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+The Project Gutenberg EBook of Olanda, by Edmondo de Amicis
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Olanda
+
+Author: Edmondo de Amicis
+
+Release Date: August 30, 2009 [EBook #29864]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK OLANDA ***
+
+
+
+
+Produced by Emanuela Piasentini and the Online Distributed
+Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This file was
+produced from images generously made available by The
+Internet Archive/Canadian Libraries)
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+ OLANDA.
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+ OLANDA
+
+ DI
+
+ EDMONDO DE AMICIS.
+
+
+ Terza edizione.
+
+ FIRENZE,
+
+ G. BARBÈRA, EDITORE.
+
+ 1876.
+
+
+
+
+Quest'opera, della quale ho acquistato la proprietà, è stata depositata
+al Ministero d'Agricoltura e Commercio per godere i diritti accordati
+dalla legge sulla proprietà letteraria.
+
+ G. BARBÈRA.
+
+
+
+
+ A
+
+ PIETRO GROLIER.
+
+
+
+
+L'OLANDA.
+
+
+Chi guarda per la prima volta una grande carta dell'Olanda, si
+meraviglia che un paese così fatto possa esistere. A primo aspetto, non
+si saprebbe dire se ci sia più terra o più acqua, se l'Olanda appartenga
+più al continente che al mare. Al vedere quelle coste rotte e compresse,
+quei golfi profondi, quei grandi fiumi che, perduto l'aspetto di fiumi,
+par che portino al mare nuovi mari; e quel mare che, quasi cangiandosi
+in fiume, penetra nelle terre e le rompe in arcipelaghi; i laghi, le
+vaste paludi, i canali che s'incrociano in ogni parte, pare che un paese
+così screpolato debba da un momento all'altro disgregarsi e sparire. Si
+direbbe che non possa essere abitato che da castori e da foche, e si
+pensa che gli abitanti, poichè c'è gente tanto ardita da starvi, non ci
+debbano dormire coll'anima in pace.
+
+Pensai queste cose la prima volta che guardai una grande carta
+dell'Olanda, e mi venne il desiderio di sapere qualche cosa intorno
+alla formazione di questo singolare paese; e siccome quello che ne seppi
+mi determinò a fare il libro, lo scrivo qui, colla speranza che possa
+determinare altri a leggerlo.
+
+Di un paese che non si conosce, si suol fare a chi lo vide questa
+domanda:--Che paese è?
+
+Che paese sia l'Olanda l'hanno detto molti in poche parole.
+
+Napoleone disse ch'è un'alluvione di fiumi francesi,--il Reno, la
+Schelda e la Mosa,--e con questo pretesto l'aggregò all'Impero. Uno
+scrittore la definì una sorta di transazione fra la terra e il mare. Un
+altro, un'immensa crosta di terra che galleggia sulle acque. Altri, un
+annesso del vecchio continente, la China dell'Europa, la fine della
+terra e il principio dell'oceano, una smisurata zattera di fango e di
+sabbia; e Filippo II--il paese più vicino all'inferno.
+
+Ma sur un concetto furon tutti d'accordo, e lo espressero tutti colle
+stesse parole:--L'Olanda è una conquista dell'uomo sul mare,--è un paese
+artificiale,--lo fecero gli Olandesi,--esiste perchè gli Olandesi lo
+conservano,--sparirebbe se gli Olandesi lo abbandonassero.
+
+Per rendersi ragione di questa verità, bisogna raffigurarsi l'Olanda
+com'era quando andarono ad abitarla le prime tribù germaniche che
+erravano in cerca di una patria.
+
+L'Olanda era un paese quasi inabitabile. Eran vasti laghi tempestosi,
+come mari che si toccavano l'un l'altro; paludi accanto a paludi;
+sterpeti dietro sterpeti; immense foreste di pini, di quercie e
+d'ontani, percorse da stormi di cavalli indomiti, nelle quali, come dice
+la tradizione, si sarebbe potuto far delle leghe passando d'albero in
+albero senza toccare la terra. Le baie profonde portavano fin nel cuore
+del paese la furia delle tempeste boreali. Alcune provincie sparivano
+una volta all'anno sotto le acque del mare, ed erano pianure fangose, nè
+terra nè acqua, sulle quali non si poteva nè camminare nè navigare. I
+grandi fiumi che non avevano inclinazione bastante per discendere al
+mare erravano qua e là come incerti della via da seguire e
+s'addormentavano in grandi stagni fra le sabbie della costa. Era un
+paese sinistro, corso da venti furiosi, flagellato da pioggie ostinate,
+velato da una nebbia perpetua, nel quale non s'udiva che il muggito
+delle onde e le voci delle fiere e degli uccelli marini. I primi popoli
+che ebbero il coraggio di piantarvi le tende, dovettero innalzare colle
+proprie mani dei monticciuoli di terra per salvarsi dagli straripamenti
+dei fiumi e dalle invasioni dell'oceano, e vivere su quelle alture come
+naufraghi su isole solitarie, scendendo al ritirarsi delle acque per
+cercare un nutrimento nella pesca e nella caccia, e raccogliere le uova
+deposte dagli uccelli marini sulle sabbie. Cesare, passando, nominò pel
+primo quei popoli. Gli altri storici latini parlarono con pietoso
+rispetto di que' barbari intrepidi che vivevano su «terre galleggianti»
+esposti alle intemperie d'un cielo spietato e alle collere del
+misterioso mare del Nord; e l'immaginazione si compiace a raffigurarsi i
+soldati romani che dall'alto delle estreme cittadelle dell'impero
+percosse dalle onde, contemplavano con tristezza e con meraviglia le
+tribù erranti per quelle terre desolate come una razza maledetta dal
+cielo.
+
+Ora, se si pensa che una tal regione è diventata uno dei più fertili,
+dei più ricchi e dei meglio ordinati paesi del mondo, si capisce come
+sia giusto il dire che l'Olanda è una conquista dell'uomo.
+
+Ma bisogna aggiungere: è una conquista continua.
+
+A spiegare questo fatto, a mostrare come l'esistenza dell'Olanda,
+malgrado le grandi opere di difesa che gli abitanti vi costrussero,
+richieda ancora una lotta incessante e piena di pericoli, basta
+rammentare di volo alcune fra le vicende principali della sua storia
+fisica, a partir dal tempo in cui gli abitanti l'avevano già ridotta una
+terra abitabile.
+
+Le tradizioni parlano già di una grande inondazione della Frisia nel
+sesto secolo. D'allora in poi, ogni golfo, ogni isola, e si può dir
+quasi ogni città dell'Olanda ricorda una catastrofe. Da tredici secoli
+si conta che vi sia seguita una grande inondazione ogni sette anni,
+oltre le piccole; e perchè il paese è tutto pianura, queste inondazioni
+furon veri diluvii. Verso la fine del tredicesimo secolo il mare disfece
+una parte d'una fertile penisola vicino alle foci dell'Ems e distrusse
+più di trenta villaggi. Nel corso del medesimo secolo, una serie
+d'inondazioni marine aprirono un immenso varco nell'Olanda
+settentrionale, e formarono il Golfo di Zuiderzee, dando la morte a
+quasi ottantamila persone. Nel 1421 una burrasca fece straripare la
+Mosa, che seppellì sotto le sue acque, in una notte, settantadue
+villaggi e centomila abitanti. Nel 1532 il mare ruppe le dighe della
+Zelanda, distrusse centinaia di villaggi e coprì per sempre un vasto
+tratto di paese. Nel 1570 una tempesta produsse un'altra inondazione
+nella Zelanda e nella provincia d'Utrecht, Amsterdam fu invasa dalle
+acque, in Frisia annegarono ventimila persone. Altre grandi inondazioni
+avvennero nel secolo diciassettesimo, due spaventose sul principio e
+sulla fine del decimottavo, una nel 1825 che desolò la Nord-Olanda, la
+Frisia, l'Over-Yssel e la Gheldria, un'altra grande nel 1855 del Reno,
+che invase la Gheldria e la provincia d'Utrecht, e coperse gran parte
+del Brabante settentrionale. Oltre a queste grandi catastrofi, ne
+seguirono, nei varii secoli, altre innumerevoli, che sarebbero famose in
+altri paesi, e che in Olanda appena si ricordano, come le inondazioni
+del grande lago di Haarlem, prodotto esso medesimo da un'inondazione del
+mare; città fiorenti del Golfo di Zuiderzee sparite sotto le acque; le
+isole della Zelanda a volta a volta coperte dal mare e rilasciate; i
+villaggi della costa, da Helder fino alle foci della Mosa, di tempo in
+tempo invasi e rovinati; e in tutte queste inondazioni, eccidii immensi
+d'uomini e d'animali. Si capisce che miracoli di coraggio, di costanza,
+d'industria, abbia dovuto fare il popolo Olandese per creare prima, e
+poi per conservare un simile paese.
+
+Il nemico al quale gli Olandesi dovettero strappare le loro terre, era
+triplice: il mare, i fiumi, i laghi; gli Olandesi disseccarono i laghi,
+respinsero il mare e imprigionarono i fiumi.
+
+Per disseccare i laghi si serviron dell'aria. I laghi, le paludi furono
+circondati di dighe, le dighe di canali, e un esercito di mulini a
+vento, mettendo in moto delle pompe aspiranti, riversò le acque nei
+canali, che le condussero ai fiumi ed al mare. Così dei vasti spazii di
+terra sepolti nell'acqua, videro il sole e si trasformarono come per
+incanto in fertili campagne, popolate di villaggi e percorse da canali e
+da strade. Nel secolo decimosettimo, in meno di quarant'anni, furono
+disseccati ventisei laghi. Sul principio di questo secolo, nella sola
+Nord-Olanda erano tolti all'acqua più di seimila ettari di terreno;
+nell'Olanda meridionale, prima del 1844, ventinove mila; in tutta
+l'Olanda, dal 1500 al 1658, trecento cinquantacinque mila. Colla
+sostituzione dei mulini a vapore ai mulini a vento si compì in
+trentanove mesi la grande impresa del prosciugamento del lago di
+Haarlem, che aveva quarantaquattro chilometri di circuito e minacciava
+con tempeste furiose le città di Haarlem, d'Amsterdam e di Leida. E in
+questo mentre si sta meditando l'impresa prodigiosa di prosciugare il
+golfo di Zuiderzee, che abbraccia uno spazio di più di settecento
+chilometri quadrati.
+
+I fiumi, altro nemico interno dell'Olanda, non costarono meno fatiche e
+meno sacrifizi. Alcuni, come il Reno, che si perdevano nelle sabbie
+prima di giungere al mare, dovettero essere incanalati, e difesi dalla
+marea alla foce con cateratte formidabili; altri, come la Mosa,
+fiancheggiati da dighe altrettanto potenti che quelle innalzate contro
+il mare; altri deviati; le acque vagabonde, raccolte; regolato il corso
+degli affluenti; ripartite le acque con rigorosa misura in vari sensi
+per mantenere in equilibrio quella enorme massa liquida, della quale un
+leggero spostamento basta a inabissare provincie intere; e così tutti i
+fiumi che spandevano anticamente per il paese le loro acque sfrenate e
+devastatrici, furono disciplinati come ruscelli e costretti a servire.
+
+Ma la lotta più tremenda fu quella combattuta coll'oceano. L'Olanda è in
+gran parte più bassa del livello del mare: perciò, dappertutto dove la
+costa non è difesa dalle dune, si dovette difenderla colle dighe. Se
+questi sterminati baluardi di terra, di legno e di granito non fossero
+là ad attestare come monumenti il coraggio e la perseveranza degli
+Olandesi, non si crederebbe che la mano dell'uomo abbia potuto, sia pure
+in molti secoli, compire un così grande lavoro. Nella sola Zelanda le
+dighe si stendono per la lunghezza di quattrocento chilometri. La costa
+occidentale dell'isola di Valcheren è difesa da una diga, della quale si
+calcola che le spese di costruzione sommate alle spese di conservazione
+messe a frutto, ammontino a una somma pari al valore che avrebbe la
+diga stessa se fosse tutta di rame massiccio. Intorno alla città di
+Helder, alla estremità settentrionale della Nord-Olanda, si stende per
+dieci chilometri una diga costrutta di massi di granito di Norvegia, che
+scende più di sessanta metri nel mare. Tutta la provincia di Frisia, per
+la lunghezza di ottantotto chilometri, è difesa da tre file di palafitte
+enormi, sostenute da massi di granito di Norvegia e di Germania.
+Amsterdam, tutte le città delle rive del Zuiderzee, e tutte le
+isole,--frammenti di terre sparite,--che formano come una corona fra la
+Frisia e della Nord-Olanda, sono protette da dighe; dalle foci dell'Ems
+fino alle foci della Schelda l'Olanda è tutta una fortezza
+impenetrabile, nei cui immensi bastioni i mulini son le torri, le
+cateratte son le porte, le isole sono i forti avanzati; e che al pari
+d'una fortezza vera, non mostra al suo nemico, il mare, che le punte dei
+campanili e i tetti degli edifizii, quasi come una derisione e una
+sfida.
+
+L'Olanda è una fortezza, e il popolo olandese ci sta come in una
+fortezza: sul _piede di guerra_ col mare. Un esercito d'ingegneri,
+dipendente dal Ministero dell'Interno, sparpagliato sul paese e ordinato
+come un esercito, spia continuamente il nemico, veglia sull'ordine delle
+acque interiori, previene la rottura delle dighe, ordina e dirige i
+lavori di difesa. Le spese della guerra son ripartite: una parte è allo
+Stato, una parte alle provincie; ogni proprietario paga, oltre l'imposta
+generale, un'imposta speciale per le dighe, proporzionata
+all'estensione dei suoi poderi e alla vicinanza dell'acque. Una rottura
+accidentale, un'inavvertenza possono cagionare un diluvio; il pericolo è
+continuo; le sentinelle sono al loro posto sui baluardi; al primo
+assalto del mare, danno il grido di guerra, e l'Olanda manda braccia,
+materiali e denari. Ed anche quando non si combattono grandi battaglie
+si combatte una lotta sorda e lenta. I mulini innumerevoli, anche nei
+laghi prosciugati, seguitano a lavorare senza posa per assorbire e
+versare nei canali l'acqua piovana e quella che filtra dalla terra. Ogni
+giorno le cateratte dei golfi e dei fiumi, chiudono le loro porte
+gigantesche all'alta marea che tenta di slanciare i suoi flutti nel
+cuore del paese. Si lavora continuamente a rafforzare le dighe malferme,
+a fortificare le dune con piantagioni, a gettar nuove dighe, dove le
+dune son basse, diritte come lande immense vibrate nel seno del mare,
+per rompere il primo impeto delle onde. E il mare picchia eternamente
+alle porte dei fiumi, flagella eternamente gli argini, brontola da ogni
+parte la sua eterna minaccia, solleva i suoi flutti curiosi come per
+guardare le terre che gli sono contese, ammonta dei banchi di sabbia
+dinanzi ai porti per uccidere il commercio delle città invise, rode,
+raspa, scava le coste; e non potendo rovesciare i baluardi su cui frange
+in schiuma rabbiosa i suoi sforzi impotenti, getta ai loro piedi dei
+bastimenti pieni di cadaveri perchè annunzino al paese ribelle il suo
+corruccio e la sua forza.
+
+Mentre questa gran lotta dura, l'Olanda si trasforma: l'Olanda è la
+terra delle trasformazioni. Una carta geografica di questo paese com'era
+otto secoli fa, a primo aspetto, non si riconosce. Trasforma il mare,
+trasformano gli uomini. Il mare, in alcuni punti, fa indietreggiare la
+costa: toglie al continente delle parti di terra, le rilascia, poi le
+riprende; riunisce al continente delle isole con legami di sabbia, come
+nella Zelanda; stacca dei lembi di continente e forma delle isole nuove,
+come Wieringen; si ritira da certe provincie, e fa rimaner città di
+terra città ch'eran di mare, come Leuwarde; converte in arcipelaghi di
+cento isole vasti tratti di pianura come il Biesbosch; separa la città
+dalla terra, come Dordrecht; forma dei nuovi golfi larghi due leghe,
+come il Golfo di Dollart; divide due Provincie con un nuovo mare, come
+la Nord-Olanda e la Frisia. Per effetto delle inondazioni il livello
+delle terre s'innalza in un luogo, in un altro s'abbassa; terre sterili
+sono fecondate dal limo dei fiumi straripati, terre fertili sono
+cangiate in deserti di sabbia. Colle trasformazioni delle acque si
+alternano le trasformazioni del lavoro. Si riuniscono delle isole al
+continente come l'isola di Ameland; si riducono ad isole provincie
+intere, come sarà la Nord-Olanda col nuovo canale d'Amsterdam che la
+deve separare dall'Olanda meridionale; si fanno sparire dei laghi grandi
+come Provincie, come il lago di Beemster; si convertono le terre,
+coll'estrazione delle torbe basse, in laghi, e si ritrasformano questi
+laghi in praterie. E così il paese si altera, si corregge e cangia
+aspetto secondo le violenze dell'acqua e i bisogni dell'uomo. E
+percorrendolo colla più recente carta geografica alla mano, si può
+essere sicuri che quella carta sarà inutile fra qualche anno, perchè
+mentre lo si percorre, vi son dei golfi che a poco a poco spariscono,
+dei tratti di terra in procinto di staccarsi dal continente, e dei
+grandi canali che s'aprono per portar la vita in terre disabitate.
+
+Ma l'Olanda fece ben più che difendersi dall'acqua, se ne impadronì.
+L'acqua era il suo flagello, ne fece la sua difesa. Se un esercito
+straniero invade il suo territorio, essa apre le dighe e scatena il mare
+ed i fiumi, come li scatenò contro i Romani, contro gli Spagnuoli,
+contro l'esercito di Luigi XIV, e difende le città di terra colle
+flotte. L'acqua era la sua miseria, ne fece la sua ricchezza. Su tutto
+il paese si stende una immensa rete di canali che servono insieme come
+vie di comunicazione e ad irrigare le terre. Le città comunicano col
+mare per mezzo di canali; canali vanno da città a città, legano le città
+ai villaggi, i villaggi fra loro, ogni villaggio coi casolari sparsi per
+la campagna; e canali minori cingono i poderi, i pascoli, gli orti, fan
+l'ufficio di muri di cinta e di siepi; ogni casa è un piccolo porto. I
+bastimenti, i barconi, le barchette, le zattere percorrono la campagna,
+attraversano i villaggi, girano fra le case e solcano il paese in tutte
+le direzioni come in altri luoghi i carri e le carrozze. E anche qui
+l'Olanda ha fatto dei lavori giganteschi, come il canale Guglielmo nel
+Brabante settentrionale, il canale che congiunge Amsterdam,
+attraversando tutta la Nord-Olanda, col mare del Nord, lungo più di
+ottanta chilometri e largo più di trenta metri; il nuovo canale che
+congiungerà Amsterdam col mare attraversando le dune, e sarà il più
+largo canale d'Europa; e un altro non meno grande che congiungerà il
+mare colla città di Rotterdam. I canali sono le vene dell'Olanda e
+l'acqua è il suo sangue.
+
+Ma anche senza badare ai canali, ai prosciugamenti dei laghi e alle
+opere di difesa, percorrendo l'Olanda si vedono da ogni parte le traccie
+d'un lavoro meraviglioso. Il terreno, che in altri paesi è un dono della
+natura, là è un'opera dell'industria. L'Olanda tirò la maggior parte
+delle sue ricchezze dal commercio; ma prima del commercio dovette far
+fruttare la terra; la terra non c'era; dovette crearla. Erano banchi di
+sabbia, interrotti da strati di torba, dune che il vento smuoveva e
+spandeva per il paese, grandi spazi di terreno lotoso che parevan
+condannati a una sterilità eterna. Mancavano i primi elementi
+dell'industria, il ferro e il carbone; mancava il legno, poichè le
+foreste eran già state distrutte dalle tempeste quando sorse
+l'agricoltura; mancavano le pietre, mancavano i metalli. La natura, come
+dice un poeta olandese, aveva rifiutato all'Olanda tutti i suoi doni;
+gli Olandesi dovettero far tutto a dispetto della natura. Cominciarono
+coll'infertilire le sabbie. In alcuni luoghi formarono lo strato
+produttivo del suolo con terre portate di lontano come si forma un
+giardino; sparsero la silice delle dune sulle praterie troppo umide;
+mescolarono colle terre troppo sabbiose i detriti delle torbe tratti dal
+fondo delle acque; estrassero dell'argilla per comunicare alla
+superficie della terra una fertilità nuova; lavorarono a dissodare le
+dune; e così industriandosi in mille maniere, e difendendo continuamente
+l'opera loro dalle acque minaccianti, riuscirono a condurre l'Olanda a
+uno stato di floridezza non inferiore a quello dei paesi più favoriti
+dalla natura. Quell'Olanda sabbiosa e paludosa che gli antichi
+consideravano appena come abitabile, manda fuori dei suoi confini, anno
+per anno, dei prodotti agricoli per il valore di cento milioni di lire,
+possiede circa un milione e trecentomila teste di bestiame, e si può
+annoverare, proporzionatamente all'estensione del suo territorio, fra i
+paesi più popolati d'Europa.
+
+Ora si capisce come in un paese così fisicamente straordinario, debba
+esservi un popolo molto diverso dagli altri. Su pochi popoli, in fatti,
+la natura del paese abitato esercitò un influsso più profondo che sugli
+Olandesi. Il genio olandese è in perfetta armonia col carattere fisico
+dell'Olanda. Basta guardare i monumenti della gran lotta combattuta da
+questo popolo col mare, per comprendere come il suo carattere distintivo
+debba essere la fermezza e la pazienza, accompagnata da un coraggio
+calmo e costante. Questa lotta gloriosa, e la coscienza di dover tutto
+a sè stesso, deve aver infuso e fortificato in esso un sentimento
+altissimo della propria dignità e uno spirito indomabile di libertà e
+d'indipendenza. La necessità d'una lotta continua, d'un continuo lavoro
+e di sacrifizi continui per difendere la propria esistenza,
+riconducendolo perpetuamente al sentimento della realtà, deve averlo
+reso un popolo altamente pratico ed economo; il buon senso dev'essere la
+sua qualità più spiccata, l'economia dev'essere una delle sue virtù
+principali; deve quindi primeggiare nelle arti utili, essere parco di
+godimenti, essere semplice anche quando è grande, riuscire in tutto
+quello a cui si riesce colla tenacità dei propositi e con un'attività
+pensata e regolare; esser più saggio che eroico, più conservatore che
+creatore, non dare all'edifizio del pensiero moderno dei grandi
+architetti, ma molti abili operai, una legione di lavoratori pazienti ed
+utili. E in virtù di queste sue qualità di prudenza, di attività
+flemmatica e di spirito di conservazione, progredir sempre, ma a poco a
+poco; acquistar lentamente, ma non perder nulla dell'acquistato; esser
+restío a spogliarsi degli usi antichi; serbare quasi intera, malgrado la
+vicinanza di tre grandi nazioni, la sua originalità; serbarla passando a
+traverso di tutte le forme di governo, malgrado le invasioni straniere,
+malgrado le guerre politiche e religiose di cui fu teatro, malgrado
+l'immenso concorso di stranieri d'ogni paese che vi cercarono un rifugio
+e ci vissero in tutti i tempi; essere infine di tutti i popoli del
+settentrione quello che, benchè procedendo sempre nella via della
+civiltà, ha serbato più netta l'impronta antica.
+
+Ma basta anche rappresentarsi alla mente la sua forma, per comprendere
+che questo paese di tre milioni e mezzo d'abitanti, benchè fuso in una
+così compatta unità politica, benchè riconoscibile fra tutti gli altri
+popoli del Nord a certi tratti comuni agli abitanti di tutte le sue
+provincie, deve presentare una varietà grande. E così è in fatti. Tra la
+Zelanda e l'Olanda propriamente detta, fra l'Olanda e la Frisia, tra la
+Frisia e la Gheldria, tra la Groninga e il Brabante, malgrado tanti
+vincoli comuni e la vicinanza grandissima, non v'è meno differenza che
+fra le provincie più lontane dell'Italia e della Francia: differenza di
+lingua, di costumi, di carattere; differenze di razza e di religione. Il
+regime comunale ha impresso a questo popolo un carattere incancellabile,
+perchè in nessun paese fu conforme come in questo alla natura delle
+cose. Il paese è diviso in parecchi gruppi d'interessi dallo stesso
+organismo del sistema idraulico. Quindi associazione e mutuo soccorso
+contro il comune nemico, il mare; ma libertà delle forze e delle
+istituzioni locali. La monarchia non ha estinto l'antico spirito
+municipale, ed è questo spirito che rese impossibile la completa fusione
+dello Stato in tutti i grandi Stati che ne fecero la prova. I grandi
+fiumi e i golfi profondi sono nello stesso tempo vie di commercio che
+servono come legami di nazionalità fra le varie Provincie, e barriere
+che difendono vecchie tradizioni e vecchie costumanze diverse fra loro.
+In questo paese apparentemente così uniforme, ad ogni passo, si può
+dire, fuorchè l'aspetto della natura, tutto cangia e tutt'a un tratto,
+come la natura stessa all'occhio di chi varca per la prima volta la
+frontiera dello Stato.
+
+Ma per quanto sia meravigliosa la storia fisica dell'Olanda, è più
+meravigliosa la sua storia politica. Questa piccola terra invasa da
+principio da differenti tribù della razza germanica, soggiogate, dai
+Romani e dai Franchi, devastata dai Danesi e dai Normanni, desolata per
+secoli da orrende guerre civili, questo piccolo popolo di pescatori e di
+mercanti salva la sua libertà civile e la sua libertà di coscienza con
+una guerra di ottant'anni contro la formidabile monarchia di Filippo II
+e fonda una repubblica che diventa l'arca di salvamento delle libertà di
+tutti i paesi, la patria adottiva delle scienze, la Borsa d'Europa, la
+stazione del commercio del mondo; una repubblica che stende la sua
+dominazione a Java, a Sumatra, nell'Indostan, a Ceylan, nella Nuova
+Olanda, nel Giappone, nel Brasile, nella Guiana, al Capo di Buona
+Speranza, nelle Indie occidentali, a Nuova-York; una repubblica che
+vince l'Inghilterra sul mare, che resiste alle armi unite di Carlo II e
+di Luigi XIV, che tratta da pari a pari colle più grandi nazioni ed è
+per un tempo una delle tre Potenze che reggono le sorti d'Europa.
+
+Ora non è più la grande Olanda del secolo decimosettimo; ma è ancora,
+dopo l'Inghilterra, il primo Stato coloniale del mondo; invece della
+grandezza antica ha una prosperità tranquilla; si ristrinse nel
+commercio, acquistò nell'agricoltura; del reggimento repubblicano
+perdette più la forma che la sostanza; una famiglia di principi patrioti
+e cari al popolo, vi siede tranquillamente in mezzo a tutte le libertà
+antiche e moderne. Vi è la ricchezza senza fasto, la libertà senza
+insolenza, l'imposta senza miseria. Il paese procede senza scosse, senza
+turbamenti, coll'antico buon senso, conservando nelle tradizioni, negli
+usi e nelle libertà stesse l'impronta della sua nobile origine. È forse
+fra tutti gli Stati d'Europa quello dove c'è più istruzione popolare e
+meno corruzione di costumi. Solo, all'estremità del continente, occupato
+delle sue acque e delle sue colonie, si gode in pace i frutti del suo
+lavoro senza far parlare di sè, coll'alto conforto di poter dire che
+nessun popolo al mondo ha conquistato a prezzo di più grandi sacrifizi
+la libertà della sua fede e l'indipendenza del suo stato.
+
+Tutte queste cose io rivolgevo in mente per stimolare la mia curiosità,
+una bella mattina d'estate, ad Anversa, salendo su un bastimento che mi
+doveva condurre per il corso della Schelda nella Zelanda, ch'è la
+provincia più misteriosa dei Paesi Bassi.
+
+
+
+
+ZELANDA.
+
+
+Se prima che io mi determinassi a fare un viaggio in Olanda, un
+professore qualunque di geografia m'avesse fermato allo svolto d'una
+strada, domandandomi bruscamente:--Dov'è la Zelanda?--sarei rimasto
+senza parola, e non credo d'ingannarmi, supponendo che un buon numero
+dei miei concittadini, a cui si facesse quella domanda, non troverebbero
+subito una risposta. Per gli Olandesi medesimi la Zelanda ha del
+mistero; pochissimi ci sono stati, e tra questi i più non fecero che
+attraversarla in battello; quindi se ne parla di rado e come d'un paese
+lontano. Dalle prime parole che intesi dire ai viaggiatori che salirono
+con me sul bastimento, quasi tutti belgi e olandesi, m'accorsi che
+anch'essi avrebbero veduto quella provincia per la prima volta; eravamo
+dunque tutti curiosi ad un modo; e il bastimento non era ancora partito
+che avevamo attaccato discorso, e ci aguzzavamo la curiosità
+reciprocamente, con domande alle quali nessuno sapeva rispondere.
+
+Allo spuntare del sole, il bastimento partì, godemmo per un pezzo la
+vista del campanile della cattedrale d'Anversa, fatto di trina di
+Malines, come diceva Napoleone I, che n'era innamorato; e dopo aver
+toccato il forte di Lillo e il villaggio di Doel, uscimmo dal Belgio ed
+entrammo nella Zelanda.
+
+Nel punto che si passa per la prima volta la frontiera d'uno Stato, per
+quanto si sappia che lo spettacolo non cangia tutt'a un tratto, si
+guarda intorno curiosamente come se tutto dovess'essere cangiato. Tutti
+infatti s'appoggiarono al parapetto del bastimento come per assistere
+all'apparizione improvvisa della Zelanda.
+
+Per un buon tratto la curiosità rimase delusa: non si vedevano che lo
+sponde piane e verdi della Schelda, larga come un braccio di mare, e
+sparsa di banchi di sabbia, su' quali raccoglievano il volo degli stormi
+di gabbiani gettando dei leggieri gridi; e il cielo purissimo non pareva
+punto cielo d'Olanda.
+
+Si navigava fra l'isola di Zuid-Beveland e quella lista di terra che
+forma la riva sinistra della Schelda, chiamata Fiandra degli Stati o
+Fiandra Zelandese.
+
+La storia di questa lista di terra è assai curiosa. Per lo straniero che
+entra in Olanda, essa è come la prima pagina della grande epopea che
+s'intitola: la lotta col mare. Nel medio evo non era che un vasto golfo
+con poche isolette. Questo golfo, sul principio del sedicesimo secolo,
+non esisteva più; con quattrocento anni di lento lavoro lo avevan
+cangiato in una fertile pianura difesa da dighe, solcata da canali e
+popolata di villaggi, che si chiamava la Fiandra Zelandese. Quando
+scoppiò la guerra dell'indipendenza, gli abitanti della Fiandra
+Zelandese, piuttosto che cedere la loro terra agli eserciti spagnuoli,
+apersero le dighe, il mare irruppe e distruggendo in un giorno il lavoro
+di quattro secoli riformò il golfo del medio evo. Finita la guerra
+d'indipendenza, si ricominciarono i lavori di prosciugamento, e dopo
+trecento anni la Fiandra Zelandese risalutò il sole e fu restituita al
+continente, come una figliuola risorta. Così in Olanda le terre sorgono,
+spariscono e riappaiono, a somiglianza dei regni delle novelle arabe, al
+tocco delle verghe dei maghi. La Fiandra Zelandese, divisa dalla Fiandra
+Belga dalla doppia barriera politica e religiosa, e separata dall'Olanda
+dalla Schelda, conserva i costumi, le credenze, l'impronta intatta del
+sedicesimo secolo. Le tradizioni della guerra contro la Spagna vi sono
+ancora vive e parlanti come d'un avvenimento del tempo. La terra è
+fertile, gli abitanti godono d'una prosperità straordinaria, hanno
+costumi severi, scuole, stamperie, e vivono così in pace nel loro
+frammento di patria rinata ieri, fino al giorno che il mare non la
+ridomandi per una terza sepoltura. Un Belga, mio compagno di viaggio,
+che mi diede queste notizie, mi fece osservare giustamente che gli
+abitanti della Fiandra Zelandese, quando inondarono le loro terre,
+benchè già sollevati contro la dominazione spagnuola, erano ancora
+cattolici, e che per conseguenza era seguìto a quella provincia lo
+strano caso di sprofondarsi nelle acque cattolica, e di tornare a galla
+protestante.
+
+Il bastimento, con mia grande meraviglia, invece di continuare a
+discendere la Schelda per girare intorno all'isola di Zuid-Beveland,
+arrivato a un certo punto, entrò nell'isola infilando uno stretto
+canale, che l'attraversa da un capo all'altro, o meglio la spacca in
+due, e congiunge così i due bracci del fiume, che formano l'isola
+stessa.
+
+Era il primo canale olandese per il quale passavo: fu un'impressione
+nuova. Il canale è fiancheggiato da due alto dighe che nascondono la
+campagna; il bastimento scorreva così quasi di soppiatto, come se avesse
+preso quella via traversa per riuscire improvvisamente alle spalle di
+qualcuno; e come non v'era una barca nel canale nè un'anima viva sulle
+dighe, la solitudine e il silenzio davano ancor meglio a quella corsa
+nascosta l'aria d'un tradimento da pirati.
+
+Uscendo dal canale, si entrò nel braccio orientale della Schelda.
+
+Eravamo nel cuore della Zelanda. A destra avevamo l'isola di Tholen, a
+sinistra l'isola di Noord-Beveland, dietro quella di Zuid-Beveland,
+dinanzi quella di Schouwen. Fuori che l'isola di Valcheren, si vedevano
+tutte le principali isole dell'arcipelago misterioso.
+
+Ma in questo consiste il mistero: quelle isole non si vedevano,
+s'indovinavano. A destra e a sinistra del fiume larghissimo, davanti e
+dietro al bastimento, non si vedeva che la linea diritta delle dighe,
+come una striscia verde a fior d'acqua, e dietro questa striscia, qua e
+là, cime d'alberi, punte di campanili, comignoli rossi di tetti, che
+pareva facessero capolino per vederci passare. Non una collina, non un
+rialto di terra, non una casa scoperta da nessuna parte: tutto era
+nascosto, tutto pareva immerso nell'acqua; si sarebbe detto che quelle
+isole erano sul punto d'esser sepolte dal fiume e si guardava ora l'una
+ora l'altra come per assicurarsi che c'erano ancora. Pareva di
+attraversare un paese nel giorno del diluvio e si provava un piacere a
+pensare che si era sur un bastimento. Di tratto in tratto il bastimento
+si arrestava e qualche passeggiero zelandese scendeva in una barca che
+si dirigeva verso la riva. Benchè fossi curioso anch'io di visitare la
+Zelanda, pure guardavo quella gente con un certo sentimento di
+compassione, come se quelle che parevano isole non fossero che balene
+mostruose, che si dovessero sprofondare nell'acqua all'avvicinarsi della
+barca.
+
+Il capitano di bastimento, olandese, passandomi accanto, si soffermò a
+guardare una piccola carta della Zelanda che avevo tra le mani; io
+afferrai l'occasione pel ciuffo e lo tempestai di domande. Per mia
+fortuna m'ero imbattuto in uno di quei pochi Olandesi che hanno comune
+con noi Latini la debolezza di amar il suono della propria voce.
+
+"Qui, in Zelanda," mi disse colla serietà d'un maestro che fa la
+lezione, "le dighe, più ancora che nelle altre provincie, sono quistione
+di vita o di morte. A marea alta tutta la Zelanda rimane al di sotto
+delle acque. A ogni diga che si rompesse, sparirebbe un'isola. E il
+guaio è che qui la diga non deve soltanto resistere all'urto diretto
+dell'onda; ma ad un'altra forza anche più pericolosa. I fiumi si gettano
+verso il mare, il mare si getta contro i fiumi, e in questa lotta
+continua, si formano delle correnti basse che rodono la base delle
+dighe, sin che le fanno sprofondare tutt'a un tratto, come farebbe una
+mina ad un muro. Gli Zelandesi debbono stare continuamente all'erta.
+Quando una diga è in pericolo, ne fanno un'altra più addentro, e
+aspettano l'assalto delle acque dietro a questa, e così guadagnan tempo,
+e o rifanno la prima diga, o continuano a dare addietro di fortezza in
+fortezza, o la corrente si svia e son salvi."
+
+"E non potrebbe darsi," domandai sempre avido di notizie poetiche, "che
+un giorno la Zelanda non esistesse più?"
+
+"Tutto il contrario," mi rispose con mio rammarico; "può venire il
+giorno in cui la Zelanda non sia più arcipelago ma terraferma. La
+Schelda e la Mosa portano continuamente limo che rimane in fondo ai
+bracci del mare e che alzandosi a poco a poco ingrandisce le isole e
+chiude nella terra città e villaggi ch'erano sulla riva e avevano i loro
+porti. Axel, Goes, Veere, Arnemiuden, Middelburg, erano città marittime
+e ora sono città di terra. Verrà dunque un giorno in cui fra le isole
+della Zelanda non passeranno più che le acque dei fiumi e si stenderà
+una rete di strade ferrate su tutto il paese, che sarà congiunto al
+continente, come gli è già congiunta l'isola di Zuid-Beveland. La
+Zelanda, nella lotta col mare, ingrandisce. Il mare potrà riuscire a
+qualche cosa dalle altre parti dell'Olanda; ma qui ha la peggio. Lei
+conosce lo stemma della Zelanda: è un leone che nuota e vi è scritto su:
+_Luctor et emergo_."
+
+Qui rimase qualche momento senza parlare e gli brillava negli occhi un
+barlume d'alterezza che si estinse subito; poi ricominciò colla gravità
+di prima:
+
+"_Emergo_; ma non emerse sempre. Tutte le isole della Zelanda, una dopo
+l'altra, dormirono per più o men tempo sott'acqua. Tre secoli fa l'isola
+di Schouwen fu inondata dal mare, che annegò abitanti e bestiami da un
+capo all'altro e la ridusse un deserto. L'isola di Noord-Beveland fu
+sommersa tutta intera poco tempo dopo, e per parecchi anni non si videro
+più che le punte dei campanili fuor dell'acqua. L'isola di Zuid-Beveland
+ebbe la stessa sorte verso la metà del quattordicesimo secolo. L'isola
+di Tholen, la stessa sorte in questo medesimo secolo, nel 1825. L'isola
+di Walcheren la stessa sorte nel 1808, e nella città di Middelburg, sua
+città capitale, lontana parecchie miglia dalla costa, ci fu l'acqua sino
+ai tetti."
+
+A sentir sempre parlar d'acqua, d'inondazioni, di paesi sommersi, ero
+ridotto che mi pareva strano di non essere ancora annegato. Domandai al
+capitano che gente fosse quella che stava in quei paesi invisibili,
+coll'acqua sotto i piedi e sopra la testa.
+
+"Agricoltori e pastori," mi rispose. "Noi diciamo che la Zelanda è un
+gruppo di fortezze difese da un presidio di agricoltori e di pastori. In
+fatto d'agricoltura la Zelanda è la provincia più ricca dei Paesi Bassi.
+La terra d'alluvione di queste isole è d'una fertilità meravigliosa. Il
+frumento, la colza, la robbia, il lino vi fanno come in pochissimi altri
+paesi. Vi sono dei bestiami stupendi e dei cavalli colossali, più grandi
+ancora che i cavalli fiamminghi. Il popolo è bello e forte, conserva i
+suoi costumi antichi e vive contento nella sua prosperità e nella sua
+pace. La Zelanda è un paradiso nascosto."
+
+Mentre il capitano mi faceva questo discorso, il bastimento entrava nel
+canale di Keete che divide l'isola di Tholen dall'isola di Schouwen,
+famoso per il guado che vi fecero gli Spagnuoli nel 1575 com'è famoso il
+braccio orientale della Schelda per il guado del 1572. Tutta la Zelanda
+è piena di memorie di quella guerra. Questo piccolo arcipelago di
+sabbia, mezzo sepolto nel mare, per le particolari corrispondenze che vi
+riteneva Guglielmo d'Orange, antico signore di molte terre nelle isole,
+e per gl'impedimenti d'ogni natura che opponeva agl'invasori, era il
+focolare della guerra e dell'eresia, e il Duca d'Alba smaniava
+d'impadronirsene. Quindi seguirono su quelle rive delle lotte accanite,
+che riunivano tutti gli orrori delle battaglie di terra e delle
+battaglie di mare. I soldati guadavano i canali di notte, stretti gli
+uni agli altri, coll'acqua alla gola, minacciati dalla marea, flagellati
+dalla pioggia, fulminati dalle rive; i cavalli e le artiglierie
+affondavano nel fango; i feriti eran travolti dalla corrente o sepolti
+vivi nelle fitte; l'aria suonava di voci tedesche, spagnuole, italiane,
+fiamminghe, vallone, le fiaccole illuminavano qua e là i grandi
+archibugi, i pennacchi pomposi, i volti strani, e le battaglie parevano
+funerali fantastici; ed erano davvero i funerali della grande monarchia
+spagnuola che s'annegava lentamente nell'acque dell'Olanda, coperta di
+maledizioni e di fango. Chi ha peccato di soverchia tenerezza per la
+Spagna, se vuol fare ammenda, non ha che da andare in Olanda. Non ci son
+forse mai stati due popoli che avessero un maggior numero di buone
+ragioni per detestarsi con tutta la forza dell'anima, e che abbian fatto
+valere più rabbiosamente tutte queste buone ragioni. Mi ricordo, per
+notare uno solo dei mille contrasti, dell'impressione che mi faceva
+l'udir parlare di Filippo II in termini così diversi da quelli in cui ne
+avevo inteso parlare pochi mesi prima di là dai Pirenei. In Spagna il
+meno che se ne dicesse era _gran re_; in Olanda, _tiranno vigliacco_.
+
+Il bastimento entrò fra l'isola di Schouwen e la piccola isola di San
+Philipsland, e in pochi minuti sboccò nel largo braccio della Mosa,
+chiamato Krammer, che divide l'isola di Overflakkee dal continente.
+Pareva di navigare per una catena di grandi laghi. Le rive eran lontane
+e presentavano ancora l'aspetto delle rive della Schelda: dighe a
+perdita d'occhio, dietro le dighe cime d'alberi, punte di campanili e
+tetti di case nascoste, che davano al paesaggio un'aria di mistero e di
+solitudine. Solamente su qualche sporgenza delle rive, che formava quasi
+una breccia negli immensi bastioni delle isole, si vedeva come un
+bozzetto di paesaggio olandese, una casetta colorita, un mulino a vento,
+una barca, che parevano la rivelazione d'un segreto, fatta per destare
+la curiosità dei viaggiatori, e deluderla, appena desta.
+
+Tutt'a un tratto avvicinandomi alla prora del bastimento, dove sono le
+terze classi, feci una gratissima scoperta. V'era un gruppo di
+contadini, uomini e donne, vestiti alla zelandese, non ricordo di quale
+isola, poichè il costume cangia da isola a isola, come cangia il
+dialetto, che è un misto d'olandese e di fiammingo, se pure si può dir
+così di due linguaggi che non hanno che piccolissime differenze. Gli
+uomini erano tutti vestiti ad un modo. Avevano un cappello di feltro,
+rotondo, con un gran nastro ricamato; una giacchetta di panno scuro,
+stretta, corta da coprire appena il fianco, aperta in modo da lasciar
+vedere una specie di panciotto listato di rosso, giallo e verde, chiuso
+sul petto da una fila di bottoni d'argento l'uno che toccava l'altro,
+come gli anelli d'una catena; un paio di mezzi calzoni di panno, del
+colore della giacchetta, stretti intorno alla vita da una cintura munita
+d'una gran borchia d'argento cesellata; e infine la cravatta rossa e le
+calze di lana fino al ginocchio. In somma, un po' preti dalla cintura in
+giù, e dalla cintura in su un po' arlecchini. Uno di essi aveva per
+bottoni delle monete: uso assai comune. Le donne avevano un cappello di
+paglia della forma d'un cono tronco, altissimo, che pareva un
+secchiolino rovesciato, intorno al quale svolazzavano dei larghi nastri
+azzurri; una veste di color scuro aperta sul petto che lasciava vedere
+una camicia bianca ricamata; le braccia nude dal gomito in giù; e due
+enormi orecchini d'oro o dorati di varie forme stravaganti, che
+sporgevano innanzi fin sulle guancie. Per quanto mi sforzassi di fare
+come fa Vittor Ugo in viaggio, _di ammirar tutto come un bruto_, non
+riuscii a persuadermi che quelle foggie di vestire fossero belle. Ma a
+questa sorta di contrarietà ero preparato. Sapevo che in Olanda ci si va
+per vedere del nuovo più che del bello, e del buono altrettanto che del
+nuovo; e perciò m'ero predisposto più all'osservazione che
+all'entusiasmo. E di quella prima impressione poco grata al mio gusto
+pittoresco, mi confortai pensando che quei contadini sapevano certamente
+tutti leggere e scrivere, che forse la sera prima avevano studiato a
+memoria una canzone del loro grande poeta Jacob Catz, e che
+probabilmente si recavano col loro bravo programma in tasca a qualche
+convegno rurale, dove avrebbero preso la parola per confutare cogli
+argomenti della loro modesta esperienza le proposte d'un dotto agronomo
+di Goes o di Middelburg. Ludovico Guicciardini, gentiluomo fiorentino,
+autore d'una bell'opera sui Paesi Bassi, stampata in Anversa nel secolo
+XVI, dice che in Zelanda non v'è quasi uomo nè donna che parli francese
+e spagnuolo, e che moltissimi parlano italiano. Questa che forse era una
+esagerazione anche ai suoi tempi, sarebbe, detta ora, una favola; ma è
+certo però che fra gli abitanti della campagna zelandese si trova una
+cultura intellettuale straordinaria, superiore a quella dei contadini
+francesi, belgi e tedeschi, e a quella di molte altre provincie
+dell'Olanda.
+
+Il bastimento girò intorno all'isola di San Philipsland e ci trovammo
+fuori della Zelanda.
+
+Così questa provincia misteriosa prima che ci entrassimo, ci parve anche
+più misteriosa quando ne fummo usciti. L'avevamo attraversata e non
+l'avevamo vista; ci eravamo entrati e ne uscivamo colla medesima
+curiosità. La sola cosa che avevamo veduta era che la Zelanda è una
+provincia che non si vede. Ma s'ingannerebbe però chi credesse che sia
+un paese misterioso per la sola ragione che è un paese nascosto. Tutto,
+in Zelanda, è mistero. Prima d'ogni altra cosa, come s'è formata? Era un
+gruppo di piccolissime isole d'alluvione, non separate che da canali, e
+disabitate, le quali, come credono alcuni, si son riunite e han formato
+isole maggiori? o era, come credono altri, terraferma, quando la
+Schelda s'andava a versare nella Mosa? Ma lasciando anche stare
+l'origine, in che altro paese del mondo seguono le cose che seguono in
+Zelanda? In che paese i pescatori pigliano colle reti una sirena, e il
+marito dopo averla domandata invano piangendo, getta, per vendicarsi, un
+pugno di sabbia, profetando che quella sabbia colmerà i porti delle
+città, e la profezia s'avvera? In che paese, come sulle rive dell'isola
+di Walcheren, le anime dei morti smarrite nel mare, vanno a svegliare i
+pescatori per farsi condurre in barca alle coste d'Inghilterra? In che
+paese le tempeste del mare portano, come sulle rive dell'isola di
+Schouwen, dei cadaveri rapiti al polo, mostri metà uomo e metà barca,
+mummie vestite d'un tronco d'albero che nuota; e se ne può ancora veder
+uno nella casa municipale di Zierikzee? In che paese, come presso
+Wemeldinge, avviene che un uomo cada a capofitto in un canale, vi resti
+immerso un'ora, ci vegga la moglie e il figliuolo morti che lo chiamano
+dal paradiso, e ne sia estratto vivo e racconti il prodigio a Vittor
+Ugo, che lo tiene per vero e lo commenta, concludendo che l'anima può
+uscire per qualche tempo dal corpo e poi ritornarci? In che paese come
+presso Domburg, si pescano, a marea bassa, dei tempii antichi, e delle
+statue di divinità sconosciute? In che paese, come a Wemeldinge, la
+spada d'un capitano spagnuolo, Mondragone, serve di parafulmine a una
+torre? In che paese, come nell'isola di Schouwen, le donne infedeli si
+fanno passeggiare nude nate per le strade della città, con due pietre
+appese al collo e un cilindro di ferro sulla testa? Andiamo,
+quest'ultima meraviglia non si vede più; ma le pietre esistono ancora e
+ognuno le può vedere nella casa municipale di Brauwershaven.
+
+Il bastimento entrò in quella parte del braccio meridionale della Mosa
+che si chiama Volkerak; la scena era sempre la stessa: dighe e poi
+dighe, punte di campanili e case nascoste, qualche bastimento qua e là;
+una sola cosa era cangiata, il cielo.
+
+Vidi allora per la prima volta il cielo olandese nel suo aspetto
+ordinario, e assistetti a una di quelle battaglie di luce, proprie dei
+Paesi Bassi, che i grandi paesisti d'Olanda ritrassero con una efficacia
+insuperabile. Fino allora il cielo era stato sereno, era una bella
+giornata d'estate, le acque azzurre, le rive verdissime, l'aria calda e
+non un fiato di vento. Tutt'ad un tratto, una nuvola densa nascose il
+sole, e in men che non si dice, ogni cosa cambiò aspetto in una maniera
+da far pensare che si fosse cangiato tutt'a un tratto di stagione,
+d'ora, di latitudine. Le acque diventaron cupe, il verde delle rive si
+fece smorto, l'orizzonte si nascose dietro un velo grigio, ogni cosa
+apparve come circonfusa d'una luce crepuscolare che ne sfumava i
+contorni, e si levò una brezza maligna che metteva freddo nelle ossa.
+Pareva d'essere in dicembre, si sentiva l'uggia dell'inverno e
+quell'inquietudine che mette nel cuore ogni minaccia improvvisa della
+natura. Poi, da tutto il cerchio dell'orizzonte cominciarono a salir
+nuvole color di piombo, mobilissime, che pareva cercassero con una
+specie d'impazienza penosa una direzione e una forma, e poi le acque a
+incresparsi e a rigarsi di rapidi riflessi luminosi, di larghe striscie
+verdastre, violacee, bianchiccie, color di creta, nerognole; e infine
+quell'irritazione della natura si risolvette tutt'a un tratto in una
+pioggia violenta e fitta, che confuse cielo, acqua e terra in un solo
+colore grigiastro, appena interrotto da una sfumatura un po' più fosca
+delle rive lontane e da qualche bastimento a vela che appariva qua e là
+come un'ombra ritta sulle acque del fiume.
+
+"Eccoci ora veramente in Olanda" disse il capitano del bastimento,
+avvicinandosi a un gruppo di passeggieri, che contemplavano quello
+spettacolo. "Questi cambiamenti di scena, in così breve tempo, non si
+vedono che qui."
+
+Poi interrogato da uno di noi, soggiunse:
+
+"L'Olanda ha una meteorologia tutta sua. L'inverno è lungo, l'estate
+breve, la primavera non è che la fine dell'inverno, e nondimeno, come
+vedono, di tratto in tratto, anche in estate, l'inverno fa capolino. Noi
+sogliamo dire che in Olanda si vedono le quattro stagioni in un giorno.
+Abbiamo il cielo più incostante del mondo. Per questo parliamo sempre
+del tempo. L'atmosfera è lo spettacolo più vario che abbiamo. Se
+vogliamo veder qualche cosa che ci ricrei, dobbiamo guardare in su. Ma è
+un clima ben tristo. Il mare ci manda la pioggia da tre parti, i venti
+si scatenano sul paese senza trovar resistenza; anche nelle più belle
+giornate, la terra esala dei vapori che oscurano l'orizzonte; per
+parecchi mesi l'aria non ha alcuna trasparenza. Vedranno l'inverno: vi
+son dei giorni, che si direbbe non s'abbia mai più da rivedere il
+sereno; l'oscurità par che venga dall'alto, come la luce; il vento di
+nord-est ci porta l'aria agghiacciata dei poli e solleva il mare con una
+furia e un fracasso che par che debba subissare le coste." Qui si voltò
+verso di me, e disse sorridendo: "Si deve star meglio in Italia."
+
+Poi si rifece serio e soggiunse: "Però, ogni paese ha il suo male e il
+suo bene."
+
+Il bastimento uscì dal Volkerak, passò dinanzi alla fortezza di
+Willemstad, innalzata nel 1583, dal principe d'Orange, ed entrò nel
+Hollandsdiep, gran braccio della Mosa, che separa l'Olanda meridionale
+dal Brabante del Nord. Una grande distesa d'acqua, due strisce oscure a
+destra e a sinistra e un cielo color di cenere, eran tutto lo spettacolo
+che si vedeva dal bastimento. Una signora francese esclamò in mezzo al
+silenzio generale, tirando uno sbadiglio: "Com'è bella l'Olanda!" Tutti
+risero, fuor che gli Olandesi.
+
+"Eh, signor capitano," uscì a dire uno riattaccando il discorso, un
+vecchietto belga, una di quelle cariatidi da caffè che caccian la loro
+politichina in tutti i buchi: "ogni paese ha il suo bene e il suo male,
+e noialtri Belgi e Olandesi avremmo dovuto esser persuasi di questa
+verità, e fare a compatirci, per veder di vivere d'amore e d'accordo.
+Quando si pensa che ora saremmo uno statino di nove milioni, noi colle
+nostre industrie, voialtri col vostro commercio, con due capitali come
+Amsterdam e Bruxelles, e due città commerciali come Anversa e Rotterdam!
+Si conterebbe per qualche cosa nel mondo, eh, capitano?"
+
+Il capitano non rispose. Un altro Olandese disse: "Già, colla guerra
+religiosa in casa dodici mesi dell'anno."
+
+Il vecchietto belga, un po' sconcertato, continuò il discorso a bassa
+voce con me: "È un fatto, signor mio. È stata una corbelleria,
+specialmente da parte nostra. Lei vedrà l'Olanda: Amsterdam non è
+Bruxelles, no davvero, e il paese è piatto e noioso quanto si può dire;
+ma per quel che sia prosperità, ci rivende. Si figuri che spendono il
+fiorino, che val due lire e centesimi, come noi spendiamo la lira. Se ne
+accorgerà dai conti degli alberghi. Son due volte più ricchi di noi. La
+colpa è stata di Guglielmo I, che voleva fare un Belgio olandese e ci ha
+spinto agli estremi. Lei sa come sono seguite le cose ec."
+
+Nell'Hollandsdiep cominciammo a veder barconi, piccoli bastimenti da
+pesca e qualche grande naviglio proveniente da Hellewoetsluis, grande
+porto marittimo, posto sulla riva destra del braccio della Mosa chiamato
+Haringvliet, presso la foce, dove s'arrestano quasi tutti i bastimenti
+che fanno il viaggio delle Indie. La pioggia cessò, il cielo, a poco a
+poco, quasi a malincuore, si rifece in parte sereno, e subito le acque
+e le rive ripresero i loro colori vivi e freschi, e risentimmo l'estate.
+
+In breve tempo il bastimento giunse vicino al villaggio di Moerdijk.
+
+Là si vede uno dei più grandi ponti del mondo.
+
+È un ponte di ferro, lungo un miglio e mezzo, sul quale passa la strada
+ferrata che va a Dordrecht e a Rotterdam. Di lontano presenta l'aspetto
+come di quattordici enormi edifizi eguali e schierati a traverso il
+fiume, parendo un edifizio ognuno dei quattordici archi altissimi che
+sormontano in forma di volta il piano su cui scorrono i treni. A
+passarci su--ci passai pochi mesi dopo ritornando in Olanda--non si vede
+altro che acqua e cielo, da tanto che è largo il fiume; e si prova un
+sentimento quasi di paura, come se si fosse sul mare, e il ponte dovendo
+finire tutt'a un tratto, il treno avesse da un momento all'altro a dare
+un tuffo nell'acqua.
+
+Il bastimento voltò a sinistra passando dinanzi al ponte, e infilò uno
+strettissimo braccio della Mosa, chiamato Dordsche kil, fiancheggiato da
+dighe, che ha più l'aspetto di canale che di fiume. Era già la settima
+svoltata che si faceva dopo il passaggio della frontiera.
+
+Passando per il Dordsche kil cominciammo a vedere intorno a noi qualche
+cosa che ci annunziava la vicinanza d'una grande città. Lunghe file di
+alberi sulle sponde, cespugli, casette, canali a destra e a sinistra, e
+un via vai di barche e di barconi. Fra i passeggieri si vedeva un certo
+movimento, si sentiva dire qua e là:--Dordrecht,--vedremo
+Dordrecht;--pareva che tutti si disponessero a qualche spettacolo
+straordinario.
+
+Lo spettacolo non si fece aspettare, e fu straordinario davvero.
+
+Il bastimento svoltò un'ottava volta, a destra, ed entrò nell'Oude-Maas,
+o vecchia Mosa.
+
+Dopo pochi minuti si videro le prime case dei dintorni della città di
+Dordrecht.
+
+Fu come l'apparizione improvvisa dell'Olanda, la soddisfazione
+istantanea di tutte le nostre curiosità, la rivelazione di tutti i
+misteri che ci tormentavano la fantasia; fu come lo svegliarsi in un
+mondo nuovo.
+
+Si vedevano da tutte le parti altissimi mulini a vento che giravano le
+braccia; casine sparpagliate lungo le rive, di mille forme strane, come
+villette, padiglioni, chioschi, capanne, cappelle, teatrini, coi tetti
+rossi, le mura nere, azzurre, rosee, cinerine, con contorni bianchi come
+la neve intorno alle finestre e alle porte. In mezzo alle case, canali e
+canaletti; davanti alle case e lungo i canali, gruppi e file di alberi;
+bastimenti fra casa e casa; barchette davanti alle porte; vele in fondo
+alle strade; antenne, bandierine di bastimenti e braccia di mulino
+sporgenti confusamente di sopra gli alberi e di là dai tetti; ponti,
+piccoli scali, giardinetti sull'acqua, mille cantucci, bacinetti, seni,
+sbocchi, crocicchi di canali, nascondigli di barchette, un andare e
+venire di uomini, di donne e di bambini dal fiume alla riva, dai canali
+in casa, dai ponti sui barconi; uno spettacolo vario e mobile; per tutto
+acqua, colori, cose piccine, forme fanciullesche, tutto lustro e fresco,
+un'ostentazione ingenua di leggiadria, un misto di primitivo e di
+teatrale, di gentile e di ridicolo, un po' chinese, un po' europeo, un
+po' di nessun paese; con un'aria beata di pace e d'innocenza.
+
+Così mi apparì per la prima volta Dordrecht, una delle più vecchie, e
+insieme delle più fresche e allegre città dell'Olanda; regina del
+commercio olandese nel medio evo; madre feconda di pittori e di dotti;
+onorata dalla prima assemblea dei deputati delle provincie unite
+nell'anno 1572; sede in vari tempi di sinodi memorabili; e
+particolarmente famosa per quell'assemblea dei teologi protestanti del
+1618, che fu come il Concilio Ecumenico della Riforma, e definì la
+terribile controversia religiosa tra Arminiani e Gomaristi, fissando la
+forma della religione nazionale, e dando principio a quella serie di
+torbidi e di persecuzioni, che finì col malaugurato supplizio del
+Barnewelt e il sanguinoso trionfo di Maurizio d'Orange. Dordrecht è
+ancora presentemente una delle più floride città commerciali delle
+provincie unite per la sua agevolissima comunicazione col mare, col
+Belgio e coll'interno dell'Olanda. A Dordrecht arrivano le immense
+provvigioni di legna che scendono per il Reno dalla Foresta Nera e dalla
+Svizzera, i vini del Reno, la calce, i cementi, le pietre; nel suo
+piccolo porto è un via vai continuo di vele, di nuvoli di fumo e di
+bandierine, che le portano i saluti di Arnhem, di Bois-le-Duc, di
+Nimega, di Rotterdam, di Anversa e di tutte le sue sorelle misteriose
+della Zelanda.
+
+Il bastimento si soffermò pochi minuti a Dordrecht, e in quei pochi
+minuti, guardando le case più vicine, vidi mille piccole cose nuove,
+inaspettate, prette olandesi, che mi misero addosso una gran smania di
+scendere, di toccare, di sapere. Ma pensando che avrei visto le stesse
+cose e molte altre di più a Rotterdam, vinsi la curiosità e stetti a
+bordo. Il bastimento partì, voltò a sinistra (era la nona svoltata) ed
+entrò in uno stretto braccio della Mosa chiamato _de Noord_, uno dei
+mille fili della inestricabile rete di acqua che copre l'Olanda
+meridionale.
+
+Il capitano mi si avvicinò; io lo cercavo per pregarlo di spiegarmi
+sulla carta la situazione di Dordrecht, che, così a occhio, mi pareva
+singolarissima. È singolarissima in fatti. Dordrecht è posta
+sull'estremità d'un tratto di terra separato dal continente, che forma
+un'isola in mezzo alle terre, un crocicchio di fiumi, metà fatto dalla
+natura, metà dall'uomo, un pezzo di Olanda circondato e imprigionato
+dalle acque, come un battaglione sopraffatto da un esercito. Da una
+parte lo cinge il fiume Merwede, dall'altra la vecchia Mosa, dall'altra
+il Dordsche kil, dall'altra l'arcipelago di Bies-bosch, attraversato
+dalla nuova Merwede, largo corso d'acqua formato dalla mano dell'uomo.
+L'imprigionamento di questo spazio di terra su cui giace Dordrecht, è
+un episodio d'una delle grandi battaglie dell'Olanda coll'acqua.
+L'arcipelago di Biesbosch non esisteva prima del secolo decimoquinto, e
+si stendeva in quel luogo una bella pianura sparsa di villaggi popolosi.
+Nella notte del 18 novembre del 1421, le acque del Waal e della Mosa
+ruppero le dighe, distrussero più di settanta villaggi, annegarono quasi
+centomila abitanti e frastagliarono quella pianura in più di cento
+isolette, lasciando ritta, in mezzo a tante rovine, una sola torre,
+chiamata _casa Merwede_ della quale si vedono ancora gli avanzi. Così
+Dordrecht fu separata dal continente, e fece la sua comparsa sulla terra
+l'arcipelago di Biesbosch, il quale tanto per mostrare che ha una
+ragione qualunque di esistere, offre del fieno, delle canne e dei
+giunchi a un piccolo villaggio che si formò come un nido di rondini sur
+una delle dighe circostanti. Ma non è tutta qui la singolarità della
+storia di Dordrecht. La tradizione racconta, molti credono e qualcheduno
+sostiene che Dordrecht, tutta la città di Dordrecht, si noti bene, colle
+sue case, coi suoi mulini, coi suoi canali, abbia fatto, al tempo di
+quella memorabile inondazione, una breve passeggiata, si sia cioè
+trasportata di sana pianta da un luogo all'altro come l'accampamento
+d'un esercito; e che per conseguenza gli abitanti dei paesi vicini che
+si recarono dopo la catastrofe alla loro città, non ce l'abbiano più
+trovata, e sian rimasti, figuriamoci come! E questo prodigio si spiega
+col fatto che Dordrecht è fondata sur uno strato d'argilla, e che
+questo strato d'argilla sarebbe scivolato sulla massa di torba che forma
+la base del suolo. E io la scrivo qui come l'ho udita e come l'ho letta.
+
+Prima che il bastimento uscisse dal canale de Noord, la mia speranza di
+vedere il primo tramonto di sole in Olanda, fu delusa da un altro
+improvviso cangiamento di tempo. Il cielo si oscurò, le acque si fecero
+livide e l'orizzonte scomparve dietro un velo denso di vapori.
+
+Il bastimento sboccò nella Mosa e voltò, per la decima volta, a
+sinistra.
+
+In quel punto la Mosa, che travolge con sè prigioniere le acque del
+principal braccio del Reno, il Vaal, e riceve quelle del Leck e
+dell'Yssel, è larghissima e le sue sponde son fiancheggiate da lunghe
+file di alberi e sparse di case, di officine, di opifici, di arsenali,
+che spesseggiano via via che ci s'avvicina a Rotterdam. Per poco che si
+conosca la storia fisica d'Olanda, la prima volta che si vede la Mosa, e
+che si pensa agli straripamenti memorabili, alle devastazioni, alle
+trasformazioni, alle mille calamità e alle vittime infinite di quel
+fiume capriccioso e terribile, si guarda con una sorta di curiosità
+inquieta, come si guarda un brigante famoso, e si giran gli occhi sulle
+dighe con un sentimento quasi di soddisfazione e di gratitudine, come,
+al veder passare un brigante ammanettato, si giran gli occhi sui
+carabinieri. Mentre io cominciavo a cercar cogli occhi Rotterdam, un
+passeggiere olandese raccontava che quando la Mosa è gelata, la
+corrente che sopraggiunge dai paesi men freddi, investe lo strato di
+ghiaccio che copre il fiume, lo spezza, ne solleva con un terribile
+fracasso dei massi enormi, li scaglia contro le dighe, li ammonta in
+mucchi smisurati che arrestano e fanno straripare le acque. Allora segue
+una battaglia strana. Alle minaccie della Mosa gli Olandesi rispondono
+col fuoco. Accorre l'artiglieria, e a scariche di mitraglia risolve in
+una tempesta di scheggie e in una pioggia di brina le torri e le
+barricate di ghiaccio che si oppongono alla corrente. "Noia" concluse il
+passeggiere "che abbiamo noialtri Olandesi soltanto, questa di dover
+pigliare i fiumi a cannonate."
+
+Quando si arrivò in vista di Rotterdam, imbruniva e piovigginava; quindi
+vidi appena come a traverso un velo una confusione immensa di
+bastimenti, di case, di mulini a vento, di torri, d'alberi, di gente in
+moto sui ponti e sulle dighe; lumi da ogni parte; una gran città d'un
+aspetto non mai visto prima d'allora; e che la nebbia e l'oscurità mi
+nascosero ben presto. Quando mi fui accomiatato dai miei compagni di
+viaggio, ed ebbi messo in ordine il mio bagaglio, era notte. "Tanto
+meglio;" dissi salendo in una carrozza "vedrò per la prima volta una
+città olandese di notte, che dev'essere uno spettacolo nuovo." E in
+fatti il Bismark, quando fu a Rotterdam, scrisse a sua moglie che di
+notte vedeva dei fantasmi sui tetti.
+
+
+
+
+ROTTERDAM.
+
+
+È difficile raccapezzare qualcosa della città di Rotterdam entrandoci di
+notte. La carrozza, appena mossa, passò sopra un ponte che risonò
+cupamente, e mentre credevo d'essere, ed ero infatti, dentro la città,
+vidi con stupore a destra e a sinistra due file di bastimenti che si
+perdevano nel buio. Passato il ponte, percorremmo una strada illuminata
+e piena di gente, e riuscimmo a un altro ponte, in mezzo ad altre file
+di bastimenti. E così innanzi per un pezzo, da un ponte in una strada,
+da una strada sur un ponte, e per accrescere la confusione, una
+luminaria non mai veduta di lampioni agli angoli delle case, di lanterne
+sui bastimenti, di fanali sui ponti, di lumi alle finestre, di lumicini
+sotto le case, di riflessi di tutta questa luce sull'acqua. A un tratto
+la carrozza si fermò, si affollò gente, misi la testa fuori e vidi un
+ponte in aria. Domandai che c'era, uno sconosciuto mi rispose che
+passava un bastimento. Di lì a un minuto, andammo innanzi, vidi di
+sfuggita un crocicchio di canali e di ponti che formavano come una gran
+piazza tutta irta di alberi di bastimento e tempestata di punti
+luminosi, e infine s'infilò una strada e s'arrivò all'albergo.
+
+La prima cosa che feci, entrando nella mia camera, fu di vedere se
+rispondeva alla gran fama della pulizia olandese. Rispondeva, ed è tanto
+più da ammirarsi in una camera d'albergo, quasi sempre occupata da gente
+profana a quello che presso gli Olandesi si potrebbe chiamare il culto
+della pulizia. La biancheria era candida come la neve, i vetri
+trasparenti come l'aria, i mobili lucidi come il cristallo, le pareti
+nitide da non trovarci un punto nero colla lente. Oltre a questo, una
+paniera per i fogliacci, una tavoletta per accendere i fiammiferi, una
+lastrina per smorzare i sigari, una scatola per i mozziconi, un vasetto
+per la cenere, una cassetta per gli sputi, un'assicella per le scarpe;
+insomma, non un pretesto al mondo per insudiciare checchessia.
+
+Visitata la camera, stesi sul tavolino la pianta di Rotterdam e feci i
+miei studi preparatorii per il domani.
+
+È una cosa singolare che le grandi città dell'Olanda, benchè sian state
+fabbricate in un suolo malfermo, e vincendo difficoltà d'ogni specie,
+hanno tutte una forma straordinariamente regolare. Amsterdam è un
+semicircolo, l'Aja è un quadrato, Rotterdam è un triangolo equilatero.
+La base del triangolo è una immensa diga, che difende la città dalla
+Mosa, chiamata Boompjes, che significa in olandese alberetti, da una
+fila di piccoli olmi, ora altissimi, che vi furon piantati quando fu
+costruita. Un'altra gran diga forma un secondo baluardo contro le
+inondazioni del fiume, che divide in due parti quasi uguali la città,
+dal mezzo del lato sinistro fino all'angolo opposto. La parte di
+Rotterdam compresa fra le due dighe è tutta grandi canali, isolette e
+ponti, ed è la città nuova; quella che si stende di là dalla seconda
+diga è la città antica. Due grandi canali si stendono lungo gli altri
+due lati della città fino al vertice, dove si congiungono, e ricevono un
+fiume che si chiama Rotte, il quale, colla parola _dam_ che significa
+diga, forma il nome di Rotterdam.
+
+Compiuto così il mio dovere di viaggiatore coscienzioso, usando mille
+cautele per non offendere nemmeno col fiato la pulizia purissima di quel
+gioiello di camera, mi abbandonai con una sorta di timidità contadinesca
+al mio primo letto olandese.
+
+I letti olandesi, parlo di quei degli alberghi, sono ordinariamente
+corti, larghi, e occupati in buona parte da un grandissimo guanciale
+pieno di piuma, nel quale s'affonderebbe la testa d'un ciclope; e
+aggiungo, per dir tutto, che il lume ordinario è una bugia di rame
+grande come un piatto che potrebbe sostenere una torcia a vento, e regge
+invece, una candelina corta e sottile come il dito mignolo di una
+spagnuola.
+
+La mattina, appena levato, scesi le scale a precipizio.
+
+Che strade, che case, che città, che confusione di cose nuove per uno
+straniero: che spettacolo diverso da tutto quel che si vede in tutti gli
+altri paesi d'Europa!
+
+Vidi prima l'Hoog-Straat, una strada lunghissima e diritta, che corre
+sulla diga interna della città.
+
+Le case senza intonaco, color di mattone di tutte le sfumature, dal
+rosso cupo quasi nero, al rosso quasi roseo, la maggior parte non più
+larghe di due finestre e non più alte di due piani, hanno il muro della
+facciata che sorpassa e nasconde il tetto, stringendosi in forma di
+triangolo mozzo, sormontato da un frontone. Di queste facciate a punta,
+altre s'alzano con due curve, come un lungo collo senza testa; altre son
+tagliate a scalini, come le case che fanno i bambini coi legnetti;
+alcune presentano il prospetto d'un padiglione conico, altre di
+chiesuole di campagna, altre di baracche da palcoscenico. I frontoni
+sono generalmente contornati di righe bianche, di ornati di cattivo
+gusto, di grossolani rabeschi in rilievo intonacati; le finestre e le
+porte, con larghi contorni bianchi; altre righe bianche fra piano e
+piano; gli spazii tra porta e porta di bottega, rivestiti di legno
+bianchiccio; così che per tutta la lunghezza delle strade non si vedon
+che due colori: bianco e rosso scuro, e in lontananza tutte le case
+paion nere, listate di tela, e presentano un aspetto tra funebre e
+carnevalesco, che lascia in dubbio se s'abbia da dire che rattrista o
+che rallegra. Al primo aspetto mi venne da ridere, non parendomi
+possibile che quelle case fossero state fatte sul serio, e che ci
+potesse star dentro della gente posata. Avrei detto che passata
+l'occasione di non so che festa dovessero sparire, come certi edifizi di
+cartone dopo che si son fatti i fuochi d'artifizio.
+
+Mentre guardavo così vagamente la strada, vidi una casa che mi fece fare
+un atto di stupore. Credetti d'aver preso abbaglio, la guardai meglio,
+guardai le case vicine, le raffrontai colla prima e fra di loro, e
+temetti ancora di aver le traveggole. Svoltai in fretta in una strada
+laterale e mi parve di vedere la stessa cosa. Infine mi persuasi che
+veramente non m'ingannavo, e che tutta la città era in quel modo.
+
+Tutta la città di Rotterdam è tal quale sarebbe una città rimasta
+immobile nel punto che, scossa da un terremoto, stava per cadere in
+rovina.
+
+Tutte le case--si possono, in una strada, contar le eccezioni sulle
+dita--pendono, quale più quale meno; ma la maggior parte tanto che,
+all'altezza del tetto, sporgono innanzi un buon braccio dalla casa
+vicina, che sia ritta o inclinata appena visibilmente. Ma lo strano è
+questo, che le case che si toccano le une con le altre, sono inclinate
+da diverse parti; una pende innanzi, che pare voglia precipitare;
+l'altra pende indietro; una s'inclina a sinistra, l'altra s'inclina a
+destra. In alcuni punti sei o sette case contigue pendono tutte innanzi,
+quelle in mezzo di più, quelle all'estremità di meno, formando così una
+gran pancia come uno stecconato che s'incurvi sospinto da una folla. In
+altri punti due case un po' discoste s'inclinano l'una verso l'altra
+come si sorreggessero a vicenda. In certe strade, per un lungo tratto,
+tutte le case pendono dalla stessa parte di fianco, come alberi
+abbattuti l'un sull'altro dal vento; e poi, per un altro lungo tratto,
+pendono tutte nella direzione opposta, come un'altra fila d'alberi
+incurvati da un vento contrario. In alcuni punti vi è una certa
+regolarità d'inclinazione, che quasi non si avverte; in altri, su certi
+crocicchi, in certe stradette è uno scompiglio da non poter descrivere,
+una vera baldoria architettonica, una danza di case, un disordine che
+sembra animato. Vi son le case che par che caschin innanzi dal sonno,
+quelle che si rovesciano indietro spaventate, quelle che s'inclinano
+l'una verso l'altra, quasi fino a toccarsi coi tetti, come per
+confidarsi di segreti; quelle che si cascano addosso le une alle altre
+come ubriache; alcune che pendono indietro, in mezzo a due che pendono
+innanzi, come malfattori strascinati da due guardie; schiere di case che
+fanno una riverenza a un campanile; gruppi di casette tutte inclinate
+verso una nel mezzo, che par che congiurino contro qualche palazzo. E
+dirò poi il segreto della cosa.
+
+Ma nè la forma, nè l'inclinazione son quello che mi parve più curioso in
+quelle case.
+
+Bisogna osservarle attentamente, una per una, dall'alto al basso, e c'è
+da divertirsi come dinanzi a un quadro.
+
+Sulla sommità della facciata, nel mezzo del frontone, sporge, in alcune
+case, un tronco di trave inclinato, con una carrucola e una corda per
+calare e tirar su secchiolini e corbelli. In altre, sporge pure, da un
+finestrino tondo, una testa di cervo, di montone o di capra. Sotto la
+testa, v'è un cordone di pietre imbiancate, o una traversa di legno che
+taglia tutta la facciata. Sotto la traversa, vi son due larghe finestre,
+sulle quali sporgono due tende in forma di baldacchino ricascanti dai
+lati. Sotto queste tende, sui vetri più alti, una piccola cortina verde.
+Sotto la cortina verde, due tendine bianche ed aperte, in mezzo alle
+quali è sospesa una gabbietta d'uccelli o un canestro pieno di fiori che
+spenzolano. Sotto questo canestro, appoggiata ai vetri, una rete di
+sottilissimi fili di ferro incorniciata, che impedisce di veder dentro
+la stanza. Dietro la rete, negli intervalli fra la rete stessa e i muri
+della finestra, un tavolinetto con su porcellane, cristallame, fiori,
+ninnoli, figurine. Sulla pietra del davanzale, dalla parte della strada,
+una fila di piccoli vasi di fiori. Nel mezzo della pietra o da un lato,
+un ferro sporgente sulla strada, curvo, rivolto in su, che sostiene due
+specchi uniti in forma d'un libro, mobili, e sormontati da un terzo
+specchietto, pure mobile; in modo che dall'interno della casa si può
+vedere, senz'essere visti, tutto quello che segue nella strada. In
+alcune case, tra finestra e finestra sporge un lampione. Sotto le
+finestre, la porta di casa o d'una bottega. Se è una bottega, v'è sopra
+la porta o una testa di moro colla bocca spalancata, o una testa di
+turco che fa la smorfia: ora un elefante, ora un'oca: dove una testa di
+cavallo, dove una testa di toro, dove un serpente, dove una mezza luna,
+dove un mulino a vento, dove un braccio disteso che tiene in mano un
+oggetto diverso secondo il genere della bottega. Se è la porta di
+casa,--sempre chiusa,--v'è una lastra di ottone con su scritto il nome
+dell'inquilino, un'altra lastra con una buca per le lettere, una terza
+lastra sul muro col pomo del campanello; lastre, chiodi, serrature,
+tutto luccicante come l'oro. Dinanzi alla porta un ponticino di
+legno--perchè in molte case il piano terreno è assai più basso della
+strada;--e dinanzi al ponticino, due colonnette di pietra sormontate da
+due palle; altre colonnette sul davanti unite con catene di ferro, fatto
+di grossi anelli in forma di croci, di stelle, di poligoni; nel vuoto
+tra la strada e la casa, vasi di fiori; sulle finestre del pian terreno,
+nascoste in quel fosso, altri vasi e tendine. Nelle stradette appartate,
+poi, gabbie d'uccelli a destra e a sinistra delle finestre, cassette
+piene di verdura, panni appesi, biancheria distesa, mille colori, mille
+oggetti che sporgono e che dondolano, da parere una fiera universale.
+
+Ma senza uscire dalla vecchia città, basta allontanarsi dal centro, per
+vedere a ogni passo qualcosa di nuovo.
+
+Andando per certe strade strette e diritte, si vedono tutt'a un tratto
+chiuse in fondo come da una tenda che nasconde la campagna, e che appena
+comparsa, sparisce, ed è la vela d'un bastimento che passa per un
+canale. In altre strade, si vede in fondo una rete di cordami che par
+tesa fra le due ultime case per impedire il passaggio, e sono cordami di
+bastimenti fermi in un bacino. In fondo ad altre strade si vede la porta
+d'un ponte levatoio, sormontata da due lunghe travi parallele che
+presentano un aspetto bizzarro, come d'una gigantesca altalena destinata
+a divertimento della gente leggiera, che sta in quelle case stravaganti.
+In altre strade, si vede in fondo un mulino a vento, alto come un
+campanile, e nero come una torre antica, che gira le braccia a modo
+d'una enorme girandola sopra i comignoli delle case vicine. Da tutte le
+parti infine, fra le case, sopra i tetti, in mezzo agli alberi lontani,
+si vedono spuntare alberi di bastimenti, bandierine, vele, qualcosa che
+ricorda che s'è circondati dall'acqua, e che fa immaginare che la città
+sia fabbricata nel bel mezzo d'un porto.
+
+In questo tempo s'erano aperte le botteghe e popolate le strade.
+
+V'era gran movimento di gente, ma gente affaccendata senza fretta, la
+qual cosa distingue il movimento delle strade di Rotterdam da quello di
+certe strade di Londra, che a parecchi viaggiatori parvero
+somigliantissime fra loro, in specie per il colore delle case e
+l'aspetto grave degli abitanti. Visi bianchi, visi pallidi, visi color
+di cacio parmigiano, capelli biondi, biondissimi, rossicci, giallastri,
+larghi visi sbarbati, barbe intorno al collo, occhi azzurri, chiari
+tanto da doverci cercar le pupille; donne tarchiate, grasse, rosee,
+lente, con cuffiette bianche, e orecchini in forma di cavaturaccioli:
+son le prime cose che osservai nella folla.
+
+Ma la gente non era quello che per il momento stimolasse di più la mia
+curiosità. Attraversai l'Hoog-Straat, e mi trovai nella città nuova.
+
+Qui non si sa più dire se è una città o un porto, se c'è più terra o più
+acqua, se c'è più bastimenti o più case.
+
+Sono lunghi e larghi canali che dividono la città in tante isole, unite
+per mezzo di ponti levatoi, di ponti giranti e di ponti di pietra. Dalle
+due parti di ogni canale si stendono due strade, fiancheggiate ciascuna
+da una fila d'alberi dalla parte dell'acqua e da una schiera di case
+dalla parte opposta. Tutti questi canali formano altrettanti porti
+abbastanza profondi da ricevere i più grandi bastimenti, e ogni canale
+n'è pieno da un capo all'altro, fuor che in un ristretto spazio nel
+mezzo che serve per l'entrata e per l'uscita. Par di vedere un'immensa
+flotta imprigionata in una città.
+
+Quando vi giunsi era l'ora del maggior movimento; e io m'andai a
+piantare sul ponte più alto del crocicchio principale.
+
+Si vedevano quattro canali, quattro foreste di bastimenti, fiancheggiate
+da otto file d'alberi; le strade ingombre di mercanzie e di gente;
+branchi di bestiame che passavan sui ponti; ponti che s'alzavano o si
+spezzavano per lasciar passare i bastimenti, ed erano appena riabbassati
+o ricomposti, che v'irrompeva su un'onda di gente, di carrozze e di
+carretti; bastimenti che entravano o uscivano dai canali, lucenti come
+modelli da museo, colle donne e i bambini dei marinai sul ponte;
+barchette che guizzavano fra bastimento e bastimento; un via vai
+d'avventori nelle botteghe; un gran lavorío di serve che lavavano muri e
+vetrate; e tutto questo movimento rallegrato dal riflesso dell'acqua,
+dal verde degli alberi, dal rosso delle case, dai mulini altissimi che
+disegnavano lontano la loro cima nera e le loro ali bianche sul cielo
+azzurro; e più ancora, da un'aria non vista mai in alcun'altra città
+settentrionale, di semplicità e di quiete.
+
+Osservai attentamente un bastimento olandese.
+
+Quasi tutti i bastimenti affollati nei canali di Rotterdam non fanno
+altri viaggi che sul Reno e in Olanda; hanno un albero solo, e son
+larghi, robusti, e variopinti come barchette da giocattolo. Il fasciame
+della carcassa è per lo più color verde d'erba montanina, ornato intorno
+all'orlo d'una striscia rossissima o bianca, o di parecchie striscie,
+che paiono una gran fascia di nastri di vario colore. La poppa, per lo
+più, è dorata. Il tavolato del ponte e l'albero sono inverniciati e
+lucidi, come il più pulito pavimento di sala. Il rovescio dei coperchi
+delle botole, le secchie, i barili, le antenne, le assicelle, tutto è
+tinto di rosso, strisciato di bianco o di azzurro. Il casotto dove stan
+le famiglie dei marinai è anch'esso colorito come un chiosco chinese, e
+ha i suoi vetri limpidissimi e le sue tendine bianche ricamate e legate
+con nastri color di rosa. In tutti i ritagli di tempo, marinai, donne e
+fanciulli sono occupati a lavare, a spazzare, a strofinare da tutte le
+parti con una cura infinita; e quando poi il loro bastimentino fa la sua
+uscita dal porto tutto fresco e pomposo come un cocchio di gala, essi
+ritti sulla poppa cercano con alterezza un muto complimento negli occhi
+della gente accalcata lungo i canali.
+
+Di canale in canale, di ponte in ponte, arrivai sino alla diga dei
+Boompjes, dinanzi alla Mosa, dove ferve tutta la vita della grande città
+commerciale. A sinistra si stende una lunga fila di piccoli piroscafi
+variopinti, che partono ogni ora del giorno per Dordrecht, per Arnhem,
+per Gouda, per Schiedam, per Brilla, per la Zelanda, e riempiono
+continuamente l'aria del suono allegro delle loro campanelle e di
+nuvoletti bianchi di fumo. A destra ci sono i grandi bastimenti che
+fanno il viaggio ai vari porti d'Europa, frammisti ai bellissimi navigli
+a tre alberi che vanno alle Indie orientali, coi nomi scritti a
+caratteri d'oro: Java, Sumatra, Borneo, Samarang, che ravvicinano alla
+fantasia quelle terre e quei popoli selvaggi, come un eco di voci
+lontane. Dinanzi, la Mosa percorsa da un gran numero di barchette e di
+barconi, e la riva lontana sulla quale s'inalza una foresta di faggi,
+di mulini a vento, di torri d'officine; e sopra questo spettacolo, un
+cielo inquieto, pieno di bagliori e di oscurità sinistre, che si agita e
+si trasforma, come per imitare il movimento operoso della terra.
+
+ * * * * *
+
+Rotterdam--cade qui a proposito il dirlo--è, per importanza commerciale
+la prima città dell'Olanda, dopo Amsterdam. Era già una fiorente città
+di commercio nel tredicesimo secolo. Ludovico Guicciardini, nella sua
+opera sui Paesi-Bassi, già rammentata, adduce una prova della ricchezza
+di quella città nel decimosesto secolo, dicendo che in men d'un anno
+riedificò novecento case ch'erano state distrutte da un incendio. Il
+Bentivoglio, nella sua storia della guerra di Fiandra, la chiama _terra
+delle più grosse e più mercantili che abbia l'Olanda_. Ma la sua maggior
+prosperità non comincia che dopo il 1830, ossia dopo la separazione
+dell'Olanda e del Belgio, che parve fruttare a lei tutto quello che fece
+perdere alla sua rivale Anversa. La sua situazione è vantaggiosissima.
+Comunica col mare per la Mosa, che conduce nel suo porto, in poche ore,
+i più grandi bastimenti mercantili, e per lo stesso fiume comunica col
+Reno, che le porta dalle montagne della Svizzera e della Baviera una
+immensa quantità di legname, foreste intere che vanno in Olanda a
+trasformarsi in navi, in dighe e in villaggi. Più di ottanta bellissimi
+bastimenti vanno e vengono, nello spazio di nove mesi, tra Rotterdam e
+le Indie. Le merci vi affluiscono da ogni parte in così grande
+abbondanza, che debbono essere portate in parte nelle città vicine.
+Intanto Rotterdam si allarga; vi si stanno costruendo dei vasti
+magazzini e si lavora intorno a un ponte smisurato che attraverserà la
+Mosa e tutta la città, stendendo così la strada ferrata che ora
+s'arresta nella riva sinistra del fiume, sino alla porta di Delft, dove
+si congiungerà colla strada dell'Aja.
+
+Rotterdam, in somma, ha un avvenire più splendido che Amsterdam, ed è da
+molto tempo una rivale temuta della sorella maggiore. Non possiede le
+grandi ricchezze della capitale; ma è più industriosa nel valersi delle
+sue; intraprende, ardisce, rischia, da città giovane e avventurosa.
+Amsterdam, come un negoziante divenuto cauto dopo essersi fatto ricco
+con imprese ardite, comincia a sonnecchiare sui suoi tesori. A
+Rotterdam, per definire in un tratto le tre grandi città dell'Olanda, si
+fa fortuna; in Amsterdam, si consolida; all'Aja, si spende.
+
+Si capisce da questo come Rotterdam debba essere guardata un po'
+dall'alto in basso dalle altre due città; un po' considerata come una
+_parvenue_, anche per un'altra ragione: che è mercantessa pretta non
+occupata d'altro che dai suoi affari, e che ha poca aristocrazia, e
+quella poca non ricchissima e modesta. Amsterdam invece racchiude il
+fiore dell'alto patriziato mercantile; Amsterdam ha grandi musei di
+pittura, protegge le arti, è letterata; unisce, in somma, il titolo al
+sacchetto. Malgrado però la sua superiorità, essa è gelosa della sua
+sorella cadetta, e questa di lei; gareggiano e si dispettano; quello che
+fa l'una fa l'altra; quello che il Governo accorda all'una, l'altra lo
+vuole; in questo stesso momento, aprono tutt'e due un canale verso il
+mare; due canali dei quali non è ancora ben certo se si potranno
+servire; ma non monta; i bambini fanno così:--Pietro ha un
+cavallo;--voglio un cavallo anch'io; e il Governo, babbo condiscendente,
+deve contentare il grande e il piccino.
+
+ * * * * *
+
+Visto il porto, percorsi tutta la diga dei Boompjes, sulla quale si
+stende una schiera non interrotta di grandi case nuove, costrutte
+all'uso di Parigi e di Londra,--case che, come da per tutto, gli
+abitanti ammirano e lo straniero non guarda, o guarda con dispetto;--poi
+tornai indietro, rientrai in città, e di canale in canale, di ponte in
+ponte, riuscii nell'angolo formato dall'Hoog-Straat con uno dei due
+canali lunghissimi che chiudono la città ad oriente.
+
+Quella è la parte più povera della città.
+
+Entrai nella prima strada che vidi e feci parecchi giri in quel
+quartiere, per veder da vicino come sta la gente bassa nelle città
+olandesi. Le strade sono strettissime e le case più piccine e più
+sbilenche che in ogni altra parte; di molte si può toccare il tetto
+colle mani; le finestre sono a poco più d'un palmo da terra; le porte
+basse da doversi chinare per entrarci. Malgrado ciò, non v'è la menoma
+apparenza di miseria. Anche là le finestre hanno i loro specchietti--le
+spie, come si dicono in olandese,--i loro vasi di fiori sul davanzale,
+difesi da cancellatine verdi; le loro tendine bianche; gli usci tinti di
+verde o di azzurro; tutto spalancato, in modo che si vedon le camere da
+letto, le cucine, tutti i recessi della casa, stanzette che paiono
+scatole, dove la roba è ammontata come in botteghe da rigattieri; ma
+rami, stoviglie, mobili, tutto pulito e luccicante come in case di
+signori. Passando per quelle strade non si trova ombra di sudiciume da
+nessuna parte, non si sente un cattivo odore, non si vede nè un cencio
+nè una mano tesa per chiedere: si respira la pulizia e il benessere, e
+si pensa con vergogna ai luridi quartieri dove formicola il basso popolo
+in molte delle nostre città, ed anco non nostre, non esclusa Parigi, che
+ha pure la sua strada Mouffetard.
+
+ * * * * *
+
+Tornando verso l'albergo, passai per la piazza del gran mercato, posta
+nel bel mezzo della città, e non meno strana di tutto quello che la
+circonda.
+
+È una piazza sospesa sull'acqua; nello stesso punto piazza e ponte; un
+ponte larghissimo che congiunge la diga principale,--l'Hoog-Straat,--con
+un quartiere della città, circondato da canali. Questa piazza aerea è
+cinta di vecchi edifizi su tre dei suoi lati, sull'uno dei quali s'apre
+una strada lunga, stretta ed oscura, occupata tutt'intera da un canale
+che pare una strada di Venezia; ed è aperta dal quarto lato sur una
+specie di bacino formato dal canale più largo della città, che comunica
+direttamente colla Mosa. Su questa piazza s'innalza, circondata da
+baracche e da carretti, in mezzo a mucchi di legumi, d'aranci, di
+tegami, fra una folla di rivendugliole e di merciaiuoli, dentro una
+cancellata coperta di stuoie e di cenci, la statua di Desiderius
+Erasmus, la prima gloria letteraria di Rotterdam; quel Gerrit
+Gerritz,--poichè il nome latino, a somiglianza di tutti gli altri grandi
+scrittori del suo tempo, se l'era posto egli medesimo;--quel Gerrit
+Gerritz appartenente, per la sua educazione, il suo stile e le sue idee,
+alla famiglia degli umanisti e degli eruditi d'Italia, scrittore fine,
+profondo e infaticabile di lettere e di scienze, che riempì del suo nome
+l'Europa fra il decimoquinto e il decimosesto secolo, che fu colmato di
+favori dai papi, cercato, festeggiato dai principi; e delle cui
+innumerevoli opere, scritte tutte in latino, si legge ancora l'_Elogio
+della pazzia_, dedicato a Tommaso Moro. Quella statua di bronzo,
+innalzata nel 1622, rappresenta Erasmo vestito d'una pelliccia, con un
+berretto di pelo, un po' inclinato innanzi come uno che cammina, con un
+grosso libro aperto in mano, nell'atto di leggere; e il piedestallo
+porta una doppia iscrizione olandese e latina che lo chiama _vir sæculi
+sui primarius_ e _civis omnium præstantissimus_. E malgrado questo
+pomposo elogio, il povero Erasmo, piantato là come una guardia
+municipale in mezzo al mercato, fa compassione. Non v'è, io credo,
+sulla faccia della terra un'altra statua di letterato che sia come la
+sua trascurata da chi passa, disprezzata da chi la circonda, commiserata
+da chi la guarda. Ma chi sa che Erasmo, da quell'arguto filosofo che fu
+e che dev'essere ancora, non si contenti di quel cantuccio, tanto più
+che non è lontano da casa sua, se la tradizione non tradisce. In una
+stradetta vicino alla piazza, nel muro d'una piccola casa occupata da
+una taverna, si vede dentro una nicchia una statuetta di bronzo che
+rappresenta il grande scrittore, e sotto la nicchia l'iscrizione _Hæc
+est parva domus magnus qua natus Erasmus_; che forse otto su dieci
+Rotterdamesi non hanno mai letta nè vista.
+
+In un angolo di quella stessa piazza, v'è una piccola casa chiamata la
+_casa della paura_, sopra un muro della quale si vede un'antica pittura
+di cui non ricordo il soggetto. Il nome di casa della paura le fu posto,
+stando alla tradizione, perchè i più cospicui personaggi vi si
+ricoverarono quando gli Spagnuoli diedero il sacco alla città, e vi
+rimasero chiusi tre giorni interi senza mangiare. E non è quella la sola
+memoria degli Spagnuoli che si conservi a Rotterdam. Molti edifizi,
+costrutti al tempo della loro dominazione, rammentano la maniera
+d'architettura che s'usava allora nella Spagna; e parecchi portano
+ancora iscrizioni spagnuole. Nelle città d'Olanda le iscrizioni sulle
+case sono molto comuni. Le case si gloriano della loro vecchiezza come
+le bottiglie di vino, e mostrano la data della loro costruzione scritta
+in grandi caratteri nel mezzo della facciata.
+
+ * * * * *
+
+Sulla piazza del mercato potei osservare con tutto comodo gli orecchini
+delle donne, i quali sono una cosa da meritare che se ne parli
+minutamente.
+
+A Rotterdam non vidi che gli orecchini in uso nell'Olanda meridionale;
+ma anche solo in questa provincia, la varietà è grandissima. Si
+somigliano però tutti in questo, che invece di essere appesi
+all'orecchio, sono appesi alle due estremità d'un cerchio metallico,
+d'oro o d'argento o di rame dorato, che cinge la testa come un mezzo
+diadema, e viene a terminare sulle tempie. Gli orecchini più comuni
+hanno la forma d'una spirale a cinque o sei giri, sovente larghissimi, e
+sono attaccati in modo alle due estremità del cerchio, che sporgono
+innanzi al viso come le gambe di un paio d'occhiali. Molte donne portano
+ancora appesi a queste spirali due orecchini della forma ordinaria, ma
+più grandi, i quali scendono quasi fino a toccare il seno e dondolano
+dinanzi alle guance come le gingioliere dei bovi. Altre hanno il cerchio
+d'oro che cinge anche la fronte ed è cesellato, ornato di fiorami in
+rilievo, di borchiette, di bottoni. Quasi tutte portano i capelli lisci
+e compressi, e una cuffia bianca ricamata od ornata di trina che copre e
+stringe la testa come una cuffia da notte e scende in forma di velo pure
+trinato e ricamato intorno al collo e sulle spalle. Questo velo
+svolazzante all'uso arabo e quegli orecchini spropositati e
+stravaganti, dànno a queste donne un aspetto tra regale e barbaresco,
+che, se non fossero bianche come sono, le farebbe pigliare per donne di
+qualche paese selvaggio, che avessero conservato del loro costume nativo
+l'ornamento del capo. Non mi meraviglio che certi viaggiatori, al vedere
+per la prima volta quegli orecchini, abbiano creduto che fossero ad un
+tempo un ornamento e uno strumento, e abbiano chiesto a che cosa
+servissero. Ma si può anche supporre che siano fatti così per un altro
+scopo: che servano cioè come armi di difesa al pudore femminile, perchè
+un impertinente che avvicinasse troppo il viso, incontrerebbe
+quell'impedimento almeno quattro dita prima di giungere a toccare la
+guancia. Questi orecchini, portati particolarmente dalle donne del
+contado, son quasi tutti d'oro e costano, grandi come sono e poi col
+cerchio e gli altri accessorii, una bella somma; ma dei contadini
+olandesi vidi ben altre ricchezze nelle mie passeggiate in campagna.
+
+ * * * * *
+
+Vicino alla piazza del mercato v'è la Cattedrale, fondata verso la fine
+del decimoquinto secolo, al tempo della decadenza dell'architettura
+ogivale: allora chiesa cattolica, dedicata a san Lorenzo, ora la prima
+chiesa protestante della città. Il protestantesimo, vandalo della
+religione, entrò nella chiesa antica col piccone e col pennello
+dell'imbianchino, ruppe, scrostò, sdorò, intonacò, lacerò con pedantesco
+fanatismo tutto quello che vi rinvenne di bello e di splendido, e la
+ridusse un edifizio nudo, bianco, freddo, quale avrebbe dovuto essere,
+al tempo degli _Dei falsi e bugiardi_, un tempio consacrato alla Dea
+della Noia. Un organo immenso, composto di quasi cinquemila canne, che
+rende, fra gli altri suoni, l'effetto dell'eco; alcune tombe d'ammiragli
+ornate di lunghi epitaffi olandesi e latini; molti banchi, qualche
+ragazzo col cappello in capo, un gruppo di donne che chiacchieravano ad
+alta voce, un vecchietto col sigaro in bocca in un canto: non vidi
+altro. Quella era la prima chiesa protestante in cui mettevo il piede e
+confesso che mi fece un senso sgradevole, misto un po' di tristezza e di
+scandalo. Confrontai quell'aspetto di chiesa devastata colle magnifiche
+cattedrali d'Italia e di Spagna, dove sulle pareti rischiarate d'una
+luce soave e misteriosa, a traverso le nuvole d'incenso, s'incontrano
+gli sguardi amorosi degli angioli e delle sante, che ci mostrano il
+cielo; dove si vedono tante immagini d'innocenza che rasserenano, tante
+immagini di dolore che aiutano a soffrire, che ispirano la
+rassegnazione, la pace, la dolcezza del perdono; dove il povero senza
+tetto e senza pane, respinto dalla porta del ricco, può pregare fra i
+marmi e gli ori, come in una reggia, nella quale non è disdegnato, fra
+uno splendore e una pompa che non lo umilia, che anzi onora e conforta
+la sua miseria; quelle cattedrali, in fine, dove c'inginocchiammo da
+fanciulli accanto a nostra madre, e sentimmo per la prima volta una
+dolce sicurezza di riviver un giorno con lei in quei profondi spazi
+azzurri che vedevamo dipinti nelle cupole sospese sul nostro capo.
+Confrontando quella chiesa con queste cattedrali, mi accorsi ch'ero
+assai più cattolico che non credessi, e sentii la verità di quelle
+parole del Castelar:--Ebbene, sì, sono razionalista: ma se un giorno
+dovessi tornare in seno ad una religione, tornerei a quella splendida
+dei miei padri, e non a codesta religione squallida e nuda, che
+rattrista i miei occhi e il mio cuore!
+
+Dall'alto della torre si vede con un colpo d'occhio tutta la città di
+Rotterdam coi suoi piccoli tetti rossi ed acuti, i suoi larghi canali, i
+suoi bastimenti sparpagliati fra le case, e tutt'intorno alla città, una
+pianura sconfinata e verdissima, percorsa da canali fiancheggiati
+d'alberi, sparsa di mulini a vento, di villaggi nascosti in mezzo a
+mucchi di verzura, che non mostrano che la punta dei loro campanili. In
+quel momento il cielo era sereno, si vedevano luccicare le acque della
+Mosa dalle vicinanze di Bois-le-Duc fino quasi alla sua foce; si
+scorgevano i campanili di Dordrecht, di Leida, di Delft, dell'Aja, di
+Gouda; ma da nessuna parte, nè vicino nè lontano, una collina, un rialto
+di terra, una curva che interrompesse la linea diritta rigidissima
+dell'orizzonte. Era come un mare verde ed immobile, sul quale i
+campanili rappresentavano alberi di bastimenti ancorati. L'occhio
+spaziava su quell'immenso piano quasi riposandosi, ed io provavo per la
+prima volta quel sentimento indefinibile che ispira la campagna
+olandese, che non è tristezza, nè piacere, nè noia, ma un misto di
+tutte e tre queste cose, che ci tien là molto tempo immobili, senza
+saper che cosa si guarda e a che cosa si pensa.
+
+Tutt'a un tratto fui scosso da una musica bizzarra che non capii subito
+di dove venisse. Erano campane che suonavano un'arietta allegra con note
+argentine, le quali ora scoccavano lente che pareva si staccassero a
+fatica l'una dall'altra, ora prorompevano in gruppi, in fioriture
+strane, in trilli, in scoppi sonori; una musica saltellante e piena di
+ghiribizzi, che aveva qualcosa di primitivo come la città variopinta,
+sulla quale si spandevan le sue note a guisa d'uno stormo d'uccelli; e
+anzi consuonava così al carattere della città, che pareva la sua voce
+naturale, un'eco della vita antica di quella gente, che faceva pensare
+al mare, alla solitudine, alle capanne, e nello stesso tempo destava il
+riso e toccava il cuore. All'improvviso la musica cessò e sonarono le
+ore. In quello stesso punto altri campanili lanciavano nell'aria altre
+ariette delle quali mi arrivavano appena all'orecchio le note più acute,
+e finite le ariette, suonavan le ore come il primo. Questo concerto
+aereo, come seppi poi, e me ne fu spiegato il meccanismo, si ripete ad
+ogni ora del giorno e della notte, in tutti i campanili dell'Olanda; e
+sono arie di canzoni nazionali, di salmi, d'opere italiane e tedesche.
+Così in Olanda l'ora canta, come per distrarre la mente dal pensiero
+triste del tempo che fugge, e canta la patria, la religione e l'amore,
+con un'armonia che sorvola a tutti i rumori della terra.
+
+ * * * * *
+
+Ora, per continuare a dire per ordine quello che vidi e quello che feci,
+devo condurre chi legge in un caffè e pregarlo d'assistere al mio primo
+desinare olandese.
+
+ * * * * *
+
+Gli Olandesi mangiano molto. Il maggior piacere che si pigli da loro,
+come dice il cardinale Bentivoglio, è fra i conviti e le tavole. Ma non
+sono golosi, son voraci; tirano alla quantità più che alla qualità. Fin
+dai tempi antichi, erano canzonati dai loro vicini, non soltanto per la
+ruvidezza dei loro costumi, ma per la semplicità del loro nutrimento: si
+chiamavano mangiatori di latte e di formaggio. Mangiano generalmente
+cinque volte al giorno. Di levata, tè, caffè, latte, pane, cacio, burro;
+poco prima di mezzogiorno una buona colezione; prima di pranzo, quello
+che si direbbe uno spuntino, cioè un bicchier di liquore e qualche
+biscotto; poi un gran pranzo; e la sera tardi il pusigno, per usare la
+parola propria, ossia qualche cosuccia, tanto per non andare a letto
+collo stomaco ozioso. Mangiano poi in comune in molte occasioni non
+parlo di nascite e di matrimoni, che è uso di tutti i paesi; ma, per
+esempio, di sepolture: usando che gli amici e i conoscenti che hanno
+accompagnato il convoglio funebre, riconducano la famiglia del defunto a
+casa, e là siano invitati a mangiare e a bere, e facciano per solito
+molto onore ai loro ospiti. La pittura olandese, quando non ci fosse
+altra testimonianza, è là per provarci la parte principalissima che ebbe
+sempre la tavola nella vita di quel popolo. Oltre gl'infiniti quadri di
+soggetti casalinghi, nei quali si direbbe che il piatto e la bottiglia
+sono i protagonisti, quasi tutti i grandi quadri che rappresentano
+personaggi storici, borgomastri, guardie civiche, li mostrano seduti a
+tavola in atto di mordere, di tagliare, di mescere. Persino il loro
+eroe, Guglielmo il Taciturno, l'incarnazione della nuova Olanda, incarnò
+pure quest'amor nazionale della tavola, ed ebbe il primo cuoco dei suoi
+tempi; un così grande artista che i principi tedeschi mandavano dei
+principianti a perfezionarsi alla sua scuola, e Filippo II, in uno di
+quei periodi d'apparente riconciliazione col suo mortale nemico, glielo
+chiese in regalo.
+
+Ma, come dissi, il carattere principale della cucina olandese è
+l'abbondanza, non la raffinatezza. I Francesi, che sono buongustai, ci
+trovano molto a ridire. Mi ricordo d'uno scrittore di certe _Mémoires
+sur la Hollande_, che inveisce con impeto lirico contro il mangiare
+degli Olandesi, dicendo:--Cos'è questo mangiar zuppe alla birra? questo
+mescolar carne e confetti? questo divorar tanta carne senza pane?--Altri
+scrittori di libri sull'Olanda hanno parlato dei loro desinari in quel
+paese, come di sventure domestiche. È superfluo il dire che son tutte
+esagerazioni. Alla cucina olandese si può abituare in poco tempo anche
+una bocca ultradelicata. Il fondo del desinare è sempre un piatto di
+carne, col quale si servono altri quattro o cinque piatti di salumi e di
+legumi, che ognuno mescola e combina a modo suo col piatto principale.
+Le carni sono squisite e i legumi squisitissimi, e cucinati in mille
+maniere diverse: degni di menzione particolare la patate e i cavoli, e
+ammirabile l'arte di far le frittate. Non parlo della caccia, dei pesci,
+dei latticini, del burro, perchè ne parla la fama; e taccio, per non
+lasciarmi vincere dall'entusiasmo, di quel celebrato formaggio, nel
+quale, quando s'è fatto tanto di ficcare il coltello, si continua a
+infierire con una sorta di furore crescente, menando fendenti e puntate,
+e abbandonandosi a ogni specie di lavori d'intaglio e di scavo, finchè è
+vuota la forma, e il desiderio aleggia ancora sulle rovine.
+
+Uno straniero che desina per la prima volta in una trattoria olandese
+vede parecchie novità. Prima d'ogni cosa, dei piatti d'una grandezza e
+d'uno spessore straordinarii, proporzionati all'appetito nazionale; e in
+molti luoghi, una salvietta di carta bianca sottilissima, piegata a tre
+punte, contornata di fiori a stampa, con un piccolo paesaggio agli
+angoli, e il nome del caffè o della trattoria o un _Bon appetit_
+stampato in grandi caratteri azzurri. Lo straniero, per essere sicuro
+del fatto suo, ordina un rosbiffe, e gliene portano una mezza dozzina di
+fette grandi come una foglia di cavolo; o una bistecca, e gli portano un
+cuscinetto di carne sanguinosa che basterebbe a saziare una famiglia; o
+del pesce, e gli portano un animale lungo come la tavola; e con ciascuna
+di queste cose, una montagnola di patate bollite e un vasettino di
+mostarda vigorosa. Di pane, una fettina un po' più grande di uno scudo,
+e sottile come una cartilagine; cosa spiacevole per noi latini, che
+divoriamo il pane come accattoni; così che in una trattoria olandese ci
+tocca a domandarne ogni momento, con grande stupore dei camerieri. Con
+uno di quei tre piatti, e un bicchier di birra di Baviera o di birra
+d'Amsterdam, un galantuomo può dire di aver desinato. Di vino, chi per
+poco abbia il granchio alla borsa, in Olanda non se ne discorre, perchè
+è caro assaettato; ma siccome là le borse son gonfie, così quasi tutti
+gli Olandesi dal mezzo ceto in su, ne bevono; e ci son certo pochi paesi
+dove si trovi la varietà e l'abbondanza di vini stranieri che si trova
+in Olanda: francesi e del Reno particolarmente.
+
+Chi, dopo desinare, vuol dei liquori, in Olanda trova il fatto suo. Non
+c'è bisogno di dire che i liquori olandesi sono famosi nel mondo, e che
+è famosissimo per tutti il schiedam, estratto di ginepro, così chiamato
+dalla piccola città di Schiedam, distante poche miglia da Rotterdam,
+nella quale si trovano più di duecento fabbriche; e per dare un'idea del
+lavoro che vi si fa, basta dire che colla feccia della materia
+distillata, si nutriscono anno per anno trentamila bestie suine. Questo
+schiedam famoso, la prima volta che si assaggia, fa giurare e
+spergiurare che non se ne beverà più una goccia se si campasse
+cent'anni; ma chi ne ha bevuto, come dice il proverbio francese, ne
+beverà; e si comincia a provarlo con un mucchio di zucchero; e poi con
+un po' meno; e poi senza, finchè, _horribile dictu_, col pretesto
+dell'umidità e della nebbia, se ne tracannano due bicchierini con una
+disinvoltura da marinai. Vien dopo per ordine di nobiltà il curaçò,
+liquore fine, femmineo, men vigoroso dello schiedam, ma assai più di
+quel dolciume nauseabondo che si spaccia in altri paesi colla
+raccomandazione del suo nome. Dopo il curaçò altri moltissimi, di tutte
+le gradazioni di forza e di sapore, coi quali un bevitore esperto si può
+dare, a sua fantasia, tutte le sfumature dell'ebbrezza; l'ebbrezza
+gentile, la forte, la chiassosa, la cupa--e disporre in modo il suo
+cervello da vedere il mondo nell'aspetto che convien meglio al suo
+umore, come si farebbe con uno strumento ottico, cambiando il colore
+delle lenti.
+
+La prima volta che si desina in Olanda c'è una sorpresa curiosa al
+momento di pagare lo scotto. Io avevo fatto un desinare scarso per un
+batavo, ma per un italiano, abbondantino, e con quel che sapevo del gran
+caro d'ogni cosa in Olanda, m'aspettavo una di quelle sonate, alle
+quali, come dice Teofilo Gauthier, la sola risposta ragionevole da darsi
+è una pistolettata. Fui dunque gratamente meravigliato quando il
+cameriere mi disse che dovevo pagare _quarante sous_, e siccome nelle
+città grandi dell'Olanda tutte le monete corrono, misi sulla tavola
+quaranta soldi in argento francese, e aspettai, per dar tempo all'amico
+di ravvedersi, nel caso che si fosse ingannato. Ma l'amico guardò quel
+denaro senza alcun segno di ravvedimento, e disse con la più gran
+serietà:--Ancora altri quaranta soldi.--Scattai sulla seggiola
+domandando una spiegazione; e la spiegazione, ahimè, fu semplicissima.
+L'unità monetaria, in Olanda, è il fiorino, che corrisponde a due lire
+nostre e quattro centesimi; per il che il centesimo e il soldo olandesi
+corrispondono a qualcosa di più del doppio del centesimo e del soldo
+nostro; onde l'inganno e il disinganno.
+
+ * * * * *
+
+Rotterdam, la sera, presenta un aspetto impreveduto a uno straniero.
+Mentre nelle altre città settentrionali a una cert'ora la vita si
+raccoglie nelle case, a Rotterdam, a quella stess'ora, si espande nelle
+strade. L'Hoog-Straat è percorsa fino a notte avanzata da una folla
+fittissima, le botteghe sono aperte,--perchè le serve vanno a far la
+spesa la sera;--i caffè sono affollati. I caffè olandesi hanno una forma
+particolare. Son per lo più una sala unica, lunga, divisa per mezzo da
+una tenda verde, che s'abbassa verso sera e nasconde, come un telone da
+teatro, tutta la parte di dietro, la quale è la sola illuminata; la
+parte davanti, separata dalla strada da una grande vetrata, rimane al
+buio, in maniera che dal di fuori non vi si vede che delle forme nere, e
+un luccichio di punte di sigari che paion lucciole; e tra quelle forme
+nere, qualche profilo vago di donna, a cui non conviene la luce.
+
+Dopo i caffè, dan nell'occhio, come a Rotterdam in tutte le città
+d'Olanda, le botteghe dei tabaccai. Ce n'è una, si può dire, a ogni
+passo; e sono senza paragone le più belle d'Europa; non escluse le
+grandi botteghe di tabacchi d'Avana di Madrid. I sigari sono chiusi in
+scatole di legno, su ciascuna delle quali è attaccato un ritratto a
+stampa del re e della regina, o di qualche illustre cittadino olandese;
+e tutte queste scatole sono ammontate nelle vetrine altissime, in mille
+forme architettoniche, come di torri, di campanili, di tempietti, di
+scale a chiocciola, che s'inalzano da terra fin quasi al soffitto. In
+queste botteghe, risplendenti di fiammelle come botteghe di Parigi, si
+trovan sigari di tutte le forme e di tutti i sapori; e il tabaccaio
+cortese ve li porge in una apposita busta di carta velina, dopo averne
+spuntato uno con una macchinetta.
+
+Le botteghe olandesi sono illuminate sfarzosamente; e benchè non
+presentino per sè stesse alcuna differenza da quelle delle altre grandi
+città europee, offrono però un aspetto particolare, di notte, per il
+contrasto che ne riesce fra il pian terreno e la parte superiore delle
+case. Sotto è tutto vetri, lumi, colori, splendori; sopra son quelle
+facciate cupe, con quelle punte, con quegli scalini, con quelle curve;
+la parte superiore della casa è la vecchia Olanda, semplice, buia e
+silenziosa; il pian terreno è la vita nuova, la moda, il lusso,
+l'eleganza. Oltre a questo, siccome le botteghe, essendo tutte le case
+strettissime, occupano l'intero piano terreno, e sono per lo più tanto
+fitte che si toccano le une le altre, così di notte nelle strade come
+l'Hoog-Straat, non si vede quasi punto muro dal primo piano in giù, e
+sembra che le case sian tutte sorrette dalle vetrine, e le vetrine si
+confondono tutte da lontano in due larghe striscie fiammeggianti che
+fiancheggiano la strada come due siepi accese e l'inondano di luce, in
+modo che vi si troverebbe uno spillo.
+
+Passeggiando per le strade di Rotterdam, la sera, si vede che è una
+città riboccante di vita, che si espande; una città, sto per dire,
+adolescente, nel periodo della crescenza, la quale, come una persona nei
+suoi panni, si sente d'anno in anno più allo stretto nelle sue case e
+nelle sue strade. I suoi centoquattordici mila abitanti saranno forse
+duecentomila in un avvenire non lontano. Le strade secondarie sono
+formicai di bimbi; ce n'è un ripieno, un ribocco, che rallegra gli occhi
+ed il cuore. Per le vie di Rotterdam spira un non so che aria di festa.
+Quei visotti bianchi e rossi delle serve, di cui si vedono spuntare da
+tutte le parti le cuffiette bianche, quei faccioni sereni di negozianti
+che sorbiscono lentamente dei grandi bicchieri di birra, quelle
+contadine coi grossi orecchini d'oro, quella pulizia, quei fiori alle
+finestre, quella folla operosa e tranquilla, danno a Rotterdam un
+aspetto di salute e di pace contenta, che fa venir sulle labbra il _Te
+beata_ dei _Sepolcri_, non col grido dell'entusiasmo, ma col sorriso
+della simpatia.
+
+Rientrando all'albergo, vidi tutt'una famiglia francese ferma in un
+corridoio ad ammirare i chiodi d'una porta che parevan tanti bottoni
+d'argento.
+
+ * * * * *
+
+La mattina seguente appena levato, mi affacciai alla finestra, ch'era al
+secondo piano, e vedendo i tetti delle case dirimpetto, riconobbi, con
+meraviglia, che il Bismark era da scusarsi se aveva creduto di veder dei
+fantasmi sui tetti delle case di Rotterdam. Sulle rocche di cammino, in
+fatti, di tutte le case antiche, s'alzano dei tubi curvi o diritti,
+sovrapposti di traverso gli uni agli altri, incrociati e ricrociati in
+forma di braccia aperte, di forche, di corna smisurate, di atteggiamenti
+impossibili, da far pensare che abbiano un significato, che sian come un
+richiamo misterioso da casa a casa, e che di notte si debbano muovere
+con uno scopo.
+
+Scesi nell'Hoog-Straat, era giorno di festa, si vedevano le poche
+botteghe aperte; ma nemmen quelle poche, mi dissero gli stessi Olandesi,
+si sarebbero viste non molti anni fa: l'osservanza del precetto
+religioso, ch'era rigorosissima, si comincia a rilassare. Vidi piuttosto
+un segno di festa nel vestire della gente, e specialmente degli uomini.
+Gli uomini, soprattutto delle classi inferiori (e osservai questo anche
+nelle altre città) hanno una manifesta simpatia per gli abiti neri, e li
+sfoggiano per lo più la domenica: cravatta nera, calzoni neri e certe
+palandrane nere che toccan quasi il ginocchio; costume che coll'andatura
+lenta e il viso grave, dà loro un'aria di sindaci di villaggio che
+vadano ad assistere a un _Te Deum_ ufficiale.
+
+Ma quello che mi stupì fu di vedere, a quell'ora, quasi tutte le persone
+che incontravo, signori e povera gente, uomini e ragazzi, col sigaro in
+bocca. Questa malaugurata abitudine di _sognare da svegli_, come
+scriveva Emilio Girardin, quando faceva la guerra ai fumatori, occupa
+una così larga parte nella vita degli Olandesi, che bisogna dirne
+qualchecosa.
+
+Il popolo olandese è forse di tutti i popoli del settentrione quello che
+fuma di più. L'umidità del clima gliene fanno quasi un bisogno; il
+prezzo moderatissimo del tabacco rende possibile a tutti di soddisfarlo.
+Per mostrare quanto sia radicata quest'abitudine, basti dire che i
+barcaioli del _trekschuit_, che è la diligenza acquatica dell'Olanda,
+misurano le distanze col fumo. Di qui, dicono, alla tal città, ci sono,
+non tante miglia, ma tante pipate. Quando s'entra in una casa, dopo il
+primo saluto, l'ospite vi porge un sigaro; quando uscite, ve ne porge un
+altro, qualche volta ve ne riempie le tasche. Per le strade si vedon
+persone che accendono un sigaro col mozzicone ancora acceso dell'ultimo
+fumato, senza soffermarsi, con aria di gente affaccendata, per la quale
+è ugualmente rincrescevole di perdere un minuto di tempo e una boccata
+di fumo. Moltissimi s'addormentano col sigaro in bocca, accendono il
+sigaro quando si svegliano durante la notte e lo riaccendono la mattina
+prima di mettere i piedi fuori del letto. Un olandese, scriveva il
+Diderot, è un lambicco vivente; e pare infatti che il fumare sia per lui
+quasi una funzione necessaria della vita. Molti dissero che tutto questo
+fumo gli annebbia l'intelligenza. Eppure se v'è un popolo, come osserva
+giustamente l'Esquiroz, che abbia un'intelligenza netta e precisa al più
+alto grado, è il popolo olandese. D'altra parte in Olanda, il sigaro non
+è scusa all'ozio, nè si fuma per _sognare da svegli_; ognuno fa i fatti
+suoi cacciando fuori dei nuvoletti bianchi dalla bocca, regolarmente,
+come il tubo di un fornello d'officina, e il sigaro, invece d'essere una
+distrazione, è uno stimolo e un aiuto al lavoro. Il fumo, mi disse un
+olandese, è il nostro secondo fiato; e un altro mi definì il sigaro: il
+sesto dito della mano.
+
+ * * * * *
+
+Qui, a proposito di tabacco, vorrei raccontare la vita e la morte d'un
+famoso fumatore olandese; ma temo un po' le scrollate di spalla de' miei
+amici olandesi, i quali mi raccontarono quella vita e quella morte,
+lamentandosi appunto che gli stranieri, che scrivon dell'Olanda, lascin
+da parte delle cose importanti ed onorevoli per il paese, per occuparsi
+di corbellerie di quella natura.
+
+Ma tant'è, mi pare una corbelleria così nuova che non posso tenermela
+nella penna.
+
+V'era dunque una volta un ricco signore dei dintorni di Rotterdam, il
+quale si chiamava Van Klaës, ed era soprannominato papà gran pipa,
+perchè era vecchio, grosso e gran fumatore. La tradizione racconta
+ch'egli aveva fatto fortuna, da onesto negoziante, nelle Indie, e ch'era
+un uomo di miti costumi e di buon cuore. Tornato dalle Indie, s'era
+fatto fabbricare un bellissimo palazzo vicino a Rotterdam, e in questo
+palazzo aveva raccolto e disposto in forma di Museo tutti i modelli di
+pipe che vide il sole, in tutti i paesi e in tutti i tempi, da quelle
+che servivano agli antichi barbari per fumare la canapa alle splendide
+pipe di schiuma e d'ambra sopraccaricate di figurine e cerchiellate
+d'oro che si ammirano nelle più belle botteghe di Parigi. Il Museo era
+aperto agli stranieri, e ad ognuno che lo visitasse, il signor Van
+Klaës, dopo aver sfoggiato la sua vasta erudizione fumatoria, riempiva
+le tasche di sigari e di tabacco e regalava un catalogo del Museo con
+una copertina di velluto.
+
+Il signor Van Klaës fumava cento cinquanta grammi di tabacco al giorno,
+e morì all'età di novantott'anni; così che, fatto il conto colla
+supposizione che abbia cominciato a fumare di diciotto anni, in tutto il
+corso della sua vita egli ne fumò quattromila trecento ottantatrè
+chilogrammi; colla quale quantità di tabacco, si forma una striscia nera
+non interrotta della lunghezza di venti leghe francesi. Con tutto ciò il
+signor Van Klaës si mostrò assai più grande fumatore in morte che in
+vita. La tradizione ha conservato tutti i particolari della sua fine.
+Gli mancavan pochi giorni a compire il novantottesimo anno, quando egli
+sentì improvvisamente che quell'anno sarebbe stato l'ultimo. Mandò a
+chiamare il suo notaio, ch'era pure un fumatore emerito, e senz'altro
+preambolo: "Notaro mio" gli disse "riempite la mia pipa e la vostra; io
+mi sento morire." Il notaio riempì le pipe, le accesero e il signor Van
+Klaës dettò il suo testamento, che diventò poi celebre in tutta
+l'Olanda.
+
+Dopo aver disposto d'una gran parte del suo avere a favore di parenti,
+d'amici e d'ospizi, dettò i seguenti articoli:
+
+Voglio che tutti i fumatori del paese siano invitati ai miei funerali
+con tutti i mezzi possibili: giornali, lettere private, circolari,
+annunzi. Ogni fumatore che si renderà all'invito, riceverà in dono dieci
+libbre di tabacco e due pipe, sulle quali siano incisi il mio nome, le
+mie armi e la data della mia morte. I poveri del distretto che
+accompagneranno il mio feretro, riceveranno ogni anno, il giorno
+anniversario della mia morte, un gran pacco di tabacco. A tutti coloro
+che assisteranno al funerale, metto per condizione, se vogliono
+partecipare ai benefizi del mio testamento, che fumino senza
+interruzione per tutta la durata della cerimonia. Il mio corpo sarà
+chiuso in una cassa rivestita internamente del legno delle mie vecchie
+scatole dei sigari d'Avana. In fondo alla cassa, sarà deposta una
+scatola di tabacco francese detto _caporal_ e un pacco del nostro
+vecchio tabacco olandese. Al mio fianco, sarà messa la mia pipa
+prediletta e una scatola di fiammiferi.... perchè non si sa mai quello
+che possa accadere. Portato il feretro al cimitero, tutte le persone
+del corteggio, prima d'andarsene, gli sfileranno dinanzi e vi getteranno
+sopra la cenere della loro pipa.
+
+Le ultime volontà del signor Van Klaës furono rigorosamente compiute; i
+funerali riescirono splendidi e velati da una fitta nebbia di fumo; la
+cuoca del defunto, che si chiamava Gertrude, alla quale il padrone aveva
+lasciato, con un codicillo, una rendita considerevole, a patto che
+vincesse la sua ostinata avversione al tabacco, accompagnava la
+processione con un sigaretto di carta fra le labbra; i poveri
+benedissero la memoria del benefico signore, e tutto il paese risonò
+delle sue lodi, come risuona oggi ancora della sua fama.
+
+ * * * * *
+
+Passando lungo un canale, vidi, con nuovi effetti, uno di quei rapidi
+cambiamenti di tempo che avevo visti il giorno innanzi. Tutt'a un tratto
+il sole dispare, quell'infinita varietà di colori ridenti si offusca, e
+comincia a soffiare un venticello d'autunno. Allora alla quiete allegra
+di poc'anzi succede da tutte le parti e in ogni cosa una sorta
+d'agitazione paurosa. I rami degli alberi stormiscono, le bandierine dei
+bastimenti ondeggiano, le barchette legate alle palafitte saltellano, le
+acque tremolano, i mille oggetti appesi alle case dondolano, le braccia
+dei mulini girano più rapide; pare che corra per tutto un brivido
+d'inverno e che la città si rimescoli come se avesse inteso una minaccia
+misteriosa. Dopo pochi minuti il sole ricompare, e col sole i colori,
+la pace, l'allegrezza. Questo spettacolo mi fece pensare che veramente
+l'Olanda non si possa dire un paese d'aspetto triste, come molti
+credono; ma piuttosto tristissimo o allegrissimo a vicenda, secondo il
+tempo. È in ogni cosa il paese dei contrasti. Sotto un cielo
+capricciosissimo v'è il popolo meno capriccioso della terra; e questo
+popolo fermo e ordinato, ha l'architettura più barcollante e più
+scompigliata che si possa veder con due occhi.
+
+ * * * * *
+
+Prima d'entrare nel Museo di Rotterdam, mi sembrano opportune alcune
+osservazioni sulla pittura olandese, non per _coloro che sanno_, ben
+inteso, ma per coloro che hanno dimenticato.
+
+La pittura olandese ha una qualità che la rende, per noi Italiani,
+particolarmente attrattiva: è di tutte le pitture del mondo la più
+diversa dalla nostra, l'antitesi, o per dirla con una di quelle frasi
+che facevano stizzire il Leopardi, il polo opposto dell'arte. Sono, la
+nostra e l'olandese, le due scuole più originali, o, come altri dice, le
+due sole a cui convenga rigorosamente quel titolo; le altre non essendo
+che figlie, o sorelle minori, che le arieggiano o poco o molto. E così
+anche per il lato della pittura, l'Olanda offre quello che si cerca con
+maggior desiderio nei viaggi o nei libri di viaggi: il nuovo.
+
+La pittura olandese nacque colla indipendenza e colla libertà
+dell'Olanda. Sin che le provincie del nord e quelle del sud dei Paesi
+Bassi stettero unite nella monarchia spagnuola e nella fede cattolica,
+ebbero una scuola unica di pittura. I pittori olandesi dipingevano come
+i pittori belgi; studiavano nel Belgio, in Germania, in Italia;
+l'Heemskerk imitava il Michelangelo; il Bloemaert, il Correggio; il
+Moro, il Tiziano, per non accennarne molti altri; ed erano imitatori
+pedanti, che congiungevano all'esagerazione dello stile italiano una
+certa rozzezza tedesca, di che riusciva una pittura bastarda, inferiore
+ancora a quella primissima, quasi infantile, rigida nel disegno, cruda
+nel colorito e mancante affatto di chiaroscuro, ma aliena, almeno,
+dall'imitazione, che era stata come un preludio lontano della vera arte
+olandese.
+
+Colla guerra d'indipendenza, la libertà, la riforma, anche la pittura si
+rinnova; cade, colla tradizione religiosa, la tradizione artistica; il
+nudo, le ninfe, le madonne, i santi, l'allegoria, la mitologia,
+l'ideale, tutto il vecchio edifizio rovina; l'Olanda, animata da una
+nuova vita, prova il bisogno di manifestarla e di espanderla in una
+maniera nuova; questo piccolo paese divenuto ad un tratto così glorioso
+e formidabile sente il desiderio d'illustrare sè medesimo; le facoltà
+che si sono rafforzate ed eccitate in quella grande impresa di creare
+una patria, un mondo reale, traboccano, ora che l'impresa è compiuta, e
+creano un mondo immaginario; le condizioni del paese son favorevoli al
+risorgimento dell'arte; i supremi pericoli sono scongiurati; v'è la
+sicurezza, la prosperità, un avvenire splendido; gli eroi hanno fatto il
+dover loro, possono farsi innanzi gli artisti; l'Olanda, dopo tanti
+sacrifizi e tante sventure, uscita vittoriosa dalla lotta, leva il viso
+in mezzo ai popoli, e sorride: e quel sorriso è l'arte.
+
+Quale dovess'essere quest'arte, si potrebbe indovinare, quando non ce ne
+fosse rimasto alcun monumento. Un popolo pacifico, operoso, pratico,
+riabbassato continuamente, per dirla colle parole d'un gran poeta
+tedesco, a una realtà prosaica, dalle occupazioni d'una vita volgare e
+borghese; che coltiva la sua ragione a spese della sua immaginazione;
+che vive, per conseguenza, più d'idee chiare che di immagini belle; che
+rifugge dalle astrazioni, che non si slancia col pensiero di là dalla
+natura, colla quale è in lotta perpetua; che non vede che ciò che è, che
+non gode che di ciò che possiede, che fa consistere la sua felicità
+nella quiete agiata e onestamente sensuale d'una vita senza passioni
+violente e senza desiderii scomposti; questo popolo doveva avere un
+sentimento tranquillo anche dell'arte, amare un'arte che ricreasse senza
+scuotere, che parlasse più ai sensi che allo spirito, un'arte riposata,
+precisa, squisitamente materiale come la sua vita; l'arte, in una
+parola, realista, nella quale egli si potesse specchiare e vedersi tal
+quale era, ed era contento di essere.
+
+Gli artisti cominciarono a ritrarre quello che cadeva prima sotto i loro
+occhi: la casa. I lunghi inverni, le pioggie ostinate, l'umidità, la
+variabilità continua del clima, costringono l'olandese a stare una gran
+parte dell'anno e del giorno in casa. Questa casa piccina, questo
+guscio, egli l'ama assai più di noi, appunto perchè ne ha maggior
+bisogno e, ci vive di più: lo provvede di tutti i comodi, lo accarezza,
+ci si crogiola: gli piace guardare, dalle finestre ben tappate, la neve
+che cade e la pioggia che diluvia, e dire:--Infuria, tempaccio, io sono
+al caldo e al sicuro!--In questo suo guscio, accanto alla sua buona
+massaia, in mezzo ai suoi figliuoli, passa le lunghe serate dell'autunno
+e dell'inverno, mangiando molto, bevendo molto, fumando molto,
+ricreandosi con un'onesta allegria delle cure della giornata. I pittori
+olandesi ritraggono queste case e questa vita in quadretti proporzionati
+alle piccole pareti a cui debbono essere appesi: le stanze da letto, che
+fanno sentire il gusto del riposo, le cucine, le tavole apparecchiate, i
+faccioni freschi e ridenti delle madri di famiglia, gli uomini in
+panciolle intorno al focolare; e da realisti coscienziosi che non
+iscordano nulla, ci mettono il gatto che sonnecchia, il cane che
+sbadiglia, la gallina che razzola, la scopa, i legumi, i tegami sparsi,
+i polli spennacchiati. Questa vita la ritraggono poi in tutte le classi
+sociali e in tutte le sue scene: la conversazione, il ballo, le orgie, i
+giuochi, le feste; e così diventan famosi i Terburg, i Metzu, i
+Netscher, i Dov, i Mieris, gli Steen, i Brouwer, i Van Ostade.
+
+Dopo la casa, si rivolgono alla campagna. Il clima nemico non concede
+che un tempo assai breve per ammirare la natura; ma per questo appunto
+gli artisti olandesi l'ammirano meglio; salutano la primavera con una
+gioia più viva; e quel sorriso fuggitivo del cielo si stampa più
+profondamente nella loro fantasia. Il paese non è bello; ma è due volte
+caro, perchè strappato al mare e agli stranieri; essi lo ritraggono con
+amore; creano il paesaggio semplice, ingenuo, pieno d'un senso intimo
+che non hanno in quel tempo nè i paesaggi italiani nè i belgi. Il loro
+paese, piano e monotono, offre ai loro occhi attenti una varietà
+meravigliosa. Colgono tutte le variazioni del cielo, si valgon
+dell'acqua che è per tutto, che riflette, dà grazia e freschezza, e
+lumeggia ogni cosa; non han montagne, mettono in fondo ai quadri le
+dune; non han boschi, ma vedono, fanno vedere i misteri d'un bosco in un
+gruppo d'alberi; e animano tutto questo coi loro bellissimi animali e
+colle loro vele. Il soggetto d'un loro quadro è ben povero: un mulino a
+vento, un canale, un cielo grigio; ma a quante cose fa pensare! Alcuni
+di loro, non paghi di quella natura, vengono a cercare in Italia i
+colli, i cieli luminosi e le rovine illustri; e n'esce una schiera di
+artisti eletti, come i Both, i Swanevelt, i Pynacker, i Breenberg, i Van
+Laer, gli Asselyn; ma la palma rimane ai paesisti olandesi, al Wynants,
+il pittore del mattino, al Van der Neer, il pittore della notte, al
+Ruysdael il pittore della melanconia, al Hobbema l'illustratore dei
+mulini, delle capanne e degli orti, e ad altri che si ristrinsero ad
+esprimere l'incanto della loro modesta natura.
+
+Insieme al paesaggio, nasce un altro genere di pittura, particolarmente
+proprio dell'Olanda: la pittura degli animali. Gli animali son la
+ricchezza del paese; è quella stupenda razza bovina che non ha rivali in
+Europa, nè per fecondità nè per bellezza. Gli Olandesi, che tanto le
+debbono, la trattano, si può dire, come un ceto della popolazione; amano
+i loro animali, li lavano, li pettinano, li vestono. Essi si vedono per
+tutto; si specchiano in tutti i canali; abbelliscono il paese
+picchiettando d'innumerevoli macchiette nere e bianche le immense
+praterie; danno a ogni luogo un'aria di pace e di agiatezza che mette in
+cuore non so che sentimento di dolcezza arcadica, di serenità
+patriarcale. Gli artisti olandesi studiano questi animali in tutte le
+loro varietà, in tutte le loro abitudini, ne indovinano, per così dire,
+la vita intima, i sentimenti, e vivificano con essi la bellezza quieta
+dei loro paesaggi. Il Rubens, lo Snyders, il Paolo de Vos, molti altri
+pittori belgi, avevano ritratto gli animali con maestria ammirabile; ma
+tutti son superati dagli olandesi Van de Velde, Berghem, Karel du
+Jardin, e dal principe dei pittori di animali, Paolo Potter, il cui
+_Toro_ famoso del Museo dell'Aja doveva aver l'onore d'esser posto, nel
+palazzo del Louvre, dinanzi alla Trasfigurazione di Raffaello.
+
+In un altro campo di pittura dovevano grandeggiare gli Olandesi: il
+mare. Il mare, loro nemico, loro potenza e loro gloria, che sovrasta
+alla loro patria, che la tormenta e la teme, ed entra da mille parti e
+in mille forme nella loro vita; quel Mare del Nord turbolento, pieno di
+colori sinistri, illuminato da tramonti di una mestizia infinita, che
+flagella una riva desolata, doveva soggiogare la immaginazione degli
+artisti olandesi. Essi, infatti, passano lunghe ore sulla spiaggia a
+contemplare la sua bellezza tremenda, si avventurano fra le onde per
+studiare la tempesta, comprano dei bastimenti e navigano colla loro
+famiglia osservando e dipingendo, seguono le flotte nazionali nelle
+guerre e assistono alle battaglie, e così nascono dei pittori di marina,
+come Guglielmo Van de Velde il vecchio e Guglielmo il giovane, il
+Backuisen, il Dubbels, lo Stork.
+
+Un altro genere di pittura doveva sorgere in Olanda, come espressione
+del carattere del popolo e dei costumi repubblicani. Un popolo che senza
+grandezza aveva fatto tante grandi cose, come dice il Michelet, doveva
+avere la sua pittura, se così può dirsi, eroica, destinata ad illustrare
+uomini ed avvenimenti. Ma questa pittura, appunto perchè quel popolo era
+senza grandezza, o per meglio dire, senza la forma della grandezza,
+modesto, inclinato a considerar tutti uguali dinanzi alla patria, perchè
+tutti avevano fatto il loro dovere, aborrente dalle adulazioni e dalle
+apoteosi che glorificano in un solo le virtù e il trionfo di molti;
+questa pittura doveva illustrare non già pochi uomini eccelsi e pochi
+fatti straordinarii; ma tutte le classi della cittadinanza colte nelle
+congiunture più ordinarie e pacifiche della vita borghese. Di qui, i
+grandi quadri che rappresentano cinque, dieci, trenta persone insieme,
+archibugieri, sindaci, ufficiali, professori, magistrati,
+amministratori, seduti o ritti intorno a una tavola, banchettando o
+discutendo, tutti di grandezza naturale, tutti ritratti fedelissimi,
+visi gravi, aperti, sui quali risplende l'intima serenità della
+coscienza sicura, sui quali s'indovina, più che non si veda, la nobiltà
+della vita consacrata alla patria, il carattere di quell'epoca forte e
+operosa, le virtù maschie di quelle generazioni prestanti; tutto questo
+rilevato dal bel costume del rinascimento che accoppia così mirabilmente
+la gravità e la grazia, quelle gorgiere, quei giustacori, quei mantelli
+neri, quelle ciarpe di seta, i nastri, le armi, le bandiere. E in questo
+campo facevan capolavori i Van der Helst, gli Hals, i Govaert Flink, i
+Bol.
+
+Scendendo dalla considerazione dei varii generi di pittura, alla maniera
+speciale, ai mezzi di cui si valsero gli artisti nel trattarli, se ne
+presenta subito uno principalissimo, che è come il tratto distintivo
+della scuola olandese: la luce.
+
+La luce, in Olanda, per le condizioni particolari in cui si manifesta,
+doveva far nascere una maniera particolare di pittura. Una luce pallida,
+ondeggiante con una mobilità meravigliosa a traverso un'atmosfera pregna
+di vapori, un velo nebuloso continuamente e bruscamente lacerato, una
+lotta perpetua fra i raggi e le ombre, era uno spettacolo che doveva
+attirar l'attenzione dei pittori. Essi cominciavano a osservare e a
+ritrarre tutte codeste inquietudini del cielo, codesta lotta, che anima
+d'una vita varia e fantastica la solitudine della natura olandese; e
+nel ritrarla ch'essi facevano, codesta lotta passò nelle loro menti, e
+allora, invece di ritrarre, crearono. Allora fecero cozzare essi
+medesimi i due elementi; accumularono le tenebre, per saettarle, per
+romperle con ogni maniera di rilievi luminosi e di sbattimenti di luce;
+per farci guizzare e morire dei raggi di sole, dei riflessi
+crepuscolari, dei chiarori di lucerne, digradanti con sfumature
+delicatissime in ombre misteriose; e popolare queste ombre di forme
+confuse, che si vedono e non si distinguono; e creare così ogni sorta di
+giochi, di contrasti, di enigmi, d'effetti di chiaroscuro inaspettati e
+strani. E in questo campo fecero prodigi veri, fra gli altri moltissimi,
+Gherardo Dow, l'autore del quadro famoso delle quattro candele, e il
+grande, magico, sovrumano illuminatore, Rembrandt.
+
+Un altro carattere principalissimo della pittura olandese doveva essere
+il colorito. Oltre la ragione così generalmente riconosciuta che in un
+paese dove non sono orizzonti montuosi, non prospetti accidentati, non
+grandi colpi d'occhio, non forme generali, insomma, che si prestino al
+disegno, l'occhio dell'artista dev'essere maggiormente sedotto dai
+colori; e che ciò deve tanto più seguire in Olanda, dove la luce
+incerta, la vaga bruma che vela continuamente l'aria, ammollisce, sfuma
+i contorni degli oggetti, onde l'occhio, trascura la forma che non può
+bene afferrare, e si fissa di preferenza nel colore come l'attributo
+principale che gli offre la natura; oltre queste ragioni, v'è quella che
+in un paese piano, uniforme e grigio come l'Olanda, s'ha bisogno di
+colori, come in un paese meridionale s'ha bisogno dell'ombra. Gli
+artisti olandesi non fecero che andar dietro al gusto imperioso del loro
+popolo, che tinse di colori vivissimi le case, i bastimenti, in alcuni
+luoghi i tronchi degli alberi, le palafitte, gli stecconati della
+campagna; che si veste, che si vestiva molto più allora di colori
+allegri; che ama i tulipani e i giacinti fino alla pazzia. E così tutti
+i pittori olandesi furon coloristi potenti, Rembrandt il primo.
+
+Il realismo, favorito dal carattere olandese calmo e lento, che consente
+agli artisti di padroneggiare la propria foga, e aiutato dalla loro
+natura che mira all'esatto e rifugge dal fare le cose a mezzo, doveva
+dare alla pittura di quel popolo un altro tratto distintivo: la
+finitezza; e questa finitezza doveva esser condotta dagli Olandesi
+all'ultimo grado del possibile. Si dice con ragione che nei quadri
+olandesi si trova la prima qualità di quel popolo: la pazienza. Ogni
+cosa vi è rappresentata con la minutezza del dagherrotipo: i mobili con
+tutte le loro venature, le foglie con tutte le loro fibre, i tessuti con
+tutti i loro fili, le rappezzature con tutti i loro punti, gli animali
+con tutti i loro peli, i visi con tutte le loro rughe; ogni cosa finito
+con una precisione microscopica, da far credere che sia l'opera del
+pennello d'una fata, o che il pittore ci abbia perduto la vista e la
+ragione. Difetto, in fondo, piuttosto che pregio, poichè l'ufficio della
+pittura è di ritrarre non quello che è, ma quello che l'occhio vede, e
+l'occhio non vede, ogni cosa; ma è difetto portato a una così
+meravigliosa eccellenza, che lo si ammira senza lamentarlo, e non s'osa
+desiderare che non ci sia. E per questo rispetto furon famosi come
+prodigi di pazienza il Dow, il Mieris, il Potter, il Van der Helst, e
+più o meno, tutti i pittori olandesi.
+
+Ma il realismo che dà alla pittura olandese una impronta così originale,
+e delle qualità così ammirabili, è pure la radice dei suoi difetti più
+gravi. I pittori olandesi, solleciti soltanto di ritrarre la verità
+materiale, non danno alle loro figure che l'espressione di sentimenti
+fisici. Il dolore, l'amore, l'entusiasmo e i mille affetti delicatissimi
+che non han nome, o pigliano un nome diverso dalle diverse cagioni che
+li fan nascere, li esprimono raramente o non li esprimono mai. Per loro
+il cuore non batte, l'occhio non piange, la bocca non trema. Nei loro
+quadri manca tutta una parte, la più potente e la più nobile, dell'anima
+umana. Di più, con quel ritrarre fedelmente ogni cosa, anche il brutto,
+e specialmente il brutto, finiscono per esagerare anche, questo,
+convertono i difetti in deformità, i ritratti in caricature; calunniano
+il tipo nazionale; danno ad ogni figura umana un aspetto sgraziato e
+burlesco. Per aver dove mettere queste figure, son costretti a sceglier
+soggetti triviali; quindi il soverchio numero di quadri che
+rappresentano bettole e beoni con faccie grottesche, instupidite, in
+atteggiamenti sguaiati, donnaccie, vecchi spregevolmente ridicoli; scene
+in cui par di sentir le grida squarciate, o le parole oscene. Si
+direbbe, a guardar quei quadri, che l'Olanda è abitata dal popolo più
+deforme e più scostumato della terra. Di qui i pittori discendono ancora
+a maggiori licenze. Lo Steen mette un lavativo in mezzo a un quadro; il
+Potter dipinge una vacca che orina; il Rembrandt disegna persone che
+fanno gli offici di sotto; il Brouwer, rappresenta ubriachi che fan la
+ricevuta; il Torrentius manda in giro dei quadri così spudorati che gli
+Stati d'Olanda li fan raccogliere e bruciare. Ma anche lasciando questi
+eccessi, in un Museo d'Olanda non si trova quasi mai nulla che sollevi
+l'anima, che desti un movimento di pensieri alti e gentili. Si ammira,
+si gode, si ride, si rimane pensosi dinanzi a qualche paesaggio; ma
+uscendo, si sente che non s'è provato un piacere intero, si desidera
+qualche cosa, si prova come un bisogno di vedere dei visi belli e di
+leggere dei versi ispirati, e qualche volta vien fatto di mormorare,
+quasi senz'addarsene:--Oh Raffaello!
+
+Infine, bisogna ricordare ancora due grandi pregi di questa pittura: la
+sua varietà e la sua importanza come espressione, come specchio, per
+così dire, del paese. Se si toglie il Rembrandt col gruppo dei suoi
+imitatori, quasi tutti gli altri artisti sono differentissimi fra loro;
+nessun'altra scuola presenta forse un così gran numero di maestri
+originali. Il realismo dei pittori olandesi nacque dal loro amore comune
+per la natura; ma ognuno ha fatto trasparire nell'opera propria una
+maniera d'amore tutta sua; ognuno ha reso un'impressione diversa, che
+dalla natura aveva ricevuta; ognuno, partendo dal punto comune ch'era il
+culto della verità materiale, è arrivato a una mèta che non è quella
+degli altri. Il loro realismo poi, spingendoli a tutto ritrarre, ha
+fatto sì che la pittura olandese riuscisse a rappresentare l'Olanda più
+completamente di quello che nessun'altra scuola di pittura abbia mai
+fatto di nessun altro paese. Se sparisse, è stato detto, fuor che
+l'opera dei pittori, ogni altra testimonianza visibile dell'esistenza
+dell'Olanda nel secolo XVII,--il suo gran secolo--la si troverebbe nei
+quadri intera: le città, le campagne, i porti, le navi, i mercati, le
+botteghe, i costumi, gli utensili, le armi, la biancheria, le merci, le
+stoviglie, i cibi, i piaceri, le abitudini, le credenze religiose e le
+superstizioni, le qualità e i difetti del popolo; e questo che è un
+grande pregio per una letteratura, non è pregio minore per la sua arte
+sorella.
+
+Ma nella pittura olandese v'è un gran vuoto, del quale non basta a dare
+una ragione compiuta l'indole pacifica e modesta del popolo. Questa
+pittura così intimamente nazionale ha trascurato, fuor che qualche
+battaglia navale, tutte le grandi gesta della guerra d'indipendenza, fra
+le quali sarebbero bastati gli assedi di Leida e di Haarlem a ispirare,
+a suscitare una legione d'artisti. Una guerra di quasi un secolo, piena
+di vicende strane e terribili, non è stata ricordata in un solo quadro
+memorabile. Questa pittura così varia e così coscienziosa nel ritrarre
+il paese e la sua vita, non ha rappresentato una scena di quella grande
+tragedia, come la chiamò, profetando, Guglielmo il Taciturno, che destò
+nel popolo olandese, per sì lungo tempo, tante diverse commozioni di
+terrore, di dolore, d'ira, di gioia, di orgoglio!
+
+Lo splendore dell'arte in Olanda s'offuscò con quello della grandezza
+politica. Quasi tutti i grandi pittori nacquero nei primi trent'anni del
+secolo XVII, o negli ultimi del XVI; tutti erano morti dopo i primi
+dieci anni del XVIII; e in questo secolo non ne sorse alcun altro;
+l'Olanda aveva esaurito la sua fecondità. Già verso la fine del secolo
+XVII, il sentimento nazionale si era cominciato a infiacchire, il gusto
+si corrompeva, l'ispirazione dei pittori declinava colla energia morale
+del paese. Nel secolo XVIII, gli artisti, come se fossero stanchi della
+natura, ritornano alla mitologia, al classicismo, alla convenzione;
+l'immaginazione si raffredda, lo stile s'impoverisce, ogni favilla del
+genio antico si spegne; l'arte olandese mostra ancora al mondo i fiori
+meravigliosi del Van Huysum, l'ultimo grande innamorato della natura, e
+poi ripiega la mano stanca, e quei fiori ricadono sulla sua tomba.
+
+ * * * * *
+
+L'attuale Museo di pittura di Rotterdam non contiene che un piccolo
+numero di quadri, tra i quali pochissimi dei primi artisti, e nessuno
+dei grandi capolavori della pittura olandese. Trecento tele e
+milletrecento disegni furono distrutti da un incendio nel 1864; e
+quanto vi si trova ora, proviene in gran parte da un Jacob Otto Boymans,
+che lo lasciò per testamento alla città di Rotterdam.
+
+In questo Museo, dunque, si può entrare per far conoscenza personale di
+qualche artista, piuttosto che per ammirare la pittura olandese.
+
+In una delle prime sale si vedono alcuni schizzi di battaglie navali,
+segnati del nome Willem Van de Velde, considerato come il più grande
+pittore di marine dei suoi tempi, figlio d'un Willem pittore di marine
+egli pure, chiamato il vecchio, per distinguerlo da lui, chiamato il
+giovane. Padre e figlio ebbero la fortuna di vivere al tempo delle
+grandi guerre marittime tra l'Olanda, l'Inghilterra e la Francia; e di
+poter veder le battaglie coi propri occhi. Gli Stati d'Olanda avevan
+messo a disposizione di Van de Velde il vecchio una piccola fregata; il
+figlio accompagnò il padre; e tutti e due fecero i loro schizzi in mezzo
+al fumo delle cannonate, spingendosi qualche volta tanto innanzi col
+bastimento, da indurre gli ammiragli a ordinar loro di allontanarsi. Van
+de Velde il giovane superò di molto il padre, e non fece per lo più che
+piccoli quadri: un cielo grigio, un mar calmo e qualche vela; ma così
+fatti che, per poco che vi si fissino gli occhi, si sente l'odor salìno
+delle acque e si scambia la cornice per una finestra. Questo Van de
+Velde appartiene a quel gruppo di quei pittori olandesi che amarono
+l'acqua con una sorta di furore e che dipinsero, si può dire,
+sull'acqua. Di questi era pure il Backuisen, pittore di marine ch'ebbe
+gran voga ai suoi tempi, e che Pietro il Grande, nel tempo che passò in
+Amsterdam, scelse a suo maestro. Il quale Backuisen si rischiava, per
+quel che si dice, sur una barchetta, in mezzo al mare in tempesta, per
+osservare da vicino i movimenti dell'onde, e metteva a un tal rischio sè
+e i barcaioli, che questi, più solleciti della loro pelle che delle sue
+tele, lo riconducevano a terra suo malgrado. Giovanni Griffier faceva di
+più. Aveva comperato a Londra un piccolo bastimento, l'aveva mobiliato
+come una casa, ci aveva installato la moglie e i figliuoli, e navigava
+così per conto proprio in cerca di vedute. Avendo una tempesta spezzato
+il suo bastimento contro un banco di sabbia e distrutto tutto l'aver
+suo, egli, salvo per miracolo colla famiglia, andò a stare a Rotterdam;
+ma annoiatosi in breve tempo della vita di terra, comperò una barcaccia
+sconquassata, ricominciò a navigare, rischiò una seconda volta la vita
+vicino a Dordrecht, e navigò ancora.
+
+In fatto di marine, il Museo di Rotterdam non ha presso che nulla; ma vi
+è degnamente rappresentato il paesaggio da due quadri del Ruisdael, il
+più grande dei paesisti olandesi nel genere campestre. Son due dei suoi
+soggetti favoriti: luoghi boscosi e solitarii, che ispirano, come tutti
+gli altri suoi quadri, un sentimento di vaga melanconia. La grande
+potenza di quest'artista, che sovrasta alla scuola olandese per una
+finezza d'anima e una superiorità d'educazione singolare, è il
+sentimento. Fu detto giustamente ch'egli si servì del paesaggio per
+esprimere le sue amarezze, le sue noie, i suoi sogni, e che ha
+contemplato il proprio paese con una sorta di tristezza amara, come d'un
+infermo, e che creò i boschetti per nascondervi questa tristezza. La
+luce velata dell'Olanda è l'immagine della sua anima; nessuno ne sentì
+più squisitamente la dolcezza melanconica; nessuno rappresentò meglio di
+lui, con un raggio di luce languida, il sorriso d'una creatura afflitta.
+E appunto per questa sua natura eccezionale, non fu stimato dai propri
+concittadini che molto tempo dopo la sua morte.
+
+Accanto a uno dei quadri del Ruisdael v'è un quadro di fiori d'una
+pittrice, Rachele Ruysch, moglie d'un ritrattista di grido, nata nella
+seconda metà del decimosesto secolo, e morta col pennello in mano,
+all'età di ottant'anni, dopo aver provato a suo marito e al mondo che
+una donna di giudizio può coltivare appassionatamente le belle arti e
+trovare il tempo di mettere al mondo e di allevare dieci figliuoli.
+
+E poichè ho ricordato la moglie d'un pittore, noto di volo che ci
+sarebbe da fare un bel libro sulle mogli dei pittori olandesi, sia per
+la varietà d'avventure che presentano, sia per la parte importante che
+ebbero nella storia dell'arte. Un buon numero si conoscono di persona
+perchè molti pittori fecero il loro ritratto, insieme col proprio, e con
+quello dei figliuoli, del gatto e della gallina; e di quasi tutte
+parlano i biografi, smentendo o confermando dicerie che corsero intorno
+alla loro condotta. Qualcuno s'arrischiò a dire che la maggior parte di
+esse ebbero dei gravi torti verso la pittura. A me pare che dei torti ce
+ne siano stati da una parte e dall'altra. Quanto al Rembrandt, si sa che
+il periodo più felice della sua vita fu quello che scorse fra il suo
+primo matrimonio e la morte di sua moglie, figlia d'un borgomastro di
+Leuwarde; la posterità deve dunque della gratitudine a sua moglie.
+Sappiamo che il Van der Helst sposò, già avanzato in età, una bella
+giovinetta sulla quale non ci fu nulla a ridire; e la posterità deve
+ringraziare anche lei che rallegrò la vecchiaia di quel grande artista.
+Non si può parlare di tutte negli stessi termini, è vero. Delle due
+mogli dello Steen, per esempio, la prima era una testa leggiera, che gli
+lasciò andare a male la birreria che aveva ereditata da suo padre a
+Delft, e la seconda, per quel che si dice, gli fu infedele. La seconda
+moglie dell'Heemskerk era una scroccona, tanto che il marito doveva
+andare attorno a domandar scusa delle sue malefatte. La moglie
+dell'Hondekoeter era una donna bizzarra e molesta, che lo costringeva a
+passar la sera nelle taverne per liberarsi dalla sua compagnia. La
+moglie del Berghem era un'avara insaziabile, che lo svegliava
+bruscamente quando lo trovava addormentato sui suoi pennelli, perchè
+lavorasse e guadagnasse, e il pover uomo era costretto a farle dei
+sotterfugi, quando riscuoteva i denari dei suoi quadri, per potersi
+comprare delle stampe. Per contro, non si finirebbe più di citare, se
+si volessero ricordare i torti dei signori mariti. Il pittore Griffier
+costringe sua moglie a girare per il mondo in barca; il pittore Veenix
+domanda il permesso alla sua sposa d'andare a passare quattro mesi a
+Roma, e ci sta quattro anni; il pittore Karel du Jardin sposa una
+vecchia ricca per farsi pagare i debiti e la pianta quando glieli ha
+pagati; il pittore Molyn fa assassinare sua moglie per sposare una
+genovese. Lascio in dubbio se il povero Paolo Potter sia stato tradito,
+come alcuni affermano ed altri negano, dalla sposa che amava
+perdutamente, e se il gran pittore di fiori Huysum che si róse di
+gelosia, in mezzo alle ricchezze e alla gloria, per una moglie non più
+giovane nè bella, avesse fondati motivi di rodersi, o non si fosse
+piuttosto montata la testa senza ragione per le diceríe dei suoi rivali
+invidiosi. Per finir bene, ricordo onoratamente le tre mogli del pittore
+Eglon van der Neer, che lo coronarono di venticinque figliuoli, i quali
+non gli tolsero il tempo di dipingere un gran numero di quadri d'ogni
+genere, di fare parecchi viaggi e di coltivare i tulipani.
+
+Vi sono nel Museo di Rotterdam parecchi piccoli quadri di Alberto Cuyp,
+un paesaggio, cavalli, galline, frutte; di quell'Alberto Cuyp che fece
+_parte da sè stesso_ nell'arte olandese, che dipinse nel corso della sua
+vita quasi secolare ritratti, paesaggi, animali, fiori, scene d'inverno,
+lumi di luna, marine, quadri di figure, e lasciò in tutti i generi
+un'impronta originale; e che fu nondimeno, come quasi tutti i pittori
+olandesi del suo tempo, così poco fortunato, che fino al 1750, ossia più
+di cinquant'anni dopo la sua morte, non si pagavano più di cento lire
+quelli fra i suoi quadri, che ora si pagherebbero centomila, non in
+Olanda, ma in Inghilterra, dove si trovano al presente quasi tutte le
+opere sue.
+
+D'un _Cristo alla tomba_ dell'Heemskerk non metterebbe conto di far
+parola, se non fosse un appiglio per far conoscere l'artista, che fu uno
+dei più curiosi soggetti che siansi mai veduti sulla faccia della terra.
+Il Van Veen, poichè tale è il suo nome, nacque nel villaggio di
+Heemskerk sulla fine del secolo XV, e fiorì quindi nel periodo
+dell'imitazione italiana. Era figliuolo d'un contadino, e benchè si
+sentisse una certa disposizione per la pittura, era destinato a fare il
+contadino. Diventò pittore, come molti altri artisti olandesi, per un
+accidente. Suo padre era un uomo furioso e il figliuolo lo temeva quanto
+mai. Un giorno il povero Van Veen lasciò cadere in terra la brocca del
+latte, il padre gli s'avventò addosso, egli fuggì, si nascose e passò la
+notte fuor di casa. La mattina, sua madre lo trovò, convenne con lui che
+non sarebbe stata prudenza l'affrontare la collera paterna, gli diede un
+po' di biancheria e un po' di denari, e lo mandò con Dio. Il giovanetto
+si recò ad Haarlem, ottenne di entrare nella scuola d'un pittore di
+grido, studiò, riuscì, andò a perfezionarsi a Roma, non diventò un
+grande artista, chè anzi l'imitazione italiana gli nocque, trattò il
+nudo con rigidezza, ed ebbe uno stile manierato; ma fu un pittore
+fecondo e pagato, e non ebbe a rimpiangere la vita dei campi. Ma qui sta
+la sua originalità: era, per quel che ne dicono i suoi biografi, un uomo
+incredibilmente, morbosamente, pazzamente pauroso; a tal segno, che
+quando sapeva che dovevan passare gli archibugieri, saliva sui tetti e
+sui campanili, e a veder le armi nella strada, aveva ancora paura. E per
+chi la credesse una fiaba, c'è un fatto che può indurre a ritenerla
+vera: ed è che trovandosi egli nella città di Haarlem quando gli
+Spagnuoli vi posero l'assedio, i magistrati, che conoscevano la sua
+debolezza, gli permisero di fuggire dalla città prima che si venisse
+alle armi, forse perchè prevedevano che sarebbe morto di spaghite; ed
+egli si valse di quel permesso, e fuggì ad Amsterdam, lasciando i suoi
+concittadini nelle péste.
+
+Altri pittori olandesi,--poichè sono a parlare degli uomini e non dei
+quadri--dovettero, come l'Heemskerk, a un accidente d'esser riusciti
+pittori. L'Everdingen, paesista di prim'ordine, lo dovette a una
+tempesta, che gettò il suo bastimento sul lido della Norvegia, dove egli
+rimase, s'ispirò a quella grande natura e creò un genere di paesaggio
+originale. Cornélis Vroom dovette pure la sua fortuna a un naufragio;
+era partito per la Spagna, con alcuni quadri religiosi, il bastimento
+naufragò vicino alle coste del Portogallo, il povero artista si salvò
+con altri in un'isola disabitata, stettero due giorni senza mangiare, si
+consideravan come perduti; quando furono inaspettatamente soccorsi dai
+religiosi di un convento della costa, ai quali il mare aveva portato
+insieme alla carcassa del bastimento, i quadri del naufragio, ch'essi
+religiosi avevano trovato ammirabili; e così il Cornélis fu raccolto,
+ospitato, stimolato a dipingere, e quella profonda emozione del
+naufragio diede al suo ingegno un impulso nuovo e potente che lo rese
+artista vero. E un altro, Hans Fredeman, il pittore famoso degl'inganni,
+quello che dipinse così maestrevolmente delle colonne sopra i battenti
+della porta d'una sala, che Carlo V, voltatosi, appena entrato, a
+guardare, credette che la parete si fosse chiusa per incanto dietro di
+lui; quell'Hans Fredeman che dipingeva delle palizzate che facevan
+tornare indietro della gente, e degli usci su cui si posava la mano per
+aprire, dovette la sua fortuna a un libro d'architettura del Vitruvio
+che ebbe per caso da un falegname.
+
+V'è un bel quadretto dello Steen, che rappresenta un medico il quale
+finge di far l'estrazione della pietra a un malato immaginario: una
+vecchia raccoglie le pietre in una catinella, il malato strilla
+disperatamente e alcuni curiosi guardano sorridendo da una finestra.
+
+Quando si dica che questo quadro fa dare in uno scoppio di risa, se ne
+dice tutto quello che è utilmente dicibile. Questo Steen è, dopo il
+Rembrandt, il più originale pittore di figure della scuola olandese; è
+uno di quei pochissimi artisti che, una volta conosciuti, siano o non
+siano consentanei alla nostra indole, si ammirino come grandi o si
+ritengano degni soltanto dei secondi onori, non importa: rimangono
+impressi, fitti, immobili nella nostra mente per tutta la vita. Dopo
+aver visto i suoi quadri, non è più possibile vedere un ubriaco, un
+buffone, uno sciancato, un mostriciattolo, una faccia deforme, una
+smorfia ridicola, un atteggiamento grottesco, senza ricordarsi di
+qualcuna delle sue figure. Tutte le gradazioni, tutte le goffaggini
+dell'ubriachezza, tutto quello che v'è di grossolano e di sguaiato
+nell'orgia, la frenesia dei piaceri più bassi, il cinismo del vizio più
+volgare, le buffonate della canaglia più sfrenata, tutte le più bestiali
+emozioni, tutti gli aspetti più ignobili della vita della bettola e del
+trivio, ei li ha ritratti colla brutalità e l'insolenza d'un uomo senza
+scrupoli, e con una forza comica, una foga, una, direi quasi, ebbrezza
+d'ispirazione, che non si può esprimer con parole. Furon scritti su di
+lui molti volumi, e pronunziati giudizi molto diversi. I suoi più caldi
+ammiratori gli hanno attribuito un'intenzione morale: lo scopo di far
+prender in odio la crapula dipingendola, come fece, con colori
+ributtanti, a somiglianza degli Spartani che mostravano gl'Iloti
+ubriachi ai figliuoli. Altri non videro in quella maniera di pittura che
+l'espressione spontanea e spensierata dell'indole e dei gusti
+dell'artista, che rappresentarono come un crapulone volgare. Comunque
+sia stato, è fuor di dubbio che negli effetti che produce, la pittura
+dello Steen si può considerare una satira del vizio; e in questo egli è
+superiore a quasi tutti gli altri artisti olandesi, che si ristrinsero
+a un naturalismo esteriore. Quindi fu chiamato l'Hogart olandese, il
+filosofo gioviale, il più profondo osservatore dei costumi del suo
+paese, e fra i suoi ammiratori, ve ne fu uno, il quale disse che se lo
+Steen fosse nato a Roma invece che a Leida e avesse avuto a maestro
+Michelangelo invece di Van Goyen, sarebbe riuscito uno dei più grandi
+pittori del mondo; e un altro che trovò non so che analogia fra lui e
+Raffaello. Meno generale è l'ammirazione per le qualità tecniche della
+sua pittura, nella quale non si trova la finezza e il vigore di altri
+artisti, come dell'Ostade, del Mieris, del Dow. Ma anche considerando
+l'indole satirica dell'opera sua, si può dire che lo Steen s'è spinto
+sovente di là dal suo scopo, se veramente ebbe uno scopo. La sua foga
+burlesca ha spesse volte soverchiato in lui il sentimento della realtà:
+le sue figure invece di riuscir soltanto ridicole, riuscirono mostruose,
+appena umane, somiglianti spesso più a bestie che ad uomini; ed egli
+moltiplicò queste figure a segno da destare qualche volta, invece del
+riso, la nausea, e un sentimento quasi di sdegno per la natura umana
+oltraggiata. Il più delle volte, però, l'effetto più forte è il riso, un
+riso sonoro, irresistibile, che ci scappa anche essendo soli, e che
+richiama la gente dai quadri vicini. È impossibile spingere a un più
+alto grado di potenza l'arte di schiacciar i nasi, di storcer le bocche,
+di contrarre i colli, di reticolare le rughe, d'istupidire i visi,
+d'attaccare gobbe e pappagorgie, di far sghignazzare, ruttare,
+barcollare, stramazzare, di esprimere nel lampeggiamento d'una pupilla
+semispenta l'ebetismo e la lussuria, di rivelare l'abbrutimento d'un
+uomo in un sorriso e in un gesto, di far sentire il puzzo della pipa,
+udire le risataccie, indovinare i discorsi sciocchi o turpi, capire, in
+una parola, la bettola e la canaglia; è impossibile, dico, portare
+quest'arte più alto di quello che l'ha portata lo Steen.
+
+Sulla sua vita ci furono e ci sono ancora delle, gran questioni. Si
+scrissero dei volumi per provare che fu un ubriacone, e dei volumi per
+provare che fu sobrio; e come sempre, si esagerò in un senso e
+nell'altro. Tenne una birreria a Delft, non fece affari, mise su una
+bettola e fu peggio. Si dice che n'era lui il più assiduo frequentatore,
+che asciugava tutto il vino, e che quando la cantina era vuota, toglieva
+l'insegna, chiudeva la porta, si metteva a dipingere in furia, poi
+vendeva i quadri, ricomperava vino e ricominciava la vita di prima. Si
+dice persino che pagasse addirittura coi quadri, e che per conseguenza
+tutti i suoi quadri si trovassero in casa di mercanti di vino. E
+difficile, veramente, spiegare come, essendo quasi sempre in bernecche,
+abbia potuto fare un così grande numero di quadri ammirabili; ma non è
+men difficile capire in qual maniera si sarebbe compiaciuto tanto di
+tali soggetti se avesse menato una vita sobria e ordinata. Certo è che,
+soprattutto negli ultimi suoi anni di vita, fece ogni sorta di
+stravaganze. Studiò da principio alla scuola di Van Goyen, paesista di
+grido; ma il genio operò assai più in lui che lo studio; egli indovinò
+le regole dell'arte sua; e se qualche volta ha dipinto un po' troppo
+nero, come dice uno dei suoi critici, la colpa è di qualche bottiglia di
+più bevuta a desinare.
+
+Non è lo Steen il solo pittore olandese che abbia la reputazione,
+meritata o no, di beone. Vi fu un tempo in cui quasi tutti gli artisti
+passavano una buona parte della giornata nelle taverne, pigliavano cotte
+favolose, venivano alle mani, ne uscivano pésti e sanguinosi. In un
+poema sulla pittura di Karel van Mander, il primo che scrisse la storia
+dei pittori dei Paesi Bassi, v'è un passo contro il vizio
+dell'ubriachezza e l'abitudine delle risse, che dice fra le altre cose:
+siate sobrii e fate che al malaugurato proverbio: «Crapulone come un
+pittore» si sostituisca: «Temperante come un artista.» Il Mieris, per
+citare soltanto i più famosi, fu un bevitore emerito; il Van Goyen, un
+briachella; Francesco Halz, maestro del Brouwer, una spugna da vino; il
+Brouwer, un bettolante incorreggibile; Guglielmo Cornélis e Hondekoeter,
+devotissimi anch'essi alla bottiglia. Degli altri minori si dice che
+parecchi morirono ubriachi. E anche nelle morti, la storia dei pittori
+olandesi presenta mille casi strani. Il grande Rembrandt morì nella
+strettezza, quasi all'insaputa di tutti; l'Holbema morì ad Amsterdam nel
+quartiere dei poveri; lo Steen morì nella miseria; Brouwer morì
+all'ospedale; Andrea Both ed Enrico Verschuring morirono annegati;
+Adriano Bloemaert morì in duello; Carel Fabritius morì per lo scoppio
+di una polveriera; Giovanni Scotel morì col pennello in mano d'un colpo
+d'apoplessia; il Potter morì tisico; Luca di Leida morì avvelenato. Così
+che tra le brutte morti, lo stravizio e la gelosia, si può dire che una
+gran parte dei pittori olandesi hanno avuto una sorte ben infelice.
+
+V'è ancora nel Museo di Rotterdam una bella testa del Rembrandt; una
+scena di briganti del Wouwermam, gran pittore di cavalli e di battaglie;
+un paesaggio del Van Goyen, il pittore delle spiaggie morte e dei cieli
+plumbei; una marina del Backhuizen, il pittore delle tempeste; un quadro
+del Berghem, il pittore dei paesaggi ridenti; uno dell'Everdingen, il
+pittore delle cascate d'acqua e delle foreste; ed altri quadri italiani
+e fiamminghi.
+
+ * * * * *
+
+Uscendo dal Museo incontrai una compagnia di soldati, i primi soldati
+olandesi ch'io vedevo, vestiti di scuro, senz'alcun ornamento vistoso,
+biondi dal primo all'ultimo, coi capelli lunghi, e quasi tutti con
+un'aria di bonomia che mi faceva parere strano che portassero delle
+armi. A Rotterdam, una città di più di centomila abitanti, ci sono
+trecento soldati di presidio! E dire che Rotterdam ha fama, tra le città
+dell'Olanda, d'essere la più turbolenta e la più pericolosa! Ci fu
+infatti, tempo fa, una dimostrazione popolare contro il Municipio, la
+quale non ebbe altra conseguenza che alcuni vetri rotti; ma in un paese
+come quello, che va coll'oriolo, doveva parere, e parve veramente un
+gran che; accorse la cavalleria dall'Aja, lo Stato ne fu commosso. Non
+si deve credere, però, che quel popolo sia tutto zucchero; che anzi, per
+confessione degli stessi Rotterdamesi, quella che il Carducci chiama
+_santa canaglia_ è bravamente licenziosa, come in tante altre città di
+peggior reputazione; e la scarsità delle guardie di polizia è piuttosto
+un fomite alla licenza, che una prova, come qualcuno potrebbe credere,
+della pubblica disciplina.
+
+ * * * * *
+
+Rotterdam, ho già detto, non è una città letterata nè artistica; è anzi
+una delle poche città olandesi nelle quali non è nato alcun grande
+pittore; sterilità che ha comune coll'intera provincia di Zelanda. Ma
+non è Erasmo la sua unica gloria letteraria. In un piccolo parco, che si
+stende a destra della città, sulla riva della Mosa, che è come
+l'Acquasola di Rotterdam, si vede una statua di marmo che i Rotterdamesi
+innalzarono al poeta Tollens, nato verso la fine dello secolo scorso,
+morto pochi anni sono. Questo Tollens, chiamato da alcuni, un po'
+arditamente, il Béranger dell'Olanda, fu (e in questo solo rassomiglia
+al Béranger) uno dei poeti più popolari del paese; uno di quei poeti,
+come ve ne furono tanti in Olanda, semplici, morali, pieni di buon
+senso, più ricchi anzi di buon senso che d'ispirazione, che trattarono
+la poesia un po' come si trattano gli affari, che non scrissero mai
+nulla che potesse spiacere ai loro savi parenti e ai loro savi amici,
+che cantarono il loro buon Dio e il loro buon re, che espressero il
+carattere del loro popolo tranquillo e pratico, badando sempre a dir
+delle cose giuste, piuttosto che delle cose grandi; e soprattutto,
+coltivando la poesia a tempo avanzato, da prudenti padri di famiglia,
+senza rubare un minuto alle faccende della loro professione. Come tanti
+altri poeti olandesi (di ben'altra natura, però, e di ben altro ingegno
+che il suo) come per esempio, il Vondel ch'era un cappellaio, l'Hooft
+ch'era governatore di Muyden, il Van Lennep ch'era procuratore fiscale,
+il Gravenswaert ch'era consigliere di Stato, il Bogaers ch'era avvocato,
+il Beets che è pastore, così il Tollens esercitava, insieme colle
+lettere, un'altra professione: era speziale a Rotterdam, e passava quasi
+tutta la giornata, anche negli ultimi suoi anni, nella spezieria. Era
+padre di famiglia e amava teneramente i suoi figliuoli, come si rileva
+dalle diverse poesie che fece in occasione della nascita del loro primo,
+secondo e terzo dente. Scrisse canzoni e odi sopra soggetti famigliari e
+patriottici--fra cui l'inno nazionale dell'Olanda, inno mediocre, che il
+popolo canta per le strade e i ragazzi nelle scuole--e un poemetto, che
+è forse la migliore delle sue opere, sopra la spedizione tentata dagli
+Olandesi verso la fine del secolo XVI nel mare del polo. Il popolo
+imparò a mente quasi tutte le sue poesie e l'amò e lo predilesse sempre
+come il suo più fedele interprete e il suo più affettuoso amico. Ma con
+tutto ciò il Tollens non è considerato in Olanda come un poeta di
+prim'ordine; molti non lo pongono nemmeno fra quelli che seguono
+immediatamente i primi, e non son pochi quelli che gli rifiutano
+sdegnosamente la fronda sacra.
+
+Del resto, se Rotterdam non è una città nè letteraria nè artistica, ha
+per compenso uno straordinario numero di istituzioni filantropiche, dei
+casini splendidi ove si trovan i principali giornali d'Europa, e tutti i
+comodi e i divertimenti d'una città ricca e civile.
+
+ * * * * *
+
+Le osservazioni che ebbi occasione di fare sul carattere e sulla vita
+degli abitanti, cadranno più a proposito all'Aja. Dirò solo che osservai
+a Rotterdam, come in tutte le altre città olandesi, che nessuno lascia
+trasparire ombra di vanità nazionale parlando delle cose proprie. Quel:
+bello eh? che ne dite eh? che si sente ad ogni momento in altri paesi,
+là non si sente mai, nemmeno a proposito delle cose universalmente
+ammirate. Ogni volta ch'io dissi a un rotterdamese che la città mi
+piaceva, lo vidi fare un atto di leggero stupore. Parlando del loro
+commercio, delle loro istituzioni, non si lasciano mai sfuggire dalla
+bocca, non dico una espressione gonfia, ma nemmeno una parola che
+accenni vanto o compiacenza. Parlano quasi sempre di quello che faranno
+e quasi mai di quello che hanno fatto. Una delle prime domande che
+m'intendevo fare quando nominavo la mia patria era: "E le finanze?"
+Quanto al loro paese, osservai che sanno benissimo tutto quello che può
+esser utile di sapere, e pochissimo quello che può soltanto piacere di
+conoscere. Cento cose, cento punti della città che avevo osservati dopo
+ventiquattr'ore di soggiorno a Rotterdam, molti non li avevano mai
+veduti, il che prova che non c'è affatto l'uso di andare a zonzo e di
+guardare in aria. Quando partii, i miei conoscenti mi empirono le tasche
+di sigari, mi raccomandarono di far dei desinari succulenti e mi diedero
+dei consigli sulla maniera di viaggiare con economia. Accomiatandomi,
+non intesi nessuno di quei clamorosi: "Che peccato! ma scriva! ma torni!
+ma si ricordi di noi!" che mi risonavano all'orecchio in Spagna.
+Null'altro che strette di mano, uno sguardo e un _a rivederci_ detto a
+fior di labbra.
+
+ * * * * *
+
+La mattina che partii da Rotterdam, vidi nelle strade che attraversai
+per andare alla stazione della strada ferrata di Delft, uno spettacolo
+nuovo, tutto olandese: il ripulimento delle case, che si fa due volte la
+settimana, nelle prime ore della mattina. Tutte le serve della città,
+con una sopravveste color lilla tempestata di fiorellini, cuffia bianca,
+grembiale bianco, calze bianche e zoccoli bianchi, colle maniche
+rimboccate, lavoravano a lavare le porte, i muri e le finestre. Alcune,
+sedute coraggiosamente sui davanzali, lavavano i vetri colle spugne,
+volgendo le spalle alla strada, con mezzo il busto sporgente in fuori;
+altre, inginocchiate sui marciapiedi, nettavan le pietre col canovaccio;
+altre con siringhe, con schizzetti, con pompe munite di un lungo tubo
+di gomma elastica, come quelle che s'usano a innaffiare i giardini,
+stando nel mezzo della strada, vibravano contro le finestre del secondo
+piano dei vigorosi getti d'acqua, che ricadevano in pioggia dirotta;
+altre lavavan le vetrate con spugne e cenci legati in cima a canne
+altissime; altre strofinavan gli anelli e le lastre delle porte; altre,
+gli scalini delle scale; altre, i mobili portati fuor di casa; i
+marciapiedi erano ingombri di secchie, di secchiolini, di brocche, di
+innaffiatoi, di panche; sgocciolava acqua dai muri, correva acqua per la
+strada, da ogni parte s'incrociavano schizzi e zampilli. E, cosa
+singolare! mentre il lavoro in Olanda è lento e tranquillo in tutte le
+sue forme, quello presentava un aspetto affatto diverso. Tutte quelle
+ragazze avevano il viso acceso, entravano in casa, uscivano, salivano,
+scendevano, si sbracciavano con una sorta di furia, pigliando degli
+atteggiamenti acrobatici che facevano risaltare curve temerarie, senza
+badare a chi passava, se non quanto era necessario per tener lontana la
+gente, con occhiate gelose, dai marciapiedi e dai muri. Era insomma una
+gara, un furore di pulizia, una sorta di abluzione generale della città,
+che aveva qualcosa di puerile e di festoso, e facea fantasticare che
+fosse un rito d'una religione stravagante, che prescrivesse di purgare
+la città da qualche infezione misteriosa di spiriti maligni.
+
+
+
+
+DELFT.
+
+
+Andando da Rotterdam a Delft, vidi per la prima volta la campagna
+olandese.
+
+È tutta una pianura, una successione di praterie verdi e fiorite,
+percorse da lunghe file di salici e sparse di gruppi di ontani e di
+pioppi. Qua e là si vedono punte di campanili, ali giranti di mulini a
+vento, armenti sparpagliati di grandi vacche bianche e nere, qualche
+pastore; e per vastissimi spazii, solitudine. Non v'è nulla che colpisca
+l'occhio, nulla che s'alzi, nulla che precipiti. Tratto tratto, in
+lontananza, passa la vela d'un bastimento, il quale scorrendo sur un
+canale che non si vede, pare che scorra sull'erba dei prati; e ora
+sparisce dietro gli alberi, ora riapparisce. La luce pallida dà alla
+campagna non so che di molle e di malinconico. Una bruma leggerissima fa
+parere ogni cosa lontana. V'è una sorta di silenzio per l'occhio, una
+pace di linee e di colori, un riposo di tutte le cose, nel quale sembra
+che lo sguardo illanguidisca e l'immaginazione si culli.
+
+A poca distanza da Rotterdam si vede la città di Schiedam, circondata da
+altissimi mulini a vento che le dan l'aspetto d'una città forte coronata
+di torri; e in lontananza appariscono le torri del villaggio di
+Vlaardingen, che è una delle principali stazioni della gran pesca
+dell'aringa.
+
+Da Schiedam a Delft considerai particolarmente i mulini a vento. I
+mulini olandesi non somiglian punto a quei decrepiti mulini che avevo
+visti un anno prima nella Mancia, i quali pare che stendano le loro
+magre braccia per chiedere soccorso al cielo e alla terra. I mulini
+olandesi sono grandi, forti e pieni di vita; e don Chisciotte, prima di
+assalirli, ci avrebbe pensato due volte. Alcuni sono in muratura,
+rotondi od ottagoni come torri medioevali; altri di legno, e presentano
+la forma d'una casetta confitta sul vertice d'una piramide. I più hanno
+il tetto coperto di stoppie, un terrazzino di legno che li circonda a
+mezza altezza, finestre colle tendine bianche, porte colorite di verde,
+e sulla porta, scritto l'uso a cui servono. Oltre ad assorbire le acque,
+essi fanno un po' d'ogni cosa: macinano il grano, pestano i cenci,
+tritan la calce, frantuman le pietre, segan le legna, spremon le olive,
+polverizzano il tabacco. Un mulino equivale a un podere, e per
+fabbricarlo, per provvederlo di grano, di colza, di farina, d'olio, per
+mantenerlo in attività e metterne in commercio i prodotti, ci vuole una
+considerevole fortuna. Perciò in molti luoghi la ricchezza dei
+proprietarii si misura dal numero dei mulini; a mulini si calcolano le
+eredità; di una ragazza si dice che ha uno, due mulini a vento di dote,
+o due mulini a vapore, che è anche meglio; e gli speculatori, che ci son
+da per tutto, chiedono la mano della ragazza per sposare il mulino.
+Questa miriade di torri alate sparse per il paese, danno alla campagna
+un aspetto singolare; animano la solitudine; di notte, in mezzo agli
+alberi, hanno un'apparenza fantastica come d'uccelli favolosi che
+guardino il cielo; di giorno, da lontano, paiono enormi macchine di
+fuochi artificiali; girano, s'arrestano, s'affrettano, si rallentano;
+rompono il silenzio col loro tic tac sordo e monotono; e quando per caso
+s'incendiano, il che non è raro, specialmente i mulini da grano, formano
+una rota di fiamme, una pioggia furiosa di farina accesa, un turbinío di
+nuvoli di foco, un tumulto, uno splendore tremendo e magnifico, che dà
+l'idea d'una visione infernale.
+
+Nel vagone, benchè ci fosse molta gente, non ebbi occasione di dire una
+parola, e neanco d'udirne. Eran tutti uomini maturi, con visi serii, che
+si guardavano in silenzio, gettando dei gran nuvoli di fumo a intervalli
+uguali, come se avessero voluto misurare il tempo col sigaro. Quando
+s'arrivò a Delft, scesi e salutai: qualcuno mi rispose con un leggero
+movimento delle labbra.
+
+ * * * * *
+
+«Delft,» dice messer Ludovico Guicciardini, «si chiama così dalla fossa,
+o vuoi dir canale d'acque che dalla Mosa vi conducono, imperocchè essi
+chiamano vulgarmente una fossa Delft. È distante da Rotterdam due leghe:
+è Terra veramente grande & bellissima in tutte le parti, con buoni &
+belli edifitij & strade larghe & gioconde. Fu fondata da Gioffredo
+cognominato il Gobbo, duca di Lotharingia, il quale per circa quattro
+anni occupò la contea d'Hollanda.»
+
+Delft è la città delle disgrazie. Verso la metà del secolo decimosesto
+un incendio la distrusse quasi interamente; nel 1654 ci scoppiò una
+polveriera che mandò in aria più di duecento case; e nel 1742, vi seguì
+un'altra catastrofe della stessa natura. Oltre a questo, ci fu
+assassinato Guglielmo il Taciturno nell'anno 1584. E per giunta, vi
+decadde, ne sparì quasi un'industria ch'era la sua gloria e la sua
+ricchezza: l'industria della maiolica, nella quale gli artisti olandesi
+avevan cominciato coll'imitare le forme e i disegni delle porcellane
+chinesi e giapponesi, e poi eran riusciti a far dei lavori ammirabili,
+che riunivano il carattere asiatico al carattere olandese, e si
+spandevano per tutta l'Europa settentrionale, ed oggi ancora sono
+ricercati dagli amatori di quell'arte, quasi altrettanto che i più bei
+lavori d'Italia.
+
+Ora Delft non è più nè città d'industrie, nè città di commercio; e i
+suoi ventiduemila abitanti vivono in una pace profonda. Ma è una delle
+città più graziose e più olandesi dell'Olanda. Le strade son larghe,
+percorse da canali ombreggiati da due file d'alberi, fiancheggiate da
+casette rosse, pavonazze, rosee, listate di bianco, che sembran contente
+d'esser pulite; ad ogni crocicchio s'incontrano e si corrispondono due o
+tre ponti di pietra o di legno colle spallette tinte di bianco; non si
+vede che qualche barcone immobile che par che gusti la dolcezza
+dell'ozio; poca gente, le porte chiuse, nessun rumore.
+
+Mi diressi verso la Nuova chiesa guardando qua e là se c'erano i famosi
+nidi delle cicogne; ma non ne vidi. La tradizione delle cicogne di Delft
+è però sempre viva, e non c'è viaggiatore che scriva di quella città
+senza rammentarla. Il Guicciardini la chiama «cosa memorabile e tale che
+di cosa simile non c'è forse memoria alcuna antica o moderna.» Il fatto
+avvenne al tempo del grande incendio che distrusse quasi tutta la città.
+V'erano in Delft innumerevoli nidi di cicogne. Bisogna sapere che le
+cicogne son gli uccelli prediletti dell'Olanda; gli uccelli del buon
+augurio, come le rondini; che son cercate da per tutto, perchè fanno la
+guerra ai rospi e ai topi; che i contadini piantano delle pertiche con
+su un gran disco di legno per attirarle a farvi il nido; e che in alcune
+città si vedon passeggiar per le strade. A Delft dunque ve n'erano dei
+nidi innumerevoli. Quando l'incendio scoppiò, che fu il tre di maggio, i
+cicognini erano già grandicelli; ma non potevano ancora volare. Vedendo
+avvicinarsi il fuoco, le cicogne padri e madri tentarono di portare in
+salvo i loro piccini; ma eran già troppo pesanti; e dopo aver fatto
+ogni sorta di sforzi disperati, i poveri animali stanchi e atterriti ci
+dovettero rinunziare. Avrebbero potuto salvarsi e abbandonare i piccini
+alla loro sorte, come fanno per lo più le creature umane in simili casi.
+Restarono invece nei nidi, strinsero i piccini intorno a sè, vi stesero
+sopra le ali come per ritardare almeno d'un momento la loro fine, e così
+aspettarono la morte, e rimasero esanimi in quell'atteggiamento amoroso
+ed altiero. E chi sa che in quel orribile fuggi fuggi dell'incendio,
+l'esempio del sacrifizio, del martirio volontario di quelle povere
+madri, non abbia ridato coraggio a qualche pusillanime che stava per
+abbandonare chi aveva bisogno di lui!
+
+Nella grande piazza dov'è la nuova chiesa, rividi delle botteghe, che
+avevo già osservato a Rotterdam, nelle quali tutti gli oggetti che si
+possono attaccare l'uno all'altro, sono appesi fuor della porta o
+nell'interno, in modo da formare delle ghirlande, dei festoni, delle
+tende, di scarpe, per esempio, di pentole, d'innaffiatoi, di ceste, di
+secchiolini, che spenzolano dal soffitto fino quasi in terra e qualche
+volta nascondono quasi completamente il fondo della stanza. Le insegne
+sono come a Rotterdam; una bottiglia di birra appesa a un chiodo, un
+pennello, una scatola, una scopa, e i soliti testoni colla bocca
+spalancata.
+
+La nuova chiesa, fondata verso la fine del decimoquarto secolo, è per
+l'Olanda quello che è l'abbazia di Westminster per l'Inghilterra. È un
+grande edifizio, cupo di fuori, nudo dentro; una prigione piuttosto che
+una casa di Dio. Lo tombe sono in fondo, dietro il recinto delle panche.
+
+Appena entrato, vidi lo splendido mausoleo di Guglielmo il Taciturno; ma
+il custode mi arrestò dinanzi alla tomba semplicissima di Ugo Grotius,
+il _prodigium Europæ_, come lo chiama l'epitaffio, il grande
+giureconsulto del secolo XVII; quel Grotius che scriveva versi latini a
+nove anni, che componeva odi greche a undici, che trattava tesi di
+filosofia a quattordici, che accompagnava tre anni dopo l'illustre
+Barneveldt nella sua ambasciata a Parigi, dove Enrico IV, presentandolo
+alla sua corte, diceva: «Ecco il miracolo dell'Olanda;» quel Grotius che
+a diciott'anni era illustre come poeta, come teologo, come commentatore,
+come astronomo e faceva una prosopopea della città d'Ostenda, che il
+Casaubon traduceva in versi greci e il Malherbe in versi francesi; quel
+Grotius che appena ventiquattrenne esercitava la carica d'avvocato
+generale d'Olanda e di Zelanda e scriveva un celebre trattato della
+_Libertà dei mari_; che a trenta era consigliere pensionario della città
+di Rotterdam; poi fautore del Barneveldt, perseguitato, condannato a
+prigionia perpetua e chiuso nel castello di Loevestein, dove scriveva il
+trattato del _Diritto della pace e della guerra_, che fu per lungo tempo
+il codice di tutti i pubblicisti d'Europa; poi salvato miracolosamente
+da sua moglie, che si fece portare nella sua prigione dentro un cofano
+creduto pieno di libri, e rimandò il cofano con lui dentro, rimanendo
+prigioniera invece sua; poi ospitato da Luigi XIII, nominato
+ambasciatore in Francia da Cristina di Svezia, e infine tornato
+trionfante in patria e morto a Rostock carico d'anni e di gloria.
+
+Il mausoleo di Guglielmo il Taciturno è nel mezzo della chiesa. È una
+sorta di tempietto di marmo nero e bianco, carico d'ornamenti e
+sostenuto da piccole colonne, in mezzo alle quali s'alzano quattro
+statue che rappresentano la Libertà, la Prudenza, la Giustizia e la
+Religione. Sopra il sarcofago è distesa la statua del principe, di marmo
+bianco, e ai suoi piedi, l'effigie del piccolo cane che gli salvò la
+vita all'assedio di Malines, svegliandolo coi latrati una notte che
+dormiva sotto la tenda, mentre due Spagnuoli s'avvicinavano di soppiatto
+per assassinarlo. Ai piedi di questa statua sorge una bella figura di
+bronzo, che simboleggia la Vittoria, coll'ali spiegate, e appoggiata
+sopra le sole dita del piede sinistro; e dalla parte opposta del
+tempietto, un'altra statua di bronzo, che rappresenta Guglielmo, seduto,
+rivestito dell'armatura, col capo scoperto e l'elmo ai piedi.
+Un'iscrizione latina dice che il monumento fu consacrato dagli Stati
+d'Olanda, «all'eterna memoria di quel Guglielmo di Nassau, che Filippo
+II, timor d'Europa, temette, non domò, non atterrì; ma spense con frode
+nefanda.» Accanto a Guglielmo son sepolti i suoi figli, e nella critta
+sotto la tomba, tutti i principi della sua dinastia.
+
+Davanti a questo monumento, anche il viaggiatore più leggiero e più
+trascurato si sente come incatenato e costretto a pensare.
+
+È bello rappresentarsi la lotta enorme di cui riposa in quella tomba il
+vincitore.
+
+Da una parte è Filippo II, dall'altra Guglielmo d'Orange. Filippo II,
+chiuso nella solitudine sinistra dell'Escuriale, è nel mezzo d'un impero
+che abbraccia la Spagna, il settentrione e il mezzogiorno d'Italia, il
+Belgio e l'Olanda; in Africa, Oran, Tunisi, gli arcipelaghi del
+Capoverde e delle Canarie; in Asia le isole Filippine; in America, le
+Antille, il Messico, il Perù; è marito della regina d'Inghilterra; è
+nipote dell'imperatore d'Alemagna, che gli obbedisce quasi come un
+vassallo; è signore, si può dire, d'Europa, poichè non gli son vicini
+che popoli infiacchiti dalle discordie politiche e religiose; ha sotto
+la mano i soldati più agguerriti d'Europa, i più grandi capitani del
+secolo, l'oro americano, l'industria fiamminga, la scienza italiana, un
+esercito di delatori sparpagliati in tutte le corti, uomini eletti di
+tutti i paesi, fanaticamente devoti a lui, strumenti inconsapevoli o
+convinti dei suoi voleri; è il più astuto, il più misterioso principe
+del suo tempo; ha per sè tutto quello con cui s'incatena, si corrompe,
+si spaventa e si strascina il mondo: le armi, la ricchezza, la gloria,
+il genio, la religione. Ebbene, davanti a quest'uomo formidabile,
+intorno al quale tutto piega, Guglielmo d'Orange si solleva.
+
+Quest'uomo senza regno e senza esercito è più potente di lui. Come lui,
+è stato discepolo di Carlo V, e ha imparato l'arte con cui si fondano i
+troni e l'arte con cui si fanno precipitare. Come lui è astuto e
+impenetrabile; ma vede più profondamente cogli occhi dell'intelletto
+nell'avvenire. Possiede, come il suo nemico, la facoltà di leggere
+nell'anima degli uomini; ma ha sopra di lui la facoltà di guadagnare i
+cuori. Ha una buona causa da sostenere; ma sa valersi di tutte le arti
+con cui si sostengono le cattive. Filippo II, che spia e indovina tutti
+gli uomini, è alla sua volta spiato e indovinato da lui. I disegni del
+gran re sono scoperti e sventati prima ancora che messi in opera; mani
+misteriose frugano nelle sue cassette e nelle sue tasche, e rimestano le
+sue carte segrete; Guglielmo, dall'Olanda, legge nella mente a Filippo,
+nell'Escuriale; previene, arresta, scompiglia tutte le sue trame; gli
+scava il terreno sotto i piedi; lo provoca e lo sfugge e gli ritorna
+perpetuamente dinanzi come un fantasma ch'egli vede e non può afferrare,
+che afferra e non può distruggere. E infine muore, ma la vittoria rimane
+a lui morto, e la sconfitta al nemico che sopravvive. L'Olanda riman per
+poco senza capo, ma la monarchia spagnuola ha avuto un tale tracollo che
+non si potrà mai più rilevare.
+
+In questa lotta prodigiosa, nella quale la figura del gran Re
+rimpicciolisce via via fin che dispare dalla scena del mondo, il
+principe d'Orange grandeggia e si solleva man mano fino ad essere la più
+gloriosa figura del suo secolo. Il giorno in cui, essendo ostaggio
+presso il Re di Francia, scopre il disegno di Filippo, di stabilire
+l'Inquisizione nei Paesi Bassi, quel giorno egli consacra sè stesso alla
+difesa delle libertà della sua patria e in tutta la vita non vacilla più
+un momento sulla via che ha intrapresa. I vantaggi della nobiltà dei
+natali, una fortuna reale, la pace e la vita splendida che amava per
+natura e per costume, sacrifica tutto alla sua impresa; si riduce povero
+e proscritto, e nella proscrizione e nella povertà respinge
+costantemente le offerte di perdoni e di favori che gli vengon fatte da
+mille parti e per mille vie dal nemico che l'odia e che lo teme.
+Circondato d'assassini, fatto bersaglio delle calunnie più atroci,
+accusato persino di vigliaccheria dinanzi al nemico e dell'assassinio
+d'una sposa che adorava, guardato qualche volta con diffidenza,
+calunniato, osteggiato dal medesimo popolo ch'egli difende, sopporta
+tutto in silenzio, con dolcezza. Va diritto alla sua mèta affrontando
+pericoli infiniti con coraggio tranquillo. Non piega, non adula mai il
+popolo, non si lascia trascinare dalle passioni del suo paese; è sempre
+lui che guida, sempre alla testa, il primo; tutto si raggruppa intorno a
+lui; è la mente, la coscienza e il braccio della rivoluzione; il
+focolare che irradia e che conserva il calore della vita nella sua
+patria. Grande per audacia e per prudenza, procede integro in un tempo
+di spergiuri e di perfidie; riman mite, in mezzo ad uomini violenti;
+conserva le mani immaculate, mentre tutte le corti d'Europa si macchiano
+di sangue. Con un esercito raccogliticcio, con alleati deboli od
+incerti, intralciato dalle discordie interne di luterani e calvinisti,
+di nobili e di borghesi, di magistrati e di popolo, senza alcun grande
+capitano, dovendo lottare contro lo spirito municipale delle provincie
+che s'adombrano della sua autorità e sfuggono sotto la sua mano, egli
+trionfa in una lotta che sembra superiore alle forze umane; stanca il
+duca d'Alba, stanca il Requescens, stanca don Giovanni d'Austria, stanca
+Alessandro Farnese; manda a vuoto le trame dei principi stranieri che
+vogliono soccorrere il suo paese per assoggettarlo; conquista simpatie e
+strappa aiuti da ogni parte d'Europa; e compiendo una delle più belle
+rivoluzioni della storia, fonda uno stato libero a dispetto d'un Impero
+ch'era lo spavento dell'universo.
+
+Quest'uomo così tremendo e così grande in faccia al mondo, era pure un
+marito e un padre affettuoso, un amico e un compagno affabile, amante
+delle brigate allegre, dei conviti; ospite magnifico e gentile. Era
+colto; sapeva oltre il fiammingo, il francese, il tedesco, lo spagnuolo,
+l'italiano, il latino; discorreva dottamente di ogni cosa. Benchè
+soprannominato il Taciturno (più per aver serbato lungo tempo il segreto
+scoperto alla corte di Francia, che per abitudine che avesse di tacere)
+era uno degli uomini più eloquenti del suo tempo. Era semplice di
+maniere, modesto nel vestire, amava e si faceva amare dal popolo;
+passeggiava per le strade della città, solo, senza cappello;
+s'intratteneva cogli operai e coi pescatori, che gli offrivano da bere
+nei loro bicchieri; ascoltava i loro ricorsi, componeva le loro liti,
+entrava nelle case a ristabilir la concordia nelle famiglie; ed era
+chiamato da tutti padre Guglielmo. E fu infatti padre, piuttosto che
+figlio, della sua patria. Il sentimento d'ammirazione e di gratitudine
+che vive ancora per lui nel cuore degli Olandesi, ha tutta l'intimità e
+la tenerezza d'un affetto figliale; il suo venerato nome suona ancora su
+tutte le bocche; la sua grandezza, spoglia d'ogni ornamento e d'ogni
+velo, è rimasta intera, netta, salda, come l'opera sua.
+
+ * * * * *
+
+Vista la tomba, andai a vedere il luogo dove il principe d'Orange fu
+assassinato. Ma dopo aver ricordato com'egli visse, bisogna ricordare
+com'egli morì.
+
+ * * * * *
+
+Nell'anno 1580, Filippo II aveva pubblicato un editto col quale
+prometteva una ricompensa di venticinque mila scudi d'oro e un titolo di
+nobiltà a colui che uccidesse il principe d'Orange. Quest'editto infame,
+che stimolava a un tempo la cupidigia e il fanatismo, aveva fatto
+pullulare da ogni parte assassini, che s'aggiravano intorno al principe
+d'Orange, con falsi nomi e con armi nascoste, spiando l'occasione. Un
+giovane biscaglino, di nome Jaureguy, cattolico fervente, al quale un
+frate domenicano aveva promesso la gloria del martirio, fece il primo
+tentativo. Si preparò col digiuno e colla preghiera, udì la messa, prese
+la comunione, si coperse di reliquie sacre, penetrò nel palazzo
+dell'Orange, e accostandosi al principe in atto di porgergli una
+supplica, gli tirò un colpo di pistola nel capo. La palla gli attraversò
+la mascella, ma la ferita non fu mortale; il principe d'Orange guarì.
+L'assassino fu straziato in sull'atto a colpi di spada e d'alabarda; poi
+squartato sulla piazza pubblica; e le sue membra appese a una delle
+porte d'Anversa, dove rimasero fin che il duca di Parma essendosi
+impadronito della città, i Gesuiti le raccolsero e le presentarono come
+reliquie alla venerazione dei fedeli.
+
+Poco tempo dopo fu sventata un'altra congiura contro la vita del
+principe. Un gentiluomo francese, un italiano e un vallone, che lo
+seguivano da qualche tempo col proposito d'ucciderlo, furono scoperti e
+arrestati. Uno d'essi si uccise in prigione con una coltellata, l'altro
+fu strangolato in Francia, il terzo riuscì a fuggire, dopo aver
+confessato che tutti e tre avevano congiurato insieme per ordine
+espresso del duca di Parma.
+
+In questo frattempo gli agenti di Filippo percorrevano il paese
+istigando i ribaldi all'assassinio colla promessa di tesori, e i preti e
+i frati istigavano i fanatici colla promessa dell'aiuto e della
+ricompensa del cielo. Altri assassini tentarono. Uno spagnuolo, scoperto
+e arrestato, fu squartato ad Anversa; un ricco negoziante, di nome Hans
+Jansen, fu ucciso a Flessinga. Parecchi avevano offerto il loro braccio
+al principe Alessandro Farnese e n'avevano ricevuto incoraggiamenti e
+denari. Il principe d'Orange, che sapeva tutto questo, nutriva un vago
+presentimento della sua prossima morte, lo diceva ai suoi famigliari, e
+rifiutando di prendere qualsiasi misura per assicurare la propria vita,
+rispondeva a chi gli dava quel consiglio: «È inutile. Dio sa il conto
+dei miei anni. Egli ne dispone a sua volontà. Se v'è qualche miserabile
+che non teme la morte, la mia vita è in sua balía, per quanto io mi
+guardi.»
+
+Otto assassinii, prima di quello che riuscì, furono tentati contro di
+lui.
+
+Al tempo in cui l'ultimo fu consumato, nell'anno 1584, quattro
+scellerati, senza sapere l'uno dell'altro, un inglese, uno scozzese, un
+francese e un lorenese, stavano a Delft, dove si trovava il principe di
+Orange, aspettando tutti e quattro l'occasione di assassinarlo. Oltre a
+questi, c'era da qualche tempo un giovane di 27 anni, della Franca
+Contea, cattolico, che si faceva passare per protestante, di nome Guyon,
+figlio di Pietro Guyon che era stato giustiziato a Besançon per aver
+abbracciato il calvinismo. Questo nominato Guyon, il cui vero nome era
+Baldassarre Gerard, faceva credere d'esser fuggito alle persecuzioni dei
+cattolici, menava una vita austera, assisteva a tutti gli esercizi del
+culto evangelico; in poco tempo, si era acquistato la fama di santo.
+Dicendo d'esser andato a Delft per domandar l'onore d'essere ammesso al
+servizio del principe d'Orange, ottenne colla raccomandazione d'un
+ministro protestante d'essergli presentato; gl'ispirò fiducia; e fu da
+lui destinato ad accompagnare il signor di Schonewalle, inviato degli
+Stati d'Olanda alla corte di Francia. Poco tempo dopo tornò a Delft per
+dare al principe Guglielmo la notizia della morte del duca d'Angiò; e si
+presentò al convento di Sant'Agata dove il principe soggiornava colla
+sua corte. Era la seconda domenica di luglio. Guglielmo lo ricevette
+nella sua camera, stando a letto. Eran soli. Baldassarre Gerard ebbe
+forse in quel momento la tentazione d'ucciderlo: ma non aveva armi, si
+contenne, e dissimulando la sua impazienza, rispose tranquillamente a
+tutte le domande. Guglielmo gli diede una piccola somma di denaro, gli
+disse di prepararsi a ripartire per Parigi e gli ordinò di tornare il
+giorno seguente a prender le lettere e il passaporto. Col danaro
+ricevuto dal principe, il Gerard comprò due pistole da un soldato (il
+quale s'uccise quando seppe a che uso le sue armi eran servite) e il
+giorno dopo, il dieci luglio, si ripresentò al convento di Sant'Agata.
+Il principe Guglielmo, accompagnato da parecchie dame e signori della
+sua famiglia, scendeva le scale per andare a desinare in una sala a
+terreno, e dava il braccio alla principessa d'Orange, sua quarta moglie;
+quella gentile e sventurata Luisa di Coligny, che nella notte di san
+Bartolommeo aveva visto uccidere ai suoi piedi l'ammiraglio suo padre e
+il signor di Téligny suo marito. Baldassarre gli andò incontro, lo
+arrestò e lo pregò di firmare il suo passaporto. Il principe gli disse
+di ripassare più tardi ed entrò nella sala. Nemmeno un'ombra di sospetto
+gli era passata per la mente. Ma Luisa di Coligny, resa cauta e
+sospettosa dalla sventura, s'era turbata. Quell'uomo pallido, avvolto in
+un lungo mantello, le aveva fatto un'impressione sinistra; le era parso
+che la sua voce fosse alterata e il suo volto convulso. Durante il
+desinare, manifestò i suoi sospetti a Guglielmo, e gli domandò chi fosse
+quell'uomo «che aveva la più cattiva fisonomia ch'essa avesse mai
+vista.» Il principe sorrise, le disse che era il Guyon, la rassicurò, fu
+gaio come sempre durante il desinare, e finito che ebbe uscì
+tranquillamente per risalire alle sue stanze. Il Gerard l'aspettava
+sotto una vòlta oscura, accanto alla scala, nascosto nell'ombra della
+porta. Appena vide comparire il principe, s'avanzò, gli fu addosso nel
+momento che metteva il piede sul secondo scalino, gli sparò una pistola
+carica di tre palle nel mezzo del petto, e si diede alla fuga. Il
+principe vacillò e cadde fra le braccia d'uno scudiero; tutti accorsero;
+egli disse con voce spenta: "Son ferito.... mio Dio, abbi pietà di me e
+del mio povero popolo!" Era tutto intriso di sangue. Sua sorella
+Caterina di Schwartzbourg, gli domandò: "Raccomandi la tua anima a Gesù
+Cristo?" Egli rispose con un filo di voce: "Sì." Fu la ultima sua
+parola. Lo posero a sedere sopra uno scalino, lo interrogarono: non era
+più in sè. Lo portarono in una stanza vicina, e spirò.
+
+Il Gerard aveva attraversato le scuderie, era fuggito dal convento e
+arrivato sul bastione della città di dove contava saltar giù nel fosso e
+raggiungere a nuoto la riva opposta dove l'aspettava un cavallo
+sellato. Ma fuggendo, aveva lasciato cadere il cappello e la seconda
+pistola. Un servitore e un alabardiere del principe, visto quella
+traccia, si slanciano dietro di lui. Nel punto che sta per spiccare il
+salto, incespica, i due insecutori sopraggiungono e lo afferrano.
+"Traditore d'inferno!" gli gridano. Egli risponde con calma: "Non sono
+un traditore; sono un servitore fedele del mio signore."--"Di qual
+signore?" gli domandano. "Del mio signore e padrone il Re di Spagna,"
+risponde il Gerard. Sopraggiungono altri alabardieri e paggi del
+principe e lo trascinano in città pestandolo coi pugni e coll'else delle
+spade. Credendo, dai discorsi che intende, che il principe non sia
+morto, lo sciagurato esclama con una tranquillità sinistra: "Sia
+maledetta la mano che fallì il colpo."
+
+Questa deplorevole sicurtà d'animo non lo abbandonò un momento. Dinanzi
+al tribunale, nei lunghi interrogatorii, nella cella dove fu gettato
+carico di ferri, egli si mantenne inalterabilmente calmo. Sopportò i
+tormenti che accompagnarono il giudizio, senza lasciarsi sfuggire un
+grido. Fra un tormento e l'altro, mentre gli aguzzini riposavano,
+parlava tranquillamente, senza ostentazione. Mentre lo straziavano,
+sollevando di tratto in tratto dal banco della tortura la testa
+insanguinata, diceva: «_Ecce homo._» Fece più volte ringraziare i
+giudici del nutrimento che gli accordavano e scrisse di suo pugno le sue
+confessioni.
+
+Era nato a Vuillafans, nella contea di Borgogna, aveva studiato leggi
+presso un procuratore di Dôle, e là aveva manifestato per la prima volta
+il suo desiderio d'uccidere Guglielmo, configgendo una daga in una porta
+e dicendo: "Così vorrei piantare un pugnale nel petto del principe
+d'Orange!" Tre anni dopo, intesa la notizia del bando di Filippo II, era
+andato, col disegno dell'assassinio, a Lussemburgo, dove l'aveva
+arrestato la falsa notizia della morte di Guglielmo corsa dopo
+l'attentato dell'Jaureguy. Poco dopo, saputo che il principe viveva
+ancora, aveva ripreso il suo disegno, ed era andato a Malines per
+chieder consigli ai gesuiti, i quali l'avevano incoraggiato
+promettendogli che, se fosse morto nell'impresa, sarebbe stato assunto
+alla gloria dei martiri. Allora era andato a Tournai, s'era presentato
+ad Alessandro Farnese, aveva ricevuto una conferma delle promesse del re
+Filippo, era stato approvato e incoraggiato dai confidenti del principe
+e dai ministri di Dio, s'era fortificato colla lettura della Bibbia, coi
+digiuni, colle preghiere, e così preso da un'esaltazione divina,
+sognando gli angeli e il paradiso, era partito per Delft e aveva
+compiuto «il suo dovere di buon cattolico e di suddito fedele.»
