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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: La montanara + +Author: Anton Giulio Barrili + +Release Date: June 4, 2009 [EBook #29036] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA MONTANARA *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by The Internet Archive) + + + + + + + + + + + LA MONTANARA. + + + + + DEL MEDESIMO AUTORE: + + Capitan Dodero (1865). _Settima edizione_ L. 2 -- + Santa Cecilia (1866). _Quarta edizione _ » 2 -- + I Rossi e i Neri (1870). _Seconda edizione_ » 6 -- + Il libro nero (1871). _Quarta edizione_ » 2 -- + Le confessioni di Fra Gualberto (1873). _Seconda edizione_ » 3 -- + Val d'Olivi (1873). _Terza edizione _ » 2 -- + Semiramide, racconto babilonese (1873). _Terza edizione_. » 3 50 + La legge Oppia, commedia (1874) » 1 -- + La notte del commendatore (1875). _Seconda edizione_ » 4 -- + Castel Gavone (1875). _Seconda edizione_ » 2 50 + Come un sogno (1875) _Sesta edizione_ » 3 50 + Cuor di ferro e cuor d'oro (1877). _Terza edizione_ » 3 50 + Tizio Caio Sempronio (1877) _Seconda edizione_ » 3 -- + L'olmo e l'edera (1877). _Ottava edizione_ » 3 50 + Diana degli Embriaci (1877) _Seconda edizione_ » 3 -- + La conquista d'Alessandro (1879). _Seconda edizione_ » 4 -- + Il tesoro di Golconda (1879) _Seconda edizione_ » 3 50 + La donna di picche (1880). _Seconda edizione_ » 4 -- + L'undecimo Comandamento (1881). _Seconda edizione_ » 3 -- + Il ritratto del diavolo (1882) _Seconda edizione_ » 3 -- + Il biancospino (1882) » 4 -- + L'anello di Salomone (1883) » 3 50 + O tutto o nulla (1883) » 3 50 + Fior di Mughetto (1883). _Quarta edizione_ » 3 50 + Dalla Rupe (1884) » 3 50 + Il conte Rosso (1884). _Seconda edizione_ » 3 50 + Amori alla macchia (1884) » 3 50 + Monsù Tomè (1885) » 3 50 + Il lettore della principessa (1885) » 4 -- + Lutezia (1878). _Seconda edizione_ » 2 -- + Victor Hugo, discorso (1885) » 2 50 + + + IN PREPARAZIONE + + + Arrigo il Savio. + Il giudizio di Dio. + Il merlo bianco. + + + + + LA MONTANARA + + RACCONTO + DI + ANTON GIULIO BARRILI + + + + + MILANO + FRATELLI TREVES, EDITORI + + 1886. + +PROPRIETÀ LETTERARIA + + + +RISERVATI TUTTI I DIRITTI. + + + +Tip. Fratelli Treves. + + + + + +LA MONTANARA + + + + +Capitolo Primo. + +Mandato a confine. + + +«_Illustrissimo Signor Conte,_ + +«Con grave rincrescimento, ma non senza il conforto di vedere evitato +un male più grande, annunzio alla Signoria Vostra Illustrissima come +il governo di Sua Altezza Serenissima abbia posto gli occhi sui +diportamenti del signor conte Gino, _di Lei_ figlio primogenito. Le +sue relazioni con persone indegne e non convenienti al suo grado, i +viaggi frequenti, uno dei quali fu protratto, come consta a questo +ufficio, ben oltre i confini dei prossimi Stati di Parma e Piacenza, e +finalmente lo scandaloso episodio della scorsa domenica, nella villa +dove il predetto conte Gino _di Lei_ figlio ha osato trarre da un +mazzo di fiori sconvenientissime allusioni alla bandiera piemontese, +hanno costretto il governo di S. A. S. ad uscire da quei riguardi che +il cuore paterno del nostro augusto Signore avrebbe pur voluto +osservare. + +«La severità delle disposizioni sarebbe stata più grande e meglio +proporzionata alla gravità dei trascorsi, se all'animo della prefata +Altezza Sua non fosse piaciuto di temperare i proprii e giusti rigori, +pensando ai meriti della S. V. Ill.ma, e ricordando com'Ella, da leale +e fedelissimo suddito, anche in tempi più sciolti, quali furono quelli +dell'infausto 1848, ricusasse costantemente di riconoscere il +sedicente governo dei rivoltosi. Egli è per ciò che la prefata Altezza +si è degnata di comandare che il conte Gino Malatesti vada a confine a +Querciuola, e più non ne esca fino a nuovo ordine, come correzione +sua, se è possibile, e come esempio salutare ad altri nobili, che +potessero derogare siffattamente al grado loro, e venir meno in tal +guisa alla benevolenza del Padrone, da dimenticare in qualche modo il +loro obbligo di fedeltà. + +«La differenza fra il trattamento usato al predetto suo figlio e +quello che toccherà agli altri suoi complici, dimostrerà alla S. V. +Ill.ma quanta clemenza alberghi nell'animo del nostro venerato +Signore. Disponga Ella pertanto, appena ricevuta questa +confidenzialissima lettera, che il figlio suo conte Gino, senza +indugio di ore, senza tentar di comunicare con altre persone, o di +presenza, o per lettere, sia avviato alla sua destinazione. Non le +nascondo che questo ufficio dovrà vegliare dal canto suo +all'adempimento rigoroso dell'ordine e delle sue _modalità_, quali ho +avuto l'onore di significarle. + +«Colgo l'occasione, illustrissimo signor Conte, per rassegnarle gli +atti della mia servitù, ecc., ecc.» + +Così il direttore di polizia del duca di Modena, in un giorno del +1857, che non occorre di precisare. La lettera era diretta al conte +Jacopo Malatesti. + +Il conta Jacopo era un fedel servitore del duca. La madre sua, una +Lanzoni, era stata dama d'onore di Maria Beatrice d'Este, ultimo +rampollo delle famiglie Cibo ed Estense. Il padre era morto +ciambellano del duca Francesco IV. Egli, poi, si era diportato +_stupendamente_ nel 1848, poichè aveva voluto accompagnare fino alla +frontiera il suo buon padrone Francesco V, quando questi, costretto ad +abbandonare la sua residenza ducale, era corso a ricoverarsi sotto le +grandi ali dell'aquila austriaca. Ragioni domestiche, prima tra le +quali la cura del suo patrimonio, non gli avevano consentito di andare +più in là, fino a Vienna; ma, anche ritornato in patria, il conte +Jacopo aveva dato un insigne esempio di fedeltà al suo padrone, poichè +si era chiuso nel suo palazzo, tenendone chiuse le finestre e le +persiane verso la strada, fino a tanto durò la baldoria dei liberali. +«Baldoria» era il termine usato da lui. Il palazzo dei Malatesti +sorgeva sulla strada maggiore della città; le occasioni di ostentare +la chiusura delle finestre erano molte, e per conseguenza erano anche +molte quelle di far perdere la pazienza ai liberali. Ma nessuno lo +aveva molestato; si era riso alla prima circostanza, si seguitò a +ridere per le altre; e voi lo sapete, quando un popolo ride, è un +popolo che non rompe i vetri a nessuno. Il conte Jacopo raccolse i +benefizi di quelle risate, e potè vantarsi più tardi che i ribelli non +avessero osato. Nell'aprile del 1849, prostrate sui campi di Novara le +fortune d'Italia, Francesco V era ritornato tra i frementi suoi +sudditi, ma con le baionette austriache al fianco, e primo a muovergli +incontro, per dargli il benvenuto nei suoi felicissimi Stati, fu il +conte Jacopo Malatesti. + +Come potesse educarsi tanto diverso da lui il conte Gino, in verità +non si riesce ad intendere. Ah, questi figliuoli, questi figliuoli!... +come girano nel manico! come vengono su diversi dai padri! Il conte +Gino era venuto su un fior di liberale, da una stufa sanfedista! E non +si contentava mica di essere un liberale dentro di sè, conservandosi +per tempi migliori; no, voleva dare anche scandalo alle turbe. +Figuratevi che sdegnava di presentarsi a Corte, quantunque vivesse con +uno sfoggio da gran signore, mettesse volentieri in mostra i suoi +cavalli e facesse regolarmente le follìe di tutti i suoi pari. Ma che +volete? In mezzo a tutte queste grandezze, il liberale a quando a +quando scattava fuori, e lo dimostrava sopra tutto una certa smania di +discendere, di stringer la mano a tutti, di darsi del tu con +avvocatuzzi e mediconzoli, magari anche con commessi di banco: gente +inferiore, non conveniente al suo grado, come diceva con sua +particolare eloquenza il signor direttore di polizia. + +E poi, quel suo viaggiare continuo! Per Bologna, passi, che era negli +Stati pontificii; quantunque, avendo essa un certo numero di teste +esaltate, si sarebbe piuttosto gradito che il conte Gino si astenesse +dall'andarci. Parma e Piacenza, così così! Per che farci, del resto? +Veduti una volta a Parma i dipinti del Correggio, a Piacenza i cavalli +dei Farnesi, non si dovrebbe più sentire il bisogno di rifare la +strada. Già, qualunque sia il movente del viaggio, salvo quello di una +stretta necessità domestica commerciale, un suddito che viaggia è in +procinto di diventar meno «fedelissimo» d'un suddito che sta fermo. Si +prende tropp'aria; l'ossigeno della libertà è pericoloso, senza +contare il rischio di tingersi nel carbonio delle idee sovversive. Ma +il conte Gino Malatesti aveva fatto peggio che calare a Parma e +Piacenza; si era trafugato in Lomellina, e via via fino a Torino, +capite? a Torino, dove sventolavano i tre colori, quell'abominio, e +dove vivevano liberi, quasi rispettati, tutti i rompicolli d'Italia. + +Sicuramente, il giovinotto avrebbe potuto invocare per questa scappata +più che le circostanze attenuanti: avrebbe potuto addurre a sua scusa +lo aver seguita la marchesa Baldovini, quella bella matta, che aveva +una figlia già grandicella, la quale prometteva di diventar così bella +anche lei, tanto da parer sua gemella. Era uno dei fiori della +generazione passata, la signora marchesa Baldovini, Polissena di nome, +e molti vecchi la ricorderanno ancora con un palpito. Nata intorno al +1820, era del 1857 una bellezza matura e stupenda, citata a Piacenza +come a Bologna, a Torino come a Firenze, nota insomma a tutta l'Italia +superiore per la sua alta galanteria, per il suo matto spendere, per +le teste che aveva fatte girare. E giovane sempre, ad onta di tante +avventure, che facevano argomentare più anni dei suoi trentasette; e +un certo modo di vestire, e un garbo, una baldanza, nel far sue le più +stravaganti novità parigine, che non si poteva andare più in là, nè +immaginar niente di meglio. + +Molti avevano fatto pazzie, o semplicemente sciocchezze, per la +marchesa Polissena. Doveva il conte Gino astenersi da quella di +accompagnarla fino a Torino, dove la chiamavano alcuni interessi di +famiglia? Ella, in fondo, lo aveva quasi rapito. Da principio si era +parlato di giungere fino alla frontiera parmense, donde la marchesa +avrebbe proseguito da sola il viaggio. Ma là, dopo Piacenza, la +capricciosa signora aveva detto a Gino:--Sarebbe bella, se voi veniste +fino a Torino.--Ed egli aveva risposto:--Sarebbe anzi bellissima.--E +senza permesso era andato oltre, ed era rimasto due settimane, nella +capitale dell'aborrito Piemonte. Si possono fare molte cose, in due +settimane. Perciò immaginate come fosse pedinato, osservato, +invigilato, quando fu di ritorno sotto la giurisdizione della +Bonissima! + +Colpa sua, questa volta, e non più della marchesa Baldovini: una +domenica, essendo andato in villa, presso Reggio, con certi +avvocatuzzi e mediconzoli (professionacce, come vedete!) aveva +salutato sul finir d'un banchetto i tre colori d'Italia. Quello era lo +scandaloso episodio, a cui alludeva nella sua lettera il direttore di +polizia. Il brindisi, ispirato da un mazzo di fiori che sorgeva in +mezzo alla tavola, includeva i soliti voti di distruzione dell'ordine +stabilito. I diritti degli Este e dei Cibo, passati per il matrimonio +di Maria Beatrice nella augusta casa di Lorena, erano audacemente +negati; la felicità dei ducati di Modena, Massa, Carrara e Guastalla, +la sicurezza di Parma e Piacenza, e degli altri Stati contèrmini, la +stessa pace d'Europa, tutto era turbato, minacciato da quel brindisi. +Un esempio voleva essere, e pronto. Gli avvocatuzzi e i mediconzoli +sarebbero andati a meditare nuove combinazioni di colori in fortezza. +Gran mercè per il conte Gino, figlio al conte Jacopo, che era figlio +di ciambellani e di dame d'onore, personaggio di pura fede e degno di +tutti i riguardi, esser mandato semplicemente a confine. + +Il nostro giovinotto non ebbe che il tempo strettamente necessario a +far le valigie. L'ordine della polizia ducale era chiaro e non +ammetteva eccezioni. Ma perchè le valigie le facevano i servitori, il +conte Gino ebbe il tempo di ricevere una solenne ramanzina dal conte +padre, in presenza della famiglia, radunata nella camera di giustizia, +dov'era dipinto, in mezzo a tutti gli stemmi di parentela, lo scudo +dei Malatesti. I Malatesti di Modena, come quelli di Rimini, di cui +erano una diramazione, portavano lo scudo inquartato: il primo e il +quarto di verde, con tre teste di donne, di carnagione, crinite d'oro: +il secondo e il terzo d'argento, con tre sbarre scaccate di nero e +d'oro, di due file: il tutto con la bordura inchiavata d'argento e di +nero. + +Quanto a salutare la bella marchesa Baldovini, non c'era neanche da +pensarci. Le valigie erano fatte; la carrozza era pronta nel cortile +del palazzo; bisognava partire, e subito. Tra le persone di servizio +ci potevano essere, c'erano sicuramente, le spie; anche per via la +carrozza sarebbe stata invigilata dalle guardie ducali travestite. +Tutto ciò che il conte Gino ottenne, fu di passare per il Corso, +l'antica via Emilia, dove alloggiava la marchesa, quantunque il Corso +mettesse a porta Sant'Agostino, verso Reggio, mentre, per escire da +porta San Francesco, sulla via di Toscana, bisognava fare un più lungo +giro, con una voltata ad angolo acuto. + +Il palazzo Baldovini, nobilissima costruzione del Cinquecento, resa +pesante e goffa da certi restauri ed intonachi del Settecento, era +muto d'ogni luce, quantunque fossero a mala pena le nove di sera. Non +era giorno di conversazione, del resto, e le finestre del salottino, +dove Polissena aspettava i più intimi visitatori, guardavano dalla +parte del giardino. Il nostro povero eroe sentì uno schianto al cuore, +pensando che a quell'ora egli era aspettato lassù. Ma la carrozza tirò +via, e il conte Gino aveva ventisei anni: un'età in cui gli schianti +del cuore non sono niente più pericolosi dei raffreddori. + +Sospirò, nondimeno, uscendo dalla città della Bonissima e +allontanandosi Dio sa per quanto tempo dall'ombra materna della sua +Ghirlandina, una delle sette più alte torri d'Italia. E il suo sospiro +fu così forte, da muovere il servitore che gli faceva compagnia nel +viaggio. + +--Soffre, illustrissimo?--domandò questi rispettosamente, ma con +quell'accento affettuoso e quasi familiare dei servitori del vecchio +stampo. + +--Sì, Giuseppe, e molto;--rispose il conte Gino. + +--È dolorosa,--ripigliò allora il servitore,--dover lasciare da un +momento all'altro la sua città, la sua famiglia... gli amici! Perchè +Lei, illustrissimo, non avrà avuto tempo a vederne nessuno. + +--Figurati! Due ore fa pensavo a questo viaggio, come ci pensavi tu +stesso, che non ne sapevi un bel nulla. Ma tu ritornerai domani o +doman l'altro; ed io, invece... chi sa quando rivedrò la mia Modena! + +--E i suoi amici!--soggiunse Giuseppe.--Se crede, signor conte... se +vuole avere un po' di confidenza in me... Ella mi conosce poco, perchè +son sempre stato più accanto al signor conte Jacopo che a Lei; ma sono +un uomo fidato, e se posso servirla... se ha commissioni da darmi, non +dubiti, farò ogni cosa a dovere. La penso come Lei, sa? come Lei, e mi +strapperebbero la lingua, piuttosto che cavarmi di bocca un segreto +che Ella mi avesse confidato,-- + +Il conte Gino mise una mano sulla spalla del servitore. + +--Bravo, Giuseppe!--gli disse.--E grazie; se occorrerà, metterò la tua +amicizia alla prova.-- + +Ma egli non aveva veramente da confidargli nulla. Con gli amici suoi +non c'era ombra di combinazioni politiche. A quei tempi non occorreva +neanche cospirare; la rivoluzione era nell'aria; i giovani e i maturi +si riconoscevano per via a cert'aspetto più ilare, più baldanzoso di +prima, si stringevano la mano con forza, anche quando si vedevano per +la prima volta, e non c'era più altro da aggiungere, nè concerti da +prendere, nè parole d'ordine da far correre intorno. + +Otto anni prima era stata una triste caduta delle speranze italiane. +Ma a quella caduta era seguito più dolore che abbattimento di spirito. +Anche i principi, i tirannelli, rientrando nei loro dominî sotto la +scorta delle baionette austriache, non potevano esser peggio ispirati, +poichè gli stranieri, abbastanza tranquilli da prima, erano ritornati +burbanzosi e tracotanti; nè solamente trattavano con soldatesca +arroganza i ribelli, coloro che avevano osato prender le armi per la +«guerra santa», ma anche i pacifici e timorosissimi sudditi, che +avevano tremato per le incertezze dei nuovi tempi e veduto con una +certa soddisfazione il ritorno degli antichi padroni. Ahimè! Qual +compagnia rumorosa e molesta conducevano quei cari padroni con sè! Non +era per le vie che un batter di sproni, e un saltellar di sciabole sul +ciottolato. I caffè invasi; i quadrivii occupati, contesi al passaggio +dei cittadini; da per tutto un vocìo di ordine ristabilito, di armi +vittoriose, di birbanti italiani rimessi al dovere. Anche quei +pacifici e timorosissimi sudditi erano Italiani, e l'offesa toccava +anche loro. Nè il caro ed amato principe si prendeva la briga di +reprimere la burbanza de' suoi alleati, quando nei caffè insolentivano +con gli uomini, o per le vie mancavano di rispetto con le donne, o +nelle botteghe pagavano quel che volevano, se pure non pagavano +affatto. Si narra del ritorno degli Austriaci a Milano (veramente, +dopo la caduta dell'effimero regno di Eugenio Beauharnais), che un +caldo amico dei vecchi oppressori andò incontro ai soldati delle +uniformi bianche, e, vedute entrare le artiglierie in città, preso da +un impeto di passione, si fece avanti per toccare con le sue dita un +cannone. Tanto amore doveva avere il suo premio, e l'ebbe subito dalla +bacchetta di nocciuolo di un caporale, che gli levò dal dorso della +mano due centimetri almeno di pelle. Bravi caporali, che picchiavate +così sodo; bravissimi tenenti, che facevate suonar così bene gli +sproni e saltellare le sciabole sui selciati italiani; eccellenti +principi, che non facevate rispettare i vostri fedelissimi sudditi, e +lasciavate che i vostri felicissimi Stati fossero trattati come +territorio di conquista; grazie a voi tutti, dal profondo dei cuori! + +Così erano alienati dalla restaurazione gli animi di quei medesimi che +l'avevano invocata. Frattanto, il giovane Piemonte reggeva contro le +esortazioni e perfino contro le minacce dei consiglieri +settentrionali. Generalmente, non s'intendeva come fosse spalleggiato, +incuorato a resistere, e pareva strano quell'ardimento di un piccolo +Stato che manteneva, unico in Italia, la sua costituzione liberale ed +ospitava i fuorusciti, i naufraghi di tutte le rivoluzioni della +penisola. Ma già tutti intendevano come da quella diseguaglianza di +forme e d'indirizzi, che era visibile tra esso e gli altri Stati +italiani, dovessero nascere attriti, malumori, quistioni grosse, e un +giorno o l'altro ragioni di guerra. + +E poi, quel piccolo Piemonte, che pochi anni addietro aveva dovuto +rimettere la spada nel fodero, che aveva dovuto ricevere entro le mura +di Alessandria un presidio nemico, sentendo suonare dalla sua musica +schernitrice l'inno dei _Fratelli d'Italia_, quel piccolo Piemonte +aveva sollecitamente provveduto a riordinare l'esercito. Un bel +giorno, che è, che non è, quel piccolo Piemonte osava mandare +ventimila uomini a combattere nella Crimea, accanto agli eserciti di +Francia e d'Inghilterra. Le condizioni d'Europa incominciavano a +chiarirsi: Francia e Inghilterra da un lato; Austria e Stati minori +della Germania dall'altro. Si metteva da questo anche la Russia? +Dall'altro si aggiungeva la Turchia. Erano ancora tre contro tre, e il +Piemonte nel mezzo, il Piemonte, che, vincendo al ponte di Traktir, +accennava di voler crescere ancora, e chi sa, di rifar esso l'Italia. + +Questi i fatti d'allora; queste le ragioni per cui non era mestieri di +cospirare, la rivoluzione essendo nell'aria, come l'ossigeno. +Quind'innanzi non sarebbe più bisognato dare il proprio nome ad una +società segreta, ordire focosi disegni di rivolta a giorno fisso, +farsi spiare, correr pericolo di tradimenti e d'insidie. Una parola +colta a volo, un'occhiata, una stretta di mano e un sorriso, dicendo +le comuni speranze, affratellavano i cuori. Che bisogno c'era egli di +dire il giorno e l'ora, se l'uno e l'altra erano vicini? Poteva +battere da un anno, poteva battere da due; ma a chi aveva tanto +sofferto, a chi ricordava tanti secoli di servitù e di vergogna, due +anni, tre anni, anche quattro, si potevano aspettare, maturando i +propositi della riscossa. Ormai questa non doveva mancare; i giovani +di quella generazione sentivano istintivamente che ne sarebbero stati +essi i soldati. + +Il conte Gino era uno di questi cospiratori, senza giuramento e senza +parola d'ordine. A Torino, dove la polizia s'immaginava ch'egli avesse +preso accordi con qualcheduno, a Torino egli non aveva fatto altro che +respirare un po' d'aria libera. Neanche s'era avvicinato a fuorusciti +modenesi o parmensi, che egli, figlio di cortigiani ducali, conosceva +solamente di nome. Per altro, aveva passeggiato sotto i portici di Po, +dove si confondevano tutte le parlate d'Italia, quasi prenunziando +l'unità della patria intorno all'aula del palazzo Carignano; aveva +incontrato Giovanni Prati e Giuseppe Revere, i due poeti, i Diòscuri +della nuova êra italiana, amati, seguiti, acclamati dalla gioventù +pensante e volente; aveva udita la tribunizia eloquenza del Brofferio, +e la diplomatica parola, qualche volta impacciata, ma sempre piena di +pensiero, del conte di Cavour; aveva veduto per via, riverito +universalmente, un re soldato, un re galantuomo, che pareva col mobile +sguardo prometter sempre un'alzata di scudi per il giorno vegnente; a +farvela breve, nei passeggi, nei ritrovi, nei parlamenti, nelle +rassegne militari, dovunque, aveva indovinata la cura operosa dei +tempi grossi; sentito quasi l'odor della polvere. + +E questo, ritornando a Modena, questo aveva comunicato, senz'aria di +mistero, come senz'ombra di millanteria, a giovani della sua età, +sebbene, come diceva il direttore di polizia, «non convenienti al suo +grado.» Dèi buoni! Quelli erano stati i suoi compagni di studio, i +suoi colleghi d'università. Come mai avrebbe potuto egli non +considerare uguali coloro che erano stati seduti con lui sulla +medesima panca, a sentire le medesime lezioni? Più saggi dei moderni, +quantunque niente più fortunati, i tiranni antichi avevano lavorato a +rendere la nobiltà ignorante. L'istruzione, a tutti egualmente +impartita, accomuna le classi, colma gli abissi e sopprime i confini. +Che conti e che marchesi? Queste distinzioni, quando non sono una +giunta particolare e naturalissima al nome di famiglie veramente +storiche (nel qual caso si potrebbero anche ommettere, senza toglier +lustro a que' nomi), non hanno più valore che per le dame, essendo +dimostrato che una corona di tre fioroni, o di nove perle, fa ancora +un bel vedere sui biglietti di visita e sugli sportelli delle +carrozze. Povera feudalità, ridotta ad un semplice ufficio decorativo! +Ma siamo giusti, perbacco, e non dimentichiamo che la corona sullodata +sta anche bene sulla biancheria, come a dire sui capi delle tovaglie e +dei fazzoletti da naso. + +Ai suoi buoni amici plebei, compagni d'università e fratelli di fede, +il conte Gino Malatesti non aveva nulla da scrivere. L'offerta di +Giuseppe non poteva dunque favorire la politica. Ma il pensiero di +Gino, svegliato da quella offerta inaspettata, corse subito ad altro. + +--Tu, dunque,--diss'egli, dopo un istante di pausa,--mi servirai +fedelmente? Ad ogni rischio? E mio padre non saprà nulla?-- + +Ad ognuna di quelle domande aveva risposto con bella progressione di +calore un sì del suo compagno di viaggio. + +--Bene;--ripigliò il conte Gino;--tu puoi rendermi un servizio +maraviglioso. Non mi hanno permesso di fare neanche un saluto, temendo +forse che il saluto nascondesse Dio sa che cosa! Tu dunque andrai +domani, o doman l'altro, al palazzo Baldovini, con un pretesto +qualunque.... Potresti, per esempio, riportare un libro, che mi è +stato imprestato: il _Mauprat_, di Giorgio Sand, che è per l'appunto +rimasto sul mio tavolino. Con questa scusa cercherai di vedere la +marchesa Polissena, e potrai consegnarle il biglietto che io ti +scriverò alla prima fermata. + +--Non dubiti, illustrissimo;--rispose Giuseppe;--farò la commissione a +dovere. Anche la signora marchesa,--soggiunse poscia, abbassando la +voce,--è della buona causa?-- + +Gino trattenne in tempo una risata, che già gli faceva impeto alla +gola. Ma era buio fitto, e Giuseppe non vide neanche la contrazione +dei muscoli. + +--Ah!--disse Gino.--È una dama di alto sentire. Tu le darai notizie di +me, del modo in cui son dovuto partire da Modena. Forse domani la cosa +sarà conosciuta; ma la marchesa deve sapere che io avevo tentato di +vederla. Il biglietto, poi, come farglielo giungere?... Se ti frugano, +alle porte?... Capirai che un sospetto può nascere.... + +--Sospetti su me, illustrissimo? Non ne hanno. + +--Bravo! E come lo sai? + +--Ne ho avuta la prova;--rispose Giuseppe, sospirando.--Si figuri che +m'hanno domandato di fare... la spia. Ed io ho ricacciata la mia +rabbia in corpo, ed ho lasciato credere che al bisogno avrei anche +traditi i miei padroni. Volevano sapere chi bazzica in casa, che +discorsi si fanno.... Ed io ho detto tutto; s'immagini; non c'è niente +da nascondere. + +--Lo credo bene!--esclamò Gino.--Ma è strano, sai! È strano che non si +fidino neanche di mio padre. + +--Che vuole, illustrissimo? Così è;--rispose il servitore.--Ma io li +ho serviti bene, da vecchio carbonaro. + +--Carbonaro, tu, Giuseppe? + +--A quei tempi, sì. + +--E in casa di mio padre? + +--Ho sempre fatto il mio dovere, signor conte. + +--Lo so, e non parlavo per questo;--disse Gino.--Ti esprimevo la mia +meraviglia e nient'altro. Chi lo avrebbe mai immaginato che ci fosse +un carbonaro, in casa Malatesti!... E nel Quarantotto, poi, come hai +fatto a tenerti in corpo il tuo segreto? + +--Amavo la casa, illustrissimo; amavo i figli del mio padrone, che +erano cresciuti così belli e fiorenti sotto i miei occhi. Ma anche +tenendomi il segreto in corpo, come Ella dice, ho fatto quanto era in +me, per servizio della buona causa. Fu bene che avessi nascoste con +tanta cura le mie opinioni, perchè, quando venne la restaurazione, +nessuno dubitava del vecchio servitore di casa Malatesti, ed ho potuto +rendere qualche grosso servizio ai patrioti. + +--Bravo Giuseppe! Tu mi parli con una confidenza! + +--Signor conte, Ella è dei nostri;--rispose Giuseppe.--Non la mandano +in esilio, per questo? + +--È vero;--disse Gino, che a quella parola «esilio» si sentiva +crescere di qualche cubito nella propria estimazione.--Tu dunque sei +per me l'inviato della provvidenza. E mi porterai il biglietto. Ma se +ti frugano, laggiù? + +--Se mi frugano, non troveranno un bel nulla. Ci son tanti modi di +nascondere un pezzettino di carta! Lasci fare a me, signor conte; e +nella rivolta della giacca, o nella fodera delle maniche.... + +--Bene, bene!--interruppe Gino.--Ne parleremo a Paullo. L'essenziale è +di far sapere ciò che mi è occorso alla marchesa Polissena.-- + +L'idea di poter mandare un biglietto alla bella Baldovini calmò gli +spiriti esacerbati del conte Gino, il quale finì con pigliar sonno. +Quando si svegliò, la carrozza entrava a Paullo. + +Il servitore avrebbe potuto accompagnarlo fino a Pievepèlago ed anche +fino a Fiumalbo, dove, per andare a Querciola, sarebbe bisognato +abbandonare la strada maestra. Ma il conte Gino preferì che Giuseppe +ritornasse a Modena, tanto gli premeva di mandar sue notizie alla +marchesa Polissena. E là, nell'osteria di Paullo, sopra un foglietto +di carta, strappato dal suo taccuino, scrisse pochi versi a punta di +matita. Avrebbe potuto scrivere una lettera; ma sarebbe riescita +troppo voluminosa, e il vecchio carbonaro non avrebbe saputo dove +nasconderla, mentre un bigliettino, convenientemente arrotolato, +poteva celarsi da per tutto, anche in una cucitura ribattuta degli +abiti. + +Il biglietto del conte Gino alla marchesa Polissena diceva brevemente +così: + +«Saprete il caso che mi è toccato. Mi mandano a confine in Querciola, +alle falde del Cimone, fuor del consorzio dei viventi... peggio +ancora, lontano da Voi. Ne perderò la ragione; non mi parrà di vivere, +fino a tanto non riceverò una vostra lettera. Il portatore di questo +foglio mi è affezionato, e in qualunque modo mi farà avere i vostri +caratteri. Addio! Mi si spezza il cuore, nel dover scrivere questa +triste parola. Speriamo di mutarla in un arrivederci, e presto! Vi +amo.» + +Suggellò il biglietto, dopo averlo piegato più stretto che potè, e lo +consegnò al fido Giuseppe. + +--E dimmi,--gli soggiunse,--potrai farmi avere ad ogni modo la +risposta? + +--Non dubiti, illustrissimo; se una risposta ci sarà, gliela manderò +certamente. + +--Troverai persona fidata e sicura? + +--Troverò tutto; Ella non si dia pensiero di ciò. + +--Ad ogni modo, mi scriverai anche tu? + +--Sì, illustrissimo; purchè Ella non rida della mia mano di scritto e +dei miei errori d'italiano. + +--Va là!--disse Gino.--Tu pensi da buon italiano, e questo è +l'essenziale.-- + +Dopo di che, il giovanotto abbracciò il servitore e s'incamminò per la +via dell'esilio. Erano le cinque dopo il meriggio, quando egli giunse +a Fiumalbo, e salutò la petrosa balza del Cimone, tinta di rosso dai +raggi obliqui del sole, che andava a nascondersi dietro l'Alpe di San +Pellegrino. + + + + +Capitolo II. + +I re della montagna. + + +Il Monte Cimone, alle cui falde era confinato il conte Gino Malatesti, +è la più alta vetta dell'Appennino centrale. Duemila centocinquantasei +metri sul livello del mare non sono ancora l'altezza del Monte Bianco; +eppure il Cimone è debitore a questa sua elevatezza metrica di esser +chiamato il Monte Bianco degli Appennini; modesto e generoso Monte +Bianco, che per uno o due mesi dell'anno si lascia togliere dalla +calva cervice il suo berretto di neve. + +Alpestre, poco agevole ai piedini d'una bella signora delle nostre +città, è il fianco del vecchio Cimone; ma la sua salita non offre +difficoltà all'alpinista che all'ultimo passo, quando occorre, per +guadagnarne la vetta, inerpicarsi sul petroso cono formato dalla +emersione di alcuni strati del macigno appenninico. Ho detto il +petroso cono, e infatti il Cimone presenta da lungi la forma di un +cono, rozzamente tagliato, con la vetta spuntata in un pianoro, che ha +forse cento metri di giro. A greco il balzo è più scosceso che dalle +altre parti, e al piè della roccia, dove incomincia a distendersi il +Pian Cavallaro, sgorga la Beccadella, una ricca fonte che basterebbe +da sola a far girare la ruota d'un mulino. E quella fonte non è la +sola, nè la più alta del monte. Ce n'è qualche altra più in su, verso +levante, dalla parte del Cimoncino, con grande meraviglia dei signori +naturalisti, a cui, più della salita, riesce arduo di spiegare una +così alta origine di copiose sorgenti. + +Invito i miei lettori ad una ascesa che non sarà senza compensi. +Bolognesi e Modenesi non si terrebbero per alpinisti, se non fossero +andati almeno una volta lassù. Le limpide mattinate son rare, pur +troppo; ma quando il vecchio Cimone non ha il suo cappello di nuvole, +quando sul piano, dintorno a lui, si diradano le nebbie, la veduta è +stupenda, dall'Adriatico al Tirreno, dalle Alpi tirolesi, svizzere e +francesi, fino alle Maremme e alle isole dell'Arcipelago toscano. + +Mentre noi abbiam fatta l'ascensione del monte, il nostro viaggiatore +è smontato alle prime case di Fiumalbo. Di là, per andare a Querciola, +il conte Gino doveva lasciare la strada maestra e piegare a sinistra, +ma per una via meno agevole e con altri mezzi di trasporto. Perciò, +consigliato dal vetturino, era disceso davanti alla porta d'un molino, +dove una frasca indicava che il mugnaio faceva a ore avanzate anche +l'oste, e dove molto probabilmente il nostro Gino avrebbe anche potuto +trovare una cavalcatura e una guida per andare a Querciola. Smontato, +adunque, e accolto con tranquilla urbanità dal mugnaio, chiese tutto +ciò che gli bisognava, incominciando dal desinare. + +L'oste mugnaio nuotava nell'abbondanza; ma non aveva lì per lì nulla +di pronto. Se il viaggiatore poteva aspettare, egli sarebbe andato a +cercare una gallina sul prato, dietro alla casa, e la sua donna non +avrebbe indugiato troppo a fargli un brodo conveniente. Ma il conte +Gino sentiva gli stimoli della fame, e di una fame da viaggiatore che +ha ventisei anni. In pari tempo, sentiva dalla cucina un grato odore +di lardo. Il mugnaio cuoceva la minestra per la famiglia. Orbene, e +non si poteva mangiar di quella, senza aspettare il brodo di là da +venire? Se c'erano delle galline, sicuramente non mancavano le uova. +Egli dunque avrebbe sorbito un paio d'uova calde, e magari due paia. +Un pezzetto di cacio sarebbe bastato per finire il suo pranzo, che a +quell'ora, con quell'aria, e dopo tante ore di viaggio, si poteva +chiamar luculliano. + +--Se si contenta Lei, facciamo pure così;--disse il +mugnaio.--Teodemira, una tovaglia di bucato e una posata al signore. +Badi, sono di ottone, le posate. + +--Tanto meglio;--rispose Gino.--Sembreranno d'oro.-- + +La minestra fumante venne in tavola, e il nostro eroe assaggiò la +minestra. Era buona, e sarebbe anche stata migliore, se dalla cappa +del camino non fosse caduto un po' di fuliggine entro la pentola +scoperchiata. Non crediate che il conte Gino la respingesse per così +piccolo guaio. L'elegante giovanotto, lo stomaco delicato, che si era +già adattato benissimo al condimento montanaro del lardo, si contentò +di ritirare con la punta del cucchiaio i grumi di fuliggine +galleggianti sulla liquida superficie. Che cos'è infine la fuliggine? +Fumo di vivande, condensato lungo le pareti di un camino. Gli antichi, +nei loro sacrifizî, in cui erano insieme sacerdoti e cuochi, non +offrivano forse il fumo agli Dei? + +Mentre il conte Gino attendeva a quella cura, e non senza ridere un +pochino del caso suo, un nuovo personaggio entrò nella sala. Era un +giovinotto alto e bruno, vestito d'una cacciatora di velluto verde +d'oliva; portava le uose di cuoio alle gambe, teneva ad armacollo un +bel fucile a due canne, e sulla testa un cappellaccio nero di feltro. +Ma questo, da uomo bene educato, se lo levò subito, alla vista del +forastiero, scoprendo una capigliatura folta, ricciuta e nerissima. + +--Oh, signor Aminta, buon giorno!--disse il mugnaio, andandogli +incontro, con atto rispettoso. + +--Buon giorno, Gasparino!--rispose quell'altro.--E il grano? + +--Per domani, signor Aminta. + +--Come? Ancora domani? + +--Che vuole? Era tanto! Venga a vedere e si persuaderà.-- + +Il cacciatore entrò nel mulino, seguendo il mugnaio, e il conte Gino +non lo vide più ricomparire nella sala. Stava per finire la minestra, +quando il mugnaio ritornò presso di lui. + +--Ebbene,--gli disse Gino,--avete pensato alla cavalcatura e alla +guida? + +--Sissignore,--rispose il mugnaio,--e siamo abbastanza fortunati, +perchè il signor Aminta ci pensa egli. + +--Chi è il signor Aminta? + +--Quel giovane cacciatore che ha veduto poco fa. + +--Che, forse dà cavalli a nolo? + +--Nossignore, non ne ha bisogno. È il figlio del re della montagna.-- + +Gino credette lì per lì che il mugnaio gli raccontasse una favola da +bambini. + +--Caspita!--esclamò.--C'è un re della montagna, qui? E vive nei dominî +di un semplice duca? + +--Sicuro;--rispose il mugnaio, sorridendo alla celia.--I Guerri si +chiamano così, nel nostro paese, tanto son ricchi. Tutto ciò ch'Ella +vede dal monte Cimone all'alpe di San Pellegrino appartiene ai Guerri. + +--Ah, capisco;--disse Gino.--Perciò li chiamate i re della montagna. E +come mai il figlio del re, senza che io abbia avuto l'onore di +essergli presentato, si degna di mandarmi una mula e una guida per +Querciola? + +--Gli ho detto che Vossignoria doveva andare lassù, e il signor Aminta +s'è offerto a servirla. Quanto alla presentazione, non ce n'è proprio +bisogno. In questi paesi ogni forastiero che arriva è un ospite dei +Guerri. La conoscenza, poi, la faranno per istrada. + +--Bene!--conchiuse Gino.--Seguitiamo gli usi di questo paese. E datemi +le uova, frattanto; non vorrei far troppo aspettare il figlio del re. + +--No, scusi;--replicò il mugnaio:--non le posso dar altro. Il signor +Aminta se l'avrebbe a male. + +--Perchè? Non devo dunque mangiar altro? + +--Per ora no, se non le dispiace. Il signor Aminta è escito per +mandare l'avviso a casa sua, dov'Ella troverà assai meglio di quello +che può offrirle la nostra cucina. + +--Oh diamine! È grossa. Eccomi dunque invitato per forza. + +--Qui è l'uso, quando passa un forastiero sul territorio dei Guerri. + +--Ma qui, scusate, sono in paese abitato. + +--Ha ragione; ma il mulino appartiene ai Guerri. + +--Ed io mi trovo sul territorio del re, non è vero?--disse Gino, +ridendo.--Ma sapete che è un uso piacevolissimo, e che tutti i re +dovrebbero introdurlo nei loro Stati? Ottima istituzione, questi re +della montagna! Passa un forastiero, in queste gole, e lo invitano a +pranzo. Una volta si usava altrimenti; il forastiero, che si +arrisicava in questi passi, era invitato bensì, ma a buttarsi con la +faccia a terra, e lo svaligiavano senza misericordia. A proposito, e +le mie valigie?... + +--Le ha fatte prendere il signor Aminta. + +--E per che farne, di grazia? + +--Per mandarle a casa sua. + +--Di bene in meglio!--esclamò Gino, che non sapeva se dovesse ridere, +o andare in collera. + +Ma perchè andare in collera, poi? Era venuto a cascare nei dominii +d'un re, e quel re non somigliava punto al duca di Modena, suo +riverito padrone. Questi lo discacciava, quell'altro lo accoglieva. In +una cosa sola si manifestava una specie di analogia tra loro; ambedue +facevano quel che volevano, senza consultare l'intenzione dei sudditi. + +--Io, per altro,--soggiunse Gino, come ultimo atto di protesta,--debbo +andare a Querciola. + +--Che ci vuol fare, a Querciola?--disse il mugnaio, crollando le +spalle.--È un paesaccio. + +--Sia quel che gli pare; debbo andarci e ci andrò;--rispose +Gino.--Mettete che io abbia da farci degli studi. + +--In questo caso potrà sempre inerpicarsi lassù ed arrivarci in un'ora +di cammino. Ma, come abitazione, si troverà meglio dai Guerri. + +--Dai Guerri? Chi sono i Guerri? + +--Gliel ho detto poc'anzi: la famiglia del.... + +--Ah sì, lo ricordo ora, del signor Aminta. Ed anche non ricordandolo, +dovevo immaginarmelo. + +--Hanno un alloggio molto comodo;--rispose il mugnaio. + +--Lo capisco;--disse Gino.--Sarà una reggia, se i padroni sono i re +della montagna. E voi mi dite che in un'ora si può andare a Querciola? + +--Dalle Vaie, sicuro. + +--Le Vaie! Che cosa sono le Vaie? + +--Il luogo di abitazione dei.... + +--Basta, ho capito anche questo;--interruppe Gino, ridendo.--Caro +amico, vi ringrazio delle vostre informazioni, che finiscono tutte ad +un modo, come i salmi. Non mi resta ora che di pagarvi il conto. + +--Perdoni, signor mio;--disse il mugnaio, schermendosi. + +--Come? Non si usa pagare il conto, alla vostra osteria? + +--Si usa, sì; ma in questo caso.... Ella non ha mangiato che una +cattiva minestra.... E poi, il signor Aminta non permetterebbe. + +--Ah, per tutti i... re della montagna, ed anche della pianura, questa +è grossa davvero. E se io volessi darvi uno scudo.... + +--Quando Vossignoria lo volesse ad ogni costo...--rispose l'altro, +facendo bocca da ridere. + +--Ah, finalmente!--gridò Gino, mettendo mano alla borsa.--Ne vinco una +io, sul vostro signor Aminta.-- + +Pagato a quel modo lo scotto, il conte Gino escì dall'osteria, per +avviarsi sulla strada che avevano già presa le sue valigie. Quasi +sarebbe inutile il dire che lo guidava il mugnaio, poichè egli, ignaro +affatto dei luoghi, non avrebbe saputo da qual parte voltarsi. + +Passarono sopra un ponte di legno il ruscello che forniva l'acqua al +mulino, e di là presero a salire un sentiero largo e sassoso in mezzo +ad una boscaglia di cerri, rada nei tronchi, che apparivano grossi e +diritti, ma folta in alto, per la diffusione dei rami. + +I cerri sono le quercie delle alte convalli, dove il freddo regna più +a lungo. Robusti e previdenti, hanno la corteccia più fitta, e le loro +ghiande portano il cappuccio lanoso. + +Il conte Gino aveva fatto appena un cento metri di strada, quando +attraverso i radi tronchi dei cerri vide discendere dall'erta uomini e +cavalli. + +--To'!--diss'egli.--Una cavalcata. Com'è pittoresca! + +--È il signor Aminta che ci viene incontro;--rispose il mugnaio. + +--Sempre Aminta!--gridò il conte Gino.--Caro mio, Torquato Tasso dovrà +esservi molto riconoscente. + +--Chi è questo signore?--domandò candidamente il mugnaio. + +--Il padre di Aminta;--rispose Gino. + +--Scusi,--replicò quell'altro, sicuro del fatto suo,--il padre del +signor Aminta si chiama Francesco.-- + +Gino diede in una matta risata, e il mugnaio pensò ch'egli fosse matto +davvero, volendo sbattezzare il signor Francesco Guerri, per chiamarlo +Torquato. Ma rise anche lui, vedendo ridere il suo compagno di +viaggio. + +Il nostro giovanotto era di buon umore, e la cosa vi parrà singolare, +in mezzo a tanti dolori che lo avevano accompagnato sulla via +dell'esilio. Ma io già ve l'ho detto, Gino Malatesti aveva ventisei +anni. Aggiungete la novità del caso, che lo faceva ospite per forza di +gente che non lo conosceva affatto, e che egli conosceva anche meno. E +poi, non dimenticate la bella natura, questa regina sempre giovane e +lieta, che fa anch'essa ogni cosa a suo modo, e che, dentro la cerchia +del suo regno, per un giorno almeno, ha potestà di giocondare gli +spiriti. + +La cavalcata intravveduta da Gino si componeva di due soli cavalli. +Sul primo torreggiava il signor Aminta; l'altro era condotto a mano da +un famiglio. + +Come fu a venti passi da Gino, il signor Aminta balzò leggero di sella +e gli mosse incontro a piedi. + +--Perdoni la libertà grande;--gli disse, scoprendosi.--Gasparino le +avrà già detto.... + +--Sì, mi ha detto molto;--rispose Gino.--Ma io non so veramente con +qual diritto dovrei dare tanto incomodo a Lei.... ignoto come sono.... + +--È un viaggiatore: è un ospite;--replicò l'altro, con bella +semplicità di parole. + +--E non sa ancora il mio nome;--soggiunse Gino, disponendosi a fare la +sua presentazione da sè. + +--Avrà tempo a dirlo, se vorrà;--disse Aminta.--Gasparino mi aveva +accennato che Ella si reca a Querciola, per passarci alcuni giorni. + +--Che potrebbero esser mesi;--replicò Gino. + +--In quel luogo!--esclamò l'altro.--Ma ci sarà da morire d'inedia. + +--Necessità, signor mio!--rispose Gino, stringendosi nelle spalle. + +--Rispettiamo la necessità;--disse Aminta, inchinandosi.--Ma non c'è +posto per Lei, a Querciola. È un paese di caprai, e non ci son +famiglie, ch'io sappia, le quali possano offrirle una ospitalità pur +che sia. + +--Pure, debbo andarci; sono costretto!--disse Gino, sospirando. + +--Ci andrà domani, doman l'altro, quando le piacerà;--rispose il +signor Aminta.--Per ora si degni di smontare da noi. + +--Non abuserò della sua gentilezza? + +--Che dice Ella mai? La nostra casa sarà onorata della sua presenza. +Del resto,--soggiunse quel principe ereditario,--che ci staremmo a far +noi in queste alte solitudini, se, quando ci arriva un forastiero, non +lo accogliessimo a festa? Aggiunga, signor mio, che altrove starebbe +peggio che da noi. La vita è dura, tra questi monti, in mezzo ad una +gente buona e leale, ma rozza.... + +--Non mi pare, non mi pare;--interruppe Gino.--Si fermi almeno alle +buone qualità, se non vuole aggiungerne delle altre.-- + +Il signor Aminta ringraziò col gesto, e additò al forastiero il +cavallo che era stato condotto per lui. Anzi, per colmo di gentilezza, +volle mettersi egli stesso dall'altra parte, per offrirgli le redini. + +Gino non aveva bisogno d'aiuti, e lo dimostrò subito, balzando in +sella con una grazia di cavaliere perfetto. Nella perfezione del +cavaliere c'entrano anche, lo immaginate, i ventisei anni di cui lo ha +privilegiato il suo atto di nascita. + +Il cavallo di Gino Malatesti era un bel rovano, di larga cervice e di +garretti robusti, con due occhioni intelligenti e gli orecchi tesi, +che indicavano una serietà di nobile animale, non ignaro della +importanza degli uffici a cui è destinato. Gino gli palpò +amorevolmente il collo, e n'ebbe in risposta un nitrito di +soddisfazione. + +--Strano!--diss'egli.--Non mi aspettavo di trovar cavalli, in queste +balze. + +--Cavalli di montagna, signor mio;--rispose Aminta.--Sono addestrati a +correre per i greppi, e son saldi di passo come le mule.-- + +Aminta era montato in sella anche lui, e andava primo, per insegnare +la strada. Così salirono l'erta del monte, e di là dalla boscaglia dei +cerri il conte Gino vide una piccola valle, con un'altra costiera, +vestita da un'altra boscaglia. Ma lassù, dalle vette dei faggi e delle +quercie, appariva un campanile; e accanto al campanile una mobile +striscia di fumo indicava la presenza di una casa. C'era abitato, +lassù, e i bisogni dello stomaco e quei dello spirito potevano esservi +soddisfatti egualmente. + +--È là;--disse il signor Aminta, voltandosi al forastiero e additando +il campanile.--Fra dieci minuti ci siamo.-- + +Andando avanti, e girando intorno alla macchia, si scopriva un po' +meglio il paese. Là, dietro il campanile, era un ceppo di case, le une +a ridosso delle altre, male ordinate e di misero aspetto. Anche la +chiesa doveva essere una povera cosa, a giudicarne dal campanile, +corto, gobbo e tutto sbrendolato nell'intonaco. Ritornando alle case, +d'intonaco non si vedeva pur l'ombra; erano tutte murate a falde di +macigno, ed apparivano così nere, da lasciar credere che tra pietra e +pietra non fosse stata neanche messa la calce. Un po' meglio in +assetto era la via che conduceva all'abitato, e questa parve a Gino +una buona testimonianza della cura che i re della montagna avevano dei +loro cavalli. + +All'ultima svolta della strada gli si mostrò finalmente la chiesa, in +tutta la sua maestà decaduta. Il finestrone della facciata aveva avuto +in altri tempi una cornice di stucco, e certamente un cornicione +doveva aver collegato il timpano alla gronda del tetto; ma cornice e +cornicione erano spariti da un pezzo. Anche il muro, nella parte +superiore, era tutto scrostato; solo nella inferiore, accanto alla +porta d'ingresso, durava ancora ne' suoi contorni di rosso mattone un +san Cristoforo seduto, col bambino Gesù posato sulla sua spalla +destra, e con la mano levata. In atto di benedire i popoli, o di +prendere al Santo una ciocca de' suoi capegli rabbuffati? Il pittore +aveva lavorato in modo da lasciar adito a tutt'e due le supposizioni, +e magari ad una terza. O san Cristoforo delle Vaie! nobile tipo di +taglialegna, certamente copiato sulla faccia del luogo! Voi eravate +enorme, come vuole la leggenda. Bontà vostra, che restavate seduto (o +inginocchiato, non rammento più bene); se no, sfondavate con la testa +la gronda del tetto. + +Il Gino ammirò san Cristoforo e tirò via, seguitando il compagno. La +via, rasentando il fianco della chiesa, si faceva più stretta, poichè +sorgeva dall'altra parte una casetta di due piani, fatta a capanna, +con una piccola scala all'aperto. Sull'ultimo gradino di quella scala +era seduto un prete, magro ed ossuto, che portava in testa, scambio +del berretto a tre spicchi, una papalina di velluto nero, e se ne +stava là in osservazione, beatamente traendo boccate di fumo da una +vecchia e corta pipa di Gessèmani. + +--Don Pietro, buona sera!--disse il signor Aminta passando, e +levandosi il cappello.--Viene da noi? + +--Dopo cena, sicuramente. + +--Perchè non prima? + +--Caro Aminta, la pentola è al fuoco, e non bisogna mancarle di +riguardo. Poveraccia! È quella di tutti i giorni, e un sentimento di +gratitudine comanda di esserle fedeli. Non vi pare? + +--È giusto, è giusto;--disse il signor Aminta.--A più tardi, dunque; e +buon appetito. + +--Non manca mai, quello! Altrettanto a voi e al vostro compagno di +viaggio.-- + +Così dicendo, Don Pietro si alzò a mezzo, levandosi la sua papalina +dal capo. + +Gino rese il saluto, e disse frattanto in cuor suo: + +--Ecco qua: noi ci lagniamo di dover vivere nelle nostre città +capitali, che hanno il grave torto di non rassomigliar tutte a Parigi. +E qui, e in tanti luoghi consimili tra i monti, vive un popolo +industre e buono, che si contenta de' suoi villaggi appollaiati sui +greppi, nè sembra accorgersi che le sue abitazioni sono catapecchie e +stamberghe. Anche qui ci sono i ricchi, i potenti, e si adattano al +modesto costume dei padri loro. Non manca neppure il re, e questo re +della montagna molto probabilmente non possiede le querci per +sedercisi sotto, a render giustizia, ma per tagliarle via via e +mandarle ai lontani cantieri. Qui non saranno ricercatezze di cibo, +non salse, non intingoli; ma pezzi di cinghiale, uccelli di passo, +quarti di bove o d'agnello, arrostiti all'omerica, e magari serviti in +piatti di argilla, su d'una tovaglia di canapa. Ma che importa? Sono +felici egualmente.