a notevoli trepidazioni.--_Le bestie son bestie_--ella diceva
+saviamente,--ed è sempre un miracolo quando non ne fanno di
+grosse.--Cosicchè ella sottoponeva il cocchiere a un interrogatorio in
+piena regola.--Era proprio sicuro dei cavalli? Non aveva mica dato loro
+troppa biada? E le ruote della carrozza le aveva esaminate bene? Non si
+sa mai; si senton tante disgrazie.... Adagio.... Era inutile di correre
+in quella maniera.
+
+Basta; presto o tardi s'arrivava, e il fattore, il giardiniere e il
+gastaldo venivano a baciar la mano ai padroni. La contessa Chiaretta,
+tutta intontita dal viaggio, si ritirava prestissimo nel suo
+appartamento, e per quel giorno non discendeva nemmeno a desinare, ma si
+faceva servire un brodo in camera da letto. Nè è a credere che nei
+giorni successivi ella uscisse frequentemente in giardino o facesse
+delle gite nelle vicinanze; tutt'altro; gran parte della giornata ella
+la passava in un gabinetto con le imposte accostate per non lasciar
+entrare il sole, coi vetri chiusi per non lasciar entrare le mosche e la
+polvere; e soltanto a ora di colazione e di pranzo si trascinava a gran
+fatica fino in tinello, dicendo che non aveva fame e che non capiva come
+ci fosse della gente che poteva trovarsi bene fuori di città. La sera
+però, quand'erano accesi i lumi, quando capitavano l'arciprete, il
+cappellano, il medico condotto e qualche villeggiante per il tresette,
+la fronte di S. E. si spianava un poco, ed ella si abbandonava un poco
+alla dolce illusione d'essere nel salottino del suo palazzo di Venezia.
+E poichè le seccava di andare a letto presto, essa costringeva quei
+poveri diavoli a farle compagnia fino a mezzanotte, e li teneva
+svegliati a forza di tazze di caffè.
+
+Il conte Zaccaria, in fondo, aveva per la campagna la stessa passione di
+sua moglie, ma non voleva dirlo, e si dava l'aria d'intendersene di
+agricoltura, e ne sballava di grosse col fattore e col gastaldo, i
+quali, pur mostrando di ascoltarlo con deferenza, si prendevano gioco di
+lui. Il peggio si era che di tratto in tratto egli non si contentava
+delle chiacchiere accademiche, ma s'impuntava a ordinar sui suoi fondi
+dell'esperienze in _corpore vili_ e sciupava il tempo e i quattrini.
+
+In quanto al contino Leonardo, egli avrebbe assai volentieri fatto senza
+della villeggiatura. Egli trovava che i ranocchi, le cicale, le
+lucertole valevan meno dei granchi e che la carrozza valeva meno della
+gondola. A far lunghe passeggiate non ci aveva gusto; l'imparar a guidar
+delle bestie gli pareva ignobile, e l'equitazione gli era venuta in
+uggia dopo che un cavallo lo aveva gettato a gambe levate sopra un
+mucchio di ghiaia. Sicchè, tutto sommato, s'annoiava mortalmente; tanto
+più che, cosa abbastanza singolare, in campagna aveva meno libertà di
+quella che avesse in Venezia. A Venezia andava in gondola anche solo
+affatto, e quand'egli riusciva a scender nell'entratura e recarsi presso
+alla _riva_, era sicuro di non esser molestato più.--Sarà con
+qualcheduno dei barcaiuoli,--dicevano in famiglia, e nessuno aveva altro
+da soggiungere, e don Luigi era esonerato dall'obbligo d'invigilare sul
+suo pupillo. In campagna invece don Luigi doveva seguire il contino
+dappertutto, e badare ch'egli non andasse sotto una carrozza, o non
+fosse morsicato dai cani idrofobi, o non isdrucciolasse giù nella
+Brenta.--Con l'acqua dolce non si scherza--sentenziava S. E. Zaccaria.
+
+Don Luigi, a tener dietro a S. E. Leonardo, non ne poteva più, e alla
+fine della giornata aveva l'aria d'uno di quei cani che per ore e ore
+inseguono la selvaggina, e alla sera si accovacciano sul vestibolo
+ansanti e con la lingua penzoloni. Onde, se gli riusciva di sgattaiolar
+via con la scusa di qualche indisposizione appena faceva notte, correva
+a rifugiarsi nella sua camera, e si cacciava sotto le coperte,
+maledicendo al destino che costringeva lui, un uomo di tanto merito, a
+sciupar la sua vita con un ragazzo balordo e maleducato. Ma
+ordinariamente non gli era concessa neppur questa consolazione, perchè
+S. E. Chiaretta, che aveva sempre bisogno di seccar qualcheduno e
+trovava assai comodo di seccare di preferenza il prete di casa, lo
+sforzava spesso a rimanere alzato per fare il quarto a tresette in un
+tavolino o per leggerle la _Gazzetta_ fino a che le venisse sonno. Già
+ell'aveva dichiarato che alle sue indisposizioni non credeva punto, e
+che a ogni modo non poteva permettere ai suoi dipendenti di darsi il
+lusso dell'emicrania e del mal di nervi.
+
+Per don Luigi era meglio che ci fossero ospiti in quantità. E infatti ne
+capitavano ogni autunno, ed erano, qual più qual meno, tipi di parassiti
+spiantati e famelici.
+
+Uno degli assidui era il nobiluomo Pietro Canziani, dell'ordine dei
+segretari, poeta sprositato, autore di madrigali galanti in lode della
+contessa Chiaretta, la quale si ostinava a chiamar _sonetti_ tutti i
+componimenti di vario metro che il suo devoto e maturo adoratore le
+dedicava. Il signor Barnaba Sughillo, impiegato di contabilità, nel fare
+il suo giro per le varie villeggiature sulla Brenta, non dimenticava i
+Bollati, e intratteneva anche loro co' suoi giuochi di prestigio e con
+la sua prodigiosa abilità nell'imitare il canto degli uccelli, meriti
+che gli avevano procurato il benigno compatimento delle famiglie
+patrizie. Nè mancava, sebbene non invitata, la contessa Ficcanaso, la
+quale, dichiarando di non poter stare a lungo senza vedere i suoi
+dilettissimi amici, veniva a stabilirsi in casa loro per un paio di
+settimane almeno. Ella veniva con uno scarso bagaglio di biancheria, ma
+con una ricca collezione di pettegolezzi, che le facevano perdonar dai
+padroni l'uggia della sua visita. Nascite, morti, matrimoni, scandali
+aristocratici e borghesi, arrivi e partenze di forestieri, promozioni e
+traslochi d'impiegati, tutto aveva un posto nella cronaca della contessa
+Ficcanaso, e Sua Eccellenza Chiaretta, tra uno sbadiglio e l'altro,
+pendeva dalla sua inesauribile parlantina. Gli scandali l'attraevano in
+ispecial modo, come accade a molte donne oneste, che sono piene di
+curiosità patologiche. E di S. E. Chiaretta, fosse virtù vera, o
+freddezza, o salute cagionevole, o mancanza di occasioni, non si poteva
+davvero dir nulla.
+
+I Rialdi poi, l'ho già detto, facevano in villa Bollati la permanenza
+più lunga possibile. Certo che talvolta, pur di rimanere, dovevano ceder
+la loro stanza e contentarsi dei peggiori bugigattoli della casa. Ma se
+ne contentavano perchè la contessa Zanze voleva far economia, il conte
+Luca aveva bisogno d'una boccata d'aria libera dopo le fatiche
+dell'impiego, e Fortunata non riprendeva un po' di colore che quand'era
+in campagna. Il solo Gasparo preferiva di passare in collegio anche le
+vacanze.
+
+Gli ospiti di minor riguardo erano vittime del lugubre buon umore di S.
+E. il conte Zaccaria. Così il nobile Canziani, il signor Sughillo, la
+contessa Ficcanaso, i Rialdi avevano di tratto in tratto la compiacenza
+d'esser svegliati prima di giorno da un gallo nascosto in un canterale,
+o di trovar sparsa l'assafetida sulle lenzuola, o di sentirsi nel cuor
+della notte strappar via le coperte che erano state insidiosamente
+legate a una cordicella di cui uno dei capi era fuori della stanza.
+Quando la burla passava la misura--Ah,--borbottava la contessa Zanze al
+marito,--se foste almeno nell'amministrazione!
+
+Il conte Luca si stringeva nelle spalle. Gli scherzi del cugino Zaccaria
+non gli turbavano la digestione, a lui non pareva vero di poter mangiar
+bene tutti i sette giorni della settimana e di dare qualche capatina
+furtiva in cucina per assaporare prima del tempo i ghiotti manicaretti
+apprestati dal signor Oreste. Inoltre, poichè _non de solo pane vivit
+homo_, il nostro conte Luca aveva, in quel periodo della villeggiatura,
+delle insigni soddisfazioni d'amor proprio. Al caffè della Mira non
+c'era nessuno che gli tenesse testa agli scacchi. Perciò, sia ch'egli
+giocasse, sia ch'egli assistesse alle partite d'altri giocatori, egli
+trovava, al cospetto della scacchiera, un brio e una loquacità
+inesauribile, ed esilarava la compagnia con certi sali attici d'ottimo
+gusto, come: _Fiat lux, faccia lui._--_Veda lei che ha quegli occhi così
+bei._--_Tacete su quegli olmi, o passeri inquieti._--_Pur che il reo non
+si salvi i giusto_ POMI (garbatissima variante al verso del Tasso).--_Tu
+taci Solimano e a nulla pensi._--_Fermi là e nessun si muova_--e altre
+spiritosaggini simili.
+
+Di Fortunata non si discorre neanche. Ella si lasciava cucinare in tutte
+le salse, e i capricci dei cugino erano altrettante leggi per lei.
+Leonardo, il quale non voleva intorno a sè che persone sommesse, stava
+appunto con Fortunata, con la Rosa nipote del gastaldo, chiamata per
+vezzeggiativo Rosetta, e con tre o quattro ragazzi di contadini, ch'egli
+pigliava a scappellotti se si mostravano recalcitranti ai suoi ordini.
+Ma già la Fortunata e la Rosetta erano le sue favorite. Con loro
+deludeva spesso la vigilanza del precettore, e s'inzaccherava nei fossi,
+o si ravvoltolava sui mucchi di fieno, o andava a zonzo pei campi
+sgranellando i grappoli d'uva lungo le viti. Ora, per un gran tempo, la
+Fortunata e la Rosetta, ch'erano quasi coetanee, procedettero d'amore e
+d'accordo, senza ombra di gelosia, chè la Rosetta riconosceva la sua
+inferiorità di fronte all'altra, la quale, per quanto spiantata, era
+sempre una damina. Ma in quell'autunno 1838 il contino Leonardo, che
+sentiva ormai le prime inquietudini dell'adolescenza, si divertì a
+prendere verso le due ragazze un atteggiamento di sultano fra le
+odalische, e accordando ora una preferenza a questa, ora a quella, fece
+sorger tra loro una specie di rivalità. Sicchè esse finirono col non
+potersi soffrire, e Fortunata, che pur adorava la campagna, vide con
+piacere la villeggiatura giungere al suo termine. A Venezia, ella
+pensava, le cose torneranno come erano prima, e quella pettegola della
+Rosetta non farà più le sue smorfie.
+
+Quest'era vero, ma Fortunata errava grandemente nel credere che, levata
+di mezzo, almeno per qualche tempo, la Rosetta, il cugino Leonardo non
+avrebbe avuto altri grilli pel capo. Invece, giunto in città, Leonardo
+mostrò di aver progredito in pochi mesi in malizia più di quello che in
+molti anni non avesse progredito nell'ortografia, e Fortunata non gli
+pareva che una bimba insipida con la quale non c'era sugo a perdere il
+tempo.
+
+Le tribolazioni di don Luigi in questa fase critica del suo allievo non
+si possono descrivere. Quand'egli usciva a passeggio col contino, costui
+guardava le donne in una maniera così sguaiata, così provocante, si
+lasciava sfuggir di bocca delle esclamazioni così ardite che il povero
+sacerdote avrebbe desiderato d'esser mille miglia sotterra, tanto se ne
+vergognava. E borbottava fra i denti:--Anime sante del Purgatorio! Che
+cosa mi tocca!
+
+Finalmente don Luigi dichiarò che proprio egli non si sentiva in grado
+d'andar più fuori di casa solo col contino, perchè, lasciando stare il
+resto, egli non poteva nè tenerlo per le falde del vestito, nè corrergli
+dietro quando il ragazzo s'impuntava a seguir le serve, o le crestaine,
+o.... c'intendiamo.... chè già un paio di volte i monelli gli avevan
+dato la baja, a lui sacerdote per bene, e avevan fatto sul suo conto chi
+sa che razza di supposizioni offensive.
+
+Il conte Zaccaria accolse con filosofica serenità questi avvertimenti, e
+disse che riconosceva in suo figlio il sangue dei Bollati. I Bollati
+erano stati sempre così, e poco più d'un secolo addietro il nobiluomo
+Giuseppe Antonio era fuggito a quattordici anni con una cameriera.
+Effetti del sangue.
+
+Nondimeno per vigilar meglio sul suo chiaro rampollo, il conte Zaccaria
+deliberò di affidarlo meno alle cure del precettore e di condurlo più
+spesso con sè, al caffè Suttil di giorno, al teatro la Fenice la sera,
+quando c'era spettacolo o c'erano prove. Poichè il conte Zaccaria ch'era
+uno dei presidenti, aveva libero accesso anche al palcoscenico. In quel
+recinto sacro alle Muse il contino Leonardo trovò subito oneste e liete
+accoglienze, soprattutto dal corpo di ballo. Infatti le pudiche allieve
+di Tersicore avevano troppa stima del conte Zaccaria da non far buon
+viso al suo nobile erede, il quale mostrava le migliori disposizioni a
+seguir gli esempi paterni. Il contino Leonardo, dal canto suo, si
+pavoneggiava molto di queste sue nuove conoscenze, e quand'era in palco
+con sua madre nominava a una a una le vaghe giovinette di rango francese
+o italiano che volteggiavano sulla scena in vestito succinto.
+
+E se la contessa Chiaretta si sgomentava delle inclinazioni libertine
+del figliuolo e manifestava dei timori al marito, questi tirava in campo
+la solita scusa del sangue caldo dei Bollati, e soggiungeva:--Ci
+vogliono le valvole di sicurezza, ci vogliono. Se no la macchina
+scoppia.
+
+
+
+
+VII.
+
+
+La savia massima paterna non rimase infeconda, e a sedici anni appena il
+contino Leonardo cominciò ad applicar largamente il sistema delle
+valvole di sicurezza. La prima di queste valvole si chiamava Candida, e
+occupava un posto onorifico tra le Greche del ballo spettacoloso, _La
+caduta di Missolungi_. Senonchè, finita la stagione della Fenice, la
+Candida prese il volo per altri lidi e le successe una Olimpia ascritta
+tra le _Scozzesi_ di una _Lucia di Lammermoor_ che si rappresentava al
+teatro S. Benedetto. L'Olimpia non durò un pezzo neppur lei, e le tenne
+dietro una Serafina, _virtuosa_ di canto, che, insieme con molte altre
+cose, aveva perduto la voce. Nè con la Serafina, è inutile il dirlo, si
+chiuse il ciclo romantico del nostro giovinetto. Giova bensì notare come
+queste frequenti conquiste asciugassero le tasche del contino Leonardo,
+il quale non riceveva dal signor padre che un modesto peculio mensile.
+In questa critica condizione di cose il nostro Leonardo trovò
+un'assistenza impreveduta nell'ottimo signor Oreste, il cuoco, uomo
+danaroso e liberalissimo, sovventore magnanimo di piccoli bottegai e
+merciaiuoli ambulanti con cui egli teneva conto corrente al mite saggio
+dell'un per cento alla settimana. Trattandosi ora di levar d'impiccio il
+padroncino, era naturale ch'egli fosse pronto a dare, nonchè i
+quattrini, anche il sangue. Onde, in quel modo delicato che rende più
+preziose le offerte, il signor Oreste mise la sua cassa a disposizione
+del contino Leonardo, ritirandone di volta in volta delle cambialette
+rinnovabili ogni anno fino al momento in cui il giovane divenisse
+maggiore. S. E. Zaccaria, che ignorava ogni cosa, potè intanto cullarsi
+nella dolce illusione che il figliuolo sapesse far baldoria e spenderne
+pochini, ciò che non sapevano altri giovani del patriziato.
+
+Il sagace lettore non troverà punto strano che il contino Leonardo,
+entrato ormai in dimestichezza con le Candide, le Olimpie e le Serafine,
+guardasse con un sorriso di compassione tutte le femmine le quali non
+appartenevano a quella casta rispettabile. Fortunata divorava in
+silenzio il suo dolore pel mutato atteggiamento del cugino verso di lei,
+ma la contessa Zanze non sapeva dominar la sua stizza, e le accadeva
+sovente di tirar giù a campane doppie contro i Bollati, ch'erano
+stupidi, ignoranti, vanitosi, villani, egoisti, e lasciavano crescere
+come l'erba matta il solo maschio che avessero.--Già--ella diceva--per
+poco che quello sbarazzino continui la vita che fa, egli crepa
+sicuramente.... E sarà quello che si merita--ella soggiungeva urlando
+come un'ossessa e dimenticandosi per un momento l'idea da lei
+vagheggiata di avere il contino Leonardo per genero.
+
+Gasparo Rialdi trionfava, vedendo di non esser più il solo della
+famiglia ad avere in uggia il giovane Bollati. E quando gli toccò
+d'imbarcarsi, perch'egli era ormai cadetto di marina e doveva andar con
+la squadra in Levante, egli prese da parte la sorella e le disse con
+maggior dolcezza dell'ordinario:--Credilo, sorelluccia mia, io me ne
+vado più contento sapendo che tu bazzichi meno con Leonardo....
+Quell'intimità non m'era piaciuta mai, e sarai persuasa che non avevo
+torto. Leonardo è stato da piccolo in su un monellaccio e nient'altro, e
+adesso che da un anno in qua fa a modo suo, è uno dei più scapestrati
+che vi siano in paese. Tu non sei una bimba, hai quasi quindici anni, e
+a quindici anni una giovinetta deve guardar bene a chi accorda la sua
+confidenza e le sue preferenze.... Capisco che noi non possiamo troncar
+le nostre relazioni coi Bollati; il babbo e la mamma non lo vorrebbero,
+e forse avranno ragione, forse è vero che ci conviene usar dei riguardi
+a quei nostri parenti.... abbiamo, pur troppo, delle obbligazioni con
+loro.... Ma un giorno, se la fortuna m'aiuta!... Intanto sta in
+guardia, e soprattutto non curarti di Leonardo... Son meglio i suoi
+disprezzi che le sue carezze.--Le parole di Gasparo erano per Fortunata
+tante punture di spillo. Ella non osava contraddirlo, si sentiva piccina
+piccina di fronte a lui; ma egli era troppo impetuoso, troppo violento,
+troppo assoluto da potersele insinuare nell'animo, da poter sradicarne
+le simpatie segrete coltivate con lungo amore. Poichè non è mica vero
+sempre che i forti trascinino i deboli; la bufera che abbatte la quercia
+passa talvolta sul gracile stelo senza far altro che piegarne la cima. A
+veder suo fratello così accanito contro Leonardo, ella, pur riconoscendo
+i torti di costui, aveva come la coscienza d'un'ingiustizia, di una
+persecuzione della quale ell'era muta e impassibile testimonio. Le
+pareva che sarebbe convenuto tener modi diversi, usar la dolcezza,
+cercar con le ammonizioni e i consigli di ricondurre il traviato sul
+retto sentiero, e avrebbe dato dieci anni della sua vita per saper far
+lei quello che non sapevano o non volevano fare gli altri. Così Gasparo,
+con tutta la sua perspicacia, s'era affrettato troppo a rallegrarsi
+della scemata intrinsichezza di sua sorella con Leonardo Bollati.
+Sicuro, le apparenze gli davano ragione, e Fortunata si trovava di rado
+a quattr'occhi col cugino, ma chi le fosse disceso in fondo al cuore
+avrebbe visto che i nodi che la stringevano a lui, anzichè rallentarsi,
+accennavano a diventare più saldi e indissolubili.--Non sei una
+bimba--le aveva detto Gasparo, ed era vero. E appunto per questo
+riusciva meno facile a lei stessa di raccapezzarsi in quel tumulto di
+sentimenti nuovi e di nuovi pensieri che l'agitavano. Ciò ch'ella
+provava per Leonardo Bollati non era l'affetto uguale, ingenuo e devoto
+dei primi anni; era a volte un'attrattiva invincibile, a volte una
+strana ripulsione; ond'ella ora lo cercava ed ora lo sfuggiva, ma sia
+che lo cercasse o lo sfuggisse, non sapeva staccare il pensiero da lui.
+
+Dei genitori vigili, intelligenti, avrebbero avvertito il pericolo e
+cercato di ripararvi in tempo, ma il conte Luca era un uomo nullo che
+aveva abdicato in favore della moglie, e la contessa Zanze, sebbene non
+fosse una sciocca, non era nata per capir certe cose, e aveva poi uno
+spirito singolarmente sconclusionato. Dimodochè, dopo aver dipinto
+Leonardo con le tinte più fosche, dopo avergli pronosticato ogni specie
+di malanni, ella mutava a un tratto registro e tornava a far castelli in
+aria e ad almanaccare sulla possibilità che sua figlia entrasse in casa
+Bollati e ch'ella, Zanze Rialdi, divenisse un giorno la suocera
+dell'erede di un gran nome e di un gran patrimonio. Inoltre, anche nei
+momenti in cui ell'era meno disposta alle illusioni, ell'avrebbe riso in
+faccia a chi fosse venuto a dirle che il solo mezzo efficace di salvar
+Fortunata dalle amarezze e dai disinganni era quello di non frequentar
+troppo i Bollati, di non mantener con essi che le relazioni strettamente
+necessarie. Colmarli di contumelie quand'essi non potevano sentirla,
+era, per la contessa Zanze, la cosa più naturale del mondo, ma perdere i
+vantaggi d'una parentela simile le sarebbe parso un delitto verso sè
+stessa e verso la propria famiglia. Ah, in verità non c'era che lei che
+avesse un po' di sale in zucca! Suo marito era un bamboccio, Gasparo,
+con tutto il suo ingegno, non sapeva il viver del mondo, e Fortunata era
+una buona diavola, ma prendeva di tratto in tratto certi atteggiamenti
+di vittima ch'erano molto noiosi. Adesso ell'aveva l'aria di fare una
+grazia ad andar l'autunno in campagna, come se si potesse rinunziare a
+un sistema che, senza contare il benefizio fisico, permetteva di chiuder
+la casa e di raggranellar quattro soldi per l'inverno.
+
+La ragione, per la quale Fortunata andava mal volentieri in villa
+Bollati, non è difficile a immaginarsi. Il contino Leonardo, si curava
+poco di lei e si curava troppo della nipote del gastaldo, la Rosetta,
+che in brevissimo tempo s'era fatta una bella ragazza. Vispa,
+civettuola, la Rosetta sapeva di piacere e si divertiva a lasciarsi
+corteggiare, per rider dei gonzi, diceva lei, giacchè non era così
+grulla da innamorarsi a spese della salute e del buon umore, e in quanto
+al prender marito non c'era furia, chè un marito è un tiranno e
+nient'altro. A ogni modo, di mariti c'era abbondanza; bastava volere.
+Per ora preferiva spassarsela, e d'autunno quando i padroni erano in
+villa accettava di buon animo gli omaggi del conte Leonardo, certa di
+far arrabbiare le sue carissime amiche e di suscitar la gelosia dei
+bellimbusti del paese. Perciò ella non aveva nessun riguardo a lasciarsi
+vedere con Leonardo per le strade maestre e a scambiar la domenica in
+chiesa occhiate e sorrisi con lui. Che se anche le _amiche_ e i galanti
+si vendicavano col tener sul suo conto ogni specie di discorsi e
+coll'esagerare l'importanza della tresca, ella si stringeva nelle
+spalle, tant'era sicura che al finir dell'autunno i galanti sarebbero
+tornati ai suoi piedi, docili come cagnolini. Delle _amiche_ poi non si
+dava pensiero; chiuder loro la bocca era impresa impossibile.
+
+La Rosetta, come si vede, sfidava la cosidetta opinione pubblica per
+vanità, poichè questa sua vanità non sarebbe stata soddisfatta se la
+gente non avesse saputo che il contino Bollati spasimava per lei. Ma
+dove la vanità non era in giuoco ell'era invece prudentissima, e
+Leonardo non riusciva a indurla nè a passeggiate in luoghi solitari, nè
+a furtivi colloqui di sera. Anzi quand'egli era troppo insistente, la
+ragazza fingeva di corrucciarsi e lo sfuggiva per più giorni di seguito.
+Già i pretesti non le mancavano; o doveva attendere alla cascina, o
+aveva da lavorar di cucito per lo zio e i cuginetti. Allora Leonardo si
+sfogava con Fortunata e diceva che la Rosetta era la più civetta di
+tutte le tose ch'egli aveva conosciuto, e ch'ella s'ingannava a partito
+se credeva di far colpo sopra di lui con quelle sue bizze da
+principessa. C'era proprio pericolo ch'egli la prendesse sul serio! Ma
+queste confidenze non davano un gran conforto a Fortunata, che, di lì a
+qualche giorno, vedeva Leonardo più sommesso di prima alla capricciosa
+contadinotta.
+
+Era impossibile che in casa non s'accorgessero di questa tresca, e
+seppur non se ne fossero accorti, la contessa Zanze si sarebbe assunta
+la briga di spargerne la notizia. Ella n'era scandalizzatissima, e non
+risparmiava fatiche per risvegliare il senso morale del conte Zaccaria e
+della contessa Chiaretta e per indurli a far valere la loro autorità
+prima che accadesse una catastrofe. Ma quelli non se ne davano per
+intesi. O che toccava a loro di vigilare sul prezioso onore d'una
+villana?
+
+E se dobbiamo esser sinceri, quegli a cui spettava anzitutto
+quest'ufficio delicato era il gastaldo, zio della Rosetta, volpe
+vecchia, il quale lasciava correre, sia che si fidasse della furberia
+della nipote, sia che non volesse disgustare il giovane conte, e in ogni
+evento, sperasse di tirar l'acqua al suo molino.
+
+L'ultimo rifugio della contessa Zanze era don Luigi. O che aveva gli
+occhi foderati di prosciutto? O che non sentiva il debito sacrosanto di
+alzar la voce, e di sottrarre alla perdizione il suo allievo?
+
+Povero don Luigi! Che ci poteva lui? Non la capivano ancora ch'egli non
+era più il precettore? Era il cappellano della famiglia, era una specie
+di mastro di casa; ma il precettore no. E su certi argomenti non aveva
+diritto di entrare... fuori che nella confessione.... Allora le sue
+ragioni sapeva dirle e non aveva bisogno delle lezioni di nessuno, come
+non intendeva render conti a nessuno.... E poi perchè venivano a
+discorrergli di tresche scandalose?... Credevano che un sacerdote non
+avesse da far di meglio che spiare i passi di due monelli senza
+giudizio?
+
+--Bei ministri di Dio!--borbottava la contessa Zanze riferendo al marito
+questi colloqui.--Bei ministri del Vangelo! Si lavano le mani come
+Ponzio Pilato.
+
+--E perchè non ve le lavate anche voi le mani?--rimbeccava il conte
+Luca.--Siete un ministro di Dio, voi! Andate proprio a cercarli col
+lumicino i fastidi? Che può importarvi di ciò che passa tra Leonardo e
+la Rosetta? Per la Vergine santissima, lasciate che si sbrighino loro e
+non ve ne impicciate. Tanto, a voi non ne va e non ne viene. Mi spiego?
+
+E il pacifico uomo tornava al caffè a giuocare ai suoi scacchi.
+
+
+
+
+VIII.
+
+
+Forse il conte Luca aveva ragione a voler mantenere una politica di
+assoluta neutralità, ma, d'altra parte, la contessa Zanze non aveva
+torto nel presagire che quest'intrigo del contino Leonardo e della
+Rosetta sarebbe andato a finir male. Era una cosa troppo lunga, e, come
+dice il proverbio, le cose lunghe diventan serpi. In città, Leonardo
+aveva mille distrazioni che gl'impedivano di pensare alla nipote del
+gastaldo, ma quand'era in campagna gli occhi bellissimi e il sorriso
+affascinante della Rosetta esercitavano sopra di lui il solito impero.
+Inoltre c'era ormai di mezzo anche un po' di puntiglio. Egli giurava e
+spergiurava a sè medesimo di venirne a capo, di non voler essere
+raggirato più a lungo da una contadina, di non voler più contentarsi
+d'una carezza e d'un bacio a ogni morte di papa. Per la Madonna! Egli
+non aveva mai avuto queste abitudini, e le Candide, le Olimpie e le
+Serafine non lo avevano mai fatto sospirar tanto. Però questi propositi
+risoluti del contino Leonardo si spuntavano contro le arti sopraffine
+della ragazza, la quale pareva aver imparato la civetteria in una
+capitale. Ella accettava i regalucci del suo spasimante, gli diceva di
+volergli bene, accordava quello che non era possibile di negargli, ma in
+quanto al resto, nemmen per sogno. Comunque sia, questa tattica era
+piena di pericoli, ed era evidente che non poteva durare a lungo,
+soprattutto, se, in mezzo ai tanti farfalloni che svolazzavano intorno
+alla Rosa, fosse spuntato un pretendente serio. In verità il pretendente
+serio tardò abbastanza a venire, e le buone amiche della Rosa si
+tenevano sicure ch'esso non sarebbe venuto più, perchè, siamo giusti,
+chi doveva sposare quella sguajata? C'era bensì un tal Menico, garzone
+di caffè, povero di quattrini e di spirito, il quale dichiarava di
+languir d'amore per lei e d'esser pronto a darle il suo nome, ma a
+nessuno passava pel capo che la Rosetta si adattasse a sposar quello
+zotico di cui ella era la prima a burlarsi, quantunque Menico fosse
+sotto la protezione del gastaldo, ch'era suo santolo.
+
+Per altro, allorchè Beppe Gualdi, il figlio dell'oste, finita la ferma
+militare, tornò in paese e s'attaccò subito ai panni della ragazza, si
+cominciò a susurrare nei crocchi che, se la Rosetta aveva giudizio, lo
+sposo era bell'e accalappiato, perchè Beppe non era uomo da perdersi in
+galanterie senza costrutto e aveva già detto di voler prendere moglie.
+Naturalmente uno sciame di persone officiose, per la maggior parte
+madri che avevano figliuole da marito e zitelle che cercavano un
+collocamento, si diedero premura di metter sull'avviso il giovinotto,
+informandolo di tutte le chiacchiere che correvano sul conto della
+Rosetta. Era proprio peccato che un galantuomo cascasse in così cattive
+mani. Ma Beppe troncò presto i discorsi, rispondendo che aveva ormai il
+dente del giudizio e ch'era in grado di regolarsi da sè. Ai suoi intimi
+poi diceva che le chiacchiere dei maligni non gli facevano nè caldo, nè
+freddo, e che non si stupiva punto se la Rosetta aveva tante nemiche,
+perch'era più bella e più vivace delle altre. Del resto egli era
+disposto ad ammettere che le fosse piaciuto di farsi corteggiare anche
+dal contino Leonardo, ma al suo posto tutte avrebbero fatto lo stesso. A
+lui bastava che queste galanterie non avessero seguito, ed egli non
+avrebbe certo domandato formalmente la mano della Rosetta finchè non si
+fosse assicurato da sè che tra lei e il contino era troncata ogni
+relazione.
+
+La Rosetta non provava nessun entusiasmo per Beppe Gualdi, che aveva una
+diecina d'anni più di lei, ma non voleva disgustarlo, nè darla vinta
+alle sue rivali che gli tendevano le loro reti; inoltre, per aliena
+ch'ella fosse dal matrimonio, non era poi così grulla da rinunziar
+troppo leggermente a un buon partito. Onde si mostrava piena di
+deferenza pel suo nuovo adoratore e rideva e scherzava con esso intorno
+al contino Bollati, i cui stupidi omaggi, ella diceva, non avevano
+servito che a tenerla di buon umore.
+
+Il figlio dell'oste era ripatriato alla fine dell'inverno, mentre i
+Bollati non erano in villa, ciò che sulle prime diede buon gioco alla
+nostra civettuola. Le difficoltà vere dovevano affacciarsi più tardi,
+nell'autunno, quando la Rosetta sarebbe stata messa al punto o di
+decidersi per uno dei suoi due innamorati o di sfoggiare un'arte
+maggiore del solito per corbellarli entrambi. Era anche fuor di dubbio
+che allora tutti quelli che le volevano male sarebbero stati con tanto
+d'occhi aperti per coglierla in fallo.
+
+Ne venne di natural conseguenza che il contino Leonardo Bollati,
+quell'anno, trovò la Rosetta notevolmente mutata, cosa che non poteva
+accadergli in peggior momento, giacchè egli s'era impegnato con certi
+suoi compagni di libertinaggio a non tornare a Venezia senz'aver vinto
+l'ultime resistenze della capricciosa fanciulla. E a raggiungere meglio
+il suo fine, egli s'era munito d'un anellino di brillanti il cui
+splendore, a parer suo, era atto a trionfare di ben altre virtù
+femminili che di quella della nipote del suo gastaldo.
+
+Dinanzi agli ostacoli impreveduti che intralciavano la sua via, il
+contino Leonardo, quantunque fosse un balordo, si condusse, per una
+volta tanto, da uomo di spirito. Non andò in escandescenze, non perdette
+il suo sangue freddo, ma non depose le armi e fidò nella fragilità
+femminile.
+
+C'era un'altra bellezza campagnuola che pretendeva contrastar la palma
+alla Rosetta, e ch'era stata tra le più implacabili nel giudicarla. Il
+giovine conte, che non s'era occupato mai di costei, cambiò tattica a un
+tratto, le si avvicinò ripetutamente, le disse di quelle paroline che
+suonano così dolci alle donne, solleticò insomma in tutti i modi la sua
+vanità. Queste galanterie non rimasero segrete, chè la prima a non voler
+che rimanessero tali era la persona alla quale esse erano fatte.
+Figuriamoci s'ella poteva resistere al gusto di umiliare la Rosetta che
+l'aveva per tanto tempo guardata d'alto in basso! E la Rosetta n'ebbe
+una rabbia da non dirsi. Che Leonardo, disgustato dal suo eccessivo
+riserbo, si curasse appena di lei, pazienza; ma ch'egli corteggiasse la
+Filomena (era il nome della rivale) questo passava davvero ogni misura.
+Solo a pensarci le veniva da piangere. E se la prendeva un po' con
+tutti. Con la Filomena, s'intende; con Leonardo, ch'era volubile e di
+pessimo gusto, con quel noiosissimo Beppe Gualdi che faceva il geloso,
+con lei stessa che gli dava retta. Ah, se un giorno essa diventava sua
+moglie, come gliel'avrebbe fatta pagare!
+
+Intanto, una mattina, mentre il contino Leonardo tornava alla villa per
+una scorciatoia, egli vide la Rosetta che pareva occupata a coglier
+margherite sul ciglio del sentiero. Avrebbe voluto far lo spavaldo e
+passare avanti, ma ell'era troppo bella, troppo procace in
+quell'atteggiamento, col seno che quasi le traboccava dalla bustina, ed
+egli sentì una ondata di sangue caldo salirsi alla testa.
+
+--Buon giorno, Rosetta--egli disse fermandosi sui due piedi.
+
+Ella finse una grande sorpresa, arrossì e lasciò cadere i fiorellini che
+teneva in mano.
+
+--Ti faccio paura?--ripigliò il giovane. E soggiunse più basso:--Come
+sei bella stamattina! Meriti proprio il tuo nome; sei un bocciuolo di
+rosa.
+
+--Oh--ella rispose--la Filomena è molto più bella di me.
+
+Il contino Leonardo si strinse nelle spalle.
+
+--La Filomena non è degna neanche di baciar la terra su cui tu cammini.
+
+La fisonomia della Rosetta s'illuminò dal piacere; nondimeno ella si
+tenne in un certo riserbo:--A me dice così, a lei invece....
+
+--O che credi sul serio ch'io sia invaghito della Filomena?
+
+--To!!... Come se non lo credessero tutti quanti?...
+
+--Tutti quanti credono male, quest'è la verità.... A ogni modo, che te
+ne importa se hai la testa piena del tuo Beppe Gualdi?
+
+La ragazza fece un gesto d'impazienza.
+
+--Un brav'uomo--seguitò Leonardo--un po' maturo per te... ma dal momento
+che gli vuoi bene....
+
+--Che ne sa lei se gli voglio bene, o no?
+
+--Oh bella! risponderò anch'io: tutti lo dicono.
+
+--La gente chiacchiera per aprir la bocca.
+
+--E allora perchè sei stata così cattiva con me quest'autunno?--incalzò
+il contino passandole un braccio attraverso la vita.
+
+Essa resisteva.--No, no, mi lasci.... Se qualcuno ci vede.
+
+--Non c'è anima viva--replicò Leonardo. E, pronto ormai ad ogni più
+ardita impresa, le stampò un bacione sul collo, mentre cercava di
+spingerla fuori del sentiero, in un campo di grano turco, le cui canne
+alte e fitte potevano essere un eccellente riparo contro gli sguardi
+indiscreti.
+
+Quantunque alla giovane ripugnasse l'idea di questa capitolazione
+vergognosa, non si sa quel che sarebbe accaduto, se proprio fra le canne
+del grano, a poca distanza dal luogo ove si trovavano i due giovani, non
+si fosse inteso un improvviso fruscìo, come di persona che si aprisse
+bruscamente il passaggio, forse per entrare, forse per uscire dal campo.
+Pur non si vide nessuno e poteva esser benissimo un'illusione dei sensi.
+Ma il momento buono era passato, e il timore d'essere scoperta ridonò
+alla Rosetta il suo sangue freddo. Anche Leonardo divenne subito più
+circospetto. Egli non aveva un'anima di leone, e non avrebbe voluto
+tirarsi addosso la collera di Beppe Gualdi, ch'era uomo capace di non
+guardare in faccia nemmeno a un'Eccellenza. Ottener la vittoria
+senz'affrontare il pericolo, ecco il magnanimo ideale del nostro
+valoroso contino.
+
+Così Leonardo e la Rosetta si separarono di lì a poco non senza
+promettersi che si sarebbero riveduti.
+
+E si rividero in fatti più volte, ma sempre con infinite cautele e
+sempre per brevissimi istanti. Però questa intimità avrebbe dato i suoi
+frutti alla prima occasione propizia. Del resto, Beppe Gualdi non si
+lasciò scappar con la Rosetta una parola che accennasse a qualche suo
+sospetto, nè la Filomena fece a Leonardo alcuna scena di gelosia. Ne
+venne una sicurezza fallace che doveva portar tristi effetti. Perchè i
+due giovani che credevano aver delusa la vigilanza altrui erano invece
+spiati a ogni passo. Il loro incontro presso al campo di frumentone
+aveva avuto per testimonio un monello di dodic'anni, fratello della
+Filomena, il quale raccoglieva alcune pannocchie cadute, e dileguandosi
+non visto era corso subito ad avvertir sua sorella che la Rosetta s'era
+lasciata dare un bacio dal _signorino_. La Filomena scattò come una
+molla, e voleva fare uno scandalo, ma, riflettendoci meglio, pensò di
+consultarsi con Beppe Gualdi, il quale non era uomo da sopportare in
+pace una canzonatura di questa specie. Sulle prime Beppe fece alla
+Filomena l'accoglienza che gl'innamorati fanno sempre a chi accusa
+dinanzi a loro la persona a cui vogliono bene; poi, calmatosi alquanto,
+le ordinò severamente di tacere e di lasciare a lui la briga di chiarir
+quest'imbroglio. Guai a lei se si tradiva col contino Leonardo, guai. In
+tal modo ella dissimulò per paura, egli dissimulò per calcolo e
+provvide in maniera da esser informato per filo e per segno di tutto ciò
+che Leonardo e la Rosetta facevano e architettavano. Egli godeva d'un
+certo credito fra i terrazzani, era largo nello spendere, e gli era
+facile trovar gente disposta a rendergli servizio. E poi, pare
+impossibile, i servizi che la gente rende più volentieri son quelli coi
+quali, giovando a qualcheduno, si può nuocere a qualchedun altro.
+Insomma Beppe non tardò ad acquistare la certezza che la ragazza lo
+ingannava, e vi fu anche chi gli riferì queste precise parole dette
+dalla Rosa al contino per schermirsi da un abboccamento più intimo del
+solito ch'egli le chiedeva con insistenza:--«Come devo fare se ho sempre
+quel seccatore fra i piedi?»--Il seccatore era lui, Beppe Gualdi. Ah!
+bisognava finirla e costringer quei due sfacciati a levarsi la maschera;
+bisognava sorprenderli insieme in un luogo, in un'ora che non desse loro
+mezzo di scampo. Perciò Beppe finse di dover andare a Padova per un
+affare di suo padre, e disse alla Rosetta che sarebbe tornato soltanto
+di lì a tre o quattro giorni. E s'assentò realmente, ma invece di andare
+a Padova, si ridusse nella campagna d'un suo compare, poche miglia
+distante, ad aspettarvi le notizie che gli sarebbero state date dagli
+amici zelanti. Quelle notizie non si fecero attendere un pezzo. La sera
+del giorno seguente a quello in cui Beppe era partito, Leonardo e la
+Rosetta dovevano trovarsi nel chiosco chinese della villa Bollati, un
+chiosco che non s'apriva mai e del quale il contino si era fatto dar la
+chiave dal giardiniere. Secondo tutti gl'indizi, la Rosetta s'era
+lasciata tentare dalla speranza d'un bel regalo. Ell'aveva avuto
+l'imprudenza di dire alla figlia del maniscalco che le mostrava un
+anellino di smalto regalatole dal fidanzato:--Oh lo smalto ci vuol poco
+ad averlo.... Ma son poche quelle che possono avere i brillanti.--Sta a
+vedere che tu ne hai--rimbeccò l'altra ironicamente. La Rosetta non
+rispose, ma guardò la sua amica con una tale aria di commiserazione da
+far intendere che l'averne dipendeva da lei.
+
+Gli amici diedero a Beppe tutti questi particolari con maligna
+compiacenza, ma quand'egli, il cui amore s'era convertito in odio, li
+invitò ad aiutarlo per somministrare una buona lezione a quel libertino
+del conte Leonardo, sorsero mille scrupoli e mille dubbi. Non c'era
+ragione di mettersi in lotta coi Bollati; i signori, si sa, hanno per
+loro la polizia, e gli stracci vanno sempre all'aria. Che Beppe
+piantasse la Rosetta era troppo giusto, ma in quanto al contino era
+meglio non occuparsene.
+
+Però questi consigli non ebbero presa sull'animo risoluto del giovane. E
+poichè nessuno volle venire con lui, egli solo, poco prima dell'ora
+fissata pel ritrovo dei due amanti, s'introdusse per una siepe nella
+villa Bollati, e si appiattò in una macchia di lauri a pochi passi dal
+chiosco. Il contino Leonardo non istette molto a comparire, aperse con
+la chiave la porticina del chiosco, accese un lanternino che spargeva
+intorno una luce fioca, e poi si fermò sulla soglia ad aspettare. Di lì
+a dieci minuti s'intese un suono di passi affrettati e leggeri, una voce
+sommessa (la voce di Leonardo) disse:--_Avanti_;--una figura di donna
+avviluppata in uno scialle rasentò la macchia di lauri ove Beppe s'era
+appiattato, ed entrò rapidamente nel chiosco. Egli la lasciò entrare,
+resistendo alla tentazione di gettarsele addosso e di stritolarla, ma,
+quando la porticina fu chiusa, egli, vi si precipitò contro con impeto,
+ne scompaginò con un colpo vigoroso il debole assito e piombò come un
+fulmine fra la Rosetta e il suo damo. Non aveva seco armi di nessuna
+specie e nemmeno un bastone; ma con pugni e calci bene assestati mandò
+il contino a ruzzolar nell'erba, mentre teneva stretta pei polsi la
+Rosetta e la colmava d'ogni sorta di vituperi. Le grida acutissime di S.
+E. Leonardo misero a soqquadro la villa. I servi uscirono coi lumi, i
+cani da guardia latrarono a piena gola scuotendo furiosamente la catena,
+la contessa Chiaretta che giocava a tresette dimenticò di accusare la
+_napoletana_ di spade, S. E. Zaccaria si fermò nel bel mezzo d'una
+spropositata dissertazione agricola col fattore, gli ospiti
+tramortirono, e Fortunata, pallidissima, si trascinò fino alla portiera
+a vetri che dava sul giardino; poi, mancandole le gambe, dovette
+appoggiarsi a uno degli stipiti per non cadere.
+
+Intanto Beppe Gualdi, pago di aver conciato il rivale pel dì delle
+feste, era riuscito a ripassare la siepe prima che i suoi inseguitori lo
+raggiungessero, mentre che il contino Leonardo, raccolto dai servi tutto
+pesto e sanguinolento, era trasportato a casa e deposto sopra un canapè.
+Per fortuna c'era lì presente il dottore, il quale dichiarò che non
+c'erano lesioni pericolose e fece le prime medicature. Anche la Rosetta,
+pazza di terrore, era stata ricoverata in cucina dalla servitù.
+
+Leonardo, ch'era un vigliacco, piangeva e urlava come un bambino. Solo
+di tratto in tratto egli interrompeva le sue lamentazioni per
+gridare:--Bisogna denunziarlo alla Polizia quel cane, bisogna farlo
+condannare a morte.--E nel dir così digrignava i denti e agitava le
+braccia con piglio minaccioso.
+
+
+
+
+IX.
+
+
+Il contino Leonardo risanò presto e Beppe Gualdi non ebbe a soffrire che
+pochi giorni di carcere per soprusi e violenze, condanna che scandalizzò
+molto, per la sua mitezza, la signora Chiaretta.--Ecco a che punto siamo
+ridotti,--ella sospirava con don Luigi.--Un bifolco può metter le mani
+addosso a un patrizio veneto senz'andar incontro a nulla di peggio che a
+una settimana di prigione. Ormai, credetelo pure, anche i Governi sono
+d'accordo coi carbonari.
+
+Il sacerdote tentennava la testa.--Pur troppo, Eccellenza, tutto va
+male, tutto è corrotto nei tempi moderni, il cuore, il cervello ed il
+gusto.... specialmente da noi. In un paese dove un Manzoni può passare
+per un grande scrittore non bisogna meravigliarsi di nulla.
+
+Stabilita così la responsabilità indiretta di Alessandro Manzoni nelle
+busse toccate dal contino Leonardo Bollati, don Luigi seguitava a
+deplorare le infinite cause del, pervertimento degli animi, la mancanza
+di religione, l'abbandono delle pratiche del culto, l'uso invalso in
+tante famiglie di mangiare di grasso il venerdì e il sabato, ecc., ecc.
+
+--E poi--soggiungeva la contessa--volete che non abbiano una cattiva
+influenza quelle invenzioni del demonio che si succedono da pochi
+anni?... Vapori di acqua e di terra, illuminazioni a gas e altre
+porcherie simili.... Non hanno già cominciato a gettare un gran ponte
+sulla laguna per unire Venezia alla terraferma?
+
+Mentre che la contessa Chiaretta e il cappellano si querelavano in tal
+maniera delle tristi condizioni dell'umanità, il conte Zaccaria era
+occupato a negoziare un decoroso componimento.
+
+Lo scandalo avvenuto nel chiosco chinese non avea soltanto fatto
+tramontare ogni possibilità di matrimonio tra la Rosa e il nipote
+dell'oste, ma aveva anche recato un colpo gravissimo alla riputazione
+della ragazza.
+
+Il gastaldo aveva sentito risvegliarsi a un tratto le sue viscere di
+zio, e strappandosi i capelli per la disperazione era corso da S. E. il
+conte Zaccaria a dirgli ch'egli era un uomo rovinato, che non avrebbe
+potuto sopravvivere al disonore della famiglia, nè reggere al pensiero
+che un colpo simile gli venisse da un nobil uomo Bollati. A chi la
+mariterebbe adesso la sua nipote? Come risponderebbe ai fratelli della
+ragazza, giovani impetuosi e maneschi, che lavoravano in Ungheria, ma
+che sarebbero certo tornati in patria appena fosse giunta loro la
+notizia dell'accaduto?
+
+S. E. aveva molto ragionevolmente fatto notare al suo interlocutore
+ch'egli aveva avuto torto di non accorgersi di quello di cui
+s'accorgevano tutti, vale a dire che la Rosetta era un po' civettuola e
+che egli doveva custodirla meglio di quel che non avesse fatto.
+
+Ma il volpone non s'era dato per vinto. Sicuro, egli era stato una
+bestia, sicuro, la Rosa era una fraschetta, ma egli aveva avuto sempre
+tanta fiducia ne' suoi padroni! Quel contino Leonardo egli l'aveva
+sempre considerato, salvo la debita riverenza, quale un figliuolo. Di
+tutti avrebbe dubitato ma non di lui. E adesso, se quei ragazzi
+tornavano a vedersi, come impedire che si riavvicinassero, come impedire
+che la tresca ricominciasse?... Ah s'egli avesse potuto spedir la
+Rosetta all'altro capo del mondo?... Se avesse potuto sposarla fuori di
+paese?... Ma prima dello scandalo non c'era che da scegliere fra dieci a
+dodici partiti oltre a Beppe Gualdi: invece dopo quella sera fatale
+nessuno voleva più saperne.... Uno solo, forse, non aveva mutato idea,
+Menico il caffettiere.... Quel monello lì era innamorato cotto della
+Rosa e pareva sempre disposto a prendersela.... Ma come si fa? La Rosa
+non aveva un soldo di dote, Menico non aveva neanche la camicia.... Si
+doveva lasciarli morir di fame? In quanto a lui, il gastaldo, si sarebbe
+levato il pane di bocca per dare quattro soldi alla nipote che gli era
+stata raccomandata dal fratello al letto di morte, ma, quant'è vero
+Iddio, era al verde, assolutamente al verde.... Anni cattivi, anni
+cattivi, e S. E. lo sapeva meglio degli altri.
+
+In ogni circostanza critica il conte Zaccaria ricorreva al consiglio ed
+all'opera del suo agente generale. Quell'impagabile _sior_ Bortolo col
+suo umore uguale, calmo, sereno, era l'uomo fatto apposta per appianare
+i dissidi. Non che escludesse _a priori_ le liti. Quando la dignità
+dell'illustre famiglia Bollati lo esigeva, egli sapeva tirarle in lungo
+anche più della guerra di Troia, ma negli altri casi egli preferiva gli
+accordi amichevoli. Ora, egli aveva un modo tutto suo d'intendere questa
+dignità del casato. Se le liti potevano fruttare dei quattrini a lui,
+egli diceva che bisognava litigare; se non potevano fruttargli nulla e
+aveva invece da sperar qualche cosa dagli accordi, egli sosteneva con
+altrettanta energia che bisognava venire a patti.
+
+Fedele a questo sistema, egli suggerì a S. E. Zaccaria di far ponti
+d'oro al matrimonio della Rosetta con Menico. La dignità del nome
+Bollati imponeva di riparare alle conseguenze della leggerezza del
+contino Leonardo, e poichè se ne offriva la propizia occasione era
+debito sacrosanto di non lasciarselo sfuggire. Si desse una piccola
+sommetta a Menico per aprire, come egli desiderava, un caffè nel vicino
+paesetto di Oriago, e ch'egli si sposasse in santa pace la Rosa. E
+_sior_ Bortolo tanto disse e tanto fece che il conte Zaccaria si
+persuase al sacrifizio pecuniario che gli era richiesto. Già a trovar
+il danaro ci pensava l'agente.
+
+La ragazza, rendiamole giustizia, si mostrava molto restìa ad accettare
+una simile soluzione, ma il gastaldo, questa volta, fece da zio e da
+tutore sul serio, e dichiarò che s'ella non accondiscendeva al
+matrimonio, egli l'avrebbe cacciata di casa. Non voleva, no, aver altri
+fastidi per cagion sua.
+
+Ond'ella dovette piegare il capo e rassegnarsi a queste nozze ridicole.
+È inutile ripetere i commenti che se ne facevano sul luogo e la sorte
+che si pronosticava a quel grullo di Menico. Costui però non se ne dava
+per inteso, e tutto tronfio per la bellissima fidanzata, lasciava cantar
+le cicale, mentre coi capitali di S. E. Zaccaria e sotto il patrocinio
+di suo santolo e di _sior_ Bortolo si disponeva ad aprire nel villaggio
+di Oriago la nuova bottega di caffè e liquori col titolo pomposo:
+_All'Imperatore d'Austria_.
+
+Dopo la sua ingloriosa avventura campestre, il contino Leonardo scivolò
+ancora più basso sul lubrico pendìo del libertinaggio. Egli non aveva
+ormai altra cura che questa e aveva abbandonato anche l'esercizio del
+remo, ch'era stato la passione della sua infanzia. S'era poi emancipato
+da ogni tutela e non andava nemmeno col suo signor padre al caffè
+Suttil, trovando abbastanza noioso di sentir raccontare dai vetusti
+avventori di quel caffè le galanterie di trenta o quarant'anni addietro.
+Passava invece la sera e buona parte della giornata con altri giovanotti
+della sua età e de' suoi gusti, amanti del bigliardo, del vino e delle
+femmine. Quantunque avesse ogni tanto delle vampate di boria patrizia,
+non era troppo rigido nella scelta dei compagni; fra questi suoi amici
+ce n'erano di nobili, di quelli che, come lui, trascinavano nel fango un
+nome storico, ma ce n'erano anche della media e della piccola borghesia;
+ce n'erano infine di usciti dai bassi fondi della società, gente rotta a
+ogni vizio e priva d'ogni pudore. Costoro vivevano alle spalle dei
+camerati facendosi perdonare la viltà del parassitismo con viltà ancora
+più grandi.
+
+Al nostro Leonardo erano insufficienti adesso, nonchè i pochi quattrini
+datigli dal padre al primo del mese, anche le generose sovvenzioni del
+signor Oreste, ed egli doveva ricorrere ai peggiori strozzini della
+città per aver danari a babbo morto. Si può immaginarsi a che condizioni
+li aveva. Il signor Oreste, che, nella sua qualità di creditore, teneva
+d'occhio il padroncino ed era sempre informato dei fatti suoi,
+brontolava a vederlo caricarsi di debiti verso altre persone e
+minacciava di parlare, tantochè, per tenerlo quieto, conveniva pagargli
+di tratto in tratto degli acconti che falcidiavano le somme ricevute a
+prestito, e per conseguenza rendevano necessarii de' prestiti nuovi.
+
+È ben raro che simili cose restino segrete, e il conte Zaccaria fu
+avvertito che circolavano delle cambiali con la firma di suo figlio.
+Vissuto sino allora nella dolce illusione che il contino Leonardo
+avesse l'arte di divertirsi a buon mercato, Sua Eccellenza rimase di
+stucco all'inatteso annunzio, e dovette mettersi a letto per un travaso
+di bile. La particolarità delle cambiali era quella che l'offendeva di
+più; debiti ne aveva fatti anche lui in giovinezza, e pur troppo ne
+faceva ancora sotto forma di mutui, ma le cambiali le lasciava ai
+mercanti. O che il nome di un Bollati doveva figurare a fianco di quello
+d'un salumaio?
+
+Il N. H. Zaccaria chiamò a consulto _sior_ Bortolo e l'avvocato di casa,
+chiamò _ad audiendum verbum_ il suo nobile rampollo e con uno slancio
+d'insolita energia gl'intimò di dargli la nota precisa dei suoi
+creditori e della somma che doveva a ciascuno. Ma il contino Leonardo
+non era in grado di fornirgli quest'utile informazione; chè non s'era
+mai curato di tenere un registro. Aveva sottoscritto le cambiali; che
+importava il resto?
+
+A questo proposito l'agente generale e l'avvocato osservarono
+concordemente che le obbligazioni assunte dal contino Leonardo, ancor
+minorenne, non avevano effetto legale e potevano quindi non
+riconoscersi; però il conte Zaccaria, frivolo, dissoluto, improvvido
+com'era, conservava qualche buona qualità e ci teneva, a suo modo,
+all'onor del casato, nè volle saperne della scappatoia che gli era
+offerta. In conseguenza di ciò, tutti quelli che avevano delle ragioni
+da far valere verso S. E. il signor contino Leonardo Bollati P. V.
+furono invitati a recarsi entro un dato termine nei mezzanini del
+palazzo e a presentare i loro titoli al signor Bortolo Segugi, agente
+generale della nobile famiglia. Trascorso infruttuosamente il termine
+stabilito si approfitterebbe dei diritti concessi dalla legge
+relativamente ai debiti dei minori e non si accoglierebbe nessuna
+domanda, come si dichiarava fin d'ora di respingere in avvenire
+qualunque pretesa relativa a fatti posteriori alla data di quell'avviso.
+
+L'intimazione sortì in parte soltanto il suo effetto; i creditori più
+timidi risposero all'appello, e preferendo il certo all'incerto, scesero
+volentieri agli accordi; gli altri invece, più avidi di guadagno, più
+fiduciosi nella fortuna dei Bollati, stimarono meglio di correre il
+rischio e di continuar anzi a sovvenire il giovane Leonardo per
+rimborsarsi poi del capitale e degli interessi quand'egli fosse venuto
+in possesso del patrimonio. Il conte Zaccaria era già innanzi negli anni
+e non era un colosso; non sarebbe mica vissuto eterno. Anche il cuoco,
+il signor Oreste, dopo molte esitazioni finì coll'appigliarsi a questo
+partito. A voler figurare tra i creditori del padroncino egli metteva a
+repentaglio il suo posto, e quel posto era troppo lucroso da giocarlo
+sopra una carta.
+
+Durante queste peripezie dei loro nobili congiunti, i Rialdi stavano
+sempre nell'ombra. Nessuno si curava di loro, nessuno chiedeva il loro
+parere; tutt'al più la querula contessa Chiaretta ripeteva alla cugina
+Zanze e alla Fortunata gli sproloqui ch'essa soleva fare due volte al
+giorno con don Luigi. Erano variazioni su un unico motivo. Il mondo
+andava a rotoli per l'audacia dei carbonari e per la debolezza dei
+Governi. Quest'era la ragione per la quale il contino era stato
+picchiato dal figlio dell'oste, quest'era la ragione per cui egli era
+caduto in mano degli usurai. Non c'era che dire, i suoi difetti egli li
+aveva pur troppo, e la contessa Chiaretta, altrettanto energica nel
+linguaggio quanto fiacca e nulla nell'azione, ammetteva lei per la prima
+che Leonardo era uno scioperato, un vizioso, un uomo ch'ella non si
+stupirebbe di veder finire sul patibolo, ma, alla stretta dei conti, di
+chi era la colpa? Dei carbonari, dei frammassoni e dei loro acoliti.
+Senza di questa brutta genìa, la vecchia Repubblica sarebbe ancora in
+piedi, e Leonardo farebbe quello che facevano i suoi nonni, e anche lui,
+dopo morto, lo metterebbero in cornice come una brava persona.
+
+--Povero Leonardo!--pensava Fortunata.--Se gli avessero voluto bene,
+sarebbe cresciuto diversamente. Altro che i carbonari!... Io però gliene
+avrei voluto tanto di bene, gliene voglio anzi come una sorella,
+come.... più che come una sorella.... Ma è una fatalità... Egli non mi
+dà retta e corre invece dietro a certe femmine.... È vero che quelle son
+bellissime... dicono... e io invece... oh perchè, perchè non son bella
+anch'io?
+
+E quest'idea di non esser bella, di non piacere a Leonardo, di non poter
+salvarlo dalla rovina del corpo e dell'anima l'accorava fuor di misura
+e le impediva di gustare quel po' di bene che c'era in famiglia. Perchè
+in casa Rialdi pareva essersi aperto uno spiraglio alla fortuna. Dopo
+dieci anni di aspettativa, il conte Luca aveva finalmente ottenuto una
+promozione che aveva il duplice vantaggio di farlo guadagnare di più e
+lavorare di meno, giacchè è noto che nei pubblici impieghi ognuno lavora
+in ragione inversa della paga che ha. Però questo era il meno. Le
+maggiori speranze dei Rialdi erano oramai concentrate in Gasparo, a cui
+sembrava riservato davvero uno splendido avvenire. L'anno stesso del suo
+imbarco, vale a dire il 1840, egli aveva la buona ventura di prender
+parte alla fazione di San Giovanni d'Acri e di coprirvisi di gloria,
+tanto da esser citato con lode speciale nell'ordine del giorno del
+comandante, e di passar alfiere di vascello, primo tra i giovani usciti
+con lui dall'Accademia di Sant'Anna. Più tardi la sua intrepidezza in
+una burrasca, l'audacia e il sangue freddo con cui egli aveva diretto
+un'imbarcazione alla riscossa di alcuni naufraghi, avevano confermato la
+sua fama di marinaio valoroso ed intelligente, e gli avevano procurate
+nuove dimostrazioni di stima da' suoi superiori.
+
+La contessa Zanze, che nella sua fervida fantasia lo vedeva già
+ammiraglio, gli perdonava ormai il suo carattere impetuoso e la sua
+avversione ai parenti Bollati, e nelle rare e brevi gite ch'egli faceva
+a Venezia lo costringeva a passeggiar con lei una o due ore al giorno
+per la piazza S. Marco con la sua bella uniforme in dosso e con la sua
+spada al fianco. Visite egli non voleva farne a nessun patto; bisognava
+dunque ch'ella trovasse un altro mezzo perchè le sue conoscenti lo
+ammirassero e nello stesso tempo ammirassero lei ch'era sua madre.
+
+Anche Fortunata era orgogliosa di suo fratello, ma quanto più egli
+cresceva in riputazione tanto più ella si sentiva intimidita e quasi
+sgomenta al suo cospetto. Egli, vedendola sempre malinconica, faceva di
+tutto per darle confidenza e per indurla ad aprirsi con lui, ma non
+c'era caso, le parole le morivano sul labbro. Già nel fondo del suo
+cuore, la giovinetta maturava un pensiero che non osava rivelare a
+nessuno, il pensiero di entrare un dì o l'altro in un chiostro. Colà
+almeno ell'avrebbe pregato giorno e notte per Leonardo.
+
+
+
+
+X.
+
+
+Si sa quel che dura l'energia degli uomini deboli. È uno scatto e nulla
+più. Stupiti essi medesimi del loro insolito vigore, ripiombano tosto
+nell'irresolutezza e nell'indolenza di prima. Così avvenne al conte
+Zaccaria. La tarda severità mostrata verso il figliuolo poteva ancora
+dar qualche frutto, ma per ottener ciò bisognava che essa non rimanesse
+un fatto isolato, che iniziasse un nuovo sistema di relazioni
+domestiche, un nuovo periodo di vigilanza operosa. Invece il N. H.
+Zaccaria lasciò che le cose camminassero coi loro piedi, e le cose
+tornarono a camminare pel sentiero sdrucciolevole su cui egli era
+riuscito a fermarle appena un momento. Il contino Leonardo, alienato
+ancor maggiormente dalla famiglia in seguito al chiasso poco onorevole
+che s'era levato intorno al suo nome, ripigliò le sue abitudini
+dissolute, s'invescò peggio che mai nella cattiva compagnia e perdette
+ogni verecondia. L'illustre casato, il largo censo (almeno creduto
+tale), l'aspetto piacente gli avrebbero spalancate tutte le porte, e la
+cosidetta buona società, tanto benevola pel vizio elegante, avrebbe
+perdonato volentieri a' suoi rotti costumi, sol ch'egli avesse saputo
+rispettar le apparenze. Ma a lui era intollerabile qualunque freno ed
+egli non s'acconciava a nessun ritrovo ove convenisse moderare il suo
+linguaggio da trivio. In tal modo il contino Leonardo Bollati, sul
+quale, da fanciullo, molte mamme avevano fabbricati i loro castelli in
+aria, diventava a poco a poco un partito impossibile, e _sior_ Bortolo,
+l'agente generale, vedeva allontanarsi la probabilità di ristorare con
+una bella dote le pericolanti fortune della famiglia. Tutt'al più, si
+sarebbe forse potuto sperare di trovar un dì o l'altro qualche
+pizzicagnolo arricchito che per _nobilitar_ la figliuola non badasse al
+resto; ma figuriamoci se il lustrissimo Zaccaria e la lustrissima
+Chiaretta, con la loro boria, avrebbero acconsentito a un matrimonio
+simile. Ora, per fare a meno del loro consenso, era necessario aspettare
+che il contino Leonardo fosse uscito di minorità, ossia, come
+prescriveva il Codice austriaco, ch'egli avesse compiuto i
+ventiquattr'anni, e l'ottimo _sior_ Bortolo, che vedeva la proprietà
+stabile dei Bollati coprirsi rapidamente d'ipoteche dubitava molto di
+poter tirare innanzi a forza di palliativi sino a quel tempo. Comunque
+sia, il coscienzioso agente non ommetteva di far di tratto in tratto
+l'inventario delle ragazze milionarie, anche se gobbe, sbilenche o
+avariate nella riputazione, che potevano in caso disperato offrirsi
+come ancora di salvezza al padroncino, quando un avvenimento imprevisto
+sconcertò tutti i suoi disegni.
+
+Una sera il contino Leonardo si mise a letto con la febbre e in breve la
+malattia prese un tale carattere di gravità da incuter seri timori. Da
+un pezzo il giovine non ispirava personalmente la minima simpatia, ma
+l'idea che con lui sarebbe perito l'unico rampollo maschio di una grande
+famiglia e che il palazzo Bollati e gli oggetti di valore che vi si
+trovavano sarebbero andati a finire, alla morte del conte Zaccaria, in
+mano di gente straniera, destò una certa commozione in paese e fece
+seguire con viva sollecitudine le varie alternative del male.
+
+Ma questo a noi preme poco o punto. Quello che ci gioverà di sapere si è
+che l'infermità del contino Leonardo fece riacquistare alla contessa
+Zanze Rialdi una parte dell'influenza che da qualche anno ella andava a
+grado a grado perdendo in casa Bollati. Era costume inveterato della
+contessa Zanze, quando c'era qualche malato grave tra i suoi conoscenti,
+di recarsi in persona presso la famiglia, e lì, senza tante cerimonie,
+profferire i propri servigi, l'opera sua, i lumi della propria
+esperienza. Era madre di famiglia, aveva fatto pratica co' suoi
+figliuoli, i quali, pur troppo, avevano avuto il morbillo, la rosolia,
+la tosse canina e tutte le piaghe d'Egitto, e nondimeno eran sani e
+salvi più per virtù delle sue cure che per virtù del medico.
+
+Se poi il suo zelo derivasse da bontà d'animo, da spirito inframmettente
+o dalla speranza di guadagnarsi qualche bel regalo, questo è quello che
+non si potrà mai sapere con precisione; forse esso derivava da tutte
+queste cose unite insieme. O forse si nasce infermieri e flebotomi come
+si nasce poeti. Certo si è che la contessa Zanze non aveva chi la
+pareggiasse nel mescere un farmaco, nel fasciare un salasso,
+nell'accomodare i guanciali sotto il capo di un giacente, e, sia detto
+coi debiti riguardi, nell'applicar cataplasmi d'ogni maniera.
+
+Era naturale che con queste singolari attitudini ella si mettesse subito
+a disposizione dei suoi cari parenti, dicendo che ella aveva visto
+nascer Leonardo e lo considerava come un'altra sua creatura, e poteva
+benissimo far presso di lui le veci della madre, la quale, cagionevole
+di salute e nervosa all'estremo, non era assolutamente in condizione da
+assistere inalati.
+
+La contessa Zanze Rialdi piantò quindi le sue tende in palazzo Bollati
+tirandosi dietro anche il marito e la figliuola, a cui nessuno preparava
+più da colazione e da pranzo, giacchè la rispettiva moglie e genitrice
+non si fidava della donna di servizio, e da buona massaia stimava
+opportuno di non far nemmeno accendere il fuoco in cucina. Però il conte
+Luca e Fortunata andavano ogni sera a casa a dormire.
+
+Invece la contessa Zanze stava dì e notte al letto di Leonardo che le si
+era affezionato con quel trasporto col quale gli egoisti sogliono
+affezionarsi a coloro di cui hanno bisogno e pel momento in cui ne
+hanno bisogno. Egli non prendeva le medicine da altri che da lei, non
+ubbidiva che alla sua voce, non voleva lasciarla mai uscire di camera,
+e, nel suo immenso terrore della morte, aspettava da lei sola la sua
+salute.
+
+Per più settimane il nostro giovinotto fu in gran burrasca, e in tutto
+questo tempo don Luigi dovette consacrarsi interamente alla
+_lustrissima_ Chiaretta e assisterla nelle sue pratiche religiose o
+apparecchiarla con esempi della Sacra Scrittura a sopportar con animo
+forte la prova che pareva esserle serbata dal Signore. In complesso la
+torpida contessa Zanze aveva l'aria di voler rassegnarsi presto, e S. E.
+Zaccaria era in molto maggiori angustie di lei. Nessuno però soffriva
+quanto Fortunata, che passava le notti senza chiuder occhio, piangendo a
+calde lagrime e pregando i Santi e la Madonna per la salvezza di suo
+cugino. Se almeno le avessero permesso di rendersi utile, se le avessero
+permesso di aiutar sua madre nei suoi uffici d'infermiera! Ma non c'era
+caso; non la lasciavano nemmeno entrare in camera; le dicevano ch'ella
+non avrebbe fatto che confusione. Solo qualche volta, mentre aprivano
+l'uscio adagio adagio, ella, che era venuta in punta di piedi
+nell'andito, s'affacciava allo spiraglio, e nella penombra della stanza,
+in fondo all'alcova, vedeva un viso affilato, due occhi smorti, due mani
+lunghe e scarne che giacevano immobili sulla coperta del letto. Povero
+Leonardo! Com'era ridotto! Non lo si riconosceva quasi più.
+
+Alla fine i medici dichiararono che l'ammalato era fuori di pericolo, ma
+che la convalescenza sarebbe stata assai lunga, perchè ogni strapazzo
+avrebbe potuto produrre una ricaduta fatale. Essi soggiunsero altresì
+che se il contino ci teneva a campar molti anni, egli doveva menar una
+vita più regolata. Ed egli che aveva avuto quel po' di battisoffia che
+sappiamo, promise tutto ciò che gli si domandava.
+
+Appena Leonardo fu in istato di veder qualcheduno, Fortunata impetrò la
+grazia di dargli un saluto; poi le visite di lei divennero più lunghe e
+più frequenti, e allorchè egli principiò ad alzarsi, ella fu ammessa a
+tenergli compagnia per un paio d'ore al giorno.
+
+Quasi tutti quelli che escono da una grande malattia si sentono come
+attratti verso il loro passato, verso le persone, verso gli affetti
+della prima giovinezza. Così l'albero investito dal turbine sente le sue
+radici. Il contino Leonardo, nel riaffacciarsi ora alla vita, rivedeva
+con maggior simpatia dell'usato la compagna de' suoi giochi infantili, e
+l'accoglieva con una espansione a cui ella non era più avvezza e che le
+empiva l'anima di giubilo. Ella diceva a sè stessa ch'ella aveva avuto
+ben ragione a difenderlo, poveretto! quando gli altri lo accusavano.
+Covava il suo male, ecco la ragione de' suoi modi aspri, de' suoi
+stravizzi, di tutto. E poi c'eran stati i falsi amici che lo avevano
+traviato, que' falsi amici ai quali il portone del palazzo Bollati era
+ormai chiuso per sempre, e che Leonardo aveva giurato di non guardare
+più in faccia. Adesso che stava bene, adesso che nessuno gli dava
+cattivi consigli, egli era un altr'uomo. Ah! che trionfo sarebbe stato
+per Fortunata il poter dire a suo fratello Gasparo:--Vedi chi di noi due
+s'ingannava!--Perchè quel suo fratello era così ostinato! Le poche volte
+ch'egli le scriveva una riga trovava sempre la maniera di far qualche
+allusione spiacevole al cugino Bollati. Non s'era commosso neppure alla
+notizia della malattia. «Desidero che Leonardo guarisca--egli aveva
+scritto sdegnosamente ai suoi genitori--perchè non si deve augurar male
+a nessuno, ma in fin dei conti la sua morte non sarebbe una disgrazia nè
+per la famiglia, nè per Venezia, nè per l'Italia.»
+
+--L'Italia! Che cosa c'entra l'Italia?--brontolava il conte Luca.
+
+Se c'entrasse l'Italia è assai dubbio, ma secondo la rispettabile
+opinione del nobile Piero Canziani, c'entrava nientemeno che l'umanità.
+Infatti la guarigione del contino Leonardo ispirò la Musa dell'insigne
+poeta, e gli dettò un lunghissimo ditirambo, che S. E. Chiaretta,
+avvertita che non era un _sonetto_, chiamò _un verso_. Ora il
+componimento del nobile vate esordiva così:
+
+ Sorgi, o contrita umanità. Dal coro
+ Sgombra il vano terrore;
+ Questo figlio d'eroi vive e non muore.
+
+Concetto peregrino che don Luigi però trovava preferibile al manzoniano
+
+ I fratelli hanno ucciso i fratelli.
+
+--Non c'è giovane di negozio--osservava don Luigi con aria di
+sprezzo--che non sappia dire una roba simile.
+
+Anch'egli, l'ex precettore del contino Leonardo, si credette in dovere
+di pubblicare qualche cosa per la ricuperata salute del suo allievo e
+stampò con una prefazioncella di circostanza una sua memoria letta
+all'Ateneo col titolo: _Alcuni pensieri sul migliore uso della
+congiunzione separativa O_. Non era che il frammento d'un'opera
+linguistica di gran mole alla quale don Luigi attendeva da un pezzo in
+silenzio, e che, quando fosse venuta alla luce, avrebbe polverizzato
+certe riputazioni!...
+
+Del resto, in questa fausta occasione, la casa Bollati riebbe per un
+momento tutto l'antico splendore, e il giorno in cui Leonardo sentì la
+messa nella cappellina domestica il signor Oreste, aiutato da tre
+sottocuochi, dovette allestire un pranzo per cinquanta persone. E tale
+fu l'abbondanza dei cibi e dei vini che i rilievi della mensa bastarono
+non solo a riempire l'epa dei servi e delle famiglie dei servi, ma
+consentirono anche al signor Oreste di stipulare alcuni contratti
+vantaggiosi con tre o quattro _restaurants_ di second'ordine.
+
+Inoltre, sempre per festeggiare il lietissimo avvenimento, il conte
+Zaccaria elargì somme cospicue ai poveri della parrocchia, alla
+Commissione di pubblica beneficenza, agli Asili d'infanzia, alla Casa
+degli esposti e ad altri istituti pii. E per più giorni la _Gazzetta
+privilegiata di Venezia_ ebbe da registrare con parole di sentito
+encomio gli atti munifici di S. E. il conte Zaccaria Bollati, degno
+erede di un nome illustre. Il conte Zaccaria si fregava le mani
+sentenziando:--I Bollati sono sempre i Bollati.--Alla quale affermazione
+_sior_ Bortolo sorrideva, ma meno seraficamente di una volta.
+
+Quando il contino Leonardo cominciò ad uscir di camera era circa la metà
+di aprile; i medici però gli prescrissero di rimanere in casa ancora un
+mesetto; a primavera avanzata sarebbe andato a ritemprarsi in campagna,
+ove non c'era più da temere della Rosa, maritata e fuori di paese. Forse
+tali disposizioni non erano tutte suggerite da motivi igienici; forse
+differendo a rendergli la libertà si sperava distoglierlo affatto delle
+vecchie abitudini e dalle vecchie conoscenze. E invero sotto
+l'impressione di sgomento lasciatagli dalla sua malattia, egli non
+mostrava alcun desiderio di rivedere i suoi compagni di libertinaggio.
+Questi dal canto loro non gli avevan dato prove di sviscerato affetto.
+Appena due o tre eran comparsi a grandi intervalli al portone del
+palazzo a domandar sue notizie; poi non s'eran più fatti vivi. E siccome
+d'altra parte egli non aveva stretto amicizia con nessun giovane per
+bene e nessuno quindi veniva a fargli visita, la sua lunga convalescenza
+gli sarebbe stata noiosissima se Fortunata non fosse rimasta quasi
+sempre con lui, pronta ad ogni suo cenno, docile, amorosa come negli
+anni dell'infanzia. Povera Fortunata! Ella si sentiva tanto felice nel
+poter essere qualche cosa per Leonardo, nel poter scemargli l'uggia di
+quell'eterne giornate. Si sentiva tanto felice che avrebbe voluto che la
+vita le corresse sempre a quel modo, e poichè lo sperarlo era follia,
+invocava dal cielo il favore supremo d'addormentarsi in quel sogno e di
+non riaprire gli occhi mai più.
+
+Intanto Leonardo, sia che notasse davvero nella cugina qualche pregio
+fisico non avvertito per l'addietro, sia che il non trovarsi in mezzo
+alle crestaie e alle ballerine, oggetto ordinario dei suoi pensieri, lo
+rendesse di men difficile contentatura, sia infine che col tornar della
+salute e delle forze si risvegliassero in lui i bollori del sangue,
+considerava con più attenzione e sotto un aspetto diverso dal solito
+questa giovinetta dal viso slavato e dal corpicino esile, la quale sino
+allora, diciamolo schietto, non gli era neanche parsa una donna. Di che
+natura poi fosse il nuovo sentimento sorto nell'animo suo ci vuol poco a
+immaginarselo. Incapace di affetti gentili e profondi, non frenato da
+scrupoli, insofferente d'altre catene che di quelle che s'annodano e
+sciolgono in un giorno, egli intendeva l'amore in un'unica maniera... la
+maniera del resto in cui la intendono i dissoluti di professione.
+L'idea che Fortunata era una ragazza onesta non lo tratteneva, era anzi
+uno stimolo di più, che gli pareva legittima curiosità il verificar co'
+suoi occhi che differenza ci fosse tra una ragazza onesta e quelle che
+non erano tali. Nè lo trattenevano i vincoli di parentela che lo
+stringevano a lei, nè l'affezione sommessa ch'ella gli mostrava, nè la
+gratitudine che, pur confusamente, egli riconosceva di doverle per
+essere stata la sola a difenderlo quando tutti gli gridavano la croce
+addosso. Bensì da queste varie ragioni sommate insieme gli veniva un
+certo imbarazzo nel contegno, un certo fare da collegiale che, a sua
+insaputa, gli giovava invece di nuocergli. Perchè s'egli fosse stato
+sguaiato, brutale, ella avrebbe sentito svegliarsi in tempo la piena
+coscienza del pericolo, avrebbe forse saputo difendersi. Ma egli era
+così cauto, così riguardoso; il turbamento ch'ella provava vicino a lui
+era misto di tanta dolcezza! Non che talvolta non l'assalisse una vana
+inquietudine. Se Leonardo la guardava fisso, se la mano di lei toccava
+la sua, se i loro gomiti, se le loro ginocchia s'urtavano, ell'arrossiva
+fino alla punta dei capelli e con un rapido movimento volgeva altrove la
+faccia o ritraeva la persona tutta tremante. Però non era salda
+abbastanza ne' suoi propositi, e sembrava ricercar di lì a poco le
+sensazioni ch'ella aveva prime sfuggite. Nessuno la proteggeva, nessuno
+la consigliava. Sua madre era fuori di sè dalla gioia nel veder che
+_quei due ragazzi_ se la intendevano, e tornando sempre con la mente al
+sogno dorato del matrimonio, non si curava troppo dei rischi che
+Fortunata correva. Ne aveva corsi anche lei dei rischi per diventar
+contessa Rialdi, chè già, se le fanciulle senza dote non s'ingegnano,
+guai. E se il conte Luca s'avventurava a dire:--Bisognerebbe badare di
+più a Fortunata, mi spiego?--essa lo faceva tacere con un brusco:--State
+zitto voi, e pensate al vostro ufficio e ai vostri scacchi.
+
+In quanto al N. H. Zaccaria e alla sua illustrissima consorte, essi non
+eran gente da scomodarsi per sì piccola cagione, e anzi la contessa
+Chiaretta aveva detto a Leonardo e a Fortunata:--_Ohe tosi_, io non istò
+mica a farvi la guardia; mettete pure a soqquadro la casa; a me basta
+che non mi facciate il chiasso vicino.
+
+I _tosi_ avevano ormai l'uno vent'anni passati, l'altra quasi diciotto,
+e non era probabile che essi facessero un baccano così indiavolato. Ma
+ci voleva tanto poco a eccitar i nervi della N. D. Chiaretta; e poi
+ell'aveva tante gravi occupazioni. Aveva da apparecchiare la zuppa di
+latte pel suo gatto Romeo, da prendere il caffè e i _baicoli_ col nobile
+Canziani, da ascoltare i pettegolezzi della contessa Ficcanaso e delle
+altre dame che venivano a visitarla, da giocare a _consina_ con don
+Luigi, e da pisolare nella poltrona mentre lo stesso don Luigi le
+recitava il breviario o le teneva ragionamenti spirituali. Tutto ciò
+senza contar le visite che anche a lei toccava di fare. Come poteva
+dunque restarle il tempo di custodir Leonardo o Fortunata?
+
+Con quest'assoluta libertà lasciata a' due cugini, accadde quello ch'era
+da prevedersi. Vi fu un giorno in cui Leonardo fu più audace e Fortunata
+più debole.....
+
+
+
+
+XI.
+
+
+Come fosse andata la cosa, Fortunata stessa non sapeva dirlo. Leonardo
+le aveva affascinato i sensi, paralizzato la volontà. E dopo la caduta,
+oppressa dalla coscienza della sua vergogna, dilaniata dagli scrupoli e
+dai rimorsi, ella si sentiva più inetta che mai a scuotere il giogo, a
+sottrarsi all'abbiezione in cui era piombata. Che le valeva, ogni sera,
+sola nella sua cameretta, piangere, pregare, scongiurare tutti i santi
+del Paradiso che la soccorressero; i santi del Paradiso non avevano
+orecchi per lei; e invece le immagini voluttuose venivano ben presto a
+sconvolgerle la fantasia, veniva il ricordo di quei baci di fuoco, di
+quelle parole ardenti, ed ella si voltava e rivoltava nel letto senza
+trovar pace, e mordeva rabbiosamente le lenzuola e i guanciali invocando
+e temendo a vicenda il sorger del sole. Chi sa che sorprese le
+apparecchiava il nuovo giorno? Se la tresca si scoprisse, se la sua onta
+diventasse pubblica, se ne giungesse la notizia fino a Gasparo? Come
+affronterebbe ella lo sdegno del fratello, come difenderebbe dalla
+collera di lui il suo amante? Eppure, per quanto spaventoso fosse questo
+pensiero, ce n'era un altro che l'atterriva ancora di più. Era il
+pensiero che Leonardo, nonostante i suoi giuramenti, non avesse per lei
+che un passeggero capriccio e dovesse fra poco gettarla in un canto come
+si fa d'un abito frusto. Dio, Dio, che sarebbe di lei allora? Dove
+andrebbe a nascondersi? L'idea del chiostro, accarezzata in passato,
+tornava a balenarle alla mente, e per brevi istanti l'animo inquieto vi
+si riposava come in un porto sicuro dalle tempeste. Ma il cuore non
+tardava a dirle che anche questa era un'illusione, e che non c'è porto
+ove ripararsi dalle tempeste che ruggono dentro di noi. E come potrebbe
+ella alzar gli sguardi al cielo finchè un amore profano la teneva
+incatenata alla terra? E quell'amore come sperar di sradicarlo s'esso
+era parte dell'esser suo, s'ella gli aveva sacrificato ogni cosa più
+cara? Oh quanto bene ella voleva a Leonardo, quanto gliene aveva sempre
+voluto!... C'era della gente che sparlava di lui, che lo accusava di
+mille vizi, che fingeva di disprezzarlo;... ella lo trovava bello, lo
+trovava buono, ella si sforzava di attribuirgli tutti i pregi possibili.
+Divenir sua moglie sarebbe stato per essa il colmo della felicità. Ma la
+fortuna non l'aveva guastata con troppi favori, ed ella non osava
+cullarsi in questa dolce speranza. Egli, che poteva aspirare ad una
+principessa, avrebbe sposato lei!... Le bastava morire prima ch'egli
+sposasse un'altra, prima ch'egli amasse un'altra....
+
+Così, senz'accorgersene, ell'accettava il suo disonore, accettava tutto
+piuttosto che l'abbandono. E quando s'alzava dal letto dopo una notte
+insonne e angosciosa, ella contava l'ore e i minuti che la dividevano
+dal momento in cui il gondoliere di Ca' Bollati sarebbe venuto a
+prenderla per ordine della _lustrissima_ e l'avrebbe accompagnata a
+palazzo. E come le batteva il cuore, allorchè, nel far lo scalone,
+sentiva i passi di Leonardo che, aspettandola, misurava in lungo e in
+largo la sala!
+
+--Sia ringraziato il cielo--diceva la contessa Chiaretta.--Se Leonardo
+non ha compagnia non istà mai tranquillo.... Andate a giocare a dominò,
+ragazzi.... O fate pure quel che volete, purchè io non senta rumore.
+
+Da figliuolo ubbidiente, Leonardo si tirava dietro Fortunata in un altro
+angolo della casa, in quello stanzone degli armadi ove i due cugini
+s'erano da bimbi trastullati insieme e da cui si poteva, volendo, salire
+in un'ampia terrazza. Non mancavano buoni pretesti per andar colà. Prima
+di tutto il luogo era opportunissimo per isgranchir le gambe e per
+prendere una boccata d'aria libera; poi ci si trovavano parecchi vasi e
+cassette di fiori pei quali Leonardo s'era acceso d'una subitanea
+passione e ch'egli rimondava con gran cura dell'erbaccie, e inaffiava
+ogni giorno.
+
+I desiderii della contessa madre erano esauditi appieno. Checchè
+avvenisse lassù, ella non sentiva romore.
+
+Ma la baffuta _siora_ Placida, la cameriera anziana, che teneva le
+chiavi della biancheria e considerava lo stanzone come suo speciale
+dominio, durava fatica a persuadersi che il padroncino e Fortunata
+impiegassero tanto tempo nella fioricultura, e aveva tentato più d'una
+volta di scoprire quali fossero le loro occupazioni. A dir vero, a
+malgrado del suo diligente spionaggio, essa non aveva scoperto nulla di
+positivo perchè lo stanzone era chiuso da un uscio assai grosso e
+pesante di cui non si sarebbe potuto spingere uno dei battenti senza un
+molesto cigolìo che avrebbe tradito l'esploratore indiscreto. Pure, dei
+pochi indizi ch'essa aveva raccolto, la onoranda matrona aveva data la
+partecipazione confidenziale al cameriere Stefano, suo favorito. Stefano
+aveva ripetuto la notizia alla lavapiatti, una massiccia montanara del
+Bellunese, con la quale, di nascosto della _siora_ Placida, egli era in
+ottimi termini, e colei ne aveva parlato in segreto a uno dei barcaiuoli
+che godeva di qualche sua preferenza furtiva. In breve la cosa passò per
+tutte le bocche, e in cucina si discusse gravemente se si doveva o no
+metter sull'avviso Sua Eccellenza Zaccaria e Sua Eccellenza Chiaretta.
+Il signor Oreste, il cuoco, stava pel sì, e sosteneva che la era tutta
+una cabala ordita dalla contessa Zanze Rialdi, la quale voleva
+costringere il _lustrissimo_ Leonardo a sposare la sua figliuola, e
+intanto gliela gettava in braccio per metterlo fra l'uscio e il muro.
+Ora pareva a lui che fosse necessario di sventar la trama, perchè,
+sebbene non ci fosse nulla da dire contro la ragazza, quello non era un
+partito adattato pel padroncino, e da sì misere nozze la servitù non
+poteva sperare nè mancie, nè regali convenienti. E poi non c'era una
+ragione al mondo di favorir gl'intrighi della contessa Zanze, che al
+capo d'anno non dava un centesimo a nessuno.
+
+Argomenti di gran peso che rendevano testimonianza della sagacità del
+signor Oreste e che avrebbero dovuto trionfare, ma il cuoco aveva la
+disgrazia d'essere antipatico a' suoi compagni, e accadeva assai di rado
+che i suoi consigli fossero accolti.
+
+Prevalse dunque l'opinione contraria, difesa con molto vigore dal
+cameriere Stefano, il quale diceva che i pericoli del matrimonio non
+c'erano se non che nella fantasia del signor Oreste, e che in quanto al
+rimanente a questo mondo bisogna vivere e lasciar vivere, nè occorre
+scandalizzarsi di accidenti che nascono dappertutto. La _siora_ Placida
+poteva certificare se quelli eran fatti nuovi in casa Bollati.
+
+E la cameriera, quantunque le seccasse esser chiamata a testimonio di
+cose passate, era costretta nella sua lealtà a riconoscere che, per quel
+che dicevano i vecchi, nella nobile famiglia uomini e donne eran sempre
+stati di manica larga e non c'era che la _lustrissima_ Chiaretta la
+quale, avendo acqua nelle vene invece che sangue, non desse a discorrer
+di sè.... Beninteso ch'ella, la _siora_ Placida, non avrebbe messo le
+mani nel fuoco nemmeno per la padrona, e non avrebbe voluto giurare che
+fra Sua Eccellenza e il nobile Piero Canziani, per esempio, non avessero
+mai fatto altro che sorseggiare il caffè e sgretolare i _baicoli_.
+
+Comunque sia, il primo risultato di queste chiacchiere si fu che, quando
+Leonardo e Fortunata scendevano dallo stanzone degli armadi, eran sicuri
+di trovarsi fra i piedi qualcheduno della servitù che con curiosità mal
+dissimulata li squadrava dalla testa alle piante per far poi in cucina
+quelle chiose che si possono immaginare.
+
+Leonardo, il quale in certe faccende aveva buon naso, indovinò che
+c'erano in aria dei sospetti, e colse il pretesto per troncare gli
+abboccamenti segreti nello stanzone, tanto più che ormai si era levato
+il capriccio e Fortunata cominciava a venirgli a noia. Inoltre
+s'avvicinava il momento in cui egli sarebbe uscito di casa, e allora
+avrebbe avuto ben altro pel capo che la cugina. Meglio dunque allentare
+il nodo a poco a poco.
+
+La povera ragazza, dopo aver con sì calde lagrime chiesto al Signore di
+allontanarla dal peccato, adesso che il peccato s'allontanava da lei
+ebbe un risveglio tremendo. Ella capì che stava per succedere il peggio,
+capì che Leonardo l'abbandonava. E resa ardita dalla disperazione,
+volle a ogni costo ch'egli le accordasse un colloquio da solo a sola, e
+nel suo amore e nel suo dolore trovò accenti così caldi ed appassionati,
+quali non si sarebbero attesi dal suo labbro ordinariamente timido e
+peritoso. Egli, più infastidito che commosso, cercò in principio di
+calmarla con buone parole; poi, com'ella non se ne mostrava paga,
+perdette la pazienza, e si lasciò andare al suo linguaggio cinico e
+sboccato. In fin dei conti, che pretendeva ella da lui? Che la sposasse?
+Ma già egli non si sognava nemmeno di prender moglie. O credeva forse
+che la loro relazione potesse durare eterna? Non doveva anzi essergli
+grata della prudenza con cui egli s'era condotto? Se la cosa tirava in
+lungo altri due o tre giorni, c'era da scommettere che sarebbe nato uno
+scandalo; invece, per merito suo, nessuno direbbe nulla, perchè nessuno
+sapeva nulla di positivo, ed ella non iscapiterebbe affatto nella
+riputazione. E ancora si lagnava?
+
+Ella rimase fulminata. Era dunque finito tutto? Noi lo sappiamo, il
+presentimento che tutto potesse finire in questo modo le aveva già
+angustiato lo spirito, ma non era mai riuscito ad annidarvisi per un
+pezzo; chè ogni lieve segno d'affetto da parte di Leonardo era bastato a
+rianimare le sue illusioni. Adesso però, dopo le parole dure, recise,
+sprezzanti che le echeggiavano sinistramente all'orecchio, non c'era più
+illusione possibile, non c'era più spiraglio di luce che rompesse le
+tenebre ond'ella era cinta. E si sentiva sola, derelitta nel mondo. I
+suoi genitori? Ma suo padre pur troppo era un fantoccio, e sua madre
+perchè non l'aveva vigilata, perchè non l'aveva avvertita? Un lampo
+tremendo le attraversò la mente. Se sua madre, che fin dall'infanzia le
+aveva inculcato la riverenza ai parenti Bollati, la devozione al cugino,
+se sua madre avesse voluto lei stessa apparecchiar la catastrofe nella
+speranza di forzare Leonardo al matrimonio? Ed ella si sarebbe fatta
+complice di questa ignominia? Che orrore, che orrore! Ah! Gasparo era
+stato buon profeta! Un momento le venne il pensiero di scrivergli. Ma
+che cosa gli avrebbe scritto? Ch'ella s'era prostituita, ch'ella s'era
+disonorata? E che cosa gli avrebbe chiesto? Di vendicarla? No, no, mille
+volte no, ella non voleva che si torcesse un capello a Leonardo. Forse
+egli era meno colpevole di quel che essa credeva, forse con le donne
+(povere donne!) si fa sempre così; tocca a loro a difendersi. Ah senza
+dubbio la vera colpevole era lei che s'era lasciata acciecare,
+inebbriare dalla febbre dei sensi, che aveva dimenticato la sua fede.
+Come le rimordeva la sua coscienza di cattolica! Con che paura
+superstiziosa pensava ai suoi doveri religiosi trascurati, alle sue
+distrazioni in chiesa, ai desiderii immodesti, alle immagini profane che
+avevano turbato il suo raccoglimento e le sue preghiere! Ella si
+domandava tremante se ci sarebbe stata penitenza adeguata al suo fallo.
+E di nuovo una voce intima le additava come suprema áncora di salvezza
+il convento, seppur c'era un convento che volesse accoglierla.
+
+Sotto l'impero di questa idea, il giorno stesso del fatale colloquio,
+ella corse in traccia d'un sacerdote suo conoscente, e inginocchiata nel
+confessionale gli rivelò la sua passione infelice e il fermo proposito
+di espiare i suoi errori con una vita d'orazioni, d'astinenze, di
+sacrifici. Che le dicesse il prete noi non sappiamo; certo si è ch'ella
+uscì dal tempio più invasata che mai dall'ascetismo e più che mai decisa
+a prendere il velo. La contessa Zanze, che aveva già notato quella
+mattina il pallore e l'abbattimento di Fortunata, notò ora lo stato
+d'esaltazione in cui ella si trovava e l'assoggettò a un interrogatorio
+in piena regola. La ragazza avrebbe voluto ritardare questa nuova
+confessione, ma non potè schermirsi dall'insistenza materna. Stremata di
+forze, ella fu côlta da un pianto isterico, irrefrenabile, e in mezzo ai
+singhiozzi ripetè ancora una volta la dolente istoria del suo amore e
+della sua vergogna. Quella storia sorgeva accusatrice terribile contro
+la madre, e la contessa Zanze, quantunque certe cose le capisse poco,
+non si sentiva la coscienza affatto tranquilla. Nondimeno, perchè
+ell'era seguace della dottrina che il fine giustifica i mezzi, se la
+caduta di Fortunata doveva darle un'arma per venire a capo de' suoi
+disegni, ell'era prontissima ad assolversi d'ogni colpa. Sì, sì, ella
+non aveva difficoltà a riconoscerlo, la faccenda poteva esser condotta
+meglio e sopratutto sarebbe stato necessario di badare che Fortunata
+conservasse il suo sangue freddo e che la bussola la perdesse Leonardo.
+Invece era successo precisamente l'opposto. Fatalità! A tale proposito
+la signora Zanze ricordava con segreto orgoglio l'arte finissima da lei
+adoperata a' suoi tempi col conte Luca Rialdi in condizioni analoghe a
+quelle della figliuola. Prima aveva invischiato ben bene il merlo; poi
+non aveva avuto più tanti scrupoli, chè già non è un delitto il mangiar
+il proprio grano in erba. Del resto, ora l'essenziale era di non
+smarrirsi d'animo e guai se Fortunata abbandonava la partita. Perciò,
+quando la ragazza tirò in campo l'argomento del chiostro, la contessa,
+che fino a quel punto l'aveva ascoltata con simpatia fingendo di non
+accorgersi dei rimproveri indiretti che c'erano nelle parole di lei,
+mutò tenore ad un tratto, e non frenandosi più dichiarò che questi eran
+discorsi da bambina e che il chiostro non accomodava nulla, e che una
+sola cosa poteva salvar l'onore della famiglia, il matrimonio. Ma
+Fortunata, la timida Fortunata, insistette dicendo che già il matrimonio
+era impossibile, e che a ogni modo ell'era ormai risoluta a fuggire dal
+mondo e a non consacrarsi ad altri che a Dio.... Era risoluta, avevano
+capito? La lasciassero stare, se non desideravano la sua morte.
+
+Ne seguì una scena violenta, nel mezzo della quale la giovane cadde in
+deliquio.
+
+Assistita subito dalla madre, ella non istette molto a rinvenire; ma si
+lagnava d'una grande spossatezza, d'un malessere generale ch'ella non
+sapeva spiegarsi.
+
+Un dubbio improvviso sorse nell'animo della contessa Zanze; tuttavia
+ella tenne per sè le sue impressioni, e ripigliando verso la figliuola
+un tuono affettuoso e sollecito, raccomandò a Fortunata di esser calma,
+di non pensare a malinconie, di persuadersi che nessuno in famiglia
+voleva tiranneggiarla.
+
+Rinfrancata alquanto da queste parole, la ragazza baciò e ribaciò la
+genitrice, e chiestole perdono del suo linguaggio eccessivo di poco fa,
+consentì a mettersi a letto.
+
+Il conte Luca, tornando quel giorno dall'ufficio con la testa piena d'un
+finale di scacchi ch'egli aveva studiato sulla carta, trovò la moglie in
+cima alla scala e fu condotto da lei con gran mistero in un salottino
+appartato.
+
+--Che cosa c'è? Che cos'è successo?--chiese il pover'uomo che non
+capiva.
+
+--Zitto!--disse la contessa.--Non facciamoci sentire dalla gente di
+servizio.
+
+La gente di servizio, fra parentesi, si riduceva a una fantesca un po'
+sorda. Ma la contessa Zanze amava le amplificazioni.
+
+--Insomma?--ripigliò il conte abbassando la voce.
+
+E allora la consorte gli spifferò tutto quello che ella sapeva e tutto
+quello che l'indisposizione di Fortunata le faceva supporre.
+
+Il nobile Rialdi era d'indole mansueta, ma in certi casi non c'è
+mansuetudine che tenga; bisogna parlare o scoppiare.
+
+--Questa tegola mi casca sul capo!--esclamò il conte Luca, girando come
+un forsennato su e giù per la stanza.--Mi spiego?... Non l'avevo detto
+io che l'andava a finir male?... Ma volete sempre fare a vostro modo,
+voi....
+
+--Eh non mi seccate--interruppe la contessa Zanze.--Piuttosto andate a
+chiamare il medico, giacchè mi occorre saper precisamente in che acque
+si navighi.
+
+Il conte Luca ubbidì, e il dottore, interrogata con molta discrezione la
+ragazza, uscì dalla camera coi genitori e disse loro che le supposizioni
+della signora contessa avevano proprio côlto nel segno.
+
+--Povero me, povero me!--gemette il conte Luca, cacciandosi le mani nei
+pochi capelli che gli rimanevano.--Poteva toccarmi di peggio?
+
+La contessa moglie gli diede sulla voce.--Ci vuol altro che queste
+smorfie! Adesso si vedrà se siete un uomo o un _pampano_.
+
+La qual cosa si doveva vedere, ma non si vide, perchè la contessa Zanze,
+secondo il suo solito, prese la direzione della faccenda e al marito
+lasciò l'ufficio, meno arduo e delicato, di tener compagnia alla
+figliuola.
+
+
+
+
+XII.
+
+
+L'annunzio del grave avvenimento fu come lo scoppio d'una bomba in casa
+Bollati. Di così grosse Leonardo non ne aveva fatte mai, nè aveva mai
+recato un impiccio simile alla famiglia, neppure quella volta dello
+scandalo in giardino. Come immaginarsi che quel ragazzo si
+incapricciasse della Fortunata, una giovinetta senza forme e senza
+colore, che aveva diciott'anni e ne mostrava sedici, e con la quale egli
+aveva giocato alla bambola? E per peggio, il diavolo ci doveva metter la
+coda; anche un bimbo in prospettiva ci doveva essere!--Già--notava in
+cuor suo il lustrissimo Zaccaria--un gran sangue quello dei Bollati.
+
+Sicuro, un gran sangue. Ma intanto (poichè non s'era nemmeno potuto
+effettuare l'andata in campagna a cagione di un'epidemia di tifo che
+infestava in quei mesi i pressi della villa) non c'era modo di levarsi
+d'attorno la contessa Zanze, la quale voleva che si rendesse l'onore
+alla sua creatura, e s'era ostinata a non veder altro risarcimento
+possibile che il matrimonio. E non si lasciava mica scoraggiare dalle
+ripulse, ma tornava alla carica col _lustrissimo_ Zaccaria, o con la
+_lustrissima_ Chiaretta, o con Leonardo, o con don Luigi, che nella sua
+qualità di ecclesiastico avrebbe pur dovuto capire quale fosse l'obbligo
+sacrosanto dei suoi padroni.
+
+Don Luigi, uomo alieno dai fastidi, aveva in principio adottato la
+tattica di non credere all'importanza della cosa.
+
+--Esagerazioni, esagerazioni--egli diceva.--Le ragazze senza esperienza
+prendono spesso lucciole per lanterne.
+
+La contessa Zanze si sentiva il prurito di graffiargli gli occhi.--Ma
+che lucciole, ma che lanterne? Metterebbe forse in dubbio quello che
+Leonardo confessa?
+
+--I giovinotti, si sa, hanno l'abitudine di vantarsi.
+
+--Auff! Ma se il medico ha dichiarato che mia figlia... via, non lo sa
+quello che ha dichiarato il medico?
+
+--Bisogna star a vedere, bisogna aspettare... I medici, cara contessa,
+pigliano tanti granchi a secco.
+
+Finalmente don Luigi si arrese all'evidenza. Gli dispiaceva, proprio da
+galantuomo gli dispiaceva assai. Ma che poteva farci? Le Loro Eccellenze
+non ricorrevano a lui per consiglio... eh, pur troppo, i preti non eran
+più tenuti nel conto d'una volta.... E poi era un affare
+difficilissimo;... tutte le soluzioni avevano i loro inconvenienti...
+senza dubbio il matrimonio riparava al mal fatto... ma c'erano le sue
+obbiezioni, oh se c'erano....
+
+La contessa Rialdi non voleva ammettere che ce ne fossero affatto, si
+riscaldava, usciva dai gangheri, e pretendeva tener responsabile il
+sacerdote della cattiva condotta del suo allievo. Allora anche a don
+Luigi saltava la mosca al naso, e, accendendosi in viso, egli dichiarava
+che aveva instillato al contino principii di moralità e di religione, e
+che non era colpa sua se l'altro non aveva saputo trarne profitto.
+Insomma perchè lo tiravano in ballo lui? Perchè non lo lasciavano
+attendere in pace a' suoi studi?
+
+Coi cugini Bollati la contessa Zanze era a vicenda umile e petulante,
+supplichevole e minacciosa. Vantava i servigi da lei resi a Leonardo
+durante la sua malattia e così indegnamente ricambiati, dipingeva coi
+più tetri colori lo stato della propria famiglia dopo la catastrofe;
+Fortunata che si stemperava in lagrime; il conte Luca che ci rimetteva
+la pelle dall'avvilimento; oh se ce la rimetteva; lei ch'era invecchiata
+di più anni in pochi giorni e ch'era sostenuta soltanto dall'idea di
+giovare agli altri;... senza contare poi Gasparo che navigava nelle
+acque del Levante e che ancora non sapeva nulla, ma che quando avesse
+saputo.... Misericordia! Era meglio non pensarci neanche.
+
+Quest'era il nembo lontano che ruggiva nei discorsi della contessa, ma
+di lì a poco tornava il sereno, tornava l'idillio pastorale. Che moglie
+più amorosa di Fortunata poteva mai trovare Leonardo; che nuora più
+devota, più ubbidiente potevano trovare il conte Zaccaria e la contessa
+Chiaretta? Non era una Venere, ma non era nemmen brutta e spiacente, e
+poi aveva tutto le qualità morali che è lecito desiderare in una
+ragazza... buona, docile, pia.... Era povera sì, pur troppo, non aveva
+dote; ma che bisogno avevano di dote i Bollati?... Che cos'è il danaro?
+Che cos'è la ricchezza?... In quanto alla nobiltà dei Rialdi, nessuno
+pretendeva che essa fosse paragonabile a quella dei Bollati, ma era
+sempre una nobiltà genuina, co' suoi documenti in regola, non una delle
+tante che circolano per la piazza.
+
+Ma la parte più commovente delle arringhe della contessa Zanze era
+quella che si riferiva al nascituro. Ella s'inteneriva al solo pensarci.
+Lo amava già con tutta l'anima quel suo nipotino. Ed era anche nipotino
+loro, dei Bollati; era, voglia o non voglia, un Bollati... Possibile che
+si rifiutassero di riconoscerlo?... Bisognava altresì considerare che
+vantaggio inestimabile sarebbe stato per Leonardo il prender moglie....
+Era forse l'unico modo di sottrarlo davvero alle tentazioni, alle
+cattive amicizie e ai cattivi esempi.
+
+Insomma la loquace femmina tratteggiava ai Bollati un quadro compiuto di
+felicità domestica. Che se le riusciva di abbrancar Leonardo (e non era
+cosa facile) rincarava la dose. Aveva a un passo il Paradiso ed esitava
+ad entrarci, quel disutilaccio.
+
+Malgrado della sua furberia, la contessa Zanze non s'appigliava al mezzo
+migliore per far entrare in grazia il matrimonio a Leonardo. La
+prospettiva delle gioie casalinghe non lo seduceva punto, e chi avesse
+voluto persuaderlo a sposarsi avrebbe agito più saviamente dicendogli
+che il matrimonio era una semplice formalità, e che dopo le nozze egli
+avrebbe potuto menar la solita vita, senza paura che la moglie lo
+tormentasse con tenerezze o con gelosie, o che i figliuoli gli
+ruzzolassero fra le gambe o lo assordassero coi loro strilli.
+
+Tutto considerato, i maggiori ostacoli all'adempimento del gran disegno
+della contessa Zanze non venivano nè dal _lustrissimo_ Zaccaria, nè
+dalla _lustrissima_ Chiaretta. Certo ch'essi non favorivano l'unione da
+lei vagheggiata, certo che avrebbero voluto anzi impedirla, ma non
+avevano per essa una di quelle ripugnanze invincibili che fanno cascar
+le braccia e troncano le parole in bocca a chi difende una causa.
+
+Il conte un fondo di gentiluomo l'aveva; egli capiva che il danno recato
+da suo figlio ai Rialdi non è di quelli che si risarciscano con l'oro, e
+che non era una bella cosa pei Bollati il restar con quella macchia sul
+loro nome, e che la contessa Zanze non aveva torto a veder una sola
+riparazione possibile....; quantunque fosse lecito sospettare ch'ella
+avesse una gran parte di colpa in ciò che era accaduto.
+
+La _lustrissima_ non era mossa dalle ragioni di suo marito. Ella non
+poteva soffrire quella inframmettente e pettegola cugina Rialdi e non
+avrebbe voluto fargliela spuntare a nessun prezzo; giacchè per lei non
+c'era dubbio ch'era tutto un intrigo ordito dalla Zanze, la quale adesso
+spargeva lagrime di coccodrillo; ma d'altro lato ella s'era tanto
+avvezza ad aver intorno a sè Fortunata, a farsene servire come da una
+cameriera o da una dama di compagnia, che non sapeva rassegnarsi
+all'idea di dover perderla. E allora era costretta ad ammettere che,
+realmente, come diceva la contessa Zanze, una nuora simile essa non
+l'avrebbe trovata mai, e che una gran signora avrebbe portato chi sa che
+fumi in casa.
+
+L'avversario più accanito, più formidabile dell'unione fra Leonardo e
+Fortunata era l'agente generale, _sior_ Bortolo, il quale, tanto per
+procurarsi nuovo danaro quanto per tener a bada i vecchi creditori,
+aveva necessità assoluta di ripetere su tutti i tuoni che presto o tardi
+gli affari della nobile famiglia s'accomoderebbero con un cospicuo
+matrimonio del signor contino. Al principale poi fra questi creditori,
+certo signor Vinati, usuraio desideroso di nobilitarsi, _sior_ Bortolo
+non voleva togliere ogni speranza di vedere un giorno contessa la sua
+unica figliuola che stava per uscir di collegio e aveva gli occhi
+scerpellini, i denti guasti e cinquecento mila lire austriache di dote,
+astrazion fatta da ciò che le spettava alla morte del padre.
+
+Cosicchè, sempre col debito rispetto alle Loro Eccellenze, il brav'uomo
+disse aperto l'animo suo. Non conveniva esagerare in nulla, nemmeno
+negli scrupoli. Un ragazzo di vent'anni che seduce una ragazza di
+diciotto non è più responsabile di lei che s'è lasciata sedurre....
+ammesso anche che le parti non siano state invertite e che la ragazza,
+ubbidiente ai consigli di una madre artificiosa, non sia stata lei la
+vera seduttrice. A ogni modo, ci vorrebbe altro che in tutti i casi di
+questo genere si finisse col matrimonio! L'esservi un bimbo per istrada
+era senza dubbio un impiccio di più, era una disgrazia, ma si poteva
+vedere, studiare una soluzione decorosa, soddisfacente.... Il matrimonio
+egli, in coscienza, per la sua gran devozione ai padroni, doveva
+sconsigliarlo con tutte le sue forze. Quando si ha nome Bollati, si
+hanno degli obblighi verso il paese, verso la società, ed era evidente
+che queste nozze non corrispondenti alla grandezza del casato nè sotto
+l'aspetto morale nè sotto l'aspetto economico avrebbero prodotto una
+pessima impressione. E poi, era inutile dissimularlo, gli anni
+continuavano a esser cattivi, c'eran sempre batoste nuove, pur troppo,
+alcune innovazioni agricole introdotte dal signor conte, sebbene
+eccellenti in sè, non eran riuscite, le tasse crescevano, crescevano gli
+interessi dei mutui; alle corte, se il contino Leonardo si risolveva ad
+ammogliarsi era indispensabile ch'egli facesse entrar di molti quattrini
+in famiglia. E _sior_ Bortolo concludeva, come per tastare il
+terreno:--Insomma, sul blasone si può transigere; perchè quello dei
+Bollati basta per tutti, ma non si può transigere sui danari.
+
+Alleati di _sior_ Bortolo, se non molto efficaci certo molto romorosi,
+erano i Geisenburg-Rudingen von Rudingen, i quali erano venuti a saper
+la cosa e tempestavano i genitori e suoceri di lettere scritte in lingua
+austro-italica. Per carità non si lasciassero tirar nelle reti dalla
+Zanze Rialdi. Non dessero alla scappatella giovanile di Leonardo più
+peso di quello ch'essa meritava. Il matrimonio dell'ultimo rampollo
+maschio dei Bollati con una ragazza nè bella, nè ricca, nè
+sufficientemente nobile avrebbe alienato i parenti e gli amici. Se
+Leonardo doveva ammogliarsi, si cercasse un partito degno di lui. Anzi,
+a questo proposito, si riserbavano di discorrerne personalmente in
+Venezia, dove non eran più tornati dopo il 1838 e dove si disponevano a
+venir prestissimo per abbracciare il conte Zaccaria, la contessa
+Chiaretta e il caro Leonardo, fattosi ormai un bel giovinotto.
+
+Non c'è bisogno di soggiungere che in queste difficili contingenze anche
+gli amici di casa volevano dir la loro opinione. E naturalmente non
+andavano d'accordo. La contessa Ficcanaso, per esempio, era furibonda
+alla sola idea che i Rialdi potessero vincere il loro punto, e urlava
+che sarebbe un pessimo esempio, e che tutte le ragazze sarebbero
+incoraggiate a far le civette e peggio, e che nessuna madre di famiglia
+avrebbe voluto più condur le figliuole in palazzo Bollati se fosse
+successo quello scandaloso matrimonio. Certo, s'ella fosse stata madre
+di famiglia, non ci avrebbe più posto il piede. Invece il nobil'uomo
+Canziani sosteneva, secondo le sue deboli forze, la causa di Fortunata,
+e un buon canonico di San Marco, monsignor Evaristo Lipari, commensale
+dei Bollati nelle grandi occasioni, aveva assicurato la contessa Zanze
+che farebbe il possibile per ottenere la benevola interposizione di S.
+E. il Patriarca.
+
+Nondimeno la contessa Zanze, vedendo che passavano i giorni senza
+frutto, ricorse ad un alleato più energico e scrisse a Gasparo
+informandolo dell'ultime vicende domestiche, e sollecitandolo a
+procurarsi una licenza di alcune settimane e ad accorrere in aiuto di
+sua sorella.
+
+
+
+
+XIII.
+
+
+E Fortunata?
+
+Che trasformazione succedesse in lei allorchè il vero le fu interamente
+palese, ce lo dirà una sua lettera, ch'ella, di nascosto dei suoi
+genitori, fece pervenire in quei giorni al cugino.
+
+ «_Caro Leonardo,_
+
+ «Le conseguenze del nostro fallo non saranno più un segreto nemmeno
+ per te. Dapprima, te lo giuro, credetti di morirne per la vergogna.
+ Ma a poco a poco s'impadronì di me un nuovo sentimento, che
+ dev'essere assai forte in noi donne se riesce a soverchiare tutti
+ gli altri, il sentimento della maternità. Più disonorata che mai al
+ cospetto del mondo, mi pare d'esser meno infelice. Quando tu mi
+ dichiarasti che bisognava troncare le nostre relazioni, io ero
+ fermamente decisa a seppellirmi in un chiostro, e son sicura che
+ nulla avrebbe potuto rimuovermi dal mio proposito. Tu non mi amavi;
+ che mi rimaneva da fare? Ma oggi ho mutato idea. Certo non potrei
+ entrare adesso in convento; e come vi entrerei più tardi quando avrò
+ _qualcheduno_ da difendere, da proteggere? E poi, perchè negarlo? Io
+ penso che questa creaturina che mi palpita in seno è un vincolo
+ sacro fra noi due, un vincolo che tu puoi sprezzare, ma non puoi
+ distruggere. E malgrado delle tue parole crudeli, io son sempre tua,
+ Leonardo, ed è un conforto per me che qualche cosa del nostro amore
+ sopravviva. Chi sa, un giorno forse, se non della madre, tu potrai
+ rammentarti del figlio.
+
+ «E ancora questo voglio dirti. Se mi abbandonai fra le tue braccia
+ non fu per un calcolo vile. Checchè ti susurrino nell'orecchio, non
+ credermi capace di tanta bassezza. Te lo giuro in nome della mia, in
+ nome della _nostra_ creatura, io ti amai come s'ama a diciott'anni,
+ senza guardare più in là, senza pensare che tu sei ricco e io son
+ povera.
+
+ «Addio, Leonardo, nessuno ti vorrà bene quanto te ne volle, e, pur
+ troppo, te ne vuole ancora
+
+ «_la tua_ FORTUNATA.»
+
+Questa lettera non ebbe risposta; già, fra le altre ragioni per non
+rispondere, Leonardo ne aveva una di eccellente; egli sarebbe stato
+molto impicciato a metter quattro righe in carta. Come si vede, le
+lezioni di don Luigi avevano dato ottimi frutti.
+
+Tuttavia Fortunata sperava. Ella sperava nel ravvedimento spontaneo di
+Leonardo, indipendentemente dal grande anfanare della contessa Zanze, la
+quale non istava mai cheta, andava, veniva, prorompeva in brevi
+esclamazioni, sempre ravvolgendo però in un profondo mistero le sue
+mosse strategiche.
+
+Chi teneva molte ore di compagnia alla figliuola era il conte Luca, al
+quale l'occasione di mostrare, secondo il detto memorabile della
+contessa Zanze, s'egli fosse un uomo o un _pampano_ era mancata
+assolutamente per colpa della moglie medesima che l'aveva lasciato in
+disparte. Nondimeno Fortunata gli era gratissima dell'averle sacrificato
+la sua partita a scacchi al caffè della _Vittoria_, e per ricompensamelo
+faceva le viste di gustar molto i suoi pettegolezzi d'ufficio e
+consentiva a studiare sotto di lui il nobile giuoco, inestimabile
+conforto, diceva il conte, in tutte le tribolazioni della vita.
+
+Senonchè, in mezzo a tante cure che l'angustiavano, Fortunata andava
+soggetta a frequenti distrazioni. Talora, mentre il padre s'affannava a
+spiegarle un gambitto di re o di regina, ella con gli occhi fissi verso
+l'uscio guardava se per avventura comparisse Leonardo, ovvero, raccolta
+in sè stessa, seguiva altre fantasie.--Sarà un maschio? Sarà una
+femmina? A chi somiglierà?
+
+Vagando in questi pensieri, ella ebbe un giorno un gran rimescolamento
+del sangue, ebbe un impeto di tenerezza che la fece sciogliere in
+lagrime.
+
+--Misericordia! Che altri malanni ci sono?--esclamò il conte Luca, il
+quale non osava attribuire questa subitanea commozione al racconto di
+alcune facezie burocratiche con cui egli la intratteneva.
+
+Ella gli gettò le braccia al collo: e seguitava singhiozzando:--Povero
+piccino! povero piccino!
+
+Il conte Luca non osava fiatare, e diceva tutt'al più:--No, Fortunata,
+no, non conviene agitarsi. Il medico te l'ha proibito. Mi spiego?
+
+Ma Fortunata non gli dava retta e si lasciava portar via dai suoi
+pensieri.
+
+--Gli vorrà bene, babbo?.... Chi sa quanto bisogno avrà che gli vogliano
+bene!
+
+--Sicuro che gliene vorrò.... che domanda!.... Non è mio nipote?--E il
+conte soggiungeva aspirando una grossa presa di tabacco e rasciugandosi
+una lagrimetta col dorso della mano:--Ma! Speriamo che tutto finisca
+secondo giustizia, mi spiego?
+
+Un po' per le piccole sofferenze inerenti alla sua condizione, un po'
+per lo stato del suo animo, Fortunata non sapeva risolversi a uscire e
+non vedeva nessuno fuori che il canonico, il quale, buona pasta d'uomo,
+veniva ogni tanto a far l'ufficio di confortatore e a dire che non aveva
+ancora potuto indurre Sua Eminenza Reverendissima a parlare al conte
+Zaccaria, ma che non dubitava punto di indurvelo quanto prima. E una
+parola di S. E. sarebbe bastata senz'altro, perchè i Bollati eran gente
+religiosa, e lo stesso Leonardo, così scappato e vanesio, adempiva
+sempre alle pratiche del culto.
+
+--E quando c'è la religione,--concludeva monsignore,--c'è l'essenziale.
+
+Però la contessa Zanze non era soddisfatta. _Sior_ Bortolo era duro come
+un macigno, e adesso erano venuti giù dalla Moravia anche i Geisenburg e
+s'erano accampati nel palazzo riempiendolo di boria e di fumo. Vederlo
+quel marchese Ernesto! Un po' meno pingue, ma più pettoruto di quello
+che fosse sei anni addietro, trasudava la superbia da tutti i pori. Ella
+invece, la marchesa, era diventata magra come una sardella, ma in quanto
+a superbia non aveva nulla da invidiare a suo marito. S'era appena
+degnata di salutare la contessa Zanze (che pur se l'era tenuta sulle
+ginocchia) e poi aveva detto (questo lo riferivano le persone di
+servizio) che non capiva come i suoi genitori ricevessero ancora _certa
+gente_.
+
+Di Fortunata i Geisenburg sparlavano senza misura. E ridevano fra di
+loro della sua pretensione stravagante di farsi sposare perchè Leonardo
+s'era levato un capriccio con lei. Faccenda da accomodarsi con qualche
+centinaio di zecchini, fissando poi una piccola pensione pel bimbo se si
+volevano spinger gli scrupoli all'estremo. Di spose convenienti per
+Leonardo ne avevano loro, i Geisenburg, da proporne una mezza dozzina,
+tutte ricche, tutte della prima nobiltà austriaca, tutte registrate
+nell'almanacco di Gotha. E anzi un cameriera di casa Bollati, che aveva
+il vizio di stare in ascolto dietro gli usci e che pretendeva di capire
+il tedesco, assicurava che tra marito e moglie avevano già fissato la
+ragazza da preferirsi.
+
+Probabilmente non c'era in tutto ciò nulla di serio, tanto più che per
+la scelta della sposa, se una sposa ci doveva esser davvero, _sior_
+Bortolo avrebbe voluto indubbiamente aver voce in capitolo. A ogni modo,
+mentre le cose stavano in questi termini arrivò a Venezia Gasparo
+Rialdi.