+
+Ripetè più volte le sue confessioni ai giudici; non pronunziò una parola
+di rammarico o di pentimento; si vantò anzi del suo delitto; disse
+ch'era un nuovo Davide che aveva atterrato un nuovo Golía; dichiarò che
+se non avesse ancora ucciso il principe d'Orange, sarebbe stato
+disposto ad ucciderlo; il suo coraggio, la sua calma, il suo disprezzo
+della vita, la sua profonda convinzione d'aver compiuto una missione
+santa e di morire glorioso, sgomentò i suoi giudici; fu creduto invaso
+dal demonio; si fecero delle indagini; fu interrogato egli stesso; ma
+rispose sempre che non aveva mai avuto relazione che con Dio.
+
+La sentenza gli fu letta il 14 luglio; fu un delitto, come dice uno
+storico illustre, contro la memoria del grand'uomo che voleva vendicare;
+una sentenza da far cadere svenuto uno che non avesse la sua sovrumana
+fortezza.
+
+Fu condannato ad aver la mano chiusa ed arsa in un tubo di ferro
+infocato; le braccia, le gambe e le coscie dilaniate con tanaglie
+roventi; il ventre squarciato, strappato il cuore e sbattutogli sul
+viso; la testa spiccata dal busto e confitta sopra una picca; il corpo
+fatto in quattro, e ogni parte appesa a una forca sopra una delle porte
+principali della città.
+
+Udendo l'enumerazione di questi supplizi orrendi, quello sciagurato non
+impallidì, non fece un segno che significasse terrore, o dolore, o
+stupore. Aperse il suo vestito, mise a nudo il suo petto, e con voce
+ferma, fissando gli occhi imperterriti in viso ai suoi giudici, ripetè
+le sue solite parole: «_Ecce homo!_»
+
+Che cos'era quest'uomo? Soltanto un fanatico, come molti credettero, o
+un mostro di scelleratezza, come ritennero altri, o le due cose insieme,
+aggiuntavi un'ambizione forsennata?
+
+Il giorno dopo fu eseguita la sentenza. Gli apparecchi del supplizio
+furono fatti sotto i suoi occhi: egli li guardò con indifferenza.
+L'aiutante del carnefice cominciò per spezzare a colpi di martello la
+pistola, strumento del delitto. Al primo colpo, la testa del martello
+cadde e ferì nell'orecchio un altro aiutante: il popolo rise, il Gerard
+rise pure. Quando salì sul patibolo il suo corpo era già orribile a
+vedersi. Mentre la sua mano crepitava e fumava nel tubo rovente, stette
+muto; mentre le tanaglie infocate gli laceravano le carni, non gettò un
+grido; quando il coltello gli penetrò nelle viscere, chinò la testa, e
+mormorando qualche parola incomprensibile, spirò.
+
+La notizia della morte del principe d'Orange aveva sparso nel paese una
+costernazione immensa. Il suo corpo fu esposto per un mese sur un letto
+funebre, intorno al quale il popolo accorse a inginocchiarsi ed a
+piangere. I suoi funerali furon degni d'un re: v'intervennero gli Stati
+Generali delle Provincie unite, il Consiglio di Stato, gli Stati
+d'Olanda, i magistrati, i ministri della religione, i principi della
+casa di Nassau; dodici gentiluomini portavano la bara; quattro gran
+signori tenevano i cordoni del panno mortuario; seguiva il cavallo del
+principe, splendidamente bardato, condotto dal suo scudiero; e si
+vedeva, in mezzo al corteo dei conti e dei baroni, un giovane di
+diciott'anni, che doveva raccogliere la gloriosa eredità del defunto,
+umiliare gli eserciti spagnuoli, e costringere la Spagna a chieder
+tregua, e a riconoscere l'indipendenza delle provincie unite. Quel
+giovane era Maurizio d'Orange, figlio di Guglielmo, al quale gli Stati
+d'Olanda, poco tempo dopo la morte del padre, conferirono la dignità di
+Statoldero, e affidarono poi il comando supremo delle forze di terra e
+di mare.
+
+E mentre l'Olanda piangeva la morte del principe d'Orange, in tutte le
+città soggette al re di Spagna il clero cattolico festeggiava
+l'assassinio e l'assassino; i gesuiti lo esaltavano come un martire;
+l'Università di Louvain pubblicava la sua apologia; i canonici di
+Bois-le-Duc cantavano il _Te Deum_. Qualche anno dopo, la famiglia del
+Gerard riceveva dal re di Spagna un titolo di nobiltà e le terre del
+principe d'Orange confiscate nella Borgogna.
+
+La casa dove il principe d'Orange fu assassinato, esiste ancora; è un
+edificio d'aspetto cupo, con finestre centinate e una stretta porta, che
+forma parte del chiostro d'una antica chiesa consacrata a sant'Agata, e
+porta ancora il nome di Prinsenhof benchè serva ora di caserma
+all'artiglieria. Domandai il permesso d'entrare all'ufficiale di
+guardia; un caporale, che sapeva un po' di francese, mi accompagnò;
+attraversammo un cortile pieno di soldati e arrivammo al luogo
+memorabile. Vidi la scala che saliva il principe quando fu ferito,
+l'angolo oscuro dove s'era rimpiattato il Gerard, la porta della sala
+dove lo sventurato Guglielmo desinò per l'ultima volta, e le traccie
+delle palle nel muro, in un piccolo spazio imbiancato, con un'iscrizione
+olandese che rammenta che là morì il padre della patria. Il caporale mi
+accennò per dove era fuggito l'assassino. Mentre io guardavo intorno con
+quella curiosità pensierosa che si prova nei luoghi di grandi delitti,
+salivano e scendevano soldati; si soffermavano a guardarmi e poi
+scappavano cantando e fischiando; altri mi ronzavano intorno; alcuni
+ridevano forte nel cortile; e tutta quell'allegria giovanile faceva
+colla triste solennità delle memorie del luogo, un contrasto vivo e
+commovente, come una festa di fanciulli nella stanza dov'è morto l'avo
+di cui hanno cara la memoria.
+
+In faccia alla caserma, v'è la più antica chiesa di Delft, che contiene
+la tomba di quel famoso ammiraglio Tromp, il veterano della marina
+olandese, che vide trentadue battaglie di mare, sconfisse nel 1652, alla
+battaglia detta delle Dune, la flotta inglese, comandata dal Blake, e
+rientrò in patria con una scopa appesa al grand'albero della nave
+ammiraglia, per indicare che aveva spazzato gl'inglesi dal mare. V'è la
+tomba di Pietro Hein, che diventò di semplice pescatore grande
+ammiraglio e fece quella memorabile retata di bastimenti spagnuoli che
+portavano nei fianchi più di undici milioni di fiorini. V'è la tomba del
+Leuwenhoek, il padre della scienza dell'infinitamente piccino, quegli
+che col _vetro indagatore_, come dice il Parini, _vide a nuoto nell'onda
+genitale il picciol uomo_. La chiesa ha un alto campanile sormontato da
+quattro torricine coniche, e inclinato come la torre di Pisa, per
+essergli ceduto sotto il terreno. In una cella di questo campanile fu
+rinchiuso il Gerard la notte che seguì l'assassinio.
+
+ * * * * *
+
+A Rotterdam m'avevan dato una lettera per un cittadino di Delft, colla
+quale lo pregavano di farmi vedere la sua casa. «Egli desidera» diceva
+la lettera «di penetrare i misteri d'una vecchia casa olandese:
+sollevategli per un momento la cortina del santuario.» Non mi fu
+difficile di trovar la casa, e appena la vidi, dissi tra me:--È il fatto
+mio!
+
+Era una casetta all'estremità d'una strada che finiva nella campagna,
+d'un sol piano, rossa, colla facciata a collo, posta quasi sull'orlo
+d'un canale, e un po' inclinata innanzi come per specchiarsi nell'acqua,
+con un bel tiglio davanti che si allargava sulle finestre come un grande
+ventaglio; e un ponte levatoio in dirittura della porta. V'eran le
+tendine bianche, la porta verde, i fiori, gli specchietti; era un
+modellino di casa olandese.
+
+La strada era deserta; prima di picchiare alla porta, stetti un po' a
+guardare e a pensare. Quella casa mi faceva capire l'Olanda meglio di
+tutti i libri che avevo letti. Era insieme l'espressione e la ragione
+dell'amor della famiglia, dei desiderii modesti, dell'indole
+indipendente del popolo olandese. Nei nostri paesi non c'è la vera casa;
+non ci sono che scompartimenti di caserme, abitazioni astratte, che non
+han nulla di nostro, nelle quali viviamo nascosti, ma non soli, udendo
+mille rumori di gente estranea, che turba i nostri dolori coll'eco
+delle sue gioie, o le nostre gioie coll'eco dei suoi dolori. La vera
+casa è in Olanda, la casa personale, distinta dalle altre, pudica,
+circospetta, e appunto perchè distinta dalle altre, nemica dei misteri e
+degl'intrighi; tutta lieta, quando è lieta la famiglia che l'abita, e
+quando questa è trista, tutta trista. In quelle case, con quei canali e
+quei ponti levatoi, ogni modesto cittadino sente un po' della dignità
+solitaria d'un castellano, o di un comandante di fortezza, o di un
+capitano di bastimento; e vede infatti dalle sue finestre, come da
+quelle di un bastimento immobile, una pianura uniforme e sconfinata, che
+gl'ispira gli stessi pensieri e gli stessi sentimenti liberi e gravi che
+ispira il mare. Gli alberi che circondano la sua casa quasi d'un
+vestimento di verzura, non ci lasciano penetrare che una luce rotta e
+discreta; la barca carica di mercanzie scivola mollemente davanti alla
+sua porta; non ode scalpitío di cavalli, non chiocchi di frusta, non
+canti, non grida; intorno a lui tutti i movimenti della vita son
+silenziosi e lenti; tutto spira pace e dolcezza; e il campanile della
+chiesa vicina gli annunzia l'ora con un'onda d'armonia riposata e
+costante come i suoi affetti e il suo lavoro.
+
+Picchiai alla porta, mi aprì il padron di casa, gli porsi la lettera,
+lesse, mi diede uno sguardo scrutatore e mi fece entrare. Segue così
+quasi sempre. Gli Olandesi, di primo abbordo, son diffidenti. Noi, al
+primo venuto che ci porta una lettera di raccomandazione, apriamo le
+braccia come se fosse il nostro più intimo amico; e spesso poi non
+facciamo per lui il bellissimo nulla. Gli Olandesi, invece, accolgono
+freddamente, qualche volta anzi in un modo che fa rimaner lì quasi
+mortificati; ma poi vi prestano mille servigi, colla migliore volontà
+del mondo, e senz'aver mai l'aria di fare una cortesia.
+
+Il di dentro della casa corrispondeva perfettamente al di fuori: pareva
+l'interno d'un bastimento. Una scala a chiocciola, di legno, lucente
+come l'ebano, conduceva alle stanze alte. Sulla scala, dinanzi alle
+porte, sugli impiantiti, v'erano stuoie e tappeti. Le stanze eran
+piccine come celle; i mobili nitidissimi; le lastre, le maniglie, i
+chiodi, le borchie, tutti gli ornamenti di metallo, luccicanti come se
+fossero usciti allora dalle mani del brunitore; e da ogni parte v'era un
+ripieno di vasi di porcellana, di tazze, di lumi, di specchi, di
+quadretti, di stipi, di cantoniere, di ninnoli, di oggettini d'ogni
+forma e d'ogni uso, meravigliosamente puliti, che attestavano i mille
+piccoli bisogni che crea l'amore della vita sedentaria, l'attività
+previdente, la cura continua, il gusto del piccino, il culto
+dell'ordine, l'economia industriosa dello spazio, il soggiorno, in fine,
+d'una donna casalinga e tranquilla.
+
+La Dea di quel tempietto, che non parlava o non osava parlare il
+francese, era nascosta in non so qual penetrale che non mi riuscì
+d'indovinare.
+
+Scendemmo a veder la cucina: era uno splendore. Quando tornai a casa, ne
+feci la descrizione in presenza di mia madre, alla fantesca, che si
+picca di pulizia, e rimase annichilita. Le pareti erano bianche come la
+neve intatta; le casseruole riflettevano gli oggetti come specchi; la
+cappa del cammino era ornata d'una specie di tendinetta di mussolina
+come il cielo d'un letto, senza la menoma traccia di fumo; il muro,
+sotto la cappa, era rivestito di lastrine quadrate di maiolica, pulite
+come se non ci avessero mai acceso il fuoco; gli alari, la paletta, le
+molle, le asticciuole della catena, parevan d'acciaio brunito. Una
+signora vestita da ballo avrebbe potuto girar per quella stanza,
+ficcarsi in tutti gli angoli e toccare ogni cosa, senza contaminare d'un
+punto nero la sua bianchezza.
+
+In quel mentre la fantesca faceva la pulizia, e il mio ospite la
+commentava: "Per avere un'idea di cos'è la pulizia da noi," diceva
+"bisognerebbe tener dietro per un'ora al lavoro di queste donne. Qui
+s'insapona, si lava e si spazzola una casa tal e quale come una persona.
+Non è una pulitura, è una toeletta. Si soffia nella commessura dei
+mattoni, si fruga negli angoli colle unghie e cogli spilli, si fa una
+pulizia minuta al segno da stancare la vista non meno delle braccia. È
+una vera passione nazionale. Queste ragazze, che sono ordinariamente
+flemmatiche, il giorno stabilito per la pulizia, escono dal loro
+carattere, diventan frenetiche. Allora noi non siamo più padroni della
+casa. C'invadono le stanze, ci scacciano, ci spruzzano, mettono ogni
+cosa sottosopra; per loro è un tripudio; sono come le baccanti della
+pulizia; si esaltano lavando."
+
+Gli domandai da che credeva che derivasse questa sorta di manía per cui
+è famosa l'Olanda. Mi disse le ragioni che mi dissero poi mille altri:
+l'atmosfera del loro paese che intacca straordinariamente il legno e i
+metalli; l'umidità, la ristrettezza delle case e la moltiplicità degli
+oggetti, che favoriscono il sudiciume; la sovrabbondanza dell'acqua che
+agevola il lavoro; un certo bisogno dell'occhio, a cui la pulizia
+finisce col parere bellezza; e infine, l'emulazione che spinge tutte le
+cose all'eccesso. "Ma non è questa" soggiunse "la parte più pulita
+dell'Olanda: l'eccesso, il delirio della pulizia lo vedrà nelle
+provincie settentrionali."
+
+Uscimmo a passeggiare per la città. Non era ancora mezzogiorno: si
+vedevano serve da tutte le parti, vestite tale e quale come quelle di
+Rotterdam. Cosa singolare, tutte le donne di servizio, in Olanda, da
+Rotterdam a Groninga, da Haarlem a Nimega, sono vestite dello stesso
+colore: un vestito lilla chiaro, tempestato di fioretti, di stelle o di
+crocine; e per far la pulizia, portan tutte una cuffietta da malate e un
+paio di enormi zoccoli bianchi. Da principio credetti che formassero
+tutte insieme una qualche corporazione nazionale che avesse fra i suoi
+statuti l'uniformità del vestiario. Son per lo più giovanissime, perchè
+donne attempate non reggerebbero alle fatiche che devon durare, bionde,
+tonde, con le curve posteriori (osservazione del Diderot) spropositate;
+pochissime belle, nel senso stretto della parola; ma d'un bianco e d'un
+roseo meraviglioso, che par che schiattino dalla salute, e ci si debba
+sentir riavere a premerci la guancia contro la guancia. Le loro forme
+pienotte e i loro bei colori ricevon poi una grazia particolare dal loro
+vestire casalingo; sopratutto la mattina che han le maniche rimboccate e
+il collo scoperto, e lascian vedere dei candori da cherubino. I
+giovanotti chiamano quella toeletta, con vocabolo olandese, voluttuosa,
+e a me pare che non abbiano tutti i torti.
+
+A un tratto, mi ricordai d'un appunto preso sul mio quaderno prima di
+partire per l'Olanda, mi fermai, e feci al mio compagno questa domanda:
+
+"Le serve son anche in Olanda il tormento eterno delle signore?"
+
+Qui mi tocca fare un po' di parentesi. È noto e arcinoto che le signore
+non tanto altolocate da non aver che fare direttamente colle loro donne
+di servizio, le signore, voglio dire, che hanno una donna sola, che fa
+da cuoca e da cameriera, discorrono, nelle loro visite, per una buona
+parte del tempo, della loro serva. Son sempre gli stessi discorsi di
+difetti insopportabili, d'insolenze sopportate, di tu per tu, di ruberie
+sulla spesa, di sperperi, di menzogne, di pretensioni sfrontate, di
+congedi e di ricerche e d'altre calamità consimili, che finiscon sempre
+nel ritornello doloroso: che serve oneste e fidate, come quelle d'una
+volta che s'affezionavano alle famiglie e invecchiavano nelle case, non
+ci son più; che bisogna cambiare di continuo; che non c'è più modo di
+tirare innanzi. È vero? non è vero? è una conseguenza della libertà e
+dell'eguaglianza delle classi, che ha reso più duro il servire e più
+esigente chi serve? è un effetto del rilassamento dei costumi e della
+disciplina pubblica, che si fa sentire anche in cucina? Comunque sia, il
+fatto è che io pure in casa mia sento battere eternamente quel chiodo,
+tanto che un giorno, prima di partire per la Spagna, dissi a mia madre:
+"Guarda, se qualche cosa, a Madrid, potrà consolarmi della lontananza
+della famiglia, sarà il non sentir più toccare quest'odioso argomento."
+Arrivo a Madrid, entro in una _Casa de Huespedes_, la prima cosa che mi
+dice la padrona è che ha cambiato tre serve in un mese, che è una
+disperazione, che non si sa più a che santo voltarsi; e così ogni
+giorno, per tutto il tempo che stetti là, una lamentazione infinita.
+Tornai a casa, raccontai la cosa, si rise, e mia madre concludette che
+quella doveva essere una piaga di tutti i paesi. "No," io dissi, "nei
+paesi del Nord non dev'essere così."--"Vedrai e me ne darai notizie," mi
+rispose mia madre. Vado a Parigi, e alla prima signora che conosco,
+domando: "Le serve sono anche qui come in Italia e in Spagna l'eterno
+tormento delle signore?" "_Ah! mon cher monsieur_" mi risponde giungendo
+le mani e alzando gli occhi al cielo; "_ne me parlez pas de ça!_" E lì
+una lunga storia di lotte, di espulsioni, di guai. Scrivo la cosa a mia
+madre, ed essa mi risponde: "Vedremo Londra." Vado a Londra, entro in
+conversazione con una signora inglese a bordo del bastimento che mi
+conduce ad Anversa, e dopo poche parole, spiegatale prima la ragione
+della mia curiosità, le faccio la solita domanda. Essa volta la testa da
+un'altra parte mettendosi una mano sulla fronte e poi risponde
+spiccicando le parole: "Sono il fla-gel-lum De-i!" Scrivo a casa dandomi
+per vinto, soggiungendo però che mi resta una buona speranza per
+l'Olanda, paese quieto, dove le case sono tanto ordinate e pulite, e la
+vita casalinga così dolce; e mia madre mi risponde che essa pure
+propende a fare un'eccezione onorevole per l'Olanda. Ma il dubbio
+rimaneva sempre a lei ed a me, io ero curioso ed essa aspettava le
+notizie; ecco perchè feci quella domanda al mio cortese Cicerone di
+Delft. Ora ognuno si può immaginare con che ansietà io stessi aspettando
+la risposta.
+
+"Signore" mi rispose l'olandese dopo un momento di riflessione, "le
+risponderò una cosa sola, ed è che in Olanda abbiamo un proverbio, il
+quale dice che le serve sono le croci della vita."
+
+Mi cascarono le braccia.
+
+"Prima di tutto," continuò, "c'è il guaio che, per poco che s'abbia una
+casa grande, bisogna tenerne due, una per la cucina e una per la
+pulizia, essendo quasi impossibile, con quella manía che hanno di lavare
+fin l'aria, che una sola faccia le due cose. Poi son tutte assetate
+rabbiose di libertà; vogliono star fuori la sera fino alle dieci; avere
+di tratto in tratto una giornata completamente libera. Poi bisogna
+tollerare che il loro fidanzato o altro le venga a pigliare in casa;
+tollerare che ballino per la strada; tollerare che facciano il diavolo
+nelle feste delle Kermess. Di più, quando si congedano, aspettare che se
+ne vadano quando piace a loro, e qualche volta si fanno aspettare dei
+mesi. Oltre a questo, una paga di novanta, di cento fiorini all'anno.
+Oltre la paga, un tanto per cento su tutti i pagamenti che fa il
+padrone; mancie, di stretto rigore, da tutti gli amici invitati; regali
+straordinarii di denaro e di robe; e soprattutto e sempre, pazienza,
+pazienza, pazienza."
+
+Ne sapevo abbastanza per parlarne in cattedra con mia madre, e rivolsi
+la conversazione sopra un argomento meno sconsolante.
+
+Passando per una stradetta appartata, vidi una signora che s'avvicinò a
+una porta, lesse in un pezzetto di carta che v'era attaccato su, fece un
+atto di dolore e se n'andò. Dopo un momento, un'altra donna che passava,
+si fermò, lesse e tirò via. Domandai una spiegazione al mio compagno, il
+quale mi fece conoscere un uso assai curioso degli Olandesi. Su quel
+pezzetto di carta v'era scritto che il malato tale dei tali stava
+peggio. In molte città di Olanda, quando uno s'ammala, la famiglia
+affigge ogni giorno alla porta il bullettino sanitario, perchè gli amici
+e i conoscenti non abbian da entrare in casa a domandar notizie. Questa
+sorta d'annunzi si usano anche in altre occasioni. In certe città si
+annunzia la nascita d'un bambino appendendo alla porta una palla
+fasciata di seta rossa e di trina, il cui nome in olandese significa:
+prova di nascita. Se è una bambina, v'è su un pezzetto di carta bianca;
+se son gemelli, la trina è doppia; e per alcuni giorni dopo la nascita,
+si affigge pure un avviso che dice: «Il bimbo e la puerpera stanno
+bene, hanno passato una buona notte» o il contrario, secondo il caso.
+Una volta, quando sopra una porta c'era un annunzio di nascita, per nove
+giorni i creditori della famiglia non potevano picchiare alla porta; ma
+credo che quest'uso sia caduto, benchè dovesse avere la benefica virtù
+di promuovere l'accrescimento della popolazione.
+
+In quella breve passeggiata per le strade di Delft, incontrai pure certe
+figure funebri che avevo già viste a Rotterdam, senza capire se fossero
+preti o magistrati o becchini, perchè il loro vestiario e il loro
+aspetto avevan un po' delle tre cose. Portavano un cappello a tre punte,
+con un gran velo nero che scendeva sui fianchi, un vestito nero a coda
+di rondine, calzoni corti e neri, calze nere, mantello nero, scarpe con
+fibbie, cravatta e guanti bianchi; e un foglio listato di nero fra le
+mani. Il mio compagno mi spiegò che si chiamavano con un vocabolo
+olandese intraducibile _aansprekers_, e che il loro ufficio era di
+portar l'annunzio delle morti ai parenti ed amici dei defunti e di
+annunziarle per le strade. Il loro vestiario cangia in qualche
+particolare da paese a paese, e secondo che son cattolici o protestanti.
+In certe città hanno un enorme cappello alla don Basilio. Son per lo più
+pulitissimi e qualche volta vestiti e pettinati con una ricercatezza
+che contrasta irreverentemente col loro carattere d'impiegati della
+morte o, come li definì un viaggiatore, di lettere mortuarie viventi.
+
+Ne vedemmo uno fermo dinanzi a una casa. Il mio compagno mi fece
+osservare che le finestre di quella casa avevano le imposte socchiuse, e
+mi disse che ci doveva esser morto qualcuno. Domandai chi. "Non lo so,"
+mi rispose "ma a giudicar dalle imposte non dev'essere un parente molto
+prossimo del padrone di casa." Quest'argomentazione parendomi un po'
+strana, egli mi spiegò che in Olanda, quando muore qualcuno in una
+famiglia, si chiudono le finestre con uno due o tre dei battenti mobili
+delle imposte, secondo che il parente è più o meno stretto. Ogni
+battente dinota un grado di parentela. Per il padre o la madre si
+chiudon tutti meno uno, per un cugino se ne chiude un solo, per un
+fratello due; e via discorrendo. Uso, c'è da credere, molto antico, e
+che dura ancora perchè in quel paese nessun uso si smette per capriccio,
+e si cangia soltanto quello che importa seriamente di cangiare, e dopo
+essersi arcipersuasi che si cangia in meglio.
+
+Avrei voluto vedere, a Delft, la casa dov'era la birreria del pittore
+Steen, e dove egli prese probabilmente quelle sbornie famose, che furono
+oggetto di tante questioni fra i suoi biografi. Ma il mio ospite mi
+disse che non ce n'era memoria. Però, a proposito di pittori, mi diede
+la gradita notizia che io mi trovavo in quella parte dell'Olanda
+compresa fra Delft, l'Aja, il mare, la città d'Alkmar, il golfo
+d'Amsterdam e l'antico lago d'Haarlem, la quale si potrebbe chiamare
+propriamente la patria della pittura olandese, e perchè i più grandi
+pittori vi nacquero, e perchè, presentando degli aspetti singolarmente
+pittoreschi, l'amarono e la studiarono con predilezione. Ero dunque
+proprio nel seno dell'Olanda e partendo da Delft mi sarei sprofondato
+nel suo cuore.
+
+Prima di partire, vidi ancora di sfuggita l'arsenale militare che occupa
+un grande edifizio, il quale serviva prima di magazzino alla Compagnia
+delle Indie orientali, e comunica con un'officina d'artiglieria e una
+gran polveriera posta fuori della città. V'è ancora, a Delft, la grande
+scuola politecnica degl'ingegneri, la vera scuola di guerra dell'Olanda,
+dalla quale escono gli ufficiali dell'esercito di difesa contro il mare,
+e son questi giovani guerrieri delle dighe e delle cateratte, trecento
+circa, che danno vita alla tranquilla città di Grozio. Mentre mettevo il
+piede nella barca che mi doveva condurre all'Aja, il mio olandese mi
+descriveva l'ultima festa quinquennale celebrata a Delft dagli studenti;
+una di quelle feste particolari dell'Olanda, specie di mascherate
+storiche, che sono come un riflesso della sua grandezza passata, e
+servono a mantener viva nel popolo la tradizione dei personaggi e degli
+avvenimenti illustri d'altri tempi. Una grande cavalcata rappresentava
+l'entrata in Arnhem nel 1492 di Carlo d'Egmont, duca di Gheldria, conte
+di Zuften; di quella famiglia d'Egmont, che diede col nobile e
+sventurato conte Lamoral la prima grande vittima della libertà olandese
+alla scure del duca d'Alba. Duecento studenti a cavallo, con bardature
+principesche, con armature, con cotte d'armi dorate e stemmate, agitando
+alteramente i grandi pennacchi e le grandi spade, formavano il corteggio
+del duca di Gheldria. Seguivano gli alabardieri, gli arcieri, i
+lanzichenecchi vestiti delle foggie pompose del decimoquinto secolo;
+suonavan le bande musicali; la città brillava tutta di lumi; e per le
+sue strade formicolava una folla immensa accorsa da ogni parte d'Olanda
+a godere quella splendida visione d'un'età lontana.
+
+
+
+
+L'AJA.
+
+
+La barca era vicina a un ponte, in un piccolo bacino formato dal canale
+che va da Delft all'Aja, e ombreggiato dagli alberi della sponda come un
+laghetto di giardino.
+
+Le barche che portan passeggieri da una città all'altra si chiamano in
+olandese _trekschuiten_.
+
+Il _trekschuit_ è la barca tradizionale, emblematica dell'Olanda, com'è
+per Venezia la gondola. L'Esquiroz la definì: il genio della vecchia
+Olanda galleggiante sulle acque. E infatti, chi non ha viaggiato in
+_trekschuit_, non conosce l'aspetto più originale e più poetico della
+vita olandese.
+
+È una grande barca occupata quasi tutta da un casotto, della forma d'una
+diligenza, diviso in due scompartimenti: quello a prora per la seconda
+classe e quello a poppa per la prima. Sulla prora è piantata un'asta di
+ferro con un anello per il quale passa una lunga corda che da una parte
+si va ad annodare vicino al timone, e dall'altra a un cavallo di
+rimorchio montato da un barcaiolo. Le finestrine del casotto hanno le
+loro tendine bianche; le pareti e le porte sono dipinte; dentro lo
+scompartimento di prima classe vi son dei sedili con cuscinetti, un
+piccolo tavolino con qualche libro, un armadio, uno specchietto; ogni
+cosa lucidissimo. Posando la valigia, lasciai cadere un po' di cenere di
+sigaro sotto il tavolino; dopo un minuto rientrai e non ce la vidi più.
+
+Ero solo; non ebbi da aspettare molto tempo; il timoniere fece un cenno,
+il rimorchiatore montò a cavallo, e il _trekschuit_ cominciò a scorrere
+mollemente sul canale.
+
+Era un'ora dopo mezzogiorno e splendeva un bellissimo sole, ma la barca
+passava nell'ombra. Il canale era fiancheggiato da due file di tigli, di
+olmi, di salici, e da siepi alte, che nascondevano la campagna. Pareva
+di navigare a traverso un bosco. A ogni svoltata si vedeva una
+lontananza profonda, tutto verde e chiuso, e qualche mulino a vento
+sulla sponda. L'acqua era coperta di un tappeto di lemna, e in alcuni
+punti tempestata di fiorellini bianchi, d'iridi, di ninfee, di lenti
+palustri. L'alta spalliera di verzura che fiancheggiava il canale,
+s'apriva qua e là in brevi tratti, e allora si vedeva come da una
+finestra l'orizzonte lontano della campagna, che subito era rinascosto.
+
+Ogni tanto s'incontrava un ponte. Era bello vedere la rapidità, con cui
+l'uomo a cavallo, e un altro, fisso là di guardia, facevan la manovra
+delle corde per far passare il _trekschuit_; e come i due conduttori,
+quando i _trekschuiten_ s'incontravano, si cedevano il passo, l'uno
+facendo scorrer la corda sotto quella dell'altro, senza dire una parola,
+senza salutarsi neanco con un sorriso, come se la serietà e il silenzio
+fossero obbligatorii. Per tutta la strada non si sentiva altro rumore
+che il frullo delle ali dei mulini.
+
+S'incontravano dei barconi carichi di legumi, di torba, di pietre, di
+botti, rimorchiati con una lunghissima corda da un uomo aiutato qualche
+volta da un grosso cane con una cordicella al collo. Alcuni erano
+rimorchiati da un uomo, una donna e un ragazzo, l'uno dietro l'altro,
+colla fune legata a una specie di sottopancia di cuoio o di tela; tutti
+e tre tanto inclinati innanzi da non capire come malgrado il ritegno
+della fune potessero tenersi in piedi. Altri barconi eran rimorchiati da
+una vecchia sola. Su parecchi, c'era al timone una donna con un bambino
+al seno; altri bambini intorno; un gatto sur un sacco, un cane, una
+gallina, dei vasi di fiori, delle gabbie d'uccelli. Su altri la donna
+faceva la calza dondolando una culla col piede; su altri faceva da
+mangiare; in alcuni, tutta la famiglia, meno uno che rimorchiava, stava
+mangiando in crocchio. E non si può dire la pace che spirava nei visi di
+quella gente, nell'aspetto di quelle case acquatiche, di quegli animali
+divenuti, in certo modo, anfibii; la placidità di quella vita
+galleggiante, l'aria sicura e libera di quelle famiglie erranti e
+solitarie. E così vivono in Olanda migliaia di famiglie che non hanno
+altra casa che la barca. Un uomo piglia moglie, fra tutti e due comprano
+un battello, ci s'installano e portan le derrate da un mercato
+all'altro. I bambini nascon sui canali, sono allevati e crescon
+sull'acqua; la barca porta le masserizie, il piccolo peculio, le memorie
+domestiche, gli affetti, il passato, tutto il bene presente e tutte le
+speranze dell'avvenire. Si lavora, si risparmia, e dopo molti anni si
+compra un battello più grande, vendendo la vecchia casa a una famiglia
+più povera, o lasciandola al figlio maggiore che vi condurrà una sposa
+cresciuta sur un altro battello, e adocchiata per la prima volta in un
+incontro sul canale. E così di barca in barca, di canale in canale, la
+vita scorre soave e tranquilla, come la casa vagabonda che la ricetta e
+l'acqua silenziosa che l'accompagna.
+
+Per un pezzo non vidi sulle due sponde che piccole case di contadini;
+poi cominciai a vedere villette, chioschi e capanni, mezzo nascosti fra
+gli alberi; e negli angoli più ombrosi, qualche signora bionda, vestita
+di bianco, seduta, con un libro in mano; o qualche grosso signore
+avvolto in un nuvolo di fumo, coll'aria soddisfatta del negoziante
+arricchito. Tutte queste villette son dipinte d'un color roseo o
+azzurrino, hanno i coppi del tetto inverniciati, terrazzi sostenuti da
+colonnine, e giardinetti davanti o intorno, con aiuole e sentieri da
+presepio; miniature di giardini, puliti, lisciati, leccati. Alcune case
+son poste sull'orlo del canale, col piede nell'acqua; e lascian vedere i
+fiori, i vasi e i mille ninnoli luccicanti dell'interno delle stanze.
+Quasi tutte hanno un'iscrizione sulla porta, che è come l'aforismo della
+felicità domestica, la formula della filosofia del padrone, come:--La
+pace è denaro.--Piacere e riposo.--Amicizia e società.--I miei desiderii
+sono soddisfatti.--Senza fastidi.--Tranquillo e contento.--Qui si godono
+i piaceri dell'orticultura.--Qua e là c'era qualche bella vacca bianca e
+nera, accovacciata sulla sponda, col muso a fior d'acqua, che sollevava
+placidamente la testa verso la barca. Incontravamo degli stormi d'anitre
+che si scansavano per lasciarci passare. C'erano di tratto in tratto a
+destra e a sinistra dei canaletti quasi coperti da due alte siepi che
+consertavano i rami formando una vôlta di verzura, sotto la quale si
+vedevano allontanarsi e sparire nell'oscurità delle barchette di
+contadini. Di tempo in tempo, in mezzo a tutto quel verde, saltava fuori
+all'improvviso un gruppo di case, un villaggetto variopinto e lindo, coi
+suoi specchietti e i suoi tulipani alle finestre; senza un'anima viva; e
+quel silenzio profondo era rotto da un'arietta allegra d'un campanile
+che non si vedeva. Era un paradiso pastorale, un paesaggio da idillio,
+pieno di freschezza e di mistero; un'arcadia chinese, tutta piccoli
+nascondigli, piccole sorprese, piccoli artifizi innocenti di bellezza,
+che facevan l'effetto come di tante voci sommesse di gente invisibile
+che bisbigliassero:--Siamo contenti.
+
+A un certo punto il canale si biforca; un braccio che si nasconde fra
+gli alberi va a Leida, l'altro volge a sinistra e va all'Aja. Dopo
+questo punto, il _trekschuit_ cominciò a soffermarsi ora dinanzi a una
+casa, ora dinanzi alla porta di un giardino per ricevere involti,
+lettere e imbasciate a voce da portare all'Aja.
+
+Un vecchio signore uscì da una villa e salì accanto a me. Parlava
+francese, attaccammo discorso. Era stato in Italia, sapeva qualche
+parola d'italiano, aveva letto _Les fiancés_; mi domandò dei particolari
+sulla morte di Alessandro Manzoni: dopo dieci minuti, l'adoravo. Da lui
+ebbi dei ragguagli sul _trekschuit_. Per capire la poesia di questa
+barca nazionale, bisogna fare dei viaggi lunghi, in compagnia di gente
+del popolo. Allora ognuno ci s'installa come in casa sua, le donne
+lavorano, gli uomini salgono a fumare sul tetto; desinano tutti insieme;
+dopo desinare, si adagiano fuori del casotto per vedere tramontare il
+sole; i discorsi si fanno più intimi, la brigata diventa una famiglia.
+Vien la notte; il _trekschuit_ attraversa come un'ombra dei villaggi
+immersi nel silenzio, scivola sui canali inargentati dalla luna, si
+nasconde nelle macchie, esce nell'aperta campagna, rasenta le case
+solitarie in cui brilla la lucerna del contadino, e incontra barche di
+pescatori che gli passano accanto come fantasmi. In quella pace
+profonda, in quell'andar lento ed eguale, uomini e donne s'addormentano
+a poco a poco gli uni accanto agli altri e la barca non lascia più
+dietro di sè che il bisbiglio confuso dell'acqua e dei respiri.
+
+Via via che s'andava innanzi, i giardini e le ville spesseggiavano. Il
+mio compagno di viaggio mi accennò un campanile lontano, e mi nominò il
+villaggio di Ryswijk, dove fu firmato nel 1697 il celebre trattato di
+pace tra la Francia, l'Inghilterra, la Spagna, l'Alemagna e l'Olanda. Il
+castello del principe d'Orange, dove convennero i firmatari, non esiste
+più, e fu alzato in suo luogo un obelisco.
+
+Tutt'a un tratto, il _trekschuit_ uscì di mezzo agli alberi, e vidi una
+vasta pianura, un gran bosco e una città coronata di torri e di mulini a
+vento.
+
+Era l'Aja.
+
+Il barcaiolo mi chiese e ricevette i denari in un sacchettino di cuoio.
+Il rimorchiatore stimolò il cavallo. In pochi minuti arrivammo in città,
+e dopo un quarto d'ora io mi trovavo in una stanza luccicante
+dell'Albergo Turenna, chi sa! forse nella stanza medesima dove il
+celebre maresciallo aveva dormito da giovanetto quando era al servizio
+dell'Olanda.
+
+ * * * * *
+
+L'Aja--in olandese S'Gravenhage o S'Hage,--la capitale politica, la
+Washington dell'Olanda, della quale Amsterdam è la New-York,--è una
+città mezza olandese e mezza francese, con larghe strade senza canali;
+vaste piazze piene d'alberi, case signorili, alberghi splendidi, e una
+popolazione composta in gran parte di ricchi, di nobili, d'impiegati, di
+letterati, d'artisti; e d'un popolino più raffinato che quello delle
+altre città olandesi.
+
+Nel primo giro che feci per la città, quello che mi colpì di più furono
+i quartieri nuovi, dove abita il fiore dell'aristocrazia danarosa. In
+nessuna città, nemmeno nel sobborgo Saint-Germain a Parigi, mi sentii
+tanto povero diavolo come in quelle strade. Sono strade larghe e
+diritte, fiancheggiate da palazzini di forme snelle e di colori gentili,
+con grandi finestre senza persiane, per le quali si vedono i tappeti, i
+vasi di fiori e i mobili sontuosi delle sale a terreno; con tutte le
+porte chiuse; e non una bottega, non un annunzio sui muri, non una
+macchia, non una festuca a cercarla con cent'occhi. Quando passai per
+quelle strade, v'era un silenzio profondo. Solo di tratto in tratto
+incontravo qualche carrozza aristocratica che scorreva sul pavimento di
+mattoni quasi senza far rumore, e vedevo qualche lacchè impalato dinanzi
+a una porta, o qualche testa bionda di signora dietro a una tendina.
+Passando rasente le finestre, osservavo colla coda dell'occhio il mio
+meschino vestiario di viaggiatore riflesso spietatamente dalle grandi
+vetrate, mi pentivo di non aver portato i guanti, provavo una certa
+umiliazione di non essere almeno cavaliere di nascita, e mi pareva di
+udire qua e là delle voci sommesse che dicessero:--Chi è quel pezzente?
+
+Della città antica, la parte più considerevole è il Binnenhof, un
+gruppo di vecchi edifizi di differenti stili d'architettura, che da due
+lati guarda, su due vaste piazze, e da un altro sopra un grande stagno.
+In mezzo a questo gruppo di palazzi, di torri, di porte monumentali,
+d'un aspetto medioevale e sinistro, v'è uno spazioso cortile, nel quale
+s'entra per tre ponti e tre porte. In uno di quegli edifizi risiedevano
+gli Statolderi, e ora v'è la seconda Camera degli Stati generali; dalla
+parte opposta, v'è la prima Camera, i Ministeri e diversi altri uffici
+d'amministrazione pubblica. Il ministro dell'interno ha il suo ufficio
+in una piccola torre bassa, nera, lugubre, che pende a filo sulle acque
+dello stagno.
+
+Il Binnenhof, la piazza che si stende ad occidente chiamata Buitenhof, e
+un'altra piazza di là dallo stagno chiamata Plaats, nella quale si
+giunge passando sotto una vecchia porta che faceva parte d'una prigione,
+furono il teatro dei più sanguinosi avvenimenti della storia d'Olanda.
+
+Nel Binnenhof, fu decapitato il venerando Van Olden Barneveldt, il
+secondo fondatore della repubblica, la più illustre vittima di quella
+lotta secolare tra il patriziato borghese e lo statolderato, tra il
+principio repubblicano e il principio monarchico, che travagliò così
+miseramente l'Olanda. Il patibolo ora innalzato dinanzi all'edifizio
+dove sedevano gli Stati generali. Dalla parte opposta v'è la torre dalla
+quale si dice che Maurizio d'Orange, non visto, assistesse al supplizio
+del suo nemico. Nella prigione ch'è fra le due piazze, fu torturato
+Cornelio De Vitt accusato ingiustamente d'aver tramato contro la vita
+del principe d'Orange. Nel Plaats furono trascinati dal popolo furioso,
+laceri e insanguinati, Cornelio e Giovanni De Vitt, il gran pensionario,
+e là sputacchiati, calpestati, uccisi a colpi di picca e di pistola; e
+poi mutilati e vilipesi i loro cadaveri. Nella stessa piazza fu
+pugnalata Adelaide di Poelgest, amante d'Alberto, conte d'Olanda, il 22
+settembre del 1392; e si mostra ancora la pietra sulla quale cadde
+spirando.
+
+Queste memorie funeste, quelle porte massiccie e basse, quel gruppo
+disordinato di edifizi cupi, che la notte, quando la luna batte sulle
+acque del lago morto, presentano l'aspetto d'un castello enorme e
+inaccessibile, destano in mezzo a quella città allegra e gentile, un
+sentimento di tristezza solenne. Il cortile, di notte, non è rischiarato
+che da qualche raro fanale; le poche persone che passano, s'affrettano
+come se avessero paura; non si sente il rumore dei passi, non si vede
+una finestra illuminata; vi si entra con una vaga inquietudine e se
+n'esce quasi con piacere.
+
+Fuor di questo, l'Aja non ha monumenti considerevoli nè antichi nè
+moderni. Vi sono parecchie mediocri statue di diversi principi d'Orange;
+una cattedrale vasta e nuda e un palazzo reale modesto. Su molti edifizi
+pubblici si vede scolpita una cicogna, ch'è l'animale araldico della
+città. Parecchi di questi uccelli passeggiano liberamente nella piazza
+del mercato dei pesci, mantenuti a spese del municipio come gli orsi di
+Berna e le aquile di Ginevra.
+
+ * * * * *
+
+Il più bell'ornamento dell'Aja è il suo bosco; una vera meraviglia
+dell'Olanda e uno dei più magnifici passeggi del mondo.
+
+È un bosco d'ontani, di quercie e dei più grandi faggi che si vedano in
+Europa, del circuito di più d'una lega francese, posto ad oriente della
+città, a pochi passi dalle ultime case; una vera oasi deliziosa in mezzo
+alla malinconica pianura olandese. Appena vi s'è entrati, appena si sono
+oltrepassati i padiglioni, le casette svizzere, i chioschi sparsi in
+mezzo ai primi alberi, par di essersi smarriti in una foresta sterminata
+e solitaria. Gli alberi sono fitti come un canneto, i viali si perdon
+nel buio; ci son laghi, canali quasi nascosti dalla verzura delle
+sponde; ponti rustici, crocicchi di sentieri abbandonati, recessi
+chiusi, oscurità profonde e fresche in cui par di respirare l'aria d'una
+natura vergine e d'essere infinitamente lontani dai rumori del mondo.
+
+Questo bosco, che come quello della città di Haarlem, si vuol che sia un
+resto d'un'immensa foresta che copriva anticamente quasi tutta la costa
+dell'Olanda, è rispettato dagli Olandesi come un monumento della loro
+storia nazionale. Nella storia d'Olanda, in fatti, si trovano moltissimi
+atti che gli si riferiscono, e che provano che in ogni tempo si ebbe una
+cura gelosa della sua conservazione. Gli stessi generali spagnuoli
+rispettando questa specie di culto nazionale, preservarono il bosco
+sacro dalle offese dei soldati. In più d'un'occasione di gravi
+strettezze finanziarie quando il governo sarebbe stato disposto a
+decretarne la distruzione per vender le legna, i cittadini scongiurarono
+il pericolo con una oblazione volontaria. Mille ricordi sono legati a
+questo bosco diletto: ricordi d'uragani spaventosi, ricordi d'amori
+principeschi, di feste celebri, di avventure romanzesche. Alcuni alberi
+portano il nome di re e d'imperatori, altri di elettori germanici; un
+faggio ha la fama d'esser stato piantato dal gran pensionario e poeta
+Giacobbe Catz; altri tre, dalla contessa d'Olanda, Giacomina di Baviera;
+e si accenna ancora il luogo dove essa soleva riposare delle sue
+passeggiate. E ci lasciò il suo ricordo anche il signor Voltaire, che ci
+ebbe non so che ripesco galante con la figliuola d'un parrucchiere.
+
+In fondo al bosco, dove la piccola vegetazione presa da una sorta di
+furia conquistatrice, s'alza, s'ammucchia, s'arrampica su per gli
+alberi, s'intreccia sopra i sentieri, si stende sulle acque, e
+intercetta da tutte le parti il passo e la vista, come se volesse celare
+i misteri di qualche dimenticata divinità silvestre, si nasconde un
+palazzotto reale, chiamato la Casa del Bosco, una specie di _Casa del
+labrador_ della villa d'Aranjuez, eretta nel 1647 dalla principessa
+Amelia di Solms in onore di suo marito Federico Enrico lo Statoldero.
+
+Quando andai a visitare questo palazzo, mentre stavo cercando cogli
+occhi la porta d'entrata, vidi uscire e salire in carrozza una signora
+d'aspetto nobile e benevolo, che presi per una viaggiatrice inglese, che
+avesse terminata la sua visita. La carrozza mi passò accanto, mi levai
+il cappello, la signora fece un cenno del capo e scomparve.
+
+Seppi un momento dopo da una cameriera del palazzo che quella
+«viaggiatrice» era niente meno che sua maestà la Regina d'Olanda.
+
+ * * * * *
+
+Mi sentii una leggera scossa al sangue. La parola «regina» m'ha fatto
+sempre, indipendentemente dalla persona a cui si riferisca,
+quest'effetto; e non saprei dirne chiaramente il perchè. Forse perchè mi
+ricorda certe visioni luminose e confuse dell'adolescenza.
+L'immaginazione amorosa d'un ragazzo di quindici anni qualche volta
+striscia sulla terra e qualche volta si slancia con desiderii
+mostruosamente audaci a un'altezza vertiginosa. Sogna delle bianchezze
+sovrumane, dei profumi che danno il delirio e delle voluttà che fanno
+cader fulminati, e suppone che tutto questo si ritrovi nelle creature
+misteriose e inaccessibili che la fortuna ha poste in cima della scala
+sociale. E fra i mille casi strani, insensati, impossibili, che
+s'avvicendano nella sua mente nelle notti febbrili, sogna anche di
+superare nelle tenebre, colla sua agilità infantile, muri altissimi,
+cancellate formidabili, fossi profondi, di sospingere porte
+misteriosamente aperte, di passar per corridoi senza fine, in mezzo a
+gente assopita, per sale immense, nel silenzio; di salire per scale
+aeree, di arrampicarsi su pei rilievi d'una torre, rischiando la vita,
+a una tremenda altezza, sopra i grandi alberi d'un giardino illuminato
+dalla luna; e infine di giungere spossato e insanguinato sopra un
+balcone, e là sentir da una voce sovrumana parole d'una pietà profonda,
+e rispondere con altre parole d'una tenerezza immensa, scoppiare in
+pianto, invocar Dio, curvar la fronte sul marmo, coprir di baci
+disperati un piede scintillante di gemme, abbandonar il viso nei rasi
+profumati, e sentirsi fuggir la ragione e la vita in un amplesso più
+forte della natura umana.
+
+ * * * * *
+
+In quel palazzo, chiamato il _Palazzo del Bosco_, v'è, fra le altre cose
+considerevoli, una sala ottagona coperta dal pavimento alla vôlta di
+pitture dei più celebri artisti della scuola del Rubens, fra le quali
+uno smisurato quadro allegorico del Jordaens che rappresenta l'apoteosi
+di Federico-Enrico; una sala piena di preziosi regali dell'imperatore
+del Giappone, del vicerè d'Egitto e della Compagnia delle Indie; e
+un'altra elegante saletta decorata di pitture a chiaroscuro che si
+scambiano, anche considerate attentamente, per bassorilievi: opera di
+Jacob De Witt, pittore che acquistò in quell'arte corbellatrice una
+grande rinomanza sul principio del secolo scorso. Le altre son sale
+piccine, belle, ma senza fasto, e piene di tesori che non dan
+nell'occhio, come si convengono alla grande e modesta casa d'Orange.
+
+Mi parve strano quell'uso di lasciar entrare gli stranieri nel palazzo
+nel momento stesso che la Regina ne usciva; ma non mi fece più specie
+quando conobbi altre consuetudini, altri tratti popolari, il carattere,
+in una parola, della famiglia reale d'Olanda.
+
+Il re, in Olanda, è considerato quasi più come statoldero che come re.
+V'è in lui, come diceva del duca d'Aosta quel tal repubblicano
+spagnuolo, la _minor quantità di re possibile_. Il sentimento che il
+popolo olandese nutre per la famiglia reale non è tanto di devozione per
+la famiglia del monarca quanto di affetto per quella casa d'Orange che
+partecipò a tutti i suoi trionfi e a tutte le sue sventure, che visse,
+per così dire, della sua vita per lo spazio di tre secoli. Il paese, in
+fondo, è repubblicano, e la sua monarchia è una sorta di presidenza
+coronata, senza alcun fasto monarchico. Il Re pronunzia dei discorsi ai
+banchetti e nelle feste pubbliche come da noi i ministri; e gode anzi la
+fama di oratore, poichè parla all'improvviso, con una voce potentissima
+e un certo impeto d'eloquenza soldatesca, che eccita un indicibile
+entusiasmo nel popolo. Il principe ereditario, Guglielmo d'Orange,
+studiò all'Università di Leida, sostenne esami pubblici e prese la
+laurea d'avvocato. Il principe Alessandro, secondogenito, sta studiando
+ora nella stessa Università, è membro del Club degli studenti, e invita
+a pranzo i suoi professori e i suoi compagni di scuola. All'Aja, il
+principe Guglielmo entra nei caffè, discorre coi vicini, s'accompagna
+per la strada coi giovani suoi conoscenti. Nel bosco, la regina si
+mette a seder sur una panca accanto a una povera donna. E non si può
+dire che usin così, come altri principi, per acquistare popolarità,
+poichè la famiglia d'Orange non ne può nè acquistare nè perdere, non
+essendoci in quel popolo, per natura e per tradizione repubblicano,
+nemmeno un indizio di fazione, non dico che voglia la repubblica, ma che
+ne pronunzi il nome. Per contro, quel popolo, che ama e venera il suo
+re, che nelle feste in onor suo gli stacca i cavalli dalla carrozza ed
+esige che tutti portino una coccarda color d'arancio in omaggio al nome
+d'Orange, nei tempi ordinari non si occupa punto dei fatti suoi e della
+sua famiglia. All'Aja mi ci volle molto per sapere che grado avesse
+nell'esercito il principe ereditario. Uno dei primi librai della città,
+al quale rivolsi quella domanda, si meravigliò della mia curiosità che
+gli parve puerile, e mi disse che probabilmente non avrei trovato in
+tutta l'Aja cento persone che sapessero darmi una risposta.
+
+La sede della corte è all'Aja; ma il re passa una buona parte
+dell'estate in un suo castello nella Gheldria, e va ogni anno a star
+qualche giorno in Amsterdam. Il popolo dice che v'è uno statuto il quale
+obbliga il re a passare in Amsterdam dieci giorni all'anno, e il
+municipio di quella città a fargli le spese per quei dieci giorni;
+suonata la mezzanotte dell'undecimo, un fiammifero che bruci Sua Maestà
+per accendere il sigaro, è a carico suo.
+
+Tornando dalla villa reale all'Aja, trovai il bosco animato dalla
+passeggiata della domenica: musica, carrozze, una folla di signore, i
+caffè pieni di gente, e stormi di bambini da ogni parte.
+
+Allora osservai per la prima volta il bel sesso olandese.
+
+La bellezza è un fior raro in Olanda come in tutti i paesi; ma vidi
+nondimeno assai più donne belle in un giro di cento passi nel bosco
+dell'Aja, che non ne abbia viste in tutti i quadri dei Musei olandesi.
+Non si vede fra quelle signore nè la bellezza scultoria delle romane, nè
+gli splendidi colori delle inglesi, nè l'espressione vivacissima delle
+andaluse; ma una finezza, una grazia innocente e affabile, una
+leggiadria tranquilla, un'ideina che piace. Hanno l'attrattiva, disse
+giustamente uno scrittore francese, del fiore di valeriana che adorna i
+loro giardini. Son piuttosto alte che piccine, e grassotte; hanno i
+tratti del viso irregolari, la pelle unita e brillante, d'un bel bianco
+pallido o d'un roseo delicatissimo, che vi sembra stato suffuso
+dall'alito di un angelo; i pomelli delle guancie salienti; gli occhi
+d'un azzurro chiaro, sovente chiarissimo, in alcune di un'apparenza
+vitrea, che danno uno sguardo vago come quello d'una persona distratta.
+Si dice che non hanno bei denti: non lo potrei affermare perchè ridon
+poco. Camminano con meno leggerezza che le francesi, con meno rigidezza
+che le inglesi; vestono alla moda di Parigi; con più grazia all'Aja che
+ad Amsterdam, benchè meno riccamente; e mettono in pomposa evidenza le
+loro grandi capigliature bionde.
+
+Mi fece specie il vedere ancora vestite da bimbe, colle sottane corte e
+i calzoncini bianchi, ragazze che da noi hanno già il vestire e l'aria
+di donne fatte. In Olanda, dove la vita è lenta e l'impazienza un
+sentimento ignoto, le ragazze non hanno fretta di smetter gli usi e
+l'aspetto della puerizia, e d'altra parte, entrano naturalmente assai
+più tardi che in altri paesi in quella età così critica, nella quale,
+come dice mirabilmente, al solito, Alessandro Manzoni, par che entri
+nell'animo una potenza misteriosa, che solleva, adorna e rinvigorisce
+tutte le inclinazioni e tutte le idee. Raramente una ragazza si marita
+prima di vent'anni. Non dico le bambine del regno di Decan che per quel
+che si racconta piglian marito all'età di ott'anni e son nonne prima dei
+venti; ma le italiane e le spagnuole che si sposano a quattordici o
+quindici, in Olanda sono considerate come creature miracolose. Là le
+ragazze quindicenni vanno sole alla scuola coi capelli giù per le
+spalle, e non c'è anima nata che le guardi. Ho inteso parlare quasi con
+orrore d'un giovanotto dell'Aja accusato da altri giovanotti di cercare
+delle avventure amorose in quell'età per essi non meno sacra
+dell'infanzia.
+
+Un'altra cosa che si nota subito in una città olandese,--eccettuata
+Amsterdam,--è la mancanza della prostituzione elegante.
+Quell'abbigliamento e quei modi particolari, che dicono:--Son del bel
+numer una,--non si vedono affatto o quasi; e quel che si vede, c'è da
+scommettere nove volte su dieci che viene dall'immenso semenzaio della
+Senna.--"Badate," mi dicevano certi olandesi liberi pensatori, "siete in
+un paese protestante, c'è molta ipocrisia." Sarà; ma non può essere una
+gran piaga quella che si può ancora dissimulare. Società equivoca non
+n'esiste: non ce n'è ombra in pubblico, non ce n'è idea nella
+letteratura; la lingua stessa è ribelle alla traduzione d'una sola delle
+formule infinite che costituiscono il linguaggio doppio, lubrico e
+guizzante di quella società, nei paesi dov'ella si trova. D'altra parte,
+nè padri, nè madri non chiudon gli occhi sulla condotta dei figli
+scapoli, sian pure uomini tanto fatti; la disciplina della famiglia non
+fa eccezione per le barbe lunghe; e quello che poi cospira colla
+disciplina è il temperamento freddo, l'abitudine all'economia e il
+rispetto dell'opinion pubblica.
+
+Parlare del carattere e della vita delle donne olandesi, coll'aria di
+esporre i frutti dell'esperienza propria, non essendo stato che qualche
+mese in Olanda, sarebbe una presunzione più ridicola ancora che
+impertinente; mi debbo dunque contentare di far parlare i libri e gli
+amici.
+
+Molti scrittori hanno trattato scortesemente le donne olandesi. Uno le
+chiamò macchine da bambini; un altro massaie apatiche; un anonimo del
+secolo scorso spinse l'impertinenza fino a dire che come gli uomini, in
+Olanda, sogliono cercare le loro amanti nella classe delle fantesche,
+così le donne (le signore, intende di dire) non spingono molte volte più
+in alto le loro aspirazioni. Ma questi son giudizi dettati dalla stizza
+di qualche corteggiatore scorbacchiato. Daniele Stern, che come donna ha
+in questa materia un'autorità particolare, dice che sono altere, leali,
+attive, caste. Qualcuno lasciò trapelare dei dubbi intorno alla tanto
+predicata placidità dei loro affetti. Sono acque chete, scrisse
+l'Esquiroz, ma si sa quel che si dice delle acque chete. Sono vulcani
+gelati, disse l'Heine, che quando sgelano....! Ma di tutti i giudizi
+letti, mi parve il più notevole quello di Saint Evremont: che le donne
+olandesi non sono abbastanza vive per turbare il riposo degli uomini; e
+che ce ne sono, sì, delle amabili; ma che non v'è nulla a sperarne, o
+per la loro saggezza, o per una freddezza che tien luogo in loro di
+virtù.
+
+Un giorno, in un crocchio di giovanotti dell'Aja, citai questo giudizio
+di Saint Evremont, e domandai bruscamente:--È vero?--Sorrisero, si
+guardarono, uno rispose:--Direi...;--un altro:--Mi pare...;--un
+terzo:--Sarebbe...;--infine s'accordarono tutti nel dire che era vero.
+Altre volte raccolsi degl'indizi provanti che le cose corrono oggi tale
+e quale come ai tempi dello scrittore francese. Si parlava in un
+crocchio d'un personaggio leggermente ridicolo. "Eppure,--disse
+uno,--quell'ometto d'apparenza così posata è un donnaiolo di prima
+riga." Io domandai colla frase sacramentata: "Turba il riposo delle
+famiglie?" Si misero tutti a ridere e uno rispose: "Che! Turbare il
+riposo delle famiglie in Olanda! Sarebbe una delle dodici fatiche di
+Ercole." "Noi olandesi,"--mi disse una volta un amico,--"non siamo
+conquistatori, e non possiamo esserlo perchè ci manca la scuola. Non c'è
+nulla di più falso in Olanda che la famosa definizione: il matrimonio è
+come una fortezza assediata; chi è fuori vorrebbe esser dentro; chi è
+dentro vorrebbe esser fuori. Qui chi è dentro ci sta bene e chi è fuori
+non pensa ad entrare."--"La donna olandese," mi disse un altro, "non
+sposa l'uomo, sposa il matrimonio."--Questo che si dice all'Aja, città
+elegante, nella quale è grande l'influsso della civiltà francese, è
+anche più vero detto delle altre città dove i costumi antichi si son
+serbati più schietti. E dicano e scrivano pure i viaggiatori galanti che
+in Olanda si dorme, e che la felicità domestica vi è un _bonheur un peu
+gros_. Questa donna che esce poco, che balla poco, che ride poco, che
+non s'occupa che dei suoi bambini, di suo marito e dei suoi fiori, che
+legge libri di teologia e guarda la strada collo specchio per non farsi
+vedere alla finestra, quanto è più poetica.... Oh perdonami, stavo per
+dirtene una dura, Andalusia!
+
+ * * * * *
+
+Sino a questo punto, potrebbe credere qualcuno ch'io voglia far
+sott'intendere che so la lingua olandese. Mi affretto a dire che non la
+so e a scusare la mia ignoranza. Un popolo, come l'olandese, grave e
+taciturno, più ricco di qualità nascoste che di belle qualità lampanti,
+che vive, se posso così esprimermi, molto più dentro che fuori di sè,
+che fa molto più di quello che dice, che non si spende per quello che
+vale; si può studiare anche senza comprendere la sua lingua. D'altra
+parte, in Olanda è straordinariamente diffusa la lingua francese. Nelle
+grandi città non v'è quasi persona colta che non parli francese
+correntemente, non v'è bottegaio che non sappia spiegarsi bene o male,
+non v'è quasi ragazzo, anche tra il popolo minuto, che non sappia quelle
+dieci o venti parole, che bastano a cavar d'impiccio uno straniero.
+Questa diffusione d'una lingua così diversa da quella del paese, è un
+fatto tanto più ammirabile quando si pensi che non è la sola lingua
+straniera che si parli comunemente in Olanda. L'inglese e la tedesca vi
+sono quasi altrettanto conosciute che la francese. Lo studio di tutte e
+tre queste lingue è obbligatorio nelle scuole medie. Le persone colte,
+quelle che in Italia sono quasi in dovere di sapere il francese, in
+Olanda leggono la maggior parte libri inglesi, tedeschi e francesi colla
+medesima facilità. Gli Olandesi hanno una particolare disposizione ad
+imparare le lingue, e un'incredibile franchezza nel conversare. Noi
+Italiani, prima di rischiarci a parlare una lingua straniera, vogliamo
+saperla tanto da non lasciarci sfuggire dei grossi errori; arrossiamo,
+quando ci scappano; evitiamo le occasioni di discorrere finchè non siamo
+sicuri di parlare in modo da tirarci un complimento; e così facendo,
+allunghiamo sempre più il periodo del nostro noviziato filologico. In
+Olanda segue soventissimo d'incontrare gente che parla francese
+rimestando con infiniti sforzi un capitale di cento parole e di venti
+frasi; ma parla, regge una lunga conversazione e non mostra di curarsi
+menomamente di quello che voi possiate pensare dei suoi spropositi e
+della sua audacia. Portinai, facchini, ragazzi, interrogati se sappiano
+il francese, rispondono colla più grande sicurezza:--_Oui_, o--_un peu_,
+e s'industriano in mille modi per farsi capire, ridendo qualche volta
+essi medesimi delle stravaganti contorsioni del loro linguaggio, e
+arrotondando ogni risposta con un _s'il vous plaît_ o un _pardon,
+Monsieur_, detto il più delle volte così graziosamente a sproposito, da
+doverne ridere ad ogni costo. E pare così ovvio a tutti il sapere il
+francese, che quando qualcuno deve rispondere che non lo sa, tituba, si
+vergogna, e se è interrogato per la strada, finge d'aver fretta e vi
+pianta su due piedi.
+
+Quanto alla lingua olandese, per chi non sappia il tedesco è buio pesto;
+e anche sapendo il tedesco, si può capirne qualcosa nei libri, con un
+po' di studio; ma a sentirla parlare, è buio egualmente. Se avessi da
+dire l'effetto che fa sull'orecchio a chi non la intende, direi che par
+tedesco parlato da gente che abbia un pelo nella gola; il che è dovuto
+alla frequenza d'un'aspirazione gutturale che somiglia alla jota
+spagnuola. Gli Olandesi stessi non trovano che la loro lingua sia
+armoniosa. Mi accadde spesso di sentirmi domandare con un'aria
+scherzosa:--Che effetto le fa?--quasi sottintendendo che dovesse essere
+un effetto poco gradevole. Eppure ci fu chi scrisse un libro per
+dimostrare che Adamo ed Eva, nel paradiso terrestre, parlavano olandese.
+Ma benchè parlino tante lingue straniere, gli Olandesi tengon molto alla
+propria; e s'indignano quando uno straniero ignorante mostra di credere,
+così per sentita dire, che l'olandese sia un dialetto tedesco; cosa, per
+verità, creduta da molti di coloro che conoscon quella lingua soltanto
+di nome. È quasi superfluo il rammentare la storia della lingua. I primi
+popoli del paese parlavano il teutono nei suoi varii dialetti. Questi
+dialetti si fusero e formarono l'antica lingua neerlandese, la quale
+passò nel medio evo, come le altre lingue d'Europa, per le differenti
+fasi germanica, normanna, francese, e ne uscì l'olandese attuale, nel
+quale rimane il fondo dell'idioma primitivo, con qualche impronta
+latina. Certo v'è una grande somiglianza fra l'olandese e il tedesco, e
+soprattutto un'infinità di radicali comuni; ma ne differisce molto la
+sintassi, nell'olandese assai più semplice, e moltissimo la pronunzia. E
+questa medesima somiglianza è cagione che gli Olandesi parlino per lo
+più men bene il tedesco che l'inglese o il francese, sia per la
+difficoltà che nasce dalla facilità dell'equivoco, sia perchè, non
+dovendo fare un gran sforzo per riuscire a comprendere la lingua e a
+parlarla per il proprio bisogno, s'arrestan lì, come segue a molti di
+noi per il francese, che lo parliamo già a dieci anni e non lo sappiamo
+ancora a quaranta.
+
+È tempo ora d'andar a vedere il Museo di pittura che è il più bel
+gioiello dell'Aja.
+
+Appena entrati, ci si trova dinanzi alla più celebre di tutte le bestie
+dipinte: il toro di Paolo Potter; quell'immortale toro che, come ho
+detto, ebbe l'onore, nel Museo del Louvre, quando c'era la manía di
+classificare i quadri in una sorta di gerarchia di celebrità, d'esser
+posto accanto alla Trasfigurazione di Raffaello, al san Pietro martire
+del Tiziano e alla Comunione di san Geronimo del Domenichino; quel toro,
+che l'Inghilterra pagherebbe un milione di lire, e l'Olanda non darebbe
+per il doppio; quel toro infine, sul quale furono certamente scritte più
+pagine che non ci abbia dato pennellate il pittore, e su cui si scrive e
+si disputa ancora, come se invece d'una immagine fosse una creazione
+vera e viva d'un nuovo animale.
+
+Il soggetto del quadro è semplicissimo: un toro di grandezza naturale,
+ritto, col muso rivolto verso chi guarda; una vacca accosciata in terra;
+alcune pecore, un pastore, un paesaggio lontano.
+
+Il merito supremo di questo toro, si dice in una parola: è vivo.
+L'occhio grave ed attonito, che esprime il sentimento d'una vitalità
+vigorosa e d'una alterezza selvaggia, è reso con tanta verità, che, a
+primo aspetto, vien quasi fatto di scansarsi a destra e a sinistra, come
+si fa in un sentiero in campagna, quando s'incontra uno di quegli
+animali. Le narici umide e nere, par che fumino e assorbiscano l'aria
+con un'aspirazione profonda. I peli son resi uno per uno con tutte le
+pieghe, le torsioni, le traccie dei fregamenti contro gli alberi e la
+terra, e sembran peli veri attaccati alla tela. Gli altri animali non
+son da meno: la testa della vacca, la lana delle pecore, le mosche,
+l'erba, le foglie e le fibre delle piante, il muschio; ogni cosa è reso
+con una verità prodigiosa. E mentre si capisce l'infinita cura che deve
+averci messo l'artista, non si vede la fatica, la pazienza della copia;
+par quasi un lavoro d'ispirazione, di foga, nel quale il pittore,
+infiammato da una sorta di furore del vero, non abbia avuto un momento
+d'esitazione o di stanchezza. Furon fatte su questo «incredibile colpo
+d'audacia d'un giovane ventiquattrenne» infinite censure. Si censurò la
+sua grandezza eccessiva per la natura volgare del soggetto; la mancanza
+d'effetto luminoso, perchè la luce v'è uguale per tutto e dà risalto a
+ogni cosa, senza contrasto d'ombra; la rigidezza delle gambe del toro;
+il colorito secco delle piante e degli animali lontani; la mediocrità
+della figura del pastore. Ma con tutto questo, il toro di Paolo Potter
+riman coronato della gloria dei grandi capolavori e l'Europa lo
+considera come l'opera più magistrale del principe dei pittori
+d'animali. «Col suo toro,--disse giustamente un critico illustre--Paolo
+Potter ha scritto il vero idillio dell'Olanda.»
+
+Questo è il grande merito dei pittori d'animali dell'Olanda, e del
+Potter soprattutto. Egli non ha soltanto rappresentato gli animali; ma
+ha reso visibile e celebrato colla poesia dei colori l'amore attento,
+delicato, quasi materno, che nutre per essi il popolo agricolo
+dell'Olanda. S'è servito degli animali come d'interpreti per rivelare la
+poesia della vita rustica. Ha espresso con essi il silenzio e la pace
+dei campi, il piacere della solitudine, la dolcezza del riposo e la
+soddisfazione del lavoro tranquillo. Si direbbe ch'egli era riuscito a
+farsi capire da loro e a ottenere che s'atteggiassero espressamente per
+essere copiati. Ha saputo dar loro tutta la varietà e l'attrazione di
+personaggi. La tristezza, la quiete contenta che segue la soddisfazione
+dei bisogni, il sentimento della salute e della forza, l'amore e la
+riconoscenza per l'uomo, tutti i barlumi d'intelligenza e gli embrioni
+d'affetti, tutte le varietà di carattere, li ha afferrati e significati
+con fedeltà amorosa, ed è riuscito a trasfondere negli altri il
+sentimento che l'animava. Guardando i suoi quadri, ci si sente
+risvegliare a poco a poco non so che istinto primitivo di vita
+pastorale, un certo desiderio innocente di mungere, di tosare, di
+lavorare con quegli animali benefici, pazienti e belli, che rallegrano
+l'occhio ed il cuore. Paolo Potter, in quest'arte, s'è innalzato su
+tutti. Il Berghem è più fine, ma egli è più naturale; il Van de Velde ha
+più grazia, ma egli ha più energia; il Du Jardin è più amabile, ma egli
+è più profondo.
+
+E pensare che l'architetto, che fu poi suo suocero, non voleva da
+principio accordargli la figliuola perchè non era che un _pittore di
+bestie_; e che il suo celebre toro fu fatto, se si sta alla tradizione,
+per servir d'insegna alla bottega d'un macellaio, e venduto per 1260
+lire!
+
+Un altro capolavoro del museo dell'Aja, è un quadretto di Gherardo Dov,
+l'autore della celebre _Donna idropica_, ch'è nel Museo del Louvre fra i
+quadri di Raffaello e del Murillo; uno dei più grandi pittori di scene
+intime della scuola olandese, e il più paziente tra i più pazienti
+artisti della sua patria. Il quadro non rappresenta che una donna seduta
+vicino a una finestra, con una culla accanto; ma in questa semplicissima
+scena, v'è una così cara e santa aura di pace domestica, un riposo così
+profondo, un'armonia così amorosa, che il più ostinato scapolo della
+terra non ci potrebbe fissar gli occhi senza sentirsi nel cuore un
+desiderio irresistibile di essere colui che manca ed è aspettato in
+quella stanzina quieta e pulita, o almeno di poterci entrare per un
+momento, anche di soppiatto, anche colla condizione di starci
+rannicchiato nel buio, pur di poter aspirare quel profumo di felicità
+innocente e segreta. Questo quadro, come tutti quei del Dov, è dipinto
+con la prodigiosa finitezza, che già in lui tocca quasi l'eccesso, che
+lo toccò poi con quello Slingelandt, che impiegò tre anni di lavoro
+continuo a dipingere la famiglia Meerman, e che degenerò posteriormente
+in quella maniera lisciata, leccata, tormentata, delle figure d'avorio,
+dei cieli di smalto e dei campi di velluto, della quale il pittore Van
+der Werff fu il più rinomato maestro. Fra gli altri oggetti si vede in
+questo quadro del Dov un manico di scopa, grande come l'asticciuola
+d'una penna, intorno al quale si dice che il pittore abbia lavorato
+assiduamente per lo spazio di tre giorni; il che non pare strano, quando
+si pensi che ci son segnati tutti i più minuti filamenti, le venature, i
+nodi, le macchiette, le ammaccature, le traccie delle dita. Di questa
+sua sovrumana pazienza si raccontano cose appena credibili. Si dice che
+abbia impiegato cinque giorni a copiare una mano d'una signora Spirings
+di cui fece il ritratto: chi sa quanto ci avrà messo a fare la testa! I
+malcapitati che volevano farsi ritratti da lui, li riduceva alla
+disperazione. Si racconta che macinasse egli medesimo i suoi colori, che
+facesse i suoi pennelli e tenesse ogni cosa ermeticamente chiuso, perchè
+non pigliasse ombra di polvere. Quando entrava nel suo studio apriva
+delicatamente la porta, si sedeva con gran flemma e rimaneva immobile
+fin che ogni menoma agitazione prodotta in lui dal movimento fosse
+cessata. Poi cominciava a dipingere, servendosi di vetri concavi per
+rimpicciolire gli oggetti. Questo sforzo continuo finì per indebolirgli
+la vista, e fu costretto a dipingere colla lente. Con tutto ciò, il suo
+colorito non è punto affaticato o raffreddato dal lavoro, e i suoi
+quadri conservano lo stesso vigore così visti da lontano che da vicino.
+Furono, con molta giustezza, rassomigliati a scene naturali
+rimpicciolite in una camera oscura. Il Dov fu uno dei molti discepoli
+del Rembrandt, che si divisero l'eredità del suo genio. Egli ne
+raccolse la finezza e l'arte d'imitare la luce, soprattutto delle
+candele e delle lucerne, nella quale, come vedremo nel Museo
+d'Amsterdam, s'elevò all'altezza del suo maestro. Raro fra i pittori del
+suo genere, non si piacque nella rappresentazione della bruttezza e dei
+soggetti triviali.
+
+Il genere intimo è rappresentato nel Museo dell'Aja, oltrechè dal Dov,
+da Adriano van Ostade, dallo Steen, e dal Van Mieris il vecchio.
+
+Il Van Ostade, chiamato il Rembrandt della pittura intima, poichè imitò
+dal grande maestro l'arte potentissima del chiaroscuro, delle sfumature
+delicate, della trasparenza delle ombre, della ricchezza del colorito,
+ci ha due quadretti che rappresentano l'interno e l'esterno d'una casa
+rustica, con figure; pieni tutti e due di poesia, malgrado la volgarità
+dei soggetti, ch'egli ha comune cogli altri pittori dello stesso genere.
+Ma ha questo di particolare: che le ragazze notevolmente brutte dei suoi
+quadri sono immagini prese nella sua famiglia, la quale, per quel che si
+dice, era un gruppo di mostriciattoli, che egli mise alla berlina
+dell'universo. Così quasi tutti i pittori olandesi scelsero fra le donne
+che dipinsero le meno belle che caddero sotto i loro occhi, come se si
+fossero dati l'intesa per screditare il tipo femminino della loro
+patria. Le Susanne del Rembrandt, per citare i soggetti che avrebbero
+richiesto più degli altri la bellezza, sono brutte serve olandesi; e non
+occorre parlare delle donne dello Steen, del Brouwer e d'altri. E sì nel
+loro paese non mancavano, come s'è visto, i modelli d'una bellezza
+nobile e graziosa.
+
+Francesco van Mieris il vecchio, il primo discepolo di Gherardo Dow,
+come lui minuzioso e finissimo (che appartiene col Metsu e col Terburg,
+due pittori eminenti per finitezza e colorito, a quel gruppo di pittori
+del genere intimo, che scelsero i loro soggetti nelle classi elevate
+della società), ha tre bei quadri, uno dei quali rappresenta l'artista
+con sua moglie. Dello Steen v'è fra gli altri il suo soggetto favorito;
+un medico che tocca il polso a una ragazza malata d'amore, e una
+governante che assiste; ammirabile gioco di sguardi e di sorrisi
+inesprimibilmente arguti e bricconi, che voglion dire nel medico:--Mi
+par di capire;--nella malata:--Ci vuol altro che le tue ricette,--e
+nella governante:--Lo so io quel che ci vuole!--Altri quadri di genere
+intimo del Schalken, del Tilborg, del Netscher, di Guglielmo van Mieris,
+rappresentano cucine, botteghe, desinari, famiglie di pittori.
+
+In fatto di paesaggi e di marine vi son le più belle gemme del Ruysdael,
+del Berghem, del Van de Velde, del Van der Neer, del Backhuizen,
+dell'Everdingen, oltre un buon numero di quadri di Filippo Wouwermann,
+il pittore dei cavalli e delle battaglie.
+
+Vi son due quadri del Van Huysum, il grande pittore di fiori; quegli
+che, nato in un tempo in cui l'Olanda era presa da una sorta di follia
+amorosa per i fiori e possedeva i più belli d'Europa, celebrò col
+pennello questa follia, e ne destò un'altra coi suoi quadri. Nessuno ha
+reso più meravigliosamente di lui le sfumature infinite, la freschezza,
+la trasparenza, la vellutatura, le grazie, i pudori, le languidezze, i
+mille segreti di bellezza, tutte le sembianze della vita pomposa e
+delicata di questa perla della vegetazione, di questo vezzo amoroso
+della natura, che è il fiore. Gli Olandesi gli portavano le meraviglie
+dei loro giardini perchè le copiasse; tutti i re gli domandavan dei
+fiori; i suoi quadri eran pagati somme, per quei tempi, favolose. Geloso
+di sua moglie e della sua arte, lavorava solo, invisibile ai suoi stessi
+fratelli, perchè non scoprissero i segreti del suo colorito; e così
+visse e morì glorioso e malinconico in mezzo ai petali e ai profumi.
+
+Ma il primo capolavoro del Museo è la celebre _Lezione d'Anatomia_ del
+Rembrandt.
+
+Questo quadro gli fu ispirato da un sentimento di riconoscenza per il
+medico Tulp, professore di anatomia ad Amsterdam, il quale lo protesse
+nella sua giovinezza. Il Rembrandt rappresentò il Tulp coi suoi
+discepoli aggruppati intorno a una tavola sulla quale è disteso un
+cadavere nudo con un braccio sparato dal coltello anatomico. Il
+professore col cappello in capo, ritto, mostra colle forbici i muscoli
+del cadavere ai suoi discepoli, e spiega. Dei discepoli alcuni sono
+seduti, altri ritti, altri chinati sul cadavere. La luce che vien da
+sinistra a destra, illumina i volti e una parte del corpo morto,
+lasciando nell'oscurità i vestimenti, la tavola e le pareti della
+stanza. Le figure son di grandezza naturale.
+
+È difficile spiegare l'effetto che produce questo quadro. Il primo
+sentimento è l'orrore e il ribrezzo del cadavere. Ha la fronte
+nell'ombra, gli occhi aperti colla pupilla rivolta in su, la bocca
+socchiusa in un atteggiamento come di stupore, il petto enfiato, le
+gambe e i piedi stecchiti, le carni livide, che pare se ne debba sentire
+il freddo a metterci sopra la mano. Con questo corpo irrigidito, fanno
+un contrasto potente gli atteggiamenti vivaci, i volti giovanili, gli
+occhi umidi, intenti, pieni di pensiero dei discepoli, che rivelano in
+diverso grado l'avidità del sapere, la gioia dell'apprendere, la
+curiosità, la meraviglia, lo sforzo dell'intelligenza, la sospensione
+dell'animo. Il maestro ha il volto tranquillo, l'occhio sereno e il
+labbro quasi sorridente dell'intima compiacenza del sapere. V'è nel
+complesso del gruppo un'aria di mistero, di gravità, di solennità
+scientifica, che impone la riverenza e il silenzio. Il contrasto tra la
+luce e l'ombra è meraviglioso al pari di quello tra la morte e la vita.
+Tutto vi è rappresentato con una finitezza incredibile: si possono
+contare le piegoline delle gorgiere, le rughe dei visi, i peli delle
+barbe. Si dice che lo scorcio del cadavere è sbagliato e che in qualche
+punto la finitezza degenera in secchezza; ma il giudizio universale pone
+la _Lezione d'Anatomia_ fra i più grandi capolavori del genio umano.
+
+Il Rembrandt non aveva che ventisei anni quando fece questo quadro, il
+quale appartiene perciò alla sua prima maniera, nella quale non si vede
+ancora la foga, l'audacia, la sovrana sicurezza del proprio genio, che
+sfolgora nei lavori della sua età matura; ma v'è già tutta quell'immensa
+potenza illuminatrice, quell'arte meravigliosa del chiaroscuro, quella
+affascinante magía dei contrasti, che è il tratto più originale del suo
+genio.
+
+Per quanto si sia profani all'arte, e s'abbia fatto il proponimento di
+non peccar più di soverchio entusiasmo, quando s'è dinanzi a Rembrandt
+van Rhijn, non si può a meno d'alzare un po', come dicon gli Spagnuoli,
+la chiavica dello stile. Il Rembrandt esercita un prestigio particolare.
+Frate Angelico è un santo, Michelangelo è un gigante, Raffaello è un
+angelo, il Tiziano è un principe: il Rembrandt è uno spettro. Come
+chiamar diversamente questo figlio d'un mugnaio, nato in un mulino a
+vento, che salta su inaspettato, senza maestri, senza esempi, senza
+alcuna derivazione di scuola; diventa un pittore universale, abbraccia
+tutti gli aspetti della vita, dipinge figure, paesaggi, marine, animali,
+i santi del paradiso, i patriarchi, gli eroi, i monaci, la ricchezza e
+la miseria, la deformità e la decrepitezza, il ghetto, la taverna,
+l'ospedale, la morte; fa insomma una rivista del cielo e della terra e
+avvolge ogni cosa in una luce arcana che sembra scaturita dal suo capo;
+ed è nello stesso tempo grandioso e minuzioso, idealista e realista,
+pittore e incisore; che trasfigura tutto e non dissimula nulla, che
+cangia gli uomini in fantasmi, le scene più volgari della vita in
+apparizioni misteriose, questo mondo, sto per dire, in un altro mondo,
+che non par più questo e lo è ancora? Dove ha attinto quella sua luce
+indefinibile, quei bagliori di raggi elettrici, quei riflessi d'astri
+ignoti, che fanno pensare come un enigma? Che cosa vedeva nelle tenebre
+questo sognatore, questo visionario? Qual era l'arcano che gli
+tormentava l'ingegno? Che cosa ha voluto dire coll'eterno conflitto dei
+suoi raggi e delle sue ombre questo pittore dell'aria? Fu detto che le
+opposizioni del chiaro e dell'oscuro corrispondevano in lui ai diversi
+movimenti del pensiero. E veramente pare che quello che seguiva allo
+Schiller, di sentirsi dentro, prima di cominciare un'opera, un'armonia
+di suoni indistinti, ch'era come un preludio dell'ispirazione; seguisse
+al Rembrandt, il quale nell'atto di concepire un quadro, aveva una
+visione di raggi e d'ombre, che volevano dire qualche cosa prima che li
+animasse coi suoi personaggi. Nei suoi quadri infatti c'è una vita,
+un'azione, direi quasi, drammatica, estranea a quella delle figure
+umane. Fasci di luce vivissima irrompono in un ambiente tenebroso come
+grida di gioia; le tenebre fuggono impaurite, lasciando qua e là
+penombre piene di malinconia, riflessi tremoli che paion lamenti,
+oscurità profonde, piene di minaccie funeree; guizzi di luce,
+scintillamenti, ombre ambigue, trasparenze che sembran dubbi, domande,
+sospiri, parole d'un linguaggio soprannaturale, che si sente, come la
+musica, e non si comprende, e riman nella memoria come il ricordo d'un
+sogno. E in quest'atmosfera pose i suoi personaggi, dei quali alcuni
+rimasero vestiti della luce sfolgorante d'un'apoteosi teatrale, altri
+velati come larve, altri saettati da un sol raggio di luce nel viso;
+vestiti di abiti pomposi o miseri, ma tutti con qualcosa di strano e di
+fantastico; senza contorni precisi, ma carichi di colori possenti, con
+rilievi scultorii e tocchi di pennellate temerarie; e per tutto
+l'espressione calda, la furia dell'ispirazione violenta, l'impronta
+superba, capricciosa, profonda del genio senza freno e senza paura.
+
+Del resto, ognuno vuol dir la sua; ma chi sa che il Rembrandt se potesse
+leggere tutte le pagine che si sono scritte per spiegare le segrete
+intenzioni della sua pittura, non darebbe in uno scoppio di risa! Tale è
+la sorte degli uomini di genio: ognuno, per mostrare che li ha capiti
+meglio degli altri, se li rimpasta a modo suo; sono come un bel tema
+dato da Dio, che gli uomini svolgono in mille modi diversi; un telaio su
+cui l'immaginazione umana dipinge e ricama secondo le torna o le frulla.
+
+Uscii dal Museo dell'Aja con un desiderio insoddisfatto, per non averci
+trovato nessun quadro di Girolamo Bosch, nato a Bois-le-duc, nel
+decimoquinto secolo. Questo cervellaccio pieno di diavolerie, questo
+spauracchio di bigotti, questo stregone dell'arte, m'aveva fatto
+accapponar la pelle per la prima volta nel Museo di Madrid, con un
+quadro che rappresenta un orribile esercito di scheletri vivi
+sparpagliati sur un immenso spazio, in lotta con una folla varia,
+confusa, disperata di uomini e di donne, che essi vogliono trascinare in
+una voragine dove li aspetta la morte. Solamente dall'immaginazione
+inferma d'un uomo agitato dal terrore della dannazione, poteva uscire
+una così mostruosa stravaganza; dinanzi alla quale, per quanto sia
+lontano il tempo in cui s'aveva paura dei fantasmi, si risente un
+confuso risvegliarsi di quella paura. Tali furono i soggetti di tutti i
+suoi quadri: torture di dannati, spettri, abissi di fuoco, draghi,
+uccelli soprannaturali, mostri schifosi, cucine diaboliche, paesaggi
+sinistri. Uno di questi spaventosi quadri si trovò nella cella dove morì
+Filippo II; altri si sparsero in Spagna e in Italia. Chi era questo
+pittore chimerico? Come visse? Che strana manìa lo tormentava? Non si
+sa; passò sulla terra avvolto in una nuvola, e disparve come una visione
+d'inferno.
+
+ * * * * *
+
+Al pian terreno del palazzo del Museo v'è un «Gabinetto Reale di
+curiosità» che contiene, oltre un gran numero di oggetti vari della
+China, del Giappone e delle Colonie olandesi, alcune reliquie storiche
+preziosissime. Fra le altre, v'è la spada di quel Ruyter, che cominciò
+la sua vita facendo il cordaio a Flessinguen, e fu poi il più grande
+ammiraglio dell'Olanda; la corazza, traforata dalle palle,
+dell'ammiraglio Tromp; una seggiola della prigione del venerando
+Barnevelt; una scatola contenente dei capelli di quel Van Spoyk, che nel
+1831, sulla Schelda, fece saltare in aria il suo vascello per salvare
+l'onore della bandiera olandese. V'è pure il vestiario completo che
+portava Guglielmo il Taciturno quando fu assassinato a Delft: la sua
+camicia macchiata di sangue, la sua giubba di pelle di bufalo forata
+dalle palle, i suoi larghi calzoni, il suo gran cappello di feltro; e
+nella stessa vetrina le palle, le pistole dell'assassino, e il testo
+originale della sua sentenza di morte.
+
+Quel vestiario modesto, quasi rozzo, che portava nel colmo della sua
+potenza e della sua gloria il capo della repubblica dei Paesi Bassi, è
+una bella testimonianza della semplicità patriarcale dei costumi
+olandesi. Non v'è forse altro popolo moderno che abbia avuto, in un
+grado uguale di prosperità, meno vanità e meno fasto. Si racconta che
+quando il conte di Leicester, mandato dalla regina Elisabetta, giunse in
+Olanda, e quando vi fu lo Spinola per trattare della pace in nome del re
+di Spagna, la loro magnificenza fece quasi scandalo. Si dice che gli
+ambasciatori spagnuoli, andati all'Aja nel 1608 per stipulare la famosa
+tregua, videro dei deputati degli Stati d'Olanda, meschinamente vestiti,
+sedersi in un prato, e far colezione con un po' di pane e di cacio che
+avevano portato in una bisaccia. Il gran pensionario Giovanni De Witt,
+l'avversario di Luigi XIV, aveva un solo servitore. L'ammiraglio Ruyter
+viveva ad Amsterdam in una casa da pover uomo e scopava la sua camera da
+letto.
+
+Un altro oggetto curiosissimo di questo Museo è una cassa aperta sul
+davanti, come una scansía, che rappresenta in tutti i suoi più minuti
+particolari l'interno d'una ricca casa di Amsterdam del principio del
+secolo XVIII. Lo czar Pietro il Grande, durante il suo soggiorno in
+Amsterdam, aveva dato a un ricco borghese di quella città l'incarico di
+fargli quel giocattolo di casa, per portarla in Russia come un ricordo
+dell'Olanda. Il ricco borghese, che si chiamava Brandt, fece la cosa da
+bravo olandese: adagio e bene. I più abili ebanisti dell'Olanda
+costrussero i mobili, gli orefici più esperti fecero le argenterie, i
+tipografi più accurati stamparono libriccini, i miniatori più delicati
+dipinsero i quadri, la biancheria fu preparata in Fiandra, le
+tappezzerie a Utrecht. Dopo venticinque anni di lavoro tutte le stanze
+si trovarono allestite. La camera nuziale aveva tutto il necessario per
+il prossimo parto della padroncina; nella sala da pranzo c'era un
+microscopico servizio da thè sur un tavolino largo come uno scudo; la
+galleria dei quadri, a guardarci bene colla lente, era completa; in
+cucina ci era di che fare un lucullesco desinare per una compagnia di
+lilliputti; c'era la biblioteca, un gabinetto di varietà chinesi, gabbie
+d'uccelli, libriccini di preghiera, tappeti, biancheria per tutta la
+famiglia con trine e ricami finissimi; non mancava che una coppia
+coniugale, una cameriera e una cuoca un po' più piccini d'una marionetta
+ordinaria. Ma c'era un guaio: la casetta costava centoventimila lire; lo
+czar che, come tutti sanno, era un uomo economo, la rifiutò e il
+Brandt, piccato, per svergognare l'imperiale avarizia, la regalò al
+Museo dell'Aja.
+
+ * * * * *
+
+Fin dal primo giorno avevo incontrato per le strade dell'Aja certe donne
+vestite in una maniera così strana, che m'ero messo a pedinarne una per
+osservare attentamente tutti i particolari del suo costume. A primo
+aspetto immaginai che appartenessero a qualche ordine religioso, o che
+fossero eremite, o pellegrine, o donne di qualche popolo nomade di
+passaggio per l'Olanda. Portano uno spropositato cappello di paglia
+foderato d'indiana a fiori, una mantellina da frate di rascia color
+cioccolatte, foderata di una stoffa rossa; una sottana pure di rascia,
+corta, gonfia che par che abbiano la crinolina; le calze nere e gli
+zoccoli bianchi. La mattina si vedono andare al mercato con una cesta
+piena di pesci sulla testa, o con un carretto, tirato da due grossi
+cani. Sono per lo più scompagnate, o a due a due, senz'uomini. Camminano
+in una maniera particolare, a passi lunghi, con un certo accasciamento,
+come chi è abituato a camminare sulla sabbia; e hanno nel viso e nel
+contegno qualcosa di triste, che concorda coll'austerità cenobitica del
+loro vestire.
+
+Un olandese a cui domandai chi fossero, mi disse per tutta risposta:
+"Vada a Scheveningen."
+
+Scheveningen è un villaggio, distante due miglia dall'Aja, e ci si va
+per una strada diritta, fiancheggiata in tutta la sua lunghezza da
+parecchie file di bellissimi olmi, che non vi lasciano penetrare un
+raggio di sole. Di là dagli olmi, dalle due parti della strada, ci son
+palazzine, padiglioni, villette coi tetti frangiati, come chioschi di
+giardino, e facciate di mille forme capricciose colle solite iscrizioni
+che invitano al riposo e al piacere. Quella strada, che è il passeggio
+favorito del popolo dell'Aja la sera della domenica, gli altri giorni è
+quasi sempre solitaria. Non vi s'incontra che qualche donna di
+Scheveningen, qualche carrozza, e le diligenze che vanno e vengono tra
+la città e il villaggio. Andando innanzi, par che si debba riuscire in
+faccia a un palazzo reale, in mezzo a un gran giardino o a un gran
+parco. Quella folta vegetazione, quell'ombra, il silenzio, ricordano il
+bosco dell'Alhambra di Granata. Non si pensa più a Scheveningen e si
+dimentica che s'è in Olanda.
+
+Arrivati in fondo, è un istantaneo cambiamento di scena che fa rimaner
+trasognati: la vegetazione, l'ombra, le immagini di Granata, tutto è
+sparito: si è in mezzo alle dune, nella sabbia, nel deserto; si sente
+soffiar nel viso un vento salino, e si ode un gran rumore sordo e
+diffuso; si sale sopra un'altura, e si vede il Mare del Nord.
+
+Per chi non ha mai veduto che il Mediterraneo, lo spettacolo di quel
+mare e di quella spiaggia, desta un sentimento nuovo e profondo. La
+spiaggia è tutta sabbia chiara e finissima come cenere, sulla quale
+scorre avanti e indietro, come un tappeto continuamente spiegato e
+ripiegato, l'ultimo lembo delle onde del mare. Questa spiaggia sabbiosa
+si stende fino ai piedi delle prime dune, che son monticciuoli di
+sabbia, ripidi, rotti, corrosi, deformati dall'eterno flagello delle
+onde. Tale è tutta la costa olandese dalle foci della Mosa ad Helder.
+Non vi son molluschi, nè stelle di mare, nè conchiglie viventi, nè
+granchi, nè un cespuglio, nè un filo d'erba. Non si vede che acqua e
+sabbia, sterilità e solitudine.
+
+Il mare non è meno tristo della costa, e risponde veramente all'immagine
+che ci formiamo del Mare del Nord, leggendo dei superstiziosi terrori
+degli antichi che se lo raffiguravano agitato da venti eterni, e
+popolato da mostri giganteschi. Vicino alla sponda è giallastro, più in
+là d'un verde pallido, e più lontano d'un azzurro smorto. L'orizzonte è
+per lo più velato dalla nebbia, che spesso discende fin sulla spiaggia,
+e nasconde tutto il mare, come un'immensa cortina, lasciando veder
+soltanto le onde che vengono a morire sulla sabbia, e qualche larva di
+barcone da pescatore poco lontano. Il cielo è quasi sempre grigio,
+percorso da grandi nuvole che gettano sulle acque ombre dense e
+mobilissime; in alcuni punti nero d'un'oscurità quasi notturna, che fa
+balenare alla mente immagini di tempeste e di naufragi orrendi; in altri
+punti rischiarato da sprazzi, da righe serpeggianti di luce vivissima,
+che sembrano fulmini immobili, o albori di qualche astro misterioso.
+L'onda, sempre agitata, corre a mordere la riva con un impeto furioso, e
+manda un rumore prolungato che pare un grido di minaccia e di dolore
+d'una folla infinita. Il mare, il cielo e la terra si guardano con
+aspetto sinistro, come tre nemici implacabili, e sembra, a contemplare
+quello spettacolo, che sia imminente qualche grande sconvolgimento della
+natura.
+
+Il villaggio di Scheveningen è posto sulle dune, che lo difendono dal
+mare, e lo nascondono in modo che, a guardar dalla spiaggia, non si vede
+che il campanile a pan di zucchero della chiesa, ritto come un obelisco
+in mezzo alle sabbie. Il villaggio è diviso in due parti. L'una è
+composta di casette eleganti, di tutte le forme e di tutti i colori
+olandesi, fatte ad uso degli stranieri, con l'_appigionasi_ scritto in
+diverse lingue; l'altra parte, nella quale abita la popolazione
+indigena, è tutta casupole nere, stradette, recessi dove gli stranieri
+non mettono mai piede.
+
+La popolazione di Scheveningen, che conta poche migliaia di anime, è
+quasi tutta composta di pescatori, la maggior parte poverissimi. Il
+villaggio è ancora una delle stazioni principali della pesca
+dell'aringa, di quel pesce celeberrimo cui l'Olanda deve la sua
+ricchezza e la sua potenza; ma i frutti di quest'industria vanno agli
+armatori dei bastimenti da pesca, e gli uomini di Scheveningen, arrolati
+come marinai, guadagnano appena di che vivere. Sulla spiaggia, davanti
+al villaggio, si vedon sempre parecchi di quei battelli larghi, robusti,
+con un albero solo, e una grande vela quadrata, schierati l'uno accanto
+all'altro sulla sabbia, come le galere dei greci sulla riva di Troia,
+per essere al sicuro dai colpi di vento. La flottiglia per la pesca
+dell'aringa parte i primi mesi di giugno, accompagnata da una corvetta a
+vapore, e si dirige verso la costa della Scozia. Le prime aringhe
+pescate, sono subito mandate in Olanda, e portate in un carro
+imbandierato al Re, che contraccambia il regalo con cinquecento fiorini.
+Quei battelli fanno pure la pesca d'altri pesci, che sono in parte
+venduti all'incanto sulla riva del mare, e in parte lasciati ai
+pescatori di Scheveningen che li mandano per mezzo delle loro donne al
+mercato dell'Aja.
+
+Scheveningen, come tutti gli altri villaggi della costa, Katwijk,
+Wlardingen, Maassluis, è un villaggio decaduto dall'antico stato di
+floridezza in conseguenza del decadimento della pesca dell'aringa,
+cagionato, come tutti sanno, dalla concorrenza dell'Inghilterra e dalle
+guerre disastrose. Ma la miseria, invece d'infiacchire, rinvigorì il
+carattere di quel piccolo popolo, che è fuor di dubbio il più originale
+e il più poetico dell'Olanda. Gli abitanti di Scheveningen formano per
+aspetto, per indole e per costumi quasi una famiglia straniera al
+proprio paese. Sono a due miglia da una grande città e conservano
+l'impronta d'un popolo primitivo, che sia sempre vissuto nella
+solitudine. Quali erano secoli addietro, tali sono oggi. Nessuno
+abbandona il proprio villaggio, nessuno che non ci sia nato, ci penetra;
+non si maritano che fra loro; parlano un linguaggio particolare; son
+tutti vestiti nello stesso modo e degli stessi colori, com'erano i padri
+dei loro padri. Al tempo della pesca, non rimangono nel villaggio che
+le donne e i bimbi: gli uomini vanno tutti al mare. Partendo, portano
+con sè la Bibbia. A bordo non s'ubriacano, non bestemmiano, non ridono.
+Quando il mare in tempesta solleva e precipita da spaventose altezze il
+loro piccolo battello, chiudono tutte le aperture, e aspettano la morte
+con rassegnazione. In quel momento le loro donne, chiuse nelle casette
+flagellate dalla pioggia e dal vento, cantano i salmi. Quei piccoli
+abituri, che furono testimoni di tante ansietà mortali, che sentirono i
+singhiozzi di tante vedove, che videro la santa gioia dei ritorni e gli
+addii sconsolati di tanti sposi, rappresentano colla loro pulizia, colle
+loro tendine bianche, colle vesti e colle camicie marinaresche appese
+alle finestre, la povertà libera e dignitosa dei loro abitanti. Da
+quelle case non escono nè vagabondi, nè donne corrotte; nessun abitante
+di Scheveningen ha mai disertato il mare, e nessuna fanciulla ha mai
+sdegnato la mano d'un pescatore. Uomini e donne hanno nel portamento del
+capo e nell'espressione dello sguardo, un non so che di grave e di
+sdegnoso che impone rispetto. Salutano senza chinar la fronte, guardando
+la gente negli occhi, come per dire:--Non abbiamo bisogno di nessuno.--
+
+Anche in questo piccolo villaggio vi son due scuole, e non si può dire
+il sentimento che si prova vedendo a una cert'ora sparpagliarsi per
+quelle misere stradicciuole uno sciame di bambini biondi con una lavagna
+sotto il braccio e il gessetto in mano.
+
+Scheveningen non è solamente un villaggio famoso per l'originalità dei
+suoi abitanti, che tutti gli stranieri visitano, e tutti i pittori
+dipingono. Vi sono due grandi case di bagni, dove convengono in estate
+Inglesi, Russi, Tedeschi, Danesi; il fiore dell'aristocrazia
+settentrionale; principi e ministri; mezzo l'almanacco di Gotha; e là
+balli, illuminazioni fantastiche e fuochi d'artificio sul mare. Le due
+case son poste sulle dune. A tutte le ore del giorno, certe carrozze
+della forma di baracche ambulanti di ciarlatani, tirate da un cavallo
+robusto, s'avanzano dalla spiaggia nel mare, fanno un giro sopra sè
+stesse, e n'escono signore che si tuffano nelle onde, lasciando errare
+le capigliature d'oro in preda al vento marino. La notte, echeggiano le
+musiche, i bagnanti escono, e la spiaggia si popola di una folla
+festiva, varia, elegante, in mezzo alla quale si odono accenti di tutte
+le lingue e si vedono bellezze di tutti i paesi. A pochi passi da quella
+festa, lo straniero malinconico trova la solitudine oscura delle dune,
+dove la musica gli giunge appena all'orecchio, come un'eco lontana, e le
+case dei pescatori gli mostrano i loro lumicini che fan pensare alla
+famiglia e alla pace.
+
+La prima volta che andai a Scheveningen, feci una passeggiata per quelle
+dune, tanto illustrate dai pittori, le sole alture che intercettino lo
+sguardo sull'immensa pianura olandese, figlie ribelli del mare a cui
+contrastano il passo, e nello stesso tempo prigioniere e guardiane
+dell'Olanda. Vi sono tre ordini di dune che formano un triplice
+baluardo contro il mare; le esterne sono le più aride, quelle di mezzo
+le più alte, e quelle interne le più coltivate. L'altezza media di
+queste montagnole di sabbia non è maggiore di una quindicina di metri; e
+tutte insieme non s'addentrano nelle terre per più di una lega francese.
+Ma non essendoci nè vicino nè lontano alcun'altura maggiore, esse
+offrono all'occhio ingannato l'aspetto d'una vasta regione montagnosa.
+Vi si vedono le vallate, le gole, i precipizi; prospetti che sembrano
+lontanissimi, e sono a un trar di mano; cime di dune vicine, sulle quali
+sembra che un uomo dovrebbe apparire appena come un bambino, e pare
+invece un gigante. A guardar quella regione dall'alto, presenta
+l'immagine d'un mar giallo, tempestoso ed immobile. La tristezza di
+questo deserto è ancora accresciuta da una vegetazione selvaggia, che
+par come la gramaglia di quella natura morta e abbandonata: erbe esili e
+rade, fiori coi petali quasi diafani, ginestre, eriche, rosmarini,
+gallinelle, fra cui si vede tratto tratto fuggire qualche coniglio. Per
+grandissimi spazi non si scorge una casa, nè un albero, nè un'anima
+viva. Passano di tempo in tempo corvi, chiurli, gabbiani; e i loro
+gridi, e lo stormire degli arbusti agitati dal vento, sono il solo
+rumore che rompa il silenzio di quella solitudine. Quando il cielo è
+nero, il colore smorto della terra acquista una chiarezza sinistra,
+simile a quelle luci fantastiche in cui appariscono gli oggetti guardati
+a traverso un vetro colorato. Allora, stando soli in mezzo alle dune,
+si prova un senso quasi di sgomento come chi si trovasse in un paese
+ignoto, sterminatamente lontano da ogni terra abitata; e si cerca con
+ansietà sull'orizzonte nebbioso qualche ombra di campanile che
+riconforti il cuore.
+
+In tutta la mia passeggiata non incontrai che qualche contadino. Cosa
+notevole in un paese settentrionale, i contadini olandesi salutano quasi
+sempre la gente che incontrano per via. Alcuni si tolgono la berretta
+con un gesto curioso, di sbieco, che par fatto per celia. Per il solito
+dicono buon giorno o buona sera senza guardare in viso coloro che
+salutano. Se incontrano due persone dicono: "Buona sera a tutti e due" o
+se son più di due: "Buona sera a tutti insieme." In un sentiero, in
+mezzo alle prime dune, vidi parecchi di quei poveri pescatori che passan
+quasi tutta la giornata nell'acqua fino alla cintola, a raccoglier
+conchiglie, che servon a fare un cemento particolare, o si spargono pei
+sentieri dei giardini in luogo di sabbia. L'operazione che debbon fare
+per togliersi gli enormi stivali di cuoio con cui vanno nel mare,
+richiede a dir poco una mezz'ora di fatica noiosissima, la quale
+fornirebbe a un marinaio italiano il pretesto per tirar giù tutti i
+Santi. Essi invece fanno quel lavoro con una flemma da metter sonno,
+senza lasciarsi sfuggire il menomo atto d'impazienza, e non alzando la
+testa, prima d'aver finito, neanche se sentissero una cannonata.
+
+Stando su quelle dune, vicino a un obelisco di pietra che rammenta il
+ritorno di Guglielmo d'Orange dall'Inghilterra dopo la caduta del
+dominio francese, vidi per la prima volta uno di quei tramonti di sole
+che destano in noi Italiani un sentimento di meraviglia diversa, ma non
+meno viva, di quella che i tramonti di Napoli e di Roma destano negli
+stranieri del nord. Il sole, per l'effetto rifrangente dei vapori di cui
+è sempre piena l'aria in Olanda, appariva d'una grandezza meravigliosa e
+diffondeva tra le nuvole e sul mare uno splendore velato e tremulo come
+il riflesso d'un immenso incendio. Pareva un altro sole, apparso
+inaspettatamente sull'orizzonte, che dovesse tramontare per non
+mostrarsi mai più a questa terra. Un fanciullo avrebbe creduto vero
+quello che disse un poeta:--In Olanda il sole muore;--e l'uomo più
+freddo si sarebbe lasciato fuggir dalle labbra un addio.
+
+ * * * * *
+
+Poichè ho parlato d'una passeggiata a Scheveningen, ricorderò altre due
+belle escursioni che feci dall'Aja l'inverno passato.
+
+La prima fu al villaggio di Naaldwijk, e da questo villaggio alla riva
+del mare, dove si sta aprendo il nuovo canale di Rotterdam. A Naaldwijk,
+grazie alla cortesia d'un ispettore scolastico ch'io accompagnava,
+soddisfeci il mio vivissimo desiderio di vedere una scuola elementare; e
+dico fin d'ora che la mia favorevole aspettazione fu di gran lunga
+superata. La casa, fabbricata apposta ad uso di scuola, è isolata, e
+non ha che il piano terreno. Entrammo prima in un piccolo vestibolo,
+dov'era un monte di zoccoli, che l'ispettore mi disse appartenere agli
+scolari, i quali sogliono deporli entrando nella scuola e riprenderli
+uscendo. Nella scuola, i ragazzi stanno colle calze sole, e non patiscon
+punto freddo, perchè hanno calze spessissime; ma soprattutto perchè le
+stanze sono riscaldate come gabinetti di ministri. Entrammo, gli scolari
+s'alzarono e il maestro venne incontro all'ispettore. Anche quel povero
+maestro di villaggio parlava francese, e così si potè fare un po' di
+conversazione. V'era nella sala una quarantina di scolari, metà maschi e
+metà femmine, queste da una parte, quelli dall'altra; tutti biondi,
+grassotti, faccioni pieni di bonomia, con una cert'aria precoce di babbi
+e di mamme, che avrebbe fatto sorridere un impiegato del Censimento.
+L'edifizio è diviso in cinque sale, separate l'una dall'altra da una
+grande vetrata che chiude tutto il vano come una parete; in modo che,
+quando manca il maestro in una classe, quello della classe vicina può
+sorvegliare gli scolari del suo collega, senza moversi dal proprio
+posto. Tutte le sale sono spaziose e hanno finestroni alti dal pavimento
+fin quasi al soffitto, così che c'è chiaro come nel mezzo della strada.
+I banchi, le pareti, il pavimento, i vetri, le stufe, ogni cosa era
+nitida come in una sala da ballo. Ricordandomi di certe sentine
+pestifere delle scuole ch'io frequentai da ragazzo, volli vedere i
+luoghi segreti, e li trovai quali si trovano in pochi dei primi
+alberghi. Vidi poi nelle pareti molti di quelli oggetti che mi ricordo
+d'aver tanto desiderato quando sedevo su quei banchi: come quadretti con
+paesaggi e figure, ai quali il maestro riferisce racconti e
+insegnamenti, perchè si stampino meglio nella memoria; immagini
+d'oggetti e d'animali; carte geografiche fatte appositamente con grandi
+nomi e colori vivi; sentenze, regole grammaticali, precetti stampati in
+caratteri di scatola. Una sola cosa mi parve che lasciasse a desiderare:
+la pulizia delle persone.
+
+Non voglio qui ripetere quello che molti scrissero, ed anche qualche
+olandese afferma, che in Olanda si trascuri generalmente la pulizia
+della pelle, che le donne non faccian bagni e che le gambe delle tavole
+sian più nette che le gambe dei cittadini. Ma è certo che la pulizia
+delle cose vi si cura infinitamente più della pulizia delle persone, e
+che la mediocrità di questa piglia risalto dall'eccellenza di quella. In
+una scuola italiana, forse quei ragazzi mi sarebbero parsi puliti; ma
+confrontandoli colla nitidezza meravigliosa degli oggetti che li
+circondavano, e pensando ch'eran figliuoli di quelle stesse donne che
+impiegan mezza la giornata a lavar usci ed imposte, mi parvero, ed erano
+infatti un po' sudici. In certe scuole della Svizzera ci sono dei
+lavatoi, dove i ragazzi sono obbligati a lavarsi entrando ed uscendo. Mi
+sarebbe piaciuto, perchè non mi rimanesse nulla a desiderare, veder quei
+lavatoi anche nelle scuole d'Olanda.
+
+Ho detto «quel povero maestro» per modo di dire, perchè seppi poi che
+ha uno stipendio di più di duemila e duecento lire e un quartierino in
+una bella casa del villaggio. In Olanda i maestri delle scuole
+elementari, i capi, poichè vi son pure gli aiutanti, non han nessuno uno
+stipendio minore di ottocento lire, che è il _minimum_, stabilito dalla
+legge, che possan dare i Comuni. Nessun Comune però si attiene a questa
+somma, e vi son maestri, che hanno lo stipendio d'uno dei nostri
+professori d'università. È vero che in Olanda la vita è assai più cara
+che in Italia; ma è anche vero che quegli stipendi, che a noi paiono
+pingui, là si riconoscono scarsi, e si tratta d'accrescerli. E
+bisognerebbe anco mettere in bilancia che i maestri olandesi, stante la
+diversità del carattere nazionale, hanno da fare assai minor spesa di
+polmoni, di pazienza e di buon umore che i maestri italiani; il che non
+è da disprezzarsi, se è vero che la salute conta per qualche cosa.
+
+Da Naaldvijk ci dirigemmo verso il mare. Strada facendo, il mio cortese
+compagno mi spiegò chiaramente a che punto è in Olanda la quistione
+dell'insegnamento. Nei paesi latini la gente interrogata da uno
+straniero, gli risponde collo scopo di far veder che sa e che parla
+bene; in Olanda, badano piuttosto a farvi capir la cosa; e se non la
+capite alla prima, ricomincian da capo e ve la pestan nella testa fin
+che ci sia entrata intera e netta come ce l'hanno loro.
+
+La quistione dell'insegnamento, in Olanda, è, come quasi tutte le
+altre, una quistione religiosa, la quale, alla sua volta, è la più
+grave, anzi l'unica grande quistione che agiti il paese.
+
+Dei tre milioni e mezzo d'abitanti che conta l'Olanda, un terzo, com'è
+noto, son cattolici; centomila, circa, israeliti; gli altri protestanti.
+I cattolici, che abitano in grandissima parte le provincie meridionali,
+Limburgo e Brabante, non sono, come in altri paesi, divisi
+politicamente; ma costituiscono una sola legione clericale, papista,
+ultramontana,--la più fedele legione di Roma, come dicono gli stessi
+Olandesi;--in mezzo alla quale si vende la paglia su cui dorme il
+Pontefice, e si fulmina l'Italia dal pergamo e coi giornali. Questo
+partito cattolico, che non avrebbe gran forza per sè stesso, ne acquista
+moltissima dall'essere i protestanti divisi in un gran numero di sètte
+religiose: calvinisti ortodossi; protestanti che credono nella
+rivelazione, ma rigettano certi dogmi della Chiesa; altri che negano la
+divinità di Cristo, senza però separarsi dalla chiesa protestante; altri
+credenti in Dio, ma separati da ogni Chiesa; altri, e fra questi molti
+uomini di alto ingegno, che fanno professione aperta di ateismo. In
+questo stato di cose, il partito cattolico ha naturali alleati i
+Calvinisti, i quali, come credenti fervidissimi, e conservatori
+inflessibili della religione dei loro padri, sono assai meno
+profondamente divisi dai cattolici che da una buona parte dei loro
+correligionari, e formano, in certo modo, il partito clericale del
+protestantesimo. Ora negli Stati Generali vi sono da un lato cattolici
+e calvinisti, dall'altro un partito liberale, e fra questi e quelli una
+schiera ondeggiante che non consente una superiorità assoluta ad alcuna
+delle due parti. Il campo principale di battaglia fra i partiti estremi
+è la quistione dell'insegnamento primario, e questa si riduce, da parte
+dei cattolici e dei calvinisti, nel volere che alle attuali scuole, così
+dette miste, nelle quali non è dato alcun particolare insegnamento
+religioso perchè vi possano concorrere insieme cattolici e protestanti
+d'ogni dottrina; nel volere, dico, che a queste scuole, siano sostituite
+altre, mantenute pure dai Comuni sotto la direzione dello Stato, nelle
+quali si dia un insegnamento dogmatico. È facile comprendere la gravità
+delle conseguenze che porterebbe una tale scissura nell'educazione
+popolare, i germi di discordie e d'ire religiose, il perturbamento che
+nascerebbe, col tempo, dallo stringere la gioventù in gruppi di diversa
+fede. Sinora il principio della scuola mista prevalse, ma le vittorie
+dei liberali furono difficili; i cattolici e i calvinisti strapparono
+successivamente delle concessioni, e si preparano a strapparne delle
+nuove; il partito cattolico, in una parola, più potente ancora che il
+partito calvinista, uno, saldo, risoluto, acquista di giorno in giorno
+terreno; e non è inverosimile che riesca a conseguire una vittoria,
+benchè passeggiera, la quale provochi nel paese una reazione violenta. A
+tale son dunque le cose in quell'Olanda che lottò ottant'anni contro il
+dispotismo cattolico, e che ora ha gravi ragioni di temere in un tempo
+forse non lontano una guerra religiosa!
+
+Malgrado questo stato di cose, che impedì finora l'istituzione,
+sollecitata dai liberali, dell'istruzione obbligatoria, e che allontana
+dalle scuole un gran numero di ragazzi cattolici, l'istruzione popolare,
+in Olanda, si trova in condizioni che qualunque stato europeo può
+invidiare. Proporzione fatta, vi son meno analfabeti che in Prussia. Di
+tutta Europa, come disse con giusto orgoglio uno scrittore olandese in
+altri giudizi severo verso la sua patria, è il paese dove le cognizioni
+indispensabili ad un uomo civile sono più universalmente diffuse. Mi
+fece una gran specie, una volta che domandai a un Olandese se nella
+classe delle donne di servizio ce n'era qualcuna che non sapesse
+leggere, sentirmi rispondere:--Eh sì; mi ricordo che vent'anni fa mia
+madre n'aveva una analfabeta; e se ne parlava come di una cosa
+strana.--Ed è un gran piacere per uno straniero che non sappia la
+lingua, in una città di Olanda, far leggere un nome sulla _Guida_ al
+primo monello che gli capita tra i piedi, ed esser sicuro che intende e
+che s'ingegna d'insegnar la strada coi gesti.
+
+Discorrendo di cattolici e di calvinisti arrivammo alle dune, e benchè
+fossimo a un trarre di mano dalla spiaggia, non vedevamo ancora il mare.
+"Strano paese l'Olanda," dissi al mio amico; "in cui tutte le cose
+giuocano a rimpiattino! Le facciate nascondono i tetti, gli alberi
+nascondono le case, le città nascondono i bastimenti, gli argini
+nascondono i canali, la nebbia nasconde i campi, le dune nascondono il
+mare."--"E un giorno o l'altro," mi rispose l'amico, "il mare nasconderà
+tutto, e sarà finito il giuoco."
+
+Passammo le dune e ci avanzammo nella spiaggia dove si fanno i lavori
+preparatorii per aprire il canale di Rotterdam.
+
+ * * * * *
+
+Due dighe, una lunga più di mille duecento metri, l'altra più di
+duemila, e distanti un chilometro tra loro, si avanzano nel mare, in
+direzione perpendicolare alla spiaggia. Queste due dighe, costruite per
+proteggere l'entrata dei bastimenti nel canale, sono formate da parecchi
+ordini di palafitte enormi, di blocchi smisurati di granito, di fascine,
+di sassi, di terra, e hanno la larghezza di dieci uomini schierati di
+fronte. Il mare, che le flagella di continuo, e le copre in gran parte
+durante l'alta marea, ha vestito interamente pietre, travi e fascine
+d'uno strato fittissimo di conchiglie nere come l'ebano, che da lontano
+paiono un immenso tappeto di velluto, e danno a quei due giganteschi
+baluardi un aspetto severo e magnifico, come d'un paramento guerresco
+spiegato dall'Olanda per celebrare la sua vittoria sull'oceano. In quel
+momento, montava la marea, e ferveva la battaglia intorno all'estremità
+lontana delle dighe. Non si può dire la rabbia con cui le onde livide si
+vendicavano dello scherno di quelle due smisurate corna di granito che
+l'Olanda appunta nel seno del suo superbo nemico. Le palafitte e i
+massi erano sferzati, morsi, schiaffeggiati da ogni parte, sorvolati da
+ondate sdegnose, sputacchiati da una pioggia vaporosa che li nascondeva
+come un nuvolo di polvere; ravvolti da ringorghi contorti come serpenti
+furiosi; percossi, anche i lontani dalla lotta, da spruzzi inaspettati e
+lunghissimi, come avanguardie impazienti di quell'esercito infinito; e
+intanto l'acqua saliva e si avanzava costringendo gli operai più lontani
+a indietreggiare a mano a mano.
+
+Sulla diga più lunga, non molto lontano dalla spiaggia, si stava
+piantando delle palafitte. Alcuni operai sollevavano a gran fatica, per
+mezzo d'un apparecchio a carrucole, dei blocchi di granito; e altri, a
+dieci, a quindici insieme, rimovevano vecchie travi per far posto alle
+nuove. Era bello a vedersi il contrasto tra la furia delle onde che
+flagellavano i fianchi della diga, e la calma impassibile di quegli
+uomini che pareva quasi un'espressione di disprezzo per il mare. Mi
+passò per la mente che dicessero in cuor loro, come il marinaio
+dell'orca dei _Comprachicos_ nel romanzo di Vittor Hugo: "Muggi,
+vecchio!" Un vento, che agghiacciava le carni, faceva ondeggiare sul
+viso di quei bravi olandesi i loro lunghi riccioli biondi, e gettava
+tratto tratto ai loro piedi e sui loro vestiti degli spruzzi di schiuma:
+sciocche provocazioni, alle quali non rispondevano neanche collo
+sguardo.
+
+Vidi piantare nel mezzo della diga una palafitta, un grossissimo tronco
+d'albero acuminato all'una delle estremità, e rizzato in mezzo a due
+travi parallele, fra le quali una macchina a vapore faceva scorrere un
+enorme martello di ferro. La palafitta doveva farsi strada a traverso
+parecchi strati fortissimi di fascine e di sassi; eppure, ad ogni colpo
+di quel formidabile martello si profondava spezzando, lacerando,
+stritolando, per più d'un palmo dentro la diga, come sarebbe penetrata
+nella terra. Ciò nondimeno, tra l'apparecchiare e il piantare,
+l'operazione durò, per quella sola palafitta, quasi un'ora. Io pensai
+alle migliaia ch'erano state confitte, alle migliaia che si dovevan
+configgere, alle interminabili dighe che difendono l'Olanda, a quelle
+infinite che furon rovesciate e ricostruite, e abbracciando col
+pensiero, per la prima volta, la grandezza favolosa di quel lavoro,
+provai un senso di spavento che mi fece rimanere lungo tempo immobile e
+senza parola.
+
+Intanto le acque salivan già fin quasi all'altezza della diga, facendo
+un rumore come di soffi, di aneliti, di voci stanche, che pareva
+mormorassero segreti di mari lontani e di lidi sconosciuti; il vento
+soffiava più freddo; l'aria cominciava a oscurarsi; e io provavo un
+desiderio inquieto di ritirarmi da quegli spalti avanzati nell'interno
+della fortezza. Tirai per la falda il mio compagno che da un'ora stava
+ritto sur un macigno, e tornammo sulla spiaggia. Entrammo a bere un
+bicchiere di _schiedam_ in una di quelle botteghe che si chiamano in
+olandese: _Vieni e domanda_, dove si vendon vini, salumi, sigari,
+scarpe, burro, panni, biscotti, un po' d'ogni cosa; e poi ripigliammo
+la via di Gravenhagen.
+
+ * * * * *
+
+L'altra passeggiata fu la più avventurosa ch'io abbia fatta in Olanda.
+Un mio carissimo amico dell'Aja m'invitò ad andare a desinar con lui in
+casa d'un suo parente, il quale gli aveva manifestato il cortese
+desiderio di conoscermi. Domandai all'amico dove il suo parente stava di
+casa; mi rispose: "Lontano dall'Aja." Domandai da che parte, non me lo
+volle dire; mi disse di trovarmi la mattina seguente alla stazione della
+strada ferrata, e mi lasciò. La mattina, ci troviamo alla stazione;
+l'amico prende i biglietti per Leida; arriviamo a Leida, scendiamo, e
+invece d'entrare in città, pigliamo una strada a traverso la campagna.
+Allora pregai il mio compagno di svelarmi il segreto; mi rispose che non
+lo poteva svelare. Sapevo che quando un olandese non vuol dire una cosa,
+non c'è potenza in terra che gliela faccia dire; mi rassegnai. Era
+febbraio, tempo chiuso, punta neve; ma tirava un vento impetuoso e
+freddo che dopo cinque minuti di strada ci ridusse il viso pavonazzo.
+Era di domenica, la campagna deserta. Si va, si va, si vedon mulini a
+vento, canali, praterie, casette mezzo nascoste tra gli alberi, con
+altissimi tetti di stoppia tappezzata di musco. S'arriva a un villaggio;
+i villaggi olandesi son chiusi da una barriera; s'infila la porticina
+della barriera, si entra, non c'è nessuno, le porte son chiuse, le
+finestre hanno le tendine calate, non si sente una voce, non un passo,
+non un respiro. Si attraversa il villaggio, si passa davanti a una
+chiesa tutta coperta d'edera come una capanna di giardino, nella quale,
+guardando per uno spiraglio della porta, si vede un ministro
+protestante, in cravatta bianca, che predica, e dei contadini coi visi
+rigati d'oro, di verde o di porpora dalla luce delle vetrate colorite.
+Si va oltre per una bella strada di mattoni, si vedono antenne per i
+nidi delle cicogne, palafitte piantate dai contadini perchè le vacche ci
+si strofinino, paracarri tinti di color celeste, casette colle tegole di
+vario colore che forman delle lettere e delle parole, bacini con
+barchette, ponticelli, chioschi d'uso ignoto, chiesuole con un gran
+gallo dorato sulla punta del campanile; e non un'anima viva, nè vicino
+nè lontano. Andiamo innanzi, innanzi; il cielo si rischiara un po', poi
+si riabbuia; la luce del sole illumina un canale qui, fa scintillare il
+tetto d'una casa là, indora un campanile lontano, fugge, ritorna,
+promette, dice, disdice, fa mille civetterie; e sull'orizzonte si vedono
+delle striscie oblique di pioggia. Cominciamo a incontrare qualche
+contadina col cerchio d'oro intorno al capo, il velo sul cerchio, il
+cappello sul velo, un mazzo di fiori sul cappello, e grandi nastri
+svolazzanti; qualche carrozza di campagnuoli, dell'antica forma Luigi
+XV, colla cassa dorata, adorna di sculture e di specchietti; contadini
+con gran vestito nero e gran zoccoli bianchi; ragazzi con calze di tutti
+i colori dell'iride. Arriviamo a un altro villaggio pulito, lustro,
+colorito, colle sue strade ammattonate, e le sue finestre ornate di
+tendine e di fiori, saliamo in una carrozza e via. Appena usciti, ci
+coglie una pioggia minuta e diacciata che ci penetra fino alle ossa.
+Imbacuccati nelle coperte, intirizziti, fradici, arriviamo sulla sponda
+d'un grande canale, un uomo esce da un casotto, fa salire la carrozza
+sopra una zattera e ci porta sani e salvi all'altra sponda. La carrozza
+scende per una larga strada, ci troviamo nel fondo dell'antico mare
+d'Haarlem, il cavallo corre dove una volta guizzavano i pesci, il
+cocchiere fuma dove spiravano i naufraghi delle battaglie navali;
+vediamo di sfuggita canali, villaggi, campi coltivati, un nuovo mondo di
+cui trent'anni fa non c'era traccia. Dopo un miglio di strada, cessa la
+pioggia, e comincia a nevicare con una furia non mai veduta; una vera
+tempesta di neve fitta e dura, che il vento impetuoso ci getta quasi
+orizzontalmente nel viso. Spieghiamo la tela incerata, apriamo gli
+ombrelli, ci tappiamo, ci raggomitoliamo; ma il vento butta all'aria
+tutte le nostre difese e la neve irrompe, c'imbianca e ci agghiaccia dai
+piedi alla testa. Dopo un lungo giro usciamo dal lago, la neve cessa,
+arriviamo a un altro villaggio fatto di case da presepio, lasciamo la
+carrozza, ripigliamo la strada a piedi. Si va, si va, si vedon ponti,
+mulini, casette chiuse, strade solitarie, praterie immense, e nessuno.
+Si passa sur un braccio del Reno, si arriva a un altro villaggio tutto
+sbarrato e silenzioso, si va innanzi non vedendo che qualche viso che ci
+guarda di dietro i vetri dei finestrini, si esce dal villaggio e ci si
+trova in faccia alle dune. Il cielo comincia a oscurarsi ed io comincio
+ad inquietarmi. Domando all'amico dove si va e l'amico mi
+risponde:--Alla ventura.--C'inoltriamo in mezzo alle dune, per
+stradicciuole sabbiose e serpeggianti; non si vede più indizio
+d'abitazione da nessuna parte; si sale, si scende; il vento ci getta la
+sabbia nel viso, i piedi s'affondano; il paese si fa sempre più arido,
+accidentato, sinistro. "Ma chi è questo vostro parente," dico al mio
+compagno, "dove vive, che cosa fa? Qui c'è sotto qualche diavoleria; non
+può essere un uomo come un altro; ditemi dove mi conducete." L'amico non
+risponde, s'arresta e guarda davanti a sè; guardo io pure e vedo lontano
+un qualche cosa che somiglia a una casa, sola nel mezzo del deserto,
+quasi nascosta da un rialto del terreno. Affrettiamo il passo, la casa
+sparisce e riapparisce come un'ombra. Vi si vedono intorno delle antenne
+che presentan la forma di patiboli, e il mio amico mi vuol far credere
+che sono le antenne dei nidi delle cicogne. Arriviamo a un centinaio di
+passi: vediamo lungo un muro un condotto di legno che par bagnato di
+sangue; il mio amico mi dà ad intendere che è colorito di rosso. La casa
+è piccola, circondata da uno stecconato; le porte e le finestre son
+chiuse. "Non entriamo," dico io; "siamo ancora in tempo, in quella casa
+c'è qualche stregoneria, badate a quello che fate, guardate in su: io
+non ho mai visto un cielo così nero." L'amico non mi dà retta, s'avanza
+coraggiosamente, io lo seguo. Invece di andar verso la porta, piglia
+una scorciatoia; ci scoppia alle spalle un feroce latrar di cani, ci
+mettiamo a correre, attraversiamo una foresta di cespugli, saltiamo un
+muricciuolo, picchiamo a una porticina. "Siamo ancora in tempo!"
+esclamo. "È tardi!" mi risponde l'amico. La porta s'apre, non c'è
+nessuno; saliamo per una scaletta a chiocciola, entriamo in una
+stanzina.... Oh dolce meraviglia! Il solitario, lo stregone, era un
+giovanotto allegro e gentile; e la casa diabolica era una villetta piena
+di comodi, calda, luccicante, sibaritica, una vera palazzina fatata,
+nella quale il nostro ospite si raccoglieva alcuni mesi dell'anno a fare
+studi ed esperienze per infertilire le dune. Che gusto era veder quel
+freddo deserto a traverso una finestrina colle tende frangiate e coi
+vasi di fiori! Entrammo nel salotto da pranzo e sedemmo intorno a una
+tavola scintillante di argenteria e di cristalli, sulla quale, in mezzo
+a una corona di bottiglie blasonate e dorate, fumava un desinare da
+principi. La neve batteva contro i vetri delle finestre, s'udiva il
+lamento del mare, e il vento infuriava intorno alla casa, che pareva
+d'essere in un bastimento nel forte della burrasca. Si propinò
+all'infertilimento delle dune, ai vincitori di Atchin, alla prosperità
+delle colonie, alla memoria di Nino Bixio, alle fate.... Eppure un po'
+d'inquietudine mi rimaneva ancora. Il nostro ospite, per chiamare il
+cameriere, toccava un ordigno nascosto; per avvertire il cocchiere che
+preparasse la carrozza, diceva non so che parole in un buco della
+parete; e questi armeggíi non mi piacevano. "Mi rassicuri" gli dicevo;
+"mi dica che questa casa esiste davvero; mi prometta di non far lo
+scherzo di farla sparire, non lasciando più che un buco nella terra e un
+puzzo di zolfo nell'aria! Mi giuri che dice le sue orazioni tutte le
+sere!" Non posso ridire le risa, l'allegrezza, i discorsi stravaganti
+che si succedettero fino a notte avanzata accompagnati dal tintinnío dei
+bicchieri e dal fragore della tempesta. Infine giunse il momento di
+partire, scendemmo, e ci cacciammo in un carrozzone che si slanciò a
+traverso il deserto. La terra era tutta coperta di neve, le dune
+disegnavano i loro contorni bianchi sul cielo tenebroso, la carrozza
+scorreva senza far rumore in mezzo a mille forme strane e indistinte,
+che si succedevano rapidamente al chiarore della lanterna, e pareva che
+si trasformassero l'una nell'altra; e in quell'ampia solitudine regnava
+un silenzio morto, che impediva la parola. Dopo molto andare, si
+cominciò a vedere qualche casa; s'arrivò a un villaggio;
+s'attraversarono due o tre strade deserte, fiancheggiate da casette
+coperte di neve, con qualche rara finestra illuminata, che lasciava
+vedere delle ombre umane; e finalmente s'arrivò a una stazione della
+strada ferrata, di dove arrivammo in pochi minuti all'Aja,
+coll'illusione di aver fatto un lunghissimo viaggio a traverso un paese
+favoloso. L'ho da dire? Se mi chiedessero di giurare che quella casa in
+mezzo alle dune, ora che scrivo, c'è ancora, domanderei dieci minuti
+per pensarci. È vero che il padrone ebbe la gentilezza di venirmi a
+salutare alla stazione, il giorno che partii dall'Aja, e che guardandolo
+bene alla luce del giorno, non gli vidi nulla di strano; ma chi non
+conosce gli scambietti, le simulazioni, le mille arti di quei.... Nel
+nome del padre, del figliuolo e dello spirito santo.
+
+ * * * * *
+
+Vidi finalmente l'inverno olandese, non come l'avevo sperato partendo
+dall'Italia, perchè fu mitissimo; ma pure tale da presentarmi l'Olanda
+nell'aspetto in cui sogliamo raffigurarcela noi del mezzogiorno
+d'Europa.
+
+La mattina per tempo, la prima cosa che dà nell'occhio nelle strade
+bianche e silenziose, son le innumerevoli impronte di zoccoli lasciate
+nella neve dai ragazzi che vanno a scuola, impronte che paiono di zampe
+d'elefante, tanto gli zoccoli son grandi; e che per lo più si succedono
+in linea diritta, ciò che dimostra che gli scolari vanno a scuola per la
+via più corta, senza fare il chiasso, da olandesini sodi e zelanti. Si
+vedon file di bimbi imbacuccati in grosse ciarpe, col capo mezzo
+nascosto nelle spalle, tutti in un gomitolo, a braccetto a due a due, o
+a tre a tre, o uniti in gruppi serrati come un mazzo di asparagi, nei
+quali non si vedono che punte di nasi ed estremità di libri. Spariti che
+sono i ragazzi, le strade rimangono deserte per qualche tempo, perchè
+gli Olandesi, sopratutto d'inverno, non hanno l'abitudine di levarsi
+molto presto. Si può camminare per un pezzo senza incontrare nessuno, e
+senza sentire il più leggero rumore. La neve, in mezzo a quelle case di
+color rosso, pare d'una bianchezza più viva; e le case, con tutti i
+rilievi segnati di una linea bianca purissima, colle teste di legno
+delle botteghe che sembrano imparruccate di bambagia, colle catene dei
+paracarri, che somiglian festoni d'ermellino, presentano un aspetto dei
+più strani. Nei giorni di gelo, quando splende il sole, le facciate
+luccicano di pagliuole d'argento; i ghiacci ammucchiati sulle sponde dei
+canali brillano dei colori dell'iride; e gli alberi scintillano
+d'infinite piccole perle, come le piante dei giardini fatati delle
+_mille e una notte_. Allora è bello passeggiare nel bosco dell'Aja,
+verso il tramonto, sulla neve indurita che scricchiola sotto i piedi
+come polvere di marmo, in mezzo ai grandi faggi sfrondati e bianchi, che
+presentano l'immagine d'una cristallizzazione gigantesca, e gettano sui
+viali lumeggiati di color di rosa dal sole cadente, delle ombre azzurre
+e violette, picchiettate di miriadi di puntini risplendenti come
+diamanti. Ma nulla vale lo spettacolo della campagna olandese vista la
+mattina, dopo una grande nevata, dall'alto d'un campanile. Sotto un
+cielo grigio e basso, si vede quell'immensa pianura bianca, dove non
+appare più traccia nè di strade, nè di sentieri, nè di case, nè di
+canali; ma solo prominenze e depressioni, che lasciano indovinare
+vagamente, come i rilievi e le pieghe d'un lenzuolo, le forme delle case
+nascoste; e quella infinita bianchezza non è macchiata che da nuvoli di
+fumo che escono qua e là quasi timidamente dalle case lontane, come per
+annunciare a chi guarda che sotto quel deserto di neve palpita ancora la
+vita umana.
+
+Ma non si può parlare dell'inverno in Olanda, senza dire di ciò che
+costituisce l'originalità e l'attrattiva principale della vita invernale
+di quel paese: ossia il patinamento, orrenda parola, alla quale
+sostituirei volentieri quella di sdrucciolamento, per non farmi dar
+sulle dita dai lettori puristi, se non temessi di far ridere tutti gli
+altri; il che mi pare un danno maggiore.
+
+Il patinamento, in Olanda, non è soltanto un esercizio dilettevole, ma
+un mezzo ordinario di trasporto. Tutti sanno, per citare un esempio
+illustre, come se ne siano giovati gli Olandesi nella memorabile difesa
+della città d'Haarlem. Nei tempi di forte gelo, i canali si cangiano in
+strade, e gli zoccoli ferrati fanno l'uffizio di barca. Scivolando, il
+contadino va al mercato, l'operaio al lavoro, il piccolo negoziante agli
+affari; intere famiglie vanno dalla campagna alla città coi loro sacchi
+e le loro ceste sulle spalle o sulle slitte. L'esercizio di scivolare
+sul ghiaccio è per loro altrettanto abituale e facile che quello del
+camminare; e scivolano con una rapidità che appena si segue cogli occhi.
+Negli anni passati si facevano spesso delle scommesse fra i più abili
+patinatori olandesi a chi, scivolando sui canali che fiancheggiano la
+strada ferrata, andasse alla pari col treno; e la maggior parte delle
+volte i patinatori, non solo non gli rimanevano indietro, ma per un
+certo tratto lo precedevano. V'è gente che va scivolando dall'Aja ad
+Amsterdam e ritorna all'Aja nella stessa giornata; studenti d'università
+che parton la mattina da Utrecht, vanno a desinare ad Amsterdam e
+ritornano a casa prima di sera; fu fatta e vinta più volte la scommessa
+di andare da Amsterdam a Leida in poco più d'un'ora. E non è solamente
+ammirabile la rapidità, che a detta di coloro i quali hanno provato ad
+attaccarsi al bastone di qualche patinatore famoso, è tale da dar le
+vertigini; è ammirabile pure la sicurezza colla quale si percorrono
+quelle grandi distanze. V'hanno dei contadini che fan quelle corse da
+una città all'altra di notte. Vi son dei giovani che vanno da Rotterdam
+a Gouda; a Gouda comprano una lunghissima pipa di gesso; e poi tornano a
+Rotterdam colla pipa intatta fra le mani. Qualche volta, passeggiando
+lungo un canale, si vede passare come una saetta una figura umana che
+sparisce appena vista; ed è una contadinella che porta il latte a una
+casa di città.
+
+Vi son poi le slitte d'ogni grandezza e d'ogni forma; quelle spinte di
+dietro da un patinatore, quelle tirate dai cavalli, quelle messe in moto
+per mezzo di due bastoni ferrati dalla stessa persona che ci sta seduta;
+carri e carrozze, private delle ruote, e poste su due assicelle, colle
+quali scivolano colla rapidità delle altre slitte. In occasioni di
+feste, si son persino veduti correre sulla neve per le strade dell'Aja
+i bastimenti di Scheveningen. Altre volte si facevan correre sul
+ghiaccio dei grandi fiumi bastimenti a vela spiegata, i quali andavano
+con una velocità così grande, che i visi della gente a bordo eran
+ridotti dalla sferza del vento in uno stato da far raccapriccio; ed eran
+pochi i temerarii che ardissero di mettersi a quella prova.
+
+Le più belle feste, in Olanda, si fanno sul ghiaccio. A Rotterdam,
+quando la Mosa è gelata, diventa un luogo di convegno e di piaceri. La
+si spazza dalla neve in modo che riman netta come un pavimento di
+cristallo; vi si rizzan caffè, trattorie, padiglioni, baracche da
+spettacoli; la notte s'illumina; il giorno v'è un formicaio di
+patinatori d'ogni età, d'ogni sesso e d'ogni ceto. In altre città, e
+soprattutto nella Frisia, che è la terra classica dell'arte, vi sono
+società di patinatori e di patinatrici, che istituiscono gare pubbliche
+e premi. Si piantano antenne e bandiere lungo i canali, si rizzano
+steccati e tribune; accorre una moltitudine immensa di popolo dai
+villaggi e dalle campagne; assiste il fiore della cittadinanza; le bande
+suonano; i patinatori si presentano vestiti d'un costume particolare, le
+donne in calzoni; si fanno le corse di uomini soli, poi di donne fra
+loro, poi di uomini e di donne accoppiati; e i nomi dei vincitori e
+delle vincitrici sono iscritti nei fasti dell'arte e rimangon famosi per
+molti anni.
+
+In Olanda vi sono due scuole di patinamento affatto diverse: la scuola
+olandese propriamente detta e la scuola frisona, ciascuna delle quali
+si serve d'una forma particolare di zoccoli. La scuola frisona, che è
+la più antica, non mira che alla celerità; la scuola olandese non cerca
+che la grazia. I frisoni vanno rigidi, stecchiti e per diritto,
+coll'occhio alla mèta, pigliando la spinta in avanti; gli Olandesi vanno
+a zig-zag, slanciandosi da sinistra a destra e da destra a sinistra con
+un movimento ondulatorio dei fianchi. Il frisone è la freccia,
+l'olandese è il razzo matto. Alle donne convien meglio la scuola
+olandese. Le signore di Rotterdam, d'Amsterdam e dell'Aja sono infatti
+le più seducenti patinatrici delle provincie unite. Cominciano da
+bambine, continuano da ragazze e da spose; raggiungono nello stesso
+tempo il colmo della bellezza e l'apogeo dell'arte, e fanno coi loro
+zoccolini ferrati schizzar dal ghiaccio le scintille amorose che vanno a
+suscitare gl'incendi. Non è che sul ghiaccio che la donna olandese
+accenni a cadere, e riesce per questo in special modo attraente. V'hanno
+delle signore, che giungono a un grado di maestria meravigliosa. Chi le
+ha viste, dice che non è possibile immaginare la grazia degli
+ondeggiamenti, degli inchini, dei guizzi, delle mille graziette
+mollissime e vezzosissime che spiegano in quei loro giri e fughe e
+ritorni di rondini e di farfalle, e come si animi e si trasfiguri la
+loro tranquilla bellezza in quel turbinío. Ma non tutte riescono, molte
+non osano mostrarsi in luoghi pubblici, e quelle che da noi otterrebbero
+i primi onori, là richiamano appena l'attenzione; tanto vi è alta
+l'arte! Così degli uomini, che fanno ogni sorta di giuochi e di
+prodezze; alcuni descrivendo coi loro giri figure fantastiche o parole
+d'amore, altri facendo una piruletta rapidissima, e spiccandosi poi
+indietro sur una gamba sola per un lunghissimo tratto; altri
+serpeggiando con infinite vertiginose giravolte in un piccolo spazio
+curvi, scontorti, ritti, accoccolati, come fantocci di gomma mossi da
+una molla segreta.
+
+Il primo giorno che i canali e i bacini presentano uno strato di
+ghiaccio abbastanza solido da poterci scivolare, è per le città olandesi
+un giorno di festa. Dei patinatori mattinieri, che han fatto gli
+esperimenti allo spuntar del giorno, spargono la voce; i giornali
+l'annunziano; frotte di ragazzi si sparpagliano per le strade gettando
+grida di allegrezza; i servitori, le serve chiedono ai loro padroni il
+permesso d'uscire coll'aria di gente risoluta di ribellarsi a un
+rifiuto; vecchie signore scordano gli anni e i malanni e corrono ai
+canali a gareggiare colle amiche e le figliuole; all'Aja, il bacino ch'è
+nel mezzo della città, vicino al Binnenhof, è invaso da una folla di
+gente che vi s'intreccia, si confonde, s'urta, si rimescola come una
+turba presa dalle vertigini; il fiore dell'aristocrazia va a patinare in
+un bacino in mezzo al bosco; e là volteggiano confusamente in mezzo alla
+neve ufficiali, signore, deputati, studenti, vecchi, ragazzi, e in mezzo
+a loro, qualche volta, il principe ereditario; e intorno s'accalcano
+migliaia di spettatori, la musica accompagna la festa, e l'enorme disco
+del sole d'Olanda, che volge al tramonto, le manda, a traverso i faggi
+giganteschi, il suo sfolgorante saluto.
+
+Quando c'è la neve indurita, si fan le corse sulle slitte. Ogni famiglia
+ne ha una, e all'ora della passeggiata si vedono uscire a centinaia.
+Passano volando in lunghe file, a due, a tre di fronte; alcune della
+forma di conchiglia, altre di cigni, di draghi, di barche, di cocchi,
+dorate e variopinte, tirate da cavalli coperti di ricche pelliccie e di
+drappi magnifici, colla testa ornata di pennacchi e di nappe e gli
+arnesi tempestati di chiodi scintillanti; e portan signore vestite di
+martora, di castoro e di volpe di Siberia. I cavalli scuotono la testa
+circonfusa dai vapori della traspirazione e la criniera imperlata dal
+gelo; le slitte saltellano; la neve vola all'intorno simile ad una
+schiuma d'argento, e il treno splendido e sfrenato passa e dispare come
+un turbine muto sopra un campo di gigli e di gelsomini. Di notte, quando
+si fan le corse colle fiaccole, quelle migliaia di fiammelle che volano
+e s'inseguono per la città silenziosa, gettando lividi bagliori sui
+ghiacci e sulla neve, offrono l'immagine d'una gran battaglia infernale,
+alla quale presieda, dalla cima della torre del Binnenhof, lo spettro di
+Filippo II.
+
+Ma, ahimè! tutto decade, anche l'inverno, e con esso l'arte del
+patinamento e l'uso delle slitte. Da molti anni agli inverni rigidi
+s'alternano in Olanda degl'inverni tanto miti, che non solo non gelano
+più i grandi fiumi; ma neanco i piccoli canali della città. Ne segue che
+i patinatori, rimasti troppo tempo fuori d'esercizio, non si
+arrischiano più a dare spettacolo pubblico, quando l'occasione si
+presenta; e così a poco a poco se ne ristringe il numero, e il bel sesso
+specialmente si disavvezza dal ghiaccio. Nell'inverno dell'anno scorso
+non si patinò quasi punto; nell'inverno di quest'anno non s'è fatto un
+solo concorso, e non si è vista neanche una slitta. Voglia il cielo che
+questo deplorevole stato di cose non duri, che l'inverno ritorni ad
+accarezzare l'Olanda colla sua gelida zampa d'orso polare, che la
+bell'arte del patinare si rialzi col suo manto di neve e colla sua
+corona di diacciuoli. Annunzio intanto la prossima pubblicazione
+d'un'opera intitolata _Il Patinamento_, intorno alla quale lavora da
+molti anni un deputato degli Stati d'Olanda, opera che sarà la storia,
+l'epopea e il codice dell'arte, a cui tutti i patinatori e le
+patinatrici d'Europa potranno attingere insegnamenti e ispirazioni.
+
+ * * * * *
+
+Per tutto il tempo che stetti all'Aja frequentai il principale _club_
+della città, composto di più di duemila soci, che occupa tutto un
+palazzo vicino al Binnenhof; e là feci le mie osservazioni sul carattere
+olandese.
+
+Oltre la biblioteca, la stanza da pranzo e le stanze da gioco, v'è un
+salone per la conversazione e la lettura dei giornali, pieno zeppo di
+gente dalle quattro della sera fino a mezzanotte. Vi sono artisti,
+professori, negozianti, deputati, impiegati, ufficiali. La maggior parte
+ci vanno a bere un bicchierino di ginepro prima di desinare e ci
+tornano dopo a pigliare il caffè, e a confortarsi lo stomaco con un
+altro sorsetto del liquore favorito. Quasi tutti parlano, e pure non si
+sente che un leggero mormorío, in modo che a occhi chiusi, si direbbe
+che c'è appena un terzo della gente. Si può fare mille giri per la sala,
+senza veder fare un gesto concitato, e senza udire una parola un po' più
+forte delle altre. A dieci passi di distanza dai crocchi, non ci
+s'accorge che parlano fuorchè dal movimento delle labbra. Si vedono
+molti uomini corpulenti, con larghi visi senza baffi, e la barba intorno
+al collo, che discorrono senza alzar gli occhi dal tavolino, e senza
+staccar la mano dal bicchiere. Rarissimamente si scopre in mezzo a tutti
+quei faccioni, una fisonomia viva ed arguta come quella di Erasmo, che
+pure molti considerano come il vero tipo olandese, e a me pare che non
+sia.
+
+L'amico che mi aperse le porte del _club_, mi fece conoscere parecchi
+soci. La diversità fra il carattere olandese e il nostro si avverte
+particolarmente nelle presentazioni. Più d'una volta, vedendo la persona
+a cui ero presentato, fare appena un cenno col capo e poi rimanere muta
+parecchi minuti, pensai che il mio riverito viso non le fosse andato a
+genio, e mi sentii nel cuore un eco di cordiale antipatia. Di là a poco,
+il presentatore se n'andava, lasciandomi a quattr'occhi col mio
+nemico.--Ora,--pensavo io,--voglio schiattare se gli dico una
+parola.--Ma il mio vicino, dopo qualche momento di silenzio mi diceva
+con la più grande serietà:--«Voglio sperare che oggi, s'ella non ha
+altri impegni, mi farà l'onore di pranzare con me.»--Io cadevo dalle
+nuvole. Pranzavamo insieme, e il mio anfitrione popolava freddamente la
+tavola di bottiglie di vino di Bordeaux, del Reno e di Champagne, e non
+si separava da me prima d'avermi costretto a dir di sì a un altro
+invito. Altri, ai quali domandavo ragguagli intorno a varie cose, mi
+rispondevano appena, quasi per farmi capire ch'ero un importuno, tanto
+che io dicevo tra me:--Vedete un po' che scompiacenti!--e il giorno dopo
+mi davano i ragguagli in iscritto, chiari, ordinati, minuti più di
+quello che io avessi mai desiderato. Una sera pregai un tale di cercare
+non so che in uno di quei mari di cifre, che si chiamano: «Indicatori
+delle strade ferrate d'Europa.» Per qualche momento non mi diede
+risposta: io rimasi mortificato. Poi prese il libro, inforcò gli
+occhiali, sfogliettò, lesse, notò, sommò, sottrasse con una pazienza da
+santo per lo spazio d'una mezz'ora; e quand'ebbe finito, mi porse la
+risposta scritta e rimise gli occhiali nell'astuccio senza proferire una
+parola.
+
+Molti di coloro coi quali passavo la serata, solevano andar a casa alle
+dieci a lavorare, e tornare al _club_ alle undici e mezzo per rimanerci
+fino a un'ora dopo mezzanotte; e quando avevano detto:--debbo
+andare,--non c'era caso che cangiassero risoluzione. Finivan di scoccare
+le dieci, erano già fuori della porta; scoccavano le undici e mezzo,
+ricomparivano sulla soglia. Non è da meravigliare, con quella
+regolarità cronometrica, che trovino il tempo di far tante cose, senza
+farne nessuna con furia; e che anche coloro i quali non sono dediti agli
+studi per istituto di vita, abbiano letto delle intere biblioteche. Non
+v'è libro inglese, tedesco o francese, per poco che sia importante,
+ch'essi non lo conoscano. La letteratura francese in particolar modo
+l'hanno sulla punta delle dita. E quel che si dice della letteratura, si
+può dire, con più ragione della politica. L'Olanda è uno dei paesi
+d'Europa dove affluisce un maggior numero di giornali stranieri e forse
+quello in cui si parla maggiormente degli affari degli altri. Il paese è
+piccolo e tranquillo, delle novità del giorno s'è presto discorso; dopo
+dieci minuti la conversazione salta di là dal Reno e corre l'Europa.
+Ricordo che mi faceva specie udir parlare della caduta del ministro
+Scialoia e d'altre cose nostre quasi come d'un avvenimento di casa.
+
+Una delle mie prime cure fu di scandagliare i sentimenti religiosi della
+gente; e trovai, con mia meraviglia, un gran disordine. Come scrisse
+giustamente, non è molto, un dotto olandese, le idee sovversive d'ogni
+dommatismo religioso hanno acquistato gran campo in quel paese. Sarebbe
+però errore il credere che in cui vien meno la fede, sottentri
+l'indifferenza. Quelli che al Pascal parevano creature mostruose,
+uomini, cioè, che vivono senza darsi alcun pensiero della religione,
+come ve n'ha infiniti fra noi, là non ci sono. La questione religiosa
+che qui non è altro che una questione, là è una battaglia, in cui tutti
+brandiscono le armi. Tutte le classi della società, uomini e donne,
+giovani e vecchi si occupano di teologia e tengon dietro alle
+controversie dei dottori, divorando un prodigioso numero di scritti di
+polemica religiosa. Questa tendenza del paese si manifesta persino nel
+Parlamento, dove accade qualche volta che i deputati si combattano con
+citazioni bibliche, lette in ebraico, tradotte e commentate, e le
+discussioni degenerino in disquisizioni di teologia. Tutta questa lotta
+però si agita nelle menti piuttosto che nei cuori; la passione tace; e
+n'è una prova che l'Olanda, la quale è di tutti i paesi d'Europa quello
+che ha più sètte religiose, è anche il paese in cui le sètte vivono in
+migliore accordo, e dove regna la più grande tolleranza. Se ciò non
+fosse, il partito cattolico non avrebbe fatto tanta strada, come la
+fece, protetto sulle prime dalla parte liberale, contro l'unica parte
+intollerante del paese: i Calvinisti ortodossi.
+
+Non conobbi Calvinisti ortodossi, e mi spiace. Non avevo mai prestato
+fede a quello che si racconta del loro stravagante rigorismo; che vi
+sian signore, per dirne una, che nascondano con grandi tappeti le gambe
+dei tavolini, per la ragione che possono richiamare il pensiero dei
+visitatori a quelle della padrona di casa. Ma è fuor di dubbio che
+vivono austerissimamente. Molti, per proposito fatto, non mettono mai
+piede in un teatro nè a un ballo nè in una sala di concerto. Ci son
+famiglie che la domenica si contentano di mangiare un po' di carne
+fredda perchè la cuoca non abbia da trasgredire il precetto del riposo.
+In molte case, il padrone legge ogni mattina la Bibbia in presenza della
+famiglia e dei servitori, e pregano tutti insieme. Del resto questa
+sètta dei Calvinisti ortodossi, che ha quasi tutti i suoi proseliti
+nell'aristocrazia e fra i contadini, non esercita grande influenza sul
+paese, come lo prova il fatto che nel Parlamento è inferiore di numero
+alla parte cattolica, e non può far nulla senz'essa.
+
+Ho parlato del teatro. All'Aja, come nelle altre città d'Olanda, non ci
+sono grandi teatri, nè grandi spettacoli. Si rappresentano per lo più
+opere in musica tedesche, cantate da artisti stranieri, commedie e
+operette francesi. I concerti sono di gran moda. In questo l'Olanda è
+fedele alle sue tradizioni, perchè come è noto, e lo scrive anche il
+Guicciardini, già nel secolo XVI i suoi suonatori erano cercati in tutte
+le corti della Cristianità. Fu detto pure che gli Olandesi hanno una
+grande attitudine a cantar cori. E dev'essere grande infatti il piacere
+che provano a cantare insieme, se è proporzionato all'avversione che
+hanno di cantar soli, perchè non mi ricordo d'aver mai sentito per le
+strade di una città olandese, in nessuna parte, a nessuna ora,
+canterellare un'arietta; se non da monelli che cantavano per dar la baia
+agli ubriachi: rari anche questi, fuorchè nelle occasioni di feste.
+
+Ho detto delle opere e delle commedie francesi. All'Aja, non solamente
+gli spettacoli, ma la vita pubblica è quasi interamente francese.
+Rotterdam ha l'impronta inglese, Amsterdam l'impronta tedesca, l'Aja
+l'impronta parigina; così che è giusto il dire che il popolo delle
+grandi città olandesi riunisce e contempera le qualità e i difetti dei
+tre grandi popoli vicini. All'Aja, in molte famiglie dell'alta società,
+si parla sempre il francese; in altre si affettano dei francesismi, come
+in qualche città dell'Italia settentrionale; l'indirizzo delle lettere
+si scrive per lo più in francese; v'è infine una parte della società,
+cosa non rara nei paesi piccoli, che ostenta un certo disprezzo per la
+lingua, per la letteratura, per l'arte nazionale; e amoreggia una patria
+adottiva di là dalla Mosa e dal Reno. Le simpatie però son divise. La
+classe elegante propende più verso la Francia, la dotta verso la
+Germania, e la mercantile verso l'Inghilterra. Per la Francia scemarono
+le simpatie dopo la Comune; contro la Germania nacque e fermenta ancora
+una segreta animosità generata dal timore che le sue mire conquistatrici
+si volgano sull'Olanda; e temperata dalla comunanza degl'interessi
+contro il Cattolicismo clericale.
+
+Quando si dice che l'Aja è una città mezza francese, conviene intendere
+dell'apparenza. In fondo, il carattere olandese predomina. Benchè sia
+una città ricca, elegante e gaia, non è città di chiassi, nè
+dissipazioni, nè scandali, nè duelli. La vita v'è più varia e più viva
+che nelle altre città olandesi; ma punto meno tranquilla. I duelli che
+seguono all'Aja si contano sulle cinque dita della mano di dieci in
+dieci anni, e in quei pochi c'entra per lo più un ufficiale come prima
+cagione. Nondimeno, per far vedere quanto è potente anche in Olanda
+questo pregiudizio feroce, come dice il Rousseau, che l'onore stia
+sulla punta della spada; ricordo una discussione fra parecchi Olandesi,
+a cui diede luogo una mia domanda. Quando chiesi se l'opinione
+pubblica in Olanda era ostile al duello, mi risposero tutti a una
+voce:--ostilissima;--ma quando volli sapere se un giovane della buona
+società, il quale non accettasse una sfida, sarebbe universalmente
+lodato, trattato ancora, da tutti, cogli stessi riguardi e collo stesso
+rispetto di prima, sostenuto, insomma, dall'opinione pubblica in modo da
+non doversi mai pentire della sua condotta, allora cominciarono le
+discussioni. Chi mi rispose debolmente di sì, chi risolutamente di no;
+ma la maggior parte propendevano al no. Dal che mi parve di poter
+concludere, che se in Olanda seguon pochi duelli, non deriva tanto,
+com'io credeva, da un disprezzo universale e assoluto del pregiudizio
+feroce; quanto dalla rarità dei casi in cui due cittadini si lasciano
+condurre dalla passione, alla necessità di ricorrere alle armi; ciò che
+dipende dalla natura più che dall'educazione. Anche nelle polemiche
+pubbliche e nelle discussioni private violentissime, si giunge raramente
+all'insulto personale; e nelle battaglie del Parlamento, qualche volta
+accanite, i deputati si dicono delle impertinenze secche, ma con calma,
+senza far rumore; impertinenze, sto per dire, che consistono più nella
+cosa che nella parola, e feriscono senza far strillare.
+
+Nelle conversazioni al _club_, mi faceva specie, sulle prime, di non
+udir mai nessuno che parlasse per parlare. Quando uno apriva bocca, era
+per fare una domanda, o per dare una notizia, o per esporre
+un'osservazione. Quell'arte di fare d'ogni idea un periodo, d'ogni fatto
+un racconto, d'ogni bazzecola una quistione, nella quale noi italiani,
+francesi e spagnuoli siamo maestri, là è affatto sconosciuta. La
+conversazione non è uno scambio di suoni, ma un commercio di cose, e
+nessuno fa il menomo sforzo per parer dotto, facondo, arguto. In tutto
+il tempo che stetti all'Aja non mi ricordo d'aver inteso che una sola
+arguzia, e fu d'un deputato, il quale parlandomi dell'alleanza degli
+antichi Batavi coi Romani disse:--Noi siamo sempre stati amici delle
+autorità costituite.--Eppure la lingua olandese si presta ai
+_calembours_; in prova di che ho inteso citare il caso d'una bella
+signora straniera la quale domandando un guanciale a un giovane
+barcaiuolo del _trekschuit_, non pronunziò bene la parola, e disse
+invece di guanciale, bacio, che in olandese suona quasi lo stesso, e fu
+appena in tempo a chiarire l'equivoco, chè il barcaiuolo s'era già
+pulito la bocca col rovescio della mano.
+
+Studiando il carattere olandese, non mi parve che fosse vero quello che
+avevo letto in più libri, che gli Olandesi abbian l'abitudine di
+parlare con fastidiosa prolissità dei loro malanni; chè anzi essi
+deridono per questo difetto i Tedeschi; e che siano egoisti ed avari. A
+sostegno di questa seconda accusa, qualcuno adduce il fatto poco
+credibile che durante una battaglia navale cogl'Inglesi, gli ufficiali
+della flotta d'Olanda siansi recati a bordo dei bastimenti nemici
+esausti di provvigioni da fuoco, e v'abbiano venduto, a prezzi
+esorbitanti, polvere e proiettili; dopo di che fu ricominciato a
+combattere. Contro quest'accusa d'avarizia, sta il fatto della vita
+agiata, delle case ricche, dei molti denari spesi in libri ed in quadri;
+e più ancora della beneficenza larghissima, nella quale la società
+olandese è incontestabilmente prima in Europa. E non è beneficenza
+officiale, o che in qualunque modo riceva impulso dal Governo; ma
+spontanea e liberissima, esercitata da società vaste e potenti che
+fondarono innumerevoli istituti, scuole, premi, biblioteche, riunioni
+popolari; che aiutano, prevengono il Governo nell'ufficio
+dell'istruzione pubblica; che stendono le loro ali dalle grandi città
+fino ai più umili villaggi, abbracciando tutte le sètte religiose, tutte
+le età, tutte le professioni e tutte le sventure; una beneficenza,
+insomma, in virtù della quale non rimane in Olanda un povero senza tetto
+e un braccio senza lavoro. Tutti gli scrittori, che studiarono l'Olanda,
+convennero nel dire che non c'è forse altro Stato d'Europa, nel quale
+scenda, proporzionatamente alla popolazione, una maggior copia di
+elemosina dalle classi agiate alle classi bisognose.
+
+Non è a dirsi con questo che il popolo olandese non abbia difetti,
+perchè ne ha, se gli si deve recare a difetto la mancanza di quelle
+qualità che dovrebbero essere come lo splendore e la gentilezza delle
+sue virtù. Si potrebbe trovare nella sua fermezza qualcosa di cocciuto,
+nella sua probità qualcosa di gretto, nella sua freddezza l'assenza di
+quella spontaneità di sentimento senza la quale pare che non possa
+esservi affetto, generosità, grandezza d'animo vera. Ma quanto meglio
+s'impara a conoscerlo, più si esita a pronunziare quei giudizii, e più
+si sente crescere per esso il sentimento del rispetto e della simpatia.
+Il Voltaire ha potuto dire, partendo dall'Olanda, quel motto
+famoso:--_Adieu canaux, canards, canaille;_--ma quando dovette giudicar
+l'Olanda sul serio, si ricordò di non aver trovato nella sua città
+capitale «nè un ozioso, nè un povero, nè un dissipato, nè un insolente»
+e di aver visto per tutto «il lavoro e la modestia.» Luigi Napoleone
+proclamava che in nessun popolo d'Europa era innato come nell'olandese
+il buon senso e il sentimento della giustizia e della ragione; il
+Descartes gli faceva il più grande elogio che possa fare un filosofo ad
+un popolo, dicendo che in nessun paese si gode d'una più grande libertà
+che in mezzo agli Olandesi; Carlo V, la più bella lode che possa dare ad
+un popolo un Sovrano, dicendo che sono «ottimi sudditi; ma pessimi
+schiavi.» Un inglese scrisse che gli Olandesi ispirano una stima che
+non può giungere fino all'affetto. Forse egli non li stimava abbastanza.
+
+ * * * * *
+
+Non nascondo che fra le cagioni della mia simpatia v'è quella d'aver
+trovato che l'Italia è assai più conosciuta in Olanda ch'io non osassi
+sperare. Non solamente la rivoluzione d'Italia vi ebbe un eco
+favorevole, com'è di ragione che accadesse presso un popolo
+indipendente, libero e ostile al Papato; ma gli uomini e gli avvenimenti
+italiani degli ultimi tempi, non vi son meno conosciuti che quei di
+Francia e di Germania. Le principali gazzette, che hanno un
+corrispondente fra noi, ragguagliano minutamente il paese intorno alle
+cose nostre. Si vedono in molti luoghi ritratti dei nostri più illustri
+concittadini. Nè è minore della conoscenza politica la letteraria.
+Lasciando stare che la lingua italiana si cantava nelle Corti degli
+antichi conti d'Olanda, che nel bel secolo della letteratura olandese
+era in grande onore presso i letterati, e che parecchi dei più illustri
+poeti di quel tempo scrissero lettere e versi italiani o imitarono la
+nostra poesia pastorale; la lingua italiana si studia ancora da molti
+oggigiorno, e non è raro il trovare chi la parla, e men raro ancora il
+veder libri nostri sul tavolino delle signore. La _Divina Commedia_, che
+venne in voga particolarmente dopo il 1830, ha due traduzioni, tutt'e
+due in terzine rimate, una delle quali è opera d'un Hacke van Mijnden,
+che consacrò a Dante tutta la vita. La _Gerusalemme Liberata_ ha una
+traduzione in ottave d'un pastore protestante Ten Kate, e n'ebbe
+un'altra inedita e perduta, di Maria Tesseeschave, la grande poetessa
+del secolo XVII e amica intima del primo poeta olandese, Vondel, dal
+quale fu consigliata e aiutata a tradurre. Del _Pastor fido_ vi sono
+almeno cinque traduzioni di autori diversi; parecchie dell'_Aminta_; e
+facendo un salto, almeno quattro delle _Mie Prigioni_, e una bellissima
+dei _Promessi Sposi_; romanzo che pochi Olandesi non lessero o nella
+propria lingua, o nella francese o nella nostra. E per citare ancora una
+cosa che ci riguarda, v'è un poema intitolato _Firenze_, scritto per
+l'ultimo centenario di Dante, da uno dei più eletti poeti olandesi dei
+nostri giorni.
+
+ * * * * *
+
+Qui cade a proposito di dir qualcosa della letteratura olandese.
+
+L'Olanda presenta una singolare sproporzione tra la forza espansiva
+della sua vita politica, scientifica, commerciale, e quella della sua
+vita letteraria. Mentre sotto tutte le altre forme l'opera degli
+Olandesi traboccò fuori dei confini del paese, sotto la forma
+letteraria, rimase circoscritta in quei confini. Con una letteratura
+fecondissima, il che rende il fatto più strano, l'Olanda non ha
+prodotto, come pur fecero altri piccoli paesi, un sol libro che sia
+divenuto europeo; quando non si voglia porre fra le opere letterarie
+quelle dello Spinoza, il solo grande filosofo della sua patria; o
+considerare come letteratura olandese le dimenticate opere latine di
+Erasmo di Rotterdam. Eppure se v'è un paese a cui la natura e gli
+avvenimenti abbiano offerto soggetti atti ad ispirare agl'ingegni
+qualcuna di quelle opere poetiche che colpiscono l'immaginazione di
+tutti i popoli, quel paese è l'Olanda. Le meravigliose trasformazioni
+del suolo, le inondazioni immense, le favolose spedizioni marittime,
+dovevano generare una poesia originale e potente anche se spogliata
+delle sue forme native. Perchè ciò non avvenne? Si possono addurre come
+ragioni l'indole dell'ingegno olandese, che mirando in ogni cosa
+all'utile, volle troppo spesso piegare anche la letteratura a uno scopo
+pratico; una tendenza opposta a questa, e forse derivata da questa, a
+sorvolare troppo al di sopra della natura umana, per non rasentare la
+terra coi più; una certa naturale circospezione d'ingegno, che diede
+alla ragione una soverchia prevalenza sulla fantasia; l'amore innato
+dell'esatto e del finito, che produsse una prolissità in cui si
+stemprarono le grandi idee; lo spirito di sètta religiosa, il quale
+vincolò in un cerchio angusto ingegni che eran nati a spaziare sur un
+vasto orizzonte. Ma nè queste nè altre ragioni fanno sì che non rechi
+meraviglia il non esserci in tutta la letteratura olandese uno scrittore
+il quale rappresenti degnamente al cospetto del mondo la grandezza della
+sua patria; un nome da porre in mezzo a quelli del Rembrandt e dello
+Spinoza.
+
+Sarebbe un peccato, però, il non tratteggiare almeno le tre principali
+figure di questa letteratura, due del secolo decimosettimo e una del
+decimonono, tre poeti originali e differentissimi fra loro, che
+compendiano in sè tutta la poesia olandese:--il Vondel--il Catz--il
+Bilderdijk.
+
+ * * * * *
+
+Il Vondel è il più grande poeta dell'Olanda. Nacque nel 1587 a Colonia,
+dove s'era rifugiato suo padre, cappellaio, fuggito da Anversa per
+sottrarsi alle persecuzioni degli Spagnuoli. Ancora bambino, il futuro
+poeta ritornò in patria sopra un carretto, insieme con suo padre e sua
+madre, che lo seguivano a piedi pregando e recitando versetti della
+Bibbia. Fece i suoi primi studi in Amsterdam. A quindici anni godeva già
+d'una bella fama di poeta; ma le sue opere illustri non datano che dal
+1620. Fino all'età di trent'anni, non sapeva che la propria lingua;
+imparò più tardi il francese e il latino e si diede con ardore agli
+studi classici; a cinquant'anni si dedicò al greco. La sua prima
+tragedia (poichè fu principalmente poeta tragico) intitolata _La
+distruzione di Gerusalemme_, non ebbe molta fortuna. La seconda,
+intitolata _Palamede_, nella quale era adombrata la storia pietosa e
+terribile di Olden Barneveld vittima di Maurizio d'Orange, gli attirò un
+processo criminale; per cui fuggì e rimase nascosto fin che uscì la
+sentenza inaspettatamente mite che lo condannava a trecento fiorini di
+multa. Nel 1627 fece un viaggio in Danimarca e in Svezia, dove fu
+accolto con onore da Gustavo Adolfo. Undici anni dopo inaugurò il teatro
+d'Amsterdam con un dramma d'argomento nazionale _Gilberto d'Amstel_, che
+si rappresenta ancora una volta all'anno in omaggio alla sua memoria.
+Gli ultimi anni della sua vita furono infelicissimi. Le dissipazioni di
+suo figlio avendolo ridotto in strettezze, il povero vecchio stanco
+dagli studi e affranto dai dolori, fu ridotto a mendicare un meschino
+impiego nel Monte di Pietà. Pochi anni prima di morire abbracciò la fede
+cattolica, e acceso da una nuova ispirazione scrisse la tragedia _Le
+Vergini_, e un poema, che è una delle migliori sue opere, intitolato i
+_Misteri dell'altare_. Morì vecchissimo e fu seppellito in una chiesa
+d'Amsterdam, dove un secolo dopo gli fu eretto un monumento. Oltre le
+tragedie, scrisse canti guerreschi alla patria, agli illustri marinai
+olandesi, al principe Federico Enrico. Ma la sua principal gloria è il
+teatro. Ammiratore della tragedia greca, conservò nelle sue l'unità, i
+cori, il soprannaturale, sostituendo al destino la Provvidenza, agli Dei
+vendicatori e propizi, i demoni e gli angeli, i buoni e i cattivi geni
+del Cristianesimo. Quasi tutti i soggetti tolse dalla Bibbia. Il suo
+capolavoro è la tragedia _Lucifero_, rappresentata due volte, malgrado
+le quasi insuperabili difficoltà della rappresentazione, nel teatro
+d'Amsterdam, e poi fatta interdire dal clero protestante; tragedia che
+ha per soggetto la ribellione di Lucifero, e personaggi i buoni e i
+cattivi angeli. Come in questa, nelle altre, vi son descrizioni
+fantastiche piene d'immagini splendide, squarci di eloquenza potente,
+bei cori, pensiero vigoroso, frase solenne, verso ricco e sonante, e qua
+e là barlumi e lampi di genio. Per contro, un misticismo qualche volta
+oscuro e freddo; il disaccordo dell'idea cristiana colla forma pagana;
+il lirico che soverchia il drammatico; il buon gusto sovente offeso; e
+più di tutto, un pensare e un sentire, che per mirare al sublime,
+elevandosi troppo alto dalla terra, sfugge all'intelletto ed al cuore
+umano. Malgrado ciò, la precedenza istorica, l'originalità, il
+patriottismo ardente, la vita travagliata e nobile, fecero il Vondel
+grande e venerato nella sua patria, che lo considera come la più
+eminente personificazione del genio nazionale, e lo mette con amoroso
+ardimento accanto ai primi poeti delle altre letterature.
+
+ * * * * *
+
+Il Vondel è la più grande, Jacob Catz è la più schietta personificazione
+del genio olandese; e non è solo il più popolare dei poeti del suo
+popolo, ma tale è la di lui popolarità, che si può affermare non esservi
+in nessun altro paese, non escluso il Cervantes in Spagna e il Manzoni
+in Italia, uno scrittore più generalmente noto e più costantemente letto
+di lui; e si può aggiungere, che non v'è forse un altro poeta al mondo,
+la cui popolarità sia più necessariamente ristretta nei confini della
+propria patria. Jacob Catz nacque nel 1577, di famiglia patrizia, a
+Brouwershaven, città della Zelanda. Studiò legge, divenne pensionario di
+Middlebourg, andò ambasciatore in Inghilterra, fu gran pensionario di
+Olanda, ed esercitando con zelo e rettitudine esemplare quest'alti
+uffici coltivò amorosamente la poesia. La sera, dopo aver trattato degli
+affari dello Stato coi deputati delle provincie, si raccoglieva in casa
+a far versi. A settantacinque anni, chiese di essere esonerato dalle
+cariche, e quando lo Statoldero gli annunziò con parole onorevoli che la
+sua domanda era stata esaudita, egli cadde in ginocchio al cospetto
+dell'Assemblea degli Stati e ringraziò Iddio che l'avea sempre protetto
+nel corso della sua lunga e faticosa vita politica. Pochi giorni dopo si
+raccolse in una sua villa, dove godette una vecchiezza tranquilla e
+onorata, studiando e poetando fino al 1660, anno in cui morì, più che
+ottuagenario, pianto da tutta Olanda. Le sue poesie formano parecchi
+grossi volumi. Sono favole, madrigali, racconti, misti di storia e di
+mitologia, sparsi di descrizioni, di citazioni, di sentenze, di
+precetti; pieni di bontà, d'onestà e di dolcezza, e scritti con
+semplicità ingenua e delicata arguzia. Il suo volume è il libro della
+saggezza nazionale, la seconda Bibbia del popolo olandese, un manuale
+che insegna a vivere onesti ed in pace. Egli dà consigli a tutti; al
+ragazzo come al vecchio, al mercante come al principe, alla padrona di
+casa come alla serva, al ricco come al mendico. Insegna a spendere, a
+risparmiare, a far le faccende di casa, a governar la famiglia, ad
+educare i figliuoli. È nello stesso tempo amico, padre, direttore
+spirituale, maestro, economo, medico, avvocato. Ama la natura modesta, i
+giardini, i prati, adora sua moglie, lavora, è soddisfatto di sè e degli
+uomini, e vuole che tutti sian contenti come lui. Le sue poesie si
+trovano in tutte le case olandesi, accanto alla Bibbia. Non c'è capanna
+di contadino nella quale il capo della famiglia non ne legga qualche
+verso ogni sera. Nei giorni di dubbio e di tristezza tutti cercano e
+trovano un conforto nel loro vecchio poeta. Egli è l'amico intimo del
+focolare, il compagno assiduo dell'infermo; il suo è il primo libro sul
+quale si avvicinano i volti dei fidanzati; i suoi versi sono i primi che
+legge il bambino e gli ultimi che pronunzia il nonno. Nessun poeta fu
+più amato di lui. Ogni olandese sorride a udir rammentare quel nome, e
+non v'è straniero che sia stato in Olanda, il quale non lo pronunzi con
+un sentimento di simpatia e di rispetto.
+
+ * * * * *
+
+Il terzo, Bilderdijk, nato nel 1756, morto nel 1831, fu uno dei più
+meravigliosi intelletti che siano mai apparsi nel mondo. Poeta, storico,
+filologo, critico, astronomo, chimico, medico, teologo, antiquario,
+giureconsulto, disegnatore, incisore, uomo inquieto, vagabondo,
+capriccioso, violento, la sua vita non fu che un'investigazione, una
+trasformazione, una battaglia perpetua del suo vastissimo ingegno.
+Giovanetto, e già poeta famoso, lascia la poesia, si getta nella
+politica, emigra collo Statoldero in Inghilterra e fa il maestro a
+Londra per vivere. Stanco dell'Inghilterra, va in Germania; seccato del
+romanticismo tedesco, torna in Olanda, dove Luigi Napoleone lo colma di
+favori. Ma Luigi lascia il trono, Napoleone il Grande toglie al
+Bilderdijk la pensione, ed egli è ridotto nella miseria. Domanda una
+cattedra all'Università di Leida, glie la rifiutano. Infine ottiene dal
+Governo un piccolo sussidio e continua a studiare, a scrivere, a
+combattere fino all'ultimo giorno della vita. Le sue opere si compongono
+di più di trenta volumi di scienza, di arte, di letteratura. Trattò
+tutti i generi e riuscì in tutti, fuor che nel drammatico. Allargò la
+critica storica, scrivendo una delle più belle storie nazionali che
+possegga il suo paese. Fece un poema, _Il mondo primitivo_, composizione
+grandiosa ed oscura, ammiratissima in Olanda. Trattò ogni maniera di
+quistioni mescolando paradossi stranissimi e verità luminose. Rialzò
+infine la letteratura nazionale ch'era caduta ai suoi tempi e lasciò una
+falange di discepoli eletti che seguirono le sue traccie in politica, in
+arte, in filosofia. Vi fu per lui in Olanda, più che entusiasmo,
+fanatismo; e non si può mettere in dubbio ch'ei sia stato, dopo Vondel,
+il più grande poeta del suo paese. Ma gli fece danno la passione
+religiosa, l'odio cieco contro le nuove idee, la poesia fatta strumento
+di sètta, la teologia intromessa in ogni cosa; per il che non s'elevò in
+quella regione serena e libera fuor della quale il genio non consegue
+vittorie durevoli e grido universale.
+
+Intorno a questi tre poeti, che hanno in sè i tre vizi principali della
+letteratura olandese: di perdersi nelle nuvole, o di volare terra terra,
+o d'impigliarsi nella rete del misticismo, si raggruppano altri infiniti
+poeti epici, comici, satirici, lirici, i più del secolo decimosettimo,
+pochissimi del decimottavo; molti dei quali godono d'una grande fama in
+Olanda; ma di cui nessuno esce abbastanza di schiera, da richiamare
+l'attenzione dello straniero che passa.
+
+ * * * * *
+
+Meritano piuttosto un rapido sguardo i tempi presenti.
+
+Che la critica, spogliando la storia olandese del velo di poesia di cui
+l'aveva vestita il patriottismo degli scrittori, l'abbia condotta sulla
+via più larga e più feconda della giustizia; che gli studi filologici
+siano in altissimo onore e che quasi tutte le scienze abbiano in Olanda
+dei cultori di fama europea, è cosa che nessun studioso, in Italia,
+ignora, e che agli altri basta accennare.
+
+Della letteratura propriamente detta, il genere più fiorente è il
+Romanzo. L'Olanda ha avuto il suo romanziere nazionale, il suo Walter
+Scott, in Van Lennep, morto pochi anni sono; scrittore di romanzi
+storici che furono accolti con entusiasmo da tutte le classi della
+società; pittore efficacissimo di costumi, dotto, arguto, maestro di
+descrizioni e dialogista ammirabile; ma che sovente è prolisso, si serve
+di vecchi artifici, adopera scioglimenti forzati e non nasconde sempre
+abbastanza sè medesimo. L'ultimo suo romanzo, intitolato _Le avventure
+di Nicoletta Zevenster_, nel quale, rappresentando magistralmente la
+società olandese del principio di questo secolo, ebbe l'inaudito
+ardimento di descrivere una casa innominabile dell'Aja, mise sossopra
+l'Olanda intera, fu commentato, discusso, vilipeso, levato a cielo; e la
+battaglia dura ancora. Altri romanzi storici, scrissero uno Schimmel,
+emulo degno del Van Lennep; e una signora Rosboon Toussaint, scrittrice
+coltissima, ricca di studi virili e d'ingegno profondo. Malgrado questo,
+il romanzo storico, anche in Olanda, si può considerar come morto.
+Miglior fortuna hanno il romanzo di costumi e la novella, nei quali
+primeggiano un Beets, ministro protestante e poeta, autore d'un libro
+celebre intitolato la _Camera oscura_, un Koetsveld, e alcuni giovani di
+bell'ingegno, a cui contende di levarsi in alto il demonio persecutore
+della letteratura del giorno: la fretta.
+
+L'Olanda ha ancora un genere di romanzo suo proprio, che si potrebbe
+chiamare romanzo indiano, il quale ritrae i costumi e la vita dei popoli
+delle colonie; e di questo genere ne uscirono negli ultimi anni
+parecchi, che furono accolti con molto plauso nel paese, e tradotti in
+varie lingue; fra gli altri, il _Bel mondo di Batavia_, del professore
+Ten Brink, giovane, dotto e brillante scrittore, del quale vorrei poter
+parlare diffusamente per attestargli in qualche modo la mia gratitudine
+e la mia ammirazione. Ma a proposito di romanzi indiani, è bello il
+notare come in Olanda si veda e si senta a ogni passo qualcosa che
+rammenta le sue colonie; come un raggio del sole delle Indie penetri a
+traverso la sua bruma e colori la sua vita. Oltre i bastimenti che
+portano un soffio di quei paesi nei porti delle sue città, oltre gli
+uccelli, i fiori, i mille oggetti, che come suoni sparsi d'una musica
+lontana, fanno balenare alla mente l'immagine d'un'altra natura e
+d'un'altra razza; non è raro incontrare nelle città d'Olanda, in mezzo
+ai mille visi bianchi, faccie abbronzate dal sole, di gente nata o
+vissuta per molti anni nelle colonie; negozianti che parlano con
+vivacità insolita delle donne brune, dei banani, dei boschi di palme, e
+dei laghi ombreggiati dalle liane; giovani arditi che si rischiarono in
+mezzo ai selvaggi dell'isola di Borneo e di Sumatra; scienziati,
+letterati, ufficiali che parlano degli adoratori dei pesci, degli
+ambasciatori che portan le teste dei vinti appesi alla cintura, dei
+combattimenti dei tori e delle tigri, delle furie dei bevitori d'oppio,
+delle moltitudini battezzate colle pompe; di mille cose strane e
+mirabili, che fanno un effetto singolare dette da quella gente fredda in
+quel paese tranquillissimo.
+
+La poesia dopo aver perduto il Da Costa, discepolo del Bilderdijk, poeta
+religioso ed entusiasta, e il Genestet, poeta satirico, morto
+giovanissimo, non ha più che pochi campioni della generazione passata, i
+quali tacciono, o cantano con voce affievolita. In peggiori condizioni è
+il teatro. Gli artisti olandesi incolti e declamatori, non recitano per
+lo più che drammi o commedie tedesche o francesi, male tradotte, che
+l'alta società non va a sentire. Scrittori olandesi di molto ingegno,
+come l'Hofdijk, lo Schimmel, lo stesso Van Lennep, scrissero commedie
+per molti lati pregevoli; ma che non piacquero abbastanza per rimaner
+vive sulle scene. La tragedia non è in migliori condizioni della
+commedia o del dramma.
+
+Da quanto ho detto, parrebbe che in Olanda non ci dovess'essere un
+grande movimento letterario; e c'è invece grandissimo. È incredibile la
+quantità di libri che si pubblicano ed è meravigliosa l'avidità con cui
+sono letti. Ogni città, ogni sètta religiosa, ogni consorteria ha la sua
+rivista o la sua gazzetta. Oltre a questo, una colluvie di libri
+stranieri; i romanzi inglesi, in mano di tutti; opere francesi di otto,
+dieci, venti volumi, tradotti nella lingua nazionale, cosa mirabile in
+un paese dove tutte le persone colte le possono leggere nell'originale,
+e che prova quanto vi sia l'uso, non solo di leggere, ma di comprare,
+nonostante che i libri siano assai più cari in Olanda che in altri
+paesi. Ma è appunto questa sovrabbondanza di pubblicazioni e questa
+furia di leggere che nuoce alla letteratura. Gli scrittori, per
+soddisfare l'impaziente curiosità del pubblico, tiran via, e la manía
+delle letture straniere soffoca e corrompe il genio nazionale. Malgrado
+ciò, la letteratura olandese ha ancora un grande titolo alla benemerenza
+della patria: è caduta, ma non s'è pervertita; ha conservato la sua
+innocenza e la sua freschezza; quello che le manca di fantasia,
+d'originalità, di splendore, è compensato dalla saggezza, dal rispetto
+severo del buon costume e del buon gusto, dalla sua amorosa
+sollecitudine per le classi povere, dall'opera efficacissima colla quale
+promuove la beneficenza e l'educazione civile. Altre letterature sono
+grandi piante vestite di fiori odorosi; la letteratura olandese è un
+piccolo albero carico di frutti.
+
+ * * * * *
+
+La mattina che partii dall'Aja, la seconda volta che vi fui, alcuni dei
+miei più cari amici m'accompagnarono alla stazione della strada ferrata.
+Il tempo era piovoso. Quando fummo nella sala dei viaggiatori, pochi
+momenti prima che partisse il treno, ringraziai i miei buoni ospiti
+delle gentili accoglienze che m'avevan fatte, e poichè sapevo che forse
+non li avrei mai più riveduti, non potei a meno di esprimere la mia
+gratitudine con parole affettuose e melanconiche, ch'essi ascoltarono in
+silenzio. Uno solo m'interruppe per raccomandarmi che mi guardassi
+dall'umidità. "Venga qualcuno di loro in Italia," io continuai; "non
+foss'altro che per darmi l'occasione di mostrargli la mia riconoscenza.
+Mi facciano questa promessa perchè io possa partire col cuore un po'
+consolato. Non parto se qualcuno non mi dice che verrà in Italia." Si
+guardarono in viso, e uno rispose a fior di labbra: "Forse." Un altro mi
+diede il consiglio di non far mai cambiare l'oro francese nelle
+botteghe. In quel momento suonò il campanello della partenza. "Dunque
+addio," dissi colla voce un po' commossa, stringendo le mani a tutti "a
+rivederci; non dimenticherò mai i bei giorni passati all'Aja, riterrò
+sempre i loro nomi come la più cara memoria del mio viaggio, si
+ricordino qualche volta di me."--"Addio," risposero tutti collo stesso
+tuono di voce, come se ci fossimo dovuti rivedere il giorno dopo. Salii
+nel vagone col cuore stretto, m'affacciai al finestrino nel punto che
+partiva il treno, e li vidi tutti là immobili, muti, col viso
+impassibile, cogli occhi fissi nei miei. Feci un ultimo saluto, a cui
+risposero con un leggero cenno del capo, e disparvero ai miei occhi per
+sempre. Ogni volta che penso a loro, li rivedo, come se li avessi
+lasciati poc'anzi, in quello stesso atteggiamento, con quei volti gravi
+e quegli occhi fissi, e l'affetto che sento per essi ha qualche cosa di
+austero e di triste, come il cielo sotto cui li vidi per l'ultima
+volta.
+
+
+
+
+LEIDA.
+
+
+La campagna tra l'Aja e Leida è come tra Rotterdam e l'Aja, tutta una
+pianura verdissima, macchiettata dal rosso vivo dei tetti e rigata
+d'azzurro dai canali, con qua e là gruppi d'alberi, mulini a vento, e
+armenti sparpagliati ed immobili. Si va innanzi, e par sempre d'essere
+nel medesimo punto, o di riveder luoghi già mille volte veduti. La
+campagna è silenziosa, il treno scorre lentamente, quasi senza far
+rumore; nel vagone nessuno parla; alle stazioni, non si sente una voce;
+a poco a poco la mente cade in una sorta di assopimento, nel quale si
+dimentica dove s'è e dove si va.--Eppure si dorme in questo
+paese!--diceva il Diderot viaggiando in Olanda; e questa esclamazione mi
+venne più volte sulle labbra in quel breve tragitto, sin che intesi
+gridar:--Leyden,--e scesi in una stazione solitaria e quieta come un
+convento.
+
+Leida, l'antica Atene del Nord, la Saragozza dei Paesi Bassi, la più
+vecchia e più gloriosa figliuola dell'Olanda, è una di quelle città in
+cui, appena entrati, si diventa pensierosi; e non si possono rammentare,
+anche molto tempo dopo esserci stati, senza ripensarci lungamente; e non
+ci si può pensare senza tristezza.
+
+ * * * * *
+
+Appena entrati, si sente il freddo della città morta. Il vecchio Reno,
+che l'attraversa dividendola in molte isole congiunte da centocinquanta
+ponti di pietra, forma dei grandi canali e dei bacini che coprono intere
+piazze, dove non si vede nè un bastimento nè una barca, così che la
+città sembra piuttosto che percorsa, allagata dalle acque. Le principali
+strade sono larghissime e fiancheggiate da case, vecchie e nere, colle
+solite facciate a punta e a scalini; e in quelle grandi strade, nelle
+piazze, nei crocicchi, non si vede nessuno o poca gente sparpagliata sur
+un vasto spazio, come i superstiti d'una città spopolata dalla moría.
+Nelle piccole strade si cammina per lunghi tratti sull'erba, in mezzo a
+porte e finestre chiuse, in un silenzio profondo come nelle città delle
+favole, dove tutti gli abitanti sono immersi in un sonno soprannaturale.
+Si passa sopra ponti erbosi, lungo canaletti coperti d'un tappeto verde,
+per piazzette che paiono cortili di convento; e poi, a un tratto, si
+riesce all'aperto, in una strada larga come un viale di Parigi; e da
+questa daccapo nel labirinto delle strade strette. Di ponte in ponte,
+di canale in canale, di isola in isola, si gira per ore ed ore cercando
+sempre la vita e lo strepito dell'antica Leida, e non si trova che la
+solitudine, il silenzio e l'acqua, che riflette la tetra maestà della
+città decaduta.
+
+ * * * * *
+
+Dopo un lungo giro riuscii in una vasta piazza, dove faceva gli esercizi
+uno squadrone di cavalleria. Un vecchio cicerone che m'accompagnava, mi
+fermò, all'ombra d'un albero, e mi disse che quella piazza, chiamata in
+olandese La Rovina, ricordava una grande sventura per la città di Leida.
+"Prima del 1807--brontolò in un francese stentato, e con un tuono di
+maestro di scuola, tutto proprio dei ciceroni olandesi;--questo grande
+spazio era tutto coperto di case, e il canale che ora attraversa la
+piazza passava allora nel mezzo della strada. Il giorno 12 gennaio del
+1807 un bastimento carico di polvere ch'era qui di stazione, scoppiò; e
+ottocento case, con parecchie centinaia di abitanti, saltarono in aria,
+e così si formò la piazza. E tra quegli abitanti c'era l'illustre
+storico Giovanni Luzac che fu poi seppellito nella chiesa di san Pietro,
+con una bella iscrizione; e tra le case che saltarono in aria v'era
+quella della famiglia Elzevirs, la gloria della tipografia
+olandese."--La casa degli Elzevirs!--dissi tra me con grata sorpresa; e
+pensai a certi bibliofili che conoscevo in Italia, i quali sarebbero
+stati felici di premere col piede la terra che aveva sorretto quella
+casa illustre, da cui uscirono i piccoli capolavori tipografici che
+essi cercano, sognano e accarezzano con tanto amore; quei libricciuoli
+che paiono stampati con caratteri adamantini; quei modelli di finezza e
+di precisione, nei quali un errore tipografico è un portento che ne
+duplica il pregio e il valore; quelle meraviglie di politipi, di
+contorni, di baffi, di fioroni, di fondi di lampada, di cui essi parlano
+con voce commossa, e cogli occhi luccicanti!
+
+ * * * * *
+
+Uscendo da quella piazza entrai nella Breedestraat, la più grande strada
+di Leida, che attraversa la città da un capo all'altro in forma
+d'un'esse; e arrivai dinanzi al Palazzo Municipale, che è uno dei più
+curiosi edifizi olandesi del secolo decimosesto. A prima vista pare una
+decorazione da palco scenico, e contrasta spiacevolmente coll'aspetto
+grave della città. È un palazzo basso e lungo, color cinerino, con una
+facciata nuda, sull'alto della quale corre una balaustrata di pietra, e
+su questa s'innalzano obelischi, piramidine, frontispizii aerei ornati
+di statue grottesche, che formano una sorta di merlatura fantastica
+intorno a un tetto ripidissimo. In dirittura dell'entrata principale,
+s'alza un campanile composto di parecchi piani rientranti l'un
+nell'altro, che gli danno l'aspetto d'un altissimo chiosco, con sulla
+cima una enorme corona di ferro, della forma d'un pallon volante
+rovesciato, sormontata da un'asta. Sopra la porta, alla quale si giunge
+per due scale, v'è un'iscrizione olandese che rammenta la fame patita
+dalla città nel 1574, con centotrent'una lettera, che corrispondono ai
+giorni della durata dell'assedio.
+
+Entrai nel palazzo, girai per varie sale e corridoi senza vedere anima
+viva e senz'udire un rumore il quale desse indizio ch'era abitato, sin
+che incontrai un usciere che mi si mise ai fianchi, e fattomi
+attraversare uno stanzone dov'erano parecchi impiegati immobili come
+automi, mi condusse nella sala delle curiosità. Il primo oggetto che mi
+diede nell'occhio, fu una tavola sconnessa, sulla quale lavorò, se è
+vera la tradizione, quel famoso sarto Giovanni di Leida, che mise
+sottosopra il paese, sul principio del secolo decimosesto, come aveva
+fatto, cinque secoli prima, il Tanchelyn, di oscena memoria; quel
+Giovanni di Leida, capo degli anabattisti, il quale difese contro il
+vescovo conte di Waldeck, la città di Munster, dove lo avevano eletto re
+i suoi partigiani fanatici; quel pio profeta, che ebbe un serraglio di
+donne, e ne fece decapitar una, perchè s'era lamentata della carestia;
+quel Giovanni di Leida, infine, che morì all'età di 26 anni straziato
+colle tanaglie roventi, e il suo cadavere, posto in una gabbia di ferro
+sulla cima d'una torre, fu divorato dai corvi. Egli non era però giunto
+a destare il fanatismo che aveva destato il Tanchelyn, al quale le
+donne, persuase di far cosa grata a Dio, si prostituivano al cospetto
+dei loro mariti e delle loro madri; e gli uomini libavano come una
+bevanda purificatrice l'acqua nella quale egli aveva lavato la sua
+sconcia persona.
+
+In altre sale vi sono dipinti dell'Hinck, di Francesco Mieris, del
+Cornelis Engelbrechtsen, e un _Giudizio universale_ di Luca di Leida, il
+patriarca della pittura olandese, il primo che afferrò le leggi della
+prospettiva aerea, valente colorista e incisore di grandissima fama, al
+quale è a sperarsi che siano state perdonate nel mondo di là le Marie e
+le Maddalene ignobilmente brutte, i santi burleschi e gli angeli
+stravolti, di cui popolò i suoi quadri. Anch'egli, come quasi tutti i
+pittori olandesi, ebbe una vita piena di avventure. Viaggiò per l'Olanda
+in una barca propria; in ogni città riuniva a banchetto i pittori; fu, o
+credette d'essere stato avvelenato con un lento veleno dai suoi rivali;
+stette per anni a letto; dipinse da letto il suo capolavoro: _Il Cieco
+di Gerico guarito da Cristo_, e morì due anni dopo, in un giorno
+memorabile per un caldo prodigioso che spense molte vite e cagionò
+infiniti malanni.
+
+Uscito dal Palazzo Municipale, mi feci condurre in un castello posto sur
+una piccola collina che si alza nel mezzo della città, fra le due
+braccia principali del Reno; ed è la parte più antica di Leida. Questo
+castello, chiamato dagli Olandesi il Burg, non è altro che una gran
+torre rotonda e vuota, costruita, secondo alcuni, dai Romani; secondo
+altri, da un Hengist, duca degli Anglo-Sassoni; e recentemente
+ristaurata e coronata di merli. La collina è tutta coperta di altissime
+quercie, che nascondono la torre e impediscono la vista della campagna;
+soltanto qua e là, guardando a traverso i rami, si vedono i tetti rossi
+di Leida, la pianura rigata di canali, le dune, i campanili delle città
+lontane.
+
+Sulla cima di quella torre, all'ombra delle quercie, si sogliono
+raccogliere gli stranieri per evocare le memorie di quell'assedio che fu
+«la più lugubre tragedia dei tempi moderni,» e che sembra abbia lasciato
+nell'aspetto di Leida una traccia incancellabile di tristezza.
+
+ * * * * *
+
+Nel 1573 gli Spagnuoli, condotti dal Valdez, posero l'assedio a Leida.
+Nella città non si trovavano che pochi soldati volontari. Il comando
+militare era stato affidato al Van der Voes, uomo valoroso e poeta
+latino di bella fama; il Van der Werf era borgomastro. In breve tempo,
+gli assedianti costrussero più di sessanta forti in tutti i passi dove
+si potesse penetrare per acqua o per terra nella città, e Leida si trovò
+completamente circondata. Ma i Leidesi non si perdettero d'animo.
+Guglielmo d'Orange aveva fatto dir loro che resistessero almeno per tre
+mesi, che in questo tempo egli si sarebbe posto in grado di soccorrerli,
+che la sorte dell'Olanda dipendeva da quella di Leida; e i Leidesi gli
+avevan promesso di resistere fino agli estremi. Il Valdez mandò ad
+offrir loro il perdono del re di Spagna, purchè gli aprissero le porte;
+essi gli risposero con un verso latino: _Fistula dulce canit, volucrem
+dum decipit auceps_, e cominciarono a far sortite e ad attaccare
+combattimenti. Intanto nella città andavano scemando i viveri e il
+cerchio dell'assedio si restringeva di giorno in giorno. Guglielmo
+d'Orange che occupava la fortezza di Polderwaert, posta fra Delft e
+Rotterdam, non vedendo altra via di soccorrere la città, concepì, e
+ottenne che fosse approvato dai deputati, il disegno di allagare la
+campagna di Leida, rompendo le dighe dell'Yssel e della Mosa, e
+scacciando così gli Spagnuoli colle acque, poichè non li poteva
+scacciare colle armi. Questa disperata risoluzione fu subito messa in
+atto. Le dighe vennero rotte in sessanta luoghi, le cateratte di
+Rotterdam e di Gouda furono aperte, il mare cominciò a invadere le
+terre, e duecento barconi si tennero pronti a Rotterdam, a Delftshaven e
+in altri luoghi per portare provvigioni alla città, appena cominciassero
+le grandi cresciute delle acque, che avvengono nell'equinozio d'autunno.
+Gli Spagnuoli, atterriti sulle prime dall'inondazione, si rassicurarono
+quando ebbero compreso il disegno degli Olandesi, tenendo per certo che
+la città si sarebbe arresa prima che le acque giungessero ai forti
+principali; e a tal fine strinsero l'assedio con maggior vigore. In
+questo tempo i Leidesi, che cominciavano a sentire le strette della
+carestia, e a disperare che il soccorso promesso giungesse in tempo,
+mandavano lettere, per mezzo di piccioni, a Guglielmo d'Orange, malato
+di febbre ad Amsterdam, per esporgli il triste stato della città; e
+Guglielmo rispondeva incoraggiandoli a protrarre ancora la resistenza,
+chè, appena rimesso in salute, sarebbe volato a soccorrerli. Le acque
+s'avanzavano, l'esercito spagnuolo cominciava ad abbandonare i forti più
+bassi, gli abitanti di Leida salivano continuamente sulla torre ad
+osservare il mare ora sperando ora disperando; senza cessare di lavorare
+alle mura, di far sortite, di respingere assalti. Finalmente il principe
+d'Orange guarì, e gli apparecchi per la liberazione di Leida, che
+durante la sua malattia erano andati a rilento, furono ripresi con
+vigore. Il primo di settembre i Leidesi videro dall'alto della torre
+apparire sulle acque lontane i primi battelli olandesi. Era una piccola
+flotta, capitanata dall'ammiraglio Boisot, la quale portava ottocento
+zelandesi, uomini selvaggi, coperti di ferite, avvezzi al mare,
+spregiatori della vita, ferocissimi nelle battaglie, che avevano tutti
+una mezzaluna sopra il cappello coll'iscrizione: «Piuttosto turchi che
+papisti,» e formavano una falange d'aspetto strano e terribile, risoluta
+a salvar Leida o a morire nelle acque. I bastimenti s'avanzarono a
+cinque miglia dalla città, contro l'estrema diga, ch'era difesa dagli
+Spagnuoli. Si attaccò il combattimento, la diga fu assalita,
+conquistata, spezzata, il mare irruppe e i battelli olandesi passarono
+trionfalmente per le breccie. Era un gran passo; ma non era che il
+primo. Dietro quella diga, se ne stendeva un'altra. Si ricominciò la
+battaglia; anche la seconda diga fu conquistata e rotta, e la flotta
+andò innanzi. Tutt'a un tratto il vento si volge contrario, i battelli
+sono costretti a fermarsi; torna a soffiare in favore, e i battelli si
+avanzano; si volge contrario un'altra volta, e daccapo la flotta
+s'arresta. Mentre questo succede, nella città cominciano a mancare anche
+gli animali schifosi di cui i cittadini sono costretti a cibarsi; la
+gente si butta in terra a leccare il sangue dei cavalli uccisi; le donne
+e i fanciulli frugano nelle immondizie della strada; scoppia l'epidemia;
+le case si riempiono di cadaveri; più di seimila cittadini son morti;
+ogni speranza di salvamento è perduta. Una turba di affamati corre dal
+borgomastro Van der Werff e gli domanda la resa con grida strazianti. Il
+Van der Werff rifiuta. La plebe lo minaccia. Allora egli fa cenno col
+cappello che vuol parlare, e in mezzo al silenzio generale,
+grida:--Cittadini! Ho giurato di difendere la città fino alla morte, e
+coll'aiuto di Dio manterrò il mio giuramento. È meglio morir di fame che
+morir di vergogna. Le vostre minaccie non mi atterriscono. Io non posso
+morire che una volta. Uccidetemi, se volete, e saziate la vostra fame
+colle mie carni; ma fin che vivo non mi chiedete la resa di Leida!--La
+folla, commossa da queste parole, si disperde in silenzio, rassegnata a
+morire; e la città continua a difendersi. Finalmente, nella notte del
+primo ottobre, si scatena un violentissimo vento equinoziale; il mare si
+solleva, soverchia le dighe rovinate e invade furiosamente la
+terraferma. A mezzanotte, nel forte della tempesta, in mezzo a
+un'oscurità profonda, la flotta olandese si muove. Alcuni vascelli
+spagnuoli le vanno incontro. Scoppia un'orribile battaglia fra le cime
+degli alberi e i tetti delle case sommerse, al chiarore dei lampi delle
+cannonate. I bastimenti spagnuoli sono sopraffatti, invasi, affondati;
+gli Zelandesi saltano nei bassi fondi e spingono innanzi i loro battelli
+a forza di spalle; i soldati spagnuoli, presi dal terrore, abbandonano i
+forti, cadono a centinaia nel mare, sono uccisi a colpi di pugnale e
+d'uncino, precipitati dai tetti e dalle dighe, fulminati, dispersi.
+Rimane un'ultima fortezza in potere del Valdez; gli assediati ondeggiano
+ancora una volta fra la disperazione e la speranza; anche quella
+fortezza è abbandonata; la flotta olandese entra in città.
+
+Qui l'aspettava uno spettacolo orrendo. Un popolo scarno, trasfigurato,
+sfinito dalla fame, s'affollava lungo i canali, strascinandosi per le
+terre, barcollando, tendendo le braccia. I marinai si misero a gettar
+pani dai battelli sulle strade, e allora cominciarono fra quei moribondi
+delle lotte disperate; molti morirono soffocati; altri spirarono
+divorando quel primo nutrimento; altri caddero nei canali. Quietata
+finalmente quella prima furia, saziati i più rifiniti, provveduto ai più
+stringenti bisogni della città, si confusero festosamente cittadini,
+zelandesi, marinai, guardie civiche, soldati, donne, ragazzi, e quella
+turba gloriosa e consunta corse alla cattedrale, dove cantò, con voce
+rotta dai singhiozzi, un inno di grazie al Signore.
+
+ * * * * *
+
+Il principe d'Orange ricevette la notizia del salvamento a Delft, in una
+chiesa, mentre assisteva agli uffizi divini. Trasmise subito il
+messaggio al predicatore, e questi l'annunziò all'uditorio, che gli
+rispose con un grido di gioia. Benchè tuttavia convalescente, e
+quantunque l'epidemia infierisse ancora a Leida, Guglielmo volle riveder
+subito la sua cara e valorosa città; vi accorse: la sua entrata fu un
+trionfo; il suo aspetto maestoso e sereno rincorò il popolo; le sue
+parole gli fecero dimenticare tutti i dolori sofferti. Per premiare la
+città della sua eroica difesa, le lasciò la scelta fra l'esenzione da
+certe imposte e la fondazione d'una Università. Leida scelse
+l'Università.
+
+ * * * * *
+
+La festa d'inaugurazione dell'Università fu celebrata il 5 febbraio
+dell'anno 1575 con una processione solenne. Andavano innanzi un
+drappello di milizia borghese e cinque compagnie di fanteria della
+guarnigione di Leida, alle quali teneva dietro un carro tirato da
+quattro cavalli, con su una donna vestita di bianco, che rappresentava
+l'Evangelo; e intorno al carro i quattro Evangelisti. Seguiva la
+Giustizia cogli occhi bendati, la bilancia e la clava, montata sur un
+liocorno, e circondata da Giuliano, Papiniano, Ulpiano e Tribuniano.
+Alla Giustizia, succedeva la Medicina, a cavallo, con un trattato in una
+mano e nell'altra una ghirlanda di piante medicinali, e l'accompagnavano
+i quattro grandi dottori Ippocrate, Galeno, Dioscoride e Teofrasto. Dopo
+la Medicina, veniva Minerva armata di lancia e di scudo, scortata da
+quattro cavalieri che rappresentavano Platone, Aristotile, Cicerone e
+Virgilio. Negli intermezzi camminavano guerrieri vestiti ed armati
+all'antica. In coda v'erano alabardieri, mazzieri, musici, ufficiali, i
+nuovi professori, i magistrati, una folla infinita. La processione passò
+lentamente per parecchie strade cosparse di fiori, sotto archi
+trionfali, in mezzo agli arazzi e alle bandiere, fino a un piccolo porto
+sul Reno, dove le venne incontro una gran barca splendidamente decorata,
+sulla quale, all'ombra d'un baldacchino coperto di alloro e d'aranci,
+sedeva Apollo suonando il liuto, circondato dalle nove Muse che
+cantavano, e Nettuno, salvatore della città, governava il timone. La
+barca s'avvicinò alla sponda, il biondo nume e le nove sorelle
+discesero, baciarono l'un dopo l'altro i nuovi professori, salutandoli
+con gentili versi latini; dopo di che la processione si recò
+all'edifizio destinato all'Università, dove un professore di teologia,
+il molto reverendo Gaspare Kolhas pronunziò un eloquente discorso
+inaugurale, preceduto dalla musica, e seguito da uno splendido
+banchetto.
+
+ * * * * *
+
+Come quest'Università abbia corrisposto alle speranze di Leida, è
+superfluo il dire. Tutti sanno come gli Stati d'Olanda v'abbiano
+attirato con larghissime offerte dotti di ogni paese; come la filosofia,
+scacciata di Francia, vi si sia rifugiata; come sia stata per molto
+tempo la cittadella più sicura di tutti gli uomini che lottarono per il
+trionfo della ragione umana; come sia diventata, in fine, la più famosa
+scuola d'Europa. L'Università attuale è in un antico convento. Non si
+può, senza un sentimento di profondo rispetto, entrare nella gran sala
+del Senato accademico dove si vedono i ritratti di tutti i professori
+che si succedettero dalla fondazione dell'Università fino ai nostri
+giorni: fra i quali Giusto Lipse, il Vossius, l'Heinsius, il Gronovius,
+l'Hemsterhuys, il Ruhneken, il Valckenaer, il grande Scaligero, che gli
+Stati d'Olanda fecero invitare a Leida per mezzo di Enrico IV; i due
+famosi Gomarius e Arminius, che provocarono la gran lotta religiosa
+definita dal sinodo di Dordrecht; il celeberrimo medico leidese
+Boerhaave, alle lezioni del quale assisteva Pietro il Grande, e
+accorrevano a lui malati da tutti i paesi del mondo, e gli era
+recapitata una lettera d'un mandarino chinese senz'altro indirizzo che
+_all'illustre Boerhaave, medico in Europa_.
+
+Ora, questa gloriosa Università, benchè abbia ancora dei professori
+illustri, è decaduta; i suoi studenti, che furono in altri tempi più di
+duemila, son ridotti a poche centinaia; l'insegnamento che vi si dà non
+può più rivaleggiare con quello delle università di Berlino, di Monaco,
+di Weimar. Principalissima cagione di questa decadenza è il numero
+soverchio delle università olandesi (chè, oltre quella di Leida, ve n'ha
+una a Utrecht e una a Groninga e un ateneo ad Amsterdam); donde segue
+che i musei, le biblioteche, i professori eminenti, i quali raccolti in
+una sola città potrebbero formare una Università eccellente,
+sparpagliati come sono, non bastano ai bisogni. E non è da dirsi che
+l'Olanda non sia persuasa che una sola università eccellente le
+gioverebbe assai più che quattro mediocri; chè anzi da molto tempo ella
+domanda ad alta voce che questo si faccia. E perchè non si fa? O
+Italiani, consoliamoci: tutto il mondo è paese. Anche in Olanda, la
+patria propone e il campanile dispone. Le tre città universitarie
+gridano tutte insieme: Sopprimiamo;--ma ciascuna dice alle altre:
+Sopprimete;--e così si va innanzi senza sopprimere, continuando a
+sollecitare la soppressione.