-- + +Così andava almanaccando, e gli ricorrevano alla mente i bei versi di +Bernardo Tasso, intorno alla vita campestre: + + _O pastori felici, + Che d'un picciol poder lieti e contenti + Avete i cieli amici, + Nè di mar paventate ire o di venti! + Noi vivemo alle noie + Del tempestoso mondo ed alle pene; + Le maggior' nostre gioie + Ombra del vostro bene, + Sono di fiele e d'amarezza piene._ + +Questo è su per giù il ragionamento che tutti fanno, quando, sottratti +al fascino delle città rumorose, si trovano al cospetto della santa +natura. Non bisognerebbe per altro che la cosa durasse! A buon conto, +Gino Malatesti ricordava tutte queste belle cose, per conchiudere che +i re della montagna dovevano vivere anch'essi maluccio. + +Il suo monologo fu interrotto dalla fermata del signor Aminta. +Quaranta o cinquanta passi più su dalla chiesa e dalla canonica che vi +ho descritta, sorgeva la casa, o, per dire più esattamente, il ceppo +di case che Gino aveva veduto da lungi, sovra il colmo dell'erta. +Erano parecchi tetti raccolti in pittoresco disordine attorno ad un +tetto più alto. La fabbrica di mezzo, la più grossa, senz'essere +niente più intonacata delle altre, manifestava certe sue pretensioni +signorili, nell'ordine doppio e abbastanza regolare delle finestre, +come nelle persiane verdi del pian di sopra, che contrastavano +allegramente con le mura nerastre e con le rappezzature del tetto. + +Il signor Aminta era smontato da cavallo, davanti ad un portone, o +piuttosto ad un grand'arco, aperto a guisa di breccia nel muro. Sotto +quell'arco profondo era un andito, mezzo occupato da cinque o sei +scaglioni di pietra, che non andavano mica diritti, ma giravano un +pochino di sbieco, fino ad un pianerottolo, fiancheggiato da due tozze +colonne, unico sfoggio architettonico di quella costruzione, +evidentemente fatta in più tempi. Tra le colonne era un uscio +spalancato, che lasciava vedere le pareti affumicate di una larga +anticamera. + +--Ci siamo;--disse il signor Aminta al suo ospite, che era smontato da +cavallo egli pure.--Chiuda gli occhi, per altro. + +--Li terrò bene aperti, anzi, per vedere una casa ospitale;--rispose +Gino, sorridendo. + +E saliti quei cinque o sei scaglioni di pietra, entrò, seguendo il +signor Aminta, nella vasta anticamera, dove non era che un grosso +camino contro la parete, e davanti al camino una panca a semicerchio, +col suo schienale alto, per ripararla dall'aria di fuori. Là, nelle +sere d'inverno, e, dato il clima del luogo, anche in quelle di +primavera e di autunno, dovevano raccogliersi intorno alla fiammata i +re della montagna, coi loro famigli e con qualche viandante +intirizzito. Nè sedie, nè altri arredi, si vedevano là dentro. Unico +lusso, e certamente di altri tempi, una fascia di pietra che correva +intorno alla cappa del camino, recando una leggenda scolpita a grosse +lettere: «_Dalla guerra alla pace_» e uno scudo nel mezzo, alla spada +rizzata in palo, con la punta abbassata. + +--Avanzi di pretese nobilesche!--pensò Gino, vedendo lo scudo, ma non +avendo tempo di leggere il motto. + +Il signor Aminta, che fino allora lo aveva preceduto, gli faceva cenno +di passare in un'altra stanza, più piccola, ma più arredata della +prima. Il nostro giovanotto vide una tavola di querce appoggiata al +muro, e alcuni seggioloni con le spalliere e i sedili di cuoio; roba +antica, se volete, ma non elegante. Di là il nostro Gino fu fatto +entrare in una terza stanza; e questa era una piazza d'armi +senz'altro. Anche là si vedeva il camino, con la sua cappa alta, di +pietra serena, scolpita a fogliami, e la leggenda che sapete e lo +scudo che conoscete, ma questa volta dipinto, la spada d'argento e il +campo d'azzurro. + +Gino diede una guardata all'intorno, ed ebbe argomento a mutare un +pochino la sua prima opinione. Aveva veduta anzitutto, nel mezzo della +sala, una lunga tavola da pranzo, capace almeno di trenta posti. Era +una tavola di querce, inverniciata a dovere, come si vedeva dai piedi +lavorati al tornio, poichè la lastra era ricoperta da un gran tappeto +rosso, listato d'un fregio nero. Dalle pareti pendevano alcuni vecchi +quadri a olio, con ritratti di famiglia, non eccellenti forse come +opere d'arte, ma con le loro cornici intagliate e dorate a fuoco. Dove +non erano quadri, sorgevano da terra scaffali di libri, che attrassero +tosto l'attenzione del viaggiatore. Strana cosa, là dentro! Erano +tutte edizioni moderne, volumi rilegati di marocchino, e, dando +un'occhiata ai titoli, il conte Gino riconobbe poeti e prosatori +italiani, antichi e nuovi, insieme con opere francesi, inglesi e +tedesche, nel loro testo originale. + +Questa fu la gran maraviglia di Gino, e gli strappò un grido dal +labbro. + +--Poca cosa!--disse il signor Aminta, accostandosi.--Non siamo +abbastanza provveduti, in materia di libri. + +--Come?--gridò il forastiero.--Ci hanno....--E qui voleva dire:--Ci +hanno assai più di noi, ad onta dei quattromila volumi che ingombrano +la nostra biblioteca.-- + +Infatti, la libreria dei conti Malatesti era stata messa insieme da un +prozio vescovo; archeologia sacra e teologia, in gran parte, e non era +stata più accresciuta nè completata. Là, invece, nella libreria dei +Guerri, c'era in quattro cinquecento volumi il fiore di quattro +letterature. + +Perciò il conte Gino terminò la sua frase, dicendo: + +--Ci hanno tutta roba moderna, e mostrano di aver familiari le lingue +estere. + +--Ah sì!--disse il signor Aminta.--Ma non creda che le abbia familiari +io, queste lingue. Faccio molto a sapere il mio italiano, e un po' di +francese, che non ho mai occasione di parlare.-- + +Gino voleva chiedere chi fosse, in famiglia, che sapeva, oltre il +francese, il tedesco e l'inglese. Ma, da persona bene educata, si +astenne dal domandare quello che il suo interlocutore non aveva +creduto opportuno di dirgli. + +Frattanto, nel voltarsi a guardare intorno, ebbe un altro argomento di +maraviglia; un pianoforte, niente di meno, un pianoforte a coda, ed +anche della fabbrica di Erard, se non vi dispiace di saperlo. Al conte +Gino, che si era avvicinato per dare un'occhiata alla scritta, non +dispiacque davvero. + +Come avrete veduto da questo scampoletto di descrizione, la sala era +da pranzo e serviva di salotto e di biblioteca ad un tempo. La sua +ampiezza giustificava benissimo quella moltiplicità di destinazioni. + +Gino, dopo aver guardata la scritta, si era arrisicato a sollevare il +coperchio, e stava arpeggiando con le dita sulla tastiera, quando un +uscio si aperse ed entrò nella sala il signor Francesco, il padre di +Aminta, il vero re della montagna, bel vecchio dalla barba bianca, +dall'aspetto grave e buono, per consuetudine malinconico, ma che +sapeva sorridere d'un sorriso dolce e tranquillo come il suo occhio +azzurro e come la sua voce di tenore baritonato. Eravamo davanti al +pianoforte, e questo accenno al registro vocale non vi parrà fuori di +luogo. + +Anche il signor Francesco Guerri fu molto cortese con l'ospite, +anch'egli sfuggì l'occasione di sapere chi fosse. Evidentemente, +quello era un uso di lassù: forma di galateo montanaro che non è senza +grazia, sebbene non vada esente da qualche piccolo guaio. Sapere chi +si accoglie, lo riconosco ancor io, non salva sempre il padrone di +casa dal pericolo di farsi portar via le posate; ma è chiaro che dove +c'è l'uso di accoglier tutti con eguale cordialità, senza domandare il +suo nome a nessuno, il pericolo che la gente abusi della vostra +ospitalità non sarà punto scemato. Nè un padrone di casa può essere +così certo del suo occhio, da riconoscere a prima vista la gente di +cui debba fidarsi, poichè le apparenze ingannano. I carabinieri, a +buon conto, in certi luoghi ed occasioni, usano la precauzione +lodevolissima di domandarvi le carte. + +Il signor Francesco, dopo i complimenti consueti, introdusse l'ospite +nella camera a lui assegnata. Era piccola, o, per dir meglio, appariva +piccola a chi veniva allora da quella gran sala, ma c'era tutto il +necessario per viverci bene. Il letto era a baldacchino, con le sue +brave cortine di damasco, e il conte Gino osservò che aveva sul +copertoio un grosso e soffice cuscino di piume. + +--Le notti son fredde, tra questi monti;--disse il signor +Francesco.--Ma speriamo che Ella non ci si ritroverà troppo male.-- + +Gino si era maravigliato nella sala, e si maravigliò ancora nella +camera da letto, vedendo quel lusso, antico ma sodo, ed anche certi +graziosi nonnulla, come lavori di lana e ricami all'uncinetto, che +facevano pensare al _Journal des Demoiselles_ ed ai suoi esemplari +d'opere femminili, tanto preziose nell'arredamento di una casa. + +--Ah, ah!--diss'egli tra sè.--Qui c'è la mano di una donna.-- + +E quella camera, da prima, e tutta la casa di poi, e i luoghi +circostanti s'illuminavano, agli occhi della sua mente, d'una poetica +luce. + +Questo fenomeno occorse la prima volta nel settimo giorno della +creazione. Almeno, così dicono i poeti, che sono stati da per tutto, +anche _a latere_ del Padre Eterno, nel periodo delle grandi novità. Gli +alberi frondeggiarono ad occhi veggenti, gli uccelli fecero il verso +d'amore nel bosco, i fiorellini sbocciarono dal prato; Adamo, poi, si +svegliò in soprassalto, e disse.... Che cosa disse Adamo? Sicuramente +egli deve avere incominciato da una esclamazione, da una invocazione +all'Altissimo; verbigrazia da un: «Dio.... misericordioso!» invocazione +che fu il principio e l'esempio di tutte le altre, venute poi, +nell'ordine progressivo dei tempi. + +Ah, donne gentili, siete voi il tormento e la consolazione. Con voi si +può vedere la luna in pien meriggio, ma senza di voi c'è buio a tutte +le ore del giorno. La vostra presenza, a buon conto, reca la grazia +nella conversazione degli uomini, o quanto meno l'obbligo di evitare +certe locuzioni improprie con cui l'uomo dimostra ed afferma la sua +indipendenza nel consorzio incivile. Dove voi siete, egli si studia di +parer più garbato, e qualche volta ci riesce; ad ogni modo, bisogna +tenergli conto dell'intenzione, vedendolo star sulla vita, ravviarsi i +capegli, arricciarsi i baffi, tirar fuori dalle maniche e mettere in +mostra i polsini della camicia, fare insomma tutti quegli atti, +leggermente e graziosamente scimmieschi, per cui egli accenna il +desiderio di piacere. + +M'è occorso ieri (scusate la parentesi) di fare un piccolo viaggio. +Eravamo tre uomini, nella carrozza dei fumatori, e ne capitò +all'ultim'ora un quarto, un giovinotto bello come il Fauno di +Prassitele, che appena entrato s'impossessò del suo sedile e dei due +posti che c'erano, accomodandovi le membra per dormire, e puntando i +suoi delicatissimi piedi contro il bracciuolo di mezzo. Mezz'ora dopo +non gli bastavano più i due posti; alzò una gamba e sconfinò sul mio +territorio, posandomi sulle ginocchia una scarpa, che fui costretto a +prendere con due delicatissime dita, per ricondurla ne' suoi legittimi +confini. Avrebbe egli fatto così, se io fossi stato una graziosa +signora? Si sarebbe egli pure accomodato a dormire? Dèi immortali, mi +parrebbe già di vederlo, ritto sulla vita, tirarsi su i baffettini, +aggiustarsi il nodo della cravatta, lanciarmi occhiate assassine, +spiando l'occasione di entrare in discorso, e fors'anco entrandoci +senza aspettar l'occasione. Certamente, sarebbe diventato molesto, ma +ad un altro modo; perchè proprio è così, noi siamo una razza noiosa +come le mosche, e il senso della misura ci manca, così nel bene come +nel male. + +Come io tengo a bada voi con le mie chiacchiere, così il signor +Francesco, il re della montagna, aveva tenuto a bada il suo ospite, +descrivendogli per sommi capi la vita che si faceva tra quelle gole +alpestri, e dandogli di passata un'idea dei lavori a cui si può +attendere utilmente, nel taglio ragionevole dei boschi e +nell'ingegnosa combinazione delle serre. Gino s'innamorò delle serre, +e promise a sè stesso di andare un giorno a vederle, quelle poetiche +chiuse di lastroni e di legna, che fanno pescaia alle acque e +ricettacolo ai tronchi galleggianti, per lasciarli poi, a cateratta +dischiusa, precipitare affollati in un serbatoio inferiore, e così +via, di pescaia in pescaia, fino ai grandi depositi della pianura. Il +nostro giovanotto non conosceva quelle industrie montanare; ignorava +che lassù ci fossero costumanze e fatiche così selvaggiamente poetiche +come quelle dei _pioneers_ americani. Ma gl'Italiani ignorano molto, +in Italia, e non è colpa loro, perchè l'ignoranza incomincia dalla +scuola. + +A un certo punto della conversazione, apparve il signor Aminta +sull'uscio e fece un gesto a suo padre. Allora il signor Francesco +disse al suo ospite: + +--Signor mio, le abbiamo fatto aspettare un po' troppo il suo pranzo. +Ma Ella ci scuserà, perchè non era la nostra ora, così che siamo stati +colti alla sprovveduta. + +--E mi rincresce del loro incomodo;--disse Gino. + +--No, nessun incomodo;--ripigliò prontamente il vecchio, non +lasciandogli il tempo di proseguire.--Per noi questa è la cena. +L'anticipiamo un pochino, quest'oggi, come Ella ha dovuto ritardare il +pranzo. Gli uomini,--soggiunse il signor Francesco,--debbono trovar +sempre il modo di andare d'accordo, e non ci riusciranno, io credo, +senza qualche concessione scambievole. Non le par meglio così, che +star fitti nel proprio uso e nella propria opinione?-- + +Gino rise e approvò largamente. Non era più luogo da complimenti e da +scuse, davanti ad un ragionamento così semplice e così largo ad un +tempo. + +--Mi permetta almeno di cambiar abiti;--diss'egli, che aveva vedute le +sue valigie deposte in un angolo.--È affar di cinque minuti. + +--Per che fare?--rispose il signor Francesco.--Ella è molto bene, +così, e ci farebbe torto a volersi mettere sulle cerimonie. Via, ci +contenti, e venga com'è.-- + +Gino si acquetò, vedendo che la miglior cerimonia era lì per lì +l'obbedienza. E il signor Francesco, presolo amorevolmente per il +braccio, lo condusse verso l'uscio. + +--Mi permetta allora,--riprese Gino, che aveva sempre bisogno di +qualche cosa,--mi permetta allora di dirle il mio nome. + +--Poi, poi!--interruppe il vecchio.--Ci sarà sempre tempo. Ella è una +persona garbata, e noi non avremmo merito nel riceverla, se non +conoscessimo il cavaliere all'aspetto. + +--Pure,--ripiglio Gino,--sarei tanto lieto di dirle il mio nome. Per +obbligo di reciprocità;--soggiunse.--So infatti che Loro son Guerri. + +--Bene, si consideri per oggi un Guerri anche Lei, un fratello minore, +un figlio della famiglia;--replicò il signor Francesco.--Le dispiace, +forse? + +--No, davvero, e quando è così non parlerò più del mio nome, neanche +domani;--disse Gino sollecito.--Son Gino Guerri, adunque. È un bel +nome; suona bene!-- + +E rideva, il giovanotto, ed entrò ridendo nella gran sala, dove in +quel frattempo era stata apparecchiata la mensa. + +Qui, se io sapessi di esser letto da gente digiuna, amerei descrivere +la tavola e le dodici, proprio dodici, qualità diverse di principii +che facevano bella mostra di sè nei piattellini disposti in ordine, a +destra e a sinistra di un vaso antico di Faenza, che torreggiava nel +mezzo, pieno riboccante di fiori. Gino ammirò quello sfoggio, che +dalle olive di Lucca andava fino alle sardelle di Nantes, passando per +le acciughe della Gorgona, e che dalle polpettine di cipolla e +prezzemolo, in salsa di capperi, si arrisicava fino alle altezze +squisite del salmone rosato di Nuova York, passando per tutte le +conserve, distinte di tanti nomi, del tonno di Sardegna, che ha +certamente i suoi pregi. Pensate pur male di me, povero narratore, che +vi sembrerò un ghiottone, ma non pensate male del mio eroe, che ammirò +lo sfoggio della quantità, senza fermarsi ai particolari, e che volse +subito la sua attenzione al vasellame. I piatti di mezzo, i tondi o le +scodelle dei posti in giro, erano tutti di vecchia maiolica, e +portavano tutti dipinto nel centro lo scudo dei Guerri, con la spada +in palo e con la leggenda che sapete. Il finimento apparteneva per lo +stile dell'opera alla prima metà del secolo scorso, e i gialli vivi e +gli azzurri spersi, e la ricchezza degli ornati, dicevano chiaramente +che quel vasellame era uscito da una delle migliori fabbriche di +Romagna. + +Gino ammirava ancora, abbracciando con l'occhio tutta quella ricchezza +ceramica, quando dall'uscio di rincontro apparvero due signore. + +--Ah, ecco le nostre donne!--disse il signor Francesco.--Ora Ella farà +un po' di conoscenze in famiglia.-- + +La prima che si avanzava era un bel tipo di donna attempata, coi +capegli brizzolati, ma la carnagione ancor fresca e lucente. + +--Mia sorella Angelica;--ripigliò il signor Francesco.--Ella fa qui da +padrona di casa, poichè i miei figli hanno perduta la madre.-- + +E sospirò, il re della montagna, mentre Gino salutava. + +La seconda che veniva verso di lui era più giovane di qualche anno, +bruna, dall'occhio ardito, dalle labbra tumide, indizio di bontà. + +--Mia cognata Olimpia;--disse il signor Francesco.--Suo marito, mio +fratello secondogenito, verrà forse più tardi. Egli è alla serra, e +non c'è stato il tempo di farlo avvertire. Un altro mio fratello, il +più giovane di tutti, quasi giovane come il mio Aminta, non verrà, +perchè vive lontano da noi, a Sassuolo, per ragion di negozio.-- + +Gino salutava i presenti, e accennava del capo agli assenti. Gli +pareva strano, frattanto, che gli altri fossero presentati a lui, ed +egli a nessuno. Ma lassù comandava un galateo diverso, l'antico. Nelle +nostre case moderne i padroni sono altrettanti piccoli principi, a cui +bisogna far riverenza; nelle vecchie, o dove gli usi son vecchi, +principe è l'ospite, e a lui son rivolti gli omaggi di tutti. + +Mentre egli pensava, un'altra figura di donna apparve nella sala. + + + + +Capitolo III. + +Tra l'Ariosto e il Tasso. + + +Figura di donna, ho detto, e aggiungerò di donna giovane, quantunque +lo avrete già argomentato da certa disposizione di effetti, che del +resto è proprio casuale, e perciò senza merito mio. Quella giovane +donna veniva ultima nella sala da pranzo, perchè era l'ultima di fatti +nell'ordine gerarchico della famiglia e in quella legge della +precedenza, che non è solamente a Corte, ma si ficca un po' da per +tutto: perfino, che vi dirò?... perfino in un branco di pecore. Ma che +importa esser gli ultimi, per certi rispetti, se per altri ed +essenziali si può essere i primi? Quella figura di donna, apparsa +ultima nella sala, fu facilmente, trionfalmente la prima, agli occhi +del conte Gino Malatesti. + +Come, direte voi, già a questi punti? Nossignori, non c'è già che +tenga. È permesso di ammirare, anche senza cadere innamorati sul +colpo. E poi, queste son sottigliezze che vanno lasciate in disparte. +In ogni ordine di cose c'è quel che si vede, e quel che si guarda; che +ci possiamo far noi? L'ultima di casa Guerri era di quelle che si +guardano. + +Vorrei descriverla; ma le descrizioni sono così poco efficaci! +S'infilzano parole l'una a fianco dell'altra, si girano frasi, si +rigirano periodi, si riesce a far della prosa robusta, desolazione ed +abominio dei popoli. La descrizione, checchè faccia, non sarà mai la +pittura. Nondimeno, anche nei passaporti c'è il desiderio di dipingere +in qualche modo, e nessuno ignora che in una descrizione qual si sia, +certi tocchi particolari hanno la virtù di richiamare alla mente del +lettore una immagine piuttosto che un'altra. Quando, ad esempio, si +dice capegli biondi, capegli rossi, vengono subito agli occhi due tipi +distinti di carnagione, il bianco fino e pallido, o il bianco vivace e +lentigginoso. Se vi dicono capegli castagni, la carnagione vi si +offrirà subito agli occhi d'un bianco traente al bruno, non senza +riflessi dorati; se vi dicono capegli neri, d'ebano, o d'ala di corvo, +vedete prontamente una carnagione alabastrina e perlata. Così, per via +di naturali richiami e associazioni d'idee, il povero narratore si +aiuta. + +Or dunque, non per voler descrivere, e molto meno per gareggiare con +la pittura, vi pregherò d'immaginare una figura di donna piuttosto +alta, snella, ma dal fianco prominente, su cui si disegna con castità +medievale ed incomincia ad abbozzar le sue pieghe una veste di lana +colorita a larghi quadri scozzesi. La vita risale tutta chiusa fino +alla radice del collo, donde esce e biancheggia una piccola gorgiera +di mussolina; le maniche, strette fino ai polsi, vi fanno sentire la +greca modellatura delle braccia. Nel complesso, eccovi una figura di +giovane castellana, a cui non manca che la borsellina di seta, +pendente da una cintura molleggiante di cuoio, per darvi l'illusione +perfetta. + +Le mani son belle, e guai se non lo fossero, uscendo da quelle maniche +così strette. Il volto è di contorno romano, ma con lineamenti +raffinati, raddolciti dall'espressione moderna. Le sopracciglia son +nere, diritte, segnate senza fiacchezza, ma altresì senza le +esagerazioni del classicismo di seconda mano, e di sotto a quelle +sopracciglia gli occhi grandi sfavillano nerissimi, circonfusi di una +luce bianca azzurrognola. Nel naso profilato, nelle labbra di +vermiglio pallido, sottili di forma e a mala pena incurvate sugli +angoli, nel mento pieno e risentito, nella rotondezza eretta del +collo, il moderno antropologo vedrebbe una grande fermezza di volontà, +come nell'orecchio piccino e nella vivacità dello sguardo una rara +delicatezza di sentimento. Ma che dire della carnagione, che è pregio +essenziale nella bellezza femminile, tanto che senza di questo la +medesima purità dei contorni si riduce ad un accozzamento di linee, +felice sì, ma spietatamente geometrico? La dicono bianca come la neve, +sì, per seguitare l'usanza; ma come la neve, quando il primo raggio di +sole la tinge di rosa sulla vetta di un'Alpe. E questo, ancora, è +l'effetto da lontano; per descrivere la cosa veduta da vicino +bisognerebbe chiedere i paragoni alla superficie interiore di certe +conchiglie orientali; donde per altro si avrebbe l'idea di una durezza +vitrea, laddove sarebbe necessario rendere l'impressione del delicato, +del pastoso e del morbido. + +Lettori, badate a me, qui si va fuori di strada. I nostri vecchi non +avevano tante sfumature di discorso, e quando vedevano una fanciulla +sul far di questa, sgranavano tanto d'occhi, esclamando: «Dio... +misericordioso, che bel tocco di ragazza! che occhio di sole!» Ciò è +volgare in parte, e in parte sbrigativo, lo so, ma per contro è +sincero. Ed una bella esclamazione, che dica lì schietto schietto il +senso fatto su di noi dalla vista di una bella persona, val più di +tutti gli artifizi del discorso, di tutte le ricercatezze della +parola, di tutte le capestrerie della frase. + +I capegli della fanciulla, lo avrete già indovinato per la solita +associazione d'idee, erano neri nerissimi; ed anche lucenti, +riccioluti, come quelli del suo fratello Aminta. Ma se ne vedevano +pochi, di quei capegli maravigliosi, poichè il loro volume era +imprigionato in un gran fazzoletto di seta, rigirato a casco dalla +fronte alla nuca. Vi parrà una moda strana, ma il costume dei monti in +cui siamo vuol proprio così. È un costume antico, se permettete, e +s'accorda con ogni forma d'abbigliatura. Quando la testa è ben +formata, e ricca la capigliatura imprigionata là dentro, vi par di +vedere Minerva, con quel suo elmo ateniese, che tondeggia sul collo e +fa punta sulla fronte, lasciando libere a mala pena due ciocche di +capegli che scendano dalle tempie ad accarezzare le guance e a coprir +mezzi gli orecchi. + +Bellezza, tu sei veramente la cosa più maravigliosa, il bene più +invidiabile che al mondo sia; nè l'ingegno ti vale, nè la ricchezza ti +agguaglia. Tu sei la forma divina che l'uomo intravvede, poichè +nell'interno d'ogni uomo c'è il principio d'un artista, che si +svolgerà o non si svolgerà, poco importa, ma che riconoscerà, +sentendola quasi istintivamente, una legge d'ordine e d'armonia, la +quale è da per tutto, ma in nessun'altra cosa si estrinseca meglio e +s'incarna, che in una figura di donna. L'ingegno, lo so, potrà +celebrarti degnamente; ma che serve? Tu sei egualmente, e puoi stare +senza inni di poeti, avendo le adorazioni d'una moltitudine che ti +sente e s'inchina. La ricchezza, so anche questo, può coprirti di +diamanti. Ma son proprio necessarii i diamanti? Non lo erano per +esempio alla fanciulla dei Guerri. + +Infatti, lettori, ecco qua un punto per cui la nostra eroina non +somiglia a tante altre. Ci sono delle bellezze a cui stanno bene gli +ori e le gemme; delle altre, invece, che con questi amminicoli non +s'intenderebbero più. Gli antichi Greci diedero i pendenti di tre +gocce agli orecchi di Giunone, non agli orecchi di Venere, e meno +ancora agli orecchi di Minerva. Certe armonie delicatissime di forma +non sopportano frastaglio d'ornamenti; certe sfumature di tinta, pari +alle tenerezze giovanili dell'alba, sarebbero oppresse da tutto quel +luccichìo di brillanti, che fa un po' troppo ricordare i pendagli +cristallini dei lampadarii nelle feste da ballo. Ah, le bellezze di un +collo semplicemente vestito del suo candore e della sua morbidezza! +Signore mie dolci, seguite il consiglio di un ignorante; lasciate il +collare ai cani, agli uomini politici e alle bocce d'assenzio di +Neufchâtel. Quanto agli orecchini, pensate che un bell'orecchio +piccino e trasparente, vale tutti i brillanti dell'India e del Capo, e +che il non averlo neanche forato, come può fin d'oggi dimostrare +l'abbandono di una usanza selvaggia, così potrà essere un giorno il +contrassegno d'una classe più elevata. + +--Fiordispina, la mia figliuola!--disse il signor Francesco, +presentando l'ultima venuta al suo ospite. + +Gino fece una gran riverenza. E quantunque fosse colto da un senso di +maraviglia, non potè astenersi dal fare una delle sue solite +osservazioni. Egli osservò, infatti, che i nomi lassù erano tutti +presi dai classici. Il nome di Aminta veniva dal dramma pastorale del +Tasso; Fiordispina. Angelica, Olimpia, escivano dai canti +dell'Ariosto. Di nomi comuni egli non aveva sentito ancora che quello +del signor Francesco, del padrone di casa. Ma questo si capiva +facilmente, ricordando che nelle famiglie il primogenito suol prendere +il nome del nonno; donde avviene che due soli nomi si alternino per +parecchie generazioni, mentre per tutti gli altri nati di una casata +ci sia libera scelta, e in questa scelta la moda e i gusti particolari +trionfino. Lassù la moda non era giunta, o non aveva attecchito; i +gusti particolari favorivano l'Ariosto ed il Tasso. Gino Malatesti +s'aspettò di veder capitare da un momento all'altro Bradamante e +Clorinda, Ginevra ed Erminia. + +Ma nessuna altra donna apparve nella sala da pranzo, e non fu neanche +il caso di veder comparire nessun Ruggero o Mandricardo. La famiglia +era tutta radunata, tranne quei due uomini, fratelli del signor +Francesco e da lui accennati poc'anzi, uno dei quali era alla serra, e +sarebbe capitato più tardi, e l'altro era a Sassuolo, nè sarebbe +venuto altrimenti. + +Venne in quella vece il momento di prender posto a tavola. L'uso +moderno avrebbe portato di mettere la signora Angelica al posto di +mezzo, e il signor Gino alla destra di lei. Ma lassù regnava l'uso +antico, e il posto d'onore fu dato all'ospite, che ebbe alla sua +destra la signora Angelica, il signor Francesco alla sinistra. +Fiordispina sedeva accanto a suo padre; Aminta dall'altro lato, presso +la signora Olimpia; tutto il resto della tavola rimase vuoto, chè i +commensali non si potevano inventare, per compimento della scena. + +Il pranzo fu copioso, in piena armonia con l'abbondanza dei principii. +Dominarono, come potete credere, i piatti di cacciagione, ma non +mancarono quelli di pesce, in un luogo così ricco d'acque correnti. E +a proposito di correre, i vini prelibati non furono lenti, come non +erano scarsi. A mezzo il pranzo, entrò nella sala il secondogenito dei +Guerri, e fu presentato col nome di Orlando. Evidentemente, quella era +una casa ariostesca, e il nome del nuovo venuto confermava la teorica +foggiata lì per lì da Gino Malatesti. Per il signor Orlando non c'era +che il guaio di essere stato innamorato di Olimpia, e di averla +sposata; ma come evitarlo, quel guaio? + +Angelica era sua sorella, e se anche non lo fosse stata, avrebbe +dovuto amar piuttosto Medoro. Egli, poi, non avrebbe voluto cambiare +il suo nome in quel di Bireno, che fu il nome di un traditore. Il +signor Orlando, adunque, si era adattato a quel piccolo guaio, della +poca corrispondenza dei nomi, o non ci aveva neanche badato. +Innamorandosi d'una Olimpia, poteva anzi rallegrarsi, di essersi +imbattuto in un altro nome ariostesco, da tirare in famiglia. + +Nomi ariosteschi, adunque, con qualche spruzzatina di Torquato Tasso; +ma tutt'insieme una famiglia patriarcale, in mezzo a cui si riposava, +espandendosi, lo spirito di Gino Malatesti. Il giovanotto, che aveva +già pensato tante cose e fatto tanti raffronti, non potè neanche +astenersi dal meditare su quel pranzo magno, alle falde del monte +Cimone, in quella casa di povero aspetto contadinesco, dove si era +immaginato di dover fare un pasto magro. Ora è chiaro che le lezioni +dell'esperienza debbano servire a qualche cosa, se l'animo che le +riceve non è foderato di sughero. Proprio allora il conte Gino fece +giuramento a sè stesso di non giudicar più dalle apparenze e di +aspettare in ogni cosa la fine. + +Ma non aspettò che finisse il pranzo, per giudicarlo eccellente; che +questo gli sarebbe parso magnifico, anche senza tanto contrasto di +condizioni e chiaroscuro di circostanze, per cui dalla triste via +dell'esilio tra i monti era capitato davanti alla scodella di minestra +fuligginosa del mugnaio, e finalmente alla tavola ospitale dei Guerri. +Per i quali tutti egli ebbe parole di somma cortesia. Educato com'era, +esperto di tutte le delicatezze del conversare, Gino Malatesti innalzò +quel giorno tutte le sue piccole qualità aristocratiche al grado +superlativo. Voleva piacere a' suoi ospiti: unico modo di mostrar loro +la sua gratitudine. + +--E dopo ciò,--diss'egli alle frutta,--triste cosa sarà dover andare a +Querciola. + +--Ma sì, triste cosa!--ripetè il signor Francesco.--E si potrebbe +ancora, con sua licenza, o usando della libertà che gli anni +concedono, chiamarla una pazzia. A Querciola, mio signore, non troverà +nulla di ciò che è necessario per vivere, quando non si è taglialegna +o caprai. Non ha una casa laggiù dove ci sia una camera a mala pena +abitabile. Ci sarebbe quella dei Paoli;--soggiunse con atto di +concessione il signor Francesco, rivolgendosi al fratello Orlando.--Ma +i Paoli, che ebbero un figliuolo medico e professore di chimica +all'Università di Modena, vivono poveramente anche loro. + +--Verissimo;--disse Orlando.--Ho avuto occasione di entrarci l'altro +giorno, per dire qualche cosa al vecchio Azzolino, Vuol crederlo? Non +c'era neanche una sedia che si reggesse sulle gambe. + +--Eppure,--disse Gino, sospirando,--dovrò andare a Querciola. L'ordine +parla chiaro;--soggiunse, volgendo alla signora Angelica, sulla sua +destra, un discorso che era incominciato con la sua brava direzione a +Fiordispina, sull'estrema sinistra. + +--L'ordine!--esclamò la signora Angelica.--C'è un ordine, per +Vossignoria? + +--Ne giudichi Lei;--disse il giovane, cogliendo la palla al +balzo.--Gino Malatesti, figlio del conte Jacopo, di Modena, si recherà +a confine in Querciola, ed ivi rimarrà fin tanto che al nostro +Venerato padrone non piaccia disporre altrimenti. Così scriveva ier +l'altro a mio padre il signor direttore di polizia. Come ella mi vede, +signora Angelica, sono un condannato politico... e condannato +senz'ombra di processo.-- + +Ciò detto, gli parve di respirare più libero. Era finalmente venuto a +capo di palesare il suo nome. + +La signora Angelica aveva fatto un gesto di commiserazione, ma non +aveva proferito parola. Il signor Francesco, capo della famiglia, +l'unico a cui sarebbe toccato di dire qualche cosa, era rimasto +pensieroso, e, forse per non essere obbligato a parlare, aveva in quel +punto afferrato il suo bicchiere di lambrusco, e lo tracannava d'un +fiato. + +--To'!--disse Gino tra sè.--Son caduto in mezzo a duchisti. Il re +della montagna è un buon suddito di Casa d'Este, come mio padre.-- + +Per altro, se erano duchisti com'egli pensava, i Guerri non erano +scortesi coi loro avversarii, quando questi rivestivano la qualità di +ospiti, e le attenzioni di quella gente al forastiero nè crebbero per +il suo titolo conosciuto di conte, nè diminuirono per il suo peccato +egualmente conosciuto di cospiratore politico. La signora Angelica, +riavutasi certamente dalla prima sensazione spiacevole, parlò del +dolore che il signor Gino aveva dovuto provare, separandosi da suo +padre e da tutta la sua cara famiglia. Gino riconobbe che infatti il +dolore era stato a tutta prima fortissimo, ma che poi lo aveva +temperato grandemente un pensiero di riverenza per suo padre. Il conte +Jacopo era un fedelissimo suddito, e certamente, se poteva dolergli +che il figliuolo, per qualche atto o parola che accennasse ad altre +idee, avesse destato il sospetto dell'autorità, doveva anche +piacergli, che quel figliuolo andasse confinato tra i monti, anzi che +rimanere a Modena, sotto la vigilanza della polizia, e col pericolo di +dare altri argomenti alla severità del governo ducale. + +--Dunque, signora mia,--conchiuse Gino,--bisogna ripetere col +proverbio antico, che tutto il male non vien per nuocere. Mio padre è +più tranquillo, ed io debbo esser felice della tranquillità di mio +padre. Infine, ho fatto il male, ed è giusto che faccia la penitenza; +una penitenza che, come vedo dai principii, non è punto +dolorosa!--soggiunse egli, ridendo.--Resta sempre la necessità di +andare a Querciola, lo so; ma per un buon vicinato si può anche +accettare una cattiva residenza. Ella mi ha detto, signor Aminta, che +Querciola è distante a mala pena un'ora di cammino dalle Vaie, non è +vero? + +--Fortunatamente;--rispose Aminta.--E non credo che l'ordine del +governo le vieterà di passeggiare nei dintorni. + +--Tanto più che io qui non avrò occasione di cospirare;--ripigliò il +conte Gino.--La politica è bandita dai monti. + +--Eh, chi lo sa?--disse il signor Francesco, levando il suo bicchiere +nuovamente pieno all'altezza dell'occhio, e guardando attraverso il +cristallo la bella tinta del vino.--Se sui monti è aria libera, come +sfuggirne il contatto? come evitar la politica? Politica d'analogia, +lo capisco, ma sempre politica!-- + +Qui il conte Gino si avvide di non aver mantenuto il suo giuramento, e +di essere ricascato subito nel fallo di giudicare dalle apparenze. +Peggio ancora, si era mostrato scortese coi monti, dicendoli alieni +dalla politica, e il signor Francesco, pensatamente o no, aveva +rivendicata la loro nobiltà di sentire. Il monte è l'aria libera, è +l'abito, è l'istinto medesimo della libertà. Può dire altrettanto di +sè la pianura? + +Ma il signor Francesco Guerri, avesse o non avesse rilevato il piccolo +e sicuramente involontario errore del suo ospite, si era tenuto con la +sua risposta assai alto, e proprio fra le nuvole, come qualche volta +usava fare il Cimone. Si sa, la politica del monte non è intieramente +quella del piano. Il conte Gino, del resto, anche senza badare a +quelle sottigliezze di distinzione, non reputò necessario di tirare il +re della montagna nei bassi strati delle applicazioni, delle +necessità, degli ostacoli, della ragione storica e della topografica, +in cui vanno spesso a battere e a naufragare i principii. Ricondusse +abilmente il discorso alla vita e alle costumanze della città, avendo +il piacere di tornar più gradito alle signore che lo ascoltavano. + +C'è nell'uomo una inclinazione naturalissima a dir male degli assenti. +Ciò forse avviene perchè da lontano si vedon meglio le cose, e nella +natura umana c'è più da criticare che da ammirare. Gino cedette alla +tentazione, e disse male degli usi e delle mode cittadine: +garbatamente, si capisce, sfiorando l'argomento, passando dall'uno +all'altro come una farfalla spensierata, per il gusto di provar l'ali +e di farle risplendere al sole. Allora, lo ricordate, usava il +crinolino, quell'orrida gabbia fatta a campana, ma non tanto orrida +come la gobba d'oggidì, che fa parer le signore tanti dromedarii +rizzati sulle gambe posteriori. La critica del crinolino fece ridere +Angelica, Olimpia e Fiordispina. È forse vero che i nomi imprimano +carattere? Quelle donne che davano nei nomi loro l'illusione di essere +uscite dal mondo poetico dell'_Orlando Furioso_, non potevano +sicuramente non ridere delle goffe usanze del mondo moderno. E risero, +come avrebbe riso Elena, sulle rive del patrio Eurota, se il dottor +Fausto, scambio di parlarle il linguaggio eterno dell'amore, si fosse +fermato a descriverle certe fogge d'allora, verbigrazia quel cartoccio +da confetti che portavano sul cocuzzolo le donne tedesche del +Quattrocento. + +E i cappellini, a proposito, i cappellini di quell'anno!... Le piume +di struzzo non si usavano più tanto; i fiori, partiti in due +cascatelle e piantati tra l'ala del cappellino e la guancia, erano +ancora in onore; ma i frutti accennavano già a voler prendere il posto +dei fiori. Una moda fresca fresca era quella dei grappoli d'uva alle +gote. Ne veniva la necessità di allargare a cerchio le falde laterali, +sicchè la faccia delle donne paresse una luna in quintadecima. Si +poteva dare di peggio? Ah, meglio, cento volte meglio, un fazzoletto +di seta rigirato intorno alle tempia! + +--Vivaddio, se è una moda,--conchiuse Gino,--questa almeno si capisce. +Io intendo l'ornamento della persona, ma voglio che non sia tale da +aggravare, da trasformare la figura umana. + +--Non è una moda, per altro; è una necessità del nostro +clima;--osservò Fiordispina.--Qui si è fuori di casa ad ogni momento, +e l'aria di questi monti è sottile. + +--Ebbene, signorina,--riprese Gino, felicissimo di aver da disputare +un pochettino con lei,--veda come la necessità è stata più graziosa +della libera scelta. Ne è venuta fuori una foggia d'acconciatura, che +ha un solo difetto, quello di nasconder troppo i capegli, ma che +seconda benissimo i contorni della testa, non ne guasta le +proporzioni, non ne turba i rapporti con tutto il rimanente della +persona. Quel cappellino a cuffia, dalle ali larghe e tondeggianti, +che si usa laggiù, con tanta esposizione di erbaggi al posto degli +orecchi, e con quel gran fiocco di nastri sotto il mento, è una vera +iniquità. Le madonne bisantine non sono niente più goffe, +esteticamente parlando, dalle nostre signore, vestite all'ultima moda +di Parigi.-- + +Marchesa Polissena, e voi passavate per la Dea delle ultime mode, +nella città della Bonissima! La vostra immagine, aggravata +dall'aureola bisantina del cappellino a cuffia, coi grappoli d'uva +alle guance, col gran nastro diffuso in due larghe staffe sotto il +mento e in due non meno larghi capi pendenti sul petto, con la vasta +mantiglia di velluto, ornata di trine e di frange, scendente con ampio +giro sulla cerchia mostruosa di una veste che s'accostava al diametro +della campana maggiore della Ghirlandina, la vostra immagine, dico, +non si offerse in quel punto agli occhi di Gino Malatesti? + +Pare di no. Il conte Gino, vivendo a Modena, nelle consuetudini +eleganti de' suoi pari, non aveva avuto mai occasione di meditare +sulle esagerazioni della moda. Solamente lassù, tra quei monti, dove +la bella natura regna sovrana e vuole ogni cosa accomodata, +proporzionata a sè, Gino Malatesti si accomodava, si proporzionava +all'ambiente anche lui; era perciò naturale che certe esorbitanze, non +vedute, o non osservate da prima, gli saltassero agli occhi, gli +strappassero dalle labbra una parola di critica. Le critiche, poi, +sono come le ciliegie; quistion di stagione per queste, e di momento +opportuno per le altre. + +Era dunque dimenticata, per allora, la marchesa Polissena. Lo spirito +dell'uomo ha le sue interferenze come la luce del sole. E in quei +discorsi allegri parve anche dimenticata la storia del condannato +politico. I discorsi, finalmente, furono interrotti dall'arrivo del +prete, accolto a festa, mentre la bella Fiordispina preparava il +caffè. + +--Don Pietro!--gridò il re della montagna.--A quest'ora si viene? + +--Che dirle, signor Francesco? Sono stato chiamato in fretta, per il +mio ministero di pace. + +--Ah!--disse il re della montagna, con accento di rammarico.--È stato +un caso grave? + +--Speriamo ancora;--rispose il prete.--Ma siamo oltre i novanta. + +--Si tratta del vecchio Lorini, dunque? + +--Sì, e com'Ella vede, signor Francesco mio, i giorni possono dirsi +contati. _Morbus et ipsa senectus_. Ma non parliamo di cose tristi. Ho +fatta la mia corsa fin sotto a Monticelli, ed ecco la cagione del +ritardo. + +--È venuto almeno in tempo per fare un brindisi;--disse il signor +Francesco.--Le presentiamo, caro Don Pietro, il signor conte Gino +Malatesti, di Modena. Egli ha voluto dirci il suo nome, ed abbiamo +saputo nel medesimo tempo che egli, per causa d'opinioni politiche, è +stato mandato a confine in Querciola. + +--Brutto paese!--esclamò Don Pietro.--Perchè non alle Vaie? + +--Ma sì!--ribattè il signor Francesco.--Glielo domandi un po' Lei. +Perchè non alle Vaie? + +--Signori miei,--rispose Gino, sospirando,--se il nostro venerato +governo avesse saputo che Querciola era ad un'ora di cammino dalle +Vaie, mi avrebbe mandato anche più in là. Il confine che lor signori +avrebbero voluto per me, non sarebbe stato un castigo, ma un premio. + +--Non gli faremo dunque saper noi quello che ignora;--rispose il +signor Francesco, ridendo.--E deve ignorarlo, sicuramente, se pensiamo +al conto che fa di noi montanari. Ma c'è anche il suo lato buono, in +questa sua ignoranza. Qui il governo si sente meno, ed anche ce n'è +meno bisogno. Qualche strada di più sarebbe desiderata, non lo nego; +qualche argine, qualche ponte, non tornerebbero inutili. Ma infine, +quel che occorre a noi, bene o male, lo facciamo coi nostri denari, e, +non chiedendo nulla, ci avvezziamo a non aver bisogno di nessuno. Ma +ritorniamo al nostro ospite. Don Pietro, Lei è oratore; faccia un +brindisi Lei, uno di quei brindisi che sono discorsi, e di cui Ella ha +il segreto. + +--Perchè no? perchè no?--disse il prete, che non era insensibile alla +lode. + +--Bravo!--gridarono le signore.--Ci faccia il discorso. Don Pietro!-- + +Fiordispina, presso alla quale si era seduto il vecchio ministro +dell'altare, gli versò il vino nel bicchiere. Don Pietro alzò il +calice, osservò attraverso il cristallo la bella tinta di topazio del +suo vino, lo fiutò da conoscitore provetto; poi, levatosi in piedi, +parlò in questa forma: + +--Vin santo! O ben nomato, poichè mi reca una buona ispirazione! +Veramente, miei signori, il brindisi, usanza pagana, disdirebbe a un +sacerdote. Ma come è santo questo vino, non sono santi forse tutti i +doni della terra? E non è memoria nelle Sacre Carte che delle loro +primizie si facesse offerta nei luoghi eccelsi all'Altissimo? Anch'io +offrirò a Dio il liquore ch'egli ha infuso nel tralcio delle nostre +colline, e pregherò (si può infatti pregare da per tutto) e pregherò +al vostro ospite tutte le benedizioni del cielo. Sia salva la sua +casa; sia prospera la sua famiglia; siano adempiuti tutti i suoi voti. + +--Tutti?--mormorò Gino, mentre s'inchinava all'augurio. + +--Tutti, certamente!--rispose Don Pietro.--Non sono essi onesti e +nobili? E può il conte Malatesti averne di altra ragione? Possiamo noi +immaginare che ne abbia altri, conoscendo la cagione per cui egli è +venuto pellegrino quassù? Mi confido adunque nella rettitudine +dell'animo suo, ed offro i suoi voti, e domando e prego che siano +esauditi da Dio, nel suo gran giorno di giustizia e di pace. Non ha +egli fatto alleanza col suo popolo? Così possa esser vicino quel +giorno! Così possiamo anche noi vedere il nuovo Israele posar libero e +felice nelle sue sedi, da Dan fino in Betsèba! + +--Ah!--esclamò Gino, che aveva capito... l'ebraico. + +--Sì,--riprese Don Pietro, commentando la sua frase nella forma della +ripetizione,--dico il nuovo Israele. Non c'è qui una immagine di +popolo eletto? E non ce ne affida questo doppio raggio di gloria e di +sventura che illumina la fronte della patria? E l'aver tanto sofferto +non è segno di aver bene meritato da Dio? Esaudite, Signore, i voti +dell'ospite! Rivolgete i vostri occhi all'Italia!-- + +In quel momento, col suo calice levato, Don Pietro Toschi, parroco +delle Vaie, sembrava Melchisedec, il re sacerdote, quando offriva +l'olocausto all'Altissimo sovra il poggio di Salem. + +Gli astanti erano commossi; Gino Malatesti aveva le ciglia umide. Si +levò tuttavia e rispose: + +--L'augurio muove da un pensiero che non mi giunge nuovo in questa +nobile casa, quantunque io ci sia ospite da poche ore soltanto. +Ricorderò che il signor Francesco Guerri ha cortesemente raddrizzata +una mia storta opinione, dicendomi: «Se sui monti è aria libera, come +sfuggirne il contatto? come evitar la politica?» Mando un saluto a +quest'aria libera, dove non sono o non si conoscono tiranni, ed auguro +al mio paese di liberarsi dai suoi. + +--E di non meritarne degli altri!--soggiunse Don Pietro.--Sia questa +la seconda parte del voto! + +--Certamente!--rispose Gino.--Le ricadute son gravi, e noi ne abbiamo +fatta una triste esperienza. Speriamo che questa abbia insegnato +qualche cosa agli afflitti di quindici secoli. Ed ora, o signori, +permettete che io beva alla salute vostra, alla prosperità di questa +casa ospitale, che ho trovata sul mio cammino, come un'oasi benedetta +in mezzo al deserto. Signor Guerri,--conchiuse Gino, volgendo il +discorso al suo ospite, ma tosto mandando gli occhi in giro, fino ai +suoi figli,--poichè siamo nell'oasi, Dio prosperi le vostre giovani +palme.-- + +Una stretta di mano, ma vigorosa, fu il discorso del re della +montagna, in risposta alle parole affettuose di Gino Malatesti. + +--Ella è un amico di casa, se ne ricordi. + +--Ahimè!--disse Gino....--Che è ciò? Son sceso di grado? + +--Perchè?--domandò il re della montagna, non intendendo lì per lì +l'allusione del suo ospite. + +--Perchè, signor Francesco mio, dianzi era stato adottato per figlio. + +--Ah, sì;--rispose il vecchio, sorridendo;--quando ignoravamo ancora +l'esser suo e non vedevamo in lei che la sua qualità d'ospite. Ma Lei +ha voluto farsi conoscere, ed ora sappiamo il suo nome e il suo +titolo. + +--E per questo che Ella sa,--ribattè Gino Malatesti,--mi leva quello +che mi aveva accordato? Io me ne lagno, e chiedo alla regale +ospitalità delle Vaie di non mutar nulla dai suoi cominciamenti per +me. + +--Sia pur come vuole!--rispose il signor Francesco.--Non è sua, la +casa? Prenda il posto che le piace, al focolare domestico dei +Guerri.-- + +La sala era vasta, e mentre i commensali, alzatisi da tavola, stavano +chiacchierando in un angolo, quattro fantesche, giovani e forti +montanine, sparecchiarono in un batter d'occhio. Gino si avvide del +cambiamento di scena, quando ogni cosa era fatta. Lasciato il signor +Francesco a discorrere col vecchio parroco, si accostò allora a +Fiordispina, e le chiese in grazia di far sentire qualche cosa sul +pianoforte, se, come aveva immaginato, era lei la musicista di casa. + +La bella figlia dei monti arrossì un pochettino, ma non istette a +farsi pregare, come fanno le dilettanti della pianura; non si scusò +neanche con la solita ragione del non ricordare che musica vecchia, +ben sapendo che la vecchia è molto spesso la buona, e andò di buon +grado a sedersi davanti al suo Erard, di cui il conte Gino sollevò +prontamente il coperchio. Si fece silenzio nella comitiva, quando la +fanciulla dei Guerri alzò la ribalta e posò le dita sulla tastiera, +traendone i primi accordi, un po' timidi, ma precisi. + +Il pianoforte è molesto nelle città, come tutte le cose delle quali si +abusa. C'è un modo di far soffrire il mio amico Arnaldo Vassallo: +basta suonargli la _Stella confidente_. Il pianoforte, strimpellato in +ogni luogo e a tutte le ore del giorno, è una vera afflizione +dell'umanità, e non si capisce come Mosè, che era profeta e poteva +prevederlo, non lo abbia fatto figurare tra le piaghe d'Egitto. Ma +questo istrumento, che è di tortura in città, può riescir di piacere +_in montibus altis_, dove manca ogni musica, anche quella dei grilli, +e dove infine, a mente fresca e serena, osservando le cose di questo +mondo da una sommità ragguardevole, sareste capace di riconciliarvi +col peggiore dei vostri nemici. + +E le campane, del resto? Non succede lo stesso con le campane? Questo +sacro ma uggioso bronzo, che co' suoi rintocchi medievali urta i nervi +alle nostre generazioni ammalate d'emicrania, è piacevole in villa, +dove il suono si diffonde all'aperto, risvegliando pensieri di festa; +è giocondo, poi, è divino sulla vetta di un'Alpe, dove il suono vi +giunge affievolito, ma sempre argentino all'orecchio, senza che pur +vediate la chiesa e il campanile, perduti nella nebbia luminosa della +valle sottoposta. + +Ritornando al pianoforte, non sarà mai considerato nemico un +istrumento come quello, se ne traggono suoni le dita di una bella +ragazza. Il pensiero melodico sarà di Chopin, o di Mendelssohn; ma +esso è passato nella mente di lei, dove vorreste regnar voi; ha +vibrato per tutti i suoi nervi, prima di tradursi in quella pioggia di +note. + +Gino Malatesti, seduto accanto al piano, guardava. Guardava lei, si +capisce, e ad un certo punto la fanciulla se ne avvide, si confuse, +perdette il filo, e fece, come si dice volgarmente, un pasticcio. + +--Ebbene, signorina?