+
+L'appello materno gli era pervenuto in un momento critico della sua
+vita. Già da qualche mese tre ufficiali della marina austriaca,
+amicissimi suoi, Attilio ed Emilio Bandiera e Domenico Moro, nomi che
+l'eroismo e la sventura resero sacri, erano fuggiti a Corfù col
+proposito di gettarsi sul primo lembo di terra italiana ove fosse
+possibile di alzare il grido della riscossa contro i tiranni stranieri e
+domestici. Partecipe dei loro disegni e non meno deliberato a dar per la
+patria il suo braccio e il suo sangue, Gasparo Rialdi però non aveva
+creduto l'ora propizia pel magnanimo tentativo e aveva scongiurato quei
+valorosi a serbarsi per tempi migliori. E forse essi avrebbero accolto
+il suo consiglio, se il timore di esser già spiati dalla polizia
+imperiale non li avesse indotti a precipitare la diserzione. Con che
+cuore Gasparo li avesse visti partire è facile immaginarlo. Ed è facile
+immaginare con che ansietà egli avesse seguito le loro vicende.
+L'incrollabile fermezza di Emilio di fronte alle preghiere e alle
+lacrime della misera madre volata a Corfù nella primavera di quell'anno
+1844 per iscongiurare l'imminente sciagura, la fiera dichiarazione
+pubblicata dai due fratelli in un giornale di Malta in risposta a un
+editto dell'Ammiragliato austriaco, la lettera scritta da Domenico Moro
+al comandante della sua nave per ispiegargli la propria condotta,
+commossero in quei tempi, prima ancora della tragedia di Cosenza, quanti
+erano spiriti gentili nella penisola. E Gasparo, ch'era stato il
+confidente di quei giovani audaci e che, pronosticando col lucido
+ingegno l'inanità dell'impresa s'era invano sforzato di trattenerli,
+aveva poi sentito un acre rammarico a non esser con loro, ad aver
+piuttosto ubbidito alla voce della ragione che agl'impeti
+dell'entusiasmo. La notizia sparsasi nella seconda metà di giugno che i
+Bandiera coi loro seguaci fossero sbarcati in Calabria diede nuova esca
+al fuoco, e il nostro giovane ufficiale al quale pareva di meritarsi la
+taccia di codardo, studiava già i modi di raggiungere gli amici, quando
+la lettera di sua madre gli additò un dovere sacro, preciso, immediato a
+cui non gli era lecito di sottrarsi.
+
+Livido di sdegno e di rabbia, Gasparo Rialdi, appena ricevuto quel
+foglio, si presentò al suo comandante pregandolo d'accordargli un
+congedo d'un mese per motivi gravissimi di famiglia.
+
+Il comandante, austriaco fino al midollo dell'ossa, ma buono di cuore e
+amoroso dei suoi dipendenti, fu fieramente turbato da quella richiesta,
+e cercando di leggere nella fisonomia stravolta dell'ufficiale:
+
+--Che avete, Rialdi?--gli disse.--Non vi si riconosce più.
+
+L'altro si schermì dal rispondere e insistette sulla necessità che aveva
+di partir subito per Venezia.
+
+--Mi date proprio la vostra parola d'onore che partite per Venezia?
+Solamente per Venezia?
+
+Gasparo Rialdi comprese il significato della domanda e proseguì con voce
+ferma:--Sì, le do la mia parola d'onore.
+
+--Ebbene, ebbene,--brontolò il comandante ordinando allo scrivano di
+redigere il permesso. E proseguì a voce più bassa:--Vedete, Rialdi, sono
+momenti difficili. Quei disgraziati giovani hanno fatto del male a
+tutti.
+
+Gasparo sentì salirsi una fiamma al viso, ma non disse nulla.
+
+--Del male a tutti,--ripetè il suo interlocutore.--Si vive in
+un'atmosfera di sospetti.... Sfido io.... Dopo un fatto simile.... Tre
+giovani che avevano uno splendido avvenire davanti a sè.... I Bandiera
+specialmente.... figli d'un contrammiraglio.... Non par vero.... E che
+cosa credono di fare? Di vincer delle battaglie contro le truppe di S.
+M. Borbonica?.... Di conquistare il Lombardo-Veneto?.... Ci rimetteranno
+la testa.... pazzi, pazzi da legare.... Date qui.
+
+Quest'ultime parole erano rivolte allo scrivano che aveva finito il suo
+lavoro.
+
+--Ecco il permesso firmato, Rialdi.... In fede mia, a un altro avrei
+risposto di no.... Dunque siamo intesi.... A Venezia direttamente....
+Venezia per la via di Trieste.... La vostra parola d'onore.
+
+--Gliel'ho data,--tornò a dire Gasparo ringraziando e inchinandosi.
+
+E quella notte medesima egli viaggiava col vapore del Lloyd per Trieste.
+C'era a bordo una quarantina di passeggieri, quasi tutti sopra coperta,
+tanto il tempo era bello e il mare tranquillo. Si ciarlava, si giocava,
+si faceva all'amore. Tre o quattro suonatori ambulanti, imbarcatisi a
+Smirne in terza classe, strimpellavano delle polke e dei valzer, e chi
+ne aveva voglia ballava al chiaro di luna, mentre i delfini saltellavano
+sulle acque fosforescenti.
+
+Gasparo Rialdi pensava ai suoi amici inseguiti, a sua sorella
+vituperata. Egli era solo, taciturno, chiuso in sè stesso. Nè le sue
+angoscie patriottiche, nè i suoi dolori domestici erano di quelli che
+possono cercare un sollievo nelle simpatie altrui.
+
+
+
+
+XIV.
+
+
+Pallida, confusa, tremante, con le gote molli di lagrime, Fortunata
+osava appena alzare gli occhi verso il fratello. La confessione del suo
+fallo non l'era mai stata così grave. Non dinanzi al sacerdote, avvezzo
+a quetar gli scrupoli della sua coscienza, non dinanzi alla madre, la
+cui leggerezza colpevole aveva avuto tanta parte nella sua caduta. Ma
+Gasparo, del quale ella ricordava le previsioni, gli ammonimenti, i
+consigli, ahimè non seguiti, Gasparo poteva rinfacciarle la sua vergogna
+cercata, voluta, poteva chiederle conto dell'onore della famiglia da lei
+macchiato per sempre. Ella ne aveva avuto sin da bambina una gran
+soggezione; figuriamoci adesso ch'egli era un giovinotto alto, severo,
+abbronzito dal sole, con uno sguardo acuto, penetrante, che ricercava
+l'intime latebre dell'anima.
+
+Eppure, di mano in mano ch'ella parlava le rigide fattezze
+dell'ufficiale s'atteggiavano a un'espressione più dolce; pareva che il
+giudice si fosse impietosito del reo. E invero un gran peso gli si era
+tolto di dosso. Il linguaggio schietto, ingenuo di Fortunata lo aveva
+reso sicuro che, quale pur fosse stata la condotta di sua madre, sua
+sorella era una vittima e non era una complice.
+
+Quand'ella si tacque, egli stette un momento in silenzio col viso
+nascosto tra le palme; poi disse queste sole parole:--E lo ami sempre?
+
+--Sempre--ella rispose chinando la fronte, ma con voce ferma.
+
+--Sì, capisco--ripigliò Gasparo--l'amarlo fu la tua unica colpa e fu
+anche la tua unica scusa.... Ma adesso.... dopo il suo vile abbandono,
+dopo il suo turpe oblio d'ogni dovere più sacro.... Ah se tu non lo
+amassi più!...
+
+Fortunata lo guardò atterrita.--Lo amo! Lo amo! In nome del cielo, che
+faresti se non lo amassi più?
+
+Gli occhi del giovane sfolgorarono.--Quel che farei?... Gli farei pagare
+a caro prezzo l'oltraggio, e poi direi a te: Dimentica perfino il suo
+nome: dimentica ch'egli ti ha reso madre... l'essere che darai alla luce
+non ha nulla da guadagnarci a conoscerlo.... ci penseremo noi, noi
+soli.... se sarà un maschio, avrò cura io della sua educazione, ne farò
+un uomo, un cittadino.
+
+--Grazie, Gasparo, grazie--esclamò Fortunata.--Oh tu sei buono e io non
+perdonerò mai a me stessa di non averti ubbidito; ma se mi vuoi bene,
+se hai misericordia di me non devi far del male a _lui_.... a
+Leonardo.... non devi togliermi la speranza ch'egli mi ridoni un giorno
+il suo affetto, che, disingannato, stanco dei baci delle altre donne,
+egli torni da quella il cui cuore non muta... dalla madre della sua
+creatura....
+
+--Ma non sai dunque--interruppe il fratello--che faranno di tutto per
+indurlo a prender moglie... una moglie che porti il suo bel gruzzolo di
+zecchini.... poichè si va buccinando che i nostri illustri parenti siano
+dissestati e che occorra una grossa dote per tappare i buchi?
+
+--No--disse la ragazza sforzandosi di persuader sè medesima che i dubbi
+di Gasparo erano infondati.--No, non vi riusciranno.... Quello che
+Leonardo vuole è la sua libertà.... È la risposta ch'egli diede a mia
+madre, a Monsignore... Se si risolvesse a sposarsi....
+
+--Credi che sposerebbe te?
+
+--Lo credo.
+
+--Senti--disse Gasparo dopo una pausa--vedrò gli zii Bollati, vedrò
+Leonardo... oh non temere, so esser calmo, so reprimere le mie
+antipatie.... e quello che potrò fare pel tuo bene te lo giuro, sorella
+mia, lo farò.
+
+Quantunque a malincuore, la contessa Zanze s'era rassegnata ad
+abbandonar nelle mani di suo figlio il grave affare domestico, pel quale
+da un paio di mesi ella metteva in combustione il mondo. Quel benedetto
+Gasparo aveva un certo carattere, certe idee tutte sue.... Insomma ella
+lo aveva chiamato e non poteva disgustarlo. Ma il conte Luca
+brontolava:--Fanno come s'io non esistessi.... Vanno, vengono senza
+degnarsi d'avvisarmi.... Quest'è bella.... Sono o non sono il marito di
+mia moglie e il padre dei miei figli?... Mi spiego?... Non era naturale
+che conducessi io la faccenda?... Ma, nossignori... Prima _madama_ ha
+voluto far da sè.... E adesso tocca a Gasparo, che con quel suo
+temperamento sulfureo finirà di rovinarci.... Cose che andrebbero
+trattate con calma, con prudenza, con spirito conciliativo.... E intanto
+chi soffre di più siamo noi due, Fortunata e io.... io che non ho un
+momento di bene....
+
+Il conte Luca non osava dirlo, ma pensava alla sua scacchiera.
+
+In famiglia Bollati l'arrivo di Gasparo Rialdi a Venezia recò una
+molestia infinita. Gasparo non era più un ragazzo da prendersi a
+scappellotti; era un uomo, era un ufficiale tenuto in gran conto dai
+suoi superiori, e non si poteva sbrigarsene con delle ciancie vuote. Sua
+Eccellenza Zaccaria se n'era persuaso subito dopo un primo colloquio, in
+cui, ricevuta l'imbeccata da _sior_ Bortolo e dai Geisenburg, egli aveva
+tentato di menare il can per l'aia. Bisognava vedere, bisognava studiare
+(proprio le parole precise di _sior_ Bortolo), bisognava cercare con
+tranquillità una soluzione conveniente. Al bambino si sarebbe
+provveduto....
+
+--Conte Zaccaria--aveva detto l'ufficiale in tuono reciso--o il bambino
+entra in palazzo Bollati in compagnia di sua madre, o nessuno ha il
+diritto d'ingerirsene.... La soluzione a cui ella accenna sarebbe un
+secondo insulto per mia sorella... E io non sono disposto a passar sopra
+nemmeno al primo.... Ci rifletta meglio, conte, ascolti i suggerimenti
+del suo cuore e del suo onore.
+
+Già; quest'era esprimersi chiaro. L'antifona della contessa Zanze. Non
+c'è altra riparazione che il matrimonio. Senonchè Gasparo non affogava
+il suo concetto in un mare di chiacchiere. Andava per le spiccie, aveva
+un piglio soldatesco che produceva un certo effetto.
+
+Il marchese Ernesto Geisenburg-Rudingen von Rudingen, secondato dalla
+consorte, urlava che la tracotanza di quell'ufficialetto di marina era
+intollerabile, e che bisognava dargli una buona lezione, e che
+gliel'avrebbe data lui stesso se non avesse temuto d'insudiciarsi le
+mani.
+
+In quanto al contino Leonardo, è vano il dissimularlo, egli aveva paura,
+e se da un paio di generazioni i Bollati non fossero stati avvezzi a
+rimanersene attaccati come ostriche agli scogli della laguna, c'è da
+scommettere ch'egli avrebbe colto quell'occasione per intraprendere un
+viaggietto all'estero, tanto gli pesava il trovarsi faccia a faccia col
+fratello di Fortunata, del quale egli conosceva per esperienza l'indole
+focosa ed altera.
+
+La paura è un difetto, ma anche i difetti possono servire a qualche
+cosa. Nel caso presente essa serviva a far capire a Leonardo il brutto
+impiccio in cui egli s'era messo e a predisporlo alla moderazione e
+all'umiltà nel suo inevitabile abboccamento con Gasparo.
+
+Gasparo dal canto suo s'era impegnato con la sorella e con sè medesimo a
+frenar gl'impeti del suo carattere, cosicchè i due giovani,
+nell'incontrarsi, seppero nascondere il mal animo reciproco. Anzi, sulle
+prime, Gasparo fu lì lì per dubitare di essere stato ingiusto in passato
+negando al cugino ogni qualità di cuore e di intelletto. Ma, ohimè, il
+dubbio non tardò a dissiparsi, e Gasparo s'accorse ben presto che nel
+fare appello ai sentimenti generosi che scuotono le fibre degli altri
+uomini egli usava un linguaggio non inteso o inteso a rovescio dal
+contino Bollati.
+
+Quelle parole che destano la coscienza sopita, che fanno salire al viso
+i rossori della vergogna, che fanno spuntare sul ciglio le lagrime del
+pentimento, erano pel giovane patrizio un vano frastuono, e invece di
+persuaderlo al bene rinfocolavano in lui gl'istinti bassi e perversi.
+Preparato ai motti pungenti, alle intimazioni recise del fiero Rialdi,
+l'eloquenza appassionata, commossa, affettuosa di lui gli sembrava un
+sintomo di debolezza.
+
+--Quand'è così--pensava il vigliacco--ho torto io a farmi coniglio.--E
+si imbaldanziva a poco a poco, e dal labbro che un momento prima
+stillava latte e miele, gli uscivano allusioni maligne e velenose.
+Gasparo pazientò alquanto, ma colta a volo una frase che pareva
+accusarlo di fini subdoli e venali; egli afferrò pel braccio Leonardo, e
+fulminandolo con lo sguardo:--Bada--gli gridò con un ruggito--bada a
+quello che dici, o guai a te.
+
+E mentre l'altro, allibito, biascicava delle scuse, egli proseguì:--Bada
+di non confondere la calma di chi è sicuro del proprio diritto con la
+pusillaminità de' tuoi pari.... Perchè t'ho parlato come a un fratello,
+tu hai creduto ch'io fossi qui a mendicar le tue grazie.... Povero
+scemo! Io non so se potrò costringerti a fare il tuo dovere; per
+me....--e Gasparo voleva dire: per me ci rinunzierei ad averti per
+cognato; ma si trattenne e soggiunse invece:--Però una cosa è sicura; me
+vivo, mia sorella non sarà impunemente disonorata, nè il nome della mia
+famiglia impunemente trascinato nel fango.
+
+Misericordia! Sta a vedere che Rialdi si sognava di provocare un duello?
+Era matto? Eh Leonardo Bollati non si batteva! S'eran battuti abbastanza
+i suoi vecchi! La spada egli sapeva appena come s'impugnasse, e infatti
+non si ricordava d'aver mai toccata quella del nonno, comandante di
+galera, che il conte Zaccaria aveva regalato al Museo Correr insieme con
+altre anticaglie.
+
+Questa certezza che, nella peggiore ipotesi, nessuno sarebbe riuscito a
+condurlo sul terreno, rimetteva un po' di fiato in corpo al nostro
+contino, ma non più di quello che era necessario per permettergli di
+manifestare con parole sconnesse la propria codardia. Il cugino era
+troppo focoso, lo aveva frainteso... Egli non aveva mai avuto l'idea di
+offenderlo... Ne aveva anzi una grandissima stima... ben meritata...
+come per tutta la famiglia Rialdi... Del resto, riconosceva i suoi
+torti... Avrebbe voluto morire piuttosto che nuocere a Fortunata... Ma
+adesso che poteva fare?... Già non poteva mica disporre di sè... Era
+minorenne, dipendeva da' suoi genitori... Se si persuadevano loro....
+
+Gasparo lo interruppe con un gesto d'impazienza:--Quando facciamo
+sparger delle lagrime per i nostri piaceri, abbiamo perduto il diritto
+di addurre a scusa la nostra età giovanile e di ripararci all'ombra
+degli altri... Siamo abbastanza _uomini_ da dover risponder noi soli
+delle nostre azioni.
+
+Parole altrettanto savie quanto inutili. Il contino Bollati non si
+dominava con gli argomenti, ma con la paura; lo si teneva in pugno
+perch'era un vile.
+
+E questa fu l'impressione che anche Gasparo ritrasse dal suo colloquio
+con Leonardo. Si sarebbe vinto, ma la prospettiva d'una tale vittoria
+umiliava il nostro ufficiale assai più d'una sconfitta. E non volle o
+non seppe tacerlo a sua sorella allorchè ella gli corse incontro
+trepida, ansiosa, e vedendolo con la cera stravolta balbettò
+sbigottita:--Dio mio, tu m'annunzi qualche disgrazia.
+
+--Non quella che temi--egli rispose con un sorriso pieno d'amarezza.
+
+--Che cosa dunque?
+
+--Ascoltami, Fortunata, ascoltami fin che c'è tempo. Se il consenso di
+Leonardo fosse una disgrazia peggiore del suo rifiuto?
+
+--Egli acconsente? Leonardo acconsente a farmi sua moglie?--gridò
+Fortunata pazza di gioia. E i suoi occhi s'illuminarono come se le
+brillasse dinanzi una visione celeste. Ma poi scorgendo la meraviglia,
+il disgusto dipinti sulla fisonomia di suo fratello, chinò la fronte e
+arrossì.
+
+--Non lo ha detto ancora--rispose Gasparo.--Ma io credo ch'egli
+acconsentirà a tutto quel che si vuole... sai perchè? Perchè lo spaventa
+l'idea ch'io possa fargli pagar caro il male che ti ha fatto, perch'egli
+trema per sè, perchè egli non ha nemmeno il coraggio d'essere un
+tristo... E da un tal uomo tu speri la felicità?... Ah se io fossi in
+te, piuttosto di aver costui per marito, accetterei anche il disonore.
+
+--Per me forse--esclamò Fortunata--ma non per _lui_, non per mio
+figlio... Io non voglio che mio figlio sia chiamato con un nome
+ingiurioso.
+
+Ma a questo grido di madre non tardò a tener dietro un grido d'amante.
+
+--Vedi, Gasparo, tu non puoi capire... malgrado del tuo ingegno, e ne
+hai tanto, non puoi capire quello che si passa in cuore di donna... Tu
+mi domandi s'io spero da Leonardo la felicità... Ma la felicità, per
+noi, consiste nell'appartenere all'uomo che amiamo, nel viver con lui,
+per lui... anche s'egli non è degno del nostro amore... anche se
+ricambia con gli oltraggi e gli scherni le nostre carezze... Non
+corrugar la fronte, Gasparo, non esser troppo severo con me... sono una
+povera femmina, io... Non ragiono, sento... In quell'amore che mi ha
+fatta colpevole, in quell'amore che mi fa madre è chiuso il mio piccolo
+mondo... Non ho altro, non avrò altro mai... Il Signore non ha voluto
+ch'io espiassi il peccato con le preghiere, con le penitenze, coi
+digiuni... ha ribadito lui stesso le catene che mi tengono attaccata
+alla terra... No, no, te lo ripeto--ella continuava infiammandosi sempre
+più--tu non puoi capire... Bisognerebbe esser davvero al mio posto... Io
+non ho nè la bellezza, nè la grazia, nè lo spirito, ed _egli_ mi ha
+amata, sia pure per una settimana, sia pure per un giorno... è quanto
+basta perchè io l'ami per tutta la vita.
+
+Gasparo era ammutolito. Che rispondere alle manifestazioni esaltate
+d'una passione che non tentava nemmeno giustificarsi, ma si affermava
+come un fatto inesorabile, voluto dal destino? Ed egli, il forte e prode
+uomo, si domandava tristamente come un libertino volgare, senza ingegno,
+nè dignità, nè coscienza, potesse esercitare un tal fascino sopra una
+fanciulla buona e gentile. Di quanto fango è dunque composta quella cosa
+divina che si chiama l'amore?
+
+Checchè ne sia di ciò, l'abboccamento di Leonardo Bollati e di Gasparo
+Rialdi aveva avuto per effetto di lasciar uno dei due interlocutori
+sbigottito, l'altro nauseato. Ma se lo sbigottimento rendeva Leonardo
+più malleabile, la nausea rendeva Gasparo meno acconcio che mai al suo
+ufficio di negoziatore. Egli si trovava, del resto, in una singolare
+condizione di spirito. Egli capiva che, in certi casi, dal matrimonio in
+fuori, non c'è riparazione che valga, ma, d'altra parte, sentiva
+crescere la sua ripugnanza ad adoperarsi per combinare un matrimonio che
+avrebbe unito Fortunata con un uomo tanto spregevole. Era scontento
+della sua famiglia, scontento di sè. Lo irritava la nullaggine del suo
+babbo, l'indole poco scrupolosa di sua madre, l'accecamento di sua
+sorella; si sentiva umiliato di queste misere lotte in un tempo nel
+quale i suoi amici scontavano col loro sangue un'eroica follìa.
+
+
+
+
+XV.
+
+
+Poichè in Calabria era avvenuto quello che tutti prevedevano.
+
+Sopraffatti dalle forze borboniche presso San Giovanni in Fiore il 19
+giugno di quell'anno 1844, tratti a Cosenza dinanzi a una Corte
+marziale, Attilio ed Emilio Bandiera, Domenico Moro e i principali fra i
+loro seguaci, venivano condannati a morte il 24 di luglio e fucilati il
+dì appresso. La _Gazzetta privilegiata_ di Venezia di martedì 6 agosto
+riproduceva dal _Giornale di Napoli_ l'estratto della sentenza
+pronunciata ed eseguita. Non una riga di commento, non una parola di
+compianto pei tre veneziani che pur lasciavano qui tanta eredità di
+memorie e d'affetti. Era già molto se l'insulto villano non li
+accompagnava nella tomba. Ma nel segreto delle pareti domestiche,
+nell'intimità dei crocchi giovanili, i nomi dei tre martiri erano
+susurrati con affettuosa riverenza, e il sacrifizio magnanimo richiamava
+a più alti pensieri i popoli della Penisola immersi in frivole cure.
+
+Ciò che Gasparo Rialdi provasse alla notizia della strage di Cosenza, è
+inutile il dirlo. Egli giurò allora, e mantenne il giuramento, di
+consacrare la sua vita all'idea per la quale i suoi compagni d'armi
+erano caduti. Certo non era piccolo sforzo per lui il far violenza alla
+sua natura schietta e leale, il continuar a indossare una divisa
+abborrita, a servire sotto una bandiera ch'egli tradiva; però i tempi
+tristissimi non lasciavano libertà di scelta ai generosi che i voleri
+delle famiglie o la dura necessità costringevano a militare sotto lo
+straniero; o venir meno agli obblighi di cittadini, o venir meno agli
+obblighi di soldati.
+
+Comunque sia, sotto la prima impressione della tragedia di Calabria, il
+nostro ufficiale non seppe padroneggiarsi appieno, e il luogo e il modo
+in cui egli uscì dal suo riserbo diedero origine a un fatto che poteva
+avere per lui conseguenze gravissime.
+
+Egli aveva pregato un suo conoscente d'introdurlo una sera nel Casino
+dei nobili affine di leggervi nei fogli napoletani i particolari del
+processo contro i Bandiera e i loro complici.
+
+Ora nel momento in cui Gasparo entrò con l'amico, quei fogli erano tutti
+accaparrati da un gruppo di persone, tra cui primeggiava il marchese
+Ernesto Geisenburg-Rudingen von Rudingen, quello stesso che avrebbe
+voluto dare una buona lezione al Rialdi se non fosse stata la paura
+d'insudiciarsi le mani. Il signor marchese leggeva ad alta voce con la
+sua pronunzia ostrogota, fermandosi a ogni due parole per pigliar fiato
+e per interpolare qualche sua riflessione in italiano o in tedesco, un
+articolo del _Giornale di Napoli_, contenente un giudizio sommario
+sull'impresa di Calabria. Impresa _incredibile al racconto, di
+superlativa stoltezza, di crassa ignoranza_, la chiamava il dotto
+articolista, e l'illustre signor marchese stava appunto deliziandosi in
+queste frasi concise, vibrate, degne di Tacito. Egli vide con la coda
+dell'occhio Gasparo Rialdi, ma finse di non accorgersene e tirò innanzi
+nelle sue osservazioni, mettendoci forse una maggiore acrimonia.
+Anch'egli opinava, come la suocera, che Gasparo fosse un po' carbonaro,
+e non gli dispiaceva di slanciargli indirettamente qualche frecciata,
+tanto più che l'ufficialetto gli era antipatico per cento altre ragioni.
+La condotta del signor marchese non era punto generosa, giacchè egli
+doveva sapere che nel campo politico il Rialdi non aveva libertà di
+parola. Noi non abbiamo però detto mai che il marchese fosse un uomo
+generoso. Anzi egli non era punto tale, sebbene non fosse certo un
+vigliacco come il cognato Leonardo.
+
+--Penissimo--esclamò il marchese Ernesto, sempre col giornale in
+mano--_Superlativa stoltezza... crassa ignoranza. So ist es..._ Così è.
+
+L'uditorio approvava. Era proprio da matti furiosi il pensarsi una cosa
+simile... In trenta o quaranta voler abbattere un regno... E poi, se
+fossero padroni loro?
+
+--_Gott bewahre!_ Dio guardi! meglio la fine del mondo... Sarebbe come
+Rifoluzione francese... Ladrerie, stragi, sacrilegi.
+
+--Quel Mazzini!--disse un signore grave e maturo tentennando la testa.
+
+--Sicuro--assentì il marchese.--Quel Mazzini, gran canaglia... Se si
+prende, non fucilarlo... troppo onore... _Erhängen muss man ihn_... come
+si dice in italiano? ah sì... impiccare, impiccare...
+
+--Quello non si piglia--osservò un altro--e intanto dei poveri giovani
+vanno a farsi ammazzare per lui.
+
+--Che poferi giovani? che poferi giovani?--esclamò infastidito il nobile
+moravo.--Esempi ci vogliono, e queste condanne faranno puonissimo
+effetto... Che poferi giovani?.... Tanto peggio per loro... Non poferi,
+impecilli forse... ma impecillità non scusa.
+
+Gasparo s'era frenato fino allora. Seduto dinanzi a un tavolino
+all'angolo opposto della stanza, egli avea fatto il possibile per non
+sentire, per immergersi nella lettura di uno stupido giornale di _Mode e
+Varietà_. Ma il sangue gli saliva alla testa; e all'ultime parole del
+marchese egli non ne potè più, e senza ben sapere quel che volesse fare
+o dire, si alzò di scatto dalla seggiola, e respingendo l'amico che
+s'era provato a trattenerlo, si diresse verso il crocchio ove l'altro
+dottoreggiava. Era infiammato in viso, i suoi occhi lampeggiavano.
+
+Quei patrizi rimminchioniti non eran leoni e subodorando una scena si
+tirarono in disparte. Il marchese Ernesto però, antico capitano degli
+usseri, non poteva battere in ritirata, e levatosi da sedere quanto più
+presto glielo permise la sua corpulenza, s'appoggiò coi pugni alla
+tavola, e disse:--_Was wünscht der Herr Offizier? Ja..._ Che desidera?
+
+--Io?... nulla--rispose Gasparo sforzandosi d'esser calmo.--Anzi mi
+dispiace di aver disturbato la bella conversazione.... Volevo dire
+solamente....
+
+--Ah, foleva dire qualcosa? _Bitte_... Prego... Parli....
+
+--Volevo dire che bisogna mancar d'ogni gentilezza d'animo per
+scagliarsi contro della gente che può esser stata illusa, che può aver
+sbagliato, ma che in ogni modo sacrificò la vita per un'idea....
+
+--_Bitte... Prego... Der Herr..._ Il signore difende i Pandiera?... _Ach
+sehr gut..._ Penissimo.... Un imperiale e reale ufficiale....
+
+--Io non entro nella questione, io non giudico il tentativo dei fratelli
+Bandiera e dei loro seguaci, ma ripeto, e l'esser ufficiale della marina
+austriaca non me ne toglie il diritto, che l'insultare alle tombe è
+viltà.
+
+Il marchese era divenuto anche lui rosso come una ciliegia, e ansava più
+del solito.
+
+--Viltà?... _Ach ja, Feigheit.... Und mir sagen Sie das?..._ Dice a me
+questo?
+
+--A lei, a lei.... O a chi dunque?
+
+--Ah capisco.... Il signore vuole... come si dice?... _mich
+herausfordern... ach ja..._ provocare... provocar me, marchese
+Geisenburg-Rudingen von Rudingen? Capisco assai pene.... I Pandiera sono
+un pretesto. Il signore vuol provocare perchè sono contrario a
+speculazioni matrimoniali di sua famiglia....
+
+--Lei mente, lei è un codardo--urlò Gasparo Rialdi fattosi livido
+all'atroce ingiuria.
+
+E la sua mano alzatasi con piglio minaccioso sarebbe certo caduta sulla
+nobile guancia del marchese Ernesto di Geisenburg-Rudingen von Rudingen
+se i presenti non si fossero interposti a tempo.
+
+Però quello scandalo pubblico tra due militari non poteva finire così, e
+il giorno appresso il marchese Geisenburg-Rudingen von Rudingen e il
+conte Gasparo Rialdi si trovarono l'uno di fronte all'altro su una
+striscia di terra non coltivata a poca distanza da Fusina. Il marchese
+era stato in gioventù uno spadaccino di prima forza, e conosceva ancora
+alla perfezione le finezze dell'arte, ma il Rialdi era più svelto, più
+risoluto, più audace e con un colpo bene assestato ferì l'avversario
+alla spalla destra e gli fece cader l'arma di mano.
+
+Il curioso si è che questo duello, il quale ragionevolmente avrebbe
+dovuto spazzar via l'ultime speranze di Fortunata, produsse un effetto
+tutto contrario alle previsioni.
+
+E in primo luogo diciamo che la disgrazia del marchese non afflisse
+nessuno in famiglia Bollati. La prosopopea di quel feudatario era stata
+sempre intollerabile, ma adesso era più uggiosa che mai, dacchè s'era
+scoperto che, dietro a tanto fumo c'era pochissimo arrosto, e che i
+famosi castelli moravi erano stati ipotecati per pagare i debiti di
+giuoco del signor marchese, il quale poi gli altri debiti non li pagava
+affatto. Siccome però i creditori non avevano l'opinione del signor
+marchese che un gentiluomo non dovesse curarsi che degl'impegni
+contratti dinanzi a un tavolino di _roulette_ o di faraone, così le
+citazioni fioccavano, e raggiungevano l'illustre viaggiatore anche di
+qua dalle Alpi. I suoi due camerieri, quando avevano ben mangiato e
+bevuto in cucina, deponevano per poco l'usata albagìa, e ne raccontavano
+di belline. Essi medesimi, a sentirli, non ricevevano il salario da più
+mesi, e si adattavano a restare ancora per qualche tempo presso le loro
+Eccellenze unicamente nella speranza che il conte Zaccaria venisse in
+aiuto del genero e della figliuola. Già, essi soggiungevano mezzo in
+tedesco e mezzo in italiano, il vero scopo della gita in Italia della
+nobile _Herrschaft_ era stato quello di procurarsi danaro. La servitù
+dei Bollati, che cominciava ad accorgersi degli impicci finanziari
+della famiglia, non rispondeva nulla, ma dubitava grandemente che la
+nobile _Herrschaft_ fosse costretta a tornarsene indietro con le mani
+vuote, nel qual caso addio mancie! Infatti il _lustrissimo_ Zaccaria,
+per levarsi la seccatura, mandò il marchese dall'agente generale,
+_sior_ Bortolo, e questi protestò di non poter dare un centesimo. Ormai
+l'ingegnoso amministratore era a corto d'espedienti, e non ci teneva
+punto a ingraziarsi i Geisenburg, che, invece di secondarlo, avevano
+attraversato alcuni suoi disegni. Il marchese Ernesto e la marchesa
+Maddalena intronarono allora di querimonie gli orecchi dei congiunti
+dicendo ch'era una vergogna il lasciarsi dettar la legge da un
+bifolco, e che quel _sior_ Bortolo era un ladro, e ch'era tempo di
+vederci chiaro, e altre cose simili, tutte fatte apposta per seccare i
+Bollati, i quali a vederci chiaro non ci pensavano nemmeno e parevano
+disposti ad andar placidamente in rovina piuttosto che aver sopraccapi.
+Onde la contessa Chiaretta, discorrendo de' suoi parenti, ebbe a
+confessare che preferiva mille volte la Fortunata Rialdi alla marchesa
+figlia, e che perfino Gasparo, quantunque carbonaro, le era meno uggioso
+del proprio genero. Il _lustrissimo_ Zaccaria aveva su per giù la
+medesima opinione, e quando vennero a dirgli che il marchese era stato
+ferito--Auff--borbottò fra i denti--se la ferita lo guarisse dalla
+petulanza!
+
+E neppure il contino Leonardo avrebbe creduto opportuno, in massima,
+d'intenerirsi pel cognato; chè anzi quel manichino impastato di
+arroganza gli era insoffribile, ed egli non sapeva perdonargli
+l'etichetta fastidiosa che la presenza di lui introduceva in palazzo,
+onde conveniva mutar vestito a ora di pranzo, e star composti a tavola,
+e non dir parolaccie. Se la stoccata fosse venuta al marchese da
+un'altra parte qualsiasi, il nostro giovinotto sarebbe stato
+capacissimo di mettere un gran respiro di soddisfazione. Ma il duello
+del Geisenburg col Rialdi lo turbò tutto per ragioni sue personali.
+Senza dubbio quel terribile Gasparo meditava un grande eccidio, e dopo
+aver provato la punta della sua spada sulla pelle del marchese Ernesto,
+si disponeva a cacciarla a mezza lama nella pancia di qualchedun altro.
+Anime sante del Purgatorio! come diceva don Luigi.
+
+Al contino veniva la pelle d'oca al pensarci, e la notte successiva al
+duello fu per lui una notte d'inferno. Si voltava e rivoltava fra le
+lenzuola ansando, smaniando, balzando a sedere a ogni più lieve romore.
+Peggio poi se pigliava sonno un momento. L'assalivano subito tetre
+visioni, gli pareva d'essere infilzato come un capo di selvaggina, e si
+svegliava in sussulto sbarrando gli occhi e palpandosi di qua e di là
+per esser ben sicuro che il ferro traditore non gli fosse penetrato
+nelle viscere. Allora, un po' più calmo, cercava di persuadersi che
+Gasparo Rialdi non l'avrebbe mica aggredito per la strada come un
+volgare assassino, e che in quanto al battersi bisognava essere in due
+per volerlo, ed egli, Leonardo Bollati, non sarebbe stato mai uno di
+quei due. Egregiamente; ma queste ottime ragioni non avevano efficacia
+durevole. Alle corte, il bravo giovinotto prese una risoluzione eroica e
+la comunicò ai genitori.
+
+--Ci ho pensato su, e mi son convinto che non posso far di meno di
+sposar Fortunata. Ho degli obblighi.
+
+Il lustrissimo Zaccaria e la lustrissima Chiaretta rimasero di sasso,
+perchè fino allora il contino non s'era mostrato così soggetto agli
+scrupoli.
+
+--Ta, ta, ta, ta--disse Sua Eccellenza il conte Zaccaria--meno furia, ci
+siamo anche noi.... E com'è che fino a pochi giorni fa il signorino
+protestava di non volersi ammogliare nè adesso, nè mai, nè con la
+cugina, nè con la figlia dell'imperatore del Mogol, se, puta caso, ella
+fosse venuta da queste parti?
+
+--Io volevo liberarmi dalle seccature di _sior_ Bortolo che s'impuntava
+a darmi la sua Vinati.
+
+--Di quella non si parla--interruppe la contessa Chiaretta--non è
+neanche nobile.
+
+Il conte sospirò pensando che la Vinati avrebbe portato in casa
+cinquecentomila lire sonanti. Pazienza. C'era di mezzo il decoro della
+famiglia, e conveniva rinunziarci.
+
+--Ma io non voglio saperne nemmeno delle tedesche di mio
+cognato--seguitò Leonardo.
+
+--Oh quelle lì--disse il conte--sono _in mente Dei_. Il marchese mio
+genero non fa che citarle a memoria dall'almanacco di Gotha.... Del
+resto--soggiunse il nobiluomo con maggiore solennità--è fuor di dubbio
+che l'unico rampollo maschio d'una famiglia come la nostra deve pigliar
+moglie per assicurare la discendenza.
+
+--Ebbene, io sposo mia cugina, e la discendenza è già assicurata.
+
+--Adagio, Biagio--ripigliò il conte Zaccaria.--Il matrimonio d'un
+Bollati non è faccenda da risolversi su due piedi, e cinquant'anni
+addietro avrebbe voluto entrarci il Serenissimo....
+
+--E le prime famiglie del patriziato sarebbero venute a offrirci le
+figliuole--esclamò la signora Chiaretta.
+
+--Sfido io.... Con tanti dogi e procuratori e ammiragli che abbiamo fra
+i nostri vecchi... le prime famiglie e le più ricche...--soggiunse il
+conte moderando un poco l'intonazione pomposa del discorso.
+
+--Sarebbero venute anche adesso--disse la moglie--senza questi
+scandali, senza questa condotta indecente.--Indi rivolgendosi a
+Leonardo--Vergogna! Sei la rovina dei Bollati.
+
+Naturalmente da questo colloquio non si concluse nulla. _Sior_ Bortolo,
+chiamato di nuovo a consulto dai nobili padroni, tenne un linguaggio
+insolito. Egli non voleva più impicciarsene, perchè s'era accorto che le
+sue intenzioni erano fraintese e il suo zelo mal ricompensato. A
+proporre, giorni addietro, un partito di cinquecentomila lire pel
+contino Leonardo, s'era tirato addosso una tempesta, e il marchese e la
+marchesa Geisenburg gli avevan dette di quelle ingiurie che feriscono al
+vivo un galantuomo. Facessero dunque il piacer loro. Già, esclusa la
+Vinati, egli non vedeva nessun altro buon matrimonio possibile. Egli se
+ne lavava le mani.... Ricordava soltanto alle Loro Eccellenze che il
+signor Vinati era deciso a non rinnovare il mutuo.
+
+--Mi pare,--disse il conte Zaccaria, quando l'agente generale
+s'accommiatò,--mi pare che _sior_ Bortolo _alzi la cresta_.
+
+--Pare anche a me,--rispose la contessa Chiaretta.
+
+Il fatto si è che _sior_ Bortolo aveva ormai messo da parte un bel
+gruzzolo di quattrini e si curava assai meno del favore delle Loro
+Eccellenze.
+
+Ammutolitosi l'agente, screditati i Geisenburg per la loro tracotanza e
+i loro dissesti ormai palesi a mezzo mondo, il conte e la contessa
+Bollati rimanevano esposti agli assalti della cugina Zanze, del
+nobiluomo Canziani, di monsignor Lipari e di tutti i favoreggiatori
+dell'unione di Leonardo e di Fortunata. Dal canto suo Leonardo, ogni
+volta che vedeva da lontano Gasparo Rialdi con la sua aria marziale e la
+sua spada al fianco, sentiva la tremarella alle gambe, e tornava a
+palazzo strepitando che bisognava riparare ai proprii torti senza
+perder altro tempo. Batti oggi e batti domani, le ultime resistenze del
+conte e della contessa furono vinte, e con immenso sdegno dei
+Geisenburg-Rudingen von Rudingen, i quali partirono da Venezia
+lasciandovi un lungo strascico di debiti e dichiarando di non volervi
+più rimetter piede, le prossime nozze del contino Leonardo Bollati P. V.
+con la contessina Fortunata Rialdi furono annunziate ai parenti e agli
+amici.
+
+Però il matrimonio si celebrò quasi clandestinamente, tra gli epigrammi
+dei maligni e le mormorazioni di quelli che erano avvezzi alle pompe di
+casa Bollati. Nè regali, nè fiori, nè componimenti in verso o in prosa.
+Il nobile Canziani dovette ringhiottire un epitalamio, e don Luigi fu
+costretto a rinunziare alla stampa d'un altro capitolo della sua opera
+colossale destinata a polverizzare la gloria di Alessandro Manzoni.
+
+L'unica persona a cui nel giorno solenne brillasse in viso una schietta
+felicità era Fortunata. Il voto del suo cuore era pago, il suo onore era
+salvo, la creaturina che stava per nascere da lei non sarebbe entrata
+nella vita senza padre e senza nome; che poteva ella desiderare di più?
+Contro le nuove prove che l'aspettavano le pareva di esser forte
+abbastanza, forte di rassegnazione, di tenerezza, di fede in Dio, in
+quel Dio ch'ella oggi ringraziava dal fondo dell'anima pel bene che le
+aveva concesso.
+
+Fatto si è che tutti gli altri, qual più, qual meno, avevano la faccia
+scura.
+
+Leonardo, quantunque deciso a continuar la vita da scapolo anche
+dopo ammogliato, s'arrabbiava già con se medesimo d'aver così
+docilmente piegato il collo al giogo coniugale; il conte Zaccaria e la
+contessa Chiaretta vedevano in quel matrimonio un sintomo
+dell'umiliazione del loro casato, e la contessa Zanze Rialdi aveva
+amareggiata la gioia del trionfo dalla meschinità della festa e più
+ancora dai molti indizi della decadenza economica dei Bollati. Aver
+aspirato con tanto ardore a far entrare la figliuola in quell'illustre
+famiglia e riuscirvi solamente quando l'illustre famiglia minacciava
+d'andar in rovina, era proprio un'ironia della sorte! La contessa Zanze
+si sfogava col marito e gli diceva all'orecchio durante la
+cerimonia:--Se foste un altro uomo, non avreste permesso che la cosa si
+facesse in questa maniera.... Pare che ci facciano una grazia.... E poi
+Dio voglia che non siamo alla vigilia del _patatrac_.... Se almeno foste
+nell'amministrazione!--Tacete,--rimbeccava il consorte.--Voi parlereste
+anche sott'acqua. Non siete mai contenta, voi.
+
+Gasparo Rialdi non assisteva a quelle nozze ch'egli, sebben riluttante,
+poteva dire d'aver imposto con la punta della sua spada. Sventata, mercè
+la benevola interposizione di qualche ufficiale superiore suo amico, la
+tempesta che si addensava sul suo capo dopo la scena nel Casino e il
+duello col Geisenburg, egli era partito da più giorni per la nuova
+destinazione di Pola, datagli dal Comando della marina. In apparenza lo
+si mandava a dirigere alcuni lavori a quell'arsenale, in fatto si voleva
+tenerlo lontano dalla squadra del Levante ove serpeggiavano umori
+rivoluzionari.
+
+
+
+
+XVI.
+
+
+Come _sior_ Bortolo aveva predetto, il matrimonio del contino Leonardo
+rese intrattabile il signor Vinati, il quale vedeva frustrate le sue
+speranze di dare un titolo alla figliuola. La moglie di lui, che aveva
+tutte le bizze e tutti i rancori d'una femminetta arricchita, soffiava
+nel fuoco e minacciava il marito della sua collera s'egli non esigeva da
+quelle _Zelenze_ (e qui la signora Vinati aggiungeva un epiteto
+energico) il puntuale rimborso del mutuo che scadeva appunto alla fine
+dell'anno.--Non un giorno, non un'ora, non un minuto--strillava la
+megera, implacabile come il destino. E anche altri creditori che fino
+allora non avevano badato a qualche ritardo nel pagamento
+degl'interessi, e non avevano mai detto di no alle domande di
+rinnovazione, si facevano meticolosi ad un tratto e dichiaravano senza
+cerimonie di non voler servire più da zimbello a nessuno. _Sior_ Bortolo
+non sapeva a che santi votarsi. Invero, egli s'era già preparato la sua
+brava ritirata; aveva un bel poderetto in Friuli e una casa piena di
+grazia di Dio in Venezia, ma finchè c'era qualche osso da rosicchiare
+nell'azienda, non gli bastava l'animo di abbandonare le Loro Eccellenze.
+Povera gente! Sarebbero stati impicciati come pulcini nella stoppa.
+
+Ormai la fama con le sue cento bocche spargeva dappertutto la notizia
+della prossima rovina dei Bollati, e sul palazzo pesava la tristezza che
+pesa sulle cose decrepite. Come suole accadere, i cosidetti amici di
+famiglia s'erano dispersi; non c'era ragione, dicevano, di andar a
+disturbar della gente che aveva tanti sopraccapi. Tutt'al più veniva
+ogni giovedì e ogni sabato il nobile Canziani, visitatore poco
+desiderabile, sia perchè pativa frequenti accessi di tosse, sia perchè i
+suoi reumatismi gli rendevano difficile di mettersi a sedere quand'era
+in piedi e di alzarsi quand'era seduto. I Rialdi, nella loro qualità di
+genitori della sposa, bazzicavano in casa ancora più spesso del solito,
+e pranzavano alla tavola dei parenti tre volte per settimana, ma stavan
+sempre con tanto di muso, non potendo perdonare ai Bollati i loro
+dissesti economici. Ed era di umor tetro anche don Luigi, il quale si
+vedeva mancar lo stipendio da parecchi mesi, e presentiva di dover
+presto abbandonare la sua sinecura, senza che gli fosse riuscito almeno
+di stampare il libro da cui egli si riprometteva l'immortalità.
+
+Ah come sarebbero rimaste male le _lustrissime_ Adriana e Marina,
+padrone e protettrici del defunto Nicola se, uscendo dal sepolcro per un
+momento, fossero penetrate nel salottino ch'esse avevano empito del loro
+sorriso, del loro cinguettìo festevole, della loro grazia elegante! Come
+avrebbero stentato a credere che fossero due Bollati quelle due donne
+dalla faccia scialba e dall'aria abbattuta che sedevano una di fronte
+all'altra davanti a un tavolino rischiarato da una lucerna a olio di cui
+un cappello verde raccoglieva entro un breve cerchio i tremuli raggi,
+mentre il resto della stanza era immerso nelle tenebre e la vecchia
+lumiera di Murano, riscintillante un tempo per cinquanta fiammelle,
+pendeva dal soffitto polverosa e dimenticata! Suocera e nuora talvolta
+giocavano a _conzina_, talvolta stavano a guardarsi senz'aprir bocca.
+Un'ombra scura si moveva nel fondo; era don Luigi che, sprofondato in
+una poltrona, ora stirava le braccia, ora accavallava le gambe; poco più
+in là Romeo, il soriano amatissimo dalla contessa, sonnecchiava e faceva
+le fusa, rivolto a spira sopra uno sgabello imbottito. Ogni tanto S. E.
+Chiaretta tralasciava a mezzo la partita o rompeva il silenzio per
+infilar le sue solite querimonie, fedele al suo antico sistema di
+presagire i maggiori guai senza esser capace di muovere un dito per
+istornarli da sè. Don Luigi rincarava la dose delle lamentazioni,
+Fortunata ascoltava pazientemente e taceva. Di tratto in tratto ella
+guardava verso l'uscio come chi attende qualcuno. Ma la persona da lei
+attesa non capitava. Capitava invece, prima di recarsi al Casino dei
+nobili, o al teatro, o al caffè Suttil, il _lustrissimo_ Zaccaria, il
+quale, dacchè le sue faccende volgevano alla peggio, era diventato più
+loquace che mai, e discorreva de' suoi colossali progetti agricoli,
+delle sue sognate rivendicazioni di feudi, d'una miniera aurifera
+ch'egli credeva d'aver scoperto in uno dei suoi poderi del Friuli e
+d'altre signorie fantastiche e cervellotiche.
+
+Era forse in vista di queste ricchezze future che il conte Zaccaria,
+nonostante i suoi rigidi principii sull'integrità del patrimonio, aveva
+permesso che si cominciassero a vendere stabili e campagne. Rimedio che
+veniva troppo tardi per acconciare le cose. I prodotti dei fondi
+andavano nelle fauci dei creditori ipotecari, e quando si voleva
+procurarsi quattrini per disporne a proprio talento era necessario
+ricorrere allo spaccio furtivo (furtivo così per dire) di qualche
+oggetto d'arte o d'antichità; oggi un quadro, domani una statuina di
+bronzo, o un cammeo, o una collezione di porcellane, o un fornimento di
+pizzi. La servitù, che stentava a riscuotere il salario, approfittava
+della confusione e sottraeva ingegnosamente qualche coserella anche lei.
+Già le loro Eccellenze, sollecite del proprio decoro, non avevano
+stimato opportuno di licenziare i gondolieri, nè le cameriere, nè il
+cuoco, e queste ottime persone avevano dichiarato di restarsene al loro
+posto per solo amor dei padroni, aspettando tempi migliori. Anzi il
+cuoco spingeva l'abnegazione fino a prestar l'opera sua al contino
+Leonardo per agevolargli le sue particolari combinazioni finanziarie.
+Non gli dava più danaro direttamente, ma lo aiutava a trovarne
+ingarbugliando degli usurai acciecati dall'avidità del guadagno.
+Conchiuso l'affare, il signor Oreste si prelevava la sua provvigione a
+fronte, diceva lui, degl'interessi che gli spettavano per le sue
+sovvenzioni passate. Altro che interessi! Se si fosse fatto il conto, si
+sarebbe visto che il signor Oreste s'era da un pezzo rimborsato anche
+del capitale, ma in famiglia Bollati non si facevano conti.
+
+Subito dopo il matrimonio, il nostro contino aveva ripreso la sua vita
+d'un tempo, e della moglie non si curava neppure. Che s'ella si
+permetteva qualche timida rimostranza, egli prorompeva in bestemmie e in
+contumelie e urlava che non lo seccassero, per Dio! Egli s'era sposato
+per compassione, per misericordia, ma non intendeva di essersi messo un
+laccio al collo, o voleva divertirsi, e star con gli amici e spassarsela
+con femmine belle ed allegre; che già di lei, di Fortunata cioè, se ne
+persuadesse pure, egli era stucco e ristucco.
+
+Che pena devess'essere per Fortunata il subire un trattamento simile,
+s'intende facilmente. Buon per lei che s'ella non aveva nessuna delle
+qualità vigorose che servono a domare le avversità, possedeva però tutte
+le virtù passive che aiutano a tollerarle. Alla brutalità del marito,
+all'alterigia dei suoceri, i quali, pur non vedendola di mal occhio, la
+consideravano poco più d'una cameriera, ella contrapponeva una calma,
+una mansuetudine infinita. Le acerbe parole, gli sfregi celati o palesi
+non potevano scancellare dal suo cuore la riconoscenza per Leonardo che
+l'aveva sposata, per il conte Zaccaria e la contessa Chiaretta che
+l'avevano accolta nella loro casa. Ed ella sperava di conquistarsi
+meglio il suo posto quando le fosse nato il suo bambino, quel bambino
+nel cui pensiero ella riposava la mente nell'ore più sconfortate e più
+tristi. In quanto alla catastrofe finanziaria verso la quale si correva
+a passo accelerato, ella non se ne angustiava troppo. Cresciuta nella
+persuasione dell'immensa ricchezza dei Bollati, ella non concepiva
+neanche la possibilità ch'essi avessero a cadere in miseria; sarebbero
+diventati meno ricchi; la gran disgrazia davvero! Che bisogno aveva ella
+di vestiti sfoggiati, di teatri, di gondole, di cavalli, di cocchi? D'un
+po' d'amore ella aveva bisogno, ecco tutto, e quest'amore la sua
+creatura almeno non glielo avrebbe negato.
+
+Nei vecchi tempi, la nascita d'un erede in famiglia Bollati era un fatto
+di grande importanza. I primi ostetrici della dominante prestavano le
+loro cure alla puerpera, e i parenti e gli amici accorrevano in palazzo
+ad attendere con trepida ansietà lo scioglimento favorevole della crisi.
+Ma la povera Fortunata non ebbe il piacere di mettere in iscompiglio la
+cittadinanza. La notte in cui ella fu colta dalle doglie il conte
+Leonardo gozzovigliava in un'osteria con altri scapestrati suoi pari.
+Avvertito delle condizioni in cui si trovava la contessa moglie--Io non
+posso far nulla--egli disse giudiziosamente.--Bisogna chiamare la
+levatrice.
+
+E poichè lo assicurarono che quest'utile provvedimento era già stato
+preso, egli soggiunse:--Quand'è così, lasciatemi in pace.
+
+E seguitò a mangiare e a bevere fino alla mattina. Allora, tornando a
+casa mezzo brillo, egli ricevette la lieta notizia che sua moglie, dopo
+sofferenze non lunghe ma acute, aveva dato alla luce una bimba.
+
+--Neanche buona di darmi un maschio--egli brontolò con mala grazia.
+
+Alla piccina furono imposti i nomi di Chiaretta, Luigia, Adriana,
+Teresa, Veronica, Margherita. Questo lusso di nomi era tradizionale
+nelle femmine di casa Bollati, e non si volle che in ciò la nuova
+contessina fosse da meno delle sue antenate. Delicato riguardo del quale
+non sembra però che la neonata fosse molto riconoscente, perchè subito
+dopo il battesimo ella principiò a strillare come un'ossessa e strillò
+per tre giorni e tre notti consecutive. Trascorso questo termine, ella
+perdette la voce e il fiato e si credette che sarebbe morta prestissimo.
+Ma la madre con le sue carezze, co' suoi baci, con le dolci parole
+susurratele nell'orecchio la persuase a vivere. Povere mamme egoiste! Vi
+par proprio che la vita si apra così bella ai vostri figliuoli?
+
+La piccola Margherita (era questo tra i sei nomi della fanciulla quello
+con cui la si chiamava) prese un po' di carne e di colore appena fu
+condotta in campagna. E Fortunata si sentiva così felice, così felice!
+Quand'ella poteva star vicino alla bimba e chinarsi sulla sua cuna, e
+covarla cogli occhi, e mirarne i moti inconscienti, e interpretarne il
+linguaggio, ella non aveva tempo d'accorgersi di quant'altro succedeva
+intorno a lei. Tutt'al più, qualche volta, le spuntava una lagrima sul
+ciglio al pensar che Leonardo non si curava di quest'angioletta e non le
+aveva dato ancora neppure un bacio. Del resto, il brontolio della
+suocera, le visite frequenti di _sior_ Bortolo che lasciava sempre
+dietro di sè uno strascico di nuvoloni, la turbavano mediocremente.
+Certo la villeggiatura non era più quella d'un tempo; non c'erano
+banchetti, non c'erano ospiti, ma che ne importava a lei che aveva la
+sua Margherita?
+
+Sua madre, la contessa Zanze, non riuscì a svegliarla che a mezzo dal
+suo beato sopore. La contessa Zanze, com'era suo dovere, venne a far
+visita ai parenti, e, quando fu sola con Fortunata, le riferì tutte le
+chiacchiere della piazza sul conto dei Bollati, e le disse che s'era
+giunti al punto di dover affittare il piano nobile del palazzo a un lord
+inglese. Non avevan detto nulla a lei?.... No? Ah quest'era il conto in
+cui si teneva la sua figliuola? Oh se si sarebbe fatta sentire! Ma
+intanto si ricordassero tutti, anche Fortunata, che i nodi venivano al
+pettine, e che per scampare dalla miseria bisognava almeno mettere in
+salvo qualche cosa, prima che i creditori se ne impadronissero....
+perle, diamanti, trine, oggetti insomma di poco volume e di molto
+pregio. Aveva capito? Sì o no? Gran fatalità la sua di aver sempre da
+fare con gente di poco cervello!
+
+Fortunata non potè a meno di ripetere a suo marito i discorsi che le
+aveva fatti sua madre, di chiedergli se ci fosse nulla di vero in tutto
+ciò.
+
+--Che ne so io?--egli rispose stringendosi nelle spalle.--Fanno,
+disfanno, comprano, vendono, senza chiedere il mio parere.... Tutti
+imbroglioni, tutti furfanti.... I nostri nonni, che Iddio li abbia in
+gloria, hanno cominciato loro a sciupare il patrimonio e noi facciamo il
+resto.... Io non voglio fastidi.... Finchè ce n'è, pretendo d'aver la
+mia parte; quando non ce ne sarà più....
+
+--Oh, Leonardo,--proruppe Fortunata,--non puoi parlare così.... Non sei
+solo adesso.... Ci siamo.... c'è questa creaturina qui.... Per me, vedi,
+mi rassegnerei a dormir sulla paglia, a viver di pane e acqua.... ti
+giuro anzi che accetterei il sacrifizio con entusiasmo.... perchè
+nessuno direbbe allora che t'ho amato per speculazione.... ma, lei, la
+nostra Margherita, non ha da esser nata per patire.... non è vero,
+Leonardo, che non lo permetterai?.... Guardala com'è bella, com'è bianca
+e rosea.... Via, Leonardo--ella soggiunse, e i singhiozzi le rompevano
+la voce--se anche ti son diventata incresciosa io.... se non puoi
+proprio amarmi più, un po' di bene lo devi volere alla tua figliuola.
+
+E così dicendo cercava di tirarlo vicino alla cuna. Ma egli, stizzito,
+protestò che non poteva soffrire nè le donne che piagnucolano, nè i
+bambini che allattano, e infilò l'uscio della stanza. Allora Fortunata
+si gettò con la faccia in giù sui guanciali del letto e diede libero
+corso alle sue lagrime.
+
+Il vagito della bimba la scosse. Ella si rasciugò gli occhi e
+ricomponendo il viso a un'espressione serena prese in collo la piccola
+tiranna che urlava furiosamente. Accarezzata dallo sguardo e dalla voce
+materna, Margherita si chetò a poco a poco e abbozzò il suo primo
+sorriso.
+
+--Oh, tesoro mio, anima mia!--esclamò Fortunata in estasi, e la sua
+faccia s'illuminò tutta.--Come ride già! S'_egli_ fosse qui adesso!
+S'_egli_ la vedesse!
+
+E inebbriata da quel sorriso, dal primo sorriso della sua bimba, la
+povera donna dimenticò i suoi dolori.
+
+
+
+
+XVII.
+
+
+Le notizie della contessa Zanze non tardarono ad aver piena conferma, e
+l'affare del palazzo, già bene avviato quand'ella ne discorse alla
+figliuola, fu concluso poco dopo. L'appartamento nobile, ammobigliato
+come stava, era preso per due anni da un baronetto inglese ricchissimo,
+il quale, pur di spuntarla, aveva dichiarato d'esser pronto a pagare
+anticipatamente l'intera pigione in tante belle ghinee. Anzi può dirsi
+che questa magnanima offerta aveva dato il tracollo alla bilancia e
+vinte le obbiezioni del conte Zaccaria. Lo scrigno era vuoto, i bisogni
+stringevano, e le ghinee del signore inglese capitavano molto a
+proposito.
+
+La famiglia Bollati decise di rimanere in campagna finchè fosse
+allestito alla meglio il secondo piano del palazzo. Con altre parole, si
+rinunziava a tornare a Venezia prima del San Martino di quell'anno 1845.
+Quei sette mesi di villeggiatura forzata invecchiarono la contessa
+Chiaretta di sette anni. Sempre chiusa fra quattro muri, sempre al buio,
+ella non faceva che lamentarsi da mattina a sera. Rimpiangeva il suo
+salottino di città che era caduto in mano di stranieri (luterani per
+giunta), rimpiangeva il suo poggiuolo sul Canal Grande, rimpiangeva le
+visite, il teatro, la gondola e tant'altre cose di cui ella a Venezia
+godeva pochissimo ma che adesso le sembravano indispensabili perchè non
+poteva averle.
+
+Il resto della famiglia se la passava discretamente. Il conte Zaccaria
+viveva nel suo mondo fantastico, e nel pensiero dei milioni che dovevano
+venirgli, non si sa da che parte, si consolava dei milioni che gli erano
+sfumati in mano. Di tratto in tratto egli faceva attaccare i cavalli e
+con due giorni di viaggio andava nella sua tenuta del Friuli, tenuta
+ch'era anch'essa, non occorre dirlo, sopraccarica d'ipoteche. Ivi
+giunto, con molta gravità esaminava i terreni, e raccoglieva vari pezzi
+di roccia, che poi spediva a qualche geologo di Venezia o d'altri paesi
+con l'incarico di farne l'analisi. Oppure, chiudendosi in camera, egli
+scartabellava alcuni documenti polverosi che aveva portato con sè in
+campagna, e prendeva delle note circa a un credito di duemila zecchini
+che nel 1685 i Bollati professavano contro un nobil uomo Steno. Quei
+duemila zecchini con gl'interessi dal 1685 in poi che bella sommetta
+avrebbero formato!
+
+Quando il conte Zaccaria si era ben pasciuto delle sue illusioni, egli
+era buono e degnevole anche con Fortunata. Le prometteva di farle fare
+uno smaniglio col primo oro estratto dalla sua miniera, e di assegnare
+una dote alla piccola Margherita prelevandola dalla prima rata del
+credito che avrebbe incassato dagli eredi Steno. Fortunata non badava
+alle promesse, ma i modi affabili del suocero le recavano un gran
+conforto; sentiva d'esser riconosciuta, non più tollerata soltanto,
+nella famiglia, quando egli le parlava così. Talvolta egli usciva con
+lei in giardino e, appoggiato al suo braccio, percorreva i sentieri su
+cui cresceva l'erba, i viali ove i rami degli alberi non rimondati da
+mano esperta s'intrecciavano disordinatamente fra loro, e diceva che
+nella villa c'erano infiniti bisogni, e ch'egli ci avrebbe pensato
+appena avesse avuto quattrini. Voleva scrivere a suo genero, che di
+queste faccende se ne intendeva, perchè gli mandasse un giardiniere
+tedesco, voleva ricostruire di pianta alcune case coloniche e migliorare
+le stalle e rinnovar le stufe dei fiori, e a tante altre belle cose
+voleva provvedere a tempo e luogo. Discorsi da far pietà a chi sapeva le
+condizioni vere del patrimonio. Fortunata, poverina, non si
+raccapezzava. Ora temeva che il conte Zaccaria non avesse più il
+cervello a posto, ora invece sperava che il diavolo non fosse così
+brutto come lo si dipingeva, e che ci dovesse esser pure una via
+d'uscita dagl'impicci presenti. Quantunque i segni dello sfacelo fossero
+anche troppo visibili, Fortunata si trovava tuttora in mezzo ad agi
+ch'ella non aveva mai goduti in sua casa. Una grande fortuna somiglia
+un poco al sole d'estate che lascia dietro di sè un lungo crepuscolo; il
+passivo, come dicono gli uomini d'affari, può superar di molto l'attivo,
+e nondimeno le apparenze della ricchezza continuano per un pezzo ad
+abbagliare gli estranei, a illuder quelli medesimi che sono immersi nei
+debiti fino alla gola. Sicuro; il palazzo di campagna dei Bollati era in
+condizioni deplorevoli, ma era sempre uno tra' più bei palazzi che
+fossero sulla Brenta; il giardino era negletto, ma era sempre un
+giardino ampio e signorile, e il podere contava più campi che non ne
+contassero sommati insieme gli altri dei possidenti vicini. Per miglia e
+miglia i contadini riconoscevano per padroni le loro Eccellenze Bollati,
+e Fortunata riceveva anch'essa inchini e scappellate a profusione e il
+titolo di _lustrissima_ a ogni momento. Che più? La stessa Margherita
+era considerata una principessina, e allorchè tirata dalla bambinaia nel
+suo paniere a ruote ella si recava a visitar la famiglia del bovaro, i
+bimbi le facevano una festa da non dirsi e mettevano tutto l'impegno per
+farla sorridere. In principio riuscivano spesso all'effetto opposto,
+specialmente quando se ne immischiava Leone, il grosso cagnaccio nero
+dal pelo irto e dalla voce di basso profondo. Ma alla lunga Margherita
+s'era avvezzata al chiasso dei fanciulli e alle dimostrazioni romorose
+del cane, e dalla sua cuna orlata di trine pareva prender parte a
+quell'allegria, e agitava le sue manine color di rosa, e girava intorno
+gli occhietti azzurri, e metteva certi piccoli strilli che volevano
+esprimere l'eccesso della gioia. Povera Margherita! Che ne capiva lei
+del temporale che rumoreggiava sempre più minaccioso?
+
+Adesso però ci conviene appagare una legittima curiosità del lettore.
+Come si adattava a quella vita campestre il contino Leonardo, uso in
+Venezia a far di notte giorno nelle osterie e nei bordelli? Certo doveva
+esservi una ragione perchè egli, incapace di far nulla pegli altri,
+s'acconciasse a sacrificare ciò a cui teneva di più, vale a dire le sue
+abitudini viziose.
+
+La ragione era questa. Leonardo aveva riappiccato con molto maggior
+fortuna di un tempo le sue relazioni con la Rosetta, quella Rosetta
+nipote del gastaldo ch'era andata sposa a Menico caffettiere. Ell'era
+maritata ormai da più anni, durante i quali il conte Leonardo non
+l'aveva vista, si può dire, che alla sfuggita, giacchè serbava ancora
+memoria delle busse avute per causa di lei e non voleva rischiar di
+pigliarne dell'altre. Ma quel soggiorno forzato di parecchi mesi in
+campagna gli aveva messo addosso di nuovo il solletico, ed egli aveva
+spinto ripetutamente le sue peregrinazioni fino ad Oriago a prendervi un
+bicchierino di rosolio dalla bella caffettiera. Infatti Rosetta era più
+bella che mai, d'una bellezza sensuale, lasciva, con un paio d'occhioni
+neri che mandavano fiamme e certe rotondità baldanzose innanzi alle
+quali gli eleganti d'Orlago esaurivano l'intero dizionario dei vocaboli
+ammirativi. Di riputazione la Rosetta stava maluccio e l'accusavano
+d'aver tresche con questo e con quello; ella poteva rispondere a ogni
+modo che viveva in ottimo accordo con suo marito, e contento lui,
+nessuno aveva diritto d'impicciarsene.--Non voglio gelosie, non voglio
+scene--eran state le sue prime parole dopo le nozze, e il buon Menico le
+aveva giurato di non darle noia, nè con scene, nè con gelosie. Lo stesso
+spirito di tolleranza ella imponeva agli amanti che le male lingue le
+attribuivano; s'ella usava dei favori a qualcheduno, non intendeva per
+questo di lasciarsi mettere i piedi sul collo da chicchessia. I
+violenti, gli appassionati non avevano fortuna con lei; la sua
+benevolenza era riserbata ai mansueti ch'ell'era sicura di menar per il
+naso, o agli scapati di umore gioviale che nemmeno sapevano dove stesse
+di casa la fedeltà.
+
+Rosetta capì subito che il conte Leonardo al primo rivederla aveva
+pigliato fuoco come una volta, e le parve che quello fosse un uomo da
+farne ciò che si voleva. Inoltre, rovinato o no, egli aveva sempre un
+gran nome e aveva ancora qualche zecchino in tasca, onde Menico il
+caffettiere fu pronto a riconoscere che bisognava trattar con tutti i
+riguardi un avventore il quale non poteva che dar credito alla bottega.
+
+A poco a poco il contino Bollati spesseggiò le sue gite a Oriago sino
+a venirci ogni giorno; ci veniva solo nella più modesta carrettina
+della rimessa, tirata dai più modesto cavallo della scuderia, un
+cavallo che sarebbe andato da sè e che lo stesso Leonardo si fidava di
+guidare. La vispa Rosetta, appena il suo nobile avventore entrava nel
+caffè, gli moveva incontro ufficiosa, gli dava del _lustrissimo_,
+dell'_Eccellenza_, gli domandava notizie della sua preziosa salute e gli
+portava con le sue mani il solito bicchierino. Allora, se non c'era
+nessuno, egli se la faceva sedere accanto e mesceva il rosolio anche a
+lei e la supplicava di non farlo sospirar altro, chè aveva già sospirato
+abbastanza. Ella, disposta a cedere, voleva però mettere a prezzo le sue
+compiacenze, voleva che questo babbeo le servisse a qualcosa. In tal
+guisa, quando finalmente gli capitò la ricompensa meritata, egli aveva
+speso un bel gruzzolo di denari ch'erano stati impiegati in parte a
+ristaurar la bottega. Figuriamoci gli epigrammi che si fecero in
+quell'occasione! I muri, quantunque meno eloquenti di quello che non
+siano al nostro tempo, furono coperti di scritte ove al nome del
+caffettiere e a quello della moglie s'aggiungevano degli epiteti tolti
+al regno animale. Nè il cospicuo lignaggio fu sufficiente difesa al
+conte Leonardo. Anch'egli lesse il suo nome, l'illustre nome dei
+Bollati, seguito da un appellativo ingiurioso, e pensò che sua madre
+aveva ragione di dire che la petulanza dei carbonari non aveva più
+limite. Infatti bisognava esser carbonari per mancar di rispetto in
+quella maniera a un nobile veneto. Comunque sia, l'esempio di Menico e
+della Rosetta, i quali pigliavano la cosa con la massima indifferenza,
+persuase il conte Leonardo a calmarsi.
+
+Forse Menico e la Rosetta non avevano torto. Quelle iscrizioni concise
+ed espressive restarono per un pezzo a far bella mostra di sè sulle
+muraglie, ma la filosofia di coloro che v'eran presi di mira spuntò gli
+strali della satira, e gli abitanti del villaggio, ch'eran gente di
+buona pasta, non istettero molto ad amnistiare le relazioni amichevoli
+della Rosetta e del conte Leonardo Bollati. Anzi il conte finì
+coll'esser considerato un personaggio attinente alla bottega, una specie
+di patrono, di capitalista a cui gli avventori facevano giunger
+rispettosamente la manifestazione dei loro desideri e delle loro
+lagnanze. Se lo zucchero non era abbastanza dolce, se il caffè sapeva di
+paglia, se le carte da giuoco eran troppo unte, si diceva una parolina
+al signor conte ed egli provvedeva a far cambiare lo zucchero, il caffè
+e le carte da gioco; se un vetro era rotto, si diceva al signor conte
+ch'era una bruttura il turare il buco con un foglio di carta oliata, ed
+egli mandava subito pel finestraio. Con questo savio sistema Sua
+Eccellenza Leonardo si conciliava le grazie della Rosetta, la tolleranza
+di Menico e la benevolenza universale. Però c'era una difficoltà.
+Bisognava aver sempre la borsa fornita, e la borsa del contino Bollati
+si smungeva rapidamente. Finchè egli aveva avuto anelli, spille o altra
+roba di valore, il servizievole signor Oreste lo aveva aiutato con
+grandissimo zelo. Il valentuomo, che una volta alla settimana si recava
+a Padova pei doveri d'ufficio, sia che impegnasse o vendesse davvero gli
+oggetti affidatigli, sia che fingesse d'impegnarli o di venderli e li
+tenesse invece per sè, tornava sempre con un po' di danaro. Ma quando
+non ci fu più nulla, il signor Oreste mutò contegno e linguaggio, e
+disse che non solo egli non voleva più favorire i vizi di Sua
+Eccellenza, ma era deciso a pensare ai casi propri e a far qualche passo
+per mettere al sicuro il suo vecchio credito. Allora il nostro
+giovinotto cominciò a presentarsi alla Rosetta con le mani vuote, e
+trovò accoglienze assai diverse da quelle d'un tempo. La furba
+caffettiera gli teneva il broncio; Menico, forse catechizzato dalla
+moglie, lo guardava con piglio sospettoso, come se fosse stato colto da
+un tardo accesso di gelosia; gli avventori della bottega avevano l'aria
+di canzonarlo, e prima che fosse terminata la villeggiatura il povero
+contino Leonardo fu pulitamente messo alla porta dalla sua bella.
+
+In quel torno di tempo accadde un fatto d'incontestabile gravità. Il
+signor Oreste non aveva voluto che le sue minaccie rimanessero prive
+d'effetto, ed era ricorso a un legale per vedere in qual modo egli
+potesse far valere le sue ragioni contro il contino Leonardo. Noi
+sappiamo che il contino Leonardo gli aveva sottoscritto parecchie
+cambialette, le quali erano sempre nelle mani del sovventore e
+figuravano come non pagate. Il legale, pur dicendo ch'era un affar
+serio perchè si trattava di prestiti a un minorenne, promise di tentar
+qualche cosa, e tentò realmente un accomodamento amichevole con _sior_
+Bortolo, l'agente generale. Ma, in primo luogo, non c'eran quattrini nè
+pochi nè molti, e poi _sior_ Bortolo montò su tutte le furie sentendo
+che il cuoco gli faceva la concorrenza nell'imbrogliare i padroni, e
+scrisse di buon inchiostro alle Loro Eccellenze. Il conte Zaccaria e la
+contessa Chiaretta questa volta pigliarono fuoco anche loro, e la
+contessa soprattutto fece al signor Oreste una scena non più vista, nè
+udita. Era tanto e così strano il furore della gentildonna che don Luigi
+uscendo sbigottito dalla sua camera fu in dubbio se dovesse
+esorcizzarla.
+
+La conclusione si fu che il signor Oreste ebbe quarantott'ore per far
+fagotto. Ed egli partì infatti, ma, partendo, commise un delitto sì
+atroce che il labbro rifugge dal raccontarlo. Come s'egli volesse
+lasciar buona memoria di sè, nel giorno precedente a quello in cui egli
+doveva andarsene, egli allestì un pranzo squisito, degno di qualunque
+celebrità culinaria. C'era specialmente un manicaretto di lepre che la
+_lustrissima_ Chiaretta dichiarò la miglior cosa ch'ella avesse mangiata
+in sua vita, e che le fece dimenticare per qualche minuto una cura
+fierissima che la turbava. Il gatto Romeo, il bel soriano che la
+contessa portava seco in villeggiatura, era sparito fin dalla sera
+innanzi, e nessuno ne sapeva nuova. Si sperava che egli fosse in giro
+per fini galanti e tornasse la mattina dopo, ch'era quella appunto in
+cui il signor Oreste doveva lasciar la villa. Quella mattina, invece a
+ora di colazione e quando il cuoco era già lontano, capitò un biglietto
+misterioso indirizzato:
+
+ _A la lustrissima D. N.
+ Contessa Chiareta Bolatti
+ in_
+
+ _Sue Grassiose Mani._
+
+Non c'erano che poche righe:
+
+ _Lustrisima sigora Contessa._
+
+ _Mi preggio avisarlla che il ragù di lepre da Ella mangato geri era
+ il gato Romeo. Ciò per sua cuiette. Le baco le mani e sonno il suo
+ cuocho per servilla_
+
+ ORESTE MEOLO.
+
+La contessa Chiaretta ebbe un assalto di convulsioni e cadde nelle
+braccia della nuora.
+
+
+
+
+XVIII.
+
+
+La salute non mai vigorosa di Sua Eccellenza Chiaretta ricevette una
+scossa gravissima da questo tragico avvenimento. Solo il piacere della
+vendetta, che dicono essere il piacere degli Dei, avrebbe potuto far
+nascere in lei una benefica reazione, ma il vile uccisore di Romeo era
+fuggito e le imperfette leggi della società moderna non tengono conto
+del gatticidio. Onde alla _lustrissima_ Bollati non restò altro conforto
+che quello di querelarsi e d'imputare al carbonarismo questa nuova
+nefandità. Nè, ritornata di lì a poco a Venezia, e ridotta a vivere nel
+secondo piano del suo palazzo, ella vi si trovò in tali condizioni da
+poter rinfrancarsi di corpo e di spirito.
+
+Adesso sì i Bollati cominciavano ad avvertir davvero i segni precursori
+della miseria. Quegli stanzoni del secondo piano, non più abitati, non
+più aperti quasi, dopo la morte del vecchio conte Leonardo, avrebbero
+voluto lusso di addobbi a rivestirne le larghe pareti, e allegria di
+fuochi crepitanti nel caminetto a mitigar il rigore delle lunghe sere
+invernali. Invece la mobilia povera e scarsa mal nascondeva i guasti dei
+muri screpolati e ammuffiti, e dall'ampie bocche dei caminetti senza
+bragie e senza legna, anzichè il calore e la luce, veniva a buffate
+l'aria umida e fredda. La sala che, simile a quella del primo
+appartamento, divideva longitudinalmente il quartiere in due parti
+uguali, era priva di tende e d'ogni specie di suppellettili e metteva i
+brividi al solo affacciarvisi, nè la si poteva attraversare che
+impellicciati e a capo coperto, provocando una fuga generale dei topi
+che non avevano l'abitudine di esser disturbati nelle loro scorrerie.
+C'era però una stanza ove i topi non si rintanavano, non fuggivano, ma
+guardavano petulantemente l'uomo come un intruso, ed era la cosidetta
+biblioteca o piuttosto archivio di famiglia, chè in fatto di libri non
+ce n'eran stati troppi in palazzo neppure ai tempi della Serenissima, e
+i Bollati, uomini d'azione più che di studio, avevano sempre avuto una
+scarsa passione per la lettura. Ma quegli scaffali erano stati pieni di
+filze, di buste, di pergamene, di registri che rendevano conto di tutte
+le mutazioni avvenute nel patrimonio dallo scorcio del secolo
+decimosesto fino alla caduta della Repubblica e ch'erano stati
+spesso consultati dagli antichi e coscienziosi amministratori.
+Subentrato poi il disordine col predecessore di _sior_ Bortolo e
+inaugurato da _sior_ Bortolo stesso il regime dell'anarchia,
+l'archivio cadde in assoluta dimenticanza o per meglio dire fu visitato
+soltanto da qualche servo infedele che trafugava filze e registri per
+venderle ai pizzicagnoli. Ora i rosicchianti compivano l'opera.
+Moltiplicatisi prodigiosamente per virtù della vita comoda e delle
+facili nozze, essi digerivano con la medesima disinvoltura la carta e il
+cartone, lo spago e la pergamena, le prime note e i libri mastri, le
+lettere dei gastaldi e quelle delle Eccellenze, i contratti e le
+_mariegole_, le _commissioni_ degli ambasciatori e le _promissioni_
+ducali. Per distruggerli ci sarebbe voluta una legione di gatti, ma si
+preferiva di lasciarli in pace sperando che così rinuncierebbero ad
+invadere il resto dell'appartamento. Solite e vane speranze dei deboli
+nella moderazione dei forti.
+
+La tristezza dei luoghi era accresciuta dalla solitudine e dal silenzio
+che vi regnavano. Non c'era stato neanche bisogno di ridurre il numero
+dei servitori; a eccezione di due rimasti o per fedeltà, o per
+abitudine, o per la speranza di razzolare ancora qualche cosa, gli
+altri, visto che il bottino era fatto, s'eran licenziati da sè. E anche
+don Luigi aveva privato la famiglia delle sue prestazioni domestiche e
+de' suoi conforti spirituali. Pover'uomo! Non aveva poi tutti i torti.
+Sul resto poteva transigere, ma aveva almeno il diritto di mangiar bene,
+e dopo la partenza del cuoco non c'era più caso di veder portare in
+tavola un piatto decente. Il dotto istitutore del conte Leonardo se ne
+andò carico di tutti i suoi manoscritti inediti, imprecando alla sorte
+che lo aveva fatto nascere un secolo troppo tardi. Cent'anni prima egli
+sarebbe invecchiato pacificamente presso i suoi Mecenati a' quali
+avrebbe potuto dedicar le sue opere stampate a loro spese in edizione di
+lusso.
+
+In quanto agli antichi conoscenti alcuni non si facevano più vivi, altri
+venivano per curiosare; primissima fra questi la contessa Ficcanaso a
+cui non pareva vero di andar in giro per la città esclamando con aria
+contrita:--Madonna Santa! Quei Bollati a che punto sono ridotti! È una
+cosa che stringe il cuore.... Una famiglia come quella!... Io vado a
+salutarli per amicizia, perchè non si vedano abbandonati da tutti, ma ci
+patisco, in fede mia ci patisco.... Ma! Che lezione pei Rialdi i quali
+han messo sossopra cielo e terra per accalappiare il conte Leonardo! Eh!
+Se non fosse che per quella pettegola della contessa Zanze si dovrebbe
+dire che c'è una giustizia a questo mondo.
+
+Così a poco a poco la loquace femmina lasciava trasparire l'intima
+soddisfazione recatale dalle disgrazie de' suoi amici.
+
+E ormai cadevano come foglie secche le ultime illusioni di Fortunata. La
+campagna aveva esercitato un'azione pacificatrice sul suo spirito, aveva
+avuto la virtù di attutire in lei le impressioni spiacevoli, di render
+più intense le impressioni gioconde. E poi la piccola Margherita era
+tanto sorridente, pareva tanto felice di trovarsi all'aria aperta, in
+mezzo all'erba, agli alberi, ai fiori, che la tenera madre non aveva
+tempo da pensare ad altro, nemmeno all'abbandono del marito, nemmeno
+alla povertà minacciosa. Oggi la scena era cambiata. La bimba non
+sorrideva più, e perdeva il suo bel colore di rosa, e piagnucolava pei
+geloni, e mostrava di non comprendere, senza poterlo dire ancora, perchè
+l'avessero condotta in quelle stanze fredde e melanconiche invece di
+lasciarla dov'era. La bimba non sorrideva più, e Fortunata, priva di
+quel sorriso attraverso il quale le cose le erano apparse tinte d'una
+luce gaia, si trovava a faccia a faccia con la nuda realtà, e guardava
+paurosamente all'avvenire. Che sarebbe di lei, che sarebbe della sua
+creatura?
+
+Tentar di scuoter Leonardo, richiamarlo alla coscienza dei suoi doveri,
+era impresa disperata. Testimonio, consapevole o no, d'una rovina che
+del resto nessuna forza umana poteva evitare, il giovane conte Bollati
+s'abbrutiva ogni giorno peggio nei vizii, e per resistere alle preghiere
+e ai buoni consigli trovava un'energia che non aveva mai trovato per
+fare il bene. Guai se sua moglie gli rivolgeva un'esortazione, un
+rimprovero, guai s'ella rimaneva alzata ad aspettarlo quand'egli tornava
+a casa nel cuor della notte! Egli la colmava di improperi e si scagliava
+contro quelle santocchie che con le loro finzioni di tenerezza e i
+sospiri e gli sdilinquimenti e le arie da vittime cercano di dettar la
+legge agli uomini e di condurseli dietro come cagnolini. Non l'avevano
+ancora capita ch'egli voleva esser libero? Non avevano capito che s'era
+tenuto una stanza separata da quella di sua moglie e della bambina
+appunto perchè intendeva andare e venire quando e come gli piacesse
+senza render conti a nessuno?
+
+Dopo un paio di queste scene, Fortunata non osava più farsi vedere, ma
+d'altra parte ella non poteva pigliar sonno finchè non fosse sicura che
+suo marito era in casa. E le accadeva sovente, dopo spento il lume, di
+mettersi a sedere sul letto, col busto avviluppato in uno sciallo, con
+le orecchie tese, con gli occhi fissi nel buio. Nei silenzi notturni le
+giungeva distinto dal campanile della parrocchia il suono delle ore, le
+due, le tre, le quattro talvolta; finalmente ella sentiva aprir la porta
+dello scalone e Leonardo col suo passo strascicato attraversar la sala
+ed entrar nella sua camera di cui richiudeva rumorosamente l'uscio
+dietro di sè. Non c'era dubbio pur troppo ch'egli venisse a fare
+un'improvvisata alla sua sposa, a dare un bacio alla sua figliuola.
+Fortunata, singhiozzando, cacciava la testa sotto le coperte.
+
+Intanto, come se le disgrazie fossero poche, la contessa Chiaretta
+deperiva a vista d'occhio, e quella primavera bisognò per cagion sua
+rinunziare alla campagna. Ella non aveva una malattia ben determinata;
+aveva degli accessi di estrema debolezza da cui si rimetteva
+temporaneamente per ricader poi nella prostrazione di prima. Il medico
+di famiglia che la curava per amicizia tentennava il capo dicendo:--Non
+ci vedo chiaro. Tanto può durare degli anni, tanto può morire da un
+momento all'altro. Non lasciatela mai sola.
+
+Sua Eccellenza, assistita a vicenda dalla nuora, dalla contessa Zanze e
+da una vecchia fantesca, tirò innanzi sin verso la fine dell'estate
+continuando ad attribuire ai carbonari tutti i guai pubblici e privati,
+e lagnandosi col suo padre spirituale monsignor Lipari (il buon canonico
+di San Marco che aveva favorito il matrimonio di Fortunata e Leonardo)
+della eccessiva tolleranza dei Governi verso i nemici del trono e
+dell'altare. Ma quando nel giugno 1846 Pio Nono salì al Pontificato e un
+mese dopo la sua elezione promulgò l'amnistia pei delitti politici, la
+contessa Chiaretta non potè resistere a questo nuovo colpo, e prese
+commiato da un mondo ove l'ordine naturale delle cose era sconvolto e i
+patrizi veneti andavano in rovina e i Papi facevano all'amore coi
+rivoluzionari.
+
+Lo scarso numero di gondole che seguirono al cimitero il feretro della
+defunta dimostrò a luce di meriggio quanto in basso fossero caduti i
+Bollati. E pensare che ott'anni prima mezza Venezia era accorsa ai
+funerali del conte Leonardo!
+
+--Buffoni!--brontolava Sua Eccellenza Zaccaria prendendo nota dei pochi
+ch'eran venuti e dei molti ch'eran mancati.--Credono che non siamo più
+quelli d'una volta. Come resteranno intontiti quando principierò a
+mettere in circolazione l'oro della mia miniera!
+
+Con questa fissazione in testa, il conte Zaccaria non ebbe campo di
+sentir troppo profondamente la perdita ch'egli aveva fatta. Solo
+esternava il rammarico che sua moglie non fosse vissuta abbastanza da
+veder rifiorire le condizioni economiche della famiglia. Invece
+Leonardo, che si rideva della miniera paterna, provò lo sbigottimento
+che i pusillanimi provano sempre allo spettacolo della morte. Dalla
+finestra egli accompagnò con lo sguardo il funebre corteggio che usciva
+dal portone del palazzo per avviarsi alla chiesa; poi si rannicchiò
+pallido e smarrito presso la moglie che, interpretando quell'atto come
+un segno di resipiscenza e rasciugandosi le lagrime che le sgorgavano
+sincere e abbondanti dal ciglio,--Oh Leonardo--gli disse--per la memoria
+della tua povera mamma che adesso è lassù a pregare per noi, per amor di
+questa bambina innocente che è pur figlia tua, fa senno, Leonardo. Se è
+proprio destinato che la miseria debba picchiare alla nostra porta,
+pazienza.... Vogliamoci bene almeno noi che siamo rimasti al mondo,
+viviamo l'uno per l'altro, e tutte le privazioni ci parranno lievi....
+Credilo pure, la vita che fai non può darti alcuno soddisfazione, non
+può che rovinare la tua salute.
+
+Quest'era l'argomento che poteva colpire di più un uomo come Leonardo. E
+infatti per alcuni giorni, fosse effetto delle parole di Fortunata,
+fosse l'impressione del lutto recente, egli sfuggì i soliti amici e
+passò la maggior parte della giornata in casa, contentandosi, miracolo
+davvero nuovo per lui, di uscir tre sere di seguito in compagnia della
+moglie. Senonchè le abitudini dissolute hanno fra gli altri guai anche
+questo, che chi vuol levarsele d'addosso deve non solo combattere le sue
+inclinazioni, ma deve pur rassegnarsi a soffrire per qualche tempo cento
+piccoli acciacchi sinchè il corpo si avvezzi al cambiamento di stato.
+Leonardo, uso a cercare un vigore fittizio nelle bibite spiritose, uso a
+respirar l'aria viziata ma calda delle osterie e delle alcove, provava
+un malessere indefinibile, un senso di spossatezza, di freddo, di cui
+non riusciva a liberarsi. Se si guardava nello specchio, si sgomentava
+della sua tinta terrea, dei suoi occhi infossati, delle sue guancie
+cascanti; gli pareva di sentirsi vecchio e attribuiva alla breve
+astinenza quello ch'era effetto del lungo libertinaggio.
+
+Uno de' suoi compagni di stravizzi, vistolo una mattina per la strada,
+gli corse dietro, e battendogli sulla spalla--ehi Bollati--gli
+disse--come va?... Hai fatto divorzio dal mondo... Capisco... la perdita
+della madre... È una gran disgrazia... ma che farci? siamo tutti
+mortali, e i vecchi bisogna che se ne vadano prima dei giovani.... Tu
+però... non ci avevo badato... hai l'aria molto patita, sai?...
+
+--Ti pare?--balbettò Leonardo sbigottito di sentir dal labbro di
+un'altra persona la conferma di ciò che s'era detto lui stesso.
+
+--Sì, parola d'onore.... Del resto, se stai bene....
+
+--Oh sì, sto bene... sono un po' fiacco....
+
+--Si vede.... Andiamo a prendere un bicchierino di _cognac_?
+
+--No, no....
+
+--Andiamo; pago io.... Voglio procurarmi il piacere di servir Sua
+Eccellenza il nobiluomo Leonardo Bollati.... Sua Eccellenza non si
+degna?
+
+Leonardo cedette, e dopo bevuto quel bicchierino ripetè l'ordinazione, e
+questa volta pagò lui, per sè e per l'amico. Il magico liquore entrava
+nel suo stomaco come un padrone che rientra in casa dopo qualche tempo
+d'assenza; casa e padrone si riconoscono e sono contenti di ritrovarsi.
+
+--Auff!--esclamò il Bollati tirando un gran respiro.--Adesso sono un
+altro uomo.
+
+--Lo credo io--soggiunse il compagno.--Hai subito rifatto una cera da
+cristiano.
+
+--Davvero?
+
+--Sicuramente.... Non c'è nulla che ristori come un sorso di
+_cognac_.... Si prende un terzo bicchierino?
+
+--Un terzo poi... è troppo.
+
+--Ma che ubbie.... Questo lo giocheremo a pari e dispari.
+
+Così fu fatto e Leonardo perdette.
+
+--A dar retta alle donne si dovrebbe adottare il regime dell'acqua e
+latte--egli disse leccandosi le labbra.
+
+--Non tutte le donne però--rimbeccò l'altro.--Ti rammenti della
+Mariannina?
+
+--Quale? La figurante della _Fenice_?--domandò il conte Leonardo con gli
+occhietti lustri.
+
+--Quella appunto.... Che bevitrice!... È a Venezia di nuovo....
+
+--Diavolo! Da quando?
+
+--Da poco.... Stasera è a cena con noi altri al _Cappello_.... Dovresti
+venire anche tu....
+
+--Io?... No.... Sono in lutto....
+
+--Capisco.... Se si trattasse d'una gran cena, se ci dovesse essere
+molta gente.... Ma è una cenetta senza pretesa.... non siamo che in
+cinque, io, per non dimenticarmi, Arduzzi, Caldieri, Dal Maido e la
+Mariannina.... Vieni, vieni....
+
+--No... oltre al lutto... se tu sapessi... ho tanti fastidi....
+
+--Ragione di più per distrarsi.
+
+--Quel maledetto _sior_ Bortolo mi lesina il centesimo....
+
+--Eh... non siamo _in floribus_ nessuno. Appunto per questo s'è limitata
+la spesa... Quattro svanziche a testa compreso il vino.... Poi si
+pagherà una bottiglia alla Mariannina, tanto per vederla un po'
+brilla.... Sai che originale è quando ha bevuto più del bisogno.... Tre
+anni fa, al Ridotto, non ti ricordi?
+
+Leonardo si mise a ridere. Se si ricordava! Una notte allegra come
+quella non l'aveva passata mai.
+
+L'idea di veder la Mariannina un po' brilla esercitava un fascino
+singolare sull'animo del giovane conte. E dopo altri tentennamenti, egli
+si risolse ad andare al ritrovo.
+
+E vi andò infatti, ed ebbe il piacere di veder la Mariannina un po'
+brilla, ma sembra che non uscisse neppur lui dalla cena in condizioni
+normali, se gli amici stimarono opportuno di accompagnarlo a casa e di
+aiutarlo a metter la chiave nel buco della serratura.
+
+Spuntava il giorno e Fortunata non aveva ancora chiuso occhio. Le sue
+speranze di ricondurre il marito sulla retta via erano durate una
+settimana.
+
+
+
+
+XIX.
+
+
+A grado a grado, da quella facilità di illudersi che possono avere anche
+i savi, il conte Zaccaria era arrivato a quell'allucinazione permanente
+che non hanno se non i pazzi. La sua era una pazzia ilare, innocua,
+tranquilla, ma era pur sempre una pazzia, e quand'egli discorreva in
+tuono di profonda convinzione dell'immense ricchezze che dovevano
+venirgli da cento parti, era impossibile prendere abbaglio sul vero
+stato del suo cervello. Tuttavia, in complesso, egli era più da
+invidiare che da compiangere. In mezzo al crollo della sua fortuna, egli
+stava sereno ed impavido come l'uomo giusto d'Orazio. Non si poteva
+andar più a villeggiar sulla Brenta perchè la tenuta era stata mandata
+all'asta dai creditori? Egli si stringeva nelle spalle, e diceva che non
+gliene importava nulla perchè la Brenta gli era venuta in uggia e voleva
+fra poco comperarsi una villa di suo gusto, in collina. Gli stessi
+creditori, insaziabili arpie, s'impadronivano del podere situato in
+Friuli, proprio quello in cui avrebbe dovuto esserci la famosa miniera?
+Il nostro gentiluomo sorrideva con aria di superiorità:--Bah! Il podere
+se lo piglino pure.... Quattro campi sterili.... Ma il diritto sulla
+miniera l'ho sempre io.... Carta canta.--E tirava fuori una carta, ove
+coloro che avevano fatto il sequestro dichiaravano realmente di
+rinunziare ai prodotti della _eventuale miniera aurifera che si trovasse
+sul fondo_. Questa dichiarazione da burla s'era ottenuta senza fatica,
+giacchè, dal conte Zaccaria in fuori, non c'era nessuno che prendesse
+sul serio l'esistenza della miniera.
+
+A metter di buon umore Sua Eccellenza Bollati contribuiva altresì il
+fermento politico che andava propagandosi per l'Italia. Dopo la morte
+della contessa Chiaretta, ch'era una reazionaria di tre cotte, il conte
+Zaccaria aveva spiegato una certa propensione alle idee liberali. Diceva
+ch'era tempo di finirla, che i popoli erano stanchi d'esser trattati
+come pecore, e che il Governo austriaco non meritava più la fiducia dei
+Veneziani. Chi sa? Forse egli non era alieno dal credere alla
+risurrezione della Serenissima, nel qual caso, se non facevano doge lui,
+chi dovevano fare? Ma sopratutto era entusiasta di Pio IX, vero
+italiano, vero capo della Chiesa, vero padre dei fedeli. Quello era un
+uomo che doveva stabilir il regno della giustizia nel mondo, e per
+cominciar bene il _lustrissimo_ Zaccaria sperava che Sua Santità avrebbe
+fatto giustizia a lui nella rivendicazione dagli eredi Steno. Poichè la
+sostanza Steno era andata a finire da un pezzo nelle mani della Pia
+fondazione dei Catecumeni, fondazione, come ognun vede, d'indole
+religiosa, e quindi tale da permettere al Papa di guardarci dentro e di
+farle restituire il male acquistato. I legali avevano un bel dire che,
+quand'anche il credito dei Bollati verso gli Steno fosse stato
+sacrosanto, esso era ormai caduto in prescrizione da più d'un secolo; il
+conte Zaccaria li lasciava discorrere e sorrideva sotto i baffi. Se il
+Papa prendeva le sue parti, importava molto la prescrizione! E a Sua
+Santità egli aveva spedito un _memorandum_ di venti pagine tutte scritte
+di suo pugno, e non dubitava nemmeno di riceverne presto o tardi una
+risposta favorevole. Certo che non bisognava aver fretta; il Sommo
+Pontefice era tanto occupato!
+
+Una sola cosa turbava l'ottimismo di Sua Eccellenza Bollati, ed era
+l'impossibilità di ottenere l'aiuto del figlio nell'esecuzione dei suoi
+disegni. Quel Leonardo era sempre un ragazzaccio, e il conte Zaccaria
+non lo nominava senza una certa inflessione di voce e una certa
+scrollatina del capo più eloquenti d'ogni parola.--Quel Leonardo--egli
+diceva nei momenti di maggiore espansione--non è cresciuto come speravo.
+E sì che non si è risparmiato nulla per la sua educazione, e non gli son
+mancati i buoni consigli.... Ma! Fatalità!... Capisco; le donne, il
+giuoco, il vino sono una gran tentazione per un giovinotto
+dell'aristocrazia che non può vivere come un anacoreta, specialmente
+quando gli corre nelle vene il sangue dei Bollati;... ma, santo Iddio,
+c'è modo e modo... _est modus in rebus...._ Io, per esempio... sì... mi
+sono divertito... sempre nei limiti però... sempre tenendo alto il
+decoro della famiglia... sempre trovando il tempo d'occuparmi degli
+affari, quantunque la gente non lo credesse.... Adesso mi renderanno
+giustizia.... Eh, se non ci fossi stato io che scovavo fuori quei due
+filoni della miniera e dell'affare Steno, l'aveva da esser bella con
+questi anni di cattivi raccolti, con questa petulanza di creditori che
+fanno atti, sequestri e ogni specie di porcherie senza un riguardo al
+mondo, e come s'io fossi un bifolco simile a loro.... Del resto io me ne
+rido... so che a loro marcio dispetto lascierò ai miei eredi il
+patrimonio quadruplicato. In fede mia, Leonardo non lo meriterebbe, no
+davvero, non lo meriterebbe.
+
+Quanto più il conte Zaccaria si persuadeva dei demeriti del figliuolo,
+tanto più egli si mostrava gentile con la nuora. Lodava la sua pazienza
+col marito, la sua bontà con la piccina, la sua attitudine a capir le
+cose (poveretta! ella ascoltava a bocca aperta i suoi spropositi senza
+osare di contraddirgli) e largheggiava sempre maggiormente nelle
+promesse. Basta; se ne sarebbe accorta un giorno, dopo la sua morte.
+
+In mezzo a queste volate d'una fantasia inferma c'era però un
+sentimento vero. Il conte Zaccaria aveva preso sul serio a voler bene a
+Fortunata. Era una di quelle tenerezze della vecchiaia che somigliano
+tanto alle tenerezze dell'infanzia, una di quelle tenerezze alimentate
+piuttosto dai sacrifizii che esigono che da quelli che fanno. Nondimeno
+Fortunata se ne contentava, e nel suo cruccio di vedersi mancar l'amore
+del marito, le dimostrazioni affettuose del suocero erano di gran
+conforto per essa. Tanto più che la benevolenza del conte si estendeva
+alla nipotina, alla quale egli mostrava una tenerezza che non aveva mai
+mostrato ai suoi due figliuoli. La bimba, dal canto suo, aveva pel nonno
+una simpatia appena agguagliata dalla ripugnanza invincibile ch'ella
+provava pel babbo. Già il babbo non le aveva mai fatto una carezza; era
+sempre cupo, stralunato, negletto nel vestire, con la barba ispida e i
+capelli arruffati; il nonno invece la pigliava volentieri in collo, le
+regalava delle chicche e l'affidava col suo viso ordinariamente sereno,
+con la persona linda e pulita, con l'intonazione amichevole dei lunghi
+discorsi ch'egli teneva alla mamma, passeggiando su e giù per la stanza,
+gestendo anche con vivacità, ma senza perdere una tal quale compostezza
+di gentiluomo.
+
+Suocero e nuora uscivano sovente a braccetto, e andavano ora a fare una
+giratina sulla Riva degli Schiavoni, ora a prendere il caffè da Suttil
+in piazza San Marco, ove qualcuno dei conoscenti si accostava al loro
+tavolino per barattar quattro chiacchiere. Gli altri avventori si
+guardavano strizzando l'occhio e tentennando la testa; poi, quando i
+Bollati non c'erano più in bottega, principiavano i commenti.
+
+--È matto....
+
+--Un matto allegro.... Non parla che delle sue ricchezze....
+
+--Invece siamo agli sgoccioli, non è vero?
+
+--Altro che agli sgoccioli!... Tutte le campagne all'asta... citazioni,
+oppignorazioni da tutte le parti....
+
+--Uno di questi giorni andrà all'incanto anche il palazzo.
+
+--Lo comprerà il _Milord_.
+
+--Probabile.
+
+--C'è sempre quella gioia del _sior_ Bortolo?
+
+--Sì, c'è ancora... finchè può raspare.
+
+--È stato la rovina della famiglia.
+
+--Ci ha cooperato sicuro.... Ma se avessero avuto un po' di cervello i
+padroni....
+
+--E il figliuolo? Vi par poco?
+
+--Non discorriamone neanche.... Quello ha tutti i vizi.... Ed è
+crivellato di debiti per suo conto particolare.
+
+--Sì, come se non bastassero quelli della casa.
+
+--Non si capisce nemmeno come tirino innanzi.
+
+--Ma! Vendendo o impegnando il poco che resta.... Le fortune colossali
+lascian sempre qualche piccolo avanzo....
+
+--Pensare che si trattava di milioni!
+
+--E il genero e la figlia dove sono?
+
+--In Boemia, in Moravia, che so io?... Indebitati fino agli occhi anche
+loro....
+
+--Che _patatrac_!
+
+--La bella speculazione che ha fatto la ragazza Rialdi sposando Leonardo
+Bollati!
+
+--Bella tanto! È stata la madre.... Lei, poveretta, s'era innamorata
+proprio del cugino....
+
+--E gliene aveva date le prove....
+
+--Casi che nascono!
+
+--Del resto, sarà una buona diavola, ma fisicamente non vai nulla....
+
+--Nulla affatto.... Mostra dieci anni di più di quelli che ha.
+Dev'essere giovanissima.
+
+--Oh sì.... Ventuno, ventidue anni al massimo....
+
+--Ebbene se gliene darebbero trenta....
+
+--Il curioso si è che oggi i Rialdi sono in migliori condizioni dei
+Bollati.
+
+--Non c'è dubbio.... Tanto più se, come dicono, il conte Luca sta per
+diventar consigliere d'appello.
+
+--Consigliere d'appello! Con quei meriti! Non ha fatto mai altro che
+giocare agli scacchi.
+
+--Eh, è un posto che gli viene per anzianità.
+
+--Il figlio, ch'è in marina, si farà strada....
+
+--L'ufficiale? Sì, è un giovane d'ingegno, ma una testa calda, una testa
+calda.... Uhm!... Vi ricordate la faccenda del duello? E la scena al
+Casino?
+
+--Quella volta se non c'era qualche santo che lo proteggeva l'andava a
+finir male per lui. Prender la difesa dei Bandiera? Nella sua posizione?
+
+Mentre si tenevano tali discorsi sul conto dei Bollati e dei Rialdi, il
+nobiluomo Zaccaria, tornando a casa con la nuora, giudicava severamente
+le _cariatidi_ del Caffè Suttil.
+
+--Quella è gente buona da mettere in museo--egli diceva--gente che non
+capisce i tempi, come la povera Chiaretta.... E poi tutti rovinati, sai,
+tutti, senza eccezione....
+
+I tempi che il conte Zaccaria credeva di capire si facevano sempre più
+grossi, e dall'Alpi al Mar Jonio era un fremito di vita nuova che si
+manifestava negli scritti, nelle adunanze, nelle dimostrazioni di
+piazza. Il nome d'Italia, lasciato un giorno ai poeti ed ai rétori, era
+oggi sulle labbra del popolo e non significava più una memoria, ma una
+speranza, ma un affetto sentito e gagliardo, preparatore d'opere virili.
+E l'amore di patria portava seco come natural conseguenza l'odio contro
+il dominio straniero. Palesemente ove non c'eran gli Austriaci,
+velatamente nelle terre lombardo venete, si parlava d'una prossima
+alzata di scudi; con quali armi non si sapeva ancora, ma gl'Italiani si
+contavano, e già pareva loro d'esser tutti soldati per la guerra santa.
+I muri si coprivano d'iscrizioni di _Morte ai Tedeschi_.--_W.
+l'Italia_--_W. Pio Nono_; strana eppur quasi universale illusione che
+associava l'idea del riscatto al nome d'un Papa. E anche Venezia,
+accusata fino a quei giorni di spiriti fiacchi, usciva dal lungo
+torpore. Il sonnolento Ateneo non isdegnava di entrar esso pure nella
+corrente rivoluzionaria e iniziava la discussione d'argomenti sociali ed
+economici; le onoranze a Riccardo Cobden nel luglio 1847 furono un
+pretesto per inneggiare alla libertà, e il Congresso dei dotti
+raccoltosi nel settembre in Palazzo ducale servì a stringer saldi legami
+di pensiero e d'affetto tra i migliori uomini della Penisola.
+
+Questa sinfonia allegra del dramma sanguinoso che doveva rappresentarsi
+nel 1848 era fatta apposta per isconvolgere interamente la testa debole
+del conte Zaccaria. Egli confondeva le faccende pubbliche con le sue
+faccende private, vedeva un'intima relazione tra le riforme politiche,
+la riscossione dei suoi crediti immaginari, e l'esercizio della non meno
+immaginaria miniera; ma quest'era ancora il meno peggio perchè
+gl'impediva di accasciarsi sotto il peso delle sue sventure reali. Il
+guaio serio era l'inquietudine che gli si era cacciata addosso e che gli
+cresceva ogni giorno; gli sembrava, chiamandosi Bollati, di non poter
+rimanere estraneo agli avvenimenti, avrebbe voluto discorrere, scrivere,
+stampare anche lui qualche cosa (avrebbe stentato a dir che cosa) e
+s'irritava delle difficoltà che gli attraversavano la via, del modo
+sprezzante con cui certa gente da nulla accoglieva le sue parole. Sotto
+l'impressione di queste ripulse egli s'esaltava fuor di misura, e
+Fortunata, che sola riusciva a calmarlo, cominciava a temere che la
+pazzia innocente del suocero potesse presto o tardi convertirsi in una
+pazzia pericolosa. Di qui uno spasimo nuovo per lei, che tremava per la
+sua Margherita, eppur non sapeva come impedire al conte Zaccaria di
+vederla.
+
+Però queste sue paure non dovevano durare a lungo. Era una giornataccia
+di novembre umida e fredda e il conte Zaccaria aveva rinunziato a uscir
+di casa. Per tutta la mattina egli non aveva fatto altro che discorrere
+strampalatamente, ma tranquillamente, con Fortunata de' due affari che
+gli stavan più a cuore, la miniera e la causa di rivendicazione,
+dicendo, a proposito di quest'ultima, che voleva sollecitare il Papa a
+rispondergli. E invero dall'agosto 1840 al novembre 1847 c'era stato
+tempo d'avanzo a maturar la risposta.
+
+Dopo colazione il conte si sdraiò sur una poltrona in fondo del salotto,
+mentre Margherita, ch'era oramai una trottolina di due anni e mezzo, gli
+s'arrampicava sulle ginocchia e gli chiedeva due cose, _un confetto_ e
+_una storia_. Fortunata, seduta accanto alla finestra, rammendava della
+biancheria; Leonardo, al solito, era fuori.
+
+Il vecchio gentiluomo diede alla nipote uno zuccherino; poi,
+impasticciando insieme le reminiscenze delle fiabe udite dalla balia con
+le fantasie del suo cervello malato, raccontò d'un re e d'una regina che
+avevano una bimba bella come il sole, e d'un mago che aveva trovato dei
+filoni d'oro e con quell'oro aveva fabbricato una casa per mettervi
+dentro la bimba, e la casa era grande, grande, grande....
+
+--Grande così--disse la bimba allargando il più possibile le sue piccole
+braccia.
+
+--Grande così--ripetè il conte chinando la testa in segno d'assenso.
+
+E non soggiunse altro.
+
+--Nonno dorme--bisbigliò Margherita dopo una breve pausa.
+
+Fortunata si scosse.
+
+--Se dorme, lascialo stare. Vieni qui. Ma la fanciulla non si moveva.
+
+--Nonno dorme--ella tornò a dire.
+
+E intrecciava le sue dita rosee nei capelli bianchi del conte Zaccaria e
+chiamava:
+
+--Nonno; nonno!
+
+--Bimba disubbidiente!--esclamò la madre alzandosi
+infastidita.--Lascialo quieto il nonno.
+
+Oh il nonno era tanto tanto quieto. Egli non sentì nè l'appello della
+nipote, nè il grido della nuora, nè l'irrompere tumultuoso della gente
+accorsa in aiuto, nè le preghiere del sacerdote venuto a rendergli gli
+ultimi uffici. Il nonno era morto, morto meglio di quel che non fosse
+vissuto, morto al suono d'una voce carezzevole che gli blandiva
+l'orecchio, morto col sorriso sul labbro, sognando le ricchezze, la
+fortuna, gli onori.
+
+Il testamento trovato in un cassetto della scrivania provò le felici
+disposizioni d'animo del defunto. Egli legava somme considerevoli a
+un'infinità d'Istituti di beneficenza, e nuove Opere pie voleva fossero
+fondate col suo nome. Ma largheggiava specialmente in favore di
+Fortunata e di Margherita. Alla prima egli assegnava ottomila zecchini
+da prelevarsi sul prodotto della miniera aurifera del Friuli; alla
+seconda destinava duecentomila lire venete sul credito Steno; a tutt'e
+due poi distribuiva perle, diamanti e altri oggetti preziosi che non
+esistevano più. Alla figlia maritata Geisenburg lasciava il compimento
+della legittima e un fornimento di pizzi venduti da due anni; del conte
+Leonardo diceva che la sua condotta dissipata avrebbe autorizzato il
+padre a diseredarlo; nondimeno, nella speranza ch'egli si ravvedesse, lo
+nominava erede universale, con l'ordine espresso di spingere alacremente
+i lavori della miniera e gli atti della causa. Dopo parecchi legati di
+minor conto, c'erano istruzioni precise sui funerali che dovevano essere
+splendidissimi, e sui due monumenti che Sua Eccellenza Zaccaria voleva
+eretti a sè e alla N. D. Chiaretta sua moglie.
+
+
+
+
+XX.
+
+
+Un cambiamento notevole era successo nella situazione rispettiva dei
+coniugi Rialdi: la moglie non era più così autoritaria, il marito non
+era più così docile come una volta. Col suo arrabattarsi continuo, co'
+suoi intrighi orditi di lunga mano, con la sua pretensione di ristorar
+le fortune della famiglia, la contessa Zanze non era riuscita che al
+colossale sproposito di maritar la figliuola a un uomo vizioso e
+rovinato; senza impicciarsi in nulla, senza far altro che passar
+quattr'ore al giorno all'Uffizio e il resto della giornata a giocare a
+scacchi al Caffè della Vittoria, il conte Luca, gradino per gradino, era
+giunto a ottenere il posto di consigliere di appello, ch'è quanto dire a
+essere una persona d'importanza, che nelle feste solenni indossava la
+sua brava uniforme, s'allacciava a fianco uno spadino incapace di far
+male a nessuno, si metteva in testa un cappello a due punte, e
+percorrendo le strade _pedibus calcantibus_ attirava sul suo passaggio
+le esclamazioni ammirative dei monelli. Aggiungansi a queste compiacenze
+morali quella d'avere uno stipendio che, in quei tempi di prezzi bassi,
+permetteva di mantenersi assai decorosamente. Onde non c'era più bisogno
+di pranzar fuori di casa due volte alla settimana, e s'era potuto
+sostituire con un servo effettivo e reale il cameriere che la contessa
+Zanze soleva prendere a nolo pe' suoi martedì. A fronte di questi
+benefizi il conte Luca pretendeva dalla consorte un rispetto maggiore e
+aveva anzi dichiarato in modo assoluto di non voler più lasciarsi
+chiamare coi titoli di _pampano_, _babbeo_ e altri simili. La consorte
+ubbidiva fremendo. A lei pareva d'aver attività, energia, intelligenza
+da vendere al conte marito, ma l'era forza riconoscere che la sorte non
+l'era stata propizia e aveva invece favorito lui, quell'imbecille, che
+non s'era neanche mosso per meritarsene i favori. Delle giustificazioni
+a sè stessa ella ne trovava in quantità; è naturale, se ne trovano
+sempre. Ella diceva che quel precipizio dei Bollati era giunto
+inaspettato a tutti, e che non si poteva prevedere che Leonardo non
+avesse nè un briciolo di cervello, nè un briciolo di cuore. Del resto,
+almeno per la parte economica, se l'avessero aiutata, le cose sarebbero
+andate diversamente. E di tanto in tanto, nell'intimità coniugale, la
+contessa Zanze si lasciava scappar la vecchia frase:--Se foste entrato
+nell'amministrazione! Quel _sior_ Bortolo nuota nell'abbondanza.
+
+Il conte Luca montava su tutte le furie e non aveva torto.--Cosa mi
+venite a parlare di _sior_ Bortolo? Volevate ch'io facessi la parte di
+quel furfante?
+
+Ma la contessa protestava contro questo modo d'interpretar le sue parole
+e ripeteva quello che aveva già detto centinaia di volte negli anni
+passati.--Se foste entrato nell'amministrazione sareste diventato un
+signore voi e avreste salvato dalla rovina i vostri parenti.
+
+--Corpo di bacco! E vi par nulla che io sia invece consigliere
+d'appello?
+
+Comunque sia, questi erano discorsi inutili, e c'era ben altro da fare
+che andar ruminando il passato. Ormai appariva chiaro come la luce del
+sole che fra poco i Bollati sarebbero rimasti in camicia e che Fortunata
+sarebbe tornata a carico dei genitori o del fratello.
+
+Che se c'era ancora qualche illusione possibile finchè viveva il conte
+Zaccaria, alla morte repentina di lui anche questa illusione doveva
+dissiparsi. Il conte Zaccaria non era popolare com'era stato ai suoi
+tempi il vecchio conte Leonardo; ma non era neppure un uomo mal veduto
+in paese, aveva forme cortesi, alla buona, e le ingenue allucinazioni a
+cui egli era in preda negli ultimi anni avevano piuttosto cresciuto che
+scemato le simpatie intorno a lui.
+
+Ora gli strozzini non hanno l'animo troppo aperto alla simpatia, ma se
+possono far di meno d'inasprir l'opinione pubblica lo fanno, e non
+isdegnano di usar qualche temperamento verso i debitori più forniti di
+aderenze e di relazioni. Mettere sulla strada un patrizio di quell'età,
+con quel nome! Era da far gridar mezza Venezia. Col figliuolo era un
+altro par di maniche. Prima di tutto si trattava d'un giovane; e poi
+quello lì aveva l'opinione pubblica contro di sè. Anzi può dirsi che
+l'accanimento con cui l'attaccavano era persino eccessivo; pareva che
+non ci fossero altri farabutti al mondo. Come talora, per quel bisogno
+che ha la gente di crearsi dei simboli, un uomo diventa la
+personificazione d'ogni virtù, così un altro diventa la personificazione
+d'ogni vizio. Il senso morale, che va soggetto a tante distrazioni, si
+sveglia a un tratto per protestare contro questo mostro di turpitudine;
+gli onesti e gli ipocriti si scagliano addosso a lui;... ciò che
+permette loro di esser più indulgenti con quelli che gli somigliano e
+anche con sè stessi.
+
+Avete visto mai, verso la chiusa d'un ballo o d'una pantomima
+spettacolosa, la reggia del tiranno, il castello dell'oppressore, la
+prigione della vittima cader giù a pezzi, finchè, a un dato segnale,
+succede l'ultimo scroscio e la luce elettrica accesa in buon punto
+scende dall'alto a rischiarar le rovine? Questo è quello che accadde,
+lasciando stare la luce elettrica, del maestoso edifizio Bollati. Il
+segno dello scroscio finale fu dato dalla morte del conte Zaccaria.
+Allora non ci furono più riguardi, e gli avvocati ricevettero dai loro
+clienti l'ordine di proceder negli atti a passo di carica senza
+lasciarsi smuovere da sollecitazioni o da preghiere di nessuna specie.
+Terribile fra tutti i creditori era il marchese Ernesto
+Geisenburg-Rudingen von Rudingen piombato dalla Moravia a far valere le
+ragioni della consorte, che per la malferma salute non aveva potuto
+accingersi al viaggio. Il marchese Ernesto, al quale una cura dietetica
+aveva fatto perdere alquanto della sua corpulenza, s'era risolto a
+riprendere il servizio militare e veniva di guarnigione in Venezia per
+invigilar coi propri occhi la liquidazione dell'eredità del suocero. Nè
+voleva sentir a dire che l'eredità era bell'e liquidata non essendovi un
+centesimo per nessuno; egli protestava pestando la sciabola che a lui
+_Potz tausend!_ non la davano ad intendere, e che avrebbe saputo,
+occorrendo, tagliare il naso al cognato, a _Herr_ Bortolo e a tutti gli
+Italiani, _verfluchte Italiener!_ E al cognato e a _Herr_ Bortolo non
+risparmiava gli improperi e le minaccie dirette, tantochè l'uno e
+l'altro mettevano il loro studio a non farsi mai trovare in casa e più
+di una volta era toccato a Fortunata l'onore di ricevere le sue visite
+amabili.
+
+In queste difficili contingenze l'ottimo _sior_ Bortolo pensò ch'era
+venuto il momento di levarsi d'impiccio. E perchè la sua ritirata non
+somigliasse a una fuga, egli ricorse al comodo espediente di cader
+malato. L'asma di cui egli soffriva da parecchi anni si aggravò
+d'improvviso, un medico premuroso dichiarò che gli era indispensabile
+un soggiorno di alcuni mesi in campagna, e il signor Bortolo Segugi, col
+cuore straziato, dovette prendere congedo dai suoi nobili padroni.
+Nell'epistola, modello di stile affettuoso e patetico, da lui diretta in
+quest'occasione al conte Leonardo, egli si permetteva anche di dar quei
+consigli che gli erano inspirati dalla molta esperienza e dal grande
+amore per la illustre famiglia. Condurre una vita regolata, ridur le
+spese ai minimi termini, vendere quello che era ancora vendibile,
+eccetera, eccetera. Se il Signore Iddio voleva ch'egli, _sior_ Bortolo,
+si ristabilisse in salute, e se non gli veniva meno la fiducia
+dell'illustrissimo conte Leonardo, sperava di ripigliare ancora in mano
+le redini dell'amministrazione; se poi doveva soccombere, egli si
+sarebbe presentato al suo Giudice con la coscienza netta e col
+convincimento di aver sempre servito fedelmente i suoi benefattori. In
+un poscritto alla bellissima lettera _sior_ Bortolo suggeriva di valersi
+dell'opera dell'avvocato Timoteo Sgriccioli, a cui egli aveva chiesto da
+ultimo qualche consulto legale e ch'era l'uomo fatto apposta per trovare
+il bandolo di una matassa arruffata.
+
+--Buffone! Ladro! Brigante! Gesuita!--urlò il conte Leonardo quand'ebbe
+letta e decifrata la lettera.--S'è ingrassato col nostro sangue e adesso
+va a far la digestione in campagna.... Andasse almeno alla malora quel
+brutto figuro asmatico.... Se mi torna tra i piedi sta fresco.... Non
+son chi sono se non lo piglio a calci nel sedere.... E anche dei
+consigli mi dà quel furfante ch'è stato la prima causa di tutti i nostri
+guai.... Dei consigli, lui, al conte Leonardo Bollati!
+
+Nonostante questa filippica, prima che passassero ventiquattr'ore, il
+conte Leonardo aveva già adottato uno dei suggerimenti del suo
+degnissimo agente e si era messo nelle mani dell'avvocato Sgriccioli,
+patrocinatore ordinario dei debitori morosi o falliti, a benefizio dei
+quali egli aveva anche conformato il suo studio pieno di bugigattoli, di
+nascondigli e di usci segreti. L'avvocato Sgriccioli mostrò di prender
+molto a cuore la faccenda, ma non potè tacere che s'era indugiato troppo
+a ricorrere a lui e che la condizione delle cose era grave, assai grave,
+gravissima. Infatti i suoi sforzi non valsero a ritardar la catastrofe;
+il tribunale (ed era ancora il meno peggio che potesse succedere) aprì
+il concorso sui beni mobili ed immobili del signor conte Leonardo
+Bollati P. V., e sino a liquidazione giudiziale finita assegnò
+all'ultimo rampollo di tanti uomini illustri poche lire al giorno pel
+suo mantenimento. Il palazzo, mandato all'asta per conto della massa
+creditrice, fu aggiudicato al maggior offerente, lord Herbert Seaweed,
+che era l'inquilino del primo piano. E il nobile lord concedette ai
+Bollati quindici giorni per lo sgombero dell'appartamento da essi
+occupato, lasciando però generosamente a loro disposizione tre camere a
+tetto, che se non eran proprio soffitte, di poco ne differivano.
