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| author | Roger Frank <rfrank@pglaf.org> | 2025-10-15 02:47:57 -0700 |
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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Una notte bizzarra + +Author: Anton Giulio Barrili + +Release Date: August 8, 2009 [EBook #29636] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK UNA NOTTE BIZZARRA *** + + + + +Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by The Internet Archive/Canadian Libraries) + + + + + + + + CAPITAN DODERO + + + + UNA NOTTE BIZZARRA + + + + NOVELLE + + DI + + ANTON GIULIO BARRILI + + + + Settima edizione. + + + + + MILANO + + FRATELLI TREVES, EDITORI + 1881. + + + + + PROPRIETÀ LETTERARIA + + + + Tip. Treves + + + + + + UNA NOTTE BIZZARRA + + + + +A LUIGI MORANDI + + +_La è proprio una inezia, frutto di tre giorni di lavoro, che intitolo +a te, giovine amico e compagno d'armi; ma sappi che fu un gaio lavoro +campestre, e lavoro gaio riesce facile, e val meglio assai che sudato, +ma uggioso._ + +_Nè paia fuor del naturale a te, nè ai lettori cortesi, che i +personaggi della mia novella s'innamorino in una notte. Anco a non +volerne cercar la ragione, la scusa, nella novità de' casi narrati, io +so che la cosa non è poi tanto difficile, io che ti ho per la prima +volta veduto, ed amato come fratello, in un giorno. Tu dirai che, +anche là, era quistione d'urgenza, imperocchè chi poteva morire il +giorno di poi non avea tempo da perdere. Or dunque, concediamo la +parte loro agli eventi, e non se ne parli più, se non per ricordare +che l'amicizia, nata e cresciuta in un giorno, ha da fortificarsi in +tutti que' molti, o pochi, che ci comporranno la trama della vita._ + + Di Genova, il 19 di Luglio del 1868. + + ANTON GIULIO BARRILI. + + + + +I. + + +Era la notte dal 12 al 13 di gennaio 1857, e per la via Assarotti, a +Genova, soffiava un vento come suole soffiare in quest'ampia via, +quando Eolo scatena uno de' suoi sudditi sulla regina del Tirreno. + +È tramontana? è scirocco? è libeccio? Non ne sapete nulla. Esce, non +si sa da dove, e v'investe da tutte le parti. Guai allo scribacchino +municipale che si lascia cogliere ad occhi aperti, perchè risica di +andare a palazzo Tursi colla polvere negli occhi, di non veder più lo +scrittoio e di dover chiedere una licenza di ventiquattr'ore, che il +capo uffizio non è sempre disposto a concedere! Guai alla signora, che +non sta attenta a raccogliersi la veste dattorno, perchè il vento è +curioso di segreti e, quel che è peggio, ama troppo di propalarli ai +viandanti. + +Ma perchè sto io a discorrervi del vento? La storia che vi racconto +non occorre in mezzo alla strada, ma in un elegante quartierino al +terzo piano del secondo palazzo a sinistra. + +Abita colassù, cioè, dico male, abitava nel gennaio 1857 il +protagonista del mio racconto, uomo sui trentaquattro, laureato in +leggi, scapolo, non brutto, nè antipatico, e con ventimila lire +d'entrata. + +Trentaquattro anni son forse troppi; la laurea in leggi non è nulla; +ma l'essere scapolo, non brutto nè antipatico, e l'avere ventimila +lire d'entrata, è già molto per esser felici, quando si abbiano +desiderii modesti. + +Pure, Roberto Fenoglio non era felice; si annoiava da mattina a sera, +da sera a mattina. Aveva buoni e gioviali amici, ai quali imprestava +spesso del denaro, e che qualche volta glielo restituivano; una +vecchia governante che non gli dava molestia; un cuoco che non lo +derubava; un cavallo proverbiale per la dolcezza del suo trotto; uno +scanno a teatro senza noiosi vicini; e tuttavia non era felice, e si +annoiava maledettamente. + +Aveva provato a fare qualcosa, ad occuparsi; ma nessuna occupazione +gli andava a' versi, e a breve andare se n'era stancato. Ma queste +cose le mie belle lettrici le udranno dalla sua bocca, imperocchè io +lo presento loro nel primo salotto del suo quartierino, alle tre dopo +mezzanotte, vestito da cinese, in atto di congedare uno sciame di +giovinotti e di allegre mascherine. + +Perchè vestito da cinese? perchè quelle mascherine? + +Roberto Fenoglio aveva raccolto in casa sua quella sera tutti i suoi +amici, tanto per passar la noia in compagnia. S'era suonato, ballato e +cenato, colla massima libertà ed allegrezza. Le dame non erano severe, +nè contegnose. Il rispettabile corpo di ballo del teatro Carlo Felice +aveva dato il suo meglio a quella festa; le mammine erano sazie e +contente; le silfidi, contente e non sazie, domandavano un'altra festa +come quella che Roberto Fenoglio aveva dato loro, con tanta +splendidezza di mandarino annoiato. + +Le allegre mascherine se ne andavano, accompagnate dai fidi cavalieri, +ben chiuse nei loro accappatoi, per custodirsi dal vento, che si udia +zufolare di fuori; se ne andavano giù per le scale, ridendo e +cinguettando come uno stuolo di passere, o di cingallegre, e destando +tutto il pacifico vicinato. + +Il tranquillo berretto di cotone si rizzava commosso dalla +rimboccatura del letto matrimoniale, e chiedeva: + +--Che cos'è quest'allegro rumore? Ah, capisco; si balla dall'avvocato +Fenoglio. + +E un sospiro mal represso chiudeva la frase. E lì, una cuffia lavorata +all'uncinetto si rizzava a sua volta, per soggiungere: + +--Ma come fa l'avvocato Fenoglio a dar delle feste da ballo, egli che +non è ammogliato? Quali signore possono andare in casa sua? + +Domanda, questa, a cui il berretto di cotone non rispondeva, e si +voltava dall'altro lato, tirandosi la rimboccatura del lenzuolo fin +sopra il becchetto. + +La cuffia intanto pensava, pensava.... che cosa pensava? forse, che il +berretto di cotone non era la più bella cosa del mondo. E il berretto +di cotone, dal canto suo, fantasticava una serie di variazioni su +questo tema: «beato Fenoglio! egli l'ha indovinata davvero!» + +Lasciamo pensare, fantasticare e riaddormentarsi da capo questi due +malinconici simboli dell'Imeneo, e torniamo al nostro protagonista, +che, ritto nel salotto, si volgeva a Felice Magnasco, ultimo rimasto +de' suoi convitati, per dirgli, con piglio di burlesca cerimonia +cinese: + +--_A-ing-fo-hi_! + +Felice Magnasco, un giovinotto elegante ed attillato, come ogni figlio +d'Adamo che usi farsi vestire (o spogliare) da un sarto di grido, +diede una crollata di spalle, che fece far due grinze al suo abito +nero, e rispose: + +--Orvia! Gli è così che tu accomiati il tuo amico migliore? + +--Sto in carattere,--soggiunse Fenoglio.--Non ti pare che io sia un +bel mandarino cinese? + +--Al diavolo la Cina!--proruppe l'altro,--io preferisco la tua cena. + +--Oh bello, bello, stupendo! Ripetilo, Felice, te ne prego. + +--Che cosa? + +--Il tuo bisticcio. Sai che amo i bisticci, come tu le bistecche.... +Ah, ah! che te ne pare del mio? Gli è un po' stiracchiato, come le mie +braccia, tutta questa sera, per effetto della noia. + +--Tu sei dunque annoiato? + +--Sì, Felicino, pur troppo; il figlio della luna, il cugino del sole, +s'è maledettamente annoiato. + +--Male! io mi son divertito. È vero che le spese non le ho fatte io, e +piacere che non sente il rame è pretto piacere. Che ottima cena! Viva +te, Roberto primo ed unico della tua dinastia! Viva il tuo vino, i +tuoi tartufi! e le tue _bajadere_. Che vispe ragazze! Oh non sai tu, +che, se non era il pensiero della mia bella cugina, io questa sera ne +sposavo una, senza tanti preamboli? + +--Ti ringrazio per lei della tua buona intenzione,--rispose, +spalancando le fauci e tendendo le braccia, il buon mandarino,--e ti +ringrazio per me, se non sei costretto a sbadigliare, come io faccio +in questo punto per la millesima volta. + +--Ma che diamine ti saltò in mente di vestirti a quel modo e di +costringerti a non metter fuori che cinque o sei monosillabi? + +--Compatiscimi, Felicino! Ho pensato che, essendo i cinesi il popolo +più cerimonioso del mondo, io, come cerimoniere di casa mia, non +potevo fare a meno di vestirmi da mandarino. Ora tu m'hai veduto ed +udito; non ho fatto altro che dire _A-ing-fo-hi_, che in cinese, io +credo, significa: son molto lieto di vedervi. + +--E i tuoi convitati,--soggiunse ridendo Felice,--ti hanno trovato +compitissimo.-- + +Roberto Fenoglio si lasciò cadere con aria stanca sul canapè. + +--Tu mi consoli, amico!--diss'egli, dopo un lungo sospiro.--Morrò +almeno contento dell'altrui contentezza. + +--Che diamine dici? Sei tu pazzo ora? + +--No, parlo da senno e del miglior ch'io m'abbia. Sentimi, Felice; io +non posso più tirare innanzi questa monotona vita. Io non faccio un +passo senza che il piede medesimo si annoi d'esser mosso. + +--Ecco una variante del _Malade imaginaire_!