+
+Ma benchè decaduta, l'università di Leida è ancora la più fiorente
+dell'Olanda, in specie per i molti e ricchissimi musei dei quali
+dispone. Nè di questi però, nè delle biblioteche, nè dell'ammirabile
+giardino botanico sarebbe decente il discorrere, come solo io potrei
+fare, di volo. Non posso però dimenticare due cose curiosissime che vidi
+nel Museo di Storia Naturale: una ridicola e una seria. La prima, che si
+trova nel gabinetto anatomico (uno dei più ricchi d'Europa), è
+un'orchestra formata da una cinquantina di scheletri di piccolissimi
+topi, alcuni in piedi, altri seduti sur una doppia fila di banchi, tutti
+colla coda ritta, con violini e chitarre fra gli zampini, il libro della
+musica davanti, sigaro in bocca, fazzoletto, scatole da tabacco; e il
+capo orchestra che si sbraccia sopra una seggiola elevata. La cosa seria
+sono alcuni pezzi di legno corroso, bucherellato come la spugna,
+frammenti di palafitte e di battenti di cateratte, i quali ricordano il
+pericolo d'un'immensa sventura che corse l'Olanda verso la metà del
+secolo passato. Un mollusco, una specie di tarlo, chiamato _taret_,
+portato, si crede, da qualche bastimento reduce dai mari tropicali, e
+moltiplicatosi con meravigliosa rapidità nelle acque del nord, aveva
+corroso i legnami delle dighe e delle cateratte a tal segno, che per
+poco fosse continuato quel lavoro di distruzione, gli argini si
+sarebbero sfasciati e il mare avrebbe sommerso tutto il paese. La
+scoperta di questo pericolo gettò lo spavento nell'Olanda, il popolo
+accorse alle chiese, il paese intero si mise all'opera; si rivestirono
+di rame i battenti delle cateratte, si fortificarono le dighe
+pericolanti, si difesero le palafitte con chiodi, con pietre, con alghe,
+con muratura; e in parte con questi mezzi, ma specialmente grazie al
+rigore del clima che distrusse il terribile animale, la sventura creduta
+sulle prime irreparabile fu scongiurata. Un verme aveva fatto tremare
+l'Olanda: arduo trionfo, negato alle tempeste dell'oceano e alle ire di
+Filippo.
+
+ * * * * *
+
+Un altro ornamento preziosissimo di Leida è il Museo Giapponese del
+dottor Siebold, tedesco di nascita, medico della Colonia olandese
+dell'isola di Decima; il quale, secondo narra una tradizione romanzesca,
+ottenne per il primo dall'imperatore del Giappone di entrare in quel
+misterioso impero, in ricompensa dell'avergli guarito una figliuola; o
+secondo un'altra tradizione più credibile, entrò in quel paese di
+nascosto, e non ne uscì che dopo aver scontato il suo ardimento con nove
+mesi di prigionia, e fatto pagar colla testa ad alcuni mandarini la
+colpa d'averlo aiutato. Comunque sia, il Museo del dottor Siebold è
+forse la più bella collezione di quel genere che si trovi in Europa.
+Un'ora passata in quelle sale è un viaggio nel Giappone. Vi si segue la
+vita d'una famiglia giapponese per tutto il corso della giornata: dalla
+toeletta alla mensa, dalle visite allo spettacolo, dalla città alla
+campagna. Vi si trovan le case, i templi, gl'idoli, gli altari
+portatili, gli strumenti di musica, gli utensili di casa, gli arnesi
+dell'agricoltura, i vestiari degli operai e dei pescatori; candelieri di
+bronzo formati da una cicogna ritta sopra una tartaruga; vasi, gioielli,
+pugnali lavorati con una delicatezza prodigiosa; uccelli, tigri,
+conigli, bufali d'avorio riprodotti piuma a piuma, pelo a pelo, colla
+pazienza propria di quei popoli ingegnosi ed immobili. Fra le cose che
+mi rimasero più impresse, è una colossale faccia di Budda, che a primo
+aspetto mi fece dare addietro, e che mi par sempre di vedermi dinanzi,
+con quella mostruosa contrazione e quell'inesprimibile sguardo tra di
+riso, di delirio e di spasimo, che desta ad un tempo lo schifo e lo
+spavento. Dietro questa faccia di Budda vedo ancora le marionette dei
+teatri di Iava, vere creazioni di cervelli in delirio, su cui l'occhio
+si stanca e la mente si confonde: re, regine e guerrieri mostruosi,
+misti d'uomo, di bestia e di pianta, con braccia che finiscono in
+foglie, gambe che terminano in ornati, fronde che si allargano in mani,
+petti che vegetano, nasi che sbocciano, visi traforati, occhi strambi,
+pupille nella nuca, membri rovesciati, ali di draghi, code di sirene,
+chiome di biscie, bocche di pesci, denti d'elefante, rughe dorate, colli
+a zig zag, tratteggiamenti, rabeschi coloriti, ghirigori, di cui nessuna
+lingua può dare un'idea, e che è impossibile ritener nella mente.
+Uscendo da quel Museo, mi parve di svegliarmi da uno di quei sogni
+febbrili nei quali si vede qualcosa che non si sa che sia, che si
+trasforma continuamente, con una rapidità furiosa, in altre cose che non
+han nome.
+
+ * * * * *
+
+Non v'è altro da vedere a Leida. Il mulino in cui nacque il Rembrandt
+non esiste più. Delle case dove nacquero i pittori Dow, Steen, Metzu,
+van Goyen e quell'Otto van Veen ch'ebbe l'onore e la disgrazia d'esser
+maestro di Paolo Rubens, non si conserva alcun ricordo. Si può vedere
+ancora il castello di Endegeest dove soggiornarono il Boerhaave e il
+Descartes; questo per parecchi anni, durante i quali scrisse le sue
+principali opere di filosofia e di matematica. Il castello è posto sulla
+via che da Leida conduce al villaggio di Katwijk, dove il vecchio Reno,
+i cui varii rami si riuniscono in un solo uscendo dalla città, mette
+foce nel mare.
+
+ * * * * *
+
+La seconda volta che fui a Leida, volli andar a veder morire questo
+meraviglioso fiume. Fino dalla prima volta ch'avevo passato il Vecchio
+Reno, in quella avventurosa passeggiata alle dune, m'ero soffermato sul
+ponte, domandando a me medesimo se quel piccolo ed umile corso d'acqua
+era veramente quello stesso fiume che avevo visto precipitare con
+immenso fragore dalle roccie di Sciaffusa, espandersi maestosamente in
+faccia a Magonza, passare in trionfo dinanzi alla fortezza di
+Ehrenbreitstein, sbatter l'onda sonora ai piedi delle Sette montagne;
+specchiar nella sua corsa cattedrali gotiche, castelli principeschi,
+colline fiorite, rupi aeree, rovine famose, città, boschi, giardini, per
+tutto carico di navi, sparso di barche e salutato coi canti e colle
+musiche; e pensando a queste cose, coll'occhio fisso su quel
+fiumiciattolo chiuso fra due sponde piane e deserte, avevo ripetuto più
+volte:--Questo è quel Reno?--Le vicende che accompagnano l'agonia e la
+morte di questo gran fiume in Olanda, sono tali veramente da destare un
+senso di pietà come si proverebbe per le sventure e la fine ingloriosa
+d'un popolo altre volte potente e felice. Fin dalle vicinanze di
+Emmerich, prima di varcare la frontiera olandese, egli ha perduto ogni
+bellezza di sponda, e scorre a grandi curve in mezzo a pianure vaste ed
+uggiose, che sembrano annunziargli la vecchiaia che comincia. A
+Millingen scorre già interamente nel territorio olandese. Poco più
+oltre, si divide. Il braccio maggiore perde vergognosamente il suo nome
+e va a gettarsi nella Mosa; l'altro braccio, insultato col nome di
+canale di Pannerden, scorre fin presso la città d'Arnehm, dove si
+biforca un'altra volta. Un braccio, con un nome d'accatto, si va a
+versare nel golfo di Zuiderzee; l'altro, chiamato ancora per
+commiserazione il Basso Reno, va fino al villaggio di Durstede, dove si
+divide per la terza volta: umiliazione ormai vecchia. L'un dei rami,
+cangiando nome anch'esso come un fuggiasco, va a gettarsi nella Mosa
+vicino a Rotterdam; l'altro, chiamato ancora Reno, ma col ridicolo
+soprannome di _curvo_, giunge faticosamente ad Utrecht, dove per la
+quarta volta si divide in due: capriccio di vecchio rimbambito. Da una
+parte, rinnegando il nome antico, si strascina fino a Muiden, dove
+sbocca nel Zuiderzee; dall'altra, col nome di Vecchio Reno, anzi, per
+maggior spregio, di Vecchio, va lentamente fino alla città di Leida,
+della quale attraversa le strade senza dar quasi indizio di movimento, e
+si riunisce in un sol canale per andar a morire miseramente nel Mare del
+Nord.
+
+Ma non sono molti anni che nemmeno questa compassionevole fine non gli
+era concessa. Dall'anno 839, nel quale una furiosa tempesta aveva
+accumulato alla sua foce dei monti di sabbia, fino al principio di
+questo secolo, il Vecchio Reno si perdeva nelle sabbie prima di giungere
+al mare, e copriva di stagni e di paludi un vastissimo tratto di paese.
+Sotto il regno di Luigi Bonaparte le acque furono raccolte in un grande
+canale protetto da tre enormi cateratte, e d'allora in poi il Reno va
+diritto alla foce. Queste cateratte sono il più grandioso monumento
+dell'Olanda, e forse la più mirabile opera idraulica dell'Europa. Le
+dighe che proteggono l'imboccatura del canale, i muri, i pilastri, le
+porte, presentano tutti insieme l'aspetto d'una fortezza ciclopica
+contro la quale pare che non solo quel mare, ma le forze riunite di
+tutti i mari dovrebbero spezzarsi come contro una montagna di granito.
+Quando monta la marea, si chiudono le porte per impedire che il mare
+invada la terra; quando la marea cala, si riaprono per dar sfogo alle
+acque del Reno che vi si sono accumulate; e allora passa per le porte
+una massa di tremila metri cubi d'acqua in un minuto secondo. I giorni
+di grande tempesta, si fa una concessione al mare, lasciando aperte le
+porte della cateratta più avanzata; e allora le onde furiose si
+precipitano nel canale, come un esercito nemico per una breccia; ma
+vanno a spezzarsi contro le porte formidabili della seconda cateratta,
+dietro le quali l'Olanda grida loro:--Voi non andrete più oltre!--Quella
+fortezza enorme che sopra una spiaggia deserta difende dall'Oceano un
+fiume morente e una città decaduta, ha qualche cosa di solenne, che
+comanda l'ammirazione e il rispetto.
+
+ * * * * *
+
+Rivedo Leida, quale la vidi la sera che tornai dall'escursione, buia e
+muta come una città abbandonata, e le dò un addio riverente coll'animo
+già rallegrato dell'immagine della vicina Haarlem, la città dei paesisti
+e dei fiori.
+
+
+
+
+HAARLEM.
+
+
+La strada ferrata da Leida ad Haarlem corre sur una lista di terra
+compresa fra il mare e il fondo del gran lago che copriva trent'anni fa
+tutta la campagna che si stende fra Haarlem, Leida ed Amsterdam. Lo
+straniero che percorre quella via con una vecchia carta stampata prima
+del 1850, guarda, cerca, confronta, e non trova più il lago d'Haarlem.
+Questo accadde a me; e la cosa parendomi un po' strana, mi rivolsi a un
+vicino e gli domandai conto del lago sparito. Tutti i viaggiatori
+risero, e l'interrogato mi diede questa bizzarra risposta:--Ce lo siamo
+bevuto.
+
+ * * * * *
+
+La storia di questo meraviglioso lavoro sarebbe un soggetto degno d'un
+poema.
+
+Il grande lago d'Haarlem, formato dalla riunione di quattro piccolissimi
+laghi, e cresciuto per effetto delle innondazioni, aveva già sulla fine
+del secolo decimosettimo un circuito di quarantaquattro chilometri, e si
+chiamava mare, ed era infatti un mare tempestoso, sul quale avevan
+combattuto flotte di settanta navi, e fatto naufragio molti bastimenti.
+Grazie alle alte dune che si stendono sulla costa, questa grande massa
+d'acqua non aveva ancora potuto congiungersi al Mare del Nord, e
+convertir così in un'isola l'Olanda Settentrionale; ma dalla parte
+opposta, minacciava le campagne, le città, i villaggi, e costringeva gli
+abitanti a una continua difesa. Già nel 1640 un ingegnere Olandese di
+nome Leeghwater aveva pubblicato un libro diretto a dimostrare la
+possibilità e l'utilità di prosciugare questo lago pericoloso; ma in
+parte per le difficoltà che presentava il metodo di prosciugamento da
+lui proposto, e più perchè il paese era allora occupato nella guerra
+contro la Spagna, l'impresa non aveva trovato promotori. Gli avvenimenti
+politici che seguirono la pace del 1648, e le guerre disastrose colla
+Francia e coll'Inghilterra, fecero dimenticare ancora il progetto del
+Leeghwater sino al principio del presente secolo. Finalmente, verso il
+1819, la quistione fu ripresa, e si fecero nuovi studi e nuove proposte;
+ma l'esecuzione fu rimandata ad altro tempo; e forse non sarebbe ancora
+condotta a termine al dì d'oggi, se non fosse stato un avvenimento
+impreveduto che diede l'ultima spinta alle volontà. Il giorno 9 di
+novembre del 1836, le acque del mare d'Haarlem, sollevate da un vento
+furioso, superarono le dighe, e si slanciarono sino alle porte
+d'Amsterdam; e nel mese seguente invasero Leida e tutta la sua campagna.
+Fu l'ultima provocazione. L'Olanda raccolse il guanto, e nel 1839 gli
+Stati Generali condannarono il mare temerario a sparire dalla faccia
+dello Stato. I lavori ebbero principio nel 1840. Si cominciò col
+circondare il lago d'una doppia diga e d'un largo canale, destinato a
+raccogliere le acque che poi, per altri canali, sarebbero state condotte
+al mare. Il lago conteneva settecento ventiquattro milioni di metri cubi
+d'acqua; senza contare la piovana e la filtrante che durante il
+prosciugamento fu trovata essere di trentasei milioni di metri cubi
+all'anno. Gl'ingegneri avevano fatto il conto che si sarebbe dovuto far
+passare mese per mese, dal lago nel canale di scolo, trentasei milioni e
+duecentomila metri cubi d'acqua. Tre enormi macchine a vapore bastarono
+a questo lavoro. Una fu innalzata presso Haarlem, l'altra fra Haarlem ed
+Amsterdam, la terza presso Leida. Quest'ultima fu chiamata la
+Leeghwater, in onore dell'ingegnere che aveva fatto la prima proposta
+del prosciugamento. Io la vidi, poichè non solo fu conservata, ma
+funziona ancora, a riprese, per assorbire e versare nel canale di scolo
+le acque piovute e filtrate. E così le altre due che sono uguali alla
+prima. Le macchine son chiuse in grosse torri rotonde e merlate,
+ciascuna delle quali ha un giro di finestre ad arco acuto, da cui escono
+undici grandi braccia che alzandosi e abbassandosi con lentezza
+maestosa, mettono in moto altrettante pompe, capaci di sollevare, volta
+per volta, il peso enorme di sessantasei metri cubi d'acqua. Tali sono
+all'aspetto questi tre smisurati vampiri di ferro che hanno succhiato un
+mare. La prima a mettersi all'opera fu la Leeghwater, il dì 7 giugno del
+1849. Poco dopo cominciarono le altre due. Da quel momento il livello
+del lago si abbassò d'un centimetro al giorno. Dopo trentanove mesi di
+lavoro la gigantesca impresa fu compiuta; le macchine avevano assorbito
+924,266,112 metri cubi d'acqua; il mare d'Haarlem era sparito. Questo
+lavoro che costò 7,240,368 fiorini, diede all'Olanda una nuova provincia
+di 18,500 ettari di terreno. Da tutte lo parti dell'Olanda vi accorsero
+coltivatori. Vi si cominciò a seminar colza che diede un meraviglioso
+raccolto; poi ogni sorta di prodotti che vi fecero ottima prova. E come
+la popolazione proviene da differenti provincie, così vi si trovano
+tutti i sistemi di coltivazione in gara gli uni cogli altri; vi si vedon
+fattorie della Zelanda, del Brabante, della Frisia, della Groninga,
+della Nord-Olanda; vi si sentono tutti i dialetti delle Provincie unite;
+è una piccola Olanda dentro l'Olanda.
+
+ * * * * *
+
+Via via che ci s'avvicina ad Haarlem, spesseggiano le ville e i
+giardini; ma la città rimane nascosta dagli alberi, di sopra dei quali
+non appare che il campanile altissimo della cattedrale, sormontato da
+una gran corona di ferro, della forma d'un bulbo di torre moscovita.
+Entrando in città, si vedono da ogni parte canali, mulini a vento,
+ponti levatoi, barchette di pescatori, case che si specchian nell'acqua;
+e fatto appena qualche centinaio di passi si riesce in una vasta piazza
+che fa esclamare con piacevole meraviglia:--Oh! eccoci veramente in
+Olanda!--
+
+ * * * * *
+
+In un angolo v'è la cattedrale, edifizio alto e nudo, sormontato da un
+tetto della forma di prisma acutissimo, che par che fenda il cielo come
+una scure affilata. In faccia alla cattedrale s'alza l'antico palazzo
+municipale, coronato di merli, con un tetto simile a un bastimento
+rovesciato, e un balconcino che pare una gabbia da uccelli appesa sopra
+la porta, e una parte della facciata nascosta da due piccole case d'una
+forma bizzarra, tra di teatro, di chiesa e di castello da fuochi
+artificiali. Dagli altri lati della piazza ci son case di tutte le più
+capricciose forme dell'architettura olandese, pencolanti di qua e di là,
+di color nero, rossastro o vermiglio, colle facciate tempestate di bozze
+bianche, che paion tante scacchiere, e una fila d'alberi piantati quasi
+contro il muro, che nascondono tutte le finestre del primo piano.
+Accanto alla cattedrale, un edifizio stravagante, che serve agli incanti
+pubblici, un monumento d'architettura fantastica, mezzo rosso e mezzo
+bianco, tutto scalini, frontispizi, obelischi, piramidine, bassorilievi,
+ornamenti senza nome, della forma di trionfi da tavola, di candelieri e
+di spegnitoi che paion buttati là a caso, e presentano tutti insieme
+l'immagine d'un pagode indiano trasformato, con un'abberrazione di
+gusto spagnuolo, in casa olandese, da un artista esaltato dal ginepro.
+Ma la cosa più strana è una brutta statua di bronzo che si vede nel
+mezzo della piazza, con un'iscrizione che dice: _Laurentius Johannis
+filius Costerus Typographiæ litteris mobilibus e metallo fusis
+inventor_. Come!--si domanda lì per lì lo straniero ignaro della
+cosa;--che novità è codesta? non è Gutenberg l'inventore della stampa?
+Che cosa pretende costui? Chi è codesto Costerus?
+
+ * * * * *
+
+Questo Costerus aveva nome Lorenzo Jauszoon, e fu chiamato Coster perchè
+fece il sagrestano, che si dice _coster_ in lingua olandese. La
+tradizione racconta che questo Coster, nato in Haarlem verso la fine del
+secolo XIV, passeggiando un giorno nel bel bosco che si stende a
+mezzogiorno della città, staccò un ramo da un albero, e per divertire i
+suoi figliuoli v'intagliò con un coltello alcune lettere, le quali gli
+fecero nascere la prima idea della stampa. Infatti, tornato a casa,
+intinse quei tipi grossolani nell'inchiostro, li impresse sulla carta,
+fece nuove prove, perfezionò le lettere, stampò pagine intere, e
+finalmente, dopo una lunga vicenda di studi, di fatiche, di disinganni,
+di persecuzioni, delle quali fu fatto segno dai copisti e dai
+lucidatori; riuscì a produrre il suo capolavoro che fu lo _Speculum
+humanæ salvationis_, stampato in lingua tedesca, a colonne doppie e in
+caratteri gotici. Questo _Speculum humanæ salvationis_, che si può
+vedere nel palazzo municipale, è in parte stampato con tavole di legno
+incise, e in parte con caratteri mobili; e porta la data del 1440; la
+data più remota che si possa ammettere per l'invenzione di caratteri
+mobili; nei quali consiste veramente l'invenzione della stampa. Stando
+dunque a questo _Speculum_ il Gutenberg l'avrebbe tra capo e collo. Ma
+le prove? Qui comincia il busilli per l'inventore olandese. Fra gli
+oggetti appartenenti a lui, che si conservano nel palazzo municipale,
+caratteri mobili non ve ne sono; e manca pure ogni altro strumento, o
+documento scritto, o testimonianza qualsiasi, che provi indubitabilmente
+che codesto _Speculum_, o almeno la parte stampata con caratteri mobili,
+sia stata stampata dal Coster. Come suppliscono a questa mancanza i
+fautori dell'inventore olandese? Qui salta fuori un'altra leggenda. La
+notte di Natale del 1440, mentre il Coster, vecchio e malato, assisteva
+alla Messa di mezzanotte, pregando Iddio che gli desse forza a
+sopportare le persecuzioni e a lottare contro l'invidia dei suoi nemici,
+un suo operaio, uno di quelli ch'egli s'era associato con giuramento di
+non tradire il segreto della sua invenzione, gli avrebbe portato via gli
+strumenti, i caratteri, i libri; del che accorgendosi il povero Coster
+appena rientrato in casa, sarebbe morto di dolore. Secondo la leggenda,
+questo sacrilego ladro sarebbe stato Fausto di Magonza o il fratello
+primogenito del Gutenberg; con che si spiegherebbe, e come la gloria
+dell'invenzione sia passata dall'Olanda alla Germania, e come la statua
+del povero Coster abbia il diritto di rizzarsi in mezzo alla piazza di
+Haarlem come uno spettro vendicatore. Su questa quistione, che durò per
+secoli, si scrisse in Olanda e in Germania un'intera biblioteca; fino a
+pochi anni sono, rimaneva ancora incerto dinanzi a quale delle due
+statue, quella di Magonza o quella di Haarlem, il viaggiatore dovesse
+levarsi il cappello: la Germania respingeva con supremo disdegno le
+pretensioni olandesi; l'Olanda, benchè con voce di meno in meno sicura,
+respingeva ostinatamente le pretensioni germaniche. Ma pare ora che il
+nodo della quistione sia stato sciolto per sempre. Il dottore Van der
+Linde, olandese, ha pubblicato un libro intitolato: _La leggenda del
+Coster_, letto il quale, a detta degli stessi Olandesi, non si dà
+maggior fede al Coster inventore della stampa che non se ne dia al
+Tubalcain inventore dell'uso del ferro od al Prometeo rapitore del
+fuoco. Per conseguenza la statua del povero Coster potrà esser fusa
+quando che sia in un bel cannone da spedirsi a dar consigli ai pirati di
+Sumatra. Ma all'Olanda rimarrà pur sempre, nel campo della tipografia,
+la gloria incontestata degli Elzevirs, e l'onore invidiabile d'aver
+stampato quasi tutti i grandi scrittori del secolo di Luigi XIV, d'avere
+diffuso in Europa la filosofia francese del XVIII, d'aver accolto,
+difeso, propagato il pensiero umano proscritto dal dispotismo e
+rinnegato dalla paura.
+
+ * * * * *
+
+Nel palazzo municipale v'è un Museo di Pittura che si potrebbe chiamare
+il Museo di Franz Hals, poichè i capolavori di questo grande artista ne
+sono il principale ornamento. Nato, come tutti sanno, a Malines, sulla
+fine del secolo decimosesto, egli visse molti anni in Haarlem, quando vi
+fioriva la pittura di paesaggio, e vi soggiornavano, fra gli altri
+illustri artisti olandesi, il Ruysdaël, il Winants, il Brouwer, il
+Cornelio Bega. La sala principale del Museo, che è vastissima, è quasi
+tutta occupata dai suoi grandi quadri. Entrando, si ha per un momento
+un'illusione singolarissima. Par d'essere entrati nella sala d'un
+banchetto, diviso, come sogliono essere i grandi banchetti, in varie
+mense; e che al rumore dei nostri passi, tutti i commensali si siano
+voltati per vederci. Son tutti gruppi d'uffiziali degli arcieri e
+d'amministratori d'ospedali, di grandezza naturale, quali seduti, quali
+in piedi, intorno a tavole splendidamente apparecchiate; e tutti coi
+visi rivolti verso chi guarda, come gente atteggiata davanti a una
+macchina fotografica. Da qualunque parte uno si volga, non vede che
+faccioni pieni di bonomia e di salute, e occhi fissi nei suoi che par
+che dicano:--Mi riconoscete?--E v'è tanta verità d'espressione in quei
+visi, che par davvero di riconoscerli tutti, di saper chi sono, d'averli
+incontrati parecchie volte per le vie di Leida e dell'Aja. Questa verità
+d'espressione, la giovialità della scena, il vestiario ampio e ricco del
+secolo decimosettimo, le armi, le mense, e il non esservi intorno altri
+quadri che chiamino il pensiero ad altri tempi, fa sì che paia veramente
+di veder l'Olanda di duecent'anni fa, di sentir l'aura del suo gran
+secolo, di vivere in mezzo a quella gente forte, schietta e cordiale.
+Non s'è in una sala di Museo; si assiste alla rappresentazione d'una
+commedia storica; e non si sarebbe punto meravigliati di veder capitare
+tutt'a un tratto Maurizio d'Orange o Federico-Enrico. Il più magistrale
+di questi quadri rappresenta diciannove arcieri aggruppati intorno al
+loro colonnello, ed è uno dei capolavori dell'alta scuola olandese, d'un
+disegno grandioso e libero, d'un colorito caldo e brillante, degno di
+stare accanto al famoso _Banchetto della guardia civica_ di Van der
+Helst. Fra gli altri quadri d'altri artisti, mi ricordo d'uno di Pietro
+Breugel il giovane, che è un'illustrazione comica di più di ottanta
+proverbi fiamminghi, a cui non posso pensare senza dare in uno scoppio
+di risa. Ma è un quadro che non si può descrivere per molte oneste
+ragioni.
+
+In una sala del Museo di Pittura si conserva la bandiera che appartenne
+alla famosa eroina Kanau Hasselaer, la Giovanna d'Arco di Haarlem, la
+quale combattè nel 1572 alla testa di trecento amazzoni armate, contro
+gli Spagnuoli che assediavano la città. La difesa di Haarlem, benchè non
+coronata dalla vittoria, non fu meno gloriosa che quella di Leida. La
+città era circondata di vecchie mura e di torri cadenti, e non aveva,
+oltre la legione delle donne, più di quattromila difensori armati. Gli
+Spagnuoli, dopo aver cannoneggiato le mura per tre giorni, andarono con
+grande fiducia all'assalto; ma respinti da una pioggia di palle, di
+sassi, d'olio bollente, di pece infiammata, dovettero risolversi a porre
+un assedio regolare. La città era soccorsa dalla gente della campagna,
+uomini, donne e bambini, che scivolando sui ghiacci col favore della
+nebbia del decembre, le portavano sulle slitte provvigioni da bocca e da
+guerra. Guglielmo d'Orange, dal canto suo, faceva quant'era in lui per
+costringer gli Spagnuoli a levar l'assedio. Ma la fortuna non gli
+arrideva. Tremila soldati olandesi, mandati innanzi pei primi, furono
+sconfitti, i prigionieri impiccati, e un ufficiale fatto morire appeso a
+una forca colla testa in giù. Un altro tentativo di soccorso ebbe la
+stessa sorte: gli Spagnuoli tagliaron la testa a un ufficiale
+prigioniero e la gettarono nella città con un'iscrizione oltraggiosa. I
+cittadini, alla loro volta, gettarono nel campo nemico una botte con
+dentro undici teste di prigionieri spagnuoli e un biglietto che
+diceva:--«Le dieci teste sono mandate al duca d'Alba in pagamento della
+sua tassa dei decimi, con una testa d'interesse.»--I combattimenti si
+succedevano di più in più feroci, fra lo scoppio delle mine e delle
+contrammine, nel seno della terra. Il 28 gennaio arrivarono in città,
+per la via del lago di Haarlem, centosettanta slitte cariche di pane e
+di polvere. Don Federico, capitano degli Spagnuoli, cominciava a
+disperare e voleva levar l'assedio; ma il duca d'Alba, suo padre, gli
+ordinò di persistere. Venne finalmente il tempo dello sgelo, diventò
+difficile recar provvigioni alla città, gli assediati cominciarono a
+patir la carestia. Il 25 marzo fecero una sortita, nella quale arsero
+trecento tende e presero sette cannoni; ma questa vittoria fu resa vana
+da una sconfitta toccata alla flotta del principe d'Orange venuta a
+battaglia nel lago d'Haarlem colla flotta spagnuola. Questa sconfitta
+gettò gli assediati nella disperazione. Nel mese di giugno erano già
+ridotti agli ultimi orrori della fame. Nei primi di luglio tentarono
+inutilmente di venire ad accordi coi nemici. Il giorno otto, cinquemila
+volontari olandesi mandati da Guglielmo d'Orange per soccorrere la
+città, furono sbaragliati; e un prigioniero fu inviato in Haarlem col
+naso e le orecchie tagliate a portare la notizia. Allora gli assediati
+risolvettero di formare una legione serrata, colle donne e i bambini nel
+mezzo, e di slanciarsi fuori della città per aprirsi un varco in mezzo
+al campo nemico. Ciò saputo, don Federico promise ipocritamente il
+perdono, purchè la città si rendesse senza indugio. La città si arrese,
+gli Spagnuoli entrarono, trucidarono tutti i soldati del presidio,
+fecero decapitare mille cittadini, e legatine duecento a due a due li
+precipitarono gli uni dopo gli altri nel lago. L'esercito spagnuolo
+aveva pagato con dodicimila morti questa vittoria di Pirro strappata col
+tradimento e contaminata col boia.
+
+ * * * * *
+
+Dal Museo andai alla cattedrale colla speranza di sentirvi suonare
+l'organo famoso di Cristiano Müller, che si dice essere il più grande
+del mondo, e conta fra le sue glorie quella d'essere stato suonato dal
+celebre Händel e da un ragazzo di dieci anni che aveva nome Mozart. La
+chiesa, fondata verso la fine del quindicesimo secolo, è bianca e nuda
+come una moschea; e coperta da una vôlta altissima rivestita di legno di
+cedro, la quale s'appoggia sopra ventotto leggere colonne. In un muro si
+vede una palla da cannone dell'assedio del 1573. Nel mezzo della chiesa
+v'è un monumento consacrato alla memoria dell'ingegnere Conrad,
+costruttore delle cateratte di Katwijk, e del suo collega Brunings
+«_protettore dell'Olanda contro il furore del mare e la potenza delle
+tempeste_.» Dietro il coro è sepolto il grande poeta Bilderdijk. A un
+arco sono sospesi alcuni piccoli modelli di bastimenti da guerra che
+rammentano la quinta crociata, condotta dal conte Guglielmo I d'Olanda.
+Vicino al pulpito v'è la tomba del Coster. L'organo, sostenuto da
+colonne di porfido, copre tutta una parete dal pavimento al tetto, e ha
+quattro tastiere, sessantaquattro registri e cinquemila canne, alcune
+delle quali sono alte due volte una casa olandese. In quel momento
+v'eran parecchi forestieri: l'organista non si fece attendere, e io
+potei sentire, come dice Vittor Ugo, cantare i cannoni di Dio.
+Profanissimo all'arte, non saprei dire in che cosa l'organo della chiesa
+di Haarlem differisca da quello del San Paolo di Londra o della
+cattedrale di Friburgo o della basilica di Siviglia. Ho sentito il
+solito squillo che annunzia la battaglia, a cui tien dietro un tumulto
+formidabile di colpi di cannone, di grida di feriti e di fanfare
+vittoriose che s'allontanano di valle in valle fin che si perdono di là
+dai monti; e allora s'alza un'armonia tranquilla di flauti, di chiavine
+e di canti pastorali, che infondono nel cuore tutta la dolcezza della
+vita dei campi; quando tutt'a un tratto scoppia la folgore, si scatena
+l'uragano, treman le fondamenta della chiesa; e poi la tempesta
+s'acqueta a poco a poco al suono d'un canto tremolo e solenne d'una
+legione d'angeli che arriva lentamente da una sterminata lontananza, e
+si sparpaglia nelle nuvole bestemmiata da un esercito di demoni muggenti
+nelle profondità della terra. E infine un'arietta della _Fille de madame
+Angot_, la quale dice che tutto è stato uno scherzo e che l'organista si
+raccomanda alla cortesia degli stranieri.
+
+Dalla sommità del campanile si abbraccia collo sguardo tutta la bella
+campagna di Haarlem, sparsa di boschetti, di mulini a vento e di
+villaggi; si vedono i due grandi canali che vanno a Leida e ad
+Amsterdam, solcati da lunghe file di barconi a vela; si scorgono i
+campanili d'Amsterdam, le praterie dell'antico lago d'Haarlem, il
+villaggio di Bloemendaal, circondato di villette e di giardini; le dune
+brulle che difendono dalle tempeste questo piccolo paradiso terrestre; e
+di là dalle dune, il Mare del Nord che appare come una striscia livida e
+luminosa a traverso i vapori dell'orizzonte. Uscito dalla chiesa,
+infilai una strada e girai per la città alla ventura.
+
+Benchè per molti aspetti somigli a tutte le altre città olandesi,
+Haarlem ha un carattere suo proprio, per il quale si stampa assai
+distintamente nella memoria. È una città gentile e raccolta, nella quale
+il viaggiatore sente più vivo che in tutte le altre il desiderio d'avere
+sotto il suo braccio il braccino d'una sposa o d'un'amica. È una città
+da donne. Un largo corso d'acqua, chiamato la Spaarne, che serve di
+canale di scolo tra le acque dell'antico lago d'Haarlem e il golfo di
+Zuiderzee, l'attraversa dividendosi in parecchi rami, e formandole
+tutt'intorno un canale che la circonda come una fortezza. I canali
+interni sono fiancheggiati da grandi alberi che vi formano sopra quasi
+una vôlta di verzura, in modo che ogni canale pare un laghetto di
+giardino, e i barconi e le barche scorrono all'ombra coll'aria di andare
+a diporto piuttosto che per le proprie faccende. Tutte le strade sono
+ammattonate, e tutte le case del colore dei mattoni, così che a destra,
+a sinistra, in terra, in alto, da qualunque parte si guardi, non si vede
+che rosso, e poi rosso, ed eternamente rosso, come se la città fosse
+stata scavata in una montagna di diaspro sanguigno. Un grandissimo
+numero di case hanno la facciata con otto, con dieci, e persino con
+sedici scalini, come quelle chiesuole di carta che fanno i ragazzi colle
+forbici; e non vi si vedono che pochissimi specchi, rare insegne di
+botteghe e nessun oggetto appeso alle finestre. Le strade sono pulite
+al sogno da peritarsi a lasciarvi cadere la cenere del sigaro. Per
+lunghi tratti non s'incontra anima viva, o soltanto qualche ragazzina di
+dodici o quattordici anni, che va tutta sola alla scuola, coi capelli
+giù per le spalle e il libro sotto il braccio. Non si sente strepito
+d'officine, non rumore di carri, non grida di venditori. Tutta la città
+ha non so che apparenza di riserbo aristocratico e di pudica civetteria
+che desta in singolar modo la curiosità, e fa sì che si gira e si rigira
+senza mai stancarsi, come se a furia di girare si dovesse scoprire
+qualche gentile segreto che la città intera voglia tener celato agli
+stranieri.
+
+ * * * * *
+
+A mezzogiorno si stende un bellissimo bosco di faggi, creduto un resto
+dell'immensa foresta che copriva anticamente una gran parte dell'Olanda;
+attraversato da viali, sparso di chioschi, di caffè, di casini di
+società, e aperto nel mezzo in un grazioso parco popolato di daini e di
+cervi. In un punto solitario ed ombroso, c'è un piccolo monumento posto,
+il 1823, in onore di Lorenzo Coster, il quale, giusta la leggenda,
+avrebbe tagliato là quei famosi rami di faggio, in cui incise le prime
+lettere. Girai per tutti i recessi oscuri del bosco, incontrai un
+ragazzo che mi salutò con un gentile _Bonjour_, voltando il viso
+dall'altra parte; domandai la strada a una ragazza dalla testa cerchiata
+d'oro che diventò rossa come un garofano; chiesi del fuoco a un
+contadino che leggeva la gazzetta; passai accanto a un'amazzone che mi
+guardò con due occhi chiari come il cielo sereno; e tornai verso
+l'entrata del bosco, dove c'è un Museo di Pittura olandese moderna, del
+quale posso tacere senza rimorso.
+
+ * * * * *
+
+È però bene di osservare, a proposito di questo Museo, che la pittura
+olandese degli ultimi tempi ha fatto, sotto varii aspetti, un progresso
+onorevole. Il genere preferito è sempre il piccolo paesaggio, e in
+questo nulla è cangiato; ma la pittura intima s'è sollevata in una
+regione più alta. Ha lasciato la feccia della società per ritrarre la
+classe media, è uscita dalle taverne per dedicarsi amorosamente a quel
+sobrio, severo e valoroso popolo di pescatori che lavora e soffre in
+silenzio sulla costa olandese da Helder alle foci della Mosa; ha
+dimenticato le orgie e le danze plebee, per rappresentare il marinaio
+che parte per la pesca dell'aringa, e la moglie che gli dà l'ultimo
+addio dalla spiaggia, gridando:--Dio t'accompagni!--; il pescatore che
+ritorna dopo un lungo viaggio al suo diletto Scheveningue, e i bambini
+che gli corrono incontro colle braccia aperte; il mare agitato dalla
+tempesta, e la famigliuola del povero marinaio che dall'alto delle dune
+cerca ansiosamente cogli occhi pieni di lagrime un punto nero
+sull'orizzonte oscuro. La minutezza eccessiva è scomparsa; la pittura ha
+preso un fare più largo e più libero. Pochi artisti vanno a studiar
+fuori della loro patria, e questi perdono il loro carattere nativo; ma i
+più rimangono, e la loro pittura, il paesaggio sopratutto, è ancora,
+come per l'addietro, uno specchio fedele del paese, una pittura
+originale e modesta, piena di mestizia, di dolcezza e di pace. Vicino al
+bosco si trova il giardino del signor Kvelage, ch'è il più famoso vivaio
+di tulipani dell'Olanda.
+
+ * * * * *
+
+Questa parola «tulipani» rammenta una delle più strane follie popolari
+che siano mai state al mondo, la quale si manifestò in Olanda verso la
+metà del secolo decimosettimo. Il paese, in quel tempo, aveva raggiunto
+il colmo della prosperità: all'antica parsimonia era succeduto il fasto;
+le case dei ricchi, ancora modestissime sul principio del secolo,
+s'erano trasformate in piccole reggie; il velluto, la seta, le perle
+avevano sbandito la semplicità patriarcale del vestire antico; l'Olanda
+s'era fatta vana, ambiziosa e dissipatrice. Dopo aver riempito la casa
+di quadri, di tappeti, di porcellane, di oggetti preziosi di tutti i
+paesi dell'Europa e dell'Asia, i ricchi negozianti delle grandi città
+d'Olanda cominciarono a spendere somme considerevoli per ornare i loro
+giardini di tulipani; il fiore che risponde meglio d'ogni altro a
+quell'avidità innata di colori vivissimi che il popolo olandese
+manifesta per tanti segni. Questa ricerca dei tulipani ne promosse
+rapidamente la coltivazione; da ogni parte s'apriron giardini, si fecero
+studi, si cercarono nuove varietà del fiore prediletto; in breve tempo
+fu una gara generale; da ogni parte pullularono tulipani non mai veduti,
+di forme bizzarre, di sfumature ignote, di combinazioni di colori
+inaspettate, pieni di contrasti, di capricci e di sorprese; i prezzi
+crebbero meravigliosamente; una nuova screziatura, una forma nuova
+ottenuta in quelle foglie benedette, fu un avvenimento, una buona
+fortuna; migliaia di persone si diedero a quello studio con un furore di
+maniaci; in tutto il paese non si parlò più che di petali, di colori, di
+bulbi, di vasi, di semenze. Questa mania giunse fino al segno di far
+ridere l'Europa intera. I bulbi dei tulipani più rari salirono a un
+prezzo favoloso; alcuni furono una ricchezza come una casa, un podere,
+un mulino; un bulbo equivaleva alla dote d'una ragazza di famiglia
+agiata; per un bulbo furono dati, in non so quale città, due carri di
+grano, quattro carri d'orzo, quattro buoi, dodici pecore, due botti di
+vino, quattro botti di birra, mille libbre di formaggio, un vestimento
+completo e una coppa d'argento. Il bulbo d'un tulipano chiamato
+l'_Ammiraglio Liefkenskoek_, fu venduto ottomila ottocento lire. Un
+altro bulbo, d'un tulipano chiamato _Semper Augustus_, fu comperato al
+prezzo di tredicimila fiorini olandesi. Un bulbo _Ammiraglio Enkhuizen_
+fu pagato più di duemila scudi. Un giorno, non rimanendo più in tutta
+l'Olanda che due bulbi del _Semper Augustus_, uno in Amsterdam, l'altro
+in Haarlem, furono offerti per uno di essi quattromila seicento fiorini,
+una splendida carrozza e due cavalli pomellati con la bardatura di gala;
+e l'offerta fu rifiutata. Un altro compratore offerse dodici jugeri di
+terreno, e neanch'egli lo potè avere. Nei registri d'Alkmaar, è
+ricordato che nel 1637 si fece in quella città la vendita pubblica di
+centoventi tulipani a benefizio della Camera degli orfani, e che questa
+vendita fruttò cento ottanta mila lire. Poi si cominciò a trafficare sui
+fiori, e specialmente sui tulipani, come sulle rendite dello Stato e
+sulle azioni. Si vendevano per somme enormi bulbi che non si
+possedevano, impegnandosi a provvederli per un giorno determinato; e si
+trafficava così per un molto maggior numero di tulipani che non ne
+potesse fornire l'intera Olanda. Si racconta che una sola città olandese
+ne vendette per venti milioni di lire, e che un negoziante d'Amsterdam
+guadagnò in questo commercio più di sessantotto mila fiorini nello
+spazio di quattro mesi. Gli uni vendevano ciò che non avevano, gli altri
+ciò che non avrebbero mai avuto; il mercato passava di mano in mano; si
+pagavano le differenze; e i fiori per cui molta gente s'arricchiva o
+andava in rovina non fiorivano che nella fantasia dei trafficanti.
+Infine la cosa giunse a segno che, molti compratori rifiutando di pagare
+le somme convenute, e seguendone contestazioni e disordini, il Governo
+decretò che questi debiti fossero considerati come debiti ordinarii, e
+fatti pagare per via di legge; e allora i prezzi scemarono
+improvvisamente sino a cinquanta fiorini per il _Semper Augustus_, e il
+traffico scandaloso cessò. Ora quella dei fiori non è più una manìa; ma
+un culto amoroso, del quale la città di Haarlem è il principal tempio.
+Essa provvede ancora di fiori una gran parte dell'Europa e dell'America
+settentrionale. La città è circondata di giardini, i quali verso la
+fine di aprile e il principio di maggio si coprono d'una miriade di
+tulipani, di giacinti, di garofani, di auricole, d'anemoni, di
+ranuncoli, di camelie, di primavere, di cacti, di pelargonii, che
+formano intorno ad Haarlem una immensa corona cui i viaggiatori di tutte
+le parti del mondo rapiscono un mazzetto passando. Il giacinto, in
+questi ultimi anni, è salito in grande onore; ma il tulipano è ancora il
+re delle aiuole e il supremo amore dell'Olanda. Converrebbe poter
+cangiare la penna col pennello del Van Huysum o del Menendez, per
+descriver la pompa di quei colori arditi, lussuriosi, sfolgoranti, i
+quali, se le sensazioni dell'occhio si potessero paragonare a quelle
+dell'udito, si direbbe che son come grida e risa di gioia e d'amore nel
+silenzio verde dei giardini; e che danno al capo come la musica
+fragorosa d'una festa. Vi si vede il tulipano duca di Toll; i tulipani
+detti precoci semplici, di più di seicento varietà; i doppi precoci; i
+tardivi, divisi in unicolori, in fini, in sopraffini, in rettificati; i
+fini, suddivisi ancora in violette, in rose, in bizardi; poi i mostruosi
+o pappagalli, gl'ibridi, i ladri; classificati in mille ordini di
+nobiltà e d'eleganza; tinti di tutte le sfumature che può concepire la
+mente umana; macchiettati, striati, orlati, variegati, colle foglie a
+onde, a frangie, a festoni; decorati di medaglie d'oro e d'argento;
+distinti con mille nomi di generali, di pittori, di uccelli, di fiumi,
+di poeti, di città, di regine, e mille aggettivi amorosi e spavaldi, che
+rammentano le loro metamorfosi, le loro avventure e i loro trionfi, e
+lasciano nella mente una dolcissima confusione d'immagini belle e di
+pensieri gentili.
+
+ * * * * *
+
+Dopo questo, mi pare di poter partire per Amsterdam, dove mi spinge una
+curiosità irresistibile; e già metto il piede sul montatoio del treno, e
+adocchio un bel posto vicino allo sportello del vagone; quando mi sento
+afferrare per la falda, mi volto e vedo lo spettro d'un mio cortese
+critico d'Italia, il quale mi dice in tuono di rimprovero: "Ma, e i
+commerci, e le industrie, e gli stabilimenti di Haarlem, dove li ha
+lasciati?"--"Ah! è vero" rispondo io; "lei è uno di quelli che vogliono
+descrizione, guida, dizionario, trattato, indicatore, quadro statistico,
+tutto in un libro? Ebbene, la voglio contentare. Sappia dunque che in
+Haarlem c'è un ricchissimo museo d'istrumenti fisici, chimici, ottici,
+idraulici, lasciato alla città da un Pietro Teyler van der Halst, con
+una somma da destinarsi ogni anno a concorsi scientifici;--che c'è una
+fonderia celebre di caratteri greci ed ebraici;--che ci sono parecchie
+belle fabbriche di cotone fondate sotto il patronato di re Guglielmo
+II;--che ci sono dei lavatoi di biancheria famosi in tutta l'Olanda." In
+questo momento si sentì il fischio della partenza: "Un momento!" mi
+gridò il critico cercando di trattenermi allo sportello, "che dimensioni
+hanno le macchine elettriche del museo Teyler? Quanto producono anno
+per anno le fabbriche di cotone? Che sapone s'adopera nei
+lavatoi?...."--"Eh! mi lasci un po' in pace!" gli risposi, chiudendo lo
+sportello mentre il treno era già in movimento; non lo sa il proverbio
+che non si può cantare e portar la croce?
+
+ * * * * *
+
+Ed ora a te, Amsterdam dalle novanta isole, Venezia del nord, regina del
+Zuiderzee!
+
+
+
+
+AMSTERDAM.
+
+
+A due viaggiatori, uno poeta e uno ingegnere, che andassero insieme, per
+la prima volta, da Haarlem ad Amsterdam, seguirebbe un caso che credo
+non accada sovente: l'ingegnere si sentirebbe un po' poeta, e il poeta
+desidererebbe di trovarsi nei panni dell'ingegnere. Tale è questo strano
+paese, nel quale lo scrittore, per colpire l'immaginazione e destar
+l'entusiasmo, non ha da far altro che noverare i chilometri, i metri
+cubi d'acqua e gli anni di lavoro; onde un poema sull'Olanda sarebbe una
+meschina cosa senza un'appendice piena di cifre, e una relazione
+completa d'un ingegnere non avrebbe bisogno che del verso e della rima
+per essere uno splendido poema.
+
+Appena partito da Haarlem, il treno passa sur un bellissimo ponte di
+ferro di sei archi, che accavalcia la Spaarne; il qual ponte,
+immediatamente dopo il passaggio del treno, si apre, come per incanto,
+nel mezzo, e lascia il varco libero ai bastimenti. Due soli uomini,
+movendo una macchina a un segnale del cantoniere, staccano, in due
+minuti, due archi del ponte, e in un tempo uguale, all'avvicinarsi d'un
+altro treno, li ricongiungono. Poco dopo passato il ponte, si vedono
+luccicare all'orizzonte le acque dell'Y.
+
+Qui si prova più vivo che mai un certo sentimento d'inquietudine che
+turba sovente chi viaggia per la prima volta in Olanda. La strada corre
+sopra una striscia di terra che separa il fondo dell'antico mare
+d'Haarlem dalle acque dell'Y; prolungamento, così chiamato per la sua
+forma, del golfo di Zuiderzee, il quale s'addentra nelle terre, fra
+Amsterdam e la Nord-Olanda, sino alle dune del Mare del Nord. Per
+costrurre questa strada ferrata, che venne aperta nel 1839, prima del
+prosciugamento del lago d'Haarlem, si dovette sovrapporre fascine a
+fascine, palafitte a palafitte, pietre a pietre, sabbia a sabbia;
+formare una sorta di istmo artificiale a traverso le paludi; comporre,
+in una parola, il terreno, sul quale la strada doveva passare; e fu un
+lavoro pieno di difficoltà e dispendiosissimo, che richiede tuttora cure
+e spese continue. Questa lingua di terra si va assottigliando fino ad
+Halfweg, che è la sola stazione compresa fra Haarlem ed Amsterdam. Qui
+le acque dell'Y e il fondo del lago prosciugato sono divisi da cateratte
+colossali, alle quali è affidata l'esistenza d'una buona parte
+dell'Olanda meridionale. Se queste cateratte si aprissero, la città
+d'Amsterdam, centinaia di villaggi, tutto l'antico lago, una distesa di
+terra di cinquanta chilometri sarebbe invasa e devastata dalle acque. Il
+prosciugamento del lago d'Haarlem ha scemato questo pericolo; ma non
+l'ha tolto; e però ad Halfweg è stabilita una direzione speciale della
+così detta amministrazione delle acque, che custodisce quelle termopili
+dell'Olanda, coll'occhio sul nemico e la mano sull'armi.
+
+Passata la stazione di Halfweg, si vede a sinistra, di là dal golfo
+dell'Y, un movimento confuso come di migliaia d'alberi di bastimenti
+sbattuti dalla tempesta, che si tuffino e si rituffino nel mare; e sono
+le braccia di centinaia di mulini a vento mezzo nascosti dalle dighe, i
+quali si stendono lungo la riva della Nord-Olanda, nei dintorni della
+città di Zandam, in faccia ad Amsterdam. Poco dopo, apparisce Amsterdam.
+Al primo aspetto di questa città, anche dopo aver visto tutte le altre
+dell'Olanda, non si può trattenere un movimento di meraviglia. È una
+foresta di altissimi mulini a vento della forma di torrioni, di
+campanili, di fari, di piramidi, di coni tronchi, di case aeree, che
+agitano da tutte le parti le loro enormi braccia incrociate, e formano
+al disopra dei tetti e delle cupole un roteamento immenso come d'un
+nuvolo d'uccelli mostruosi che battan le ali sulla città. In mezzo a
+questi mulini, s'alzano innumerevoli torricciuole d'officine, alberi di
+bastimento, campanili di architettura fantastica, cime di edifizi
+bizzarri, pinacoli, punte, forme sconosciute; più lontano si vedono
+altre ali di mulino fitte e intricate, che paiono una vastissima rete
+sospesa nell'aria; tutta la città è nera; il cielo basso ed inquieto; è
+uno spettacolo grandioso, confuso e strano, visto il quale, si entra in
+Amsterdam con una vivissima curiosità.
+
+ * * * * *
+
+Il primo effetto che produce questa città, appena si sono percorse
+alcune strade, è difficile ad esprimersi. Pare una città immensa e
+disordinata; Venezia ingigantita e imbruttita; una città olandese, sì,
+ma vista a traverso una lente che la faccia apparire tre volte più
+grande; la capitale d'un'Olanda immaginaria di cinquanta milioni
+d'abitanti; una metropoli antica, fondata da un popolo di giganti sul
+delta d'un fiume smisurato, per servir di porto a una flotta di
+diecimila navi; una città maestosa, severa, quasi lugubre, che desta un
+sentimento di stupore, sul quale s'ha bisogno di pensare.
+
+ * * * * *
+
+La città, posta sulla riva dell'Y, è fabbricata sopra novanta isole,
+quasi tutte di forma rettangolare, congiunte fra loro da circa
+trecentocinquanta ponti. La sua figura è un perfetto semicircolo,
+percorso da tanti canali in forma d'archi concentrici a quello che
+chiude la città, e attraversati da altri canali convergenti al centro,
+come i fili d'una tela di ragno. Un largo corso d'acqua, chiamato
+l'Amstel (il quale forma colla parola _dam_, diga, il nome d'Amsterdam)
+divide la città in due parti quasi uguali, e si va a gettare nell'Y.
+Quasi tutte le case sono fabbricate su palafitte per il che suol dirsi
+che la città di Amsterdam, rovesciata, presenterebbe lo spettacolo d'una
+grande foresta senza fronde e senza rami; e quasi tutti i canali son
+fiancheggiati da due larghe strade e da due file di tigli.
+
+ * * * * *
+
+Questa regolarità di forma per la quale la vista può spaziare da tutte
+le parti, dà alla città un aspetto ammirabilmente grandioso. Ad ogni
+voltata di strada, si vedono nella nuova direzione, tre, quattro,
+persino sei ponti levatoi, quale ritto, quale abbassato, quale in
+movimento, i quali presentano all'occhio una fuga di porte, e una
+confusione inestricabile di travi e di catene, da far pensare che
+Amsterdam sia composta di tanti quartieri nemici fra loro e fortificati
+gli uni contro gli altri. I canali, grandi come fiumi, formano qua e là
+svolti e bacini spaziosi, intorno ai quali si gira, passando sur una
+successione di ponti congiunti gli uni agli altri. Da tutti i crocicchi
+si vedono prospetti lontani d'altri ponti, di altri canali, di
+bastimenti, di edifizi, velati da una leggera nebbia che fa apparire
+maggiore la lontananza.
+
+ * * * * *
+
+Le case, quasi tutte altissime, rispetto a quelle delle altre città
+olandesi, nere, colle finestre e le porte contornate di bianco, colle
+facciate a punta e a scalini, decorate di bassorilievi che rappresentano
+urne, fiori ed animali; sono quasi tutte difese sul davanti da
+colonnette, balaustrate, stecconati, catene, sbarre di ferro, e divise
+le une dalle altre da muriccioli ed assiti; e dentro queste specie di
+fortezze avanzate che ingombrano una buona parte della strada, vi son
+tavolini, panche con vasi di fiori, seggiole, secchie, carrette, ceste,
+carcasse di vecchi mobili; così che a guardar le strade da una delle
+estremità, pare che gli abitanti abbian portato fuori tutta la roba di
+casa per una sgomberatura universale. Moltissime case hanno un piano
+sottostante alla strada, al quale si scende per una scaletta di legno o
+di pietra; e in quel vacuo tra la strada e il muro, ci sono altri vasi
+di fiori, suppellettili, mercanzie esposte in vendita, gente che lavora,
+tutto un mondo sotterraneo che brulica ai piedi di chi passa.
+
+ * * * * *
+
+Le strade principali presentano uno spettacolo unico al mondo. I canali
+sono coperti di bastimenti e di barconi; e sulle strade che li
+fiancheggiano, si vedono da una parte mucchi di botti, di casse, di
+sacchi, di balle; dall'altra una fila di botteghe splendide. Di qui
+formicola il popolo in soprabito, le signore, le fantesche, i
+merciaiuoli ambulanti, i bottegai; di là il popolo rozzo e vagante dei
+marinai e dei battellieri colle loro mogli e i loro bambini. A destra si
+ode il vivace cicaleccio cittadino, a sinistra le grida acute e lente
+della gente di mare. Da un lato si sente il profumo dei fiori che
+adornan le finestre e l'odore ghiotto delle trattorie; dall'altro il
+puzzo di catrame e il fumo delle povere cucine delle barche a vela. Qui
+si alza un ponte levatoio per dar passo a un bastimento; là si affolla
+la gente per passare sopra un ponte spezzato che si ricompone; più oltre
+una zattera traghetta un gruppo di persone all'altra riva del canale; in
+fondo alla strada, parte un battello a vapore; dall'estremità opposta
+entra una fila di barconi carichi; qui si apre una cateratta; lì scivola
+un _trekschuit_; poco distante gira un mulino, laggiù si piantano le
+palafitte per una nuova casa. Il cigolío delle catene dei ponti si mesce
+collo strepito dei carri, il fischio dei piroscafi rompe le ariette dei
+campanili, i cordami dei bastimenti s'intralciano colle fronde degli
+alberi, la carrozza passa accanto alla barca, la bottega si specchia nel
+canale, le vele si riflettono nelle vetrine, la vita di terra e la vita
+di mare si rasentano, s'incrociano, passano l'una sull'altra, e si
+confondono in uno spettacolo nuovo ed allegro come una festa d'alleanza
+e di pace.
+
+ * * * * *
+
+Se dalle strade principali uno si addentra nei vecchi quartieri, lo
+spettacolo cangia affatto. Le strade più strette di Toledo, i vicoli più
+oscuri di Genova, le case più squilibrate di Rotterdam, non son nulla in
+confronto della strettezza, dell'oscurità e dello scompiglio
+architettonico che si vede in quei quartieri. Le strade paiono crepe
+aperte dal terremoto. Le case alte e nere, mezzo nascoste dai cenci
+stesi sulle finestre e appesi alle corde, sono inclinate a segno da
+metter paura; alcune sono ripiegate sopra sè stesse, come se fossero sul
+punto di spezzarsi; altre si toccano quasi coi tetti, non lasciando
+vedere che un filo di cielo; altre pendono da due parti opposte,
+presentando la forma d'un trapezio rovesciato; e paion case da
+palcoscenico nell'atto che son portate via per cangiare la scena. Furon
+costrutte così appositamente per lo scolo delle acque, o s'inclinarono
+perchè cedette il terreno? V'è chi crede la prima e chi la seconda cosa;
+ma i più le credon tutte e due, il che mi pare più ragionevole. Ed anche
+in quei labirinti, dove formicola una plebe pallida e trista per la
+quale un raggio di sole è una benedizione di Dio, si vedono vasi di
+fiori, specchietti e tendinette alle finestre, che rivelano una povertà
+non scompagnata dal gentile amor della casa.
+
+ * * * * *
+
+La parte più pittoresca della città è quella compresa nella curva
+dell'Amstel, intorno alla grande piazza del Nuovo Mercato. Là si vedono
+crocicchi di strade tenebrose e di canali deserti, piazzette solitarie
+circondate da muri che sgocciolano acqua, case filigginose, muffose,
+screpolate, decrepite, bagnate da acque morte ed immonde; vasti
+magazzini, con tutte le porte e le finestre chiuse; barche e barconi
+abbandonati in fondo a canali senza uscita, che hanno l'aria di
+aspettare dei congiurati o delle streghe; mucchi di materiali da
+costruzione, che presentan l'aspetto di avanzi d'incendio o di rovina;
+bacini coperti d'erba e chiassuoli fangosi; muri, acqua, ponti, tutto
+nero e tetro, da destare in chi passi di là per la prima volta, un
+sentimento di inquietudine, come se ci spirasse la minaccia di qualche
+sventura.
+
+ * * * * *
+
+Chi ama i contrasti, non ha che da recarsi da questa parte della città
+nella piazza chiamata il _dam_, dove convergono le strade principali, e
+si trova il Palazzo Reale, la Borsa, la Nuova Chiesa e il monumento
+detto la Croce di Metallo, innalzato in commemorazione della guerra del
+1830. Là v'è un movimento fittissimo e continuo di gente e di carrozze,
+che rammenta lo _square_ di Trafalgar di Londra, la Porta del Sole di
+Madrid e la piazza della Maddalena di Parigi. Stando là un'ora si gode
+il più svariato spettacolo che si possa vedere in Olanda. Passano
+faccioni rossi e petulanti dell'alto patriziato mercantile, volti
+abbronzati delle colonie, stranieri di tutte le gradazioni di biondo,
+ciceroni, suonatori d'organetti, ambasciatori della morte col lungo velo
+nero, cuffiette bianche di fantesche, panciotti variopinti di pescatori
+del Zuiderzee, orecchini a paraocchi delle donne della Nord-Olanda,
+diademi d'argento della Frisia, caschetti dorati della Groninga, camicie
+gialle dei lavoratori delle torbiere, gonnelle metà nere e metà rosse
+delle orfane degli ospizi, vestiti bizzarri degli abitanti delle isole,
+_cignons_ spropositati, cappelli da carnovale; grandi spalle, grandi
+fianchi, grandi ventri, e tutta questa processione avvolta dal fumo dei
+sigari e delle pipe, e accompagnata da un suono di parole tedesche,
+olandesi, inglesi, francesi, fiamminghe, danesi, da credere d'essere
+capitati nella valle di Giosafat o ai piedi della torre di Babele.
+
+ * * * * *
+
+Dalla piazza del Dam si arriva in pochi minuti al porto, che offre
+anch'esso uno spettacolo grandioso e strano oltre ogni dire. A primo
+aspetto, non ci si capisce nulla. Si vedono da ogni parte dighe, ponti,
+cateratte, palizzate, bacini, che presentano l'immagine d'un'immensa
+fortezza costrutta così astutamente, perchè nessuno riesca a
+raccapezzarne la forma; e non ci si riesce infatti che per mezzo della
+carta e dopo una passeggiata di parecchie ore. Dal mezzo della città,
+alla distanza di mille metri l'una dall'altra, partono in direzione
+opposta due gran dighe arcate che abbracciano e difendono dal mare le
+due estremità di Amsterdam sporgenti oltre il semicircolo delle sue case
+come le punte d'una mezza luna. Queste due dighe che hanno ciascuna una
+gran porta munita d'una cateratta gigantesca, racchiudono due bacini
+capaci di mille bastimenti d'alto bordo e parecchie isolette sulle quali
+son magazzini, arsenali, opificii, dove lavorano migliaia d'operai. Fra
+le due grandi dighe s'avanzano parecchie dighe minori, formate di
+robuste palizzate, che servono di stazione d'imbarco per i battelli a
+vapore. In tutte queste dighe s'innalzano case, tettoie, baracche, fra
+le quali formicola una folla di marinai, di passeggieri, di facchini, di
+donne, di ragazzi, di carrozze, di carri, chiamati là dalle partenze e
+dagli arrivi che si succedono rapidamente dal far del giorno alla sera.
+Dai punti avanzati di codeste dighe si abbraccia con uno sguardo
+l'intero porto: le due foreste di navigli dalle bandiere di mille
+colori, racchiusi nei due grandi bacini; i bastimenti che arrivano dal
+gran canale del Nord, e che entrano a vele spiegate nel mare di
+Zuiderzee; i barconi e le barche che s'incrociano da tutte le parti del
+golfo; la costa verde della Nord-Olanda; i cento mulini di Zandam: la
+lunghissima schiera delle prime case di Amsterdam che disegnano sul
+cielo le loro mille punte nere; le innumerevoli colonne di fumo
+filigginoso, che s'alzano dalla città sull'orizzonte grigio; e quando le
+nuvole sono in moto, una continua, rapidissima, meravigliosa variazione
+di colori e d'aspetti, per la quale ora sembra di essere nel più gaio,
+ora nel più tristo paese del mondo.
+
+ * * * * *
+
+Ritornando in città, per osservare particolarmente gli edifizii, i primi
+a chiamar l'attenzione sono i campanili. In Amsterdam ci sono templi di
+tutte le religioni: sinagoghe, chiese per i riformati calvinisti, chiese
+pei luterani della confessione Ausburgo strettamente osservata, chiese
+per i luterani della confessione d'Ausburgo osservata largamente, chiese
+per i rimostranti, per i mennoniti, per i valloni, per gl'inglesi
+episcopali, per gl'inglesi presbiteriani, per i cattolici, per i greci
+scismatici; e ognuno di questi templi innalza al cielo un campanile che
+par stato fatto per vincere tutti gli altri di originalità e di
+bizzarria. Quello che dice Vittor Hugo degli architetti fiamminghi, i
+quali fabbricarono dei campanili ponendo un'insalatiera rovesciata sopra
+un berretto da giudice, una zuccheriera sopra l'insalatiera, una
+bottiglia sulla zuccheriera, e un ostensorio sulla bottiglia, si può
+riferire in parte anche ai campanili d'Amsterdam. Alcuni son formati di
+chioschi o di tempietti sovrapposti, altri di tante torricine che paiono
+tirate fuori l'una dall'altra, in modo che a dare un colpo sulla più
+alta, tutto il campanile si debba accorciare come un cannocchiale; altri
+son sottili come minareti, quasi interamente costrutti di ferro, ornati,
+dorati, traforati, trasparenti; altri coronati dal mezzo in su di
+terrazzini, di balaustrate, di archi, di colonne; quasi tutti poi
+sormontati da un globo o da una corona di ferro della forma d'un bulbo,
+sulla quale posa un'altra corona, che regge alla sua volta una palla, la
+quale sostiene un'asta, in cui è confitto ancora qualche altro oggetto,
+che forse non è l'ultimo neanch'esso; tal quale come le torricciuole che
+fanno i ragazzi, sovrapponendo tutti i ninnoli che cascan loro nelle
+mani.
+
+Fra gli edifizii monumentali, che non sono molti, v'è il palazzo reale,
+il primo dei palazzi d'Olanda, costrutto tra il 1648 e il 1655, sopra
+tredicimilaseicentocinquantanove palafitte; grandioso, pesante e nero;
+del quale il più bell'ornamento è una sala da ballo che si dice la più
+vasta d'Europa, e il maggiore difetto, quello di non avere portone, per
+il che vien chiamato comunemente la casa senza porta. Per contrapposto,
+l'edifizio della Borsa che gli sorge dirimpetto, fondato su
+trentaquattromila palafitte, perchè non ha di notevole che un peristilio
+di diciassette colonne, si chiama la porta senza casa; bisticcio che
+ogni olandese si fa un dovere di ripetere agli stranieri, sorridendo
+impercettibilmente coll'estremità delle labbra. Chi capita ad Amsterdam
+nella prima settimana della Kermesse, ch'è il carnevale dell'Olanda, può
+vedere in questo edifizio uno spettacolo curiosissimo. Per sette giorni,
+nelle ore in cui non si fanno affari, la Borsa è aperta a tutta la
+ragazzaglia della città, che v'irrompe, facendo uno strepito infernale
+di pifferi, di tamburi e di grida; licenza che, se è vera la tradizione,
+sarebbe stata concessa dal Municipio in onore di alcuni ragazzi, i
+quali, al tempo della guerra d'indipendenza, giocherellando presso
+l'antica Borsa, scopersero gli Spagnuoli che si preparavano a far
+saltare in aria l'edifizio con un naviglio pieno di polvere, corsero a
+darne avviso ai cittadini, e mandarono così a vuoto il tentativo dei
+nemici. Oltre il palazzo reale e la Borsa, sono un bell'ornamento di
+Amsterdam il palazzo dell'industria, fatto di cristallo e di ferro, e
+sormontato da una cupola leggerissima, che da lontano, quando vi batte
+il sole, gli dà l'aspetto d'una grande moschea; e come monumenti
+storici, le vecchie torri che s'alzano sulla riva del porto.
+
+ * * * * *
+
+Fra queste torri ve n'è una che si chiama _Torre dell'angolo dei
+piangenti_ o _Torre delle lagrime_, perchè là s'imbarcavano altre volte
+i marinai olandesi per lunghissimi viaggi, e le loro famiglie andavano
+presso quella torre per salutarli e vederli partire, e piangevano. Sopra
+la porta v'è un rozzo bassorilievo segnato della data 1569, il quale
+rappresenta il porto, una nave che parte, e una donna che piange; e fu
+posto in commemorazione della moglie d'un marinaio, che morì di dolore
+per la partenza di suo marito.
+
+È stato osservato che quasi tutti gli stranieri che vanno a veder quella
+torre, dopo aver dato un'occhiata al bassorilievo e alla _Guida_ che ne
+spiega il significato, si voltano verso il mare come per cercare il
+bastimento che parte, e rimangono qualche tempo pensierosi. A che cosa
+pensano? Forse a quello che pensai io stesso. Seguono quel bastimento
+nei mari artici, alla pesca delle balene o alla ricerca d'una nuova via
+per le Indie, e alla loro mente si spiega come una visione l'epopea
+tremenda della marina olandese in mezzo agli orrori del polo: i mari
+ingombri di ghiaccio, il freddo che fa cadere a brani la pelle delle
+mani e del viso, gli orsi bianchi che s'avventano sui marinai, e spezzan
+le armi coi denti; i cavalli marini che accorrono a stormi furiosi per
+rovesciare le scialuppe; le rocce di ghiaccio mulinate dalle onde e dal
+vento, e le vaste pianure ghiacciate e mobili che s'incontrano,
+imprigionano e stritolano le flotte; le isole deserte sparse di cadaveri
+di marinai, di carcasse di navi, di cinture di cuoio rosicchiate nella
+disperazione dell'agonia dagl'infelici che morirono di fame; poi le
+frotte di balene che volteggiano intorno ai navigli, le formidabili
+contorsioni del mostro ferito nelle acque insanguinate, le barche
+rovesciate dai colpi di coda, i pescatori che cascan nel mare, e vi
+rimangono irrigiditi, i naufraghi erranti seminudi nella nebbia e nelle
+tenebre, le fosse scavate nel ghiaccio e ricoperte col ghiaccio per
+ripararsi dalle fiere, i sonni che finiscono colla morte. Poi ancora
+sconfinate solitudini bianche e brumose, dove non si sente altro rumore
+che quello dei remi delle scialuppe ripercosso dalle caverne e i gridi
+lamentevoli delle foche; poi altri deserti dove non è più traccia di
+vita, le montagne di ghiaccio incommensurate, gl'immensi spazi ignoti,
+le nevi secolari, l'inverno eterno, la tristezza solenne delle notti del
+polo, il silenzio infinito in cui l'anima si spaura, i marinai consunti,
+trasfiguriti, moribondi, che s'inginocchiano sul ponte, e giungono le
+mani verso l'orizzonte infocato dall'aurora boreale, chiedendo a Dio di
+rivedere il sole e la patria. Scienziati, mercatanti, poeti, tutti
+s'inchinano a quelle umili avanguardie che hanno tracciato coi loro
+scheletri sulle nevi immaculate del polo il primo sentiero della vita.
+
+ * * * * *
+
+Da questa torre, voltando a destra, e seguitando a camminare lungo il
+porto, si arriva alla Plantaadije, vasto quartiere composto di due isole
+congiunte da molti ponti, nel quale c'è un parco, un giardino zoologico,
+un giardino botanico, un passeggio pubblico, che formano una grande oasi
+verde ed allegra in mezzo alle acque livide e alle case nere. Là
+concerti musicali, là feste notturne, là il fiore della bellezza
+amsterdamese; fiore che, per buona fortuna dei viaggiatori di fibra
+sensitiva, spande un profumo soave; ma che non dà al capo. Dal qual
+pericolo, in ogni caso, non c'è miglior rifugio che il giardino
+zoologico, proprietà d'una società di quindicimila soci; il più bel
+giardino zoologico d'Olanda, che pure ne ha dei bellissimi, e uno dei
+più ricchi d'Europa; nel quale si scorda facilmente in mezzo alle
+salamandre massime del Giappone, ai serpenti boa di lava e ai _bradypi
+didactyli_ di Surinam, i visetti pallidi e gli occhi azzurri delle belle
+calviniste.
+
+Dalla Plantaadije, passando su parecchi ponti, e fiancheggiando diversi
+canali, si arriva sulla grande piazza del _Boter Markt_, dove c'è una
+statua gigantesca del Rembrandt e l'ufficio del consolato italiano. Da
+questa piazza si va al quartiere degli Ebrei che è una delle meraviglie
+di Amsterdam.
+
+ * * * * *
+
+Per andarci, domandai la strada al nostro gentilissimo console, il quale
+mi rispose:--Cammini diritto fin che non si trovi in un quartiere
+infinitamente più sudicio di tutti quelli ch'ella ha considerati finora
+come il _non plus ultra_ del sudiciume; quello è il ghetto; non può
+sbagliare.--Andai innanzi, ognuno può immaginare con che aspettazione;
+passai accanto a una sinagoga; mi soffermai un momento in un crocicchio;
+poi presi la strada più stretta, e in capo a pochi minuti, riconobbi il
+ghetto. La mia aspettazione fu superata.
+
+È un labirinto di strade strette, fangose e cupe, fiancheggiate da case
+vecchissime, che pare debbano cadere in rovina a dare un calcio nel
+muro. Dalle corde tese fra finestra e finestra, dai davanzali, dai
+chiodi piantati nelle porte, spenzolano e svolazzano sui muri umidi
+camicie sbrandellate, gonnelle rappezzate, vestiti unti, lenzuoli
+macchiati, calzoni cenciosi. Davanti alle porte e sugli scalini rotti,
+in mezzo alle cancellate cadenti, sono esposte le vecchie mercanzie.
+Rottami di mobili, frammenti d'armi, oggetti di divozione, brandelli
+d'uniformi, avanzi di strumenti, frantumi di giocattoli, ferramenti,
+cocci, frangie, cenci, tutte le cose che non han più nome in alcuna
+lingua umana, tutto quello che hanno guasto e disperso la ruggine, il
+tarlo, il foco, la rovina, il disordine, la dissipazione, le malattie,
+la miseria, la morte; tutto quello che i servitori spazzano, che i
+rigattieri ributtano, che i mendicanti calpestano, che gli animali
+trascurano; tutto ciò che ingombra, che insudicia, che puzza, che
+stomaca, che contamina; tutto si ritrova là a mucchi e a strati,
+destinato a un commercio misterioso, ad accoppiamenti impreveduti, a
+trasformazioni incredibili. In mezzo a quel cimitero di cose, a quella
+babilonia d'immondizie, brulica un popolo macilento, pezzente,
+pidocchioso, accanto al quale i gitani dell'Albaicin di Granata son
+gente pulita e profumata. Come in tutti i paesi, così anche là hanno
+preso ad imprestito dal popolo presso cui vivono, il colore del pelo e
+del viso; ma hanno conservato i nasi adunchi, i menti aguzzi, i capelli
+crespi, tutti i tratti della razza semitica. Il vocabolario non ha
+parole per dare un'immagine di quella gente. Capigliature in cui non è
+mai passato un pettine, occhi che fanno raccapriccio, magrezze di
+cadaveri consunti, bruttezze che destan pietà, vecchi che serbano appena
+figura umana, ravvolti in ogni sorta di vestiti di cui non si riconosce
+più nè colore nè forma nè a che sesso appartengano, dai quali escono, e
+s'allungano tremolando mani scheletrite con giunture acute di locuste e
+di ragni. Tutto si fa in mezzo alla strada. Le donne friggono i pesci su
+piccoli fornelli, le ragazze cullano i bambini, gli uomini rimestano i
+loro vecchiumi, i ragazzi seminudi si avvoltolano sul selciato coperto
+di legumi fradici e di brutture di pesci; le vecchie decrepite, sedute
+in terra, combattono colle unghie ferine i prudori del corpo immondo,
+scoprendo coll'inconsapevolezza del bruto cenci riposti e membra da cui
+lo sguardo rifugge. Camminando per lunghi tratti sulla punta dei piedi,
+turandomi qualche volta il naso, badando a scansare cogli occhi le cose
+di cui non avrei potuto sostenere la vista, percorsi quasi tutte quelle
+strade, e quando riuscii sulla sponda d'un largo canale, in un luogo
+aperto e pulito, mi parve di essere capitato nel paradiso terrestre, ed
+aspirai con voluttà l'aria impregnata di catrame.
+
+ * * * * *
+
+In Amsterdam, come in tutte le altre città olandesi, ci sono molte
+società particolari, alcune delle quali hanno l'importanza di grandi
+istituzioni nazionali; principalissima la _Società d'utilità pubblica_,
+fondata nel 1784, che è quasi un secondo governo per l'Olanda. Il suo
+scopo è l'educazione del popolo, alla quale provvede colla pubblicazione
+di libri elementari, letture pubbliche, biblioteche per gli operai,
+scuole d'istruzione primaria, scuole professionali, scuole di canto,
+case di asilo, casse di risparmio, premi di buona condotta, onorificenze
+per gli atti di valore e di abnegazione. La società, retta da un
+consiglio d'amministrazione composto di dieci direttori e d'un
+segretario generale, si compone di più di quindicimila soci, divisi in
+trecento gruppi, i quali formano altrettante società indipendenti,
+sparpagliate nelle città, nei villaggi, nei più piccoli Comuni dello
+Stato. Ogni socio paga poco più di dieci lire l'anno. Colla somma
+(modesta rispetto alla vastità dell'istituzione) che questa tassa
+produce, la società esercita, come disse Alfonso Esquiroz, una specie di
+magistratura anonima sui pubblici costumi; stringe insieme col vincolo
+d'una beneficenza imparziale tutte le sètte religiose; spande a larga
+mano per tutto il paese istruzione, soccorsi, conforti; e come nacque
+indipendente, così opera e procede fedele al principio degli Olandesi,
+che l'albero della beneficenza deve crescere senza innesti e senza
+puntelli. Altre società come l'_Arti et Amicitiæ_, la _Felix Meritis_,
+la _Doctrina et Amicitia_, hanno per iscopo l'incremento delle arti e
+delle scienze, promuovono mostre pubbliche, concorsi, letture, e sono ad
+un tempo splendidi luoghi di ritrovo, forniti di belle biblioteche, e
+di quasi tutti i grandi giornali d'Europa.
+
+Sulle istituzioni di carità d'Amsterdam ci sarebbe da scrivere un libro.
+È noto quello che Luigi XIV, quando si disponeva ad invadere l'Olanda,
+disse a Carlo II d'Inghilterra: "Non abbiate timore per Amsterdam; io ho
+ferma speranza che la Provvidenza la salverà, non fosse che in
+considerazione della sua carità per i poveri." Là tutte le sventure
+umane trovano asilo e lavoro. Mirabile sopra tutti è l'ospizio degli
+orfani di cittadini amsterdamesi, che ebbe l'onore di ospitare
+quell'immortale Van Speyk, il quale, nel 1831, sulle acque della
+Schelda, salvò l'onore della bandiera olandese col sacrifizio della sua
+vita. Questi orfani hanno un costume curiosissimo, metà rosso e metà
+nero, in modo che guardati di profilo, da una parte paion vestiti per
+una festa carnovalesca, dall'altra, per una cerimonia funebre; e questa
+bizzarra divisa è stata scelta perchè sian riconosciuti dai tavernai a
+cui è proibito di lasciarli entrare a far stravizi, e dagl'impiegati
+delle strade ferrate che non debbono lasciarli viaggiare senza il
+permesso dei direttori: la qual cosa, sia detto di volo, si sarebbe
+potuta ottenere con un vestimento meno ridicolo. Questi orfani bicolori
+si vedono per tutto, freschi, puliti e cortesi, che rallegrano il cuore.
+In tutte le feste pubbliche, occupano il primo posto; in tutte le
+cerimonie solenni si ode il loro canto; la prima pietra dei monumenti
+nazionali è posta dalle loro mani; e il popolo li ama e li onora.
+
+Per finir di parlare degli stabilimenti, bisognerebbe rammentare le
+industrie particolari di Amsterdam, come il raffinamento del borace e
+della canfora e la fabbricazione dello smalto; ma son cose da lasciarsi
+ai viaggiatori enciclopedici di là da venire. Merita però un cenno
+speciale la pulitura dei diamanti, principalissima delle industrie
+amsterdamesi, la quale, come fu per lungo tempo, in Europa, un segreto
+degli Ebrei d'Anversa e d'Amsterdam, è tuttora esercitata quasi
+unicamente dai circoncisi. Questo commercio ammonta anno per anno alla
+somma di centomilioni di lire, e provvede alla vita di più di diecimila
+persone. Uno dei più belli opifici è quello posto in Zuanenburgerstraat,
+nel quale gli operai medesimi spiegano in francese le tre operazioni del
+taglio, della prima pulitura e della pulitura definitiva, fatte sotto
+gli occhi dei visitatori, con un garbo e una destrezza ammirabili. È
+bello il vedere quelle umili pietruzze, somiglianti a' frammenti di
+gomma arabica sudicia, che a trovarsele in casa si butterebbero dalla
+finestra insieme coi mozziconi di sigaro, vederle in pochi minuti,
+trasformarsi, accendersi, animarsi quasi d'una vita sfolgorante e
+festosa, come se comprendessero il destino che li trasse dalle viscere
+della terra per farli servire alle pompe del mondo. Di quante strane
+vicende sarà testimonio o attore o cagione, quella piccola pietra che
+l'operaio stringe fra le dita del suo guanto ferrato! Andrà forse a
+brillare sulla fronte d'una Regina, che una notte l'abbandonerà nei
+suoi scrigni per sottrarsi alla folla che ha atterrate le porte del
+palazzo. Caduta nelle mani d'un comunista, scintillerà dopo qualche
+tempo sul tavolo d'una Corte d'Assisie accanto a un pugnale macchiato di
+sangue. Passerà per una lunga vicenda di feste nuziali, di conviti, di
+danze, e poi trasvolando per la porta del Monte di Pietà o per il
+finestrino d'una carrozza assalita, andrà di mano in mano, di paese in
+paese, a sfolgorare sulle dita d'una principessa in un palco del teatro
+dell'opera di Pietroburgo. Di qui andrà ad aggiungere un punto luminoso
+sopra la sciabola d'un pascià dell'Asia Minore; e poi a tentare la virtù
+d'una crestaia di sedici anni nel quartiere di Sant'Antonio a Parigi; e
+infine, chi sa? a ornare l'orologio d'un pronipote di colui che l'ha
+messa pel primo agli onori del mondo; poichè di quegli operai ve n'è
+qualcuno che mette tanto da parte da lasciare un capitaletto alla sua
+discendenza. Fra gli altri, v'era qualche anno fa, nell'opifizio di
+Zuanenburgerstraat, il vecchio israelita che lavorò il famoso diamante
+Koynor, il quale, oltre la gran medaglia d'onore dell'Esposizione di
+Parigi, gli fruttò una mancia di diecimila fiorini e un bel regalo della
+Regina d'Inghilterra.
+
+ * * * * *
+
+Ad Amsterdam c'è il più bel Museo di Pittura dell'Olanda.
+
+Lo straniero che v'entra preparato all'ammirazione dei due più grandi
+capolavori della pittura olandese, non ha bisogno di domandare dove
+siano. Appena ha oltrepassato la soglia, vede una piccola sala piena di
+gente immobile e silenziosa, entra, e si trova nel penetrale più sacro
+del tempio: a destra ha la _Ronda di notte_ del Rembrandt, a sinistra il
+_Banchetto della guardia civica_ del Van der Helst.
+
+Dopo aver visto e rivisto questi due quadri, mi divertii sovente a
+osservare coloro che entrano in quella sala per la prima volta. Quasi
+tutti, appena entrati, si fermano, guardano con stupore di qua e di là,
+poi sorridono, e poi si voltano a destra. Il Rembrandt vince.
+
+La _Ronda di notte_, o come altri vorrebbe chiamarla, _L'uscita degli
+archibugieri_, od anche _L'uscita della compagnia di Banning Cock_, la
+più vasta tela del Rembrandt, è più che un quadro, è uno spettacolo, e
+uno spettacolo che sbalordisce. Tutti i critici francesi, per esprimere
+l'effetto che produce, si son serviti della stessa frase: _C'est
+écrasant_. Un gran movimento di figure umane, una gran luce, una grande
+oscurità: col primo sguardo non si afferra altro, e per qualche momento
+non si sa dove fissar gli occhi per cercare di rendersi conto di quella
+grandiosa e splendida confusione. Sono ufficiali, alabardieri, ragazzi
+che corrono, archibugieri che caricano e sparano, giovani che suonano il
+tamburo, gente che si china, parla, grida, gesticola; vestiti tutti d'un
+costume differente, con cappelli rotondi, cappelli a punta, pennacchi,
+caschi, morioni, gorgiere di ferro, collaretti di bisso, giustacuori
+ricamati d'oro, stivaloni, calze di tutti i colori, armi di tutte le
+forme; e questa frotta disordinata, tumultuosa e luccicante si stacca
+dal fondo oscuro del quadro, e s'avanza verso chi guarda. I due primi
+personaggi sono Frans Banning Cock, signore di Purmerland e di Ilpendam,
+capitano della compagnia, e il suo luogotenente Willem van Ruijtenberg,
+signore di Vlaardingen, che camminano l'uno accanto all'altro. Le due
+sole figure in piena luce sono questo luogotenente, vestito di una
+casacca di bufalo, con ornamenti d'oro, ciarpa, gorgiera, pennacchio
+bianco e grandi stivali; e una bambina che gli vien dietro, colla
+capigliatura bionda e imperlata, e una veste di raso giallo; tutti gli
+altri personaggi sono nell'oscurità o nell'ombra, eccettuate le teste
+che son tutte illuminate. Da che luce? Ecco l'enigma. È la luce del
+sole? è quella della luna? è quella delle fiaccole? Lumeggiamenti d'oro
+e d'argento, riflessi lunari, chiarori infocati, personaggi, come la
+bambina dai capelli biondi, che sembrano brillare di luce propria, volti
+che paiono rischiarati dalle fiamme d'un incendio, scintillamenti che
+abbarbagliano, ombre, crepuscoli e oscurità di sotterraneo, tutto vi si
+ritrova armonizzato e contrapposto con un ardimento miracoloso ed
+un'arte insuperabile. Vi sono delle stonature di luce? delle oscurità
+gratuite? degli accessori troppo rilevati a danno delle figure? delle
+figure vaghe o grottesche? delle lacune e delle bizzarrie
+ingiustificate? Tutto è stato detto intorno a codesto quadro, argomento
+d'entusiasmo cieco e di censure spietate, levato a cielo come una
+meraviglia del mondo, e considerato indegno del Rembrandt, discusso,
+interpretato, spiegato in mille modi e in mille sensi. Ma non ostante
+tutte le censure, tutti i difetti, tutte le opposte interpretazioni,
+esso è là da due secoli trionfante e glorioso, e più lo si guarda, più
+s'illumina e si avviva; ed anco veduto di volo, rimane per sempre nella
+memoria con tutti i suoi splendori e i suoi misteri, come una stupenda
+visione.
+
+Il quadro del Van der Helst, (pittore del quale non si sa nulla, eccetto
+che nacque in Amsterdam sul principio del secolo decimosettimo, e vi
+passò una gran parte della sua vita) rappresenta un banchetto col quale
+la guardia civica di Amsterdam festeggiò la pace di Munster il 18 giugno
+del 1648. Il quadro contiene venticinque figure di grandezza naturale,
+tutte ritratti fedelissimi di personaggi noti, dei quali si conservano i
+nomi. Sono ufficiali, sergenti, portabandiere, guardie, aggruppati
+intorno a una mensa, che si stringono la mano, si portano brindisi, si
+apostrofano; e chi taglia, chi mangia, chi sbuccia aranci, chi mesce. Il
+quadro del Rembrandt è un'apparizione fantastica; il quadro del Van der
+Helst è uno specchio che riflette una scena reale. Non c'è unità, non ci
+son contrasti, non ci son misteri: tutte le cose vi son rappresentate
+colla stessa cura e la stessa evidenza. Teste e mani, figure vicine e
+figure lontane, corazze d'acciaio e frangie di trina, cappelli piumati e
+stendardi di seta, cornucopie d'argento e bicchieri dorati; vasi,
+posate, stoviglie, vivande, vini, armi, ornamenti, tutto spicca,
+splende, inganna, seduce. Le teste, considerate una per una, sono
+ritratti meravigliosamente riusciti, dai quali un medico potrebbe con
+tutta sicurezza argomentare il temperamento e prescrivere le cure
+preventive per la salute di tutti. Delle mani è stato detto argutamente
+e con ragione che, staccate dai corpi e mescolate tutte insieme, si
+potrebbero riconoscere e rimettere a ciascuna figura senza pericolo
+d'ingannarsi, tanto sono finite, distinte, individuate, per così dire,
+colle persone a cui appartengono. Viso per viso, costume per costume,
+oggetto per oggetto, più lo si guarda, e più si scoprono particolari,
+minuzie, tocchi, nonnulla d'un'esattezza e d'una verità da far
+strabiliare. Di più, quella varietà e quello splendore di colori, la
+bonomia e la freschezza dei volti, il vestiario pomposo, i mille oggetti
+luccicanti, danno tutti insieme a quel gran quadro un'aria di festa e di
+allegria, la quale facendo dimenticare la volgarità del soggetto, si
+trasfonde in chi guarda, e gli desta un sentimento di simpatia
+amichevole e di ammirazione serena, che si rivela in un sorriso affabile
+anche sul volto dei visitatori più accigliati.
+
+Del Rembrandt v'è ancora nel Museo il gran quadro intitolato: _I sindaci
+dei mercanti di panno_ fatto diciannove anni dopo la _Ronda di notte_,
+con minor foga giovanile e meno bizzarria d'immaginazione; ma con tutto
+il vigore d'un ingegno maturo; e non meno meraviglioso dell'altro per
+l'effetto del chiaroscuro, per l'espressione delle figure, per forza di
+colorito, per esuberanza di vita: preferito da qualcuno alla _Ronda_.
+Del Van der Helst v'è un altro quadro, _I sindaci della confraternita di
+san Sebastiano ad Amsterdam_, nel quale risplendono pure, benchè meno
+vivamente che nel _Banchetto_, tutte le meravigliose facoltà del grande
+maestro.
+
+Lo Steen ci ha otto quadri, fra i quali il suo ritratto, che lo
+rappresenta giovane, bello, lungochiomato, e con un'aria quieta e
+meditabonda, che par che dica:--No, stranieri, non fui un dissipato, non
+fui un ubbriacone, non fui un cattivo marito: fui calunniato; rispettate
+la mia memoria.--I soggetti dei suoi quadri sono una fantesca che
+pulisce una pentola, una famiglia di contadini che torna a casa in
+barca, un fornaio che fa il pane, una scena di famiglia, uno sposalizio
+di villaggio, una festa di ragazzi, un ciarlatano in una piazza; tutti
+coi soliti ubbriachi, le solite risatacce, le solite figure grottesche
+mirabilmente colorite e lumeggiate. Nel quadro del _Ciarlatano_
+sopratutto la sua mania del grottesco raggiunge l'ultimo segno. Le teste
+sono deformi, i volti son musi, i nasi son becchi, le schiene son
+groppe, le mani son zampe, gli atteggiamenti sono contorsioni, le risa
+sono smorfie di maschere; sono personaggi, infine, dei quali non si può
+trovare un'immagine che dentro i vasi dei gabinetti anatomici o nelle
+caricature animalesche del Grandville. È impossibile trattenere le risa;
+ma si ride come dovevan ridere gli spettatori di Gymplaine, dicendo in
+cuor loro:--Peccato ch'è un mostro!
+
+Eppure v'è un artista che fece discendere questo genere di pittura anche
+più basso che lo Steen, e fu Adriano Brouwer, uno dei più famosi
+scapestrati dell'Olanda. Costui fu discepolo di Francesco Hals, e
+s'ubbriacava con lui una volta al giorno, finchè perseguitato dai
+creditori, fuggì da Amsterdam ad Anversa, dove lo arrestarono come spia,
+e lo cacciarono in prigione. Il Rubens lo fece uscire, e lo raccolse in
+casa sua; ma il Rubens menava una vita ordinata, e il Brouwer che voleva
+correre la cavallina, lo piantò. Andò a Parigi, e là ne fece di tutte le
+tinte, finchè ridotto secco come un uscio, tornò ad Anversa, e finì la
+sua misera vita in un fondo di spedale all'età di trentadue anni. Come
+non bazzicò che le taverne e la canaglia, così non dipinse che scene
+grossolane e stomachevoli di donnacce e di mascalzoni ubbriachi, delle
+quali è principal pregio il colorito vivo e armonioso, e l'impronta
+originale. Il Museo d'Amsterdam ha due quadri suoi; uno che rappresenta
+un _Combattimento di contadini_ e l'altro un'_Orgia di villaggio_. In
+questo c'è tutto il Brouwer. È una stanza di taverna, nella quale sono
+raccolti uomini e donne avvinazzati che bevono e fumano. Una donna è
+distesa in terra ubbriaca fradicia, e il suo bambino le piange accanto.
+
+Gerardo Dow ha nel museo d'Amsterdam il quadro famoso: _La scuola della
+sera_ o _Quadro delle quattro candele_, degno d'esser posto accanto
+alla sua _Idropica_ del museo del Louvre, e fra le gemme più peregrine
+della pittura olandese. È un piccolo quadro, il quale rappresenta sul
+dinanzi un maestro di scuola con due scolari e una ragazza seduti
+intorno a un tavolino; un'altra ragazza intenta a uno scolaretto che
+scrive sur una lavagna; e in fondo alla stanza altri ragazzi che
+studiano. Ma l'originalità del quadro consiste in questo: che le figure
+sono la parte accessoria; e la parte principale, i protagonisti, il
+soggetto del quadro, in una parola, sono quattro candele: una che brilla
+in una lanterna abbandonata sul pavimento, un'altra che illumina il
+gruppo del maestro e dei due scolari; una terza, tenuta dalla ragazza,
+che rischiara la lavagna; la quarta sur un tavolino in fondo, in mezzo
+agli scolari che leggono. È facile immaginare quanta varietà di luci,
+d'ombre, di guizzi, di tremolii, di barlumi, di sfumature, un artista
+come il Dow abbia saputo cavare da quelle quattro fiammelle; che
+infinite difficoltà siasi create, che infinita cura le sia costato il
+superarle, e con che meravigliosa maestria le abbia superate! Questo
+quadro, dipinto, come disse un critico, con ciglia di bambino appena
+nato, e coperto d'una lastra di vetro come una reliquia, fu venduto nel
+1766 per ottomila lire, nel 1808 per trentacinquemila; e certo non
+basterebbe aggiungere uno zero a quest'ultima cifra per comprarlo al
+presente.
+
+Non si finirebbe più di descrivere, se si volessero rappresentare
+soltanto i quadri principali dei grandi artisti che adornano questo
+museo. Il melanconico e sublime Ruisdael vi ha una scena d'inverno e
+una foresta _piene dell'anima sua_ come dei suoi paesaggi suol dirsi; il
+Terburg v'ha il suo celebre _Consiglio paterno_; il Wouvermans dieci
+ammirabili quadri di caccie, di battaglie e di cavalli; il Potter, il
+Karel du Jardin, il Van Ostade, il Cuyp, il Metzu, il Van de Verde,
+l'Everdingen vi sono rappresentati da parecchie delle migliori opere del
+loro pennello, delle quali sarebbe fatica sciupata il tentare di offrire
+un'immagine colla penna. E non è questo il solo Museo di Pittura della
+città di Amsterdam. Un museo lasciato alla città da un Van der Hoop,
+antico deputato alla Camera degli Stati, contiene quasi duecento quadri
+dei primi artisti olandesi e fiamminghi; ed oltre a questa, vi sono
+parecchie altre ricchissime gallerie private.
+
+Ma il Museo della _Ronda di notte_ e del _Banchetto della guardia
+civica_, com'è il primo a visitarsi, è anco quello nel quale gli
+stranieri, prima di partire da Amsterdam per la Nord-Olanda e la Frisia,
+dove non ci son più musei, vanno a dare un addio alla pittura olandese.
+In questo momento chiudo gli occhi, e mi par d'essere nella sala della
+_Ronda_ e del _Banchetto_, il giorno che v'andai per l'ultima volta.
+Penso che fra poco lascierò, forse per non rivederle mai più, tutte
+queste meraviglie dell'ingegno umano, e questo pensiero mi rattrista. La
+pittura olandese non ha destato in me alcuna emozione profonda; nessun
+quadro m'ha fatto piangere; nessuna immagine m'ha levato in alto;
+nessun artista m'ha inspirato un sentimento d'affetto vivo, lieto,
+riconoscente, entusiastico. Eppure sento che dai musei dell'Olanda ho
+portato via un tesoro. M'è rimasto scolpito nella mente tutto un popolo,
+tutt'un paese, tutto un secolo. Di più, è un'illusione o un effetto
+reale? Tutte quelle immagini di tranquille massaie, di beati vecchioni,
+di bimbi paffuti, di ragazze sane e fresche, di stanzine ben chiuse e di
+tavole ben fornite, quando me le ravvivo dinanzi agli occhi, mi sento
+meglio fra le quattro pareti della mia cameretta, mi rannicchio con
+maggior gusto nel mio cantuccio, son più contento del solito di vivere
+in famiglia, d'avere delle sorelle e dei nipotini; benedico più
+affettuosamente il mio focolare, e mi siedo con più serena allegrezza
+alla tavola parca e pulita di casa mia. Non è forse bene, dopo aver
+visto angeli e donne divine e amori sovrumani e grandi sventure e grandi
+trionfi; dopo aver inorridito, pianto, adorato, sognato; dopo di essersi
+slanciati col pensiero e col cuore sopra le nuvole; ridiscendere un po'
+sulla terra per persuadersi che tutto non è da sprezzare, che i
+sopraccapi bisogna a tempo e luogo saperli buttare dalla finestra, che
+in questo mondicino non ci si sta poi tanto male come si dice, che la
+vita convien pigliarla come Dio la manda, e che non bisogna essere nè
+visionarii, nè turbolenti, nè orgogliosi, nè indiscreti, nè matti? E
+questa persuasione m'ha messo nell'animo la pittura olandese, e sia
+benedetta la pittura olandese. Studenti d'anatomia, guardie civiche,
+archibugieri, sindaci, serve, pescatori, beoni, tori, pecore, tulipani,
+mulini a vento, mari lividi ed orizzonti nebbiosi, rimanetemi per lungo
+tempo dinanzi agli occhi, e quando non sarete più nella mia mente che
+una reminiscenza confusa, mi resti la virtù di lavorare, di viver con
+giudizio e di far economia, da bravo olandese, per tornarvi a rivedere,
+se Dio lo consente!
+
+ * * * * *
+
+Napoleone il Grande, in Amsterdam, s'annoiò; ma credo fermamente che sia
+stata colpa sua: io mi ci son divertito. Tutti quei canali, quei ponti,
+quei bacini, quelle isolette, formano una così grande varietà di
+prospetti pittoreschi, che per quanto si giri, non s'è mai finito di
+vedere. Vi son mille maniere di passare il tempo piacevolmente. Si va a
+veder l'arrivo dei battelli che portano il latte da Utrecht; si seguono
+i barconi che trasportano le masserizie per le sgomberature, con le
+fantesche dalla cuffia bianca ritte sulla poppa; si passa una mezz'ora
+sulla torricina del palazzo reale, di dove si abbraccia con uno sguardo
+il golfo dell'Y, l'antico lago d'Haarlem, le torri d'Utrecht, i tetti
+rossi di Zaandam, e quella fantastica foresta d'alberi di bastimento, di
+campanili e di mulini; si assiste all'estrazione del limo dei canali,
+alle accomodature dei ponti e delle cateratte, alle mille cure che
+richiede continuamente questa città singolare, costretta a spendere
+quattrocentomila fiorini all'anno per governare le sue acque; e quando
+non c'è altro, non manca mai lo spettacolo delle serve e dei servitori
+che con pompe e schizzetti lavano dalla strada gli usci delle case, le
+finestre del primo piano e i panni di chi passa. La sera poi, c'è la
+strada chiamata Kalverstraat, fiancheggiata da due file di botteghe
+splendide e di caffè metà illuminati e metà immersi nelle tenebre, nella
+quale sino a notte tarda formicola una folla fitta e lenta di gente
+piena di birra e di quattrini, mista a certi fassimili di _cocottes_
+impettite e affagottate, che non guardano, non ridono, non parlano, e
+vanno a tre e a quattro insieme, come se meditassero delle aggressioni.
+Dalle strade illuminate e affollate si riesce con pochi passi lungo i
+canali oscuri, fra i bastimenti immobili, in mezzo a un silenzio
+profondo. Di qui, passando sur un ponte, si arriva in un quartiere del
+popolo minuto, dove si vedono scintillare i lumi delle botteghe
+sotterranee, e si sente la musica dei balli dei marinai; e così si
+cangia ogni momento di spettacolo e di pensieri, con buona pace di
+Napoleone I.
+
+ * * * * *
+
+Tale è questa città famosa, la storia della quale non è meno strana che
+la sua forma e il suo aspetto. Un povero villaggio di pescatori di cui è
+ancora ignoto il nome sulla fine del secolo decimoprimo, diventa nel
+secolo decimosesto l'emporio dei grani di tutta l'Europa settentrionale,
+spopola i porti fiorenti del mare di Zuiderzee, raccoglie nelle sue mani
+il commercio di Venezia, di Siviglia, di Lisbona, d'Anversa, di Bruges,
+attira negozianti di tutti i paesi, ricetta proscritti di tutte le
+religioni, si risolleva da innondazioni spaventevoli, si difende dagli
+anabattisti, manda a vuoto le trame del Leicester, detta la legge a
+Guglielmo II, respinge l'invasione di Luigi XIV, e finalmente, come
+tutte le cose di quaggiù, declina, brillando ancora una volta della luce
+effimera di terza città dell'impero francese, onorificenza ufficiale,
+molto somigliante alle croci che si danno agl'impiegati malcontenti, per
+compensarli d'una traslocazione rovinosa. È ancora una ricca città
+commerciale; ma circospetta, lenta, appiccicata alle tradizioni, amica
+più del gioco della Borsa che delle imprese ardite, e che rivaleggia più
+brontolando che operando con Amburgo e Rotterdam, piene di giovinezza e
+di speranze. Malgrado ciò, ella serba ancora la maestà dell'antica
+dominatrice dei mari, è ancora la più bella gemma delle provincie unite,
+e lascia allo straniero che l'abbandona, un'immagine severa di grandezza
+e di potenza, che nessun'altra città d'Europa cancella.
+
+
+
+
+UTRECHT.
+
+
+Da Amsterdam si suol fare una gita a quella famosa città d'Utrecht,
+della quale abbiamo tutti pronunziato tante volte il nome, da ragazzi,
+cercando di stamparci nella testa la data del 1713, quando ci
+preparavamo all'esame di storia. Si va a Utrecht, che in sè stessa non
+offre nulla di straordinario a chi abbia già visto le altre città
+olandesi, non tanto per curiosità, quanto per potere, in avvenire,
+riferire a' luoghi veduti il ricordo degli avvenimenti famosi che
+seguirono fra le sue mura. Si va a respirare l'aria della città, dove fu
+compiuto l'atto più solenne della storia d'Olanda, l'alleanza delle
+provincie neerlandesi contro Filippo II; dove fu segnato il trattato che
+restituì la pace all'Europa dopo le guerre formidabili per la
+successione di Spagna; dove cadde sotto la mannaia del duca d'Alba il
+capo innocente della ottuagenaria Van Diemen; dove sono ancora vive e
+parlanti le memorie di san Bonifazio, di Adriano VI, di Carlo V, di
+Luigi XIV; e ribolle ancora il furore battagliero degli antichi vescovi,
+trasfuso nel sangue dei calvinisti ortodossi e dei cattolici
+ultramontani.
+
+La strada, partendo da Amsterdam, passa accanto al Dimermeer, il
+_polder_ (si chiamano _polder_ i terreni prosciugati) più profondo
+dell'Olanda; fiancheggia il braccio del Reno chiamato Vecht, e
+trascorrendo fra ville e verzieri, arriva alla città d'Utrecht, che
+siede in mezzo a una campagna fertilissima, irrigata dal Reno,
+reticolata di canali, e sparsa di giardini e di case.
+
+Utrecht, come Leida, ha l'aspetto triste e solenne d'una gran città
+decaduta; vaste piazze deserte, grandi strade silenziose e larghi canali
+in cui si specchiano case di forma antica e di color fosco. Ma v'è una
+cosa nuova per gli stranieri. I canali sono, come l'Arno a Firenze e la
+Senna a Parigi, profondamente incassati fra le strade che li
+fiancheggiano; e sotto le strade vi sono officine, magazzini, botteghe,
+abituri che hanno le porte sull'acqua e la strada per tetto. La città è
+circondata di bei viali, ed ha un passeggio famoso, che Luigi XIV
+preservò generosamente dal vandalismo dei suoi soldati: una strada lunga
+una mezza lega francese, ombreggiata da otto file di bellissimi tigli.
+
+La storia della città d'Utrecht è in gran parte immedesimata con la
+storia della sua cattedrale, che è forse di tutte le chiese d'Olanda
+quella ch'ebbe più strane vicende. La fondò verso il 720 un vescovo di
+Utrecht; la ricostrusse di sana pianta un altro vescovo verso la metà
+del secolo decimoterzo; un uragano le portò via di netto, il primo
+agosto del 1674, una grande navata, che non fu più ricostruita; la
+devastarono gl'iconoclasti nel secolo decimosesto; la restituirono al
+culto cattolico i Francesi nel secolo seguente; vi ristabilirono il
+culto protestante gli Olandesi dopo l'invasione di Luigi XIV; infine, le
+statue, gli altari, le croci v'entrarono e ne uscirono, vi furono
+innalzati e rovesciati, venerati o vilipesi, ad ogni voltare di vento.
+Era certo anticamente una delle più vaste e più belle chiese
+dell'Olanda; ora è monca e nuda, e ingombra in gran parte di banchi che
+le danno l'aspetto d'una camera da deputati. L'uragano del 1674,
+distruggendo una navata, separò la chiesa dalla sua altissima torre, di
+sulla quale si vede con un telescopio quasi tutta la provincia d'Olanda,
+una parte della Gheldria e del Brabante, Rotterdam, Amsterdam,
+Bois-le-duc, il Leck, il golfo di Zuiderzee; mentre un orologio munito
+di quarantadue campanelle slancia nell'aria, insieme col suono delle
+ore, la romanza amorosa del conte d'Almaviva o la preghiera dei lombardi
+alla prima crociata.
+
+Accanto alla chiesa v'è la celebre Università, fondata nel 1636, la
+quale dà ancora vita alla città, benchè sia decaduta, come quella di
+Leida, dalla sua prima altezza. L'Università di Leida ha un carattere
+particolarmente letterario e scientifico; quella di Utrecht un carattere
+religioso, ch'essa comunica e riceve insieme dalla città, la quale è la
+sede dell'ortodossia protestante. Per questo si dice che per le strade
+d'Utrecht si vedono delle figure pallide e rifinite di puritani, che
+sono scomparse altrove, e che paiono ombre evocate d'altri tempi. Il
+popolo ha un aspetto più grave che nelle altre città, le signore
+affettano un contegno monacale, e persino fra gli studenti v'è una certa
+velleità di vita raccolta e penitente che non esclude nè birra, nè
+feste, nè chiassi, nè cattive pratiche. Oltre che sede dell'ortodossia,
+Utrecht è ancora una delle più forti cittadelle del cattolicismo,
+professato da ventiduemila dei suoi abitanti; e nessuno può aver
+dimenticato la tempesta che scoppiò in Olanda quando il Pontefice volle
+ristabilire in quella città l'antica sede episcopale; tempesta per la
+quale si ridestarono i sopiti rancori tra protestanti e cattolici, e
+precipitò il ministero del famoso Torbecke, il piccolo Cavour delle
+Provincie Unite.
+
+Ma in fatto di religione, Utrecht possiede una preziosa rarità da Museo,
+un avanzo archeologico curiosissimo, la sede principale della sètta
+giansenista, la quale non si trova più nello stato di Chiesa costituita,
+fuorchè nei Paesi Bassi, dove conta ancora trenta Comunità e qualche
+migliaio di fedeli. La Chiesa, decorata della semplice iscrizione Deo,
+si alza in mezzo a un gruppo di casette disposte in forma di chiostro, e
+unite fra loro da piccoli cortili ombreggiati da alberi fruttiferi; e in
+quel ricetto silenzioso e tristo, nel quale non molti anni sono non
+v'era che un'entrata, che si chiudeva durante la notte come la porta
+d'una fortezza, languisce la dottrina decrepita di Giansenio e
+sonnecchiano i suoi ultimi devoti. Oggi ancora, ogni nuova nomina di
+vescovo è regolarmente annunziata al Pontefice, che risponde
+regolarmente con una bolla di scomunica, la quale vien letta dal pulpito
+e poi sepolta e dimenticata. Così questo piccolo Port-Royal, che sente
+già il freddo e la solitudine della tomba, prolunga ancora la sua ultima
+resistenza contro la morte.
+
+Di istituzioni notevoli Utrecht non ha che la zecca e la scuola pei
+medici militari del regno e delle colonie. Le antiche fabbriche di quel
+bellissimo velluto, che fu per tanto tempo famoso in Europa, sono
+scomparse. Fuor che la Cattedrale, nessun monumento. Il palazzo
+municipale, che conserva qualche vecchia chiave e qualche vecchio
+stendardo, e la tavola su cui venne firmata la pace d'Utrecht, non è che
+un edifizio del 1830. Il palazzo reale, che non vidi, dev'essere il più
+modesto de' palazzi reali, poichè i ciceroni olandesi, che non
+dimenticano nulla, non mi ci hanno trascinato.
+
+Ma questo palazzo, se la tradizione non è bugiarda, fu testimonio di una
+comica avventura seguita a Napoleone il Grande. Durante il suo
+brevissimo soggiorno in Utrecht egli occupò la camera da letto di suo
+fratello Luigi, ch'era attigua alla stanza da bagno. Si sa che, dovunque
+andasse, conduceva con sè un servitore, il quale aveva l'esclusivo
+incarico di tenergli pronto un bagno per qualunque ora del giorno e
+della notte. La sera ch'egli arrivò ad Utrecht, di malumore, come fu
+quasi sempre in Olanda, andò a letto per tempo, e lasciò, se per
+inavvertenza o per proposito la tradizione non lo dice, la porta della
+camera aperta. Il servitore del bagno, ch'era una buona pasta di
+brettone, dopo avergli preparata la tinozza in un'altra stanza, se ne
+andò a letto egli pure, in un camerino poco lontano dalla camera
+imperiale. Verso la mezzanotte si svegliò improvvisamente assalito da
+quei dolori che impongono di pigliare la via più breve per arrivare alla
+mèta, saltò giù dal letto, e in camicia com'era, e pien di sonno, si
+mise a cercare la porta tastoni. La trovò; ma per il suo malanno, non
+conoscendo bene il giro delle stanze, invece di riuscir dove voleva,
+capitò dinanzi alla porta dell'Imperatore. Sospinse, la porta s'aperse,
+entrò, ed entrando, rovesciò un seggiolone. Una voce terribile, quella
+voce! gridò:--Chi è?--Il povero giovane, agghiacciato dallo spavento, si
+sforza di rispondere, e la parola gli muore sulle labbra; tenta di
+uscire per dove è entrato, non trova più la porta; sbalordito, tremante,
+cerca un'uscita da un'altra parte.--Chi è?--ripete l'Imperatore con voce
+tonante, balzando in piedi. Il servitore, affatto fuor di sè, gira,
+tasta, inciampa in un tavolino, rovescia un'altra seggiola. Allora
+Napoleone, non dubitando più d'un tradimento, afferra il suo grosso
+orologio d'argento, si slancia addosso al malcapitato, lo agguanta alla
+strozza, e gridando aiuto con quanta voce ha nella gola, gli martella la
+testa di formidabili colpi. Accorrono i camerieri, i ciambellani, gli
+aiutanti di campo, il prefetto di palazzo colle spade e coi lumi, e
+vedono.... il Grande Napoleone e il povero servitore, in camicia tutti e
+due, in mezzo a uno scompiglio di casa del diavolo, che si guardano a
+vicenda, l'uno in atto di profonda meraviglia, e l'altro in atto di
+preghiera supplichevole, come in una pantomima da teatro. Si sparse la
+voce dell'avvenimento nella città, in Olanda, in tutta Europa; come
+sempre, la notizia si alterò propagandosi; si parlò d'un attentato,
+d'una congiura, dell'assassinio consumato, di Napoleone seppellito,
+dell'universo sconvolto.... e di tutto questo scombussolío fu cagione un
+cattivo desinare d'un servitore.
+
+ * * * * *
+
+Ma il principe che lasciò più ricordi in Utrecht fu Luigi XIV. A
+Utrecht, dicono i Francesi, si va per vedere il rovescio della medaglia
+del Gran Re; e questo rovescio della medaglia è la guerra del 1670,
+durante la quale egli fece un lungo soggiorno in quella città.
+
+Sul rovescio della medaglia di Luigi XIV sta scritta una delle pagine
+più gloriose e più poetiche della storia d'Olanda.
+
+La Francia e l'Inghilterra si alleano per conquistare l'Olanda. Per
+quale ragione? Non ci sono ragioni. Agli Stati Generali che domandano un
+perchè, i ministri del re di Francia rispondono allegando delle
+impertinenze di gazzette e una medaglia coniata in Olanda con
+un'iscrizione irriverente per Luigi XIV. Il re d'Inghilterra, dal canto
+suo, adduce a pretesto un quadro nel quale son rappresentati dei
+vascelli inglesi catturati ed arsi, e il non aver la flotta delle
+Provincie-Unite salutato un bastimento inglese. Si spendono cinquanta
+milioni di lire in apparecchi da guerra. La Francia mette in mare trenta
+vascelli carichi di cannoni, l'Inghilterra raduna una flotta di cento
+vele. All'esercito francese forte di centomila soldati, disciplinato,
+agguerrito e accompagnato da un'artiglieria formidabile, si unisce
+l'esercito del vescovo di Munster e dell'Elettor di Colonia, forte di
+ventimila spade. I generali si chiamano Condé, Turenna, Vauban,
+Lussemburgo; il ministro Louvois presiede allo stato maggiore; lo
+storico Pélisson lo segue coll'incarico di scrivere le gesta; Luigi XIV,
+il più gran re del secolo, circondato dalla sua splendida Casa,
+scortato, come un monarca asiatico, da una falange di gentiluomini, di
+cadetti, di svizzeri impennacchiati, inargentati e dorati, accompagna
+l'esercito. Tutta questa forza e questa grandezza, che schiaccerebbe un
+immenso impero, minaccia un piccolo paese abbandonato da tutti, non
+difeso che da venticinque mila soldati e da un Principe di ventidue
+anni, sprovveduto di munizioni da guerra, lacerato dalle fazioni,
+infestato da traditori e da spie. La guerra è dichiarata, lo splendido
+esercito del gran Re intraprende la marcia trionfale, l'Europa lo
+segue. Luigi XIV, alla testa d'un esercito di trentamila soldati
+comandato dal Turenna, spande oro e favori lungo la via che gli si
+spiana dinanzi, come a un nume. Quattro città cadono in un sol tratto
+nelle sue mani. Cadono tutte le fortezze del Reno e dell'Yssel. Al
+lontano apparire delle pompose avanguardie reali, i nemici si dileguano.
+L'esercito invasore passa il Reno senza quasi incontrar resistenza, e
+questo passaggio è celebrato come un avvenimento meraviglioso presso
+l'esercito, a Parigi, in tutte le città della Francia. Cadono Doesbourg,
+Zutphen, Arnhem, Nosembourg, Nimega, Shenk, Bommel. Utrecht manda le
+chiavi delle sue porte al Re vincitore. Ogni ora del giorno e della
+notte porta la notizia di una conquista. Le Provincie della Gheldria e
+dell'Over-Yssel sono sottomesse. Naerden, vicino ad Amsterdam, è presa.
+Quattro cavalieri francesi si avanzano fino alle porte di Muiden, a due
+miglia dalla capitale. Il paese è in preda alla desolazione, Amsterdam
+si prepara ad aprire le porte agli invasori, gli Stati Generali mandano
+quattro deputati a implorare clemenza dal Re. A tal segno è ridotta una
+repubblica ch'era l'arbitra dei monarchi! I deputati arrivano al campo
+nemico, il Re non li ammette alla sua presenza, il Luvois gli accoglie
+con scherno. Finalmente s'intimano loro le condizioni della pace.
+L'Olanda deve cedere tutte le provincie di là dal Reno e tutte le vie di
+terra e di mare, per le quali il nemico può penetrare nel suo cuore;
+pagare venti milioni di lire; abbracciare la religione cattolica;
+mandare ogni anno al Re di Francia una medaglia d'oro, nella quale sia
+scritto che l'Olanda deve la sua libertà a Luigi XIV; e accettare le
+condizioni imposte dal Re d'Inghilterra e dai principi di Münster e di
+Colonia.--La notizia di queste oltraggiose e insopportabili pretese fa
+scoppiare in Amsterdam il furore della disperazione. Gli Stati Generali,
+il patriziato e il popolo risolvono di difendersi fino agli estremi. Si
+rompono le dighe di Muiden che contengono le acque del mare, e il mare
+irrompe nelle terre lungamente vietate, salutato con grida di gioia come
+un alleato e un salvatore; la campagna d'Amsterdam, le ville
+innumerevoli, i villaggi fiorenti, Delft, Leida, tutte le città vicine
+sono inondate; tutto è cangiato; Amsterdam è una fortezza circondata dal
+mare e difesa da un baluardo di vascelli; l'Olanda non è più uno Stato,
+è una flotta, che quando ogni altra speranza di salvezza sarà perduta,
+porterà le ricchezze, i magistrati e l'onor della patria nei porti
+remoti delle Colonie. Addio cavalieri impennacchiati, artiglierie
+formidabili, stati maggiori pomposi, trionfi da teatro! L'ammiraglio
+Ruyter sgomina le flotte d'Inghilterra e di Francia, assicura le coste
+dell'Olanda e introduce la flotta mercantile delle Indie nel porto
+dell'isola di Texel; il principe d'Orange sacrifica le sue ricchezze
+allo Stato, inonda altre terre, scuote la Spagna, muove il Governatore
+di Fiandra che gli manda dei reggimenti, guadagna l'animo
+dell'Imperatore di Germania, che spedisce in suo soccorso il
+Montecuccoli alla testa di ventimila soldati, strappa aiuti
+all'elettore di Brandeburgo, dispone alla pace l'Inghilterra. Così tien
+fronte ai Francesi fino all'inverno, che copre l'Olanda di ghiaccio e di
+neve, e arresta l'esercito invasore. Vien la bella stagione,
+ricominciano le battaglie sulla terra e sul mare. La fortuna sorride
+qualche volta alle armi francesi; ma nè le cure del gran Re, nè il genio
+dei suoi generali famosi, nè gli sforzi del suo potente esercito valgono
+a strappar la vittoria alla repubblica. Il Condé tenta inutilmente di
+penetrare nel cuore dell'Olanda inondata; il Turenna non può impedire
+che il principe d'Orange si congiunga coll'esercito del Montecuccoli;
+gli Olandesi s'impadroniscono di Bonn e investono il vescovo di Munster;
+il re d'Inghilterra si ritrae dalla lega; l'esercito francese è
+costretto a ritirarsi dall'impresa. L'invasione era stata una marcia
+trionfale; la ritirata fu una fuga precipitosa; gli archi di trionfo
+inalzati a Parigi per festeggiare la conquista non erano ancora
+terminati, quando vi giungevano le avanguardie dell'esercito
+scompigliato; e Luigi XIV a cui sorrideva l'Europa al cominciar della
+guerra, si trovava, dopo la guerra perduta, alle prese coll'Europa
+intera. Tale trionfo riportava la piccola Olanda sul grande monarca,
+l'amor di patria sul furore di conquista, la disperazione sulla
+prepotenza, la giustizia sulla forza.
+
+ * * * * *
+
+A poche miglia da Utrecht, vicino a un bellissimo bosco, v'è il
+villaggio di Zeist, al quale si va per una strada fiancheggiata da
+parchi e da ville di ricchi negozianti di Rotterdam. In quel villaggio
+v'è una Colonia di quei rinomatissimi fratelli uniti o fratelli di
+Boemia o fratelli Moravi, sètta religiosa derivata da quelle di Valdus e
+di Giovanni Huss, che misero sottosopra l'Europa. Ebbi anch'io il
+desiderio di vedere i discendenti diretti di quei Valdesi e di quegli
+Hussiti, «che furono bruciati su tutti i roghi, impiccati su tutte le
+forche, inchiodati a tutte le croci, rotti a tutte le ruote, squartati
+da tutti i cavalli» e feci una corsa a Zeist. Questa casa di Moravi fu
+fondata verso la metà del secolo scorso e contiene circa
+duecentocinquanta persone tra uomini, donne e ragazzi. L'aspetto del
+luogo è austero come la vita degli abitanti. Sono due vasti cortili,
+separati da una larga strada, ciascuno dei quali è chiuso su tre lati da
+un grande edifizio nudo come una caserma. In uno di questi edifizi vi
+sono i celibi, gli ammogliati e le scuole; nell'altro le vedove, le
+ragazze, la chiesa, il pastore e il capo della Comunità. Il pian terreno
+è occupato dai magazzini, che contengono mercanzie, parte opera degli
+stessi Moravi, come guanti, saponi, candele ec.; parte comperate per
+essere rivendute a prezzo fisso e a buonissimo mercato. La chiesa non è
+che una gran sala con due tribune per gli stranieri e dei rozzi banchi
+per i fratelli. L'interno degli edifizi somiglia a un convento. Non sono
+che lunghi corridoi fiancheggiati da piccole stanze nelle quali ogni
+fratello vive in un profondo raccoglimento lavorando o pregando. La
+loro vita è rigorosissima. Professano, almeno esteriormente, la
+confessione d'Ausburgo. Ammettono il peccato originale, ma colla fede
+che la morte di Gesù Cristo abbia lavato assolutamente l'umanità.
+Credono che l'unità della Chiesa consista più nella carità la quale deve
+riunire tutti i discepoli di Cristo in una sola mente e in un sol cuore,
+che non nella uniformità della fede. Praticano, in un certo senso, le
+comunità dei beni, e formano il tesoro comune con offerte volontarie.
+Esercitano fra loro tutte le professioni necessarie: di medici,
+d'assistenti, di monitori, di maestri. I superiori possono punire col
+rimprovero, colla scomunica e coll'espulsione dalla Comunità. Le
+occupazioni della giornata sono regolate come in un collegio: preghiera,
+riunioni particolari, letture, lavoro, esercizi religiosi, a quell'ora
+fissa e tra i fratelli di quella data classe. Per dare un'idea
+dell'ordine che regna in questa società, basta accennare, fra le tante
+altre consuetudini strane, che il differente stato delle donne è
+indicato con un nastro di vario colore che portano sul capo. Le ragazze
+hanno un nastro color di rosa vivo fino a dieci anni; un nastro rosso
+fino a diciotto, e uno rosso pallido fino al giorno che si maritano; le
+donne maritate un nastro azzurro e le vedove un nastro bianco. Così in
+questa società ogni cosa è classificata, prestabilita, misurata; la vita
+scorre come una macchina agisce; l'uomo si move come un automa; il
+regolamento tien luogo di volontà e l'orologio governa il pensiero.
+Quando entrai in mezzo a quell'edifizio, non vidi che due servitori
+immobili sulla soglia di una porta e una ragazza col nastro rosso alla
+finestra. I cortili erano deserti, non si sentiva ronzare una mosca, non
+si vedeva indizio di vita. Dopo aver guardato un po' qua e là, come si
+guarda un cimitero a traverso le sbarre della cancellata, ripresi
+pensierosamente la via d'Utrecht.
+
+
+
+
+BROEK.
+
+
+Fin da quando scrivevo le prime pagine di questo libro, solevo animarmi
+a proseguire pensando al piacere che avrei provato quando fossi giunto
+al villaggio di Broek. Ebbi dei giorni di scoraggiamento e di
+stanchezza, in cui avrei buttato sul fuoco tutti i miei scartafacci; ma
+da queste prostrazioni d'animo mi risollevò sempre quel pensiero.
+L'immagine di Broek era la mia stella polare. "Quanto, prima di arrivare
+a Broek?" mi domandavano in casa. E io rispondevo sospirando: "Ancora
+due mesi,--venti giorni,--una settimana." Eccomi finalmente al giorno
+tanto desiderato. Sono allegro e impaziente; vorrei potermi esprimere
+insieme alla penna col pennello e colla voce; ho mille cose da dire e
+non so da che verso rifarmi; e rido di me stesso come ne riderà
+probabilmente chi legge.
+
+Nelle varie città dov'ero stato, da Rotterdam ad Amsterdam, avevo inteso
+parlare più volte del villaggio di Broek, ma sempre di volo, e in
+maniera da solleticare, piuttosto che appagare la mia curiosità. Questo
+nome di Broek, quando lo pronunziavo in un crocchio, faceva rider tutti.
+Qualcuno a cui avevo domandato perchè ridesse, m'aveva risposto
+secco:--Perchè è una cosa ridicola.--Un tale, all'Aja, m'aveva detto
+così tra l'agro e il dolce:--Oh insomma, quando la vorranno finire gli
+stranieri con questo benedetto Broek? Non ci sono altri argomenti per
+canzonarci?--Ad Amsterdam, il padrone dell'albergo, tracciandomi sulla
+carta la strada che dovevo fare per andare a Broek, rideva sotto i baffi
+coll'aria di dire:--Ragazzate.--A tutti avevo domandato delle notizie
+particolari e nessuno me n'aveva voluto dare. Scrollavano le spalle e
+dicevano:--Vedrà.--Solo da qualche parola sfuggita all'uno e all'altro,
+avevo potuto argomentare che fosse un villaggio stranissimo; famoso, per
+questa sua stranezza, fin dal secolo scorso; descritto, illustrato,
+deriso e preso a pretesto dagli stranieri per spacciare a carico degli
+Olandesi un'infinità di favole e di corbellerie.
+
+Lascio immaginare la curiosità che mi tormentava. Basti dire che sognavo
+Broek ogni notte, e che avrei da fare un libro se volessi descrivere
+tutti i villaggi fantastici, meravigliosi, impossibili, che vidi in quei
+sogni. Feci uno sforzo per dare la precedenza alla gita d'Utrecht, e
+appena ritornato ad Amsterdam, partii per il misterioso villaggio.
+
+Broek è nella Nord Olanda, a mezza distanza, o presso a poco, fra la
+città d'Edam ed Amsterdam, e poco lontano dalla spiaggia del Zuiderzee.
+Dovevo dunque attraversare il golfo dell'Y e percorrere un tratto del
+canale del Nord.
+
+M'imbarcai la mattina per tempo in uno dei piccoli piroscafi, che
+partono ogni ora del giorno per Alkmaar ed Helder, e in pochi minuti
+arrivai nel gran canale.
+
+ * * * * *
+
+È questo il maggior canale dell'Olanda, e una delle più meravigliose
+opere che siansi fatte in Europa nel secolo decimonono. Tutti sanno in
+che modo ed a che fine sia stato aperto. Altre volte per giungere al
+porto di Amsterdam i grandi bastimenti dovevano attraversare il golfo di
+Zuiderzee, sparso di banchi di sabbia e agitato da furiose tempeste.
+Questa traversata, lunga e piena di pericoli, era sopratutto difficile
+nel punto in cui il golfo di Zuiderzee si congiunge a quello dell'Y, a
+cagione di un gran banco di sabbia chiamato Pampus, che i grossi
+bastimenti non potevano superare se non alleggerendosi d'una parte del
+loro carico, e facendosi rimorchiare con molta spesa e molta perdita di
+tempo. Per aprire una via più facile al porto di Amsterdam, si costrusse
+quel gran canale che va dal golfo dell'Y fino al mare del Nord,
+attraversando tutta la Nord-Olanda; lungo quasi ottanta chilometri,
+largo quaranta metri, profondo sei. Fu cominciato nel 1819 e finito nel
+1825, e costò trenta milioni di lire. Mercè questo canale, quando il
+tempo è favorevole, i più grandi bastimenti giungono in meno di
+ventiquattr'ore dal Mare del Nord nel porto d'Amsterdam. Ciò nonostante
+la città è ancora, rispetto alle altre città marittime, in una posizione
+assai svantaggiosa al commercio, poichè l'entrata del canale del Nord,
+presso l'isola di Texel, è difficilissima; nel canale stesso i
+bastimenti debbono essere rimorchiati, così che il tragitto, su per giù,
+costa un migliaio di lire; e negl'inverni rigidi, le acque agghiacciano,
+la navigazione è impedita o rallentata, e occorre qualche volta spendere
+fino a trentamila fiorini per aprirvi un passaggio. Ma il coraggio degli
+Olandesi non si arrestò neanco dinanzi a questa difficoltà, e aperse al
+commercio una nuova strada. Un altro canale, intorno al quale si sta ora
+lavorando, attraverserà il golfo dell'Y, nella direzione della sua
+maggior lunghezza, taglierà le dune e sboccherà nel mare presso il
+villaggio di Wyk-aan-zee, separando così la Nord-Olanda dal continente.
+Questo canale sarà lungo venticinque chilometri e largo come quello di
+Suez; i bastimenti potranno giungere per esso dal mare ad Amsterdam in
+due ore e trenta minuti; una gran parte del golfo dell'Y, riempita colla
+materia cavata dal canale, sarà convertita in terra coltivabile; e così
+verrà chiusa per sempre la via alle inondazioni del mare, dalle quali
+Amsterdam è perpetuamente minacciata. I lavori, cominciati nel 1866,
+sono pressochè terminati; e già fin dal 25 settembre del 1872 un
+bastimento della Società che compie la grande impresa, ha percorso in
+trionfo la nuova via, salutato festosamente dalla grande città, come un
+araldo annunziatore di prosperità e di fortuna.
+
+ * * * * *
+
+Appena il piroscafo ebbe oltrepassato le porte monumentali dal Canale
+del nord, disparvero ai miei occhi il golfo, il porto, Amsterdam, ogni
+cosa; poichè in quel punto le acque del canale sono di quasi tre metri
+più basse che il livello del mare; e non vidi più che una miriade di
+cime d'alberi di bastimento, di punte di campanili e di estremità d'ali
+di mulino, sporgenti oltre le dighe altissime in mezzo alle quali si
+scorreva. Di tratto in tratto il piroscafo passava per una stretta
+porta, le rive erano deserte, il canale chiuso da ogni parte,
+l'orizzonte nascosto; pareva di navigare per i meandri d'una fortezza
+inondata. Dopo una mezz'ora di questa navigazione furtiva, si arrivò a
+un villaggio, un vero indovinello di villaggio, formato da alcune
+casette colorite, schierate lungo una diga, e quasi interamente nascoste
+da una fila di alberi tagliati in forma di ventaglio e piantati dinanzi
+agli usci, come per difendere dagli sguardi di chi passa i segreti della
+vita domestica. Il piroscafo passò per un'altra porta, e riuscì
+nell'aperta campagna, dove mi si presentò uno spettacolo affatto nuovo.
+Le acque del canale, essendo assai più elevate della campagna
+circostante, il bastimento scorreva all'altezza delle cime degli alberi
+e dei comignoli delle case che fiancheggiavano le dighe; e la gente che
+passava per i sentieri voltava il viso in su per guardare il bastimento
+nella stessa maniera che, poco prima, alzavamo il viso noi per guardare
+la gente che passava sulle dighe. Incontravamo bastimenti rimorchiati da
+cavalli, barconi rimorchiati da famiglie intere, disposte in fila per
+ordine d'età, dal nonno al nipote, e dinanzi al nipote il cane;
+piroscafi che venivano da Alkmaar e da Helder, pieni di contadine col
+cerchio d'oro intorno alla fronte; e vedevamo da tutte le parti della
+campagna scorrere delle barche a vela, che, essendo i canali nascosti
+dalle dighe verdi, pareva che scivolassero sull'erba dei prati.
+
+Arrivato alla mia mèta, discesi, stetti a veder partire il piroscafo, e
+poi solo soletto presi la via di Broek, fiancheggiata a sinistra da un
+canale e a destra da una siepe. Dovevo fare un'ora di cammino. La
+campagna era verde, rigata da mille canali, sparsa di gruppi d'alberi e
+di mulini a vento, e silenziosa come una steppa. Bellissime vacche
+bianche e nere erravano o riposavano sulla sponda dei canali, non
+custodite da alcuno; stormi d'anitre e d'oche bianche come cigni
+sguazzavano nei bacini; e qualche barchetta scorreva qua e là sui canali
+tra prato e prato, condotta a remi da un contadino. Quella vasta pianura
+animata di codesta vita lenta e muta, m'ispirava un sentimento di pace
+così soave, che la più dolce musica m'avrebbe turbato come uno strepito
+importuno.
+
+Dopo una mezz'ora di cammino, benchè di Broek non apparisse ancora che
+la punta del campanile, cominciai a vedere qualche cosa qua e là che
+annunziava la vicinanza del villaggio. La strada correva sopra una diga,
+e sul fianco di questa diga vi erano alcune case. Una di queste, una
+catapecchia di legno, che arrivava appena col tetto all'altezza della
+strada, rozza, sconquassata, sbilenca, da far credere che fosse un
+covile piuttosto che una casa, aveva un finestrino con la sua brava
+tendina bianca annodata da un lato con un nastro azzurro, la quale
+lasciava vedere a traverso i vetri un tavolinetto coperto di tazze, di
+bicchieri, di fiori, di gingilli luccicanti come oggetti di vetrina.
+Appena oltrepassata quella casa, vedo due pali piantati in terra a
+sostegno d'una siepe, tutti e due tinti di colore azzurro e strisciati
+di bianco come le antenne da orifiamme che si rizzano per le feste
+pubbliche. Un po' più oltre trovo un'altra casupola di contadini,
+dinanzi alla quale sono esposti secchiolini, panche, rastrelli, pale,
+zappe, ogni cosa colorita di rosso, d'azzurro, di bianco, di giallo, e
+strisciata ed orlata di altri colori, come gli attrezzi dei
+saltimbanchi. Vado innanzi, e vedo altre case rustiche colle finestre
+ornate di trine, di nastrini, di reticelle di ferro, di specchietti
+mobili, di gingilli appesi; colle tegole variopinte, colle porte
+inverniciate. Via via che procedo, cresce la vivezza e la varietà dei
+colori, la pulizia, la lucentezza, la pompa. Vedo tendine ricamate e
+nastri color di rosa alle finestre dei mulini; carri e arnesi
+d'agricoltura con le lamine, i cerchi e i chiodi risplendenti come
+l'argento; case di legno inverniciate; chiudende e stecconati rossi e
+bianchi; finestre coi vetri orlati di due o tre striscie di varii
+colori; e infine la più strana di tutte le stranezze: alberi col tronco
+tinto di color cilestrino dal piede fino al nodo dei rami!
+
+Ridendo tra me di queste bizzarrie, arrivo a un ampio bacino, circondato
+d'alberi fitti e frondosi, di là dai quali, sulla sponda opposta, spunta
+un campanile. Guardo intorno: non c'è che un bambino sdraiato sull'erba.
+Gli domando:--Broek?--Si mette a ridere, e risponde:--Broek.--Allora
+guardo meglio e vedo brillare in mezzo al verde degli alberi dei colori
+così ciarlataneschi, così impertinenti, così arrabbiati, che mi sfugge
+un'esclamazione di stupore.
+
+Giro intorno al bacino, passo sur un piccolo ponte di legno bianco come
+la neve, infilo una stradina, guardo.... Broek! Broek! Broek! Lo
+riconosco, non ci può esser dubbio, non può esser altro che Broek!
+
+Immaginate un presepio fatto con casette di carta-pesta da un ragazzo di
+otto anni, una città fabbricata nella vetrina d'una bottega di
+giocattoli di Norimberga, un villaggio costrutto da un coreografo sul
+disegno d'un ventaglio chinese, una riunione di baracche di saltimbanchi
+arricchiti, un gruppo di villette fatte per servir da teatro di
+burattini, una fantasia d'un orientale ubriaco d'oppio, un qualche cosa
+che faccia pensare nello stesso tempo al Giappone, all'India, alla
+Tartaria, alla Svizzera, allo stile _plateresco_ e al _rococò_
+Pompadour, e a quello degli edifici inzuccherati che mettono in mostra
+i confettieri; una mescolanza di barbaro, di gentile, di presuntuoso, di
+lezioso, d'ingenuo, di sciocco, che nello stesso punto offenda il buon
+gusto, provochi le risa e innamori; immaginate insomma la più puerile
+stravaganza a cui si possa dare il nome di villaggio, e avrete una
+lontana immagine di Broek.
+
+Tutte le case sono circondate da un giardinetto, separato dalla strada
+da uno stecconato color cilestrino, della forma d'una balaustrata o
+d'una ringhiera, con pomi, mele o aranci di legno sulla punta degli
+stecconi. Le strade fiancheggiate da questi stecconati, sono
+strettissime e formate di piccoli mattoni di vario colore, messi di
+costa, e combinati in ogni sorta di disegni, in modo che da lontano le
+strade paiono coperte di scialli turchi. Le case, la maggior parte di
+legno, tutte col solo piano terreno, e piccolissime, sono color di rosa,
+color nero, colore cenerino, colore di porpora, colore azzurro chiaro,
+colore d'erba montanina; hanno il tetto coperto di coppi inverniciati e
+disposti a scacchiera; le gronde ornate d'una specie di festone di legno
+traforato come una trina; le facciate a punta, con una banderuolina
+sulla cima, o una piccola lancia, o qualcosa che somiglia un mazzo di
+fiori; le finestre coi vetri rossi o azzurri, ornate di tendine, di
+ricami, di nastri, di reticelle, di frange, di nappe, di ninnoli; le
+porte dipinte e dorate, e sormontate d'ogni sorta di bassorilievi che
+rappresentano fiori, figurine e trofei, in mezzo ai quali si legge il
+nome e la professione del proprietario. Quasi tutte le case hanno due
+porte: una davanti e una di dietro; questa per l'entrata e l'uscita di
+tutti giorni; l'altra che si apre soltanto nelle occasioni solenni della
+vita, come nascite, morti, matrimoni.
+
+I giardini non sono meno strani delle case. Paiono fatti per i nani. I
+viali sono appena tanto larghi da poterci mettere i piedi, le aiuole si
+cingono colle braccia, i capanni contengono a stento due personcine
+rannicchiate, le siepi di mortella non arrivano ai ginocchi d'un bambino
+di quattr'anni. Fra questi capanni e queste aiuole vi sono dei canaletti
+che paion fatti per metterci delle barche di carta, sui quali
+s'incurvano dei ponti di legno, puerilmente superflui, con colonnine e
+spallette colorite; bacini grandi come una tinozza da bagno riempiti da
+una barchetta lilliputtiana, legata con un cordoncino rosso a un palo
+color celeste; piccoli scali, piccoli orti, piccoli crocicchi,
+pergolatelli, porticciuole, cancellatine, tutte cose che si possono
+misurare con una mano, superare con un salto e buttar all'aria con un
+pugno. Intorno alle case e ai giardini s'innalzano alberi tagliati in
+forma di ventagli, di pennacchi, di dischi, di trapezi, coi tronchi
+coloriti di bianco e d'azzurrino, e qua e là casette di legno per gli
+animali domestici, variopinte, dorate e scolpite come piccole reggie da
+marionette.
+
+Data un'occhiata alle prime case e ai primi giardini, m'inoltrai nel
+villaggio. Non c'era anima viva nè per le strade nè alle finestre. Tutte
+le porte eran chiuse, tutte le tendine calate, tutti i canali deserti,
+tutte le barchette immobili. Il villaggio è costruito in maniera che in
+nessun punto si vedono più di quattro o cinque case; e via via che si va
+innanzi, una si nasconde, un'altra fa capolino, una terza balza fuori
+tutta intera; e da tutte le parti, in mezzo ai tronchi degli alberi,
+appariscono e spariscono striscie e tocchi di colori vivissimi, come di
+una frotta di maschere sparpagliate che facciano a rimpiattíno. A ogni
+passo si scopre un nuovo piccolo prospetto da palcoscenico, una nuova
+combinazione strana di colori, un nuovo capriccio, una nuova
+ridicolaggine. Par che da un momento all'altro debba uscire da tutte
+quelle porte un popoletto d'automi coi piatti turchi e i tamburelli fra
+le mani, come quei che si muovono sugli organetti. Con cinquanta passi
+si gira intorno a una casa, si passa un ponte, si attraversa un
+giardino, si percorre una strada e si ritorna nel luogo di prima. Un
+bambino vi pare un uomo e un uomo vi pare un gigante. Tutto è piccino,
+compassato, leccato, tinto, contraffatto, snaturato, fanciullesco. Sulle
+prime vi vien da ridere; poi vi piglia la stizza pensando che gli
+abitanti di quel villaggio crederanno che voi lo troviate bello; quella
+caricatura vi riesce odiosa; dareste di scimunito a tutti i padroni di
+casa; vorreste persuaderli che il loro famoso Broek è un insulto
+all'arte e alla natura, e ch'essi non hanno nè buon gusto nè buon senso.
+Ma quando vi siete ben sfogati a invettive, tornate a ridere, e il riso
+finisce per prevalere.
+
+Dopo aver girato un po' senza incontrare nessuno, mi venne il desiderio
+di veder l'interno di una casa. Mentre guardavo qua e là in cerca
+d'un'anima ospitale, m'intesi chiamare:--_Monsieur_--e voltatomi, vidi
+una donna sur un uscio, la quale mi domandò timidamente:--_Foulez fous
+foir une maison particulière?_--Accettai; la donna lasciò gli zoccoli
+sulla soglia, come si usa in tutte le case di quei paesi, e mi condusse
+dentro. Era una povera vedova, come mi disse appena fummo entrati, e non
+aveva che una stanza; ma che stanza! Il pavimento era coperto di stuoie
+pulitissime; i mobili erano luccicanti come l'ebano; le maniglie del
+cassettone, la linguetta del baule, i rilievi d'un piccolo stipo, le
+bullette delle seggiole, persino i chiodi piantati nel muro, parevano
+d'argento. Il camino era un vero tempietto, tutto rivestito di lastrine
+di maiolica colorite e nitide come se non avessero mai visto il fumo.
+Sur un tavolino c'era un calamaio di rame, una penna di ferro e qualche
+gingillo, che avrebbero richiamato l'attenzione nella vetrina d'un
+orefice. Da qualunque parte volgessi gli occhi, scintillava qualche
+cosa. Non vedendo il letto, domandai alla buona donna dove dormisse. Per
+tutta risposta s'avvicinò a una parete ed aperse i due battenti nascosti
+dalla tappezzeria. Il letto (come in quella casa, in tutte le altre) è
+chiuso in una specie di armadio a muro, e consiste in un materasso e in
+un pagliericcio distesi sopra la parte inferiore del muro medesimo,
+senz'assi e senza cavalletti; letto che sarà comodo d'inverno, ma che
+dev'essere un affogatoio d'estate. Mi fece vedere gli arnesi coi quali
+faceva la pulizia. C'era da farne una bottega: scope, scopette,
+spazzolini da denti, strofinacci, raschiatoi, rastrellini, scovoli,
+frugoni, pelli, mazzetti di piume, acqua-forte, bianco di Spagna pei
+vetri, rosso di Venezia per le posate, polvere di carbone per i rami,
+smeriglio per i ferri, mattone inglese per i pavimenti, e persino
+stecchini per cavar le pagliuzze microscopiche dalle commessure dei
+mattoni.
+
+Mi diede notizie curiosissime intorno al furore di pulizia per cui il
+villaggio di Broek è famoso in Olanda. Non è lungo tempo che all'entrata
+del villaggio si leggeva un'iscrizione concepita in questi
+termini:--_Prima o dopo il tramonto del sole nessuno può fumare nel
+villaggio di Broek, se non con una pipa munita di coperchio_ (perchè non
+si spanda la cenere), _e quando si attraversa il villaggio con un
+cavallo, è proibito di stare in sella, e bisogna condurlo a piedi_. Era
+pure proibito di attraversare il villaggio in carrozza, o con pecore o
+vacche, o qualunque altro animale che potesse insudiciare le strade; e
+benchè non sussista più questa proibizione, i carri e gli animali girano
+ancora intorno a Broek, per effetto dell'usanza antica. Dinanzi a tutte
+le case c'erano, e se ne vede ancora qualcuna, delle sputacchiere di
+pietra, nelle quali sputavano i fumatori dalle finestre. L'uso di stare
+in casa coi piedi scalzi è ancora in pieno vigore, così che dinanzi a
+tutte le porte si vedono scarpe, stivaletti e zoccoli ammonticchiati. È
+una fiaba quello che si racconta di sommosse popolari accadute a Broek
+contro stranieri che sparsero per la strada dei noccioli di ciliegia; ma
+è vero che ogni cittadino il quale veda cadere una foglia o una festuca
+portata dal vento dinanzi alla sua casa, la va a raccattare e la butta
+nel canale. Che poi si vadano a spolverare le scarpe a cinquecento passi
+fuor del villaggio, che ci sian dei ragazzi pagati per soffiare quattro
+volte all'ora fra i mattoni della strada, e che in certe case si portino
+gli ospiti a braccia perchè non insudicino il pavimento, son cose che si
+raccontano,--mi disse quella buona donna,--ma che probabilmente non si
+fecero mai. Però prima di lasciarmi uscire, mi raccontò un aneddoto che,
+se fosse vero, farebbe quasi credere possibili quelle stravaganze.--Nei
+tempi andati,--mi disse,--la manía della pulizia era arrivata a tal
+segno, che le donne di Broek trascuravano, per strofinare e lavare,
+persino i loro doveri religiosi. Il Pastore del villaggio, dopo aver
+tentato inutilmente tutte le vie della persuasione per far cessare
+quello scandalo, prese un altro partito. Fece una gran predica nella
+quale disse che ogni donna olandese la quale avesse compiuto fedelmente
+i suoi doveri verso Dio nella vita terrena, avrebbe trovato nel mondo di
+là una casa piena zeppa di mobili, d'utensili e di gingilli
+svariatissimi e preziosissimi, nella quale, non distratta da altre
+occupazioni, avrebbe potuto spazzolare, insaponare e lustrare per tutta
+l'eternità, senza mai poter dire d'aver finito. L'immagine di questa
+sublime ricompensa, il pensiero di questa immensa felicità infuse tanto
+ardore e tanta pietà nelle donne di Broek, che d'allora in poi furono
+sempre assidue agli esercizi religiosi, e non ebbero mai più bisogno di
+eccitamento.--
+
+Eppure, nè questo furore di pulizia, nè la bizzarria architettonica che
+ho descritta, sono la cagione della semi-seria celebrità del villaggio
+di Broek. Questa celebrità derivò da una stravaganza di forme e di
+consuetudini, appetto alla quale ciò che ora si vede non è più nulla. Il
+Broek d'oggigiorno non è più che una larva del Broek antico. A
+persuadersene, basta visitare una casa posta all'entrata del villaggio,
+e aperta agli stranieri, la quale è un modello completo delle antiche
+case, e vien conservata accuratamente dal proprietario come un monumento
+storico delle follie trascorse. L'esterno della casa non è diverso dalle
+altre: una baracca da burattini. Il maraviglioso sono le stanze e il
+giardino. Le stanze, piccolissime, sono tanti bazar, ciascuno dei quali
+richiederebbe un volume di descrizioni. La manía olandese di ammontare
+oggetti su oggetti, e di cercar la bellezza e l'eleganza nell'eccesso
+degli ornamenti più disparati, là si vede spinta sino al superlativo
+grado del ridicolo. Vi sono figurine di porcellana sugli armadi, tazze e
+zuccheriere chinesi sopra e sotto le tavole, piatti appesi alle pareti
+dal soffitto fino al pavimento, orologi, ovi di struzzo, barchette,
+bastimenti, conchiglie, vasi, piattini, calici, ficcati in tutti
+gl'interstizi e nascosti in tutti i buchi; quadri che presentano figure
+diverse, secondo da che parte si guardano; armadi pieni di centinaia di
+ninnoli; ornamenti senza nome, decorazioni senza senso, un ingombro, un
+lucicchío, una dissonanza di colori, un cattivo gusto così
+innocentemente spietato, che è un piacere e un dispetto a vedersi. Ma
+tutte queste stravaganze sono di gran lunga superate dal giardino. Qui
+si vedono ponti messi per mostra sopra rigagnoli larghi un palmo, grotte
+e cascatelle da presepio, chiesette rustiche, templi greci, chioschi
+chinesi, pagodi indiani, statue dipinte, piccoli fantocci colle mani e i
+piedi dorati che balzano fuori dai panieri di fiori, automi di grandezza
+naturale che fumano e che filano, armadi che s'aprono al tocco d'un
+ordigno, e lascian vedere una comitiva di burattini seduti a tavola,
+bacinetti dove nuotano cigni e oche di zinco, aiuole coperte di un
+mosaico di conchiglie, con un bel vaso di porcellana nel mezzo; alberi
+che rappresentano figure umane, cespugli di bosso tagliati in forma di
+campanili, di chiesuole, di navi, di chimere, di pavoni che fan la ruota
+e di bambini che allargan le braccia; sentieri, capanni, siepi, fiori,
+piante, tutto scontorto, manierato, tormentato, imbastardito, stravolto.
+E così erano nei tempi andati tutte le case e tutti i giardini di Broek.
+
+Ma ora non solamente l'aspetto del villaggio, anche la popolazione è in
+gran parte mutata. Broek era chiamato altre volte il villaggio dei
+milionarii, perchè quasi tutti i suoi abitanti erano negozianti
+ricchissimi, che si raccoglievan là per amore della solitudine e della
+pace. A poco a poco, la noia, il ridicolo di cui furon fatti segno le
+loro case ed essi stessi, l'importunità dei viaggiatori, il desiderio di
+luoghi più ameni, snidò da Broek quasi tutte le famiglie ricche, e le
+poche rimaste, cessando la gara che aveva prodotte tante fanciullesche
+meraviglie, non pensarono più a crearne delle nuove, e lasciarono
+perdere o sparire le vecchie. Ora Broek ha circa un migliaio d'abitanti,
+dei quali la maggior parte fanno formaggi, e gli altri son bottegai,
+fattori e artefici che vivon di rendita.
+
+Malgrado che sia decaduto, Broek è ancora visitato da quasi tutti gli
+stranieri che vanno in Olanda. In una stanza della casa che ho
+descritta, v'è un enorme libro che contiene parecchie migliaia di,
+biglietti di visita e di firme manoscritte di gente d'ogni paese. Io
+l'ho scorso tutto. Il maggior numero di visitatori sono inglesi e
+americani; il minimo italiani, e questi quasi tutti nobili delle
+provincie meridionali. Fra i molti nomi illustri vidi quello di Victor
+Hugo, di Walter Scott, del Gambetta e del commediografo Emilio Augier.
+Fra i ricordi, v'è un calcafogli che l'Imperatore e l'Imperatrice di
+Russia regalarono a un cittadino di Broek in segno di gratitudine per
+l'ospitalità ch'egli concesse nel 1864 al granduca Nicola di
+Alexandrovitch.
+
+A proposito di visitatori illustri, anche l'Imperatore Alessandro di
+Russia e Napoleone il Grande furono a Broek. La tradizione locale dice
+che così l'uno che l'altro avendo voluto vedere l'interno d'una casa,
+dovettero, prima d'entrare, infilarsi certe grosse calze di lana che
+porse loro la serva, perchè non insudiciassero i pavimenti cogli
+stivali. Non oserei affermare che questo sia vero; ma so, per averlo
+letto in certe Memorie del viaggio di Napoleone in Olanda, che a Broek
+egli s'indispettì nel vedere le strade deserte, e la gente tappata in
+casa che lo guardava di dietro i vetri coll'aria di sorvegliare che non
+insudiciasse le cancellate dei giardini. Anche l'imperatore Giuseppe II
+fece una visita a Broek; ma, per quello che si narra, non avendo portato
+con sè delle lettere di raccomandazione, non potè entrare in nessuna
+casa. Un aiutante di campo insistendo presso un padrone di casa, perchè
+lasciasse entrare la Maestà Sua:--Io non conosco il vostro
+Imperatore,--quegli rispose;--e fosse anche il borgomastro d'Amsterdam
+in persona, non ricevo chi non conosco.--
+
+Quand'ebbi visitato la casa e il giardino antico, entrai in un piccolo
+caffè dove una ragazza senza scarpe, inteso alla prima il mio linguaggio
+da sordomuto, mi portò una mezza forma di buon formaggio di Edam, delle
+uova e del burro, ogni cosa posto sotto un coperchio di maiolica,
+protetto da una reticella di fil di ferro, e nascosto da una
+bianchissima tovaglietta ricamata; e poi scortato da un ragazzo che mi
+parlava a gesti, andai a vedere una fattoria. Molta gente, tra noi, che
+porta cappello a staio ed orologio d'oro, non ha un appartamento pulito
+ed ornato come quello in cui si pavoneggiano le vacche di Broek. Prima
+d'entrare bisogna pulirsi le scarpe a una stuoia distesa davanti alla
+porta, e se non lo fate, vi pregano di farlo. Il pavimento delle stalle
+è di mattoni di vario colore, nitidi da poterci passare sopra la mano;
+le pareti son rivestite di legno di abete; le finestre sono ornate di
+tende di mossolina e di vasi di fiori; le mangiatoie son dipinte; le
+vacche sono strigliate, pettinate, lavate, e perchè non s'insudicino
+hanno la coda tenuta su da un cordoncino legato a un chiodo del
+soffitto; un rigagnolo che attraversa la stalla, porta via continuamente
+le immondizie; fuor che tra i piedi delle bestie, non si vede un
+fuscello, nè una macchia; e l'aria è così purgata, che a occhi chiusi si
+crederebbe di essere in un salotto. Le camere dei contadini, le stanze
+dove si fa il formaggio, i cortili, i bugigattoli, tutto è netto e
+luccicante ad un modo.
+
+Prima di partire per Amsterdam feci ancora un giro per il villaggio
+badando a nascondere il sigaro quando qualche donna dal diadema d'oro mi
+guardava dalla finestra; passai su due o tre ponti bianchi, toccai col
+piede qualche barchetta, mi trattenni un po' dinanzi alle casine più
+variopinte; e poi, non vedendo comparire anima viva nè per le strade nè
+dentro ai giardini, ripresi la mia via solitaria in groppa al cavallo di
+san Francesco, con quel sentimento di tristezza che lascian nel cuore
+tutte le grandi curiosità soddisfatte.
+
+
+
+
+ZAANDAM.
+
+
+La maggior parte degli stranieri, dopo aver visitato il villaggio di
+Broek e la città di Zaandam, partono per la Frisia o se ne ritornano
+all'Aja colla persuasione d'aver visto l'Olanda. Io volli invece
+spingermi sino all'estremità della Nord-Olanda, pensando che in questa
+provincia posta fuor di mano, non abitata da stranieri, non percorsa da
+viaggiatori, avrei veduto costumi, usi ed aspetti antichi più
+schiettamente conservati che nelle altre. Il pericolo di non esser
+capito, di capitare in cattivi alberghi, di trovarmi solo, impicciato e
+malinconico in piccole città delle quali non c'è nemmeno la pianta nelle
+_Guide_, e che i viaggiatori più pazienti non fanno che attraversare di
+volo; non mi distolse dal mio proposito. Una bella mattina del mese
+d'agosto, il diavolo dei viaggi, il più prepotente di tutti i diavoli
+che invasano l'anima umana, trasportò me e la mia valigia in un
+piroscafo che partiva per Zaandam; m'imbarcò lo stesso giorno per
+Alkmaar, la metropoli dei formaggi, e mi diede la stessa sera un
+biglietto di seconda classe per Helder, la Gibilterra del nord.
+
+Zaandam, vista dal golfo dell'Y, presenta l'aspetto d'una fortezza
+coronata di torri innumerevoli, dall'alto delle quali i cittadini
+chiedano soccorso, con segnali affrettati, a un esercito lontano. Son
+centinaia di mulini altissimi che si alzano fra le case, sulle dighe,
+lungo la spiaggia, per tutta la campagna circostante alla città; una
+parte dei quali lavorano al prosciugamento delle terre, altri a far
+l'olio di colza, che è una delle più importanti materie di commercio di
+Zaandam; altri a ridurre in polvere una specie di tufo vulcanico portato
+dal Reno, che serve a comporre un cemento particolare per le opere
+idrauliche; altri a segar legna, a mondar orzo, a macinar colori, a
+fabbricar carta, mostarda, smalto, corde, amido, paste. La città non si
+vede che pochi minuti prima d'entrare nel porto.
+
+È una vera veduta da scenario di ballo pastorale.
+
+La città è fabbricata lungo le due rive d'un fiume, chiamato Zaan, che
+si versa nell'Y, e intorno a un piccolo seno formato dall'Y medesimo,
+che le serve di porto. Le due parti eguali in cui rimane divisa la
+città, sono congiunte da un ponte, che s'alza per dar passo ai
+bastimenti. Intorno al porto non ci sono che poche strade e poche case;
+la parte principale di Zaandam si stende lungo le rive dello Zaan.
+
+Il piroscafo s'avvicinò fino a toccar la riva: scesi, mi liberai da un
+drappello di ciceroni, e in pochi minuti percorsi le strade principali.
+
+Zaandam è un grande Broek, meno puerile e più bello del Broek piccino.
+
+Le case sono di legno, d'un solo piano, colla facciata a punta, e quasi
+tutte colorite di verde. Vi sono strade intere, nelle quali non si vede
+altro colore, che paiono strade d'una città fatta di bosso e di
+mortella. Come a Broek, i coppi dei tetti sono inverniciati, le finestre
+ornate di tendine e di fiori, le strade ammattonate e pulite come il
+pavimento d'una sala. Nei vetri, nelle lastre d'ottone delle porte,
+negli oggetti esposti sui davanzali, da qualunque parte si guardi, si
+vede riflessa la propria immagine. Tutta la città spira un'aria
+d'allegria, di freschezza e d'innocenza, che innamora. È una città ricca
+e popolosa, e sembra un piccolo villaggio. Ha tutti i tratti propri
+delle città olandesi, ed insieme un non so che aspetto nuovo ed esotico,
+che la fa parere immensamente lontana da tutte le altre.
+
+Essendo giorno di festa, le strade principali eran piene di gente che
+andava o tornava di chiesa. La prima cosa che mi colpì fu l'acconciatura
+del capo delle donne. Portano, sotto un cappello coperto di fiori, una
+specie di cuffia di trina, che scende fin sulle spalle, dalla quale
+escono di qua e di là dalla fronte due nodi di capelli arricciolati e
+stretti che paion ciocche di chicchi d'uva. Il cerchio d'oro o
+d'argento, che stringe la testa, e luccica attraverso la trina di
+codesta cuffia, termina sulle tempie in due lastrine quadrate dello
+stesso metallo, rivolte verso chi guarda, con una rosetta nel mezzo.
+Un'altra lastrina dorata e cesellata, una sorta di nastro metallico,
+legato, non so come, al cerchio, attraversa obliquamente la fronte e
+scende quasi fino a toccare la tempia opposta, o l'occhio, o
+l'intracciglio, in modo che pare un pezzo del cerchio stesso, rotto e
+lasciato spenzolare per negligenza o per vezzo. Due grossi spilloni
+confitti verticalmente all'estremità del cerchio s'alzano come due corna
+sopra le due ciocche di riccioli. Altri orecchini lunghissimi ciondolano
+alle orecchie, il collo è ornato di più giri di collane, il seno di
+borchie, di fermagli, di catenelle, da riempirne una vetrina di
+gioielliere. Tutte le donne, con leggiere differenze, sono ornate così;
+e son tutte bianche, rosee e vestite col medesimo cattivo gusto, in modo
+che uno straniero non distingue alla prima la contadina dalla signora.
+Non si può dir certo che quell'acconciatura del capo e quella
+sovrabbondanza d'ornamenti sia bella ed elegante; ma pure quei visi
+bianchi, in mezzo a quella trina e a quell'oro, quel misto di
+principesco e di campagnuolo, di opulento e di rozzo, di pomposo e
+d'ingenuo, ha una grazia tutta sua, che s'accorda mirabilmente
+coll'aria, se così può dirsi, della città, e che finisce per piacere.
+Anche le bambine hanno il loro diadema e le loro trine: gli uomini sono
+la maggior parte vestiti di nero. Bambine, poi, uomini, ragazze, donne,
+giovani, vecchi, hanno tutti un aspetto di gente contenta, un non so che
+di primitivo, di verginale, di nuovo, che fa quasi parer strano che
+siano europei del tempo nostro; che fa pensare di essere in un altro
+continente e in un'altra civiltà; di trovarsi in un paese dove la
+ricchezza fiorisca senza fatica, la vita scorra senza passioni, la
+società si regga e si muova senz'attriti e senza scosse, e nessuno
+desideri altro bene che la pace. E se mentre si pensa a questo,
+l'orologio del campanile più vicino canta colle sue note argentine una
+vecchia canzone nazionale, allora l'illusione è intera, e si vorrebbe
+condurre a Zaandam la famiglia e gli amici, e finire in una di quelle
+casette verdi i nostri giorni tranquilli.
+
+Ma se tutta questa beatitudine non è che illusione, è un fatto però che
+Zaandam è una delle più agiate città dell'Olanda, che in molte di quelle
+casette verdi stanno dei costruttori di navi millionarii, e che non c'è
+famiglia senza pane, nè ragazzo senza maestro.
+
+Oltre a questo, Zaandam possiede quello che Napoleone I disse: «il più
+bel monumento dell'Olanda» cioè la capanna di Pietro il Grande, in onore
+del quale la città fu per un tempo ed è ancora chiamata da molti Czardam
+o Saardam. Una squadra di ciceroni sussurra il nome di questa capanna
+famosa nell'orecchio a tutti gli stranieri che arrivano a Zaandam, e si
+può dire ch'essa è lo scopo unico di tutti coloro che vanno a visitare
+questa città.
+
+Quando e perchè il grande Imperatore sia andato a stare in quella
+capanna, è noto a tutti. Dopo aver vinto i Tartari e i Turchi, ed essere
+entrato trionfalmente in Mosca, il giovane czar volle fare un viaggio
+nei principali Stati d'Europa per studiare le arti e le industrie.
+Accompagnato da tre ambasciatori, quattro segretarii, dodici
+gentiluomini, cinquanta guardie ed un nano, partì nell'aprile del 1697
+dai suoi Stati, attraversò la Livonia, passò per la Prussia
+brandeburghese, per la Pomerania, per Berlino, la Vestfalia, e arrivò ad
+Amsterdam, quindici giorni prima del suo seguito. In questa città,
+sconosciuto a tutti, passò qualche tempo negli arsenali
+dell'ammiragliato; e quindi per imparare coi propri occhi e colle
+proprie mani l'arte della costruzione delle navi, nella quale gli
+Olandesi, in quel tempo, primeggiavano, si vestì da marinaio, e si recò
+a Zaandam dov'erano i più famosi arsenali. Qui entrò col nome di Pietro
+Michaeloff, nell'arsenale di un certo Mynheer Calf, si fece iscrivere
+nel numero degli operai, lavorò da falegname, da ferraio, da cordaio, e
+per tutto il tempo che rimase a Zaandam, andò vestito e si nutrì come i
+suoi compagni di lavoro e dormì com'essi, in una casetta di legno, che è
+quella che si vede oggigiorno. Quanto tempo sia stato in quella città,
+non si sa di certo. V'è chi dice che ci sia stato qualche mese, v'è chi
+crede con maggior ragione, che seccato della curiosità degli abitanti,
+non ci sia stato che una settimana. Certo è che, ritornato in Amsterdam
+dopo breve tempo, terminò colle sue mani, nell'arsenale della Compagnia
+delle Indie, un vascello da sessanta cannoni; che studiò matematica,
+fisica, geografia, anatomia, pittura, e che lasciò quella città nel
+gennaio del 1698, per andare a Londra.
+
+La famosa capanna si trova a un'estremità di Zaandam, in vista
+dell'aperta campagna; ed è come incassata in un piccolo edifizio in
+muratura che la regina d'Olanda, Anna Paulowna, russa di nascita, fece
+costruire per difenderla dalle intemperie. È una vera casupola da
+pescatori, di legno, composta di due piccole stanze, e talmente
+sconnessa e sbilenca, che se non fosse puntellata dall'edifizio che la
+circonda, un soffio di vento la butterebbe a terra. In una stanza vi
+sono tre rozze scranne, una larga tavola, un letto ad armadio ed un
+grande cammino dell'antica forma fiamminga. Nella seconda stanza vi sono
+due grandi ritratti: uno di Pietro il Grande vestito da operaio, e
+l'altro dell'imperatrice Carolina. Sul soffitto sono stese delle
+bandiere russe e delle bandiere olandesi. La tavola, le pareti, le
+imposte, le porte, le travi sono coperte di nomi, di versi, di sentenze,
+d'iscrizioni di tutte le lingue del mondo. V'è una lastra di marmo su
+cui è scritto:--_Petro magno Alexander_,--fatta porre dall'imperatore
+Alessandro di Russia, in memoria della sua visita del 1814. Un'altra
+lapide ricorda la visita fatta dal principe ereditario, ora czar, nel
+1839, e c'è sotto una strofa d'un poeta russo che dice:--Sopra
+quest'umile abituro aleggiano gli angeli santi. Isarevitch! inchínati.
+Qui è la culla del tuo impero, qui nacque la grandezza della
+Russia.--Altre lapidi rammentano visite di re e di principi, e colle
+lapidi altre poesie e soprattutto iscrizioni russe che esprimono
+l'entusiasmo e la gioia di gente arrivata alla mèta d'un sacro
+pellegrinaggio. Una di queste iscrizioni ricorda che da quella
+catapecchia il falegname Pietro Michaeloff dirigeva le mosse
+dell'esercito moscovita, che combatteva contro i Turchi in Ucrania.
+
+Uscendo di là, pensavo che se il giorno più glorioso della vita di
+Pietro il Grande fu quello in cui s'addormentò sotto quella capanna dopo
+aver lavorato per la prima volta colle proprie braccia, così il più
+felice doveva essere stato quell'altro in cui, dopo diciotto anni egli
+ci ritornava, nel colmo della sua potenza e della sua gloria, per
+mostrare a Caterina il luogo dove facendo l'operaio aveva imparato a far
+l'imperatore. Gli abitanti di Zaandam ricordano quel giorno con
+orgoglio, e ne parlano come d'un avvenimento di cui sian stati
+testimoni. La czarina era rimasta a Vesel per partorire; lo czar arrivò
+a Zaandam solo. Ognuno può immaginare con che gioia e che alterezza
+l'abbiano ricevuto quei negozianti, quei marinai, quei falegnami, che
+l'avevano avuto compagno diciotto anni prima. Per il mondo egli era il
+vincitore di Pultava, il fondatore di Pietroburgo, l'incivilitore della
+Russia; ma per loro era _Peterbas_, mastro Pietro, come lo chiamavano
+famigliarmente quando lavoravano insieme; era un figliuolo di Zaandam
+divenuto imperatore; era un vecchio amico che tornava in mezzo agli
+amici. Dieci giorni dopo il parto arrivò la czarina e visitò anch'essa
+la capanna. Imperatore e Imperatrice, senza seguito, senza pompa,
+andarono a desinare in casa di Mynheer Calf, il costruttore di
+bastimenti che aveva ricevuto nel suo arsenale il giovane operaio
+coronato; il popolo li accompagnò gridando:--Viva mastro Pietro!--e
+mastro Pietro, lo sterminatore dei boiardi e degli strelizzi, il
+condannatore di suo figlio, il principe formidabile, pianse.
+
+ * * * * *
+
+Per andare ad Alkmaar m'imbarcai sopra un piroscafo che doveva rimontare
+lo Zaan fino al canale del Nord, e così vidi l'Oost Zaandam e la
+West-Zaandam,--ossia tutta la parte della città che si stende per quasi
+tre miglia lungo le due rive del fiume.
+
+È uno spettacolo che rivende Broek cento volte.
+
+Ognuno si ricorda dei primi paesaggi che si dipingono da ragazzi, quando
+il padre o lo zio ci regala una scatola di colori sospirata da molto
+tempo. Per il solito si vuol dipingere un luogo delizioso, come quei che
+si sognano a scuola, sonnecchiando alle ultime lezioni di latino, sulla
+fine del mese di giugno. Per render questo luogo veramente delizioso, ci
+sforziamo di fare entrare in un piccolo spazio una villetta, un
+giardino, un lago, un bosco, un prato, un orto, un fiume, un ponte, una
+grotta, una cascata d'acqua, tutto ben vicino, ben stretto e ben
+pigiato; e perchè non sfugga assolutamente nulla all'occhio di chi
+guarda, si dipinge ogni cosa coi colori più vivi della scatola e si
+fanno dei bei contorni vistosi; e quando s'è finito, colti dal timore di
+non aver approfittato di tutto lo spazio, si ficca ancora una casetta
+qui, un albero là, una capanna in fondo; finchè non essendo più
+possibile di farci entrare un filo d'erba, nè una pietra, nè un fiore,
+si smette il pennello soddisfatti dell'opera propria, e si corre a far
+vedere il quadro alla fantesca, la quale giunge le mani in atto di
+meraviglia, ed esclama che è un vero paradiso terrestre. Ebbene,
+Zaandam, vista dal fiume, è tale quale uno di codesti paesaggi.
+
+Sono tutte casette verdi, coi tetti coperti di coppi rossissimi, sui
+quali s'innalzano dei chioschi pure verdi, sormontati da banderuole
+variopinte o da palle di legno di diverso colore infilate in un'asta di
+ferro; torricciuole coronate di balaustrate e di padiglioni; edifizii
+della forma di tempietti e di villini; baracche e bicocche di una
+struttura non mai vista, capricciosamente sovrapposte, e strette le une
+contro le altre, che par che si disputino lo spazio; un'architettura di
+ripiego, tutta vanità e tutta apparenza. In mezzo a questi edifizii,
+stradine per cui passa appena una persona, piazzette anguste come
+stanze, cortili poco più grandi di una tavola, canali dove non può
+scorrere che un'anitra; e sul davanti, tra le case e la riva del fiume,
+dei giardinetti da ragazzi, pieni di capanni, di casette per le galline,
+di pergolati, di cancellate, di mulini a vento da trastullo e di salici
+piangenti; e dinanzi a questi giardini, sulla riva del fiume, dei
+piccoli porti pieni di piccole barche verdi legate a piccole palafitte
+ancora più verdi. In mezzo a questo guazzabuglio di giardini e di
+baracche, s'alzano da tutte le parti mulini a vento di grande altezza,
+coloriti pure di verde e listati di bianco, o bianchi e listati di
+verde, con le braccia dipinte come aste di bandiere e la rotella
+dell'asse dorata e ornata di girandole multicolori; campanili verdi e
+inverniciati dal piede fino alla punta; chiesuole che paion teatri da
+fiera, scaccheggiate e orlate di tutte le tinte dell'arcobaleno. Ma
+questo è anche più strano: che gli edifizi, già piccini all'entrata del
+fiume, vanno scemando di grandezza via via che si procede, come se la
+popolazione fosse distribuita per ordine di statura, tanto che verso la
+fine non son più che casotti da sentinelle, stie, topaie, scatole,
+nascondigli, che paiono sporgenze d'una città sotterrata;
+un'architettura minuscola che è lì a dieci passi, e fa l'effetto di
+essere molto lontana; un tritume di città, un vero alveare umano, dove i
+bambini paiono colossi, e i gatti saltano dalla strada sui tetti; e là
+ancora ci son giardini occupati interamente da un sedile, chioschi
+capaci d'una persona sola, padiglioni grandi come ombrelli, e salici
+piangenti, e piccoli scali, e piccolissimi mulini a vento, e banderuole
+e fiori e colori.
+
+Ma son proprio uomini che han fatto tutto codesto?--uno si domanda
+dinanzi a questo spettacolo.--E questa è una città davvero? E ci sarà
+ancora l'anno venturo? O non è stata fabbricata per una festa, e la
+settimana prossima sarà tutta scomposta e accatastata dentro il
+magazzino di un decoratore d'Amsterdam? Ah! burloni d'Olandesi!
+
+
+
+
+ALKMAAR.
+
+
+Il bastimento, dopo oltrepassata Zaandam, corse ancora per un lungo
+tratto in mezzo a due file non interrotte di mulini a vento, toccò
+parecchi villaggi, svoltò nel canale di Marker-Vaart, attraversò il lago
+di Alkmaar, ed entrò finalmente nel gran canale del Nord. Non riuscirei
+mai ad esprimere, per quanto mi ci sforzassi, il sentimento di
+solitudine morale, di lontananza, e direi quasi di smarrimento che
+provavo io solo in mezzo a una folla di contadine indiademate come
+regine e immobili come idoli, su quel piroscafo che scorreva colla
+placidità di una gondola a traverso una pianura sconfinata ed uniforme,
+sotto quel cielo malinconico. Certi momenti domandavo a me stesso in che
+maniera mi trovassi là, dove sarei andato a finire, quando sarei
+tornato; sentivo la nostalgia di Amsterdam e dell'Aja, come se il paese
+dove passavo fosse tanto lontano dall'Olanda meridionale, quanto
+l'Olanda meridionale è lontana dall'Italia; facevo il proponimento di
+non viaggiar mai più solo, e mi pareva di non aver mai più da tornare a
+casa.
+
+ * * * * *
+
+In quel punto mi trovavo proprio nel cuore della Nord-Olanda, di quella
+piccola penisola bagnata dal Mare del Nord e dal Golfo di Zuiderzee,
+ch'è quasi tutta più bassa delle acque che la circondano, ch'è difesa da
+una parte dalle dune e dall'altra da immense dighe, e frastagliata da
+un'infinità di canali, di laghi e di paludi, che le danno l'aspetto
+d'una terra per metà sommersa, e destinata a sparire sotto le onde. Per
+tutto lo spazio che si poteva abbracciare collo sguardo, non si vedeva
+che qualche gruppo d'alberi, qualche vela di bastimento e qualche
+mulino.
+
+ * * * * *
+
+Il tratto del canale del Nord che il piroscafo percorreva in quel punto,
+fiancheggia il Beemster, la più grande distesa di terra che siasi
+prosciugata nel secolo decimosettimo, uno dei quarantatrè laghi che
+coprivano anticamente la provincia di Alkmaar, e che furono trasformati
+in bellissime praterie. Questo Beemster, che abbraccia una superficie di
+settemila ettari, e viene amministrato, come tutti gli altri _polders_,
+da un Comitato eletto dai proprietari, il quale fa le spese col provento
+d'un'imposta ripartita per ettari; è diviso in un gran numero di
+quadrati cinti da strade ammattonate e da canali, che lo fanno parere
+un'immensa scacchiera. Il fondo essendo quasi tre metri e mezzo sotto
+il livello d'Amsterdam, le acque piovane debbono essere continuamente
+estratte per mezzo di mulini a vento, che le riversano nei canali, i
+quali alla loro volta le conducono al mare. Ci sono, in tutto il
+_polder_, quasi trecento fattorie, che posseggono circa seimila bestie
+bovine e più di quattrocento cavalli. Non vi si vedono altri alberi che
+pioppi, olmi e salici, aggruppati intorno alle case, per difenderle dal
+vento. Tutto è prateria, e come il Beemster, tali sono gli altri
+_polders_. I soli oggetti che richiamino l'attenzione su quelle verdi
+pianure sono le antenne che sorreggono i nidi delle cicogne, e qua e là
+qualche enorme osso di balena, antico trofeo di pescatori olandesi,
+piantato ritto nella terra, perchè ci si strofinino le vacche. Tutti i
+trasporti di derrate da fattoria a fattoria si fanno per mezzo di
+barche; nelle case si entra per un ponte che si solleva la notte, come
+il ponte d'una fortezza; gli armenti pascolano senza guardiani; le
+anitre e i cigni scorrono liberamente per i lunghi canali; ogni cosa
+spira sicurezza, abbondanza e pace. Son queste infatti le provincie in
+cui fiorisce in tutta la sua bellezza quella famosa razza bovina, alla
+quale l'Olanda deve in gran parte la sua ricchezza; quelle vacche enormi
+e pacifiche, che danno fino a trenta litri di latte al giorno; i
+discendenti di quei gloriosi animali, che nel medio evo furon condotti a
+nobilitare le razze in Francia, nel Belgio, nella Germania, nella
+Svezia, nella Russia; un armento dei quali, se è vera la tradizione,
+attraversò il continente fino ad Odessa, rifacendo all'indietro, passo
+a passo, la strada che avean percorsa le grandi invasioni germaniche.
+Col latte di questi animali si fa quello squisito formaggio chiamato
+d'Edam, città della Nord-Olanda, _alla cui fama è angusto il mondo_. Nei
+giorni di mercato tutte le città di questa provincia riboccano di quelle
+belle forme rossiccie, ammontate come palle di cannone per le strade e
+per le piazze, e mostrate allo straniero con un sentimento d'orgoglio
+nazionale. Alkmaar ne vende in un anno più di quattro milioni di
+chilogrammi, Horn tre milioni, Purmerende due, Medenblick e Enkhuisen da
+settecento a ottocento mila, tutta la Nord-Olanda per più di quindici
+milioni di lire. Tutte queste cose faranno sorridere qualche poeta e
+qualche signorina; e capisco anch'io che suonerebbero male in un
+sonetto; ma non sono per questo men belle, men buone e meno invidiabili
+cose.
+
+ * * * * *
+
+Mentre il bastimento s'avvicinava alla città, io andavo solleticando,
+come sempre, la mia curiosità, col richiamarmi alla memoria quanto
+sapevo intorno ad Alkmaar; ben lontano, poveretto, dal prevedere in che
+brutto impiccio mi sarei trovato fra le sue mura. Me la raffiguravo
+distrutta da Giovanni di Avesnes, conte di Olanda, in castigo delle sue
+ribellioni. Seguitavo il coraggioso falegname, che attraversa il campo
+degli Spagnuoli, va a portare al governatore della provincia l'ordine
+del principe d'Orange di rompere le dighe, e perde poi la risposta del
+governatore, la quale trovata e letta da Federico, figliuolo del duca
+d'Alba, lo induce a levar l'assedio per non morire annegato. Vedevo una
+frotta di scolari divertirsi a guardar la campagna coperta di neve a
+traverso le scheggie di ghiaccio applicate al tubo dei calamai, e il
+buon Mezio intromettersi fra loro, e cavare dal loro gioco la prima idea
+del canocchiale. Incontravo allo svolto d'una strada il pittore
+Schoruel, col capo ancora segnato dalle bastonate e dai pugni toccati in
+rissa nelle taverne d'Utrecht, dove andava a pigliar le cotte con quella
+buona lana di Giovanni di Mauberge, suo maestro di pittura e di
+scapestrataggine. E infine m'immaginavo le belle alkmaaresi, che colla
+loro aria modesta e innocente, ebbero la virtù di sollevare Napoleone il
+Grande dalla noia di Amsterdam e dal dispetto di Broek. Intanto il
+piroscafo arrivava ad Alkmaar dove un facchino che sapeva tre sole
+parole francesi:--_Monsieur_, _hôtel_ e _pourboir_, mi toglieva di mano
+la valigia e mi rimorchiava a un albergo.
+
+ * * * * *
+
+A chi abbia visto le altre città dell'Olanda, Alkmaar non offre gran che
+di straordinario. È una città di forma regolare, con grandi canali e
+grandi strade, e le solite case rosse colla solita facciata triangolare.
+Alcune grandi piazze sono interamente lastricate di piccoli mattoni
+rossicci e gialli, disposti in disegni simmetrici, che da lontano paiono
+un tappeto; e le strade hanno due marciapiedi, uno di mattoni, per chi
+passa, e uno un po' più alto, di pietra, congiunto al muro delle case,
+sul quale non bisogna mettere il piede, per non essere guardati con
+occhi di falco dalla gente affacciata alle finestre. Molte case sono
+imbiancate, non saprei dire perchè, forse per vezzo, soltanto fino a
+metà; parecchie sono tinte di nero che paiono parate a lutto; altre sono
+inverniciate come carrozze dal tetto al marciapiede. Le finestre essendo
+molto basse, si vedono a traverso i tulipani e i giacinti bellissimi che
+adornano i davanzali, i salotti smaglianti di specchi e di porcellane, e
+le famiglie raccolte intorno a tavolini coperti di bicchieri di birra,
+di portaliquori, di biscotti, di scatole di sigari. Per lunghi tratti di
+strada non s'incontra nessuno; e cosa strana in una città di più di
+diecimila abitanti, la poca gente, uomini, donne e ragazzi, che passano
+o che stan sugli usci, salutano cortesemente gli stranieri. Mi passò
+accanto un drappello di collegiali, condotti da un istitutore; questi
+fece un cenno, e tutti si levarono il berretto; e sì che io ero
+tutt'altro che vestito in modo da passare per un pezzo grosso. La città
+non ha altri monumenti notevoli che la casa municipale, edifizio del
+secolo decimosettimo, mezzo di stile gotico e mezzo di nessuno stile,
+che arieggia, in piccino, quello di Bruxelles; e la gran chiesa di San
+Lorenzo, della stessa epoca, nella quale è la tomba del conte Florenzio
+V di Olanda, e spenzola sopra il coro, a guisa di lampadario, un
+fac-simile del vascello-ammiraglio del Ruyter. A oriente della città c'è
+un folto bosco che serve di passeggio pubblico, dove si fa in occasione
+di grandi feste la così detta _harddraverij_, o corsa al gran trotto,
+col premio genuinamente olandese d'una caffettiera d'argento. Ma non
+ostante il bel bosco, la chiesa, la casa municipale e i suoi undicimila
+abitanti, Alkmaar non ha che l'aspetto d'un grande villaggio, e per le
+sue strade regna un silenzio così profondo, che la musica dei campanili,
+più selvaggia ancora che nelle altre città, vi si sente da tutte le
+parti rumorosa e distinta come nella quiete della notte.
+
+Andando dalle strade solitarie verso il centro della città, cominciai a
+vedere un po' più di gente, fra cui molte donne, che essendo giorno di
+festa, erano tutte in oro e in fronzoli, particolarmente le contadine.
+Per dir la verità, io non so che cosa avesse negli occhi Napoleone il
+giorno che arrivò ad Alkmaar. Ci sono certo dei bei visetti di
+monachelle che han l'aria di dire:--Non so nulla di nulla;--e
+soprattutto delle guancine del più gentile color di rosa che abbia mai
+diffuso il pudore sul volto d'una vergine; ma l'effetto di queste tenui
+grazie è spietatamente distrutto dalla scellerata acconciatura del capo
+e dall'ancor più scellerata foggia del vestire. Oltre i gruppi di
+riccioli, gli orecchini a paraocchi di cavallo, la lastrina che
+attraversa la fronte e la cuffia bianca che nasconde le orecchie e la
+collottola, portano sulla testa, o per dir meglio sul cocuzzolo, un gran
+cappello di paglia, di forma quasi cilindrica, con una larga tesa
+rivestita di seta verde o gialla o d'altro colore, monca di dietro, e
+arrovesciata in alto sul davanti, in modo che tra la tesa stessa e la
+fronte ci resta un larghissimo vano simigliante a una di quelle
+boccaccie di mostro che si mettevano altre volte sul capo i soldati
+chinesi per far paura ai nemici. Oltre a questo, hanno i fianchi
+spropositatamente rialzati, non so se con gonnelle o con altro, e il
+busto che grossissimo alla cintura, si va via via stringendo fino alle
+ascelle, al rovescio delle nostre donne, che si fanno il petto largo e
+la vita piccina. E come se questo non bastasse, si premono (lo suppongo,
+perchè non posso credere che la natura sia stata così matrignamente
+avara con tutte) si premono il seno in maniera, da non lasciar apparire
+nemmeno una leggerissima curva, come se per esse fosse una mostra
+invereconda o un difetto ridicolo quello che per le donne degli altri
+paesi è il più ambito complemento della bellezza. È un gran che se così
+incappellate, infagottate e schiacciate, paiono ancora donne anche le
+più gentili d'aspetto; onde si può immaginare che cosa paiano quelle
+poco favorite dalla natura, che sono anche ad Alkmaar il numero
+maggiore.
+
+Passando così a rassegna il bel sesso, arrivai in una vasta piazza piena
+di baracche e di gente, da cui m'accorsi ch'ero capitato ad Alkmaar in
+un giorno di _kermesse_.
+
+Eccoci al punto più caratteristico e più strano della vita olandese.
+
+La _kermesse_ è il carnevale dell'Olanda: con questa differenza dal
+carnevale dei nostri paesi, che essa dura soltanto otto giorni, e che
+ogni città ed ogni villaggio la festeggia in un tempo diverso. È
+difficile veramente il dire in che cosa consista questa festa. Nel tempo
+della _kermesse_ sorge dentro ogni città olandese un'altra città,
+composta di caffè, di teatri, di botteghe, di chioschi, di padiglioni,
+che terminata la festa, si scompone come un accampamento, si carica sui
+barconi e si trasporta in un altro luogo. Gli abitanti di questa città
+vagabonda sono commercianti, suonatori, istrioni, ciarlatani, giganti,
+donne colossali, ragazzi mostruosi, animali deformi, figure di cera,
+cavalli di legno, automi semoventi, scimmie, cani ammaestrati, bestie
+feroci. In mezzo alle innumerevoli baracche in cui alberga questa strana
+popolazione, vi sono centinaia di casette dipinte, inverniciate e
+dorate, tutte composte d'una sala e di quattro stanzine della forma di
+un'alcova, nelle quali parecchie ragazze vestite alla frisona, col casco
+d'oro e la cuffia trinata, servono agli avventori dei confetti
+particolari chiamati _broedertijes_, che sono il mangiare emblematico
+della festa, come il panettone per il Natale e la focaccia per
+l'Epifania. Oltre le baracche dei saltimbanchi e i caffè, ci sono bazar,
+fiere, circhi equestri, grandi teatri in cui si rappresenta l'opera in
+musica, e ogni sorta di spettacoli straordinarii per il popolo olandese.
+Tale è la città provvisoria in cui si celebra la _kermesse_; ma la festa
+propriamente detta è ben altra cosa. In quei caffè, in quelle baracche,
+per le strade, nelle piazze, giorno e notte, per tutto il tempo della
+_kermesse_, sbevucchiano, s'ubbriacano, saltano, ballano, cantano,
+s'urtano, s'abbracciano, si mescolano serve e operai, contadini e
+contadine, uomini e donne di tutte le classi del popolo minuto, con un
+furore e una licenza appetto a cui sono innocenti ragazzate i disordini
+delle nostre notti di carnovale. In quei giorni il popolo olandese si
+spoglia del suo carattere in modo da non esser più riconoscibile.
+Abitualmente grave, economo, casalingo, modesto, nel tempo della
+_kermesse_ diventa chiassoso, si ride della decenza, passa le notti fuor
+di casa e spende in un giorno il frutto dei risparmi d'un mese. Le serve
+alle quali è concessa in quei giorni una straordinaria libertà, e se non
+glie la concedono se la pigliano, sono le attrici principali della
+festa. Ognuna si fa accompagnare dal suo fidanzato o dall'amante, o da
+un giovane qualunque noleggiato come un pertichino, a un prezzo diverso
+se porta il cappello cilindrico o il berretto, se è bello o brutto, se è
+un tanghero o un lesto fante. I contadini e le contadine vengono a far
+la _kermesse_ alla città o al villaggio in un giorno determinato, che si
+chiama il--giorno dei contadini--e fanno d'ogni erba fascio come il
+popolino. Il colmo del baccano è la notte del sabato. Allora non è più
+una festa, è una ridda, un'orgia, un saturnale, che non ha riscontro in
+nessun altro paese d'Europa. Io ricusai per lungo tempo di prestar fede
+a certi olandesi, i quali mi dipingevano la _kermesse_ con orribili
+colori, e credevo, come altri più indulgenti mi dicevano, che fossero
+rigoristi astiosi ed intolleranti. Ma quando udii affermare le stesse
+cose da gente spregiudicata, da testimoni oculari, da olandesi e da
+stranieri che mi dicevano:--Ho veduto io da questo palco e da questa
+finestra;--allora credetti anch'io ai palchi dei teatri convertiti in
+alcova, al pudore postergato nelle strade, alle coppie amorose
+addormentate sul lastrico, alle guardie di polizia espressamente
+incaricate d'impedire il supremo scandalo che si possa dare all'aria
+aperta, ai medici che dicono:--Quest'anno non avremo molte balie, perchè
+le _kermesses_ dell'anno scorso furono poco animate;--agli Olandesi
+stessi che chiamano quelle feste una vergogna nazionale. Convien dire
+però che da un tempo in qua le _kermesses_ sono in decadenza. L'opinione
+pubblica, su questo punto, è divisa. V'hanno coloro che le favoreggiano,
+perchè come attori o come spettatori, ci si divertono, e questi negano o
+scusano i disordini, e dicono che la proibizione delle _kermesses_
+farebbe scoppiare una rivoluzione. V'hanno altri che le combattono e le
+vogliono vedere soppresse, e sollecitano a questo scopo l'istituzione di
+spettacoli e di divertimenti onesti e gentili; la mancanza dei quali, a
+loro avviso, è la principal cagione degli eccessi a cui s'abbandona il
+popolo in quella unica occasione delle _kermesses_. L'avviso di questi
+ultimi va di giorno in giorno prevalendo. In parecchie città furon già
+presi provvedimenti per frenare i baccanali; in alcune fu determinata
+un'ora della notte, oltre la quale le botteghe debbano esser chiuse; in
+altre si allontanarono le baracche dal centro della città; il Municipio
+d'Amsterdam ha stabilito un certo numero d'anni, trascorsi i quali, la
+Sibari provvisoria in cui si fanno le feste, non potrà più essere
+rifabbricata. Si può dunque affermare che fra un non lunghissimo tempo,
+queste famose _kermesses_ saranno ridotte a un allegro e temperato
+carnevale, con grandissimo vantaggio della moralità pubblica e della
+dignità nazionale.
+
+Non in tutte le città olandesi, però, le _kermesses_ sono clamorose e
+scandalose allo stesso grado. All'Aja, per esempio, lo sono molto meno
+che ad Amsterdam e a Rotterdam; e m'immagino (perchè non vi stetti la
+notte) che ad Alkmaar lo siano ancora meno che all'Aja; ciò che per
+altro non vuol dire che debbano essere un fior di decenza.
+
+La piazza dov'ero riuscito era piena di baracche variopinte, sulla porta
+delle quali si sbracciavano a sonare e si sgolavano a chiamar gente,
+saltimbanchi vestiti di maglia carnicina e danzatrici di corda in
+sottanelle. Davanti ad ogni baracca v'era una folla di curiosi, da cui
+di tratto in tratto si staccavano due o tre contadini per entrare a
+veder lo spettacolo. Io non ricordo d'aver mai visto gente più semplice,
+più mansueta e di più facile contentatura di quella. Tra una sonata e
+l'altra, un ragazzo di dieci anni, vestito da pagliaccio, ritto sur una
+specie di palcoscenico accanto alla porta, bastava egli solo a
+trattenere davanti alla baracca, divertire e far ridere dai precordi una
+moltitudine di duecento persone. E con che? Non raccontando delle
+storielle, non facendo dei _calembours_ come i saltimbanchi di Parigi,
+non spiccando dei salti, non contraendo il viso; nulla di tutto questo;
+ma semplicemente facendo di tratto in tratto, colla maggior flemma del
+mondo, una piccola freccia di carta, che poi lanciava sulla folla
+accompagnando l'atto con un leggero sorriso. Questo bastava a far andare
+in visibilio quella buonissima gente. Girando in mezzo a quelle
+baracche, incontrai qualche contadina un po' brilla, sentii cantare in
+falsetto qualche ragazza malferma sulle gambe, colsi in flagrante
+qualche coppia amorosa che si passava le mani sotto il mento, vidi
+qualche gruppo di donne che preludevano alla ridda notturna, dandosi
+delle spallate e delle fiancate da buttarsi in terra; ma nulla di
+criminale. Era veramente una baraonda, come dice Alfonso Esquiroz, di
+gente che non ne sa fare. Ma siccome io non ritenevo giusto il giudizio
+dell'Esquiroz se non per il giorno, e prevedevo che sull'imbrunire
+sarebbe incominciato uno spettacolo molto più drammatico, così, per non
+trovarmi solo, di notte, in mezzo alla baldoria d'una città sconosciuta,
+che ci sarei morto dall'uggia, decisi di partire immediatamente per
+Helder, e me ne tornai per la strada più corta all'albergo.
+
+Quando v'ero entrato, non avevo parlato con nessuno, perchè il facchino
+che m'accompagnava, aveva chiesto per me la camera e portato su la
+valigia. Perciò io credevo che o il padrone dell'albergo o uno almeno
+dei camerieri capisse il francese. Quando rientrai, camerieri e padrone
+erano forse andati a trincare in qualche baracca; e nell'albergo non
+rimaneva che una vecchia serva, la quale mi condusse in una sala a
+terreno, e facendomi capire che non mi capiva, se n'andò pei fatti suoi.
+V'era in quella sala una tavolata di grossi alkmaaresi, che avevano
+finito in quel punto una mangiataccia solenne, e facevano il chilo in
+mezzo a una nuvola di fumo, chiacchierando e ghignazzando con una
+vivacità straordinaria. Vedendomi così solo ed immobile in un canto, di
+tratto in tratto mi rivolgevano uno sguardo compassionevole, e qualcuno
+sussurrava nell'orecchio al vicino qualche parola, che m'immagino
+esprimesse lo stesso sentimento che lo sguardo. Non c'è nulla che
+sconforti di più uno straniero già sconfortato che il vedersi fatto
+oggetto di commiserazione da una comitiva d'indigeni allegri. Lascio
+dunque immaginare che faccia derelitta io dovessi aver in quel punto.
+Dopo qualche minuto uno dei grossi alkmaaresi si alzò, prese il cappello
+e si avviò per uscire. Quando mi fu dinanzi, si fermò, e mi disse con un
+sorriso pietosamente cortese, spiccando le sillabe:--_Alkmaar.... pas de
+plaisir; Paris.... toujours plaisir._--M'aveva preso per francese. Ciò
+detto, si mise il cappello, e credendomi abbastanza consolato, mi voltò
+le spalle e uscì a gravi passi dalla sala. Era il solo della brigata che
+sapesse tre parole di francese. Sentii un vivo moto di gratitudine per
+lui, e poi ricaddi nel mio misero stato. Passò un'altra quindicina di
+minuti, e arrivò finalmente un cameriere. Respirai, gli corsi incontro,
+gli dissi che volevo partire. Oh delusione! non capiva una saetta. Lo
+presi per un braccio, lo condussi nella mia camera, gli mostrai la
+valigia e gli feci cenno che me ne volevo andare. Andare! È presto
+detto; ma come? per battello? per strada ferrata? per _trekschuit_? Mi
+rispose che non mi comprendeva. M'ingegnai di fargli capire che volevo
+una vettura. Capì, e mi rispose con un gesto che non c'era vettura.
+Ebbene, pensai, cercherò io la stazione della strada ferrata; e
+gesticolando, gli domandai se c'era un facchino. Mi rispose che non
+c'era facchino. Gli domandai, coll'orologio in mano, a che ora sarebbe
+tornato il padrone. Mi rispose che il padrone non sarebbe più ritornato.
+Gli accennai che mi portasse la valigia lui. Mi rispose che non poteva.
+Gli domandai con un gesto disperato che cosa dovevo fare. Non mi
+rispose, e stette a guardarmi in silenzio. In simili occasioni io perdo
+la pazienza, il coraggio e la testa con una facilità spaventosa.
+Ricominciai a parlare facendo un guazzabuglio inaudito di parole
+tedesche, francesi e italiane, aprendo e chiudendo la Guida, tracciando
+e cancellando sul mio quaderno linee e ghirigori che volevano
+rappresentare bastimenti e macchine a vapore, andando su e giù per la
+stanza come uno scemo, finchè il povero giovane, non so se impaurito o
+seccato, infilò la porta e mi lasciò nelle péste. Allora afferrai la
+mia valigia e scesi le scale. Gli alkmaaresi della tavola, avvertiti dal
+cameriere della mia strana agitazione, erano usciti dalla sala, e
+vedendomi scendere, s'eran fermati nell'atrio, guardandomi come si
+guarda un matto scappato dall'ospedale. Io diventai rosso come una
+fragola, il che accrebbe il loro stupore. Arrivato nell'atrio, lasciai
+cadere la pesante valigia, e rimasi immobile, guardando le punte dei
+piedi dei miei spettatori. Tutti mi tenevano gli occhi addosso e nessuno
+parlava. Ero avvilito, come non sono stato mai in vita mia. Perchè poi?
+Non lo so. So che mi vedevo una nebbia davanti agli occhi, che avrei
+dato un anno di vita per sparire di là come un lampo, che maledivo i
+viaggi, Alkmaar, la lingua olandese, la mia stupidaggine, e che pensavo
+a casa mia come un profugo abbandonato dagli uomini e da Dio. Tutt'a un
+tratto, un ragazzo sbucato di non so dove, prese la mia valigia e si
+allontanò rapidamente accennandomi che lo seguissi. Lo seguii senza
+domandar altro, attraversai una strada, infilai un portone, passai per
+un cortile, e arrivai a un altro portone che dava sur un'altra strada,
+dove il ragazzo si fermò, buttò in terra la valigia, si fece dare la
+mancia, e senza rispondere alle mie domande, mi piantò su due piedi.
+Dove m'aveva condotto? Che cosa dovevo far là? Quanto ci sarei stato?
+Che sarebbe seguito di me? Era un mistero. Cominciava a imbrunire.
+Passavano per la strada contadini e contadine a braccetto, frotte di
+ragazzi che canterellavano, coppie d'amanti che si parlavano
+nell'orecchio; tutti brilli e festosi; e tutti passando davanti a me,
+così solo e accigliato, mi lanciavano un'occhiata di stupore e di pietà.
+Ero dunque alla berlina! m'avevano forse condotto là con quel disegno!
+Prima lo sospettai, poi mi parve di non poterne più dubitare, mi si
+accese il sangue, mi si strinse il cuore, afferrai la valigia per
+tornare all'albergo e vendicarmi a qualunque rischio... In quel momento
+vidi comparire una diligenza e mi balenò un raggio di speranza. La
+diligenza si fermò davanti al portone, un ragazzo ritto sul montatoio mi
+fece un cenno, accorsi, domandai ansiosamente:--Alla stazione della
+strada ferrata?--_Oui, monsieur_,--mi rispose francamente,--_pour partir
+pour Helder_--Ah! che il buon Dio ti benedica, ragazzo dell'anima
+mia!--gli gridai saltando dentro e mettendogli un fiorino in mano;--Tu
+mi hai ridato la vita!--La diligenza mi condusse alla stazione e pochi
+minuti dopo partii per Helder.
+
+Chi non ha viaggiato, riderà di quest'avventura, e dirà che è
+un'esagerazione o una favola; ma chi per poco abbia esperienza di
+viaggi, si ricorderà di essersi trovato più d'una volta in simili
+impicci, di aver provato gli stessi sentimenti, d'aver perduto la
+bussola nello stesso modo, e d'aver forse raccontato l'avventura colle
+stesse parole.
+
+
+
+
+HELDER.
+
+
+La definizione che fu data dell'Olanda «d'una sorta di transazione fra
+la terra e il mare» non si può riferire a nessuna parte di quel paese
+più opportunamente che allo spazio interposto fra Alkmaar ed Helder. Si
+viaggia infatti, andando dall'una all'altra di quelle città, sopra la
+terra; ma sopra una terra così minacciata, rotta, allagata dal mare, che
+a guardarla dal vagone, si scorda a poco a poco di essere trasportati da
+un treno della strada ferrata, e si crede d'essere appoggiati sul
+parapetto d'un bastimento. Poco lontano da Alkmaar, tra i due villaggi
+di Kamp e di Petten, dalla parte del Mare del Nord, per un lungo tratto
+dove si crede che fosse anticamente una delle foci del Reno, la catena
+delle dune è interrotta, e la costa flagellata furiosamente dal mare
+che, malgrado le forti opere di difesa che gli si oppongono, s'addentra
+continuamente nel seno della terra. Un po' più oltre c'è un ampio
+_polder_ inondato, a traverso il quale passa il gran canale del Nord.
+Di là dal _polder_, intorno al villaggio di Zand, si stende una gran
+pianura deserta, sparsa di sterpeti, di stagni e d'alcune casupole di
+contadini coperte di tetti piramidali, che da lontano presentano
+l'aspetto di monumenti mortuarii. Di là dal villaggio di Zand, un
+vastissimo _polder_ (chiamato Anna Paulowna, in onore della moglie di
+Guglielmo II d'Orange, granduchessa di Russia) che fu prosciugato fra il
+1847 e il 1850. Dopo il _polder_, da capo vaste pianure, sterpeti e
+paludi, fino all'estrema punta della Nord-Olanda, dove sorge, velata
+dalla nebbia e sferzata dai venti e dalle onde, la giovine e solitaria
+città di Helder, la sentinella morta dei Paesi Bassi.
+
+ * * * * *
+
+Helder ha questa singolarità, che quando vi s'è dentro, si cerca la
+città e non si trova. È, si può dire, una sola lunghissima strada,
+fiancheggiata da due schiere di piccole case rosse, e protetta da una
+diga gigantesca che forma come una spiaggia artificiale sul Mare del
+Nord. Questa diga, che è una delle più meravigliose opere dei tempi
+moderni, si stende per la lunghezza di quasi dieci chilometri dal
+Nieuwediep, dov'è l'entrata del gran canale del Nord, fino al forte il
+principe Ereditario, che si trova all'estremità opposta della città; è
+costrutta interamente con massi enormi di granito di Norvegia e di
+pietra calcare del Belgio; è percorsa sulla sommità da una bella strada
+carrozzabile; e scende nel mare, coll'inclinazione di quaranta gradi,
+fino alla profondità di sessanta metri. In vari punti è rafforzata da
+dighe minori, composte di travi, di fascine e di terra, che s'avanzano
+per circa duecento metri nel mare. Le più alte maree non arrivano mai a
+bagnarne la sommità; e l'onda infaticabile si spezza vanamente su
+quell'immane baluardo che le sorge incontro, quasi più in atto di
+minaccia, che di difesa, come una sfida della pazienza umana al furore
+degli elementi.
+
+Il Nieuwdiep che s'apre a una delle estremità di Helder, è un porto
+artificiale, che protegge con grandi moli e dighe robuste i bastimenti
+che entrano nel canale del Nord. Le porte del bacino, chiamate porte a
+ventaglio, le più grandi dell'Olanda, si chiudono da sè stesse per
+effetto della pressione delle acque. In questo porto sono ancorati un
+gran numero di bastimenti, dei quali moltissimi provenienti
+dall'Inghilterra e dalla Svezia; e una buona parte della flotta militare
+dell'Olanda, composta di fregate e di piccoli vascelli, più puliti
+ancora delle più pulite case di Broek. Sulla riva sinistra del Nieuwdiep
+v'è un grande arsenale marittimo, dove risiede un contr'ammiraglio.
+
+Sul finire del secolo scorso, nulla esisteva di tutto questo. Helder non
+era che un villaggio di pescatori appena segnato sulla carta. L'apertura
+del gran canale del Nord e una breve passeggiata fatta da Napoleone I in
+un battello di pescatori da Helder fino all'isola di Texel, che si vede
+distintamente dall'alto della diga, trasformarono il villaggio in
+città. Osservando il tratto di mare compreso fra quell'isola e la riva
+olandese, Napoleone concepì l'idea di fare di Helder «la Gibilterra del
+Nord» e cominciò coll'ordinare la costruzione di due forti, uno chiamato
+allora Lasalle, ed ora Principe Ereditario, e l'altro Re di Roma, ora
+ammiraglio Dirk. Gli avvenimenti non gli permisero di mandare ad effetto
+il suo grandioso disegno; ma l'opera rapidamente incominciata da lui, fu
+lentamente proseguita dagli Olandesi a segno che Helder è ora la prima
+città forte dello Stato, capace di trentamila difensori, atta ad
+impedire a una flotta l'entrata nel canale del Nord e nel Golfo di
+Zuiderzee, e oltre che difesa a una grande distanza da un baluardo di
+scogli e di banchi di sabbia, fortificata in maniera da potere, in casi
+estremi, inondare tutta la provincia che le si stende alle spalle.
+
+Ma lasciando anche da parte la sua importanza strategica, Helder è una
+città degna d'esser veduta per il suo carattere anfibio, che lascia
+sempre dubbiosi d'essere sul continente o sopra un gruppo di scogli e
+d'isolette mille miglia lontano dalla costa europea. In qualunque verso
+si cammini, si riesce in vista del mare. La città è attraversata e
+circondata da canali grandi come fiumi, che gli abitanti passano sulle
+zattere. Dietro la gran diga v'è una lunga distesa d'acqua stagnante che
+s'alza e s'abbassa colla marea, come se comunicasse col mare per via
+sotterranea. Da tutte le parti corre acqua, prigioniera, è vero, in
+mezzo a due sponde, ma alta e minacciosa, che pare aspetti la prima
+occasione per riconquistare la sua spaventosa libertà. La terra, intorno
+alla città, è nuda e desolata, e il cielo, quasi sempre nuvoloso, è
+attraversato da grandi stormi di uccelli marini. La città stessa,
+formata da una sola fila di case, pare che abbia coscienza della sua
+postura arrischiata, e aspetti d'ora in ora una catastrofe. Quando il
+vento fischia e il mare mugge, si direbbe che ogni buon helderese non
+abbia a far di meglio che chiudersi in casa, dire le sue orazioni e poi
+ficcare la testa sotto le lenzuola ed aspettare quello che Dio manda.
+
+La popolazione, che conta diciottomila anime, è altrettanto singolare
+che la città. È una mescolanza di negozianti, d'impiegati regi,
+d'ufficiali di marina, di soldati, di pescatori, di gente arrivata dalle
+Indie, di gente che si dispone a partire, e di parenti di chi arriva e
+di chi parte, andati là per dare il primo abbraccio o l'ultimo addio;
+perchè è quello l'estremo angolo di terra olandese che il marinaio
+saluta partendo, e il primo ch'egli vede al ritorno. Ma essendo la città
+così lunga e sottile, si vede pochissima gente; e non si sente altro
+rumore che le cantilene lamentevoli dei marinai che rattristano il cuore
+come grida di naufraghi lontani.
+
+Benchè giovanissima, Helder è ricca di grandi ricordi storici al pari
+d'ogni altra città olandese. Essa ha visto il gran pensionario De Vitt
+attraversare per il primo, in un piccolo battello, lo stretto di Texel,
+scandagliare colle proprie mani la profondità delle acque, e mostrare ai
+piloti e ai capitani olandesi, che non volevano avventurarsi a quel
+passo, la possibilità di far tragittare la flotta mandata a combattere
+l'Inghilterra. In quelle acque gli ammiragli De Ruyter e Tromp tennero
+fronte alla flotta francese e alla flotta inglese riunite. Poco lontano
+di là, nel polder chiamato lo Zyp, l'anno 1799, il generale inglese
+Abercrombie respingeva l'assalto dell'esercito francese e dell'esercito
+batavo comandati dal generale Brome. E infine, perchè pare una legge
+naturale che ogni città olandese debba aver visto qualche cosa di strano
+e d'incredibile, Helder vide una sorta di battaglia anfibia, tra di
+terra e di mare, per la quale manca un nome nel linguaggio militare:
+vide nel 1795 la cavalleria e l'artiglieria leggera del generale
+Pichegru attraversare di galoppo il golfo gelato di Zuiderzee,
+slanciarsi verso la flotta olandese imprigionata fra i ghiacci presso
+l'isola di Texel, e circondatala come una fortezza, intimarle la resa e
+prenderla prigioniera.
+
+Quest'isola di Texel, che, come dissi, si vede distintamente dall'alto
+della diga di Helder, è la prima di una catena d'isolette che si stende
+in forma d'arco dinanzi a tutta l'apertura del Zuiderzee sino alla
+provincia di Groninga; e che si crede formasse, prima dell'esistenza del
+gran golfo, una costa continua la quale serviva di baluardo ai Paesi
+Bassi. In quest'isola di Texel, che non conta più di seimila abitanti,
+sparsi in parecchi villaggi e in una piccola città, ha una rada nella
+quale gettan l'áncora i vascelli da guerra e i grandi bastimenti della
+compagnia delle Indie. Da questa rada partirono sulla fine del secolo
+decimosesto i bastimenti dell'Heemskerk e del Barendz per il memorabile
+viaggio che fornì al poeta Tollens il soggetto del suo bel poema
+_L'invernata degli Olandesi alla Nuova Zembla_.
+
+Ed ecco in breve quella storia dolorosa e solenne, come fu narrata dal
+Van Kampen e cantata dal Tollens.
+
+Non potendo ancora gli Olandesi, sulla fine del secolo decimosesto,
+lottare fronte a fronte cogli Spagnuoli e coi Portoghesi per
+impadronirsi del commercio delle Indie, pensarono di cercare una nuova
+via, a traverso i mari artici, per arrivare in minor tempo ai porti
+dell'Asia orientale e della China. Una società di mercanti olandesi
+affidò l'impresa avventurosa ad un esperto marinaio di nome Barendz, il
+quale partì con due bastimenti dall'isola di Texel, il 6 giugno del
+1594, alla volta del polo. Il bastimento capitanato da lui arrivò fino
+alla punta settentrionale della Nuova Zembla, e ritornò in Olanda.