+
+La vanità del baronetto era lusingata dall'idea di dar ricovero a un
+patrizio che aveva avuto due dogi fra i suoi antenati. Leonardo dal
+canto suo accettò con lieto animo l'offerta, e perchè gli ripugnava di
+andar in cerca di un altro alloggio, e fors'anche perchè seguitando ad
+abitare nel suo palazzo, gli pareva d'esserne sempre lui il padrone.
+Aggiungasi che in tal maniera egli sperava di sbarazzarsi della moglie e
+della figliuola. Possibile che Fortunata non si risolvesse a tornare in
+famiglia e a portarsi seco quell'impiccio della bimba! Già il conte Luca
+e la contessa Zanze avevano dichiarato di esser pronti a ricever lei e
+la nipote.
+
+Messa alle strette, Fortunata, cui non bastava l'animo di veder patire
+la sua piccina, mandò Margherita dai nonni (andando poi a mangiarsela di
+baci due o tre volte al giorno), e in quanto a sè, dichiarò che non
+voleva dividersi da suo marito e che avrebbe affrontato volentieri il
+freddo e la fame piuttosto che abbandonarlo alle prese con la miseria.
+Ma se c'era uomo inetto a capir questi sentimenti era Leonardo Bollati,
+il quale non vide in tutto ciò che uno sciocco puntiglio e pensò di far
+pagar cara alla moglie la matta ostinazione di stargli appiccicata ai
+fianchi. E se prima rimaneva fuori di casa mezza giornata, adesso ci
+rimaneva la giornata intiera, e faceva tutti i suoi pasti all'osteria,
+non rientrando che nel cuor della notte con gli occhi lustri, con la
+lingua grossa e con le gambe barcollanti. Allora si cacciava in letto e
+dormiva fino al tocco per ripigliar poi la solita vita. A Fortunata non
+dava un centesimo; quello che gli passava il tribunale non era neppur
+sufficiente per lui; andasse da suo padre, il consigliere d'appello, che
+s'era abbastanza riempiuto l'epa alla tavola dei parenti quand'eran
+ricchi da poter oggi restituire un desinare a una Bollati, che, per
+giunta, era sua figlia. Che s'ella non voleva andarci, s'ingegnasse come
+poteva.
+
+Fortunata s'ingegnava vendendo o impegnando qualcheduno degli oggetti
+ch'erano avanzati dal gran naufragio e ch'erano stati buttati alla
+rinfusa in una delle tre stanze lasciate per carità dai nuovi agli
+antichi padroni. Del resto, per lo più, desinava effettivamente presso i
+genitori.
+
+Ormai tutti le ripetevano che, poichè Leonardo non aveva cuore nè per
+lei, nè per la bambina, e ricevendo, checchè ne dicesse, un sussidio
+bastante per far vivere la famiglia, non voleva pensar che a' suoi vizi,
+ella poteva piantarlo senza rimorsi.
+
+Ella però era irremovibile. Pur troppo con la sua presenza ella non
+impediva nulla, non riusciva a fargli lasciar nè un cattivo amico, nè
+una cattiva abitudine; ma chissà? mancando lei, sarebbe stato ancora
+peggio. Egli non avrebbe passato in casa nemmeno le poche ore che ci
+passava; non avrebbe preso, prima d'uscire, nemmeno una tazza di caffè.
+E chi avrebbe vigilato perchè la sua camera fosse in ordine, perchè i
+suoi vestiti fossero spolverati, e chi l'avrebbe assistito se una notte
+non si sentiva bene!
+
+Inoltre, Fortunata sperava in un miracolo, sperava in un ritorno
+d'affetto conquistato a forza d'umiltà, di pazienza e di devozione.
+Perchè, pare impossibile, ell'amava sempre Leonardo. Qualche volta,
+verso l'alba, mentr'egli dormiva della grossa, ell'entrava pian pianino
+nella stanza di suo marito, e si accostava al letto e si chinava a
+deporre un bacio su quella fronte non solcata mai da un pensiero
+generoso, su quelle labbra umide e sozze da turpi contatti. Una mattina
+quel tiepido soffio lo scosse a mezzo; abbastanza desto da sentir che
+una donna gli era vicino, non abbastanza da distinguer qual fosse, egli
+la tirò a sè, le gettò le braccia al collo. Poi spalancando gli occhi,
+vide la moglie, palpitante, svergognata come un'adultera côlta in fallo.
+
+--Tu!--egli disse con un'inflessione di voce ch'esprimeva lo stupore e
+il disgusto.--Io credevo.... Peccato!... Va via.
+
+--Oh Leonardo!--ella cominciò supplichevole e con le lagrime che le
+gocciolavano giù per le gote.
+
+Ma un resto di dignità le tolse di proseguire. Divenne scarlatta, e
+coprendosi il viso con le mani fuggì dalla stanza. Indi, abbigliatasi in
+furia e fatto uno fardello di alcuni oggetti che più le premevano,
+scese a precipizio la scala e volò a casa sua.
+
+--Oh!--esclamò la contessa Zanze--Cosa c'è di nuovo? Cosa t'ha fatto
+quel brigante?
+
+--Capisco che avevate ragione.... Se mi volete, vengo a star con voi...
+per ora almeno...
+
+--Sicuro che ti vogliamo.... Sei la nostra creatura.... Ma si può
+sapere?...
+
+--Non c'è nulla... nulla.... E Margherita? E il babbo?
+
+--Stanno benissimo.... Dormono ancora.... Però vorrei sapere....
+
+--Oh è inutile, mamma....
+
+S'intese la voce della bimba che chiamava:--Nonna, nonna!
+
+--Ecco, s'è svegliata--disse la contessa Zanze. E rivolgendosi alla
+figliuola le chiese: Vuoi andarci tu?
+
+--Sì--rispose Fortunata. Ma pentitasi subito soggiunse:--È meglio che
+prima tu l'avverta che ci sono.... Andrò di qui a un momento.
+
+Si fece portare una catinella d'acqua e vi immerse la faccia tre o
+quattro volte. Poi entrò nella camera di Margherita.
+
+--Oh mamma, mamma--gridò la piccina battendo le mani.
+
+--Tesoretto mio!--proruppe Fortunata piegandosi sopra di lei.--Starò
+sempre sempre con te.
+
+Margherita le cinse il collo con le sue braccia nude e la coperse di
+baci che non volevano più finire.
+
+--Ancora, ancora!--diceva la povera donna. Le pareva che quei baci
+scancellassero l'onta degli altri che, poco prima, ell'aveva ricevuti...
+per isbaglio.
+
+
+
+
+XXI.
+
+
+Il 1847 s'era chiuso come una splendida notte di luglio, in cui il cielo
+ancora sereno è solcato da spessissimi lampi; il 1848 s'apriva come una
+giornata nella quale i rossori inauspicati dell'alba fanno prevedere il
+temporale vicino. Le città italiane conservavano il loro aspetto
+festante, le popolazioni empivano le strade, i teatri, le chiese (chè il
+Papa liberale aveva messo di moda la religione) ed era dappertutto uno
+sfoggio di colori vivaci, di abbigliamenti bizzarri, un echeggiar di
+canzoni, una loquacità espansiva come di gente a cui prema rifarsi del
+lungo silenzio e richiamar insieme le memorie del passato e divisar
+l'avvenire. Ma sotto quella gaiezza tumultuosa covavano i fieri
+propositi, ma in quei colori, in quei vestiti, in quei canti, in quel
+fraternizzar delle classi era una sfida gettata in viso a un nemico
+comune. E il nemico comune, vissuto a lungo in una sicurtà sprezzante,
+pareva domandare a sè stesso se fosse possibile che i conigli si fossero
+mutati in leoni, e intanto affilava le armi e si preparava alla lotta.
+Già i moti fortunati di Palermo e di Napoli e le riforme civili di Roma
+imbaldanzivano gli animi e rafforzavano la speranza della guerra
+nazionale contro l'oppressore tedesco; già nelle terre lombardo-venete
+erano cominciate le prime avvisaglie, già il sangue era corso per le vie
+di Milano. Dalla laguna al Ticino un potere occulto che attingeva la sua
+autorità dal consentimento dei più, deludeva i cent'occhi della Polizia
+austriaca, e, senza codici e senza soldati, con una parola d'ordine
+gettata nella folla, con un foglietto misterioso fatto pervenire a
+domicilio, regolava le mosse dei cittadini. Quelli che non ubbidivano
+per entusiasmo patriottico ubbidivano per ispirito d'imitazione, per
+vaghezza di novità, per tema di essere mostrati a dito, per la curiosità
+di vedere come andasse a finire una condizione di cose sì strana ed
+insolita. Pochi osavano protestare ad alta voce; in maggior numero eran
+coloro che, divisi tra due paure, la paura del Governo legittimo e
+quella del Governo clandestino, procuravano di uscir di rado, di parlar
+poco, di trovarsi con meno gente che fosse possibile. A questo regime
+s'era condannato da sè il conte Luca Rialdi, suddito fedelissimo di S.
+M. Ferdinando I, ma innanzi tutto uomo sollecito della propria pelle. In
+ufficio era riuscito a schermirsi da ogni processo che avesse attinenza
+con la politica; al Caffè della Vittoria non si faceva più vedere;
+figuriamoci! tutti avevan sciolto lo scilinguagnolo, tutti volevan dire
+la loro opinione sugli affari del giorno, non c'era un cane che
+giuocasse a scacchi, e s'anche una partita si principiava era ben
+difficile tirare innanzi in mezzo a quel frastuono di voci; in piazza
+San Marco poi il conte Luca aveva giurato di non metter piede dopo un
+certo tiro del marchese Ernesto Geisenburg-Rudingen von Rudingen.
+
+Un giorno, che è che non è, mentre il nostro consigliere d'appello
+percorreva a passo spedito le Procuratie vecchie, il signor marchese, in
+piena tenuta di capitano degli ussari (che ci ha da fare un capitano di
+cavalleria a Venezia?) il signor marchese, insomma, staccandosi da un
+gruppo d'ufficiali, gli si avvicinò con la mano tesa e gli disse col suo
+italiano che s'imbarbariva sempre peggio:
+
+--O signor conte, pen contento di vederla, o _ja.... Ich gratulire
+mich_, mi congratulo sua nomina a _Regierungsrath?.... Geheimerath?....
+ach nein.... Appellationsrath. Ja, ja_, consigliere d'appello.
+
+Quindi gli si mise a fianco e cominciò a discorrergli degli affari
+Bollati.... _eine traurige Geschichte...._ sì, una triste storia....
+quel Leonardo meritar pastonate, prigione.... anche conte Zaccaria puon
+anima, consumare un patrimonio di quella sorte! Adesso I. R. Tripunale
+afer in mano la faccenda.... _man wird sehen; ja...._ si vedrà.... pur
+troppo, poco, anzi _nichts_, niente da sperare.... _Und wie gehet's....
+ja_, come sta la contessa Zanze? E la contessa Fortunata?...
+_Unglückliche junge Dame!..._ Ah prutto mondo!... Anche sua _Frau_,
+marchesa Maddalena, afer immensamente sofferto.... tante disgrazie di
+seguito!... _Arme Frau!_
+
+Il conte Luca non sapeva in che mondo si fosse. Quel marchese così
+borioso, il quale, specialmente dopo il duello con Gasparo, l'aveva a
+morte coi Rialdi, quel marchese aveva adesso la bell'idea di girar con
+lui per la piazza San Marco, il ritrovo dei curiosi e dei fannulloni? E
+non si poteva mica piantarlo in asso da un momento all'altro!
+
+Dagli argomenti privati l'ufficiale passò a parlare degli argomenti
+pubblici, di quella maledetta politica che si cacciava dappertutto. Gli
+Italiani erano matti, il Papa era _ein Dummkopf_, uno sciocco che
+agitava la miccia accesa vicino a una polveriera; quel _grosser Kerl_
+del Borbone aveva avuto torto di cedere alle grida di quattro fanatici,
+ma si poteva esser sicuri che alla prima opportunità egli avrebbe saputo
+accomodar le cose per benino; Carlo Alberto, quello lì era _ein
+Schwärmer_, un sognatore, un entusiasta, ora carbonaro, ora
+sanfedista.... non si sapeva mai. A ogni modo, Metternich aveva giudizio
+per tutti.... E in quanto ai facinorosi Lombardo-Veneti bisognava dar
+degli esempi, e si sarebbero dati; stesse tranquillo il signor conte che
+si sarebbero dati: già egli poteva dire con fondamento che il decreto
+per introdurre il giudizio statario era sul punto di esser sottoposto
+alla firma di S. M. Allora, in una quindicina di giorni, tutto questo
+baccano sarebbe finito.... _Ja, gnädiger Herr Graf, so ist es...._ così
+è....
+
+A questo punto il marchese offerse un sigaro al suo interlocutore.
+Bravo! Al povero conte Luca non mancava altro che di farsi vedere a
+fumare dopo la proibizione assoluta di quei signori del Governo
+clandestino! Per buona ventura il conte non fumava mai, ed ebbe
+un'ottima ragione per rifiutar l'offerta.
+
+Il marchese sorrise.--_Sie haben nie geraucht?_ mai fumato? _Wirklich
+so?..._ Proprio?
+
+--Proprio, proprio... mai fumato--rispose il conte Luca.
+
+E parendogli di poter finalmente accommiatarsi senza increanza, disse al
+signor capitano ch'era atteso in un luogo e doveva lasciarlo.
+
+--_Auf Wiedersehen, Herr Graf..._ a rivederci... _Meine Complimenten den
+gnädigen Frauen, bitte...._ prego miei complimenti alle signore,--gridò
+l'espansivo marchese stringendo forte la mano del conte Luca.
+
+E raggiunse il crocchio degli amici a cui raccontò ridendo che _der Herr
+Appellationsrath_, con quella pillola del giudizio statario in corpo,
+non doveva dormir certamente per tutta la notte. Del resto, egli aveva
+fermato il conte Rialdi all'unico scopo di recargli un po' di molestia e
+di sforzarlo a passeggiar di pieno giorno in piazza San Marco con un _K.
+K. Offizier_. Che se _Herr Graf_ doveva per questa ragione soffrir
+qualche sfregio dagli _italianissimi_, egli ne avrebbe avuto molto
+piacere.
+
+Il conte Rialdi uscì dalla piazza senza nemmeno alzar gli occhi. Non
+vedendo nessuno gli pareva che nessuno dovesse veder lui.
+
+Invece prima di sera gli capitò a casa un bigliettino concepito a un
+dipresso in questi termini:
+
+ «Signor consigliere.--Se non foste padre di un eccellente
+ patriotta, vi si darebbe oggi una buona lezione. Il Comitato si
+ limita per questa volta a un amichevole avvertimento. Non è più
+ lecito a un italiano di mostrarsi coi militari austriaci, fatta
+ eccezione pegli ufficiali di marina che sono dei nostri. Austriaci
+ e italiani non si devono ormai incontrare che sulle barricate o sul
+ campo di battaglia. Abbiate dunque prudenza e moderate il vostro
+ zelo di servitore fedelissimo di S. M.
+
+ «_Il Comitato._»
+
+Se il povero consigliere viveva sempre in angustie e aveva perduto il
+sonno e la fame non si poteva dargli poi tutti i torti. Compromesso coi
+liberali pe' suoi sentimenti di fedeltà, compromesso col Governo per
+cagion del figlio che un dì o l'altro doveva passar un cattivo quarto
+d'ora, egli aveva per soprammercato da invigilar sulla pazzia della
+moglie alla quale era venuto il ticchio di far la patriotta ardente
+anche lei, e di trinciar di politica con le femminette che venivano a
+visitarla ne' suoi martedì.
+
+--Donna senza giudizio!--le diceva il marito.--Non la volete finire? Non
+lo sapete che c'è qualche signora che non vien più da voi per non sentir
+certi discorsi?... E cosa son questi colori sul vestito?... Via subito
+quel nastro.
+
+--Oh,--rispondeva la contessa Zanze.--Voi sareste capace di aver paura
+anche se vi portassero in tavola un piatto d'indivia mista col radicchio
+rosso!
+
+--E voi non avete sale in zucca.... Vi pare che siano momenti da
+scherzare, questi? Ci tenete proprio ad andar in prigione per il bel
+gusto di dir tutto quello che vi passa per la testa e d'abbigliarvi come
+un arlecchino? Vergogna! Alla vostra età!
+
+--Oh! L'età....
+
+--Sì; e con l'allegrie che ci sono in casa.... Con la figlia e la nipote
+da mantenere!... Che se, Dio scampi e liberi, io perdessi l'impiego,
+sarebbero quei signori del Comitato che vi darebbero da pranzo! Pregate
+piuttosto a mani giunte il Signore che non ci faccia capitar qualche
+brutta notizia da Gasparo che sarà un brav'uomo, non dico, ma è un
+cervello esaltato.... e se riescono a coglierlo in fallo....
+
+--Voi non sapete preveder che disgrazie.
+
+--E voi avete una benda agli occhi.... Se il Comitato dice che mio
+figlio è un eccellente patriotta, è segno che ne hanno le prove. Mi
+spiego?
+
+--Sicuro che le avranno. O che lo credete un austriacante del vostro
+stampo?
+
+--Zitto, disgraziata... Dovreste gridarlo dalla finestra queste cose!
+Non vi ricordate dei Bandiera?
+
+--Altri tempi, altri tempi. Adesso quelli che sono al Governo si sentono
+mancar la terra sotto i piedi e devono far i conti col popolo.
+
+--Ma che popolo? Vorrei vederli, alla prima cannonata, questi strilloni,
+questi ragazzacci che, in omaggio alla libertà, fischiano un galantuomo
+che si permetta d'aver un sigaro in bocca. Bella libertà! Non parlo per
+me che non fumo.... Ma io vi dico che mi par d'essere in un manicomio e
+che questo baccano va a finire in tragedia.... oh se va a finire!... Mi
+spiego?
+
+E invero le Autorità, vinte le prime titubanze, accennavano a voler far
+sul serio anche a Venezia. Sin dal 18 gennaio la Polizia aveva tratti in
+arresto il Manin e il Tommaseo come quelli che capitanavano la cosidetta
+_agitazione legale_; il 22 febbraio fu promulgato il giudizio statario,
+del quale il marchese Geisenburg aveva dato al conte Rialdi l'annunzio
+alquanto precoce. Tuttavia gli animi non si quetavano e gli avvenimenti
+parevano fatti apposta per rincorare i timidi, per imbaldanzire gli
+audaci. La proclamazione della Repubblica in Francia, come tutto ciò che
+succede in quel paese singolare, aveva un immenso rimbombo in Europa; di
+lì a poco Carlo Alberto accordava lo Statuto promesso, e infine la
+notizia della rivoluzione di Vienna era l'ultima scintilla che faceva
+divampare l'incendio. Il 17 marzo i prigionieri politici, liberati dal
+carcere, eran portati in trionfo sulle braccia del popolo, i colori
+nazionali apparivano agli occhielli degli abiti nella piccola ma
+provocante coccarda, una bandiera bianca, rossa e verde era issata sopra
+una delle antenne della piazza S. Marco. Nel 18, maggiore la folla, più
+insistenti le grida, più risoluti, più feroci gli animi. La truppa,
+accolta a fischi e a sassate, perde la pazienza e fa fuoco; ci sono
+morti e feriti; sembra imminente una lotta sanguinosa per le strade
+della città. Ma il governatore civile e il comandante la guarnigione
+eran timidi, fiacchi, benevoli forse a Venezia ove avevan lungamente
+vissuto; pieni di energia, d'entusiasmo, di fede erano invece gli uomini
+postisi in quei giorni memorabili a capo del popolo. Si chiede e si
+ottiene, col pretesto di mantenere la sicurezza pubblica, l'istituzione
+della guardia civica; dai fondaci dei rigattieri escono vecchie spade
+irrugginite, e fucili a pietra, e alabarde spuntate; escono dalle cucine
+i coltellacci e gli spiedi, e i nuovi militi bizzarramente vestiti e
+tutti con una sciarpa bianca a tracolla corrono come a festa le vie, e
+distribuiti in pattuglie fanno la notte il servizio di ronda. È il primo
+atto d'un'epopea? È l'ultima scena d'una farsa? Chi lo sa? Quali sono in
+quella folla gli eroi veri e quali gli eroi da teatro? Chi lo sa? Sono
+confusi insieme e non si potranno distinguere che al momento della
+prova.
+
+Certo non si rischia molto assicurando fin d'ora che non è un eroe un
+nostro vecchio conoscente, il signor Oreste, comandante di una di quelle
+strane pattuglie nella notte tra il 21 ed il 22 marzo. Il signor Oreste,
+ch'è padrone d'una delle principali osterie in Cannaregio e che ha la
+sua buona dose di vanità, non ha potuto esimersi dal prestar l'opera sua
+alla patria in momenti tanto solenni, ma egli vuol conciliare i doveri
+di cittadino coi dettami della prudenza, e guidando il suo manipolo di
+prodi attraverso il dedalo inestricabile delle _callette_ veneziane,
+pone ogni studio nell'evitar _cattivi incontri_.
+
+--Non si passa per i Gesuiti?--domanda un gregario, non so bene se
+coraggioso o malizioso.
+
+--Ohibò--risponde il signor Oreste.--Perchè si dovrebbe passarci?
+
+--Così, per veder quello che fanno quei _patatuchi_ del reggimento
+Kinsky che son lì consegnati in caserma.
+
+--Bel gusto.... Se venissero fuori?...
+
+--Si spara il nostro colpo di fucile e si dà l'allarme.
+
+--Provocazioni inutili.... Noi siamo in giro per la sicurezza della
+città e nient'altro....
+
+--Uhm... Senza un po' di sangue non la si finisce--ripigliò il milite
+battagliero.
+
+--Insomma--grida il signor Oreste con piglio autoritario--qui il capo
+son io. Pei Gesuiti non ci si passa. Si va fino a S. Giovanni
+Grisostomo, poi si torna indietro e ci si ferma a bere un mezzo boccale
+da me.
+
+Questa proposta raccoglie tutti i suffragi, e la pattuglia riprende in
+silenzio le sue perlustrazioni.
+
+--Là c'è una figura sospetta--esclama a un tratto il comandante segnando
+all'imboccatura d'una calle un individuo che veniva avanti con passo
+incerto.--Chi va là?
+
+L'individuo borbotta qualche parola incomprensibile che sembra aver una
+parentela lontana con una bestemmia.
+
+--Bisogna vedere--soggiunge il signor Oreste rivolgendosi ai militi.
+
+E seguìto da loro s'avvicina al misterioso personaggio, nel quale, con
+sua grande maraviglia, riconosce nientemeno che il conte Leonardo
+Bollati.
+
+--Oh! Eccellenza--balbetta l'ex cuoco con un resto d'ossequio.
+
+--To', to'--dice il conte strascicando le parole.--Siete voi... bel
+mobile?... Anche voi in ma...a...schera?... Mi gira la testa.... Già...
+già che siete qui... accompagnatemi fino al... palazzo.... È vi...
+vicino....
+
+Il signor Oreste non può negare un sì piccolo servigio al suo antico
+padrone.
+
+--Ce n'avete... fatte di grosse... voi...--continua Sua Eccellenza
+appoggiandosi al braccio di quel furfante arricchitosi a spese della sua
+famiglia.
+
+Il signor Oreste avrebbe voluto dire che anch'egli era stato sacrificato
+non riscotendo un centesimo dei suoi crediti, ma s'era ormai giunti al
+portone del palazzo.
+
+--Lo sapete che... che il palazzo appartiene a...adesso a un Lo...ord
+inglese?
+
+--Pur troppo, Eccellenza.... Ma!
+
+--Nie...ente paura!... Ho tre camere... in... a...alto e... e m'han
+lasciato... a...anche la chia...a...ve.
+
+Il signor Oreste aiutò il conte a introdurre questa famosa chiave nella
+toppa; poi disse:
+
+--Lustrissimo, buona notte....
+
+--Buo...o...na notte.... O che co...o...sa gridano?
+
+Pel vicino Canalazzo passava una gondola e il barcaiuolo con voce sonora
+gridava:--Viva San Marco!
+
+--Gridano:--Viva San Marco!
+
+--Vi...va San Ma...a...rco?--ripetè a mezza voce Leonardo fermo sulla
+soglia.--To...o...rna la Serenissima?
+
+--Chi può dir nulla?... Se ne vedono tante.... Buona notte, signor
+conte.
+
+E la pattuglia si ritirò.
+
+Noi non vorremmo affermare che quel grido di _Viva San Marco_ non
+facesse nessun effetto a Leonardo Bollati, che nessuna fibra si scotesse
+in lui all'idea di veder risorger l'antica Repubblica, a pro della quale
+i suoi padri, per tante generazioni, avevano versato il sangue e speso
+l'ingegno. Ma l'impressione, come accade a chi s'è disavvezzato dal
+pensare e dal sentir fortemente, non fu che passeggera; egli aveva ben
+altro pel capo che la risurrezione della Repubblica; aveva bevuto
+troppo, era stanco, aveva un sonno, un sonno! Si strascinò su dei suoi
+centoquindici scalini, chè non ce ne volevano meno per arrivare dov'egli
+abitava, e si mise a letto.
+
+Il giorno dopo Leonardo non s'alzò che tardissimo. Affacciandosi a un
+finestrino che dava sul Canal grande vide un movimento, un'animazione
+maggior dell'usato, sentì più insistente il grido che l'aveva colpito la
+notte prima: _Viva San Marco!_ E altri gridi insieme con questo: _Viva
+Pio IX! Viva Manin! Viva la libertà!_ Inoltre dalle frasi scambiate tra
+la gente che curiosava sulle _rive_ o ai _traghetti_ capì che gravi
+fatti erano successi e fatti non meno gravi si preparavano.
+
+--Gli arsenalotti gli hanno fatto la festa?
+
+--Al colonnello Marinovich? Sicuro.... Gli sta bene a quel cane. Li
+trattava da bestie.
+
+--E com'è andata?
+
+--Ma! Chi la racconta in un modo e chi in un altro. La mia però è storia
+genuina perchè la so da mia cognata che è sorella di un arsenalotto.
+Fatto si è che appena Marinovich s'è presentato all'arsenale questa
+mattina, gli operai, che non se l'aspettavano dopo le minaccie di ieri,
+gli si strinsero attorno con urli, fischi, imprecazioni. Lui tira fuori
+la spada e si fa largo un momento.... Ma quelli s'inviperiscono di più e
+gli danno addosso di nuovo. Vista la male parata, il colonnello cerca di
+fuggire, trova aperta la porta di una delle torri vicine all'ingresso,
+sale per la scala, ma i suoi inseguitori gli sono alle calcagna, un
+calafato gli pianta nella schiena la sua trivella, e felice notte.
+
+Di lì a poco si sente un'altra gran novità.
+
+--L'arsenale è nostro.
+
+--Come? Come?
+
+--Se n'è impadronito Manin.
+
+--Senza combattimento?
+
+--Avevan mandato un battaglione di fanteria marina per riprenderlo, ma
+le guardie civiche che c'eran dentro dissero: _marameo!_--_Fuoco!_
+ordina il comandante del battaglione, un tedesco. I soldati che son dei
+nostri, non gli badano neanche e un ufficiale, nostro veneto anche lui,
+esce dai ranghi e grida: _Giù le armi_. Il tedesco va in furia e si
+slancia sull'ufficiale....
+
+--Oh diavolo.... E come va a finire?
+
+--Si battono da disperati. Ma un sergente di marina la termina lui e
+getta a terra il tedesco.
+
+--Morto?
+
+--No, no; pare che l'abbian risparmiato.... Se lo ammazzavano era
+meglio.
+
+--Perchè! Hanno ammazzato il Marinovich stamattina. Basta uno.
+
+--Ce ne vuol altro che uno.... Insomma i soldati si confondono con le
+guardie civiche, si mettono la loro brava coccarda sul petto e gridan
+tutti insieme: Viva l'Italia!
+
+--Viva la nostra marina!
+
+E ormai le notizie si succedono con una rapidità straordinaria.
+
+--Anche i granatieri han fatto lega col popolo.
+
+--I cannoni della Gran guardia che eran carichi a mitraglia sono in
+potere della guardia civica.
+
+--Venti, trenta, quarantamila fucili son distribuiti fra i cittadini.
+
+--Il palazzo del governo è nelle nostre mani.
+
+--Il podestà Correr è andato da Palffy a intimargli la resa.
+
+--Solo?
+
+--No, con altri tre o quattro.
+
+Passa un'ora, si sparge la voce che ci siano delle difficoltà, che il
+governatore non voglia cedere, che il comandante di piazza voglia far
+bombardare la città.
+
+--Alle barricate--grida qualcheduno.
+
+--Alle campane. Morte all'Austria!
+
+Da qualche finestra si ritira la bandiera tricolore; sul tetto del
+palazzo Bollati viene issato per prudenza il vessillo britannico.
+
+Ma prima di sera ogni dubbio era tolto; la capitolazione era firmata;
+era proclamata la Repubblica.
+
+Ormai il tricolore sventolava da tutte le case; l'entusiasmo brillava su
+tutti i volti; da tutti i petti irrompevano le grida _Viva San Marco!
+Viva Pio IX! Viva l'Italia! Viva Manin!_
+
+Leonardo Bollati era rimasto quasi sempre immobile alla finestra.
+Sporgendo la testa fuori del davanzale, egli vedeva sotto di sè nel
+terrazzo del primo piano la famiglia del _lord_ che, insieme con altri
+connazionali, godeva, come di uno spettacolo, di quella rivoluzione
+pacifica. E la famiglia del lord, di tratto in tratto, levava gli occhi
+e vedeva lui, _the scion of the Doges_, il discendente dei dogi, e lo
+mostrava agli ospiti, appollaiato lì in alto, sotto la grondaia, come
+una civetta. Quando le grida di _Viva San Marco_ si fecero più romorose
+e più generali, gli Inglesi si misero a guardare in su con una curiosità
+più indiscreta. Pareva volessero indovinar i pensieri di lui, _the scion
+of the Doges_, in quel momento solenne. E se il popolo fosse venuto a
+prenderlo nella sua soffitta, e a ricondurlo nel primo appartamento,
+cacciandone gli estranei che l'occupavano? Una figliuola del lord, molto
+romantica, molto _byroniana_, diceva che sarebbe stata una scena
+drammaticissima e ch'ella si sarebbe stimata felice d'assistervi anche
+dovendo esserne la vittima. Ma l'austero genitore, il quale non voleva
+che si scherzasse sopra tali argomenti, le diede sulla voce:--_Keep your
+tongue, you silly thing_. Tacete, scioccherella. Ormai il palazzo è da
+considerarsi come parte del territorio _of our most gracious Queen_,
+della nostra graziosissima Regina, e guai a chi lo tocca.
+
+Il nobile lord poteva mettere il suo cuore in pace. In quel giorno 22
+marzo 1848 i Veneziani non si rammentavano nemmeno dell'esistenza del
+conte Leonardo Bollati. E se, per una combinazione fortuita, l'uomo
+acclamato dal popolo portava il nome medesimo dell'ultimo Doge della
+Repubblica, non toccava ai nipoti degli antichi patrizii di regger le
+sorti di Venezia durante i diciasette mesi di lotta sfortunata, ma
+gloriosa, contro lo straniero.
+
+
+
+
+XXII.
+
+
+Di lì a tre o quattro giorni arrivava a Venezia Gasparo Rialdi. Arrivava
+da Pola insieme con qualche altro ufficiale di marina, sopra un piccolo
+legno, e dopo esser sfuggito non senza fatica agl'incrociatori
+austriaci. La gioia di trovar la patria libera, di poter combattere per
+una causa santa era amareggiata a quei generosi dal non esser riusciti a
+farsi seguire da tutta la flotta. Alle prime voci di rivoluzione, essi
+dicevano, s'era manifestato un vivo fermento negli equipaggi e in gran
+parte degli ufficiali ch'erano italiani di sangue e di pensieri. I più
+arditi, tra cui il Rialdi, sostenevano doversi salpar subito per
+Venezia, per partecipare alla lotta, se l'esito era ancora incerto, per
+recare al nuovo ordine di cose il sussidio d'una forza disciplinata, se
+la battaglia era vinta. Ma la maggioranza fu d'altro parere. Non
+bisognava precipitare, bisognava aver ragguagli più esatti; forse erano
+rumori sparsi ad arte; era impossibile che i compagni i quali si
+trovavano a Venezia non mandassero qualche avviso, che un Governo
+nazionale il quale per avventura si fosse stabilito colà non desse
+notizia di sè. Il consiglio di chi voleva gl'indugi prevalse. E intanto
+a Venezia si commetteva un primo, fatalissimo errore. Le lettere di
+richiamo per la flotta erano affidate al capitano del vapore del Lloyd
+che riconduceva il governatore Palffy, e quel capitano, o spontaneo, o
+costretto, dirigendosi a Trieste anzichè a Pola, consegnava il dispaccio
+alle Autorità austriache, le quali furono in tempo di prender le
+disposizioni necessarie a scongiurare un avvenimento forse più grave per
+la monarchia che la perdita d'una provincia. Rimaneva un partito. Alzare
+audacemente il vessillo della rivolta, passar sotto i cannoni del porto,
+aprirsi a ogni costo il varco per Venezia. Questo avevano suggerito, a
+questo s'erano dichiarati pronti Gasparo Rialdi e pochi animosi suoi
+pari. Ma molti indietreggiarono all'idea dell'aperta ribellione; si
+sentivano legati dal giuramento, dall'onor militare; non osavano
+intraprendere, contro la volontà espressa dei capi, ciò che avrebbero
+osato quando i capi, colti dal panico, avevano smesso di comandare. A
+forza di titubanze si lasciò passare il momento propizio e parve follia
+il tentare quello che prima sarebbe stato agevole il compiere. Il Rialdi
+e quattro o cinque amici partirono soli; gli altri, fremendo, morsero il
+freno. Venezia non ebbe nel 1848 una flotta, e chi può dire che il non
+averla avuta non abbia ritardato di dieci anni la redenzione d'Italia?
+
+Comunque sia, quando il giovane ufficiale giunse in patria, ben pochi
+s'erano accorti di aver perduta, senza combattere, una prima battaglia.
+Il paese era nella luna di miele della libertà; i fatti interni e le
+notizie dal di fuori mantenevano gli animi in uno stato d'ebbrezza
+gioconda; le voci più strane, pur che conformi al desiderio, erano
+accolte come verità incontestabili. I Milanesi, vincitori nelle loro
+cinque eroiche giornate, avevano chiuso Radetzky in una gabbia di ferro;
+Carlo Alberto era già col suo esercito sotto Verona, ove si trattava
+della formalità della capitolazione; cinquantamila papalini, benedetti
+da Pio IX, avevano passato il Po; dietro a loro venivano cinquantamila
+napoletani, ch'eran soldati di quelli coi fiocchi, diceva la gente, come
+se li avesse visti alla prova. S'affermava inoltre che non c'erano più
+neanche due reggimenti austriaci in tutto il Lombardo-Veneto, locchè
+rendeva alquanto difficile di capire con chi se la sarebbero presa i
+formidabili eserciti che pullulavano da ogni parte, ma gli spacconi non
+si confondevano per così poco. Quando una nuova, data per certa la
+mattina, era smentita la sera--Bah!--si diceva stringendosi nelle
+spalle.--Quello che non è vero oggi, sarà vero domani.--Che se alcuno si
+permetteva esprimere un dubbio, gli si dava addosso come a uccello di
+malaugurio.
+
+Non che si trascurasse d'armarsi, che si esitasse a sottomettersi a
+qualunque sacrifizio, oh no. Anzi la contraddizione era questa, che si
+chiedevano e si accettavano lietamente i sacrifizi per una causa la
+quale, a sentir le chiacchiere della piazza, pareva non doverne aver più
+bisogno. Senonchè, alla gioia più legittima, agli entusiasmi più santi,
+all'abnegazione più pura nuoceva un non so che di sguaiato e
+melodrammatico nelle foggie, nel linguaggio, nelle consuetudini romorose
+della vita cittadina. Gran bandiere, gran musiche, gran sciupìo di
+versi, gran mostra di _crociati_ che parevan coristi, di _lions_ che
+manifestavano i loro sentimenti vestendosi da tenori, gran sfoggio di
+pennacchi nei cappelli, di colori sugli abiti.
+
+A Gasparo Rialdi questo carnovale dispiacque; tuttavia egli tenne per sè
+le proprie impressioni e non pensò che a mettersi agli ordini del
+Governo. Offertogli di attendere all'armamento della flotta minuscola
+rimasta dentro l'Arsenale, egli accettò subito l'incarico, deliberato
+però ad arruolarsi più tardi nell'esercito di terra, se, com'egli
+temeva, non c'era da far nulla sul mare. Naturalmente, durante il suo
+soggiorno a Venezia, egli abitava presso la famiglia, da lui non più
+riveduta dopo il disgraziato matrimonio della sorella.
+
+Il 22 marzo aveva mutato di nuovo le relazioni reciproche dei coniugi
+Rialdi che sembravano destinati a essere, l'uno verso l'altro, nella
+condizione di due che si trovano sull'altalena.
+
+Adesso la contessa Zanze era tornata in alto; il conte Luca era ricaduto
+al basso. Egli conservava il suo posto di consigliere d'appello, ma la
+moglie gli diceva sempre che se non lo avevano destituito era per un
+riguardo a lei e a Gasparo. E si rifaceva delle umiliazioni sofferte
+negli ultimi tempi:
+
+--Non mi darete più della visionaria, spero? Chi aveva ragione di noi
+due, eh?... Dove sono i vostri tedeschi?... Quanto pagherei a sapere
+dove ha portato la sua pancia quel prepotente del Geisenburg! Ah se
+avesse fermato me invece che voi, quel giorno in piazza San Marco,
+avrebbe trovato pane per i suoi denti.... Ma voi, Dio ve lo perdoni,
+siete un coniglio....
+
+Il conte Luca, che ormai viveva in uno stato d'orgasmo continuo,
+sbuffava ma non reagiva contro le tirate della moglie. Tutt'al più, in
+un tuono che voleva esser di comando ed era invece di preghiera,
+insisteva perchè tacesse:
+
+--Che donna, santo Iddio! Non sapete star zitta un minuto. Se ne sono
+andati i Tedeschi? E voi lasciateli in pace.
+
+Era difficile confessarlo, ma il conte Luca aveva paura dei vecchi
+padroni. I nuovi potevano fargli del male subito, i vecchi potevano
+fargliene più tardi.... se tornavano. E il conte Luca, senza dirlo a
+nessuno, senza dirlo ad alta voce nemmeno a sè stesso, non sapeva
+persuadersi che non dovessero tornare. Intanto s'acconciava
+all'inevitabile. Teneva anche lui la sua coccarda tricolore
+all'occhiello, faceva di gran salamelecchi ai personaggi in carica, ed
+era pieno d'indulgenza pegli impiegati subalterni che non andavano
+all'ufficio con la scusa di dover montare la guardia.
+
+Slanciata nella fiumana del patriottismo chiassoso, la contessa Zanze
+era sempre in faccende e lasciava la cura delle cose domestiche a
+Fortunata, la quale, poverina, non aspirava minimamente a mettersi in
+mostra. S'occupava della casa, della bimba, faceva una scappata quasi
+ogni giorno fino al palazzo Bollati per aver notizie di Leonardo, per
+vederlo se era possibile, e la sera preparava filaccia per i feriti.
+
+Gasparo che, venendo a Venezia, sapeva già di trovarla in famiglia, non
+s'era presa l'ingenerosa soddisfazione di rammentarle le sue parole di
+quattr'anni addietro, ma abbracciatala con benevolenza, le aveva chiesto
+subito della piccina.
+
+--Dorme.... vuoi vederla lo stesso?
+
+--Perchè no?
+
+Margherita riposava tranquillamente nella sua cuna, con uno dei suoi
+braccetti nudi piegato sotto la testa, con una puppattola al fianco.
+
+--Quella puppattola è il suo grande amore,--disse sorridendo
+Fortunata;--la chiama Lilì e non se ne vuol staccar mai.
+
+Margherita aveva allora tre anni ed era una bella bimba, quantunque
+fosse lecito dubitare se sarebbe stata anche una bella donna, tanto più
+che la contessa Zanze ripeteva sempre:--Fortunata era tal quale.
+
+Fatto si è che ell'era bianca e rosea, aveva lineamenti regolari,
+capelli biondi e finissimi, e nel viso un'espressione dolce, affettuosa
+che rammentava l'espressione materna. Era forse l'unica somiglianza che
+ci fosse tra madre e figliuola.
+
+--È carina assai,--disse Gasparo.
+
+--Non è vero?--soggiunse Fortunata tra orgogliosa e commossa.--È buona
+come un angelo, docile, intelligente....--Poi sospirò a voce
+bassa:--Povera creatura!
+
+Gasparo, che non aveva staccato gli occhi dalla dormente, a
+quell'esclamazione della sorella:--Povera creatura!--sentì qualche cosa
+che rispondeva nel suo cuore. Povera creatura davvero! Con quel nome che
+anni addietro sarebbe stato una forza e oggi era una debolezza, quasi
+una colpa! Con quel padre di cui ella non avrebbe potuto ignorar sempre
+le turpitudini! Povera creatura! Chi sa che sorte l'era destinata? Chi
+avrebbe guidato i suoi passi sul sentiero della vita? Chi l'avrebbe
+protetta contro la miseria, contro le tentazioni? Certo la madre sarebbe
+stata pronta a darle il suo sangue, ma che valida difesa poteva esser la
+misera Fortunata ch'era inetta a difender sè stessa, che forse era
+ancora sotto il fascino dell'ignobile marito?
+
+Di mano in mano che tali pensieri sorgevano nell'animo di Gasparo, egli
+sentiva anche nascere dentro di sè una tenerezza singolare per questa
+bambina, sentiva nascere un desiderio intenso di vigilare su lei, di
+tutelarla contro l'insidie d'un mondo nel quale ella entrava sotto
+auspicî sì tristi. Pur non disse nulla, e rivolgendosi a Fortunata che
+piangeva in silenzio, si limitò a susurrarle:--Coraggio!
+
+Il primo giorno Margherita stentò alquanto ad addomesticarsi con lo zio,
+ma il dì appresso Gasparo, tornando dall'arsenale, si presentò alla
+nipote con un involto misterioso sfidandola a indovinare ciò che vi
+fosse contenuto. Margherita si fece rossa rossa in viso e, naturalmente,
+non indovinò nulla.
+
+Allora l'involto fu aperto e comparve una splendida bambola tutta nastri
+tricolori, la cui vista strappò alla fanciulla un grido d'ammirazione.
+
+--Oh!--disse Fortunata--lo zio t'ha portato una nuova _Lilì_!
+
+Il nome rimase e la bambola battezzata per _la nuova Lilì_ strinse
+Margherita d'un nodo indissolubile allo zio Gasparo. Ogni volta ch'egli
+veniva a casa Margherita gli correva incontro festosa a mostrargli la
+nuova _Lilì_, il cui abbigliamento andava illeggiadrendosi e
+complicandosi sempre più per le ingegnose aggiunte che vi faceva
+Fortunata. Gasparo, prima ancora di spogliarsi della sua divisa e di
+depor la sua sciabola, prendeva in collo la nipote e la copriva di
+carezze e di baci, ma la nipote non era contenta s'egli non dava qualche
+bacio e qualche carezza anche alla bambola, sua indivisibile compagna.
+Intanto la vecchia _Lilì_, dimenticata in un angolo, con la veste
+sdruscita, una gamba rotta, i fianchi squarciati e la stoppa che le
+usciva dalla pancia, esperimentava duramente l'ingratitudine umana.
+
+Eran circa due settimane dacchè Gasparo si trovava a Venezia quando
+Fortunata si fece animo a iniziar con lui un discorso scabroso che le
+stava da un pezzo sulla punta della lingua e ch'ella non sapeva mai
+risolversi a cominciare.
+
+--Gasparo--ella balbettò una sera dopo aver messo a letto la bimba--non
+t'ho ancora parlato di....
+
+--Di che cosa?--interruppe il giovane aggrottando le ciglia.
+
+--Non turbarti, non guardarmi in quel modo--esclamò Fortunata.--Mezz'ora
+fa eri così gaio, così sorridente con Margherita.... Io sentivo svanir
+la gran soggezione che ho di te....
+
+--Soggezione! Soggezione!--brontolò Gasparo.--Perchè devi averne?
+
+--Ho torto, lo so.... Sei tanto buono.... Fosti sempre tanto buono....
+Ma che vuoi? Sono una femminetta senza spirito.... Basta un nulla a
+confondermi.
+
+--Via--soggiunse Gasparo raddolcendo la voce.--Di che cosa vuoi
+parlarmi?
+
+--Di... di Leonardo--disse Fortunata tutta tremante.
+
+--Me l'aspettavo.... Ebbene?... Non hai dovuto riconoscer tu stessa che
+t'era impossibile viver con lui?.... E quand'egli ha stancato una
+pazienza come la tua!...
+
+--No, Gasparo... forse non ne ebbi abbastanza... o almeno... non ebbi
+tatto... non so far niente io... che disgrazia! che disgrazia!
+
+--Povera vittima!--esclamò l'ufficiale un po' irritato, un po'
+commosso.--Dovresti anche prendertela con te stessa! Quel miserabile che
+t'ha sedotta non per amore, ma per capriccio, che t'ha sposata non sotto
+l'impulso del dovere, ma sotto quello della paura, quel miserabile che
+non ha cuore nè per sua moglie, nè per sua figlia, che s'è mangiato
+tutto il suo, che è precipitato ruzzoloni di vizio in vizio, d'ignominia
+in ignominia, quel miserabile merita proprio che tu t'accusi per lui!
+
+--È vero... egli ha le sue colpe... ha molte colpe... non lo difendo,
+no... ma è anche molto da compiangere... e se io potessi....
+
+--Sicuro, se tu potessi dargli dell'altro danaro da scialar come prima
+fra le ballerine e le femmine da partito, tu saresti contenta come una
+Pasqua?
+
+--Gasparo, non è questo.... Io vorrei aiutarlo a togliersi da quell'ozio
+che è la sua rovina... vorrei aiutarlo a trovarsi una occupazione....
+
+--Un'occupazione? Lui? Lo credi uomo da occuparsi d'altro che... di
+quello di cui s'è occupato finora?
+
+--Forse sì.... Mi pare che ne senta anch'egli la necessità....
+
+--Che ne sai tu?
+
+--Lo vedo talvolta... oh, avrei forse dovuto piantarlo affatto, solo,
+infelice com'è?... Lo vedo, l'ho visto ieri... era tranquillo,
+ragionevole.... «Che vuoi ch'io faccia?» mi disse. E soggiunse... ma non
+arrabbiarti... stammi a sentire con calma.
+
+--Continua, in nome di Dio.... Son calmo, mi pare.
+
+--Soggiunse: «Adesso c'è qui tuo fratello che ha un posto importante,
+che è pieno di aderenze....»
+
+Gasparo non la lasciò finire.
+
+--E avrei da servirmene per dare un impiego a lui, a lui che non è atto
+a far nulla, che non merita nulla?... Tronchiamo questo discorso.... O
+piuttosto--egli ripigliò--ma come non ci ha pensato lui subito?...
+piuttosto digli che c'è un modo per levarsi dall'abbiezione, un modo
+facile, sicuro, che può restituirgli la stima dei galantuomini....
+
+--Quale? Quale?
+
+--Tu pure me lo domandi?... Si ricordi dei suoi avi che affrontarono
+cento volte la morte per la patria; brandisca un fucile, vada, corra
+dove si combatte contro gli Austriaci;... un giorno solo, un'ora, un
+minuto di eroismo può sanar molte colpe.... Non rispondi?
+
+--Andar soldato!--mormorava Fortunata, tenendo gli occhi bassi,--Ma egli
+non è robusto, non è avvezzo alle fatiche... e pur troppo in questi
+ultimi tempi....
+
+--I vizi l'hanno indebolito di più.... Me lo immagino.... Non
+importa.... Ne son partiti degli altri, viziosi, scioperati al pari di
+lui; hanno capito, hanno sentito che quest'era l'unica via di
+salute....
+
+--Ma egli, ne son sicura, non resisterebbe alla prova.
+
+--E se fosse?--proruppe Gasparo con impeto.--Non c'è dubbio; andando
+alla guerra egli può soccombere alle fatiche, può morire, beato lui! con
+una palla in fronte; ma qui, non muore a oncia a oncia? E tu
+preferiresti di vederlo finire sulle panche d'un'osteria, forse nel
+canto d'una strada?
+
+--Gasparo, Gasparo, che pronostici fai!--esclamò Fortunata atterrita
+coprendosi il viso con le mani.
+
+--Io non pronostico nulla d'inverosimile--egli le rispose. E vedendo che
+le sue parole l'avevano scossa se non persuasa, continuò:--Invece chi
+sa? Nei sani travagli del campo egli può trovare una vigorìa ignota, e
+sfuggendo ai pericoli può tornar rifatto di corpo e di spirito.... E
+allora, siane certa, egli benedirebbe chi gli avesse dato il consiglio
+di prender l'armi.
+
+Che Gasparo credesse proprio al miracolo, questo non oseremmo
+affermarlo; tuttavia egli parlava con l'accento d'uomo convinto; e forse
+era convinto realmente che se v'era per Leonardo un mezzo di redenzione
+possibile, era quello da lui indicato.
+
+Fortunata era in una strana perplessità. Col suo carattere timido, col
+suo sgomento della guerra, ella non sapeva neanche figurarsi di dover
+dare lei stessa al marito un suggerimento di quella specie; anzi non
+sapeva figurarsi che quel suggerimento non le destasse addirittura una
+ripugnanza invincibile. Eppure una voce interna le ripeteva che Gasparo
+aveva ragione e la sua mente si fermava volentieri su quella frase:
+_egli può tornar rifatto di corpo e di spirito_.... Se fosse vero?
+
+--Gasparo--ella cominciò peritosa--se gli parlassi tu?
+
+--Io?... No... non voglio vederlo... adesso.... Quando si sarà deciso a
+compiere il suo dovere di cittadino, allora, allora soltanto venga da
+me.... Io l'accoglierò dimenticando il passato, io farò tutto quello che
+sarà in mio potere per ispianargli la via.... Ma eh' egli non mi capiti
+dinanzi se non è ben risoluto.... Hai inteso?
+
+Visto che suo fratello era irremovibile, Fortunata mise un sospiro e
+disse:
+
+--Gli parlerò io, proverò.
+
+E il colloquio fu terminato così.
+
+
+
+
+XXIII.
+
+
+È un fatto che Leonardo Bollati, un giorno in cui egli era d'umor più
+trattabile, aveva detto alla moglie che, in fin dei conti, se gli
+offrissero un buon impiego, egli avrebbe forse la degnazione di
+accettarlo. Una simile idea può parere strana in un uomo di quella
+tempra e di quella vita, ma la si spiega benissimo ove si consideri che
+il 22 marzo aveva portato uno sconvolgimento profondo nelle abitudini
+dei Veneziani. In condizioni ordinarie non c'è popolazione più metodica
+di questa; la gente si reca ogni giorno alla stessa ora agli stessi
+ritrovi; alla distanza di dieci anni voi vedete dietro le vetriate dei
+soliti caffè i soliti visi con qualche ruga e qualche capello bianco di
+più; quelli che mancano, mettete il vostro cuore in pace, molto
+probabilmente son morti. Entrate, e sentirete, non dico gl'identici
+discorsi, ma l'identico modo di discorrere, di sparlare del prossimo,
+di spropositar di politica, di gridar la croce addosso agli
+amministratori del Comune. Ciò che vale pei caffè, vale pei teatri, per
+le conversazioni, per le osterie, per le passeggiate: ciò che vale per
+un ceto di persone vale per tutti. Gli amici si vedono, si lasciano, si
+rivedono tre o quattro volte nel corso di ventiquattr'ore. Che amici! si
+dirà. Adagio un poco. Certo di amici veri ce ne sono anche qui, ma chi
+si lasciasse illudere dalle apparenze dell'intrinsichezza andrebbe
+incontro a terribili disinganni. L'amicizia, a Venezia, è più che altro
+una malattia cutanea; prende le forme d'un'eruzione di cordialità; i
+visceri ne sono illesi. Tizio, Caio, Marco, Sempronio passano insieme
+mezza giornata, supponiamo, al Florian, si danno del _tu_, scherzano
+insieme, fanno il tresette, sembrano quattro corpi e un'anima. Una
+mattina Sempronio non si lascia vedere. Tizio, Caio, Marco sono
+inquieti, ma si consolano dicendo:
+
+--Verrà alle cinque.
+
+Alle cinque Sempronio non compare.
+
+--Oh bella!--esclamano gl'indivisibili.--Dove s'è cacciato oggi colui?
+
+--Non importa. Stasera per la partita non manca sicuramente.
+
+Viene la sera e di Sempronio nessuna nuova.
+
+--Diavolo! Questa poi è grossa.... Bisogna dire che sia malato. Chi fa
+il quarto invece di lui?
+
+Il quarto si trova facilmente, e si comincia a giocare.
+
+Sul più bello capita qualcheduno con aria contrita.
+
+--Lo sapete? Sempronio è morto!
+
+--Diavolo, diavolo!--dice Tizio.--Come mai? Se ieri era sano come un
+pesce?
+
+--Ma! L'apoplessia lo ha colto questa mattina e alle tre era spirato.
+
+--Corpo di bacco!... Mi dispiace assai,--soggiunge Caio.
+
+Anche Marco manda un sospiro al perduto amico:
+
+--Povero Sempronio! È proprio una disgrazia.... Accuso tre assi senza
+denari.... E dove stava di casa?
+
+Ebbene, si capisce senza difficoltà come ogni fatto pubblico il quale
+alteri l'andamento normale della vita cittadina debba sciogliere queste
+relazioni così superficiali quantunque così espansive. Figuriamoci poi
+un fatto dell'importanza della rivoluzione del 1848. Chi fu sbalestrato
+di qua, chi di là: fu come se un cataclisma gettasse tutti gli astri
+fuori della loro orbita. Non c'è dubbio che dal nuovo caos uscirebbe una
+nuova armonia e i corpi celesti prenderebbero un altro cammino regolare;
+è probabile però che qualche astricino più tardo a disciplinarsi
+andrebbe alquanto vagando alla ventura per cascar poi a guisa di bolide
+Dio sa in che luogo. Nel 1848 gli uomini ch'entrarono nel movimento
+politico, che si posero sul serio al servizio del paese trovarono presto
+un nuovo equilibrio: quelli, che, senza curarsi dei tempi mutati,
+vollero continuar le abitudini frivole di prima, si aggirarono come
+fantasimi smarriti in un mondo che non li intendeva e ch'essi non
+intendevano più.
+
+Eccoci dunque, per una strada un poco lunga, tornati al nostro Leonardo.
+La sua compagnia di farabutti e viziosi s'era, dopo il 22 marzo,
+dispersa; alcuni, cosa strana a dirsi, erano partiti pel campo, altri
+s'erano rintanati brontolando. Nella bettola ov'egli consumava metà
+della notte e ove l'ostiere fino al 22 marzo serbava a lui e alla sua
+brigata una tavola a parte, ora gli toccava sedere in mezzo a
+sconosciuti che parlavano della guerra, di Manin, di Carlo Alberto, di
+Pio IX, urlando come ossessi e minacciando talvolta, nel calore della
+discussione, di rompersi i bicchieri in faccia. È vero che per lo più le
+dispute ci calmavano, le voci irose si raddolcivano e si fondevano in un
+inno patriottico. Ma Leonardo Bollati non ci si divertiva punto; lì
+solo, dimenticato in un angolo, egli non ci trovava più gusto nemmeno a
+ubbriacarsi. E anche le donne gli parevano cambiate, perfino quelle che,
+ordinariamente, non hanno opinioni e non si curano delle opinioni
+altrui. Nossignori, adesso anche loro avevano l'aria di guardarlo d'alto
+in basso, di rimproverargli la sua inerzia; lasciando stare poi le
+preferenze ch'esse accordavano ai militari, agli elmi, ai grandi
+mantelli bianchi, ai pennacchi e ai lustrini....
+
+Sotto l'influenza di quest'uggia che gli si era cacciata nell'ossa,
+Leonardo Bollati tenne alla moglie il discorso ch'ella aveva timidamente
+riferito al fratello. Leonardo vedeva della gentuccia salita ai primi
+onori; possibile che non ci avesse a essere un buon posto per lui che
+aveva un nome inscritto nel Libro d'oro della Repubblica di San Marco?
+Anche dei giovani patrizi, di nobiltà meno antica della sua, erano
+entrati negli uffici pubblici, dispensavano grazie e protezioni; ed egli
+riteneva d'aver il diritto d'esser messo al livello di costoro. In
+quanto al genere dell'impiego, Leonardo non aveva precisato nulla; gli
+bastava un impiego decoroso. E non aveva escluso a priori neppur gli
+impieghi militari; poichè egli non amava la guerra, ma ci avrebbe
+pensato su prima di rifiutare una carica di generale o di colonnello con
+residenza a Venezia.
+
+Il lettore si sarà accorto che fra le idee di Sua Eccellenza Leonardo
+Bollati e quelle del cognato Gasparo Rialdi c'era un dissidio bastevole
+a mettere a repentaglio il buon successo delle negoziazioni aperte da
+Fortunata. E infatti quelle negoziazioni fallirono. La proposta di andar
+a rischiar la pelle come soldato semplice parve a Leonardo un'ingiuria
+atroce e si sfogò con la moglie a dir corna di Gasparo e di tutti i
+Rialdi, ch'eran vissuti di carità alla sua tavola e che adesso eran
+montati in superbia perchè avevano il vento in poppa. Sciocco lui a
+fidar sul loro aiuto; doveva pur ricordarsene che i Rialdi erano stati
+una delle piaghe della sua famiglia! Non voleva veder più nessuno di
+quella brutta gente, neppur lei che già valeva quanto gli altri e non
+sapeva far di meglio che venirgli a piagnucolare davanti. Ell'aveva
+fatto benone a tornar presso i suoi genitori; ci stesse e non lo
+importunasse con le sue visite.
+
+Leonardo non pensò più ad avere un impiego; bensì, riordinandosi allora
+la guardia civica, egli prese l'eroica risoluzione d'iscrivervisi, e,
+perchè il nome della sua casa non aveva ancora perduto ogni autorità nel
+circondario, riuscì a farsi elegger tenente della sua compagnia.
+Veramente egli aspirava al grado di capitano, ma questo fu conferito ad
+un pizzicagnolo ch'era stato militare sotto l'Austria. Per un altro uomo
+che fosse stato soltanto disoccupato ed inerte, quella nomina avrebbe
+potuto considerarsi una fortuna, chè, o poco o molto, c'era anche nella
+guardia civica qualche cosa da fare e qualche pericolo da correre. Per
+Leonardo Bollati fu una nuova disgrazia. Voleva svergognar i superiori,
+confonder gli uguali, accattivarsi l'animo dei militi, e per ottener
+quest'intento gli occorreva scialar da gran signore e pagar da bere alla
+compagnia, nè potendogli bastare all'uopo il suo magro assegno
+aggiungeva debiti a debiti. Come poi un oberato trovasse dei gonzi che
+gli prestavan danaro, quest'è uno dei tanti misteri dinanzi a cui
+gl'ingenui devono chinar la fronte in silenzio. Un povero galantuomo che
+una volta in vent'anni chieda al sarto un mese di respiro per saldargli
+il conto, sentirà rispondersi con mali modi; un fallito che abbia
+mangiato un milione del proprio e due milioni di quello degli altri
+potrà ancora imbattersi in uno strozzino di buona volontà che gli dia
+qualche migliaio di lire.
+
+Insomma Leonardo, alquanto rimpannucciato in quella sua divisa di
+tenente, tornò ad aver quattro soldi in tasca, ciò che gli permetteva,
+quand'era di servizio, di far portare in corpo di guardia dei boccali di
+vino e dei polli arrosto che rinfocolavano il patriottismo dei
+sott'ufficiali e dei gregari.
+
+Di giorno il quartier generale del nostro tenente era l'osteria _Alla
+Venezia risorta, condotta da Oreste Meolo_, gran ritrovo dei politicanti
+di Cannaregio. Là si sapevano tutte le novità, si dibattevano tutte le
+opinioni, si giudicavano tutti gli uomini, e le dispute si facevano
+tanto più calde e romorose quanto più gli affari accennavano a
+intorbidarsi; nè ci voleva meno che la calma olimpica e l'imperturbabile
+ottimismo del signor Oreste per quetar gli spiriti degli avventori.
+
+In mezzo alle loro grida, alle accuse di tradimento ch'essi scagliavano
+oggi al Papa, domani a Carlo Alberto, o al Borbone, o al Durando che non
+correva in aiuto dei volontari, il signor Oreste con la sua faccia
+serena, con la sua voce melliflua sorgeva a dire:
+
+--Mi lasciano esporre il mio debole parere?
+
+E il suo debole parere era questo. Le cose non si dovevano guardar nei
+loro particolari, ma nell'insieme. E dall'insieme risultava chiaro come
+il sole che si camminava a gran passi verso una compiuta vittoria. Se lo
+lasciavano dire, ne darebbe la prova.
+
+--Sì, sì,--interrompeva qualcheduno,--bel principio. Intanto gli
+Austriaci vengono avanti.
+
+--Meglio,--diceva il signor Oreste,--così si piglieranno tutti in una
+volta.
+
+--Uhm! E Durando che non si muove mai?
+
+--E il Papa che volta casacca?
+
+--E Carlo Alberto che sta a guardare i Tedeschi sul Mincio?
+
+--E Ferdinando che richiama i suoi soldati?
+
+--Fidarsi dei Re!... Tutti traditori, tutti bricconi.
+
+--La ghigliottina ci vuole, ecco il rimedio.
+
+--Sangue, sangue....
+
+Pare impossibile la quantità di sangue che domandano agli altri quelli
+che non sono disposti a spargerne una goccia del proprio!
+
+Il signor Oreste non aveva ancora potuto svolgere il suo concetto, ma,
+presto o tardi, trovava il modo di farsi sentire.
+
+--M'ingannerò, ma per me queste ritirate, questi voltafaccia non sono
+che finte, tranelli per adescare il nemico. Perchè, signori, se l'Italia
+non dovesse pensare che a sè direi anch'io: S'è sbagliata strada.
+Bisognava gettarsi subito sui pochi Austriaci ch'erano rimasti nel
+Lombardo-Veneto e impedire che ne venissero giù dei nuovi dall'Alpi e
+dall'Isonzo. Ma l'Italia, signori, ha degli obblighi, dei grandi
+obblighi. Si tratta di distruggere l'Austria, si tratta. Ora mettiamo
+che i Piemontesi, i Papalini, i Napoletani, fossero tutti marciati
+subito verso la frontiera, è evidente che quelli di Vienna non avrebbero
+avuto coraggio di spedir altre truppe in Italia. Noi avremmo fatto
+prigioniero Radetzky e i suoi reggimenti, ma il grosso dell'esercito
+sarebbe rimasto sano e salvo a casa propria. Invece, lasciando sguarniti
+i confini, vengono ad uno ad uno a cader nell'agguato, Nugent, Welden,
+d'Aspre e tanti nomacci simili che il diavolo se li porti. E un bel
+giorno, quando tutte le forze austriache si son calate quaggiù, i
+Piemontesi da una parte, i Romagnoli e i volontari dall'altra, te li
+prendono in mezzo e fanno una frittata. Non ce ne deve tornare di là dai
+monti uno solo. Questo è il mio debole parere. Che ne dice il nostro
+tenente?
+
+Il _nostro_ tenente, ch'era il N. H. Leonardo Bollati, arricciava il
+naso a sentirsi trattar con questa confidenza dal suo antico cuoco, ma
+eran tempi democratici e conveniva adattarvisi. Del resto il _nostro_
+tenente non aveva opinioni ben determinate circa all'andamento probabile
+della guerra, ed era disposto ad accettar le opinioni del signor Oreste.
+
+Qualcheduno domanderà se la clientela della _Venezia risorta_ fosse
+composta d'idioti o di sonnambuli a cui si potesse spacciar queste
+fanfaluche; il fatto si è che _il debole parere_ del signor Oreste era
+nel 1848 anche quello di persone intelligenti, le quali, nel loro santo
+entusiasmo per la causa dell'indipendenza, avevano finito collo smarrire
+ogni lume di critica. Ciò non vuol dire che tutti gli avventori
+s'acquetassero allo sentenze spropositate dell'oste, ma i più gli
+porgevano ascolto benevolo, ed egli, con la sua tattica, mostrava
+d'intuire due grandi verità: che gli uomini credono sempre volentieri a
+quello che desiderano, e che a conciliarsene l'animo non c'è mezzo più
+efficace che accarezzar le loro illusioni.
+
+In quanto a lui, dell'indipendenza non gliene importava nè punto nè
+poco; solo vedeva con piacere per le vicende della guerra la guarnigione
+crescer ogni giorno, e molti dal di fuori rifugiarsi a Venezia. E per
+mettersi, come si dice, a livello delle circostanze, il signor Oreste
+ingrandiva la sua trattoria, si provvedeva di vini napoletani che
+richiamassero alla _Venezia risorta_ i prodi seguaci di Guglielmo Pepe,
+migliorava il servizio, e dava impiego a due nostre vecchie conoscenze,
+esuli dalla provincia, la bella caffettiera d'Oriago e il relativo
+marito. Sì, la Rosetta e Menico, all'avvicinarsi degli Austriaci avevano
+stimato opportuno di chiudere il caffè e di fuggir gli invasori.
+Veramente Menico, sulle prime, non capiva perchè i Tedeschi, tornando,
+dovessero prendersela direttamente con lui; ma sua moglie, la quale
+correva dietro a un sott'ufficiale della legione romana, tanto disse e
+fece per provare al consorte ch'egli s'era compromesso in un modo tale
+da rischiar la vita ove fosse rimasto, che egli finì col persuadersi di
+essere un gran patriotta minacciato del patibolo e accondiscese a
+emigrare, come facevano altri che, a sentir la Rosetta, erano assai meno
+compromessi di lui. Giunto fra le lagune con pochi quattrini, egli si
+sarebbe mangiati ben presto anche quelli aprendo un'osteria, se l'ottimo
+signor Oreste non ne lo avesse sconsigliato e non avesse offerto a lui e
+alla consorte un posto sicuro e onorevole presso la sua _Venezia
+risorta_. Dopo qualche titubanza i coniugi si acconciarono alla
+necessità, e le grazie della Rosetta contribuirono ad aumentar
+notevolmente la clientela del signor Oreste.
+
+Il sott'ufficiale della legione romana trovava che gli ammiratori della
+vispa cantiniera eran troppi e non seppe tacergliene il suo rammarico.
+Essa però gli fece intender ragione, dicendogli che non voleva e non
+aveva mai voluto gelosie, che d'altra parte ell'era di carattere allegro
+e le piaceva far buona cera a tutti, tanto più che ciò le era imposto
+dai doveri della sua carica. Il sott'ufficiale si rassegnò a chiudere un
+occhio; Menico poi da un pezzo li aveva chiusi tutti e due.
+
+La Rosetta non mancò di fare i suoi convenevoli a Sua Eccellenza il N.
+H. Leonardo Bollati; e Leonardo avrebbe voluto riappiccar con lei la
+vecchia amicizia. Ma il conte non aveva più nessuna attrattiva fisica,
+e, diciamo la brutta parola, nessuna attrattiva economica. Da quando la
+Rosetta non lo vedeva, ed erano quasi tre anni, egli era scaduto
+immensamente d'aspetto e ci voleva poco ad accorgersi ch'egli stava
+malissimo di finanze. Infatti gli riusciva ogni giorno più difficile di
+scovar nuovi sovventori, e i vecchi insistevano per esser pagati e
+minacciavano di sequestrargli l'assegno accordatogli dal Tribunale. In
+questa condizione di cose, il meglio per lui era di mostrarsi meno che
+fosse possibile, tanto più che, indebitato com'era, non avrebbe potuto
+conservare a lungo il suo grado nella guardia civica. Con la scusa della
+salute egli diede le sue dimissioni e scomparve anche dalla _Venezia
+risorta_.
+
+
+
+
+XXIV.
+
+
+Noi non facciamo la storia dell'assedio, e non siamo quindi tenuti a
+seguir passo a passo gli avvenimenti, nè a discorrer dei casi della
+guerra, nè della fusione col Piemonte votata nel luglio 1848
+dall'Assemblea, nè del moto popolare succeduto l'11 agosto alla nuova
+dell'armistizio Salasco; diremo soltanto che coll'incalzar del pericolo
+crebbe l'animo e la saviezza dei Veneziani. Alla richiesta di maggiori
+sacrifizi rispose più spontanea l'abnegazione di tutti, alla necessità
+di prepararsi a resistere rispose un'energia maggiore nell'organizzar la
+difesa. Si provvide all'armamento dei forti, si mobilizzò una parte
+della guardia civica, si formarono nuove legioni di combattenti, quella
+tra l'altre che in omaggio ai martiri di Cosenza s'intitolò di Bandiera
+e Moro.
+
+Fosse il fascino d'un nome che gli ricordava gli amici della sua prima
+giovinezza, fosse la persuasione di non poter far nulla d'efficace
+nella marina, Gasparo Rialdi chiese ed ottenne di entrar col grado di
+capitano in questo corpo che raccoglieva il fiore della cittadinanza
+veneziana. Fu codesta un'amara delusione per la contessa Zanze, la quale
+s'era fitta in capo che suo figlio avesse a diventare ammiraglio e non
+sapeva rassegnarsi a vederlo senza il suo cappello a due punte e le sue
+belle spalline d'oro. Ai suoi occhi il cambiamento era poco meno di una
+degradazione, ed essa se la pigliava a vicenda col Governo che non aveva
+apprezzato abbastanza un ufficiale di quel merito, e con Gasparo stesso
+ch'era un grand'uomo, ma non sapeva farsi valere. Però queste cose ella
+non le poteva dire che nel segreto dell'amicizia, alla contessa
+Ficcanaso, per esempio, quella sua tenera amica che conosciamo, giacchè
+Gasparo aveva certe massime tutto sue, e guai s'egli avesse sentito che
+sua madre si lagnava del modo in cui egli era trattato.
+
+In quanto a lui, non desiderava che di poter finalmente combattere, e
+l'ebbrezza delle prossime lotte lo rendeva dimentico d'ogni altra cosa,
+perfino del significato doloroso che aveva per la causa italiana
+quell'avvicinarsi degli Austriaci a Venezia. È vero pur troppo che anche
+l'eroismo, anche la voluttà del martirio rende talvolta egoisti.
+
+Il lettore conosce abbastanza il carattere del conte Luca da poter
+credere senza fatica che egli s'apparecchiava agli avvenimenti con
+disposizioni d'animo affatto opposte a quelle del figlio. Pover'uomo!
+Dalla metà d'aprile a tutto maggio s'era sforzato di persuadersi della
+fine del dominio austriaco in Italia, e aveva fatto (almeno così pareva
+a lui) delle dimostrazioni pubbliche atte a ingraziarlo coi liberali, ma
+dopo i disastri del luglio e dell'agosto la sua vecchia idea che i
+tedeschi sarebbero tornati aveva ripreso l'antico predominio e non gli
+lasciava pace. Il peggio si era che gli toccava divorar in silenzio le
+sue inquietudini. A lunghi intervalli, quando non ne poteva più e il
+soffiare gli era uno sfogo insufficiente, vuotava il sacco con
+Fortunata.
+
+--Matti, matti, matti da legare!--egli diceva (però tanto piano che
+Fortunata doveva aguzzar l'orecchio per sentirlo).--A un bel punto ci
+hanno ridotti!... Ecco ciò che ha saputo fare il loro Carlo Alberto, ciò
+che han fatto i volontari, e i papalini, e i napoletani.... E adesso
+tutta la tempesta viene addosso a noi; stiamo freschi.... Mi ricordo del
+blocco del 1813, che delizia!... Questi furibondi che ci governano non
+se ne rammentano mica, son giovani, loro, se no, non farebbero tanto i
+gradassi.... Eh, perchè l'esperienza servisse a qualcosa, bisognerebbe
+che al mondo non ci fossero altro che i vecchi.... E il blocco di questa
+volta sarà anche più rigoroso, si può scommettere.... Avremo la
+carestia, la miseria, e chi sa che altri malanni.... Con che sugo
+poi?... Per calar le brache, con rispetto parlando, per istar peggio di
+prima.... Figuriamoci quanti impiegati destituiti!... Si terrà conto
+delle apparenze, delle parentele.... so quel che mi dico. E voglia il
+cielo che i nostri padroni d'adesso, a forza di arroganza, non spingano
+i Tedeschi agli estremi... Che se c'è l'assalto, siam fritti. Tutti gli
+abitanti saranno passati a fil di spada e di Venezia non rimarrà pietra
+su pietra... Mi spiego?... Chi è?
+
+Con questo grido angoscioso--_chi è?_--il conte Luca soleva troncare o
+interrompere le sue querimonie, chè bastava il sospetto della presenza
+di qualcheduno per suggellargli la bocca. E non solo non avrebbe parlato
+dinanzi a sua moglie che era una pettegola o a suo figlio con cui non
+aveva mai avuto confidenza, ma gli dava ombra perfino la piccola
+Margherita. I bambini, si sa, nella loro pericolosa innocenza, son
+capacissimi di riferir tutti i discorsi che sentono. E il conte Luca
+faceva giurare a Fortunata che non si sarebbe lasciata sfuggire con
+nessuno una parola di ciò ch'egli le diceva. Ella ubbidiva, e la sua
+mente inclinata a tristi pensieri prestava facil credenza alle terribili
+profezie paterne e già precorreva le stragi, gl'incendi, la rovina
+ultima di Venezia.
+
+Intanto l'anno 1848 finiva, per la causa liberale, in Italia e fuori
+d'Italia, in modo ben diverso da quello in cui era cominciato. La
+discordia aveva pazzamente agitato la sua face nel campo di coloro che
+parevano scesi a combattere sotto la stessa bandiera. Da una parte
+gl'indugi fatali, i tentennamenti colpevoli, le aperte fellonie;
+dall'altra gli eccessi del linguaggio e le violenze degli atti.
+
+Nondimeno nei primi mesi del 1849 una lieta notizia riconfortò i
+patriotti della nostra penisola; il Piemonte riprendeva le armi. Ma la
+gioia durò poco, e la tragica giornata di Novara ripiombò l'Italia nel
+lutto. Gli Austriaci, sicuri alle spalle, potevano ormai converger le
+loro forze contro i ribelli. Il 26 marzo, tre giorni dopo la disfatta
+dell'esercito di Carlo Alberto, il feroce Haynau, nome esecrato dalle
+madri lombarde e magiare, dal suo quartier generale di Padova, intimava
+la resa a Venezia. E il 2 aprile, Venezia, col voto unanime dei suoi
+rappresentanti raccolti nello storico palazzo dei Dogi, decretava la
+resistenza a ogni costo. Santo e nobile voto che riscattava lunghi anni
+d'ignavia, ed evocava in quelle aule famose lo spirito della grande
+Repubblica.
+
+Colpita al cuore dalla tremenda delusione ch'era successa a tanto
+rifiorir di speranze, la popolazione si riebbe all'annunzio del fiero
+decreto. Era un'ebbrezza simile a quella del marzo 1848, ma meno
+teatrale, ma più virile, più degna d'uomini preparati a morire. Simbolo
+della lotta ad oltranza, non emblema di funeste divisioni sociali, il
+nastro rosso comparve alla bottoniera degli abiti, la bandiera rossa
+sventolò sui tetti dei palazzi, sulle cupole delle chiese, sulle punte
+dei campanili.
+
+E il rimbombo del cannone, dal maggio in poi, divenne la musica
+pressocchè quotidiana dei Veneziani. Chi, in un giorno di battaglia, udì
+di lontano quel suono cupo e profondo sa che angoscia esso metta negli
+animi, che pallore sparga sui volti, e come sospenda, per così dire, in
+quella crudele trepidazione di tutti, il corso della vita ordinaria. Ma
+chi, per settimane, per mesi, l'udì da una città assediata sa pure che
+l'orecchio vi si abitua quasi come a un suono domestico, e che il primo
+sbigottimento si cambia a poco a poco in un'apatia rassegnata e persino
+in una spensieratezza gioviale.
+
+Così a Venezia. Il cannone tuonava intorno a Malghera, e tuttavia il
+popolo conservava il suo umore gaio e il suo spirito caustico; si
+sarebbe detto talvolta che c'era nella città un'attrattiva di più; onde
+gli uni si recavano in brigatelle alla punta estrema di Cannaregio a
+veder i globi di fumo che s'alzavano dalle lunette dei forti, gli altri,
+dalle specule e dagli abbaini, spingevano col canocchiale lo sguardo
+fino alle batterie austriache di Campalto e di Mestre.
+
+E quando Malghera, ridotta un mucchio di rovine, fu abbandonata in
+silenzio nella notte dal 26 al 27 maggio, e la eroica guarnigione,
+decimata ma non vinta, non doma, fatti saltar i primi archi del ponte,
+si trincierò fieramente sul piazzale opponendo al nemico una seconda
+linea di difesa non meno formidabile dell'altra, lo strepito più vicino
+dell'artiglieria, la coscienza del crescente pericolo non valse ancora
+ad accasciar l'animo dei Veneziani.
+
+Si sperava a dispetto di tutto: si sperava nella propria costanza, nei
+soccorsi del di fuori, negli aiuti del cielo; nessuno parlava, nessuno
+voleva sentir parlare d'arrendersi. Di tratto in tratto la gente
+s'accalcava in piazza domandando ad alte grida Manin. E Manin, dal
+balcone delle Procuratie, rivolgeva agli adunati brevi parole, non
+mendaci, non lusinghiere, ma ferme e virili quali i forti rivolgono ai
+forti. La folla si disperdeva applaudendo e più che mai risoluta a
+resistere.
+
+Resistere fino all'ultima cartuccia e fino all'ultimo uomo, dicevano
+anch'essi i difensori del ponte, imperterriti sotto una pioggia di
+fuoco. Che importava morire? Quei prodi sentivano che sui pochi metri
+quadrati dell'angusto piazzale si gettava il seme del futuro. E quel
+seme era sangue, il più nobile sangue d'Italia confuso insieme in
+quattro zolle di terra. Con un grido sul labbro, con un affetto nel
+cuore eran venuti dalle sponde del Jonio e dalle falde dell'Alpi, dalle
+pianure lombarde e dai clivi toscani, dal golfo incantato di Napoli e
+dai feraci campi delle Puglie, dalla Romagna indomita e dalla Liguria
+operosa; eran venuti a dividere i travagli e la gloria dei figli delle
+lagune; ignoti fino a ieri gli uni agli altri, oggi più che fratelli. E
+cadevano come spighe mietute stringendosi in un ultimo amplesso,
+mormorando coi vari accenti d'una stessa favella il dolce nome della
+patria comune. Onore a voi, valorosi, sia che vi ricordi la storia, sia
+che, martiri oscuri, vi copra l'oblio! E onore anche a voi, pochi ma
+eletti, svizzeri, slavi, magiari, che, non nati sotto il cielo d'Italia,
+pur ci veniste a morire, suggellando col sacrifizio delle vostre giovani
+vite l'alleanza fra quanti credono nella giustizia e nella libertà!
+
+Ma non lasciamo sbizzarrir troppo la penna. Tra i più intrepidi
+combattenti di Malghera e del Ponte c'era Gasparo Rialdi. Primo al
+pericolo, ultimo a chiedere o ad accettare il riposo, a vicenda capitano
+e soldato, egli comandava ed eseguiva, ora intento a puntare i cannoni,
+ora a rinforzare i terrapieni, ora ad assistere i feriti. I suoi
+compagni d'armi lo dicevano invulnerabile. Infatti le palle gli
+grandinavano intorno senza toccarlo. Una volta un piccolo deposito di
+polvere scoppiò a pochi passi da lui con un orrendo fragore; dieci
+uomini stramazzarono al suolo per non più rialzarsi, altri due,
+rovesciati dall'urto, sorsero subito in piedi tra il fumo e la polvere,
+pesti, contusi, ma atti a riprendere il loro posto. Uno dei due era
+Gasparo.
+
+Ogni settimana egli consacrava alla famiglia una mezza giornata o una
+notte, ed è facile immaginarsi con che lagrime egli fosse accolto dal
+conte Luca e dalla contessa Zanze. Chè se il conte era pusillanime come
+un coniglio e la contessa leggera come una farfalla, questo non voleva
+dire che non amassero il loro figliuolo. Negli affetti veri, nei veri
+dolori tutti gli uomini si rassomigliano.
+
+Fortunata, il cui spirito debole era stato soprappreso da un nuovo
+accesso di fervore religioso, vedeva nella salvezza del fratello un
+effetto delle sue preghiere alla Madonna, e glielo diceva, e lo
+scongiurava di non sorridere, di non provocar l'ira del cielo con la sua
+incredulità.
+
+La sola Margherita, in un'età che non capisce i pericoli, riceveva lo
+zio Gasparo col sorriso ilare e confidente d'un tempo. Tanto più che
+egli non si presentava mai alla nipotina senza un regaluccio, ed era
+curioso vedere quell'uomo grande e grosso, un momento prima in mezzo
+alle granate e alle bombe, era curioso, dico, vederlo entrar in un
+negozio di balocchi a prendervi dei soldatini di piombo, o delle
+minuscole posate di stagno o altre bagatelle simili.
+
+La bimba, quando lo sentiva venire, gli correva incontro con le braccia
+aperte chiamandolo a nome, ed egli la sollevava per di sotto le ascelle,
+su, su, fino ad avvicinar la faccia bianca di lei al suo viso
+abbronzito; poi se la metteva sulla spalla e la conduceva in giro per la
+stanza.
+
+Dai forti il cannone tuonava e faceva tremar i vetri.
+
+--Vergine santissima!--esclamavano Fortunata e la madre. Il conte Luca
+si turava gli orecchi con le dita; Gasparo corrugava la fronte come se
+lo prendesse un rimorso di non esser sul luogo della pugna; Margherita
+imitava ridendo il suono delle cannonate: _bum, bum_. Poi si metteva a
+canticchiare una delle canzonette patriottiche di quei tempi:
+
+ Fuoco sopra fuoco
+ S'ha da vincere o morir,
+ ecc. ecc.
+
+Oppure
+
+ E col verde, bianco e rosso
+ La bandiera s'innalzò,
+ ecc. ecc.
+
+O quella scioccheria in dialetto
+
+ Tre colori, tre colori,
+ I Tedeschi gà i dolori,
+ ecc. ecc.
+
+Di lì a poco però, sporgendo avanti la testa come chi da una finestra
+del secondo piano vuole attaccar conversazione con gl'inquilini del
+primo, ella arrischiava una domanda:
+
+--Zio Gasparo, cosa m'hai portato?
+
+--Niente--rispondeva serio serio l'ufficiale.
+
+Ed ella, con un suo vezzo inimitabile:
+
+--Sì che m'hai portato qualcosa.
+
+Allora egli la faceva discendere dal punto elevato in cui l'aveva posta,
+si metteva a sedere con lei e le diceva:
+
+--Cerca.
+
+Margherita cercava di qua, cercava di là e finiva col tirar fuori da una
+tasca della tunica o dei calzoni gli oggetti che lo zio le aveva
+destinati e che le strappavano un grido d'ammirazione.
+
+--Guarda, mamma, guarda.... Oh bello, bello!
+
+Fortunata ringraziava il fratello con gli occhi che le si velavano di
+lagrime. Ah se Leonardo avesse voluto alla sua figliuola la metà del
+bene che Gasparo voleva alla nipote!
+
+In verità Gasparo Rialdi era meravigliato lui stesso della parte che
+questa bimba prendeva nei suoi pensieri. Severo, ruvido qualche volta,
+alieno sempre dalle soverchie espansioni, egli era pienamente convinto
+d'essere un orso, come gli aveva detto una donna gentile che non era
+riuscita ad ammansarlo. Ma ciò che non avevan potuto le donne lo poteva
+ora una fanciulletta di men che quattro anni; l'orso era ammansato.
+
+Un giorno, verso la fine di luglio, quando le previsioni dell'avvenire
+eran più fosche che mai, e il nemico stringeva intorno alla città
+assediata il suo cerchio di ferro e di fuoco, e scarseggiavano i viveri,
+e il lugubre spettro del colèra appariva sull'orizzonte, Gasparo, venuto
+a casa per poche ore, fece alla sorella una inattesa proposta.
+
+--Fortunata.--egli le disse, e il suo aspetto era più grave e la sua
+voce più commossa dell'usato--nessuno osa confessarlo, ma tutti lo
+sentono. Venezia non potrà resistere a lungo.... Fra due mesi, fra un
+mese forse, ci mancheranno i soldati, le munizioni, il pane... bisognerà
+cedere come ha ceduto Roma.... Se in questo mese, se in questi due mesi
+la mia buona stella non mi manda una palla di cannone, e sa Iddio se la
+cerco....
+
+--Oh Gasparo, Gasparo, che parole son queste?
+
+--Beati quelli che son morti--egli riprese in tuono solenne;--beati
+quelli che morranno prima che il giallo e nero abborrito torni a
+sventolar sugli stendardi del nostro San Marco!... Ma io non sarò fra
+questi felici... pare un destino.... Ebbene, se io sopravvivo, credi tu
+che io possa rimaner qui? Io, antico ufficiale austriaco, io, disertore?
+
+--No, no... è necessario che tu fugga... subito....
+
+--Non oggi, o Fortunata, non prima che Venezia sia caduta.... Allora
+prenderò la via dell'esilio.
+
+--Dove andrai?
+
+--Non lo so;... forse a Londra, ove un signore che ho conosciuto a
+Smirne mi offre un impiego... a ogni modo, ho ventisette anni, ho una
+salute robusta, conosco le lingue, la matematica; potrò dar delle
+lezioni.
+
+A questo punto egli afferrò tutt'e due le mani della sorella e
+guardandola fissa negli occhi, le disse:
+
+--Vuoi seguirmi, Fortunata... insieme con la tua Margherita, s'intende?
+
+Fortunata impallidì.
+
+--Partire?
+
+--Sì, partire.... Ho qualche risparmio che basterà per il viaggio di
+tutti noi tre.... Poi lavorerò.... Sarete la mia famiglia.
+
+Ma Fortunata, non rimessa ancora del suo smarrimento, ripeteva
+balbettando:
+
+--Partire?.... Abbandonare....
+
+--I nostri genitori?--interruppe bruscamente Gasparo compiendo a suo
+modo la frase.--Poveri vecchi! Lo so, restan soli, ma che puoi tu fare
+per loro?... Afflitta da tante sventure, nella casa già triste, tu non
+puoi portare che una tristezza di più.... Certo la mancanza dei figli è
+un gran dolore, ma nostro padre ha il suo impiego che probabilmente gli
+sarà conservato, la mamma è d'un carattere ottimista, vede molta
+gente;... insomma, finiranno col passarsela alla meno peggio, tanto più,
+se, non avendo da pensare che a sè, godranno d'una discreta
+agiatezza.... Credilo, Fortunata, ciò ch'io ti propongo non nuoce a
+nessuno e può giovare a molti:... a me, a Margherita, a te stessa, che
+qui sei troppo vicina alla prima cagione di tutti i tuoi mali.
+
+Così Gasparo, per necessità di cose, arrivava al punto che avrebbe
+voluto schivare.
+
+E Fortunata, che sino a quel momento era riuscita a padroneggiarsi,
+scoppiò in un pianto dirotto o disse con voce soffocata dai singhiozzi:
+
+--Sì, sì... è vero... la prima cagione dei miei mali è qui.... E te lo
+giuro... non lo vedo più da un pezzo... non lo vedrò finchè egli non
+abbia bisogno di me.... Ma se ne avesse, se desiderasse riavvicinarsi a
+sua moglie, alla sua bimba, e noi fossimo lontane... lontane?...
+
+--Ancora infatuata di quei miserabile!...--esclamò Gasparo.--Apri una
+volta gli occhi, per Dio.... Che obblighi hai verso di lui?...
+Quell'uomo è di fango.... Egli aveva una via di salvezza, gliel'abbiamo
+offerta, non l'ha voluta.... Gli esseri più spregevoli hanno pur qualche
+cosa da contrapporre ai loro vizi, ai loro delitti....
+
+--Oh delitti egli non ne ha commessi....
+
+--Lo credi?... E sia pure.... Ci sono degli sciagurati a cui si
+perdonano i delitti in nome di un loro impeto di generosità, d'un loro
+atto di coraggio; quello che non si perdona è l'abbiezione continua, la
+vigliaccheria contenta di sè....
+
+--Oh Gasparo.... Sono sua moglie....
+
+--Ma sei anche madre.... E più che a un marito indegno, devi pensare a
+una figlia ingenua, innocente.... Che sarà di lei?... Chi si curerà
+della sua educazione?... Sei moglie, sei moglie!... Ebbene, se tanto ti
+preme quell'uomo, se per amor suo vuoi rimanere a Venezia, lasciami
+Margherita.....
+
+--Lasciarti Margherita?... Staccarmene forse per sempre?... No, no....
+Gasparo, per carità, non me la rubare.
+
+Quindi, alzando le palme al cielo in un parossismo di
+disperazione:--Vergine santa--esclamò la povera donna--intercedetemi la
+grazia di morire... Che ci faccio io a questo mondo? Sono un impiccio
+per me e per gli altri.... Vergine santa, ottenetemi questa grazia....
+Ho patito tanto.... E nessuno ha bisogno di me.... Mia figlia starà
+molto meglio con mio fratello... Vergine santa, datemi retta, salvate
+lui e fatemi morire, fatemi morire.
+
+Fortunata avrebbe impietosito i sassi. L'ufficiale chinandosi sopra di
+lei le diede un bacio in fronte e le disse:
+
+--Calmati... una madre non è mai un impiccio per sua figlia.... Io non
+te la ruberò la tua Margherita... con che diritto potrei rubartela?...
+Se tu non vorrai separartene, se non vorrai venire con lei e con me...
+mi avrai dato un gran dolore, m'avrai privato di ciò che poteva rendermi
+meno amaro l'esilio, ma non importa, io non te la ruberò.... Per altro
+fino all'ultimo giorno, fino all'ultima ora conserverò la speranza di
+persuaderti.... Oggi non parliamone più, è tardi e debbo essere al mio
+posto prima di sera....
+
+Il cannone tuonava. Gasparo sorrise.
+
+--E noi facciamo i conti sull'avvenire--egli mormorò tristamente.
+
+Di lì a poco, abbracciati i genitori e la nipotina, egli s'avviava alla
+batteria.
+
+Fortunata, corse a chiudersi nella sua camera e ponendosi in ginocchio
+davanti a un'immagine della Madonna rinnovò la preghiera di poco
+prima:--Vergine santa, salvate mio fratello e fatemi morire, fatemi
+morire!
+
+
+
+
+XXV.
+
+
+Il palazzo Bollati era vuoto da più mesi. Ad onta del suo grande amore
+per Venezia, lord Herbert Seaweed era partito con la famiglia fin
+dall'estate 1848, e la figliuola romantica e _byroniana_ s'era mostrata
+la più sollecita a fare i bauli. Ell'aveva però voluto portar seco una
+scheggia di marmo del caminetto del salotto; la città poteva saltar in
+aria tutta quanta ed era opportuno d'averne un ricordo. Nell'imbarcarsi
+sopra un vapore inglese, il nobile _lord_ aveva sentenziato che le razze
+latine son destinate a servire in perpetuo e che soltanto la vecchia
+Inghilterra, _old England_, ha il diritto di godere della libertà.
+
+Le chiavi degli appartamenti rimasero in mano del console di S. M.
+Britannica, e un custode il quale abitava nel pian terreno aveva ben
+poco da custodire. Nondimeno il signor Ambrogio (chè tale era il suo
+nome) si dava una gran d'aria di importanza come se fosse lui stesso il
+rappresentante della Regina Vittoria. E reputandosi cittadino inglese,
+giudicava gli avvenimenti con la calma superiorità d'uno straniero,
+diceva che gl'Italiani, pur troppo, sono una piccola nazione priva
+d'ogni esperienza politica, e che avevano commesso e commettevano ogni
+giorno errori nuovi, i quali avrebbero condotto il paese a inevitabile
+rovina.
+
+--Per noi però--egli conchiudeva rivolgendosi a sua moglie, a una
+figliastra e a due gatti che dividevano con lui l'onore di guardare il
+palazzo--per noi non ci sono pericoli. Al primo serra serra si inalbera
+sul tetto la bandiera di S. M. e vorrei vedere chi ardisse metter piede
+qua dentro.... Per gl'Inglesi è una cosa da nulla il mandare una
+fregata, e vi dico io che i loro cannoni fanno far giudizio a tutti i
+Governi provvisori e a tutte le Monarchie del mondo.
+
+Il signor Ambrogio estendeva il suo patrocinio anche all'unico inquilino
+della casa, al conte Leonardo Bollati.
+
+--Quello lì--egli diceva--in mezzo alle sue disgrazie può considerarsi
+un uomo fortunato. E non dovrebbe aver parole bastanti per ringraziar la
+munificenza del Milord, che lo ha lasciato stare in una botte di
+ferro... una botte di ferro.
+
+--Pover'uomo!--esclamavano in coro la matrigna e la figliastra.--Pensare
+che una volta era lui il padrone!
+
+--È la ruota della fortuna--ripigliava il grave signor Ambrogio.--Un
+tempo c'era l'aristocrazia veneziana, adesso c'è l'aristocrazia inglese.
+
+E nel dir così si stropicciava le mani come se a quest'aristocrazia
+inglese appartenesse anche lui.
+
+Il custode e la sua famiglia, ch'eran buona pasta di gente, usavano
+molti riguardi al conte Leonardo, e le donne gli tenevano pulite le
+camere senza curarsi di domandargli il compenso di poche lire al mese
+ch'egli aveva loro promesso e che non pagava mai. Per quello che si
+riferisce alle sue condizioni domestiche, alla sua separazione dalla
+moglie e dalla figliuola, non sapevano che giudizio fare. A sentirlo,
+poichè di tratto in tratto egli si fermava a chiacchierare col signor
+Ambrogio, tutti i torti eran della moglie e specialmente dei parenti
+della moglie, i quali gli avevano teso un tranello per costringerlo al
+matrimonio, quando i Bollati erano ancora tra i primi signori di
+Venezia. Poi, sopraggiunti i rovesci, quei birbanti s'eran dimenticati
+dei pranzi, delle cene, dei regali avuti, e non avevan voluto aiutarlo
+in nessuna maniera. Basta dire che il suo degnissimo signor cognato,
+ch'era adesso tra quelli che tenevano il mestolo, invece di procurargli
+un impiego onorifico, gli aveva suggerito di arruolarsi come soldato
+semplice! Soldato semplice, lui, un Bollati! Dopo che i suoi vecchi eran
+stati generali, ammiragli, dogi!
+
+Il signor Ambrogio non pareva alieno dal credere alla perversità e
+all'ingratitudine dei Rialdi; ma le donne rimanevano perplesse.
+Nonostante la compassione che destava in loro questa _Eccellenza_ così
+pitocca, esse non potevano dissimularsi che il conte Bollati era un
+vizioso, un buono a nulla, uno di quegli uomini che sembran fatti
+apposta per finir sulla paglia, e che hanno un gran torto di attribuire
+agli altri le proprie sventure. Inoltre era impossibile che la moglie
+del conte Leonardo fosse cattiva; bastava vederla per persuadersi del
+contrario. E al palazzo la si vedeva spessissimo. Ella veniva a chieder
+notizie di suo marito, a raccomandarlo, a lasciar qualche cosa per lui,
+un po' di biancheria, una flanella, dei limoni, degli aranci, tanto più
+preziosi quanto più era difficile l'averne durante l'assedio. Se le
+dicevano ch'egli era in casa, ella guardava istintivamente verso la
+scala come se fosse tentata di salire; ma resisteva alla tentazione e
+calando il velo sugli occhi e rattenendo le lagrime si allontanava a
+passi rapidi. Dopo la scena violenta che egli le aveva fatta in
+occasione di quel famoso impiego chiesto e non ottenuto, ella non aveva
+più coraggio di presentarglisi dinanzi. Del resto, per lo più, nell'ore
+in cui Fortunata poteva recarsi al palazzo, Leonardo non c'era.
+
+Le cose tirarono avanti in questo modo per mesi e mesi; solo quando
+Gasparo fece alla sorella la proposta che sappiamo, ella deliberò di
+avere un ultimo colloquio col marito; s'egli trovava una parola
+d'affetto, se dava un segno di rammarico all'idea di separarsi per
+sempre dalla sua famiglia, no, no, checchè dicesse Gasparo, ella non
+sarebbe partita.
+
+Ma le vicende dell'assedio impedirono il colloquio desiderato.
+
+La sera di domenica 29 luglio le batterie austriache avevano sospeso il
+fuoco; gli artiglieri del Piazzale e di San Secondo, a cui non pareva
+vero di risparmiar le munizioni, ne avevano imitato l'esempio. A un
+tratto, poco prima di mezzanotte, spettacolo bello e terribile, il cielo
+è solcato da infinite striscie luminose, un fragore spaventoso risveglia
+la città addormentata. Che è, che non è? I projettili nemici che fino
+allora erano stati rivolti contro i forti o avevano colpito tutt'al più
+l'estremo lembo di Cannaregio, ora giungevano d'improvviso nel cuore di
+Venezia. Si sentiva il fischio delle bombe, lo strepito delle granate
+che scoppiavano, lo schianto dei fumaiuoli, delle cornici, dei tetti,
+che cadevano a pezzi. A poco a poco, dalle case rovinate o minaccianti
+rovina, uscivano intere famiglie, vecchi languenti, donne discinte,
+bambini aggrappati ai collo delle madri, uomini ancor vigorosi e pronti
+a combattere, ma smarriti al cospetto d'un pericolo che veniva a
+insidiarli persino nelle pareti domestiche. Uscivano portando seco le
+masserizie più necessarie, avviandosi ai quartieri più lontani dai
+bombardatori, a San Marco, a Castello. In breve la piazza fu gremita di
+gente. Chi stendendo il materasso sul nudo terreno vi si adagiava coi
+suoi cari a dormire, chi sedeva muto sopra uno sporto di colonna della
+Basilica o su uno dei gradini delle Procuratie nuove, chi cercava asilo
+nei Caffè, chi girava inquieto su e giù in traccia di parenti e d'amici.
+Dalla folla saliva un mormorìo confuso di gemiti, di preghiere,
+d'imprecazioni; in alto, sopra le mille e mille teste, i colombi di San
+Marco, turbati nei loro riposi dall'insolito frastuono e cacciati fuori
+dai nidi da un folle spavento, volavano a stormi di qua, di là, senza
+mai chetarsi e sbattendo l'ali con un fragore sinistro.
+
+Una calca poco minore c'era sul Molo, ove accorrevano anche i semplici
+curiosi per veder meglio la parabola delle bombe.
+
+--_I ne fa i foghi d'artifizio, sti fioi de cani_--diceva un barcaiuolo
+apparecchiando tranquillamente la sua gondola e offrendosi di condur in
+laguna quelli che volessero goder più davvicino del meraviglioso
+spettacolo.
+
+Un altro, a ogni colpo, mandava agli assediati un augurio breve ed
+espressivo: _Andè in malora!_
+
+--_Ve le faremo inghiotir tute le vostre bombe_--esclamava un popolano
+stringendo i pugni in aria di sfida.
+
+Nessuno apriva la bocca per parlare di capitolazione.
+
+Il bombardamento continuò con pari vigore nel giorno dopo, ma intanto la
+carità pubblica e privata aveva provveduto all'alloggio di quelli
+ch'eran rimasti senza tetto. Però, chi pensi che due terzi della città
+erano quasi inabitabili, si farà presto un'idea del modo in cui questi
+profughi infelici potevano essere accomodati nell'altro terzo. Le stanze
+non bastavano più; bisognava pigiar la gente nelle soffitte arse dal
+sole, nei pianterreni corrosi dalla salsedine, nei sottoscala infetti,
+nelle stive puzzolente dei barconi ancorati in laguna. Qual meraviglia
+se in mezzo a quella moltitudine ammucchiata in sì breve spazio,
+affranta già dagli stenti passati e ora sfinita più che mai dalla
+nutrizione insufficiente e mal sana, prima serpeggiava insidioso, poi
+scoppiava tremendo il colèra?
+
+Il palazzo Bollati, e la casa Rialdi sorgevano in due punti abbastanza
+distanti fra loro: tuttavia erano entrambi in quella parte di Venezia
+ove arrivavano le bombe; Anzi, nel palazzo, un proiettile era caduto fin
+dalla mattina del 30, mezz'ora dopo che il signor Ambrogio aveva issato
+sul tetto il vessillo britannico dicendo solennemente alla moglie:
+
+--Noi siamo in una botte di ferro... una botte di ferro. La bandiera
+devono vederla sicuro, e allora da questa parte non tirano più....
+Vorrei poi sapere perchè quell'imbecille del conte Bollati non sia
+ancora tornato a casa.
+
+Il conte Bollati non era tornato a casa e non aveva nessuna intenzione
+di ritornarci. Quando principiò il bombardamento egli era in una
+bettola a pochi passi dalla quale scoppiò una granata. Uscitone in
+fretta, trovò la strada piena di gente che fuggiva dal _sestiere_ di
+Cannaregio, quello appunto dov'era il palazzo già appartenente alla sua
+famiglia. Con l'esagerazione propria degli spaventati, quei fuggiaschi
+dicevano che a Cannaregio le bombe venivan giù come una gragnuola, che
+due persone eran morte, che la chiesa di S. Geremia era in fiamme, che
+una gondola era stata squarciata e sommersa. Leonardo non se lo fece
+ripetere due volte e prese la rincorsa fino a Castello, ove andò a
+rifugiarsi in una osteriaccia da lui frequentata in altri tempi.
+
+Anche i Rialdi avevano dovuto lasciare la loro abitazione ed erano stati
+accolti presso un amico di Gasparo, in parrocchia di San Marco. Il primo
+pensiero di Fortunata, appena vide in salvo i suoi genitori e la sua
+Margherita (di sè non si curava affatto, la poverina), fu quello di
+Leonardo. Ma dove trovarlo? Come arrischiarsi ad andar fino al palazzo
+Bollati, ove forse, se c'erano ancora i custodi, se ne avrebbe saputo
+qualcosa? A badare alla gente quella era la parte della città più
+bersagliata; non ci mettevano piede che le pattuglie della guardia
+civica; i pochi abitanti rimasti stavano tappati nei magazzini ove si
+credevano più sicuri e da cui non uscivano che per le indispensabili
+provvigioni.
+
+--Eh, _viscere mie_, c'è altro da fare che andar in cerca di tuo
+marito--borbottava la contessa Zanze alla figliuola, la quale chiedeva
+a lei consiglio ed aiuto.--Per poco che la duri così, siamo tutti
+spacciati e non ci resta che da raccomandare l'anima al Signore.
+
+La contessa Zanze non aveva torto. Le condizioni di Venezia
+s'aggravavano terribilmente ogni giorno. Non ostante gli sforzi eroici
+del nostro piccolo naviglio, la flotta austriaca era riuscita a impedir
+tutti gli accessi del porto; dal lato di terra, non c'è bisogno di
+dirlo, non poteva entrare nè un sacco di grano, nè un capo di bestiame.
+S'era ridotti a cibarsi di pan nero, di frutte e d'erbaggi forniti dalle
+nostre isole, del pesce che si pescava nei nostri canali e nella nostra
+laguna. Chi riusciva a imbandire un pezzo di carne d'un quadrupede
+purchessia, doveva ringraziare la Provvidenza come d'un segnalato
+favore. La fame, gli stenti, l'agglomeramento della popolazione
+preparavano una messe abbondante al colèra. E il colèra falciava le
+vittime a centinaia, senza distinzione di classe, di sesso, d'età;
+ricchi e poveri, giovani e vecchi, donne e bambini. Non bastavano al
+bisogno gli ospedali, benchè se ne aprissero sempre di nuovi, non
+bastavano i medici, benchè pieni d'abnegazione; mancava il ghiaccio,
+mancava il chinino pei malati, mancavano i preti pei moribondi, i
+seppellitori pei morti.
+
+Eppure, in generale, le privazioni erano sopportate virilmente, e si
+trovava perfino il tempo di ridere e di scherzare. Nella famiglia ove
+erano ospitati i Rialdi c'era una vecchia nonna piena d'energia che dava
+coraggio ai giovani e non voleva sentir piagnistei. Linda, pulita, con
+una cuffietta bianca da' cui orli spuntavano due ciocche di capelli
+d'argento, asciutta dalla persona e non curva ancora dagli anni, con un
+par d'occhi scuri, vivi, lucenti, la signora Teresa era sempre
+circondata da uno stuolo di bimbi come una chioccia dai suoi pulcini. La
+chiamavano nonna tutti quanti, i suoi nipoti come gli estranei, ed ella
+raccontava loro tante belle storielle, insegnava loro tanti bei giuochi.
+Qualche volta una nube velava la sua fronte serena; allora, rivolgendosi
+ai maschi, ella diceva con voce sommessa:
+
+--Quando sarete grandi toccherà a voi a prendere il fucile contro i
+Tedeschi.
+
+--Sì, sì--gridavan quelli con entusiasmo.
+
+--Lo farete il vostro dovere?
+
+--Sì, sì, nonna.
+
+--Bravi!--E la nonna soggiungeva con un filo d'ironia:--Fin che venga
+quel tempo torniamo a giocar a mosca cieca.
+
+La signora Teresa aveva una gran simpatia per Gasparo Rialdi e per
+Margherita; per Fortunata provava una sincera commiserazione, ma non
+poteva intendersi nè con lei, nè col conte Luca o con la contessa Zanze;
+erano caratteri troppo dissimili dal suo. La impazientiva specialmente
+il conte Luca, il quale passava delle ore tenendosi una boccettina
+d'aceto e un pezzo di canfora al naso, e lamentandosi:
+
+--L'hanno voluta fare la rivoluzione! Ecco che cosa ci hanno guadagnato.
+L'avevo sempre previsto io.... Mettersi a cozzare con l'Austria!... era
+uno scacco matto sicuro.... Mi spiego?
+
+--Eh, caro signore--rimbeccava la vecchierella--se tutti fossero come
+lei, il regno dei prepotenti durerebbe sino alla consumazione dei
+secoli.
+
+Malgrado del suo spirito alquanto mordace, la signora Teresa esercitava
+una singolare attrazione non soltanto sui fanciulli, ma anche sugli
+adulti. E Fortunata si fece animo a confidarle, non le sue vicende
+coniugali, che già erano note, ma le sue angustie per la proposizione
+che l'era stata fatta dal fratello.--Dio mio, come devo regolarmi? Come
+devo regolarmi?--esclamava la povera giovine.
+
+La signora Teresa non amava le persone le quali non sanno regolarsi da
+sè; tuttavia ella non potè schermirsi dal rispondere. E riconobbe che la
+cosa era grave; ma pesato il pro e il contro, disse:
+
+--Per me, accetterei.
+
+E ripetè gli argomenti addotti già da Gasparo. Rimanendo a Venezia
+Fortunata non poteva recar nessun giovamento ai suoi genitori, e in
+quanto al signor conte Bollati, egli, con la sua condotta aveva perduto
+il titolo di marito e di padre. Fortunata doveva pensare alla sua
+figliuola, e per la bimba sarebbe senza dubbio un gran bene lo star con
+lo zio.
+
+--Quello è un uomo--concludeva la signora Teresa--e in qualunque luogo
+si trovi, saprà farsi la sua strada e mantenere le sue promesse.
+
+Fortunata si torceva le mani e gemeva:
+
+--Dio, Dio!--E neanche vederlo? Neanche saper s'è vivo o morto?
+
+--Qui ha ragione lei. Ma non c'è proprio caso d'averne notizie?
+
+--Senta, signora Teresa, poichè è tanto buona, trovi un'anima pietosa
+che m'accompagni fino al palazzo Bollati. Dicono ch'è un vero rischio
+l'andar fin là, ma non importa....
+
+--Crede che non si sia mosso di casa?
+
+--Non lo so.... Probabilmente si sarà mosso come gli altri, ma possibile
+che non ci sia più nessuno a guardia del palazzo? E se c'è qualcheduno,
+possibile che non mi diano un' informazione, una traccia?
+
+--Insomma vorrebbe aver compagnia per questa sua gita?
+
+--Sì... un servitore... un facchino a cui darei una mancia.
+
+--Ma che servitore? Che mancia? Aspetti domattina e vengo io.
+
+--Lei!... No... no, nemmen per idea....
+
+--O che ha bisogno d'una pattuglia per esser sicura? O crede ch'io non
+mi regga sulle gambe?
+
+--Ma no... non è questo.... Non voglio che si esponga a un rischio per
+causa mia.... In mezzo alle bombe....
+
+--Che paroloni! Dia retta a me, il rischio è molto minore di quello che
+si dice.... Se non ci fosse altro che il bombardamento, gli Austriaci
+avrebbero da sudare ancora per un pezzo.... In verità, quanti crede sian
+stati colpiti dalle bombe in tutta la città? Dieci o dodici forse....
+Meno di quelli che il colèra porta via in una casa sola in poche ore....
+Alle corte, se si decide, domattina alle nove, con la scusa di fare
+qualche spesa, si va insieme.... Andare e tornare è l'affare di
+un'ora.... Se poi non le accomoda, si spicci da sè, chè io non ho tempo
+da perdere.
+
+Come avviene sempre a quelli che contrastano con chi abbia più energia
+di loro, Fortunata cedette. E la mattina seguente, alle nove precise, le
+due donne s'avviarono insieme a braccetto.
+
+I quartieri bombardati avevano realmente un aspetto che stringeva il
+cuore. Le strade deserte, le botteghe chiuse, e chiuse pure, per la
+massima parte, le imposte delle case, soprattutto nei piani superiori.
+Qua e là, dietro alle inferriate di un magazzino, dietro ai battenti
+socchiusi d'una porta, spuntava una faccia livida, affilata, sparuta.
+Non mancavano segni più visibili del bombardamento; qualche mucchio di
+rovinacci, qualche pezzo di tegola e di grondaia, qualche muro diroccato
+o annerito da un principio d'incendio. Tuttavia il pericolo delle
+persone non era gran cosa. Nè i cannoni austriaci potevano tirar più di
+tanti colpi al minuto, nè tutti i colpi arrivavano sino all'abitato. Di
+quelli che ci arrivavano, molti finivano nei canali interni; a ogni
+modo, ben di rado i proiettili avevano la forza di trapassar le
+impalcature di tutti i piani e di giungere ai luoghi terreni ove s'erano
+ridotte quelle famiglie che non avevan voluto lasciar le loro case. Per
+le strade poi era quasi impossibile d'esser colti alla sprovveduta; le
+bombe si sentivan venire e cento volte contro una c'era tempo di
+mettersi in salvo.
+
+Checchè ne sia, Fortunata e la signora Teresa toccarono senza disgrazia
+la meta del loro pellegrinaggio. Il portone del palazzo era chiuso; il
+campanello risuonò cupamente nei cortile silenzioso.
+
+Alla terza suonata si sentì qualcheduno a muoversi, e una voce femminile
+gridò dal di dentro:
+
+--Chi è? Chi è?
+
+Era la moglie del custode.
+
+--Sono io, sono la contessa Bollati--rispose Fortunata,--apra un
+momento.
+
+--Madonna santa!... Cosa viene a fare?--replicò la donna affacciandosi
+sulla soglia ma senza invitar le due visitatrici ad entrare.--Il signor
+conte non c'è mica.... Non è più venuto dopo il 29 del mese passato....
+dopo il principio del bombardamento.
+
+--Almeno mi faccia la carità di dirmi dove sia....
+
+--Se lo sapessi....
+
+--Non lo sa? Non lo sa?... O poveretta me!... Non sa neanche s'è vivo?
+
+--Per questo si cheti--rispose la custode con voce raddolcita.--È
+vivo....
+
+--Ah sì.... N'è ben sicura?
+
+--Ieri era vivo.... Mio marito l'ha visto in piazza.
+
+--Ha parlato con lui? E dov'è suo marito?
+
+--Ambrogio è dal console... per quella bomba ch'è venuta in palazzo. Ah
+Gesù mio!
+
+Quest'esclamazione fu provocata dal romore d'un proiettile che doveva
+esser caduto poco lontano. Dopo aver ripreso fiato, la custode accennò a
+voler troncare il discorso.
+
+--Vada, vada, signora, e che Iddio l'accompagni.... Non son luoghi da
+fermarcisi, questi....
+
+--Un momento ancora, per carità.... Non mi ha detto se suo marito abbia
+parlato col conte Leonardo.
+
+--Non gli ha parlato.... Si son scambiati un saluto di lontano e il
+signor conte ha gridato: «A rivederci dopo il bombardamento....» Sarà
+contenta adesso.... Vada via, vada via....
+
+--Vado, sì... e grazie.... Ma se potesse saper qualche cosa di più....
+
+--O Signore Iddio benedetto! Cosa vuol che si sappia in questi tempi?...
+Bisogna contentarsi di vivere.
+
+E con queste parole la donna chiuse bruscamente il portone.
+
+La signora Teresa, che aveva taciuto fino allora, toccò leggermente la
+spalla della sua compagna.
+
+--Andiamo... Quello che si poteva sapere lo ha saputo.
+
+--Oh sì--disse Fortunata--e mi par d'esser sollevata d'un gran peso....
+È vivo!... Ma dov'è? Dov'è?... È necessario ch'io lo veda.
+
+--A questo si penserà poi.... Andiamo.
+
+Lungo il cammino, Fortunata cercava ogni tanto la mano della signora
+Teresa e la stringeva con un moto convulso come a ringraziarla d'esser
+venuta con lei. Avrebbe voluto attaccar discorso, rimetter sul tappeto
+la gran questione della sua partenza con Gasparo, questione ch'era
+sempre insoluta nella sua mente, ma la signora Teresa pareva assorta in
+gravi pensieri.
+
+Il cannone tuonava.
+
+--Non finirà più!--mormorò a mezza voce Fortunata come parlando tra sè.
+
+--Oh finirà... pur troppo che finirà--disse la signora Teresa
+tentennando tristamente il capo.
+
+Giunsero in piazza San Marco. C'era una calca di gente; la guardia
+civica era schierata sotto il palazzo del Governo, e Daniele Manin,
+affacciato al poggiuolo, le indirizzava per l'ultima volta la parola.
+
+La voce onesta e leale, che per diciassette mesi aveva mantenuto acceso
+nei Veneziani il sacro fuoco del patriottismo, che aveva guidato,
+frenato, corretto i mobili istinti del popolo, ora scendeva commossa in
+una folla commossa; era un patetico addio, era un gagliardo eccitamento
+a sperare nell'avvenire, era un caloroso appello a quelle virtù con cui
+le nazioni riescono a domar la fortuna.
+
+Dal punto della piazza ove si trovavano le due donne, non era possibile
+seguire il filo del discorso, ma se ne coglievano le frasi pronunciate
+con accento più vibrato.
+
+«.... Un popolo che ha fatto e patito quanto ha fatto e patito e patisce
+il nostro popolo non può perire. Dee venir giorno in cui gli splendidi
+destini siano corrispondenti al merito vostro.... Quando verrà questo
+giorno?... Noi abbiamo seminato.... Sventure grandi sono forse
+imminenti.... È pur sempre in poter nostro mantenere intemerato l'onore
+di questa città.... Checchè avvenisse, dite: _Quest'uomo s'è ingannato_;
+ma non dite mai: _Quest'uomo ci ha ingannati...._»
+
+--Mai, mai--gridavano i militi agitando i berretti sulle
+baionette.--Mai, mai--ripeteva il popolo unanime.
+
+E tutti piangevano, tutti sentivano che l'ultima ora della libertà era
+vicina.
+
+Daniele Manin pronunziò ancora qualche parola; poi, sorpreso da un
+malessere subitaneo, dovette ritirarsi. La folla si disperse.
+
+La signora Teresa era rimasta immobile con gli occhi fissi al suolo; due
+grosse lagrime, le prime che Fortunata le vedesse spargere, le rigavano
+le gote. Alla fine si scosse, sospirò due volte:--Povera Venezia!
+Povera Venezia!--disse alla sua compagna:--Spicciamoci, a casa ci
+aspetteranno;--e s'avviò.
+
+Fortunata la seguì senza aprir bocca. Forse anche a lei parevano
+piccoli, dinanzi a questo gran dolore della patria, tutti i dolori
+privati.
+
+
+
+
+XXVI.
+
+
+ . . . . . . . . . .
+ . . . . . . . . . . .
+ . . . . . . . . . . .
+ . . . . . . . . . . .
+ Il morbo infuria,
+ Il pan ci manca,
+ Sul ponte sventola
+ Bandiera bianca!
+
+Questo grido pietoso d'un gentile poeta e soldato, che sul cader del 20
+agosto 1849 contemplava mestamente da uno dei forti della laguna la
+città avvolta nei rosei vapori del tramonto, dipinge, meglio che non
+potrebbero le lunghe descrizioni, lo stato di Venezia in quei giorni. Il
+cannone non tuonava più, si negoziava la resa. E la resa fu sottoscritta
+il 22; il 27 doveva succeder l'occupazione austriaca.
+
+Cessato il bombardamento, tutti quelli che il fuoco, la fame, il
+contagio avevano risparmiati, s'affrettarono a tornare alle loro
+abitazioni, stupiti e forse non lieti di sopravvivere alla patria. Però,
+se la guerra era finita, se la carestia era scemata, c'era sempre tempo
+di morir di colèra, chè la malattia non accennava punto a diminuire
+d'intensità, e anzi il numero delle vittime fu, in quello scorcio
+d'agosto, maggiore che mai. L'accesa fantasia popolare parlava di
+migliaia di morti al giorno; non erano tanti, ma passavano i trecento,
+cifra enorme in una città di poco più che centomila anime.
+
+Naturalmente anche i Rialdi furono tra quelli che rincasarono. Se la
+paura, come ritengono alcuni, dispone i corpi al contagio, il conte Luca
+avrebbe dovuto avere il colèra una ventina di volte; invece n'era
+rimasto illeso e attribuiva la sua salvezza alle infinite precauzioni di
+cui s'era circondato, e soprattutto a un grande odor di canfora che lo
+isolava in mezzo alla gente. È vero ch'egli non poteva ancor cantar
+vittoria. Aveva però ben altre angustie addosso oltre a quella del
+colèra. Che cosa farebbe di lui il Governo austriaco? Lo lascerebbe al
+suo posto, lo metterebbe in pensione, lo destituirebbe addirittura? Il
+Signore Iddio gli era testimonio ch'egli non aveva contribuito per nulla
+alla Rivoluzione, che non aveva appartenuto all'Assemblea, nè era sceso
+in piazza San Marco a gridar _viva_ e _morte_; sicuro che s'era messo
+anche lui la coccarda tricolore all'occhiello, e s'era presentato al
+Manin coi suoi colleghi del Tribunale; sfido io; come si poteva
+esimersi? Ma il grosso guaio era l'esser padre d'un ufficiale che aveva
+preso le armi contro il suo legittimo Sovrano e che doveva quindi
+emigrare, l'esser marito d'una donna senza giudizio, che s'era voluta
+cacciare in una dozzina di comitati, e per diciassette mesi non aveva
+fatto altro che salir le scale delle case per accattar firme a indirizzi
+e denari per collette, o bazzicar per le ambulanze a civettare coi
+feriti (alla sua età! vergogna!) o intervenire a cerimonie chiassose,
+tutta gale e pennacchi come un cavallo bardato. La contessa Zanze non
+poteva lodarsi del Governo provvisorio, il quale non aveva apprezzato
+sufficientemente il suo patriottismo, nè dato a Gasparo il comando di
+tutte le forze di terra e di mare; anzi ella diceva che un'altra volta
+si guarderebbe bene dal rifare i sacrifizi che aveva fatto; ma ella non
+era punto disposta a sopportare in pace i rimproveri di suo marito, e,
+stuzzicata da lui, rispondeva per le rime. Egli però non era in grado di
+sostenere una discussione, e alzando le mani al cielo esclamava:
+
+--Per carità, non mi stordite con le vostre chiacchiere, non mi fate
+inquietare, che c'è ancora il colèra.
+
+--Sì, sì,--rispondeva la moglie.--Se non avessi la spina dei figliuoli
+che sono in procinto di partire, non mi fareste mica tacer così presto.
+
+Era deciso; Gasparo conduceva con sè la sorella e la nipotina.
+Fortunata, debole sempre, aveva ceduto alle istanze reiterate di suo
+fratello; o forse non voleva star più a carico dei suoi genitori, i
+quali, nell'incertezze dell'avvenire, potevano essere impicciati a
+provvedere a sè medesimi. La piccina, dal canto suo, avrebbe preferito
+di rimaner eternamente nella casa ove c'era la _nonna Teresa_ con tanti
+bimbi, e ove ella, a marcio dispetto del bombardamento e del colèra,
+aveva passato i giorni più allegri della sua vita. Ma dacchè s'era
+tornati nella casa vecchia, nella casa squallida e trista, ella ripeteva
+da mattina a sera che voleva andarsene con lo zio Gasparo, con la mamma
+e con _la nuova Lilì_. Notiamo fra parentesi che _la nuova Lilì_
+ispirava a Margherita un rispetto superstizioso. Infatti, mentre tutti i
+suoi giocattoli s'erano rotti, _la nuova Lilì_, di legno dalla testa
+alle piante, aveva resistito agli urti, alle percosse, ai cambiamenti di
+domicilio, aveva persino ruzzolato un giorno la scala senz'altra
+conseguenza che una lieve avaria nei capelli e nel vestito.