--esclamò Felice, in +quella che andava a sedersi comodamente in una poltrona, di rincontro +a Roberto Fenoglio. + +Questi non badò all'atto di Felice, intento com'era a rispondergli. + +--Ah sì, in tal guisa parlano i sani agli infermi. Anch'io, al +capezzale di un tisico, gli ho detto un giorno: ma che diamine parlate +voi di morire? Avete le guancie colorite come una mela. E dieci giorni +dopo era morto. + +--Dilla su dunque una volta, questa tua malattia, ed io farò di +trovarti un buon medico. + +--Ah ci vuol altro che un medico! La scienza non conosce il mio male, +non lo ha classificato ancora ne' suoi libri; ma esso esiste, esso è +là dentro. + +--Dove? + +--In quell'orologio a pendolo. Esso ne è il simbolo parlante, esso il +complice infame. Non odi? tran.... tran.... tran.... Maledetto! È lui +che ci misura la vita e ce la fa mandar giù in ventiquattro pillole al +giorno; è lui l'omeopatico che ci tiene a bada con sessantesimi d'ora, +con sessantesimi di minuto, e ci fa morire con dosi infinitesime; è +lui.... Insomma, che ti dirò? Io odio gli orologi. Giovinetto ancora, +io già presentivo la guerra che m'avrebbero mossa questi nemici +dell'umanità, e mi vendicavo, anticipatamente, mandandoli, l'un dopo +l'altro, al Monte di pietà. Adesso, si è uomini sodi, padroni di sè e +delle sue ventimila lire d'entrata, e queste vendette bisogna +lasciarle in disparte. Ma io troverò pure uno spediente; metterò, non +foss'altro, un premio di mille lire per colui che scriverà un libro +contro gli orologi, da camera e da tasca, pendoli, cronometri, +ripetizioni, cilindri, saponette, áncore, castelli, ecc., ecc., e +proverà che il loro inventore è stato un cattivo arnese.... un +briccone.-- + +In quella che l'avvocato Fenoglio tirava giù con burlesca gravità +contro i poveri orologi, Felice aveva cavato il suo dalla tasca del +pianciotto e ne faceva scattare il coperchio d'oro. + +--O il tuo va male, o il mio;--disse egli.--Son già le tre e mezzo del +mattino, e debbo ancora chiederti un servizio innanzi di andarmene.-- + +Ma Fenoglio non gli dava retta; aveva veduto l'oriuolo di Felice e +volea rompergli una lancia addosso. + +--Ah, _tu quoque, Brute_? E tu sei un uomo che si diverte? col nemico +in saccoccia? + +--Che vuoi? è la consuetudine. E poi, non si è mica schiavi del +proprio orologio! Il mio, come quello di tutti i figli di Adamo, va +bene una volta all'anno. Io lo consulto per passatempo; egli fa a modo +suo, io al mio, e andiamo d'accordo come marito e moglie. Ma tu, +piuttosto, perchè non rompi il tuo, e non te lo levi dai piedi? + +--Bravo! e la gente di servizio? Esso è in casa un arnese necessario, +fatale, come la noia per me; il suo _tran tran_ ha dato la misura al +tran tran della mia esistenza. Rompessi anche il pendolo, la mia vita +monotona suonerebbe, io credo, le ore e i quarti d'ora in vece sua. Oh +Felice, felice te che non ti annoi! + +--E non mi avverrà mai fin ch'io viva:--rispose Magnasco;--io ho per +cotesto un segreto infallibile. + +--Dove si vende? ch'io vo subito a comperarlo, senza nemmanco levarmi +questa zimarra di dosso.... + +--Oh, non tanta furia! Tu non hai bisogno di andare dallo speziale per +questo. Fa a modo mio; abbandonati all'ignoto. Non chiedere mai a te +stesso: «che cosa debbo io fare quest'oggi, per passar mattana?» Vedi, +Fenoglio; io non mi sono mai così divertito, come un giorno che uscii +di casa nell'intento di annoiarmi. Lascia operare il caso. Passi per +una strada? Non isvoltare alla solita cantonata; va innanzi. Là +troverai quell'amico che andavi cercando al caffè, e che, svoltando +alla cantonata anzidetta, non avresti trovato di certo. Là vedrai una +bella merciaia, che ti venderà un fazzoletto, mezzo seta e mezzo +cotone, che regalerai poscia alla cameriera della tua bella, col +risparmio di tre lire. Là vedrai una sconosciuta; la seguirai, e ti +buscherai un dolce sorriso da lei, o un duello coll'amante; le quali +cose ti condurranno in un altro ordine di pensieri e di conoscenze, +che tu non avevi, uscendo di casa, e che potranno anche mutare del +tutto il tuo sistema di vita. Insomma, non ragionare innanzi di fare, +ragiona dopo; non andar colla testa, ma coi piedi; fa conto insomma di +giuocare a mosca cieca. + +--Ma....--soggiunse Roberto Fenoglio,--e se dò del naso in qualche +spigolo?.... + +--Gli è,--rispose gravemente Magnasco,--uno tra gli sconci di questa +teorica, per altro bellissima. + +--Orbene, mi proverò;--disse Roberto. E intanto si stiracchiava sul +canapè, sbadigliando di bel nuovo. + +Felice se ne avvide e fu sollecito ad alzarsi. + +--Il tuo sbadiglio,--diss'egli,--mi prova che debbo partire. Diamine! +le quattro suonate! Ed io già avevo dimenticato lo scopo della mia +fermata! Fenoglio, sai? debbo chiederti un servigio.... + +--_In manus tuas, domine._ Ti occorre denaro? Bada che non potrei oggi +imprestarti più di duemila lire. + +--Che! non ho bisogno di denaro, sibbene di un servigio assai più +rilevante e più delicato. + +--Un duello? + +--Quasi; vo' prender moglie. + +--Ah, per tutti i diavoli! _e come e quando nacque tal fiamma in te!_ + +--La storia sarebbe troppo lunga a raccontarsi ora,--rispose +Magnasco,--ed io ho bisogno di riposare almanco tre ore, innanzi di +tornare da te. + +--Tornare! ma come? perchè? + +--Eccoti il negozio in poche parole. Io ho una cugina.... + +--La vedova? + +--Per l'appunto; la conosci forse? + +--No, in fede mia; me ne hai parlato tu stesso qualche volta, e ancora +poco fa, mi dicevi.... + +--È giusto, vedi che bestia! Or dunque, mia cugina, la vedova, è una +crudele quanto adorata beltà, e quando io le parlo di amore, ella si +mette a ridere. Io le accenno cori, ed ella mi risponde picche. + +--Che c'entro io nel vostro _tresette_? + +--Tu puoi venire da lei; le ho già parlato di te, come d'uomo a modo, +rispettabile, assennato.... + +--Ti par proprio ch'io sia tutto ciò; Felicino? + +--Io ti presento a lei,--proseguì, senza turbarsi, Magnasco,--e tu +perori la mia causa; non subito, ci s'intende, ma a poco a poco, con +delicate entrature.... mi capisci? Colla tua parlantina di Cicerone, +puoi essermi molto utile. Le fai vedere che buon partito sarebbe per +lei sposare un giovane par mio, gentile di modi, dolce di umore, e +molto avveduto in materia d'interessi.... + +--E ti par proprio d'essere tutto ciò, Felicino?--chiese Roberto +Fenoglio. + +Felicino anche qui fece orecchie da mercante, e tirò innanzi nella sua +orazione. + +--Mia cugina è ricca, e il suo fattore la deruba a man salva, la +spoglia.... + +--Ah! codesto gli è grave!--interruppe Fenoglio,--spogliarla eziandio? +Questo è un cumulare gli uffici di fattore e di cameriera, e capisco +che, se la cugina è bella, siccome m'hai detto, ti spiacerà +maledettamente che altri faccia questo uffizio presso di lei. Ah, ah, +che te ne pare di questo? + +--È stiracchiato più degli altri;--rispose Felicino.--Ma dunque, vuoi +rendermi questo servigio? + +--Ci stavo appunto pensando. Tu vuoi far di me una specie di Barbiere +di Siviglia..... + +--Potresti supporre che....? + +--Altro che supporre! lo credo, lo vedo; ma non importa. Se pensi che +i miei talenti oratorî possano giovarti presso di lei.... Ah, +Felicino! io ero nato per essere oratore! Basta, ti servirò; tu mi hai +dato il tuo specifico contro la noia, io ti son debitore del +ricambio.... se pur lo sarà! A che ora si va da lei? + +--Sul mezzogiorno; ella è mattiniera come una allodola. Io dunque +verrò da te alle dieci: ti vesti, andiamo ad asciolvere insieme, e +poi, a piccoli passi, verso il tempio della diva. Addio, dunque, e +rammenta i miei consigli.... + +--Abbandonarsi all'ignoto....--disse Fenoglio. + +--Sicuro;--soggiunse Magnasco,--lasciare operare il caso.... + +--E ragionar co' piedi;--conchiuse l'altro.--Non dubitare, Felicino, +ti imiterò fedelmente, servilmente, e comincierò a ragionare in tal +guisa, facendo il tuo elogio alla bella cugina. + +--Se' arguto, per un mandarino! + +--_A-ing-fo-hi!_--rispose con piglio di umiltà reverente Roberto +Fenoglio,--_A-ing-fo-hi._ + +--Che in cinese significa.... + +--Amico, te ne ringrazio di cuore. + +--La si tira per tutti i versi, quella tua + frase.... + +--Ah, che vuoi? la è una delle prerogative della lingua cinese.-- + +E così, giostrando a sciocchezze, si separarono. + +--Stattene a tuo bell'agio sdraiato,--disse Felicino a Roberto, che +voleva alzarsi per accompagnarlo in anticamera:--conosco la strada; +tirerò l'uscio dietro di me. + +--_Fiat voluntas tua!_--rispose Roberto, a cui in quell'ora la +posizione orizzontale era dolce come a Magnasco il pensiero di sposar +sua cugina, o, per dir meglio, le sue cinquecento mila lire. + +Alle quali cose pensando, e al soccorso che gli avrebbe prestato +Fenoglio contro la ostinata resistenza della cuginesca cittadella, +Magnasco se ne andò col cuore contento e il piè leggiero. + +E andandosene, trasse l'uscio dietro a sè, siccome aveva detto a +Fenoglio; ma non badò punto a sincerarsi se la stanghetta della toppa +a sdrucciolo, che chiudeva la porta del suo amico, avesse battuto +nell'orlo della bocchetta, per modo da cacciarvisi dentro e chiuder +davvero. + +Oh dio Caso, eccone delle tue! + + + + +II. + + +Roberto Fenoglio, come vi ho detto, era rimasto sdraiato sul suo +canapè; un soffice canapè foderato di velluto, dal quale io, se ci +fossi stato, non mi sarei mosso neanco per andare a nozze, e metto +pegno non vi sareste mosso voi, cortese lettore, neanco per mandare a +comperare il libro che mi dà modo di ragionare con voi. + +L'annoiato mandarino stava fantasticando, tra la veglia e il sonno, +intorno ai consigli di Felice Magnasco. + +--Vedete mo che ingegno ha quel capo ameno di Felicino! Egli è giunto +a sciogliere un problema, pel quale io mi vo beccando da dodici anni +il cervello. Abbandonarsi all'ignoto, lasciar operare il dio Caso, +ragionare co' piedi, equivale a sfuggire il _tran tran_ della vita. +L'equazione è perfetta, e un matematico non ci troverebbe nulla a +ridire. Applichiamola dunque!... E prima di tutto, che cosa farò io +tra dieci minuti? che bestia! cominciavo a ragionare! non debbo, non +voglio sapere, che cosa farò tra dieci minuti.... Auf! che sonno! +andiamo a dormire; sarà la miglior cosa che io possa fare. Felicino +dovrà tornare stamane per condurmi