+L'altro prese la via più conosciuta dello stretto di Waïgatz, si spinse
+a traverso i ghiacci del golfo di Kara, e giunse in un mare aperto ed
+azzurro, dal quale scoperse la costa russa rivolta verso il sud-est. La
+direzione di questa costa fece credere che il bastimento avesse
+oltrepassato il capo Tabis, designato da Plinio, autorità allora
+incontestata, come l'estremità dell'Asia settentrionale, e che però si
+potesse giungere di là, con una breve navigazione, ai porti dell'est e
+del sud del continente. Non si sapeva che dopo il golfo dell'Obi l'Asia
+si stende ancora per 120 gradi a levante dentro il cerchio polare. La
+notizia di questa scoperta, portata in Olanda, vi destò una grandissima
+gioia. Sei grandi navigli furono immediatamente allestiti e caricati di
+mercanzie da vendersi ai popoli dell'India, un piccolo bastimento fu
+destinato ad accompagnare la squadra fin che avesse oltrepassato il
+supposto capo Tabis, e poi tornare a portarne la notizia; e la squadra
+partì. Ma questa volta il viaggio non rispose alle speranze. I
+bastimenti olandesi trovarono lo stretto di Waïgatz tutto ingombro di
+ghiacci, e dopo aver inutilmente tentato di aprirsi una via, ritornarono
+in patria.
+
+Dopo questo infelice successo, gli Stati Generali, benchè promettessero
+un premio di venticinque mila fiorini a chi riuscisse nell'impresa,
+rifiutarono di concorrere alle spese di un nuovo viaggio; ma i cittadini
+non si scoraggiarono. La reggenza d'Amsterdam noleggiò due bastimenti,
+assoldò dei bravi marinai, celibi quasi tutti, perchè il ricordo delle
+famiglie non infiacchisse, in mezzo ai pericoli, il loro coraggio, e
+affidò il comando della spedizione al valoroso capitano Heemskerk. I due
+bastimenti partirono il 18 maggio del 1596. Sull'uno era maestro-piloto
+il Barendz, dell'altro era patrono un Van de Ryp. Da principio non
+andaron d'accordo sulla via da prendere; ma poi il Barendz si lasciò
+persuadere dal Van de Ryp a far vela verso il nord, invece che verso il
+nord-est; e fecero vela verso il nord. Arrivarono così al 74° grado di
+latitudine settentrionale, presso una piccola isola, alla quale diedero
+il nome d'Isola degli Orsi, in memoria d'un combattimento di parecchie
+ore che dovettero sostenere contro una frotta di quegli animali. Non
+vedevano intorno a sè che roccie altissime e dirupate che pareva
+chiudessero il mare da ogni parte. Continuarono a navigare verso il
+nord. Il 19 giugno scoprirono un paese che chiamarono Spitsbergen per le
+sue roccie tagliate a picco, e che credettero fosse la Groenlandia; e là
+videro grandi orsi bianchi, cervi, renne, oche selvatiche, enormi balene
+e volpi di tutti i colori. Di qui, essendo giunti oramai fra il 76° e
+l'80° grado di latitudine settentrionale, dovettero rivolgersi al sud e
+approdare daccapo all'Isola degli Orsi. Il Barendz però non volle più
+seguire la direzione settentrionale che il Ryp aveva seguita fino
+allora, e si rivolse al sud-est; il Ryp fece vela verso il nord; e così
+si divisero.
+
+Il Barendz arrivò il 17 luglio presso la Nuova Zembla, rasentò la costa
+settentrionale dell'isola e continuò a navigare verso il sud. Allora
+cominciarono le avversità. Via via che procedevano, gli enormi massi di
+ghiaccio galleggianti sul mare, divenivano più fitti, si congiungevano
+in vastissimi strati, si ammontavano in roccie e montagne scoscese ed
+altissime, in modo che il bastimento si trovò in breve in mezzo a un
+vero continente di ghiaccio che gli nascose l'orizzonte da tutte le
+parti. Vedendo che era impossibile di raggiungere la costa orientale
+dell'Asia, pensarono di tornare indietro; ma era già il 25 d'agosto,
+tempo in cui l'estate, in quelle regioni, volge alla fine; e non
+tardarono ad accorgersi che non era più possibile neanche il ritorno. Si
+trovavano imprigionati fra i ghiacci, smarriti in una solitudine
+spaventosa, avvolti da un'immensa nebbia, senza disegno, senza speranze,
+e in procinto d'essere da un momento all'altro urtati e sepolti dalle
+montagne di ghiaccio che galleggiavano e cozzavano con tremendo strepito
+intorno alla nave. Non rimaneva loro che una sola via di salute, o
+piuttosto un mezzo di ritardare la morte: erano vicini alla costa della
+Nuova Zembla, potevano abbandonare il bastimento e ridursi a passare
+l'inverno in quell'isola deserta. Era una risoluzione disperata, che non
+richiedeva meno coraggio che quella di rimanere a bordo; ma almeno
+portava con sè il moto, la lotta, una nuova forma di pericoli. Dopo
+qualche esitazione, scesero dal bastimento e approdarono all'isola.
+
+L'isola era disabitata; nessun popolo del nord v'aveva mai posto piede;
+era tutta un deserto di ghiaccio e di neve, flagellato dalle onde e dai
+venti, sul quale il sole non gettava che raramente un raggio fuggitivo e
+senza calore. Nondimeno, i poveri naufraghi mandarono grida di gioia
+quando vi posero il piede, e s'inginocchiarono nella neve per
+ringraziare la Provvidenza. Dovettero pensar subito a fabbricarsi una
+capanna. Nell'isola non v'era un albero; ma per fortuna si trovava là
+presso una gran quantità di legno galleggiante, che il mare aveva
+portato dal continente. Si misero all'opera, tornarono al loro
+bastimento, ne portarono via assi, travi, chiodi, pece, casse, botti;
+piantarono le travi nel ghiaccio; col ponte fecero il tetto; sospesero
+al tetto le loro brande; tappezzarono le pareti colle vele; riempirono
+le fessure colla pece. Ma mentre lavoravano corsero pericoli e
+soffrirono patimenti inauditi. Il freddo era tale che quando si
+mettevano un chiodo fra le labbra, subito s'agghiacciava, e per levarlo
+si laceravano le carni e si empivano la bocca di sangue. Gli orsi
+bianchi, spinti dalla fame, li assalivano furiosamente in mezzo ai massi
+di ghiaccio, intorno alla loro capanna, persino nell'interno del
+bastimento; e li costringevano a interrompere il lavoro per difendere la
+propria vita. La terra era talmente indurita che bisognava scavarla come
+pietra viva. Intorno al bastimento l'acqua era gelata a tre tese e mezza
+di profondità. S'era rappresa la birra dentro le botti e aveva perduto
+affatto il sapore: e il freddo cresceva di giorno in giorno. Finalmente
+riuscirono a rendere la loro capanna abitabile e furono al riparo dalla
+neve e dal vento. Accesero il fuoco e cominciarono a poter dormire
+qualche ora, quando non erano svegliati dagli urli delle fiere che
+giravano intorno alla capanna. Alimentavano le lampade col grasso degli
+orsi che uccidevano a traverso gli spiragli delle pareti, si scaldavano
+le mani nelle loro viscere sanguinose, si vestivano delle loro pelli e
+mangiavano carne di volpe, aringhe e biscotti ch'eran loro rimasti
+delle provvigioni del viaggio. Intanto il freddo cresceva a tal segno
+che gli orsi non uscivan più dalle loro tane. Gli alimenti e le bevande
+gelavano persino accanto al fuoco. I poveri marinai si bruciavano le
+braccia e i piedi senza risentire il menomo calore. Una sera che, per
+timore di morire di freddo, avevan chiuso ermeticamente la capanna,
+andarono a un filo dal morire soffocati, e dovettero, per non
+soccombere, affrontare di nuovo quel freddo tremendo.
+
+A tutte queste calamità se n'aggiunse un'altra. Il giorno quattro di
+novembre essi aspettarono inutilmente l'aurora; il sole non apparve più;
+la notte polare era cominciata. Allora quegli uomini di ferro si
+sentirono mancar l'animo, e il Barendz dovette, dissimulando l'angoscia,
+spiegare tutta l'eloquenza che potè trarre dal cuore, per impedire che
+si abbandonassero alla disperazione. Il nutrimento e la legna
+cominciarono a scarseggiare; i rami d'abete trovati sulla spiaggia erano
+buttati sul fuoco quasi con rammarico; il lume era alimentato appena
+tanto da rompere le tenebre. Ciò nonostante, la sera, quando riposavano
+dalle fatiche della giornata, raccolti intorno al loro piccolo focolare,
+avevano ancora qualche momento di allegrezza. Il giorno della festa dei
+Re fecero un piccolo banchetto con vino e paste di farina fritte
+nell'olio di balena, e tirarono a sorte a chi toccasse la Corona della
+Nuova Zembla. Altre volte giocavano, raccontavano vecchie storie,
+facevano brindisi alla gloria di Maurizio d'Orange, parlavano delle
+loro famiglie. Ogni giorno cantavano i salmi tutti insieme,
+inginocchiati sul ghiaccio, col viso rivolto verso le stelle. Qualche
+volta un'aurora boreale squarciava la immensa oscurità da cui erano
+avvolti; e allora uscivano dalla loro capanna, scorrevano per le rive,
+festeggiavano con tenera gratitudine quella luce fuggitiva, come una
+promessa di salvamento.
+
+Giusta i loro computi, il sole doveva ricomparire il giorno 9 di
+febbraio del 1597. S'erano ingannati: la mattina del 24 gennaio, appunto
+in uno di quei periodi di tempo ch'erano più che mai scoraggiati e
+tristi, uno d'essi, svegliandosi, intravvide un chiarore straordinario,
+gettò un grido, balzò a terra, destò i compagni, uscirono tutti dalla
+capanna, e videro a levante il cielo rischiarato da una luce viva, la
+luna smorta, l'aria limpida, le sommità delle roccie e delle montagne di
+ghiaccio colorate di rosa; l'alba, infine, il sole, la vita, la
+benedizione di Dio e la speranza di riveder la patria, dopo tre mesi di
+notte e d'angoscia. Per qualche momento rimasero immobili e silenziosi,
+e come sopraffatti dalla commozione; poi proruppero in lacrime,
+s'abbracciarono, sventolarono i loro berretti vellosi, fecero risonare
+quelle solitudini orrende d'accenti di preghiera e di grida di gioia. Ma
+fu una breve gioia: si guardarono in viso, ed ebbero spavento e pietà
+gli uni degli altri. Il freddo, l'insonnia, la fame, i travagli
+dell'animo, li avevano consunti e trasfigurati in modo che quasi più non
+si riconoscevano. E i loro patimenti non erano ancora finiti! In quello
+stesso mese la neve cadde in tanta abbondanza, che la capanna rimase
+quasi sepolta, e dovettero uscirne ed entrarci per l'apertura del
+cammino. Col diminuire del freddo, ricomparvero gli orsi, e
+ricominciarono quindi i pericoli, le notti insonni, i combattimenti
+feroci. Scemava il loro vigore, e l'animo, per poco risollevato,
+ricadeva.
+
+Avevano però ancora un filo di speranza. Non eran riusciti ad estrarre
+dal ghiaccio il loro bastimento, nè quando l'avessero estratto,
+avrebbero potuto riassettarlo in modo da renderlo servibile; ma avevano
+trascinato sulla riva una barca e una scialuppa, e a poco a poco, sempre
+difendendosi dagli orsi che si slanciavano fin sulla soglia della loro
+capanna, eran venuti a capo di ripararle alla meglio. Con questi due
+piccoli legni essi contavano di dirigersi verso uno dei piccoli porti
+della Russia, di rasentare cioè la riva settentrionale della nuova
+Zembla, costeggiare la Siberia e attraversare il Mar Bianco; di fare,
+insomma, un viaggio di almeno quattrocento miglia tedesche. In tutto il
+mese di marzo il tempo variabilissimo li tenne in una continua vicenda
+di speranze e di disinganni. Più di dieci volte videro il mare sgombro
+fino alla riva e si apparecchiarono alla partenza; ed altrettante volte
+una recrudescenza improvvisa di freddo riammontò ghiacci su ghiacci, e
+chiuse la via da ogni parte. Nel mese d'aprile i ghiacci furono immensi
+e continui. Nel mese di maggio riebbero il tempo incostante. Nel mese di
+giugno, finalmente, poterono risolversi a partire. Dopo avere stesa una
+minuta relazione di tutte le loro avventure, della quale lasciarono una
+copia nella capanna, la mattina del 14 di giugno, con un bellissimo
+tempo e il mare aperto da tutte le parti, dopo nove mesi di soggiorno in
+quella terra funesta, fecero vela verso il continente. Su due barche
+scoperte, sfiniti da tanti patimenti, andavano a sfidare i venti
+furiosi, le lunghe pioggie, i freddi mortali, i ghiacci vorticosi di
+quel mare immenso e terribile nel quale pareva una disperata impresa
+l'avventurarsi con una flotta. Per lungo tempo, durante il viaggio,
+ebbero a respingere gli assalti degli orsi marini, soffrire la fame,
+nutrirsi di uccelli uccisi a sassate e d'ova trovate sulle coste
+deserte, sperare e disperare, rallegrarsi e piangere, dolersi qualche
+volta di aver abbandonato la nuova Zembla, invocare la tempesta,
+desiderare la morte. Sovente dovettero trascinare le loro barche sopra
+campi di ghiaccio, legarle perchè non le portasse via il vento,
+stringersi tutti in un gruppo in mezzo alla neve per resistere al
+freddo, cercarsi nella nebbia fitta, chiamarsi per nome, toccarsi per
+timore d'essersi perduti e per darsi coraggio gli uni agli altri. Non
+tutti resistettero a così tremende prove. Qualcuno morì. Il Barendz
+medesimo, che si era imbarcato infermo, sentì, dopo pochi giorni, che la
+sua fine s'avvicinava, e lo disse ai compagni. Non cessò però un momento
+di dirigere la navigazione, e di fare ogni sforzo per abbreviare a
+quella povera gente il viaggio tremendo di cui egli sapeva di non poter
+vedere la fine. La vita gli mancò mentre esaminava una carta geografica,
+il suo braccio cadde irrigidito nell'atto di accennare la terra lontana,
+e l'ultima sua parola fu un incoraggiamento e un consiglio. Nella baia
+di San Lorenzo, incontrarono, si può immaginare con qual gioia, una
+barca russa, che diede loro dei viveri, del vino e del cochlearia,
+rimedio per lo scorbuto, di cui s'erano ammalati parecchi marinai, i
+quali subito ne guarirono. Costeggiarono la Siberia, e incontrarono
+altri legni russi di più in più frequenti, e si provvidero di vivande
+fresche colle quali ristorarono le loro forze. All'entrata del Mar
+Bianco, una nebbia densissima divise le due barche, che oltrepassarono
+però tutt'e due il capo Candnoes, e favorite dal vento, percorsero in
+trenta ore un spazio di centoventi miglia, in capo al quale si
+ricongiunsero gettando grida d'allegrezza. Ma una gioia ben maggiore li
+aspettava a Kilduin. Trovarono là una lettera del Ryp, comandante
+dell'altro bastimento, partito insieme con loro dall'isola di Texel, il
+quale annunziava il suo arrivo. Dopo breve tempo la barca e la scialuppa
+raggiunsero il bastimento a Kola. Era la prima volta che i naufraghi
+della Nuova Zembla rivedevano la bandiera della patria dopo la partenza
+dall'isola degli Orsi, e la salutarono con un delirio di gioia. I
+compagni del Ryp e i compagni del Barendz si precipitarono gli uni nelle
+braccia degli altri, si raccontarono le vicende corse, piansero gli
+amici perduti, dimenticarono i patimenti sofferti, e tutti insieme
+fecero vela verso l'Olanda, dove arrivarono sani e salvi il 29 ottobre
+del 1597, tre mesi dopo la partenza dalla capanna. Così finì l'ultima
+impresa tentata dagli Olandesi per aprire una nuova via al commercio
+colle Indie a traverso i mari del polo. Quasi tre secoli dopo, nel 1870,
+il capitano d'un bastimento svedese, cacciato dalla tempesta sulla costa
+della Nuova Zembla, vi ritrovava la carcassa di un naviglio e una
+capanna con dentro due caldaie, un pendolo, una canna di fucile, una
+spada, un'accetta, un flauto, una bibbia, alcune casse riempite di
+utensili e dei brandelli di vestimenta putrefatte. Questi oggetti,
+riconosciuti dagli Olandesi come appartenenti ai marinai del Barendz e
+dell'Heemskerke, furono portati in trionfo all'Aja ed esposti come
+reliquie sacre nel Museo di Marina.
+
+ * * * * *
+
+Con tutte queste immagini nella mente, la sera, dall'alto della gran
+diga di Helder, al lume della luna che ora si nascondeva bruscamente
+dietro le nuvole, ora si mostrava all'improvviso in tutta la sua luce,
+io non potevo saziarmi di guardare la riva sabbiosa di quell'isola di
+Texel e quel gran mare del Nord, che non ha più altri confini da quel
+lato che i ghiacci eterni del polo; il mare che gli antichi credevano la
+fine dell'universo: _illuc usque tantum natura_, come dice Tacito; il
+mare su cui apparirono nei giorni di grande tempesta le forme
+gigantesche delle divinità germaniche; e spaziando cogli occhi su quel
+piano immenso e sinistro, non sapevo esprimere altrimenti a me stesso
+il mio sgomento misterioso, che coll'esclamare di tratto in tratto, a
+mezza voce:--Barendz!... Barendz!--ed ascoltare io stesso il suono di
+questo nome, come se lo portasse il vento da una lontananza sterminata.
+
+
+
+
+IL ZUIDERZEE.
+
+
+Mi rimaneva a vedere l'antica Frisia, la ribelle indomata di Roma, la
+terra delle belle donne, dei grandi cavalli e degl'invitti scivolatori,
+la più poetica provincia della Neerlandia: e nell'andarvi, avevo modo di
+soddisfare un altro vivissimo desiderio: quello di attraversare il
+Zuiderzee, l'ultimo nato dei mari.
+
+Questo grande bacino del Mare del Nord, che bagna cinque provincie e
+quadra più di settecento chilometri, seicento anni fa non esisteva. La
+Nord-Olanda toccava la Frisia, e dove ora si stende il golfo, c'era una
+vasta regione sparsa di laghi di acqua dolce, il maggiore dei quali, il
+Flevo, rammentato dal Tacito, era separato dal mare da un istmo fertile
+e popoloso. Se il mare abbia per sola sua forza rotto gli argini
+naturali di questa regione, o se invece l'abbassamento del suolo
+dell'Olanda gli abbia lasciata libera l'invasione, non è sicuro. La
+grande trasformazione si compì a diverse riprese nel corso del secolo
+decimoterzo. Nel 1205, l'isola di Wieringen, posta all'estremità della
+Nord-Olanda, faceva ancora parte del continente; nel 1251 n'era già
+separata. Nelle invasioni posteriori, il mare sommergeva in vari punti
+l'istmo che separava le sue acque dal lago di Flevo, fin che nel 1282,
+apertosi un varco a traverso questo baluardo sfracellato, irrompeva nei
+laghi, invadeva le terre, e a poco a poco allargandosi e procedendo,
+formava quel vasto golfo che ora si chiama Zuiderzee, o mare del Sud, il
+quale si addentra col braccio dell'Y fino a Beverwijk e ad Haarlem. Alla
+formazione di questo golfo si collega una storia varia e confusa di
+città distrutte e di popoli annegati, col finire della quale ne comincia
+un'altra di città nuove sorte sulle nuove rive, divenute potenti e
+famose, e alla loro volta decadute, ed ora ridotte a meschini villaggi,
+dalle strade erbose e dai porti ingombri di sabbia. Ricordi di sventure
+immense, tradizioni favolose, terrori fantastici, costumi ed usi antichi
+e stranissimi, si ritrovano sulle acque e sulle rive di questo mare
+unico, comparso ieri e già coronato di rovine e condannato a sparire; e
+basterebbe appena un viaggio d'un mese a osservarne e raccoglierne la
+parte principale; e però la sola idea di vedere da lontano quelle città
+decrepite, quelle isole misteriose, quei banchi di sabbia fatali, mi
+allettava irresistibilmente la fantasia.
+
+ * * * * *
+
+Partii da Amsterdam verso la fine di febbraio, con un tempo bellissimo,
+sur uno dei piroscafi che vanno ad Harlingen. Sapevo che non avrei più
+riveduto la capitale dell'Olanda. Appoggiato al parapetto di prora,
+mentre il bastimento si allontanava dal porto, contemplai per l'ultima
+volta la grande città, cercando d'imprimermi incancellabilmente nella
+memoria il suo fantastico aspetto. Dopo pochi minuti non vidi più che il
+contorno nero e dentellato delle sue case, sulle quali s'innalzava
+ancora la cupola del palazzo reale e una foresta di campanili traforati
+e luccicanti. Poi la città si abbassò; i campanili si nascosero l'uno
+dopo l'altro; la punta più alta della cattedrale, soprastata qualche
+momento alla generale caduta, si sprofondò anch'essa nel mare; e
+Amsterdam non fu più che un ricordo.
+
+Il bastimento passò in mezzo alle dighe gigantesche che chiudono il
+golfo dell'Y, e attraversato rapidamente il _Pampus_, il gran banco di
+sabbia che per poco non rovinò il commercio di Amsterdam, entrò nel
+Zuiderzee.
+
+Le rive di questo golfo son tutte praterie, giardini e villaggi, che
+nell'estate presentano un aspetto incantevole; ma viste dal bastimento e
+nel mese di febbraio, non appaiono che come una striscia leggera d'un
+verde smorto che separa il mare dal cielo. La riva della Nord-Olanda è
+la più bella, e questa costeggia il bastimento.
+
+ * * * * *
+
+Appena usciti dal Pampus, si volge a sinistra e si passa a breve
+distanza dall'isola di Marken.
+
+Marken è famosa tra le isole del Zuiderzee come Broek tra i villaggi
+della Nord-Olanda; ma con tutta la sua fama e benchè non disti che
+un'ora di barca dalla costa, sono pochi gli stranieri, e pochissimi gli
+Olandesi che vanno a visitarla. Così mi disse il capitano del bastimento
+accennandomi il faro della piccola isola, e soggiunse che, a suo
+credere, la ragione della cosa era che qualunque straniero arrivi a
+Marken, sia anche un Olandese, è seguito dai ragazzi, osservato, fatto
+oggetto dei discorsi di tutti, come un uomo cascato dalla luna. La
+descrizione dell'isola spiega questa straordinaria curiosità. È un lembo
+di terra largo mille, lungo tremila metri, che si staccò dal continente
+nel secolo decimoterzo, e rimase, ed è oggi ancora, nell'indole, nei
+costumi, nella vita dei suoi abitanti, tale quale era sei secoli sono.
+Il suolo dell'isola è poco più alto del mare, e circondato da una
+piccola diga, che non basta a salvarlo dalle inondazioni. Le case sono
+fabbricate su otto monticciuoli artificiali, e formano altrettante
+borgate, una delle quali,--quella che ha la chiesa,--è la capitale, e
+un'altra l'asilo dei morti. Quando il mare supera le dighe, gli spazi
+tra monte e monte si cangiano in canali, e gli abitanti vanno da una
+borgata all'altra colle barche. Le case sono di legno, alcune dipinte,
+altre incatramate; una sola è di pietra, quella del pastore, dinanzi
+alla quale si stende un piccolo giardino ombreggiato da quattro grandi
+alberi, che sono i soli dell'isola. Accanto a questa casa, v'è la
+chiesa, la scuola e l'uffizio municipale. Gli abitanti sono poco più
+d'un migliaio e vivon tutti della pesca. Fuor che il medico, il pastore
+e il maestro, tutti sono indigeni; nessun isolano si marita nel
+continente; nessun continentale si va a stabilire nell'isola. Tutti
+professano la religione riformata e tutti sanno leggere e scrivere.
+Nella scuola, che conta più di ducento ragazzi dei due sessi, s'insegna
+la storia, la geografia e l'aritmetica. La foggia del vestire, che dura
+inalterata da parecchi secoli, è uguale per tutti, e curiosissima. Gli
+uomini paiono soldati. Hanno una giacchetta di panno grigio oscuro,
+ornata di due file di bottoni, che sono per lo più medaglie o monete
+antiche trasmesse dal padre al figlio. Questa giacchetta entra come una
+camicia dentro un par di calzoni dello stesso colore, larghissimi
+intorno alla coscia, e stretti intorno alla gamba, di cui lasciano
+scoperta quasi tutta la polpa. Un cappello di feltro o un berretto di
+pelo, secondo la stagione; una cravattina rossa, le calze nere, gli
+zoccoli bianchi o una sorta di scarpe simili a pantofole, completano
+questo strano costume. Ma è anche più strano il costume delle donne.
+Portano sul capo un enorme berretto bianco della forma d'una mitra,
+tutto ornato di trine e di ricami, e legato sotto il mento come un
+casco. Da questo berretto, che copre completamente le orecchie, escono
+due lunghe treccie, che dondolano sul seno, e sporge una sorta di
+visiera di capelli, tagliata in linea retta poco sopra i sopraccigli, la
+quale nasconde tutta la fronte. La veste si compone d'un busto senza
+maniche e d'una gonnella di due colori. Il busto è rosso di porpora,
+coperto di ricami variopinti, che costano anni di lavoro, e che però si
+trasmettono di madre in figlia per parecchie generazioni. La parte
+superiore della gonnella è cinerina o azzurra, rigata di nero, e la
+parte inferiore di color bruno carico. Le braccia sono coperte sin quasi
+al gomito dalle maniche d'una camiciola bianca strisciata di rosso. Le
+bambine e i bambini sono vestiti presso a poco nella stessa maniera; le
+ragazze con qualche differenza dalle donne; i giorni di festa un po' più
+riccamente che i giorni di lavoro. Tale è questo costume misto
+d'orientale, di guerresco, di sacro; e altrettanto strana che il costume
+è la vita degli abitanti. Gli uomini sono straordinariamente sobri e
+giungono a un'età molto avanzata. Partono dall'isola, la notte d'ogni
+domenica, sui loro battelli, passano la settimana pescando nel golfo di
+Zuiderzee, e ritornano il sabato. Le donne educano i figliuoli,
+coltivano le terre, fanno i vestiti per tutta la famiglia. Come le donne
+di tutte le altre parti d'Olanda, amano la pulizia e gli ornamenti, e
+anche nelle loro capanne si vedono tendine bianche, cristallami, coperte
+da letto ricamate, specchietti, fiori. La maggior parte muoiono senza
+aver visto altra terra che la loro piccola isola. Sono poveri, ma non
+conoscendo alcuno stato migliore del loro, e non avendo nè bisogni, nè
+desiderii che non possano soddisfare, ignorano la propria povertà. Fra
+loro non ci sono nè cangiamenti di fortuna, nè distinzioni di ceto.
+Tutti lavorano, nessuno serve. I soli avvenimenti che svarino la
+monotonia della loro vita sono le nascite, i matrimoni, le morti, una
+pesca abbondante, l'arrivo d'uno straniero, il passaggio d'un
+bastimento, una tempesta marina. Pregano, amano, pescano; tale è la loro
+vita, e così le generazioni succedono alle generazioni, conservando
+inalterata, come una sacra eredità, l'innocenza dei costumi e
+l'ignoranza del mondo.
+
+ * * * * *
+
+Oltrepassata l'isola di Marken si vede sulla costa della Nord-Olanda un
+campanile, un gruppo di case rosse, e qualche vela di bastimento. È
+Monnickendam, villaggio di tre mila abitanti; altre volte città
+fiorente, che insieme con Hoorn ed Enckhuisen vinse e prese prigioniero
+l'ammiraglio spagnuolo Bossu, del quale le toccò per trofeo il collare
+del Toson d'oro; alle altre due città la spada e la tazza. Dopo
+Monnickendam, si vede il villaggio di Volendam; dopo Volendam la piccola
+città d'Edam, da cui ebbe il nome quel formaggio dalla crosta rossa,
+_fama super aethera notus_.
+
+A questa città si riferisce una leggenda assai curiosa, rappresentata da
+un vecchio bassorilievo che si vede tuttora sopra una delle sue porte.
+Parecchi secoli fa, alcune ragazze di Edam, passeggiando sulla spiaggia,
+videro una donna di strano aspetto che nuotava nel mare e si fermava di
+tratto in tratto a guardarle con aria di curiosità. La chiamarono,
+s'avvicinò; le fecero cenno che uscisse dall'acqua, ed essa salì sulla
+riva. Era una bellissima donna, ignuda nata, e tutta coperta di limo e
+d'erbe germogliate sulla sua pelle come il musco sulla corteccia degli
+alberi. Alcuni credono che avesse la coda di pesce; ma un grave cronista
+olandese che afferma d'aver inteso raccontare il fatto da un testimonio
+oculare, dice che aveva le gambe come le altre donne. La interrogarono,
+non capì, e rispose con una voce dolcissima in un linguaggio
+sconosciuto. La condussero a casa, le raschiarono l'erba di dosso, la
+vestirono da donna olandese e le insegnarono a filare. Non si sa bene
+quanto tempo sia rimasta in questo nuovo stato, ma la leggenda dice che
+quantunque raschiata e vestita, si sentiva trascinata al mare da un
+istinto prepotente, e che dopo aver tentato invano parecchie volte di
+ritornare al suo elemento nativo, che le facevan la guardia con
+cent'occhi, un giorno finalmente vi riuscì, e nessuno ne ebbe più
+notizia. Di dov'era venuta? dov'era andata? chi era? Chi lo sa! il fatto
+è che sulle coste del Zuiderzee tutti parlano ancora della donna marina
+di Edam, e che a dire, come qualcuno l'osò, in un crocchio di contadini,
+che quella donna doveva essere una foca, c'è da buscarsi una presa di
+impertinente; e trovo che i contadini hanno ragione, perchè non si deve
+sputar sentenze su ciò che non s'è visto. Edam, ch'era anticamente una
+città floridissima, di più di venticinquemila abitanti, ha toccato la
+stessa sorte delle altre città del Zuiderzee, e non è più che un
+villaggio.
+
+Andando da Edam a Hoorn non si vede quasi la costa, e perciò rivolsi
+tutta la mia attenzione al mare. Sul golfo del Zuiderzee si può
+osservare come in un immenso specchio la mobilità meravigliosa del cielo
+d'Olanda. È il più giovane dei mari d'Europa, e presenta veramente nel
+suo aspetto tutti i capricci, tutte le inquietudini, tutte le variazioni
+inaspettate e inesplicabili dell'età giovanile. Quel giorno, come quasi
+sempre, il cielo era coperto di nuvole che si squarciavano e si
+riunivano continuamente, in modo che nello spazio d'un'ora si
+succedevano tutte le variazioni di luce che nei nostri paesi si vedono
+appena nel corso d'una giornata. A momenti il mare si faceva tutto nero
+da parere un mare di pece, con una lontana orlatura bianca e luminosa,
+come una corrente d'argento vivo. Tutt'a un tratto, svaniva il nero, e
+il golfo diventava per immensi tratti verdissimo, come se si fosse
+coperto d'erba, e le traccie azzurre dei bastimenti rendendo l'immagine
+di canali, pareva di vedere galleggiare sulle acque delle praterie
+olandesi staccate dal continente. Poco dopo, tutto quel bel verde moriva
+in un giallastro fangoso che dava al golfo l'aspetto d'un pantano denso
+ed immondo, nel quale dovessero notare degli animali deformi e schifosi.
+Un momento si vedevano i campanili e i mulini della costa appena come
+ombre lontane a traverso la nebbia, e si sarebbe detto che in quel punto
+fosse notte e piovesse. Un momento dopo, i mulini, i campanili, le caso
+parevano vicinissimi e brillavano alla luce del sole come se fossero
+dorati. Accanto al bastimento, lungo le coste, in mezzo al golfo, era un
+continuo guizzare e sparire d'ombre, di luci, di colori, d'oscurità
+notturne e di chiarori meridiani, di minaccie di tempesta e d'aspetti
+ridenti, da far credere che tutto quel movimento avesse un perchè
+misterioso, un significato superiore all'intelligenza umana, degli
+spettatori invisibili, in alto, che lo dovessero capire. Qua e là si
+vedevano dei battelli colle vele nere che parevano parati a lutto per
+trasportare dei morti.
+
+ * * * * *
+
+Il bastimento passò in vista della città di Hoorn, l'antica capitale
+della Nord-Olanda, dove si fece nel 1416 la prima grande rete per la
+pesca dell'aringa e dove nacque quell'intrepido Schouten che oltrepassò
+per il primo l'estrema punta meridionale dell'America; e poi si rivolse
+verso Enckhuisen. Su quel tratto di costa che corre fra le due città, si
+stende una catena di villaggi composti di casette di legno e di mattoni,
+coi tetti inverniciati e colle porte scolpite, dinanzi alle quali
+s'innalzano degli alberi col tronco dipinto. Di tutti questi villaggi,
+dal bastimento non si vedono che i tetti, i quali pare che emergano
+dall'acqua, o siano essi stessi tante casette prismatiche galleggianti.
+Il color rosso di questi tetti, qualche punta di campanile, qualche ala
+di mulino, sono i soli colori e le sole forme che svarino di tratto in
+tratto la linea della costa uguale e soavissima come il profilo d'un
+istmo infinitamente sottile. Poco prima di arrivare a Enckhuisen si vede
+la piccolissima isola d'Urk, che si crede formasse anticamente una sola
+isola con quella di Schokland, posta a breve distanza dalla foce
+dell'Yssel. Urk è ancora abitata, ed è l'isola prediletta dalle foche,
+che la notte svegliano gli abitanti russando; Schokland fu disertata
+pochi anni sono dagli isolani, che non la potevano più contendere al
+mare.
+
+Il bastimento si arrestò ad Enckhuisen.
+
+Enckhuisen è la più morta di tutte le città morte del Zuiderzee. Nel
+sedicesimo secolo conteneva quarantamila abitanti, mandava alla pesca
+dell'aringa centoquaranta bastimenti, protetti da venti vascelli da
+guerra, aveva un bellissimo porto, un grande arsenale, dei sontuosi
+edifizi. Ora il porto è ingombro di sabbia, la sua popolazione ridotta a
+cinquemila persone, una delle sue antiche porte è a un quarto d'ora di
+cammino dai primi edifici della città, le sue strade sono coperte
+d'erba, le sue case abbandonate e cadenti, i suoi abitanti poveri e
+sparuti. Non le rimane altra gloria che quella d'aver dato la vita a
+Paolo Potter. Il bastimento si fermò qualche minuto dinanzi a questa
+larva di città. Sul ponte di sbarco non c'era che qualche marinaio
+immobile, della città non si vedeva che qualche casa mezzo nascosta
+dalle dighe, e un alto campanile, che in quel momento sonava con note
+lente come i rintocchi dell'agonia, l'aria _O Matilde, t'amo, è vero_,
+del Guglielmo Tell. La riva era deserta, il porto silenzioso, le case
+sbarrate, e una gran nuvola nera soprastava alla città come un drappo
+mortuario che discendesse lentamente per ricoprirla per sempre. Era uno
+spettacolo che metteva compassione e sgomento.
+
+ * * * * *
+
+Lasciata Enckhuisen, il bastimento arrivò in pochi minuti
+all'imboccatura del Zuiderzee, tra la città di Stavoren, posta nel punto
+più avanzato della costa di Frisia, e Medemblik, altra città decaduta
+della Nord-Olanda, che fu capitale del paese prima della fondazione di
+Hoorn e di Enckhuisen. In quel passo il golfo è poco più largo della
+metà dello stretto di Calais. Quando si metterà ad effetto la gigantesca
+impresa del prosciugamento del Zuiderzee, in quel passo si costruirà la
+diga enorme che dovrà separare il golfo dal Mare del Nord. Questa diga
+si stenderà da Stavoren a Medemblik, lasciando aperto nel mezzo un
+grande canale per il movimento delle maree e lo scolo delle acque
+dell'Yssel e del Vecht; e dietro di essa, il gran golfo sarà a poco a
+poco trasformato in una fertile pianura, la Nord-Olanda congiunta alla
+Frisia, tutte le città morte delle coste rianimate d'una vita nuova,
+distrutte isole, trasformati costumi, confusi linguaggi, creata una
+provincia, un popolo, un mondo. Questa grande opera costerebbe, giusta
+le previsioni degli Olandesi, centoventicinque milioni di lire; da molti
+anni ci si sta studiando e forse tra non molto tempo ci si metterà mano;
+ma, ahimè! prima ch'ella sia compiuta, noi nati verso la metà del
+secolo decimonono avremo le braccia in croce, come dice il Praga, e le
+radici delle viole sul capo.
+
+ * * * * *
+
+Appena s'è oltrepassato Medenblik, si vedono sulla riva opposta del
+Zuiderzee i campanili di Stavoren, la più antica città della Frisia,
+così chiamata, dicono gli etimologisti, dal dio Stavo che gli antichi
+Frisoni adoravano. Questa città, che non è più che un piccolo villaggio
+d'aspetto triste, circondato da grandi bastioni e da paludi, era, al
+tempo in cui Amsterdam non esisteva ancora, una città grande, bella e
+popolosa, nella quale risiedevano i re di Frisia e affluivano tutte le
+mercanzie dell'Oriente e dell'Occidente, così che le avean posto il
+glorioso nome di Ninive del Zuiderzee. Una strana leggenda, che però è
+fondata sopra un fatto vero, l'insabbiamento del porto, spiega la prima
+cagione della sua miserabile decadenza. Gli abitanti, spropositatamente
+arricchiti col commercio, erano diventati orgogliosi, vani, dissipatori,
+e spingevano il loro lusso forsennato sino a dorare le balaustrate, i
+chiavistelli, le porte, i più umili utensili delle loro case. Ciò
+dispiacque al buon Dio, il quale deliberò di infliggere alla insolente
+città un castigo solenne, e n'ebbe ben presto l'occasione. Una ricca
+mercantessa di Stavoren noleggiò un bastimento e lo mandò a Danzica a
+pigliare un carico di non so che merci preziose. Il capitano del
+bastimento arrivò a Danzica, ma non riuscì a trovare le merci che la
+mercantessa desiderava, e per non tornare col bastimento vuoto, lo
+caricò di grano. Quando rientrò nel porto di Stavoren, la mercantessa,
+che era là ad aspettarlo, gli domandò: "Che hai portato?" Il capitano
+rispose umilmente che non aveva portato che del grano. "Del grano!"
+gridò l'altera mercantessa con un accento di sdegno e di disprezzo.
+"Gettalo immediatamente nel mare." Il capitano obbedì, l'ira di Dio
+traboccò. Nel punto stesso che il grano cadeva nell'acqua, si formava
+dinanzi al porto un grande banco di sabbia, il quale estinse a poco a
+poco il commercio della città. Questo banco di sabbia c'è infatti, e si
+chiama Vrouwensand, ossia sabbia della Dama, ed è un tale impedimento,
+che anche i più piccoli bastimenti mercantili debbono governarsi con
+grande prudenza per non darci dentro; nè un gran molo che si costrusse
+per riparare a questo danno, cangiò punto le sorti della città
+condannata a morire.
+
+ * * * * *
+
+Quando il bastimento partì da Stavoren, tramontava il sole; ma
+nonostante l'ora e la stagione, il tempo era così mite, che io potei
+desinare sopra coperta, e ispirato dalla grande idea del prosciugamento
+del Zuiderzee, prosciugare fino alle sue più oscure profondità una
+bottiglia di vecchio Bordeaux, senza aver bisogno d'alitarmi neanco una
+volta sulle punte delle dita. I viaggiatori eran scesi tutti sotto, il
+mare era quietissimo, il cielo dorato, il Bordeaux squisito, il mio
+cuore in pace. Intanto mi si spiegava dinanzi agli occhi la riva della
+Frisia difesa da due ordini di palafitte, sostenute da pezzi enormi di
+granito, di trachite e di basalto di Germania e di Norvegia, che danno a
+quel paese l'aspetto d'un immenso campo trincerato. Si passò davanti a
+Hindelopen, altra città decaduta, che non ha più di un migliaio
+d'abitanti, e conserva le stravaganti foggie di vestire di molti secoli
+addietro; si rasentò una serie di piccoli villaggi nascosti, che ci
+avvertirono della loro presenza alzando di sopra le dighe il dito di
+ferro dei loro campanili; e s'arrivò finalmente ad Harlingen,--la
+seconda capitale della Frisia,--ancora illuminata dagli ultimi chiarori
+dei tramonto.
+
+
+
+
+FRISIA.
+
+
+Mentre il bastimento s'avvicinava allo scalo, mi ricordai di quello che
+m'era accaduto ad Alkmaar, e pensando che forse mi sarei trovato nelle
+medesime péste ad Harlingen, per dove non avevo alcuna lettera di
+raccomandazione, mi turbai. E avevo ragione di turbarmi, poichè della
+lingua frisona, che è una mescolanza d'olandese, di danese e di vecchio
+sassone, presso che incomprensibile agli stessi Olandesi, io non capivo
+il bellissimo nulla; e sapevo per giunta che nella Frisia non si parla
+quasi punto il francese. Mi preparai dunque, con malinconica
+rassegnazione, a gesticolare, a far rider la gente e a lasciarmi
+condurre come un bambino, e mi posi a cercare cogli occhi in mezzo alla
+folla dei facchini e dei ragazzi che aspettavano i passeggieri sulla
+riva, una faccia più umana delle altre, a cui affidare la mia valigia e
+raccomandare la mia vita.
+
+Prima che avessi trovata questa faccia, il bastimento si fermò e io
+discesi. Mentre stavo esitando fra due tarchiati frisoni che volevano
+impossessarsi della mia persona, mi sentii sussurrare nell'orecchio una
+parola che mi rimescolò il sangue:--il mio nome.--Mi voltai come se mi
+fossi inteso chiamare da uno spettro, e vidi un giovane signore, che
+sorridendo della mia meraviglia, mi ripetè in francese: "È lei il signor
+tale dei tali?"--"Son io," risposi, "o almeno mi pare d'esser io, perchè
+a dirle la verità sono talmente stupito d'esser conosciuto da lei, che
+dubito quasi della mia identità. Che prodigio è questo?"--Il prodigio
+era semplicissimo. Un mio amico d'Amsterdam che m'avea accompagnato la
+mattina stessa al porto, aveva mandato un dispaccio, appena partito il
+bastimento, a un suo amico di Harlingen, per pregarlo di andare ad
+attendere allo scalo un forestiero alto, bruno e insaccato in un
+pastrano color cacao, il quale sarebbe arrivato verso sera, e avrebbe
+avuto gran bisogno d'un interprete e gran desiderio d'un compagno. Tutti
+i miei compagni di viaggio essendo biondi, l'amico dell'amico m'aveva
+subito riconosciuto, ed era venuto a cavarmi d'impiccio.
+
+Se avessi avuto in tasca un collare dell'Annunziata, glielo avrei
+buttato al collo. Non avendolo, gli espressi la mia infinita gratitudine
+con un diluvio di parole, che lo fecero rimanere attonito, come direbbe
+il marchese Colombi, _senza potere attribuire_. Dopo di che, entrammo
+nella città, dove non intendevo di rimanere che poche ore.
+
+Grandi canali pieni di bastimenti, larghe strade fiancheggiate da
+piccole case variopinte e nitide, pochissima gente fuor di casa, un
+silenzio profondo e non so qual aria di pace malinconica che fa pensare
+a mille cose lontane: tale è Harlingen, città di poco più di diecimila
+abitanti, fondata presso il luogo dov'era anticamente un villaggio che
+il mare distrusse nell'anno 1134. Fatto un giro per le strade, il mio
+compagno mi condusse a vedere le dighe, senza le quali la città sarebbe
+già stata cento volte sommersa, poichè tutto quel tratto di costa è
+esposto più d'ogni altro alle correnti e alle onde dell'alto mare. Le
+dighe sono formate da due file di palafitte smisurate, congiunte le une
+alle altre da grossi tronchi traversali, e tutte rivestite di grandi
+chiodi colla testa schiacciata, i quali le preservano dai piccoli
+animali marini che distruggono il legno. Fra queste palafitte ci sono
+delle assi fortissime, o piuttosto delle grandi travi segate in due,
+sprofondate nella sabbia, le une accanto alle altre; dietro queste assi
+una muraglia di massi ciclopici di granito rosso portati dalla provincia
+della Drenta; e dietro questa muraglia, ancora un robustissimo
+stecconato, che basterebbe da solo a trattenere le acque di un torrente
+furioso. Sopra questa diga si stende un viale alberato che serve di
+passeggio pubblico, di dove si vede il mare, qualche casa della città, e
+qualche albero di bastimento che sporge oltre i tetti. Quando vi
+passammo, l'orizzonte era ancora leggermente dorato da ponente e
+oscurissimo dalla parte opposta; non si vedeva nessuna barca in mare e
+nessun movimento nel porto; quattro ragazze ci passarono accanto a
+braccetto chiacchierando e ridendo, una si voltò; poi disparvero; la
+luna uscì da una nuvola; tirava un vento freddo, e noi passeggiavamo in
+silenzio. "Siete tristo?" mi domandò il compagno. "Punto," risposi--e lo
+ero. Perchè? chi lo sa! Quanto m'è rimasto impresso nella mente quel
+luogo e quel momento! Chiudo gli occhi, rivedo ogni cosa, e sento
+l'odore del mare.
+
+ * * * * *
+
+Il mio compagno mi condusse in un _club_, dove c'intrattenemmo fino
+all'ora della partenza del treno per Leuwarde, la capitale della Frisia.
+Era il primo frisone col quale avessi l'onore di parlare, e lo studiai.
+Era biondo, impettito, grave, come quasi tutti gli olandesi; ma aveva
+uno sguardo straordinariamente animato: parlava poco, ma diceva quelle
+poche parole con una rapidità e una forza, che lasciavano indovinare un
+carattere più vivace di quello dei suoi connazionali dell'altra riva del
+Zuiderzee. Il discorso cadde sull'antica Frisia e sull'antica Roma, e fu
+amenissimo, poichè avendo egli cominciato a parlare degli avvenimenti di
+quei tempi con una straordinaria serietà, come di casi seguiti pochi
+anni avanti, ed io dandogli spago, finimmo per discorrere tale e quale
+come s'egli fosse stato un frisone dei tempi di Olennio ed io un romano
+dei tempi di Tiberio, ciascuno facendo l'avvocato del suo paese. Io gli
+rinfacciavo i soldati romani messi in croce, ed egli mi rispondeva
+pacatamente che i provocatori eravamo stati noi, perchè fino a tanto che
+ci eravamo contentati di prelevare il tributo imposto da Druso,
+consistente in cuoi pur che fossero, essi non avevano rifiatato; e che
+se poi s'erano ribellati, l'avevan fatto perchè Olennio non si
+contentava più dei cuoi, e voleva i bovi, i campi, i ragazzi, le donne;
+e questo era un volerli assassinare. "_Pacem exuere_, dice lo stesso
+Tacito, _nostra magis avaritia quam obsequii impatientes_; e aggiunge
+che Druso ci aveva imposto un piccolo tributo, perchè eravamo poveri,
+_pro angustia rerum_. E se ai poveri rubavate i buoi e le terre, che
+cosa facevate ai ricchi?"--Quando m'accorsi che sapeva Tacito a memoria,
+battei in ritirata, e gli domandai amichevolmente se delle prepotenze
+dei miei padri egli serbava qualche rancore con me.--"Oh
+signore!"--rispose tendendomi una mano, come se gli avessi fatto quella
+domanda sul serio: "nemmeno per ombra!"--O sbaglio,--dissi tra me,--o di
+questa ingenuità nei nostri paesi non ce n'è più la semenza.--E non
+potevo finir di guardarlo, tanto mi pareva d'uno stampo differente dal
+mio.
+
+Stemmo insieme fino a notte, e m'accompagnò alla stazione della strada
+ferrata, per andar poi ad assistere ad un concerto musicale. In quella
+piccola città di marinai, di pescatori e di mercanti di burro, c'era un
+concerto dato da quattro artisti, due tedeschi e due italiani, fatti
+venire espressamente dall'Aja, per sonare un par d'ore, al prezzo di
+duecentocinquanta fiorini! Dove questo concerto si facesse, in una
+città come Harlingen, tutta casette liliputtiane, non lo potevo capire,
+se non supponendo che i suonatori stessero in casa, e gli uditori nella
+strada; e domandai una spiegazione al mio compagno. "Una casa abbastanza
+grande c'è," mi rispose:--Una!--pensai. O dove sarà questo colosso di
+casa, che non l'ho veduto? Attraversammo due o tre strade semioscure, ma
+un po' più popolate che due ore innanzi, e arrivammo alla stazione. "Non
+ci vedremo mai più" mi disse quel franco e simpatico frisone
+stringendomi la mano. "Probabilmente mai più," risposi. Stemmo
+un po' guardandoci l'un l'altro, e poi ci dicemmo tutti e due
+insieme:--Addio!--e con questo triste saluto ci separammo. Egli andò al
+concerto, ed io partii per l'interno della Frisia.
+
+ * * * * *
+
+La Frisia è tutta una pianura, d'un terreno misto di sabbia, d'argilla e
+di torba, bassa in ogni parte, e sopratutto a occidente, dove non di
+rado, verso la fine d'autunno, le acque del mare si spandono su grandi
+spazi. Vi sono moltissimi laghi, i quali formano come una catena a
+traverso tutta la provincia dalla città di Stavoren fino alla città di
+Dokkum. La campagna è coperta di vastissime praterie, e solcata in tutti
+i versi da larghi canali, lungo i quali pascolano, per nove mesi
+dell'anno, armenti innumerevoli non guardati nè da pastori nè da cani.
+Lungo il Mare del Nord, vi si trovano dei piccoli rialti di terreno,
+chiamati _terpen_, innalzati dagli antichi abitanti per rifugiarvisi
+coi loro armenti al montare delle maree, e su alcuni di questi rialti
+son fabbricati dei villaggi. Altri villaggi e città son costrutti su
+palafitte, in terre conquistate a poco a poco sul mare. La provincia ha
+duecento settantadue mila abitanti, che traggono non solo sostentamento,
+ma ricchezza dal commercio del burro, del formaggio, dei pesci, della
+torba, e comunicano agevolmente tra loro per via dei canali e dei laghi.
+Pochi alberi dietro i quali son nascoste le case campestri e i villaggi;
+qualche vela di bastimento; degli stormi di pavoncelle, di cornacchie e
+di corvi; e i bellissimi armenti che picchiettano d'infinite macchie
+nere e bianche il verde della campagna, sono le sole cose che attirino
+l'occhio su quella vasta pianura di cui un velo di vapori bianchi
+nasconde perpetuamente i confini. L'uomo che in quel paese ha fatto
+tutto, non si vede da nessuna parte, e pare un paese nel quale l'acqua
+viva e lavori da sè, e la terra non sia posseduta che dagli animali.
+
+ * * * * *
+
+Arrivai a Leuwarde a notte fitta e trovai per buona ventura un albergo
+dove si parlava francese.
+
+La mattina per tempissimo--credo che non ci fossero ancora cento persone
+levate in tutta la città--uscii, e mi diedi a girare per le strade
+deserte sotto una pioggiolina lenta e diacciata che arrivava alle ossa.
+
+Leuwarde ha l'aspetto d'un grande villaggio. Le strade sono quasi tutte
+spaziosissime, percorse da larghi canali, e fiancheggiate da case
+straordinariamente piccine, colorite di rosa, di lilla, di cenerino, di
+verde chiaro, di tutti i colori di Broek. I canali interni si
+congiungono con canali esteriori, i quali si stendono lungo i bastioni
+della città, e si collegano alla loro vòlta con altri canali, che
+conducono ai villaggi e alle città vicine. Vi sono piazze e crocicchi da
+grande città, che paiono anche più vasti per la piccolezza delle case,
+in moltissime delle quali le finestre sono a un palmo da terra e toccano
+quasi il tetto colla parte superiore. Per lunghi tratti di strada, se si
+ammucchiassero tutte insieme le case, non si formerebbe un edifizio di
+grandezza ordinaria. Pare una città antichissima, primitiva, fondata da
+un popolo di pescatori e di pastori, e a poco a poco ristaurata,
+dipinta, ingentilita. Ma nonostante i bei ponti, le botteghe ricche, le
+finestre adorne, il suo aspetto generale ha qualcosa di così esotico per
+un europeo del mezzogiorno, da fargli parer strano che gli abitanti
+portino il soprabito e il cappello cilindrico come noi. Di tutte le
+città della Neerlandia è quella in cui un italiano si sente più lontano
+dal suo paese. Le strade erano deserte, tutte le porte chiuse: mi pareva
+di girare per una città abbandonata e sconosciuta, che avessi scoperta
+io. Guardavo quelle strane casette e dicevo tra me, meravigliandomi, che
+pure là dentro ci dovevano essere delle signore eleganti, dei
+pianoforti, dei libri che anch'io avevo letti, delle carte geografiche
+d'Italia, delle fotografie di Firenze e di Roma. Girando di strada in
+strada, passai dinanzi all'antico castello dei governatori della Frisia,
+della casa di Nassau Diez, gli antenati della regnante famiglia
+d'Orange; scopersi una curiosissima prigione, un palazzo bianco e rosso,
+sormontato da un tetto altissimo, e decorato di colonnine e di statue,
+che gli dan l'aspetto d'un villino principesco; e infine riuscii in una
+gran piazza, dove vidi una vecchia torre di mattoni, ai piedi della
+quale si dice che cinquecento anni fa giungessero le acque del mare, e
+che ora è lontana più di dieci miglia dalla costa. Di qui, passando per
+altre strade pulite come salotti, in mezzo a due file di case di cui
+rasentavo le gronde coll'ombrello, ritornai nel centro della città.
+
+ * * * * *
+
+In tutto quel giro non avevo visto altre donne che qualche vecchia
+scarmigliata e insonnita, che guardava il tempo dalla finestra; e ognuno
+può immaginare quanto fossi curioso di vedere le altre, non tanto per la
+loro celebre bellezza, quanto per la stranissima copertura di capo della
+quale avevo inteso parlare e letto descrizioni e trovato immagini in
+tutte le città dell'Olanda. La sera innanzi, arrivando a Leuwarde, avevo
+ben visto a una cantonata qualche testa di donna stranamente luccicante;
+ma l'avevo vista di sfuggita, al buio, e senza quasi badarci. Ben
+altra cosa doveva essere il vedere tutto il bel sesso della capitale
+della Frisia, in pieno giorno, a mio bell'agio. Ma come cavarsi questa
+curiosità? Il cielo prometteva la pioggia per tutta la giornata, le
+donne sarebbero probabilmente rimaste tappate in casa, io avrei dovuto
+aspettare fino alla mattina dopo, e l'impazienza mi divorava. Per
+fortuna mi venne una di quelle idee luminose che nelle grandi occasioni
+sbocciano anche nei cervelli più piccoli. Vedendo passare un musicante
+della guardia civica, col pennacchio in capo e la tromba sotto il
+braccio, mi ricordai ch'era l'anniversario della nascita del Re di
+Olanda, pensai che si dovesse radunare la banda musicale, che questa
+banda avrebbe percorso la città, che dove sarebbe passata tutte le donne
+avrebbero fatto capolino, e che perciò, mettendomi accanto al capo-banda
+come i monelli che accompagnano i reggimenti agli esercizi, avrei veduto
+quanto volevo. Dissi a me stesso:--Bravo!--e canterellando l'arietta
+«Che invenzione prelibata» del _Barbiere di Siviglia_, seguii il
+musicante. Arrivammo nella gran piazza dove la guardia civica s'andava
+raccogliendo intrepidamente sotto una pioggia dirotta, in mezzo a un
+centinaio di curiosi; in pochi minuti, il battaglione fu ordinato; il
+maggiore gettò un grido stridulo; la banda diede fiato agli strumenti;
+la colonna si mosse verso il centro della città. Io camminavo accanto al
+capo tamburo, ed ero beato.
+
+S'aprirono le finestre delle prime case, e si affacciarono alcune donne
+colla testa tutta luccicante d'argento, come se fossero elmate; ed
+avevano infatti due larghe lastre d'argento che nascondevano affatto i
+capelli e coprivano una parte della fronte stringendo il capo come un
+casco di guerriero antico. Un po' più oltre, s'affacciarono altre donne,
+quali col casco d'argento, quali col casco d'oro. Il battaglione svoltò
+in una delle strade principali, e allora su tutte le porte, a tutte le
+finestre, agli svolti delle strade, sulle soglie delle botteghe, dietro
+le cancellate dei giardini, comparirono caschi d'oro e d'argento, grandi
+e piccini, con velo e senza velo, tersi e sfolgoranti come celate
+d'armeria; mamme in mezzo a una nidiata di ragazzine, tutte col casco;
+vecchie cadenti, col casco; serve colla casseruola in mano, col casco;
+signorine che s'erano alzate allora dal pianoforte, col casco; Leuwarde
+pareva una immensa caserma di corazzieri sbarbati, una metropoli di
+regine spodestate, una città dove tutta la popolazione si preparasse ad
+una grande mascherata medioevale. Non posso dire lo stupore e il piacere
+che provavo dinanzi a quello spettacolo. Ogni nuovo casco che vedevo, mi
+pareva il primo, ridevo, e mi pareva che il capo tamburo, le guardie
+civiche e i monelli che avevo intorno, dovessero riderne con me. Tutti
+quei caschi coloravano di riflessi dorati e argentati i vetri delle
+finestre e le imposte inverniciate; brillavano confusamente nel buio
+delle stanze semi-aperte del pian terreno; apparivano e sparivano
+lampeggiando dietro le tendine trasparenti e i fiori dei davanzali.
+Passando accanto alle ragazze ritte sul marciapiedi della strada,
+rallentavo il passo, e vedevo riflessi sulle loro teste gli alberi, le
+botteghe, le finestre, il cielo, le guardie civiche, il mio viso. In
+mezzo a tutte quelle teste amabilmente terribili, su cui non si vedeva
+una ciocca di capelli, io collo staio e la capigliatura lunga, mi parevo
+un uomo imbelle e spregevole, a cui da un momento all'altro una di
+quelle austere frisone dovesse porgere per scherno il fuso e la
+rocca.--Ma che spedizione hanno in mente tutte codeste donne?--pensavo,
+celiando con me stesso.--A chi vogliono far la guerra? A chi intendono
+di metter paura?--A ogni passo vedevo qualche scena curiosa. Un ragazzo,
+per far stizzire una bambina, le appannava il casco col fiato, e quella
+subito s'affannava a ripulirlo colla manica, prorompendo in invettive,
+come un soldato a cui il compagno insudici qualche parte dell'armatura
+un momento prima della rivista del capitano. Un giovanotto, da una
+finestra, toccava colla punta d'un bastoncino il casco d'una ragazza
+affacciata alla finestra accanto, il casco risonava, i vicini si
+voltavano, la ragazza faceva il viso rosso e spariva. In fondo a un
+corridoio, una serva si aggiustava il casco guardandosi in quello d'una
+compagna gentilmente inchinata per farle da specchio. Nell'atrio d'una
+casa, che doveva essere un collegio, una cinquantina di ragazze, tutte
+col casco, si disponevano a due a due, in silenzio, come un drappello di
+guerriere che s'apparecchiassero a fare una sortita contro il popolo
+ribellato. E in ogni nuova strada che infilava la banda, pullulava da
+ogni parte, come a un richiamo di guerra, una nuova legione di
+quell'esercito stravagante e gentile.
+
+Da principio, tanto ero assorto nella contemplazione dei caschi, che non
+avevo quasi badato ai volti di quelle Frisone, che hanno fama di essere
+le più belle donne dei Paesi Bassi, di discendere in diritta linea dalle
+antiche sirene del Mare del Nord, e di aver fatto andare in visibilio il
+gran cancelliere dell'Impero germanico; il quale non dev'essere di
+natura molto facilmente eccitabile. Riavuto dalla prima meraviglia dei
+caschi, mi diedi a considerare le persone; e debbo dire che ne vidi,
+come in tutti gli altri paesi, pochissime belle, ma queste degne
+veramente della fama. Son donne la maggior parte di alta statura, di
+larghe spalle, bionde, bianche, diritte come palme e gravi come antiche
+sacerdotesse, alcune di mani e piedi molto piccoli, e malgrado la loro
+gravità, sorridenti con una dolcezza che par davvero un riflesso lontano
+delle loro favolose progenitrici. L'elmetto argenteo, che stringendo e
+nascondendo i loro capelli, le priva del più bell'ornamento della
+bellezza, le rifà in parte di questo difetto, col mettere in mostra la
+nobile forma della loro testa, e col dare al loro viso dei lumeggiamenti
+bianchi e azzurrini d'una delicatezza inesprimibile. All'apparenza, non
+hanno ombra di civetteria.
+
+ * * * * *
+
+Mi rimaneva però una grande curiosità, ed era di veder da vicino una di
+quelle belle teste elmate, e di sapere come questi elmi fossero fatti, e
+in che modo si mettessero, e che norme avesse quell'uso. A questo fine
+avevo una lettera per una famiglia di Leuwarde, la portai, fui ricevuto
+cortesemente in una bella casetta posta sull'orlo d'un canale, e
+scambiati appena i primi saluti, dimandai di vedere un casco, il che
+fece ridere di cuore i miei ospiti, perchè quella è immancabilmente la
+prima domanda che rivolgono tutti gli stranieri arrivati in Frisia ai
+primi Frisoni che hanno la fortuna di conoscere. Per tutta risposta, la
+padrona di casa, una signora colta e gentilissima, che parlava con molto
+garbo il francese, tirò il cordoncino d'un campanello, e comparve subito
+una ragazza col casco d'oro e la veste lilla, a cui essa accennò di
+venire innanzi. Era la serva: una ragazza alta come un granatiere,
+robusta come un atleta, bianca come un angelo, fiera come una
+principessa. Capì di volo che cosa volevo e mi si piantò davanti colla
+testa alta e cogli occhi bassi. La signora mi disse che si chiamava
+Sofia, che aveva diciott'anni, ch'era promessa sposa e che il casco
+gliel'aveva regalato il suo fidanzato.
+
+Domandai di che metallo fosse il casco.
+
+"D'oro!" rispose la signora quasi meravigliandosi della mia domanda.
+
+"D'oro!" esclamai alla mia volta. "Scusi; abbia la compiacenza di
+domandarle quanto costa."
+
+La signora interrogò in lingua frisona Sofia, e poi rivolgendosi a me:
+"Costa," mi disse, "senza le spille e senza la catenella, trecento
+fiorini."
+
+"Seicento lire!" esclamai. "Scusi ancora: vorrei sapere qual'è la
+professione del suo fidanzato."
+
+"Segatore di legna," rispose la signora.
+
+"Segatore di legna!" ripetei, e pensai con raccapriccio allo spessore
+del libro che avrei dovuto scrivere per poter vincere di splendidezza
+quel segatore di legna.
+
+"Non hanno però tutte il casco d'oro," soggiunse la signora. "I
+fidanzati che han pochi quattrini ne regalano uno d'argento. Le donne e
+le ragazze povere l'hanno di rame dorato, o d'argento sottilissimo, che
+costa pochi fiorini. Però la grande ambizione è d'averlo d'oro, e a
+questo fine si lavora, si risparmia, si sospira per anni interi. Se poi
+dovessi parlarle delle gelosie, io che ho la cameriera col casco
+d'argento e la serva col casco d'oro, ne potrei dire qualche cosa."
+
+Le domandai se portavano il casco anche le signore. Mi rispose che non
+lo portavano più, fuor che pochissime; ma che tutte, anche delle prime
+famiglie, si ricordano d'averlo veduto alle loro nonne e alle loro
+madri; ed eran caschi cesellati e tempestati di diamanti che costavano
+un subisso. Anticamente però non si portavano caschi, ma solo una sorta
+di diademi molto sottili, d'argento o di ferro, senza ornamenti, i
+quali, a poco a poco, si andarono allargando fino a coprire tutta la
+parte anteriore del capo. Ora, come tutte le mode che cominciano a
+decadere quando sono giunte all'esagerazione, anche il casco decade.
+Alle donne comincia a rincrescere di non poter mostrare i loro bei
+capelli biondi. Oltre questo, il casco produce il triste effetto di
+affrettare la calvizie, tanto che molte donne, in età ancor fresca,
+hanno già delle piazzate che metton paura. I medici, dal canto loro,
+dicono che quella continua pressione sul capo fa male al seno, e molti
+affermano che ne arresta lo sviluppo; il che non è difficile a credersi,
+poichè in fatti le donne frisone, robuste e carnose come sono, hanno per
+lo più un rilievo leggerissimo là dove è bello il vedere una curva
+audace. Tutte queste ragioni hanno indotto anni sono parecchie signore
+della provincia di Groninga, dove è pure in uso quella copertura di
+capo, a formare una specie di propaganda contro quell'uso, smettendolo
+esse per le prime; dopo di che moltissime altre lo smisero. Passeranno
+però molti anni prima che tutti i caschi siano spariti. Le serve, le
+contadine, la maggior parte delle donne del mezzo ceto, lo portano
+ancora. V'è la parte pro e la parte contro. Questa guadagna terreno
+lentissimamente, e quella si difende con ostinazione.
+
+Desideravo di vedere il casco di Sofia, ma era coperto dal solito velo
+di trina, e non osavo farla pregare che se lo togliesse. Le presi il
+velo per l'orlo colla punta delle dita e spiegando la parola col gesto,
+le domandai se lo potevo alzare.
+
+"Lo alzi pure," mi disse la signora, traducendo la risposta della
+ragazza.
+
+Lo alzai.
+
+Dei del cielo, che bianchezza! Paragonai quel collo, ch'era tutto
+scoperto, col velo che tenevo in mano, e rimasi incerto di quale dei
+due fosse più bianco.
+
+Il casco di Sofia era assai diverso dai caschi di argento che avevo
+visti per le strade; anzi, per dire il vero, questo nome di casco non
+conviene che a quei d'oro, poichè gli altri, sebbene presentino, a chi
+li guarda di fronte, il medesimo aspetto di caschi, non ne hanno punto
+la forma. Questi son fatti di due lastre quasi circolari, congiunte da
+un cerchietto flessibile di metallo che passa dietro il cocuzzolo, e
+ornate di due grandi bottoni cesellati che riescono sulle tempie. Queste
+due lastre non coprono che la parte anteriore del capo. I caschi d'oro
+invece sono un larghissimo cerchio che abbraccia tutta la testa, fuorchè
+il cocuzzolo, e si allarga ancora alle estremità fino a non lasciar più
+vedere che una piccolissima parte della fronte. La lamina è sottile e
+flessibile come carta di Bristol in modo che si può adattare facilmente
+a teste di diversa grandezza. Sotto questo casco (anco sotto quei
+d'argento) portano una specie di cuffia nera, che serra i capelli come
+un berretto da notte; e sopra il casco, un'altra sorta di cuffia di
+trina, che scende fin sulle spalle. Su questa seconda cuffia molte donne
+mettono ancora un cappellino indescrivibile, ornato di fiori e di frutti
+finti, o un cappello _Pamela_. Prima di mezzo giorno, stando in casa o
+uscendo per faccende, le donne del popolo portano il casco senz'altro;
+la cuffia e il cappello se lo mettono per andare alla passeggiata.
+
+Mentre osservavo il casco della ragazza, la signora mi parlava di certi
+usi singolarissimi che si ritrovano ancora nella campagna della Frisia.
+
+Quando un giovane si presenta in una casa per domandare la mano d'una
+ragazza, questa gli fa subito capire se lo accetta o non lo accetta per
+sposo. Se lo accetta, esce dalla stanza e vi ritorna poco dopo col
+casco. Se non si va a mettere il casco vuol dire che il giovane non le
+piace, e ch'essa non acconsente a diventare sua regina. Gli amanti
+sogliono regalare alle loro fidanzate dei legacci da calze, sui quali
+sono iscritte delle sentenze, delle parole d'amore e degli auguri di
+felicità. Qualche volta l'innamorato presenta alla ragazza un fazzoletto
+annodato con iscrizioni nel nodo e dentro monete o gingilli. Se la bella
+lo scioglie, s'intende che accetta la mano del giovane; se non lo
+scioglie, s'intende che la ricusa. L'onore più ambito dagli amanti è
+quello di poter legare lo zoccolo, o patino che si voglia dire, al piede
+della loro diva; la quale li ricompensa di questa cortesia con un bacio.
+Del resto, giovani e ragazze godono della più ampia libertà. Vanno a
+passeggiare insieme come marito e moglie, e rimangono sovente soli in
+casa, per parecchie ore, di notte, dopo che il padre e la madre sono
+andati a letto.--E non si hanno mai da pentire di esserci andati troppo
+presto? domandai: "Il fallo," mi rispose la signora "è sempre riparato."
+
+Durante tutti questi discorsi, la bella frisona era sempre rimasta seria
+ed immobile come una statua. Prima che se n'andasse, le dissi, per
+ringraziarla con un complimento, che era una delle più belle guerriere
+della Frisia, e pregai la signora di tradurle quelle parole. Le ascoltò
+col viso serio e diventò rossa fino ai capelli; poi, come se ci avesse
+pensato meglio, sorrise leggerissimamente, e fatto un mezzo inchino uscì
+dalla stanza, ritta, lenta e maestosa come una regina di tragedia.
+
+Grazie alla cortesia dei miei ospiti, vidi un piccolo _Museo d'antichità
+nazionali della Frisia_, formato da pochi anni, e già ricco di
+moltissimi oggetti preziosi. Profano come sono a questi studi, non feci
+che sogguardare le medaglie e le monete, e mi trattenni particolarmente
+dinanzi agli antichi zoccoli dei patinatori, ai rozzi diademi da cui
+derivarono i caschi, e a certe strane pipe trovate nella terra a una
+grande profondità, le quali paiono anteriori all'uso del tabacco, e si
+crede servissero a fumare la canapa. Ma il più curioso oggetto del Museo
+è un cappello da donna, ch'era in uso sulla fine del secolo scorso, un
+cappello così spropositato e così ridicolo, che se l'antiquario che me
+lo mostrò, non m'avesse assicurato d'averne visto ancor uno, coi suoi
+occhi, sul capo d'una vecchia signora di Leuwarde, non sono molti anni,
+in occasione di una festa per l'arrivo del re d'Olanda, avrei creduto
+impossibile che delle creature ragionevoli si fossero mai incappellate
+in quella maniera. Non è un cappello, è una tenda, un baldacchino, una
+tettoia, sotto la quale si potrebbe riparare dalla pioggia e dal sole
+un'intera famiglia. Si compone di un cerchio di legno, grande due volte
+uno degli ordinari tavolini da caffè, e d'un cappello di paglia munito
+d'una tesa della stessa grandezza, mancante da una parte, in modo che
+presenta la forma d'un semicircolo. Il cerchio è ornato di una lunga
+frangia, ed ha una piccola apertura, nella quale entra la testa, e vi si
+assicura non so come. Quando il cerchio è assicurato, il cappello, che è
+una cosa a parte, vi si posa su e vi si stende come una tela
+sull'armatura d'una baracca, e l'edifizio è compiuto. Quest'edifizio,
+quando le signore entravano in chiesa, lo scomponevano, per non
+ingombrare troppo spazio, e lo rifabbricavano al momento d'uscire, e il
+cappello pareva grazioso, e l'operazione comodissima. Tanto è vero il
+proverbio, che tutti i gusti son gusti.
+
+ * * * * *
+
+Un cortese frisone, al quale ero raccomandato da un amico dell'Aja, mi
+condusse in campagna per vedere le case dei contadini. Ci dirigemmo da
+Leuwarde verso la città di Freek, a traverso uno dei tratti più fertili
+della Frisia, per una bella strada ammattonata e pulita come un
+marciapiede di Parigi; e arrivammo, dopo un breve cammino, a una casa
+dinanzi alla quale il mio compagno s'arrestò e disse in tuono grave:
+"Ecco il _friesche hiem_ del contadino frisone, la vecchia fattoria
+degli antenati." Era una casa di mattoni, con le persiane verdi e le
+tendine bianche, coronata d'alberi e posta in mezzo a un giardinetto
+circondato da un fosso pieno d'acqua. Accanto a questa casetta, c'era
+un fienile formato di gigantesche travi di pino di Norvegia e coperto da
+un enorme tetto di canne; e in questo fienile la stalla, difesa da una
+gran parete di legno. Entrammo nella stalla. Le vacche, come nella
+Nord-Olanda, non hanno strame, e sono unite a due a due, colla coda
+legata alle travi del soffitto, perchè non s'insudicino. Dietro di esse
+corre un rigagnolo profondo che porta via le immondizie. Il pavimento,
+le pareti, gli animali stessi sono pulitissimi, e non mandano punto
+cattivo odore. Mentre io osservavo in ogni parte quel salotto
+animalesco, il mio compagno, che era un erudito agronomo, mi dava dei
+preziosi ragguagli intorno alla campagna frisona. In un podere di trenta
+o trentacinque ettari si suol tenere un cavallo e settanta bestie
+bovine. Per ogni ettare c'è una vacca da latte, e in quasi tutti i
+poderi otto o dieci grandi pecore, col latte delle quali si fanno dei
+piccoli formaggi cercati come una ghiottoneria sopraffina in tutte le
+città della Frisia. Tuttavia il prodotto principale, in Frisia, non è il
+formaggio, come nella Nord-Olanda; ma il burro. La stanza dove si fa il
+burro è il penetrale sacro della casa dei contadini. C'entrammo, e non
+fu piccola concessione quella che ci venne fatta, perchè i profani sono
+pregati per il solito di fermarsi sulla soglia della porta. Era una
+stanza pulita come un tempietto e fresca come una grotta, nella quale si
+vedevano molte file di vasi di rame pieni fino all'orlo di latte munto
+allora allora, e già coperto di un denso strato di fiore. La zangola
+era messa in movimento da un cavallo, come s'usa in quasi tutta la
+Frisia. A una parete era appeso un termometro, le finestre erano ornate
+di tendine, e sul davanzale si vedeva un bel vaso di giacinti. Questo
+burro di Frisia è così squisito, mi diceva il compagno, che sul mercato
+di Londra, dove se ne porta una quantità immensa, si vende a un prezzo
+esorbitante. Anno per anno se ne raccolgono nei varii mercati della
+provincia da sette a otto milioni di chilogrammi. Il burro è posto in
+certi bariletti di quercia di Russia, del peso di venti o quaranta
+chilogrammi ciascuno, che vengono portati al Peso Municipale delle città
+della Frisia. Qui un perito li esamina, li assaggia, li pesa e poi ci
+mette il suggello delle armi della città; dopo la quale operazione sono
+trasportati ad Harlingen, e caricati sopra uno _steamer_, che li reca
+sulle rive del Tamigi. Questa è la nostra ricchezza, concluse il cortese
+frisone, colla quale ci consoliamo della mancanza delle palme e degli
+aranci che avete voi, prediletti dalla natura. E terminò, a proposito di
+aranci e di burro, raccontandomi di quel generale spagnuolo, che un
+giorno mostrò un arancio a un contadino frisone e gli disse con
+orgoglio: "Questo è un frutto che il nostro paese produce due volte
+all'anno!" e il contadino, ponendogli sotto gli occhi un pane di burro,
+gli rispose: "E questo è un frutto che il nostro paese produce due volte
+al giorno!" E il generale rimase senza parola.
+
+Il contadino che ci accompagnava, ci permise di dare una capatina in una
+stanza dove sua moglie e la sua figliuola, l'una col casco d'oro e
+l'altra col casco d'argento, lavoravano sedute di qua e di là d'un
+tavolino. Pareva una stanza apparecchiata appositamente per gli
+stranieri curiosi. V'erano dei grandi armadi di forma antica, degli
+specchi colle cornici dorate, delle porcellane chinesi, dei vasi da
+fiori scolpiti, delle argenterie esposte sugli stipi. "E il meno è
+quello che si vede," mi susurrò nell'orecchio il mio compagno, vedendomi
+dar segno di meraviglia. "Quegli armadi sono pieni di biancheria, di
+gioielli, di vesti di seta; e vi son dei contadini che hanno i piatti,
+le tazze, le caffettiere d'argento; e ve n'è persino di quelli che si
+fan fare le posate e le scatole da tabacco d'oro massiccio. Guadagnano
+molto, vivono economicamente, e spendono il frutto dei loro risparmi in
+oggetti di lusso." Questo spiega perchè nei più piccoli villaggi ci sian
+delle botteghe di gioiellieri quali non si trovano in molte grandi città
+europee. Ci son contadine che comprano delle collane di corallo del
+valore di mille lire e che hanno nelle loro cassette per più di
+diecimila fiorini tra anelli, buccole, spille, gingilli. E vivono
+economicamente, è vero, durante la maggior parte dell'anno; ma i giorni
+di grandi feste, nelle occasioni di matrimonio, al tempo delle
+_Kermesses_, quando vanno in città per divertirsi, s'installano nei
+primi alberghi, pigliano i più bei palchi al teatro dell'opera e
+stappano tra un atto e l'altro delle brave bottiglie di Champagne. Un
+contadino che possegga un capitale di centomila lire non passa punto per
+ricco, poichè sono moltissimi quei che ne possedono duecento mila,
+trecento mila, un mezzo milione, ed anche molto di più.
+
+Il carattere di questi contadini (e quello che si dice dei contadini si
+può dire di tutti i Frisoni) è per testimonianza universale ed antica,
+maschio, aperto, generoso.--Che peccato che non siate un
+Frisone!--dicono a una persona che stimano. Sono alteri della nobiltà
+della loro razza, che credono la prima della grande famiglia germanica,
+e si vantano d'essere il solo popolo di quella famiglia, che abbia
+conservato il suo nome dopo i tempi di Tacito. Molti credono ancora che
+il loro paese sia stato chiamato Frisia da Frisio, figliuolo di Alano,
+fratello di Mesa, nipote di Sem, e s'inorgogliscono di quest'origine
+antica. L'amore della libertà è il loro sentimento dominante, «I
+Frisoni,--dice il loro vecchio codice,--saranno liberi fin che i venti
+soffieranno nelle nuvole e fin che durerà il mondo.» È la Frisia,
+infatti, che manda al Parlamento i deputati più arditi della parte
+liberale. La popolazione è quasi tutta protestante, e gelosissima della
+sua fede, e non meno che della fede, della lingua, illustrata da un
+grande poeta popolare, e coltivata tuttora con grande amore. Il
+contadino in particolare, dice il Laveleye, cita con alterezza gli
+uomini illustri che nacquero sotto l'_hiem_ frisone, i due poeti
+Gisberto Japhis e Salverda, il filologo Tiberio Hemsterhuis e suo
+figlio Frans, l'amabile e profondo filosofo che la signora di Staël
+chiamava il Platone olandese.
+
+Strada facendo verso Leuwarde, incontrammo parecchi carri di contadini
+tirati da quei famosi cavalli frisoni, che si dicono i primi trottatori
+del mondo. Hanno il pelo nero, il collo lungo, la testa piccina e piena
+di vita. I più belli son quelli allevati nell'isola di Ameland.
+Resistono meravigliosamente alla fatica; servono insieme al tiro e alle
+corse, e cosa singolare in un paese dove tutto si muove
+placidissimamente, i loro flemmatici padroni li fanno andar sempre di
+trotto serrato, anche per tirare i carri del fieno, e quando non han
+punto premura di arrivare. Le corse di questi cavalli, che si chiamano
+le _harddraveryen_, sono uno spettacolo antico e caratteristico della
+Frisia. In tutte le piccole città si prepara un'arena divisa in due vie
+parallele e diritte, sulle quali i cavalli corrono successivamente a due
+a due, e poi lottano fra loro i vincitori di ciascuna corsa fin che uno
+li abbia vinti tutti, e questo ottiene il premio. Il popolo accorre in
+gran folla a questo spettacolo, e l'accompagna con applausi e grida
+festose, come alle gare dei patinatori.
+
+Arrivando a Leuwarde ebbi il più bello e più inaspettato incontro che
+potessi immaginare: un corteo nuziale di contadini. Erano più di trenta
+carrozze, tutte colla cassa della forma d'una conchiglia, altissime,
+coperte di dorature e di fiorami dipinti, e tirate da robusti cavalli
+neri, su ciascuna delle quali stava seduto un contadino vestito in gala,
+e una donnina rosea col casco d'oro e il velo bianco. I cavalli andavano
+di gran trotto, le donne, strette al braccio dei loro compagni,
+gettavano confetti ai ragazzi della via, le trine sventolavano, i caschi
+mandavan lampi. Il corteo s'allontanò e disparve come una cavalcata
+fantastica in mezzo a un frastuono di risa, di schiocchi e di voci
+festose.
+
+ * * * * *
+
+La sera, a Leuwarde, mi divertii a veder passare dinanzi alla porta
+dell'albergo le donne e le ragazze dalla testa luccicante, come un
+generale ispettore alla così detta rassegna annuale, quando i soldati
+sfilano uno per uno con armi e bagaglio. A un certo punto però,
+osservando che andavan tutte dalla stessa parte, seguii la corrente e
+riuscii in una vasta piazza, dove suonava una banda musicale, in mezzo a
+una gran folla, davanti a un edifizio con tutte le finestre illuminate,
+alle quali s'affacciavano di tratto in tratto dei signori in cravatta
+bianca, che dovevano essere là per un pranzo ufficiale. Benchè
+piovigginasse, la gente rimaneva immobile, e le donne essendo tutte in
+prima fila, formavano intorno alla banda un gran cerchio di caschi, che
+da lontano, al lume dei fanali e a traverso il velo della nebbia, pareva
+davvero una schiera di corazzieri a piedi, che tenesse indietro la
+folla. Mentre la banda suonava, una ventina di soldati di fanteria,
+raggruppati in un angolo della piazza, l'accompagnavano col canto,
+agitando il berretto e saltellando ora sur una gamba ora sull'altra
+cogli atteggiamenti grotteschi degli ubbriachi dello Steen e del
+Brouwer. La folla li guardava, e m'immagino che lo spettacolo le paresse
+straordinariamente bello e dilettevole, perchè rideva dai precordi, si
+alzava in punta di piedi, accennava, esclamava, applaudiva. Io mi fermai
+a osservare qualche bel viso di Frisona, che quando si vedeva guardata,
+mi vibrava uno sguardo pieno di orgoglio guerresco, e poi me n'andai a
+far conversazione con un libraio, cosa gradevolissima in Olanda, dove i
+librai sono generalmente molto colti e molto cortesi.
+
+ * * * * *
+
+La notte, all'albergo, non potei quasi chiuder occhio per cagione d'uno
+scellerato pianista di campanile, il quale, forse perchè soffriva
+d'insonnia, si prese il barbaro piacere di dare alla città addormentata
+un saggio di tutte le opere del Rossini e di tutte le canzoni popolari
+dei Paesi Bassi. Non ho ancora parlato del meccanismo di questi
+organetti aerei, ed ecco com'è congegnato. L'orologio del campanile
+mette in movimento un piolo, il quale alla sua volta fa girare una ruota
+e un cilindro munito di cavicchi, simile a quello d'un organo di
+Barberia. A questi cavicchi, disposti nell'ordine voluto dalla melodia,
+sono attaccati dei fili di ferro i quali sollevano i battagli delle
+campane e i martelli che le percuotono. Quando suonan le ore, risponde
+un'arietta determinata; ma togliendo il cilindro, si possono suonare
+tutte le arie che si vuole, per mezzo di molle mosse da due tastiere,
+una delle quali si preme colle mani e l'altra coi piedi. Il suonare in
+questa maniera richiede una forza e uno sforzo considerevole, poichè
+alcuni dei tasti vogliono una pressione equivalente al peso di due
+libbre; eppure, è tale il piacere che i campanari trovano in questa
+musica, e che suppongono ci trovino anche gli altri, che suonano per ore
+intere con un vigore e una passione degna veramente di più grata
+armonia. Io non saprei dire se quel campanaro di Leuwarde suonasse bene;
+ma son certo che doveva avere dei muscoli erculei e una spaventosa
+passione per il Rossini. Dopo avermi addormentato col _Barbiere_, mi
+svegliò colla _Semiramide_, poi mi riaddormentò coll'_Otello_, poi mi
+fece riaprir gli occhi col _Mosè_, e così di seguito. Era una gara fra
+noi due, egli a vibrarmi delle note e io a scagliargli delle
+maledizioni. Cessammo tutti due insieme a un'ora molto avanzata della
+notte, e non so, se avessimo fatto il conto, quale dei due sarebbe
+rimasto creditore. La mattina mi lamentai col cameriere, un olandese
+flemmatico, a cui credo che nessun rumore del cielo o della terra aveva
+mai turbato la dolcezza del sonno. "Ma sapete" gli dissi, "che questa
+vostra musica dei campanili è molto importuna?"--"Come," mi rispose
+innocentemente, "non ha osservato che ci sono tutte le ottave coi tuoni
+e coi semi-tuoni?"--"Proprio?" gli dissi coi denti stretti. "Allora il
+caso è diverso: scusate."
+
+La mattina per tempo partii per Groninga, recando con me, malgrado la
+persecuzione della musica, un caro ricordo di Leuwarde e delle poche
+persone che ci avevo conosciute, amareggiato però da un rammarico che mi
+dura ancora: quello di non aver visto scivolare sul ghiaccio le belle,
+ardite e severe figlie del Nord, che passano, come dice Alfonso
+Esquiroz, avvolte in una nuvola e coronate d'un nembo d'oro e di trine,
+simili a figure fantastiche intravvedute sognando.
+
+ * * * * *
+
+La pianura olandese, che veduta la prima volta, desta un senso vago e
+gradevole di malinconia, e presenta nella sua uniformità mille aspetti
+nuovi e mirabili, che divagano l'immaginazione, finisce però col
+generare stanchezza e noia anche in chi sia per natura meglio inclinato
+a comprendere e a godere la sua maniera particolare di bellezza. Vien
+sempre un giorno, in cui lo straniero che viaggia in Olanda, sente
+improvvisamente un desiderio irresistibile di altezze che gli facciano
+sollevare gli occhi e il pensiero; di curve su cui lo sguardo possa
+salire, precipitare, aggirarsi; di forme che l'immaginazione possa
+animare con quelle vaghe e meravigliose rassomiglianze di dorsi di
+leoni, di fianchi di donne, di profili di visi e d'edifizi, che
+presentano i poggi, i monti, le rupi del suo paese. La mente e gli occhi
+sono sazi di spaziare e di smarrirsi per quel mare sconfinato di
+verzura: hanno bisogno di cime, d'abissi, d'ombre, di azzurro, di sole.
+Allora si è veduto abbastanza l'Olanda e si pensa alla patria con amore
+impaziente.
+
+Provai per la prima volta questo sentimento andando da Leuwarde a
+Groninga, capitale della provincia del medesimo nome. Uggito di vedere,
+a traverso la nebbia, praterie dopo praterie e canali dopo canali, mi
+raggomitolai in un cantuccio del vagone e mi diedi a pensare ai poggi
+della Toscana e alle colline delle sponde del Reno, nello stesso modo
+che maestro Adamo di Dante pensava ai ruscelletti del Casentino. A una
+piccola stazione posta a mezza strada fra le due città, salì nel vagone
+un uomo che mi parve a primo aspetto, ed era infatti un contadino,
+biondo, corpacciuto, color di cacio fradicio, come dice il Taine dei
+contadini olandesi, vestito pulitissimo, con una gran ciarpa di lana
+intorno al collo e una grossa catena d'oro al panciotto. Mi diede
+un'occhiata benevola e mi sedette davanti. Il treno ripartì. Io
+continuavo a pensare alle mie colline, e di tratto in tratto mi voltavo
+a guardar la campagna colla speranza di qualche cangiamento di
+paesaggio, e vedendo sempre pianura, facevo, senz'accorgermene, un atto
+che voleva dire che ero ristucco. Il contadino guardò per qualche tempo
+ora me ed ora la campagna; poi sorrise, e pronunziando le parole con
+grande sforzo, mi disse in francese:
+
+"Noioso..... non è vero?"
+
+Gli risposi in fretta di no, che non m'annoiavo punto, che anzi la
+campagna olandese mi piaceva.
+
+"Eh no....." riprese sorridendo, "noioso: tutto piano," e accennava con
+tutt'e due le mani; "non c'è montagne."
+
+Dopo qualche momento, impiegato a tradurre mentalmente il suo pensiero,
+mi domandò, accennandomi col dito: "Di che paese?"
+
+"D'Italia," risposi.
+
+"Italia," ripetè sorridendo. "Ci son molte montagne?"
+
+"Moltissime," risposi, "da coprirne tutti i Paesi Bassi."
+
+"Io," soggiunse, accennando sè stesso, "non ho mai visto una montagna in
+vita; non so che sia; nemmeno le colline della Gheldria."
+
+Un contadino che parlava francese per me era già una cosa straordinaria;
+ma un uomo che non aveva mai visto nè una montagna nè una collina, mi
+pareva una creatura favolosa. Perciò lo interrogai, e gli cavai di bocca
+delle cose assai strane.
+
+Egli non era mai stato più lontano che ad Amsterdam, non aveva mai
+veduto neanco la Gheldria, che è la sola provincia montuosa della
+Neerlandia; e perciò non aveva idea di che cosa fosse una montagna, se
+non per le immagini che ne aveva viste nei quadri e nei libri. Le più
+grandi altezze a cui si fossero mai sollevati i suoi occhi erano le
+punte dei campanili e le cime delle dune. E quello ch'era di lui, è di
+migliaia d'Olandesi, i quali dicono:--Vedrei volentieri un monte,--come
+noi diremmo:--Vedrei volentieri le piramidi d'Egitto.--Mi disse in fatti
+che appena avesse potuto, sarebbe andato a vedere il Wiesselschebosch.
+Gli domandai che cosa fosse il Wiesselschebosch. Mi rispose che era una
+montagna della Gheldria, vicina al villaggio di Apeldoorn, una delle più
+alte del paese. "Quanto è alta?" domandai. "Cento e quattro metri," mi
+rispose.
+
+Ma quel buon uomo doveva ben altrimenti farmi stupire.
+
+Di lì a qualche momento mi ridomandò: "Italia?"
+
+"Italia," ripetei.
+
+Stette un po' pensando, e poi disse: "Fu respinta la legge
+sull'istruzione obbligatoria, vero?"
+
+Oh cospetto!--dissi tra me;--stiamo a vedere che è abbonato alla
+_Gazzetta ufficiale_. In fatti, pochi giorni prima la Camera aveva
+respinto il progetto di legge per l'istruzione obbligatoria.
+
+Gli risposi quel poco che sapevo.
+
+Dopo un po', sorrise, cercò, mi parve, una frase, e poi mi domandò:
+
+"E Garibaldi continua....." qui fece l'atto di zappare, e poi soggiunse:
+".....la sua isola?"
+
+Un'altra! "Continua," risposi, e lo guardai con tanto d'occhi, stentando
+a persuadermi che fosse un contadino, benchè non ci potesse esser
+dubbio.
+
+Stette un po' senza parlare e poi disse:
+
+"Voi," e appuntò il dito verso di me, "avete perduto un grande poeta."
+
+A questa uscita, poco mancò che non facessi un salto.
+
+"Sì, Alessandro Manzoni," risposi; "ma come diamine sapete tutte queste
+cose?"
+
+Or ora, pensai, costui mi mette sul tappeto la questione dell'unità
+della lingua.
+
+"Ma ditemi un po'," gli domandai, "sapreste per caso anche la lingua
+italiana?"
+
+"No, no, no," rispose scrollando la testa e ridendo; "niente, niente."
+
+Detto questo, continuò a ridere e ad almanaccare, e mi parve di capire
+che mi preparasse qualche sorpresa. Intanto il treno si avvicinava a
+Groninga. Quando fummo per entrare sotto la tettoia della stazione, il
+buon uomo prese il suo involto, mi guardò di nuovo sorridendo, e
+segnando le sillabe coll'indice della mano destra, mi disse in italiano,
+con una pronunzia impossibile ad esprimersi, e coll'aria di chi fa una
+grande rivelazione:
+
+"Nel mezzo!"
+
+"Nel mezzo?" gli domandai meravigliato. "Nel mezzo di che cosa?"
+
+"Nel mez-zo del cam-min di no-stra vi-ta!" disse facendo un grande
+sforzo e saltando giù dal vagone.
+
+"Un momento!" gli gridai; "Sentite! Una parola! Come mai....."
+
+Era scomparso.
+
+Avete capito che razza di contadini c'è in Olanda? E dico, potrei far
+sacramento che non ho aggiunto una mezza parola di mio.
+
+
+
+
+GRONINGA.
+
+
+La Groninga è forse di tutte le provincie dei Paesi Bassi quella che la
+mano dell'uomo ha più meravigliosamente trasformata.
+
+Nel sedicesimo secolo, una gran parte di questa provincia era ancora
+disabitata. Era un paese di aspetto sinistro, coperto di sterpeti,
+d'acque stagnanti, di laghi tempestosi, e inondato ogni momento dal
+mare; nel quale erravano frotte di lupi e sciami innumerevoli d'uccelli
+acquatici, e non si sentiva altra voce che il canto dei ranocchi e il
+lamento dei daini. Tre secoli di lavoro coraggioso e paziente, smesso
+più volte senza speranza e poi ripreso con maggiore ostinazione, e
+condotto a fine in mezzo a ogni sorta di difficoltà e di pericoli, hanno
+trasformato quella regione selvaggia e spaurevole in una terra
+fertilissima, intersecata da canali, popolata di fattorie e di ville,
+dove fiorisce l'agricoltura, ferve il lavoro, circola il commercio, e
+brulica e si espande una popolazione agiata e civile. La Groninga, la
+quale nel secolo scorso era ancora una provincia povera, che pagava allo
+Stato una metà meno della Frisia e dodici volte meno dell'Olanda
+propriamente detta, è ora, rispetto all'estensione del suo territorio,
+una delle provincie più ricche del regno, e produce da sè sola i quattro
+decimi dell'avena, dell'orzo e della colza che si raccolgono nei Paesi
+Bassi.
+
+ * * * * *
+
+La parte più florida della Groninga è la settentrionale, e lo è a tal
+segno, da non potersene formare una giusta idea, se non percorrendo
+quelle campagne; nè io potrei, benchè le abbia percorse, descriverle
+meglio che aggiungendo le mie osservazioni e quelle che raccolsi dai
+Groninghesi, alle descrizioni che ne danno l'agronomo francese Conte di
+Courcy, il quale pure non fece che attraversar di volo il paese, e il
+belga Delaveleye, autore d'una bell'opera sull'economia rurale della
+Neerlandia, ch'ebbi già occasione di rammentare.
+
+ * * * * *
+
+Le case dei contadini sono straordinariamente grandi, e hanno quasi
+tutte due piani, e molte finestre, ornate di ricche tendine. Fra la
+strada e la casa v'è un giardino piantato d'alberi esotici e coperto
+d'aiuole fiorite; e accanto al giardino un orto pieno di belli alberi
+fruttiferi e d'ogni sorta di legumi. Dietro la casa, s'alza un edifizio
+enorme, che racchiude sotto un solo tetto altissimo, la stalla, la
+scuderia, il fienile, e un grande spazio libero che può contenere il
+raccolto di cento ettari. In questo edifizio si vede ogni sorta di
+strumenti d'agricoltura d'Inghilterra e d'America, molti dei quali
+perfezionati dagli stessi contadini; delle file lunghissime di vacche,
+degli stupendi cavalli neri, e una pulizia meravigliosa in ogni parte.
+La casa dei contadini, nell'interno, può reggere il confronto di
+qualunque casa signorile. Vi si trovan dei mobili di legno d'America,
+dei quadri, dei tappeti, il pianoforte, la biblioteca, dei giornali
+politici, delle riviste mensili, le più recenti opere d'agricoltura, e
+non di rado l'ultimo fascicolo della _Revue des deux mondes_. Benchè
+amino il lusso e la vita agiata, questi contadini hanno conservato i
+costumi semplici dei loro padri. La maggior parte di essi, possessori
+d'un mezzo milioncino di lire, o di poco meno, o di molto di più, non
+sdegnano di metter mano all'aratro e di dirigere in persona i lavori dei
+campi. Alcuni mandano uno dei loro figliuoli all'Università, il che non
+è piccolo sacrifizio, perchè si conta che uno studente costi su per giù
+ai suoi parenti quattromila lire all'anno; ma la maggior parte sdegnano
+come inferiori al loro stato le professioni di medico, d'avvocato,
+d'insegnante, e vogliono che tutti i loro figliuoli rimangano alla
+campagna. Questi contadini sono alla testa del paese, e non v'è altra
+classe della popolazione che s'innalzi sopra di loro. Fra loro son
+scelti quasi tutti i membri dei varii Corpi elettivi, e persino dei
+deputati agli Stati Generali. Le cure della campagna non li
+distolgono dal pigliare una parte operosa nella vita politica e
+nell'amministrazione della cosa pubblica. Non solamente seguono il
+progresso dell'arte agricola; ma anco il movimento del pensiero moderno.
+Ad Haven, vicino alla città di Groninga, mantengono a proprie spese una
+buonissima scuola d'agricoltura, diretta da un agronomo illustre, e
+frequentata da più di cinquanta scolari. Anche i piccoli villaggi hanno
+musei di storia naturale e giardini botanici, istituiti e conservati a
+spese comuni da poche centinaia di contadini. Le contadine stesse, nei
+giorni di mercato, vanno a visitare i musei dell'Università di Groninga,
+e vi si trattengono lungamente, domandando notizie e istruendosi fra
+loro. Alcuni contadini fanno di tratto in tratto un viaggio d'istruzione
+nel Belgio o nell'Inghilterra. La maggior parte s'occupano di quistioni
+teologiche. Molti appartengono alla sètta dei mennoniti, che sono i
+quaccheri dell'Olanda. Il Delaveleye racconta che, avendo visto sulla
+strada che congiunge i due bei villaggi di Usquert e di Uythuysen,
+quattro bellissime fattorie, domandò a un oste a chi appartenevano, e
+questi gli rispose: che appartenevano a dei mennoniti, e soggiunse:--Son
+gente comoda: devono avere ciascuno almeno seicento mila lire.--Ho
+inteso dire,--ripigliò il Delaveleye--che fra i membri di questa sètta
+non ci sono poveri: è vero, per ciò che riguarda questo distretto?--Non
+è vero,--gli rispose l'oste;--cioè, sì, a esser giusti, perchè il solo
+povero che c'era, è morto pochi giorni fa, ed ora non ce n'è più.--I
+costumi severi, l'amore del lavoro e la carità reciproca bandiscono la
+miseria da quelle piccole comunioni religiose, nelle quali tutti si
+conoscono, si sorvegliano e s'aiutano. La Groninga, insomma, è come una
+specie di repubblica governata da una classe di contadini civili; un
+paese vergine e nuovo, nel quale nessun castello patrizio alza la testa
+sopra le case dell'agricoltore; una provincia dove ciò che la terra
+produce, resta nelle mani di chi la fa produrre, e l'agiatezza e il
+lavoro sono da per tutto congiunti, e l'ozio e l'opulenza da per tutto
+divisi.
+
+ * * * * *
+
+Ma non sarebbe completa la descrizione, se tralasciassi di parlare del
+diritto speciale dei contadini della Groninga, chiamato _beklem-regt_,
+il quale si considera come la principale cagione dello Stato
+straordinariamente prospero di questa provincia.
+
+Il _beklem-regt_ è il diritto di occupare un podere col pagamento d'una
+rendita annua, che il proprietario non può mai aumentare. Questo diritto
+passa agli eredi così laterali che discendenti in linea retta, e il
+possessore può trasmetterlo per testamento, venderlo, affittarlo,
+ipotecarlo persino, senza il consenso del proprietario delle terre.
+Però, ogni volta che questo diritto passa da una mano all'altra o per
+eredità o per vendita, egli deve pagare al proprietario il fitto di uno
+o di due anni. Gli edifizii che son nel podere, appartengono, per lo
+più, al possessore del _beklem-regt_, il quale, quando il suo diritto
+si estingua, può esigere il prezzo dei materiali. Il possessore del
+_beklem-regt_ paga tutte le tasse, non può cangiar la forma della
+proprietà, non ne può scemare il valore. Il _beklem-regt_ è
+indivisibile. Una sola persona lo può possedere, e per conseguenza uno
+solo dei suoi eredi riceverlo. Però, pagando la somma stipulata per il
+caso del passaggio del _beklem-regt_ da una mano all'altra, il marito
+può far inscrivere sua moglie, e la moglie suo marito, e allora il
+consorte superstite eredita una parte del diritto. Quando il fittaiuolo
+cade in rovina, o non paga il fitto annuale, il _beklem-regt_ non si
+estingue punto di primo diritto: i creditori possono farlo vendere; ma
+colui che lo compera deve prima di ogni cosa pagare al proprietario
+tutti i debiti arretrati.
+
+L'origine di questo fitto ereditario è assai oscura. Nella Groninga pare
+che sia cominciato nel medio evo nei poderi dei conventi. Allora, avendo
+la terra pochissimo valore, i monaci accordavano facilmente ai
+coltivatori la possessione d'una certa parte dei loro poderi, colla
+condizione che pagassero loro ogni anno una certa somma, ed un'altra
+somma ad ogni decesso. Questo contratto assicurava al convento una
+rendita fissa e lo esimeva dall'occuparsi d'un podere che ordinariamente
+non produceva nulla. L'esempio dei conventi fu seguito dai grandi
+proprietari e dalle Corporazioni civili. Essi si riserbavano la facoltà
+di congedare il fittaiuolo di dieci in dieci anni; ma non si valevano di
+questa facoltà perchè, valendosene, avrebbero dovuto pagare il valore
+degli edifizii stati costruiti nelle loro terre, e non avrebbero trovato
+facilmente un altro fittaiuolo. Durante i torbidi del secolo
+decimosesto, il diritto diventò di fatto ereditario, o almeno parecchi
+bandi lo dichiararono tale. La giurisprudenza e l'uso determinarono i
+varii punti che erano oggetto di contestazione; fu redatta una formola
+più chiara, che venne generalmente accettata; e d'allora in poi il
+_beklem-regt_ si mantenne accanto al codice civile, sempre rispettato, e
+si diffuse a poco a poco in tutta la provincia di Groninga.
+
+I vantaggi che derivano all'agricoltura da questa maniera di contratto,
+sono facili a comprendersi. In virtù del _beklem-regt_, i coltivatori
+hanno un interesse continuo e fortissimo di fare ogni maggiore sforzo
+possibile per accrescere la produzione delle loro terre. Sicuri come
+sono, di godere essi soli il frutto di tutti i miglioramenti che possono
+introdurre nella coltivazione,--di non aver cioè,--come i fittaioli
+ordinari,--da pagare un fitto tanto più elevato, quanto meglio riescano
+ad accrescere la fertilità delle terre che coltivano,--essi tentano a
+questo scopo le imprese più ardite, introducono le novazioni più ardue,
+effettuano i miglioramenti più costosi. La ricompensa legittima del
+lavoro è il prodotto intero e certo del lavoro stesso. Quindi il
+_beklem-regt_ è un potentissimo stimolo all'opera, allo studio, al
+perfezionamento.
+
+Così un diritto bizzarro, ereditato dal medio evo, ha creato una classe
+di coltivatori che godono di tutti i beneficii della proprietà, eccetto
+che non ne serbano per sè tutto il prodotto netto, ciò che appunto li
+disporrebbe dalla coltivazione. Invece di fittaioli continuamente
+trepidanti di perdere le loro terre, avversi ad ogni innovazione
+costosa, soggetti ad un padrone e sempre intesi a nascondere la
+prosperità del loro stato, c'è in Groninga un popolo di usufruttuarii
+liberi, dignitosi, semplici di costumi, ma avidissimi d'un'istruzione,
+della quale comprendono tutti i vantaggi, e interessati a propagarla in
+tutti i modi; una classe di contadini che praticano la cultura, non come
+un lavoro cieco e un mestiere disdegnato; ma come una nobile
+occupazione, che richiede l'esercizio delle più alte facoltà
+dell'intelligenza e loro procura fortuna, importanza sociale, rispetto
+pubblico; dei contadini che sono economi nel presente, prodighi per
+l'avvenire, disposti ad ogni sorta di sacrifizi per fecondare i loro
+terreni, ingrandire le loro case, acquistare i migliori strumenti e le
+migliori razze d'animali; una popolazione rurale, infine, che è contenta
+del suo stato, perchè la sua sorte non dipende che dalla sua attività e
+dalla sua previdenza.
+
+Finchè il possessore dei _beklem-regt_ coltiva le sue terre egli stesso,
+il fitto ereditario non produce che buoni effetti. Cessano però questi
+buoni effetti dal punto che, valendosi del suo diritto di subafittare,
+egli cede ad un altro il diritto di usufruttare il podere per una data
+somma, colla quale continua a pagare il proprietario. In questo caso
+rinascono tutti gl'inconvenienti del sistema comune, colla differenza
+che qui il coltivatore deve mantenere due categorie di oziosi invece che
+una. Il subaffitto era rarissimo altre volte, poichè i prodotti della
+coltivazione bastavano appena a nutrire la famiglia del possessore del
+_beklem-regt_, quando questi coltivava egli stesso il podere. Ma dopo il
+rincaro di tutte le derrate alimentarie, e soprattutto dopo
+l'istituzione del commercio coll'Inghilterra, i guadagni sono abbastanza
+considerevoli, perchè il possessore del _beklem-regt_ possa trovare un
+secondo fittaiuolo disposto a pagargli un fitto superiore alla rendita
+ch'egli deve fornire al proprietario; e per questo l'uso di subaffittare
+comincia a diffondersi, e diffondendosi maggiormente in avvenire,
+porterà delle conseguenze dannose.
+
+Frattanto, quando si cerca quale potrà essere lo stato futuro della
+società umana, si suol desiderare che avvengano queste due cose: prima,
+un aumento crescente della produzione; secondo, una ripartizione della
+ricchezza conforme ai principii della giustizia. Ora un fatto che la
+giustizia richiede è che al lavoratore sia assicurato il godimento dei
+frutti del suo lavoro e dei suoi progressi. È dunque bello e consolante
+il vedere sulla riva estrema del Mare del Nord un uso antico, che
+risponde in qualche modo a codesto ideale economico, e che frutta a
+tutta una provincia una prosperità straordinaria ed equamente divisa.
+
+A questa opinione del Delaveleye fu fatta, tra le altre, un'obbiezione
+capitale. La straordinaria proprietà della Groninga, gli si domandò,
+deriva veramente dal _beklem-regt_, da codesto affittamento ereditario,
+che pure produsse altrove delle conseguenze affatto diverse, o piuttosto
+dalla fertilità eccezionale di quelle terre? Il Delaveleye respinge
+questo dubbio, dicendo che quella stessa straordinaria prosperità e
+quello stesso perfezionamento della cultura esistono nella zona torbosa
+della Groninga, che è tutt'altro che fertile; e che non si trovano,
+d'altra parte, se non in grado molto inferiore, nella Frisia, dove il
+terreno è di uguale natura. Se poi l'affittamento ereditario non ha
+prodotto in altri paesi le medesime conseguenze che nella Groninga, gli
+è perchè in quei paesi fu od è praticato diversamente, esempio alcune
+provincie d'Italia, dove il _condotto di livello_, ch'è presso a poco un
+_beklem-regt_, inceppa la libertà del coltivatore, coll'obbligo di dare
+ogni anno al proprietario una quantità determinata di un certo prodotto.
+Tutti gli economisti olandesi, conchiude, sono concordi nel riconoscere
+gli eccellenti effetti di quest'uso, affermando che la Groninga deve al
+_beklem-regt_ la sua ricchezza, e nei congressi agricoli che trattano
+codesta quistione, prevale il desiderio che siffatta maniera di
+contratto venga adottata anco nelle altre provincie.
+
+ * * * * *
+
+Proseguendo la mia escursione a traverso la campagna groninghese,
+arrivai sino alla costa del Mare, del Nord, presso l'imboccatura del
+golfo di Dollart. Questo golfo non esisteva prima del tredicesimo
+secolo. Il fiume Ems sboccava di punto in bianco nel mare, e la Groninga
+era congiunta all'Annover. Il mare distrusse la regione torbosa, che si
+stendeva fra quelle due provincie, e formò il golfo il quale dal
+sedicesimo secolo si va lentamente restringendo per effetto del limo che
+si accumula lungo le sue coste. Già molte dighe, costruite l'una dinanzi
+all'altra, segnano le conquiste che fece la terra sul mare, e se ne
+innalzano continuamente delle nuove le quali accrescono via via il
+dominio agricolo della Groninga, facendo fiorire bellissimi campi d'orzo
+e di colza dove pochi anni innanzi infuriavano le onde e naufragavano i
+battelli dei pescatori. È bello il vedere dall'alto delle dighe che
+difendono quelle coste, come s'incontrano, si confondono e si
+trasformano il mare e la terra. Ai piedi della diga si stende un limo
+acquoso già coperto in gran parte di erba e di pianticelle verdi; un po'
+più in là, una mota rappresa, che già è terra; più oltre, un fango umido
+che digrada a poco a poco in un'acqua densa e torbida; e di là da
+questa, dei banchi di sabbia, alcuni dei quali si sollevano in modo da
+formare delle dune e delle isolette. In una di queste isole, chiamata
+Rottum, abitava, anni sono, una famiglia, che viveva della caccia delle
+foche; delle altre si raccontano cose strane, come di romiti misteriosi,
+di apparizioni, di mostri. Gli stagni d'acqua limosa che si stendono ai
+piedi delle dighe si chiamano _Wadden_, ossia _polders_ nello stato di
+formazione, e son terreni coperti dall'acqua durante l'alta marea, i
+quali si sollevano a mano a mano che le correnti dell'Ems e del
+Zuiderzee vanno a deporvi dei nuovi strati di argilla. Durante la marea
+bassa, gli armenti li guadano; in qualche punto, vi passan le barche;
+dei grandi stormi d'uccelli marini vi scendono per nutrirsi delle
+conchiglie che vi ha lasciato il riflusso. Fra meno di cent'anni,
+saranno scomparsi uccelli, bassi fondi, barche, stagni, bracci di mare;
+le isole saranno dune che difenderanno la costa, e l'agricoltore farà
+sorgere da questa nuova terra una vegetazione lussureggiante e benefica.
+Così da questo lato l'Olanda s'avanza vittoriosamente nel mare,
+vendicando le antiche ingiurie col ferro dell'aratro e colla lama della
+falce.
+
+ * * * * *
+
+Con tutto ciò, non mi sarei formato un concetto della ricchezza delle
+campagne groninghesi, se non avessi avuto la fortuna di vedere il
+mercato di Groninga.
+
+Ma prima di parlare del mercato, occorre parlare della città.
+
+Groninga, così nominata, secondo alcuni, da Grunio Troiano, e fondata,
+secondo altri, centocinquanta anni prima dell'èra cristiana, intorno a
+una fortezza romana che Tacito chiama _Corbulonis monumentum_ (tutte
+cose affermate e negate, senza conclusione, da parecchi secoli); è la
+città più considerevole dell'Olanda settentrionale per vastità e per
+commercio; ma forse la meno curiosa per uno straniero. È posta sur un
+fiume chiamato Hunse, nel crocicchio di tre grandi canali che la
+congiungono con parecchie altre città commerciali; è circondata da alti
+bastioni, costruiti nel 1698 dal Coehorn, il Vauban olandese; ed ha un
+porto, che sebbene sia lontano parecchie miglia dalle foci dell'Ems, può
+ricevere i più grandi bastimenti mercantili. Le strade e le piazze sono
+vastissime, i canali larghi come quei di Amsterdam, le case più alte che
+in quasi tutte le altre città olandesi, le botteghe degne di Parigi, la
+pulizia degna di Broek; nulla di strano nelle forme, nei colori,
+nell'aspetto generale. Arrivando da Leuwarde, pare di essersi avvicinati
+di cento miglia ai nostri paesi, di essere rientrati in Europa, di
+sentir l'aria della Germania e della Francia. La sola singolarità di
+Groninga son certe case coperte d'un intonaco grigiastro, incrostato di
+piccolissimi pezzetti di vetro, che quando vi batte su il sole, brillano
+d'una luce strana, per cui pare che i muri siano tempestati di perle e
+di bullette d'argento. V'è un bel palazzo municipale, costruito durante
+la dominazione francese, una piazza del Mercato che ha nome di essere la
+più grande piazza dell'Olanda, e una vasta chiesa, dedicata anticamente
+a San Martino, che presenta vari tratti notevoli delle diverse fasi
+dello stile gotico, ed ha un altissimo campanile di cinque piani
+rientranti, che par formato di cinque piccole torri di chiese diverse
+poste l'una sull'altra.
+
+Groninga ha un'Università, per la quale è onorata dalle città vicine del
+nome d'Atene del Nord. Quest'Università, posta in un edifizio nuovo e
+vastissimo, non ha che un piccolo numero di studenti, poichè i
+contadini, i soli ricchi della provincia, mandano raramente i loro
+figliuoli agli studi, e i ricchi signori della Frisia vanno a studiare a
+Leida. Ma è tuttavia un'Università degna di stare accanto alle altre
+due. V'è un bel gabinetto di anatomia e un museo di storia naturale che
+contiene molti oggetti preziosi. Il programma degli studi è poco diverso
+da quello delle altre due Università; ne differisce solamente la
+direzione, la quale, per la vicinanza dell'Annover, subisce l'influsso
+della scienza e della letteratura tedesca, e presenta un carattere
+religioso suo proprio. I teologi di Groninga, dice Alfonso Esquiroz nel
+suo _Studio sulle Università olandesi_, formano, nel movimento
+intellettuale dei Paesi Bassi, una scuola a parte, la quale nacque,
+verso il 1833, nel seno stesso della città ortodossa per eccellenza:
+Utrecht. Un professore di Utrecht, il signor Van Heusde, cercò di aprire
+un nuovo orizzonte alle credenze religiose; il signor Hofstede de Goot,
+allievo dell'Università di Groninga, partecipe delle sue idee, gli si
+unì; e in tal modo si formò il nucleo d'una società teologica, residente
+in questa città, la quale ribellandosi al protestantismo sinodale, e
+negando formalmente ogni autorità umana in materia di religione, vuol
+iniziare un tipo di cristianesimo proprio della Neerlandia, di cui
+sarebbe difficile dare un'idea chiara, per la ragione che ne danno una
+molto oscura coloro stessi che lo professano e lo propugnano cogli
+scritti. In tutte queste dottrine eterodosse, osserva a tal proposito
+l'Esquiroz, le quali possono senza grave pericolo introdursi nel paese,
+perchè, in mezzo al movimento continuo delle idee religiose, rimangon
+fermi ed immutabili gli usi, le tradizioni, le forme dell'antica fede;
+v'è un punto grave e delicato sul quale gli ortodossi cercano di mettere
+gli avversari tra l'uscio e il muro, e non ci riescono: la divinità di
+Gesù Cristo. Su questo punto, il pensiero degli ortodossi si avvolge in
+una nuvola. Gesù Cristo, per loro, è il tipo più perfetto dell'Umanità,
+l'inviato di Dio, l'immagine di Dio. Ma è egli Dio in persona? Questa
+questione essi la scansano con ogni sorta di sottigliezze scolastiche.
+Alcuni, per esempio, dicono di credere alla sua divinità, ma non alla
+sua deità: risposta oscura tanto che equivale quasi a una negazione. Per
+il che si può considerare la dottrina degli eterodossi olandesi come un
+deismo sentimentale, più o meno legato alla poesia delle forme
+cristiane. Con tutto ciò l'ardore delle questioni religiose va scemando
+da molti anni in qua. Gli studenti dell'Università di Groninga
+s'occupano più volentieri di letteratura e di scienza, al quale scopo
+formano tra loro delle Società in cui fanno letture e studi in comune,
+soprattutto di scienze applicate, la quale predilezione è uno dei
+caratteri più notevoli della razza frisona, con cui il popolo
+groninghese ha molti tratti di somiglianza e molti vincoli di
+parentela. Gli studenti di Groninga sono più quieti e più studiosi di
+quei di Leida, i quali, per quanto si può essere scapati in Olanda,
+hanno la riputazione di scapati.
+
+Oltre la gloria dell'Università, che data dal 1614, Groninga ha quella
+di parecchi uomini illustri nelle scienze e nelle arti, dei quali è
+dilettevole udir parlare, col suo stile vivo e forbito, messer Ludovico
+Guicciardini, che pare avesse per questa città una particolare simpatia.
+Primissimo egli pone Ridolfo Agricola, «al quale, tra li altri autori,
+Erasmo nelli suoi scritti dà lodi immense, dicendo che di qua da monti
+nelle doti litterali, non è mai stato maggior huomo, nè più complito di
+lui, & che non è alcuna honesta disciplina, nella quale egli con qual si
+voglia artefice non potesse contendere: intra i Greci Grecissimo, intra
+i Latini Latinissimo, in Poesia un altro Virgilio, nell'orationi un
+altro Politiano, eloquentissimo, Philosofo, musico, & scrittore di più
+Opere degne, con altre gratie & felicità rare che gl'attribuisce.»
+Rammenta in seguito «il Vesello, cognominato Basilio, Philosofo
+eccellente, di tanta dottrina, virtù & scienza in ogni facultà, come
+apparisce per infinite sue opere, scritte & date alla stampa, che si
+chiamaua per sopra nome _la luce del mondo_;» e dice che per timore di
+non poter lodare degnamente questo Vesello e quell'Agricola, i quali
+sono «le due stelle di Groeninghen,» preferisce tacere «& lasciare il
+foglio bianco, per chi saprà più di _lui_ esaltare il nome & la patria
+loro.» Cita infine il nome «d'un altro grande huomo, cittadino altresì
+della medesima terra, appellato Rinieri Predinio, autore degnissimo di
+diuersi libri scritti con sommo honore, & laude.» Oltre ai quali si
+possono rammentare il famoso orientalista Alberto Schultens, il barone
+Ruperda, Abramo Frommins, ed altri.
+
+Nei costumi e nell'aspetto del popolo, non v'è per uno straniero una
+differenza molto notevole dalla Frisia. Differiscono soltanto i caschi
+delle donne. A Leuwarde la maggior parte sono d'argento; a Groninga son
+tutti d'oro, e della forma perfetta d'un casco, che copre la testa
+intera; ma se ne vede assai meno. Le signore, s'intende, non lo portano
+più; le ricche contadine l'hanno smesso anch'esse, per far come le
+signore; e oramai non son più che le serve, le quali possano vantarsi
+discendenti legittime delle vergini armate, che secondo l'antica
+mitologia germanica, presiedevano alle battaglie.
+
+Riguardo ai costumi, ebbi da un personaggio di Groninga delle notizie
+preziose, che credo non si trovino in nessun libro di viaggi. Là le
+consuetudini che informano la vita delle ragazze e delle donne maritate
+sono affatto diverse da quelle dei nostri paesi. Fra noi una ragazza che
+si marita esce da uno stato di soggezione e direi quasi di prigionia,
+per entrare in una vita libera, nella quale si trova improvvisamente
+circondata dalla considerazione, dagli omaggi e dai corteggiamenti della
+gente che prima la trascurava. Là invece la libertà e la galanteria
+sono un privilegio delle ragazze, e le signore vivon raccolte, vincolate
+da mille riguardi, avvicinate con mille cautele, circondate d'un freddo
+rispetto, quasi neglette. I giovanotti non si dedicano che alle
+signorine, e in questo è concessa loro una grande libertà. Un giovane,
+che frequenti una famiglia, se anche non è un amico dei più intimi,
+offre alle ragazze, o pure ad una ragazza, di accompagnarla al concerto
+o al teatro, in carrozza, di notte, da solo a sola, e non c'è nè padre
+nè madre che vi si opponga; e chi vi si opponesse, passerebbe per
+sciocco o per villano, e sarebbe deriso o biasimato. Un giovane e una
+signorina rimangon fidanzati per molti anni; e per tutto questo tempo,
+si vedono ogni giorno, vanno a passeggiare insieme, stanno in casa soli,
+e la sera, prima di separarsi, fanno una conversazione di mezz'ora sulla
+soglia della porta, senza testimoni. Ragazze di quindici anni, delle
+prime famiglie, attraversano la città da un capo all'altro per andar
+alla scuola e per tornare a casa, anche sul far della notte, sole, e
+dovunque si fermino e con chiunque parlino, nessuno vi bada.
+All'opposto, della menoma libertà che si pigli una signora, si fa un
+dire infinito; il che però occorre così raramente, da poter quasi dire
+che non occorre mai. "I nostri giovani," mi diceva quel signore, "non
+sono punto pericolosi. Sanno fare i galanti colle signorine, perchè le
+signorine son timide, e la loro timidità gli incoraggia; ma colle
+signore non ci hanno il verso. A mia memoria, in questa città non vi
+sono stati che due casi notorii d'infedeltà coniugale." E mi specificò i
+casi. "Così è, caro signor mio," soggiunse poi, battendomi una mano sul
+ginocchio, "qui non si fanno altre conquiste che in agricoltura, e chi
+vuol farne in un altro campo, bisogna che si compiaccia di far attestare
+da un notaro, ch'egli ha intenzione di combattere secondo le leggi della
+buona guerra e coll'onesto fine della pace." Argomentando falsamente dal
+mio silenzio, che quello stato di cose non m'andasse a' versi, "Tale è
+il nostro modo di vivere," soggiunse; "noioso, se volete; ma sano. La
+vita voi la tracannate, noi la beviamo a lenti sorsi. Voi godrete
+qualche volta di più; ma noi siamo più continuatamente contenti."--"Dio
+vi benedica," io dissi. "Dio vi converta," rispose.
+
+Ma veniamo al mercato, che è l'ultimo spettacolo vivo ch'io vidi in
+Olanda.
+
+La mattina per tempo feci un giro intorno alla città per veder arrivare
+i contadini. Ogni ora arrivava un treno che ne versava una folla; da
+tutte le strade della campagna venivan carrozze variopinte, tirate da
+bei cavalli neri, sulle quali sedevano maestosamente delle coppie
+coniugali; per tutti i canali giungevano barconi a vela carichi di
+derrate; in poche ore la città fu piena di gente e di rumore. I
+contadini son tutti vestiti d'un panno quasi nero, hanno un cravattone
+di lana intorno al collo, guanti, catenelle, gran portafoglio di
+bulgaro, sigaro in bocca, e un faccione di cor contento. Le contadine
+sono infiorate, rinfronzolite, ingioiellate, come le madonne delle
+chiese spagnole. Terminate le loro faccende, si spandono per le
+trattorie e per le botteghe, non già come i nostri contadini, che
+guardano qua e là timidamente coll'aria di chiedere il permesso
+d'entrare; ma con viso e piglio di gente che sa di essere da per tutto
+desiderata e inchinata. Nelle trattorie, le tavole si coprono di
+bottiglie di vino di Bordeaux e di vino del Reno; nelle botteghe, i
+fattorini si sbracciano a tirar giù roba. Le contadine vi son ricevute
+come principesse e vi spendono infatti principescamente. Seguono, per
+esempio, di queste scene, che intesi raccontare da testimoni oculari. Un
+mercante dice a una signora di città il prezzo d'una veste di
+seta.--Troppo caro,--risponde la signora.--La piglio io;--dice una
+contadina che le è accanto, e se la piglia. Un'altra contadina va a
+comprare un pianoforte. Il negoziante glie ne fa veder uno che costa
+mille lire.--Non ne avrebbe di più cari?--essa domanda;--dei pianoforti
+di mille lire ne hanno anche le mie amiche.--Marito e moglie passano
+dinanzi alla vetrina di un venditore di stampe, vedono un bel paesaggio
+a olio colla cornice d'oro, si fermano, vi scoprono una vaga
+rassomiglianza colla loro casa e il loro podere; la moglie
+dice:--Compriamolo?--il marito risponde:--Compriamolo!--entrano nella
+bottega, mettono sul banco trecento fiorini l'un sull'altro, e si portan
+via il quadro. Quando hanno fatto le loro compre, vanno a vedere i
+Musei, entrano nei caffè a legger giornali, o fanno un giro per la città
+guardando con aria pietosa tutto quel popolo di bottegai, d'impiegati,
+di professori, d'uffiziali, di proprietari, che in altri paesi sono
+invidiati da chi lavora la terra, e che a loro paion povera gente. Chi
+non sapesse come stanno le cose, crederebbe, a veder quello spettacolo,
+di essere capitato in un paese dove una grande rivoluzione sociale abbia
+tutt'a un tratto fatto passare la ricchezza dai palazzi alle capanne, e
+i nuovi ricchi sian venuti dalla campagna in città per beffare i signori
+spogliati. Ma il più bello è la sera, quando ritornano alle loro
+fattorie e ai loro villaggi. Allora per tutte le strade della campagna
+si vedono quei bizzarri veicoli correre rapidissimamente, cercando di
+passar gli uni davanti agli altri; le donne stesse stimolano i cavalli,
+per riuscir vittoriose nella gara; i vincitori fanno schioccare la
+frusta in segno di trionfo: l'aria echeggia di risa e di canti; fin che
+il turbinio festoso dispare nel verde infinito della campagna cogli
+ultimi barlumi del tramonto.
+
+
+
+
+DA GRONINGA AD ARNHEM.
+
+
+A Groninga voltai le spalle al Mare del Nord, il viso alla Germania, il
+cuore all'Italia, e cominciai il mio viaggio di ritorno attraversando
+rapidamente le tre provincie olandesi della Drenta, dell'Over-Yssel e
+della Gheldria, che si stendono intorno al golfo di Zuiderzee, fra
+quella della Frisia e quella d'Utrecht; una parte dell'Olanda, che,
+visitata tratto per tratto, riuscirebbe uggiosa a chi non viaggia con
+curiosità d'agronomo o di naturalista; ma che, vista di volo, lascia in
+chi abbia sentimento della natura, un'impressione incancellabile. Per
+tutto il tempo del viaggio, il cielo fu quale si conveniva all'aspetto
+del paese: grigio ed eguale; ed io fui quasi sempre solo. Così godetti
+lo spettacolo in tutta la sua trista bellezza, e in silenzio.
+
+ * * * * *
+
+Uscendo dalla provincia di Groninga, si entra in quella della Drenta, e
+si vede un cangiamento improvviso nell'aspetto del paese. Di qua e di
+là si stendono a perdita d'occhio campi immensi, coperti di sterpi, nei
+quali non si vedono nè strade, nè case, nè rigagnoli, nè siepi, nè alcun
+indizio d'abitazione o di lavoro. Qualche macchia di piccole quercie,
+che si considerano come traccie dell'esistenza di antiche foreste, sono
+la sola vegetazione che s'innalzi al di sopra della sterpaglia; le
+pernici, le lepri e i galli selvatici, i soli animali che richiamino il
+viaggiatore al sentimento della vita. Quando si crede d'essere alla fine
+della landa, la landa ricomincia; agli sterpeti succedono gli sterpeti,
+alla solitudine la solitudine. In questa triste pianura, si vedono qua e
+là dei monticciuoli, che altri crede siano stati innalzati dai Celti,
+altri dai Germani, nei quali, scavando, furon trovati vasi di terra,
+seghe, martelli, ossa calcinate, cocche di freccie, pietre da macinare
+il grano, anelli che si suppone servissero di monete. Oltre a questi
+monticciuoli, si ritrovarono, e rimangono tuttora degli smisurati massi
+di granito rosso ammontati e disposti in una forma che rivela
+un'intenzione di monumento, come di altare e di tomba; ma senza
+iscrizione, nudi, solitarii, come enormi aeroliti caduti in mezzo a un
+deserto. Nel paese si chiamano tombe degli Unni, la tradizione li
+attribuisce alle bande di Attila, il popolo dice che sono stati portati
+in Olanda da una razza antichissima di giganti, il geologo crede che
+siano giunti dalla Norvegia sul dorso dei ghiacci antidiluviani, lo
+storico si perde in vaghe congetture. Tutto è arcanamente antico in
+questa strana provincia. Vi si ritrovano degli usi della Germania
+primitiva, la coltura in comune sugli _esschen_, la tromba rustica che
+chiama i contadini al lavoro, le case descritte dagli storici romani, e
+su questo vecchio mondo il mistero perpetuo d'un silenzio immenso:
+
+ «. . . . . . ove per poco
+ Il cor non si spaura.»
+
+Andando innanzi, si comincia a veder paludi, grandi stagni, zone di
+terra limacciosa, attraversati da canali d'acqua nerognola, fossi lunghi
+e profondi come trincee, mucchi di glebe color di bitume, qualche
+barcone, qualche creatura umana. Sono i campi di torba, il cui solo nome
+suscita nella mente mille immagini di avvenimenti fantastici: i lenti ed
+immensi incendi della terra; le praterie galleggianti coi loro abitanti
+e i loro animali sulle acque degli antichi laghi; le foreste erranti pei
+golfi; i campi staccati dal continente e turbinati dalle tempeste del
+mare; le immense nuvole di fumo che dalle torbiere arse della Drenta, il
+vento del nord spande sulla metà dell'Europa, fino a Parigi, in
+Svizzera, sul Danubio. La torba, la terra che vive, come la chiama il
+contadino olandese, è la principale ricchezza della Drenta, e una delle
+principali dell'Olanda. Nessun paese ne è più ricco, e ne trae maggiore
+vantaggio. Essa dà lavoro a migliaia di braccia; quasi tutta la
+popolazione dell'Olanda ne alimenta il focolare; serve a mille usi:
+colle glebe a fortificare le fondamenta delle case, colle ceneri a
+infertilire la terra, con la filiggine a nettare i metalli, col fumo a
+salare le aringhe. Sulle acque del Wahal, del Leck, della Mosa, per i
+canali della Frisia e della Groninga, nel Zuiderzee, per tutto circolano
+battelli carichi di questo gran combustibile nazionale. Le torbiere
+esaurite si convertono in praterie, in orti, in oasi feconde. Assen, la
+città capitale della Drenta, è il centro di tutto questo lavoro di
+trasformazione. Un grande canale, a cui metton capo tutti i piccoli
+canali delle torbiere, si stende a traverso quasi tutta la Drenta da
+Assen fino alla città di Meppel. Da ogni parte si lavora a dissodare il
+terreno. La popolazione della provincia ch'era di poco più di trentamila
+abitanti sulla fine del secolo scorso, si è quasi triplicata.
+
+ * * * * *
+
+Appena s'è oltrepassato Meppel, si entra nella provincia
+dell'Over-Yssel, che presenta per un certo tratto il medesimo aspetto
+della Drenta: sterpeti, torbiere, solitudine; e s'arriva poco dopo a un
+villaggio, se pure si può chiamare villaggio, dei più strani che mente
+umana possa immaginare. È una fila di case rustiche, colle facciate di
+legno e coi tetti di stoppia, che si succedono, a una qualche distanza
+l'una dall'altra, per la lunghezza di più di otto chilometri: posta
+ciascuna sopra una stretta zona di terra che se le prolunga dietro sin
+dove arriva la vista, e circondata da un fosso pieno di piante
+acquatiche, sull'orlo del quale s'innalzano dei gruppi di ontani, di
+pioppi e di salici. Gli abitanti di questo villaggio, che è diviso in
+due parti chiamate Rouveen e Staphorst, sono i discendenti di due
+antiche colonie frisone, i quali hanno conservato religiosamente il
+vestire, gli usi, le tradizioni agricole dei loro padri, e vivono
+agiatamente col prodotto delle terre e di qualche piccola industria loro
+propria. In questo singolare villaggio, non ci sono caffè, non ci sono
+cammini, poichè gli avi non li usavano, non ci sono strade, perchè le
+case sono tutte sur una sola fila, non c'è nulla di simile agli altri
+villaggi. Gli abitanti son tutti calvinisti austeri, sobri,
+operosissimi. Gli uomini si fanno essi medesimi le calze nei ritagli di
+tempo che lascia loro la coltivazione della terra, e abborriscono a tal
+segno dall'ozio, che gli stessi amministratori del villaggio, quando
+debbono radunarsi a consiglio, portano seco il filo e i ferri da calza
+per non istar colle mani in mano mentre si discute. Il Comune possiede
+seimila ettari di terreno, divisi in novecento zone lunghe circa
+cinquemila metri, e larghe da venti a trenta. Quasi tutti gli abitanti
+sono proprietari, sanno leggere e scrivere, hanno un cavallo e una
+diecina di vacche, non s'allontanano mai dalla loro colonia, si maritano
+dove son nati, e passan la vita nella stessa zona di terra, e chiudono
+gli occhi sotto lo stesso tetto dove vissero e morirono i nonni dei loro
+nonni.
+
+ * * * * *
+
+Via via che si va oltre nell'Over-Yssel, la campagna cangia aspetto.
+Presso Zvolle, città natale del pittore Terburg, capitale della
+provincia, di poco più di ventimila abitanti, presso la quale, nel
+piccolo convento di monte Sant'Agnese, visse sessantaquattr'anni e morì
+Tommaso da Kempis, il supposto autore dell'_Imitazione di Gesù Cristo_;
+si vedono bellissime strade fiancheggiate da betulle, da faggi, da
+pioppi, da quercie, che rifanno gratamente gli occhi del paese nudo e
+tristo percorso fino allora. Da ogni parte lo sterpeto indietreggia,
+s'alzano mucchi di verzura, si stendono praterie, pullulano piantagioni
+nuove, sorgono case, si sparpagliano armenti, s'allungano nuovi canali,
+che dalle torbiere vanno a sboccare in un gran canale chiamato il
+Dedemsvaart, l'arteria vitale dell'Over-Yssel, che ha trasformato quella
+terra desolata in una provincia fiorente, dove una popolazione
+industriosa procede colla letizia d'un esercito vittorioso, e il povero
+trova lavoro, il lavoratore proprietà, il proprietario ricchezza, e
+tutti la speranza d'un avvenire migliore. Di qui la strada s'addentra,
+fiancheggiando l'Yssel, nel Salland, la Sala degli antichi, dove
+soggiornarono i Franco-Salii prima di scendere verso il mezzogiorno per
+conquistare la Gallia, dove fu redatta la legge salica, a Saleheim e a
+Windoheim, che esistono ancora col nome di Salk e di Windesheim; dove
+rimangono tuttavia tradizioni e convenzioni agricole di quei tempi
+lontani. E infine tocca Deventer, l'ultima città dell'Over-Yssel, la
+città di Giacomo Gronovius, dei tappeti e del pan di spezie, che
+conserva nell'edifizio del peso pubblico la caldaia dove si facevan
+bollire i monetari falsi, e si compiace della vicinanza del castello di
+Loo, la residenza prediletta dei Re d'Olanda. Oltrepassata Deventer, si
+entra nella Gheldria.
+
+Qui lo spettacolo cangia. Si fiancheggia la terra abitata dagli antichi
+Sassoni, la Veluwe, una regione sabbiosa che si stende fra il Reno,
+l'Yssel, e il Zuiderzee, dove non sono che pochi villaggi perduti in
+mezzo a vaste lande ondulate come un mare in tempesta. Fin dove giunge
+lo sguardo, non sono che colline aride, le più lontane velate da una
+nebbia azzurrina, le altre, parte vestite dei colori cupi della
+vegetazione selvatica, parte biancastre delle loro sabbie mobili, che il
+vento spande sulla faccia del paese. Non si vedono nè alberi nè case;
+tutto è solitario, nudo, sinistro, come in una steppa della Tartaria; e
+il pauroso silenzio di questa solitudine, non è rotto che dal canto
+dell'allodola e dal ronzìo delle api. Pure in alcune parti di questa
+regione, gli Olandesi sono riusciti col loro paziente coraggio e a
+prezzo d'infinite fatiche, a far crescere il pino, il faggio, la
+quercia; a formare bei parchi, a creare boschi interi, a coprire di
+piante utili, in meno di trent'anni, più di diecimila ettari di terreno;
+a far sorgere dei villaggi popolosi e floridi dove non c'era nè legno,
+nè pietre, nè acqua e i primi coltivatori dovevan vivere in tane scavate
+nella terra, e coperte colle glebe.
+
+ * * * * *
+
+La strada passa accanto alla città di Zutphen e arriva in breve ad
+Arnhem, la capitale della Gheldria, città illustre e gentile, posta
+sulla riva destra del Reno, in una regione coperta di belle colline, che
+le valsero il nome di Svizzera olandese, e abitata da un popolo che ha
+fama di essere il più poetico dell'Olanda, giusta il proverbio che lo
+definisce: «grande di coraggio, povero di beni, la spada alla mano, ecco
+il mio blasone.» Ma per questa loro stessa singolarità, non presentano
+nè il paese nè il popolo nulla di strano a uno straniero del mezzogiorno
+d'Europa, che sia andato in Olanda per vedere l'Olanda; e però tutti i
+viaggiatori vi passan di volo colla persona e colla penna. E lo stesso
+può dirsi del Limburgo e del Brabante settentrionale, le due sole
+provincie dell'Olanda, nelle quali non mi parve necessario di penetrare.
+Perciò, visto che ebbi la città di Arnhem, partii per Colonia. Il cielo
+era scuro e basso più che non fosse stato mai in tutta quella giornata,
+ed io, benchè in fondo al cuore godessi di ritornare in Italia, sentivo
+il peso di quel tempo triste, e appoggiato allo sportello del vagone,
+guardavo immobilmente la campagna, più coll'aria di chi parte dal suo,
+che di chi abbandona un paese straniero. Arrivai senz'accorgermene fin
+quasi alla frontiera tedesca, assorto nel pensiero delle fatiche, dei
+dubbi, degli sconforti coi quali avrei dovuto lottare per molti mesi in
+un cantuccio della mia cameretta per scrivere queste povere pagine; e
+solo quando un viaggiatore mi disse ch'eravamo vicini alla frontiera, mi
+riscossi, e mi avvidi ch'ero ancora in Olanda. Girai gli occhi sulla
+campagna e vidi ancora un mulino a vento. Già il terreno, la
+vegetazione, la forma delle case, la lingua dei miei compagni di
+viaggio, non eran più olandesi. Mi rivolsi perciò a quel mulino come
+all'ultima immagine dell'Olanda, e lo guardai colla medesima curiosità
+con cui avevo guardato il primo, un anno innanzi, sulle rive della
+Schelda. Dopo un po'che lo fissavo, mi parve di veder qualcosa muoversi
+con esso nel vano delle sue grandi ali; il cuore mi battè più forte,
+guardai ancora, e vidi infatti le bandierine dei bastimenti, i tigli dei
+canali, le facciate a scalini, le finestre infiorate, i caschi
+d'argento, il mare livido, le dune, i pescatori di Scheveningen,
+Rembrandt, Guglielmo d'Orange, Erasmo, Barendtz, i miei amici, tutte le
+più belle e più nobili immagini di quel paese glorioso, modesto ed
+austero; e come se davvero le vedessi, vi tenni gli occhi fissi, con un
+sentimento di tenerezza e di rispetto, fin che il mulino non mi apparve
+più che come una croce nera a traverso la nebbia che copriva la
+campagna; e quando anche quell'ombra scomparve, rimasi come chi partendo
+per un viaggio che non avrà ritorno, vede svanire la figura dell'ultimo
+amico che lo salutava dalla riva.
+
+ FINE.
+
+
+
+
+INDICE.
+
+
+ DEDICA Pag. V
+
+ L'Olanda 1
+
+ Zelanda 18
+
+ Rotterdam 42
+
+ Delft 111
+
+ L'Aja 147
+
+ Leida 245
+
+ Haarlem 266
+
+ Amsterdam 289
+
+ Utrecht 323
+
+ Broek 337
+
+ Zaandam 356
+
+ Alkmaar 367
+
+ Helder 384
+
+ Il Zuiderzee 402
+
+ Frisia 417
+
+ Groninga 450
+
+ Da Groninga ad Arnhem 471
+
+
+
+
+ * * * * *
+
+
+
+
+NOTA DEL TRASCRITTORE
+
+
+L'ortografia e la punteggiatura del testo originale sono state
+mantenute, eccetto per le seguenti correzioni, (testo originale
+sulla prima riga, testo corretto sulla seconda riga):
+
+ del lago di Harlem, che aveva quarantaquattro chilometri
+ del lago di Haarlem, che aveva quarantaquattro chilometri
+
+ cha val due lire e centesimi, come noi spendiamo la
+ che val due lire e centesimi, come noi spendiamo la
+
+ quella che fa l'una fa l'altra; quello che il
+ quello che fa l'una fa l'altra; quello che il
+
+ basti dire che i barcaioli del _treschkuit_, che
+ basti dire che i barcaioli del _trekschuit_, che
+
+ in Germania, in Italia; l'Hemskerk imitava il
+ in Germania, in Italia; l'Heemskerk imitava il
+
+ coscenziosi che non iscordano nulla, ci mettono
+ coscienziosi che non iscordano nulla, ci mettono
+
+ che fanno gli offici di sotto; il Brouver, rappresenta
+ che fanno gli offici di sotto; il Brouwer, rappresenta
+
+ gli assedi di Leida e di Harlem a ispirare, a
+ gli assedi di Leida e di Haarlem a ispirare, a
+
+ Questa pittura così varia e così coscenziosa nel ritrarre
+ Questa pittura così varia e così coscienziosa nel ritrarre
+
+ bianca; se son gemelli, la trina è doppia; e per alalcuni
+ bianca; se son gemelli, la trina è doppia; e per alcuni
+
+ quella casa aveva le imposte socchiuse, e mi disse
+ quella casa avevano le imposte socchiuse, e mi disse
+
+ d'Amsterdam e l'antico lago d'Harlem, la quale
+ d'Amsterdam e l'antico lago d'Haarlem, la quale
+
+ Leida, rompendo le dighe dell'Issel e della Mosa, e
+ Leida, rompendo le dighe dell'Yssel e della Mosa, e
+
+ trionfi da tavola, di candellieri e di spegnitoi che
+ trionfi da tavola, di candelieri e di spegnitoi che
+
+ du Jardin, il Van Ostade, il Cuip, il Metzu, il Van
+ du Jardin, il Van Ostade, il Cuyp, il Metzu, il Van
+
+ che restituì la pace all'Europa dopo la guerre
+ che restituì la pace all'Europa dopo le guerre
+
+ muro, parevano d'argento. Il cammino era un vero
+ muro, parevano d'argento. Il camino era un vero
+
+ cavallo, è probito di stare in sella, e bisogna condurlo
+ cavallo, è proibito di stare in sella, e bisogna condurlo
+
+ Zaandam è un grande Broek, meno puerile è più
+ Zaandam è un grande Broek, meno puerile e più
+
+ _illum usque tantum natura_, come dice Tacito;
+ _illuc usque tantum natura_, come dice Tacito;
+
+ _fama super etera notus_.
+ _fama super aethera notus_.
+
+ gli espressi la mia infinita gratitudine con un diluluvio
+ gli espressi la mia infinita gratitudine con un diluvio
+
+ in un città come Harlingen, tutta casette liliputtiane,
+ in una città come Harlingen, tutta casette liliputtiane,
+
+ di verde chiaro, di tutti i colori di Broeck. I
+ di verde chiaro, di tutti i colori di Broek. I
+
+ senz'accorgemene, un atto che voleva dire che ero
+ senz'accorgermene, un atto che voleva dire che ero
+
+ la pulizia degna di Broeck; nulla di strano nelle
+ la pulizia degna di Broek; nulla di strano nelle
+
+ popolazione dell'Olanda ne alimenta il focolare
+ popolazione dell'Olanda ne alimenta il focolare;
+
+
+Si dà di seguito un elenco delle grafie alternative mantenute
+nel testo:
+
+ Backhuizen / Backuisen
+ Barendtz / Barenz
+ Barneveld / Barneveldt / Barnevelt / Barnewelt
+ Bies-bosch / Biesbosch
+ Dow / Dou / Dov
+ Enckhuisen / Enkhuisen / Enkhuizen
+ Hoorn / Horn
+ Medemblik / Medenblik / Medenblick
+ Metsu / Metzu
+ Middelburg / Middlebourg
+ Naaldvijk / Naaldwijk
+ Nieuwdiep /Nieuwediep
+ Ruysdael / Ruysdaël
+ Scheveningen / Scheveningue
+ Waal / Vaal
+ Werf / Werff
+ Wouvermans / Wouvermam / Wouvermann
+ Zaandam / Zandam
+
+
+
+
+
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+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
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+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
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+
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+electronic work, or any part of this electronic work, without
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+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
+performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
+unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
+
+1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
+access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided
+that
+
+- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
+ owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
+ must be paid within 60 days following each date on which you
+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
+ does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
+ Project Gutenberg-tm works.
+
+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
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+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
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+your equipment.
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+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
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+liability to you for damages, costs and expenses, including legal
+fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT
+LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
+PROVIDED IN PARAGRAPH F3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
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+INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
+DAMAGE.
+
+1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
+defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
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+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
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+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at https://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit https://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including including checks, online payments and credit card
+donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ https://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
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+
+<pre>
+
+The Project Gutenberg EBook of Olanda, by Edmondo de Amicis
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
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+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+
+Title: Olanda
+
+Author: Edmondo de Amicis
+
+Release Date: August 30, 2009 [EBook #29864]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK OLANDA ***
+
+
+
+
+Produced by Emanuela Piasentini and the Online Distributed
+Proofreading Team at https://www.pgdp.net (This file was
+produced from images generously made available by The
+Internet Archive/Canadian Libraries)
+
+
+
+
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+
+</pre>
+
+
+
+
+<h1><big>OLANDA</big></h1>
+
+<hr style="width: 10%;" />
+
+<p class="title">DI<br /><br />
+
+<big>EDMONDO DE AMICIS.</big></p>
+
+<hr style="width: 5%;" />
+
+<p class="center noi"><b>Terza edizione.</b></p>
+
+
+<div class="figcenter" style="width: 120px;">
+<img src="images/rosa.jpg" width="120" height="132" alt="Non bramo altr&#39;esca" title="Non bramo altr&#39;esca" />
+</div>
+
+<p class="title">FIRENZE,<br />
+
+G. BARBÈRA, EDITORE.<br />
+
+<big>&mdash;</big><br />
+
+1876.
+</p>
+
+
+<hr style="width: 65%; margin-bottom: 0em;" />
+<p style="text-indent: -1em;">Quest&rsquo;opera, della quale ho acquistato la proprietà, è stata depositata al Ministero
+d&rsquo;Agricoltura e Commercio per godere i diritti accordati dalla legge
+sulla proprietà letteraria.</p>
+
+<p class="smcap right">G. Barbèra.<br /></p>
+
+<p>
+<span class="pagenum"><a name="Page_v" id="Page_v">[v]</a></span>
+</p>
+
+<hr />
+<h2><a name="INDICE" id="INDICE"></a>INDICE.</h2>
+
+
+<table summary="indice">
+<tr>
+<td>
+<a href="#dedica"><span class="smcap">Dedica</span></a></td><td class="right"> Pag. <span class="smcap">V</span>
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<a href="#LrsquoOLANDA">L&rsquo;Olanda</a> </td><td class="right"> 1
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<a href="#ZELANDA">Zelanda</a> </td><td class="right"> 18
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<a href="#ROTTERDAM">Rotterdam</a> </td><td class="right"> 42
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<a href="#DELFT">Delft</a> </td><td class="right"> 111
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<a href="#LrsquoAJA">L&rsquo;Aja</a> </td><td class="right"> 147
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<a href="#LEIDA">Leida</a> </td><td class="right"> 245
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<a href="#HAARLEM">Haarlem</a> </td><td class="right"> 266
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<a href="#AMSTERDAM">Amsterdam</a> </td><td class="right"> 289
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<a href="#UTRECHT">Utrecht</a> </td><td class="right"> 323
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<a href="#BROEK">Broek</a> </td><td class="right"> 337
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<a href="#ZAANDAM">Zaandam</a> </td><td class="right"> 356
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<a href="#ALKMAAR">Alkmaar</a> </td><td class="right"> 367
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<a href="#HELDER">Helder</a> </td><td class="right"> 384
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<a href="#IL_ZUIDERZEE">Il Zuiderzee</a> </td><td class="right"> 402
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<a href="#FRISIA">Frisia</a> </td><td class="right"> 417
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<a href="#GRONINGA">Groninga</a> </td><td class="right"> 450
+</td>
+</tr>
+<tr>
+<td>
+<a href="#DA_GRONINGA_AD_ARNHEM">Da Groninga ad Arnhem</a> </td><td class="right"> 471</td>
+</tr>
+</table>
+
+
+<hr class="hid" />
+<hr class="hid" />
+
+<p class="title"><a name="dedica" id="dedica"></a>
+A<br />
+<br />
+<b><big>PIETRO GROLIER</big></b>.<br />
+</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p><span class="pagenum"><a name="Page_1" id="Page_1">[1]</a></span></p>
+
+<hr />
+<h2><a name="LrsquoOLANDA" id="LrsquoOLANDA"></a>L&rsquo;OLANDA.</h2>
+
+
+<p>Chi guarda per la prima volta una grande carta
+dell&rsquo;Olanda, si meraviglia che un paese così fatto
+possa esistere. A primo aspetto, non si saprebbe dire
+se ci sia più terra o più acqua, se l&rsquo;Olanda appartenga
+più al continente che al mare. Al vedere quelle
+coste rotte e compresse, quei golfi profondi, quei
+grandi fiumi che, perduto l&rsquo;aspetto di fiumi, par che
+portino al mare nuovi mari; e quel mare che, quasi
+cangiandosi in fiume, penetra nelle terre e le rompe
+in arcipelaghi; i laghi, le vaste paludi, i canali che
+s&rsquo;incrociano in ogni parte, pare che un paese così
+screpolato debba da un momento all&rsquo;altro disgregarsi
+e sparire. Si direbbe che non possa essere abitato
+che da castori e da foche, e si pensa che gli abitanti,
+poichè c&rsquo;è gente tanto ardita da starvi, non ci debbano
+dormire coll&rsquo;anima in pace.</p>
+
+<p>Pensai queste cose la prima volta che guardai
+<span class="pagenum"><a name="Page_2" id="Page_2">[2]</a></span>una grande carta dell&rsquo;Olanda, e mi venne il desiderio
+di sapere qualche cosa intorno alla formazione
+di questo singolare paese; e siccome quello
+che ne seppi mi determinò a fare il libro, lo scrivo
+qui, colla speranza che possa determinare altri a
+leggerlo.</p>
+
+<p>Di un paese che non si conosce, si suol fare a
+chi lo vide questa domanda:&mdash;Che paese è?</p>
+
+<p>Che paese sia l&rsquo;Olanda l&rsquo;hanno detto molti in
+poche parole.</p>
+
+<p>Napoleone disse ch&rsquo;è un&rsquo;alluvione di fiumi francesi,&mdash;il
+Reno, la Schelda e la Mosa,&mdash;e con
+questo pretesto l&rsquo;aggregò all&rsquo;Impero. Uno scrittore
+la definì una sorta di transazione fra la terra
+e il mare. Un altro, un&rsquo;immensa crosta di terra che
+galleggia sulle acque. Altri, un annesso del vecchio
+continente, la China dell&rsquo;Europa, la fine della terra
+e il principio dell&rsquo;oceano, una smisurata zattera di
+fango e di sabbia; e Filippo II&mdash;il paese più vicino
+all&rsquo;inferno.</p>
+
+<p>Ma sur un concetto furon tutti d&rsquo;accordo, e lo
+espressero tutti colle stesse parole:&mdash;L&rsquo;Olanda è
+una conquista dell&rsquo;uomo sul mare,&mdash;è un paese
+artificiale,&mdash;lo fecero gli Olandesi,&mdash;esiste perchè
+gli Olandesi lo conservano,&mdash;sparirebbe se gli Olandesi
+lo abbandonassero.</p>
+
+<p>Per rendersi ragione di questa verità, bisogna
+raffigurarsi l&rsquo;Olanda com&rsquo;era quando andarono ad
+abitarla le prime tribù germaniche che erravano in
+cerca di una patria.</p>
+
+<p>L&rsquo;Olanda era un paese quasi inabitabile. Eran<span class="pagenum"><a name="Page_3" id="Page_3">[3]</a></span>
+vasti laghi tempestosi, come mari che si toccavano
+l&rsquo;un l&rsquo;altro; paludi accanto a paludi; sterpeti
+dietro sterpeti; immense foreste di pini, di quercie
+e d&rsquo;ontani, percorse da stormi di cavalli indomiti,
+nelle quali, come dice la tradizione, si sarebbe potuto
+far delle leghe passando d&rsquo;albero in albero
+senza toccare la terra. Le baie profonde portavano
+fin nel cuore del paese la furia delle tempeste boreali.
+Alcune provincie sparivano una volta all&rsquo;anno
+sotto le acque del mare, ed erano pianure fangose,
+nè terra nè acqua, sulle quali non si poteva nè
+camminare nè navigare. I grandi fiumi che non avevano
+inclinazione bastante per discendere al mare
+erravano qua e là come incerti della via da seguire
+e s&rsquo;addormentavano in grandi stagni fra le sabbie
+della costa. Era un paese sinistro, corso da venti
+furiosi, flagellato da pioggie ostinate, velato da una
+nebbia perpetua, nel quale non s&rsquo;udiva che il muggito
+delle onde e le voci delle fiere e degli uccelli
+marini. I primi popoli che ebbero il coraggio di
+piantarvi le tende, dovettero innalzare colle proprie
+mani dei monticciuoli di terra per salvarsi dagli
+straripamenti dei fiumi e dalle invasioni dell&rsquo;oceano,
+e vivere su quelle alture come naufraghi su isole
+solitarie, scendendo al ritirarsi delle acque per cercare
+un nutrimento nella pesca e nella caccia, e raccogliere
+le uova deposte dagli uccelli marini sulle
+sabbie. Cesare, passando, nominò pel primo quei
+popoli. Gli altri storici latini parlarono con pietoso
+rispetto di que&rsquo; barbari intrepidi che vivevano su<span class="pagenum"><a name="Page_4" id="Page_4">[4]</a></span>
+«terre galleggianti» esposti alle intemperie d&rsquo;un
+cielo spietato e alle collere del misterioso mare del
+Nord; e l&rsquo;immaginazione si compiace a raffigurarsi
+i soldati romani che dall&rsquo;alto delle estreme cittadelle
+dell&rsquo;impero percosse dalle onde, contemplavano
+con tristezza e con meraviglia le tribù erranti
+per quelle terre desolate come una razza maledetta
+dal cielo.</p>
+
+<p>Ora, se si pensa che una tal regione è diventata
+uno dei più fertili, dei più ricchi e dei meglio ordinati
+paesi del mondo, si capisce come sia giusto il
+dire che l&rsquo;Olanda è una conquista dell&rsquo;uomo.</p>
+
+<p>Ma bisogna aggiungere: è una conquista continua.</p>
+
+<p>A spiegare questo fatto, a mostrare come l&rsquo;esistenza
+dell&rsquo;Olanda, malgrado le grandi opere di
+difesa che gli abitanti vi costrussero, richieda ancora
+una lotta incessante e piena di pericoli, basta
+rammentare di volo alcune fra le vicende principali
+della sua storia fisica, a partir dal tempo in cui gli
+abitanti l&rsquo;avevano già ridotta una terra abitabile.</p>
+
+<p>Le tradizioni parlano già di una grande inondazione
+della Frisia nel sesto secolo. D&rsquo;allora in
+poi, ogni golfo, ogni isola, e si può dir quasi ogni
+città dell&rsquo;Olanda ricorda una catastrofe. Da tredici
+secoli si conta che vi sia seguita una grande inondazione
+ogni sette anni, oltre le piccole; e perchè
+il paese è tutto pianura, queste inondazioni furon
+veri diluvii. Verso la fine del tredicesimo secolo il
+mare disfece una parte d&rsquo;una fertile penisola vicino
+alle foci dell&rsquo;Ems e distrusse più di trenta villaggi.<span class="pagenum"><a name="Page_5" id="Page_5">[5]</a></span>
+Nel corso del medesimo secolo, una serie d&rsquo;inondazioni
+marine aprirono un immenso varco nell&rsquo;Olanda
+settentrionale, e formarono il Golfo di Zuiderzee,
+dando la morte a quasi ottantamila persone. Nel 1421
+una burrasca fece straripare la Mosa, che seppellì
+sotto le sue acque, in una notte, settantadue villaggi e
+centomila abitanti. Nel 1532 il mare ruppe le dighe
+della Zelanda, distrusse centinaia di villaggi e coprì
+per sempre un vasto tratto di paese. Nel 1570 una
+tempesta produsse un&rsquo;altra inondazione nella Zelanda
+e nella provincia d&rsquo;Utrecht, Amsterdam fu invasa
+dalle acque, in Frisia annegarono ventimila persone.
+Altre grandi inondazioni avvennero nel secolo diciassettesimo,
+due spaventose sul principio e sulla fine del
+decimottavo, una nel 1825 che desolò la Nord-Olanda,
+la Frisia, l&rsquo;Over-Yssel e la Gheldria, un&rsquo;altra
+grande nel 1855 del Reno, che invase la Gheldria
+e la provincia d&rsquo;Utrecht, e coperse gran parte
+del Brabante settentrionale. Oltre a queste grandi
+catastrofi, ne seguirono, nei varii secoli, altre innumerevoli,
+che sarebbero famose in altri paesi, e che
+in Olanda appena si ricordano, come le inondazioni
+del grande lago di Haarlem, prodotto esso medesimo
+da un&rsquo;inondazione del mare; città fiorenti del Golfo
+di Zuiderzee sparite sotto le acque; le isole della
+Zelanda a volta a volta coperte dal mare e rilasciate;
+i villaggi della costa, da Helder fino alle foci
+della Mosa, di tempo in tempo invasi e rovinati; e
+in tutte queste inondazioni, eccidii immensi d&rsquo;uomini
+e d&rsquo;animali. Si capisce che miracoli di coraggio,<span class="pagenum"><a name="Page_6" id="Page_6">[6]</a></span>
+di costanza, d&rsquo;industria, abbia dovuto fare il popolo
+Olandese per creare prima, e poi per conservare un
+simile paese.</p>
+
+<p>Il nemico al quale gli Olandesi dovettero strappare
+le loro terre, era triplice: il mare, i fiumi, i
+laghi; gli Olandesi disseccarono i laghi, respinsero
+il mare e imprigionarono i fiumi.</p>
+
+<p>Per disseccare i laghi si serviron dell&rsquo;aria. I laghi,
+le paludi furono circondati di dighe, le dighe
+di canali, e un esercito di mulini a vento, mettendo
+in moto delle pompe aspiranti, riversò le acque nei
+canali, che le condussero ai fiumi ed al mare. Così
+dei vasti spazii di terra sepolti nell&rsquo;acqua, videro
+il sole e si trasformarono come per incanto in fertili
+campagne, popolate di villaggi e percorse da canali
+e da strade. Nel secolo decimosettimo, in meno
+di quarant&rsquo;anni, furono disseccati ventisei laghi. Sul
+principio di questo secolo, nella sola Nord-Olanda
+erano tolti all&rsquo;acqua più di seimila ettari di terreno;
+nell&rsquo;Olanda meridionale, prima del 1844, ventinove
+mila; in tutta l&rsquo;Olanda, dal 1500 al 1658, trecento
+cinquantacinque mila. Colla sostituzione dei
+mulini a vapore ai mulini a vento si compì in trentanove
+mesi la grande impresa del prosciugamento
+del lago di <a name="tn6" id="tn6"></a><ins class="correction" title="originale 'Harlem'">Haarlem</ins>, che aveva quarantaquattro chilometri
+di circuito e minacciava con tempeste furiose le
+città di Haarlem, d&rsquo;Amsterdam e di Leida. E in questo
+mentre si sta meditando l&rsquo;impresa prodigiosa di
+prosciugare il golfo di Zuiderzee, che abbraccia uno
+spazio di più di settecento chilometri quadrati.<span class="pagenum"><a name="Page_7" id="Page_7">[7]</a></span></p>
+
+<p>I fiumi, altro nemico interno dell&rsquo;Olanda, non
+costarono meno fatiche e meno sacrifizi. Alcuni, come
+il Reno, che si perdevano nelle sabbie prima di
+giungere al mare, dovettero essere incanalati, e difesi
+dalla marea alla foce con cateratte formidabili;
+altri, come la Mosa, fiancheggiati da dighe altrettanto
+potenti che quelle innalzate contro il mare;
+altri deviati; le acque vagabonde, raccolte; regolato
+il corso degli affluenti; ripartite le acque con rigorosa
+misura in vari sensi per mantenere in equilibrio
+quella enorme massa liquida, della quale un
+leggero spostamento basta a inabissare provincie intere;
+e così tutti i fiumi che spandevano anticamente
+per il paese le loro acque sfrenate e devastatrici,
+furono disciplinati come ruscelli e costretti a
+servire.</p>
+
+<p>Ma la lotta più tremenda fu quella combattuta
+coll&rsquo;oceano. L&rsquo;Olanda è in gran parte più bassa
+del livello del mare: perciò, dappertutto dove la costa
+non è difesa dalle dune, si dovette difenderla
+colle dighe. Se questi sterminati baluardi di terra,
+di legno e di granito non fossero là ad attestare
+come monumenti il coraggio e la perseveranza degli
+Olandesi, non si crederebbe che la mano dell&rsquo;uomo
+abbia potuto, sia pure in molti secoli, compire un così
+grande lavoro. Nella sola Zelanda le dighe si stendono
+per la lunghezza di quattrocento chilometri. La costa
+occidentale dell&rsquo;isola di Valcheren è difesa da una
+diga, della quale si calcola che le spese di costruzione
+sommate alle spese di conservazione messe a<span class="pagenum"><a name="Page_8" id="Page_8">[8]</a></span>
+frutto, ammontino a una somma pari al valore che
+avrebbe la diga stessa se fosse tutta di rame massiccio.
+Intorno alla città di Helder, alla estremità
+settentrionale della Nord-Olanda, si stende per dieci
+chilometri una diga costrutta di massi di granito di
+Norvegia, che scende più di sessanta metri nel mare.
+Tutta la provincia di Frisia, per la lunghezza di ottantotto
+chilometri, è difesa da tre file di palafitte
+enormi, sostenute da massi di granito di Norvegia e
+di Germania. Amsterdam, tutte le città delle rive del
+Zuiderzee, e tutte le isole,&mdash;frammenti di terre sparite,&mdash;che
+formano come una corona fra la Frisia e
+della Nord-Olanda, sono protette da dighe; dalle
+foci dell&rsquo;Ems fino alle foci della Schelda l&rsquo;Olanda è
+tutta una fortezza impenetrabile, nei cui immensi
+bastioni i mulini son le torri, le cateratte son le
+porte, le isole sono i forti avanzati; e che al pari
+d&rsquo;una fortezza vera, non mostra al suo nemico, il
+mare, che le punte dei campanili e i tetti degli edifizii,
+quasi come una derisione e una sfida.</p>
+
+<p>L&rsquo;Olanda è una fortezza, e il popolo olandese ci
+sta come in una fortezza: sul <i>piede di guerra</i> col
+mare. Un esercito d&rsquo;ingegneri, dipendente dal Ministero
+dell&rsquo;Interno, sparpagliato sul paese e ordinato
+come un esercito, spia continuamente il nemico,
+veglia sull&rsquo;ordine delle acque interiori, previene la
+rottura delle dighe, ordina e dirige i lavori di
+difesa. Le spese della guerra son ripartite: una
+parte è allo Stato, una parte alle provincie; ogni
+proprietario paga, oltre l&rsquo;imposta generale, un&rsquo;im<span class="pagenum"><a name="Page_9" id="Page_9">[9]</a></span>posta
+speciale per le dighe, proporzionata all&rsquo;estensione
+dei suoi poderi e alla vicinanza dell&rsquo;acque.
+Una rottura accidentale, un&rsquo;inavvertenza possono
+cagionare un diluvio; il pericolo è continuo; le sentinelle
+sono al loro posto sui baluardi; al primo assalto
+del mare, danno il grido di guerra, e l&rsquo;Olanda
+manda braccia, materiali e denari. Ed anche quando
+non si combattono grandi battaglie si combatte una
+lotta sorda e lenta. I mulini innumerevoli, anche nei
+laghi prosciugati, seguitano a lavorare senza posa
+per assorbire e versare nei canali l&rsquo;acqua piovana e
+quella che filtra dalla terra. Ogni giorno le cateratte
+dei golfi e dei fiumi, chiudono le loro porte gigantesche
+all&rsquo;alta marea che tenta di slanciare i suoi
+flutti nel cuore del paese. Si lavora continuamente
+a rafforzare le dighe malferme, a fortificare le dune
+con piantagioni, a gettar nuove dighe, dove le dune
+son basse, diritte come lande immense vibrate nel
+seno del mare, per rompere il primo impeto delle
+onde. E il mare picchia eternamente alle porte dei
+fiumi, flagella eternamente gli argini, brontola da
+ogni parte la sua eterna minaccia, solleva i suoi
+flutti curiosi come per guardare le terre che gli sono
+contese, ammonta dei banchi di sabbia dinanzi ai
+porti per uccidere il commercio delle città invise,
+rode, raspa, scava le coste; e non potendo rovesciare
+i baluardi su cui frange in schiuma rabbiosa i suoi
+sforzi impotenti, getta ai loro piedi dei bastimenti
+pieni di cadaveri perchè annunzino al paese ribelle
+il suo corruccio e la sua forza.<span class="pagenum"><a name="Page_10" id="Page_10">[10]</a></span></p>
+
+<p>Mentre questa gran lotta dura, l&rsquo;Olanda si trasforma:
+l&rsquo;Olanda è la terra delle trasformazioni.
+Una carta geografica di questo paese com&rsquo;era otto
+secoli fa, a primo aspetto, non si riconosce. Trasforma
+il mare, trasformano gli uomini. Il mare, in
+alcuni punti, fa indietreggiare la costa: toglie al
+continente delle parti di terra, le rilascia, poi le
+riprende; riunisce al continente delle isole con
+legami di sabbia, come nella Zelanda; stacca dei
+lembi di continente e forma delle isole nuove, come
+Wieringen; si ritira da certe provincie, e fa rimaner
+città di terra città ch&rsquo;eran di mare, come
+Leuwarde; converte in arcipelaghi di cento isole
+vasti tratti di pianura come il Biesbosch; separa
+la città dalla terra, come Dordrecht; forma dei
+nuovi golfi larghi due leghe, come il Golfo di Dollart;
+divide due Provincie con un nuovo mare,
+come la Nord-Olanda e la Frisia. Per effetto delle
+inondazioni il livello delle terre s&rsquo;innalza in un
+luogo, in un altro s&rsquo;abbassa; terre sterili sono fecondate
+dal limo dei fiumi straripati, terre fertili
+sono cangiate in deserti di sabbia. Colle trasformazioni
+delle acque si alternano le trasformazioni del
+lavoro. Si riuniscono delle isole al continente come
+l&rsquo;isola di Ameland; si riducono ad isole provincie
+intere, come sarà la Nord-Olanda col nuovo canale
+d&rsquo;Amsterdam che la deve separare dall&rsquo;Olanda meridionale;
+si fanno sparire dei laghi grandi come
+Provincie, come il lago di Beemster; si convertono
+le terre, coll&rsquo;estrazione delle torbe basse, in laghi,<span class="pagenum"><a name="Page_11" id="Page_11">[11]</a></span>
+e si ritrasformano questi laghi in praterie. E così
+il paese si altera, si corregge e cangia aspetto secondo
+le violenze dell&rsquo;acqua e i bisogni dell&rsquo;uomo.
+E percorrendolo colla più recente carta geografica
+alla mano, si può essere sicuri che quella carta sarà
+inutile fra qualche anno, perchè mentre lo si percorre,
+vi son dei golfi che a poco a poco spariscono,
+dei tratti di terra in procinto di staccarsi dal continente,
+e dei grandi canali che s&rsquo;aprono per portar
+la vita in terre disabitate.</p>
+
+<p>Ma l&rsquo;Olanda fece ben più che difendersi dall&rsquo;acqua,
+se ne impadronì. L&rsquo;acqua era il suo flagello,
+ne fece la sua difesa. Se un esercito straniero
+invade il suo territorio, essa apre le dighe e scatena
+il mare ed i fiumi, come li scatenò contro i
+Romani, contro gli Spagnuoli, contro l&rsquo;esercito di
+Luigi XIV, e difende le città di terra colle flotte.
+L&rsquo;acqua era la sua miseria, ne fece la sua ricchezza.
+Su tutto il paese si stende una immensa
+rete di canali che servono insieme come vie di comunicazione
+e ad irrigare le terre. Le città comunicano
+col mare per mezzo di canali; canali vanno
+da città a città, legano le città ai villaggi, i villaggi
+fra loro, ogni villaggio coi casolari sparsi per
+la campagna; e canali minori cingono i poderi, i
+pascoli, gli orti, fan l&rsquo;ufficio di muri di cinta e di
+siepi; ogni casa è un piccolo porto. I bastimenti, i
+barconi, le barchette, le zattere percorrono la campagna,
+attraversano i villaggi, girano fra le case e solcano
+il paese in tutte le direzioni come in altri luoghi<span class="pagenum"><a name="Page_12" id="Page_12">[12]</a></span>
+i carri e le carrozze. E anche qui l&rsquo;Olanda ha fatto
+dei lavori giganteschi, come il canale Guglielmo nel
+Brabante settentrionale, il canale che congiunge
+Amsterdam, attraversando tutta la Nord-Olanda,
+col mare del Nord, lungo più di ottanta chilometri
+e largo più di trenta metri; il nuovo canale che congiungerà
+Amsterdam col mare attraversando le dune,
+e sarà il più largo canale d&rsquo;Europa; e un altro non
+meno grande che congiungerà il mare colla città di
+Rotterdam. I canali sono le vene dell&rsquo;Olanda e l&rsquo;acqua
+è il suo sangue.</p>
+
+<p>Ma anche senza badare ai canali, ai prosciugamenti
+dei laghi e alle opere di difesa, percorrendo
+l&rsquo;Olanda si vedono da ogni parte le traccie d&rsquo;un
+lavoro meraviglioso. Il terreno, che in altri paesi
+è un dono della natura, là è un&rsquo;opera dell&rsquo;industria.
+L&rsquo;Olanda tirò la maggior parte delle sue
+ricchezze dal commercio; ma prima del commercio
+dovette far fruttare la terra; la terra non c&rsquo;era;
+dovette crearla. Erano banchi di sabbia, interrotti
+da strati di torba, dune che il vento smuoveva e
+spandeva per il paese, grandi spazi di terreno lotoso
+che parevan condannati a una sterilità eterna. Mancavano
+i primi elementi dell&rsquo;industria, il ferro e il
+carbone; mancava il legno, poichè le foreste eran già
+state distrutte dalle tempeste quando sorse l&rsquo;agricoltura;
+mancavano le pietre, mancavano i metalli.
+La natura, come dice un poeta olandese, aveva rifiutato
+all&rsquo;Olanda tutti i suoi doni; gli Olandesi dovettero
+far tutto a dispetto della natura. Comincia<span class="pagenum"><a name="Page_13" id="Page_13">[13]</a></span>rono
+coll&rsquo;infertilire le sabbie. In alcuni luoghi formarono
+lo strato produttivo del suolo con terre portate
+di lontano come si forma un giardino; sparsero
+la silice delle dune sulle praterie troppo umide;
+mescolarono colle terre troppo sabbiose i detriti delle
+torbe tratti dal fondo delle acque; estrassero dell&rsquo;argilla
+per comunicare alla superficie della terra
+una fertilità nuova; lavorarono a dissodare le dune;
+e così industriandosi in mille maniere, e difendendo
+continuamente l&rsquo;opera loro dalle acque minaccianti,
+riuscirono a condurre l&rsquo;Olanda a uno stato di floridezza
+non inferiore a quello dei paesi più favoriti
+dalla natura. Quell&rsquo;Olanda sabbiosa e paludosa che
+gli antichi consideravano appena come abitabile,
+manda fuori dei suoi confini, anno per anno, dei
+prodotti agricoli per il valore di cento milioni di
+lire, possiede circa un milione e trecentomila teste
+di bestiame, e si può annoverare, proporzionatamente
+all&rsquo;estensione del suo territorio, fra i paesi più
+popolati d&rsquo;Europa.</p>
+
+<p>Ora si capisce come in un paese così fisicamente
+straordinario, debba esservi un popolo molto diverso
+dagli altri. Su pochi popoli, in fatti, la natura del
+paese abitato esercitò un influsso più profondo che
+sugli Olandesi. Il genio olandese è in perfetta armonia
+col carattere fisico dell&rsquo;Olanda. Basta guardare
+i monumenti della gran lotta combattuta da
+questo popolo col mare, per comprendere come il
+suo carattere distintivo debba essere la fermezza
+e la pazienza, accompagnata da un coraggio calmo<span class="pagenum"><a name="Page_14" id="Page_14">[14]</a></span>
+e costante. Questa lotta gloriosa, e la coscienza di
+dover tutto a sè stesso, deve aver infuso e fortificato
+in esso un sentimento altissimo della propria
+dignità e uno spirito indomabile di libertà e d&rsquo;indipendenza.
+La necessità d&rsquo;una lotta continua, d&rsquo;un
+continuo lavoro e di sacrifizi continui per difendere
+la propria esistenza, riconducendolo perpetuamente
+al sentimento della realtà, deve averlo reso
+un popolo altamente pratico ed economo; il buon
+senso dev&rsquo;essere la sua qualità più spiccata, l&rsquo;economia
+dev&rsquo;essere una delle sue virtù principali; deve
+quindi primeggiare nelle arti utili, essere parco di
+godimenti, essere semplice anche quando è grande,
+riuscire in tutto quello a cui si riesce colla tenacità
+dei propositi e con un&rsquo;attività pensata e
+regolare; esser più saggio che eroico, più conservatore
+che creatore, non dare all&rsquo;edifizio del pensiero
+moderno dei grandi architetti, ma molti abili
+operai, una legione di lavoratori pazienti ed utili.
+E in virtù di queste sue qualità di prudenza, di
+attività flemmatica e di spirito di conservazione,
+progredir sempre, ma a poco a poco; acquistar lentamente,
+ma non perder nulla dell&rsquo;acquistato; esser
+restío a spogliarsi degli usi antichi; serbare quasi
+intera, malgrado la vicinanza di tre grandi nazioni,
+la sua originalità; serbarla passando a traverso di
+tutte le forme di governo, malgrado le invasioni straniere,
+malgrado le guerre politiche e religiose di cui
+fu teatro, malgrado l&rsquo;immenso concorso di stranieri
+d&rsquo;ogni paese che vi cercarono un rifugio e ci vis<span class="pagenum"><a name="Page_15" id="Page_15">[15]</a></span>sero
+in tutti i tempi; essere infine di tutti i popoli
+del settentrione quello che, benchè procedendo sempre
+nella via della civiltà, ha serbato più netta l&rsquo;impronta
+antica.</p>
+
+<p>Ma basta anche rappresentarsi alla mente la sua
+forma, per comprendere che questo paese di tre
+milioni e mezzo d&rsquo;abitanti, benchè fuso in una così
+compatta unità politica, benchè riconoscibile fra
+tutti gli altri popoli del Nord a certi tratti comuni
+agli abitanti di tutte le sue provincie, deve presentare
+una varietà grande. E così è in fatti. Tra la Zelanda
+e l&rsquo;Olanda propriamente detta, fra l&rsquo;Olanda
+e la Frisia, tra la Frisia e la Gheldria, tra la Groninga
+e il Brabante, malgrado tanti vincoli comuni
+e la vicinanza grandissima, non v&rsquo;è meno differenza
+che fra le provincie più lontane dell&rsquo;Italia e della
+Francia: differenza di lingua, di costumi, di carattere;
+differenze di razza e di religione. Il regime
+comunale ha impresso a questo popolo un carattere
+incancellabile, perchè in nessun paese fu conforme
+come in questo alla natura delle cose. Il paese è diviso
+in parecchi gruppi d&rsquo;interessi dallo stesso organismo
+del sistema idraulico. Quindi associazione e
+mutuo soccorso contro il comune nemico, il mare;
+ma libertà delle forze e delle istituzioni locali. La
+monarchia non ha estinto l&rsquo;antico spirito municipale,
+ed è questo spirito che rese impossibile la
+completa fusione dello Stato in tutti i grandi Stati
+che ne fecero la prova. I grandi fiumi e i golfi
+profondi sono nello stesso tempo vie di commercio<span class="pagenum"><a name="Page_16" id="Page_16">[16]</a></span>
+che servono come legami di nazionalità fra le varie
+Provincie, e barriere che difendono vecchie tradizioni
+e vecchie costumanze diverse fra loro. In questo
+paese apparentemente così uniforme, ad ogni
+passo, si può dire, fuorchè l&rsquo;aspetto della natura,
+tutto cangia e tutt&rsquo;a un tratto, come la natura stessa
+all&rsquo;occhio di chi varca per la prima volta la frontiera
+dello Stato.</p>
+
+<p>Ma per quanto sia meravigliosa la storia fisica
+dell&rsquo;Olanda, è più meravigliosa la sua storia politica.
+Questa piccola terra invasa da principio da
+differenti tribù della razza germanica, soggiogate,
+dai Romani e dai Franchi, devastata dai Danesi e
+dai Normanni, desolata per secoli da orrende guerre
+civili, questo piccolo popolo di pescatori e di mercanti
+salva la sua libertà civile e la sua libertà di
+coscienza con una guerra di ottant&rsquo;anni contro la
+formidabile monarchia di Filippo II e fonda una repubblica
+che diventa l&rsquo;arca di salvamento delle libertà
+di tutti i paesi, la patria adottiva delle scienze,
+la Borsa d&rsquo;Europa, la stazione del commercio del
+mondo; una repubblica che stende la sua dominazione
+a Java, a Sumatra, nell&rsquo;Indostan, a Ceylan,
+nella Nuova Olanda, nel Giappone, nel Brasile, nella
+Guiana, al Capo di Buona Speranza, nelle Indie occidentali,
+a Nuova-York; una repubblica che vince
+l&rsquo;Inghilterra sul mare, che resiste alle armi unite
+di Carlo II e di Luigi XIV, che tratta da pari a
+pari colle più grandi nazioni ed è per un tempo
+una delle tre Potenze che reggono le sorti d&rsquo;Europa.<span class="pagenum"><a name="Page_17" id="Page_17">[17]</a></span></p>
+
+<p>Ora non è più la grande Olanda del secolo decimosettimo;
+ma è ancora, dopo l&rsquo;Inghilterra, il primo
+Stato coloniale del mondo; invece della grandezza
+antica ha una prosperità tranquilla; si ristrinse nel
+commercio, acquistò nell&rsquo;agricoltura; del reggimento
+repubblicano perdette più la forma che la sostanza;
+una famiglia di principi patrioti e cari al popolo, vi
+siede tranquillamente in mezzo a tutte le libertà
+antiche e moderne. Vi è la ricchezza senza fasto,
+la libertà senza insolenza, l&rsquo;imposta senza miseria.
+Il paese procede senza scosse, senza turbamenti,
+coll&rsquo;antico buon senso, conservando nelle tradizioni,
+negli usi e nelle libertà stesse l&rsquo;impronta della sua
+nobile origine. È forse fra tutti gli Stati d&rsquo;Europa
+quello dove c&rsquo;è più istruzione popolare e meno corruzione
+di costumi. Solo, all&rsquo;estremità del continente,
+occupato delle sue acque e delle sue colonie,
+si gode in pace i frutti del suo lavoro senza far
+parlare di sè, coll&rsquo;alto conforto di poter dire che
+nessun popolo al mondo ha conquistato a prezzo di
+più grandi sacrifizi la libertà della sua fede e l&rsquo;indipendenza
+del suo stato.</p>
+
+<p>Tutte queste cose io rivolgevo in mente per stimolare
+la mia curiosità, una bella mattina d&rsquo;estate,
+ad Anversa, salendo su un bastimento che mi doveva
+condurre per il corso della Schelda nella Zelanda,
+ch&rsquo;è la provincia più misteriosa dei Paesi Bassi.<span class="pagenum"><a name="Page_18" id="Page_18">[18]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="ZELANDA" id="ZELANDA"></a>ZELANDA.</h2>
+
+
+<p>Se prima che io mi determinassi a fare un viaggio
+in Olanda, un professore qualunque di geografia
+m&rsquo;avesse fermato allo svolto d&rsquo;una strada, domandandomi
+bruscamente:&mdash;Dov&rsquo;è la Zelanda?&mdash;sarei
+rimasto senza parola, e non credo d&rsquo;ingannarmi,
+supponendo che un buon numero dei miei concittadini,
+a cui si facesse quella domanda, non troverebbero
+subito una risposta. Per gli Olandesi medesimi
+la Zelanda ha del mistero; pochissimi ci sono
+stati, e tra questi i più non fecero che attraversarla
+in battello; quindi se ne parla di rado e come
+d&rsquo;un paese lontano. Dalle prime parole che intesi
+dire ai viaggiatori che salirono con me sul bastimento,
+quasi tutti belgi e olandesi, m&rsquo;accorsi che
+anch&rsquo;essi avrebbero veduto quella provincia per la
+prima volta; eravamo dunque tutti curiosi ad un
+modo; e il bastimento non era ancora partito che
+avevamo attaccato discorso, e ci aguzzavamo la cu<span class="pagenum"><a name="Page_19" id="Page_19">[19]</a></span>riosità
+reciprocamente, con domande alle quali nessuno
+sapeva rispondere.</p>
+
+<p>Allo spuntare del sole, il bastimento partì, godemmo
+per un pezzo la vista del campanile della
+cattedrale d&rsquo;Anversa, fatto di trina di Malines, come
+diceva Napoleone I, che n&rsquo;era innamorato; e dopo
+aver toccato il forte di Lillo e il villaggio di Doel,
+uscimmo dal Belgio ed entrammo nella Zelanda.</p>
+
+<p>Nel punto che si passa per la prima volta la
+frontiera d&rsquo;uno Stato, per quanto si sappia che lo
+spettacolo non cangia tutt&rsquo;a un tratto, si guarda
+intorno curiosamente come se tutto dovess&rsquo;essere
+cangiato. Tutti infatti s&rsquo;appoggiarono al parapetto
+del bastimento come per assistere all&rsquo;apparizione
+improvvisa della Zelanda.</p>
+
+<p>Per un buon tratto la curiosità rimase delusa:
+non si vedevano che lo sponde piane e verdi della
+Schelda, larga come un braccio di mare, e sparsa
+di banchi di sabbia, su&rsquo; quali raccoglievano il volo
+degli stormi di gabbiani gettando dei leggieri gridi;
+e il cielo purissimo non pareva punto cielo d&rsquo;Olanda.</p>
+
+<p>Si navigava fra l&rsquo;isola di Zuid-Beveland e quella
+lista di terra che forma la riva sinistra della Schelda,
+chiamata Fiandra degli Stati o Fiandra Zelandese.</p>
+
+<p>La storia di questa lista di terra è assai curiosa.
+Per lo straniero che entra in Olanda, essa è come
+la prima pagina della grande epopea che s&rsquo;intitola:
+la lotta col mare. Nel medio evo non era che un
+vasto golfo con poche isolette. Questo golfo, sul
+principio del sedicesimo secolo, non esisteva più; con<span class="pagenum"><a name="Page_20" id="Page_20">[20]</a></span>
+quattrocento anni di lento lavoro lo avevan cangiato
+in una fertile pianura difesa da dighe, solcata da
+canali e popolata di villaggi, che si chiamava la
+Fiandra Zelandese. Quando scoppiò la guerra dell&rsquo;indipendenza,
+gli abitanti della Fiandra Zelandese,
+piuttosto che cedere la loro terra agli eserciti spagnuoli,
+apersero le dighe, il mare irruppe e distruggendo
+in un giorno il lavoro di quattro secoli riformò
+il golfo del medio evo. Finita la guerra d&rsquo;indipendenza,
+si ricominciarono i lavori di prosciugamento,
+e dopo trecento anni la Fiandra Zelandese risalutò il
+sole e fu restituita al continente, come una figliuola
+risorta. Così in Olanda le terre sorgono, spariscono e
+riappaiono, a somiglianza dei regni delle novelle arabe,
+al tocco delle verghe dei maghi. La Fiandra Zelandese,
+divisa dalla Fiandra Belga dalla doppia barriera
+politica e religiosa, e separata dall&rsquo;Olanda
+dalla Schelda, conserva i costumi, le credenze, l&rsquo;impronta
+intatta del sedicesimo secolo. Le tradizioni
+della guerra contro la Spagna vi sono ancora vive
+e parlanti come d&rsquo;un avvenimento del tempo. La
+terra è fertile, gli abitanti godono d&rsquo;una prosperità
+straordinaria, hanno costumi severi, scuole, stamperie,
+e vivono così in pace nel loro frammento di
+patria rinata ieri, fino al giorno che il mare non la
+ridomandi per una terza sepoltura. Un Belga, mio
+compagno di viaggio, che mi diede queste notizie,
+mi fece osservare giustamente che gli abitanti della
+Fiandra Zelandese, quando inondarono le loro terre,
+benchè già sollevati contro la dominazione spagnuola,<span class="pagenum"><a name="Page_21" id="Page_21">[21]</a></span>
+erano ancora cattolici, e che per conseguenza era
+seguìto a quella provincia lo strano caso di sprofondarsi
+nelle acque cattolica, e di tornare a galla
+protestante.</p>
+
+<p>Il bastimento, con mia grande meraviglia, invece
+di continuare a discendere la Schelda per girare intorno
+all&rsquo;isola di Zuid-Beveland, arrivato a un certo
+punto, entrò nell&rsquo;isola infilando uno stretto canale,
+che l&rsquo;attraversa da un capo all&rsquo;altro, o meglio la
+spacca in due, e congiunge così i due bracci del
+fiume, che formano l&rsquo;isola stessa.</p>
+
+<p>Era il primo canale olandese per il quale passavo:
+fu un&rsquo;impressione nuova. Il canale è fiancheggiato
+da due alto dighe che nascondono la campagna;
+il bastimento scorreva così quasi di soppiatto,
+come se avesse preso quella via traversa per riuscire
+improvvisamente alle spalle di qualcuno; e
+come non v&rsquo;era una barca nel canale nè un&rsquo;anima
+viva sulle dighe, la solitudine e il silenzio davano
+ancor meglio a quella corsa nascosta l&rsquo;aria d&rsquo;un
+tradimento da pirati.</p>
+
+<p>Uscendo dal canale, si entrò nel braccio orientale
+della Schelda.</p>
+
+<p>Eravamo nel cuore della Zelanda. A destra avevamo
+l&rsquo;isola di Tholen, a sinistra l&rsquo;isola di Noord-Beveland,
+dietro quella di Zuid-Beveland, dinanzi
+quella di Schouwen. Fuori che l&rsquo;isola di Valcheren,
+si vedevano tutte le principali isole dell&rsquo;arcipelago
+misterioso.</p>
+
+<p>Ma in questo consiste il mistero: quelle isole non<span class="pagenum"><a name="Page_22" id="Page_22">[22]</a></span>
+si vedevano, s&rsquo;indovinavano. A destra e a sinistra
+del fiume larghissimo, davanti e dietro al bastimento,
+non si vedeva che la linea diritta delle dighe,
+come una striscia verde a fior d&rsquo;acqua, e dietro
+questa striscia, qua e là, cime d&rsquo;alberi, punte di
+campanili, comignoli rossi di tetti, che pareva facessero
+capolino per vederci passare. Non una collina,
+non un rialto di terra, non una casa scoperta da
+nessuna parte: tutto era nascosto, tutto pareva immerso
+nell&rsquo;acqua; si sarebbe detto che quelle isole
+erano sul punto d&rsquo;esser sepolte dal fiume e si guardava
+ora l&rsquo;una ora l&rsquo;altra come per assicurarsi che
+c&rsquo;erano ancora. Pareva di attraversare un paese
+nel giorno del diluvio e si provava un piacere a
+pensare che si era sur un bastimento. Di tratto in
+tratto il bastimento si arrestava e qualche passeggiero
+zelandese scendeva in una barca che si dirigeva
+verso la riva. Benchè fossi curioso anch&rsquo;io di
+visitare la Zelanda, pure guardavo quella gente con
+un certo sentimento di compassione, come se quelle
+che parevano isole non fossero che balene mostruose,
+che si dovessero sprofondare nell&rsquo;acqua all&rsquo;avvicinarsi
+della barca.</p>
+
+<p>Il capitano di bastimento, olandese, passandomi
+accanto, si soffermò a guardare una piccola carta
+della Zelanda che avevo tra le mani; io afferrai
+l&rsquo;occasione pel ciuffo e lo tempestai di domande.
+Per mia fortuna m&rsquo;ero imbattuto in uno di quei
+pochi Olandesi che hanno comune con noi Latini la
+debolezza di amar il suono della propria voce.<span class="pagenum"><a name="Page_23" id="Page_23">[23]</a></span></p>
+
+<p>&ldquo;Qui, in Zelanda,&rdquo; mi disse colla serietà d&rsquo;un
+maestro che fa la lezione, &ldquo;le dighe, più ancora che
+nelle altre provincie, sono quistione di vita o di
+morte. A marea alta tutta la Zelanda rimane al di
+sotto delle acque. A ogni diga che si rompesse,
+sparirebbe un&rsquo;isola. E il guaio è che qui la diga
+non deve soltanto resistere all&rsquo;urto diretto dell&rsquo;onda;
+ma ad un&rsquo;altra forza anche più pericolosa.
+I fiumi si gettano verso il mare, il mare si
+getta contro i fiumi, e in questa lotta continua, si
+formano delle correnti basse che rodono la base
+delle dighe, sin che le fanno sprofondare tutt&rsquo;a un
+tratto, come farebbe una mina ad un muro. Gli Zelandesi
+debbono stare continuamente all&rsquo;erta. Quando
+una diga è in pericolo, ne fanno un&rsquo;altra più addentro,
+e aspettano l&rsquo;assalto delle acque dietro a questa,
+e così guadagnan tempo, e o rifanno la prima diga,
+o continuano a dare addietro di fortezza in fortezza,
+o la corrente si svia e son salvi.&rdquo;</p>
+
+<p>&ldquo;E non potrebbe darsi,&rdquo; domandai sempre avido
+di notizie poetiche, &ldquo;che un giorno la Zelanda non
+esistesse più?&rdquo;</p>
+
+<p>&ldquo;Tutto il contrario,&rdquo; mi rispose con mio rammarico;
+&ldquo;può venire il giorno in cui la Zelanda non
+sia più arcipelago ma terraferma. La Schelda e la
+Mosa portano continuamente limo che rimane in
+fondo ai bracci del mare e che alzandosi a poco a
+poco ingrandisce le isole e chiude nella terra città
+e villaggi ch&rsquo;erano sulla riva e avevano i loro porti.
+Axel, Goes, Veere, Arnemiuden, Middelburg, erano<span class="pagenum"><a name="Page_24" id="Page_24">[24]</a></span>
+città marittime e ora sono città di terra. Verrà
+dunque un giorno in cui fra le isole della Zelanda
+non passeranno più che le acque dei fiumi e si stenderà
+una rete di strade ferrate su tutto il paese,
+che sarà congiunto al continente, come gli è già
+congiunta l&rsquo;isola di Zuid-Beveland. La Zelanda, nella
+lotta col mare, ingrandisce. Il mare potrà riuscire a
+qualche cosa dalle altre parti dell&rsquo;Olanda; ma qui
+ha la peggio. Lei conosce lo stemma della Zelanda:
+è un leone che nuota e vi è scritto su: <i>Luctor et
+emergo</i>.&rdquo;</p>
+
+<p>Qui rimase qualche momento senza parlare e gli
+brillava negli occhi un barlume d&rsquo;alterezza che si
+estinse subito; poi ricominciò colla gravità di prima:</p>
+
+<p>&ldquo;<i>Emergo</i>; ma non emerse sempre. Tutte le isole
+della Zelanda, una dopo l&rsquo;altra, dormirono per più
+o men tempo sott&rsquo;acqua. Tre secoli fa l&rsquo;isola di
+Schouwen fu inondata dal mare, che annegò abitanti
+e bestiami da un capo all&rsquo;altro e la ridusse
+un deserto. L&rsquo;isola di Noord-Beveland fu sommersa
+tutta intera poco tempo dopo, e per parecchi anni
+non si videro più che le punte dei campanili fuor
+dell&rsquo;acqua. L&rsquo;isola di Zuid-Beveland ebbe la stessa
+sorte verso la metà del quattordicesimo secolo.
+L&rsquo;isola di Tholen, la stessa sorte in questo medesimo
+secolo, nel 1825. L&rsquo;isola di Walcheren la
+stessa sorte nel 1808, e nella città di Middelburg,
+sua città capitale, lontana parecchie miglia dalla
+costa, ci fu l&rsquo;acqua sino ai tetti.&rdquo;</p>
+
+<p>A sentir sempre parlar d&rsquo;acqua, d&rsquo;inonda<span class="pagenum"><a name="Page_25" id="Page_25">[25]</a></span>zioni,
+di paesi sommersi, ero ridotto che mi pareva
+strano di non essere ancora annegato. Domandai al
+capitano che gente fosse quella che stava in quei
+paesi invisibili, coll&rsquo;acqua sotto i piedi e sopra la
+testa.</p>
+
+<p>&ldquo;Agricoltori e pastori,&rdquo; mi rispose. &ldquo;Noi diciamo
+che la Zelanda è un gruppo di fortezze difese da un
+presidio di agricoltori e di pastori. In fatto d&rsquo;agricoltura
+la Zelanda è la provincia più ricca dei Paesi
+Bassi. La terra d&rsquo;alluvione di queste isole è d&rsquo;una
+fertilità meravigliosa. Il frumento, la colza, la robbia,
+il lino vi fanno come in pochissimi altri paesi.
+Vi sono dei bestiami stupendi e dei cavalli colossali,
+più grandi ancora che i cavalli fiamminghi. Il popolo
+è bello e forte, conserva i suoi costumi antichi
+e vive contento nella sua prosperità e nella sua
+pace. La Zelanda è un paradiso nascosto.&rdquo;</p>
+
+<p>Mentre il capitano mi faceva questo discorso, il
+bastimento entrava nel canale di Keete che divide
+l&rsquo;isola di Tholen dall&rsquo;isola di Schouwen, famoso per
+il guado che vi fecero gli Spagnuoli nel 1575 com&rsquo;è
+famoso il braccio orientale della Schelda per il guado
+del 1572. Tutta la Zelanda è piena di memorie di
+quella guerra. Questo piccolo arcipelago di sabbia,
+mezzo sepolto nel mare, per le particolari corrispondenze
+che vi riteneva Guglielmo d&rsquo;Orange, antico
+signore di molte terre nelle isole, e per gl&rsquo;impedimenti
+d&rsquo;ogni natura che opponeva agl&rsquo;invasori,
+era il focolare della guerra e dell&rsquo;eresia, e il Duca
+d&rsquo;Alba smaniava d&rsquo;impadronirsene. Quindi segui<span class="pagenum"><a name="Page_26" id="Page_26">[26]</a></span>rono
+su quelle rive delle lotte accanite, che riunivano
+tutti gli orrori delle battaglie di terra e delle
+battaglie di mare. I soldati guadavano i canali di
+notte, stretti gli uni agli altri, coll&rsquo;acqua alla gola,
+minacciati dalla marea, flagellati dalla pioggia, fulminati
+dalle rive; i cavalli e le artiglierie affondavano
+nel fango; i feriti eran travolti dalla corrente
+o sepolti vivi nelle fitte; l&rsquo;aria suonava di voci tedesche,
+spagnuole, italiane, fiamminghe, vallone, le
+fiaccole illuminavano qua e là i grandi archibugi,
+i pennacchi pomposi, i volti strani, e le battaglie
+parevano funerali fantastici; ed erano davvero i funerali
+della grande monarchia spagnuola che s&rsquo;annegava
+lentamente nell&rsquo;acque dell&rsquo;Olanda, coperta di
+maledizioni e di fango. Chi ha peccato di soverchia
+tenerezza per la Spagna, se vuol fare ammenda,
+non ha che da andare in Olanda. Non ci son forse
+mai stati due popoli che avessero un maggior numero
+di buone ragioni per detestarsi con tutta la
+forza dell&rsquo;anima, e che abbian fatto valere più rabbiosamente
+tutte queste buone ragioni. Mi ricordo,
+per notare uno solo dei mille contrasti, dell&rsquo;impressione
+che mi faceva l&rsquo;udir parlare di Filippo II in
+termini così diversi da quelli in cui ne avevo inteso
+parlare pochi mesi prima di là dai Pirenei. In Spagna
+il meno che se ne dicesse era <i>gran re</i>; in Olanda,
+<i>tiranno vigliacco</i>.</p>
+
+<p>Il bastimento entrò fra l&rsquo;isola di Schouwen e la
+piccola isola di San Philipsland, e in pochi minuti
+sboccò nel largo braccio della Mosa, chiamato Kram<span class="pagenum"><a name="Page_27" id="Page_27">[27]</a></span>mer,
+che divide l&rsquo;isola di Overflakkee dal continente.
+Pareva di navigare per una catena di grandi laghi.
+Le rive eran lontane e presentavano ancora l&rsquo;aspetto
+delle rive della Schelda: dighe a perdita d&rsquo;occhio,
+dietro le dighe cime d&rsquo;alberi, punte di campanili e
+tetti di case nascoste, che davano al paesaggio
+un&rsquo;aria di mistero e di solitudine. Solamente su
+qualche sporgenza delle rive, che formava quasi
+una breccia negli immensi bastioni delle isole, si vedeva
+come un bozzetto di paesaggio olandese, una
+casetta colorita, un mulino a vento, una barca, che
+parevano la rivelazione d&rsquo;un segreto, fatta per destare
+la curiosità dei viaggiatori, e deluderla, appena
+desta.</p>
+
+<p>Tutt&rsquo;a un tratto avvicinandomi alla prora del
+bastimento, dove sono le terze classi, feci una gratissima
+scoperta. V&rsquo;era un gruppo di contadini, uomini
+e donne, vestiti alla zelandese, non ricordo di
+quale isola, poichè il costume cangia da isola a
+isola, come cangia il dialetto, che è un misto d&rsquo;olandese
+e di fiammingo, se pure si può dir così di
+due linguaggi che non hanno che piccolissime differenze.
+Gli uomini erano tutti vestiti ad un modo.
+Avevano un cappello di feltro, rotondo, con un
+gran nastro ricamato; una giacchetta di panno scuro,
+stretta, corta da coprire appena il fianco, aperta in
+modo da lasciar vedere una specie di panciotto
+listato di rosso, giallo e verde, chiuso sul petto
+da una fila di bottoni d&rsquo;argento l&rsquo;uno che toccava
+l&rsquo;altro, come gli anelli d&rsquo;una catena; un paio<span class="pagenum"><a name="Page_28" id="Page_28">[28]</a></span>
+di mezzi calzoni di panno, del colore della giacchetta,
+stretti intorno alla vita da una cintura munita
+d&rsquo;una gran borchia d&rsquo;argento cesellata; e infine
+la cravatta rossa e le calze di lana fino al
+ginocchio. In somma, un po&rsquo; preti dalla cintura in
+giù, e dalla cintura in su un po&rsquo; arlecchini. Uno di
+essi aveva per bottoni delle monete: uso assai comune.
+Le donne avevano un cappello di paglia della
+forma d&rsquo;un cono tronco, altissimo, che pareva un secchiolino
+rovesciato, intorno al quale svolazzavano dei
+larghi nastri azzurri; una veste di color scuro aperta
+sul petto che lasciava vedere una camicia bianca ricamata;
+le braccia nude dal gomito in giù; e due
+enormi orecchini d&rsquo;oro o dorati di varie forme stravaganti,
+che sporgevano innanzi fin sulle guancie. Per
+quanto mi sforzassi di fare come fa Vittor Ugo in
+viaggio, <i>di ammirar tutto come un bruto</i>, non riuscii
+a persuadermi che quelle foggie di vestire fossero
+belle. Ma a questa sorta di contrarietà ero preparato.
+Sapevo che in Olanda ci si va per vedere
+del nuovo più che del bello, e del buono altrettanto
+che del nuovo; e perciò m&rsquo;ero predisposto più all&rsquo;osservazione
+che all&rsquo;entusiasmo. E di quella prima
+impressione poco grata al mio gusto pittoresco, mi
+confortai pensando che quei contadini sapevano certamente
+tutti leggere e scrivere, che forse la sera
+prima avevano studiato a memoria una canzone del
+loro grande poeta Jacob Catz, e che probabilmente
+si recavano col loro bravo programma in tasca a
+qualche convegno rurale, dove avrebbero preso la<span class="pagenum"><a name="Page_29" id="Page_29">[29]</a></span>
+parola per confutare cogli argomenti della loro modesta
+esperienza le proposte d&rsquo;un dotto agronomo
+di Goes o di Middelburg. Ludovico Guicciardini,
+gentiluomo fiorentino, autore d&rsquo;una bell&rsquo;opera sui
+Paesi Bassi, stampata in Anversa nel secolo XVI,
+dice che in Zelanda non v&rsquo;è quasi uomo nè donna
+che parli francese e spagnuolo, e che moltissimi parlano
+italiano. Questa che forse era una esagerazione
+anche ai suoi tempi, sarebbe, detta ora, una favola;
+ma è certo però che fra gli abitanti della campagna
+zelandese si trova una cultura intellettuale straordinaria,
+superiore a quella dei contadini francesi,
+belgi e tedeschi, e a quella di molte altre provincie
+dell&rsquo;Olanda.</p>
+
+<p>Il bastimento girò intorno all&rsquo;isola di San Philipsland
+e ci trovammo fuori della Zelanda.</p>
+
+<p>Così questa provincia misteriosa prima che ci entrassimo,
+ci parve anche più misteriosa quando ne
+fummo usciti. L&rsquo;avevamo attraversata e non l&rsquo;avevamo
+vista; ci eravamo entrati e ne uscivamo colla
+medesima curiosità. La sola cosa che avevamo veduta
+era che la Zelanda è una provincia che non
+si vede. Ma s&rsquo;ingannerebbe però chi credesse che
+sia un paese misterioso per la sola ragione che è
+un paese nascosto. Tutto, in Zelanda, è mistero.
+Prima d&rsquo;ogni altra cosa, come s&rsquo;è formata? Era
+un gruppo di piccolissime isole d&rsquo;alluvione, non separate
+che da canali, e disabitate, le quali, come
+credono alcuni, si son riunite e han formato isole
+maggiori? o era, come credono altri, terraferma,<span class="pagenum"><a name="Page_30" id="Page_30">[30]</a></span>
+quando la Schelda s&rsquo;andava a versare nella Mosa?
+Ma lasciando anche stare l&rsquo;origine, in che altro
+paese del mondo seguono le cose che seguono in
+Zelanda? In che paese i pescatori pigliano colle
+reti una sirena, e il marito dopo averla domandata
+invano piangendo, getta, per vendicarsi, un
+pugno di sabbia, profetando che quella sabbia colmerà
+i porti delle città, e la profezia s&rsquo;avvera? In
+che paese, come sulle rive dell&rsquo;isola di Walcheren,
+le anime dei morti smarrite nel mare, vanno a svegliare
+i pescatori per farsi condurre in barca alle
+coste d&rsquo;Inghilterra? In che paese le tempeste del
+mare portano, come sulle rive dell&rsquo;isola di Schouwen,
+dei cadaveri rapiti al polo, mostri metà uomo
+e metà barca, mummie vestite d&rsquo;un tronco d&rsquo;albero
+che nuota; e se ne può ancora veder uno nella casa
+municipale di Zierikzee? In che paese, come presso
+Wemeldinge, avviene che un uomo cada a capofitto
+in un canale, vi resti immerso un&rsquo;ora, ci vegga
+la moglie e il figliuolo morti che lo chiamano dal
+paradiso, e ne sia estratto vivo e racconti il prodigio
+a Vittor Ugo, che lo tiene per vero e lo commenta,
+concludendo che l&rsquo;anima può uscire per qualche
+tempo dal corpo e poi ritornarci? In che paese
+come presso Domburg, si pescano, a marea bassa,
+dei tempii antichi, e delle statue di divinità sconosciute?
+In che paese, come a Wemeldinge, la spada
+d&rsquo;un capitano spagnuolo, Mondragone, serve di parafulmine
+a una torre? In che paese, come nell&rsquo;isola
+di Schouwen, le donne infedeli si fanno passeggiare<span class="pagenum"><a name="Page_31" id="Page_31">[31]</a></span>
+nude nate per le strade della città, con due pietre
+appese al collo e un cilindro di ferro sulla testa?
+Andiamo, quest&rsquo;ultima meraviglia non si vede più;
+ma le pietre esistono ancora e ognuno le può vedere
+nella casa municipale di Brauwershaven.</p>
+
+<p>Il bastimento entrò in quella parte del braccio
+meridionale della Mosa che si chiama Volkerak; la
+scena era sempre la stessa: dighe e poi dighe, punte
+di campanili e case nascoste, qualche bastimento qua
+e là; una sola cosa era cangiata, il cielo.</p>
+
+<p>Vidi allora per la prima volta il cielo olandese
+nel suo aspetto ordinario, e assistetti a una di quelle
+battaglie di luce, proprie dei Paesi Bassi, che i grandi
+paesisti d&rsquo;Olanda ritrassero con una efficacia insuperabile.
+Fino allora il cielo era stato sereno, era
+una bella giornata d&rsquo;estate, le acque azzurre, le rive
+verdissime, l&rsquo;aria calda e non un fiato di vento.
+Tutt&rsquo;ad un tratto, una nuvola densa nascose il sole,
+e in men che non si dice, ogni cosa cambiò aspetto
+in una maniera da far pensare che si fosse cangiato
+tutt&rsquo;a un tratto di stagione, d&rsquo;ora, di latitudine. Le
+acque diventaron cupe, il verde delle rive si fece
+smorto, l&rsquo;orizzonte si nascose dietro un velo grigio,
+ogni cosa apparve come circonfusa d&rsquo;una luce crepuscolare
+che ne sfumava i contorni, e si levò una
+brezza maligna che metteva freddo nelle ossa. Pareva
+d&rsquo;essere in dicembre, si sentiva l&rsquo;uggia dell&rsquo;inverno
+e quell&rsquo;inquietudine che mette nel cuore
+ogni minaccia improvvisa della natura. Poi, da tutto
+il cerchio dell&rsquo;orizzonte cominciarono a salir nuvole<span class="pagenum"><a name="Page_32" id="Page_32">[32]</a></span>
+color di piombo, mobilissime, che pareva cercassero
+con una specie d&rsquo;impazienza penosa una direzione
+e una forma, e poi le acque a incresparsi e a rigarsi
+di rapidi riflessi luminosi, di larghe striscie
+verdastre, violacee, bianchiccie, color di creta, nerognole;
+e infine quell&rsquo;irritazione della natura si risolvette
+tutt&rsquo;a un tratto in una pioggia violenta e
+fitta, che confuse cielo, acqua e terra in un solo colore
+grigiastro, appena interrotto da una sfumatura
+un po&rsquo; più fosca delle rive lontane e da qualche bastimento
+a vela che appariva qua e là come un&rsquo;ombra
+ritta sulle acque del fiume.</p>
+
+<p>&ldquo;Eccoci ora veramente in Olanda&rdquo; disse il capitano
+del bastimento, avvicinandosi a un gruppo di
+passeggieri, che contemplavano quello spettacolo.