--diss'egli, vedendo che la suonatrice rimaneva in +tronco. + +--Ah, non so più!--mormorò Fiordispina.--Non sono avvezza.... + +--No, continui, la prego!-- + +E c'era tanto arder di preghiera in quelle poche parole, che +Fiordispina ripigliò la suonata, andando fino alle ultime note senza +fermarsi. + +Poi venne Don Pietro, che volle un motivo del Verdi, il coro famoso +dei _Lombardi_, e poi l'altro, non meno famoso, del _Nabucco_. Voi già +capite dove s'andasse a finire: con gli inni del Quarantotto. Don +Pietro Toschi era un quarantottista travestito. + +Ora paiono cose dell'altro mondo; ma allora, nel periodo acuto dei +dolori italiani, era così, come io vi racconto. Tutti li avevano in +mente, gli inni del riscatto, e li canticchiavano tutti tra i denti. +Anche quando si diceva male del Quarantotto, de' suoi canti, delle sue +piume, delle sue coccarde e dei suoi discorsi in piazza, era facile +sentire nell'amaro della critica il dolce dell'amore profondo, +indimenticabile, eterno. Infine, si erano commessi errori su errori, +ma si era vissuti, si era allargato il cuore alle divine speranze, e +tutti i ceti, tutti gli uffici sociali, si erano fusi in quel sacro +entusiasmo. Anche Don Pietro Toschi, si era riscaldato il cervello; +aveva veduto molti giovani passare da Fiumalbo, per correre alla +Guerra Santa, e aveva gridato: «bravi! che Iddio vi benedica!» Poi +erano venute le disgrazie; ma la reazione, che aveva dilagato al +piano, non si era potuta spingere fino a quei monti, dove i cuori +erano uniti e le labbra chiuse. Qualche commissario, capitato lassù, +era stato affogato nel lambrusco dell'ospitalità.--«Brava +gente!--aveva dovuto riferire ai superiori.--Pensano ai fatti loro, +amano il vin buono, e lo fanno bere agli amici.» + +Così la tirannide si spegneva, o rimetteva della sua ferocia in quegli +alpestri confini. Il monte Cimone non conosceva impiegati ducali, e i +suoi echi potevano liberamente ripetere le note degli inni +patriottici. Il conte Gino gustò molto quella musica. Conosceva quegli +inni, uditi da giovinetto; sentì che erano ricordati in onor suo, e +non si dolse davvero di una disgrazia che gli meritava quella +dimostrazione di stima affettuosa. Gran serata, che egli non si +aspettava certamente nel mattino, muovendo da Pievepelago! Il nostro +giovanotto aveva il cuore pieno, riboccante di affetto, di poesia e di +gloria. + +Quella notte, nel letto ospitale dei Guerri, il conte Gino Malatesti +sognò grandi cose. Il duca di Modena era fuggito; la sua città natale +era libera, e giurava una lega con tutte le altre città italiane. Egli +poi, montato a cavallo, inseguiva il tiranno, fuggente come Serse a +Salamina, o come il Barbarossa a Legnano. Il conte Gino non era solo; +molti venivano con lui, tra gli altri suo fratello Aminta. E al fianco +gli galoppava Minerva galeata; ma l'elmo della Dea somigliava molto ad +uno di seta, che il conte Gino aveva ammirato il giorno prima alle +Vaie. + + + + +Capitolo IV. + +La vita alle Vaie. + + +Venne il mattino, tiepido e fragrante mattino, uno di quelli che fanno +così grato il muoversi, quando non si sta bene in un luogo, o si spera +di trovar meglio, ma che per contro fanno così dolce il restare dove +il soggiorno è piacevole. E il conte Gino Malatesti doveva andare a +Querciola. Era l'obbligo suo, e lo aveva accennato ai signori Guerri, +prima di ritirarsi nella camera ospitale. + +Perciò, all'alba del giorno seguente, erano già pronti due cavalli nel +cortile: i due cavalli che Gino conosceva, il suo del giorno avanti e +quello del signor Aminta, o, se piace meglio a voi, come piaceva al +conte Malatesti, di suo fratello Aminta. + +Il signor Francesco, alzato anch'egli per tempo, diede il buon viaggio +al suo ospite. Ed anche il felice ritorno, come potrete immaginare, +poichè queste cose si dicono sempre. Le signore non si erano +presentate nel salotto, ma il conte Gino, come fu in sella, ebbe il +piacere di vederle apparire sopra un terrazzo scoperto, a fianco della +casa, e di mandar loro un rispettoso saluto. Tra esse, naturalmente, e +quasi sarebbe inutile il dirlo, era anche Minerva galeata. + +I nostri due cavalieri, fatta una breve salita, andarono costeggiando +la montagna per un sentiero sassoso, all'ombra dei soliti cerri; +guadarono due o tre torrentelli, e dopo mezz'ora di cammino scopersero +le prime case di Querciola. + +Veramente, il nostro Gino Malatesti non aveva scoperto nulla. +Querciola aveva i tetti di legno o di falde di pietra; e falde e +tavole, essendo tutte coperte di musco, si confondevano facilmente col +verde grigio della costiera. La scoperse Aminta e la indicò al suo +compagno di viaggio, che la distinse a sua volta ed intese non +trattarsi d'altro che d'una doppia fila di casipole, mezzo nascoste in +una piega del monte. + +--Quella,--disse Aminta,--è Querciola sottana, e ci arriveremo in un +quarto d'ora. + +--Come'?--esclamò Gino.--C'è ancora una Querciola soprana? + +--Sì, un quarto d'ora di cammino più su, dietro quella macchia di +roveri. + +--In verità,--disse Gino, ridendo,--non avrei creduto necessario che +ci fossero due Querciole. Una bastava, se non era d'avanzo. + +--E dobbiamo andare a quell'altra,--rispose Aminta,--se Ella vuol +trovare un alloggio meno orribile degli altri, nella casa dei Paoli. + +--Che! Non occorre;--disse Gino.--Orribile più, orribile meno, +sceglierò il più vicino. + +--Ma badi!--osservò Aminta.--L'orribile più sarà orribile troppo. + +--Ebbene,--replicò Gino,--che importa? Sia pure il peggio dei peggi. +Non debbo io anche interpetrare degnamente le intenzioni del governo +ducale? Mi vuol confinato a Querciola, in punizione de' miei peccati; +sarà edificato di sapermi ad alloggio nella Querciola peggiore. Anzi, +se non le dispiace, Aminta, la chiameremo sempre così: Querciola +peggiore, per non far onta ad un grazioso indumento di cui la +Querciola sottana è ben lungi dal ricordare la bianchezza.-- + +Si rise, a quella trovata, e l'allegria fece parere meno lunga la +salita. Quindici minuti dopo, come aveva detto il signor Aminta, i +cavalli giungevano trottando davanti alle prime case di Querciola +peggiore. + +Il giovane Guerri conosceva tutti i capi di famiglia delle due +Querciole e non gli era difficile di trovare un alloggio per il conte +Malatesti, poichè tutti erano cattivi ad un modo, e non sarebbe stato +neanche il caso di scegliere. Si fermò pertanto alla prima del +villaggio, con grande soddisfazione del suo compagno, il quale promise +a se stesso che per sua propria elezione non avrebbe mai fatta la +traversata del paese. E questo si capisce benissimo, non essendo +bisogno di traversare Querciola, per uno che volesse andare alle Vaie. + +La casa Mandelli, poichè questo era il suo nome, poteva chiamarsi +egualmente una catapecchia. Buono, per chi doveva abitarci, che la +scala era di fuori, tutta a lume di sole, poichè altrimenti non si +sarebbero veduti gli scalini, così rotti e sconnessi com'erano, e uno +meno pratico avrebbe potuto fiaccarcisi il collo. Gli usci +sgangherati, l'impiantito logoro, le mura con certe crepe lunghe fino +al tetto, raffidavano poco, facevano pensare che la vita dell'uomo è +sospesa pur troppo ad un filo. Pure, vedete, tanta è l'abitudine di +star lì, quelle case si tengon ritte. È vero altresì che quando +cascano, son mucchi di rottami, tra cui cerchereste inutilmente, tra +legno o pietra, due palmi di buono. + +Casa Mandelli poteva appigionare una camera. C'era un letto, in quella +camera, e largo abbastanza; ma Gino Malatesti fremette involontariamente, +guardandolo. Ci sono dei letti terribili, anche senza pensare al romanzo +inglese che da uno di questi s'intitola; letti assassini, dove si +appiatta una banda sitibonda e famelica, banda invisibile nel giorno, ma +operante, e come! nel cuor della notte. Son là, i nemici striscianti e i +nemici saltanti; non sono lontani quegli altri che caleranno dal cielo +con la tromba, ma non a guisa d'angeli che debbano risvegliarvi per l'ora +solenne del giudizio, bensì di tormentatori esimii, che v'impediscano di +prender sonno, e vi lascino, vittima consapevole e invano repugnante, in +balia dei loro amici e commensali, dopo avervi succhiato essi medesimi +qualche oncia di sangue. + +Il signor Aminta aveva tirato in disparte il padrone di casa e gli +stava facendo sottovoce un lungo discorso. Il conte Gino capì che egli +raccomandava al contadino qualche utile novità, per rendere abitabile +quel bugigattolo, e discretamente si tenne lontano; anzi andò verso la +finestra, da cui si aveva una veduta ristretta di cielo, ma per contro +abbastanza bella, per il verde intenso della montagna. + +Poco stante, il suo compagno gli venne accanto, poichè aveva finito di +ragionare con quell'altro. + +--Che cosa le avevo detto io?--incominciò.--Non si sta bene, a +Querciola. Ma oramai, sia bene o male, l'alloggio lo abbiamo, ed ogni +commissario che il governo ducale può mandare quassù ad accertarsi +della osservanza dei suoi precetti, troverà il condannato nel suo +carcere. Ma per ora, siccome Ella non è condannato a morire di fame, +venga a far colazione. + +--Andiamo;--rispose Gino.--C'è un oste a Querciola? + +--No,--disse Aminta,--ma Ella ha qui il suo cavallo.-- + +Il conte Gino sorrise, e solamente le buone creanze lo trattennero dal +fare una matta risata. La risposta del signor Aminta gli richiamava +alla mente gli esercizi del tedesco, insegnati col metodo +dell'Ollendorf.--«Avete voi veduto il mio caro zio?--No, ma io ho +trovato il vostro buon temperino.» + +--Che c'entra il cavallo?--domandò egli allora. + +--C'entra,--rispose Aminta,--per escire da Querciola e ritornare alle +Vaie. In un'ora siamo venuti quassù; in tre quarti d'ora saremo di +ritorno a casa. + +--Ma, veramente....--balbettò Gino.--Non sarà un abusare della loro +cortesia? + +--Che!--disse Aminta,--In primo luogo ci aspettano. In secondo luogo, +la farebbe magra, a star qui fin d'oggi, ed è già molto che venga a +dormirci stasera. In terzo luogo, spero bene che accetterà di venire +tutti i giorni a desinare da noi. È il desiderio di mio padre, che +aspettava per l'appunto a dirglielo quest'oggi. + +--Tutti i giorni, poi!--esclamò Gino, confuso. + +--Ebbene? Che difficoltà ci trova? Il cavallo sarà sempre a sua +disposizione qui sotto. Mi sono inteso col bravo Mandelli, perchè +faccia subito un po' di pulizia nella stalla, e credo,--soggiunse +Aminta, ridendo,--che la cosa gli riesca molto più facile dell'altra, +di mettere in assetto questa camera. Ella dunque non avrà che due +corse da fare ogni giorno: una per aguzzar l'appetito, e l'altra per +avviare la digestione. Badi a me, signor conte: in questi luoghi +bisogna andare, andar sempre; è l'unico rimedio per non morire di +noia, e per non diventar scimuniti. + +--Capisco;--disse Gino.--Se non incontravo ieri la provvidenza dei +Guerri, povero a me! finivo male, con questa bella alternativa.-- + +E rimontò a cavallo e si avviò per la discesa, col suo gentilissimo +ospite, a cui propose subito di lasciare da banda le cerimonie, +passando dal noiosissimo _lei_ al grato e italianissimo _tu_. Del +resto, non era egli stato accolto come figlio, nella casa dei Guerri? +E non doveva trattare Aminta come un fratello? + +Vi ho detto dianzi, quando eravamo nella casa Mandelli, che la veduta +era molto ristretta. Ma la prospettiva oramai si allargava, per il +conte Gino Malatesti. Di lassù, anche tra i cerri e gli abeti, vedeva +già tante cose in lontananza! La bella Minerva galeata, per esempio; e +mi pare che basti. + +Così sempre avviene, del resto, e non c'è da maravigliare per questo +fenomeno di ottica, che è la cosa più naturale del mondo. Non sono +soltanto i colori, che hanno la loro sede nel nostro occhio, come +vogliono i fisici. Noi facciamo spesso la nostra prospettiva aerea nel +profondo del cuore, e non abbiamo mestieri dell'azzurro dei cieli, +quando il sereno è nell'anima nostra. + +Gino fu accolto con gran festa alle Vaie. Come aveva trovato il +soggiorno di Querciola? Brutto, naturalmente; ma tanto meglio per i +Guerri, che avrebbero avuto la fortuna di vedere il loro ospite più +spesso. Si capisce che tornò in campo la proposta già fatta da Aminta, +e che il conte Malatesti credette obbligo di piccola cortesia +schermirsi un pochino, ma obbligo di vera riconoscenza accettarla. Per +intanto, volendo adattarsi agli usi della famiglia, ricusava di far +colazione. I Guerri pranzavano a mezzodì, e cenavano alle sette Erano +allora le dieci, ma Gino non aveva fame, poteva aspettare, sarebbe +stato felicissimo di aspettare il mezzodì. Per la cena, s'intende, +avrebbe dovuto contentarsi di farla a Querciola. + +Tutte queste cose furono presto discusse e concertate. Poi il signor +Francesco e suo figlio Aminta si ritirarono, avendo qualche negozio da +sbrigare, e il conte Malatesti se ne andò in giardino, anche per +lasciar libere le signore di attendere alle faccende domestiche da +quelle buone massaie che erano certamente, e desiderose di dar occhio +a tutto nel governo della casa. + +Poca cosa, il giardino, non essendo la stagione ancora molto +inoltrata. Quella primavera, il Cimone aveva raccorciato, ma non +buttato via, il suo mantello di neve, e le notti delle Vaie erano +ancora freddine, ma accanto al giardino scarno si vedeva la stufa, e +questa era piena di vasi d'ogni grandezza, disposti in ordine, a +scaglioni, tra cui si poteva passare comodamente, ammirando una bella +varietà di piante, anche delle specie più rare. Gino Malatesti ammirò +una graziosa raccolta di eriche, coi fiorellini fitti fitti, foggiati +a campanule bianche e vermiglie. + +Mentre stava osservando quelle eriche, non sapendone il nome e la +provenienza, ma indovinandone il pregio, gli baluginò davanti agli +occhi la fanciulla dei Guerri, escita allora dal porticato della casa +alla luce aperta del giardino. Lasciò subito di guardare le piante e +si avanzò verso l'invetriata della stufa, per veder meglio la gloriosa +apparizione, che incedeva snella e leggiera tra le aiuole deserte di +fiori. Era essa il fiore del giardino, il giglio delle convalli, e la +sua bellezza verginale si accordava maravigliosamente con quella +dell'agreste natura. + +--Bella ragazza, in fede mia!--disse Gino tra sè.--Chi sarà il felice +mortale che la sposerà? Mi pare che abbia l'età da marito, oramai. Ma +qui ci saranno partiti per lei? Questi re della montagna son ricchi, +sicuramente; ma le loro pretese, dato il luogo, non possono mica +essere troppo alte, o lo saranno solamente... sul livello del mare.-- + +Quella scappata del suo pensiero lo fece sorridere; ma non s'indugiò, +il pensatore, e riprese subito il filo del suo ragionamento. + +--Bella ragazza, in fede mia!--ripetè egli, come per pigliar la +rincorsa.--L'uomo che la sposerà può dirsi fortunato fin d'ora. Ma +forse, come troppo spesso avviene, sarà un uomo che non intenderà la +propria fortuna. Questa fanciulla è un fiore alpino, ma cresciuto in +una stufa, come queste eriche maravigliose. Suona con grazia e +sentimento; conosce parecchie lingue; ha avuto certamente una +educazione inferiore a questo livello barometrico, ma superiore a +questo livello sociale. Dove sarà stata in conservatorio? A Modena, o +a Reggio; fors'anche da quest'altra parte, in una città di Toscana. Mi +pare d'indovinarlo da una certa rotondità di pronunzia, da una certa +scioltezza di frase. Questi fiori umani, educati con gran cura per la +vita elegante di una città, vengono ad avvizzir qua, tra boscaiuoli e +caprai. Povere fanciulle! Vivono in un ambiente che non dovrebbe più +essere il loro; risplendono inutilmente, nella delicatezza delle loro +forme, ad occhi che vedono grosso come quelli de' buoi; spandono +soavità di profumi per nari disavvezzate nel grave odore della terra +smossa. E qui, care angiole, fanno delle torte, come la Carlotta del +_Werther_, quando non lavano i pannilini al torrente, come la Nausicaa +dell'Odissèa. Sì, ma poi fanno anche dei figliuoli robusti e belli +come il signor Aminta, destri cavalieri e gran cacciatori, induriti al +sole dei campi e all'aria sottile delle Alpi. Buona razza montanara, +veramente italiana, all'antica! E infine, la vita non è meglio così, +con una mente sana in corpo sano? Ma allora, tra questi usi +patriarcali, a che serve la coltura dello spirito? Che sciocco son io! +Serve per chi l'ha, gli tien buona e fidata compagnia, lo aiuta a +vivere, facendogli intendere la rara bellezza di tutto ciò che lo +attornia. Io stesso, che ho studiati i classici, non sento più +profondamente il bello di questa natura agreste, e meglio che non +faccia il popolo che ci è nato? Bella fanciulla dei Guerri, salute a +voi! Possiate trovare la pace dell'anima su questi monti, goderne +l'aspetto e l'aria balsamica, senza desiderare di più! Possiate +trovare a marito un uomo non troppo zotico e materiale, che si mostri +degno di possedere la bellezza della vostra persona, intendendo meglio +la delicatezza del vostro pensiero!-- + +Era un monologo in tutte le regole, il suo. Ma noi li stendiamo sulla +carta, i monologhi, e dobbiamo tirarli a fil di logica, mentre nel +fatto essi procedono più rotti nell'argomentazione e più snelli. Molte +cose, necessarie nella scrittura, lo spirito le vede e le tralascia, +non dicendo a se stesso se non quel tanto che gli piace di più. + +Il conte Gino, per altro, non fu molto contento del suo soliloquio. E +perchè, Dio buono, se lo aveva fatto egli? L'uomo è di sua natura +egoista. Si può senza troppo sforzo di educazione arrivare al punto di +non desiderare la casa e la fortuna del prossimo; ma nessuna +educazione può condurci a vedere di buon occhio che altri +s'impadronisca e goda il pacifico possesso d'un fior di bellezza che +abbiamo osservato ed ammirato noi. Noi, capite? Noi persona prima del +singolare, quantunque i grammatici, buona gente, l'abbiano assegnata +al plurale. L'ammirazione nostra è una specie d'ipoteca che prendiamo +sulla cosa che ci ha colpiti e che farebbe tanto bene ad appartenerci. +Ora, per un sentimento di questa natura, il conte Gino era triste? Lo +sospetto fortemente, ricordando che nella chiusa del suo monologo egli +fece una spallata, come se volesse con quella scacciar l'uomo «non +troppo zotico e materiale», a cui in una spensierata liberalità di +discorso aveva concessa la fanciulla dei Guerri. + +Dopo quella spallata, il giovinotto escì dalla stufa. Fiordispina, +traversando le aiuole, veniva dalla sua parte; era già abbastanza +vicina, e poteva entrare nella stufa, ed anche rasentarla soltanto; ma +nell'uno e nell'altro caso avrebbe veduto l'ospite, ed egli avrebbe +avuto l'aria di essere stato ad osservarla, a spiare i suoi passi. +Escì, dunque, ed ella lo vide e gli sorrise. + +--La signorina,--disse Gino, muovendo verso di lei, che si era +fermata,--veniva a vedere i suoi fiori? + +--No, veramente;--rispose ella;--andavo più in là. Non cerco fiori, +porto foglie;--soggiunse, mostrando il suo grembiale, che teneva +raccolto per i due capi. + +--Ah!--esclamò Gino.--Un pasto mattutino! E dov'è la famigliuola che +lo avrà dalle sue mani? + +--Qui presso. Vuol vederla? + +--Volentieri, se permette. + +--Bene, venga allora con me.-- + +Gino s'inchinò e la seguì. Fiordispina andava leggiera lungo le +invetriate della stufa. Sicuramente, se egli fosse rimasto là dentro, +ella lo avrebbe veduto allora, poichè rivolse, passando, un'occhiata +curiosa alle piramidi dei fiori. + +--Ah, signorina!--disse Gino.--Che stupende eriche ho vedute or ora! + +--Son belle davvero;--rispose Fiordispina.--Eriche del Capo di Buona +Speranza. + +--Niente di meno!--esclamò il giovinotto. + +--E delle prime che siano venute in Europa;--replicò Fiordispina. + +--Ed io, abitante del piano,--disse Gino,--dovevo venire a trovarle +fra i monti! + +--Mah! Segno che c'è qualche cosa, anche tra i monti!--ribattè la +fanciulla. + +--Lo so, signorina, lo so, e non potrei dimenticarlo mai più. Ma +parlavo delle eriche del Capo. + +--Infatti,--ripigliò Fiordispina,--c'è una ragione naturalissima, che +spiega la novità della cosa. Un amico della famiglia, che ha viaggiato +molto, le ha portate in dono a mio padre. + +--Buona Speranza!--mormorò Gino.--Buona Speranza!-- + +E cercava il filo di un madrigale; ma non gli venne, ed egli ci +rinunziò, anche per il fatto che si era giunti davanti ad un porticato +rustico, e che la fanciulla metteva il piede là dentro. + +Erano le stalle. Perdonate il vocabolo, o lettrici garbatissime, e +sopratutto non arricciate il naso, dovendo seguire fin là i nostri due +personaggi, perchè altri vi avranno condotte, letterariamente +parlando, in luoghi peggiori di questi. La stalla, in fin de' conti, è +sana, e non c'è caso che sia male abitata: o se lo è qualche rara +volta, si manda per il veterinario, la cui diagnosi e la cui +terapeutica sono assai meno complicate di quelle del fisiologo, +dell'antropologo e del moralista. + +La fanciulla dei Guerri aperse l'uscio di una stanza bene illuminata +da due finestre alte, e dove, oltre la paglia sparsa sul pavimento, si +vedevano lungo la parete alcune casette di legno. + +--Richiuda, la prego;--diss'ella a Gino, che l'aveva seguita.--Le mie +bestiuole mi vogliono bene, ma sarebbero anche capaci di antepormi la +libertà. + +--Cattive bestiuole, allora!--rispose il giovanotto. + +--Che vuole? Sono irragionevoli, e non intendono la loro grande +fortuna;--replicò ella, dando in uno scoppio di risa argentine. + +--Come lo dice!--esclamò Gino.--Pare che non ne sia persuasa. + +--Anzi, ne sono persuasissima;--disse la fanciulla ripigliando la sua +gravità.--Le mie bestiuole hanno fortuna davvero, perchè vivono qui +ben riparate dalla neve, dalla pioggia, dai venti, con la sicurezza +del cibo ogni stagione dell'anno, e senza alcun timore delle martore. +Poi, hanno tutti i giorni un po' di foglie verdi, come ora. Vede? +Anche nel cuore dell'inverno, perchè non ne manchino mai, si pianta +l'insalatina dentro la stufa.-- + +Mentre ella così parlava, erano escite dai loro abitacoli di legno +parecchie coppie di conigli, tutti bianchi, senza la più piccola +macchia di nero o di bigio, con gli occhi grandi e mobilissimi, i musi +rosei, le orecchie lunghe e morbide. Vennero saltellando verso +Fiordispina, ma videro quell'altro che si accostava anche lui, e +scapparono tutti alla lesta. La fanciulla li richiamò, chinandosi a +terra con le sue provvigioni, e quei graziosi animali, via via +rinfrancati, tornarono, per avere la parte loro in quella +distribuzione di foglie di cavolo. _Brassica sativa_, che diamine! Il +nome latino sarà più difficile, ma un po' meno prosaico. E intanto che +addentavano allegramente le foglie verdi, quei timidi animali si +lasciavano correre la mano carezzevole di Fiordispina sulle orecchie e +sul dorso. Uno di essi, certamente beniamino, si lasciò anche prendere +di soppeso, ma senza abbandonare la foglia, che continuò a +sgranocchiare tra le braccia della sua bella padrona. + +Gino potè ammirarlo anch'egli e carezzarlo un poco. Ma stando egli a +così breve distanza dalla portatrice, vedeva anche molto bene la +graziosa testina di lei e le ciocche morbide, ricciolute, finissime, +che sbucavano fuori dalla cerchia gelosa del suo fazzoletto di seta. +Aveva tralasciato di accarezzare il coniglio; taceva; non respirava +neanche; forse aspirava le fragranze giovanili di Fiordispina. Le +donne, lo sapete, anche stando ad occhi bassi, vedono, in simili casi, +o indovinano tutto quel che succede. Fiordispina calò a terra il suo +piccolo beniamino, che seguitò a sgranocchiare, come se nulla fosse; +quindi, risollevata la persona, si tirò con molta naturalezza due +passi indietro. + +--Dunque,--diss'ella, rompendo il silenzio,--le piace la mia famiglia? + +--Signorina,--rispose Gino, scuotendosi,--tutto ciò che la circonda mi +piace. + +--Complimenti? + +--Io? Non so farne. + +--Badi; allora le vengono alle labbra spontaneamente. + +--Se lo dice per questa volta, badi anche lei, signorina: non è stato +un complimento. Sarei disposto a provarglielo. + +--Sentiamo;--disse Fiordispina, senza levar gli occhi dalle sue +candide bestiuole. + +Il conte Gino incominciò: + +--Che cos'è, prima di tutto, quello che la circonda? Le cure dei suoi, +del babbo, delle zie, del fratello; non è vero? Ella ora mi permetterà +di dirle, e mi crederà quando io le dico che queste amabili persone mi +piacciono. Allarghiamo il cerchio intorno a Lei: viene la casa, ed io +sarei un ingrato, se non amassi il luogo dove ho ricevuto una così +gentile accoglienza, una così schietta e cordiale ospitalità.... + +--C'è dell'altro?--interruppe Fiordispina. + +--Sicuro, perchè la cerchia s'allarga ancora;--rispose Gino.--Intorno +a Lei, ai suoi parenti, alla, casa, ci sono le Vaie, c'è questa +convalle così verde e così fresca, con le sue belle boscaglie, le sue +cascate cristalline, il suo stupendo Cimone che fa la guardia lassù. +Signorina,--conchiuse il giovane,--tutto ciò che la circonda è bello; +sarà forse un complimento, e non un omaggio reso alla verità, il dire +che mi piace?-- + +Fiordispina rimase un istante sopra di sè, non sapendo che opporre a +quella argomentazione serrata. Ma una donna, saprete anche questo, non +può restare troppo a lungo senza ragioni con cui schermirsi da un +attacco di parole. + +--Sì;--diss'ella, dopo quell'istante di pausa;--ma Ella non ha +risposto alla mia prima domanda. Le parlavo de' miei conigli; se ne +ricorda? Capisco;--soggiunse ella subito, non lasciandogli tempo a +rispondere;--questa mia le sarà parsa un'occupazione volgare. Ma +l'avverto, signor conte, che non ci sono solamente i conigli. +Passeremo poi alle galline, ai colombi.... + +--Ed anche ai buoi!--gridò Gino, interrompendo a sua volta.--Son belli +anch'essi, e i loro occhioni umidi piacquero tanto ai Greci, che essi +ne fecero una particolarità della bellezza di Giunone, della regina di +tutti gli Dei. I buoi, si dice, non sono intelligenti. La cosa non è +provata; ma, se anche lo fosse, che importerebbe? Questi animali sono +operosi e buoni; vivono nel campo e per il campo; hanno la pazienza +dignitosa, che non è facile trovare in altre bestie, e neanche tra gli +uomini; formano parte integrante del paese, componendosi stupendamente +con la sua prospettiva, e completano, direi quasi, il sentimento +morale che sorge spontaneo dalla sua agreste bellezza. + +--Ho piacere che senta la poesia dei nostri monti, delle nostre +convalli, com'Ella diceva poc'anzi. + +--E che crede, signorina? Che della poesia non ne nasca più, nelle +nostre pianure? + +--Ah, bene!--esclamò Fiordispina.--Questa è una restituzione. + +--Per esser pari;--disse Gino umilmente. + +--E lo siamo ora;--rispose la fanciulla.--A me piace molto la +sincerità. + +--In ogni cosa? + +--In ogni cosa. Perchè mi fa questa domanda? + +--Per aprirmi la via a fargliene un'altra. + +--Interroghi pure; son qua;--disse Fiordispina con quella sua gravità +che mal nascondeva la voglia di ridere. + +--Orbene,--riprese Gino,--per la sincerità.... Ella non ignora che +sono stato accolto dal signor Francesco come un figliuolo della +famiglia. Fratello con Aminta, lo sono del pari con Lei. Per la +sincerità, dunque, mia sorella Fiordispina dovrebbe dirmi una cosa. + +--Anche due. + +--Non sarò tanto indiscreto. Le domanderò solamente come passa la sua +vita alle Vaie. + +--Ma.... Come vuole che la passi? Come la passerei dovunque: cioè +molte ore del giorno in casa, a cucire, a curar le faccende di casa, a +leggere, a suonare il mio pianoforte, e poi, mattina e sera, un +pochettino a passeggio. + +--Ah sì!--disse Gino. Il passeggio.... Che passeggio può essere il +suo, alle Vaie? + +--È bello anche qui, e piacevolissimo;--rispose la fanciulla.--Ci +sono, sparse in questi dintorni, tutte le bellezze naturali che nelle +città si ottengono a forza di imitazioni e d'artifizi. Stamane, +andando a Querciola, non l'ha veduta, la cascata del Chiuso? Dicono +che somigli tanto all'orrido di Varenna, sul lago di Como. E la salita +del Poggio? Dev'essere una specie di Montagnola, col suo bel colmo +all'aperto, meno la vista di Bologna nel basso. + +--E meno la gente a passeggio per i suoi larghi viali;--osservò il +conte Gino. + +--Che importa?--replicò la fanciulla.--Si è più soli, qui, ma si è per +compenso più liberi. Cerca la compagnia della gente chi ha ragione o +desiderio di farsi vedere. + +--Per il desiderio, passi; ma la ragione, nel caso suo, ci sarebbe +davvero. Ma lasciamo stare questi discorsi, che avrebbero l'aria di +preparare un complimento.... + +--Non hanno più l'aria;--interruppe Fiordispina, ridendo.--Il +complimento è già fatto. + +--Ah sì? Non me n'ero avveduto;--rispose candidamente Gino.--Ma +l'orizzonte di queste sue passeggiate?... + +--È breve, e mi basta. + +--Le basta? Le basta? Mi permetta di dirle che ciò è molto strano. + +--Perchè? + +--Perchè.... Non saprei come dirglielo, ma sento così. Ci sono i +momenti, nella vita, che l'anima non si contenta della sua prigione, e +vorrebbe spaziare in più libera cerchia; dei momenti che il pensiero +va lontano, di là dai monti, cercando. + +--Per trovar che cosa?--domandò Fiordispina. + +--Non so; forse altri monti. Ma questa è colpa del mondo, che è fatto +così, non dell'anima nostra, che anela a cose migliori. E poi, +signorina, anche ignorando la meta, si cerca, si desidera, si aspira, +per un'idea confusa di ciò che sarà, o di ciò che dovrebbe essere un +giorno.-- + +Fiordispina levò gli occhi, mandando anch'ella uno sguardo, lo sguardo +dell'anima, di là dai mari e dai monti; poi disse: + +--C'è una ballata di Goethe, che esprime un sentimento come questo. +Nel _Wilhelm Meister_, mi pare.-- + +Il conte Gino Malatesti non era così forte di letteratura straniera. + +--Ho piacere d'incontrarmi con un tant'uomo;--diss'egli;--ed ho +piacere che Ella possa citarlo così. Ma anche questo è strano, nelle +convalli del Cimone; e sia detto senza offendere la dignità di questo +bel monte. Dovrà Ella, signorina, vorrà e potrà viverci sempre?-- + +La fanciulla rimase un istante sovra pensiero. Non c'era qui nessun +autore da citare? Io penso piuttosto che Fiordispina non era pedante, +come son troppi, uomini e donne che hanno studiato, e che non +condannava la gente a sentire ad ogni tratto un saggio delle sue +letture predilette. + +--Non mi risponde nulla?--ripigliò il giovanotto. + +--Che cosa rispondere a questa domanda? Non è in mio potere;--disse +Fiordispina.--Sarò io la foglia che vola dove il vento la porta? Sarò +io l'umile pianta che muore dove è nata? Certo è che bisogna +rassegnarsi. Foglia o tronco, ci governa il destino. + +--È fatalista? + +--No davvero; dico il destino, per modo di dire, ed intendo una +volontà superiore. Ma lasciamo la filosofia, per carità;--soggiunse +ella, con un gesto di terrore.--Vede, signor conte? I miei conigli +scappano. Queste povere bestiuole non hanno meritata una lezione così +severa. Del resto, non la intenderebbero neanche. Basta a loro di +aspettare ogni giorno la provvidenza mia, come l'aspetteranno a +quest'ora le galline e i colombi. + +--Andiamo!--disse Gino.--Se possiamo adoperarci per la felicità di +qualcheduno, sulla terra, non dobbiamo farci pregare. + +--Ecco un bel pensiero, signor conte.-- + +Così dicendo, la fanciulla dei Guerri si avviò verso l'uscio. Gino la +seguì, e richiuse diligentemente la porta, senza farselo dire da lei. +Vedrete da questo piccolo particolare che il conte Malatesti non era +uno sventato, e che entrava con molta sollecitudine nella gravità +dell'ufficio. + +Per quella mattina non più ragionamenti con la fanciulla dei Guerri; +fu solamente quello scambio di parole che era necessario nelle piccole +vicende, nelle insignificanti peripezìe d'una visita al pollaio e alla +colombaia. Poi venne l'ora del pranzo; ed anche a tavola non furono +che discorsi vani, o senza importanza, tra i quali il nostro +giovanotto se la cavò discretamente, nascondendo il sentimento di +tristezza che si era impadronito di lui. + +Che cos'era avvenuto? Esplorare i segreti di un'anima è cosa difficile +assai, e meglio varrebbe inventare di sana pianta. Ma le invenzioni +non giovano che a patto di essere verisimili. Voi per esempio avrete +sentito dire le mille volte che spesso avvenga di esser tristi senza +ragione. Ma è proprio vero, questo? E non è a vederci piuttosto un +effetto della nostra ignoranza, per difetto d'indagini? In quei +momenti di tristezza, chi ben cerchi, c'è sempre il fatto d'uno +squilibrio morale tra ciò che siamo e ciò che vorremmo e dovremmo +essere. Sia luogo o genere di vita, o sentimento più intimo, se ciò +che noi siamo per necessità, o che la nostra stoltezza ci ha condotti +ad essere, non corrisponde a quello che intravvediamo di meglio, è +naturale che la tristezza ci offuschi lo spirito. Ma se fossimo quel +che vogliamo, o dobbiamo, saremmo poi più felici? Altro errore, pur +troppo, altro inganno di prospettiva, poichè non ci contentiamo mai di +quello che abbiamo, e desideriamo sempre ciò che è da raggiungere +ancora. Così l'uomo è triste, e di simili tristezze è tessuto il +drappo funebre della nostra esistenza. + +Il conte Gino aveva poi, per argomento di tristezza, tutto quello che +non diceva a sè stesso. Vi è occorso mai di ricevere una lettera e di +lasciarla per qualche tempo chiusa sul tavolino, sperando che qualche +noia più grande, magari una vera disgrazia, vi levi l'incomodo di +leggere quello scritto, in cui fiutate il rimprovero, o una seccatura +a cui non potrete sottrarvi senza venir meno a tutte le norme +dell'onestà? Con pari sospensione d'animo viveva il conte Gino, a cui +una parte della sua vita avrebbe potuto rimproverare quella avventura +sui monti, quella volata al sereno, quella ebbrezza (chiamiamola pure +così) quella ebbrezza di ossigeno. Ah, se gli fosse riescito di +cancellare!... Ma che cosa? Dio buono! Era qui il nodo della +quistione, il punto che ricusava di guardare, la cosa, che non osava +dire a sè stesso. + + + + +Capitolo V. + +Il commissario e l'applicato. + + +Ritornato quella sera a Querciola, il conte Gino Malatesti indovinò la +ragione dei discorsi che il signor Aminta aveva fatti sottovoce al +Mandelli. E ancora indovinò perchè il signor Francesco Guerri e suo +figlio, ritiratisi a colloquio d'affari, lo avessero lasciato solo, +fino all'ora del pranzo, in quella dolce libertà che gli aveva +permesso di scendere nella stufa e di aver poi quella lunga +conversazione con la bella Fiordispina. + +La sua camera, in casa Mandelli, era completamente trasformata. Gino +incominciò a vedere un letto nuovo, di ferro, col suo tappeto da +piedi, il suo comodino accanto, il suo candeliere e perfino il +grazioso arnese di velluto su cui posar l'orologio. Più in là era un +cassettone, e vicino a questo, in un angolo, l'attaccapanni. Di +rincontro alla finestra era una piccola scrivania, con carta, penne, +calamaio, ed anche dei libri. Guardò quei volumi, e riconobbe la +_Divina Commedia_, la Bibbia, un compendio di Storia romana, e +finalmente un dizionario storico-geografico del Ducato di Modena. + +Tutta quella roba era stata caricata, portata e messa a posto nella +giornata. Parecchie persone, di certo, avevano lavorato all'impresa, +sotto la scorta di Aminta, che infatti, appena finito il pranzo, era +sparito da casa, non ritornando che verso sera, quando per il conte +Gino era venuta l'ora di ritornare a Querciola. Ottimo fratello +Aminta! Ma se egli aveva lavorato con tanta sollecitudine lassù, non +mancavano traccie del pensiero di Fiordispina. I libri, sicuramente, +li aveva scelti lei. Quel copertoio trapunto, che si vedeva disteso +sul letto, quel grazioso arnese per deporvi l'orologio, quel piè di +lampada ricamato che stava sulla scrivania, non erano forse opere sue? +Aggiungete che a pian terreno, nella stalla del Mandelli, dov'era +stata rinnovata la paglia, riposava il cavallo su cui Gino Malatesti +aveva già fatto tre corse. Un famiglio dei Guerri, destinato al +governo del cavallo, doveva rimanere a Querciola, come servitore di +Gino. + +Un sentimento di gratitudine si associò naturalmente nel cuor suo alla +sensazione di piacere che gli aveva destato la vista di tante novità. +Quella notte, sdraiato nel soffice letticciuolo, al tepore delle +morbide coltri, al profumo delle lenzuola di lino (le aveva prevedute +di canapa, e con molti stecchi per giunta), il nostro giovinotto sognò +beatamente i suoi ospiti e benefattori delle Vaie. Era più che mai il +figlio prediletto dei Guerri. Aminta gli aveva stretta la mano, +giurandogli eterna amicizia; Fiordispina lo amava; il signor Francesco +gli sorrideva, e Don Pietro Toschi, parroco delle Vaie, lasciata la +pipa in canonica, si disponeva ad andare nella sagrestia, per vestire +i sacri paramenti e dar la benedizione di rito. Così almeno pareva a +Gino, perchè nel sogno non vediamo solamente gli atti, ma leggiamo +anche nei cuori e indoviniamo le intenzioni della gente. + +Per intanto, mutata facilmente la scena, egli passeggiava in un bosco +di cerri, e Fiordispina era sospesa al suo braccio. Che pace, Dei +immortali, che soavità, che fragranza d'idillio! Ecco, si erano +fermati, e con le punte dei coltelli incidevano i loro nomi nei +tronchi degli alberi: egli il nome di Fiordispina; ella il nome di +Gino. Ma che malìa era quella? Aveva proprio scritto egli? La +fanciulla dei Guerri veniva accanto a lui, per leggere il suo nome, e +scambio di quello, vedeva inciso nella corteccia un altro nome, e ben +chiaro: il nome di _Polissena_.--Che è ciò? domandava turbata.--Non +so; come può essere avvenuto questo cambiamento? Io avevo pure +scritto: _Fiordispina_.--Ebbene, quel che tu fai, conte, è ben fatto. +Purchè non sia il nome di un'altra!... + +Fremeva egli a quelle parole di lei; smaniando, si affrettava a +cancellare; ma quel nome, che egli non intendeva come si fosse formato +sotto la punta del suo coltello, quel nome restava, anche inciso nelle +bianche fibre del tronco, dopo che egli ne aveva strappata la +corteccia. E si disperava, tempestando di colpi quelle lettere fatali; +ma Fiordispina non era là più a vederlo, Fiordispina era sparita; ed +egli, gettato sdegnosamente il coltello, dava in uno scoppio di +pianto. + +Destatosi da quel brutto sogno, riebbe un po' di calma, non +intieramente la serenità dello spirito. Oramai poteva capire come e +perchè fosse rimasto malinconico, dopo il suo colloquio con la +fanciulla dei Guerri. Ma infine, sorgendo il sole e cacciando davanti +a sè le torpide nebbie della vetta del Cimone, infine, che cosa aveva +egli fatto di male? Si era forse innamorato alle Vaie, mostrandosi +infedele al suo amore di Modena? Il sole incominciava ad apparire dal +monte, e un primo raggio batteva alto sulla finestra della sua camera. +Gli parve allora che un simile dubbio non fosse neanche possibile. +Maledettissimo sogno! Come lo aveva spaventato! Fortunatamente, nel +suo esame di coscienza, fitto alla bella luce del giorno, il conte +Gino Malatesti non trovò che cortesie e gentilezze, risposta naturale +a gentilezze e cortesie. La gioventù, l'innocenza, la grazia, si sa, +ispirano sempre un pochino di tenerezza, domandano qualche piccolo +omaggio. È da cavalieri, poi, servire a tutte le dame, non amando che +una. Egli non aveva detto niente di particolare alla fanciulla dei +Guerri, niente che potesse apparire una dichiarazione d'amore, e da +questo lato la marchesa Polissena poteva vivere pienamente tranquilla. + +Doveva esser bella, in quell'ora del sonnellino d'oro, la regina de' +suoi pensieri. Perchè ella certamente riposava ancora, in quel punto. +Era una gran dormigliosa, la marchesa Polissena. E doveva star così +bene, con la sua cuffiettina di pizzi, donde sbucavano le ciocche de' +capegli dorati! Gino ripensò allora i bei giorni, le ore liete, e +quella famosa corsa in Piemonte, che sicuramente aveva fornito al +sospettoso governo ducale uno dei più forti capi d'accusa contro di +lui. Strana donna, la marchesa Polissena! Curioso impasto di paure e +di audacie, di rispetti umani e di cieche temerità! Perchè spesso, +quasi sempre, egli era obbligato ad infingersi, a fare il cerimonioso, +in obbedienza agli ordini della bionda signora. In casa di lei +convenivano ufficiali dell'esercito ducale, consiglieri, magistrati, +senza contare tutti i nobili, vecchi e giovani, pari di grado e +d'importanza al conte Gino Malatesti. C'erano delle serate che la +marchesa gli rivolgeva appena il discorso. Ma guai se egli, +adattandosi a quel giuoco e volendo pur secondarlo, faceva il galante +intorno a qualche altra. Passando daccanto a lui, con un pretesto, o +chiamandolo per suo aiutante nella distribuzione del tè, gli gettava +una di quelle parole che lo facevano tremare per ogni vena. + +Dopo una di quelle collere, per l'appunto, era cascato il viaggio a +Torino. Doveva fingere di avere anch'egli necessità di andare a +Piacenza, ultima città dello Stato limitrofo ed amico; ottima +occasione per accompagnare un tratto di strada la signora marchesa +Baldovini, che noti interessi di famiglia chiamavano allora a Torino. +Da Piacenza era sconfinato sul territorio piemontese, cedendo così +volentieri ad un bel capriccio di lei, che era in uno de' suoi momenti +di audacia, di temerità, di pazzia. Ma da Torino la marchesa Polissena +era ritornata sola a Modena, ed egli aveva dovuto, per rispetto a lei, +rimanere dell'altro in Piemonte. Non a Torino, veh! per causare il +pericolo delle distrazioni. Polissena si era fatta accompagnare fino +ad Alessandria, e là aveva condannato il conte Gino a rimanere tre +giorni, a contemplare i rossi baluardi della cittadella, o a contar le +ore sul quadrante del palazzo comunale. Questo rimanere più a lungo e +da solo nel territorio scomunicato, aveva certamente insospettito il +governo ducale. Francesco V poteva creder benissimo che quello del +giovane conte Malatesti non fosse un viaggio a Citèra, per offrir +sacrifizi alla madre d'Amore, ma un vero e proprio pellegrinaggio a +Delfo, per consultare gli oracoli della Patria. + +Ahi, Polissena! Da quel giorno gli sgherri avevano posto gli occhi su +lui. Se egli soffriva il confine a Querciola, si poteva benissimo +accusarne un discorso tra amici in festa, ma non senza farne risalire +l'origine a quel viaggio, e per conseguenza all'amabile capriccio +della marchesa Baldovini. Lassù, nei pressi del monte Cimone, gli era +avvenuto di trovarsi solo, di respirare un istante più liberamente, +senza il pericolo che la marchesa gli passasse daccanto e gli gittasse +una di quelle parole che lo facevano tremare. Ma infine, come prima, +nel salotto di lei, anche allora, alle falde del Cimone, egli non si +sentiva in colpa. E perchè, poi, le sarebbe stato infedele? +Gratitudine, sì, ne aveva molta ai signori delle Vaie, e doveva in +qualche modo dimostrarla. Quelle cure amorevoli, quegli inviti a +pranzo, erano cose di tutti i giorni; ma egli, nella condizione in cui +era, non poteva neanche ritrarsene. Per altro, si sentiva sicuro di +sè, avrebbe anche fatto buona guardia al suo cuore, contro gli inganni +della fantasia, contro le tentazioni del tempo e del luogo. La cosa +era necessaria altresì per riguardo a quella gentile fanciulla, così +bella, così intelligente, ma pure così inesperta delle cose del mondo. +Sarebbe stato brutto, indegno di lui, turbar la pace di quell'anima +verginale. Al posto, adunque, signor Gino degnissimo, al posto! È così +facile, quando si vuole davvero! + +Chi gli diceva di no? Chi mai gli bisbigliava nel cuore che certe cose +è più facile immaginarle che farle? Sicuramente un genio maligno, uno +spirito noioso, che vive dentro di noi e fa la critica di tutti i +nostri pensieri. Dovrebb'essere il diavolo della logica: un diavolo +arguto, dopo tutto, e non cattivo come sembra; ma riesce +ordinariamente antipatico, perchè contraddice volentieri e ci mette +alla disperazione con le sue ironie sanguinose. + +Ah sì, spirito malnato? Credi proprio che sia tanto difficile il fare +una cosa, quando si vuole davvero? Aspetta un pochino anche tu, e +vedrai come ci si riesca. + +Davanti a quel fermo proposito, il genio maligno taceva, quasi +umiliato, e ritirava le corna. Gino, frattanto, inforcava il cavallo, +per ritornare alle Vaie. + +Ci andò per due giorni ancora, abbastanza contento di se medesimo. +Oramai, forte della sua risoluzione, il nostro giovinotto poteva +credersi agguerrito al pericolo. Parlava liberamente con Fiordispina, +non cercando mai, ma neanche sfuggendo l'occasione di trovarsi solo +con lei. Più volentieri restava in conversazione con la famiglia +riunita, e allora faceva pompa di tutto quello che sapeva, ragionando +con garbo, girando le frasi con arte, dando alle parole tutte le più +dolci inflessioni di voce. Non è forse lecito, questo? Non è anzi un +dovere, quando vogliamo farci ascoltare senza troppa noia da un +numeroso uditorio? Cercar di piacere alla gente non fu mai un delitto; +è anzi una bella cosa, quando è l'unica che possiamo fare, a ricambio +di tante gentili attenzioni che ha la gente sullodata per noi. + +La sua presenza era molto gradita, nella casa dei Guerri. Anche i re +conoscono la noia, e un discorritore ameno, che parli gravemente di +mode e gaiamente di cose scientifiche, buon dilettante per ragionare +senza sussiego di arte e di lettere, diplomatico raffinato per +toccare, senza scoprirli, i segreti dei gabinetti, e per dipingere con +un rapidissimo tocco i piccoli difetti dei sovrani esteri, che sono +fratelli e cugini del padrone di casa, è veramente la man di Dio in un +circolo intimo, donde il cerimoniale è per due ore sbandito. Per i re +della montagna, il conte Gino era come una gaia nota di sole nel fosco +della macchia; la sua presenza una bella meteora, la sua conversazione +un fuoco d'artifizio. Anch'essi, tanto buoni e ricchi di quella +gentilezza che non s'impara lì per lì, ma che è il frutto di una lunga +educazione, fors'anco eredità di famiglia, anch'essi, dico, si +facevano più amabili al contatto dell'ospite, fresco degli usi e delle +garbatezze cittadine, brillavano anch'essi di quella vernice, che, a +dirvi la cosa molto volgarmente, tutti i corpi son capaci di prendere +per sola virtù di strofinamento. Ed avveniva allora nella casa dei +Guerri ciò che spesso accade in una brigata di persone civili, quando, +per opera non avvertita di uno, che abbia garbo e misura, tutti si +accorgono con meraviglia di avere avuto più spirito.--Come è passato +il tempo! si dice. E siamo proprio noi, che ci siamo divertiti così?-- + +Vi ho detto che Gino fu ancora per due giorni alle Vaie, con molta +sicurezza di sè. Ci era andato il terzo giorno; ma la sua tranquillità +era stata turbata sul più bello. Si stava appunto per prendere il +caffè, quando vennero a chiamare il signor Aminta, che andò subito +fuori, e ritornò dopo cinque minuti. + +--Sai?--diss'egli a Gino.--Ci sono due signori a Pievepelago. + +--Ah!--esclamò Gino, turbato.--Cercano forse di me? + +--Lo credo, perchè hanno domandato la via di Querciola. L'uomo che è +venuto ad avvertirmi in fretta mi dice che all'aria gli sembrano due +impiegati del governo ducale. + +--Due commissarii! Troppo onore;--borbottò Gino.--E come ne sei stato +avvertito? + +--Prevedevo la visita,--rispose Aminta,--ed ho stabilito il mio +servizio di esplorazione. + +--Grazie, mio buon amico e fratello! Ed ora, potranno esser qua da un +momento all'altro. + +--No, perchè si erano messi a tavola, quando il mio esploratore +montava a cavallo. Del resto, puoi riceverli qui. + +--Che! Non mi conviene davvero. + +--E perchè?--domandò il signor Francesco.--Ella è in casa sua. + +--Appunto per questo che a Lei piace di dire;--rispose Gino, +ridendo.--I satelliti del tiranno vedrebbero che sto troppo bene, fra +queste montagne. Cattivi come le scimmie, mi farebbero subito un +brutto servizio presso l'autorità superiore, e questa, con un suo +nuovo rescritto, mi manderebbe Dio sa dove. + +--Allora scappi subito!--dissero le signore. + +Aminta corse nella scuderia, a far sellare il cavallo di Gino. Per +quel giorno, intanto, addio conversazione! + +--Ci porti notizie, quando saranno ripartiti;--disse il signor +Francesco, stringendo la mano al suo ospite. + +--Oh, sicuramente; non dubiti. Signore mie, compiangano un povero +condannato, che deve obbedire al precetto.-- + +Cinque minuti dopo, era a cavallo, e Aminta lo accompagnò fin sulla +strada. + +--Non correre tanto;--gli disse.--Per venire a Querciola debbano +passare di qua. Se anche hanno trovato muli a Pievepelago, non c'è +pericolo che vengano al trotto. Comunque, noi non offriremo loro i +cavalli per raggiungerti. Quando ci rivedremo? + +--Se mi lasciano,--disse Gino,--fo una trottata stasera. + +--Bravo! Ti hanno guastata la fine del pranzo; vieni a cena. + +--Eh! Perchè no? A rivederci. Se non posso liberarmi, ti mando +Pellegrino con le mie notizie.