dalla sua bella cugina, e non posso +andare da lei morto dal sonno. E da capo! No, io non debbo andare a +dormire; la è cosa troppo usuale; io ricasco nella consuetudine, e +questa io debbo sfuggirla ad ogni costo. Eccomi qui, su questo +canapè... Ci sono a caso.... Chi ardirebbe asserire che io non ci sono +per mero caso? Che cosa mi accadrà egli di nuovo su questo canapè? +L'ardua sentenza ai posteri. Che sonno! andrei volontieri a letto.... +Ma via, Fenoglio, non lasciarti così vilmente sopraffare dalla +ragione! Si direbbe che hai paura dell'ignoto. Chi è questo signor +ignoto?... È brutto o bello? E la cugina di Felice, è bella davvero +come ei la dipinge? O non l'ama piuttosto per le sue ricchezze? Già, +volere o non volere, il denaro si ficca sempre dappertutto. Diciamo di +no; sacramentiamo che non è vero; ma la ricchezza comanda agli occhi +del nostro corpo, come a quelli della nostra ragione.... Ma chi sa? +potrebbe anco esser bella, questa cugina!... + +Lettrici e lettori, io vi fo grazia di tutte le altre considerazioni +scucite del mio protagonista. La pigrizia, più assai de' consigli +dell'amico, lo aveva tenuto sul canapè, dove, pochi minuti dopo, egli +era rimasto assopito. + +Non vi giurerei che le copiose libazioni dello sciampagna spumante non +c'entrassero anch'esse per una larga porzione. Roberto Fenoglio era +uomo che non disprezzava punto il bicchiere, e quella notte, poi, in +mezzo ad una brigata di capi scarichi e di gaie alunne di Tersicore, +egli aveva pensato a dare il buon esempio, bevendo allegramente per +quattro. + +Dormi, Fenoglio; dormi, mandarino annoiato; il tuo sonno non vuole +durar molto. + +Imperocchè, voi già lo avete indovinato, belle lettrici e lettori +cortesi, io non lo lascierò solo sul suo canapè, e non prolungherò la +_scena muta_ oltre i confini della vostra pazienza. + +Venite con me verso l'uscio di casa. Non udite su per le scale un +muover di passi frettolosi e leggieri? Non abbiate timore di ladri; +insieme co' passi, s'ode il fruscìo di una veste di seta. + +Chi è questa donna che sale, o, per dir meglio, che vola, sfiorando +appena del piede e del lembo della sua veste gli scalini, e si ferma, +si rannicchia spaurita, tremante, ansante, sul pianerottolo, vicino +all'uscio semichiuso di Roberto Fenoglio? + +Aspettate, e lo saprete. La bella incognita (imperocchè essa è bella, +ed io già lo so, quantunque siamo tuttavia al buio), la bella +incognita, dico, rattiene colassù la sua corsa, e raccolte intorno a +sè le larghe pieghe del suo accappatoio di seta, tende l'orecchio per +cogliere ogni più lieve rumore che possa giungere dal basso. Non ode +nulla, e le si allarga il cuore; perciò, fattasi più animosa, si +attenta di sporgere il capo sulla ringhiera.... Ma ohimè! Appunto +allora comincia ad udirsi giù in fondo alle scale uno stropiccìo di +piedi, quindi un rumore confuso a cui tien dietro lo scoppiettìo di un +zolfanello strofinato su d'una ruvida superficie, e un raggio di luce +balena dal pozzo della scala. + +La povera bella si rannicchia da capo nel suo angolo, ma non istà +ferma al suo posto neppure un minuto secondo. + +--Dio mio! come fare?--ella mormora tra sè,--dove potrò salvarmi!-- + +Tremante, confusa, ella si avanza a tentoni, brancicando verso la +parete, come per cercare le imposte di un uscio; che certo ha da +trovarsi su quel pianerottolo. Ella suonerà, domanderà soccorso.... ma +giungeranno in tempo ad aprirle? Chi sa? intanto ella va cercando +colle mani il vano di quest'uscio e la corda del campanello, ma senza +pro. La sua manina leggiadra (io lo so, quantunque siamo al buio, e la +conoscerei tra mille), la sua manina leggiadra, dico, erra un tratto +nel vuoto, quindi urta in uno dei battenti dell'uscio; ed oh +maraviglia! il battente si apre da sè, e il pianerottolo si rischiara +d'un subito, all'interna luce dell'anticamera di Roberto Fenoglio. + +Benéfici effetti della trascuratezza di Felicino Magnasco, che non +aveva badato a far scorrere la stanghetta della toppa a sdrucciolo +nella sua rispettiva bocchetta! Oh caso, caso! E i filosofi verranno +poi a sostenere che esso non è l'ordinatore, anzi l'azzeccagarbugli +delle umane vicende? + +La povera bella fu, sulle prime, come sbigottita da quello aprirsi +improvviso dell'uscio, al semplice tocco delle sue dita. Quel +quartierino aperto, e in apparenza deserto, le metteva paura. Tremò +tutta dal capo alle piante, e si ritrasse fin presso la ringhiera. Ma +di là tornava ad udire il rumore dei passi, e al rumore dei passi si +mescolava il discorso di due persone che salivano, del qual discorso +giunse fino a lei spiccatamente una frase: _andiamo su, ella non ci +sfugge di certo_. E allora la poverina si fece animo, guardò in alto +come per chieder protezione dal Cielo innanzi di commettersi +nell'antro ignoto di quel quartierino, che si schiudeva luminoso a' +suoi occhi, e si buttò perduta nell'anticamera. La sala era deserta; +imperocchè l'unico servitore di genere mascolino che fosse in quella +casa, trattandosi di una festa un tal po' scapigliata, aveva avuto +licenza di andarsene a letto dopo l'ultima versata di sciampagna, e la +licenza gli era paruta un comando. La bella sconosciuta non ardì +nemmeno richiuder l'uscio; chè le sembrava di cadere di Scilla in +Cariddi, e non voleva precludersi la ritirata da un male peggiore. Si +inoltrò guardinga fino ad una portiera di seta azzurra; stette incerta +un tratto, quindi si provò a sollevarla dolcemente, sporse la sua +testolina nel vano, e le si parò davanti agli occhi lo spettacolo del +mandarino dormente. + +--Ah? Che vuol dir ciò?--chiese tra sè, con atto di meraviglia, la +sconosciuta visitatrice. Di maraviglia, notate, non di paura! + +Un uomo che dorme non fa paura ad una donna. Giaele, Giuditta, e tante +altre donne famose di quella risma, ne fanno testimonianza non dubbia. +La nostra sconosciuta, che non aveva nè chiodi di configger nelle +tempia a Sisara, nè testa da troncare ad Oloferne, e che però ci aveva +la coscienza tranquilla, dopo quel primo atto di meraviglia, compose +le labbra ad un sorriso; un bel sorriso, in fede mia, e che +illeggiadriva di molto le sue bellissime labbra. + +Essa era bella, mio candido lettore, bella quasi come voi, mia adorata +lettrice. Qui, poichè siamo alla luce dei doppieri (parlo in poesia, +ma in umile prosa bisognerebbe dire di una lucerna Carcel), cadrebbe +in acconcio uno scampolo di descrizione della sua ammirabile bellezza. +Ma siccome non ho tempo da perdere, lascio che ve ne formiate voi un +concetto colla fervida immaginazione, mio candido lettore, e che ve la +raffiguriate voi, guardandovi nello specchio, mia adorata lettrice. + +--Un cinese?--pensò la sconosciuta, guardando Fenoglio.--O dove +diamine son capitata? E nessun altro in questa casa.... non una donna +a cui volgermi.... E quei due che salgono le scale!... Dio mio che +faccie sinistre! E come mi correvano dietro! Ah! essi sono già qui, +sul pianerottolo.... urtano nell'uscio.... Ma io non l'ho chiuso, non +l'ho chiuso! E come fare adesso? Signore! signore!-- + +Ma sì, chiamalo, Roberto Fenoglio aveva legato l'asino a buona +caviglia, e non dava segno di volersi svegliare. + +Ella ripetè, collo stesso tono di voce sommessa con cui aveva +cominciato a chiamarlo: signore! signore! + +--_A-ing-fo-hi!_--borbottò nel sonno il bravo mandarino Fenoglio. + +Cotesto non era rispondere, siccome ognun vede. La povera bella, +sgomentata dal rumore che si faceva sul pianerottolo, ebbe ricorso ad +uno stratagemma simile a quello del fagiano quando tenta di +nascondersi agli occhi del cacciatore, ficcando la testa sotto un'ala; +buttò l'accappatoio sotto una poltrona, che stava di fianco al canapè +del mandarino, e si lasciò cadere su quella poltrona, rimanendovi +supina in atto di donna dormente. + +--Ohè, Piccione! una porta aperta.... + +--Vedo bene; la sarà entrata qua dentro, la fuggitiva. + +--Impossibile! Avrebbe badato a chiudere l'uscio dietro di sè. Qui c'è +un altro negozio.... un furto consumato.... + +--Ragione di più per entrare! + +--Sicuro, entriamo! + + + + +III. + + +Questo dialogo avveniva sul pianerottolo, tra i due persecutori della +bella sconosciuta, i quali non erano altrimenti due Adoni da +quadrivio, sibbene due sergenti di Questura, il Negri e il Piccione. + +Lo strepito dei loro passi mascolini nell'anticamera e il percuoter +delle loro daghe contro le masserizie, fecero quello che non aveva +potuto ottenere la vocina della sconosciuta; vo' dire che destarono +dal sonno l'avvocato Fenoglio, il quale balzò in piedi dal suo canapè, +e vedendo alzare la portiera di seta e un braccio e una gamba +introdursi nel salotto, urlò prontamente: _ai ladri!_ e diè di piglio +ad una sedia di Chiavari, per servirsene come di una mazza ferrata +contro gl'invasori del suo domicilio. + +--Si cheti, signore, si cheti!--disse il Negri facendosi innanzi.--Noi +non siamo ladri, nè gente che le voglia far del male. Guardi alla +nostra divisa.... Ma chi vedo? il signor avvocato.... + +--Roberto Fenoglio in carne ed ossa,--rispose Fenoglio, che a sua +volta aveva riconosciuto i sergenti;--ma che cosa vogliono le signorie +loro a quest'ora, in casa dei pacifici cittadini? + +--Oh, la ci scusi, signor avvocato. Aveva l'uscio + aperto.... + +--Amico mio,--disse una vocina sottile che fece balzare due passi +indietro il mio protagonista,--gli è stato di certo quel briccone di +Battista, che va a ciaramellare di notte colla cameriera del quinto +piano. Bisogna scacciarlo dal nostro servizio, non è egli vero? + +--Si certo, lo scaccieremo!