+
+Nel piegarsi, dopo molte lagrime e molti contrasti, alle sollecitazioni
+di Gasparo, Fortunata aveva messo la condizione d'andar un'ultima volta
+in cerca di Leonardo che non era stato ancora possibile di rintracciare,
+e di condurgli Margherita, s'egli mostrava il desiderio di vederla.
+
+--E se,--aveva soggiunto la povera Fortunata,--s'_egli_ fosse diventato
+un altr'uomo, se avesse messo giudizio, se volesse esser davvero un
+buon marito e un buon padre.... intendi bene che non potrei lasciarlo.
+
+--Se uno solo de' tuoi _se_ si verificasse,--rispose Gasparo sapendo di
+rischiar poco,--sarei il primo a dirti: Rimani a Venezia.
+
+La vigilia del giorno stabilito per la partenza, Fortunata s'avviò di
+buon mattino al palazzo Bollati. L'accompagnava una donna di servizio
+che sarebbe tornata a prender Margherita nel caso che il conte Leonardo
+fosse nelle sue stanze e volesse dar un bacio alla figliuola.
+
+Una vecchia aperse il portone.
+
+--Chi è? Che vuole?
+
+--Non c'è il signor Ambrogio, il custode?
+
+--Oh poveretto, sia pace all'anima sua, è morto già da due giorni.
+
+--Morto?
+
+--Sì, di colèra.... E adesso c'è la moglie in burrasca.... Vada via,
+signora, ch'è meglio.
+
+--Padroncina, padroncina, andiamo,--disse la fantesca che a sentir
+nominare il colèra era diventata bianca come un cencio lavato.
+
+--Un momento.... Buona donna, e del conte Bollati ne sapete
+nulla?--soggiunse Fortunata con voce tremante.
+
+--Il conte Bollati? Chi è?
+
+--Non lo conoscete? Quel signore alto, coi baffi biondi, che abita qui
+all'ultimo piano.
+
+--Non lo conosco.... Ma badi.... ho sentito dire dal medico che anche su
+in alto c'è qualcheduno col colèra.
+
+--Vergine santa!--gridò la giovine mettendosi la mano al cuore.
+
+--Padroncina, per amor di Dio, andiamo a casa,--ripetè angosciosamente
+la serva.
+
+Ma Fortunata si svincolò a forza dalla paurosa compagna che la teneva
+per un lembo del vestito e le disse:
+
+--Va a casa tu sola, va subito anzi.... io devo salire.
+
+E senza soggiunger altro attraversò rapidamente il cortile e
+l'entratura, e infilò lo scalone.
+
+Il conte Leonardo era tornato alla sua soffitta fin dal giorno innanzi,
+e i primi sintomi del morbo l'avevan colpito nel cuor della notte.
+Disceso giù nell'androne all'alba per chieder soccorso, aveva per caso
+trovato il dottore che veniva a curar la moglie del custode. E il
+dottore, dopo avergli inutilmente suggerito di farsi trasportar
+all'ospedale piuttosto di rimaner così solo nel suo covile, gli aveva
+consegnato una boccettina con una mistura di canfora e laudano da
+prendersi in più volte, promettendogli di tornar fra un'ora e di condur
+seco un infermiere. Trascinatosi di nuovo su de' suoi cento e quindici
+scalini, il conte s'era coricato aspettando. Ma non s'eran più visti nè
+infermiere, nè medico. Chi poteva risponder di sè e degli altri in quei
+giorni? Intanto il male cresceva di violenza e il pover'uomo che aveva
+trangugiato in un colpo tutta la mistura e aveva bevuto una mezza
+bottiglia di rhum, si contorceva urlando sul letto. E lo lasciavano
+morir come un cane! Pensò a Fortunata; s'era viva, se lo sapeva in
+quello stato, sarebbe venuta ad assisterlo.... Ma per mezzo di chi
+mandarla a cercare!... Egli non poteva più scendere, non si reggeva più
+sulle gambe. Era in queste smanie quando Fortunata entrò nella camera.
+La prima impressione di Leonardo fu un'impressione di spavento. Era
+proprio sua moglie in carne ed ossa, o era uno spettro? Egli non la
+vedeva da alcuni mesi e gli parve invecchiata di diec'anni, gracile e
+sottile come un giunco, bianca e diafana come l'alabastro. Alla fine si
+persuase ch'era lei e si calmò alquanto. Sì, aveva fatto bene a venire,
+ma adesso premeva avere il medico; corresse subito subito a chiamarne
+uno, e poi, subito subito, tornasse. E Fortunata rifece le scale e volò
+in due o tre farmacie lasciando dappertutto l'ordine di mandar in
+palazzo Bollati il primo medico che capitasse. Quand'ella tornò presso
+l'infermo, alcuni fenomeni della fatale malattia si erano alleviati;
+minori i granchi allo stomaco, minore il vomito; ma erano sopraggiunti
+altri sintomi gravissimi: la pelle sparsa d'un sudor freddo e viscido,
+la tinta terrea, gli occhi infossati nell'orbita, il respiro affannoso,
+la voce rauca e sepolcrale. Mentre il conte Leonardo si trovava in una
+specie di sopore letargico, Fortunata sentì un suono di passi nella
+stanza attigua, e credendo che fosse il medico uscì a incontrarlo.
+
+Ma non era il medico, era Gasparo, il quale, saputo confusamente a casa
+sua che la sorella era rimasta in palazzo Bollati, veniva in traccia di
+lei.
+
+--Tu, Gasparo?
+
+--Io, sì.... Ebbene?... Tuo marito?...
+
+--È di là.... col colèra.... È tanto aggravato... E non si trova un
+medico... O Gasparo, fa un'opera di carità.... falla per me.... va tu a
+cercarlo il dottore.... Io non posso abbandonare Leonardo che muore.
+
+Gasparo si lasciò scappare una frase crudele.
+
+--Ne son morti tanti migliori di lui in questi diciassette mesi!
+
+Ella gli mise una mano sulla bocca.
+
+--Non parlare così.... Se Leonardo ha le sue colpe, vedi come le espia!
+vedi a che punto è ridotto!
+
+_Sunt lacrimae rerum._ Gasparo girò gli occhi intorno, e nel mirar
+quella squallida soffitta, e nel richiamar alla mente il lusso, gli agi
+che avevan cinta l'infanzia di Leonardo Bollati provò uno stringimento
+di cuore. E disse alla sorella:
+
+--Farò come desideri.... Andrò pel dottore.... Ma lo sai che domattina
+all'alba?...
+
+--Taci, taci,--interruppe Fortunata.
+
+E vedendolo turbarsi, soggiunse:
+
+--Taci in questo momento.... Posson succedere tante cose prima di
+domattina!
+
+Gasparo la guardò inquieto. C'era un'intonazione così triste nella sua
+voce, c'era una tale aria di stanchezza nella sua persona!
+
+--Fortunata, cos'hai?
+
+--Io?... Nulla.... Per amor del cielo non perder tempo.... Va, va....
+Oh smemorata ch'io sono, prima d'uscir dal palazzo, batti all'uscio
+dell'abitazione del custode, al pian terreno.... c'è un caso di colèra
+anche lì.... forse ci sarà un medico.... va, Gasparo....
+
+Egli discese in fretta. Dal custode gli dissero con un gesto espressivo
+che il medico non aveva più ragione di venire. Invece, giunto in
+istrada, la sua buona stella gli mise subito tra i piedi un dottore di
+sua conoscenza; se ne impadronì (è il vocabolo giusto) e se lo tirò
+dietro in palazzo.
+
+Leonardo peggiorava rapidamente; spenta la voce, impercettibili i polsi,
+esauste le forze; pur non aveva ancora perduto conoscenza, e vedendo
+insieme col medico entrare il cognato guardò Fortunata con
+un'espressione indefinibile di sgomento. Ella lo rassicurò con
+un'occhiata, e Gasparo, impietosito al miserando spettacolo, gli fece un
+saluto amichevole e gli rivolse le parole incoraggianti che sogliono
+rivolgersi ai malati.
+
+Al dottore, ch'era un brav'uomo e aveva curato i colerosi a centinaia,
+non occorse più di un minuto per giudicare che Leonardo era bell'e
+spacciato; nondimeno volle provare i mezzi che gli suggeriva la sua
+esperienza. Visto che non ne cavava alcun frutto, chiamò da parte
+Gasparo e gli susurrò all'orecchio:
+
+--Non c'è alcuna speranza.... Procuri di condur via sua sorella.... Mi
+par molto debole, e il colèra si attacca facilmente, soprattutto alle
+persone deboli.
+
+Ma Fortunata, come se avesse indovinato il pensiero del medico, fece un
+energico segno negativo col capo e passando un braccio sotto il collo
+del moribondo parve voler dire: «Non mi strapperete di qui che a forza.»
+
+Gasparo le si avvicinò con dolcezza.
+
+--Fortunata, per amore della tua Margherita....
+
+--No, no... Margherita non ha bisogno di me.... _Lui_ sì che ne ha
+bisogno.... Leonardo, Leonardo, non è vero che hai bisogno della tua
+Fortunata?... Oh meschina me, che ho potuto lasciarti per tanto
+tempo.... Perdonami, Leonardo mio.... Oh se tu m'avessi mandata a
+chiamare!... Perchè, non m'hai mandata a chiamare?... T'ho sempre voluto
+bene.... O Leonardo, se guarisci, starò sempre con te, te lo giuro.
+
+E, trattenuta invano, si gettava bocconi sul letto e tentava scaldar con
+le sue carezze quel povero corpo assiderato.
+
+A un certo momento il medico, che non aveva levato mai gli occhi
+dall'infermo, disse:
+
+--Signora, si faccia una ragione.... Ormai... è inutile.
+
+Ella alzò la testa, guardò il medico, guardò Gasparo, guardò Leonardo,
+comprese che tutto era finito e cadde ginocchioni, tendendo le palme al
+cielo e gridando:--Madre di Dio, abbiate misericordia!
+
+Stette così qualche minuto singhiozzando, pregando, coprendo di baci la
+mano del morto che spenzolava dalla sponda del letto; poi, appoggiandosi
+a Gasparo, cercò di rizzarsi in piedi, ma le vennero meno le forze e
+s'abbandonò come una massa inerte tra le braccia del fratello.
+
+Il dottore ch'era ancora nella stanza, accorse subito, e vedendo la
+faccia stravolta, gli occhi smarriti, il pallore cadaverico della
+giovane, capì subito di che cosa si trattava. Era di nuovo il colèra, un
+colèra de' più gravi, di quelli che lasciano meno tempo alle difese. Il
+male che aveva testè ucciso il marito ora investiva con raddoppiata
+violenza la moglie.
+
+--E poi negheranno il contagio!--disse tra sè il valentuomo, il quale,
+per far prevalere la teoria del contagio, aveva sostenuto fiere
+battaglie con alcuni colleghi. E non vorremmo giurare che l'idea di
+poter gettare in viso agli oppositori un nuovo esempio a sostegno della
+sua tesi, non gli desse qualche soddisfazione. Tanto più che il triste
+caso di Fortunata pareva dargli ragione su un altro punto. Questo aveva
+tutta l'aria di esser colèra fulminante, e anche il colèra fulminante
+negavano que' caparbi, e pretendevano che in Europa non se ne fosse mai
+visto.
+
+Si trasportò Fortunata nella camera vicina a quella dov'era morto
+Leonardo. S'era pensato sulle prime di trasportarla a casa, ma ella,
+pienamente in sè e pienamente consapevole del suo stato, supplicò che
+la lasciassero morir lì. Non voleva comunicare a' suoi genitori e a sua
+figlia il germe della malattia... o forse, giacchè il cielo le aveva
+accordato la grazia di ricongiungersi a suo marito, non voleva
+staccarsene più.
+
+Forte in mezzo agli strazi, come non era stata mai nelle condizioni
+ordinarie della vita, ella scongiurava il medico di non tormentarla coi
+rimedi; già ella capiva ch'era suonata la sua ora e che Iddio la
+chiamava a sè.... avesse almeno potuto avere un prete!...
+
+Gasparo si mosse per andare a cercarne uno, ma ella col po' di voce che
+le rimaneva:
+
+--Per carità non allontanarti--gli disse.
+
+In pari tempo rivolse al medico uno sguardo supplichevole. Il buon
+dottore comprese il significato di quella muta preghiera, fece a Gasparo
+cenno di rimanere e s'avviò:
+
+--In un quarto d'ora vado e torno.
+
+--Gasparo--mormorò Fortunata, quando fu sola con suo fratello--il
+Signore sa quel che si fa.... Se fossi venuta teco a Londra ti sarei
+stata d'impaccio... sempre malinconica, sempre piagnucolosa.... Se
+invece all'ultimo momento mi fossi rifiutata di venire, tu non avresti
+voluto privarmi della mia bambina....
+
+--No, Fortunata....
+
+--E allora il tuo esilio sarebbe stato più tristo.... È meglio così....
+Te la raccomando, la mia Margherita.... Parlale qualche volta di me....
+E se le nomini suo padre, non insegnarle a disprezzare la sua
+memoria.... Promettimi che compiacerai alla tua povera sorella.
+
+--Te lo prometto, sì, te lo prometto con tutta l'anima.
+
+--Grazie.... E il babbo e la mamma... poveri vecchi, che restan soli nel
+mondo... li vedrai, non è vero, prima di partire? Salutali, di' loro che
+mi perdonino se non fui sempre una figliuola ubbidiente... e tu pure...
+
+Uno spasimo acuto le troncò la frase, e la voce le si estinse in un
+gemito.
+
+Quando tornò il dottore, e poco dopo di lui venne il prete ch'egli era
+andato a chiamare, gli occhi dell'ammalata nuotavano già nella morte. Ma
+ell'era sempre presente a sè stessa e potè accompagnare col movimento
+delle labbra le preghiere del sacerdote e volger di tanto in tanto lo
+sguardo all'uscio della camera vicina, come se intendesse che quelle
+preghiere dovessero valere anche pel disgraziato che non era più in caso
+di sentirle.
+
+Era l'ora del tramonto; il sole prima di nascondersi dietro un palazzone
+che sorgeva dall'altra parte del canale mandò un fascio di raggi nella
+stanza e tinse d'una luce purpurea il letto improvvisato e la faccia
+livida della morente. Ella s'agitò in un'ultima convulsione, poi le sue
+membra s'irrigidirono per sempre.
+
+Gasparo ebbe un ruggito da leone.--Morta, morta! Infelicissima sorella
+mia, che non hai fatto altro che patire!... Morta per cagione di quel
+miserabile! E non dovrò maledirlo?
+
+Ma quell'impeto durò poco. Il tempo stringeva e Gasparo aveva ancora un
+terribile ufficio da compiere: annunziare ai suoi genitori la nuova,
+inattesa sciagura che piombava loro sul capo.
+
+Egli strappò un foglietto da un taccuino e scrisse col lapis poche righe
+a un amico sulla cui devozione poteva fare assegnamento. «Sai che devo
+partire domattina sotto pena di essere preso e fucilato dagli Austriaci.
+Mia sorella»--a questo punto egli ebbe un'esitazione, ma la vinse e
+proseguì:--«e mio cognato son morti or ora di colèra in due stanze a
+tetto del palazzo Bollati. Intenditi col dottore X... per la
+tumulazione. Fa quello che faresti se la sventura (che il cielo tenga
+sempre lontano da te) avesse battuto alla tua porta. In un momento come
+questo non posso dare un tale incarico a mio padre. Addio: quando mi
+sarò posato in qualche luogo (spero di fermarmi a Londra) ti riscriverò
+e ti indicherò il mio recapito. Addio, e grazie dal fondo del cuore. A
+rivederci in tempi migliori.»
+
+Com'ebbe finito di scrivere, piegò il foglietto in due, vi fece
+l'indirizzo e lo consegnò al dottore.
+
+--È stato tanto buono; m'usi un'ultima cortesia. Mandi questo biglietto
+al mio amico--e glielo nominò--che lei conosce benissimo e si metta
+d'accordo con lui per tutto quello che resta da fare.
+
+Il medico chinò la testa in sogno d'assenso e promise a Gasparo che
+avrebbe anche pensato a trovar chi vegliasse nella notte quei poveri
+morti.
+
+--Non sono ricco, sto per prendere la via dell'esilio--disse Gasparo con
+voce commossa--non posso compensarla come vorrei, ma una memoria....
+
+E si toglieva un anello dal dito, ma il dottore l'interruppe vivamente:
+
+--No, Rialdi, io non accetto nulla... assolutamente nulla... Ogni più
+piccolo oggetto può esser necessario ad un esule....
+
+--Ma...
+
+--Non ne parliamo.... Mi dia piuttosto un bacio, e buon viaggio....
+
+Gasparo abbracciò intenerito il dottore, sfiorò ancora una volta con le
+labbra la fronte gelida di Fortunata e corse a precipizio giù per le
+scale. Uscito dal palazzo, egli fece in un lampo la strada che lo
+divideva da casa sua.
+
+Il conte Luca e la contessa Zanze lo aspettavano con ansietà.
+
+--E Fortunata?--essi chiesero a una voce vedendolo arrivar
+solo.--Dov'è?... È rimasta lì?... Quando verrà?
+
+--Fortunata...--principiò Gasparo. Ma invece di continuare,
+balbettò:--Coraggio, padre mio, coraggio, mamma... Armatevi di tutta la
+vostra forza, chè ne avete bisogno.
+
+Quelle parole, quelle lagrime, che invano rattenute velavano due occhi
+non avvezzi a spargerne, lasciavano indovinare il peggio.
+
+--Gasparo--gridò la contessa--tu non diresti di più se tua sorella fosse
+morta!
+
+Il giovino chinò la fronte in silenzio. Rinunziamo a descrivere la scena
+che ne seguì per non render ancora più triste questo capitolo già pieno
+di tante pubbliche e private tristezze, e perchè ci sembra che l'ora
+incalzi anche noi e ci costringa innanzi tutto a mettere in salvo il
+nostro ufficiale. Questa partenza inevitabile, imminente, era quella
+sera, in casa Rialdi, un dolore di più, e nello stesso tempo una
+distrazione al dolore. Non c'era caso, bisognava occuparsene, far gli
+ultimi preparativi, dar l'ultime disposizioni, e per conseguenza, di
+tratto in tratto, pensare ad altro, parlar d'altro che della tragica
+fine di Fortunata.
+
+Intanto Margherita dormiva. Poichè ella doveva alzarsi per tempissimo,
+l'avevano messa a letto subito dopo desinare, poco prima che Gasparo
+giungesse, ed ella, appena posata la testa sul capezzale, aveva trovato
+il sonno dolce e profondo dell'infanzia.
+
+Degli altri di casa, come si può ben credere, non chiuse occhio in
+quella notte nessuno. Ma, verso il mattino, Gasparo sforzò i suoi
+genitori a ritirarsi nella loro stanza per un paio d'ore; avrebbe
+vestito lui la bambina.
+
+--Sei proprio irremovibile?--disse la contessa.--Vuoi portarcela via?
+Vedi come restiamo soli.
+
+Oh Gasparo lo sapeva, e ne sentiva in cuore una profonda pietà. Ma anche
+egli era solo, e da mesi e mesi il pensiero di condur seco questa
+fanciulla, di tenersela come propria figlia, era per la sua anima un
+raggio di luce che rischiarava le tenebre dell'avvenire. E poi,
+nonostante tutte le amarezze, tutte le incertezze dell'esilio, gli
+pareva di provveder meglio alla sorte di Margherita conducendola con sè
+che lasciandola presso i nonni.
+
+--Sì, mamma--egli rispose con affetto.--Credi pure ch'è meglio così...
+Un giorno, se la fortuna m'arride, verrete voi altri a raggiungerci.
+
+La contessa Zanze non insistette.
+
+Alle quattro del mattino Gasparo entrò nella camera della nipote.
+Margherita dormiva tranquilla, con la sua puppattola al fianco, con un
+braccio nudo piegato sotto la testa, in una positura simile a quella in
+cui egli l'aveva vista la prima volta. Accanto alla cuna della bimba
+c'era il letto della sua povera mamma, intatto, con le lenzuola
+rimboccate.
+
+--Margherita--chiamò Gaspare--o Margherita.
+
+E la scosse dolcemente.
+
+Ella si risentì, aperse gli occhi, si guardò intorno e disse:--La
+mamma... voglio la mamma.
+
+--Sono io, Margherita, sono lo zio Gasparo.... Lo sai che si deve
+partire insieme.
+
+--Ma anche la mamma...
+
+--La mamma--egli soggiunse con pietosa bugia--è andata avanti... La
+troveremo... Su, su....
+
+Margherita si lasciò persuadere, e, aiutata dallo zio e da una donna di
+servizio, fu pronta in pochi minuti. Anche il suo piccolo bagaglio era
+pronto.
+
+Ma convenne assolutamente prender seco un altro piccolo personaggio, un
+personaggio di legno, _la nuova Lilì_, da cui Margherita non voleva
+staccarsi a nessun patto.--Gliel'ho promesso--ella diceva con la maggior
+gravità--e anche la mamma glielo ha promesso.
+
+Storditi sotto il cumulo di tanti dolori, il conte Luca e la contessa
+Zanze benedissero il figlio e la nipote quasi senza parole, quasi senza
+lagrime. Solo quando l'uscio si richiuse dietro i due profughi, si sentì
+dalla stanza uno scoppio rumoroso di pianto.
+
+Gasparo e Margherita entrarono in una gondola. I canali interni della
+città erano ancora avvolti nell'ombra, ma, guardando in su, si vedevano
+i comignoli delle case illuminati dal sole. E appena la gondola sboccò
+in laguna, il Molo, la Riva degli Schiavoni, la Salute, i Giardini, San
+Giorgio apparvero nuotanti in un mare di luce. Gasparo mise la testa
+fuori del finestrino del _felze_, ma la ritirò bruscamente... Sul forte
+di San Giorgio sventolava la bandiera gialla e nera.
+
+Il giovane ufficiale si coprì il viso con le mani e stette un pezzo
+immobile e taciturno.
+
+--Ma dov'è la mamma?--ridomandò Margherita.
+
+Gasparo si scosse, passò un braccio intorno al collo della piccina e
+ripetè:
+
+--La mamma... è andata avanti.
+
+Giunsero al Lido e s'imbarcarono sopra un vapore ch'era pieno di gente.
+Non tutti emigranti però; alcuni erano venuti lì soltanto per
+accompagnarvi i congiunti e gli amici.
+
+Margherita girò gli occhi inquieta e chiese di nuovo:--C'è qui la mamma?
+
+--No, bimba mia, non è qui... è andata avanti.
+
+La macchina diede tre fischi. Si scambiarono ancora una volta i baci, i
+saluti, gli auguri, le parole di conforto e di speranza; poi quelli che
+non dovevano partire discesero in fretta.
+
+Il vapore si mosse. Raccolti sulla coperta, con lo sguardo fisso verso
+una parte, gli esuli mandarono un ultimo addio alla città che pareva
+fuggir dinanzi a loro. E chi singhiozzava, e chi piangeva in silenzio, e
+chi imprecava al destino e chi invocava il giorno della riscossa.
+
+Margherita era seduta sulle ginocchia dello zio.
+
+--Dove si va adesso?
+
+--Adesso--egli rispose--andiamo intanto in un paese che si chiama Corfù.
+
+--La troveremo lì, la mamma?
+
+C'era un'ansietà così dolorosa nell'accento della fanciulla che Gasparo
+non ebbe il coraggio di dirle il vero e baciandola teneramente le
+susurrò con un filo di voce:
+
+--Se la troveremo?... Chi sa?... Forse sì.
+
+Margherita si calò giù pian pianino, prese _la nuova Lilì_ che giaceva
+ai suoi piedi, le riannodò intorno alla vita un nastro bianco rosso e
+verde che s'era sciolto e si mise a canticchiare
+
+ Tre colori, tre colori,
+ ecc., ecc.
+
+Quel giorno stesso, nel pomeriggio, le truppe austriache, inghirlandate
+di mirto, entravano in Venezia come in una tomba, senza destare sul loro
+passaggio neppur uno di quei gridi che salutano i vincitori. Passando in
+gondola davanti al palazzo Bollati un maggiore spiegava all'ufficiale
+ch'era con lui come quel palazzo avesse appartenuto ai suoi suoceri e
+fosse poi andato all'asta e diventato proprietà d'un inglese. L'ultimo
+dei Bollati s'era ridotto a vivere in tre stanze a tetto. A questo punto
+eran decaduti molti nobili veneti! Il maggiore soggiungeva che come
+unico erede della marchesa sua moglie, morta alcuni mesi addietro in
+Moravia, egli aveva il diritto di veder davvicino come stessero le cose
+e che a un tale diritto non intendeva punto di rinunziare. Oh, S. E. il
+Governatore militare Gorzkowsky avrebbe fatto far giudizio ai Tribunali
+italiani.
+
+Chi parlava così era il signor marchese Ernesto Geisenburg-Rudingen von
+Rudingen, rimasto vedovo, e promosso da capitano a maggiore durante la
+guerra. E mentr'egli parlava, nella soffitta del palazzo Bollati, i
+becchini chiudevano nella cassa il conte Leonardo, ultimo rampollo d'una
+famiglia di dogi.
+
+
+ FINE.
+
+
+
+
+MILANO.--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO.
+
+
+ L'ILLUSTRAZIONE ITALIANA
+
+ Anno X--1883.
+
+ È IL SOLO GRANDE GIORNALE ILLUSTRATO D'ITALIA
+
+ CON DISEGNI ORIGINALI D'ARTISTI ITALIANI
+
+ _Esce ogni domenica in sedici pagine in-4 grande_
+
+ I 52 fascicoli stampati in carta di lusso formano in fine d'ogni
+ anno due magnifici volumi di 816 pagine di testo, illustrate da
+ oltre 500 incisioni; ogni volume ha la coperta, il frontispizio e
+ l'indice, e forma il più ricco degli Album e delle Strenne.
+
+ ANNO, L. =25=--SEMESTRE, L. =13=--TRIMESTRE, L. =7=.
+
+ Per l'Estero, lire 32 l'anno.
+
+ * * * * *
+
+ RICORDO-ALBUM
+ =DELL'ESPOSIZIONE DI BELLE ARTI=
+ =A ROMA (1883)=
+
+ Questo elegantissimo volume in foglio, formato-Album, comprende
+ =ottanta= tavole tirate a parte con gran cura, che riproducono i
+ più lodati quadri e statue dell'Esposizione....... =Lire 12 --=
+
+Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.
+
+
+
+
+MILANO.--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO.
+
+
+ =I TESORI D'ARTE DELL'ITALIA=
+
+ di
+
+ CARLO DE LUTZOW
+
+ =Opera splendidamente illustrata da 50 ACQUEFORTI=
+ =e da 250 incisioni in legno=
+
+Quest'opera di gran lusso esce contemporaneamente a Stuttgard, a Parigi
+e a Milano. L'autore è uno dei più illustri storici e critici d'arte, e
+gode una reputazione europea. Nella sua nuova opera, egli non segue
+l'andamento delle epoche storiche, ma si conforma alla geniale varietà
+dei viaggi artistici. Si va da Venezia a Treviso, a Padova, a Verona, a
+Milano, a Torino, si passa per l'Emilia a Bologna, a Ravenna. Si gira
+tutta la Toscana e tutta l'Umbria, si fa una lunga fermata a Roma, e
+percorso tutto il Napoletano, da Napoli per Trani e Bari si termina in
+Sicilia davanti all'antica Selinunte. Le illustrazioni sono di tre
+specie: le acqueforti,--belle, morbide, veramente artistiche,--saranno
+non meno di cinquanta;--le incisioni in legno, di quadri, statue e
+monumenti, oltre a duecento;--e gli ornamenti tipografici, che sono
+circa altre cinquanta incisioni di quadri, ornati, sculture, disegni,
+ecc. Pregio singolare di quest'opera artistica per eccellenza, è questo:
+che oltre alle riproduzioni dei più celebri capolavori, vi sono
+riprodotti moltissimi altri capolavori che finora non erano conosciuti
+dall'universale, ma restavano serbati all'ammirazione dei più intendenti
+dell'arte. Citiamo ad esempio, le ammirabili pitture di Tiziano nella
+scuola del Santo a Padova, la pala del Giorgione esistente in
+Castelfranco, i freschi di Onigo nel Trevigiano, l'incoronazione della
+Vergine del Romanino di Brescia, ecc. L'autore passando dalle capitali
+delle scuole italiane ai dintorni, visitando Castelfranco e Treviso,
+come Castiglione Olona e Pienza e Montepulciano e Monte Fiorentino, ha
+potuto arricchire la sua opera di tavole che invano si cercano nelle
+altre opere illustrative dell'arte italiana.
+
+ * * * * *
+
+_Quest'opera di un lusso eccezionale uscirà in 25 o 30 dispense. Ogni
+dispensa, oltre ai disegni nel testo, ha =due incisioni all'acqua forte=
+di eminenti artisti._
+
+ =_Lire TRE la dispensa._=
+ ASSOCIAZIONE ALL'OPERA COMPLETA: =L. 75.=
+ =Per l'Estero, Franchi 90.=
+
+Dirigere commissioni o vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.
+
+
+
+
+MILANO.--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO.
+
+
+ TORINO
+ E
+ =L'ESPOSIZIONE NAZIONALE DEL 1884=
+
+Le case Fratelli Treves di Milano e Roux e Favale di Torino hanno
+ottenuto la concessione del _giornale ufficiale illustrato
+dell'Esposizione_. Esso uscirà col titolo sopradetto, ed avrà la
+collaborazione dei più celebri scrittori come De Amicis, Giacosa,
+Guerrini, Yorik, Lessona, ecc., e artisti della penisola, come Dalbono,
+Paolocci, Matania, Ximenes, ecc. I primi numeri usciranno fin dalla metà
+del 1883. Si ricevono associazioni a 40 numeri per =Lire 10=.
+
+Richiamiamo l'attenzione degli industriali sull'importanza che avrà la
+pubblicità di questo giornale che sarà tirato a 25,000 esemplari nella
+galleria stessa dell'esposizione:
+
+ PREZZO DELLE INSERZIONI
+ =Centesimi 50 la linea.=
+ ==> =Affrettare le domande di inserzioni per i primi numeri.=
+
+Dirigere commissioni o vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.
+
+
+
+
+ * * * * *
+
+
+NOTA DEL TRASCRITTORE
+
+L'ortografia originale è stata mantenuta. Minimi errori
+tipografici di punteggiatura sono stati corretti senza
+annotazioni.
+
+Sono state fatte le seguenti correzioni (il testo originale
+è sulla riga superiore):
+
+ Ernesto Geisenburg-Rudingen von Rudingen ufficiale
+ Ernesto Geisenburg-Rudingen von Rudigen ufficiale
+
+ così digrignava i denti e agitava le le braccia
+ così digrignava i denti e agitava le braccia
+
+ il povero contino Leonardo fu pulitamento
+ il povero contino Leonardo fu pulitamente
+
+ sensa osare di contraddirgli) e largheggiava
+ senza osare di contraddirgli) e largheggiava
+
+ Affacciandosi a un finestino che dava
+ Affacciandosi a un finestrino che dava
+
+ l'aria di guardarlo d'alto in basso, di rimprorargli
+ l'aria di guardarlo d'alto in basso, di rimproverargli
+
+Le seguenti grafie alternative sono state mantenute:
+
+ follia/follìa
+ mormorio/mormorìo
+ seguiti/seguìti
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Dal primo piano alla soffitta, by
+Enrico Castelnuovo
+
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+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
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+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
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+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
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+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
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+information can be found at the Foundation's web site and official
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+<pre>
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+Project Gutenberg's Dal primo piano alla soffitta, by Enrico Castelnuovo
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
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+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+
+Title: Dal primo piano alla soffitta
+
+Author: Enrico Castelnuovo
+
+Release Date: December 13, 2009 [EBook #30663]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK DAL PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA ***
+
+
+
+
+Produced by Emanuela Piasentini and the Online Distributed
+Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+
+
+
+
+
+
+</pre>
+
+
+<h1 class="ss">DAL PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA.</h1>
+
+<h2>Indice</h2>
+<table summary="indice">
+<tr><td>Capitolo <a href="#I"><b>I.</b></a></td>
+<td>Capitolo <a href="#II"><b>II.</b></a><br /></td>
+<td>Capitolo <a href="#III"><b>III.</b></a></td>
+<td>Capitolo <a href="#IV"><b>IV.</b></a></td></tr>
+<tr><td>Capitolo <a href="#V"><b>V.</b></a></td>
+<td>Capitolo <a href="#VI"><b>VI.</b></a></td>
+<td>Capitolo <a href="#VII"><b>VII.</b></a></td>
+<td>Capitolo <a href="#VIII"><b>VIII.</b></a></td></tr>
+<tr><td>Capitolo <a href="#IX"><b>IX.</b></a></td>
+<td>Capitolo <a href="#X"><b>X.</b></a></td>
+<td>Capitolo <a href="#XI"><b>XI.</b></a></td>
+<td>Capitolo <a href="#XII"><b>XII.</b></a></td></tr>
+<tr><td>Capitolo <a href="#XIII"><b>XIII.</b></a></td>
+<td>Capitolo <a href="#XIV"><b>XIV.</b></a></td>
+<td>Capitolo <a href="#XV"><b>XV.</b></a></td>
+<td>Capitolo <a href="#XVI"><b>XVI.</b></a></td></tr>
+<tr><td>Capitolo <a href="#XVII"><b>XVII.</b></a></td>
+<td>Capitolo <a href="#XVIII"><b>XVIII.</b></a></td>
+<td>Capitolo <a href="#XIX"><b>XIX.</b></a></td>
+<td>Capitolo <a href="#XX"><b>XX.</b></a></td></tr>
+<tr><td>Capitolo <a href="#XXI"><b>XXI.</b></a></td>
+<td>Capitolo <a href="#XXII"><b>XXII.</b></a></td>
+<td>Capitolo <a href="#XXIII"><b>XXIII.</b></a></td>
+<td>Capitolo <a href="#XXIV"><b>XXIV.</b></a></td></tr>
+<tr><td class="center" colspan="2">Capitolo <a href="#XXV"><b>XXV.</b></a></td>
+<td class="center" colspan="2">Capitolo <a href="#XXVI"><b>XXVI.</b></a></td></tr>
+</table>
+
+
+
+
+
+<p class="center noi" style="margin-top: 3em;">DEL MEDESIMO AUTORE:</p>
+
+<table summary="biblio">
+<tr>
+<td>Alla finestra</td><td class="right">L.&#160;3&#160;&mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>Nella lotta</td><td class="right">L.&#160;3 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>La Contessina</td><td class="right">L.&#160;3 &mdash;</td></tr>
+<tr>
+<td>Sorrisi e lagrime</td><td class="right">L.&#160;3 50</td></tr>
+</table>
+
+
+
+
+<h1><span class="lighter g">DAL</span><br /><br />
+
+PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA<br /><br /></h1>
+
+
+<p class="center noi"><span class="g">ROMANZO</span><br /><br />
+
+ <span class="smaller">DI</span><br /><br />
+
+ <big>ENRICO CASTELNUOVO</big><br /><br />
+
+ <i><b>Seconda Edizione.</b></i></p>
+
+<p class="center noi g"> MILANO<br /><br />
+
+<span class="smaller"> FRATELLI TREVES, EDITORI</span></p>
+
+<p class="center noi"> 1883.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p class="center noi smaller"> PROPRIETÀ LETTERARIA.<br /><br />
+
+ Tip. Fratelli Treves.</p>
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_1" id="Page_1">[1]</a></span></p>
+
+
+
+<h1 class="ss lighter">DAL PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA</h1>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="I" id="I"></a>I.</h2>
+
+
+<p>Qualunque spettacolo ci fosse sul Canal Grande,
+s&#8217;era sicuri di veder folla in palazzo Bollati.
+Figuriamoci poi quanta gente s&#8217;aspettasse quella
+domenica 7 ottobre 1838 in cui ci doveva essere
+la regata in onore di S. M. Ferdinando I,
+venuto insieme con l&#8217;augusta consorte a beatificare
+di sua presenza la fedele città di Venezia.</p>
+
+<p>Già fin dalla mattina si vedeva una gran confusione,
+una grand&#8217;affaccendarsi dei servi a lavare
+i pavimenti, a spolverare i mobili, a fregar
+le maniglie degli usci, a mettere i damaschi
+fuori delle finestre. Il contino Leonardo,
+ragazzo di circa quindici anni, era giù alla <i>riva</i>
+in mezzo ai tappezzieri che stavano compiendo
+l&#8217;addobbo della <i>bissona</i> l&#8217;<i>Uscocca</i>, allestita per
+cura e a spese della famiglia Bollati, e nella
+<span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2">[2]</a></span>quale egli stesso, il contino, sarebbe entrato più
+tardi. E alla riva c&#8217;era anche Tita, uno dei
+barcaiuoli di casa, col suo gondolino, che doveva
+prender parte alla gara e che portava il
+numero 6. Naturalmente, Tita aveva la testa
+piena del grande avvenimento e discuteva col
+padroncino circa al merito dei varii competitori
+ch&#8217;erano su per giù quelli dell&#8217;ultima regata.
+C&#8217;era però questa volta un giovine muranese,
+un tal Nane Sandretti detto Bisatto, di
+cui nessuno aveva sentito parlare fino a poche
+settimane addietro e del quale si pronosticavano
+miracoli. Sarà benissimo.... Forza ne aveva
+sicuramente, ma la forza non basta. Tita voleva
+mostrarsi imparziale; nondimeno egli doveva
+dire la sua opinione, ed era questa: che
+i Muranesi avessero a stare a Murano e a farsi
+le loro regate per sè. In quanto a lui, il Bisatto
+non gli faceva paura e con l&#8217;aiuto della Madonna
+sperava di guadagnarsi anche quest&#8217;anno
+la sua brava bandiera rossa. Non si lagnava
+del compagno che gli avevano dato, uno fra i
+pochi <i>Castelani</i> che sapessero tenere il remo<a name="FNanchor_1_1" id="FNanchor_1_1"></a><a href="#Footnote_1_1" class="fnanchor">[1]</a>.
+Tita aggiungeva poi alcune savie considerazioni
+sul tempo che non era perfettamente sereno,
+ma che, secondo lui, si sarebbe mantenuto
+abbastanza buono fino a notte, sul riflusso<span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3">[3]</a></span>
+che sarebbe cominciato fra le cinque e le cinque
+e mezzo, e su altri argomenti di non minore
+importanza. Anche il conte Zaccaria, padre
+di Leonardo, s&#8217;era alzato di buon mattino e
+girava su e giù per le stanze in compagnia dell&#8217;agente
+generale, <i>sior</i> Bortolo, descrivendogli l&#8217;accoglienze
+ricevute il dì prima da Sua Maestà, la
+quale s&#8217;era mostrata informatissima della grandezza
+dei Bollati e gli aveva detto subito!&mdash;Ah,
+Bollati.... nome storico.... conosco.&mdash;E il
+conte Zaccaria osservava che, quando si ha un
+nome storico, si ha l&#8217;obbligo di curarne lo splendore
+senza badar troppo al dispendio, e che
+già ci son certe spese le quali possono considerarsi
+più ch&#8217;altro una buona investita di capitali,
+e ch&#8217;egli non era pentito sicuramente
+d&#8217;aver fatto ristaurare il palazzo e addobbare
+l&#8217;<i>Uscocca</i>, perch&#8217;eran tutte cose le quali tornavano
+a lustro della famiglia. Parole d&#8217;oro a cui
+<i>sior</i> Bortolo, uomo furbo e discreto, si guardava
+bene dal contraddire.</p>
+
+<p>Se il conte Zaccaria era disposto quella mattina
+a veder tutto color rosa, la nobildonna
+Chiaretta, sua illustre consorte, pessimista per
+indole, s&#8217;era svegliata d&#8217;umor più nero del
+consueto. Essa diceva chiaro alla cameriera che
+non vedeva l&#8217;ora che questa baldoria finisse, e
+ch&#8217;era una vita da cani, e che, se durava ancora
+un mese così, ci avrebbe rimesso la pelle.
+Meno male se l&#8217;amor proprio fosse stato soddisfatto.
+Ma ci voleva quel grullo di suo marito
+per contentarsene. Ormai tutti potevano<span class="pagenum"><a name="Page_4" id="Page_4">[4]</a></span>
+avvicinare i Sovrani, tutti potevano andare a
+Corte, ed ella aveva avuto l&#8217;umiliazione di
+trovarvi certe donnette che non avrebbe ricevuto
+in casa sua, certe contesse di princisbecco
+che non si sapeva di dove venissero. Al
+gran ballo poi sarebbe stato uno scandalo addirittura.
+Eran stati messi in giro duemila inviti
+e s&#8217;era dovuto discendere fino ai nobili
+dell&#8217;Ordine dei <i>segretarii</i>, fino ai cavalieri della
+Corona di ferro di terza classe, fino ai mercanti
+arricchiti e alle loro femmine. Che più?
+Si diceva, ma questo la contessa Chiaretta non
+voleva crederlo, che ci sarebbe stata anche la
+moglie d&#8217;un banchiere ebreo. In verità, eran cose
+che a pensarci facevano salire i rossori al viso,
+e quando Sua Eccellenza Chiaretta ci pensava,
+le veniva quasi quasi la voglia di affigliarsi alla
+setta della <i>Giovine Italia</i>. Intanto oggi c&#8217;era la
+seccatura di vedersi il palazzo pieno di gente,
+forestieri in gran parte, per merito soprattutto
+del suo signor genero e della sua signora figliuola,
+che quand&#8217;erano a Venezia le <i>intedescavano</i> la
+casa.</p>
+
+<p>La contessina Maddalena Bollati, figlia primogenita
+delle loro Eccellenze Zaccaria e Chiaretta,
+s&#8217;era sposata due anni addietro, uscita
+appena dalle Salesiane, col signor marchese
+Ernesto Geisenburg-Rudingen von <a name="tn4" id="tn4"></a><ins class="correction" title="originale: Rudigen">Rudingen</ins> ufficiale
+degli ussari, possessore di molte terre e
+castella in Moravia. Matrimonio levato a cielo
+dagli uni, aspramente censurato dagli altri,
+tanta è la varietà degli umani giudizii. Per noi<span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span>
+due cose sole son certe: <i>primo</i>, che il nome del
+marchese Ernesto Geisenburg-Rudingen von
+Rudingen figurava nell&#8217;almanacco di Gotha, e,
+via, ci pare che bisogni discorrer con qualche
+riguardo d&#8217;una persona ch&#8217;è registrata nell&#8217;almanacco
+di Gotha; <i>secondo</i>, che il detto signor
+marchese possedeva quella prosopopea che si
+conviene ai grandi personaggi. La boria dei
+Bollati non era nemmeno paragonabile a quella
+del loro signor genero. L&#8217;aristocrazia veneziana
+si sa, visse sempre in dimestichezza col popolo
+e il suo orgoglio di casta prese tutt&#8217;al più la
+forma d&#8217;una famigliarità impertinente. Ma l&#8217;aristocrazia
+tedesca non ammette scherzi e vuol
+far capire ai semplici mortali ch&#8217;è già una sua
+gran degnazione s&#8217;ella permette agli altri di tirare
+il fiato alla sua presenza. Siccome poi il
+marchese Ernesto aveva appiccicato le sue belle
+qualità alla consorte, così la vicinanza della
+nobilissima coppia faceva l&#8217;effetto d&#8217;una pietra
+da mulino sullo stomaco.</p>
+
+<p>I coniugi Geisenburg-Rudingen von Rudingen,
+venuti a Venezia apposta per ossequiare le
+LL. MM, erano ospiti in casa Bollati da due
+settimane, e proprio nel momento in cui la contessa
+Chiaretta si sfogava in querimonie con
+la cameriera, la marchesa Maddalena strapazzava
+in tedesco la sua <i>Zimmermädchen</i>, e il marchese
+Ernesto con l&#8217;aiuto d&#8217;un servo si metteva
+il busto e si stringeva la vita. Bisogna notare
+che il marchese, afflitto da obesità prematura,
+doveva far sforzi erculei per dissimulare la sua<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span>
+imperfezione e per esser contenuto nella sua
+succinta divisa di capitano di cavalleria. E
+quando tra lui e il servo avevano sudato due
+buone ore, il signor marchese acquistava l&#8217;apparenza
+di un 8 pietrificato. Si capisce come
+queste condizioni fisiche non gli permettessero
+di restar nell&#8217;esercito, ed egli infatti aveva
+chiesto e ottenuto la sua licenza, conservando
+però il diritto di vestir l&#8217;uniforme.</p>
+
+<p>Non sarà inopportuno per ultimo di dare una
+capatina in una stanza del secondo piano dove
+si trova inchiodato da due anni per una paralisi
+alle gambe il padrone vecchio, l&#8217;ottuagenario
+conte Leonardo, comandante di galera
+ai tempi della Serenissima. Lungo, stecchito,
+grinzoso, il conte Leonardo era sdraiato sur
+una poltrona presso una finestra che guarda il
+Canalazzo, mentre dietro di lui un barbiere
+antidiluviano gli pettinava il parrucchino e gli
+ravviava i quattro peli tinti delle basette. Il
+conte Leonardo, che aveva ancora sciolta la
+lingua e pronta la memoria, stava passando in
+rassegna le innumerevoli regate a cui aveva
+assistito nella sua vita. Gl&#8217;importava molto di
+veder quella d&#8217;oggi, egli che aveva visto quelle
+per l&#8217;Imperatore Giuseppe II, per i duchi del
+Nord, per il conte di Haga, per Napoleone e
+pel principe Eugenio!</p>
+
+<p>E il barbiere, rincarando la dose, soggiungeva:&mdash;Chi
+ha visto ciò che si faceva sotto
+San Marco non ha più nulla da vedere. Eh,
+<i>lustrissimo</i>, a pensare che se invece di quel<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span>
+minchione del Condulmer ci fosse stato lei a
+capo della flotta, avremmo ancora la nostra
+Repubblica!...</p>
+
+<p>&mdash;Via, via&mdash;rispondeva modestamente Sua
+Eccellenza&mdash;la cosa non era tanto facile.... Quei
+maledetti Francesi erano un osso duro da rodere.</p>
+
+<p>Ma il barbiere non si dava per vinto.</p>
+
+<p>&mdash;Ci son mancati gli uomini, ecco il male.
+Il cavalier Emo era morto, e il solo che potesse
+supplirlo era tenuto in un posto subalterno.
+Così ci son capitate addosso tutte le disgrazie.
+Prima quei matti del Governo democratico, poi
+i <i>patatuchi</i>, poi i Francesi, poi i <i>patatuchi</i> da
+capo, che il diavolo se li porti....</p>
+
+<p>Il conte Leonardo gli diede sulla voce:</p>
+
+<p>&mdash;Non vi fate sentire dal marito di mia nipote.</p>
+
+<p>L&#8217;altro si strinse nelle spalle.&mdash;Io non sono
+che un miserabile insetto, ma Vostra Eccellenza
+sa che quel matrimonio....</p>
+
+<p>&mdash;Non l&#8217;avete mai potuto digerire.</p>
+
+<p>&mdash;A me non toccherebbe parlare, ma santo
+Iddio, c&#8217;era proprio bisogno che una damigella
+Bollati andasse a cercarsi lo sposo laggiù?</p>
+
+<p>&mdash;Cosa volete? Si sono innamorati del nome.</p>
+
+<p>&mdash;Un nome che riempie la bocca.... Bel gusto.</p>
+
+<p>&mdash;Un gusto come un altro... Per me tanto li
+ho lasciati fare, che non ho mai voluto perdere
+il mio tempo a raddrizzar le gambe ai cani....
+E.... che novità ci sono in paese?</p>
+
+<p>&mdash;Ma! Tutte queste feste....</p>
+
+<p>&mdash;Ne ho intronata la testa da mio figlio e
+da mia nuora.... Novità d&#8217;altro genere?...<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Non saprei.... Pare che il Patriarca si sia
+intromesso perchè il nobil&#8217;uomo Zulian riprenda
+in casa la moglie.</p>
+
+<p>&mdash;La riprenderà, la riprenderà.... Anche suo
+padre ha fatto lo stesso.</p>
+
+<p>Gli occhi del vecchio luccicarono.</p>
+
+<p>&mdash;Vostra Eccellenza ne sa qualche cosa&mdash;soggiunse
+maliziosamente il barbiere.</p>
+
+<p>&mdash;<i>In temporibus illis</i>.... E poi?</p>
+
+<p>&mdash;Dicono che la signora Giuliana Polo non
+voglia più fra i piedi Sua Eccellenza Barbarigo...</p>
+
+<p>&mdash;Scene di gelosia a settant&#8217;anni?</p>
+
+<p>&mdash;Pare che la signora Giuliana abbia colto
+l&#8217;amico in flagranti.</p>
+
+<p>&mdash;Eh?&mdash;esclamò il conte Leonardo sbarrando
+gli occhi.&mdash;In flagranti? Con chi?</p>
+
+<p>&mdash;Non saranno state che carezze innocenti.....
+con la cameriera.</p>
+
+<p>&mdash;Briccone d&#8217;un Barbarigo!... Avanti.</p>
+
+<p>&mdash;Hanno messo il sequestro sui beni dei Napodano.</p>
+
+<p>&mdash;Era da aspettarselo.... È finito?</p>
+
+<p>&mdash;È morto il ragazzo Partecipazio.</p>
+
+<p>Il nobil&#8217;uomo Leonardo tentennò il capo.&mdash;Ecco
+un&#8217;altra grande famiglia che s&#8217;estingue.
+Povero Libro d&#8217;oro!</p>
+
+<p>&mdash;Speriamo che i Bollati durino ancora per
+secoli&mdash;disse il barbiere.&mdash;<i>In sæcula sæculorum.</i></p>
+
+<p>&mdash;Uhm!&mdash;borbottò tristamente il vecchio
+patrizio. E troncò il colloquio.<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span></p>
+
+<div class="footnotes"><h3>NOTE:</h3>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_1_1" id="Footnote_1_1"></a><a href="#FNanchor_1_1"><span class="label">[1]</span></a> È noto che i popolani di Venezia si distinguevano
+in <i>Castelani</i> e <i>Nicoloti</i>, secondo ch&#8217;erano nati e
+battezzati nell&#8217;una o nell&#8217;altra parte della città. Per
+antica consuetudine, nella regata si mette in ciascun
+<i>gondolino</i> un <i>Castelano</i> e un <i>Nicoloto</i>, assicurando
+così un uguale successo alle due frazioni.</p></div>
+</div>
+
+
+<hr />
+<h2><a name="II" id="II"></a>II.</h2>
+
+
+<p>La regata doveva cominciare alle cinque pomeridiane,
+ma fin dalle quattro il piano nobile
+del palazzo formicolava di dame e di cavalieri,
+e il conte Zaccaria col pomposo genero a fianco
+conduceva in giro per l&#8217;appartamento tre o
+quattro austriaci d&#8217;alto affare, duri, impettiti,
+coperti di decorazioni. Era un bel palazzo davvero
+quello ch&#8217;egli mostrava a&#8217; suoi ospiti, uno
+di quegli edifizi maestosi e leggiadri ad un
+tempo di cui gli architetti moderni hanno perduto
+il segreto. <i>Stile del classicismo avviato alla
+decadenza</i>, lo dicono le Guide, e ne attribuiscono
+la costruzione al Sansovino o a uno dei
+suoi discepoli. Cinquant&#8217;anni fa, esso era anche
+uno dei pochi palazzi veneziani che nell&#8217;interno
+serbassero il carattere primitivo. Dalle travi
+dello spazioso androne pendevano due grandi
+fanali che avevano già appartenuto a due galere
+della Repubblica; il soffitto della lunga
+sala era adorno di elegantissimi stucchi che incorniciavano
+degli affreschi non privi di merito;<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span>
+sopra gli usci che nella sala stessa s&#8217;aprivano
+a destra e a sinistra c&#8217;erano dei ritratti di famiglia,
+quali col corno ducale in testa, quali in
+armatura, quali con la zimarra senatoriale, quali
+col vestito paonazzo a larghe maniche dei procuratori
+di San Marco. Altri quadri coprivano
+le pareti, e fra i molti ce n&#8217;erano alcuni realmente
+pregevoli, un Tintoretto, un Palma giovane,
+un Paris Bordone. Il salotto di ricevimento,
+i cui muri erano coperti d&#8217;arazzi di
+Francia, aveva un caminetto di marmo scolpito
+dal Vittoria, un&#8217;antica lumiera di Murano e due
+bei candelabri di bronzo, che riproducevano in
+assai minori proporzioni i due famosi della Cappella
+del Rosario a&#8217; SS. Giovanni e Paolo. Pesanti
+cortine di damasco rosso, un po&#8217; sfilacciate
+e sgualcite, moderavano la luce ch&#8217;entrava dall&#8217;ampie
+finestre, e la medesima stoffa rivestiva i
+seggioloni dagli alti schienali intagliati ch&#8217;erano
+disposti in giro simmetricamente e davano alla
+stanza un aspetto grave e solenne, come se dovesse
+a ogni momento adunarvisi il Consiglio
+dei Dieci. Nel salottino attiguo si ammiravano
+alcuni quadretti del Canaletto e del Longhi e
+due pastelli di Rosalba Carriera. E qua e là,
+nell&#8217;altre parti del palazzo, erano pure oggetti
+artistici di pregio, senza contare le argenterie,
+le maioliche, le porcellane. Si diceva, per esempio,
+che la collezione di vecchio Sassonia ch&#8217;era
+stata acquistata dal nobil&#8217;uomo Cristoforo Bollati
+durante la sua ambasciata a Vienna fosse
+la più bella che c&#8217;era in Venezia.<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span></p>
+
+<p>Mentre che il conte Zaccaria faceva da cicerone
+agl&#8217;illustri forestieri e il marchese genero
+gli serviva da interprete, gli altri invitati si
+pigiavano nel salotto degli arazzi intorno alla
+languida contessa Chiaretta, o, prudentemente,
+prendevano il loro posto sul poggiuolo o davanti
+a qualche finestra per goder meglio dello
+spettacolo.</p>
+
+<p>Chi ha un po&#8217; l&#8217;abitudine della società sa benissimo
+che in ogni ricevimento, in ogni festa
+c&#8217;è un manipolo di persone alle quali nessuno
+bada e che i servi stessi dimenticano volontieri
+nell&#8217;andar in giro coi rinfreschi. Sono i parenti
+poveri, i vecchi conoscenti di famiglia, i maestri
+dei bimbi, tutta gente a cui s&#8217;è detto a bocca
+stretta:&mdash;Se venite ci farete un piacere&mdash;lasciando
+sottintendere un&#8217;altra frase&mdash;Se non
+venite, ce ne farete due.</p>
+
+<p>In questa condizione umiliante si trovavano
+quel giorno il conte Luca e la contessa Zanze
+Rialdi, cugini dei padroni, relegati insieme con
+la loro figliuola Fortunata a una finestra di
+fianco che dava sul <i>rio</i> e dalla quale il Canal
+Grande si vedeva solo in iscorcio. Nè la finestra
+era esclusivamente per i Rialdi, chè anzi
+essi dovevano dividerla con Don Luigi, precettore
+del contino Leonardo, e con un&#8217;altra signora
+soprannominata la contessa Ficcanaso per
+la rara abilità con cui essa riusciva a insinuarsi
+dappertutto e a saper tutti i pettegolezzi della
+città.</p>
+
+<p>La contessa Zanze e la contessa Ficcanaso si<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span>
+facevano mille moine, ma in fondo non si potevano
+soffrire. E quel giorno poi a trovarsi
+appaiato nella stessa mortificazione provavano
+una stizza grandissima.&mdash;Che vogliano levarsi
+dai piedi la Ficcanaso&mdash;pensava la contessa
+Zanze&mdash;questo si capisce, ma un trattamento
+simile a me, che sono della famiglia!&mdash;E l&#8217;altra
+diceva in cuor suo:&mdash;Facciano quante asinerie
+vogliono a una parente povera; chè già
+quella è una vera mignatta, ma usino i dovuti
+riguardi a una persona del mio grado.</p>
+
+<p>Malgrado del disprezzo reciproco, è probabile
+però che le due contesse si sarebbero sfogate
+a sparlar dei padroni di casa se la presenza di
+don Luigi non le avesse tenute in riga. E sì che
+don Luigi della roba sullo stomaco ne aveva
+anche lui, e aveva una voglia di dirne quattro!
+Per San Filippo Neri! Un sacerdote par suo,
+un letterato, il precettore del padroncino, il
+cappellano della famiglia, cacciarlo in un angolo
+come se fosse una spazzatura, come se si vergognassero
+di lui! E si vantavano d&#8217;esser gente
+devota alla Chiesa! Queste cose don Luigi le
+aveva sulla punta della lingua, ma non le diceva
+per paura degli altri, e specialmente di quelle
+femmine chiacchierone. Così, per darsela ad intendere
+a vicenda, il prete e le due signore
+andavano a gara nel levare a cielo la bellezza
+degli addobbi, il buon gusto dei ristauri e lo
+sfarzo con cui si faceva tutto in casa Bollati,
+e solo di tratto in tratto si permettevano qualche
+osservazione a carico dell&#8217;una o dell&#8217;altra<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span>
+fra le dame raccolte nel geniale ritrovo. Erano
+allusioni velate, erano suggestioni piene di carità
+evangelica, erano timidi dubbi seguìti dall&#8217;onesta
+frase: Non bisogna credere alle cattiverie
+del mondo;&mdash;erano lamentazioni generiche
+sul pervertimento dei costumi e sulle gravi
+conseguenze della vanità.</p>
+
+<p>Nè il conte Luca, nè Fortunata prendevano
+parte a siffatte mormorazioni. Il conte Luca non
+aveva fiele, e per lui, a metterlo in disparte,
+gli facevano un piacere fiorito, chè alla società
+egli non si era mai potuto avvezzare, e della
+Regata non gliene importava un&#8217;acca, e sarebbe
+rimasto ben volentieri a casa sua, davanti alla
+scacchiera, l&#8217;unica passione della sua vita, a
+studiarvi un problema intorno al quale ammattivano
+da più giorni gli avventori del caffè alla
+<i>Vittoria</i>. In quanto a Fortunata, ch&#8217;era una ragazzina
+timida e sbiadita di dodici anni e mezzo,
+non le veniva neppure in capo di lagnarsi del
+posto che le avevano assegnato. Di dove era,
+allungando un po&#8217; il collo, ella vedeva benissimo
+il Canal Grande, vedeva perfino le signore che
+si facevano fresco sul poggiuolo d&#8217;un palazzo
+prospettante il palazzo Bollati.</p>
+
+<p>Sotto la sua finestra poi, all&#8217;imboccatura del
+<i>rio</i>, c&#8217;era un grosso battello che serviva a sbarrare
+il passaggio (come s&#8217;usa nei giorni di regata),
+ed era pieno di gente allegra, uomini,
+donne, fanciulli che ingannavano il tempo mangiando
+semi di popone e disputando romorosamente
+intorno all&#8217;esito probabile della gara.<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span>
+C&#8217;erano due partiti. Gli uni tenevano per Tita
+Oliva, gli altri, meno numerosi, per quel Nane
+Sandretti detto <i>Bisatto</i> ch&#8217;entrava in regata
+per la prima volta. Tita, come sappiamo, era
+il gondoliere di casa Bollati, e quando lo si
+nominava, tutti gli occhi si alzavano verso la
+finestra a cui era affacciata la ragazza Rialdi.</p>
+
+<p>Il cuore di Fortunata batteva anch&#8217;esso per
+Tita, ch&#8217;era sempre gentile con lei e che la
+chiamava padroncina. Nel venir a palazzo essa
+lo aveva incontrato per istrada già vestito da
+<i>regatante</i>, con la sua fascia rossa intorno alla
+vita, l&#8217;aveva incontrato insieme con tre o quattro
+altri compari, ed egli aveva salutato rispettosamente
+lei, il conte Luca e la contessa Chiaretta,
+e aveva detto:&mdash;Adesso si va col gondolino
+ai Giardini, e speriamo bene.</p>
+
+<p>Come la Fortunata gli augurava il trionfo!
+Come si sentiva inclinata verso quelli che parteggiavano
+per lui, come l&#8217;indispettivano i fautori
+di quel Nane Bisatto che aveva la petulanza
+di venir a lottare coi provetti!</p>
+
+<p>Un fremito di voci umane, un rumore crescente
+di applausi annunziò l&#8217;avvicinarsi delle
+gondole di Corte, le quali, precedute e seguìte
+dalle <i>bissone</i>, facevano il giro del Canal Grande
+prima che i gondolini della regata si mettessero
+in moto. Il corteggio passò e ripassò come un
+lampo davanti al palazzo Bollati, dove le signore
+sventolavano i fazzoletti e gli uomini gridavano
+con quanto fiato avevano in corpo: <i>Viva
+l&#8217;Imperatore, viva l&#8217;Imperatrice!</i> È utile rammentare<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span>
+a questo proposito che, quantunque anche
+in quel tempo vi fossero in Venezia uomini gagliardi
+e generosi pronti a versare il loro sangue
+per l&#8217;indipendenza della patria, e non mancassero
+gli affigliati alla <i>Giovine Italia</i>, la grande
+maggioranza della popolazione accettava rassegnata
+il dominio austriaco e applaudiva i Sovrani
+col solito entusiasmo della folla per tutto
+ciò che brilla ed abbaglia.</p>
+
+<p>&mdash;Viva, viva!&mdash;strillava Fortunata con la
+sua vocina. E continuava, rossa dall&#8217;emozione:&mdash;Ah,
+ecco l&#8217;<i>Uscocca</i>, ecco l&#8217;<i>Uscocca</i>.... Mamma,
+babbo, presto, guardate Leonardo.... Come sta
+bene!</p>
+
+<p>In ginocchio sulla prora della sua svelta ed
+elegante <i>bissona</i>, sotto un baldacchino tutto veli
+e frangie inargentate, il contino Bollati animava
+i rematori col gesto e con la voce, e pareva un
+antenato di sè medesimo alla battaglia di Lepanto.</p>
+
+<p>&mdash;Ah!&mdash;seguitava la fanciulla in preda a
+un nuovo parossismo d&#8217;ammirazione.&mdash;E quella
+è la lancia del collegio di marina... ci dev&#8217;esser
+Gasparo lì dentro... sì, sì... eccolo là.... Babbo,
+mamma... non lo vedete?... È lui che governa
+il timone....</p>
+
+<p>&mdash;Sì, sì, cara&mdash;rispondevano i genitori&mdash;non
+spingerti tanto fuori dal davanzale.</p>
+
+<p>Gasparo era il fratello maggiore di Fortunata,
+allievo dell&#8217;Accademia di marina, e prossimo a
+uscirne cadetto.</p>
+
+<p>La fulgida visione disparve, e di lì a poco<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span>
+s&#8217;intese il cannone che annunziava la partenza
+dei <i>regatanti</i> dalla punta dei Giardini pubblici.
+Un lungo mormorio corse attraverso la folla
+accalcata sulle due rive del Canalazzo; poi si
+fece uno di quei silenzi solenni in cui si sente
+palpitare il cuore d&#8217;un popolo. Oggi scaduta
+dalla sua importanza, la regata era fino a trent&#8217;anni
+fa lo spettacolo favorito dei Veneziani.
+A ogni modo, essa era ed è sempre lo spettacolo
+popolare per eccellenza. La lotta dei gladiatori
+in Roma antica, la corsa dei tori in
+Ispagna trovano forse una maggior partecipazione
+in tutte le classi sociali, ma nessuna festa
+scuote più vivamente le fibre della moltitudine.
+Quanto tempo prima se ne discorre nei <i>traghetti</i>,
+per le osterie, nelle case, nei trivii, quanto
+tempo dopo si continua a parlarne! E il giorno
+della prova, mezza Venezia si spopola per riversarsi
+sull&#8217;altra metà. La gente s&#8217;insacca nelle
+barche, nelle <i>peate</i>, nei battelli d&#8217;ogni forma e
+misura, fa ressa sulle <i>fondamenta</i>, paga volentieri
+qualche soldo per assicurarsi una seggiola
+o un posto sopra qualche panca, o s&#8217;arrampica
+sugli sporti delle fabbriche, sull&#8217;inferriate delle
+case, sui piedestalli dei candelabri, o s&#8217;addensa
+dietro le spallette del ponte di Rialto, la cui
+mole maestosa e severa sembra acquistare il
+moto e la vita a quell&#8217;ondeggiamento di teste.
+E in quel giorno più che mai il popolo è superbo
+della sua Venezia, e s&#8217;inebbria in quel tripudio
+di colori e di luce onde ogni cosa s&#8217;anima e si
+trasfigura, dal freddo marmo dei palazzi gotici,<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span>
+arabi, lombardeschi, barocchi, alle carni pastose
+e alle fulve o brune chiome delle donne e delle
+fanciulle.</p>
+
+<p>Ma ecco nuovamente venir di lontano un rumore
+che somiglia al muggito del mare, ecco
+una viva ansietà dipingersi nei volti, ecco tutti
+gli sguardi tendere a un punto.</p>
+
+<p>&mdash;Son vicini...</p>
+
+<p>&mdash;Son qui...</p>
+
+<p>&mdash;Chi è il primo?</p>
+
+<p>&mdash;Non si capisce.... C&#8217;è il sole che confonde
+la vista.</p>
+
+<p>Il conte Zaccaria, gonfio e pettoruto pel bel
+successo della sua <i>Uscocca</i>, aveva annunziato
+come cosa sicura a&#8217; suoi ospiti che il primo sarebbe
+stato il gondolino rosso N. 6 a poppa del
+quale vogava il suo Tita Oliva. Ma, ohimè, il
+gondolino N. 6 non era che il secondo, e anche
+questo secondo posto gli era fieramente contrastato
+dal gondolino viola N. 4; l&#8217;uno e l&#8217;altro
+poi erano preceduti d&#8217;un buon tratto dal gondolino
+celeste N. 8, su cui si trovava il formidabile
+Nane Bisatto. I gondolini 5 e 7 si disputavano
+il quarto premio, gli altri, ormai disperati
+di riuscire, venivano dietro lentamente a
+grande distanza.</p>
+
+<p>&mdash;Non è deciso nulla&mdash;disse il conte Zaccaria
+facendo di tutto per nascondere il proprio
+dispetto.&mdash;Riderà bene chi riderà ultimo.</p>
+
+<p>Infatti i gondolini dovevano ancora giungere
+al punto estremo del Canal Grande, a Santa
+Chiara, poi girare intorno a un palo che qui<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span>
+chiamano il <i>paletto</i>, e rifare una gran parte del
+cammino fin presso l&#8217;imboccatura del <i>rio</i> Foscari,
+ove sorge la cosidetta <i>Macchina</i>, ch&#8217;è una
+elegante baracca di legno improvvisata sull&#8217;acqua
+e segna la meta ultima della corsa. In tal
+maniera, da tutti i palazzi che stanno tra il <i>rio</i>
+Foscari e Santa Chiara, i <i>regatanti</i> si vedono
+due volte, cioè all&#8217;andata e al ritorno. E realmente
+il ritorno può serbare non piccole sorprese,
+e tale che chi era primo diventa secondo,
+e tal altro che pareva ormai fuori d&#8217;ogni speranza
+accenna a conquistarsi valorosamente la
+sua bandiera. Ma questa volta gl&#8217;intenditori
+dicevano chiaro e tondo che a Nane Bisatto il
+primo premio non lo portava via <i>neppure il Padre
+Eterno</i>, giacchè c&#8217;era troppa distanza tra
+lui e il gondolino di Tita Oliva, ed era già
+molto se quest&#8217;ultimo poteva mantenersi il secondo
+e non esser sorpassato dal gondolino N. 4,
+quello dove c&#8217;era Menico Fichetti da Pellestrina,
+un giovine piccolo e sottile, ma che aveva
+nervi d&#8217;acciaio.</p>
+
+<p>Questi discorsi si tenevano anche nel barcone
+ch&#8217;era fermo all&#8217;imboccatura del <i>rio</i> sotto il palazzo,
+e Fortunata che aveva preso tanto a
+cuore la causa di Tita, si metteva nei panni di
+lui e aveva una gran voglia di piangere.</p>
+
+<p>La contessa Zanze, la contessa Ficcanaso e
+don Luigi erano in disposizione d&#8217;animo affatto
+diverse, e, poichè il fiasco del barcajolo veniva
+a ricader sui padroni, ne provavano una segreta
+esultanza, che non esprimevano apertamente,<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span>
+ma che lasciavano trapelare. Don Luigi
+faceva delle riflessioni filosofiche sulla caducità
+delle cose umane, sullo sperpero del danaro
+pubblico e privato in feste e in bagordi e sul
+poco giudizio che c&#8217;era a distrarre i ragazzi dagli
+studi per farli andare sulle <i>bissone</i>.... Con quella
+voglia che avevano di studiare! Le due contesse
+assentivano appieno alle savie parole del
+sacerdote, tanto più che il servo aveva presentato
+loro il vassoio dei dolci quando tutti s&#8217;erano
+già preso il buono e il meglio, e ciò le
+aveva esacerbate fuor di misura.</p>
+
+<p>Ma il dialogo fu troncato dal riapparire dei
+<i>regatanti</i>. Ora, la finestra sul <i>rio</i> guardava precisamente
+verso la parte dalla quale i gondolini
+tornavano, e Fortunata vide ben presto
+che il <i>viola</i> continuava ad essere il primo e
+aveva aumentato anzichè diminuito l&#8217;intervallo
+che lo separava dagli altri. Il valore di Nane
+Bisatto aveva finito ormai col trascinare i più
+restii, e, con una volubilità che afflisse e irritò
+Fortunata, parecchi tra i fautori del suo protetto
+si unirono anch&#8217;essi a quelli che applaudivano
+l&#8217;eroe della giornata. Ma quel che è
+peggio, il gondolino rosso non era più nemmeno
+il secondo, non era nemmeno il terzo;
+era il quarto, quello a cui era destinato l&#8217;ultimo,
+premio, la bandiera gialla e il relativo porcellino,
+quasi un&#8217;onta per Tita, avvezzo ai primi
+trionfi. Povero Tita! Egli non osava alzar la
+testa, vogava per l&#8217;onor delle armi, ma avrebbe
+preferito esser sott&#8217;acqua lui e il suo gondolino,<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span>
+piuttosto che sentire tutti quegli sguardi
+fissi sopra di sè, piuttosto che passar davanti
+al palazzo dove c&#8217;erano i padroni e tanti ospiti
+d&#8217;alto affare. Tita non si ricordava in quel momento
+di Fortunata, oppure ell&#8217;era la sola che,
+pensando alla sua umiliazione, aveva gli occhi
+pieni di lagrime. I padroni invece erano irritatissimi,
+dicevano che Tita non era più buono
+a nulla, e che aveva compromesso il decoro
+della casa, e che meritava d&#8217;essere strapazzato
+senza misericordia.</p>
+
+<p>Questo incidente fece sì che in palazzo Bollati
+si gustasse meno l&#8217;ultima parte, pur così
+bella, dello spettacolo, quando cioè tutte le
+barche prima raccolte, ristrette ai due lati del
+Canal grande, pigliano il largo e formano un
+suolo galleggiante che copre e nasconde la superficie
+dell&#8217;acqua. È per solito l&#8217;ora del tramonto,
+e gli ultimi raggi del sole scintillano
+sui ferri bruniti delle gondole, sfolgorano con
+bagliori d&#8217;incendio sui vetri delle finestre, danno
+risalto alle dorature e alle stoffe colorate delle
+<i>bissone</i>, alle livree dei gondolieri, agli abbigliamenti
+delle signore, alle vesti chiassose delle
+popolane. Ed è un suono di musiche allegre,
+un vociare confuso, uno strepito di remi che si
+urtano, di ferri che cozzano, di carene che
+scricchiolano. Indi cala lento lento il crepuscolo,
+la folla si disperde, il rumore a poco a poco
+svanisce, e il Canalazzo ritorna nell&#8217;usato silenzio.</p>
+
+<p>Frattanto, giù nell&#8217;entratura di Cà Bollati,<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span>
+Tita sedeva accasciato sopra una panca, e non
+sapeva risolversi a salir dalle loro Eccellenze
+dopo lo smacco subìto. Parecchi amici e compari
+gli facevano corona e si sforzavano di calmar
+la sua agitazione e di persuaderlo a presentarsi
+ai padroni con la faccia franca, chè
+già non l&#8217;avrebbero mica mangiato vivo seppure
+una volta la fortuna gli era stata contraria.
+In quel gruppo di confortatori c&#8217;erano anche
+alcune donnette, una sua sorella tra l&#8217;altre,
+bel tipo di veneziana da Cannareggio, con
+certi occhi neri e lucenti come due carboni e
+con una parlantina inesauribile.</p>
+
+<p>&mdash;<i>Oh, corpo de diana</i>&mdash;ella diceva al fratello&mdash;vorrei
+anche vedere che ti trattassero con
+mala grazia. Io risponderei: Lustrissimi, credono
+che a vogare in regata sia lo stesso che
+a starsene lunghi distesi con la pancia in giù
+sui cuscini d&#8217;una <i>bissona</i>?... Eh, non ho peli
+sulla lingua io....</p>
+
+<p>Tita s&#8217;impazientiva.&mdash;I rimproveri dei padroni
+sono il meno... È l&#8217;amor proprio.</p>
+
+<p>&mdash;To&#8217;, non la può mica andar sempre bene...
+Una volta corre il cane e l&#8217;altra il lepre... È
+stato così dacchè mondo è mondo.</p>
+
+<p>&mdash;<i>Siora</i> Cate ha ragione&mdash;soggiungeva un
+vecchio <i>gastaldo</i> d&#8217;un traghetto vicino, persona
+assai autorevole&mdash;non c&#8217;è ragione di tribolarsi...
+E lascialo dire a chi se ne intende...
+<i>Bisatto</i> non è degno d&#8217;allacciarti le scarpe... E
+se ha vinto oggi, a rivederci domani.</p>
+
+<p>&mdash;È stato quel colpo di vento alla Punta<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span>
+della Salute&mdash;ripigliò un altro.&mdash;C&#8217;ero io,
+c&#8217;ero. <i>Bisatto</i> l&#8217;ha sentito meno perchè il suo
+gondolino si trovava più a destra.</p>
+
+<p>Ma Tita non voleva esser consolato e andava
+in escandescenze, soprattutto quando la sua
+umiliazione gli era rammentata dai guaiti del
+porcellino che giaceva in un angolo, più morto
+che vivo.</p>
+
+<p>&mdash;Povera bestia!&mdash;esclamò la Cate, chinandosi
+sull&#8217;infelice animale in atteggiamento
+di suora di carità.&mdash;Come se ne avesse
+colpa!... È tutto ammaccato... Che ragione
+c&#8217;era di pigliarlo a calci? Che se poi crepa di
+bile, non è più buono da mangiare.</p>
+
+<p>&mdash;È vero&mdash;notò gravemente un nuovo personaggio
+comparso in quel punto. Era il signor
+Oreste, il cuoco, in abito da signore, col <i>metternicche</i>
+in testa, una collana d&#8217;oro al collo e
+uno spillone di diamanti sulla camicia.&mdash;È
+vero&mdash;egli riprese dopo una pausa. E inventandosi
+apposta un proverbio per l&#8217;occasione
+continuò:&mdash;<i>Bestia ben trattata buona in pignatta</i>....
+E questa qui non ha bisogno d&#8217;altre
+disgrazie.... Conviene ingrassarla per una settimana,
+e poi si potrà farne uno stufatino con
+la salsa piccante....</p>
+
+<p>&mdash;Ma che stufatino!... Ma che salsa piccante!&mdash;interruppe
+la Cate.&mdash;Meglio arrosto.</p>
+
+<p>&mdash;Scusi, <i>siora</i> Cate, è troppo piccolo.</p>
+
+<p>&mdash;Alla malora il porco e i suoi protettori&mdash;urlò
+Tita in una recrudescenza di furore.&mdash;Ch&#8217;io<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span>
+possa morire d&#8217;un accidente se di quel
+porco lì ne assaggio un boccone.... L&#8217;avevo
+detto al mio compagno che se lo tenesse tutto
+per lui.</p>
+
+<p>Ma la sorella, ch&#8217;era una giovane savia e positiva,
+protestò contro quest&#8217;idea bislacca.&mdash;Neanche
+per sogno.... Quello ch&#8217;è giustizia....
+Ciascuno la sua parte.</p>
+
+<p>&mdash;Belle parti che si faranno&mdash;disse il signor
+Oreste con piglio sprezzante, accennando
+alla piccolezza dell&#8217;animale.</p>
+
+<p>&mdash;O che non potrebbe attendere alle sue casseruole,
+<i>sior piavolo</i>?&mdash;rimbeccò la Cate, che
+non poteva soffrire il cuoco, il quale un giorno
+aveva voluto mettere a troppo caro prezzo un
+piatto di polpette ch&#8217;egli le aveva regalate.</p>
+
+<p>&mdash;Ehi, ehi, la mia <i>tosa</i>, che fumi vi montano
+alla testa?</p>
+
+<p>&mdash;Zitto&mdash;sussurrò qualcheduno&mdash;che c&#8217;è
+<i>sior</i> Bortolo.</p>
+
+<p>Infatti, l&#8217;agente generale discendeva dalla
+scaletta del mezzà in compagnia d&#8217;un signore
+dai baffi grigi che faceva il sensale di mutui e
+godeva di una mediocre riputazione.</p>
+
+<p>&mdash;Siamo intesi, caro Bellani... Combinando
+l&#8217;affare l&#8217;un per cento a me....</p>
+
+<p>In quel punto la porta della scala di servizio
+si aprì con violenza, e un cameriere in livrea
+gridò tutto trafelato.&mdash;Che qualcheduno
+vada subito in farmacia a cercare un medico....
+Dal dottor Zuliari andrò io... È venuto un deliquio
+a Sua Eccellenza Leonardo.<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="III" id="III"></a>III.</h2>
+
+
+<p>Il deliquio del vecchio conte non durò che
+pochi minuti, ma i medici, considerando l&#8217;età
+avanzata e il fisico indebolito di Sua Eccellenza,
+lo giudicarono un sintomo gravissimo e non
+tacquero le loro inquietudini alla famiglia. Nè
+s&#8217;apponevano a torto; chè di lì a qualche giorno
+apparve evidente che il nobil&#8217;uomo Leonardo
+Bollati, patrizio veneto e comandante di galera
+sotto la Serenissima, si spegneva a oncia a oncia,
+come lampada a cui manchi l&#8217;olio. Egli conservò
+per altro sino all&#8217;ultimo la lucidezza della
+mente, e quando s&#8217;accorse d&#8217;essere ormai bell&#8217;e
+spacciato, chiamò al suo letto il figliuolo e
+gli tenne all&#8217;incirca questo discorso:</p>
+
+<p>&mdash;Lasciamo i preamboli, perchè non ho tempo
+da perdere. Presto sarete voi il capo della famiglia
+di nome e di fatto. È dunque bene che
+sappiate, se non ve ne foste ancora accorto,
+che, da un secolo a questa parte, c&#8217;è in casa
+nostra tutta la disposizione ad andare in malora.<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span>
+La mia colpa ce l&#8217;avrò anch&#8217;io, ma si è
+cominciato molto prima di me a spendere più
+di quello che si poteva. Se cercherete su nell&#8217;archivio le
+lettere del vostro prozio Almorò,
+ambasciatore a Parigi, vedrete ch&#8217;egli domandava
+120 mila franchi all&#8217;anno per lui solo e
+l&#8217;agente aveva un bel da fare a trovarglieli. E
+vedrete anche la polizza delle spese occorse
+per le feste date in occasione della nomina a
+Procuratore di San Marco di vostro nonno e
+mio padre Zaccaria. Oh bazzecole! venti mila
+ducati! Notate che in quei tempi c&#8217;era ogni
+tanto la sua brava eredità che capitava in buon
+punto a colmare i vuoti. Ma adesso i pochi
+parenti che ci restano son tutti spiantati, e
+non so quali eredità si possono sperare.... Se
+non fosse da parte dei Rialti....</p>
+
+<p>Questa supposizione parve sì comica al conte
+Leonardo ch&#8217;egli si mise a ridere, e, poichè il
+riso gli fece venire la tosse, dovette interrompere
+la sua arringa.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, sì&mdash;egli riprese di lì a un paio di
+minuti&mdash;tutti ebbero le mani bucate nella
+nostra famiglia. Non è da eccettuarsi che una
+bisavola, la quale aveva invece la manìa dell&#8217;avarizia,
+e, fra l&#8217;altre cose, lasciò alla sua
+morte una cinquantina di pacchi di curadenti
+con scrittovi sopra: <i>usati, ma servibili</i>. Insomma
+quello che volevo dirvi si è ch&#8217;è necessario
+metter giudizio; se no vi assicuro io che, nonostante
+i due dogi, i tre procuratori e gli altri
+illustrissimi personaggi che vantiamo per antenati,<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span>
+di tutte le nostre ricchezze non ci resterà
+fra poco il becco d&#8217;un quattrino. E queste
+cose ditele alla mia degnissima nuora, che
+non si sa proprio come spenda il danaro, perchè
+le nostre vecchie si divertivano, e quella lì
+consuma una sostanza in caffè, cioccolata, <i>baicoli</i>
+e paste sfogliate. Badate poi al vostro figliuolo
+Leonardo, che giurerei destinato a restare un
+somaro e a diventare un cattivo soggetto. Finalmente
+credo utile avvertirvi che tutti i nostri
+dipendenti ci succhiano il sangue come tanti
+vampiri, cominciando dall&#8217;agente generale <i>sior</i>
+Bortolo e terminando coll&#8217;ultimo fattore di campagna.
+Già saprete il proverbio: <i>Fame fator un
+ano, e se moro de fame xe mio dano</i>. Non vi suggerisco
+di cambiarli, perchè ne prendereste di
+quelli che vi ruberebbero ancora di più; solamente
+tenete gli occhi aperti e procurate di
+far meglio di quello che ho fatto io. Io me ne
+lavo le mani. È il meno che si possa fare quando
+si va all&#8217;altro mondo.</p>
+
+<p>In complesso il sermone del conte Leonardo
+era pieno d&#8217;idee giudiziose, ciò che prova come
+tutti gli uomini in punto di morte abbiano l&#8217;attitudine
+a dar buoni consigli, perchè sanno di
+non doverli più avvalorar con l&#8217;esempio, e perchè
+non temono più le conseguenze dei sacrifizi
+che suggeriscono agli altri.</p>
+
+<p>E invero quando, dopo pochi giorni, Sua Eccellenza
+morì con tutti i conforti della religione,
+il suo testamento parve fatto apposta per ismentire
+le savie massime ch&#8217;egli aveva predicato,<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span>
+tanti e di tante specie erano i legati che imponeva
+all&#8217;erede. Ce n&#8217;era sotto forma di elargizioni
+a opere pie, di somme da pagarsi in una
+sol volta a parenti ed a amici, di elemosine ai
+poveri, di pensione alla servitù, ecc., ecc. Nè
+mancavano istruzioni precise, minute, circa ai
+funerali che dovevano essere tra i più splendidi
+che si fossero visti.</p>
+
+<p>Questi funerali i vecchi parrocchiani se li ricordano
+ancora. Essi si ricordano perfettamente
+quanti minuti impiegasse il corteo per giungere
+dal palazzo alla chiesa, quanti preti, quante
+confraternite, quante rappresentanze civili e
+militari, quanti servi di casa, quanti gondolieri
+di famiglie patrizie vi prendessero parte, e che
+folla di curiosi venisse in coda, donne, ragazzi,
+pezzenti d&#8217;ogni età e d&#8217;ogni sesso, che, trattenuti
+a fatica dai fanti del Municipio, si accalcavano
+gli uni sugli altri, mormorando per non
+aver potuto avere il torcetto. In chiesa poi era
+uno spettacolo imponente. Le pareti e i pilastri
+erano rivestiti di drappo nero con galloni d&#8217;argento,
+un gran catafalco con iscrizioni ai quattro
+lati s&#8217;ergeva nel mezzo, le fiamme oscillanti
+dei ceri abbarbagliavano gli occhi e gettavano in
+faccia dei buffi d&#8217;aria infocata. Dopo che il feretro
+fu issato sul catafalco, intorno al quale
+stavano ritti ed immobili quattro pompieri con
+le spade nude e quattro servitori con le torce
+accese, principiò la cerimonia religiosa, una cerimonia
+che non voleva finir mai. Le onde sonore
+che partivano dalla cantoria accrescevano,<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span>
+s&#8217;era possibile, il caldo affannoso, la gente, stipata
+come le sardelle in barile, si rasciugava i
+sudori con la manica del vestito (seppur le
+riusciva di alzare il braccio), e di tratto in tratto,
+non potendone proprio più, metteva dei muggiti
+simili a quelli del mare in burrasca. Insomma,
+quando piacque a Dio, il parroco pronunziò
+l&#8217;assoluzione e il funerale si mosse. Ci fu di
+nuovo un serra serra, qualche bimbo rischiò di
+restar schiacciato, qualche donna cadde in deliquio,
+ma non s&#8217;ebbero a deplorare disgrazie
+maggiori. Nel <i>campo</i> davanti alla chiesa un picchetto
+di soldati di marina rese alla bara gli
+onori militari; poi, non usandosi in quei tempi
+i discorsi, la bara fu accompagnata sino al canale,
+e venne deposta in una <i>peota</i> riccamente
+addobbata, nella quale salirono i famigli del
+defunto, alcuni pompieri e fanti del Municipio.
+La <i>peota</i> preceduta da una barca con la musica
+e seguita da uno stuolo di gondole si diresse
+verso il cimitero di San Michele di Murano.</p>
+
+<p>La folla si disperse da varie parti. Solo un
+centinaio di poveri (donne in gran parte) s&#8217;avviarono
+al palazzo per buscarsi qualche soldo
+d&#8217;elemosina.</p>
+
+<p><i>Sior</i> Bortolo, il quale, soffrendo un po&#8217; d&#8217;asma
+non era andato in chiesa, ebbe un bel da fare
+a liberarsi da quest&#8217;arpie ch&#8217;eran riuscite a penetrar
+nel <i>mezzà</i> e lo assordavano delle loro
+querimonie.</p>
+
+<p>&mdash;A mio marito non hanno dato nemmeno
+una candela.<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Ho quattro creature, io....</p>
+
+<p>&mdash;Son due giorni che non si accende fuoco
+in casa....</p>
+
+<p>&mdash;Sono un povero vecchio impotente....</p>
+
+<p>&mdash;Ho il figliuolo coscritto.</p>
+
+<p>&mdash;Andate in pace&mdash;diceva <i>sior</i> Bortolo&mdash;chè
+già nel testamento di S. E. Leonardo c&#8217;è
+un legato pei poveri della parrocchia.</p>
+
+<p>&mdash;Oh <i>paron benedeto</i>!&mdash;stillavano alcune di
+quelle megere&mdash;di quei soldi lì noi altri non
+ne vediamo.... Se li mangia il pievano.</p>
+
+<p>&mdash;Eh, vergogna. Che discorsi!</p>
+
+<p>&mdash;Pur troppo, <i>sior</i> Bortolo.... Pur troppo la
+è sempre così.</p>
+
+<p>&mdash;Se anche non li mangia tutti&mdash;soggiungeva
+una femmina d&#8217;opinioni moderate&mdash;li
+distribuisce a suo modo, a chi non li merita, a
+chi non ha bisogno.... Sia buono, <i>sior</i> Bortolo,
+ci dia qualche cosa.</p>
+
+<p><i>Sior</i> Bortolo si lasciava commuovere e cacciava
+le mani dentro un cassetto.&mdash;Uno alla
+volta.... Marco.</p>
+
+<p>Marco era un fattorino addetto all&#8217;agenzia.</p>
+
+<p><i>Sior</i> Bortolo gli diede una manata di soldi
+con l&#8217;incarico di licenziare tutta quella gente, e
+Marco ricorrendo a <i>sior</i> Bortolo ogni volta che
+la provvista era esaurita, persuase i postulanti
+ad andarsene. In questa delicata operazione
+egli seppe far in modo che qualche mezza svanzica
+si smarrisse nelle tasche della sua giacchetta.
+<i>Sior</i> Bortolo, dal canto suo, nel registrare
+la sera tutte le spese innumerevoli della<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span>
+giornata, stimò opportuno di arrotondare la cifra,
+sembrandogli forse che il decoro della nobile
+famiglia Bollati esigesse di far comparire
+nei libri una somma maggiore del vero.</p>
+
+<p>Sua Eccellenza il conte Leonardo Bollati, che
+scendeva sotterra in quel giorno d&#8217;ottobre 1838,
+non era un grand&#8217;uomo, come volevano far
+credere i suoi panegiristi. Egli aveva avuto la
+fortuna di conquistare in gioventù una certa
+riputazione di valore combattendo sotto gli ordini
+dell&#8217;ammiraglio Emo nell&#8217;impresa di Tunisi,
+e aveva avuto l&#8217;abilità di conservar quella riputazione,
+non mettendola mai alla prova. Così
+più d&#8217;uno aveva creduto (e abbiamo visto che
+tale era anche l&#8217;opinione del vecchio barbiere)
+che se, nel 1797, egli fosse stato alla testa della
+flotta, le cose sarebbero andate diversamente.</p>
+
+<p>Caduta la Repubblica, Sua Eccellenza non
+volle più servire nè sotto il Governo democratico
+che le succedette per pochi mesi, nè sotto
+alcuno dei Governi che si avvicendarono poi, e
+quest&#8217;atto, che forse in lui era da attribuirsi a
+sola pigrizia, fu interpretato quale una protesta
+dignitosa contro i nuovi ordinamenti politici
+della patria. È vero che questo suo nobile disdegno
+non gl&#8217;impedì d&#8217;essere tra i patrizi veneziani
+i quali sollecitarono dall&#8217;Austria la corona
+di conte.</p>
+
+<p>Se Sua Eccellenza Leonardo Bollati abbandonò
+dopo il 1797 i pubblici uffici, non si può
+dire ch&#8217;egli si consacrasse con molto zelo alle
+sue faccende private, chè anzi, mortagli la moglie<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span>
+in età ancora fresca, egli non si diede alcun
+pensiero dell&#8217;unico figliuolo rimastogli, e continuò
+invece, fin che la salute glielo permise, a
+menar vita dissipata e galante. A ogni modo,
+sia pel fascino esercitato dal suo nome storico,
+sia pei ricordi che gettavano una luce favorevole
+sulla sua gioventù, sia per una certa prontezza
+e festività di spirito, sia per le maniere
+affabili sotto le quali egli dissimulava l&#8217;alterigia
+e l&#8217;egoismo nativo, sia pel largo patrimonio ch&#8217;è
+mezzo sicuro di coltivar le aderenze, il conte
+Bollati era un uomo assai popolare e molti riverivano
+in lui uno degli ultimi rappresentanti
+di quell&#8217;aristocrazia veneziana che diede così
+splendidi esempi di senno civile. E quantunque
+da alcuni anni egli non si facesse veder quasi
+da nessuno e lasciasse far tutto al figliuolo, la
+sua morte recò una scossa notevole al credito
+della famiglia, cosa di cui l&#8217;agente generale
+fu il primo ad accorgersi nel combinare l&#8217;operazione
+finanziaria indispensabile pel pagamento
+dei numerosi legati.</p>
+
+<p><i>Sior</i> Bortolo era una perla d&#8217;agente, che non
+seccava mai i padroni coi molesti predicozzi
+dei commessi troppo scrupolosi, che non lesinava
+mai il danaro, nè sollevava dubbi e difficoltà.
+A ogni straordinaria richiesta di fondi,
+egli atteggiava le labbra a un sorrisetto serafico
+e rispondeva:&mdash;Sarà fatto.&mdash;E non c&#8217;era
+pericolo ch&#8217;egli non mantenesse la sua parola.
+Ohibò! Si era sicuri di vederlo comparire il
+domani più sorridente ancora del consueto con<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span>
+la somma precisa di cui si aveva bisogno. E la
+soddisfazione che <i>sior</i> Bortolo provava nel compiacere
+la nobile famiglia era tale ch&#8217;egli diventava
+ogni giorno più lucido e grasso, tanto
+lucido da parer spalmato di lardo, tanto grasso
+da raggiunger quasi la forma sferica.</p>
+
+<p>Sappiamo già che il conte Leonardo era intimamente
+persuaso che l&#8217;ottimo <i>sior</i> Bortolo
+rubasse a man salva. Ma egli diceva:&mdash;Non
+posso mica attender io stesso ai miei affari. E
+a qualunque altro li affidassi, sarebbe peggio.&mdash;Il
+conte Zaccaria poi non faceva neanche
+questo ragionamento; egli lasciava correre senza
+badare più in là.</p>
+
+<p>Adesso però, sotto l&#8217;impressione delle profezie
+e delle ammonizioni paterne, egli stimò
+necessario di veder coi suoi occhi come stavano
+le cose, e ordinò a <i>sior</i> Bortolo di preparargli
+un prospettino da cui apparisse chiaro lo stato
+del patrimonio. E <i>sior</i> Bortolo con mirabile sollecitudine
+allestì un lavoro degno della sua perizia
+di contabile e di calligrafo. Frutto di queste
+lucubrazioni furono due nitidi specchi a doppia
+colonna, l&#8217;una per il dare, l&#8217;altra per l&#8217;avere.
+Nel primo figuravano a destra le somme a cui
+erano stimati i beni della famiglia, possidenze
+in città e in campagna, oggetti d&#8217;arte e oggetti
+preziosi, ecc. ecc.; a sinistra si leggevano i
+nomi dei varii creditori insieme con le cifre
+dei loro crediti. Qui c&#8217;era una bella differenza
+in più nell&#8217;avere. Nel secondo specchio erano
+disposte nello stesso ordine l&#8217;entrata e l&#8217;uscita:<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span>
+spese domestiche presunte, livelli, tasse, interessi
+dei mutui. E c&#8217;era una bella differenza
+anche qui, ma in senso contrario; il dare superava
+l&#8217;avere di parecchie migliaia di lire.</p>
+
+<p>&mdash;Capisco, capisco&mdash;disse il conte Zaccaria
+dopo aver esaminato per mezz&#8217;ora i due prospetti
+in lungo e in largo&mdash;noi avanziamo
+ogni anno dai quattro ai cinquemila ducati.</p>
+
+<p>&mdash;Scusi, Eccellenza&mdash;interpose l&#8217;agente&mdash;è
+proprio il rovescio. Si spendono quattro o
+cinquemila ducati in più.</p>
+
+<p>Il conte Zaccaria si grattò la nuca.</p>
+
+<p>&mdash;E come va questa faccenda?</p>
+
+<p>&mdash;Ma!&mdash;rispose <i>sior</i> Bortolo, sprofondando
+la testa fra le spalle.&mdash;Mi pareva che
+S. E. Leonardo (pace all&#8217;anima sua) l&#8217;avesse
+avvertita....</p>
+
+<p>&mdash;Sì, sì, mi disse qualche cosa.... senza parlare
+di cifre....</p>
+
+<p>&mdash;Del resto&mdash;ripigliò l&#8217;agente per dorar la
+pillola&mdash;del resto, se ci fossero due buoni
+raccolti di seguito, un aumento nelle entrate
+lo si dovrebbe vedere. Poi c&#8217;è qualche livello
+che sta per cessare.... In ogni modo, non lo
+dissimulo, un po&#8217; d&#8217;economia sarebbe assai utile.
+Dal canto mio, per quanto riguarda l&#8217;agenzia,
+procurerò sicuramente.... ma bisognerebbe che
+anche in famiglia.... perdoni, Eccellenza, se mi
+prendo questa libertà.... ma è la mia devozione
+per la casa Bollati.</p>
+
+<p>&mdash;Bene, bene.... vedremo.... Capisco....</p>
+
+<p>&mdash;Di qui ad alcuni anni poi&mdash;soggiunse<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span>
+<i>sior</i> Bortolo&mdash;il contino Leonardo, col suo
+nome e con le sue belle qualità, che il Signore
+Iddio gli conservi, potrà trovar la dote che
+vuole....</p>
+
+<p>&mdash;Affari lontani, caro amico, affari lontani....</p>
+
+<p>&mdash;Lontani, ma sicuri.</p>
+
+<p>A questo punto <i>sior</i> Bortolo mostrò al principale
+un polizzino supplementare con la nota delle
+tasse e dei legati che conveniva pagar subito,
+e disse in qual modo, salvo sempre l&#8217;approvazione
+di S. E., egli aveva creduto di provveder
+la somma occorrente. E S. E., che rispondeva
+sempre <i>capisco</i> e non capiva mai nulla, si
+spicciò con due parole:</p>
+
+<p>&mdash;Fate voi.... Purchè non si tratti di vendere....
+Vendere significa diminuire il patrimonio,
+e io voglio tramandarlo intatto a mio figlio.</p>
+
+<p>Esposta questa savia massima amministrativa,
+il conte Zaccaria prese la eroica risoluzione di
+raccomandare alla sua illustrissima consorte
+una maggiore economia nelle spese di casa, e
+citò a sostegno della sua tesi gli avvertimenti
+del defunto genitore e quelli dell&#8217;agente generale.</p>
+
+<p>La signora Chiaretta, donna ordinariamente
+molto fredda ed apatica, fu punta sul vivo dalle
+considerazioni del marito, e gli rispose per le
+rime. Ella disse prima di tutto che si maravigliava
+molto che si venissero a raccontare a lei
+queste storie; che se da più secoli gli uomini
+della famiglia non avevano avuto giudizio, ella
+non sapeva che farci, e se Sua Eccellenza Almorò,<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span>
+quand&#8217;era ambasciatore a Parigi, spendeva
+120 mila franchi all&#8217;anno, e Sua Eccellenza
+Zaccaria per festeggiare la sua nomina a Procuratore
+aveva gettato 20 mila ducati bisognava
+prendersela con Sua Eccellenza Almorò e con
+Sua Eccellenza Zaccaria, e non con lei. Del
+resto, quand&#8217;ella, l&#8217;ultima degli Orseolo, era
+entrata in casa Bollati aveva creduto di entrare
+in una casa di gran signori, e non era
+disposta affatto a vivere di pane e di noci. A
+ogni modo ella sarebbe stata curiosa di sapere
+quali risparmi si potevano fare.&mdash;Perchè&mdash;ella
+continuava rispondendo da sè alla propria
+domanda&mdash;non pretenderete mica che si stia
+senza gondola.</p>
+
+<p>&mdash;Sfido io.... Nemmen per sogno.</p>
+
+<p>&mdash;O che si licenzi il cuoco?</p>
+
+<p>&mdash;Ma chi dice questo?</p>
+
+<p>&mdash;O che io mandi a spasso la cameriera?</p>
+
+<p>&mdash;Ma no, ma no.</p>
+
+<p>&mdash;O che rinunzi al palco alla Fenice?</p>
+
+<p>&mdash;Nemmen per idea.</p>
+
+<p>&mdash;O che mi vesta come una serva?</p>
+
+<p>&mdash;Via, Chiaretta, nessuno pretende una roba
+simile.</p>
+
+<p>&mdash;Che cosa si pretende adunque? Che si dia
+il benservito al precettore di Leonardo, e che
+si mandi il ragazzo alla scuola pubblica?</p>
+
+<p>&mdash;Ci mancherebbe altro! Un Bollati alla
+scuola pubblica?... In mezzo alla marmaglia?</p>
+
+<p>&mdash;Lo vedete voi stesso, è chiaro come la
+luce del sole che meno di quel che si spende<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span>
+non si può spendere.... almeno per parte mia.
+Se voi sprecate il danaro senza discernimento....</p>
+
+<p>&mdash;Io!&mdash;interruppe scandalizzato il conte
+Leonardo. E allora toccò a lui di provare come
+due e due fan quattro che sulle sue spese particolari
+non c&#8217;era da risecare un centesimo,
+mentre non si poteva certo pretendere che un
+Bollati non appartenesse al Casino dei nobili, e
+non avesse un posto nel <i>palcone</i> di società in
+tutti i teatri, e non frequentasse il caffè, e si
+tirasse indietro dal giuocare una partita a <i>tre
+sette</i> per paura di perdere qualche zecchino.</p>
+
+<p>La contessa Chiaretta avrebbe voluto dire
+che tutte le spese del marito non finivano lì,
+ma tacque per ispirito di conciliazione.</p>
+
+<p>Dopo questo colloquio pareva che le cose dovessero
+restar al punto in cui erano prima;
+nondimeno i due coniugi, ritornando sull&#8217;argomento,
+ebbero uno slancio sublime, e mostrarono
+di quanta abnegazione fosse capace l&#8217;animo
+loro. Sua Eccellenza Chiaretta, che prendeva
+sei tazze di cioccolata al giorno, deliberò di
+sacrificarne una, e il conte Zaccaria, sempre
+fermo nell&#8217;idea di lasciare intatto il patrimonio
+al figliuolo, immolò sull&#8217;altare della famiglia un
+bicchierino di curaçao, ch&#8217;egli soleva centellare
+dopo colazione.<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="IV" id="IV"></a>IV.</h2>
+
+
+<p>Chi, nei giorni immediatamente successivi
+alla morte del N. H. Leonardo, fosse penetrato
+in qualche caffè di Venezia avrebbe sentito un
+dialogo simile a questo:</p>
+
+<p>&mdash;Dunque si sa precisamente quel che abbia
+lasciato Bollati?</p>
+
+<p>&mdash;Ma no, nulla di preciso... L&#8217;azienda diretta
+da quel famosissimo <i>sior</i> Bortolo è in una
+confusione da non credersi.</p>
+
+<p>&mdash;Oh c&#8217;è da scommettere che anche quelli lì
+finiscono coll&#8217;andare in rovina....</p>
+
+<p>&mdash;Via, prima della rovina ci vorrà qualche
+annetto.</p>
+
+<p>&mdash;Non tanto, non tanto; quando si comincia,
+si va giù a precipizio.</p>
+
+<p>&mdash;Che pessimisti! Il vecchio conte, se badiamo
+alle sue disposizioni testamentarie, non
+aveva di queste paure.</p>
+
+<p>&mdash;Oh se le aveva!... Le disposizioni testamentarie
+non significano nulla.... È positivo che<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span>
+prima di morire egli fece una predica al figliuolo
+e gli pronosticò una catastrofe se non
+restringeva le spese.</p>
+
+<p>&mdash;Bellissima! E poi lasciò tutti quei legati?</p>
+
+<p>&mdash;Boria postuma.</p>
+
+<p>&mdash;Contraddizioni umane.</p>
+
+<p>&mdash;È vero&mdash;chiedeva qualcheduno&mdash;che i
+Geisenburg sono partiti su tutte le furie il
+giorno dopo i funerali?</p>
+
+<p>&mdash;Verissimo. È innegabile che il conte Leonardo
+li trattò un po&#8217; male. Non nominò nemmeno
+nel suo testamento il marchese Ernesto,
+e alla nipote lasciò un anello di nessun valore.</p>
+
+<p>&mdash;Il conte Leonardo aveva sempre veduto di
+mal occhio questo matrimonio.</p>
+
+<p>&mdash;E aveva ragione. O che non c&#8217;erano meglio
+partiti a Venezia?</p>
+
+<p>&mdash;Quel marchese con la sua prosopopea è
+insoffribile.</p>
+
+<p>&mdash;È poi così ricco come si vanta di essere?</p>
+
+<p>&mdash;Nemmen per sogno.... Molto fumo e poco
+arrosto. Già quando c&#8217;è il vizio del gioco non
+c&#8217;è fortuna che basti.</p>
+
+<p>&mdash;Il gioco, il vino e i cavalli&mdash;soggiungeva
+un altro.&mdash;Tre cose che costano un occhio.</p>
+
+<p>&mdash;E lei, la marchesa, sciupa una moneta in
+<i>toilettes</i>.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, con quel frutto.... Pare la bambola di
+Francia.</p>
+
+<p>E si seguitava di questo tuono, tagliando i
+panni addosso al marchese Ernesto e alla marchesa
+Maddalena, che, per vero dire, erano antipatici<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span>
+a tutti. Noi, che non dobbiamo occuparci
+dei fatti loro, li lasceremo in balìa dei
+loro detrattori e vedremo che cosa pensino del
+testamento del conte Leonardo quei parenti
+dei Bollati, a cui già accennammo più volte, i
+Rialdi.</p>
+
+<p>Anche i Rialdi erano stati delusi nella loro
+aspettazione. Si ripromettevano una bella sommetta
+e avevano avuto invece un legatino piccolo
+piccolo. Il conte Luca soffiava in silenzio
+(era il suo modo d&#8217;esprimere il malcontento),
+ma la contessa Zanze, quando non c&#8217;era presente
+la figliuola, non resisteva alla tentazione
+di darsi uno sfogo.</p>
+
+<p>&mdash;Avete visto?&mdash;ella diceva al pacifico marito.&mdash;Valeva
+la pena di aver fatto la vita che
+s&#8217;è fatta in questi ultimi giorni, valeva la pena
+ch&#8217;io aiutassi il flebotomo a metter, con riverenza
+parlando, le sanguisughe a quell&#8217;empiastro
+del conte Leonardo, per esser poi trattati
+come parenti lontani che vanno a palazzo a
+ogni morte di papa o come estranei che non
+hanno altro merito che quello di recitar quattro
+versi nelle feste di famiglia?... Quattromila
+lire venete una volta tanto.... Una miseria!...
+E invece le migliaia di ducati all&#8217;Ospitale, alla
+Casa di Ricovero, agli Orfanotrofi, agli Asili
+d&#8217;infanzia, ai Catecumeni, o che so io... tutto
+per aver gli articoli della <i>Gazzetta</i> e le lapidi
+nei vari istituti.... Come se il morto leggesse
+quegli articoli e le iscrizioni di quelle lapidi!...
+Ma il dispetto maggiore me lo fanno quelle<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span>
+pensioni ad agenti e a servitori... dopo che il
+conte Leonardo ha detto lui stesso che tutti
+rubano in casa sua.... Se rubano!... Quel <i>sior</i>
+Bortolo peggio degli altri.... Sempre così mellifluo,
+sempre così cerimonioso... <i>lustrissimo</i>,
+<i>lustrissima</i>, e inchini, e baciamano, e proteste
+di devozione, e intanto s&#8217;empie le tasche di
+ben di Dio.... E i fattori di campagna?... Che
+cere da Patriarchi!... Bianchi e rossi da fare
+allegria.... Rendono i conti a loro modo, si servono
+dei cavalli di lusso, dotano le figliuole, allargano
+i loro poderi... insomma un carnovale....
+Ma perfino il cuoco ha tutta l&#8217;aria d&#8217;un gran
+signore, e a vederlo la domenica quando conduce
+a spasso la moglie lo si direbbe un milord....
+Gli è che oltre alla sua paga ha gli incerti
+e accetta ordinazioni di pranzi da questi
+e da quelli, e tutto vien fuori dalla cucina Bollati....
+Camerieri e guatteri, non c&#8217;è bisogno di
+dirlo, cacciano le mani anche loro nelle casseruole
+e non ce n&#8217;è uno che non porti a casa il
+suo fagotto di roba... le donne fanno il resto e
+vorrei aver io tutti i capi di biancheria e di
+vestiario che quella stolida della Chiaretta si
+lascia portar via sotto agli occhi.... È inutile
+che facciate quelle smorfie... queste son verità
+sacrosante, e siete voi solo a ignorarle.... E vi
+dico che se foste stato un uomo di spirito, invece
+di perdere le giornate in quel vostro ufficio
+che non vi dà nemmeno da campare la vita,
+e di sciupar le sere al caffè alla Vittoria coi
+vostri eterni scacchi, avreste dovuto ottenere<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span>
+un posto nell&#8217;amministrazione Bollati e ingegnarvi.</p>
+
+<p>&mdash;Oh, oh&mdash;interruppe il conte Luca&mdash;vorreste
+dire che avrei dovuto rubare come gli altri...
+mi spiego?</p>
+
+<p>&mdash;Mi spiego, mi spiego?... Vi spiegate malissimo....
+Io non ho detto rubare; avreste fatto
+del bene alla vostra famiglia e anche ai vostri
+parenti Bollati, che era meglio cascassero in
+mano d&#8217;un cugino che di gente mercenaria....
+E oggi stesso, vedete, s&#8217;io fossi nei vostri
+panni, andrei difilato da Zaccaria e gli direi:
+Volete una persona di cuore alla testa dell&#8217;agenzia?
+Son qua io.</p>
+
+<p>&mdash;Siete matta? In questi impicci mi mettereste?
+Vi paion proposte da fare?</p>
+
+<p>&mdash;Oh lo so che voi non siete uomo capace
+di uscir dal vostro guscio.... E guai alla famiglia
+se non ci fossi io.... Che anche quel poco
+che ci rende la parentela dei Bollati lo dovete
+a me.</p>
+
+<p>&mdash;Io non nego le vostre belle qualità;...
+però... sì... voglio dire... se siamo parenti dei
+Bollati, il merito non è mica vostro... mi spiego?</p>
+
+<p>Il conte Luca non aspettò la risposta e sguizzò
+dalla stanza, come faceva sempre quando gli
+pareva di non aver mostrata sufficiente sommissione
+alla moglie.</p>
+
+<p>Era una brava donnetta, una donnetta attiva
+e procacciante la contessa Zanze, ed era riuscita,
+poverissima, a farsi sposar dal conte
+Luca Rialdi, poco meno spiantato di lei, ma cugino<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span>
+degli illustri e ricchissimi Bollati, e in
+buoni termini con loro. Alla contessa Zanze
+però era occorsa molt&#8217;arte a vincer la diffidenza
+dei parenti di suo marito, i quali le rimproveravano,
+fra l&#8217;altre cose, la dubbia nobiltà dei
+natali e il modo subdolo con cui aveva tirato
+nella rete quel povero conte Luca. Comunque
+sia, ormai ella spigolava abbastanza largamente
+nel campo dei Bollati; vestiti smessi pei figliuoli,
+per sè e anche pel consorte, qualche regaluccio
+a tempo e luogo, e qualche prestito di
+danaro che non si restituiva e che l&#8217;aiutava a
+spingere innanzi la barca pericolante. Aggiungasi
+al resto un paio di mesi di villeggiatura, e
+un paio di pranzi alla settimana, ch&#8217;erano una
+vera provvidenza per la famiglia. Naturalmente
+di fronte a questi vantaggi la contessa Zanze
+doveva inghiottire molti bocconi amari. Le toccava
+prestarsi ad uffici umili, quasi di cameriera,
+le toccava ogni momento sentirsi ricordar
+la distanza che correva tra lei e i Bollati,
+e far la disinvolta mentre si andava a gara per
+mettere in burletta le sue acconciature, il suo
+abbigliamento e perfino, sacrilegio orribile! i
+suoi martedì. Giacchè bisogna notare che la
+contessa Zanze aveva anch&#8217;essa il suo giorno di
+ricevimento nel quale ella noleggiava un servitore
+a spasso, gli faceva indossare una livrea
+gelosamente conservata in casa, e lo piantava
+nell&#8217;andito ad aspettarvi le visite. Capitavano
+dame e pedine, ma per lei erano sempre contesse,
+o marchese, o <i>lustrissime</i>; fra lei e il suo<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span>
+cameriere improvvisato nobilitavano tutti. La
+moglie del dottor X.... non mancava mai ai
+martedì della Rialdi, tanto le piaceva il sentirsi
+dar della contessa una volta per settimana.</p>
+
+<p>Il martedì si desinava in casa Bollati, e guai
+se non fosse stato così, perchè quel giorno non
+si accendeva il fuoco in cucina per non aver
+l&#8217;odor di bruciaticcio nel salotto attiguo, e anche
+perchè la padrona di casa non aveva agio
+da attendere alle faccende domestiche. Di tratto
+in tratto accadeva però che i Bollati avessero
+appunto il martedì qualche commensale di riguardo
+e allora essi mandavano a dire ai cugini:
+<i>Venite domani</i>. In questi casi, il conte Luca
+doveva limitarsi a mangiar pane e salame, e i
+bimbi sfamati alla meglio si mettevano a letto
+più presto del solito in ossequio al proverbio:
+<i>Qui dort dîne</i>. In quanto alla contessa Zanze,
+ella non prendeva che una limonata senza zucchero,
+tant&#8217;era la bile che le suscitava il procedere
+de&#8217; suoi boriosi parenti, i quali mostravano
+di tener in così poco conto lei e suo marito.
+Ah se non ci fossero stati di mezzo i figliuoli!
+Ma i figliuoli c&#8217;erano e non conveniva
+sacrificarli a un malinteso amor proprio. Perciò
+la contessa Zanze reprimeva presto i suoi moti
+di collera e procurava d&#8217;inculcare a Gasparo e
+a Fortunata la maggior riverenza verso i Bollati.
+Senonchè, l&#8217;indole de&#8217; suoi ragazzi era così
+dissimile che i germi gettati nel cuore dell&#8217;uno
+e dell&#8217;altra non potevano dare ugual frutto.<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span>
+Fratello e sorella avevano comune un gran
+fondo di rettitudine, ma nella sorella questa
+rettitudine s&#8217;univa a un&#8217;indole docile e mansueta;
+nel fratello invece essa si accompagnava
+a uno spirito altero, insofferente di freno. A
+ogni suggerimento, a ogni ordine, il primo impulso
+di Gasparo era quello di ribellarsi, il primo
+impulso di Fortunata era quello di ubbidire, cosicchè
+un psicologo chiamato a far pronostici
+sui due piccoli Rialdi avrebbe detto che Gasparo
+era un ragazzo indisciplinato e molesto,
+il quale sarebbe divenuto un uomo efficacemente
+e operosamente buono; Fortunata era una bimba
+angelica, serbata probabilmente a esser vittima
+d&#8217;ogni prepotenza e d&#8217;ogni ingiustizia, e la cui
+bontà passiva avrebbe finito piuttosto col nuocere
+a lei che col giovare agli altri.</p>
+
+<p>Premesso ciò, sarà facile intendere come non
+ci fosse voluto molto a imprimer nell&#8217;animo di
+Fortunata l&#8217;idea della grandezza dei Bollati e
+a persuaderla della necessità di mostrar loro
+ogni deferenza, e come d&#8217;altro canto la fierezza
+naturale di Gasparo gli avesse impedito d&#8217;acconciarsi
+a questa subordinazione. Non c&#8217;era
+mai stato caso di persuaderlo a baciar senza
+tante smorfie la mano del vecchio conte Leonardo,
+nè quella del conte Zaccaria o della contessa
+Chiaretta; non era stato possibile di far
+sì ch&#8217;egli giocasse col contino senz&#8217;attaccar
+lite. Anzi un giorno, punto da non so quali
+parole, egli picchiò di santa ragione il cuginetto,
+cosa che indusse la contessa Chiaretta<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span>
+a far terribili vaticini sulla sorte dell&#8217;umanità,
+giacchè, quando i parenti spiantati picchiano i
+parenti ricchi, dev&#8217;esser vicina la fine del
+mondo.</p>
+
+<p>Forse questo fatto memorabile ebbe una
+certa influenza nella risoluzione dei Rialdi di
+mettere il figliuolo nel collegio di marina a
+Sant&#8217;Anna di Castello.</p>
+
+<p>Così la contessa Zanze poteva catechizzar
+Fortunata senza contraddizione.&mdash;Sii rispettosa,
+servizievole coi parenti Bollati, e procura
+di farti voler bene dal cugino Leonardo.</p>
+
+<p>La bimba, ufficiosa per sua natura e facilissima
+ad affezionarsi, non durava fatica a secondare
+i desiderii materni, ed era lietissima
+se poteva rendersi utile in qualche maniera alla
+<i>zia</i> Chiaretta, com&#8217;ella chiamava la illustrissima
+contessa. E costei, ch&#8217;era un tipo perfetto d&#8217;egoista,
+vedeva di buon occhio questa fanciullina
+punto chiassona, punto romorosa, dispostissima
+a far le parti d&#8217;una piccola cameriera.
+Lo stesso conte Zaccaria si degnava talvolta
+di occuparsi di lei, e allorchè voleva darle un
+segno della sua speciale benevolenza, se la
+prendeva sulle ginocchia, le ordinava di chiuder
+gli occhi e le cacciava su pel naso un pizzico
+di tabacco, scherzo fino e saporito che l&#8217;illustre
+gentiluomo riteneva il <i>non plus ultra</i> dello
+spirito. Fortunata starnutiva replicatamente, ma
+non si lagnava mai; anzi, quand&#8217;aveva finito di
+starnutare, sorrideva di quel suo sorriso carezzevole
+ch&#8217;era la sua maggiore attrattiva fisica.<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span></p>
+
+<p>E il contino Leonardo preferiva Fortunata a
+tutti gli altri compagni di gioco, forse perchè
+Fortunata sopportava con più longanimità i
+suoi capricci. Sprezzante per indole, egli era
+piuttosto cortese con lei, e le serbava delle
+chicche, o le regalava dei trastulli rotti: cavalli
+a cui s&#8217;era spezzata una gamba, bambocci
+che avevano perduto la testa, trombette che
+avevano dimesso l&#8217;abitudine di suonare. Fortunata
+andava in estasi. Ci voleva così poco a
+riempirle l&#8217;animo di gratitudine!</p>
+
+<p>La contessa Zanze provava un grande compiacimento
+a veder la buona intelligenza tra i
+due cugini, e si cullava in una speranza ambiziosa
+balenatale alla mente, si può dire, fin
+dalla nascita della figliuola. Ah se Leonardo
+s&#8217;innamorasse di Fortunata!</p>
+
+<p>Il marito, più positivo, si stringeva nelle
+spalle borbottando:&mdash;Castelli in aria, castelli
+in aria.</p>
+
+<p>Ma la consorte gli imponeva silenzio con una
+ragione perentoria:&mdash;Siete un gran babbeo.</p>
+
+<p>Quest&#8217;era innegabile. Ma Gasparo Rialdi, che
+non era un babbeo e che, se non fosse stata la
+disciplina, avrebbe avuto il primissimo posto
+nella sua classe, Gasparo, nelle poche feste
+ch&#8217;egli passava in famiglia, diceva che sua sorella
+aveva un gran torto di perder il suo tempo
+a giocare con quello stupido prepotente di Leonardo
+Bollati, e che in quanto a lui era ben lieto
+di non aver quasi mai occasione di mettere il
+piede nel palazzo di quei somari. Parole che<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span>
+facevano andar fuori della grazia di Dio la
+contessa Zanze e mettevano la febbre addosso
+al conte Luca, altrettanto meravigliato di aver
+un figliuolo di quello stampo quanto sarebbe
+maravigliata la chioccia che s&#8217;accorgesse d&#8217;aver
+covato un aquilotto.</p>
+
+<p>Nè Gasparo aveva almeno la prudenza di
+aspettare a fare i suoi sfoghi che non ci fosse
+presente la sorella. Anzi un giorno egli disse
+a lei stessa:&mdash;Tu hai i gusti di Sant&#8217;Antonio....
+Anch&#8217;egli prediligeva un certo animale.</p>
+
+<p>Fortunata non capì nulla, ma si mise a piangere
+senza sapere il perchè, e corse dalla mamma
+chiedendole in mezzo ai singhiozzi:&mdash;Mamma,
+mamma, che gusti aveva Sant&#8217;Antonio? Che
+animale era quello ch&#8217;egli prediligeva?</p>
+
+<p>Guai se Gasparo non fosse rientrato presto
+in collegio. Egli era proprio insopportabile, e
+la <i>zia</i> Chiaretta aveva ragione a definirlo con
+una parola che per lei esprimeva la quintessenza
+d&#8217;ogni nequizia: <i>È un carbonaro</i>.<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="V" id="V"></a>V.</h2>
+
+
+<p>Vediamo ora di far più stretta conoscenza col
+contino Leonardo Bollati, unico rampollo maschio
+della famiglia, unico erede d&#8217;un nome illustre
+negli annali della Serenissima.</p>
+
+<p>Per cominciare <i>ab ovo</i> diremo che il contino
+Leonardo nacque nel 1823, come può verificarsi,
+oltre che dai registri parrocchiali, anche da un
+volumetto di poesie stampato in quel tempo,
+col titolo: <i>Versi di vari autori in occasione del
+battesimo di S. E. il conte Leonardo Bollati P. V.</i>
+(leggi Patrizio veneto).</p>
+
+<p>C&#8217;è fra gli altri componimenti un sonetto che
+principia così:</p>
+
+<div class="poem" style="width: 18em;"><div class="stanza">
+<span class="i0">O tu in cui dritta la virtù discese<br /></span>
+<span class="i2">Onde Venezia ebbe del mar l&#8217;impero,<br /></span>
+<span class="i2">Certo tu pure, o pargoletto altero,<br /></span>
+<span class="i2">Famoso andrai per memorande imprese;<br /></span>
+</div><div class="stanza">
+<span class="i0">Mel dice il nobil tuo sembiante, il fiero<br /></span>
+<span class="i2">Lampo degli occhi tuoi mel fa palese...<br /></span>
+<span class="i2">.&#160;&#160;&#160;.&#160;&#160;&#160;.&#160;&#160;&#160;.&#160;&#160;&#160;.&#160;&#160;&#160;.&#160;&#160;&#160;.&#160;&#160;&#160;.&#160;&#160;&#160;.&#160;&#160;&#160;.&#160;&#160;&#160;.&#160;&#160;&#160;.&#160;&#160;&#160;.&#160;&#160;&#160;.&#160;&#160;&#160;.<br /></span>
+<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span></div></div>
+
+<p>E ci pare che basti.</p>
+
+<p>Nonostante le feste con cui egli fu accolto al
+suo nascere, il contino Leonardo non fu guastato
+con troppi baci e troppe carezze. Il conte Zaccaria,
+libertino incorreggibile, s&#8217;occupava più
+delle crestaie e delle ballerine che de&#8217; suoi figliuoli,
+e la contessa Chiaretta, tra le pratiche
+di devozione e il teatro, il fare e il ricever visite,
+il curare i suoi mali veri e l&#8217;almanaccar dietro
+ai suoi mali immaginari, il bever tazze di cioccolata
+e il mangiar pasticcini, esauriva tutte le
+forze del corpo e dello spirito, nè le restava
+più tempo o voglia di dedicarsi alle cure materne.