+&ldquo;Questi cambiamenti di scena, in così breve tempo,
+non si vedono che qui.&rdquo;</p>
+
+<p>Poi interrogato da uno di noi, soggiunse:</p>
+
+<p>&ldquo;L&rsquo;Olanda ha una meteorologia tutta sua. L&rsquo;inverno
+è lungo, l&rsquo;estate breve, la primavera non è
+che la fine dell&rsquo;inverno, e nondimeno, come vedono,
+di tratto in tratto, anche in estate, l&rsquo;inverno fa
+capolino. Noi sogliamo dire che in Olanda si vedono
+le quattro stagioni in un giorno. Abbiamo il
+cielo più incostante del mondo. Per questo parliamo
+sempre del tempo. L&rsquo;atmosfera è lo spettacolo più
+vario che abbiamo. Se vogliamo veder qualche cosa
+che ci ricrei, dobbiamo guardare in su. Ma è un
+clima ben tristo. Il mare ci manda la pioggia da
+tre parti, i venti si scatenano sul paese senza trovar<span class="pagenum"><a name="Page_33" id="Page_33">[33]</a></span>
+resistenza; anche nelle più belle giornate, la terra
+esala dei vapori che oscurano l&rsquo;orizzonte; per parecchi
+mesi l&rsquo;aria non ha alcuna trasparenza. Vedranno
+l&rsquo;inverno: vi son dei giorni, che si direbbe
+non s&rsquo;abbia mai più da rivedere il sereno; l&rsquo;oscurità
+par che venga dall&rsquo;alto, come la luce; il vento
+di nord-est ci porta l&rsquo;aria agghiacciata dei poli e
+solleva il mare con una furia e un fracasso che
+par che debba subissare le coste.&rdquo; Qui si voltò verso
+di me, e disse sorridendo: &ldquo;Si deve star meglio
+in Italia.&rdquo;</p>
+
+<p>Poi si rifece serio e soggiunse: &ldquo;Però, ogni paese
+ha il suo male e il suo bene.&rdquo;</p>
+
+<p>Il bastimento uscì dal Volkerak, passò dinanzi
+alla fortezza di Willemstad, innalzata nel 1583, dal
+principe d&rsquo;Orange, ed entrò nel Hollandsdiep, gran
+braccio della Mosa, che separa l&rsquo;Olanda meridionale
+dal Brabante del Nord. Una grande distesa d&rsquo;acqua,
+due strisce oscure a destra e a sinistra e un cielo
+color di cenere, eran tutto lo spettacolo che si vedeva
+dal bastimento. Una signora francese esclamò
+in mezzo al silenzio generale, tirando uno sbadiglio:
+&ldquo;Com&rsquo;è bella l&rsquo;Olanda!&rdquo; Tutti risero, fuor
+che gli Olandesi.</p>
+
+<p>&ldquo;Eh, signor capitano,&rdquo; uscì a dire uno riattaccando
+il discorso, un vecchietto belga, una di quelle
+cariatidi da caffè che caccian la loro politichina in
+tutti i buchi: &ldquo;ogni paese ha il suo bene e il suo
+male, e noialtri Belgi e Olandesi avremmo dovuto esser
+persuasi di questa verità, e fare a compatirci,<span class="pagenum"><a name="Page_34" id="Page_34">[34]</a></span>
+per veder di vivere d&rsquo;amore e d&rsquo;accordo. Quando si
+pensa che ora saremmo uno statino di nove milioni,
+noi colle nostre industrie, voialtri col vostro
+commercio, con due capitali come Amsterdam e Bruxelles,
+e due città commerciali come Anversa e Rotterdam!
+Si conterebbe per qualche cosa nel mondo,
+eh, capitano?&rdquo;</p>
+
+<p>Il capitano non rispose. Un altro Olandese disse:
+&ldquo;Già, colla guerra religiosa in casa dodici mesi
+dell&rsquo;anno.&rdquo;</p>
+
+<p>Il vecchietto belga, un po&rsquo; sconcertato, continuò
+il discorso a bassa voce con me: &ldquo;È un fatto,
+signor mio. È stata una corbelleria, specialmente
+da parte nostra. Lei vedrà l&rsquo;Olanda: Amsterdam
+non è Bruxelles, no davvero, e il paese è piatto e
+noioso quanto si può dire; ma per quel che sia prosperità,
+ci rivende. Si figuri che spendono il fiorino,
+<a name="tn34" id="tn34"></a><ins class="correction" title="originale 'cha val'">che val</ins> due lire e centesimi, come noi spendiamo la
+lira. Se ne accorgerà dai conti degli alberghi. Son
+due volte più ricchi di noi. La colpa è stata di
+Guglielmo I, che voleva fare un Belgio olandese e ci
+ha spinto agli estremi. Lei sa come sono seguite le
+cose ec.&rdquo;</p>
+
+<p>Nell&rsquo;Hollandsdiep cominciammo a veder barconi,
+piccoli bastimenti da pesca e qualche grande naviglio
+proveniente da Hellewoetsluis, grande porto marittimo,
+posto sulla riva destra del braccio della Mosa
+chiamato Haringvliet, presso la foce, dove s&rsquo;arrestano
+quasi tutti i bastimenti che fanno il viaggio
+delle Indie. La pioggia cessò, il cielo, a poco a poco,<span class="pagenum"><a name="Page_35" id="Page_35">[35]</a></span>
+quasi a malincuore, si rifece in parte sereno, e subito
+le acque e le rive ripresero i loro colori vivi e
+freschi, e risentimmo l&rsquo;estate.</p>
+
+<p>In breve tempo il bastimento giunse vicino al
+villaggio di Moerdijk.</p>
+
+<p>Là si vede uno dei più grandi ponti del mondo.</p>
+
+<p>È un ponte di ferro, lungo un miglio e mezzo,
+sul quale passa la strada ferrata che va a Dordrecht
+e a Rotterdam. Di lontano presenta l&rsquo;aspetto
+come di quattordici enormi edifizi eguali e schierati
+a traverso il fiume, parendo un edifizio ognuno dei
+quattordici archi altissimi che sormontano in forma
+di volta il piano su cui scorrono i treni. A passarci
+su&mdash;ci passai pochi mesi dopo ritornando in Olanda&mdash;non
+si vede altro che acqua e cielo, da tanto
+che è largo il fiume; e si prova un sentimento quasi
+di paura, come se si fosse sul mare, e il ponte dovendo
+finire tutt&rsquo;a un tratto, il treno avesse da un
+momento all&rsquo;altro a dare un tuffo nell&rsquo;acqua.</p>
+
+<p>Il bastimento voltò a sinistra passando dinanzi
+al ponte, e infilò uno strettissimo braccio della Mosa,
+chiamato Dordsche kil, fiancheggiato da dighe, che
+ha più l&rsquo;aspetto di canale che di fiume. Era già la
+settima svoltata che si faceva dopo il passaggio della
+frontiera.</p>
+
+<p>Passando per il Dordsche kil cominciammo a vedere
+intorno a noi qualche cosa che ci annunziava
+la vicinanza d&rsquo;una grande città. Lunghe file di alberi
+sulle sponde, cespugli, casette, canali a destra
+e a sinistra, e un via vai di barche e di barconi.<span class="pagenum"><a name="Page_36" id="Page_36">[36]</a></span>
+Fra i passeggieri si vedeva un certo movimento,
+si sentiva dire qua e là:&mdash;Dordrecht,&mdash;vedremo
+Dordrecht;&mdash;pareva che tutti si disponessero a
+qualche spettacolo straordinario.</p>
+
+<p>Lo spettacolo non si fece aspettare, e fu straordinario
+davvero.</p>
+
+<p>Il bastimento svoltò un&rsquo;ottava volta, a destra,
+ed entrò nell&rsquo;Oude-Maas, o vecchia Mosa.</p>
+
+<p>Dopo pochi minuti si videro le prime case dei
+dintorni della città di Dordrecht.</p>
+
+<p>Fu come l&rsquo;apparizione improvvisa dell&rsquo;Olanda,
+la soddisfazione istantanea di tutte le nostre curiosità,
+la rivelazione di tutti i misteri che ci tormentavano
+la fantasia; fu come lo svegliarsi in un mondo
+nuovo.</p>
+
+<p>Si vedevano da tutte le parti altissimi mulini a
+vento che giravano le braccia; casine sparpagliate
+lungo le rive, di mille forme strane, come villette,
+padiglioni, chioschi, capanne, cappelle, teatrini, coi
+tetti rossi, le mura nere, azzurre, rosee, cinerine, con
+contorni bianchi come la neve intorno alle finestre
+e alle porte. In mezzo alle case, canali e canaletti;
+davanti alle case e lungo i canali, gruppi
+e file di alberi; bastimenti fra casa e casa; barchette
+davanti alle porte; vele in fondo alle strade;
+antenne, bandierine di bastimenti e braccia di mulino
+sporgenti confusamente di sopra gli alberi e
+di là dai tetti; ponti, piccoli scali, giardinetti sull&rsquo;acqua,
+mille cantucci, bacinetti, seni, sbocchi, crocicchi
+di canali, nascondigli di barchette, un andare<span class="pagenum"><a name="Page_37" id="Page_37">[37]</a></span>
+e venire di uomini, di donne e di bambini dal fiume
+alla riva, dai canali in casa, dai ponti sui barconi;
+uno spettacolo vario e mobile; per tutto acqua, colori,
+cose piccine, forme fanciullesche, tutto lustro e
+fresco, un&rsquo;ostentazione ingenua di leggiadria, un misto
+di primitivo e di teatrale, di gentile e di ridicolo, un
+po&rsquo; chinese, un po&rsquo; europeo, un po&rsquo; di nessun paese;
+con un&rsquo;aria beata di pace e d&rsquo;innocenza.</p>
+
+<p>Così mi apparì per la prima volta Dordrecht, una
+delle più vecchie, e insieme delle più fresche e allegre
+città dell&rsquo;Olanda; regina del commercio olandese
+nel medio evo; madre feconda di pittori e di
+dotti; onorata dalla prima assemblea dei deputati
+delle provincie unite nell&rsquo;anno 1572; sede in vari
+tempi di sinodi memorabili; e particolarmente famosa
+per quell&rsquo;assemblea dei teologi protestanti del 1618,
+che fu come il Concilio Ecumenico della Riforma,
+e definì la terribile controversia religiosa tra Arminiani
+e Gomaristi, fissando la forma della religione
+nazionale, e dando principio a quella serie di torbidi
+e di persecuzioni, che finì col malaugurato supplizio
+del Barnewelt e il sanguinoso trionfo di Maurizio
+d&rsquo;Orange. Dordrecht è ancora presentemente
+una delle più floride città commerciali delle provincie
+unite per la sua agevolissima comunicazione
+col mare, col Belgio e coll&rsquo;interno dell&rsquo;Olanda.
+A Dordrecht arrivano le immense provvigioni di
+legna che scendono per il Reno dalla Foresta Nera
+e dalla Svizzera, i vini del Reno, la calce, i cementi,
+le pietre; nel suo piccolo porto è un via vai continuo<span class="pagenum"><a name="Page_38" id="Page_38">[38]</a></span>
+di vele, di nuvoli di fumo e di bandierine, che le
+portano i saluti di Arnhem, di Bois-le-Duc, di Nimega,
+di Rotterdam, di Anversa e di tutte le sue
+sorelle misteriose della Zelanda.</p>
+
+<p>Il bastimento si soffermò pochi minuti a Dordrecht,
+e in quei pochi minuti, guardando le case
+più vicine, vidi mille piccole cose nuove, inaspettate,
+prette olandesi, che mi misero addosso una gran
+smania di scendere, di toccare, di sapere. Ma pensando
+che avrei visto le stesse cose e molte altre di
+più a Rotterdam, vinsi la curiosità e stetti a bordo.
+Il bastimento partì, voltò a sinistra (era la nona svoltata)
+ed entrò in uno stretto braccio della Mosa chiamato
+<i>de Noord</i>, uno dei mille fili della inestricabile
+rete di acqua che copre l&rsquo;Olanda meridionale.</p>
+
+<p>Il capitano mi si avvicinò; io lo cercavo per pregarlo
+di spiegarmi sulla carta la situazione di Dordrecht,
+che, così a occhio, mi pareva singolarissima.
+È singolarissima in fatti. Dordrecht è posta sull&rsquo;estremità
+d&rsquo;un tratto di terra separato dal continente,
+che forma un&rsquo;isola in mezzo alle terre, un
+crocicchio di fiumi, metà fatto dalla natura, metà
+dall&rsquo;uomo, un pezzo di Olanda circondato e imprigionato
+dalle acque, come un battaglione sopraffatto
+da un esercito. Da una parte lo cinge il fiume
+Merwede, dall&rsquo;altra la vecchia Mosa, dall&rsquo;altra il
+Dordsche kil, dall&rsquo;altra l&rsquo;arcipelago di Bies-bosch,
+attraversato dalla nuova Merwede, largo corso
+d&rsquo;acqua formato dalla mano dell&rsquo;uomo. L&rsquo;imprigionamento
+di questo spazio di terra su cui giace<span class="pagenum"><a name="Page_39" id="Page_39">[39]</a></span>
+Dordrecht, è un episodio d&rsquo;una delle grandi battaglie
+dell&rsquo;Olanda coll&rsquo;acqua. L&rsquo;arcipelago di Biesbosch
+non esisteva prima del secolo decimoquinto,
+e si stendeva in quel luogo una bella pianura sparsa
+di villaggi popolosi. Nella notte del 18 novembre
+del 1421, le acque del Waal e della Mosa ruppero
+le dighe, distrussero più di settanta villaggi, annegarono
+quasi centomila abitanti e frastagliarono
+quella pianura in più di cento isolette, lasciando
+ritta, in mezzo a tante rovine, una sola torre, chiamata
+<i>casa Merwede</i> della quale si vedono ancora
+gli avanzi. Così Dordrecht fu separata dal continente,
+e fece la sua comparsa sulla terra l&rsquo;arcipelago di
+Biesbosch, il quale tanto per mostrare che ha una
+ragione qualunque di esistere, offre del fieno, delle
+canne e dei giunchi a un piccolo villaggio che si
+formò come un nido di rondini sur una delle dighe
+circostanti. Ma non è tutta qui la singolarità della
+storia di Dordrecht. La tradizione racconta, molti
+credono e qualcheduno sostiene che Dordrecht, tutta
+la città di Dordrecht, si noti bene, colle sue case,
+coi suoi mulini, coi suoi canali, abbia fatto, al tempo
+di quella memorabile inondazione, una breve passeggiata,
+si sia cioè trasportata di sana pianta da
+un luogo all&rsquo;altro come l&rsquo;accampamento d&rsquo;un esercito;
+e che per conseguenza gli abitanti dei paesi
+vicini che si recarono dopo la catastrofe alla loro
+città, non ce l&rsquo;abbiano più trovata, e sian rimasti,
+figuriamoci come! E questo prodigio si spiega col
+fatto che Dordrecht è fondata sur uno strato d&rsquo;ar<span class="pagenum"><a name="Page_40" id="Page_40">[40]</a></span>gilla,
+e che questo strato d&rsquo;argilla sarebbe scivolato
+sulla massa di torba che forma la base del
+suolo. E io la scrivo qui come l&rsquo;ho udita e come
+l&rsquo;ho letta.</p>
+
+<p>Prima che il bastimento uscisse dal canale de
+Noord, la mia speranza di vedere il primo tramonto
+di sole in Olanda, fu delusa da un altro improvviso
+cangiamento di tempo. Il cielo si oscurò, le acque
+si fecero livide e l&rsquo;orizzonte scomparve dietro un
+velo denso di vapori.</p>
+
+<p>Il bastimento sboccò nella Mosa e voltò, per la
+decima volta, a sinistra.</p>
+
+<p>In quel punto la Mosa, che travolge con sè prigioniere
+le acque del principal braccio del Reno, il
+Vaal, e riceve quelle del Leck e dell&rsquo;Yssel, è larghissima
+e le sue sponde son fiancheggiate da lunghe
+file di alberi e sparse di case, di officine, di opifici,
+di arsenali, che spesseggiano via via che ci s&rsquo;avvicina
+a Rotterdam. Per poco che si conosca la storia
+fisica d&rsquo;Olanda, la prima volta che si vede la Mosa,
+e che si pensa agli straripamenti memorabili, alle
+devastazioni, alle trasformazioni, alle mille calamità
+e alle vittime infinite di quel fiume capriccioso e
+terribile, si guarda con una sorta di curiosità inquieta,
+come si guarda un brigante famoso, e si
+giran gli occhi sulle dighe con un sentimento quasi
+di soddisfazione e di gratitudine, come, al veder
+passare un brigante ammanettato, si giran gli occhi
+sui carabinieri. Mentre io cominciavo a cercar cogli
+occhi Rotterdam, un passeggiere olandese raccontava<span class="pagenum"><a name="Page_41" id="Page_41">[41]</a></span>
+che quando la Mosa è gelata, la corrente che sopraggiunge
+dai paesi men freddi, investe lo strato
+di ghiaccio che copre il fiume, lo spezza, ne solleva
+con un terribile fracasso dei massi enormi, li scaglia
+contro le dighe, li ammonta in mucchi smisurati che
+arrestano e fanno straripare le acque. Allora segue
+una battaglia strana. Alle minaccie della Mosa gli
+Olandesi rispondono col fuoco. Accorre l&rsquo;artiglieria,
+e a scariche di mitraglia risolve in una tempesta
+di scheggie e in una pioggia di brina le torri e le
+barricate di ghiaccio che si oppongono alla corrente.
+&ldquo;Noia&rdquo; concluse il passeggiere &ldquo;che abbiamo noialtri
+Olandesi soltanto, questa di dover pigliare i fiumi a
+cannonate.&rdquo;</p>
+
+<p>Quando si arrivò in vista di Rotterdam, imbruniva
+e piovigginava; quindi vidi appena come a traverso
+un velo una confusione immensa di bastimenti, di
+case, di mulini a vento, di torri, d&rsquo;alberi, di gente
+in moto sui ponti e sulle dighe; lumi da ogni parte;
+una gran città d&rsquo;un aspetto non mai visto prima
+d&rsquo;allora; e che la nebbia e l&rsquo;oscurità mi nascosero
+ben presto. Quando mi fui accomiatato dai miei compagni
+di viaggio, ed ebbi messo in ordine il mio
+bagaglio, era notte. &ldquo;Tanto meglio;&rdquo; dissi salendo
+in una carrozza &ldquo;vedrò per la prima volta una
+città olandese di notte, che dev&rsquo;essere uno spettacolo
+nuovo.&rdquo; E in fatti il Bismark, quando fu a
+Rotterdam, scrisse a sua moglie che di notte vedeva
+dei fantasmi sui tetti.<span class="pagenum"><a name="Page_42" id="Page_42">[42]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="ROTTERDAM" id="ROTTERDAM"></a>ROTTERDAM.</h2>
+
+
+<p>È difficile raccapezzare qualcosa della città di
+Rotterdam entrandoci di notte. La carrozza, appena
+mossa, passò sopra un ponte che risonò cupamente,
+e mentre credevo d&rsquo;essere, ed ero infatti, dentro la
+città, vidi con stupore a destra e a sinistra due file
+di bastimenti che si perdevano nel buio. Passato il
+ponte, percorremmo una strada illuminata e piena di
+gente, e riuscimmo a un altro ponte, in mezzo ad
+altre file di bastimenti. E così innanzi per un pezzo,
+da un ponte in una strada, da una strada sur un
+ponte, e per accrescere la confusione, una luminaria
+non mai veduta di lampioni agli angoli delle case,
+di lanterne sui bastimenti, di fanali sui ponti, di
+lumi alle finestre, di lumicini sotto le case, di riflessi
+di tutta questa luce sull&rsquo;acqua. A un tratto la carrozza
+si fermò, si affollò gente, misi la testa fuori
+e vidi un ponte in aria. Domandai che c&rsquo;era, uno
+sconosciuto mi rispose che passava un bastimento.<span class="pagenum"><a name="Page_43" id="Page_43">[43]</a></span>
+Di lì a un minuto, andammo innanzi, vidi di sfuggita
+un crocicchio di canali e di ponti che formavano come
+una gran piazza tutta irta di alberi di bastimento e
+tempestata di punti luminosi, e infine s&rsquo;infilò una
+strada e s&rsquo;arrivò all&rsquo;albergo.</p>
+
+<p>La prima cosa che feci, entrando nella mia camera,
+fu di vedere se rispondeva alla gran fama
+della pulizia olandese. Rispondeva, ed è tanto più
+da ammirarsi in una camera d&rsquo;albergo, quasi sempre
+occupata da gente profana a quello che presso
+gli Olandesi si potrebbe chiamare il culto della pulizia.
+La biancheria era candida come la neve, i vetri
+trasparenti come l&rsquo;aria, i mobili lucidi come il
+cristallo, le pareti nitide da non trovarci un punto
+nero colla lente. Oltre a questo, una paniera per i
+fogliacci, una tavoletta per accendere i fiammiferi,
+una lastrina per smorzare i sigari, una scatola per i
+mozziconi, un vasetto per la cenere, una cassetta
+per gli sputi, un&rsquo;assicella per le scarpe; insomma,
+non un pretesto al mondo per insudiciare checchessia.</p>
+
+<p>Visitata la camera, stesi sul tavolino la pianta
+di Rotterdam e feci i miei studi preparatorii per il
+domani.</p>
+
+<p>È una cosa singolare che le grandi città dell&rsquo;Olanda,
+benchè sian state fabbricate in un suolo
+malfermo, e vincendo difficoltà d&rsquo;ogni specie, hanno
+tutte una forma straordinariamente regolare. Amsterdam
+è un semicircolo, l&rsquo;Aja è un quadrato, Rotterdam
+è un triangolo equilatero. La base del trian<span class="pagenum"><a name="Page_44" id="Page_44">[44]</a></span>golo
+è una immensa diga, che difende la città dalla
+Mosa, chiamata Boompjes, che significa in olandese
+alberetti, da una fila di piccoli olmi, ora altissimi,
+che vi furon piantati quando fu costruita. Un&rsquo;altra
+gran diga forma un secondo baluardo contro le inondazioni
+del fiume, che divide in due parti quasi
+uguali la città, dal mezzo del lato sinistro fino all&rsquo;angolo
+opposto. La parte di Rotterdam compresa
+fra le due dighe è tutta grandi canali, isolette e
+ponti, ed è la città nuova; quella che si stende di
+là dalla seconda diga è la città antica. Due grandi
+canali si stendono lungo gli altri due lati della
+città fino al vertice, dove si congiungono, e ricevono
+un fiume che si chiama Rotte, il quale, colla
+parola <i>dam</i> che significa diga, forma il nome di
+Rotterdam.</p>
+
+<p>Compiuto così il mio dovere di viaggiatore coscienzioso,
+usando mille cautele per non offendere
+nemmeno col fiato la pulizia purissima di quel
+gioiello di camera, mi abbandonai con una sorta di
+timidità contadinesca al mio primo letto olandese.</p>
+
+<p>I letti olandesi, parlo di quei degli alberghi, sono
+ordinariamente corti, larghi, e occupati in buona
+parte da un grandissimo guanciale pieno di piuma,
+nel quale s&rsquo;affonderebbe la testa d&rsquo;un ciclope; e
+aggiungo, per dir tutto, che il lume ordinario è una
+bugia di rame grande come un piatto che potrebbe
+sostenere una torcia a vento, e regge invece, una
+candelina corta e sottile come il dito mignolo di
+una spagnuola.<span class="pagenum"><a name="Page_45" id="Page_45">[45]</a></span></p>
+
+<p>La mattina, appena levato, scesi le scale a precipizio.</p>
+
+<p>Che strade, che case, che città, che confusione
+di cose nuove per uno straniero: che spettacolo diverso
+da tutto quel che si vede in tutti gli altri
+paesi d&rsquo;Europa!</p>
+
+<p>Vidi prima l&rsquo;Hoog-Straat, una strada lunghissima
+e diritta, che corre sulla diga interna della
+città.</p>
+
+<p>Le case senza intonaco, color di mattone di tutte
+le sfumature, dal rosso cupo quasi nero, al rosso
+quasi roseo, la maggior parte non più larghe di due
+finestre e non più alte di due piani, hanno il muro
+della facciata che sorpassa e nasconde il tetto, stringendosi
+in forma di triangolo mozzo, sormontato
+da un frontone. Di queste facciate a punta, altre
+s&rsquo;alzano con due curve, come un lungo collo
+senza testa; altre son tagliate a scalini, come le
+case che fanno i bambini coi legnetti; alcune
+presentano il prospetto d&rsquo;un padiglione conico, altre
+di chiesuole di campagna, altre di baracche
+da palcoscenico. I frontoni sono generalmente contornati
+di righe bianche, di ornati di cattivo gusto,
+di grossolani rabeschi in rilievo intonacati;
+le finestre e le porte, con larghi contorni bianchi;
+altre righe bianche fra piano e piano; gli
+spazii tra porta e porta di bottega, rivestiti di legno
+bianchiccio; così che per tutta la lunghezza delle
+strade non si vedon che due colori: bianco e rosso
+scuro, e in lontananza tutte le case paion nere, listate<span class="pagenum"><a name="Page_46" id="Page_46">[46]</a></span>
+di tela, e presentano un aspetto tra funebre e carnevalesco,
+che lascia in dubbio se s&rsquo;abbia da dire
+che rattrista o che rallegra. Al primo aspetto mi
+venne da ridere, non parendomi possibile che quelle
+case fossero state fatte sul serio, e che ci potesse
+star dentro della gente posata. Avrei detto che
+passata l&rsquo;occasione di non so che festa dovessero
+sparire, come certi edifizi di cartone dopo che si
+son fatti i fuochi d&rsquo;artifizio.</p>
+
+<p>Mentre guardavo così vagamente la strada, vidi
+una casa che mi fece fare un atto di stupore. Credetti
+d&rsquo;aver preso abbaglio, la guardai meglio, guardai
+le case vicine, le raffrontai colla prima e fra di
+loro, e temetti ancora di aver le traveggole. Svoltai
+in fretta in una strada laterale e mi parve di
+vedere la stessa cosa. Infine mi persuasi che veramente
+non m&rsquo;ingannavo, e che tutta la città era in
+quel modo.</p>
+
+<p>Tutta la città di Rotterdam è tal quale sarebbe
+una città rimasta immobile nel punto che, scossa da
+un terremoto, stava per cadere in rovina.</p>
+
+<p>Tutte le case&mdash;si possono, in una strada, contar
+le eccezioni sulle dita&mdash;pendono, quale più quale
+meno; ma la maggior parte tanto che, all&rsquo;altezza
+del tetto, sporgono innanzi un buon braccio dalla
+casa vicina, che sia ritta o inclinata appena visibilmente.
+Ma lo strano è questo, che le case che si toccano
+le une con le altre, sono inclinate da diverse
+parti; una pende innanzi, che pare voglia precipitare;
+l&rsquo;altra pende indietro; una s&rsquo;inclina a sinistra,<span class="pagenum"><a name="Page_47" id="Page_47">[47]</a></span>
+l&rsquo;altra s&rsquo;inclina a destra. In alcuni punti sei o sette
+case contigue pendono tutte innanzi, quelle in mezzo
+di più, quelle all&rsquo;estremità di meno, formando così
+una gran pancia come uno stecconato che s&rsquo;incurvi
+sospinto da una folla. In altri punti due case
+un po&rsquo; discoste s&rsquo;inclinano l&rsquo;una verso l&rsquo;altra come
+si sorreggessero a vicenda. In certe strade, per un
+lungo tratto, tutte le case pendono dalla stessa parte
+di fianco, come alberi abbattuti l&rsquo;un sull&rsquo;altro dal
+vento; e poi, per un altro lungo tratto, pendono tutte
+nella direzione opposta, come un&rsquo;altra fila d&rsquo;alberi
+incurvati da un vento contrario. In alcuni punti vi
+è una certa regolarità d&rsquo;inclinazione, che quasi non
+si avverte; in altri, su certi crocicchi, in certe stradette
+è uno scompiglio da non poter descrivere, una
+vera baldoria architettonica, una danza di case, un
+disordine che sembra animato. Vi son le case che
+par che caschin innanzi dal sonno, quelle che si rovesciano
+indietro spaventate, quelle che s&rsquo;inclinano
+l&rsquo;una verso l&rsquo;altra, quasi fino a toccarsi coi tetti,
+come per confidarsi di segreti; quelle che si cascano
+addosso le une alle altre come ubriache; alcune che
+pendono indietro, in mezzo a due che pendono innanzi,
+come malfattori strascinati da due guardie;
+schiere di case che fanno una riverenza a un
+campanile; gruppi di casette tutte inclinate verso
+una nel mezzo, che par che congiurino contro qualche
+palazzo. E dirò poi il segreto della cosa.</p>
+
+<p>Ma nè la forma, nè l&rsquo;inclinazione son quello che
+mi parve più curioso in quelle case.<span class="pagenum"><a name="Page_48" id="Page_48">[48]</a></span></p>
+
+<p>Bisogna osservarle attentamente, una per una,
+dall&rsquo;alto al basso, e c&rsquo;è da divertirsi come dinanzi
+a un quadro.</p>
+
+<p>Sulla sommità della facciata, nel mezzo del frontone,
+sporge, in alcune case, un tronco di trave inclinato,
+con una carrucola e una corda per calare e
+tirar su secchiolini e corbelli. In altre, sporge pure,
+da un finestrino tondo, una testa di cervo, di montone
+o di capra. Sotto la testa, v&rsquo;è un cordone di
+pietre imbiancate, o una traversa di legno che taglia
+tutta la facciata. Sotto la traversa, vi son due larghe
+finestre, sulle quali sporgono due tende in forma di
+baldacchino ricascanti dai lati. Sotto queste tende,
+sui vetri più alti, una piccola cortina verde. Sotto
+la cortina verde, due tendine bianche ed aperte, in
+mezzo alle quali è sospesa una gabbietta d&rsquo;uccelli
+o un canestro pieno di fiori che spenzolano. Sotto
+questo canestro, appoggiata ai vetri, una rete di sottilissimi
+fili di ferro incorniciata, che impedisce di
+veder dentro la stanza. Dietro la rete, negli intervalli
+fra la rete stessa e i muri della finestra,
+un tavolinetto con su porcellane, cristallame, fiori,
+ninnoli, figurine. Sulla pietra del davanzale, dalla
+parte della strada, una fila di piccoli vasi di fiori.
+Nel mezzo della pietra o da un lato, un ferro sporgente
+sulla strada, curvo, rivolto in su, che sostiene
+due specchi uniti in forma d&rsquo;un libro, mobili, e sormontati
+da un terzo specchietto, pure mobile; in
+modo che dall&rsquo;interno della casa si può vedere, senz&rsquo;essere
+visti, tutto quello che segue nella strada.<span class="pagenum"><a name="Page_49" id="Page_49">[49]</a></span>
+In alcune case, tra finestra e finestra sporge un lampione.
+Sotto le finestre, la porta di casa o d&rsquo;una
+bottega. Se è una bottega, v&rsquo;è sopra la porta o
+una testa di moro colla bocca spalancata, o una
+testa di turco che fa la smorfia: ora un elefante,
+ora un&rsquo;oca: dove una testa di cavallo, dove una testa
+di toro, dove un serpente, dove una mezza luna,
+dove un mulino a vento, dove un braccio disteso che
+tiene in mano un oggetto diverso secondo il genere
+della bottega. Se è la porta di casa,&mdash;sempre chiusa,&mdash;v&rsquo;è
+una lastra di ottone con su scritto il nome
+dell&rsquo;inquilino, un&rsquo;altra lastra con una buca per le
+lettere, una terza lastra sul muro col pomo del campanello;
+lastre, chiodi, serrature, tutto luccicante
+come l&rsquo;oro. Dinanzi alla porta un ponticino di legno&mdash;perchè
+in molte case il piano terreno è assai più
+basso della strada;&mdash;e dinanzi al ponticino, due
+colonnette di pietra sormontate da due palle; altre
+colonnette sul davanti unite con catene di ferro,
+fatto di grossi anelli in forma di croci, di stelle, di
+poligoni; nel vuoto tra la strada e la casa, vasi di
+fiori; sulle finestre del pian terreno, nascoste in quel
+fosso, altri vasi e tendine. Nelle stradette appartate,
+poi, gabbie d&rsquo;uccelli a destra e a sinistra delle finestre,
+cassette piene di verdura, panni appesi, biancheria
+distesa, mille colori, mille oggetti che sporgono
+e che dondolano, da parere una fiera universale.</p>
+
+<p>Ma senza uscire dalla vecchia città, basta allontanarsi
+dal centro, per vedere a ogni passo qualcosa
+di nuovo.<span class="pagenum"><a name="Page_50" id="Page_50">[50]</a></span></p>
+
+<p>Andando per certe strade strette e diritte, si vedono
+tutt&rsquo;a un tratto chiuse in fondo come da una
+tenda che nasconde la campagna, e che appena comparsa,
+sparisce, ed è la vela d&rsquo;un bastimento che
+passa per un canale. In altre strade, si vede in fondo
+una rete di cordami che par tesa fra le due ultime
+case per impedire il passaggio, e sono cordami di bastimenti
+fermi in un bacino. In fondo ad altre strade
+si vede la porta d&rsquo;un ponte levatoio, sormontata da
+due lunghe travi parallele che presentano un aspetto
+bizzarro, come d&rsquo;una gigantesca altalena destinata
+a divertimento della gente leggiera, che sta in quelle
+case stravaganti. In altre strade, si vede in fondo
+un mulino a vento, alto come un campanile, e nero
+come una torre antica, che gira le braccia a modo
+d&rsquo;una enorme girandola sopra i comignoli delle case
+vicine. Da tutte le parti infine, fra le case, sopra i
+tetti, in mezzo agli alberi lontani, si vedono spuntare
+alberi di bastimenti, bandierine, vele, qualcosa
+che ricorda che s&rsquo;è circondati dall&rsquo;acqua, e che fa
+immaginare che la città sia fabbricata nel bel mezzo
+d&rsquo;un porto.</p>
+
+<p>In questo tempo s&rsquo;erano aperte le botteghe e popolate
+le strade.</p>
+
+<p>V&rsquo;era gran movimento di gente, ma gente affaccendata
+senza fretta, la qual cosa distingue il movimento
+delle strade di Rotterdam da quello di
+certe strade di Londra, che a parecchi viaggiatori
+parvero somigliantissime fra loro, in specie per
+il colore delle case e l&rsquo;aspetto grave degli abitanti.<span class="pagenum"><a name="Page_51" id="Page_51">[51]</a></span>
+Visi bianchi, visi pallidi, visi color di cacio parmigiano,
+capelli biondi, biondissimi, rossicci, giallastri,
+larghi visi sbarbati, barbe intorno al collo,
+occhi azzurri, chiari tanto da doverci cercar le pupille;
+donne tarchiate, grasse, rosee, lente, con cuffiette
+bianche, e orecchini in forma di cavaturaccioli:
+son le prime cose che osservai nella folla.</p>
+
+<p>Ma la gente non era quello che per il momento
+stimolasse di più la mia curiosità. Attraversai l&rsquo;Hoog-Straat,
+e mi trovai nella città nuova.</p>
+
+<p>Qui non si sa più dire se è una città o un porto,
+se c&rsquo;è più terra o più acqua, se c&rsquo;è più bastimenti
+o più case.</p>
+
+<p>Sono lunghi e larghi canali che dividono la città
+in tante isole, unite per mezzo di ponti levatoi, di
+ponti giranti e di ponti di pietra. Dalle due parti di
+ogni canale si stendono due strade, fiancheggiate ciascuna
+da una fila d&rsquo;alberi dalla parte dell&rsquo;acqua
+e da una schiera di case dalla parte opposta. Tutti
+questi canali formano altrettanti porti abbastanza
+profondi da ricevere i più grandi bastimenti, e ogni
+canale n&rsquo;è pieno da un capo all&rsquo;altro, fuor che in
+un ristretto spazio nel mezzo che serve per l&rsquo;entrata
+e per l&rsquo;uscita. Par di vedere un&rsquo;immensa flotta imprigionata
+in una città.</p>
+
+<p>Quando vi giunsi era l&rsquo;ora del maggior movimento;
+e io m&rsquo;andai a piantare sul ponte più alto
+del crocicchio principale.</p>
+
+<p>Si vedevano quattro canali, quattro foreste di
+bastimenti, fiancheggiate da otto file d&rsquo;alberi; le<span class="pagenum"><a name="Page_52" id="Page_52">[52]</a></span>
+strade ingombre di mercanzie e di gente; branchi di
+bestiame che passavan sui ponti; ponti che s&rsquo;alzavano
+o si spezzavano per lasciar passare i bastimenti,
+ed erano appena riabbassati o ricomposti, che
+v&rsquo;irrompeva su un&rsquo;onda di gente, di carrozze e di
+carretti; bastimenti che entravano o uscivano dai
+canali, lucenti come modelli da museo, colle donne
+e i bambini dei marinai sul ponte; barchette che
+guizzavano fra bastimento e bastimento; un via vai
+d&rsquo;avventori nelle botteghe; un gran lavorío di serve
+che lavavano muri e vetrate; e tutto questo movimento
+rallegrato dal riflesso dell&rsquo;acqua, dal verde
+degli alberi, dal rosso delle case, dai mulini altissimi
+che disegnavano lontano la loro cima nera e le
+loro ali bianche sul cielo azzurro; e più ancora, da
+un&rsquo;aria non vista mai in alcun&rsquo;altra città settentrionale,
+di semplicità e di quiete.</p>
+
+<p>Osservai attentamente un bastimento olandese.</p>
+
+<p>Quasi tutti i bastimenti affollati nei canali di
+Rotterdam non fanno altri viaggi che sul Reno e
+in Olanda; hanno un albero solo, e son larghi,
+robusti, e variopinti come barchette da giocattolo.
+Il fasciame della carcassa è per lo più color
+verde d&rsquo;erba montanina, ornato intorno all&rsquo;orlo
+d&rsquo;una striscia rossissima o bianca, o di parecchie
+striscie, che paiono una gran fascia di nastri di
+vario colore. La poppa, per lo più, è dorata. Il tavolato
+del ponte e l&rsquo;albero sono inverniciati e lucidi,
+come il più pulito pavimento di sala. Il rovescio
+dei coperchi delle botole, le secchie, i barili, le an<span class="pagenum"><a name="Page_53" id="Page_53">[53]</a></span>tenne,
+le assicelle, tutto è tinto di rosso, strisciato
+di bianco o di azzurro. Il casotto dove stan le famiglie
+dei marinai è anch&rsquo;esso colorito come un
+chiosco chinese, e ha i suoi vetri limpidissimi e le
+sue tendine bianche ricamate e legate con nastri
+color di rosa. In tutti i ritagli di tempo, marinai,
+donne e fanciulli sono occupati a lavare, a spazzare,
+a strofinare da tutte le parti con una cura infinita;
+e quando poi il loro bastimentino fa la sua uscita
+dal porto tutto fresco e pomposo come un cocchio di
+gala, essi ritti sulla poppa cercano con alterezza un
+muto complimento negli occhi della gente accalcata
+lungo i canali.</p>
+
+<p>Di canale in canale, di ponte in ponte, arrivai
+sino alla diga dei Boompjes, dinanzi alla Mosa, dove
+ferve tutta la vita della grande città commerciale.
+A sinistra si stende una lunga fila di piccoli piroscafi
+variopinti, che partono ogni ora del giorno per
+Dordrecht, per Arnhem, per Gouda, per Schiedam,
+per Brilla, per la Zelanda, e riempiono continuamente
+l&rsquo;aria del suono allegro delle loro campanelle
+e di nuvoletti bianchi di fumo. A destra ci sono
+i grandi bastimenti che fanno il viaggio ai vari
+porti d&rsquo;Europa, frammisti ai bellissimi navigli a
+tre alberi che vanno alle Indie orientali, coi nomi
+scritti a caratteri d&rsquo;oro: Java, Sumatra, Borneo,
+Samarang, che ravvicinano alla fantasia quelle terre
+e quei popoli selvaggi, come un eco di voci lontane.
+Dinanzi, la Mosa percorsa da un gran numero di barchette
+e di barconi, e la riva lontana sulla quale<span class="pagenum"><a name="Page_54" id="Page_54">[54]</a></span>
+s&rsquo;inalza una foresta di faggi, di mulini a vento,
+di torri d&rsquo;officine; e sopra questo spettacolo, un
+cielo inquieto, pieno di bagliori e di oscurità sinistre,
+che si agita e si trasforma, come per imitare
+il movimento operoso della terra.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Rotterdam&mdash;cade qui a proposito il dirlo&mdash;è,
+per importanza commerciale la prima città dell&rsquo;Olanda,
+dopo Amsterdam. Era già una fiorente
+città di commercio nel tredicesimo secolo. Ludovico
+Guicciardini, nella sua opera sui Paesi-Bassi, già
+rammentata, adduce una prova della ricchezza di
+quella città nel decimosesto secolo, dicendo che in
+men d&rsquo;un anno riedificò novecento case ch&rsquo;erano
+state distrutte da un incendio. Il Bentivoglio, nella
+sua storia della guerra di Fiandra, la chiama <i>terra
+delle più grosse e più mercantili che abbia l&rsquo;Olanda</i>.
+Ma la sua maggior prosperità non comincia che dopo
+il 1830, ossia dopo la separazione dell&rsquo;Olanda e del
+Belgio, che parve fruttare a lei tutto quello che fece
+perdere alla sua rivale Anversa. La sua situazione
+è vantaggiosissima. Comunica col mare per la Mosa,
+che conduce nel suo porto, in poche ore, i più grandi
+bastimenti mercantili, e per lo stesso fiume comunica
+col Reno, che le porta dalle montagne della
+Svizzera e della Baviera una immensa quantità di
+legname, foreste intere che vanno in Olanda a trasformarsi
+in navi, in dighe e in villaggi. Più di
+ottanta bellissimi bastimenti vanno e vengono, nello
+spazio di nove mesi, tra Rotterdam e le Indie. Le<span class="pagenum"><a name="Page_55" id="Page_55">[55]</a></span>
+merci vi affluiscono da ogni parte in così grande
+abbondanza, che debbono essere portate in parte
+nelle città vicine. Intanto Rotterdam si allarga; vi
+si stanno costruendo dei vasti magazzini e si lavora
+intorno a un ponte smisurato che attraverserà la
+Mosa e tutta la città, stendendo così la strada ferrata
+che ora s&rsquo;arresta nella riva sinistra del fiume,
+sino alla porta di Delft, dove si congiungerà colla
+strada dell&rsquo;Aja.</p>
+
+<p>Rotterdam, in somma, ha un avvenire più splendido
+che Amsterdam, ed è da molto tempo una
+rivale temuta della sorella maggiore. Non possiede
+le grandi ricchezze della capitale; ma è più industriosa
+nel valersi delle sue; intraprende, ardisce,
+rischia, da città giovane e avventurosa. Amsterdam,
+come un negoziante divenuto cauto dopo essersi
+fatto ricco con imprese ardite, comincia a sonnecchiare
+sui suoi tesori. A Rotterdam, per definire
+in un tratto le tre grandi città dell&rsquo;Olanda, si
+fa fortuna; in Amsterdam, si consolida; all&rsquo;Aja, si
+spende.</p>
+
+<p>Si capisce da questo come Rotterdam debba essere
+guardata un po&rsquo; dall&rsquo;alto in basso dalle altre
+due città; un po&rsquo; considerata come una <i>parvenue</i>,
+anche per un&rsquo;altra ragione: che è mercantessa
+pretta non occupata d&rsquo;altro che dai suoi affari, e
+che ha poca aristocrazia, e quella poca non ricchissima
+e modesta. Amsterdam invece racchiude il fiore
+dell&rsquo;alto patriziato mercantile; Amsterdam ha grandi
+musei di pittura, protegge le arti, è letterata; uni<span class="pagenum"><a name="Page_56" id="Page_56">[56]</a></span>sce,
+in somma, il titolo al sacchetto. Malgrado però
+la sua superiorità, essa è gelosa della sua sorella
+cadetta, e questa di lei; gareggiano e si dispettano;
+<a name="tn56" id="tn56"></a><ins class="correction" title="originale 'quella'">quello</ins> che fa l&rsquo;una fa l&rsquo;altra; quello che il
+Governo accorda all&rsquo;una, l&rsquo;altra lo vuole; in questo
+stesso momento, aprono tutt&rsquo;e due un canale verso
+il mare; due canali dei quali non è ancora ben
+certo se si potranno servire; ma non monta; i bambini
+fanno così:&mdash;Pietro ha un cavallo;&mdash;voglio
+un cavallo anch&rsquo;io; e il Governo, babbo condiscendente,
+deve contentare il grande e il piccino.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Visto il porto, percorsi tutta la diga dei Boompjes,
+sulla quale si stende una schiera non interrotta
+di grandi case nuove, costrutte all&rsquo;uso di Parigi e
+di Londra,&mdash;case che, come da per tutto, gli abitanti
+ammirano e lo straniero non guarda, o guarda
+con dispetto;&mdash;poi tornai indietro, rientrai in città,
+e di canale in canale, di ponte in ponte, riuscii nell&rsquo;angolo
+formato dall&rsquo;Hoog-Straat con uno dei due
+canali lunghissimi che chiudono la città ad oriente.</p>
+
+<p>Quella è la parte più povera della città.</p>
+
+<p>Entrai nella prima strada che vidi e feci parecchi
+giri in quel quartiere, per veder da vicino come
+sta la gente bassa nelle città olandesi. Le strade
+sono strettissime e le case più piccine e più sbilenche
+che in ogni altra parte; di molte si può toccare
+il tetto colle mani; le finestre sono a poco più d&rsquo;un
+palmo da terra; le porte basse da doversi chinare
+per entrarci. Malgrado ciò, non v&rsquo;è la menoma<span class="pagenum"><a name="Page_57" id="Page_57">[57]</a></span>
+apparenza di miseria. Anche là le finestre hanno i
+loro specchietti&mdash;le spie, come si dicono in olandese,&mdash;i
+loro vasi di fiori sul davanzale, difesi da
+cancellatine verdi; le loro tendine bianche; gli usci
+tinti di verde o di azzurro; tutto spalancato, in
+modo che si vedon le camere da letto, le cucine,
+tutti i recessi della casa, stanzette che paiono scatole,
+dove la roba è ammontata come in botteghe
+da rigattieri; ma rami, stoviglie, mobili, tutto pulito
+e luccicante come in case di signori. Passando
+per quelle strade non si trova ombra di sudiciume
+da nessuna parte, non si sente un cattivo odore, non
+si vede nè un cencio nè una mano tesa per chiedere:
+si respira la pulizia e il benessere, e si pensa
+con vergogna ai luridi quartieri dove formicola il
+basso popolo in molte delle nostre città, ed anco
+non nostre, non esclusa Parigi, che ha pure la sua
+strada Mouffetard.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Tornando verso l&rsquo;albergo, passai per la piazza
+del gran mercato, posta nel bel mezzo della città,
+e non meno strana di tutto quello che la circonda.</p>
+
+<p>È una piazza sospesa sull&rsquo;acqua; nello stesso
+punto piazza e ponte; un ponte larghissimo che
+congiunge la diga principale,&mdash;l&rsquo;Hoog-Straat,&mdash;con
+un quartiere della città, circondato da canali.
+Questa piazza aerea è cinta di vecchi edifizi su tre
+dei suoi lati, sull&rsquo;uno dei quali s&rsquo;apre una strada
+lunga, stretta ed oscura, occupata tutt&rsquo;intera da un
+canale che pare una strada di Venezia; ed è aperta<span class="pagenum"><a name="Page_58" id="Page_58">[58]</a></span>
+dal quarto lato sur una specie di bacino formato dal
+canale più largo della città, che comunica direttamente
+colla Mosa. Su questa piazza s&rsquo;innalza, circondata
+da baracche e da carretti, in mezzo a mucchi
+di legumi, d&rsquo;aranci, di tegami, fra una folla di
+rivendugliole e di merciaiuoli, dentro una cancellata
+coperta di stuoie e di cenci, la statua di Desiderius
+Erasmus, la prima gloria letteraria di Rotterdam;
+quel Gerrit Gerritz,&mdash;poichè il nome latino,
+a somiglianza di tutti gli altri grandi scrittori del
+suo tempo, se l&rsquo;era posto egli medesimo;&mdash;quel
+Gerrit Gerritz appartenente, per la sua educazione,
+il suo stile e le sue idee, alla famiglia degli
+umanisti e degli eruditi d&rsquo;Italia, scrittore fine,
+profondo e infaticabile di lettere e di scienze, che
+riempì del suo nome l&rsquo;Europa fra il decimoquinto
+e il decimosesto secolo, che fu colmato di favori dai
+papi, cercato, festeggiato dai principi; e delle cui
+innumerevoli opere, scritte tutte in latino, si legge
+ancora l&rsquo;<i>Elogio della pazzia</i>, dedicato a Tommaso
+Moro. Quella statua di bronzo, innalzata
+nel 1622, rappresenta Erasmo vestito d&rsquo;una pelliccia,
+con un berretto di pelo, un po&rsquo; inclinato innanzi
+come uno che cammina, con un grosso libro aperto
+in mano, nell&rsquo;atto di leggere; e il piedestallo porta
+una doppia iscrizione olandese e latina che lo chiama
+<i>vir sæculi sui primarius</i> e <i>civis omnium præstantissimus</i>.
+E malgrado questo pomposo elogio, il povero
+Erasmo, piantato là come una guardia municipale
+in mezzo al mercato, fa compassione. Non<span class="pagenum"><a name="Page_59" id="Page_59">[59]</a></span>
+v&rsquo;è, io credo, sulla faccia della terra un&rsquo;altra
+statua di letterato che sia come la sua trascurata
+da chi passa, disprezzata da chi la circonda, commiserata
+da chi la guarda. Ma chi sa che Erasmo,
+da quell&rsquo;arguto filosofo che fu e che dev&rsquo;essere ancora,
+non si contenti di quel cantuccio, tanto più
+che non è lontano da casa sua, se la tradizione non
+tradisce. In una stradetta vicino alla piazza, nel
+muro d&rsquo;una piccola casa occupata da una taverna,
+si vede dentro una nicchia una statuetta di bronzo
+che rappresenta il grande scrittore, e sotto la nicchia
+l&rsquo;iscrizione <i>Hæc est parva domus magnus qua
+natus Erasmus</i>; che forse otto su dieci Rotterdamesi
+non hanno mai letta nè vista.</p>
+
+<p>In un angolo di quella stessa piazza, v&rsquo;è una
+piccola casa chiamata la <i>casa della paura</i>, sopra un
+muro della quale si vede un&rsquo;antica pittura di cui
+non ricordo il soggetto. Il nome di casa della paura
+le fu posto, stando alla tradizione, perchè i più cospicui
+personaggi vi si ricoverarono quando gli Spagnuoli
+diedero il sacco alla città, e vi rimasero
+chiusi tre giorni interi senza mangiare. E non è
+quella la sola memoria degli Spagnuoli che si conservi
+a Rotterdam. Molti edifizi, costrutti al tempo
+della loro dominazione, rammentano la maniera d&rsquo;architettura
+che s&rsquo;usava allora nella Spagna; e parecchi
+portano ancora iscrizioni spagnuole. Nelle
+città d&rsquo;Olanda le iscrizioni sulle case sono molto
+comuni. Le case si gloriano della loro vecchiezza
+come le bottiglie di vino, e mostrano la data della<span class="pagenum"><a name="Page_60" id="Page_60">[60]</a></span>
+loro costruzione scritta in grandi caratteri nel mezzo
+della facciata.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Sulla piazza del mercato potei osservare con tutto
+comodo gli orecchini delle donne, i quali sono una
+cosa da meritare che se ne parli minutamente.</p>
+
+<p>A Rotterdam non vidi che gli orecchini in uso
+nell&rsquo;Olanda meridionale; ma anche solo in questa
+provincia, la varietà è grandissima. Si somigliano
+però tutti in questo, che invece di essere appesi all&rsquo;orecchio,
+sono appesi alle due estremità d&rsquo;un cerchio
+metallico, d&rsquo;oro o d&rsquo;argento o di rame dorato,
+che cinge la testa come un mezzo diadema, e viene
+a terminare sulle tempie. Gli orecchini più comuni
+hanno la forma d&rsquo;una spirale a cinque o sei giri,
+sovente larghissimi, e sono attaccati in modo alle
+due estremità del cerchio, che sporgono innanzi al
+viso come le gambe di un paio d&rsquo;occhiali. Molte
+donne portano ancora appesi a queste spirali due
+orecchini della forma ordinaria, ma più grandi, i
+quali scendono quasi fino a toccare il seno e dondolano
+dinanzi alle guance come le gingioliere dei
+bovi. Altre hanno il cerchio d&rsquo;oro che cinge anche
+la fronte ed è cesellato, ornato di fiorami in rilievo,
+di borchiette, di bottoni. Quasi tutte portano i capelli
+lisci e compressi, e una cuffia bianca ricamata
+od ornata di trina che copre e stringe la testa come
+una cuffia da notte e scende in forma di velo pure
+trinato e ricamato intorno al collo e sulle spalle.
+Questo velo svolazzante all&rsquo;uso arabo e quegli orec<span class="pagenum"><a name="Page_61" id="Page_61">[61]</a></span>chini
+spropositati e stravaganti, dànno a queste
+donne un aspetto tra regale e barbaresco, che, se
+non fossero bianche come sono, le farebbe pigliare
+per donne di qualche paese selvaggio, che avessero
+conservato del loro costume nativo l&rsquo;ornamento del
+capo. Non mi meraviglio che certi viaggiatori, al
+vedere per la prima volta quegli orecchini, abbiano
+creduto che fossero ad un tempo un ornamento e
+uno strumento, e abbiano chiesto a che cosa servissero.
+Ma si può anche supporre che siano fatti così
+per un altro scopo: che servano cioè come armi di
+difesa al pudore femminile, perchè un impertinente
+che avvicinasse troppo il viso, incontrerebbe quell&rsquo;impedimento
+almeno quattro dita prima di giungere
+a toccare la guancia. Questi orecchini, portati
+particolarmente dalle donne del contado, son quasi
+tutti d&rsquo;oro e costano, grandi come sono e poi col
+cerchio e gli altri accessorii, una bella somma; ma
+dei contadini olandesi vidi ben altre ricchezze nelle
+mie passeggiate in campagna.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Vicino alla piazza del mercato v&rsquo;è la Cattedrale,
+fondata verso la fine del decimoquinto secolo, al
+tempo della decadenza dell&rsquo;architettura ogivale:
+allora chiesa cattolica, dedicata a san Lorenzo, ora
+la prima chiesa protestante della città. Il protestantesimo,
+vandalo della religione, entrò nella chiesa
+antica col piccone e col pennello dell&rsquo;imbianchino,
+ruppe, scrostò, sdorò, intonacò, lacerò con pedantesco
+fanatismo tutto quello che vi rinvenne di bello<span class="pagenum"><a name="Page_62" id="Page_62">[62]</a></span>
+e di splendido, e la ridusse un edifizio nudo, bianco,
+freddo, quale avrebbe dovuto essere, al tempo degli
+<i>Dei falsi e bugiardi</i>, un tempio consacrato alla Dea
+della Noia. Un organo immenso, composto di quasi cinquemila
+canne, che rende, fra gli altri suoni, l&rsquo;effetto
+dell&rsquo;eco; alcune tombe d&rsquo;ammiragli ornate di lunghi
+epitaffi olandesi e latini; molti banchi, qualche ragazzo
+col cappello in capo, un gruppo di donne che
+chiacchieravano ad alta voce, un vecchietto col sigaro
+in bocca in un canto: non vidi altro. Quella era la
+prima chiesa protestante in cui mettevo il piede e
+confesso che mi fece un senso sgradevole, misto un
+po&rsquo; di tristezza e di scandalo. Confrontai quell&rsquo;aspetto
+di chiesa devastata colle magnifiche cattedrali d&rsquo;Italia
+e di Spagna, dove sulle pareti rischiarate d&rsquo;una
+luce soave e misteriosa, a traverso le nuvole d&rsquo;incenso,
+s&rsquo;incontrano gli sguardi amorosi degli angioli
+e delle sante, che ci mostrano il cielo; dove
+si vedono tante immagini d&rsquo;innocenza che rasserenano,
+tante immagini di dolore che aiutano a soffrire,
+che ispirano la rassegnazione, la pace, la dolcezza
+del perdono; dove il povero senza tetto e senza
+pane, respinto dalla porta del ricco, può pregare
+fra i marmi e gli ori, come in una reggia, nella
+quale non è disdegnato, fra uno splendore e una
+pompa che non lo umilia, che anzi onora e conforta
+la sua miseria; quelle cattedrali, in fine, dove c&rsquo;inginocchiammo
+da fanciulli accanto a nostra madre,
+e sentimmo per la prima volta una dolce sicurezza
+di riviver un giorno con lei in quei profondi spazi<span class="pagenum"><a name="Page_63" id="Page_63">[63]</a></span>
+azzurri che vedevamo dipinti nelle cupole sospese
+sul nostro capo. Confrontando quella chiesa con queste
+cattedrali, mi accorsi ch&rsquo;ero assai più cattolico
+che non credessi, e sentii la verità di quelle parole
+del Castelar:&mdash;Ebbene, sì, sono razionalista: ma se
+un giorno dovessi tornare in seno ad una religione,
+tornerei a quella splendida dei miei padri, e non a
+codesta religione squallida e nuda, che rattrista i
+miei occhi e il mio cuore!</p>
+
+<p>Dall&rsquo;alto della torre si vede con un colpo d&rsquo;occhio
+tutta la città di Rotterdam coi suoi piccoli
+tetti rossi ed acuti, i suoi larghi canali, i suoi bastimenti
+sparpagliati fra le case, e tutt&rsquo;intorno alla
+città, una pianura sconfinata e verdissima, percorsa
+da canali fiancheggiati d&rsquo;alberi, sparsa di mulini
+a vento, di villaggi nascosti in mezzo a mucchi di
+verzura, che non mostrano che la punta dei loro
+campanili. In quel momento il cielo era sereno, si
+vedevano luccicare le acque della Mosa dalle vicinanze
+di Bois-le-Duc fino quasi alla sua foce; si scorgevano
+i campanili di Dordrecht, di Leida, di Delft,
+dell&rsquo;Aja, di Gouda; ma da nessuna parte, nè vicino
+nè lontano, una collina, un rialto di terra, una
+curva che interrompesse la linea diritta rigidissima
+dell&rsquo;orizzonte. Era come un mare verde ed
+immobile, sul quale i campanili rappresentavano
+alberi di bastimenti ancorati. L&rsquo;occhio spaziava su
+quell&rsquo;immenso piano quasi riposandosi, ed io provavo
+per la prima volta quel sentimento indefinibile
+che ispira la campagna olandese, che non è<span class="pagenum"><a name="Page_64" id="Page_64">[64]</a></span>
+tristezza, nè piacere, nè noia, ma un misto di tutte
+e tre queste cose, che ci tien là molto tempo immobili,
+senza saper che cosa si guarda e a che cosa
+si pensa.</p>
+
+<p>Tutt&rsquo;a un tratto fui scosso da una musica bizzarra
+che non capii subito di dove venisse. Erano
+campane che suonavano un&rsquo;arietta allegra con note
+argentine, le quali ora scoccavano lente che pareva
+si staccassero a fatica l&rsquo;una dall&rsquo;altra, ora prorompevano
+in gruppi, in fioriture strane, in trilli,
+in scoppi sonori; una musica saltellante e piena di
+ghiribizzi, che aveva qualcosa di primitivo come la
+città variopinta, sulla quale si spandevan le sue
+note a guisa d&rsquo;uno stormo d&rsquo;uccelli; e anzi consuonava
+così al carattere della città, che pareva
+la sua voce naturale, un&rsquo;eco della vita antica di
+quella gente, che faceva pensare al mare, alla solitudine,
+alle capanne, e nello stesso tempo destava
+il riso e toccava il cuore. All&rsquo;improvviso la musica
+cessò e sonarono le ore. In quello stesso punto altri
+campanili lanciavano nell&rsquo;aria altre ariette delle
+quali mi arrivavano appena all&rsquo;orecchio le note più
+acute, e finite le ariette, suonavan le ore come il
+primo. Questo concerto aereo, come seppi poi, e me
+ne fu spiegato il meccanismo, si ripete ad ogni ora
+del giorno e della notte, in tutti i campanili dell&rsquo;Olanda;
+e sono arie di canzoni nazionali, di salmi,
+d&rsquo;opere italiane e tedesche. Così in Olanda l&rsquo;ora
+canta, come per distrarre la mente dal pensiero triste
+del tempo che fugge, e canta la patria, la reli<span class="pagenum"><a name="Page_65" id="Page_65">[65]</a></span>gione
+e l&rsquo;amore, con un&rsquo;armonia che sorvola a tutti
+i rumori della terra.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Ora, per continuare a dire per ordine quello che
+vidi e quello che feci, devo condurre chi legge in
+un caffè e pregarlo d&rsquo;assistere al mio primo desinare
+olandese.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Gli Olandesi mangiano molto. Il maggior piacere
+che si pigli da loro, come dice il cardinale Bentivoglio,
+è fra i conviti e le tavole. Ma non sono golosi, son
+voraci; tirano alla quantità più che alla qualità.
+Fin dai tempi antichi, erano canzonati dai loro
+vicini, non soltanto per la ruvidezza dei loro costumi,
+ma per la semplicità del loro nutrimento:
+si chiamavano mangiatori di latte e di formaggio.
+Mangiano generalmente cinque volte al giorno. Di
+levata, tè, caffè, latte, pane, cacio, burro; poco
+prima di mezzogiorno una buona colezione; prima
+di pranzo, quello che si direbbe uno spuntino,
+cioè un bicchier di liquore e qualche biscotto; poi
+un gran pranzo; e la sera tardi il pusigno, per
+usare la parola propria, ossia qualche cosuccia,
+tanto per non andare a letto collo stomaco ozioso.
+Mangiano poi in comune in molte occasioni non
+parlo di nascite e di matrimoni, che è uso di tutti
+i paesi; ma, per esempio, di sepolture: usando che
+gli amici e i conoscenti che hanno accompagnato il
+convoglio funebre, riconducano la famiglia del defunto
+a casa, e là siano invitati a mangiare e a bere,<span class="pagenum"><a name="Page_66" id="Page_66">[66]</a></span>
+e facciano per solito molto onore ai loro ospiti. La
+pittura olandese, quando non ci fosse altra testimonianza,
+è là per provarci la parte principalissima
+che ebbe sempre la tavola nella vita di quel popolo.
+Oltre gl&rsquo;infiniti quadri di soggetti casalinghi, nei
+quali si direbbe che il piatto e la bottiglia sono i
+protagonisti, quasi tutti i grandi quadri che rappresentano
+personaggi storici, borgomastri, guardie civiche,
+li mostrano seduti a tavola in atto di mordere,
+di tagliare, di mescere. Persino il loro eroe,
+Guglielmo il Taciturno, l&rsquo;incarnazione della nuova
+Olanda, incarnò pure quest&rsquo;amor nazionale della tavola,
+ed ebbe il primo cuoco dei suoi tempi; un così
+grande artista che i principi tedeschi mandavano dei
+principianti a perfezionarsi alla sua scuola, e Filippo
+II, in uno di quei periodi d&rsquo;apparente riconciliazione
+col suo mortale nemico, glielo chiese in regalo.</p>
+
+<p>Ma, come dissi, il carattere principale della cucina
+olandese è l&rsquo;abbondanza, non la raffinatezza.
+I Francesi, che sono buongustai, ci trovano molto a
+ridire. Mi ricordo d&rsquo;uno scrittore di certe <i>Mémoires
+sur la Hollande</i>, che inveisce con impeto lirico contro
+il mangiare degli Olandesi, dicendo:&mdash;Cos&rsquo;è
+questo mangiar zuppe alla birra? questo mescolar
+carne e confetti? questo divorar tanta carne senza
+pane?&mdash;Altri scrittori di libri sull&rsquo;Olanda hanno
+parlato dei loro desinari in quel paese, come di sventure
+domestiche. È superfluo il dire che son tutte
+esagerazioni. Alla cucina olandese si può abituare in
+poco tempo anche una bocca ultradelicata. Il fondo<span class="pagenum"><a name="Page_67" id="Page_67">[67]</a></span>
+del desinare è sempre un piatto di carne, col quale
+si servono altri quattro o cinque piatti di salumi
+e di legumi, che ognuno mescola e combina a modo
+suo col piatto principale. Le carni sono squisite e
+i legumi squisitissimi, e cucinati in mille maniere
+diverse: degni di menzione particolare la patate
+e i cavoli, e ammirabile l&rsquo;arte di far le frittate.
+Non parlo della caccia, dei pesci, dei latticini, del
+burro, perchè ne parla la fama; e taccio, per non
+lasciarmi vincere dall&rsquo;entusiasmo, di quel celebrato
+formaggio, nel quale, quando s&rsquo;è fatto tanto di ficcare
+il coltello, si continua a infierire con una sorta
+di furore crescente, menando fendenti e puntate, e
+abbandonandosi a ogni specie di lavori d&rsquo;intaglio e
+di scavo, finchè è vuota la forma, e il desiderio
+aleggia ancora sulle rovine.</p>
+
+<p>Uno straniero che desina per la prima volta in
+una trattoria olandese vede parecchie novità. Prima
+d&rsquo;ogni cosa, dei piatti d&rsquo;una grandezza e d&rsquo;uno
+spessore straordinarii, proporzionati all&rsquo;appetito nazionale;
+e in molti luoghi, una salvietta di carta
+bianca sottilissima, piegata a tre punte, contornata
+di fiori a stampa, con un piccolo paesaggio agli
+angoli, e il nome del caffè o della trattoria o un
+<i>Bon appetit</i> stampato in grandi caratteri azzurri.
+Lo straniero, per essere sicuro del fatto suo, ordina
+un rosbiffe, e gliene portano una mezza dozzina
+di fette grandi come una foglia di cavolo; o
+una bistecca, e gli portano un cuscinetto di carne
+sanguinosa che basterebbe a saziare una famiglia;<span class="pagenum"><a name="Page_68" id="Page_68">[68]</a></span>
+o del pesce, e gli portano un animale lungo come
+la tavola; e con ciascuna di queste cose, una montagnola
+di patate bollite e un vasettino di mostarda
+vigorosa. Di pane, una fettina un po&rsquo; più grande di
+uno scudo, e sottile come una cartilagine; cosa spiacevole
+per noi latini, che divoriamo il pane come
+accattoni; così che in una trattoria olandese ci tocca
+a domandarne ogni momento, con grande stupore
+dei camerieri. Con uno di quei tre piatti, e un bicchier
+di birra di Baviera o di birra d&rsquo;Amsterdam,
+un galantuomo può dire di aver desinato. Di vino,
+chi per poco abbia il granchio alla borsa, in Olanda
+non se ne discorre, perchè è caro assaettato; ma
+siccome là le borse son gonfie, così quasi tutti gli
+Olandesi dal mezzo ceto in su, ne bevono; e ci son
+certo pochi paesi dove si trovi la varietà e l&rsquo;abbondanza
+di vini stranieri che si trova in Olanda: francesi
+e del Reno particolarmente.</p>
+
+<p>Chi, dopo desinare, vuol dei liquori, in Olanda
+trova il fatto suo. Non c&rsquo;è bisogno di dire che i liquori
+olandesi sono famosi nel mondo, e che è famosissimo
+per tutti il schiedam, estratto di ginepro, così chiamato
+dalla piccola città di Schiedam, distante poche
+miglia da Rotterdam, nella quale si trovano più
+di duecento fabbriche; e per dare un&rsquo;idea del lavoro
+che vi si fa, basta dire che colla feccia della materia
+distillata, si nutriscono anno per anno trentamila
+bestie suine. Questo schiedam famoso, la
+prima volta che si assaggia, fa giurare e spergiurare
+che non se ne beverà più una goccia se si<span class="pagenum"><a name="Page_69" id="Page_69">[69]</a></span>
+campasse cent&rsquo;anni; ma chi ne ha bevuto, come
+dice il proverbio francese, ne beverà; e si comincia
+a provarlo con un mucchio di zucchero; e poi con
+un po&rsquo; meno; e poi senza, finchè, <i>horribile dictu</i>,
+col pretesto dell&rsquo;umidità e della nebbia, se ne tracannano
+due bicchierini con una disinvoltura da marinai.
+Vien dopo per ordine di nobiltà il curaçò, liquore
+fine, femmineo, men vigoroso dello schiedam,
+ma assai più di quel dolciume nauseabondo che si
+spaccia in altri paesi colla raccomandazione del suo
+nome. Dopo il curaçò altri moltissimi, di tutte le
+gradazioni di forza e di sapore, coi quali un bevitore
+esperto si può dare, a sua fantasia, tutte le
+sfumature dell&rsquo;ebbrezza; l&rsquo;ebbrezza gentile, la forte,
+la chiassosa, la cupa&mdash;e disporre in modo il suo
+cervello da vedere il mondo nell&rsquo;aspetto che convien
+meglio al suo umore, come si farebbe con uno
+strumento ottico, cambiando il colore delle lenti.</p>
+
+<p>La prima volta che si desina in Olanda c&rsquo;è una
+sorpresa curiosa al momento di pagare lo scotto. Io
+avevo fatto un desinare scarso per un batavo, ma
+per un italiano, abbondantino, e con quel che sapevo
+del gran caro d&rsquo;ogni cosa in Olanda, m&rsquo;aspettavo
+una di quelle sonate, alle quali, come dice
+Teofilo Gauthier, la sola risposta ragionevole da
+darsi è una pistolettata. Fui dunque gratamente meravigliato
+quando il cameriere mi disse che dovevo
+pagare <i>quarante sous</i>, e siccome nelle città grandi
+dell&rsquo;Olanda tutte le monete corrono, misi sulla tavola
+quaranta soldi in argento francese, e aspettai,<span class="pagenum"><a name="Page_70" id="Page_70">[70]</a></span>
+per dar tempo all&rsquo;amico di ravvedersi, nel caso che
+si fosse ingannato. Ma l&rsquo;amico guardò quel denaro
+senza alcun segno di ravvedimento, e disse con la
+più gran serietà:&mdash;Ancora altri quaranta soldi.&mdash;Scattai
+sulla seggiola domandando una spiegazione;
+e la spiegazione, ahimè, fu semplicissima. L&rsquo;unità
+monetaria, in Olanda, è il fiorino, che corrisponde a
+due lire nostre e quattro centesimi; per il che il
+centesimo e il soldo olandesi corrispondono a qualcosa
+di più del doppio del centesimo e del soldo nostro;
+onde l&rsquo;inganno e il disinganno.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Rotterdam, la sera, presenta un aspetto impreveduto
+a uno straniero. Mentre nelle altre città
+settentrionali a una cert&rsquo;ora la vita si raccoglie nelle
+case, a Rotterdam, a quella stess&rsquo;ora, si espande
+nelle strade. L&rsquo;Hoog-Straat è percorsa fino a notte
+avanzata da una folla fittissima, le botteghe sono
+aperte,&mdash;perchè le serve vanno a far la spesa la
+sera;&mdash;i caffè sono affollati. I caffè olandesi hanno
+una forma particolare. Son per lo più una sala
+unica, lunga, divisa per mezzo da una tenda verde,
+che s&rsquo;abbassa verso sera e nasconde, come un telone
+da teatro, tutta la parte di dietro, la quale
+è la sola illuminata; la parte davanti, separata
+dalla strada da una grande vetrata, rimane al buio,
+in maniera che dal di fuori non vi si vede che delle
+forme nere, e un luccichio di punte di sigari che
+paion lucciole; e tra quelle forme nere, qualche profilo
+vago di donna, a cui non conviene la luce.<span class="pagenum"><a name="Page_71" id="Page_71">[71]</a></span></p>
+
+<p>Dopo i caffè, dan nell&rsquo;occhio, come a Rotterdam
+in tutte le città d&rsquo;Olanda, le botteghe dei tabaccai.
+Ce n&rsquo;è una, si può dire, a ogni passo; e sono senza
+paragone le più belle d&rsquo;Europa; non escluse le grandi
+botteghe di tabacchi d&rsquo;Avana di Madrid. I sigari
+sono chiusi in scatole di legno, su ciascuna delle
+quali è attaccato un ritratto a stampa del re e della
+regina, o di qualche illustre cittadino olandese; e tutte
+queste scatole sono ammontate nelle vetrine altissime,
+in mille forme architettoniche, come di torri,
+di campanili, di tempietti, di scale a chiocciola, che
+s&rsquo;inalzano da terra fin quasi al soffitto. In queste
+botteghe, risplendenti di fiammelle come botteghe di
+Parigi, si trovan sigari di tutte le forme e di tutti
+i sapori; e il tabaccaio cortese ve li porge in una
+apposita busta di carta velina, dopo averne spuntato
+uno con una macchinetta.</p>
+
+<p>Le botteghe olandesi sono illuminate sfarzosamente;
+e benchè non presentino per sè stesse alcuna
+differenza da quelle delle altre grandi città
+europee, offrono però un aspetto particolare, di notte,
+per il contrasto che ne riesce fra il pian terreno e
+la parte superiore delle case. Sotto è tutto vetri, lumi,
+colori, splendori; sopra son quelle facciate cupe,
+con quelle punte, con quegli scalini, con quelle curve;
+la parte superiore della casa è la vecchia Olanda,
+semplice, buia e silenziosa; il pian terreno è la vita
+nuova, la moda, il lusso, l&rsquo;eleganza. Oltre a questo,
+siccome le botteghe, essendo tutte le case strettissime,
+occupano l&rsquo;intero piano terreno, e sono per lo<span class="pagenum"><a name="Page_72" id="Page_72">[72]</a></span>
+più tanto fitte che si toccano le une le altre, così
+di notte nelle strade come l&rsquo;Hoog-Straat, non si
+vede quasi punto muro dal primo piano in giù, e
+sembra che le case sian tutte sorrette dalle vetrine,
+e le vetrine si confondono tutte da lontano in due
+larghe striscie fiammeggianti che fiancheggiano la
+strada come due siepi accese e l&rsquo;inondano di luce,
+in modo che vi si troverebbe uno spillo.</p>
+
+<p>Passeggiando per le strade di Rotterdam, la sera,
+si vede che è una città riboccante di vita, che si
+espande; una città, sto per dire, adolescente, nel
+periodo della crescenza, la quale, come una persona
+nei suoi panni, si sente d&rsquo;anno in anno più allo
+stretto nelle sue case e nelle sue strade. I suoi centoquattordici
+mila abitanti saranno forse duecentomila
+in un avvenire non lontano. Le strade secondarie
+sono formicai di bimbi; ce n&rsquo;è un ripieno, un ribocco,
+che rallegra gli occhi ed il cuore. Per le vie
+di Rotterdam spira un non so che aria di festa. Quei
+visotti bianchi e rossi delle serve, di cui si vedono
+spuntare da tutte le parti le cuffiette bianche, quei
+faccioni sereni di negozianti che sorbiscono lentamente
+dei grandi bicchieri di birra, quelle contadine
+coi grossi orecchini d&rsquo;oro, quella pulizia, quei
+fiori alle finestre, quella folla operosa e tranquilla,
+danno a Rotterdam un aspetto di salute e di pace
+contenta, che fa venir sulle labbra il <i>Te beata</i> dei
+<i>Sepolcri</i>, non col grido dell&rsquo;entusiasmo, ma col
+sorriso della simpatia.</p>
+
+<p>Rientrando all&rsquo;albergo, vidi tutt&rsquo;una famiglia<span class="pagenum"><a name="Page_73" id="Page_73">[73]</a></span>
+francese ferma in un corridoio ad ammirare i chiodi
+d&rsquo;una porta che parevan tanti bottoni d&rsquo;argento.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>La mattina seguente appena levato, mi affacciai
+alla finestra, ch&rsquo;era al secondo piano, e vedendo i
+tetti delle case dirimpetto, riconobbi, con meraviglia,
+che il Bismark era da scusarsi se aveva creduto di
+veder dei fantasmi sui tetti delle case di Rotterdam.
+Sulle rocche di cammino, in fatti, di tutte le case
+antiche, s&rsquo;alzano dei tubi curvi o diritti, sovrapposti
+di traverso gli uni agli altri, incrociati e ricrociati
+in forma di braccia aperte, di forche, di corna smisurate,
+di atteggiamenti impossibili, da far pensare
+che abbiano un significato, che sian come un richiamo
+misterioso da casa a casa, e che di notte si debbano
+muovere con uno scopo.</p>
+
+<p>Scesi nell&rsquo;Hoog-Straat, era giorno di festa, si vedevano
+le poche botteghe aperte; ma nemmen quelle
+poche, mi dissero gli stessi Olandesi, si sarebbero
+viste non molti anni fa: l&rsquo;osservanza del precetto
+religioso, ch&rsquo;era rigorosissima, si comincia a rilassare.
+Vidi piuttosto un segno di festa nel vestire
+della gente, e specialmente degli uomini. Gli uomini,
+soprattutto delle classi inferiori (e osservai
+questo anche nelle altre città) hanno una manifesta
+simpatia per gli abiti neri, e li sfoggiano
+per lo più la domenica: cravatta nera, calzoni
+neri e certe palandrane nere che toccan quasi il
+ginocchio; costume che coll&rsquo;andatura lenta e il
+viso grave, dà loro un&rsquo;aria di sindaci di villag<span class="pagenum"><a name="Page_74" id="Page_74">[74]</a></span>gio
+che vadano ad assistere a un <i>Te Deum</i> ufficiale.</p>
+
+<p>Ma quello che mi stupì fu di vedere, a quell&rsquo;ora,
+quasi tutte le persone che incontravo, signori e povera
+gente, uomini e ragazzi, col sigaro in bocca.
+Questa malaugurata abitudine di <i>sognare da svegli</i>,
+come scriveva Emilio Girardin, quando faceva la
+guerra ai fumatori, occupa una così larga parte
+nella vita degli Olandesi, che bisogna dirne qualchecosa.</p>
+
+<p>Il popolo olandese è forse di tutti i popoli del
+settentrione quello che fuma di più. L&rsquo;umidità del
+clima gliene fanno quasi un bisogno; il prezzo moderatissimo
+del tabacco rende possibile a tutti di soddisfarlo.
+Per mostrare quanto sia radicata quest&rsquo;abitudine,
+basti dire che i barcaioli del <a name="tn74" id="tn74"></a><ins class="correction" title="originale 'treschkuit'"><i>trekschuit</i></ins>, che
+è la diligenza acquatica dell&rsquo;Olanda, misurano le
+distanze col fumo. Di qui, dicono, alla tal città, ci
+sono, non tante miglia, ma tante pipate. Quando
+s&rsquo;entra in una casa, dopo il primo saluto, l&rsquo;ospite
+vi porge un sigaro; quando uscite, ve ne porge un
+altro, qualche volta ve ne riempie le tasche. Per le
+strade si vedon persone che accendono un sigaro col
+mozzicone ancora acceso dell&rsquo;ultimo fumato, senza
+soffermarsi, con aria di gente affaccendata, per la
+quale è ugualmente rincrescevole di perdere un
+minuto di tempo e una boccata di fumo. Moltissimi
+s&rsquo;addormentano col sigaro in bocca, accendono
+il sigaro quando si svegliano durante la notte
+e lo riaccendono la mattina prima di mettere i<span class="pagenum"><a name="Page_75" id="Page_75">[75]</a></span>
+piedi fuori del letto. Un olandese, scriveva il Diderot,
+è un lambicco vivente; e pare infatti che il fumare
+sia per lui quasi una funzione necessaria della
+vita. Molti dissero che tutto questo fumo gli annebbia
+l&rsquo;intelligenza. Eppure se v&rsquo;è un popolo, come
+osserva giustamente l&rsquo;Esquiroz, che abbia un&rsquo;intelligenza
+netta e precisa al più alto grado, è il popolo
+olandese. D&rsquo;altra parte in Olanda, il sigaro non
+è scusa all&rsquo;ozio, nè si fuma per <i>sognare da svegli</i>;
+ognuno fa i fatti suoi cacciando fuori dei nuvoletti
+bianchi dalla bocca, regolarmente, come il tubo di
+un fornello d&rsquo;officina, e il sigaro, invece d&rsquo;essere
+una distrazione, è uno stimolo e un aiuto al lavoro.
+Il fumo, mi disse un olandese, è il nostro secondo
+fiato; e un altro mi definì il sigaro: il sesto dito
+della mano.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Qui, a proposito di tabacco, vorrei raccontare la
+vita e la morte d&rsquo;un famoso fumatore olandese; ma
+temo un po&rsquo; le scrollate di spalla de&rsquo; miei amici olandesi,
+i quali mi raccontarono quella vita e quella
+morte, lamentandosi appunto che gli stranieri, che
+scrivon dell&rsquo;Olanda, lascin da parte delle cose importanti
+ed onorevoli per il paese, per occuparsi di
+corbellerie di quella natura.</p>
+
+<p>Ma tant&rsquo;è, mi pare una corbelleria così nuova
+che non posso tenermela nella penna.</p>
+
+<p>V&rsquo;era dunque una volta un ricco signore dei
+dintorni di Rotterdam, il quale si chiamava Van
+Klaës, ed era soprannominato papà gran pipa, per<span class="pagenum"><a name="Page_76" id="Page_76">[76]</a></span>chè
+era vecchio, grosso e gran fumatore. La tradizione
+racconta ch&rsquo;egli aveva fatto fortuna, da onesto
+negoziante, nelle Indie, e ch&rsquo;era un uomo di
+miti costumi e di buon cuore. Tornato dalle Indie,
+s&rsquo;era fatto fabbricare un bellissimo palazzo vicino
+a Rotterdam, e in questo palazzo aveva raccolto e
+disposto in forma di Museo tutti i modelli di pipe
+che vide il sole, in tutti i paesi e in tutti i tempi,
+da quelle che servivano agli antichi barbari per fumare
+la canapa alle splendide pipe di schiuma e
+d&rsquo;ambra sopraccaricate di figurine e cerchiellate
+d&rsquo;oro che si ammirano nelle più belle botteghe di
+Parigi. Il Museo era aperto agli stranieri, e ad ognuno
+che lo visitasse, il signor Van Klaës, dopo aver
+sfoggiato la sua vasta erudizione fumatoria, riempiva
+le tasche di sigari e di tabacco e regalava un
+catalogo del Museo con una copertina di velluto.</p>
+
+<p>Il signor Van Klaës fumava cento cinquanta
+grammi di tabacco al giorno, e morì all&rsquo;età di novantott&rsquo;anni;
+così che, fatto il conto colla supposizione
+che abbia cominciato a fumare di diciotto
+anni, in tutto il corso della sua vita egli ne fumò
+quattromila trecento ottantatrè chilogrammi; colla
+quale quantità di tabacco, si forma una striscia
+nera non interrotta della lunghezza di venti leghe
+francesi. Con tutto ciò il signor Van Klaës si mostrò
+assai più grande fumatore in morte che in vita. La
+tradizione ha conservato tutti i particolari della
+sua fine. Gli mancavan pochi giorni a compire il
+novantottesimo anno, quando egli sentì improvvi<span class="pagenum"><a name="Page_77" id="Page_77">[77]</a></span>samente
+che quell&rsquo;anno sarebbe stato l&rsquo;ultimo.
+Mandò a chiamare il suo notaio, ch&rsquo;era pure un
+fumatore emerito, e senz&rsquo;altro preambolo: &ldquo;Notaro
+mio&rdquo; gli disse &ldquo;riempite la mia pipa e la vostra; io
+mi sento morire.&rdquo; Il notaio riempì le pipe, le accesero
+e il signor Van Klaës dettò il suo testamento,
+che diventò poi celebre in tutta l&rsquo;Olanda.</p>
+
+<p>Dopo aver disposto d&rsquo;una gran parte del suo
+avere a favore di parenti, d&rsquo;amici e d&rsquo;ospizi, dettò
+i seguenti articoli:</p>
+
+<p>Voglio che tutti i fumatori del paese siano invitati
+ai miei funerali con tutti i mezzi possibili:
+giornali, lettere private, circolari, annunzi. Ogni fumatore
+che si renderà all&rsquo;invito, riceverà in dono
+dieci libbre di tabacco e due pipe, sulle quali siano
+incisi il mio nome, le mie armi e la data della
+mia morte. I poveri del distretto che accompagneranno
+il mio feretro, riceveranno ogni anno, il
+giorno anniversario della mia morte, un gran pacco
+di tabacco. A tutti coloro che assisteranno al funerale,
+metto per condizione, se vogliono partecipare
+ai benefizi del mio testamento, che fumino senza
+interruzione per tutta la durata della cerimonia.
+Il mio corpo sarà chiuso in una cassa rivestita internamente
+del legno delle mie vecchie scatole dei
+sigari d&rsquo;Avana. In fondo alla cassa, sarà deposta una
+scatola di tabacco francese detto <i>caporal</i> e un pacco
+del nostro vecchio tabacco olandese. Al mio fianco,
+sarà messa la mia pipa prediletta e una scatola di
+fiammiferi.... perchè non si sa mai quello che possa<span class="pagenum"><a name="Page_78" id="Page_78">[78]</a></span>
+accadere. Portato il feretro al cimitero, tutte le persone
+del corteggio, prima d&rsquo;andarsene, gli sfileranno
+dinanzi e vi getteranno sopra la cenere della loro pipa.</p>
+
+<p>Le ultime volontà del signor Van Klaës furono
+rigorosamente compiute; i funerali riescirono splendidi
+e velati da una fitta nebbia di fumo; la cuoca
+del defunto, che si chiamava Gertrude, alla quale
+il padrone aveva lasciato, con un codicillo, una rendita
+considerevole, a patto che vincesse la sua ostinata
+avversione al tabacco, accompagnava la processione
+con un sigaretto di carta fra le labbra; i
+poveri benedissero la memoria del benefico signore,
+e tutto il paese risonò delle sue lodi, come risuona
+oggi ancora della sua fama.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Passando lungo un canale, vidi, con nuovi effetti,
+uno di quei rapidi cambiamenti di tempo che avevo
+visti il giorno innanzi. Tutt&rsquo;a un tratto il sole dispare,
+quell&rsquo;infinita varietà di colori ridenti si offusca,
+e comincia a soffiare un venticello d&rsquo;autunno.
+Allora alla quiete allegra di poc&rsquo;anzi succede da
+tutte le parti e in ogni cosa una sorta d&rsquo;agitazione
+paurosa. I rami degli alberi stormiscono, le bandierine
+dei bastimenti ondeggiano, le barchette legate
+alle palafitte saltellano, le acque tremolano, i mille
+oggetti appesi alle case dondolano, le braccia dei
+mulini girano più rapide; pare che corra per tutto
+un brivido d&rsquo;inverno e che la città si rimescoli come
+se avesse inteso una minaccia misteriosa. Dopo pochi
+minuti il sole ricompare, e col sole i colori, la<span class="pagenum"><a name="Page_79" id="Page_79">[79]</a></span>
+pace, l&rsquo;allegrezza. Questo spettacolo mi fece pensare
+che veramente l&rsquo;Olanda non si possa dire un paese
+d&rsquo;aspetto triste, come molti credono; ma piuttosto
+tristissimo o allegrissimo a vicenda, secondo il tempo.
+È in ogni cosa il paese dei contrasti. Sotto un cielo
+capricciosissimo v&rsquo;è il popolo meno capriccioso della
+terra; e questo popolo fermo e ordinato, ha l&rsquo;architettura
+più barcollante e più scompigliata che si possa
+veder con due occhi.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Prima d&rsquo;entrare nel Museo di Rotterdam, mi
+sembrano opportune alcune osservazioni sulla pittura
+olandese, non per <i>coloro che sanno</i>, ben inteso, ma
+per coloro che hanno dimenticato.</p>
+
+<p>La pittura olandese ha una qualità che la rende,
+per noi Italiani, particolarmente attrattiva: è di tutte
+le pitture del mondo la più diversa dalla nostra,
+l&rsquo;antitesi, o per dirla con una di quelle frasi che
+facevano stizzire il Leopardi, il polo opposto dell&rsquo;arte.
+Sono, la nostra e l&rsquo;olandese, le due scuole
+più originali, o, come altri dice, le due sole a cui
+convenga rigorosamente quel titolo; le altre non essendo
+che figlie, o sorelle minori, che le arieggiano
+o poco o molto. E così anche per il lato della pittura,
+l&rsquo;Olanda offre quello che si cerca con maggior
+desiderio nei viaggi o nei libri di viaggi: il nuovo.</p>
+
+<p>La pittura olandese nacque colla indipendenza e
+colla libertà dell&rsquo;Olanda. Sin che le provincie del
+nord e quelle del sud dei Paesi Bassi stettero unite
+nella monarchia spagnuola e nella fede cattolica, eb<span class="pagenum"><a name="Page_80" id="Page_80">[80]</a></span>bero
+una scuola unica di pittura. I pittori olandesi
+dipingevano come i pittori belgi; studiavano nel Belgio,
+in Germania, in Italia; <a name="tn80" id="tn80"></a><ins class="correction" title="originale 'l&rsquo;Hemskerk'">l&rsquo;Heemskerk</ins> imitava il
+Michelangelo; il Bloemaert, il Correggio; il Moro, il
+Tiziano, per non accennarne molti altri; ed erano
+imitatori pedanti, che congiungevano all&rsquo;esagerazione
+dello stile italiano una certa rozzezza tedesca,
+di che riusciva una pittura bastarda, inferiore ancora
+a quella primissima, quasi infantile, rigida nel
+disegno, cruda nel colorito e mancante affatto di
+chiaroscuro, ma aliena, almeno, dall&rsquo;imitazione, che
+era stata come un preludio lontano della vera arte
+olandese.</p>
+
+<p>Colla guerra d&rsquo;indipendenza, la libertà, la riforma,
+anche la pittura si rinnova; cade, colla tradizione
+religiosa, la tradizione artistica; il nudo, le
+ninfe, le madonne, i santi, l&rsquo;allegoria, la mitologia,
+l&rsquo;ideale, tutto il vecchio edifizio rovina; l&rsquo;Olanda,
+animata da una nuova vita, prova il bisogno di manifestarla
+e di espanderla in una maniera nuova; questo
+piccolo paese divenuto ad un tratto così glorioso
+e formidabile sente il desiderio d&rsquo;illustrare sè medesimo;
+le facoltà che si sono rafforzate ed eccitate in
+quella grande impresa di creare una patria, un mondo
+reale, traboccano, ora che l&rsquo;impresa è compiuta, e
+creano un mondo immaginario; le condizioni del
+paese son favorevoli al risorgimento dell&rsquo;arte; i supremi
+pericoli sono scongiurati; v&rsquo;è la sicurezza, la
+prosperità, un avvenire splendido; gli eroi hanno
+fatto il dover loro, possono farsi innanzi gli artisti;<span class="pagenum"><a name="Page_81" id="Page_81">[81]</a></span>
+l&rsquo;Olanda, dopo tanti sacrifizi e tante sventure, uscita
+vittoriosa dalla lotta, leva il viso in mezzo ai popoli,
+e sorride: e quel sorriso è l&rsquo;arte.</p>
+
+<p>Quale dovess&rsquo;essere quest&rsquo;arte, si potrebbe indovinare,
+quando non ce ne fosse rimasto alcun monumento.
+Un popolo pacifico, operoso, pratico, riabbassato
+continuamente, per dirla colle parole d&rsquo;un
+gran poeta tedesco, a una realtà prosaica, dalle occupazioni
+d&rsquo;una vita volgare e borghese; che coltiva
+la sua ragione a spese della sua immaginazione;
+che vive, per conseguenza, più d&rsquo;idee chiare che di
+immagini belle; che rifugge dalle astrazioni, che
+non si slancia col pensiero di là dalla natura, colla
+quale è in lotta perpetua; che non vede che ciò
+che è, che non gode che di ciò che possiede, che fa
+consistere la sua felicità nella quiete agiata e onestamente
+sensuale d&rsquo;una vita senza passioni violente
+e senza desiderii scomposti; questo popolo doveva
+avere un sentimento tranquillo anche dell&rsquo;arte,
+amare un&rsquo;arte che ricreasse senza scuotere, che parlasse
+più ai sensi che allo spirito, un&rsquo;arte riposata,
+precisa, squisitamente materiale come la sua vita;
+l&rsquo;arte, in una parola, realista, nella quale egli si
+potesse specchiare e vedersi tal quale era, ed era
+contento di essere.</p>
+
+<p>Gli artisti cominciarono a ritrarre quello che cadeva
+prima sotto i loro occhi: la casa. I lunghi inverni,
+le pioggie ostinate, l&rsquo;umidità, la variabilità
+continua del clima, costringono l&rsquo;olandese a stare
+una gran parte dell&rsquo;anno e del giorno in casa. Que<span class="pagenum"><a name="Page_82" id="Page_82">[82]</a></span>sta
+casa piccina, questo guscio, egli l&rsquo;ama assai più
+di noi, appunto perchè ne ha maggior bisogno e,
+ci vive di più: lo provvede di tutti i comodi, lo
+accarezza, ci si crogiola: gli piace guardare, dalle
+finestre ben tappate, la neve che cade e la pioggia
+che diluvia, e dire:&mdash;Infuria, tempaccio, io sono al
+caldo e al sicuro!&mdash;In questo suo guscio, accanto alla
+sua buona massaia, in mezzo ai suoi figliuoli, passa le
+lunghe serate dell&rsquo;autunno e dell&rsquo;inverno, mangiando
+molto, bevendo molto, fumando molto, ricreandosi con
+un&rsquo;onesta allegria delle cure della giornata. I pittori
+olandesi ritraggono queste case e questa vita in quadretti
+proporzionati alle piccole pareti a cui debbono
+essere appesi: le stanze da letto, che fanno sentire
+il gusto del riposo, le cucine, le tavole apparecchiate,
+i faccioni freschi e ridenti delle madri di famiglia,
+gli uomini in panciolle intorno al focolare; e da realisti
+<a name="tn82" id="tn82"></a><ins class="correction" title="originale 'coscenziosi'">coscienziosi</ins> che non iscordano nulla, ci mettono
+il gatto che sonnecchia, il cane che sbadiglia, la gallina
+che razzola, la scopa, i legumi, i tegami sparsi,
+i polli spennacchiati. Questa vita la ritraggono poi
+in tutte le classi sociali e in tutte le sue scene: la
+conversazione, il ballo, le orgie, i giuochi, le feste;
+e così diventan famosi i Terburg, i Metzu, i Netscher,
+i Dov, i Mieris, gli Steen, i Brouwer, i Van Ostade.</p>
+
+<p>Dopo la casa, si rivolgono alla campagna. Il
+clima nemico non concede che un tempo assai breve
+per ammirare la natura; ma per questo appunto gli
+artisti olandesi l&rsquo;ammirano meglio; salutano la primavera
+con una gioia più viva; e quel sorriso fug<span class="pagenum"><a name="Page_83" id="Page_83">[83]</a></span>gitivo
+del cielo si stampa più profondamente nella
+loro fantasia. Il paese non è bello; ma è due volte
+caro, perchè strappato al mare e agli stranieri; essi
+lo ritraggono con amore; creano il paesaggio semplice,
+ingenuo, pieno d&rsquo;un senso intimo che non
+hanno in quel tempo nè i paesaggi italiani nè i belgi.
+Il loro paese, piano e monotono, offre ai loro occhi
+attenti una varietà meravigliosa. Colgono tutte le
+variazioni del cielo, si valgon dell&rsquo;acqua che è per
+tutto, che riflette, dà grazia e freschezza, e lumeggia
+ogni cosa; non han montagne, mettono in fondo ai
+quadri le dune; non han boschi, ma vedono, fanno
+vedere i misteri d&rsquo;un bosco in un gruppo d&rsquo;alberi;
+e animano tutto questo coi loro bellissimi animali e
+colle loro vele. Il soggetto d&rsquo;un loro quadro è ben
+povero: un mulino a vento, un canale, un cielo
+grigio; ma a quante cose fa pensare! Alcuni di
+loro, non paghi di quella natura, vengono a cercare
+in Italia i colli, i cieli luminosi e le rovine illustri;
+e n&rsquo;esce una schiera di artisti eletti, come i Both,
+i Swanevelt, i Pynacker, i Breenberg, i Van Laer,
+gli Asselyn; ma la palma rimane ai paesisti olandesi,
+al Wynants, il pittore del mattino, al Van der
+Neer, il pittore della notte, al Ruysdael il pittore
+della melanconia, al Hobbema l&rsquo;illustratore dei mulini,
+delle capanne e degli orti, e ad altri che si ristrinsero
+ad esprimere l&rsquo;incanto della loro modesta
+natura.</p>
+
+<p>Insieme al paesaggio, nasce un altro genere di
+pittura, particolarmente proprio dell&rsquo;Olanda: la pit<span class="pagenum"><a name="Page_84" id="Page_84">[84]</a></span>tura
+degli animali. Gli animali son la ricchezza del
+paese; è quella stupenda razza bovina che non ha
+rivali in Europa, nè per fecondità nè per bellezza.
+Gli Olandesi, che tanto le debbono, la trattano, si
+può dire, come un ceto della popolazione; amano i
+loro animali, li lavano, li pettinano, li vestono. Essi
+si vedono per tutto; si specchiano in tutti i canali;
+abbelliscono il paese picchiettando d&rsquo;innumerevoli
+macchiette nere e bianche le immense praterie;
+danno a ogni luogo un&rsquo;aria di pace e di agiatezza
+che mette in cuore non so che sentimento di dolcezza
+arcadica, di serenità patriarcale. Gli artisti olandesi
+studiano questi animali in tutte le loro varietà, in
+tutte le loro abitudini, ne indovinano, per così dire,
+la vita intima, i sentimenti, e vivificano con essi la
+bellezza quieta dei loro paesaggi. Il Rubens, lo Snyders,
+il Paolo de Vos, molti altri pittori belgi, avevano
+ritratto gli animali con maestria ammirabile;
+ma tutti son superati dagli olandesi Van de Velde,
+Berghem, Karel du Jardin, e dal principe dei pittori
+di animali, Paolo Potter, il cui <i>Toro</i> famoso del Museo
+dell&rsquo;Aja doveva aver l&rsquo;onore d&rsquo;esser posto, nel palazzo
+del Louvre, dinanzi alla Trasfigurazione di
+Raffaello.</p>
+
+<p>In un altro campo di pittura dovevano grandeggiare
+gli Olandesi: il mare. Il mare, loro nemico,
+loro potenza e loro gloria, che sovrasta alla loro patria,
+che la tormenta e la teme, ed entra da mille parti
+e in mille forme nella loro vita; quel Mare del Nord
+turbolento, pieno di colori sinistri, illuminato da tra<span class="pagenum"><a name="Page_85" id="Page_85">[85]</a></span>monti
+di una mestizia infinita, che flagella una riva
+desolata, doveva soggiogare la immaginazione degli
+artisti olandesi. Essi, infatti, passano lunghe ore
+sulla spiaggia a contemplare la sua bellezza tremenda,
+si avventurano fra le onde per studiare la
+tempesta, comprano dei bastimenti e navigano colla
+loro famiglia osservando e dipingendo, seguono le
+flotte nazionali nelle guerre e assistono alle battaglie,
+e così nascono dei pittori di marina, come Guglielmo
+Van de Velde il vecchio e Guglielmo il giovane,
+il Backuisen, il Dubbels, lo Stork.</p>
+
+<p>Un altro genere di pittura doveva sorgere in
+Olanda, come espressione del carattere del popolo e
+dei costumi repubblicani. Un popolo che senza grandezza
+aveva fatto tante grandi cose, come dice il Michelet,
+doveva avere la sua pittura, se così può dirsi,
+eroica, destinata ad illustrare uomini ed avvenimenti.
+Ma questa pittura, appunto perchè quel popolo era
+senza grandezza, o per meglio dire, senza la forma
+della grandezza, modesto, inclinato a considerar tutti
+uguali dinanzi alla patria, perchè tutti avevano
+fatto il loro dovere, aborrente dalle adulazioni e
+dalle apoteosi che glorificano in un solo le virtù
+e il trionfo di molti; questa pittura doveva illustrare
+non già pochi uomini eccelsi e pochi fatti
+straordinarii; ma tutte le classi della cittadinanza
+colte nelle congiunture più ordinarie e pacifiche della
+vita borghese. Di qui, i grandi quadri che rappresentano
+cinque, dieci, trenta persone insieme, archibugieri,
+sindaci, ufficiali, professori, magistrati, am<span class="pagenum"><a name="Page_86" id="Page_86">[86]</a></span>ministratori,
+seduti o ritti intorno a una tavola,
+banchettando o discutendo, tutti di grandezza naturale,
+tutti ritratti fedelissimi, visi gravi, aperti,
+sui quali risplende l&rsquo;intima serenità della coscienza
+sicura, sui quali s&rsquo;indovina, più che non si veda,
+la nobiltà della vita consacrata alla patria, il carattere
+di quell&rsquo;epoca forte e operosa, le virtù maschie
+di quelle generazioni prestanti; tutto questo
+rilevato dal bel costume del rinascimento che accoppia
+così mirabilmente la gravità e la grazia,
+quelle gorgiere, quei giustacori, quei mantelli neri,
+quelle ciarpe di seta, i nastri, le armi, le bandiere.
+E in questo campo facevan capolavori i Van der
+Helst, gli Hals, i Govaert Flink, i Bol.</p>
+
+<p>Scendendo dalla considerazione dei varii generi
+di pittura, alla maniera speciale, ai mezzi di cui si
+valsero gli artisti nel trattarli, se ne presenta subito
+uno principalissimo, che è come il tratto distintivo
+della scuola olandese: la luce.</p>
+
+<p>La luce, in Olanda, per le condizioni particolari
+in cui si manifesta, doveva far nascere una maniera
+particolare di pittura. Una luce pallida, ondeggiante
+con una mobilità meravigliosa a traverso un&rsquo;atmosfera
+pregna di vapori, un velo nebuloso continuamente
+e bruscamente lacerato, una lotta perpetua
+fra i raggi e le ombre, era uno spettacolo che doveva
+attirar l&rsquo;attenzione dei pittori. Essi cominciavano
+a osservare e a ritrarre tutte codeste inquietudini
+del cielo, codesta lotta, che anima d&rsquo;una
+vita varia e fantastica la solitudine della natura<span class="pagenum"><a name="Page_87" id="Page_87">[87]</a></span>
+olandese; e nel ritrarla ch&rsquo;essi facevano, codesta
+lotta passò nelle loro menti, e allora, invece di ritrarre,
+crearono. Allora fecero cozzare essi medesimi
+i due elementi; accumularono le tenebre, per saettarle,
+per romperle con ogni maniera di rilievi luminosi
+e di sbattimenti di luce; per farci guizzare
+e morire dei raggi di sole, dei riflessi crepuscolari,
+dei chiarori di lucerne, digradanti con sfumature delicatissime
+in ombre misteriose; e popolare queste
+ombre di forme confuse, che si vedono e non si distinguono;
+e creare così ogni sorta di giochi, di contrasti,
+di enigmi, d&rsquo;effetti di chiaroscuro inaspettati
+e strani. E in questo campo fecero prodigi veri, fra
+gli altri moltissimi, Gherardo Dow, l&rsquo;autore del quadro
+famoso delle quattro candele, e il grande, magico,
+sovrumano illuminatore, Rembrandt.</p>
+
+<p>Un altro carattere principalissimo della pittura
+olandese doveva essere il colorito. Oltre la ragione
+così generalmente riconosciuta che in un paese dove
+non sono orizzonti montuosi, non prospetti accidentati,
+non grandi colpi d&rsquo;occhio, non forme generali,
+insomma, che si prestino al disegno, l&rsquo;occhio dell&rsquo;artista
+dev&rsquo;essere maggiormente sedotto dai colori;
+e che ciò deve tanto più seguire in Olanda, dove
+la luce incerta, la vaga bruma che vela continuamente
+l&rsquo;aria, ammollisce, sfuma i contorni degli oggetti,
+onde l&rsquo;occhio, trascura la forma che non può
+bene afferrare, e si fissa di preferenza nel colore
+come l&rsquo;attributo principale che gli offre la natura;
+oltre queste ragioni, v&rsquo;è quella che in un paese<span class="pagenum"><a name="Page_88" id="Page_88">[88]</a></span>
+piano, uniforme e grigio come l&rsquo;Olanda, s&rsquo;ha bisogno
+di colori, come in un paese meridionale s&rsquo;ha
+bisogno dell&rsquo;ombra. Gli artisti olandesi non fecero
+che andar dietro al gusto imperioso del loro popolo,
+che tinse di colori vivissimi le case, i bastimenti, in
+alcuni luoghi i tronchi degli alberi, le palafitte, gli
+stecconati della campagna; che si veste, che si vestiva
+molto più allora di colori allegri; che ama i
+tulipani e i giacinti fino alla pazzia. E così tutti i
+pittori olandesi furon coloristi potenti, Rembrandt
+il primo.</p>
+
+<p>Il realismo, favorito dal carattere olandese calmo
+e lento, che consente agli artisti di padroneggiare
+la propria foga, e aiutato dalla loro natura che mira
+all&rsquo;esatto e rifugge dal fare le cose a mezzo, doveva
+dare alla pittura di quel popolo un altro tratto distintivo:
+la finitezza; e questa finitezza doveva esser
+condotta dagli Olandesi all&rsquo;ultimo grado del possibile.
+Si dice con ragione che nei quadri olandesi si
+trova la prima qualità di quel popolo: la pazienza.
+Ogni cosa vi è rappresentata con la minutezza del
+dagherrotipo: i mobili con tutte le loro venature, le
+foglie con tutte le loro fibre, i tessuti con tutti i
+loro fili, le rappezzature con tutti i loro punti, gli
+animali con tutti i loro peli, i visi con tutte le loro
+rughe; ogni cosa finito con una precisione microscopica,
+da far credere che sia l&rsquo;opera del pennello
+d&rsquo;una fata, o che il pittore ci abbia perduto la vista
+e la ragione. Difetto, in fondo, piuttosto che pregio,
+poichè l&rsquo;ufficio della pittura è di ritrarre non quello<span class="pagenum"><a name="Page_89" id="Page_89">[89]</a></span>
+che è, ma quello che l&rsquo;occhio vede, e l&rsquo;occhio non
+vede, ogni cosa; ma è difetto portato a una così meravigliosa
+eccellenza, che lo si ammira senza lamentarlo,
+e non s&rsquo;osa desiderare che non ci sia. E per
+questo rispetto furon famosi come prodigi di pazienza
+il Dow, il Mieris, il Potter, il Van der Helst, e più
+o meno, tutti i pittori olandesi.</p>
+
+<p>Ma il realismo che dà alla pittura olandese una
+impronta così originale, e delle qualità così ammirabili,
+è pure la radice dei suoi difetti più gravi.
+I pittori olandesi, solleciti soltanto di ritrarre la verità
+materiale, non danno alle loro figure che l&rsquo;espressione
+di sentimenti fisici. Il dolore, l&rsquo;amore, l&rsquo;entusiasmo
+e i mille affetti delicatissimi che non han
+nome, o pigliano un nome diverso dalle diverse cagioni
+che li fan nascere, li esprimono raramente o
+non li esprimono mai. Per loro il cuore non batte,
+l&rsquo;occhio non piange, la bocca non trema. Nei loro
+quadri manca tutta una parte, la più potente e la
+più nobile, dell&rsquo;anima umana. Di più, con quel ritrarre
+fedelmente ogni cosa, anche il brutto, e specialmente
+il brutto, finiscono per esagerare anche,
+questo, convertono i difetti in deformità, i ritratti in
+caricature; calunniano il tipo nazionale; danno ad
+ogni figura umana un aspetto sgraziato e burlesco.
+Per aver dove mettere queste figure, son costretti a
+sceglier soggetti triviali; quindi il soverchio numero
+di quadri che rappresentano bettole e beoni con faccie
+grottesche, instupidite, in atteggiamenti sguaiati,
+donnaccie, vecchi spregevolmente ridicoli; scene in<span class="pagenum"><a name="Page_90" id="Page_90">[90]</a></span>
+cui par di sentir le grida squarciate, o le parole
+oscene. Si direbbe, a guardar quei quadri, che
+l&rsquo;Olanda è abitata dal popolo più deforme e più
+scostumato della terra. Di qui i pittori discendono
+ancora a maggiori licenze. Lo Steen mette un lavativo
+in mezzo a un quadro; il Potter dipinge
+una vacca che orina; il Rembrandt disegna persone
+che fanno gli offici di sotto; il <a name="tn90" id="tn90"></a><ins class="correction" title="originale 'Brouver'">Brouwer</ins>, rappresenta
+ubriachi che fan la ricevuta; il Torrentius manda in
+giro dei quadri così spudorati che gli Stati d&rsquo;Olanda
+li fan raccogliere e bruciare. Ma anche lasciando questi
+eccessi, in un Museo d&rsquo;Olanda non si trova quasi
+mai nulla che sollevi l&rsquo;anima, che desti un movimento
+di pensieri alti e gentili. Si ammira, si gode,
+si ride, si rimane pensosi dinanzi a qualche paesaggio;
+ma uscendo, si sente che non s&rsquo;è provato un
+piacere intero, si desidera qualche cosa, si prova
+come un bisogno di vedere dei visi belli e di leggere
+dei versi ispirati, e qualche volta vien fatto di
+mormorare, quasi senz&rsquo;addarsene:&mdash;Oh Raffaello!</p>
+
+<p>Infine, bisogna ricordare ancora due grandi pregi
+di questa pittura: la sua varietà e la sua importanza
+come espressione, come specchio, per così dire,
+del paese. Se si toglie il Rembrandt col gruppo dei
+suoi imitatori, quasi tutti gli altri artisti sono differentissimi
+fra loro; nessun&rsquo;altra scuola presenta
+forse un così gran numero di maestri originali. Il
+realismo dei pittori olandesi nacque dal loro amore
+comune per la natura; ma ognuno ha fatto trasparire
+nell&rsquo;opera propria una maniera d&rsquo;amore<span class="pagenum"><a name="Page_91" id="Page_91">[91]</a></span>
+tutta sua; ognuno ha reso un&rsquo;impressione diversa,
+che dalla natura aveva ricevuta; ognuno, partendo
+dal punto comune ch&rsquo;era il culto della verità materiale,
+è arrivato a una mèta che non è quella
+degli altri. Il loro realismo poi, spingendoli a tutto
+ritrarre, ha fatto sì che la pittura olandese riuscisse
+a rappresentare l&rsquo;Olanda più completamente di
+quello che nessun&rsquo;altra scuola di pittura abbia mai
+fatto di nessun altro paese. Se sparisse, è stato detto,
+fuor che l&rsquo;opera dei pittori, ogni altra testimonianza
+visibile dell&rsquo;esistenza dell&rsquo;Olanda nel secolo XVII,&mdash;il
+suo gran secolo&mdash;la si troverebbe nei quadri
+intera: le città, le campagne, i porti, le navi, i mercati,
+le botteghe, i costumi, gli utensili, le armi, la
+biancheria, le merci, le stoviglie, i cibi, i piaceri, le
+abitudini, le credenze religiose e le superstizioni, le
+qualità e i difetti del popolo; e questo che è un
+grande pregio per una letteratura, non è pregio minore
+per la sua arte sorella.</p>
+
+<p>Ma nella pittura olandese v&rsquo;è un gran vuoto, del
+quale non basta a dare una ragione compiuta l&rsquo;indole
+pacifica e modesta del popolo. Questa pittura
+così intimamente nazionale ha trascurato, fuor che
+qualche battaglia navale, tutte le grandi gesta della
+guerra d&rsquo;indipendenza, fra le quali sarebbero bastati
+gli assedi di Leida e di <a name="tn91a" id="tn91a"></a><ins class="correction" title="originale 'Harlem'">Haarlem</ins> a ispirare, a
+suscitare una legione d&rsquo;artisti. Una guerra di quasi
+un secolo, piena di vicende strane e terribili, non
+è stata ricordata in un solo quadro memorabile.
+Questa pittura così varia e così <a name="tn91b" id="tn91b"></a><ins class="correction" title="originale 'coscenziosa'">coscienziosa</ins> nel ri<span class="pagenum"><a name="Page_92" id="Page_92">[92]</a></span>trarre
+il paese e la sua vita, non ha rappresentato
+una scena di quella grande tragedia, come la chiamò,
+profetando, Guglielmo il Taciturno, che destò
+nel popolo olandese, per sì lungo tempo, tante diverse
+commozioni di terrore, di dolore, d&rsquo;ira, di gioia, di
+orgoglio!</p>
+
+<p>Lo splendore dell&rsquo;arte in Olanda s&rsquo;offuscò con
+quello della grandezza politica. Quasi tutti i grandi
+pittori nacquero nei primi trent&rsquo;anni del secolo
+XVII, o negli ultimi del XVI; tutti erano morti dopo
+i primi dieci anni del XVIII; e in questo secolo non
+ne sorse alcun altro; l&rsquo;Olanda aveva esaurito la
+sua fecondità. Già verso la fine del secolo XVII, il
+sentimento nazionale si era cominciato a infiacchire,
+il gusto si corrompeva, l&rsquo;ispirazione dei pittori declinava
+colla energia morale del paese. Nel secolo
+XVIII, gli artisti, come se fossero stanchi della
+natura, ritornano alla mitologia, al classicismo, alla
+convenzione; l&rsquo;immaginazione si raffredda, lo stile
+s&rsquo;impoverisce, ogni favilla del genio antico si spegne;
+l&rsquo;arte olandese mostra ancora al mondo i fiori
+meravigliosi del Van Huysum, l&rsquo;ultimo grande innamorato
+della natura, e poi ripiega la mano stanca,
+e quei fiori ricadono sulla sua tomba.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>L&rsquo;attuale Museo di pittura di Rotterdam non
+contiene che un piccolo numero di quadri, tra i quali
+pochissimi dei primi artisti, e nessuno dei grandi
+capolavori della pittura olandese. Trecento tele e
+milletrecento disegni furono distrutti da un incen<span class="pagenum"><a name="Page_93" id="Page_93">[93]</a></span>dio
+nel 1864; e quanto vi si trova ora, proviene in
+gran parte da un Jacob Otto Boymans, che lo lasciò
+per testamento alla città di Rotterdam.</p>
+
+<p>In questo Museo, dunque, si può entrare per far
+conoscenza personale di qualche artista, piuttosto
+che per ammirare la pittura olandese.</p>
+
+<p>In una delle prime sale si vedono alcuni schizzi
+di battaglie navali, segnati del nome Willem Van
+de Velde, considerato come il più grande pittore di
+marine dei suoi tempi, figlio d&rsquo;un Willem pittore
+di marine egli pure, chiamato il vecchio, per distinguerlo
+da lui, chiamato il giovane. Padre e figlio
+ebbero la fortuna di vivere al tempo delle grandi
+guerre marittime tra l&rsquo;Olanda, l&rsquo;Inghilterra e la
+Francia; e di poter veder le battaglie coi propri
+occhi. Gli Stati d&rsquo;Olanda avevan messo a disposizione
+di Van de Velde il vecchio una piccola fregata;
+il figlio accompagnò il padre; e tutti e due
+fecero i loro schizzi in mezzo al fumo delle cannonate,
+spingendosi qualche volta tanto innanzi col
+bastimento, da indurre gli ammiragli a ordinar
+loro di allontanarsi. Van de Velde il giovane superò
+di molto il padre, e non fece per lo più che
+piccoli quadri: un cielo grigio, un mar calmo e qualche
+vela; ma così fatti che, per poco che vi si fissino
+gli occhi, si sente l&rsquo;odor salìno delle acque e si scambia
+la cornice per una finestra. Questo Van de Velde
+appartiene a quel gruppo di quei pittori olandesi
+che amarono l&rsquo;acqua con una sorta di furore e che
+dipinsero, si può dire, sull&rsquo;acqua. Di questi era pure<span class="pagenum"><a name="Page_94" id="Page_94">[94]</a></span>
+il Backuisen, pittore di marine ch&rsquo;ebbe gran voga
+ai suoi tempi, e che Pietro il Grande, nel tempo che
+passò in Amsterdam, scelse a suo maestro. Il quale
+Backuisen si rischiava, per quel che si dice, sur una
+barchetta, in mezzo al mare in tempesta, per osservare
+da vicino i movimenti dell&rsquo;onde, e metteva a un tal
+rischio sè e i barcaioli, che questi, più solleciti della
+loro pelle che delle sue tele, lo riconducevano a terra
+suo malgrado. Giovanni Griffier faceva di più. Aveva
+comperato a Londra un piccolo bastimento, l&rsquo;aveva
+mobiliato come una casa, ci aveva installato la moglie
+e i figliuoli, e navigava così per conto proprio in
+cerca di vedute. Avendo una tempesta spezzato il
+suo bastimento contro un banco di sabbia e distrutto
+tutto l&rsquo;aver suo, egli, salvo per miracolo colla famiglia,
+andò a stare a Rotterdam; ma annoiatosi
+in breve tempo della vita di terra, comperò una
+barcaccia sconquassata, ricominciò a navigare, rischiò
+una seconda volta la vita vicino a Dordrecht,
+e navigò ancora.</p>
+
+<p>In fatto di marine, il Museo di Rotterdam non ha
+presso che nulla; ma vi è degnamente rappresentato
+il paesaggio da due quadri del Ruisdael, il più
+grande dei paesisti olandesi nel genere campestre.
+Son due dei suoi soggetti favoriti: luoghi boscosi e
+solitarii, che ispirano, come tutti gli altri suoi quadri,
+un sentimento di vaga melanconia. La grande
+potenza di quest&rsquo;artista, che sovrasta alla scuola
+olandese per una finezza d&rsquo;anima e una superiorità
+d&rsquo;educazione singolare, è il sentimento. Fu detto<span class="pagenum"><a name="Page_95" id="Page_95">[95]</a></span>
+giustamente ch&rsquo;egli si servì del paesaggio per esprimere
+le sue amarezze, le sue noie, i suoi sogni, e che
+ha contemplato il proprio paese con una sorta di tristezza
+amara, come d&rsquo;un infermo, e che creò i boschetti
+per nascondervi questa tristezza. La luce
+velata dell&rsquo;Olanda è l&rsquo;immagine della sua anima;
+nessuno ne sentì più squisitamente la dolcezza melanconica;
+nessuno rappresentò meglio di lui, con
+un raggio di luce languida, il sorriso d&rsquo;una creatura
+afflitta. E appunto per questa sua natura eccezionale,
+non fu stimato dai propri concittadini che molto
+tempo dopo la sua morte.</p>
+
+<p>Accanto a uno dei quadri del Ruisdael v&rsquo;è un
+quadro di fiori d&rsquo;una pittrice, Rachele Ruysch, moglie
+d&rsquo;un ritrattista di grido, nata nella seconda
+metà del decimosesto secolo, e morta col pennello
+in mano, all&rsquo;età di ottant&rsquo;anni, dopo aver provato
+a suo marito e al mondo che una donna di giudizio
+può coltivare appassionatamente le belle arti e trovare
+il tempo di mettere al mondo e di allevare
+dieci figliuoli.</p>
+
+<p>E poichè ho ricordato la moglie d&rsquo;un pittore,
+noto di volo che ci sarebbe da fare un bel libro sulle
+mogli dei pittori olandesi, sia per la varietà d&rsquo;avventure
+che presentano, sia per la parte importante
+che ebbero nella storia dell&rsquo;arte. Un buon numero
+si conoscono di persona perchè molti pittori fecero
+il loro ritratto, insieme col proprio, e con quello dei
+figliuoli, del gatto e della gallina; e di quasi tutte
+parlano i biografi, smentendo o confermando di<span class="pagenum"><a name="Page_96" id="Page_96">[96]</a></span>cerie
+che corsero intorno alla loro condotta. Qualcuno
+s&rsquo;arrischiò a dire che la maggior parte di
+esse ebbero dei gravi torti verso la pittura. A me
+pare che dei torti ce ne siano stati da una parte
+e dall&rsquo;altra. Quanto al Rembrandt, si sa che il periodo
+più felice della sua vita fu quello che scorse
+fra il suo primo matrimonio e la morte di sua moglie,
+figlia d&rsquo;un borgomastro di Leuwarde; la posterità
+deve dunque della gratitudine a sua moglie.
+Sappiamo che il Van der Helst sposò, già avanzato
+in età, una bella giovinetta sulla quale non ci fu nulla
+a ridire; e la posterità deve ringraziare anche lei
+che rallegrò la vecchiaia di quel grande artista.
+Non si può parlare di tutte negli stessi termini, è
+vero. Delle due mogli dello Steen, per esempio, la
+prima era una testa leggiera, che gli lasciò andare
+a male la birreria che aveva ereditata da suo padre
+a Delft, e la seconda, per quel che si dice, gli fu infedele.
+La seconda moglie dell&rsquo;Heemskerk era una
+scroccona, tanto che il marito doveva andare attorno
+a domandar scusa delle sue malefatte. La moglie
+dell&rsquo;Hondekoeter era una donna bizzarra e molesta,
+che lo costringeva a passar la sera nelle taverne
+per liberarsi dalla sua compagnia. La moglie del
+Berghem era un&rsquo;avara insaziabile, che lo svegliava
+bruscamente quando lo trovava addormentato sui
+suoi pennelli, perchè lavorasse e guadagnasse, e il
+pover uomo era costretto a farle dei sotterfugi,
+quando riscuoteva i denari dei suoi quadri, per potersi
+comprare delle stampe. Per contro, non si fini<span class="pagenum"><a name="Page_97" id="Page_97">[97]</a></span>rebbe
+più di citare, se si volessero ricordare i torti
+dei signori mariti. Il pittore Griffier costringe sua
+moglie a girare per il mondo in barca; il pittore
+Veenix domanda il permesso alla sua sposa d&rsquo;andare
+a passare quattro mesi a Roma, e ci sta
+quattro anni; il pittore Karel du Jardin sposa
+una vecchia ricca per farsi pagare i debiti e la
+pianta quando glieli ha pagati; il pittore Molyn
+fa assassinare sua moglie per sposare una genovese.
+Lascio in dubbio se il povero Paolo Potter sia stato
+tradito, come alcuni affermano ed altri negano, dalla
+sposa che amava perdutamente, e se il gran pittore
+di fiori Huysum che si róse di gelosia, in mezzo
+alle ricchezze e alla gloria, per una moglie non più
+giovane nè bella, avesse fondati motivi di rodersi,
+o non si fosse piuttosto montata la testa senza ragione
+per le diceríe dei suoi rivali invidiosi. Per finir
+bene, ricordo onoratamente le tre mogli del pittore
+Eglon van der Neer, che lo coronarono di venticinque
+figliuoli, i quali non gli tolsero il tempo di dipingere
+un gran numero di quadri d&rsquo;ogni genere,
+di fare parecchi viaggi e di coltivare i tulipani.</p>
+
+<p>Vi sono nel Museo di Rotterdam parecchi piccoli
+quadri di Alberto Cuyp, un paesaggio, cavalli,
+galline, frutte; di quell&rsquo;Alberto Cuyp che fece <i>parte
+da sè stesso</i> nell&rsquo;arte olandese, che dipinse nel corso
+della sua vita quasi secolare ritratti, paesaggi, animali,
+fiori, scene d&rsquo;inverno, lumi di luna, marine,
+quadri di figure, e lasciò in tutti i generi un&rsquo;impronta
+originale; e che fu nondimeno, come quasi<span class="pagenum"><a name="Page_98" id="Page_98">[98]</a></span>
+tutti i pittori olandesi del suo tempo, così poco fortunato,
+che fino al 1750, ossia più di cinquant&rsquo;anni
+dopo la sua morte, non si pagavano più di cento lire
+quelli fra i suoi quadri, che ora si pagherebbero centomila,
+non in Olanda, ma in Inghilterra, dove si
+trovano al presente quasi tutte le opere sue.</p>
+
+<p>D&rsquo;un <i>Cristo alla tomba</i> dell&rsquo;Heemskerk non metterebbe
+conto di far parola, se non fosse un appiglio
+per far conoscere l&rsquo;artista, che fu uno dei più
+curiosi soggetti che siansi mai veduti sulla faccia
+della terra. Il Van Veen, poichè tale è il suo nome,
+nacque nel villaggio di Heemskerk sulla fine del secolo
+XV, e fiorì quindi nel periodo dell&rsquo;imitazione
+italiana. Era figliuolo d&rsquo;un contadino, e benchè si
+sentisse una certa disposizione per la pittura, era
+destinato a fare il contadino. Diventò pittore, come
+molti altri artisti olandesi, per un accidente. Suo
+padre era un uomo furioso e il figliuolo lo temeva
+quanto mai. Un giorno il povero Van Veen lasciò
+cadere in terra la brocca del latte, il padre gli s&rsquo;avventò
+addosso, egli fuggì, si nascose e passò la notte
+fuor di casa. La mattina, sua madre lo trovò, convenne
+con lui che non sarebbe stata prudenza l&rsquo;affrontare
+la collera paterna, gli diede un po&rsquo; di biancheria
+e un po&rsquo; di denari, e lo mandò con Dio. Il giovanetto
+si recò ad Haarlem, ottenne di entrare nella scuola
+d&rsquo;un pittore di grido, studiò, riuscì, andò a perfezionarsi
+a Roma, non diventò un grande artista, chè
+anzi l&rsquo;imitazione italiana gli nocque, trattò il nudo
+con rigidezza, ed ebbe uno stile manierato; ma fu<span class="pagenum"><a name="Page_99" id="Page_99">[99]</a></span>
+un pittore fecondo e pagato, e non ebbe a rimpiangere
+la vita dei campi. Ma qui sta la sua originalità: era,
+per quel che ne dicono i suoi biografi, un uomo incredibilmente,
+morbosamente, pazzamente pauroso; a
+tal segno, che quando sapeva che dovevan passare
+gli archibugieri, saliva sui tetti e sui campanili, e
+a veder le armi nella strada, aveva ancora paura.
+E per chi la credesse una fiaba, c&rsquo;è un fatto che può
+indurre a ritenerla vera: ed è che trovandosi egli nella
+città di Haarlem quando gli Spagnuoli vi posero
+l&rsquo;assedio, i magistrati, che conoscevano la sua debolezza,
+gli permisero di fuggire dalla città prima
+che si venisse alle armi, forse perchè prevedevano
+che sarebbe morto di spaghite; ed egli si valse di
+quel permesso, e fuggì ad Amsterdam, lasciando i
+suoi concittadini nelle péste.</p>
+
+<p>Altri pittori olandesi,&mdash;poichè sono a parlare
+degli uomini e non dei quadri&mdash;dovettero, come
+l&rsquo;Heemskerk, a un accidente d&rsquo;esser riusciti pittori.
+L&rsquo;Everdingen, paesista di prim&rsquo;ordine, lo dovette
+a una tempesta, che gettò il suo bastimento
+sul lido della Norvegia, dove egli rimase, s&rsquo;ispirò a
+quella grande natura e creò un genere di paesaggio
+originale. Cornélis Vroom dovette pure la sua fortuna
+a un naufragio; era partito per la Spagna, con alcuni
+quadri religiosi, il bastimento naufragò vicino
+alle coste del Portogallo, il povero artista si salvò
+con altri in un&rsquo;isola disabitata, stettero due giorni
+senza mangiare, si consideravan come perduti; quando
+furono inaspettatamente soccorsi dai religiosi di un<span class="pagenum"><a name="Page_100" id="Page_100">[100]</a></span>
+convento della costa, ai quali il mare aveva portato
+insieme alla carcassa del bastimento, i quadri del
+naufragio, ch&rsquo;essi religiosi avevano trovato ammirabili;
+e così il Cornélis fu raccolto, ospitato, stimolato
+a dipingere, e quella profonda emozione del
+naufragio diede al suo ingegno un impulso nuovo e
+potente che lo rese artista vero. E un altro, Hans
+Fredeman, il pittore famoso degl&rsquo;inganni, quello che
+dipinse così maestrevolmente delle colonne sopra i
+battenti della porta d&rsquo;una sala, che Carlo V, voltatosi,
+appena entrato, a guardare, credette che la parete
+si fosse chiusa per incanto dietro di lui; quell&rsquo;Hans
+Fredeman che dipingeva delle palizzate che
+facevan tornare indietro della gente, e degli usci su
+cui si posava la mano per aprire, dovette la sua fortuna
+a un libro d&rsquo;architettura del Vitruvio che ebbe
+per caso da un falegname.</p>
+
+<p>V&rsquo;è un bel quadretto dello Steen, che rappresenta
+un medico il quale finge di far l&rsquo;estrazione
+della pietra a un malato immaginario: una vecchia
+raccoglie le pietre in una catinella, il malato strilla
+disperatamente e alcuni curiosi guardano sorridendo
+da una finestra.</p>
+
+<p>Quando si dica che questo quadro fa dare in uno
+scoppio di risa, se ne dice tutto quello che è utilmente
+dicibile. Questo Steen è, dopo il Rembrandt, il più
+originale pittore di figure della scuola olandese; è uno
+di quei pochissimi artisti che, una volta conosciuti,
+siano o non siano consentanei alla nostra indole, si
+ammirino come grandi o si ritengano degni soltanto<span class="pagenum"><a name="Page_101" id="Page_101">[101]</a></span>
+dei secondi onori, non importa: rimangono impressi,
+fitti, immobili nella nostra mente per tutta la vita.
+Dopo aver visto i suoi quadri, non è più possibile
+vedere un ubriaco, un buffone, uno sciancato, un
+mostriciattolo, una faccia deforme, una smorfia ridicola,
+un atteggiamento grottesco, senza ricordarsi
+di qualcuna delle sue figure. Tutte le gradazioni,
+tutte le goffaggini dell&rsquo;ubriachezza, tutto quello che
+v&rsquo;è di grossolano e di sguaiato nell&rsquo;orgia, la frenesia
+dei piaceri più bassi, il cinismo del vizio più
+volgare, le buffonate della canaglia più sfrenata, tutte
+le più bestiali emozioni, tutti gli aspetti più ignobili
+della vita della bettola e del trivio, ei li ha ritratti
+colla brutalità e l&rsquo;insolenza d&rsquo;un uomo senza scrupoli,
+e con una forza comica, una foga, una, direi quasi,
+ebbrezza d&rsquo;ispirazione, che non si può esprimer con
+parole. Furon scritti su di lui molti volumi, e pronunziati
+giudizi molto diversi. I suoi più caldi ammiratori
+gli hanno attribuito un&rsquo;intenzione morale:
+lo scopo di far prender in odio la crapula dipingendola,
+come fece, con colori ributtanti, a somiglianza
+degli Spartani che mostravano gl&rsquo;Iloti ubriachi
+ai figliuoli. Altri non videro in quella maniera
+di pittura che l&rsquo;espressione spontanea e spensierata
+dell&rsquo;indole e dei gusti dell&rsquo;artista, che rappresentarono
+come un crapulone volgare. Comunque
+sia stato, è fuor di dubbio che negli effetti che produce,
+la pittura dello Steen si può considerare una
+satira del vizio; e in questo egli è superiore a quasi
+tutti gli altri artisti olandesi, che si ristrinsero a<span class="pagenum"><a name="Page_102" id="Page_102">[102]</a></span>
+un naturalismo esteriore. Quindi fu chiamato l&rsquo;Hogart
+olandese, il filosofo gioviale, il più profondo
+osservatore dei costumi del suo paese, e fra i suoi
+ammiratori, ve ne fu uno, il quale disse che se lo
+Steen fosse nato a Roma invece che a Leida e avesse
+avuto a maestro Michelangelo invece di Van Goyen,
+sarebbe riuscito uno dei più grandi pittori del mondo;
+e un altro che trovò non so che analogia fra lui e
+Raffaello. Meno generale è l&rsquo;ammirazione per le qualità
+tecniche della sua pittura, nella quale non si
+trova la finezza e il vigore di altri artisti, come
+dell&rsquo;Ostade, del Mieris, del Dow. Ma anche considerando
+l&rsquo;indole satirica dell&rsquo;opera sua, si può dire
+che lo Steen s&rsquo;è spinto sovente di là dal suo scopo,
+se veramente ebbe uno scopo. La sua foga burlesca
+ha spesse volte soverchiato in lui il sentimento della
+realtà: le sue figure invece di riuscir soltanto ridicole,
+riuscirono mostruose, appena umane, somiglianti
+spesso più a bestie che ad uomini; ed egli
+moltiplicò queste figure a segno da destare qualche
+volta, invece del riso, la nausea, e un sentimento
+quasi di sdegno per la natura umana oltraggiata.
+Il più delle volte, però, l&rsquo;effetto più forte è il riso,
+un riso sonoro, irresistibile, che ci scappa anche essendo
+soli, e che richiama la gente dai quadri vicini.
+È impossibile spingere a un più alto grado di
+potenza l&rsquo;arte di schiacciar i nasi, di storcer le bocche,
+di contrarre i colli, di reticolare le rughe, d&rsquo;istupidire
+i visi, d&rsquo;attaccare gobbe e pappagorgie, di
+far sghignazzare, ruttare, barcollare, stramazzare,<span class="pagenum"><a name="Page_103" id="Page_103">[103]</a></span>
+di esprimere nel lampeggiamento d&rsquo;una pupilla semispenta
+l&rsquo;ebetismo e la lussuria, di rivelare l&rsquo;abbrutimento
+d&rsquo;un uomo in un sorriso e in un gesto, di
+far sentire il puzzo della pipa, udire le risataccie,
+indovinare i discorsi sciocchi o turpi, capire, in
+una parola, la bettola e la canaglia; è impossibile,
+dico, portare quest&rsquo;arte più alto di quello che l&rsquo;ha
+portata lo Steen.</p>
+
+<p>Sulla sua vita ci furono e ci sono ancora delle,
+gran questioni. Si scrissero dei volumi per provare
+che fu un ubriacone, e dei volumi per provare che
+fu sobrio; e come sempre, si esagerò in un senso
+e nell&rsquo;altro. Tenne una birreria a Delft, non fece
+affari, mise su una bettola e fu peggio. Si dice che
+n&rsquo;era lui il più assiduo frequentatore, che asciugava
+tutto il vino, e che quando la cantina era
+vuota, toglieva l&rsquo;insegna, chiudeva la porta, si metteva
+a dipingere in furia, poi vendeva i quadri, ricomperava
+vino e ricominciava la vita di prima. Si
+dice persino che pagasse addirittura coi quadri, e
+che per conseguenza tutti i suoi quadri si trovassero
+in casa di mercanti di vino. E difficile, veramente,
+spiegare come, essendo quasi sempre in
+bernecche, abbia potuto fare un così grande numero
+di quadri ammirabili; ma non è men difficile
+capire in qual maniera si sarebbe compiaciuto tanto
+di tali soggetti se avesse menato una vita sobria e ordinata.
+Certo è che, soprattutto negli ultimi suoi anni
+di vita, fece ogni sorta di stravaganze. Studiò da principio
+alla scuola di Van Goyen, paesista di grido; ma<span class="pagenum"><a name="Page_104" id="Page_104">[104]</a></span>
+il genio operò assai più in lui che lo studio; egli indovinò
+le regole dell&rsquo;arte sua; e se qualche volta
+ha dipinto un po&rsquo; troppo nero, come dice uno dei
+suoi critici, la colpa è di qualche bottiglia di più
+bevuta a desinare.</p>
+
+<p>Non è lo Steen il solo pittore olandese che abbia
+la reputazione, meritata o no, di beone. Vi fu un
+tempo in cui quasi tutti gli artisti passavano una
+buona parte della giornata nelle taverne, pigliavano
+cotte favolose, venivano alle mani, ne uscivano pésti
+e sanguinosi. In un poema sulla pittura di Karel
+van Mander, il primo che scrisse la storia dei pittori
+dei Paesi Bassi, v&rsquo;è un passo contro il vizio dell&rsquo;ubriachezza
+e l&rsquo;abitudine delle risse, che dice fra
+le altre cose: siate sobrii e fate che al malaugurato
+proverbio: «Crapulone come un pittore» si sostituisca:
+«Temperante come un artista.» Il Mieris, per citare
+soltanto i più famosi, fu un bevitore emerito; il Van
+Goyen, un briachella; Francesco Halz, maestro del
+Brouwer, una spugna da vino; il Brouwer, un bettolante
+incorreggibile; Guglielmo Cornélis e Hondekoeter,
+devotissimi anch&rsquo;essi alla bottiglia. Degli
+altri minori si dice che parecchi morirono ubriachi.
+E anche nelle morti, la storia dei pittori olandesi
+presenta mille casi strani. Il grande Rembrandt
+morì nella strettezza, quasi all&rsquo;insaputa di tutti;
+l&rsquo;Holbema morì ad Amsterdam nel quartiere dei poveri;
+lo Steen morì nella miseria; Brouwer morì all&rsquo;ospedale;
+Andrea Both ed Enrico Verschuring morirono
+annegati; Adriano Bloemaert morì in duello;<span class="pagenum"><a name="Page_105" id="Page_105">[105]</a></span>
+Carel Fabritius morì per lo scoppio di una polveriera;
+Giovanni Scotel morì col pennello in mano
+d&rsquo;un colpo d&rsquo;apoplessia; il Potter morì tisico; Luca
+di Leida morì avvelenato. Così che tra le brutte
+morti, lo stravizio e la gelosia, si può dire che una
+gran parte dei pittori olandesi hanno avuto una sorte
+ben infelice.</p>
+
+<p>V&rsquo;è ancora nel Museo di Rotterdam una bella
+testa del Rembrandt; una scena di briganti del Wouwermam,
+gran pittore di cavalli e di battaglie; un
+paesaggio del Van Goyen, il pittore delle spiaggie
+morte e dei cieli plumbei; una marina del Backhuizen,
+il pittore delle tempeste; un quadro del Berghem,
+il pittore dei paesaggi ridenti; uno dell&rsquo;Everdingen,
+il pittore delle cascate d&rsquo;acqua e delle foreste; ed
+altri quadri italiani e fiamminghi.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Uscendo dal Museo incontrai una compagnia di soldati,
+i primi soldati olandesi ch&rsquo;io vedevo, vestiti di
+scuro, senz&rsquo;alcun ornamento vistoso, biondi dal primo
+all&rsquo;ultimo, coi capelli lunghi, e quasi tutti con un&rsquo;aria
+di bonomia che mi faceva parere strano che portassero
+delle armi. A Rotterdam, una città di più di
+centomila abitanti, ci sono trecento soldati di presidio!
+E dire che Rotterdam ha fama, tra le città
+dell&rsquo;Olanda, d&rsquo;essere la più turbolenta e la più pericolosa!
+Ci fu infatti, tempo fa, una dimostrazione
+popolare contro il Municipio, la quale non ebbe
+altra conseguenza che alcuni vetri rotti; ma in
+un paese come quello, che va coll&rsquo;oriolo, doveva pa<span class="pagenum"><a name="Page_106" id="Page_106">[106]</a></span>rere,
+e parve veramente un gran che; accorse la
+cavalleria dall&rsquo;Aja, lo Stato ne fu commosso. Non
+si deve credere, però, che quel popolo sia tutto zucchero;
+che anzi, per confessione degli stessi Rotterdamesi,
+quella che il Carducci chiama <i>santa canaglia</i>
+è bravamente licenziosa, come in tante altre
+città di peggior reputazione; e la scarsità delle guardie
+di polizia è piuttosto un fomite alla licenza, che
+una prova, come qualcuno potrebbe credere, della
+pubblica disciplina.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Rotterdam, ho già detto, non è una città letterata
+nè artistica; è anzi una delle poche città olandesi
+nelle quali non è nato alcun grande pittore;
+sterilità che ha comune coll&rsquo;intera provincia di Zelanda.
+Ma non è Erasmo la sua unica gloria letteraria.
+In un piccolo parco, che si stende a destra della
+città, sulla riva della Mosa, che è come l&rsquo;Acquasola
+di Rotterdam, si vede una statua di marmo che i
+Rotterdamesi innalzarono al poeta Tollens, nato verso
+la fine dello secolo scorso, morto pochi anni sono.
+Questo Tollens, chiamato da alcuni, un po&rsquo; arditamente,
+il Béranger dell&rsquo;Olanda, fu (e in questo solo
+rassomiglia al Béranger) uno dei poeti più popolari
+del paese; uno di quei poeti, come ve ne furono tanti
+in Olanda, semplici, morali, pieni di buon senso, più
+ricchi anzi di buon senso che d&rsquo;ispirazione, che trattarono
+la poesia un po&rsquo; come si trattano gli affari,
+che non scrissero mai nulla che potesse spiacere ai
+loro savi parenti e ai loro savi amici, che cantarono<span class="pagenum"><a name="Page_107" id="Page_107">[107]</a></span>
+il loro buon Dio e il loro buon re, che espressero il
+carattere del loro popolo tranquillo e pratico, badando
+sempre a dir delle cose giuste, piuttosto che
+delle cose grandi; e soprattutto, coltivando la poesia
+a tempo avanzato, da prudenti padri di famiglia,
+senza rubare un minuto alle faccende della loro professione.
+Come tanti altri poeti olandesi (di ben&rsquo;altra
+natura, però, e di ben altro ingegno che il suo) come
+per esempio, il Vondel ch&rsquo;era un cappellaio, l&rsquo;Hooft
+ch&rsquo;era governatore di Muyden, il Van Lennep ch&rsquo;era
+procuratore fiscale, il Gravenswaert ch&rsquo;era consigliere
+di Stato, il Bogaers ch&rsquo;era avvocato, il Beets
+che è pastore, così il Tollens esercitava, insieme colle
+lettere, un&rsquo;altra professione: era speziale a Rotterdam,
+e passava quasi tutta la giornata, anche negli
+ultimi suoi anni, nella spezieria. Era padre di famiglia
+e amava teneramente i suoi figliuoli, come si
+rileva dalle diverse poesie che fece in occasione della
+nascita del loro primo, secondo e terzo dente. Scrisse
+canzoni e odi sopra soggetti famigliari e patriottici&mdash;fra
+cui l&rsquo;inno nazionale dell&rsquo;Olanda, inno mediocre,
+che il popolo canta per le strade e i ragazzi
+nelle scuole&mdash;e un poemetto, che è forse la migliore
+delle sue opere, sopra la spedizione tentata dagli Olandesi
+verso la fine del secolo XVI nel mare del polo.
+Il popolo imparò a mente quasi tutte le sue poesie
+e l&rsquo;amò e lo predilesse sempre come il suo più fedele
+interprete e il suo più affettuoso amico. Ma con tutto
+ciò il Tollens non è considerato in Olanda come un
+poeta di prim&rsquo;ordine; molti non lo pongono nem<span class="pagenum"><a name="Page_108" id="Page_108">[108]</a></span>meno
+fra quelli che seguono immediatamente i primi,
+e non son pochi quelli che gli rifiutano sdegnosamente
+la fronda sacra.</p>
+
+<p>Del resto, se Rotterdam non è una città nè letteraria
+nè artistica, ha per compenso uno straordinario
+numero di istituzioni filantropiche, dei casini
+splendidi ove si trovan i principali giornali d&rsquo;Europa,
+e tutti i comodi e i divertimenti d&rsquo;una città
+ricca e civile.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Le osservazioni che ebbi occasione di fare sul carattere
+e sulla vita degli abitanti, cadranno più a
+proposito all&rsquo;Aja. Dirò solo che osservai a Rotterdam,
+come in tutte le altre città olandesi, che
+nessuno lascia trasparire ombra di vanità nazionale
+parlando delle cose proprie. Quel: bello eh? che ne
+dite eh? che si sente ad ogni momento in altri
+paesi, là non si sente mai, nemmeno a proposito
+delle cose universalmente ammirate. Ogni volta
+ch&rsquo;io dissi a un rotterdamese che la città mi piaceva,
+lo vidi fare un atto di leggero stupore. Parlando
+del loro commercio, delle loro istituzioni, non
+si lasciano mai sfuggire dalla bocca, non dico una
+espressione gonfia, ma nemmeno una parola che accenni
+vanto o compiacenza. Parlano quasi sempre
+di quello che faranno e quasi mai di quello che
+hanno fatto. Una delle prime domande che m&rsquo;intendevo
+fare quando nominavo la mia patria era: &ldquo;E
+le finanze?&rdquo; Quanto al loro paese, osservai che
+sanno benissimo tutto quello che può esser utile di<span class="pagenum"><a name="Page_109" id="Page_109">[109]</a></span>
+sapere, e pochissimo quello che può soltanto piacere
+di conoscere. Cento cose, cento punti della città che
+avevo osservati dopo ventiquattr&rsquo;ore di soggiorno a
+Rotterdam, molti non li avevano mai veduti, il che
+prova che non c&rsquo;è affatto l&rsquo;uso di andare a zonzo e di
+guardare in aria. Quando partii, i miei conoscenti
+mi empirono le tasche di sigari, mi raccomandarono
+di far dei desinari succulenti e mi diedero dei consigli
+sulla maniera di viaggiare con economia. Accomiatandomi,
+non intesi nessuno di quei clamorosi:
+&ldquo;Che peccato! ma scriva! ma torni! ma si ricordi
+di noi!&rdquo; che mi risonavano all&rsquo;orecchio in Spagna.
+Null&rsquo;altro che strette di mano, uno sguardo e un
+<i>a rivederci</i> detto a fior di labbra.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>La mattina che partii da Rotterdam, vidi nelle
+strade che attraversai per andare alla stazione della
+strada ferrata di Delft, uno spettacolo nuovo, tutto
+olandese: il ripulimento delle case, che si fa due
+volte la settimana, nelle prime ore della mattina.
+Tutte le serve della città, con una sopravveste color
+lilla tempestata di fiorellini, cuffia bianca, grembiale
+bianco, calze bianche e zoccoli bianchi, colle maniche
+rimboccate, lavoravano a lavare le porte, i muri
+e le finestre. Alcune, sedute coraggiosamente sui davanzali,
+lavavano i vetri colle spugne, volgendo le
+spalle alla strada, con mezzo il busto sporgente in
+fuori; altre, inginocchiate sui marciapiedi, nettavan
+le pietre col canovaccio; altre con siringhe, con
+schizzetti, con pompe munite di un lungo tubo di<span class="pagenum"><a name="Page_110" id="Page_110">[110]</a></span>
+gomma elastica, come quelle che s&rsquo;usano a innaffiare
+i giardini, stando nel mezzo della strada, vibravano
+contro le finestre del secondo piano dei vigorosi
+getti d&rsquo;acqua, che ricadevano in pioggia dirotta;
+altre lavavan le vetrate con spugne e cenci legati in
+cima a canne altissime; altre strofinavan gli anelli
+e le lastre delle porte; altre, gli scalini delle scale;
+altre, i mobili portati fuor di casa; i marciapiedi
+erano ingombri di secchie, di secchiolini, di brocche,
+di innaffiatoi, di panche; sgocciolava acqua dai muri,
+correva acqua per la strada, da ogni parte s&rsquo;incrociavano
+schizzi e zampilli. E, cosa singolare! mentre
+il lavoro in Olanda è lento e tranquillo in tutte le sue
+forme, quello presentava un aspetto affatto diverso.
+Tutte quelle ragazze avevano il viso acceso, entravano
+in casa, uscivano, salivano, scendevano, si sbracciavano
+con una sorta di furia, pigliando degli atteggiamenti
+acrobatici che facevano risaltare curve temerarie,
+senza badare a chi passava, se non quanto
+era necessario per tener lontana la gente, con occhiate
+gelose, dai marciapiedi e dai muri. Era insomma
+una gara, un furore di pulizia, una sorta di
+abluzione generale della città, che aveva qualcosa di
+puerile e di festoso, e facea fantasticare che fosse
+un rito d&rsquo;una religione stravagante, che prescrivesse
+di purgare la città da qualche infezione misteriosa
+di spiriti maligni.<span class="pagenum"><a name="Page_111" id="Page_111">[111]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="DELFT" id="DELFT"></a>DELFT.</h2>
+
+
+<p>Andando da Rotterdam a Delft, vidi per la prima
+volta la campagna olandese.</p>
+
+<p>È tutta una pianura, una successione di praterie
+verdi e fiorite, percorse da lunghe file di salici
+e sparse di gruppi di ontani e di pioppi. Qua
+e là si vedono punte di campanili, ali giranti di
+mulini a vento, armenti sparpagliati di grandi vacche
+bianche e nere, qualche pastore; e per vastissimi
+spazii, solitudine. Non v&rsquo;è nulla che colpisca
+l&rsquo;occhio, nulla che s&rsquo;alzi, nulla che precipiti.
+Tratto tratto, in lontananza, passa la vela d&rsquo;un
+bastimento, il quale scorrendo sur un canale che
+non si vede, pare che scorra sull&rsquo;erba dei prati;
+e ora sparisce dietro gli alberi, ora riapparisce.
+La luce pallida dà alla campagna non so che di
+molle e di malinconico. Una bruma leggerissima
+fa parere ogni cosa lontana. V&rsquo;è una sorta di silenzio
+per l&rsquo;occhio, una pace di linee e di colori,<span class="pagenum"><a name="Page_112" id="Page_112">[112]</a></span>
+un riposo di tutte le cose, nel quale sembra che lo
+sguardo illanguidisca e l&rsquo;immaginazione si culli.</p>
+
+<p>A poca distanza da Rotterdam si vede la città
+di Schiedam, circondata da altissimi mulini a vento
+che le dan l&rsquo;aspetto d&rsquo;una città forte coronata di
+torri; e in lontananza appariscono le torri del villaggio
+di Vlaardingen, che è una delle principali
+stazioni della gran pesca dell&rsquo;aringa.</p>
+
+<p>Da Schiedam a Delft considerai particolarmente
+i mulini a vento. I mulini olandesi non somiglian
+punto a quei decrepiti mulini che avevo visti un
+anno prima nella Mancia, i quali pare che stendano
+le loro magre braccia per chiedere soccorso al cielo
+e alla terra. I mulini olandesi sono grandi, forti
+e pieni di vita; e don Chisciotte, prima di assalirli,
+ci avrebbe pensato due volte. Alcuni sono in muratura,
+rotondi od ottagoni come torri medioevali;
+altri di legno, e presentano la forma d&rsquo;una casetta
+confitta sul vertice d&rsquo;una piramide. I più hanno il
+tetto coperto di stoppie, un terrazzino di legno che li
+circonda a mezza altezza, finestre colle tendine bianche,
+porte colorite di verde, e sulla porta, scritto
+l&rsquo;uso a cui servono. Oltre ad assorbire le acque, essi
+fanno un po&rsquo; d&rsquo;ogni cosa: macinano il grano, pestano
+i cenci, tritan la calce, frantuman le pietre,
+segan le legna, spremon le olive, polverizzano il tabacco.
+Un mulino equivale a un podere, e per fabbricarlo,
+per provvederlo di grano, di colza, di farina,
+d&rsquo;olio, per mantenerlo in attività e metterne
+in commercio i prodotti, ci vuole una considerevole<span class="pagenum"><a name="Page_113" id="Page_113">[113]</a></span>
+fortuna. Perciò in molti luoghi la ricchezza dei proprietarii
+si misura dal numero dei mulini; a mulini si
+calcolano le eredità; di una ragazza si dice che ha uno,
+due mulini a vento di dote, o due mulini a vapore,
+che è anche meglio; e gli speculatori, che ci son da
+per tutto, chiedono la mano della ragazza per sposare
+il mulino. Questa miriade di torri alate sparse per
+il paese, danno alla campagna un aspetto singolare;
+animano la solitudine; di notte, in mezzo agli alberi,
+hanno un&rsquo;apparenza fantastica come d&rsquo;uccelli favolosi
+che guardino il cielo; di giorno, da lontano, paiono
+enormi macchine di fuochi artificiali; girano,
+s&rsquo;arrestano, s&rsquo;affrettano, si rallentano; rompono il
+silenzio col loro tic tac sordo e monotono; e quando
+per caso s&rsquo;incendiano, il che non è raro, specialmente
+i mulini da grano, formano una rota di fiamme, una
+pioggia furiosa di farina accesa, un turbinío di nuvoli
+di foco, un tumulto, uno splendore tremendo e
+magnifico, che dà l&rsquo;idea d&rsquo;una visione infernale.</p>
+
+<p>Nel vagone, benchè ci fosse molta gente, non
+ebbi occasione di dire una parola, e neanco d&rsquo;udirne.
+Eran tutti uomini maturi, con visi serii, che si guardavano
+in silenzio, gettando dei gran nuvoli di fumo
+a intervalli uguali, come se avessero voluto misurare
+il tempo col sigaro. Quando s&rsquo;arrivò a Delft,
+scesi e salutai: qualcuno mi rispose con un leggero
+movimento delle labbra.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>«Delft,» dice messer Ludovico Guicciardini, «si
+chiama così dalla fossa, o vuoi dir canale d&rsquo;acque<span class="pagenum"><a name="Page_114" id="Page_114">[114]</a></span>
+che dalla Mosa vi conducono, imperocchè essi chiamano
+vulgarmente una fossa Delft. È distante da
+Rotterdam due leghe: è Terra veramente grande
+&amp; bellissima in tutte le parti, con buoni &amp; belli
+edifitij &amp; strade larghe &amp; gioconde. Fu fondata da
+Gioffredo cognominato il Gobbo, duca di Lotharingia,
+il quale per circa quattro anni occupò la contea
+d&rsquo;Hollanda.»</p>
+
+<p>Delft è la città delle disgrazie. Verso la metà
+del secolo decimosesto un incendio la distrusse quasi
+interamente; nel 1654 ci scoppiò una polveriera che
+mandò in aria più di duecento case; e nel 1742, vi
+seguì un&rsquo;altra catastrofe della stessa natura. Oltre
+a questo, ci fu assassinato Guglielmo il Taciturno
+nell&rsquo;anno 1584. E per giunta, vi decadde, ne sparì
+quasi un&rsquo;industria ch&rsquo;era la sua gloria e la sua ricchezza:
+l&rsquo;industria della maiolica, nella quale gli
+artisti olandesi avevan cominciato coll&rsquo;imitare le
+forme e i disegni delle porcellane chinesi e giapponesi,
+e poi eran riusciti a far dei lavori ammirabili,
+che riunivano il carattere asiatico al carattere olandese,
+e si spandevano per tutta l&rsquo;Europa settentrionale,
+ed oggi ancora sono ricercati dagli amatori di
+quell&rsquo;arte, quasi altrettanto che i più bei lavori
+d&rsquo;Italia.</p>
+
+<p>Ora Delft non è più nè città d&rsquo;industrie, nè
+città di commercio; e i suoi ventiduemila abitanti
+vivono in una pace profonda. Ma è una delle città
+più graziose e più olandesi dell&rsquo;Olanda. Le strade
+son larghe, percorse da canali ombreggiati da due<span class="pagenum"><a name="Page_115" id="Page_115">[115]</a></span>
+file d&rsquo;alberi, fiancheggiate da casette rosse, pavonazze,
+rosee, listate di bianco, che sembran contente
+d&rsquo;esser pulite; ad ogni crocicchio s&rsquo;incontrano
+e si corrispondono due o tre ponti di pietra o di
+legno colle spallette tinte di bianco; non si vede
+che qualche barcone immobile che par che gusti la
+dolcezza dell&rsquo;ozio; poca gente, le porte chiuse, nessun
+rumore.</p>
+
+<p>Mi diressi verso la Nuova chiesa guardando qua
+e là se c&rsquo;erano i famosi nidi delle cicogne; ma non
+ne vidi. La tradizione delle cicogne di Delft è però
+sempre viva, e non c&rsquo;è viaggiatore che scriva di
+quella città senza rammentarla. Il Guicciardini la
+chiama «cosa memorabile e tale che di cosa simile
+non c&rsquo;è forse memoria alcuna antica o moderna.»
+Il fatto avvenne al tempo del grande incendio che
+distrusse quasi tutta la città. V&rsquo;erano in Delft innumerevoli
+nidi di cicogne. Bisogna sapere che le
+cicogne son gli uccelli prediletti dell&rsquo;Olanda; gli uccelli
+del buon augurio, come le rondini; che son cercate
+da per tutto, perchè fanno la guerra ai rospi e ai
+topi; che i contadini piantano delle pertiche con su un
+gran disco di legno per attirarle a farvi il nido; e che
+in alcune città si vedon passeggiar per le strade. A
+Delft dunque ve n&rsquo;erano dei nidi innumerevoli.
+Quando l&rsquo;incendio scoppiò, che fu il tre di maggio,
+i cicognini erano già grandicelli; ma non potevano
+ancora volare. Vedendo avvicinarsi il fuoco, le cicogne
+padri e madri tentarono di portare in salvo i
+loro piccini; ma eran già troppo pesanti; e dopo<span class="pagenum"><a name="Page_116" id="Page_116">[116]</a></span>
+aver fatto ogni sorta di sforzi disperati, i poveri
+animali stanchi e atterriti ci dovettero rinunziare.
+Avrebbero potuto salvarsi e abbandonare i piccini
+alla loro sorte, come fanno per lo più le creature
+umane in simili casi. Restarono invece nei nidi, strinsero
+i piccini intorno a sè, vi stesero sopra le ali
+come per ritardare almeno d&rsquo;un momento la loro
+fine, e così aspettarono la morte, e rimasero esanimi
+in quell&rsquo;atteggiamento amoroso ed altiero. E
+chi sa che in quel orribile fuggi fuggi dell&rsquo;incendio,
+l&rsquo;esempio del sacrifizio, del martirio volontario di
+quelle povere madri, non abbia ridato coraggio a
+qualche pusillanime che stava per abbandonare chi
+aveva bisogno di lui!</p>
+
+<p>Nella grande piazza dov&rsquo;è la nuova chiesa, rividi
+delle botteghe, che avevo già osservato a Rotterdam,
+nelle quali tutti gli oggetti che si possono
+attaccare l&rsquo;uno all&rsquo;altro, sono appesi fuor della
+porta o nell&rsquo;interno, in modo da formare delle ghirlande,
+dei festoni, delle tende, di scarpe, per esempio,
+di pentole, d&rsquo;innaffiatoi, di ceste, di secchiolini,
+che spenzolano dal soffitto fino quasi in terra e qualche
+volta nascondono quasi completamente il fondo
+della stanza. Le insegne sono come a Rotterdam;
+una bottiglia di birra appesa a un chiodo, un pennello,
+una scatola, una scopa, e i soliti testoni colla
+bocca spalancata.</p>
+
+<p>La nuova chiesa, fondata verso la fine del decimoquarto
+secolo, è per l&rsquo;Olanda quello che è l&rsquo;abbazia
+di Westminster per l&rsquo;Inghilterra. È un grande<span class="pagenum"><a name="Page_117" id="Page_117">[117]</a></span>
+edifizio, cupo di fuori, nudo dentro; una prigione piuttosto
+che una casa di Dio. Lo tombe sono in fondo,
+dietro il recinto delle panche.</p>
+
+<p>Appena entrato, vidi lo splendido mausoleo di
+Guglielmo il Taciturno; ma il custode mi arrestò
+dinanzi alla tomba semplicissima di Ugo Grotius,
+il <i>prodigium Europæ</i>, come lo chiama l&rsquo;epitaffio, il
+grande giureconsulto del secolo XVII; quel Grotius
+che scriveva versi latini a nove anni, che componeva
+odi greche a undici, che trattava tesi di
+filosofia a quattordici, che accompagnava tre anni
+dopo l&rsquo;illustre Barneveldt nella sua ambasciata a
+Parigi, dove Enrico IV, presentandolo alla sua
+corte, diceva: «Ecco il miracolo dell&rsquo;Olanda;» quel
+Grotius che a diciott&rsquo;anni era illustre come poeta,
+come teologo, come commentatore, come astronomo
+e faceva una prosopopea della città d&rsquo;Ostenda, che
+il Casaubon traduceva in versi greci e il Malherbe
+in versi francesi; quel Grotius che appena ventiquattrenne
+esercitava la carica d&rsquo;avvocato generale
+d&rsquo;Olanda e di Zelanda e scriveva un celebre trattato
+della <i>Libertà dei mari</i>; che a trenta era consigliere
+pensionario della città di Rotterdam; poi
+fautore del Barneveldt, perseguitato, condannato a
+prigionia perpetua e chiuso nel castello di Loevestein,
+dove scriveva il trattato del <i>Diritto della pace e
+della guerra</i>, che fu per lungo tempo il codice di
+tutti i pubblicisti d&rsquo;Europa; poi salvato miracolosamente
+da sua moglie, che si fece portare nella sua
+prigione dentro un cofano creduto pieno di libri, e<span class="pagenum"><a name="Page_118" id="Page_118">[118]</a></span>
+rimandò il cofano con lui dentro, rimanendo prigioniera
+invece sua; poi ospitato da Luigi XIII, nominato
+ambasciatore in Francia da Cristina di Svezia,
+e infine tornato trionfante in patria e morto a
+Rostock carico d&rsquo;anni e di gloria.</p>
+
+<p>Il mausoleo di Guglielmo il Taciturno è nel mezzo
+della chiesa. È una sorta di tempietto di marmo
+nero e bianco, carico d&rsquo;ornamenti e sostenuto da
+piccole colonne, in mezzo alle quali s&rsquo;alzano quattro
+statue che rappresentano la Libertà, la Prudenza,
+la Giustizia e la Religione. Sopra il sarcofago è distesa
+la statua del principe, di marmo bianco, e ai
+suoi piedi, l&rsquo;effigie del piccolo cane che gli salvò la
+vita all&rsquo;assedio di Malines, svegliandolo coi latrati
+una notte che dormiva sotto la tenda, mentre due
+Spagnuoli s&rsquo;avvicinavano di soppiatto per assassinarlo.
+Ai piedi di questa statua sorge una bella
+figura di bronzo, che simboleggia la Vittoria, coll&rsquo;ali
+spiegate, e appoggiata sopra le sole dita del
+piede sinistro; e dalla parte opposta del tempietto,
+un&rsquo;altra statua di bronzo, che rappresenta Guglielmo,
+seduto, rivestito dell&rsquo;armatura, col capo scoperto
+e l&rsquo;elmo ai piedi. Un&rsquo;iscrizione latina dice che il
+monumento fu consacrato dagli Stati d&rsquo;Olanda, «all&rsquo;eterna
+memoria di quel Guglielmo di Nassau, che
+Filippo II, timor d&rsquo;Europa, temette, non domò, non
+atterrì; ma spense con frode nefanda.» Accanto a
+Guglielmo son sepolti i suoi figli, e nella critta sotto
+la tomba, tutti i principi della sua dinastia.</p>
+
+<p>Davanti a questo monumento, anche il viaggia<span class="pagenum"><a name="Page_119" id="Page_119">[119]</a></span>tore
+più leggiero e più trascurato si sente come
+incatenato e costretto a pensare.</p>
+
+<p>È bello rappresentarsi la lotta enorme di cui riposa
+in quella tomba il vincitore.</p>
+
+<p>Da una parte è Filippo II, dall&rsquo;altra Guglielmo
+d&rsquo;Orange. Filippo II, chiuso nella solitudine sinistra
+dell&rsquo;Escuriale, è nel mezzo d&rsquo;un impero che abbraccia
+la Spagna, il settentrione e il mezzogiorno d&rsquo;Italia,
+il Belgio e l&rsquo;Olanda; in Africa, Oran, Tunisi,
+gli arcipelaghi del Capoverde e delle Canarie; in
+Asia le isole Filippine; in America, le Antille, il
+Messico, il Perù; è marito della regina d&rsquo;Inghilterra;
+è nipote dell&rsquo;imperatore d&rsquo;Alemagna, che
+gli obbedisce quasi come un vassallo; è signore, si
+può dire, d&rsquo;Europa, poichè non gli son vicini che
+popoli infiacchiti dalle discordie politiche e religiose;
+ha sotto la mano i soldati più agguerriti
+d&rsquo;Europa, i più grandi capitani del secolo, l&rsquo;oro
+americano, l&rsquo;industria fiamminga, la scienza italiana,
+un esercito di delatori sparpagliati in tutte le corti,
+uomini eletti di tutti i paesi, fanaticamente devoti
+a lui, strumenti inconsapevoli o convinti dei suoi
+voleri; è il più astuto, il più misterioso principe del
+suo tempo; ha per sè tutto quello con cui s&rsquo;incatena,
+si corrompe, si spaventa e si strascina il mondo: le
+armi, la ricchezza, la gloria, il genio, la religione.
+Ebbene, davanti a quest&rsquo;uomo formidabile, intorno
+al quale tutto piega, Guglielmo d&rsquo;Orange si solleva.</p>
+
+<p>Quest&rsquo;uomo senza regno e senza esercito è più
+potente di lui. Come lui, è stato discepolo di Carlo V,<span class="pagenum"><a name="Page_120" id="Page_120">[120]</a></span>
+e ha imparato l&rsquo;arte con cui si fondano i troni e
+l&rsquo;arte con cui si fanno precipitare. Come lui è astuto
+e impenetrabile; ma vede più profondamente cogli
+occhi dell&rsquo;intelletto nell&rsquo;avvenire. Possiede, come il
+suo nemico, la facoltà di leggere nell&rsquo;anima degli
+uomini; ma ha sopra di lui la facoltà di guadagnare
+i cuori. Ha una buona causa da sostenere; ma sa
+valersi di tutte le arti con cui si sostengono le cattive.
+Filippo II, che spia e indovina tutti gli uomini,
+è alla sua volta spiato e indovinato da lui. I disegni
+del gran re sono scoperti e sventati prima ancora che
+messi in opera; mani misteriose frugano nelle sue
+cassette e nelle sue tasche, e rimestano le sue carte
+segrete; Guglielmo, dall&rsquo;Olanda, legge nella mente a
+Filippo, nell&rsquo;Escuriale; previene, arresta, scompiglia
+tutte le sue trame; gli scava il terreno sotto i piedi;
+lo provoca e lo sfugge e gli ritorna perpetuamente
+dinanzi come un fantasma ch&rsquo;egli vede e non può
+afferrare, che afferra e non può distruggere. E infine
+muore, ma la vittoria rimane a lui morto, e la sconfitta
+al nemico che sopravvive. L&rsquo;Olanda riman per
+poco senza capo, ma la monarchia spagnuola ha
+avuto un tale tracollo che non si potrà mai più rilevare.</p>
+
+<p>In questa lotta prodigiosa, nella quale la figura
+del gran Re rimpicciolisce via via fin che dispare
+dalla scena del mondo, il principe d&rsquo;Orange grandeggia
+e si solleva man mano fino ad essere la più
+gloriosa figura del suo secolo. Il giorno in cui, essendo
+ostaggio presso il Re di Francia, scopre il<span class="pagenum"><a name="Page_121" id="Page_121">[121]</a></span>
+disegno di Filippo, di stabilire l&rsquo;Inquisizione nei
+Paesi Bassi, quel giorno egli consacra sè stesso
+alla difesa delle libertà della sua patria e in tutta
+la vita non vacilla più un momento sulla via che
+ha intrapresa. I vantaggi della nobiltà dei natali,
+una fortuna reale, la pace e la vita splendida che
+amava per natura e per costume, sacrifica tutto
+alla sua impresa; si riduce povero e proscritto, e
+nella proscrizione e nella povertà respinge costantemente
+le offerte di perdoni e di favori che gli
+vengon fatte da mille parti e per mille vie dal nemico
+che l&rsquo;odia e che lo teme. Circondato d&rsquo;assassini,
+fatto bersaglio delle calunnie più atroci, accusato
+persino di vigliaccheria dinanzi al nemico e
+dell&rsquo;assassinio d&rsquo;una sposa che adorava, guardato
+qualche volta con diffidenza, calunniato, osteggiato
+dal medesimo popolo ch&rsquo;egli difende, sopporta tutto
+in silenzio, con dolcezza. Va diritto alla sua mèta
+affrontando pericoli infiniti con coraggio tranquillo.
+Non piega, non adula mai il popolo, non si lascia
+trascinare dalle passioni del suo paese; è sempre
+lui che guida, sempre alla testa, il primo; tutto si
+raggruppa intorno a lui; è la mente, la coscienza
+e il braccio della rivoluzione; il focolare che irradia
+e che conserva il calore della vita nella sua patria.
+Grande per audacia e per prudenza, procede integro
+in un tempo di spergiuri e di perfidie; riman mite,
+in mezzo ad uomini violenti; conserva le mani immaculate,
+mentre tutte le corti d&rsquo;Europa si macchiano
+di sangue. Con un esercito raccogliticcio, con alleati<span class="pagenum"><a name="Page_122" id="Page_122">[122]</a></span>
+deboli od incerti, intralciato dalle discordie interne
+di luterani e calvinisti, di nobili e di borghesi, di
+magistrati e di popolo, senza alcun grande capitano,
+dovendo lottare contro lo spirito municipale delle
+provincie che s&rsquo;adombrano della sua autorità e sfuggono
+sotto la sua mano, egli trionfa in una lotta
+che sembra superiore alle forze umane; stanca il
+duca d&rsquo;Alba, stanca il Requescens, stanca don Giovanni
+d&rsquo;Austria, stanca Alessandro Farnese; manda
+a vuoto le trame dei principi stranieri che vogliono
+soccorrere il suo paese per assoggettarlo; conquista
+simpatie e strappa aiuti da ogni parte d&rsquo;Europa;
+e compiendo una delle più belle rivoluzioni della
+storia, fonda uno stato libero a dispetto d&rsquo;un Impero
+ch&rsquo;era lo spavento dell&rsquo;universo.</p>
+
+<p>Quest&rsquo;uomo così tremendo e così grande in faccia
+al mondo, era pure un marito e un padre affettuoso,
+un amico e un compagno affabile, amante
+delle brigate allegre, dei conviti; ospite magnifico e
+gentile. Era colto; sapeva oltre il fiammingo, il francese,
+il tedesco, lo spagnuolo, l&rsquo;italiano, il latino;
+discorreva dottamente di ogni cosa. Benchè soprannominato
+il Taciturno (più per aver serbato lungo
+tempo il segreto scoperto alla corte di Francia, che
+per abitudine che avesse di tacere) era uno degli
+uomini più eloquenti del suo tempo. Era semplice
+di maniere, modesto nel vestire, amava e si faceva
+amare dal popolo; passeggiava per le strade della
+città, solo, senza cappello; s&rsquo;intratteneva cogli operai
+e coi pescatori, che gli offrivano da bere nei loro<span class="pagenum"><a name="Page_123" id="Page_123">[123]</a></span>
+bicchieri; ascoltava i loro ricorsi, componeva le loro
+liti, entrava nelle case a ristabilir la concordia nelle
+famiglie; ed era chiamato da tutti padre Guglielmo.
+E fu infatti padre, piuttosto che figlio, della sua
+patria. Il sentimento d&rsquo;ammirazione e di gratitudine
+che vive ancora per lui nel cuore degli Olandesi, ha
+tutta l&rsquo;intimità e la tenerezza d&rsquo;un affetto figliale;
+il suo venerato nome suona ancora su tutte le bocche;
+la sua grandezza, spoglia d&rsquo;ogni ornamento e
+d&rsquo;ogni velo, è rimasta intera, netta, salda, come
+l&rsquo;opera sua.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Vista la tomba, andai a vedere il luogo dove il
+principe d&rsquo;Orange fu assassinato. Ma dopo aver ricordato
+com&rsquo;egli visse, bisogna ricordare com&rsquo;egli
+morì.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Nell&rsquo;anno 1580, Filippo II aveva pubblicato un
+editto col quale prometteva una ricompensa di venticinque
+mila scudi d&rsquo;oro e un titolo di nobiltà a
+colui che uccidesse il principe d&rsquo;Orange. Quest&rsquo;editto
+infame, che stimolava a un tempo la cupidigia e il
+fanatismo, aveva fatto pullulare da ogni parte assassini,
+che s&rsquo;aggiravano intorno al principe d&rsquo;Orange,
+con falsi nomi e con armi nascoste, spiando l&rsquo;occasione.
+Un giovane biscaglino, di nome Jaureguy, cattolico
+fervente, al quale un frate domenicano aveva
+promesso la gloria del martirio, fece il primo tentativo.
+Si preparò col digiuno e colla preghiera, udì
+la messa, prese la comunione, si coperse di reliquie<span class="pagenum"><a name="Page_124" id="Page_124">[124]</a></span>
+sacre, penetrò nel palazzo dell&rsquo;Orange, e accostandosi
+al principe in atto di porgergli una supplica,
+gli tirò un colpo di pistola nel capo. La palla gli
+attraversò la mascella, ma la ferita non fu mortale;
+il principe d&rsquo;Orange guarì. L&rsquo;assassino fu straziato
+in sull&rsquo;atto a colpi di spada e d&rsquo;alabarda; poi squartato
+sulla piazza pubblica; e le sue membra appese
+a una delle porte d&rsquo;Anversa, dove rimasero fin che
+il duca di Parma essendosi impadronito della città,
+i Gesuiti le raccolsero e le presentarono come reliquie
+alla venerazione dei fedeli.</p>
+
+<p>Poco tempo dopo fu sventata un&rsquo;altra congiura
+contro la vita del principe. Un gentiluomo francese,
+un italiano e un vallone, che lo seguivano da
+qualche tempo col proposito d&rsquo;ucciderlo, furono scoperti
+e arrestati. Uno d&rsquo;essi si uccise in prigione
+con una coltellata, l&rsquo;altro fu strangolato in Francia,
+il terzo riuscì a fuggire, dopo aver confessato
+che tutti e tre avevano congiurato insieme per ordine
+espresso del duca di Parma.</p>
+
+<p>In questo frattempo gli agenti di Filippo percorrevano
+il paese istigando i ribaldi all&rsquo;assassinio
+colla promessa di tesori, e i preti e i frati istigavano
+i fanatici colla promessa dell&rsquo;aiuto e della ricompensa
+del cielo. Altri assassini tentarono. Uno
+spagnuolo, scoperto e arrestato, fu squartato ad
+Anversa; un ricco negoziante, di nome Hans Jansen,
+fu ucciso a Flessinga. Parecchi avevano offerto il
+loro braccio al principe Alessandro Farnese e n&rsquo;avevano
+ricevuto incoraggiamenti e denari. Il principe<span class="pagenum"><a name="Page_125" id="Page_125">[125]</a></span>
+d&rsquo;Orange, che sapeva tutto questo, nutriva un vago
+presentimento della sua prossima morte, lo diceva
+ai suoi famigliari, e rifiutando di prendere qualsiasi
+misura per assicurare la propria vita, rispondeva a
+chi gli dava quel consiglio: «È inutile. Dio sa il
+conto dei miei anni. Egli ne dispone a sua volontà.
+Se v&rsquo;è qualche miserabile che non teme la morte,
+la mia vita è in sua balía, per quanto io mi guardi.»</p>
+
+<p>Otto assassinii, prima di quello che riuscì, furono
+tentati contro di lui.</p>
+
+<p>Al tempo in cui l&rsquo;ultimo fu consumato, nell&rsquo;anno
+1584, quattro scellerati, senza sapere l&rsquo;uno dell&rsquo;altro,
+un inglese, uno scozzese, un francese e un lorenese,
+stavano a Delft, dove si trovava il principe di
+Orange, aspettando tutti e quattro l&rsquo;occasione di assassinarlo.
+Oltre a questi, c&rsquo;era da qualche tempo un
+giovane di 27 anni, della Franca Contea, cattolico, che
+si faceva passare per protestante, di nome Guyon, figlio
+di Pietro Guyon che era stato giustiziato a Besançon
+per aver abbracciato il calvinismo. Questo nominato
+Guyon, il cui vero nome era Baldassarre Gerard,
+faceva credere d&rsquo;esser fuggito alle persecuzioni dei
+cattolici, menava una vita austera, assisteva a tutti
+gli esercizi del culto evangelico; in poco tempo, si
+era acquistato la fama di santo. Dicendo d&rsquo;esser
+andato a Delft per domandar l&rsquo;onore d&rsquo;essere ammesso
+al servizio del principe d&rsquo;Orange, ottenne
+colla raccomandazione d&rsquo;un ministro protestante
+d&rsquo;essergli presentato; gl&rsquo;ispirò fiducia; e fu da
+lui destinato ad accompagnare il signor di Scho<span class="pagenum"><a name="Page_126" id="Page_126">[126]</a></span>newalle,
+inviato degli Stati d&rsquo;Olanda alla corte di
+Francia. Poco tempo dopo tornò a Delft per dare
+al principe Guglielmo la notizia della morte del
+duca d&rsquo;Angiò; e si presentò al convento di Sant&rsquo;Agata
+dove il principe soggiornava colla sua corte.
+Era la seconda domenica di luglio. Guglielmo lo
+ricevette nella sua camera, stando a letto. Eran
+soli. Baldassarre Gerard ebbe forse in quel momento
+la tentazione d&rsquo;ucciderlo: ma non aveva armi, si
+contenne, e dissimulando la sua impazienza, rispose
+tranquillamente a tutte le domande. Guglielmo
+gli diede una piccola somma di denaro, gli disse di
+prepararsi a ripartire per Parigi e gli ordinò di tornare
+il giorno seguente a prender le lettere e il passaporto.
+Col danaro ricevuto dal principe, il Gerard
+comprò due pistole da un soldato (il quale s&rsquo;uccise
+quando seppe a che uso le sue armi eran servite)
+e il giorno dopo, il dieci luglio, si ripresentò al convento
+di Sant&rsquo;Agata. Il principe Guglielmo, accompagnato
+da parecchie dame e signori della sua famiglia,
+scendeva le scale per andare a desinare in
+una sala a terreno, e dava il braccio alla principessa
+d&rsquo;Orange, sua quarta moglie; quella gentile e sventurata
+Luisa di Coligny, che nella notte di san Bartolommeo
+aveva visto uccidere ai suoi piedi l&rsquo;ammiraglio
+suo padre e il signor di Téligny suo marito.
+Baldassarre gli andò incontro, lo arrestò e lo pregò
+di firmare il suo passaporto. Il principe gli disse di
+ripassare più tardi ed entrò nella sala. Nemmeno
+un&rsquo;ombra di sospetto gli era passata per la mente.<span class="pagenum"><a name="Page_127" id="Page_127">[127]</a></span>
+Ma Luisa di Coligny, resa cauta e sospettosa dalla
+sventura, s&rsquo;era turbata. Quell&rsquo;uomo pallido, avvolto
+in un lungo mantello, le aveva fatto un&rsquo;impressione
+sinistra; le era parso che la sua voce fosse alterata
+e il suo volto convulso. Durante il desinare, manifestò
+i suoi sospetti a Guglielmo, e gli domandò
+chi fosse quell&rsquo;uomo «che aveva la più cattiva fisonomia
+ch&rsquo;essa avesse mai vista.» Il principe sorrise,
+le disse che era il Guyon, la rassicurò, fu gaio
+come sempre durante il desinare, e finito che ebbe
+uscì tranquillamente per risalire alle sue stanze.
+Il Gerard l&rsquo;aspettava sotto una vòlta oscura, accanto
+alla scala, nascosto nell&rsquo;ombra della porta.
+Appena vide comparire il principe, s&rsquo;avanzò, gli fu
+addosso nel momento che metteva il piede sul secondo
+scalino, gli sparò una pistola carica di tre
+palle nel mezzo del petto, e si diede alla fuga. Il
+principe vacillò e cadde fra le braccia d&rsquo;uno scudiero;
+tutti accorsero; egli disse con voce spenta:
+&ldquo;Son ferito.... mio Dio, abbi pietà di me e del mio
+povero popolo!&rdquo; Era tutto intriso di sangue. Sua
+sorella Caterina di Schwartzbourg, gli domandò:
+&ldquo;Raccomandi la tua anima a Gesù Cristo?&rdquo; Egli
+rispose con un filo di voce: &ldquo;Sì.&rdquo; Fu la ultima sua
+parola. Lo posero a sedere sopra uno scalino, lo interrogarono:
+non era più in sè. Lo portarono in
+una stanza vicina, e spirò.</p>
+
+<p>Il Gerard aveva attraversato le scuderie, era fuggito
+dal convento e arrivato sul bastione della città di
+dove contava saltar giù nel fosso e raggiungere a nuoto<span class="pagenum"><a name="Page_128" id="Page_128">[128]</a></span>
+la riva opposta dove l&rsquo;aspettava un cavallo sellato.
+Ma fuggendo, aveva lasciato cadere il cappello e la
+seconda pistola. Un servitore e un alabardiere del
+principe, visto quella traccia, si slanciano dietro di
+lui. Nel punto che sta per spiccare il salto, incespica,
+i due insecutori sopraggiungono e lo afferrano.
+&ldquo;Traditore d&rsquo;inferno!&rdquo; gli gridano. Egli risponde
+con calma: &ldquo;Non sono un traditore; sono un servitore
+fedele del mio signore.&rdquo;&mdash;&ldquo;Di qual signore?&rdquo;
+gli domandano. &ldquo;Del mio signore e padrone il Re
+di Spagna,&rdquo; risponde il Gerard. Sopraggiungono
+altri alabardieri e paggi del principe e lo trascinano
+in città pestandolo coi pugni e coll&rsquo;else delle spade.
+Credendo, dai discorsi che intende, che il principe
+non sia morto, lo sciagurato esclama con una tranquillità
+sinistra: &ldquo;Sia maledetta la mano che fallì
+il colpo.&rdquo;</p>
+
+<p>Questa deplorevole sicurtà d&rsquo;animo non lo abbandonò
+un momento. Dinanzi al tribunale, nei lunghi
+interrogatorii, nella cella dove fu gettato carico
+di ferri, egli si mantenne inalterabilmente calmo.
+Sopportò i tormenti che accompagnarono il giudizio,
+senza lasciarsi sfuggire un grido. Fra un tormento
+e l&rsquo;altro, mentre gli aguzzini riposavano, parlava
+tranquillamente, senza ostentazione. Mentre lo straziavano,
+sollevando di tratto in tratto dal banco
+della tortura la testa insanguinata, diceva: «<i>Ecce
+homo.</i>» Fece più volte ringraziare i giudici del nutrimento
+che gli accordavano e scrisse di suo pugno
+le sue confessioni.<span class="pagenum"><a name="Page_129" id="Page_129">[129]</a></span></p>
+
+<p>Era nato a Vuillafans, nella contea di Borgogna,
+aveva studiato leggi presso un procuratore di
+Dôle, e là aveva manifestato per la prima volta il
+suo desiderio d&rsquo;uccidere Guglielmo, configgendo una
+daga in una porta e dicendo: &ldquo;Così vorrei piantare
+un pugnale nel petto del principe d&rsquo;Orange!&rdquo;
+Tre anni dopo, intesa la notizia del bando di Filippo
+II, era andato, col disegno dell&rsquo;assassinio, a
+Lussemburgo, dove l&rsquo;aveva arrestato la falsa notizia
+della morte di Guglielmo corsa dopo l&rsquo;attentato
+dell&rsquo;Jaureguy. Poco dopo, saputo che il principe
+viveva ancora, aveva ripreso il suo disegno, ed era
+andato a Malines per chieder consigli ai gesuiti, i
+quali l&rsquo;avevano incoraggiato promettendogli che, se
+fosse morto nell&rsquo;impresa, sarebbe stato assunto alla
+gloria dei martiri. Allora era andato a Tournai,
+s&rsquo;era presentato ad Alessandro Farnese, aveva ricevuto
+una conferma delle promesse del re Filippo,
+era stato approvato e incoraggiato dai confidenti del
+principe e dai ministri di Dio, s&rsquo;era fortificato colla
+lettura della Bibbia, coi digiuni, colle preghiere, e
+così preso da un&rsquo;esaltazione divina, sognando gli
+angeli e il paradiso, era partito per Delft e aveva
+compiuto «il suo dovere di buon cattolico e di suddito
+fedele.»</p>
+
+<p>Ripetè più volte le sue confessioni ai giudici;
+non pronunziò una parola di rammarico o di pentimento;
+si vantò anzi del suo delitto; disse ch&rsquo;era un
+nuovo Davide che aveva atterrato un nuovo Golía;
+dichiarò che se non avesse ancora ucciso il prin<span class="pagenum"><a name="Page_130" id="Page_130">[130]</a></span>cipe
+d&rsquo;Orange, sarebbe stato disposto ad ucciderlo;
+il suo coraggio, la sua calma, il suo disprezzo della
+vita, la sua profonda convinzione d&rsquo;aver compiuto
+una missione santa e di morire glorioso, sgomentò i
+suoi giudici; fu creduto invaso dal demonio; si fecero
+delle indagini; fu interrogato egli stesso; ma
+rispose sempre che non aveva mai avuto relazione
+che con Dio.</p>
+
+<p>La sentenza gli fu letta il 14 luglio; fu un delitto,
+come dice uno storico illustre, contro la memoria
+del grand&rsquo;uomo che voleva vendicare; una
+sentenza da far cadere svenuto uno che non avesse
+la sua sovrumana fortezza.</p>
+
+<p>Fu condannato ad aver la mano chiusa ed arsa
+in un tubo di ferro infocato; le braccia, le gambe
+e le coscie dilaniate con tanaglie roventi; il ventre
+squarciato, strappato il cuore e sbattutogli sul viso;
+la testa spiccata dal busto e confitta sopra una picca;
+il corpo fatto in quattro, e ogni parte appesa a una
+forca sopra una delle porte principali della città.</p>
+
+<p>Udendo l&rsquo;enumerazione di questi supplizi orrendi,
+quello sciagurato non impallidì, non fece un segno
+che significasse terrore, o dolore, o stupore. Aperse
+il suo vestito, mise a nudo il suo petto, e con voce
+ferma, fissando gli occhi imperterriti in viso ai suoi
+giudici, ripetè le sue solite parole: «<i>Ecce homo!</i>»</p>
+
+<p>Che cos&rsquo;era quest&rsquo;uomo? Soltanto un fanatico,
+come molti credettero, o un mostro di scelleratezza,
+come ritennero altri, o le due cose insieme, aggiuntavi
+un&rsquo;ambizione forsennata?<span class="pagenum"><a name="Page_131" id="Page_131">[131]</a></span></p>
+
+<p>Il giorno dopo fu eseguita la sentenza. Gli apparecchi
+del supplizio furono fatti sotto i suoi occhi:
+egli li guardò con indifferenza. L&rsquo;aiutante del carnefice
+cominciò per spezzare a colpi di martello la
+pistola, strumento del delitto. Al primo colpo, la
+testa del martello cadde e ferì nell&rsquo;orecchio un altro
+aiutante: il popolo rise, il Gerard rise pure. Quando
+salì sul patibolo il suo corpo era già orribile a vedersi.
+Mentre la sua mano crepitava e fumava nel
+tubo rovente, stette muto; mentre le tanaglie infocate
+gli laceravano le carni, non gettò un grido;
+quando il coltello gli penetrò nelle viscere, chinò la
+testa, e mormorando qualche parola incomprensibile,
+spirò.</p>
+
+<p>La notizia della morte del principe d&rsquo;Orange aveva
+sparso nel paese una costernazione immensa. Il suo
+corpo fu esposto per un mese sur un letto funebre,
+intorno al quale il popolo accorse a inginocchiarsi ed
+a piangere. I suoi funerali furon degni d&rsquo;un re: v&rsquo;intervennero
+gli Stati Generali delle Provincie unite,
+il Consiglio di Stato, gli Stati d&rsquo;Olanda, i magistrati,
+i ministri della religione, i principi della casa di Nassau;
+dodici gentiluomini portavano la bara; quattro
+gran signori tenevano i cordoni del panno mortuario;
+seguiva il cavallo del principe, splendidamente bardato,
+condotto dal suo scudiero; e si vedeva, in mezzo
+al corteo dei conti e dei baroni, un giovane di diciott&rsquo;anni,
+che doveva raccogliere la gloriosa eredità
+del defunto, umiliare gli eserciti spagnuoli, e costringere
+la Spagna a chieder tregua, e a riconoscere l&rsquo;in<span class="pagenum"><a name="Page_132" id="Page_132">[132]</a></span>dipendenza
+delle provincie unite. Quel giovane era
+Maurizio d&rsquo;Orange, figlio di Guglielmo, al quale gli
+Stati d&rsquo;Olanda, poco tempo dopo la morte del padre,
+conferirono la dignità di Statoldero, e affidarono poi
+il comando supremo delle forze di terra e di mare.</p>
+
+<p>E mentre l&rsquo;Olanda piangeva la morte del principe
+d&rsquo;Orange, in tutte le città soggette al re di
+Spagna il clero cattolico festeggiava l&rsquo;assassinio e
+l&rsquo;assassino; i gesuiti lo esaltavano come un martire;
+l&rsquo;Università di Louvain pubblicava la sua
+apologia; i canonici di Bois-le-Duc cantavano il <i>Te
+Deum</i>. Qualche anno dopo, la famiglia del Gerard
+riceveva dal re di Spagna un titolo di nobiltà e le
+terre del principe d&rsquo;Orange confiscate nella Borgogna.</p>
+
+<p>La casa dove il principe d&rsquo;Orange fu assassinato,
+esiste ancora; è un edificio d&rsquo;aspetto cupo,
+con finestre centinate e una stretta porta, che forma
+parte del chiostro d&rsquo;una antica chiesa consacrata a
+sant&rsquo;Agata, e porta ancora il nome di Prinsenhof
+benchè serva ora di caserma all&rsquo;artiglieria. Domandai
+il permesso d&rsquo;entrare all&rsquo;ufficiale di guardia;
+un caporale, che sapeva un po&rsquo; di francese, mi
+accompagnò; attraversammo un cortile pieno di soldati
+e arrivammo al luogo memorabile. Vidi la scala
+che saliva il principe quando fu ferito, l&rsquo;angolo oscuro
+dove s&rsquo;era rimpiattato il Gerard, la porta della
+sala dove lo sventurato Guglielmo desinò per l&rsquo;ultima
+volta, e le traccie delle palle nel muro, in un
+piccolo spazio imbiancato, con un&rsquo;iscrizione olandese
+che rammenta che là morì il padre della pa<span class="pagenum"><a name="Page_133" id="Page_133">[133]</a></span>tria.
+Il caporale mi accennò per dove era fuggito
+l&rsquo;assassino. Mentre io guardavo intorno con quella
+curiosità pensierosa che si prova nei luoghi di grandi
+delitti, salivano e scendevano soldati; si soffermavano
+a guardarmi e poi scappavano cantando e
+fischiando; altri mi ronzavano intorno; alcuni ridevano
+forte nel cortile; e tutta quell&rsquo;allegria giovanile
+faceva colla triste solennità delle memorie del
+luogo, un contrasto vivo e commovente, come una
+festa di fanciulli nella stanza dov&rsquo;è morto l&rsquo;avo di
+cui hanno cara la memoria.</p>
+
+<p>In faccia alla caserma, v&rsquo;è la più antica chiesa
+di Delft, che contiene la tomba di quel famoso ammiraglio
+Tromp, il veterano della marina olandese,
+che vide trentadue battaglie di mare, sconfisse
+nel 1652, alla battaglia detta delle Dune, la flotta
+inglese, comandata dal Blake, e rientrò in patria
+con una scopa appesa al grand&rsquo;albero della nave
+ammiraglia, per indicare che aveva spazzato gl&rsquo;inglesi
+dal mare. V&rsquo;è la tomba di Pietro Hein, che diventò
+di semplice pescatore grande ammiraglio e
+fece quella memorabile retata di bastimenti spagnuoli
+che portavano nei fianchi più di undici milioni
+di fiorini. V&rsquo;è la tomba del Leuwenhoek, il padre
+della scienza dell&rsquo;infinitamente piccino, quegli che
+col <i>vetro indagatore</i>, come dice il Parini, <i>vide a
+nuoto nell&rsquo;onda genitale il picciol uomo</i>. La chiesa
+ha un alto campanile sormontato da quattro torricine
+coniche, e inclinato come la torre di Pisa, per
+essergli ceduto sotto il terreno. In una cella di<span class="pagenum"><a name="Page_134" id="Page_134">[134]</a></span>
+questo campanile fu rinchiuso il Gerard la notte che
+seguì l&rsquo;assassinio.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>A Rotterdam m&rsquo;avevan dato una lettera per un
+cittadino di Delft, colla quale lo pregavano di farmi
+vedere la sua casa. «Egli desidera» diceva la
+lettera «di penetrare i misteri d&rsquo;una vecchia casa
+olandese: sollevategli per un momento la cortina
+del santuario.» Non mi fu difficile di trovar la casa,
+e appena la vidi, dissi tra me:&mdash;È il fatto mio!</p>
+
+<p>Era una casetta all&rsquo;estremità d&rsquo;una strada che
+finiva nella campagna, d&rsquo;un sol piano, rossa, colla facciata
+a collo, posta quasi sull&rsquo;orlo d&rsquo;un canale, e un
+po&rsquo; inclinata innanzi come per specchiarsi nell&rsquo;acqua,
+con un bel tiglio davanti che si allargava sulle finestre
+come un grande ventaglio; e un ponte levatoio
+in dirittura della porta. V&rsquo;eran le tendine bianche,
+la porta verde, i fiori, gli specchietti; era un modellino
+di casa olandese.</p>
+
+<p>La strada era deserta; prima di picchiare alla
+porta, stetti un po&rsquo; a guardare e a pensare. Quella
+casa mi faceva capire l&rsquo;Olanda meglio di tutti i
+libri che avevo letti. Era insieme l&rsquo;espressione e
+la ragione dell&rsquo;amor della famiglia, dei desiderii
+modesti, dell&rsquo;indole indipendente del popolo olandese.
+Nei nostri paesi non c&rsquo;è la vera casa; non ci
+sono che scompartimenti di caserme, abitazioni
+astratte, che non han nulla di nostro, nelle quali
+viviamo nascosti, ma non soli, udendo mille rumori
+di gente estranea, che turba i nostri dolori coll&rsquo;eco<span class="pagenum"><a name="Page_135" id="Page_135">[135]</a></span>
+delle sue gioie, o le nostre gioie coll&rsquo;eco dei suoi
+dolori. La vera casa è in Olanda, la casa personale,
+distinta dalle altre, pudica, circospetta, e appunto
+perchè distinta dalle altre, nemica dei misteri e degl&rsquo;intrighi;
+tutta lieta, quando è lieta la famiglia
+che l&rsquo;abita, e quando questa è trista, tutta trista.
+In quelle case, con quei canali e quei ponti levatoi,
+ogni modesto cittadino sente un po&rsquo; della dignità solitaria
+d&rsquo;un castellano, o di un comandante di fortezza,
+o di un capitano di bastimento; e vede infatti
+dalle sue finestre, come da quelle di un bastimento
+immobile, una pianura uniforme e sconfinata, che
+gl&rsquo;ispira gli stessi pensieri e gli stessi sentimenti
+liberi e gravi che ispira il mare. Gli alberi che circondano
+la sua casa quasi d&rsquo;un vestimento di verzura,
+non ci lasciano penetrare che una luce rotta
+e discreta; la barca carica di mercanzie scivola mollemente
+davanti alla sua porta; non ode scalpitío
+di cavalli, non chiocchi di frusta, non canti, non
+grida; intorno a lui tutti i movimenti della vita son
+silenziosi e lenti; tutto spira pace e dolcezza; e il
+campanile della chiesa vicina gli annunzia l&rsquo;ora
+con un&rsquo;onda d&rsquo;armonia riposata e costante come i
+suoi affetti e il suo lavoro.</p>
+
+<p>Picchiai alla porta, mi aprì il padron di casa,
+gli porsi la lettera, lesse, mi diede uno sguardo
+scrutatore e mi fece entrare. Segue così quasi sempre.
+Gli Olandesi, di primo abbordo, son diffidenti.
+Noi, al primo venuto che ci porta una lettera di
+raccomandazione, apriamo le braccia come se fosse<span class="pagenum"><a name="Page_136" id="Page_136">[136]</a></span>
+il nostro più intimo amico; e spesso poi non facciamo
+per lui il bellissimo nulla. Gli Olandesi, invece,
+accolgono freddamente, qualche volta anzi in
+un modo che fa rimaner lì quasi mortificati; ma poi
+vi prestano mille servigi, colla migliore volontà del
+mondo, e senz&rsquo;aver mai l&rsquo;aria di fare una cortesia.</p>
+
+<p>Il di dentro della casa corrispondeva perfettamente
+al di fuori: pareva l&rsquo;interno d&rsquo;un bastimento.
+Una scala a chiocciola, di legno, lucente come l&rsquo;ebano,
+conduceva alle stanze alte. Sulla scala, dinanzi alle
+porte, sugli impiantiti, v&rsquo;erano stuoie e tappeti. Le
+stanze eran piccine come celle; i mobili nitidissimi;
+le lastre, le maniglie, i chiodi, le borchie, tutti gli
+ornamenti di metallo, luccicanti come se fossero usciti
+allora dalle mani del brunitore; e da ogni parte
+v&rsquo;era un ripieno di vasi di porcellana, di tazze, di
+lumi, di specchi, di quadretti, di stipi, di cantoniere,
+di ninnoli, di oggettini d&rsquo;ogni forma e d&rsquo;ogni uso,
+meravigliosamente puliti, che attestavano i mille piccoli
+bisogni che crea l&rsquo;amore della vita sedentaria,
+l&rsquo;attività previdente, la cura continua, il gusto del
+piccino, il culto dell&rsquo;ordine, l&rsquo;economia industriosa
+dello spazio, il soggiorno, in fine, d&rsquo;una donna casalinga
+e tranquilla.</p>
+
+<p>La Dea di quel tempietto, che non parlava o non
+osava parlare il francese, era nascosta in non so
+qual penetrale che non mi riuscì d&rsquo;indovinare.</p>
+
+<p>Scendemmo a veder la cucina: era uno splendore.
+Quando tornai a casa, ne feci la descrizione
+in presenza di mia madre, alla fantesca, che si picca<span class="pagenum"><a name="Page_137" id="Page_137">[137]</a></span>
+di pulizia, e rimase annichilita. Le pareti erano bianche
+come la neve intatta; le casseruole riflettevano
+gli oggetti come specchi; la cappa del cammino era
+ornata d&rsquo;una specie di tendinetta di mussolina
+come il cielo d&rsquo;un letto, senza la menoma traccia
+di fumo; il muro, sotto la cappa, era rivestito di
+lastrine quadrate di maiolica, pulite come se non ci
+avessero mai acceso il fuoco; gli alari, la paletta,
+le molle, le asticciuole della catena, parevan d&rsquo;acciaio
+brunito. Una signora vestita da ballo avrebbe
+potuto girar per quella stanza, ficcarsi in tutti gli
+angoli e toccare ogni cosa, senza contaminare d&rsquo;un
+punto nero la sua bianchezza.</p>
+
+<p>In quel mentre la fantesca faceva la pulizia, e
+il mio ospite la commentava: &ldquo;Per avere un&rsquo;idea
+di cos&rsquo;è la pulizia da noi,&rdquo; diceva &ldquo;bisognerebbe
+tener dietro per un&rsquo;ora al lavoro di queste donne.
+Qui s&rsquo;insapona, si lava e si spazzola una casa tal
+e quale come una persona. Non è una pulitura, è
+una toeletta. Si soffia nella commessura dei mattoni,
+si fruga negli angoli colle unghie e cogli spilli,
+si fa una pulizia minuta al segno da stancare la
+vista non meno delle braccia. È una vera passione
+nazionale. Queste ragazze, che sono ordinariamente
+flemmatiche, il giorno stabilito per la pulizia, escono
+dal loro carattere, diventan frenetiche. Allora noi
+non siamo più padroni della casa. C&rsquo;invadono le
+stanze, ci scacciano, ci spruzzano, mettono ogni cosa
+sottosopra; per loro è un tripudio; sono come le
+baccanti della pulizia; si esaltano lavando.<span class="pagenum"><a name="Page_138" id="Page_138">[138]</a></span>&rdquo;</p>
+
+<p>Gli domandai da che credeva che derivasse questa
+sorta di manía per cui è famosa l&rsquo;Olanda. Mi
+disse le ragioni che mi dissero poi mille altri:
+l&rsquo;atmosfera del loro paese che intacca straordinariamente
+il legno e i metalli; l&rsquo;umidità, la ristrettezza
+delle case e la moltiplicità degli oggetti, che
+favoriscono il sudiciume; la sovrabbondanza dell&rsquo;acqua
+che agevola il lavoro; un certo bisogno dell&rsquo;occhio,
+a cui la pulizia finisce col parere bellezza;
+e infine, l&rsquo;emulazione che spinge tutte le cose all&rsquo;eccesso.
+&ldquo;Ma non è questa&rdquo; soggiunse &ldquo;la parte
+più pulita dell&rsquo;Olanda: l&rsquo;eccesso, il delirio della
+pulizia lo vedrà nelle provincie settentrionali.&rdquo;</p>
+
+<p>Uscimmo a passeggiare per la città. Non era
+ancora mezzogiorno: si vedevano serve da tutte le
+parti, vestite tale e quale come quelle di Rotterdam.
+Cosa singolare, tutte le donne di servizio, in Olanda,
+da Rotterdam a Groninga, da Haarlem a Nimega,
+sono vestite dello stesso colore: un vestito lilla
+chiaro, tempestato di fioretti, di stelle o di crocine;
+e per far la pulizia, portan tutte una cuffietta da
+malate e un paio di enormi zoccoli bianchi. Da
+principio credetti che formassero tutte insieme una
+qualche corporazione nazionale che avesse fra i suoi
+statuti l&rsquo;uniformità del vestiario. Son per lo più
+giovanissime, perchè donne attempate non reggerebbero
+alle fatiche che devon durare, bionde, tonde,
+con le curve posteriori (osservazione del Diderot)
+spropositate; pochissime belle, nel senso stretto della
+parola; ma d&rsquo;un bianco e d&rsquo;un roseo meraviglioso,<span class="pagenum"><a name="Page_139" id="Page_139">[139]</a></span>
+che par che schiattino dalla salute, e ci si debba
+sentir riavere a premerci la guancia contro la guancia.
+Le loro forme pienotte e i loro bei colori ricevon
+poi una grazia particolare dal loro vestire
+casalingo; sopratutto la mattina che han le maniche
+rimboccate e il collo scoperto, e lascian vedere
+dei candori da cherubino. I giovanotti chiamano
+quella toeletta, con vocabolo olandese, voluttuosa, e
+a me pare che non abbiano tutti i torti.</p>
+
+<p>A un tratto, mi ricordai d&rsquo;un appunto preso sul
+mio quaderno prima di partire per l&rsquo;Olanda, mi
+fermai, e feci al mio compagno questa domanda:</p>
+
+<p>&ldquo;Le serve son anche in Olanda il tormento eterno
+delle signore?&rdquo;</p>
+
+<p>Qui mi tocca fare un po&rsquo; di parentesi. È noto e
+arcinoto che le signore non tanto altolocate da non
+aver che fare direttamente colle loro donne di servizio,
+le signore, voglio dire, che hanno una donna
+sola, che fa da cuoca e da cameriera, discorrono,
+nelle loro visite, per una buona parte del tempo,
+della loro serva. Son sempre gli stessi discorsi di
+difetti insopportabili, d&rsquo;insolenze sopportate, di tu
+per tu, di ruberie sulla spesa, di sperperi, di menzogne,
+di pretensioni sfrontate, di congedi e di ricerche
+e d&rsquo;altre calamità consimili, che finiscon
+sempre nel ritornello doloroso: che serve oneste e
+fidate, come quelle d&rsquo;una volta che s&rsquo;affezionavano
+alle famiglie e invecchiavano nelle case, non ci son
+più; che bisogna cambiare di continuo; che non c&rsquo;è
+più modo di tirare innanzi. È vero? non è vero?<span class="pagenum"><a name="Page_140" id="Page_140">[140]</a></span>
+è una conseguenza della libertà e dell&rsquo;eguaglianza
+delle classi, che ha reso più duro il servire e più
+esigente chi serve? è un effetto del rilassamento
+dei costumi e della disciplina pubblica, che si fa
+sentire anche in cucina? Comunque sia, il fatto è che
+io pure in casa mia sento battere eternamente quel
+chiodo, tanto che un giorno, prima di partire per
+la Spagna, dissi a mia madre: &ldquo;Guarda, se qualche
+cosa, a Madrid, potrà consolarmi della lontananza
+della famiglia, sarà il non sentir più toccare quest&rsquo;odioso
+argomento.&rdquo; Arrivo a Madrid, entro in
+una <i>Casa de Huespedes</i>, la prima cosa che mi dice
+la padrona è che ha cambiato tre serve in un mese,
+che è una disperazione, che non si sa più a che
+santo voltarsi; e così ogni giorno, per tutto il tempo
+che stetti là, una lamentazione infinita. Tornai a
+casa, raccontai la cosa, si rise, e mia madre concludette
+che quella doveva essere una piaga di tutti
+i paesi. &ldquo;No,&rdquo; io dissi, &ldquo;nei paesi del Nord non
+dev&rsquo;essere così.&rdquo;&mdash;&ldquo;Vedrai e me ne darai notizie,&rdquo;
+mi rispose mia madre. Vado a Parigi, e alla prima
+signora che conosco, domando: &ldquo;Le serve sono anche
+qui come in Italia e in Spagna l&rsquo;eterno tormento
+delle signore?&rdquo; &ldquo;<i>Ah! mon cher monsieur</i>&rdquo;
+mi risponde giungendo le mani e alzando gli occhi
+al cielo; &ldquo;<i>ne me parlez pas de ça!</i>&rdquo; E lì una lunga
+storia di lotte, di espulsioni, di guai. Scrivo la cosa
+a mia madre, ed essa mi risponde: &ldquo;Vedremo
+Londra.&rdquo; Vado a Londra, entro in conversazione
+con una signora inglese a bordo del bastimento che<span class="pagenum"><a name="Page_141" id="Page_141">[141]</a></span>
+mi conduce ad Anversa, e dopo poche parole, spiegatale
+prima la ragione della mia curiosità, le faccio
+la solita domanda. Essa volta la testa da un&rsquo;altra
+parte mettendosi una mano sulla fronte e poi risponde
+spiccicando le parole: &ldquo;Sono il fla-gel-lum
+De-i!&rdquo; Scrivo a casa dandomi per vinto, soggiungendo
+però che mi resta una buona speranza per
+l&rsquo;Olanda, paese quieto, dove le case sono tanto ordinate
+e pulite, e la vita casalinga così dolce; e
+mia madre mi risponde che essa pure propende a
+fare un&rsquo;eccezione onorevole per l&rsquo;Olanda. Ma il
+dubbio rimaneva sempre a lei ed a me, io ero curioso
+ed essa aspettava le notizie; ecco perchè feci
+quella domanda al mio cortese Cicerone di Delft.
+Ora ognuno si può immaginare con che ansietà io
+stessi aspettando la risposta.</p>
+
+<p>&ldquo;Signore&rdquo; mi rispose l&rsquo;olandese dopo un momento
+di riflessione, &ldquo;le risponderò una cosa sola, ed
+è che in Olanda abbiamo un proverbio, il quale
+dice che le serve sono le croci della vita.&rdquo;</p>
+
+<p>Mi cascarono le braccia.</p>
+
+<p>&ldquo;Prima di tutto,&rdquo; continuò, &ldquo;c&rsquo;è il guaio che,
+per poco che s&rsquo;abbia una casa grande, bisogna tenerne
+due, una per la cucina e una per la pulizia,
+essendo quasi impossibile, con quella manía che
+hanno di lavare fin l&rsquo;aria, che una sola faccia le
+due cose. Poi son tutte assetate rabbiose di libertà;
+vogliono star fuori la sera fino alle dieci; avere di
+tratto in tratto una giornata completamente libera.
+Poi bisogna tollerare che il loro fidanzato o altro<span class="pagenum"><a name="Page_142" id="Page_142">[142]</a></span>
+le venga a pigliare in casa; tollerare che ballino per
+la strada; tollerare che facciano il diavolo nelle feste
+delle Kermess. Di più, quando si congedano, aspettare
+che se ne vadano quando piace a loro, e qualche
+volta si fanno aspettare dei mesi. Oltre a questo,
+una paga di novanta, di cento fiorini all&rsquo;anno.
+Oltre la paga, un tanto per cento su tutti i pagamenti
+che fa il padrone; mancie, di stretto rigore,
+da tutti gli amici invitati; regali straordinarii di
+denaro e di robe; e soprattutto e sempre, pazienza,
+pazienza, pazienza.&rdquo;</p>
+
+<p>Ne sapevo abbastanza per parlarne in cattedra
+con mia madre, e rivolsi la conversazione sopra un
+argomento meno sconsolante.</p>
+
+<p>Passando per una stradetta appartata, vidi una
+signora che s&rsquo;avvicinò a una porta, lesse in un pezzetto
+di carta che v&rsquo;era attaccato su, fece un atto
+di dolore e se n&rsquo;andò. Dopo un momento, un&rsquo;altra
+donna che passava, si fermò, lesse e tirò via. Domandai
+una spiegazione al mio compagno, il quale
+mi fece conoscere un uso assai curioso degli Olandesi.
+Su quel pezzetto di carta v&rsquo;era scritto che il
+malato tale dei tali stava peggio. In molte città di
+Olanda, quando uno s&rsquo;ammala, la famiglia affigge
+ogni giorno alla porta il bullettino sanitario, perchè
+gli amici e i conoscenti non abbian da entrare in
+casa a domandar notizie. Questa sorta d&rsquo;annunzi si
+usano anche in altre occasioni. In certe città si annunzia
+la nascita d&rsquo;un bambino appendendo alla
+porta una palla fasciata di seta rossa e di trina,<span class="pagenum"><a name="Page_143" id="Page_143">[143]</a></span>
+il cui nome in olandese significa: prova di nascita.