--rispose Fenoglio. + +E intanto guardava, con aria da melenso, ora i sergenti, ora la +sconosciuta, che lo aveva chiamato «amico mio.» + +--Non vorremmo aver cagionata la disgrazia di un povero +servitore....--si provò a dire il Piccione. + +--Che! che!--ripigliò la signora.--È un fannullone, un che so io; non +è egli vero, Roberto? + +--Sì, un briccone, un ladro, un assassino!--soggiunse Fenoglio, il +quale non sapeva più quello che si dicesse. + +--Oh, in tal caso,--disse il Negri,--con licenza di Vossignoria, lo +arresteremo. + +--Sì, arrestatelo.... cioè, no, lasciatelo stare, povero diavolo! Son +questi i miei modi di dire.... io non uso chiamare con altri nomi la +mia gente di servizio.... + +--Egli bisogna tuttavia che tu gli tolga questo mal vezzo, Roberto +mio!--disse la donna, mettendo con leggiadra dimestichezza il suo +braccio sotto quello di Roberto Fenoglio.--Dimmi, non è egli vero che +tu contenterai in ogni cosa tua moglie?-- + +Fenoglio aveva l'aria di cader dalle nuvole. Si lasciò mettere il +braccio di lei sotto il suo; anzi, posso giurarvi che, galante +com'era, anco nei momenti più difficili, curvò con bel garbo il +gomito, per accogliere il dolcissimo peso. Quel braccio si appoggiò +sul suo con una pressione particolare, che parea dirgli: «tenetemi +bordone, per carità!»; gli occhi della sconosciuta si volsero languidi +a cercare una buona risposta ne' suoi; la sconosciuta era bella, assai +bella; il contatto della sua aggraziata persona gli recava una +commozione subitanea per tutte le vene, insomma, il sangue non è +acqua, siamo tutti uomini, e Roberto Fenoglio rispose: + +--Si, moglie mia, farò di contentarti.-- + +Tutto ciò era avvenuto in un batter d'occhio. Ora, accettata una +condizione di cose, bisognava andare innanzi, mettere in buona vista +tutto quel garbuglio; e Roberto, comunque fosse impacciato, ci si +provò. + +--Vedete un po' che bel caso!--disse egli, voltandosi ai +sergenti.--S'era suonato e ballato.... una festicciuola tra amici.... +ai quali avevo fatto conoscere mia moglie.... + +--Ah sì!--interruppe il Negri.--Ella è ammogliato di fresco; noi nol +sapevamo neppure.... + +--Infatti,--disse Fenoglio,--io non ne avevo dato notizia a nessuno. + +--Un matrimonio _al gran destino_....--entrò a dire con aria peritosa +il Piccione. + +--Come sarebbe a dire; al gran destino? Vorrete dir clandestino? +Sicuro, ho fatto un matrimonio clandestino; ma ora l'abbiam propalato; +tutti gli amici, i parenti, Genova tutta lo ha da sapere.-- + +Così dicendo, Roberto Fenoglio si volse a guardare la sua improvvisata +metà, che lo ricompensò delle sue parole con uno sguardo d'ineffabile +tenerezza. + +--Che io possa morire, se ne capisco un'acca!--pensò egli tra sè. + +--Oh ce ne rallegriamo grandemente con Vossignoria!--disse il +Piccione, che era il più cerimonioso dei due sergenti.--E ce ne +rallegriamo anche colla sua signora.... + +--Grazie, grazie!--rispose la leggiadra donnina, accompagnando le +parole col più grazioso dei suoi divini sorrisi. + +--Suvvia, Piccione:--disse il Negri al compagno--noi adesso +disturbiamo.... + +--No, no, amici miei!--interruppe Fenoglio.--Voi non ve ne andrete +così senza aver prima bevuto un bicchiere. + +--Scusi Vossignoria: ma noi eravamo venuti in questa scala per seguire +una donna.... una.... + +--Che cosa?--domandò con molta curiosità il padrone di casa.--Avete +detto una.... Se la cosa può dirsi, finite, di grazia, la frase! + +--Oh, niente di male in quanto alla moralità personale....-- + +Fenoglio respirò a larghi polmoni. Intanto il Negri proseguiva: + +--....Insomma, debbo dirlo? Si tratta di una emissaria di Mazzini. Il +signor Questore ha saputo che questa donna, una delle più terribili +cospiratrici contro il governo, è venuta da Londra a Genova, e che +ella doveva trovarsi appunto in una casa qui presso.... Le nostre +passeggiate debbono averla messa in sospetto di qualcosa, poichè una +donna appunto (ed era certamente lei) è uscita dalla casa in discorso; +ma, inseguita da noi, s'è ficcata nelle scale di questo palazzo.... + +--Ah diamine!--esclamò Roberto Fenoglio.--E adesso come farete a +trovarla? + +--Ella a quest'ora avrà potuto ridiscendere le scale!--si affrettò a +soggiungere la signora. + +--Sicuro! dice bene la signora Fenoglio!--gridò il Piccione, +percuotendosi la fronte colla palma della mano.--Vedi che bestia siamo +stati noi altri! Ma qui bisogna correre. + +--Non tanta fretta!--interruppe ella sorridendo.--A quest'ora ella ha +potuto andare molto lunge, e come vorreste trovarla! Gli è un colpo +fallito, al quale non si rimedia, e sarà meglio vi ricordiate che il +mio Roberto vi ha pregato di fermarvi ancora pochi minuti per berne un +bicchiere. + +--La signora ha ragione!--disse il Negri con aria melanconica.--Ora, +poichè la ci è sfuggita, beviamo. + +--Signor avvocato,--ripigliò il sergente Piccione,--beveremo alla +salute della sua signora moglie, che è tanto gentile quanto bella. +Scusi, signora, il complimento, compatisca; siamo gente alla +buona....-- + +Intanto Roberto Fenoglio era andato in una camera vicina e ne tornava +con una bottiglia di Sciampagna, che fu sollecito a sturare per quei +due ragguardevoli personaggi. + +--Alla salute della signora Fenoglio!--disse il Negri, alzando il +calice spumante. + +--Che il Ciel la benedica, e le conceda una mezza dozzina di bei +bambocci somiglianti al l'ottimo avvocato Fenoglio!--soggiunse il +Piccione. + +--Grazie, amici, grazie!--rispose Fenoglio.--Noi faremo di non mandar +vani i vostri amorevoli augurii.-- + +E guardò sott'occhi la sua sconosciuta vicina, che si fe' rossa in +volto come una ciliegia. + +Intanto quei due, sebbene, dopo una seconda e una terza libazione, +avessero veduto il fondo della bottiglia, non se ne andavano ancora. +Fenoglio era sulle spine, poichè gli premeva di sapere chi fosse +quella donna, e come gli fosse capitata in casa. La donna, dal canto +suo, ci doveva avere le sue buone ragioni, per affrettare coi voti la +loro partenza. + +Il Negri, dopo una sosta di parecchi minuti secondi, così prese a +parlare: + +--Signor avvocato, la mi scusi; avrei a chiederle.... ma non mi dia +dell'indiscreto.... + +--Oh, niente affatto!--rispose Fenoglio. + +--Sì, sì, la è una indiscretezza la nostra.... ma tant'è, non possiamo +fare a meno di pregarla.... + +--Ahi, ahi!--pensò il mandarino--che cosa vuole ora costui?-- + +La povera bella, di rossa ch'ella era divenuta, si fe' più pallida di +prima. + +--Vossignoria,--proseguì il sergente, senza addarsi di nulla,--è in +relazione col nostro capo, il cavalier Gallesi.... + +--Sicuro, sono in relazione con lui, con quella degna +persona;--rispose Roberto.--Lo vedo qualche volta ed ho l'onore del +suo saluto. Ma che cosa.... + +--Ecco;--interruppe il Negri,--noi abbiamo fatto il nostro dovere, +niente più niente meno del nostro dovere.... Ma se il signor cavaliere +venisse a risapere che ci siamo lasciati sfuggire.... mi capisce? + +--Ah! sì, capisco,--disse Fenoglio, tornando a respirare +liberamente,--io non debbo dir nulla. Non dubitate, sarò muto come una +tromba.... cioè no, volevo dirle come una tomba. Che diamine! vedete +mo' come talvolta ci tradisce la lingua.-- + +Non era vero niente; Roberto Fenoglio, rasserenato dalla piega che +aveva preso il negozio, tornava ai suoi primi amori col bisticcio. + +--Le siamo riconoscentissimi della sua bontà, signor avvocato!--entrò +a dire il Piccione, colla lingua impacciata dallo Sciampagna.--In +verità non potevamo aspettarci altro da un galantuomo pari suo. Oh se +tutti fossero come Vossignoria, a questo mondo! + +--Taci là, bestione!--interruppe il Negri, che voleva schiccherare +anch'egli un complimento all'avvocato.--Se tutti fossero come il +signor cavaliere.... + +--No, no, lasciate i titoli da parte, io non son cavaliere e me ne.... +me ne.... insomma, non lo sono!--conchiuse Roberto. + +--Il governo ha torto!--sentenziò il Negri.--Io lo servo, lo rispetto +e lo venero, come è debito mio; ma egli ha torto a non far cavaliere +un personaggio come Vossignoria. Basta, io non c'entro.... Che cosa +dicevo, Piccione? + +--Dicevi che se tutti fossero.... + +--Ah si, mi ricordo; volevo dirti che se tutti fossero come il signor +avvocato, noi perderemmo il nostro pane, perchè non ci sarebbe nulla +da fare nel nostro mestiere.-- + +E accompagnate queste parole con un inchino, il Negri si congedò +dall'avvocato Fenoglio, pregandolo, scongiurandolo da capo a condonar +loro la molestia che gli avevano involontariamente recata. + +Così finì quella scena, che poteva avere ben altre conseguenze per uno +dei due personaggi rimasti. Fenoglio accompagnò i due sergenti fino +all'uscio di casa, e questa volta lo chiuse egli, colla debita +attenzione, anzi con due mandate di chiave. + +Quindi tornò nel salotto, dov'era rimasta la sconosciuta, e, giunto +sul limitare, si fermò, sporgendo il capo verso di lei, in aria d'un +maiuscolo punto interrogativo. + + + + +IV. + + +La bella ignota era caduta sulla poltrona accanto al canapè. Lo sforzo +di quella scena difficile l'aveva svigorita per modo da non sentirsi +più reggere in piedi. + +--Oh, signore!--mormorò ella, più che non dicesse--la mia +gratitudine.... + +--Nulla, nulla, non mi ringraziate!--interruppe il mandarino.