-- + +Pellegrino era il famiglio dei Guerri, collocato da questi al servizio +di Gino Malatesti. + +Il nostro confinato era già da due ore nel suo eremo di Querciola, e +incominciava a credere che quello di Pievepelago fosse stato un falso +allarme, quando sentì un batter di ferri sul selciato della strada. + +--Ah, ah, ci siamo!--disse Gino tra sè.--Ed hanno anche trovate le +cavalcature, quei manigoldi!-- + +Lo scalpitìo, frattanto era cessato, perchè i cavalli, o muli che +fossero, avevano raggiunto il colmo della salita, davanti alle prime +case di Querciola. Non andò molto che Gino sentì un rumore di passi su +per le scale. + +Il vecchio Mandelli precedeva i forastieri. Affacciatosi all'uscio +della camera, che Gino aveva lasciato socchiuso, disse al suo +inquilino: + +--Signor conte, son qua due signori che cercano di Lei. + +--Entrino pure;--rispose Gino, smettendo di leggere, ma lasciando +aperto sulla scrivania il Dizionario storico geografico dello Stato di +Modena. + +Il vecchio Mandelli si ritirò, e in sua vece si presentarono le due +facce proibite che avevano guastata la digestione del conte Gino, +facendolo correre con tanta fretta dalle Vaie a Querciola. Dico facce +proibite per far piacere al nostro eroe; ma nel fatto erano due facce +insignificanti; completamente rase, perchè a que' tempi non si amavano +le barbe, e i pizzi e i mustacchi erano proibiti come le pistole +corte, anzi come le pistole d'ogni misura e le armi d'ogni genere. I +due possessori di quelle facce erano vestiti di nero, e i loro atti +apparivano molto cerimoniosi, ma non senza quel po' di sussiego che ha +sempre indicata la dignità di un ufficio governativo. Dal contegno +dell'uno rispetto all'altro, dalla distanza che il secondo mantenne +venendo dietro al primo, si capiva facilmente che quegli era inferiore +di parecchi gradi al suo compagno di viaggio. + +--Ella ci perdonerà, signor conte, se veniamo a scomodarla;--disse il +superiore.--Adempiamo un incarico del governo. + +--Facciano pure;--rispose Gino, accennando due seggiole, ma non +degnandosi di domandare in che consistesse l'incarico. + +--Niente di noioso o di lungo, per altro;--ripigliò l'oratore.--Una +semplice ricognizione, e punto offensiva. Sua Eccellenza desiderava di +sapere se Vossignoria ha trovato modo di collocarsi a Querciola. + +--Ci sono venuto subito, appena ricevuto l'ordine;--rispose Gino, +niente ingannato dalla forma garbata in cui quell'altro gli presentava +la cosa. + +--Veramente,--disse il commissario,--questo è un paese poco abitabile, +se debbo giudicarne dalla strada che abbiamo fatta per giungerci, e +dalla meschina apparenza delle case. M'immagino che Sua Eccellenza non +lo conoscesse altrimenti che sulla carta.-- + +Gino rispose con un cenno del capo, che voleva dire e non dire. A quel +discorso del signor commissario, in verità, non c'era nulla da +rispondere. + +--Siamo tra contadini a dirittura;--continuò il commissario.--Ed Ella, +signor conte, non ci avrà distrazioni.-- + +Gino sospirò; poi rispose al signor commissario: + +--Che farci? Il confine è una punizione, e come tale non ammette +passatempi, oltre quelli che un uomo industrioso, ed anche di facile +contentatura, sa trovarsi da sè. + +--Studiando, non è vero? Ha qualche libro, come vedo. + +--Poca roba, signor mio: la Bibbia, la Divina Commedia, una Storia +Romana antica.... + +--Ah, buono studio!--esclamò il signor commissario. + +--Certamente!--disse Gino.--È molto interessante. Par di vivere in +tempi migliori. + +--E stava per l'appunto vivendo cogli antichi, quando noi siamo venuti +a disturbarla. + +--No, per il momento facevo dell'altro; cercavo qualche notizia in +questo Dizionario storico e geografico del Ducato. Desidero di +conoscere questi paeselli di montagna, per fare qualche passeggiata. + +--Ottima cosa, poichè si è in campagna;--disse il commissario.--E qui +ci ha una bella prospettiva? + +--Ne giudichi Lei, signor commissario. Si affacci pure alla finestra. +Vedrà molto verde.-- + +Il signor commissario si degnò di andare alla finestra, e di metter +fuori il suo naso. + +--Sì, veramente, molto verde;--diss'egli ridendo.--Nient'altro che +verde.-- + +Gino, frattanto, si sentiva cacciar tra le dita qualche cosa, come una +lettera, o un foglio di carta ripiegato. + +Si volse a guardare il compagno del commissario, l'inferiore di grado, +il semplice applicato, e vide ne' suoi occhi un lampo, un cenno +d'intelligenza, una raccomandazione muta. Poi quel lampo si estinse; +il cenno e la raccomandazione si smarrirono nella tinta scialba della +sua faccia marmorea. + +Il giovanotto ebbe a mala pena il tempo di far scorrere in tasca il +foglio di carta, perchè il signor commissario si era già ritirato dal +vano della finestra, per rivolgersi a lui. + +--Del resto,--disse l'oratore del governo ducale, dopo aver data una +guardatina in giro,--Ella è abbastanza bene, in questa cameretta. + +--Con qualche mobile preso in affitto;--rispose Gino umilmente. + +--Difatti,--riprese il commissario,--questi mobili non somigliano +punto agli altri della sala d'ingresso, e stuonano anche con la misera +apparenza della casa. Mi maraviglio che abbia potuto trovarne in +questi dintorni. + +--Appena giunto a Querciola ne dubitavo anch'io;--rispose Gino, +seccato da quel discorso, ma vedendo la necessità di condurre il suo +interlocutore fuori di strada.--Ma offrendo danaro... Ella mi capisce! + +--Buona cosa averne molto;--osservò giudiziosamente quell'altro, che +forse pensava in quel punto al magro stipendio per cui faceva da tanti +anni un ingrato mestiere.--Ella è felice, signor conte! + +--Ma sì, ma sì! Non mi lagno. + +--Ed ha notizie di suo padre, di quell'ottimo conte Jacopo? + +--Nossignore, e di nessuno della mia famiglia;--rispose Gino, +contentissimo di essere uscito salvo dalla rassegna dei mobili.--I +miei parenti mi tengono il broncio, e si capisce, perchè il governo mi +ha preso in sospetto come un reprobo. + +--Eh via!--disse il commissario, con accento di benevolenza +somma.--Non chiami castigo una correzione paterna, per una colpa +giovanile... che forse non sarà nemmeno una colpa. + +--Dice bene, e levi pure il forse. + +--Tanto meglio, e me ne congratulo con Lei;--ripigliò il +commissario.--Allora è da sperare che tutto venga in chiaro tra breve, +e che, per conseguenza, dopo un paio di mesi... dopo tre.... + +--Metta anche sei;--interruppe Gino.--Non è privilegio della verità il +venire così presto alla luce. Ella sa, signor commissario, che questa +bella signora l'hanno relegata nel fondo di un pozzo.-- + +Il vecchio funzionario sorrise. Capiva anch'egli benissimo che il +confine non sarebbe levato così presto e che il conte Malatesti non +poteva pascersi di troppe speranze in proposito. + +--Speriamo almeno,--diss'egli,--che per i meriti del suo signor +padre... + +--Ecco, veda;--replicò Gino, mozzandogli le parole in bocca.--Per i +meriti di mio padre possono dare un'altra decorazione... a mio padre. +Il figlio, se ha errato, paghi; se non ha errato, riconoscano la sua +innocenza. Non Le pare? + +--È la logica, lo riconosco;--rispose il commissario, che incominciava +a seccarsi di quella disputa, in cui il conte Gino voleva aver sempre +ragione.--Ma Ella vuol troppo severo il nostro venerato governo, ed +amo credere che ciò sia perchè Ella non ha ragione di meritarne i +rigori. + +--È così;--disse Gino. + +--Dunque, signor conte... vuol notizie di Modena?-- + +Gino aveva sperato che il commissario si disponesse a prendere +commiato, e già era per alzarsi. Il resto della frase lo trattenne. In +fondo, meglio così; la conversazione prendeva un tono migliore, e le +notizie di Modena erano sempre buone a sapersi. + +--Mi fa un favore;--diss'egli inchinandosi. + +--Prima di tutto, il suo signor padre sta bene. L'ho veduto ieri +mattina in via Emilia, che andava a fare la sua solita passeggiata. +Gli altri di casa sua, tutti bene egualmente. È ammalato il conte +Azzolini, canonico del Duomo; ma quello ha ottantasei anni, poveretto, +ed è pieno di acciacchi. Il marchese Frassinori è caduto ier l'altro +da cavallo, ma senz'altro danno che qualche contusione. Le belle +signore di Modena son tutte in grande fermento, per la riapertura del +teatro. + +--Diamine!--esclamò Gino.--E perchè si riapre il teatro? + +--Caso strano, signor conte, caso eccezionale! È venuta a passare +qualche settimana in patria la nostra famosa Venturoli, stella di +prim'ordine nel cielo dell'arte, reduce dai suoi trionfi di +Pietroburgo. Ella ha accettata la proposta di farsi sentire dai suoi +concittadini, e darà quattro rappresentazioni, due della _Lucia di +Lamermoor_ e due della _Sonnambula_, che sono, come Ella sa, i suoi +due cavalli di battaglia. Grande aspettazione, perciò, e si prevede +che verrà molta gente, anche da Guastalla e da Reggio. Noi siamo +debitori di questa fortuna insperata alla signora marchesa Baldovini. + +--Ah, bene!--disse Gino.--È una dama di buon gusto, la signora +marchesa. Strano, per altro, che non mi abbia detto nulla di tutto +ciò, l'ultima sera che ebbi l'onore di andare alla sua conversazione. + +--Si capisce: la cosa è nata lì per lì, appena si seppe che la +Venturoli era giunta. La marchesa ha conosciuta la celebre cantante a +Milano. La conosceva già da ragazza, io credo; ma deve aver rinnovata +la conoscenza, quando la nostra insigne concittadina fece quel gran +fanatismo alla Scala, sei o sette anni fa. L'altra sera, in +conversazione, fu detto alla marchesa che la Venturoli era a Modena. +So la cosa dall'illustrissimo signor presidente del tribunale, che ha +qualche bontà per me, ed è così bravo dilettante di violino. La +marchesa ebbe allora l'idea di farla cantare a Modena. Detto fatto, +andò la mattina dopo a trovarla, e venne a capo di tutto, È +onnipotente, la signora marchesa! Ier l'altro era già ottenuto il +permesso e combinato ogni cosa. Si aspetta un tenore, con un baritono +e alcune seconde parti, mandato a cercare in fretta a Milano. Quanto +al basso, c'è l'Orlandi, nostro modenese anche lui, che fortunatamente +era a casa, in attesa di scrittura. Ah, saranno quattro serate +magnifiche, quattro serate deliziose! + +--Ella ama molto la musica, signor commissario? + +--Dica che ne vado pazzo, signor conte. Che si fa celia? Un po' di +buona musica, è il maggiore dei conforti. + +--Sarà dilettante, m'immagino; suonerà qualche istrumento. + +--Nelle ore d'ozio, e piuttosto male, il violoncello;--rispose il +commissario, con l'atto e l'accento di finta umiltà, per cui vanno +distinti i virtuosi seguaci d'Euterpe... e d'altre Muse parecchie. + +--Ottimamente!--disse Gino, salutando. + +E sorrise, pensando alla bella figura che doveva fare il signor +commissario, con quell'enorme violino ritto tra le ginocchia. Ma +sorrise per poco, ritornandogli a mente la signora marchesa Polissena, +che pensava a metter su spettacoli teatrali, e proprio in quel giorno +che egli correva da Modena a Pavullo, per recarsi al suo luogo di +esilio. Ahimè! Così va il mondo. Anche quel povero Ovidio, cavaliere e +poeta, veleggiava tristamente verso l'Eusino, e frattanto le belle +dame romane, amate e cantate da lui, andavano allegramente a teatro, +non cercando più l'elegante profilo del poeta nella precinzione +dell'ordine equestre. + +--Beati loro che si danno bel tempo!--soggiunse Gino, dissimulando +l'amarezza del ricordo particolare sotto quella espressione di +rimpianto generico. + +--Che vuole, signor conte? Si fa il possibile per tener lontana la +noia. Il paese è tranquillo e contento e speriamo che le cose vadano +di bene in meglio. Quando il raccolto è buono e la gente ha lavoro, +che desiderare di più, se non qualche ora di svago intelligente, nel +culto delle arti belle? + +--Ha ragione;--disse Gino.--E tutto sia per il meglio, nel migliore +dei mondi possibili.-- + +Così dicendo, si alzò per davvero, volendo farla finita. Il nostro +giovinotto non ne poteva più; aveva un diavolo per occhio. + +--Mi duole, signor commissario,--riprese,--di non aver nulla da +offrirle. + +--Oh, non s'incomodi; abbiamo desinato a Pievepelago. + +--Ma neanche un bicchier di vino che meriti questo nome. Il raccolto +dell'altr'anno dev'essere stato scarso, perchè qui non han nulla di +nulla. + +--A proposito: e che mangia? + +--Vivono le galline, fortunatamente;--rispose Gino.--Ova sode, ova a +bere, ova fritte, ova in tegame; questo è il fondamento del pranzo. +Vien poi qualche vecchio gallo, che sacrifico ad Esculapio, per +ottenere un po' di brodo. + +--Via!--esclamò il commissario.--Osservo con soddisfazione che non le +manca il buon'umore: segno che sa adattarsi alle circostanze. Lo dirò, +se permette, a Sua Eccellenza. + +--Dica pure, dica pure;--rispose Gino;--aggiunga, per altro, che non +mi lagnerò, se mi richiamano a casa. + +--Capisco, ed anche in tempo utile per assistere ad una +rappresentazione della _Sonnambula_; non è vero, signor conte? Questo +mi par difficile, non glielo nascondo; ma creda pure che dal canto mio +gliel auguro di tutto cuore. La mia servitù!-- + +Gino stese la mano al signor commissario. E non tanto per lui, che +gl'importava pochino, quanto per aver argomento a stringer poi quella +dell'applicato, personaggio muto, ma più amico dei fatti che non delle +parole, come abbiamo veduto testè. + +Quando finalmente fu solo, diede una rifiatata di contentezza; +maravigliandosi, per altro, di aver saputo dire tante bugie. Ma è la +necessità che fa l'uomo industrioso, e con quelle bugie così +naturalmente infilate, il nostro giovanotto aveva custodito il segreto +dei piccoli vantaggi materiali e morali che si era procacciati nel suo +luogo d'esilio. + +Udito il batter dei ferri sul ciottolato della strada, discese per +chiamar Pellegrino. + +--Ho bisogno di sapere se i due che sono partiti si fermano alle Vaie. +Dovrei ritornarci io, e non mi piacerebbe d'incontrarli laggiù. + +--Vado a vedere;--disse Pellegrino. + +--Ma senza farti scorgere! + +--Non dubiti; conosco tutti i sentieri, e non ho neanche da seguirli +fin là. In un quarto d'ora sono alla Pietra Aguzza, donde si vede +netta la strada delle Vaie e il portone della casa Guerri. + +--Ottimo osservatorio!--disse Gino.--Va dunque, e ritorna appena +vedrai quei signori avviati a Fiumalbo.-- + +Pellegrino escì sulla strada, e il conte ritornò nella sua camera, +sorridendo ai mobili che avevano destata la maraviglia del signor +commissario. + +--Miei buoni amici delle Vaie!--diss'egli in cuor suo.--Vi ho fatti +passare per gente che dà la roba a pigione. Scusatemi! Lì per lì non +sapevo che altro inventare, e mi sembra già molto di aver trovata +questa gretola, per cavarmi d'impiccio.-- + +In fondo, poi, non gli era capitato a Querciola il peggiore dei +commissarii possibili. Un altro arnese della sospettosa polizia ducale +avrebbe potuto spingere più avanti le indagini: voler vedere tutta la +casa, per esempio, scoprire nella stalla un bel baio ancora sellato e +domandare dove mai il conte Gino avesse preso in affitto quel generoso +cornipede. Per fortuna sua, il signor commissario non era stato troppo +curioso; era anche un dilettante di musica, un suonatore di +violoncello a ore avanzate, e i cultori delle arti hanno sempre un +lato buono, moralmente parlando, anche se quel lato è artisticamente +il cattivo. Ma forse, a proposito di musica, si poteva sospettare che +il signor commissario fosse stato un pochino malizioso. Con troppa +compiacenza aveva data la sua notizia teatrale! E non era da supporre +che conoscesse le relazioni del conte Gino Malatesti con la marchesa +Polissena Baldovini? Forse no, e il caso ci aveva avuta la parte sua, +come in tante cose di questo mondo. La città, veramente, non era +grande, ed anche un semplice commissario di polizia poteva aver +conosciuto quel segreto galante del confinato di Querciola; ma in casa +Baldovini ci andava Gino come ci andavano cento, a dir poco, dei più +ragguardevoli cittadini di Modena, e in questo caso il numero dei +frequentatori era piuttosto fatto per confondere lo spirito di un +osservatore, che non per guidarlo nelle sue ricerche indiscrete. +Finalmente se la marchesa Polissena si era presa in quei giorni tanta +cura per quattro rappresentazioni straordinarie, se a lei si doveva +che la celebre Venturoli si disponesse a cantare, a deliziare i suoi +concittadini con le immortali melodie della _Sonnambula_ e della +_Lucia di Lamermoor_, niente era più naturale del dirlo, quando il +discorritore era un dilettante di musica. + +Ahi, Polissena! E questo doveva udire dei fatti vostri il povero +confinato di Querciola? Doveva egli vedersi dimenticato, trascurato a +tal segno? Certamente egli non si aspettava di sapere che aveste preso +il lutto, o che vi foste confinata in villa, inconsolabile come +Calipso per la partenza di Ulisse. Simili prove di affetto e di dolore +veemente si lasciano alle Immortali, che possono far ciò che vogliono, +senza badare a rispetti umani, e mandando a quel paese la piccola +diplomazia di società. Ma se la marchesa Polissena voleva dissimulare, +conveniamone col conte Gino, ella poteva appigliarsi ad un pretesto +più ovvio, ad uno espediente meno chiassoso, che non fosse quello di +promuovere una stagione teatrale a primavera inoltrata. + +--Leggiamo la lettera!--disse Gino, dopo aver fatte, in due o tre o +giri per la sua camera, tutte queste considerazioni melanconiche.--E +vediamo chi l'ha scritta. Forse è Polissena, che ha trovato il modo di +mandarmi una parola di conforto.-- + +Cavò di tasca il foglio, che era suggellato, ma non portava +soprascritta. Lo aperse, e vide subito che quello della lettera non +era il carattere di Polissena, bensì di Giuseppe, del servitore che lo +aveva accompagnato a Paullo. + +Ah, bene! Il suo Carbonaro! E come era venuto a capo di mandargli la +sua lettera, proprio per le mani di un impiegato di polizia? Gino +Malatesti era giovane; viveva, anche da liberale in un modo tutto suo, +e non conosceva i particolari andamenti delle società segrete, che +correvano allora per sottilissime fila tutte le città e borgate della +penisola italiana. Tra i loro accorgimenti più fini, le società +segrete avevano questo, per l'appunto, di mettere uomini fidati in +uffici anche umili, ma di grande utilità, intorno al grande avversario +comune. A queste loro creature domandavano poco, e solamente nei casi +di stretta necessità. E dal canto loro, questi servitori devoti si +sentivano molto sicuri, poichè il loro ufficio particolare non era +noto che a pochissimi, aiutando a ciò la stessa costituzione delle +società segrete, i cui affiliati non si conoscevano tutti fra di loro. +La catena era lunga, ma ognuno sapeva del suo vicino di destra e di +sinistra, e tutti gli altri anelli si perdevano nell'ombra; nè +importava cercare di più, sapendosi spalleggiati e immaginando anche +un ordinamento più forte, una catena più lunga e una rete più fitta. + +Comunque fosse riescito il suo bravo Giuseppe a fargli pervenire la +lettera, egli era un uomo prezioso. Quali notizie gli avrebbe recate +la lettera? Gino si dispose a leggere con uno strano batticuore. + +--Ecco,--diceva egli tra sè,--qui forse c'è la spiegazione di certe +cose che mi hanno fatto un senso così triste, buttate là dal signor +commissario. Il mio tormentatore non lo immaginava di certo che +accanto al suo veleno, distillato con tanta voluttà, venisse così +pronto l'antidoto.-- + +Così pensando, incominciò la lettura: + +«Illustrissimo, + +«Eccomi a renderle conto della mia commissione. Appena giunto a +palazzo sono andato nella camera di V. S. ed ho trovato il libro che +mi aveva detto di portare in quel luogo. Ne ho fatto un involto, e +volevo metterci anche la lettera; ma ho pensato che l'involto poteva +essere inavvertentemente aperto in presenza di altre persone, e me ne +sono astenuto....» + +--Bravo il mio Giuseppe!--esclamò a questo punto il lettore.--Ecco qui +il vero tipo del cospiratore, che medita su tutto e prevede le più +piccole circostanze.-- + +«Andai verso il tocco--(proseguiva lo scrivente)--dalla nota persona, +cioè quando mi fui accertato che era sola in casa, e domandai di +parlarle, perchè avevo da consegnarle un libro. La cameriera mi disse +che la signora non riceveva. Io allora diedi il libro, accennando che +venivo da accompagnare V. S. e che desideravo anche di portarle i suoi +saluti, insieme con una sua lettera, per una certa commissione, che +non sapevo qual fosse, ma che credevo importantissima, per il modo con +cui mi era stata raccomandata da lei la massima sollecitudine. Con +questo mezzo, dopo due andate e ritorni della cameriera, potei essere +ammesso alla presenza della signora; anzi fu lei stessa che si degnò +di venire in anticamera. Consegnai la lettera, ed ella, dopo aver data +una scorsa allo scritto, mi disse:--Grazie; sta bene.--Domandai se +avesse niente da comandarmi, e mi rispose di no. Mi arrischiai a dirle +(scusi se in questo ho arbitrato da me) che avrei trovato il modo di +far giungere a V. S. lettere, carte ed altro che mi fosse consegnato; +ma ella non mostrò di gradire l'offerta. Avrò fatto male, e gliene +chiedo scusa, signor padrone; ma la mia intenzione era di far bene per +il suo servizio. Ora, se debbo dirle tutto quello che penso, mi pare +che la sua condanna al confine abbia raffreddato molte persone, di +quelle che V. S. credeva più amiche, o con le quali andava più spesso. +Il conte Nerazzi, per esempio, il marchese Landi, quando ho dato loro +un cenno del suo viaggio, mi hanno risposto con un semplice +monosillabo. Sarà forse perchè non hanno confidenza in un povero +servitore; ma una notizia almeno potevano chiederla e mostrare un po' +di amicizia per la sua persona. Oso sperare che in questo Ella non +troverà sbagliato il mio umile ragionamento. + +«Altro non mi resta a dirle, signor padrone, e mi rincresce davvero di +non aver niente di meglio. Il signor conte, suo padre, sta bene al +solito; mi ha chiesto fin dove l'avessi accompagnato, e poi mi ha +rimandato senza aggiungere altro; ma mi è parso di leggergli negli +occhi qualche cosa che il suo cuore di padre non aveva da dire a me, e +che Ella, del resto, indovinerà molto bene. + +«Mi comandi, signor padrone, che andrò nel fuoco, per poterla servire, +e mi creda sempre il suo ubbidientissimo servo + + «GIUSEPPE.» + +Il conte Gino rimase male, dopo quella lettura. Ahimè l'antidoto +sperato! Giuseppe, nella sua piccola diplomazia epistolare, lasciava +indovinare assai più che non scrivesse. Ci si vedeva, nel suo racconto +minuzioso, la gran dama seccata di dover concedere un'udienza +all'inviato di Gino; alle cui notizie, poi, dava tanto poca +importanza, da andarle a ricevere in piedi, sull'uscio di +un'anticamera. La bionda Polissena si era mutata per lui, come il +Landi e il Nerazzi, ricordati in buon punto dallo scrivente, per +illuminar la figura della signora marchesa. I tiepidi amici facevano +più che un riscontro, davano risalto alla freddezza dell'amica. Già, +non era di Gino, la colpa? Che pazzia era stata la sua, di farsi +mandare a confine? In quelle sciocchezze del giovanotto la signora +marchesa non ci aveva che vedere, non essendosi mai occupata di +politica. L'amore, infine, non vuol saperne di quella cattiva +compagnia, e un uomo che veramente ami una gran dama non deve +compromettersi con quella femminaccia. Neanche lei, la bella e savia +marchesa, voleva compromettersi per il conte Gino Malatesti. Che +diamine! Con tanti personaggi eminenti, di cui era composta la sua +conversazione, magistrati, ufficiali del Duca, nobili ciambellani, +signori ammessi a Corte, che si sarebbe detto di lei? E forse per +protestare contro simili giudizi, contro simili sospetti, la marchesa +Polissena aveva colta a volo la prima occasione, mostrandosi tutta +invasata di artistici furori. Poteva credersi dolente per il caso di +Gino Malatesti una bella dama che si adoperava tanto per far cantare +la celebre Venturoli? + +Ah, come vedeva da quelle considerazioni balzar fuori netta e spiccata +la figura morale della marchesa Polissena! Furente (sicuro, proprio +furente, e mettete pure che quella esagerazione di sentimento non +fosse senza una certa dose di voluttà), il conte Gino andò a sedersi +davanti alla sua scrivania, e la penna incominciò a scorrere sulla +carta. Il giovanotto non scriveva alla marchesa; scriveva a Giuseppe, +suo servo fedele, innalzato di punto in bianco al grado di confidente. +Anch'egli, senza avvedersene, prendeva le forme del cospiratore, e +l'esordio della sua lettera veniva fuori misterioso e guardingo come +un coro di congiurati. Per sue ragioni particolari gli premeva +assaissimo di conoscere tutti gli andamenti della nota persona. Aveva +veduto dalla prima lettera di Giuseppe come egli fosse intelligente; +continuasse ad esserlo per utile suo. Da ciò che la nota persona +faceva, egli, il conte Gino, avrebbe argomentato quel che pensava, e +sugli atti e sui pensieri di quella avrebbe regolato il suo modo di +pensare e di operare. La cura amorosa traspariva dalle frasi; ma non +era detta apertamente, e questa era già una bella diplomazia. Inoltre, +la nota persona poteva anche essere un uomo, e le apparenze erano +salvate a buon prezzo. + +--Come manderò io questa lettera?--disse Gino, dopo averla +suggellata.--Se fosse ancora qui l'applicato!-- + +Ma l'applicato seguitava il signor commissario sulla via di Fiumalbo, +e il conte Gino pensò che il mettersi sulle tracce dei due personaggi, +anche col pretesto di mandar notizie a suo padre, non sarebbe stato +senza pericolo. + +--Ebbene,--ripigliò,--di che cosa m'impensierisco? Non è qui vicina la +provvidenza dei Guerri? Aminta, il mio fratello Aminta, ci penserà +egli a farla ricapitare.-- + +Poco dopo la chiusa del soliloquio giungeva Pellegrino. Egli aveva +veduto i due signori di Modena discendere dalle Vaie, senza fermarsi, +e prendere la via di Fiumalbo. + +--Benissimo!--disse il conte.--Allora è tempo di sellare il cavallo.-- + +Mezz'ora non era passata, e Gino scendeva alle Vaie, con la fretta di +un uomo che ha tante notizie da dare di sè, a persone che le udranno +con piacere, e non vede l'ora di consolarsi in quella dolce +«corrispondenza d'amorosi sensi.» + +E le furie di poc'anzi? Deposte nella lettera, miei signori, deposte +nella lettera per il suo servo Giuseppe. E poi, in quell'angolo del +cuore dove ci aveva l'immagine della marchesa Polissena, non ci voleva +guardar più, per quel giorno, nè per gli altri seguenti, fino a tanto +non avesse risposta dal suo confidente. Si fanno di questi +compromessi, col proprio cuore, e più spesso che non sembri. Quante +volte, soffrendo per qualche cosa, non vi è egli avvenuto di escire in +questa risoluzione: + +--Non voglio pensarci!-- + +Ci si penserà sicuramente più tardi; ma per intanto è così, come avete +risoluto di fare, e il corruccio e il dispetto, carabinieri zelanti, +vegliano all'osservanza del presente decreto. + + + + +Capitolo VI. + +Ombre e leggende. + + +Il conte Gino era aspettato con ansiosa cura alle Vaie. Le signore lo +accolsero con un sorriso amabilissimo, che fioriva allora allora sul +terrazzino, come in risposta alla serenità di buon augurio, diffusa +sul volto del cavaliere. Gli uomini erano discesi sull'uscio di +strada, per tenergli le staffe, e lo abbracciarono, come se tornasse +da un lungo viaggio. + +--Ebbene?--domandò Aminta,--Chi erano? + +--Commissarii, applicati, gente della polizia ducale;--disse +Gino;--venuti a farmi una visita, quantunque io non abbia avuto mai il +piacere di conoscerli. + +--Volevano assicurarsi...--disse il signor Francesco. + +--Già;--rispose Gino;--assicurarsi che veramente io fossi al mio luogo +di pena. Ed ho sudato, sa? ho sudato, a nasconder loro che questo è un +luogo di delizie. Avevano osservati i miei mobili, troppo eleganti per +quella povera casa. Mi perdonerete, amici miei; ho detto una grossa +bugia, accennando così di passata che quei mobili li avevo presi a +nolo. Dove, poi, non me lo han chiesto, ed io non ho avuta occasione +di dire una nuova bugia, facendoli venire da Paullo, o da un altro +luogo più lontano. + +--Sì, questa sarebbe stata una bugia;--disse il signor Francesco;--ma +l'altra non lo è. Non ci paga forse il nolo con le sue visite?-- + +Non c'era da far altro che inchinarsi; e Gino s'inchinò. + +--Noi, del resto, siamo stati qui un paio d'ore in agguato;--disse +Aminta a sua volta.--Avevamo visti quei due signori andare in su, e +abbiamo voluto aspettare per vederli al ritorno, ma con le finestre +chiuse, e guardando di sotto le tendine. In due erano venuti, in due +se ne ritornavano, e questo ci ha consolati. Temevamo già che ti +portassero via. + +--Oh, non c'è questo pericolo;--gridò Gino, ridendo.--Mi han lasciato +capire che la correzione sarà lunga. E non potrà essere +altrimenti,--soggiunse il giovinotto,--se vorrà essere efficace.-- + +Quella sera, come già immaginate, il conte Gino rimase a cena dai +Guerri, e poichè non era sera di luna, non gli fu permesso di +ritornare a Querciola. + +--Così resto io a confine?--diss'egli.--E mentre gli agenti del +tiranno, venuti ad assicurarsi _de visu_, non sono ancora a Paullo? +Per fortuna, sono lontani quanto basta, per non sentir più la voce del +pianoforte. + +--Hai capito, Fiordispina?--disse la signora Angelica.--Ti si domanda +di suonare.-- + +Fiordispina era di buonissimo umore. Corse alla tastiera e attaccò +l'andante maestoso del bellissimo inno di Goffredo Mameli. + +--Ecco qua!--rispose la fanciulla.--Se hanno orecchi per sentire, +sentano questo! + +--Che cosa si ardisce suonare?--gridò una voce +dall'anticamera.--L'inno della rivolta? È un orrore, e meriterà tutti +i rigori della legge.-- + +Era la voce di Don Pietro Toschi. Il vecchio prevosto delle Vaie +giungeva sempre a quell'ora, e nessuno si lasciò cogliere dallo +spavento, udendo la sua ammonizione. + +--Ah!--esclamò egli, entrando nella sala.--Loro signori se la ridono? +Ebbene, non c'è da ridere. Se un agente del governo ducale udisse +questa musica, ci sarebbe un processo per tutti. + +--Dobbiamo cessare?--domandò Fiordispina. + +--No, continuate, figliuola mia. I primi Cristiani si ritiravano a +pregare nei loro sotterranei, ma non interrompevano neanche i loro +inni per l'avvicinarsi dei pretoriani. Qui poi i pretoriani non sono +neanche vicini.-- + +I signori Guerri raccontarono allora a Don Pietro che i pretoriani +erano passati per l'appunto in quel giorno dalle Vaie. E il buon +prevosto si rallegrò che dopo quella visita il conte Gino Malatesti +non dovesse avere altre noie. + +--Vede?--diss'egli.--Sono venuti ad autenticare il suo cambiamento di +domicilio. Io ora lo scriverò nel registro della parrocchia, ed Ella +apparterrà alle Vaie per ragion civile e per ragione canonica. Le +piace? + +--Così voglio;--disse Gino, andando anche più in là. + +E i suoi occhi, in quel punto, s'incontrarono con quelli di +Fiordispina. Fu un lampo, come potete immaginarvi facilmente; ma per +quel lampo la fanciulla arrossì, ed egli si sentì correre una vampa +alla fronte. + +Fiordispina aveva posate nuovamente le sue belle mani sulla tastiera +del pianoforte, ed arpeggiava sommessamente. Gino le chiese un'aria +della _Sonnambula_; ma cambiò subito opinione, e chiese in quella vece +un'aria del _Pirata_. Fiordispina aveva lo spartito nella sua +biblioteca musicale; dopo un'aria gliene suonò un'altra, e ad una ad +una gliele eseguì tutte. + +--Che bella musica!--diceva ella, frattanto.--Non so come sia, che +l'ho suonata così poco, finora. Oggi piace molto anche a me. + +--Ha mai letto il Leopardi, signorina? + +--Sì, una volta. Perchè mi fa questa domanda? + +--Per venire ad un raffronto fra il poeta e il musicista. La musica +del Bellini è come la poesia del Leopardi; non piace, ordinariamente, +che in certe condizioni d'animo; ma allora non piace più che quella; +tutto il resto è rumoroso ed aspro, o fiacco, lezioso e svenevole.-- + +Quella sera la fanciulla dei Guerri suonò meglio e più lungamente che +mai. Un'aria seguiva l'altra e tutti i grandi maestri diedero il loro +contributo alle artistiche commozioni di Gino. Ma una grande maestra +diede certamente il maggiore, poichè Gino ne contemplava l'opera +maravigliosa coll'attenzione concentrata e con la beatitudine diffusa +di un _Pater extaticus_. + +Possiamo immaginarci che ciò fosse per effetto di riconoscenza. La +fanciulla dei Guerri aveva dimostrata tanta sollecitudine per lui! Il +meno che Gino potesse fare in ricambio, era di darle un primo premio +di bellezza. E di bontà poi! Quegli occhi sereni dicevano con tanta +eloquenza la bellezza dell'anima sua! E ridevano, quegli occhi, come +ora non si usa più, ma come si usava un tempo, se dobbiam credere ai +poeti latini e agl'italiani del Risorgimento. + +Quando il nostro Gino si ritirò nella camera ospitale dove egli aveva +già dormito e sognato una notte, la sua ebbrezza era al colmo. E le +furie? Vi ho già detto che c'era un compromesso col suo dolore. Non +voleva pensarci, e non ci pensava: ecco tutto. Pensava in quella vece +ad altro, e cominciava a credere che quella ebbrezza non fosse tutta +musicale. + +--Orbene!--esclamò, levando la testa dal guanciale, come per +rispondere ad un contradittore invisibile.--E se fosse dell'altro, che +male ci sarebbe? Lasciate che per una volta io respiri una boccata +d'aria salubre. Vi par troppo, una pagina d'idillio, tra cento di +romanzo moderno? Infine, non è dato di sognare? Ecco un sogno, e +preghiamo che duri.-- + +Il sogno di Gino Malatesti durò una settimana, senza che più gli +tornassero a mente le sue noie di città. Ma una sera, così di punto in +bianco, non richiamati da alcuna associazione d'idee, i sopraccapi +dimenticati si ripresentarono a lui. + +--Si saran dati bel tempo a Modena!--pensò il giovinotto.--L'avran +finita quest'oggi, la loro piccola impresa musicale fuori stagione! +Chi sa? Forse all'ultima rappresentazione della _Sonnambula_ avranno +domandato il _bis_. Un altro paio di rappresentazioni, perchè +ricusarle ad un pubblico che applaude e rompe le panche? Ci sarà anche +il pretesto della beneficenza, per continuare. Le nostre belle +signore, pur di avere un'occasione di brillare, farebbero anche +l'elemosina ai Turchi. E lei sopra tutte! Non è forse la regina della +moda?-- + +Un piccolo rimorso gli venne; ma egli lo scacciò, come si spaccia un +ladro domestico. + +--Orbene!--gridò egli, ripetendo una sua esclamazione favorita.--Che è +ciò? Avevo un obbligo, sicuramente, ma l'ho forse distrutto io? + +--Troppo presto e troppo volentieri lo dice il signor +Gino;--rispondeva una voce interiore.--Non pensa egli al fatto strano +di esserne uscito senza lagrime? + +--Ci penso;--replicava egli, seccato...--Ma che vuol dire? Forse che, +per non aver sofferto troppo avrò meno ragione io? Facciamo la peggio: +ci siamo incontrati ad essere stanchi in due; ella di me, io di lei. +Così avviene di tutte, o di quasi tutte le relazioni che si stringono +in società, e che rappresentano il superfluo del nostro tempo. Il +necessario è quello che va dato all'ambizione, alla vanità sua +sorella; il superfluo è quello che si dà all'amore. No, correggiamo, +non è l'amore, questo, è la galanteria. Ma non bisogna usarne troppo, +perchè viene a noia, come tutti i cibi galanti. L'abitudine aiuta +molto, lo so, a mantenere queste relazioni; la lontananza le rompe +senza sforzo, senza lagrime, e questo lo vedo ora, pur troppo. Dovevo +vederlo prima, e avrei oggi più merito di essermi liberato. Infine non +son io che lascio; è lei che mi ha dato il benservito.-- + +Così ragionava, e per uno spirito preoccupato non vi parrà che +ragionasse male. Qual è, del resto, lo spirito che pensi e ragioni +fuor d'ogni vincolo o influenza particolare? Neanche i filosofi, mi +dicono, poichè sotto alla libertà della speculazione, sotto alla +lealtà dell'indagine, si cela sempre la ragion di sistema, che tanto +più naturalmente comanda, in quanto che è la medesima causa che ci +muove a pensare, a cercare. + +Il raffronto tra la marchesa Polissena e la fanciulla dei Guerri non +si fermò solamente al fatto che una si fosse dimenticata di Gino e +l'altra venisse a lui, chiamata da tutte le voci arcane della gioventù +e dell'affetto nascente. Le loro qualità intrinseche ed estrinseche +dovevano trovarsi a contrasto sotto gli occhi del giudice, e la +botanica, amica compiacente, fornire i termini di paragone tra la +civetteria sapiente dell'una e le grazie ingenue dell'altra. La +marchesa Polissena gli apparve allora come una bella gardenia, fiore +lucente ed aperto, bellezza spampanata e trionfante, accompagnata da +fragranze acutissime; la fanciulla dei Guerri come un caro e modesto +fiorellino delle Alpi. Il conte Gino avrebbe potuto ricordare +l'Edelweiss, se questa graziosa stelluccia vegetale fosse stata fin +d'allora alla moda. Egli pensò in quella vece a quelle eriche del +Capo, che aveva pur conosciute lassù, e che alle delicatezze della +forma congiungevano un così gentile profumo. + +E andava là, di giorno in giorno, vivendo così del suo nuovo amore, +che gli pareva il primo ed il vero, senza parlare, senza desiderare di +più, respirando tacitamente le fragranze del fiore divino. Godeva +intanto la bella e confidente amicizia dei Guerri, e gli sembrava che +così dovesse durar sempre la vita, che non si potesse desiderare di +vivere, nè di aver vissuto mai altrimenti. Era anche così adatta la +scena! così amante la natura dintorno a lui! Oh dolci calme, soavi +tepori primaverili dell'estate tra i monti! Gli usignuoli cantavano +ancora nel folto dei boschi; la gioventù e la speranza levavano inni +continui dagl'intimi penetrali dell'anima sua. + +Era solo, lassù, ben solo, tra l'amicizia e l'amore, che si rivelavano +a lui in quella forma nuova e con quella insolita forza. Veramente, i +re della montagna non erano i Guerri, o quel titolo si addiceva anche +a lui, che sentiva di regnare così pienamente, e rendeva ogni giorno +in grazia elegante, in sorrisi amorevoli, ciò che andava ricevendo in +liete dimostrazioni di affetto. + +Ma un giorno, dopo quella settimana di pace profonda, casa Guerri ebbe +un ospite nuovo. Era un parente, per verità, e veniva dai monti del +Reggiano. Scendendo dal suo eremo di Querciola, il conte Gino trovò +alle Vaie quel personaggio inatteso, che riesce sempre importuno nella +compagnia formata a modo nostro, alla quale non avremmo da toglier +nulla e nulla avremmo da aggiungere. Notate poi che quel personaggio +era giovane, ed anche bello; una figura d'Ercole adolescente, ma dal +viso aperto, dall'aria candida e buona; occhi azzurri, capegli biondi, +naturalmente ricciuti, ed abiti semplici, da cacciatore. + +--Nostro cugino Ruggero Guerri;--disse il signor Francesco, +presentando il nuovo ospite al vecchio. + +--Felicissimo di conoscerlo;--rispose Gino, che non si sentiva neanche +felice. + +Ma così è, lettori miei: il superlativo, entrato nell'uso del +discorso, ha perduta ogni virtù di significazione. Si chiama +illustrissimo l'uomo a cui non possiamo dar titolo d'illustre; è +eccellentissimo il tribunale, che non è mai stato eccellente. + +Ruggero Guerri! Altro personaggio ariostesco. E accanto a Fiordispina, +poi! Si doveva vederci l'effetto del caso, una di quelle lontane +preparazioni del destino che vengono poi improvvise e noiose, come un +colpo tra capo e collo? Altro che felicissimo! Il conte Gino Malatesti +fu seccatissimo della comparsa di quel cugino, che era così giovane, +così biondo, e si chiamava anche Ruggero. Che cosa era venuto a fare, +dai monti del Reggiano a quelli del Modenese? Che cosa voleva, +quell'arcangiolo in cacciatora, e che cosa avrebbe ottenuto alle Vaie? +Immaginate. lettori, che il conte Gino cominciò subito ad aprir gli +occhi ben bene, e che quel giorno, e i giorni seguenti, osservò +attentamente ogni cosa. Ma il cugino Ruggero non diede argomento a +giudizi, come aveva dato argomento a sospetti. Stava molto con gli +uomini, e passava lunghe ore alle serre, col signor Francesco e col +signor Orlando; alle donne parlava poco, senza mettersi in pretesa, +con vera semplicità campagnuola. Sì, ma anche questa semplicità non +può nascondere il desiderio di raggiungere un fine? Gli uomini dei +campi non conoscono le nostre delicatezze di spirito, non usano le +nostre smancerie di linguaggio; ma danno un'occhiata lunga e luminosa +come il primo venuto, ed essi, o i loro parenti, possono fare una +molto chiara domanda di matrimonio. + +In queste osservazioni e in questi dubbi si guastò l'umore del conte. +Qualcheduno se ne avvide e gliene domandò; ma egli non aveva nulla, e +questa risposta poteva bastare per gli uomini. Non bastò a +Fiordispina, quando ella molto candidamente gli chiese che cosa avesse +e si sentì rispondere quel nulla, a fior di labbra e discretamente +impacciato. + +--Oh, non me lo dica, signor conte;--replicò la fanciulla.--Ha +ricevuto qualche notizia spiacevole da Modena? + +--No, signorina, nessuna notizia. + +--Ma allora che cos'ha? È così mutato, da qualche giorno!-- + +Il conte Gino taceva, e allora la fanciulla ripigliò a domandargli: + +--Si annoia, forse? Comprendo che qui non c'è gente abbastanza, per +tenerle compagnia. + +--No, davvero!--scappò detto a Gino.--Vorrei anzi che ce ne fosse un +po' meno.-- + +La fanciulla lo guardò con aria di stupore. Era egli che parlava così? +L'elegante, il gentile, il garbatissimo conte Gino Malatesti? Ma sì, +propriamente egli, e due grinze sdegnose agli angoli delle labbra +commentavano ancora la frase che gli era sfuggita di bocca. + +--Com'è cattivo!--esclamò allora Fiordispina. + +--Ha ragione, signorina;--diss'egli.--Sono veramente cattivo. Ma +voglia scusarmi, per una volta soltanto, ed ascoltare anche una mia +preghiera. Non faccia parlar l'uomo quando egli è in collera. È troppo +brutto, in quei momenti. Io, del resto, mi vergognerò sempre di +esserlo stato con Lei. + +--Vede?--gridò ella.--Non lo è più.-- + +Gino s'inchinò, senza risponder altro, perchè in verità gli pareva +d'esserlo ancora, e non voleva mettersi al caso di dover dire la +ragione del fatto. Una cosa era sempre dispiaciuta su tutte le altre, +a quel cavaliere elegante, a quello spirito raffinato: di esser geloso +e di darlo a divedere. + +Per quattro o cinque giorni ancora il conte Gino dovette godersi la +compagnia dell'Ercole adolescente. E notate che lo vedeva solamente +all'ora del pranzo; ma che in quell'ora, diventata lunga su tutte le +altre del giorno, il signor Ruggero stava seduto alla sinistra di +Fiordispina. Erano cugini, erano i più giovani della compagnia, e +niente era più naturale del vederli seduti vicini a tavola; ma perchè +una cosa piaccia a tutti, non basta ch'ella sia naturale. + +Cionondimeno, parve al conte Gino di osservare che dopo quel suo +dialogo con la fanciulla dei Guerri, ella parlasse meno col cugino +Ruggero. Già, è da notare che non aveva molte occasioni di discorrere +con lui, perchè durante il giorno egli era sempre fuori con gli uomini +di casa. Giungeva con essi per l'ora del pranzo, e trovava sempre Gino +a chiacchierare con le signore. Dopo il pranzo esciva da capo e non +ritornava che per la cena. Ma allora il conte Gino non era più là a +vigilare, e si poteva capire che il signor Ruggero non escisse più, ma +rimanesse con gli altri nella sala comune. Che cosa faceva allora? Una +sera il nostro geloso senza ragione volle rimanere a cena, per averne +l'intiero, non importandogli affatto di dover ritornare a notte alta +nel suo eremo di Querciola. E vide allora che gli uomini restavano +seduti a tavola, mentre le signore si raccoglievano da una parte per +attendere a qualche lavoruccio; che Fiordispina andò poi a suonare il +pianoforte, e che l'Ercole adolescente stette a sentirla, ma da lungi, +in piedi, nel vano di una finestra, senza batter palpebra, senza fare +un cenno del capo, senza dire alla cuginetta una parola di lode, senza +dar segno di gradire almeno la musica. Era un contadino, e non +bisognava farne le meraviglie. + +Sì, tutto bene; ma anche un contadino poteva essere un pretendente e +diventare un marito. È forse necessario per questo di gustare la +musica e di applaudire ai talenti musicali delle ragazze? La +possibilità di un matrimonio era sempre là, librata a mezz'aria, e la +presenza di quel giovanotto, di quel cugino, capitato alle Vaie senza +ragione apparente, mutava troppo facilmente la cosa possibile in una +cosa probabile. Immaginate come ne dolesse al nostro povero Gino, +geloso senza ragione, ed anche senza diritto. E un giorno che egli non +vide più capitare il signor Ruggero all'ora del pranzo, restò +dubbioso, come dovrebbe rimanerlo un ambasciatore, accreditato presso +una corte, donde vede sparire l'inviato straordinario di un altro +governo. Si voleva sapere da prima perchè c'era, e si passavano in +rassegna tutti i fini per cui poteva esser venuto; quando se ne va, si +domanda perchè è partito, e si dubita che la sua missione abbia +sortito buon esito. + +Il conte Gino, da quella persona bene educata ch'egli era, non volle +domandare perchè il signor Ruggero Guerri fosse partito dalle Vaie, e +rimase con la sua curiosità, ignorando quali speranze lo avessero +condotto, quali concerti lo accompagnassero a casa, quali occasioni +potessero farlo ritornare. La fanciulla appariva tranquilla, serena +come prima, forse un tantino più ilare. Perchè più ilare? Per essersi +liberata da una noia, o per aver avuto una notizia che suol chiamare +il sorriso sul volto delle ragazze da marito? Il conte Gino non ne +capiva nulla, e si sentiva una spina nel cuore. + +Ma se egli non poteva chieder nulla al signor Francesco, nè far +parlare il suo buon fratello Aminta, qualcheduno doveva pure +istruirlo. Gino pensò al vecchio prete, e alcuni giorni dopo la +sparizione del signor Ruggero, disceso da Querciola un'ora prima del +solito, passò davanti al portone dei Guerri senza smontar da cavallo. +Se i quadrupedi sentono la maraviglia, il generoso animale dovette +maravigliarsi molto, quel giorno, argomentando da una pressione di +ginocchio del suo cavaliere, che questi non voleva fermarsi al portone +dei Guerri, e stupirsi poi della gran novità che lo faceva fermare +cento passi più giù, davanti all'umilissimo ingresso della canonica. + +Bene si stupì il prevosto delle Vaie, ricevendo la visita del conte +Gino. Ma questi fu pronto a dirgli che essendo calato da Querciola un +po' prima del consueto, avrebbe fatto ora molto volentieri, visitando +la chiesa e quel certo quadro antico di cui gli aveva parlato più +volte Don Pietro, suo amico degnissimo. Il pretesto fu ammesso +naturalmente per buono. Il sagrestano, mutatosi in garzone di +scuderia, prese il cavallo per le redini e lo condusse nella sua +stalla, dai Guerri. Frattanto il conte Gino entrava in chiesa, per +vedere il famoso quadro, che rappresentava lo sposalizio di Santa +Caterina, salvo errore, ed era forse stato di un buon autore, a' suoi +tempi, ma non lo lasciava più scorgere, sotto i ritocchi di un +restauratore assassino. + +Veduto il quadro senza fermarcisi troppo, era naturale che stessero a +chiacchiera. L'argomento non poteva fornirlo che la vita di quei +monti, o la famiglia dei Guerri, tutt'e due le cose insieme. Si parlò +adunque del signor Francesco, del fratel suo Orlando e del figliuolo +Aminta, bravissima gente, che il prevosto delle Vaie amava come se +fossero sangue del suo sangue e carne della sua carne. Era dipeso per +l'appunto da essi che Don Pietro Toschi fosse rimasto in quella magra +anzi magrissima fra tutte le parrocchie di montagna. L'aveva accettata +quarant'anni prima, contro la promessa che glien'avrebbero data +un'altra più ricca; c'era rimasto venticinque anni aspettando; +finalmente la buona occasione era venuta di scendere al piano e di +fare un bel cambio. Ma allora Don Pietro aveva anche cambiato parere. +La chiesa e la canonica di Fagliano eran belle e ben provvedute; la +mensa parrocchiale rendeva tre volte tanto di quella delle Vaie; il +popolo era tranquillo e virtuoso: il sagrestano della chiesa, miracolo +inaudito, era un buon diavolo, che non pretendeva di far egli da +parroco; insomma, quella era proprio la man di Dio. Ma non c'erano i +Guerri a Fagnano, e Don Pietro Toschi si era assuefatto a vedere i +Guerri. Perciò rispose al vescovo, che gli proponeva il +passaggio:--«Se Vostra Eminenza permette, rimarrò dove sono. Son +vecchio, tra gente che conosco e che mi vuol bene. L'inverno è rigido, +ma i bei giorni ci sono più frequenti che al piano; e poi, le mie +quattr'ossa si sono avvezzate; ci vorrebbe uno sforzo per adattarle a +un ambiente diverso.» + +--Così son passati altri quindici anni;--proseguiva Don Pietro, +parlando al conte Malatesti;--e sono contento più che mai d'aver +risposto picche a Fagnano. Le mie giornate vanno via l'una dopo +l'altra come le foglie dell'ontano, quando si accosta l'inverno. +Questi amici mi sono stati riconoscenti di ciò che han voluto chiamare +un sacrifizio, e mi aiutano volenterosi a discendere la fiumana della +vita. Francesco ed Orlando li ho conosciuti ragazzi; Aminta l'ho +battezzato io; Fiordispina egualmente. + +--E la mariterà;--disse Gino. + +--Dio voglia;--rispose il prete.--Sebbene, non vedo ancora con chi.