+Se è una bambina, v&rsquo;è su un pezzetto di carta
+bianca; se son gemelli, la trina è doppia; e per <a name="tn143" id="tn143"></a><ins class="correction" title="originale 'alalcuni'">alcuni</ins>
+giorni dopo la nascita, si affigge pure un avviso
+che dice: «Il bimbo e la puerpera stanno bene,
+hanno passato una buona notte» o il contrario, secondo
+il caso. Una volta, quando sopra una porta
+c&rsquo;era un annunzio di nascita, per nove giorni i creditori
+della famiglia non potevano picchiare alla porta;
+ma credo che quest&rsquo;uso sia caduto, benchè dovesse
+avere la benefica virtù di promuovere l&rsquo;accrescimento
+della popolazione.</p>
+
+<p>In quella breve passeggiata per le strade di
+Delft, incontrai pure certe figure funebri che avevo
+già viste a Rotterdam, senza capire se fossero preti
+o magistrati o becchini, perchè il loro vestiario e il
+loro aspetto avevan un po&rsquo; delle tre cose. Portavano
+un cappello a tre punte, con un gran velo nero
+che scendeva sui fianchi, un vestito nero a coda di
+rondine, calzoni corti e neri, calze nere, mantello
+nero, scarpe con fibbie, cravatta e guanti bianchi;
+e un foglio listato di nero fra le mani. Il mio compagno
+mi spiegò che si chiamavano con un vocabolo
+olandese intraducibile <i>aansprekers</i>, e che il loro ufficio
+era di portar l&rsquo;annunzio delle morti ai parenti
+ed amici dei defunti e di annunziarle per le
+strade. Il loro vestiario cangia in qualche particolare
+da paese a paese, e secondo che son cattolici o
+protestanti. In certe città hanno un enorme cappello
+alla don Basilio. Son per lo più pulitissimi e qual<span class="pagenum"><a name="Page_144" id="Page_144">[144]</a></span>che
+volta vestiti e pettinati con una ricercatezza che
+contrasta irreverentemente col loro carattere d&rsquo;impiegati
+della morte o, come li definì un viaggiatore,
+di lettere mortuarie viventi.</p>
+
+<p>Ne vedemmo uno fermo dinanzi a una casa. Il
+mio compagno mi fece osservare che le finestre di
+quella casa <a name="tn144" id="tn144"></a><ins class="correction" title="originale 'aveva'">avevano</ins> le imposte socchiuse, e mi disse
+che ci doveva esser morto qualcuno. Domandai chi.
+&ldquo;Non lo so,&rdquo; mi rispose &ldquo;ma a giudicar dalle imposte
+non dev&rsquo;essere un parente molto prossimo del
+padrone di casa.&rdquo; Quest&rsquo;argomentazione parendomi
+un po&rsquo; strana, egli mi spiegò che in Olanda, quando
+muore qualcuno in una famiglia, si chiudono le finestre
+con uno due o tre dei battenti mobili delle imposte,
+secondo che il parente è più o meno stretto.
+Ogni battente dinota un grado di parentela. Per il
+padre o la madre si chiudon tutti meno uno, per
+un cugino se ne chiude un solo, per un fratello due;
+e via discorrendo. Uso, c&rsquo;è da credere, molto antico,
+e che dura ancora perchè in quel paese nessun uso
+si smette per capriccio, e si cangia soltanto quello
+che importa seriamente di cangiare, e dopo essersi
+arcipersuasi che si cangia in meglio.</p>
+
+<p>Avrei voluto vedere, a Delft, la casa dov&rsquo;era la
+birreria del pittore Steen, e dove egli prese probabilmente
+quelle sbornie famose, che furono oggetto
+di tante questioni fra i suoi biografi. Ma il mio ospite
+mi disse che non ce n&rsquo;era memoria. Però, a proposito
+di pittori, mi diede la gradita notizia che io
+mi trovavo in quella parte dell&rsquo;Olanda compresa<span class="pagenum"><a name="Page_145" id="Page_145">[145]</a></span>
+fra Delft, l&rsquo;Aja, il mare, la città d&rsquo;Alkmar, il golfo
+d&rsquo;Amsterdam e l&rsquo;antico lago <a name="tn145" id="tn145"></a><ins class="correction" title="originale 'd&rsquo;Harlem'">d&rsquo;Haarlem</ins>, la quale
+si potrebbe chiamare propriamente la patria della
+pittura olandese, e perchè i più grandi pittori vi
+nacquero, e perchè, presentando degli aspetti singolarmente
+pittoreschi, l&rsquo;amarono e la studiarono con
+predilezione. Ero dunque proprio nel seno dell&rsquo;Olanda
+e partendo da Delft mi sarei sprofondato nel suo
+cuore.</p>
+
+<p>Prima di partire, vidi ancora di sfuggita l&rsquo;arsenale
+militare che occupa un grande edifizio, il
+quale serviva prima di magazzino alla Compagnia
+delle Indie orientali, e comunica con un&rsquo;officina
+d&rsquo;artiglieria e una gran polveriera posta
+fuori della città. V&rsquo;è ancora, a Delft, la grande
+scuola politecnica degl&rsquo;ingegneri, la vera scuola di
+guerra dell&rsquo;Olanda, dalla quale escono gli ufficiali
+dell&rsquo;esercito di difesa contro il mare, e son questi
+giovani guerrieri delle dighe e delle cateratte, trecento
+circa, che danno vita alla tranquilla città
+di Grozio. Mentre mettevo il piede nella barca che
+mi doveva condurre all&rsquo;Aja, il mio olandese mi descriveva
+l&rsquo;ultima festa quinquennale celebrata a
+Delft dagli studenti; una di quelle feste particolari
+dell&rsquo;Olanda, specie di mascherate storiche, che sono
+come un riflesso della sua grandezza passata, e servono
+a mantener viva nel popolo la tradizione dei
+personaggi e degli avvenimenti illustri d&rsquo;altri tempi.
+Una grande cavalcata rappresentava l&rsquo;entrata in
+Arnhem nel 1492 di Carlo d&rsquo;Egmont, duca di Ghel<span class="pagenum"><a name="Page_146" id="Page_146">[146]</a></span>dria,
+conte di Zuften; di quella famiglia d&rsquo;Egmont,
+che diede col nobile e sventurato conte Lamoral la
+prima grande vittima della libertà olandese alla
+scure del duca d&rsquo;Alba. Duecento studenti a cavallo,
+con bardature principesche, con armature, con cotte
+d&rsquo;armi dorate e stemmate, agitando alteramente i
+grandi pennacchi e le grandi spade, formavano il
+corteggio del duca di Gheldria. Seguivano gli alabardieri,
+gli arcieri, i lanzichenecchi vestiti delle foggie
+pompose del decimoquinto secolo; suonavan le
+bande musicali; la città brillava tutta di lumi; e per
+le sue strade formicolava una folla immensa accorsa
+da ogni parte d&rsquo;Olanda a godere quella splendida
+visione d&rsquo;un&rsquo;età lontana.<span class="pagenum"><a name="Page_147" id="Page_147">[147]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="LrsquoAJA" id="LrsquoAJA"></a>L&rsquo;AJA.</h2>
+
+
+<p>La barca era vicina a un ponte, in un piccolo
+bacino formato dal canale che va da Delft all&rsquo;Aja,
+e ombreggiato dagli alberi della sponda come un
+laghetto di giardino.</p>
+
+<p>Le barche che portan passeggieri da una città
+all&rsquo;altra si chiamano in olandese <i>trekschuiten</i>.</p>
+
+<p>Il <i>trekschuit</i> è la barca tradizionale, emblematica
+dell&rsquo;Olanda, com&rsquo;è per Venezia la gondola.
+L&rsquo;Esquiroz la definì: il genio della vecchia Olanda
+galleggiante sulle acque. E infatti, chi non ha viaggiato
+in <i>trekschuit</i>, non conosce l&rsquo;aspetto più originale
+e più poetico della vita olandese.</p>
+
+<p>È una grande barca occupata quasi tutta da un
+casotto, della forma d&rsquo;una diligenza, diviso in due
+scompartimenti: quello a prora per la seconda
+classe e quello a poppa per la prima. Sulla prora
+è piantata un&rsquo;asta di ferro con un anello per il
+quale passa una lunga corda che da una parte si<span class="pagenum"><a name="Page_148" id="Page_148">[148]</a></span>
+va ad annodare vicino al timone, e dall&rsquo;altra a un
+cavallo di rimorchio montato da un barcaiolo. Le
+finestrine del casotto hanno le loro tendine bianche;
+le pareti e le porte sono dipinte; dentro lo
+scompartimento di prima classe vi son dei sedili con
+cuscinetti, un piccolo tavolino con qualche libro,
+un armadio, uno specchietto; ogni cosa lucidissimo.
+Posando la valigia, lasciai cadere un po&rsquo; di cenere
+di sigaro sotto il tavolino; dopo un minuto rientrai
+e non ce la vidi più.</p>
+
+<p>Ero solo; non ebbi da aspettare molto tempo;
+il timoniere fece un cenno, il rimorchiatore montò
+a cavallo, e il <i>trekschuit</i> cominciò a scorrere mollemente
+sul canale.</p>
+
+<p>Era un&rsquo;ora dopo mezzogiorno e splendeva un
+bellissimo sole, ma la barca passava nell&rsquo;ombra.
+Il canale era fiancheggiato da due file di tigli, di
+olmi, di salici, e da siepi alte, che nascondevano la
+campagna. Pareva di navigare a traverso un bosco.
+A ogni svoltata si vedeva una lontananza profonda,
+tutto verde e chiuso, e qualche mulino a vento sulla
+sponda. L&rsquo;acqua era coperta di un tappeto di lemna,
+e in alcuni punti tempestata di fiorellini bianchi,
+d&rsquo;iridi, di ninfee, di lenti palustri. L&rsquo;alta spalliera
+di verzura che fiancheggiava il canale, s&rsquo;apriva qua
+e là in brevi tratti, e allora si vedeva come da una
+finestra l&rsquo;orizzonte lontano della campagna, che subito
+era rinascosto.</p>
+
+<p>Ogni tanto s&rsquo;incontrava un ponte. Era bello
+vedere la rapidità, con cui l&rsquo;uomo a cavallo, e un<span class="pagenum"><a name="Page_149" id="Page_149">[149]</a></span>
+altro, fisso là di guardia, facevan la manovra delle
+corde per far passare il <i>trekschuit</i>; e come i due
+conduttori, quando i <i>trekschuiten</i> s&rsquo;incontravano,
+si cedevano il passo, l&rsquo;uno facendo scorrer la corda
+sotto quella dell&rsquo;altro, senza dire una parola, senza
+salutarsi neanco con un sorriso, come se la serietà
+e il silenzio fossero obbligatorii. Per tutta la strada
+non si sentiva altro rumore che il frullo delle ali
+dei mulini.</p>
+
+<p>S&rsquo;incontravano dei barconi carichi di legumi, di
+torba, di pietre, di botti, rimorchiati con una lunghissima
+corda da un uomo aiutato qualche volta
+da un grosso cane con una cordicella al collo. Alcuni
+erano rimorchiati da un uomo, una donna e
+un ragazzo, l&rsquo;uno dietro l&rsquo;altro, colla fune legata a
+una specie di sottopancia di cuoio o di tela; tutti e
+tre tanto inclinati innanzi da non capire come malgrado
+il ritegno della fune potessero tenersi in
+piedi. Altri barconi eran rimorchiati da una vecchia
+sola. Su parecchi, c&rsquo;era al timone una donna con
+un bambino al seno; altri bambini intorno; un
+gatto sur un sacco, un cane, una gallina, dei vasi
+di fiori, delle gabbie d&rsquo;uccelli. Su altri la donna
+faceva la calza dondolando una culla col piede; su
+altri faceva da mangiare; in alcuni, tutta la famiglia,
+meno uno che rimorchiava, stava mangiando
+in crocchio. E non si può dire la pace che spirava
+nei visi di quella gente, nell&rsquo;aspetto di quelle case
+acquatiche, di quegli animali divenuti, in certo modo,
+anfibii; la placidità di quella vita galleggian<span class="pagenum"><a name="Page_150" id="Page_150">[150]</a></span>te,
+l&rsquo;aria sicura e libera di quelle famiglie erranti
+e solitarie. E così vivono in Olanda migliaia di
+famiglie che non hanno altra casa che la barca.
+Un uomo piglia moglie, fra tutti e due comprano
+un battello, ci s&rsquo;installano e portan le derrate da
+un mercato all&rsquo;altro. I bambini nascon sui canali,
+sono allevati e crescon sull&rsquo;acqua; la barca porta
+le masserizie, il piccolo peculio, le memorie domestiche,
+gli affetti, il passato, tutto il bene presente e
+tutte le speranze dell&rsquo;avvenire. Si lavora, si risparmia,
+e dopo molti anni si compra un battello
+più grande, vendendo la vecchia casa a una famiglia
+più povera, o lasciandola al figlio maggiore che
+vi condurrà una sposa cresciuta sur un altro battello,
+e adocchiata per la prima volta in un incontro
+sul canale. E così di barca in barca, di canale
+in canale, la vita scorre soave e tranquilla, come
+la casa vagabonda che la ricetta e l&rsquo;acqua silenziosa
+che l&rsquo;accompagna.</p>
+
+<p>Per un pezzo non vidi sulle due sponde che piccole
+case di contadini; poi cominciai a vedere villette,
+chioschi e capanni, mezzo nascosti fra gli alberi;
+e negli angoli più ombrosi, qualche signora
+bionda, vestita di bianco, seduta, con un libro in
+mano; o qualche grosso signore avvolto in un nuvolo
+di fumo, coll&rsquo;aria soddisfatta del negoziante
+arricchito. Tutte queste villette son dipinte d&rsquo;un
+color roseo o azzurrino, hanno i coppi del tetto inverniciati,
+terrazzi sostenuti da colonnine, e giardinetti
+davanti o intorno, con aiuole e sentieri da pre<span class="pagenum"><a name="Page_151" id="Page_151">[151]</a></span>sepio;
+miniature di giardini, puliti, lisciati, leccati.
+Alcune case son poste sull&rsquo;orlo del canale, col
+piede nell&rsquo;acqua; e lascian vedere i fiori, i vasi e
+i mille ninnoli luccicanti dell&rsquo;interno delle stanze.
+Quasi tutte hanno un&rsquo;iscrizione sulla porta, che è
+come l&rsquo;aforismo della felicità domestica, la formula
+della filosofia del padrone, come:&mdash;La pace è denaro.&mdash;Piacere
+e riposo.&mdash;Amicizia e società.&mdash;I
+miei desiderii sono soddisfatti.&mdash;Senza fastidi.&mdash;Tranquillo
+e contento.&mdash;Qui si godono i piaceri dell&rsquo;orticultura.&mdash;Qua
+e là c&rsquo;era qualche bella vacca
+bianca e nera, accovacciata sulla sponda, col muso
+a fior d&rsquo;acqua, che sollevava placidamente la testa
+verso la barca. Incontravamo degli stormi d&rsquo;anitre
+che si scansavano per lasciarci passare. C&rsquo;erano
+di tratto in tratto a destra e a sinistra dei canaletti
+quasi coperti da due alte siepi che consertavano
+i rami formando una vôlta di verzura,
+sotto la quale si vedevano allontanarsi e sparire nell&rsquo;oscurità
+delle barchette di contadini. Di tempo in
+tempo, in mezzo a tutto quel verde, saltava fuori
+all&rsquo;improvviso un gruppo di case, un villaggetto variopinto
+e lindo, coi suoi specchietti e i suoi tulipani
+alle finestre; senza un&rsquo;anima viva; e quel silenzio
+profondo era rotto da un&rsquo;arietta allegra d&rsquo;un campanile
+che non si vedeva. Era un paradiso pastorale,
+un paesaggio da idillio, pieno di freschezza e di
+mistero; un&rsquo;arcadia chinese, tutta piccoli nascondigli,
+piccole sorprese, piccoli artifizi innocenti di bellezza,
+che facevan l&rsquo;effetto come di tante voci som<span class="pagenum"><a name="Page_152" id="Page_152">[152]</a></span>messe
+di gente invisibile che bisbigliassero:&mdash;Siamo
+contenti.</p>
+
+<p>A un certo punto il canale si biforca; un braccio
+che si nasconde fra gli alberi va a Leida, l&rsquo;altro
+volge a sinistra e va all&rsquo;Aja. Dopo questo punto,
+il <i>trekschuit</i> cominciò a soffermarsi ora dinanzi a
+una casa, ora dinanzi alla porta di un giardino per
+ricevere involti, lettere e imbasciate a voce da portare
+all&rsquo;Aja.</p>
+
+<p>Un vecchio signore uscì da una villa e salì accanto
+a me. Parlava francese, attaccammo discorso.
+Era stato in Italia, sapeva qualche parola d&rsquo;italiano,
+aveva letto <i>Les fiancés</i>; mi domandò dei particolari
+sulla morte di Alessandro Manzoni: dopo dieci
+minuti, l&rsquo;adoravo. Da lui ebbi dei ragguagli sul
+<i>trekschuit</i>. Per capire la poesia di questa barca nazionale,
+bisogna fare dei viaggi lunghi, in compagnia
+di gente del popolo. Allora ognuno ci s&rsquo;installa come
+in casa sua, le donne lavorano, gli uomini salgono
+a fumare sul tetto; desinano tutti insieme; dopo desinare,
+si adagiano fuori del casotto per vedere tramontare
+il sole; i discorsi si fanno più intimi, la
+brigata diventa una famiglia. Vien la notte; il <i>trekschuit</i>
+attraversa come un&rsquo;ombra dei villaggi immersi
+nel silenzio, scivola sui canali inargentati
+dalla luna, si nasconde nelle macchie, esce nell&rsquo;aperta
+campagna, rasenta le case solitarie in cui
+brilla la lucerna del contadino, e incontra barche di
+pescatori che gli passano accanto come fantasmi. In
+quella pace profonda, in quell&rsquo;andar lento ed eguale,<span class="pagenum"><a name="Page_153" id="Page_153">[153]</a></span>
+uomini e donne s&rsquo;addormentano a poco a poco gli
+uni accanto agli altri e la barca non lascia più dietro
+di sè che il bisbiglio confuso dell&rsquo;acqua e dei
+respiri.</p>
+
+<p>Via via che s&rsquo;andava innanzi, i giardini e le ville
+spesseggiavano. Il mio compagno di viaggio mi accennò
+un campanile lontano, e mi nominò il villaggio
+di Ryswijk, dove fu firmato nel 1697 il celebre
+trattato di pace tra la Francia, l&rsquo;Inghilterra, la
+Spagna, l&rsquo;Alemagna e l&rsquo;Olanda. Il castello del principe
+d&rsquo;Orange, dove convennero i firmatari, non esiste
+più, e fu alzato in suo luogo un obelisco.</p>
+
+<p>Tutt&rsquo;a un tratto, il <i>trekschuit</i> uscì di mezzo agli
+alberi, e vidi una vasta pianura, un gran bosco e
+una città coronata di torri e di mulini a vento.</p>
+
+<p>Era l&rsquo;Aja.</p>
+
+<p>Il barcaiolo mi chiese e ricevette i denari in un
+sacchettino di cuoio. Il rimorchiatore stimolò il cavallo.
+In pochi minuti arrivammo in città, e dopo
+un quarto d&rsquo;ora io mi trovavo in una stanza luccicante
+dell&rsquo;Albergo Turenna, chi sa! forse nella
+stanza medesima dove il celebre maresciallo aveva
+dormito da giovanetto quando era al servizio dell&rsquo;Olanda.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>L&rsquo;Aja&mdash;in olandese S&rsquo;Gravenhage o S&rsquo;Hage,&mdash;la
+capitale politica, la Washington dell&rsquo;Olanda, della
+quale Amsterdam è la New-York,&mdash;è una città
+mezza olandese e mezza francese, con larghe strade
+senza canali; vaste piazze piene d&rsquo;alberi, case signo<span class="pagenum"><a name="Page_154" id="Page_154">[154]</a></span>rili,
+alberghi splendidi, e una popolazione composta
+in gran parte di ricchi, di nobili, d&rsquo;impiegati, di letterati,
+d&rsquo;artisti; e d&rsquo;un popolino più raffinato che
+quello delle altre città olandesi.</p>
+
+<p>Nel primo giro che feci per la città, quello che
+mi colpì di più furono i quartieri nuovi, dove abita
+il fiore dell&rsquo;aristocrazia danarosa. In nessuna città,
+nemmeno nel sobborgo Saint-Germain a Parigi, mi
+sentii tanto povero diavolo come in quelle strade.
+Sono strade larghe e diritte, fiancheggiate da palazzini
+di forme snelle e di colori gentili, con grandi
+finestre senza persiane, per le quali si vedono i
+tappeti, i vasi di fiori e i mobili sontuosi delle sale
+a terreno; con tutte le porte chiuse; e non una
+bottega, non un annunzio sui muri, non una macchia,
+non una festuca a cercarla con cent&rsquo;occhi.
+Quando passai per quelle strade, v&rsquo;era un silenzio
+profondo. Solo di tratto in tratto incontravo qualche
+carrozza aristocratica che scorreva sul pavimento
+di mattoni quasi senza far rumore, e vedevo qualche
+lacchè impalato dinanzi a una porta, o qualche
+testa bionda di signora dietro a una tendina. Passando
+rasente le finestre, osservavo colla coda dell&rsquo;occhio
+il mio meschino vestiario di viaggiatore
+riflesso spietatamente dalle grandi vetrate, mi pentivo
+di non aver portato i guanti, provavo una certa
+umiliazione di non essere almeno cavaliere di nascita,
+e mi pareva di udire qua e là delle voci sommesse
+che dicessero:&mdash;Chi è quel pezzente?</p>
+
+<p>Della città antica, la parte più considerevole è<span class="pagenum"><a name="Page_155" id="Page_155">[155]</a></span>
+il Binnenhof, un gruppo di vecchi edifizi di differenti
+stili d&rsquo;architettura, che da due lati guarda,
+su due vaste piazze, e da un altro sopra un grande
+stagno. In mezzo a questo gruppo di palazzi, di
+torri, di porte monumentali, d&rsquo;un aspetto medioevale
+e sinistro, v&rsquo;è uno spazioso cortile, nel quale s&rsquo;entra
+per tre ponti e tre porte. In uno di quegli edifizi
+risiedevano gli Statolderi, e ora v&rsquo;è la seconda
+Camera degli Stati generali; dalla parte opposta,
+v&rsquo;è la prima Camera, i Ministeri e diversi altri
+uffici d&rsquo;amministrazione pubblica. Il ministro dell&rsquo;interno
+ha il suo ufficio in una piccola torre bassa,
+nera, lugubre, che pende a filo sulle acque dello
+stagno.</p>
+
+<p>Il Binnenhof, la piazza che si stende ad occidente
+chiamata Buitenhof, e un&rsquo;altra piazza di là
+dallo stagno chiamata Plaats, nella quale si giunge
+passando sotto una vecchia porta che faceva parte
+d&rsquo;una prigione, furono il teatro dei più sanguinosi
+avvenimenti della storia d&rsquo;Olanda.</p>
+
+<p>Nel Binnenhof, fu decapitato il venerando Van
+Olden Barneveldt, il secondo fondatore della repubblica,
+la più illustre vittima di quella lotta secolare
+tra il patriziato borghese e lo statolderato, tra il
+principio repubblicano e il principio monarchico,
+che travagliò così miseramente l&rsquo;Olanda. Il patibolo
+ora innalzato dinanzi all&rsquo;edifizio dove sedevano gli
+Stati generali. Dalla parte opposta v&rsquo;è la torre
+dalla quale si dice che Maurizio d&rsquo;Orange, non visto,
+assistesse al supplizio del suo nemico. Nella<span class="pagenum"><a name="Page_156" id="Page_156">[156]</a></span>
+prigione ch&rsquo;è fra le due piazze, fu torturato Cornelio
+De Vitt accusato ingiustamente d&rsquo;aver tramato
+contro la vita del principe d&rsquo;Orange. Nel Plaats
+furono trascinati dal popolo furioso, laceri e insanguinati,
+Cornelio e Giovanni De Vitt, il gran pensionario,
+e là sputacchiati, calpestati, uccisi a colpi
+di picca e di pistola; e poi mutilati e vilipesi i loro
+cadaveri. Nella stessa piazza fu pugnalata Adelaide
+di Poelgest, amante d&rsquo;Alberto, conte d&rsquo;Olanda, il
+22 settembre del 1392; e si mostra ancora la pietra
+sulla quale cadde spirando.</p>
+
+<p>Queste memorie funeste, quelle porte massiccie
+e basse, quel gruppo disordinato di edifizi cupi, che
+la notte, quando la luna batte sulle acque del lago
+morto, presentano l&rsquo;aspetto d&rsquo;un castello enorme e
+inaccessibile, destano in mezzo a quella città allegra
+e gentile, un sentimento di tristezza solenne. Il
+cortile, di notte, non è rischiarato che da qualche
+raro fanale; le poche persone che passano, s&rsquo;affrettano
+come se avessero paura; non si sente il rumore
+dei passi, non si vede una finestra illuminata; vi si
+entra con una vaga inquietudine e se n&rsquo;esce quasi
+con piacere.</p>
+
+<p>Fuor di questo, l&rsquo;Aja non ha monumenti considerevoli
+nè antichi nè moderni. Vi sono parecchie
+mediocri statue di diversi principi d&rsquo;Orange; una
+cattedrale vasta e nuda e un palazzo reale modesto.
+Su molti edifizi pubblici si vede scolpita una cicogna,
+ch&rsquo;è l&rsquo;animale araldico della città. Parecchi
+di questi uccelli passeggiano liberamente nella piazza<span class="pagenum"><a name="Page_157" id="Page_157">[157]</a></span>
+del mercato dei pesci, mantenuti a spese del municipio
+come gli orsi di Berna e le aquile di Ginevra.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Il più bell&rsquo;ornamento dell&rsquo;Aja è il suo bosco;
+una vera meraviglia dell&rsquo;Olanda e uno dei più magnifici
+passeggi del mondo.</p>
+
+<p>È un bosco d&rsquo;ontani, di quercie e dei più grandi
+faggi che si vedano in Europa, del circuito di più
+d&rsquo;una lega francese, posto ad oriente della città,
+a pochi passi dalle ultime case; una vera oasi deliziosa
+in mezzo alla malinconica pianura olandese.
+Appena vi s&rsquo;è entrati, appena si sono oltrepassati i
+padiglioni, le casette svizzere, i chioschi sparsi in
+mezzo ai primi alberi, par di essersi smarriti in una
+foresta sterminata e solitaria. Gli alberi sono fitti
+come un canneto, i viali si perdon nel buio; ci son
+laghi, canali quasi nascosti dalla verzura delle sponde;
+ponti rustici, crocicchi di sentieri abbandonati,
+recessi chiusi, oscurità profonde e fresche in cui par di
+respirare l&rsquo;aria d&rsquo;una natura vergine e d&rsquo;essere
+infinitamente lontani dai rumori del mondo.</p>
+
+<p>Questo bosco, che come quello della città di Haarlem,
+si vuol che sia un resto d&rsquo;un&rsquo;immensa foresta
+che copriva anticamente quasi tutta la costa dell&rsquo;Olanda,
+è rispettato dagli Olandesi come un monumento
+della loro storia nazionale. Nella storia
+d&rsquo;Olanda, in fatti, si trovano moltissimi atti che gli
+si riferiscono, e che provano che in ogni tempo si
+ebbe una cura gelosa della sua conservazione. Gli
+stessi generali spagnuoli rispettando questa specie<span class="pagenum"><a name="Page_158" id="Page_158">[158]</a></span>
+di culto nazionale, preservarono il bosco sacro dalle
+offese dei soldati. In più d&rsquo;un&rsquo;occasione di gravi
+strettezze finanziarie quando il governo sarebbe stato
+disposto a decretarne la distruzione per vender le
+legna, i cittadini scongiurarono il pericolo con una
+oblazione volontaria. Mille ricordi sono legati a questo
+bosco diletto: ricordi d&rsquo;uragani spaventosi, ricordi
+d&rsquo;amori principeschi, di feste celebri, di avventure
+romanzesche. Alcuni alberi portano il nome di
+re e d&rsquo;imperatori, altri di elettori germanici; un
+faggio ha la fama d&rsquo;esser stato piantato dal gran
+pensionario e poeta Giacobbe Catz; altri tre, dalla
+contessa d&rsquo;Olanda, Giacomina di Baviera; e si accenna
+ancora il luogo dove essa soleva riposare
+delle sue passeggiate. E ci lasciò il suo ricordo anche
+il signor Voltaire, che ci ebbe non so che ripesco
+galante con la figliuola d&rsquo;un parrucchiere.</p>
+
+<p>In fondo al bosco, dove la piccola vegetazione
+presa da una sorta di furia conquistatrice, s&rsquo;alza,
+s&rsquo;ammucchia, s&rsquo;arrampica su per gli alberi, s&rsquo;intreccia
+sopra i sentieri, si stende sulle acque, e intercetta
+da tutte le parti il passo e la vista, come
+se volesse celare i misteri di qualche dimenticata
+divinità silvestre, si nasconde un palazzotto reale,
+chiamato la Casa del Bosco, una specie di <i>Casa del
+labrador</i> della villa d&rsquo;Aranjuez, eretta nel 1647
+dalla principessa Amelia di Solms in onore di suo
+marito Federico Enrico lo Statoldero.</p>
+
+<p>Quando andai a visitare questo palazzo, mentre
+stavo cercando cogli occhi la porta d&rsquo;entrata, vidi<span class="pagenum"><a name="Page_159" id="Page_159">[159]</a></span>
+uscire e salire in carrozza una signora d&rsquo;aspetto nobile
+e benevolo, che presi per una viaggiatrice inglese,
+che avesse terminata la sua visita. La carrozza
+mi passò accanto, mi levai il cappello, la
+signora fece un cenno del capo e scomparve.</p>
+
+<p>Seppi un momento dopo da una cameriera del
+palazzo che quella «viaggiatrice» era niente meno
+che sua maestà la Regina d&rsquo;Olanda.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Mi sentii una leggera scossa al sangue. La parola
+«regina» m&rsquo;ha fatto sempre, indipendentemente
+dalla persona a cui si riferisca, quest&rsquo;effetto;
+e non saprei dirne chiaramente il perchè. Forse
+perchè mi ricorda certe visioni luminose e confuse
+dell&rsquo;adolescenza. L&rsquo;immaginazione amorosa d&rsquo;un ragazzo
+di quindici anni qualche volta striscia sulla
+terra e qualche volta si slancia con desiderii mostruosamente
+audaci a un&rsquo;altezza vertiginosa. Sogna
+delle bianchezze sovrumane, dei profumi che danno
+il delirio e delle voluttà che fanno cader fulminati,
+e suppone che tutto questo si ritrovi nelle creature
+misteriose e inaccessibili che la fortuna ha poste in
+cima della scala sociale. E fra i mille casi strani,
+insensati, impossibili, che s&rsquo;avvicendano nella sua
+mente nelle notti febbrili, sogna anche di superare
+nelle tenebre, colla sua agilità infantile, muri altissimi,
+cancellate formidabili, fossi profondi, di sospingere
+porte misteriosamente aperte, di passar per
+corridoi senza fine, in mezzo a gente assopita, per
+sale immense, nel silenzio; di salire per scale ae<span class="pagenum"><a name="Page_160" id="Page_160">[160]</a></span>ree,
+di arrampicarsi su pei rilievi d&rsquo;una torre, rischiando
+la vita, a una tremenda altezza, sopra i
+grandi alberi d&rsquo;un giardino illuminato dalla luna;
+e infine di giungere spossato e insanguinato sopra
+un balcone, e là sentir da una voce sovrumana parole
+d&rsquo;una pietà profonda, e rispondere con altre
+parole d&rsquo;una tenerezza immensa, scoppiare in pianto,
+invocar Dio, curvar la fronte sul marmo, coprir di
+baci disperati un piede scintillante di gemme, abbandonar
+il viso nei rasi profumati, e sentirsi fuggir
+la ragione e la vita in un amplesso più forte
+della natura umana.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>In quel palazzo, chiamato il <i>Palazzo del Bosco</i>,
+v&rsquo;è, fra le altre cose considerevoli, una sala ottagona
+coperta dal pavimento alla vôlta di pitture dei
+più celebri artisti della scuola del Rubens, fra le
+quali uno smisurato quadro allegorico del Jordaens
+che rappresenta l&rsquo;apoteosi di Federico-Enrico; una
+sala piena di preziosi regali dell&rsquo;imperatore del
+Giappone, del vicerè d&rsquo;Egitto e della Compagnia
+delle Indie; e un&rsquo;altra elegante saletta decorata di
+pitture a chiaroscuro che si scambiano, anche considerate
+attentamente, per bassorilievi: opera di Jacob
+De Witt, pittore che acquistò in quell&rsquo;arte corbellatrice
+una grande rinomanza sul principio del
+secolo scorso. Le altre son sale piccine, belle, ma
+senza fasto, e piene di tesori che non dan nell&rsquo;occhio,
+come si convengono alla grande e modesta
+casa d&rsquo;Orange.<span class="pagenum"><a name="Page_161" id="Page_161">[161]</a></span></p>
+
+<p>Mi parve strano quell&rsquo;uso di lasciar entrare gli
+stranieri nel palazzo nel momento stesso che la Regina
+ne usciva; ma non mi fece più specie quando
+conobbi altre consuetudini, altri tratti popolari, il carattere,
+in una parola, della famiglia reale d&rsquo;Olanda.</p>
+
+<p>Il re, in Olanda, è considerato quasi più come
+statoldero che come re. V&rsquo;è in lui, come diceva del
+duca d&rsquo;Aosta quel tal repubblicano spagnuolo, la
+<i>minor quantità di re possibile</i>. Il sentimento che il
+popolo olandese nutre per la famiglia reale non è
+tanto di devozione per la famiglia del monarca
+quanto di affetto per quella casa d&rsquo;Orange che partecipò
+a tutti i suoi trionfi e a tutte le sue sventure,
+che visse, per così dire, della sua vita per lo
+spazio di tre secoli. Il paese, in fondo, è repubblicano,
+e la sua monarchia è una sorta di presidenza
+coronata, senza alcun fasto monarchico. Il Re pronunzia
+dei discorsi ai banchetti e nelle feste pubbliche
+come da noi i ministri; e gode anzi la fama
+di oratore, poichè parla all&rsquo;improvviso, con una voce
+potentissima e un certo impeto d&rsquo;eloquenza soldatesca,
+che eccita un indicibile entusiasmo nel popolo.
+Il principe ereditario, Guglielmo d&rsquo;Orange,
+studiò all&rsquo;Università di Leida, sostenne esami pubblici
+e prese la laurea d&rsquo;avvocato. Il principe Alessandro,
+secondogenito, sta studiando ora nella stessa
+Università, è membro del Club degli studenti, e invita
+a pranzo i suoi professori e i suoi compagni
+di scuola. All&rsquo;Aja, il principe Guglielmo entra nei
+caffè, discorre coi vicini, s&rsquo;accompagna per la strada<span class="pagenum"><a name="Page_162" id="Page_162">[162]</a></span>
+coi giovani suoi conoscenti. Nel bosco, la regina si
+mette a seder sur una panca accanto a una povera
+donna. E non si può dire che usin così, come altri
+principi, per acquistare popolarità, poichè la famiglia
+d&rsquo;Orange non ne può nè acquistare nè perdere,
+non essendoci in quel popolo, per natura e per
+tradizione repubblicano, nemmeno un indizio di fazione,
+non dico che voglia la repubblica, ma che ne
+pronunzi il nome. Per contro, quel popolo, che ama
+e venera il suo re, che nelle feste in onor suo gli
+stacca i cavalli dalla carrozza ed esige che tutti
+portino una coccarda color d&rsquo;arancio in omaggio al
+nome d&rsquo;Orange, nei tempi ordinari non si occupa
+punto dei fatti suoi e della sua famiglia. All&rsquo;Aja mi
+ci volle molto per sapere che grado avesse nell&rsquo;esercito
+il principe ereditario. Uno dei primi librai della
+città, al quale rivolsi quella domanda, si meravigliò
+della mia curiosità che gli parve puerile, e mi disse
+che probabilmente non avrei trovato in tutta l&rsquo;Aja
+cento persone che sapessero darmi una risposta.</p>
+
+<p>La sede della corte è all&rsquo;Aja; ma il re passa
+una buona parte dell&rsquo;estate in un suo castello nella
+Gheldria, e va ogni anno a star qualche giorno in
+Amsterdam. Il popolo dice che v&rsquo;è uno statuto il
+quale obbliga il re a passare in Amsterdam dieci
+giorni all&rsquo;anno, e il municipio di quella città a fargli
+le spese per quei dieci giorni; suonata la mezzanotte
+dell&rsquo;undecimo, un fiammifero che bruci Sua
+Maestà per accendere il sigaro, è a carico suo.<span class="pagenum"><a name="Page_163" id="Page_163">[163]</a></span></p>
+
+<p>Tornando dalla villa reale all&rsquo;Aja, trovai il bosco
+animato dalla passeggiata della domenica: musica,
+carrozze, una folla di signore, i caffè pieni di
+gente, e stormi di bambini da ogni parte.</p>
+
+<p>Allora osservai per la prima volta il bel sesso
+olandese.</p>
+
+<p>La bellezza è un fior raro in Olanda come in
+tutti i paesi; ma vidi nondimeno assai più donne
+belle in un giro di cento passi nel bosco dell&rsquo;Aja,
+che non ne abbia viste in tutti i quadri dei Musei
+olandesi. Non si vede fra quelle signore nè la bellezza
+scultoria delle romane, nè gli splendidi colori
+delle inglesi, nè l&rsquo;espressione vivacissima delle andaluse;
+ma una finezza, una grazia innocente e affabile,
+una leggiadria tranquilla, un&rsquo;ideina che piace.
+Hanno l&rsquo;attrattiva, disse giustamente uno scrittore
+francese, del fiore di valeriana che adorna i loro
+giardini. Son piuttosto alte che piccine, e grassotte;
+hanno i tratti del viso irregolari, la pelle unita e
+brillante, d&rsquo;un bel bianco pallido o d&rsquo;un roseo delicatissimo,
+che vi sembra stato suffuso dall&rsquo;alito di
+un angelo; i pomelli delle guancie salienti; gli occhi
+d&rsquo;un azzurro chiaro, sovente chiarissimo, in alcune
+di un&rsquo;apparenza vitrea, che danno uno sguardo vago
+come quello d&rsquo;una persona distratta. Si dice che non
+hanno bei denti: non lo potrei affermare perchè
+ridon poco. Camminano con meno leggerezza che le
+francesi, con meno rigidezza che le inglesi; vestono
+alla moda di Parigi; con più grazia all&rsquo;Aja che ad<span class="pagenum"><a name="Page_164" id="Page_164">[164]</a></span>
+Amsterdam, benchè meno riccamente; e mettono
+in pomposa evidenza le loro grandi capigliature
+bionde.</p>
+
+<p>Mi fece specie il vedere ancora vestite da bimbe,
+colle sottane corte e i calzoncini bianchi, ragazze
+che da noi hanno già il vestire e l&rsquo;aria di donne
+fatte. In Olanda, dove la vita è lenta e l&rsquo;impazienza
+un sentimento ignoto, le ragazze non hanno fretta
+di smetter gli usi e l&rsquo;aspetto della puerizia, e d&rsquo;altra
+parte, entrano naturalmente assai più tardi che
+in altri paesi in quella età così critica, nella quale,
+come dice mirabilmente, al solito, Alessandro Manzoni,
+par che entri nell&rsquo;animo una potenza misteriosa,
+che solleva, adorna e rinvigorisce tutte le
+inclinazioni e tutte le idee. Raramente una ragazza
+si marita prima di vent&rsquo;anni. Non dico le bambine
+del regno di Decan che per quel che si racconta
+piglian marito all&rsquo;età di ott&rsquo;anni e son nonne prima
+dei venti; ma le italiane e le spagnuole che si sposano
+a quattordici o quindici, in Olanda sono considerate
+come creature miracolose. Là le ragazze
+quindicenni vanno sole alla scuola coi capelli giù
+per le spalle, e non c&rsquo;è anima nata che le guardi.
+Ho inteso parlare quasi con orrore d&rsquo;un giovanotto
+dell&rsquo;Aja accusato da altri giovanotti di cercare delle
+avventure amorose in quell&rsquo;età per essi non meno
+sacra dell&rsquo;infanzia.</p>
+
+<p>Un&rsquo;altra cosa che si nota subito in una città
+olandese,&mdash;eccettuata Amsterdam,&mdash;è la mancanza
+della prostituzione elegante. Quell&rsquo;abbigliamento e<span class="pagenum"><a name="Page_165" id="Page_165">[165]</a></span>
+quei modi particolari, che dicono:&mdash;Son del bel
+numer una,&mdash;non si vedono affatto o quasi; e quel
+che si vede, c&rsquo;è da scommettere nove volte su dieci
+che viene dall&rsquo;immenso semenzaio della Senna.&mdash;&ldquo;Badate,&rdquo;
+mi dicevano certi olandesi liberi pensatori,
+&ldquo;siete in un paese protestante, c&rsquo;è molta ipocrisia.&rdquo;
+Sarà; ma non può essere una gran piaga
+quella che si può ancora dissimulare. Società equivoca
+non n&rsquo;esiste: non ce n&rsquo;è ombra in pubblico,
+non ce n&rsquo;è idea nella letteratura; la lingua stessa
+è ribelle alla traduzione d&rsquo;una sola delle formule
+infinite che costituiscono il linguaggio doppio, lubrico
+e guizzante di quella società, nei paesi dov&rsquo;ella si
+trova. D&rsquo;altra parte, nè padri, nè madri non chiudon
+gli occhi sulla condotta dei figli scapoli, sian
+pure uomini tanto fatti; la disciplina della famiglia
+non fa eccezione per le barbe lunghe; e quello che poi
+cospira colla disciplina è il temperamento freddo,
+l&rsquo;abitudine all&rsquo;economia e il rispetto dell&rsquo;opinion
+pubblica.</p>
+
+<p>Parlare del carattere e della vita delle donne
+olandesi, coll&rsquo;aria di esporre i frutti dell&rsquo;esperienza
+propria, non essendo stato che qualche mese in
+Olanda, sarebbe una presunzione più ridicola ancora
+che impertinente; mi debbo dunque contentare di
+far parlare i libri e gli amici.</p>
+
+<p>Molti scrittori hanno trattato scortesemente le
+donne olandesi. Uno le chiamò macchine da bambini;
+un altro massaie apatiche; un anonimo del
+secolo scorso spinse l&rsquo;impertinenza fino a dire che<span class="pagenum"><a name="Page_166" id="Page_166">[166]</a></span>
+come gli uomini, in Olanda, sogliono cercare le loro
+amanti nella classe delle fantesche, così le donne
+(le signore, intende di dire) non spingono molte
+volte più in alto le loro aspirazioni. Ma questi son
+giudizi dettati dalla stizza di qualche corteggiatore
+scorbacchiato. Daniele Stern, che come donna ha in
+questa materia un&rsquo;autorità particolare, dice che sono
+altere, leali, attive, caste. Qualcuno lasciò trapelare
+dei dubbi intorno alla tanto predicata placidità dei
+loro affetti. Sono acque chete, scrisse l&rsquo;Esquiroz,
+ma si sa quel che si dice delle acque chete. Sono
+vulcani gelati, disse l&rsquo;Heine, che quando sgelano....!
+Ma di tutti i giudizi letti, mi parve il più notevole
+quello di Saint Evremont: che le donne olandesi
+non sono abbastanza vive per turbare il riposo degli
+uomini; e che ce ne sono, sì, delle amabili; ma che
+non v&rsquo;è nulla a sperarne, o per la loro saggezza, o
+per una freddezza che tien luogo in loro di virtù.</p>
+
+<p>Un giorno, in un crocchio di giovanotti dell&rsquo;Aja,
+citai questo giudizio di Saint Evremont, e domandai
+bruscamente:&mdash;È vero?&mdash;Sorrisero, si guardarono,
+uno rispose:&mdash;Direi...;&mdash;un altro:&mdash;Mi
+pare...;&mdash;un terzo:&mdash;Sarebbe...;&mdash;infine s&rsquo;accordarono
+tutti nel dire che era vero. Altre volte
+raccolsi degl&rsquo;indizi provanti che le cose corrono oggi
+tale e quale come ai tempi dello scrittore francese.
+Si parlava in un crocchio d&rsquo;un personaggio leggermente
+ridicolo. &ldquo;Eppure,&mdash;disse uno,&mdash;quell&rsquo;ometto
+d&rsquo;apparenza così posata è un donnaiolo di prima
+riga.&rdquo; Io domandai colla frase sacramentata: &ldquo;Turba<span class="pagenum"><a name="Page_167" id="Page_167">[167]</a></span>
+il riposo delle famiglie?&rdquo; Si misero tutti a ridere e
+uno rispose: &ldquo;Che! Turbare il riposo delle famiglie in
+Olanda! Sarebbe una delle dodici fatiche di Ercole.&rdquo;
+&ldquo;Noi olandesi,&rdquo;&mdash;mi disse una volta un amico,&mdash;&ldquo;non
+siamo conquistatori, e non possiamo esserlo perchè
+ci manca la scuola. Non c&rsquo;è nulla di più falso
+in Olanda che la famosa definizione: il matrimonio
+è come una fortezza assediata; chi è fuori vorrebbe
+esser dentro; chi è dentro vorrebbe esser fuori. Qui
+chi è dentro ci sta bene e chi è fuori non pensa
+ad entrare.&rdquo;&mdash;&ldquo;La donna olandese,&rdquo; mi disse un
+altro, &ldquo;non sposa l&rsquo;uomo, sposa il matrimonio.&rdquo;&mdash;Questo
+che si dice all&rsquo;Aja, città elegante, nella quale
+è grande l&rsquo;influsso della civiltà francese, è anche
+più vero detto delle altre città dove i costumi antichi
+si son serbati più schietti. E dicano e scrivano
+pure i viaggiatori galanti che in Olanda si
+dorme, e che la felicità domestica vi è un <i>bonheur
+un peu gros</i>. Questa donna che esce poco, che
+balla poco, che ride poco, che non s&rsquo;occupa che dei
+suoi bambini, di suo marito e dei suoi fiori, che
+legge libri di teologia e guarda la strada collo specchio
+per non farsi vedere alla finestra, quanto è più
+poetica.... Oh perdonami, stavo per dirtene una dura,
+Andalusia!</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Sino a questo punto, potrebbe credere qualcuno
+ch&rsquo;io voglia far sott&rsquo;intendere che so la lingua olandese.
+Mi affretto a dire che non la so e a scusare
+la mia ignoranza. Un popolo, come l&rsquo;olandese, grave<span class="pagenum"><a name="Page_168" id="Page_168">[168]</a></span>
+e taciturno, più ricco di qualità nascoste che di belle
+qualità lampanti, che vive, se posso così esprimermi,
+molto più dentro che fuori di sè, che fa molto più di
+quello che dice, che non si spende per quello che
+vale; si può studiare anche senza comprendere la
+sua lingua. D&rsquo;altra parte, in Olanda è straordinariamente
+diffusa la lingua francese. Nelle grandi città
+non v&rsquo;è quasi persona colta che non parli francese correntemente,
+non v&rsquo;è bottegaio che non sappia spiegarsi
+bene o male, non v&rsquo;è quasi ragazzo, anche tra
+il popolo minuto, che non sappia quelle dieci o venti
+parole, che bastano a cavar d&rsquo;impiccio uno straniero.
+Questa diffusione d&rsquo;una lingua così diversa da quella
+del paese, è un fatto tanto più ammirabile quando si
+pensi che non è la sola lingua straniera che si parli
+comunemente in Olanda. L&rsquo;inglese e la tedesca vi
+sono quasi altrettanto conosciute che la francese. Lo
+studio di tutte e tre queste lingue è obbligatorio nelle
+scuole medie. Le persone colte, quelle che in Italia
+sono quasi in dovere di sapere il francese, in Olanda
+leggono la maggior parte libri inglesi, tedeschi e francesi
+colla medesima facilità. Gli Olandesi hanno una
+particolare disposizione ad imparare le lingue, e
+un&rsquo;incredibile franchezza nel conversare. Noi Italiani,
+prima di rischiarci a parlare una lingua straniera,
+vogliamo saperla tanto da non lasciarci sfuggire dei
+grossi errori; arrossiamo, quando ci scappano; evitiamo
+le occasioni di discorrere finchè non siamo
+sicuri di parlare in modo da tirarci un complimento;
+e così facendo, allunghiamo sempre più il pe<span class="pagenum"><a name="Page_169" id="Page_169">[169]</a></span>riodo
+del nostro noviziato filologico. In Olanda segue
+soventissimo d&rsquo;incontrare gente che parla francese
+rimestando con infiniti sforzi un capitale di cento
+parole e di venti frasi; ma parla, regge una lunga
+conversazione e non mostra di curarsi menomamente
+di quello che voi possiate pensare dei suoi spropositi
+e della sua audacia. Portinai, facchini, ragazzi,
+interrogati se sappiano il francese, rispondono colla
+più grande sicurezza:&mdash;<i>Oui</i>, o&mdash;<i>un peu</i>, e s&rsquo;industriano
+in mille modi per farsi capire, ridendo
+qualche volta essi medesimi delle stravaganti contorsioni
+del loro linguaggio, e arrotondando ogni risposta
+con un <i>s&rsquo;il vous plaît</i> o un <i>pardon, Monsieur</i>,
+detto il più delle volte così graziosamente a
+sproposito, da doverne ridere ad ogni costo. E pare
+così ovvio a tutti il sapere il francese, che quando
+qualcuno deve rispondere che non lo sa, tituba, si
+vergogna, e se è interrogato per la strada, finge
+d&rsquo;aver fretta e vi pianta su due piedi.</p>
+
+<p>Quanto alla lingua olandese, per chi non sappia
+il tedesco è buio pesto; e anche sapendo il tedesco,
+si può capirne qualcosa nei libri, con un po&rsquo; di
+studio; ma a sentirla parlare, è buio egualmente.
+Se avessi da dire l&rsquo;effetto che fa sull&rsquo;orecchio a
+chi non la intende, direi che par tedesco parlato
+da gente che abbia un pelo nella gola; il che è dovuto
+alla frequenza d&rsquo;un&rsquo;aspirazione gutturale che
+somiglia alla jota spagnuola. Gli Olandesi stessi non
+trovano che la loro lingua sia armoniosa. Mi accadde
+spesso di sentirmi domandare con un&rsquo;aria scher<span class="pagenum"><a name="Page_170" id="Page_170">[170]</a></span>zosa:&mdash;Che
+effetto le fa?&mdash;quasi sottintendendo
+che dovesse essere un effetto poco gradevole. Eppure
+ci fu chi scrisse un libro per dimostrare che Adamo
+ed Eva, nel paradiso terrestre, parlavano olandese.
+Ma benchè parlino tante lingue straniere, gli Olandesi
+tengon molto alla propria; e s&rsquo;indignano quando
+uno straniero ignorante mostra di credere, così per
+sentita dire, che l&rsquo;olandese sia un dialetto tedesco;
+cosa, per verità, creduta da molti di coloro che conoscon
+quella lingua soltanto di nome. È quasi superfluo
+il rammentare la storia della lingua. I primi
+popoli del paese parlavano il teutono nei suoi varii
+dialetti. Questi dialetti si fusero e formarono l&rsquo;antica
+lingua neerlandese, la quale passò nel medio evo,
+come le altre lingue d&rsquo;Europa, per le differenti fasi
+germanica, normanna, francese, e ne uscì l&rsquo;olandese
+attuale, nel quale rimane il fondo dell&rsquo;idioma primitivo,
+con qualche impronta latina. Certo v&rsquo;è una
+grande somiglianza fra l&rsquo;olandese e il tedesco, e soprattutto
+un&rsquo;infinità di radicali comuni; ma ne differisce
+molto la sintassi, nell&rsquo;olandese assai più semplice,
+e moltissimo la pronunzia. E questa medesima
+somiglianza è cagione che gli Olandesi parlino per lo
+più men bene il tedesco che l&rsquo;inglese o il francese,
+sia per la difficoltà che nasce dalla facilità dell&rsquo;equivoco,
+sia perchè, non dovendo fare un gran sforzo
+per riuscire a comprendere la lingua e a parlarla
+per il proprio bisogno, s&rsquo;arrestan lì, come segue a
+molti di noi per il francese, che lo parliamo già a
+dieci anni e non lo sappiamo ancora a quaranta.<span class="pagenum"><a name="Page_171" id="Page_171">[171]</a></span></p>
+
+<p>È tempo ora d&rsquo;andar a vedere il Museo di pittura
+che è il più bel gioiello dell&rsquo;Aja.</p>
+
+<p>Appena entrati, ci si trova dinanzi alla più celebre
+di tutte le bestie dipinte: il toro di Paolo Potter;
+quell&rsquo;immortale toro che, come ho detto, ebbe
+l&rsquo;onore, nel Museo del Louvre, quando c&rsquo;era la manía
+di classificare i quadri in una sorta di gerarchia
+di celebrità, d&rsquo;esser posto accanto alla Trasfigurazione
+di Raffaello, al san Pietro martire del
+Tiziano e alla Comunione di san Geronimo del Domenichino;
+quel toro, che l&rsquo;Inghilterra pagherebbe
+un milione di lire, e l&rsquo;Olanda non darebbe per il
+doppio; quel toro infine, sul quale furono certamente
+scritte più pagine che non ci abbia dato pennellate
+il pittore, e su cui si scrive e si disputa ancora, come
+se invece d&rsquo;una immagine fosse una creazione vera e
+viva d&rsquo;un nuovo animale.</p>
+
+<p>Il soggetto del quadro è semplicissimo: un toro
+di grandezza naturale, ritto, col muso rivolto verso
+chi guarda; una vacca accosciata in terra; alcune
+pecore, un pastore, un paesaggio lontano.</p>
+
+<p>Il merito supremo di questo toro, si dice in una
+parola: è vivo. L&rsquo;occhio grave ed attonito, che esprime
+il sentimento d&rsquo;una vitalità vigorosa e d&rsquo;una
+alterezza selvaggia, è reso con tanta verità, che, a
+primo aspetto, vien quasi fatto di scansarsi a destra
+e a sinistra, come si fa in un sentiero in campagna,
+quando s&rsquo;incontra uno di quegli animali. Le
+narici umide e nere, par che fumino e assorbiscano<span class="pagenum"><a name="Page_172" id="Page_172">[172]</a></span>
+l&rsquo;aria con un&rsquo;aspirazione profonda. I peli son resi
+uno per uno con tutte le pieghe, le torsioni, le traccie
+dei fregamenti contro gli alberi e la terra, e sembran
+peli veri attaccati alla tela. Gli altri animali
+non son da meno: la testa della vacca, la lana delle
+pecore, le mosche, l&rsquo;erba, le foglie e le fibre delle
+piante, il muschio; ogni cosa è reso con una verità
+prodigiosa. E mentre si capisce l&rsquo;infinita cura che
+deve averci messo l&rsquo;artista, non si vede la fatica, la
+pazienza della copia; par quasi un lavoro d&rsquo;ispirazione,
+di foga, nel quale il pittore, infiammato da
+una sorta di furore del vero, non abbia avuto un
+momento d&rsquo;esitazione o di stanchezza. Furon fatte
+su questo «incredibile colpo d&rsquo;audacia d&rsquo;un giovane
+ventiquattrenne» infinite censure. Si censurò
+la sua grandezza eccessiva per la natura volgare
+del soggetto; la mancanza d&rsquo;effetto luminoso, perchè
+la luce v&rsquo;è uguale per tutto e dà risalto a
+ogni cosa, senza contrasto d&rsquo;ombra; la rigidezza
+delle gambe del toro; il colorito secco delle piante
+e degli animali lontani; la mediocrità della figura
+del pastore. Ma con tutto questo, il toro di Paolo
+Potter riman coronato della gloria dei grandi capolavori
+e l&rsquo;Europa lo considera come l&rsquo;opera più magistrale
+del principe dei pittori d&rsquo;animali. «Col suo
+toro,&mdash;disse giustamente un critico illustre&mdash;Paolo
+Potter ha scritto il vero idillio dell&rsquo;Olanda.»</p>
+
+<p>Questo è il grande merito dei pittori d&rsquo;animali
+dell&rsquo;Olanda, e del Potter soprattutto. Egli non ha
+soltanto rappresentato gli animali; ma ha reso vi<span class="pagenum"><a name="Page_173" id="Page_173">[173]</a></span>sibile
+e celebrato colla poesia dei colori l&rsquo;amore attento,
+delicato, quasi materno, che nutre per essi il
+popolo agricolo dell&rsquo;Olanda. S&rsquo;è servito degli animali
+come d&rsquo;interpreti per rivelare la poesia della
+vita rustica. Ha espresso con essi il silenzio e la
+pace dei campi, il piacere della solitudine, la dolcezza
+del riposo e la soddisfazione del lavoro tranquillo.
+Si direbbe ch&rsquo;egli era riuscito a farsi capire
+da loro e a ottenere che s&rsquo;atteggiassero espressamente
+per essere copiati. Ha saputo dar loro tutta
+la varietà e l&rsquo;attrazione di personaggi. La tristezza,
+la quiete contenta che segue la soddisfazione dei
+bisogni, il sentimento della salute e della forza,
+l&rsquo;amore e la riconoscenza per l&rsquo;uomo, tutti i barlumi
+d&rsquo;intelligenza e gli embrioni d&rsquo;affetti, tutte le varietà
+di carattere, li ha afferrati e significati con
+fedeltà amorosa, ed è riuscito a trasfondere negli
+altri il sentimento che l&rsquo;animava. Guardando i suoi
+quadri, ci si sente risvegliare a poco a poco non so
+che istinto primitivo di vita pastorale, un certo desiderio
+innocente di mungere, di tosare, di lavorare con
+quegli animali benefici, pazienti e belli, che rallegrano
+l&rsquo;occhio ed il cuore. Paolo Potter, in quest&rsquo;arte,
+s&rsquo;è innalzato su tutti. Il Berghem è più
+fine, ma egli è più naturale; il Van de Velde ha più
+grazia, ma egli ha più energia; il Du Jardin è più
+amabile, ma egli è più profondo.</p>
+
+<p>E pensare che l&rsquo;architetto, che fu poi suo suocero,
+non voleva da principio accordargli la figliuola
+perchè non era che un <i>pittore di bestie</i>; e che il suo<span class="pagenum"><a name="Page_174" id="Page_174">[174]</a></span>
+celebre toro fu fatto, se si sta alla tradizione, per
+servir d&rsquo;insegna alla bottega d&rsquo;un macellaio, e venduto
+per 1260 lire!</p>
+
+<p>Un altro capolavoro del museo dell&rsquo;Aja, è un
+quadretto di Gherardo Dov, l&rsquo;autore della celebre
+<i>Donna idropica</i>, ch&rsquo;è nel Museo del Louvre fra i
+quadri di Raffaello e del Murillo; uno dei più grandi
+pittori di scene intime della scuola olandese, e il più
+paziente tra i più pazienti artisti della sua patria.
+Il quadro non rappresenta che una donna seduta
+vicino a una finestra, con una culla accanto; ma in
+questa semplicissima scena, v&rsquo;è una così cara e
+santa aura di pace domestica, un riposo così profondo,
+un&rsquo;armonia così amorosa, che il più ostinato
+scapolo della terra non ci potrebbe fissar gli occhi
+senza sentirsi nel cuore un desiderio irresistibile di
+essere colui che manca ed è aspettato in quella stanzina
+quieta e pulita, o almeno di poterci entrare
+per un momento, anche di soppiatto, anche colla condizione
+di starci rannicchiato nel buio, pur di poter
+aspirare quel profumo di felicità innocente e segreta.
+Questo quadro, come tutti quei del Dov, è
+dipinto con la prodigiosa finitezza, che già in lui
+tocca quasi l&rsquo;eccesso, che lo toccò poi con quello
+Slingelandt, che impiegò tre anni di lavoro continuo
+a dipingere la famiglia Meerman, e che degenerò
+posteriormente in quella maniera lisciata, leccata,
+tormentata, delle figure d&rsquo;avorio, dei cieli di
+smalto e dei campi di velluto, della quale il pittore
+Van der Werff fu il più rinomato maestro. Fra gli<span class="pagenum"><a name="Page_175" id="Page_175">[175]</a></span>
+altri oggetti si vede in questo quadro del Dov un
+manico di scopa, grande come l&rsquo;asticciuola d&rsquo;una
+penna, intorno al quale si dice che il pittore abbia
+lavorato assiduamente per lo spazio di tre giorni;
+il che non pare strano, quando si pensi che ci son
+segnati tutti i più minuti filamenti, le venature, i
+nodi, le macchiette, le ammaccature, le traccie delle
+dita. Di questa sua sovrumana pazienza si raccontano
+cose appena credibili. Si dice che abbia impiegato
+cinque giorni a copiare una mano d&rsquo;una signora
+Spirings di cui fece il ritratto: chi sa quanto
+ci avrà messo a fare la testa! I malcapitati che volevano
+farsi ritratti da lui, li riduceva alla disperazione.
+Si racconta che macinasse egli medesimo i
+suoi colori, che facesse i suoi pennelli e tenesse ogni
+cosa ermeticamente chiuso, perchè non pigliasse ombra
+di polvere. Quando entrava nel suo studio apriva
+delicatamente la porta, si sedeva con gran flemma
+e rimaneva immobile fin che ogni menoma agitazione
+prodotta in lui dal movimento fosse cessata.
+Poi cominciava a dipingere, servendosi di vetri concavi
+per rimpicciolire gli oggetti. Questo sforzo continuo
+finì per indebolirgli la vista, e fu costretto a
+dipingere colla lente. Con tutto ciò, il suo colorito
+non è punto affaticato o raffreddato dal lavoro, e
+i suoi quadri conservano lo stesso vigore così visti
+da lontano che da vicino. Furono, con molta giustezza,
+rassomigliati a scene naturali rimpicciolite in
+una camera oscura. Il Dov fu uno dei molti discepoli
+del Rembrandt, che si divisero l&rsquo;eredità del suo<span class="pagenum"><a name="Page_176" id="Page_176">[176]</a></span>
+genio. Egli ne raccolse la finezza e l&rsquo;arte d&rsquo;imitare
+la luce, soprattutto delle candele e delle lucerne,
+nella quale, come vedremo nel Museo d&rsquo;Amsterdam,
+s&rsquo;elevò all&rsquo;altezza del suo maestro. Raro fra i pittori
+del suo genere, non si piacque nella rappresentazione
+della bruttezza e dei soggetti triviali.</p>
+
+<p>Il genere intimo è rappresentato nel Museo dell&rsquo;Aja,
+oltrechè dal Dov, da Adriano van Ostade,
+dallo Steen, e dal Van Mieris il vecchio.</p>
+
+<p>Il Van Ostade, chiamato il Rembrandt della pittura
+intima, poichè imitò dal grande maestro l&rsquo;arte
+potentissima del chiaroscuro, delle sfumature delicate,
+della trasparenza delle ombre, della ricchezza
+del colorito, ci ha due quadretti che rappresentano
+l&rsquo;interno e l&rsquo;esterno d&rsquo;una casa rustica, con figure;
+pieni tutti e due di poesia, malgrado la volgarità dei
+soggetti, ch&rsquo;egli ha comune cogli altri pittori dello
+stesso genere. Ma ha questo di particolare: che le
+ragazze notevolmente brutte dei suoi quadri sono immagini
+prese nella sua famiglia, la quale, per quel
+che si dice, era un gruppo di mostriciattoli, che egli
+mise alla berlina dell&rsquo;universo. Così quasi tutti i
+pittori olandesi scelsero fra le donne che dipinsero
+le meno belle che caddero sotto i loro occhi, come
+se si fossero dati l&rsquo;intesa per screditare il tipo femminino
+della loro patria. Le Susanne del Rembrandt,
+per citare i soggetti che avrebbero richiesto più
+degli altri la bellezza, sono brutte serve olandesi;
+e non occorre parlare delle donne dello Steen, del
+Brouwer e d&rsquo;altri. E sì nel loro paese non manca<span class="pagenum"><a name="Page_177" id="Page_177">[177]</a></span>vano,
+come s&rsquo;è visto, i modelli d&rsquo;una bellezza nobile
+e graziosa.</p>
+
+<p>Francesco van Mieris il vecchio, il primo discepolo
+di Gherardo Dow, come lui minuzioso e finissimo
+(che appartiene col Metsu e col Terburg, due
+pittori eminenti per finitezza e colorito, a quel
+gruppo di pittori del genere intimo, che scelsero i
+loro soggetti nelle classi elevate della società), ha
+tre bei quadri, uno dei quali rappresenta l&rsquo;artista
+con sua moglie. Dello Steen v&rsquo;è fra gli altri il suo
+soggetto favorito; un medico che tocca il polso a
+una ragazza malata d&rsquo;amore, e una governante che
+assiste; ammirabile gioco di sguardi e di sorrisi inesprimibilmente
+arguti e bricconi, che voglion dire nel
+medico:&mdash;Mi par di capire;&mdash;nella malata:&mdash;Ci
+vuol altro che le tue ricette,&mdash;e nella governante:&mdash;Lo
+so io quel che ci vuole!&mdash;Altri quadri di genere
+intimo del Schalken, del Tilborg, del Netscher,
+di Guglielmo van Mieris, rappresentano cucine, botteghe,
+desinari, famiglie di pittori.</p>
+
+<p>In fatto di paesaggi e di marine vi son le più
+belle gemme del Ruysdael, del Berghem, del Van
+de Velde, del Van der Neer, del Backhuizen, dell&rsquo;Everdingen,
+oltre un buon numero di quadri di
+Filippo Wouwermann, il pittore dei cavalli e delle
+battaglie.</p>
+
+<p>Vi son due quadri del Van Huysum, il grande
+pittore di fiori; quegli che, nato in un tempo in
+cui l&rsquo;Olanda era presa da una sorta di follia amorosa
+per i fiori e possedeva i più belli d&rsquo;Europa, ce<span class="pagenum"><a name="Page_178" id="Page_178">[178]</a></span>lebrò
+col pennello questa follia, e ne destò un&rsquo;altra
+coi suoi quadri. Nessuno ha reso più meravigliosamente
+di lui le sfumature infinite, la freschezza,
+la trasparenza, la vellutatura, le grazie, i pudori, le
+languidezze, i mille segreti di bellezza, tutte le sembianze
+della vita pomposa e delicata di questa perla
+della vegetazione, di questo vezzo amoroso della natura,
+che è il fiore. Gli Olandesi gli portavano le
+meraviglie dei loro giardini perchè le copiasse; tutti
+i re gli domandavan dei fiori; i suoi quadri eran
+pagati somme, per quei tempi, favolose. Geloso
+di sua moglie e della sua arte, lavorava solo,
+invisibile ai suoi stessi fratelli, perchè non scoprissero
+i segreti del suo colorito; e così visse e
+morì glorioso e malinconico in mezzo ai petali e ai
+profumi.</p>
+
+<p>Ma il primo capolavoro del Museo è la celebre
+<i>Lezione d&rsquo;Anatomia</i> del Rembrandt.</p>
+
+<p>Questo quadro gli fu ispirato da un sentimento
+di riconoscenza per il medico Tulp, professore di
+anatomia ad Amsterdam, il quale lo protesse nella
+sua giovinezza. Il Rembrandt rappresentò il Tulp
+coi suoi discepoli aggruppati intorno a una tavola
+sulla quale è disteso un cadavere nudo con un braccio
+sparato dal coltello anatomico. Il professore col
+cappello in capo, ritto, mostra colle forbici i muscoli
+del cadavere ai suoi discepoli, e spiega. Dei
+discepoli alcuni sono seduti, altri ritti, altri chinati
+sul cadavere. La luce che vien da sinistra a destra,
+illumina i volti e una parte del corpo morto, la<span class="pagenum"><a name="Page_179" id="Page_179">[179]</a></span>sciando
+nell&rsquo;oscurità i vestimenti, la tavola e le pareti
+della stanza. Le figure son di grandezza naturale.</p>
+
+<p>È difficile spiegare l&rsquo;effetto che produce questo
+quadro. Il primo sentimento è l&rsquo;orrore e il ribrezzo
+del cadavere. Ha la fronte nell&rsquo;ombra, gli occhi
+aperti colla pupilla rivolta in su, la bocca socchiusa
+in un atteggiamento come di stupore, il petto enfiato,
+le gambe e i piedi stecchiti, le carni livide, che pare
+se ne debba sentire il freddo a metterci sopra la
+mano. Con questo corpo irrigidito, fanno un contrasto
+potente gli atteggiamenti vivaci, i volti giovanili, gli
+occhi umidi, intenti, pieni di pensiero dei discepoli,
+che rivelano in diverso grado l&rsquo;avidità del sapere,
+la gioia dell&rsquo;apprendere, la curiosità, la meraviglia,
+lo sforzo dell&rsquo;intelligenza, la sospensione dell&rsquo;animo.
+Il maestro ha il volto tranquillo, l&rsquo;occhio
+sereno e il labbro quasi sorridente dell&rsquo;intima compiacenza
+del sapere. V&rsquo;è nel complesso del gruppo
+un&rsquo;aria di mistero, di gravità, di solennità scientifica,
+che impone la riverenza e il silenzio. Il contrasto
+tra la luce e l&rsquo;ombra è meraviglioso al pari
+di quello tra la morte e la vita. Tutto vi è rappresentato
+con una finitezza incredibile: si possono contare
+le piegoline delle gorgiere, le rughe dei visi, i
+peli delle barbe. Si dice che lo scorcio del cadavere
+è sbagliato e che in qualche punto la finitezza degenera
+in secchezza; ma il giudizio universale pone
+la <i>Lezione d&rsquo;Anatomia</i> fra i più grandi capolavori
+del genio umano.</p>
+
+<p>Il Rembrandt non aveva che ventisei anni quando<span class="pagenum"><a name="Page_180" id="Page_180">[180]</a></span>
+fece questo quadro, il quale appartiene perciò alla
+sua prima maniera, nella quale non si vede ancora
+la foga, l&rsquo;audacia, la sovrana sicurezza del proprio
+genio, che sfolgora nei lavori della sua età matura;
+ma v&rsquo;è già tutta quell&rsquo;immensa potenza illuminatrice,
+quell&rsquo;arte meravigliosa del chiaroscuro, quella
+affascinante magía dei contrasti, che è il tratto più
+originale del suo genio.</p>
+
+<p>Per quanto si sia profani all&rsquo;arte, e s&rsquo;abbia fatto
+il proponimento di non peccar più di soverchio entusiasmo,
+quando s&rsquo;è dinanzi a Rembrandt van Rhijn,
+non si può a meno d&rsquo;alzare un po&rsquo;, come dicon gli
+Spagnuoli, la chiavica dello stile. Il Rembrandt esercita
+un prestigio particolare. Frate Angelico è un
+santo, Michelangelo è un gigante, Raffaello è un
+angelo, il Tiziano è un principe: il Rembrandt è
+uno spettro. Come chiamar diversamente questo figlio
+d&rsquo;un mugnaio, nato in un mulino a vento, che salta
+su inaspettato, senza maestri, senza esempi, senza
+alcuna derivazione di scuola; diventa un pittore universale,
+abbraccia tutti gli aspetti della vita, dipinge
+figure, paesaggi, marine, animali, i santi del paradiso,
+i patriarchi, gli eroi, i monaci, la ricchezza e
+la miseria, la deformità e la decrepitezza, il ghetto,
+la taverna, l&rsquo;ospedale, la morte; fa insomma una rivista
+del cielo e della terra e avvolge ogni cosa in
+una luce arcana che sembra scaturita dal suo capo;
+ed è nello stesso tempo grandioso e minuzioso, idealista
+e realista, pittore e incisore; che trasfigura
+tutto e non dissimula nulla, che cangia gli uomini<span class="pagenum"><a name="Page_181" id="Page_181">[181]</a></span>
+in fantasmi, le scene più volgari della vita in apparizioni
+misteriose, questo mondo, sto per dire, in un
+altro mondo, che non par più questo e lo è ancora?
+Dove ha attinto quella sua luce indefinibile, quei
+bagliori di raggi elettrici, quei riflessi d&rsquo;astri ignoti,
+che fanno pensare come un enigma? Che cosa vedeva
+nelle tenebre questo sognatore, questo visionario?
+Qual era l&rsquo;arcano che gli tormentava l&rsquo;ingegno?
+Che cosa ha voluto dire coll&rsquo;eterno conflitto dei
+suoi raggi e delle sue ombre questo pittore dell&rsquo;aria?
+Fu detto che le opposizioni del chiaro e dell&rsquo;oscuro
+corrispondevano in lui ai diversi movimenti del pensiero.
+E veramente pare che quello che seguiva allo
+Schiller, di sentirsi dentro, prima di cominciare
+un&rsquo;opera, un&rsquo;armonia di suoni indistinti, ch&rsquo;era
+come un preludio dell&rsquo;ispirazione; seguisse al Rembrandt,
+il quale nell&rsquo;atto di concepire un quadro,
+aveva una visione di raggi e d&rsquo;ombre, che volevano
+dire qualche cosa prima che li animasse coi suoi
+personaggi. Nei suoi quadri infatti c&rsquo;è una vita,
+un&rsquo;azione, direi quasi, drammatica, estranea a quella
+delle figure umane. Fasci di luce vivissima irrompono
+in un ambiente tenebroso come grida di gioia;
+le tenebre fuggono impaurite, lasciando qua e là
+penombre piene di malinconia, riflessi tremoli che
+paion lamenti, oscurità profonde, piene di minaccie
+funeree; guizzi di luce, scintillamenti, ombre
+ambigue, trasparenze che sembran dubbi, domande,
+sospiri, parole d&rsquo;un linguaggio soprannaturale, che
+si sente, come la musica, e non si comprende, e<span class="pagenum"><a name="Page_182" id="Page_182">[182]</a></span>
+riman nella memoria come il ricordo d&rsquo;un sogno.
+E in quest&rsquo;atmosfera pose i suoi personaggi, dei
+quali alcuni rimasero vestiti della luce sfolgorante
+d&rsquo;un&rsquo;apoteosi teatrale, altri velati come larve, altri
+saettati da un sol raggio di luce nel viso; vestiti
+di abiti pomposi o miseri, ma tutti con qualcosa
+di strano e di fantastico; senza contorni precisi,
+ma carichi di colori possenti, con rilievi scultorii e
+tocchi di pennellate temerarie; e per tutto l&rsquo;espressione
+calda, la furia dell&rsquo;ispirazione violenta, l&rsquo;impronta
+superba, capricciosa, profonda del genio senza
+freno e senza paura.</p>
+
+<p>Del resto, ognuno vuol dir la sua; ma chi sa che
+il Rembrandt se potesse leggere tutte le pagine che
+si sono scritte per spiegare le segrete intenzioni della
+sua pittura, non darebbe in uno scoppio di risa!
+Tale è la sorte degli uomini di genio: ognuno, per
+mostrare che li ha capiti meglio degli altri, se li
+rimpasta a modo suo; sono come un bel tema dato
+da Dio, che gli uomini svolgono in mille modi diversi;
+un telaio su cui l&rsquo;immaginazione umana dipinge
+e ricama secondo le torna o le frulla.</p>
+
+<p>Uscii dal Museo dell&rsquo;Aja con un desiderio insoddisfatto,
+per non averci trovato nessun quadro di Girolamo
+Bosch, nato a Bois-le-duc, nel decimoquinto
+secolo. Questo cervellaccio pieno di diavolerie, questo
+spauracchio di bigotti, questo stregone dell&rsquo;arte,
+m&rsquo;aveva fatto accapponar la pelle per la prima volta
+nel Museo di Madrid, con un quadro che rappresenta
+un orribile esercito di scheletri vivi sparpa<span class="pagenum"><a name="Page_183" id="Page_183">[183]</a></span>gliati
+sur un immenso spazio, in lotta con una folla
+varia, confusa, disperata di uomini e di donne, che
+essi vogliono trascinare in una voragine dove li
+aspetta la morte. Solamente dall&rsquo;immaginazione inferma
+d&rsquo;un uomo agitato dal terrore della dannazione,
+poteva uscire una così mostruosa stravaganza;
+dinanzi alla quale, per quanto sia lontano il tempo
+in cui s&rsquo;aveva paura dei fantasmi, si risente un confuso
+risvegliarsi di quella paura. Tali furono i soggetti
+di tutti i suoi quadri: torture di dannati, spettri,
+abissi di fuoco, draghi, uccelli soprannaturali,
+mostri schifosi, cucine diaboliche, paesaggi sinistri.
+Uno di questi spaventosi quadri si trovò nella cella
+dove morì Filippo II; altri si sparsero in Spagna e
+in Italia. Chi era questo pittore chimerico? Come
+visse? Che strana manìa lo tormentava? Non si sa;
+passò sulla terra avvolto in una nuvola, e disparve
+come una visione d&rsquo;inferno.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Al pian terreno del palazzo del Museo v&rsquo;è un
+«Gabinetto Reale di curiosità» che contiene, oltre
+un gran numero di oggetti vari della China, del
+Giappone e delle Colonie olandesi, alcune reliquie
+storiche preziosissime. Fra le altre, v&rsquo;è la spada di
+quel Ruyter, che cominciò la sua vita facendo il
+cordaio a Flessinguen, e fu poi il più grande ammiraglio
+dell&rsquo;Olanda; la corazza, traforata dalle palle,
+dell&rsquo;ammiraglio Tromp; una seggiola della prigione
+del venerando Barnevelt; una scatola contenente dei
+capelli di quel Van Spoyk, che nel 1831, sulla Schelda,<span class="pagenum"><a name="Page_184" id="Page_184">[184]</a></span>
+fece saltare in aria il suo vascello per salvare l&rsquo;onore
+della bandiera olandese. V&rsquo;è pure il vestiario completo
+che portava Guglielmo il Taciturno quando fu
+assassinato a Delft: la sua camicia macchiata di
+sangue, la sua giubba di pelle di bufalo forata dalle
+palle, i suoi larghi calzoni, il suo gran cappello di
+feltro; e nella stessa vetrina le palle, le pistole
+dell&rsquo;assassino, e il testo originale della sua sentenza
+di morte.</p>
+
+<p>Quel vestiario modesto, quasi rozzo, che portava
+nel colmo della sua potenza e della sua gloria il capo
+della repubblica dei Paesi Bassi, è una bella testimonianza
+della semplicità patriarcale dei costumi
+olandesi. Non v&rsquo;è forse altro popolo moderno che
+abbia avuto, in un grado uguale di prosperità, meno
+vanità e meno fasto. Si racconta che quando il conte
+di Leicester, mandato dalla regina Elisabetta, giunse
+in Olanda, e quando vi fu lo Spinola per trattare
+della pace in nome del re di Spagna, la loro magnificenza
+fece quasi scandalo. Si dice che gli ambasciatori
+spagnuoli, andati all&rsquo;Aja nel 1608 per stipulare
+la famosa tregua, videro dei deputati degli Stati
+d&rsquo;Olanda, meschinamente vestiti, sedersi in un prato,
+e far colezione con un po&rsquo; di pane e di cacio che avevano
+portato in una bisaccia. Il gran pensionario Giovanni
+De Witt, l&rsquo;avversario di Luigi XIV, aveva
+un solo servitore. L&rsquo;ammiraglio Ruyter viveva ad
+Amsterdam in una casa da pover uomo e scopava
+la sua camera da letto.</p>
+
+<p>Un altro oggetto curiosissimo di questo Museo è<span class="pagenum"><a name="Page_185" id="Page_185">[185]</a></span>
+una cassa aperta sul davanti, come una scansía, che
+rappresenta in tutti i suoi più minuti particolari
+l&rsquo;interno d&rsquo;una ricca casa di Amsterdam del principio
+del secolo XVIII. Lo czar Pietro il Grande, durante
+il suo soggiorno in Amsterdam, aveva dato a
+un ricco borghese di quella città l&rsquo;incarico di fargli
+quel giocattolo di casa, per portarla in Russia come
+un ricordo dell&rsquo;Olanda. Il ricco borghese, che si
+chiamava Brandt, fece la cosa da bravo olandese:
+adagio e bene. I più abili ebanisti dell&rsquo;Olanda costrussero
+i mobili, gli orefici più esperti fecero le
+argenterie, i tipografi più accurati stamparono libriccini,
+i miniatori più delicati dipinsero i quadri, la
+biancheria fu preparata in Fiandra, le tappezzerie
+a Utrecht. Dopo venticinque anni di lavoro tutte le
+stanze si trovarono allestite. La camera nuziale aveva
+tutto il necessario per il prossimo parto della padroncina;
+nella sala da pranzo c&rsquo;era un microscopico
+servizio da thè sur un tavolino largo come uno
+scudo; la galleria dei quadri, a guardarci bene colla
+lente, era completa; in cucina ci era di che fare
+un lucullesco desinare per una compagnia di lilliputti;
+c&rsquo;era la biblioteca, un gabinetto di varietà
+chinesi, gabbie d&rsquo;uccelli, libriccini di preghiera, tappeti,
+biancheria per tutta la famiglia con trine e ricami
+finissimi; non mancava che una coppia coniugale,
+una cameriera e una cuoca un po&rsquo; più piccini
+d&rsquo;una marionetta ordinaria. Ma c&rsquo;era un guaio:
+la casetta costava centoventimila lire; lo czar che,
+come tutti sanno, era un uomo economo, la rifiutò<span class="pagenum"><a name="Page_186" id="Page_186">[186]</a></span>
+e il Brandt, piccato, per svergognare l&rsquo;imperiale
+avarizia, la regalò al Museo dell&rsquo;Aja.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Fin dal primo giorno avevo incontrato per le strade
+dell&rsquo;Aja certe donne vestite in una maniera così strana,
+che m&rsquo;ero messo a pedinarne una per osservare
+attentamente tutti i particolari del suo costume. A
+primo aspetto immaginai che appartenessero a qualche
+ordine religioso, o che fossero eremite, o pellegrine,
+o donne di qualche popolo nomade di passaggio
+per l&rsquo;Olanda. Portano uno spropositato cappello
+di paglia foderato d&rsquo;indiana a fiori, una mantellina
+da frate di rascia color cioccolatte, foderata di una
+stoffa rossa; una sottana pure di rascia, corta, gonfia
+che par che abbiano la crinolina; le calze nere e
+gli zoccoli bianchi. La mattina si vedono andare al
+mercato con una cesta piena di pesci sulla testa,
+o con un carretto, tirato da due grossi cani. Sono
+per lo più scompagnate, o a due a due, senz&rsquo;uomini.
+Camminano in una maniera particolare, a
+passi lunghi, con un certo accasciamento, come chi
+è abituato a camminare sulla sabbia; e hanno nel
+viso e nel contegno qualcosa di triste, che concorda
+coll&rsquo;austerità cenobitica del loro vestire.</p>
+
+<p>Un olandese a cui domandai chi fossero, mi disse
+per tutta risposta: &ldquo;Vada a Scheveningen.&rdquo;</p>
+
+<p>Scheveningen è un villaggio, distante due miglia
+dall&rsquo;Aja, e ci si va per una strada diritta, fiancheggiata
+in tutta la sua lunghezza da parecchie file
+di bellissimi olmi, che non vi lasciano penetrare un<span class="pagenum"><a name="Page_187" id="Page_187">[187]</a></span>
+raggio di sole. Di là dagli olmi, dalle due parti della
+strada, ci son palazzine, padiglioni, villette coi tetti
+frangiati, come chioschi di giardino, e facciate di
+mille forme capricciose colle solite iscrizioni che invitano
+al riposo e al piacere. Quella strada, che è il
+passeggio favorito del popolo dell&rsquo;Aja la sera della
+domenica, gli altri giorni è quasi sempre solitaria.
+Non vi s&rsquo;incontra che qualche donna di Scheveningen,
+qualche carrozza, e le diligenze che vanno e
+vengono tra la città e il villaggio. Andando innanzi,
+par che si debba riuscire in faccia a un palazzo reale,
+in mezzo a un gran giardino o a un gran parco.
+Quella folta vegetazione, quell&rsquo;ombra, il silenzio, ricordano
+il bosco dell&rsquo;Alhambra di Granata. Non si
+pensa più a Scheveningen e si dimentica che s&rsquo;è in
+Olanda.</p>
+
+<p>Arrivati in fondo, è un istantaneo cambiamento
+di scena che fa rimaner trasognati: la vegetazione,
+l&rsquo;ombra, le immagini di Granata, tutto è sparito:
+si è in mezzo alle dune, nella sabbia, nel deserto; si
+sente soffiar nel viso un vento salino, e si ode un
+gran rumore sordo e diffuso; si sale sopra un&rsquo;altura,
+e si vede il Mare del Nord.</p>
+
+<p>Per chi non ha mai veduto che il Mediterraneo,
+lo spettacolo di quel mare e di quella spiaggia, desta
+un sentimento nuovo e profondo. La spiaggia è tutta
+sabbia chiara e finissima come cenere, sulla quale
+scorre avanti e indietro, come un tappeto continuamente
+spiegato e ripiegato, l&rsquo;ultimo lembo delle onde
+del mare. Questa spiaggia sabbiosa si stende fino ai<span class="pagenum"><a name="Page_188" id="Page_188">[188]</a></span>
+piedi delle prime dune, che son monticciuoli di sabbia,
+ripidi, rotti, corrosi, deformati dall&rsquo;eterno flagello
+delle onde. Tale è tutta la costa olandese dalle
+foci della Mosa ad Helder. Non vi son molluschi, nè
+stelle di mare, nè conchiglie viventi, nè granchi, nè
+un cespuglio, nè un filo d&rsquo;erba. Non si vede che
+acqua e sabbia, sterilità e solitudine.</p>
+
+<p>Il mare non è meno tristo della costa, e risponde
+veramente all&rsquo;immagine che ci formiamo del Mare
+del Nord, leggendo dei superstiziosi terrori degli antichi
+che se lo raffiguravano agitato da venti eterni,
+e popolato da mostri giganteschi. Vicino alla sponda
+è giallastro, più in là d&rsquo;un verde pallido, e più lontano
+d&rsquo;un azzurro smorto. L&rsquo;orizzonte è per lo più
+velato dalla nebbia, che spesso discende fin sulla
+spiaggia, e nasconde tutto il mare, come un&rsquo;immensa
+cortina, lasciando veder soltanto le onde che vengono
+a morire sulla sabbia, e qualche larva di barcone
+da pescatore poco lontano. Il cielo è quasi sempre
+grigio, percorso da grandi nuvole che gettano
+sulle acque ombre dense e mobilissime; in alcuni
+punti nero d&rsquo;un&rsquo;oscurità quasi notturna, che fa balenare
+alla mente immagini di tempeste e di naufragi
+orrendi; in altri punti rischiarato da sprazzi,
+da righe serpeggianti di luce vivissima, che sembrano
+fulmini immobili, o albori di qualche astro misterioso.
+L&rsquo;onda, sempre agitata, corre a mordere la
+riva con un impeto furioso, e manda un rumore prolungato
+che pare un grido di minaccia e di dolore
+d&rsquo;una folla infinita. Il mare, il cielo e la terra si<span class="pagenum"><a name="Page_189" id="Page_189">[189]</a></span>
+guardano con aspetto sinistro, come tre nemici implacabili,
+e sembra, a contemplare quello spettacolo,
+che sia imminente qualche grande sconvolgimento
+della natura.</p>
+
+<p>Il villaggio di Scheveningen è posto sulle dune,
+che lo difendono dal mare, e lo nascondono in modo
+che, a guardar dalla spiaggia, non si vede che il campanile
+a pan di zucchero della chiesa, ritto come un
+obelisco in mezzo alle sabbie. Il villaggio è diviso
+in due parti. L&rsquo;una è composta di casette eleganti,
+di tutte le forme e di tutti i colori olandesi, fatte
+ad uso degli stranieri, con l&rsquo;<i>appigionasi</i> scritto in
+diverse lingue; l&rsquo;altra parte, nella quale abita la
+popolazione indigena, è tutta casupole nere, stradette,
+recessi dove gli stranieri non mettono mai piede.</p>
+
+<p>La popolazione di Scheveningen, che conta poche
+migliaia di anime, è quasi tutta composta di pescatori,
+la maggior parte poverissimi. Il villaggio è ancora
+una delle stazioni principali della pesca dell&rsquo;aringa,
+di quel pesce celeberrimo cui l&rsquo;Olanda
+deve la sua ricchezza e la sua potenza; ma i frutti
+di quest&rsquo;industria vanno agli armatori dei bastimenti
+da pesca, e gli uomini di Scheveningen, arrolati
+come marinai, guadagnano appena di che vivere.
+Sulla spiaggia, davanti al villaggio, si vedon
+sempre parecchi di quei battelli larghi, robusti, con
+un albero solo, e una grande vela quadrata, schierati
+l&rsquo;uno accanto all&rsquo;altro sulla sabbia, come le
+galere dei greci sulla riva di Troia, per essere al
+sicuro dai colpi di vento. La flottiglia per la pesca<span class="pagenum"><a name="Page_190" id="Page_190">[190]</a></span>
+dell&rsquo;aringa parte i primi mesi di giugno, accompagnata
+da una corvetta a vapore, e si dirige verso
+la costa della Scozia. Le prime aringhe pescate, sono
+subito mandate in Olanda, e portate in un carro
+imbandierato al Re, che contraccambia il regalo con
+cinquecento fiorini. Quei battelli fanno pure la pesca
+d&rsquo;altri pesci, che sono in parte venduti all&rsquo;incanto
+sulla riva del mare, e in parte lasciati ai pescatori
+di Scheveningen che li mandano per mezzo delle
+loro donne al mercato dell&rsquo;Aja.</p>
+
+<p>Scheveningen, come tutti gli altri villaggi della
+costa, Katwijk, Wlardingen, Maassluis, è un villaggio
+decaduto dall&rsquo;antico stato di floridezza in conseguenza
+del decadimento della pesca dell&rsquo;aringa,
+cagionato, come tutti sanno, dalla concorrenza dell&rsquo;Inghilterra
+e dalle guerre disastrose. Ma la miseria,
+invece d&rsquo;infiacchire, rinvigorì il carattere di
+quel piccolo popolo, che è fuor di dubbio il più originale
+e il più poetico dell&rsquo;Olanda. Gli abitanti di
+Scheveningen formano per aspetto, per indole e per
+costumi quasi una famiglia straniera al proprio
+paese. Sono a due miglia da una grande città e conservano
+l&rsquo;impronta d&rsquo;un popolo primitivo, che sia
+sempre vissuto nella solitudine. Quali erano secoli
+addietro, tali sono oggi. Nessuno abbandona il proprio
+villaggio, nessuno che non ci sia nato, ci penetra;
+non si maritano che fra loro; parlano un linguaggio
+particolare; son tutti vestiti nello stesso modo e degli
+stessi colori, com&rsquo;erano i padri dei loro padri. Al
+tempo della pesca, non rimangono nel villaggio che<span class="pagenum"><a name="Page_191" id="Page_191">[191]</a></span>
+le donne e i bimbi: gli uomini vanno tutti al mare.
+Partendo, portano con sè la Bibbia. A bordo non
+s&rsquo;ubriacano, non bestemmiano, non ridono. Quando
+il mare in tempesta solleva e precipita da spaventose
+altezze il loro piccolo battello, chiudono tutte le
+aperture, e aspettano la morte con rassegnazione.
+In quel momento le loro donne, chiuse nelle casette
+flagellate dalla pioggia e dal vento, cantano i salmi.
+Quei piccoli abituri, che furono testimoni di tante
+ansietà mortali, che sentirono i singhiozzi di tante
+vedove, che videro la santa gioia dei ritorni e gli
+addii sconsolati di tanti sposi, rappresentano colla
+loro pulizia, colle loro tendine bianche, colle vesti
+e colle camicie marinaresche appese alle finestre,
+la povertà libera e dignitosa dei loro abitanti. Da
+quelle case non escono nè vagabondi, nè donne
+corrotte; nessun abitante di Scheveningen ha mai
+disertato il mare, e nessuna fanciulla ha mai sdegnato
+la mano d&rsquo;un pescatore. Uomini e donne
+hanno nel portamento del capo e nell&rsquo;espressione
+dello sguardo, un non so che di grave e di sdegnoso
+che impone rispetto. Salutano senza chinar la fronte,
+guardando la gente negli occhi, come per dire:&mdash;Non
+abbiamo bisogno di nessuno.&mdash;</p>
+
+<p>Anche in questo piccolo villaggio vi son due
+scuole, e non si può dire il sentimento che si
+prova vedendo a una cert&rsquo;ora sparpagliarsi per
+quelle misere stradicciuole uno sciame di bambini
+biondi con una lavagna sotto il braccio e il gessetto
+in mano.<span class="pagenum"><a name="Page_192" id="Page_192">[192]</a></span></p>
+
+<p>Scheveningen non è solamente un villaggio famoso
+per l&rsquo;originalità dei suoi abitanti, che tutti gli
+stranieri visitano, e tutti i pittori dipingono. Vi sono
+due grandi case di bagni, dove convengono in estate
+Inglesi, Russi, Tedeschi, Danesi; il fiore dell&rsquo;aristocrazia
+settentrionale; principi e ministri; mezzo l&rsquo;almanacco
+di Gotha; e là balli, illuminazioni fantastiche
+e fuochi d&rsquo;artificio sul mare. Le due case son
+poste sulle dune. A tutte le ore del giorno, certe
+carrozze della forma di baracche ambulanti di ciarlatani,
+tirate da un cavallo robusto, s&rsquo;avanzano dalla
+spiaggia nel mare, fanno un giro sopra sè stesse,
+e n&rsquo;escono signore che si tuffano nelle onde, lasciando
+errare le capigliature d&rsquo;oro in preda al vento
+marino. La notte, echeggiano le musiche, i bagnanti
+escono, e la spiaggia si popola di una folla festiva,
+varia, elegante, in mezzo alla quale si odono accenti
+di tutte le lingue e si vedono bellezze di tutti i paesi.
+A pochi passi da quella festa, lo straniero malinconico
+trova la solitudine oscura delle dune, dove la
+musica gli giunge appena all&rsquo;orecchio, come un&rsquo;eco
+lontana, e le case dei pescatori gli mostrano i loro
+lumicini che fan pensare alla famiglia e alla pace.</p>
+
+<p>La prima volta che andai a Scheveningen, feci
+una passeggiata per quelle dune, tanto illustrate dai
+pittori, le sole alture che intercettino lo sguardo
+sull&rsquo;immensa pianura olandese, figlie ribelli del mare
+a cui contrastano il passo, e nello stesso tempo prigioniere
+e guardiane dell&rsquo;Olanda. Vi sono tre ordini<span class="pagenum"><a name="Page_193" id="Page_193">[193]</a></span>
+di dune che formano un triplice baluardo contro il
+mare; le esterne sono le più aride, quelle di mezzo
+le più alte, e quelle interne le più coltivate. L&rsquo;altezza
+media di queste montagnole di sabbia non è
+maggiore di una quindicina di metri; e tutte insieme
+non s&rsquo;addentrano nelle terre per più di una
+lega francese. Ma non essendoci nè vicino nè lontano
+alcun&rsquo;altura maggiore, esse offrono all&rsquo;occhio ingannato
+l&rsquo;aspetto d&rsquo;una vasta regione montagnosa.
+Vi si vedono le vallate, le gole, i precipizi; prospetti
+che sembrano lontanissimi, e sono a un trar
+di mano; cime di dune vicine, sulle quali sembra
+che un uomo dovrebbe apparire appena come un
+bambino, e pare invece un gigante. A guardar
+quella regione dall&rsquo;alto, presenta l&rsquo;immagine d&rsquo;un
+mar giallo, tempestoso ed immobile. La tristezza
+di questo deserto è ancora accresciuta da una vegetazione
+selvaggia, che par come la gramaglia di
+quella natura morta e abbandonata: erbe esili e
+rade, fiori coi petali quasi diafani, ginestre, eriche,
+rosmarini, gallinelle, fra cui si vede tratto tratto
+fuggire qualche coniglio. Per grandissimi spazi non
+si scorge una casa, nè un albero, nè un&rsquo;anima viva.
+Passano di tempo in tempo corvi, chiurli, gabbiani;
+e i loro gridi, e lo stormire degli arbusti agitati
+dal vento, sono il solo rumore che rompa il silenzio
+di quella solitudine. Quando il cielo è nero,
+il colore smorto della terra acquista una chiarezza
+sinistra, simile a quelle luci fantastiche in cui appariscono
+gli oggetti guardati a traverso un vetro<span class="pagenum"><a name="Page_194" id="Page_194">[194]</a></span>
+colorato. Allora, stando soli in mezzo alle dune, si
+prova un senso quasi di sgomento come chi si trovasse
+in un paese ignoto, sterminatamente lontano
+da ogni terra abitata; e si cerca con ansietà sull&rsquo;orizzonte
+nebbioso qualche ombra di campanile che
+riconforti il cuore.</p>
+
+<p>In tutta la mia passeggiata non incontrai che
+qualche contadino. Cosa notevole in un paese settentrionale,
+i contadini olandesi salutano quasi sempre
+la gente che incontrano per via. Alcuni si tolgono
+la berretta con un gesto curioso, di sbieco,
+che par fatto per celia. Per il solito dicono buon
+giorno o buona sera senza guardare in viso coloro
+che salutano. Se incontrano due persone dicono:
+&ldquo;Buona sera a tutti e due&rdquo; o se son più di due:
+&ldquo;Buona sera a tutti insieme.&rdquo; In un sentiero, in
+mezzo alle prime dune, vidi parecchi di quei poveri
+pescatori che passan quasi tutta la giornata nell&rsquo;acqua
+fino alla cintola, a raccoglier conchiglie, che
+servon a fare un cemento particolare, o si spargono
+pei sentieri dei giardini in luogo di sabbia. L&rsquo;operazione
+che debbon fare per togliersi gli enormi stivali
+di cuoio con cui vanno nel mare, richiede a
+dir poco una mezz&rsquo;ora di fatica noiosissima, la
+quale fornirebbe a un marinaio italiano il pretesto
+per tirar giù tutti i Santi. Essi invece fanno quel
+lavoro con una flemma da metter sonno, senza lasciarsi
+sfuggire il menomo atto d&rsquo;impazienza, e non
+alzando la testa, prima d&rsquo;aver finito, neanche se
+sentissero una cannonata.<span class="pagenum"><a name="Page_195" id="Page_195">[195]</a></span></p>
+
+<p>Stando su quelle dune, vicino a un obelisco di
+pietra che rammenta il ritorno di Guglielmo d&rsquo;Orange
+dall&rsquo;Inghilterra dopo la caduta del dominio francese,
+vidi per la prima volta uno di quei tramonti di
+sole che destano in noi Italiani un sentimento di
+meraviglia diversa, ma non meno viva, di quella che
+i tramonti di Napoli e di Roma destano negli stranieri
+del nord. Il sole, per l&rsquo;effetto rifrangente dei
+vapori di cui è sempre piena l&rsquo;aria in Olanda, appariva
+d&rsquo;una grandezza meravigliosa e diffondeva
+tra le nuvole e sul mare uno splendore velato e tremulo
+come il riflesso d&rsquo;un immenso incendio. Pareva
+un altro sole, apparso inaspettatamente sull&rsquo;orizzonte,
+che dovesse tramontare per non mostrarsi
+mai più a questa terra. Un fanciullo avrebbe creduto
+vero quello che disse un poeta:&mdash;In Olanda
+il sole muore;&mdash;e l&rsquo;uomo più freddo si sarebbe
+lasciato fuggir dalle labbra un addio.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Poichè ho parlato d&rsquo;una passeggiata a Scheveningen,
+ricorderò altre due belle escursioni che feci
+dall&rsquo;Aja l&rsquo;inverno passato.</p>
+
+<p>La prima fu al villaggio di Naaldwijk, e da questo
+villaggio alla riva del mare, dove si sta aprendo
+il nuovo canale di Rotterdam. A Naaldwijk, grazie
+alla cortesia d&rsquo;un ispettore scolastico ch&rsquo;io accompagnava,
+soddisfeci il mio vivissimo desiderio di vedere
+una scuola elementare; e dico fin d&rsquo;ora che la
+mia favorevole aspettazione fu di gran lunga superata.
+La casa, fabbricata apposta ad uso di scuola, è<span class="pagenum"><a name="Page_196" id="Page_196">[196]</a></span>
+isolata, e non ha che il piano terreno. Entrammo
+prima in un piccolo vestibolo, dov&rsquo;era un monte di
+zoccoli, che l&rsquo;ispettore mi disse appartenere agli scolari,
+i quali sogliono deporli entrando nella scuola e
+riprenderli uscendo. Nella scuola, i ragazzi stanno
+colle calze sole, e non patiscon punto freddo, perchè
+hanno calze spessissime; ma soprattutto perchè le
+stanze sono riscaldate come gabinetti di ministri.
+Entrammo, gli scolari s&rsquo;alzarono e il maestro venne
+incontro all&rsquo;ispettore. Anche quel povero maestro
+di villaggio parlava francese, e così si potè fare un
+po&rsquo; di conversazione. V&rsquo;era nella sala una quarantina
+di scolari, metà maschi e metà femmine, queste da
+una parte, quelli dall&rsquo;altra; tutti biondi, grassotti,
+faccioni pieni di bonomia, con una cert&rsquo;aria precoce
+di babbi e di mamme, che avrebbe fatto sorridere
+un impiegato del Censimento. L&rsquo;edifizio è diviso in
+cinque sale, separate l&rsquo;una dall&rsquo;altra da una grande
+vetrata che chiude tutto il vano come una parete;
+in modo che, quando manca il maestro in una classe,
+quello della classe vicina può sorvegliare gli scolari
+del suo collega, senza moversi dal proprio posto.
+Tutte le sale sono spaziose e hanno finestroni alti
+dal pavimento fin quasi al soffitto, così che c&rsquo;è
+chiaro come nel mezzo della strada. I banchi, le pareti,
+il pavimento, i vetri, le stufe, ogni cosa era nitida
+come in una sala da ballo. Ricordandomi di
+certe sentine pestifere delle scuole ch&rsquo;io frequentai
+da ragazzo, volli vedere i luoghi segreti, e li trovai
+quali si trovano in pochi dei primi alberghi. Vidi poi<span class="pagenum"><a name="Page_197" id="Page_197">[197]</a></span>
+nelle pareti molti di quelli oggetti che mi ricordo
+d&rsquo;aver tanto desiderato quando sedevo su quei banchi:
+come quadretti con paesaggi e figure, ai quali
+il maestro riferisce racconti e insegnamenti, perchè
+si stampino meglio nella memoria; immagini d&rsquo;oggetti
+e d&rsquo;animali; carte geografiche fatte appositamente
+con grandi nomi e colori vivi; sentenze, regole
+grammaticali, precetti stampati in caratteri di scatola.
+Una sola cosa mi parve che lasciasse a desiderare:
+la pulizia delle persone.</p>
+
+<p>Non voglio qui ripetere quello che molti scrissero,
+ed anche qualche olandese afferma, che in
+Olanda si trascuri generalmente la pulizia della
+pelle, che le donne non faccian bagni e che le gambe
+delle tavole sian più nette che le gambe dei cittadini.
+Ma è certo che la pulizia delle cose vi si cura
+infinitamente più della pulizia delle persone, e che
+la mediocrità di questa piglia risalto dall&rsquo;eccellenza
+di quella. In una scuola italiana, forse quei ragazzi
+mi sarebbero parsi puliti; ma confrontandoli colla
+nitidezza meravigliosa degli oggetti che li circondavano,
+e pensando ch&rsquo;eran figliuoli di quelle stesse
+donne che impiegan mezza la giornata a lavar usci
+ed imposte, mi parvero, ed erano infatti un po&rsquo; sudici.
+In certe scuole della Svizzera ci sono dei lavatoi,
+dove i ragazzi sono obbligati a lavarsi entrando
+ed uscendo. Mi sarebbe piaciuto, perchè non
+mi rimanesse nulla a desiderare, veder quei lavatoi
+anche nelle scuole d&rsquo;Olanda.</p>
+
+<p>Ho detto «quel povero maestro» per modo di<span class="pagenum"><a name="Page_198" id="Page_198">[198]</a></span>
+dire, perchè seppi poi che ha uno stipendio di più
+di duemila e duecento lire e un quartierino in una
+bella casa del villaggio. In Olanda i maestri delle
+scuole elementari, i capi, poichè vi son pure gli
+aiutanti, non han nessuno uno stipendio minore di
+ottocento lire, che è il <i>minimum</i>, stabilito dalla
+legge, che possan dare i Comuni. Nessun Comune
+però si attiene a questa somma, e vi son maestri,
+che hanno lo stipendio d&rsquo;uno dei nostri professori
+d&rsquo;università. È vero che in Olanda la vita è assai
+più cara che in Italia; ma è anche vero che quegli
+stipendi, che a noi paiono pingui, là si riconoscono
+scarsi, e si tratta d&rsquo;accrescerli. E bisognerebbe anco
+mettere in bilancia che i maestri olandesi, stante
+la diversità del carattere nazionale, hanno da fare
+assai minor spesa di polmoni, di pazienza e di buon
+umore che i maestri italiani; il che non è da disprezzarsi,
+se è vero che la salute conta per qualche
+cosa.</p>
+
+<p>Da Naaldvijk ci dirigemmo verso il mare. Strada
+facendo, il mio cortese compagno mi spiegò chiaramente
+a che punto è in Olanda la quistione dell&rsquo;insegnamento.
+Nei paesi latini la gente interrogata da
+uno straniero, gli risponde collo scopo di far veder
+che sa e che parla bene; in Olanda, badano piuttosto
+a farvi capir la cosa; e se non la capite alla
+prima, ricomincian da capo e ve la pestan nella testa
+fin che ci sia entrata intera e netta come ce
+l&rsquo;hanno loro.</p>
+
+<p>La quistione dell&rsquo;insegnamento, in Olanda, è, co<span class="pagenum"><a name="Page_199" id="Page_199">[199]</a></span>me
+quasi tutte le altre, una quistione religiosa, la
+quale, alla sua volta, è la più grave, anzi l&rsquo;unica
+grande quistione che agiti il paese.</p>
+
+<p>Dei tre milioni e mezzo d&rsquo;abitanti che conta
+l&rsquo;Olanda, un terzo, com&rsquo;è noto, son cattolici; centomila,
+circa, israeliti; gli altri protestanti. I cattolici,
+che abitano in grandissima parte le provincie meridionali,
+Limburgo e Brabante, non sono, come in
+altri paesi, divisi politicamente; ma costituiscono
+una sola legione clericale, papista, ultramontana,&mdash;la
+più fedele legione di Roma, come dicono gli
+stessi Olandesi;&mdash;in mezzo alla quale si vende la
+paglia su cui dorme il Pontefice, e si fulmina l&rsquo;Italia
+dal pergamo e coi giornali. Questo partito cattolico,
+che non avrebbe gran forza per sè stesso, ne acquista
+moltissima dall&rsquo;essere i protestanti divisi in
+un gran numero di sètte religiose: calvinisti ortodossi;
+protestanti che credono nella rivelazione, ma
+rigettano certi dogmi della Chiesa; altri che negano
+la divinità di Cristo, senza però separarsi
+dalla chiesa protestante; altri credenti in Dio, ma
+separati da ogni Chiesa; altri, e fra questi molti uomini
+di alto ingegno, che fanno professione aperta
+di ateismo. In questo stato di cose, il partito cattolico
+ha naturali alleati i Calvinisti, i quali, come
+credenti fervidissimi, e conservatori inflessibili della
+religione dei loro padri, sono assai meno profondamente
+divisi dai cattolici che da una buona
+parte dei loro correligionari, e formano, in certo
+modo, il partito clericale del protestantesimo. Ora<span class="pagenum"><a name="Page_200" id="Page_200">[200]</a></span>
+negli Stati Generali vi sono da un lato cattolici e
+calvinisti, dall&rsquo;altro un partito liberale, e fra questi
+e quelli una schiera ondeggiante che non consente
+una superiorità assoluta ad alcuna delle due
+parti. Il campo principale di battaglia fra i partiti
+estremi è la quistione dell&rsquo;insegnamento primario, e
+questa si riduce, da parte dei cattolici e dei calvinisti,
+nel volere che alle attuali scuole, così dette
+miste, nelle quali non è dato alcun particolare insegnamento
+religioso perchè vi possano concorrere insieme
+cattolici e protestanti d&rsquo;ogni dottrina; nel
+volere, dico, che a queste scuole, siano sostituite altre,
+mantenute pure dai Comuni sotto la direzione
+dello Stato, nelle quali si dia un insegnamento dogmatico.
+È facile comprendere la gravità delle conseguenze
+che porterebbe una tale scissura nell&rsquo;educazione
+popolare, i germi di discordie e d&rsquo;ire religiose,
+il perturbamento che nascerebbe, col tempo, dallo
+stringere la gioventù in gruppi di diversa fede. Sinora
+il principio della scuola mista prevalse, ma le
+vittorie dei liberali furono difficili; i cattolici e i
+calvinisti strapparono successivamente delle concessioni,
+e si preparano a strapparne delle nuove; il
+partito cattolico, in una parola, più potente ancora
+che il partito calvinista, uno, saldo, risoluto, acquista
+di giorno in giorno terreno; e non è inverosimile
+che riesca a conseguire una vittoria, benchè passeggiera,
+la quale provochi nel paese una reazione violenta.
+A tale son dunque le cose in quell&rsquo;Olanda
+che lottò ottant&rsquo;anni contro il dispotismo cattolico,<span class="pagenum"><a name="Page_201" id="Page_201">[201]</a></span>
+e che ora ha gravi ragioni di temere in un tempo
+forse non lontano una guerra religiosa!</p>
+
+<p>Malgrado questo stato di cose, che impedì finora
+l&rsquo;istituzione, sollecitata dai liberali, dell&rsquo;istruzione
+obbligatoria, e che allontana dalle scuole un gran
+numero di ragazzi cattolici, l&rsquo;istruzione popolare, in
+Olanda, si trova in condizioni che qualunque stato
+europeo può invidiare. Proporzione fatta, vi son
+meno analfabeti che in Prussia. Di tutta Europa,
+come disse con giusto orgoglio uno scrittore olandese
+in altri giudizi severo verso la sua patria, è il
+paese dove le cognizioni indispensabili ad un uomo
+civile sono più universalmente diffuse. Mi fece una
+gran specie, una volta che domandai a un Olandese
+se nella classe delle donne di servizio ce n&rsquo;era qualcuna
+che non sapesse leggere, sentirmi rispondere:&mdash;Eh
+sì; mi ricordo che vent&rsquo;anni fa mia madre
+n&rsquo;aveva una analfabeta; e se ne parlava come di
+una cosa strana.&mdash;Ed è un gran piacere per uno
+straniero che non sappia la lingua, in una città di
+Olanda, far leggere un nome sulla <i>Guida</i> al primo
+monello che gli capita tra i piedi, ed esser sicuro
+che intende e che s&rsquo;ingegna d&rsquo;insegnar la strada
+coi gesti.</p>
+
+<p>Discorrendo di cattolici e di calvinisti arrivammo
+alle dune, e benchè fossimo a un trarre di mano
+dalla spiaggia, non vedevamo ancora il mare. &ldquo;Strano
+paese l&rsquo;Olanda,&rdquo; dissi al mio amico; &ldquo;in cui tutte
+le cose giuocano a rimpiattino! Le facciate nascondono
+i tetti, gli alberi nascondono le case, le città<span class="pagenum"><a name="Page_202" id="Page_202">[202]</a></span>
+nascondono i bastimenti, gli argini nascondono i canali,
+la nebbia nasconde i campi, le dune nascondono
+il mare.&rdquo;&mdash;&ldquo;E un giorno o l&rsquo;altro,&rdquo; mi rispose
+l&rsquo;amico, &ldquo;il mare nasconderà tutto, e sarà finito
+il giuoco.&rdquo;</p>
+
+<p>Passammo le dune e ci avanzammo nella spiaggia
+dove si fanno i lavori preparatorii per aprire il
+canale di Rotterdam.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Due dighe, una lunga più di mille duecento metri,
+l&rsquo;altra più di duemila, e distanti un chilometro
+tra loro, si avanzano nel mare, in direzione perpendicolare
+alla spiaggia. Queste due dighe, costruite
+per proteggere l&rsquo;entrata dei bastimenti nel canale,
+sono formate da parecchi ordini di palafitte enormi,
+di blocchi smisurati di granito, di fascine, di sassi,
+di terra, e hanno la larghezza di dieci uomini schierati
+di fronte. Il mare, che le flagella di continuo,
+e le copre in gran parte durante l&rsquo;alta marea, ha
+vestito interamente pietre, travi e fascine d&rsquo;uno
+strato fittissimo di conchiglie nere come l&rsquo;ebano,
+che da lontano paiono un immenso tappeto di velluto,
+e danno a quei due giganteschi baluardi un
+aspetto severo e magnifico, come d&rsquo;un paramento
+guerresco spiegato dall&rsquo;Olanda per celebrare la sua
+vittoria sull&rsquo;oceano. In quel momento, montava la
+marea, e ferveva la battaglia intorno all&rsquo;estremità
+lontana delle dighe. Non si può dire la rabbia con
+cui le onde livide si vendicavano dello scherno di
+quelle due smisurate corna di granito che l&rsquo;Olanda<span class="pagenum"><a name="Page_203" id="Page_203">[203]</a></span>
+appunta nel seno del suo superbo nemico. Le palafitte
+e i massi erano sferzati, morsi, schiaffeggiati
+da ogni parte, sorvolati da ondate sdegnose, sputacchiati
+da una pioggia vaporosa che li nascondeva
+come un nuvolo di polvere; ravvolti da ringorghi
+contorti come serpenti furiosi; percossi, anche i lontani
+dalla lotta, da spruzzi inaspettati e lunghissimi,
+come avanguardie impazienti di quell&rsquo;esercito infinito;
+e intanto l&rsquo;acqua saliva e si avanzava costringendo
+gli operai più lontani a indietreggiare a mano
+a mano.</p>
+
+<p>Sulla diga più lunga, non molto lontano dalla
+spiaggia, si stava piantando delle palafitte. Alcuni
+operai sollevavano a gran fatica, per mezzo d&rsquo;un apparecchio
+a carrucole, dei blocchi di granito; e altri,
+a dieci, a quindici insieme, rimovevano vecchie
+travi per far posto alle nuove. Era bello a vedersi
+il contrasto tra la furia delle onde che flagellavano
+i fianchi della diga, e la calma impassibile di quegli
+uomini che pareva quasi un&rsquo;espressione di disprezzo
+per il mare. Mi passò per la mente che dicessero
+in cuor loro, come il marinaio dell&rsquo;orca dei <i>Comprachicos</i>
+nel romanzo di Vittor Hugo: &ldquo;Muggi, vecchio!&rdquo;
+Un vento, che agghiacciava le carni, faceva
+ondeggiare sul viso di quei bravi olandesi i loro lunghi
+riccioli biondi, e gettava tratto tratto ai loro
+piedi e sui loro vestiti degli spruzzi di schiuma:
+sciocche provocazioni, alle quali non rispondevano
+neanche collo sguardo.</p>
+
+<p>Vidi piantare nel mezzo della diga una palafitta,<span class="pagenum"><a name="Page_204" id="Page_204">[204]</a></span>
+un grossissimo tronco d&rsquo;albero acuminato all&rsquo;una
+delle estremità, e rizzato in mezzo a due travi parallele,
+fra le quali una macchina a vapore faceva
+scorrere un enorme martello di ferro. La palafitta
+doveva farsi strada a traverso parecchi strati fortissimi
+di fascine e di sassi; eppure, ad ogni colpo
+di quel formidabile martello si profondava spezzando,
+lacerando, stritolando, per più d&rsquo;un palmo dentro
+la diga, come sarebbe penetrata nella terra. Ciò nondimeno,
+tra l&rsquo;apparecchiare e il piantare, l&rsquo;operazione
+durò, per quella sola palafitta, quasi un&rsquo;ora.
+Io pensai alle migliaia ch&rsquo;erano state confitte, alle
+migliaia che si dovevan configgere, alle interminabili
+dighe che difendono l&rsquo;Olanda, a quelle infinite che
+furon rovesciate e ricostruite, e abbracciando col
+pensiero, per la prima volta, la grandezza favolosa
+di quel lavoro, provai un senso di spavento che mi
+fece rimanere lungo tempo immobile e senza parola.</p>
+
+<p>Intanto le acque salivan già fin quasi all&rsquo;altezza
+della diga, facendo un rumore come di soffi, di aneliti,
+di voci stanche, che pareva mormorassero segreti
+di mari lontani e di lidi sconosciuti; il vento soffiava
+più freddo; l&rsquo;aria cominciava a oscurarsi; e io
+provavo un desiderio inquieto di ritirarmi da quegli
+spalti avanzati nell&rsquo;interno della fortezza. Tirai per
+la falda il mio compagno che da un&rsquo;ora stava ritto
+sur un macigno, e tornammo sulla spiaggia. Entrammo
+a bere un bicchiere di <i>schiedam</i> in una di
+quelle botteghe che si chiamano in olandese: <i>Vieni e
+domanda</i>, dove si vendon vini, salumi, sigari, scarpe,<span class="pagenum"><a name="Page_205" id="Page_205">[205]</a></span>
+burro, panni, biscotti, un po&rsquo; d&rsquo;ogni cosa; e poi ripigliammo
+la via di Gravenhagen.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>L&rsquo;altra passeggiata fu la più avventurosa ch&rsquo;io
+abbia fatta in Olanda. Un mio carissimo amico dell&rsquo;Aja
+m&rsquo;invitò ad andare a desinar con lui in casa
+d&rsquo;un suo parente, il quale gli aveva manifestato il
+cortese desiderio di conoscermi. Domandai all&rsquo;amico
+dove il suo parente stava di casa; mi rispose: &ldquo;Lontano
+dall&rsquo;Aja.&rdquo; Domandai da che parte, non me lo
+volle dire; mi disse di trovarmi la mattina seguente
+alla stazione della strada ferrata, e mi lasciò. La
+mattina, ci troviamo alla stazione; l&rsquo;amico prende
+i biglietti per Leida; arriviamo a Leida, scendiamo,
+e invece d&rsquo;entrare in città, pigliamo una strada a
+traverso la campagna. Allora pregai il mio compagno
+di svelarmi il segreto; mi rispose che non lo
+poteva svelare. Sapevo che quando un olandese non
+vuol dire una cosa, non c&rsquo;è potenza in terra che
+gliela faccia dire; mi rassegnai. Era febbraio, tempo
+chiuso, punta neve; ma tirava un vento impetuoso
+e freddo che dopo cinque minuti di strada ci ridusse
+il viso pavonazzo. Era di domenica, la campagna
+deserta. Si va, si va, si vedon mulini a vento, canali,
+praterie, casette mezzo nascoste tra gli alberi,
+con altissimi tetti di stoppia tappezzata di musco.
+S&rsquo;arriva a un villaggio; i villaggi olandesi son chiusi
+da una barriera; s&rsquo;infila la porticina della barriera,
+si entra, non c&rsquo;è nessuno, le porte son chiuse, le
+finestre hanno le tendine calate, non si sente una<span class="pagenum"><a name="Page_206" id="Page_206">[206]</a></span>
+voce, non un passo, non un respiro. Si attraversa il
+villaggio, si passa davanti a una chiesa tutta coperta
+d&rsquo;edera come una capanna di giardino, nella quale,
+guardando per uno spiraglio della porta, si vede un
+ministro protestante, in cravatta bianca, che predica,
+e dei contadini coi visi rigati d&rsquo;oro, di verde o di
+porpora dalla luce delle vetrate colorite. Si va oltre
+per una bella strada di mattoni, si vedono antenne
+per i nidi delle cicogne, palafitte piantate dai contadini
+perchè le vacche ci si strofinino, paracarri
+tinti di color celeste, casette colle tegole di vario
+colore che forman delle lettere e delle parole, bacini
+con barchette, ponticelli, chioschi d&rsquo;uso ignoto,
+chiesuole con un gran gallo dorato sulla punta del
+campanile; e non un&rsquo;anima viva, nè vicino nè lontano.
+Andiamo innanzi, innanzi; il cielo si rischiara
+un po&rsquo;, poi si riabbuia; la luce del sole illumina un
+canale qui, fa scintillare il tetto d&rsquo;una casa là, indora
+un campanile lontano, fugge, ritorna, promette,
+dice, disdice, fa mille civetterie; e sull&rsquo;orizzonte si
+vedono delle striscie oblique di pioggia. Cominciamo
+a incontrare qualche contadina col cerchio d&rsquo;oro intorno
+al capo, il velo sul cerchio, il cappello sul velo,
+un mazzo di fiori sul cappello, e grandi nastri svolazzanti;
+qualche carrozza di campagnuoli, dell&rsquo;antica
+forma Luigi XV, colla cassa dorata, adorna
+di sculture e di specchietti; contadini con gran vestito
+nero e gran zoccoli bianchi; ragazzi con calze
+di tutti i colori dell&rsquo;iride. Arriviamo a un altro villaggio
+pulito, lustro, colorito, colle sue strade am<span class="pagenum"><a name="Page_207" id="Page_207">[207]</a></span>mattonate,
+e le sue finestre ornate di tendine e di
+fiori, saliamo in una carrozza e via. Appena usciti,
+ci coglie una pioggia minuta e diacciata che ci penetra
+fino alle ossa. Imbacuccati nelle coperte, intirizziti,
+fradici, arriviamo sulla sponda d&rsquo;un grande
+canale, un uomo esce da un casotto, fa salire la carrozza
+sopra una zattera e ci porta sani e salvi all&rsquo;altra
+sponda. La carrozza scende per una larga strada,
+ci troviamo nel fondo dell&rsquo;antico mare d&rsquo;Haarlem,
+il cavallo corre dove una volta guizzavano i pesci, il
+cocchiere fuma dove spiravano i naufraghi delle battaglie
+navali; vediamo di sfuggita canali, villaggi,
+campi coltivati, un nuovo mondo di cui trent&rsquo;anni
+fa non c&rsquo;era traccia. Dopo un miglio di strada, cessa
+la pioggia, e comincia a nevicare con una furia non
+mai veduta; una vera tempesta di neve fitta e dura,
+che il vento impetuoso ci getta quasi orizzontalmente
+nel viso. Spieghiamo la tela incerata, apriamo gli
+ombrelli, ci tappiamo, ci raggomitoliamo; ma il vento
+butta all&rsquo;aria tutte le nostre difese e la neve irrompe,
+c&rsquo;imbianca e ci agghiaccia dai piedi alla
+testa. Dopo un lungo giro usciamo dal lago, la neve
+cessa, arriviamo a un altro villaggio fatto di case
+da presepio, lasciamo la carrozza, ripigliamo la
+strada a piedi. Si va, si va, si vedon ponti, mulini,
+casette chiuse, strade solitarie, praterie immense,
+e nessuno. Si passa sur un braccio del Reno, si
+arriva a un altro villaggio tutto sbarrato e silenzioso,
+si va innanzi non vedendo che qualche viso
+che ci guarda di dietro i vetri dei finestrini, si<span class="pagenum"><a name="Page_208" id="Page_208">[208]</a></span>
+esce dal villaggio e ci si trova in faccia alle dune.
+Il cielo comincia a oscurarsi ed io comincio ad inquietarmi.
+Domando all&rsquo;amico dove si va e l&rsquo;amico
+mi risponde:&mdash;Alla ventura.&mdash;C&rsquo;inoltriamo in
+mezzo alle dune, per stradicciuole sabbiose e serpeggianti;
+non si vede più indizio d&rsquo;abitazione da
+nessuna parte; si sale, si scende; il vento ci getta
+la sabbia nel viso, i piedi s&rsquo;affondano; il paese si
+fa sempre più arido, accidentato, sinistro. &ldquo;Ma chi
+è questo vostro parente,&rdquo; dico al mio compagno,
+&ldquo;dove vive, che cosa fa? Qui c&rsquo;è sotto qualche diavoleria;
+non può essere un uomo come un altro; ditemi
+dove mi conducete.&rdquo; L&rsquo;amico non risponde,
+s&rsquo;arresta e guarda davanti a sè; guardo io pure e
+vedo lontano un qualche cosa che somiglia a una
+casa, sola nel mezzo del deserto, quasi nascosta da
+un rialto del terreno. Affrettiamo il passo, la casa
+sparisce e riapparisce come un&rsquo;ombra. Vi si vedono
+intorno delle antenne che presentan la forma di patiboli,
+e il mio amico mi vuol far credere che sono le
+antenne dei nidi delle cicogne. Arriviamo a un centinaio
+di passi: vediamo lungo un muro un condotto
+di legno che par bagnato di sangue; il mio amico
+mi dà ad intendere che è colorito di rosso. La casa
+è piccola, circondata da uno stecconato; le porte e
+le finestre son chiuse. &ldquo;Non entriamo,&rdquo; dico io;
+&ldquo;siamo ancora in tempo, in quella casa c&rsquo;è qualche
+stregoneria, badate a quello che fate, guardate in su:
+io non ho mai visto un cielo così nero.&rdquo; L&rsquo;amico non
+mi dà retta, s&rsquo;avanza coraggiosamente, io lo seguo.<span class="pagenum"><a name="Page_209" id="Page_209">[209]</a></span>
+Invece di andar verso la porta, piglia una scorciatoia;
+ci scoppia alle spalle un feroce latrar di cani, ci
+mettiamo a correre, attraversiamo una foresta di
+cespugli, saltiamo un muricciuolo, picchiamo a una
+porticina. &ldquo;Siamo ancora in tempo!&rdquo; esclamo. &ldquo;È
+tardi!&rdquo; mi risponde l&rsquo;amico. La porta s&rsquo;apre, non
+c&rsquo;è nessuno; saliamo per una scaletta a chiocciola,
+entriamo in una stanzina.... Oh dolce meraviglia! Il
+solitario, lo stregone, era un giovanotto allegro e
+gentile; e la casa diabolica era una villetta piena
+di comodi, calda, luccicante, sibaritica, una vera palazzina
+fatata, nella quale il nostro ospite si raccoglieva
+alcuni mesi dell&rsquo;anno a fare studi ed esperienze
+per infertilire le dune. Che gusto era veder
+quel freddo deserto a traverso una finestrina colle
+tende frangiate e coi vasi di fiori! Entrammo nel
+salotto da pranzo e sedemmo intorno a una tavola
+scintillante di argenteria e di cristalli, sulla quale,
+in mezzo a una corona di bottiglie blasonate e dorate,
+fumava un desinare da principi. La neve batteva
+contro i vetri delle finestre, s&rsquo;udiva il lamento
+del mare, e il vento infuriava intorno alla casa, che
+pareva d&rsquo;essere in un bastimento nel forte della
+burrasca. Si propinò all&rsquo;infertilimento delle dune,
+ai vincitori di Atchin, alla prosperità delle colonie,
+alla memoria di Nino Bixio, alle fate.... Eppure un
+po&rsquo; d&rsquo;inquietudine mi rimaneva ancora. Il nostro
+ospite, per chiamare il cameriere, toccava un ordigno
+nascosto; per avvertire il cocchiere che preparasse
+la carrozza, diceva non so che parole in un buco<span class="pagenum"><a name="Page_210" id="Page_210">[210]</a></span>
+della parete; e questi armeggíi non mi piacevano.
+&ldquo;Mi rassicuri&rdquo; gli dicevo; &ldquo;mi dica che questa casa
+esiste davvero; mi prometta di non far lo scherzo
+di farla sparire, non lasciando più che un buco nella
+terra e un puzzo di zolfo nell&rsquo;aria! Mi giuri che
+dice le sue orazioni tutte le sere!&rdquo; Non posso ridire
+le risa, l&rsquo;allegrezza, i discorsi stravaganti che
+si succedettero fino a notte avanzata accompagnati
+dal tintinnío dei bicchieri e dal fragore della tempesta.
+Infine giunse il momento di partire, scendemmo,
+e ci cacciammo in un carrozzone che si
+slanciò a traverso il deserto. La terra era tutta coperta
+di neve, le dune disegnavano i loro contorni
+bianchi sul cielo tenebroso, la carrozza scorreva
+senza far rumore in mezzo a mille forme strane e indistinte,
+che si succedevano rapidamente al chiarore
+della lanterna, e pareva che si trasformassero l&rsquo;una
+nell&rsquo;altra; e in quell&rsquo;ampia solitudine regnava un
+silenzio morto, che impediva la parola. Dopo molto
+andare, si cominciò a vedere qualche casa; s&rsquo;arrivò
+a un villaggio; s&rsquo;attraversarono due o tre
+strade deserte, fiancheggiate da casette coperte di
+neve, con qualche rara finestra illuminata, che lasciava
+vedere delle ombre umane; e finalmente s&rsquo;arrivò
+a una stazione della strada ferrata, di dove
+arrivammo in pochi minuti all&rsquo;Aja, coll&rsquo;illusione di
+aver fatto un lunghissimo viaggio a traverso un
+paese favoloso. L&rsquo;ho da dire? Se mi chiedessero di
+giurare che quella casa in mezzo alle dune, ora
+che scrivo, c&rsquo;è ancora, domanderei dieci minuti per<span class="pagenum"><a name="Page_211" id="Page_211">[211]</a></span>
+pensarci. È vero che il padrone ebbe la gentilezza
+di venirmi a salutare alla stazione, il giorno che
+partii dall&rsquo;Aja, e che guardandolo bene alla luce
+del giorno, non gli vidi nulla di strano; ma chi non
+conosce gli scambietti, le simulazioni, le mille arti
+di quei.... Nel nome del padre, del figliuolo e dello
+spirito santo.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Vidi finalmente l&rsquo;inverno olandese, non come
+l&rsquo;avevo sperato partendo dall&rsquo;Italia, perchè fu mitissimo;
+ma pure tale da presentarmi l&rsquo;Olanda nell&rsquo;aspetto
+in cui sogliamo raffigurarcela noi del mezzogiorno
+d&rsquo;Europa.</p>
+
+<p>La mattina per tempo, la prima cosa che dà nell&rsquo;occhio
+nelle strade bianche e silenziose, son le innumerevoli
+impronte di zoccoli lasciate nella neve
+dai ragazzi che vanno a scuola, impronte che paiono
+di zampe d&rsquo;elefante, tanto gli zoccoli son grandi;
+e che per lo più si succedono in linea diritta, ciò
+che dimostra che gli scolari vanno a scuola per la
+via più corta, senza fare il chiasso, da olandesini
+sodi e zelanti. Si vedon file di bimbi imbacuccati
+in grosse ciarpe, col capo mezzo nascosto nelle
+spalle, tutti in un gomitolo, a braccetto a due a due,
+o a tre a tre, o uniti in gruppi serrati come un
+mazzo di asparagi, nei quali non si vedono che punte
+di nasi ed estremità di libri. Spariti che sono i ragazzi,
+le strade rimangono deserte per qualche tempo,
+perchè gli Olandesi, sopratutto d&rsquo;inverno, non
+hanno l&rsquo;abitudine di levarsi molto presto. Si può<span class="pagenum"><a name="Page_212" id="Page_212">[212]</a></span>
+camminare per un pezzo senza incontrare nessuno,
+e senza sentire il più leggero rumore. La neve, in
+mezzo a quelle case di color rosso, pare d&rsquo;una
+bianchezza più viva; e le case, con tutti i rilievi
+segnati di una linea bianca purissima, colle teste di
+legno delle botteghe che sembrano imparruccate di
+bambagia, colle catene dei paracarri, che somiglian
+festoni d&rsquo;ermellino, presentano un aspetto dei più
+strani. Nei giorni di gelo, quando splende il sole, le
+facciate luccicano di pagliuole d&rsquo;argento; i ghiacci
+ammucchiati sulle sponde dei canali brillano dei colori
+dell&rsquo;iride; e gli alberi scintillano d&rsquo;infinite piccole
+perle, come le piante dei giardini fatati delle
+<i>mille e una notte</i>. Allora è bello passeggiare nel bosco
+dell&rsquo;Aja, verso il tramonto, sulla neve indurita
+che scricchiola sotto i piedi come polvere di marmo,
+in mezzo ai grandi faggi sfrondati e bianchi, che
+presentano l&rsquo;immagine d&rsquo;una cristallizzazione gigantesca,
+e gettano sui viali lumeggiati di color di rosa
+dal sole cadente, delle ombre azzurre e violette, picchiettate
+di miriadi di puntini risplendenti come
+diamanti. Ma nulla vale lo spettacolo della campagna
+olandese vista la mattina, dopo una grande nevata,
+dall&rsquo;alto d&rsquo;un campanile. Sotto un cielo grigio
+e basso, si vede quell&rsquo;immensa pianura bianca, dove
+non appare più traccia nè di strade, nè di sentieri,
+nè di case, nè di canali; ma solo prominenze e depressioni,
+che lasciano indovinare vagamente, come
+i rilievi e le pieghe d&rsquo;un lenzuolo, le forme delle
+case nascoste; e quella infinita bianchezza non è<span class="pagenum"><a name="Page_213" id="Page_213">[213]</a></span>
+macchiata che da nuvoli di fumo che escono qua e
+là quasi timidamente dalle case lontane, come per
+annunciare a chi guarda che sotto quel deserto di
+neve palpita ancora la vita umana.</p>
+
+<p>Ma non si può parlare dell&rsquo;inverno in Olanda,
+senza dire di ciò che costituisce l&rsquo;originalità e l&rsquo;attrattiva
+principale della vita invernale di quel paese:
+ossia il patinamento, orrenda parola, alla quale sostituirei
+volentieri quella di sdrucciolamento, per non
+farmi dar sulle dita dai lettori puristi, se non temessi
+di far ridere tutti gli altri; il che mi pare
+un danno maggiore.</p>
+
+<p>Il patinamento, in Olanda, non è soltanto un
+esercizio dilettevole, ma un mezzo ordinario di trasporto.
+Tutti sanno, per citare un esempio illustre,
+come se ne siano giovati gli Olandesi nella memorabile
+difesa della città d&rsquo;Haarlem. Nei tempi di
+forte gelo, i canali si cangiano in strade, e gli zoccoli
+ferrati fanno l&rsquo;uffizio di barca. Scivolando, il contadino
+va al mercato, l&rsquo;operaio al lavoro, il piccolo
+negoziante agli affari; intere famiglie vanno dalla
+campagna alla città coi loro sacchi e le loro ceste
+sulle spalle o sulle slitte. L&rsquo;esercizio di scivolare
+sul ghiaccio è per loro altrettanto abituale e facile
+che quello del camminare; e scivolano con una rapidità
+che appena si segue cogli occhi. Negli anni passati
+si facevano spesso delle scommesse fra i più
+abili patinatori olandesi a chi, scivolando sui canali
+che fiancheggiano la strada ferrata, andasse alla pari
+col treno; e la maggior parte delle volte i patina<span class="pagenum"><a name="Page_214" id="Page_214">[214]</a></span>tori,
+non solo non gli rimanevano indietro, ma per
+un certo tratto lo precedevano. V&rsquo;è gente che va scivolando
+dall&rsquo;Aja ad Amsterdam e ritorna all&rsquo;Aja
+nella stessa giornata; studenti d&rsquo;università che parton
+la mattina da Utrecht, vanno a desinare ad
+Amsterdam e ritornano a casa prima di sera; fu
+fatta e vinta più volte la scommessa di andare da
+Amsterdam a Leida in poco più d&rsquo;un&rsquo;ora. E non è
+solamente ammirabile la rapidità, che a detta di
+coloro i quali hanno provato ad attaccarsi al bastone
+di qualche patinatore famoso, è tale da dar
+le vertigini; è ammirabile pure la sicurezza colla
+quale si percorrono quelle grandi distanze. V&rsquo;hanno
+dei contadini che fan quelle corse da una città all&rsquo;altra
+di notte. Vi son dei giovani che vanno da
+Rotterdam a Gouda; a Gouda comprano una lunghissima
+pipa di gesso; e poi tornano a Rotterdam
+colla pipa intatta fra le mani. Qualche volta, passeggiando
+lungo un canale, si vede passare come
+una saetta una figura umana che sparisce appena
+vista; ed è una contadinella che porta il latte a una
+casa di città.</p>
+
+<p>Vi son poi le slitte d&rsquo;ogni grandezza e d&rsquo;ogni
+forma; quelle spinte di dietro da un patinatore,
+quelle tirate dai cavalli, quelle messe in moto per
+mezzo di due bastoni ferrati dalla stessa persona
+che ci sta seduta; carri e carrozze, private delle
+ruote, e poste su due assicelle, colle quali scivolano
+colla rapidità delle altre slitte. In occasioni di feste,
+si son persino veduti correre sulla neve per le strade<span class="pagenum"><a name="Page_215" id="Page_215">[215]</a></span>
+dell&rsquo;Aja i bastimenti di Scheveningen. Altre volte
+si facevan correre sul ghiaccio dei grandi fiumi bastimenti
+a vela spiegata, i quali andavano con una
+velocità così grande, che i visi della gente a bordo
+eran ridotti dalla sferza del vento in uno stato da
+far raccapriccio; ed eran pochi i temerarii che ardissero
+di mettersi a quella prova.</p>
+
+<p>Le più belle feste, in Olanda, si fanno sul ghiaccio.
+A Rotterdam, quando la Mosa è gelata, diventa
+un luogo di convegno e di piaceri. La si spazza dalla
+neve in modo che riman netta come un pavimento
+di cristallo; vi si rizzan caffè, trattorie, padiglioni,
+baracche da spettacoli; la notte s&rsquo;illumina; il giorno
+v&rsquo;è un formicaio di patinatori d&rsquo;ogni età, d&rsquo;ogni
+sesso e d&rsquo;ogni ceto. In altre città, e soprattutto
+nella Frisia, che è la terra classica dell&rsquo;arte, vi
+sono società di patinatori e di patinatrici, che istituiscono
+gare pubbliche e premi. Si piantano antenne
+e bandiere lungo i canali, si rizzano steccati
+e tribune; accorre una moltitudine immensa di popolo
+dai villaggi e dalle campagne; assiste il fiore
+della cittadinanza; le bande suonano; i patinatori si
+presentano vestiti d&rsquo;un costume particolare, le donne
+in calzoni; si fanno le corse di uomini soli, poi di
+donne fra loro, poi di uomini e di donne accoppiati;
+e i nomi dei vincitori e delle vincitrici sono iscritti
+nei fasti dell&rsquo;arte e rimangon famosi per molti anni.</p>
+
+<p>In Olanda vi sono due scuole di patinamento
+affatto diverse: la scuola olandese propriamente
+detta e la scuola frisona, ciascuna delle quali si<span class="pagenum"><a name="Page_216" id="Page_216">[216]</a></span>
+serve d&rsquo;una forma particolare di zoccoli. La scuola
+frisona, che è la più antica, non mira che alla celerità;
+la scuola olandese non cerca che la grazia.
+I frisoni vanno rigidi, stecchiti e per diritto, coll&rsquo;occhio
+alla mèta, pigliando la spinta in avanti; gli Olandesi
+vanno a zig-zag, slanciandosi da sinistra a destra
+e da destra a sinistra con un movimento ondulatorio
+dei fianchi. Il frisone è la freccia, l&rsquo;olandese è
+il razzo matto. Alle donne convien meglio la scuola
+olandese. Le signore di Rotterdam, d&rsquo;Amsterdam e
+dell&rsquo;Aja sono infatti le più seducenti patinatrici
+delle provincie unite. Cominciano da bambine, continuano
+da ragazze e da spose; raggiungono nello
+stesso tempo il colmo della bellezza e l&rsquo;apogeo dell&rsquo;arte,
+e fanno coi loro zoccolini ferrati schizzar dal
+ghiaccio le scintille amorose che vanno a suscitare
+gl&rsquo;incendi. Non è che sul ghiaccio che la donna
+olandese accenni a cadere, e riesce per questo in
+special modo attraente. V&rsquo;hanno delle signore, che
+giungono a un grado di maestria meravigliosa. Chi
+le ha viste, dice che non è possibile immaginare la
+grazia degli ondeggiamenti, degli inchini, dei guizzi,
+delle mille graziette mollissime e vezzosissime che
+spiegano in quei loro giri e fughe e ritorni di rondini
+e di farfalle, e come si animi e si trasfiguri la
+loro tranquilla bellezza in quel turbinío. Ma non
+tutte riescono, molte non osano mostrarsi in luoghi
+pubblici, e quelle che da noi otterrebbero i primi
+onori, là richiamano appena l&rsquo;attenzione; tanto vi
+è alta l&rsquo;arte! Così degli uomini, che fanno ogni<span class="pagenum"><a name="Page_217" id="Page_217">[217]</a></span>
+sorta di giuochi e di prodezze; alcuni descrivendo
+coi loro giri figure fantastiche o parole d&rsquo;amore,
+altri facendo una piruletta rapidissima, e spiccandosi
+poi indietro sur una gamba sola per un lunghissimo
+tratto; altri serpeggiando con infinite vertiginose
+giravolte in un piccolo spazio curvi, scontorti,
+ritti, accoccolati, come fantocci di gomma mossi da
+una molla segreta.</p>
+
+<p>Il primo giorno che i canali e i bacini presentano
+uno strato di ghiaccio abbastanza solido da
+poterci scivolare, è per le città olandesi un giorno
+di festa. Dei patinatori mattinieri, che han fatto
+gli esperimenti allo spuntar del giorno, spargono la
+voce; i giornali l&rsquo;annunziano; frotte di ragazzi si
+sparpagliano per le strade gettando grida di allegrezza;
+i servitori, le serve chiedono ai loro padroni
+il permesso d&rsquo;uscire coll&rsquo;aria di gente risoluta di
+ribellarsi a un rifiuto; vecchie signore scordano gli
+anni e i malanni e corrono ai canali a gareggiare
+colle amiche e le figliuole; all&rsquo;Aja, il bacino ch&rsquo;è
+nel mezzo della città, vicino al Binnenhof, è invaso
+da una folla di gente che vi s&rsquo;intreccia, si confonde,
+s&rsquo;urta, si rimescola come una turba presa dalle
+vertigini; il fiore dell&rsquo;aristocrazia va a patinare
+in un bacino in mezzo al bosco; e là volteggiano
+confusamente in mezzo alla neve ufficiali, signore,
+deputati, studenti, vecchi, ragazzi, e in mezzo a loro,
+qualche volta, il principe ereditario; e intorno s&rsquo;accalcano
+migliaia di spettatori, la musica accompagna
+la festa, e l&rsquo;enorme disco del sole d&rsquo;Olanda, che<span class="pagenum"><a name="Page_218" id="Page_218">[218]</a></span>
+volge al tramonto, le manda, a traverso i faggi giganteschi,
+il suo sfolgorante saluto.</p>
+
+<p>Quando c&rsquo;è la neve indurita, si fan le corse sulle
+slitte. Ogni famiglia ne ha una, e all&rsquo;ora della passeggiata
+si vedono uscire a centinaia. Passano volando in
+lunghe file, a due, a tre di fronte; alcune della forma
+di conchiglia, altre di cigni, di draghi, di barche, di
+cocchi, dorate e variopinte, tirate da cavalli coperti
+di ricche pelliccie e di drappi magnifici, colla
+testa ornata di pennacchi e di nappe e gli arnesi
+tempestati di chiodi scintillanti; e portan signore
+vestite di martora, di castoro e di volpe di Siberia.
+I cavalli scuotono la testa circonfusa dai vapori
+della traspirazione e la criniera imperlata dal gelo;
+le slitte saltellano; la neve vola all&rsquo;intorno simile
+ad una schiuma d&rsquo;argento, e il treno splendido e
+sfrenato passa e dispare come un turbine muto sopra
+un campo di gigli e di gelsomini. Di notte,
+quando si fan le corse colle fiaccole, quelle migliaia
+di fiammelle che volano e s&rsquo;inseguono per la città
+silenziosa, gettando lividi bagliori sui ghiacci e sulla
+neve, offrono l&rsquo;immagine d&rsquo;una gran battaglia infernale,
+alla quale presieda, dalla cima della torre
+del Binnenhof, lo spettro di Filippo II.</p>
+
+<p>Ma, ahimè! tutto decade, anche l&rsquo;inverno, e con
+esso l&rsquo;arte del patinamento e l&rsquo;uso delle slitte. Da
+molti anni agli inverni rigidi s&rsquo;alternano in Olanda
+degl&rsquo;inverni tanto miti, che non solo non gelano
+più i grandi fiumi; ma neanco i piccoli canali della
+città. Ne segue che i patinatori, rimasti troppo<span class="pagenum"><a name="Page_219" id="Page_219">[219]</a></span>
+tempo fuori d&rsquo;esercizio, non si arrischiano più a
+dare spettacolo pubblico, quando l&rsquo;occasione si presenta;
+e così a poco a poco se ne ristringe il numero,
+e il bel sesso specialmente si disavvezza dal
+ghiaccio. Nell&rsquo;inverno dell&rsquo;anno scorso non si patinò
+quasi punto; nell&rsquo;inverno di quest&rsquo;anno non s&rsquo;è
+fatto un solo concorso, e non si è vista neanche una
+slitta. Voglia il cielo che questo deplorevole stato
+di cose non duri, che l&rsquo;inverno ritorni ad accarezzare
+l&rsquo;Olanda colla sua gelida zampa d&rsquo;orso polare,
+che la bell&rsquo;arte del patinare si rialzi col suo
+manto di neve e colla sua corona di diacciuoli. Annunzio
+intanto la prossima pubblicazione d&rsquo;un&rsquo;opera
+intitolata <i>Il Patinamento</i>, intorno alla quale lavora
+da molti anni un deputato degli Stati d&rsquo;Olanda,
+opera che sarà la storia, l&rsquo;epopea e il codice dell&rsquo;arte,
+a cui tutti i patinatori e le patinatrici d&rsquo;Europa
+potranno attingere insegnamenti e ispirazioni.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Per tutto il tempo che stetti all&rsquo;Aja frequentai
+il principale <i>club</i> della città, composto di più di duemila
+soci, che occupa tutto un palazzo vicino al
+Binnenhof; e là feci le mie osservazioni sul carattere
+olandese.</p>
+
+<p>Oltre la biblioteca, la stanza da pranzo e le
+stanze da gioco, v&rsquo;è un salone per la conversazione
+e la lettura dei giornali, pieno zeppo di gente
+dalle quattro della sera fino a mezzanotte. Vi sono
+artisti, professori, negozianti, deputati, impiegati,
+ufficiali. La maggior parte ci vanno a bere un bic<span class="pagenum"><a name="Page_220" id="Page_220">[220]</a></span>chierino
+di ginepro prima di desinare e ci tornano
+dopo a pigliare il caffè, e a confortarsi lo stomaco
+con un altro sorsetto del liquore favorito. Quasi
+tutti parlano, e pure non si sente che un leggero
+mormorío, in modo che a occhi chiusi, si direbbe
+che c&rsquo;è appena un terzo della gente. Si può fare
+mille giri per la sala, senza veder fare un gesto
+concitato, e senza udire una parola un po&rsquo; più forte
+delle altre. A dieci passi di distanza dai crocchi,
+non ci s&rsquo;accorge che parlano fuorchè dal movimento
+delle labbra. Si vedono molti uomini corpulenti,
+con larghi visi senza baffi, e la barba intorno
+al collo, che discorrono senza alzar gli occhi dal tavolino,
+e senza staccar la mano dal bicchiere. Rarissimamente
+si scopre in mezzo a tutti quei faccioni,
+una fisonomia viva ed arguta come quella di
+Erasmo, che pure molti considerano come il vero tipo
+olandese, e a me pare che non sia.</p>
+
+<p>L&rsquo;amico che mi aperse le porte del <i>club</i>, mi fece
+conoscere parecchi soci. La diversità fra il carattere
+olandese e il nostro si avverte particolarmente
+nelle presentazioni. Più d&rsquo;una volta, vedendo la persona
+a cui ero presentato, fare appena un cenno col
+capo e poi rimanere muta parecchi minuti, pensai
+che il mio riverito viso non le fosse andato a genio, e
+mi sentii nel cuore un eco di cordiale antipatia. Di
+là a poco, il presentatore se n&rsquo;andava, lasciandomi
+a quattr&rsquo;occhi col mio nemico.&mdash;Ora,&mdash;pensavo io,&mdash;voglio
+schiattare se gli dico una parola.&mdash;Ma il
+mio vicino, dopo qualche momento di silenzio mi di<span class="pagenum"><a name="Page_221" id="Page_221">[221]</a></span>ceva
+con la più grande serietà:&mdash;«Voglio sperare che
+oggi, s&rsquo;ella non ha altri impegni, mi farà l&rsquo;onore di
+pranzare con me.»&mdash;Io cadevo dalle nuvole. Pranzavamo
+insieme, e il mio anfitrione popolava freddamente
+la tavola di bottiglie di vino di Bordeaux,
+del Reno e di Champagne, e non si separava da
+me prima d&rsquo;avermi costretto a dir di sì a un altro
+invito. Altri, ai quali domandavo ragguagli intorno
+a varie cose, mi rispondevano appena, quasi per
+farmi capire ch&rsquo;ero un importuno, tanto che io dicevo
+tra me:&mdash;Vedete un po&rsquo; che scompiacenti!&mdash;e
+il giorno dopo mi davano i ragguagli in iscritto,
+chiari, ordinati, minuti più di quello che io avessi
+mai desiderato. Una sera pregai un tale di cercare
+non so che in uno di quei mari di cifre, che
+si chiamano: «Indicatori delle strade ferrate d&rsquo;Europa.»
+Per qualche momento non mi diede risposta:
+io rimasi mortificato. Poi prese il libro, inforcò
+gli occhiali, sfogliettò, lesse, notò, sommò, sottrasse
+con una pazienza da santo per lo spazio d&rsquo;una
+mezz&rsquo;ora; e quand&rsquo;ebbe finito, mi porse la risposta
+scritta e rimise gli occhiali nell&rsquo;astuccio senza proferire
+una parola.</p>
+
+<p>Molti di coloro coi quali passavo la serata, solevano
+andar a casa alle dieci a lavorare, e tornare
+al <i>club</i> alle undici e mezzo per rimanerci fino a
+un&rsquo;ora dopo mezzanotte; e quando avevano detto:&mdash;debbo
+andare,&mdash;non c&rsquo;era caso che cangiassero
+risoluzione. Finivan di scoccare le dieci, erano già
+fuori della porta; scoccavano le undici e mezzo, ri<span class="pagenum"><a name="Page_222" id="Page_222">[222]</a></span>comparivano
+sulla soglia. Non è da meravigliare,
+con quella regolarità cronometrica, che trovino il
+tempo di far tante cose, senza farne nessuna con
+furia; e che anche coloro i quali non sono dediti
+agli studi per istituto di vita, abbiano letto delle
+intere biblioteche. Non v&rsquo;è libro inglese, tedesco o
+francese, per poco che sia importante, ch&rsquo;essi non lo
+conoscano. La letteratura francese in particolar modo
+l&rsquo;hanno sulla punta delle dita. E quel che si dice
+della letteratura, si può dire, con più ragione della
+politica. L&rsquo;Olanda è uno dei paesi d&rsquo;Europa dove
+affluisce un maggior numero di giornali stranieri e
+forse quello in cui si parla maggiormente degli affari
+degli altri. Il paese è piccolo e tranquillo, delle novità
+del giorno s&rsquo;è presto discorso; dopo dieci minuti la
+conversazione salta di là dal Reno e corre l&rsquo;Europa.
+Ricordo che mi faceva specie udir parlare
+della caduta del ministro Scialoia e d&rsquo;altre cose nostre
+quasi come d&rsquo;un avvenimento di casa.</p>
+
+<p>Una delle mie prime cure fu di scandagliare i
+sentimenti religiosi della gente; e trovai, con mia
+meraviglia, un gran disordine. Come scrisse giustamente,
+non è molto, un dotto olandese, le idee sovversive
+d&rsquo;ogni dommatismo religioso hanno acquistato
+gran campo in quel paese. Sarebbe però errore
+il credere che in cui vien meno la fede, sottentri l&rsquo;indifferenza.
+Quelli che al Pascal parevano creature
+mostruose, uomini, cioè, che vivono senza darsi alcun
+pensiero della religione, come ve n&rsquo;ha infiniti fra noi,
+là non ci sono. La questione religiosa che qui non<span class="pagenum"><a name="Page_223" id="Page_223">[223]</a></span>
+è altro che una questione, là è una battaglia, in cui
+tutti brandiscono le armi. Tutte le classi della società,
+uomini e donne, giovani e vecchi si occupano di teologia
+e tengon dietro alle controversie dei dottori, divorando
+un prodigioso numero di scritti di polemica
+religiosa. Questa tendenza del paese si manifesta
+persino nel Parlamento, dove accade qualche volta
+che i deputati si combattano con citazioni bibliche,
+lette in ebraico, tradotte e commentate, e le discussioni
+degenerino in disquisizioni di teologia. Tutta
+questa lotta però si agita nelle menti piuttosto che
+nei cuori; la passione tace; e n&rsquo;è una prova che
+l&rsquo;Olanda, la quale è di tutti i paesi d&rsquo;Europa
+quello che ha più sètte religiose, è anche il paese
+in cui le sètte vivono in migliore accordo, e dove
+regna la più grande tolleranza. Se ciò non fosse,
+il partito cattolico non avrebbe fatto tanta strada,
+come la fece, protetto sulle prime dalla parte liberale,
+contro l&rsquo;unica parte intollerante del paese: i
+Calvinisti ortodossi.</p>
+
+<p>Non conobbi Calvinisti ortodossi, e mi spiace.
+Non avevo mai prestato fede a quello che si racconta
+del loro stravagante rigorismo; che vi sian
+signore, per dirne una, che nascondano con grandi
+tappeti le gambe dei tavolini, per la ragione che
+possono richiamare il pensiero dei visitatori a quelle
+della padrona di casa. Ma è fuor di dubbio che vivono
+austerissimamente. Molti, per proposito fatto, non
+mettono mai piede in un teatro nè a un ballo nè
+in una sala di concerto. Ci son famiglie che la do<span class="pagenum"><a name="Page_224" id="Page_224">[224]</a></span>menica
+si contentano di mangiare un po&rsquo; di carne
+fredda perchè la cuoca non abbia da trasgredire il
+precetto del riposo. In molte case, il padrone legge
+ogni mattina la Bibbia in presenza della famiglia e
+dei servitori, e pregano tutti insieme. Del resto questa
+sètta dei Calvinisti ortodossi, che ha quasi tutti
+i suoi proseliti nell&rsquo;aristocrazia e fra i contadini,
+non esercita grande influenza sul paese, come lo
+prova il fatto che nel Parlamento è inferiore di numero
+alla parte cattolica, e non può far nulla
+senz&rsquo;essa.</p>
+
+<p>Ho parlato del teatro. All&rsquo;Aja, come nelle altre
+città d&rsquo;Olanda, non ci sono grandi teatri, nè grandi
+spettacoli. Si rappresentano per lo più opere in
+musica tedesche, cantate da artisti stranieri, commedie
+e operette francesi. I concerti sono di gran
+moda. In questo l&rsquo;Olanda è fedele alle sue tradizioni,
+perchè come è noto, e lo scrive anche il Guicciardini,
+già nel secolo XVI i suoi suonatori erano
+cercati in tutte le corti della Cristianità. Fu detto
+pure che gli Olandesi hanno una grande attitudine
+a cantar cori. E dev&rsquo;essere grande infatti il piacere
+che provano a cantare insieme, se è proporzionato
+all&rsquo;avversione che hanno di cantar soli, perchè
+non mi ricordo d&rsquo;aver mai sentito per le strade
+di una città olandese, in nessuna parte, a nessuna
+ora, canterellare un&rsquo;arietta; se non da monelli che
+cantavano per dar la baia agli ubriachi: rari anche
+questi, fuorchè nelle occasioni di feste.</p>
+
+<p>Ho detto delle opere e delle commedie francesi.<span class="pagenum"><a name="Page_225" id="Page_225">[225]</a></span>
+All&rsquo;Aja, non solamente gli spettacoli, ma la vita
+pubblica è quasi interamente francese. Rotterdam
+ha l&rsquo;impronta inglese, Amsterdam l&rsquo;impronta tedesca,
+l&rsquo;Aja l&rsquo;impronta parigina; così che è giusto
+il dire che il popolo delle grandi città olandesi riunisce
+e contempera le qualità e i difetti dei tre
+grandi popoli vicini. All&rsquo;Aja, in molte famiglie dell&rsquo;alta
+società, si parla sempre il francese; in altre
+si affettano dei francesismi, come in qualche città
+dell&rsquo;Italia settentrionale; l&rsquo;indirizzo delle lettere
+si scrive per lo più in francese; v&rsquo;è infine una
+parte della società, cosa non rara nei paesi piccoli,
+che ostenta un certo disprezzo per la lingua, per la
+letteratura, per l&rsquo;arte nazionale; e amoreggia una
+patria adottiva di là dalla Mosa e dal Reno. Le
+simpatie però son divise. La classe elegante propende
+più verso la Francia, la dotta verso la Germania,
+e la mercantile verso l&rsquo;Inghilterra. Per la
+Francia scemarono le simpatie dopo la Comune;
+contro la Germania nacque e fermenta ancora una
+segreta animosità generata dal timore che le sue
+mire conquistatrici si volgano sull&rsquo;Olanda; e temperata
+dalla comunanza degl&rsquo;interessi contro il Cattolicismo
+clericale.</p>
+
+<p>Quando si dice che l&rsquo;Aja è una città mezza francese,
+conviene intendere dell&rsquo;apparenza. In fondo, il
+carattere olandese predomina. Benchè sia una città
+ricca, elegante e gaia, non è città di chiassi, nè dissipazioni,
+nè scandali, nè duelli. La vita v&rsquo;è più varia
+e più viva che nelle altre città olandesi; ma punto<span class="pagenum"><a name="Page_226" id="Page_226">[226]</a></span>
+meno tranquilla. I duelli che seguono all&rsquo;Aja si contano
+sulle cinque dita della mano di dieci in dieci
+anni, e in quei pochi c&rsquo;entra per lo più un ufficiale
+come prima cagione. Nondimeno, per far vedere
+quanto è potente anche in Olanda questo pregiudizio
+feroce, come dice il Rousseau, che l&rsquo;onore stia
+sulla punta della spada; ricordo una discussione
+fra parecchi Olandesi, a cui diede luogo una mia
+domanda. Quando chiesi se l&rsquo;opinione pubblica in
+Olanda era ostile al duello, mi risposero tutti a
+una voce:&mdash;ostilissima;&mdash;ma quando volli sapere
+se un giovane della buona società, il quale
+non accettasse una sfida, sarebbe universalmente lodato,
+trattato ancora, da tutti, cogli stessi riguardi
+e collo stesso rispetto di prima, sostenuto, insomma,
+dall&rsquo;opinione pubblica in modo da non doversi mai
+pentire della sua condotta, allora cominciarono le
+discussioni. Chi mi rispose debolmente di sì, chi risolutamente
+di no; ma la maggior parte propendevano
+al no. Dal che mi parve di poter concludere,
+che se in Olanda seguon pochi duelli, non deriva
+tanto, com&rsquo;io credeva, da un disprezzo universale e
+assoluto del pregiudizio feroce; quanto dalla rarità
+dei casi in cui due cittadini si lasciano condurre dalla
+passione, alla necessità di ricorrere alle armi; ciò che
+dipende dalla natura più che dall&rsquo;educazione. Anche
+nelle polemiche pubbliche e nelle discussioni private
+violentissime, si giunge raramente all&rsquo;insulto
+personale; e nelle battaglie del Parlamento, qualche
+volta accanite, i deputati si dicono delle imperti<span class="pagenum"><a name="Page_227" id="Page_227">[227]</a></span>nenze
+secche, ma con calma, senza far rumore;
+impertinenze, sto per dire, che consistono più
+nella cosa che nella parola, e feriscono senza far
+strillare.</p>
+
+<p>Nelle conversazioni al <i>club</i>, mi faceva specie,
+sulle prime, di non udir mai nessuno che parlasse
+per parlare. Quando uno apriva bocca, era per fare
+una domanda, o per dare una notizia, o per esporre
+un&rsquo;osservazione. Quell&rsquo;arte di fare d&rsquo;ogni idea un
+periodo, d&rsquo;ogni fatto un racconto, d&rsquo;ogni bazzecola
+una quistione, nella quale noi italiani, francesi e
+spagnuoli siamo maestri, là è affatto sconosciuta. La
+conversazione non è uno scambio di suoni, ma un
+commercio di cose, e nessuno fa il menomo sforzo
+per parer dotto, facondo, arguto. In tutto il tempo
+che stetti all&rsquo;Aja non mi ricordo d&rsquo;aver inteso che
+una sola arguzia, e fu d&rsquo;un deputato, il quale parlandomi
+dell&rsquo;alleanza degli antichi Batavi coi Romani
+disse:&mdash;Noi siamo sempre stati amici delle
+autorità costituite.&mdash;Eppure la lingua olandese si
+presta ai <i>calembours</i>; in prova di che ho inteso citare
+il caso d&rsquo;una bella signora straniera la quale
+domandando un guanciale a un giovane barcaiuolo
+del <i>trekschuit</i>, non pronunziò bene la parola, e disse
+invece di guanciale, bacio, che in olandese suona
+quasi lo stesso, e fu appena in tempo a chiarire
+l&rsquo;equivoco, chè il barcaiuolo s&rsquo;era già pulito la
+bocca col rovescio della mano.</p>
+
+<p>Studiando il carattere olandese, non mi parve
+che fosse vero quello che avevo letto in più libri,<span class="pagenum"><a name="Page_228" id="Page_228">[228]</a></span>
+che gli Olandesi abbian l&rsquo;abitudine di parlare con
+fastidiosa prolissità dei loro malanni; chè anzi essi
+deridono per questo difetto i Tedeschi; e che siano
+egoisti ed avari. A sostegno di questa seconda accusa,
+qualcuno adduce il fatto poco credibile che durante
+una battaglia navale cogl&rsquo;Inglesi, gli ufficiali della
+flotta d&rsquo;Olanda siansi recati a bordo dei bastimenti
+nemici esausti di provvigioni da fuoco, e
+v&rsquo;abbiano venduto, a prezzi esorbitanti, polvere e
+proiettili; dopo di che fu ricominciato a combattere.
+Contro quest&rsquo;accusa d&rsquo;avarizia, sta il fatto
+della vita agiata, delle case ricche, dei molti denari
+spesi in libri ed in quadri; e più ancora della
+beneficenza larghissima, nella quale la società olandese
+è incontestabilmente prima in Europa. E non
+è beneficenza officiale, o che in qualunque modo
+riceva impulso dal Governo; ma spontanea e liberissima,
+esercitata da società vaste e potenti che
+fondarono innumerevoli istituti, scuole, premi, biblioteche,
+riunioni popolari; che aiutano, prevengono
+il Governo nell&rsquo;ufficio dell&rsquo;istruzione pubblica; che
+stendono le loro ali dalle grandi città fino ai più
+umili villaggi, abbracciando tutte le sètte religiose,
+tutte le età, tutte le professioni e tutte le sventure;
+una beneficenza, insomma, in virtù della quale non
+rimane in Olanda un povero senza tetto e un braccio
+senza lavoro. Tutti gli scrittori, che studiarono
+l&rsquo;Olanda, convennero nel dire che non c&rsquo;è forse
+altro Stato d&rsquo;Europa, nel quale scenda, proporzionatamente
+alla popolazione, una maggior copia<span class="pagenum"><a name="Page_229" id="Page_229">[229]</a></span>
+di elemosina dalle classi agiate alle classi bisognose.</p>
+
+<p>Non è a dirsi con questo che il popolo olandese
+non abbia difetti, perchè ne ha, se gli si deve recare
+a difetto la mancanza di quelle qualità che
+dovrebbero essere come lo splendore e la gentilezza
+delle sue virtù. Si potrebbe trovare nella sua fermezza
+qualcosa di cocciuto, nella sua probità qualcosa
+di gretto, nella sua freddezza l&rsquo;assenza di quella
+spontaneità di sentimento senza la quale pare che
+non possa esservi affetto, generosità, grandezza
+d&rsquo;animo vera. Ma quanto meglio s&rsquo;impara a conoscerlo,
+più si esita a pronunziare quei giudizii,
+e più si sente crescere per esso il sentimento del
+rispetto e della simpatia. Il Voltaire ha potuto dire,
+partendo dall&rsquo;Olanda, quel motto famoso:&mdash;<i>Adieu
+canaux, canards, canaille;</i>&mdash;ma quando dovette
+giudicar l&rsquo;Olanda sul serio, si ricordò di non aver
+trovato nella sua città capitale «nè un ozioso, nè
+un povero, nè un dissipato, nè un insolente» e di
+aver visto per tutto «il lavoro e la modestia.»
+Luigi Napoleone proclamava che in nessun popolo
+d&rsquo;Europa era innato come nell&rsquo;olandese il buon
+senso e il sentimento della giustizia e della ragione;
+il Descartes gli faceva il più grande elogio che possa
+fare un filosofo ad un popolo, dicendo che in nessun
+paese si gode d&rsquo;una più grande libertà che in mezzo
+agli Olandesi; Carlo V, la più bella lode che possa
+dare ad un popolo un Sovrano, dicendo che sono
+«ottimi sudditi; ma pessimi schiavi.» Un inglese<span class="pagenum"><a name="Page_230" id="Page_230">[230]</a></span>
+scrisse che gli Olandesi ispirano una stima che non
+può giungere fino all&rsquo;affetto. Forse egli non li stimava
+abbastanza.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Non nascondo che fra le cagioni della mia simpatia
+v&rsquo;è quella d&rsquo;aver trovato che l&rsquo;Italia è assai
+più conosciuta in Olanda ch&rsquo;io non osassi sperare.
+Non solamente la rivoluzione d&rsquo;Italia vi ebbe un
+eco favorevole, com&rsquo;è di ragione che accadesse presso
+un popolo indipendente, libero e ostile al Papato;
+ma gli uomini e gli avvenimenti italiani degli ultimi
+tempi, non vi son meno conosciuti che quei di
+Francia e di Germania. Le principali gazzette, che
+hanno un corrispondente fra noi, ragguagliano minutamente
+il paese intorno alle cose nostre. Si vedono
+in molti luoghi ritratti dei nostri più illustri
+concittadini. Nè è minore della conoscenza politica
+la letteraria. Lasciando stare che la lingua
+italiana si cantava nelle Corti degli antichi conti
+d&rsquo;Olanda, che nel bel secolo della letteratura olandese
+era in grande onore presso i letterati, e che
+parecchi dei più illustri poeti di quel tempo scrissero
+lettere e versi italiani o imitarono la nostra
+poesia pastorale; la lingua italiana si studia ancora
+da molti oggigiorno, e non è raro il trovare chi la
+parla, e men raro ancora il veder libri nostri sul
+tavolino delle signore. La <i>Divina Commedia</i>, che
+venne in voga particolarmente dopo il 1830, ha due
+traduzioni, tutt&rsquo;e due in terzine rimate, una delle
+quali è opera d&rsquo;un Hacke van Mijnden, che consa<span class="pagenum"><a name="Page_231" id="Page_231">[231]</a></span>crò
+a Dante tutta la vita. La <i>Gerusalemme Liberata</i>
+ha una traduzione in ottave d&rsquo;un pastore
+protestante Ten Kate, e n&rsquo;ebbe un&rsquo;altra inedita e
+perduta, di Maria Tesseeschave, la grande poetessa
+del secolo XVII e amica intima del primo poeta
+olandese, Vondel, dal quale fu consigliata e aiutata
+a tradurre. Del <i>Pastor fido</i> vi sono almeno cinque
+traduzioni di autori diversi; parecchie dell&rsquo;<i>Aminta</i>;
+e facendo un salto, almeno quattro delle <i>Mie Prigioni</i>,
+e una bellissima dei <i>Promessi Sposi</i>; romanzo
+che pochi Olandesi non lessero o nella propria lingua,
+o nella francese o nella nostra. E per citare
+ancora una cosa che ci riguarda, v&rsquo;è un poema
+intitolato <i>Firenze</i>, scritto per l&rsquo;ultimo centenario
+di Dante, da uno dei più eletti poeti olandesi dei
+nostri giorni.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Qui cade a proposito di dir qualcosa della letteratura
+olandese.</p>
+
+<p>L&rsquo;Olanda presenta una singolare sproporzione
+tra la forza espansiva della sua vita politica, scientifica,
+commerciale, e quella della sua vita letteraria.
+Mentre sotto tutte le altre forme l&rsquo;opera
+degli Olandesi traboccò fuori dei confini del paese,
+sotto la forma letteraria, rimase circoscritta in quei
+confini. Con una letteratura fecondissima, il che
+rende il fatto più strano, l&rsquo;Olanda non ha prodotto,
+come pur fecero altri piccoli paesi, un sol libro
+che sia divenuto europeo; quando non si voglia
+porre fra le opere letterarie quelle dello Spinoza, il<span class="pagenum"><a name="Page_232" id="Page_232">[232]</a></span>
+solo grande filosofo della sua patria; o considerare
+come letteratura olandese le dimenticate opere latine
+di Erasmo di Rotterdam. Eppure se v&rsquo;è un
+paese a cui la natura e gli avvenimenti abbiano offerto
+soggetti atti ad ispirare agl&rsquo;ingegni qualcuna
+di quelle opere poetiche che colpiscono l&rsquo;immaginazione
+di tutti i popoli, quel paese è l&rsquo;Olanda. Le
+meravigliose trasformazioni del suolo, le inondazioni
+immense, le favolose spedizioni marittime, dovevano
+generare una poesia originale e potente anche se
+spogliata delle sue forme native. Perchè ciò non
+avvenne? Si possono addurre come ragioni l&rsquo;indole
+dell&rsquo;ingegno olandese, che mirando in ogni cosa all&rsquo;utile,
+volle troppo spesso piegare anche la letteratura
+a uno scopo pratico; una tendenza opposta
+a questa, e forse derivata da questa, a sorvolare
+troppo al di sopra della natura umana, per non rasentare
+la terra coi più; una certa naturale circospezione
+d&rsquo;ingegno, che diede alla ragione una soverchia
+prevalenza sulla fantasia; l&rsquo;amore innato
+dell&rsquo;esatto e del finito, che produsse una prolissità in
+cui si stemprarono le grandi idee; lo spirito di sètta
+religiosa, il quale vincolò in un cerchio angusto ingegni
+che eran nati a spaziare sur un vasto orizzonte.
+Ma nè queste nè altre ragioni fanno sì che
+non rechi meraviglia il non esserci in tutta la letteratura
+olandese uno scrittore il quale rappresenti
+degnamente al cospetto del mondo la grandezza
+della sua patria; un nome da porre in mezzo a
+quelli del Rembrandt e dello Spinoza.<span class="pagenum"><a name="Page_233" id="Page_233">[233]</a></span></p>
+
+<p>Sarebbe un peccato, però, il non tratteggiare almeno
+le tre principali figure di questa letteratura,
+due del secolo decimosettimo e una del decimonono,
+tre poeti originali e differentissimi fra loro, che compendiano
+in sè tutta la poesia olandese:&mdash;il Vondel&mdash;il
+Catz&mdash;il Bilderdijk.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Il Vondel è il più grande poeta dell&rsquo;Olanda.
+Nacque nel 1587 a Colonia, dove s&rsquo;era rifugiato suo
+padre, cappellaio, fuggito da Anversa per sottrarsi
+alle persecuzioni degli Spagnuoli. Ancora bambino,
+il futuro poeta ritornò in patria sopra un carretto,
+insieme con suo padre e sua madre, che lo seguivano
+a piedi pregando e recitando versetti della
+Bibbia. Fece i suoi primi studi in Amsterdam. A
+quindici anni godeva già d&rsquo;una bella fama di poeta;
+ma le sue opere illustri non datano che dal 1620.
+Fino all&rsquo;età di trent&rsquo;anni, non sapeva che la propria
+lingua; imparò più tardi il francese e il latino
+e si diede con ardore agli studi classici; a cinquant&rsquo;anni
+si dedicò al greco. La sua prima tragedia
+(poichè fu principalmente poeta tragico) intitolata
+<i>La distruzione di Gerusalemme</i>, non ebbe
+molta fortuna. La seconda, intitolata <i>Palamede</i>,
+nella quale era adombrata la storia pietosa e terribile
+di Olden Barneveld vittima di Maurizio d&rsquo;Orange,
+gli attirò un processo criminale; per cui fuggì e rimase
+nascosto fin che uscì la sentenza inaspettatamente
+mite che lo condannava a trecento fiorini di<span class="pagenum"><a name="Page_234" id="Page_234">[234]</a></span>
+multa. Nel 1627 fece un viaggio in Danimarca e in
+Svezia, dove fu accolto con onore da Gustavo Adolfo.
+Undici anni dopo inaugurò il teatro d&rsquo;Amsterdam
+con un dramma d&rsquo;argomento nazionale <i>Gilberto
+d&rsquo;Amstel</i>, che si rappresenta ancora una volta all&rsquo;anno
+in omaggio alla sua memoria. Gli ultimi
+anni della sua vita furono infelicissimi. Le dissipazioni
+di suo figlio avendolo ridotto in strettezze,
+il povero vecchio stanco dagli studi e affranto dai
+dolori, fu ridotto a mendicare un meschino impiego
+nel Monte di Pietà. Pochi anni prima di morire abbracciò
+la fede cattolica, e acceso da una nuova
+ispirazione scrisse la tragedia <i>Le Vergini</i>, e un
+poema, che è una delle migliori sue opere, intitolato
+i <i>Misteri dell&rsquo;altare</i>. Morì vecchissimo e fu
+seppellito in una chiesa d&rsquo;Amsterdam, dove un secolo
+dopo gli fu eretto un monumento. Oltre le
+tragedie, scrisse canti guerreschi alla patria, agli
+illustri marinai olandesi, al principe Federico Enrico.
+Ma la sua principal gloria è il teatro. Ammiratore
+della tragedia greca, conservò nelle sue
+l&rsquo;unità, i cori, il soprannaturale, sostituendo al
+destino la Provvidenza, agli Dei vendicatori e
+propizi, i demoni e gli angeli, i buoni e i cattivi
+geni del Cristianesimo. Quasi tutti i soggetti
+tolse dalla Bibbia. Il suo capolavoro è la tragedia
+<i>Lucifero</i>, rappresentata due volte, malgrado le quasi
+insuperabili difficoltà della rappresentazione, nel
+teatro d&rsquo;Amsterdam, e poi fatta interdire dal clero
+protestante; tragedia che ha per soggetto la ribel<span class="pagenum"><a name="Page_235" id="Page_235">[235]</a></span>lione
+di Lucifero, e personaggi i buoni e i cattivi
+angeli. Come in questa, nelle altre, vi son descrizioni
+fantastiche piene d&rsquo;immagini splendide, squarci
+di eloquenza potente, bei cori, pensiero vigoroso,
+frase solenne, verso ricco e sonante, e qua e là barlumi
+e lampi di genio. Per contro, un misticismo
+qualche volta oscuro e freddo; il disaccordo dell&rsquo;idea
+cristiana colla forma pagana; il lirico che
+soverchia il drammatico; il buon gusto sovente offeso;
+e più di tutto, un pensare e un sentire, che
+per mirare al sublime, elevandosi troppo alto dalla
+terra, sfugge all&rsquo;intelletto ed al cuore umano. Malgrado
+ciò, la precedenza istorica, l&rsquo;originalità, il
+patriottismo ardente, la vita travagliata e nobile,
+fecero il Vondel grande e venerato nella sua patria,
+che lo considera come la più eminente personificazione
+del genio nazionale, e lo mette con amoroso
+ardimento accanto ai primi poeti delle altre
+letterature.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Il Vondel è la più grande, Jacob Catz è la
+più schietta personificazione del genio olandese; e
+non è solo il più popolare dei poeti del suo popolo,
+ma tale è la di lui popolarità, che si può affermare
+non esservi in nessun altro paese, non escluso il Cervantes
+in Spagna e il Manzoni in Italia, uno scrittore
+più generalmente noto e più costantemente letto
+di lui; e si può aggiungere, che non v&rsquo;è forse un
+altro poeta al mondo, la cui popolarità sia più necessariamente
+ristretta nei confini della propria pa<span class="pagenum"><a name="Page_236" id="Page_236">[236]</a></span>tria.
+Jacob Catz nacque nel 1577, di famiglia patrizia,
+a Brouwershaven, città della Zelanda. Studiò
+legge, divenne pensionario di Middlebourg, andò
+ambasciatore in Inghilterra, fu gran pensionario di
+Olanda, ed esercitando con zelo e rettitudine esemplare
+quest&rsquo;alti uffici coltivò amorosamente la poesia.
+La sera, dopo aver trattato degli affari dello Stato
+coi deputati delle provincie, si raccoglieva in casa
+a far versi. A settantacinque anni, chiese di essere
+esonerato dalle cariche, e quando lo Statoldero gli
+annunziò con parole onorevoli che la sua domanda
+era stata esaudita, egli cadde in ginocchio al cospetto
+dell&rsquo;Assemblea degli Stati e ringraziò Iddio che
+l&rsquo;avea sempre protetto nel corso della sua lunga e
+faticosa vita politica. Pochi giorni dopo si raccolse
+in una sua villa, dove godette una vecchiezza tranquilla
+e onorata, studiando e poetando fino al 1660,
+anno in cui morì, più che ottuagenario, pianto da
+tutta Olanda. Le sue poesie formano parecchi grossi
+volumi. Sono favole, madrigali, racconti, misti di
+storia e di mitologia, sparsi di descrizioni, di citazioni,
+di sentenze, di precetti; pieni di bontà, d&rsquo;onestà
+e di dolcezza, e scritti con semplicità ingenua e
+delicata arguzia. Il suo volume è il libro della saggezza
+nazionale, la seconda Bibbia del popolo olandese,
+un manuale che insegna a vivere onesti ed
+in pace. Egli dà consigli a tutti; al ragazzo come
+al vecchio, al mercante come al principe, alla padrona
+di casa come alla serva, al ricco come al mendico.
+Insegna a spendere, a risparmiare, a far le<span class="pagenum"><a name="Page_237" id="Page_237">[237]</a></span>
+faccende di casa, a governar la famiglia, ad educare
+i figliuoli. È nello stesso tempo amico, padre, direttore
+spirituale, maestro, economo, medico, avvocato.
+Ama la natura modesta, i giardini, i prati,
+adora sua moglie, lavora, è soddisfatto di sè e
+degli uomini, e vuole che tutti sian contenti come
+lui. Le sue poesie si trovano in tutte le case olandesi,
+accanto alla Bibbia. Non c&rsquo;è capanna di contadino
+nella quale il capo della famiglia non ne legga
+qualche verso ogni sera. Nei giorni di dubbio e di
+tristezza tutti cercano e trovano un conforto nel loro
+vecchio poeta. Egli è l&rsquo;amico intimo del focolare, il
+compagno assiduo dell&rsquo;infermo; il suo è il primo libro
+sul quale si avvicinano i volti dei fidanzati; i
+suoi versi sono i primi che legge il bambino e gli
+ultimi che pronunzia il nonno. Nessun poeta fu più
+amato di lui. Ogni olandese sorride a udir rammentare
+quel nome, e non v&rsquo;è straniero che sia stato
+in Olanda, il quale non lo pronunzi con un sentimento
+di simpatia e di rispetto.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Il terzo, Bilderdijk, nato nel 1756, morto nel 1831,
+fu uno dei più meravigliosi intelletti che siano mai
+apparsi nel mondo. Poeta, storico, filologo, critico,
+astronomo, chimico, medico, teologo, antiquario, giureconsulto,
+disegnatore, incisore, uomo inquieto, vagabondo,
+capriccioso, violento, la sua vita non fu che
+un&rsquo;investigazione, una trasformazione, una battaglia
+perpetua del suo vastissimo ingegno. Giovanetto, e
+già poeta famoso, lascia la poesia, si getta nella po<span class="pagenum"><a name="Page_238" id="Page_238">[238]</a></span>litica,
+emigra collo Statoldero in Inghilterra e fa il
+maestro a Londra per vivere. Stanco dell&rsquo;Inghilterra,
+va in Germania; seccato del romanticismo tedesco,
+torna in Olanda, dove Luigi Napoleone lo
+colma di favori. Ma Luigi lascia il trono, Napoleone
+il Grande toglie al Bilderdijk la pensione, ed egli è
+ridotto nella miseria. Domanda una cattedra all&rsquo;Università
+di Leida, glie la rifiutano. Infine ottiene dal
+Governo un piccolo sussidio e continua a studiare,
+a scrivere, a combattere fino all&rsquo;ultimo giorno della
+vita. Le sue opere si compongono di più di trenta
+volumi di scienza, di arte, di letteratura. Trattò tutti
+i generi e riuscì in tutti, fuor che nel drammatico.
+Allargò la critica storica, scrivendo una delle più
+belle storie nazionali che possegga il suo paese. Fece
+un poema, <i>Il mondo primitivo</i>, composizione grandiosa
+ed oscura, ammiratissima in Olanda. Trattò
+ogni maniera di quistioni mescolando paradossi stranissimi
+e verità luminose. Rialzò infine la letteratura
+nazionale ch&rsquo;era caduta ai suoi tempi e lasciò
+una falange di discepoli eletti che seguirono le sue
+traccie in politica, in arte, in filosofia. Vi fu per lui in
+Olanda, più che entusiasmo, fanatismo; e non si può
+mettere in dubbio ch&rsquo;ei sia stato, dopo Vondel, il
+più grande poeta del suo paese. Ma gli fece danno
+la passione religiosa, l&rsquo;odio cieco contro le nuove
+idee, la poesia fatta strumento di sètta, la teologia
+intromessa in ogni cosa; per il che non s&rsquo;elevò in
+quella regione serena e libera fuor della quale il genio
+non consegue vittorie durevoli e grido universale.<span class="pagenum"><a name="Page_239" id="Page_239">[239]</a></span></p>
+
+<p>Intorno a questi tre poeti, che hanno in sè i tre
+vizi principali della letteratura olandese: di perdersi
+nelle nuvole, o di volare terra terra, o d&rsquo;impigliarsi
+nella rete del misticismo, si raggruppano
+altri infiniti poeti epici, comici, satirici, lirici, i più
+del secolo decimosettimo, pochissimi del decimottavo;
+molti dei quali godono d&rsquo;una grande fama in Olanda;
+ma di cui nessuno esce abbastanza di schiera,
+da richiamare l&rsquo;attenzione dello straniero che passa.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Meritano piuttosto un rapido sguardo i tempi
+presenti.</p>
+
+<p>Che la critica, spogliando la storia olandese del
+velo di poesia di cui l&rsquo;aveva vestita il patriottismo
+degli scrittori, l&rsquo;abbia condotta sulla via più larga e
+più feconda della giustizia; che gli studi filologici
+siano in altissimo onore e che quasi tutte le scienze
+abbiano in Olanda dei cultori di fama europea, è cosa
+che nessun studioso, in Italia, ignora, e che agli altri
+basta accennare.</p>
+
+<p>Della letteratura propriamente detta, il genere
+più fiorente è il Romanzo. L&rsquo;Olanda ha avuto il
+suo romanziere nazionale, il suo Walter Scott, in
+Van Lennep, morto pochi anni sono; scrittore di
+romanzi storici che furono accolti con entusiasmo
+da tutte le classi della società; pittore efficacissimo
+di costumi, dotto, arguto, maestro di descrizioni e
+dialogista ammirabile; ma che sovente è prolisso, si
+serve di vecchi artifici, adopera scioglimenti forzati
+e non nasconde sempre abbastanza sè medesimo.<span class="pagenum"><a name="Page_240" id="Page_240">[240]</a></span>
+L&rsquo;ultimo suo romanzo, intitolato <i>Le avventure di
+Nicoletta Zevenster</i>, nel quale, rappresentando magistralmente
+la società olandese del principio di
+questo secolo, ebbe l&rsquo;inaudito ardimento di descrivere
+una casa innominabile dell&rsquo;Aja, mise sossopra
+l&rsquo;Olanda intera, fu commentato, discusso, vilipeso,
+levato a cielo; e la battaglia dura ancora. Altri romanzi
+storici, scrissero uno Schimmel, emulo degno
+del Van Lennep; e una signora Rosboon Toussaint,
+scrittrice coltissima, ricca di studi virili e d&rsquo;ingegno
+profondo. Malgrado questo, il romanzo storico,
+anche in Olanda, si può considerar come morto.
+Miglior fortuna hanno il romanzo di costumi e la
+novella, nei quali primeggiano un Beets, ministro
+protestante e poeta, autore d&rsquo;un libro celebre intitolato
+la <i>Camera oscura</i>, un Koetsveld, e alcuni giovani
+di bell&rsquo;ingegno, a cui contende di levarsi in
+alto il demonio persecutore della letteratura del
+giorno: la fretta.</p>
+
+<p>L&rsquo;Olanda ha ancora un genere di romanzo suo
+proprio, che si potrebbe chiamare romanzo indiano,
+il quale ritrae i costumi e la vita dei popoli delle
+colonie; e di questo genere ne uscirono negli ultimi
+anni parecchi, che furono accolti con molto plauso
+nel paese, e tradotti in varie lingue; fra gli altri,
+il <i>Bel mondo di Batavia</i>, del professore Ten Brink,
+giovane, dotto e brillante scrittore, del quale vorrei
+poter parlare diffusamente per attestargli in qualche
+modo la mia gratitudine e la mia ammirazione.
+Ma a proposito di romanzi indiani, è bello il notare<span class="pagenum"><a name="Page_241" id="Page_241">[241]</a></span>
+come in Olanda si veda e si senta a ogni passo
+qualcosa che rammenta le sue colonie; come un
+raggio del sole delle Indie penetri a traverso la sua
+bruma e colori la sua vita. Oltre i bastimenti che
+portano un soffio di quei paesi nei porti delle sue
+città, oltre gli uccelli, i fiori, i mille oggetti, che
+come suoni sparsi d&rsquo;una musica lontana, fanno
+balenare alla mente l&rsquo;immagine d&rsquo;un&rsquo;altra natura
+e d&rsquo;un&rsquo;altra razza; non è raro incontrare
+nelle città d&rsquo;Olanda, in mezzo ai mille visi bianchi,
+faccie abbronzate dal sole, di gente nata o
+vissuta per molti anni nelle colonie; negozianti
+che parlano con vivacità insolita delle donne brune,
+dei banani, dei boschi di palme, e dei laghi ombreggiati
+dalle liane; giovani arditi che si rischiarono
+in mezzo ai selvaggi dell&rsquo;isola di Borneo e
+di Sumatra; scienziati, letterati, ufficiali che parlano
+degli adoratori dei pesci, degli ambasciatori
+che portan le teste dei vinti appesi alla cintura, dei
+combattimenti dei tori e delle tigri, delle furie dei
+bevitori d&rsquo;oppio, delle moltitudini battezzate colle
+pompe; di mille cose strane e mirabili, che fanno
+un effetto singolare dette da quella gente fredda in
+quel paese tranquillissimo.</p>
+
+<p>La poesia dopo aver perduto il Da Costa, discepolo
+del Bilderdijk, poeta religioso ed entusiasta, e il
+Genestet, poeta satirico, morto giovanissimo, non ha
+più che pochi campioni della generazione passata, i
+quali tacciono, o cantano con voce affievolita. In
+peggiori condizioni è il teatro. Gli artisti olandesi<span class="pagenum"><a name="Page_242" id="Page_242">[242]</a></span>
+incolti e declamatori, non recitano per lo più che
+drammi o commedie tedesche o francesi, male tradotte,
+che l&rsquo;alta società non va a sentire. Scrittori
+olandesi di molto ingegno, come l&rsquo;Hofdijk, lo Schimmel,
+lo stesso Van Lennep, scrissero commedie per
+molti lati pregevoli; ma che non piacquero abbastanza
+per rimaner vive sulle scene. La tragedia
+non è in migliori condizioni della commedia o del
+dramma.</p>
+
+<p>Da quanto ho detto, parrebbe che in Olanda
+non ci dovess&rsquo;essere un grande movimento letterario;
+e c&rsquo;è invece grandissimo. È incredibile la quantità
+di libri che si pubblicano ed è meravigliosa
+l&rsquo;avidità con cui sono letti. Ogni città, ogni sètta religiosa,
+ogni consorteria ha la sua rivista o la sua
+gazzetta. Oltre a questo, una colluvie di libri stranieri;
+i romanzi inglesi, in mano di tutti; opere
+francesi di otto, dieci, venti volumi, tradotti nella
+lingua nazionale, cosa mirabile in un paese dove
+tutte le persone colte le possono leggere nell&rsquo;originale,
+e che prova quanto vi sia l&rsquo;uso, non solo di
+leggere, ma di comprare, nonostante che i libri siano
+assai più cari in Olanda che in altri paesi. Ma è
+appunto questa sovrabbondanza di pubblicazioni e
+questa furia di leggere che nuoce alla letteratura.
+Gli scrittori, per soddisfare l&rsquo;impaziente curiosità
+del pubblico, tiran via, e la manía delle letture straniere
+soffoca e corrompe il genio nazionale. Malgrado
+ciò, la letteratura olandese ha ancora un grande
+titolo alla benemerenza della patria: è caduta, ma<span class="pagenum"><a name="Page_243" id="Page_243">[243]</a></span>
+non s&rsquo;è pervertita; ha conservato la sua innocenza
+e la sua freschezza; quello che le manca di fantasia,
+d&rsquo;originalità, di splendore, è compensato dalla saggezza,
+dal rispetto severo del buon costume e del
+buon gusto, dalla sua amorosa sollecitudine per le
+classi povere, dall&rsquo;opera efficacissima colla quale
+promuove la beneficenza e l&rsquo;educazione civile. Altre
+letterature sono grandi piante vestite di fiori
+odorosi; la letteratura olandese è un piccolo albero
+carico di frutti.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>La mattina che partii dall&rsquo;Aja, la seconda volta
+che vi fui, alcuni dei miei più cari amici m&rsquo;accompagnarono
+alla stazione della strada ferrata. Il tempo
+era piovoso. Quando fummo nella sala dei viaggiatori,
+pochi momenti prima che partisse il treno, ringraziai
+i miei buoni ospiti delle gentili accoglienze
+che m&rsquo;avevan fatte, e poichè sapevo che forse non
+li avrei mai più riveduti, non potei a meno di esprimere
+la mia gratitudine con parole affettuose e melanconiche,
+ch&rsquo;essi ascoltarono in silenzio. Uno solo
+m&rsquo;interruppe per raccomandarmi che mi guardassi
+dall&rsquo;umidità. &ldquo;Venga qualcuno di loro in Italia,&rdquo;
+io continuai; &ldquo;non foss&rsquo;altro che per darmi l&rsquo;occasione
+di mostrargli la mia riconoscenza. Mi facciano
+questa promessa perchè io possa partire col cuore
+un po&rsquo; consolato. Non parto se qualcuno non mi dice
+che verrà in Italia.&rdquo; Si guardarono in viso, e uno
+rispose a fior di labbra: &ldquo;Forse.&rdquo; Un altro mi diede
+il consiglio di non far mai cambiare l&rsquo;oro francese<span class="pagenum"><a name="Page_244" id="Page_244">[244]</a></span>
+nelle botteghe. In quel momento suonò il campanello
+della partenza. &ldquo;Dunque addio,&rdquo; dissi colla
+voce un po&rsquo; commossa, stringendo le mani a tutti
+&ldquo;a rivederci; non dimenticherò mai i bei giorni
+passati all&rsquo;Aja, riterrò sempre i loro nomi come
+la più cara memoria del mio viaggio, si ricordino
+qualche volta di me.&rdquo;&mdash;&ldquo;Addio,&rdquo; risposero tutti
+collo stesso tuono di voce, come se ci fossimo dovuti
+rivedere il giorno dopo. Salii nel vagone col cuore
+stretto, m&rsquo;affacciai al finestrino nel punto che partiva
+il treno, e li vidi tutti là immobili, muti, col
+viso impassibile, cogli occhi fissi nei miei. Feci un
+ultimo saluto, a cui risposero con un leggero cenno
+del capo, e disparvero ai miei occhi per sempre. Ogni
+volta che penso a loro, li rivedo, come se li avessi
+lasciati poc&rsquo;anzi, in quello stesso atteggiamento, con
+quei volti gravi e quegli occhi fissi, e l&rsquo;affetto che
+sento per essi ha qualche cosa di austero e di triste,
+come il cielo sotto cui li vidi per l&rsquo;ultima volta.<span class="pagenum"><a name="Page_245" id="Page_245">[245]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="LEIDA" id="LEIDA"></a>LEIDA.</h2>
+
+
+<p>La campagna tra l&rsquo;Aja e Leida è come tra
+Rotterdam e l&rsquo;Aja, tutta una pianura verdissima,
+macchiettata dal rosso vivo dei tetti e rigata d&rsquo;azzurro
+dai canali, con qua e là gruppi d&rsquo;alberi, mulini
+a vento, e armenti sparpagliati ed immobili. Si va
+innanzi, e par sempre d&rsquo;essere nel medesimo punto,
+o di riveder luoghi già mille volte veduti. La campagna
+è silenziosa, il treno scorre lentamente, quasi
+senza far rumore; nel vagone nessuno parla; alle
+stazioni, non si sente una voce; a poco a poco la
+mente cade in una sorta di assopimento, nel quale si
+dimentica dove s&rsquo;è e dove si va.&mdash;Eppure si dorme
+in questo paese!&mdash;diceva il Diderot viaggiando in
+Olanda; e questa esclamazione mi venne più volte
+sulle labbra in quel breve tragitto, sin che intesi
+gridar:&mdash;Leyden,&mdash;e scesi in una stazione solitaria
+e quieta come un convento.<span class="pagenum"><a name="Page_246" id="Page_246">[246]</a></span></p>
+
+<p>Leida, l&rsquo;antica Atene del Nord, la Saragozza dei
+Paesi Bassi, la più vecchia e più gloriosa figliuola
+dell&rsquo;Olanda, è una di quelle città in cui, appena
+entrati, si diventa pensierosi; e non si possono rammentare,
+anche molto tempo dopo esserci stati, senza
+ripensarci lungamente; e non ci si può pensare senza
+tristezza.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Appena entrati, si sente il freddo della città
+morta. Il vecchio Reno, che l&rsquo;attraversa dividendola
+in molte isole congiunte da centocinquanta ponti
+di pietra, forma dei grandi canali e dei bacini che
+coprono intere piazze, dove non si vede nè un bastimento
+nè una barca, così che la città sembra piuttosto
+che percorsa, allagata dalle acque. Le principali
+strade sono larghissime e fiancheggiate da case,
+vecchie e nere, colle solite facciate a punta e a scalini;
+e in quelle grandi strade, nelle piazze, nei crocicchi,
+non si vede nessuno o poca gente sparpagliata
+sur un vasto spazio, come i superstiti d&rsquo;una
+città spopolata dalla moría. Nelle piccole strade si
+cammina per lunghi tratti sull&rsquo;erba, in mezzo a porte
+e finestre chiuse, in un silenzio profondo come nelle
+città delle favole, dove tutti gli abitanti sono immersi
+in un sonno soprannaturale. Si passa sopra ponti
+erbosi, lungo canaletti coperti d&rsquo;un tappeto verde,
+per piazzette che paiono cortili di convento; e poi, a
+un tratto, si riesce all&rsquo;aperto, in una strada larga
+come un viale di Parigi; e da questa daccapo nel<span class="pagenum"><a name="Page_247" id="Page_247">[247]</a></span>
+labirinto delle strade strette. Di ponte in ponte, di canale
+in canale, di isola in isola, si gira per ore ed ore
+cercando sempre la vita e lo strepito dell&rsquo;antica Leida,
+e non si trova che la solitudine, il silenzio e l&rsquo;acqua,
+che riflette la tetra maestà della città decaduta.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Dopo un lungo giro riuscii in una vasta piazza,
+dove faceva gli esercizi uno squadrone di cavalleria.
+Un vecchio cicerone che m&rsquo;accompagnava, mi fermò,
+all&rsquo;ombra d&rsquo;un albero, e mi disse che quella piazza,
+chiamata in olandese La Rovina, ricordava una
+grande sventura per la città di Leida. &ldquo;Prima
+del 1807&mdash;brontolò in un francese stentato, e con
+un tuono di maestro di scuola, tutto proprio dei ciceroni
+olandesi;&mdash;questo grande spazio era tutto
+coperto di case, e il canale che ora attraversa la
+piazza passava allora nel mezzo della strada. Il
+giorno 12 gennaio del 1807 un bastimento carico di
+polvere ch&rsquo;era qui di stazione, scoppiò; e ottocento
+case, con parecchie centinaia di abitanti, saltarono in
+aria, e così si formò la piazza. E tra quegli abitanti
+c&rsquo;era l&rsquo;illustre storico Giovanni Luzac che fu poi
+seppellito nella chiesa di san Pietro, con una bella
+iscrizione; e tra le case che saltarono in aria v&rsquo;era
+quella della famiglia Elzevirs, la gloria della tipografia
+olandese.&rdquo;&mdash;La casa degli Elzevirs!&mdash;dissi
+tra me con grata sorpresa; e pensai a certi bibliofili
+che conoscevo in Italia, i quali sarebbero stati felici
+di premere col piede la terra che aveva sorretto
+quella casa illustre, da cui uscirono i piccoli capo<span class="pagenum"><a name="Page_248" id="Page_248">[248]</a></span>lavori
+tipografici che essi cercano, sognano e accarezzano
+con tanto amore; quei libricciuoli che paiono
+stampati con caratteri adamantini; quei modelli di
+finezza e di precisione, nei quali un errore tipografico
+è un portento che ne duplica il pregio e il valore;
+quelle meraviglie di politipi, di contorni, di baffi, di
+fioroni, di fondi di lampada, di cui essi parlano con
+voce commossa, e cogli occhi luccicanti!</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Uscendo da quella piazza entrai nella Breedestraat,
+la più grande strada di Leida, che attraversa
+la città da un capo all&rsquo;altro in forma d&rsquo;un&rsquo;esse; e
+arrivai dinanzi al Palazzo Municipale, che è uno dei
+più curiosi edifizi olandesi del secolo decimosesto.
+A prima vista pare una decorazione da palco scenico,
+e contrasta spiacevolmente coll&rsquo;aspetto grave
+della città. È un palazzo basso e lungo, color cinerino,
+con una facciata nuda, sull&rsquo;alto della quale
+corre una balaustrata di pietra, e su questa s&rsquo;innalzano
+obelischi, piramidine, frontispizii aerei ornati
+di statue grottesche, che formano una sorta di merlatura
+fantastica intorno a un tetto ripidissimo. In
+dirittura dell&rsquo;entrata principale, s&rsquo;alza un campanile
+composto di parecchi piani rientranti l&rsquo;un nell&rsquo;altro,
+che gli danno l&rsquo;aspetto d&rsquo;un altissimo chiosco,
+con sulla cima una enorme corona di ferro,
+della forma d&rsquo;un pallon volante rovesciato, sormontata
+da un&rsquo;asta. Sopra la porta, alla quale si giunge
+per due scale, v&rsquo;è un&rsquo;iscrizione olandese che rammenta
+la fame patita dalla città nel 1574, con cento<span class="pagenum"><a name="Page_249" id="Page_249">[249]</a></span>trent&rsquo;una
+lettera, che corrispondono ai giorni della
+durata dell&rsquo;assedio.</p>
+
+<p>Entrai nel palazzo, girai per varie sale e corridoi
+senza vedere anima viva e senz&rsquo;udire un rumore
+il quale desse indizio ch&rsquo;era abitato, sin che incontrai
+un usciere che mi si mise ai fianchi, e fattomi
+attraversare uno stanzone dov&rsquo;erano parecchi impiegati
+immobili come automi, mi condusse nella sala
+delle curiosità. Il primo oggetto che mi diede nell&rsquo;occhio,
+fu una tavola sconnessa, sulla quale lavorò,
+se è vera la tradizione, quel famoso sarto Giovanni
+di Leida, che mise sottosopra il paese, sul principio
+del secolo decimosesto, come aveva fatto, cinque secoli
+prima, il Tanchelyn, di oscena memoria; quel
+Giovanni di Leida, capo degli anabattisti, il quale
+difese contro il vescovo conte di Waldeck, la città
+di Munster, dove lo avevano eletto re i suoi partigiani
+fanatici; quel pio profeta, che ebbe un serraglio
+di donne, e ne fece decapitar una, perchè s&rsquo;era
+lamentata della carestia; quel Giovanni di Leida,
+infine, che morì all&rsquo;età di 26 anni straziato colle
+tanaglie roventi, e il suo cadavere, posto in una
+gabbia di ferro sulla cima d&rsquo;una torre, fu divorato
+dai corvi. Egli non era però giunto a destare il
+fanatismo che aveva destato il Tanchelyn, al quale
+le donne, persuase di far cosa grata a Dio, si prostituivano
+al cospetto dei loro mariti e delle loro
+madri; e gli uomini libavano come una bevanda purificatrice
+l&rsquo;acqua nella quale egli aveva lavato la
+sua sconcia persona.<span class="pagenum"><a name="Page_250" id="Page_250">[250]</a></span></p>
+
+<p>In altre sale vi sono dipinti dell&rsquo;Hinck, di Francesco
+Mieris, del Cornelis Engelbrechtsen, e un <i>Giudizio
+universale</i> di Luca di Leida, il patriarca della
+pittura olandese, il primo che afferrò le leggi della
+prospettiva aerea, valente colorista e incisore di
+grandissima fama, al quale è a sperarsi che siano
+state perdonate nel mondo di là le Marie e le Maddalene
+ignobilmente brutte, i santi burleschi e gli
+angeli stravolti, di cui popolò i suoi quadri. Anch&rsquo;egli,
+come quasi tutti i pittori olandesi, ebbe una vita
+piena di avventure. Viaggiò per l&rsquo;Olanda in una
+barca propria; in ogni città riuniva a banchetto i
+pittori; fu, o credette d&rsquo;essere stato avvelenato con
+un lento veleno dai suoi rivali; stette per anni a
+letto; dipinse da letto il suo capolavoro: <i>Il Cieco
+di Gerico guarito da Cristo</i>, e morì due anni
+dopo, in un giorno memorabile per un caldo prodigioso
+che spense molte vite e cagionò infiniti
+malanni.</p>
+
+<p>Uscito dal Palazzo Municipale, mi feci condurre
+in un castello posto sur una piccola collina che si
+alza nel mezzo della città, fra le due braccia principali
+del Reno; ed è la parte più antica di Leida.
+Questo castello, chiamato dagli Olandesi il Burg,
+non è altro che una gran torre rotonda e vuota,
+costruita, secondo alcuni, dai Romani; secondo altri,
+da un Hengist, duca degli Anglo-Sassoni; e recentemente
+ristaurata e coronata di merli. La collina
+è tutta coperta di altissime quercie, che nascondono
+la torre e impediscono la vista della campagna;<span class="pagenum"><a name="Page_251" id="Page_251">[251]</a></span>
+soltanto qua e là, guardando a traverso i rami, si
+vedono i tetti rossi di Leida, la pianura rigata di
+canali, le dune, i campanili delle città lontane.</p>
+
+<p>Sulla cima di quella torre, all&rsquo;ombra delle quercie,
+si sogliono raccogliere gli stranieri per evocare
+le memorie di quell&rsquo;assedio che fu «la più lugubre
+tragedia dei tempi moderni,» e che sembra abbia
+lasciato nell&rsquo;aspetto di Leida una traccia incancellabile
+di tristezza.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Nel 1573 gli Spagnuoli, condotti dal Valdez, posero
+l&rsquo;assedio a Leida. Nella città non si trovavano
+che pochi soldati volontari. Il comando militare
+era stato affidato al Van der Voes, uomo
+valoroso e poeta latino di bella fama; il Van der
+Werf era borgomastro. In breve tempo, gli assedianti
+costrussero più di sessanta forti in tutti i passi
+dove si potesse penetrare per acqua o per terra
+nella città, e Leida si trovò completamente circondata.
+Ma i Leidesi non si perdettero d&rsquo;animo. Guglielmo
+d&rsquo;Orange aveva fatto dir loro che resistessero
+almeno per tre mesi, che in questo tempo egli si
+sarebbe posto in grado di soccorrerli, che la sorte
+dell&rsquo;Olanda dipendeva da quella di Leida; e i Leidesi
+gli avevan promesso di resistere fino agli estremi.
+Il Valdez mandò ad offrir loro il perdono del re di
+Spagna, purchè gli aprissero le porte; essi gli risposero
+con un verso latino: <i>Fistula dulce canit, volucrem
+dum decipit auceps</i>, e cominciarono a far sortite
+e ad attaccare combattimenti. Intanto nella città<span class="pagenum"><a name="Page_252" id="Page_252">[252]</a></span>
+andavano scemando i viveri e il cerchio dell&rsquo;assedio
+si restringeva di giorno in giorno. Guglielmo d&rsquo;Orange
+che occupava la fortezza di Polderwaert, posta fra
+Delft e Rotterdam, non vedendo altra via di soccorrere
+la città, concepì, e ottenne che fosse approvato
+dai deputati, il disegno di allagare la campagna di
+Leida, rompendo le dighe <a name="tn252" id="tn252"></a><ins class="correction" title="originale 'dell&rsquo;Issel'">dell&rsquo;Yssel</ins> e della Mosa, e
+scacciando così gli Spagnuoli colle acque, poichè
+non li poteva scacciare colle armi. Questa disperata
+risoluzione fu subito messa in atto. Le dighe
+vennero rotte in sessanta luoghi, le cateratte di Rotterdam
+e di Gouda furono aperte, il mare cominciò
+a invadere le terre, e duecento barconi si tennero
+pronti a Rotterdam, a Delftshaven e in altri luoghi
+per portare provvigioni alla città, appena cominciassero
+le grandi cresciute delle acque, che avvengono
+nell&rsquo;equinozio d&rsquo;autunno. Gli Spagnuoli, atterriti sulle
+prime dall&rsquo;inondazione, si rassicurarono quando ebbero
+compreso il disegno degli Olandesi, tenendo per
+certo che la città si sarebbe arresa prima che le
+acque giungessero ai forti principali; e a tal fine
+strinsero l&rsquo;assedio con maggior vigore. In questo
+tempo i Leidesi, che cominciavano a sentire le
+strette della carestia, e a disperare che il soccorso
+promesso giungesse in tempo, mandavano lettere,
+per mezzo di piccioni, a Guglielmo d&rsquo;Orange,
+malato di febbre ad Amsterdam, per esporgli il
+triste stato della città; e Guglielmo rispondeva incoraggiandoli
+a protrarre ancora la resistenza, chè,
+appena rimesso in salute, sarebbe volato a soccor<span class="pagenum"><a name="Page_253" id="Page_253">[253]</a></span>rerli.
+Le acque s&rsquo;avanzavano, l&rsquo;esercito spagnuolo
+cominciava ad abbandonare i forti più bassi, gli
+abitanti di Leida salivano continuamente sulla torre
+ad osservare il mare ora sperando ora disperando;
+senza cessare di lavorare alle mura, di far sortite,
+di respingere assalti. Finalmente il principe d&rsquo;Orange
+guarì, e gli apparecchi per la liberazione di Leida,
+che durante la sua malattia erano andati a rilento,
+furono ripresi con vigore. Il primo di settembre i
+Leidesi videro dall&rsquo;alto della torre apparire sulle
+acque lontane i primi battelli olandesi. Era una
+piccola flotta, capitanata dall&rsquo;ammiraglio Boisot, la
+quale portava ottocento zelandesi, uomini selvaggi,
+coperti di ferite, avvezzi al mare, spregiatori della
+vita, ferocissimi nelle battaglie, che avevano tutti
+una mezzaluna sopra il cappello coll&rsquo;iscrizione:
+«Piuttosto turchi che papisti,» e formavano una
+falange d&rsquo;aspetto strano e terribile, risoluta a salvar
+Leida o a morire nelle acque. I bastimenti
+s&rsquo;avanzarono a cinque miglia dalla città, contro
+l&rsquo;estrema diga, ch&rsquo;era difesa dagli Spagnuoli. Si
+attaccò il combattimento, la diga fu assalita, conquistata,
+spezzata, il mare irruppe e i battelli olandesi
+passarono trionfalmente per le breccie. Era un
+gran passo; ma non era che il primo. Dietro quella
+diga, se ne stendeva un&rsquo;altra. Si ricominciò la battaglia;
+anche la seconda diga fu conquistata e rotta,
+e la flotta andò innanzi. Tutt&rsquo;a un tratto il vento
+si volge contrario, i battelli sono costretti a fermarsi;
+torna a soffiare in favore, e i battelli si<span class="pagenum"><a name="Page_254" id="Page_254">[254]</a></span>
+avanzano; si volge contrario un&rsquo;altra volta, e daccapo
+la flotta s&rsquo;arresta. Mentre questo succede,
+nella città cominciano a mancare anche gli animali
+schifosi di cui i cittadini sono costretti a cibarsi; la
+gente si butta in terra a leccare il sangue dei cavalli
+uccisi; le donne e i fanciulli frugano nelle
+immondizie della strada; scoppia l&rsquo;epidemia; le
+case si riempiono di cadaveri; più di seimila cittadini
+son morti; ogni speranza di salvamento è perduta.
+Una turba di affamati corre dal borgomastro
+Van der Werff e gli domanda la resa con grida
+strazianti. Il Van der Werff rifiuta. La plebe lo minaccia.
+Allora egli fa cenno col cappello che vuol
+parlare, e in mezzo al silenzio generale, grida:&mdash;Cittadini!
+Ho giurato di difendere la città fino alla
+morte, e coll&rsquo;aiuto di Dio manterrò il mio giuramento.
+È meglio morir di fame che morir di vergogna.