--Ditemi +piuttosto, se non è un prentender troppo, chi siete voi, o signora, +voi che vi fate di punto in bianco mia moglie, mi togliete dalla +fronte quell'aureola di vergine.... e martire, la quale mi si +confaceva pur tanto? + +--Signore....--balbettò la povera bella,--o signore.... voi siete così +buono, avete un cuor così nobile.... + +--Signora, io non ho cera qui sotto le mani per turarmi gli orecchi, +come fece Ulisse, allorquando egli ebbe a trovarsi in un caso simile +al mio; ma vi giuro che, se voi proseguite a parlarmi così dolcemente, +io supplirò alla cera colla palma delle mani.-- + +E dicendo queste parole, le quali arieggiavan assai più il madrigale +che l'invettiva, Roberto Fenoglio fe' il doppio gesto di un uomo che +vuol turarsi gli orecchi. + +Era grazioso in quell'atteggiamento, il nostro mandarino posticcio; e +la signora, quantunque il momento non fosse da ciò, non potè +rattenersi dal ridere. + +--Ah, vi pigliate anche giuoco di me, bella e terribile +sconosciuta?--incalzò Roberto Fenoglio.--Avete ragione, in fede mia. +Eccomi ammogliato senza saperlo, e con chi? con una donna +_contemplata_ dall'articolo 185 del Codice penale. + +--Oh!--esclamò la signora alzandosi in piedi. + +--Non vi adirate per sovra mercato, signora!--fu sollecito a +soggiungere Fenoglio.--L'articolo 185 non può offendere la dignità +della donna. Ma in fine, i fatti _enunciati_ vi accusano; la +prevenzione è contro di voi. Chi inseguivano quei due degni tutori +dell'ordine pubblico, se non voi? se non una.... _horresco +referens_.... una rivoluzionaria? + +--Mio buon signore,--disse la sconosciuta, accennandogli con atto +leggiadro, che volesse chetarsi un tratto,--io vi prego, per quella +cortesia che m'avete dimostrata fin qui, ad usar pazienza ancora un +tantino. Tutto quello che è avvenuto stanotte ha bisogno di una +spiegazione, e voi, gentile come siete, mi darete agio ad esporre le +mie ragioni. + +--Tolga il Cielo che io voglia condannarvi senza ascoltarvi--rispose +Roberto Fenoglio.--Non siamo più ai tempi della inquisizione, la Dio +mercè, ed io son qui tutto orecchi ad udirle, queste vostre ragioni. + +--Or bene, signore, parlerò.... Ma anzitutto, voi siete un gentiluomo, +e.... + +--E me ne vanto, signora! Ho sempre saputo custodire i segreti che mi +furono confidati, e tanto più facilmente, in quanto che io sono l'uomo +più smemorato che viva sotto la cappa del cielo. Tutto ciò che ode il +mio orecchio destro non ha neppure il tempo di giungere all'orecchio +sinistro, che io già l'ho dimenticato. + +--Tanto meglio! Sappiate dunque che la rivoluzionaria c'è, e appunto +quella che i due uomini della Questura cercavano.... + +--Ah! voi lo confessate? Ma come mai una così leggiadra donnina +(scusate la schiettezza, ma io amo dire anzitutto la verità, la pura +verità, niente altro che la verità), come mai una così leggiadra +donnina, quale voi siete, va a ficcarsi in questi viluppi? + +--Ringrazio i vostri occhi dell'inganno in cui mostrano +d'essere,--rispose ella, sorridendo traditorescamente,--ma non debbo +lasciar del pari in errore il vostro giudizio. Quella rivoluzionaria, +di cui si parla, non sono io; siete contento? + +--Respiro, signora, respiro; ma proseguite, di grazia! + +--Ecco dunque;--continuò la signora,--questa rivoluzionaria è mia +amica. Rivoluzionaria! Anche il vocabolo è improprio, imperocchè essa +non è che la moglie di un ottimo cittadino, il quale è condannato nel +capo e vive lontano dal suo paese, amandolo da lungi e facendo voti +perchè si muti quest'ordine di cose, che nessun italiano di core.... + +--Dovrebbe tollerare!--conchiuse Roberto Fenoglio. + +--Ah, son lieta di parlare con un uomo!--disse la signora, stendendo +la mano a Roberto, che l'afferrò prontamente e vi stampò un rispettoso +bacio, se pure è vero che i baci siano una testimonianza di rispetto. + +Ella ritrasse dolcemente la sua mano e proseguì: + +--La mia buona Erminia (così ella si chiama) non è qui venuta per +cospirare, sibbene per vedere un suo figliuoletto che ha lasciato a +Genova in casa de' suoi congiunti, e che da qualche settimana era +infermo. La poverina, giunta ieri, mi ha fatto pregare stanotte di +recarmi da lei, e voi potete argomentar di leggieri che io non +mettessi indugio a contentarla. Il mio servitore mi accompagna fino +alla porta, e lo rimando a casa per maggior precauzione. Ora ecco che, +mentre io salgo le scale, odo rumor di passi.... intimorita, mi +ritraggo; essi mi hanno sentita, e giù per le scale verso di me! +Allora io non so più quel che mi faccia, esco fuori, e senza pure +voltarmi indietro, vengo a rifugiar nel portico di questo palazzo, +sperando che non mi abbiano veduta ad entrarvi. Ero in errore; mi +seguono; io salgo pian piano fin qui.... trovo un uscio aperto, e voi +sapete il rimanente, voi che mi avete presa a proteggere, senza pur +sapere chi io mi fossi. E di ciò permettete che vi ringrazi, o +signore, poichè, sebbene per me non avessi nulla a temere, la mia +dignità di donna era tuttavia a repentaglio, nel trovarmi sola, di +notte, e inseguita a quel modo!... Ah, mio Dio? rabbrividisco al solo +pensarvi. + +--Avete ragione, signora,--disse Roberto, com'ella ebbe finito il suo +discorso,--avete ragione. Una donna sola, di notte, e così bella, come +voi.... Ma perchè siete voi così bella?-- + +E uscendo in questa esclamazione, improvvisa, Roberto Fenoglio mandò +un lungo sospiro. + +--Che cosa avete?--domandò ella a sua volta. + +--_A-ing-fo-hi_!--rispose egli sospirando da capo. + +--E che cosa vuol dire quest'altra frase? + +--Vuol dire, o signora.... Ma anzitutto, mi promettete di non andar in +collera? + +--Ve lo prometto, purchè non mi diciate + complimenti. + +--Oh, saranno verità sacrosante: vi dirò quello che sento e nulla più. +Sapete voi che cosa avvenga allo zolfo quando un raggio di sole, +attraversando il fuoco di una lente, viene a percuotergli sopra? + +--Credo che si accenda, ma non potrei giurarlo, perchè non m'intendo +di fisica. + +--Oh, giuratelo, signora mia, giuratelo pure! Cotesto è avvenuto a me, +dacchè voi siete entrata qui, cioè, mi spiego, da quando io mi sono +svegliato. Voi siete il raggio di sole; l'occasione bizzarra che vi ha +condotto qui è la lente; lo zolfo infine sono io, Roberto Fenoglio, +avvocato, e scapolo per giunta. Siete nubile voi? + +--No, signore. + +--Ah! c'è un marito!... + +--Neppure; egli c'è stato. + +--Siete vedova, dunque! Vedova! oh dolce nome! siete vedova, e siete +bella! Ma tutto ciò è un sogno.... Abbandonarsi all'ignoto! lasciar +operare il caso!... L'ignoto è venuto, il caso ha operato un miracolo! + +--Che dite voi ora? + +--Lasciatemi dire, o signora; parlo col mio angelo custode. Non +credete che io ci abbia un angelo custode? È lui che vi ha condotta +quassù: consentite che io adori in voi i decreti della divina +Provvidenza. E l'esservi voi dichiarata mia moglie non è forse una +voce del cielo? La vocazione di Abramo è stata determinata da assai +più lievi cagioni. Insomma, o signora, vengo difilato alla conclusione +del mio discorso, che vi sarà parso sconclusionato; ma io m'intendo e +basta. Che direste voi di un uomo non vecchio, nè al tutto sgradevole, +e con ventimila lire di entrata senza contare uno zio materno, +decrepito, senza figli, e con mezzo milione? + +--Direi,--rispose la signora che sapea stare alla celia,--ch'egli è un +uomo fortunato. + +--Non mi avete inteso; mi spiegherò meglio. Che direste di quest'uomo, +se egli vi proferisse la mano, dopo avervi umilmente chiesto la +vostra? + +--Direi ch'egli è un bel pazzo, a concepire di così fatti disegni e +più pazzo ancora a dirli a me, la prima volta che egli mi vede, e in +una somigliante occasione.-- + +Roberto Fenoglio chinò il capo e lasciò cader le mani penzoloni lungo +i braccioli della scranna sulla quale era venuto a sedersi per +cominciare il suo dialogo. + +--Tutte così, le donne!--esclamò egli, sospirando. + +--Tutte così, voi dite? e perchè di grazia? + +--Perchè?--ripetè con accento di amarezza Roberto Fenoglio.--Voi mi +chiedete ancora il perchè! Perchè esse si dilettano a tormentare il +cuore di un uomo, lo girano e rigirano per tutti i versi, scherzandovi +su colle loro unghie feline che lacerano dovunque toccano e fanno +spicciare il sangue. Dite loro: _vi amo_, lo dite con tutta la +sincerità dell'anima vostra, ed elleno vi ridono sul viso con aria +d'incredulità. Per esse l'amore non esiste che allo stato di +vecchiezza; lo fanno nascere dalla consuetudine, vi negano ch'e' possa +essere il risultato di una commozione subitanea. L'amore per gradi; +che bella cosa! Ma qual è, dopo quant'altri gradi incomincia quello in +cui si può dire _vi amo_ ed esser creduti? Io mi ribello, o signora, +contro questa falsa teorica. Voi stessa, che la lodate palesemente, +non ne credete in cuor vostro una jota. Ma essa vi torna acconcia per +guadagnar tempo, per pigliarvi diletto dei nostri tormenti... Orvia, +signora, non crollate la vostra testolina a quel modo! Lasciatevi dire +la verità da un uomo che riceve per la prima volta la scossa +elettrica! Io non ho amato mai, sebbene molte fiate siasi potuto +argomentare il contrario, da certe vaghe apparenze. Questo affetto che +io vi confesso candidamente ora, è già padrone di me. Se la cosa +dovesse procedere diversamente, se io dovessi innamorarmi di voi a +gradi, a gradi, avreste ragione a non usarmi misericordia, perchè io +sarei un uomo da nulla. Come è nato questo amore? Non lo so. La novità +del caso era fatta piuttosto per ispirarmi la diffidenza; ma non ne fu +nulla. Se debbo confessarvi un mio sospetto, vi dirò che vi ho amato +in quel momento che avete posto il vostro braccio sotto il mio. In +quella dolce pressione che volea dirmi: _salvatemi_! io ne ho sentito +un'altra che diceva: _amatemi_. Ho inteso la vostra preghiera, ho +accettato il vostro comando; perchè una corrente elettrica mi ha +signoreggiato ad un tratto. E subito, comunque turbato, ho messo ogni +mia virtù a tornarvi utile. Chi, se non il cuore, mi ha detto allora +che voi eravate una gentildonna? Sì, una gentildonna; questa +persuasione si è trasfusa a quel contatto in tutto l'esser mio, ed io +non ho sospettato di sapere il vostro nome per obbedirvi, come non lo +chiedo ora, innanzi di confessarvi che vi amo. E adesso ridete pure, +ridete liberamente di me! + +--Perchè riderei?