-- + +E fece un mezzo sospiro per appoggiare la frase. + +--Ma... con suo cugino Ruggero;--osò dire il giovinotto, facendo uno +sforzo sovrumano per mettere fuori quel nome. + +--Sì, sarebbe stato un buon partito per lei;--replicò Don Pietro.--I +Guerri stabiliti sul Reggiano non sono così ricchi come questi del +Modenese, ma Ruggero ci ha il vantaggio, economicamente parlando, di +esser figlio unico. + +--Ecco dunque una buona occasione;--riprese Gino, con un altro sforzo, +non meno doloroso del primo. + +--Eh, si fa presto a dirlo, come a pensarlo;--rispose Don Pietro.--Ma +per giungere al fatto, bisogna che parecchie cose si accordino; le +volontà, per esempio. + +--Capisco; ma se sono d'accordo i babbi.... + +--Questo è il primo punto, sicuramente. E l'accordo ci poteva essere, +tra loro. Son cugini, i due vecchi, e per l'uno e per l'altro, con la +vita che fanno, lontani dalle città, non si potrebbe sperare +un'occasione migliore. Ma forse i giovani sono ancora... troppo +giovani. Fiordispina, per esempio, non vuol saperne, di andare a +marito. + +--Lo ha dunque detto? L'hanno interrogata? + +--Eh, sì, credo bene... alla larga.... Ma la risposta è stata come se +fossero venuti a mezza spada. + +--A mezza spada!--ripetè il conte Gino ridendo.--I miei complimenti. +Don Pietro! + +--Che!--esclamò il vecchio prete.--Non è ben detto? + +--Ma sì, egregiamente. Notavo soltanto la militarità della frase. + +--Ebbene, che c'è di strano? Perchè son prete?--rispose Don Pietro, +accettando di buon grado la celia--Anche la nostra è milizia. Veda per +esempio San Paolo; non ci viene rappresentato con una spada lunga +tanto?-- + +Così scherzava a sua volta il bravo prevosto delle Vaie, e il suo +interlocutore lo lasciò dire fin che volle. Contento di aver saputo +ciò che gli premeva di sapere, Gino si rallegrava di aver potuto dare +un nuovo giro alla conversazione, dissimulando in questo modo la +curiosità, e le ragioni per cui quella curiosità poteva essergli +venuta. + +Quando fu di ritorno alle Vaie per l'ora del pranzo, il nostro +giovanotto era così ilare in volto, che Aminta gli domandò ridendo se +avesse avuto notizie da Modena. + +--Che idea!--esclamò Gino.--C'è bisogno di notizie della città, per +esser contenti in montagna? + +--Scusami;--disse Aminta.--Da tre giorni eri così rannuvolato! + +--Anche il monte Cimone lo era;--rispose Gino;--e vedilo oggi, come +rosseggia al sole! + +--Vai dunque coll'atmosfera? + +--L'uomo è un barometro che cammina, mio caro. Io segno bel tempo, +quest'oggi. + +--Ah, meglio così, e rimani al bello stabile;--replicò Aminta.--Eccoti +frattanto una lettera, che potrà giovare all'uopo. + +--Lo credi?--mormorò Gino, prendendo la lettera dalle mani di +Aminta.--Quando non si desidera di saper nulla di ciò che avviene +lontano da noi, una lettera è sempre una noia. + +--Prendila allora come correttivo, e non dolerti col messaggero, +perchè l'ho portata io. + +--Dove l'hai presa? + +--A Pievepelago, dove sono andato stamane. Me l'ha consegnata un +servitore, che domandava appunto all'albergatore del _Falco reale_ se +ci fosse qualcheduno per rimettere una lettera al conte Malatesti, a +Querciola. L'albergatore, che mi aveva veduto passare poco prima +davanti alla sua insegna, mi venne a cercare, e il servitore mi +consegnò la lettera, mentre i suoi padroni aspettavano di far cambiare +i cavalli. + +--I suoi padroni!--ripetè Gino.--Chi saranno costoro? + +--Non saprei dirti, M'è parso di vedere un signore vecchiotto e +grassotto, con la barba bianca, tagliata a ghirlanda, e una signora +bionda, con una ragazza bionda come lei. Del resto, leggi la lettera, +e capirai più che io non ti possa dire, nella mia ignoranza. + +--Hai ragione;--balbettò Gino, che aveva già capito più che non +dicesse e non credesse di dirgli l'amico.--Ma leggerò più tardi.-- + +E stava per mettere la lettera in tasca, fingendo una tranquillità che +non aveva. + +--Se si trattiene per noi, ha torto;--disse la signora +Angelica.--Legga pure liberamente. Tanto, non è ancor l'ora di +metterci a tavola.-- + +Gino s'inchinò, ed obbedì, aprendo la lettera. Aveva già data +un'occhiatina alla soprascritta, e riconosciuto il carattere di +Giuseppe. + +A voi parrà che ciò dovesse calmarlo un pochino. Ma no, signori; ciò +accresceva i suoi dubbi e le sue ansietà. Perchè mai una lettera del +suo servo Giuseppe gli era portata da così strani viaggiatori? Perchè +mai veniva a battere da quelle parti la signora bionda, che Aminta +aveva veduta, con una figlia bionda come lei? Di signore bionde con +figlie egualmente bionde, se ne danno sicuramente parecchie migliaia, +nel mondo, e la città di Modena, per la sua parte, poteva averne anche +un paio; ma a farlo apposta, quella lì era accompagnata da un signore +vecchiotto e grassotto, con la barba bianca tagliata a ghirlanda. Se +quelli non erano i Baldovini, bisognava dire che la natura si fosse +compiaciuta a fabbricare dei doppi, nelle sue combinazioni ternarie. + +Il conte Gino represse un sospiro e si ritirò nel vano di una +finestra, in apparenza per aver più luce, nel fatto per nascondere il +viso, mentre leggeva la lettera. + +Giuseppe diceva poco di veramente importante. Incominciava narrando che +tutti, in casa Malatesti, godevano buona salute, secondo l'uso. Seguitava +raccontando che a Modena si erano fatte sei rappresentazioni della +_Lucia_ e della _Sonnambula_, scambio di quattro che avevano annunziate; +che la società elegante era andata in visibilio per la celebre Venturoli; +che i giovanotti l'avevano accompagnata l'ultima sera a casa con le +fiaccole; che le signore le avevano offerta una cena sontuosa; che tutti, +infine, erano diventati pazzi per la cantante. Nient'altro, per allora; +ma il poscritto era importantissimo, nella semplicità del racconto, +poichè spiegava a Gino in che modo quella lettera doveva essergli +ricapitata.--«Le scrivo (diceva Giuseppe) approfittando di un'occasione +favorevole. Severino, il cameriere dei signori Baldovini, accompagna i +suoi padroni ai bagni di Lucca, dove la signora marchesa passerà +l'estate, mentre il signor marchese andrà fino a Firenze, per vedere i +suoi amici Geroglifici. Non so se scrivo bene il nome, e Lei mi perdonerà +se ho fallato. Son quelli che studiano per la coltivazione dei campi.»-- + +Qui il nostro lettore diede in uno scroscio di risa. + +--Ah, vedi?--gridò Aminta.--Non era poi una lettera che dovesse +rattristarti. + +--No davvero;--disse Gino.--È il mio servitore che mi scrive. Indovina +un po' come chiama i Georgofili! + +--Non saprei;--rispose Aminta.--Garofani? + +--No, sarebbe troppo facile. È andato a cercare la variante più +strana; ha scritto Geroglifici!-- + +Qui, insieme con Aminta, risero di cuore tutti i presenti. Gino, +rasserenato, mandò uno sguardo a Fiordispina, che andava e veniva per +la stanza, anch'ella sorridente e felice. Divino sorriso! Come +s'illuminava per lui, quel sorriso, di tutte le liete notizie che gli +aveva date Don Pietro! Il cugino Ruggero, l'Ercole adolescente, era +partito per sempre; era un pretendente fallito, un'ombra dileguata. Ed +anche per Gino Malatesti un'ombra era passata, alle falde del Cimone, +ma per andarsi a dileguare nella val di Nievole. + +Per altro, pensandoci bene, era stato un grande amore, quello della +marchesa Polissena! E un grande rammarico era stato il suo, per +l'esilio di Gino Malatesti da Modena! Bel modo, poi, di passargli +daccanto, senza fermarsi mezz'ora, senza pur chiedere se fosse morto o +vivo! Vedete un po' che strano contrasto, e un mese dopo i più +terribili ardori, dopo i più solenni giuramenti di un amore eterno! Si +sa, di eterno non c'è che la nostra sciocchezza, nel mondo; ma si +vorrebbe almeno che certi aggettivi, come sono usati sinceramente, a +significare la forza della passione, così non fossero dimenticati +troppo presto. Non si salvano dunque neppure le apparenze? Morta la +virtù, non c'è neanche più ipocrisia? Ecco qua la bella e ardente +Polissena della fuga di Torino, che passava tranquillamente in vettura +di posta da Pievepelago, vedendo lassù, dalla parte del Cimone, +biancheggiare a mezza costa le case di Querciola, e non aveva nemmeno +un pensiero per il povero confinato. Un servitore della signora +marchesa poteva avere in tasca una lettera per Gino Malatesti, e +ricordarsi di consegnarla a qualcheduno, che gliela facesse +ricapitare. Lei, frattanto, passava di là, biondamente obliosa, per +andarsene ai bagni di Lucca, alle conversazioni, alle passeggiate, ai +concerti. Strana combinazione, se Gino avesse quel giorno accompagnato +Aminta, come gli accadeva qualche volta di fare! Che incontro sarebbe +stato quello! Ah, davvero, l'aveva scappata bella; e pensava, non +senza un leggero brivido, che non è prudente andare a diporto sulle +strade maestre. + +Meditò su queste cose il tempo strettamente necessario a mettere in +chiaro la bella serenità di spirito della marchesa Polissena; poi +diede una crollatina di spalle. Filosofia, son queste le tue +consolazioni. + +Ma sì, ragazzi miei belli, che navigate tra due acque, che vi cullate +tra due amori, l'uno dei quali è già nato, e l'altro non è morto +ancora, queste lezioni vi toccano. Credete di essere necessarii, e già +si pensa a voi, come si penserebbe al Gran Turco. + +Andiamo al fondo, per altro; andiamo al fondo delle cose. Non era +meglio così? Amava egli forse più la marchesa Polissena? Non aveva +detto egli stesso, facendo il suo esame di coscienza, che il suo +sentimento per lei era tutt'altra cosa da quello che provava per la +fanciulla dei Guerri? + +Si dirà che queste son distinzioni troppo sottili, ed anche +arbitrarie, mentre la diversità di un amore da un altro dipende al più +al più dalla diversità dell'oggetto. Ma io, se permettete, entro più +che nei panni, nel cuore del personaggio; trovo che egli pensava così, +come ho avuto l'onore di dirvi; so che era in buona fede, pensando +così, e non domando di più. Finalmente, se la casuistica esiste, è +segno, che risponde, o rispondeva da principio, ad un bisogno +dell'animo umano. + +Comunque fosse del suo primo e del suo secondo amore, Gino Malatesti +si sentiva libero di cuore e di spirito, tanto che gli pareva di +essersi levato un gran peso di sullo stomaco. Anche Fiordispina era +libera, e la notizia, avuta nel medesimo giorno che si sentiva libero +lui, gli parve di buon augurio. Non Polissene di qua, non Ruggeri di +là, per far ombra alla scena; il cuore di Gino Malatesti brillava, +sgombro di nebbia importuna, come la vetta rosea del Cimone sul sereno +azzurro dei cieli. + +O fanciulla dei Guerri, come foste felice quella sera anche voi, +vedendo così lieto l'ospite del vostro buon padre! Da parecchi giorni +egli non lo era più, e la cosa vi aveva profondamente turbata. Una sua +parola acerba era venuta ad illuminarvi la mente; ma che ne potevate +voi, se in casa di vostro padre c'era un ospite di troppo? Del resto, +ilare come allora, il conte Gino Malatesti non lo era stato mai, +dacchè il destino lo aveva sbalestrato alle Vaie. Sempre, anche nelle +ore più confidenti, una piccola nube gli oscurava la fronte, e dietro +a quella nube s'indovinava un triste pensiero appiattato: forse la sua +città natale abbandonata, forse i parenti lontani, forse le care +consuetudini interrotte, mutate violentemente da un decreto ducale. Ma +che importava più di guardare il passato? Per allora il conte Gino +rideva; per la prima volta appariva felice; il suo occhio era così +limpido, che si sarebbe giurato di potergli leggere in fondo all'anima +i più riposti pensieri. + +Così pareva a lei, fanciulla intelligente, ma inesperta della vita. Se +si fosse guardato nel fondo di quell'anima, si sarebbe veduto ancora +un po' di torbido. Anche nel fondo di un ruscello, talvolta, si +giurerebbe di non trovare che sabbia tersa e lucente. Ma chi stende la +mano, raccatta sempre con la rena un po' di fango. I detriti della +riva, depositati nell'alveo, non turbano la limpidezza delle acque; ma +a patto di non rimestarle troppo. + +Quel giorno, contento il signor Gino, erano contenti tutti, e si +ciarlò più allegramente del solito nell'intima conversazione dei +Guerri. Don Pietro, capitato sull'ora del caffè, domandò perchè non si +fosse ancora pensato a fare qualche bella gita nei dintorni, al monte +Cimone, al Cimoncino, a Bismantova, all'alpe di San Pellegrino. E il +lago della Ninfa! Perchè non si andava a visitare il lago della Ninfa, +per vedere la bella dai capegli biondi, tramutata in sasso? + +Gino non aveva una grande curiosità di veder belle dai capegli biondi, +dopo la triste esperienza che gli pareva di aver fatta di una fra +queste. Ma una bella tramutata in pietra è sempre uno spettacolo degno +di esser veduto, non foss'altro per riscontrare se la finezza dei +lineamenti duri inalterata nella nuova sostanza. Il nome di Ninfa, +poi, lo colpì più del color dei capegli e del tramutamento in sasso. + +--Che storia è questa?--diss'egli.--Forse un avanzo dell'antica +mitologia? + +--Non saprei dirle, signor conte;--rispose Don Pietro.--Si dice la +Ninfa, e potrebbe dirsi la Fata, la Sirena, l'Ondina, od altro di +consimile, perchè son tutte forme diaboliche della stessa famiglia. + +--Ma c'è una leggenda?--riprese Gino. + +--Sicuro, ed eccola qua. Un giorno (Ella non mi domandi il mese e +l'anno, perchè non glieli saprei dire) un giorno avvenne ad un +cacciatore di passare tra i faggi, inseguendo una cerva, sulle rive +del lago. Dall'altra parte, dove mancavano gli alberi e sorgeva in +quella vece un picco aguzzo a mo' di scogliera, vide una bellissima +figura di donna, che pareva una bagnante, escita allora dall'acqua, e +in atto di rasciugare al sole la sua capigliatura bionda. Il +cacciatore rimase estatico ad ammirarla; il che, per dirglielo così di +passata, diede tempo alla cerva di mettersi in salvo. Quanto rimanesse +egli in contemplazione non so, perchè la leggenda non lo dice; il +fatto sta che quando egli fece per avvicinarsi alla bella figura, +costeggiando la riva del lago, trovò un canaletto d'acqua, e in fondo +al canaletto un roveto così fitto, che non ci fu verso di passare +dall'altra parte. Quando ritornò al suo posto primitivo per rivedere +la bella, un velo di nebbia si era levato dal lago; fors'anche +l'oscurità della sera aveva calato quel velo dall'alto, e il +cacciatore non vide più nulla. Ma la bella apparizione gli era rimasta +impressa, come scolpita nel cuore. Domandò di quella bagnante ai +carbonai che lavoravano nella valle, ai pastori che passavano i mesi +della buona stagione sul monte, poco sopra il lago, e tutti a gara gli +dissero:--Non ci tornate, bel cacciatore; è la Ninfa del lago, che si +pettina al sole i capegli d'oro. Guai a voi, se v'innamorate di lei. +Ella getta un fascino sui giovani e li conduce a morire.--A morire! Di +che?--Di crepacuore, per non potersi avvicinare a lei. Lo scoglio su +cui va a sedersi è alto, e non c'è modo di giungervi, costeggiando la +riva. Quanto al gittarsi a nuoto, non c'è neanche da pensarci, perchè +il lago è senza fondo, e nel bel mezzo ci ha un vortice, che +v'inghiotte ogni cosa.-- + +Qui il narratore prese fiato e fece un sorrisetto al suo uditore. + +--È vero questo?--domandò Gino, che non aveva perduto una sillaba. + +--Che il lago della Ninfa è senza fondo?--disse Don Pietro.--Non +voglio crederlo. Che c'è un vortice in mezzo? Non appare, ch'io +sappia, da nessun movimento della superficie. È voce antica, e si +ripete da tutti i nostri montanari; ecco tutto. + +--Ma nessuno si è arrisicato nel mezzo del lago? + +--L'acqua è molto fredda, e le salamandre che abbondano alla riva, +tanto che se ne trova una sotto ogni sasso, rendono poco piacevole +entrarci a piè nudo. Del resto, a recarsi nel mezzo del lago, sarebbe +necessaria una barca. C'era il signor Francesco Guerri, nostro +degnissimo amico qui presente, che aveva promesso di mettere lassù un +burchiello; ma credo che ciò sarà nella settimana dei tre giovedì. + +--Bella stima che si fa delle mie parole!--disse il signor Francesco, +ridendo.--Sappia Lei, uomo di poca fede, che io non ho dimenticato +nulla, e che il burchiello promesso è già arrivato a Pievepelago, +dov'è andato il mio Aminta a riceverlo. Domani sarà alle Vaie, e lo +faremo portare, senza levarlo dal carro, fino alla Beccadella, donde, +coll'aiuto di quattro ruote, e a forza di braccia, se sarà bisogno, lo +manderemo su, fino alla riva del lago. È contento, ora, di avermi +fatto parlare? Aspettavo che la cosa fosse condotta a buon termine, +per proporre la gita al nostro ospite. + +--Oh!--gridò Gino.--Sarà una vera festa per me. Ma c'è il resto della +leggenda, se non erro. + +--Sicuro che c'è;--rispose Don Pietro.--Ad onta di tutte le +ammonizioni, il cacciatore ritornò sulle rive del lago. Da principio +andava guardingo, rimaneva appiattato tra i faggi, per non turbare la +quiete della Ninfa, che stava sempre rasciugando i bei capegli d'oro +al sole, e cantava frattanto una canzone, di cui egli non intendeva le +parole, ma coglieva benissimo la soave melodìa. Ardì avanzarsi un +giorno allo scoperto, e gli parve che ella, non che turbarsi della sua +presenza, gli sorridesse e gli accennasse del capo. Lo chiamava forse +a sè? Il giovane innamorato tentò allora di avvicinarsi; ma c'era +sempre l'ostacolo di quel canaletto così profondo, in cui si vedevano +guizzare le negre salamandre attraverso alcuni tronchi di faggio che +infracidivano là dentro, galleggiando a mezz'acqua. Più oltre si +vedeva fitto, irto di mille punte il roveto, e di là non c'era +speranza di aprirsi una via. Neanche si poteva ascendere dai fianchi +della montagna fino a quella punta scogliosa che sorgeva sul lago, +essendo da quella parte tutta una balza a piombo, per un'altezza +spaventosa. Il lago della Ninfa, se non lo sa, è scavato in una +insenatura del monte, in una specie di cratere che gli fa come una +tasca sul fianco, e l'acqua della sorgente, che scaturisce da un masso +più in alto, ci sta come l'acqua santa nella sua pila di marmo. +Tastati inutilmente tutti i passi, l'innamorato cacciatore dovette +contentarsi di guardare da lungi. Venne l'autunno, ed egli seguitò a +contemplare l'amor suo; venne l'inverno, e si copersero i monti di un +mantello di neve, il vento incominciò a fischiare più rumoroso tra i +faggi, e la Ninfa seguitava a star là, come se non sentisse il freddo +pungente dell'Appennino, sempre pettinando al sole i suoi capegli +d'oro. Ed egli pure, insensibile al freddo, non badando alla neve, nè +al vento gelato, poichè era caldo d'amore, sdrucciolando più e più +volte sul ghiaccio del sentiero, chiudendo gli occhi al nevischio che +gli flagellava la faccia, ascendeva tra i faggi fino alla conca del +lago, per ammirare ogni giorno la bella incantatrice. Prodigio +inaudito! Si era la Ninfa impietosita di lui? Un bel ponte di +cristallo, largo quanto lo specchio delle acque, si stendeva tra lui e +la scogliera inaccessibile. E la Ninfa del lago seguitava a cantare, a +guardarlo, a sorridergli, ad accennargli del capo. Arrisicò un passo, +poi due, verso di lei, che cantava sempre, sorrideva e accennava del +capo. Corse allora più rapido, volò più leggero sulla superficie +cristallina, che il nevischio veniva coprendo di piccole stelle +opache. Ma ohimè! Quando il cacciatore è già a mezzo del ponte, la via +trema sotto i suoi piedi, dà suono di cristallo che si spezzi. Non è +più in tempo a retrocedere; una fenditura di qua, una fenditura di là, +e cric! la lastra si è rotta, il cacciatore s'inabissa nel baratro. Il +ponte di cristallo non era altro che una crosta di ghiaccio. Lo +sventurato non fu più visto da quel giorno tra i vivi. È fama per +alcuni che la Ninfa del lago scendesse a consolarlo nel fondo delle +acque. Altri crede di no. La Ninfa del lago era sempre stata immobile +e fredda come una pietra lassù; pietra divenne, per giustizia divina, +nè più scese a bagnare il bianco piede nell'acqua. + +--Stupendo!--gridò Gino, poichè Don Pietro ebbe finito.--Ed è sempre +visibile lassù? + +--Sì, sebbene il tempo e l'azione alterna del caldo e del gelo le +abbiano un po' guastati i contorni. + +--Bella storia! Meriterebbe di esser vera, e andrebbe cantata col +titolo: La Ninfa di pietra. + +--Da bravo, dunque!--disse il vecchio prete.--Una ballata in piena +regola, e mano al Ruscelli! + +--Se fossi un poeta,--rispose Gino, tentennando la testa,--non ci +sarebbe bisogno di un simile aiuto. Ma non lo sono, e il rimario non +basta. Quando si va? + +--Anche doman l'altro, appena sia condotto lassù il +burchiello;--rispose il signor Francesco. + +--Doman l'altro? È domenica;--disse Don Pietro.--Io ci ho la +spiegazione del Vangelo. Il dovere prima di tutto; poi la buona +compagnia, i faggi, il lago e la leggenda. + +--Giustissimo; sia per lunedì, allora. + +--Se potrò, volentieri. + +--Se non potrà, lo sapremo, e rimanderemo la gita. Nessuno ci comanda, +e siamo qui tutti l'un per l'altro;--replicò il signor Francesco. + +--Così va bene;--disse il prete.--Questa gita mi sarà graditissima, +dopo tanti anni che non l'ho più fatta. Ho una gran voglia di provare +le mie gambe. La salita dalla Beccadella al lago, se ben ricordo, è +cattiva. + +--Oggi più di prima;--rispose Aminta.--Ci sono passato io l'altro mese +e l'ho veduta. Le pioggie di primavera hanno fatti i solchi molto +profondi, e in un luogo hanno addirittura sfondato il sentiero. + +--Manda una squadra d'uomini a farci due giornate di lavoro;--disse il +signor Francesco al figliuolo.--Sarà tanto di guadagnato per il +trasporto del _Leviathan_.-- + +Si era ai tempi, lo ricordate, che tutta Europa si dava pensiero di +uno smisurato piroscafo inglese, chiamato per l'appunto il Leviathan +dei mari. Oggi, il signor Francesco Guerri, se dovesse parlare del +burchiello che aveva destinato al lago della Ninfa, lo paragonerebbe +più volentieri al _Duilio_. + +Così fu concertata la gita al lago, e così furono dati tutti i +provvedimenti perchè riescisse ogni cosa a dovere. Noi ci siamo un po' +indugiati su questi discorsi, perchè la conversazione della gente +dabbene è sempre molto piacevole, anche quando gli argomenti son +lievi. + +La conversazione si spezzò in dialoghi, come per solito avviene, +quando una brigata si muove e ognuno si dispone a riprendere il +carico, dolce o molesto, delle proprie faccende. In quel punto, Gino +Malatesti si ritrovò molto naturalmente daccanto a Fiordispina. + +--Che bella storia ci ha raccontata Don Pietro!--diss'egli.--Non pare +anche a Lei, signorina? + +--Bella, quantunque assai triste;--rispose la fanciulla.--Ma ho veduto +che in letteratura è quasi sempre così; il lieto fine par sempre meno +artistico, ai signori scrittori. + +--In una leggenda, del resto,--disse Gino,--il pauroso e il patetico +son sempre di regola. + +--Da bravo!--saltò su a dire Fiordispina.--La metta in versi, come Le +ha consigliato Don Pietro. + +--Anche Lei, signorina? + +--Anch'io; perchè no? + +--Quando non si è poeti!...--esclamò Gino. + +--Quando non si è poeti... si diventa;--rispose la fanciulla.--Non +basta una forte commozione a schiuder la vena della poesia? + +--Eh! per il sentimento, capisco. + +--Il sentimento è tutto, o quasi tutto;--replicò Fiordispina. + +--Ma un po' d'arte non guasta, anzi è necessaria;--disse Gino.--E +questa non la dà che un lungo esercizio. + +--Non troppo lungo, via! Se no, consuma l'estro. Ritorniamo +all'essenziale, che è la commozione. + +--Perdoni, signorina; io conosco qualche cosa di meglio della +commozione, per render poeta un uomo. Esempio: una preghiera sua. + +--Ah!--gridò ella, inarcando le ciglia e minacciandolo col dito +levato.--Il topolino bianco che fa capolino dalla sua tana!-- + +Il topolino bianco era il complimento. Al conte Gino era avvenuto più +volte di dirne, e di graziosissimi; donde, per convenzione di +discorso, il loro nome, trovato dalla fanciulla, di topolini bianchi. + +--Ecco, signorina...--rispose il giovanotto, volendo +giustificarsi;--il topolino bianco può ammettersi terzo fra noi, +quando viene per annunziarci la verità. + +--Bene, la prendo in parola;--replicò Fiordispina.--Se non è stato un +complimento, il suo. Ella deve provarsi, e scrivere la ballata. + +--La condanna è severa;--diss'egli. + +--Ma meritata; non le pare? + +--Sia;--rispose Gino, inchinandosi.--Se così vuole davvero, mi +proverò. Ma poi?... + +--Poi trascriverà la ballata sul mio albo. + +--Sull'albo! Anche Lei, signorina, ne ha uno? E perchè non l'ho ancora +veduto? + +--Perchè non me ne ha chiesto, ed io non ho avuto occasione di +dirgliene. Del resto, eccolo qua; era alla vista di tutti.-- + +Così dicendo, la fanciulla dei Guerri si accostò alla sua piccola +libreria, e di mezzo a certi libri trasse un volume rilegato di +marocchino, coi fermagli d'argento. + +Gino prese il volume dalle mani di lei e lo aperse. Era tutto pagine +bianche. + +--Come?--esclamò.--Un albo vuoto? + +--Sicuramente. E chi ci doveva scrivere? buono, o nulla. + +--Bellissima risposta! Ma badi, signorina, vedo qui un altro topolino +bianco. + +--Perchè? + +--Perchè Ella dice anticipatamente che le piacerà quello che ci +scriverò io. + +--Scriva,--rispose la fanciulla,--e non si dia pensiero d'altro. + +--Ahimè!--mormorò Gino.--Debbo pure darmi pensiero di ciò che altri ci +scriverà dopo di me.-- + +Gino aveva fatto il viso malinconico, parlando così; Fiordispina fece +il viso serio, udendo quelle parole. + +--Ecco,--diss'ella,--ora mi fa torto. Non ci ha scritto nessuno prima +di Lei; non ci scriverà nessuno dopo. Sono montanara, signor conte, e +molto ferma nei miei propositi, l'avverto. Ne dubita forse? È cattivo. + +--No, no! Non sono cattivo, perchè sono felice;--rispose Gino, colto +da un soave turbamento, e abbassando la voce, poichè anche a dir poco +voleva parlare solamente per lei.--Se fossi cattivo, Minerva non mi +assisterebbe più, nell'impresa poetica alla quale mi accingo. + +--Si tratta di poesia;--disse Fiordispina.--Dovrebbe assisterla +Apollo. + +--No, signorina. Apollo è la forma, il metro, il ritmo, tutto ciò che +vorrà, meno il pensiero. Il pensiero è Minerva.... e per +me,--soggiunse Gino, additando maliziosamente una certa acconciatura +di testa,--anche Minerva con l'elmo.-- + +L'allusione era così diretta e il gesto così comico, che Fiordispina +non potè trattenersi dal ridere. + +--Per un fazzoletto di seta, dir elmo è troppa!--rispose.--Ma me lo +leverò, non dubiti. Portare un fazzoletto in testa, è anche un esser +troppo montanara. + +--No, resti così.... montanara, se montanara è, come dice Lei, una +persona ferma ne' suoi propositi. Resti così, signorina, sul monte +Ida. + +--Oh, questo, poi!...--gridò Fiordispina,--Sull'Ida, no. Non sa lei +che Minerva fu vinta, lassù? + +--Per il giudizio di uno sciocco!--rispose Gino.--Crede Ella che sia +tale ancor io? È cattiva Lei, ora. + +--Or dunque, per non esser cattivi, ritiriamo ciò che si è +detto;--replicò Fiordispina, chinando la testa con atto di comica +rassegnazione.--Ma ritiri anche Lei il suo monte Ida, per carità. Non +ci ho che vedere, con l'Ida, e mi attengo al nostro Cimone, tanto meno +classico, ma non privo di poesia. + +--Divina fanciulla!--esclamò Gino infiammato. + +Ma voi siete pregati di credere, o lettori discreti, che questa +esclamazione fu fatta con gli occhi. Con gli occhi, ripeto, quando +essi parlano, lampeggiando l'idea, e le labbra si contentano di +mormorare un suono indistinto, il suono del desiderio, della +giaculatoria, della adorazione, dell'estasi, o di tutte queste cose +insieme. + + + + +Capitolo VII. + +Al lago della Ninfa. + + +_Jamque dies aderat_, avrebbe detto qui un poeta latino, per cavarsela +con un bel trapasso alla greca. E già era venuto il gran giorno, che +fu un lunedì, come sapete, destinato alla gita del lago della Ninfa, +preceduta da una salita sulla vetta del Cimone. + +Fino ad un certo punto era tutta una strada. Partiti verso le tre del +mattino delle Vaie, i nostri viaggiatori giungevano al pian Cavallaro +coi primi lumi dell'alba. Colà, per fare omaggio al nome del luogo, +lasciarono le cavalcature, e dopo avere assaggiata l'acqua fresca, +quasi gelida, della fonte Beccadella, presero risolutamente a salire +la vetta del Cimone. + +Ve l'ho già detto altrove, o non ve l'ho detto? Nel dubbio, ve lo +ripeterò: l'ascensione di questo altissimo tra i vertici +dell'Appennino settentrionale (duemila cento sessantacinque metri, +scusate!) non offre difficoltà che all'ultimo passo, cioè nel +guadagnare quel suo petroso ciglio, che è formato, dicono, dalla +emersione di alcuni strati del macigno appenninico. L'ossatura del +monte è in gran parte di simili strati, ai quali non piacque la +posizione orizzontale, o non fu lasciata piacere da quelle cause che +sapete, o che più facilmente non saprete, poichè oggi ancora si +cercano. Infatti, vedete: c'è stato un tempo che tra i geologi fu una +quistione indiavolata circa la crosta della Terra; chi la voleva cruda +e chi cotta, e i primi erano quelli del sistema nettuniano, e gli +altri del plutoniano. Vinse per un po' di tempo chi la voleva cotta; +ma tra questi si manifestarono ben presto gli screzi; nacquero i dubbi +e le liti sul grado di cottura. Poi tornarono a galla coloro che la +volevano cruda, e si accapigliarono con quelli che la desideravan +almeno un po' riscaldata a bagno maria. Questo è suppergiù lo stato +presente della disputa. + +Per cattivo che fosse quell'ultimo passo, le vecchie gambe di Don +Pietro furono le prime a superarlo, e senza bisogno d'aiuti. Lodando +lui, ridendo, offrendo la mano alle signore, si giunse in breve ora +sul cono, dalla vetta spuntata, vero osservatorio alpino, che aveva +forse cento metri di giro. + +Nel bel mezzo di quel pianerottolo sorgeva una piccola torre. Dico che +sorgeva, e sarebbe più giusto il dire che cascava a pezzi. Era stata +edificata nel 1816, per servire come stazione trigonometrica agli +ufficiali che delineavano la carta topografica dello Stato Estense. +Non cercate più ora quella piccola torre; mezzo diroccata ai tempi del +nostro racconto, crollò del tutto qualche anno dopo. Oggi è surrogata +da un bel torrione, di cui gli scienziati si faranno un osservatorio e +gli alpinisti potranno farsi un ricovero. Così, quando l'opera sarà +inaugurata, e inaffiata spero da qualche bottiglia di lambrusco, non +sarà più il caso di partirsi un giorno prima da Fanano e di passar la +notte in un tugurio di pastori, ai Faggi, come toccò allo Spallanzani, +per voler essere la mattina degli 11 agosto del 1789 sulla vetta del +Cimone, e goderci lo spettacolo sempre maraviglioso della levata del +sole. Oramai si potrà giungere sul Cimone a tutte le ore del giorno, +dormire lassù, levarsi per tempissimo e godere, non che la levata del +sole, tutti i preliminari della cosa: l'alzarsi della cameriera in sul +bruzzico, l'aprire la finestra della cucina, sul balzo d'Oriente, lo +accendere i fornelli, e il portare una tazza di caffè fumante al +padrone. + +Che volgarità son queste? Non c'è altro da dire sul romper dell'alba e +sul levarsi del sole? Amici lettori, il mattino osservato dalla vetta +di un monte è stato descritto tante volte, che in verità non si sa più +come cavarsela, per rinfrescare in qualche modo il soggetto. Potrei +dire con laudabile brevità: «splendido!» Ma neanche questo sarebbe +nuovo, avendolo già detto il duca di Wellington, a Waterloo. + +Ma lasciamo questi discorsi. Ai nostri amici delle Vaie toccò una di +quelle fortune così rare sui monti, che sono le mattinate limpide +tutto intorno, senza nebbie interposte fra essi e il gran giro +dell'orizzonte che sembrano comandare dall'alto. Salutato il grande +astro rosseggiante che si affacciava dalle vette dei monti toscani, i +nostri amici si volsero intorno a veder sorgere, quasi nascere a grado +a grado dalle tenebre, tingersi di bei colori e risplendere gloriosa +la gran catena delle Alpi, dalle Marittime alle Retiche; biancheggiare +di sotto e illuminarsi via via la grande pianura per cui correva il Po +in lunga e tortuosa fascia d'argento; più oltre accennarsi in una +candida sfumatura l'Adriatico, donde, percorsi rapidamente con +l'occhio i dorsi dell'Appennino bolognese e del toscano, veduta +Bismantova, con la sua gran faccia di sfinge supina, ma di sfinge +europea che abbia il naso aquilino, era permesso di veder le Maremme +verdeggianti, le rive del Tirreno e le isole dell'Arcipelago toscano, +ninfe nuotanti sopra una grande distesa d'azzurro. + +--_Andiam, che la via lunga ne sospigne;_--aveva detto ad un certo +punto Don Pietro. + +E obbedendo al cenno dantesco, che non era stato neppur solo, poichè +si era veduto e ricordato con parole dantesche il sasso di Bismantova, +la brigata si mosse per ritornare alle falde del cono, dove i cavalli +aspettavano. + +La fonte Beccadella si sprigionava rumorosa dal masso, scendeva +copiosa tra due sponde rivestite di felci, tanto copiosa +(l'osservazione è dello Spallanzani, che era un uomo pratico) da +bastare a mettere in moto la ruota di un mulino. La brigata stette +alquanto ad ammirare la fresca sorgente, i muschi che inverdivano i +sassi, e le felci che piegavano intorno i loro ombrelli dentati, o +rizzavano dignitosamente i loro pastorali dalla vetta ricurva, come se +fossero altrettanti vescovi in processione. Poi, rimontati a cavallo, +scesero tutti verso greco, dietro la guida di Aminta, addentrandosi in +una fitta selva di abeti e di faggi. Fu un'allegra discesa, dove soli +i cavalli vedevano il sentiero, mentre i cavalieri dovevano guardarsi +dai rami protesi che ad ogni tratto schiaffeggiavano il viso. + +Ad un certo punto, le veduta si aperse sopra una vasta conca di +azzurro intenso, chiusa d'ogni parte nel verde. + +--Bello!--esclamò Gino, a cui Fiordispina aveva indicata la scena.--Il +suo nome? + +--Non lo ha riconosciuto ancora?--domandò la fanciulla. + +--Che? il lago della Ninfa? + +--Per l'appunto. + +--Ma....--disse Gino.--Cerco la Ninfa, e non la trovo. È tutto verde, +in giro al lago. + +--Ancora un po' di strada e vedrà scoprirsi da quella parte la roccia +biancastra. + +--Ella crede dunque, signorina, che noi non possiamo vedere niente più +della nuda roccia? E la Ninfa in persona non sarà ad aspettarci? + +--Ci sarà sicuramente;--rispose Fiordispina.--Non le ha detto Don +Pietro che è stata convertita in sasso?-- + +Il conte Gino seguiva con gli occhi tutte le curve graziose di quello +specchio azzurro, mentre la cavalcata scendeva la costiera, in mezzo +alle aste rossiccie di una macchia di abeti. Anzichè lago della Ninfa, +quel volume d'acque si sarebbe potuto dir occhio; un occhio limpido e +sereno, a cui erano ciglia i faggi della riva e sopracciglia le +prominenze della balza; uno di quegli occhi bovini, pieni di stupore, +con cui Iside, o la santa natura, contempla il cielo suo padre e ne +riflette l'immagine in terra. Ahimè, nient'altro che l'immagine! + +Questi occhi d'Iside, o di Giunone, o d'altra divinità che raffiguri +la virtù feconda della madre terra, son comuni tra i gioghi +dell'Appennino settentrionale, e sarebbe piacevolissimo ragionarne a +lungo, se non si temesse di dar noia al lettore. Dal lato superiore +della gran valle del Po, i laghi son tutti lunghi e vasti come la +catena delle Alpi da cui prendono le acque, come i fiumi a cui debbono +restituirle. Dal lato inferiore, sono meno alti i monti, meno lungo è +il corso dei fiumi, le nevi durano meno sui dorsi dell'Appennino, e i +laghi, quantunque più numerosi, sono infinitamente più piccoli; veri +laghetti, serbatoi montanini, dai quattro agli ottocento metri di +giro, formati sempre nelle alte convalli, dove in antichissimi tempi +erano altrettanti ghiacciai. Sull'Appennino le nevi disciolte, ma più +ancora le selve fitte, nutrono fonti vive e perenni; son queste che +fanno lago, cento o dugento metri più sotto, in qualche piega del +monte. Dalla parte inferiore, dov'è come il labbro della conca +montana, è facile riconoscere tuttavia la mora dell'antico ghiacciaio, +enorme parete di massi ammonticchiati, rivestiti di verdura e +arieggianti una collina a chi li guardi dal basso. Sui fianchi del +lago, un picco ignudo, una cresta scogliosa, una spina dentata di +rocce, lasciano ancora indovinare gli strati di vecchio macigno +terziario, che il ghiacciaio ha corrosi via via, trovandoli sul +confine del suo regno. Se l'epoca glaciale fosse durata nel nostro +piccolo mondo venti trenta secoli di più, certamente quelle pareti si +sarebbero corrose dell'altro e sfiancate, scendendo a formare altre +more di sassi sul confine del ghiacciaio medesimo, che le aveva da +principio sfaldate. Ma per bontà di un cambiamento di temperatura, che +ha permesso a noi di nascere (non so per qual fine e nemmeno con +quanto utile nostro), quelle pareti rimangono in piedi, come segni +delle antiche erosioni che han dato la forma più recente al nostro +pianeta. Vogliano i cieli benigni che sia anche l'ultima. + +La cavalcata era giunta al confine della macchia, donde si stendeva in +dolce pendìo un tappeto erboso, un verde pulvinare, fino alla riva del +lago. Qua e là il declivio era seminato di massi enormi, le cui facce +scabre si vedevano chiazzate di licheni e annerite dai geli di un +numero sterminato d'inverni. Un geologo ci avrebbe veduto altrettanti +esemplari dei famosi massi erratici, fatti scorrere fin là sul piano +inclinato del ghiacciaio, e deposti sul limite della mora. Un pittore, +senza cercar tanto, avrebbe messo mano ai pennelli e si sarebbe +affrettato a ritrarli, per portar via una bella impressione dal vero. +Gino, che non era geologo nè pittore, si contentò di osservare. La +poesia del luogo era grande, la pace incantevole, e Fiordispina, bella +come una Dea, certamente più della Ninfa che fino allora aveva regnato +da sola in quel verde di macchie, su quell'azzurro di lago, +affascinando e traendo a morte i viandanti ignari, i cacciatori della +leggenda. + +Mentre egli ammirava tacendo, i suoi compagni si affollavano intorno +alla barca, che i boscaiuoli di casa Guerri avevano tirata lassù a +forza di braccia. Non era una barca molto grossa; era un burchiello, +capace di due persone sedute e di una terza che stesse al maneggio dei +remi. Ma era la prima che andasse lassù, e alla Ninfa del lago poteva +parere una grande maraviglia. Doveva trovarsi male, quella povera +Ninfa; il suo regno era finito; il suo recesso non avrebbe più avuto +segreti, poichè era consentito di correre il lago da una riva +all'altra e di giungere fino al suo letto di pietra. + +La barca non era stata ancora lanciata nell'acqua. Il signor Francesco +aveva ordinato che fosse tenuta sulla riva, in attesa della brigata. +Don Pietro doveva benedirla, il padrino e la madrina imporle un nome. +Il padrino, si capisce già, sarebbe stato l'ospite, il conte Gino +Malatesti; la madrina poi... debbo dirvi anche questo? la madrina +sarebbe stata la fanciulla dei Guerri. + +Mentre la comitiva stava intorno al burchiello, che i boscaiuoli +traevano ancor più presso alla riva perchè fosse pronto al mistico +bacio delle onde, Gino guardava il masso bianchiccio, che sorgeva, +bizzarramente stagliato, dall'altra parie del lago. Egli doveva +cantare la Ninfa, poichè ne aveva fatto solenne promessa a +Fiordispina; voleva perciò impadronirsi del soggetto. Era dunque +laggiù, era quella veramente, la Ninfa del lago convertita in pietra! +La vecchia balza calcarea, isolata sul fianco della montagna ed +impervia, colorata dai caldi riflessi del sole mattutino, poteva +benissimo aver raffigurato in altri tempi la chioma, il profilo di una +faccia umana e tutto insieme il corpo di una persona sdraiata; ma via, +per innamorarsene, anche da lontano, ci voleva proprio un cacciator da +leggenda. + +--Che cosa pensa?--gli domandò Fiordispina. + +--Penso,--rispose Gino,--alla fantasia del nostro ottimo prevosto. +Egli è Pietro, e su quella pietra ha edificata una graziosa leggenda. +Mi dica lei, signorina, ora che ha quel bizzarro profilo sott'occhio. +Le par proprio quella una figura da innamorarsene a prima vista? + +--È di sasso,--replicò la fanciulla,--e chi sa quanti sconcerti +atmosferici hanno lavorato a guastarle il profilo! Povera ninfa del +lago! Ci vuole sicuramente uno sforzo di volontà, per ricostruirne i +contorni. Ma noi, fra cent'anni,--soggiunse la fanciulla, +sospirando,--saremo più riconoscibili di lei? + +--È un pensiero filosofico, signorina;--disse Gino;--ed anche molto +pietoso per quella povera morta. Ma non basta a salvarla; ne +conviene?-- + +La fanciulla non ebbe tempo a rispondere. + +--Venite qua, Fiordispina;--gridò in quel punto il vecchio +prevosto.--Ed anche Lei, signor conte. I due più giovani della brigata +si stringano intorno al più vecchio. Così! E tutti gli altri in giro, +perchè siamo al momento solenne. Che nome vogliamo noi dare a questo +burchiello? + +--Dica Lei, signor conte;--mormorò Fiordispina, a cui era rivolto il +discorso di Don Pietro. + +--Non l'oserò mai;--disse Gino, che avrebbe dato volentieri il nome +della fanciulla. + +--Bene, vedrò dunque io d'interpretare il suo pensiero;--rispose +Fiordispina.--Facciamo una cosa alta, non è vero? + +--Siamo in alto per questo;--disse Don Pietro. Fiordispina, allora, si +accostò al vecchio prete e gli susurrò una parola all'orecchio. + +Don Pietro si scosse, sospirò, levò gli occhi al cielo, come per +chiamarlo testimone ed auspice di un voto del cuor suo; poi, con atto +paterno, baciò in fronte la fanciulla. + +--Che tu sia benedetta,--diss'egli,--come io benedico nel nome di Dio +questa fragile barca. Va,--soggiunse allora, sospingendo il +burchiello,--va nel nome d'Italia, che Fiordispina Guerri t'ha +imposto, e conduci le sue fortune all'altra riva, alla meta sospirata +dei nostri cuori.-- + +La scena, piccola com'era, aveva una grandezza semplice, una solennità +commovente. + +--Italia!--gridarono tutti.--Viva l'Italia!-- + +--Così l'avete chiamata?--mormorò Gino, volgendosi alla fanciulla, e +dimenticando in quel punto le forme cerimoniose di discorso che aveva +sempre usate con lei. + +--Non è il vostro sospiro, conte?--diss'ella di rimando.--E non siete +qui per amor suo?-- + +Così, senza lunghi discorsi, che non era il caso, senza bandiere, che +non ce n'erano di pronte, ma con grande effusione di cuori, fu +lanciata sulle acque l'_Italia_. Illustre signor commissario, e voi +non eravate là per riferire del fatto! + +Il conte Gino, preso da un impeto subitaneo, era saltato dentro il +burchiello, e di là porgeva la mano a Fiordispina. La bella montanara, +presa la mano del conte, balzò ardita e leggiera sul capo di banda, +prima che alcuno pensasse a trattenerla, o a sostenerla nel salto. + +--Che fate?--gridò la signora Angelica. + +--Non vede, signora?--disse Gino.--Andiamo alla meta.-- + +E afferrava i remi, per adattarli sugli scalmi. + +--Aspettino almeno che venga un uomo con loro;----disse il signor +Francesco.--Aminta, entra anche tu nel burchiello. + +--Crede al vortice, Lei?--chiese Don Pietro al vecchio Guerri. + +--No, davvero; ma sono due giovani, e un po' d'esperienza.... + +--Li lasci andare, sor Francesco. È un viaggio che tocca ai giovani. + +--Non temer nulla, del resto;--disse Aminta a suo padre.--Noi andremo +lungo la riva, tenendo la fune.-- + +Il pensiero di Aminta parve buono al vecchio Guerri. Il lago, di forma +elittica, non misurava che trecento metri nella sua maggiore +larghezza, e la fune legata alla poppa, quando gli uomini che ne +tenevano il capo andassero lungo la riva seguitando il corso della +barca, poteva bastare per accompagnarla fino al piede della balza, +obbligando all'uopo il rematore a piegare da un lato, anzichè a +tenersi nel mezzo del lago. + +Gino, allegro e superbo della sua piccola audacia, vogava arditamente, +contemplando la fanciulla, che stava seduta a poppa, con una mano +penzoloni fuori del capo di banda, sfiorando l'acqua fresca col sommo +delle dita e segnando lo specchio azzurro d'una piccola striscia +d'argento. + +--Voi siete Minerva, o la saviezza incarnata;--disse Gino alla +fanciulla.--Così fossi io Achille, per obbedirvi e giungere sotto il +vostro patrocinio alla vittoria sperata! + +--Sì, se non ci fossero altri pericoli che questo!--esclamò +Fiordispina ridendo.--Ma per l'impresa a cui alludete, signor Gino, se +anche io fossi Minerva, ci vorrebbe un Ulisse. + +--E vada per Ulisse;--replicò Gino.--Siamo in acqua, di fatti, ed egli +ne corse molta, con l'aiuto della Dea.-- + +La fanciulla sorrise, ma non rispose più altro. Pensava ella a tutte +le avventure dell'eroe itacense? e alla lunga solitudine della casta +Penelope? + +Frattanto, il suo mite sorriso correva sulle acque, illuminando quella +pace profonda, meglio che non facessero i raggi obbliqui del sole, +penetrando a lunghi sprazzi dorati tra i faggi e gli abeti, lunga e +fitta selva di lance vigilanti, ond'erano contornate e chiuse le verdi +rive del lago. + +--Eccolo, il famoso vortice!--disse Gino, mentre il burchiello sotto +l'impulso dei remi giungeva quasi a rasentare il centro dello specchio +azzurro.--Vedete che tranquillità d'acque! + +--Mio fratello crede più di voi alla voce popolare;--rispose la +fanciulla.--Egli ci tira insensibilmente da un lato e non ci lascia +andar sopra al punto pericoloso. + +--Ma ci permette di vederci dentro;--replicò Gino. Guardate là, come +si distingue il fondo. Ci saranno sei metri d'acqua, a far molto. + +--Avete ragione; le cose vedute da vicino pèrdono assai del loro +carattere pauroso. Anche la ninfa del lago dà meno illusione agli +occhi, quanto più ci accostiamo al suo trono di pietra. L'unica cosa +che le rimanga è la sua capigliatura dorata. Infatti, al raggio del +sole, la vetta dello scoglio par bionda. Non amate il biondo, voi, +signor Gino? + +--Sia il colore delle donne di pietra;--rispose il giovane, senza pure +voltarsi sui remi a guardar la scogliera.--La donna vera, la donna +vivente, sia ala di corvo... come voi. + +--Ahi--gridò Fiordispina.--Il topolino bianco!... + +--E vi dispiace, signorina? Qui almeno dovrebbe essere tollerato. +Credete che sia mai stato detto un complimento, in questo punto del +globo? + +--No, davvero; è la prima volta di certo. Accettiamolo dunque. Ma se +quella bionda vi sente, povera la nostra barchetta! + +--A proposito!--disse Gino.--Mi fate pensare che bisogna tener +d'occhio la riva.-- + +Così dicendo, si volse, e levatosi in piedi vogò con la faccia rivolta +alla sponda. La balza, dalla parte del lago, offriva agli occhi uno +scoscendimento di sassi, di lastroni sfaldati, che ingombravano il +lido. Quello era un vantaggio per la barca, che poteva accostarsi, +senza toccare con la chiglia il terreno, ed offrire un più facile +approdo ai nostri due viaggiatori. Il conte Gino rallentò la voga, per +non urtare nei lastroni sporgenti; e quando venne a rasentarli con la +prora, fu lesto a disarmare i remi, per saltar subito a riva. Di là, +trattenendo con una mano il piccolo legno, tese l'altra a Fiordispina, +che lo imitò prontamente. + +--Terra! terra!--gridò Gino alla comitiva, che dalla sponda opposta aveva +seguito con gli occhi il viaggio dei due giovani argonauti.--Aminta, tira +il burchiello a te, e seguici sull'intentato pelago. + +--Con poco rischio, oramai;--rispose Aminta, mentre lavorava con la +squadra dei boscaiuoli a tirare la fune. + +Lasciamo che la barca ritorni indietro, rasentando la scogliera, e +seguiamo i due giovani. Gino aveva presa la fanciulla per mano e la +conduceva di sasso in sasso fino al piede della balza. La ninfa del +lago era là, supina sul guanciale di pietra, ma ohimè, come aveva già +detto Fiordispina, non più riconoscibile. + +--Siete qui, affascinatrice leggendaria?--diss'egli, accostandosi al +sasso.--Vi tocchiamo, finalmente, e come il vortice non ci ha +inghiottiti, così le vostre bellezze non ci faranno smarrire la +ragione. La cosa, del resto, sarebbe stata impossibile, qualunque +fosse il poter vostro. Vedete questa gentile fanciulla? Orbene, +sappiate, vo' dirvi una cosa all'orecchio, com'ella dianzi ne ha +bisbigliato una a Don Pietro.-- + +E si accostò al masso, mormorando parole indistinte. + +--Ecco!--esclamò Fiordispina.--La Ninfa non è cortese come Don Pietro, +che ripetè ad alta voce ciò che io gli avevo bisbigliato all'orecchio. + +--La Ninfa è di pietra;--rispose Gino.--Se fosse viva, e se potesse +parlare, ripeterebbe che io vi amo. Ecco una cosa che non è mai stata +detta qui. Vi dispiace, signorina?--soggiunse egli, vedendo che la +fanciulla si era turbata.--Son io stato troppo audace e vi ho offesa +con le mie pronte parole? Perdonate, Fiordispina! Non è sempre dato +tacere quello che si ha nel cuore. Il mio è pieno di voi. + +--Non ho da perdonarvi nulla;--rispose Fiordispina, abbandonandogli +con atto confidente la mano ch'egli aveva afferrata.--Siete sincero, e +la sincerità è una bella cosa, che deve piacere ad ognuno. Ma dite, +signor Gino, avete voi pensato... a tutto? + +--Tutto!...--diss'egli, perplesso.--Tutto... siete voi, oggi. + +--Oggi!--ripetè la fanciulla, crollando mestamente il capo.--Son io, +l'oggi, e siete voi, Gino. Ma il domani! Il domani è la vostra +famiglia, che vi richiama. Il domani è il conte Jacopo, vostro padre, +la cui volontà dovreste consultare... e rispettare.