+Dimodochè S. E. Leonardo Bollati, progenie
+di dogi, passò dalle braccia della balia e
+delle bambinaie a quelle dell&#8217;altre persone di
+servizio, e ne&#8217; primi anni della sua gloriosa esistenza
+non era ammesso al cospetto de&#8217; genitori
+che la mattina appena alzato e la sera avanti
+di coricarsi. In questi momenti solenni egli baciava
+la mano al nonno, al signor padre e alla
+signora madre, e dava loro il buon giorno e la
+buona notte. Nelle grandi occasioni (a Pasqua,
+a Natale, al Capo d&#8217;anno, ecc.) lo si faceva portare
+a tavola alle frutta. Allora il contino dava
+prova di ottimo appetito e di rara precocità nel
+dir parole indecenti, ch&#8217;egli apprendeva in cucina
+e che esilaravano il conte padre ed erano
+accolte con un sorriso benevolo anche dai commensali,
+soprattutto dai Rialdi, parenti poveri,
+mentre la contessa Chiaretta si limitava ad esclamare:&mdash;Maria
+Vergine santissima! Che discorsi!<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span></p>
+
+<p>Ma il contino Leonardo non imparava in cucina
+soltanto le schiette grazie del linguaggio
+popolare.</p>
+
+<p>Un barcaiuolo pensionato della famiglia, morto
+nonagenario un anno prima del padrone vecchio,
+lo aveva erudito in certe cronache domestiche
+assai edificanti. Nicola (il barcaiuolo si chiamava
+così) era nato in casa e avea pei Bollati una
+devozione a tutta prova. Per isfortuna egli non
+era cresciuto nei tempi in cui i Bollati maschi
+si coprivano di gloria, ma in quelli in cui le
+Bollati femmine facevano d&#8217;ogni erba un fascio.
+E raccontava le gesta di queste civette con la
+identica compiacenza con la quale due secoli
+innanzi avrebbe raccontato quelle del nobiluomo
+Almorò che aveva preso una bandiera ai Turchi,
+e del nobiluomo Biagio che a venticinque anni
+aveva sbalordito il Maggior Consiglio con la sua
+eloquenza. La madre del conte Zaccaria non
+aveva avuto tempo di far discorrer di sè perch&#8217;era
+morta da parto dopo un anno di matrimonio,
+ma Sua Eccellenza Adriana e Sua Eccellenza
+Marina, mogli di due fratelli del N. H.
+Leonardo ne avevano fatte di grosse. Belle,
+piene di spirito e di salute, avevano goduto la
+vita, loro due, non come Sua Eccellenza Chiaretta,
+una buona donna, ma via, un po&#8217; troppo
+monachella, troppo dinoccolata, troppo paurosa
+della sua salute. Perchè in fin dei conti, diceva
+il vecchio Nicola, che cosa fanno a questo mondo
+le donne se non fanno il chiasso e l&#8217;amore?</p>
+
+<p>&mdash;Eh&mdash;continuava il barcaiuolo epicureo&mdash;ai<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span>
+tempi delle lustrissime Adriana e Marina ci
+si divertiva in Palazzo. Altro che adesso! Non
+s&#8217;eran mai viste due cognate che se la intendessero
+meglio di quelle. Mai una gelosia, mai
+la cattiva azione di portarsi via i <i>morosi</i>, ma
+invece un aiutarsi, un difendersi ch&#8217;era un piacere
+a sentirle. Io ero il confidente di tutt&#8217;e
+due, e quando l&#8217;una o l&#8217;altra diceva di voler la
+gondola a un remo solo e che quel remo dovevo
+esser io, sapevo benissimo di che si trattava.
+Qualche volta i due mariti e i due rispettivi
+cavalieri serventi volevano tirarmi in lingua.
+Mi ricordo che un giorno il nobiluomo Barbo,
+che serviva la lustrissima Adriana, mi disse:&mdash;«Tu
+tieni il sacco a quella fraschetta.»&mdash;«Nobiluomo&mdash;io
+risposi&mdash;la parli con rispetto
+della padrona.» Sicuro; perchè io non
+ammettevo scherzi su questo proposito.... Ma
+quando potevo, coi debiti riguardi, dare un buon
+consiglio alle <i>lustrissime</i>, mi facevo coraggio. E
+raccomandavo loro di usar prudenza e di salvare
+le apparenze, che son quelle a cui il mondo
+bada di più. Così facevo il mio dovere, e le
+padrone, che non avevano ombra di sussiego,
+me ne ringraziavano. Erano due angeli, quelle
+donne, e non è mica a credere che fossero cattive
+mogli. Bisognava vederla Sua Eccellenza
+Adriana durante la lunga malattia del marito.
+Pareva una suora di carità. E quando S. E. Alvise
+morì, che macchina di monumento ella gli
+fece innalzare in chiesa dei Gesuiti! E quante
+messe all&#8217;anno faceva dire in suffragio del povero<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span>
+defunto! Se quell&#8217;anima lì non ha scontato
+presto il suo purgatorio, non deve certo prendersela
+colla moglie. E S. E. Marina? L&#8217;ho accompagnata
+io stesso due anni di fila ad Abano
+con S. E. Vittore che andava a curarvi la sua
+sciatica. Che pazienza da santa quella donna!
+Perchè S. E. Vittore (che Dio l&#8217;abbia in gloria!)
+era una pasta di zucchero finchè stava bene, ma
+se aveva un dolor di capo, usciva dai gangheri
+addirittura. Non c&#8217;eravamo che la padrona ed
+io che potessimo sopportarlo.&mdash;«Eh, Nicola,»&mdash;la
+mi diceva scherzando&mdash;«non si va mica
+in gondola adesso. »&mdash;«Ma, lustrissima; torneranno
+quei tempi.»&mdash;E lei, con una scrollatina
+di testa:&mdash;«Intanto s&#8217;invecchia, caro
+Nicola.»&mdash;Benedetta quella vecchia!&mdash;io
+avrei voluto soggiungere, ma non ero che un
+povero gondoliere e non dovevo prendermi certe
+libertà.... So ch&#8217;era da mangiarla S. E. Marina
+quando parlava così. A quarant&#8217;anni ell&#8217;era ancora
+un boccone prelibato. Una vitina, un busto,
+un giro di spalle, dei capelli neri come la
+pece, due occhi da svegliare i morti.... E una
+manina bianca, grassottella, che aveva tutti i
+sapori.... Posso dire di avergliela baciata quella
+mano.... Ma! Le due <i>lustrissime</i> son morte tutt&#8217;e
+due in fresca età e di donne come quelle s&#8217;è
+persa la stampa....</p>
+
+<p>Questi e altri discorsi consimili il vecchio Nicola
+li teneva soprattutto nelle sere d&#8217;inverno,
+durante la siesta, quando seduto sul focolare
+sopra un seggiolone impagliato egli protendeva<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span>
+le gambe stecchite sulle ceneri calde, e fumava
+la sua pipa di gesso o centellava un bicchiere
+di vino generoso. Il resto della servitù stava
+ad ascoltarlo ad orecchie tese, e le cameriere,
+ghiotte di pettegolezzi scandalosi, lo tempestavano
+di domande. Ed egli, sempre vantandosi
+d&#8217;esser stato un modello di discrezione in gioventù,
+spifferava una quantità di aneddoti circa
+alle scappate delle padrone, e al brio delle loro
+conversazioni nel casino ch&#8217;esse tenevano in comune
+a San Giuliano, e ai loro travestimenti in
+carnevale, al Ridotto, e ai loro trionfi alla venuta
+dei conti del Nord e del Re di Svezia. Intanto il
+contino Leonardo, ora sulle ginocchia d&#8217;una fantesca,
+ora sotto la tavola in compagnia del gatto,
+sbadigliava aspettando che lo mettessero a letto.
+E, se vogliamo esser giusti, egli si curava pochissimo
+di queste glorie casalinghe, e preferiva il
+racconto dei fatti memorabili del brigante Mastrilli,
+che il signor Oreste, il cuoco, sapeva a
+memoria, e di cui mostrava al padroncino le illustrazioni
+a colori sopra una ventola di cartone.</p>
+
+<p>Altra occupazione gradita pel nostro contino,
+sin dalla più tenera infanzia, era stata quella
+di dar la caccia ai granchi che salivano su per
+la <i>riva</i> del Palazzo. A questo nobile esercizio
+egli dedicava un paio d&#8217;ore al giorno sotto la
+vigilanza dell&#8217;uno o dell&#8217;altro dei gondolieri di
+casa, e, quando aveva preso una di quelle innocue
+bestiuole, egli trovava un gusto infinito
+a legarla con uno spago per una delle branchie
+e a tirarla su e giù per l&#8217;androne.<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span></p>
+
+<p>Però i gondolieri non insegnavano al contino
+Leonardo solamente a pigliare i granchi; essi
+lo addestravano eziandio nell&#8217;arte del remo,
+l&#8217;unica ginnastica a cui si dedicassero in quel
+tempo i nobili veneti. A quattr&#8217;anni egli aveva
+già un remino microscopico che appena sfiorava
+l&#8217;acqua; poi di mano in mano che il ragazzo
+cresceva gli si faceva fare un remo più grande
+e il remo smesso si conservava come trofeo di
+famiglia. Quando il contino Leonardo non possedeva
+ancora le lettere dell&#8217;alfabeto, egli era
+ormai in grado di vogare a poppa e di diriger
+bene o male la gondola nel Canalazzo e pei
+meandri dei <i>rii</i>. I barcaiuoli dei traghetti lo conoscevano
+tutti, e se qualcheduno vedendolo
+passare gridava poco rispettosamente:&mdash;<i>Occhio
+ai granchi, Eccellenza</i>&mdash;i più rendevano giustizia
+alle sue felici disposizioni e gli pronosticavano
+uno splendido avvenire.</p>
+
+<p>Con la sorella, alquanto maggiore d&#8217;età, Leonardo
+non aveva mai avuto buon sangue; del
+resto si può dire ch&#8217;egli l&#8217;avesse anche conosciuta
+poco, perch&#8217;ella entrò ben presto alle
+Salesiane e vi stette fino al momento del matrimonio.
+La piccola Rialdi, che aveva quattr&#8217;anni
+meno di lui, era stata sempre, come
+sappiamo, la sua compagna favorita di giuoco.
+E quand&#8217;egli non era in cucina con le serve, o
+in gondola, o presso alla <i>riva</i> coi barcaiuoli, era
+con Fortunata in uno stanzone del secondo piano
+detto lo stanzone degli armadi, ove i bimbi potevano
+fare il chiasso senza disturbare la <i>lustrissima</i><span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span>
+Chiaretta che pativa di emicrania e di
+sfinimenti.</p>
+
+<p>Così trascorse l&#8217;infanzia del contino Leonardo
+Bollati. Alla fine il suo signor padre si decise
+a dargli un precettore, e la scelta cadde sopra
+un sacerdote di nome don Luigi, al quale il
+conte Zaccaria, nell&#8217;affidargli l&#8217;educazione del
+giovinetto, tenne questo notevole ragionamento:</p>
+
+<p>&mdash;Grazie al cielo, Leonardo non ha bisogno
+di guadagnarsi da vivere, non deve far l&#8217;avvocato,
+nè il medico, nè l&#8217;ingegnere, nè, Dio guardi,
+il professore. Sotto la Serenissima era un altro
+paio di maniche. Il ragazzo avrebbe dovuto entrare
+prima nel Maggior Consiglio e più tardi
+forse nei Pregadi, e non ci sarebbe stata nessuna
+carica, per quanto alta, a cui egli non
+avesse potuto aspirare. Adesso il più che possa
+toccargli è di diventare assessore municipale, o
+amministratore dei Luoghi Pii, o presidente della
+Fenice, come me, e per questa roba non occorre
+troppa dottrina. Dunque, don Luigi, siamo intesi.
+Un poco di religione, di storia sacra e di
+storia veneta, le quattro operazioni dell&#8217;aritmetica,
+una tintura di latino, e quel tanto d&#8217;italiano
+che basta a scriver discretamente una lettera,
+e, se occorre, un sonetto per nozze o per
+monaca. Insomma non sopraccarichiamo il ragazzo
+di scienza.</p>
+
+<p>Don Luigi s&#8217;inchinò in segno d&#8217;assenso, e promise
+al conte Zaccaria di uniformarsi interamente
+a&#8217; suoi desiderii.</p>
+
+<p>Proprio un asino don Luigi non era; aveva<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span>
+un certo bagaglio di cultura classica e aveva
+scritto in gioventù un panegirico di San Luigi
+Gonzaga, lodato dal Padre Cesari. Ma era una
+mente gretta, piccina, di quelle che non possono
+spargere intorno a sè altro che la loro piccineria
+e la loro grettezza. In fatto di letteratura,
+il suo più forte convincimento era questo:
+doversi combattere ad oltranza il Manzoni. Per
+don Luigi, innamorato degli <i>avvegnachè</i> e dei <i>conciossiachè</i>,
+il Manzoni era un barbaro, e non c&#8217;era
+scribacchino d&#8217;istanze ch&#8217;egli non preferisse all&#8217;autore
+dei <i>Promessi Sposi</i>. Onde sopra una sola
+cosa egli domandò al conte Zaccaria che gli
+fosse lasciata mano libera:&mdash;Bisogna ch&#8217;ella
+mi permetta&mdash;egli disse&mdash;di formare a mio
+modo lo stile del mio allievo. Sarei veramente
+umiliato s&#8217;egli dovesse scrivere come il signor
+Manzoni, quel corruttore della lingua italiana.</p>
+
+<p>&mdash;Oh in quanto a questo&mdash;rispose il conte
+Zaccaria&mdash;faccia come le pare.</p>
+
+<p>Le inquietudini di don Luigi non durarono un
+pezzo. Non solo il contino Leonardo non accennava
+a voler scrivere un giorno come il signor
+Manzoni, ma dopo cinque anni d&#8217;insegnamento
+era ancora dubbio s&#8217;egli sarebbe mai riuscito a
+scrivere in nessuna maniera. Il pronostico fatto
+dal nonno poco prima di morire pareva aver
+molta probabilità di avverarsi. L&#8217;ultimo rampollo
+dei Bollati aveva tutta la disposizione di restare
+un somaro. Invece, dal lato fisico, egli era cresciuto
+meglio che la gracile infanzia non promettesse,
+era abbastanza alto per la sua età,<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span>
+snello e ben proporzionato della persona. Fatta
+eccezione dal naso un po&#8217; grande, i suoi lineamenti
+erano regolari, e, non guardando pel sottile
+all&#8217;espressione della fisonomia insignificante
+e sbiadita, lo si poteva anche dire un bel ragazzo.<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="VI" id="VI"></a>VI.</h2>
+
+
+<p>I Bollati avevano poderi in più parti del Veneto,
+ma la loro villa signorile era posta sulla
+Brenta, ed essi andavano a passarvi alcune settimane
+della primavera e dell&#8217;autunno. Vi andavano
+per tradizione, per non rimanere a Venezia
+quando non c&#8217;era nessuno, ma quel soggiorno
+campestre non aveva per loro la minima
+attrattiva, come non può averne per quelli che
+portano in campagna i gusti e le abitudini della
+città. Già per la contessa Chiaretta era un affar
+di stato il solo tragitto da Venezia a Fusina,
+e prima di avventurarvisi ella consultava una
+dozzina di volte l&#8217;aspetto del cielo e il parere
+dei gondolieri esperti nelle cose meteorologiche.
+Quando non c&#8217;era neanche una nuvola, quando
+non spirava un fiato di vento, quando i barcaiuoli
+erano d&#8217;accordo nel pronosticar la durata
+del bel tempo, quando a Sua Eccellenza non
+doleva un callo (ciò ch&#8217;era per lei un sintomo
+infallibile di cambiamenti atmosferici), quando<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span>
+non era nè martedì, nè venerdì, allora s&#8217;intraprendeva
+finalmente il gran viaggio. Partiva
+prima la gente di servizio coi bagagli (parevano
+le salmerie d&#8217;un esercito), poi venivano i padroni
+in due gondole, portandosi, fra l&#8217;altre cose, un
+gatto favorito dentro un paniere. A Fusina si
+trovavano le carrozze pronte e la comitiva si
+avviava verso la Mira. E anche qui S. E. Chiaretta
+era in preda a notevoli trepidazioni.&mdash;<i>Le
+bestie son bestie</i>&mdash;ella diceva saviamente,&mdash;ed
+è sempre un miracolo quando non ne fanno
+di grosse.&mdash;Cosicchè ella sottoponeva il cocchiere
+a un interrogatorio in piena regola.&mdash;Era
+proprio sicuro dei cavalli? Non aveva mica
+dato loro troppa biada? E le ruote della carrozza
+le aveva esaminate bene? Non si sa mai;
+si senton tante disgrazie.... Adagio.... Era inutile
+di correre in quella maniera.</p>
+
+<p>Basta; presto o tardi s&#8217;arrivava, e il fattore,
+il giardiniere e il gastaldo venivano a baciar la
+mano ai padroni. La contessa Chiaretta, tutta
+intontita dal viaggio, si ritirava prestissimo nel
+suo appartamento, e per quel giorno non discendeva
+nemmeno a desinare, ma si faceva
+servire un brodo in camera da letto. Nè è a
+credere che nei giorni successivi ella uscisse
+frequentemente in giardino o facesse delle gite
+nelle vicinanze; tutt&#8217;altro; gran parte della
+giornata ella la passava in un gabinetto con le
+imposte accostate per non lasciar entrare il
+sole, coi vetri chiusi per non lasciar entrare le
+mosche e la polvere; e soltanto a ora di colazione<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span>
+e di pranzo si trascinava a gran fatica
+fino in tinello, dicendo che non aveva fame e
+che non capiva come ci fosse della gente che
+poteva trovarsi bene fuori di città. La sera però,
+quand&#8217;erano accesi i lumi, quando capitavano
+l&#8217;arciprete, il cappellano, il medico condotto e
+qualche villeggiante per il tresette, la fronte
+di S. E. si spianava un poco, ed ella si abbandonava
+un poco alla dolce illusione d&#8217;essere nel
+salottino del suo palazzo di Venezia. E poichè
+le seccava di andare a letto presto, essa costringeva
+quei poveri diavoli a farle compagnia fino
+a mezzanotte, e li teneva svegliati a forza di
+tazze di caffè.</p>
+
+<p>Il conte Zaccaria, in fondo, aveva per la campagna
+la stessa passione di sua moglie, ma non
+voleva dirlo, e si dava l&#8217;aria d&#8217;intendersene di
+agricoltura, e ne sballava di grosse col fattore
+e col gastaldo, i quali, pur mostrando di ascoltarlo
+con deferenza, si prendevano gioco di lui.
+Il peggio si era che di tratto in tratto egli non
+si contentava delle chiacchiere accademiche, ma
+s&#8217;impuntava a ordinar sui suoi fondi dell&#8217;esperienze
+in <i>corpore vili</i> e sciupava il tempo e i
+quattrini.</p>
+
+<p>In quanto al contino Leonardo, egli avrebbe
+assai volentieri fatto senza della villeggiatura.
+Egli trovava che i ranocchi, le cicale, le lucertole
+valevan meno dei granchi e che la carrozza
+valeva meno della gondola. A far lunghe passeggiate
+non ci aveva gusto; l&#8217;imparar a guidar
+delle bestie gli pareva ignobile, e l&#8217;equitazione<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span>
+gli era venuta in uggia dopo che un cavallo lo
+aveva gettato a gambe levate sopra un mucchio
+di ghiaia. Sicchè, tutto sommato, s&#8217;annoiava
+mortalmente; tanto più che, cosa abbastanza
+singolare, in campagna aveva meno libertà di
+quella che avesse in Venezia. A Venezia andava
+in gondola anche solo affatto, e quand&#8217;egli riusciva
+a scender nell&#8217;entratura e recarsi presso
+alla <i>riva</i>, era sicuro di non esser molestato più.&mdash;Sarà
+con qualcheduno dei barcaiuoli,&mdash;dicevano
+in famiglia, e nessuno aveva altro da
+soggiungere, e don Luigi era esonerato dall&#8217;obbligo
+d&#8217;invigilare sul suo pupillo. In campagna
+invece don Luigi doveva seguire il contino dappertutto,
+e badare ch&#8217;egli non andasse sotto una
+carrozza, o non fosse morsicato dai cani idrofobi,
+o non isdrucciolasse giù nella Brenta.&mdash;Con
+l&#8217;acqua dolce non si scherza&mdash;sentenziava
+S. E. Zaccaria.</p>
+
+<p>Don Luigi, a tener dietro a S. E. Leonardo,
+non ne poteva più, e alla fine della giornata
+aveva l&#8217;aria d&#8217;uno di quei cani che per ore e
+ore inseguono la selvaggina, e alla sera si accovacciano
+sul vestibolo ansanti e con la lingua
+penzoloni. Onde, se gli riusciva di sgattaiolar via
+con la scusa di qualche indisposizione appena
+faceva notte, correva a rifugiarsi nella sua camera,
+e si cacciava sotto le coperte, maledicendo
+al destino che costringeva lui, un uomo di tanto
+merito, a sciupar la sua vita con un ragazzo
+balordo e maleducato. Ma ordinariamente non
+gli era concessa neppur questa consolazione,<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span>
+perchè S. E. Chiaretta, che aveva sempre bisogno
+di seccar qualcheduno e trovava assai
+comodo di seccare di preferenza il prete di casa,
+lo sforzava spesso a rimanere alzato per fare
+il quarto a tresette in un tavolino o per leggerle
+la <i>Gazzetta</i> fino a che le venisse sonno.
+Già ell&#8217;aveva dichiarato che alle sue indisposizioni
+non credeva punto, e che a ogni modo non
+poteva permettere ai suoi dipendenti di darsi
+il lusso dell&#8217;emicrania e del mal di nervi.</p>
+
+<p>Per don Luigi era meglio che ci fossero ospiti
+in quantità. E infatti ne capitavano ogni autunno,
+ed erano, qual più qual meno, tipi di parassiti
+spiantati e famelici.</p>
+
+<p>Uno degli assidui era il nobiluomo Pietro
+Canziani, dell&#8217;ordine dei segretari, poeta sprositato,
+autore di madrigali galanti in lode della
+contessa Chiaretta, la quale si ostinava a chiamar
+<i>sonetti</i> tutti i componimenti di vario metro che
+il suo devoto e maturo adoratore le dedicava.
+Il signor Barnaba Sughillo, impiegato di contabilità,
+nel fare il suo giro per le varie villeggiature
+sulla Brenta, non dimenticava i Bollati,
+e intratteneva anche loro co&#8217; suoi giuochi di
+prestigio e con la sua prodigiosa abilità nell&#8217;imitare
+il canto degli uccelli, meriti che gli
+avevano procurato il benigno compatimento delle
+famiglie patrizie. Nè mancava, sebbene non invitata,
+la contessa Ficcanaso, la quale, dichiarando
+di non poter stare a lungo senza vedere
+i suoi dilettissimi amici, veniva a stabilirsi in
+casa loro per un paio di settimane almeno. Ella<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span>
+veniva con uno scarso bagaglio di biancheria,
+ma con una ricca collezione di pettegolezzi, che
+le facevano perdonar dai padroni l&#8217;uggia della
+sua visita. Nascite, morti, matrimoni, scandali
+aristocratici e borghesi, arrivi e partenze di forestieri,
+promozioni e traslochi d&#8217;impiegati, tutto
+aveva un posto nella cronaca della contessa
+Ficcanaso, e Sua Eccellenza Chiaretta, tra uno
+sbadiglio e l&#8217;altro, pendeva dalla sua inesauribile
+parlantina. Gli scandali l&#8217;attraevano in
+ispecial modo, come accade a molte donne oneste,
+che sono piene di curiosità patologiche. E di
+S. E. Chiaretta, fosse virtù vera, o freddezza,
+o salute cagionevole, o mancanza di occasioni,
+non si poteva davvero dir nulla.</p>
+
+<p>I Rialdi poi, l&#8217;ho già detto, facevano in villa
+Bollati la permanenza più lunga possibile. Certo
+che talvolta, pur di rimanere, dovevano ceder
+la loro stanza e contentarsi dei peggiori bugigattoli
+della casa. Ma se ne contentavano perchè
+la contessa Zanze voleva far economia, il
+conte Luca aveva bisogno d&#8217;una boccata d&#8217;aria
+libera dopo le fatiche dell&#8217;impiego, e Fortunata
+non riprendeva un po&#8217; di colore che quand&#8217;era
+in campagna. Il solo Gasparo preferiva di passare
+in collegio anche le vacanze.</p>
+
+<p>Gli ospiti di minor riguardo erano vittime del
+lugubre buon umore di S. E. il conte Zaccaria.
+Così il nobile Canziani, il signor Sughillo, la
+contessa Ficcanaso, i Rialdi avevano di tratto
+in tratto la compiacenza d&#8217;esser svegliati prima
+di giorno da un gallo nascosto in un canterale,<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span>
+o di trovar sparsa l&#8217;assafetida sulle lenzuola, o
+di sentirsi nel cuor della notte strappar via le
+coperte che erano state insidiosamente legate
+a una cordicella di cui uno dei capi era fuori
+della stanza. Quando la burla passava la misura&mdash;Ah,&mdash;borbottava
+la contessa Zanze al marito,&mdash;se
+foste almeno nell&#8217;amministrazione!</p>
+
+<p>Il conte Luca si stringeva nelle spalle. Gli
+scherzi del cugino Zaccaria non gli turbavano
+la digestione, a lui non pareva vero di poter
+mangiar bene tutti i sette giorni della settimana
+e di dare qualche capatina furtiva in cucina per
+assaporare prima del tempo i ghiotti manicaretti
+apprestati dal signor Oreste. Inoltre, poichè
+<i>non de solo pane vivit homo</i>, il nostro conte Luca
+aveva, in quel periodo della villeggiatura, delle
+insigni soddisfazioni d&#8217;amor proprio. Al caffè
+della Mira non c&#8217;era nessuno che gli tenesse
+testa agli scacchi. Perciò, sia ch&#8217;egli giocasse,
+sia ch&#8217;egli assistesse alle partite d&#8217;altri giocatori,
+egli trovava, al cospetto della scacchiera, un
+brio e una loquacità inesauribile, ed esilarava
+la compagnia con certi sali attici d&#8217;ottimo gusto,
+come: <i>Fiat lux, faccia lui.</i>&mdash;<i>Veda lei che ha
+quegli occhi così bei.</i>&mdash;<i>Tacete su quegli olmi, o
+passeri inquieti.</i>&mdash;<i>Pur che il reo non si salvi i
+giusto</i> <span class="smaller">POMI</span> (garbatissima variante al verso del
+Tasso).&mdash;<i>Tu taci Solimano e a nulla pensi.</i>&mdash;<i>Fermi
+là e nessun si muova</i>&mdash;e altre spiritosaggini
+simili.</p>
+
+<p>Di Fortunata non si discorre neanche. Ella si
+lasciava cucinare in tutte le salse, e i capricci dei<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span>
+cugino erano altrettante leggi per lei. Leonardo,
+il quale non voleva intorno a sè che persone
+sommesse, stava appunto con Fortunata, con la
+Rosa nipote del gastaldo, chiamata per vezzeggiativo
+Rosetta, e con tre o quattro ragazzi di
+contadini, ch&#8217;egli pigliava a scappellotti se si
+mostravano recalcitranti ai suoi ordini. Ma già
+la Fortunata e la Rosetta erano le sue favorite.
+Con loro deludeva spesso la vigilanza del precettore,
+e s&#8217;inzaccherava nei fossi, o si ravvoltolava
+sui mucchi di fieno, o andava a zonzo pei
+campi sgranellando i grappoli d&#8217;uva lungo le
+viti. Ora, per un gran tempo, la Fortunata e la
+Rosetta, ch&#8217;erano quasi coetanee, procedettero
+d&#8217;amore e d&#8217;accordo, senza ombra di gelosia,
+chè la Rosetta riconosceva la sua inferiorità di
+fronte all&#8217;altra, la quale, per quanto spiantata,
+era sempre una damina. Ma in quell&#8217;autunno
+1838 il contino Leonardo, che sentiva ormai le
+prime inquietudini dell&#8217;adolescenza, si divertì a
+prendere verso le due ragazze un atteggiamento
+di sultano fra le odalische, e accordando ora
+una preferenza a questa, ora a quella, fece
+sorger tra loro una specie di rivalità. Sicchè
+esse finirono col non potersi soffrire, e Fortunata,
+che pur adorava la campagna, vide con piacere
+la villeggiatura giungere al suo termine. A Venezia,
+ella pensava, le cose torneranno come
+erano prima, e quella pettegola della Rosetta
+non farà più le sue smorfie.</p>
+
+<p>Quest&#8217;era vero, ma Fortunata errava grandemente
+nel credere che, levata di mezzo, almeno<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span>
+per qualche tempo, la Rosetta, il cugino Leonardo
+non avrebbe avuto altri grilli pel capo.
+Invece, giunto in città, Leonardo mostrò di aver
+progredito in pochi mesi in malizia più di quello
+che in molti anni non avesse progredito nell&#8217;ortografia,
+e Fortunata non gli pareva che una bimba
+insipida con la quale non c&#8217;era sugo a perdere
+il tempo.</p>
+
+<p>Le tribolazioni di don Luigi in questa fase
+critica del suo allievo non si possono descrivere.
+Quand&#8217;egli usciva a passeggio col contino, costui
+guardava le donne in una maniera così sguaiata,
+così provocante, si lasciava sfuggir di bocca
+delle esclamazioni così ardite che il povero sacerdote
+avrebbe desiderato d&#8217;esser mille miglia
+sotterra, tanto se ne vergognava. E borbottava
+fra i denti:&mdash;Anime sante del Purgatorio! Che
+cosa mi tocca!</p>
+
+<p>Finalmente don Luigi dichiarò che proprio
+egli non si sentiva in grado d&#8217;andar più fuori di
+casa solo col contino, perchè, lasciando stare il
+resto, egli non poteva nè tenerlo per le falde
+del vestito, nè corrergli dietro quando il ragazzo
+s&#8217;impuntava a seguir le serve, o le crestaine,
+o.... c&#8217;intendiamo.... chè già un paio di
+volte i monelli gli avevan dato la baja, a lui
+sacerdote per bene, e avevan fatto sul suo conto
+chi sa che razza di supposizioni offensive.</p>
+
+<p>Il conte Zaccaria accolse con filosofica serenità
+questi avvertimenti, e disse che riconosceva
+in suo figlio il sangue dei Bollati. I Bollati erano
+stati sempre così, e poco più d&#8217;un secolo addietro<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span>
+il nobiluomo Giuseppe Antonio era fuggito
+a quattordici anni con una cameriera. Effetti
+del sangue.</p>
+
+<p>Nondimeno per vigilar meglio sul suo chiaro
+rampollo, il conte Zaccaria deliberò di affidarlo
+meno alle cure del precettore e di condurlo più
+spesso con sè, al caffè Suttil di giorno, al teatro
+la Fenice la sera, quando c&#8217;era spettacolo o
+c&#8217;erano prove. Poichè il conte Zaccaria ch&#8217;era
+uno dei presidenti, aveva libero accesso anche al
+palcoscenico. In quel recinto sacro alle Muse il
+contino Leonardo trovò subito oneste e liete
+accoglienze, soprattutto dal corpo di ballo. Infatti
+le pudiche allieve di Tersicore avevano
+troppa stima del conte Zaccaria da non far buon
+viso al suo nobile erede, il quale mostrava le
+migliori disposizioni a seguir gli esempi paterni.
+Il contino Leonardo, dal canto suo, si pavoneggiava
+molto di queste sue nuove conoscenze, e
+quand&#8217;era in palco con sua madre nominava a
+una a una le vaghe giovinette di rango francese
+o italiano che volteggiavano sulla scena in vestito
+succinto.</p>
+
+<p>E se la contessa Chiaretta si sgomentava delle
+inclinazioni libertine del figliuolo e manifestava
+dei timori al marito, questi tirava in campo la
+solita scusa del sangue caldo dei Bollati, e soggiungeva:&mdash;Ci
+vogliono le valvole di sicurezza,
+ci vogliono. Se no la macchina scoppia.<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="VII" id="VII"></a>VII.</h2>
+
+
+<p>La savia massima paterna non rimase infeconda,
+e a sedici anni appena il contino Leonardo
+cominciò ad applicar largamente il sistema
+delle valvole di sicurezza. La prima di
+queste valvole si chiamava Candida, e occupava
+un posto onorifico tra le Greche del ballo spettacoloso,
+<i>La caduta di Missolungi</i>. Senonchè,
+finita la stagione della Fenice, la Candida prese
+il volo per altri lidi e le successe una Olimpia
+ascritta tra le <i>Scozzesi</i> di una <i>Lucia di Lammermoor</i>
+che si rappresentava al teatro S. Benedetto.
+L&#8217;Olimpia non durò un pezzo neppur
+lei, e le tenne dietro una Serafina, <i>virtuosa</i> di
+canto, che, insieme con molte altre cose, aveva
+perduto la voce. Nè con la Serafina, è inutile
+il dirlo, si chiuse il ciclo romantico del nostro
+giovinetto. Giova bensì notare come queste frequenti
+conquiste asciugassero le tasche del contino
+Leonardo, il quale non riceveva dal signor
+padre che un modesto peculio mensile. In questa<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span>
+critica condizione di cose il nostro Leonardo
+trovò un&#8217;assistenza impreveduta nell&#8217;ottimo signor
+Oreste, il cuoco, uomo danaroso e liberalissimo,
+sovventore magnanimo di piccoli bottegai
+e merciaiuoli ambulanti con cui egli teneva
+conto corrente al mite saggio dell&#8217;un per
+cento alla settimana. Trattandosi ora di levar
+d&#8217;impiccio il padroncino, era naturale ch&#8217;egli
+fosse pronto a dare, nonchè i quattrini, anche
+il sangue. Onde, in quel modo delicato che
+rende più preziose le offerte, il signor Oreste
+mise la sua cassa a disposizione del contino
+Leonardo, ritirandone di volta in volta delle
+cambialette rinnovabili ogni anno fino al momento
+in cui il giovane divenisse maggiore.
+S. E. Zaccaria, che ignorava ogni cosa, potè intanto
+cullarsi nella dolce illusione che il figliuolo
+sapesse far baldoria e spenderne pochini,
+ciò che non sapevano altri giovani del
+patriziato.</p>
+
+<p>Il sagace lettore non troverà punto strano
+che il contino Leonardo, entrato ormai in dimestichezza
+con le Candide, le Olimpie e le Serafine,
+guardasse con un sorriso di compassione
+tutte le femmine le quali non appartenevano a
+quella casta rispettabile. Fortunata divorava
+in silenzio il suo dolore pel mutato atteggiamento
+del cugino verso di lei, ma la contessa
+Zanze non sapeva dominar la sua stizza, e le
+accadeva sovente di tirar giù a campane doppie
+contro i Bollati, ch&#8217;erano stupidi, ignoranti,
+vanitosi, villani, egoisti, e lasciavano crescere<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span>
+come l&#8217;erba matta il solo maschio che avessero.&mdash;Già&mdash;ella
+diceva&mdash;per poco che quello
+sbarazzino continui la vita che fa, egli crepa
+sicuramente.... E sarà quello che si merita&mdash;ella
+soggiungeva urlando come un&#8217;ossessa e dimenticandosi
+per un momento l&#8217;idea da lei vagheggiata
+di avere il contino Leonardo per genero.</p>
+
+<p>Gasparo Rialdi trionfava, vedendo di non
+esser più il solo della famiglia ad avere in uggia
+il giovane Bollati. E quando gli toccò d&#8217;imbarcarsi,
+perch&#8217;egli era ormai cadetto di marina
+e doveva andar con la squadra in Levante, egli
+prese da parte la sorella e le disse con maggior
+dolcezza dell&#8217;ordinario:&mdash;Credilo, sorelluccia
+mia, io me ne vado più contento sapendo che
+tu bazzichi meno con Leonardo.... Quell&#8217;intimità
+non m&#8217;era piaciuta mai, e sarai persuasa
+che non avevo torto. Leonardo è stato da piccolo
+in su un monellaccio e nient&#8217;altro, e adesso
+che da un anno in qua fa a modo suo, è uno
+dei più scapestrati che vi siano in paese. Tu
+non sei una bimba, hai quasi quindici anni, e
+a quindici anni una giovinetta deve guardar
+bene a chi accorda la sua confidenza e le sue
+preferenze.... Capisco che noi non possiamo
+troncar le nostre relazioni coi Bollati; il babbo
+e la mamma non lo vorrebbero, e forse avranno
+ragione, forse è vero che ci conviene usar dei
+riguardi a quei nostri parenti.... abbiamo, pur
+troppo, delle obbligazioni con loro.... Ma un
+giorno, se la fortuna m&#8217;aiuta!... Intanto sta in<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span>
+guardia, e soprattutto non curarti di Leonardo...
+Son meglio i suoi disprezzi che le sue carezze.&mdash;Le
+parole di Gasparo erano per Fortunata
+tante punture di spillo. Ella non osava contraddirlo,
+si sentiva piccina piccina di fronte a
+lui; ma egli era troppo impetuoso, troppo violento,
+troppo assoluto da potersele insinuare
+nell&#8217;animo, da poter sradicarne le simpatie segrete
+coltivate con lungo amore. Poichè non è
+mica vero sempre che i forti trascinino i deboli;
+la bufera che abbatte la quercia passa
+talvolta sul gracile stelo senza far altro che
+piegarne la cima. A veder suo fratello così accanito
+contro Leonardo, ella, pur riconoscendo
+i torti di costui, aveva come la coscienza d&#8217;un&#8217;ingiustizia,
+di una persecuzione della quale ell&#8217;era
+muta e impassibile testimonio. Le pareva che
+sarebbe convenuto tener modi diversi, usar la
+dolcezza, cercar con le ammonizioni e i consigli
+di ricondurre il traviato sul retto sentiero, e
+avrebbe dato dieci anni della sua vita per saper
+far lei quello che non sapevano o non volevano
+fare gli altri. Così Gasparo, con tutta la sua perspicacia,
+s&#8217;era affrettato troppo a rallegrarsi
+della scemata intrinsichezza di sua sorella con
+Leonardo Bollati. Sicuro, le apparenze gli davano
+ragione, e Fortunata si trovava di rado a
+quattr&#8217;occhi col cugino, ma chi le fosse disceso
+in fondo al cuore avrebbe visto che i nodi che
+la stringevano a lui, anzichè rallentarsi, accennavano
+a diventare più saldi e indissolubili.&mdash;Non
+sei una bimba&mdash;le aveva detto Gasparo,<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span>
+ed era vero. E appunto per questo riusciva meno
+facile a lei stessa di raccapezzarsi in quel tumulto
+di sentimenti nuovi e di nuovi pensieri
+che l&#8217;agitavano. Ciò ch&#8217;ella provava per Leonardo
+Bollati non era l&#8217;affetto uguale, ingenuo
+e devoto dei primi anni; era a volte un&#8217;attrattiva
+invincibile, a volte una strana ripulsione;
+ond&#8217;ella ora lo cercava ed ora lo sfuggiva, ma
+sia che lo cercasse o lo sfuggisse, non sapeva
+staccare il pensiero da lui.</p>
+
+<p>Dei genitori vigili, intelligenti, avrebbero avvertito
+il pericolo e cercato di ripararvi in
+tempo, ma il conte Luca era un uomo nullo
+che aveva abdicato in favore della moglie, e la
+contessa Zanze, sebbene non fosse una sciocca,
+non era nata per capir certe cose, e aveva poi
+uno spirito singolarmente sconclusionato. Dimodochè,
+dopo aver dipinto Leonardo con le tinte
+più fosche, dopo avergli pronosticato ogni specie
+di malanni, ella mutava a un tratto registro e
+tornava a far castelli in aria e ad almanaccare
+sulla possibilità che sua figlia entrasse in casa
+Bollati e ch&#8217;ella, Zanze Rialdi, divenisse un
+giorno la suocera dell&#8217;erede di un gran nome
+e di un gran patrimonio. Inoltre, anche nei
+momenti in cui ell&#8217;era meno disposta alle illusioni,
+ell&#8217;avrebbe riso in faccia a chi fosse venuto
+a dirle che il solo mezzo efficace di salvar
+Fortunata dalle amarezze e dai disinganni era
+quello di non frequentar troppo i Bollati, di
+non mantener con essi che le relazioni strettamente
+necessarie. Colmarli di contumelie quand&#8217;essi<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span>
+non potevano sentirla, era, per la contessa
+Zanze, la cosa più naturale del mondo,
+ma perdere i vantaggi d&#8217;una parentela simile
+le sarebbe parso un delitto verso sè stessa e
+verso la propria famiglia. Ah, in verità non
+c&#8217;era che lei che avesse un po&#8217; di sale in zucca!
+Suo marito era un bamboccio, Gasparo, con
+tutto il suo ingegno, non sapeva il viver del
+mondo, e Fortunata era una buona diavola,
+ma prendeva di tratto in tratto certi atteggiamenti
+di vittima ch&#8217;erano molto noiosi. Adesso
+ell&#8217;aveva l&#8217;aria di fare una grazia ad andar
+l&#8217;autunno in campagna, come se si potesse rinunziare
+a un sistema che, senza contare il benefizio
+fisico, permetteva di chiuder la casa e
+di raggranellar quattro soldi per l&#8217;inverno.</p>
+
+<p>La ragione, per la quale Fortunata andava
+mal volentieri in villa Bollati, non è difficile a
+immaginarsi. Il contino Leonardo, si curava
+poco di lei e si curava troppo della nipote del
+gastaldo, la Rosetta, che in brevissimo tempo
+s&#8217;era fatta una bella ragazza. Vispa, civettuola,
+la Rosetta sapeva di piacere e si divertiva a
+lasciarsi corteggiare, per rider dei gonzi, diceva
+lei, giacchè non era così grulla da innamorarsi
+a spese della salute e del buon umore,
+e in quanto al prender marito non c&#8217;era furia,
+chè un marito è un tiranno e nient&#8217;altro. A
+ogni modo, di mariti c&#8217;era abbondanza; bastava
+volere. Per ora preferiva spassarsela, e d&#8217;autunno
+quando i padroni erano in villa accettava
+di buon animo gli omaggi del conte Leonardo,<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span>
+certa di far arrabbiare le sue carissime amiche
+e di suscitar la gelosia dei bellimbusti del paese.
+Perciò ella non aveva nessun riguardo a lasciarsi
+vedere con Leonardo per le strade maestre e
+a scambiar la domenica in chiesa occhiate e
+sorrisi con lui. Che se anche le <i>amiche</i> e i galanti
+si vendicavano col tener sul suo conto ogni specie
+di discorsi e coll&#8217;esagerare l&#8217;importanza della
+tresca, ella si stringeva nelle spalle, tant&#8217;era
+sicura che al finir dell&#8217;autunno i galanti sarebbero
+tornati ai suoi piedi, docili come cagnolini.
+Delle <i>amiche</i> poi non si dava pensiero; chiuder
+loro la bocca era impresa impossibile.</p>
+
+<p>La Rosetta, come si vede, sfidava la cosidetta
+opinione pubblica per vanità, poichè questa
+sua vanità non sarebbe stata soddisfatta se la
+gente non avesse saputo che il contino Bollati
+spasimava per lei. Ma dove la vanità non era
+in giuoco ell&#8217;era invece prudentissima, e Leonardo
+non riusciva a indurla nè a passeggiate in
+luoghi solitari, nè a furtivi colloqui di sera.
+Anzi quand&#8217;egli era troppo insistente, la ragazza
+fingeva di corrucciarsi e lo sfuggiva per più
+giorni di seguito. Già i pretesti non le mancavano;
+o doveva attendere alla cascina, o aveva
+da lavorar di cucito per lo zio e i cuginetti.
+Allora Leonardo si sfogava con Fortunata e diceva
+che la Rosetta era la più civetta di tutte
+le tose ch&#8217;egli aveva conosciuto, e ch&#8217;ella s&#8217;ingannava
+a partito se credeva di far colpo sopra di
+lui con quelle sue bizze da principessa. C&#8217;era
+proprio pericolo ch&#8217;egli la prendesse sul serio!<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span>
+Ma queste confidenze non davano un gran conforto
+a Fortunata, che, di lì a qualche giorno,
+vedeva Leonardo più sommesso di prima alla
+capricciosa contadinotta.</p>
+
+<p>Era impossibile che in casa non s&#8217;accorgessero
+di questa tresca, e seppur non se ne fossero
+accorti, la contessa Zanze si sarebbe assunta
+la briga di spargerne la notizia. Ella n&#8217;era
+scandalizzatissima, e non risparmiava fatiche
+per risvegliare il senso morale del conte Zaccaria
+e della contessa Chiaretta e per indurli
+a far valere la loro autorità prima che accadesse
+una catastrofe. Ma quelli non se ne davano
+per intesi. O che toccava a loro di vigilare
+sul prezioso onore d&#8217;una villana?</p>
+
+<p>E se dobbiamo esser sinceri, quegli a cui
+spettava anzitutto quest&#8217;ufficio delicato era il
+gastaldo, zio della Rosetta, volpe vecchia, il
+quale lasciava correre, sia che si fidasse della
+furberia della nipote, sia che non volesse disgustare
+il giovane conte, e in ogni evento,
+sperasse di tirar l&#8217;acqua al suo molino.</p>
+
+<p>L&#8217;ultimo rifugio della contessa Zanze era
+don Luigi. O che aveva gli occhi foderati di
+prosciutto? O che non sentiva il debito sacrosanto
+di alzar la voce, e di sottrarre alla perdizione
+il suo allievo?</p>
+
+<p>Povero don Luigi! Che ci poteva lui? Non
+la capivano ancora ch&#8217;egli non era più il precettore?
+Era il cappellano della famiglia, era
+una specie di mastro di casa; ma il precettore
+no. E su certi argomenti non aveva diritto di<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span>
+entrare... fuori che nella confessione.... Allora
+le sue ragioni sapeva dirle e non aveva bisogno
+delle lezioni di nessuno, come non intendeva
+render conti a nessuno.... E poi perchè venivano
+a discorrergli di tresche scandalose?... Credevano
+che un sacerdote non avesse da far di
+meglio che spiare i passi di due monelli senza
+giudizio?</p>
+
+<p>&mdash;Bei ministri di Dio!&mdash;borbottava la contessa
+Zanze riferendo al marito questi colloqui.&mdash;Bei
+ministri del Vangelo! Si lavano le mani
+come Ponzio Pilato.</p>
+
+<p>&mdash;E perchè non ve le lavate anche voi le
+mani?&mdash;rimbeccava il conte Luca.&mdash;Siete un
+ministro di Dio, voi! Andate proprio a cercarli
+col lumicino i fastidi? Che può importarvi di
+ciò che passa tra Leonardo e la Rosetta? Per
+la Vergine santissima, lasciate che si sbrighino
+loro e non ve ne impicciate. Tanto, a voi non
+ne va e non ne viene. Mi spiego?</p>
+
+<p>E il pacifico uomo tornava al caffè a giuocare
+ai suoi scacchi.<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="VIII" id="VIII"></a>VIII.</h2>
+
+
+<p>Forse il conte Luca aveva ragione a voler
+mantenere una politica di assoluta neutralità,
+ma, d&#8217;altra parte, la contessa Zanze non aveva
+torto nel presagire che quest&#8217;intrigo del contino
+Leonardo e della Rosetta sarebbe andato a finir
+male. Era una cosa troppo lunga, e, come
+dice il proverbio, le cose lunghe diventan serpi.
+In città, Leonardo aveva mille distrazioni che
+gl&#8217;impedivano di pensare alla nipote del gastaldo,
+ma quand&#8217;era in campagna gli occhi bellissimi
+e il sorriso affascinante della Rosetta
+esercitavano sopra di lui il solito impero. Inoltre
+c&#8217;era ormai di mezzo anche un po&#8217; di puntiglio.
+Egli giurava e spergiurava a sè medesimo
+di venirne a capo, di non voler essere raggirato
+più a lungo da una contadina, di non voler più
+contentarsi d&#8217;una carezza e d&#8217;un bacio a ogni
+morte di papa. Per la Madonna! Egli non aveva
+mai avuto queste abitudini, e le Candide, le
+Olimpie e le Serafine non lo avevano mai fatto<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span>
+sospirar tanto. Però questi propositi risoluti del
+contino Leonardo si spuntavano contro le arti
+sopraffine della ragazza, la quale pareva aver
+imparato la civetteria in una capitale. Ella accettava
+i regalucci del suo spasimante, gli diceva
+di volergli bene, accordava quello che non
+era possibile di negargli, ma in quanto al resto,
+nemmen per sogno. Comunque sia, questa tattica
+era piena di pericoli, ed era evidente che
+non poteva durare a lungo, soprattutto, se, in
+mezzo ai tanti farfalloni che svolazzavano intorno
+alla Rosa, fosse spuntato un pretendente
+serio. In verità il pretendente serio tardò abbastanza
+a venire, e le buone amiche della Rosa
+si tenevano sicure ch&#8217;esso non sarebbe venuto
+più, perchè, siamo giusti, chi doveva sposare
+quella sguajata? C&#8217;era bensì un tal Menico, garzone
+di caffè, povero di quattrini e di spirito,
+il quale dichiarava di languir d&#8217;amore per lei
+e d&#8217;esser pronto a darle il suo nome, ma a nessuno
+passava pel capo che la Rosetta si adattasse
+a sposar quello zotico di cui ella era la
+prima a burlarsi, quantunque Menico fosse sotto
+la protezione del gastaldo, ch&#8217;era suo santolo.</p>
+
+<p>Per altro, allorchè Beppe Gualdi, il figlio dell&#8217;oste,
+finita la ferma militare, tornò in paese e
+s&#8217;attaccò subito ai panni della ragazza, si cominciò
+a susurrare nei crocchi che, se la Rosetta
+aveva giudizio, lo sposo era bell&#8217;e accalappiato,
+perchè Beppe non era uomo da perdersi in galanterie
+senza costrutto e aveva già detto di
+voler prendere moglie. Naturalmente uno sciame<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span>
+di persone officiose, per la maggior parte madri
+che avevano figliuole da marito e zitelle che
+cercavano un collocamento, si diedero premura
+di metter sull&#8217;avviso il giovinotto, informandolo
+di tutte le chiacchiere che correvano sul conto
+della Rosetta. Era proprio peccato che un galantuomo
+cascasse in così cattive mani. Ma Beppe
+troncò presto i discorsi, rispondendo che aveva
+ormai il dente del giudizio e ch&#8217;era in grado
+di regolarsi da sè. Ai suoi intimi poi diceva che
+le chiacchiere dei maligni non gli facevano nè
+caldo, nè freddo, e che non si stupiva punto se
+la Rosetta aveva tante nemiche, perch&#8217;era più
+bella e più vivace delle altre. Del resto egli era
+disposto ad ammettere che le fosse piaciuto di
+farsi corteggiare anche dal contino Leonardo,
+ma al suo posto tutte avrebbero fatto lo stesso.
+A lui bastava che queste galanterie non avessero
+seguito, ed egli non avrebbe certo domandato
+formalmente la mano della Rosetta finchè
+non si fosse assicurato da sè che tra lei e il
+contino era troncata ogni relazione.</p>
+
+<p>La Rosetta non provava nessun entusiasmo
+per Beppe Gualdi, che aveva una diecina d&#8217;anni
+più di lei, ma non voleva disgustarlo, nè darla
+vinta alle sue rivali che gli tendevano le loro
+reti; inoltre, per aliena ch&#8217;ella fosse dal matrimonio,
+non era poi così grulla da rinunziar
+troppo leggermente a un buon partito. Onde si
+mostrava piena di deferenza pel suo nuovo adoratore
+e rideva e scherzava con esso intorno al
+contino Bollati, i cui stupidi omaggi, ella diceva,<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span>
+non avevano servito che a tenerla di buon
+umore.</p>
+
+<p>Il figlio dell&#8217;oste era ripatriato alla fine dell&#8217;inverno,
+mentre i Bollati non erano in villa,
+ciò che sulle prime diede buon gioco alla nostra
+civettuola. Le difficoltà vere dovevano affacciarsi
+più tardi, nell&#8217;autunno, quando la Rosetta sarebbe
+stata messa al punto o di decidersi per
+uno dei suoi due innamorati o di sfoggiare
+un&#8217;arte maggiore del solito per corbellarli entrambi.
+Era anche fuor di dubbio che allora
+tutti quelli che le volevano male sarebbero stati
+con tanto d&#8217;occhi aperti per coglierla in fallo.</p>
+
+<p>Ne venne di natural conseguenza che il contino
+Leonardo Bollati, quell&#8217;anno, trovò la Rosetta
+notevolmente mutata, cosa che non poteva
+accadergli in peggior momento, giacchè egli
+s&#8217;era impegnato con certi suoi compagni di libertinaggio
+a non tornare a Venezia senz&#8217;aver
+vinto l&#8217;ultime resistenze della capricciosa fanciulla.
+E a raggiungere meglio il suo fine, egli
+s&#8217;era munito d&#8217;un anellino di brillanti il cui
+splendore, a parer suo, era atto a trionfare di
+ben altre virtù femminili che di quella della
+nipote del suo gastaldo.</p>
+
+<p>Dinanzi agli ostacoli impreveduti che intralciavano
+la sua via, il contino Leonardo, quantunque
+fosse un balordo, si condusse, per una
+volta tanto, da uomo di spirito. Non andò in
+escandescenze, non perdette il suo sangue
+freddo, ma non depose le armi e fidò nella fragilità
+femminile.<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span></p>
+
+<p>C&#8217;era un&#8217;altra bellezza campagnuola che pretendeva
+contrastar la palma alla Rosetta, e
+ch&#8217;era stata tra le più implacabili nel giudicarla.
+Il giovine conte, che non s&#8217;era occupato
+mai di costei, cambiò tattica a un tratto, le si
+avvicinò ripetutamente, le disse di quelle paroline
+che suonano così dolci alle donne, solleticò
+insomma in tutti i modi la sua vanità.
+Queste galanterie non rimasero segrete, chè
+la prima a non voler che rimanessero tali era
+la persona alla quale esse erano fatte. Figuriamoci
+s&#8217;ella poteva resistere al gusto di umiliare
+la Rosetta che l&#8217;aveva per tanto tempo
+guardata d&#8217;alto in basso! E la Rosetta n&#8217;ebbe
+una rabbia da non dirsi. Che Leonardo, disgustato
+dal suo eccessivo riserbo, si curasse appena
+di lei, pazienza; ma ch&#8217;egli corteggiasse
+la Filomena (era il nome della rivale) questo
+passava davvero ogni misura. Solo a pensarci
+le veniva da piangere. E se la prendeva un
+po&#8217; con tutti. Con la Filomena, s&#8217;intende; con
+Leonardo, ch&#8217;era volubile e di pessimo gusto,
+con quel noiosissimo Beppe Gualdi che faceva
+il geloso, con lei stessa che gli dava retta. Ah,
+se un giorno essa diventava sua moglie, come
+gliel&#8217;avrebbe fatta pagare!</p>
+
+<p>Intanto, una mattina, mentre il contino Leonardo
+tornava alla villa per una scorciatoia,
+egli vide la Rosetta che pareva occupata a coglier
+margherite sul ciglio del sentiero. Avrebbe
+voluto far lo spavaldo e passare avanti, ma ell&#8217;era
+troppo bella, troppo procace in quell&#8217;atteggiamento,<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span>
+col seno che quasi le traboccava
+dalla bustina, ed egli sentì una ondata di sangue
+caldo salirsi alla testa.</p>
+
+<p>&mdash;Buon giorno, Rosetta&mdash;egli disse fermandosi
+sui due piedi.</p>
+
+<p>Ella finse una grande sorpresa, arrossì e lasciò
+cadere i fiorellini che teneva in mano.</p>
+
+<p>&mdash;Ti faccio paura?&mdash;ripigliò il giovane. E
+soggiunse più basso:&mdash;Come sei bella stamattina!
+Meriti proprio il tuo nome; sei un bocciuolo
+di rosa.</p>
+
+<p>&mdash;Oh&mdash;ella rispose&mdash;la Filomena è molto
+più bella di me.</p>
+
+<p>Il contino Leonardo si strinse nelle spalle.</p>
+
+<p>&mdash;La Filomena non è degna neanche di baciar
+la terra su cui tu cammini.</p>
+
+<p>La fisonomia della Rosetta s&#8217;illuminò dal piacere;
+nondimeno ella si tenne in un certo riserbo:&mdash;A
+me dice così, a lei invece....</p>
+
+<p>&mdash;O che credi sul serio ch&#8217;io sia invaghito
+della Filomena?</p>
+
+<p>&mdash;To!!... Come se non lo credessero tutti
+quanti?...</p>
+
+<p>&mdash;Tutti quanti credono male, quest&#8217;è la verità....
+A ogni modo, che te ne importa se hai
+la testa piena del tuo Beppe Gualdi?</p>
+
+<p>La ragazza fece un gesto d&#8217;impazienza.</p>
+
+<p>&mdash;Un brav&#8217;uomo&mdash;seguitò Leonardo&mdash;un
+po&#8217; maturo per te... ma dal momento che gli
+vuoi bene....</p>
+
+<p>&mdash;Che ne sa lei se gli voglio bene, o no?</p>
+
+<p>&mdash;Oh bella! risponderò anch&#8217;io: tutti lo dicono.<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;La gente chiacchiera per aprir la bocca.</p>
+
+<p>&mdash;E allora perchè sei stata così cattiva con
+me quest&#8217;autunno?&mdash;incalzò il contino passandole
+un braccio attraverso la vita.</p>
+
+<p>Essa resisteva.&mdash;No, no, mi lasci.... Se qualcuno
+ci vede.</p>
+
+<p>&mdash;Non c&#8217;è anima viva&mdash;replicò Leonardo.
+E, pronto ormai ad ogni più ardita impresa, le
+stampò un bacione sul collo, mentre cercava di
+spingerla fuori del sentiero, in un campo di
+grano turco, le cui canne alte e fitte potevano
+essere un eccellente riparo contro gli sguardi
+indiscreti.</p>
+
+<p>Quantunque alla giovane ripugnasse l&#8217;idea di
+questa capitolazione vergognosa, non si sa quel
+che sarebbe accaduto, se proprio fra le canne
+del grano, a poca distanza dal luogo ove si trovavano
+i due giovani, non si fosse inteso un
+improvviso fruscìo, come di persona che si
+aprisse bruscamente il passaggio, forse per entrare,
+forse per uscire dal campo. Pur non si
+vide nessuno e poteva esser benissimo un&#8217;illusione
+dei sensi. Ma il momento buono era passato,
+e il timore d&#8217;essere scoperta ridonò alla
+Rosetta il suo sangue freddo. Anche Leonardo
+divenne subito più circospetto. Egli non aveva
+un&#8217;anima di leone, e non avrebbe voluto tirarsi
+addosso la collera di Beppe Gualdi, ch&#8217;era
+uomo capace di non guardare in faccia nemmeno
+a un&#8217;Eccellenza. Ottener la vittoria senz&#8217;affrontare
+il pericolo, ecco il magnanimo
+ideale del nostro valoroso contino.<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span></p>
+
+<p>Così Leonardo e la Rosetta si separarono di
+lì a poco non senza promettersi che si sarebbero
+riveduti.</p>
+
+<p>E si rividero in fatti più volte, ma sempre
+con infinite cautele e sempre per brevissimi
+istanti. Però questa intimità avrebbe dato i
+suoi frutti alla prima occasione propizia. Del
+resto, Beppe Gualdi non si lasciò scappar con
+la Rosetta una parola che accennasse a qualche
+suo sospetto, nè la Filomena fece a Leonardo
+alcuna scena di gelosia. Ne venne una
+sicurezza fallace che doveva portar tristi effetti.
+Perchè i due giovani che credevano aver delusa
+la vigilanza altrui erano invece spiati a ogni
+passo. Il loro incontro presso al campo di frumentone
+aveva avuto per testimonio un monello
+di dodic&#8217;anni, fratello della Filomena, il
+quale raccoglieva alcune pannocchie cadute, e
+dileguandosi non visto era corso subito ad avvertir
+sua sorella che la Rosetta s&#8217;era lasciata
+dare un bacio dal <i>signorino</i>. La Filomena scattò
+come una molla, e voleva fare uno scandalo,
+ma, riflettendoci meglio, pensò di consultarsi
+con Beppe Gualdi, il quale non era uomo da
+sopportare in pace una canzonatura di questa
+specie. Sulle prime Beppe fece alla Filomena
+l&#8217;accoglienza che gl&#8217;innamorati fanno sempre a
+chi accusa dinanzi a loro la persona a cui vogliono
+bene; poi, calmatosi alquanto, le ordinò
+severamente di tacere e di lasciare a lui la briga
+di chiarir quest&#8217;imbroglio. Guai a lei se si tradiva
+col contino Leonardo, guai. In tal modo<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span>
+ella dissimulò per paura, egli dissimulò per calcolo
+e provvide in maniera da esser informato
+per filo e per segno di tutto ciò che Leonardo
+e la Rosetta facevano e architettavano. Egli
+godeva d&#8217;un certo credito fra i terrazzani, era
+largo nello spendere, e gli era facile trovar
+gente disposta a rendergli servizio. E poi, pare
+impossibile, i servizi che la gente rende più volentieri
+son quelli coi quali, giovando a qualcheduno,
+si può nuocere a qualchedun altro.
+Insomma Beppe non tardò ad acquistare la
+certezza che la ragazza lo ingannava, e vi fu
+anche chi gli riferì queste precise parole dette
+dalla Rosa al contino per schermirsi da un abboccamento
+più intimo del solito ch&#8217;egli le chiedeva
+con insistenza:&mdash;«Come devo fare se
+ho sempre quel seccatore fra i piedi?»&mdash;Il
+seccatore era lui, Beppe Gualdi. Ah! bisognava
+finirla e costringer quei due sfacciati a levarsi
+la maschera; bisognava sorprenderli insieme in
+un luogo, in un&#8217;ora che non desse loro mezzo
+di scampo. Perciò Beppe finse di dover andare
+a Padova per un affare di suo padre, e disse
+alla Rosetta che sarebbe tornato soltanto di lì
+a tre o quattro giorni. E s&#8217;assentò realmente,
+ma invece di andare a Padova, si ridusse nella
+campagna d&#8217;un suo compare, poche miglia distante,
+ad aspettarvi le notizie che gli sarebbero
+state date dagli amici zelanti. Quelle notizie
+non si fecero attendere un pezzo. La sera
+del giorno seguente a quello in cui Beppe era
+partito, Leonardo e la Rosetta dovevano trovarsi<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span>
+nel chiosco chinese della villa Bollati, un chiosco
+che non s&#8217;apriva mai e del quale il contino si
+era fatto dar la chiave dal giardiniere. Secondo
+tutti gl&#8217;indizi, la Rosetta s&#8217;era lasciata tentare
+dalla speranza d&#8217;un bel regalo. Ell&#8217;aveva avuto
+l&#8217;imprudenza di dire alla figlia del maniscalco
+che le mostrava un anellino di smalto regalatole
+dal fidanzato:&mdash;Oh lo smalto ci vuol poco
+ad averlo.... Ma son poche quelle che possono
+avere i brillanti.&mdash;Sta a vedere che tu ne hai&mdash;rimbeccò
+l&#8217;altra ironicamente. La Rosetta non
+rispose, ma guardò la sua amica con una tale
+aria di commiserazione da far intendere che
+l&#8217;averne dipendeva da lei.</p>
+
+<p>Gli amici diedero a Beppe tutti questi particolari
+con maligna compiacenza, ma quand&#8217;egli,
+il cui amore s&#8217;era convertito in odio, li invitò
+ad aiutarlo per somministrare una buona
+lezione a quel libertino del conte Leonardo,
+sorsero mille scrupoli e mille dubbi. Non c&#8217;era
+ragione di mettersi in lotta coi Bollati; i signori,
+si sa, hanno per loro la polizia, e gli
+stracci vanno sempre all&#8217;aria. Che Beppe piantasse
+la Rosetta era troppo giusto, ma in quanto
+al contino era meglio non occuparsene.</p>
+
+<p>Però questi consigli non ebbero presa sull&#8217;animo
+risoluto del giovane. E poichè nessuno
+volle venire con lui, egli solo, poco prima dell&#8217;ora
+fissata pel ritrovo dei due amanti, s&#8217;introdusse
+per una siepe nella villa Bollati, e si
+appiattò in una macchia di lauri a pochi passi
+dal chiosco. Il contino Leonardo non istette<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span>
+molto a comparire, aperse con la chiave la porticina
+del chiosco, accese un lanternino che spargeva
+intorno una luce fioca, e poi si fermò sulla
+soglia ad aspettare. Di lì a dieci minuti s&#8217;intese
+un suono di passi affrettati e leggeri, una
+voce sommessa (la voce di Leonardo) disse:&mdash;<i>Avanti</i>;&mdash;una
+figura di donna avviluppata in
+uno scialle rasentò la macchia di lauri ove
+Beppe s&#8217;era appiattato, ed entrò rapidamente
+nel chiosco. Egli la lasciò entrare, resistendo
+alla tentazione di gettarsele addosso e di stritolarla,
+ma, quando la porticina fu chiusa, egli,
+vi si precipitò contro con impeto, ne scompaginò
+con un colpo vigoroso il debole assito e
+piombò come un fulmine fra la Rosetta e il
+suo damo. Non aveva seco armi di nessuna
+specie e nemmeno un bastone; ma con pugni
+e calci bene assestati mandò il contino a ruzzolar
+nell&#8217;erba, mentre teneva stretta pei polsi
+la Rosetta e la colmava d&#8217;ogni sorta di vituperi.
+Le grida acutissime di S. E. Leonardo
+misero a soqquadro la villa. I servi uscirono
+coi lumi, i cani da guardia latrarono a piena
+gola scuotendo furiosamente la catena, la contessa
+Chiaretta che giocava a tresette dimenticò
+di accusare la <i>napoletana</i> di spade, S. E. Zaccaria
+si fermò nel bel mezzo d&#8217;una spropositata
+dissertazione agricola col fattore, gli ospiti tramortirono,
+e Fortunata, pallidissima, si trascinò
+fino alla portiera a vetri che dava sul giardino;
+poi, mancandole le gambe, dovette appoggiarsi
+a uno degli stipiti per non cadere.<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span></p>
+
+<p>Intanto Beppe Gualdi, pago di aver conciato
+il rivale pel dì delle feste, era riuscito a ripassare
+la siepe prima che i suoi inseguitori lo
+raggiungessero, mentre che il contino Leonardo,
+raccolto dai servi tutto pesto e sanguinolento,
+era trasportato a casa e deposto sopra un canapè.
+Per fortuna c&#8217;era lì presente il dottore,
+il quale dichiarò che non c&#8217;erano lesioni pericolose
+e fece le prime medicature. Anche la
+Rosetta, pazza di terrore, era stata ricoverata
+in cucina dalla servitù.</p>
+
+<p>Leonardo, ch&#8217;era un vigliacco, piangeva e urlava
+come un bambino. Solo di tratto in tratto
+egli interrompeva le sue lamentazioni per gridare:&mdash;Bisogna
+denunziarlo alla Polizia quel
+cane, bisogna farlo condannare a morte.&mdash;E
+nel dir così digrignava i denti e agitava <a name="tn88" id="tn88"></a><ins class="correction" title="originale: le le braccia">le
+braccia</ins> con piglio minaccioso.<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="IX" id="IX"></a>IX.</h2>
+
+
+<p>Il contino Leonardo risanò presto e Beppe
+Gualdi non ebbe a soffrire che pochi giorni di
+carcere per soprusi e violenze, condanna che
+scandalizzò molto, per la sua mitezza, la signora
+Chiaretta.&mdash;Ecco a che punto siamo ridotti,&mdash;ella
+sospirava con don Luigi.&mdash;Un bifolco può
+metter le mani addosso a un patrizio veneto
+senz&#8217;andar incontro a nulla di peggio che a
+una settimana di prigione. Ormai, credetelo
+pure, anche i Governi sono d&#8217;accordo coi carbonari.</p>
+
+<p>Il sacerdote tentennava la testa.&mdash;Pur troppo,
+Eccellenza, tutto va male, tutto è corrotto nei
+tempi moderni, il cuore, il cervello ed il gusto....
+specialmente da noi. In un paese dove un Manzoni
+può passare per un grande scrittore non
+bisogna meravigliarsi di nulla.</p>
+
+<p>Stabilita così la responsabilità indiretta di
+Alessandro Manzoni nelle busse toccate dal contino
+Leonardo Bollati, don Luigi seguitava a<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span>
+deplorare le infinite cause del, pervertimento
+degli animi, la mancanza di religione, l&#8217;abbandono
+delle pratiche del culto, l&#8217;uso invalso in
+tante famiglie di mangiare di grasso il venerdì
+e il sabato, ecc., ecc.</p>
+
+<p>&mdash;E poi&mdash;soggiungeva la contessa&mdash;volete
+che non abbiano una cattiva influenza quelle
+invenzioni del demonio che si succedono da pochi
+anni?... Vapori di acqua e di terra, illuminazioni
+a gas e altre porcherie simili.... Non
+hanno già cominciato a gettare un gran ponte
+sulla laguna per unire Venezia alla terraferma?</p>
+
+<p>Mentre che la contessa Chiaretta e il cappellano
+si querelavano in tal maniera delle tristi
+condizioni dell&#8217;umanità, il conte Zaccaria era occupato
+a negoziare un decoroso componimento.</p>
+
+<p>Lo scandalo avvenuto nel chiosco chinese non
+avea soltanto fatto tramontare ogni possibilità
+di matrimonio tra la Rosa e il nipote dell&#8217;oste,
+ma aveva anche recato un colpo gravissimo alla
+riputazione della ragazza.</p>
+
+<p>Il gastaldo aveva sentito risvegliarsi a un
+tratto le sue viscere di zio, e strappandosi i capelli
+per la disperazione era corso da S. E. il
+conte Zaccaria a dirgli ch&#8217;egli era un uomo rovinato,
+che non avrebbe potuto sopravvivere al
+disonore della famiglia, nè reggere al pensiero
+che un colpo simile gli venisse da un nobil
+uomo Bollati. A chi la mariterebbe adesso la
+sua nipote? Come risponderebbe ai fratelli della
+ragazza, giovani impetuosi e maneschi, che lavoravano
+in Ungheria, ma che sarebbero certo<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span>
+tornati in patria appena fosse giunta loro la
+notizia dell&#8217;accaduto?</p>
+
+<p>S. E. aveva molto ragionevolmente fatto notare
+al suo interlocutore ch&#8217;egli aveva avuto
+torto di non accorgersi di quello di cui s&#8217;accorgevano
+tutti, vale a dire che la Rosetta era un
+po&#8217; civettuola e che egli doveva custodirla meglio
+di quel che non avesse fatto.</p>
+
+<p>Ma il volpone non s&#8217;era dato per vinto. Sicuro,
+egli era stato una bestia, sicuro, la Rosa
+era una fraschetta, ma egli aveva avuto sempre
+tanta fiducia ne&#8217; suoi padroni! Quel contino
+Leonardo egli l&#8217;aveva sempre considerato, salvo
+la debita riverenza, quale un figliuolo. Di tutti
+avrebbe dubitato ma non di lui. E adesso, se
+quei ragazzi tornavano a vedersi, come impedire
+che si riavvicinassero, come impedire che la
+tresca ricominciasse?... Ah s&#8217;egli avesse potuto
+spedir la Rosetta all&#8217;altro capo del mondo?...
+Se avesse potuto sposarla fuori di paese?... Ma
+prima dello scandalo non c&#8217;era che da scegliere
+fra dieci a dodici partiti oltre a Beppe Gualdi:
+invece dopo quella sera fatale nessuno voleva
+più saperne.... Uno solo, forse, non aveva mutato
+idea, Menico il caffettiere.... Quel monello
+lì era innamorato cotto della Rosa e pareva
+sempre disposto a prendersela.... Ma come
+si fa? La Rosa non aveva un soldo di dote,
+Menico non aveva neanche la camicia.... Si doveva
+lasciarli morir di fame? In quanto a lui,
+il gastaldo, si sarebbe levato il pane di bocca
+per dare quattro soldi alla nipote che gli era<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span>
+stata raccomandata dal fratello al letto di morte,
+ma, quant&#8217;è vero Iddio, era al verde, assolutamente
+al verde.... Anni cattivi, anni cattivi, e
+S. E. lo sapeva meglio degli altri.</p>
+
+<p>In ogni circostanza critica il conte Zaccaria
+ricorreva al consiglio ed all&#8217;opera del suo agente
+generale. Quell&#8217;impagabile <i>sior</i> Bortolo col suo
+umore uguale, calmo, sereno, era l&#8217;uomo fatto
+apposta per appianare i dissidi. Non che escludesse
+<i>a priori</i> le liti. Quando la dignità dell&#8217;illustre
+famiglia Bollati lo esigeva, egli sapeva
+tirarle in lungo anche più della guerra di Troia,
+ma negli altri casi egli preferiva gli accordi
+amichevoli. Ora, egli aveva un modo tutto suo
+d&#8217;intendere questa dignità del casato. Se le liti
+potevano fruttare dei quattrini a lui, egli diceva
+che bisognava litigare; se non potevano fruttargli
+nulla e aveva invece da sperar qualche
+cosa dagli accordi, egli sosteneva con altrettanta
+energia che bisognava venire a patti.</p>
+
+<p>Fedele a questo sistema, egli suggerì a S. E.
+Zaccaria di far ponti d&#8217;oro al matrimonio della
+Rosetta con Menico. La dignità del nome Bollati
+imponeva di riparare alle conseguenze della
+leggerezza del contino Leonardo, e poichè se
+ne offriva la propizia occasione era debito sacrosanto
+di non lasciarselo sfuggire. Si desse
+una piccola sommetta a Menico per aprire, come
+egli desiderava, un caffè nel vicino paesetto di
+Oriago, e ch&#8217;egli si sposasse in santa pace la
+Rosa. E <i>sior</i> Bortolo tanto disse e tanto fece
+che il conte Zaccaria si persuase al sacrifizio<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span>
+pecuniario che gli era richiesto. Già a trovar il
+danaro ci pensava l&#8217;agente.</p>
+
+<p>La ragazza, rendiamole giustizia, si mostrava
+molto restìa ad accettare una simile soluzione,
+ma il gastaldo, questa volta, fece da zio e da
+tutore sul serio, e dichiarò che s&#8217;ella non accondiscendeva
+al matrimonio, egli l&#8217;avrebbe
+cacciata di casa. Non voleva, no, aver altri fastidi
+per cagion sua.</p>
+
+<p>Ond&#8217;ella dovette piegare il capo e rassegnarsi
+a queste nozze ridicole. È inutile ripetere i
+commenti che se ne facevano sul luogo e la sorte
+che si pronosticava a quel grullo di Menico.
+Costui però non se ne dava per inteso, e tutto
+tronfio per la bellissima fidanzata, lasciava cantar
+le cicale, mentre coi capitali di S. E. Zaccaria
+e sotto il patrocinio di suo santolo e di <i>sior</i>
+Bortolo si disponeva ad aprire nel villaggio di
+Oriago la nuova bottega di caffè e liquori col
+titolo pomposo: <i>All&#8217;Imperatore d&#8217;Austria</i>.</p>
+
+<p>Dopo la sua ingloriosa avventura campestre,
+il contino Leonardo scivolò ancora più basso sul
+lubrico pendìo del libertinaggio. Egli non aveva
+ormai altra cura che questa e aveva abbandonato
+anche l&#8217;esercizio del remo, ch&#8217;era stato la passione
+della sua infanzia. S&#8217;era poi emancipato
+da ogni tutela e non andava nemmeno col suo
+signor padre al caffè Suttil, trovando abbastanza
+noioso di sentir raccontare dai vetusti avventori
+di quel caffè le galanterie di trenta o quarant&#8217;anni
+addietro. Passava invece la sera e buona
+parte della giornata con altri giovanotti della<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span>
+sua età e de&#8217; suoi gusti, amanti del bigliardo,
+del vino e delle femmine. Quantunque avesse
+ogni tanto delle vampate di boria patrizia, non
+era troppo rigido nella scelta dei compagni;
+fra questi suoi amici ce n&#8217;erano di nobili, di
+quelli che, come lui, trascinavano nel fango un
+nome storico, ma ce n&#8217;erano anche della media
+e della piccola borghesia; ce n&#8217;erano infine di
+usciti dai bassi fondi della società, gente rotta
+a ogni vizio e priva d&#8217;ogni pudore. Costoro vivevano
+alle spalle dei camerati facendosi perdonare
+la viltà del parassitismo con viltà ancora
+più grandi.</p>
+
+<p>Al nostro Leonardo erano insufficienti adesso,
+nonchè i pochi quattrini datigli dal padre al
+primo del mese, anche le generose sovvenzioni
+del signor Oreste, ed egli doveva ricorrere ai
+peggiori strozzini della città per aver danari a
+babbo morto. Si può immaginarsi a che condizioni
+li aveva. Il signor Oreste, che, nella sua
+qualità di creditore, teneva d&#8217;occhio il padroncino
+ed era sempre informato dei fatti suoi,
+brontolava a vederlo caricarsi di debiti verso
+altre persone e minacciava di parlare, tantochè,
+per tenerlo quieto, conveniva pagargli di tratto
+in tratto degli acconti che falcidiavano le somme
+ricevute a prestito, e per conseguenza rendevano
+necessarii de&#8217; prestiti nuovi.</p>
+
+<p>È ben raro che simili cose restino segrete, e
+il conte Zaccaria fu avvertito che circolavano
+delle cambiali con la firma di suo figlio. Vissuto
+sino allora nella dolce illusione che il contino<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span>
+Leonardo avesse l&#8217;arte di divertirsi a buon mercato,
+Sua Eccellenza rimase di stucco all&#8217;inatteso
+annunzio, e dovette mettersi a letto per un
+travaso di bile. La particolarità delle cambiali
+era quella che l&#8217;offendeva di più; debiti ne aveva
+fatti anche lui in giovinezza, e pur troppo ne
+faceva ancora sotto forma di mutui, ma le cambiali
+le lasciava ai mercanti. O che il nome di
+un Bollati doveva figurare a fianco di quello
+d&#8217;un salumaio?</p>
+
+<p>Il N. H. Zaccaria chiamò a consulto <i>sior</i> Bortolo
+e l&#8217;avvocato di casa, chiamò <i>ad audiendum
+verbum</i> il suo nobile rampollo e con uno slancio
+d&#8217;insolita energia gl&#8217;intimò di dargli la nota
+precisa dei suoi creditori e della somma che
+doveva a ciascuno. Ma il contino Leonardo non
+era in grado di fornirgli quest&#8217;utile informazione;
+chè non s&#8217;era mai curato di tenere un
+registro. Aveva sottoscritto le cambiali; che
+importava il resto?</p>
+
+<p>A questo proposito l&#8217;agente generale e l&#8217;avvocato
+osservarono concordemente che le obbligazioni
+assunte dal contino Leonardo, ancor
+minorenne, non avevano effetto legale e potevano
+quindi non riconoscersi; però il conte Zaccaria,
+frivolo, dissoluto, improvvido com&#8217;era,
+conservava qualche buona qualità e ci teneva,
+a suo modo, all&#8217;onor del casato, nè volle saperne
+della scappatoia che gli era offerta. In conseguenza
+di ciò, tutti quelli che avevano delle
+ragioni da far valere verso S. E. il signor contino
+Leonardo Bollati P. V. furono invitati a<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span>
+recarsi entro un dato termine nei mezzanini del
+palazzo e a presentare i loro titoli al signor
+Bortolo Segugi, agente generale della nobile
+famiglia. Trascorso infruttuosamente il termine
+stabilito si approfitterebbe dei diritti concessi
+dalla legge relativamente ai debiti dei minori e
+non si accoglierebbe nessuna domanda, come si
+dichiarava fin d&#8217;ora di respingere in avvenire
+qualunque pretesa relativa a fatti posteriori
+alla data di quell&#8217;avviso.</p>
+
+<p>L&#8217;intimazione sortì in parte soltanto il suo
+effetto; i creditori più timidi risposero all&#8217;appello,
+e preferendo il certo all&#8217;incerto, scesero
+volentieri agli accordi; gli altri invece, più avidi
+di guadagno, più fiduciosi nella fortuna dei Bollati,
+stimarono meglio di correre il rischio e di
+continuar anzi a sovvenire il giovane Leonardo
+per rimborsarsi poi del capitale e degli interessi
+quand&#8217;egli fosse venuto in possesso del patrimonio.
+Il conte Zaccaria era già innanzi negli
+anni e non era un colosso; non sarebbe mica
+vissuto eterno. Anche il cuoco, il signor Oreste,
+dopo molte esitazioni finì coll&#8217;appigliarsi a questo
+partito. A voler figurare tra i creditori del padroncino
+egli metteva a repentaglio il suo posto,
+e quel posto era troppo lucroso da giocarlo
+sopra una carta.</p>
+
+<p>Durante queste peripezie dei loro nobili congiunti,
+i Rialdi stavano sempre nell&#8217;ombra. Nessuno
+si curava di loro, nessuno chiedeva il loro
+parere; tutt&#8217;al più la querula contessa Chiaretta
+ripeteva alla cugina Zanze e alla Fortunata gli<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span>
+sproloqui ch&#8217;essa soleva fare due volte al giorno
+con don Luigi. Erano variazioni su un unico
+motivo. Il mondo andava a rotoli per l&#8217;audacia
+dei carbonari e per la debolezza dei Governi.
+Quest&#8217;era la ragione per la quale il contino era
+stato picchiato dal figlio dell&#8217;oste, quest&#8217;era la
+ragione per cui egli era caduto in mano degli
+usurai. Non c&#8217;era che dire, i suoi difetti egli li
+aveva pur troppo, e la contessa Chiaretta, altrettanto
+energica nel linguaggio quanto fiacca
+e nulla nell&#8217;azione, ammetteva lei per la prima
+che Leonardo era uno scioperato, un vizioso, un
+uomo ch&#8217;ella non si stupirebbe di veder finire
+sul patibolo, ma, alla stretta dei conti, di chi
+era la colpa? Dei carbonari, dei frammassoni e
+dei loro acoliti. Senza di questa brutta genìa,
+la vecchia Repubblica sarebbe ancora in piedi,
+e Leonardo farebbe quello che facevano i suoi
+nonni, e anche lui, dopo morto, lo metterebbero
+in cornice come una brava persona.</p>
+
+<p>&mdash;Povero Leonardo!&mdash;pensava Fortunata.&mdash;Se
+gli avessero voluto bene, sarebbe cresciuto
+diversamente. Altro che i carbonari!...
+Io però gliene avrei voluto tanto di bene, gliene
+voglio anzi come una sorella, come.... più che
+come una sorella.... Ma è una fatalità... Egli
+non mi dà retta e corre invece dietro a certe
+femmine.... È vero che quelle son bellissime...
+dicono... e io invece... oh perchè, perchè non
+son bella anch&#8217;io?</p>
+
+<p>E quest&#8217;idea di non esser bella, di non piacere
+a Leonardo, di non poter salvarlo dalla<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span>
+rovina del corpo e dell&#8217;anima l&#8217;accorava fuor
+di misura e le impediva di gustare quel po&#8217; di
+bene che c&#8217;era in famiglia. Perchè in casa Rialdi
+pareva essersi aperto uno spiraglio alla fortuna.
+Dopo dieci anni di aspettativa, il conte Luca
+aveva finalmente ottenuto una promozione che
+aveva il duplice vantaggio di farlo guadagnare
+di più e lavorare di meno, giacchè è noto che
+nei pubblici impieghi ognuno lavora in ragione
+inversa della paga che ha. Però questo era il
+meno. Le maggiori speranze dei Rialdi erano
+oramai concentrate in Gasparo, a cui sembrava
+riservato davvero uno splendido avvenire.
+L&#8217;anno stesso del suo imbarco, vale a dire il
+1840, egli aveva la buona ventura di prender
+parte alla fazione di San Giovanni d&#8217;Acri e di
+coprirvisi di gloria, tanto da esser citato con
+lode speciale nell&#8217;ordine del giorno del comandante,
+e di passar alfiere di vascello, primo tra
+i giovani usciti con lui dall&#8217;Accademia di Sant&#8217;Anna.
+Più tardi la sua intrepidezza in una
+burrasca, l&#8217;audacia e il sangue freddo con cui
+egli aveva diretto un&#8217;imbarcazione alla riscossa
+di alcuni naufraghi, avevano confermato la sua
+fama di marinaio valoroso ed intelligente, e gli
+avevano procurate nuove dimostrazioni di stima
+da&#8217; suoi superiori.</p>
+
+<p>La contessa Zanze, che nella sua fervida fantasia
+lo vedeva già ammiraglio, gli perdonava
+ormai il suo carattere impetuoso e la sua avversione
+ai parenti Bollati, e nelle rare e brevi
+gite ch&#8217;egli faceva a Venezia lo costringeva a<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span>
+passeggiar con lei una o due ore al giorno per
+la piazza S. Marco con la sua bella uniforme
+in dosso e con la sua spada al fianco. Visite
+egli non voleva farne a nessun patto; bisognava
+dunque ch&#8217;ella trovasse un altro mezzo
+perchè le sue conoscenti lo ammirassero e nello
+stesso tempo ammirassero lei ch&#8217;era sua madre.</p>
+
+<p>Anche Fortunata era orgogliosa di suo fratello,
+ma quanto più egli cresceva in riputazione
+tanto più ella si sentiva intimidita e quasi
+sgomenta al suo cospetto. Egli, vedendola sempre
+malinconica, faceva di tutto per darle confidenza
+e per indurla ad aprirsi con lui, ma
+non c&#8217;era caso, le parole le morivano sul labbro.
+Già nel fondo del suo cuore, la giovinetta
+maturava un pensiero che non osava rivelare
+a nessuno, il pensiero di entrare un dì o l&#8217;altro
+in un chiostro. Colà almeno ell&#8217;avrebbe pregato
+giorno e notte per Leonardo.<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="X" id="X"></a>X.</h2>
+
+
+<p>Si sa quel che dura l&#8217;energia degli uomini deboli.
+È uno scatto e nulla più. Stupiti essi medesimi
+del loro insolito vigore, ripiombano tosto
+nell&#8217;irresolutezza e nell&#8217;indolenza di prima.
+Così avvenne al conte Zaccaria. La tarda severità
+mostrata verso il figliuolo poteva ancora dar
+qualche frutto, ma per ottener ciò bisognava che
+essa non rimanesse un fatto isolato, che iniziasse
+un nuovo sistema di relazioni domestiche, un
+nuovo periodo di vigilanza operosa. Invece il
+N. H. Zaccaria lasciò che le cose camminassero
+coi loro piedi, e le cose tornarono a camminare
+pel sentiero sdrucciolevole su cui egli era riuscito
+a fermarle appena un momento. Il contino
+Leonardo, alienato ancor maggiormente dalla
+famiglia in seguito al chiasso poco onorevole
+che s&#8217;era levato intorno al suo nome, ripigliò le
+sue abitudini dissolute, s&#8217;invescò peggio che
+mai nella cattiva compagnia e perdette ogni
+verecondia. L&#8217;illustre casato, il largo censo (almeno<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span>
+creduto tale), l&#8217;aspetto piacente gli avrebbero
+spalancate tutte le porte, e la cosidetta
+buona società, tanto benevola pel vizio elegante,
+avrebbe perdonato volentieri a&#8217; suoi rotti costumi,
+sol ch&#8217;egli avesse saputo rispettar le apparenze.
+Ma a lui era intollerabile qualunque
+freno ed egli non s&#8217;acconciava a nessun ritrovo
+ove convenisse moderare il suo linguaggio da
+trivio. In tal modo il contino Leonardo Bollati,
+sul quale, da fanciullo, molte mamme avevano
+fabbricati i loro castelli in aria, diventava a
+poco a poco un partito impossibile, e <i>sior</i> Bortolo,
+l&#8217;agente generale, vedeva allontanarsi la
+probabilità di ristorare con una bella dote le
+pericolanti fortune della famiglia. Tutt&#8217;al più,
+si sarebbe forse potuto sperare di trovar un dì
+o l&#8217;altro qualche pizzicagnolo arricchito che per
+<i>nobilitar</i> la figliuola non badasse al resto; ma
+figuriamoci se il lustrissimo Zaccaria e la lustrissima
+Chiaretta, con la loro boria, avrebbero acconsentito
+a un matrimonio simile. Ora, per fare
+a meno del loro consenso, era necessario aspettare
+che il contino Leonardo fosse uscito di minorità,
+ossia, come prescriveva il Codice austriaco,
+ch&#8217;egli avesse compiuto i ventiquattr&#8217;anni, e l&#8217;ottimo
+<i>sior</i> Bortolo, che vedeva la proprietà stabile
+dei Bollati coprirsi rapidamente d&#8217;ipoteche
+dubitava molto di poter tirare innanzi a forza
+di palliativi sino a quel tempo. Comunque sia,
+il coscienzioso agente non ommetteva di far di
+tratto in tratto l&#8217;inventario delle ragazze milionarie,
+anche se gobbe, sbilenche o avariate nella<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span>
+riputazione, che potevano in caso disperato offrirsi
+come ancora di salvezza al padroncino,
+quando un avvenimento imprevisto sconcertò
+tutti i suoi disegni.</p>
+
+<p>Una sera il contino Leonardo si mise a letto
+con la febbre e in breve la malattia prese un
+tale carattere di gravità da incuter seri timori.
+Da un pezzo il giovine non ispirava personalmente
+la minima simpatia, ma l&#8217;idea che con
+lui sarebbe perito l&#8217;unico rampollo maschio di
+una grande famiglia e che il palazzo Bollati e
+gli oggetti di valore che vi si trovavano sarebbero
+andati a finire, alla morte del conte Zaccaria,
+in mano di gente straniera, destò una
+certa commozione in paese e fece seguire con
+viva sollecitudine le varie alternative del male.</p>
+
+<p>Ma questo a noi preme poco o punto. Quello
+che ci gioverà di sapere si è che l&#8217;infermità
+del contino Leonardo fece riacquistare alla contessa
+Zanze Rialdi una parte dell&#8217;influenza che
+da qualche anno ella andava a grado a grado
+perdendo in casa Bollati. Era costume inveterato
+della contessa Zanze, quando c&#8217;era qualche
+malato grave tra i suoi conoscenti, di recarsi in
+persona presso la famiglia, e lì, senza tante cerimonie,
+profferire i propri servigi, l&#8217;opera sua,
+i lumi della propria esperienza. Era madre di
+famiglia, aveva fatto pratica co&#8217; suoi figliuoli, i
+quali, pur troppo, avevano avuto il morbillo, la
+rosolia, la tosse canina e tutte le piaghe d&#8217;Egitto,
+e nondimeno eran sani e salvi più per virtù
+delle sue cure che per virtù del medico.<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span></p>
+
+<p>Se poi il suo zelo derivasse da bontà d&#8217;animo,
+da spirito inframmettente o dalla speranza di
+guadagnarsi qualche bel regalo, questo è quello
+che non si potrà mai sapere con precisione;
+forse esso derivava da tutte queste cose unite
+insieme. O forse si nasce infermieri e flebotomi
+come si nasce poeti. Certo si è che la contessa
+Zanze non aveva chi la pareggiasse nel mescere
+un farmaco, nel fasciare un salasso, nell&#8217;accomodare
+i guanciali sotto il capo di un giacente,
+e, sia detto coi debiti riguardi, nell&#8217;applicar cataplasmi
+d&#8217;ogni maniera.</p>
+
+<p>Era naturale che con queste singolari attitudini
+ella si mettesse subito a disposizione dei
+suoi cari parenti, dicendo che ella aveva visto
+nascer Leonardo e lo considerava come un&#8217;altra
+sua creatura, e poteva benissimo far presso di
+lui le veci della madre, la quale, cagionevole
+di salute e nervosa all&#8217;estremo, non era assolutamente
+in condizione da assistere inalati.</p>
+
+<p>La contessa Zanze Rialdi piantò quindi le sue
+tende in palazzo Bollati tirandosi dietro anche
+il marito e la figliuola, a cui nessuno preparava
+più da colazione e da pranzo, giacchè la rispettiva
+moglie e genitrice non si fidava della donna
+di servizio, e da buona massaia stimava opportuno
+di non far nemmeno accendere il fuoco in
+cucina. Però il conte Luca e Fortunata andavano
+ogni sera a casa a dormire.</p>
+
+<p>Invece la contessa Zanze stava dì e notte al
+letto di Leonardo che le si era affezionato con
+quel trasporto col quale gli egoisti sogliono affezionarsi<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span>
+a coloro di cui hanno bisogno e pel
+momento in cui ne hanno bisogno. Egli non
+prendeva le medicine da altri che da lei, non
+ubbidiva che alla sua voce, non voleva lasciarla
+mai uscire di camera, e, nel suo immenso terrore
+della morte, aspettava da lei sola la sua
+salute.</p>
+
+<p>Per più settimane il nostro giovinotto fu in
+gran burrasca, e in tutto questo tempo don
+Luigi dovette consacrarsi interamente alla <i>lustrissima</i>
+Chiaretta e assisterla nelle sue pratiche
+religiose o apparecchiarla con esempi della
+Sacra Scrittura a sopportar con animo forte la
+prova che pareva esserle serbata dal Signore.
+In complesso la torpida contessa Zanze aveva
+l&#8217;aria di voler rassegnarsi presto, e S. E. Zaccaria
+era in molto maggiori angustie di lei. Nessuno
+però soffriva quanto Fortunata, che passava
+le notti senza chiuder occhio, piangendo a
+calde lagrime e pregando i Santi e la Madonna
+per la salvezza di suo cugino. Se almeno le avessero
+permesso di rendersi utile, se le avessero
+permesso di aiutar sua madre nei suoi
+uffici d&#8217;infermiera! Ma non c&#8217;era caso; non la
+lasciavano nemmeno entrare in camera; le dicevano
+ch&#8217;ella non avrebbe fatto che confusione.
+Solo qualche volta, mentre aprivano l&#8217;uscio
+adagio adagio, ella, che era venuta in punta di
+piedi nell&#8217;andito, s&#8217;affacciava allo spiraglio, e
+nella penombra della stanza, in fondo all&#8217;alcova,
+vedeva un viso affilato, due occhi smorti, due
+mani lunghe e scarne che giacevano immobili<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span>
+sulla coperta del letto. Povero Leonardo! Com&#8217;era
+ridotto! Non lo si riconosceva quasi più.</p>
+
+<p>Alla fine i medici dichiararono che l&#8217;ammalato
+era fuori di pericolo, ma che la convalescenza
+sarebbe stata assai lunga, perchè ogni strapazzo
+avrebbe potuto produrre una ricaduta fatale.
+Essi soggiunsero altresì che se il contino ci teneva
+a campar molti anni, egli doveva menar una
+vita più regolata. Ed egli che aveva avuto quel
+po&#8217; di battisoffia che sappiamo, promise tutto ciò
+che gli si domandava.</p>
+
+<p>Appena Leonardo fu in istato di veder qualcheduno,
+Fortunata impetrò la grazia di dargli
+un saluto; poi le visite di lei divennero più
+lunghe e più frequenti, e allorchè egli principiò
+ad alzarsi, ella fu ammessa a tenergli compagnia
+per un paio d&#8217;ore al giorno.</p>
+
+<p>Quasi tutti quelli che escono da una grande
+malattia si sentono come attratti verso il loro
+passato, verso le persone, verso gli affetti
+della prima giovinezza. Così l&#8217;albero investito
+dal turbine sente le sue radici. Il contino
+Leonardo, nel riaffacciarsi ora alla vita, rivedeva
+con maggior simpatia dell&#8217;usato la compagna
+de&#8217; suoi giochi infantili, e l&#8217;accoglieva con una
+espansione a cui ella non era più avvezza e che
+le empiva l&#8217;anima di giubilo. Ella diceva a sè
+stessa ch&#8217;ella aveva avuto ben ragione a difenderlo,
+poveretto! quando gli altri lo accusavano.
+Covava il suo male, ecco la ragione de&#8217; suoi
+modi aspri, de&#8217; suoi stravizzi, di tutto. E poi
+c&#8217;eran stati i falsi amici che lo avevano traviato,<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span>
+que&#8217; falsi amici ai quali il portone del palazzo
+Bollati era ormai chiuso per sempre, e che Leonardo
+aveva giurato di non guardare più in faccia.
+Adesso che stava bene, adesso che nessuno
+gli dava cattivi consigli, egli era un altr&#8217;uomo.
+Ah! che trionfo sarebbe stato per Fortunata il
+poter dire a suo fratello Gasparo:&mdash;Vedi chi
+di noi due s&#8217;ingannava!&mdash;Perchè quel suo fratello
+era così ostinato! Le poche volte ch&#8217;egli
+le scriveva una riga trovava sempre la maniera
+di far qualche allusione spiacevole al cugino
+Bollati. Non s&#8217;era commosso neppure alla notizia
+della malattia. «Desidero che Leonardo guarisca&mdash;egli
+aveva scritto sdegnosamente ai
+suoi genitori&mdash;perchè non si deve augurar
+male a nessuno, ma in fin dei conti la sua morte
+non sarebbe una disgrazia nè per la famiglia,
+nè per Venezia, nè per l&#8217;Italia.»</p>
+
+<p>&mdash;L&#8217;Italia! Che cosa c&#8217;entra l&#8217;Italia?&mdash;brontolava
+il conte Luca.</p>
+
+<p>Se c&#8217;entrasse l&#8217;Italia è assai dubbio, ma secondo
+la rispettabile opinione del nobile Piero
+Canziani, c&#8217;entrava nientemeno che l&#8217;umanità.
+Infatti la guarigione del contino Leonardo ispirò
+la Musa dell&#8217;insigne poeta, e gli dettò un lunghissimo
+ditirambo, che S. E. Chiaretta, avvertita
+che non era un <i>sonetto</i>, chiamò <i>un verso</i>.
+Ora il componimento del nobile vate esordiva
+così:</p>
+
+<div class="poem" style="width: 15em;"><div class="stanza">
+<span class="i0">Sorgi, o contrita umanità. Dal coro<br /></span>
+<span class="i0">Sgombra il vano terrore;<br /></span>
+<span class="i0">Questo figlio d&#8217;eroi vive e non muore.<br /></span>
+<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span></div></div>
+
+<p>Concetto peregrino che don Luigi però trovava
+preferibile al manzoniano</p>
+
+<div class="poem" style="width: 13em;"><div class="stanza">
+<span class="i0">I fratelli hanno ucciso i fratelli.<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>&mdash;Non c&#8217;è giovane di negozio&mdash;osservava
+don Luigi con aria di sprezzo&mdash;che non sappia
+dire una roba simile.</p>
+
+<p>Anch&#8217;egli, l&#8217;ex precettore del contino Leonardo,
+si credette in dovere di pubblicare qualche
+cosa per la ricuperata salute del suo allievo
+e stampò con una prefazioncella di circostanza
+una sua memoria letta all&#8217;Ateneo col titolo:
+<i>Alcuni pensieri sul migliore uso della congiunzione
+separativa O</i>. Non era che il frammento d&#8217;un&#8217;opera
+linguistica di gran mole alla quale don
+Luigi attendeva da un pezzo in silenzio, e che,
+quando fosse venuta alla luce, avrebbe polverizzato
+certe riputazioni!...</p>
+
+<p>Del resto, in questa fausta occasione, la casa
+Bollati riebbe per un momento tutto l&#8217;antico
+splendore, e il giorno in cui Leonardo sentì la
+messa nella cappellina domestica il signor Oreste,
+aiutato da tre sottocuochi, dovette allestire
+un pranzo per cinquanta persone. E tale
+fu l&#8217;abbondanza dei cibi e dei vini che i rilievi
+della mensa bastarono non solo a riempire l&#8217;epa
+dei servi e delle famiglie dei servi, ma consentirono
+anche al signor Oreste di stipulare alcuni
+contratti vantaggiosi con tre o quattro <i>restaurants</i>
+di second&#8217;ordine.</p>
+
+<p>Inoltre, sempre per festeggiare il lietissimo<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span>
+avvenimento, il conte Zaccaria elargì somme
+cospicue ai poveri della parrocchia, alla Commissione
+di pubblica beneficenza, agli Asili d&#8217;infanzia,
+alla Casa degli esposti e ad altri istituti
+pii. E per più giorni la <i>Gazzetta privilegiata di
+Venezia</i> ebbe da registrare con parole di sentito
+encomio gli atti munifici di S. E. il conte
+Zaccaria Bollati, degno erede di un nome illustre.
+Il conte Zaccaria si fregava le mani sentenziando:&mdash;I
+Bollati sono sempre i Bollati.&mdash;Alla
+quale affermazione <i>sior</i> Bortolo sorrideva,
+ma meno seraficamente di una volta.</p>
+
+<p>Quando il contino Leonardo cominciò ad uscir
+di camera era circa la metà di aprile; i medici
+però gli prescrissero di rimanere in casa ancora
+un mesetto; a primavera avanzata sarebbe
+andato a ritemprarsi in campagna, ove non
+c&#8217;era più da temere della Rosa, maritata e fuori
+di paese. Forse tali disposizioni non erano
+tutte suggerite da motivi igienici; forse differendo
+a rendergli la libertà si sperava distoglierlo
+affatto delle vecchie abitudini e dalle
+vecchie conoscenze. E invero sotto l&#8217;impressione
+di sgomento lasciatagli dalla sua malattia,
+egli non mostrava alcun desiderio di rivedere
+i suoi compagni di libertinaggio. Questi
+dal canto loro non gli avevan dato prove di
+sviscerato affetto. Appena due o tre eran comparsi
+a grandi intervalli al portone del palazzo
+a domandar sue notizie; poi non s&#8217;eran più
+fatti vivi. E siccome d&#8217;altra parte egli non
+aveva stretto amicizia con nessun giovane per<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span>
+bene e nessuno quindi veniva a fargli visita, la
+sua lunga convalescenza gli sarebbe stata noiosissima
+se Fortunata non fosse rimasta quasi
+sempre con lui, pronta ad ogni suo cenno, docile,
+amorosa come negli anni dell&#8217;infanzia. Povera
+Fortunata! Ella si sentiva tanto felice nel
+poter essere qualche cosa per Leonardo, nel poter
+scemargli l&#8217;uggia di quell&#8217;eterne giornate.
+Si sentiva tanto felice che avrebbe voluto che
+la vita le corresse sempre a quel modo, e poichè
+lo sperarlo era follia, invocava dal cielo il
+favore supremo d&#8217;addormentarsi in quel sogno
+e di non riaprire gli occhi mai più.</p>
+
+<p>Intanto Leonardo, sia che notasse davvero nella
+cugina qualche pregio fisico non avvertito per
+l&#8217;addietro, sia che il non trovarsi in mezzo alle
+crestaie e alle ballerine, oggetto ordinario dei
+suoi pensieri, lo rendesse di men difficile contentatura,
+sia infine che col tornar della salute
+e delle forze si risvegliassero in lui i bollori
+del sangue, considerava con più attenzione e
+sotto un aspetto diverso dal solito questa giovinetta
+dal viso slavato e dal corpicino esile,
+la quale sino allora, diciamolo schietto, non gli
+era neanche parsa una donna. Di che natura
+poi fosse il nuovo sentimento sorto nell&#8217;animo
+suo ci vuol poco a immaginarselo. Incapace di
+affetti gentili e profondi, non frenato da scrupoli,
+insofferente d&#8217;altre catene che di quelle
+che s&#8217;annodano e sciolgono in un giorno, egli
+intendeva l&#8217;amore in un&#8217;unica maniera... la maniera
+del resto in cui la intendono i dissoluti di<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span>
+professione. L&#8217;idea che Fortunata era una ragazza
+onesta non lo tratteneva, era anzi uno
+stimolo di più, che gli pareva legittima curiosità
+il verificar co&#8217; suoi occhi che differenza ci
+fosse tra una ragazza onesta e quelle che non
+erano tali. Nè lo trattenevano i vincoli di parentela
+che lo stringevano a lei, nè l&#8217;affezione
+sommessa ch&#8217;ella gli mostrava, nè la gratitudine
+che, pur confusamente, egli riconosceva di
+doverle per essere stata la sola a difenderlo
+quando tutti gli gridavano la croce addosso.
+Bensì da queste varie ragioni sommate insieme
+gli veniva un certo imbarazzo nel contegno,
+un certo fare da collegiale che, a sua insaputa,
+gli giovava invece di nuocergli. Perchè
+s&#8217;egli fosse stato sguaiato, brutale, ella
+avrebbe sentito svegliarsi in tempo la piena coscienza
+del pericolo, avrebbe forse saputo difendersi.
+Ma egli era così cauto, così riguardoso;
+il turbamento ch&#8217;ella provava vicino a
+lui era misto di tanta dolcezza! Non che talvolta
+non l&#8217;assalisse una vana inquietudine. Se
+Leonardo la guardava fisso, se la mano di lei
+toccava la sua, se i loro gomiti, se le loro ginocchia
+s&#8217;urtavano, ell&#8217;arrossiva fino alla punta
+dei capelli e con un rapido movimento volgeva
+altrove la faccia o ritraeva la persona tutta tremante.
+Però non era salda abbastanza ne&#8217; suoi
+propositi, e sembrava ricercar di lì a poco le
+sensazioni ch&#8217;ella aveva prime sfuggite. Nessuno
+la proteggeva, nessuno la consigliava. Sua
+madre era fuori di sè dalla gioia nel veder che<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span>
+<i>quei due ragazzi</i> se la intendevano, e tornando
+sempre con la mente al sogno dorato del matrimonio,
+non si curava troppo dei rischi che
+Fortunata correva. Ne aveva corsi anche lei dei
+rischi per diventar contessa Rialdi, chè già, se
+le fanciulle senza dote non s&#8217;ingegnano, guai.
+E se il conte Luca s&#8217;avventurava a dire:&mdash;Bisognerebbe
+badare di più a Fortunata, mi
+spiego?&mdash;essa lo faceva tacere con un brusco:&mdash;State
+zitto voi, e pensate al vostro ufficio e
+ai vostri scacchi.</p>
+
+<p>In quanto al N. H. Zaccaria e alla sua illustrissima
+consorte, essi non eran gente da scomodarsi
+per sì piccola cagione, e anzi la contessa
+Chiaretta aveva detto a Leonardo e a
+Fortunata:&mdash;<i>Ohe tosi</i>, io non istò mica a farvi
+la guardia; mettete pure a soqquadro la casa;
+a me basta che non mi facciate il chiasso vicino.</p>
+
+<p>I <i>tosi</i> avevano ormai l&#8217;uno vent&#8217;anni passati,
+l&#8217;altra quasi diciotto, e non era probabile che
+essi facessero un baccano così indiavolato. Ma
+ci voleva tanto poco a eccitar i nervi della
+N. D. Chiaretta; e poi ell&#8217;aveva tante gravi occupazioni.
+Aveva da apparecchiare la zuppa di
+latte pel suo gatto Romeo, da prendere il caffè
+e i <i>baicoli</i> col nobile Canziani, da ascoltare i
+pettegolezzi della contessa Ficcanaso e delle
+altre dame che venivano a visitarla, da giocare
+a <i>consina</i> con don Luigi, e da pisolare nella poltrona
+mentre lo stesso don Luigi le recitava
+il breviario o le teneva ragionamenti spirituali.<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span>
+Tutto ciò senza contar le visite che anche a lei
+toccava di fare. Come poteva dunque restarle
+il tempo di custodir Leonardo o Fortunata?</p>
+
+<p>Con quest&#8217;assoluta libertà lasciata a&#8217; due cugini,
+accadde quello ch&#8217;era da prevedersi. Vi
+fu un giorno in cui Leonardo fu più audace e
+Fortunata più debole.....<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="XI" id="XI"></a>XI.</h2>
+
+
+<p>Come fosse andata la cosa, Fortunata stessa
+non sapeva dirlo. Leonardo le aveva affascinato
+i sensi, paralizzato la volontà. E dopo la caduta,
+oppressa dalla coscienza della sua vergogna,
+dilaniata dagli scrupoli e dai rimorsi, ella si
+sentiva più inetta che mai a scuotere il giogo,
+a sottrarsi all&#8217;abbiezione in cui era piombata.
+Che le valeva, ogni sera, sola nella sua cameretta,
+piangere, pregare, scongiurare tutti i santi
+del Paradiso che la soccorressero; i santi del
+Paradiso non avevano orecchi per lei; e invece
+le immagini voluttuose venivano ben presto a
+sconvolgerle la fantasia, veniva il ricordo di
+quei baci di fuoco, di quelle parole ardenti, ed
+ella si voltava e rivoltava nel letto senza trovar
+pace, e mordeva rabbiosamente le lenzuola
+e i guanciali invocando e temendo a vicenda il
+sorger del sole. Chi sa che sorprese le apparecchiava
+il nuovo giorno? Se la tresca si scoprisse,
+se la sua onta diventasse pubblica, se<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span>
+ne giungesse la notizia fino a Gasparo? Come
+affronterebbe ella lo sdegno del fratello, come
+difenderebbe dalla collera di lui il suo amante?
+Eppure, per quanto spaventoso fosse questo
+pensiero, ce n&#8217;era un altro che l&#8217;atterriva ancora
+di più. Era il pensiero che Leonardo, nonostante
+i suoi giuramenti, non avesse per lei
+che un passeggero capriccio e dovesse fra poco
+gettarla in un canto come si fa d&#8217;un abito frusto.
+Dio, Dio, che sarebbe di lei allora? Dove
+andrebbe a nascondersi? L&#8217;idea del chiostro,
+accarezzata in passato, tornava a balenarle alla
+mente, e per brevi istanti l&#8217;animo inquieto vi
+si riposava come in un porto sicuro dalle tempeste.
+Ma il cuore non tardava a dirle che anche
+questa era un&#8217;illusione, e che non c&#8217;è porto
+ove ripararsi dalle tempeste che ruggono dentro
+di noi. E come potrebbe ella alzar gli sguardi
+al cielo finchè un amore profano la teneva incatenata
+alla terra? E quell&#8217;amore come sperar
+di sradicarlo s&#8217;esso era parte dell&#8217;esser suo,
+s&#8217;ella gli aveva sacrificato ogni cosa più cara?
+Oh quanto bene ella voleva a Leonardo, quanto
+gliene aveva sempre voluto!... C&#8217;era della gente
+che sparlava di lui, che lo accusava di mille vizi,
+che fingeva di disprezzarlo;... ella lo trovava
+bello, lo trovava buono, ella si sforzava di attribuirgli
+tutti i pregi possibili. Divenir sua moglie
+sarebbe stato per essa il colmo della felicità.
+Ma la fortuna non l&#8217;aveva guastata con
+troppi favori, ed ella non osava cullarsi in questa
+dolce speranza. Egli, che poteva aspirare<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span>
+ad una principessa, avrebbe sposato lei!... Le
+bastava morire prima ch&#8217;egli sposasse un&#8217;altra,
+prima ch&#8217;egli amasse un&#8217;altra....</p>
+
+<p>Così, senz&#8217;accorgersene, ell&#8217;accettava il suo
+disonore, accettava tutto piuttosto che l&#8217;abbandono.
+E quando s&#8217;alzava dal letto dopo una
+notte insonne e angosciosa, ella contava l&#8217;ore e
+i minuti che la dividevano dal momento in cui
+il gondoliere di Ca&#8217; Bollati sarebbe venuto a
+prenderla per ordine della <i>lustrissima</i> e l&#8217;avrebbe
+accompagnata a palazzo. E come le batteva il
+cuore, allorchè, nel far lo scalone, sentiva i passi
+di Leonardo che, aspettandola, misurava in lungo
+e in largo la sala!</p>
+
+<p>&mdash;Sia ringraziato il cielo&mdash;diceva la contessa
+Chiaretta.&mdash;Se Leonardo non ha compagnia
+non istà mai tranquillo.... Andate a giocare
+a dominò, ragazzi.... O fate pure quel che
+volete, purchè io non senta rumore.</p>
+
+<p>Da figliuolo ubbidiente, Leonardo si tirava
+dietro Fortunata in un altro angolo della casa,
+in quello stanzone degli armadi ove i due cugini
+s&#8217;erano da bimbi trastullati insieme e da
+cui si poteva, volendo, salire in un&#8217;ampia terrazza.
+Non mancavano buoni pretesti per andar
+colà. Prima di tutto il luogo era opportunissimo
+per isgranchir le gambe e per prendere una
+boccata d&#8217;aria libera; poi ci si trovavano parecchi
+vasi e cassette di fiori pei quali Leonardo
+s&#8217;era acceso d&#8217;una subitanea passione e
+ch&#8217;egli rimondava con gran cura dell&#8217;erbaccie,
+e inaffiava ogni giorno.<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span></p>
+
+<p>I desiderii della contessa madre erano esauditi
+appieno. Checchè avvenisse lassù, ella non
+sentiva romore.</p>
+
+<p>Ma la baffuta <i>siora</i> Placida, la cameriera anziana,
+che teneva le chiavi della biancheria e
+considerava lo stanzone come suo speciale dominio,
+durava fatica a persuadersi che il padroncino
+e Fortunata impiegassero tanto tempo
+nella fioricultura, e aveva tentato più d&#8217;una
+volta di scoprire quali fossero le loro occupazioni.
+A dir vero, a malgrado del suo diligente
+spionaggio, essa non aveva scoperto nulla di
+positivo perchè lo stanzone era chiuso da un
+uscio assai grosso e pesante di cui non si sarebbe
+potuto spingere uno dei battenti senza
+un molesto cigolìo che avrebbe tradito l&#8217;esploratore
+indiscreto. Pure, dei pochi indizi ch&#8217;essa
+aveva raccolto, la onoranda matrona aveva data
+la partecipazione confidenziale al cameriere Stefano,
+suo favorito. Stefano aveva ripetuto la
+notizia alla lavapiatti, una massiccia montanara
+del Bellunese, con la quale, di nascosto
+della <i>siora</i> Placida, egli era in ottimi termini,
+e colei ne aveva parlato in segreto a uno
+dei barcaiuoli che godeva di qualche sua preferenza
+furtiva. In breve la cosa passò per
+tutte le bocche, e in cucina si discusse gravemente
+se si doveva o no metter sull&#8217;avviso
+Sua Eccellenza Zaccaria e Sua Eccellenza Chiaretta.
+Il signor Oreste, il cuoco, stava pel sì, e
+sosteneva che la era tutta una cabala ordita
+dalla contessa Zanze Rialdi, la quale voleva<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span>
+costringere il <i>lustrissimo</i> Leonardo a sposare la
+sua figliuola, e intanto gliela gettava in braccio
+per metterlo fra l&#8217;uscio e il muro. Ora pareva a lui
+che fosse necessario di sventar la trama, perchè,
+sebbene non ci fosse nulla da dire contro la
+ragazza, quello non era un partito adattato pel
+padroncino, e da sì misere nozze la servitù non
+poteva sperare nè mancie, nè regali convenienti.
+E poi non c&#8217;era una ragione al mondo di favorir
+gl&#8217;intrighi della contessa Zanze, che al capo
+d&#8217;anno non dava un centesimo a nessuno.</p>
+
+<p>Argomenti di gran peso che rendevano testimonianza
+della sagacità del signor Oreste e che
+avrebbero dovuto trionfare, ma il cuoco aveva
+la disgrazia d&#8217;essere antipatico a&#8217; suoi compagni,
+e accadeva assai di rado che i suoi consigli fossero
+accolti.</p>
+
+<p>Prevalse dunque l&#8217;opinione contraria, difesa
+con molto vigore dal cameriere Stefano, il quale
+diceva che i pericoli del matrimonio non c&#8217;erano
+se non che nella fantasia del signor Oreste, e
+che in quanto al rimanente a questo mondo bisogna
+vivere e lasciar vivere, nè occorre scandalizzarsi
+di accidenti che nascono dappertutto.
+La <i>siora</i> Placida poteva certificare se quelli eran
+fatti nuovi in casa Bollati.</p>
+
+<p>E la cameriera, quantunque le seccasse esser
+chiamata a testimonio di cose passate, era costretta
+nella sua lealtà a riconoscere che, per
+quel che dicevano i vecchi, nella nobile famiglia
+uomini e donne eran sempre stati di manica larga
+e non c&#8217;era che la <i>lustrissima</i> Chiaretta la quale,<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span>
+avendo acqua nelle vene invece che sangue, non
+desse a discorrer di sè.... Beninteso ch&#8217;ella, la
+<i>siora</i> Placida, non avrebbe messo le mani nel
+fuoco nemmeno per la padrona, e non avrebbe
+voluto giurare che fra Sua Eccellenza e il nobile
+Piero Canziani, per esempio, non avessero
+mai fatto altro che sorseggiare il caffè e sgretolare
+i <i>baicoli</i>.</p>
+
+<p>Comunque sia, il primo risultato di queste
+chiacchiere si fu che, quando Leonardo e Fortunata
+scendevano dallo stanzone degli armadi,
+eran sicuri di trovarsi fra i piedi qualcheduno
+della servitù che con curiosità mal dissimulata
+li squadrava dalla testa alle piante per far poi
+in cucina quelle chiose che si possono immaginare.</p>
+
+<p>Leonardo, il quale in certe faccende aveva
+buon naso, indovinò che c&#8217;erano in aria dei sospetti,
+e colse il pretesto per troncare gli abboccamenti
+segreti nello stanzone, tanto più che
+ormai si era levato il capriccio e Fortunata cominciava
+a venirgli a noia. Inoltre s&#8217;avvicinava
+il momento in cui egli sarebbe uscito di casa, e
+allora avrebbe avuto ben altro pel capo che la
+cugina. Meglio dunque allentare il nodo a poco
+a poco.</p>
+
+<p>La povera ragazza, dopo aver con sì calde
+lagrime chiesto al Signore di allontanarla dal
+peccato, adesso che il peccato s&#8217;allontanava da
+lei ebbe un risveglio tremendo. Ella capì che
+stava per succedere il peggio, capì che Leonardo
+l&#8217;abbandonava. E resa ardita dalla disperazione,<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span>
+volle a ogni costo ch&#8217;egli le accordasse un colloquio
+da solo a sola, e nel suo amore e nel suo
+dolore trovò accenti così caldi ed appassionati,
+quali non si sarebbero attesi dal suo labbro ordinariamente
+timido e peritoso. Egli, più infastidito
+che commosso, cercò in principio di calmarla
+con buone parole; poi, com&#8217;ella non se
+ne mostrava paga, perdette la pazienza, e si lasciò
+andare al suo linguaggio cinico e sboccato.
+In fin dei conti, che pretendeva ella da lui?
+Che la sposasse? Ma già egli non si sognava
+nemmeno di prender moglie. O credeva forse
+che la loro relazione potesse durare eterna?
+Non doveva anzi essergli grata della prudenza
+con cui egli s&#8217;era condotto? Se la cosa tirava
+in lungo altri due o tre giorni, c&#8217;era da scommettere
+che sarebbe nato uno scandalo; invece,
+per merito suo, nessuno direbbe nulla, perchè
+nessuno sapeva nulla di positivo, ed ella non
+iscapiterebbe affatto nella riputazione. E ancora
+si lagnava?</p>
+
+<p>Ella rimase fulminata. Era dunque finito tutto?
+Noi lo sappiamo, il presentimento che tutto potesse
+finire in questo modo le aveva già angustiato
+lo spirito, ma non era mai riuscito ad
+annidarvisi per un pezzo; chè ogni lieve segno
+d&#8217;affetto da parte di Leonardo era bastato a
+rianimare le sue illusioni. Adesso però, dopo le
+parole dure, recise, sprezzanti che le echeggiavano
+sinistramente all&#8217;orecchio, non c&#8217;era più illusione
+possibile, non c&#8217;era più spiraglio di luce che
+rompesse le tenebre ond&#8217;ella era cinta. E si<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span>
+sentiva sola, derelitta nel mondo. I suoi genitori?