--chiese la sconosciuta, con piglio soave.--A +schietto parlare schietta risposta. Che cosa direste voi di una donna, +la quale, alle prime parole di un uomo che ella vede per la prima +volta, gli rispondesse: vi credo, e accettasse di grand'animo l'amor +suo? + +--Direi che ella è una donna superiore a tutte le altre, o, per rubare +una sua magnifica frase al divino Petrarca, «_colei che sola a me par +donna_.» + +--No, signor Fenoglio, non lo direste, o, dicendolo, non lo +pensereste. Se questa donna non conosce ancora quest'uomo.... + +--Ma neppure io, o signora, conoscevo voi, e tuttavia.... + +--Gran bella ragione!--interruppe la donna.--Vedete mo il gran risico +che correvate voi! Ed è egli possibile che il vostro senno non vi +dimostri la grave, la profonda differenza che corre tra un cuor d'uomo +e un cuore di donna? Che sacrifizio fa l'uomo ad amare e a dirlo, egli +tentatore, egli padrone di perdere nel giuoco quel tanto appena che ha +messo di posta? Noi, povere donne, quando amiamo (il che più veramente +ci avviene che a voi, e con più violenza di subitanea passione che voi +non crediate) paghiamo i nostri errori col dispregio di noi medesime. +Non parlate più? Non crollate più a vostra volta il capo, in segno di +incredulità? Vedete pure che non avevate ragione, e, schietta come +sono, vo' confessarvelo. Ho detto testè: _se questa donna non conosce +ancora quest'uomo..._ e ho detto male, poichè io già vi avevo +conosciuto, sebbene da mezz'ora, più addentro che se la nostra +conoscenza già contasse anni di vita. Siete un galantuomo e un +gentiluomo, ed io vi ho veduto alla prova. Credete pure che io so +rendervi giustizia! Noi povere donne non possiamo parlare liberamente +come voi fate.... E per legge di natura, e per vincolo di educazione, +noi siamo il sesso debole; non abbiamo altra arma migliore in nostra +difesa che la diffidenza, la eterna diffidenza. + +--Il sesso debole!--soggiunse Roberto.--Siamo noi il sesso debole! + +--Quando ci amate, s'intende. Ma dura così poco in voi, questo stato +di malattia! La convalescenza è sempre assai pronta, e ripigliate +sempre le forze smarrite.-- + +Roberto Fenoglio rimase muto. Era quella la più eloquente risposta che +egli potesse dare alla sconosciuta. Ella aveva ragione sulle generali, +e sebbene egli non avesse torto nel suo caso particolare, non era +quello il momento per costringerla a riconoscerlo. + +Perciò, tacendo egli, v'ebbe un tratto di pausa nel dialogo. Roberto, +colla fronte china, contava i pezzettini di marmo del suo pavimento a +mosaico; la signora guardava Roberto, aspettando che dicesse qualcosa. + +E così guardandolo, e vedendolo silenzioso, le scese inavvertita in +cuore quella pietà traditora che è sorella dell'amore e che non ha +altro ufficio se non questo, di aprir l'uscio di casa al fratello. + +--Povero giovine!--le susurrava al cuore la pietà.--Tu gli hai detto +di brutte cose, ed egli non ardisce nemmanco risponderti. Vedi com'è +contrito ed umiliato! Ora, lo hanno detto le sacre carte: _cor +contritum et humiliatum Deus non despiciet_. Egli ha una cera +simpatica, per verità! E poi, com'è gentile di modi! Come si è +adoperato volenterosamente a farti servizio! Quanti altri uomini, nel +caso suo si sarebbero diportati com'egli? Quanti altri, posti con una +donna sola, sconosciuta, in casa loro, non avrebbero piuttosto ceduto +a diverso consiglio? Gli uomini, in genere, sono un'assai brutta +razza, animi volgari, carne impastata di fango.... Ma egli! povero +giovine! Suvvia, bisogna ricompensarlo con una dolce parola!-- + +E la cercò, la dolce parola; ma lì, sulle prime, non le venne fatto +trovarla. Trovò bensì un più soave accento e un più soave sorriso, per +dirgli: + +--Or dunque, signor Fenoglio, voi sarete il mio cavaliere, per +accompagnarmi a casa. Non è egli vero? + +--Come vorrete, o signora, come vorrete. Vado subito a levarmi di +dosso queste ridicole insegne di mandarino cinese e sono ai vostri +comandi. Ma innanzi di partire udite ancora una parola, e sarà +l'ultima, ve lo giuro! + +--Con che aria mi dite voi questo!--rispose la signora.--Siate più +gaio, ve ne prego; amo meglio udirvi a scherzare, come poco fa, che +parlar malinconico e guardarmi accigliato, come ora. + +--Perdonatemi,--disse Roberto,--ma non posso far forza al mio +naturale. Sotto la forma di uno scherzo vi ho detto poco fa tutto +quello che il mio cuore sentiva. Vi ho profferto sinceramente e +prontamente la mia mano, perchè aveste a scorgere sulle prime la +purità de' miei intendimenti. Era quello il primo omaggio che io +dovevo rendere ad una donna come voi, al primo momento che sentivo di +amarla. Voi mi avete tolto in quella vece per un uomo leggero, per un +di quei capi scarichi che s'innamorano al primo uscio; ed ecco, io +porto la pena di aver fatto un giusto proposito e di non averne subito +dichiarato le lodevoli ragioni.... + +--Ah signore! E credete voi che io non le abbia pensate, tutte queste +cose gentili? Andate, andate a mutar abiti, senza fantasticare più +altro, poichè davvero stillandovi in questa guisa il cervello, non +siete più giusto, nè con voi, nè con me. + +--Vado, signora, vado; ma ditemi ancora... io vi accompagnerò a casa! +me ne tornerò senza un conforto nel mio solitario quartierino da +scapolo.... E quei due che mi sanno ammogliato... che lo andranno a +ridire.... + +--È vero!--esclamò la sconosciuta, lasciando cadere la sua testolina +leggiadra contro la spalliera della poltrona.--Non ci avevo pensato! +Mi fate adesso riconoscere quanto io abbia operato sconsideratamente +con voi. Oh quanto me ne duole!-- + +E l'espressione del volto di quella donna fu così melanconica, nel +pronunciar ch'ella fece quel suo _me ne duole_, che Roberto Fenoglio +cadde ginocchioni a' suoi piedi, e, prendendola per mano, si fece a +dirle con accento concitato: + +--Non vi addolorate, per carità! Ho detto una sciocchezza.... Ma dove +diamine l'ho pescata io! Piuttosto che vedervi piangere, mi ucciderei. +La gente dirà quel che vuole... mi crederà ammogliato; non me ne +importa; mi condannerò ad un eterno celibato, e non sarà un grave +sacrifizio per me, dopo quello che vi avrò fatto, di non riuscirvi +altrimenti molesto. Veduta voi, quale altra donna al mondo amerei?-- + +La pietà traditora inumidì leggermente le ciglia della sconosciuta. + +--Avvocato,--disse ella con piglio di leggiadra dimestichezza,--voi mi +accompagnerete; saprete dove sto, ed io vi annunzio fin d'ora che sarà +sempre aperta per un gentiluomo pari vostro la casa di Laura +Moneglia....-- + +La folgore, cascata ai piedi di Roberto, non gli avrebbe fatto più +senso di quel nome e di quel casato che uscivano soavemente dalle +labbra della sua ospite leggiadra. + +--Che?--gridò egli, balzando in piedi.--La cugina di Felicino + Magnasco? + +--Conoscete mio cugino?--dimandò la signora Laura. + +--Se lo conosco, signora... se lo conosco.... Figuratevi! egli era qui +seduto su quella medesima poltrona, mezz'ora innanzi che giungeste +voi, e mi stava pregando... mi stava dicendo.... Insomma, oggi stesso +e' doveva presentarmi a voi. + +--A me? voi? Ah, mi ricordo... mi parlò di un signore, suo amico.... +Sicuramente. Infatti il vostro nome non mi giungeva nuovo. Mio cugino +Magnasco parla molto bene, e meritamente, di voi. Orbene, che male c'è +che io sia sua cugina? + +--C'è, o signora, che voi... già lo sapete... Felicino vi ama.... + +--Orbene, che mi ami! + +--Ah! sta bene?--dimandò sbigottito Roberto. + +--Si, certo, ma io non amo lui.-- + +A Roberto Fenoglio fu per balzar fuori un sospiro di contentezza; ma +si rattenne in tempo. + +--Lo amerete più tardi;--si provò a dir egli.--Vi piegherete a' suoi +voti, alle sue preghiere. Felicino è un bel giovane, ha un ottimo +cuore.... + +--Tutto ciò che vorrete,--rispose la signora Laura,--ma egli non mi +piace oggi, e non mi piacerà domani, nè poi. + +--Egli sta fresco, allora, il mio povero amico; ma cotesto non potrà +giovarmi, non farà crescere d'un punto le mie speranze, dopo la +promessa che gli ho fatta.... + +--Che promessa? + +--Faccio male a dirvelo? Mi pare di no, poichè intanto avevate a +saperlo!... Di aiutarlo presso la sua divina parente, di persuaderla a +concedergli la sua mano. + +--Ah! ah! un mirabile spediente! E come lo ha scelto bene tra +tutti!--gridò Laura, ridendo a più non posso. + +--Signora, e perchè? + +--Ma si, lasciatemi ridere per carità! Si vede che il mio cuginetto è +molto perspicace. + +--Signora, io non so... non so se debba imbronciarmi o ridere con voi. + +--Si, ridete, ridete! Tutta questa gaiezza non ha nulla che possa +recare offesa al vostro carattere, ve lo giuro! + +--Mi fido di voi, bella signora, e rido anche io. Povero Felicino! + +--Orvia, si fa tardi; andate a vestirvi. + +--Sì, avete ragione; questa volta vado subito. Due minuti, e torno.