-- + +Gino rimase un istante sopra di sè. + +--Mi fate pensare,--diss'egli poscia,--che dovevo parlar prima al +vostro. Correggerò l'errore, non dubitate. + +--No, non lo fate!--gridò la fanciulla.--Io non vi domanderò di +leggere meglio nel vostro cuore, perchè vi offenderei, parlandovi +così. Vi domanderò invece di essere ben certo di ciò che vostro padre +potrebbe consentirvi, negarvi. Ho pensato molto a queste cose, sapete? +Ci ho pensato lungamente, e da gran tempo. Io, signor conte, vi ho +amato fin dal primo giorno che vi ho veduto. Non so se queste cose si +debbano dire; ma voi attribuirete la mia sincerità alla inesperienza +degli usi del mondo. Per me, eravate infelice, condannato a vivere tra +questi monti, lontano da casa vostra e da tutte le vostre cose più +care. Dovevano venire a voi tutti i cuori, per medicare le ferite +vostre, per farvi dimenticare le amarezze della vita. Era naturale che +io vi amassi, conte Gino; dirò di più, era fatale. Ma quando mi sono +avveduta che anche voi mi amavate,--e qui, la voce della fanciulla fu +quasi per ispegnersi in un singhiozzo,--allora ho incominciato a +tremare. Che avverrà? ho detto allora a me stessa. Che avverrà? vi +ripeto oggi ancora. Per me, conte Gino, io non lo so, non oso +cercarlo. C'è buio, nel futuro, ed ho paura di andare innanzi, perchè +temo di trovarci un gran vuoto, un terribile vuoto. + +--Qual pensiero!--esclamò Gino.--Perchè questi timori? Non avete voi +fede in me? Non l'ho io meritata? + +--Ho fede in voi;--rispose la fanciulla.--Ma su di voi, su di me, su +di noi tutti è il destino. Ho pensato molto, vi dicevo poc'anzi. Qui +si pensa molto, quando si pensa; nulla ci distrae, nulla turba il +quieto ed assiduo lavoro dello spirito; nessun pensiero, nessun +affetto si diffonde o si perde; si raccolgono, si fortificano tutti +nel profondo dell'anima. Che voi abbiate dei doveri, lo so; che +abbiano a cozzare con le inclinazioni del vostro cuore, lo prevedo. +L'idea che vi ha meritato il confine, non è sicuramente un'idea +leggiera, se ad essa avete sacrificati gli affetti della famiglia e le +consuetudini della vita. Chi sa quali altri sacrifizi non vorrà essa +da voi? La patria, Gino Malatesti, sta sopra ad ogni cosa. Avete un +bel nome; i vostri padri, prima di essere gentiluomini di corte, +furono soldati, e sperarono tutti di collegare il loro nome al ricordo +di qualche utile impresa; italiani di nascita, furono certamente +italiani di pensiero, ed anche servendo a barbari, a predatori, ad +avventurieri fortunati, si dolsero di veder correre la patria loro da +tanti ladroni stranieri. Sventurati nell'esito delle loro fatiche, non +vi hanno lasciata una patria rifatta, gloriosa e felice; ma hanno +potuto lasciarvi un titolo ed una corona, come obbligo e incitamento a +proseguire un'opera grande, da essi intravveduta, da essi vagheggiata. +Per qual ragione ci sarebbero dei nobili, in un paese, se non fosse +per dare l'esempio alle turbe? Lo stemma e la corona non furono +inventati, che io creda, per dare un bel rilievo ai suggelli delle +lettere, o per adornare gli sportelli delle carrozze, ma per offrire +un segno di collegamento nella battaglia. Oggi, poi, tutti coloro che +hanno potuto nutrir meglio lo spirito, hanno l'obbligo sacro di +trovarsi ai primi posti, per l'ora delle prove solenni. Voi non +credete già che l'Italia poserà sempre sotto lo scettro, o sotto il +bastone dei suoi sette signori. C'è chi veglia e lavora a destarla. +Forse lo scoppio dell'ira è vicino. + +--Non tanto,--replicò Gino,--non tanto da impedire che voi portiate il +mio nome. Sarò più forte, nell'ora delle prove, se voi sarete la +contessa Malatesti.-- + +Fiordispina chiuse gli occhi, come per non vedere l'altezza a cui egli +voleva trascinarla con sè. + +--Bella cosa!--mormorò ella, dopo un istante di pausa.--La mia mano +nella vostra; la vostra fede suggellata nella mia! Ma è forse un +sogno. Vostro padre vorrà? Non dovrete combattere? E un combattimento +di questo genere non porterà obblighi di molta delicatezza, e per voi +e per me? Pensate anche alla mia famiglia, conte Gino. Ci chiamano i +re della montagna, ed abbiamo il nostro orgoglio anche noi, sotto la +semplicità dei nostri costumi. Noi non dobbiamo e non vogliamo sapere +che il conte Jacopo Malatesti possa aver ricusata per un giorno, per +un'ora, l'alleanza dei Guerri. Il carico della battaglia sarà tutto +per voi. Potrete sostenerlo? Dio lo voglia, come io lo desidero. Ma se +è troppo grave rinunziateci. + +--Perdonate!--interruppe Gino.--Quali difficoltà immaginate voi ora? +Perchè mio padre non dovrebbe volere? Se egli vi vede, Fiordispina.... + +--Ecco, voi ne trovate un'altra, di difficoltà;--replicò la +fanciulla.--Vostro padre dovrebbe ancora vedermi. La cosa è più +lontana che non vi sembri, accennandola. Gino, ve ne prego! Nessuna +leggerezza, in un così grave argomento! Con l'amore e con l'onore non +si scherza, e voi stesso, voi cavaliere perfetto, potreste insegnarlo +ad una povera montanara come son io. Pensate a me, qualunque cosa +avvenga di noi. Giuratemelo, e questo mi basterà, perchè il vostro +giuramento sarà quello di un uomo leale. + +--A voi lo giuro e al cielo che ci vede;--disse Gino.--Il mio cuore è +vostro; siete voi l'amor mio. E voi, Fiordispina?... + +--Non chiedete di me;--rispose ella, con accento di nobile +alterezza.--Voi avete forse già amato, signor conte. Io non ho amato +mai, e vivrò di questo amore per sempre. Con queste poche parole io vi +ho detto ogni cosa. O la felicità con voi, o la infelicità per tutta la +vita.-- + +Il burchiello si accostava alla scogliera, portando il fratello di +Fiordispina. + +--Ebbene?--gridò Aminta.--Non venite a darmi il benvenuto nella vostra +isola?-- + +Gino accorse, stese la mano ad Aminta, lo abbracciò stretto e lo baciò +su ambedue le guance. Era anche la sua risposta alle ultime parole di +Fiordispina. + +--Dov'è questa Ninfa, che io non la vedo?--disse Aminta, volgendo gli +occhi al sommo della balza. + +--Eccola!--disse Gino, indicando Fiordispina. + +La fanciulla era seduta sul masso, e la sua bella testa di Minerva +Glaucopide spiccava con la precisione di un antico cammèo sul fondo +azzurro del cielo. + +--Vada per il complimento!--rispose Aminta, ridendo.--Ma non ha i +capegli d'oro, che ci ha promessi Don Pietro. + +--In pochi minuti tutto ciò è stato cambiato;--disse Gino.--Adesso la +Ninfa li ha neri come ala di corvo. Aggiungi che non affascina più i +cacciatori, ma dà eccellenti consigli agli ospiti di casa Guerri. Sai +di che cosa abbiamo parlato, aspettandoti? + +--Dell'Italia, ne son certo;--rispose Aminta.--Mia sorella non pensa +ad altro, non vede altro, e noi salutiamo in lei una Romana antica. + +--È troppo poco;--disse Gino.--Permettimi di credere che se fossero +state così le Romane antiche, Roma comanderebbe ancora alle genti. + +--Hai sentito, Fiordispina? + +--Sì;--rispose la fanciulla, dall'alto. + +--E ti pare?... + +--Che il conte Malatesti abbia ragione. Prendiamo senza finta modestia +quel che ci viene. Non è il valore, non è l'altezza della mente, che +mi regala il nostro ospite, riconoscendo in me l'amore della patria. +Oggi il culto dell'Italia nel segreto delle nostre case, o sulla vetta +dei monti, lontano dal sospetto dei tiranni e dall'orecchio dei +delatori; domani l'impeto della rivolta, il riconoscimento e +l'alleanza delle libere volontà alla luce del sole. Ma allora voi +combatterete, e noi pregheremo.-- + +Gino era in estasi, e taceva, come tutti gli estatici. Aminta, che non +aveva le sue ragioni per rimanere a bocca aperta, ma che aveva pur +sentito profondamente il discorso di sua sorella, stette un momento +sopra di sè, poi scosse la testa con atto risoluto, e rispose: + +--Combatteremo!-- + +Proferì quella parola, come se avesse giurato. Il conte Gino, scosso a +sua volta da quell'accento solenne, prese la mano di Aminta e la +strinse fortemente, associandosi al giuramento. + +Il resto della giornata non si racconta. La scampagnata fu gaia, +piacevole, amena, con momenti di grato riposo alternati da scoppi di +pazza ilarità, con aliti di frescura che rianimavano gli spiriti, con +ondate di tepore che scaldavano il cuore. Infatti, c'è questa sequela +di sensazioni materiali in tutte le gioie intense, in tutte le belle +riunioni e scorribande all'aperto, dove la natura è scena, e i nostri +pensieri si effondono senza timore o sospetto. + +Quella sera, appena giunto co' suoi ospiti alle Vaie, il conte Gino +volle ritornarsene al suo eremo di Querciola. Sentiva il bisogno di +raccogliersi, di meditare, di assaporare la sua felicità. + +Nell'atto di separarsi da Aminta, che secondo il solito lo aveva +accompagnato un tratto, sul limitare del bosco, Gino disse all'amico. + +--Ti ho chiamato fratello, e vorrei esserlo davvero. + +--Grazie!--rispose Aminta.--Questo sarebbe anche il mio desiderio. + +--Amo tua sorella;--rispose Gino, chinandosi sulla sella e parlando a +bassa voce, come se temesse di farsi udire dagli alberi della foresta. + +--Oh, il gran segreto!--esclamò Aminta, ridendo. + +--Come? Già lo sapevi? + +--Me n'ero avveduto da un pezzo. Sfido io, a non avvedersene! Credo +che lo sappiano a quest'ora tutti i sassi della montagna. + +--E dimmi....--ripigliò Gino.--La cosa non dispiace a te? + +--No, davvero. Sei un uomo leale e la mia mano stringe volentieri la +tua. Conte Gino Malatesti.... + +--Non parlar, di contea, te ne prego!--interruppe Gino, +turbato.--Vorrei che i re della montagna non isgradissero la mia +alleanza. + +--Ebbene,--rispose Aminta,--se tu mi avessi lasciato finire, non +avresti da domandarmelo ancora. Volevo dirti per l'appunto questo, con +tutta la solennità possibile ed immaginabile. Conte Gino Malatesti, i +re della montagna in questa stretta di mano ti accettano.-- + + + + +Capitolo VIII. + +La marchesa Polissena. + + +Fu una gran luce, quella notte, nella solitaria cameretta di +Querciola. Si narra che una gran luce sfolgorasse pure da una capanna +di Betleem, dove era nato il nuovo signore dell'universo. Meglio di +tanti re della terra, quel nuovo nato doveva regnare con l'amore; ed +era l'amore, non altro che l'amore, quello che diffondeva la gran luce +improvvisa fra le tenebre del mondo. + +Fiordispina lo amava! Fiordispina glielo aveva confessato! Come? Egli +avrebbe voluto rammentar le parole, ad una ad una, e per che modo, per +quale artifizio di trapassi, anch'egli fosse venuto al punto di +manifestarle i suoi sentimenti più intimi. Ma era proprio vero che +aveva parlato? Proprio vero che la fanciulla dei Guerri aveva accolto +benignamente l'amor suo? Accade sempre così, quando si vuol ricordare +in che modo si è palesata questa gran fiamma del cuore, e non si +riesce a trovare come si sia dichiarato l'amore, in quella stessa +guisa che il più delle volte non si sa come sia nato. Egli sapeva +almeno come fosse nato quello di Fiordispina.--«Vi ho amato dal primo +giorno che vi ho veduto»--gli aveva detto la fanciulla. Santa +innocenza del cuore! Ed egli poteva rallegrarsi di essere la prima +immagine che si fosse specchiata in quel terso cristallo. E si +ricordava ancora in buon punto che la dolce confessione gli era stata +fatta assai prima, sebbene con altre parole, a proposito di un albo +dalle pagine bianche, su cui egli sarebbe stato il primo a +scrivere.... e l'ultimo. + +Primo ed ultimo! Unico, dunque? Divina cosa! Non c'è amor vero che +questo. + +Sì, tutto bene; ma dava egli il ricambio di una simile innocenza? Non +aveva egli già amato, e parecchie volte in sua vita? Riandando nella +onestà della sua mente il passato, quanti amori, grandi e piccini, non +avrebb'egli trovato, morti d'ogni età, lungo i meandri della memoria, +nè tutti pure onorati di sepoltura! Timidi fiori dapprima, turbamenti, +desiderii, cessati per mancanza di oggetto, svaniti per la sua +indegnità; poi matte imprese, ripeschi, galanterie, illusioni del +senso, che vuol decorare di un nome più nobile i suoi ardori fumosi! +Tale, a dirne uno, non era stato l'amor suo per la marchesa Polissena? + +Quel nome, di fatti, veniva ancora alla mente di Gino. Ma egli, +oramai, poteva fermarcisi senza terrore, senza rimorso, per sola +ragione di studio. La marchesa Baldovini egli l'aveva conosciuta ed +ammirata da lungi, essendo ancora giovinetto. Ella non si era neanche +degnata di guardarlo, non si era forse neanche accorta della presenza +di lui, di quell'adolescente, che serbava ancora, studente +d'università, l'aspetto del collegiale. Lo aveva veduto poi, aveva +scambiato qualche parola con lui, per convenienza, per uso di società; +ma quel po' di frasi comuni non era neanche da mettersi in conto. +Ahimè! In quel modo non nasce l'amor vero. Fiordispina, a buon conto, +lo aveva amato il primo giorno che lo aveva veduto. Polissena, no. Lo +aveva sentito parlare, e non si era mostrata punto commossa; neanche +gli aveva lasciato indovinare o sperare che i suoi discorsi le +piacessero più che tanto. In quei primi tempi, se egli ben ricordava, +la marchesa Polissena prestava molta attenzione alle gentilezze di un +colonnello austriaco, giunto in missione presso la corte di Modena. Nè +egli se n'era impensierito; neanch'egli amava quella donna, sebbene +gli paresse bella e fatta per ispirare una passione in piena regola. + +Dopo quel primo incontro con lei, Gino Malatesti era stato distratto +da altri pensieri, aveva avuto le sue piccole avventure, i suoi +ripeschi, i suoi capricci, tutti decorati di quel gran nome che +sapete, e mutati ad ogni tanto, come si mutano le figure in un +caleidoscopio, ad ogni voltata del cannocchiale. Un giorno, anzi una +notte, incontratolo in una festa da ballo, la marchesa Baldovini si +era degnata di ballare una quadriglia con lui, e tra una suonata e +l'altra, così di punto in bianco, guardandolo fissamente negli occhi, +gli aveva detto:--È vero che amate la tale?-- + +Gino era rimasto un po' sconcertato da quella domanda improvvida. +Avrebbe voluto negare, perchè in verità quell'amore, a cui alludeva la +dama, non era, e sopratutto non gli pareva più in quel momento, una +cosa tanto bella da vantarsene, o da accettarne il dolce peso con +l'atto d'infinita modestia di chi vuol dire e non dire. Ma la marchesa +Polissena aveva subito soggiunto: + +--Lo so di certa scienza, e mi ha fatto pena... per voi. + +--Per me, marchesa?--aveva egli balbettato. + +--Sicuramente. Queste son forse conquiste degne di un giovanotto +vostro pari? Una plebea, che ha la bellezza del diavolo e nulla più. +Non vi vergognate? A me, vedete, signor conte, voi fate l'effetto di +un gentiluomo, che ha tenute e foreste per far la gran caccia, e se ne +va, umile borghese, la mattina di domenica, fuori porta San Francesco, +a contendersi, con altri dieci o dodici suoi pari, una cingallegra +smarrita. + +--Smarrita!... in dodici, poi!--mormorò Gino tra i denti. + +Ma rise, perchè bisognava ridere; e quella risata fu l'orazione +funebre recitata sulla tomba.... di una cingallegra smarrita. + +--Ah! la gran caccia!--esclamò egli poi, sospirando.--Ne parlate +facilmente, voi, bella signora. La gran caccia è molto faticosa, e più +ancora difficile. Essa, ad ogni modo, richiede cacciatori più esperti. + +--Non mi parlate degli esperti!--replicò la marchesa.--Io non li +amo.-- + +Che c'entrava lei? Questa domanda si affacciò naturalmente al pensiero +di Gino. + +--Neanch'io, se penso come han guadagnata la loro esperienza;--rispose +allora, umilmente.--Ma per seguitarli, per oltrepassarli, che sarebbe +meglio, bisognerebbe sempre osare.... + +--Siete anche timido? Dopo tutte le vostre avventure, di cui non mi +congratulo niente con voi?-- + +--Timidissimo, marchesa. Soltanto, come tutti i timidi, potrei avere +un giorno il coraggio della disperazione.-- + +Così avevano chiacchierato, negli intervalli della quadriglia; così +avevano seguitalo a chiacchierare argutamente, nell'angolo di una +sala, dove la marchesa Polissena teneva corte d'amore. E quel dialogo, +dond'era incominciato il suo romanzo con la bella marchesa, lo +rammentava egli allora, dopo quattro anni. Egli, capite? Egli che non +ricordava più, dopo dodici ore, come avesse detto: «vi amo» alla +fanciulla dei Guerri. Da una conversazione, mezzo audace e mezzo +frivola, in una festa da ballo, era nato un amore di quattro anni. +Com'è il caso di ripetere col poeta che «poca favilla gran fiamma +seconda!» + +All'alba, sul finire della festa, dopo un _cotillon_ in cui non era +stato egli il cavaliere della marchesa Polissena, ma più d'una volta +il rapitore fortunato o il ballerino prescelto, il conte Gino +Malatesti aveva trovato il modo di accompagnar la dama fino al portone +del suo palazzo, e si era separato da lei raccomandandole di dormire +fino a sera, per aver cura de' suoi occhi, che erano senza fallo «i +più belli di Modena.» Tanto cammino si era fatto in cinque ore! Ma +notate che erano cinque ore di notte, e di notte, lo sanno tutti i +camminatori, si va più svelti del doppio, in paragone del giorno. + +Aggiungete che la marchesa si era lasciata cadere quella notte dallo +scollo della veste un mazzolino di violette di Parma; che il conte +Gino lo aveva raccolto e che la marchesa glielo aveva lasciato +ritenere, mostrando a tutta prima di non avvedersi neppure del fatto. +Più tardi, avendo il giovane accennato il suo piccolo bottino, la +marchesa si era degnata di sorridere, e con aria di benevolenza regale +gli aveva detto:--Vedremo se saprete conservarlo, anche appassito, e +più, disseccato.-- + +--Vedrete, bella signora;--aveva risposto Gino. animandosi.--Vi +porterò questi fiori un altr'anno, in questo medesimo giorno.-- + +La bella signora aveva dato in uno scoppio di risa. + +--Ma bravo, conte! Prendete di queste scadenze, per le vostre visite? +Ed io che ne aspettavo una da voi entro gli otto giorni.... almeno?-- + +La risposta, s'indovina. Ed anche la visita che seguì. Gino Malatesti +lasciò passare a mala pena il giorno dedicato al riposo dei «più begli +occhi di Modena» e la mattina dopo, fra le due e le tre del pomeriggio +(scusate è sempre mattina, per chi non lavora e non ha ancora +pranzato), si presentò al palazzo Baldovini per chieder notizie e +lasciar due biglietti di visita. Due biglietti, si sa, per dire ad una +signora e a suo marito:--«sarei tanto felice di entrare in relazione +d'ossequio ed amicizia con voi due.»--Se la signora è vedova, si +lascia un solo biglietto. Se è vedovo il marito, non si lascia nemmeno +quello. Desiderio d'ossequiare, di entrare in relazione di amicizia, +non ce n'è più, e pare già troppo l'obbligo del saluto per via. + +Voleva dunque lasciare i due biglietti di visita. Ma per il conte Gino +Malatesti non si faceva anticamera. Il servitore aperse il salotto. La +marchesa Polissena era là, e Gino fu ammesso alla presenza della Dea. +Forse era il suo giorno di ricevimento? No, ma le belle dame son fatte +così; hanno il giorno solenne, in cui vedono venti, trenta persone, e +si annoiano a vicenda, o si divertono qualche volta, sentendo le +notizia e mettendo la frangia alle notizie del prossimo. Ne hanno poi +altri due o tre, in cui non ricevono visite, o non escono a farne; +sono in casa, ed ammettono gl'intimi. Nè sempre al plurale, si +capisce; perchè non è sempre dato, o non sempre piace, di averne più +d'uno. + +Le violette di Parma erano a mala pena appassite; ma la marchesa +Polissena non aspettò che il mazzolino fosse disseccato, par +confidarne un altro a quel grazioso custode. Ne ebbe due, ne ebbe tre, +ne ebbe quattro, nello spazio di un mese, il conte Gino Malatesti; a +mezza primavera, quando le violette cessarono, ne aveva già una +provvista sufficiente per le infusioni di tutto l'anno. Questo ve lo +dico io, poco rispettosamente per i fiori della marchesa Polissena; ma +voi non dovete credere che il conte Gino pensasse a far servire quei +dolci pegni di un amore al primo stadio, per curare i suoi +raffreddori. + +Frattanto, la marchesa Baldovini aveva preso ad esercitare una grande +autorità sull'animo di lui. Pareva essersi dimenticata del ripesco che +aveva rimproverato al conte Gino, poichè non le era più occorso di +farne cenno; ma gli domandava, ad ogni visita, come avesse passati +quei giorni in cui non si erano veduti che un'ora a teatro, a caso per +via. Più tardi, spesseggiando le visite e le occasioni di trovarsi +insieme, prese a domandargli come avesse passate le ore e i minuti; ed +egli, grato a lei di tanta cura amorevole, si avvezzò volentieri a dar +ragguaglio, non che dei minuti, dei secondi, a raccontarle atti e +pensieri, opere ed ommissioni. Inebriato dalla passione, si era fatto +schiavo senza avvedersene, come quei contadini (scusate il paragone), +come quei contadini del tempo andato, che i sergenti arruolatori +ubbriacavano ben bene, e che il giorno dopo, con loro meraviglia +grande, si accorgevano di aver firmato l'ingaggio. Polissena comandava +a bacchetta; diceva brevemente: «fate la tal cosa» come se il farla, +senza aver sentite le ragioni, fosse nell'ordine prestabilito dai +fati. «Non andrete più dalla tale» era un comando che poteva anche +piacere, poichè indicava un sentimento di gelosia, e agli innamorati +piacciono le donne gelose. «Non parlerete col tale» era più difficile, +qualche volta, ma si poteva anche obbedire, non portando altra +conseguenza che un risparmio di cappello, due chiacchiere di amici +comuni, e raramente uno scontro sul terreno, ottimo per una mezza +cavata di sangue, e per il crescere che si fa, con queste imprese, +nella estimazione della gente. «Andrete a Reggio, domani», oppure: «mi +seguirete fra due giorni a Bologna, lasciando credere di essere andato +a Sassuolo» era anche meglio, poichè prometteva uno o due giorni di +allegre scorribande, da cui era bandita la cerimoniosa serietà del +salotto, o la trepidazione dell'incontro fuori via. Lo stesso si dica +del viaggio a Torino, quantunque allora, dopo quattro anni di quella +vita, la scorribanda potesse parere un po' lunga. Polissena era una +donna imperiosa; ma aveva momenti di grazia incantevole, giorni in cui +pareva una fata benefica, una bambina capricciosa, tanto più cara +quanto più erano frequenti i capricci. Poi, tutto ad un tratto, +diceva: «finiamola, con le pazzie»; e allora ridiventava la signora, +marchesa Baldovini, chiusa nel suo sussiego, bastionata nella sua +severità, tutta magistrati, ciambellani, generali, diplomatici, gran +giustizieri, e patrona per giunta di non so più qual opera pia, +congregazione divota, od altro che vi piaccia d'immaginare, in un +tempo e in un ambiente come il suo. + +Così il nostro Gino era caduto nella rete; così, protestando qualche +volta, e sentendosi dare del ragazzo, aveva finito con adattarsi alla +sua servitù, decorata di un nome più grato, ma solamente a +quattr'occhi. Dopo tutto, perchè lagnarsi? Quella donna apparteneva +alla sua medesima classe sociale; egli viveva nell'ozio, e poteva +obbedire senza fatica. Perciò si era avvezzato, aveva presa la piega, +formata l'abitudine; andava oltre, placidamente, col trotterello +dell'antico cicisbeo, e sarebbe potuto andare così, fino.... Ah sì, +parliamone: fino a quando? Una marchesina cresceva, accanto alla bella +marchesa. Non crediate che fosse proprio al suo fianco; era in +conservatorio; ma nelle vacanze faceva le sue piccole apparizioni, e +spesso la bionda Polissena, con accento tra tenero e grave, amava +ricordare che presto avrebbe ripreso il suo ufficio di mamma. Si +rideva, intorno a lei, con aria incredula, e si diceva: «Mamma, Lei, +signora marchesa? Vorrà dire sorella!» Era una consolazione quella, e +il complimento poteva anche avere un aspetto di verità. Ma infine, o +presto o tardi, il giorno doveva venire, in cui la marchesa Polissena, +da regina giovane ch'ella appariva, passasse nel novero delle regine +madri, e facesse anche ufficio di tappezzeria nelle feste, dov'ella +aveva così graziosamente regnato. Baie! C'era tempo ancora a pensarci. +La marchesa Polissena era così giovane, così bambina, alle volte! E +sempre così bella, poi! Quando voleva, solo a mostrare i suoi denti, +in un sorriso, e a muover gli occhi, sprigionandone un lampo, era +ancora lei la più bella di Modena: una città dove le belle non sono +poche, nè poco. + +Il conte Gino andava dunque là, con quel suo guinzaglio lento, che lo +tratteneva senza dargli noia, poichè si era adattato, da cane +intelligente e mansueto, a misurare il suo passo su quello della +padrona. E pensava che la cosa potesse durare così.... Cioè, diciamo +la verità tutta quanta, non pensava affatto; andava là, comandato, +accarezzato, portando la sua felicità, come il soldato porta lo zaino, +lamentandosi a mala pena nelle ore di sole. Qualche volta, lo sapete, +egli deponeva il dolce peso, andando a prendere, nella società non +sua, quelle boccate d'aria libera che dovevano essergli imputate a +delitto dal sospettoso governo ducale. Forse per noia, non confessata +a sè stesso, dell'ambiente afoso in cui viveva, si era buttato a +cercar fuori le piccole consolazioni. Leale nell'amore, non le cercava +già in altri amori, bensì in altra ragione di cose; la indipendenza +del suo paese era il pensiero che lo consolava del fatto di aver +perduta la sua. Il giorno della liberazione si sentiva vicino; così +non poteva durare, per bacco! Non già per lui, che non osava pensarci +neanche, e si sarebbe stimato meno, se gliene fosse venuto solamente +il sospetto; ma per la patria sua, per l'Italia, no, mille volte no, +così non poteva durare. Stato pericoloso dell'anima sua! Il governo +ducale ci aveva messo, aveva creduto di metterci un termine, mandando +il conte Gino Malatesti a confine in Querciola. + +Cacciato con quella rapidità fulminea dell'ordine ducale, Gino +Malatesti si era sentito spezzare il cuore. Niente si muta senza +affanno, neanche una triste condizione in una migliore, o più grata. +L'uomo liberato dai ceppi, non guarda forse con mestizia, breve, sì, +ma profonda, alle pareti del carcere, a quelle ignude pareti che +furono testimoni e confidenti di tante angosce, di tante afflizioni di +spirito? + +L'amore, che forse languiva, si ravvivò nell'anima di Gino Malatesti, +battè l'ali sulla via dell'esilio con lui. Ah, quella donna! Se avesse +sparsa una lagrima! Se almeno gli avesse fatto sapere quella cosa +tanto naturale, tanto facile alle donne, come a tutte le creature +deboli, e gliel'avesse scritta in due sole parole: «ho pianto!» Come +lo avrebbe consolato, confortato a soffrire! Che balsamo avrebbe +recato alla sua acerba ferita! Ci sono anche le lontananze utili, +quelle che i francesi dicono con modo felicissimo _les absences +heureuses_. Son quelli, per così dire, gli sprazzi d'acqua fredda che +ravvivano una fiamma vicina ad estinguersi. Ma la bionda Polissena non +aveva dato cenno di sè al condannato; peggio ancora, non si era +degnata di rispondere una buona parola al suo messaggero; peggio +ancora del peggio, aveva ripresi, raddoppiati i suoi passatempi +cittadini, come se nulla fosse avvenuto di doloroso, o solamente di +spiacevole per lei. Era proprio la gran dama, che non perdeva il suo +tempo a piangere sopra un capriccio svanito, e non voleva portarne il +lutto, neanche per una settimana, come si usa nelle Corti. + +Queste cose lo avevano profondamente ferito, ed io vi ho descritta la +scena a suo luogo. Orbene, vedute alla distanza di un paio di mesi, +queste... anzi quelle cose non lo ferivano più. E voi, senza che io ve +l'abbia detto, ne sapete il perchè. La boccata d'aria sana aveva fatto +il miracolo; quella apparizione celeste delle Vaie, quel senno e +quella innocenza, quel fiore di poesia, di pensiero e di studi, +avevano rivelato a Gino Malatesti un nuovo mondo, il migliore. Strana +novità, in mezzo a quella agreste natura, dove noi per solito non +vediamo che boscaiuoli e pastori, gente buona ma ruvida, menti +vergini, anime schiette, qualche volta, ma ottuse! + +C'è un fiore, nelle regioni alpine, uno strano fiore.... Non +l'_edelweiss_, badate, non l'_edelweiss_, di cui si è già tanto +abusato. È un fiore umilissimo, confuso spesso tra cento, nello smalto +allegro dei prati. Nel mezzo del calice slabbrato ha come una piccola +lastra tondeggiante, e dall'orlo di questa si ripiega tremolante verso +il mezzo una piccolissima forma, petalo, o lacinia del calice istesso, +che vogliam dire, ma che vi dà l'immagine di un uccellino il quale +stia a guardarsi nello specchio. È forse l'_ophrys speculum_. Lascio +volentieri ai botanici la cura del nome. Il semplice curioso che vede +il bizzarro fiorellino e lo ammira, non può trattenersi dal dire tra +sè e sè: come mai, in questa selvaggia natura, un fiore così gentile +nella sua figura, così bello nella sua novità? + +Semplice curioso, lasciatevelo dire: non c'è nella vostra domanda, +nella vostra maraviglia, che l'effetto di un pervertimento del vostro +giudizio. Assuefatto a vedere i bei fiori dalle forme insolite e dalle +figure strane entro le stufe dei giardini signorili, non ricordate più +che quei fiori son nati all'aria libera, sono sbocciati spontanei, si +sono educati per virtù naturale nel loro ambiente selvaggio crescendo +a tal bellezza di forme sotto gli occhi di Dio fino a tanto non si +posarono sovr'essi gli occhi di un viaggiatore, che ne raccolse i +semi, o scavò dalla terra i loro bulbi preziosi. + +Ammirato, affascinato dalla bellezza, dalla grazia del fiorellino +silvestre, Gino Malatesti poteva dirsi guarito. E ripensando alla +marchesa Polissena, dopo due mesi di vita alle falde del Cimone, +poteva ragionare tranquillamente sul modo in cui ella si era diportata +con lui, per conchiudere filosoficamente in questa forma: + +--Era l'abitudine, la sola abitudine che ci teneva legati. Non la +nostra volontà, che sarebbe parsa una mancanza di cortesia, ma un caso +esterno, indipendente da noi, poteva solo troncare quel vincolo. E il +caso è venuto, ha spezzato, ha interrotto, ci ha sviati ambedue. Si +poteva, per altro, si doveva salvar l'apparenza delle cose. Io, senza +pensare a questo dovere di cerimonia, ma credendo di amar tuttavia, mi +ero bene affrettato a farmi vivo con lei. Ed essa, invece? Non è il +caso di dire che le mancarono le occasioni. Io gliene avevo pure +offerto una, e sicura. Ma no: silenzio, ripresa di passatempi, di +distrazioni, a cui ha dato una bellissima chiusa il viaggio di Lucca. +E passandomi davanti agli occhi, per giunta! Dunque?... Dunque è da +credere.... Via, diciamo le cose come stanno, senza riguardi, senza +ipocrisie, roba buona soltanto per le trattazioni in contradditorio, +come dicono i legali. Dunque è da credere che la marchesa Polissena +non fosse solamente stanca di un amore durato quattr'anni, ma che +avesse già pronto l'altro, da sostituirgli. Il surrogante, ecco il +segreto. Ma chi sarà, il surrogante?--Quello era un abisso, in cui si +smarriva la mente del pensatore. Che, si fa celia? Trovare, fra i +cavalieri che circondano una donna, quale sarà il preferito del +domani? Tanto varrebbe attentarsi di pronosticare, fra cento api che +ronzano intorno ad una rosa, quale fra tante giungerà seconda a rapire +la sua parte di miele. Aggiungete, per render più difficile la cosa, +che il fiore è inerte e il calcolo delle probabilità può favorire +l'ape più forte e più ardita; laddove la donna, specie quando ha +l'ingegno e l'esperienza della marchesa Polissena, sa sceglier lei, e +fingere fino a tanto che le importi di fingere. Qualche volta ella +sceglie fuori della cerchia conosciuta, ed allora addio indagini +sottili, addio calcoli di probabilità. Direte che in tal caso, se è +più difficile pronosticare, è più facile indovinare, andando +sull'orma, poichè mentre la donna sa fingere, l'uomo, scelto da lei in +una classe diversa, facilmente si tradisce e si scopre. Ma il nostro +Gino non era là, per fare quello studio, e doveva almanaccare da +lungi. + +Del resto, se l'idea gli era venuta, il pensatore l'aveva anche +scacciata. No, niente di fuori via. La città non era così grande, da +dissimulare una di queste avventure. La marchesa Polissena, tutta +sussiego, misura e riguardi sociali, non doveva aver scelto che tra +suoi pari, tra coloro che potevano essere ad ogni ora da lei; a farla +breve, tra i frequentatori della sua casa. Lì, non altrove, bisognava +cercare e trovare. + +Prima di tutto, non un cavaliere maturo. Ricordando parecchi esempi, +Gino aveva ragione di credere che questi fossero piuttosto gli amori +delle donne giovani. Ancora non ne aveva indovinata e svolta la +teorica sottile; ma, come vi ho detto, aveva presenti alla memoria gli +esempi. Sentiva in quella vece, aveva per certa la teorica contraria, +applicabile alle donne che son vissute di più nelle consuetudini del +mondo elegante, che hanno già acquistata l'esperienza, non avendo +perduta ancora la bellezza, nè il desiderio di piacere. Quelle, si sa, +amano i giovani, magari gli adolescenti. Si forma lentamente nella +donna, e ad una certa età si rivela, l'istinto educatore. Si respira +il profumo di un affetto giovanile, l'incenso di una ammirazione +sconfinata, e si dà in ricambio la grazia, l'uso della civil +compagnia, la garbatezza dei modi, la gravità precoce, tutte le virtù +cardinali del moderno gentiluomo. Si prende un giovane ardente, +rumoroso, matto, e se ne fa un modello di serietà, di discrezione, di +tenerezza contegnosa, un cavaliere, insomma. E non per far concorrenza +ai governi, nè in quel modo che essi sogliono fabbricare i lor +cavalieri; quantunque al suo alunno, durante la veglia d'armi, e anche +dopo, la nobile e dotta educatrice ami spesso far portare la croce. + +Chi, dunque? L'indagine diventava scientifica; e il conte Gino aveva +una bella equazione da sciogliere. + +Il Mortanelli? No, non era più abbastanza giovane. E poi, era uno +sciocco. Parlava sempre de' suoi cavalli, che non erano neanche belli, +e spesso nelle conversazioni si rideva delle sue compere, in cui otto +volte su dieci era ingannato dai mercanti. Il conte Sestoli? Che! +Quello era un piccolo vanaglorioso, refrattario ad ogni educazione di +quel genere. Proteggeva tutte le figuranti di teatro, e non istava +bene che con quelle. Il principe Orsi di Frassinoro? Bello, assai +bello, ma di una bellezza femminea. Le donne non amano negli uomini +quel genere di bellezza che possiedono esse. Poi, il signor principe +Orsi di Frassinoro era innamorato ferocemente di se stesso. Passava +tre ore ogni mattina allo specchio, e la cosa era risaputa da tutti. +Si diceva qualche volta di lui:--Oh Dio! Come è bello! Se non avesse +quei pizzi biondi e quei baffettini, che cosa stupenda! Con quegli +occhi azzurri, con quella tinta di cera vergine sul viso, si direbbe +una donna, una bellissima donna, russa o svedese. Gran trionfatore tra +le borghesuccie che aspirano all'alto, il principe Orsi di Frassinoro +non era tagliato per ottenere la più piccola vittoria nella sua +propria classe. Le donne eleganti e galanti sentivano per +quell'effeminato l'antipatia istintiva che avrebbero sentita per ogni +donna la quale potesse gareggiar con loro di bellezza o di grazia. Non +poteva esser un amante, il Frassinoro; era troppo un rivale. + +Gira rigira, la batteva tra due: il conte Nerazzi e il marchese Landi; +ambedue amici suoi, belli senza eccesso, non sciocchi a prima vista, +ma neanche spiritosi. Dei immortali! Anche noiosi la parte loro, con +quel fare compassato, e con la cura astuta che mettevano a nascondere, +facendola spiccar meglio, una piccola vittoria, o a darsi merito di +non averne ottenuta mai una. Ma sono questi gli uomini che +piacciono.--«Ebbene, Landi, qual è oggi la dea dei vostri +pensieri?--Signora, non c'è dea, per me, e dubito perfino di aver dei +pensieri.--Ah, molto spiritoso, ed anche discreto; due cose che +ordinariamente non vanno molto d'accordo. Ve ne faccio i miei +complimenti. E voi, Landi, non amate?--No, signora; il mio giorno non +è ancora venuto.--Come! C'è un giorno ed un'ora da aspettare?--Sì, il +giorno e l'ora del nostro destino. Se amerò, non amerò leggermente.--È +giusto e vi lodo. Fossero tutti come voi!»--E la dama galante che ha +fatta questa scoperta, la mette bravamente in serbo. Avrà un altro +amore, lei; ma il Landi, o il Nerazzi, secondo i gusti, è un buon +amico, e un grande amore non esclude una piccola amicizia, una certa +simpatia, nata da conformità di pensieri, «siccome tra cortesi alme si +suole.» E lo difende, il giovane amico, quando gli altri lo +attaccano.--«Il Nerazzi è un buon giovane; c'è in lui la stoffa di un +cavaliere perfetto.--Non mi dite male del Landi; è un uomo serio, +d'una sensibilità molto rara, di una delicatezza a tutta prova.»-- + +O il conte Nerazzi, dunque, o il marchese Landi. Qui il nostro Gino +Malatesti ricordò in buon punto la prima lettera ricevuta dal suo +confidente Giuseppe. «Mi pare (scriveva il buon servitore) che la sua +condanna abbia raffreddato molte persone, di quelle che V. S. credeva +più amiche, e con le quali andava più spesso. Il conte Nerazzi, per +esempio, e il marchese Landi, quando ho dato loro un cenno del suo +viaggio, mi hanno risposto con un semplice monosillabo. Sarà forse +perchè non hanno confidenza in un povero servitore; ma una notizia +almeno me la potevano chiedere, e mostrare un po' di amicizia per la +sua persona. Oso sperare che in questo Ella non troverà sbagliato il +mio ragionamento.» + +No, buon Giuseppe, il vostro padrone non lo aveva trovato punto +sbagliato. Ed ora, poi, ripensandoci, lo trovava profondo, sottile, +profetico. Forse, chi sa? Giuseppe aveva già fiutato qualche cosa del +vero. Perchè indicava nella sua lettera piuttosto quei due, che tanti +altri amici del conte Gino? Erano quelli con cui il conte andava più +spesso. Sì, questa era la frase; ma non rispondeva intieramente al +vero, perchè Gino andava con quelli, come con tutti gli altri, e non +aveva preferenze. Ah, il suo servitore Giuseppe, volendolo o non +volendolo, aveva messo il dito sulla piaga. Il conte Nerazzi e il +marchese Landi erano i due più avanzati, per vogargli sul remo. Ma +quale dei due il preferito? + +Il conte Nerazzi era un bel giovane; ma, per mentire in qualche modo +al suo nome di famiglia, aveva i capegli rossigni. La marchesa +Polissena, che li aveva di un bel biondo acceso, poteva amarli +rossigni? Le simpatie, ordinariamente, non si formano sulla +somiglianza del colore, e meno ancora nel sopraccolore, che rende più +intensa una tinta e la esagera. Il marchese Landi era bruno, ed anche +leggermente più stupido del Nerazzi: due ragioni forse per piacer di +più alla marchesa Polissena. Qui il conte Gino faceva un gran torto a +se stesso, poichè egli era piaciuto prima di quell'altro alla dama, e +il suo ragionamento gli portava per conseguenza legittima un grado +maggiore di stupidità, in confronto di quella che egli attribuiva al +Landi. Ma voi sapete che l'onestà, la probità, la lealtà, e via via +tutte le virtù umane, non salvano il più perfetto cavaliere da un po' +d'ingiustizia, quando egli deve nell'interno della propria coscienza +giudicare il suo simile. + +Ritornando al paragone fra i due supposti pretendenti, il Landi era di +più antica nobiltà. Apparteneva ad un ramo trapiantato da tre secoli a +Modena, dei Landi di Piacenza, grande famiglia principesca, che aveva +posseduto città e castella, ed esercitato diritti di vera sovranità. +Si diceva infatti: lo Stato Landi, per indicare i possedimenti di +quell'antica famiglia. Aggiungete che tra il casato dei Landi e la +marchesa Baldovini si era notata una sera, in conversazione, una +affinità casuale, ma strana. E di quella conversazione e di quella +affinità si ricordò il conte Gino in buon punto. + +Si era venuti a parlare dei Landi di Piacenza, e il marchese +Baldovini, forte in araldica e in genealogia (non sapeva altro, il +brav'uomo!) aveva detto al marchese Landi, modenese: + +--Sapete, Emilio, che i vostri maggiori avrebbero potuto vantare +qualche diritto alla successione della grande famiglia omonima, quando +ella venne a spegnersi in una donna, come la casa Farnese? + +--Ah, è vero!--aveva risposto Emilio Landi.--Ricordo la cosa, molto +confusamente, per altro. + +--Ve la spiego io. L'ultima di casa Landi fu Donna Polissena, che +entrò nella famiglia dei Doria Pamfili, di Roma, e furono questi che +ereditarono ogni cosa. + +--Polissena! Come me!--aveva esclamato la marchesa. + +--Già!--rispose Emilio Landi.--Polissena è un bel nome antico.-- + +Ed era diventato rosso, facendo quella scoperta. + +Gino Malatesti aveva osservato la cosa, ma senza fermarcisi troppo. +Infine, non era che un complimento, reso necessario dalla somiglianza, +dalla identità d'un nome di battesimo. + +Ma ora, ritornandoci su, capì meglio; indovinò la cagione di quel +rossore; e sorrise e si stropicciò le mani. Perchè oggi, lo sapete, +non si grida più: _eureka!_ Quando si scopre qualche cosa, ci si +stropiccia le mani e si ride. + +Nel caso di Gino Malatesti, la risatina indicava ancora che egli non +era solamente felice di avere scoperto un segreto, ma anche +perfettamente guarito dell'amor suo per la bionda marchesa. + +--Infine,--diss'egli, conchiudendo lo studio,--sia Landi, Nerazzi, e +magari tutt'e due, che importa a me? Buona fortuna, signori!-- + + + + +Capitolo IX. + +Due lettere + + +O Fiordispina! Voi foste allora la donna più felice d'Italia, per non +dire del mondo; amante, amata, e sul mattino dell'amore. Perchè, +infatti, qual cosa è più bella del principio, nel giorno, e del +mattino nell'amore? L'alba promette il meriggio, la luce, la vita, il +piacere. Ogni sensazione è fresca, in quell'ora; ogni pensiero è gaio, +e la speranza involge tutto de' suoi grati colori. Sull'alba, poi, il +calar delle nebbie, il dileguarsi delle nuvole, vi scopre da principio +le vette dei monti, vi mostra a mano a mano più ricisi i profili delle +colline, vi rischiara le insenature delle convalli, dove la bella luce +del giorno nascente illumina ad un tratto qualche ceppo di case, e va +a cercare sotto un pergolato la graziosa figura di una fanciulla +mattiniera, escita sul terrazzino a respirare la fragranza dei fiori. +Così nell'alba dell'amore, i cuori si scoprono a vicenda le loro +delicatezze arcane, le loro virtù recondite, i tesori del sentimento e +tutto il meglio della nostra povera creta. Ed è grato lo studio, ed +ogni novità che si scopre è un'allegrezza per noi. + +I giorni delle Vaie si seguivano e si rassomigliavano; cosa +piacevolissima, quando i giorni son belli. Gino Malatesti si era fatto +grave, di quella dolce gravità che nasconde la beatitudine, ma lascia +indovinare i gaudii anticipati di un'anima, la quale sa e può +trattenere i suoi desiderii nella certezza del possesso. Dio, quante +parole inutili! Ma le ho buttate là, e rimangano pure. Il giovanotto +scendeva ogni mattina da Querciola, ma quasi sempre a piedi, e faceva +per via un bel mazzolino di fiori selvatici. Giungeva alle Vaie ogni +giorno alla stess'ora, cioè verso le undici, ed ogni giorno, a +quell'ora, una bella forma di fanciulla appariva sul terrazzo, di +fianco alla casa dei Guerri. Gino salutava, e si fermava ad un certo +punto, per gittar sul terrazzo i suoi fiori, senza fallar mai il +colpo, che sarebbe stato di mal augurio sbagliar la parabola. Poi, +fatto un altro saluto, entrava in casa, presentava i suoi omaggi alle +signore, chiedeva notizie di tutti, dava le sue, quando ne aveva, e +faceva un po' di musica con Fiordispina, o leggeva qualche pagina di +libro, ad alta voce, aspettando l'arrivo degli uomini, degli amici +suoi, che ritornavano per l'appunto sul mezzodì, dalle loro +occupazioni quotidiane. + +Dopo il pranzo si scendeva in giardino, a far quattro passi e a +visitar le piante rare. Esse non erano più tutte nella stufa, poichè +la stagione calda permetteva a molte di rimanere all'aperto; ma alcune +si tenevano sempre là riparate, perchè le notti, alle falde del +Cimone, quantunque di estate, non erano calde abbastanza. Per altro, +nelle ore del giorno, le finestre della stufa erano tutte spalancate, +perchè i fiori bevessero la loro parte d'aria e di luce. + +Fiordispina e il conte Gino correvano sempre a visitare la bella +raccolta di eriche del capo di Buona Speranza. Sentivano forse che il +nome era di buon augurio per essi? Fiordispina ammirava i grappoli di +campanelluzzi eleganti, variamente colorati, che pendevano dalle +asticciuole ramose; Gino la seguiva nelle sue osservazioni, ma non +così attentamente com'ella avrebbe voluto, e vedeva le guance di +Minerva tingersi di un incarnato più vivo, quando ella si accorgeva +che il compagno guardava troppo un mazzolino di fiori selvatici, +sporgente dalla gala di mussolina che ornava e nascondeva ad un tempo +lo scollo della sua veste di lana. + +Anche le gite lontane si seguivano frequenti, ed un giorno si andò +fino a Bismantua. Si era parlato tante volte di far quel viaggio! +Fiordispina non c'era mai stata, e Gino moriva dalla voglia di +guadagnar quella vetta, che rassomigliava tanto al profilo di una gran +testa arrovesciata, in atto di guardare il cielo. Si dice questo in +grazia di un naso colossale, che è raffigurato dal colmo della +montagna, a chi lo guardi da lunge. + +Quel giorno, si sa, venne in campo la famosa terzina dantesca, dove il +sasso di Bismantua è ricordato. Il Poeta passa in rassegna le più +difficili strade da lui fatte ne' suoi continui viaggi, per +paragonarle alla faticosa salita del suo Purgatorio. + + _Vassi in Sanleo e discendesi in Noli, + Montasi su Bismantova in cacume + Con esso i piè; ma qui convien ch'uom voli._ + +--E qui è stato il padre della patria;--disse Gino, salendo anch'egli +«con esso i piè» ma non senza fatica sull'erta del monte.--Di qui ha +veduto il nostro Cimone e l'Alpe di San Pellegrino, l'Alpe di Succiso, +il Mal Passo e l'Orsaro; qui gli si è stesa davanti agli occhi quella +fila di giganti che sono laggiù i monti Apuani. Non credete voi, +Fiordispina, che tutte queste scene di sassi, orridamente belle, +ammirate da lui sul colmo di Bismantua, siano entrate per molta parte +nella composizione del Poema sacro? + +--Sì,--disse Fiordispina,--dovete aver ragione. Ma io penso ancora +un'altra cosa, quassù. Penso che in molti versi, sparsi qua e là nella +_Divina Commedia_, il Poeta mostra di credere alla grandezza del suo +lavoro; ma che nessuna cosa indichi meglio questa sua fede, che il +fatto di aver vedute o descritte con un cenno maestro tante regioni +d'Italia. Da ogni terra ch'egli ha visitata, Dante prende un'idea, un +colore, una immagine, e le aduna nel suo poema, che sarà la Bibbia +degli Italiani, quasi volesse rappresentarci la penisola già unificata +nella sua mente profetica. + +--Ah!--gridò Gino.--Si avverasse presto il gran sogno!-- + +Così la gita di Bismantua si era mutata in un pellegrinaggio di voto, +come se i nostri due innamorati fossero andati ad un santuario antico, +per venerare gli Iddii della patria. Ma a tutti fa questo senso +Bismantua, anche senza aver compagna nella salita una bellissima +donna, che abbia letto Dante e lo ami. + +Quel giorno, sotto la vetta del monte, Gino Malatesti incise tre nomi +sulla corteccia di un faggio: il nome del Poeta su in alto; più sotto +il nome di Fiordispina ed il suo. Oh, non c'era pericolo che facesse +errori, scrivendo il nome di lei! Questi malanni non occorrono che in +sogno. + +Nella realtà, piuttosto, ne occorrono degli altri. Il conte Gino, per +esempio, al suo ritorno di Bismantua, trovò una lettera, che aveva +lasciata per lui il procaccia. Da qualche tempo, sapendo che il conte +Malatesti faceva capo ogni giorno alle Vaie, era uso del procaccia di +consegnargli le sue lettere laggiù, o di lasciargliele, se non lo +avesse trovato. + +--Notizie di casa tua;--disse Aminta, separando la lettera di Gino da +quelle dei Guerri, e consegnandola all'amico. + +--No,--rispose Gino, dopo aver dato una guardata alla +soprascritta,--non è il carattere dei miei.-- + +Ma dopo aver guardato il carattere, guardò anche il bollo postale. La +lettera non veniva da Modena; veniva invece da Lucca. + +Chi poteva scrivergli da Lucca? Erano già scorse parecchie settimane +senza che Gino Malatesti ricordasse la esistenza di quella graziosa +città. Da Lucca? Ah, gli tornava allora la memoria del passato, e +sebbene quello della soprascritta non fosse il carattere di una certa +persona, la provenienza della lettera lo seccò molto, molto, molto; lo +seccò tanto, che egli cacciò la lettera in tasca, senza darsi la briga +di aprirla. + +--Tu fai sempre complimenti con noi;--disse Aminta, che aveva veduto +quell'atto. + +--No, sai? non ne faccio;--rispose Gino. + +--Ah, dico bene! Non ne sarebbe il caso;--replicò Aminta.--Noi intanto +leggiamo bene le nostre. + +--La mia è la lettera di un noioso;--disse Gino.--Ci sarà sempre tempo +a leggerla.