+Ma suo padre pur troppo era un fantoccio,
+e sua madre perchè non l&#8217;aveva vigilata,
+perchè non l&#8217;aveva avvertita? Un lampo tremendo
+le attraversò la mente. Se sua madre,
+che fin dall&#8217;infanzia le aveva inculcato la riverenza
+ai parenti Bollati, la devozione al cugino,
+se sua madre avesse voluto lei stessa apparecchiar
+la catastrofe nella speranza di forzare
+Leonardo al matrimonio? Ed ella si sarebbe
+fatta complice di questa ignominia? Che orrore,
+che orrore! Ah! Gasparo era stato buon profeta!
+Un momento le venne il pensiero di scrivergli.
+Ma che cosa gli avrebbe scritto? Ch&#8217;ella
+s&#8217;era prostituita, ch&#8217;ella s&#8217;era disonorata? E che
+cosa gli avrebbe chiesto? Di vendicarla? No, no,
+mille volte no, ella non voleva che si torcesse
+un capello a Leonardo. Forse egli era meno
+colpevole di quel che essa credeva, forse con le
+donne (povere donne!) si fa sempre così; tocca
+a loro a difendersi. Ah senza dubbio la vera
+colpevole era lei che s&#8217;era lasciata acciecare,
+inebbriare dalla febbre dei sensi, che aveva dimenticato
+la sua fede. Come le rimordeva la
+sua coscienza di cattolica! Con che paura superstiziosa
+pensava ai suoi doveri religiosi trascurati,
+alle sue distrazioni in chiesa, ai desiderii
+immodesti, alle immagini profane che avevano
+turbato il suo raccoglimento e le sue preghiere!
+Ella si domandava tremante se ci sarebbe
+stata penitenza adeguata al suo fallo. E
+di nuovo una voce intima le additava come suprema<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span>
+áncora di salvezza il convento, seppur
+c&#8217;era un convento che volesse accoglierla.</p>
+
+<p>Sotto l&#8217;impero di questa idea, il giorno stesso
+del fatale colloquio, ella corse in traccia d&#8217;un
+sacerdote suo conoscente, e inginocchiata nel
+confessionale gli rivelò la sua passione infelice
+e il fermo proposito di espiare i suoi errori con
+una vita d&#8217;orazioni, d&#8217;astinenze, di sacrifici.
+Che le dicesse il prete noi non sappiamo; certo
+si è ch&#8217;ella uscì dal tempio più invasata che
+mai dall&#8217;ascetismo e più che mai decisa a
+prendere il velo. La contessa Zanze, che
+aveva già notato quella mattina il pallore e
+l&#8217;abbattimento di Fortunata, notò ora lo stato
+d&#8217;esaltazione in cui ella si trovava e l&#8217;assoggettò
+a un interrogatorio in piena regola. La
+ragazza avrebbe voluto ritardare questa nuova
+confessione, ma non potè schermirsi dall&#8217;insistenza
+materna. Stremata di forze, ella fu côlta
+da un pianto isterico, irrefrenabile, e in mezzo
+ai singhiozzi ripetè ancora una volta la dolente
+istoria del suo amore e della sua vergogna.
+Quella storia sorgeva accusatrice terribile contro
+la madre, e la contessa Zanze, quantunque
+certe cose le capisse poco, non si sentiva la
+coscienza affatto tranquilla. Nondimeno, perchè
+ell&#8217;era seguace della dottrina che il fine giustifica
+i mezzi, se la caduta di Fortunata doveva
+darle un&#8217;arma per venire a capo de&#8217; suoi
+disegni, ell&#8217;era prontissima ad assolversi d&#8217;ogni
+colpa. Sì, sì, ella non aveva difficoltà a riconoscerlo,
+la faccenda poteva esser condotta<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span>
+meglio e sopratutto sarebbe stato necessario di
+badare che Fortunata conservasse il suo sangue
+freddo e che la bussola la perdesse Leonardo.
+Invece era successo precisamente l&#8217;opposto.
+Fatalità! A tale proposito la signora
+Zanze ricordava con segreto orgoglio l&#8217;arte finissima
+da lei adoperata a&#8217; suoi tempi col conte
+Luca Rialdi in condizioni analoghe a quelle
+della figliuola. Prima aveva invischiato ben bene
+il merlo; poi non aveva avuto più tanti scrupoli,
+chè già non è un delitto il mangiar il proprio
+grano in erba. Del resto, ora l&#8217;essenziale
+era di non smarrirsi d&#8217;animo e guai se Fortunata
+abbandonava la partita. Perciò, quando la
+ragazza tirò in campo l&#8217;argomento del chiostro,
+la contessa, che fino a quel punto l&#8217;aveva ascoltata
+con simpatia fingendo di non accorgersi
+dei rimproveri indiretti che c&#8217;erano nelle parole
+di lei, mutò tenore ad un tratto, e non frenandosi
+più dichiarò che questi eran discorsi da
+bambina e che il chiostro non accomodava nulla,
+e che una sola cosa poteva salvar l&#8217;onore della
+famiglia, il matrimonio. Ma Fortunata, la timida
+Fortunata, insistette dicendo che già il matrimonio
+era impossibile, e che a ogni modo ell&#8217;era
+ormai risoluta a fuggire dal mondo e a non
+consacrarsi ad altri che a Dio.... Era risoluta,
+avevano capito? La lasciassero stare, se non
+desideravano la sua morte.</p>
+
+<p>Ne seguì una scena violenta, nel mezzo della
+quale la giovane cadde in deliquio.</p>
+
+<p>Assistita subito dalla madre, ella non istette<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span>
+molto a rinvenire; ma si lagnava d&#8217;una grande
+spossatezza, d&#8217;un malessere generale ch&#8217;ella
+non sapeva spiegarsi.</p>
+
+<p>Un dubbio improvviso sorse nell&#8217;animo della
+contessa Zanze; tuttavia ella tenne per sè le
+sue impressioni, e ripigliando verso la figliuola
+un tuono affettuoso e sollecito, raccomandò a
+Fortunata di esser calma, di non pensare a
+malinconie, di persuadersi che nessuno in famiglia
+voleva tiranneggiarla.</p>
+
+<p>Rinfrancata alquanto da queste parole, la
+ragazza baciò e ribaciò la genitrice, e chiestole
+perdono del suo linguaggio eccessivo di poco
+fa, consentì a mettersi a letto.</p>
+
+<p>Il conte Luca, tornando quel giorno dall&#8217;ufficio
+con la testa piena d&#8217;un finale di scacchi
+ch&#8217;egli aveva studiato sulla carta, trovò la moglie
+in cima alla scala e fu condotto da lei con
+gran mistero in un salottino appartato.</p>
+
+<p>&mdash;Che cosa c&#8217;è? Che cos&#8217;è successo?&mdash;chiese
+il pover&#8217;uomo che non capiva.</p>
+
+<p>&mdash;Zitto!&mdash;disse la contessa.&mdash;Non facciamoci
+sentire dalla gente di servizio.</p>
+
+<p>La gente di servizio, fra parentesi, si riduceva
+a una fantesca un po&#8217; sorda. Ma la contessa
+Zanze amava le amplificazioni.</p>
+
+<p>&mdash;Insomma?&mdash;ripigliò il conte abbassando
+la voce.</p>
+
+<p>E allora la consorte gli spifferò tutto quello
+che ella sapeva e tutto quello che l&#8217;indisposizione
+di Fortunata le faceva supporre.</p>
+
+<p>Il nobile Rialdi era d&#8217;indole mansueta, ma<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span>
+in certi casi non c&#8217;è mansuetudine che tenga;
+bisogna parlare o scoppiare.</p>
+
+<p>&mdash;Questa tegola mi casca sul capo!&mdash;esclamò
+il conte Luca, girando come un forsennato
+su e giù per la stanza.&mdash;Mi spiego?...
+Non l&#8217;avevo detto io che l&#8217;andava a finir
+male?... Ma volete sempre fare a vostro modo,
+voi....</p>
+
+<p>&mdash;Eh non mi seccate&mdash;interruppe la contessa
+Zanze.&mdash;Piuttosto andate a chiamare il
+medico, giacchè mi occorre saper precisamente
+in che acque si navighi.</p>
+
+<p>Il conte Luca ubbidì, e il dottore, interrogata
+con molta discrezione la ragazza, uscì dalla
+camera coi genitori e disse loro che le supposizioni
+della signora contessa avevano proprio
+côlto nel segno.</p>
+
+<p>&mdash;Povero me, povero me!&mdash;gemette il
+conte Luca, cacciandosi le mani nei pochi capelli
+che gli rimanevano.&mdash;Poteva toccarmi di
+peggio?</p>
+
+<p>La contessa moglie gli diede sulla voce.&mdash;Ci
+vuol altro che queste smorfie! Adesso si vedrà
+se siete un uomo o un <i>pampano</i>.</p>
+
+<p>La qual cosa si doveva vedere, ma non si
+vide, perchè la contessa Zanze, secondo il suo
+solito, prese la direzione della faccenda e al
+marito lasciò l&#8217;ufficio, meno arduo e delicato,
+di tener compagnia alla figliuola.<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="XII" id="XII"></a>XII.</h2>
+
+
+<p>L&#8217;annunzio del grave avvenimento fu come
+lo scoppio d&#8217;una bomba in casa Bollati. Di così
+grosse Leonardo non ne aveva fatte mai, nè
+aveva mai recato un impiccio simile alla famiglia,
+neppure quella volta dello scandalo in
+giardino. Come immaginarsi che quel ragazzo
+si incapricciasse della Fortunata, una giovinetta
+senza forme e senza colore, che aveva diciott&#8217;anni
+e ne mostrava sedici, e con la quale egli
+aveva giocato alla bambola? E per peggio, il
+diavolo ci doveva metter la coda; anche un
+bimbo in prospettiva ci doveva essere!&mdash;Già&mdash;notava
+in cuor suo il lustrissimo Zaccaria&mdash;un
+gran sangue quello dei Bollati.</p>
+
+<p>Sicuro, un gran sangue. Ma intanto (poichè
+non s&#8217;era nemmeno potuto effettuare l&#8217;andata
+in campagna a cagione di un&#8217;epidemia di tifo
+che infestava in quei mesi i pressi della villa)
+non c&#8217;era modo di levarsi d&#8217;attorno la contessa
+Zanze, la quale voleva che si rendesse l&#8217;onore<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span>
+alla sua creatura, e s&#8217;era ostinata a non veder
+altro risarcimento possibile che il matrimonio.
+E non si lasciava mica scoraggiare dalle ripulse,
+ma tornava alla carica col <i>lustrissimo</i> Zaccaria,
+o con la <i>lustrissima</i> Chiaretta, o con Leonardo,
+o con don Luigi, che nella sua qualità di ecclesiastico
+avrebbe pur dovuto capire quale
+fosse l&#8217;obbligo sacrosanto dei suoi padroni.</p>
+
+<p>Don Luigi, uomo alieno dai fastidi, aveva in
+principio adottato la tattica di non credere all&#8217;importanza
+della cosa.</p>
+
+<p>&mdash;Esagerazioni, esagerazioni&mdash;egli diceva.&mdash;Le
+ragazze senza esperienza prendono spesso
+lucciole per lanterne.</p>
+
+<p>La contessa Zanze si sentiva il prurito di
+graffiargli gli occhi.&mdash;Ma che lucciole, ma che
+lanterne? Metterebbe forse in dubbio quello
+che Leonardo confessa?</p>
+
+<p>&mdash;I giovinotti, si sa, hanno l&#8217;abitudine di
+vantarsi.</p>
+
+<p>&mdash;Auff! Ma se il medico ha dichiarato che
+mia figlia... via, non lo sa quello che ha dichiarato
+il medico?</p>
+
+<p>&mdash;Bisogna star a vedere, bisogna aspettare...
+I medici, cara contessa, pigliano tanti granchi
+a secco.</p>
+
+<p>Finalmente don Luigi si arrese all&#8217;evidenza.
+Gli dispiaceva, proprio da galantuomo gli dispiaceva
+assai. Ma che poteva farci? Le Loro
+Eccellenze non ricorrevano a lui per consiglio...
+eh, pur troppo, i preti non eran più tenuti nel
+conto d&#8217;una volta.... E poi era un affare difficilissimo;...<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span>
+tutte le soluzioni avevano i loro inconvenienti...
+senza dubbio il matrimonio riparava
+al mal fatto... ma c&#8217;erano le sue obbiezioni,
+oh se c&#8217;erano....</p>
+
+<p>La contessa Rialdi non voleva ammettere che
+ce ne fossero affatto, si riscaldava, usciva dai
+gangheri, e pretendeva tener responsabile il
+sacerdote della cattiva condotta del suo allievo.
+Allora anche a don Luigi saltava la mosca al
+naso, e, accendendosi in viso, egli dichiarava
+che aveva instillato al contino principii di moralità
+e di religione, e che non era colpa sua
+se l&#8217;altro non aveva saputo trarne profitto. Insomma
+perchè lo tiravano in ballo lui? Perchè
+non lo lasciavano attendere in pace a&#8217; suoi
+studi?</p>
+
+<p>Coi cugini Bollati la contessa Zanze era a
+vicenda umile e petulante, supplichevole e minacciosa.
+Vantava i servigi da lei resi a Leonardo
+durante la sua malattia e così indegnamente
+ricambiati, dipingeva coi più tetri colori
+lo stato della propria famiglia dopo la catastrofe;
+Fortunata che si stemperava in lagrime;
+il conte Luca che ci rimetteva la pelle dall&#8217;avvilimento;
+oh se ce la rimetteva; lei ch&#8217;era invecchiata
+di più anni in pochi giorni e ch&#8217;era
+sostenuta soltanto dall&#8217;idea di giovare agli altri;...
+senza contare poi Gasparo che navigava
+nelle acque del Levante e che ancora non sapeva
+nulla, ma che quando avesse saputo....
+Misericordia! Era meglio non pensarci neanche.</p>
+
+<p>Quest&#8217;era il nembo lontano che ruggiva nei<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span>
+discorsi della contessa, ma di lì a poco tornava
+il sereno, tornava l&#8217;idillio pastorale. Che moglie
+più amorosa di Fortunata poteva mai trovare
+Leonardo; che nuora più devota, più ubbidiente
+potevano trovare il conte Zaccaria e
+la contessa Chiaretta? Non era una Venere, ma
+non era nemmen brutta e spiacente, e poi aveva
+tutto le qualità morali che è lecito desiderare
+in una ragazza... buona, docile, pia.... Era povera
+sì, pur troppo, non aveva dote; ma che
+bisogno avevano di dote i Bollati?... Che cos&#8217;è
+il danaro? Che cos&#8217;è la ricchezza?... In quanto
+alla nobiltà dei Rialdi, nessuno pretendeva che
+essa fosse paragonabile a quella dei Bollati,
+ma era sempre una nobiltà genuina, co&#8217; suoi documenti
+in regola, non una delle tante che circolano
+per la piazza.</p>
+
+<p>Ma la parte più commovente delle arringhe
+della contessa Zanze era quella che si riferiva
+al nascituro. Ella s&#8217;inteneriva al solo pensarci.
+Lo amava già con tutta l&#8217;anima quel suo nipotino.
+Ed era anche nipotino loro, dei Bollati;
+era, voglia o non voglia, un Bollati... Possibile
+che si rifiutassero di riconoscerlo?... Bisognava
+altresì considerare che vantaggio inestimabile
+sarebbe stato per Leonardo il prender moglie....
+Era forse l&#8217;unico modo di sottrarlo davvero
+alle tentazioni, alle cattive amicizie e ai cattivi
+esempi.</p>
+
+<p>Insomma la loquace femmina tratteggiava ai
+Bollati un quadro compiuto di felicità domestica.
+Che se le riusciva di abbrancar Leonardo<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span>
+(e non era cosa facile) rincarava la dose. Aveva
+a un passo il Paradiso ed esitava ad entrarci,
+quel disutilaccio.</p>
+
+<p>Malgrado della sua furberia, la contessa Zanze
+non s&#8217;appigliava al mezzo migliore per far entrare
+in grazia il matrimonio a Leonardo. La
+prospettiva delle gioie casalinghe non lo seduceva
+punto, e chi avesse voluto persuaderlo a
+sposarsi avrebbe agito più saviamente dicendogli
+che il matrimonio era una semplice formalità,
+e che dopo le nozze egli avrebbe potuto
+menar la solita vita, senza paura che la
+moglie lo tormentasse con tenerezze o con gelosie,
+o che i figliuoli gli ruzzolassero fra le
+gambe o lo assordassero coi loro strilli.</p>
+
+<p>Tutto considerato, i maggiori ostacoli all&#8217;adempimento
+del gran disegno della contessa
+Zanze non venivano nè dal <i>lustrissimo</i> Zaccaria,
+nè dalla <i>lustrissima</i> Chiaretta. Certo ch&#8217;essi non
+favorivano l&#8217;unione da lei vagheggiata, certo
+che avrebbero voluto anzi impedirla, ma non
+avevano per essa una di quelle ripugnanze invincibili
+che fanno cascar le braccia e troncano
+le parole in bocca a chi difende una
+causa.</p>
+
+<p>Il conte un fondo di gentiluomo l&#8217;aveva; egli
+capiva che il danno recato da suo figlio ai Rialdi
+non è di quelli che si risarciscano con l&#8217;oro, e
+che non era una bella cosa pei Bollati il restar
+con quella macchia sul loro nome, e che la contessa
+Zanze non aveva torto a veder una sola
+riparazione possibile....; quantunque fosse lecito<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span>
+sospettare ch&#8217;ella avesse una gran parte
+di colpa in ciò che era accaduto.</p>
+
+<p>La <i>lustrissima</i> non era mossa dalle ragioni di
+suo marito. Ella non poteva soffrire quella inframmettente
+e pettegola cugina Rialdi e non
+avrebbe voluto fargliela spuntare a nessun prezzo;
+giacchè per lei non c&#8217;era dubbio ch&#8217;era
+tutto un intrigo ordito dalla Zanze, la quale
+adesso spargeva lagrime di coccodrillo; ma
+d&#8217;altro lato ella s&#8217;era tanto avvezza ad aver
+intorno a sè Fortunata, a farsene servire come
+da una cameriera o da una dama di compagnia,
+che non sapeva rassegnarsi all&#8217;idea di dover
+perderla. E allora era costretta ad ammettere
+che, realmente, come diceva la contessa Zanze,
+una nuora simile essa non l&#8217;avrebbe trovata
+mai, e che una gran signora avrebbe portato
+chi sa che fumi in casa.</p>
+
+<p>L&#8217;avversario più accanito, più formidabile dell&#8217;unione
+fra Leonardo e Fortunata era l&#8217;agente
+generale, <i>sior</i> Bortolo, il quale, tanto per procurarsi
+nuovo danaro quanto per tener a bada
+i vecchi creditori, aveva necessità assoluta di
+ripetere su tutti i tuoni che presto o tardi gli
+affari della nobile famiglia s&#8217;accomoderebbero
+con un cospicuo matrimonio del signor contino.
+Al principale poi fra questi creditori, certo signor
+Vinati, usuraio desideroso di nobilitarsi,
+<i>sior</i> Bortolo non voleva togliere ogni speranza
+di vedere un giorno contessa la sua unica figliuola
+che stava per uscir di collegio e aveva
+gli occhi scerpellini, i denti guasti e cinquecento<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span>
+mila lire austriache di dote, astrazion
+fatta da ciò che le spettava alla morte del
+padre.</p>
+
+<p>Cosicchè, sempre col debito rispetto alle Loro
+Eccellenze, il brav&#8217;uomo disse aperto l&#8217;animo
+suo. Non conveniva esagerare in nulla, nemmeno
+negli scrupoli. Un ragazzo di vent&#8217;anni
+che seduce una ragazza di diciotto non è più
+responsabile di lei che s&#8217;è lasciata sedurre....
+ammesso anche che le parti non siano state invertite
+e che la ragazza, ubbidiente ai consigli
+di una madre artificiosa, non sia stata lei la
+vera seduttrice. A ogni modo, ci vorrebbe altro
+che in tutti i casi di questo genere si finisse
+col matrimonio! L&#8217;esservi un bimbo per istrada
+era senza dubbio un impiccio di più, era una
+disgrazia, ma si poteva vedere, studiare una
+soluzione decorosa, soddisfacente.... Il matrimonio
+egli, in coscienza, per la sua gran devozione
+ai padroni, doveva sconsigliarlo con
+tutte le sue forze. Quando si ha nome Bollati,
+si hanno degli obblighi verso il paese, verso
+la società, ed era evidente che queste nozze
+non corrispondenti alla grandezza del casato
+nè sotto l&#8217;aspetto morale nè sotto l&#8217;aspetto
+economico avrebbero prodotto una pessima impressione.
+E poi, era inutile dissimularlo, gli
+anni continuavano a esser cattivi, c&#8217;eran sempre
+batoste nuove, pur troppo, alcune innovazioni
+agricole introdotte dal signor conte, sebbene
+eccellenti in sè, non eran riuscite, le tasse
+crescevano, crescevano gli interessi dei mutui;<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span>
+alle corte, se il contino Leonardo si risolveva
+ad ammogliarsi era indispensabile ch&#8217;egli facesse
+entrar di molti quattrini in famiglia. E
+<i>sior</i> Bortolo concludeva, come per tastare il
+terreno:&mdash;Insomma, sul blasone si può transigere;
+perchè quello dei Bollati basta per tutti,
+ma non si può transigere sui danari.</p>
+
+<p>Alleati di <i>sior</i> Bortolo, se non molto efficaci
+certo molto romorosi, erano i Geisenburg-Rudingen
+von Rudingen, i quali erano venuti a
+saper la cosa e tempestavano i genitori e suoceri
+di lettere scritte in lingua austro-italica.
+Per carità non si lasciassero tirar nelle reti
+dalla Zanze Rialdi. Non dessero alla scappatella
+giovanile di Leonardo più peso di quello
+ch&#8217;essa meritava. Il matrimonio dell&#8217;ultimo
+rampollo maschio dei Bollati con una ragazza
+nè bella, nè ricca, nè sufficientemente nobile
+avrebbe alienato i parenti e gli amici. Se Leonardo
+doveva ammogliarsi, si cercasse un partito
+degno di lui. Anzi, a questo proposito, si
+riserbavano di discorrerne personalmente in Venezia,
+dove non eran più tornati dopo il 1838
+e dove si disponevano a venir prestissimo per
+abbracciare il conte Zaccaria, la contessa Chiaretta
+e il caro Leonardo, fattosi ormai un bel
+giovinotto.</p>
+
+<p>Non c&#8217;è bisogno di soggiungere che in queste
+difficili contingenze anche gli amici di casa
+volevano dir la loro opinione. E naturalmente
+non andavano d&#8217;accordo. La contessa Ficcanaso,
+per esempio, era furibonda alla sola idea che i<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span>
+Rialdi potessero vincere il loro punto, e urlava
+che sarebbe un pessimo esempio, e che tutte le
+ragazze sarebbero incoraggiate a far le civette
+e peggio, e che nessuna madre di famiglia
+avrebbe voluto più condur le figliuole in palazzo
+Bollati se fosse successo quello scandaloso
+matrimonio. Certo, s&#8217;ella fosse stata madre di
+famiglia, non ci avrebbe più posto il piede. Invece
+il nobil&#8217;uomo Canziani sosteneva, secondo
+le sue deboli forze, la causa di Fortunata, e
+un buon canonico di San Marco, monsignor Evaristo
+Lipari, commensale dei Bollati nelle grandi
+occasioni, aveva assicurato la contessa Zanze
+che farebbe il possibile per ottenere la benevola
+interposizione di S. E. il Patriarca.</p>
+
+<p>Nondimeno la contessa Zanze, vedendo che
+passavano i giorni senza frutto, ricorse ad un
+alleato più energico e scrisse a Gasparo informandolo
+dell&#8217;ultime vicende domestiche, e sollecitandolo
+a procurarsi una licenza di alcune
+settimane e ad accorrere in aiuto di sua sorella.<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="XIII" id="XIII"></a>XIII.</h2>
+
+
+<p>E Fortunata?</p>
+
+<p>Che trasformazione succedesse in lei allorchè
+il vero le fu interamente palese, ce lo dirà una
+sua lettera, ch&#8217;ella, di nascosto dei suoi genitori,
+fece pervenire in quei giorni al cugino.</p>
+
+<div class="blockquot">
+<p class="exi">
+«<i>Caro Leonardo,</i><br />
+</p>
+
+<p>«Le conseguenze del nostro fallo non saranno
+più un segreto nemmeno per te. Dapprima,
+te lo giuro, credetti di morirne per la
+vergogna. Ma a poco a poco s&#8217;impadronì di me
+un nuovo sentimento, che dev&#8217;essere assai forte
+in noi donne se riesce a soverchiare tutti gli
+altri, il sentimento della maternità. Più disonorata
+che mai al cospetto del mondo, mi pare
+d&#8217;esser meno infelice. Quando tu mi dichiarasti
+che bisognava troncare le nostre relazioni,
+io ero fermamente decisa a seppellirmi in un
+chiostro, e son sicura che nulla avrebbe potuto
+rimuovermi dal mio proposito. Tu non mi amavi;<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span>
+che mi rimaneva da fare? Ma oggi ho mutato
+idea. Certo non potrei entrare adesso in convento;
+e come vi entrerei più tardi quando
+avrò <i>qualcheduno</i> da difendere, da proteggere?
+E poi, perchè negarlo? Io penso che questa
+creaturina che mi palpita in seno è un vincolo
+sacro fra noi due, un vincolo che tu puoi sprezzare,
+ma non puoi distruggere. E malgrado
+delle tue parole crudeli, io son sempre tua,
+Leonardo, ed è un conforto per me che qualche
+cosa del nostro amore sopravviva. Chi sa,
+un giorno forse, se non della madre, tu potrai
+rammentarti del figlio.</p>
+
+<p>«E ancora questo voglio dirti. Se mi abbandonai
+fra le tue braccia non fu per un calcolo
+vile. Checchè ti susurrino nell&#8217;orecchio, non
+credermi capace di tanta bassezza. Te lo giuro
+in nome della mia, in nome della <i>nostra</i> creatura,
+io ti amai come s&#8217;ama a diciott&#8217;anni,
+senza guardare più in là, senza pensare che tu
+sei ricco e io son povera.</p>
+
+<p>«Addio, Leonardo, nessuno ti vorrà bene
+quanto te ne volle, e, pur troppo, te ne vuole
+ancora</p>
+
+<p class="right">
+«<i>la tua</i> <span class="smcap">Fortunata</span>.»<br />
+</p></div>
+
+<p>Questa lettera non ebbe risposta; già, fra le
+altre ragioni per non rispondere, Leonardo ne
+aveva una di eccellente; egli sarebbe stato
+molto impicciato a metter quattro righe in carta.
+Come si vede, le lezioni di don Luigi avevano
+dato ottimi frutti.<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span></p>
+
+<p>Tuttavia Fortunata sperava. Ella sperava nel
+ravvedimento spontaneo di Leonardo, indipendentemente
+dal grande anfanare della contessa
+Zanze, la quale non istava mai cheta, andava,
+veniva, prorompeva in brevi esclamazioni, sempre
+ravvolgendo però in un profondo mistero
+le sue mosse strategiche.</p>
+
+<p>Chi teneva molte ore di compagnia alla figliuola
+era il conte Luca, al quale l&#8217;occasione
+di mostrare, secondo il detto memorabile della
+contessa Zanze, s&#8217;egli fosse un uomo o un
+<i>pampano</i> era mancata assolutamente per colpa
+della moglie medesima che l&#8217;aveva lasciato in
+disparte. Nondimeno Fortunata gli era gratissima
+dell&#8217;averle sacrificato la sua partita a
+scacchi al caffè della <i>Vittoria</i>, e per ricompensamelo
+faceva le viste di gustar molto i suoi
+pettegolezzi d&#8217;ufficio e consentiva a studiare
+sotto di lui il nobile giuoco, inestimabile conforto,
+diceva il conte, in tutte le tribolazioni
+della vita.</p>
+
+<p>Senonchè, in mezzo a tante cure che l&#8217;angustiavano,
+Fortunata andava soggetta a frequenti
+distrazioni. Talora, mentre il padre s&#8217;affannava
+a spiegarle un gambitto di re o di regina, ella
+con gli occhi fissi verso l&#8217;uscio guardava se
+per avventura comparisse Leonardo, ovvero,
+raccolta in sè stessa, seguiva altre fantasie.&mdash;Sarà
+un maschio? Sarà una femmina? A chi somiglierà?</p>
+
+<p>Vagando in questi pensieri, ella ebbe un giorno
+un gran rimescolamento del sangue, ebbe un<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span>
+impeto di tenerezza che la fece sciogliere in lagrime.</p>
+
+<p>&mdash;Misericordia! Che altri malanni ci sono?&mdash;esclamò
+il conte Luca, il quale non osava
+attribuire questa subitanea commozione al racconto
+di alcune facezie burocratiche con cui egli
+la intratteneva.</p>
+
+<p>Ella gli gettò le braccia al collo: e seguitava
+singhiozzando:&mdash;Povero piccino! povero piccino!</p>
+
+<p>Il conte Luca non osava fiatare, e diceva tutt&#8217;al
+più:&mdash;No, Fortunata, no, non conviene
+agitarsi. Il medico te l&#8217;ha proibito. Mi spiego?</p>
+
+<p>Ma Fortunata non gli dava retta e si lasciava
+portar via dai suoi pensieri.</p>
+
+<p>&mdash;Gli vorrà bene, babbo?.... Chi sa quanto
+bisogno avrà che gli vogliano bene!</p>
+
+<p>&mdash;Sicuro che gliene vorrò.... che domanda!....
+Non è mio nipote?&mdash;E il conte soggiungeva
+aspirando una grossa presa di tabacco e rasciugandosi
+una lagrimetta col dorso della mano:&mdash;Ma!
+Speriamo che tutto finisca secondo giustizia,
+mi spiego?</p>
+
+<p>Un po&#8217; per le piccole sofferenze inerenti alla
+sua condizione, un po&#8217; per lo stato del suo
+animo, Fortunata non sapeva risolversi a uscire
+e non vedeva nessuno fuori che il canonico, il
+quale, buona pasta d&#8217;uomo, veniva ogni tanto
+a far l&#8217;ufficio di confortatore e a dire che non
+aveva ancora potuto indurre Sua Eminenza Reverendissima
+a parlare al conte Zaccaria, ma
+che non dubitava punto di indurvelo quanto<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span>
+prima. E una parola di S. E. sarebbe bastata
+senz&#8217;altro, perchè i Bollati eran gente religiosa,
+e lo stesso Leonardo, così scappato e
+vanesio, adempiva sempre alle pratiche del
+culto.</p>
+
+<p>&mdash;E quando c&#8217;è la religione,&mdash;concludeva
+monsignore,&mdash;c&#8217;è l&#8217;essenziale.</p>
+
+<p>Però la contessa Zanze non era soddisfatta.
+<i>Sior</i> Bortolo era duro come un macigno, e adesso
+erano venuti giù dalla Moravia anche i Geisenburg
+e s&#8217;erano accampati nel palazzo riempiendolo
+di boria e di fumo. Vederlo quel marchese
+Ernesto! Un po&#8217; meno pingue, ma più pettoruto
+di quello che fosse sei anni addietro, trasudava
+la superbia da tutti i pori. Ella invece, la
+marchesa, era diventata magra come una sardella,
+ma in quanto a superbia non aveva nulla
+da invidiare a suo marito. S&#8217;era appena degnata
+di salutare la contessa Zanze (che pur
+se l&#8217;era tenuta sulle ginocchia) e poi aveva
+detto (questo lo riferivano le persone di servizio)
+che non capiva come i suoi genitori ricevessero
+ancora <i>certa gente</i>.</p>
+
+<p>Di Fortunata i Geisenburg sparlavano senza
+misura. E ridevano fra di loro della sua pretensione
+stravagante di farsi sposare perchè
+Leonardo s&#8217;era levato un capriccio con lei. Faccenda
+da accomodarsi con qualche centinaio di
+zecchini, fissando poi una piccola pensione pel
+bimbo se si volevano spinger gli scrupoli all&#8217;estremo.
+Di spose convenienti per Leonardo
+ne avevano loro, i Geisenburg, da proporne una<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span>
+mezza dozzina, tutte ricche, tutte della prima
+nobiltà austriaca, tutte registrate nell&#8217;almanacco
+di Gotha. E anzi un cameriera di casa
+Bollati, che aveva il vizio di stare in ascolto
+dietro gli usci e che pretendeva di capire il
+tedesco, assicurava che tra marito e moglie avevano
+già fissato la ragazza da preferirsi.</p>
+
+<p>Probabilmente non c&#8217;era in tutto ciò nulla
+di serio, tanto più che per la scelta della sposa,
+se una sposa ci doveva esser davvero, <i>sior</i> Bortolo
+avrebbe voluto indubbiamente aver voce
+in capitolo. A ogni modo, mentre le cose stavano
+in questi termini arrivò a Venezia Gasparo
+Rialdi.</p>
+
+<p>L&#8217;appello materno gli era pervenuto in un
+momento critico della sua vita. Già da qualche
+mese tre ufficiali della marina austriaca, amicissimi
+suoi, Attilio ed Emilio Bandiera e Domenico
+Moro, nomi che l&#8217;eroismo e la sventura
+resero sacri, erano fuggiti a Corfù col proposito
+di gettarsi sul primo lembo di terra italiana
+ove fosse possibile di alzare il grido della
+riscossa contro i tiranni stranieri e domestici.
+Partecipe dei loro disegni e non meno deliberato
+a dar per la patria il suo braccio e il suo
+sangue, Gasparo Rialdi però non aveva creduto
+l&#8217;ora propizia pel magnanimo tentativo e aveva
+scongiurato quei valorosi a serbarsi per tempi
+migliori. E forse essi avrebbero accolto il suo
+consiglio, se il timore di esser già spiati dalla
+polizia imperiale non li avesse indotti a precipitare
+la diserzione. Con che cuore Gasparo<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span>
+li avesse visti partire è facile immaginarlo. Ed
+è facile immaginare con che ansietà egli avesse
+seguito le loro vicende. L&#8217;incrollabile fermezza
+di Emilio di fronte alle preghiere e alle lacrime
+della misera madre volata a Corfù nella primavera
+di quell&#8217;anno 1844 per iscongiurare l&#8217;imminente
+sciagura, la fiera dichiarazione pubblicata
+dai due fratelli in un giornale di Malta
+in risposta a un editto dell&#8217;Ammiragliato austriaco,
+la lettera scritta da Domenico Moro al
+comandante della sua nave per ispiegargli la
+propria condotta, commossero in quei tempi,
+prima ancora della tragedia di Cosenza, quanti
+erano spiriti gentili nella penisola. E Gasparo,
+ch&#8217;era stato il confidente di quei giovani audaci
+e che, pronosticando col lucido ingegno
+l&#8217;inanità dell&#8217;impresa s&#8217;era invano sforzato di
+trattenerli, aveva poi sentito un acre rammarico
+a non esser con loro, ad aver piuttosto
+ubbidito alla voce della ragione che agl&#8217;impeti
+dell&#8217;entusiasmo. La notizia sparsasi nella seconda
+metà di giugno che i Bandiera coi loro
+seguaci fossero sbarcati in Calabria diede nuova
+esca al fuoco, e il nostro giovane ufficiale al
+quale pareva di meritarsi la taccia di codardo,
+studiava già i modi di raggiungere gli amici,
+quando la lettera di sua madre gli additò un
+dovere sacro, preciso, immediato a cui non gli
+era lecito di sottrarsi.</p>
+
+<p>Livido di sdegno e di rabbia, Gasparo Rialdi,
+appena ricevuto quel foglio, si presentò al suo
+comandante pregandolo d&#8217;accordargli un congedo<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span>
+d&#8217;un mese per motivi gravissimi di famiglia.</p>
+
+<p>Il comandante, austriaco fino al midollo dell&#8217;ossa,
+ma buono di cuore e amoroso dei suoi
+dipendenti, fu fieramente turbato da quella richiesta,
+e cercando di leggere nella fisonomia
+stravolta dell&#8217;ufficiale:</p>
+
+<p>&mdash;Che avete, Rialdi?&mdash;gli disse.&mdash;Non vi
+si riconosce più.</p>
+
+<p>L&#8217;altro si schermì dal rispondere e insistette
+sulla necessità che aveva di partir subito per
+Venezia.</p>
+
+<p>&mdash;Mi date proprio la vostra parola d&#8217;onore
+che partite per Venezia? Solamente per Venezia?</p>
+
+<p>Gasparo Rialdi comprese il significato della
+domanda e proseguì con voce ferma:&mdash;Sì, le
+do la mia parola d&#8217;onore.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene, ebbene,&mdash;brontolò il comandante
+ordinando allo scrivano di redigere il permesso.
+E proseguì a voce più bassa:&mdash;Vedete, Rialdi,
+sono momenti difficili. Quei disgraziati giovani
+hanno fatto del male a tutti.</p>
+
+<p>Gasparo sentì salirsi una fiamma al viso, ma
+non disse nulla.</p>
+
+<p>&mdash;Del male a tutti,&mdash;ripetè il suo interlocutore.&mdash;Si
+vive in un&#8217;atmosfera di sospetti....
+Sfido io.... Dopo un fatto simile.... Tre giovani
+che avevano uno splendido avvenire davanti a
+sè.... I Bandiera specialmente.... figli d&#8217;un contrammiraglio....
+Non par vero.... E che cosa
+credono di fare? Di vincer delle battaglie contro<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span>
+le truppe di S. M. Borbonica?.... Di conquistare
+il Lombardo-Veneto?.... Ci rimetteranno
+la testa.... pazzi, pazzi da legare....
+Date qui.</p>
+
+<p>Quest&#8217;ultime parole erano rivolte allo scrivano
+che aveva finito il suo lavoro.</p>
+
+<p>&mdash;Ecco il permesso firmato, Rialdi.... In fede
+mia, a un altro avrei risposto di no.... Dunque
+siamo intesi.... A Venezia direttamente.... Venezia
+per la via di Trieste.... La vostra parola
+d&#8217;onore.</p>
+
+<p>&mdash;Gliel&#8217;ho data,&mdash;tornò a dire Gasparo
+ringraziando e inchinandosi.</p>
+
+<p>E quella notte medesima egli viaggiava col
+vapore del Lloyd per Trieste. C&#8217;era a bordo una
+quarantina di passeggieri, quasi tutti sopra coperta,
+tanto il tempo era bello e il mare tranquillo.
+Si ciarlava, si giocava, si faceva all&#8217;amore.
+Tre o quattro suonatori ambulanti, imbarcatisi
+a Smirne in terza classe, strimpellavano
+delle polke e dei valzer, e chi ne aveva
+voglia ballava al chiaro di luna, mentre i delfini
+saltellavano sulle acque fosforescenti.</p>
+
+<p>Gasparo Rialdi pensava ai suoi amici inseguiti,
+a sua sorella vituperata. Egli era solo,
+taciturno, chiuso in sè stesso. Nè le sue angoscie
+patriottiche, nè i suoi dolori domestici erano
+di quelli che possono cercare un sollievo nelle
+simpatie altrui.<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="XIV" id="XIV"></a>XIV.</h2>
+
+
+<p>Pallida, confusa, tremante, con le gote molli
+di lagrime, Fortunata osava appena alzare gli
+occhi verso il fratello. La confessione del suo
+fallo non l&#8217;era mai stata così grave. Non dinanzi
+al sacerdote, avvezzo a quetar gli scrupoli
+della sua coscienza, non dinanzi alla madre,
+la cui leggerezza colpevole aveva avuto tanta
+parte nella sua caduta. Ma Gasparo, del quale
+ella ricordava le previsioni, gli ammonimenti, i
+consigli, ahimè non seguiti, Gasparo poteva rinfacciarle
+la sua vergogna cercata, voluta, poteva
+chiederle conto dell&#8217;onore della famiglia da
+lei macchiato per sempre. Ella ne aveva avuto
+sin da bambina una gran soggezione; figuriamoci
+adesso ch&#8217;egli era un giovinotto alto, severo,
+abbronzito dal sole, con uno sguardo acuto,
+penetrante, che ricercava l&#8217;intime latebre dell&#8217;anima.</p>
+
+<p>Eppure, di mano in mano ch&#8217;ella parlava le
+rigide fattezze dell&#8217;ufficiale s&#8217;atteggiavano a<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span>
+un&#8217;espressione più dolce; pareva che il giudice
+si fosse impietosito del reo. E invero un gran
+peso gli si era tolto di dosso. Il linguaggio
+schietto, ingenuo di Fortunata lo aveva reso
+sicuro che, quale pur fosse stata la condotta
+di sua madre, sua sorella era una vittima e
+non era una complice.</p>
+
+<p>Quand&#8217;ella si tacque, egli stette un momento
+in silenzio col viso nascosto tra le palme; poi
+disse queste sole parole:&mdash;E lo ami sempre?</p>
+
+<p>&mdash;Sempre&mdash;ella rispose chinando la fronte,
+ma con voce ferma.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, capisco&mdash;ripigliò Gasparo&mdash;l&#8217;amarlo
+fu la tua unica colpa e fu anche la tua unica
+scusa.... Ma adesso.... dopo il suo vile abbandono,
+dopo il suo turpe oblio d&#8217;ogni dovere
+più sacro.... Ah se tu non lo amassi più!...</p>
+
+<p>Fortunata lo guardò atterrita.&mdash;Lo amo!
+Lo amo! In nome del cielo, che faresti se non
+lo amassi più?</p>
+
+<p>Gli occhi del giovane sfolgorarono.&mdash;Quel
+che farei?... Gli farei pagare a caro prezzo
+l&#8217;oltraggio, e poi direi a te: Dimentica perfino
+il suo nome: dimentica ch&#8217;egli ti ha reso madre...
+l&#8217;essere che darai alla luce non ha nulla da
+guadagnarci a conoscerlo.... ci penseremo noi,
+noi soli.... se sarà un maschio, avrò cura io
+della sua educazione, ne farò un uomo, un cittadino.</p>
+
+<p>&mdash;Grazie, Gasparo, grazie&mdash;esclamò Fortunata.&mdash;Oh
+tu sei buono e io non perdonerò
+mai a me stessa di non averti ubbidito; ma se<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span>
+mi vuoi bene, se hai misericordia di me non
+devi far del male a <i>lui</i>.... a Leonardo.... non
+devi togliermi la speranza ch&#8217;egli mi ridoni un
+giorno il suo affetto, che, disingannato, stanco
+dei baci delle altre donne, egli torni da quella
+il cui cuore non muta... dalla madre della sua
+creatura....</p>
+
+<p>&mdash;Ma non sai dunque&mdash;interruppe il fratello&mdash;che
+faranno di tutto per indurlo a
+prender moglie... una moglie che porti il suo
+bel gruzzolo di zecchini.... poichè si va buccinando
+che i nostri illustri parenti siano dissestati
+e che occorra una grossa dote per tappare i
+buchi?</p>
+
+<p>&mdash;No&mdash;disse la ragazza sforzandosi di persuader
+sè medesima che i dubbi di Gasparo
+erano infondati.&mdash;No, non vi riusciranno....
+Quello che Leonardo vuole è la sua libertà....
+È la risposta ch&#8217;egli diede a mia madre, a Monsignore...
+Se si risolvesse a sposarsi....</p>
+
+<p>&mdash;Credi che sposerebbe te?</p>
+
+<p>&mdash;Lo credo.</p>
+
+<p>&mdash;Senti&mdash;disse Gasparo dopo una pausa&mdash;vedrò
+gli zii Bollati, vedrò Leonardo... oh non
+temere, so esser calmo, so reprimere le mie
+antipatie.... e quello che potrò fare pel tuo bene
+te lo giuro, sorella mia, lo farò.</p>
+
+<p>Quantunque a malincuore, la contessa Zanze
+s&#8217;era rassegnata ad abbandonar nelle mani di
+suo figlio il grave affare domestico, pel quale
+da un paio di mesi ella metteva in combustione
+il mondo. Quel benedetto Gasparo aveva un<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span>
+certo carattere, certe idee tutte sue.... Insomma
+ella lo aveva chiamato e non poteva disgustarlo.
+Ma il conte Luca brontolava:&mdash;Fanno come
+s&#8217;io non esistessi.... Vanno, vengono senza degnarsi
+d&#8217;avvisarmi.... Quest&#8217;è bella.... Sono o
+non sono il marito di mia moglie e il padre
+dei miei figli?... Mi spiego?... Non era naturale
+che conducessi io la faccenda?... Ma, nossignori...
+Prima <i>madama</i> ha voluto far da sè.... E adesso
+tocca a Gasparo, che con quel suo temperamento
+sulfureo finirà di rovinarci.... Cose che
+andrebbero trattate con calma, con prudenza,
+con spirito conciliativo.... E intanto chi soffre
+di più siamo noi due, Fortunata e io.... io
+che non ho un momento di bene....</p>
+
+<p>Il conte Luca non osava dirlo, ma pensava
+alla sua scacchiera.</p>
+
+<p>In famiglia Bollati l&#8217;arrivo di Gasparo Rialdi
+a Venezia recò una molestia infinita. Gasparo
+non era più un ragazzo da prendersi a scappellotti;
+era un uomo, era un ufficiale tenuto
+in gran conto dai suoi superiori, e non si poteva
+sbrigarsene con delle ciancie vuote. Sua
+Eccellenza Zaccaria se n&#8217;era persuaso subito
+dopo un primo colloquio, in cui, ricevuta l&#8217;imbeccata
+da <i>sior</i> Bortolo e dai Geisenburg, egli
+aveva tentato di menare il can per l&#8217;aia. Bisognava
+vedere, bisognava studiare (proprio le
+parole precise di <i>sior</i> Bortolo), bisognava cercare
+con tranquillità una soluzione conveniente.
+Al bambino si sarebbe provveduto....</p>
+
+<p>&mdash;Conte Zaccaria&mdash;aveva detto l&#8217;ufficiale<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span>
+in tuono reciso&mdash;o il bambino entra in palazzo
+Bollati in compagnia di sua madre, o nessuno
+ha il diritto d&#8217;ingerirsene.... La soluzione a cui
+ella accenna sarebbe un secondo insulto per
+mia sorella... E io non sono disposto a passar
+sopra nemmeno al primo.... Ci rifletta meglio,
+conte, ascolti i suggerimenti del suo cuore e
+del suo onore.</p>
+
+<p>Già; quest&#8217;era esprimersi chiaro. L&#8217;antifona
+della contessa Zanze. Non c&#8217;è altra riparazione
+che il matrimonio. Senonchè Gasparo non affogava
+il suo concetto in un mare di chiacchiere.
+Andava per le spiccie, aveva un piglio soldatesco
+che produceva un certo effetto.</p>
+
+<p>Il marchese Ernesto Geisenburg-Rudingen
+von Rudingen, secondato dalla consorte, urlava
+che la tracotanza di quell&#8217;ufficialetto di marina
+era intollerabile, e che bisognava dargli una
+buona lezione, e che gliel&#8217;avrebbe data lui stesso
+se non avesse temuto d&#8217;insudiciarsi le mani.</p>
+
+<p>In quanto al contino Leonardo, è vano il dissimularlo,
+egli aveva paura, e se da un paio
+di generazioni i Bollati non fossero stati avvezzi
+a rimanersene attaccati come ostriche
+agli scogli della laguna, c&#8217;è da scommettere
+ch&#8217;egli avrebbe colto quell&#8217;occasione per intraprendere
+un viaggietto all&#8217;estero, tanto gli pesava
+il trovarsi faccia a faccia col fratello di Fortunata,
+del quale egli conosceva per esperienza
+l&#8217;indole focosa ed altera.</p>
+
+<p>La paura è un difetto, ma anche i difetti possono
+servire a qualche cosa. Nel caso presente<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span>
+essa serviva a far capire a Leonardo il brutto
+impiccio in cui egli s&#8217;era messo e a predisporlo
+alla moderazione e all&#8217;umiltà nel suo inevitabile
+abboccamento con Gasparo.</p>
+
+<p>Gasparo dal canto suo s&#8217;era impegnato con
+la sorella e con sè medesimo a frenar gl&#8217;impeti
+del suo carattere, cosicchè i due giovani, nell&#8217;incontrarsi,
+seppero nascondere il mal animo
+reciproco. Anzi, sulle prime, Gasparo fu lì lì
+per dubitare di essere stato ingiusto in passato
+negando al cugino ogni qualità di cuore e di
+intelletto. Ma, ohimè, il dubbio non tardò a dissiparsi,
+e Gasparo s&#8217;accorse ben presto che nel
+fare appello ai sentimenti generosi che scuotono
+le fibre degli altri uomini egli usava un
+linguaggio non inteso o inteso a rovescio dal
+contino Bollati.</p>
+
+<p>Quelle parole che destano la coscienza sopita,
+che fanno salire al viso i rossori della vergogna,
+che fanno spuntare sul ciglio le lagrime del
+pentimento, erano pel giovane patrizio un vano
+frastuono, e invece di persuaderlo al bene rinfocolavano
+in lui gl&#8217;istinti bassi e perversi. Preparato
+ai motti pungenti, alle intimazioni recise
+del fiero Rialdi, l&#8217;eloquenza appassionata, commossa,
+affettuosa di lui gli sembrava un sintomo
+di debolezza.</p>
+
+<p>&mdash;Quand&#8217;è così&mdash;pensava il vigliacco&mdash;ho
+torto io a farmi coniglio.&mdash;E si imbaldanziva
+a poco a poco, e dal labbro che un momento
+prima stillava latte e miele, gli uscivano allusioni
+maligne e velenose. Gasparo pazientò alquanto,<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149">[149]</a></span>
+ma colta a volo una frase che pareva
+accusarlo di fini subdoli e venali; egli afferrò
+pel braccio Leonardo, e fulminandolo con lo
+sguardo:&mdash;Bada&mdash;gli gridò con un ruggito&mdash;bada
+a quello che dici, o guai a te.</p>
+
+<p>E mentre l&#8217;altro, allibito, biascicava delle
+scuse, egli proseguì:&mdash;Bada di non confondere
+la calma di chi è sicuro del proprio diritto
+con la pusillaminità de&#8217; tuoi pari.... Perchè t&#8217;ho
+parlato come a un fratello, tu hai creduto ch&#8217;io
+fossi qui a mendicar le tue grazie.... Povero
+scemo! Io non so se potrò costringerti a fare
+il tuo dovere; per me....&mdash;e Gasparo voleva
+dire: per me ci rinunzierei ad averti per cognato;
+ma si trattenne e soggiunse invece:&mdash;Però
+una cosa è sicura; me vivo, mia sorella non
+sarà impunemente disonorata, nè il nome della
+mia famiglia impunemente trascinato nel fango.</p>
+
+<p>Misericordia! Sta a vedere che Rialdi si sognava
+di provocare un duello? Era matto? Eh
+Leonardo Bollati non si batteva! S&#8217;eran battuti
+abbastanza i suoi vecchi! La spada egli sapeva
+appena come s&#8217;impugnasse, e infatti non si ricordava
+d&#8217;aver mai toccata quella del nonno,
+comandante di galera, che il conte Zaccaria
+aveva regalato al Museo Correr insieme con
+altre anticaglie.</p>
+
+<p>Questa certezza che, nella peggiore ipotesi,
+nessuno sarebbe riuscito a condurlo sul terreno,
+rimetteva un po&#8217; di fiato in corpo al nostro contino,
+ma non più di quello che era necessario
+per permettergli di manifestare con parole sconnesse<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[150]</a></span>
+la propria codardia. Il cugino era troppo
+focoso, lo aveva frainteso... Egli non aveva
+mai avuto l&#8217;idea di offenderlo... Ne aveva anzi
+una grandissima stima... ben meritata... come
+per tutta la famiglia Rialdi... Del resto, riconosceva
+i suoi torti... Avrebbe voluto morire
+piuttosto che nuocere a Fortunata... Ma adesso
+che poteva fare?... Già non poteva mica disporre
+di sè... Era minorenne, dipendeva da&#8217; suoi
+genitori... Se si persuadevano loro....</p>
+
+<p>Gasparo lo interruppe con un gesto d&#8217;impazienza:&mdash;Quando
+facciamo sparger delle lagrime
+per i nostri piaceri, abbiamo perduto il diritto
+di addurre a scusa la nostra età giovanile e di
+ripararci all&#8217;ombra degli altri... Siamo abbastanza
+<i>uomini</i> da dover risponder noi soli delle
+nostre azioni.</p>
+
+<p>Parole altrettanto savie quanto inutili. Il
+contino Bollati non si dominava con gli argomenti,
+ma con la paura; lo si teneva in pugno
+perch&#8217;era un vile.</p>
+
+<p>E questa fu l&#8217;impressione che anche Gasparo
+ritrasse dal suo colloquio con Leonardo. Si sarebbe
+vinto, ma la prospettiva d&#8217;una tale vittoria
+umiliava il nostro ufficiale assai più d&#8217;una
+sconfitta. E non volle o non seppe tacerlo a
+sua sorella allorchè ella gli corse incontro trepida,
+ansiosa, e vedendolo con la cera stravolta
+balbettò sbigottita:&mdash;Dio mio, tu m&#8217;annunzi
+qualche disgrazia.</p>
+
+<p>&mdash;Non quella che temi&mdash;egli rispose con
+un sorriso pieno d&#8217;amarezza.<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[151]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Che cosa dunque?</p>
+
+<p>&mdash;Ascoltami, Fortunata, ascoltami fin che
+c&#8217;è tempo. Se il consenso di Leonardo fosse
+una disgrazia peggiore del suo rifiuto?</p>
+
+<p>&mdash;Egli acconsente? Leonardo acconsente a
+farmi sua moglie?&mdash;gridò Fortunata pazza di
+gioia. E i suoi occhi s&#8217;illuminarono come se le
+brillasse dinanzi una visione celeste. Ma poi
+scorgendo la meraviglia, il disgusto dipinti sulla
+fisonomia di suo fratello, chinò la fronte e arrossì.</p>
+
+<p>&mdash;Non lo ha detto ancora&mdash;rispose Gasparo.&mdash;Ma
+io credo ch&#8217;egli acconsentirà a tutto quel
+che si vuole... sai perchè? Perchè lo spaventa
+l&#8217;idea ch&#8217;io possa fargli pagar caro il male che
+ti ha fatto, perch&#8217;egli trema per sè, perchè egli
+non ha nemmeno il coraggio d&#8217;essere un tristo...
+E da un tal uomo tu speri la felicità?... Ah se
+io fossi in te, piuttosto di aver costui per marito,
+accetterei anche il disonore.</p>
+
+<p>&mdash;Per me forse&mdash;esclamò Fortunata&mdash;ma
+non per <i>lui</i>, non per mio figlio... Io non voglio
+che mio figlio sia chiamato con un nome ingiurioso.</p>
+
+<p>Ma a questo grido di madre non tardò a tener
+dietro un grido d&#8217;amante.</p>
+
+<p>&mdash;Vedi, Gasparo, tu non puoi capire... malgrado
+del tuo ingegno, e ne hai tanto, non puoi
+capire quello che si passa in cuore di donna...
+Tu mi domandi s&#8217;io spero da Leonardo la felicità...
+Ma la felicità, per noi, consiste nell&#8217;appartenere
+all&#8217;uomo che amiamo, nel viver con
+lui, per lui... anche s&#8217;egli non è degno del nostro
+amore... anche se ricambia con gli oltraggi e<span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152">[152]</a></span>
+gli scherni le nostre carezze... Non corrugar
+la fronte, Gasparo, non esser troppo severo con
+me... sono una povera femmina, io... Non ragiono,
+sento... In quell&#8217;amore che mi ha fatta colpevole,
+in quell&#8217;amore che mi fa madre è chiuso il
+mio piccolo mondo... Non ho altro, non avrò
+altro mai... Il Signore non ha voluto ch&#8217;io espiassi
+il peccato con le preghiere, con le penitenze,
+coi digiuni... ha ribadito lui stesso le
+catene che mi tengono attaccata alla terra...
+No, no, te lo ripeto&mdash;ella continuava infiammandosi
+sempre più&mdash;tu non puoi capire...
+Bisognerebbe esser davvero al mio posto... Io
+non ho nè la bellezza, nè la grazia, nè lo spirito,
+ed <i>egli</i> mi ha amata, sia pure per una settimana,
+sia pure per un giorno... è quanto basta perchè
+io l&#8217;ami per tutta la vita.</p>
+
+<p>Gasparo era ammutolito. Che rispondere alle
+manifestazioni esaltate d&#8217;una passione che non
+tentava nemmeno giustificarsi, ma si affermava
+come un fatto inesorabile, voluto dal destino?
+Ed egli, il forte e prode uomo, si domandava
+tristamente come un libertino volgare, senza
+ingegno, nè dignità, nè coscienza, potesse esercitare
+un tal fascino sopra una fanciulla buona
+e gentile. Di quanto fango è dunque composta
+quella cosa divina che si chiama l&#8217;amore?</p>
+
+<p>Checchè ne sia di ciò, l&#8217;abboccamento di
+Leonardo Bollati e di Gasparo Rialdi aveva
+avuto per effetto di lasciar uno dei due interlocutori
+sbigottito, l&#8217;altro nauseato. Ma se lo
+sbigottimento rendeva Leonardo più malleabile,<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153">[153]</a></span>
+la nausea rendeva Gasparo meno acconcio che
+mai al suo ufficio di negoziatore. Egli si trovava,
+del resto, in una singolare condizione di spirito.
+Egli capiva che, in certi casi, dal matrimonio
+in fuori, non c&#8217;è riparazione che valga, ma,
+d&#8217;altra parte, sentiva crescere la sua ripugnanza
+ad adoperarsi per combinare un matrimonio
+che avrebbe unito Fortunata con un uomo tanto
+spregevole. Era scontento della sua famiglia,
+scontento di sè. Lo irritava la nullaggine del
+suo babbo, l&#8217;indole poco scrupolosa di sua
+madre, l&#8217;accecamento di sua sorella; si sentiva
+umiliato di queste misere lotte in un tempo
+nel quale i suoi amici scontavano col loro
+sangue un&#8217;eroica follìa.<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154">[154]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="XV" id="XV"></a>XV.</h2>
+
+
+<p>Poichè in Calabria era avvenuto quello che
+tutti prevedevano.</p>
+
+<p>Sopraffatti dalle forze borboniche presso San
+Giovanni in Fiore il 19 giugno di quell&#8217;anno
+1844, tratti a Cosenza dinanzi a una Corte
+marziale, Attilio ed Emilio Bandiera, Domenico
+Moro e i principali fra i loro seguaci, venivano
+condannati a morte il 24 di luglio e fucilati il
+dì appresso. La <i>Gazzetta privilegiata</i> di Venezia
+di martedì 6 agosto riproduceva dal <i>Giornale di
+Napoli</i> l&#8217;estratto della sentenza pronunciata ed
+eseguita. Non una riga di commento, non una
+parola di compianto pei tre veneziani che pur
+lasciavano qui tanta eredità di memorie e d&#8217;affetti.
+Era già molto se l&#8217;insulto villano non li
+accompagnava nella tomba. Ma nel segreto delle
+pareti domestiche, nell&#8217;intimità dei crocchi giovanili,
+i nomi dei tre martiri erano susurrati
+con affettuosa riverenza, e il sacrifizio magnanimo
+richiamava a più alti pensieri i popoli
+della Penisola immersi in frivole cure.<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155">[155]</a></span></p>
+
+<p>Ciò che Gasparo Rialdi provasse alla notizia
+della strage di Cosenza, è inutile il dirlo. Egli
+giurò allora, e mantenne il giuramento, di consacrare
+la sua vita all&#8217;idea per la quale i suoi
+compagni d&#8217;armi erano caduti. Certo non era
+piccolo sforzo per lui il far violenza alla sua
+natura schietta e leale, il continuar a indossare
+una divisa abborrita, a servire sotto una bandiera
+ch&#8217;egli tradiva; però i tempi tristissimi
+non lasciavano libertà di scelta ai generosi che
+i voleri delle famiglie o la dura necessità costringevano
+a militare sotto lo straniero; o venir
+meno agli obblighi di cittadini, o venir meno
+agli obblighi di soldati.</p>
+
+<p>Comunque sia, sotto la prima impressione
+della tragedia di Calabria, il nostro ufficiale non
+seppe padroneggiarsi appieno, e il luogo e il
+modo in cui egli uscì dal suo riserbo diedero
+origine a un fatto che poteva avere per lui
+conseguenze gravissime.</p>
+
+<p>Egli aveva pregato un suo conoscente d&#8217;introdurlo
+una sera nel Casino dei nobili affine di
+leggervi nei fogli napoletani i particolari del
+processo contro i Bandiera e i loro complici.</p>
+
+<p>Ora nel momento in cui Gasparo entrò con
+l&#8217;amico, quei fogli erano tutti accaparrati da
+un gruppo di persone, tra cui primeggiava il
+marchese Ernesto Geisenburg-Rudingen von
+Rudingen, quello stesso che avrebbe voluto
+dare una buona lezione al Rialdi se non fosse
+stata la paura d&#8217;insudiciarsi le mani. Il signor
+marchese leggeva ad alta voce con la sua pronunzia<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156">[156]</a></span>
+ostrogota, fermandosi a ogni due parole
+per pigliar fiato e per interpolare qualche sua
+riflessione in italiano o in tedesco, un articolo
+del <i>Giornale di Napoli</i>, contenente un giudizio
+sommario sull&#8217;impresa di Calabria. Impresa
+<i>incredibile al racconto, di superlativa stoltezza, di
+crassa ignoranza</i>, la chiamava il dotto articolista,
+e l&#8217;illustre signor marchese stava appunto deliziandosi
+in queste frasi concise, vibrate, degne
+di Tacito. Egli vide con la coda dell&#8217;occhio
+Gasparo Rialdi, ma finse di non accorgersene
+e tirò innanzi nelle sue osservazioni, mettendoci
+forse una maggiore acrimonia. Anch&#8217;egli opinava,
+come la suocera, che Gasparo fosse un po&#8217; carbonaro,
+e non gli dispiaceva di slanciargli indirettamente
+qualche frecciata, tanto più che l&#8217;ufficialetto
+gli era antipatico per cento altre ragioni.
+La condotta del signor marchese non era punto
+generosa, giacchè egli doveva sapere che nel
+campo politico il Rialdi non aveva libertà di
+parola. Noi non abbiamo però detto mai che il
+marchese fosse un uomo generoso. Anzi egli
+non era punto tale, sebbene non fosse certo un
+vigliacco come il cognato Leonardo.</p>
+
+<p>&mdash;Penissimo&mdash;esclamò il marchese Ernesto,
+sempre col giornale in mano&mdash;<i>Superlativa stoltezza...
+crassa ignoranza. So ist es...</i> Così è.</p>
+
+<p>L&#8217;uditorio approvava. Era proprio da matti
+furiosi il pensarsi una cosa simile... In trenta
+o quaranta voler abbattere un regno... E poi,
+se fossero padroni loro?</p>
+
+<p>&mdash;<i>Gott bewahre!</i> Dio guardi! meglio la fine<span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157">[157]</a></span>
+del mondo... Sarebbe come Rifoluzione francese...
+Ladrerie, stragi, sacrilegi.</p>
+
+<p>&mdash;Quel Mazzini!&mdash;disse un signore grave
+e maturo tentennando la testa.</p>
+
+<p>&mdash;Sicuro&mdash;assentì il marchese.&mdash;Quel
+Mazzini, gran canaglia... Se si prende, non fucilarlo...
+troppo onore... <i>Erhängen muss man ihn</i>...
+come si dice in italiano? ah sì... impiccare, impiccare...</p>
+
+<p>&mdash;Quello non si piglia&mdash;osservò un altro&mdash;e
+intanto dei poveri giovani vanno a farsi
+ammazzare per lui.</p>
+
+<p>&mdash;Che poferi giovani? che poferi giovani?&mdash;esclamò
+infastidito il nobile moravo.&mdash;Esempi
+ci vogliono, e queste condanne faranno
+puonissimo effetto... Che poferi giovani?....
+Tanto peggio per loro... Non poferi, impecilli
+forse... ma impecillità non scusa.</p>
+
+<p>Gasparo s&#8217;era frenato fino allora. Seduto dinanzi
+a un tavolino all&#8217;angolo opposto della
+stanza, egli avea fatto il possibile per non sentire,
+per immergersi nella lettura di uno stupido
+giornale di <i>Mode e Varietà</i>. Ma il sangue gli saliva
+alla testa; e all&#8217;ultime parole del marchese
+egli non ne potè più, e senza ben sapere quel
+che volesse fare o dire, si alzò di scatto dalla
+seggiola, e respingendo l&#8217;amico che s&#8217;era provato
+a trattenerlo, si diresse verso il crocchio
+ove l&#8217;altro dottoreggiava. Era infiammato in
+viso, i suoi occhi lampeggiavano.</p>
+
+<p>Quei patrizi rimminchioniti non eran leoni e
+subodorando una scena si tirarono in disparte.<span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158">[158]</a></span>
+Il marchese Ernesto però, antico capitano degli
+usseri, non poteva battere in ritirata, e levatosi
+da sedere quanto più presto glielo permise la
+sua corpulenza, s&#8217;appoggiò coi pugni alla tavola,
+e disse:&mdash;<i>Was wünscht der Herr Offizier? Ja...</i>
+Che desidera?</p>
+
+<p>&mdash;Io?... nulla&mdash;rispose Gasparo sforzandosi
+d&#8217;esser calmo.&mdash;Anzi mi dispiace di aver disturbato
+la bella conversazione.... Volevo dire
+solamente....</p>
+
+<p>&mdash;Ah, foleva dire qualcosa? <i>Bitte</i>... Prego...
+Parli....</p>
+
+<p>&mdash;Volevo dire che bisogna mancar d&#8217;ogni
+gentilezza d&#8217;animo per scagliarsi contro della
+gente che può esser stata illusa, che può aver
+sbagliato, ma che in ogni modo sacrificò la vita
+per un&#8217;idea....</p>
+
+<p>&mdash;<i>Bitte... Prego... Der Herr...</i> Il signore difende
+i Pandiera?... <i>Ach sehr gut...</i> Penissimo....
+Un imperiale e reale ufficiale....</p>
+
+<p>&mdash;Io non entro nella questione, io non giudico
+il tentativo dei fratelli Bandiera e dei loro
+seguaci, ma ripeto, e l&#8217;esser ufficiale della marina
+austriaca non me ne toglie il diritto, che
+l&#8217;insultare alle tombe è viltà.</p>
+
+<p>Il marchese era divenuto anche lui rosso
+come una ciliegia, e ansava più del solito.</p>
+
+<p>&mdash;Viltà?... <i>Ach ja, Feigheit.... Und mir sagen
+Sie das?...</i> Dice a me questo?</p>
+
+<p>&mdash;A lei, a lei.... O a chi dunque?</p>
+
+<p>&mdash;Ah capisco.... Il signore vuole... come si
+dice?... <i>mich herausfordern... ach ja...</i> provocare...<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159">[159]</a></span>
+provocar me, marchese Geisenburg-Rudingen
+von Rudingen? Capisco assai pene.... I
+Pandiera sono un pretesto. Il signore vuol provocare
+perchè sono contrario a speculazioni
+matrimoniali di sua famiglia....</p>
+
+<p>&mdash;Lei mente, lei è un codardo&mdash;urlò Gasparo
+Rialdi fattosi livido all&#8217;atroce ingiuria.</p>
+
+<p>E la sua mano alzatasi con piglio minaccioso
+sarebbe certo caduta sulla nobile guancia del
+marchese Ernesto di Geisenburg-Rudingen von
+Rudingen se i presenti non si fossero interposti
+a tempo.</p>
+
+<p>Però quello scandalo pubblico tra due militari
+non poteva finire così, e il giorno appresso
+il marchese Geisenburg-Rudingen von Rudingen
+e il conte Gasparo Rialdi si trovarono l&#8217;uno di
+fronte all&#8217;altro su una striscia di terra non coltivata
+a poca distanza da Fusina. Il marchese
+era stato in gioventù uno spadaccino di prima
+forza, e conosceva ancora alla perfezione le finezze
+dell&#8217;arte, ma il Rialdi era più svelto, più
+risoluto, più audace e con un colpo bene assestato
+ferì l&#8217;avversario alla spalla destra e gli
+fece cader l&#8217;arma di mano.</p>
+
+<p>Il curioso si è che questo duello, il quale ragionevolmente
+avrebbe dovuto spazzar via l&#8217;ultime
+speranze di Fortunata, produsse un effetto
+tutto contrario alle previsioni.</p>
+
+<p>E in primo luogo diciamo che la disgrazia
+del marchese non afflisse nessuno in famiglia
+Bollati. La prosopopea di quel feudatario era
+stata sempre intollerabile, ma adesso era più<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160">[160]</a></span>
+uggiosa che mai, dacchè s&#8217;era scoperto che,
+dietro a tanto fumo c&#8217;era pochissimo arrosto, e
+che i famosi castelli moravi erano stati ipotecati
+per pagare i debiti di giuoco del signor
+marchese, il quale poi gli altri debiti non li
+pagava affatto. Siccome però i creditori non
+avevano l&#8217;opinione del signor marchese che un
+gentiluomo non dovesse curarsi che degl&#8217;impegni
+contratti dinanzi a un tavolino di <i>roulette</i> o di
+faraone, così le citazioni fioccavano, e raggiungevano
+l&#8217;illustre viaggiatore anche di qua dalle
+Alpi. I suoi due camerieri, quando avevano ben
+mangiato e bevuto in cucina, deponevano per
+poco l&#8217;usata albagìa, e ne raccontavano di belline.
+Essi medesimi, a sentirli, non ricevevano
+il salario da più mesi, e si adattavano a restare
+ancora per qualche tempo presso le loro Eccellenze
+unicamente nella speranza che il conte
+Zaccaria venisse in aiuto del genero e della figliuola.
+Già, essi soggiungevano mezzo in tedesco
+e mezzo in italiano, il vero scopo della
+gita in Italia della nobile <i>Herrschaft</i> era stato
+quello di procurarsi danaro. La servitù dei Bollati,
+che cominciava ad accorgersi degli impicci
+finanziari della famiglia, non rispondeva nulla,
+ma dubitava grandemente che la nobile <i>Herrschaft</i>
+fosse costretta a tornarsene indietro con
+le mani vuote, nel qual caso addio mancie! Infatti
+il <i>lustrissimo</i> Zaccaria, per levarsi la seccatura,
+mandò il marchese dall&#8217;agente generale,
+<i>sior</i> Bortolo, e questi protestò di non poter dare
+un centesimo. Ormai l&#8217;ingegnoso amministratore<span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161">[161]</a></span>
+era a corto d&#8217;espedienti, e non ci teneva
+punto a ingraziarsi i Geisenburg, che, invece di
+secondarlo, avevano attraversato alcuni suoi
+disegni. Il marchese Ernesto e la marchesa
+Maddalena intronarono allora di querimonie gli
+orecchi dei congiunti dicendo ch&#8217;era una vergogna
+il lasciarsi dettar la legge da un bifolco,
+e che quel <i>sior</i> Bortolo era un ladro, e ch&#8217;era
+tempo di vederci chiaro, e altre cose simili,
+tutte fatte apposta per seccare i Bollati, i quali
+a vederci chiaro non ci pensavano nemmeno e
+parevano disposti ad andar placidamente in
+rovina piuttosto che aver sopraccapi. Onde la
+contessa Chiaretta, discorrendo de&#8217; suoi parenti,
+ebbe a confessare che preferiva mille volte la
+Fortunata Rialdi alla marchesa figlia, e che
+perfino Gasparo, quantunque carbonaro, le era
+meno uggioso del proprio genero. Il <i>lustrissimo</i>
+Zaccaria aveva su per giù la medesima opinione,
+e quando vennero a dirgli che il marchese era
+stato ferito&mdash;Auff&mdash;borbottò fra i denti&mdash;se
+la ferita lo guarisse dalla petulanza!</p>
+
+<p>E neppure il contino Leonardo avrebbe creduto
+opportuno, in massima, d&#8217;intenerirsi pel
+cognato; chè anzi quel manichino impastato di
+arroganza gli era insoffribile, ed egli non sapeva
+perdonargli l&#8217;etichetta fastidiosa che la
+presenza di lui introduceva in palazzo, onde
+conveniva mutar vestito a ora di pranzo, e star
+composti a tavola, e non dir parolaccie. Se la
+stoccata fosse venuta al marchese da un&#8217;altra
+parte qualsiasi, il nostro giovinotto sarebbe<span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162">[162]</a></span>
+stato capacissimo di mettere un gran respiro di
+soddisfazione. Ma il duello del Geisenburg col
+Rialdi lo turbò tutto per ragioni sue personali.
+Senza dubbio quel terribile Gasparo meditava
+un grande eccidio, e dopo aver provato la punta
+della sua spada sulla pelle del marchese Ernesto,
+si disponeva a cacciarla a mezza lama
+nella pancia di qualchedun altro. Anime sante
+del Purgatorio! come diceva don Luigi.</p>
+
+<p>Al contino veniva la pelle d&#8217;oca al pensarci,
+e la notte successiva al duello fu per lui una
+notte d&#8217;inferno. Si voltava e rivoltava fra le
+lenzuola ansando, smaniando, balzando a sedere
+a ogni più lieve romore. Peggio poi se pigliava
+sonno un momento. L&#8217;assalivano subito tetre visioni,
+gli pareva d&#8217;essere infilzato come un capo di
+selvaggina, e si svegliava in sussulto sbarrando
+gli occhi e palpandosi di qua e di là per esser
+ben sicuro che il ferro traditore non gli fosse
+penetrato nelle viscere. Allora, un po&#8217; più calmo,
+cercava di persuadersi che Gasparo Rialdi non
+l&#8217;avrebbe mica aggredito per la strada come
+un volgare assassino, e che in quanto al battersi
+bisognava essere in due per volerlo, ed
+egli, Leonardo Bollati, non sarebbe stato mai
+uno di quei due. Egregiamente; ma queste ottime
+ragioni non avevano efficacia durevole.
+Alle corte, il bravo giovinotto prese una risoluzione
+eroica e la comunicò ai genitori.</p>
+
+<p>&mdash;Ci ho pensato su, e mi son convinto che
+non posso far di meno di sposar Fortunata.
+Ho degli obblighi.<span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163">[163]</a></span></p>
+
+<p>Il lustrissimo Zaccaria e la lustrissima Chiaretta
+rimasero di sasso, perchè fino allora il
+contino non s&#8217;era mostrato così soggetto agli
+scrupoli.</p>
+
+<p>&mdash;Ta, ta, ta, ta&mdash;disse Sua Eccellenza il
+conte Zaccaria&mdash;meno furia, ci siamo anche
+noi.... E com&#8217;è che fino a pochi giorni fa il signorino
+protestava di non volersi ammogliare
+nè adesso, nè mai, nè con la cugina, nè con la
+figlia dell&#8217;imperatore del Mogol, se, puta caso,
+ella fosse venuta da queste parti?</p>
+
+<p>&mdash;Io volevo liberarmi dalle seccature di <i>sior</i>
+Bortolo che s&#8217;impuntava a darmi la sua Vinati.</p>
+
+<p>&mdash;Di quella non si parla&mdash;interruppe la
+contessa Chiaretta&mdash;non è neanche nobile.</p>
+
+<p>Il conte sospirò pensando che la Vinati
+avrebbe portato in casa cinquecentomila lire
+sonanti. Pazienza. C&#8217;era di mezzo il decoro
+della famiglia, e conveniva rinunziarci.</p>
+
+<p>&mdash;Ma io non voglio saperne nemmeno delle
+tedesche di mio cognato&mdash;seguitò Leonardo.</p>
+
+<p>&mdash;Oh quelle lì&mdash;disse il conte&mdash;sono <i>in
+mente Dei</i>. Il marchese mio genero non fa che
+citarle a memoria dall&#8217;almanacco di Gotha....
+Del resto&mdash;soggiunse il nobiluomo con maggiore
+solennità&mdash;è fuor di dubbio che l&#8217;unico
+rampollo maschio d&#8217;una famiglia come la nostra
+deve pigliar moglie per assicurare la discendenza.</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene, io sposo mia cugina, e la discendenza
+è già assicurata.</p>
+
+<p>&mdash;Adagio, Biagio&mdash;ripigliò il conte Zaccaria.&mdash;Il<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164">[164]</a></span>
+matrimonio d&#8217;un Bollati non è faccenda
+da risolversi su due piedi, e cinquant&#8217;anni
+addietro avrebbe voluto entrarci il Serenissimo....</p>
+
+<p>&mdash;E le prime famiglie del patriziato sarebbero
+venute a offrirci le figliuole&mdash;esclamò la
+signora Chiaretta.</p>
+
+<p>&mdash;Sfido io.... Con tanti dogi e procuratori
+e ammiragli che abbiamo fra i nostri vecchi...
+le prime famiglie e le più ricche...&mdash;soggiunse
+il conte moderando un poco l&#8217;intonazione pomposa
+del discorso.</p>
+
+<p>&mdash;Sarebbero venute anche adesso&mdash;disse
+la moglie&mdash;senza questi scandali, senza questa
+condotta indecente.&mdash;Indi rivolgendosi a Leonardo&mdash;Vergogna!
+Sei la rovina dei Bollati.</p>
+
+<p>Naturalmente da questo colloquio non si concluse
+nulla. <i>Sior</i> Bortolo, chiamato di nuovo a
+consulto dai nobili padroni, tenne un linguaggio
+insolito. Egli non voleva più impicciarsene,
+perchè s&#8217;era accorto che le sue intenzioni erano
+fraintese e il suo zelo mal ricompensato. A
+proporre, giorni addietro, un partito di cinquecentomila
+lire pel contino Leonardo, s&#8217;era tirato
+addosso una tempesta, e il marchese e la marchesa
+Geisenburg gli avevan dette di quelle ingiurie
+che feriscono al vivo un galantuomo. Facessero
+dunque il piacer loro. Già, esclusa la
+Vinati, egli non vedeva nessun altro buon matrimonio
+possibile. Egli se ne lavava le mani....
+Ricordava soltanto alle Loro Eccellenze che il
+signor Vinati era deciso a non rinnovare il mutuo.<span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165">[165]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Mi pare,&mdash;disse il conte Zaccaria, quando
+l&#8217;agente generale s&#8217;accommiatò,&mdash;mi pare che
+<i>sior</i> Bortolo <i>alzi la cresta</i>.</p>
+
+<p>&mdash;Pare anche a me,&mdash;rispose la contessa
+Chiaretta.</p>
+
+<p>Il fatto si è che <i>sior</i> Bortolo aveva ormai
+messo da parte un bel gruzzolo di quattrini e
+si curava assai meno del favore delle Loro Eccellenze.</p>
+
+<p>Ammutolitosi l&#8217;agente, screditati i Geisenburg
+per la loro tracotanza e i loro dissesti ormai
+palesi a mezzo mondo, il conte e la contessa
+Bollati rimanevano esposti agli assalti della cugina
+Zanze, del nobiluomo Canziani, di monsignor
+Lipari e di tutti i favoreggiatori dell&#8217;unione
+di Leonardo e di Fortunata. Dal canto
+suo Leonardo, ogni volta che vedeva da lontano
+Gasparo Rialdi con la sua aria marziale e la
+sua spada al fianco, sentiva la tremarella alle
+gambe, e tornava a palazzo strepitando che bisognava
+riparare ai proprii torti senza perder
+altro tempo. Batti oggi e batti domani, le ultime
+resistenze del conte e della contessa furono
+vinte, e con immenso sdegno dei Geisenburg-Rudingen
+von Rudingen, i quali partirono
+da Venezia lasciandovi un lungo strascico di
+debiti e dichiarando di non volervi più rimetter
+piede, le prossime nozze del contino Leonardo
+Bollati P. V. con la contessina Fortunata Rialdi
+furono annunziate ai parenti e agli amici.</p>
+
+<p>Però il matrimonio si celebrò quasi clandestinamente,
+tra gli epigrammi dei maligni e le<span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166">[166]</a></span>
+mormorazioni di quelli che erano avvezzi alle
+pompe di casa Bollati. Nè regali, nè fiori, nè
+componimenti in verso o in prosa. Il nobile
+Canziani dovette ringhiottire un epitalamio, e
+don Luigi fu costretto a rinunziare alla stampa
+d&#8217;un altro capitolo della sua opera colossale
+destinata a polverizzare la gloria di Alessandro
+Manzoni.</p>
+
+<p>L&#8217;unica persona a cui nel giorno solenne brillasse
+in viso una schietta felicità era Fortunata.
+Il voto del suo cuore era pago, il suo onore
+era salvo, la creaturina che stava per nascere
+da lei non sarebbe entrata nella vita senza padre
+e senza nome; che poteva ella desiderare di
+più? Contro le nuove prove che l&#8217;aspettavano
+le pareva di esser forte abbastanza, forte di
+rassegnazione, di tenerezza, di fede in Dio, in
+quel Dio ch&#8217;ella oggi ringraziava dal fondo dell&#8217;anima
+pel bene che le aveva concesso.</p>
+
+<p>Fatto si è che tutti gli altri, qual più, qual
+meno, avevano la faccia scura.</p>
+
+<p>Leonardo, quantunque deciso a continuar la
+vita da scapolo anche dopo ammogliato, s&#8217;arrabbiava
+già con se medesimo d&#8217;aver così docilmente
+piegato il collo al giogo coniugale; il
+conte Zaccaria e la contessa Chiaretta vedevano
+in quel matrimonio un sintomo dell&#8217;umiliazione
+del loro casato, e la contessa Zanze Rialdi aveva
+amareggiata la gioia del trionfo dalla meschinità
+della festa e più ancora dai molti indizi della decadenza
+economica dei Bollati. Aver aspirato con
+tanto ardore a far entrare la figliuola in quell&#8217;illustre<span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167">[167]</a></span>
+famiglia e riuscirvi solamente quando
+l&#8217;illustre famiglia minacciava d&#8217;andar in rovina,
+era proprio un&#8217;ironia della sorte! La contessa
+Zanze si sfogava col marito e gli diceva all&#8217;orecchio
+durante la cerimonia:&mdash;Se foste un
+altro uomo, non avreste permesso che la cosa
+si facesse in questa maniera.... Pare che ci facciano
+una grazia.... E poi Dio voglia che non
+siamo alla vigilia del <i>patatrac</i>.... Se almeno foste
+nell&#8217;amministrazione!&mdash;Tacete,&mdash;rimbeccava
+il consorte.&mdash;Voi parlereste anche sott&#8217;acqua.
+Non siete mai contenta, voi.</p>
+
+<p>Gasparo Rialdi non assisteva a quelle nozze
+ch&#8217;egli, sebben riluttante, poteva dire d&#8217;aver
+imposto con la punta della sua spada. Sventata,
+mercè la benevola interposizione di qualche ufficiale
+superiore suo amico, la tempesta che si
+addensava sul suo capo dopo la scena nel Casino
+e il duello col Geisenburg, egli era partito
+da più giorni per la nuova destinazione di Pola,
+datagli dal Comando della marina. In apparenza
+lo si mandava a dirigere alcuni lavori a quell&#8217;arsenale,
+in fatto si voleva tenerlo lontano
+dalla squadra del Levante ove serpeggiavano
+umori rivoluzionari.<span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168">[168]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="XVI" id="XVI"></a>XVI.</h2>
+
+
+<p>Come <i>sior</i> Bortolo aveva predetto, il matrimonio
+del contino Leonardo rese intrattabile il
+signor Vinati, il quale vedeva frustrate le sue
+speranze di dare un titolo alla figliuola. La
+moglie di lui, che aveva tutte le bizze e tutti i
+rancori d&#8217;una femminetta arricchita, soffiava
+nel fuoco e minacciava il marito della sua collera
+s&#8217;egli non esigeva da quelle <i>Zelenze</i> (e qui
+la signora Vinati aggiungeva un epiteto energico)
+il puntuale rimborso del mutuo che scadeva
+appunto alla fine dell&#8217;anno.&mdash;Non un giorno,
+non un&#8217;ora, non un minuto&mdash;strillava la megera,
+implacabile come il destino. E anche altri
+creditori che fino allora non avevano badato a
+qualche ritardo nel pagamento degl&#8217;interessi, e
+non avevano mai detto di no alle domande di
+rinnovazione, si facevano meticolosi ad un tratto
+e dichiaravano senza cerimonie di non voler
+servire più da zimbello a nessuno. <i>Sior</i> Bortolo
+non sapeva a che santi votarsi. Invero, egli<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169">[169]</a></span>
+s&#8217;era già preparato la sua brava ritirata; aveva
+un bel poderetto in Friuli e una casa piena di
+grazia di Dio in Venezia, ma finchè c&#8217;era qualche
+osso da rosicchiare nell&#8217;azienda, non gli bastava
+l&#8217;animo di abbandonare le Loro Eccellenze.
+Povera gente! Sarebbero stati impicciati come
+pulcini nella stoppa.</p>
+
+<p>Ormai la fama con le sue cento bocche spargeva
+dappertutto la notizia della prossima rovina
+dei Bollati, e sul palazzo pesava la tristezza
+che pesa sulle cose decrepite. Come suole
+accadere, i cosidetti amici di famiglia s&#8217;erano
+dispersi; non c&#8217;era ragione, dicevano, di andar
+a disturbar della gente che aveva tanti
+sopraccapi. Tutt&#8217;al più veniva ogni giovedì e
+ogni sabato il nobile Canziani, visitatore poco
+desiderabile, sia perchè pativa frequenti accessi
+di tosse, sia perchè i suoi reumatismi gli rendevano
+difficile di mettersi a sedere quand&#8217;era
+in piedi e di alzarsi quand&#8217;era seduto. I Rialdi,
+nella loro qualità di genitori della sposa, bazzicavano
+in casa ancora più spesso del solito,
+e pranzavano alla tavola dei parenti tre volte
+per settimana, ma stavan sempre con tanto di
+muso, non potendo perdonare ai Bollati i loro
+dissesti economici. Ed era di umor tetro anche
+don Luigi, il quale si vedeva mancar lo stipendio
+da parecchi mesi, e presentiva di dover
+presto abbandonare la sua sinecura, senza che
+gli fosse riuscito almeno di stampare il libro
+da cui egli si riprometteva l&#8217;immortalità.</p>
+
+<p>Ah come sarebbero rimaste male le <i>lustrissime</i><span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170">[170]</a></span>
+Adriana e Marina, padrone e protettrici del
+defunto Nicola se, uscendo dal sepolcro per un
+momento, fossero penetrate nel salottino ch&#8217;esse
+avevano empito del loro sorriso, del loro cinguettìo
+festevole, della loro grazia elegante!
+Come avrebbero stentato a credere che fossero
+due Bollati quelle due donne dalla faccia scialba
+e dall&#8217;aria abbattuta che sedevano una di fronte
+all&#8217;altra davanti a un tavolino rischiarato da
+una lucerna a olio di cui un cappello verde
+raccoglieva entro un breve cerchio i tremuli
+raggi, mentre il resto della stanza era immerso
+nelle tenebre e la vecchia lumiera di Murano,
+riscintillante un tempo per cinquanta fiammelle,
+pendeva dal soffitto polverosa e dimenticata!
+Suocera e nuora talvolta giocavano a <i>conzina</i>,
+talvolta stavano a guardarsi senz&#8217;aprir bocca.
+Un&#8217;ombra scura si moveva nel fondo; era
+don Luigi che, sprofondato in una poltrona, ora
+stirava le braccia, ora accavallava le gambe;
+poco più in là Romeo, il soriano amatissimo
+dalla contessa, sonnecchiava e faceva le fusa,
+rivolto a spira sopra uno sgabello imbottito.
+Ogni tanto S. E. Chiaretta tralasciava a mezzo
+la partita o rompeva il silenzio per infilar le
+sue solite querimonie, fedele al suo antico sistema
+di presagire i maggiori guai senza esser
+capace di muovere un dito per istornarli da sè.
+Don Luigi rincarava la dose delle lamentazioni,
+Fortunata ascoltava pazientemente e taceva.
+Di tratto in tratto ella guardava verso l&#8217;uscio
+come chi attende qualcuno. Ma la persona da<span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171">[171]</a></span>
+lei attesa non capitava. Capitava invece, prima
+di recarsi al Casino dei nobili, o al teatro, o
+al caffè Suttil, il <i>lustrissimo</i> Zaccaria, il quale,
+dacchè le sue faccende volgevano alla peggio,
+era diventato più loquace che mai, e discorreva
+de&#8217; suoi colossali progetti agricoli, delle sue sognate
+rivendicazioni di feudi, d&#8217;una miniera
+aurifera ch&#8217;egli credeva d&#8217;aver scoperto in uno
+dei suoi poderi del Friuli e d&#8217;altre signorie
+fantastiche e cervellotiche.</p>
+
+<p>Era forse in vista di queste ricchezze future
+che il conte Zaccaria, nonostante i suoi rigidi
+principii sull&#8217;integrità del patrimonio, aveva
+permesso che si cominciassero a vendere stabili
+e campagne. Rimedio che veniva troppo
+tardi per acconciare le cose. I prodotti dei fondi
+andavano nelle fauci dei creditori ipotecari, e
+quando si voleva procurarsi quattrini per disporne
+a proprio talento era necessario ricorrere
+allo spaccio furtivo (furtivo così per dire)
+di qualche oggetto d&#8217;arte o d&#8217;antichità; oggi
+un quadro, domani una statuina di bronzo, o
+un cammeo, o una collezione di porcellane, o
+un fornimento di pizzi. La servitù, che stentava
+a riscuotere il salario, approfittava della confusione
+e sottraeva ingegnosamente qualche coserella
+anche lei. Già le loro Eccellenze, sollecite
+del proprio decoro, non avevano stimato
+opportuno di licenziare i gondolieri, nè le cameriere,
+nè il cuoco, e queste ottime persone
+avevano dichiarato di restarsene al loro posto
+per solo amor dei padroni, aspettando tempi<span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172">[172]</a></span>
+migliori. Anzi il cuoco spingeva l&#8217;abnegazione
+fino a prestar l&#8217;opera sua al contino Leonardo
+per agevolargli le sue particolari combinazioni
+finanziarie. Non gli dava più danaro direttamente,
+ma lo aiutava a trovarne ingarbugliando
+degli usurai acciecati dall&#8217;avidità del guadagno.
+Conchiuso l&#8217;affare, il signor Oreste si prelevava
+la sua provvigione a fronte, diceva lui, degl&#8217;interessi
+che gli spettavano per le sue sovvenzioni
+passate. Altro che interessi! Se si fosse fatto
+il conto, si sarebbe visto che il signor Oreste
+s&#8217;era da un pezzo rimborsato anche del capitale,
+ma in famiglia Bollati non si facevano
+conti.</p>
+
+<p>Subito dopo il matrimonio, il nostro contino
+aveva ripreso la sua vita d&#8217;un tempo, e della
+moglie non si curava neppure. Che s&#8217;ella si permetteva
+qualche timida rimostranza, egli prorompeva
+in bestemmie e in contumelie e urlava
+che non lo seccassero, per Dio! Egli s&#8217;era sposato
+per compassione, per misericordia, ma non
+intendeva di essersi messo un laccio al collo, o
+voleva divertirsi, e star con gli amici e spassarsela
+con femmine belle ed allegre; che già
+di lei, di Fortunata cioè, se ne persuadesse
+pure, egli era stucco e ristucco.</p>
+
+<p>Che pena devess&#8217;essere per Fortunata il subire
+un trattamento simile, s&#8217;intende facilmente. Buon
+per lei che s&#8217;ella non aveva nessuna delle qualità
+vigorose che servono a domare le avversità,
+possedeva però tutte le virtù passive che aiutano
+a tollerarle. Alla brutalità del marito, all&#8217;alterigia<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173">[173]</a></span>
+dei suoceri, i quali, pur non vedendola di
+mal occhio, la consideravano poco più d&#8217;una cameriera,
+ella contrapponeva una calma, una mansuetudine
+infinita. Le acerbe parole, gli sfregi
+celati o palesi non potevano scancellare dal suo
+cuore la riconoscenza per Leonardo che l&#8217;aveva
+sposata, per il conte Zaccaria e la contessa Chiaretta
+che l&#8217;avevano accolta nella loro casa. Ed
+ella sperava di conquistarsi meglio il suo posto
+quando le fosse nato il suo bambino, quel bambino
+nel cui pensiero ella riposava la mente
+nell&#8217;ore più sconfortate e più tristi. In quanto
+alla catastrofe finanziaria verso la quale si correva
+a passo accelerato, ella non se ne angustiava
+troppo. Cresciuta nella persuasione dell&#8217;immensa
+ricchezza dei Bollati, ella non concepiva
+neanche la possibilità ch&#8217;essi avessero
+a cadere in miseria; sarebbero diventati meno
+ricchi; la gran disgrazia davvero! Che bisogno
+aveva ella di vestiti sfoggiati, di teatri, di gondole,
+di cavalli, di cocchi? D&#8217;un po&#8217; d&#8217;amore
+ella aveva bisogno, ecco tutto, e quest&#8217;amore la
+sua creatura almeno non glielo avrebbe negato.</p>
+
+<p>Nei vecchi tempi, la nascita d&#8217;un erede in famiglia
+Bollati era un fatto di grande importanza.
+I primi ostetrici della dominante prestavano
+le loro cure alla puerpera, e i parenti
+e gli amici accorrevano in palazzo ad attendere
+con trepida ansietà lo scioglimento favorevole
+della crisi. Ma la povera Fortunata non ebbe
+il piacere di mettere in iscompiglio la cittadinanza.
+La notte in cui ella fu colta dalle doglie<span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174">[174]</a></span>
+il conte Leonardo gozzovigliava in un&#8217;osteria
+con altri scapestrati suoi pari. Avvertito delle
+condizioni in cui si trovava la contessa moglie&mdash;Io
+non posso far nulla&mdash;egli disse giudiziosamente.&mdash;Bisogna
+chiamare la levatrice.</p>
+
+<p>E poichè lo assicurarono che quest&#8217;utile provvedimento
+era già stato preso, egli soggiunse:&mdash;Quand&#8217;è
+così, lasciatemi in pace.</p>
+
+<p>E seguitò a mangiare e a bevere fino alla
+mattina. Allora, tornando a casa mezzo brillo,
+egli ricevette la lieta notizia che sua moglie,
+dopo sofferenze non lunghe ma acute, aveva
+dato alla luce una bimba.</p>
+
+<p>&mdash;Neanche buona di darmi un maschio&mdash;egli
+brontolò con mala grazia.</p>
+
+<p>Alla piccina furono imposti i nomi di Chiaretta,
+Luigia, Adriana, Teresa, Veronica, Margherita.
+Questo lusso di nomi era tradizionale
+nelle femmine di casa Bollati, e non si volle
+che in ciò la nuova contessina fosse da meno
+delle sue antenate. Delicato riguardo del quale
+non sembra però che la neonata fosse molto
+riconoscente, perchè subito dopo il battesimo
+ella principiò a strillare come un&#8217;ossessa e strillò
+per tre giorni e tre notti consecutive. Trascorso
+questo termine, ella perdette la voce e il fiato
+e si credette che sarebbe morta prestissimo.
+Ma la madre con le sue carezze, co&#8217; suoi baci,
+con le dolci parole susurratele nell&#8217;orecchio la
+persuase a vivere. Povere mamme egoiste! Vi
+par proprio che la vita si apra così bella ai
+vostri figliuoli?<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175">[175]</a></span></p>
+
+<p>La piccola Margherita (era questo tra i sei
+nomi della fanciulla quello con cui la si chiamava)
+prese un po&#8217; di carne e di colore appena
+fu condotta in campagna. E Fortunata si sentiva
+così felice, così felice! Quand&#8217;ella poteva star
+vicino alla bimba e chinarsi sulla sua cuna, e covarla
+cogli occhi, e mirarne i moti inconscienti, e
+interpretarne il linguaggio, ella non aveva tempo
+d&#8217;accorgersi di quant&#8217;altro succedeva intorno
+a lei. Tutt&#8217;al più, qualche volta, le spuntava
+una lagrima sul ciglio al pensar che Leonardo
+non si curava di quest&#8217;angioletta e non le
+aveva dato ancora neppure un bacio. Del resto,
+il brontolio della suocera, le visite frequenti di
+<i>sior</i> Bortolo che lasciava sempre dietro di sè
+uno strascico di nuvoloni, la turbavano mediocremente.
+Certo la villeggiatura non era più
+quella d&#8217;un tempo; non c&#8217;erano banchetti, non
+c&#8217;erano ospiti, ma che ne importava a lei che
+aveva la sua Margherita?</p>
+
+<p>Sua madre, la contessa Zanze, non riuscì a
+svegliarla che a mezzo dal suo beato sopore.
+La contessa Zanze, com&#8217;era suo dovere, venne
+a far visita ai parenti, e, quando fu sola con
+Fortunata, le riferì tutte le chiacchiere della
+piazza sul conto dei Bollati, e le disse che s&#8217;era
+giunti al punto di dover affittare il piano nobile
+del palazzo a un lord inglese. Non avevan
+detto nulla a lei?.... No? Ah quest&#8217;era il conto
+in cui si teneva la sua figliuola? Oh se si sarebbe
+fatta sentire! Ma intanto si ricordassero
+tutti, anche Fortunata, che i nodi venivano al<span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176">[176]</a></span>
+pettine, e che per scampare dalla miseria bisognava
+almeno mettere in salvo qualche cosa,
+prima che i creditori se ne impadronissero....
+perle, diamanti, trine, oggetti insomma di poco
+volume e di molto pregio. Aveva capito? Sì o
+no? Gran fatalità la sua di aver sempre da
+fare con gente di poco cervello!</p>
+
+<p>Fortunata non potè a meno di ripetere a suo
+marito i discorsi che le aveva fatti sua madre,
+di chiedergli se ci fosse nulla di vero in
+tutto ciò.</p>
+
+<p>&mdash;Che ne so io?&mdash;egli rispose stringendosi
+nelle spalle.&mdash;Fanno, disfanno, comprano,
+vendono, senza chiedere il mio parere.... Tutti
+imbroglioni, tutti furfanti.... I nostri nonni, che
+Iddio li abbia in gloria, hanno cominciato loro
+a sciupare il patrimonio e noi facciamo il resto....
+Io non voglio fastidi.... Finchè ce n&#8217;è,
+pretendo d&#8217;aver la mia parte; quando non ce
+ne sarà più....</p>
+
+<p>&mdash;Oh, Leonardo,&mdash;proruppe Fortunata,&mdash;non
+puoi parlare così.... Non sei solo adesso....
+Ci siamo.... c&#8217;è questa creaturina qui.... Per
+me, vedi, mi rassegnerei a dormir sulla paglia,
+a viver di pane e acqua.... ti giuro anzi che
+accetterei il sacrifizio con entusiasmo.... perchè
+nessuno direbbe allora che t&#8217;ho amato per speculazione....
+ma, lei, la nostra Margherita, non
+ha da esser nata per patire.... non è vero, Leonardo,
+che non lo permetterai?.... Guardala
+com&#8217;è bella, com&#8217;è bianca e rosea.... Via,
+Leonardo&mdash;ella soggiunse, e i singhiozzi le<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177">[177]</a></span>
+rompevano la voce&mdash;se anche ti son diventata
+incresciosa io.... se non puoi proprio amarmi
+più, un po&#8217; di bene lo devi volere alla tua figliuola.</p>
+
+<p>E così dicendo cercava di tirarlo vicino alla
+cuna. Ma egli, stizzito, protestò che non poteva
+soffrire nè le donne che piagnucolano, nè i bambini
+che allattano, e infilò l&#8217;uscio della stanza.
+Allora Fortunata si gettò con la faccia in giù
+sui guanciali del letto e diede libero corso alle
+sue lagrime.</p>
+
+<p>Il vagito della bimba la scosse. Ella si rasciugò
+gli occhi e ricomponendo il viso a un&#8217;espressione
+serena prese in collo la piccola tiranna che
+urlava furiosamente. Accarezzata dallo sguardo
+e dalla voce materna, Margherita si chetò a
+poco a poco e abbozzò il suo primo sorriso.</p>
+
+<p>&mdash;Oh, tesoro mio, anima mia!&mdash;esclamò
+Fortunata in estasi, e la sua faccia s&#8217;illuminò
+tutta.&mdash;Come ride già! S&#8217;<i>egli</i> fosse qui adesso!
+S&#8217;<i>egli</i> la vedesse!</p>
+
+<p>E inebbriata da quel sorriso, dal primo sorriso
+della sua bimba, la povera donna dimenticò
+i suoi dolori.<span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178">[178]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="XVII" id="XVII"></a>XVII.</h2>
+
+
+<p>Le notizie della contessa Zanze non tardarono
+ad aver piena conferma, e l&#8217;affare del palazzo,
+già bene avviato quand&#8217;ella ne discorse
+alla figliuola, fu concluso poco dopo. L&#8217;appartamento
+nobile, ammobigliato come stava, era
+preso per due anni da un baronetto inglese ricchissimo,
+il quale, pur di spuntarla, aveva dichiarato
+d&#8217;esser pronto a pagare anticipatamente
+l&#8217;intera pigione in tante belle ghinee.
+Anzi può dirsi che questa magnanima offerta
+aveva dato il tracollo alla bilancia e vinte le
+obbiezioni del conte Zaccaria. Lo scrigno era
+vuoto, i bisogni stringevano, e le ghinee del
+signore inglese capitavano molto a proposito.</p>
+
+<p>La famiglia Bollati decise di rimanere in campagna
+finchè fosse allestito alla meglio il secondo
+piano del palazzo. Con altre parole, si
+rinunziava a tornare a Venezia prima del San
+Martino di quell&#8217;anno 1845. Quei sette mesi di
+villeggiatura forzata invecchiarono la contessa<span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179">[179]</a></span>
+Chiaretta di sette anni. Sempre chiusa fra quattro
+muri, sempre al buio, ella non faceva che
+lamentarsi da mattina a sera. Rimpiangeva il suo
+salottino di città che era caduto in mano di stranieri
+(luterani per giunta), rimpiangeva il suo
+poggiuolo sul Canal Grande, rimpiangeva le visite,
+il teatro, la gondola e tant&#8217;altre cose di
+cui ella a Venezia godeva pochissimo ma che
+adesso le sembravano indispensabili perchè non
+poteva averle.</p>
+
+<p>Il resto della famiglia se la passava discretamente.
+Il conte Zaccaria viveva nel suo mondo
+fantastico, e nel pensiero dei milioni che dovevano
+venirgli, non si sa da che parte, si consolava
+dei milioni che gli erano sfumati in mano.
+Di tratto in tratto egli faceva attaccare i cavalli
+e con due giorni di viaggio andava nella
+sua tenuta del Friuli, tenuta ch&#8217;era anch&#8217;essa,
+non occorre dirlo, sopraccarica d&#8217;ipoteche. Ivi
+giunto, con molta gravità esaminava i terreni,
+e raccoglieva vari pezzi di roccia, che poi spediva
+a qualche geologo di Venezia o d&#8217;altri
+paesi con l&#8217;incarico di farne l&#8217;analisi. Oppure,
+chiudendosi in camera, egli scartabellava alcuni
+documenti polverosi che aveva portato con
+sè in campagna, e prendeva delle note circa a
+un credito di duemila zecchini che nel 1685 i
+Bollati professavano contro un nobil uomo Steno.
+Quei duemila zecchini con gl&#8217;interessi dal 1685
+in poi che bella sommetta avrebbero formato!</p>
+
+<p>Quando il conte Zaccaria si era ben pasciuto
+delle sue illusioni, egli era buono e degnevole<span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180">[180]</a></span>
+anche con Fortunata. Le prometteva di farle
+fare uno smaniglio col primo oro estratto dalla
+sua miniera, e di assegnare una dote alla piccola
+Margherita prelevandola dalla prima rata
+del credito che avrebbe incassato dagli eredi
+Steno. Fortunata non badava alle promesse,
+ma i modi affabili del suocero le recavano un
+gran conforto; sentiva d&#8217;esser riconosciuta, non
+più tollerata soltanto, nella famiglia, quando
+egli le parlava così. Talvolta egli usciva con
+lei in giardino e, appoggiato al suo braccio, percorreva
+i sentieri su cui cresceva l&#8217;erba, i viali
+ove i rami degli alberi non rimondati da mano
+esperta s&#8217;intrecciavano disordinatamente fra
+loro, e diceva che nella villa c&#8217;erano infiniti bisogni,
+e ch&#8217;egli ci avrebbe pensato appena avesse
+avuto quattrini. Voleva scrivere a suo genero,
+che di queste faccende se ne intendeva, perchè
+gli mandasse un giardiniere tedesco, voleva ricostruire
+di pianta alcune case coloniche e migliorare
+le stalle e rinnovar le stufe dei fiori,
+e a tante altre belle cose voleva provvedere a
+tempo e luogo. Discorsi da far pietà a chi sapeva
+le condizioni vere del patrimonio. Fortunata,
+poverina, non si raccapezzava. Ora temeva
+che il conte Zaccaria non avesse più il
+cervello a posto, ora invece sperava che il diavolo
+non fosse così brutto come lo si dipingeva,
+e che ci dovesse esser pure una via d&#8217;uscita
+dagl&#8217;impicci presenti. Quantunque i segni dello
+sfacelo fossero anche troppo visibili, Fortunata
+si trovava tuttora in mezzo ad agi ch&#8217;ella non<span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181">[181]</a></span>
+aveva mai goduti in sua casa. Una grande fortuna
+somiglia un poco al sole d&#8217;estate che lascia
+dietro di sè un lungo crepuscolo; il passivo,
+come dicono gli uomini d&#8217;affari, può superar
+di molto l&#8217;attivo, e nondimeno le apparenze
+della ricchezza continuano per un pezzo
+ad abbagliare gli estranei, a illuder quelli medesimi
+che sono immersi nei debiti fino alla
+gola. Sicuro; il palazzo di campagna dei Bollati
+era in condizioni deplorevoli, ma era sempre
+uno tra&#8217; più bei palazzi che fossero sulla
+Brenta; il giardino era negletto, ma era sempre
+un giardino ampio e signorile, e il podere
+contava più campi che non ne contassero sommati
+insieme gli altri dei possidenti vicini. Per
+miglia e miglia i contadini riconoscevano per
+padroni le loro Eccellenze Bollati, e Fortunata
+riceveva anch&#8217;essa inchini e scappellate a profusione
+e il titolo di <i>lustrissima</i> a ogni momento.
+Che più? La stessa Margherita era considerata
+una principessina, e allorchè tirata dalla bambinaia
+nel suo paniere a ruote ella si recava a
+visitar la famiglia del bovaro, i bimbi le facevano
+una festa da non dirsi e mettevano tutto
+l&#8217;impegno per farla sorridere. In principio riuscivano
+spesso all&#8217;effetto opposto, specialmente
+quando se ne immischiava Leone, il grosso cagnaccio
+nero dal pelo irto e dalla voce di basso
+profondo. Ma alla lunga Margherita s&#8217;era avvezzata
+al chiasso dei fanciulli e alle dimostrazioni
+romorose del cane, e dalla sua cuna orlata
+di trine pareva prender parte a quell&#8217;allegria,<span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182">[182]</a></span>
+e agitava le sue manine color di rosa,
+e girava intorno gli occhietti azzurri, e metteva
+certi piccoli strilli che volevano esprimere l&#8217;eccesso
+della gioia. Povera Margherita! Che ne
+capiva lei del temporale che rumoreggiava sempre
+più minaccioso?</p>
+
+<p>Adesso però ci conviene appagare una legittima
+curiosità del lettore. Come si adattava a
+quella vita campestre il contino Leonardo, uso
+in Venezia a far di notte giorno nelle osterie e
+nei bordelli? Certo doveva esservi una ragione
+perchè egli, incapace di far nulla pegli altri,
+s&#8217;acconciasse a sacrificare ciò a cui teneva di
+più, vale a dire le sue abitudini viziose.</p>
+
+<p>La ragione era questa. Leonardo aveva riappiccato
+con molto maggior fortuna di un tempo
+le sue relazioni con la Rosetta, quella Rosetta
+nipote del gastaldo ch&#8217;era andata sposa a Menico
+caffettiere. Ell&#8217;era maritata ormai da più
+anni, durante i quali il conte Leonardo non l&#8217;aveva
+vista, si può dire, che alla sfuggita, giacchè
+serbava ancora memoria delle busse avute
+per causa di lei e non voleva rischiar di pigliarne
+dell&#8217;altre. Ma quel soggiorno forzato di
+parecchi mesi in campagna gli aveva messo addosso
+di nuovo il solletico, ed egli aveva spinto
+ripetutamente le sue peregrinazioni fino ad Oriago
+a prendervi un bicchierino di rosolio dalla
+bella caffettiera. Infatti Rosetta era più bella che
+mai, d&#8217;una bellezza sensuale, lasciva, con un paio
+d&#8217;occhioni neri che mandavano fiamme e certe
+rotondità baldanzose innanzi alle quali gli eleganti<span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183">[183]</a></span>
+d&#8217;Orlago esaurivano l&#8217;intero dizionario dei
+vocaboli ammirativi. Di riputazione la Rosetta
+stava maluccio e l&#8217;accusavano d&#8217;aver tresche
+con questo e con quello; ella poteva rispondere
+a ogni modo che viveva in ottimo accordo con
+suo marito, e contento lui, nessuno aveva diritto
+d&#8217;impicciarsene.&mdash;Non voglio gelosie, non
+voglio scene&mdash;eran state le sue prime parole
+dopo le nozze, e il buon Menico le aveva giurato
+di non darle noia, nè con scene, nè con gelosie.
+Lo stesso spirito di tolleranza ella imponeva agli
+amanti che le male lingue le attribuivano; s&#8217;ella
+usava dei favori a qualcheduno, non intendeva
+per questo di lasciarsi mettere i piedi sul collo
+da chicchessia. I violenti, gli appassionati non
+avevano fortuna con lei; la sua benevolenza
+era riserbata ai mansueti ch&#8217;ell&#8217;era sicura di
+menar per il naso, o agli scapati di umore
+gioviale che nemmeno sapevano dove stesse di
+casa la fedeltà.</p>
+
+<p>Rosetta capì subito che il conte Leonardo al
+primo rivederla aveva pigliato fuoco come una
+volta, e le parve che quello fosse un uomo da
+farne ciò che si voleva. Inoltre, rovinato o no,
+egli aveva sempre un gran nome e aveva ancora
+qualche zecchino in tasca, onde Menico il caffettiere
+fu pronto a riconoscere che bisognava trattar
+con tutti i riguardi un avventore il quale
+non poteva che dar credito alla bottega.</p>
+
+<p>A poco a poco il contino Bollati spesseggiò
+le sue gite a Oriago sino a venirci ogni giorno;
+ci veniva solo nella più modesta carrettina della<span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184">[184]</a></span>
+rimessa, tirata dai più modesto cavallo della
+scuderia, un cavallo che sarebbe andato da sè
+e che lo stesso Leonardo si fidava di guidare.
+La vispa Rosetta, appena il suo nobile avventore
+entrava nel caffè, gli moveva incontro ufficiosa,
+gli dava del <i>lustrissimo</i>, dell&#8217;<i>Eccellenza</i>,
+gli domandava notizie della sua preziosa salute
+e gli portava con le sue mani il solito bicchierino.
+Allora, se non c&#8217;era nessuno, egli se la
+faceva sedere accanto e mesceva il rosolio anche
+a lei e la supplicava di non farlo sospirar
+altro, chè aveva già sospirato abbastanza. Ella,
+disposta a cedere, voleva però mettere a prezzo
+le sue compiacenze, voleva che questo babbeo
+le servisse a qualcosa. In tal guisa, quando
+finalmente gli capitò la ricompensa meritata,
+egli aveva speso un bel gruzzolo di denari ch&#8217;erano
+stati impiegati in parte a ristaurar la
+bottega. Figuriamoci gli epigrammi che si fecero
+in quell&#8217;occasione! I muri, quantunque meno
+eloquenti di quello che non siano al nostro
+tempo, furono coperti di scritte ove al nome del
+caffettiere e a quello della moglie s&#8217;aggiungevano
+degli epiteti tolti al regno animale. Nè il
+cospicuo lignaggio fu sufficiente difesa al conte
+Leonardo. Anch&#8217;egli lesse il suo nome, l&#8217;illustre
+nome dei Bollati, seguito da un appellativo
+ingiurioso, e pensò che sua madre aveva ragione
+di dire che la petulanza dei carbonari non aveva
+più limite. Infatti bisognava esser carbonari
+per mancar di rispetto in quella maniera a un
+nobile veneto. Comunque sia, l&#8217;esempio di Menico<span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185">[185]</a></span>
+e della Rosetta, i quali pigliavano la cosa con
+la massima indifferenza, persuase il conte Leonardo
+a calmarsi.</p>
+
+<p>Forse Menico e la Rosetta non avevano torto.
+Quelle iscrizioni concise ed espressive restarono
+per un pezzo a far bella mostra di sè sulle
+muraglie, ma la filosofia di coloro che v&#8217;eran
+presi di mira spuntò gli strali della satira, e gli
+abitanti del villaggio, ch&#8217;eran gente di buona
+pasta, non istettero molto ad amnistiare le relazioni
+amichevoli della Rosetta e del conte
+Leonardo Bollati. Anzi il conte finì coll&#8217;esser
+considerato un personaggio attinente alla bottega,
+una specie di patrono, di capitalista a
+cui gli avventori facevano giunger rispettosamente
+la manifestazione dei loro desideri e
+delle loro lagnanze. Se lo zucchero non era
+abbastanza dolce, se il caffè sapeva di paglia,
+se le carte da giuoco eran troppo unte, si diceva
+una parolina al signor conte ed egli provvedeva
+a far cambiare lo zucchero, il caffè e le
+carte da gioco; se un vetro era rotto, si diceva
+al signor conte ch&#8217;era una bruttura il turare il
+buco con un foglio di carta oliata, ed egli mandava
+subito pel finestraio. Con questo savio
+sistema Sua Eccellenza Leonardo si conciliava
+le grazie della Rosetta, la tolleranza di Menico
+e la benevolenza universale. Però c&#8217;era una
+difficoltà. Bisognava aver sempre la borsa fornita,
+e la borsa del contino Bollati si smungeva
+rapidamente. Finchè egli aveva avuto
+anelli, spille o altra roba di valore, il servizievole<span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186">[186]</a></span>
+signor Oreste lo aveva aiutato con grandissimo
+zelo. Il valentuomo, che una volta alla
+settimana si recava a Padova pei doveri d&#8217;ufficio,
+sia che impegnasse o vendesse davvero gli oggetti
+affidatigli, sia che fingesse d&#8217;impegnarli o
+di venderli e li tenesse invece per sè, tornava
+sempre con un po&#8217; di danaro. Ma quando non
+ci fu più nulla, il signor Oreste mutò contegno
+e linguaggio, e disse che non solo egli non voleva
+più favorire i vizi di Sua Eccellenza, ma
+era deciso a pensare ai casi propri e a far
+qualche passo per mettere al sicuro il suo vecchio
+credito. Allora il nostro giovinotto cominciò
+a presentarsi alla Rosetta con le mani vuote,
+e trovò accoglienze assai diverse da quelle
+d&#8217;un tempo. La furba caffettiera gli teneva il
+broncio; Menico, forse catechizzato dalla moglie,
+lo guardava con piglio sospettoso, come se fosse
+stato colto da un tardo accesso di gelosia; gli
+avventori della bottega avevano l&#8217;aria di canzonarlo,
+e prima che fosse terminata la villeggiatura
+il povero contino Leonardo fu <a name="tn186" id="tn186"></a><ins class="correction" title="originale: pulitamento">pulitamente</ins>
+messo alla porta dalla sua bella.</p>
+
+<p>In quel torno di tempo accadde un fatto
+d&#8217;incontestabile gravità. Il signor Oreste non
+aveva voluto che le sue minaccie rimanessero
+prive d&#8217;effetto, ed era ricorso a un legale per
+vedere in qual modo egli potesse far valere
+le sue ragioni contro il contino Leonardo. Noi
+sappiamo che il contino Leonardo gli aveva
+sottoscritto parecchie cambialette, le quali erano
+sempre nelle mani del sovventore e figuravano<span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187">[187]</a></span>
+come non pagate. Il legale, pur dicendo ch&#8217;era
+un affar serio perchè si trattava di prestiti a
+un minorenne, promise di tentar qualche cosa,
+e tentò realmente un accomodamento amichevole
+con <i>sior</i> Bortolo, l&#8217;agente generale. Ma, in
+primo luogo, non c&#8217;eran quattrini nè pochi nè
+molti, e poi <i>sior</i> Bortolo montò su tutte le furie
+sentendo che il cuoco gli faceva la concorrenza
+nell&#8217;imbrogliare i padroni, e scrisse di buon
+inchiostro alle Loro Eccellenze. Il conte Zaccaria
+e la contessa Chiaretta questa volta pigliarono
+fuoco anche loro, e la contessa soprattutto
+fece al signor Oreste una scena non più vista,
+nè udita. Era tanto e così strano il furore della
+gentildonna che don Luigi uscendo sbigottito
+dalla sua camera fu in dubbio se dovesse esorcizzarla.</p>
+
+<p>La conclusione si fu che il signor Oreste
+ebbe quarantott&#8217;ore per far fagotto. Ed egli
+partì infatti, ma, partendo, commise un delitto
+sì atroce che il labbro rifugge dal raccontarlo.
+Come s&#8217;egli volesse lasciar buona memoria di
+sè, nel giorno precedente a quello in cui egli
+doveva andarsene, egli allestì un pranzo squisito,
+degno di qualunque celebrità culinaria. C&#8217;era
+specialmente un manicaretto di lepre che la
+<i>lustrissima</i> Chiaretta dichiarò la miglior cosa
+ch&#8217;ella avesse mangiata in sua vita, e che le
+fece dimenticare per qualche minuto una cura
+fierissima che la turbava. Il gatto Romeo, il
+bel soriano che la contessa portava seco in villeggiatura,
+era sparito fin dalla sera innanzi, e<span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188">[188]</a></span>
+nessuno ne sapeva nuova. Si sperava che egli
+fosse in giro per fini galanti e tornasse la
+mattina dopo, ch&#8217;era quella appunto in cui il
+signor Oreste doveva lasciar la villa. Quella
+mattina, invece a ora di colazione e quando il
+cuoco era già lontano, capitò un biglietto misterioso
+indirizzato:</p>
+
+<div style="width: 20em; margin: auto;">
+<p class="center noi">
+<i>A la lustrissima D. N.<br />
+Contessa Chiareta Bolatti<br />
+in</i><br /></p>
+<p class="right">
+<i>Sue Grassiose Mani.</i><br />
+</p></div>
+
+<p>Non c&#8217;erano che poche righe:</p>
+
+<div class="blockquot">
+<p class="exi">
+<i>Lustrisima sigora Contessa.</i><br />
+</p>
+
+<p><i>Mi preggio avisarlla che il ragù di lepre da Ella
+mangato geri era il gato Romeo. Ciò per sua cuiette.
+Le baco le mani e sonno il suo cuocho per servilla</i></p>
+
+<p class="smcap right">
+Oreste Meolo.<br />
+</p></div>
+
+
+<p>La contessa Chiaretta ebbe un assalto di convulsioni
+e cadde nelle braccia della nuora.<span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189">[189]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="XVIII" id="XVIII"></a>XVIII.</h2>
+
+
+<p>La salute non mai vigorosa di Sua Eccellenza
+Chiaretta ricevette una scossa gravissima
+da questo tragico avvenimento. Solo il piacere
+della vendetta, che dicono essere il piacere
+degli Dei, avrebbe potuto far nascere in lei
+una benefica reazione, ma il vile uccisore di
+Romeo era fuggito e le imperfette leggi della
+società moderna non tengono conto del gatticidio.
+Onde alla <i>lustrissima</i> Bollati non restò
+altro conforto che quello di querelarsi e d&#8217;imputare
+al carbonarismo questa nuova nefandità.