+Le vostre minaccie non mi atterriscono. Io
+non posso morire che una volta. Uccidetemi, se volete,
+e saziate la vostra fame colle mie carni; ma
+fin che vivo non mi chiedete la resa di Leida!&mdash;La
+folla, commossa da queste parole, si disperde in
+silenzio, rassegnata a morire; e la città continua a
+difendersi. Finalmente, nella notte del primo ottobre,
+si scatena un violentissimo vento equinoziale;
+il mare si solleva, soverchia le dighe rovinate e invade
+furiosamente la terraferma. A mezzanotte, nel
+forte della tempesta, in mezzo a un&rsquo;oscurità profonda,
+la flotta olandese si muove. Alcuni vascelli
+spagnuoli le vanno incontro. Scoppia un&rsquo;orribile<span class="pagenum"><a name="Page_255" id="Page_255">[255]</a></span>
+battaglia fra le cime degli alberi e i tetti delle case
+sommerse, al chiarore dei lampi delle cannonate.
+I bastimenti spagnuoli sono sopraffatti, invasi, affondati;
+gli Zelandesi saltano nei bassi fondi e spingono
+innanzi i loro battelli a forza di spalle; i
+soldati spagnuoli, presi dal terrore, abbandonano
+i forti, cadono a centinaia nel mare, sono uccisi
+a colpi di pugnale e d&rsquo;uncino, precipitati dai tetti
+e dalle dighe, fulminati, dispersi. Rimane un&rsquo;ultima
+fortezza in potere del Valdez; gli assediati ondeggiano
+ancora una volta fra la disperazione e la speranza;
+anche quella fortezza è abbandonata; la
+flotta olandese entra in città.</p>
+
+<p>Qui l&rsquo;aspettava uno spettacolo orrendo. Un popolo
+scarno, trasfigurato, sfinito dalla fame, s&rsquo;affollava
+lungo i canali, strascinandosi per le terre, barcollando,
+tendendo le braccia. I marinai si misero a gettar pani
+dai battelli sulle strade, e allora cominciarono fra quei
+moribondi delle lotte disperate; molti morirono soffocati;
+altri spirarono divorando quel primo nutrimento;
+altri caddero nei canali. Quietata finalmente
+quella prima furia, saziati i più rifiniti, provveduto ai
+più stringenti bisogni della città, si confusero festosamente
+cittadini, zelandesi, marinai, guardie civiche,
+soldati, donne, ragazzi, e quella turba gloriosa e
+consunta corse alla cattedrale, dove cantò, con voce
+rotta dai singhiozzi, un inno di grazie al Signore.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Il principe d&rsquo;Orange ricevette la notizia del
+salvamento a Delft, in una chiesa, mentre assisteva<span class="pagenum"><a name="Page_256" id="Page_256">[256]</a></span>
+agli uffizi divini. Trasmise subito il messaggio al
+predicatore, e questi l&rsquo;annunziò all&rsquo;uditorio, che gli
+rispose con un grido di gioia. Benchè tuttavia convalescente,
+e quantunque l&rsquo;epidemia infierisse ancora
+a Leida, Guglielmo volle riveder subito la sua cara
+e valorosa città; vi accorse: la sua entrata fu un
+trionfo; il suo aspetto maestoso e sereno rincorò il
+popolo; le sue parole gli fecero dimenticare tutti i
+dolori sofferti. Per premiare la città della sua eroica
+difesa, le lasciò la scelta fra l&rsquo;esenzione da certe
+imposte e la fondazione d&rsquo;una Università. Leida
+scelse l&rsquo;Università.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>La festa d&rsquo;inaugurazione dell&rsquo;Università fu celebrata
+il 5 febbraio dell&rsquo;anno 1575 con una processione
+solenne. Andavano innanzi un drappello di milizia
+borghese e cinque compagnie di fanteria della guarnigione
+di Leida, alle quali teneva dietro un carro
+tirato da quattro cavalli, con su una donna vestita di
+bianco, che rappresentava l&rsquo;Evangelo; e intorno al
+carro i quattro Evangelisti. Seguiva la Giustizia cogli
+occhi bendati, la bilancia e la clava, montata sur un
+liocorno, e circondata da Giuliano, Papiniano, Ulpiano
+e Tribuniano. Alla Giustizia, succedeva la Medicina,
+a cavallo, con un trattato in una mano e nell&rsquo;altra
+una ghirlanda di piante medicinali, e l&rsquo;accompagnavano
+i quattro grandi dottori Ippocrate, Galeno,
+Dioscoride e Teofrasto. Dopo la Medicina, veniva Minerva
+armata di lancia e di scudo, scortata da quattro
+cavalieri che rappresentavano Platone, Aristotile,<span class="pagenum"><a name="Page_257" id="Page_257">[257]</a></span>
+Cicerone e Virgilio. Negli intermezzi camminavano
+guerrieri vestiti ed armati all&rsquo;antica. In coda v&rsquo;erano
+alabardieri, mazzieri, musici, ufficiali, i nuovi professori,
+i magistrati, una folla infinita. La processione
+passò lentamente per parecchie strade cosparse
+di fiori, sotto archi trionfali, in mezzo agli arazzi e
+alle bandiere, fino a un piccolo porto sul Reno, dove
+le venne incontro una gran barca splendidamente
+decorata, sulla quale, all&rsquo;ombra d&rsquo;un baldacchino
+coperto di alloro e d&rsquo;aranci, sedeva Apollo suonando
+il liuto, circondato dalle nove Muse che cantavano,
+e Nettuno, salvatore della città, governava il timone.
+La barca s&rsquo;avvicinò alla sponda, il biondo nume e
+le nove sorelle discesero, baciarono l&rsquo;un dopo l&rsquo;altro
+i nuovi professori, salutandoli con gentili versi
+latini; dopo di che la processione si recò all&rsquo;edifizio
+destinato all&rsquo;Università, dove un professore di teologia,
+il molto reverendo Gaspare Kolhas pronunziò
+un eloquente discorso inaugurale, preceduto dalla
+musica, e seguito da uno splendido banchetto.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Come quest&rsquo;Università abbia corrisposto alle speranze
+di Leida, è superfluo il dire. Tutti sanno
+come gli Stati d&rsquo;Olanda v&rsquo;abbiano attirato con
+larghissime offerte dotti di ogni paese; come la filosofia,
+scacciata di Francia, vi si sia rifugiata; come
+sia stata per molto tempo la cittadella più sicura
+di tutti gli uomini che lottarono per il trionfo
+della ragione umana; come sia diventata, in fine, la
+più famosa scuola d&rsquo;Europa. L&rsquo;Università attuale<span class="pagenum"><a name="Page_258" id="Page_258">[258]</a></span>
+è in un antico convento. Non si può, senza un sentimento
+di profondo rispetto, entrare nella gran
+sala del Senato accademico dove si vedono i ritratti
+di tutti i professori che si succedettero dalla fondazione
+dell&rsquo;Università fino ai nostri giorni: fra i
+quali Giusto Lipse, il Vossius, l&rsquo;Heinsius, il Gronovius,
+l&rsquo;Hemsterhuys, il Ruhneken, il Valckenaer, il
+grande Scaligero, che gli Stati d&rsquo;Olanda fecero invitare
+a Leida per mezzo di Enrico IV; i due famosi
+Gomarius e Arminius, che provocarono la gran
+lotta religiosa definita dal sinodo di Dordrecht;
+il celeberrimo medico leidese Boerhaave, alle lezioni
+del quale assisteva Pietro il Grande, e accorrevano
+a lui malati da tutti i paesi del mondo, e gli era
+recapitata una lettera d&rsquo;un mandarino chinese senz&rsquo;altro
+indirizzo che <i>all&rsquo;illustre Boerhaave, medico
+in Europa</i>.</p>
+
+<p>Ora, questa gloriosa Università, benchè abbia
+ancora dei professori illustri, è decaduta; i suoi
+studenti, che furono in altri tempi più di duemila,
+son ridotti a poche centinaia; l&rsquo;insegnamento che
+vi si dà non può più rivaleggiare con quello delle
+università di Berlino, di Monaco, di Weimar. Principalissima
+cagione di questa decadenza è il numero
+soverchio delle università olandesi (chè, oltre quella
+di Leida, ve n&rsquo;ha una a Utrecht e una a Groninga
+e un ateneo ad Amsterdam); donde segue che i
+musei, le biblioteche, i professori eminenti, i quali
+raccolti in una sola città potrebbero formare una
+Università eccellente, sparpagliati come sono, non<span class="pagenum"><a name="Page_259" id="Page_259">[259]</a></span>
+bastano ai bisogni. E non è da dirsi che l&rsquo;Olanda
+non sia persuasa che una sola università eccellente
+le gioverebbe assai più che quattro mediocri; chè
+anzi da molto tempo ella domanda ad alta voce
+che questo si faccia. E perchè non si fa? O Italiani,
+consoliamoci: tutto il mondo è paese. Anche in
+Olanda, la patria propone e il campanile dispone.
+Le tre città universitarie gridano tutte insieme:
+Sopprimiamo;&mdash;ma ciascuna dice alle altre: Sopprimete;&mdash;e
+così si va innanzi senza sopprimere,
+continuando a sollecitare la soppressione.</p>
+
+<p>Ma benchè decaduta, l&rsquo;università di Leida è ancora
+la più fiorente dell&rsquo;Olanda, in specie per i
+molti e ricchissimi musei dei quali dispone. Nè di
+questi però, nè delle biblioteche, nè dell&rsquo;ammirabile
+giardino botanico sarebbe decente il discorrere, come
+solo io potrei fare, di volo. Non posso però dimenticare
+due cose curiosissime che vidi nel Museo di
+Storia Naturale: una ridicola e una seria. La prima,
+che si trova nel gabinetto anatomico (uno dei
+più ricchi d&rsquo;Europa), è un&rsquo;orchestra formata da
+una cinquantina di scheletri di piccolissimi topi,
+alcuni in piedi, altri seduti sur una doppia fila di
+banchi, tutti colla coda ritta, con violini e chitarre
+fra gli zampini, il libro della musica davanti, sigaro
+in bocca, fazzoletto, scatole da tabacco; e il
+capo orchestra che si sbraccia sopra una seggiola
+elevata. La cosa seria sono alcuni pezzi di legno
+corroso, bucherellato come la spugna, frammenti di
+palafitte e di battenti di cateratte, i quali ricor<span class="pagenum"><a name="Page_260" id="Page_260">[260]</a></span>dano
+il pericolo d&rsquo;un&rsquo;immensa sventura che corse
+l&rsquo;Olanda verso la metà del secolo passato. Un mollusco,
+una specie di tarlo, chiamato <i>taret</i>, portato,
+si crede, da qualche bastimento reduce dai mari
+tropicali, e moltiplicatosi con meravigliosa rapidità
+nelle acque del nord, aveva corroso i legnami delle
+dighe e delle cateratte a tal segno, che per poco
+fosse continuato quel lavoro di distruzione, gli argini
+si sarebbero sfasciati e il mare avrebbe sommerso
+tutto il paese. La scoperta di questo pericolo
+gettò lo spavento nell&rsquo;Olanda, il popolo accorse alle
+chiese, il paese intero si mise all&rsquo;opera; si rivestirono
+di rame i battenti delle cateratte, si fortificarono
+le dighe pericolanti, si difesero le palafitte con
+chiodi, con pietre, con alghe, con muratura; e in
+parte con questi mezzi, ma specialmente grazie al
+rigore del clima che distrusse il terribile animale, la
+sventura creduta sulle prime irreparabile fu scongiurata.
+Un verme aveva fatto tremare l&rsquo;Olanda:
+arduo trionfo, negato alle tempeste dell&rsquo;oceano e
+alle ire di Filippo.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Un altro ornamento preziosissimo di Leida è il
+Museo Giapponese del dottor Siebold, tedesco di nascita,
+medico della Colonia olandese dell&rsquo;isola di
+Decima; il quale, secondo narra una tradizione
+romanzesca, ottenne per il primo dall&rsquo;imperatore
+del Giappone di entrare in quel misterioso impero,
+in ricompensa dell&rsquo;avergli guarito una figliuola; o
+secondo un&rsquo;altra tradizione più credibile, entrò in<span class="pagenum"><a name="Page_261" id="Page_261">[261]</a></span>
+quel paese di nascosto, e non ne uscì che dopo aver
+scontato il suo ardimento con nove mesi di prigionia,
+e fatto pagar colla testa ad alcuni mandarini la
+colpa d&rsquo;averlo aiutato. Comunque sia, il Museo del
+dottor Siebold è forse la più bella collezione di quel
+genere che si trovi in Europa. Un&rsquo;ora passata in
+quelle sale è un viaggio nel Giappone. Vi si segue
+la vita d&rsquo;una famiglia giapponese per tutto il corso
+della giornata: dalla toeletta alla mensa, dalle visite
+allo spettacolo, dalla città alla campagna. Vi si trovan
+le case, i templi, gl&rsquo;idoli, gli altari portatili, gli
+strumenti di musica, gli utensili di casa, gli arnesi
+dell&rsquo;agricoltura, i vestiari degli operai e dei pescatori;
+candelieri di bronzo formati da una cicogna ritta
+sopra una tartaruga; vasi, gioielli, pugnali lavorati
+con una delicatezza prodigiosa; uccelli, tigri, conigli,
+bufali d&rsquo;avorio riprodotti piuma a piuma, pelo a
+pelo, colla pazienza propria di quei popoli ingegnosi
+ed immobili. Fra le cose che mi rimasero più impresse,
+è una colossale faccia di Budda, che a primo
+aspetto mi fece dare addietro, e che mi par sempre
+di vedermi dinanzi, con quella mostruosa contrazione
+e quell&rsquo;inesprimibile sguardo tra di riso,
+di delirio e di spasimo, che desta ad un tempo lo
+schifo e lo spavento. Dietro questa faccia di Budda
+vedo ancora le marionette dei teatri di Iava, vere
+creazioni di cervelli in delirio, su cui l&rsquo;occhio si
+stanca e la mente si confonde: re, regine e guerrieri
+mostruosi, misti d&rsquo;uomo, di bestia e di pianta,
+con braccia che finiscono in foglie, gambe che ter<span class="pagenum"><a name="Page_262" id="Page_262">[262]</a></span>minano
+in ornati, fronde che si allargano in mani,
+petti che vegetano, nasi che sbocciano, visi traforati,
+occhi strambi, pupille nella nuca, membri rovesciati,
+ali di draghi, code di sirene, chiome di biscie,
+bocche di pesci, denti d&rsquo;elefante, rughe dorate,
+colli a zig zag, tratteggiamenti, rabeschi coloriti,
+ghirigori, di cui nessuna lingua può dare un&rsquo;idea,
+e che è impossibile ritener nella mente. Uscendo
+da quel Museo, mi parve di svegliarmi da uno di
+quei sogni febbrili nei quali si vede qualcosa che non
+si sa che sia, che si trasforma continuamente, con
+una rapidità furiosa, in altre cose che non han nome.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Non v&rsquo;è altro da vedere a Leida. Il mulino in cui
+nacque il Rembrandt non esiste più. Delle case dove
+nacquero i pittori Dow, Steen, Metzu, van Goyen e
+quell&rsquo;Otto van Veen ch&rsquo;ebbe l&rsquo;onore e la disgrazia
+d&rsquo;esser maestro di Paolo Rubens, non si conserva
+alcun ricordo. Si può vedere ancora il castello di
+Endegeest dove soggiornarono il Boerhaave e il Descartes;
+questo per parecchi anni, durante i quali
+scrisse le sue principali opere di filosofia e di matematica.
+Il castello è posto sulla via che da Leida
+conduce al villaggio di Katwijk, dove il vecchio Reno,
+i cui varii rami si riuniscono in un solo uscendo
+dalla città, mette foce nel mare.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>La seconda volta che fui a Leida, volli andar a
+veder morire questo meraviglioso fiume. Fino dalla
+prima volta ch&rsquo;avevo passato il Vecchio Reno, in<span class="pagenum"><a name="Page_263" id="Page_263">[263]</a></span>
+quella avventurosa passeggiata alle dune, m&rsquo;ero
+soffermato sul ponte, domandando a me medesimo
+se quel piccolo ed umile corso d&rsquo;acqua era veramente
+quello stesso fiume che avevo visto precipitare
+con immenso fragore dalle roccie di Sciaffusa,
+espandersi maestosamente in faccia a Magonza, passare
+in trionfo dinanzi alla fortezza di Ehrenbreitstein,
+sbatter l&rsquo;onda sonora ai piedi delle Sette montagne;
+specchiar nella sua corsa cattedrali gotiche, castelli
+principeschi, colline fiorite, rupi aeree, rovine famose,
+città, boschi, giardini, per tutto carico di navi,
+sparso di barche e salutato coi canti e colle musiche;
+e pensando a queste cose, coll&rsquo;occhio fisso
+su quel fiumiciattolo chiuso fra due sponde piane
+e deserte, avevo ripetuto più volte:&mdash;Questo è quel
+Reno?&mdash;Le vicende che accompagnano l&rsquo;agonia e
+la morte di questo gran fiume in Olanda, sono tali
+veramente da destare un senso di pietà come si
+proverebbe per le sventure e la fine ingloriosa d&rsquo;un
+popolo altre volte potente e felice. Fin dalle vicinanze
+di Emmerich, prima di varcare la frontiera
+olandese, egli ha perduto ogni bellezza di sponda,
+e scorre a grandi curve in mezzo a pianure vaste
+ed uggiose, che sembrano annunziargli la vecchiaia
+che comincia. A Millingen scorre già interamente
+nel territorio olandese. Poco più oltre, si divide. Il
+braccio maggiore perde vergognosamente il suo nome
+e va a gettarsi nella Mosa; l&rsquo;altro braccio, insultato
+col nome di canale di Pannerden, scorre fin
+presso la città d&rsquo;Arnehm, dove si biforca un&rsquo;altra<span class="pagenum"><a name="Page_264" id="Page_264">[264]</a></span>
+volta. Un braccio, con un nome d&rsquo;accatto, si va a
+versare nel golfo di Zuiderzee; l&rsquo;altro, chiamato
+ancora per commiserazione il Basso Reno, va fino
+al villaggio di Durstede, dove si divide per la terza
+volta: umiliazione ormai vecchia. L&rsquo;un dei rami,
+cangiando nome anch&rsquo;esso come un fuggiasco, va a
+gettarsi nella Mosa vicino a Rotterdam; l&rsquo;altro,
+chiamato ancora Reno, ma col ridicolo soprannome
+di <i>curvo</i>, giunge faticosamente ad Utrecht, dove per
+la quarta volta si divide in due: capriccio di vecchio
+rimbambito. Da una parte, rinnegando il nome
+antico, si strascina fino a Muiden, dove sbocca nel
+Zuiderzee; dall&rsquo;altra, col nome di Vecchio Reno,
+anzi, per maggior spregio, di Vecchio, va lentamente
+fino alla città di Leida, della quale attraversa le
+strade senza dar quasi indizio di movimento, e si
+riunisce in un sol canale per andar a morire miseramente
+nel Mare del Nord.</p>
+
+<p>Ma non sono molti anni che nemmeno questa compassionevole
+fine non gli era concessa. Dall&rsquo;anno 839,
+nel quale una furiosa tempesta aveva accumulato
+alla sua foce dei monti di sabbia, fino al principio
+di questo secolo, il Vecchio Reno si perdeva nelle sabbie
+prima di giungere al mare, e copriva di stagni
+e di paludi un vastissimo tratto di paese. Sotto il regno
+di Luigi Bonaparte le acque furono raccolte in
+un grande canale protetto da tre enormi cateratte,
+e d&rsquo;allora in poi il Reno va diritto alla foce. Queste
+cateratte sono il più grandioso monumento dell&rsquo;Olanda,
+e forse la più mirabile opera idraulica del<span class="pagenum"><a name="Page_265" id="Page_265">[265]</a></span>l&rsquo;Europa.
+Le dighe che proteggono l&rsquo;imboccatura
+del canale, i muri, i pilastri, le porte, presentano
+tutti insieme l&rsquo;aspetto d&rsquo;una fortezza ciclopica contro
+la quale pare che non solo quel mare, ma le
+forze riunite di tutti i mari dovrebbero spezzarsi
+come contro una montagna di granito. Quando monta
+la marea, si chiudono le porte per impedire che il
+mare invada la terra; quando la marea cala, si riaprono
+per dar sfogo alle acque del Reno che vi si
+sono accumulate; e allora passa per le porte una
+massa di tremila metri cubi d&rsquo;acqua in un minuto
+secondo. I giorni di grande tempesta, si fa una concessione
+al mare, lasciando aperte le porte della cateratta
+più avanzata; e allora le onde furiose si precipitano
+nel canale, come un esercito nemico per una
+breccia; ma vanno a spezzarsi contro le porte formidabili
+della seconda cateratta, dietro le quali
+l&rsquo;Olanda grida loro:&mdash;Voi non andrete più oltre!&mdash;Quella
+fortezza enorme che sopra una spiaggia deserta
+difende dall&rsquo;Oceano un fiume morente e una
+città decaduta, ha qualche cosa di solenne, che comanda
+l&rsquo;ammirazione e il rispetto.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Rivedo Leida, quale la vidi la sera che tornai
+dall&rsquo;escursione, buia e muta come una città abbandonata,
+e le dò un addio riverente coll&rsquo;animo già
+rallegrato dell&rsquo;immagine della vicina Haarlem, la
+città dei paesisti e dei fiori.<span class="pagenum"><a name="Page_266" id="Page_266">[266]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="HAARLEM" id="HAARLEM"></a>HAARLEM.</h2>
+
+
+<p>La strada ferrata da Leida ad Haarlem corre
+sur una lista di terra compresa fra il mare e il
+fondo del gran lago che copriva trent&rsquo;anni fa tutta
+la campagna che si stende fra Haarlem, Leida ed
+Amsterdam. Lo straniero che percorre quella via con
+una vecchia carta stampata prima del 1850, guarda,
+cerca, confronta, e non trova più il lago d&rsquo;Haarlem.
+Questo accadde a me; e la cosa parendomi un
+po&rsquo; strana, mi rivolsi a un vicino e gli domandai
+conto del lago sparito. Tutti i viaggiatori risero, e
+l&rsquo;interrogato mi diede questa bizzarra risposta:&mdash;Ce
+lo siamo bevuto.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>La storia di questo meraviglioso lavoro sarebbe
+un soggetto degno d&rsquo;un poema.</p>
+
+<p>Il grande lago d&rsquo;Haarlem, formato dalla riunione
+di quattro piccolissimi laghi, e cresciuto per effetto<span class="pagenum"><a name="Page_267" id="Page_267">[267]</a></span>
+delle innondazioni, aveva già sulla fine del secolo
+decimosettimo un circuito di quarantaquattro chilometri,
+e si chiamava mare, ed era infatti un mare
+tempestoso, sul quale avevan combattuto flotte di
+settanta navi, e fatto naufragio molti bastimenti.
+Grazie alle alte dune che si stendono sulla costa, questa
+grande massa d&rsquo;acqua non aveva ancora potuto
+congiungersi al Mare del Nord, e convertir così in
+un&rsquo;isola l&rsquo;Olanda Settentrionale; ma dalla parte
+opposta, minacciava le campagne, le città, i villaggi,
+e costringeva gli abitanti a una continua difesa.
+Già nel 1640 un ingegnere Olandese di nome
+Leeghwater aveva pubblicato un libro diretto a dimostrare
+la possibilità e l&rsquo;utilità di prosciugare questo
+lago pericoloso; ma in parte per le difficoltà che
+presentava il metodo di prosciugamento da lui proposto,
+e più perchè il paese era allora occupato nella
+guerra contro la Spagna, l&rsquo;impresa non aveva trovato
+promotori. Gli avvenimenti politici che seguirono
+la pace del 1648, e le guerre disastrose colla
+Francia e coll&rsquo;Inghilterra, fecero dimenticare ancora
+il progetto del Leeghwater sino al principio del presente
+secolo. Finalmente, verso il 1819, la quistione
+fu ripresa, e si fecero nuovi studi e nuove proposte;
+ma l&rsquo;esecuzione fu rimandata ad altro tempo; e forse
+non sarebbe ancora condotta a termine al dì d&rsquo;oggi,
+se non fosse stato un avvenimento impreveduto che
+diede l&rsquo;ultima spinta alle volontà. Il giorno 9 di
+novembre del 1836, le acque del mare d&rsquo;Haarlem,
+sollevate da un vento furioso, superarono le dighe,<span class="pagenum"><a name="Page_268" id="Page_268">[268]</a></span>
+e si slanciarono sino alle porte d&rsquo;Amsterdam; e nel
+mese seguente invasero Leida e tutta la sua campagna.
+Fu l&rsquo;ultima provocazione. L&rsquo;Olanda raccolse
+il guanto, e nel 1839 gli Stati Generali condannarono
+il mare temerario a sparire dalla faccia dello
+Stato. I lavori ebbero principio nel 1840. Si cominciò
+col circondare il lago d&rsquo;una doppia diga e d&rsquo;un
+largo canale, destinato a raccogliere le acque che
+poi, per altri canali, sarebbero state condotte al
+mare. Il lago conteneva settecento ventiquattro milioni
+di metri cubi d&rsquo;acqua; senza contare la piovana
+e la filtrante che durante il prosciugamento
+fu trovata essere di trentasei milioni di metri cubi
+all&rsquo;anno. Gl&rsquo;ingegneri avevano fatto il conto che si
+sarebbe dovuto far passare mese per mese, dal lago
+nel canale di scolo, trentasei milioni e duecentomila
+metri cubi d&rsquo;acqua. Tre enormi macchine a vapore
+bastarono a questo lavoro. Una fu innalzata presso
+Haarlem, l&rsquo;altra fra Haarlem ed Amsterdam, la
+terza presso Leida. Quest&rsquo;ultima fu chiamata la
+Leeghwater, in onore dell&rsquo;ingegnere che aveva fatto
+la prima proposta del prosciugamento. Io la vidi,
+poichè non solo fu conservata, ma funziona ancora,
+a riprese, per assorbire e versare nel canale di
+scolo le acque piovute e filtrate. E così le altre
+due che sono uguali alla prima. Le macchine son
+chiuse in grosse torri rotonde e merlate, ciascuna
+delle quali ha un giro di finestre ad arco acuto,
+da cui escono undici grandi braccia che alzandosi
+e abbassandosi con lentezza maestosa, mettono in<span class="pagenum"><a name="Page_269" id="Page_269">[269]</a></span>
+moto altrettante pompe, capaci di sollevare, volta
+per volta, il peso enorme di sessantasei metri cubi
+d&rsquo;acqua. Tali sono all&rsquo;aspetto questi tre smisurati
+vampiri di ferro che hanno succhiato un mare.
+La prima a mettersi all&rsquo;opera fu la Leeghwater, il
+dì 7 giugno del 1849. Poco dopo cominciarono le
+altre due. Da quel momento il livello del lago si
+abbassò d&rsquo;un centimetro al giorno. Dopo trentanove
+mesi di lavoro la gigantesca impresa fu compiuta;
+le macchine avevano assorbito 924,266,112 metri cubi
+d&rsquo;acqua; il mare d&rsquo;Haarlem era sparito. Questo
+lavoro che costò 7,240,368 fiorini, diede all&rsquo;Olanda
+una nuova provincia di 18,500 ettari di terreno. Da
+tutte lo parti dell&rsquo;Olanda vi accorsero coltivatori.
+Vi si cominciò a seminar colza che diede un meraviglioso
+raccolto; poi ogni sorta di prodotti che vi
+fecero ottima prova. E come la popolazione proviene
+da differenti provincie, così vi si trovano tutti i sistemi
+di coltivazione in gara gli uni cogli altri; vi si vedon
+fattorie della Zelanda, del Brabante, della Frisia,
+della Groninga, della Nord-Olanda; vi si sentono
+tutti i dialetti delle Provincie unite; è una piccola
+Olanda dentro l&rsquo;Olanda.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Via via che ci s&rsquo;avvicina ad Haarlem, spesseggiano
+le ville e i giardini; ma la città rimane nascosta
+dagli alberi, di sopra dei quali non appare che
+il campanile altissimo della cattedrale, sormontato
+da una gran corona di ferro, della forma d&rsquo;un bulbo
+di torre moscovita. Entrando in città, si vedono da<span class="pagenum"><a name="Page_270" id="Page_270">[270]</a></span>
+ogni parte canali, mulini a vento, ponti levatoi, barchette
+di pescatori, case che si specchian nell&rsquo;acqua;
+e fatto appena qualche centinaio di passi si riesce
+in una vasta piazza che fa esclamare con piacevole
+meraviglia:&mdash;Oh! eccoci veramente in Olanda!&mdash;</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>In un angolo v&rsquo;è la cattedrale, edifizio alto e
+nudo, sormontato da un tetto della forma di prisma
+acutissimo, che par che fenda il cielo come una scure
+affilata. In faccia alla cattedrale s&rsquo;alza l&rsquo;antico
+palazzo municipale, coronato di merli, con un tetto
+simile a un bastimento rovesciato, e un balconcino
+che pare una gabbia da uccelli appesa sopra la porta,
+e una parte della facciata nascosta da due piccole
+case d&rsquo;una forma bizzarra, tra di teatro, di chiesa e
+di castello da fuochi artificiali. Dagli altri lati della
+piazza ci son case di tutte le più capricciose forme
+dell&rsquo;architettura olandese, pencolanti di qua e di là,
+di color nero, rossastro o vermiglio, colle facciate
+tempestate di bozze bianche, che paion tante scacchiere,
+e una fila d&rsquo;alberi piantati quasi contro il
+muro, che nascondono tutte le finestre del primo
+piano. Accanto alla cattedrale, un edifizio stravagante,
+che serve agli incanti pubblici, un monumento
+d&rsquo;architettura fantastica, mezzo rosso e mezzo bianco,
+tutto scalini, frontispizi, obelischi, piramidine,
+bassorilievi, ornamenti senza nome, della forma di
+trionfi da tavola, di <a name="tn270" id="tn270"></a><ins class="correction" title="originale 'candellieri'">candelieri</ins> e di spegnitoi che
+paion buttati là a caso, e presentano tutti insieme
+l&rsquo;immagine d&rsquo;un pagode indiano trasformato, con<span class="pagenum"><a name="Page_271" id="Page_271">[271]</a></span>
+un&rsquo;abberrazione di gusto spagnuolo, in casa olandese,
+da un artista esaltato dal ginepro. Ma la cosa
+più strana è una brutta statua di bronzo che si vede
+nel mezzo della piazza, con un&rsquo;iscrizione che dice:
+<i>Laurentius Johannis filius Costerus Typographiæ
+litteris mobilibus e metallo fusis inventor</i>. Come!&mdash;si
+domanda lì per lì lo straniero ignaro della
+cosa;&mdash;che novità è codesta? non è Gutenberg
+l&rsquo;inventore della stampa? Che cosa pretende costui?
+Chi è codesto Costerus?</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Questo Costerus aveva nome Lorenzo Jauszoon,
+e fu chiamato Coster perchè fece il sagrestano,
+che si dice <i>coster</i> in lingua olandese. La tradizione
+racconta che questo Coster, nato in Haarlem verso
+la fine del secolo XIV, passeggiando un giorno nel bel
+bosco che si stende a mezzogiorno della città, staccò
+un ramo da un albero, e per divertire i suoi figliuoli
+v&rsquo;intagliò con un coltello alcune lettere, le quali
+gli fecero nascere la prima idea della stampa. Infatti,
+tornato a casa, intinse quei tipi grossolani nell&rsquo;inchiostro,
+li impresse sulla carta, fece nuove prove,
+perfezionò le lettere, stampò pagine intere, e finalmente,
+dopo una lunga vicenda di studi, di fatiche, di
+disinganni, di persecuzioni, delle quali fu fatto segno
+dai copisti e dai lucidatori; riuscì a produrre il suo
+capolavoro che fu lo <i>Speculum humanæ salvationis</i>,
+stampato in lingua tedesca, a colonne doppie e in caratteri
+gotici. Questo <i>Speculum humanæ salvationis</i>,
+che si può vedere nel palazzo municipale, è in parte<span class="pagenum"><a name="Page_272" id="Page_272">[272]</a></span>
+stampato con tavole di legno incise, e in parte con
+caratteri mobili; e porta la data del 1440; la data
+più remota che si possa ammettere per l&rsquo;invenzione di
+caratteri mobili; nei quali consiste veramente l&rsquo;invenzione
+della stampa. Stando dunque a questo <i>Speculum</i>
+il Gutenberg l&rsquo;avrebbe tra capo e collo. Ma
+le prove? Qui comincia il busilli per l&rsquo;inventore
+olandese. Fra gli oggetti appartenenti a lui, che si
+conservano nel palazzo municipale, caratteri mobili
+non ve ne sono; e manca pure ogni altro strumento,
+o documento scritto, o testimonianza qualsiasi, che
+provi indubitabilmente che codesto <i>Speculum</i>, o almeno
+la parte stampata con caratteri mobili, sia
+stata stampata dal Coster. Come suppliscono a questa
+mancanza i fautori dell&rsquo;inventore olandese? Qui
+salta fuori un&rsquo;altra leggenda. La notte di Natale
+del 1440, mentre il Coster, vecchio e malato, assisteva
+alla Messa di mezzanotte, pregando Iddio che
+gli desse forza a sopportare le persecuzioni e a lottare
+contro l&rsquo;invidia dei suoi nemici, un suo operaio,
+uno di quelli ch&rsquo;egli s&rsquo;era associato con giuramento
+di non tradire il segreto della sua invenzione, gli
+avrebbe portato via gli strumenti, i caratteri, i libri;
+del che accorgendosi il povero Coster appena rientrato
+in casa, sarebbe morto di dolore. Secondo la
+leggenda, questo sacrilego ladro sarebbe stato Fausto
+di Magonza o il fratello primogenito del Gutenberg;
+con che si spiegherebbe, e come la gloria dell&rsquo;invenzione
+sia passata dall&rsquo;Olanda alla Germania, e come
+la statua del povero Coster abbia il diritto di riz<span class="pagenum"><a name="Page_273" id="Page_273">[273]</a></span>zarsi
+in mezzo alla piazza di Haarlem come uno
+spettro vendicatore. Su questa quistione, che durò
+per secoli, si scrisse in Olanda e in Germania un&rsquo;intera
+biblioteca; fino a pochi anni sono, rimaneva
+ancora incerto dinanzi a quale delle due statue,
+quella di Magonza o quella di Haarlem, il viaggiatore
+dovesse levarsi il cappello: la Germania respingeva
+con supremo disdegno le pretensioni olandesi;
+l&rsquo;Olanda, benchè con voce di meno in meno sicura,
+respingeva ostinatamente le pretensioni germaniche.
+Ma pare ora che il nodo della quistione sia stato
+sciolto per sempre. Il dottore Van der Linde, olandese,
+ha pubblicato un libro intitolato: <i>La leggenda
+del Coster</i>, letto il quale, a detta degli stessi Olandesi,
+non si dà maggior fede al Coster inventore
+della stampa che non se ne dia al Tubalcain inventore
+dell&rsquo;uso del ferro od al Prometeo rapitore del
+fuoco. Per conseguenza la statua del povero Coster
+potrà esser fusa quando che sia in un bel cannone
+da spedirsi a dar consigli ai pirati di Sumatra. Ma
+all&rsquo;Olanda rimarrà pur sempre, nel campo della
+tipografia, la gloria incontestata degli Elzevirs, e
+l&rsquo;onore invidiabile d&rsquo;aver stampato quasi tutti i
+grandi scrittori del secolo di Luigi XIV, d&rsquo;avere
+diffuso in Europa la filosofia francese del XVIII,
+d&rsquo;aver accolto, difeso, propagato il pensiero umano
+proscritto dal dispotismo e rinnegato dalla paura.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Nel palazzo municipale v&rsquo;è un Museo di Pittura
+che si potrebbe chiamare il Museo di Franz Hals,<span class="pagenum"><a name="Page_274" id="Page_274">[274]</a></span>
+poichè i capolavori di questo grande artista ne sono
+il principale ornamento. Nato, come tutti sanno, a
+Malines, sulla fine del secolo decimosesto, egli visse
+molti anni in Haarlem, quando vi fioriva la pittura
+di paesaggio, e vi soggiornavano, fra gli altri illustri
+artisti olandesi, il Ruysdaël, il Winants, il Brouwer,
+il Cornelio Bega. La sala principale del Museo, che
+è vastissima, è quasi tutta occupata dai suoi grandi
+quadri. Entrando, si ha per un momento un&rsquo;illusione
+singolarissima. Par d&rsquo;essere entrati nella sala
+d&rsquo;un banchetto, diviso, come sogliono essere i grandi
+banchetti, in varie mense; e che al rumore dei
+nostri passi, tutti i commensali si siano voltati per
+vederci. Son tutti gruppi d&rsquo;uffiziali degli arcieri e
+d&rsquo;amministratori d&rsquo;ospedali, di grandezza naturale,
+quali seduti, quali in piedi, intorno a tavole splendidamente
+apparecchiate; e tutti coi visi rivolti
+verso chi guarda, come gente atteggiata davanti a
+una macchina fotografica. Da qualunque parte
+uno si volga, non vede che faccioni pieni di bonomia
+e di salute, e occhi fissi nei suoi che par che
+dicano:&mdash;Mi riconoscete?&mdash;E v&rsquo;è tanta verità
+d&rsquo;espressione in quei visi, che par davvero di riconoscerli
+tutti, di saper chi sono, d&rsquo;averli incontrati
+parecchie volte per le vie di Leida e dell&rsquo;Aja.
+Questa verità d&rsquo;espressione, la giovialità della
+scena, il vestiario ampio e ricco del secolo decimosettimo,
+le armi, le mense, e il non esservi intorno
+altri quadri che chiamino il pensiero ad altri tempi,
+fa sì che paia veramente di veder l&rsquo;Olanda di due<span class="pagenum"><a name="Page_275" id="Page_275">[275]</a></span>cent&rsquo;anni
+fa, di sentir l&rsquo;aura del suo gran secolo,
+di vivere in mezzo a quella gente forte, schietta e
+cordiale. Non s&rsquo;è in una sala di Museo; si assiste
+alla rappresentazione d&rsquo;una commedia storica; e
+non si sarebbe punto meravigliati di veder capitare
+tutt&rsquo;a un tratto Maurizio d&rsquo;Orange o Federico-Enrico.
+Il più magistrale di questi quadri rappresenta
+diciannove arcieri aggruppati intorno al loro colonnello,
+ed è uno dei capolavori dell&rsquo;alta scuola olandese,
+d&rsquo;un disegno grandioso e libero, d&rsquo;un colorito
+caldo e brillante, degno di stare accanto al famoso
+<i>Banchetto della guardia civica</i> di Van der Helst.
+Fra gli altri quadri d&rsquo;altri artisti, mi ricordo d&rsquo;uno
+di Pietro Breugel il giovane, che è un&rsquo;illustrazione
+comica di più di ottanta proverbi fiamminghi, a
+cui non posso pensare senza dare in uno scoppio di
+risa. Ma è un quadro che non si può descrivere per
+molte oneste ragioni.</p>
+
+<p>In una sala del Museo di Pittura si conserva la
+bandiera che appartenne alla famosa eroina Kanau
+Hasselaer, la Giovanna d&rsquo;Arco di Haarlem, la quale
+combattè nel 1572 alla testa di trecento amazzoni
+armate, contro gli Spagnuoli che assediavano la
+città. La difesa di Haarlem, benchè non coronata
+dalla vittoria, non fu meno gloriosa che quella di
+Leida. La città era circondata di vecchie mura e
+di torri cadenti, e non aveva, oltre la legione delle
+donne, più di quattromila difensori armati. Gli Spagnuoli,
+dopo aver cannoneggiato le mura per tre giorni,
+andarono con grande fiducia all&rsquo;assalto; ma respinti<span class="pagenum"><a name="Page_276" id="Page_276">[276]</a></span>
+da una pioggia di palle, di sassi, d&rsquo;olio bollente, di
+pece infiammata, dovettero risolversi a porre un assedio
+regolare. La città era soccorsa dalla gente
+della campagna, uomini, donne e bambini, che scivolando
+sui ghiacci col favore della nebbia del decembre,
+le portavano sulle slitte provvigioni da bocca
+e da guerra. Guglielmo d&rsquo;Orange, dal canto suo,
+faceva quant&rsquo;era in lui per costringer gli Spagnuoli
+a levar l&rsquo;assedio. Ma la fortuna non gli arrideva.
+Tremila soldati olandesi, mandati innanzi pei primi,
+furono sconfitti, i prigionieri impiccati, e un ufficiale
+fatto morire appeso a una forca colla testa in giù.
+Un altro tentativo di soccorso ebbe la stessa sorte:
+gli Spagnuoli tagliaron la testa a un ufficiale prigioniero
+e la gettarono nella città con un&rsquo;iscrizione
+oltraggiosa. I cittadini, alla loro volta, gettarono nel
+campo nemico una botte con dentro undici teste di
+prigionieri spagnuoli e un biglietto che diceva:&mdash;«Le
+dieci teste sono mandate al duca d&rsquo;Alba in
+pagamento della sua tassa dei decimi, con una testa
+d&rsquo;interesse.»&mdash;I combattimenti si succedevano
+di più in più feroci, fra lo scoppio delle mine e delle
+contrammine, nel seno della terra. Il 28 gennaio arrivarono
+in città, per la via del lago di Haarlem,
+centosettanta slitte cariche di pane e di polvere.
+Don Federico, capitano degli Spagnuoli, cominciava a
+disperare e voleva levar l&rsquo;assedio; ma il duca d&rsquo;Alba,
+suo padre, gli ordinò di persistere. Venne finalmente
+il tempo dello sgelo, diventò difficile recar provvigioni
+alla città, gli assediati cominciarono a patir la<span class="pagenum"><a name="Page_277" id="Page_277">[277]</a></span>
+carestia. Il 25 marzo fecero una sortita, nella quale
+arsero trecento tende e presero sette cannoni; ma
+questa vittoria fu resa vana da una sconfitta toccata
+alla flotta del principe d&rsquo;Orange venuta a battaglia
+nel lago d&rsquo;Haarlem colla flotta spagnuola.
+Questa sconfitta gettò gli assediati nella disperazione.
+Nel mese di giugno erano già ridotti agli
+ultimi orrori della fame. Nei primi di luglio tentarono
+inutilmente di venire ad accordi coi nemici. Il
+giorno otto, cinquemila volontari olandesi mandati
+da Guglielmo d&rsquo;Orange per soccorrere la città, furono
+sbaragliati; e un prigioniero fu inviato in Haarlem
+col naso e le orecchie tagliate a portare la
+notizia. Allora gli assediati risolvettero di formare
+una legione serrata, colle donne e i bambini nel
+mezzo, e di slanciarsi fuori della città per aprirsi
+un varco in mezzo al campo nemico. Ciò saputo,
+don Federico promise ipocritamente il perdono, purchè
+la città si rendesse senza indugio. La città si arrese,
+gli Spagnuoli entrarono, trucidarono tutti i
+soldati del presidio, fecero decapitare mille cittadini,
+e legatine duecento a due a due li precipitarono
+gli uni dopo gli altri nel lago. L&rsquo;esercito
+spagnuolo aveva pagato con dodicimila morti questa
+vittoria di Pirro strappata col tradimento e contaminata
+col boia.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Dal Museo andai alla cattedrale colla speranza
+di sentirvi suonare l&rsquo;organo famoso di Cristiano
+Müller, che si dice essere il più grande del mon<span class="pagenum"><a name="Page_278" id="Page_278">[278]</a></span>do,
+e conta fra le sue glorie quella d&rsquo;essere stato
+suonato dal celebre Händel e da un ragazzo di dieci
+anni che aveva nome Mozart. La chiesa, fondata
+verso la fine del quindicesimo secolo, è bianca e
+nuda come una moschea; e coperta da una vôlta
+altissima rivestita di legno di cedro, la quale s&rsquo;appoggia
+sopra ventotto leggere colonne. In un muro
+si vede una palla da cannone dell&rsquo;assedio del 1573.
+Nel mezzo della chiesa v&rsquo;è un monumento consacrato
+alla memoria dell&rsquo;ingegnere Conrad, costruttore
+delle cateratte di Katwijk, e del suo collega
+Brunings «<i>protettore dell&rsquo;Olanda contro il furore
+del mare e la potenza delle tempeste</i>.» Dietro il
+coro è sepolto il grande poeta Bilderdijk. A un arco
+sono sospesi alcuni piccoli modelli di bastimenti da
+guerra che rammentano la quinta crociata, condotta
+dal conte Guglielmo I d&rsquo;Olanda. Vicino al pulpito
+v&rsquo;è la tomba del Coster. L&rsquo;organo, sostenuto da colonne
+di porfido, copre tutta una parete dal pavimento
+al tetto, e ha quattro tastiere, sessantaquattro
+registri e cinquemila canne, alcune delle quali sono
+alte due volte una casa olandese. In quel momento
+v&rsquo;eran parecchi forestieri: l&rsquo;organista non
+si fece attendere, e io potei sentire, come dice Vittor
+Ugo, cantare i cannoni di Dio. Profanissimo all&rsquo;arte,
+non saprei dire in che cosa l&rsquo;organo della chiesa di
+Haarlem differisca da quello del San Paolo di Londra
+o della cattedrale di Friburgo o della basilica
+di Siviglia. Ho sentito il solito squillo che annunzia
+la battaglia, a cui tien dietro un tumulto formida<span class="pagenum"><a name="Page_279" id="Page_279">[279]</a></span>bile
+di colpi di cannone, di grida di feriti e di fanfare
+vittoriose che s&rsquo;allontanano di valle in valle fin
+che si perdono di là dai monti; e allora s&rsquo;alza un&rsquo;armonia
+tranquilla di flauti, di chiavine e di canti
+pastorali, che infondono nel cuore tutta la dolcezza
+della vita dei campi; quando tutt&rsquo;a un tratto scoppia
+la folgore, si scatena l&rsquo;uragano, treman le fondamenta
+della chiesa; e poi la tempesta s&rsquo;acqueta
+a poco a poco al suono d&rsquo;un canto tremolo e solenne
+d&rsquo;una legione d&rsquo;angeli che arriva lentamente
+da una sterminata lontananza, e si sparpaglia nelle
+nuvole bestemmiata da un esercito di demoni muggenti
+nelle profondità della terra. E infine un&rsquo;arietta
+della <i>Fille de madame Angot</i>, la quale dice che
+tutto è stato uno scherzo e che l&rsquo;organista si raccomanda
+alla cortesia degli stranieri.</p>
+
+<p>Dalla sommità del campanile si abbraccia collo
+sguardo tutta la bella campagna di Haarlem, sparsa
+di boschetti, di mulini a vento e di villaggi; si vedono
+i due grandi canali che vanno a Leida e ad
+Amsterdam, solcati da lunghe file di barconi a vela;
+si scorgono i campanili d&rsquo;Amsterdam, le praterie
+dell&rsquo;antico lago d&rsquo;Haarlem, il villaggio di Bloemendaal,
+circondato di villette e di giardini; le dune
+brulle che difendono dalle tempeste questo piccolo
+paradiso terrestre; e di là dalle dune, il Mare del
+Nord che appare come una striscia livida e luminosa
+a traverso i vapori dell&rsquo;orizzonte. Uscito
+dalla chiesa, infilai una strada e girai per la città
+alla ventura.<span class="pagenum"><a name="Page_280" id="Page_280">[280]</a></span></p>
+
+<p>Benchè per molti aspetti somigli a tutte le altre
+città olandesi, Haarlem ha un carattere suo proprio,
+per il quale si stampa assai distintamente
+nella memoria. È una città gentile e raccolta, nella
+quale il viaggiatore sente più vivo che in tutte le
+altre il desiderio d&rsquo;avere sotto il suo braccio il
+braccino d&rsquo;una sposa o d&rsquo;un&rsquo;amica. È una città
+da donne. Un largo corso d&rsquo;acqua, chiamato la
+Spaarne, che serve di canale di scolo tra le acque
+dell&rsquo;antico lago d&rsquo;Haarlem e il golfo di Zuiderzee,
+l&rsquo;attraversa dividendosi in parecchi rami, e formandole
+tutt&rsquo;intorno un canale che la circonda come
+una fortezza. I canali interni sono fiancheggiati da
+grandi alberi che vi formano sopra quasi una vôlta
+di verzura, in modo che ogni canale pare un laghetto
+di giardino, e i barconi e le barche scorrono
+all&rsquo;ombra coll&rsquo;aria di andare a diporto piuttosto
+che per le proprie faccende. Tutte le strade sono
+ammattonate, e tutte le case del colore dei mattoni,
+così che a destra, a sinistra, in terra, in alto,
+da qualunque parte si guardi, non si vede che rosso,
+e poi rosso, ed eternamente rosso, come se la città
+fosse stata scavata in una montagna di diaspro sanguigno.
+Un grandissimo numero di case hanno la
+facciata con otto, con dieci, e persino con sedici
+scalini, come quelle chiesuole di carta che fanno i
+ragazzi colle forbici; e non vi si vedono che pochissimi
+specchi, rare insegne di botteghe e nessun
+oggetto appeso alle finestre. Le strade sono pulite<span class="pagenum"><a name="Page_281" id="Page_281">[281]</a></span>
+al sogno da peritarsi a lasciarvi cadere la cenere
+del sigaro. Per lunghi tratti non s&rsquo;incontra anima
+viva, o soltanto qualche ragazzina di dodici o quattordici
+anni, che va tutta sola alla scuola, coi capelli
+giù per le spalle e il libro sotto il braccio. Non
+si sente strepito d&rsquo;officine, non rumore di carri, non
+grida di venditori. Tutta la città ha non so che apparenza
+di riserbo aristocratico e di pudica civetteria
+che desta in singolar modo la curiosità, e fa
+sì che si gira e si rigira senza mai stancarsi, come
+se a furia di girare si dovesse scoprire qualche gentile
+segreto che la città intera voglia tener celato
+agli stranieri.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>A mezzogiorno si stende un bellissimo bosco di
+faggi, creduto un resto dell&rsquo;immensa foresta che
+copriva anticamente una gran parte dell&rsquo;Olanda;
+attraversato da viali, sparso di chioschi, di caffè, di
+casini di società, e aperto nel mezzo in un grazioso
+parco popolato di daini e di cervi. In un punto solitario
+ed ombroso, c&rsquo;è un piccolo monumento posto,
+il 1823, in onore di Lorenzo Coster, il quale, giusta
+la leggenda, avrebbe tagliato là quei famosi rami
+di faggio, in cui incise le prime lettere. Girai per
+tutti i recessi oscuri del bosco, incontrai un ragazzo
+che mi salutò con un gentile <i>Bonjour</i>, voltando il
+viso dall&rsquo;altra parte; domandai la strada a una ragazza
+dalla testa cerchiata d&rsquo;oro che diventò rossa
+come un garofano; chiesi del fuoco a un contadino
+che leggeva la gazzetta; passai accanto a un&rsquo;amaz<span class="pagenum"><a name="Page_282" id="Page_282">[282]</a></span>zone
+che mi guardò con due occhi chiari come il
+cielo sereno; e tornai verso l&rsquo;entrata del bosco, dove
+c&rsquo;è un Museo di Pittura olandese moderna, del quale
+posso tacere senza rimorso.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>È però bene di osservare, a proposito di questo
+Museo, che la pittura olandese degli ultimi tempi
+ha fatto, sotto varii aspetti, un progresso onorevole.
+Il genere preferito è sempre il piccolo paesaggio, e
+in questo nulla è cangiato; ma la pittura intima s&rsquo;è
+sollevata in una regione più alta. Ha lasciato la feccia
+della società per ritrarre la classe media, è uscita
+dalle taverne per dedicarsi amorosamente a quel sobrio,
+severo e valoroso popolo di pescatori che lavora
+e soffre in silenzio sulla costa olandese da Helder
+alle foci della Mosa; ha dimenticato le orgie e le
+danze plebee, per rappresentare il marinaio che parte
+per la pesca dell&rsquo;aringa, e la moglie che gli dà l&rsquo;ultimo
+addio dalla spiaggia, gridando:&mdash;Dio t&rsquo;accompagni!&mdash;;
+il pescatore che ritorna dopo un lungo
+viaggio al suo diletto Scheveningue, e i bambini che
+gli corrono incontro colle braccia aperte; il mare
+agitato dalla tempesta, e la famigliuola del povero
+marinaio che dall&rsquo;alto delle dune cerca ansiosamente
+cogli occhi pieni di lagrime un punto nero sull&rsquo;orizzonte
+oscuro. La minutezza eccessiva è scomparsa;
+la pittura ha preso un fare più largo e più libero.
+Pochi artisti vanno a studiar fuori della loro patria,
+e questi perdono il loro carattere nativo; ma i più
+rimangono, e la loro pittura, il paesaggio sopratutto,<span class="pagenum"><a name="Page_283" id="Page_283">[283]</a></span>
+è ancora, come per l&rsquo;addietro, uno specchio fedele del
+paese, una pittura originale e modesta, piena di mestizia,
+di dolcezza e di pace. Vicino al bosco si trova
+il giardino del signor Kvelage, ch&rsquo;è il più famoso
+vivaio di tulipani dell&rsquo;Olanda.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Questa parola «tulipani» rammenta una delle più
+strane follie popolari che siano mai state al mondo,
+la quale si manifestò in Olanda verso la metà del secolo
+decimosettimo. Il paese, in quel tempo, aveva raggiunto
+il colmo della prosperità: all&rsquo;antica parsimonia
+era succeduto il fasto; le case dei ricchi, ancora modestissime
+sul principio del secolo, s&rsquo;erano trasformate
+in piccole reggie; il velluto, la seta, le perle avevano
+sbandito la semplicità patriarcale del vestire antico;
+l&rsquo;Olanda s&rsquo;era fatta vana, ambiziosa e dissipatrice.
+Dopo aver riempito la casa di quadri, di tappeti, di
+porcellane, di oggetti preziosi di tutti i paesi dell&rsquo;Europa
+e dell&rsquo;Asia, i ricchi negozianti delle grandi
+città d&rsquo;Olanda cominciarono a spendere somme considerevoli
+per ornare i loro giardini di tulipani; il
+fiore che risponde meglio d&rsquo;ogni altro a quell&rsquo;avidità
+innata di colori vivissimi che il popolo olandese
+manifesta per tanti segni. Questa ricerca dei tulipani
+ne promosse rapidamente la coltivazione; da
+ogni parte s&rsquo;apriron giardini, si fecero studi, si cercarono
+nuove varietà del fiore prediletto; in breve
+tempo fu una gara generale; da ogni parte pullularono
+tulipani non mai veduti, di forme bizzarre, di
+sfumature ignote, di combinazioni di colori inaspet<span class="pagenum"><a name="Page_284" id="Page_284">[284]</a></span>tate,
+pieni di contrasti, di capricci e di sorprese; i
+prezzi crebbero meravigliosamente; una nuova screziatura,
+una forma nuova ottenuta in quelle foglie
+benedette, fu un avvenimento, una buona fortuna;
+migliaia di persone si diedero a quello studio con
+un furore di maniaci; in tutto il paese non si parlò
+più che di petali, di colori, di bulbi, di vasi, di semenze.
+Questa mania giunse fino al segno di far ridere
+l&rsquo;Europa intera. I bulbi dei tulipani più rari
+salirono a un prezzo favoloso; alcuni furono una ricchezza
+come una casa, un podere, un mulino; un
+bulbo equivaleva alla dote d&rsquo;una ragazza di famiglia
+agiata; per un bulbo furono dati, in non so quale
+città, due carri di grano, quattro carri d&rsquo;orzo,
+quattro buoi, dodici pecore, due botti di vino, quattro
+botti di birra, mille libbre di formaggio, un vestimento
+completo e una coppa d&rsquo;argento. Il bulbo
+d&rsquo;un tulipano chiamato l&rsquo;<i>Ammiraglio Liefkenskoek</i>,
+fu venduto ottomila ottocento lire. Un altro bulbo,
+d&rsquo;un tulipano chiamato <i>Semper Augustus</i>, fu comperato
+al prezzo di tredicimila fiorini olandesi. Un
+bulbo <i>Ammiraglio Enkhuizen</i> fu pagato più di duemila
+scudi. Un giorno, non rimanendo più in tutta
+l&rsquo;Olanda che due bulbi del <i>Semper Augustus</i>, uno
+in Amsterdam, l&rsquo;altro in Haarlem, furono offerti per
+uno di essi quattromila seicento fiorini, una splendida
+carrozza e due cavalli pomellati con la bardatura
+di gala; e l&rsquo;offerta fu rifiutata. Un altro compratore
+offerse dodici jugeri di terreno, e neanch&rsquo;egli
+lo potè avere. Nei registri d&rsquo;Alkmaar, è ricordato<span class="pagenum"><a name="Page_285" id="Page_285">[285]</a></span>
+che nel 1637 si fece in quella città la vendita pubblica
+di centoventi tulipani a benefizio della Camera
+degli orfani, e che questa vendita fruttò cento ottanta
+mila lire. Poi si cominciò a trafficare sui fiori, e specialmente
+sui tulipani, come sulle rendite dello Stato
+e sulle azioni. Si vendevano per somme enormi bulbi
+che non si possedevano, impegnandosi a provvederli
+per un giorno determinato; e si trafficava così per
+un molto maggior numero di tulipani che non ne
+potesse fornire l&rsquo;intera Olanda. Si racconta che una
+sola città olandese ne vendette per venti milioni di
+lire, e che un negoziante d&rsquo;Amsterdam guadagnò in
+questo commercio più di sessantotto mila fiorini nello
+spazio di quattro mesi. Gli uni vendevano ciò che
+non avevano, gli altri ciò che non avrebbero mai
+avuto; il mercato passava di mano in mano; si pagavano
+le differenze; e i fiori per cui molta gente
+s&rsquo;arricchiva o andava in rovina non fiorivano che
+nella fantasia dei trafficanti. Infine la cosa giunse a
+segno che, molti compratori rifiutando di pagare le
+somme convenute, e seguendone contestazioni e disordini,
+il Governo decretò che questi debiti fossero
+considerati come debiti ordinarii, e fatti pagare per
+via di legge; e allora i prezzi scemarono improvvisamente
+sino a cinquanta fiorini per il <i>Semper Augustus</i>,
+e il traffico scandaloso cessò. Ora quella dei
+fiori non è più una manìa; ma un culto amoroso,
+del quale la città di Haarlem è il principal tempio.
+Essa provvede ancora di fiori una gran parte dell&rsquo;Europa
+e dell&rsquo;America settentrionale. La città è<span class="pagenum"><a name="Page_286" id="Page_286">[286]</a></span>
+circondata di giardini, i quali verso la fine di aprile
+e il principio di maggio si coprono d&rsquo;una miriade
+di tulipani, di giacinti, di garofani, di auricole,
+d&rsquo;anemoni, di ranuncoli, di camelie, di primavere,
+di cacti, di pelargonii, che formano intorno ad
+Haarlem una immensa corona cui i viaggiatori di
+tutte le parti del mondo rapiscono un mazzetto passando.
+Il giacinto, in questi ultimi anni, è salito in
+grande onore; ma il tulipano è ancora il re delle
+aiuole e il supremo amore dell&rsquo;Olanda. Converrebbe
+poter cangiare la penna col pennello del Van
+Huysum o del Menendez, per descriver la pompa
+di quei colori arditi, lussuriosi, sfolgoranti, i quali,
+se le sensazioni dell&rsquo;occhio si potessero paragonare
+a quelle dell&rsquo;udito, si direbbe che son come grida
+e risa di gioia e d&rsquo;amore nel silenzio verde dei giardini;
+e che danno al capo come la musica fragorosa
+d&rsquo;una festa. Vi si vede il tulipano duca di Toll; i
+tulipani detti precoci semplici, di più di seicento
+varietà; i doppi precoci; i tardivi, divisi in unicolori,
+in fini, in sopraffini, in rettificati; i fini, suddivisi
+ancora in violette, in rose, in bizardi; poi i
+mostruosi o pappagalli, gl&rsquo;ibridi, i ladri; classificati
+in mille ordini di nobiltà e d&rsquo;eleganza; tinti di tutte
+le sfumature che può concepire la mente umana;
+macchiettati, striati, orlati, variegati, colle foglie a
+onde, a frangie, a festoni; decorati di medaglie d&rsquo;oro
+e d&rsquo;argento; distinti con mille nomi di generali, di
+pittori, di uccelli, di fiumi, di poeti, di città, di
+regine, e mille aggettivi amorosi e spavaldi, che ram<span class="pagenum"><a name="Page_287" id="Page_287">[287]</a></span>mentano
+le loro metamorfosi, le loro avventure e i
+loro trionfi, e lasciano nella mente una dolcissima
+confusione d&rsquo;immagini belle e di pensieri gentili.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Dopo questo, mi pare di poter partire per Amsterdam,
+dove mi spinge una curiosità irresistibile; e
+già metto il piede sul montatoio del treno, e adocchio
+un bel posto vicino allo sportello del vagone; quando
+mi sento afferrare per la falda, mi volto e vedo lo
+spettro d&rsquo;un mio cortese critico d&rsquo;Italia, il quale mi
+dice in tuono di rimprovero: &ldquo;Ma, e i commerci,
+e le industrie, e gli stabilimenti di Haarlem, dove
+li ha lasciati?&rdquo;&mdash;&ldquo;Ah! è vero&rdquo; rispondo io; &ldquo;lei è
+uno di quelli che vogliono descrizione, guida, dizionario,
+trattato, indicatore, quadro statistico, tutto in
+un libro? Ebbene, la voglio contentare. Sappia dunque
+che in Haarlem c&rsquo;è un ricchissimo museo d&rsquo;istrumenti
+fisici, chimici, ottici, idraulici, lasciato alla
+città da un Pietro Teyler van der Halst, con una
+somma da destinarsi ogni anno a concorsi scientifici;&mdash;che
+c&rsquo;è una fonderia celebre di caratteri
+greci ed ebraici;&mdash;che ci sono parecchie belle fabbriche
+di cotone fondate sotto il patronato di re
+Guglielmo II;&mdash;che ci sono dei lavatoi di biancheria
+famosi in tutta l&rsquo;Olanda.&rdquo; In questo momento
+si sentì il fischio della partenza: &ldquo;Un momento!&rdquo;
+mi gridò il critico cercando di trattenermi allo sportello,
+&ldquo;che dimensioni hanno le macchine elettriche
+del museo Teyler? Quanto producono anno per anno
+le fabbriche di cotone? Che sapone s&rsquo;adopera nei<span class="pagenum"><a name="Page_288" id="Page_288">[288]</a></span>
+lavatoi?....&rdquo;&mdash;&ldquo;Eh! mi lasci un po&rsquo; in pace!&rdquo; gli
+risposi, chiudendo lo sportello mentre il treno era
+già in movimento; non lo sa il proverbio che non
+si può cantare e portar la croce?</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Ed ora a te, Amsterdam dalle novanta isole, Venezia
+del nord, regina del Zuiderzee!<span class="pagenum"><a name="Page_289" id="Page_289">[289]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="AMSTERDAM" id="AMSTERDAM"></a>AMSTERDAM.</h2>
+
+
+<p>A due viaggiatori, uno poeta e uno ingegnere, che
+andassero insieme, per la prima volta, da Haarlem
+ad Amsterdam, seguirebbe un caso che credo non accada
+sovente: l&rsquo;ingegnere si sentirebbe un po&rsquo; poeta,
+e il poeta desidererebbe di trovarsi nei panni dell&rsquo;ingegnere.
+Tale è questo strano paese, nel quale lo
+scrittore, per colpire l&rsquo;immaginazione e destar l&rsquo;entusiasmo,
+non ha da far altro che noverare i chilometri,
+i metri cubi d&rsquo;acqua e gli anni di lavoro;
+onde un poema sull&rsquo;Olanda sarebbe una meschina
+cosa senza un&rsquo;appendice piena di cifre, e una relazione
+completa d&rsquo;un ingegnere non avrebbe bisogno
+che del verso e della rima per essere uno splendido
+poema.</p>
+
+<p>Appena partito da Haarlem, il treno passa sur
+un bellissimo ponte di ferro di sei archi, che accavalcia
+la Spaarne; il qual ponte, immediatamente
+dopo il passaggio del treno, si apre, come per in<span class="pagenum"><a name="Page_290" id="Page_290">[290]</a></span>canto,
+nel mezzo, e lascia il varco libero ai bastimenti.
+Due soli uomini, movendo una macchina a
+un segnale del cantoniere, staccano, in due minuti,
+due archi del ponte, e in un tempo uguale, all&rsquo;avvicinarsi
+d&rsquo;un altro treno, li ricongiungono. Poco
+dopo passato il ponte, si vedono luccicare all&rsquo;orizzonte
+le acque dell&rsquo;Y.</p>
+
+<p>Qui si prova più vivo che mai un certo sentimento
+d&rsquo;inquietudine che turba sovente chi viaggia
+per la prima volta in Olanda. La strada corre sopra
+una striscia di terra che separa il fondo dell&rsquo;antico
+mare d&rsquo;Haarlem dalle acque dell&rsquo;Y; prolungamento,
+così chiamato per la sua forma, del
+golfo di Zuiderzee, il quale s&rsquo;addentra nelle terre,
+fra Amsterdam e la Nord-Olanda, sino alle dune
+del Mare del Nord. Per costrurre questa strada
+ferrata, che venne aperta nel 1839, prima del prosciugamento
+del lago d&rsquo;Haarlem, si dovette sovrapporre
+fascine a fascine, palafitte a palafitte, pietre
+a pietre, sabbia a sabbia; formare una sorta di
+istmo artificiale a traverso le paludi; comporre,
+in una parola, il terreno, sul quale la strada doveva
+passare; e fu un lavoro pieno di difficoltà e
+dispendiosissimo, che richiede tuttora cure e spese
+continue. Questa lingua di terra si va assottigliando
+fino ad Halfweg, che è la sola stazione compresa
+fra Haarlem ed Amsterdam. Qui le acque dell&rsquo;Y e
+il fondo del lago prosciugato sono divisi da cateratte
+colossali, alle quali è affidata l&rsquo;esistenza d&rsquo;una
+buona parte dell&rsquo;Olanda meridionale. Se queste ca<span class="pagenum"><a name="Page_291" id="Page_291">[291]</a></span>teratte
+si aprissero, la città d&rsquo;Amsterdam, centinaia
+di villaggi, tutto l&rsquo;antico lago, una distesa di terra
+di cinquanta chilometri sarebbe invasa e devastata
+dalle acque. Il prosciugamento del lago d&rsquo;Haarlem
+ha scemato questo pericolo; ma non l&rsquo;ha tolto; e
+però ad Halfweg è stabilita una direzione speciale
+della così detta amministrazione delle acque, che
+custodisce quelle termopili dell&rsquo;Olanda, coll&rsquo;occhio
+sul nemico e la mano sull&rsquo;armi.</p>
+
+<p>Passata la stazione di Halfweg, si vede a sinistra,
+di là dal golfo dell&rsquo;Y, un movimento confuso come
+di migliaia d&rsquo;alberi di bastimenti sbattuti dalla
+tempesta, che si tuffino e si rituffino nel mare; e
+sono le braccia di centinaia di mulini a vento mezzo
+nascosti dalle dighe, i quali si stendono lungo la
+riva della Nord-Olanda, nei dintorni della città di
+Zandam, in faccia ad Amsterdam. Poco dopo, apparisce
+Amsterdam. Al primo aspetto di questa città,
+anche dopo aver visto tutte le altre dell&rsquo;Olanda,
+non si può trattenere un movimento di meraviglia.
+È una foresta di altissimi mulini a vento della forma
+di torrioni, di campanili, di fari, di piramidi, di coni
+tronchi, di case aeree, che agitano da tutte le parti
+le loro enormi braccia incrociate, e formano al disopra
+dei tetti e delle cupole un roteamento immenso
+come d&rsquo;un nuvolo d&rsquo;uccelli mostruosi che battan le
+ali sulla città. In mezzo a questi mulini, s&rsquo;alzano innumerevoli
+torricciuole d&rsquo;officine, alberi di bastimento,
+campanili di architettura fantastica, cime di edifizi
+bizzarri, pinacoli, punte, forme sconosciute; più lon<span class="pagenum"><a name="Page_292" id="Page_292">[292]</a></span>tano
+si vedono altre ali di mulino fitte e intricate,
+che paiono una vastissima rete sospesa nell&rsquo;aria;
+tutta la città è nera; il cielo basso ed inquieto; è
+uno spettacolo grandioso, confuso e strano, visto il
+quale, si entra in Amsterdam con una vivissima curiosità.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Il primo effetto che produce questa città, appena
+si sono percorse alcune strade, è difficile ad esprimersi.
+Pare una città immensa e disordinata; Venezia
+ingigantita e imbruttita; una città olandese, sì, ma
+vista a traverso una lente che la faccia apparire tre
+volte più grande; la capitale d&rsquo;un&rsquo;Olanda immaginaria
+di cinquanta milioni d&rsquo;abitanti; una metropoli
+antica, fondata da un popolo di giganti sul
+delta d&rsquo;un fiume smisurato, per servir di porto a una
+flotta di diecimila navi; una città maestosa, severa,
+quasi lugubre, che desta un sentimento di stupore,
+sul quale s&rsquo;ha bisogno di pensare.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>La città, posta sulla riva dell&rsquo;Y, è fabbricata
+sopra novanta isole, quasi tutte di forma rettangolare,
+congiunte fra loro da circa trecentocinquanta
+ponti. La sua figura è un perfetto semicircolo, percorso
+da tanti canali in forma d&rsquo;archi concentrici
+a quello che chiude la città, e attraversati da altri
+canali convergenti al centro, come i fili d&rsquo;una tela
+di ragno. Un largo corso d&rsquo;acqua, chiamato l&rsquo;Amstel
+(il quale forma colla parola <i>dam</i>, diga, il nome
+d&rsquo;Amsterdam) divide la città in due parti quasi<span class="pagenum"><a name="Page_293" id="Page_293">[293]</a></span>
+uguali, e si va a gettare nell&rsquo;Y. Quasi tutte le case
+sono fabbricate su palafitte per il che suol dirsi che
+la città di Amsterdam, rovesciata, presenterebbe lo
+spettacolo d&rsquo;una grande foresta senza fronde e senza
+rami; e quasi tutti i canali son fiancheggiati da due
+larghe strade e da due file di tigli.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Questa regolarità di forma per la quale la vista
+può spaziare da tutte le parti, dà alla città un
+aspetto ammirabilmente grandioso. Ad ogni voltata
+di strada, si vedono nella nuova direzione, tre, quattro,
+persino sei ponti levatoi, quale ritto, quale abbassato,
+quale in movimento, i quali presentano all&rsquo;occhio
+una fuga di porte, e una confusione inestricabile
+di travi e di catene, da far pensare che Amsterdam
+sia composta di tanti quartieri nemici fra loro
+e fortificati gli uni contro gli altri. I canali, grandi
+come fiumi, formano qua e là svolti e bacini spaziosi,
+intorno ai quali si gira, passando sur una successione
+di ponti congiunti gli uni agli altri. Da tutti i
+crocicchi si vedono prospetti lontani d&rsquo;altri ponti, di
+altri canali, di bastimenti, di edifizi, velati da una leggera
+nebbia che fa apparire maggiore la lontananza.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Le case, quasi tutte altissime, rispetto a quelle
+delle altre città olandesi, nere, colle finestre e le
+porte contornate di bianco, colle facciate a punta e
+a scalini, decorate di bassorilievi che rappresentano
+urne, fiori ed animali; sono quasi tutte difese sul
+davanti da colonnette, balaustrate, stecconati, catene,<span class="pagenum"><a name="Page_294" id="Page_294">[294]</a></span>
+sbarre di ferro, e divise le une dalle altre da muriccioli
+ed assiti; e dentro queste specie di fortezze
+avanzate che ingombrano una buona parte della
+strada, vi son tavolini, panche con vasi di fiori, seggiole,
+secchie, carrette, ceste, carcasse di vecchi
+mobili; così che a guardar le strade da una delle
+estremità, pare che gli abitanti abbian portato fuori
+tutta la roba di casa per una sgomberatura universale.
+Moltissime case hanno un piano sottostante alla
+strada, al quale si scende per una scaletta di legno
+o di pietra; e in quel vacuo tra la strada e il muro,
+ci sono altri vasi di fiori, suppellettili, mercanzie
+esposte in vendita, gente che lavora, tutto un mondo
+sotterraneo che brulica ai piedi di chi passa.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Le strade principali presentano uno spettacolo
+unico al mondo. I canali sono coperti di bastimenti
+e di barconi; e sulle strade che li fiancheggiano, si
+vedono da una parte mucchi di botti, di casse, di
+sacchi, di balle; dall&rsquo;altra una fila di botteghe splendide.
+Di qui formicola il popolo in soprabito, le
+signore, le fantesche, i merciaiuoli ambulanti, i bottegai;
+di là il popolo rozzo e vagante dei marinai
+e dei battellieri colle loro mogli e i loro bambini. A
+destra si ode il vivace cicaleccio cittadino, a sinistra
+le grida acute e lente della gente di mare. Da
+un lato si sente il profumo dei fiori che adornan le
+finestre e l&rsquo;odore ghiotto delle trattorie; dall&rsquo;altro
+il puzzo di catrame e il fumo delle povere cucine
+delle barche a vela. Qui si alza un ponte levatoio<span class="pagenum"><a name="Page_295" id="Page_295">[295]</a></span>
+per dar passo a un bastimento; là si affolla la gente
+per passare sopra un ponte spezzato che si ricompone;
+più oltre una zattera traghetta un gruppo di persone
+all&rsquo;altra riva del canale; in fondo alla strada, parte
+un battello a vapore; dall&rsquo;estremità opposta entra
+una fila di barconi carichi; qui si apre una cateratta;
+lì scivola un <i>trekschuit</i>; poco distante gira un mulino,
+laggiù si piantano le palafitte per una nuova casa.
+Il cigolío delle catene dei ponti si mesce collo strepito
+dei carri, il fischio dei piroscafi rompe le ariette
+dei campanili, i cordami dei bastimenti s&rsquo;intralciano
+colle fronde degli alberi, la carrozza passa
+accanto alla barca, la bottega si specchia nel canale,
+le vele si riflettono nelle vetrine, la vita di terra
+e la vita di mare si rasentano, s&rsquo;incrociano, passano
+l&rsquo;una sull&rsquo;altra, e si confondono in uno spettacolo
+nuovo ed allegro come una festa d&rsquo;alleanza
+e di pace.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Se dalle strade principali uno si addentra nei
+vecchi quartieri, lo spettacolo cangia affatto. Le
+strade più strette di Toledo, i vicoli più oscuri di
+Genova, le case più squilibrate di Rotterdam, non
+son nulla in confronto della strettezza, dell&rsquo;oscurità
+e dello scompiglio architettonico che si vede in quei
+quartieri. Le strade paiono crepe aperte dal terremoto.
+Le case alte e nere, mezzo nascoste dai cenci
+stesi sulle finestre e appesi alle corde, sono inclinate
+a segno da metter paura; alcune sono ripiegate
+sopra sè stesse, come se fossero sul punto di spez<span class="pagenum"><a name="Page_296" id="Page_296">[296]</a></span>zarsi;
+altre si toccano quasi coi tetti, non lasciando
+vedere che un filo di cielo; altre pendono da due
+parti opposte, presentando la forma d&rsquo;un trapezio
+rovesciato; e paion case da palcoscenico nell&rsquo;atto
+che son portate via per cangiare la scena. Furon
+costrutte così appositamente per lo scolo delle acque,
+o s&rsquo;inclinarono perchè cedette il terreno? V&rsquo;è chi
+crede la prima e chi la seconda cosa; ma i più le
+credon tutte e due, il che mi pare più ragionevole.
+Ed anche in quei labirinti, dove formicola una plebe
+pallida e trista per la quale un raggio di sole è una
+benedizione di Dio, si vedono vasi di fiori, specchietti
+e tendinette alle finestre, che rivelano una povertà
+non scompagnata dal gentile amor della casa.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>La parte più pittoresca della città è quella compresa
+nella curva dell&rsquo;Amstel, intorno alla grande
+piazza del Nuovo Mercato. Là si vedono crocicchi
+di strade tenebrose e di canali deserti, piazzette solitarie
+circondate da muri che sgocciolano acqua, case
+filigginose, muffose, screpolate, decrepite, bagnate da
+acque morte ed immonde; vasti magazzini, con tutte
+le porte e le finestre chiuse; barche e barconi abbandonati
+in fondo a canali senza uscita, che hanno
+l&rsquo;aria di aspettare dei congiurati o delle streghe;
+mucchi di materiali da costruzione, che presentan
+l&rsquo;aspetto di avanzi d&rsquo;incendio o di rovina; bacini
+coperti d&rsquo;erba e chiassuoli fangosi; muri, acqua,
+ponti, tutto nero e tetro, da destare in chi passi di
+là per la prima volta, un sentimento di inquietu<span class="pagenum"><a name="Page_297" id="Page_297">[297]</a></span>dine,
+come se ci spirasse la minaccia di qualche
+sventura.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Chi ama i contrasti, non ha che da recarsi da
+questa parte della città nella piazza chiamata il <i>dam</i>,
+dove convergono le strade principali, e si trova il
+Palazzo Reale, la Borsa, la Nuova Chiesa e il monumento
+detto la Croce di Metallo, innalzato in commemorazione
+della guerra del 1830. Là v&rsquo;è un movimento
+fittissimo e continuo di gente e di carrozze,
+che rammenta lo <i>square</i> di Trafalgar di Londra, la
+Porta del Sole di Madrid e la piazza della Maddalena
+di Parigi. Stando là un&rsquo;ora si gode il più
+svariato spettacolo che si possa vedere in Olanda.
+Passano faccioni rossi e petulanti dell&rsquo;alto patriziato
+mercantile, volti abbronzati delle colonie, stranieri
+di tutte le gradazioni di biondo, ciceroni, suonatori
+d&rsquo;organetti, ambasciatori della morte col
+lungo velo nero, cuffiette bianche di fantesche, panciotti
+variopinti di pescatori del Zuiderzee, orecchini
+a paraocchi delle donne della Nord-Olanda, diademi
+d&rsquo;argento della Frisia, caschetti dorati della Groninga,
+camicie gialle dei lavoratori delle torbiere,
+gonnelle metà nere e metà rosse delle orfane degli
+ospizi, vestiti bizzarri degli abitanti delle isole, <i>cignons</i>
+spropositati, cappelli da carnovale; grandi
+spalle, grandi fianchi, grandi ventri, e tutta questa
+processione avvolta dal fumo dei sigari e delle pipe,
+e accompagnata da un suono di parole tedesche,
+olandesi, inglesi, francesi, fiamminghe, danesi, da<span class="pagenum"><a name="Page_298" id="Page_298">[298]</a></span>
+credere d&rsquo;essere capitati nella valle di Giosafat o ai
+piedi della torre di Babele.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Dalla piazza del Dam si arriva in pochi minuti
+al porto, che offre anch&rsquo;esso uno spettacolo grandioso
+e strano oltre ogni dire. A primo aspetto,
+non ci si capisce nulla. Si vedono da ogni parte
+dighe, ponti, cateratte, palizzate, bacini, che presentano
+l&rsquo;immagine d&rsquo;un&rsquo;immensa fortezza costrutta
+così astutamente, perchè nessuno riesca a raccapezzarne
+la forma; e non ci si riesce infatti che per
+mezzo della carta e dopo una passeggiata di parecchie
+ore. Dal mezzo della città, alla distanza di mille
+metri l&rsquo;una dall&rsquo;altra, partono in direzione opposta
+due gran dighe arcate che abbracciano e difendono
+dal mare le due estremità di Amsterdam sporgenti
+oltre il semicircolo delle sue case come le punte
+d&rsquo;una mezza luna. Queste due dighe che hanno ciascuna
+una gran porta munita d&rsquo;una cateratta gigantesca,
+racchiudono due bacini capaci di mille bastimenti
+d&rsquo;alto bordo e parecchie isolette sulle quali
+son magazzini, arsenali, opificii, dove lavorano migliaia
+d&rsquo;operai. Fra le due grandi dighe s&rsquo;avanzano
+parecchie dighe minori, formate di robuste palizzate,
+che servono di stazione d&rsquo;imbarco per i battelli a
+vapore. In tutte queste dighe s&rsquo;innalzano case, tettoie,
+baracche, fra le quali formicola una folla di
+marinai, di passeggieri, di facchini, di donne, di
+ragazzi, di carrozze, di carri, chiamati là dalle partenze
+e dagli arrivi che si succedono rapidamente<span class="pagenum"><a name="Page_299" id="Page_299">[299]</a></span>
+dal far del giorno alla sera. Dai punti avanzati di
+codeste dighe si abbraccia con uno sguardo l&rsquo;intero
+porto: le due foreste di navigli dalle bandiere di
+mille colori, racchiusi nei due grandi bacini; i bastimenti
+che arrivano dal gran canale del Nord, e che
+entrano a vele spiegate nel mare di Zuiderzee; i barconi
+e le barche che s&rsquo;incrociano da tutte le parti
+del golfo; la costa verde della Nord-Olanda; i
+cento mulini di Zandam: la lunghissima schiera delle
+prime case di Amsterdam che disegnano sul cielo
+le loro mille punte nere; le innumerevoli colonne di
+fumo filigginoso, che s&rsquo;alzano dalla città sull&rsquo;orizzonte
+grigio; e quando le nuvole sono in moto, una
+continua, rapidissima, meravigliosa variazione di
+colori e d&rsquo;aspetti, per la quale ora sembra di essere
+nel più gaio, ora nel più tristo paese del mondo.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Ritornando in città, per osservare particolarmente
+gli edifizii, i primi a chiamar l&rsquo;attenzione sono i
+campanili. In Amsterdam ci sono templi di tutte le
+religioni: sinagoghe, chiese per i riformati calvinisti,
+chiese pei luterani della confessione Ausburgo strettamente
+osservata, chiese per i luterani della confessione
+d&rsquo;Ausburgo osservata largamente, chiese per
+i rimostranti, per i mennoniti, per i valloni, per
+gl&rsquo;inglesi episcopali, per gl&rsquo;inglesi presbiteriani, per
+i cattolici, per i greci scismatici; e ognuno di questi
+templi innalza al cielo un campanile che par stato
+fatto per vincere tutti gli altri di originalità e di
+bizzarria. Quello che dice Vittor Hugo degli archi<span class="pagenum"><a name="Page_300" id="Page_300">[300]</a></span>tetti
+fiamminghi, i quali fabbricarono dei campanili
+ponendo un&rsquo;insalatiera rovesciata sopra un berretto
+da giudice, una zuccheriera sopra l&rsquo;insalatiera, una
+bottiglia sulla zuccheriera, e un ostensorio sulla bottiglia,
+si può riferire in parte anche ai campanili
+d&rsquo;Amsterdam. Alcuni son formati di chioschi o di
+tempietti sovrapposti, altri di tante torricine che
+paiono tirate fuori l&rsquo;una dall&rsquo;altra, in modo che a
+dare un colpo sulla più alta, tutto il campanile si
+debba accorciare come un cannocchiale; altri son
+sottili come minareti, quasi interamente costrutti di
+ferro, ornati, dorati, traforati, trasparenti; altri coronati
+dal mezzo in su di terrazzini, di balaustrate, di
+archi, di colonne; quasi tutti poi sormontati da un
+globo o da una corona di ferro della forma d&rsquo;un
+bulbo, sulla quale posa un&rsquo;altra corona, che regge
+alla sua volta una palla, la quale sostiene un&rsquo;asta,
+in cui è confitto ancora qualche altro oggetto, che
+forse non è l&rsquo;ultimo neanch&rsquo;esso; tal quale come le
+torricciuole che fanno i ragazzi, sovrapponendo tutti
+i ninnoli che cascan loro nelle mani.</p>
+
+<p>Fra gli edifizii monumentali, che non sono molti,
+v&rsquo;è il palazzo reale, il primo dei palazzi d&rsquo;Olanda,
+costrutto tra il 1648 e il 1655, sopra tredicimilaseicentocinquantanove
+palafitte; grandioso, pesante
+e nero; del quale il più bell&rsquo;ornamento è una sala
+da ballo che si dice la più vasta d&rsquo;Europa, e il
+maggiore difetto, quello di non avere portone, per
+il che vien chiamato comunemente la casa senza
+porta. Per contrapposto, l&rsquo;edifizio della Borsa che<span class="pagenum"><a name="Page_301" id="Page_301">[301]</a></span>
+gli sorge dirimpetto, fondato su trentaquattromila
+palafitte, perchè non ha di notevole che un peristilio
+di diciassette colonne, si chiama la porta senza casa;
+bisticcio che ogni olandese si fa un dovere di ripetere
+agli stranieri, sorridendo impercettibilmente coll&rsquo;estremità
+delle labbra. Chi capita ad Amsterdam
+nella prima settimana della Kermesse, ch&rsquo;è il carnevale
+dell&rsquo;Olanda, può vedere in questo edifizio
+uno spettacolo curiosissimo. Per sette giorni, nelle ore
+in cui non si fanno affari, la Borsa è aperta a tutta
+la ragazzaglia della città, che v&rsquo;irrompe, facendo uno
+strepito infernale di pifferi, di tamburi e di grida;
+licenza che, se è vera la tradizione, sarebbe stata
+concessa dal Municipio in onore di alcuni ragazzi,
+i quali, al tempo della guerra d&rsquo;indipendenza, giocherellando
+presso l&rsquo;antica Borsa, scopersero gli
+Spagnuoli che si preparavano a far saltare in aria
+l&rsquo;edifizio con un naviglio pieno di polvere, corsero
+a darne avviso ai cittadini, e mandarono così a vuoto
+il tentativo dei nemici. Oltre il palazzo reale e la
+Borsa, sono un bell&rsquo;ornamento di Amsterdam il
+palazzo dell&rsquo;industria, fatto di cristallo e di ferro,
+e sormontato da una cupola leggerissima, che da
+lontano, quando vi batte il sole, gli dà l&rsquo;aspetto
+d&rsquo;una grande moschea; e come monumenti storici,
+le vecchie torri che s&rsquo;alzano sulla riva del porto.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Fra queste torri ve n&rsquo;è una che si chiama <i>Torre
+dell&rsquo;angolo dei piangenti</i> o <i>Torre delle lagrime</i>, perchè
+là s&rsquo;imbarcavano altre volte i marinai olandesi<span class="pagenum"><a name="Page_302" id="Page_302">[302]</a></span>
+per lunghissimi viaggi, e le loro famiglie andavano
+presso quella torre per salutarli e vederli partire, e
+piangevano. Sopra la porta v&rsquo;è un rozzo bassorilievo
+segnato della data 1569, il quale rappresenta il porto,
+una nave che parte, e una donna che piange; e fu posto
+in commemorazione della moglie d&rsquo;un marinaio, che
+morì di dolore per la partenza di suo marito.</p>
+
+<p>È stato osservato che quasi tutti gli stranieri che
+vanno a veder quella torre, dopo aver dato un&rsquo;occhiata
+al bassorilievo e alla <i>Guida</i> che ne spiega il
+significato, si voltano verso il mare come per cercare
+il bastimento che parte, e rimangono qualche tempo
+pensierosi. A che cosa pensano? Forse a quello che
+pensai io stesso. Seguono quel bastimento nei mari
+artici, alla pesca delle balene o alla ricerca d&rsquo;una
+nuova via per le Indie, e alla loro mente si spiega
+come una visione l&rsquo;epopea tremenda della marina
+olandese in mezzo agli orrori del polo: i mari ingombri
+di ghiaccio, il freddo che fa cadere a brani
+la pelle delle mani e del viso, gli orsi bianchi che
+s&rsquo;avventano sui marinai, e spezzan le armi coi denti;
+i cavalli marini che accorrono a stormi furiosi per
+rovesciare le scialuppe; le rocce di ghiaccio mulinate
+dalle onde e dal vento, e le vaste pianure
+ghiacciate e mobili che s&rsquo;incontrano, imprigionano
+e stritolano le flotte; le isole deserte sparse di cadaveri
+di marinai, di carcasse di navi, di cinture
+di cuoio rosicchiate nella disperazione dell&rsquo;agonia
+dagl&rsquo;infelici che morirono di fame; poi le frotte
+di balene che volteggiano intorno ai navigli, le for<span class="pagenum"><a name="Page_303" id="Page_303">[303]</a></span>midabili
+contorsioni del mostro ferito nelle acque
+insanguinate, le barche rovesciate dai colpi di coda,
+i pescatori che cascan nel mare, e vi rimangono
+irrigiditi, i naufraghi erranti seminudi nella nebbia
+e nelle tenebre, le fosse scavate nel ghiaccio e ricoperte
+col ghiaccio per ripararsi dalle fiere, i
+sonni che finiscono colla morte. Poi ancora sconfinate
+solitudini bianche e brumose, dove non si sente
+altro rumore che quello dei remi delle scialuppe
+ripercosso dalle caverne e i gridi lamentevoli delle
+foche; poi altri deserti dove non è più traccia di
+vita, le montagne di ghiaccio incommensurate, gl&rsquo;immensi
+spazi ignoti, le nevi secolari, l&rsquo;inverno eterno,
+la tristezza solenne delle notti del polo, il silenzio
+infinito in cui l&rsquo;anima si spaura, i marinai consunti,
+trasfiguriti, moribondi, che s&rsquo;inginocchiano sul ponte,
+e giungono le mani verso l&rsquo;orizzonte infocato dall&rsquo;aurora
+boreale, chiedendo a Dio di rivedere il sole
+e la patria. Scienziati, mercatanti, poeti, tutti s&rsquo;inchinano
+a quelle umili avanguardie che hanno tracciato
+coi loro scheletri sulle nevi immaculate del
+polo il primo sentiero della vita.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Da questa torre, voltando a destra, e seguitando
+a camminare lungo il porto, si arriva alla Plantaadije,
+vasto quartiere composto di due isole congiunte
+da molti ponti, nel quale c&rsquo;è un parco, un giardino
+zoologico, un giardino botanico, un passeggio pubblico,
+che formano una grande oasi verde ed allegra
+in mezzo alle acque livide e alle case nere. Là con<span class="pagenum"><a name="Page_304" id="Page_304">[304]</a></span>certi
+musicali, là feste notturne, là il fiore della bellezza
+amsterdamese; fiore che, per buona fortuna
+dei viaggiatori di fibra sensitiva, spande un profumo
+soave; ma che non dà al capo. Dal qual pericolo,
+in ogni caso, non c&rsquo;è miglior rifugio che il giardino
+zoologico, proprietà d&rsquo;una società di quindicimila
+soci; il più bel giardino zoologico d&rsquo;Olanda, che
+pure ne ha dei bellissimi, e uno dei più ricchi d&rsquo;Europa;
+nel quale si scorda facilmente in mezzo alle
+salamandre massime del Giappone, ai serpenti boa
+di lava e ai <i>bradypi didactyli</i> di Surinam, i visetti
+pallidi e gli occhi azzurri delle belle calviniste.</p>
+
+<p>Dalla Plantaadije, passando su parecchi ponti, e
+fiancheggiando diversi canali, si arriva sulla grande
+piazza del <i>Boter Markt</i>, dove c&rsquo;è una statua gigantesca
+del Rembrandt e l&rsquo;ufficio del consolato italiano.
+Da questa piazza si va al quartiere degli Ebrei
+che è una delle meraviglie di Amsterdam.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Per andarci, domandai la strada al nostro gentilissimo
+console, il quale mi rispose:&mdash;Cammini
+diritto fin che non si trovi in un quartiere infinitamente
+più sudicio di tutti quelli ch&rsquo;ella ha considerati
+finora come il <i>non plus ultra</i> del sudiciume; quello
+è il ghetto; non può sbagliare.&mdash;Andai innanzi,
+ognuno può immaginare con che aspettazione; passai
+accanto a una sinagoga; mi soffermai un momento
+in un crocicchio; poi presi la strada più stretta, e
+in capo a pochi minuti, riconobbi il ghetto. La mia
+aspettazione fu superata.<span class="pagenum"><a name="Page_305" id="Page_305">[305]</a></span></p>
+
+<p>È un labirinto di strade strette, fangose e cupe,
+fiancheggiate da case vecchissime, che pare debbano
+cadere in rovina a dare un calcio nel muro. Dalle
+corde tese fra finestra e finestra, dai davanzali, dai
+chiodi piantati nelle porte, spenzolano e svolazzano
+sui muri umidi camicie sbrandellate, gonnelle rappezzate,
+vestiti unti, lenzuoli macchiati, calzoni cenciosi.
+Davanti alle porte e sugli scalini rotti, in
+mezzo alle cancellate cadenti, sono esposte le vecchie
+mercanzie. Rottami di mobili, frammenti d&rsquo;armi,
+oggetti di divozione, brandelli d&rsquo;uniformi, avanzi di
+strumenti, frantumi di giocattoli, ferramenti, cocci,
+frangie, cenci, tutte le cose che non han più nome
+in alcuna lingua umana, tutto quello che hanno guasto
+e disperso la ruggine, il tarlo, il foco, la rovina,
+il disordine, la dissipazione, le malattie, la miseria,
+la morte; tutto quello che i servitori spazzano, che
+i rigattieri ributtano, che i mendicanti calpestano,
+che gli animali trascurano; tutto ciò che ingombra,
+che insudicia, che puzza, che stomaca, che contamina;
+tutto si ritrova là a mucchi e a strati, destinato
+a un commercio misterioso, ad accoppiamenti
+impreveduti, a trasformazioni incredibili. In mezzo
+a quel cimitero di cose, a quella babilonia d&rsquo;immondizie,
+brulica un popolo macilento, pezzente, pidocchioso,
+accanto al quale i gitani dell&rsquo;Albaicin di Granata
+son gente pulita e profumata. Come in tutti i
+paesi, così anche là hanno preso ad imprestito dal
+popolo presso cui vivono, il colore del pelo e del viso;
+ma hanno conservato i nasi adunchi, i menti aguzzi,<span class="pagenum"><a name="Page_306" id="Page_306">[306]</a></span>
+i capelli crespi, tutti i tratti della razza semitica.
+Il vocabolario non ha parole per dare un&rsquo;immagine
+di quella gente. Capigliature in cui non è mai
+passato un pettine, occhi che fanno raccapriccio,
+magrezze di cadaveri consunti, bruttezze che destan
+pietà, vecchi che serbano appena figura umana, ravvolti
+in ogni sorta di vestiti di cui non si riconosce
+più nè colore nè forma nè a che sesso appartengano,
+dai quali escono, e s&rsquo;allungano tremolando mani
+scheletrite con giunture acute di locuste e di ragni.
+Tutto si fa in mezzo alla strada. Le donne friggono
+i pesci su piccoli fornelli, le ragazze cullano i bambini,
+gli uomini rimestano i loro vecchiumi, i ragazzi
+seminudi si avvoltolano sul selciato coperto di legumi
+fradici e di brutture di pesci; le vecchie decrepite,
+sedute in terra, combattono colle unghie ferine i prudori
+del corpo immondo, scoprendo coll&rsquo;inconsapevolezza
+del bruto cenci riposti e membra da cui lo
+sguardo rifugge. Camminando per lunghi tratti sulla
+punta dei piedi, turandomi qualche volta il naso,
+badando a scansare cogli occhi le cose di cui non
+avrei potuto sostenere la vista, percorsi quasi tutte
+quelle strade, e quando riuscii sulla sponda d&rsquo;un
+largo canale, in un luogo aperto e pulito, mi parve
+di essere capitato nel paradiso terrestre, ed aspirai
+con voluttà l&rsquo;aria impregnata di catrame.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>In Amsterdam, come in tutte le altre città olandesi,
+ci sono molte società particolari, alcune delle
+quali hanno l&rsquo;importanza di grandi istituzioni nazio<span class="pagenum"><a name="Page_307" id="Page_307">[307]</a></span>nali;
+principalissima la <i>Società d&rsquo;utilità pubblica</i>,
+fondata nel 1784, che è quasi un secondo governo
+per l&rsquo;Olanda. Il suo scopo è l&rsquo;educazione del popolo,
+alla quale provvede colla pubblicazione di libri elementari,
+letture pubbliche, biblioteche per gli operai,
+scuole d&rsquo;istruzione primaria, scuole professionali,
+scuole di canto, case di asilo, casse di risparmio,
+premi di buona condotta, onorificenze per gli atti di
+valore e di abnegazione. La società, retta da un
+consiglio d&rsquo;amministrazione composto di dieci direttori
+e d&rsquo;un segretario generale, si compone di più
+di quindicimila soci, divisi in trecento gruppi, i
+quali formano altrettante società indipendenti, sparpagliate
+nelle città, nei villaggi, nei più piccoli
+Comuni dello Stato. Ogni socio paga poco più di
+dieci lire l&rsquo;anno. Colla somma (modesta rispetto alla
+vastità dell&rsquo;istituzione) che questa tassa produce, la
+società esercita, come disse Alfonso Esquiroz, una
+specie di magistratura anonima sui pubblici costumi;
+stringe insieme col vincolo d&rsquo;una beneficenza
+imparziale tutte le sètte religiose; spande a larga
+mano per tutto il paese istruzione, soccorsi, conforti;
+e come nacque indipendente, così opera e
+procede fedele al principio degli Olandesi, che l&rsquo;albero
+della beneficenza deve crescere senza innesti
+e senza puntelli. Altre società come l&rsquo;<i>Arti et Amicitiæ</i>,
+la <i>Felix Meritis</i>, la <i>Doctrina et Amicitia</i>,
+hanno per iscopo l&rsquo;incremento delle arti e delle
+scienze, promuovono mostre pubbliche, concorsi, letture,
+e sono ad un tempo splendidi luoghi di ritrovo,<span class="pagenum"><a name="Page_308" id="Page_308">[308]</a></span>
+forniti di belle biblioteche, e di quasi tutti i grandi
+giornali d&rsquo;Europa.</p>
+
+<p>Sulle istituzioni di carità d&rsquo;Amsterdam ci sarebbe
+da scrivere un libro. È noto quello che Luigi XIV,
+quando si disponeva ad invadere l&rsquo;Olanda, disse a
+Carlo II d&rsquo;Inghilterra: &ldquo;Non abbiate timore per
+Amsterdam; io ho ferma speranza che la Provvidenza
+la salverà, non fosse che in considerazione
+della sua carità per i poveri.&rdquo; Là tutte le sventure
+umane trovano asilo e lavoro. Mirabile sopra tutti è
+l&rsquo;ospizio degli orfani di cittadini amsterdamesi, che
+ebbe l&rsquo;onore di ospitare quell&rsquo;immortale Van Speyk,
+il quale, nel 1831, sulle acque della Schelda, salvò
+l&rsquo;onore della bandiera olandese col sacrifizio della sua
+vita. Questi orfani hanno un costume curiosissimo,
+metà rosso e metà nero, in modo che guardati di
+profilo, da una parte paion vestiti per una festa
+carnovalesca, dall&rsquo;altra, per una cerimonia funebre;
+e questa bizzarra divisa è stata scelta perchè sian
+riconosciuti dai tavernai a cui è proibito di lasciarli
+entrare a far stravizi, e dagl&rsquo;impiegati delle strade
+ferrate che non debbono lasciarli viaggiare senza il
+permesso dei direttori: la qual cosa, sia detto di
+volo, si sarebbe potuta ottenere con un vestimento
+meno ridicolo. Questi orfani bicolori si vedono per
+tutto, freschi, puliti e cortesi, che rallegrano il cuore.
+In tutte le feste pubbliche, occupano il primo posto;
+in tutte le cerimonie solenni si ode il loro canto;
+la prima pietra dei monumenti nazionali è posta
+dalle loro mani; e il popolo li ama e li onora.<span class="pagenum"><a name="Page_309" id="Page_309">[309]</a></span></p>
+
+<p>Per finir di parlare degli stabilimenti, bisognerebbe
+rammentare le industrie particolari di Amsterdam,
+come il raffinamento del borace e della canfora
+e la fabbricazione dello smalto; ma son cose da
+lasciarsi ai viaggiatori enciclopedici di là da venire.
+Merita però un cenno speciale la pulitura dei diamanti,
+principalissima delle industrie amsterdamesi,
+la quale, come fu per lungo tempo, in Europa, un
+segreto degli Ebrei d&rsquo;Anversa e d&rsquo;Amsterdam, è
+tuttora esercitata quasi unicamente dai circoncisi.
+Questo commercio ammonta anno per anno alla
+somma di centomilioni di lire, e provvede alla vita
+di più di diecimila persone. Uno dei più belli opifici
+è quello posto in Zuanenburgerstraat, nel quale gli
+operai medesimi spiegano in francese le tre operazioni
+del taglio, della prima pulitura e della pulitura
+definitiva, fatte sotto gli occhi dei visitatori,
+con un garbo e una destrezza ammirabili. È bello
+il vedere quelle umili pietruzze, somiglianti a&rsquo; frammenti
+di gomma arabica sudicia, che a trovarsele
+in casa si butterebbero dalla finestra insieme coi
+mozziconi di sigaro, vederle in pochi minuti, trasformarsi,
+accendersi, animarsi quasi d&rsquo;una vita sfolgorante
+e festosa, come se comprendessero il destino
+che li trasse dalle viscere della terra per farli servire
+alle pompe del mondo. Di quante strane vicende
+sarà testimonio o attore o cagione, quella piccola
+pietra che l&rsquo;operaio stringe fra le dita del suo
+guanto ferrato! Andrà forse a brillare sulla fronte
+d&rsquo;una Regina, che una notte l&rsquo;abbandonerà nei suoi<span class="pagenum"><a name="Page_310" id="Page_310">[310]</a></span>
+scrigni per sottrarsi alla folla che ha atterrate le
+porte del palazzo. Caduta nelle mani d&rsquo;un comunista,
+scintillerà dopo qualche tempo sul tavolo d&rsquo;una
+Corte d&rsquo;Assisie accanto a un pugnale macchiato di
+sangue. Passerà per una lunga vicenda di feste
+nuziali, di conviti, di danze, e poi trasvolando per
+la porta del Monte di Pietà o per il finestrino d&rsquo;una
+carrozza assalita, andrà di mano in mano, di paese
+in paese, a sfolgorare sulle dita d&rsquo;una principessa in
+un palco del teatro dell&rsquo;opera di Pietroburgo. Di qui
+andrà ad aggiungere un punto luminoso sopra la sciabola
+d&rsquo;un pascià dell&rsquo;Asia Minore; e poi a tentare la
+virtù d&rsquo;una crestaia di sedici anni nel quartiere di
+Sant&rsquo;Antonio a Parigi; e infine, chi sa? a ornare
+l&rsquo;orologio d&rsquo;un pronipote di colui che l&rsquo;ha messa
+pel primo agli onori del mondo; poichè di quegli
+operai ve n&rsquo;è qualcuno che mette tanto da parte
+da lasciare un capitaletto alla sua discendenza. Fra
+gli altri, v&rsquo;era qualche anno fa, nell&rsquo;opifizio di Zuanenburgerstraat,
+il vecchio israelita che lavorò il
+famoso diamante Koynor, il quale, oltre la gran
+medaglia d&rsquo;onore dell&rsquo;Esposizione di Parigi, gli
+fruttò una mancia di diecimila fiorini e un bel regalo
+della Regina d&rsquo;Inghilterra.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Ad Amsterdam c&rsquo;è il più bel Museo di Pittura
+dell&rsquo;Olanda.</p>
+
+<p>Lo straniero che v&rsquo;entra preparato all&rsquo;ammirazione
+dei due più grandi capolavori della pittura
+olandese, non ha bisogno di domandare dove siano.<span class="pagenum"><a name="Page_311" id="Page_311">[311]</a></span>
+Appena ha oltrepassato la soglia, vede una piccola
+sala piena di gente immobile e silenziosa, entra, e si
+trova nel penetrale più sacro del tempio: a destra
+ha la <i>Ronda di notte</i> del Rembrandt, a sinistra il
+<i>Banchetto della guardia civica</i> del Van der Helst.</p>
+
+<p>Dopo aver visto e rivisto questi due quadri, mi
+divertii sovente a osservare coloro che entrano in
+quella sala per la prima volta. Quasi tutti, appena
+entrati, si fermano, guardano con stupore di qua e
+di là, poi sorridono, e poi si voltano a destra. Il
+Rembrandt vince.</p>
+
+<p>La <i>Ronda di notte</i>, o come altri vorrebbe chiamarla,
+<i>L&rsquo;uscita degli archibugieri</i>, od anche <i>L&rsquo;uscita
+della compagnia di Banning Cock</i>, la più vasta tela
+del Rembrandt, è più che un quadro, è uno spettacolo,
+e uno spettacolo che sbalordisce. Tutti i critici
+francesi, per esprimere l&rsquo;effetto che produce, si son
+serviti della stessa frase: <i>C&rsquo;est écrasant</i>. Un gran
+movimento di figure umane, una gran luce, una
+grande oscurità: col primo sguardo non si afferra
+altro, e per qualche momento non si sa dove fissar
+gli occhi per cercare di rendersi conto di quella
+grandiosa e splendida confusione. Sono ufficiali, alabardieri,
+ragazzi che corrono, archibugieri che caricano
+e sparano, giovani che suonano il tamburo,
+gente che si china, parla, grida, gesticola; vestiti
+tutti d&rsquo;un costume differente, con cappelli rotondi,
+cappelli a punta, pennacchi, caschi, morioni, gorgiere
+di ferro, collaretti di bisso, giustacuori ricamati
+d&rsquo;oro, stivaloni, calze di tutti i colori, armi di<span class="pagenum"><a name="Page_312" id="Page_312">[312]</a></span>
+tutte le forme; e questa frotta disordinata, tumultuosa
+e luccicante si stacca dal fondo oscuro del
+quadro, e s&rsquo;avanza verso chi guarda. I due primi
+personaggi sono Frans Banning Cock, signore di Purmerland
+e di Ilpendam, capitano della compagnia,
+e il suo luogotenente Willem van Ruijtenberg, signore
+di Vlaardingen, che camminano l&rsquo;uno accanto all&rsquo;altro.
+Le due sole figure in piena luce sono questo
+luogotenente, vestito di una casacca di bufalo, con
+ornamenti d&rsquo;oro, ciarpa, gorgiera, pennacchio bianco
+e grandi stivali; e una bambina che gli vien dietro,
+colla capigliatura bionda e imperlata, e una veste
+di raso giallo; tutti gli altri personaggi sono nell&rsquo;oscurità
+o nell&rsquo;ombra, eccettuate le teste che son
+tutte illuminate. Da che luce? Ecco l&rsquo;enigma. È la
+luce del sole? è quella della luna? è quella delle
+fiaccole? Lumeggiamenti d&rsquo;oro e d&rsquo;argento, riflessi
+lunari, chiarori infocati, personaggi, come la bambina
+dai capelli biondi, che sembrano brillare di luce
+propria, volti che paiono rischiarati dalle fiamme
+d&rsquo;un incendio, scintillamenti che abbarbagliano, ombre,
+crepuscoli e oscurità di sotterraneo, tutto vi si
+ritrova armonizzato e contrapposto con un ardimento
+miracoloso ed un&rsquo;arte insuperabile. Vi sono
+delle stonature di luce? delle oscurità gratuite? degli
+accessori troppo rilevati a danno delle figure? delle
+figure vaghe o grottesche? delle lacune e delle bizzarrie
+ingiustificate? Tutto è stato detto intorno a
+codesto quadro, argomento d&rsquo;entusiasmo cieco e
+di censure spietate, levato a cielo come una mera<span class="pagenum"><a name="Page_313" id="Page_313">[313]</a></span>viglia
+del mondo, e considerato indegno del Rembrandt,
+discusso, interpretato, spiegato in mille modi
+e in mille sensi. Ma non ostante tutte le censure,
+tutti i difetti, tutte le opposte interpretazioni, esso
+è là da due secoli trionfante e glorioso, e più lo si
+guarda, più s&rsquo;illumina e si avviva; ed anco veduto
+di volo, rimane per sempre nella memoria con tutti
+i suoi splendori e i suoi misteri, come una stupenda
+visione.</p>
+
+<p>Il quadro del Van der Helst, (pittore del quale
+non si sa nulla, eccetto che nacque in Amsterdam
+sul principio del secolo decimosettimo, e vi passò
+una gran parte della sua vita) rappresenta un banchetto
+col quale la guardia civica di Amsterdam
+festeggiò la pace di Munster il 18 giugno del 1648.
+Il quadro contiene venticinque figure di grandezza
+naturale, tutte ritratti fedelissimi di personaggi noti,
+dei quali si conservano i nomi. Sono ufficiali, sergenti,
+portabandiere, guardie, aggruppati intorno a
+una mensa, che si stringono la mano, si portano
+brindisi, si apostrofano; e chi taglia, chi mangia,
+chi sbuccia aranci, chi mesce. Il quadro del Rembrandt
+è un&rsquo;apparizione fantastica; il quadro del
+Van der Helst è uno specchio che riflette una scena
+reale. Non c&rsquo;è unità, non ci son contrasti, non ci
+son misteri: tutte le cose vi son rappresentate colla
+stessa cura e la stessa evidenza. Teste e mani, figure
+vicine e figure lontane, corazze d&rsquo;acciaio e frangie
+di trina, cappelli piumati e stendardi di seta, cornucopie
+d&rsquo;argento e bicchieri dorati; vasi, posate,<span class="pagenum"><a name="Page_314" id="Page_314">[314]</a></span>
+stoviglie, vivande, vini, armi, ornamenti, tutto spicca,
+splende, inganna, seduce. Le teste, considerate una
+per una, sono ritratti meravigliosamente riusciti, dai
+quali un medico potrebbe con tutta sicurezza argomentare
+il temperamento e prescrivere le cure preventive
+per la salute di tutti. Delle mani è stato
+detto argutamente e con ragione che, staccate dai
+corpi e mescolate tutte insieme, si potrebbero riconoscere
+e rimettere a ciascuna figura senza pericolo
+d&rsquo;ingannarsi, tanto sono finite, distinte, individuate,
+per così dire, colle persone a cui appartengono.
+Viso per viso, costume per costume, oggetto per oggetto,
+più lo si guarda, e più si scoprono particolari,
+minuzie, tocchi, nonnulla d&rsquo;un&rsquo;esattezza e d&rsquo;una
+verità da far strabiliare. Di più, quella varietà
+e quello splendore di colori, la bonomia e la freschezza
+dei volti, il vestiario pomposo, i mille oggetti
+luccicanti, danno tutti insieme a quel gran quadro
+un&rsquo;aria di festa e di allegria, la quale facendo
+dimenticare la volgarità del soggetto, si trasfonde
+in chi guarda, e gli desta un sentimento di simpatia
+amichevole e di ammirazione serena, che si rivela
+in un sorriso affabile anche sul volto dei visitatori
+più accigliati.</p>
+
+<p>Del Rembrandt v&rsquo;è ancora nel Museo il gran
+quadro intitolato: <i>I sindaci dei mercanti di panno</i>
+fatto diciannove anni dopo la <i>Ronda di notte</i>, con
+minor foga giovanile e meno bizzarria d&rsquo;immaginazione;
+ma con tutto il vigore d&rsquo;un ingegno maturo;
+e non meno meraviglioso dell&rsquo;altro per l&rsquo;effetto del<span class="pagenum"><a name="Page_315" id="Page_315">[315]</a></span>
+chiaroscuro, per l&rsquo;espressione delle figure, per forza
+di colorito, per esuberanza di vita: preferito da
+qualcuno alla <i>Ronda</i>. Del Van der Helst v&rsquo;è un
+altro quadro, <i>I sindaci della confraternita di san
+Sebastiano ad Amsterdam</i>, nel quale risplendono
+pure, benchè meno vivamente che nel <i>Banchetto</i>,
+tutte le meravigliose facoltà del grande maestro.</p>
+
+<p>Lo Steen ci ha otto quadri, fra i quali il suo
+ritratto, che lo rappresenta giovane, bello, lungochiomato,
+e con un&rsquo;aria quieta e meditabonda, che
+par che dica:&mdash;No, stranieri, non fui un dissipato,
+non fui un ubbriacone, non fui un cattivo
+marito: fui calunniato; rispettate la mia memoria.&mdash;I
+soggetti dei suoi quadri sono una fantesca che
+pulisce una pentola, una famiglia di contadini che
+torna a casa in barca, un fornaio che fa il pane,
+una scena di famiglia, uno sposalizio di villaggio,
+una festa di ragazzi, un ciarlatano in una
+piazza; tutti coi soliti ubbriachi, le solite risatacce,
+le solite figure grottesche mirabilmente colorite e
+lumeggiate. Nel quadro del <i>Ciarlatano</i> sopratutto la
+sua mania del grottesco raggiunge l&rsquo;ultimo segno.
+Le teste sono deformi, i volti son musi, i nasi son
+becchi, le schiene son groppe, le mani son zampe, gli
+atteggiamenti sono contorsioni, le risa sono smorfie
+di maschere; sono personaggi, infine, dei quali non
+si può trovare un&rsquo;immagine che dentro i vasi dei
+gabinetti anatomici o nelle caricature animalesche
+del Grandville. È impossibile trattenere le risa;
+ma si ride come dovevan ridere gli spettatori di<span class="pagenum"><a name="Page_316" id="Page_316">[316]</a></span>
+Gymplaine, dicendo in cuor loro:&mdash;Peccato ch&rsquo;è
+un mostro!</p>
+
+<p>Eppure v&rsquo;è un artista che fece discendere questo
+genere di pittura anche più basso che lo Steen, e fu
+Adriano Brouwer, uno dei più famosi scapestrati
+dell&rsquo;Olanda. Costui fu discepolo di Francesco Hals,
+e s&rsquo;ubbriacava con lui una volta al giorno, finchè
+perseguitato dai creditori, fuggì da Amsterdam ad
+Anversa, dove lo arrestarono come spia, e lo cacciarono
+in prigione. Il Rubens lo fece uscire, e lo
+raccolse in casa sua; ma il Rubens menava una vita
+ordinata, e il Brouwer che voleva correre la cavallina,
+lo piantò. Andò a Parigi, e là ne fece di
+tutte le tinte, finchè ridotto secco come un uscio,
+tornò ad Anversa, e finì la sua misera vita in un
+fondo di spedale all&rsquo;età di trentadue anni. Come
+non bazzicò che le taverne e la canaglia, così non
+dipinse che scene grossolane e stomachevoli di donnacce
+e di mascalzoni ubbriachi, delle quali è principal
+pregio il colorito vivo e armonioso, e l&rsquo;impronta
+originale. Il Museo d&rsquo;Amsterdam ha due
+quadri suoi; uno che rappresenta un <i>Combattimento
+di contadini</i> e l&rsquo;altro un&rsquo;<i>Orgia di villaggio</i>. In questo
+c&rsquo;è tutto il Brouwer. È una stanza di taverna,
+nella quale sono raccolti uomini e donne avvinazzati
+che bevono e fumano. Una donna è distesa in terra
+ubbriaca fradicia, e il suo bambino le piange accanto.</p>
+
+<p>Gerardo Dow ha nel museo d&rsquo;Amsterdam il quadro
+famoso: <i>La scuola della sera</i> o <i>Quadro delle
+quattro candele</i>, degno d&rsquo;esser posto accanto alla<span class="pagenum"><a name="Page_317" id="Page_317">[317]</a></span>
+sua <i>Idropica</i> del museo del Louvre, e fra le gemme
+più peregrine della pittura olandese. È un piccolo
+quadro, il quale rappresenta sul dinanzi un maestro
+di scuola con due scolari e una ragazza seduti intorno
+a un tavolino; un&rsquo;altra ragazza intenta a uno
+scolaretto che scrive sur una lavagna; e in fondo
+alla stanza altri ragazzi che studiano. Ma l&rsquo;originalità
+del quadro consiste in questo: che le figure
+sono la parte accessoria; e la parte principale, i protagonisti,
+il soggetto del quadro, in una parola, sono
+quattro candele: una che brilla in una lanterna
+abbandonata sul pavimento, un&rsquo;altra che illumina
+il gruppo del maestro e dei due scolari; una terza,
+tenuta dalla ragazza, che rischiara la lavagna; la
+quarta sur un tavolino in fondo, in mezzo agli scolari
+che leggono. È facile immaginare quanta varietà
+di luci, d&rsquo;ombre, di guizzi, di tremolii, di barlumi,
+di sfumature, un artista come il Dow abbia saputo
+cavare da quelle quattro fiammelle; che infinite difficoltà
+siasi create, che infinita cura le sia costato
+il superarle, e con che meravigliosa maestria le abbia
+superate! Questo quadro, dipinto, come disse un critico,
+con ciglia di bambino appena nato, e coperto
+d&rsquo;una lastra di vetro come una reliquia, fu venduto
+nel 1766 per ottomila lire, nel 1808 per trentacinquemila;
+e certo non basterebbe aggiungere uno zero
+a quest&rsquo;ultima cifra per comprarlo al presente.</p>
+
+<p>Non si finirebbe più di descrivere, se si volessero
+rappresentare soltanto i quadri principali dei grandi
+artisti che adornano questo museo. Il melanconico e<span class="pagenum"><a name="Page_318" id="Page_318">[318]</a></span>
+sublime Ruisdael vi ha una scena d&rsquo;inverno e una foresta
+<i>piene dell&rsquo;anima sua</i> come dei suoi paesaggi
+suol dirsi; il Terburg v&rsquo;ha il suo celebre <i>Consiglio
+paterno</i>; il Wouvermans dieci ammirabili quadri di
+caccie, di battaglie e di cavalli; il Potter, il Karel
+du Jardin, il Van Ostade, il <a name="tn318" id="tn318"></a><ins class="correction" title="originale 'Cuip'">Cuyp</ins>, il Metzu, il Van
+de Verde, l&rsquo;Everdingen vi sono rappresentati da parecchie
+delle migliori opere del loro pennello, delle
+quali sarebbe fatica sciupata il tentare di offrire
+un&rsquo;immagine colla penna. E non è questo il solo Museo
+di Pittura della città di Amsterdam. Un museo
+lasciato alla città da un Van der Hoop, antico deputato
+alla Camera degli Stati, contiene quasi duecento
+quadri dei primi artisti olandesi e fiamminghi;
+ed oltre a questa, vi sono parecchie altre ricchissime
+gallerie private.</p>
+
+<p>Ma il Museo della <i>Ronda di notte</i> e del <i>Banchetto
+della guardia civica</i>, com&rsquo;è il primo a visitarsi,
+è anco quello nel quale gli stranieri, prima di
+partire da Amsterdam per la Nord-Olanda e la Frisia,
+dove non ci son più musei, vanno a dare un
+addio alla pittura olandese. In questo momento
+chiudo gli occhi, e mi par d&rsquo;essere nella sala della
+<i>Ronda</i> e del <i>Banchetto</i>, il giorno che v&rsquo;andai per
+l&rsquo;ultima volta. Penso che fra poco lascierò, forse
+per non rivederle mai più, tutte queste meraviglie
+dell&rsquo;ingegno umano, e questo pensiero mi rattrista.
+La pittura olandese non ha destato in me alcuna
+emozione profonda; nessun quadro m&rsquo;ha fatto piangere;
+nessuna immagine m&rsquo;ha levato in alto; nessun<span class="pagenum"><a name="Page_319" id="Page_319">[319]</a></span>
+artista m&rsquo;ha inspirato un sentimento d&rsquo;affetto vivo,
+lieto, riconoscente, entusiastico. Eppure sento che
+dai musei dell&rsquo;Olanda ho portato via un tesoro.
+M&rsquo;è rimasto scolpito nella mente tutto un popolo,
+tutt&rsquo;un paese, tutto un secolo. Di più, è un&rsquo;illusione
+o un effetto reale? Tutte quelle immagini di tranquille
+massaie, di beati vecchioni, di bimbi paffuti,
+di ragazze sane e fresche, di stanzine ben chiuse
+e di tavole ben fornite, quando me le ravvivo dinanzi
+agli occhi, mi sento meglio fra le quattro pareti della
+mia cameretta, mi rannicchio con maggior gusto nel
+mio cantuccio, son più contento del solito di vivere
+in famiglia, d&rsquo;avere delle sorelle e dei nipotini; benedico
+più affettuosamente il mio focolare, e mi siedo
+con più serena allegrezza alla tavola parca e pulita
+di casa mia. Non è forse bene, dopo aver visto angeli
+e donne divine e amori sovrumani e grandi sventure
+e grandi trionfi; dopo aver inorridito, pianto,
+adorato, sognato; dopo di essersi slanciati col pensiero
+e col cuore sopra le nuvole; ridiscendere un
+po&rsquo; sulla terra per persuadersi che tutto non è
+da sprezzare, che i sopraccapi bisogna a tempo e
+luogo saperli buttare dalla finestra, che in questo
+mondicino non ci si sta poi tanto male come si
+dice, che la vita convien pigliarla come Dio la
+manda, e che non bisogna essere nè visionarii, nè
+turbolenti, nè orgogliosi, nè indiscreti, nè matti? E
+questa persuasione m&rsquo;ha messo nell&rsquo;animo la pittura
+olandese, e sia benedetta la pittura olandese.
+Studenti d&rsquo;anatomia, guardie civiche, archibugieri,<span class="pagenum"><a name="Page_320" id="Page_320">[320]</a></span>
+sindaci, serve, pescatori, beoni, tori, pecore, tulipani,
+mulini a vento, mari lividi ed orizzonti nebbiosi,
+rimanetemi per lungo tempo dinanzi agli occhi, e
+quando non sarete più nella mia mente che una
+reminiscenza confusa, mi resti la virtù di lavorare,
+di viver con giudizio e di far economia, da bravo
+olandese, per tornarvi a rivedere, se Dio lo consente!</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Napoleone il Grande, in Amsterdam, s&rsquo;annoiò;
+ma credo fermamente che sia stata colpa sua: io mi
+ci son divertito. Tutti quei canali, quei ponti, quei
+bacini, quelle isolette, formano una così grande
+varietà di prospetti pittoreschi, che per quanto si
+giri, non s&rsquo;è mai finito di vedere. Vi son mille
+maniere di passare il tempo piacevolmente. Si va a
+veder l&rsquo;arrivo dei battelli che portano il latte da
+Utrecht; si seguono i barconi che trasportano le
+masserizie per le sgomberature, con le fantesche dalla
+cuffia bianca ritte sulla poppa; si passa una mezz&rsquo;ora
+sulla torricina del palazzo reale, di dove si abbraccia
+con uno sguardo il golfo dell&rsquo;Y, l&rsquo;antico lago
+d&rsquo;Haarlem, le torri d&rsquo;Utrecht, i tetti rossi di Zaandam,
+e quella fantastica foresta d&rsquo;alberi di bastimento,
+di campanili e di mulini; si assiste all&rsquo;estrazione
+del limo dei canali, alle accomodature dei ponti
+e delle cateratte, alle mille cure che richiede continuamente
+questa città singolare, costretta a spendere
+quattrocentomila fiorini all&rsquo;anno per governare
+le sue acque; e quando non c&rsquo;è altro, non manca
+mai lo spettacolo delle serve e dei servitori che con<span class="pagenum"><a name="Page_321" id="Page_321">[321]</a></span>
+pompe e schizzetti lavano dalla strada gli usci delle
+case, le finestre del primo piano e i panni di chi
+passa. La sera poi, c&rsquo;è la strada chiamata Kalverstraat,
+fiancheggiata da due file di botteghe splendide
+e di caffè metà illuminati e metà immersi nelle
+tenebre, nella quale sino a notte tarda formicola
+una folla fitta e lenta di gente piena di birra e di
+quattrini, mista a certi fassimili di <i>cocottes</i> impettite
+e affagottate, che non guardano, non ridono, non
+parlano, e vanno a tre e a quattro insieme, come se
+meditassero delle aggressioni. Dalle strade illuminate
+e affollate si riesce con pochi passi lungo i canali
+oscuri, fra i bastimenti immobili, in mezzo a un
+silenzio profondo. Di qui, passando sur un ponte, si
+arriva in un quartiere del popolo minuto, dove si
+vedono scintillare i lumi delle botteghe sotterranee,
+e si sente la musica dei balli dei marinai; e così
+si cangia ogni momento di spettacolo e di pensieri,
+con buona pace di Napoleone I.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Tale è questa città famosa, la storia della quale
+non è meno strana che la sua forma e il suo aspetto.
+Un povero villaggio di pescatori di cui è ancora
+ignoto il nome sulla fine del secolo decimoprimo,
+diventa nel secolo decimosesto l&rsquo;emporio dei grani
+di tutta l&rsquo;Europa settentrionale, spopola i porti fiorenti
+del mare di Zuiderzee, raccoglie nelle sue mani
+il commercio di Venezia, di Siviglia, di Lisbona,
+d&rsquo;Anversa, di Bruges, attira negozianti di tutti i
+paesi, ricetta proscritti di tutte le religioni, si risol<span class="pagenum"><a name="Page_322" id="Page_322">[322]</a></span>leva
+da innondazioni spaventevoli, si difende dagli
+anabattisti, manda a vuoto le trame del Leicester,
+detta la legge a Guglielmo II, respinge l&rsquo;invasione
+di Luigi XIV, e finalmente, come tutte le cose di
+quaggiù, declina, brillando ancora una volta della
+luce effimera di terza città dell&rsquo;impero francese,
+onorificenza ufficiale, molto somigliante alle croci che
+si danno agl&rsquo;impiegati malcontenti, per compensarli
+d&rsquo;una traslocazione rovinosa. È ancora una ricca
+città commerciale; ma circospetta, lenta, appiccicata
+alle tradizioni, amica più del gioco della Borsa che
+delle imprese ardite, e che rivaleggia più brontolando
+che operando con Amburgo e Rotterdam,
+piene di giovinezza e di speranze. Malgrado ciò, ella
+serba ancora la maestà dell&rsquo;antica dominatrice dei
+mari, è ancora la più bella gemma delle provincie
+unite, e lascia allo straniero che l&rsquo;abbandona, un&rsquo;immagine
+severa di grandezza e di potenza, che nessun&rsquo;altra
+città d&rsquo;Europa cancella.<span class="pagenum"><a name="Page_323" id="Page_323">[323]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="UTRECHT" id="UTRECHT"></a>UTRECHT.</h2>
+
+
+<p>Da Amsterdam si suol fare una gita a quella
+famosa città d&rsquo;Utrecht, della quale abbiamo tutti
+pronunziato tante volte il nome, da ragazzi, cercando
+di stamparci nella testa la data del 1713, quando
+ci preparavamo all&rsquo;esame di storia. Si va a Utrecht,
+che in sè stessa non offre nulla di straordinario a
+chi abbia già visto le altre città olandesi, non tanto
+per curiosità, quanto per potere, in avvenire, riferire
+a&rsquo; luoghi veduti il ricordo degli avvenimenti famosi
+che seguirono fra le sue mura. Si va a respirare
+l&rsquo;aria della città, dove fu compiuto l&rsquo;atto più solenne
+della storia d&rsquo;Olanda, l&rsquo;alleanza delle provincie
+neerlandesi contro Filippo II; dove fu segnato il trattato
+che restituì la pace all&rsquo;Europa dopo <a name="tn323" id="tn323"></a><ins class="correction" title="originale 'la guerre'">le guerre</ins>
+formidabili per la successione di Spagna; dove cadde
+sotto la mannaia del duca d&rsquo;Alba il capo innocente
+della ottuagenaria Van Diemen; dove sono ancora
+vive e parlanti le memorie di san Bonifazio, di<span class="pagenum"><a name="Page_324" id="Page_324">[324]</a></span>
+Adriano VI, di Carlo V, di Luigi XIV; e ribolle
+ancora il furore battagliero degli antichi vescovi,
+trasfuso nel sangue dei calvinisti ortodossi e dei
+cattolici ultramontani.</p>
+
+<p>La strada, partendo da Amsterdam, passa accanto
+al Dimermeer, il <i>polder</i> (si chiamano <i>polder</i> i terreni
+prosciugati) più profondo dell&rsquo;Olanda; fiancheggia
+il braccio del Reno chiamato Vecht, e trascorrendo
+fra ville e verzieri, arriva alla città d&rsquo;Utrecht,
+che siede in mezzo a una campagna fertilissima,
+irrigata dal Reno, reticolata di canali, e sparsa di
+giardini e di case.</p>
+
+<p>Utrecht, come Leida, ha l&rsquo;aspetto triste e solenne
+d&rsquo;una gran città decaduta; vaste piazze deserte,
+grandi strade silenziose e larghi canali in
+cui si specchiano case di forma antica e di color
+fosco. Ma v&rsquo;è una cosa nuova per gli stranieri.
+I canali sono, come l&rsquo;Arno a Firenze e la Senna a
+Parigi, profondamente incassati fra le strade che li
+fiancheggiano; e sotto le strade vi sono officine,
+magazzini, botteghe, abituri che hanno le porte sull&rsquo;acqua
+e la strada per tetto. La città è circondata
+di bei viali, ed ha un passeggio famoso, che Luigi XIV
+preservò generosamente dal vandalismo dei suoi soldati:
+una strada lunga una mezza lega francese,
+ombreggiata da otto file di bellissimi tigli.</p>
+
+<p>La storia della città d&rsquo;Utrecht è in gran parte
+immedesimata con la storia della sua cattedrale, che
+è forse di tutte le chiese d&rsquo;Olanda quella ch&rsquo;ebbe
+più strane vicende. La fondò verso il 720 un vescovo<span class="pagenum"><a name="Page_325" id="Page_325">[325]</a></span>
+di Utrecht; la ricostrusse di sana pianta un altro
+vescovo verso la metà del secolo decimoterzo; un
+uragano le portò via di netto, il primo agosto
+del 1674, una grande navata, che non fu più ricostruita;
+la devastarono gl&rsquo;iconoclasti nel secolo decimosesto;
+la restituirono al culto cattolico i Francesi
+nel secolo seguente; vi ristabilirono il culto protestante
+gli Olandesi dopo l&rsquo;invasione di Luigi XIV;
+infine, le statue, gli altari, le croci v&rsquo;entrarono e
+ne uscirono, vi furono innalzati e rovesciati, venerati
+o vilipesi, ad ogni voltare di vento. Era certo
+anticamente una delle più vaste e più belle chiese
+dell&rsquo;Olanda; ora è monca e nuda, e ingombra in
+gran parte di banchi che le danno l&rsquo;aspetto d&rsquo;una
+camera da deputati. L&rsquo;uragano del 1674, distruggendo
+una navata, separò la chiesa dalla sua altissima
+torre, di sulla quale si vede con un telescopio
+quasi tutta la provincia d&rsquo;Olanda, una parte
+della Gheldria e del Brabante, Rotterdam, Amsterdam,
+Bois-le-duc, il Leck, il golfo di Zuiderzee;
+mentre un orologio munito di quarantadue campanelle
+slancia nell&rsquo;aria, insieme col suono delle ore,
+la romanza amorosa del conte d&rsquo;Almaviva o la preghiera
+dei lombardi alla prima crociata.</p>
+
+<p>Accanto alla chiesa v&rsquo;è la celebre Università,
+fondata nel 1636, la quale dà ancora vita alla città,
+benchè sia decaduta, come quella di Leida, dalla
+sua prima altezza. L&rsquo;Università di Leida ha un
+carattere particolarmente letterario e scientifico;
+quella di Utrecht un carattere religioso, ch&rsquo;essa<span class="pagenum"><a name="Page_326" id="Page_326">[326]</a></span>
+comunica e riceve insieme dalla città, la quale è
+la sede dell&rsquo;ortodossia protestante. Per questo si
+dice che per le strade d&rsquo;Utrecht si vedono delle
+figure pallide e rifinite di puritani, che sono scomparse
+altrove, e che paiono ombre evocate d&rsquo;altri
+tempi. Il popolo ha un aspetto più grave che nelle
+altre città, le signore affettano un contegno monacale,
+e persino fra gli studenti v&rsquo;è una certa velleità
+di vita raccolta e penitente che non esclude
+nè birra, nè feste, nè chiassi, nè cattive pratiche.
+Oltre che sede dell&rsquo;ortodossia, Utrecht è ancora una
+delle più forti cittadelle del cattolicismo, professato
+da ventiduemila dei suoi abitanti; e nessuno può
+aver dimenticato la tempesta che scoppiò in Olanda
+quando il Pontefice volle ristabilire in quella città
+l&rsquo;antica sede episcopale; tempesta per la quale si
+ridestarono i sopiti rancori tra protestanti e cattolici,
+e precipitò il ministero del famoso Torbecke, il
+piccolo Cavour delle Provincie Unite.</p>
+
+<p>Ma in fatto di religione, Utrecht possiede una
+preziosa rarità da Museo, un avanzo archeologico
+curiosissimo, la sede principale della sètta giansenista,
+la quale non si trova più nello stato di
+Chiesa costituita, fuorchè nei Paesi Bassi, dove
+conta ancora trenta Comunità e qualche migliaio
+di fedeli. La Chiesa, decorata della semplice iscrizione
+Deo, si alza in mezzo a un gruppo di casette
+disposte in forma di chiostro, e unite fra loro da
+piccoli cortili ombreggiati da alberi fruttiferi; e
+in quel ricetto silenzioso e tristo, nel quale non<span class="pagenum"><a name="Page_327" id="Page_327">[327]</a></span>
+molti anni sono non v&rsquo;era che un&rsquo;entrata, che si
+chiudeva durante la notte come la porta d&rsquo;una fortezza,
+languisce la dottrina decrepita di Giansenio
+e sonnecchiano i suoi ultimi devoti. Oggi ancora,
+ogni nuova nomina di vescovo è regolarmente annunziata
+al Pontefice, che risponde regolarmente con
+una bolla di scomunica, la quale vien letta dal pulpito
+e poi sepolta e dimenticata. Così questo piccolo
+Port-Royal, che sente già il freddo e la solitudine
+della tomba, prolunga ancora la sua ultima resistenza
+contro la morte.</p>
+
+<p>Di istituzioni notevoli Utrecht non ha che la zecca
+e la scuola pei medici militari del regno e delle
+colonie. Le antiche fabbriche di quel bellissimo velluto,
+che fu per tanto tempo famoso in Europa,
+sono scomparse. Fuor che la Cattedrale, nessun monumento.
+Il palazzo municipale, che conserva qualche
+vecchia chiave e qualche vecchio stendardo, e
+la tavola su cui venne firmata la pace d&rsquo;Utrecht,
+non è che un edifizio del 1830. Il palazzo reale, che
+non vidi, dev&rsquo;essere il più modesto de&rsquo; palazzi reali,
+poichè i ciceroni olandesi, che non dimenticano nulla,
+non mi ci hanno trascinato.</p>
+
+<p>Ma questo palazzo, se la tradizione non è bugiarda,
+fu testimonio di una comica avventura seguita
+a Napoleone il Grande. Durante il suo brevissimo
+soggiorno in Utrecht egli occupò la camera
+da letto di suo fratello Luigi, ch&rsquo;era attigua alla
+stanza da bagno. Si sa che, dovunque andasse, conduceva
+con sè un servitore, il quale aveva l&rsquo;esclusivo<span class="pagenum"><a name="Page_328" id="Page_328">[328]</a></span>
+incarico di tenergli pronto un bagno per qualunque
+ora del giorno e della notte. La sera ch&rsquo;egli arrivò
+ad Utrecht, di malumore, come fu quasi sempre in
+Olanda, andò a letto per tempo, e lasciò, se per
+inavvertenza o per proposito la tradizione non lo
+dice, la porta della camera aperta. Il servitore del
+bagno, ch&rsquo;era una buona pasta di brettone, dopo
+avergli preparata la tinozza in un&rsquo;altra stanza, se
+ne andò a letto egli pure, in un camerino poco lontano
+dalla camera imperiale. Verso la mezzanotte si
+svegliò improvvisamente assalito da quei dolori che
+impongono di pigliare la via più breve per arrivare
+alla mèta, saltò giù dal letto, e in camicia com&rsquo;era,
+e pien di sonno, si mise a cercare la porta tastoni.
+La trovò; ma per il suo malanno, non conoscendo
+bene il giro delle stanze, invece di riuscir dove voleva,
+capitò dinanzi alla porta dell&rsquo;Imperatore. Sospinse,
+la porta s&rsquo;aperse, entrò, ed entrando, rovesciò
+un seggiolone. Una voce terribile, quella voce!
+gridò:&mdash;Chi è?&mdash;Il povero giovane, agghiacciato
+dallo spavento, si sforza di rispondere, e la parola
+gli muore sulle labbra; tenta di uscire per dove è
+entrato, non trova più la porta; sbalordito, tremante,
+cerca un&rsquo;uscita da un&rsquo;altra parte.&mdash;Chi è?&mdash;ripete
+l&rsquo;Imperatore con voce tonante, balzando
+in piedi. Il servitore, affatto fuor di sè, gira, tasta,
+inciampa in un tavolino, rovescia un&rsquo;altra seggiola.
+Allora Napoleone, non dubitando più d&rsquo;un tradimento,
+afferra il suo grosso orologio d&rsquo;argento,
+si slancia addosso al malcapitato, lo agguanta alla<span class="pagenum"><a name="Page_329" id="Page_329">[329]</a></span>
+strozza, e gridando aiuto con quanta voce ha nella
+gola, gli martella la testa di formidabili colpi. Accorrono
+i camerieri, i ciambellani, gli aiutanti di
+campo, il prefetto di palazzo colle spade e coi lumi,
+e vedono.... il Grande Napoleone e il povero servitore,
+in camicia tutti e due, in mezzo a uno scompiglio
+di casa del diavolo, che si guardano a vicenda,
+l&rsquo;uno in atto di profonda meraviglia, e l&rsquo;altro in
+atto di preghiera supplichevole, come in una pantomima
+da teatro. Si sparse la voce dell&rsquo;avvenimento
+nella città, in Olanda, in tutta Europa; come sempre,
+la notizia si alterò propagandosi; si parlò d&rsquo;un
+attentato, d&rsquo;una congiura, dell&rsquo;assassinio consumato,
+di Napoleone seppellito, dell&rsquo;universo sconvolto.... e
+di tutto questo scombussolío fu cagione un cattivo
+desinare d&rsquo;un servitore.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Ma il principe che lasciò più ricordi in Utrecht
+fu Luigi XIV. A Utrecht, dicono i Francesi, si va
+per vedere il rovescio della medaglia del Gran Re;
+e questo rovescio della medaglia è la guerra del 1670,
+durante la quale egli fece un lungo soggiorno in quella
+città.</p>
+
+<p>Sul rovescio della medaglia di Luigi XIV sta
+scritta una delle pagine più gloriose e più poetiche
+della storia d&rsquo;Olanda.</p>
+
+<p>La Francia e l&rsquo;Inghilterra si alleano per conquistare
+l&rsquo;Olanda. Per quale ragione? Non ci sono ragioni.
+Agli Stati Generali che domandano un perchè,
+i ministri del re di Francia rispondono allegando<span class="pagenum"><a name="Page_330" id="Page_330">[330]</a></span>
+delle impertinenze di gazzette e una medaglia coniata
+in Olanda con un&rsquo;iscrizione irriverente per
+Luigi XIV. Il re d&rsquo;Inghilterra, dal canto suo, adduce
+a pretesto un quadro nel quale son rappresentati
+dei vascelli inglesi catturati ed arsi, e il non
+aver la flotta delle Provincie-Unite salutato un bastimento
+inglese. Si spendono cinquanta milioni di
+lire in apparecchi da guerra. La Francia mette in
+mare trenta vascelli carichi di cannoni, l&rsquo;Inghilterra
+raduna una flotta di cento vele. All&rsquo;esercito
+francese forte di centomila soldati, disciplinato, agguerrito
+e accompagnato da un&rsquo;artiglieria formidabile,
+si unisce l&rsquo;esercito del vescovo di Munster e
+dell&rsquo;Elettor di Colonia, forte di ventimila spade. I
+generali si chiamano Condé, Turenna, Vauban, Lussemburgo;
+il ministro Louvois presiede allo stato
+maggiore; lo storico Pélisson lo segue coll&rsquo;incarico
+di scrivere le gesta; Luigi XIV, il più gran re del
+secolo, circondato dalla sua splendida Casa, scortato,
+come un monarca asiatico, da una falange
+di gentiluomini, di cadetti, di svizzeri impennacchiati,
+inargentati e dorati, accompagna l&rsquo;esercito.
+Tutta questa forza e questa grandezza, che schiaccerebbe
+un immenso impero, minaccia un piccolo
+paese abbandonato da tutti, non difeso che da venticinque
+mila soldati e da un Principe di ventidue
+anni, sprovveduto di munizioni da guerra, lacerato
+dalle fazioni, infestato da traditori e da spie. La
+guerra è dichiarata, lo splendido esercito del gran
+Re intraprende la marcia trionfale, l&rsquo;Europa lo segue.<span class="pagenum"><a name="Page_331" id="Page_331">[331]</a></span>
+Luigi XIV, alla testa d&rsquo;un esercito di trentamila
+soldati comandato dal Turenna, spande oro e favori
+lungo la via che gli si spiana dinanzi, come a un
+nume. Quattro città cadono in un sol tratto nelle
+sue mani. Cadono tutte le fortezze del Reno e dell&rsquo;Yssel.
+Al lontano apparire delle pompose avanguardie
+reali, i nemici si dileguano. L&rsquo;esercito invasore
+passa il Reno senza quasi incontrar resistenza,
+e questo passaggio è celebrato come un avvenimento
+meraviglioso presso l&rsquo;esercito, a Parigi, in tutte le
+città della Francia. Cadono Doesbourg, Zutphen, Arnhem,
+Nosembourg, Nimega, Shenk, Bommel. Utrecht
+manda le chiavi delle sue porte al Re vincitore.
+Ogni ora del giorno e della notte porta la notizia
+di una conquista. Le Provincie della Gheldria e dell&rsquo;Over-Yssel
+sono sottomesse. Naerden, vicino ad
+Amsterdam, è presa. Quattro cavalieri francesi si
+avanzano fino alle porte di Muiden, a due miglia
+dalla capitale. Il paese è in preda alla desolazione,
+Amsterdam si prepara ad aprire le porte agli invasori,
+gli Stati Generali mandano quattro deputati a
+implorare clemenza dal Re. A tal segno è ridotta
+una repubblica ch&rsquo;era l&rsquo;arbitra dei monarchi! I deputati
+arrivano al campo nemico, il Re non li ammette
+alla sua presenza, il Luvois gli accoglie con
+scherno. Finalmente s&rsquo;intimano loro le condizioni
+della pace. L&rsquo;Olanda deve cedere tutte le provincie
+di là dal Reno e tutte le vie di terra e di mare,
+per le quali il nemico può penetrare nel suo cuore;
+pagare venti milioni di lire; abbracciare la re<span class="pagenum"><a name="Page_332" id="Page_332">[332]</a></span>ligione
+cattolica; mandare ogni anno al Re di Francia
+una medaglia d&rsquo;oro, nella quale sia scritto che
+l&rsquo;Olanda deve la sua libertà a Luigi XIV; e accettare
+le condizioni imposte dal Re d&rsquo;Inghilterra
+e dai principi di Münster e di Colonia.&mdash;La notizia
+di queste oltraggiose e insopportabili pretese fa
+scoppiare in Amsterdam il furore della disperazione.
+Gli Stati Generali, il patriziato e il popolo risolvono
+di difendersi fino agli estremi. Si rompono le dighe
+di Muiden che contengono le acque del mare, e il
+mare irrompe nelle terre lungamente vietate, salutato
+con grida di gioia come un alleato e un salvatore;
+la campagna d&rsquo;Amsterdam, le ville innumerevoli,
+i villaggi fiorenti, Delft, Leida, tutte le città
+vicine sono inondate; tutto è cangiato; Amsterdam
+è una fortezza circondata dal mare e difesa da un
+baluardo di vascelli; l&rsquo;Olanda non è più uno Stato,
+è una flotta, che quando ogni altra speranza di salvezza
+sarà perduta, porterà le ricchezze, i magistrati e
+l&rsquo;onor della patria nei porti remoti delle Colonie. Addio
+cavalieri impennacchiati, artiglierie formidabili, stati
+maggiori pomposi, trionfi da teatro! L&rsquo;ammiraglio
+Ruyter sgomina le flotte d&rsquo;Inghilterra e di Francia,
+assicura le coste dell&rsquo;Olanda e introduce la flotta
+mercantile delle Indie nel porto dell&rsquo;isola di Texel;
+il principe d&rsquo;Orange sacrifica le sue ricchezze allo
+Stato, inonda altre terre, scuote la Spagna, muove
+il Governatore di Fiandra che gli manda dei reggimenti,
+guadagna l&rsquo;animo dell&rsquo;Imperatore di Germania,
+che spedisce in suo soccorso il Montecuccoli<span class="pagenum"><a name="Page_333" id="Page_333">[333]</a></span>
+alla testa di ventimila soldati, strappa aiuti all&rsquo;elettore
+di Brandeburgo, dispone alla pace l&rsquo;Inghilterra.
+Così tien fronte ai Francesi fino all&rsquo;inverno, che
+copre l&rsquo;Olanda di ghiaccio e di neve, e arresta l&rsquo;esercito
+invasore. Vien la bella stagione, ricominciano le
+battaglie sulla terra e sul mare. La fortuna sorride
+qualche volta alle armi francesi; ma nè le cure del
+gran Re, nè il genio dei suoi generali famosi, nè gli
+sforzi del suo potente esercito valgono a strappar
+la vittoria alla repubblica. Il Condé tenta inutilmente
+di penetrare nel cuore dell&rsquo;Olanda inondata; il
+Turenna non può impedire che il principe d&rsquo;Orange
+si congiunga coll&rsquo;esercito del Montecuccoli; gli Olandesi
+s&rsquo;impadroniscono di Bonn e investono il vescovo
+di Munster; il re d&rsquo;Inghilterra si ritrae dalla lega;
+l&rsquo;esercito francese è costretto a ritirarsi dall&rsquo;impresa.
+L&rsquo;invasione era stata una marcia trionfale;
+la ritirata fu una fuga precipitosa; gli archi di
+trionfo inalzati a Parigi per festeggiare la conquista
+non erano ancora terminati, quando vi giungevano
+le avanguardie dell&rsquo;esercito scompigliato; e Luigi XIV
+a cui sorrideva l&rsquo;Europa al cominciar della guerra,
+si trovava, dopo la guerra perduta, alle prese coll&rsquo;Europa
+intera. Tale trionfo riportava la piccola
+Olanda sul grande monarca, l&rsquo;amor di patria sul
+furore di conquista, la disperazione sulla prepotenza,
+la giustizia sulla forza.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>A poche miglia da Utrecht, vicino a un bellissimo
+bosco, v&rsquo;è il villaggio di Zeist, al quale si va<span class="pagenum"><a name="Page_334" id="Page_334">[334]</a></span>
+per una strada fiancheggiata da parchi e da ville
+di ricchi negozianti di Rotterdam. In quel villaggio
+v&rsquo;è una Colonia di quei rinomatissimi fratelli uniti
+o fratelli di Boemia o fratelli Moravi, sètta religiosa
+derivata da quelle di Valdus e di Giovanni Huss,
+che misero sottosopra l&rsquo;Europa. Ebbi anch&rsquo;io il desiderio
+di vedere i discendenti diretti di quei Valdesi
+e di quegli Hussiti, «che furono bruciati su tutti
+i roghi, impiccati su tutte le forche, inchiodati a
+tutte le croci, rotti a tutte le ruote, squartati da
+tutti i cavalli» e feci una corsa a Zeist. Questa
+casa di Moravi fu fondata verso la metà del secolo
+scorso e contiene circa duecentocinquanta persone
+tra uomini, donne e ragazzi. L&rsquo;aspetto del luogo è
+austero come la vita degli abitanti. Sono due vasti
+cortili, separati da una larga strada, ciascuno dei
+quali è chiuso su tre lati da un grande edifizio nudo
+come una caserma. In uno di questi edifizi vi sono
+i celibi, gli ammogliati e le scuole; nell&rsquo;altro le vedove,
+le ragazze, la chiesa, il pastore e il capo della
+Comunità. Il pian terreno è occupato dai magazzini,
+che contengono mercanzie, parte opera degli stessi
+Moravi, come guanti, saponi, candele ec.; parte
+comperate per essere rivendute a prezzo fisso e a
+buonissimo mercato. La chiesa non è che una gran
+sala con due tribune per gli stranieri e dei rozzi
+banchi per i fratelli. L&rsquo;interno degli edifizi somiglia
+a un convento. Non sono che lunghi corridoi fiancheggiati
+da piccole stanze nelle quali ogni fratello vive in
+un profondo raccoglimento lavorando o pregando. La<span class="pagenum"><a name="Page_335" id="Page_335">[335]</a></span>
+loro vita è rigorosissima. Professano, almeno esteriormente,
+la confessione d&rsquo;Ausburgo. Ammettono il peccato
+originale, ma colla fede che la morte di Gesù
+Cristo abbia lavato assolutamente l&rsquo;umanità. Credono
+che l&rsquo;unità della Chiesa consista più nella carità la
+quale deve riunire tutti i discepoli di Cristo in una
+sola mente e in un sol cuore, che non nella uniformità
+della fede. Praticano, in un certo senso, le comunità
+dei beni, e formano il tesoro comune con offerte volontarie.
+Esercitano fra loro tutte le professioni necessarie:
+di medici, d&rsquo;assistenti, di monitori, di maestri.
+I superiori possono punire col rimprovero, colla
+scomunica e coll&rsquo;espulsione dalla Comunità. Le occupazioni
+della giornata sono regolate come in un
+collegio: preghiera, riunioni particolari, letture, lavoro,
+esercizi religiosi, a quell&rsquo;ora fissa e tra i fratelli
+di quella data classe. Per dare un&rsquo;idea dell&rsquo;ordine
+che regna in questa società, basta accennare,
+fra le tante altre consuetudini strane, che il differente
+stato delle donne è indicato con un nastro di
+vario colore che portano sul capo. Le ragazze hanno
+un nastro color di rosa vivo fino a dieci anni; un
+nastro rosso fino a diciotto, e uno rosso pallido fino
+al giorno che si maritano; le donne maritate un
+nastro azzurro e le vedove un nastro bianco. Così
+in questa società ogni cosa è classificata, prestabilita,
+misurata; la vita scorre come una macchina
+agisce; l&rsquo;uomo si move come un automa; il regolamento
+tien luogo di volontà e l&rsquo;orologio governa il
+pensiero. Quando entrai in mezzo a quell&rsquo;edifizio,<span class="pagenum"><a name="Page_336" id="Page_336">[336]</a></span>
+non vidi che due servitori immobili sulla soglia di
+una porta e una ragazza col nastro rosso alla finestra.
+I cortili erano deserti, non si sentiva ronzare
+una mosca, non si vedeva indizio di vita. Dopo
+aver guardato un po&rsquo; qua e là, come si guarda
+un cimitero a traverso le sbarre della cancellata,
+ripresi pensierosamente la via d&rsquo;Utrecht.<span class="pagenum"><a name="Page_337" id="Page_337">[337]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="BROEK" id="BROEK"></a>BROEK.</h2>
+
+
+<p>Fin da quando scrivevo le prime pagine di questo
+libro, solevo animarmi a proseguire pensando al piacere
+che avrei provato quando fossi giunto al villaggio
+di Broek. Ebbi dei giorni di scoraggiamento
+e di stanchezza, in cui avrei buttato sul fuoco tutti i
+miei scartafacci; ma da queste prostrazioni d&rsquo;animo
+mi risollevò sempre quel pensiero. L&rsquo;immagine di
+Broek era la mia stella polare. &ldquo;Quanto, prima di
+arrivare a Broek?&rdquo; mi domandavano in casa. E io
+rispondevo sospirando: &ldquo;Ancora due mesi,&mdash;venti
+giorni,&mdash;una settimana.&rdquo; Eccomi finalmente al
+giorno tanto desiderato. Sono allegro e impaziente;
+vorrei potermi esprimere insieme alla penna col pennello
+e colla voce; ho mille cose da dire e non so
+da che verso rifarmi; e rido di me stesso come ne
+riderà probabilmente chi legge.</p>
+
+<p>Nelle varie città dov&rsquo;ero stato, da Rotterdam ad
+Amsterdam, avevo inteso parlare più volte del vil<span class="pagenum"><a name="Page_338" id="Page_338">[338]</a></span>laggio
+di Broek, ma sempre di volo, e in maniera
+da solleticare, piuttosto che appagare la mia curiosità.
+Questo nome di Broek, quando lo pronunziavo
+in un crocchio, faceva rider tutti. Qualcuno a
+cui avevo domandato perchè ridesse, m&rsquo;aveva risposto
+secco:&mdash;Perchè è una cosa ridicola.&mdash;Un tale,
+all&rsquo;Aja, m&rsquo;aveva detto così tra l&rsquo;agro e il dolce:&mdash;Oh
+insomma, quando la vorranno finire gli stranieri
+con questo benedetto Broek? Non ci sono
+altri argomenti per canzonarci?&mdash;Ad Amsterdam,
+il padrone dell&rsquo;albergo, tracciandomi sulla carta la
+strada che dovevo fare per andare a Broek, rideva
+sotto i baffi coll&rsquo;aria di dire:&mdash;Ragazzate.&mdash;A
+tutti avevo domandato delle notizie particolari e
+nessuno me n&rsquo;aveva voluto dare. Scrollavano le
+spalle e dicevano:&mdash;Vedrà.&mdash;Solo da qualche parola
+sfuggita all&rsquo;uno e all&rsquo;altro, avevo potuto argomentare
+che fosse un villaggio stranissimo; famoso,
+per questa sua stranezza, fin dal secolo scorso; descritto,
+illustrato, deriso e preso a pretesto dagli
+stranieri per spacciare a carico degli Olandesi un&rsquo;infinità
+di favole e di corbellerie.</p>
+
+<p>Lascio immaginare la curiosità che mi tormentava.
+Basti dire che sognavo Broek ogni notte, e
+che avrei da fare un libro se volessi descrivere
+tutti i villaggi fantastici, meravigliosi, impossibili,
+che vidi in quei sogni. Feci uno sforzo per dare la
+precedenza alla gita d&rsquo;Utrecht, e appena ritornato
+ad Amsterdam, partii per il misterioso villaggio.</p>
+
+<p>Broek è nella Nord Olanda, a mezza distanza, o<span class="pagenum"><a name="Page_339" id="Page_339">[339]</a></span>
+presso a poco, fra la città d&rsquo;Edam ed Amsterdam,
+e poco lontano dalla spiaggia del Zuiderzee. Dovevo
+dunque attraversare il golfo dell&rsquo;Y e percorrere un
+tratto del canale del Nord.</p>
+
+<p>M&rsquo;imbarcai la mattina per tempo in uno dei piccoli
+piroscafi, che partono ogni ora del giorno per
+Alkmaar ed Helder, e in pochi minuti arrivai nel
+gran canale.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>È questo il maggior canale dell&rsquo;Olanda, e una
+delle più meravigliose opere che siansi fatte in Europa
+nel secolo decimonono. Tutti sanno in che modo
+ed a che fine sia stato aperto. Altre volte per giungere
+al porto di Amsterdam i grandi bastimenti dovevano
+attraversare il golfo di Zuiderzee, sparso di
+banchi di sabbia e agitato da furiose tempeste. Questa
+traversata, lunga e piena di pericoli, era sopratutto
+difficile nel punto in cui il golfo di Zuiderzee
+si congiunge a quello dell&rsquo;Y, a cagione di un gran
+banco di sabbia chiamato Pampus, che i grossi bastimenti
+non potevano superare se non alleggerendosi
+d&rsquo;una parte del loro carico, e facendosi rimorchiare
+con molta spesa e molta perdita di tempo. Per aprire
+una via più facile al porto di Amsterdam, si costrusse
+quel gran canale che va dal golfo dell&rsquo;Y fino al
+mare del Nord, attraversando tutta la Nord-Olanda;
+lungo quasi ottanta chilometri, largo quaranta metri,
+profondo sei. Fu cominciato nel 1819 e finito
+nel 1825, e costò trenta milioni di lire. Mercè questo
+canale, quando il tempo è favorevole, i più grandi<span class="pagenum"><a name="Page_340" id="Page_340">[340]</a></span>
+bastimenti giungono in meno di ventiquattr&rsquo;ore dal
+Mare del Nord nel porto d&rsquo;Amsterdam. Ciò nonostante
+la città è ancora, rispetto alle altre città
+marittime, in una posizione assai svantaggiosa al
+commercio, poichè l&rsquo;entrata del canale del Nord,
+presso l&rsquo;isola di Texel, è difficilissima; nel canale
+stesso i bastimenti debbono essere rimorchiati, così
+che il tragitto, su per giù, costa un migliaio di
+lire; e negl&rsquo;inverni rigidi, le acque agghiacciano,
+la navigazione è impedita o rallentata, e occorre
+qualche volta spendere fino a trentamila fiorini per
+aprirvi un passaggio. Ma il coraggio degli Olandesi
+non si arrestò neanco dinanzi a questa difficoltà,
+e aperse al commercio una nuova strada. Un altro
+canale, intorno al quale si sta ora lavorando, attraverserà
+il golfo dell&rsquo;Y, nella direzione della sua
+maggior lunghezza, taglierà le dune e sboccherà nel
+mare presso il villaggio di Wyk-aan-zee, separando
+così la Nord-Olanda dal continente. Questo canale
+sarà lungo venticinque chilometri e largo come quello
+di Suez; i bastimenti potranno giungere per esso
+dal mare ad Amsterdam in due ore e trenta minuti;
+una gran parte del golfo dell&rsquo;Y, riempita colla materia
+cavata dal canale, sarà convertita in terra
+coltivabile; e così verrà chiusa per sempre la via
+alle inondazioni del mare, dalle quali Amsterdam
+è perpetuamente minacciata. I lavori, cominciati
+nel 1866, sono pressochè terminati; e già fin dal
+25 settembre del 1872 un bastimento della Società
+che compie la grande impresa, ha percorso in trionfo<span class="pagenum"><a name="Page_341" id="Page_341">[341]</a></span>
+la nuova via, salutato festosamente dalla grande
+città, come un araldo annunziatore di prosperità e
+di fortuna.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Appena il piroscafo ebbe oltrepassato le porte monumentali
+dal Canale del nord, disparvero ai miei
+occhi il golfo, il porto, Amsterdam, ogni cosa; poichè
+in quel punto le acque del canale sono di quasi tre
+metri più basse che il livello del mare; e non vidi più
+che una miriade di cime d&rsquo;alberi di bastimento, di
+punte di campanili e di estremità d&rsquo;ali di mulino,
+sporgenti oltre le dighe altissime in mezzo alle quali
+si scorreva. Di tratto in tratto il piroscafo passava
+per una stretta porta, le rive erano deserte, il canale
+chiuso da ogni parte, l&rsquo;orizzonte nascosto; pareva di
+navigare per i meandri d&rsquo;una fortezza inondata. Dopo
+una mezz&rsquo;ora di questa navigazione furtiva, si arrivò
+a un villaggio, un vero indovinello di villaggio,
+formato da alcune casette colorite, schierate lungo
+una diga, e quasi interamente nascoste da una fila
+di alberi tagliati in forma di ventaglio e piantati
+dinanzi agli usci, come per difendere dagli sguardi
+di chi passa i segreti della vita domestica. Il piroscafo
+passò per un&rsquo;altra porta, e riuscì nell&rsquo;aperta
+campagna, dove mi si presentò uno spettacolo affatto
+nuovo. Le acque del canale, essendo assai più elevate
+della campagna circostante, il bastimento scorreva
+all&rsquo;altezza delle cime degli alberi e dei comignoli
+delle case che fiancheggiavano le dighe; e la
+gente che passava per i sentieri voltava il viso in<span class="pagenum"><a name="Page_342" id="Page_342">[342]</a></span>
+su per guardare il bastimento nella stessa maniera
+che, poco prima, alzavamo il viso noi per guardare
+la gente che passava sulle dighe. Incontravamo bastimenti
+rimorchiati da cavalli, barconi rimorchiati
+da famiglie intere, disposte in fila per ordine d&rsquo;età,
+dal nonno al nipote, e dinanzi al nipote il cane;
+piroscafi che venivano da Alkmaar e da Helder,
+pieni di contadine col cerchio d&rsquo;oro intorno alla
+fronte; e vedevamo da tutte le parti della campagna
+scorrere delle barche a vela, che, essendo i canali
+nascosti dalle dighe verdi, pareva che scivolassero
+sull&rsquo;erba dei prati.</p>
+
+<p>Arrivato alla mia mèta, discesi, stetti a veder
+partire il piroscafo, e poi solo soletto presi la via
+di Broek, fiancheggiata a sinistra da un canale e a
+destra da una siepe. Dovevo fare un&rsquo;ora di cammino.
+La campagna era verde, rigata da mille canali,
+sparsa di gruppi d&rsquo;alberi e di mulini a vento, e
+silenziosa come una steppa. Bellissime vacche bianche
+e nere erravano o riposavano sulla sponda dei canali,
+non custodite da alcuno; stormi d&rsquo;anitre e d&rsquo;oche
+bianche come cigni sguazzavano nei bacini; e qualche
+barchetta scorreva qua e là sui canali tra prato e
+prato, condotta a remi da un contadino. Quella
+vasta pianura animata di codesta vita lenta e muta,
+m&rsquo;ispirava un sentimento di pace così soave, che
+la più dolce musica m&rsquo;avrebbe turbato come uno
+strepito importuno.</p>
+
+<p>Dopo una mezz&rsquo;ora di cammino, benchè di Broek
+non apparisse ancora che la punta del campanile,<span class="pagenum"><a name="Page_343" id="Page_343">[343]</a></span>
+cominciai a vedere qualche cosa qua e là che annunziava
+la vicinanza del villaggio. La strada correva
+sopra una diga, e sul fianco di questa diga vi
+erano alcune case. Una di queste, una catapecchia
+di legno, che arrivava appena col tetto all&rsquo;altezza
+della strada, rozza, sconquassata, sbilenca, da far
+credere che fosse un covile piuttosto che una casa,
+aveva un finestrino con la sua brava tendina bianca
+annodata da un lato con un nastro azzurro, la quale
+lasciava vedere a traverso i vetri un tavolinetto coperto
+di tazze, di bicchieri, di fiori, di gingilli luccicanti
+come oggetti di vetrina. Appena oltrepassata quella
+casa, vedo due pali piantati in terra a sostegno d&rsquo;una
+siepe, tutti e due tinti di colore azzurro e strisciati di
+bianco come le antenne da orifiamme che si rizzano
+per le feste pubbliche. Un po&rsquo; più oltre trovo un&rsquo;altra
+casupola di contadini, dinanzi alla quale sono esposti
+secchiolini, panche, rastrelli, pale, zappe, ogni cosa
+colorita di rosso, d&rsquo;azzurro, di bianco, di giallo, e
+strisciata ed orlata di altri colori, come gli attrezzi
+dei saltimbanchi. Vado innanzi, e vedo altre case
+rustiche colle finestre ornate di trine, di nastrini,
+di reticelle di ferro, di specchietti mobili, di gingilli
+appesi; colle tegole variopinte, colle porte inverniciate.
+Via via che procedo, cresce la vivezza e
+la varietà dei colori, la pulizia, la lucentezza, la
+pompa. Vedo tendine ricamate e nastri color di rosa
+alle finestre dei mulini; carri e arnesi d&rsquo;agricoltura
+con le lamine, i cerchi e i chiodi risplendenti come
+l&rsquo;argento; case di legno inverniciate; chiudende e<span class="pagenum"><a name="Page_344" id="Page_344">[344]</a></span>
+stecconati rossi e bianchi; finestre coi vetri orlati
+di due o tre striscie di varii colori; e infine la più
+strana di tutte le stranezze: alberi col tronco tinto
+di color cilestrino dal piede fino al nodo dei rami!</p>
+
+<p>Ridendo tra me di queste bizzarrie, arrivo a un
+ampio bacino, circondato d&rsquo;alberi fitti e frondosi,
+di là dai quali, sulla sponda opposta, spunta un
+campanile. Guardo intorno: non c&rsquo;è che un bambino
+sdraiato sull&rsquo;erba. Gli domando:&mdash;Broek?&mdash;Si
+mette a ridere, e risponde:&mdash;Broek.&mdash;Allora
+guardo meglio e vedo brillare in mezzo al verde
+degli alberi dei colori così ciarlataneschi, così impertinenti,
+così arrabbiati, che mi sfugge un&rsquo;esclamazione
+di stupore.</p>
+
+<p>Giro intorno al bacino, passo sur un piccolo ponte
+di legno bianco come la neve, infilo una stradina,
+guardo.... Broek! Broek! Broek! Lo riconosco, non
+ci può esser dubbio, non può esser altro che Broek!</p>
+
+<p>Immaginate un presepio fatto con casette di
+carta-pesta da un ragazzo di otto anni, una città
+fabbricata nella vetrina d&rsquo;una bottega di giocattoli
+di Norimberga, un villaggio costrutto da un coreografo
+sul disegno d&rsquo;un ventaglio chinese, una
+riunione di baracche di saltimbanchi arricchiti, un
+gruppo di villette fatte per servir da teatro di burattini,
+una fantasia d&rsquo;un orientale ubriaco d&rsquo;oppio,
+un qualche cosa che faccia pensare nello stesso
+tempo al Giappone, all&rsquo;India, alla Tartaria, alla
+Svizzera, allo stile <i>plateresco</i> e al <i>rococò</i> Pompadour,
+e a quello degli edifici inzuccherati che mettono in<span class="pagenum"><a name="Page_345" id="Page_345">[345]</a></span>
+mostra i confettieri; una mescolanza di barbaro, di
+gentile, di presuntuoso, di lezioso, d&rsquo;ingenuo, di
+sciocco, che nello stesso punto offenda il buon gusto,
+provochi le risa e innamori; immaginate insomma la
+più puerile stravaganza a cui si possa dare il nome di
+villaggio, e avrete una lontana immagine di Broek.</p>
+
+<p>Tutte le case sono circondate da un giardinetto,
+separato dalla strada da uno stecconato color cilestrino,
+della forma d&rsquo;una balaustrata o d&rsquo;una ringhiera,
+con pomi, mele o aranci di legno sulla punta
+degli stecconi. Le strade fiancheggiate da questi
+stecconati, sono strettissime e formate di piccoli
+mattoni di vario colore, messi di costa, e combinati
+in ogni sorta di disegni, in modo che da lontano
+le strade paiono coperte di scialli turchi. Le case,
+la maggior parte di legno, tutte col solo piano terreno,
+e piccolissime, sono color di rosa, color nero,
+colore cenerino, colore di porpora, colore azzurro
+chiaro, colore d&rsquo;erba montanina; hanno il tetto
+coperto di coppi inverniciati e disposti a scacchiera;
+le gronde ornate d&rsquo;una specie di festone di legno
+traforato come una trina; le facciate a punta, con
+una banderuolina sulla cima, o una piccola lancia,
+o qualcosa che somiglia un mazzo di fiori; le finestre
+coi vetri rossi o azzurri, ornate di tendine, di
+ricami, di nastri, di reticelle, di frange, di nappe,
+di ninnoli; le porte dipinte e dorate, e sormontate
+d&rsquo;ogni sorta di bassorilievi che rappresentano fiori,
+figurine e trofei, in mezzo ai quali si legge il nome
+e la professione del proprietario. Quasi tutte le case<span class="pagenum"><a name="Page_346" id="Page_346">[346]</a></span>
+hanno due porte: una davanti e una di dietro; questa
+per l&rsquo;entrata e l&rsquo;uscita di tutti giorni; l&rsquo;altra
+che si apre soltanto nelle occasioni solenni della
+vita, come nascite, morti, matrimoni.</p>
+
+<p>I giardini non sono meno strani delle case. Paiono
+fatti per i nani. I viali sono appena tanto larghi
+da poterci mettere i piedi, le aiuole si cingono colle
+braccia, i capanni contengono a stento due personcine
+rannicchiate, le siepi di mortella non arrivano
+ai ginocchi d&rsquo;un bambino di quattr&rsquo;anni. Fra questi
+capanni e queste aiuole vi sono dei canaletti
+che paion fatti per metterci delle barche di carta,
+sui quali s&rsquo;incurvano dei ponti di legno, puerilmente
+superflui, con colonnine e spallette colorite; bacini
+grandi come una tinozza da bagno riempiti da una
+barchetta lilliputtiana, legata con un cordoncino rosso
+a un palo color celeste; piccoli scali, piccoli orti,
+piccoli crocicchi, pergolatelli, porticciuole, cancellatine,
+tutte cose che si possono misurare con una
+mano, superare con un salto e buttar all&rsquo;aria con
+un pugno. Intorno alle case e ai giardini s&rsquo;innalzano
+alberi tagliati in forma di ventagli, di pennacchi,
+di dischi, di trapezi, coi tronchi coloriti di bianco e
+d&rsquo;azzurrino, e qua e là casette di legno per gli animali
+domestici, variopinte, dorate e scolpite come
+piccole reggie da marionette.</p>
+
+<p>Data un&rsquo;occhiata alle prime case e ai primi giardini,
+m&rsquo;inoltrai nel villaggio. Non c&rsquo;era anima viva
+nè per le strade nè alle finestre. Tutte le porte
+eran chiuse, tutte le tendine calate, tutti i canali<span class="pagenum"><a name="Page_347" id="Page_347">[347]</a></span>
+deserti, tutte le barchette immobili. Il villaggio è
+costruito in maniera che in nessun punto si vedono
+più di quattro o cinque case; e via via che si va
+innanzi, una si nasconde, un&rsquo;altra fa capolino, una
+terza balza fuori tutta intera; e da tutte le parti,
+in mezzo ai tronchi degli alberi, appariscono e spariscono
+striscie e tocchi di colori vivissimi, come di
+una frotta di maschere sparpagliate che facciano a
+rimpiattíno. A ogni passo si scopre un nuovo piccolo
+prospetto da palcoscenico, una nuova combinazione
+strana di colori, un nuovo capriccio, una nuova ridicolaggine.
+Par che da un momento all&rsquo;altro debba uscire
+da tutte quelle porte un popoletto d&rsquo;automi coi piatti
+turchi e i tamburelli fra le mani, come quei che si
+muovono sugli organetti. Con cinquanta passi si gira
+intorno a una casa, si passa un ponte, si attraversa
+un giardino, si percorre una strada e si ritorna nel
+luogo di prima. Un bambino vi pare un uomo e
+un uomo vi pare un gigante. Tutto è piccino, compassato,
+leccato, tinto, contraffatto, snaturato, fanciullesco.
+Sulle prime vi vien da ridere; poi vi piglia
+la stizza pensando che gli abitanti di quel villaggio
+crederanno che voi lo troviate bello; quella caricatura
+vi riesce odiosa; dareste di scimunito a tutti
+i padroni di casa; vorreste persuaderli che il loro
+famoso Broek è un insulto all&rsquo;arte e alla natura,
+e ch&rsquo;essi non hanno nè buon gusto nè buon senso.
+Ma quando vi siete ben sfogati a invettive, tornate
+a ridere, e il riso finisce per prevalere.</p>
+
+<p>Dopo aver girato un po&rsquo; senza incontrare nes<span class="pagenum"><a name="Page_348" id="Page_348">[348]</a></span>suno,
+mi venne il desiderio di veder l&rsquo;interno di una
+casa. Mentre guardavo qua e là in cerca d&rsquo;un&rsquo;anima
+ospitale, m&rsquo;intesi chiamare:&mdash;<i>Monsieur</i>&mdash;e voltatomi,
+vidi una donna sur un uscio, la quale
+mi domandò timidamente:&mdash;<i>Foulez fous foir une
+maison particulière?</i>&mdash;Accettai; la donna lasciò
+gli zoccoli sulla soglia, come si usa in tutte le case
+di quei paesi, e mi condusse dentro. Era una povera
+vedova, come mi disse appena fummo entrati, e non
+aveva che una stanza; ma che stanza! Il pavimento
+era coperto di stuoie pulitissime; i mobili erano luccicanti
+come l&rsquo;ebano; le maniglie del cassettone, la
+linguetta del baule, i rilievi d&rsquo;un piccolo stipo, le
+bullette delle seggiole, persino i chiodi piantati nel
+muro, parevano d&rsquo;argento. Il <a name="tn348" id="tn348"></a><ins class="correction" title="originale 'cammino'">camino</ins> era un vero
+tempietto, tutto rivestito di lastrine di maiolica colorite
+e nitide come se non avessero mai visto il
+fumo. Sur un tavolino c&rsquo;era un calamaio di rame,
+una penna di ferro e qualche gingillo, che avrebbero
+richiamato l&rsquo;attenzione nella vetrina d&rsquo;un orefice.
+Da qualunque parte volgessi gli occhi, scintillava
+qualche cosa. Non vedendo il letto, domandai
+alla buona donna dove dormisse. Per tutta risposta
+s&rsquo;avvicinò a una parete ed aperse i due battenti
+nascosti dalla tappezzeria. Il letto (come in quella
+casa, in tutte le altre) è chiuso in una specie di
+armadio a muro, e consiste in un materasso e in
+un pagliericcio distesi sopra la parte inferiore del
+muro medesimo, senz&rsquo;assi e senza cavalletti; letto
+che sarà comodo d&rsquo;inverno, ma che dev&rsquo;essere un<span class="pagenum"><a name="Page_349" id="Page_349">[349]</a></span>
+affogatoio d&rsquo;estate. Mi fece vedere gli arnesi coi quali
+faceva la pulizia. C&rsquo;era da farne una bottega: scope,
+scopette, spazzolini da denti, strofinacci, raschiatoi,
+rastrellini, scovoli, frugoni, pelli, mazzetti di piume,
+acqua-forte, bianco di Spagna pei vetri, rosso di
+Venezia per le posate, polvere di carbone per i
+rami, smeriglio per i ferri, mattone inglese per i
+pavimenti, e persino stecchini per cavar le pagliuzze
+microscopiche dalle commessure dei mattoni.</p>
+
+<p>Mi diede notizie curiosissime intorno al furore
+di pulizia per cui il villaggio di Broek è famoso in
+Olanda. Non è lungo tempo che all&rsquo;entrata del villaggio
+si leggeva un&rsquo;iscrizione concepita in questi
+termini:&mdash;<i>Prima o dopo il tramonto del sole nessuno
+può fumare nel villaggio di Broek, se non con una
+pipa munita di coperchio</i> (perchè non si spanda la
+cenere), <i>e quando si attraversa il villaggio con un
+cavallo, è <a name="tn349" id="tn349"></a><ins class="correction" title="originale 'probito'">proibito</ins> di stare in sella, e bisogna condurlo
+a piedi</i>. Era pure proibito di attraversare il
+villaggio in carrozza, o con pecore o vacche, o qualunque
+altro animale che potesse insudiciare le
+strade; e benchè non sussista più questa proibizione,
+i carri e gli animali girano ancora intorno
+a Broek, per effetto dell&rsquo;usanza antica. Dinanzi a
+tutte le case c&rsquo;erano, e se ne vede ancora qualcuna,
+delle sputacchiere di pietra, nelle quali sputavano
+i fumatori dalle finestre. L&rsquo;uso di stare in
+casa coi piedi scalzi è ancora in pieno vigore, così
+che dinanzi a tutte le porte si vedono scarpe, stivaletti
+e zoccoli ammonticchiati. È una fiaba quello<span class="pagenum"><a name="Page_350" id="Page_350">[350]</a></span>
+che si racconta di sommosse popolari accadute a
+Broek contro stranieri che sparsero per la strada
+dei noccioli di ciliegia; ma è vero che ogni cittadino
+il quale veda cadere una foglia o una festuca
+portata dal vento dinanzi alla sua casa, la va a raccattare
+e la butta nel canale. Che poi si vadano a
+spolverare le scarpe a cinquecento passi fuor del
+villaggio, che ci sian dei ragazzi pagati per soffiare
+quattro volte all&rsquo;ora fra i mattoni della strada, e
+che in certe case si portino gli ospiti a braccia perchè
+non insudicino il pavimento, son cose che si
+raccontano,&mdash;mi disse quella buona donna,&mdash;ma
+che probabilmente non si fecero mai. Però prima
+di lasciarmi uscire, mi raccontò un aneddoto che, se
+fosse vero, farebbe quasi credere possibili quelle
+stravaganze.&mdash;Nei tempi andati,&mdash;mi disse,&mdash;la
+manía della pulizia era arrivata a tal segno, che le
+donne di Broek trascuravano, per strofinare e lavare,
+persino i loro doveri religiosi. Il Pastore del villaggio,
+dopo aver tentato inutilmente tutte le vie della
+persuasione per far cessare quello scandalo, prese
+un altro partito. Fece una gran predica nella quale
+disse che ogni donna olandese la quale avesse compiuto
+fedelmente i suoi doveri verso Dio nella vita
+terrena, avrebbe trovato nel mondo di là una casa
+piena zeppa di mobili, d&rsquo;utensili e di gingilli svariatissimi
+e preziosissimi, nella quale, non distratta
+da altre occupazioni, avrebbe potuto spazzolare, insaponare
+e lustrare per tutta l&rsquo;eternità, senza mai
+poter dire d&rsquo;aver finito. L&rsquo;immagine di questa su<span class="pagenum"><a name="Page_351" id="Page_351">[351]</a></span>blime
+ricompensa, il pensiero di questa immensa
+felicità infuse tanto ardore e tanta pietà nelle donne
+di Broek, che d&rsquo;allora in poi furono sempre assidue
+agli esercizi religiosi, e non ebbero mai più bisogno
+di eccitamento.&mdash;</p>
+
+<p>Eppure, nè questo furore di pulizia, nè la bizzarria
+architettonica che ho descritta, sono la cagione
+della semi-seria celebrità del villaggio di Broek.
+Questa celebrità derivò da una stravaganza di forme
+e di consuetudini, appetto alla quale ciò che ora si
+vede non è più nulla. Il Broek d&rsquo;oggigiorno non è
+più che una larva del Broek antico. A persuadersene,
+basta visitare una casa posta all&rsquo;entrata del villaggio,
+e aperta agli stranieri, la quale è un modello
+completo delle antiche case, e vien conservata accuratamente
+dal proprietario come un monumento
+storico delle follie trascorse. L&rsquo;esterno della casa
+non è diverso dalle altre: una baracca da burattini.
+Il maraviglioso sono le stanze e il giardino. Le stanze,
+piccolissime, sono tanti bazar, ciascuno dei quali richiederebbe
+un volume di descrizioni. La manía
+olandese di ammontare oggetti su oggetti, e di cercar
+la bellezza e l&rsquo;eleganza nell&rsquo;eccesso degli ornamenti
+più disparati, là si vede spinta sino al superlativo
+grado del ridicolo. Vi sono figurine di porcellana
+sugli armadi, tazze e zuccheriere chinesi sopra e
+sotto le tavole, piatti appesi alle pareti dal soffitto
+fino al pavimento, orologi, ovi di struzzo, barchette,
+bastimenti, conchiglie, vasi, piattini, calici, ficcati in
+tutti gl&rsquo;interstizi e nascosti in tutti i buchi; qua<span class="pagenum"><a name="Page_352" id="Page_352">[352]</a></span>dri
+che presentano figure diverse, secondo da che
+parte si guardano; armadi pieni di centinaia di
+ninnoli; ornamenti senza nome, decorazioni senza
+senso, un ingombro, un lucicchío, una dissonanza di
+colori, un cattivo gusto così innocentemente spietato,
+che è un piacere e un dispetto a vedersi. Ma tutte
+queste stravaganze sono di gran lunga superate dal
+giardino. Qui si vedono ponti messi per mostra sopra
+rigagnoli larghi un palmo, grotte e cascatelle
+da presepio, chiesette rustiche, templi greci, chioschi
+chinesi, pagodi indiani, statue dipinte, piccoli fantocci
+colle mani e i piedi dorati che balzano fuori
+dai panieri di fiori, automi di grandezza naturale
+che fumano e che filano, armadi che s&rsquo;aprono al
+tocco d&rsquo;un ordigno, e lascian vedere una comitiva
+di burattini seduti a tavola, bacinetti dove nuotano
+cigni e oche di zinco, aiuole coperte di un mosaico
+di conchiglie, con un bel vaso di porcellana nel
+mezzo; alberi che rappresentano figure umane, cespugli
+di bosso tagliati in forma di campanili, di
+chiesuole, di navi, di chimere, di pavoni che fan la
+ruota e di bambini che allargan le braccia; sentieri,
+capanni, siepi, fiori, piante, tutto scontorto, manierato,
+tormentato, imbastardito, stravolto. E così erano nei
+tempi andati tutte le case e tutti i giardini di Broek.</p>
+
+<p>Ma ora non solamente l&rsquo;aspetto del villaggio,
+anche la popolazione è in gran parte mutata.
+Broek era chiamato altre volte il villaggio dei milionarii,
+perchè quasi tutti i suoi abitanti erano negozianti
+ricchissimi, che si raccoglievan là per amore<span class="pagenum"><a name="Page_353" id="Page_353">[353]</a></span>
+della solitudine e della pace. A poco a poco, la noia,
+il ridicolo di cui furon fatti segno le loro case ed
+essi stessi, l&rsquo;importunità dei viaggiatori, il desiderio
+di luoghi più ameni, snidò da Broek quasi tutte le
+famiglie ricche, e le poche rimaste, cessando la gara
+che aveva prodotte tante fanciullesche meraviglie,
+non pensarono più a crearne delle nuove, e lasciarono
+perdere o sparire le vecchie. Ora Broek ha
+circa un migliaio d&rsquo;abitanti, dei quali la maggior
+parte fanno formaggi, e gli altri son bottegai, fattori
+e artefici che vivon di rendita.</p>
+
+<p>Malgrado che sia decaduto, Broek è ancora visitato
+da quasi tutti gli stranieri che vanno in Olanda.
+In una stanza della casa che ho descritta, v&rsquo;è un
+enorme libro che contiene parecchie migliaia di,
+biglietti di visita e di firme manoscritte di gente
+d&rsquo;ogni paese. Io l&rsquo;ho scorso tutto. Il maggior numero
+di visitatori sono inglesi e americani; il minimo
+italiani, e questi quasi tutti nobili delle provincie
+meridionali. Fra i molti nomi illustri vidi
+quello di Victor Hugo, di Walter Scott, del Gambetta
+e del commediografo Emilio Augier. Fra i ricordi,
+v&rsquo;è un calcafogli che l&rsquo;Imperatore e l&rsquo;Imperatrice di
+Russia regalarono a un cittadino di Broek in segno di
+gratitudine per l&rsquo;ospitalità ch&rsquo;egli concesse nel 1864
+al granduca Nicola di Alexandrovitch.</p>
+
+<p>A proposito di visitatori illustri, anche l&rsquo;Imperatore
+Alessandro di Russia e Napoleone il Grande
+furono a Broek. La tradizione locale dice che così
+l&rsquo;uno che l&rsquo;altro avendo voluto vedere l&rsquo;interno d&rsquo;una<span class="pagenum"><a name="Page_354" id="Page_354">[354]</a></span>
+casa, dovettero, prima d&rsquo;entrare, infilarsi certe grosse
+calze di lana che porse loro la serva, perchè non insudiciassero
+i pavimenti cogli stivali. Non oserei affermare
+che questo sia vero; ma so, per averlo letto in
+certe Memorie del viaggio di Napoleone in Olanda,
+che a Broek egli s&rsquo;indispettì nel vedere le strade
+deserte, e la gente tappata in casa che lo guardava
+di dietro i vetri coll&rsquo;aria di sorvegliare che non insudiciasse
+le cancellate dei giardini. Anche l&rsquo;imperatore
+Giuseppe II fece una visita a Broek; ma,
+per quello che si narra, non avendo portato con sè
+delle lettere di raccomandazione, non potè entrare
+in nessuna casa. Un aiutante di campo insistendo
+presso un padrone di casa, perchè lasciasse entrare
+la Maestà Sua:&mdash;Io non conosco il vostro Imperatore,&mdash;quegli
+rispose;&mdash;e fosse anche il borgomastro
+d&rsquo;Amsterdam in persona, non ricevo chi non
+conosco.&mdash;</p>
+
+<p>Quand&rsquo;ebbi visitato la casa e il giardino antico,
+entrai in un piccolo caffè dove una ragazza senza
+scarpe, inteso alla prima il mio linguaggio da sordomuto,
+mi portò una mezza forma di buon formaggio
+di Edam, delle uova e del burro, ogni cosa posto
+sotto un coperchio di maiolica, protetto da una reticella
+di fil di ferro, e nascosto da una bianchissima
+tovaglietta ricamata; e poi scortato da un ragazzo che
+mi parlava a gesti, andai a vedere una fattoria. Molta
+gente, tra noi, che porta cappello a staio ed orologio
+d&rsquo;oro, non ha un appartamento pulito ed ornato come
+quello in cui si pavoneggiano le vacche di Broek.<span class="pagenum"><a name="Page_355" id="Page_355">[355]</a></span>
+Prima d&rsquo;entrare bisogna pulirsi le scarpe a una
+stuoia distesa davanti alla porta, e se non lo fate,
+vi pregano di farlo. Il pavimento delle stalle è di
+mattoni di vario colore, nitidi da poterci passare
+sopra la mano; le pareti son rivestite di legno di
+abete; le finestre sono ornate di tende di mossolina e
+di vasi di fiori; le mangiatoie son dipinte; le vacche
+sono strigliate, pettinate, lavate, e perchè non s&rsquo;insudicino
+hanno la coda tenuta su da un cordoncino
+legato a un chiodo del soffitto; un rigagnolo che attraversa
+la stalla, porta via continuamente le immondizie;
+fuor che tra i piedi delle bestie, non si
+vede un fuscello, nè una macchia; e l&rsquo;aria è così
+purgata, che a occhi chiusi si crederebbe di essere
+in un salotto. Le camere dei contadini, le stanze
+dove si fa il formaggio, i cortili, i bugigattoli, tutto
+è netto e luccicante ad un modo.</p>
+
+<p>Prima di partire per Amsterdam feci ancora un
+giro per il villaggio badando a nascondere il sigaro
+quando qualche donna dal diadema d&rsquo;oro mi guardava
+dalla finestra; passai su due o tre ponti bianchi,
+toccai col piede qualche barchetta, mi trattenni
+un po&rsquo; dinanzi alle casine più variopinte; e poi, non
+vedendo comparire anima viva nè per le strade nè
+dentro ai giardini, ripresi la mia via solitaria in
+groppa al cavallo di san Francesco, con quel sentimento
+di tristezza che lascian nel cuore tutte le
+grandi curiosità soddisfatte.<span class="pagenum"><a name="Page_356" id="Page_356">[356]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="ZAANDAM" id="ZAANDAM"></a>ZAANDAM.</h2>
+
+
+<p>La maggior parte degli stranieri, dopo aver visitato
+il villaggio di Broek e la città di Zaandam,
+partono per la Frisia o se ne ritornano all&rsquo;Aja colla
+persuasione d&rsquo;aver visto l&rsquo;Olanda. Io volli invece
+spingermi sino all&rsquo;estremità della Nord-Olanda, pensando
+che in questa provincia posta fuor di mano,
+non abitata da stranieri, non percorsa da viaggiatori,
+avrei veduto costumi, usi ed aspetti antichi più
+schiettamente conservati che nelle altre. Il pericolo
+di non esser capito, di capitare in cattivi alberghi,
+di trovarmi solo, impicciato e malinconico in piccole
+città delle quali non c&rsquo;è nemmeno la pianta nelle
+<i>Guide</i>, e che i viaggiatori più pazienti non fanno che
+attraversare di volo; non mi distolse dal mio proposito.
+Una bella mattina del mese d&rsquo;agosto, il diavolo
+dei viaggi, il più prepotente di tutti i diavoli
+che invasano l&rsquo;anima umana, trasportò me e la mia
+valigia in un piroscafo che partiva per Zaandam;<span class="pagenum"><a name="Page_357" id="Page_357">[357]</a></span>
+m&rsquo;imbarcò lo stesso giorno per Alkmaar, la metropoli
+dei formaggi, e mi diede la stessa sera un biglietto
+di seconda classe per Helder, la Gibilterra del nord.</p>
+
+<p>Zaandam, vista dal golfo dell&rsquo;Y, presenta l&rsquo;aspetto
+d&rsquo;una fortezza coronata di torri innumerevoli, dall&rsquo;alto
+delle quali i cittadini chiedano soccorso, con
+segnali affrettati, a un esercito lontano. Son centinaia
+di mulini altissimi che si alzano fra le case,
+sulle dighe, lungo la spiaggia, per tutta la campagna
+circostante alla città; una parte dei quali lavorano
+al prosciugamento delle terre, altri a far l&rsquo;olio
+di colza, che è una delle più importanti materie di
+commercio di Zaandam; altri a ridurre in polvere
+una specie di tufo vulcanico portato dal Reno, che
+serve a comporre un cemento particolare per le opere
+idrauliche; altri a segar legna, a mondar orzo, a
+macinar colori, a fabbricar carta, mostarda, smalto,
+corde, amido, paste. La città non si vede che pochi
+minuti prima d&rsquo;entrare nel porto.</p>
+
+<p>È una vera veduta da scenario di ballo pastorale.</p>
+
+<p>La città è fabbricata lungo le due rive d&rsquo;un
+fiume, chiamato Zaan, che si versa nell&rsquo;Y, e intorno
+a un piccolo seno formato dall&rsquo;Y medesimo,
+che le serve di porto. Le due parti eguali in cui
+rimane divisa la città, sono congiunte da un ponte,
+che s&rsquo;alza per dar passo ai bastimenti. Intorno al
+porto non ci sono che poche strade e poche case;
+la parte principale di Zaandam si stende lungo le
+rive dello Zaan.</p>
+
+<p>Il piroscafo s&rsquo;avvicinò fino a toccar la riva: scesi,<span class="pagenum"><a name="Page_358" id="Page_358">[358]</a></span>
+mi liberai da un drappello di ciceroni, e in pochi minuti
+percorsi le strade principali.</p>
+
+<p>Zaandam è un grande Broek, meno puerile <a name="tn358" id="tn358"></a><ins class="correction" title="originale 'è più'">e più</ins>
+bello del Broek piccino.</p>
+
+<p>Le case sono di legno, d&rsquo;un solo piano, colla facciata
+a punta, e quasi tutte colorite di verde. Vi
+sono strade intere, nelle quali non si vede altro colore,
+che paiono strade d&rsquo;una città fatta di bosso
+e di mortella. Come a Broek, i coppi dei tetti sono
+inverniciati, le finestre ornate di tendine e di fiori,
+le strade ammattonate e pulite come il pavimento
+d&rsquo;una sala. Nei vetri, nelle lastre d&rsquo;ottone delle
+porte, negli oggetti esposti sui davanzali, da qualunque
+parte si guardi, si vede riflessa la propria
+immagine. Tutta la città spira un&rsquo;aria d&rsquo;allegria,
+di freschezza e d&rsquo;innocenza, che innamora. È una
+città ricca e popolosa, e sembra un piccolo villaggio.
+Ha tutti i tratti propri delle città olandesi, ed
+insieme un non so che aspetto nuovo ed esotico, che
+la fa parere immensamente lontana da tutte le altre.</p>
+
+<p>Essendo giorno di festa, le strade principali eran
+piene di gente che andava o tornava di chiesa. La
+prima cosa che mi colpì fu l&rsquo;acconciatura del capo
+delle donne. Portano, sotto un cappello coperto di
+fiori, una specie di cuffia di trina, che scende fin
+sulle spalle, dalla quale escono di qua e di là dalla
+fronte due nodi di capelli arricciolati e stretti che
+paion ciocche di chicchi d&rsquo;uva. Il cerchio d&rsquo;oro o
+d&rsquo;argento, che stringe la testa, e luccica attraverso
+la trina di codesta cuffia, termina sulle tempie in<span class="pagenum"><a name="Page_359" id="Page_359">[359]</a></span>
+due lastrine quadrate dello stesso metallo, rivolte
+verso chi guarda, con una rosetta nel mezzo. Un&rsquo;altra
+lastrina dorata e cesellata, una sorta di nastro
+metallico, legato, non so come, al cerchio, attraversa
+obliquamente la fronte e scende quasi fino a toccare
+la tempia opposta, o l&rsquo;occhio, o l&rsquo;intracciglio,
+in modo che pare un pezzo del cerchio stesso, rotto
+e lasciato spenzolare per negligenza o per vezzo. Due
+grossi spilloni confitti verticalmente all&rsquo;estremità
+del cerchio s&rsquo;alzano come due corna sopra le due
+ciocche di riccioli. Altri orecchini lunghissimi ciondolano
+alle orecchie, il collo è ornato di più giri di
+collane, il seno di borchie, di fermagli, di catenelle,
+da riempirne una vetrina di gioielliere. Tutte le
+donne, con leggiere differenze, sono ornate così; e
+son tutte bianche, rosee e vestite col medesimo cattivo
+gusto, in modo che uno straniero non distingue
+alla prima la contadina dalla signora. Non si può
+dir certo che quell&rsquo;acconciatura del capo e quella
+sovrabbondanza d&rsquo;ornamenti sia bella ed elegante;
+ma pure quei visi bianchi, in mezzo a quella trina
+e a quell&rsquo;oro, quel misto di principesco e di campagnuolo,
+di opulento e di rozzo, di pomposo e
+d&rsquo;ingenuo, ha una grazia tutta sua, che s&rsquo;accorda
+mirabilmente coll&rsquo;aria, se così può dirsi, della città,
+e che finisce per piacere. Anche le bambine hanno
+il loro diadema e le loro trine: gli uomini sono la
+maggior parte vestiti di nero. Bambine, poi, uomini,
+ragazze, donne, giovani, vecchi, hanno tutti un aspetto
+di gente contenta, un non so che di primitivo, di<span class="pagenum"><a name="Page_360" id="Page_360">[360]</a></span>
+verginale, di nuovo, che fa quasi parer strano che
+siano europei del tempo nostro; che fa pensare di
+essere in un altro continente e in un&rsquo;altra civiltà; di
+trovarsi in un paese dove la ricchezza fiorisca senza
+fatica, la vita scorra senza passioni, la società si
+regga e si muova senz&rsquo;attriti e senza scosse, e nessuno
+desideri altro bene che la pace. E se mentre si
+pensa a questo, l&rsquo;orologio del campanile più vicino
+canta colle sue note argentine una vecchia canzone
+nazionale, allora l&rsquo;illusione è intera, e si vorrebbe
+condurre a Zaandam la famiglia e gli amici, e finire in
+una di quelle casette verdi i nostri giorni tranquilli.</p>
+
+<p>Ma se tutta questa beatitudine non è che illusione,
+è un fatto però che Zaandam è una delle più
+agiate città dell&rsquo;Olanda, che in molte di quelle
+casette verdi stanno dei costruttori di navi millionarii,
+e che non c&rsquo;è famiglia senza pane, nè ragazzo
+senza maestro.</p>
+
+<p>Oltre a questo, Zaandam possiede quello che Napoleone
+I disse: «il più bel monumento dell&rsquo;Olanda»
+cioè la capanna di Pietro il Grande, in onore del
+quale la città fu per un tempo ed è ancora chiamata
+da molti Czardam o Saardam. Una squadra
+di ciceroni sussurra il nome di questa capanna famosa
+nell&rsquo;orecchio a tutti gli stranieri che arrivano
+a Zaandam, e si può dire ch&rsquo;essa è lo scopo unico
+di tutti coloro che vanno a visitare questa città.</p>
+
+<p>Quando e perchè il grande Imperatore sia andato
+a stare in quella capanna, è noto a tutti. Dopo aver
+vinto i Tartari e i Turchi, ed essere entrato trion<span class="pagenum"><a name="Page_361" id="Page_361">[361]</a></span>falmente
+in Mosca, il giovane czar volle fare un
+viaggio nei principali Stati d&rsquo;Europa per studiare
+le arti e le industrie. Accompagnato da tre ambasciatori,
+quattro segretarii, dodici gentiluomini, cinquanta
+guardie ed un nano, partì nell&rsquo;aprile del 1697
+dai suoi Stati, attraversò la Livonia, passò per la
+Prussia brandeburghese, per la Pomerania, per Berlino,
+la Vestfalia, e arrivò ad Amsterdam, quindici
+giorni prima del suo seguito. In questa città, sconosciuto
+a tutti, passò qualche tempo negli arsenali
+dell&rsquo;ammiragliato; e quindi per imparare coi propri
+occhi e colle proprie mani l&rsquo;arte della costruzione
+delle navi, nella quale gli Olandesi, in quel
+tempo, primeggiavano, si vestì da marinaio, e si recò
+a Zaandam dov&rsquo;erano i più famosi arsenali. Qui
+entrò col nome di Pietro Michaeloff, nell&rsquo;arsenale di
+un certo Mynheer Calf, si fece iscrivere nel numero
+degli operai, lavorò da falegname, da ferraio, da
+cordaio, e per tutto il tempo che rimase a Zaandam,
+andò vestito e si nutrì come i suoi compagni di lavoro
+e dormì com&rsquo;essi, in una casetta di legno, che
+è quella che si vede oggigiorno. Quanto tempo sia
+stato in quella città, non si sa di certo. V&rsquo;è chi
+dice che ci sia stato qualche mese, v&rsquo;è chi crede
+con maggior ragione, che seccato della curiosità degli
+abitanti, non ci sia stato che una settimana. Certo
+è che, ritornato in Amsterdam dopo breve tempo,
+terminò colle sue mani, nell&rsquo;arsenale della Compagnia
+delle Indie, un vascello da sessanta cannoni;
+che studiò matematica, fisica, geografia, anatomia,<span class="pagenum"><a name="Page_362" id="Page_362">[362]</a></span>
+pittura, e che lasciò quella città nel gennaio del 1698,
+per andare a Londra.</p>
+
+<p>La famosa capanna si trova a un&rsquo;estremità di
+Zaandam, in vista dell&rsquo;aperta campagna; ed è come
+incassata in un piccolo edifizio in muratura che la
+regina d&rsquo;Olanda, Anna Paulowna, russa di nascita,
+fece costruire per difenderla dalle intemperie. È una
+vera casupola da pescatori, di legno, composta di
+due piccole stanze, e talmente sconnessa e sbilenca,
+che se non fosse puntellata dall&rsquo;edifizio che la circonda,
+un soffio di vento la butterebbe a terra. In
+una stanza vi sono tre rozze scranne, una larga tavola,
+un letto ad armadio ed un grande cammino
+dell&rsquo;antica forma fiamminga. Nella seconda stanza
+vi sono due grandi ritratti: uno di Pietro il Grande
+vestito da operaio, e l&rsquo;altro dell&rsquo;imperatrice Carolina.
+Sul soffitto sono stese delle bandiere russe e
+delle bandiere olandesi. La tavola, le pareti, le imposte,
+le porte, le travi sono coperte di nomi, di versi,
+di sentenze, d&rsquo;iscrizioni di tutte le lingue del mondo.
+V&rsquo;è una lastra di marmo su cui è scritto:&mdash;<i>Petro
+magno Alexander</i>,&mdash;fatta porre dall&rsquo;imperatore
+Alessandro di Russia, in memoria della sua visita
+del 1814. Un&rsquo;altra lapide ricorda la visita fatta dal
+principe ereditario, ora czar, nel 1839, e c&rsquo;è sotto
+una strofa d&rsquo;un poeta russo che dice:&mdash;Sopra quest&rsquo;umile
+abituro aleggiano gli angeli santi. Isarevitch!
+inchínati. Qui è la culla del tuo impero, qui
+nacque la grandezza della Russia.&mdash;Altre lapidi
+rammentano visite di re e di principi, e colle lapidi<span class="pagenum"><a name="Page_363" id="Page_363">[363]</a></span>
+altre poesie e soprattutto iscrizioni russe che esprimono
+l&rsquo;entusiasmo e la gioia di gente arrivata alla
+mèta d&rsquo;un sacro pellegrinaggio. Una di queste iscrizioni
+ricorda che da quella catapecchia il falegname
+Pietro Michaeloff dirigeva le mosse dell&rsquo;esercito moscovita,
+che combatteva contro i Turchi in Ucrania.</p>
+
+<p>Uscendo di là, pensavo che se il giorno più
+glorioso della vita di Pietro il Grande fu quello in
+cui s&rsquo;addormentò sotto quella capanna dopo aver
+lavorato per la prima volta colle proprie braccia,
+così il più felice doveva essere stato quell&rsquo;altro in
+cui, dopo diciotto anni egli ci ritornava, nel colmo
+della sua potenza e della sua gloria, per mostrare
+a Caterina il luogo dove facendo l&rsquo;operaio aveva imparato
+a far l&rsquo;imperatore. Gli abitanti di Zaandam
+ricordano quel giorno con orgoglio, e ne parlano
+come d&rsquo;un avvenimento di cui sian stati testimoni.
+La czarina era rimasta a Vesel per partorire; lo
+czar arrivò a Zaandam solo. Ognuno può immaginare
+con che gioia e che alterezza l&rsquo;abbiano ricevuto
+quei negozianti, quei marinai, quei falegnami,
+che l&rsquo;avevano avuto compagno diciotto anni prima.
+Per il mondo egli era il vincitore di Pultava, il fondatore
+di Pietroburgo, l&rsquo;incivilitore della Russia;
+ma per loro era <i>Peterbas</i>, mastro Pietro, come
+lo chiamavano famigliarmente quando lavoravano
+insieme; era un figliuolo di Zaandam divenuto imperatore;
+era un vecchio amico che tornava in mezzo
+agli amici. Dieci giorni dopo il parto arrivò la czarina
+e visitò anch&rsquo;essa la capanna. Imperatore e Im<span class="pagenum"><a name="Page_364" id="Page_364">[364]</a></span>peratrice,
+senza seguito, senza pompa, andarono a
+desinare in casa di Mynheer Calf, il costruttore di
+bastimenti che aveva ricevuto nel suo arsenale il
+giovane operaio coronato; il popolo li accompagnò
+gridando:&mdash;Viva mastro Pietro!&mdash;e mastro Pietro,
+lo sterminatore dei boiardi e degli strelizzi, il condannatore
+di suo figlio, il principe formidabile, pianse.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Per andare ad Alkmaar m&rsquo;imbarcai sopra un piroscafo
+che doveva rimontare lo Zaan fino al canale
+del Nord, e così vidi l&rsquo;Oost Zaandam e la West-Zaandam,&mdash;ossia
+tutta la parte della città che si
+stende per quasi tre miglia lungo le due rive del fiume.</p>
+
+<p>È uno spettacolo che rivende Broek cento volte.</p>
+
+<p>Ognuno si ricorda dei primi paesaggi che si dipingono
+da ragazzi, quando il padre o lo zio ci regala
+una scatola di colori sospirata da molto tempo. Per
+il solito si vuol dipingere un luogo delizioso, come
+quei che si sognano a scuola, sonnecchiando alle
+ultime lezioni di latino, sulla fine del mese di giugno.
+Per render questo luogo veramente delizioso, ci
+sforziamo di fare entrare in un piccolo spazio una
+villetta, un giardino, un lago, un bosco, un prato,
+un orto, un fiume, un ponte, una grotta, una cascata
+d&rsquo;acqua, tutto ben vicino, ben stretto e ben pigiato;
+e perchè non sfugga assolutamente nulla all&rsquo;occhio
+di chi guarda, si dipinge ogni cosa coi colori più
+vivi della scatola e si fanno dei bei contorni vistosi;
+e quando s&rsquo;è finito, colti dal timore di non
+aver approfittato di tutto lo spazio, si ficca ancora<span class="pagenum"><a name="Page_365" id="Page_365">[365]</a></span>
+una casetta qui, un albero là, una capanna in fondo;
+finchè non essendo più possibile di farci entrare un
+filo d&rsquo;erba, nè una pietra, nè un fiore, si smette il
+pennello soddisfatti dell&rsquo;opera propria, e si corre a
+far vedere il quadro alla fantesca, la quale giunge
+le mani in atto di meraviglia, ed esclama che è un
+vero paradiso terrestre. Ebbene, Zaandam, vista dal
+fiume, è tale quale uno di codesti paesaggi.</p>
+
+<p>Sono tutte casette verdi, coi tetti coperti di coppi
+rossissimi, sui quali s&rsquo;innalzano dei chioschi pure
+verdi, sormontati da banderuole variopinte o da
+palle di legno di diverso colore infilate in un&rsquo;asta
+di ferro; torricciuole coronate di balaustrate e di padiglioni;
+edifizii della forma di tempietti e di villini;
+baracche e bicocche di una struttura non
+mai vista, capricciosamente sovrapposte, e strette le
+une contro le altre, che par che si disputino lo spazio;
+un&rsquo;architettura di ripiego, tutta vanità e tutta
+apparenza. In mezzo a questi edifizii, stradine per
+cui passa appena una persona, piazzette anguste
+come stanze, cortili poco più grandi di una tavola,
+canali dove non può scorrere che un&rsquo;anitra; e sul
+davanti, tra le case e la riva del fiume, dei giardinetti
+da ragazzi, pieni di capanni, di casette per le
+galline, di pergolati, di cancellate, di mulini a vento
+da trastullo e di salici piangenti; e dinanzi a questi
+giardini, sulla riva del fiume, dei piccoli porti pieni di
+piccole barche verdi legate a piccole palafitte ancora
+più verdi. In mezzo a questo guazzabuglio di giardini
+e di baracche, s&rsquo;alzano da tutte le parti mulini a<span class="pagenum"><a name="Page_366" id="Page_366">[366]</a></span>
+vento di grande altezza, coloriti pure di verde e listati
+di bianco, o bianchi e listati di verde, con le braccia
+dipinte come aste di bandiere e la rotella dell&rsquo;asse
+dorata e ornata di girandole multicolori; campanili
+verdi e inverniciati dal piede fino alla punta;
+chiesuole che paion teatri da fiera, scaccheggiate e
+orlate di tutte le tinte dell&rsquo;arcobaleno. Ma questo
+è anche più strano: che gli edifizi, già piccini all&rsquo;entrata
+del fiume, vanno scemando di grandezza
+via via che si procede, come se la popolazione fosse
+distribuita per ordine di statura, tanto che verso la
+fine non son più che casotti da sentinelle, stie, topaie,
+scatole, nascondigli, che paiono sporgenze d&rsquo;una
+città sotterrata; un&rsquo;architettura minuscola che è lì
+a dieci passi, e fa l&rsquo;effetto di essere molto lontana;
+un tritume di città, un vero alveare umano, dove i
+bambini paiono colossi, e i gatti saltano dalla strada
+sui tetti; e là ancora ci son giardini occupati interamente
+da un sedile, chioschi capaci d&rsquo;una persona
+sola, padiglioni grandi come ombrelli, e salici
+piangenti, e piccoli scali, e piccolissimi mulini a
+vento, e banderuole e fiori e colori.</p>
+
+<p>Ma son proprio uomini che han fatto tutto codesto?&mdash;uno
+si domanda dinanzi a questo spettacolo.&mdash;E
+questa è una città davvero? E ci sarà
+ancora l&rsquo;anno venturo? O non è stata fabbricata
+per una festa, e la settimana prossima sarà tutta
+scomposta e accatastata dentro il magazzino di un
+decoratore d&rsquo;Amsterdam? Ah! burloni d&rsquo;Olandesi!<span class="pagenum"><a name="Page_367" id="Page_367">[367]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="ALKMAAR" id="ALKMAAR"></a>ALKMAAR.</h2>
+
+
+<p>Il bastimento, dopo oltrepassata Zaandam, corse
+ancora per un lungo tratto in mezzo a due file non
+interrotte di mulini a vento, toccò parecchi villaggi,
+svoltò nel canale di Marker-Vaart, attraversò il lago
+di Alkmaar, ed entrò finalmente nel gran canale del
+Nord. Non riuscirei mai ad esprimere, per quanto
+mi ci sforzassi, il sentimento di solitudine morale,
+di lontananza, e direi quasi di smarrimento che provavo
+io solo in mezzo a una folla di contadine indiademate
+come regine e immobili come idoli, su
+quel piroscafo che scorreva colla placidità di una
+gondola a traverso una pianura sconfinata ed uniforme,
+sotto quel cielo malinconico. Certi momenti
+domandavo a me stesso in che maniera mi trovassi
+là, dove sarei andato a finire, quando sarei tornato;
+sentivo la nostalgia di Amsterdam e dell&rsquo;Aja, come
+se il paese dove passavo fosse tanto lontano dall&rsquo;Olanda
+meridionale, quanto l&rsquo;Olanda meridionale<span class="pagenum"><a name="Page_368" id="Page_368">[368]</a></span>
+è lontana dall&rsquo;Italia; facevo il proponimento di non
+viaggiar mai più solo, e mi pareva di non aver mai
+più da tornare a casa.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>In quel punto mi trovavo proprio nel cuore della
+Nord-Olanda, di quella piccola penisola bagnata dal
+Mare del Nord e dal Golfo di Zuiderzee, ch&rsquo;è quasi
+tutta più bassa delle acque che la circondano, ch&rsquo;è
+difesa da una parte dalle dune e dall&rsquo;altra da immense
+dighe, e frastagliata da un&rsquo;infinità di canali,
+di laghi e di paludi, che le danno l&rsquo;aspetto d&rsquo;una
+terra per metà sommersa, e destinata a sparire
+sotto le onde. Per tutto lo spazio che si poteva abbracciare
+collo sguardo, non si vedeva che qualche
+gruppo d&rsquo;alberi, qualche vela di bastimento e qualche
+mulino.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Il tratto del canale del Nord che il piroscafo
+percorreva in quel punto, fiancheggia il Beemster,
+la più grande distesa di terra che siasi prosciugata
+nel secolo decimosettimo, uno dei quarantatrè laghi
+che coprivano anticamente la provincia di Alkmaar,
+e che furono trasformati in bellissime praterie. Questo
+Beemster, che abbraccia una superficie di settemila
+ettari, e viene amministrato, come tutti gli altri
+<i>polders</i>, da un Comitato eletto dai proprietari, il
+quale fa le spese col provento d&rsquo;un&rsquo;imposta ripartita
+per ettari; è diviso in un gran numero di quadrati
+cinti da strade ammattonate e da canali, che
+lo fanno parere un&rsquo;immensa scacchiera. Il fondo<span class="pagenum"><a name="Page_369" id="Page_369">[369]</a></span>
+essendo quasi tre metri e mezzo sotto il livello
+d&rsquo;Amsterdam, le acque piovane debbono essere continuamente
+estratte per mezzo di mulini a vento,
+che le riversano nei canali, i quali alla loro volta le
+conducono al mare. Ci sono, in tutto il <i>polder</i>, quasi
+trecento fattorie, che posseggono circa seimila bestie
+bovine e più di quattrocento cavalli. Non vi si vedono
+altri alberi che pioppi, olmi e salici, aggruppati
+intorno alle case, per difenderle dal vento.