-- + +E gli parve di respirar meglio, poichè l'ebbe seppellita nel fondo +della tasca, con quel po' po' d'epitaffio. + +Bel coraggio! direte. Bella tranquillità d'animo! E il più bello fu +questo, che non sapete ancora. Gino Malatesti non lesse quella lettera +neanche a Querciola; non la lesse il giorno appresso, nè l'altro che +seguì. Passarono otto giorni, a farvela breve, e la lettera di Lucca +stava sempre là suggellata; non più in una tasca dell'abito, ma in un +angolo del suo cassettone. Ciò avviene qualche volta a tutti, e non è +sempre una prova di coraggio, ahimè, nè di tranquillità d'animo; ve ne +ricordate? Si è messa quella lettera in disparte, rimandandone la +lettura fastidiosa ad un momento più tranquillo; ma quel momento non +vien mai; e i giorni passano, frattanto; e quando, rovistando le +vostre carte, quella lettera malaugurata vi viene davanti, fremete, vi +adirate con voi medesimi, e paghereste qualche cosa perchè non ve +l'avessero scritta. + +Dunque, coraggio e tranquillità d'animo, no; piuttosto una diffidenza, +un sospetto, che confinavano con la paura di legger cose spiacevoli, +di esser tirato in altre difficoltà, solamente (ma era già abbastanza +per lui) di rinnovare sensazioni dolorose. E perchè le noie sono come +le disgrazie, loro sorelle maggiori, che non vengono mai sole, otto +giorni dopo l'arrivo della lettera, rimasta suggellata nel suo +cassettone, e mentre Gino se ne stava alle Vaie, seduto nel salotto +dei Guerri, capitò una fantesca ad annunziare:--sono arrivati due +signori.-- + +--Ebbene,--disse il signor Francesco,--falli entrare. + +--Cercano del signor conte Malatesti;--ripigliò la fantesca. + +--Falli entrare egualmente;--replicò il vecchio Guerri. + +A quell'annunzio il conte Gino si era fortemente turbato. Chi diamine +poteva cercar di lui? E là, poi, in casa d'altri, quando il suo +domicilio era a Querciola? + +--Aspettate;--diss'egli, trattenendo col gesto la donna, che già si +moveva per obbedire al comando del signor Francesco.--Non è +conveniente che io regali questa seccatura ai miei ospiti. Andrò a +ricevere questi importuni nell'anticamera.-- + +E prima che il signor Francesco potesse rispondergli, escì dalla sala, +per entrare in quella cameretta che conoscete. + +Poco stante, avvisati dalla fantesca che potevano salire, apparvero i +due forastieri sull'uscio. Gino riconobbe il commissario di polizia e +l'applicato che aveva già ricevuti una volta, sul principio della sua +dimora a Querciola. + +L'atto suo fu di meraviglia, e non lieta. Il commissario se ne avvide +benissimo, e cercò di rimediare con una buona parola. + +--Non si turbi, signor conte, la prego;--diss'egli.--Portiamo notizie +allegre.-- + +Non c'erano notizie allegre da quella parte, per il conte Gino +Malatesti, e il suo viso non si rasserenò punto punto. + +--Siamo stati a Querciola;--ripigliò il commissario;--ma abbiamo avuto +il dispiacere di non incontrarla. Ci han detto che forse avremmo +potuto trovarla qui, dai signori Guerri, dov'Ella usa venire.... + +--Sì, a far visita;--interruppe Gino, seccato e confuso ad un tempo. + +--Ottima cosa avere dei buoni vicini!--osservò il commissario.--Si +passa gradevolmente qualche ora del giorno, in attesa d'un fortunato +cambiamento. + +--Ha qualche cosa da annunziarmi?--disse Gino, riconducendo il signor +commissario all'argomento della sua visita. + +--Sì, e tale che le farà piacere. Ma io non ardirò sostituirmi al suo +signor padre, cui spetta il piacere di dargli la notizia, dopo avere +avuto il merito di provocare il fatto. Eccole una lettera del signor +conte Jacopo, che le spiegherà meglio la cosa.-- + +Gino prese con mano tremante la lettera che gli porgeva il +commissario; l'aperse, non senza fatica, e lesse quel saggio della +prosa paterna. + + «_Mio caro figlio_, + +«Avrei dovuto, per i torti vostri e per il danno morale che essi hanno +recato alla mia casa, lasciarvi dove il giusto rigore del Governo vi +aveva confinato. Ma son padre, e mentre la mia severità non muta i +suoi giudizi, il mio cuore e lo stesso decoro della famiglia non +potevano che farmi desiderare di veder cancellata con un atto di +clemenza sovrana quella macchia che i vostri diportamenti hanno fatta +al buon nome dei Malatesti. Sua Altezza Serenissima ha voluto +accogliere benignamente le mie preghiere, ed esagerando nella sua +grazia qualche merito mio, non vedere nei vostri atti che l'effetto di +una leggerezza giovanile, che il tempo e i consigli correggeranno, se +già non è bastato l'esempio salutare di tre mesi di confine. Quasi +sarebbe inutile il dirvi che io mi sono impegnato formalmente e +solennemente per Voi, promettendo che d'ora innanzi avreste mutato +intieramente il vostro tenore di vita, e in particolar modo per quel +che si attiene alle relazioni, alle amicizie. Meno amici avrete, e più +potrete sperare di averli sicuri. Del resto, vi sarà libera la scelta +nella vostra medesima classe, con maggiore onor vostro e rispetto al +principio di autorità, di cui tutti, se onorati del favore sovrano, +rappresentiamo una parte. Nutro speranza che non mi farete bugiardo, e +non mi costringerete a considerarvi straniero alla nostra famiglia. +Desidero frattanto di rivedervi presto, e a quest'effetto mi recherò +giovedì mattina ad incontrarvi a Sassuolo. La mia età non mi permette +di fare un più lungo viaggio. Vi aspetterò dunque colà, nella giornata +di giovedì, lasciandovi in questo modo il tempo di fare le vostre +valigie. + +«Vostra madre, i vostri fratelli e le vostre sorelle vi abbracciano +con me. + + «Vostro padre + «_Conte_ JACOPO MALATESTI.» + +Giovedì, a Sassuolo! E che giorno era quello? Ahimè, un martedì. Gino +rimase istupidito dal colpo. Giovedì a Sassuolo! Ma bisognava dunque +partire quella sera medesima? Al più al più, sull'alba del giorno +seguente? Il poveretto non ci vedeva più lume, e sicuramente si +sarebbe trovato in un bell'impiccio, dovendo ripigliare la +conversazione col signor commissario, se in quel punto non fosse +capitato Aminta al soccorso. + +--Gino,--disse questi, entrando nell'anticamera,--ricordati che sei in +casa tua. Spero che dopo aver parlato d'affari con questi signori, +vorrai invitarli a passare in quell'altra sala, dove noi vi +aspettiamo. + +--Ringrazio;--rispose il commissario, senza aspettare che il conte +Gino ripetesse l'invito.--Ringrazio ed accetto subito, poichè la +nostra missione è compiuta. Essa è stata anche gratissima, e speriamo +che, come è piaciuta al signor conte Gino Malatesti, così sarà per +piacere ai signori Guerri, suoi ospiti.-- + +Così dicendo, il cerimonioso personaggio entrò nella sala, seguito +dall'applicato e da Gino, che non si era per anche riavuto dal suo +stordimento. Qui si fecero i soliti saluti, e il signor Francesco +offerse una refezione, che fu ricusata, poichè i due visitatori +avevano già desinato a Pievepelago. + +--Accetteranno almeno una tazza di caffè ed un bicchier di +vino;--disse allora il vecchio Guerri. + +--Per non rifiutar le sue grazie;--rispose il commissario, +inchinandosi. + +Vennero i bicchieri sul vassoio d'argento, con la bottiglia di vin +Santo delle grandi occasioni e con la catasta dei cantucci, ben +ordinati nel piatto. + +Il signor commissario amava i dolciumi, secondo l'uso di tutte le +virtuose persone, e intinse volentieri un cantuccio nel suo vino. Come +l'ebbe inzuppato ben bene, lo immerse beatamente in bocca, facendo +batter la lingua contro il palato, e chiudendo gli occhi a mezzo, in +atto di buongustaio che voglia concentrare tutte le facoltà dell'anima +intorno alla voluttà del momento. Felicissima bocca del mio signor +commissario! Essendo ella così soavemente vellicata, immaginate voi +quante dolcezze ne uscirono. + +--Sicuramente!--diss'egli.--Reco una buona notizia, che piacerà a +tutti gli amici del nostro signor conte, desiderato oramai da tutta +Modena. Sua Altezza Serenissima--(e qui un inchino tanto fatto)--ha +revocata la pena del confine, che si era degnata di applicargli, senza +processo, notino bene, senza processo. I processi restano, e +costituiscono sempre uno spiacevolissimo precedente, nella vita di un +gentiluomo. La sentenza c'è e non c'è, quando il processo manca; la +pena è applicata così, alla breve, in modo di correzione paterna, e +quando è revocata non ne resta più traccia. Il signor conte +ringrazierà, ne son certo, la clemenza sovrana; la quale si è +esercitata più presto che io non prevedessi, in grazia dei meriti +singolari dell'illustrissimo conte Jacopo, suo degno genitore, che è +senza dubbio uno dei soggetti più eminenti dello Stato.-- + +Finito il suo discorsetto, il degno commissario finì il suo cantuccio +e il suo resto di vin Santo, con la coscienza di aver meritato l'uno e +l'altro. + +--Mi compiaccio molto della fortuna che gli tocca; disse allora il +signor Francesco Guerri.--A noi dispiacerà di perdere un così buon +vicino; ma non dobbiamo essere egoisti. Non è vero, figliuoli miei?-- + +Alle prime parole del commissario, Fiordispina era diventata pallida, +e si era sentita mancare, tanto che aveva dovuto appoggiarsi alla +tavola, per non dare un triste spettacolo della sua debolezza. Ma fu +un momento, e non altro. Gli occhi del signor commissario, volgendosi +torno torno nel giro del discorso, erano giunti fino a lei, e +Fiordispina fece uno sforzo supremo per non dare a divedere la sua +commozione. Anch'ella, come Aminta, rispose con un cenno di +assentimento e con un sorriso alle ultime parole del babbo. + +--Ne son tutti felici, ed è giusto;--ripigliò il commissario.--Oso +dire che il primo sono stato io, ed ho accettato con giubilo +l'incarico di portar la notizia al signor conte, mentre qualche altra +necessità del nostro ministero mi chiamava da queste parti. Del resto, +se è lecito nella soggetta materia esprimere tutto il proprio +pensiero, la pena del confine è tra le lievi la meno adatta al suo +scopo correttivo. Un uomo che ha potuto, per qualche bazzeccola, +trascorso di lingua, od altro lieve errore di gioventù, richiamare +sopra di sè l'attenzione del governo, s'invigila meglio a casa, che +tra i monti e sui laghi dell'Appennino. Non credono? + +--Veramente....--rispose il signor Francesco.--Non saprei dirle. Mi +dispenso volentieri dallo avere una opinione in questa materia, che è +di spettanza del governo e dei suoi savi consiglieri.-- + +L'accenno malizioso ai laghi era evidente, come lo sforzo di +ragionamento con cui il signor commissario aveva tirato il discorso +fin là. Il signor Francesco Guerri non volle mostrare di averlo +capito; ma la sua risposta, fatta più prudente dal pensiero della +difesa, parve dar noia al dolcissimo signor commissario. + +--Ella, signor conte,--riprese questi, voltandosi a Gino,--mi perdoni +la libertà di un giudizio che non esce dalla cerchia delle mie +attribuzioni. Posso anche ammettere che la sua lealtà di suddito sia +stata sospettata a torto, per informazioni non bene accertate. Il +migliore dei governi, si sa, non può sperare di aver servitori tutti +egualmente accorti, che sappiano sceverare il vero nelle relazioni di +un fatto, cogliere da un ponderato esame le intenzioni della gente, +misurarne secondo i casi la importanza, distinguendo l'assoluta dalla +relativa. Ad ogni modo il perdono è intiero e cancella fin l'ombra dei +sospetti passati. Ella si prepari a fare le sue valigie, perchè +l'illustrissimo signor conte suo padre le viene incontro domani a +Sassuolo.-- + +Un'altra occhiata andò in giro, e si fermò sul volto di Fiordispina. +Era forse l'occhiata consuetudinaria dell'impiegato di polizia, che +deve aver l'aria di scrutar gli animi e i cuori. Ma la fanciulla dei +Guerri n'ebbe un senso di freddo, e stette più salda che mai. + +--Mi duole,--diceva frattanto il conte Gino,--mi duole che il mio +signor padre si voglia scomodar tanto per me. Le mie valigie son +presto fatte. Ma io, signor commissario,--soggiunse egli con una certa +alterezza di accento,--senza partecipare alla sua opinione sulla +lievità di certe pene, mi ero avvezzato, gliele confesso +sinceramente.... mi ero avvezzato alla mia. + +--Capisco.... capisco....--rispose quell'altro, sconcertato dalla +schiettezza del conte.--Una così bella compagnia.... si lascia mal +volentieri. Ma Ella potrà ritornare, da libero visitatore, in questi +bei luoghi. + +--Lo spero bene!--ribattè il conte Gino. + +Il momento non era piacevole. Ma il signor Francesco Guerri mise fine +alla scena, alzandosi di scatto, per dar commiato ai suoi ospiti. Si +rivolse per altro all'ospite caro, e non badò punto ai noiosi. + +--Conte Gino,--diss'egli, stendendo la mano al giovanotto,--vada a +prepararsi per la sua partenza da Querciola. Mio figlio Aminta le +terrà compagnia. Le Vaie, del resto, sono sulla strada del ritorno, e +noi avremo tempo a farle i nostri saluti amichevoli e i nostri augurii +sinceri.-- + +Anche il signor commissario aveva dovuto alzarsi. + +--E noi frattanto,--diss'egli,--ritorneremo a Fiumalbo, per l'altra +parte della nostra missione. + +--Ah, già!...--rispose il signor Francesco.--C'è un'altra parte.... + +--Dobbiamo vedere il sindaco;--ripigliò il commissario.--Sarà +reperibile, a quest'ora. + +--Credo bene. Se vuole, manderemo anche ad avvertirlo. + +--No, non occorre; troveremo noi questo signor Cervarola. Si chiama +così, non è vero? + +--Lorenzo Cervarola, per l'appunto. La sua casa è a cinquanta passi +dal mulino di Fiumalbo. + +--Grazie! Ci andiamo subito, perchè vorremmo sbrigarci;--disse il +signor commissario.--Far bene e presto è il gran fine, il gran +desiderio; ma pur troppo non è sempre possibile, in materia +amministrativa. + +--Col suo ingegno e col suo zelo, signor commissario!... + +--Eh, lo zelo è grande davvero; così fosse l'ingegno!--rispose +quell'altro, umilmente.--Ma si farà quello che si potrà. Il governo +desidera un po' di relazione, fatta _de visu et de auditu_ sullo stato +e sui bisogni reali di queste industriose popolazioni. Accogliere i +legittimi voti, togliere gli abusi, se ce ne sono, concedere tutte le +agevolezze compatibili con le esigenze del servizio, son questi i +criterii di un ottimo governo; ed il nostro, la Dio grazia, non lascia +nulla a desiderare, per questo lato.-- + +Il signor Francesco Guerri s'inchinò leggermente. Un inchino costa +poco e fa risparmiare molte parole inutili, pericolose. + +--Signor conte,--ripigliò il commissario, volgendosi a Gino,--voglio +sperare che i doveri del nostro uffizio ci permetteranno di vederla +domattina, al suo passaggio da Fiumalbo.-- + +Gino s'inchinò anche lui, ma il suo inchino poteva anche parere l'atto +di un uomo che si stringe nelle spalle. + +--Se questa sorte ci fosse negata,--proseguì il commissario,--abbia +fin d'ora i nostri augurii, ed accolga la preghiera che io Le faccio, +di presentare i miei più rispettosi ossequi all'illustrissimo signor +conte Jacopo. Il degno personaggio ha un po' di benevolenza per me, ed +io gliene sono riconoscentissimo. + +--Grazie!--mormorò Gino, in ricambio a quel fiume di parole. + +Ma dopo quel «grazie» fu ancora costretto a stringere la mano del +signor commissario, del suo tormentatore, del suo aguzzino. Meno +spiacevole gli fu la stretta di mano dell'applicato. Vi rammentate che +in quella stretta il conte Gino aveva già ricevuto un messaggio del +suo servo Giuseppe. Se anche quella volta gli fosse capitata una +simile fortuna! Egli si era ben preparato a riceverla; ma il bravo +applicato non aveva niente da dargli. Piuttosto avrebbe avuto qualche +cosa da dirgli. Guardò infatti il conte Gino con una cert'aria, gli +strinse la mano in un certo modo, che il giovanotto ne rimase un po' +sconcertato. + +--Che cosa vorrà dirmi con la sua occhiata e con la sua +stretta?--pensò.--Veda lui di spiegarsi più chiaro. Io del resto so +bene una cosa: che niente potrebbe esser peggio della sentenza che mi +ha portata il suo superiore immediato.-- + +Partiti i due rappresentanti del governo ducale, ci fu un po' di scena +muta, nel salotto dei Guerri. + +Anche questa volta parlò primo il signor Francesco, che aveva la testa +più forte e il cervello più libero. + +--Andate, conte;--diss'egli.--Non farete in tempo a preparare le cose +vostre, se aspettate dell'altro. + +--Si, vado;--rispose Gino, scuotendosi;--ma ritornerò al più presto +possibile. + +--Questa sera, perbacco! Pellegrino s'incaricherà lui di trasportare +le valigie. Aminta vi aiuterà a farle. + +--Sì, sì;--mormorò Gino, che non aveva più volontà. E si allontanò, +seguito da Aminta, dopo aver salutate le signore, più che con le +parole sue, con gli occhi pieni di lagrime. + +--Coraggio, via!--gli disse il signor Francesco, che lo aveva +accompagnato sull'uscio di strada.--Si direbbe che nei momenti +solenni, dove è più necessaria l'energia del carattere, essa vi manchi +del tutto. Siate uomo, conte Gino: pensate alla vostra famiglia, che +rivedrete doman l'altro; a vostro padre, che abbraccerete domani. + +--Ma io, signor Francesco.... padre mio... avevo posto il mio cuore +qui! E se permettete.... + +--No, amico mio!--interruppe il vecchio Guerri, abbracciandolo.--Non +dite nulla, perchè il tempo stringe. Mi parlerete del vostro cuore, +quando verrete a riprenderlo.-- + +Mezz'ora dopo, andando a spron battuto per la via del bosco, Gino ed +Aminta giungevano a Querciola. + +Il Mandelli fu maravigliato di quella partenza improvvisa del suo +inquilino; ma lo aveva sempre veduto così poco, che non ebbe ragione +di piangere. Non si dovevano commuovere niente di più i rustici +abitanti di Querciola, che non avevano veduto mai il forastiero +traversare il paesello, tranne una volta, ed al trotto, confuso in una +allegra cavalcata co' suoi amici delle Vaie: coi re della montagna, +come si usava dire lassù. + +Le valigie furono presto fatte. L'unica noia un po' grossa era quella +di mettere in ordine le carte, che ingombravano il tavolino e i +cassetti del conte. Sul tavolino, per esempio, c'erano alcuni fogli +pieni di versi e di cancellature; il principio di una ballata, che +portava un bel titolo, scritto a grossi caratteri: _La Ninfa del +Lago_. + +--Che?--disse Aminta.--Scrivevi dei versi? + +--Per tua sorella;--rispose Gino,--E resteranno incompiuti. + +--Li finirai a Modena e ce li porterai a leggere per il quattro di +ottobre. Hai due mesi di tempo, non poco nè troppo, per tutte le cose +che avrai da fare laggiù;--disse Aminta, appoggiando forte sulla +frase.--Il quattro di ottobre è l'onomastico di nostro padre. + +--E tutti i suoi figli debbono fargli corona, in quel giorno!--rispose +Gino, animandosi.--Non mancherò, te lo prometto.-- + +Nel raccogliere le carte che stavano pigiate entro i cassetti, venne +fuori la lettera di Lucca. + +--To'!--disse Aminta.--Ecco una lettera che non hai neanche aperta. + +--Ah sì, è vero;--rispose Gino, crollando la testa. + +--Perchè non la leggi?--chiese Aminta. + +--È la lettera d'un noioso; ci sarà sempre tempo;--replicò Gino.--Oggi +ho un diavolo per occhio.--E con atto risoluto cacciò la lettera in +tasca, per farla finita una volta. Sì, questo era il suo pensiero, per +farla finita. Ma oramai non poteva più sciogliersi da un altro +pensiero, che era quello della lettera, ritornata nel suo soprabito. +Il foglio malaugurato gli dava noia, gli destava un senso di bruciore +sul petto. Oh, finalmente! Che cos'era quel foglio, di cui sentiva +tanta paura? Non ne aveva forse avuto abbastanza, di dolori, e non +sopportava egli già la pena più acerba, con quella energia che gli +aveva infusa una esortazione del vecchio Guerri, del padre di +Fiordispina? Alla peggio, non era quello il suo giorno triste? Non era +quello il momento di bere tutto, fino alla feccia, il suo calice di +amarezze? La curiosità non c'entrava punto, e questo egli lo sapeva +bene; se non ne fosse stato certo, gli sarebbe bastato ricordare otto +giorni della più superba noncuranza. Il conte Gino andò allora nel +vano della finestra, cavò di tasca la lettera, la spiegazzò un poco +fra le dita; poi ruppe il suggello. + +--Ah, finalmente!--borbottò egli.--È fatta. Vediamo questo maledetto +foglio, che fa tanta paura. Non ne salterà mica fuori una vipera!-- + +Corse, come potete credere, alla firma: «Emilio Landi.» + +--Ah!--gridò allora.--Emilio Landi.»-- + +E rise, d'un riso convulso, che fece voltare il compagno. + +--Che c'è?--chiese Aminta, tralasciando di serrar la cinghia di una +valigia. + +--Te lo dicevo io!--esclamò Gino.--L'ho aperta, ed è la lettera del +più sciocco, del più noioso tra gli uomini. + +--Ebbene?--disse Aminta.--Leggila egualmente. C è sempre qualche cosa +da imparare, anche nella lettera d'uno sciocco. + +--Leggerò, sicuramente, leggerò;--rispose Gino, rifacendosi dalla +firma al «Carissimo.» + +La lettera, come sappiamo dal bollo postale, veniva da Lucca. La data, +in principio del foglio, diceva più chiaramente: «Dai bagni di Lucca.» +Era dunque ai bagni di Lucca, il marchesino Landi? Gino Malatesti +avrebbe potuto gridare con Amleto: «Ahi, profetica anima mia!» Ma +egli, se non ruppe in quel grido, pensò certamente qualche cosa di +simile. + +Ed ora, leggiamo quella famosa lettera insieme con lui. Secondo il +giudizio di Aminta Guerri, ci sarà sempre qualche cosa da imparare, +anche nella lettera d'uno sciocco. A buon conto vedremo se il marchese +Emilio Landi fosse a dirittura uno sciocco personaggio, come piaceva +al conte Gino di gabellarlo. + +«_Carissimo amico_, + +«Che cos'è avvenuto di te? Ti sei insalvatichito, vivendo tra i monti? +Perchè da tre mesi non dài segno di vita agli amici? Avevi forse paura +di comprometterli? Potevi bene immaginarti che le tue notizie mi +sarebbero state gratissime, ed anche pensare che nessuno avrebbe +trovato a ridire nella lettera di un uomo che manda un cenno della sua +salute e delle sue occupazioni ad un amico d'infanzia. Voglio credere +che qualche forosetta, qualche bella ninfa dei boschi ti abbia +incantato. Non vedo altra ragione che possa scusarti di un così lungo +silenzio.» + +--Sciocco!--ripicchiò il conte Gino, come fu giunto alla fine del +paragrafo. + +Poi, come era naturale, ripigliò la lettura. + +«Pensando a questo, mio caro Gino, ti ho perdonato. Perdonato, bada +bene, e non giustificato. L'odore del _foin coupé_ è buono, ma in +estratto; il gradirlo sul posto è da cacciatori, ma per un giorno, e +non di più. Comunque, lo ripeto, ti ho perdonato, e la mia amicizia +per te non si è punto affievolita. Vedine infatti la prova: ho una +buona notizia che ti risguarda, e mi affretto a comunicartela. Ma +procediamo con ordine, come dice mio zio, quando discute. + +«Ero venuto con lui a Lucca, per queste acque che gli hanno decantate. +I luoghi di bagni hanno il loro periodo di voga; oggi son tornati alla +moda i bagni di Lucca. E gli ammalati, creduli sempre, seguono il +consiglio dei buontemponi. Eccoci dunque a Lucca, come l'anno scorso +eravamo a Graefenberg, per esperimentare i miracoli della doccia. +Venuto qua, mi son trovato come in casa mia. C'è mezza Modena, +figùrati, anzi tutta Modena, poichè ci ho incontrata la marchesa +Baldovini, sempre bella a quel Dio! Ma perchè è venuta alle acque di +Lucca, la bionda marchesa, che ha in casa sua la fontana di gioventù? +E con che coraggio ha messa in mostra la sua figliuola! Un bottoncino +di rosa, caro mio, un occhio di sole, e tutto il meglio che vorrai. +Dovresti vederla, come noi la vediamo qui, ammirata da tutta la +colonia bagnante e bevente, in cui pure si ritrovano tante bellezze +straordinarie. È tutt'altra cosa da quella timida verginella, che ci +veniva di tanto in tanto alla vista, ne' suoi modesti abiti di +educanda. È un angelo sempre, ma un angelo con le ali dispiegate. Così +doveva essere a diciott'anni sua madre, e si pensa naturalmente a quel +verso di Orazio, che dice... Come dica, non lo ricordo più bene, e non +voglio farti ridere guastandolo. È quel verso in cui Orazio loda la +madre, ma lascia intravvedere che gli piace anche maledettamente la +figlia.» + +--Ah!--esclamò Gino.--È dunque innamorato della figliuola? Se la sposi +e sia finita. Ma che bisogno c'è di seccar me coi suoi inni?-- + +Ripigliò la lettura, poichè gli premeva di giungere al fine. + +«La marchesa Baldovini è sempre il buon cuore fatto donna. Si è +parlato subito di tante cose e di tante persone. Puoi immaginarti, mio +caro, che si è parlato anche di te. Dirò anzi che tu sei stato +ricordato dei primi.--Sapete? mi ha detto. Il confine del Malatesti +durerà poco. In verità, è durato già troppo, e contro tutte le mie +sollecitazioni, contro tutte le promesse che mi erano state fatte. Non +ne avevo parlato mai, perchè non mi piace vantarmi, nè lasciar +concepire speranze, che non possano convertirsi tosto in realtà. Ma +questa volta siamo al punto buono. Ho ricevuta ieri la lettera che mi +dice: «Si farà grazia al vostro protetto. Non c'è più che da firmare +il rescritto, poichè Sua Altezza mi ha detto finalmente di sì.» + +«Io, come puoi bene immaginarti, le ho chiesto subito il permesso di +mandare a te questa buona notizia. Era una consolazione per me, poichè +mi era dato di associarmi in qualche modo alla sua buona azione.--Fate +pure (mi ha risposto) purchè la notizia non abbia l'aria di venire da +me, e sopratutto purchè il Malatesti non sappia che ho fatta questa +parte per lui.--Ma perchè questo? domandai.--Il perchè mi par chiaro; +voi stesso, Landi, avete decorato del nome di buona azione ciò che ho +potuto ottenere io, seguendo l'impulso di un'amicizia costante. Ora, +delle buone azioni è bene sentir gli effetti, senza conoscerne +l'autore; lasciatemi il gusto della modestia, che mi procurerà una +gioia più viva di tutti i ringraziamenti del mondo.--Ho promesso +perchè la marchesa voleva così; ma, come vedi, non mantengo ciò che ho +promesso. Appunto perchè la marchesa Baldovini ha fatta una buona +azione che ti risguarda, è giusto che tu ne sia avvertito da chi ha +potuto essere a parte del segreto. Ma ti prego, mio caro, sii +prudente; non dirne nulla a lei, quando la rivredrai. Passerei a' suoi +occhi per un linguacciuto, e la dama sarebbe capace (me lo ha +minacciato, anzi) di mettermi alla porta.» + +Seguivano altre chiacchiere, che Gino lesse a volo, o non lesse. Gli +si era come offuscata la vista, per il gran turbamento che lo aveva +preso. In mezzo a quella novità di cose gli sarebbe stato necessario +racapezzarsi, poichè veramente non sapeva che pensare di tanta +generosità d'animo, di tanta amicizia, in contrasto con la freddezza +apparente e col silenzio ostinato della marchesa Polissena. Ma il +fratello Aminta era là, che aveva finito il suo lavoro; e Gino +Malatesti, non sapendo che pensare, si appigliò al partito di non +pensare, e rimise in tasca la lettera. + +Le valigie erano fatte, ed Aminta le consegnò a Pellegrino, che doveva +portarle alle Vaie. Il Mandelli era sull'uscio, e Gino gli strinse la +mano, ringraziandolo della sua ospitalità, che del resto aveva +rimunerata, oltre il prezzo pattuito, con qualche donativo alla +famiglia. Ciò fatto, senza dare un pensiero d'addio a Querciola, dove +in tre mesi di confine era vissuto così poco, Gino Malatesti rimontò a +cavallo. Partito dalle Vaie nel pomeriggio, ritornava alle Vaie +sull'ora del tramonto. + +--Far presto e bene,--avrebbe detto il signor commissario,--è la +grand'arte della vita. Ed io godo, vedendo la sua prontezza, signor +conte Malatesti, godo nel pensare che questi esempi le vengono +dall'alto.-- + +Gino Malatesti, per altro, non sapeva di aver fatto nè ben nè male, +poichè tutto il carico dagli apparecchi era stato sopportato da suo +fratello Aminta. Neanche pensava di aver fatto presto, mettendo appena +due ore tra la partenza ed il ritorno. Una cosa sola sapeva e pensava +egli in quel punto: che la mattina, sull'alba, cioè fra dieci ore, a +dir molto, avrebbe dovuto lasciare il suo paradiso. + + + + +Capitolo X. + +La fanciulla dei Guerri. + + +Che pensava frattanto la fanciulla dei Guerri? La poveretta, partito +Gino, si era ritirata nella sua camera verginale. A piangere, +sicuramente, a piangere, guardando tra le lagrime i mazzolini, che il +conte Malatesti soleva gittarle ogni giorno. Quei fiori, la più parte +disseccati, erano tutto il suo dolce passato; gli ultimi, ancor +freschi, solamente appassiti, sarebbero disseccati anch'essi tra +breve. Nè ella sapeva quando sarebbe ritornato il donatore, e pensava +invece con terrore che chi parte.... No, no, non era possibile! Gino +Malatesti, un animo nobile, un gentiluomo, doveva ritornare, come +aveva giurato. + +Il conte Gino era giunto tra quei monti, era apparso a lei con +l'aureola del proscritto. Fiordispina Guerri non aveva veduto il +nobile, il cavaliere di città, l'elegante giovanotto, come tante altre +avrebbero fatto al suo posto. Lo aveva ammirato perchè amante della +sua patria e per lei disposto a soffrire; si era sentita attrarre da +lui, perchè egli recava con sè, profumo incantevole, quella gentilezza +di atti e di pensieri che ella stessa chiudeva nell'anima; lo aveva +amato, perchè egli rispondeva ad un tipo ideale del suo cuore, quel +tipo che ogni fanciulla ha sognato nella sua celletta di educanda, o +nella pace un po' fredda delle pareti domestiche. + +Anch'ella lo aveva intravveduto, quel tipo: da principio nel Damone e +nel Pizia delle _Novelle_ del Soave; poi nel Niso e nell'Eurialo +dell'_Eneide_, tradotta del Caro; meglio ancora nel _Telemaco_ di +Fénélon, su cui aveva studiato il suo francese, e nel Tancredi della +_Gerusalemme_, che l'aveva iniziata alla grandezza dell'ideale +cavalleresco e alle bellezze del linguaggio più nobile che mai abbia +parlato per bocca italiana l'amore. Questo tipo, sempre conteso, +sempre gelosamente nascosto alle fanciulle nella loro educazione +morale, trapela ad ogni istante, da ogni pagina della loro educazione +letteraria. A farlo a posta, si ottiene un fine ben diverso da quello +che presiede alla educazione femminile. Non vedendo mai quel tipo +nella sua verità più umana e più umile, una fanciulla se lo foggia +nella fantasia, più grande del vero, elegante, eroico, tenero, +maraviglioso, sublime, come tutti quei tipi di perfezione, che +ricorrono, per onore della umanità, nei poemi più emendati, nelle +novelle più castigate, nelle storie più sommariamente narrate. Anche +il giovane Scipione, in Ispagna, Curzio sull'orlo della voragine, Caio +Gracco, nel Foro, perfino Cesare, nelle Gallie, diventano personaggi +poetici, tipi leggendarii di virtù pericolosa, come Tancredi e +Telemaco. + +Alle Vaie, dov'era ritornata dopo parecchi anni di conservatorio, alle +Vaie quel tipo ideale non esisteva, e la fanciulla dei Guerri aveva un +po' sofferto, per avvezzarsi a quel crudo contrasto fra le immagini +della scuola e la realtà della vita. + +Qualche volta, sui primi tempi, ricordando le favole dell'infanzia e +le belle fantasie del poeta così caro alla sua famiglia, la fanciulla +dei Guerri si figurava di essere una principessa chiusa da qualche +scongiuro di strega in un castello incantato. Era necessario, per +liberarla, che ad un bel cavaliere, dopo molte prove eroicamente +sostenute, toccasse la sorte di possedere il talismano, davanti a cui +tutti i ponti levatoi si calavano e tutte le porte meglio chiuse si +aprivano. E il bel cavaliere giungeva, e il mago custode spariva +fremendo, e Fiordispina era condotta dal cavaliere con gran pompa e +dimostrazioni d'ossequio alla corte del re suo padre. Nelle favole +cavalleresche il padre è sempre re, e il suo regno è facilmente +tagliato dalla pezza, nei vasti dominii di Artù. + +Altre volte il sogno prendeva un diverso indirizzo. La realtà +incominciava a gravar d'ogni parte, come un'aria densa, sulle ali +della fantasia. Il suo fratello Aminta era un giovanotto tagliato alla +montanara, ma di buon'indole e di sentimenti generosi; aveva +dimenticato una parte del latino imparato alle scuole di Modena; le +cacce, i mercati, le serre, avevano un po' trasformato la sua dolce +natura. Ma il fondo restava, ed ottimo; una donna di delicato sentire, +amandolo com'egli meritava, avrebbe potuto trasformarlo da capo, +trarre il cavaliere dalla ruvida corteccia del montanaro. Perchè la +fanciulla dei Guerri non avrebbe potuto operare un miracolo come +quello, sull'animo giovane e buono di un altro principe della +montagna? Era un vicino, un congiunto di sangue, e le occasioni di +vederlo, di studiarlo, non sarebbero mancate. A quel giovane montanaro +ella infondeva i suoi proprii sentimenti, il suo modo di vedere, tutto +quel po' che aveva imparato, tutto il più che alla sua mente dicevano +le aurore e i tramonti, le acque correnti, le solitudini profonde e i +grandi echi delle alti convalli. Così intesa, così avviata alle +regioni del pensiero, la vita poteva ancora esser bella. Perchè, voi +lo indovinate, o lettori, Fiordispina era tirata al fantastico dalla +sua stessa condizione, dal contrasto naturale tra un'educazione +perfetta, che aveva ricevuta in conservatorio, e il nuovo genere di +esistenza a cui la condannava oramai il soggiorno delle Vaie. Un po' +romantica, adunque, ma tanto da non guastare; e poi, sotto quel lieve +tessuto di sogni e di larve poetiche, la donna di carattere non aveva +indugiato molto ad apparire. + +Proprio in quel tempo si era incominciato a dire, nella gran sala dei +Guerri:--Tra qualche giorno avremo la visita del nostro cugino +Ruggero. Suo padre ci annunzia che il giovinotto è andato a Reggio, +per certe faccende di casa, e poi verrà da noi, per vedere le serre. +Dev'esser grande, oramai, il cuginetto! Come passa il tempo! Ci par +ieri, il giorno che lo abbiam visto bambino, in compagnia di sua +madre.-- + +Era passato per la mente della fanciulla che il giovane montanaro dei +sogni fosse il cugino Ruggero? Sì e no; anzi diciamo meglio: ne sì, ne +no. Poteva esser egli, come poteva esser un altro. Quando la fanciulla +sognava, nessuna immagine spiccata si offriva agli occhi della sua +fantasia. Il montanaro discepolo non aveva dunque un tipo, un viso +conosciuto, o altrimenti foggiato su notizie domestiche. Anche il +principe del talismano, il principe liberatore, faceva capolino +qualche volta, ed anch'egli era un'immagine confusa, non era biondo, +nè bruno. Era il principe, era l'invocato, il consolatore che si +aspetta, pensando a lui tra un punto e l'altro dell'ago +frettoloso.--Vediamo;--dice tra sè la fanciulla;--giungerà egli, prima +che io abbia finito questo ricamo, che sarà pure così lungo?--Così +immaginarono i Greci che usasse Penelope, aspettando il marito. E +perchè Ulisse non giungeva mai, la bella regina era costretta a disfar +nella notte il pezzo di tela che aveva ordito nel giorno. Ma ciò, +evidentemente, per la necessità del romanzo, in cui, elementi +perturbatori della tacita aspettazione di lei, entravano i Proci +importuni e arroganti. Le fanciulle non hanno da disfar nulla, salvo +qualche maglia mal fatta, o qualche punto mal messo; aspettando +l'invocato, il principe del talismano, fanno sempre nuovi lavori, +adornano dei loro ricami la camera dei parenti, la culla del +fratellino, il salotto, e via via tutta quanta la casa, prima che il +principe arrivi. Talvolta, ahimè! giunge la sua caricatura, il suo +nano, il suo buffone arricchito e giubilato. Che pianti, allora, mie +povere bambine! Come è diversa, come è lontana quella figura, dalla +immagine non veduta bene, ma sentita nel sogno! E come si preparano, +in un giorno di festa (così è costume di chiamarlo, perchè vi adornano +a festa) i giorni dolorosi delle ripugnanze invincibili! + +Non auguriamo questa sventura alla fanciulla dei Guerri. A lei, quando +meno lo aspettava, il principe del talismano era apparso. Aveva corona +di conte, e si chiamava Gino Malatesti. Inoltre, era proscritto, per +grande amore della sua terra, l'Italia, per quella Italia che ella +aveva imparato ad amare nelle rime di tutti i poeti della patria; così +degli antichi, che le avevano lasciati leggere in iscuola (Dante, ad +esempio), come dei più recenti, che aveva trovati, gelosamente +custoditi, nella piccola libreria di suo padre e di suo fratello +Aminta. Proscritto! Quel nome era allora un titolo di nobiltà, ben +maggiore di tutte le corone e di tutti gli stemmi; era il marchio +della sventura, il sigillo del valore; era come un diritto alla pietà, +all'amore, poichè la pietà è sua sorella, in ogni cuore di donna. +Fiordispina si era impietosita: e quando aveva guardato dentro di sè, +si era avveduta di amare il proscritto, di amarlo con tutte le forze +dell'anima. + +E qual pace in lei, quando ebbe scoperto lo stato del suo cuore! Calde +e vaste ed impetuose correnti attraversano il grembo dei mari +profondi; mentre la superficie è tranquilla, e limpida e tersa come un +cristallo sembra sorridere al cielo, di cui porta amorosamente i +colori. Ah, fosse durata sempre così, la sua vita, senza chiedere, +senza sperar nulla di più, confusi in quella estatica calma degli +amori eterni! Ma anche Gino l'amava di quel medesimo amore? Sì, +l'arrivo di Ruggero, del cugino, aveva giovato ad istruirla anche di +ciò. Biondo e forte montanaro, Ercole adolescente, anima candida, che +a guisa di molle cera avresti potuto prendere ogni impronta dalla +volontà della gentile educatrice, aveva ella pensato a te un solo +momento? Fiordispina intravvide ciò che forse era passato per la mente +de' suoi; lo intravvide alla gelosia che la presenza di Ruggero aveva +destata nel cuore di Gino. Ma come? Era proprio geloso, il conte +Malatesti? E di chi? Ruggero Guerri era un bel giovane, e la bellezza, +anche non osservata in modo particolare, è fatta per piacere agli +occhi e per ispirare la simpatia. Fiordispina non poteva sentir +ripugnanza per suo cugino; avrebbe potuto amarlo, sì, come amava suo +fratello Aminta, come si amavano tutti, in quella buona stirpe sana +dei Guerri. Ma amarlo di un altro amore, lui? Era possibile? Poteva il +conte Gino solamente pensarlo? + +Il cugino Ruggero, venuto per pochi giorni alle Vaie, ne era +ripartito, senza capir nulla, senza indovinare, senza immaginare +neanche il segreto delle calde e vaste ed impetuose correnti che +attraversavano il grembo di quel mare azzurro e tranquillo. Siamo +sugli Appennini, e scambio delle correnti del mare si dovrebbero +ricordare i gorghi di un lago. Ci pensava ella, in quel punto, al lago +della Ninfa, e al giorno in cui era andata con Gino a visitarlo? O +scoglio solitario, o letto della Ninfa, al cui piede erano approdati +insieme! O sasso di Bismantua, dove il suo nome era stato inciso nella +scorza di un faggio, accanto a quello di Gino, e sotto a quello del +divino Poeta, del padre della patria! Come si erano collegati, +consertati e confusi quegli amori supremi! Certe cose non si sentono e +non s'intendono più, nelle città popolose. Dante, ad esempio, non è +tra noi che un importuno, strumento di tortura ai cervelli adolescenti +del ginnasio e del liceo, pascolo gradito solamente ai vecchi barbogi, +ai commentatori, a tutta la noiosa caterva degli eruditi. Quando per +caso è citato in un libro, si sospira, si levano gli occhi al +firmamento, come se si volesse fare un'offerta delle proprie +afflizioni all'Altissimo. C'è ancor questa abitudine delle offerte, +pur non credendo alla divinità. Se poi è citato in un romanzo, apriti +cielo!--Come? «Anche qui, la smania erudita?»--Ma là, sul monte, dove +non arrivano le sinfonie dei sapori acuti e degli odori dell'arte +nostra, lassù il padre della patria intellettuale è ancora onorato. Il +monte, come già per gli antichi popoli, è sempre un altare, su cui si +offrono, ostie innocenti e grate, i nostri sensi più miti, i nostri +affetti più nobili. + +Così tutti quei giorni di purissima gioia erano passati davanti agli +occhi di lei. Pensando a quei giorni, era possibile immaginare che +Gino non fosse più Gino? No, l'amore che gli traspariva dal volto, che +aveva reso tante volte eloquente il suo labbro, doveva essere +custodito così gelosamente nel suo cuore, com'erano custoditi da lei +tanti poveri fiori appassiti. Infine, doveva andare. Poteva egli +ribellarsi al comando? Dimenticar la famiglia? quella famiglia, in cui +ella stessa... No, doveva andare, non poteva trascurare i suoi, le +persone da cui dipendeva tutto, anche per lei, per la sua felicità +futura. Andava, finalmente; sarebbe ritornato. Stare un mese, anche +tre, lontana da lui, triste cosa! Ma è delle donne il soffrire in +silenzio. Avrebbe sofferto; sarebbe stata forte; voleva esser forte, e +sorridergli. + +Si scosse, allora, richiuse i suoi fiori, ed escì sul terrazzo, per +respirar l'aria viva della montagna. Era tempo. Si udiva da lunge lo +scalpitìo dei cavalli. Gino ritornava da Querciola alle Vaie: appariva +già, tra le lunghe file dei cerri. Portava egli forse il mazzolino +consueto, raccolto nel bosco per lei? No, pur troppo, veniva a mani +vuote, per allora. Ma come avrebbe potuto raccogliere i fiori delle +balze, ritornando a cavallo? Ed anche in compagnia di Aminta. Si può +pensare a queste cose, in presenza di un terzo, sia egli pure un +fratello? L'amore ha la sua verecondia, o non è più l'amore. + +Ma vedete, come il pensiero di Gino rispondeva al suo. Il cavaliere si +era arrestato al punto in cui soleva fermarsi ogni mattina, scendendo +alle Vaie. Non aveva gittato un mazzolino, ma faceva un saluto, un +gran saluto, in cui parve offrirle tutto se stesso. Un alito caldo +venne ad accarezzarle la guancia; ella arrossì, come soleva, ma +respirò, bevve quel soffio consolatore, e rientrò nella sala poco +prima del suo diletto. Quando lo vide apparire sull'uscio, era calma, +era forte; e gli sorrise, mentre egli si avvicinava, e dagli occhi e +dalle labbra, dall'atteggiarsi di tutta la persona di lei, spirava un +pensiero solo:--Grazie, bel conte, vi amo, vi aspetterò!-- + +Gino Malatesti era triste. Parlò del suo viaggio come un poveretto che +va incontro alla morte. Amava la sua famiglia, sì, ma non si era +ancora assuefatto all'idea di lasciare il suo dolce luogo di pena. +Qual pena, infatti! L'avrebbe accettata di grand'animo per tutta la +vita. Ma sarebbe ritornato, e presto. Alla peggio, perchè bisognava +prevedere anche il peggio, non voleva mancare per i quattro di +ottobre, all'onomastico del re della montagna. Se il signor Francesco +era un re, non dovevano trovarsi presenti tutti i suoi vassalli, per +rendergli omaggio di fedeltà? + +--Vassalli!--rispose il vecchio Guerri, sorridendo.--Che dice Ella +mai, signor conte? + +--Il mio pensiero più intimo e più caro;--rispose Gino.--È ciò che +voglio essere per Lei, in attesa di meglio.-- + +L'allusione era chiara, e il vecchio Guerri finse, da quel prudente +uomo ch'egli era, di non averla capita. La raccolse Fiordispina e la +chiuse nel cuore. + +Poco stante giunse Don Pietro. Il degno uomo aveva risaputa la grande +notizia, ed accorreva, per salutare il conte Gino. + +--Le esprimerò l'animo mio con un detto di Cicerone; diss'egli.--_Tibi +--gratulor, mihi doleo_. E non solamente mi dolgo con me, ma con una +--gentile signora, che abbiamo avuto occasione di riverire insieme. +--Povera Ninfa del lago, a cui Ella aveva promesso una ballata! + +--Oh, non dubiti, Don Pietro;--rispose Gino, più gravemente che non +richiedesse la cosa;--tutto quel che ho promesso farò.-- + +Quel tutto, si capisce, non andava soltanto per risposta a Don Pietro. + +--Farò, tempo futuro!--esclamò questi, cercando di volgere nuovamente +il discorso in burletta, poichè intendeva bene che la nota gaia doveva +metterla lui, in quel triste concerto.--Se Dio vuole, Ella non aveva +neanche incominciato. + +--S'inganna;--replicò Gino.--Parli mio fratello Aminta per me. + +--Gli restituisca la sua stima, Don Pietro;--disse Aminta, così tirato +nel discorso da Gino.--Ho veduto io poc'anzi tutto un quaderno di +versi. + +--Niente di meno!--scappò detto al prevosto. + +E avrebbe voluto soggiungere: «troppa grazia, sant'Antonio!»--ma gli +parve inopportuno, e se ne astenne. + +--Aminta non dice tutto;--rispose Gino.--Son già parecchi, i versi +della ballata; ma sono anche più le cancellature, i pentimenti, che +non ne ha avuto un maggior numero la famosa ottava della rosa, nel +manoscritto dell'Ariosto. I miei versi entreranno almeno per questo in +paragone coi suoi;--soggiunse Gino umilmente.--Anch'io, del resto, da +poeta novellino, cerco di fare il meno peggio che so. Non dubiti +dunque, Don Pietro; la ballata che Ella aspetta da me, sarà il compito +mio, la mia consolazione, nei tristi ozi di Modena. + +--E ce la porterà?... + +--La manderò prima. Se la signorina vuole imprestarmi il suo albo, +quei versi, scritti là dentro, saranno i miei messaggeri alle Vaie.-- + +Fiordispina si alzò, per andare alla sua biblioteca, che era in fondo +alla sala. Gino, vedendo l'atto di assenso, si affrettò a seguir la +fanciulla. + +--Ah, signorina!--mormorò egli, sospirando, mentre ella apriva +l'invetriata.--È assai tristo il partire. + +--Coraggio!--rispose ella. + +Ma la sua voce tremante diceva chiaro com'ella avesse più mestieri di +trovarne per sè, che non d'infonderlo altrui. + +--Coraggio!--ripetè Gino.--Ne ho; ma questa partenza, così improvvisa, +mi lacera il cuore. + +--Ebbene, non dovevate....--rispose ella, facendo uno sforzo supremo, +per reprimere un singhiozzo;--non dovevate partire ad ogni modo, per +ottenere.... + +--Un consenso?--diss'egli, compiendo la frase, rimasta interrotta sul +labbro della fanciulla.--E l'otterrò. È la mia certezza, sarà il +conforto di questa separazione. Mi amerete voi sempre? + +--Sempre!--rispose la fanciulla. + +--Giuratelo,-- + +Fiordispina levò gli occhi umidi al cielo e stese la mano al conte +Malatesti. + +Le parole non erano udite, ma l'atto fu alla vista di tutti. Ed era un +atto solenne. + +Gino doveva partire all'alba; però la conversazione fu breve, quella +sera, nella gran sala delle Vaie. Il giovanotto recò l'albo di +Fiordispina nella sua camera, in quella camera dove aveva passata la +prima notte del suo dolce esilio alle falde del monte Cimone. + +Dormì poco, il conte Malatesti, in quell'ultima notte d'esilio; dormì +poco, e pianse assai. L'alba apparve più presto ch'egli non +l'aspettasse. Già l'aveva annunziata il grugar dei colombi nel cortile +ancora immerso nel buio; l'accompagnavano i primi rumori della casa, e +lo strepitar dei cavalli che Pellegrino sellava sull'ingresso della +scuderia. Gino si era vestito in fretta, e già infilava il soprabito, +quando sentì battere all'uscio della sua camera. + +--Su!--gridò la voce di Aminta.--È l'ora. Il caffè ti aspetta +fumando.-- + +Nella gran sala erano già parecchi dei Guerri, e comparvero tutti +all'entrata dell'ospite: il signor Francesco, la sorella Angelica, la +cognata Olimpia, il fratello Orlando, la figliuola Fiordispina, che il +conte Malatesti cercò subito con gli occhi pieni di tristezza e di +desiderio. + +--Signor conte,--disse il vecchio Guerri, poichè Gino ebbe +bevuto,--rammenti che questa casa è sempre sua, come fu per questi tre +mesi. Perdoni!--soggiunse;--avrei dovuto dire tre giorni. + +--Grazie!--rispose Gino.--Lo so. Dolce casa delle Vaie, dove ho +trovata la pace.... la cara pace che gli uomini intendono così tardi, +nella vita, e che io, felice su tutti, ho gustata così prima del +tempo! Mi abbracci, signor Francesco.... padre mio!-- + +Il vecchio Guerri gli aperse le braccia e lo tenne lungamente stretto +sul cuore; poi si ritrasse, e col rovescio della mano cacciò una +lagrima importuna dagli occhi. + +--Mi permettono, le signore?--ripigliò Gino, accostandosi alla signora +Angelica.--In altri tempi si usava, e l'uso era bello.-- + +Così dicendo, prese la mano della signora e s'inchinò per baciarla. +Era un po' confusa, la signora Angelica, anzi sconcertata senz'altro. +E non meno confusa, non meno sconcertata la signora Olimpia, a cui si +volgeva il conte Malatesti, dopo aver baciata la mano della cognata. +Avrebbe voluto schermirsi, ritirare la sua. Ma era donna, e pensò che +un suo atto di timidezza, di ritrosìa, sarebbe stato un guaio per sua +nipote Fiordispina. + +Quando egli giunse davanti alla fanciulla dei Guerri, fu per lui una +violentissima stretta di cuore. Baciò, ribaciò quella mano delicata, +che tremò sotto le sue labbra; poi, non reggendo più allo spasimo, +diede in uno scoppio di pianto, ed uscì a precipizio dalla sala. + +Aminta ed Orlando lo seguirono fuori, cercando di consolarlo. Gino +abbracciò lo zio di Fiordispina; poi salì a cavallo e partì, +accompagnato dal fratello di lei. Si volse alla casa, salutò ancora la +famiglia, che si era affacciata sul terrazzo per dargli l'ultimo +addio, sventolò il fazzoletto, fino a tanto la strada diritta gli +permise di vedere i suoi ospiti, gli amici suoi, il suo tutto. +Solamente a Fiumalbo, scorgendo alcune brigate di viandanti, pensò a +rasciugar le sue lagrime. + +La vettura, fissata in anticipazione da Aminta, doveva aspettare il +viaggiatore davanti all'ingresso del mulino. Ma prima che i nostri due +cavalieri giungessero là, un uomo si spiccò dall'uscio di una gran +casa bianchiccia, e venne verso il mezzo della strada, chiamando ad +alta voce il conte Malatesti. + +--Che vuole costui?--disse Gino. + +--Siamo davanti alla casa del sindaco:--rispose Aminta;--sarà qui ad +alloggio il signor commissario.-- + +Gino stava per mandare a quel paese il sindaco, il commissario e tutti +i suoi pari, quando ravvisò l'applicato. Fermò allora il cavallo, per +sapere che cosa avesse da dirgli quell'altro. + +--Signor conte, una parola, di grazia!--incominciò l'applicato.--Il +signor commissario desidera vivamente di offrirle i suoi omaggi. + +--Non si potrebbe fare a meno...