+Nè, ritornata di lì a poco a Venezia, e ridotta
+a vivere nel secondo piano del suo palazzo, ella
+vi si trovò in tali condizioni da poter rinfrancarsi
+di corpo e di spirito.</p>
+
+<p>Adesso sì i Bollati cominciavano ad avvertir
+davvero i segni precursori della miseria. Quegli
+stanzoni del secondo piano, non più abitati, non
+più aperti quasi, dopo la morte del vecchio conte
+Leonardo, avrebbero voluto lusso di addobbi<span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190">[190]</a></span>
+a rivestirne le larghe pareti, e allegria di fuochi
+crepitanti nel caminetto a mitigar il rigore delle
+lunghe sere invernali. Invece la mobilia povera
+e scarsa mal nascondeva i guasti dei muri screpolati
+e ammuffiti, e dall&#8217;ampie bocche dei caminetti
+senza bragie e senza legna, anzichè il
+calore e la luce, veniva a buffate l&#8217;aria umida
+e fredda. La sala che, simile a quella del primo
+appartamento, divideva longitudinalmente il
+quartiere in due parti uguali, era priva di tende
+e d&#8217;ogni specie di suppellettili e metteva i
+brividi al solo affacciarvisi, nè la si poteva attraversare
+che impellicciati e a capo coperto,
+provocando una fuga generale dei topi che non
+avevano l&#8217;abitudine di esser disturbati nelle loro
+scorrerie. C&#8217;era però una stanza ove i topi non
+si rintanavano, non fuggivano, ma guardavano
+petulantemente l&#8217;uomo come un intruso, ed era
+la cosidetta biblioteca o piuttosto archivio di
+famiglia, chè in fatto di libri non ce n&#8217;eran stati
+troppi in palazzo neppure ai tempi della Serenissima,
+e i Bollati, uomini d&#8217;azione più che di
+studio, avevano sempre avuto una scarsa passione
+per la lettura. Ma quegli scaffali erano
+stati pieni di filze, di buste, di pergamene, di
+registri che rendevano conto di tutte le mutazioni
+avvenute nel patrimonio dallo scorcio del
+secolo decimosesto fino alla caduta della Repubblica
+e ch&#8217;erano stati spesso consultati dagli
+antichi e coscienziosi amministratori. Subentrato
+poi il disordine col predecessore di <i>sior</i> Bortolo
+e inaugurato da <i>sior</i> Bortolo stesso il regime<span class="pagenum"><a name="Page_191" id="Page_191">[191]</a></span>
+dell&#8217;anarchia, l&#8217;archivio cadde in assoluta dimenticanza
+o per meglio dire fu visitato soltanto
+da qualche servo infedele che trafugava
+filze e registri per venderle ai pizzicagnoli. Ora
+i rosicchianti compivano l&#8217;opera. Moltiplicatisi
+prodigiosamente per virtù della vita comoda e
+delle facili nozze, essi digerivano con la medesima
+disinvoltura la carta e il cartone, lo spago
+e la pergamena, le prime note e i libri mastri,
+le lettere dei gastaldi e quelle delle Eccellenze,
+i contratti e le <i>mariegole</i>, le <i>commissioni</i>
+degli ambasciatori e le <i>promissioni</i> ducali. Per
+distruggerli ci sarebbe voluta una legione di
+gatti, ma si preferiva di lasciarli in pace sperando
+che così rinuncierebbero ad invadere il
+resto dell&#8217;appartamento. Solite e vane speranze
+dei deboli nella moderazione dei forti.</p>
+
+<p>La tristezza dei luoghi era accresciuta dalla
+solitudine e dal silenzio che vi regnavano. Non
+c&#8217;era stato neanche bisogno di ridurre il numero
+dei servitori; a eccezione di due rimasti
+o per fedeltà, o per abitudine, o per la speranza
+di razzolare ancora qualche cosa, gli altri, visto
+che il bottino era fatto, s&#8217;eran licenziati da sè.
+E anche don Luigi aveva privato la famiglia
+delle sue prestazioni domestiche e de&#8217; suoi conforti
+spirituali. Pover&#8217;uomo! Non aveva poi
+tutti i torti. Sul resto poteva transigere, ma
+aveva almeno il diritto di mangiar bene, e dopo
+la partenza del cuoco non c&#8217;era più caso di
+veder portare in tavola un piatto decente. Il
+dotto istitutore del conte Leonardo se ne andò<span class="pagenum"><a name="Page_192" id="Page_192">[192]</a></span>
+carico di tutti i suoi manoscritti inediti, imprecando
+alla sorte che lo aveva fatto nascere un
+secolo troppo tardi. Cent&#8217;anni prima egli sarebbe
+invecchiato pacificamente presso i suoi
+Mecenati a&#8217; quali avrebbe potuto dedicar le sue
+opere stampate a loro spese in edizione di
+lusso.</p>
+
+<p>In quanto agli antichi conoscenti alcuni non
+si facevano più vivi, altri venivano per curiosare;
+primissima fra questi la contessa Ficcanaso
+a cui non pareva vero di andar in giro
+per la città esclamando con aria contrita:&mdash;Madonna
+Santa! Quei Bollati a che punto sono
+ridotti! È una cosa che stringe il cuore.... Una
+famiglia come quella!... Io vado a salutarli per
+amicizia, perchè non si vedano abbandonati da
+tutti, ma ci patisco, in fede mia ci patisco....
+Ma! Che lezione pei Rialdi i quali han messo
+sossopra cielo e terra per accalappiare il conte
+Leonardo! Eh! Se non fosse che per quella pettegola
+della contessa Zanze si dovrebbe dire
+che c&#8217;è una giustizia a questo mondo.</p>
+
+<p>Così a poco a poco la loquace femmina lasciava
+trasparire l&#8217;intima soddisfazione recatale
+dalle disgrazie de&#8217; suoi amici.</p>
+
+<p>E ormai cadevano come foglie secche le ultime
+illusioni di Fortunata. La campagna aveva
+esercitato un&#8217;azione pacificatrice sul suo spirito,
+aveva avuto la virtù di attutire in lei le impressioni
+spiacevoli, di render più intense le impressioni
+gioconde. E poi la piccola Margherita
+era tanto sorridente, pareva tanto felice di<span class="pagenum"><a name="Page_193" id="Page_193">[193]</a></span>
+trovarsi all&#8217;aria aperta, in mezzo all&#8217;erba, agli
+alberi, ai fiori, che la tenera madre non aveva
+tempo da pensare ad altro, nemmeno all&#8217;abbandono
+del marito, nemmeno alla povertà minacciosa.
+Oggi la scena era cambiata. La bimba
+non sorrideva più, e perdeva il suo bel colore
+di rosa, e piagnucolava pei geloni, e mostrava
+di non comprendere, senza poterlo dire ancora,
+perchè l&#8217;avessero condotta in quelle stanze
+fredde e melanconiche invece di lasciarla dov&#8217;era.
+La bimba non sorrideva più, e Fortunata, priva
+di quel sorriso attraverso il quale le cose le
+erano apparse tinte d&#8217;una luce gaia, si trovava
+a faccia a faccia con la nuda realtà, e guardava
+paurosamente all&#8217;avvenire. Che sarebbe di lei,
+che sarebbe della sua creatura?</p>
+
+<p>Tentar di scuoter Leonardo, richiamarlo alla
+coscienza dei suoi doveri, era impresa disperata.
+Testimonio, consapevole o no, d&#8217;una rovina che
+del resto nessuna forza umana poteva evitare,
+il giovane conte Bollati s&#8217;abbrutiva ogni giorno
+peggio nei vizii, e per resistere alle preghiere
+e ai buoni consigli trovava un&#8217;energia che non
+aveva mai trovato per fare il bene. Guai se
+sua moglie gli rivolgeva un&#8217;esortazione, un rimprovero,
+guai s&#8217;ella rimaneva alzata ad aspettarlo
+quand&#8217;egli tornava a casa nel cuor della
+notte! Egli la colmava di improperi e si scagliava
+contro quelle santocchie che con le loro
+finzioni di tenerezza e i sospiri e gli sdilinquimenti
+e le arie da vittime cercano di dettar la
+legge agli uomini e di condurseli dietro come<span class="pagenum"><a name="Page_194" id="Page_194">[194]</a></span>
+cagnolini. Non l&#8217;avevano ancora capita ch&#8217;egli
+voleva esser libero? Non avevano capito che
+s&#8217;era tenuto una stanza separata da quella di
+sua moglie e della bambina appunto perchè intendeva
+andare e venire quando e come gli
+piacesse senza render conti a nessuno?</p>
+
+<p>Dopo un paio di queste scene, Fortunata non
+osava più farsi vedere, ma d&#8217;altra parte ella
+non poteva pigliar sonno finchè non fosse sicura
+che suo marito era in casa. E le accadeva sovente,
+dopo spento il lume, di mettersi a sedere
+sul letto, col busto avviluppato in uno
+sciallo, con le orecchie tese, con gli occhi fissi
+nel buio. Nei silenzi notturni le giungeva distinto
+dal campanile della parrocchia il suono delle
+ore, le due, le tre, le quattro talvolta; finalmente
+ella sentiva aprir la porta dello scalone
+e Leonardo col suo passo strascicato attraversar
+la sala ed entrar nella sua camera di cui richiudeva
+rumorosamente l&#8217;uscio dietro di sè.
+Non c&#8217;era dubbio pur troppo ch&#8217;egli venisse a
+fare un&#8217;improvvisata alla sua sposa, a dare un
+bacio alla sua figliuola. Fortunata, singhiozzando,
+cacciava la testa sotto le coperte.</p>
+
+<p>Intanto, come se le disgrazie fossero poche,
+la contessa Chiaretta deperiva a vista d&#8217;occhio,
+e quella primavera bisognò per cagion sua rinunziare
+alla campagna. Ella non aveva una
+malattia ben determinata; aveva degli accessi
+di estrema debolezza da cui si rimetteva temporaneamente
+per ricader poi nella prostrazione
+di prima. Il medico di famiglia che la curava<span class="pagenum"><a name="Page_195" id="Page_195">[195]</a></span>
+per amicizia tentennava il capo dicendo:&mdash;Non
+ci vedo chiaro. Tanto può durare degli anni,
+tanto può morire da un momento all&#8217;altro. Non
+lasciatela mai sola.</p>
+
+<p>Sua Eccellenza, assistita a vicenda dalla nuora,
+dalla contessa Zanze e da una vecchia fantesca,
+tirò innanzi sin verso la fine dell&#8217;estate continuando
+ad attribuire ai carbonari tutti i guai
+pubblici e privati, e lagnandosi col suo padre
+spirituale monsignor Lipari (il buon canonico di
+San Marco che aveva favorito il matrimonio di
+Fortunata e Leonardo) della eccessiva tolleranza
+dei Governi verso i nemici del trono e
+dell&#8217;altare. Ma quando nel giugno 1846 Pio Nono
+salì al Pontificato e un mese dopo la sua elezione
+promulgò l&#8217;amnistia pei delitti politici, la
+contessa Chiaretta non potè resistere a questo
+nuovo colpo, e prese commiato da un mondo
+ove l&#8217;ordine naturale delle cose era sconvolto
+e i patrizi veneti andavano in rovina e i Papi
+facevano all&#8217;amore coi rivoluzionari.</p>
+
+<p>Lo scarso numero di gondole che seguirono al
+cimitero il feretro della defunta dimostrò a luce
+di meriggio quanto in basso fossero caduti i Bollati.
+E pensare che ott&#8217;anni prima mezza Venezia
+era accorsa ai funerali del conte Leonardo!</p>
+
+<p>&mdash;Buffoni!&mdash;brontolava Sua Eccellenza Zaccaria
+prendendo nota dei pochi ch&#8217;eran venuti
+e dei molti ch&#8217;eran mancati.&mdash;Credono che
+non siamo più quelli d&#8217;una volta. Come resteranno
+intontiti quando principierò a mettere in
+circolazione l&#8217;oro della mia miniera!<span class="pagenum"><a name="Page_196" id="Page_196">[196]</a></span></p>
+
+<p>Con questa fissazione in testa, il conte Zaccaria
+non ebbe campo di sentir troppo profondamente
+la perdita ch&#8217;egli aveva fatta. Solo
+esternava il rammarico che sua moglie non
+fosse vissuta abbastanza da veder rifiorire le
+condizioni economiche della famiglia. Invece
+Leonardo, che si rideva della miniera paterna,
+provò lo sbigottimento che i pusillanimi provano
+sempre allo spettacolo della morte. Dalla finestra
+egli accompagnò con lo sguardo il funebre
+corteggio che usciva dal portone del palazzo
+per avviarsi alla chiesa; poi si rannicchiò pallido
+e smarrito presso la moglie che, interpretando
+quell&#8217;atto come un segno di resipiscenza
+e rasciugandosi le lagrime che le sgorgavano
+sincere e abbondanti dal ciglio,&mdash;Oh Leonardo&mdash;gli
+disse&mdash;per la memoria della tua povera
+mamma che adesso è lassù a pregare per noi,
+per amor di questa bambina innocente che è
+pur figlia tua, fa senno, Leonardo. Se è proprio
+destinato che la miseria debba picchiare alla
+nostra porta, pazienza.... Vogliamoci bene almeno
+noi che siamo rimasti al mondo, viviamo
+l&#8217;uno per l&#8217;altro, e tutte le privazioni ci parranno
+lievi.... Credilo pure, la vita che fai non
+può darti alcuno soddisfazione, non può che
+rovinare la tua salute.</p>
+
+<p>Quest&#8217;era l&#8217;argomento che poteva colpire di
+più un uomo come Leonardo. E infatti per
+alcuni giorni, fosse effetto delle parole di Fortunata,
+fosse l&#8217;impressione del lutto recente,
+egli sfuggì i soliti amici e passò la maggior<span class="pagenum"><a name="Page_197" id="Page_197">[197]</a></span>
+parte della giornata in casa, contentandosi, miracolo
+davvero nuovo per lui, di uscir tre sere
+di seguito in compagnia della moglie. Senonchè
+le abitudini dissolute hanno fra gli altri guai
+anche questo, che chi vuol levarsele d&#8217;addosso
+deve non solo combattere le sue inclinazioni,
+ma deve pur rassegnarsi a soffrire per qualche
+tempo cento piccoli acciacchi sinchè il corpo si
+avvezzi al cambiamento di stato. Leonardo, uso
+a cercare un vigore fittizio nelle bibite spiritose,
+uso a respirar l&#8217;aria viziata ma calda delle osterie
+e delle alcove, provava un malessere indefinibile,
+un senso di spossatezza, di freddo, di cui
+non riusciva a liberarsi. Se si guardava nello
+specchio, si sgomentava della sua tinta terrea,
+dei suoi occhi infossati, delle sue guancie cascanti;
+gli pareva di sentirsi vecchio e attribuiva
+alla breve astinenza quello ch&#8217;era effetto
+del lungo libertinaggio.</p>
+
+<p>Uno de&#8217; suoi compagni di stravizzi, vistolo una
+mattina per la strada, gli corse dietro, e battendogli
+sulla spalla&mdash;ehi Bollati&mdash;gli disse&mdash;come
+va?... Hai fatto divorzio dal mondo...
+Capisco... la perdita della madre... È una gran
+disgrazia... ma che farci? siamo tutti mortali,
+e i vecchi bisogna che se ne vadano prima dei
+giovani.... Tu però... non ci avevo badato... hai
+l&#8217;aria molto patita, sai?...</p>
+
+<p>&mdash;Ti pare?&mdash;balbettò Leonardo sbigottito
+di sentir dal labbro di un&#8217;altra persona
+la conferma di ciò che s&#8217;era detto lui
+stesso.<span class="pagenum"><a name="Page_198" id="Page_198">[198]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Sì, parola d&#8217;onore.... Del resto, se stai
+bene....</p>
+
+<p>&mdash;Oh sì, sto bene... sono un po&#8217; fiacco....</p>
+
+<p>&mdash;Si vede.... Andiamo a prendere un bicchierino
+di <i>cognac</i>?</p>
+
+<p>&mdash;No, no....</p>
+
+<p>&mdash;Andiamo; pago io.... Voglio procurarmi il
+piacere di servir Sua Eccellenza il nobiluomo
+Leonardo Bollati.... Sua Eccellenza non si
+degna?</p>
+
+<p>Leonardo cedette, e dopo bevuto quel bicchierino
+ripetè l&#8217;ordinazione, e questa volta
+pagò lui, per sè e per l&#8217;amico. Il magico liquore
+entrava nel suo stomaco come un padrone
+che rientra in casa dopo qualche tempo
+d&#8217;assenza; casa e padrone si riconoscono e sono
+contenti di ritrovarsi.</p>
+
+<p>&mdash;Auff!&mdash;esclamò il Bollati tirando un gran
+respiro.&mdash;Adesso sono un altro uomo.</p>
+
+<p>&mdash;Lo credo io&mdash;soggiunse il compagno.&mdash;Hai
+subito rifatto una cera da cristiano.</p>
+
+<p>&mdash;Davvero?</p>
+
+<p>&mdash;Sicuramente.... Non c&#8217;è nulla che ristori
+come un sorso di <i>cognac</i>.... Si prende un terzo
+bicchierino?</p>
+
+<p>&mdash;Un terzo poi... è troppo.</p>
+
+<p>&mdash;Ma che ubbie.... Questo lo giocheremo a
+pari e dispari.</p>
+
+<p>Così fu fatto e Leonardo perdette.</p>
+
+<p>&mdash;A dar retta alle donne si dovrebbe adottare
+il regime dell&#8217;acqua e latte&mdash;egli disse
+leccandosi le labbra.<span class="pagenum"><a name="Page_199" id="Page_199">[199]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Non tutte le donne però&mdash;rimbeccò l&#8217;altro.&mdash;Ti
+rammenti della Mariannina?</p>
+
+<p>&mdash;Quale? La figurante della <i>Fenice</i>?&mdash;domandò
+il conte Leonardo con gli occhietti
+lustri.</p>
+
+<p>&mdash;Quella appunto.... Che bevitrice!... È a
+Venezia di nuovo....</p>
+
+<p>&mdash;Diavolo! Da quando?</p>
+
+<p>&mdash;Da poco.... Stasera è a cena con noi altri
+al <i>Cappello</i>.... Dovresti venire anche tu....</p>
+
+<p>&mdash;Io?... No.... Sono in lutto....</p>
+
+<p>&mdash;Capisco.... Se si trattasse d&#8217;una gran cena,
+se ci dovesse essere molta gente.... Ma è una
+cenetta senza pretesa.... non siamo che in cinque,
+io, per non dimenticarmi, Arduzzi, Caldieri,
+Dal Maido e la Mariannina.... Vieni,
+vieni....</p>
+
+<p>&mdash;No... oltre al lutto... se tu sapessi... ho
+tanti fastidi....</p>
+
+<p>&mdash;Ragione di più per distrarsi.</p>
+
+<p>&mdash;Quel maledetto <i>sior</i> Bortolo mi lesina il
+centesimo....</p>
+
+<p>&mdash;Eh... non siamo <i>in floribus</i> nessuno. Appunto
+per questo s&#8217;è limitata la spesa... Quattro
+svanziche a testa compreso il vino.... Poi
+si pagherà una bottiglia alla Mariannina, tanto
+per vederla un po&#8217; brilla.... Sai che originale è
+quando ha bevuto più del bisogno.... Tre anni
+fa, al Ridotto, non ti ricordi?</p>
+
+<p>Leonardo si mise a ridere. Se si ricordava!
+Una notte allegra come quella non l&#8217;aveva passata
+mai.<span class="pagenum"><a name="Page_200" id="Page_200">[200]</a></span></p>
+
+<p>L&#8217;idea di veder la Mariannina un po&#8217; brilla
+esercitava un fascino singolare sull&#8217;animo del
+giovane conte. E dopo altri tentennamenti, egli
+si risolse ad andare al ritrovo.</p>
+
+<p>E vi andò infatti, ed ebbe il piacere di veder
+la Mariannina un po&#8217; brilla, ma sembra che
+non uscisse neppur lui dalla cena in condizioni
+normali, se gli amici stimarono opportuno di
+accompagnarlo a casa e di aiutarlo a metter la
+chiave nel buco della serratura.</p>
+
+<p>Spuntava il giorno e Fortunata non aveva
+ancora chiuso occhio. Le sue speranze di ricondurre
+il marito sulla retta via erano durate
+una settimana.<span class="pagenum"><a name="Page_201" id="Page_201">[201]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="XIX" id="XIX"></a>XIX.</h2>
+
+
+<p>A grado a grado, da quella facilità di illudersi
+che possono avere anche i savi, il conte
+Zaccaria era arrivato a quell&#8217;allucinazione permanente
+che non hanno se non i pazzi. La sua
+era una pazzia ilare, innocua, tranquilla, ma
+era pur sempre una pazzia, e quand&#8217;egli discorreva
+in tuono di profonda convinzione dell&#8217;immense
+ricchezze che dovevano venirgli da cento
+parti, era impossibile prendere abbaglio sul
+vero stato del suo cervello. Tuttavia, in complesso,
+egli era più da invidiare che da compiangere.
+In mezzo al crollo della sua fortuna,
+egli stava sereno ed impavido come l&#8217;uomo
+giusto d&#8217;Orazio. Non si poteva andar più a villeggiar
+sulla Brenta perchè la tenuta era stata
+mandata all&#8217;asta dai creditori? Egli si stringeva
+nelle spalle, e diceva che non gliene importava
+nulla perchè la Brenta gli era venuta
+in uggia e voleva fra poco comperarsi una villa
+di suo gusto, in collina. Gli stessi creditori, insaziabili<span class="pagenum"><a name="Page_202" id="Page_202">[202]</a></span>
+arpie, s&#8217;impadronivano del podere situato
+in Friuli, proprio quello in cui avrebbe
+dovuto esserci la famosa miniera? Il nostro
+gentiluomo sorrideva con aria di superiorità:&mdash;Bah!
+Il podere se lo piglino pure.... Quattro
+campi sterili.... Ma il diritto sulla miniera l&#8217;ho
+sempre io.... Carta canta.&mdash;E tirava fuori
+una carta, ove coloro che avevano fatto il sequestro
+dichiaravano realmente di rinunziare ai
+prodotti della <i>eventuale miniera aurifera che si
+trovasse sul fondo</i>. Questa dichiarazione da burla
+s&#8217;era ottenuta senza fatica, giacchè, dal conte
+Zaccaria in fuori, non c&#8217;era nessuno che prendesse
+sul serio l&#8217;esistenza della miniera.</p>
+
+<p>A metter di buon umore Sua Eccellenza Bollati
+contribuiva altresì il fermento politico che
+andava propagandosi per l&#8217;Italia. Dopo la morte
+della contessa Chiaretta, ch&#8217;era una reazionaria
+di tre cotte, il conte Zaccaria aveva spiegato
+una certa propensione alle idee liberali.
+Diceva ch&#8217;era tempo di finirla, che i popoli erano
+stanchi d&#8217;esser trattati come pecore, e che il
+Governo austriaco non meritava più la fiducia
+dei Veneziani. Chi sa? Forse egli non era alieno
+dal credere alla risurrezione della Serenissima,
+nel qual caso, se non facevano doge lui, chi
+dovevano fare? Ma sopratutto era entusiasta
+di Pio IX, vero italiano, vero capo della Chiesa,
+vero padre dei fedeli. Quello era un uomo che
+doveva stabilir il regno della giustizia nel
+mondo, e per cominciar bene il <i>lustrissimo</i> Zaccaria
+sperava che Sua Santità avrebbe fatto<span class="pagenum"><a name="Page_203" id="Page_203">[203]</a></span>
+giustizia a lui nella rivendicazione dagli eredi
+Steno. Poichè la sostanza Steno era andata a
+finire da un pezzo nelle mani della Pia fondazione
+dei Catecumeni, fondazione, come ognun
+vede, d&#8217;indole religiosa, e quindi tale da permettere
+al Papa di guardarci dentro e di farle
+restituire il male acquistato. I legali avevano
+un bel dire che, quand&#8217;anche il credito dei Bollati
+verso gli Steno fosse stato sacrosanto, esso
+era ormai caduto in prescrizione da più d&#8217;un
+secolo; il conte Zaccaria li lasciava discorrere
+e sorrideva sotto i baffi. Se il Papa prendeva
+le sue parti, importava molto la prescrizione!
+E a Sua Santità egli aveva spedito un <i>memorandum</i>
+di venti pagine tutte scritte di suo pugno,
+e non dubitava nemmeno di riceverne presto
+o tardi una risposta favorevole. Certo che
+non bisognava aver fretta; il Sommo Pontefice
+era tanto occupato!</p>
+
+<p>Una sola cosa turbava l&#8217;ottimismo di Sua
+Eccellenza Bollati, ed era l&#8217;impossibilità di ottenere
+l&#8217;aiuto del figlio nell&#8217;esecuzione dei suoi
+disegni. Quel Leonardo era sempre un ragazzaccio,
+e il conte Zaccaria non lo nominava
+senza una certa inflessione di voce e una certa
+scrollatina del capo più eloquenti d&#8217;ogni parola.&mdash;Quel
+Leonardo&mdash;egli diceva nei momenti
+di maggiore espansione&mdash;non è cresciuto come
+speravo. E sì che non si è risparmiato nulla
+per la sua educazione, e non gli son mancati i
+buoni consigli.... Ma! Fatalità!... Capisco; le
+donne, il giuoco, il vino sono una gran tentazione<span class="pagenum"><a name="Page_204" id="Page_204">[204]</a></span>
+per un giovinotto dell&#8217;aristocrazia che
+non può vivere come un anacoreta, specialmente
+quando gli corre nelle vene il sangue
+dei Bollati;... ma, santo Iddio, c&#8217;è modo e
+modo... <i>est modus in rebus....</i> Io, per esempio...
+sì... mi sono divertito... sempre nei limiti
+però... sempre tenendo alto il decoro della
+famiglia... sempre trovando il tempo d&#8217;occuparmi
+degli affari, quantunque la gente non
+lo credesse.... Adesso mi renderanno giustizia....
+Eh, se non ci fossi stato io che scovavo
+fuori quei due filoni della miniera e dell&#8217;affare
+Steno, l&#8217;aveva da esser bella con questi
+anni di cattivi raccolti, con questa petulanza di
+creditori che fanno atti, sequestri e ogni specie
+di porcherie senza un riguardo al mondo,
+e come s&#8217;io fossi un bifolco simile a loro....
+Del resto io me ne rido... so che a loro marcio
+dispetto lascierò ai miei eredi il patrimonio
+quadruplicato. In fede mia, Leonardo non lo
+meriterebbe, no davvero, non lo meriterebbe.</p>
+
+<p>Quanto più il conte Zaccaria si persuadeva
+dei demeriti del figliuolo, tanto più egli si mostrava
+gentile con la nuora. Lodava la sua pazienza
+col marito, la sua bontà con la piccina,
+la sua attitudine a capir le cose (poveretta!
+ella ascoltava a bocca aperta i suoi spropositi
+<a name="tn204" id="tn204"></a><ins class="correction" title="originale: sensa">senza</ins> osare di contraddirgli) e largheggiava
+sempre maggiormente nelle promesse. Basta;
+se ne sarebbe accorta un giorno, dopo la sua
+morte.</p>
+
+<p>In mezzo a queste volate d&#8217;una fantasia inferma<span class="pagenum"><a name="Page_205" id="Page_205">[205]</a></span>
+c&#8217;era però un sentimento vero. Il conte
+Zaccaria aveva preso sul serio a voler bene a
+Fortunata. Era una di quelle tenerezze della
+vecchiaia che somigliano tanto alle tenerezze
+dell&#8217;infanzia, una di quelle tenerezze alimentate
+piuttosto dai sacrifizii che esigono che da quelli
+che fanno. Nondimeno Fortunata se ne contentava,
+e nel suo cruccio di vedersi mancar l&#8217;amore
+del marito, le dimostrazioni affettuose del
+suocero erano di gran conforto per essa. Tanto
+più che la benevolenza del conte si estendeva
+alla nipotina, alla quale egli mostrava una tenerezza
+che non aveva mai mostrato ai suoi
+due figliuoli. La bimba, dal canto suo, aveva
+pel nonno una simpatia appena agguagliata
+dalla ripugnanza invincibile ch&#8217;ella provava pel
+babbo. Già il babbo non le aveva mai fatto una
+carezza; era sempre cupo, stralunato, negletto
+nel vestire, con la barba ispida e i capelli arruffati;
+il nonno invece la pigliava volentieri in
+collo, le regalava delle chicche e l&#8217;affidava col
+suo viso ordinariamente sereno, con la persona
+linda e pulita, con l&#8217;intonazione amichevole dei
+lunghi discorsi ch&#8217;egli teneva alla mamma, passeggiando
+su e giù per la stanza, gestendo anche
+con vivacità, ma senza perdere una tal
+quale compostezza di gentiluomo.</p>
+
+<p>Suocero e nuora uscivano sovente a braccetto,
+e andavano ora a fare una giratina sulla Riva
+degli Schiavoni, ora a prendere il caffè da Suttil
+in piazza San Marco, ove qualcuno dei conoscenti
+si accostava al loro tavolino per barattar<span class="pagenum"><a name="Page_206" id="Page_206">[206]</a></span>
+quattro chiacchiere. Gli altri avventori
+si guardavano strizzando l&#8217;occhio e tentennando
+la testa; poi, quando i Bollati non c&#8217;erano più
+in bottega, principiavano i commenti.</p>
+
+<p>&mdash;È matto....</p>
+
+<p>&mdash;Un matto allegro.... Non parla che delle
+sue ricchezze....</p>
+
+<p>&mdash;Invece siamo agli sgoccioli, non è vero?</p>
+
+<p>&mdash;Altro che agli sgoccioli!... Tutte le campagne
+all&#8217;asta... citazioni, oppignorazioni da
+tutte le parti....</p>
+
+<p>&mdash;Uno di questi giorni andrà all&#8217;incanto anche
+il palazzo.</p>
+
+<p>&mdash;Lo comprerà il <i>Milord</i>.</p>
+
+<p>&mdash;Probabile.</p>
+
+<p>&mdash;C&#8217;è sempre quella gioia del <i>sior</i> Bortolo?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, c&#8217;è ancora... finchè può raspare.</p>
+
+<p>&mdash;È stato la rovina della famiglia.</p>
+
+<p>&mdash;Ci ha cooperato sicuro.... Ma se avessero
+avuto un po&#8217; di cervello i padroni....</p>
+
+<p>&mdash;E il figliuolo? Vi par poco?</p>
+
+<p>&mdash;Non discorriamone neanche.... Quello ha
+tutti i vizi.... Ed è crivellato di debiti per suo
+conto particolare.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, come se non bastassero quelli della
+casa.</p>
+
+<p>&mdash;Non si capisce nemmeno come tirino innanzi.</p>
+
+<p>&mdash;Ma! Vendendo o impegnando il poco che
+resta.... Le fortune colossali lascian sempre
+qualche piccolo avanzo....</p>
+
+<p>&mdash;Pensare che si trattava di milioni!<span class="pagenum"><a name="Page_207" id="Page_207">[207]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;E il genero e la figlia dove sono?</p>
+
+<p>&mdash;In Boemia, in Moravia, che so io?... Indebitati
+fino agli occhi anche loro....</p>
+
+<p>&mdash;Che <i>patatrac</i>!</p>
+
+<p>&mdash;La bella speculazione che ha fatto la ragazza
+Rialdi sposando Leonardo Bollati!</p>
+
+<p>&mdash;Bella tanto! È stata la madre.... Lei, poveretta,
+s&#8217;era innamorata proprio del cugino....</p>
+
+<p>&mdash;E gliene aveva date le prove....</p>
+
+<p>&mdash;Casi che nascono!</p>
+
+<p>&mdash;Del resto, sarà una buona diavola, ma fisicamente
+non vai nulla....</p>
+
+<p>&mdash;Nulla affatto.... Mostra dieci anni di più
+di quelli che ha. Dev&#8217;essere giovanissima.</p>
+
+<p>&mdash;Oh sì.... Ventuno, ventidue anni al massimo....</p>
+
+<p>&mdash;Ebbene se gliene darebbero trenta....</p>
+
+<p>&mdash;Il curioso si è che oggi i Rialdi sono in
+migliori condizioni dei Bollati.</p>
+
+<p>&mdash;Non c&#8217;è dubbio.... Tanto più se, come dicono,
+il conte Luca sta per diventar consigliere
+d&#8217;appello.</p>
+
+<p>&mdash;Consigliere d&#8217;appello! Con quei meriti!
+Non ha fatto mai altro che giocare agli scacchi.</p>
+
+<p>&mdash;Eh, è un posto che gli viene per anzianità.</p>
+
+<p>&mdash;Il figlio, ch&#8217;è in marina, si farà strada....</p>
+
+<p>&mdash;L&#8217;ufficiale? Sì, è un giovane d&#8217;ingegno, ma
+una testa calda, una testa calda.... Uhm!... Vi
+ricordate la faccenda del duello? E la scena al
+Casino?</p>
+
+<p>&mdash;Quella volta se non c&#8217;era qualche santo<span class="pagenum"><a name="Page_208" id="Page_208">[208]</a></span>
+che lo proteggeva l&#8217;andava a finir male per
+lui. Prender la difesa dei Bandiera? Nella sua
+posizione?</p>
+
+<p>Mentre si tenevano tali discorsi sul conto dei
+Bollati e dei Rialdi, il nobiluomo Zaccaria, tornando
+a casa con la nuora, giudicava severamente
+le <i>cariatidi</i> del Caffè Suttil.</p>
+
+<p>&mdash;Quella è gente buona da mettere in museo&mdash;egli
+diceva&mdash;gente che non capisce i tempi,
+come la povera Chiaretta.... E poi tutti rovinati,
+sai, tutti, senza eccezione....</p>
+
+<p>I tempi che il conte Zaccaria credeva di capire
+si facevano sempre più grossi, e dall&#8217;Alpi
+al Mar Jonio era un fremito di vita nuova che
+si manifestava negli scritti, nelle adunanze,
+nelle dimostrazioni di piazza. Il nome d&#8217;Italia,
+lasciato un giorno ai poeti ed ai rétori, era
+oggi sulle labbra del popolo e non significava
+più una memoria, ma una speranza, ma un affetto
+sentito e gagliardo, preparatore d&#8217;opere
+virili. E l&#8217;amore di patria portava seco come
+natural conseguenza l&#8217;odio contro il dominio
+straniero. Palesemente ove non c&#8217;eran gli
+Austriaci, velatamente nelle terre lombardo
+venete, si parlava d&#8217;una prossima alzata di
+scudi; con quali armi non si sapeva ancora,
+ma gl&#8217;Italiani si contavano, e già pareva loro
+d&#8217;esser tutti soldati per la guerra santa. I
+muri si coprivano d&#8217;iscrizioni di <i>Morte ai Tedeschi</i>.&mdash;<i>W.
+l&#8217;Italia</i>&mdash;<i>W. Pio Nono</i>; strana eppur
+quasi universale illusione che associava
+l&#8217;idea del riscatto al nome d&#8217;un Papa. E anche<span class="pagenum"><a name="Page_209" id="Page_209">[209]</a></span>
+Venezia, accusata fino a quei giorni di spiriti
+fiacchi, usciva dal lungo torpore. Il sonnolento
+Ateneo non isdegnava di entrar esso pure nella
+corrente rivoluzionaria e iniziava la discussione
+d&#8217;argomenti sociali ed economici; le onoranze
+a Riccardo Cobden nel luglio 1847 furono un
+pretesto per inneggiare alla libertà, e il Congresso
+dei dotti raccoltosi nel settembre in
+Palazzo ducale servì a stringer saldi legami di
+pensiero e d&#8217;affetto tra i migliori uomini della
+Penisola.</p>
+
+<p>Questa sinfonia allegra del dramma sanguinoso
+che doveva rappresentarsi nel 1848 era
+fatta apposta per isconvolgere interamente la
+testa debole del conte Zaccaria. Egli confondeva
+le faccende pubbliche con le sue faccende
+private, vedeva un&#8217;intima relazione tra le riforme
+politiche, la riscossione dei suoi crediti
+immaginari, e l&#8217;esercizio della non meno immaginaria
+miniera; ma quest&#8217;era ancora il meno
+peggio perchè gl&#8217;impediva di accasciarsi sotto
+il peso delle sue sventure reali. Il guaio serio
+era l&#8217;inquietudine che gli si era cacciata addosso
+e che gli cresceva ogni giorno; gli sembrava,
+chiamandosi Bollati, di non poter rimanere
+estraneo agli avvenimenti, avrebbe voluto
+discorrere, scrivere, stampare anche lui qualche
+cosa (avrebbe stentato a dir che cosa) e
+s&#8217;irritava delle difficoltà che gli attraversavano
+la via, del modo sprezzante con cui certa gente
+da nulla accoglieva le sue parole. Sotto l&#8217;impressione
+di queste ripulse egli s&#8217;esaltava fuor<span class="pagenum"><a name="Page_210" id="Page_210">[210]</a></span>
+di misura, e Fortunata, che sola riusciva a calmarlo,
+cominciava a temere che la pazzia innocente
+del suocero potesse presto o tardi convertirsi
+in una pazzia pericolosa. Di qui uno
+spasimo nuovo per lei, che tremava per la sua
+Margherita, eppur non sapeva come impedire
+al conte Zaccaria di vederla.</p>
+
+<p>Però queste sue paure non dovevano durare
+a lungo. Era una giornataccia di novembre
+umida e fredda e il conte Zaccaria aveva rinunziato
+a uscir di casa. Per tutta la mattina
+egli non aveva fatto altro che discorrere strampalatamente,
+ma tranquillamente, con Fortunata
+de&#8217; due affari che gli stavan più a cuore,
+la miniera e la causa di rivendicazione, dicendo,
+a proposito di quest&#8217;ultima, che voleva
+sollecitare il Papa a rispondergli. E invero dall&#8217;agosto
+1840 al novembre 1847 c&#8217;era stato
+tempo d&#8217;avanzo a maturar la risposta.</p>
+
+<p>Dopo colazione il conte si sdraiò sur una poltrona
+in fondo del salotto, mentre Margherita,
+ch&#8217;era oramai una trottolina di due anni e
+mezzo, gli s&#8217;arrampicava sulle ginocchia e gli
+chiedeva due cose, <i>un confetto</i> e <i>una storia</i>. Fortunata,
+seduta accanto alla finestra, rammendava
+della biancheria; Leonardo, al solito, era
+fuori.</p>
+
+<p>Il vecchio gentiluomo diede alla nipote uno
+zuccherino; poi, impasticciando insieme le reminiscenze
+delle fiabe udite dalla balia con le
+fantasie del suo cervello malato, raccontò d&#8217;un
+re e d&#8217;una regina che avevano una bimba bella<span class="pagenum"><a name="Page_211" id="Page_211">[211]</a></span>
+come il sole, e d&#8217;un mago che aveva trovato dei
+filoni d&#8217;oro e con quell&#8217;oro aveva fabbricato
+una casa per mettervi dentro la bimba, e la
+casa era grande, grande, grande....</p>
+
+<p>&mdash;Grande così&mdash;disse la bimba allargando
+il più possibile le sue piccole braccia.</p>
+
+<p>&mdash;Grande così&mdash;ripetè il conte chinando
+la testa in segno d&#8217;assenso.</p>
+
+<p>E non soggiunse altro.</p>
+
+<p>&mdash;Nonno dorme&mdash;bisbigliò Margherita dopo
+una breve pausa.</p>
+
+<p>Fortunata si scosse.</p>
+
+<p>&mdash;Se dorme, lascialo stare. Vieni qui.
+Ma la fanciulla non si moveva.</p>
+
+<p>&mdash;Nonno dorme&mdash;ella tornò a dire.</p>
+
+<p>E intrecciava le sue dita rosee nei capelli
+bianchi del conte Zaccaria e chiamava:</p>
+
+<p>&mdash;Nonno; nonno!</p>
+
+<p>&mdash;Bimba disubbidiente!&mdash;esclamò la madre
+alzandosi infastidita.&mdash;Lascialo quieto il
+nonno.</p>
+
+<p>Oh il nonno era tanto tanto quieto. Egli non
+sentì nè l&#8217;appello della nipote, nè il grido della
+nuora, nè l&#8217;irrompere tumultuoso della gente
+accorsa in aiuto, nè le preghiere del sacerdote
+venuto a rendergli gli ultimi uffici. Il nonno
+era morto, morto meglio di quel che non fosse
+vissuto, morto al suono d&#8217;una voce carezzevole
+che gli blandiva l&#8217;orecchio, morto col sorriso
+sul labbro, sognando le ricchezze, la fortuna,
+gli onori.</p>
+
+<p>Il testamento trovato in un cassetto della<span class="pagenum"><a name="Page_212" id="Page_212">[212]</a></span>
+scrivania provò le felici disposizioni d&#8217;animo
+del defunto. Egli legava somme considerevoli a
+un&#8217;infinità d&#8217;Istituti di beneficenza, e nuove
+Opere pie voleva fossero fondate col suo nome.
+Ma largheggiava specialmente in favore di
+Fortunata e di Margherita. Alla prima egli assegnava
+ottomila zecchini da prelevarsi sul
+prodotto della miniera aurifera del Friuli; alla
+seconda destinava duecentomila lire venete sul
+credito Steno; a tutt&#8217;e due poi distribuiva
+perle, diamanti e altri oggetti preziosi che non
+esistevano più. Alla figlia maritata Geisenburg
+lasciava il compimento della legittima e un
+fornimento di pizzi venduti da due anni; del
+conte Leonardo diceva che la sua condotta dissipata
+avrebbe autorizzato il padre a diseredarlo;
+nondimeno, nella speranza ch&#8217;egli si
+ravvedesse, lo nominava erede universale, con
+l&#8217;ordine espresso di spingere alacremente i lavori
+della miniera e gli atti della causa. Dopo
+parecchi legati di minor conto, c&#8217;erano istruzioni
+precise sui funerali che dovevano essere
+splendidissimi, e sui due monumenti che Sua
+Eccellenza Zaccaria voleva eretti a sè e alla
+N. D. Chiaretta sua moglie.<span class="pagenum"><a name="Page_213" id="Page_213">[213]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="XX" id="XX"></a>XX.</h2>
+
+
+<p>Un cambiamento notevole era successo nella
+situazione rispettiva dei coniugi Rialdi: la moglie
+non era più così autoritaria, il marito non
+era più così docile come una volta. Col suo arrabattarsi
+continuo, co&#8217; suoi intrighi orditi di
+lunga mano, con la sua pretensione di ristorar
+le fortune della famiglia, la contessa Zanze non
+era riuscita che al colossale sproposito di maritar
+la figliuola a un uomo vizioso e rovinato;
+senza impicciarsi in nulla, senza far altro che
+passar quattr&#8217;ore al giorno all&#8217;Uffizio e il resto
+della giornata a giocare a scacchi al Caffè della
+Vittoria, il conte Luca, gradino per gradino,
+era giunto a ottenere il posto di consigliere di
+appello, ch&#8217;è quanto dire a essere una persona
+d&#8217;importanza, che nelle feste solenni indossava
+la sua brava uniforme, s&#8217;allacciava a
+fianco uno spadino incapace di far male a nessuno,
+si metteva in testa un cappello a due
+punte, e percorrendo le strade <i>pedibus calcantibus</i><span class="pagenum"><a name="Page_214" id="Page_214">[214]</a></span>
+attirava sul suo passaggio le esclamazioni
+ammirative dei monelli. Aggiungansi a queste
+compiacenze morali quella d&#8217;avere uno stipendio
+che, in quei tempi di prezzi bassi, permetteva
+di mantenersi assai decorosamente. Onde
+non c&#8217;era più bisogno di pranzar fuori di casa
+due volte alla settimana, e s&#8217;era potuto sostituire
+con un servo effettivo e reale il cameriere
+che la contessa Zanze soleva prendere a nolo
+pe&#8217; suoi martedì. A fronte di questi benefizi il
+conte Luca pretendeva dalla consorte un rispetto
+maggiore e aveva anzi dichiarato in
+modo assoluto di non voler più lasciarsi chiamare
+coi titoli di <i>pampano</i>, <i>babbeo</i> e altri simili.
+La consorte ubbidiva fremendo. A lei pareva
+d&#8217;aver attività, energia, intelligenza da vendere
+al conte marito, ma l&#8217;era forza riconoscere che
+la sorte non l&#8217;era stata propizia e aveva invece
+favorito lui, quell&#8217;imbecille, che non s&#8217;era neanche
+mosso per meritarsene i favori. Delle giustificazioni
+a sè stessa ella ne trovava in quantità;
+è naturale, se ne trovano sempre. Ella
+diceva che quel precipizio dei Bollati era giunto
+inaspettato a tutti, e che non si poteva prevedere
+che Leonardo non avesse nè un briciolo
+di cervello, nè un briciolo di cuore. Del resto,
+almeno per la parte economica, se l&#8217;avessero
+aiutata, le cose sarebbero andate diversamente.
+E di tanto in tanto, nell&#8217;intimità coniugale, la
+contessa Zanze si lasciava scappar la vecchia
+frase:&mdash;Se foste entrato nell&#8217;amministrazione!
+Quel <i>sior</i> Bortolo nuota nell&#8217;abbondanza.<span class="pagenum"><a name="Page_215" id="Page_215">[215]</a></span></p>
+
+<p>Il conte Luca montava su tutte le furie e non
+aveva torto.&mdash;Cosa mi venite a parlare di
+<i>sior</i> Bortolo? Volevate ch&#8217;io facessi la parte di
+quel furfante?</p>
+
+<p>Ma la contessa protestava contro questo
+modo d&#8217;interpretar le sue parole e ripeteva
+quello che aveva già detto centinaia di volte
+negli anni passati.&mdash;Se foste entrato nell&#8217;amministrazione
+sareste diventato un signore voi
+e avreste salvato dalla rovina i vostri parenti.</p>
+
+<p>&mdash;Corpo di bacco! E vi par nulla che io sia
+invece consigliere d&#8217;appello?</p>
+
+<p>Comunque sia, questi erano discorsi inutili,
+e c&#8217;era ben altro da fare che andar ruminando
+il passato. Ormai appariva chiaro come la luce
+del sole che fra poco i Bollati sarebbero rimasti
+in camicia e che Fortunata sarebbe tornata
+a carico dei genitori o del fratello.</p>
+
+<p>Che se c&#8217;era ancora qualche illusione possibile
+finchè viveva il conte Zaccaria, alla morte
+repentina di lui anche questa illusione doveva
+dissiparsi. Il conte Zaccaria non era popolare
+com&#8217;era stato ai suoi tempi il vecchio conte
+Leonardo; ma non era neppure un uomo mal
+veduto in paese, aveva forme cortesi, alla
+buona, e le ingenue allucinazioni a cui egli era
+in preda negli ultimi anni avevano piuttosto
+cresciuto che scemato le simpatie intorno a lui.</p>
+
+<p>Ora gli strozzini non hanno l&#8217;animo troppo
+aperto alla simpatia, ma se possono far di
+meno d&#8217;inasprir l&#8217;opinione pubblica lo fanno,
+e non isdegnano di usar qualche temperamento<span class="pagenum"><a name="Page_216" id="Page_216">[216]</a></span>
+verso i debitori più forniti di aderenze e di
+relazioni. Mettere sulla strada un patrizio di
+quell&#8217;età, con quel nome! Era da far gridar
+mezza Venezia. Col figliuolo era un altro par
+di maniche. Prima di tutto si trattava d&#8217;un
+giovane; e poi quello lì aveva l&#8217;opinione pubblica
+contro di sè. Anzi può dirsi che l&#8217;accanimento
+con cui l&#8217;attaccavano era persino eccessivo;
+pareva che non ci fossero altri farabutti
+al mondo. Come talora, per quel bisogno che
+ha la gente di crearsi dei simboli, un uomo diventa
+la personificazione d&#8217;ogni virtù, così un
+altro diventa la personificazione d&#8217;ogni vizio.
+Il senso morale, che va soggetto a tante distrazioni,
+si sveglia a un tratto per protestare
+contro questo mostro di turpitudine; gli
+onesti e gli ipocriti si scagliano addosso a
+lui;... ciò che permette loro di esser più indulgenti
+con quelli che gli somigliano e anche
+con sè stessi.</p>
+
+<p>Avete visto mai, verso la chiusa d&#8217;un ballo
+o d&#8217;una pantomima spettacolosa, la reggia del
+tiranno, il castello dell&#8217;oppressore, la prigione
+della vittima cader giù a pezzi, finchè, a un
+dato segnale, succede l&#8217;ultimo scroscio e la luce
+elettrica accesa in buon punto scende dall&#8217;alto
+a rischiarar le rovine? Questo è quello che accadde,
+lasciando stare la luce elettrica, del
+maestoso edifizio Bollati. Il segno dello scroscio
+finale fu dato dalla morte del conte Zaccaria.
+Allora non ci furono più riguardi, e gli avvocati
+ricevettero dai loro clienti l&#8217;ordine di proceder<span class="pagenum"><a name="Page_217" id="Page_217">[217]</a></span>
+negli atti a passo di carica senza lasciarsi
+smuovere da sollecitazioni o da preghiere di
+nessuna specie. Terribile fra tutti i creditori
+era il marchese Ernesto Geisenburg-Rudingen
+von Rudingen piombato dalla Moravia a far
+valere le ragioni della consorte, che per la malferma
+salute non aveva potuto accingersi al
+viaggio. Il marchese Ernesto, al quale una
+cura dietetica aveva fatto perdere alquanto
+della sua corpulenza, s&#8217;era risolto a riprendere
+il servizio militare e veniva di guarnigione in
+Venezia per invigilar coi propri occhi la liquidazione
+dell&#8217;eredità del suocero. Nè voleva
+sentir a dire che l&#8217;eredità era bell&#8217;e liquidata
+non essendovi un centesimo per nessuno; egli
+protestava pestando la sciabola che a lui <i>Potz
+tausend!</i> non la davano ad intendere, e che
+avrebbe saputo, occorrendo, tagliare il naso al
+cognato, a <i>Herr</i> Bortolo e a tutti gli Italiani,
+<i>verfluchte Italiener!</i> E al cognato e a <i>Herr</i> Bortolo
+non risparmiava gli improperi e le minaccie
+dirette, tantochè l&#8217;uno e l&#8217;altro mettevano
+il loro studio a non farsi mai trovare in casa e
+più di una volta era toccato a Fortunata l&#8217;onore
+di ricevere le sue visite amabili.</p>
+
+<p>In queste difficili contingenze l&#8217;ottimo <i>sior</i>
+Bortolo pensò ch&#8217;era venuto il momento di levarsi
+d&#8217;impiccio. E perchè la sua ritirata non
+somigliasse a una fuga, egli ricorse al comodo
+espediente di cader malato. L&#8217;asma di cui egli
+soffriva da parecchi anni si aggravò d&#8217;improvviso,
+un medico premuroso dichiarò che gli era<span class="pagenum"><a name="Page_218" id="Page_218">[218]</a></span>
+indispensabile un soggiorno di alcuni mesi in
+campagna, e il signor Bortolo Segugi, col cuore
+straziato, dovette prendere congedo dai suoi
+nobili padroni. Nell&#8217;epistola, modello di stile
+affettuoso e patetico, da lui diretta in quest&#8217;occasione
+al conte Leonardo, egli si permetteva
+anche di dar quei consigli che gli erano inspirati
+dalla molta esperienza e dal grande amore
+per la illustre famiglia. Condurre una vita regolata,
+ridur le spese ai minimi termini, vendere
+quello che era ancora vendibile, eccetera, eccetera.
+Se il Signore Iddio voleva ch&#8217;egli, <i>sior</i> Bortolo,
+si ristabilisse in salute, e se non gli veniva
+meno la fiducia dell&#8217;illustrissimo conte Leonardo,
+sperava di ripigliare ancora in mano le redini
+dell&#8217;amministrazione; se poi doveva soccombere,
+egli si sarebbe presentato al suo Giudice con
+la coscienza netta e col convincimento di aver
+sempre servito fedelmente i suoi benefattori.
+In un poscritto alla bellissima lettera <i>sior</i> Bortolo
+suggeriva di valersi dell&#8217;opera dell&#8217;avvocato
+Timoteo Sgriccioli, a cui egli aveva chiesto
+da ultimo qualche consulto legale e ch&#8217;era
+l&#8217;uomo fatto apposta per trovare il bandolo di
+una matassa arruffata.</p>
+
+<p>&mdash;Buffone! Ladro! Brigante! Gesuita!&mdash;urlò
+il conte Leonardo quand&#8217;ebbe letta e decifrata
+la lettera.&mdash;S&#8217;è ingrassato col nostro sangue
+e adesso va a far la digestione in campagna....
+Andasse almeno alla malora quel brutto figuro
+asmatico.... Se mi torna tra i piedi sta fresco....
+Non son chi sono se non lo piglio a calci<span class="pagenum"><a name="Page_219" id="Page_219">[219]</a></span>
+nel sedere.... E anche dei consigli mi dà quel
+furfante ch&#8217;è stato la prima causa di tutti i
+nostri guai.... Dei consigli, lui, al conte Leonardo
+Bollati!</p>
+
+<p>Nonostante questa filippica, prima che passassero
+ventiquattr&#8217;ore, il conte Leonardo
+aveva già adottato uno dei suggerimenti del
+suo degnissimo agente e si era messo nelle
+mani dell&#8217;avvocato Sgriccioli, patrocinatore
+ordinario dei debitori morosi o falliti, a benefizio
+dei quali egli aveva anche conformato il
+suo studio pieno di bugigattoli, di nascondigli
+e di usci segreti. L&#8217;avvocato Sgriccioli mostrò
+di prender molto a cuore la faccenda, ma non
+potè tacere che s&#8217;era indugiato troppo a ricorrere
+a lui e che la condizione delle cose era
+grave, assai grave, gravissima. Infatti i suoi
+sforzi non valsero a ritardar la catastrofe; il
+tribunale (ed era ancora il meno peggio che
+potesse succedere) aprì il concorso sui beni mobili
+ed immobili del signor conte Leonardo Bollati
+P. V., e sino a liquidazione giudiziale finita
+assegnò all&#8217;ultimo rampollo di tanti uomini
+illustri poche lire al giorno pel suo
+mantenimento. Il palazzo, mandato all&#8217;asta
+per conto della massa creditrice, fu aggiudicato
+al maggior offerente, lord Herbert
+Seaweed, che era l&#8217;inquilino del primo piano.
+E il nobile lord concedette ai Bollati quindici
+giorni per lo sgombero dell&#8217;appartamento
+da essi occupato, lasciando però generosamente
+a loro disposizione tre camere a tetto,<span class="pagenum"><a name="Page_220" id="Page_220">[220]</a></span>
+che se non eran proprio soffitte, di poco ne
+differivano.</p>
+
+<p>La vanità del baronetto era lusingata dall&#8217;idea
+di dar ricovero a un patrizio che aveva
+avuto due dogi fra i suoi antenati. Leonardo
+dal canto suo accettò con lieto animo l&#8217;offerta,
+e perchè gli ripugnava di andar in cerca di un
+altro alloggio, e fors&#8217;anche perchè seguitando
+ad abitare nel suo palazzo, gli pareva d&#8217;esserne
+sempre lui il padrone. Aggiungasi che
+in tal maniera egli sperava di sbarazzarsi della
+moglie e della figliuola. Possibile che Fortunata
+non si risolvesse a tornare in famiglia e a
+portarsi seco quell&#8217;impiccio della bimba! Già il
+conte Luca e la contessa Zanze avevano dichiarato
+di esser pronti a ricever lei e la nipote.</p>
+
+<p>Messa alle strette, Fortunata, cui non bastava
+l&#8217;animo di veder patire la sua piccina, mandò
+Margherita dai nonni (andando poi a mangiarsela
+di baci due o tre volte al giorno), e in
+quanto a sè, dichiarò che non voleva dividersi
+da suo marito e che avrebbe affrontato volentieri
+il freddo e la fame piuttosto che abbandonarlo
+alle prese con la miseria. Ma se c&#8217;era
+uomo inetto a capir questi sentimenti era Leonardo
+Bollati, il quale non vide in tutto ciò
+che uno sciocco puntiglio e pensò di far pagar
+cara alla moglie la matta ostinazione di stargli
+appiccicata ai fianchi. E se prima rimaneva
+fuori di casa mezza giornata, adesso ci rimaneva
+la giornata intiera, e faceva tutti i suoi
+pasti all&#8217;osteria, non rientrando che nel cuor<span class="pagenum"><a name="Page_221" id="Page_221">[221]</a></span>
+della notte con gli occhi lustri, con la lingua
+grossa e con le gambe barcollanti. Allora si
+cacciava in letto e dormiva fino al tocco per
+ripigliar poi la solita vita. A Fortunata non
+dava un centesimo; quello che gli passava il
+tribunale non era neppur sufficiente per lui;
+andasse da suo padre, il consigliere d&#8217;appello,
+che s&#8217;era abbastanza riempiuto l&#8217;epa alla tavola
+dei parenti quand&#8217;eran ricchi da poter oggi restituire
+un desinare a una Bollati, che, per
+giunta, era sua figlia. Che s&#8217;ella non voleva andarci,
+s&#8217;ingegnasse come poteva.</p>
+
+<p>Fortunata s&#8217;ingegnava vendendo o impegnando
+qualcheduno degli oggetti ch&#8217;erano
+avanzati dal gran naufragio e ch&#8217;erano stati
+buttati alla rinfusa in una delle tre stanze lasciate
+per carità dai nuovi agli antichi padroni.
+Del resto, per lo più, desinava effettivamente
+presso i genitori.</p>
+
+<p>Ormai tutti le ripetevano che, poichè Leonardo
+non aveva cuore nè per lei, nè per la bambina,
+e ricevendo, checchè ne dicesse, un sussidio bastante
+per far vivere la famiglia, non voleva
+pensar che a&#8217; suoi vizi, ella poteva piantarlo
+senza rimorsi.</p>
+
+<p>Ella però era irremovibile. Pur troppo con la
+sua presenza ella non impediva nulla, non riusciva
+a fargli lasciar nè un cattivo amico, nè
+una cattiva abitudine; ma chissà? mancando
+lei, sarebbe stato ancora peggio. Egli non
+avrebbe passato in casa nemmeno le poche ore
+che ci passava; non avrebbe preso, prima d&#8217;uscire,<span class="pagenum"><a name="Page_222" id="Page_222">[222]</a></span>
+nemmeno una tazza di caffè. E chi
+avrebbe vigilato perchè la sua camera fosse in
+ordine, perchè i suoi vestiti fossero spolverati,
+e chi l&#8217;avrebbe assistito se una notte non si
+sentiva bene!</p>
+
+<p>Inoltre, Fortunata sperava in un miracolo,
+sperava in un ritorno d&#8217;affetto conquistato a
+forza d&#8217;umiltà, di pazienza e di devozione. Perchè,
+pare impossibile, ell&#8217;amava sempre Leonardo.
+Qualche volta, verso l&#8217;alba, mentr&#8217;egli
+dormiva della grossa, ell&#8217;entrava pian pianino
+nella stanza di suo marito, e si accostava al
+letto e si chinava a deporre un bacio su quella
+fronte non solcata mai da un pensiero generoso,
+su quelle labbra umide e sozze da turpi
+contatti. Una mattina quel tiepido soffio lo
+scosse a mezzo; abbastanza desto da sentir che
+una donna gli era vicino, non abbastanza da
+distinguer qual fosse, egli la tirò a sè, le gettò
+le braccia al collo. Poi spalancando gli occhi,
+vide la moglie, palpitante, svergognata come
+un&#8217;adultera côlta in fallo.</p>
+
+<p>&mdash;Tu!&mdash;egli disse con un&#8217;inflessione di voce
+ch&#8217;esprimeva lo stupore e il disgusto.&mdash;Io
+credevo.... Peccato!... Va via.</p>
+
+<p>&mdash;Oh Leonardo!&mdash;ella cominciò supplichevole
+e con le lagrime che le gocciolavano giù
+per le gote.</p>
+
+<p>Ma un resto di dignità le tolse di proseguire.
+Divenne scarlatta, e coprendosi il viso con le
+mani fuggì dalla stanza. Indi, abbigliatasi in
+furia e fatto uno fardello di alcuni oggetti che<span class="pagenum"><a name="Page_223" id="Page_223">[223]</a></span>
+più le premevano, scese a precipizio la scala e
+volò a casa sua.</p>
+
+<p>&mdash;Oh!&mdash;esclamò la contessa Zanze&mdash;Cosa
+c&#8217;è di nuovo? Cosa t&#8217;ha fatto quel brigante?</p>
+
+<p>&mdash;Capisco che avevate ragione.... Se mi
+volete, vengo a star con voi... per ora almeno...</p>
+
+<p>&mdash;Sicuro che ti vogliamo.... Sei la nostra
+creatura.... Ma si può sapere?...</p>
+
+<p>&mdash;Non c&#8217;è nulla... nulla.... E Margherita? E
+il babbo?</p>
+
+<p>&mdash;Stanno benissimo.... Dormono ancora....
+Però vorrei sapere....</p>
+
+<p>&mdash;Oh è inutile, mamma....</p>
+
+<p>S&#8217;intese la voce della bimba che chiamava:&mdash;Nonna, nonna!</p>
+
+<p>&mdash;Ecco, s&#8217;è svegliata&mdash;disse la contessa
+Zanze. E rivolgendosi alla figliuola le chiese:
+Vuoi andarci tu?</p>
+
+<p>&mdash;Sì&mdash;rispose Fortunata. Ma pentitasi subito
+soggiunse:&mdash;È meglio che prima tu l&#8217;avverta
+che ci sono.... Andrò di qui a un momento.</p>
+
+<p>Si fece portare una catinella d&#8217;acqua e vi
+immerse la faccia tre o quattro volte. Poi entrò
+nella camera di Margherita.</p>
+
+<p>&mdash;Oh mamma, mamma&mdash;gridò la piccina
+battendo le mani.</p>
+
+<p>&mdash;Tesoretto mio!&mdash;proruppe Fortunata piegandosi
+sopra di lei.&mdash;Starò sempre sempre
+con te.<span class="pagenum"><a name="Page_224" id="Page_224">[224]</a></span></p>
+
+<p>Margherita le cinse il collo con le sue braccia
+nude e la coperse di baci che non volevano
+più finire.</p>
+
+<p>&mdash;Ancora, ancora!&mdash;diceva la povera donna.
+Le pareva che quei baci scancellassero l&#8217;onta
+degli altri che, poco prima, ell&#8217;aveva ricevuti...
+per isbaglio.<span class="pagenum"><a name="Page_225" id="Page_225">[225]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="XXI" id="XXI"></a>XXI.</h2>
+
+
+<p>Il 1847 s&#8217;era chiuso come una splendida notte
+di luglio, in cui il cielo ancora sereno è solcato
+da spessissimi lampi; il 1848 s&#8217;apriva come una
+giornata nella quale i rossori inauspicati dell&#8217;alba
+fanno prevedere il temporale vicino. Le
+città italiane conservavano il loro aspetto festante,
+le popolazioni empivano le strade, i teatri,
+le chiese (chè il Papa liberale aveva messo
+di moda la religione) ed era dappertutto uno
+sfoggio di colori vivaci, di abbigliamenti bizzarri,
+un echeggiar di canzoni, una loquacità
+espansiva come di gente a cui prema rifarsi del
+lungo silenzio e richiamar insieme le memorie
+del passato e divisar l&#8217;avvenire. Ma sotto quella
+gaiezza tumultuosa covavano i fieri propositi,
+ma in quei colori, in quei vestiti, in quei canti,
+in quel fraternizzar delle classi era una sfida
+gettata in viso a un nemico comune. E il nemico
+comune, vissuto a lungo in una sicurtà<span class="pagenum"><a name="Page_226" id="Page_226">[226]</a></span>
+sprezzante, pareva domandare a sè stesso se
+fosse possibile che i conigli si fossero mutati in
+leoni, e intanto affilava le armi e si preparava
+alla lotta. Già i moti fortunati di Palermo e di
+Napoli e le riforme civili di Roma imbaldanzivano
+gli animi e rafforzavano la speranza della
+guerra nazionale contro l&#8217;oppressore tedesco;
+già nelle terre lombardo-venete erano cominciate
+le prime avvisaglie, già il sangue era corso
+per le vie di Milano. Dalla laguna al Ticino un
+potere occulto che attingeva la sua autorità dal
+consentimento dei più, deludeva i cent&#8217;occhi
+della Polizia austriaca, e, senza codici e senza
+soldati, con una parola d&#8217;ordine gettata nella
+folla, con un foglietto misterioso fatto pervenire
+a domicilio, regolava le mosse dei cittadini.
+Quelli che non ubbidivano per entusiasmo patriottico
+ubbidivano per ispirito d&#8217;imitazione,
+per vaghezza di novità, per tema di essere mostrati
+a dito, per la curiosità di vedere come
+andasse a finire una condizione di cose sì strana
+ed insolita. Pochi osavano protestare ad alta
+voce; in maggior numero eran coloro che, divisi
+tra due paure, la paura del Governo legittimo
+e quella del Governo clandestino, procuravano
+di uscir di rado, di parlar poco, di
+trovarsi con meno gente che fosse possibile. A
+questo regime s&#8217;era condannato da sè il conte
+Luca Rialdi, suddito fedelissimo di S. M. Ferdinando
+I, ma innanzi tutto uomo sollecito della
+propria pelle. In ufficio era riuscito a schermirsi
+da ogni processo che avesse attinenza con la<span class="pagenum"><a name="Page_227" id="Page_227">[227]</a></span>
+politica; al Caffè della Vittoria non si faceva
+più vedere; figuriamoci! tutti avevan sciolto lo
+scilinguagnolo, tutti volevan dire la loro opinione
+sugli affari del giorno, non c&#8217;era un cane
+che giuocasse a scacchi, e s&#8217;anche una partita
+si principiava era ben difficile tirare innanzi in
+mezzo a quel frastuono di voci; in piazza San
+Marco poi il conte Luca aveva giurato di non
+metter piede dopo un certo tiro del marchese
+Ernesto Geisenburg-Rudingen von Rudingen.</p>
+
+<p>Un giorno, che è che non è, mentre il nostro
+consigliere d&#8217;appello percorreva a passo spedito
+le Procuratie vecchie, il signor marchese,
+in piena tenuta di capitano degli ussari (che ci
+ha da fare un capitano di cavalleria a Venezia?)
+il signor marchese, insomma, staccandosi da un
+gruppo d&#8217;ufficiali, gli si avvicinò con la mano
+tesa e gli disse col suo italiano che s&#8217;imbarbariva
+sempre peggio:</p>
+
+<p>&mdash;O signor conte, pen contento di vederla, o
+<i>ja.... Ich gratulire mich</i>, mi congratulo sua nomina
+a <i>Regierungsrath?.... Geheimerath?.... ach
+nein.... Appellationsrath. Ja, ja</i>, consigliere d&#8217;appello.</p>
+
+<p>Quindi gli si mise a fianco e cominciò a discorrergli
+degli affari Bollati.... <i>eine traurige
+Geschichte....</i> sì, una triste storia.... quel Leonardo
+meritar pastonate, prigione.... anche conte
+Zaccaria puon anima, consumare un patrimonio
+di quella sorte! Adesso I. R. Tripunale afer in
+mano la faccenda.... <i>man wird sehen; ja....</i> si
+vedrà.... pur troppo, poco, anzi <i>nichts</i>, niente<span class="pagenum"><a name="Page_228" id="Page_228">[228]</a></span>
+da sperare.... <i>Und wie gehet&#8217;s.... ja</i>, come sta la
+contessa Zanze? E la contessa Fortunata?...
+<i>Unglückliche junge Dame!...</i> Ah prutto mondo!...
+Anche sua <i>Frau</i>, marchesa Maddalena, afer immensamente
+sofferto.... tante disgrazie di seguito!...
+<i>Arme Frau!</i></p>
+
+<p>Il conte Luca non sapeva in che mondo si
+fosse. Quel marchese così borioso, il quale, specialmente
+dopo il duello con Gasparo, l&#8217;aveva
+a morte coi Rialdi, quel marchese aveva adesso
+la bell&#8217;idea di girar con lui per la piazza San
+Marco, il ritrovo dei curiosi e dei fannulloni?
+E non si poteva mica piantarlo in asso da un
+momento all&#8217;altro!</p>
+
+<p>Dagli argomenti privati l&#8217;ufficiale passò a parlare
+degli argomenti pubblici, di quella maledetta
+politica che si cacciava dappertutto. Gli
+Italiani erano matti, il Papa era <i>ein Dummkopf</i>,
+uno sciocco che agitava la miccia accesa vicino
+a una polveriera; quel <i>grosser Kerl</i> del Borbone
+aveva avuto torto di cedere alle grida di quattro
+fanatici, ma si poteva esser sicuri che alla
+prima opportunità egli avrebbe saputo accomodar
+le cose per benino; Carlo Alberto, quello
+lì era <i>ein Schwärmer</i>, un sognatore, un entusiasta,
+ora carbonaro, ora sanfedista.... non si sapeva
+mai. A ogni modo, Metternich aveva giudizio
+per tutti.... E in quanto ai facinorosi Lombardo-Veneti
+bisognava dar degli esempi, e si
+sarebbero dati; stesse tranquillo il signor conte
+che si sarebbero dati: già egli poteva dire con
+fondamento che il decreto per introdurre il giudizio<span class="pagenum"><a name="Page_229" id="Page_229">[229]</a></span>
+statario era sul punto di esser sottoposto
+alla firma di S. M. Allora, in una quindicina di
+giorni, tutto questo baccano sarebbe finito....
+<i>Ja, gnädiger Herr Graf, so ist es....</i> così è....</p>
+
+<p>A questo punto il marchese offerse un sigaro
+al suo interlocutore. Bravo! Al povero conte
+Luca non mancava altro che di farsi vedere a
+fumare dopo la proibizione assoluta di quei signori
+del Governo clandestino! Per buona ventura
+il conte non fumava mai, ed ebbe un&#8217;ottima
+ragione per rifiutar l&#8217;offerta.</p>
+
+<p>Il marchese sorrise.&mdash;<i>Sie haben nie geraucht?</i>
+mai fumato? <i>Wirklich so?...</i> Proprio?</p>
+
+<p>&mdash;Proprio, proprio... mai fumato&mdash;rispose
+il conte Luca.</p>
+
+<p>E parendogli di poter finalmente accommiatarsi
+senza increanza, disse al signor capitano
+ch&#8217;era atteso in un luogo e doveva lasciarlo.</p>
+
+<p>&mdash;<i>Auf Wiedersehen, Herr Graf...</i> a rivederci...
+<i>Meine Complimenten den gnädigen Frauen, bitte....</i>
+prego miei complimenti alle signore,&mdash;gridò
+l&#8217;espansivo marchese stringendo forte la mano
+del conte Luca.</p>
+
+<p>E raggiunse il crocchio degli amici a cui raccontò
+ridendo che <i>der Herr Appellationsrath</i>, con
+quella pillola del giudizio statario in corpo, non
+doveva dormir certamente per tutta la notte.
+Del resto, egli aveva fermato il conte Rialdi
+all&#8217;unico scopo di recargli un po&#8217; di molestia e
+di sforzarlo a passeggiar di pieno giorno in
+piazza San Marco con un <i>K. K. Offizier</i>. Che
+se <i>Herr Graf</i> doveva per questa ragione soffrir<span class="pagenum"><a name="Page_230" id="Page_230">[230]</a></span>
+qualche sfregio dagli <i>italianissimi</i>, egli ne avrebbe
+avuto molto piacere.</p>
+
+<p>Il conte Rialdi uscì dalla piazza senza nemmeno
+alzar gli occhi. Non vedendo nessuno gli
+pareva che nessuno dovesse veder lui.</p>
+
+<p>Invece prima di sera gli capitò a casa un bigliettino
+concepito a un dipresso in questi termini:</p>
+
+<div class="blockquot"><p>«Signor consigliere.&mdash;Se non foste padre
+di un eccellente patriotta, vi si darebbe oggi
+una buona lezione. Il Comitato si limita per
+questa volta a un amichevole avvertimento. Non
+è più lecito a un italiano di mostrarsi coi militari
+austriaci, fatta eccezione pegli ufficiali di
+marina che sono dei nostri. Austriaci e italiani
+non si devono ormai incontrare che sulle barricate
+o sul campo di battaglia. Abbiate dunque
+prudenza e moderate il vostro zelo di servitore
+fedelissimo di S. M.</p>
+
+<p class="right">
+«<i>Il Comitato.</i>»<br />
+</p>
+</div>
+
+<p>Se il povero consigliere viveva sempre in angustie
+e aveva perduto il sonno e la fame non
+si poteva dargli poi tutti i torti. Compromesso
+coi liberali pe&#8217; suoi sentimenti di fedeltà, compromesso
+col Governo per cagion del figlio che
+un dì o l&#8217;altro doveva passar un cattivo quarto
+d&#8217;ora, egli aveva per soprammercato da invigilar
+sulla pazzia della moglie alla quale era venuto
+il ticchio di far la patriotta ardente anche lei,
+e di trinciar di politica con le femminette che
+venivano a visitarla ne&#8217; suoi martedì.<span class="pagenum"><a name="Page_231" id="Page_231">[231]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Donna senza giudizio!&mdash;le diceva il marito.&mdash;Non
+la volete finire? Non lo sapete che
+c&#8217;è qualche signora che non vien più da voi per
+non sentir certi discorsi?... E cosa son questi
+colori sul vestito?... Via subito quel nastro.</p>
+
+<p>&mdash;Oh,&mdash;rispondeva la contessa Zanze.&mdash;Voi
+sareste capace di aver paura anche se vi
+portassero in tavola un piatto d&#8217;indivia mista
+col radicchio rosso!</p>
+
+<p>&mdash;E voi non avete sale in zucca.... Vi pare
+che siano momenti da scherzare, questi? Ci tenete
+proprio ad andar in prigione per il bel
+gusto di dir tutto quello che vi passa per la
+testa e d&#8217;abbigliarvi come un arlecchino? Vergogna!
+Alla vostra età!</p>
+
+<p>&mdash;Oh! L&#8217;età....</p>
+
+<p>&mdash;Sì; e con l&#8217;allegrie che ci sono in casa....
+Con la figlia e la nipote da mantenere!... Che
+se, Dio scampi e liberi, io perdessi l&#8217;impiego,
+sarebbero quei signori del Comitato che vi darebbero
+da pranzo! Pregate piuttosto a mani
+giunte il Signore che non ci faccia capitar qualche
+brutta notizia da Gasparo che sarà un
+brav&#8217;uomo, non dico, ma è un cervello esaltato....
+e se riescono a coglierlo in fallo....</p>
+
+<p>&mdash;Voi non sapete preveder che disgrazie.</p>
+
+<p>&mdash;E voi avete una benda agli occhi.... Se il
+Comitato dice che mio figlio è un eccellente
+patriotta, è segno che ne hanno le prove. Mi
+spiego?</p>
+
+<p>&mdash;Sicuro che le avranno. O che lo credete
+un austriacante del vostro stampo?<span class="pagenum"><a name="Page_232" id="Page_232">[232]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Zitto, disgraziata... Dovreste gridarlo dalla
+finestra queste cose! Non vi ricordate dei Bandiera?</p>
+
+<p>&mdash;Altri tempi, altri tempi. Adesso quelli che
+sono al Governo si sentono mancar la terra
+sotto i piedi e devono far i conti col popolo.</p>
+
+<p>&mdash;Ma che popolo? Vorrei vederli, alla prima
+cannonata, questi strilloni, questi ragazzacci
+che, in omaggio alla libertà, fischiano un galantuomo
+che si permetta d&#8217;aver un sigaro in
+bocca. Bella libertà! Non parlo per me che non
+fumo.... Ma io vi dico che mi par d&#8217;essere in un
+manicomio e che questo baccano va a finire in
+tragedia.... oh se va a finire!... Mi spiego?</p>
+
+<p>E invero le Autorità, vinte le prime titubanze,
+accennavano a voler far sul serio anche
+a Venezia. Sin dal 18 gennaio la Polizia aveva
+tratti in arresto il Manin e il Tommaseo come
+quelli che capitanavano la cosidetta <i>agitazione
+legale</i>; il 22 febbraio fu promulgato il giudizio
+statario, del quale il marchese Geisenburg
+aveva dato al conte Rialdi l&#8217;annunzio alquanto
+precoce. Tuttavia gli animi non si quetavano e
+gli avvenimenti parevano fatti apposta per rincorare
+i timidi, per imbaldanzire gli audaci. La
+proclamazione della Repubblica in Francia,
+come tutto ciò che succede in quel paese singolare,
+aveva un immenso rimbombo in Europa;
+di lì a poco Carlo Alberto accordava lo Statuto
+promesso, e infine la notizia della rivoluzione
+di Vienna era l&#8217;ultima scintilla che faceva divampare
+l&#8217;incendio. Il 17 marzo i prigionieri<span class="pagenum"><a name="Page_233" id="Page_233">[233]</a></span>
+politici, liberati dal carcere, eran portati in
+trionfo sulle braccia del popolo, i colori nazionali
+apparivano agli occhielli degli abiti nella
+piccola ma provocante coccarda, una bandiera
+bianca, rossa e verde era issata sopra una delle
+antenne della piazza S. Marco. Nel 18, maggiore
+la folla, più insistenti le grida, più risoluti,
+più feroci gli animi. La truppa, accolta a
+fischi e a sassate, perde la pazienza e fa fuoco;
+ci sono morti e feriti; sembra imminente una
+lotta sanguinosa per le strade della città. Ma
+il governatore civile e il comandante la guarnigione
+eran timidi, fiacchi, benevoli forse a
+Venezia ove avevan lungamente vissuto; pieni
+di energia, d&#8217;entusiasmo, di fede erano invece
+gli uomini postisi in quei giorni memorabili a
+capo del popolo. Si chiede e si ottiene, col
+pretesto di mantenere la sicurezza pubblica,
+l&#8217;istituzione della guardia civica; dai fondaci
+dei rigattieri escono vecchie spade irrugginite,
+e fucili a pietra, e alabarde spuntate; escono
+dalle cucine i coltellacci e gli spiedi, e i nuovi
+militi bizzarramente vestiti e tutti con una
+sciarpa bianca a tracolla corrono come a festa
+le vie, e distribuiti in pattuglie fanno la notte
+il servizio di ronda. È il primo atto d&#8217;un&#8217;epopea?
+È l&#8217;ultima scena d&#8217;una farsa? Chi lo sa?
+Quali sono in quella folla gli eroi veri e quali
+gli eroi da teatro? Chi lo sa? Sono confusi insieme
+e non si potranno distinguere che al momento
+della prova.</p>
+
+<p>Certo non si rischia molto assicurando fin<span class="pagenum"><a name="Page_234" id="Page_234">[234]</a></span>
+d&#8217;ora che non è un eroe un nostro vecchio conoscente,
+il signor Oreste, comandante di una
+di quelle strane pattuglie nella notte tra il 21
+ed il 22 marzo. Il signor Oreste, ch&#8217;è padrone
+d&#8217;una delle principali osterie in Cannaregio e
+che ha la sua buona dose di vanità, non ha potuto
+esimersi dal prestar l&#8217;opera sua alla patria
+in momenti tanto solenni, ma egli vuol conciliare
+i doveri di cittadino coi dettami della prudenza,
+e guidando il suo manipolo di prodi attraverso
+il dedalo inestricabile delle <i>callette</i> veneziane,
+pone ogni studio nell&#8217;evitar <i>cattivi incontri</i>.</p>
+
+<p>&mdash;Non si passa per i Gesuiti?&mdash;domanda un
+gregario, non so bene se coraggioso o malizioso.</p>
+
+<p>&mdash;Ohibò&mdash;risponde il signor Oreste.&mdash;Perchè
+si dovrebbe passarci?</p>
+
+<p>&mdash;Così, per veder quello che fanno quei <i>patatuchi</i>
+del reggimento Kinsky che son lì consegnati
+in caserma.</p>
+
+<p>&mdash;Bel gusto.... Se venissero fuori?...</p>
+
+<p>&mdash;Si spara il nostro colpo di fucile e si dà
+l&#8217;allarme.</p>
+
+<p>&mdash;Provocazioni inutili.... Noi siamo in giro
+per la sicurezza della città e nient&#8217;altro....</p>
+
+<p>&mdash;Uhm... Senza un po&#8217; di sangue non la si
+finisce&mdash;ripigliò il milite battagliero.</p>
+
+<p>&mdash;Insomma&mdash;grida il signor Oreste con piglio
+autoritario&mdash;qui il capo son io. Pei Gesuiti
+non ci si passa. Si va fino a S. Giovanni
+Grisostomo, poi si torna indietro e ci si ferma
+a bere un mezzo boccale da me.<span class="pagenum"><a name="Page_235" id="Page_235">[235]</a></span></p>
+
+<p>Questa proposta raccoglie tutti i suffragi, e
+la pattuglia riprende in silenzio le sue perlustrazioni.</p>
+
+<p>&mdash;Là c&#8217;è una figura sospetta&mdash;esclama a
+un tratto il comandante segnando all&#8217;imboccatura
+d&#8217;una calle un individuo che veniva avanti
+con passo incerto.&mdash;Chi va là?</p>
+
+<p>L&#8217;individuo borbotta qualche parola incomprensibile
+che sembra aver una parentela lontana
+con una bestemmia.</p>
+
+<p>&mdash;Bisogna vedere&mdash;soggiunge il signor
+Oreste rivolgendosi ai militi.</p>
+
+<p>E seguìto da loro s&#8217;avvicina al misterioso personaggio,
+nel quale, con sua grande maraviglia, riconosce
+nientemeno che il conte Leonardo Bollati.</p>
+
+<p>&mdash;Oh! Eccellenza&mdash;balbetta l&#8217;ex cuoco con
+un resto d&#8217;ossequio.</p>
+
+<p>&mdash;To&#8217;, to&#8217;&mdash;dice il conte strascicando le
+parole.&mdash;Siete voi... bel mobile?... Anche voi
+in ma...a...schera?... Mi gira la testa.... Già...
+già che siete qui... accompagnatemi fino al...
+palazzo.... È vi... vicino....</p>
+
+<p>Il signor Oreste non può negare un sì piccolo
+servigio al suo antico padrone.</p>
+
+<p>&mdash;Ce n&#8217;avete... fatte di grosse... voi...&mdash;continua
+Sua Eccellenza appoggiandosi al braccio di
+quel furfante arricchitosi a spese della sua famiglia.</p>
+
+<p>Il signor Oreste avrebbe voluto dire che anch&#8217;egli
+era stato sacrificato non riscotendo un
+centesimo dei suoi crediti, ma s&#8217;era ormai giunti
+al portone del palazzo.<span class="pagenum"><a name="Page_236" id="Page_236">[236]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Lo sapete che... che il palazzo appartiene
+a...adesso a un Lo...ord inglese?</p>
+
+<p>&mdash;Pur troppo, Eccellenza.... Ma!</p>
+
+<p>&mdash;Nie...ente paura!... Ho tre camere... in...
+a...alto e... e m&#8217;han lasciato... a...anche la
+chia...a...ve.</p>
+
+<p>Il signor Oreste aiutò il conte a introdurre
+questa famosa chiave nella toppa; poi disse:</p>
+
+<p>&mdash;Lustrissimo, buona notte....</p>
+
+<p>&mdash;Buo...o...na notte.... O che co...o...sa gridano?</p>
+
+<p>Pel vicino Canalazzo passava una gondola e
+il barcaiuolo con voce sonora gridava:&mdash;Viva
+San Marco!</p>
+
+<p>&mdash;Gridano:&mdash;Viva San Marco!</p>
+
+<p>&mdash;Vi...va San Ma...a...rco?&mdash;ripetè a mezza
+voce Leonardo fermo sulla soglia.&mdash;To...o...rna
+la Serenissima?</p>
+
+<p>&mdash;Chi può dir nulla?... Se ne vedono tante....
+Buona notte, signor conte.</p>
+
+<p>E la pattuglia si ritirò.</p>
+
+<p>Noi non vorremmo affermare che quel grido
+di <i>Viva San Marco</i> non facesse nessun effetto
+a Leonardo Bollati, che nessuna fibra si scotesse
+in lui all&#8217;idea di veder risorger l&#8217;antica
+Repubblica, a pro della quale i suoi padri, per
+tante generazioni, avevano versato il sangue e
+speso l&#8217;ingegno. Ma l&#8217;impressione, come accade
+a chi s&#8217;è disavvezzato dal pensare e dal sentir
+fortemente, non fu che passeggera; egli aveva
+ben altro pel capo che la risurrezione della Repubblica;
+aveva bevuto troppo, era stanco,<span class="pagenum"><a name="Page_237" id="Page_237">[237]</a></span>
+aveva un sonno, un sonno! Si strascinò su dei
+suoi centoquindici scalini, chè non ce ne volevano
+meno per arrivare dov&#8217;egli abitava, e si
+mise a letto.</p>
+
+<p>Il giorno dopo Leonardo non s&#8217;alzò che tardissimo.
+Affacciandosi a un <a name="tn237" id="tn237"></a><ins class="correction" title="orginale: finestino">finestrino</ins> che dava
+sul Canal grande vide un movimento, un&#8217;animazione
+maggior dell&#8217;usato, sentì più insistente
+il grido che l&#8217;aveva colpito la notte prima:
+<i>Viva San Marco!</i> E altri gridi insieme con questo:
+<i>Viva Pio IX! Viva Manin! Viva la libertà!</i>
+Inoltre dalle frasi scambiate tra la gente che
+curiosava sulle <i>rive</i> o ai <i>traghetti</i> capì che gravi
+fatti erano successi e fatti non meno gravi si
+preparavano.</p>
+
+<p>&mdash;Gli arsenalotti gli hanno fatto la festa?</p>
+
+<p>&mdash;Al colonnello Marinovich? Sicuro.... Gli
+sta bene a quel cane. Li trattava da bestie.</p>
+
+<p>&mdash;E com&#8217;è andata?</p>
+
+<p>&mdash;Ma! Chi la racconta in un modo e chi in
+un altro. La mia però è storia genuina perchè
+la so da mia cognata che è sorella di un arsenalotto.
+Fatto si è che appena Marinovich s&#8217;è
+presentato all&#8217;arsenale questa mattina, gli operai,
+che non se l&#8217;aspettavano dopo le minaccie
+di ieri, gli si strinsero attorno con urli, fischi, imprecazioni.
+Lui tira fuori la spada e si fa
+largo un momento.... Ma quelli s&#8217;inviperiscono di
+più e gli danno addosso di nuovo. Vista la male
+parata, il colonnello cerca di fuggire, trova
+aperta la porta di una delle torri vicine all&#8217;ingresso,
+sale per la scala, ma i suoi inseguitori<span class="pagenum"><a name="Page_238" id="Page_238">[238]</a></span>
+gli sono alle calcagna, un calafato gli pianta
+nella schiena la sua trivella, e felice notte.</p>
+
+<p>Di lì a poco si sente un&#8217;altra gran novità.</p>
+
+<p>&mdash;L&#8217;arsenale è nostro.</p>
+
+<p>&mdash;Come? Come?</p>
+
+<p>&mdash;Se n&#8217;è impadronito Manin.</p>
+
+<p>&mdash;Senza combattimento?</p>
+
+<p>&mdash;Avevan mandato un battaglione di fanteria
+marina per riprenderlo, ma le guardie civiche
+che c&#8217;eran dentro dissero: <i>marameo!</i>&mdash;<i>Fuoco!</i>
+ordina il comandante del battaglione,
+un tedesco. I soldati che son dei nostri, non
+gli badano neanche e un ufficiale, nostro veneto
+anche lui, esce dai ranghi e grida: <i>Giù le armi</i>.
+Il tedesco va in furia e si slancia sull&#8217;ufficiale....</p>
+
+<p>&mdash;Oh diavolo.... E come va a finire?</p>
+
+<p>&mdash;Si battono da disperati. Ma un sergente di
+marina la termina lui e getta a terra il tedesco.</p>
+
+<p>&mdash;Morto?</p>
+
+<p>&mdash;No, no; pare che l&#8217;abbian risparmiato....
+Se lo ammazzavano era meglio.</p>
+
+<p>&mdash;Perchè! Hanno ammazzato il Marinovich
+stamattina. Basta uno.</p>
+
+<p>&mdash;Ce ne vuol altro che uno.... Insomma i
+soldati si confondono con le guardie civiche, si
+mettono la loro brava coccarda sul petto e gridan
+tutti insieme: Viva l&#8217;Italia!</p>
+
+<p>&mdash;Viva la nostra marina!</p>
+
+<p>E ormai le notizie si succedono con una rapidità
+straordinaria.<span class="pagenum"><a name="Page_239" id="Page_239">[239]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Anche i granatieri han fatto lega col popolo.</p>
+
+<p>&mdash;I cannoni della Gran guardia che eran carichi
+a mitraglia sono in potere della guardia
+civica.</p>
+
+<p>&mdash;Venti, trenta, quarantamila fucili son distribuiti
+fra i cittadini.</p>
+
+<p>&mdash;Il palazzo del governo è nelle nostre
+mani.</p>
+
+<p>&mdash;Il podestà Correr è andato da Palffy a
+intimargli la resa.</p>
+
+<p>&mdash;Solo?</p>
+
+<p>&mdash;No, con altri tre o quattro.</p>
+
+<p>Passa un&#8217;ora, si sparge la voce che ci siano
+delle difficoltà, che il governatore non voglia
+cedere, che il comandante di piazza voglia far
+bombardare la città.</p>
+
+<p>&mdash;Alle barricate&mdash;grida qualcheduno.</p>
+
+<p>&mdash;Alle campane. Morte all&#8217;Austria!</p>
+
+<p>Da qualche finestra si ritira la bandiera tricolore;
+sul tetto del palazzo Bollati viene issato
+per prudenza il vessillo britannico.</p>
+
+<p>Ma prima di sera ogni dubbio era tolto; la
+capitolazione era firmata; era proclamata la
+Repubblica.</p>
+
+<p>Ormai il tricolore sventolava da tutte le
+case; l&#8217;entusiasmo brillava su tutti i volti;
+da tutti i petti irrompevano le grida <i>Viva
+San Marco! Viva Pio IX! Viva l&#8217;Italia! Viva
+Manin!</i></p>
+
+<p>Leonardo Bollati era rimasto quasi sempre
+immobile alla finestra. Sporgendo la testa fuori<span class="pagenum"><a name="Page_240" id="Page_240">[240]</a></span>
+del davanzale, egli vedeva sotto di sè nel terrazzo
+del primo piano la famiglia del <i>lord</i> che,
+insieme con altri connazionali, godeva, come di
+uno spettacolo, di quella rivoluzione pacifica. E
+la famiglia del lord, di tratto in tratto, levava
+gli occhi e vedeva lui, <i>the scion of the Doges</i>, il
+discendente dei dogi, e lo mostrava agli ospiti,
+appollaiato lì in alto, sotto la grondaia, come
+una civetta. Quando le grida di <i>Viva San Marco</i>
+si fecero più romorose e più generali, gli Inglesi
+si misero a guardare in su con una curiosità
+più indiscreta. Pareva volessero indovinar
+i pensieri di lui, <i>the scion of the Doges</i>, in
+quel momento solenne. E se il popolo fosse venuto
+a prenderlo nella sua soffitta, e a ricondurlo
+nel primo appartamento, cacciandone gli
+estranei che l&#8217;occupavano? Una figliuola del
+lord, molto romantica, molto <i>byroniana</i>, diceva
+che sarebbe stata una scena drammaticissima
+e ch&#8217;ella si sarebbe stimata felice d&#8217;assistervi
+anche dovendo esserne la vittima. Ma l&#8217;austero
+genitore, il quale non voleva che si scherzasse
+sopra tali argomenti, le diede sulla voce:&mdash;<i>Keep
+your tongue, you silly thing</i>. Tacete, scioccherella.
+Ormai il palazzo è da considerarsi
+come parte del territorio <i>of our most gracious
+Queen</i>, della nostra graziosissima Regina, e guai
+a chi lo tocca.</p>
+
+<p>Il nobile lord poteva mettere il suo cuore in
+pace. In quel giorno 22 marzo 1848 i Veneziani
+non si rammentavano nemmeno dell&#8217;esistenza
+del conte Leonardo Bollati. E se, per una combinazione<span class="pagenum"><a name="Page_241" id="Page_241">[241]</a></span>
+fortuita, l&#8217;uomo acclamato dal popolo
+portava il nome medesimo dell&#8217;ultimo Doge
+della Repubblica, non toccava ai nipoti degli
+antichi patrizii di regger le sorti di Venezia
+durante i diciasette mesi di lotta sfortunata,
+ma gloriosa, contro lo straniero.<span class="pagenum"><a name="Page_242" id="Page_242">[242]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="XXII" id="XXII"></a>XXII.</h2>
+
+
+<p>Di lì a tre o quattro giorni arrivava a Venezia
+Gasparo Rialdi. Arrivava da Pola insieme
+con qualche altro ufficiale di marina, sopra un
+piccolo legno, e dopo esser sfuggito non senza
+fatica agl&#8217;incrociatori austriaci. La gioia di trovar
+la patria libera, di poter combattere per
+una causa santa era amareggiata a quei generosi
+dal non esser riusciti a farsi seguire da
+tutta la flotta. Alle prime voci di rivoluzione,
+essi dicevano, s&#8217;era manifestato un vivo fermento
+negli equipaggi e in gran parte degli ufficiali
+ch&#8217;erano italiani di sangue e di pensieri. I più
+arditi, tra cui il Rialdi, sostenevano doversi
+salpar subito per Venezia, per partecipare alla
+lotta, se l&#8217;esito era ancora incerto, per recare
+al nuovo ordine di cose il sussidio d&#8217;una forza
+disciplinata, se la battaglia era vinta. Ma la
+maggioranza fu d&#8217;altro parere. Non bisognava
+precipitare, bisognava aver ragguagli più esatti;<span class="pagenum"><a name="Page_243" id="Page_243">[243]</a></span>
+forse erano rumori sparsi ad arte; era impossibile
+che i compagni i quali si trovavano a
+Venezia non mandassero qualche avviso, che un
+Governo nazionale il quale per avventura si
+fosse stabilito colà non desse notizia di sè. Il
+consiglio di chi voleva gl&#8217;indugi prevalse. E
+intanto a Venezia si commetteva un primo, fatalissimo
+errore. Le lettere di richiamo per la
+flotta erano affidate al capitano del vapore del
+Lloyd che riconduceva il governatore Palffy, e
+quel capitano, o spontaneo, o costretto, dirigendosi
+a Trieste anzichè a Pola, consegnava il
+dispaccio alle Autorità austriache, le quali furono
+in tempo di prender le disposizioni necessarie
+a scongiurare un avvenimento forse più
+grave per la monarchia che la perdita d&#8217;una
+provincia. Rimaneva un partito. Alzare audacemente
+il vessillo della rivolta, passar sotto i
+cannoni del porto, aprirsi a ogni costo il varco
+per Venezia. Questo avevano suggerito, a questo
+s&#8217;erano dichiarati pronti Gasparo Rialdi e
+pochi animosi suoi pari. Ma molti indietreggiarono
+all&#8217;idea dell&#8217;aperta ribellione; si sentivano
+legati dal giuramento, dall&#8217;onor militare; non
+osavano intraprendere, contro la volontà espressa
+dei capi, ciò che avrebbero osato quando i capi,
+colti dal panico, avevano smesso di comandare.
+A forza di titubanze si lasciò passare il momento
+propizio e parve follia il tentare quello
+che prima sarebbe stato agevole il compiere. Il
+Rialdi e quattro o cinque amici partirono soli;
+gli altri, fremendo, morsero il freno. Venezia<span class="pagenum"><a name="Page_244" id="Page_244">[244]</a></span>
+non ebbe nel 1848 una flotta, e chi può dire
+che il non averla avuta non abbia ritardato di
+dieci anni la redenzione d&#8217;Italia?</p>
+
+<p>Comunque sia, quando il giovane ufficiale
+giunse in patria, ben pochi s&#8217;erano accorti di
+aver perduta, senza combattere, una prima
+battaglia. Il paese era nella luna di miele della
+libertà; i fatti interni e le notizie dal di fuori
+mantenevano gli animi in uno stato d&#8217;ebbrezza
+gioconda; le voci più strane, pur che conformi
+al desiderio, erano accolte come verità incontestabili.
+I Milanesi, vincitori nelle loro cinque
+eroiche giornate, avevano chiuso Radetzky in
+una gabbia di ferro; Carlo Alberto era già col
+suo esercito sotto Verona, ove si trattava della
+formalità della capitolazione; cinquantamila papalini,
+benedetti da Pio IX, avevano passato il
+Po; dietro a loro venivano cinquantamila napoletani,
+ch&#8217;eran soldati di quelli coi fiocchi,
+diceva la gente, come se li avesse visti alla
+prova. S&#8217;affermava inoltre che non c&#8217;erano più
+neanche due reggimenti austriaci in tutto il
+Lombardo-Veneto, locchè rendeva alquanto difficile
+di capire con chi se la sarebbero presa i
+formidabili eserciti che pullulavano da ogni parte,
+ma gli spacconi non si confondevano per così
+poco. Quando una nuova, data per certa la mattina,
+era smentita la sera&mdash;Bah!&mdash;si diceva
+stringendosi nelle spalle.&mdash;Quello che non è
+vero oggi, sarà vero domani.&mdash;Che se alcuno
+si permetteva esprimere un dubbio, gli si dava
+addosso come a uccello di malaugurio.<span class="pagenum"><a name="Page_245" id="Page_245">[245]</a></span></p>
+
+<p>Non che si trascurasse d&#8217;armarsi, che si esitasse
+a sottomettersi a qualunque sacrifizio, oh
+no. Anzi la contraddizione era questa, che si
+chiedevano e si accettavano lietamente i sacrifizi
+per una causa la quale, a sentir le chiacchiere
+della piazza, pareva non doverne aver
+più bisogno. Senonchè, alla gioia più legittima,
+agli entusiasmi più santi, all&#8217;abnegazione più
+pura nuoceva un non so che di sguaiato e melodrammatico
+nelle foggie, nel linguaggio, nelle
+consuetudini romorose della vita cittadina. Gran
+bandiere, gran musiche, gran sciupìo di versi,
+gran mostra di <i>crociati</i> che parevan coristi, di
+<i>lions</i> che manifestavano i loro sentimenti vestendosi
+da tenori, gran sfoggio di pennacchi
+nei cappelli, di colori sugli abiti.</p>
+
+<p>A Gasparo Rialdi questo carnovale dispiacque;
+tuttavia egli tenne per sè le proprie impressioni
+e non pensò che a mettersi agli ordini del Governo.
+Offertogli di attendere all&#8217;armamento
+della flotta minuscola rimasta dentro l&#8217;Arsenale,
+egli accettò subito l&#8217;incarico, deliberato però
+ad arruolarsi più tardi nell&#8217;esercito di terra, se,
+com&#8217;egli temeva, non c&#8217;era da far nulla sul
+mare. Naturalmente, durante il suo soggiorno
+a Venezia, egli abitava presso la famiglia, da
+lui non più riveduta dopo il disgraziato matrimonio
+della sorella.</p>
+
+<p>Il 22 marzo aveva mutato di nuovo le relazioni
+reciproche dei coniugi Rialdi che sembravano
+destinati a essere, l&#8217;uno verso l&#8217;altro, nella
+condizione di due che si trovano sull&#8217;altalena.<span class="pagenum"><a name="Page_246" id="Page_246">[246]</a></span></p>
+
+<p>Adesso la contessa Zanze era tornata in alto;
+il conte Luca era ricaduto al basso. Egli conservava
+il suo posto di consigliere d&#8217;appello,
+ma la moglie gli diceva sempre che se non lo
+avevano destituito era per un riguardo a lei e
+a Gasparo. E si rifaceva delle umiliazioni sofferte
+negli ultimi tempi:</p>
+
+<p>&mdash;Non mi darete più della visionaria, spero?
+Chi aveva ragione di noi due, eh?... Dove sono
+i vostri tedeschi?... Quanto pagherei a sapere
+dove ha portato la sua pancia quel prepotente
+del Geisenburg! Ah se avesse fermato me invece
+che voi, quel giorno in piazza San Marco,
+avrebbe trovato pane per i suoi denti.... Ma
+voi, Dio ve lo perdoni, siete un coniglio....</p>
+
+<p>Il conte Luca, che ormai viveva in uno stato
+d&#8217;orgasmo continuo, sbuffava ma non reagiva
+contro le tirate della moglie. Tutt&#8217;al più, in un
+tuono che voleva esser di comando ed era invece
+di preghiera, insisteva perchè tacesse:</p>
+
+<p>&mdash;Che donna, santo Iddio! Non sapete star
+zitta un minuto. Se ne sono andati i Tedeschi?
+E voi lasciateli in pace.</p>
+
+<p>Era difficile confessarlo, ma il conte Luca
+aveva paura dei vecchi padroni. I nuovi potevano
+fargli del male subito, i vecchi potevano
+fargliene più tardi.... se tornavano. E il conte
+Luca, senza dirlo a nessuno, senza dirlo ad alta
+voce nemmeno a sè stesso, non sapeva persuadersi
+che non dovessero tornare. Intanto s&#8217;acconciava
+all&#8217;inevitabile. Teneva anche lui la sua
+coccarda tricolore all&#8217;occhiello, faceva di gran<span class="pagenum"><a name="Page_247" id="Page_247">[247]</a></span>
+salamelecchi ai personaggi in carica, ed era
+pieno d&#8217;indulgenza pegli impiegati subalterni
+che non andavano all&#8217;ufficio con la scusa di
+dover montare la guardia.</p>
+
+<p>Slanciata nella fiumana del patriottismo chiassoso,
+la contessa Zanze era sempre in faccende
+e lasciava la cura delle cose domestiche a Fortunata,
+la quale, poverina, non aspirava minimamente
+a mettersi in mostra. S&#8217;occupava della
+casa, della bimba, faceva una scappata quasi
+ogni giorno fino al palazzo Bollati per aver notizie
+di Leonardo, per vederlo se era possibile,
+e la sera preparava filaccia per i feriti.</p>
+
+<p>Gasparo che, venendo a Venezia, sapeva già
+di trovarla in famiglia, non s&#8217;era presa l&#8217;ingenerosa
+soddisfazione di rammentarle le sue parole
+di quattr&#8217;anni addietro, ma abbracciatala
+con benevolenza, le aveva chiesto subito della
+piccina.</p>
+
+<p>&mdash;Dorme.... vuoi vederla lo stesso?</p>
+
+<p>&mdash;Perchè no?</p>
+
+<p>Margherita riposava tranquillamente nella sua
+cuna, con uno dei suoi braccetti nudi piegato
+sotto la testa, con una puppattola al fianco.</p>
+
+<p>&mdash;Quella puppattola è il suo grande amore,&mdash;disse
+sorridendo Fortunata;&mdash;la chiama
+Lilì e non se ne vuol staccar mai.</p>
+
+<p>Margherita aveva allora tre anni ed era una
+bella bimba, quantunque fosse lecito dubitare
+se sarebbe stata anche una bella donna, tanto
+più che la contessa Zanze ripeteva sempre:&mdash;Fortunata
+era tal quale.<span class="pagenum"><a name="Page_248" id="Page_248">[248]</a></span></p>
+
+<p>Fatto si è che ell&#8217;era bianca e rosea, aveva
+lineamenti regolari, capelli biondi e finissimi, e
+nel viso un&#8217;espressione dolce, affettuosa che
+rammentava l&#8217;espressione materna. Era forse
+l&#8217;unica somiglianza che ci fosse tra madre e
+figliuola.</p>
+
+<p>&mdash;È carina assai,&mdash;disse Gasparo.</p>
+
+<p>&mdash;Non è vero?&mdash;soggiunse Fortunata tra
+orgogliosa e commossa.&mdash;È buona come un
+angelo, docile, intelligente....&mdash;Poi sospirò a
+voce bassa:&mdash;Povera creatura!</p>
+
+<p>Gasparo, che non aveva staccato gli occhi
+dalla dormente, a quell&#8217;esclamazione della sorella:&mdash;Povera
+creatura!&mdash;sentì qualche cosa
+che rispondeva nel suo cuore. Povera creatura
+davvero! Con quel nome che anni addietro sarebbe
+stato una forza e oggi era una debolezza,
+quasi una colpa! Con quel padre di cui ella
+non avrebbe potuto ignorar sempre le turpitudini!
+Povera creatura! Chi sa che sorte l&#8217;era
+destinata? Chi avrebbe guidato i suoi passi sul
+sentiero della vita? Chi l&#8217;avrebbe protetta contro
+la miseria, contro le tentazioni? Certo la
+madre sarebbe stata pronta a darle il suo sangue,
+ma che valida difesa poteva esser la misera
+Fortunata ch&#8217;era inetta a difender sè
+stessa, che forse era ancora sotto il fascino
+dell&#8217;ignobile marito?</p>
+
+<p>Di mano in mano che tali pensieri sorgevano
+nell&#8217;animo di Gasparo, egli sentiva anche nascere
+dentro di sè una tenerezza singolare per
+questa bambina, sentiva nascere un desiderio<span class="pagenum"><a name="Page_249" id="Page_249">[249]</a></span>
+intenso di vigilare su lei, di tutelarla contro
+l&#8217;insidie d&#8217;un mondo nel quale ella entrava sotto
+auspicî sì tristi. Pur non disse nulla, e rivolgendosi
+a Fortunata che piangeva in silenzio, si
+limitò a susurrarle:&mdash;Coraggio!</p>
+
+<p>Il primo giorno Margherita stentò alquanto
+ad addomesticarsi con lo zio, ma il dì appresso
+Gasparo, tornando dall&#8217;arsenale, si presentò
+alla nipote con un involto misterioso sfidandola
+a indovinare ciò che vi fosse contenuto. Margherita
+si fece rossa rossa in viso e, naturalmente,
+non indovinò nulla.</p>
+
+<p>Allora l&#8217;involto fu aperto e comparve una
+splendida bambola tutta nastri tricolori, la cui
+vista strappò alla fanciulla un grido d&#8217;ammirazione.</p>
+
+<p>&mdash;Oh!&mdash;disse Fortunata&mdash;lo zio t&#8217;ha portato
+una nuova <i>Lilì</i>!</p>
+
+<p>Il nome rimase e la bambola battezzata per
+<i>la nuova Lilì</i> strinse Margherita d&#8217;un nodo indissolubile
+allo zio Gasparo. Ogni volta ch&#8217;egli
+veniva a casa Margherita gli correva incontro
+festosa a mostrargli la nuova <i>Lilì</i>, il cui abbigliamento
+andava illeggiadrendosi e complicandosi
+sempre più per le ingegnose aggiunte che
+vi faceva Fortunata. Gasparo, prima ancora di
+spogliarsi della sua divisa e di depor la sua
+sciabola, prendeva in collo la nipote e la copriva
+di carezze e di baci, ma la nipote non
+era contenta s&#8217;egli non dava qualche bacio e
+qualche carezza anche alla bambola, sua indivisibile
+compagna. Intanto la vecchia <i>Lilì</i>, dimenticata<span class="pagenum"><a name="Page_250" id="Page_250">[250]</a></span>
+in un angolo, con la veste sdruscita,
+una gamba rotta, i fianchi squarciati e la stoppa
+che le usciva dalla pancia, esperimentava duramente
+l&#8217;ingratitudine umana.</p>
+
+<p>Eran circa due settimane dacchè Gasparo si
+trovava a Venezia quando Fortunata si fece
+animo a iniziar con lui un discorso scabroso che
+le stava da un pezzo sulla punta della lingua e
+ch&#8217;ella non sapeva mai risolversi a cominciare.</p>
+
+<p>&mdash;Gasparo&mdash;ella balbettò una sera dopo
+aver messo a letto la bimba&mdash;non t&#8217;ho ancora
+parlato di....</p>
+
+<p>&mdash;Di che cosa?&mdash;interruppe il giovane aggrottando
+le ciglia.</p>
+
+<p>&mdash;Non turbarti, non guardarmi in quel modo&mdash;esclamò
+Fortunata.&mdash;Mezz&#8217;ora fa eri così
+gaio, così sorridente con Margherita.... Io sentivo
+svanir la gran soggezione che ho di te....</p>
+
+<p>&mdash;Soggezione! Soggezione!&mdash;brontolò Gasparo.&mdash;Perchè
+devi averne?</p>
+
+<p>&mdash;Ho torto, lo so.... Sei tanto buono.... Fosti
+sempre tanto buono.... Ma che vuoi? Sono una
+femminetta senza spirito.... Basta un nulla a
+confondermi.</p>
+
+<p>&mdash;Via&mdash;soggiunse Gasparo raddolcendo la
+voce.&mdash;Di che cosa vuoi parlarmi?</p>
+
+<p>&mdash;Di... di Leonardo&mdash;disse Fortunata tutta
+tremante.</p>
+
+<p>&mdash;Me l&#8217;aspettavo.... Ebbene?... Non hai dovuto
+riconoscer tu stessa che t&#8217;era impossibile
+viver con lui?.... E quand&#8217;egli ha stancato una
+pazienza come la tua!...<span class="pagenum"><a name="Page_251" id="Page_251">[251]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;No, Gasparo... forse non ne ebbi abbastanza...
+o almeno... non ebbi tatto... non so
+far niente io... che disgrazia! che disgrazia!</p>
+
+<p>&mdash;Povera vittima!&mdash;esclamò l&#8217;ufficiale un
+po&#8217; irritato, un po&#8217; commosso.&mdash;Dovresti anche
+prendertela con te stessa! Quel miserabile che
+t&#8217;ha sedotta non per amore, ma per capriccio,
+che t&#8217;ha sposata non sotto l&#8217;impulso del dovere,
+ma sotto quello della paura, quel miserabile
+che non ha cuore nè per sua moglie, nè
+per sua figlia, che s&#8217;è mangiato tutto il suo,
+che è precipitato ruzzoloni di vizio in vizio, d&#8217;ignominia
+in ignominia, quel miserabile merita
+proprio che tu t&#8217;accusi per lui!</p>
+
+<p>&mdash;È vero... egli ha le sue colpe... ha molte
+colpe... non lo difendo, no... ma è anche molto
+da compiangere... e se io potessi....</p>
+
+<p>&mdash;Sicuro, se tu potessi dargli dell&#8217;altro danaro
+da scialar come prima fra le ballerine e
+le femmine da partito, tu saresti contenta come
+una Pasqua?</p>
+
+<p>&mdash;Gasparo, non è questo.... Io vorrei aiutarlo
+a togliersi da quell&#8217;ozio che è la sua rovina...
+vorrei aiutarlo a trovarsi una occupazione....</p>
+
+<p>&mdash;Un&#8217;occupazione? Lui? Lo credi uomo da
+occuparsi d&#8217;altro che... di quello di cui s&#8217;è occupato
+finora?</p>
+
+<p>&mdash;Forse sì.... Mi pare che ne senta anch&#8217;egli
+la necessità....</p>
+
+<p>&mdash;Che ne sai tu?</p>
+
+<p>&mdash;Lo vedo talvolta... oh, avrei forse dovuto
+piantarlo affatto, solo, infelice com&#8217;è?... Lo vedo,<span class="pagenum"><a name="Page_252" id="Page_252">[252]</a></span>
+l&#8217;ho visto ieri... era tranquillo, ragionevole....
+«Che vuoi ch&#8217;io faccia?» mi disse. E soggiunse...
+ma non arrabbiarti... stammi a sentire
+con calma.</p>
+
+<p>&mdash;Continua, in nome di Dio.... Son calmo,
+mi pare.</p>
+
+<p>&mdash;Soggiunse: «Adesso c&#8217;è qui tuo fratello
+che ha un posto importante, che è pieno di
+aderenze....»</p>
+
+<p>Gasparo non la lasciò finire.</p>
+
+<p>&mdash;E avrei da servirmene per dare un impiego
+a lui, a lui che non è atto a far nulla, che non
+merita nulla?... Tronchiamo questo discorso....
+O piuttosto&mdash;egli ripigliò&mdash;ma come non ci
+ha pensato lui subito?... piuttosto digli che c&#8217;è
+un modo per levarsi dall&#8217;abbiezione, un modo
+facile, sicuro, che può restituirgli la stima dei
+galantuomini....</p>
+
+<p>&mdash;Quale? Quale?</p>
+
+<p>&mdash;Tu pure me lo domandi?... Si ricordi dei
+suoi avi che affrontarono cento volte la morte
+per la patria; brandisca un fucile, vada, corra
+dove si combatte contro gli Austriaci;... un
+giorno solo, un&#8217;ora, un minuto di eroismo può
+sanar molte colpe.... Non rispondi?</p>
+
+<p>&mdash;Andar soldato!&mdash;mormorava Fortunata,
+tenendo gli occhi bassi,&mdash;Ma egli non è robusto,
+non è avvezzo alle fatiche... e pur troppo
+in questi ultimi tempi....</p>
+
+<p>&mdash;I vizi l&#8217;hanno indebolito di più.... Me lo
+immagino.... Non importa.... Ne son partiti degli
+altri, viziosi, scioperati al pari di lui; hanno<span class="pagenum"><a name="Page_253" id="Page_253">[253]</a></span>
+capito, hanno sentito che quest&#8217;era l&#8217;unica via
+di salute....</p>
+
+<p>&mdash;Ma egli, ne son sicura, non resisterebbe
+alla prova.</p>
+
+<p>&mdash;E se fosse?&mdash;proruppe Gasparo con impeto.&mdash;Non
+c&#8217;è dubbio; andando alla guerra
+egli può soccombere alle fatiche, può morire,
+beato lui! con una palla in fronte; ma qui, non
+muore a oncia a oncia? E tu preferiresti di
+vederlo finire sulle panche d&#8217;un&#8217;osteria, forse
+nel canto d&#8217;una strada?</p>
+
+<p>&mdash;Gasparo, Gasparo, che pronostici fai!&mdash;esclamò
+Fortunata atterrita coprendosi il viso
+con le mani.</p>
+
+<p>&mdash;Io non pronostico nulla d&#8217;inverosimile&mdash;egli
+le rispose. E vedendo che le sue parole
+l&#8217;avevano scossa se non persuasa, continuò:&mdash;Invece
+chi sa? Nei sani travagli del campo egli
+può trovare una vigorìa ignota, e sfuggendo ai
+pericoli può tornar rifatto di corpo e di spirito....
+E allora, siane certa, egli benedirebbe
+chi gli avesse dato il consiglio di prender
+l&#8217;armi.</p>
+
+<p>Che Gasparo credesse proprio al miracolo,
+questo non oseremmo affermarlo; tuttavia egli
+parlava con l&#8217;accento d&#8217;uomo convinto; e
+forse era convinto realmente che se v&#8217;era per
+Leonardo un mezzo di redenzione possibile, era
+quello da lui indicato.</p>
+
+<p>Fortunata era in una strana perplessità. Col
+suo carattere timido, col suo sgomento della
+guerra, ella non sapeva neanche figurarsi di<span class="pagenum"><a name="Page_254" id="Page_254">[254]</a></span>
+dover dare lei stessa al marito un suggerimento
+di quella specie; anzi non sapeva figurarsi che
+quel suggerimento non le destasse addirittura
+una ripugnanza invincibile. Eppure una voce
+interna le ripeteva che Gasparo aveva ragione
+e la sua mente si fermava volentieri su quella
+frase: <i>egli può tornar rifatto di corpo e di spirito</i>....
+Se fosse vero?</p>
+
+<p>&mdash;Gasparo&mdash;ella cominciò peritosa&mdash;se
+gli parlassi tu?</p>
+
+<p>&mdash;Io?... No... non voglio vederlo... adesso....
+Quando si sarà deciso a compiere il suo dovere
+di cittadino, allora, allora soltanto venga da
+me.... Io l&#8217;accoglierò dimenticando il passato,
+io farò tutto quello che sarà in mio potere per
+ispianargli la via.... Ma eh&#8217; egli non mi capiti
+dinanzi se non è ben risoluto.... Hai inteso?</p>
+
+<p>Visto che suo fratello era irremovibile, Fortunata
+mise un sospiro e disse:</p>
+
+<p>&mdash;Gli parlerò io, proverò.</p>
+
+<p>E il colloquio fu terminato così.<span class="pagenum"><a name="Page_255" id="Page_255">[255]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="XXIII" id="XXIII"></a>XXIII.</h2>
+
+
+<p>È un fatto che Leonardo Bollati, un giorno
+in cui egli era d&#8217;umor più trattabile, aveva
+detto alla moglie che, in fin dei conti, se gli
+offrissero un buon impiego, egli avrebbe forse
+la degnazione di accettarlo. Una simile idea
+può parere strana in un uomo di quella tempra
+e di quella vita, ma la si spiega benissimo ove
+si consideri che il 22 marzo aveva portato uno
+sconvolgimento profondo nelle abitudini dei Veneziani.
+In condizioni ordinarie non c&#8217;è popolazione
+più metodica di questa; la gente si reca
+ogni giorno alla stessa ora agli stessi ritrovi;
+alla distanza di dieci anni voi vedete dietro le
+vetriate dei soliti caffè i soliti visi con qualche
+ruga e qualche capello bianco di più; quelli
+che mancano, mettete il vostro cuore in pace,
+molto probabilmente son morti. Entrate, e sentirete,
+non dico gl&#8217;identici discorsi, ma l&#8217;identico
+modo di discorrere, di sparlare del prossimo,<span class="pagenum"><a name="Page_256" id="Page_256">[256]</a></span>
+di spropositar di politica, di gridar la croce
+addosso agli amministratori del Comune. Ciò
+che vale pei caffè, vale pei teatri, per le conversazioni,
+per le osterie, per le passeggiate:
+ciò che vale per un ceto di persone vale per
+tutti. Gli amici si vedono, si lasciano, si rivedono
+tre o quattro volte nel corso di ventiquattr&#8217;ore.
+Che amici! si dirà. Adagio un poco.
+Certo di amici veri ce ne sono anche qui, ma
+chi si lasciasse illudere dalle apparenze dell&#8217;intrinsichezza
+andrebbe incontro a terribili disinganni.
+L&#8217;amicizia, a Venezia, è più che altro
+una malattia cutanea; prende le forme d&#8217;un&#8217;eruzione
+di cordialità; i visceri ne sono illesi. Tizio,
+Caio, Marco, Sempronio passano insieme
+mezza giornata, supponiamo, al Florian, si danno
+del <i>tu</i>, scherzano insieme, fanno il tresette,
+sembrano quattro corpi e un&#8217;anima. Una mattina
+Sempronio non si lascia vedere. Tizio, Caio,
+Marco sono inquieti, ma si consolano dicendo:</p>
+
+<p>&mdash;Verrà alle cinque.</p>
+
+<p>Alle cinque Sempronio non compare.</p>
+
+<p>&mdash;Oh bella!&mdash;esclamano gl&#8217;indivisibili.&mdash;Dove
+s&#8217;è cacciato oggi colui?</p>
+
+<p>&mdash;Non importa. Stasera per la partita non
+manca sicuramente.</p>
+
+<p>Viene la sera e di Sempronio nessuna nuova.</p>
+
+<p>&mdash;Diavolo! Questa poi è grossa.... Bisogna
+dire che sia malato. Chi fa il quarto invece
+di lui?</p>
+
+<p>Il quarto si trova facilmente, e si comincia a
+giocare.<span class="pagenum"><a name="Page_257" id="Page_257">[257]</a></span></p>
+
+<p>Sul più bello capita qualcheduno con aria
+contrita.</p>
+
+<p>&mdash;Lo sapete? Sempronio è morto!</p>
+
+<p>&mdash;Diavolo, diavolo!&mdash;dice Tizio.&mdash;Come
+mai? Se ieri era sano come un pesce?</p>
+
+<p>&mdash;Ma! L&#8217;apoplessia lo ha colto questa mattina
+e alle tre era spirato.</p>
+
+<p>&mdash;Corpo di bacco!... Mi dispiace assai,&mdash;soggiunge Caio.</p>
+
+<p>Anche Marco manda un sospiro al perduto
+amico:</p>
+
+<p>&mdash;Povero Sempronio! È proprio una disgrazia....
+Accuso tre assi senza denari.... E
+dove stava di casa?</p>
+
+<p>Ebbene, si capisce senza difficoltà come ogni
+fatto pubblico il quale alteri l&#8217;andamento normale
+della vita cittadina debba sciogliere queste
+relazioni così superficiali quantunque così
+espansive. Figuriamoci poi un fatto dell&#8217;importanza
+della rivoluzione del 1848. Chi fu sbalestrato
+di qua, chi di là: fu come se un cataclisma
+gettasse tutti gli astri fuori della loro
+orbita. Non c&#8217;è dubbio che dal nuovo caos uscirebbe
+una nuova armonia e i corpi celesti prenderebbero
+un altro cammino regolare; è probabile
+però che qualche astricino più tardo a
+disciplinarsi andrebbe alquanto vagando alla
+ventura per cascar poi a guisa di bolide Dio
+sa in che luogo. Nel 1848 gli uomini ch&#8217;entrarono
+nel movimento politico, che si posero sul
+serio al servizio del paese trovarono presto un
+nuovo equilibrio: quelli, che, senza curarsi dei<span class="pagenum"><a name="Page_258" id="Page_258">[258]</a></span>
+tempi mutati, vollero continuar le abitudini frivole
+di prima, si aggirarono come fantasimi
+smarriti in un mondo che non li intendeva e
+ch&#8217;essi non intendevano più.</p>
+
+<p>Eccoci dunque, per una strada un poco lunga,
+tornati al nostro Leonardo. La sua compagnia
+di farabutti e viziosi s&#8217;era, dopo il 22 marzo,
+dispersa; alcuni, cosa strana a dirsi, erano partiti
+pel campo, altri s&#8217;erano rintanati brontolando.
+Nella bettola ov&#8217;egli consumava metà
+della notte e ove l&#8217;ostiere fino al 22 marzo serbava
+a lui e alla sua brigata una tavola a parte,
+ora gli toccava sedere in mezzo a sconosciuti
+che parlavano della guerra, di Manin, di Carlo
+Alberto, di Pio IX, urlando come ossessi e minacciando
+talvolta, nel calore della discussione,
+di rompersi i bicchieri in faccia. È vero che
+per lo più le dispute ci calmavano, le voci irose
+si raddolcivano e si fondevano in un inno patriottico.
+Ma Leonardo Bollati non ci si divertiva
+punto; lì solo, dimenticato in un angolo,
+egli non ci trovava più gusto nemmeno a ubbriacarsi.