+Tutto è prateria, e come il Beemster, tali sono gli
+altri <i>polders</i>. I soli oggetti che richiamino l&rsquo;attenzione
+su quelle verdi pianure sono le antenne
+che sorreggono i nidi delle cicogne, e qua e là qualche
+enorme osso di balena, antico trofeo di pescatori
+olandesi, piantato ritto nella terra, perchè ci si
+strofinino le vacche. Tutti i trasporti di derrate da fattoria
+a fattoria si fanno per mezzo di barche; nelle case
+si entra per un ponte che si solleva la notte, come
+il ponte d&rsquo;una fortezza; gli armenti pascolano senza
+guardiani; le anitre e i cigni scorrono liberamente
+per i lunghi canali; ogni cosa spira sicurezza, abbondanza
+e pace. Son queste infatti le provincie in
+cui fiorisce in tutta la sua bellezza quella famosa
+razza bovina, alla quale l&rsquo;Olanda deve in gran parte
+la sua ricchezza; quelle vacche enormi e pacifiche,
+che danno fino a trenta litri di latte al giorno; i
+discendenti di quei gloriosi animali, che nel medio evo
+furon condotti a nobilitare le razze in Francia, nel
+Belgio, nella Germania, nella Svezia, nella Russia; un
+armento dei quali, se è vera la tradizione, attraversò<span class="pagenum"><a name="Page_370" id="Page_370">[370]</a></span>
+il continente fino ad Odessa, rifacendo all&rsquo;indietro,
+passo a passo, la strada che avean percorsa le grandi
+invasioni germaniche. Col latte di questi animali
+si fa quello squisito formaggio chiamato d&rsquo;Edam,
+città della Nord-Olanda, <i>alla cui fama è angusto il
+mondo</i>. Nei giorni di mercato tutte le città di questa
+provincia riboccano di quelle belle forme rossiccie,
+ammontate come palle di cannone per le strade
+e per le piazze, e mostrate allo straniero con un sentimento
+d&rsquo;orgoglio nazionale. Alkmaar ne vende in
+un anno più di quattro milioni di chilogrammi, Horn
+tre milioni, Purmerende due, Medenblick e Enkhuisen
+da settecento a ottocento mila, tutta la Nord-Olanda
+per più di quindici milioni di lire. Tutte queste
+cose faranno sorridere qualche poeta e qualche signorina;
+e capisco anch&rsquo;io che suonerebbero male
+in un sonetto; ma non sono per questo men belle,
+men buone e meno invidiabili cose.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Mentre il bastimento s&rsquo;avvicinava alla città, io
+andavo solleticando, come sempre, la mia curiosità,
+col richiamarmi alla memoria quanto sapevo intorno
+ad Alkmaar; ben lontano, poveretto, dal prevedere
+in che brutto impiccio mi sarei trovato fra le sue
+mura. Me la raffiguravo distrutta da Giovanni di
+Avesnes, conte di Olanda, in castigo delle sue ribellioni.
+Seguitavo il coraggioso falegname, che attraversa
+il campo degli Spagnuoli, va a portare al governatore
+della provincia l&rsquo;ordine del principe d&rsquo;Orange
+di rompere le dighe, e perde poi la risposta del gover<span class="pagenum"><a name="Page_371" id="Page_371">[371]</a></span>natore,
+la quale trovata e letta da Federico, figliuolo
+del duca d&rsquo;Alba, lo induce a levar l&rsquo;assedio per non
+morire annegato. Vedevo una frotta di scolari divertirsi
+a guardar la campagna coperta di neve a traverso
+le scheggie di ghiaccio applicate al tubo dei
+calamai, e il buon Mezio intromettersi fra loro, e cavare
+dal loro gioco la prima idea del canocchiale. Incontravo
+allo svolto d&rsquo;una strada il pittore Schoruel,
+col capo ancora segnato dalle bastonate e dai pugni
+toccati in rissa nelle taverne d&rsquo;Utrecht, dove andava
+a pigliar le cotte con quella buona lana di Giovanni
+di Mauberge, suo maestro di pittura e di scapestrataggine.
+E infine m&rsquo;immaginavo le belle alkmaaresi,
+che colla loro aria modesta e innocente, ebbero la
+virtù di sollevare Napoleone il Grande dalla noia
+di Amsterdam e dal dispetto di Broek. Intanto il
+piroscafo arrivava ad Alkmaar dove un facchino che
+sapeva tre sole parole francesi:&mdash;<i>Monsieur</i>, <i>hôtel</i> e
+<i>pourboir</i>, mi toglieva di mano la valigia e mi rimorchiava
+a un albergo.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>A chi abbia visto le altre città dell&rsquo;Olanda, Alkmaar
+non offre gran che di straordinario. È una città
+di forma regolare, con grandi canali e grandi strade,
+e le solite case rosse colla solita facciata triangolare.
+Alcune grandi piazze sono interamente lastricate
+di piccoli mattoni rossicci e gialli, disposti in
+disegni simmetrici, che da lontano paiono un tappeto;
+e le strade hanno due marciapiedi, uno di
+mattoni, per chi passa, e uno un po&rsquo; più alto, di<span class="pagenum"><a name="Page_372" id="Page_372">[372]</a></span>
+pietra, congiunto al muro delle case, sul quale non
+bisogna mettere il piede, per non essere guardati
+con occhi di falco dalla gente affacciata alle finestre.
+Molte case sono imbiancate, non saprei dire
+perchè, forse per vezzo, soltanto fino a metà; parecchie
+sono tinte di nero che paiono parate a lutto;
+altre sono inverniciate come carrozze dal tetto al
+marciapiede. Le finestre essendo molto basse, si vedono
+a traverso i tulipani e i giacinti bellissimi
+che adornano i davanzali, i salotti smaglianti di
+specchi e di porcellane, e le famiglie raccolte intorno
+a tavolini coperti di bicchieri di birra, di portaliquori,
+di biscotti, di scatole di sigari. Per lunghi
+tratti di strada non s&rsquo;incontra nessuno; e cosa
+strana in una città di più di diecimila abitanti, la
+poca gente, uomini, donne e ragazzi, che passano o
+che stan sugli usci, salutano cortesemente gli stranieri.
+Mi passò accanto un drappello di collegiali,
+condotti da un istitutore; questi fece un cenno, e
+tutti si levarono il berretto; e sì che io ero tutt&rsquo;altro
+che vestito in modo da passare per un pezzo
+grosso. La città non ha altri monumenti notevoli
+che la casa municipale, edifizio del secolo decimosettimo,
+mezzo di stile gotico e mezzo di nessuno
+stile, che arieggia, in piccino, quello di Bruxelles;
+e la gran chiesa di San Lorenzo, della stessa epoca,
+nella quale è la tomba del conte Florenzio V di
+Olanda, e spenzola sopra il coro, a guisa di lampadario,
+un fac-simile del vascello-ammiraglio del
+Ruyter. A oriente della città c&rsquo;è un folto bosco che<span class="pagenum"><a name="Page_373" id="Page_373">[373]</a></span>
+serve di passeggio pubblico, dove si fa in occasione
+di grandi feste la così detta <i>harddraverij</i>, o corsa
+al gran trotto, col premio genuinamente olandese
+d&rsquo;una caffettiera d&rsquo;argento. Ma non ostante il bel
+bosco, la chiesa, la casa municipale e i suoi undicimila
+abitanti, Alkmaar non ha che l&rsquo;aspetto d&rsquo;un
+grande villaggio, e per le sue strade regna un silenzio
+così profondo, che la musica dei campanili,
+più selvaggia ancora che nelle altre città, vi si sente
+da tutte le parti rumorosa e distinta come nella
+quiete della notte.</p>
+
+<p>Andando dalle strade solitarie verso il centro
+della città, cominciai a vedere un po&rsquo; più di gente,
+fra cui molte donne, che essendo giorno di festa,
+erano tutte in oro e in fronzoli, particolarmente le
+contadine. Per dir la verità, io non so che cosa
+avesse negli occhi Napoleone il giorno che arrivò ad
+Alkmaar. Ci sono certo dei bei visetti di monachelle
+che han l&rsquo;aria di dire:&mdash;Non so nulla di nulla;&mdash;e
+soprattutto delle guancine del più gentile color di
+rosa che abbia mai diffuso il pudore sul volto d&rsquo;una
+vergine; ma l&rsquo;effetto di queste tenui grazie è spietatamente
+distrutto dalla scellerata acconciatura
+del capo e dall&rsquo;ancor più scellerata foggia del vestire.
+Oltre i gruppi di riccioli, gli orecchini a
+paraocchi di cavallo, la lastrina che attraversa la
+fronte e la cuffia bianca che nasconde le orecchie
+e la collottola, portano sulla testa, o per dir meglio
+sul cocuzzolo, un gran cappello di paglia, di forma
+quasi cilindrica, con una larga tesa rivestita di seta<span class="pagenum"><a name="Page_374" id="Page_374">[374]</a></span>
+verde o gialla o d&rsquo;altro colore, monca di dietro, e
+arrovesciata in alto sul davanti, in modo che tra la
+tesa stessa e la fronte ci resta un larghissimo vano
+simigliante a una di quelle boccaccie di mostro che si
+mettevano altre volte sul capo i soldati chinesi per
+far paura ai nemici. Oltre a questo, hanno i fianchi
+spropositatamente rialzati, non so se con gonnelle o
+con altro, e il busto che grossissimo alla cintura, si
+va via via stringendo fino alle ascelle, al rovescio
+delle nostre donne, che si fanno il petto largo e
+la vita piccina. E come se questo non bastasse,
+si premono (lo suppongo, perchè non posso credere
+che la natura sia stata così matrignamente
+avara con tutte) si premono il seno in maniera,
+da non lasciar apparire nemmeno una leggerissima
+curva, come se per esse fosse una mostra invereconda
+o un difetto ridicolo quello che per le
+donne degli altri paesi è il più ambito complemento
+della bellezza. È un gran che se così incappellate,
+infagottate e schiacciate, paiono ancora
+donne anche le più gentili d&rsquo;aspetto; onde si può
+immaginare che cosa paiano quelle poco favorite
+dalla natura, che sono anche ad Alkmaar il numero
+maggiore.</p>
+
+<p>Passando così a rassegna il bel sesso, arrivai in
+una vasta piazza piena di baracche e di gente, da
+cui m&rsquo;accorsi ch&rsquo;ero capitato ad Alkmaar in un
+giorno di <i>kermesse</i>.</p>
+
+<p>Eccoci al punto più caratteristico e più strano
+della vita olandese.<span class="pagenum"><a name="Page_375" id="Page_375">[375]</a></span></p>
+
+<p>La <i>kermesse</i> è il carnevale dell&rsquo;Olanda: con
+questa differenza dal carnevale dei nostri paesi,
+che essa dura soltanto otto giorni, e che ogni città
+ed ogni villaggio la festeggia in un tempo diverso.
+È difficile veramente il dire in che cosa consista
+questa festa. Nel tempo della <i>kermesse</i> sorge dentro
+ogni città olandese un&rsquo;altra città, composta di
+caffè, di teatri, di botteghe, di chioschi, di padiglioni,
+che terminata la festa, si scompone come un accampamento,
+si carica sui barconi e si trasporta in un
+altro luogo. Gli abitanti di questa città vagabonda
+sono commercianti, suonatori, istrioni, ciarlatani, giganti,
+donne colossali, ragazzi mostruosi, animali
+deformi, figure di cera, cavalli di legno, automi semoventi,
+scimmie, cani ammaestrati, bestie feroci.
+In mezzo alle innumerevoli baracche in cui alberga
+questa strana popolazione, vi sono centinaia di casette
+dipinte, inverniciate e dorate, tutte composte
+d&rsquo;una sala e di quattro stanzine della forma di
+un&rsquo;alcova, nelle quali parecchie ragazze vestite alla
+frisona, col casco d&rsquo;oro e la cuffia trinata, servono
+agli avventori dei confetti particolari chiamati <i>broedertijes</i>,
+che sono il mangiare emblematico della festa,
+come il panettone per il Natale e la focaccia per
+l&rsquo;Epifania. Oltre le baracche dei saltimbanchi e i
+caffè, ci sono bazar, fiere, circhi equestri, grandi
+teatri in cui si rappresenta l&rsquo;opera in musica, e
+ogni sorta di spettacoli straordinarii per il popolo
+olandese. Tale è la città provvisoria in cui si celebra
+la <i>kermesse</i>; ma la festa propriamente detta è ben<span class="pagenum"><a name="Page_376" id="Page_376">[376]</a></span>
+altra cosa. In quei caffè, in quelle baracche, per le
+strade, nelle piazze, giorno e notte, per tutto il
+tempo della <i>kermesse</i>, sbevucchiano, s&rsquo;ubbriacano,
+saltano, ballano, cantano, s&rsquo;urtano, s&rsquo;abbracciano,
+si mescolano serve e operai, contadini e contadine,
+uomini e donne di tutte le classi del popolo minuto,
+con un furore e una licenza appetto a cui sono innocenti
+ragazzate i disordini delle nostre notti di
+carnovale. In quei giorni il popolo olandese si spoglia
+del suo carattere in modo da non esser più riconoscibile.
+Abitualmente grave, economo, casalingo,
+modesto, nel tempo della <i>kermesse</i> diventa chiassoso,
+si ride della decenza, passa le notti fuor di casa e
+spende in un giorno il frutto dei risparmi d&rsquo;un mese.
+Le serve alle quali è concessa in quei giorni una
+straordinaria libertà, e se non glie la concedono se
+la pigliano, sono le attrici principali della festa.
+Ognuna si fa accompagnare dal suo fidanzato o dall&rsquo;amante,
+o da un giovane qualunque noleggiato
+come un pertichino, a un prezzo diverso se porta il
+cappello cilindrico o il berretto, se è bello o brutto,
+se è un tanghero o un lesto fante. I contadini e le
+contadine vengono a far la <i>kermesse</i> alla città o al
+villaggio in un giorno determinato, che si chiama
+il&mdash;giorno dei contadini&mdash;e fanno d&rsquo;ogni erba
+fascio come il popolino. Il colmo del baccano è la
+notte del sabato. Allora non è più una festa, è una
+ridda, un&rsquo;orgia, un saturnale, che non ha riscontro
+in nessun altro paese d&rsquo;Europa. Io ricusai per
+lungo tempo di prestar fede a certi olandesi, i quali<span class="pagenum"><a name="Page_377" id="Page_377">[377]</a></span>
+mi dipingevano la <i>kermesse</i> con orribili colori, e credevo,
+come altri più indulgenti mi dicevano, che fossero
+rigoristi astiosi ed intolleranti. Ma quando udii
+affermare le stesse cose da gente spregiudicata, da testimoni
+oculari, da olandesi e da stranieri che mi dicevano:&mdash;Ho
+veduto io da questo palco e da questa
+finestra;&mdash;allora credetti anch&rsquo;io ai palchi dei
+teatri convertiti in alcova, al pudore postergato
+nelle strade, alle coppie amorose addormentate sul
+lastrico, alle guardie di polizia espressamente incaricate
+d&rsquo;impedire il supremo scandalo che si possa
+dare all&rsquo;aria aperta, ai medici che dicono:&mdash;Quest&rsquo;anno
+non avremo molte balie, perchè le <i>kermesses</i>
+dell&rsquo;anno scorso furono poco animate;&mdash;agli Olandesi
+stessi che chiamano quelle feste una vergogna
+nazionale. Convien dire però che da un tempo in qua
+le <i>kermesses</i> sono in decadenza. L&rsquo;opinione pubblica,
+su questo punto, è divisa. V&rsquo;hanno coloro che le favoreggiano,
+perchè come attori o come spettatori, ci
+si divertono, e questi negano o scusano i disordini,
+e dicono che la proibizione delle <i>kermesses</i> farebbe
+scoppiare una rivoluzione. V&rsquo;hanno altri che le
+combattono e le vogliono vedere soppresse, e sollecitano
+a questo scopo l&rsquo;istituzione di spettacoli e di
+divertimenti onesti e gentili; la mancanza dei quali,
+a loro avviso, è la principal cagione degli eccessi a
+cui s&rsquo;abbandona il popolo in quella unica occasione
+delle <i>kermesses</i>. L&rsquo;avviso di questi ultimi va di giorno
+in giorno prevalendo. In parecchie città furon già
+presi provvedimenti per frenare i baccanali; in al<span class="pagenum"><a name="Page_378" id="Page_378">[378]</a></span>cune
+fu determinata un&rsquo;ora della notte, oltre la
+quale le botteghe debbano esser chiuse; in altre si
+allontanarono le baracche dal centro della città; il
+Municipio d&rsquo;Amsterdam ha stabilito un certo numero
+d&rsquo;anni, trascorsi i quali, la Sibari provvisoria
+in cui si fanno le feste, non potrà più essere rifabbricata.
+Si può dunque affermare che fra un non
+lunghissimo tempo, queste famose <i>kermesses</i> saranno
+ridotte a un allegro e temperato carnevale, con grandissimo
+vantaggio della moralità pubblica e della dignità
+nazionale.</p>
+
+<p>Non in tutte le città olandesi, però, le <i>kermesses</i>
+sono clamorose e scandalose allo stesso grado. All&rsquo;Aja,
+per esempio, lo sono molto meno che ad Amsterdam
+e a Rotterdam; e m&rsquo;immagino (perchè
+non vi stetti la notte) che ad Alkmaar lo siano ancora
+meno che all&rsquo;Aja; ciò che per altro non vuol
+dire che debbano essere un fior di decenza.</p>
+
+<p>La piazza dov&rsquo;ero riuscito era piena di baracche
+variopinte, sulla porta delle quali si sbracciavano
+a sonare e si sgolavano a chiamar gente, saltimbanchi
+vestiti di maglia carnicina e danzatrici di
+corda in sottanelle. Davanti ad ogni baracca v&rsquo;era
+una folla di curiosi, da cui di tratto in tratto si
+staccavano due o tre contadini per entrare a veder
+lo spettacolo. Io non ricordo d&rsquo;aver mai visto gente
+più semplice, più mansueta e di più facile contentatura
+di quella. Tra una sonata e l&rsquo;altra, un ragazzo
+di dieci anni, vestito da pagliaccio, ritto sur
+una specie di palcoscenico accanto alla porta, ba<span class="pagenum"><a name="Page_379" id="Page_379">[379]</a></span>stava
+egli solo a trattenere davanti alla baracca,
+divertire e far ridere dai precordi una moltitudine
+di duecento persone. E con che? Non raccontando
+delle storielle, non facendo dei <i>calembours</i>
+come i saltimbanchi di Parigi, non spiccando dei
+salti, non contraendo il viso; nulla di tutto questo;
+ma semplicemente facendo di tratto in tratto,
+colla maggior flemma del mondo, una piccola freccia
+di carta, che poi lanciava sulla folla accompagnando
+l&rsquo;atto con un leggero sorriso. Questo bastava a far
+andare in visibilio quella buonissima gente. Girando
+in mezzo a quelle baracche, incontrai qualche contadina
+un po&rsquo; brilla, sentii cantare in falsetto qualche
+ragazza malferma sulle gambe, colsi in flagrante
+qualche coppia amorosa che si passava le mani sotto
+il mento, vidi qualche gruppo di donne che preludevano
+alla ridda notturna, dandosi delle spallate e
+delle fiancate da buttarsi in terra; ma nulla di criminale.
+Era veramente una baraonda, come dice
+Alfonso Esquiroz, di gente che non ne sa fare. Ma siccome
+io non ritenevo giusto il giudizio dell&rsquo;Esquiroz
+se non per il giorno, e prevedevo che sull&rsquo;imbrunire
+sarebbe incominciato uno spettacolo molto più drammatico,
+così, per non trovarmi solo, di notte, in
+mezzo alla baldoria d&rsquo;una città sconosciuta, che ci
+sarei morto dall&rsquo;uggia, decisi di partire immediatamente
+per Helder, e me ne tornai per la strada più
+corta all&rsquo;albergo.</p>
+
+<p>Quando v&rsquo;ero entrato, non avevo parlato con
+nessuno, perchè il facchino che m&rsquo;accompagnava,<span class="pagenum"><a name="Page_380" id="Page_380">[380]</a></span>
+aveva chiesto per me la camera e portato su la
+valigia. Perciò io credevo che o il padrone dell&rsquo;albergo
+o uno almeno dei camerieri capisse il francese.
+Quando rientrai, camerieri e padrone erano forse
+andati a trincare in qualche baracca; e nell&rsquo;albergo
+non rimaneva che una vecchia serva, la quale mi
+condusse in una sala a terreno, e facendomi capire
+che non mi capiva, se n&rsquo;andò pei fatti suoi. V&rsquo;era
+in quella sala una tavolata di grossi alkmaaresi, che
+avevano finito in quel punto una mangiataccia solenne,
+e facevano il chilo in mezzo a una nuvola di
+fumo, chiacchierando e ghignazzando con una vivacità
+straordinaria. Vedendomi così solo ed immobile
+in un canto, di tratto in tratto mi rivolgevano
+uno sguardo compassionevole, e qualcuno sussurrava
+nell&rsquo;orecchio al vicino qualche parola, che m&rsquo;immagino
+esprimesse lo stesso sentimento che lo sguardo.
+Non c&rsquo;è nulla che sconforti di più uno straniero già
+sconfortato che il vedersi fatto oggetto di commiserazione
+da una comitiva d&rsquo;indigeni allegri. Lascio dunque
+immaginare che faccia derelitta io dovessi aver in
+quel punto. Dopo qualche minuto uno dei grossi alkmaaresi
+si alzò, prese il cappello e si avviò per uscire.
+Quando mi fu dinanzi, si fermò, e mi disse con un sorriso
+pietosamente cortese, spiccando le sillabe:&mdash;<i>Alkmaar....
+pas de plaisir; Paris.... toujours plaisir.</i>&mdash;M&rsquo;aveva
+preso per francese. Ciò detto, si mise il
+cappello, e credendomi abbastanza consolato, mi
+voltò le spalle e uscì a gravi passi dalla sala. Era
+il solo della brigata che sapesse tre parole di fran<span class="pagenum"><a name="Page_381" id="Page_381">[381]</a></span>cese.
+Sentii un vivo moto di gratitudine per lui, e
+poi ricaddi nel mio misero stato. Passò un&rsquo;altra
+quindicina di minuti, e arrivò finalmente un cameriere.
+Respirai, gli corsi incontro, gli dissi che volevo
+partire. Oh delusione! non capiva una saetta.
+Lo presi per un braccio, lo condussi nella mia camera,
+gli mostrai la valigia e gli feci cenno che
+me ne volevo andare. Andare! È presto detto; ma
+come? per battello? per strada ferrata? per <i>trekschuit</i>?
+Mi rispose che non mi comprendeva. M&rsquo;ingegnai
+di fargli capire che volevo una vettura.
+Capì, e mi rispose con un gesto che non c&rsquo;era
+vettura. Ebbene, pensai, cercherò io la stazione della
+strada ferrata; e gesticolando, gli domandai se c&rsquo;era
+un facchino. Mi rispose che non c&rsquo;era facchino. Gli
+domandai, coll&rsquo;orologio in mano, a che ora sarebbe
+tornato il padrone. Mi rispose che il padrone non
+sarebbe più ritornato. Gli accennai che mi portasse
+la valigia lui. Mi rispose che non poteva.
+Gli domandai con un gesto disperato che cosa dovevo
+fare. Non mi rispose, e stette a guardarmi
+in silenzio. In simili occasioni io perdo la pazienza,
+il coraggio e la testa con una facilità spaventosa.
+Ricominciai a parlare facendo un guazzabuglio inaudito
+di parole tedesche, francesi e italiane, aprendo
+e chiudendo la Guida, tracciando e cancellando sul
+mio quaderno linee e ghirigori che volevano rappresentare
+bastimenti e macchine a vapore, andando
+su e giù per la stanza come uno scemo, finchè il
+povero giovane, non so se impaurito o seccato, in<span class="pagenum"><a name="Page_382" id="Page_382">[382]</a></span>filò
+la porta e mi lasciò nelle péste. Allora afferrai
+la mia valigia e scesi le scale. Gli alkmaaresi della
+tavola, avvertiti dal cameriere della mia strana agitazione,
+erano usciti dalla sala, e vedendomi scendere,
+s&rsquo;eran fermati nell&rsquo;atrio, guardandomi come si
+guarda un matto scappato dall&rsquo;ospedale. Io diventai
+rosso come una fragola, il che accrebbe il loro stupore.
+Arrivato nell&rsquo;atrio, lasciai cadere la pesante
+valigia, e rimasi immobile, guardando le punte dei
+piedi dei miei spettatori. Tutti mi tenevano gli occhi
+addosso e nessuno parlava. Ero avvilito, come
+non sono stato mai in vita mia. Perchè poi? Non
+lo so. So che mi vedevo una nebbia davanti agli occhi,
+che avrei dato un anno di vita per sparire di
+là come un lampo, che maledivo i viaggi, Alkmaar,
+la lingua olandese, la mia stupidaggine, e che pensavo
+a casa mia come un profugo abbandonato dagli
+uomini e da Dio. Tutt&rsquo;a un tratto, un ragazzo sbucato
+di non so dove, prese la mia valigia e si allontanò
+rapidamente accennandomi che lo seguissi. Lo
+seguii senza domandar altro, attraversai una strada,
+infilai un portone, passai per un cortile, e arrivai
+a un altro portone che dava sur un&rsquo;altra strada,
+dove il ragazzo si fermò, buttò in terra la valigia,
+si fece dare la mancia, e senza rispondere alle mie
+domande, mi piantò su due piedi. Dove m&rsquo;aveva
+condotto? Che cosa dovevo far là? Quanto ci sarei
+stato? Che sarebbe seguito di me? Era un mistero.
+Cominciava a imbrunire. Passavano per la strada
+contadini e contadine a braccetto, frotte di ragazzi<span class="pagenum"><a name="Page_383" id="Page_383">[383]</a></span>
+che canterellavano, coppie d&rsquo;amanti che si parlavano
+nell&rsquo;orecchio; tutti brilli e festosi; e tutti passando
+davanti a me, così solo e accigliato, mi lanciavano
+un&rsquo;occhiata di stupore e di pietà. Ero dunque
+alla berlina! m&rsquo;avevano forse condotto là con
+quel disegno! Prima lo sospettai, poi mi parve di
+non poterne più dubitare, mi si accese il sangue, mi
+si strinse il cuore, afferrai la valigia per tornare all&rsquo;albergo
+e vendicarmi a qualunque rischio... In quel
+momento vidi comparire una diligenza e mi balenò
+un raggio di speranza. La diligenza si fermò davanti
+al portone, un ragazzo ritto sul montatoio mi fece
+un cenno, accorsi, domandai ansiosamente:&mdash;Alla
+stazione della strada ferrata?&mdash;<i>Oui, monsieur</i>,&mdash;mi
+rispose francamente,&mdash;<i>pour partir pour Helder</i>&mdash;Ah!
+che il buon Dio ti benedica, ragazzo dell&rsquo;anima
+mia!&mdash;gli gridai saltando dentro e mettendogli un
+fiorino in mano;&mdash;Tu mi hai ridato la vita!&mdash;La
+diligenza mi condusse alla stazione e pochi minuti
+dopo partii per Helder.</p>
+
+<p>Chi non ha viaggiato, riderà di quest&rsquo;avventura,
+e dirà che è un&rsquo;esagerazione o una favola; ma chi
+per poco abbia esperienza di viaggi, si ricorderà di
+essersi trovato più d&rsquo;una volta in simili impicci, di
+aver provato gli stessi sentimenti, d&rsquo;aver perduto
+la bussola nello stesso modo, e d&rsquo;aver forse raccontato
+l&rsquo;avventura colle stesse parole.<span class="pagenum"><a name="Page_384" id="Page_384">[384]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="HELDER" id="HELDER"></a>HELDER.</h2>
+
+
+<p>La definizione che fu data dell&rsquo;Olanda «d&rsquo;una
+sorta di transazione fra la terra e il mare» non si può
+riferire a nessuna parte di quel paese più opportunamente
+che allo spazio interposto fra Alkmaar ed Helder.
+Si viaggia infatti, andando dall&rsquo;una all&rsquo;altra
+di quelle città, sopra la terra; ma sopra una terra
+così minacciata, rotta, allagata dal mare, che a
+guardarla dal vagone, si scorda a poco a poco di
+essere trasportati da un treno della strada ferrata,
+e si crede d&rsquo;essere appoggiati sul parapetto d&rsquo;un
+bastimento. Poco lontano da Alkmaar, tra i due villaggi
+di Kamp e di Petten, dalla parte del Mare del
+Nord, per un lungo tratto dove si crede che fosse
+anticamente una delle foci del Reno, la catena delle
+dune è interrotta, e la costa flagellata furiosamente
+dal mare che, malgrado le forti opere di difesa che
+gli si oppongono, s&rsquo;addentra continuamente nel seno
+della terra. Un po&rsquo; più oltre c&rsquo;è un ampio <i>polder</i><span class="pagenum"><a name="Page_385" id="Page_385">[385]</a></span>
+inondato, a traverso il quale passa il gran canale
+del Nord. Di là dal <i>polder</i>, intorno al villaggio di
+Zand, si stende una gran pianura deserta, sparsa
+di sterpeti, di stagni e d&rsquo;alcune casupole di contadini
+coperte di tetti piramidali, che da lontano presentano
+l&rsquo;aspetto di monumenti mortuarii. Di là
+dal villaggio di Zand, un vastissimo <i>polder</i> (chiamato
+Anna Paulowna, in onore della moglie di Guglielmo
+II d&rsquo;Orange, granduchessa di Russia) che fu
+prosciugato fra il 1847 e il 1850. Dopo il <i>polder</i>, da
+capo vaste pianure, sterpeti e paludi, fino all&rsquo;estrema
+punta della Nord-Olanda, dove sorge, velata dalla
+nebbia e sferzata dai venti e dalle onde, la giovine
+e solitaria città di Helder, la sentinella morta dei
+Paesi Bassi.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Helder ha questa singolarità, che quando vi s&rsquo;è
+dentro, si cerca la città e non si trova. È, si può
+dire, una sola lunghissima strada, fiancheggiata da
+due schiere di piccole case rosse, e protetta da una
+diga gigantesca che forma come una spiaggia artificiale
+sul Mare del Nord. Questa diga, che è una
+delle più meravigliose opere dei tempi moderni, si
+stende per la lunghezza di quasi dieci chilometri
+dal Nieuwediep, dov&rsquo;è l&rsquo;entrata del gran canale
+del Nord, fino al forte il principe Ereditario, che si
+trova all&rsquo;estremità opposta della città; è costrutta
+interamente con massi enormi di granito di Norvegia
+e di pietra calcare del Belgio; è percorsa sulla
+sommità da una bella strada carrozzabile; e scende<span class="pagenum"><a name="Page_386" id="Page_386">[386]</a></span>
+nel mare, coll&rsquo;inclinazione di quaranta gradi, fino
+alla profondità di sessanta metri. In vari punti è
+rafforzata da dighe minori, composte di travi, di fascine
+e di terra, che s&rsquo;avanzano per circa duecento
+metri nel mare. Le più alte maree non arrivano mai
+a bagnarne la sommità; e l&rsquo;onda infaticabile si spezza
+vanamente su quell&rsquo;immane baluardo che le sorge
+incontro, quasi più in atto di minaccia, che di difesa,
+come una sfida della pazienza umana al furore
+degli elementi.</p>
+
+<p>Il Nieuwdiep che s&rsquo;apre a una delle estremità
+di Helder, è un porto artificiale, che protegge
+con grandi moli e dighe robuste i bastimenti che
+entrano nel canale del Nord. Le porte del bacino,
+chiamate porte a ventaglio, le più grandi dell&rsquo;Olanda,
+si chiudono da sè stesse per effetto della pressione
+delle acque. In questo porto sono ancorati un
+gran numero di bastimenti, dei quali moltissimi provenienti
+dall&rsquo;Inghilterra e dalla Svezia; e una
+buona parte della flotta militare dell&rsquo;Olanda, composta
+di fregate e di piccoli vascelli, più puliti ancora
+delle più pulite case di Broek. Sulla riva
+sinistra del Nieuwdiep v&rsquo;è un grande arsenale marittimo,
+dove risiede un contr&rsquo;ammiraglio.</p>
+
+<p>Sul finire del secolo scorso, nulla esisteva di tutto
+questo. Helder non era che un villaggio di pescatori
+appena segnato sulla carta. L&rsquo;apertura del gran canale
+del Nord e una breve passeggiata fatta da Napoleone
+I in un battello di pescatori da Helder fino
+all&rsquo;isola di Texel, che si vede distintamente dall&rsquo;alto<span class="pagenum"><a name="Page_387" id="Page_387">[387]</a></span>
+della diga, trasformarono il villaggio in città. Osservando
+il tratto di mare compreso fra quell&rsquo;isola e
+la riva olandese, Napoleone concepì l&rsquo;idea di fare di
+Helder «la Gibilterra del Nord» e cominciò coll&rsquo;ordinare
+la costruzione di due forti, uno chiamato
+allora Lasalle, ed ora Principe Ereditario, e l&rsquo;altro
+Re di Roma, ora ammiraglio Dirk. Gli avvenimenti
+non gli permisero di mandare ad effetto il suo grandioso
+disegno; ma l&rsquo;opera rapidamente incominciata
+da lui, fu lentamente proseguita dagli Olandesi a
+segno che Helder è ora la prima città forte dello
+Stato, capace di trentamila difensori, atta ad impedire
+a una flotta l&rsquo;entrata nel canale del Nord e nel
+Golfo di Zuiderzee, e oltre che difesa a una grande
+distanza da un baluardo di scogli e di banchi di
+sabbia, fortificata in maniera da potere, in casi
+estremi, inondare tutta la provincia che le si stende
+alle spalle.</p>
+
+<p>Ma lasciando anche da parte la sua importanza
+strategica, Helder è una città degna d&rsquo;esser veduta
+per il suo carattere anfibio, che lascia sempre dubbiosi
+d&rsquo;essere sul continente o sopra un gruppo di scogli
+e d&rsquo;isolette mille miglia lontano dalla costa europea.
+In qualunque verso si cammini, si riesce in
+vista del mare. La città è attraversata e circondata
+da canali grandi come fiumi, che gli abitanti passano
+sulle zattere. Dietro la gran diga v&rsquo;è una lunga distesa
+d&rsquo;acqua stagnante che s&rsquo;alza e s&rsquo;abbassa colla
+marea, come se comunicasse col mare per via sotterranea.
+Da tutte le parti corre acqua, prigioniera,<span class="pagenum"><a name="Page_388" id="Page_388">[388]</a></span>
+è vero, in mezzo a due sponde, ma alta e minacciosa,
+che pare aspetti la prima occasione per riconquistare
+la sua spaventosa libertà. La terra, intorno
+alla città, è nuda e desolata, e il cielo, quasi
+sempre nuvoloso, è attraversato da grandi stormi di
+uccelli marini. La città stessa, formata da una sola
+fila di case, pare che abbia coscienza della sua postura
+arrischiata, e aspetti d&rsquo;ora in ora una catastrofe.
+Quando il vento fischia e il mare mugge, si direbbe
+che ogni buon helderese non abbia a far di meglio
+che chiudersi in casa, dire le sue orazioni e poi ficcare
+la testa sotto le lenzuola ed aspettare quello
+che Dio manda.</p>
+
+<p>La popolazione, che conta diciottomila anime, è
+altrettanto singolare che la città. È una mescolanza
+di negozianti, d&rsquo;impiegati regi, d&rsquo;ufficiali di marina,
+di soldati, di pescatori, di gente arrivata dalle
+Indie, di gente che si dispone a partire, e di parenti
+di chi arriva e di chi parte, andati là per dare il
+primo abbraccio o l&rsquo;ultimo addio; perchè è quello
+l&rsquo;estremo angolo di terra olandese che il marinaio
+saluta partendo, e il primo ch&rsquo;egli vede al ritorno.
+Ma essendo la città così lunga e sottile, si vede pochissima
+gente; e non si sente altro rumore che le
+cantilene lamentevoli dei marinai che rattristano il
+cuore come grida di naufraghi lontani.</p>
+
+<p>Benchè giovanissima, Helder è ricca di grandi ricordi
+storici al pari d&rsquo;ogni altra città olandese. Essa
+ha visto il gran pensionario De Vitt attraversare per
+il primo, in un piccolo battello, lo stretto di Texel,<span class="pagenum"><a name="Page_389" id="Page_389">[389]</a></span>
+scandagliare colle proprie mani la profondità delle
+acque, e mostrare ai piloti e ai capitani olandesi,
+che non volevano avventurarsi a quel passo, la possibilità
+di far tragittare la flotta mandata a combattere
+l&rsquo;Inghilterra. In quelle acque gli ammiragli
+De Ruyter e Tromp tennero fronte alla flotta francese
+e alla flotta inglese riunite. Poco lontano di là,
+nel polder chiamato lo Zyp, l&rsquo;anno 1799, il generale
+inglese Abercrombie respingeva l&rsquo;assalto dell&rsquo;esercito
+francese e dell&rsquo;esercito batavo comandati dal
+generale Brome. E infine, perchè pare una legge naturale
+che ogni città olandese debba aver visto qualche
+cosa di strano e d&rsquo;incredibile, Helder vide una
+sorta di battaglia anfibia, tra di terra e di mare,
+per la quale manca un nome nel linguaggio militare:
+vide nel 1795 la cavalleria e l&rsquo;artiglieria leggera del
+generale Pichegru attraversare di galoppo il golfo
+gelato di Zuiderzee, slanciarsi verso la flotta olandese
+imprigionata fra i ghiacci presso l&rsquo;isola di Texel,
+e circondatala come una fortezza, intimarle la
+resa e prenderla prigioniera.</p>
+
+<p>Quest&rsquo;isola di Texel, che, come dissi, si vede distintamente
+dall&rsquo;alto della diga di Helder, è la prima
+di una catena d&rsquo;isolette che si stende in forma d&rsquo;arco
+dinanzi a tutta l&rsquo;apertura del Zuiderzee sino alla
+provincia di Groninga; e che si crede formasse, prima
+dell&rsquo;esistenza del gran golfo, una costa continua
+la quale serviva di baluardo ai Paesi Bassi. In quest&rsquo;isola
+di Texel, che non conta più di seimila abitanti,
+sparsi in parecchi villaggi e in una piccola<span class="pagenum"><a name="Page_390" id="Page_390">[390]</a></span>
+città, ha una rada nella quale gettan l&rsquo;áncora i vascelli
+da guerra e i grandi bastimenti della compagnia
+delle Indie. Da questa rada partirono sulla fine
+del secolo decimosesto i bastimenti dell&rsquo;Heemskerk
+e del Barendz per il memorabile viaggio che fornì
+al poeta Tollens il soggetto del suo bel poema <i>L&rsquo;invernata
+degli Olandesi alla Nuova Zembla</i>.</p>
+
+<p>Ed ecco in breve quella storia dolorosa e solenne,
+come fu narrata dal Van Kampen e cantata dal
+Tollens.</p>
+
+<p>Non potendo ancora gli Olandesi, sulla fine del
+secolo decimosesto, lottare fronte a fronte cogli Spagnuoli
+e coi Portoghesi per impadronirsi del commercio
+delle Indie, pensarono di cercare una nuova
+via, a traverso i mari artici, per arrivare in minor
+tempo ai porti dell&rsquo;Asia orientale e della China. Una
+società di mercanti olandesi affidò l&rsquo;impresa avventurosa
+ad un esperto marinaio di nome Barendz, il
+quale partì con due bastimenti dall&rsquo;isola di Texel,
+il 6 giugno del 1594, alla volta del polo. Il bastimento
+capitanato da lui arrivò fino alla punta settentrionale
+della Nuova Zembla, e ritornò in Olanda.
+L&rsquo;altro prese la via più conosciuta dello stretto di
+Waïgatz, si spinse a traverso i ghiacci del golfo di
+Kara, e giunse in un mare aperto ed azzurro, dal
+quale scoperse la costa russa rivolta verso il sud-est.
+La direzione di questa costa fece credere che il bastimento
+avesse oltrepassato il capo Tabis, designato
+da Plinio, autorità allora incontestata, come l&rsquo;estremità
+dell&rsquo;Asia settentrionale, e che però si potesse<span class="pagenum"><a name="Page_391" id="Page_391">[391]</a></span>
+giungere di là, con una breve navigazione, ai porti
+dell&rsquo;est e del sud del continente. Non si sapeva che
+dopo il golfo dell&rsquo;Obi l&rsquo;Asia si stende ancora per
+120 gradi a levante dentro il cerchio polare. La notizia
+di questa scoperta, portata in Olanda, vi destò
+una grandissima gioia. Sei grandi navigli furono immediatamente
+allestiti e caricati di mercanzie da
+vendersi ai popoli dell&rsquo;India, un piccolo bastimento
+fu destinato ad accompagnare la squadra fin che
+avesse oltrepassato il supposto capo Tabis, e poi
+tornare a portarne la notizia; e la squadra partì.
+Ma questa volta il viaggio non rispose alle speranze.
+I bastimenti olandesi trovarono lo stretto di Waïgatz
+tutto ingombro di ghiacci, e dopo aver inutilmente
+tentato di aprirsi una via, ritornarono in patria.</p>
+
+<p>Dopo questo infelice successo, gli Stati Generali,
+benchè promettessero un premio di venticinque mila
+fiorini a chi riuscisse nell&rsquo;impresa, rifiutarono di
+concorrere alle spese di un nuovo viaggio; ma i cittadini
+non si scoraggiarono. La reggenza d&rsquo;Amsterdam
+noleggiò due bastimenti, assoldò dei bravi marinai,
+celibi quasi tutti, perchè il ricordo delle famiglie
+non infiacchisse, in mezzo ai pericoli, il loro coraggio,
+e affidò il comando della spedizione al valoroso
+capitano Heemskerk. I due bastimenti partirono il
+18 maggio del 1596. Sull&rsquo;uno era maestro-piloto il
+Barendz, dell&rsquo;altro era patrono un Van de Ryp. Da
+principio non andaron d&rsquo;accordo sulla via da prendere;
+ma poi il Barendz si lasciò persuadere dal
+Van de Ryp a far vela verso il nord, invece che<span class="pagenum"><a name="Page_392" id="Page_392">[392]</a></span>
+verso il nord-est; e fecero vela verso il nord. Arrivarono
+così al 74° grado di latitudine settentrionale,
+presso una piccola isola, alla quale diedero il nome
+d&rsquo;Isola degli Orsi, in memoria d&rsquo;un combattimento
+di parecchie ore che dovettero sostenere contro una
+frotta di quegli animali. Non vedevano intorno a sè
+che roccie altissime e dirupate che pareva chiudessero
+il mare da ogni parte. Continuarono a navigare
+verso il nord. Il 19 giugno scoprirono un paese che
+chiamarono Spitsbergen per le sue roccie tagliate a
+picco, e che credettero fosse la Groenlandia; e là
+videro grandi orsi bianchi, cervi, renne, oche selvatiche,
+enormi balene e volpi di tutti i colori. Di qui,
+essendo giunti oramai fra il 76° e l&rsquo;80° grado di latitudine
+settentrionale, dovettero rivolgersi al sud e
+approdare daccapo all&rsquo;Isola degli Orsi. Il Barendz
+però non volle più seguire la direzione settentrionale
+che il Ryp aveva seguita fino allora, e si rivolse
+al sud-est; il Ryp fece vela verso il nord; e
+così si divisero.</p>
+
+<p>Il Barendz arrivò il 17 luglio presso la Nuova
+Zembla, rasentò la costa settentrionale dell&rsquo;isola e
+continuò a navigare verso il sud. Allora cominciarono
+le avversità. Via via che procedevano, gli enormi
+massi di ghiaccio galleggianti sul mare, divenivano
+più fitti, si congiungevano in vastissimi strati, si
+ammontavano in roccie e montagne scoscese ed altissime,
+in modo che il bastimento si trovò in breve
+in mezzo a un vero continente di ghiaccio che gli
+nascose l&rsquo;orizzonte da tutte le parti. Vedendo che<span class="pagenum"><a name="Page_393" id="Page_393">[393]</a></span>
+era impossibile di raggiungere la costa orientale dell&rsquo;Asia,
+pensarono di tornare indietro; ma era già il
+25 d&rsquo;agosto, tempo in cui l&rsquo;estate, in quelle regioni,
+volge alla fine; e non tardarono ad accorgersi che
+non era più possibile neanche il ritorno. Si trovavano
+imprigionati fra i ghiacci, smarriti in una solitudine
+spaventosa, avvolti da un&rsquo;immensa nebbia,
+senza disegno, senza speranze, e in procinto d&rsquo;essere
+da un momento all&rsquo;altro urtati e sepolti dalle montagne
+di ghiaccio che galleggiavano e cozzavano con
+tremendo strepito intorno alla nave. Non rimaneva
+loro che una sola via di salute, o piuttosto un mezzo
+di ritardare la morte: erano vicini alla costa della
+Nuova Zembla, potevano abbandonare il bastimento
+e ridursi a passare l&rsquo;inverno in quell&rsquo;isola deserta.
+Era una risoluzione disperata, che non richiedeva
+meno coraggio che quella di rimanere a bordo; ma
+almeno portava con sè il moto, la lotta, una nuova
+forma di pericoli. Dopo qualche esitazione, scesero
+dal bastimento e approdarono all&rsquo;isola.</p>
+
+<p>L&rsquo;isola era disabitata; nessun popolo del nord
+v&rsquo;aveva mai posto piede; era tutta un deserto di
+ghiaccio e di neve, flagellato dalle onde e dai venti,
+sul quale il sole non gettava che raramente un raggio
+fuggitivo e senza calore. Nondimeno, i poveri naufraghi
+mandarono grida di gioia quando vi posero il piede,
+e s&rsquo;inginocchiarono nella neve per ringraziare la
+Provvidenza. Dovettero pensar subito a fabbricarsi
+una capanna. Nell&rsquo;isola non v&rsquo;era un albero; ma
+per fortuna si trovava là presso una gran quantità<span class="pagenum"><a name="Page_394" id="Page_394">[394]</a></span>
+di legno galleggiante, che il mare aveva portato dal
+continente. Si misero all&rsquo;opera, tornarono al loro
+bastimento, ne portarono via assi, travi, chiodi, pece,
+casse, botti; piantarono le travi nel ghiaccio; col
+ponte fecero il tetto; sospesero al tetto le loro
+brande; tappezzarono le pareti colle vele; riempirono
+le fessure colla pece. Ma mentre lavoravano
+corsero pericoli e soffrirono patimenti inauditi. Il
+freddo era tale che quando si mettevano un chiodo
+fra le labbra, subito s&rsquo;agghiacciava, e per levarlo
+si laceravano le carni e si empivano la bocca di
+sangue. Gli orsi bianchi, spinti dalla fame, li assalivano
+furiosamente in mezzo ai massi di ghiaccio,
+intorno alla loro capanna, persino nell&rsquo;interno del
+bastimento; e li costringevano a interrompere il lavoro
+per difendere la propria vita. La terra era talmente
+indurita che bisognava scavarla come pietra
+viva. Intorno al bastimento l&rsquo;acqua era gelata a tre
+tese e mezza di profondità. S&rsquo;era rappresa la birra
+dentro le botti e aveva perduto affatto il sapore: e
+il freddo cresceva di giorno in giorno. Finalmente
+riuscirono a rendere la loro capanna abitabile e furono
+al riparo dalla neve e dal vento. Accesero il
+fuoco e cominciarono a poter dormire qualche ora,
+quando non erano svegliati dagli urli delle fiere
+che giravano intorno alla capanna. Alimentavano
+le lampade col grasso degli orsi che uccidevano
+a traverso gli spiragli delle pareti, si scaldavano
+le mani nelle loro viscere sanguinose, si vestivano
+delle loro pelli e mangiavano carne di volpe,<span class="pagenum"><a name="Page_395" id="Page_395">[395]</a></span>
+aringhe e biscotti ch&rsquo;eran loro rimasti delle provvigioni
+del viaggio. Intanto il freddo cresceva a tal
+segno che gli orsi non uscivan più dalle loro tane.
+Gli alimenti e le bevande gelavano persino accanto
+al fuoco. I poveri marinai si bruciavano le braccia
+e i piedi senza risentire il menomo calore. Una sera
+che, per timore di morire di freddo, avevan chiuso
+ermeticamente la capanna, andarono a un filo dal
+morire soffocati, e dovettero, per non soccombere,
+affrontare di nuovo quel freddo tremendo.</p>
+
+<p>A tutte queste calamità se n&rsquo;aggiunse un&rsquo;altra.
+Il giorno quattro di novembre essi aspettarono inutilmente
+l&rsquo;aurora; il sole non apparve più; la notte polare
+era cominciata. Allora quegli uomini di ferro si
+sentirono mancar l&rsquo;animo, e il Barendz dovette, dissimulando
+l&rsquo;angoscia, spiegare tutta l&rsquo;eloquenza che
+potè trarre dal cuore, per impedire che si abbandonassero
+alla disperazione. Il nutrimento e la legna
+cominciarono a scarseggiare; i rami d&rsquo;abete trovati
+sulla spiaggia erano buttati sul fuoco quasi con
+rammarico; il lume era alimentato appena tanto
+da rompere le tenebre. Ciò nonostante, la sera,
+quando riposavano dalle fatiche della giornata, raccolti
+intorno al loro piccolo focolare, avevano ancora
+qualche momento di allegrezza. Il giorno della festa
+dei Re fecero un piccolo banchetto con vino e paste
+di farina fritte nell&rsquo;olio di balena, e tirarono a sorte
+a chi toccasse la Corona della Nuova Zembla. Altre
+volte giocavano, raccontavano vecchie storie, facevano
+brindisi alla gloria di Maurizio d&rsquo;Orange, par<span class="pagenum"><a name="Page_396" id="Page_396">[396]</a></span>lavano
+delle loro famiglie. Ogni giorno cantavano i
+salmi tutti insieme, inginocchiati sul ghiaccio, col
+viso rivolto verso le stelle. Qualche volta un&rsquo;aurora
+boreale squarciava la immensa oscurità da cui erano
+avvolti; e allora uscivano dalla loro capanna, scorrevano
+per le rive, festeggiavano con tenera gratitudine
+quella luce fuggitiva, come una promessa di
+salvamento.</p>
+
+<p>Giusta i loro computi, il sole doveva ricomparire
+il giorno 9 di febbraio del 1597. S&rsquo;erano ingannati:
+la mattina del 24 gennaio, appunto in uno
+di quei periodi di tempo ch&rsquo;erano più che mai scoraggiati
+e tristi, uno d&rsquo;essi, svegliandosi, intravvide
+un chiarore straordinario, gettò un grido, balzò a
+terra, destò i compagni, uscirono tutti dalla capanna,
+e videro a levante il cielo rischiarato da una luce
+viva, la luna smorta, l&rsquo;aria limpida, le sommità delle
+roccie e delle montagne di ghiaccio colorate di rosa;
+l&rsquo;alba, infine, il sole, la vita, la benedizione di Dio
+e la speranza di riveder la patria, dopo tre mesi di
+notte e d&rsquo;angoscia. Per qualche momento rimasero
+immobili e silenziosi, e come sopraffatti dalla commozione;
+poi proruppero in lacrime, s&rsquo;abbracciarono,
+sventolarono i loro berretti vellosi, fecero risonare
+quelle solitudini orrende d&rsquo;accenti di preghiera
+e di grida di gioia. Ma fu una breve gioia:
+si guardarono in viso, ed ebbero spavento e pietà
+gli uni degli altri. Il freddo, l&rsquo;insonnia, la fame,
+i travagli dell&rsquo;animo, li avevano consunti e trasfigurati
+in modo che quasi più non si riconoscevano.<span class="pagenum"><a name="Page_397" id="Page_397">[397]</a></span>
+E i loro patimenti non erano ancora finiti! In quello
+stesso mese la neve cadde in tanta abbondanza,
+che la capanna rimase quasi sepolta, e dovettero
+uscirne ed entrarci per l&rsquo;apertura del cammino.
+Col diminuire del freddo, ricomparvero gli orsi, e
+ricominciarono quindi i pericoli, le notti insonni,
+i combattimenti feroci. Scemava il loro vigore, e
+l&rsquo;animo, per poco risollevato, ricadeva.</p>
+
+<p>Avevano però ancora un filo di speranza. Non
+eran riusciti ad estrarre dal ghiaccio il loro bastimento,
+nè quando l&rsquo;avessero estratto, avrebbero potuto
+riassettarlo in modo da renderlo servibile; ma
+avevano trascinato sulla riva una barca e una scialuppa,
+e a poco a poco, sempre difendendosi dagli orsi
+che si slanciavano fin sulla soglia della loro capanna,
+eran venuti a capo di ripararle alla meglio. Con questi
+due piccoli legni essi contavano di dirigersi verso uno
+dei piccoli porti della Russia, di rasentare cioè la riva
+settentrionale della nuova Zembla, costeggiare la Siberia
+e attraversare il Mar Bianco; di fare, insomma,
+un viaggio di almeno quattrocento miglia tedesche. In
+tutto il mese di marzo il tempo variabilissimo li tenne
+in una continua vicenda di speranze e di disinganni.
+Più di dieci volte videro il mare sgombro fino alla
+riva e si apparecchiarono alla partenza; ed altrettante
+volte una recrudescenza improvvisa di freddo
+riammontò ghiacci su ghiacci, e chiuse la via da ogni
+parte. Nel mese d&rsquo;aprile i ghiacci furono immensi
+e continui. Nel mese di maggio riebbero il tempo
+incostante. Nel mese di giugno, finalmente, poterono<span class="pagenum"><a name="Page_398" id="Page_398">[398]</a></span>
+risolversi a partire. Dopo avere stesa una minuta
+relazione di tutte le loro avventure, della quale lasciarono
+una copia nella capanna, la mattina del
+14 di giugno, con un bellissimo tempo e il mare
+aperto da tutte le parti, dopo nove mesi di soggiorno
+in quella terra funesta, fecero vela verso il
+continente. Su due barche scoperte, sfiniti da tanti
+patimenti, andavano a sfidare i venti furiosi, le
+lunghe pioggie, i freddi mortali, i ghiacci vorticosi
+di quel mare immenso e terribile nel quale pareva
+una disperata impresa l&rsquo;avventurarsi con una flotta.
+Per lungo tempo, durante il viaggio, ebbero a respingere
+gli assalti degli orsi marini, soffrire la fame,
+nutrirsi di uccelli uccisi a sassate e d&rsquo;ova trovate
+sulle coste deserte, sperare e disperare, rallegrarsi
+e piangere, dolersi qualche volta di aver abbandonato
+la nuova Zembla, invocare la tempesta, desiderare
+la morte. Sovente dovettero trascinare le loro
+barche sopra campi di ghiaccio, legarle perchè non
+le portasse via il vento, stringersi tutti in un gruppo
+in mezzo alla neve per resistere al freddo, cercarsi
+nella nebbia fitta, chiamarsi per nome, toccarsi per
+timore d&rsquo;essersi perduti e per darsi coraggio gli uni
+agli altri. Non tutti resistettero a così tremende
+prove. Qualcuno morì. Il Barendz medesimo, che si
+era imbarcato infermo, sentì, dopo pochi giorni, che
+la sua fine s&rsquo;avvicinava, e lo disse ai compagni.
+Non cessò però un momento di dirigere la navigazione,
+e di fare ogni sforzo per abbreviare a quella
+povera gente il viaggio tremendo di cui egli sapeva<span class="pagenum"><a name="Page_399" id="Page_399">[399]</a></span>
+di non poter vedere la fine. La vita gli mancò mentre
+esaminava una carta geografica, il suo braccio
+cadde irrigidito nell&rsquo;atto di accennare la terra lontana,
+e l&rsquo;ultima sua parola fu un incoraggiamento
+e un consiglio. Nella baia di San Lorenzo, incontrarono,
+si può immaginare con qual gioia, una barca
+russa, che diede loro dei viveri, del vino e del cochlearia,
+rimedio per lo scorbuto, di cui s&rsquo;erano ammalati
+parecchi marinai, i quali subito ne guarirono.
+Costeggiarono la Siberia, e incontrarono altri legni
+russi di più in più frequenti, e si provvidero di vivande
+fresche colle quali ristorarono le loro forze.
+All&rsquo;entrata del Mar Bianco, una nebbia densissima
+divise le due barche, che oltrepassarono però tutt&rsquo;e
+due il capo Candnoes, e favorite dal vento, percorsero
+in trenta ore un spazio di centoventi miglia,
+in capo al quale si ricongiunsero gettando grida
+d&rsquo;allegrezza. Ma una gioia ben maggiore li aspettava
+a Kilduin. Trovarono là una lettera del Ryp,
+comandante dell&rsquo;altro bastimento, partito insieme
+con loro dall&rsquo;isola di Texel, il quale annunziava il
+suo arrivo. Dopo breve tempo la barca e la scialuppa
+raggiunsero il bastimento a Kola. Era la prima
+volta che i naufraghi della Nuova Zembla rivedevano
+la bandiera della patria dopo la partenza dall&rsquo;isola
+degli Orsi, e la salutarono con un delirio di gioia. I
+compagni del Ryp e i compagni del Barendz si precipitarono
+gli uni nelle braccia degli altri, si raccontarono
+le vicende corse, piansero gli amici perduti,
+dimenticarono i patimenti sofferti, e tutti insieme<span class="pagenum"><a name="Page_400" id="Page_400">[400]</a></span>
+fecero vela verso l&rsquo;Olanda, dove arrivarono sani e
+salvi il 29 ottobre del 1597, tre mesi dopo la partenza
+dalla capanna. Così finì l&rsquo;ultima impresa tentata
+dagli Olandesi per aprire una nuova via al
+commercio colle Indie a traverso i mari del polo.
+Quasi tre secoli dopo, nel 1870, il capitano d&rsquo;un bastimento
+svedese, cacciato dalla tempesta sulla costa
+della Nuova Zembla, vi ritrovava la carcassa di un
+naviglio e una capanna con dentro due caldaie, un
+pendolo, una canna di fucile, una spada, un&rsquo;accetta,
+un flauto, una bibbia, alcune casse riempite di utensili
+e dei brandelli di vestimenta putrefatte. Questi
+oggetti, riconosciuti dagli Olandesi come appartenenti
+ai marinai del Barendz e dell&rsquo;Heemskerke,
+furono portati in trionfo all&rsquo;Aja ed esposti come
+reliquie sacre nel Museo di Marina.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Con tutte queste immagini nella mente, la sera,
+dall&rsquo;alto della gran diga di Helder, al lume della
+luna che ora si nascondeva bruscamente dietro le
+nuvole, ora si mostrava all&rsquo;improvviso in tutta la
+sua luce, io non potevo saziarmi di guardare la riva
+sabbiosa di quell&rsquo;isola di Texel e quel gran mare
+del Nord, che non ha più altri confini da quel lato
+che i ghiacci eterni del polo; il mare che gli antichi
+credevano la fine dell&rsquo;universo: <i><a name="tn400" id="tn400"></a><ins class="correction" title="originale 'illum'">illuc</ins> usque tantum
+natura</i>, come dice Tacito; il mare su cui apparirono
+nei giorni di grande tempesta le forme gigantesche
+delle divinità germaniche; e spaziando cogli
+occhi su quel piano immenso e sinistro, non sapevo<span class="pagenum"><a name="Page_401" id="Page_401">[401]</a></span>
+esprimere altrimenti a me stesso il mio sgomento
+misterioso, che coll&rsquo;esclamare di tratto in tratto, a
+mezza voce:&mdash;Barendz!... Barendz!&mdash;ed ascoltare
+io stesso il suono di questo nome, come se lo portasse
+il vento da una lontananza sterminata.<span class="pagenum"><a name="Page_402" id="Page_402">[402]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="IL_ZUIDERZEE" id="IL_ZUIDERZEE"></a>IL ZUIDERZEE.</h2>
+
+
+<p>Mi rimaneva a vedere l&rsquo;antica Frisia, la ribelle
+indomata di Roma, la terra delle belle donne, dei
+grandi cavalli e degl&rsquo;invitti scivolatori, la più poetica
+provincia della Neerlandia: e nell&rsquo;andarvi, avevo
+modo di soddisfare un altro vivissimo desiderio:
+quello di attraversare il Zuiderzee, l&rsquo;ultimo nato
+dei mari.</p>
+
+<p>Questo grande bacino del Mare del Nord, che bagna
+cinque provincie e quadra più di settecento chilometri,
+seicento anni fa non esisteva. La Nord-Olanda
+toccava la Frisia, e dove ora si stende il
+golfo, c&rsquo;era una vasta regione sparsa di laghi di
+acqua dolce, il maggiore dei quali, il Flevo, rammentato
+dal Tacito, era separato dal mare da un
+istmo fertile e popoloso. Se il mare abbia per sola
+sua forza rotto gli argini naturali di questa regione,
+o se invece l&rsquo;abbassamento del suolo dell&rsquo;Olanda
+gli abbia lasciata libera l&rsquo;invasione, non è sicuro.
+La grande trasformazione si compì a diverse riprese<span class="pagenum"><a name="Page_403" id="Page_403">[403]</a></span>
+nel corso del secolo decimoterzo. Nel 1205, l&rsquo;isola
+di Wieringen, posta all&rsquo;estremità della Nord-Olanda,
+faceva ancora parte del continente; nel 1251 n&rsquo;era
+già separata. Nelle invasioni posteriori, il mare sommergeva
+in vari punti l&rsquo;istmo che separava le sue
+acque dal lago di Flevo, fin che nel 1282, apertosi
+un varco a traverso questo baluardo sfracellato, irrompeva
+nei laghi, invadeva le terre, e a poco a
+poco allargandosi e procedendo, formava quel vasto
+golfo che ora si chiama Zuiderzee, o mare del Sud,
+il quale si addentra col braccio dell&rsquo;Y fino a Beverwijk
+e ad Haarlem. Alla formazione di questo golfo
+si collega una storia varia e confusa di città distrutte
+e di popoli annegati, col finire della quale ne comincia
+un&rsquo;altra di città nuove sorte sulle nuove rive,
+divenute potenti e famose, e alla loro volta decadute,
+ed ora ridotte a meschini villaggi, dalle strade erbose
+e dai porti ingombri di sabbia. Ricordi di sventure
+immense, tradizioni favolose, terrori fantastici,
+costumi ed usi antichi e stranissimi, si ritrovano
+sulle acque e sulle rive di questo mare unico, comparso
+ieri e già coronato di rovine e condannato a
+sparire; e basterebbe appena un viaggio d&rsquo;un mese
+a osservarne e raccoglierne la parte principale; e
+però la sola idea di vedere da lontano quelle città
+decrepite, quelle isole misteriose, quei banchi di sabbia
+fatali, mi allettava irresistibilmente la fantasia.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Partii da Amsterdam verso la fine di febbraio,
+con un tempo bellissimo, sur uno dei piroscafi che<span class="pagenum"><a name="Page_404" id="Page_404">[404]</a></span>
+vanno ad Harlingen. Sapevo che non avrei più riveduto
+la capitale dell&rsquo;Olanda. Appoggiato al parapetto
+di prora, mentre il bastimento si allontanava
+dal porto, contemplai per l&rsquo;ultima volta la grande
+città, cercando d&rsquo;imprimermi incancellabilmente
+nella memoria il suo fantastico aspetto. Dopo pochi
+minuti non vidi più che il contorno nero e dentellato
+delle sue case, sulle quali s&rsquo;innalzava ancora
+la cupola del palazzo reale e una foresta di campanili
+traforati e luccicanti. Poi la città si abbassò;
+i campanili si nascosero l&rsquo;uno dopo l&rsquo;altro; la
+punta più alta della cattedrale, soprastata qualche
+momento alla generale caduta, si sprofondò
+anch&rsquo;essa nel mare; e Amsterdam non fu più che
+un ricordo.</p>
+
+<p>Il bastimento passò in mezzo alle dighe gigantesche
+che chiudono il golfo dell&rsquo;Y, e attraversato
+rapidamente il <i>Pampus</i>, il gran banco di sabbia che
+per poco non rovinò il commercio di Amsterdam,
+entrò nel Zuiderzee.</p>
+
+<p>Le rive di questo golfo son tutte praterie, giardini
+e villaggi, che nell&rsquo;estate presentano un aspetto
+incantevole; ma viste dal bastimento e nel mese di
+febbraio, non appaiono che come una striscia leggera
+d&rsquo;un verde smorto che separa il mare dal cielo. La
+riva della Nord-Olanda è la più bella, e questa costeggia
+il bastimento.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Appena usciti dal Pampus, si volge a sinistra e
+si passa a breve distanza dall&rsquo;isola di Marken.<span class="pagenum"><a name="Page_405" id="Page_405">[405]</a></span></p>
+
+<p>Marken è famosa tra le isole del Zuiderzee come
+Broek tra i villaggi della Nord-Olanda; ma con
+tutta la sua fama e benchè non disti che un&rsquo;ora di
+barca dalla costa, sono pochi gli stranieri, e pochissimi
+gli Olandesi che vanno a visitarla. Così mi
+disse il capitano del bastimento accennandomi il
+faro della piccola isola, e soggiunse che, a suo credere,
+la ragione della cosa era che qualunque straniero
+arrivi a Marken, sia anche un Olandese, è
+seguito dai ragazzi, osservato, fatto oggetto dei discorsi
+di tutti, come un uomo cascato dalla luna.
+La descrizione dell&rsquo;isola spiega questa straordinaria
+curiosità. È un lembo di terra largo mille,
+lungo tremila metri, che si staccò dal continente nel
+secolo decimoterzo, e rimase, ed è oggi ancora, nell&rsquo;indole,
+nei costumi, nella vita dei suoi abitanti,
+tale quale era sei secoli sono. Il suolo dell&rsquo;isola è
+poco più alto del mare, e circondato da una piccola
+diga, che non basta a salvarlo dalle inondazioni. Le
+case sono fabbricate su otto monticciuoli artificiali,
+e formano altrettante borgate, una delle quali,&mdash;quella
+che ha la chiesa,&mdash;è la capitale, e un&rsquo;altra
+l&rsquo;asilo dei morti. Quando il mare supera le dighe,
+gli spazi tra monte e monte si cangiano in canali,
+e gli abitanti vanno da una borgata all&rsquo;altra colle
+barche. Le case sono di legno, alcune dipinte, altre
+incatramate; una sola è di pietra, quella del pastore,
+dinanzi alla quale si stende un piccolo giardino ombreggiato
+da quattro grandi alberi, che sono i soli
+dell&rsquo;isola. Accanto a questa casa, v&rsquo;è la chiesa, la<span class="pagenum"><a name="Page_406" id="Page_406">[406]</a></span>
+scuola e l&rsquo;uffizio municipale. Gli abitanti sono poco
+più d&rsquo;un migliaio e vivon tutti della pesca. Fuor
+che il medico, il pastore e il maestro, tutti sono indigeni;
+nessun isolano si marita nel continente; nessun
+continentale si va a stabilire nell&rsquo;isola. Tutti
+professano la religione riformata e tutti sanno leggere
+e scrivere. Nella scuola, che conta più di ducento
+ragazzi dei due sessi, s&rsquo;insegna la storia, la
+geografia e l&rsquo;aritmetica. La foggia del vestire, che
+dura inalterata da parecchi secoli, è uguale per tutti,
+e curiosissima. Gli uomini paiono soldati. Hanno una
+giacchetta di panno grigio oscuro, ornata di due file
+di bottoni, che sono per lo più medaglie o monete
+antiche trasmesse dal padre al figlio. Questa giacchetta
+entra come una camicia dentro un par di
+calzoni dello stesso colore, larghissimi intorno alla
+coscia, e stretti intorno alla gamba, di cui lasciano
+scoperta quasi tutta la polpa. Un cappello di feltro
+o un berretto di pelo, secondo la stagione; una cravattina
+rossa, le calze nere, gli zoccoli bianchi o
+una sorta di scarpe simili a pantofole, completano
+questo strano costume. Ma è anche più strano il costume
+delle donne. Portano sul capo un enorme berretto
+bianco della forma d&rsquo;una mitra, tutto ornato
+di trine e di ricami, e legato sotto il mento come
+un casco. Da questo berretto, che copre completamente
+le orecchie, escono due lunghe treccie, che
+dondolano sul seno, e sporge una sorta di visiera
+di capelli, tagliata in linea retta poco sopra i sopraccigli,
+la quale nasconde tutta la fronte. La veste si<span class="pagenum"><a name="Page_407" id="Page_407">[407]</a></span>
+compone d&rsquo;un busto senza maniche e d&rsquo;una gonnella
+di due colori. Il busto è rosso di porpora, coperto
+di ricami variopinti, che costano anni di lavoro,
+e che però si trasmettono di madre in figlia per parecchie
+generazioni. La parte superiore della gonnella
+è cinerina o azzurra, rigata di nero, e la parte inferiore
+di color bruno carico. Le braccia sono coperte
+sin quasi al gomito dalle maniche d&rsquo;una camiciola
+bianca strisciata di rosso. Le bambine e i
+bambini sono vestiti presso a poco nella stessa maniera;
+le ragazze con qualche differenza dalle donne;
+i giorni di festa un po&rsquo; più riccamente che i giorni
+di lavoro. Tale è questo costume misto d&rsquo;orientale,
+di guerresco, di sacro; e altrettanto strana che il
+costume è la vita degli abitanti. Gli uomini sono
+straordinariamente sobri e giungono a un&rsquo;età molto
+avanzata. Partono dall&rsquo;isola, la notte d&rsquo;ogni domenica,
+sui loro battelli, passano la settimana pescando
+nel golfo di Zuiderzee, e ritornano il sabato. Le
+donne educano i figliuoli, coltivano le terre, fanno i
+vestiti per tutta la famiglia. Come le donne di tutte
+le altre parti d&rsquo;Olanda, amano la pulizia e gli ornamenti,
+e anche nelle loro capanne si vedono tendine
+bianche, cristallami, coperte da letto ricamate,
+specchietti, fiori. La maggior parte muoiono senza
+aver visto altra terra che la loro piccola isola. Sono
+poveri, ma non conoscendo alcuno stato migliore del
+loro, e non avendo nè bisogni, nè desiderii che non
+possano soddisfare, ignorano la propria povertà. Fra
+loro non ci sono nè cangiamenti di fortuna, nè di<span class="pagenum"><a name="Page_408" id="Page_408">[408]</a></span>stinzioni
+di ceto. Tutti lavorano, nessuno serve. I
+soli avvenimenti che svarino la monotonia della loro
+vita sono le nascite, i matrimoni, le morti, una pesca
+abbondante, l&rsquo;arrivo d&rsquo;uno straniero, il passaggio
+d&rsquo;un bastimento, una tempesta marina. Pregano,
+amano, pescano; tale è la loro vita, e così le generazioni
+succedono alle generazioni, conservando inalterata,
+come una sacra eredità, l&rsquo;innocenza dei costumi
+e l&rsquo;ignoranza del mondo.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Oltrepassata l&rsquo;isola di Marken si vede sulla costa
+della Nord-Olanda un campanile, un gruppo di
+case rosse, e qualche vela di bastimento. È Monnickendam,
+villaggio di tre mila abitanti; altre volte
+città fiorente, che insieme con Hoorn ed Enckhuisen
+vinse e prese prigioniero l&rsquo;ammiraglio spagnuolo
+Bossu, del quale le toccò per trofeo il collare del
+Toson d&rsquo;oro; alle altre due città la spada e la tazza.
+Dopo Monnickendam, si vede il villaggio di Volendam;
+dopo Volendam la piccola città d&rsquo;Edam, da
+cui ebbe il nome quel formaggio dalla crosta rossa,
+<i>fama super <a name="tn408" id="tn408"></a><ins class="correction" title="originale 'etera'">aethera</ins> notus</i>.</p>
+
+<p>A questa città si riferisce una leggenda assai curiosa,
+rappresentata da un vecchio bassorilievo che
+si vede tuttora sopra una delle sue porte. Parecchi
+secoli fa, alcune ragazze di Edam, passeggiando
+sulla spiaggia, videro una donna di strano aspetto che
+nuotava nel mare e si fermava di tratto in tratto
+a guardarle con aria di curiosità. La chiamarono,
+s&rsquo;avvicinò; le fecero cenno che uscisse dall&rsquo;acqua,<span class="pagenum"><a name="Page_409" id="Page_409">[409]</a></span>
+ed essa salì sulla riva. Era una bellissima donna,
+ignuda nata, e tutta coperta di limo e d&rsquo;erbe germogliate
+sulla sua pelle come il musco sulla corteccia
+degli alberi. Alcuni credono che avesse la
+coda di pesce; ma un grave cronista olandese che
+afferma d&rsquo;aver inteso raccontare il fatto da un testimonio
+oculare, dice che aveva le gambe come le
+altre donne. La interrogarono, non capì, e rispose
+con una voce dolcissima in un linguaggio sconosciuto.
+La condussero a casa, le raschiarono l&rsquo;erba di dosso,
+la vestirono da donna olandese e le insegnarono a
+filare. Non si sa bene quanto tempo sia rimasta in
+questo nuovo stato, ma la leggenda dice che quantunque
+raschiata e vestita, si sentiva trascinata al
+mare da un istinto prepotente, e che dopo aver
+tentato invano parecchie volte di ritornare al suo
+elemento nativo, che le facevan la guardia con cent&rsquo;occhi,
+un giorno finalmente vi riuscì, e nessuno ne
+ebbe più notizia. Di dov&rsquo;era venuta? dov&rsquo;era andata?
+chi era? Chi lo sa! il fatto è che sulle coste
+del Zuiderzee tutti parlano ancora della donna
+marina di Edam, e che a dire, come qualcuno l&rsquo;osò,
+in un crocchio di contadini, che quella donna doveva
+essere una foca, c&rsquo;è da buscarsi una presa
+di impertinente; e trovo che i contadini hanno ragione,
+perchè non si deve sputar sentenze su ciò che
+non s&rsquo;è visto. Edam, ch&rsquo;era anticamente una città
+floridissima, di più di venticinquemila abitanti, ha
+toccato la stessa sorte delle altre città del Zuiderzee,
+e non è più che un villaggio.<span class="pagenum"><a name="Page_410" id="Page_410">[410]</a></span></p>
+
+<p>Andando da Edam a Hoorn non si vede quasi la
+costa, e perciò rivolsi tutta la mia attenzione al
+mare. Sul golfo del Zuiderzee si può osservare come
+in un immenso specchio la mobilità meravigliosa del
+cielo d&rsquo;Olanda. È il più giovane dei mari d&rsquo;Europa,
+e presenta veramente nel suo aspetto tutti i capricci,
+tutte le inquietudini, tutte le variazioni inaspettate
+e inesplicabili dell&rsquo;età giovanile. Quel giorno,
+come quasi sempre, il cielo era coperto di nuvole
+che si squarciavano e si riunivano continuamente,
+in modo che nello spazio d&rsquo;un&rsquo;ora si succedevano
+tutte le variazioni di luce che nei nostri paesi si
+vedono appena nel corso d&rsquo;una giornata. A momenti
+il mare si faceva tutto nero da parere un mare di
+pece, con una lontana orlatura bianca e luminosa,
+come una corrente d&rsquo;argento vivo. Tutt&rsquo;a un tratto,
+svaniva il nero, e il golfo diventava per immensi
+tratti verdissimo, come se si fosse coperto d&rsquo;erba,
+e le traccie azzurre dei bastimenti rendendo l&rsquo;immagine
+di canali, pareva di vedere galleggiare sulle
+acque delle praterie olandesi staccate dal continente.
+Poco dopo, tutto quel bel verde moriva in un giallastro
+fangoso che dava al golfo l&rsquo;aspetto d&rsquo;un pantano
+denso ed immondo, nel quale dovessero notare
+degli animali deformi e schifosi. Un momento si vedevano
+i campanili e i mulini della costa appena
+come ombre lontane a traverso la nebbia, e si sarebbe
+detto che in quel punto fosse notte e piovesse.
+Un momento dopo, i mulini, i campanili, le caso pa<span class="pagenum"><a name="Page_411" id="Page_411">[411]</a></span>revano
+vicinissimi e brillavano alla luce del sole
+come se fossero dorati. Accanto al bastimento, lungo
+le coste, in mezzo al golfo, era un continuo guizzare
+e sparire d&rsquo;ombre, di luci, di colori, d&rsquo;oscurità
+notturne e di chiarori meridiani, di minaccie di
+tempesta e d&rsquo;aspetti ridenti, da far credere che
+tutto quel movimento avesse un perchè misterioso,
+un significato superiore all&rsquo;intelligenza umana, degli
+spettatori invisibili, in alto, che lo dovessero capire.
+Qua e là si vedevano dei battelli colle vele
+nere che parevano parati a lutto per trasportare
+dei morti.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Il bastimento passò in vista della città di Hoorn,
+l&rsquo;antica capitale della Nord-Olanda, dove si fece
+nel 1416 la prima grande rete per la pesca dell&rsquo;aringa
+e dove nacque quell&rsquo;intrepido Schouten che
+oltrepassò per il primo l&rsquo;estrema punta meridionale
+dell&rsquo;America; e poi si rivolse verso Enckhuisen. Su
+quel tratto di costa che corre fra le due città, si
+stende una catena di villaggi composti di casette di
+legno e di mattoni, coi tetti inverniciati e colle porte
+scolpite, dinanzi alle quali s&rsquo;innalzano degli alberi
+col tronco dipinto. Di tutti questi villaggi, dal bastimento
+non si vedono che i tetti, i quali pare che
+emergano dall&rsquo;acqua, o siano essi stessi tante casette
+prismatiche galleggianti. Il color rosso di
+questi tetti, qualche punta di campanile, qualche
+ala di mulino, sono i soli colori e le sole forme che
+svarino di tratto in tratto la linea della costa uguale<span class="pagenum"><a name="Page_412" id="Page_412">[412]</a></span>
+e soavissima come il profilo d&rsquo;un istmo infinitamente
+sottile. Poco prima di arrivare a Enckhuisen si vede
+la piccolissima isola d&rsquo;Urk, che si crede formasse
+anticamente una sola isola con quella di Schokland,
+posta a breve distanza dalla foce dell&rsquo;Yssel. Urk è
+ancora abitata, ed è l&rsquo;isola prediletta dalle foche,
+che la notte svegliano gli abitanti russando; Schokland
+fu disertata pochi anni sono dagli isolani, che
+non la potevano più contendere al mare.</p>
+
+<p>Il bastimento si arrestò ad Enckhuisen.</p>
+
+<p>Enckhuisen è la più morta di tutte le città morte
+del Zuiderzee. Nel sedicesimo secolo conteneva quarantamila
+abitanti, mandava alla pesca dell&rsquo;aringa
+centoquaranta bastimenti, protetti da venti vascelli
+da guerra, aveva un bellissimo porto, un grande arsenale,
+dei sontuosi edifizi. Ora il porto è ingombro
+di sabbia, la sua popolazione ridotta a cinquemila
+persone, una delle sue antiche porte è a un quarto
+d&rsquo;ora di cammino dai primi edifici della città, le
+sue strade sono coperte d&rsquo;erba, le sue case abbandonate
+e cadenti, i suoi abitanti poveri e sparuti.
+Non le rimane altra gloria che quella d&rsquo;aver dato
+la vita a Paolo Potter. Il bastimento si fermò qualche
+minuto dinanzi a questa larva di città. Sul
+ponte di sbarco non c&rsquo;era che qualche marinaio
+immobile, della città non si vedeva che qualche casa
+mezzo nascosta dalle dighe, e un alto campanile, che
+in quel momento sonava con note lente come i
+rintocchi dell&rsquo;agonia, l&rsquo;aria <i>O Matilde, t&rsquo;amo, è
+vero</i>, del Guglielmo Tell. La riva era deserta, il<span class="pagenum"><a name="Page_413" id="Page_413">[413]</a></span>
+porto silenzioso, le case sbarrate, e una gran nuvola
+nera soprastava alla città come un drappo
+mortuario che discendesse lentamente per ricoprirla
+per sempre. Era uno spettacolo che metteva compassione
+e sgomento.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Lasciata Enckhuisen, il bastimento arrivò in pochi
+minuti all&rsquo;imboccatura del Zuiderzee, tra la
+città di Stavoren, posta nel punto più avanzato della
+costa di Frisia, e Medemblik, altra città decaduta
+della Nord-Olanda, che fu capitale del paese prima
+della fondazione di Hoorn e di Enckhuisen. In quel
+passo il golfo è poco più largo della metà dello
+stretto di Calais. Quando si metterà ad effetto la
+gigantesca impresa del prosciugamento del Zuiderzee,
+in quel passo si costruirà la diga enorme che
+dovrà separare il golfo dal Mare del Nord. Questa
+diga si stenderà da Stavoren a Medemblik, lasciando
+aperto nel mezzo un grande canale per il movimento
+delle maree e lo scolo delle acque dell&rsquo;Yssel e del
+Vecht; e dietro di essa, il gran golfo sarà a poco a
+poco trasformato in una fertile pianura, la Nord-Olanda
+congiunta alla Frisia, tutte le città morte
+delle coste rianimate d&rsquo;una vita nuova, distrutte
+isole, trasformati costumi, confusi linguaggi, creata
+una provincia, un popolo, un mondo. Questa grande
+opera costerebbe, giusta le previsioni degli Olandesi,
+centoventicinque milioni di lire; da molti anni ci si
+sta studiando e forse tra non molto tempo ci si metterà
+mano; ma, ahimè! prima ch&rsquo;ella sia compiuta,<span class="pagenum"><a name="Page_414" id="Page_414">[414]</a></span>
+noi nati verso la metà del secolo decimonono avremo
+le braccia in croce, come dice il Praga, e le radici
+delle viole sul capo.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Appena s&rsquo;è oltrepassato Medenblik, si vedono
+sulla riva opposta del Zuiderzee i campanili di
+Stavoren, la più antica città della Frisia, così chiamata,
+dicono gli etimologisti, dal dio Stavo che gli
+antichi Frisoni adoravano. Questa città, che non è più
+che un piccolo villaggio d&rsquo;aspetto triste, circondato
+da grandi bastioni e da paludi, era, al tempo in cui
+Amsterdam non esisteva ancora, una città grande,
+bella e popolosa, nella quale risiedevano i re di Frisia
+e affluivano tutte le mercanzie dell&rsquo;Oriente e
+dell&rsquo;Occidente, così che le avean posto il glorioso
+nome di Ninive del Zuiderzee. Una strana leggenda,
+che però è fondata sopra un fatto vero, l&rsquo;insabbiamento
+del porto, spiega la prima cagione della
+sua miserabile decadenza. Gli abitanti, spropositatamente
+arricchiti col commercio, erano diventati
+orgogliosi, vani, dissipatori, e spingevano il loro
+lusso forsennato sino a dorare le balaustrate, i
+chiavistelli, le porte, i più umili utensili delle loro
+case. Ciò dispiacque al buon Dio, il quale deliberò
+di infliggere alla insolente città un castigo solenne,
+e n&rsquo;ebbe ben presto l&rsquo;occasione. Una ricca
+mercantessa di Stavoren noleggiò un bastimento e
+lo mandò a Danzica a pigliare un carico di non so
+che merci preziose. Il capitano del bastimento arrivò
+a Danzica, ma non riuscì a trovare le merci<span class="pagenum"><a name="Page_415" id="Page_415">[415]</a></span>
+che la mercantessa desiderava, e per non tornare
+col bastimento vuoto, lo caricò di grano. Quando
+rientrò nel porto di Stavoren, la mercantessa, che
+era là ad aspettarlo, gli domandò: &ldquo;Che hai portato?&rdquo;
+Il capitano rispose umilmente che non aveva
+portato che del grano. &ldquo;Del grano!&rdquo; gridò l&rsquo;altera
+mercantessa con un accento di sdegno e di disprezzo.
+&ldquo;Gettalo immediatamente nel mare.&rdquo; Il capitano
+obbedì, l&rsquo;ira di Dio traboccò. Nel punto stesso che
+il grano cadeva nell&rsquo;acqua, si formava dinanzi al
+porto un grande banco di sabbia, il quale estinse a
+poco a poco il commercio della città. Questo banco
+di sabbia c&rsquo;è infatti, e si chiama Vrouwensand,
+ossia sabbia della Dama, ed è un tale impedimento,
+che anche i più piccoli bastimenti mercantili debbono
+governarsi con grande prudenza per non darci
+dentro; nè un gran molo che si costrusse per riparare
+a questo danno, cangiò punto le sorti della
+città condannata a morire.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Quando il bastimento partì da Stavoren, tramontava
+il sole; ma nonostante l&rsquo;ora e la stagione, il
+tempo era così mite, che io potei desinare sopra coperta,
+e ispirato dalla grande idea del prosciugamento
+del Zuiderzee, prosciugare fino alle sue più
+oscure profondità una bottiglia di vecchio Bordeaux,
+senza aver bisogno d&rsquo;alitarmi neanco una volta
+sulle punte delle dita. I viaggiatori eran scesi tutti
+sotto, il mare era quietissimo, il cielo dorato, il Bordeaux
+squisito, il mio cuore in pace. Intanto mi si<span class="pagenum"><a name="Page_416" id="Page_416">[416]</a></span>
+spiegava dinanzi agli occhi la riva della Frisia difesa
+da due ordini di palafitte, sostenute da pezzi
+enormi di granito, di trachite e di basalto di Germania
+e di Norvegia, che danno a quel paese l&rsquo;aspetto
+d&rsquo;un immenso campo trincerato. Si passò davanti
+a Hindelopen, altra città decaduta, che non ha più
+di un migliaio d&rsquo;abitanti, e conserva le stravaganti
+foggie di vestire di molti secoli addietro; si rasentò
+una serie di piccoli villaggi nascosti, che ci avvertirono
+della loro presenza alzando di sopra le dighe
+il dito di ferro dei loro campanili; e s&rsquo;arrivò finalmente
+ad Harlingen,&mdash;la seconda capitale della
+Frisia,&mdash;ancora illuminata dagli ultimi chiarori dei
+tramonto.<span class="pagenum"><a name="Page_417" id="Page_417">[417]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="FRISIA" id="FRISIA"></a>FRISIA.</h2>
+
+
+<p>Mentre il bastimento s&rsquo;avvicinava allo scalo, mi
+ricordai di quello che m&rsquo;era accaduto ad Alkmaar,
+e pensando che forse mi sarei trovato nelle medesime
+péste ad Harlingen, per dove non avevo alcuna
+lettera di raccomandazione, mi turbai. E avevo ragione
+di turbarmi, poichè della lingua frisona, che
+è una mescolanza d&rsquo;olandese, di danese e di vecchio
+sassone, presso che incomprensibile agli stessi
+Olandesi, io non capivo il bellissimo nulla; e sapevo
+per giunta che nella Frisia non si parla quasi punto
+il francese. Mi preparai dunque, con malinconica
+rassegnazione, a gesticolare, a far rider la gente e a
+lasciarmi condurre come un bambino, e mi posi a
+cercare cogli occhi in mezzo alla folla dei facchini
+e dei ragazzi che aspettavano i passeggieri sulla riva,
+una faccia più umana delle altre, a cui affidare la
+mia valigia e raccomandare la mia vita.</p>
+
+<p>Prima che avessi trovata questa faccia, il basti<span class="pagenum"><a name="Page_418" id="Page_418">[418]</a></span>mento
+si fermò e io discesi. Mentre stavo esitando
+fra due tarchiati frisoni che volevano impossessarsi
+della mia persona, mi sentii sussurrare nell&rsquo;orecchio
+una parola che mi rimescolò il sangue:&mdash;il mio nome.&mdash;Mi
+voltai come se mi fossi inteso chiamare
+da uno spettro, e vidi un giovane signore, che sorridendo
+della mia meraviglia, mi ripetè in francese:
+&ldquo;È lei il signor tale dei tali?&rdquo;&mdash;&ldquo;Son io,&rdquo; risposi,
+&ldquo;o almeno mi pare d&rsquo;esser io, perchè a dirle la verità
+sono talmente stupito d&rsquo;esser conosciuto da lei,
+che dubito quasi della mia identità. Che prodigio
+è questo?&rdquo;&mdash;Il prodigio era semplicissimo. Un mio
+amico d&rsquo;Amsterdam che m&rsquo;avea accompagnato la
+mattina stessa al porto, aveva mandato un dispaccio,
+appena partito il bastimento, a un suo amico di Harlingen,
+per pregarlo di andare ad attendere allo
+scalo un forestiero alto, bruno e insaccato in un pastrano
+color cacao, il quale sarebbe arrivato verso
+sera, e avrebbe avuto gran bisogno d&rsquo;un interprete
+e gran desiderio d&rsquo;un compagno. Tutti i miei compagni
+di viaggio essendo biondi, l&rsquo;amico dell&rsquo;amico
+m&rsquo;aveva subito riconosciuto, ed era venuto a cavarmi
+d&rsquo;impiccio.</p>
+
+<p>Se avessi avuto in tasca un collare dell&rsquo;Annunziata,
+glielo avrei buttato al collo. Non avendolo,
+gli espressi la mia infinita gratitudine con un <a name="tn418" id="tn418"></a><ins class="correction" title="originale 'diluluvio'">diluvio</ins>
+di parole, che lo fecero rimanere attonito, come
+direbbe il marchese Colombi, <i>senza potere attribuire</i>.
+Dopo di che, entrammo nella città, dove non intendevo
+di rimanere che poche ore.<span class="pagenum"><a name="Page_419" id="Page_419">[419]</a></span></p>
+
+<p>Grandi canali pieni di bastimenti, larghe strade
+fiancheggiate da piccole case variopinte e nitide, pochissima
+gente fuor di casa, un silenzio profondo e
+non so qual aria di pace malinconica che fa pensare
+a mille cose lontane: tale è Harlingen, città di poco
+più di diecimila abitanti, fondata presso il luogo
+dov&rsquo;era anticamente un villaggio che il mare distrusse
+nell&rsquo;anno 1134. Fatto un giro per le strade,
+il mio compagno mi condusse a vedere le dighe,
+senza le quali la città sarebbe già stata cento volte
+sommersa, poichè tutto quel tratto di costa è esposto
+più d&rsquo;ogni altro alle correnti e alle onde dell&rsquo;alto
+mare. Le dighe sono formate da due file di palafitte
+smisurate, congiunte le une alle altre da grossi
+tronchi traversali, e tutte rivestite di grandi chiodi
+colla testa schiacciata, i quali le preservano dai piccoli
+animali marini che distruggono il legno. Fra
+queste palafitte ci sono delle assi fortissime, o piuttosto
+delle grandi travi segate in due, sprofondate
+nella sabbia, le une accanto alle altre; dietro queste
+assi una muraglia di massi ciclopici di granito
+rosso portati dalla provincia della Drenta; e dietro
+questa muraglia, ancora un robustissimo stecconato,
+che basterebbe da solo a trattenere le acque di un
+torrente furioso. Sopra questa diga si stende un
+viale alberato che serve di passeggio pubblico, di
+dove si vede il mare, qualche casa della città, e
+qualche albero di bastimento che sporge oltre i tetti.
+Quando vi passammo, l&rsquo;orizzonte era ancora leggermente
+dorato da ponente e oscurissimo dalla parte<span class="pagenum"><a name="Page_420" id="Page_420">[420]</a></span>
+opposta; non si vedeva nessuna barca in mare e nessun
+movimento nel porto; quattro ragazze ci passarono
+accanto a braccetto chiacchierando e ridendo,
+una si voltò; poi disparvero; la luna uscì da una
+nuvola; tirava un vento freddo, e noi passeggiavamo
+in silenzio. &ldquo;Siete tristo?&rdquo; mi domandò il compagno.
+&ldquo;Punto,&rdquo; risposi&mdash;e lo ero. Perchè? chi lo
+sa! Quanto m&rsquo;è rimasto impresso nella mente quel
+luogo e quel momento! Chiudo gli occhi, rivedo ogni
+cosa, e sento l&rsquo;odore del mare.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Il mio compagno mi condusse in un <i>club</i>, dove
+c&rsquo;intrattenemmo fino all&rsquo;ora della partenza del treno
+per Leuwarde, la capitale della Frisia. Era il primo
+frisone col quale avessi l&rsquo;onore di parlare, e lo studiai.
+Era biondo, impettito, grave, come quasi tutti gli
+olandesi; ma aveva uno sguardo straordinariamente
+animato: parlava poco, ma diceva quelle poche parole
+con una rapidità e una forza, che lasciavano
+indovinare un carattere più vivace di quello dei suoi
+connazionali dell&rsquo;altra riva del Zuiderzee. Il discorso
+cadde sull&rsquo;antica Frisia e sull&rsquo;antica Roma, e fu
+amenissimo, poichè avendo egli cominciato a parlare
+degli avvenimenti di quei tempi con una straordinaria
+serietà, come di casi seguiti pochi anni avanti,
+ed io dandogli spago, finimmo per discorrere tale e
+quale come s&rsquo;egli fosse stato un frisone dei tempi
+di Olennio ed io un romano dei tempi di Tiberio,
+ciascuno facendo l&rsquo;avvocato del suo paese. Io gli
+rinfacciavo i soldati romani messi in croce, ed egli<span class="pagenum"><a name="Page_421" id="Page_421">[421]</a></span>
+mi rispondeva pacatamente che i provocatori eravamo
+stati noi, perchè fino a tanto che ci eravamo
+contentati di prelevare il tributo imposto da Druso,
+consistente in cuoi pur che fossero, essi non avevano
+rifiatato; e che se poi s&rsquo;erano ribellati, l&rsquo;avevan
+fatto perchè Olennio non si contentava più dei
+cuoi, e voleva i bovi, i campi, i ragazzi, le donne;
+e questo era un volerli assassinare. &ldquo;<i>Pacem exuere</i>,
+dice lo stesso Tacito, <i>nostra magis avaritia quam
+obsequii impatientes</i>; e aggiunge che Druso ci aveva
+imposto un piccolo tributo, perchè eravamo poveri,
+<i>pro angustia rerum</i>. E se ai poveri rubavate i buoi
+e le terre, che cosa facevate ai ricchi?&rdquo;&mdash;Quando
+m&rsquo;accorsi che sapeva Tacito a memoria, battei in
+ritirata, e gli domandai amichevolmente se delle prepotenze
+dei miei padri egli serbava qualche rancore
+con me.&mdash;&ldquo;Oh signore!&rdquo;&mdash;rispose tendendomi una
+mano, come se gli avessi fatto quella domanda sul
+serio: &ldquo;nemmeno per ombra!&rdquo;&mdash;O sbaglio,&mdash;dissi
+tra me,&mdash;o di questa ingenuità nei nostri paesi non
+ce n&rsquo;è più la semenza.&mdash;E non potevo finir di guardarlo,
+tanto mi pareva d&rsquo;uno stampo differente
+dal mio.</p>
+
+<p>Stemmo insieme fino a notte, e m&rsquo;accompagnò
+alla stazione della strada ferrata, per andar poi ad
+assistere ad un concerto musicale. In quella piccola
+città di marinai, di pescatori e di mercanti di burro,
+c&rsquo;era un concerto dato da quattro artisti, due tedeschi
+e due italiani, fatti venire espressamente dall&rsquo;Aja,
+per sonare un par d&rsquo;ore, al prezzo di duecento<span class="pagenum"><a name="Page_422" id="Page_422">[422]</a></span>cinquanta
+fiorini! Dove questo concerto si facesse,
+<a name="tn422" id="tn422"></a><ins class="correction" title="originale 'in un'">in una</ins> città come Harlingen, tutta casette liliputtiane,
+non lo potevo capire, se non supponendo che i suonatori
+stessero in casa, e gli uditori nella strada;
+e domandai una spiegazione al mio compagno. &ldquo;Una
+casa abbastanza grande c&rsquo;è,&rdquo; mi rispose:&mdash;Una!&mdash;pensai.
+O dove sarà questo colosso di casa, che non
+l&rsquo;ho veduto? Attraversammo due o tre strade semioscure,
+ma un po&rsquo; più popolate che due ore innanzi,
+e arrivammo alla stazione. &ldquo;Non ci vedremo
+mai più&rdquo; mi disse quel franco e simpatico frisone
+stringendomi la mano. &ldquo;Probabilmente mai più,&rdquo;
+risposi. Stemmo un po&rsquo; guardandoci l&rsquo;un l&rsquo;altro, e
+poi ci dicemmo tutti e due insieme:&mdash;Addio!&mdash;e
+con questo triste saluto ci separammo. Egli andò
+al concerto, ed io partii per l&rsquo;interno della Frisia.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>La Frisia è tutta una pianura, d&rsquo;un terreno
+misto di sabbia, d&rsquo;argilla e di torba, bassa in ogni
+parte, e sopratutto a occidente, dove non di rado,
+verso la fine d&rsquo;autunno, le acque del mare si spandono
+su grandi spazi. Vi sono moltissimi laghi, i
+quali formano come una catena a traverso tutta la
+provincia dalla città di Stavoren fino alla città di
+Dokkum. La campagna è coperta di vastissime praterie,
+e solcata in tutti i versi da larghi canali, lungo
+i quali pascolano, per nove mesi dell&rsquo;anno, armenti
+innumerevoli non guardati nè da pastori nè da cani.
+Lungo il Mare del Nord, vi si trovano dei piccoli
+rialti di terreno, chiamati <i>terpen</i>, innalzati dagli<span class="pagenum"><a name="Page_423" id="Page_423">[423]</a></span>
+antichi abitanti per rifugiarvisi coi loro armenti al
+montare delle maree, e su alcuni di questi rialti
+son fabbricati dei villaggi. Altri villaggi e città son
+costrutti su palafitte, in terre conquistate a poco a
+poco sul mare. La provincia ha duecento settantadue
+mila abitanti, che traggono non solo sostentamento,
+ma ricchezza dal commercio del burro, del
+formaggio, dei pesci, della torba, e comunicano agevolmente
+tra loro per via dei canali e dei laghi.
+Pochi alberi dietro i quali son nascoste le case campestri
+e i villaggi; qualche vela di bastimento; degli
+stormi di pavoncelle, di cornacchie e di corvi; e
+i bellissimi armenti che picchiettano d&rsquo;infinite macchie
+nere e bianche il verde della campagna, sono
+le sole cose che attirino l&rsquo;occhio su quella vasta
+pianura di cui un velo di vapori bianchi nasconde
+perpetuamente i confini. L&rsquo;uomo che in quel paese
+ha fatto tutto, non si vede da nessuna parte, e pare
+un paese nel quale l&rsquo;acqua viva e lavori da sè, e
+la terra non sia posseduta che dagli animali.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Arrivai a Leuwarde a notte fitta e trovai per
+buona ventura un albergo dove si parlava francese.</p>
+
+<p>La mattina per tempissimo&mdash;credo che non ci fossero
+ancora cento persone levate in tutta la città&mdash;uscii,
+e mi diedi a girare per le strade deserte sotto
+una pioggiolina lenta e diacciata che arrivava alle
+ossa.</p>
+
+<p>Leuwarde ha l&rsquo;aspetto d&rsquo;un grande villaggio.
+Le strade sono quasi tutte spaziosissime, percorse<span class="pagenum"><a name="Page_424" id="Page_424">[424]</a></span>
+da larghi canali, e fiancheggiate da case straordinariamente
+piccine, colorite di rosa, di lilla, di cenerino,
+di verde chiaro, di tutti i colori di <a name="tn424" id="tn424"></a><ins class="correction" title="originale 'Broeck'">Broek</ins>. I
+canali interni si congiungono con canali esteriori, i
+quali si stendono lungo i bastioni della città, e si
+collegano alla loro vòlta con altri canali, che conducono
+ai villaggi e alle città vicine. Vi sono
+piazze e crocicchi da grande città, che paiono anche
+più vasti per la piccolezza delle case, in moltissime
+delle quali le finestre sono a un palmo da
+terra e toccano quasi il tetto colla parte superiore.
+Per lunghi tratti di strada, se si ammucchiassero
+tutte insieme le case, non si formerebbe un
+edifizio di grandezza ordinaria. Pare una città antichissima,
+primitiva, fondata da un popolo di pescatori
+e di pastori, e a poco a poco ristaurata, dipinta,
+ingentilita. Ma nonostante i bei ponti, le botteghe
+ricche, le finestre adorne, il suo aspetto generale
+ha qualcosa di così esotico per un europeo del mezzogiorno,
+da fargli parer strano che gli abitanti portino
+il soprabito e il cappello cilindrico come noi. Di tutte
+le città della Neerlandia è quella in cui un italiano
+si sente più lontano dal suo paese. Le strade erano
+deserte, tutte le porte chiuse: mi pareva di girare
+per una città abbandonata e sconosciuta, che avessi
+scoperta io. Guardavo quelle strane casette e dicevo
+tra me, meravigliandomi, che pure là dentro ci dovevano
+essere delle signore eleganti, dei pianoforti,
+dei libri che anch&rsquo;io avevo letti, delle carte geografiche
+d&rsquo;Italia, delle fotografie di Firenze e di Roma.<span class="pagenum"><a name="Page_425" id="Page_425">[425]</a></span>
+Girando di strada in strada, passai dinanzi all&rsquo;antico
+castello dei governatori della Frisia, della casa
+di Nassau Diez, gli antenati della regnante famiglia
+d&rsquo;Orange; scopersi una curiosissima prigione, un
+palazzo bianco e rosso, sormontato da un tetto altissimo,
+e decorato di colonnine e di statue, che gli
+dan l&rsquo;aspetto d&rsquo;un villino principesco; e infine riuscii
+in una gran piazza, dove vidi una vecchia torre
+di mattoni, ai piedi della quale si dice che cinquecento
+anni fa giungessero le acque del mare, e che
+ora è lontana più di dieci miglia dalla costa. Di
+qui, passando per altre strade pulite come salotti,
+in mezzo a due file di case di cui rasentavo le
+gronde coll&rsquo;ombrello, ritornai nel centro della città.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>In tutto quel giro non avevo visto altre donne
+che qualche vecchia scarmigliata e insonnita, che
+guardava il tempo dalla finestra; e ognuno può immaginare
+quanto fossi curioso di vedere le altre, non
+tanto per la loro celebre bellezza, quanto per la
+stranissima copertura di capo della quale avevo inteso
+parlare e letto descrizioni e trovato immagini
+in tutte le città dell&rsquo;Olanda. La sera innanzi, arrivando
+a Leuwarde, avevo ben visto a una cantonata
+qualche testa di donna stranamente luccicante; ma
+l&rsquo;avevo vista di sfuggita, al buio, e senza quasi
+badarci. Ben altra cosa doveva essere il vedere tutto
+il bel sesso della capitale della Frisia, in pieno
+giorno, a mio bell&rsquo;agio. Ma come cavarsi questa curiosità?
+Il cielo prometteva la pioggia per tutta la<span class="pagenum"><a name="Page_426" id="Page_426">[426]</a></span>
+giornata, le donne sarebbero probabilmente rimaste
+tappate in casa, io avrei dovuto aspettare fino alla
+mattina dopo, e l&rsquo;impazienza mi divorava. Per fortuna
+mi venne una di quelle idee luminose che nelle
+grandi occasioni sbocciano anche nei cervelli più piccoli.
+Vedendo passare un musicante della guardia civica,
+col pennacchio in capo e la tromba sotto il braccio,
+mi ricordai ch&rsquo;era l&rsquo;anniversario della nascita
+del Re di Olanda, pensai che si dovesse radunare la
+banda musicale, che questa banda avrebbe percorso
+la città, che dove sarebbe passata tutte le donne
+avrebbero fatto capolino, e che perciò, mettendomi
+accanto al capo-banda come i monelli che accompagnano
+i reggimenti agli esercizi, avrei veduto quanto
+volevo. Dissi a me stesso:&mdash;Bravo!&mdash;e canterellando
+l&rsquo;arietta «Che invenzione prelibata» del <i>Barbiere
+di Siviglia</i>, seguii il musicante. Arrivammo
+nella gran piazza dove la guardia civica s&rsquo;andava
+raccogliendo intrepidamente sotto una pioggia dirotta,
+in mezzo a un centinaio di curiosi; in pochi
+minuti, il battaglione fu ordinato; il maggiore gettò
+un grido stridulo; la banda diede fiato agli strumenti;
+la colonna si mosse verso il centro della
+città. Io camminavo accanto al capo tamburo, ed
+ero beato.</p>
+
+<p>S&rsquo;aprirono le finestre delle prime case, e si affacciarono
+alcune donne colla testa tutta luccicante
+d&rsquo;argento, come se fossero elmate; ed avevano infatti
+due larghe lastre d&rsquo;argento che nascondevano
+affatto i capelli e coprivano una parte della fronte<span class="pagenum"><a name="Page_427" id="Page_427">[427]</a></span>
+stringendo il capo come un casco di guerriero antico.
+Un po&rsquo; più oltre, s&rsquo;affacciarono altre donne,
+quali col casco d&rsquo;argento, quali col casco d&rsquo;oro. Il
+battaglione svoltò in una delle strade principali, e
+allora su tutte le porte, a tutte le finestre, agli
+svolti delle strade, sulle soglie delle botteghe, dietro
+le cancellate dei giardini, comparirono caschi d&rsquo;oro
+e d&rsquo;argento, grandi e piccini, con velo e senza velo,
+tersi e sfolgoranti come celate d&rsquo;armeria; mamme
+in mezzo a una nidiata di ragazzine, tutte col casco;
+vecchie cadenti, col casco; serve colla casseruola in
+mano, col casco; signorine che s&rsquo;erano alzate allora
+dal pianoforte, col casco; Leuwarde pareva una
+immensa caserma di corazzieri sbarbati, una metropoli
+di regine spodestate, una città dove tutta la
+popolazione si preparasse ad una grande mascherata
+medioevale. Non posso dire lo stupore e il piacere
+che provavo dinanzi a quello spettacolo. Ogni nuovo
+casco che vedevo, mi pareva il primo, ridevo, e
+mi pareva che il capo tamburo, le guardie civiche
+e i monelli che avevo intorno, dovessero riderne con
+me. Tutti quei caschi coloravano di riflessi dorati
+e argentati i vetri delle finestre e le imposte inverniciate;
+brillavano confusamente nel buio delle stanze
+semi-aperte del pian terreno; apparivano e sparivano
+lampeggiando dietro le tendine trasparenti e
+i fiori dei davanzali. Passando accanto alle ragazze
+ritte sul marciapiedi della strada, rallentavo il passo,
+e vedevo riflessi sulle loro teste gli alberi, le botteghe,
+le finestre, il cielo, le guardie civiche, il mio<span class="pagenum"><a name="Page_428" id="Page_428">[428]</a></span>
+viso. In mezzo a tutte quelle teste amabilmente terribili,
+su cui non si vedeva una ciocca di capelli, io
+collo staio e la capigliatura lunga, mi parevo un
+uomo imbelle e spregevole, a cui da un momento
+all&rsquo;altro una di quelle austere frisone dovesse porgere
+per scherno il fuso e la rocca.&mdash;Ma che spedizione
+hanno in mente tutte codeste donne?&mdash;pensavo,
+celiando con me stesso.&mdash;A chi vogliono far la
+guerra? A chi intendono di metter paura?&mdash;A ogni
+passo vedevo qualche scena curiosa. Un ragazzo, per
+far stizzire una bambina, le appannava il casco col
+fiato, e quella subito s&rsquo;affannava a ripulirlo colla
+manica, prorompendo in invettive, come un soldato
+a cui il compagno insudici qualche parte dell&rsquo;armatura
+un momento prima della rivista del capitano.
+Un giovanotto, da una finestra, toccava colla
+punta d&rsquo;un bastoncino il casco d&rsquo;una ragazza affacciata
+alla finestra accanto, il casco risonava, i vicini
+si voltavano, la ragazza faceva il viso rosso e
+spariva. In fondo a un corridoio, una serva si aggiustava
+il casco guardandosi in quello d&rsquo;una compagna
+gentilmente inchinata per farle da specchio.
+Nell&rsquo;atrio d&rsquo;una casa, che doveva essere un collegio,
+una cinquantina di ragazze, tutte col casco, si
+disponevano a due a due, in silenzio, come un drappello
+di guerriere che s&rsquo;apparecchiassero a fare una
+sortita contro il popolo ribellato. E in ogni nuova
+strada che infilava la banda, pullulava da ogni parte,
+come a un richiamo di guerra, una nuova legione di
+quell&rsquo;esercito stravagante e gentile.<span class="pagenum"><a name="Page_429" id="Page_429">[429]</a></span></p>
+
+<p>Da principio, tanto ero assorto nella contemplazione
+dei caschi, che non avevo quasi badato ai
+volti di quelle Frisone, che hanno fama di essere le
+più belle donne dei Paesi Bassi, di discendere in
+diritta linea dalle antiche sirene del Mare del Nord,
+e di aver fatto andare in visibilio il gran cancelliere
+dell&rsquo;Impero germanico; il quale non dev&rsquo;essere di
+natura molto facilmente eccitabile. Riavuto dalla
+prima meraviglia dei caschi, mi diedi a considerare
+le persone; e debbo dire che ne vidi, come in tutti
+gli altri paesi, pochissime belle, ma queste degne
+veramente della fama. Son donne la maggior parte
+di alta statura, di larghe spalle, bionde, bianche,
+diritte come palme e gravi come antiche sacerdotesse,
+alcune di mani e piedi molto piccoli, e malgrado
+la loro gravità, sorridenti con una dolcezza
+che par davvero un riflesso lontano delle loro favolose
+progenitrici. L&rsquo;elmetto argenteo, che stringendo
+e nascondendo i loro capelli, le priva del più bell&rsquo;ornamento
+della bellezza, le rifà in parte di questo
+difetto, col mettere in mostra la nobile forma della
+loro testa, e col dare al loro viso dei lumeggiamenti
+bianchi e azzurrini d&rsquo;una delicatezza inesprimibile.
+All&rsquo;apparenza, non hanno ombra di civetteria.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Mi rimaneva però una grande curiosità, ed era
+di veder da vicino una di quelle belle teste elmate,
+e di sapere come questi elmi fossero fatti, e in che
+modo si mettessero, e che norme avesse quell&rsquo;uso.<span class="pagenum"><a name="Page_430" id="Page_430">[430]</a></span>
+A questo fine avevo una lettera per una famiglia di
+Leuwarde, la portai, fui ricevuto cortesemente in
+una bella casetta posta sull&rsquo;orlo d&rsquo;un canale, e
+scambiati appena i primi saluti, dimandai di vedere
+un casco, il che fece ridere di cuore i miei ospiti,
+perchè quella è immancabilmente la prima domanda
+che rivolgono tutti gli stranieri arrivati in Frisia ai
+primi Frisoni che hanno la fortuna di conoscere.
+Per tutta risposta, la padrona di casa, una signora
+colta e gentilissima, che parlava con molto garbo il
+francese, tirò il cordoncino d&rsquo;un campanello, e comparve
+subito una ragazza col casco d&rsquo;oro e la veste
+lilla, a cui essa accennò di venire innanzi. Era la
+serva: una ragazza alta come un granatiere, robusta
+come un atleta, bianca come un angelo, fiera
+come una principessa. Capì di volo che cosa volevo
+e mi si piantò davanti colla testa alta e cogli occhi
+bassi. La signora mi disse che si chiamava Sofia,
+che aveva diciott&rsquo;anni, ch&rsquo;era promessa sposa e
+che il casco gliel&rsquo;aveva regalato il suo fidanzato.</p>
+
+<p>Domandai di che metallo fosse il casco.</p>
+
+<p>&ldquo;D&rsquo;oro!&rdquo; rispose la signora quasi meravigliandosi
+della mia domanda.</p>
+
+<p>&ldquo;D&rsquo;oro!&rdquo; esclamai alla mia volta. &ldquo;Scusi; abbia
+la compiacenza di domandarle quanto costa.&rdquo;</p>
+
+<p>La signora interrogò in lingua frisona Sofia, e
+poi rivolgendosi a me: &ldquo;Costa,&rdquo; mi disse, &ldquo;senza
+le spille e senza la catenella, trecento fiorini.&rdquo;</p>
+
+<p>&ldquo;Seicento lire!&rdquo; esclamai. &ldquo;Scusi ancora: vorrei
+sapere qual&rsquo;è la professione del suo fidanzato.<span class="pagenum"><a name="Page_431" id="Page_431">[431]</a></span>&rdquo;</p>
+
+<p>&ldquo;Segatore di legna,&rdquo; rispose la signora.</p>
+
+<p>&ldquo;Segatore di legna!&rdquo; ripetei, e pensai con raccapriccio
+allo spessore del libro che avrei dovuto
+scrivere per poter vincere di splendidezza quel segatore
+di legna.</p>
+
+<p>&ldquo;Non hanno però tutte il casco d&rsquo;oro,&rdquo; soggiunse
+la signora. &ldquo;I fidanzati che han pochi quattrini
+ne regalano uno d&rsquo;argento. Le donne e le ragazze
+povere l&rsquo;hanno di rame dorato, o d&rsquo;argento
+sottilissimo, che costa pochi fiorini. Però la grande
+ambizione è d&rsquo;averlo d&rsquo;oro, e a questo fine si lavora,
+si risparmia, si sospira per anni interi. Se poi
+dovessi parlarle delle gelosie, io che ho la cameriera
+col casco d&rsquo;argento e la serva col casco d&rsquo;oro, ne
+potrei dire qualche cosa.&rdquo;</p>
+
+<p>Le domandai se portavano il casco anche le signore.
+Mi rispose che non lo portavano più, fuor che
+pochissime; ma che tutte, anche delle prime famiglie,
+si ricordano d&rsquo;averlo veduto alle loro nonne e
+alle loro madri; ed eran caschi cesellati e tempestati
+di diamanti che costavano un subisso. Anticamente
+però non si portavano caschi, ma solo una
+sorta di diademi molto sottili, d&rsquo;argento o di ferro,
+senza ornamenti, i quali, a poco a poco, si andarono
+allargando fino a coprire tutta la parte anteriore
+del capo. Ora, come tutte le mode che cominciano
+a decadere quando sono giunte all&rsquo;esagerazione, anche
+il casco decade. Alle donne comincia a rincrescere
+di non poter mostrare i loro bei capelli biondi.
+Oltre questo, il casco produce il triste effetto di af<span class="pagenum"><a name="Page_432" id="Page_432">[432]</a></span>frettare
+la calvizie, tanto che molte donne, in età
+ancor fresca, hanno già delle piazzate che metton
+paura. I medici, dal canto loro, dicono che quella
+continua pressione sul capo fa male al seno, e molti
+affermano che ne arresta lo sviluppo; il che non è
+difficile a credersi, poichè in fatti le donne frisone,
+robuste e carnose come sono, hanno per lo più un
+rilievo leggerissimo là dove è bello il vedere una
+curva audace. Tutte queste ragioni hanno indotto
+anni sono parecchie signore della provincia di Groninga,
+dove è pure in uso quella copertura di
+capo, a formare una specie di propaganda contro
+quell&rsquo;uso, smettendolo esse per le prime; dopo di
+che moltissime altre lo smisero. Passeranno però
+molti anni prima che tutti i caschi siano spariti. Le
+serve, le contadine, la maggior parte delle donne
+del mezzo ceto, lo portano ancora. V&rsquo;è la parte
+pro e la parte contro. Questa guadagna terreno
+lentissimamente, e quella si difende con ostinazione.</p>
+
+<p>Desideravo di vedere il casco di Sofia, ma era
+coperto dal solito velo di trina, e non osavo farla
+pregare che se lo togliesse. Le presi il velo per
+l&rsquo;orlo colla punta delle dita e spiegando la parola
+col gesto, le domandai se lo potevo alzare.</p>
+
+<p>&ldquo;Lo alzi pure,&rdquo; mi disse la signora, traducendo
+la risposta della ragazza.</p>
+
+<p>Lo alzai.</p>
+
+<p>Dei del cielo, che bianchezza! Paragonai quel
+collo, ch&rsquo;era tutto scoperto, col velo che tenevo in<span class="pagenum"><a name="Page_433" id="Page_433">[433]</a></span>
+mano, e rimasi incerto di quale dei due fosse più
+bianco.</p>
+
+<p>Il casco di Sofia era assai diverso dai caschi di
+argento che avevo visti per le strade; anzi, per
+dire il vero, questo nome di casco non conviene che
+a quei d&rsquo;oro, poichè gli altri, sebbene presentino, a
+chi li guarda di fronte, il medesimo aspetto di caschi,
+non ne hanno punto la forma. Questi son fatti
+di due lastre quasi circolari, congiunte da un cerchietto
+flessibile di metallo che passa dietro il cocuzzolo,
+e ornate di due grandi bottoni cesellati che
+riescono sulle tempie. Queste due lastre non coprono
+che la parte anteriore del capo. I caschi d&rsquo;oro invece
+sono un larghissimo cerchio che abbraccia tutta
+la testa, fuorchè il cocuzzolo, e si allarga ancora
+alle estremità fino a non lasciar più vedere che una
+piccolissima parte della fronte. La lamina è sottile
+e flessibile come carta di Bristol in modo che si può
+adattare facilmente a teste di diversa grandezza.
+Sotto questo casco (anco sotto quei d&rsquo;argento) portano
+una specie di cuffia nera, che serra i capelli
+come un berretto da notte; e sopra il casco, un&rsquo;altra
+sorta di cuffia di trina, che scende fin sulle spalle.
+Su questa seconda cuffia molte donne mettono ancora
+un cappellino indescrivibile, ornato di fiori e
+di frutti finti, o un cappello <i>Pamela</i>. Prima di mezzo
+giorno, stando in casa o uscendo per faccende, le
+donne del popolo portano il casco senz&rsquo;altro; la cuffia
+e il cappello se lo mettono per andare alla passeggiata.<span class="pagenum"><a name="Page_434" id="Page_434">[434]</a></span></p>
+
+<p>Mentre osservavo il casco della ragazza, la signora
+mi parlava di certi usi singolarissimi che si
+ritrovano ancora nella campagna della Frisia.</p>
+
+<p>Quando un giovane si presenta in una casa per
+domandare la mano d&rsquo;una ragazza, questa gli fa
+subito capire se lo accetta o non lo accetta per
+sposo. Se lo accetta, esce dalla stanza e vi ritorna
+poco dopo col casco. Se non si va a mettere il casco
+vuol dire che il giovane non le piace, e ch&rsquo;essa non
+acconsente a diventare sua regina. Gli amanti sogliono
+regalare alle loro fidanzate dei legacci da
+calze, sui quali sono iscritte delle sentenze, delle
+parole d&rsquo;amore e degli auguri di felicità. Qualche
+volta l&rsquo;innamorato presenta alla ragazza un fazzoletto
+annodato con iscrizioni nel nodo e dentro
+monete o gingilli. Se la bella lo scioglie, s&rsquo;intende
+che accetta la mano del giovane; se non lo
+scioglie, s&rsquo;intende che la ricusa. L&rsquo;onore più ambito
+dagli amanti è quello di poter legare lo zoccolo,
+o patino che si voglia dire, al piede della loro diva; la
+quale li ricompensa di questa cortesia con un bacio.
+Del resto, giovani e ragazze godono della più ampia
+libertà. Vanno a passeggiare insieme come marito
+e moglie, e rimangono sovente soli in casa, per parecchie
+ore, di notte, dopo che il padre e la madre
+sono andati a letto.&mdash;E non si hanno mai da pentire
+di esserci andati troppo presto? domandai: &ldquo;Il
+fallo,&rdquo; mi rispose la signora &ldquo;è sempre riparato.&rdquo;</p>
+
+<p>Durante tutti questi discorsi, la bella frisona era
+sempre rimasta seria ed immobile come una statua.<span class="pagenum"><a name="Page_435" id="Page_435">[435]</a></span>
+Prima che se n&rsquo;andasse, le dissi, per ringraziarla con
+un complimento, che era una delle più belle guerriere
+della Frisia, e pregai la signora di tradurle quelle
+parole. Le ascoltò col viso serio e diventò rossa fino
+ai capelli; poi, come se ci avesse pensato meglio,
+sorrise leggerissimamente, e fatto un mezzo inchino
+uscì dalla stanza, ritta, lenta e maestosa come una
+regina di tragedia.</p>
+
+<p>Grazie alla cortesia dei miei ospiti, vidi un piccolo
+<i>Museo d&rsquo;antichità nazionali della Frisia</i>, formato
+da pochi anni, e già ricco di moltissimi oggetti
+preziosi. Profano come sono a questi studi, non feci
+che sogguardare le medaglie e le monete, e mi
+trattenni particolarmente dinanzi agli antichi zoccoli
+dei patinatori, ai rozzi diademi da cui derivarono
+i caschi, e a certe strane pipe trovate nella
+terra a una grande profondità, le quali paiono anteriori
+all&rsquo;uso del tabacco, e si crede servissero a
+fumare la canapa. Ma il più curioso oggetto del
+Museo è un cappello da donna, ch&rsquo;era in uso sulla
+fine del secolo scorso, un cappello così spropositato
+e così ridicolo, che se l&rsquo;antiquario che me lo mostrò,
+non m&rsquo;avesse assicurato d&rsquo;averne visto ancor
+uno, coi suoi occhi, sul capo d&rsquo;una vecchia signora
+di Leuwarde, non sono molti anni, in occasione di
+una festa per l&rsquo;arrivo del re d&rsquo;Olanda, avrei creduto
+impossibile che delle creature ragionevoli si
+fossero mai incappellate in quella maniera. Non è
+un cappello, è una tenda, un baldacchino, una tettoia,
+sotto la quale si potrebbe riparare dalla piog<span class="pagenum"><a name="Page_436" id="Page_436">[436]</a></span>gia
+e dal sole un&rsquo;intera famiglia. Si compone di un
+cerchio di legno, grande due volte uno degli ordinari
+tavolini da caffè, e d&rsquo;un cappello di paglia
+munito d&rsquo;una tesa della stessa grandezza, mancante
+da una parte, in modo che presenta la forma d&rsquo;un
+semicircolo. Il cerchio è ornato di una lunga frangia,
+ed ha una piccola apertura, nella quale entra la
+testa, e vi si assicura non so come. Quando il cerchio
+è assicurato, il cappello, che è una cosa a parte,
+vi si posa su e vi si stende come una tela sull&rsquo;armatura
+d&rsquo;una baracca, e l&rsquo;edifizio è compiuto. Quest&rsquo;edifizio,
+quando le signore entravano in chiesa, lo
+scomponevano, per non ingombrare troppo spazio,
+e lo rifabbricavano al momento d&rsquo;uscire, e il cappello
+pareva grazioso, e l&rsquo;operazione comodissima. Tanto
+è vero il proverbio, che tutti i gusti son gusti.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Un cortese frisone, al quale ero raccomandato
+da un amico dell&rsquo;Aja, mi condusse in campagna per
+vedere le case dei contadini. Ci dirigemmo da Leuwarde
+verso la città di Freek, a traverso uno dei
+tratti più fertili della Frisia, per una bella strada
+ammattonata e pulita come un marciapiede di Parigi;
+e arrivammo, dopo un breve cammino, a una
+casa dinanzi alla quale il mio compagno s&rsquo;arrestò
+e disse in tuono grave: &ldquo;Ecco il <i>friesche hiem</i>
+del contadino frisone, la vecchia fattoria degli antenati.&rdquo;
+Era una casa di mattoni, con le persiane verdi
+e le tendine bianche, coronata d&rsquo;alberi e posta in
+mezzo a un giardinetto circondato da un fosso pieno<span class="pagenum"><a name="Page_437" id="Page_437">[437]</a></span>
+d&rsquo;acqua. Accanto a questa casetta, c&rsquo;era un fienile
+formato di gigantesche travi di pino di Norvegia e
+coperto da un enorme tetto di canne; e in questo
+fienile la stalla, difesa da una gran parete di legno.
+Entrammo nella stalla. Le vacche, come nella Nord-Olanda,
+non hanno strame, e sono unite a due a
+due, colla coda legata alle travi del soffitto, perchè
+non s&rsquo;insudicino. Dietro di esse corre un rigagnolo
+profondo che porta via le immondizie. Il pavimento,
+le pareti, gli animali stessi sono pulitissimi, e non
+mandano punto cattivo odore. Mentre io osservavo
+in ogni parte quel salotto animalesco, il mio compagno,
+che era un erudito agronomo, mi dava dei
+preziosi ragguagli intorno alla campagna frisona. In
+un podere di trenta o trentacinque ettari si suol tenere
+un cavallo e settanta bestie bovine. Per ogni
+ettare c&rsquo;è una vacca da latte, e in quasi tutti i
+poderi otto o dieci grandi pecore, col latte delle quali
+si fanno dei piccoli formaggi cercati come una ghiottoneria
+sopraffina in tutte le città della Frisia. Tuttavia
+il prodotto principale, in Frisia, non è il formaggio,
+come nella Nord-Olanda; ma il burro. La
+stanza dove si fa il burro è il penetrale sacro della
+casa dei contadini. C&rsquo;entrammo, e non fu piccola
+concessione quella che ci venne fatta, perchè i profani
+sono pregati per il solito di fermarsi sulla soglia
+della porta. Era una stanza pulita come un
+tempietto e fresca come una grotta, nella quale si
+vedevano molte file di vasi di rame pieni fino all&rsquo;orlo
+di latte munto allora allora, e già coperto di<span class="pagenum"><a name="Page_438" id="Page_438">[438]</a></span>
+un denso strato di fiore. La zangola era messa in
+movimento da un cavallo, come s&rsquo;usa in quasi
+tutta la Frisia. A una parete era appeso un termometro,
+le finestre erano ornate di tendine, e sul davanzale
+si vedeva un bel vaso di giacinti. Questo burro
+di Frisia è così squisito, mi diceva il compagno,
+che sul mercato di Londra, dove se ne porta una
+quantità immensa, si vende a un prezzo esorbitante.
+Anno per anno se ne raccolgono nei varii mercati
+della provincia da sette a otto milioni di chilogrammi.
+Il burro è posto in certi bariletti di quercia
+di Russia, del peso di venti o quaranta chilogrammi
+ciascuno, che vengono portati al Peso Municipale
+delle città della Frisia. Qui un perito li esamina,
+li assaggia, li pesa e poi ci mette il suggello
+delle armi della città; dopo la quale operazione sono
+trasportati ad Harlingen, e caricati sopra uno <i>steamer</i>,
+che li reca sulle rive del Tamigi. Questa è la
+nostra ricchezza, concluse il cortese frisone, colla
+quale ci consoliamo della mancanza delle palme e
+degli aranci che avete voi, prediletti dalla natura.
+E terminò, a proposito di aranci e di burro, raccontandomi
+di quel generale spagnuolo, che un giorno
+mostrò un arancio a un contadino frisone e gli disse
+con orgoglio: &ldquo;Questo è un frutto che il nostro paese
+produce due volte all&rsquo;anno!&rdquo; e il contadino, ponendogli
+sotto gli occhi un pane di burro, gli rispose:
+&ldquo;E questo è un frutto che il nostro paese
+produce due volte al giorno!&rdquo; E il generale rimase
+senza parola.<span class="pagenum"><a name="Page_439" id="Page_439">[439]</a></span></p>
+
+<p>Il contadino che ci accompagnava, ci permise di
+dare una capatina in una stanza dove sua moglie e
+la sua figliuola, l&rsquo;una col casco d&rsquo;oro e l&rsquo;altra col
+casco d&rsquo;argento, lavoravano sedute di qua e di là
+d&rsquo;un tavolino. Pareva una stanza apparecchiata appositamente
+per gli stranieri curiosi. V&rsquo;erano dei
+grandi armadi di forma antica, degli specchi colle
+cornici dorate, delle porcellane chinesi, dei vasi da
+fiori scolpiti, delle argenterie esposte sugli stipi. &ldquo;E
+il meno è quello che si vede,&rdquo; mi susurrò nell&rsquo;orecchio
+il mio compagno, vedendomi dar segno di meraviglia.
+&ldquo;Quegli armadi sono pieni di biancheria,
+di gioielli, di vesti di seta; e vi son dei contadini
+che hanno i piatti, le tazze, le caffettiere d&rsquo;argento;
+e ve n&rsquo;è persino di quelli che si fan fare le posate
+e le scatole da tabacco d&rsquo;oro massiccio. Guadagnano
+molto, vivono economicamente, e spendono
+il frutto dei loro risparmi in oggetti di lusso.&rdquo; Questo
+spiega perchè nei più piccoli villaggi ci sian delle
+botteghe di gioiellieri quali non si trovano in molte
+grandi città europee. Ci son contadine che comprano
+delle collane di corallo del valore di mille
+lire e che hanno nelle loro cassette per più di
+diecimila fiorini tra anelli, buccole, spille, gingilli. E
+vivono economicamente, è vero, durante la maggior
+parte dell&rsquo;anno; ma i giorni di grandi feste, nelle
+occasioni di matrimonio, al tempo delle <i>Kermesses</i>,
+quando vanno in città per divertirsi, s&rsquo;installano
+nei primi alberghi, pigliano i più bei palchi al
+teatro dell&rsquo;opera e stappano tra un atto e l&rsquo;altro<span class="pagenum"><a name="Page_440" id="Page_440">[440]</a></span>
+delle brave bottiglie di Champagne. Un contadino
+che possegga un capitale di centomila lire non passa
+punto per ricco, poichè sono moltissimi quei che
+ne possedono duecento mila, trecento mila, un mezzo
+milione, ed anche molto di più.</p>
+
+<p>Il carattere di questi contadini (e quello che si
+dice dei contadini si può dire di tutti i Frisoni) è
+per testimonianza universale ed antica, maschio,
+aperto, generoso.&mdash;Che peccato che non siate un
+Frisone!&mdash;dicono a una persona che stimano. Sono
+alteri della nobiltà della loro razza, che credono la
+prima della grande famiglia germanica, e si vantano
+d&rsquo;essere il solo popolo di quella famiglia, che
+abbia conservato il suo nome dopo i tempi di Tacito.
+Molti credono ancora che il loro paese sia
+stato chiamato Frisia da Frisio, figliuolo di Alano,
+fratello di Mesa, nipote di Sem, e s&rsquo;inorgogliscono
+di quest&rsquo;origine antica. L&rsquo;amore della libertà è il
+loro sentimento dominante, «I Frisoni,&mdash;dice il loro
+vecchio codice,&mdash;saranno liberi fin che i venti soffieranno
+nelle nuvole e fin che durerà il mondo.»
+È la Frisia, infatti, che manda al Parlamento i deputati
+più arditi della parte liberale. La popolazione
+è quasi tutta protestante, e gelosissima della
+sua fede, e non meno che della fede, della lingua,
+illustrata da un grande poeta popolare, e coltivata
+tuttora con grande amore. Il contadino in particolare,
+dice il Laveleye, cita con alterezza gli uomini
+illustri che nacquero sotto l&rsquo;<i>hiem</i> frisone, i due poeti
+Gisberto Japhis e Salverda, il filologo Tiberio Hem<span class="pagenum"><a name="Page_441" id="Page_441">[441]</a></span>sterhuis
+e suo figlio Frans, l&rsquo;amabile e profondo
+filosofo che la signora di Staël chiamava il Platone
+olandese.</p>
+
+<p>Strada facendo verso Leuwarde, incontrammo
+parecchi carri di contadini tirati da quei famosi cavalli
+frisoni, che si dicono i primi trottatori del
+mondo. Hanno il pelo nero, il collo lungo, la testa
+piccina e piena di vita. I più belli son quelli allevati
+nell&rsquo;isola di Ameland. Resistono meravigliosamente
+alla fatica; servono insieme al tiro e alle
+corse, e cosa singolare in un paese dove tutto si
+muove placidissimamente, i loro flemmatici padroni
+li fanno andar sempre di trotto serrato, anche per
+tirare i carri del fieno, e quando non han punto
+premura di arrivare. Le corse di questi cavalli, che si
+chiamano le <i>harddraveryen</i>, sono uno spettacolo antico
+e caratteristico della Frisia. In tutte le piccole
+città si prepara un&rsquo;arena divisa in due vie parallele
+e diritte, sulle quali i cavalli corrono successivamente
+a due a due, e poi lottano fra loro i vincitori
+di ciascuna corsa fin che uno li abbia vinti
+tutti, e questo ottiene il premio. Il popolo accorre
+in gran folla a questo spettacolo, e l&rsquo;accompagna
+con applausi e grida festose, come alle gare dei
+patinatori.</p>
+
+<p>Arrivando a Leuwarde ebbi il più bello e più
+inaspettato incontro che potessi immaginare: un
+corteo nuziale di contadini. Erano più di trenta carrozze,
+tutte colla cassa della forma d&rsquo;una conchiglia,
+altissime, coperte di dorature e di fiorami di<span class="pagenum"><a name="Page_442" id="Page_442">[442]</a></span>pinti,
+e tirate da robusti cavalli neri, su ciascuna
+delle quali stava seduto un contadino vestito in gala,
+e una donnina rosea col casco d&rsquo;oro e il velo bianco.
+I cavalli andavano di gran trotto, le donne, strette
+al braccio dei loro compagni, gettavano confetti ai
+ragazzi della via, le trine sventolavano, i caschi mandavan
+lampi. Il corteo s&rsquo;allontanò e disparve come
+una cavalcata fantastica in mezzo a un frastuono
+di risa, di schiocchi e di voci festose.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>La sera, a Leuwarde, mi divertii a veder passare
+dinanzi alla porta dell&rsquo;albergo le donne e le
+ragazze dalla testa luccicante, come un generale
+ispettore alla così detta rassegna annuale, quando
+i soldati sfilano uno per uno con armi e bagaglio. A
+un certo punto però, osservando che andavan tutte
+dalla stessa parte, seguii la corrente e riuscii in una
+vasta piazza, dove suonava una banda musicale, in
+mezzo a una gran folla, davanti a un edifizio con
+tutte le finestre illuminate, alle quali s&rsquo;affacciavano
+di tratto in tratto dei signori in cravatta bianca,
+che dovevano essere là per un pranzo ufficiale. Benchè
+piovigginasse, la gente rimaneva immobile, e le
+donne essendo tutte in prima fila, formavano intorno
+alla banda un gran cerchio di caschi, che da
+lontano, al lume dei fanali e a traverso il velo della
+nebbia, pareva davvero una schiera di corazzieri a
+piedi, che tenesse indietro la folla. Mentre la banda
+suonava, una ventina di soldati di fanteria, raggruppati
+in un angolo della piazza, l&rsquo;accompagnavano<span class="pagenum"><a name="Page_443" id="Page_443">[443]</a></span>
+col canto, agitando il berretto e saltellando ora sur
+una gamba ora sull&rsquo;altra cogli atteggiamenti grotteschi
+degli ubbriachi dello Steen e del Brouwer.
+La folla li guardava, e m&rsquo;immagino che lo spettacolo
+le paresse straordinariamente bello e dilettevole,
+perchè rideva dai precordi, si alzava in punta
+di piedi, accennava, esclamava, applaudiva. Io mi
+fermai a osservare qualche bel viso di Frisona, che
+quando si vedeva guardata, mi vibrava uno sguardo
+pieno di orgoglio guerresco, e poi me n&rsquo;andai a far
+conversazione con un libraio, cosa gradevolissima in
+Olanda, dove i librai sono generalmente molto colti
+e molto cortesi.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>La notte, all&rsquo;albergo, non potei quasi chiuder
+occhio per cagione d&rsquo;uno scellerato pianista di campanile,
+il quale, forse perchè soffriva d&rsquo;insonnia, si
+prese il barbaro piacere di dare alla città addormentata
+un saggio di tutte le opere del Rossini e di
+tutte le canzoni popolari dei Paesi Bassi. Non ho ancora
+parlato del meccanismo di questi organetti aerei,
+ed ecco com&rsquo;è congegnato. L&rsquo;orologio del campanile
+mette in movimento un piolo, il quale alla sua
+volta fa girare una ruota e un cilindro munito di
+cavicchi, simile a quello d&rsquo;un organo di Barberia.
+A questi cavicchi, disposti nell&rsquo;ordine voluto dalla
+melodia, sono attaccati dei fili di ferro i quali sollevano
+i battagli delle campane e i martelli che
+le percuotono. Quando suonan le ore, risponde
+un&rsquo;arietta determinata; ma togliendo il cilindro,<span class="pagenum"><a name="Page_444" id="Page_444">[444]</a></span>
+si possono suonare tutte le arie che si vuole, per
+mezzo di molle mosse da due tastiere, una delle
+quali si preme colle mani e l&rsquo;altra coi piedi. Il
+suonare in questa maniera richiede una forza e uno
+sforzo considerevole, poichè alcuni dei tasti vogliono
+una pressione equivalente al peso di due libbre;
+eppure, è tale il piacere che i campanari trovano
+in questa musica, e che suppongono ci trovino anche
+gli altri, che suonano per ore intere con un vigore
+e una passione degna veramente di più grata
+armonia. Io non saprei dire se quel campanaro di
+Leuwarde suonasse bene; ma son certo che doveva
+avere dei muscoli erculei e una spaventosa passione
+per il Rossini. Dopo avermi addormentato col <i>Barbiere</i>,
+mi svegliò colla <i>Semiramide</i>, poi mi riaddormentò
+coll&rsquo;<i>Otello</i>, poi mi fece riaprir gli occhi col
+<i>Mosè</i>, e così di seguito. Era una gara fra noi due,
+egli a vibrarmi delle note e io a scagliargli delle
+maledizioni. Cessammo tutti due insieme a un&rsquo;ora
+molto avanzata della notte, e non so, se avessimo
+fatto il conto, quale dei due sarebbe rimasto creditore.
+La mattina mi lamentai col cameriere, un
+olandese flemmatico, a cui credo che nessun rumore
+del cielo o della terra aveva mai turbato la dolcezza
+del sonno. &ldquo;Ma sapete&rdquo; gli dissi, &ldquo;che questa
+vostra musica dei campanili è molto importuna?&rdquo;&mdash;&ldquo;Come,&rdquo;
+mi rispose innocentemente, &ldquo;non ha osservato
+che ci sono tutte le ottave coi tuoni e coi
+semi-tuoni?&rdquo;&mdash;&ldquo;Proprio?&rdquo; gli dissi coi denti stretti.
+&ldquo;Allora il caso è diverso: scusate.<span class="pagenum"><a name="Page_445" id="Page_445">[445]</a></span>&rdquo;</p>
+
+<p>La mattina per tempo partii per Groninga, recando
+con me, malgrado la persecuzione della musica,
+un caro ricordo di Leuwarde e delle poche
+persone che ci avevo conosciute, amareggiato però
+da un rammarico che mi dura ancora: quello di
+non aver visto scivolare sul ghiaccio le belle, ardite
+e severe figlie del Nord, che passano, come dice
+Alfonso Esquiroz, avvolte in una nuvola e coronate
+d&rsquo;un nembo d&rsquo;oro e di trine, simili a figure fantastiche
+intravvedute sognando.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>La pianura olandese, che veduta la prima volta,
+desta un senso vago e gradevole di malinconia, e
+presenta nella sua uniformità mille aspetti nuovi
+e mirabili, che divagano l&rsquo;immaginazione, finisce
+però col generare stanchezza e noia anche in chi
+sia per natura meglio inclinato a comprendere e
+a godere la sua maniera particolare di bellezza.
+Vien sempre un giorno, in cui lo straniero che
+viaggia in Olanda, sente improvvisamente un desiderio
+irresistibile di altezze che gli facciano sollevare
+gli occhi e il pensiero; di curve su cui lo
+sguardo possa salire, precipitare, aggirarsi; di forme
+che l&rsquo;immaginazione possa animare con quelle vaghe
+e meravigliose rassomiglianze di dorsi di leoni,
+di fianchi di donne, di profili di visi e d&rsquo;edifizi,
+che presentano i poggi, i monti, le rupi del suo
+paese. La mente e gli occhi sono sazi di spaziare e
+di smarrirsi per quel mare sconfinato di verzura:
+hanno bisogno di cime, d&rsquo;abissi, d&rsquo;ombre, di az<span class="pagenum"><a name="Page_446" id="Page_446">[446]</a></span>zurro,
+di sole. Allora si è veduto abbastanza l&rsquo;Olanda
+e si pensa alla patria con amore impaziente.</p>
+
+<p>Provai per la prima volta questo sentimento andando
+da Leuwarde a Groninga, capitale della provincia
+del medesimo nome. Uggito di vedere, a traverso
+la nebbia, praterie dopo praterie e canali dopo
+canali, mi raggomitolai in un cantuccio del vagone
+e mi diedi a pensare ai poggi della Toscana e alle
+colline delle sponde del Reno, nello stesso modo che
+maestro Adamo di Dante pensava ai ruscelletti del
+Casentino. A una piccola stazione posta a mezza
+strada fra le due città, salì nel vagone un uomo che
+mi parve a primo aspetto, ed era infatti un contadino,
+biondo, corpacciuto, color di cacio fradicio,
+come dice il Taine dei contadini olandesi, vestito
+pulitissimo, con una gran ciarpa di lana intorno al
+collo e una grossa catena d&rsquo;oro al panciotto. Mi
+diede un&rsquo;occhiata benevola e mi sedette davanti. Il
+treno ripartì. Io continuavo a pensare alle mie colline,
+e di tratto in tratto mi voltavo a guardar la
+campagna colla speranza di qualche cangiamento
+di paesaggio, e vedendo sempre pianura, facevo,
+<a name="tn446" id="tn446"></a><ins class="correction" title="originale 'senz&rsquo;accorgemene'">senz&rsquo;accorgermene</ins>, un atto che voleva dire che ero
+ristucco. Il contadino guardò per qualche tempo ora
+me ed ora la campagna; poi sorrise, e pronunziando
+le parole con grande sforzo, mi disse in francese:</p>
+
+<p>&ldquo;Noioso..... non è vero?&rdquo;</p>
+
+<p>Gli risposi in fretta di no, che non m&rsquo;annoiavo
+punto, che anzi la campagna olandese mi piaceva.</p>
+
+<p>&ldquo;Eh no.....&rdquo; riprese sorridendo, &ldquo;noioso: tutto<span class="pagenum"><a name="Page_447" id="Page_447">[447]</a></span>
+piano,&rdquo; e accennava con tutt&rsquo;e due le mani; &ldquo;non
+c&rsquo;è montagne.&rdquo;</p>
+
+<p>Dopo qualche momento, impiegato a tradurre
+mentalmente il suo pensiero, mi domandò, accennandomi
+col dito: &ldquo;Di che paese?&rdquo;</p>
+
+<p>&ldquo;D&rsquo;Italia,&rdquo; risposi.</p>
+
+<p>&ldquo;Italia,&rdquo; ripetè sorridendo. &ldquo;Ci son molte montagne?&rdquo;</p>
+
+<p>&ldquo;Moltissime,&rdquo; risposi, &ldquo;da coprirne tutti i Paesi
+Bassi.&rdquo;</p>
+
+<p>&ldquo;Io,&rdquo; soggiunse, accennando sè stesso, &ldquo;non ho
+mai visto una montagna in vita; non so che sia;
+nemmeno le colline della Gheldria.&rdquo;</p>
+
+<p>Un contadino che parlava francese per me era
+già una cosa straordinaria; ma un uomo che non
+aveva mai visto nè una montagna nè una collina,
+mi pareva una creatura favolosa. Perciò lo interrogai,
+e gli cavai di bocca delle cose assai strane.</p>
+
+<p>Egli non era mai stato più lontano che ad Amsterdam,
+non aveva mai veduto neanco la Gheldria, che
+è la sola provincia montuosa della Neerlandia; e
+perciò non aveva idea di che cosa fosse una montagna,
+se non per le immagini che ne aveva viste
+nei quadri e nei libri. Le più grandi altezze a cui
+si fossero mai sollevati i suoi occhi erano le punte
+dei campanili e le cime delle dune. E quello ch&rsquo;era
+di lui, è di migliaia d&rsquo;Olandesi, i quali dicono:&mdash;Vedrei
+volentieri un monte,&mdash;come noi diremmo:&mdash;Vedrei
+volentieri le piramidi d&rsquo;Egitto.&mdash;Mi disse
+in fatti che appena avesse potuto, sarebbe andato a<span class="pagenum"><a name="Page_448" id="Page_448">[448]</a></span>
+vedere il Wiesselschebosch. Gli domandai che cosa
+fosse il Wiesselschebosch. Mi rispose che era una
+montagna della Gheldria, vicina al villaggio di Apeldoorn,
+una delle più alte del paese. &ldquo;Quanto è alta?&rdquo;
+domandai. &ldquo;Cento e quattro metri,&rdquo; mi rispose.</p>
+
+<p>Ma quel buon uomo doveva ben altrimenti farmi
+stupire.</p>
+
+<p>Di lì a qualche momento mi ridomandò: &ldquo;Italia?&rdquo;</p>
+
+<p>&ldquo;Italia,&rdquo; ripetei.</p>
+
+<p>Stette un po&rsquo; pensando, e poi disse: &ldquo;Fu respinta
+la legge sull&rsquo;istruzione obbligatoria, vero?&rdquo;</p>
+
+<p>Oh cospetto!&mdash;dissi tra me;&mdash;stiamo a vedere
+che è abbonato alla <i>Gazzetta ufficiale</i>. In fatti, pochi
+giorni prima la Camera aveva respinto il progetto
+di legge per l&rsquo;istruzione obbligatoria.</p>
+
+<p>Gli risposi quel poco che sapevo.</p>
+
+<p>Dopo un po&rsquo;, sorrise, cercò, mi parve, una frase,
+e poi mi domandò:</p>
+
+<p>&ldquo;E Garibaldi continua.....&rdquo; qui fece l&rsquo;atto di zappare,
+e poi soggiunse: &ldquo;.....la sua isola?&rdquo;</p>
+
+<p>Un&rsquo;altra! &ldquo;Continua,&rdquo; risposi, e lo guardai con
+tanto d&rsquo;occhi, stentando a persuadermi che fosse
+un contadino, benchè non ci potesse esser dubbio.</p>
+
+<p>Stette un po&rsquo; senza parlare e poi disse:</p>
+
+<p>&ldquo;Voi,&rdquo; e appuntò il dito verso di me, &ldquo;avete
+perduto un grande poeta.&rdquo;</p>
+
+<p>A questa uscita, poco mancò che non facessi un
+salto.</p>
+
+<p>&ldquo;Sì, Alessandro Manzoni,&rdquo; risposi; &ldquo;ma come
+diamine sapete tutte queste cose?<span class="pagenum"><a name="Page_449" id="Page_449">[449]</a></span>&rdquo;</p>
+
+<p>Or ora, pensai, costui mi mette sul tappeto la
+questione dell&rsquo;unità della lingua.</p>
+
+<p>&ldquo;Ma ditemi un po&rsquo;,&rdquo; gli domandai, &ldquo;sapreste
+per caso anche la lingua italiana?&rdquo;</p>
+
+<p>&ldquo;No, no, no,&rdquo; rispose scrollando la testa e ridendo;
+&ldquo;niente, niente.&rdquo;</p>
+
+<p>Detto questo, continuò a ridere e ad almanaccare,
+e mi parve di capire che mi preparasse qualche
+sorpresa. Intanto il treno si avvicinava a Groninga.
+Quando fummo per entrare sotto la tettoia
+della stazione, il buon uomo prese il suo involto, mi
+guardò di nuovo sorridendo, e segnando le sillabe
+coll&rsquo;indice della mano destra, mi disse in italiano,
+con una pronunzia impossibile ad esprimersi, e coll&rsquo;aria
+di chi fa una grande rivelazione:</p>
+
+<p>&ldquo;Nel mezzo!&rdquo;</p>
+
+<p>&ldquo;Nel mezzo?&rdquo; gli domandai meravigliato. &ldquo;Nel
+mezzo di che cosa?&rdquo;</p>
+
+<p>&ldquo;Nel mez-zo del cam-min di no-stra vi-ta!&rdquo;
+disse facendo un grande sforzo e saltando giù dal
+vagone.</p>
+
+<p>&ldquo;Un momento!&rdquo; gli gridai; &ldquo;Sentite! Una parola!
+Come mai.....&rdquo;</p>
+
+<p>Era scomparso.</p>
+
+<p>Avete capito che razza di contadini c&rsquo;è in Olanda?
+E dico, potrei far sacramento che non ho aggiunto
+una mezza parola di mio.<span class="pagenum"><a name="Page_450" id="Page_450">[450]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="GRONINGA" id="GRONINGA"></a>GRONINGA.</h2>
+
+
+<p>La Groninga è forse di tutte le provincie dei
+Paesi Bassi quella che la mano dell&rsquo;uomo ha più
+meravigliosamente trasformata.</p>
+
+<p>Nel sedicesimo secolo, una gran parte di questa
+provincia era ancora disabitata. Era un paese di
+aspetto sinistro, coperto di sterpeti, d&rsquo;acque stagnanti,
+di laghi tempestosi, e inondato ogni momento
+dal mare; nel quale erravano frotte di lupi
+e sciami innumerevoli d&rsquo;uccelli acquatici, e non si
+sentiva altra voce che il canto dei ranocchi e il
+lamento dei daini. Tre secoli di lavoro coraggioso e
+paziente, smesso più volte senza speranza e poi ripreso
+con maggiore ostinazione, e condotto a fine in
+mezzo a ogni sorta di difficoltà e di pericoli, hanno
+trasformato quella regione selvaggia e spaurevole in
+una terra fertilissima, intersecata da canali, popolata
+di fattorie e di ville, dove fiorisce l&rsquo;agricoltura,
+ferve il lavoro, circola il commercio, e brulica<span class="pagenum"><a name="Page_451" id="Page_451">[451]</a></span>
+e si espande una popolazione agiata e civile. La
+Groninga, la quale nel secolo scorso era ancora una
+provincia povera, che pagava allo Stato una metà
+meno della Frisia e dodici volte meno dell&rsquo;Olanda
+propriamente detta, è ora, rispetto all&rsquo;estensione
+del suo territorio, una delle provincie più ricche del
+regno, e produce da sè sola i quattro decimi dell&rsquo;avena,
+dell&rsquo;orzo e della colza che si raccolgono nei
+Paesi Bassi.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>La parte più florida della Groninga è la settentrionale,
+e lo è a tal segno, da non potersene formare
+una giusta idea, se non percorrendo quelle
+campagne; nè io potrei, benchè le abbia percorse,
+descriverle meglio che aggiungendo le mie osservazioni
+e quelle che raccolsi dai Groninghesi, alle
+descrizioni che ne danno l&rsquo;agronomo francese Conte
+di Courcy, il quale pure non fece che attraversar
+di volo il paese, e il belga Delaveleye, autore d&rsquo;una
+bell&rsquo;opera sull&rsquo;economia rurale della Neerlandia,
+ch&rsquo;ebbi già occasione di rammentare.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Le case dei contadini sono straordinariamente
+grandi, e hanno quasi tutte due piani, e molte finestre,
+ornate di ricche tendine. Fra la strada e la
+casa v&rsquo;è un giardino piantato d&rsquo;alberi esotici e
+coperto d&rsquo;aiuole fiorite; e accanto al giardino un
+orto pieno di belli alberi fruttiferi e d&rsquo;ogni sorta
+di legumi. Dietro la casa, s&rsquo;alza un edifizio enorme,
+che racchiude sotto un solo tetto altissimo, la stalla,<span class="pagenum"><a name="Page_452" id="Page_452">[452]</a></span>
+la scuderia, il fienile, e un grande spazio libero che
+può contenere il raccolto di cento ettari. In questo
+edifizio si vede ogni sorta di strumenti d&rsquo;agricoltura
+d&rsquo;Inghilterra e d&rsquo;America, molti dei quali perfezionati
+dagli stessi contadini; delle file lunghissime
+di vacche, degli stupendi cavalli neri, e una
+pulizia meravigliosa in ogni parte. La casa dei contadini,
+nell&rsquo;interno, può reggere il confronto di qualunque
+casa signorile. Vi si trovan dei mobili di
+legno d&rsquo;America, dei quadri, dei tappeti, il pianoforte,
+la biblioteca, dei giornali politici, delle riviste
+mensili, le più recenti opere d&rsquo;agricoltura, e non di
+rado l&rsquo;ultimo fascicolo della <i>Revue des deux mondes</i>.
+Benchè amino il lusso e la vita agiata, questi contadini
+hanno conservato i costumi semplici dei loro
+padri. La maggior parte di essi, possessori d&rsquo;un
+mezzo milioncino di lire, o di poco meno, o di molto
+di più, non sdegnano di metter mano all&rsquo;aratro e
+di dirigere in persona i lavori dei campi. Alcuni
+mandano uno dei loro figliuoli all&rsquo;Università, il che
+non è piccolo sacrifizio, perchè si conta che uno studente
+costi su per giù ai suoi parenti quattromila
+lire all&rsquo;anno; ma la maggior parte sdegnano come
+inferiori al loro stato le professioni di medico, d&rsquo;avvocato,
+d&rsquo;insegnante, e vogliono che tutti i loro
+figliuoli rimangano alla campagna. Questi contadini
+sono alla testa del paese, e non v&rsquo;è altra classe
+della popolazione che s&rsquo;innalzi sopra di loro. Fra
+loro son scelti quasi tutti i membri dei varii Corpi
+elettivi, e persino dei deputati agli Stati Generali.<span class="pagenum"><a name="Page_453" id="Page_453">[453]</a></span>
+Le cure della campagna non li distolgono dal pigliare
+una parte operosa nella vita politica e nell&rsquo;amministrazione
+della cosa pubblica. Non solamente
+seguono il progresso dell&rsquo;arte agricola; ma
+anco il movimento del pensiero moderno. Ad Haven,
+vicino alla città di Groninga, mantengono a proprie
+spese una buonissima scuola d&rsquo;agricoltura, diretta
+da un agronomo illustre, e frequentata da più di
+cinquanta scolari. Anche i piccoli villaggi hanno
+musei di storia naturale e giardini botanici, istituiti
+e conservati a spese comuni da poche centinaia di
+contadini. Le contadine stesse, nei giorni di mercato,
+vanno a visitare i musei dell&rsquo;Università di
+Groninga, e vi si trattengono lungamente, domandando
+notizie e istruendosi fra loro. Alcuni contadini
+fanno di tratto in tratto un viaggio d&rsquo;istruzione
+nel Belgio o nell&rsquo;Inghilterra. La maggior parte
+s&rsquo;occupano di quistioni teologiche. Molti appartengono
+alla sètta dei mennoniti, che sono i quaccheri
+dell&rsquo;Olanda. Il Delaveleye racconta che, avendo visto
+sulla strada che congiunge i due bei villaggi di
+Usquert e di Uythuysen, quattro bellissime fattorie,
+domandò a un oste a chi appartenevano, e questi
+gli rispose: che appartenevano a dei mennoniti, e
+soggiunse:&mdash;Son gente comoda: devono avere ciascuno
+almeno seicento mila lire.&mdash;Ho inteso dire,&mdash;ripigliò
+il Delaveleye&mdash;che fra i membri di questa
+sètta non ci sono poveri: è vero, per ciò che riguarda
+questo distretto?&mdash;Non è vero,&mdash;gli rispose
+l&rsquo;oste;&mdash;cioè, sì, a esser giusti, perchè il solo po<span class="pagenum"><a name="Page_454" id="Page_454">[454]</a></span>vero
+che c&rsquo;era, è morto pochi giorni fa, ed ora
+non ce n&rsquo;è più.&mdash;I costumi severi, l&rsquo;amore del lavoro
+e la carità reciproca bandiscono la miseria da
+quelle piccole comunioni religiose, nelle quali tutti
+si conoscono, si sorvegliano e s&rsquo;aiutano. La Groninga,
+insomma, è come una specie di repubblica
+governata da una classe di contadini civili; un paese
+vergine e nuovo, nel quale nessun castello patrizio
+alza la testa sopra le case dell&rsquo;agricoltore; una provincia
+dove ciò che la terra produce, resta nelle
+mani di chi la fa produrre, e l&rsquo;agiatezza e il lavoro
+sono da per tutto congiunti, e l&rsquo;ozio e l&rsquo;opulenza
+da per tutto divisi.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Ma non sarebbe completa la descrizione, se tralasciassi
+di parlare del diritto speciale dei contadini
+della Groninga, chiamato <i>beklem-regt</i>, il quale si
+considera come la principale cagione dello Stato
+straordinariamente prospero di questa provincia.</p>
+
+<p>Il <i>beklem-regt</i> è il diritto di occupare un podere
+col pagamento d&rsquo;una rendita annua, che il proprietario
+non può mai aumentare. Questo diritto passa
+agli eredi così laterali che discendenti in linea retta,
+e il possessore può trasmetterlo per testamento, venderlo,
+affittarlo, ipotecarlo persino, senza il consenso
+del proprietario delle terre. Però, ogni volta che
+questo diritto passa da una mano all&rsquo;altra o per
+eredità o per vendita, egli deve pagare al proprietario
+il fitto di uno o di due anni. Gli edifizii che
+son nel podere, appartengono, per lo più, al posses<span class="pagenum"><a name="Page_455" id="Page_455">[455]</a></span>sore
+del <i>beklem-regt</i>, il quale, quando il suo diritto
+si estingua, può esigere il prezzo dei materiali. Il
+possessore del <i>beklem-regt</i> paga tutte le tasse, non
+può cangiar la forma della proprietà, non ne può
+scemare il valore. Il <i>beklem-regt</i> è indivisibile. Una
+sola persona lo può possedere, e per conseguenza
+uno solo dei suoi eredi riceverlo. Però, pagando la
+somma stipulata per il caso del passaggio del <i>beklem-regt</i>
+da una mano all&rsquo;altra, il marito può far inscrivere
+sua moglie, e la moglie suo marito, e allora il
+consorte superstite eredita una parte del diritto.
+Quando il fittaiuolo cade in rovina, o non paga il
+fitto annuale, il <i>beklem-regt</i> non si estingue punto
+di primo diritto: i creditori possono farlo vendere;
+ma colui che lo compera deve prima di ogni cosa
+pagare al proprietario tutti i debiti arretrati.</p>
+
+<p>L&rsquo;origine di questo fitto ereditario è assai oscura.
+Nella Groninga pare che sia cominciato nel medio
+evo nei poderi dei conventi. Allora, avendo la terra
+pochissimo valore, i monaci accordavano facilmente
+ai coltivatori la possessione d&rsquo;una certa parte dei
+loro poderi, colla condizione che pagassero loro ogni
+anno una certa somma, ed un&rsquo;altra somma ad ogni
+decesso. Questo contratto assicurava al convento
+una rendita fissa e lo esimeva dall&rsquo;occuparsi d&rsquo;un
+podere che ordinariamente non produceva nulla.
+L&rsquo;esempio dei conventi fu seguito dai grandi proprietari
+e dalle Corporazioni civili. Essi si riserbavano
+la facoltà di congedare il fittaiuolo di dieci in dieci
+anni; ma non si valevano di questa facoltà perchè,<span class="pagenum"><a name="Page_456" id="Page_456">[456]</a></span>
+valendosene, avrebbero dovuto pagare il valore degli
+edifizii stati costruiti nelle loro terre, e non
+avrebbero trovato facilmente un altro fittaiuolo. Durante
+i torbidi del secolo decimosesto, il diritto diventò
+di fatto ereditario, o almeno parecchi bandi
+lo dichiararono tale. La giurisprudenza e l&rsquo;uso determinarono
+i varii punti che erano oggetto di contestazione;
+fu redatta una formola più chiara, che
+venne generalmente accettata; e d&rsquo;allora in poi il
+<i>beklem-regt</i> si mantenne accanto al codice civile,
+sempre rispettato, e si diffuse a poco a poco in tutta
+la provincia di Groninga.</p>
+
+<p>I vantaggi che derivano all&rsquo;agricoltura da questa
+maniera di contratto, sono facili a comprendersi.
+In virtù del <i>beklem-regt</i>, i coltivatori hanno un interesse
+continuo e fortissimo di fare ogni maggiore
+sforzo possibile per accrescere la produzione delle
+loro terre. Sicuri come sono, di godere essi soli il
+frutto di tutti i miglioramenti che possono introdurre
+nella coltivazione,&mdash;di non aver cioè,&mdash;come
+i fittaioli ordinari,&mdash;da pagare un fitto tanto più
+elevato, quanto meglio riescano ad accrescere la fertilità
+delle terre che coltivano,&mdash;essi tentano a questo
+scopo le imprese più ardite, introducono le novazioni
+più ardue, effettuano i miglioramenti più
+costosi. La ricompensa legittima del lavoro è il prodotto
+intero e certo del lavoro stesso. Quindi il
+<i>beklem-regt</i> è un potentissimo stimolo all&rsquo;opera, allo
+studio, al perfezionamento.</p>
+
+<p>Così un diritto bizzarro, ereditato dal medio<span class="pagenum"><a name="Page_457" id="Page_457">[457]</a></span>
+evo, ha creato una classe di coltivatori che godono
+di tutti i beneficii della proprietà, eccetto che non
+ne serbano per sè tutto il prodotto netto, ciò che
+appunto li disporrebbe dalla coltivazione. Invece di
+fittaioli continuamente trepidanti di perdere le loro
+terre, avversi ad ogni innovazione costosa, soggetti
+ad un padrone e sempre intesi a nascondere la prosperità
+del loro stato, c&rsquo;è in Groninga un popolo di
+usufruttuarii liberi, dignitosi, semplici di costumi,
+ma avidissimi d&rsquo;un&rsquo;istruzione, della quale comprendono
+tutti i vantaggi, e interessati a propagarla in
+tutti i modi; una classe di contadini che praticano
+la cultura, non come un lavoro cieco e un mestiere
+disdegnato; ma come una nobile occupazione, che
+richiede l&rsquo;esercizio delle più alte facoltà dell&rsquo;intelligenza
+e loro procura fortuna, importanza sociale,
+rispetto pubblico; dei contadini che sono economi
+nel presente, prodighi per l&rsquo;avvenire, disposti
+ad ogni sorta di sacrifizi per fecondare i loro terreni,
+ingrandire le loro case, acquistare i migliori
+strumenti e le migliori razze d&rsquo;animali; una popolazione
+rurale, infine, che è contenta del suo stato,
+perchè la sua sorte non dipende che dalla sua attività
+e dalla sua previdenza.</p>
+
+<p>Finchè il possessore dei <i>beklem-regt</i> coltiva le
+sue terre egli stesso, il fitto ereditario non produce
+che buoni effetti. Cessano però questi buoni
+effetti dal punto che, valendosi del suo diritto di
+subafittare, egli cede ad un altro il diritto di usufruttare
+il podere per una data somma, colla quale<span class="pagenum"><a name="Page_458" id="Page_458">[458]</a></span>
+continua a pagare il proprietario. In questo caso
+rinascono tutti gl&rsquo;inconvenienti del sistema comune,
+colla differenza che qui il coltivatore deve mantenere
+due categorie di oziosi invece che una. Il subaffitto
+era rarissimo altre volte, poichè i prodotti
+della coltivazione bastavano appena a nutrire la famiglia
+del possessore del <i>beklem-regt</i>, quando questi
+coltivava egli stesso il podere. Ma dopo il rincaro
+di tutte le derrate alimentarie, e soprattutto dopo
+l&rsquo;istituzione del commercio coll&rsquo;Inghilterra, i guadagni
+sono abbastanza considerevoli, perchè il possessore
+del <i>beklem-regt</i> possa trovare un secondo
+fittaiuolo disposto a pagargli un fitto superiore alla
+rendita ch&rsquo;egli deve fornire al proprietario; e per
+questo l&rsquo;uso di subaffittare comincia a diffondersi,
+e diffondendosi maggiormente in avvenire, porterà
+delle conseguenze dannose.</p>
+
+<p>Frattanto, quando si cerca quale potrà essere lo
+stato futuro della società umana, si suol desiderare
+che avvengano queste due cose: prima, un aumento
+crescente della produzione; secondo, una ripartizione
+della ricchezza conforme ai principii della giustizia.
+Ora un fatto che la giustizia richiede è che al lavoratore
+sia assicurato il godimento dei frutti del
+suo lavoro e dei suoi progressi. È dunque bello e
+consolante il vedere sulla riva estrema del Mare del
+Nord un uso antico, che risponde in qualche modo
+a codesto ideale economico, e che frutta a tutta una
+provincia una prosperità straordinaria ed equamente
+divisa.<span class="pagenum"><a name="Page_459" id="Page_459">[459]</a></span></p>
+
+<p>A questa opinione del Delaveleye fu fatta, tra le
+altre, un&rsquo;obbiezione capitale. La straordinaria proprietà
+della Groninga, gli si domandò, deriva veramente
+dal <i>beklem-regt</i>, da codesto affittamento ereditario,
+che pure produsse altrove delle conseguenze
+affatto diverse, o piuttosto dalla fertilità eccezionale
+di quelle terre? Il Delaveleye respinge questo dubbio,
+dicendo che quella stessa straordinaria prosperità e
+quello stesso perfezionamento della cultura esistono
+nella zona torbosa della Groninga, che è tutt&rsquo;altro
+che fertile; e che non si trovano, d&rsquo;altra parte, se
+non in grado molto inferiore, nella Frisia, dove il
+terreno è di uguale natura. Se poi l&rsquo;affittamento
+ereditario non ha prodotto in altri paesi le medesime
+conseguenze che nella Groninga, gli è perchè in
+quei paesi fu od è praticato diversamente, esempio
+alcune provincie d&rsquo;Italia, dove il <i>condotto di livello</i>,
+ch&rsquo;è presso a poco un <i>beklem-regt</i>, inceppa la libertà
+del coltivatore, coll&rsquo;obbligo di dare ogni anno al
+proprietario una quantità determinata di un certo
+prodotto. Tutti gli economisti olandesi, conchiude,
+sono concordi nel riconoscere gli eccellenti effetti
+di quest&rsquo;uso, affermando che la Groninga deve al
+<i>beklem-regt</i> la sua ricchezza, e nei congressi agricoli
+che trattano codesta quistione, prevale il desiderio
+che siffatta maniera di contratto venga adottata
+anco nelle altre provincie.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Proseguendo la mia escursione a traverso la campagna
+groninghese, arrivai sino alla costa del Mare,<span class="pagenum"><a name="Page_460" id="Page_460">[460]</a></span>
+del Nord, presso l&rsquo;imboccatura del golfo di Dollart.
+Questo golfo non esisteva prima del tredicesimo secolo.
+Il fiume Ems sboccava di punto in bianco nel
+mare, e la Groninga era congiunta all&rsquo;Annover. Il
+mare distrusse la regione torbosa, che si stendeva
+fra quelle due provincie, e formò il golfo il quale
+dal sedicesimo secolo si va lentamente restringendo
+per effetto del limo che si accumula lungo le sue
+coste. Già molte dighe, costruite l&rsquo;una dinanzi all&rsquo;altra,
+segnano le conquiste che fece la terra sul
+mare, e se ne innalzano continuamente delle nuove
+le quali accrescono via via il dominio agricolo della
+Groninga, facendo fiorire bellissimi campi d&rsquo;orzo
+e di colza dove pochi anni innanzi infuriavano le
+onde e naufragavano i battelli dei pescatori. È bello
+il vedere dall&rsquo;alto delle dighe che difendono quelle
+coste, come s&rsquo;incontrano, si confondono e si trasformano
+il mare e la terra. Ai piedi della diga si stende
+un limo acquoso già coperto in gran parte di erba
+e di pianticelle verdi; un po&rsquo; più in là, una mota
+rappresa, che già è terra; più oltre, un fango umido
+che digrada a poco a poco in un&rsquo;acqua densa e torbida;
+e di là da questa, dei banchi di sabbia, alcuni
+dei quali si sollevano in modo da formare delle
+dune e delle isolette. In una di queste isole, chiamata
+Rottum, abitava, anni sono, una famiglia, che
+viveva della caccia delle foche; delle altre si raccontano
+cose strane, come di romiti misteriosi, di apparizioni,
+di mostri. Gli stagni d&rsquo;acqua limosa che
+si stendono ai piedi delle dighe si chiamano <i>Wadden</i>,<span class="pagenum"><a name="Page_461" id="Page_461">[461]</a></span>
+ossia <i>polders</i> nello stato di formazione, e son terreni
+coperti dall&rsquo;acqua durante l&rsquo;alta marea, i quali si
+sollevano a mano a mano che le correnti dell&rsquo;Ems
+e del Zuiderzee vanno a deporvi dei nuovi strati di
+argilla. Durante la marea bassa, gli armenti li guadano;
+in qualche punto, vi passan le barche; dei
+grandi stormi d&rsquo;uccelli marini vi scendono per nutrirsi
+delle conchiglie che vi ha lasciato il riflusso.
+Fra meno di cent&rsquo;anni, saranno scomparsi uccelli,
+bassi fondi, barche, stagni, bracci di mare; le isole
+saranno dune che difenderanno la costa, e l&rsquo;agricoltore
+farà sorgere da questa nuova terra una vegetazione
+lussureggiante e benefica. Così da questo
+lato l&rsquo;Olanda s&rsquo;avanza vittoriosamente nel mare,
+vendicando le antiche ingiurie col ferro dell&rsquo;aratro
+e colla lama della falce.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Con tutto ciò, non mi sarei formato un concetto
+della ricchezza delle campagne groninghesi, se non
+avessi avuto la fortuna di vedere il mercato di
+Groninga.</p>
+
+<p>Ma prima di parlare del mercato, occorre parlare
+della città.</p>
+
+<p>Groninga, così nominata, secondo alcuni, da Grunio
+Troiano, e fondata, secondo altri, centocinquanta
+anni prima dell&rsquo;èra cristiana, intorno a una fortezza
+romana che Tacito chiama <i>Corbulonis monumentum</i>
+(tutte cose affermate e negate, senza conclusione, da
+parecchi secoli); è la città più considerevole dell&rsquo;Olanda
+settentrionale per vastità e per commer<span class="pagenum"><a name="Page_462" id="Page_462">[462]</a></span>cio;
+ma forse la meno curiosa per uno straniero.
+È posta sur un fiume chiamato Hunse, nel crocicchio
+di tre grandi canali che la congiungono con parecchie
+altre città commerciali; è circondata da alti
+bastioni, costruiti nel 1698 dal Coehorn, il Vauban
+olandese; ed ha un porto, che sebbene sia lontano
+parecchie miglia dalle foci dell&rsquo;Ems, può ricevere i
+più grandi bastimenti mercantili. Le strade e le
+piazze sono vastissime, i canali larghi come quei di
+Amsterdam, le case più alte che in quasi tutte le
+altre città olandesi, le botteghe degne di Parigi,
+la pulizia degna di <a name="tn462" id="tn462"></a><ins class="correction" title="originale 'Broeck'">Broek</ins>; nulla di strano nelle
+forme, nei colori, nell&rsquo;aspetto generale. Arrivando
+da Leuwarde, pare di essersi avvicinati di cento
+miglia ai nostri paesi, di essere rientrati in Europa,
+di sentir l&rsquo;aria della Germania e della Francia.
+La sola singolarità di Groninga son certe
+case coperte d&rsquo;un intonaco grigiastro, incrostato
+di piccolissimi pezzetti di vetro, che quando vi batte
+su il sole, brillano d&rsquo;una luce strana, per cui
+pare che i muri siano tempestati di perle e di bullette
+d&rsquo;argento. V&rsquo;è un bel palazzo municipale, costruito
+durante la dominazione francese, una piazza
+del Mercato che ha nome di essere la più grande
+piazza dell&rsquo;Olanda, e una vasta chiesa, dedicata anticamente
+a San Martino, che presenta vari tratti
+notevoli delle diverse fasi dello stile gotico, ed ha
+un altissimo campanile di cinque piani rientranti,
+che par formato di cinque piccole torri di chiese diverse
+poste l&rsquo;una sull&rsquo;altra.<span class="pagenum"><a name="Page_463" id="Page_463">[463]</a></span></p>
+
+<p>Groninga ha un&rsquo;Università, per la quale è onorata
+dalle città vicine del nome d&rsquo;Atene del Nord.
+Quest&rsquo;Università, posta in un edifizio nuovo e vastissimo,
+non ha che un piccolo numero di studenti,
+poichè i contadini, i soli ricchi della provincia, mandano
+raramente i loro figliuoli agli studi, e i ricchi
+signori della Frisia vanno a studiare a Leida. Ma è
+tuttavia un&rsquo;Università degna di stare accanto alle
+altre due. V&rsquo;è un bel gabinetto di anatomia e un
+museo di storia naturale che contiene molti oggetti
+preziosi. Il programma degli studi è poco
+diverso da quello delle altre due Università; ne differisce
+solamente la direzione, la quale, per la vicinanza
+dell&rsquo;Annover, subisce l&rsquo;influsso della scienza
+e della letteratura tedesca, e presenta un carattere
+religioso suo proprio. I teologi di Groninga, dice Alfonso
+Esquiroz nel suo <i>Studio sulle Università olandesi</i>,
+formano, nel movimento intellettuale dei Paesi
+Bassi, una scuola a parte, la quale nacque, verso
+il 1833, nel seno stesso della città ortodossa per eccellenza:
+Utrecht. Un professore di Utrecht, il signor
+Van Heusde, cercò di aprire un nuovo orizzonte
+alle credenze religiose; il signor Hofstede de Goot,
+allievo dell&rsquo;Università di Groninga, partecipe delle
+sue idee, gli si unì; e in tal modo si formò il nucleo
+d&rsquo;una società teologica, residente in questa città, la
+quale ribellandosi al protestantismo sinodale, e negando
+formalmente ogni autorità umana in materia
+di religione, vuol iniziare un tipo di cristianesimo
+proprio della Neerlandia, di cui sarebbe difficile<span class="pagenum"><a name="Page_464" id="Page_464">[464]</a></span>
+dare un&rsquo;idea chiara, per la ragione che ne danno
+una molto oscura coloro stessi che lo professano e
+lo propugnano cogli scritti. In tutte queste dottrine
+eterodosse, osserva a tal proposito l&rsquo;Esquiroz, le
+quali possono senza grave pericolo introdursi nel
+paese, perchè, in mezzo al movimento continuo delle
+idee religiose, rimangon fermi ed immutabili gli usi,
+le tradizioni, le forme dell&rsquo;antica fede; v&rsquo;è un punto
+grave e delicato sul quale gli ortodossi cercano di
+mettere gli avversari tra l&rsquo;uscio e il muro, e non
+ci riescono: la divinità di Gesù Cristo. Su questo
+punto, il pensiero degli ortodossi si avvolge in una
+nuvola. Gesù Cristo, per loro, è il tipo più perfetto
+dell&rsquo;Umanità, l&rsquo;inviato di Dio, l&rsquo;immagine di
+Dio. Ma è egli Dio in persona? Questa questione
+essi la scansano con ogni sorta di sottigliezze scolastiche.
+Alcuni, per esempio, dicono di credere alla
+sua divinità, ma non alla sua deità: risposta oscura
+tanto che equivale quasi a una negazione. Per il
+che si può considerare la dottrina degli eterodossi
+olandesi come un deismo sentimentale, più
+o meno legato alla poesia delle forme cristiane.
+Con tutto ciò l&rsquo;ardore delle questioni religiose va
+scemando da molti anni in qua. Gli studenti dell&rsquo;Università
+di Groninga s&rsquo;occupano più volentieri
+di letteratura e di scienza, al quale scopo formano
+tra loro delle Società in cui fanno letture e studi in
+comune, soprattutto di scienze applicate, la quale
+predilezione è uno dei caratteri più notevoli della
+razza frisona, con cui il popolo groninghese ha molti<span class="pagenum"><a name="Page_465" id="Page_465">[465]</a></span>
+tratti di somiglianza e molti vincoli di parentela. Gli
+studenti di Groninga sono più quieti e più studiosi di
+quei di Leida, i quali, per quanto si può essere scapati
+in Olanda, hanno la riputazione di scapati.</p>
+
+<p>Oltre la gloria dell&rsquo;Università, che data dal 1614,
+Groninga ha quella di parecchi uomini illustri nelle
+scienze e nelle arti, dei quali è dilettevole udir parlare,
+col suo stile vivo e forbito, messer Ludovico
+Guicciardini, che pare avesse per questa città una
+particolare simpatia. Primissimo egli pone Ridolfo
+Agricola, «al quale, tra li altri autori, Erasmo nelli
+suoi scritti dà lodi immense, dicendo che di qua da
+monti nelle doti litterali, non è mai stato maggior
+huomo, nè più complito di lui, &amp; che non è alcuna
+honesta disciplina, nella quale egli con qual si voglia
+artefice non potesse contendere: intra i Greci
+Grecissimo, intra i Latini Latinissimo, in Poesia un
+altro Virgilio, nell&rsquo;orationi un altro Politiano, eloquentissimo,
+Philosofo, musico, &amp; scrittore di più
+Opere degne, con altre gratie &amp; felicità rare che
+gl&rsquo;attribuisce.» Rammenta in seguito «il Vesello,
+cognominato Basilio, Philosofo eccellente, di tanta
+dottrina, virtù &amp; scienza in ogni facultà, come apparisce
+per infinite sue opere, scritte &amp; date alla
+stampa, che si chiamaua per sopra nome <i>la luce del
+mondo</i>;» e dice che per timore di non poter lodare
+degnamente questo Vesello e quell&rsquo;Agricola, i quali
+sono «le due stelle di Groeninghen,» preferisce tacere
+«&amp; lasciare il foglio bianco, per chi saprà più
+di <i>lui</i> esaltare il nome &amp; la patria loro.» Cita in<span class="pagenum"><a name="Page_466" id="Page_466">[466]</a></span>fine
+il nome «d&rsquo;un altro grande huomo, cittadino
+altresì della medesima terra, appellato Rinieri Predinio,
+autore degnissimo di diuersi libri scritti con
+sommo honore, &amp; laude.» Oltre ai quali si possono
+rammentare il famoso orientalista Alberto Schultens,
+il barone Ruperda, Abramo Frommins, ed altri.</p>
+
+<p>Nei costumi e nell&rsquo;aspetto del popolo, non v&rsquo;è
+per uno straniero una differenza molto notevole
+dalla Frisia. Differiscono soltanto i caschi delle
+donne. A Leuwarde la maggior parte sono d&rsquo;argento;
+a Groninga son tutti d&rsquo;oro, e della forma
+perfetta d&rsquo;un casco, che copre la testa intera; ma
+se ne vede assai meno. Le signore, s&rsquo;intende, non
+lo portano più; le ricche contadine l&rsquo;hanno smesso
+anch&rsquo;esse, per far come le signore; e oramai non son
+più che le serve, le quali possano vantarsi discendenti
+legittime delle vergini armate, che secondo
+l&rsquo;antica mitologia germanica, presiedevano alle battaglie.</p>
+
+<p>Riguardo ai costumi, ebbi da un personaggio di
+Groninga delle notizie preziose, che credo non si
+trovino in nessun libro di viaggi. Là le consuetudini
+che informano la vita delle ragazze e delle donne
+maritate sono affatto diverse da quelle dei nostri
+paesi. Fra noi una ragazza che si marita esce da
+uno stato di soggezione e direi quasi di prigionia,
+per entrare in una vita libera, nella quale si trova
+improvvisamente circondata dalla considerazione,
+dagli omaggi e dai corteggiamenti della gente che
+prima la trascurava. Là invece la libertà e la galan<span class="pagenum"><a name="Page_467" id="Page_467">[467]</a></span>teria
+sono un privilegio delle ragazze, e le signore
+vivon raccolte, vincolate da mille riguardi, avvicinate
+con mille cautele, circondate d&rsquo;un freddo rispetto,
+quasi neglette. I giovanotti non si dedicano
+che alle signorine, e in questo è concessa loro una
+grande libertà. Un giovane, che frequenti una famiglia,
+se anche non è un amico dei più intimi, offre
+alle ragazze, o pure ad una ragazza, di accompagnarla
+al concerto o al teatro, in carrozza, di notte,
+da solo a sola, e non c&rsquo;è nè padre nè madre che vi
+si opponga; e chi vi si opponesse, passerebbe per
+sciocco o per villano, e sarebbe deriso o biasimato.
+Un giovane e una signorina rimangon fidanzati per
+molti anni; e per tutto questo tempo, si vedono
+ogni giorno, vanno a passeggiare insieme, stanno in
+casa soli, e la sera, prima di separarsi, fanno una
+conversazione di mezz&rsquo;ora sulla soglia della porta,
+senza testimoni. Ragazze di quindici anni, delle
+prime famiglie, attraversano la città da un capo
+all&rsquo;altro per andar alla scuola e per tornare a casa,
+anche sul far della notte, sole, e dovunque si
+fermino e con chiunque parlino, nessuno vi bada.
+All&rsquo;opposto, della menoma libertà che si pigli una
+signora, si fa un dire infinito; il che però occorre
+così raramente, da poter quasi dire che non occorre
+mai. &ldquo;I nostri giovani,&rdquo; mi diceva quel signore,
+&ldquo;non sono punto pericolosi. Sanno fare i galanti
+colle signorine, perchè le signorine son timide, e la
+loro timidità gli incoraggia; ma colle signore non
+ci hanno il verso. A mia memoria, in questa città non<span class="pagenum"><a name="Page_468" id="Page_468">[468]</a></span>
+vi sono stati che due casi notorii d&rsquo;infedeltà coniugale.&rdquo;
+E mi specificò i casi. &ldquo;Così è, caro signor
+mio,&rdquo; soggiunse poi, battendomi una mano sul ginocchio,
+&ldquo;qui non si fanno altre conquiste che in
+agricoltura, e chi vuol farne in un altro campo, bisogna
+che si compiaccia di far attestare da un notaro,
+ch&rsquo;egli ha intenzione di combattere secondo le
+leggi della buona guerra e coll&rsquo;onesto fine della
+pace.&rdquo; Argomentando falsamente dal mio silenzio,
+che quello stato di cose non m&rsquo;andasse a&rsquo; versi,
+&ldquo;Tale è il nostro modo di vivere,&rdquo; soggiunse;
+&ldquo;noioso, se volete; ma sano. La vita voi la tracannate,
+noi la beviamo a lenti sorsi. Voi godrete qualche
+volta di più; ma noi siamo più continuatamente
+contenti.&rdquo;&mdash;&ldquo;Dio vi benedica,&rdquo; io dissi. &ldquo;Dio vi
+converta,&rdquo; rispose.</p>
+
+<p>Ma veniamo al mercato, che è l&rsquo;ultimo spettacolo
+vivo ch&rsquo;io vidi in Olanda.</p>
+
+<p>La mattina per tempo feci un giro intorno alla
+città per veder arrivare i contadini. Ogni ora arrivava
+un treno che ne versava una folla; da tutte
+le strade della campagna venivan carrozze variopinte,
+tirate da bei cavalli neri, sulle quali sedevano
+maestosamente delle coppie coniugali; per tutti i
+canali giungevano barconi a vela carichi di derrate;
+in poche ore la città fu piena di gente e di rumore.
+I contadini son tutti vestiti d&rsquo;un panno quasi
+nero, hanno un cravattone di lana intorno al collo,
+guanti, catenelle, gran portafoglio di bulgaro, sigaro
+in bocca, e un faccione di cor contento. Le contadine<span class="pagenum"><a name="Page_469" id="Page_469">[469]</a></span>
+sono infiorate, rinfronzolite, ingioiellate, come le madonne
+delle chiese spagnole. Terminate le loro faccende,
+si spandono per le trattorie e per le botteghe,
+non già come i nostri contadini, che guardano
+qua e là timidamente coll&rsquo;aria di chiedere il permesso
+d&rsquo;entrare; ma con viso e piglio di gente che
+sa di essere da per tutto desiderata e inchinata.
+Nelle trattorie, le tavole si coprono di bottiglie di
+vino di Bordeaux e di vino del Reno; nelle botteghe,
+i fattorini si sbracciano a tirar giù roba. Le
+contadine vi son ricevute come principesse e vi
+spendono infatti principescamente. Seguono, per
+esempio, di queste scene, che intesi raccontare da
+testimoni oculari. Un mercante dice a una signora
+di città il prezzo d&rsquo;una veste di seta.&mdash;Troppo
+caro,&mdash;risponde la signora.&mdash;La piglio io;&mdash;dice
+una contadina che le è accanto, e se la piglia.
+Un&rsquo;altra contadina va a comprare un pianoforte.
+Il negoziante glie ne fa veder uno che costa
+mille lire.&mdash;Non ne avrebbe di più cari?&mdash;essa
+domanda;&mdash;dei pianoforti di mille lire ne hanno
+anche le mie amiche.&mdash;Marito e moglie passano dinanzi
+alla vetrina di un venditore di stampe, vedono
+un bel paesaggio a olio colla cornice d&rsquo;oro, si fermano,
+vi scoprono una vaga rassomiglianza colla loro
+casa e il loro podere; la moglie dice:&mdash;Compriamolo?&mdash;il
+marito risponde:&mdash;Compriamolo!&mdash;entrano
+nella bottega, mettono sul banco trecento
+fiorini l&rsquo;un sull&rsquo;altro, e si portan via il quadro.
+Quando hanno fatto le loro compre, vanno a vedere<span class="pagenum"><a name="Page_470" id="Page_470">[470]</a></span>
+i Musei, entrano nei caffè a legger giornali, o fanno
+un giro per la città guardando con aria pietosa tutto
+quel popolo di bottegai, d&rsquo;impiegati, di professori,
+d&rsquo;uffiziali, di proprietari, che in altri paesi sono
+invidiati da chi lavora la terra, e che a loro paion
+povera gente. Chi non sapesse come stanno le cose,
+crederebbe, a veder quello spettacolo, di essere capitato
+in un paese dove una grande rivoluzione sociale
+abbia tutt&rsquo;a un tratto fatto passare la ricchezza
+dai palazzi alle capanne, e i nuovi ricchi
+sian venuti dalla campagna in città per beffare i
+signori spogliati. Ma il più bello è la sera, quando
+ritornano alle loro fattorie e ai loro villaggi. Allora
+per tutte le strade della campagna si vedono quei
+bizzarri veicoli correre rapidissimamente, cercando
+di passar gli uni davanti agli altri; le donne stesse
+stimolano i cavalli, per riuscir vittoriose nella gara;
+i vincitori fanno schioccare la frusta in segno di
+trionfo: l&rsquo;aria echeggia di risa e di canti; fin che
+il turbinio festoso dispare nel verde infinito della
+campagna cogli ultimi barlumi del tramonto.<span class="pagenum"><a name="Page_471" id="Page_471">[471]</a></span></p>
+
+
+
+<hr />
+<h2><a name="DA_GRONINGA_AD_ARNHEM" id="DA_GRONINGA_AD_ARNHEM"></a>DA GRONINGA AD ARNHEM.</h2>
+
+
+<p>A Groninga voltai le spalle al Mare del Nord, il
+viso alla Germania, il cuore all&rsquo;Italia, e cominciai
+il mio viaggio di ritorno attraversando rapidamente
+le tre provincie olandesi della Drenta, dell&rsquo;Over-Yssel
+e della Gheldria, che si stendono intorno al
+golfo di Zuiderzee, fra quella della Frisia e quella
+d&rsquo;Utrecht; una parte dell&rsquo;Olanda, che, visitata
+tratto per tratto, riuscirebbe uggiosa a chi non
+viaggia con curiosità d&rsquo;agronomo o di naturalista;
+ma che, vista di volo, lascia in chi abbia sentimento
+della natura, un&rsquo;impressione incancellabile. Per tutto
+il tempo del viaggio, il cielo fu quale si conveniva
+all&rsquo;aspetto del paese: grigio ed eguale; ed io fui
+quasi sempre solo. Così godetti lo spettacolo in tutta
+la sua trista bellezza, e in silenzio.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Uscendo dalla provincia di Groninga, si entra
+in quella della Drenta, e si vede un cangiamento
+improvviso nell&rsquo;aspetto del paese. Di qua e di là<span class="pagenum"><a name="Page_472" id="Page_472">[472]</a></span>
+si stendono a perdita d&rsquo;occhio campi immensi, coperti
+di sterpi, nei quali non si vedono nè strade,
+nè case, nè rigagnoli, nè siepi, nè alcun indizio
+d&rsquo;abitazione o di lavoro. Qualche macchia di piccole
+quercie, che si considerano come traccie dell&rsquo;esistenza
+di antiche foreste, sono la sola vegetazione
+che s&rsquo;innalzi al di sopra della sterpaglia; le
+pernici, le lepri e i galli selvatici, i soli animali che
+richiamino il viaggiatore al sentimento della vita.
+Quando si crede d&rsquo;essere alla fine della landa, la
+landa ricomincia; agli sterpeti succedono gli sterpeti,
+alla solitudine la solitudine. In questa triste
+pianura, si vedono qua e là dei monticciuoli, che
+altri crede siano stati innalzati dai Celti, altri dai
+Germani, nei quali, scavando, furon trovati vasi di
+terra, seghe, martelli, ossa calcinate, cocche di freccie,
+pietre da macinare il grano, anelli che si suppone
+servissero di monete. Oltre a questi monticciuoli,
+si ritrovarono, e rimangono tuttora degli
+smisurati massi di granito rosso ammontati e disposti
+in una forma che rivela un&rsquo;intenzione di monumento,
+come di altare e di tomba; ma senza iscrizione,
+nudi, solitarii, come enormi aeroliti caduti in
+mezzo a un deserto. Nel paese si chiamano tombe
+degli Unni, la tradizione li attribuisce alle bande
+di Attila, il popolo dice che sono stati portati in
+Olanda da una razza antichissima di giganti, il
+geologo crede che siano giunti dalla Norvegia sul
+dorso dei ghiacci antidiluviani, lo storico si perde
+in vaghe congetture. Tutto è arcanamente antico in
+questa strana provincia. Vi si ritrovano degli usi<span class="pagenum"><a name="Page_473" id="Page_473">[473]</a></span>
+della Germania primitiva, la coltura in comune sugli
+<i>esschen</i>, la tromba rustica che chiama i contadini
+al lavoro, le case descritte dagli storici romani, e
+su questo vecchio mondo il mistero perpetuo d&rsquo;un
+silenzio immenso:</p>
+
+<div class="poem" style="width: 14em;"><div class="stanza">
+<span class="i0">«.&nbsp;.&nbsp;.&nbsp;.&nbsp;.&nbsp;. ove per poco<br /></span>
+<span class="i0">Il cor non si spaura.»<br /></span>
+</div></div>
+
+<p>Andando innanzi, si comincia a veder paludi,
+grandi stagni, zone di terra limacciosa, attraversati
+da canali d&rsquo;acqua nerognola, fossi lunghi e
+profondi come trincee, mucchi di glebe color di bitume,
+qualche barcone, qualche creatura umana.
+Sono i campi di torba, il cui solo nome suscita
+nella mente mille immagini di avvenimenti fantastici:
+i lenti ed immensi incendi della terra; le
+praterie galleggianti coi loro abitanti e i loro animali
+sulle acque degli antichi laghi; le foreste
+erranti pei golfi; i campi staccati dal continente
+e turbinati dalle tempeste del mare; le immense
+nuvole di fumo che dalle torbiere arse della Drenta,
+il vento del nord spande sulla metà dell&rsquo;Europa,
+fino a Parigi, in Svizzera, sul Danubio. La torba,
+la terra che vive, come la chiama il contadino
+olandese, è la principale ricchezza della Drenta,
+e una delle principali dell&rsquo;Olanda. Nessun paese
+ne è più ricco, e ne trae maggiore vantaggio.
+Essa dà lavoro a migliaia di braccia; quasi tutta la
+popolazione dell&rsquo;Olanda ne alimenta il <a name="tn473" id="tn473"></a><ins class="correction" title="originale: manca ';'">focolare;</ins>
+serve a mille usi: colle glebe a fortificare le fondamenta
+delle case, colle ceneri a infertilire la terra,<span class="pagenum"><a name="Page_474" id="Page_474">[474]</a></span>
+con la filiggine a nettare i metalli, col fumo a salare
+le aringhe. Sulle acque del Wahal, del Leck,
+della Mosa, per i canali della Frisia e della Groninga,
+nel Zuiderzee, per tutto circolano battelli carichi
+di questo gran combustibile nazionale. Le torbiere
+esaurite si convertono in praterie, in orti, in
+oasi feconde. Assen, la città capitale della Drenta,
+è il centro di tutto questo lavoro di trasformazione.
+Un grande canale, a cui metton capo tutti i piccoli
+canali delle torbiere, si stende a traverso quasi tutta
+la Drenta da Assen fino alla città di Meppel. Da ogni
+parte si lavora a dissodare il terreno. La popolazione
+della provincia ch&rsquo;era di poco più di trentamila abitanti
+sulla fine del secolo scorso, si è quasi triplicata.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Appena s&rsquo;è oltrepassato Meppel, si entra nella
+provincia dell&rsquo;Over-Yssel, che presenta per un certo
+tratto il medesimo aspetto della Drenta: sterpeti,
+torbiere, solitudine; e s&rsquo;arriva poco dopo a un villaggio,
+se pure si può chiamare villaggio, dei più
+strani che mente umana possa immaginare. È una
+fila di case rustiche, colle facciate di legno e coi
+tetti di stoppia, che si succedono, a una qualche distanza
+l&rsquo;una dall&rsquo;altra, per la lunghezza di più di
+otto chilometri: posta ciascuna sopra una stretta
+zona di terra che se le prolunga dietro sin dove arriva
+la vista, e circondata da un fosso pieno di
+piante acquatiche, sull&rsquo;orlo del quale s&rsquo;innalzano
+dei gruppi di ontani, di pioppi e di salici. Gli abitanti
+di questo villaggio, che è diviso in due parti
+chiamate Rouveen e Staphorst, sono i discendenti<span class="pagenum"><a name="Page_475" id="Page_475">[475]</a></span>
+di due antiche colonie frisone, i quali hanno conservato
+religiosamente il vestire, gli usi, le tradizioni
+agricole dei loro padri, e vivono agiatamente col
+prodotto delle terre e di qualche piccola industria
+loro propria. In questo singolare villaggio, non ci
+sono caffè, non ci sono cammini, poichè gli avi non
+li usavano, non ci sono strade, perchè le case sono
+tutte sur una sola fila, non c&rsquo;è nulla di simile agli
+altri villaggi. Gli abitanti son tutti calvinisti austeri,
+sobri, operosissimi. Gli uomini si fanno essi
+medesimi le calze nei ritagli di tempo che lascia
+loro la coltivazione della terra, e abborriscono a tal
+segno dall&rsquo;ozio, che gli stessi amministratori del villaggio,
+quando debbono radunarsi a consiglio, portano
+seco il filo e i ferri da calza per non istar
+colle mani in mano mentre si discute. Il Comune
+possiede seimila ettari di terreno, divisi in novecento
+zone lunghe circa cinquemila metri, e larghe da
+venti a trenta. Quasi tutti gli abitanti sono proprietari,
+sanno leggere e scrivere, hanno un cavallo
+e una diecina di vacche, non s&rsquo;allontanano mai
+dalla loro colonia, si maritano dove son nati, e passan
+la vita nella stessa zona di terra, e chiudono
+gli occhi sotto lo stesso tetto dove vissero e morirono
+i nonni dei loro nonni.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>Via via che si va oltre nell&rsquo;Over-Yssel, la campagna
+cangia aspetto. Presso Zvolle, città natale del
+pittore Terburg, capitale della provincia, di poco più
+di ventimila abitanti, presso la quale, nel piccolo
+convento di monte Sant&rsquo;Agnese, visse sessantaquat<span class="pagenum"><a name="Page_476" id="Page_476">[476]</a></span>tr&rsquo;anni
+e morì Tommaso da Kempis, il supposto autore
+dell&rsquo;<i>Imitazione di Gesù Cristo</i>; si vedono bellissime
+strade fiancheggiate da betulle, da faggi, da
+pioppi, da quercie, che rifanno gratamente gli occhi
+del paese nudo e tristo percorso fino allora. Da ogni
+parte lo sterpeto indietreggia, s&rsquo;alzano mucchi di
+verzura, si stendono praterie, pullulano piantagioni
+nuove, sorgono case, si sparpagliano armenti, s&rsquo;allungano
+nuovi canali, che dalle torbiere vanno a
+sboccare in un gran canale chiamato il Dedemsvaart,
+l&rsquo;arteria vitale dell&rsquo;Over-Yssel, che ha trasformato
+quella terra desolata in una provincia fiorente, dove
+una popolazione industriosa procede colla letizia
+d&rsquo;un esercito vittorioso, e il povero trova lavoro,
+il lavoratore proprietà, il proprietario ricchezza,
+e tutti la speranza d&rsquo;un avvenire migliore. Di qui
+la strada s&rsquo;addentra, fiancheggiando l&rsquo;Yssel, nel
+Salland, la Sala degli antichi, dove soggiornarono i
+Franco-Salii prima di scendere verso il mezzogiorno
+per conquistare la Gallia, dove fu redatta la legge
+salica, a Saleheim e a Windoheim, che esistono
+ancora col nome di Salk e di Windesheim; dove
+rimangono tuttavia tradizioni e convenzioni agricole
+di quei tempi lontani. E infine tocca Deventer,
+l&rsquo;ultima città dell&rsquo;Over-Yssel, la città di Giacomo
+Gronovius, dei tappeti e del pan di spezie, che conserva
+nell&rsquo;edifizio del peso pubblico la caldaia dove
+si facevan bollire i monetari falsi, e si compiace
+della vicinanza del castello di Loo, la residenza prediletta
+dei Re d&rsquo;Olanda. Oltrepassata Deventer, si
+entra nella Gheldria.<span class="pagenum"><a name="Page_477" id="Page_477">[477]</a></span></p>
+
+<p>Qui lo spettacolo cangia. Si fiancheggia la terra
+abitata dagli antichi Sassoni, la Veluwe, una regione
+sabbiosa che si stende fra il Reno, l&rsquo;Yssel, e
+il Zuiderzee, dove non sono che pochi villaggi perduti
+in mezzo a vaste lande ondulate come un mare
+in tempesta. Fin dove giunge lo sguardo, non sono
+che colline aride, le più lontane velate da una nebbia
+azzurrina, le altre, parte vestite dei colori cupi
+della vegetazione selvatica, parte biancastre delle
+loro sabbie mobili, che il vento spande sulla faccia
+del paese. Non si vedono nè alberi nè case; tutto è
+solitario, nudo, sinistro, come in una steppa della
+Tartaria; e il pauroso silenzio di questa solitudine,
+non è rotto che dal canto dell&rsquo;allodola e dal ronzìo
+delle api. Pure in alcune parti di questa regione, gli
+Olandesi sono riusciti col loro paziente coraggio e a
+prezzo d&rsquo;infinite fatiche, a far crescere il pino, il
+faggio, la quercia; a formare bei parchi, a creare
+boschi interi, a coprire di piante utili, in meno
+di trent&rsquo;anni, più di diecimila ettari di terreno; a
+far sorgere dei villaggi popolosi e floridi dove non
+c&rsquo;era nè legno, nè pietre, nè acqua e i primi coltivatori
+dovevan vivere in tane scavate nella terra, e
+coperte colle glebe.</p>
+
+<hr class="hid" />
+
+<p>La strada passa accanto alla città di Zutphen e
+arriva in breve ad Arnhem, la capitale della Gheldria,
+città illustre e gentile, posta sulla riva destra
+del Reno, in una regione coperta di belle colline,
+che le valsero il nome di Svizzera olandese, e abi<span class="pagenum"><a name="Page_478" id="Page_478">[478]</a></span>tata
+da un popolo che ha fama di essere il più poetico
+dell&rsquo;Olanda, giusta il proverbio che lo definisce:
+«grande di coraggio, povero di beni, la spada alla
+mano, ecco il mio blasone.» Ma per questa loro
+stessa singolarità, non presentano nè il paese nè il
+popolo nulla di strano a uno straniero del mezzogiorno
+d&rsquo;Europa, che sia andato in Olanda per
+vedere l&rsquo;Olanda; e però tutti i viaggiatori vi
+passan di volo colla persona e colla penna. E lo
+stesso può dirsi del Limburgo e del Brabante settentrionale,
+le due sole provincie dell&rsquo;Olanda, nelle
+quali non mi parve necessario di penetrare. Perciò,
+visto che ebbi la città di Arnhem, partii per Colonia.
+Il cielo era scuro e basso più che non fosse
+stato mai in tutta quella giornata, ed io, benchè in
+fondo al cuore godessi di ritornare in Italia, sentivo
+il peso di quel tempo triste, e appoggiato allo sportello
+del vagone, guardavo immobilmente la campagna,
+più coll&rsquo;aria di chi parte dal suo, che di chi
+abbandona un paese straniero. Arrivai senz&rsquo;accorgermene
+fin quasi alla frontiera tedesca, assorto nel
+pensiero delle fatiche, dei dubbi, degli sconforti coi
+quali avrei dovuto lottare per molti mesi in un cantuccio
+della mia cameretta per scrivere queste povere
+pagine; e solo quando un viaggiatore mi disse
+ch&rsquo;eravamo vicini alla frontiera, mi riscossi, e mi
+avvidi ch&rsquo;ero ancora in Olanda. Girai gli occhi sulla
+campagna e vidi ancora un mulino a vento. Già il
+terreno, la vegetazione, la forma delle case, la lingua
+dei miei compagni di viaggio, non eran più olandesi.
+Mi rivolsi perciò a quel mulino come all&rsquo;ul<span class="pagenum"><a name="Page_479" id="Page_479">[479]</a></span>tima
+immagine dell&rsquo;Olanda, e lo guardai colla
+medesima curiosità con cui avevo guardato il primo,
+un anno innanzi, sulle rive della Schelda. Dopo un
+po&rsquo;che lo fissavo, mi parve di veder qualcosa muoversi
+con esso nel vano delle sue grandi ali; il cuore
+mi battè più forte, guardai ancora, e vidi infatti le
+bandierine dei bastimenti, i tigli dei canali, le facciate
+a scalini, le finestre infiorate, i caschi d&rsquo;argento,
+il mare livido, le dune, i pescatori di Scheveningen,
+Rembrandt, Guglielmo d&rsquo;Orange, Erasmo,
+Barendtz, i miei amici, tutte le più belle e più nobili
+immagini di quel paese glorioso, modesto ed
+austero; e come se davvero le vedessi, vi tenni gli
+occhi fissi, con un sentimento di tenerezza e di rispetto,
+fin che il mulino non mi apparve più che
+come una croce nera a traverso la nebbia che copriva
+la campagna; e quando anche quell&rsquo;ombra
+scomparve, rimasi come chi partendo per un viaggio
+che non avrà ritorno, vede svanire la figura dell&rsquo;ultimo
+amico che lo salutava dalla riva.</p>
+
+<p class="title">
+<br /><span class="smcap">Fine.</span><br />
+</p>
+
+
+
+
+
+
+<hr class="hid" />
+
+<div class="tnote">
+<h2><small>NOTA DEL TRASCRITTORE</small></h2>
+
+
+<p>L&rsquo;ortografia e la punteggiatura del testo originale sono state
+mantenute, eccetto per le seguenti correzioni. Cliccando sul collegamento
+è possibile andare al testo corretto.</p>
+
+<ul>
+<li>
+<a href="#tn6">Pag. 6</a>: del lago di Harlem, che aveva quarantaquattro chilometri</li>
+<li>
+<a href="#tn34">Pag. 34</a>: cha val due lire e centesimi, come noi spendiamo la</li>
+<li>
+<a href="#tn56">Pag. 56</a>: quella che fa l&rsquo;una fa l&rsquo;altra; quello che il</li>
+<li>
+<a href="#tn74">Pag. 74</a>: basti dire che i barcaioli del <i>treschkuit</i>, che</li>
+<li>
+<a href="#tn80">Pag. 80</a>: in Germania, in Italia; l&rsquo;Hemskerk imitava il</li>
+<li>
+<a href="#tn82">Pag. 82</a>: coscenziosi che non iscordano nulla, ci mettono</li>
+<li>
+<a href="#tn90">Pag. 90</a>: che fanno gli offici di sotto; il Brouver, rappresenta</li>
+<li>
+<a href="#tn91a">Pag. 91</a>: gli assedi di Leida e di Harlem a ispirare, a</li>
+<li>
+<a href="#tn91b">Pag. 91</a>: Questa pittura così varia e così coscenziosa nel ritrarre</li>
+<li>
+<a href="#tn143">Pag. 143</a>: bianca; se son gemelli, la trina è doppia; e per alalcuni</li>
+<li>
+<a href="#tn144">Pag. 144</a>: quella casa aveva le imposte socchiuse, e mi disse</li>
+<li>
+<a href="#tn145">Pag. 145</a>: d&rsquo;Amsterdam e l&rsquo;antico lago d&rsquo;Harlem, la quale</li>
+<li>
+<a href="#tn252">Pag. 252</a>: Leida, rompendo le dighe dell&rsquo;Issel e della Mosa, e</li>
+<li>
+<a href="#tn270">Pag. 270</a>: trionfi da tavola, di candellieri e di spegnitoi che</li>
+<li>
+<a href="#tn318">Pag. 318</a>: du Jardin, il Van Ostade, il Cuip, il Metzu, il Van</li>
+<li>
+<a href="#tn323">Pag. 323</a>: che restituì la pace all&rsquo;Europa dopo la guerre</li>
+<li>
+<a href="#tn348">Pag. 348</a>: muro, parevano d&rsquo;argento. Il cammino era un vero</li>
+<li>
+<a href="#tn349">Pag. 349</a>: cavallo, è probito di stare in sella, e bisogna condurlo</li>
+<li>
+<a href="#tn358">Pag. 358</a>: Zaandam è un grande Broek, meno puerile è più</li>
+<li>
+<a href="#tn400">Pag. 400</a>: <i>illum usque tantum natura</i>, come dice Tacito;</li>
+<li>
+<a href="#tn408">Pag. 408</a>: <i>fama super etera notus</i>.</li>
+<li>
+<a href="#tn418">Pag. 418</a>: gli espressi la mia infinita gratitudine con un diluluvio</li>
+<li>
+<a href="#tn422">Pag. 422</a>: in un città come Harlingen, tutta casette liliputtiane,</li>
+<li>
+<a href="#tn424">Pag. 424</a>: di verde chiaro, di tutti i colori di Broeck. I</li>
+<li>
+<a href="#tn446">Pag. 446</a>: senz&rsquo;accorgemene, un atto che voleva dire che ero</li>
+<li>
+<a href="#tn462">Pag. 462</a>: la pulizia degna di Broeck; nulla di strano nelle</li>
+<li>
+<a href="#tn473">Pag. 473</a>: popolazione dell&rsquo;Olanda ne alimenta il focolare</li>
+</ul>
+
+
+<p>Si dà di seguito un elenco delle grafie alternative mantenute nel testo:</p>
+
+<ul>
+<li>
+Backhuizen / Backuisen</li><li>
+Barendtz / Barenz</li><li>
+Barneveld / Barneveldt / Barnevelt / Barnewelt</li><li>
+Bies-bosch / Biesbosch</li><li>
+Dow / Dou / Dov</li><li>
+Enckhuisen / Enkhuisen / Enkhuizen</li><li>
+Hoorn / Horn</li><li>
+Medemblik / Medenblik / Medenblick</li><li>
+Metsu / Metzu</li><li>
+Middelburg / Middlebourg</li><li>
+Naaldvijk / Naaldwijk</li><li>
+Nieuwdiep /Nieuwediep</li><li>
+Ruysdael / Ruysdaël</li><li>
+Scheveningen / Scheveningue</li><li>
+Waal / Vaal</li><li>
+Werf / Werff</li><li>
+Wouvermans / Wouvermam / Wouvermann</li><li>
+Zaandam / Zandam</li>
+</ul>
+</div>
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Olanda, by Edmondo de Amicis
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK OLANDA ***
+
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+
+1.F.
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+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
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+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
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+
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+concept of a library of electronic works that could be freely shared
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+
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