-- + +Uscito Roberto dal salotto, Laura rimase sola a pensare. Che cosa +pensasse non vi dirò, poichè non sono mai penetrato nel cuore d'una +donna. + +Dieci minuti dopo, Roberto Fenoglio ricompariva nel salotto, vestito +da cristiano, col suo abito nero di gala, il pastrano sul braccio e lo +staio in mano. Come avesse potuto spicciarsi a quel modo non saprei +dirvi. So che l'amore fa miracoli a palate, e non mi stupisco di +questo. + + + + +V. + + +Il mio protagonista, levandosi di dosso quegli abiti da cinese, +tornava quel che era, un simpatico giovinotto, se pure può dirsi +giovinotto chi ha passata di anni parecchi la fatale trentina. La +signora Laura lo guardò e i suoi occhi manifestarono una lieta +maraviglia. E invero la cosa non poteva essere diversa, poichè +l'avvocato Fenoglio, oltre all'avere un gentile aspetto, era +innamorato cotto; e l'amore, come tutti sanno (e se qualcheduno nol +sapesse, glielo dico io), abbellisce la gente, sia che conferisca più +vivacità allo sguardo, sia che impallidisca le guancie, secondo che è +lieto, o sfortunato per coloro che l'hanno nel cuore. + +Quello di Roberto Fenoglio non potea dirsi ancora nè una cosa, nè +l'altra; era fresco di un'ora, ma era nato vigoroso come Ercole, di +cui narra la favola che, stando in cuna, strozzasse colle sue poderose +manine i serpenti. Il desiderio di piacere a quella bellissima donna, +il rispetto che sentiva per lei, sebbene l'avesse conosciuta in così +strana maniera, la stranezza medesima del caso che metteva, sto per +dire, un pizzico di sale su quel negozio, già di per sè saporito +abbastanza, tutto ciò trasfigurava Roberto Fenoglio. Se non temessi di +farmi dare dell'eretico, direi che quello era il suo Tabor, e che +intorno alle tempie egli ci aveva un'aureola. + +--Dunque, signora,--diss'egli accompagnando le parole con un +grandissimo inchino,--poichè così volete, andiamo; io sono ai vostri +comandi. + +--Voi siete un gentil cavaliere!--rispose la signora Laura.--Andiamo +dunque; mi sa mill'anni d'essere a casa mia. + +--Questa sarebbe casa vostra, se voi voleste, o signora.... + +--Pazzo!--interruppe ella, e temperò la frase con un divino +sorriso.--Di ciò mi parlerete più tardi....-- + +Così dicendo ella seguì Roberto Fenoglio nell'anticamera fino alla +porta. + +E qui avvenne un caso mirabile, strano, bizzarro, non mai più udito, +nè visto; un caso che io potrei darvi ad indovinare alle cento, alle +mille, alle diecimila, ma tanto e tanto non vi apporreste al vero; un +caso che parrà inverosimile, e che infatti è inverosimile davvero, +come è spesso inverosimile la verità. + +Non vi è egli mai avvenuto, o lettori, di vedere un tramonto di sole, +di notarne gli strani colori, i più strani effetti di luce, e dire tra +voi che, se un pittore lo copiasse fedelmente, gli darebbero +dell'esagerato? Non vi è egli mai occorso di udire un fatto, o non +avete nella vostra storia particolare un caso tanto bislacco da farvi +dire, quando ve ne ricordate, che se un romanziere lo raccontasse, non +parrebbe vero a nessuno? + +Orbene, uno di questi casi occorse per l'appunto ai miei due +personaggi; uno di questi tramonti toccò alla mia narrazione, la quale +non è un sole pur troppo! + +Roberto avea posto la mano sulla chiave e faceva girar la stanghetta +per aprire. In quel punto, proprio in quel punto, si udiva una forte +scampanellata. Egli, sebbene quel suono improvviso gli urtasse +maledettamente i nervi, non fu più in tempo a fermarsi. L'uscio si +apriva sotto le sue mani, e un uomo si presentava nel vano. Questo +uomo fu sollecito ad entrare, e la prima persona che egli ebbe a +vedere (poichè Roberto, nello aprir l'uscio, si cansava per darle il +passo) fu la bellissima Laura Moneglia. + +Chi era costui? Perchè al veder quella donna e' dava uno sbalzo +indietro, spalancando tanto d'occhi a guisa di spiritato? + +Era Felicino Magnasco, che vedeva innanzi a sè la sua crudele cugina. + +Fu un colpo di scena che io non vi starò a descrivere, e di certo non +potrei se pur lo volessi. Il fatto, l'atto istantaneo, non si dipinge; +lo scrittore non può mutarsi in fotografo. + +Felicino Magnasco entrò coll'aria più impacciata che vi possiate +immaginare, e ne aveva ben donde. Roberto Fenoglio non lo era meno di +lui. + +--Oh, buon giorno, Felicino!--esclamò egli, senza sapere che cosa si +dicesse.--Che buon vento ti porta quassù? Come va la salute? + +--Bene, grazie; e la tua? + +--_Optime_, Felicino, optime; e che cosa mi frutta una tua visita così +mattiniera? + +--Ah sì!...--rispose l'altro.--È un'ora indebita... giungo in mal +punto.... + +--Ma no, Felicino, ma no... figurati! un amico come sei tu giunge +sempre gradito. + +--Grazie da capo; ma lasciatemi raccapezzare...--soggiunse Magnasco. + +--Sì, raccapezziamoci, vuoi sederti un tratto? Signora....-- + +La signora Laura intese com'egli le chiedesse licenza di fermarsi +ancora qualche minuto, e fe' per tornare nel salotto. + +--Oh, mi rincresce di recar fastidio....--ripigliò Felicino,--ma +proprio non capisco... non ricordo più perchè io sia tornato +quassù....-- + +E il povero Magnasco, cavato di tasca il fazzoletto, si andava +asciugando il sudore che gli gocciolava in copia dalla fronte. + +--Ecco...,--diss'egli, come furono nel salotto,--mi ricordo.... Appena +ti ho lasciato, son corso verso casa.... Ma ho trovato degli amici +sotto i portici del teatro Carlo Felice, che uscivano da cena.... Essi +mi hanno trattenuto colle loro chiacchiere.... Poi, sono andato a +casa... ma giunto a mezza scala, mi avvedo che ho dimenticata la +chiave. Dove posso averla lasciata, se iersera l'avevo? Allora ho +pensato che il mio pastrano l'avevo riposto nella tua anticamera, e +che per conseguenza.... Ma permettimi, vo subito a vederci; di certo +la è cascata in qualche cantuccio....-- + +E senza aspettar altro, Felicino Magnasco, che non aveva ancora alzati +gli occhi verso la sua cugina, uscì a precipizio dal salotto. + +--Or bene, che si fa?--chiese Roberto alla signora Laura. + +--Che si fa?--rispose ella.--Raccontargli.... È il partito migliore. + +--Oh no, signora, nemmeno per sogno!--disse Roberto.--Egli crederà che +lo si voglia ingannare. Non c'è di peggio che la verità. E poi avete +voi un gran tornaconto a scolparvi con lui? Già voi lo amate? + +--Ma che! vi pare? + +--Dunque.... + +--Dunque, ditegli ciò che vorrete. + +--Ampia facoltà?... + +--Pieni poteri.-- + +Era tempo che s'intendessero; Felicino tornava nel salotto. + +--Ecco la chiave!--gridò egli, entrando col prezioso arnese tra le +dita.--Essa era a terra, di costa al tavolino. + +--Anch'io ho trovato la mia!--borbottò Roberto Fenoglio, guardando di +sott'occhi madonna Laura. + +Quindi, fattasi scorrere la palma della mano sulla fronte, come un +uomo che ha presa una deliberazione, entrò a parlare in tal guisa. + +--Felicino, amico mio, ti presento mia moglie! + +--Tua moglie!-- + +Questo grido uscì dalla bocca di Felicino Magnasco, come il «_tu +quoque, Brute, fili mi_?» dalla bocca di Cesare. In quel grido si +distingueva la meraviglia, l'ironia, il rimprovero, e Dio sa quante +altre cose ancora! + +Roberto Fenoglio non s'era vantato oltre i suoi meriti, dicendo com'ei +fosse nato per far l'oratore. Il discorso che gli venne fuori in +quella difficilissima occasione, comunque spezzato dalle necessità del +dialogo, lo ha collocato (nella mia stima, s'intende) all'altezza di +Cicerone e di Demostene. + +--Felicino,--diss'egli, con accento grave che dimandava altrettanta +gravità dal suo uditore,--ricapitoliamo, e t'avvedrai di non poter +darmi il torto. + +--Ah, vedremo!--rispose Magnasco. + +--Sicuro, vedremo, e da senno, non già per mo' d'ironia, come tu dici. +E prima di tutto, che cosa sapevo io de' tuoi disegni matrimoniali con +tua cugina? Innanzi che la signora Laura Moneglia diventasse la +signora Laura Fenoglio, potevo io prevedere che un amico mio l'avrebbe +un giorno chiesta in matrimonio? ed anco pensandolo in anticipazione, +dovevo far io, era egli ragionevole di chiedermi il sovrumano +sacrifizio di rinunziare alla sua mano... che è così bella? Tu non +sarai così crudele da aver di cosiffatte pretensioni, Felicino mio, +non è egli vero? Tu non vorrai inoltre negli amici tuoi, per atto di +amicizia, il dono della profezia! + +--No certo, io non pretendo tanto. + +--Or bene? che colpa puoi tu fare a me, se ho sposato la tua leggiadra +e nobilissima cugina... se un matrimonio clandestino.... + +--Ma, signore...--entrò a dir Laura con aria turbata. + +--Or bene?--disse voltandosi a lei, Roberto Fenoglio.--E i pieni +poteri?--E nell'accento, come nello sguardo di Roberto, c'era tanta +malinconia, che madonna Laura si diè quasi per vinta, e ricadde colla +sua bella testolina inerte sulla poltrona. + +Roberto Fenoglio proseguì volgendosi all'amico Magnasco: + +--Io te lo ripeto, che colpa ci ho? Stanotte tu mi cogli alla +sprovveduta, mi tiri un colpo a bruciapelo, chiedendomi di renderti +servizio presso la tua signora cugina.... Io casco dalle nuvole.... +Non so risponderti... non so dirti, spiattellarti la verità... piglio +tempo, per aspettare il tuo ritorno e raccontarti a mente serena ogni +cosa... ma ecco, tu capiti cinque ore prima; mi trovi solo colla mia +signora... che colpa ci ho io? + +--Sta bene;--rispose Felicino, mettendo fuori le parole a stento,--ma +tutto ciò non è molto chiaro. A qual pro un matrimonio clandestino? + +--Ah, per cotesto ti assicuro, Felicino, che ci abbiam avute le nostre +gran ragioni. Io te lo dirò poi.... se la mia signora consentirà. + +--Felice, io vi giuro....