+E anche le donne gli parevano cambiate,
+perfino quelle che, ordinariamente, non
+hanno opinioni e non si curano delle opinioni
+altrui. Nossignori, adesso anche loro avevano
+l&#8217;aria di guardarlo d&#8217;alto in basso, di <a name="tn258" id="tn258"></a><ins class="correction" title="originale: rimprorargli">rimproverargli</ins>
+la sua inerzia; lasciando stare poi le preferenze
+ch&#8217;esse accordavano ai militari, agli
+elmi, ai grandi mantelli bianchi, ai pennacchi e
+ai lustrini....</p>
+
+<p>Sotto l&#8217;influenza di quest&#8217;uggia che gli si era<span class="pagenum"><a name="Page_259" id="Page_259">[259]</a></span>
+cacciata nell&#8217;ossa, Leonardo Bollati tenne alla
+moglie il discorso ch&#8217;ella aveva timidamente riferito
+al fratello. Leonardo vedeva della gentuccia
+salita ai primi onori; possibile che non
+ci avesse a essere un buon posto per lui che
+aveva un nome inscritto nel Libro d&#8217;oro della
+Repubblica di San Marco? Anche dei giovani
+patrizi, di nobiltà meno antica della sua, erano
+entrati negli uffici pubblici, dispensavano grazie
+e protezioni; ed egli riteneva d&#8217;aver il diritto
+d&#8217;esser messo al livello di costoro. In
+quanto al genere dell&#8217;impiego, Leonardo non
+aveva precisato nulla; gli bastava un impiego
+decoroso. E non aveva escluso a priori neppur
+gli impieghi militari; poichè egli non amava la
+guerra, ma ci avrebbe pensato su prima di rifiutare
+una carica di generale o di colonnello
+con residenza a Venezia.</p>
+
+<p>Il lettore si sarà accorto che fra le idee di
+Sua Eccellenza Leonardo Bollati e quelle del
+cognato Gasparo Rialdi c&#8217;era un dissidio bastevole
+a mettere a repentaglio il buon successo
+delle negoziazioni aperte da Fortunata. E infatti
+quelle negoziazioni fallirono. La proposta
+di andar a rischiar la pelle come soldato semplice
+parve a Leonardo un&#8217;ingiuria atroce e si
+sfogò con la moglie a dir corna di Gasparo e
+di tutti i Rialdi, ch&#8217;eran vissuti di carità alla
+sua tavola e che adesso eran montati in superbia
+perchè avevano il vento in poppa. Sciocco
+lui a fidar sul loro aiuto; doveva pur ricordarsene
+che i Rialdi erano stati una delle piaghe<span class="pagenum"><a name="Page_260" id="Page_260">[260]</a></span>
+della sua famiglia! Non voleva veder più nessuno
+di quella brutta gente, neppur lei che già
+valeva quanto gli altri e non sapeva far di meglio
+che venirgli a piagnucolare davanti. Ell&#8217;aveva
+fatto benone a tornar presso i suoi genitori;
+ci stesse e non lo importunasse con le sue
+visite.</p>
+
+<p>Leonardo non pensò più ad avere un impiego;
+bensì, riordinandosi allora la guardia civica,
+egli prese l&#8217;eroica risoluzione d&#8217;iscrivervisi, e,
+perchè il nome della sua casa non aveva ancora
+perduto ogni autorità nel circondario, riuscì a
+farsi elegger tenente della sua compagnia. Veramente
+egli aspirava al grado di capitano, ma
+questo fu conferito ad un pizzicagnolo ch&#8217;era
+stato militare sotto l&#8217;Austria. Per un altro uomo
+che fosse stato soltanto disoccupato ed inerte,
+quella nomina avrebbe potuto considerarsi una
+fortuna, chè, o poco o molto, c&#8217;era anche nella
+guardia civica qualche cosa da fare e qualche
+pericolo da correre. Per Leonardo Bollati fu
+una nuova disgrazia. Voleva svergognar i superiori,
+confonder gli uguali, accattivarsi l&#8217;animo
+dei militi, e per ottener quest&#8217;intento gli occorreva
+scialar da gran signore e pagar da bere
+alla compagnia, nè potendogli bastare all&#8217;uopo
+il suo magro assegno aggiungeva debiti a debiti.
+Come poi un oberato trovasse dei gonzi
+che gli prestavan danaro, quest&#8217;è uno dei tanti
+misteri dinanzi a cui gl&#8217;ingenui devono chinar
+la fronte in silenzio. Un povero galantuomo che
+una volta in vent&#8217;anni chieda al sarto un mese<span class="pagenum"><a name="Page_261" id="Page_261">[261]</a></span>
+di respiro per saldargli il conto, sentirà rispondersi
+con mali modi; un fallito che abbia mangiato
+un milione del proprio e due milioni di
+quello degli altri potrà ancora imbattersi in
+uno strozzino di buona volontà che gli dia qualche
+migliaio di lire.</p>
+
+<p>Insomma Leonardo, alquanto rimpannucciato
+in quella sua divisa di tenente, tornò ad aver
+quattro soldi in tasca, ciò che gli permetteva,
+quand&#8217;era di servizio, di far portare in corpo
+di guardia dei boccali di vino e dei polli arrosto
+che rinfocolavano il patriottismo dei sott&#8217;ufficiali
+e dei gregari.</p>
+
+<p>Di giorno il quartier generale del nostro tenente
+era l&#8217;osteria <i>Alla Venezia risorta, condotta
+da Oreste Meolo</i>, gran ritrovo dei politicanti di
+Cannaregio. Là si sapevano tutte le novità, si
+dibattevano tutte le opinioni, si giudicavano
+tutti gli uomini, e le dispute si facevano tanto
+più calde e romorose quanto più gli affari accennavano
+a intorbidarsi; nè ci voleva meno
+che la calma olimpica e l&#8217;imperturbabile ottimismo
+del signor Oreste per quetar gli spiriti
+degli avventori.</p>
+
+<p>In mezzo alle loro grida, alle accuse di tradimento
+ch&#8217;essi scagliavano oggi al Papa, domani
+a Carlo Alberto, o al Borbone, o al Durando
+che non correva in aiuto dei volontari,
+il signor Oreste con la sua faccia serena, con
+la sua voce melliflua sorgeva a dire:</p>
+
+<p>&mdash;Mi lasciano esporre il mio debole parere?</p>
+
+<p>E il suo debole parere era questo. Le cose<span class="pagenum"><a name="Page_262" id="Page_262">[262]</a></span>
+non si dovevano guardar nei loro particolari,
+ma nell&#8217;insieme. E dall&#8217;insieme risultava chiaro
+come il sole che si camminava a gran passi
+verso una compiuta vittoria. Se lo lasciavano
+dire, ne darebbe la prova.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, sì,&mdash;interrompeva qualcheduno,&mdash;bel principio.
+Intanto gli Austriaci vengono avanti.</p>
+
+<p>&mdash;Meglio,&mdash;diceva il signor Oreste,&mdash;così
+si piglieranno tutti in una volta.</p>
+
+<p>&mdash;Uhm! E Durando che non si muove mai?</p>
+
+<p>&mdash;E il Papa che volta casacca?</p>
+
+<p>&mdash;E Carlo Alberto che sta a guardare i Tedeschi
+sul Mincio?</p>
+
+<p>&mdash;E Ferdinando che richiama i suoi soldati?</p>
+
+<p>&mdash;Fidarsi dei Re!... Tutti traditori, tutti
+bricconi.</p>
+
+<p>&mdash;La ghigliottina ci vuole, ecco il rimedio.</p>
+
+<p>&mdash;Sangue, sangue....</p>
+
+<p>Pare impossibile la quantità di sangue che
+domandano agli altri quelli che non sono disposti
+a spargerne una goccia del proprio!</p>
+
+<p>Il signor Oreste non aveva ancora potuto
+svolgere il suo concetto, ma, presto o tardi,
+trovava il modo di farsi sentire.</p>
+
+<p>&mdash;M&#8217;ingannerò, ma per me queste ritirate,
+questi voltafaccia non sono che finte, tranelli
+per adescare il nemico. Perchè, signori, se l&#8217;Italia
+non dovesse pensare che a sè direi anch&#8217;io:
+S&#8217;è sbagliata strada. Bisognava gettarsi subito
+sui pochi Austriaci ch&#8217;erano rimasti nel Lombardo-Veneto
+e impedire che ne venissero giù dei<span class="pagenum"><a name="Page_263" id="Page_263">[263]</a></span>
+nuovi dall&#8217;Alpi e dall&#8217;Isonzo. Ma l&#8217;Italia, signori,
+ha degli obblighi, dei grandi obblighi. Si tratta di
+distruggere l&#8217;Austria, si tratta. Ora mettiamo che
+i Piemontesi, i Papalini, i Napoletani, fossero
+tutti marciati subito verso la frontiera, è evidente
+che quelli di Vienna non avrebbero avuto
+coraggio di spedir altre truppe in Italia. Noi
+avremmo fatto prigioniero Radetzky e i suoi
+reggimenti, ma il grosso dell&#8217;esercito sarebbe
+rimasto sano e salvo a casa propria. Invece,
+lasciando sguarniti i confini, vengono ad uno
+ad uno a cader nell&#8217;agguato, Nugent, Welden,
+d&#8217;Aspre e tanti nomacci simili che il diavolo se
+li porti. E un bel giorno, quando tutte le forze
+austriache si son calate quaggiù, i Piemontesi
+da una parte, i Romagnoli e i volontari dall&#8217;altra,
+te li prendono in mezzo e fanno una frittata.
+Non ce ne deve tornare di là dai monti
+uno solo. Questo è il mio debole parere. Che
+ne dice il nostro tenente?</p>
+
+<p>Il <i>nostro</i> tenente, ch&#8217;era il N. H. Leonardo
+Bollati, arricciava il naso a sentirsi trattar con
+questa confidenza dal suo antico cuoco, ma eran
+tempi democratici e conveniva adattarvisi. Del
+resto il <i>nostro</i> tenente non aveva opinioni ben
+determinate circa all&#8217;andamento probabile della
+guerra, ed era disposto ad accettar le opinioni
+del signor Oreste.</p>
+
+<p>Qualcheduno domanderà se la clientela della
+<i>Venezia risorta</i> fosse composta d&#8217;idioti o di sonnambuli
+a cui si potesse spacciar queste fanfaluche;
+il fatto si è che <i>il debole parere</i> del signor<span class="pagenum"><a name="Page_264" id="Page_264">[264]</a></span>
+Oreste era nel 1848 anche quello di persone
+intelligenti, le quali, nel loro santo entusiasmo
+per la causa dell&#8217;indipendenza, avevano
+finito collo smarrire ogni lume di critica. Ciò
+non vuol dire che tutti gli avventori s&#8217;acquetassero
+allo sentenze spropositate dell&#8217;oste, ma
+i più gli porgevano ascolto benevolo, ed egli,
+con la sua tattica, mostrava d&#8217;intuire due grandi
+verità: che gli uomini credono sempre volentieri
+a quello che desiderano, e che a conciliarsene
+l&#8217;animo non c&#8217;è mezzo più efficace che
+accarezzar le loro illusioni.</p>
+
+<p>In quanto a lui, dell&#8217;indipendenza non gliene
+importava nè punto nè poco; solo vedeva con
+piacere per le vicende della guerra la guarnigione
+crescer ogni giorno, e molti dal di fuori
+rifugiarsi a Venezia. E per mettersi, come si
+dice, a livello delle circostanze, il signor Oreste
+ingrandiva la sua trattoria, si provvedeva di
+vini napoletani che richiamassero alla <i>Venezia
+risorta</i> i prodi seguaci di Guglielmo Pepe, migliorava
+il servizio, e dava impiego a due nostre
+vecchie conoscenze, esuli dalla provincia,
+la bella caffettiera d&#8217;Oriago e il relativo marito.
+Sì, la Rosetta e Menico, all&#8217;avvicinarsi
+degli Austriaci avevano stimato opportuno di
+chiudere il caffè e di fuggir gli invasori. Veramente
+Menico, sulle prime, non capiva perchè
+i Tedeschi, tornando, dovessero prendersela direttamente
+con lui; ma sua moglie, la quale
+correva dietro a un sott&#8217;ufficiale della legione
+romana, tanto disse e fece per provare al consorte<span class="pagenum"><a name="Page_265" id="Page_265">[265]</a></span>
+ch&#8217;egli s&#8217;era compromesso in un modo
+tale da rischiar la vita ove fosse rimasto, che
+egli finì col persuadersi di essere un gran patriotta
+minacciato del patibolo e accondiscese a
+emigrare, come facevano altri che, a sentir la
+Rosetta, erano assai meno compromessi di lui.
+Giunto fra le lagune con pochi quattrini, egli
+si sarebbe mangiati ben presto anche quelli
+aprendo un&#8217;osteria, se l&#8217;ottimo signor Oreste
+non ne lo avesse sconsigliato e non avesse offerto
+a lui e alla consorte un posto sicuro e
+onorevole presso la sua <i>Venezia risorta</i>. Dopo
+qualche titubanza i coniugi si acconciarono alla
+necessità, e le grazie della Rosetta contribuirono
+ad aumentar notevolmente la clientela del
+signor Oreste.</p>
+
+<p>Il sott&#8217;ufficiale della legione romana trovava
+che gli ammiratori della vispa cantiniera eran
+troppi e non seppe tacergliene il suo rammarico.
+Essa però gli fece intender ragione, dicendogli
+che non voleva e non aveva mai voluto
+gelosie, che d&#8217;altra parte ell&#8217;era di carattere
+allegro e le piaceva far buona cera a tutti,
+tanto più che ciò le era imposto dai doveri della
+sua carica. Il sott&#8217;ufficiale si rassegnò a chiudere
+un occhio; Menico poi da un pezzo li aveva
+chiusi tutti e due.</p>
+
+<p>La Rosetta non mancò di fare i suoi convenevoli
+a Sua Eccellenza il N. H. Leonardo Bollati;
+e Leonardo avrebbe voluto riappiccar con
+lei la vecchia amicizia. Ma il conte non aveva
+più nessuna attrattiva fisica, e, diciamo la brutta<span class="pagenum"><a name="Page_266" id="Page_266">[266]</a></span>
+parola, nessuna attrattiva economica. Da quando
+la Rosetta non lo vedeva, ed erano quasi tre
+anni, egli era scaduto immensamente d&#8217;aspetto
+e ci voleva poco ad accorgersi ch&#8217;egli stava malissimo
+di finanze. Infatti gli riusciva ogni giorno
+più difficile di scovar nuovi sovventori, e i vecchi
+insistevano per esser pagati e minacciavano
+di sequestrargli l&#8217;assegno accordatogli dal Tribunale.
+In questa condizione di cose, il meglio
+per lui era di mostrarsi meno che fosse possibile,
+tanto più che, indebitato com&#8217;era, non
+avrebbe potuto conservare a lungo il suo grado
+nella guardia civica. Con la scusa della salute
+egli diede le sue dimissioni e scomparve anche
+dalla <i>Venezia risorta</i>.<span class="pagenum"><a name="Page_267" id="Page_267">[267]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="XXIV" id="XXIV"></a>XXIV.</h2>
+
+
+<p>Noi non facciamo la storia dell&#8217;assedio, e non
+siamo quindi tenuti a seguir passo a passo gli
+avvenimenti, nè a discorrer dei casi della guerra,
+nè della fusione col Piemonte votata nel luglio
+1848 dall&#8217;Assemblea, nè del moto popolare
+succeduto l&#8217;11 agosto alla nuova dell&#8217;armistizio
+Salasco; diremo soltanto che coll&#8217;incalzar del
+pericolo crebbe l&#8217;animo e la saviezza dei Veneziani.
+Alla richiesta di maggiori sacrifizi rispose
+più spontanea l&#8217;abnegazione di tutti, alla necessità
+di prepararsi a resistere rispose un&#8217;energia
+maggiore nell&#8217;organizzar la difesa. Si provvide
+all&#8217;armamento dei forti, si mobilizzò una
+parte della guardia civica, si formarono nuove
+legioni di combattenti, quella tra l&#8217;altre che in
+omaggio ai martiri di Cosenza s&#8217;intitolò di Bandiera
+e Moro.</p>
+
+<p>Fosse il fascino d&#8217;un nome che gli ricordava
+gli amici della sua prima giovinezza, fosse la<span class="pagenum"><a name="Page_268" id="Page_268">[268]</a></span>
+persuasione di non poter far nulla d&#8217;efficace
+nella marina, Gasparo Rialdi chiese ed ottenne
+di entrar col grado di capitano in questo corpo
+che raccoglieva il fiore della cittadinanza veneziana.
+Fu codesta un&#8217;amara delusione per la
+contessa Zanze, la quale s&#8217;era fitta in capo che
+suo figlio avesse a diventare ammiraglio e non
+sapeva rassegnarsi a vederlo senza il suo cappello
+a due punte e le sue belle spalline d&#8217;oro.
+Ai suoi occhi il cambiamento era poco meno di
+una degradazione, ed essa se la pigliava a vicenda
+col Governo che non aveva apprezzato
+abbastanza un ufficiale di quel merito, e con
+Gasparo stesso ch&#8217;era un grand&#8217;uomo, ma non
+sapeva farsi valere. Però queste cose ella non
+le poteva dire che nel segreto dell&#8217;amicizia, alla
+contessa Ficcanaso, per esempio, quella sua tenera
+amica che conosciamo, giacchè Gasparo
+aveva certe massime tutto sue, e guai s&#8217;egli
+avesse sentito che sua madre si lagnava del
+modo in cui egli era trattato.</p>
+
+<p>In quanto a lui, non desiderava che di poter
+finalmente combattere, e l&#8217;ebbrezza delle prossime
+lotte lo rendeva dimentico d&#8217;ogni altra
+cosa, perfino del significato doloroso che aveva
+per la causa italiana quell&#8217;avvicinarsi degli Austriaci
+a Venezia. È vero pur troppo che anche
+l&#8217;eroismo, anche la voluttà del martirio rende
+talvolta egoisti.</p>
+
+<p>Il lettore conosce abbastanza il carattere del
+conte Luca da poter credere senza fatica che
+egli s&#8217;apparecchiava agli avvenimenti con disposizioni<span class="pagenum"><a name="Page_269" id="Page_269">[269]</a></span>
+d&#8217;animo affatto opposte a quelle del
+figlio. Pover&#8217;uomo! Dalla metà d&#8217;aprile a tutto
+maggio s&#8217;era sforzato di persuadersi della fine
+del dominio austriaco in Italia, e aveva fatto
+(almeno così pareva a lui) delle dimostrazioni
+pubbliche atte a ingraziarlo coi liberali, ma dopo
+i disastri del luglio e dell&#8217;agosto la sua vecchia
+idea che i tedeschi sarebbero tornati aveva ripreso
+l&#8217;antico predominio e non gli lasciava
+pace. Il peggio si era che gli toccava divorar
+in silenzio le sue inquietudini. A lunghi intervalli,
+quando non ne poteva più e il soffiare gli
+era uno sfogo insufficiente, vuotava il sacco con
+Fortunata.</p>
+
+<p>&mdash;Matti, matti, matti da legare!&mdash;egli diceva
+(però tanto piano che Fortunata doveva
+aguzzar l&#8217;orecchio per sentirlo).&mdash;A un bel
+punto ci hanno ridotti!... Ecco ciò che ha saputo
+fare il loro Carlo Alberto, ciò che han
+fatto i volontari, e i papalini, e i napoletani....
+E adesso tutta la tempesta viene addosso a
+noi; stiamo freschi.... Mi ricordo del blocco
+del 1813, che delizia!... Questi furibondi che ci
+governano non se ne rammentano mica, son
+giovani, loro, se no, non farebbero tanto i gradassi....
+Eh, perchè l&#8217;esperienza servisse a qualcosa,
+bisognerebbe che al mondo non ci fossero
+altro che i vecchi.... E il blocco di questa volta
+sarà anche più rigoroso, si può scommettere....
+Avremo la carestia, la miseria, e chi sa che altri
+malanni.... Con che sugo poi?... Per calar le
+brache, con rispetto parlando, per istar peggio<span class="pagenum"><a name="Page_270" id="Page_270">[270]</a></span>
+di prima.... Figuriamoci quanti impiegati destituiti!...
+Si terrà conto delle apparenze, delle
+parentele.... so quel che mi dico. E voglia il
+cielo che i nostri padroni d&#8217;adesso, a forza di
+arroganza, non spingano i Tedeschi agli estremi...
+Che se c&#8217;è l&#8217;assalto, siam fritti. Tutti gli abitanti
+saranno passati a fil di spada e di Venezia
+non rimarrà pietra su pietra... Mi spiego?...
+Chi è?</p>
+
+<p>Con questo grido angoscioso&mdash;<i>chi è?</i>&mdash;il
+conte Luca soleva troncare o interrompere le
+sue querimonie, chè bastava il sospetto della
+presenza di qualcheduno per suggellargli la
+bocca. E non solo non avrebbe parlato dinanzi
+a sua moglie che era una pettegola o a suo figlio
+con cui non aveva mai avuto confidenza,
+ma gli dava ombra perfino la piccola Margherita.
+I bambini, si sa, nella loro pericolosa innocenza,
+son capacissimi di riferir tutti i discorsi
+che sentono. E il conte Luca faceva giurare
+a Fortunata che non si sarebbe lasciata
+sfuggire con nessuno una parola di ciò ch&#8217;egli
+le diceva. Ella ubbidiva, e la sua mente inclinata
+a tristi pensieri prestava facil credenza
+alle terribili profezie paterne e già precorreva
+le stragi, gl&#8217;incendi, la rovina ultima di Venezia.</p>
+
+<p>Intanto l&#8217;anno 1848 finiva, per la causa liberale,
+in Italia e fuori d&#8217;Italia, in modo ben diverso
+da quello in cui era cominciato. La discordia
+aveva pazzamente agitato la sua face
+nel campo di coloro che parevano scesi a combattere<span class="pagenum"><a name="Page_271" id="Page_271">[271]</a></span>
+sotto la stessa bandiera. Da una parte
+gl&#8217;indugi fatali, i tentennamenti colpevoli, le
+aperte fellonie; dall&#8217;altra gli eccessi del linguaggio
+e le violenze degli atti.</p>
+
+<p>Nondimeno nei primi mesi del 1849 una lieta
+notizia riconfortò i patriotti della nostra penisola;
+il Piemonte riprendeva le armi. Ma la
+gioia durò poco, e la tragica giornata di Novara
+ripiombò l&#8217;Italia nel lutto. Gli Austriaci,
+sicuri alle spalle, potevano ormai converger le
+loro forze contro i ribelli. Il 26 marzo, tre giorni
+dopo la disfatta dell&#8217;esercito di Carlo Alberto,
+il feroce Haynau, nome esecrato dalle madri
+lombarde e magiare, dal suo quartier generale
+di Padova, intimava la resa a Venezia. E il 2
+aprile, Venezia, col voto unanime dei suoi rappresentanti
+raccolti nello storico palazzo dei
+Dogi, decretava la resistenza a ogni costo. Santo
+e nobile voto che riscattava lunghi anni d&#8217;ignavia,
+ed evocava in quelle aule famose lo spirito
+della grande Repubblica.</p>
+
+<p>Colpita al cuore dalla tremenda delusione
+ch&#8217;era successa a tanto rifiorir di speranze, la
+popolazione si riebbe all&#8217;annunzio del fiero decreto.
+Era un&#8217;ebbrezza simile a quella del
+marzo 1848, ma meno teatrale, ma più virile,
+più degna d&#8217;uomini preparati a morire. Simbolo
+della lotta ad oltranza, non emblema di funeste
+divisioni sociali, il nastro rosso comparve
+alla bottoniera degli abiti, la bandiera rossa
+sventolò sui tetti dei palazzi, sulle cupole delle
+chiese, sulle punte dei campanili.<span class="pagenum"><a name="Page_272" id="Page_272">[272]</a></span></p>
+
+<p>E il rimbombo del cannone, dal maggio in
+poi, divenne la musica pressocchè quotidiana dei
+Veneziani. Chi, in un giorno di battaglia, udì
+di lontano quel suono cupo e profondo sa che
+angoscia esso metta negli animi, che pallore
+sparga sui volti, e come sospenda, per così
+dire, in quella crudele trepidazione di tutti, il
+corso della vita ordinaria. Ma chi, per settimane,
+per mesi, l&#8217;udì da una città assediata sa
+pure che l&#8217;orecchio vi si abitua quasi come a
+un suono domestico, e che il primo sbigottimento
+si cambia a poco a poco in un&#8217;apatia
+rassegnata e persino in una spensieratezza gioviale.</p>
+
+<p>Così a Venezia. Il cannone tuonava intorno
+a Malghera, e tuttavia il popolo conservava il
+suo umore gaio e il suo spirito caustico; si sarebbe
+detto talvolta che c&#8217;era nella città un&#8217;attrattiva
+di più; onde gli uni si recavano in brigatelle
+alla punta estrema di Cannaregio a veder
+i globi di fumo che s&#8217;alzavano dalle lunette dei
+forti, gli altri, dalle specule e dagli abbaini,
+spingevano col canocchiale lo sguardo fino alle
+batterie austriache di Campalto e di Mestre.</p>
+
+<p>E quando Malghera, ridotta un mucchio di
+rovine, fu abbandonata in silenzio nella notte
+dal 26 al 27 maggio, e la eroica guarnigione,
+decimata ma non vinta, non doma, fatti saltar
+i primi archi del ponte, si trincierò fieramente
+sul piazzale opponendo al nemico una seconda
+linea di difesa non meno formidabile dell&#8217;altra,
+lo strepito più vicino dell&#8217;artiglieria, la coscienza<span class="pagenum"><a name="Page_273" id="Page_273">[273]</a></span>
+del crescente pericolo non valse ancora ad accasciar
+l&#8217;animo dei Veneziani.</p>
+
+<p>Si sperava a dispetto di tutto: si sperava
+nella propria costanza, nei soccorsi del di fuori,
+negli aiuti del cielo; nessuno parlava, nessuno
+voleva sentir parlare d&#8217;arrendersi. Di tratto in
+tratto la gente s&#8217;accalcava in piazza domandando
+ad alte grida Manin. E Manin, dal balcone
+delle Procuratie, rivolgeva agli adunati brevi
+parole, non mendaci, non lusinghiere, ma ferme
+e virili quali i forti rivolgono ai forti. La folla
+si disperdeva applaudendo e più che mai risoluta
+a resistere.</p>
+
+<p>Resistere fino all&#8217;ultima cartuccia e fino all&#8217;ultimo
+uomo, dicevano anch&#8217;essi i difensori del
+ponte, imperterriti sotto una pioggia di fuoco.
+Che importava morire? Quei prodi sentivano
+che sui pochi metri quadrati dell&#8217;angusto piazzale
+si gettava il seme del futuro. E quel seme
+era sangue, il più nobile sangue d&#8217;Italia confuso
+insieme in quattro zolle di terra. Con un
+grido sul labbro, con un affetto nel cuore eran
+venuti dalle sponde del Jonio e dalle falde dell&#8217;Alpi,
+dalle pianure lombarde e dai clivi toscani,
+dal golfo incantato di Napoli e dai feraci
+campi delle Puglie, dalla Romagna indomita
+e dalla Liguria operosa; eran venuti a dividere
+i travagli e la gloria dei figli delle lagune;
+ignoti fino a ieri gli uni agli altri,
+oggi più che fratelli. E cadevano come spighe
+mietute stringendosi in un ultimo amplesso,
+mormorando coi vari accenti d&#8217;una stessa favella<span class="pagenum"><a name="Page_274" id="Page_274">[274]</a></span>
+il dolce nome della patria comune. Onore
+a voi, valorosi, sia che vi ricordi la storia, sia
+che, martiri oscuri, vi copra l&#8217;oblio! E onore
+anche a voi, pochi ma eletti, svizzeri, slavi, magiari,
+che, non nati sotto il cielo d&#8217;Italia, pur
+ci veniste a morire, suggellando col sacrifizio
+delle vostre giovani vite l&#8217;alleanza fra quanti
+credono nella giustizia e nella libertà!</p>
+
+<p>Ma non lasciamo sbizzarrir troppo la penna.
+Tra i più intrepidi combattenti di Malghera e
+del Ponte c&#8217;era Gasparo Rialdi. Primo al
+pericolo, ultimo a chiedere o ad accettare il riposo,
+a vicenda capitano e soldato, egli comandava
+ed eseguiva, ora intento a puntare i cannoni,
+ora a rinforzare i terrapieni, ora ad assistere
+i feriti. I suoi compagni d&#8217;armi lo dicevano
+invulnerabile. Infatti le palle gli grandinavano
+intorno senza toccarlo. Una volta un
+piccolo deposito di polvere scoppiò a pochi
+passi da lui con un orrendo fragore; dieci uomini
+stramazzarono al suolo per non più rialzarsi,
+altri due, rovesciati dall&#8217;urto, sorsero subito
+in piedi tra il fumo e la polvere, pesti,
+contusi, ma atti a riprendere il loro posto. Uno
+dei due era Gasparo.</p>
+
+<p>Ogni settimana egli consacrava alla famiglia
+una mezza giornata o una notte, ed è facile
+immaginarsi con che lagrime egli fosse accolto
+dal conte Luca e dalla contessa Zanze. Chè se
+il conte era pusillanime come un coniglio e la
+contessa leggera come una farfalla, questo non
+voleva dire che non amassero il loro figliuolo.<span class="pagenum"><a name="Page_275" id="Page_275">[275]</a></span>
+Negli affetti veri, nei veri dolori tutti gli uomini
+si rassomigliano.</p>
+
+<p>Fortunata, il cui spirito debole era stato soprappreso
+da un nuovo accesso di fervore religioso,
+vedeva nella salvezza del fratello un effetto
+delle sue preghiere alla Madonna, e glielo
+diceva, e lo scongiurava di non sorridere, di
+non provocar l&#8217;ira del cielo con la sua incredulità.</p>
+
+<p>La sola Margherita, in un&#8217;età che non capisce
+i pericoli, riceveva lo zio Gasparo col sorriso
+ilare e confidente d&#8217;un tempo. Tanto più che
+egli non si presentava mai alla nipotina senza
+un regaluccio, ed era curioso vedere quell&#8217;uomo
+grande e grosso, un momento prima in mezzo
+alle granate e alle bombe, era curioso, dico,
+vederlo entrar in un negozio di balocchi a
+prendervi dei soldatini di piombo, o delle
+minuscole posate di stagno o altre bagatelle
+simili.</p>
+
+<p>La bimba, quando lo sentiva venire, gli correva
+incontro con le braccia aperte chiamandolo
+a nome, ed egli la sollevava per di sotto
+le ascelle, su, su, fino ad avvicinar la faccia
+bianca di lei al suo viso abbronzito; poi se la
+metteva sulla spalla e la conduceva in giro per
+la stanza.</p>
+
+<p>Dai forti il cannone tuonava e faceva tremar
+i vetri.</p>
+
+<p>&mdash;Vergine santissima!&mdash;esclamavano Fortunata
+e la madre. Il conte Luca si turava gli
+orecchi con le dita; Gasparo corrugava la<span class="pagenum"><a name="Page_276" id="Page_276">[276]</a></span>
+fronte come se lo prendesse un rimorso di non
+esser sul luogo della pugna; Margherita imitava
+ridendo il suono delle cannonate: <i>bum,
+bum</i>. Poi si metteva a canticchiare una delle
+canzonette patriottiche di quei tempi:</p>
+
+<div class="poem" style="width: 12em"><div class="stanza">
+<span class="i0">Fuoco sopra fuoco<br /></span>
+<span class="i2">S&#8217;ha da vincere o morir,<br /></span>
+<span class="i2">ecc. ecc.<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>Oppure</p>
+
+<div class="poem" style="width: 12em"><div class="stanza">
+<span class="i0">E col verde, bianco e rosso<br /></span>
+<span class="i2">La bandiera s&#8217;innalzò,<br /></span>
+<span class="i2">ecc. ecc.<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>O quella scioccheria in dialetto</p>
+
+<div class="poem" style="width: 12em"><div class="stanza">
+<span class="i0">Tre colori, tre colori,<br /></span>
+<span class="i2">I Tedeschi gà i dolori,<br /></span>
+<span class="i2">ecc. ecc.<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>Di lì a poco però, sporgendo avanti la testa
+come chi da una finestra del secondo piano
+vuole attaccar conversazione con gl&#8217;inquilini del
+primo, ella arrischiava una domanda:</p>
+
+<p>&mdash;Zio Gasparo, cosa m&#8217;hai portato?</p>
+
+<p>&mdash;Niente&mdash;rispondeva serio serio l&#8217;ufficiale.</p>
+
+<p>Ed ella, con un suo vezzo inimitabile:</p>
+
+<p>&mdash;Sì che m&#8217;hai portato qualcosa.</p>
+
+<p>Allora egli la faceva discendere dal punto
+elevato in cui l&#8217;aveva posta, si metteva a sedere
+con lei e le diceva:<span class="pagenum"><a name="Page_277" id="Page_277">[277]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Cerca.</p>
+
+<p>Margherita cercava di qua, cercava di là e
+finiva col tirar fuori da una tasca della tunica
+o dei calzoni gli oggetti che lo zio le aveva
+destinati e che le strappavano un grido d&#8217;ammirazione.</p>
+
+<p>&mdash;Guarda, mamma, guarda.... Oh bello,
+bello!</p>
+
+<p>Fortunata ringraziava il fratello con gli occhi
+che le si velavano di lagrime. Ah se Leonardo
+avesse voluto alla sua figliuola la metà
+del bene che Gasparo voleva alla nipote!</p>
+
+<p>In verità Gasparo Rialdi era meravigliato
+lui stesso della parte che questa bimba prendeva
+nei suoi pensieri. Severo, ruvido qualche
+volta, alieno sempre dalle soverchie espansioni,
+egli era pienamente convinto d&#8217;essere un orso,
+come gli aveva detto una donna gentile che
+non era riuscita ad ammansarlo. Ma ciò che
+non avevan potuto le donne lo poteva ora una
+fanciulletta di men che quattro anni; l&#8217;orso era
+ammansato.</p>
+
+<p>Un giorno, verso la fine di luglio, quando le
+previsioni dell&#8217;avvenire eran più fosche che
+mai, e il nemico stringeva intorno alla città assediata
+il suo cerchio di ferro e di fuoco, e
+scarseggiavano i viveri, e il lugubre spettro
+del colèra appariva sull&#8217;orizzonte, Gasparo, venuto
+a casa per poche ore, fece alla sorella una
+inattesa proposta.</p>
+
+<p>&mdash;Fortunata.&mdash;egli le disse, e il suo aspetto
+era più grave e la sua voce più commossa dell&#8217;usato&mdash;nessuno<span class="pagenum"><a name="Page_278" id="Page_278">[278]</a></span>
+osa confessarlo, ma tutti lo
+sentono. Venezia non potrà resistere a lungo....
+Fra due mesi, fra un mese forse, ci mancheranno
+i soldati, le munizioni, il pane... bisognerà
+cedere come ha ceduto Roma.... Se in
+questo mese, se in questi due mesi la mia
+buona stella non mi manda una palla di cannone,
+e sa Iddio se la cerco....</p>
+
+<p>&mdash;Oh Gasparo, Gasparo, che parole son
+queste?</p>
+
+<p>&mdash;Beati quelli che son morti&mdash;egli riprese
+in tuono solenne;&mdash;beati quelli che morranno
+prima che il giallo e nero abborrito torni a
+sventolar sugli stendardi del nostro San Marco!...
+Ma io non sarò fra questi felici... pare un destino....
+Ebbene, se io sopravvivo, credi tu che
+io possa rimaner qui? Io, antico ufficiale
+austriaco, io, disertore?</p>
+
+<p>&mdash;No, no... è necessario che tu fugga... subito....</p>
+
+<p>&mdash;Non oggi, o Fortunata, non prima che Venezia
+sia caduta.... Allora prenderò la via dell&#8217;esilio.</p>
+
+<p>&mdash;Dove andrai?</p>
+
+<p>&mdash;Non lo so;... forse a Londra, ove un signore
+che ho conosciuto a Smirne mi offre un
+impiego... a ogni modo, ho ventisette anni, ho
+una salute robusta, conosco le lingue, la matematica;
+potrò dar delle lezioni.</p>
+
+<p>A questo punto egli afferrò tutt&#8217;e due le mani
+della sorella e guardandola fissa negli occhi, le
+disse:<span class="pagenum"><a name="Page_279" id="Page_279">[279]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Vuoi seguirmi, Fortunata... insieme con
+la tua Margherita, s&#8217;intende?</p>
+
+<p>Fortunata impallidì.</p>
+
+<p>&mdash;Partire?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, partire.... Ho qualche risparmio che
+basterà per il viaggio di tutti noi tre.... Poi
+lavorerò.... Sarete la mia famiglia.</p>
+
+<p>Ma Fortunata, non rimessa ancora del suo
+smarrimento, ripeteva balbettando:</p>
+
+<p>&mdash;Partire?.... Abbandonare....</p>
+
+<p>&mdash;I nostri genitori?&mdash;interruppe bruscamente
+Gasparo compiendo a suo modo la frase.&mdash;Poveri
+vecchi! Lo so, restan soli, ma che
+puoi tu fare per loro?... Afflitta da tante
+sventure, nella casa già triste, tu non puoi
+portare che una tristezza di più.... Certo la
+mancanza dei figli è un gran dolore, ma nostro
+padre ha il suo impiego che probabilmente
+gli sarà conservato, la mamma è d&#8217;un carattere
+ottimista, vede molta gente;... insomma,
+finiranno col passarsela alla meno peggio,
+tanto più, se, non avendo da pensare che a
+sè, godranno d&#8217;una discreta agiatezza.... Credilo,
+Fortunata, ciò ch&#8217;io ti propongo non
+nuoce a nessuno e può giovare a molti:... a
+me, a Margherita, a te stessa, che qui sei
+troppo vicina alla prima cagione di tutti i tuoi
+mali.</p>
+
+<p>Così Gasparo, per necessità di cose, arrivava
+al punto che avrebbe voluto schivare.</p>
+
+<p>E Fortunata, che sino a quel momento era
+riuscita a padroneggiarsi, scoppiò in un pianto<span class="pagenum"><a name="Page_280" id="Page_280">[280]</a></span>
+dirotto o disse con voce soffocata dai singhiozzi:</p>
+
+<p>&mdash;Sì, sì... è vero... la prima cagione dei
+miei mali è qui.... E te lo giuro... non lo
+vedo più da un pezzo... non lo vedrò finchè
+egli non abbia bisogno di me.... Ma se ne
+avesse, se desiderasse riavvicinarsi a sua moglie,
+alla sua bimba, e noi fossimo lontane...
+lontane?...</p>
+
+<p>&mdash;Ancora infatuata di quei miserabile!...&mdash;esclamò
+Gasparo.&mdash;Apri una volta gli
+occhi, per Dio.... Che obblighi hai verso di
+lui?... Quell&#8217;uomo è di fango.... Egli aveva una
+via di salvezza, gliel&#8217;abbiamo offerta, non l&#8217;ha
+voluta.... Gli esseri più spregevoli hanno pur
+qualche cosa da contrapporre ai loro vizi, ai
+loro delitti....</p>
+
+<p>&mdash;Oh delitti egli non ne ha commessi....</p>
+
+<p>&mdash;Lo credi?... E sia pure.... Ci sono degli
+sciagurati a cui si perdonano i delitti in nome
+di un loro impeto di generosità, d&#8217;un loro atto
+di coraggio; quello che non si perdona è l&#8217;abbiezione
+continua, la vigliaccheria contenta
+di sè....</p>
+
+<p>&mdash;Oh Gasparo.... Sono sua moglie....</p>
+
+<p>&mdash;Ma sei anche madre.... E più che a un
+marito indegno, devi pensare a una figlia ingenua,
+innocente.... Che sarà di lei?... Chi si
+curerà della sua educazione?... Sei moglie, sei
+moglie!... Ebbene, se tanto ti preme quell&#8217;uomo,
+se per amor suo vuoi rimanere a Venezia, lasciami
+Margherita.....<span class="pagenum"><a name="Page_281" id="Page_281">[281]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Lasciarti Margherita?... Staccarmene forse
+per sempre?... No, no.... Gasparo, per carità,
+non me la rubare.</p>
+
+<p>Quindi, alzando le palme al cielo in un parossismo
+di disperazione:&mdash;Vergine santa&mdash;esclamò
+la povera donna&mdash;intercedetemi la
+grazia di morire... Che ci faccio io a questo
+mondo? Sono un impiccio per me e per
+gli altri.... Vergine santa, ottenetemi questa
+grazia.... Ho patito tanto.... E nessuno
+ha bisogno di me.... Mia figlia starà molto meglio
+con mio fratello... Vergine santa, datemi
+retta, salvate lui e fatemi morire, fatemi morire.</p>
+
+<p>Fortunata avrebbe impietosito i sassi. L&#8217;ufficiale
+chinandosi sopra di lei le diede un bacio
+in fronte e le disse:</p>
+
+<p>&mdash;Calmati... una madre non è mai un impiccio
+per sua figlia.... Io non te la ruberò la
+tua Margherita... con che diritto potrei rubartela?...
+Se tu non vorrai separartene, se
+non vorrai venire con lei e con me... mi avrai
+dato un gran dolore, m&#8217;avrai privato di ciò
+che poteva rendermi meno amaro l&#8217;esilio, ma
+non importa, io non te la ruberò.... Per altro
+fino all&#8217;ultimo giorno, fino all&#8217;ultima ora conserverò
+la speranza di persuaderti.... Oggi
+non parliamone più, è tardi e debbo essere
+al mio posto prima di sera....</p>
+
+<p>Il cannone tuonava. Gasparo sorrise.</p>
+
+<p>&mdash;E noi facciamo i conti sull&#8217;avvenire&mdash;egli
+mormorò tristamente.<span class="pagenum"><a name="Page_282" id="Page_282">[282]</a></span></p>
+
+<p>Di lì a poco, abbracciati i genitori e la nipotina,
+egli s&#8217;avviava alla batteria.</p>
+
+<p>Fortunata, corse a chiudersi nella sua camera
+e ponendosi in ginocchio davanti a un&#8217;immagine
+della Madonna rinnovò la preghiera di
+poco prima:&mdash;Vergine santa, salvate mio fratello
+e fatemi morire, fatemi morire!<span class="pagenum"><a name="Page_283" id="Page_283">[283]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="XXV" id="XXV"></a>XXV.</h2>
+
+
+<p>Il palazzo Bollati era vuoto da più mesi. Ad
+onta del suo grande amore per Venezia, lord
+Herbert Seaweed era partito con la famiglia fin
+dall&#8217;estate 1848, e la figliuola romantica e <i>byroniana</i>
+s&#8217;era mostrata la più sollecita a fare i
+bauli. Ell&#8217;aveva però voluto portar seco una
+scheggia di marmo del caminetto del salotto;
+la città poteva saltar in aria tutta quanta ed
+era opportuno d&#8217;averne un ricordo. Nell&#8217;imbarcarsi
+sopra un vapore inglese, il nobile <i>lord</i>
+aveva sentenziato che le razze latine son destinate
+a servire in perpetuo e che soltanto la
+vecchia Inghilterra, <i>old England</i>, ha il diritto
+di godere della libertà.</p>
+
+<p>Le chiavi degli appartamenti rimasero in
+mano del console di S. M. Britannica, e un custode
+il quale abitava nel pian terreno aveva
+ben poco da custodire. Nondimeno il signor
+Ambrogio (chè tale era il suo nome) si dava<span class="pagenum"><a name="Page_284" id="Page_284">[284]</a></span>
+una gran d&#8217;aria di importanza come se fosse lui
+stesso il rappresentante della Regina Vittoria.
+E reputandosi cittadino inglese, giudicava gli
+avvenimenti con la calma superiorità d&#8217;uno
+straniero, diceva che gl&#8217;Italiani, pur troppo,
+sono una piccola nazione priva d&#8217;ogni esperienza
+politica, e che avevano commesso e commettevano
+ogni giorno errori nuovi, i quali avrebbero
+condotto il paese a inevitabile rovina.</p>
+
+<p>&mdash;Per noi però&mdash;egli conchiudeva rivolgendosi
+a sua moglie, a una figliastra e a due gatti
+che dividevano con lui l&#8217;onore di guardare il palazzo&mdash;per
+noi non ci sono pericoli. Al primo
+serra serra si inalbera sul tetto la bandiera
+di S. M. e vorrei vedere chi ardisse metter
+piede qua dentro.... Per gl&#8217;Inglesi è una cosa
+da nulla il mandare una fregata, e vi dico io
+che i loro cannoni fanno far giudizio a tutti i
+Governi provvisori e a tutte le Monarchie del
+mondo.</p>
+
+<p>Il signor Ambrogio estendeva il suo patrocinio
+anche all&#8217;unico inquilino della casa, al
+conte Leonardo Bollati.</p>
+
+<p>&mdash;Quello lì&mdash;egli diceva&mdash;in mezzo alle
+sue disgrazie può considerarsi un uomo fortunato.
+E non dovrebbe aver parole bastanti per
+ringraziar la munificenza del Milord, che lo ha
+lasciato stare in una botte di ferro... una botte
+di ferro.</p>
+
+<p>&mdash;Pover&#8217;uomo!&mdash;esclamavano in coro la
+matrigna e la figliastra.&mdash;Pensare che una
+volta era lui il padrone!<span class="pagenum"><a name="Page_285" id="Page_285">[285]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;È la ruota della fortuna&mdash;ripigliava il
+grave signor Ambrogio.&mdash;Un tempo c&#8217;era l&#8217;aristocrazia
+veneziana, adesso c&#8217;è l&#8217;aristocrazia
+inglese.</p>
+
+<p>E nel dir così si stropicciava le mani come se
+a quest&#8217;aristocrazia inglese appartenesse anche
+lui.</p>
+
+<p>Il custode e la sua famiglia, ch&#8217;eran buona
+pasta di gente, usavano molti riguardi al conte
+Leonardo, e le donne gli tenevano pulite le
+camere senza curarsi di domandargli il compenso
+di poche lire al mese ch&#8217;egli aveva loro
+promesso e che non pagava mai. Per quello
+che si riferisce alle sue condizioni domestiche,
+alla sua separazione dalla moglie e dalla figliuola,
+non sapevano che giudizio fare. A sentirlo,
+poichè di tratto in tratto egli si fermava
+a chiacchierare col signor Ambrogio, tutti i
+torti eran della moglie e specialmente dei parenti
+della moglie, i quali gli avevano teso un
+tranello per costringerlo al matrimonio, quando
+i Bollati erano ancora tra i primi signori di Venezia.
+Poi, sopraggiunti i rovesci, quei birbanti
+s&#8217;eran dimenticati dei pranzi, delle cene, dei
+regali avuti, e non avevan voluto aiutarlo in
+nessuna maniera. Basta dire che il suo degnissimo
+signor cognato, ch&#8217;era adesso tra quelli
+che tenevano il mestolo, invece di procurargli
+un impiego onorifico, gli aveva suggerito di arruolarsi
+come soldato semplice! Soldato semplice,
+lui, un Bollati! Dopo che i suoi vecchi
+eran stati generali, ammiragli, dogi!<span class="pagenum"><a name="Page_286" id="Page_286">[286]</a></span></p>
+
+<p>Il signor Ambrogio non pareva alieno dal
+credere alla perversità e all&#8217;ingratitudine dei
+Rialdi; ma le donne rimanevano perplesse.
+Nonostante la compassione che destava in loro
+questa <i>Eccellenza</i> così pitocca, esse non potevano
+dissimularsi che il conte Bollati era un
+vizioso, un buono a nulla, uno di quegli uomini
+che sembran fatti apposta per finir sulla paglia,
+e che hanno un gran torto di attribuire agli
+altri le proprie sventure. Inoltre era impossibile
+che la moglie del conte Leonardo fosse
+cattiva; bastava vederla per persuadersi del contrario.
+E al palazzo la si vedeva spessissimo. Ella
+veniva a chieder notizie di suo marito, a raccomandarlo,
+a lasciar qualche cosa per lui, un po&#8217;
+di biancheria, una flanella, dei limoni, degli
+aranci, tanto più preziosi quanto più era difficile
+l&#8217;averne durante l&#8217;assedio. Se le dicevano
+ch&#8217;egli era in casa, ella guardava istintivamente
+verso la scala come se fosse tentata di salire;
+ma resisteva alla tentazione e calando il velo
+sugli occhi e rattenendo le lagrime si allontanava
+a passi rapidi. Dopo la scena violenta che
+egli le aveva fatta in occasione di quel famoso
+impiego chiesto e non ottenuto, ella non aveva
+più coraggio di presentarglisi dinanzi. Del resto,
+per lo più, nell&#8217;ore in cui Fortunata poteva
+recarsi al palazzo, Leonardo non c&#8217;era.</p>
+
+<p>Le cose tirarono avanti in questo modo per
+mesi e mesi; solo quando Gasparo fece alla
+sorella la proposta che sappiamo, ella deliberò
+di avere un ultimo colloquio col marito; s&#8217;egli<span class="pagenum"><a name="Page_287" id="Page_287">[287]</a></span>
+trovava una parola d&#8217;affetto, se dava un segno
+di rammarico all&#8217;idea di separarsi per sempre
+dalla sua famiglia, no, no, checchè dicesse Gasparo,
+ella non sarebbe partita.</p>
+
+<p>Ma le vicende dell&#8217;assedio impedirono il colloquio
+desiderato.</p>
+
+<p>La sera di domenica 29 luglio le batterie
+austriache avevano sospeso il fuoco; gli artiglieri
+del Piazzale e di San Secondo, a cui non
+pareva vero di risparmiar le munizioni, ne avevano
+imitato l&#8217;esempio. A un tratto, poco prima
+di mezzanotte, spettacolo bello e terribile, il
+cielo è solcato da infinite striscie luminose, un
+fragore spaventoso risveglia la città addormentata.
+Che è, che non è? I projettili nemici che
+fino allora erano stati rivolti contro i forti o
+avevano colpito tutt&#8217;al più l&#8217;estremo lembo di
+Cannaregio, ora giungevano d&#8217;improvviso nel
+cuore di Venezia. Si sentiva il fischio delle
+bombe, lo strepito delle granate che scoppiavano,
+lo schianto dei fumaiuoli, delle cornici, dei
+tetti, che cadevano a pezzi. A poco a poco, dalle
+case rovinate o minaccianti rovina, uscivano intere
+famiglie, vecchi languenti, donne discinte,
+bambini aggrappati ai collo delle madri, uomini
+ancor vigorosi e pronti a combattere, ma
+smarriti al cospetto d&#8217;un pericolo che veniva a
+insidiarli persino nelle pareti domestiche. Uscivano
+portando seco le masserizie più necessarie,
+avviandosi ai quartieri più lontani dai
+bombardatori, a San Marco, a Castello. In
+breve la piazza fu gremita di gente. Chi stendendo<span class="pagenum"><a name="Page_288" id="Page_288">[288]</a></span>
+il materasso sul nudo terreno vi si adagiava
+coi suoi cari a dormire, chi sedeva muto
+sopra uno sporto di colonna della Basilica o su
+uno dei gradini delle Procuratie nuove, chi
+cercava asilo nei Caffè, chi girava inquieto su
+e giù in traccia di parenti e d&#8217;amici. Dalla folla
+saliva un mormorìo confuso di gemiti, di preghiere,
+d&#8217;imprecazioni; in alto, sopra le mille e
+mille teste, i colombi di San Marco, turbati nei
+loro riposi dall&#8217;insolito frastuono e cacciati
+fuori dai nidi da un folle spavento, volavano
+a stormi di qua, di là, senza mai chetarsi e
+sbattendo l&#8217;ali con un fragore sinistro.</p>
+
+<p>Una calca poco minore c&#8217;era sul Molo, ove
+accorrevano anche i semplici curiosi per veder
+meglio la parabola delle bombe.</p>
+
+<p>&mdash;<i>I ne fa i foghi d&#8217;artifizio, sti fioi de cani</i>&mdash;diceva
+un barcaiuolo apparecchiando tranquillamente
+la sua gondola e offrendosi di condur
+in laguna quelli che volessero goder più davvicino
+del meraviglioso spettacolo.</p>
+
+<p>Un altro, a ogni colpo, mandava agli assediati
+un augurio breve ed espressivo: <i>Andè in
+malora!</i></p>
+
+<p>&mdash;<i>Ve le faremo inghiotir tute le vostre bombe</i>&mdash;esclamava
+un popolano stringendo i pugni in
+aria di sfida.</p>
+
+<p>Nessuno apriva la bocca per parlare di capitolazione.</p>
+
+<p>Il bombardamento continuò con pari vigore
+nel giorno dopo, ma intanto la carità pubblica
+e privata aveva provveduto all&#8217;alloggio di quelli<span class="pagenum"><a name="Page_289" id="Page_289">[289]</a></span>
+ch&#8217;eran rimasti senza tetto. Però, chi pensi che
+due terzi della città erano quasi inabitabili, si
+farà presto un&#8217;idea del modo in cui questi profughi
+infelici potevano essere accomodati nell&#8217;altro
+terzo. Le stanze non bastavano più; bisognava
+pigiar la gente nelle soffitte arse dal
+sole, nei pianterreni corrosi dalla salsedine, nei
+sottoscala infetti, nelle stive puzzolente dei barconi
+ancorati in laguna. Qual meraviglia se in
+mezzo a quella moltitudine ammucchiata in
+sì breve spazio, affranta già dagli stenti passati
+e ora sfinita più che mai dalla nutrizione
+insufficiente e mal sana, prima serpeggiava
+insidioso, poi scoppiava tremendo il colèra?</p>
+
+<p>Il palazzo Bollati, e la casa Rialdi sorgevano
+in due punti abbastanza distanti fra loro: tuttavia
+erano entrambi in quella parte di Venezia
+ove arrivavano le bombe; Anzi, nel palazzo,
+un proiettile era caduto fin dalla mattina del 30,
+mezz&#8217;ora dopo che il signor Ambrogio aveva
+issato sul tetto il vessillo britannico dicendo
+solennemente alla moglie:</p>
+
+<p>&mdash;Noi siamo in una botte di ferro... una
+botte di ferro. La bandiera devono vederla
+sicuro, e allora da questa parte non tirano
+più.... Vorrei poi sapere perchè quell&#8217;imbecille
+del conte Bollati non sia ancora tornato a
+casa.</p>
+
+<p>Il conte Bollati non era tornato a casa e non
+aveva nessuna intenzione di ritornarci. Quando
+principiò il bombardamento egli era in una<span class="pagenum"><a name="Page_290" id="Page_290">[290]</a></span>
+bettola a pochi passi dalla quale scoppiò una
+granata. Uscitone in fretta, trovò la strada piena
+di gente che fuggiva dal <i>sestiere</i> di Cannaregio,
+quello appunto dov&#8217;era il palazzo già appartenente
+alla sua famiglia. Con l&#8217;esagerazione propria
+degli spaventati, quei fuggiaschi dicevano
+che a Cannaregio le bombe venivan giù come
+una gragnuola, che due persone eran morte,
+che la chiesa di S. Geremia era in fiamme, che
+una gondola era stata squarciata e sommersa.
+Leonardo non se lo fece ripetere due volte e
+prese la rincorsa fino a Castello, ove andò a rifugiarsi
+in una osteriaccia da lui frequentata in
+altri tempi.</p>
+
+<p>Anche i Rialdi avevano dovuto lasciare la
+loro abitazione ed erano stati accolti presso un
+amico di Gasparo, in parrocchia di San Marco.
+Il primo pensiero di Fortunata, appena vide in
+salvo i suoi genitori e la sua Margherita (di sè
+non si curava affatto, la poverina), fu quello
+di Leonardo. Ma dove trovarlo? Come arrischiarsi
+ad andar fino al palazzo Bollati, ove
+forse, se c&#8217;erano ancora i custodi, se ne avrebbe
+saputo qualcosa? A badare alla gente quella
+era la parte della città più bersagliata; non ci
+mettevano piede che le pattuglie della guardia
+civica; i pochi abitanti rimasti stavano tappati
+nei magazzini ove si credevano più sicuri e da
+cui non uscivano che per le indispensabili provvigioni.</p>
+
+<p>&mdash;Eh, <i>viscere mie</i>, c&#8217;è altro da fare che andar
+in cerca di tuo marito&mdash;borbottava la contessa<span class="pagenum"><a name="Page_291" id="Page_291">[291]</a></span>
+Zanze alla figliuola, la quale chiedeva a
+lei consiglio ed aiuto.&mdash;Per poco che la duri
+così, siamo tutti spacciati e non ci resta che
+da raccomandare l&#8217;anima al Signore.</p>
+
+<p>La contessa Zanze non aveva torto. Le condizioni
+di Venezia s&#8217;aggravavano terribilmente
+ogni giorno. Non ostante gli sforzi eroici del
+nostro piccolo naviglio, la flotta austriaca era
+riuscita a impedir tutti gli accessi del porto;
+dal lato di terra, non c&#8217;è bisogno di dirlo, non
+poteva entrare nè un sacco di grano, nè un
+capo di bestiame. S&#8217;era ridotti a cibarsi di pan
+nero, di frutte e d&#8217;erbaggi forniti dalle nostre
+isole, del pesce che si pescava nei nostri canali
+e nella nostra laguna. Chi riusciva a imbandire
+un pezzo di carne d&#8217;un quadrupede
+purchessia, doveva ringraziare la Provvidenza
+come d&#8217;un segnalato favore. La fame, gli stenti,
+l&#8217;agglomeramento della popolazione preparavano
+una messe abbondante al colèra. E il colèra
+falciava le vittime a centinaia, senza distinzione
+di classe, di sesso, d&#8217;età; ricchi e
+poveri, giovani e vecchi, donne e bambini.
+Non bastavano al bisogno gli ospedali, benchè
+se ne aprissero sempre di nuovi, non bastavano
+i medici, benchè pieni d&#8217;abnegazione; mancava
+il ghiaccio, mancava il chinino pei malati, mancavano
+i preti pei moribondi, i seppellitori pei
+morti.</p>
+
+<p>Eppure, in generale, le privazioni erano sopportate
+virilmente, e si trovava perfino il tempo
+di ridere e di scherzare. Nella famiglia ove<span class="pagenum"><a name="Page_292" id="Page_292">[292]</a></span>
+erano ospitati i Rialdi c&#8217;era una vecchia nonna
+piena d&#8217;energia che dava coraggio ai giovani e
+non voleva sentir piagnistei. Linda, pulita, con
+una cuffietta bianca da&#8217; cui orli spuntavano due
+ciocche di capelli d&#8217;argento, asciutta dalla persona
+e non curva ancora dagli anni, con un par
+d&#8217;occhi scuri, vivi, lucenti, la signora Teresa era
+sempre circondata da uno stuolo di bimbi come
+una chioccia dai suoi pulcini. La chiamavano
+nonna tutti quanti, i suoi nipoti come gli estranei,
+ed ella raccontava loro tante belle storielle,
+insegnava loro tanti bei giuochi. Qualche
+volta una nube velava la sua fronte serena;
+allora, rivolgendosi ai maschi, ella diceva con
+voce sommessa:</p>
+
+<p>&mdash;Quando sarete grandi toccherà a voi a
+prendere il fucile contro i Tedeschi.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, sì&mdash;gridavan quelli con entusiasmo.</p>
+
+<p>&mdash;Lo farete il vostro dovere?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, sì, nonna.</p>
+
+<p>&mdash;Bravi!&mdash;E la nonna soggiungeva con un
+filo d&#8217;ironia:&mdash;Fin che venga quel tempo torniamo
+a giocar a mosca cieca.</p>
+
+<p>La signora Teresa aveva una gran simpatia
+per Gasparo Rialdi e per Margherita; per Fortunata
+provava una sincera commiserazione,
+ma non poteva intendersi nè con lei, nè col
+conte Luca o con la contessa Zanze; erano
+caratteri troppo dissimili dal suo. La impazientiva
+specialmente il conte Luca, il quale passava
+delle ore tenendosi una boccettina d&#8217;aceto e un
+pezzo di canfora al naso, e lamentandosi:<span class="pagenum"><a name="Page_293" id="Page_293">[293]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;L&#8217;hanno voluta fare la rivoluzione! Ecco
+che cosa ci hanno guadagnato. L&#8217;avevo sempre
+previsto io.... Mettersi a cozzare con
+l&#8217;Austria!... era uno scacco matto sicuro.... Mi
+spiego?</p>
+
+<p>&mdash;Eh, caro signore&mdash;rimbeccava la vecchierella&mdash;se
+tutti fossero come lei, il regno dei
+prepotenti durerebbe sino alla consumazione dei
+secoli.</p>
+
+<p>Malgrado del suo spirito alquanto mordace,
+la signora Teresa esercitava una singolare attrazione
+non soltanto sui fanciulli, ma anche
+sugli adulti. E Fortunata si fece animo a confidarle,
+non le sue vicende coniugali, che già
+erano note, ma le sue angustie per la proposizione
+che l&#8217;era stata fatta dal fratello.&mdash;Dio
+mio, come devo regolarmi? Come devo regolarmi?&mdash;esclamava
+la povera giovine.</p>
+
+<p>La signora Teresa non amava le persone le
+quali non sanno regolarsi da sè; tuttavia ella
+non potè schermirsi dal rispondere. E riconobbe
+che la cosa era grave; ma pesato il pro e il
+contro, disse:</p>
+
+<p>&mdash;Per me, accetterei.</p>
+
+<p>E ripetè gli argomenti addotti già da Gasparo.
+Rimanendo a Venezia Fortunata non poteva
+recar nessun giovamento ai suoi genitori,
+e in quanto al signor conte Bollati, egli, con la
+sua condotta aveva perduto il titolo di marito
+e di padre. Fortunata doveva pensare alla sua
+figliuola, e per la bimba sarebbe senza dubbio
+un gran bene lo star con lo zio.<span class="pagenum"><a name="Page_294" id="Page_294">[294]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Quello è un uomo&mdash;concludeva la signora
+Teresa&mdash;e in qualunque luogo si trovi, saprà
+farsi la sua strada e mantenere le sue promesse.</p>
+
+<p>Fortunata si torceva le mani e gemeva:</p>
+
+<p>&mdash;Dio, Dio!&mdash;E neanche vederlo? Neanche
+saper s&#8217;è vivo o morto?</p>
+
+<p>&mdash;Qui ha ragione lei. Ma non c&#8217;è proprio
+caso d&#8217;averne notizie?</p>
+
+<p>&mdash;Senta, signora Teresa, poichè è tanto
+buona, trovi un&#8217;anima pietosa che m&#8217;accompagni
+fino al palazzo Bollati. Dicono ch&#8217;è un vero
+rischio l&#8217;andar fin là, ma non importa....</p>
+
+<p>&mdash;Crede che non si sia mosso di casa?</p>
+
+<p>&mdash;Non lo so.... Probabilmente si sarà mosso
+come gli altri, ma possibile che non ci sia più
+nessuno a guardia del palazzo? E se c&#8217;è qualcheduno,
+possibile che non mi diano un&#8217; informazione,
+una traccia?</p>
+
+<p>&mdash;Insomma vorrebbe aver compagnia per
+questa sua gita?</p>
+
+<p>&mdash;Sì... un servitore... un facchino a cui darei
+una mancia.</p>
+
+<p>&mdash;Ma che servitore? Che mancia? Aspetti
+domattina e vengo io.</p>
+
+<p>&mdash;Lei!... No... no, nemmen per idea....</p>
+
+<p>&mdash;O che ha bisogno d&#8217;una pattuglia per esser
+sicura? O crede ch&#8217;io non mi regga sulle
+gambe?</p>
+
+<p>&mdash;Ma no... non è questo.... Non voglio che
+si esponga a un rischio per causa mia.... In
+mezzo alle bombe....<span class="pagenum"><a name="Page_295" id="Page_295">[295]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Che paroloni! Dia retta a me, il rischio
+è molto minore di quello che si dice.... Se non
+ci fosse altro che il bombardamento, gli Austriaci
+avrebbero da sudare ancora per un pezzo....
+In verità, quanti crede sian stati colpiti dalle
+bombe in tutta la città? Dieci o dodici forse....
+Meno di quelli che il colèra porta via in una
+casa sola in poche ore.... Alle corte, se si decide,
+domattina alle nove, con la scusa di fare
+qualche spesa, si va insieme.... Andare e tornare
+è l&#8217;affare di un&#8217;ora.... Se poi non le accomoda,
+si spicci da sè, chè io non ho tempo da
+perdere.</p>
+
+<p>Come avviene sempre a quelli che contrastano
+con chi abbia più energia di loro, Fortunata
+cedette. E la mattina seguente, alle
+nove precise, le due donne s&#8217;avviarono insieme
+a braccetto.</p>
+
+<p>I quartieri bombardati avevano realmente un
+aspetto che stringeva il cuore. Le strade deserte,
+le botteghe chiuse, e chiuse pure, per la
+massima parte, le imposte delle case, soprattutto
+nei piani superiori. Qua e là, dietro alle
+inferriate di un magazzino, dietro ai battenti
+socchiusi d&#8217;una porta, spuntava una faccia livida,
+affilata, sparuta. Non mancavano segni
+più visibili del bombardamento; qualche mucchio
+di rovinacci, qualche pezzo di tegola e di
+grondaia, qualche muro diroccato o annerito
+da un principio d&#8217;incendio. Tuttavia il pericolo
+delle persone non era gran cosa. Nè i cannoni
+austriaci potevano tirar più di tanti colpi al<span class="pagenum"><a name="Page_296" id="Page_296">[296]</a></span>
+minuto, nè tutti i colpi arrivavano sino all&#8217;abitato.
+Di quelli che ci arrivavano, molti finivano
+nei canali interni; a ogni modo, ben di
+rado i proiettili avevano la forza di trapassar
+le impalcature di tutti i piani e di giungere ai
+luoghi terreni ove s&#8217;erano ridotte quelle famiglie
+che non avevan voluto lasciar le loro case.
+Per le strade poi era quasi impossibile d&#8217;esser
+colti alla sprovveduta; le bombe si sentivan
+venire e cento volte contro una c&#8217;era tempo di
+mettersi in salvo.</p>
+
+<p>Checchè ne sia, Fortunata e la signora Teresa
+toccarono senza disgrazia la meta del loro
+pellegrinaggio. Il portone del palazzo era
+chiuso; il campanello risuonò cupamente nei
+cortile silenzioso.</p>
+
+<p>Alla terza suonata si sentì qualcheduno a
+muoversi, e una voce femminile gridò dal di
+dentro:</p>
+
+<p>&mdash;Chi è? Chi è?</p>
+
+<p>Era la moglie del custode.</p>
+
+<p>&mdash;Sono io, sono la contessa Bollati&mdash;rispose
+Fortunata,&mdash;apra un momento.</p>
+
+<p>&mdash;Madonna santa!... Cosa viene a fare?&mdash;replicò
+la donna affacciandosi sulla soglia ma
+senza invitar le due visitatrici ad entrare.&mdash;Il
+signor conte non c&#8217;è mica.... Non è più venuto
+dopo il 29 del mese passato.... dopo il principio
+del bombardamento.</p>
+
+<p>&mdash;Almeno mi faccia la carità di dirmi dove
+sia....</p>
+
+<p>&mdash;Se lo sapessi....<span class="pagenum"><a name="Page_297" id="Page_297">[297]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Non lo sa? Non lo sa?... O poveretta
+me!... Non sa neanche s&#8217;è vivo?</p>
+
+<p>&mdash;Per questo si cheti&mdash;rispose la custode
+con voce raddolcita.&mdash;È vivo....</p>
+
+<p>&mdash;Ah sì.... N&#8217;è ben sicura?</p>
+
+<p>&mdash;Ieri era vivo.... Mio marito l&#8217;ha visto in
+piazza.</p>
+
+<p>&mdash;Ha parlato con lui? E dov&#8217;è suo marito?</p>
+
+<p>&mdash;Ambrogio è dal console... per quella bomba
+ch&#8217;è venuta in palazzo. Ah Gesù mio!</p>
+
+<p>Quest&#8217;esclamazione fu provocata dal romore
+d&#8217;un proiettile che doveva esser caduto poco
+lontano. Dopo aver ripreso fiato, la custode accennò
+a voler troncare il discorso.</p>
+
+<p>&mdash;Vada, vada, signora, e che Iddio l&#8217;accompagni....
+Non son luoghi da fermarcisi, questi....</p>
+
+<p>&mdash;Un momento ancora, per carità.... Non mi
+ha detto se suo marito abbia parlato col conte
+Leonardo.</p>
+
+<p>&mdash;Non gli ha parlato.... Si son scambiati un
+saluto di lontano e il signor conte ha gridato:
+«A rivederci dopo il bombardamento....» Sarà
+contenta adesso.... Vada via, vada via....</p>
+
+<p>&mdash;Vado, sì... e grazie.... Ma se potesse saper
+qualche cosa di più....</p>
+
+<p>&mdash;O Signore Iddio benedetto! Cosa vuol che
+si sappia in questi tempi?... Bisogna contentarsi
+di vivere.</p>
+
+<p>E con queste parole la donna chiuse bruscamente
+il portone.</p>
+
+<p>La signora Teresa, che aveva taciuto fino allora,<span class="pagenum"><a name="Page_298" id="Page_298">[298]</a></span>
+toccò leggermente la spalla della sua compagna.</p>
+
+<p>&mdash;Andiamo... Quello che si poteva sapere lo ha saputo.</p>
+
+<p>&mdash;Oh sì&mdash;disse Fortunata&mdash;e mi par d&#8217;esser
+sollevata d&#8217;un gran peso.... È vivo!... Ma
+dov&#8217;è? Dov&#8217;è?... È necessario ch&#8217;io lo veda.</p>
+
+<p>&mdash;A questo si penserà poi.... Andiamo.</p>
+
+<p>Lungo il cammino, Fortunata cercava ogni
+tanto la mano della signora Teresa e la stringeva
+con un moto convulso come a ringraziarla
+d&#8217;esser venuta con lei. Avrebbe voluto attaccar
+discorso, rimetter sul tappeto la gran questione
+della sua partenza con Gasparo, questione
+ch&#8217;era sempre insoluta nella sua mente,
+ma la signora Teresa pareva assorta in gravi
+pensieri.</p>
+
+<p>Il cannone tuonava.</p>
+
+<p>&mdash;Non finirà più!&mdash;mormorò a mezza voce
+Fortunata come parlando tra sè.</p>
+
+<p>&mdash;Oh finirà... pur troppo che finirà&mdash;disse
+la signora Teresa tentennando tristamente il
+capo.</p>
+
+<p>Giunsero in piazza San Marco. C&#8217;era una calca
+di gente; la guardia civica era schierata sotto
+il palazzo del Governo, e Daniele Manin, affacciato
+al poggiuolo, le indirizzava per l&#8217;ultima
+volta la parola.</p>
+
+<p>La voce onesta e leale, che per diciassette
+mesi aveva mantenuto acceso nei Veneziani il
+sacro fuoco del patriottismo, che aveva guidato,
+frenato, corretto i mobili istinti del popolo,<span class="pagenum"><a name="Page_299" id="Page_299">[299]</a></span>
+ora scendeva commossa in una folla commossa;
+era un patetico addio, era un gagliardo
+eccitamento a sperare nell&#8217;avvenire, era un caloroso
+appello a quelle virtù con cui le nazioni
+riescono a domar la fortuna.</p>
+
+<p>Dal punto della piazza ove si trovavano le
+due donne, non era possibile seguire il filo del
+discorso, ma se ne coglievano le frasi pronunciate
+con accento più vibrato.</p>
+
+<p>«.... Un popolo che ha fatto e patito quanto
+ha fatto e patito e patisce il nostro popolo
+non può perire. Dee venir giorno in cui gli
+splendidi destini siano corrispondenti al merito
+vostro.... Quando verrà questo giorno?... Noi
+abbiamo seminato.... Sventure grandi sono forse
+imminenti.... È pur sempre in poter nostro
+mantenere intemerato l&#8217;onore di questa città....
+Checchè avvenisse, dite: <i>Quest&#8217;uomo s&#8217;è ingannato</i>;
+ma non dite mai: <i>Quest&#8217;uomo ci ha ingannati....</i>»</p>
+
+<p>&mdash;Mai, mai&mdash;gridavano i militi agitando i
+berretti sulle baionette.&mdash;Mai, mai&mdash;ripeteva
+il popolo unanime.</p>
+
+<p>E tutti piangevano, tutti sentivano che l&#8217;ultima
+ora della libertà era vicina.</p>
+
+<p>Daniele Manin pronunziò ancora qualche parola;
+poi, sorpreso da un malessere subitaneo,
+dovette ritirarsi. La folla si disperse.</p>
+
+<p>La signora Teresa era rimasta immobile con
+gli occhi fissi al suolo; due grosse lagrime, le
+prime che Fortunata le vedesse spargere, le
+rigavano le gote. Alla fine si scosse, sospirò<span class="pagenum"><a name="Page_300" id="Page_300">[300]</a></span>
+due volte:&mdash;Povera Venezia! Povera Venezia!&mdash;disse
+alla sua compagna:&mdash;Spicciamoci, a
+casa ci aspetteranno;&mdash;e s&#8217;avviò.</p>
+
+<p>Fortunata la seguì senza aprir bocca. Forse
+anche a lei parevano piccoli, dinanzi a questo
+gran dolore della patria, tutti i dolori
+privati.<span class="pagenum"><a name="Page_301" id="Page_301">[301]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="XXVI" id="XXVI"></a>XXVI.</h2>
+
+
+<div class="poem" style="width: 7em;"><div class="stanza">
+<span class="i0">.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;<br /></span>
+<span class="i0">.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.<br /></span>
+<span class="i0">.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.<br /></span>
+<span class="i0">.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.<br /></span>
+<span class="i0">Il morbo infuria,<br /></span>
+<span class="i0">Il pan ci manca,<br /></span>
+<span class="i0">Sul ponte sventola<br /></span>
+<span class="i0">Bandiera bianca!<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>Questo grido pietoso d&#8217;un gentile poeta e soldato,
+che sul cader del 20 agosto 1849 contemplava
+mestamente da uno dei forti della laguna
+la città avvolta nei rosei vapori del tramonto,
+dipinge, meglio che non potrebbero le lunghe
+descrizioni, lo stato di Venezia in quei giorni.
+Il cannone non tuonava più, si negoziava la
+resa. E la resa fu sottoscritta il 22; il 27 doveva
+succeder l&#8217;occupazione austriaca.</p>
+
+<p>Cessato il bombardamento, tutti quelli che il
+fuoco, la fame, il contagio avevano risparmiati,<span class="pagenum"><a name="Page_302" id="Page_302">[302]</a></span>
+s&#8217;affrettarono a tornare alle loro abitazioni, stupiti
+e forse non lieti di sopravvivere alla patria.
+Però, se la guerra era finita, se la carestia
+era scemata, c&#8217;era sempre tempo di morir
+di colèra, chè la malattia non accennava punto
+a diminuire d&#8217;intensità, e anzi il numero delle
+vittime fu, in quello scorcio d&#8217;agosto, maggiore
+che mai. L&#8217;accesa fantasia popolare parlava di
+migliaia di morti al giorno; non erano tanti,
+ma passavano i trecento, cifra enorme in una
+città di poco più che centomila anime.</p>
+
+<p>Naturalmente anche i Rialdi furono tra quelli
+che rincasarono. Se la paura, come ritengono
+alcuni, dispone i corpi al contagio, il conte Luca
+avrebbe dovuto avere il colèra una ventina di
+volte; invece n&#8217;era rimasto illeso e attribuiva
+la sua salvezza alle infinite precauzioni di cui
+s&#8217;era circondato, e soprattutto a un grande odor
+di canfora che lo isolava in mezzo alla gente.
+È vero ch&#8217;egli non poteva ancor cantar vittoria.
+Aveva però ben altre angustie addosso oltre
+a quella del colèra. Che cosa farebbe di lui
+il Governo austriaco? Lo lascerebbe al suo posto,
+lo metterebbe in pensione, lo destituirebbe
+addirittura? Il Signore Iddio gli era testimonio
+ch&#8217;egli non aveva contribuito per nulla alla Rivoluzione,
+che non aveva appartenuto all&#8217;Assemblea,
+nè era sceso in piazza San Marco a
+gridar <i>viva</i> e <i>morte</i>; sicuro che s&#8217;era messo anche
+lui la coccarda tricolore all&#8217;occhiello, e s&#8217;era
+presentato al Manin coi suoi colleghi del Tribunale;
+sfido io; come si poteva esimersi? Ma<span class="pagenum"><a name="Page_303" id="Page_303">[303]</a></span>
+il grosso guaio era l&#8217;esser padre d&#8217;un ufficiale
+che aveva preso le armi contro il suo legittimo
+Sovrano e che doveva quindi emigrare, l&#8217;esser
+marito d&#8217;una donna senza giudizio, che s&#8217;era
+voluta cacciare in una dozzina di comitati, e
+per diciassette mesi non aveva fatto altro che
+salir le scale delle case per accattar firme a
+indirizzi e denari per collette, o bazzicar per le
+ambulanze a civettare coi feriti (alla sua età!
+vergogna!) o intervenire a cerimonie chiassose,
+tutta gale e pennacchi come un cavallo bardato.
+La contessa Zanze non poteva lodarsi del Governo
+provvisorio, il quale non aveva apprezzato
+sufficientemente il suo patriottismo, nè
+dato a Gasparo il comando di tutte le forze di
+terra e di mare; anzi ella diceva che un&#8217;altra
+volta si guarderebbe bene dal rifare i sacrifizi
+che aveva fatto; ma ella non era punto disposta
+a sopportare in pace i rimproveri di suo marito,
+e, stuzzicata da lui, rispondeva per le rime.
+Egli però non era in grado di sostenere una
+discussione, e alzando le mani al cielo esclamava:</p>
+
+<p>&mdash;Per carità, non mi stordite con le vostre
+chiacchiere, non mi fate inquietare, che c&#8217;è ancora
+il colèra.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, sì,&mdash;rispondeva la moglie.&mdash;Se non
+avessi la spina dei figliuoli che sono in procinto
+di partire, non mi fareste mica tacer così
+presto.</p>
+
+<p>Era deciso; Gasparo conduceva con sè la sorella
+e la nipotina. Fortunata, debole sempre,<span class="pagenum"><a name="Page_304" id="Page_304">[304]</a></span>
+aveva ceduto alle istanze reiterate di suo fratello;
+o forse non voleva star più a carico dei
+suoi genitori, i quali, nell&#8217;incertezze dell&#8217;avvenire,
+potevano essere impicciati a provvedere
+a sè medesimi. La piccina, dal canto suo, avrebbe
+preferito di rimaner eternamente nella casa ove
+c&#8217;era la <i>nonna Teresa</i> con tanti bimbi, e ove
+ella, a marcio dispetto del bombardamento e
+del colèra, aveva passato i giorni più allegri
+della sua vita. Ma dacchè s&#8217;era tornati nella
+casa vecchia, nella casa squallida e trista, ella
+ripeteva da mattina a sera che voleva andarsene
+con lo zio Gasparo, con la mamma e con
+<i>la nuova Lilì</i>. Notiamo fra parentesi che <i>la nuova
+Lilì</i> ispirava a Margherita un rispetto superstizioso.
+Infatti, mentre tutti i suoi giocattoli
+s&#8217;erano rotti, <i>la nuova Lilì</i>, di legno dalla testa
+alle piante, aveva resistito agli urti, alle percosse,
+ai cambiamenti di domicilio, aveva persino
+ruzzolato un giorno la scala senz&#8217;altra conseguenza
+che una lieve avaria nei capelli e nel
+vestito.</p>
+
+<p>Nel piegarsi, dopo molte lagrime e molti contrasti,
+alle sollecitazioni di Gasparo, Fortunata
+aveva messo la condizione d&#8217;andar un&#8217;ultima
+volta in cerca di Leonardo che non era stato
+ancora possibile di rintracciare, e di condurgli
+Margherita, s&#8217;egli mostrava il desiderio di vederla.</p>
+
+<p>&mdash;E se,&mdash;aveva soggiunto la povera Fortunata,&mdash;s&#8217;<i>egli</i>
+fosse diventato un altr&#8217;uomo,
+se avesse messo giudizio, se volesse esser davvero<span class="pagenum"><a name="Page_305" id="Page_305">[305]</a></span>
+un buon marito e un buon padre.... intendi
+bene che non potrei lasciarlo.</p>
+
+<p>&mdash;Se uno solo de&#8217; tuoi <i>se</i> si verificasse,&mdash;rispose
+Gasparo sapendo di rischiar poco,&mdash;sarei
+il primo a dirti: Rimani a Venezia.</p>
+
+<p>La vigilia del giorno stabilito per la partenza,
+Fortunata s&#8217;avviò di buon mattino al
+palazzo Bollati. L&#8217;accompagnava una donna di
+servizio che sarebbe tornata a prender Margherita
+nel caso che il conte Leonardo fosse
+nelle sue stanze e volesse dar un bacio alla
+figliuola.</p>
+
+<p>Una vecchia aperse il portone.</p>
+
+<p>&mdash;Chi è? Che vuole?</p>
+
+<p>&mdash;Non c&#8217;è il signor Ambrogio, il custode?</p>
+
+<p>&mdash;Oh poveretto, sia pace all&#8217;anima sua, è
+morto già da due giorni.</p>
+
+<p>&mdash;Morto?</p>
+
+<p>&mdash;Sì, di colèra.... E adesso c&#8217;è la moglie in
+burrasca.... Vada via, signora, ch&#8217;è meglio.</p>
+
+<p>&mdash;Padroncina, padroncina, andiamo,&mdash;disse
+la fantesca che a sentir nominare il colèra era
+diventata bianca come un cencio lavato.</p>
+
+<p>&mdash;Un momento.... Buona donna, e del conte
+Bollati ne sapete nulla?&mdash;soggiunse Fortunata
+con voce tremante.</p>
+
+<p>&mdash;Il conte Bollati? Chi è?</p>
+
+<p>&mdash;Non lo conoscete? Quel signore alto, coi
+baffi biondi, che abita qui all&#8217;ultimo piano.</p>
+
+<p>&mdash;Non lo conosco.... Ma badi.... ho sentito
+dire dal medico che anche su in alto c&#8217;è qualcheduno
+col colèra.<span class="pagenum"><a name="Page_306" id="Page_306">[306]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Vergine santa!&mdash;gridò la giovine mettendosi
+la mano al cuore.</p>
+
+<p>&mdash;Padroncina, per amor di Dio, andiamo a
+casa,&mdash;ripetè angosciosamente la serva.</p>
+
+<p>Ma Fortunata si svincolò a forza dalla paurosa
+compagna che la teneva per un lembo del
+vestito e le disse:</p>
+
+<p>&mdash;Va a casa tu sola, va subito anzi.... io devo
+salire.</p>
+
+<p>E senza soggiunger altro attraversò rapidamente
+il cortile e l&#8217;entratura, e infilò lo scalone.</p>
+
+<p>Il conte Leonardo era tornato alla sua soffitta
+fin dal giorno innanzi, e i primi sintomi
+del morbo l&#8217;avevan colpito nel cuor della notte.
+Disceso giù nell&#8217;androne all&#8217;alba per chieder
+soccorso, aveva per caso trovato il dottore che
+veniva a curar la moglie del custode. E il dottore,
+dopo avergli inutilmente suggerito di farsi
+trasportar all&#8217;ospedale piuttosto di rimaner così
+solo nel suo covile, gli aveva consegnato una
+boccettina con una mistura di canfora e laudano
+da prendersi in più volte, promettendogli di
+tornar fra un&#8217;ora e di condur seco un infermiere.
+Trascinatosi di nuovo su de&#8217; suoi cento e
+quindici scalini, il conte s&#8217;era coricato aspettando.
+Ma non s&#8217;eran più visti nè infermiere,
+nè medico. Chi poteva risponder di sè e degli
+altri in quei giorni? Intanto il male cresceva di
+violenza e il pover&#8217;uomo che aveva trangugiato
+in un colpo tutta la mistura e aveva bevuto
+una mezza bottiglia di rhum, si contorceva urlando
+sul letto. E lo lasciavano morir come un<span class="pagenum"><a name="Page_307" id="Page_307">[307]</a></span>
+cane! Pensò a Fortunata; s&#8217;era viva, se lo sapeva
+in quello stato, sarebbe venuta ad assisterlo....
+Ma per mezzo di chi mandarla a cercare!...
+Egli non poteva più scendere, non si
+reggeva più sulle gambe. Era in queste smanie
+quando Fortunata entrò nella camera. La prima
+impressione di Leonardo fu un&#8217;impressione di
+spavento. Era proprio sua moglie in carne ed
+ossa, o era uno spettro? Egli non la vedeva da
+alcuni mesi e gli parve invecchiata di diec&#8217;anni,
+gracile e sottile come un giunco, bianca e diafana
+come l&#8217;alabastro. Alla fine si persuase
+ch&#8217;era lei e si calmò alquanto. Sì, aveva fatto
+bene a venire, ma adesso premeva avere il medico;
+corresse subito subito a chiamarne uno,
+e poi, subito subito, tornasse. E Fortunata rifece
+le scale e volò in due o tre farmacie lasciando
+dappertutto l&#8217;ordine di mandar in palazzo
+Bollati il primo medico che capitasse.
+Quand&#8217;ella tornò presso l&#8217;infermo, alcuni fenomeni
+della fatale malattia si erano alleviati;
+minori i granchi allo stomaco, minore il vomito;
+ma erano sopraggiunti altri sintomi gravissimi:
+la pelle sparsa d&#8217;un sudor freddo e viscido, la
+tinta terrea, gli occhi infossati nell&#8217;orbita, il
+respiro affannoso, la voce rauca e sepolcrale.
+Mentre il conte Leonardo si trovava in una specie
+di sopore letargico, Fortunata sentì un suono
+di passi nella stanza attigua, e credendo che
+fosse il medico uscì a incontrarlo.</p>
+
+<p>Ma non era il medico, era Gasparo, il quale,
+saputo confusamente a casa sua che la sorella<span class="pagenum"><a name="Page_308" id="Page_308">[308]</a></span>
+era rimasta in palazzo Bollati, veniva in traccia
+di lei.</p>
+
+<p>&mdash;Tu, Gasparo?</p>
+
+<p>&mdash;Io, sì.... Ebbene?... Tuo marito?...</p>
+
+<p>&mdash;È di là.... col colèra.... È tanto aggravato...
+E non si trova un medico... O Gasparo,
+fa un&#8217;opera di carità.... falla per me.... va tu
+a cercarlo il dottore.... Io non posso abbandonare
+Leonardo che muore.</p>
+
+<p>Gasparo si lasciò scappare una frase crudele.</p>
+
+<p>&mdash;Ne son morti tanti migliori di lui in questi
+diciassette mesi!</p>
+
+<p>Ella gli mise una mano sulla bocca.</p>
+
+<p>&mdash;Non parlare così.... Se Leonardo ha le sue
+colpe, vedi come le espia! vedi a che punto è
+ridotto!</p>
+
+<p><i>Sunt lacrimae rerum.</i> Gasparo girò gli occhi
+intorno, e nel mirar quella squallida soffitta, e
+nel richiamar alla mente il lusso, gli agi che
+avevan cinta l&#8217;infanzia di Leonardo Bollati provò
+uno stringimento di cuore. E disse alla sorella:</p>
+
+<p>&mdash;Farò come desideri.... Andrò pel dottore....
+Ma lo sai che domattina all&#8217;alba?...</p>
+
+<p>&mdash;Taci, taci,&mdash;interruppe Fortunata.</p>
+
+<p>E vedendolo turbarsi, soggiunse:</p>
+
+<p>&mdash;Taci in questo momento.... Posson succedere
+tante cose prima di domattina!</p>
+
+<p>Gasparo la guardò inquieto. C&#8217;era un&#8217;intonazione
+così triste nella sua voce, c&#8217;era una tale
+aria di stanchezza nella sua persona!</p>
+
+<p>&mdash;Fortunata, cos&#8217;hai?</p>
+
+<p>&mdash;Io?... Nulla.... Per amor del cielo non perder<span class="pagenum"><a name="Page_309" id="Page_309">[309]</a></span>
+tempo.... Va, va.... Oh smemorata ch&#8217;io
+sono, prima d&#8217;uscir dal palazzo, batti all&#8217;uscio
+dell&#8217;abitazione del custode, al pian terreno....
+c&#8217;è un caso di colèra anche lì.... forse ci sarà
+un medico.... va, Gasparo....</p>
+
+<p>Egli discese in fretta. Dal custode gli dissero
+con un gesto espressivo che il medico non
+aveva più ragione di venire. Invece, giunto in
+istrada, la sua buona stella gli mise subito tra
+i piedi un dottore di sua conoscenza; se ne impadronì
+(è il vocabolo giusto) e se lo tirò dietro
+in palazzo.</p>
+
+<p>Leonardo peggiorava rapidamente; spenta la
+voce, impercettibili i polsi, esauste le forze;
+pur non aveva ancora perduto conoscenza, e
+vedendo insieme col medico entrare il cognato
+guardò Fortunata con un&#8217;espressione indefinibile
+di sgomento. Ella lo rassicurò con un&#8217;occhiata,
+e Gasparo, impietosito al miserando
+spettacolo, gli fece un saluto amichevole e gli
+rivolse le parole incoraggianti che sogliono rivolgersi
+ai malati.</p>
+
+<p>Al dottore, ch&#8217;era un brav&#8217;uomo e aveva curato
+i colerosi a centinaia, non occorse più di
+un minuto per giudicare che Leonardo era
+bell&#8217;e spacciato; nondimeno volle provare i
+mezzi che gli suggeriva la sua esperienza. Visto
+che non ne cavava alcun frutto, chiamò
+da parte Gasparo e gli susurrò all&#8217;orecchio:</p>
+
+<p>&mdash;Non c&#8217;è alcuna speranza.... Procuri di condur
+via sua sorella.... Mi par molto debole, e<span class="pagenum"><a name="Page_310" id="Page_310">[310]</a></span>
+il colèra si attacca facilmente, soprattutto alle
+persone deboli.</p>
+
+<p>Ma Fortunata, come se avesse indovinato il
+pensiero del medico, fece un energico segno
+negativo col capo e passando un braccio sotto
+il collo del moribondo parve voler dire: «Non
+mi strapperete di qui che a forza.»</p>
+
+<p>Gasparo le si avvicinò con dolcezza.</p>
+
+<p>&mdash;Fortunata, per amore della tua Margherita....</p>
+
+<p>&mdash;No, no... Margherita non ha bisogno di
+me.... <i>Lui</i> sì che ne ha bisogno.... Leonardo,
+Leonardo, non è vero che hai bisogno della
+tua Fortunata?... Oh meschina me, che ho potuto
+lasciarti per tanto tempo.... Perdonami,
+Leonardo mio.... Oh se tu m&#8217;avessi mandata a
+chiamare!... Perchè, non m&#8217;hai mandata a chiamare?...
+T&#8217;ho sempre voluto bene.... O Leonardo,
+se guarisci, starò sempre con te, te lo
+giuro.</p>
+
+<p>E, trattenuta invano, si gettava bocconi sul
+letto e tentava scaldar con le sue carezze quel
+povero corpo assiderato.</p>
+
+<p>A un certo momento il medico, che non aveva
+levato mai gli occhi dall&#8217;infermo, disse:</p>
+
+<p>&mdash;Signora, si faccia una ragione.... Ormai...
+è inutile.</p>
+
+<p>Ella alzò la testa, guardò il medico, guardò
+Gasparo, guardò Leonardo, comprese che tutto
+era finito e cadde ginocchioni, tendendo le
+palme al cielo e gridando:&mdash;Madre di Dio,
+abbiate misericordia!<span class="pagenum"><a name="Page_311" id="Page_311">[311]</a></span></p>
+
+<p>Stette così qualche minuto singhiozzando,
+pregando, coprendo di baci la mano del morto
+che spenzolava dalla sponda del letto; poi, appoggiandosi
+a Gasparo, cercò di rizzarsi in
+piedi, ma le vennero meno le forze e s&#8217;abbandonò
+come una massa inerte tra le braccia del
+fratello.</p>
+
+<p>Il dottore ch&#8217;era ancora nella stanza, accorse
+subito, e vedendo la faccia stravolta, gli occhi
+smarriti, il pallore cadaverico della giovane,
+capì subito di che cosa si trattava. Era di nuovo
+il colèra, un colèra de&#8217; più gravi, di quelli che
+lasciano meno tempo alle difese. Il male che
+aveva testè ucciso il marito ora investiva con
+raddoppiata violenza la moglie.</p>
+
+<p>&mdash;E poi negheranno il contagio!&mdash;disse tra
+sè il valentuomo, il quale, per far prevalere la
+teoria del contagio, aveva sostenuto fiere battaglie
+con alcuni colleghi. E non vorremmo giurare
+che l&#8217;idea di poter gettare in viso agli
+oppositori un nuovo esempio a sostegno della
+sua tesi, non gli desse qualche soddisfazione.
+Tanto più che il triste caso di Fortunata pareva
+dargli ragione su un altro punto. Questo
+aveva tutta l&#8217;aria di esser colèra fulminante, e
+anche il colèra fulminante negavano que&#8217; caparbi,
+e pretendevano che in Europa non se ne
+fosse mai visto.</p>
+
+<p>Si trasportò Fortunata nella camera vicina a
+quella dov&#8217;era morto Leonardo. S&#8217;era pensato
+sulle prime di trasportarla a casa, ma ella,
+pienamente in sè e pienamente consapevole del<span class="pagenum"><a name="Page_312" id="Page_312">[312]</a></span>
+suo stato, supplicò che la lasciassero morir lì.
+Non voleva comunicare a&#8217; suoi genitori e a sua
+figlia il germe della malattia... o forse, giacchè
+il cielo le aveva accordato la grazia di ricongiungersi
+a suo marito, non voleva staccarsene
+più.</p>
+
+<p>Forte in mezzo agli strazi, come non era
+stata mai nelle condizioni ordinarie della vita,
+ella scongiurava il medico di non tormentarla
+coi rimedi; già ella capiva ch&#8217;era suonata la sua
+ora e che Iddio la chiamava a sè.... avesse almeno
+potuto avere un prete!...</p>
+
+<p>Gasparo si mosse per andare a cercarne uno,
+ma ella col po&#8217; di voce che le rimaneva:</p>
+
+<p>&mdash;Per carità non allontanarti&mdash;gli disse.</p>
+
+<p>In pari tempo rivolse al medico uno sguardo
+supplichevole. Il buon dottore comprese il significato
+di quella muta preghiera, fece a Gasparo
+cenno di rimanere e s&#8217;avviò:</p>
+
+<p>&mdash;In un quarto d&#8217;ora vado e torno.</p>
+
+<p>&mdash;Gasparo&mdash;mormorò Fortunata, quando
+fu sola con suo fratello&mdash;il Signore sa quel
+che si fa.... Se fossi venuta teco a Londra ti
+sarei stata d&#8217;impaccio... sempre malinconica,
+sempre piagnucolosa.... Se invece all&#8217;ultimo momento
+mi fossi rifiutata di venire, tu non avresti
+voluto privarmi della mia bambina....</p>
+
+<p>&mdash;No, Fortunata....</p>
+
+<p>&mdash;E allora il tuo esilio sarebbe stato più
+tristo.... È meglio così.... Te la raccomando, la
+mia Margherita.... Parlale qualche volta di
+me.... E se le nomini suo padre, non insegnarle<span class="pagenum"><a name="Page_313" id="Page_313">[313]</a></span>
+a disprezzare la sua memoria.... Promettimi
+che compiacerai alla tua povera sorella.</p>
+
+<p>&mdash;Te lo prometto, sì, te lo prometto con
+tutta l&#8217;anima.</p>
+
+<p>&mdash;Grazie.... E il babbo e la mamma... poveri
+vecchi, che restan soli nel mondo... li vedrai,
+non è vero, prima di partire? Salutali, di&#8217; loro
+che mi perdonino se non fui sempre una figliuola
+ubbidiente... e tu pure...</p>
+
+<p>Uno spasimo acuto le troncò la frase, e la
+voce le si estinse in un gemito.</p>
+
+<p>Quando tornò il dottore, e poco dopo di lui
+venne il prete ch&#8217;egli era andato a chiamare,
+gli occhi dell&#8217;ammalata nuotavano già nella
+morte. Ma ell&#8217;era sempre presente a sè stessa
+e potè accompagnare col movimento delle labbra
+le preghiere del sacerdote e volger di tanto
+in tanto lo sguardo all&#8217;uscio della camera vicina,
+come se intendesse che quelle preghiere
+dovessero valere anche pel disgraziato che non
+era più in caso di sentirle.</p>
+
+<p>Era l&#8217;ora del tramonto; il sole prima di nascondersi
+dietro un palazzone che sorgeva dall&#8217;altra
+parte del canale mandò un fascio di raggi
+nella stanza e tinse d&#8217;una luce purpurea il letto
+improvvisato e la faccia livida della morente.
+Ella s&#8217;agitò in un&#8217;ultima convulsione, poi le sue
+membra s&#8217;irrigidirono per sempre.</p>
+
+<p>Gasparo ebbe un ruggito da leone.&mdash;Morta,
+morta! Infelicissima sorella mia, che non hai
+fatto altro che patire!... Morta per cagione di
+quel miserabile! E non dovrò maledirlo?<span class="pagenum"><a name="Page_314" id="Page_314">[314]</a></span></p>
+
+<p>Ma quell&#8217;impeto durò poco. Il tempo stringeva
+e Gasparo aveva ancora un terribile ufficio
+da compiere: annunziare ai suoi genitori la
+nuova, inattesa sciagura che piombava loro sul
+capo.</p>
+
+<p>Egli strappò un foglietto da un taccuino e
+scrisse col lapis poche righe a un amico sulla
+cui devozione poteva fare assegnamento. «Sai
+che devo partire domattina sotto pena di essere
+preso e fucilato dagli Austriaci. Mia sorella»&mdash;a
+questo punto egli ebbe un&#8217;esitazione,
+ma la vinse e proseguì:&mdash;«e mio cognato son
+morti or ora di colèra in due stanze a tetto del
+palazzo Bollati. Intenditi col dottore X... per
+la tumulazione. Fa quello che faresti se la sventura
+(che il cielo tenga sempre lontano da te)
+avesse battuto alla tua porta. In un momento
+come questo non posso dare un tale incarico a
+mio padre. Addio: quando mi sarò posato in
+qualche luogo (spero di fermarmi a Londra) ti
+riscriverò e ti indicherò il mio recapito. Addio,
+e grazie dal fondo del cuore. A rivederci in
+tempi migliori.»</p>
+
+<p>Com&#8217;ebbe finito di scrivere, piegò il foglietto
+in due, vi fece l&#8217;indirizzo e lo consegnò al
+dottore.</p>
+
+<p>&mdash;È stato tanto buono; m&#8217;usi un&#8217;ultima cortesia.
+Mandi questo biglietto al mio amico&mdash;e
+glielo nominò&mdash;che lei conosce benissimo e si
+metta d&#8217;accordo con lui per tutto quello che
+resta da fare.</p>
+
+<p>Il medico chinò la testa in sogno d&#8217;assenso e<span class="pagenum"><a name="Page_315" id="Page_315">[315]</a></span>
+promise a Gasparo che avrebbe anche pensato
+a trovar chi vegliasse nella notte quei poveri
+morti.</p>
+
+<p>&mdash;Non sono ricco, sto per prendere la via
+dell&#8217;esilio&mdash;disse Gasparo con voce commossa&mdash;non
+posso compensarla come vorrei, ma una
+memoria....</p>
+
+<p>E si toglieva un anello dal dito, ma il dottore
+l&#8217;interruppe vivamente:</p>
+
+<p>&mdash;No, Rialdi, io non accetto nulla... assolutamente
+nulla... Ogni più piccolo oggetto può
+esser necessario ad un esule....</p>
+
+<p>&mdash;Ma...</p>
+
+<p>&mdash;Non ne parliamo.... Mi dia piuttosto un
+bacio, e buon viaggio....</p>
+
+<p>Gasparo abbracciò intenerito il dottore, sfiorò
+ancora una volta con le labbra la fronte gelida
+di Fortunata e corse a precipizio giù per le
+scale. Uscito dal palazzo, egli fece in un lampo
+la strada che lo divideva da casa sua.</p>
+
+<p>Il conte Luca e la contessa Zanze lo aspettavano
+con ansietà.</p>
+
+<p>&mdash;E Fortunata?&mdash;essi chiesero a una voce
+vedendolo arrivar solo.&mdash;Dov&#8217;è?... È rimasta
+lì?... Quando verrà?</p>
+
+<p>&mdash;Fortunata...&mdash;principiò Gasparo. Ma invece
+di continuare, balbettò:&mdash;Coraggio, padre
+mio, coraggio, mamma... Armatevi di tutta
+la vostra forza, chè ne avete bisogno.</p>
+
+<p>Quelle parole, quelle lagrime, che invano rattenute
+velavano due occhi non avvezzi a spargerne,
+lasciavano indovinare il peggio.<span class="pagenum"><a name="Page_316" id="Page_316">[316]</a></span></p>
+
+<p>&mdash;Gasparo&mdash;gridò la contessa&mdash;tu non diresti
+di più se tua sorella fosse morta!</p>
+
+<p>Il giovino chinò la fronte in silenzio. Rinunziamo
+a descrivere la scena che ne seguì per
+non render ancora più triste questo capitolo
+già pieno di tante pubbliche e private tristezze,
+e perchè ci sembra che l&#8217;ora incalzi anche noi
+e ci costringa innanzi tutto a mettere in salvo
+il nostro ufficiale. Questa partenza inevitabile,
+imminente, era quella sera, in casa Rialdi, un
+dolore di più, e nello stesso tempo una distrazione
+al dolore. Non c&#8217;era caso, bisognava occuparsene,
+far gli ultimi preparativi, dar l&#8217;ultime
+disposizioni, e per conseguenza, di tratto
+in tratto, pensare ad altro, parlar d&#8217;altro che
+della tragica fine di Fortunata.</p>
+
+<p>Intanto Margherita dormiva. Poichè ella doveva
+alzarsi per tempissimo, l&#8217;avevano messa a
+letto subito dopo desinare, poco prima che Gasparo
+giungesse, ed ella, appena posata la testa
+sul capezzale, aveva trovato il sonno dolce
+e profondo dell&#8217;infanzia.</p>
+
+<p>Degli altri di casa, come si può ben credere,
+non chiuse occhio in quella notte nessuno. Ma,
+verso il mattino, Gasparo sforzò i suoi genitori
+a ritirarsi nella loro stanza per un paio d&#8217;ore;
+avrebbe vestito lui la bambina.</p>
+
+<p>&mdash;Sei proprio irremovibile?&mdash;disse la contessa.&mdash;Vuoi
+portarcela via? Vedi come restiamo
+soli.</p>
+
+<p>Oh Gasparo lo sapeva, e ne sentiva in cuore
+una profonda pietà. Ma anche egli era solo, e<span class="pagenum"><a name="Page_317" id="Page_317">[317]</a></span>
+da mesi e mesi il pensiero di condur seco questa
+fanciulla, di tenersela come propria figlia,
+era per la sua anima un raggio di luce che rischiarava
+le tenebre dell&#8217;avvenire. E poi, nonostante
+tutte le amarezze, tutte le incertezze
+dell&#8217;esilio, gli pareva di provveder meglio alla
+sorte di Margherita conducendola con sè che
+lasciandola presso i nonni.</p>
+
+<p>&mdash;Sì, mamma&mdash;egli rispose con affetto.&mdash;Credi
+pure ch&#8217;è meglio così... Un giorno, se la
+fortuna m&#8217;arride, verrete voi altri a raggiungerci.</p>
+
+<p>La contessa Zanze non insistette.</p>
+
+<p>Alle quattro del mattino Gasparo entrò nella
+camera della nipote. Margherita dormiva tranquilla,
+con la sua puppattola al fianco, con un
+braccio nudo piegato sotto la testa, in una positura
+simile a quella in cui egli l&#8217;aveva vista
+la prima volta. Accanto alla cuna della bimba
+c&#8217;era il letto della sua povera mamma, intatto,
+con le lenzuola rimboccate.</p>
+
+<p>&mdash;Margherita&mdash;chiamò Gaspare&mdash;o Margherita.</p>
+
+<p>E la scosse dolcemente.</p>
+
+<p>Ella si risentì, aperse gli occhi, si guardò intorno
+e disse:&mdash;La mamma... voglio la mamma.</p>
+
+<p>&mdash;Sono io, Margherita, sono lo zio Gasparo....
+Lo sai che si deve partire insieme.</p>
+
+<p>&mdash;Ma anche la mamma...</p>
+
+<p>&mdash;La mamma&mdash;egli soggiunse con pietosa bugia&mdash;è
+andata avanti... La troveremo... Su, su....</p>
+
+<p>Margherita si lasciò persuadere, e, aiutata
+dallo zio e da una donna di servizio, fu pronta<span class="pagenum"><a name="Page_318" id="Page_318">[318]</a></span>
+in pochi minuti. Anche il suo piccolo bagaglio
+era pronto.</p>
+
+<p>Ma convenne assolutamente prender seco un
+altro piccolo personaggio, un personaggio di legno,
+<i>la nuova Lilì</i>, da cui Margherita non voleva
+staccarsi a nessun patto.&mdash;Gliel&#8217;ho promesso&mdash;ella
+diceva con la maggior gravità&mdash;e anche
+la mamma glielo ha promesso.</p>
+
+<p>Storditi sotto il cumulo di tanti dolori, il conte
+Luca e la contessa Zanze benedissero il figlio e
+la nipote quasi senza parole, quasi senza lagrime.
+Solo quando l&#8217;uscio si richiuse dietro i
+due profughi, si sentì dalla stanza uno scoppio
+rumoroso di pianto.</p>
+
+<p>Gasparo e Margherita entrarono in una gondola.
+I canali interni della città erano ancora
+avvolti nell&#8217;ombra, ma, guardando in su, si vedevano
+i comignoli delle case illuminati dal sole.
+E appena la gondola sboccò in laguna, il Molo,
+la Riva degli Schiavoni, la Salute, i Giardini,
+San Giorgio apparvero nuotanti in un mare di
+luce. Gasparo mise la testa fuori del finestrino
+del <i>felze</i>, ma la ritirò bruscamente... Sul forte di
+San Giorgio sventolava la bandiera gialla e nera.</p>
+
+<p>Il giovane ufficiale si coprì il viso con le mani
+e stette un pezzo immobile e taciturno.</p>
+
+<p>&mdash;Ma dov&#8217;è la mamma?&mdash;ridomandò Margherita.</p>
+
+<p>Gasparo si scosse, passò un braccio intorno
+al collo della piccina e ripetè:</p>
+
+<p>&mdash;La mamma... è andata avanti.</p>
+
+<p>Giunsero al Lido e s&#8217;imbarcarono sopra un<span class="pagenum"><a name="Page_319" id="Page_319">[319]</a></span>
+vapore ch&#8217;era pieno di gente. Non tutti emigranti
+però; alcuni erano venuti lì soltanto per accompagnarvi
+i congiunti e gli amici.</p>
+
+<p>Margherita girò gli occhi inquieta e chiese di
+nuovo:&mdash;C&#8217;è qui la mamma?</p>
+
+<p>&mdash;No, bimba mia, non è qui... è andata avanti.</p>
+
+<p>La macchina diede tre fischi. Si scambiarono
+ancora una volta i baci, i saluti, gli auguri, le
+parole di conforto e di speranza; poi quelli che
+non dovevano partire discesero in fretta.</p>
+
+<p>Il vapore si mosse. Raccolti sulla coperta,
+con lo sguardo fisso verso una parte, gli esuli
+mandarono un ultimo addio alla città che pareva
+fuggir dinanzi a loro. E chi singhiozzava, e chi
+piangeva in silenzio, e chi imprecava al destino
+e chi invocava il giorno della riscossa.</p>
+
+<p>Margherita era seduta sulle ginocchia dello zio.</p>
+
+<p>&mdash;Dove si va adesso?</p>
+
+<p>&mdash;Adesso&mdash;egli rispose&mdash;andiamo intanto
+in un paese che si chiama Corfù.</p>
+
+<p>&mdash;La troveremo lì, la mamma?</p>
+
+<p>C&#8217;era un&#8217;ansietà così dolorosa nell&#8217;accento
+della fanciulla che Gasparo non ebbe il coraggio
+di dirle il vero e baciandola teneramente le
+susurrò con un filo di voce:</p>
+
+<p>&mdash;Se la troveremo?... Chi sa?... Forse sì.</p>
+
+<p>Margherita si calò giù pian pianino, prese <i>la
+nuova Lilì</i> che giaceva ai suoi piedi, le riannodò
+intorno alla vita un nastro bianco rosso e verde
+che s&#8217;era sciolto e si mise a canticchiare</p>
+
+<div class="poem" style="width: 8em;"><div class="stanza">
+<span class="i0">Tre colori, tre colori,<br /></span>
+<span class="i2">ecc., ecc.<br /></span>
+<span class="pagenum"><a name="Page_320" id="Page_320">[320]</a></span></div></div>
+
+<p>Quel giorno stesso, nel pomeriggio, le truppe
+austriache, inghirlandate di mirto, entravano
+in Venezia come in una tomba, senza destare
+sul loro passaggio neppur uno di quei gridi che
+salutano i vincitori. Passando in gondola davanti
+al palazzo Bollati un maggiore spiegava
+all&#8217;ufficiale ch&#8217;era con lui come quel palazzo
+avesse appartenuto ai suoi suoceri e fosse poi
+andato all&#8217;asta e diventato proprietà d&#8217;un inglese.
+L&#8217;ultimo dei Bollati s&#8217;era ridotto a vivere
+in tre stanze a tetto. A questo punto eran decaduti
+molti nobili veneti! Il maggiore soggiungeva
+che come unico erede della marchesa sua
+moglie, morta alcuni mesi addietro in Moravia,
+egli aveva il diritto di veder davvicino come
+stessero le cose e che a un tale diritto non intendeva
+punto di rinunziare. Oh, S. E. il Governatore
+militare Gorzkowsky avrebbe fatto far
+giudizio ai Tribunali italiani.</p>
+
+<p>Chi parlava così era il signor marchese Ernesto
+Geisenburg-Rudingen von Rudingen, rimasto
+vedovo, e promosso da capitano a maggiore
+durante la guerra. E mentr&#8217;egli parlava,
+nella soffitta del palazzo Bollati, i becchini
+chiudevano nella cassa il conte Leonardo, ultimo
+rampollo d&#8217;una famiglia di dogi.</p>
+
+<p class="center noi smaller">
+FINE.<br />
+</p>
+
+<div class="adsdiv">
+<hr class="hid" />
+<p class="center noi bb">MILANO.&mdash;FRATELLI TREVES, EDITORI&mdash;MILANO.</p>
+
+<p class="center noi"><big><b>
+L&#8217;ILLUSTRAZIONE ITALIANA</b></big>
+<br /></p>
+<p class="center noi bt bb" style="width: 8em; margin: auto;">Anno X&mdash;1883.<br /><br /></p>
+
+<p class="center noi">È IL SOLO GRANDE GIORNALE ILLUSTRATO D&#8217;ITALIA<br />
+<br />
+<span class="smaller">CON DISEGNI ORIGINALI D&#8217;ARTISTI ITALIANI</span></p>
+<p class="center noi bt bb smaller" style="width: 21em; margin: auto;">
+<i>Esce ogni domenica in sedici pagine in-4 grande</i><br />
+</p>
+
+<div class="ads"><p class="noi">I 52 fascicoli stampati in carta di lusso formano in fine
+d&#8217;ogni anno due magnifici volumi di 816 pagine di testo,
+illustrate da oltre 500 incisioni; ogni volume ha la coperta,
+il frontispizio e l&#8217;indice, e forma il più ricco degli Album
+e delle Strenne.</p></div>
+
+<p class="center noi">
+ANNO, L. <big><b>25</b></big>&mdash;SEMESTRE, L. <big><b>13</b></big>&mdash;TRIMESTRE, L. <big><b>7</b></big>.<br />
+<br />
+<span class="smaller">Per l&#8217;Estero, lire 32 l&#8217;anno.</span><br />
+</p>
+
+<hr />
+
+<p class="center noi">
+<span class="g"><big>RICORDO-ALBUM</big></span><br />
+<big><b>DELL&#8217;ESPOSIZIONE DI BELLE ARTI</b></big><br />
+<b>A ROMA (1883)</b><br />
+</p>
+
+<div class="ads"><p>Questo elegantissimo volume in foglio, formato-Album,
+comprende <b>ottanta</b> tavole tirate a parte con gran cura,
+che riproducono i più lodati quadri e statue dell&#8217;Esposizione&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;.&#160;&#160;. <b>Lire 12 &mdash;</b></p></div>
+
+<p class="center noi bt">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p>
+</div>
+
+<hr class="hid" />
+<div class="adsdiv">
+<p class="center noi bb">MILANO.&mdash;FRATELLI TREVES, EDITORI&mdash;MILANO.</p>
+
+<p class="center noi">
+<span class="ss"><big><b>I TESORI D&#8217;ARTE DELL&#8217;ITALIA</b></big></span><br />
+<br />
+<small>di</small><br />
+<br />
+<span class="g">CARLO DE LUTZOW</span><br />
+<br /></p>
+<p class="center noi"><b>Opera splendidamente illustrata da 50 ACQUEFORTI</b><br />
+<span class="smaller"><b>e da 250 incisioni in legno</b></span><br />
+</p>
+
+<p class="smaller">Quest&#8217;opera di gran lusso esce contemporaneamente a Stuttgard,
+a Parigi e a Milano. L&#8217;autore è uno dei più illustri storici e
+critici d&#8217;arte, e gode una reputazione europea. Nella sua nuova
+opera, egli non segue l&#8217;andamento delle epoche storiche, ma si
+conforma alla geniale varietà dei viaggi artistici. Si va da Venezia
+a Treviso, a Padova, a Verona, a Milano, a Torino, si
+passa per l&#8217;Emilia a Bologna, a Ravenna. Si gira tutta la Toscana
+e tutta l&#8217;Umbria, si fa una lunga fermata a Roma, e
+percorso tutto il Napoletano, da Napoli per Trani e Bari si termina
+in Sicilia davanti all&#8217;antica Selinunte. Le illustrazioni sono
+di tre specie: le acqueforti,&mdash;belle, morbide, veramente artistiche,&mdash;saranno
+non meno di cinquanta;&mdash;le incisioni in
+legno, di quadri, statue e monumenti, oltre a duecento;&mdash;e
+gli ornamenti tipografici, che sono circa altre cinquanta incisioni
+di quadri, ornati, sculture, disegni, ecc. Pregio singolare di
+quest&#8217;opera artistica per eccellenza, è questo: che oltre alle riproduzioni
+dei più celebri capolavori, vi sono riprodotti moltissimi
+altri capolavori che finora non erano conosciuti dall&#8217;universale,
+ma restavano serbati all&#8217;ammirazione dei più intendenti
+dell&#8217;arte. Citiamo ad esempio, le ammirabili pitture di Tiziano
+nella scuola del Santo a Padova, la pala del Giorgione esistente
+in Castelfranco, i freschi di Onigo nel Trevigiano, l&#8217;incoronazione
+della Vergine del Romanino di Brescia, ecc. L&#8217;autore passando
+dalle capitali delle scuole italiane ai dintorni, visitando Castelfranco
+e Treviso, come Castiglione Olona e Pienza e Montepulciano
+e Monte Fiorentino, ha potuto arricchire la sua opera di tavole che
+invano si cercano nelle altre opere illustrative dell&#8217;arte italiana.</p>
+
+<hr />
+
+<p class="noi"><i>Quest&#8217;opera di un lusso eccezionale uscirà in 25 o 30
+dispense. Ogni dispensa, oltre ai disegni nel testo, ha
+<span class="ss"><b>due incisioni all&#8217;acqua forte</b></span> di eminenti artisti.</i></p>
+
+<p class="center noi">
+<span class="g"><big><b><i>Lire TRE la dispensa.</i></b></big></span><br />
+ASSOCIAZIONE ALL&#8217;OPERA COMPLETA: <b>L. 75.</b><br />
+<b>Per l&#8217;Estero, Franchi 90.</b><br />
+</p>
+
+<p class="center noi bt">Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p>
+</div>
+<hr class="hid" />
+<div class="adsdiv">
+<p class="center noi bb">MILANO.&mdash;FRATELLI TREVES, EDITORI&mdash;MILANO.</p>
+
+<p class="center noi">
+<big><b>TORINO</b></big><br />
+<small>E</small><br />
+<b>L&#8217;ESPOSIZIONE NAZIONALE DEL 1884</b><br />
+</p>
+
+<hr />
+
+<p>Le case Fratelli Treves di Milano e Roux e
+Favale di Torino hanno ottenuto la concessione
+del <i>giornale ufficiale illustrato dell&#8217;Esposizione</i>.
+Esso uscirà col titolo sopradetto, ed avrà la collaborazione
+dei più celebri scrittori come De
+Amicis, Giacosa, Guerrini, Yorik, Lessona, ecc., e
+artisti della penisola, come Dalbono, Paolocci,
+Matania, Ximenes, ecc. I primi numeri usciranno
+fin dalla metà del 1883. Si ricevono associazioni
+a 40 numeri per <b>Lire 10</b>.</p>
+
+<p>Richiamiamo l&#8217;attenzione degli industriali sull&#8217;importanza
+che avrà la pubblicità di questo
+giornale che sarà tirato a 25,000 esemplari nella
+galleria stessa dell&#8217;esposizione:</p>
+
+<p class="center noi">
+<small>PREZZO DELLE INSERZIONI</small><br /><br />
+<span class="ss"><b>Centesimi 50 la linea.</b></span><br />
+<b><big>==&#62;</big></b> <b>Affrettare le domande di inserzioni per i primi numeri.</b><br />
+</p>
+
+<p class="center noi bt">Dirigere commissioni o vaglia ai Fratelli Treves, editori, Milano.</p></div>
+
+
+
+<hr />
+<div class="tnote">
+<h3>NOTA DEL TRASCRITTORE</h3>
+
+<p>L'ortografia originale è stata mantenuta. Minimi errori tipografici di
+punteggiatura sono stati corretti senza
+annotazioni.</p>
+
+<p>Sono state fatte le seguenti correzioni:</p>
+<ul>
+<li>
+<a href="#tn4">pag. 4</a>: Ernesto Geisenburg-Rudingen von <b>Rudigen</b> ufficiale<br />
+<i>corretto in</i>: Ernesto Geisenburg-Rudingen von <b>Rudingen</b> ufficiale<br /></li>
+
+<li><a href="#tn88">pag. 88</a>: così digrignava i denti e agitava <b>le le</b> braccia<br />
+<i>corretto in</i>: così digrignava i denti e agitava <b>le</b> braccia<br /></li>
+
+<li><a href="#tn186">pag. 186</a>: il povero contino Leonardo fu <b>pulitamento</b><br />
+<i>corretto in</i>: il povero contino Leonardo fu <b>pulitamente</b><br /></li>
+
+<li><a href="#tn204">pag. 204</a>: <b>sensa</b> osare di contraddirgli) e largheggiava<br />
+<i>corretto in</i>: <b>senza</b> osare di contraddirgli) e largheggiava<br /></li>
+
+<li><a href="#tn237">pag. 237</a>: Affacciandosi a un <b>finestino</b> che dava<br />
+<i>corretto in</i>: Affacciandosi a un <b>finestrino</b> che dava<br /></li>
+
+<li><a href="#tn258">pag. 258</a>: l&#8217;aria di guardarlo d&#8217;alto in basso, di <b>rimprorargli</b><br />
+<i>corretto in</i>: l&#8217;aria di guardarlo d&#8217;alto in basso, di <b>rimproverargli</b><br /></li></ul>
+
+<p>Le seguenti grafie alternative sono state mantenute:</p>
+
+<ul><li>
+follia/follìa</li>
+<li>mormorio/mormorìo</li>
+<li>seguiti/seguìti</li></ul>
+
+<p>L&#8217;indice all&#8217;inizio del volume non è presente nel testo originale.</p></div>
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Dal primo piano alla soffitta, by
+Enrico Castelnuovo
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK DAL PRIMO PIANO ALLA SOFFITTA ***
+
+***** This file should be named 30663-h.htm or 30663-h.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
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+
+Produced by Emanuela Piasentini and the Online Distributed
+Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
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+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
+rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose
+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
+
+
+
+*** START: FULL LICENSE ***
+
+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
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+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
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+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
+copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
+works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
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+
+1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern
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+
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+with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the
+work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1
+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
+Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
+1.E.9.
+
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+with the permission of the copyright holder, your use and distribution
+must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
+terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked
+to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
+permission of the copyright holder found at the beginning of this work.
+
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+License terms from this work, or any files containing a part of this
+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
+
+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
+prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
+active links or immediate access to the full terms of the Project
+Gutenberg-tm License.
+
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+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
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+
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+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
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+ and discontinue all use of and all access to other copies of
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+
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+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
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+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
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+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
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+
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+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
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+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
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+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
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+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
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+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
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+Literary Archive Foundation
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+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
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+works.
+
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+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
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