--incominciò la signora Laura. + +--Che se non fosse mia moglie,--proseguì prontamente Roberto, dandole +sulla voce con molta accortezza,--tu non l'avresti colta in casa mia, +sola, a notte inoltrata. + +--Mi congratulo con gli sposi!--soggiunse Felicino colla sua aria +imbronciata.--Ma ormai non ci sarà più ragione a nascondere il fatto, +e tu farai pubblica la nuova delle tue contentezze. + +--Sì, certo, domani stesso; le ragioni che ci hanno fatto tacere e +dissimulare fin qui, son cessate; non è egli vero, Laura? + +--Voi siete crudele!--mormorò la signora. + +--Vi ho già detto,--soggiunse egli, curvando la persona verso di lei +per parlarle a mezza voce,--che la verità non sarebbe stata creduta. + +--Mi accorgo,--notò Felicino,--che ci avete delle tenerezze a dirvi, e +me ne vado. Già non ho sonno, e andrò a fare una cavalcata. Hai veduto +il mio baio, Fenoglio? + +--Sì, un bell'animale; ma aspetta, usciamo anche noi.-- + +Il bel cuginetto diede una girata sui tacchi, e se ne andò ad ammirare +un quadro appiccato all'opposta parete. + +Madonna Laura, a sentirlo parlare come aveva fatto allora, fu +costretta a pensare che il suo cugino non si pigliava po' poi grande +rammarico della sua perdita. + +Felicino era un uomo del suo secolo, o per dir meglio, del suo mezzo +secolo. Il decimonono va diviso in due periodi; il primo è di _Jacopo +Ortis_; il secondo di.... manca il nome, perchè ancora manca il libro, +ma i lettori capiscono. + +Intanto Roberto conduceva la signora Laura verso la strombatura di una +finestra. + +--Signora, vi chiedo scusa, ma già ve lo avevo detto. + +--Sì, sì, ho inteso; m'avete reso pan per + focaccia. + +--Accettate il mio pane? + +--Ne parleremo più tardi. + +--No; ora io debbo mutar registro con vostro cugino. La verità, detta +adesso, senza ch'egli possa sospettare che si voglia mendicar pretesti +con lui, può essere, deve essere creduta. + +--Ma, signore.... + +--Signora....-- + +Dicendo questa parola, Roberto aveva le lagrime agli occhi. Laura se +ne addiede, e gli stese affettuosamente la mano. + +--Ah!--gridò egli balzando una spanna da terra. + +--Che cosa c'è?--chiese Felicino, voltandosi indietro. + +--C'è, Felicino mio, che la tua bella cugina non è altrimenti mia +moglie. + +--Come? che dici tu? + +--Cioè.... mi correggo.... non lo è ancora, ma lo sarà tra breve. +Perdonami, Felicino, ma la gioia mi soffoca. Io non conoscevo tua +cugina. Un caso, nota, un mero caso l'ha condotta qua, questa notte, +per l'uscio che tu, nell'andartene hai lasciato aperto.... + +--Ah, diamine! + +--Sì, tutto ciò sarebbe troppo lungo a narrarsi ora, ma lo saprai per +filo e per segno più tardi. Il fatto sta che un tessuto di bizzarre +avventure ci ha condotto a questo punto, e che adesso, per la prima +volta, la mia divina fidanzata mi ha sporto la mano. + +--Adesso!--esclamò Felicino stupefatto. + +--Adesso, mentre tu stavi guardando quella incisione del Morghen, che +io ti regalo, se la ti va a genio. + +--No, grazie; non saprei dove metterla. + +--Come ti piace; ma dimmi, che ora fai? + +--Che domanda balzana! + +--Per carità, Felicino, te ne prego, che ora fai? Felicino guardò +l'oriuolo. + +--Le sei e un quarto!--diss'egli--sei rappattumato cogli orologi? + +--Sì, Felicino mio; ne comprerò dieci, venti, trenta, ne riempirò +tutte le camere, tutti i bugigattoli di casa; ma tutti segneranno le +sei e un quarto, eternamente le sei e un quarto. + +--Bravo!--soggiunse Magnasco, sforzandosi a sorridere e non venendo a +capo che di fare una smorfia.--Così non ti seccheranno col loro _tran +tran_. + +--Certamente; _tu dixisti_! A proposito del _tran_ _tran_, sai tu, +Felicino, che m'hai fatto un vero regalo colla tua teoria dell'ignoto, +del dio Caso e del ragionare coi piedi? Senza quel tuo discorso +eminentemente filosofico, io sarei andato a letto, in cambio di +starmene sdraiato su questo canapè ad aspettare l'ignoto. L'ignoto non +sarebbe venuto senza quell'uscio che tu lasciasti aperto, e il dio +Caso non avrebbe potuto rompere la monotonia dei miei giorni. +Felicino, amico mio; una stretta di mano, e non aver rancore contro il +tuo amico, se gli è stamane più felice di te. Ah, che cosa ne dici di +questo? + +--Grazioso, e me lo merito! Ma tu mi + racconterai.... + +--Sì, tutto.... se la mia bella fidanzata lo consentirà. + +--Perchè no?--soggiunse madonna Laura.--Qui non c'è nulla che non si +possa raccontare. Ma andiamo, che già gli è giorno chiaro. + +--Cugina,--disse Felicino Magnasco,--mi permettete di offrirvi il +braccio? Il mio Roberto non ne sarà mica geloso? + +--Oh, spero di no!--rispose ella, volgendo a Roberto una di quelle +occhiate che solo le donne sanno dare, e nelle grandi occasioni. + + + + +VI. + + +Lettrici e lettori, qui la mia storia sarebbe finita; ma perchè non +abbiate a dire che io vi ho piantati sul più bello, aggiungerò ancora +poche note, a guisa di epilogo. + +E _in primis_ vi dirò che, quaranta giorni appresso, Laura Moneglia, +la leggiadra vedova (vedova di due mesi di matrimonio con un decrepito +zio) andava a seconde nozze, anzi a prime, coll'avvocato Roberto +Fenoglio. + +La cerimonia fu fatta nella aristocratica chiesa della Maddalena. +C'erano parecchi amici, e tra essi Felicino Magnasco, il quale aveva +finalmente saputo tutti i particolari di quella notte bizzarra, e +ancora non potea darsene pace. + +Gli sposi, appena ebbero detto il dolcissimo sì, partirono alla volta +della campagna. Non talentava loro di andare a Parigi, nè a Londra, nè +cullare i primi giorni di amore tra la polvere delle strade maestre, +l'ingombro delle valigie e la inevitabile filatessa prosaica delle +mille necessità di viaggio, nè far confidente di susurrati discorsi +leggiadri il cortinaggio ristucco di un letto di locanda. + +Se ne andarono in quella vece ad una villeggiatura di Roberto, posta +mirabilmente su di una collina, di rincontro al mare, graziosa +palazzina di due piani, contornata di fiori, con due falde di vigneti +e di boscaglie, i vigneti a solatìo, le boscaglie a bacìo. I primi +tepori della primavera rinverdivano la natura, smaltando di gaie tinte +il fondo del più bel quadro d'amore che mai potesse immaginare una +mente d'artista. + +Colassù non vedevano alcuno, nè d'alcuno avevano, o cercavano, +notizia. Giungevano lettere e le lasciavano chiuse nella sopraccarta; +i giornali s'affastellavano sui canterani, accanto alla parete, colla +fascia intatta. + +Come fu passato un mese di quella vita, si ricordarono un giorno che +avevano promesso di tornare a Genova: ma se ne ricordarono per +guardarsi in viso, ridendo, e dirsi a vicenda che amici e congiunti +potevano aspettarli ancora un bel pezzo. + +Insomma, ve l'ho a dire? non si mossero per tutta l'estate, e +sarebbero anco rimasti fino a tardo autunno, se la signora Laura non +avesse proprio dovuto andare in città, per certi apprestamenti che +l'accorta lettrice indovina.... + +Il dì della partenza, scesero la collina a passi lenti.... Ella non +era così leggiadra come il primo giorno che era salita lassù, e aveva +bisogno d'un saldo appoggio al braccio di Roberto. + +Ella e lui, si voltavano indietro ad ogni passo, per guardare il loro +bel nido, che splendeva di rincontro al sole, e andavano ripetendo a +vicenda: «Torneremo? torneremo questa primavera. Oh come ci parrà +lungo il tempo!» + +E tornarono; ci tornarono tutti gli anni seguenti, e ci torneranno +quest'altro, innamorati come prima, circondati dalla più vispa, dalla +più ricciuta e dalla più leggiadra famigliuola, che abbia mai potuto +desiderare, nei suoi sogni di paternità, il vostro umilissimo servo. + + + +FINE. + + + + + +End of Project Gutenberg's Una notte bizzarra, by Anton Giulio Barrili + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK UNA NOTTE BIZZARRA *** + +***** This file should be named 29636-8.txt or 29636-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/2/9/6/3/29636/ + +Produced by Claudio Paganelli, Carlo Traverso and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by The Internet Archive/Canadian Libraries) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at http://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. 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Donations are accepted in a number of other +ways including checks, online payments and credit card donations. +To donate, please visit: http://pglaf.org/donate + + +Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic +works. + +Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm +concept of a library of electronic works that could be freely shared +with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project +Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support. + + +Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed +editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S. +unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/29636-8.zip b/29636-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..8f1850c --- /dev/null +++ b/29636-8.zip diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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