--borbottò Gino,--di disturbarlo a +quest'ora? + +--È già quasi all'ordine;--riprese l'applicato, senza aver l'aria di +capire.--Finiva appunto di vestirsi, quando ha sentito i cavalli. +Vorrebbe Ella scendere un momentino? Farebbe un piacere anche a +me;--aggiunse a mezza voce, inchinandosi. + +--Scenderò;--disse Gino.--Vuoi tenermi il cavallo, Aminta? + +--Siamo a pochi passi dal mulino;--rispose Aminta.--Lo conduco laggiù, +e potrai venire con tuo comodo a piedi.-- + +Disceso da cavallo, il conte Malatesti si avviò verso la casa del +sindaco, in compagnia dell'applicato. + +--Grazie!--mormorò questi.--Quando saremo più sotto alla casa, e non +più veduti dalle finestre, rallenti un poco; ho qualche cosa a +dirle.-- + +Gino ricordò allora l'occhiata che quell'altro gli aveva data il +giorno prima. E rallentò il passo, dove il compagno indicava. + +--Non ho tempo per farle un lungo discorso;--incominciò l'applicato, +come furono al coperto.--Ma badi, signor conte, un'altra burrasca si +prepara, e più grave. Se ha amici potenti a Modena, com'è dimostrato +dalla grazia ch'Ella ha ottenuta, ad onta di certe aggravanti, non +perda un minuto a scongiurarla. + +--Ma che è? che debbo fare?--chiese Gino, turbato. + +--Giuseppe è avvertito; le dirà ogni cosa. Si tratta dei suoi amici di +qui. + +--Dei Guerri? + +--Per carità, stia zitto; non dia segno di nulla, a nessuno; +rovinerebbe me e la mia povera famiglia. + +--Non tema, non tema;--disse Gino sollecito.--Vedrò Giuseppe; saprò da +lui quello che c'è di nuovo, e quello che dovrò fare. + +--Con prudenza, mi raccomando;--rispose ancora l'applicato.--Sono un +amico della buona causa; comprometter me sarebbe un far danno a +quella. + +--Lo so, non dubiti, sarò prudente;--bisbigliò Gino, mettendo piede +sulla soglia. + +In capo alle scale appariva allora il signor commissario. L'ufficioso +personaggio chiese un milione di scuse per la libertà grande che si +era presa, fermando il signor conte Gino a mezza strada e obbligandolo +a scendere da cavallo. Ma in verità non lo aspettava così presto. Come +si vedeva che il signor conte aveva fretta di giungere a Sassuolo e di +cader nelle braccia di suo padre! Amor di figlio, e largamente +ricambiato dal degnissimo conte Jacopo! Lo riverisse in nome suo, +quell'eminentissimo soggetto! Il conte Jacopo doveva sapere per la +bocca di suo figlio che nessuno, nei felicissimi Stati di Modena, +Massa, Carrara e Guastalla, gli era più affezionato, più sviscerato, +più divoto servitore del commissario Camotti. + +Gino promise, per farla finita con tutte quelle smancerie; toccò la +mano a lui, la strinse all'applicato e ritornò sulla strada. + +La testa gli ardeva, per tutto quello scombussolìo che ci avevano +messo le parole oscure dell'applicato. Si ritrovò al mulino, e davanti +alla vettura, senza sapere come avesse fatto a giungervi. + +Aminta lo vide stralunato, ma attribuì quella condizione di spirito +all'angoscia del distacco. + +--Animo, dunque!--gli disse.--Dammi un abbraccio e parti.-- + +Gino gli gettò le braccia al collo e lo baciò ripetutamente sul viso. + +--Sempre uniti, non è vero? Qualunque cosa accada, siamo l'uno per +l'altro;--mormorò Gino singhiozzando.--Casa Guerri ha in me più che un +amico riconoscente. Un fratello per te. Aminta; un figlio per tuo +padre. Darei, non una, cento vite per voi.-- + +Aminta non capì il discorso di Gino; ma neanche era necessario di +capire ciò che si poteva mettere sul conto della commozione. Aiutò +l'amico a salire in carrozza, gli strinse ancora una volta la mano, +gli diede un addio affettuoso, poi fece un gesto al vetturino. + +--E svelto!--gli disse, ritraendosi dal montatoio. Il vetturino fece +scoppiettar la sua frusta, e i cavalli partirono di trotto, poi +presero a dirittura il galoppo. + +--Povero ragazzo!--esclamò Aminta, restando là in mezzo alla strada +fino a che vide la carrozza.--Com'è addolorato! Ma se ha da ritornare, +che c'è da disperarsi tanto? Mia sorella, piuttosto.... Son così +tenere al pianto, le donne! + + + + +Capitolo XI. + +La notte di Sassuolo. + + +Che viaggio fosse quello del conte Gino Malatesti è facile +indovinarlo, dopo aver veduta la partenza. + +--Giuseppe è avvertito; Giuseppe le dirà ogni cosa;--ripeteva egli, ad +ogni tanto.--Ma che? Una nuova burrasca, e più grave, si addensa. E +sugli amici miei, sui miei ospiti, sul padre e sul fratello di +Fiordispina!-- + +Così pensava, così veniva tormentando lo spirito. Ma che avevano fatto +i Guerri, da meritare gli sdegni del governo ducale? Erano forse +sospettati, presi di mira per colpa sua, per le oneste accoglienze che +avevano fatto ad un povero confinato? Ma non era egli perdonato e +richiamato in patria? E che giustizia era quella, che assolveva il +reo, e perseguitava gl'innocenti, per il solo fatto di non avergli +negato l'acqua ed il fuoco? + +Un'idea gli si affacciò, ma tardi, alla mente. Il viaggio al lago +della Ninfa: la barca gittata in quelle acque, nel nome della patria, +della gran madre Italia! Ma come potevano risapersi quelle cose a +Modena, se lassù non erano che i Guerri, e famigli affezionati dei +Guerri? Pure, qualcheduno, o per vanto, o per altra leggerezza, doveva +aver accennata la cosa. «Ad onta delle aggravanti» aveva detto a lui +l'applicato. E quali, le circostanze aggravanti, se non erano quelle? +Ma allora, perchè il perdono a lui, e agli altri la persecuzione, +fors'anco il processo e la pena? + +Gino Malatesti arrivò a Sassuolo in uno stato veramente +compassionevole. E partendo dalle Vaie credeva di aver bevuto tutto il +suo calice di amarezza, il poveretto! I terrori stillati nell'anima +sua da un umile impiegato, che pur credeva dargli un avviso salutare, +lo avevano quasi impietrito. + +Un servitore di casa sua, ma non il fido Giuseppe, era in vedetta +all'entrata del paese. Veduta la carrozza, si fece innanzi, riconobbe +il conte Gino, e gli annunziò la presenza del padre. Poteva dunque +smontare, ed egli lo avrebbe accompagnato. Gino seguì macchinalmente +il messaggero, entrò in una casa senza domandar di chi fosse, e salita +una scala, ed entrato in un salotto grande vuoto e freddo come son +quasi sempre i salotti dei palazzi di campagna, si trovò al cospetto +(bisogna proprio adoperare la classica parola) del conte Jacopo +Malatesti. Avrebbe dovuto salutarlo con effusione di affetto, buttarsi +magari a' suoi piedi ed abbracciargli le ginocchia, come un figlio +pentito; ma questo, che non avrebbe fatto mai, poichè non aveva da +pentirsi di nulla, non gli passò neanche per l'anima. Mormorò appena +una parola, e porse la guancia, come se la separazione fosse stata di +due giorni e si trattasse soltanto di un amplesso di cerimonia. + +Fortunatamente il conte Jacopo non era molto espansivo per indole, e +faceva le sue dimostrazioni d'affetto con una grazia riguardosa, +piuttosto destinata a salvar le apparenze, che rispondente ad un +bisogno del suo cuore paterno. Il signor conte non era venuto senza un +perchè ad aspettare il figlio a Sassuolo. Voleva aver tempo e libertà +di fare una lavata di testa, ma coi fiocchi, e lontano dalla famiglia, +la cui presenza gli avrebbe tolta l'occasione, scemata la gravità +della cosa. A Sassuolo, poi, era smontato in casa di un vecchio amico +suo, il barone Pradini. Il palazzo era grande, e aveva un quartierino +appartato per gli ospiti; luogo adatto se altro fu mai ad ogni +libertà, ad ogni severità di discorso. + +L'incontro, adunque, fu freddo e cerimonioso che nulla più. Gino, +d'altra parte, era come smemorato; non vedeva, non intendeva niente di +ciò che gli stava dintorno, o che gli toccava di fare. Desiderava la +presenza di Giuseppe, il nostro povero Gino; ma Giuseppe non c'era, ed +egli doveva starsene con l'anima in soprassalto fino a Modena, che era +come dire fino al giorno seguente. E peggio ancora quella fermata a +Sassuolo, che non il viaggio di Fiumalbo fin là; poichè nelle ore +passate in vettura aveva smaniato da solo, in piena libertà, mentre da +Sassuolo a Modena, con suo padre al fianco, doveva tenere un contegno +rispettoso di figlio, e di figlio che ritorna a casa, perdonato sì dal +governo, ma non ancora, nè forse mai intieramente, dal capo della +famiglia. + +Infatti, egli aveva ferito quel padre nel più vivo dell'esser suo, in +quella fedeltà che casa Malatesti si vantava di aver mantenuta, anche +in tempi difficili, al governo legittimo. Ciò che Gino aveva fatto per +meritare i primi rigori dell'augusto padrone, non era solamente una +offesa al suo blasone, ma anche uno scandalo enorme, e suo padre non +aveva tralasciato di dirglielo, là, nella camera di giustizia, al +cospetto di tutta la famiglia radunata, poco prima che il giovanotto +partisse per il suo luogo di pena. Scialacquare il fatto suo in feste, +amori, cavalli ed altre pazzie di gioventù, sarebbe stato minor male; +alla peggio, poteva rimanere senza il becco di un quattrino, alla +morte di suo padre, e i fratelli gli avrebbero fatto un piccolo +assegno, se pure non gli fosse bastata la sua paga d'ufficiale +nell'esercito austriaco. Parecchi giovani di grandi famiglie italiane +avevano già preso servizio in Austria, ed erano arrivati agli +altissimi gradi della milizia, dando anche il loro nome ad intieri +reggimenti. A tutto, dunque, ci sarebbe stato rimedio. Ma essere un +liberale, lui, il figlio di quel gentiluomo che non aveva voluto +riconoscere il governo dei ribelli, nel Quarantotto, cioè nel tempo di +tante follìe, per cui tante deboli teste si erano smarrite, che +orrore, che abominio inaudito! + +Il conte Jacopo, per darvi un'idea del personaggio, anche fisicamente +considerato, era vecchio, ma d'una vecchiezza ancor verde e non senza +pretese. Rapato la testa, rase le guance, senza ombra di baffi sotto +il naso, era una figura di cortigiano del buon tempo, in cui si era +dovuto rinunziare alla parrucca incipriata, ma si protestava sempre +(molto innocentemente, per verità) contro le basette, le zazzere ed +altri arruffamenti di peli dell'êra napoleonica. Pure, il suo po' di +barba l'aveva portata anch'egli, e fino a pochi anni addietro: barba a +ghirlanda, in forma di soggolo, come il marchese Baldovini. Ma egli +aveva avuto il coraggio di sacrificare quell'avanzo di una vecchia +moda, perchè la barba a ghirlanda distingueva allora, su tanti celebri +personaggi del giorno, un certo ometto pericoloso, torinese di +nascita, il quale aveva portata quella barba a rappresentare il +Piemonte, anzi l'Italia (ahimè tempi calamitosi!) al Congresso di +Parigi. + +Eppure, credete a me, non c'era pericolo che i due uomini si +rassomigliassero mai, neanche fisicamente. Il conte Jacopo era di +membra asciutte, risecchito e duro come un santo della scuola +Bisantina. Per altro, non ve lo immaginate diritto sulla persona. +Forse lo era, ma non appariva punto, poichè egli teneva volentieri il +collo rannicchiato nella cravatta, nascosto sotto il bavero del +soprabito, come le testuggini usano nasconderlo sotto l'orlo della +loro scatola ossea. Certi diplomatici camminano così per vezzo; ma +sicuramente hanno imparato da qualche ciambellano come il conte +Malatesti. Quel collo rannicchiato dà alla faccia sporgente un'aria +curiosa, in cui si vedono riuniti, ma non fusi, due opposti +sentimenti, due espressioni, due atti, la riverenza e la familiarità. +Si potrebbe dire che quella è la faccia, anzi la maschera, +dell'ossequio confidenziale; maschera carnevalesca, che ha per i +superiori un sorriso compiacente, per gli eguali una bonarietà amena, +per gl'inferiori una rigidezza sarcastica. + +Gino doveva trovare quest'ultima espressione sul volto di suo padre. +L'uguaglianza che un vicendevole affetto ispira così naturalmente +nella intimità della famiglia, non era mai esistita tra lui e il conte +Jacopo; ma per quella volta la distinzione era anche più spiccata del +solito. Gino era trattato da inferiore, da inferiore che ha fallito e +che merita un castigo. Pure, non lo aveva già avuto, il castigo, in +tre mesi di confine? E la riprensione paterna non l'aveva già avuta, +prima di partire da Modena, alla presenza di tutti, nella gran camera +di giustizia del palazzo Malatesti? Ahimè, la faccia del ciambellano +era più dura che mai, e Gino aveva un presentimento che quella +maschera gli serbasse ancora di peggio. + +Per un paio d'ore il nostro giovinotto ebbe tregua. Era presente il +padrone di casa, e le leggi della ospitalità passavano avanti a tutte +le collere. Ma come il padre ed il figlio furono soli nel loro +quartierino appartato, il conte Jacopo, scambio di ritirarsi nella sua +camera, si rivolse a Gino e gli disse, con aria tranquilla, ma con +accento severo: + +--Sedete, e parliamo d'affari. + +--Ci siamo!--pensò Gino, tremando. + +E sedette, sopra una seggiola, accanto allo specchio del salotto, +mentre suo padre prendeva posto sopra un canapè, con la dignità di un +giudice antico. + +--Vi ascolto, padre mio;--disse Gino, sperando di disarmare la +severità del conte Jacopo con la sommessione delle parole e degli +atti. + +Il conte Jacopo incominciò pacato, anzi freddo, con una lentezza che +prometteva un lungo discorso. + +--Sua Altezza Serenissima si è degnata di cedere alle mie preghiere, e +ciò per riguardo all'onore della nostra casa, che fu fedelissima ai +Lorena, come era sempre stata agli Estensi. Ha ceduto, dico, alle +preghiere di un padre, sebbene il momento fosse inopportuno alla +clemenza, e piuttosto adatto ad un raddoppiamento di rigore.-- + +Gino capiva poco la distinzione; ma il suo pensiero corse naturalmente +a quelle parole oscure che gli aveva detto l'applicato di polizia: «Se +ha amici potenti a Modena, com'è dimostrato dalla grazia ch'Ella ha +ottenuta, ad onta di certe aggravanti, non perda un minuto a +scongiurarla.» _Ad onta di certe aggravanti!_ Quali erano, le +circostanze aggravanti, a cui alludeva l'applicato? Qualunque fossero, +le commentava allora la frase di suo padre: «momento inopportuno alla +clemenza.... piuttosto adatto ad un raddoppiamento di rigore.» + +Intanto il conte Jacopo proseguiva il discorso: + +--I tempi son guasti e certi animi son diventati incorreggibili con un +regime di bontà; è necessario dare esempi salutari, esempi di +severità, perchè non avvenga di peggio. Ma a questo provvederà la +vigilanza del governo. Per quello che risguarda la mia casa, +provvederò io senza fallo. Vi ho scritto l'altro dì, e voglio sperare +che non ritornerete a Modena per fare quel che avete fatto finora. +Perchè, badate bene, se io, fidando troppo nella vostra lealtà, ho +potuto lasciar correre qualche leggerezza giovanile, oggi, avvertito +dall'esperienza, non son più disposto a chiuder gli occhi sui vostri +diportamenti. Ottenendo una grazia insigne da Sua Altezza, ho assunto +un impegno, a cui non verrò meno. Messo in sospetto dal passato, dovrò +raddoppiare la mia vigilanza, e pensare in tempo ai rimedi. Ne +convenite?-- + +Era una domanda formale, o una figura rettorica? Il conte Jacopo si +era fermato, e Gino pensò che bisognasse rispondere. + +--Non so che vogliate dire, padre mio. Io non ho nulla che mi rimorda, +che mi punga la coscienza, da far riconoscere necessaria la vostra +severità. + +--Lo so;--disse il conte Jacopo, tentennando la testa.--Voi siete +impenitente. + +--Ma in che, padre mio? Voi mi avete accusato di leggerezza, per certi +discorsi.... che mi valsero una condanna. Su ciò non discuto. Ebbi la +pena e non debbo dir altro. Questo vi posso promettere, da figlio +rispettoso, e consapevole dei vostri impegni paterni, che io vivrò +d'ora in poi nel più prudente riserbo, e tutto intento ai miei studi. +Volete che io mi chiuda nelle mie camere, che io non veda più nessuno? +Lo farò volentieri. + +--Non vi domando un simile sacrifizio. + +--Non sarà tale per me; sono avvezzo alla solitudine, oramai. + +--Sì, anche troppo;--disse il conte Jacopo, con un accento +sarcastico.--E nessuna lettera vostra, delle rarissime che ci avete +scritte, accennava al rammarico di non essere in luogo più popolato. +Ma basti di ciò, per ora. Voi dovete mutare il vostro tenore di vita. +E per farvelo mutar bene, in modo che convenga a me, ho risoluto di +ammogliarvi. + +--Ammogliarmi?--gridò Gino.--Ammogliarmi? + +--Sicuramente. Avete venticinque anni suonati, e mi par suonata anche +l'ora da ciò. + +--E sia;--disse Gino, pensando che alla fin fine il terribile decreto +di suo padre non poteva avere esecuzione da un giorno all'altro.--Ma +in questo almeno vi piacerà di consultare il mio desiderio?-- + +Il conte Jacopo diede a suo figlio un'occhiata, che parve volesse +passarlo fuor fuori. Poi, molto tranquillamente, e quasi pesando le +parole ad una ad una, rispose: + +--Certamente, poichè il vostro desiderio non potrà essere disforme +dalle tradizioni e dagl'interessi della casa Malatesti. Almeno nelle +alleanze,--soggiunse il vecchio, rendendo a Gino la pariglia del suo +avverbio puntiglioso,--almeno nelle alleanze vorrete conservare quella +dignità che non vi è piaciuta in materia d'opinioni politiche.-- + +Gino non ebbe il coraggio di fiatare. E il vecchio proseguì, mutando +il tono grave nel sarcastico: + +--Del resto, non dubitate. Io non sono un padre di palcoscenico, che +voglia rendere infelice il protagonista sentimentale a cui ha dato la +vita per volontà dell'autore. Sono un padre vero ed umano, un po' +rigido, se volete, ma per debito di onestà, per rispetto a tante +generazioni di galantuomini che lo hanno preceduto, che deve +considerare le convenienze della famiglia, aver occhio alle sue +condizioni economiche, e le une e le altre, insieme con le proposte +che possono rampollarne, vuol sottoporre alla vostra alta +approvazione. Avrete dunque il diritto di scegliere, non dimenticando +che Malatesti siete nato, con mille anni di nobiltà accertata e +riconosciuta, che vostra madre è una Pallavicina, con altrettanti, e +che dovete qualche cosa a questo sangue; almeno almeno,--e qui il +vecchio battè ancora sull'avverbio,--di non fallire alle consuetudini. + +--Ah!--mormorò Gino, che si sentiva perduto. Ma il vecchio Malatesti +non mostrò di dargli retta, se non per piantar meglio il dardo nella +ferita. + +--Avete dunque capito, mi pare;--riprese egli, implacato.--Ho fatte le +mie indagini, ho meditato su tutti i partiti che potevano offrirsi, e +per venir subito alla migliore delle proposte, a quella che raccoglie +in sè tutte le condizioni di sangue, di ricchezza, di educazione, ed +anche di bellezza (poichè questa non va dimenticata, quando c'è) ho +pensato che convenisse molto a voi la figliuola del mio amico +Baldovini.-- + +Andava per le spicce, il conte Jacopo, e bisognava rendergli questa +giustizia, che non voleva far soffrire troppo a lungo suo figlio, per +l'incertezza del modo in cui doveva essere finito. Il povero Gino ebbe +un tremito nervoso, e gli si offuscò la vista, all'udire quel nome. Ma +vide allora, come in una nube, la lettera del suo grande amico Emilio +Landi, in cui era magnificata, levata a cielo, la bellezza della +giovane Baldovini. + +--Come?--balbettò egli.--Una bambina!... + +--Ha diciott'anni;--ribattè il conte Jacopo.--Lo so da suo padre, e +non me lo ha negato sua madre. Voi non l'avete guardata molto +attentamente.... Parlo della figliuola, si capisce!--soggiunse il +vecchio, non sapendo rinunziare all'occasione di lanciare un bel +frizzo.--Non l'avete guardata molto attentamente; ma vi consiglio di +farlo fin da domani, quando andrete a visitar la marchesa. + +--Oh, padre mio!--esclamò Gino, trascurando l'ironia e non vedendo che +l'orrore della cosa;--con tutto il rispetto.... con tutta l'obbedienza +che vi devo, non ci andrò. + +--Non ci andrete? E perchè, se è lecito domandarvelo? + +--Perchè... perchè.... Voi non mi costringerete a dirlo. Ma +un'alleanza con quella casa.... + +--C'eravate così intimo! + +--Ebbene, per quella medesima intimità.... + +--Ragazzate!--sentenziò il conte Jacopo. + +--Ma il mondo, padre mio.... + +--Il mondo vedrà nel fatto d'oggi la più bella, la più categorica, la più +solenne smentita a tutte le sue ciarle di ieri. Se pure,--soggiunse +filosoficamente il vecchio Malatesti,--se pure il mondo si ricorderà di +averne fatte, fino a tre mesi fa. Non mettiamo dunque fuori di queste +scuse; non mostriamo di volerci attaccare a' rasoi. Infine, volete voi +che io dica al mio vecchio amico Baldovini le ragioni, gli scrupoli, per +cui ricusereste la mano ch'egli ci offre? Perchè egli ce l'offre, capite? +egli in persona; e la marchesa Polissena approva un'idea, che ella +medesima ha ispirata al marito. Voi sapete che il Baldovini non fa nulla +senza sua moglie.-- + +Un interlocutore che avesse amato il frizzo come lo amava il vecchio +Malatesti, avrebbe colta a volo l'occasione per dire che la moglie non +gli ricambiava la cortesia. Ma il nostro Gino pensava a tutt'altro. +Egli rivide in nube la lettera di Emilio Landi e fremette. + +--Mi sarei dunque ingannato?--pensò.--Quella lettera sarebbe stata +scritta... sotto la dettatura di lei?-- + +Si poteva fare molto cammino su quella traccia che il caso metteva +dinanzi alla immaginazione di Gino. Ma egli doveva difendersi dalle +incalzanti argomentazioni di suo padre. + +--Ma che significa tutto questo amore così tardo dei signori Baldovini +per me?--domandò egli, scuotendosi, e mostrando un rancore che non +sentiva in cuor suo.--Mi hanno almeno dimostrato un po' d'amicizia +nella sventura che mi era venuta addosso? + +--Vi potrei rispondere che questo disegno d'alleanza ne è una +luminosissima prova, e certamente più seria di una lettera di +condoglianza;--rispose il vecchio Malatesti.--Ma io posso dirvi ben +altro. Sappiate che la marchesa Polissena si è unita, alleata a me, +nelle pratiche occorrenti per il vostro perdono. Ella ha disposto a +favor vostro il ministro, che non è mio amico, sebbene mi tratti +sempre con tante cerimonie. Forte di questo appoggio, io non mi sono +inginocchiato inutilmente a Sua Altezza. + +--Con mille anni di storia!--osò dire Gino Malatesti. + +Il vecchio conte saltò dal cuscino del canapè, come se lo avesse +spinto una molla. + +--Che intendete di dire, malcreato?--gridò egli inviperito per la +tracotanza del figlio. + +--Che per me, padre mio, non dovevate inginocchiarvi davanti a +nessuno, foss'anche un duca della casa di Lorena, tanto più recente +della vostra.-- + +Il conte Jacopo volse in giro un'occhiata sospettosa; poi, come non +fosse ancora ben certo, andò verso l'uscio, lo aperse e guardò +nell'anticamera. Finalmente, richiuso l'uscio dietro di sè, ritornò +verso il figliuolo, che era rimasto là, non sapendo che pensare di +quella scena, e gli disse a mezza voce, ma con intensità tanto +maggiore di accento: + +--Sciocco! Imparate qualche cosa della vita anche voi. I duchi e i re +non sono opera nostra; li fanno le circostanze, i tempi, la +concatenazione degli eventi, e più di tutto le follìe dei popoli. Se +non fossero state queste follìe, i Malatesti avrebbero ancora uno +Stato, come lo avrebbero i Pallavicini, donde pur discendete, per +vostra madre. I rivolgimenti politici hanno spogliate le nostre +famiglie, ci hanno dispersi qua e là, nelle corti di più fortunati +signori. Ed eravamo duchi di Ravenna nel 752, ricordatelo; duchi di +Ravenna, e non per diritto longobardico, ma per avanzo di potestà +romana; poi fummo signori di Rimini, di Pesaro, di Fossombrone, di +Fano, di Cesena, di Cervia; padroni della Marca, insomma, assai prima +che si parlasse di casa Borgia nel mondo. So la mia parte di storia, e +dovreste saperla anche voi. Dovreste sapere altresì che i Malatesti, +perduti gli antichi dominii, ridotti allo stato di semplici +gentiluomini, hanno almeno serbati i loro privilegi, quei privilegi di +cui fate alle volte così poca stima, e che pure vi servono tanto, +eleganti fannulloni, per correre di qua e di là, onorati da per tutto, +inchinati dal volgo alto e basso. Voi giovani vi date bel tempo, +sfruttando l'economia e la previdenza dei vostri maggiori; noi +frattanto, padri non degeneri dagli avi, dobbiamo pensare a mantenervi +lo stato, a procacciarvi le alleanze che guarentiscano ai vostri +figliuoli l'agiatezza e gli onori del grado. Pensate che ho tre figli, +io, e in tre parti andrà divisa la mia sostanza, niente più larga di +quella d'un modesto banchiere. + +--Se non è che questo,--disse Gino, appena un sospiro del conte Jacopo +gli permise di collocare una frase nel discorso,--ci sono sul Modenese +altre ricchezze e maggiori di quelle che può darci un'alleanza coi +Baldovini. + +--Ci verremo, alle maggiori, ci verremo;--rispose il conte Jacopo.--Ma +i Baldovini non hanno solamente ricchezze; hanno credito. La marchesa +Polissena è potente a Corte. Non ho dovuto sperimentarlo io? Soltanto +dopo che la marchesa è entrata in lizza, allora soltanto, ho potuto +esservi utile, ottenere il vostro perdono da Sua Altezza, io, +ciambellano antico, io più fedele alla casa del Duca, nei giorni della +sventura, che non fossero tanti nobili di più fresca data, compresi +gli stessi Baldovini. Pensate a questo, Gino, e finiamola con le +vostre ripugnanze inesplicabili. + +--Inesplicabili! Vi piace di chiamarle così;--mormorò Gino.--Ma io non +vi ho detto ancora tutto. + +--Parlate, allora. Siamo qui per dirci ogni cosa. Appunto per questo +ho voluto venirvi incontro a Sassuolo. + +--Ebbene, padre mio.... Se non fossi io l'uomo più adatto a far felice +la giovane Baldovini.... Se ella amasse già un altro.... + +--E chi, di grazia? + +--Il marchese Landi. + +--Come lo sapete? + +--Ho una sua lettera, in cui non fa che parlarmi della marchesina, dei +suoi vezzi, dei suoi trionfi di società. È una lettera di un +innamorato. + +--Come v'ingannate!--esclamò il conte Jacopo.--Emilio Landi è uno dei +vostri.... Via! mi fareste dire delle cose.... + +--Ditele, padre mio; non vi trattenete per me. + +--Ebbene, sì, uno dei vostri successori;--replicò il vecchio +Malatesti, compiendo la frase. + +--Me ne rallegro con la marchesa;--disse Gino, che vedeva così +confermato un suo recente sospetto.--Ma ecco una ragione che dovrebbe +rendermi molto penoso il rimetter piede in quella casa. + +--Sciocchezze, ve l'ho già detto una volta. + +--E siano pur tali;--ribattè Gino.--Ma anche di queste si vive. Ora, +io non sposerò mai la figlia dei Baldovino Non posso...--soggiunse, +alzando la voce, per darsi in quel modo un po' d'energia.--Non posso, +non devo, non voglio.-- + +Il conte Jacopo si morse le labbra, vedendo così sfidata la sua +autorità paterna. + +--Ecco un discorso che stona con la vostra condizione rispetto alla +mia;--diss'egli, dopo un istante di pausa.--Che voi possiate e +dobbiate, mi sembra di averlo dimostrato abbastanza, nè intendo di +spenderci altre parole. Che voi non vogliate... è ciò che vedremo. +Badate bene, Gino! Potrei anche diseredarvi. + +--Ma non togliermi la vostra stima, padre mio;--replicò il giovane, +animandosi.--Questa mi è cara assai più delle vostre sostanze. +Ascoltatemi, ve ne supplico, e poi giudicate. + +--Non ho fatto altro finora;--disse il vecchio Malatesti.--Ma poichè +avete ancora qualche novità in serbo, son qua per ascoltarvi.-- + +Così dicendo, si ricompose sul sedile e stette in atto di giudice ad +udire il figliuolo. + +Gino, ridotto agli estremi delle sue difese, fece uno sforzo violento +e svelò tutto il suo cuore. Tanto avrebbe dovuto farla, un giorno o +l'altro, la sua confessione generale; e meglio allora che poi. Narrò +come fosse giunto a Fiumalbo, per recarsi a confine in Querciola; come +avesse conosciuti i Guerri e ricevute le dimostrazioni più affettuose, +le prove di una ospitalità che doveva essere ricordata con +gratitudine, non solamente da lui, ma da tutti i Malatesti. In quella +casa aveva conosciuto un angelo di bellezza e di bontà; la sua virtù, +la sua educazione, avrebbero innamorato il conte Jacopo, come avevano +innamorato suo figlio. Bisognava vederla, bisognava conoscerla, quella +divina fanciulla. I Guerri, poi, erano ricchi.... Egli si vergognava, +in verità, di dover mettere in conto queste cose; ma infine, se +potevano persuadere suo padre, erano argomenti non ispregevoli, perchè +i Guerri erano infatti ricchissimi, e conosciuti per tutto l'alto +Modenese come i re della montagna. + +Il conte Jacopo era rimasto ad ascoltarlo, taciturno, immobile, senza +batter palpebra, e Gino sperò di essere stato eloquente. Alla fine, il +vecchio Malatesti parlò. + +--Re! Un bel titolo, non lo nego, e val più che marchese. Ma son +nobili, questi re? + +--Padre mio! Vi assicuro.... + +--Tacete! Una sciocca passione vi farà anche trovare una genealogia ed +uno stemma per la vostra Dulcinèa. Avete infatti qualche cosa di Don +Chisciotte nell'anima. Il sentimento della cavalleria, senza dubbio, e +la propensione alle avventure agresti. È una ubbriacatura come +un'altra. Non vi mancherà più altro che di giudicar la montagna più +abitabile della pianura, e la società dei taglialegna preferibile a +quella delle persone educate. Non mi dite più nulla. Vi ho ascoltato +con pazienza, per vedere fin dove giungesse la vostra follìa, e +riconosco che era tempo di richiamarvi a casa, perchè avreste fatto +qualche ragazzata irrimediabile, dopo tutte le altre... che costeranno +care, ve ne avverto, assai care ai vostri ospiti. + +--Care!--esclamò Gino atterrito.--Spiegatevi, in nome di Dio! È un +obbligo d'onore per voi. + +--Che cosa?--ribattè alteramente il vecchio Malatesti.--Vi verrebbe +forse in mente di dare una lezione a me? + +--Me ne guardi il cielo!--rispose Gino, tentando di disarmare suo +padre con l'umiltà dell'accento.--Ma se i signori Guerri han da +soffrire una persecuzione per colpa di un Malatesti, è il capo di +questa famiglia che deve soccorrerli. E voi, dicendomi tutto.... + +--Vi dirò per ora che quella è la vostra camera;--interruppe il conte +Jacopo.--Andate a riposarvi, o a meditare su ciò che vi tocca. Forse, +anzi senza il forse, l'alleanza vostra coi Baldovini sarà più utile ai +Guerri che non l'altra, sognata da questi montanari con noi.-- + +Gino s'avvide che non c'era più nulla da rispondere, più nulla da +ottenere. E non ribattè nemmeno, quantunque ne soffrisse acerbamente +in cuor suo, l'offesa che si faceva in quel punto alla dignità de' +suoi ospiti. Si ritirò, mormorando un saluto, mentre il conte Jacopo +si avviava dall'altro lato alla sua camera, duro, impettito, col collo +rannicchiato e la maschera alta. + +La triste notte di Gino Malatesti non si descrive. Furono pianti +dirotti, furono disperazioni a cui non recò tregua neppure il sonno, +poichè lo accompagnavano dolorose visioni. Gino sognò i Guerri in +carcere, accusati di lesa maestà, e Fiordispina che tendeva a lui le +braccia supplichevoli, implorando aiuto e protezione. A lui! Ma che +poteva far egli? Andar là, dove non poteva mandarlo neanche un comando +di suo padre? Ahimè, sì, bisognava risolversi. Gino Malatesti, +avvilito come gli ultimi della sua stirpe, si umiliava davanti alle +potenti sirene, come essi si erano umiliati davanti ai duchi, ai +tiranni d'ogni specie. La bionda sirena lo attirava, lo involgeva +tutto in uno di que' suoi sguardi luminosi, e accanto a lei, +consigliere della viltà, sorrideva Emilio Landi.--Sì, devi risolverti; +saremo tutti per i tuoi Guerri; una nostra parola farà cessare ogni +persecuzione contro di loro. Che cosa si domanda a te? Un +monosillabo.--E il salotto allora diventava una chiesa; e, Dio mi +perdoni, il sofà della marchesa Polissena si tramutava in altare. Una +fanciulla vestita di bianco, bellissima invero, ma non lei, non +Fiordispina, era al fianco di Gino. Il sì era richiesto; il sì era +profferito; ma gli aveva bruciate le labbra, ed egli balzava indietro, +fremendo. Lode al cielo, non era stato che un sogno. Ma la realtà era +forse più lieta? + +Tristi, odiose necessità sociali! Il decoro di casa Malatesti voleva +un sagrifizio da lui. Ah, il decoro di casa Malatesti, qual riso amaro +gli chiamava alle labbra! Francava la spesa di mantenerlo, quel +decoro, dopo che i suoi maggiori lo avevano trascinato nella polvere, +sull'orma di tanti fortunati bricconi! Ma già, l'obbligo, la +tradizione delle famiglie storiche!... Sì, storiche oramai nella +debolezza, non potute rinsanguare neanche dall'errore di qualche +passione colpevole, tanto agli evitati mali dell'eredità si +sostituiscono vigorosi i pregiudizi, i costumi, i vizi dell'ambiente, +nuove cause di decadenza, e più gravi! + +Gino Malatesti la sentiva allora, l'oppressione dell'ambiente morale +in cui era vissuto. Voleva uscirne, e la cappa di piombo si aggravava +su lui, come la tetra vôlta del carcere Tulliano, sotto cui si era +soffocati, assai prima di morire strozzati. + +La luce del giorno lo colse, ancora tutto immerso e perduto in vani +disegni. Il poveretto non sentì mai tanto come allora la inanità degli +sforzi di un uomo, quando tutto congiura contro di lui. L'accortezza +che prevede... l'abilità che riesce... tutte parole vuote di senso! +L'uomo ha il suo fato. Unico rifugio la coscienza; unica libertà il +soffrire. + +La carrozza aspettava, e poco dopo, salutati i Pradini, si ripartiva +per Modena. Il conte Jacopo era taciturno, ma calmo, come se nulla +fosse avvenuto. La maschera si era rifatta umana, scegliendo per +altro, fra tutte le espressioni possibili, quella del sorriso +cortigiano. Era del resto l'espressione consueta del conte Jacopo, e +Gino ne rimase ingannato. + +--Padre mio,--osò dirgli, alle porte di Modena,--vi vedo più +tranquillo... più buono con me... + +--Sì,--rispose il conte Jacopo,--nella fiducia che sarete buono anche +voi, e obbedirete a vostro padre. + +--Ma...--balbettò Gino. + +--Non c'è ma che tenga: obbedire è l'obbligo vostro, se volete +riacquistare la benevolenza mia. + +--Ve ne prego, ve ne scongiuro;--rispose Gino umilmente;--ditemi +almeno dei signori Guerri.... Che pericolo li minaccia? + +--La loro sorte non è in mia mano. + +--E di chi?-- + +Il vecchio Malatesti non rispose direttamente alla domanda incalzante +di suo figlio. Tentennò un poco la testa; poi lasciò cadere dall'alto, +stanche e fredde, come una pioggia lenta d'autunno, queste poche +parole: + +--Vi ho già detto che io non ho nessun potere sul ministro. Fummo +rivali nella grazia del principe, ed egli se ne ricorda.-- + +Poi sospirò, il conte Jacopo, ed aggiunse: + +--Così si preparano, nella gelosia dei servitori, le cadute dei +legittimi padroni.-- + +Ma queste filosofiche considerazioni non avevano che fare col triste +caso di Gino Malatesti, e il nostro povero giovanotto lasciò cadere il +discorso. + +Oramai non aveva più speranza che in Giuseppe. Piccola speranza, in +verità, poichè da quel fidato servitore non c'era da aspettarsi aiuto. +Ma quel brav'uomo sapeva le cose appuntino, e il sapere ciò che si +trama contro di noi, contro gli amici nostri è già un'arma nelle +nostre mani, il principio e il fondamento di ogni difesa. Pochi minuti +ancora, e lo avrebbe veduto, lo avrebbe interrogato, il suo fedel +servitore. La carrozza era entrata in Modena, svoltava un angolo ben +conosciuto, giungeva davanti al palazzo Malatesti, infilava il +portone, per andarsi a fermare davanti alla scala padronale. Due +servitori si presentarono allo sportello, ma uno di essi era il +portiere, l'altro.... non era Giuseppe. Entrato in casa, Gino fu +lungamente in balìa della famiglia, abbracciato, guardato, +interrogato, poi nuovamente abbracciato, come sempre avviene in simili +casi. Soltanto un'ora dopo gli fu concesso di ritirarsi nella sua +camera, per darsi la ripulita necessaria e mettersi in arnesi di +città. + +Finalmente! Era nel suo nido. Come lo avrebbe veduto volentieri, in +ogni altra occasione! Ma allora, con tutte quelle tristezze, con tutte +quelle curiosità pungenti nell'anima, non guardò, non vide nulla. +Cioè.... dico male; vide il campanello e suonò per chiamare il +servitore. + +E il servitore venne, ma non era Giuseppe. + +--Ah, Silvestro, sei tu?--diss'egli, come per dissimulare sotto la +cortesia del saluto un primo e naturalissimo gesto di dispiacere.--Puoi +dirmi dov'è andato a ficcarsi il mio abito grigio! Sai? quello che ha i +bottoni metallici. + +--Illustrissimo, non ne so nulla;--rispose Silvestro.--Cercherò +nell'armadio. + +--Nell'armadio non c'è;--disse Gino.--In quei cassetti nemmeno. +Chiamami Giuseppe; egli forse ne saprà qualche cosa.-- + +Silvestro obbedì, e Gino respirò vedendolo andare così risolutamente. +Aveva già incominciato a temere che gli avessero mandato via il suo +fido Giuseppe. + +Questi, da buon cospiratore, non si era mostrato molto premuroso, +all'arrivo del padroncino, e infatti non era neanche venuto in +anticamera. Bisognò andarlo a cercare nella camera di servizio, dove +se ne stava tutto intento alle opere del suo ministero. Andò, +chiamato, e fu felice d'incontrare per via il conte Jacopo, di esserne +interrogato e di potergli rispondere:--vado dal signor conte Gino, che +cerca un suo abito grigio e non lo trova.-- + +Le dimostrazioni furono brevi, tra Gino e il suo buon servitore. +L'uscio della camera rimaneva aperto, qualcheduno poteva ad ogni +momento passare di là. Ma fingendo di rovistare nei cassetti, aprendo +e chiudendo via via un mobile o l'altro, per cercar sempre un abito +grigio che era stato ritrovato alla bella prima, Giuseppe ebbe tempo e +modo di dire al padroncino tutto ciò che più gl'importava di sapere. + +Alla polizia ducale, forse venti giorni prima, era giunta notizia di +una festa sulle rive di un lago, di discorsi pronunziati, di evviva +all'Italia, di voti temerarii per la distruzione dell'ordine +stabilito, di una piemontesata, insomma, come allora si diceva, +riferendo ogni protesta, ogni dimostrazione di sentimenti patrii, alle +mene, alle istigazioni dell'aborrito Piemonte. Capi di quel tentativo, +di quel principio di ribellione, erano i Guerri, i ricchi padroni +delle Vaie, nè da meno di loro si era mostrato un parroco, che aveva +osato imporre ad una barca il nome scomunicato d'_Italia_. La cosa era +enorme, tanto enorme, che a tutta prima non si voleva credere alle +relazioni avute. Si erano chiesti nuovi particolari, e i nuovi +particolari avevano confermati i primi, aggravandoli. L'autorità, +grandemente turbata, vedeva necessario un castigo esemplare. Ma in +quel frattempo il ministro di Stato aveva promesso di richiamare a +Modena, prosciogliendolo dal confine, il giovane conte Malatesti; +voleva mantenere la promessa fatta alla signora marchesa Baldovini. +Perciò si era stabilito d'ignorare la parte avuta dal conte Gino in +quella festa, non vedendoci al più che una nuova ragazzata; di +richiamare a Modena il giovanotto, e, lui partito da Querciola, di +aprire un'inchiesta sulla faccia del luogo, interrogando all'uopo +tutti i famigli dei Guerri, e d'istruire un processo, se fosse stato +del caso. + +Gino fremette, udendo tutte quelle notizie, che gli dava a spizzico il +suo fedel servitore. + +--E la marchesa ha mano in tutto ciò?--chiese egli, come Giuseppe ebbe +finito il racconto. + +--Ha avuto mano nella liberazione di Vossignoria;--rispose il +servitore;--è naturale che fosse istruita del resto. A proposito, non +deve dimenticare che la signora marchesa mi ha mandato l'altro giorno +a chiamare. + +--E perchè? + +--Ne giudichi Lei, illustrissimo. Mi ha chiesto se conoscevo i signori +Guerri. «Tu hai accompagnato il tuo padrone a Querciola,--mi disse,--e +ne saprai qualche cosa. Che gente è quella? Quanti sono in famiglia? +Come vivono? Sento che ci hanno anche una bella ragazza. L'hai +veduta?»--Io, scusi la mia indiscretezza, ho creduto subito ad un +sentimento di gelosia. Ma non sapevo nulla di nulla, e mi fu facile +dimostrarglielo, poichè avevo accompagnato Vossignoria fino a +Pievepelago, e non potevo conoscere le persone ch'Ella aveva +conosciute poi a Querciola, o nei dintorni di Querciola. Persuasa +dalle mie risposte, la signora marchesa mi fece altre interrogazioni. +Voleva sapere da me se Vossignoria mi avesse scritto qualche volta. Io +stetti in guardia, e risposi di no. Non si sa mai, ho detto fra me. La +signora marchesa è donna, e potrebbe un giorno o l'altro lasciarsi +sfuggire un segreto che al mio padrone importasse di non veder +propalato. Ho fatto male? + +--No, hai fatto benissimo;--rispose Gino, abbracciandolo.--Va, buon +Giuseppe; parleremo meglio stasera.-- + +Ah, la signora marchesa voleva dunque conoscer tutto, per filo e per +segno; sapere ciò che lo aveva trattenuto, ciò che gli aveva reso +dolce il suo luogo di pena! Quella donna che per tanto tempo aveva +mostrato di non darsi alcun pensiero dell'amico proscritto, quella +donna che aveva lasciate senza risposta le sue lettere, che era +passata da Fiumalbo, non curante di lui, superba, gloriosa di altre +conquiste, quella donna aveva seguiti i suoi passi! Non già molto +attentamente, nè giorno per giorno. Le sue erano notizie raccolte più +tardi, e che ella cercava di completare, interrogando Giuseppe. Perciò +allora soltanto ella si era ricordata dell'uomo che le aveva recata la +lettera di Gino Malatesti! + +La marchesa Polissena conosceva ancora l'episodio della fanciulla dei +Guerri. Da chi poteva averlo risaputo? Dal ministro di Stato; era +facile indovinarlo. Se la polizia ducale aveva avuto un referendario +compiacente per la gita del Lago, niente di più facile e di più +naturale che la relazione si fosse estesa dai particolari del fatto +alle persone che ci avevano partecipato. E quali esagerazioni, in quel +rapporto dello spione! Si parlava di discorsi, di evviva, di voti +espressi per la caduta del governo ducale! Evidentemente il +referendario non aveva cognizione diretta delle cose; scriveva +d'udita, e le scarse notizie di un imprudente famiglio dei Guerri +diventavano sotto quella penna assassina un vero atto di accusa. Non +avviene sempre così, nell'esercizio di quel brutto mestiere? La spia +vuol farsi un merito delle rivelazioni, e vi aggiunge sempre molto del +suo. + +Così il conte Gino ricomponeva nella sua mente ogni cosa, ricostruiva +il fatto che doveva cagionargli tante angosce e tanti terrori. In +quella ricostruzione mentale, vedeva anche il suo dolce segreto +conosciuto dalla marchesa Polissena, fors'anche dal conte Jacopo, +prima che egli fosse di ritorno a Modena, con la speranza di +persuadere suo padre. Della marchesa, in ogni altro momento, gli +sarebbe importato poco. Non era sicuramente la gelosia che la rendesse +curiosa, ed egli oramai ne sapeva il contrario. Pure, mettendo da +parte il sospetto della gelosia, il guaio non era che più grande per +lui. Polissena, volendo dare la sua figliuola ad un Malatesti, +conosceva il segreto di lui: e Gino e i Guerri, pur troppo, erano in +balìa di quella donna, poichè ella conosceva il ministro e lo muoveva +a sua posta. Come dubitare del poter suo, se ella aveva ottenuto il +perdono di lui, proprio allora che per il rapporto della spia sarebbe +stato il caso di aggravargli la pena? + +Ma allora?... Il perdono per lui, e un'inchiesta per gli altri. Tutti +i ragionamenti, tutte le meditazioni di Gino venivano a quel punto. E +allora gli si affacciò alla mente quella figura di commissario, tutto +dolce e carezzevole, che davanti a lui aveva nascoste le unghie e +fatte le fusa. Forse a quell'ora, mentre Gino ricordava la faccia +patibolare e gli atti umili del signor commissario, l'inchiesta contro +i Guerri era già incominciata; il signor Francesco, il signor Orlando, +il povero Don Pietro Toschi, Aminta, suo fratello Aminta, erano già +stati chiamati alla presenza del Minosse ducale. E non potevano esser +già incarcerati? Dio santo! Un brivido corse per tutti i nervi del +povero Gino. Ma no, non era possibile che si giungesse di primo colpo +fin là. Il commissario non aveva che un applicato con sè; niente +sgherri, niente apparato di forze. Si trattava di una semplice visita, +di qualche interrogatorio abilmente condotto, per sincerare i fatti, e +non altro per allora, non altro. Il peggio, sicuramente, sarebbe +venuto poi; fors'anche presto, fra due o tre giorni, quanti bastavano +per andare e tornare. Comunque fosse, non c'era tempo da perdere. + +Quella sera, il conte Gino Malatesti, che aveva mostrato a suo padre +tanta ripugnanza contro le visite, il conte Gino Malatesti andò al +palazzo Baldovini. Non era giorno di conversazione. Meglio così. + + + + +Capitolo XII. + +Una inchiesta misteriosa. + + +Voi combattevate, o Gino, e la fanciulla dei Guerri pregava. Così, sui +portali marmorei delle nostre città di Liguria, l'arte medievale ha +raffigurato il virtuosissimo barone San Giorgio, che spinge il +destriero a galoppo e calpesta il drago arrovesciato, ficcandogli la +punta della sua lancia nella gola spalancata, mentre sul ciglio di un +sasso una giovine principessa inginocchiata, a mani giunte, implora la +vittoria del suo campione dalla clemenza di Dio. + +Tra l'antica rappresentazione e il caso presente correvano per altro +due differenze. Gino Malatesti non aveva ancora piantata la lancia +nella gola del drago, e Fiordispina, anche pregando con tutto il +fervore dell'anima sua, non aveva l'aria di guardare ad altro, come la +principessa di Cappadocia. Fiordispina teneva gli occhi rivolti a +Fiumalbo, a quella lunga fila di monti e colline che separavano il +Cimone dalla pianura modenese. Di là aspettava oramai la luce degli +occhi suoi, la vita del suo cuore: pregando il cielo, confidava anche +nel suo Gino, e discacciava come indegni di lui, del suo carattere, +della sua lealtà, i neri presentimenti che venivano ad assalirla. + +Intanto a Fiumalbo s'incominciava a discorrere, a far castelli in +aria, sulla presenza di quei due impiegati del governo ducale. Si era +creduto a tutta prima che fossero due ingegneri, venuti a studiare per +la costruzione di un ponte, già tante volte domandato e mai ottenuto, +scambio di quello di legno che ogni piena un po' grossa abbatteva, e +che i Guerri, buona gente, rifacevano sempre a spese loro. Il sindaco +Cervarola, interrogato dagli anziani del paese, non diceva nè di sì nè +di no; ma era molto pensieroso, il brav'uomo, più pensieroso del +solito, e pareva che gli pesasse la carica. Al signor Aminta, che gli +chiedeva anch'egli notizie, il signor sindaco aveva risposto: + +--Che ne so io? Vogliono saper tante cose! Ora vi sembra che mirino di +qua, ora sembra che guardino di là. Mi è passato per la testa che +vogliano fare un censimento nuovo delle famiglie. + +--Un censimento! Che diavolo? Ma se è stato fatto da poco! + +--Che cosa ho da dirvi io?--Fors'anche un nuovo catasto. Vogliono poi +tante cose! Chi è il tale, chi è il tal altro, che mestiere fa, dove +abita, dove si può vederlo.... Ieri, per esempio, mi hanno domandato +anche di Pellegrino Menghi, che è il vostro servitore, e di Lorenzo +Tamaroni, il vostro caposquadra alle Serre. + +--Due uomini,--borbottò il Guerri, facendo una spallata,--che non +hanno niente a vedere con la giustizia.-- + +Così erano rimasti, sapendone meno di prima, e sospettando ogni cosa. +Ma il giorno seguente nuove voci si sparsero in paese. I due ufficiali +del governo andavano di qua e di là, prendendo lingua da tutti i +casolari, chiedendo cose di nessun conto; per altro, qualcheduno era +anche chiamato alla loro presenza, nelle stanze della casa comunale. +Di che si fosse parlato non si poteva sapere, perchè i chiamati +all'interrogatorio non volevano appagare la curiosità degli amici, e +neanche delle loro famiglie. Avevano paura, e si eran cucita la bocca. + +Altro che censimento! altro che catasto! C'era la ragion politica, lì +sotto. Del resto, il signor Francesco Guerri conosceva i due +personaggi per impiegati di polizia, ed era già troppo non aver capito +alle prime che razza di commissione fosse la loro. Perciò il vecchio +Guerri chiamò a sè Lorenzo Tamaroni e gli disse: + +--Che è stato? Ti hanno interrogato ieri. Su che?-- + +Erano alla Serra, ma in luogo appartato, e nessuno degli uomini +addetti al lavoro poteva udire il discorso. Lorenzo Tamaroni diede +tuttavia un'occhiata sospettosa in giro; poi raccontò minutamente ogni +cosa. + +--Il signor sindaco mi ha fatto chiamare ieri mattina.--È per ordine del +signor commissario, venuto da Modena;--mi ha detto subito, quando mi son +presentato da lui. Infatti, poco dopo è capitato il signor commissario +col suo aiutante; si son seduti tutt'e due alla tavola del sindaco, e +quando siamo rimasti soli noi tre, mi han detto di sedere e di rispondere +con sincerità a tutte le domande che mi avrebbero fatto. Uno domandava e +l'altro scriveva.--E così? (mi ha detto il primo). Siamo al lavoro delle +serre?--Sì, illustrissimo.--E si fatica molto?--Eh, sicuramente, non è un +mestiere troppo comodo.--Guadagnerà molto, il vostro principale?--Non +saprei.--Come? Non lo sapete?--Signor mio, che vuole? Faccio il +boscaiuolo, io; si dà al tronco dell'albero fino a tanto che possa +cascare con una spinta; si svetta, si scortica, e poi, giù nel gran +solco, fino alla serra. Quando ce ne sono cinquecento ammucchiati, +s'incomincia a voltargli l'acqua, che faccia lago, e ci possano +galleggiar dentro; poi, quando se ne son fatti entrare tanti che bastino, +si apre la cateratta, e via, che pare il diluvio. Ecco quello che faccio +io, che facciamo tutti noi, illustrissimo; e quel che succeda del +legname, quando lo abbiam perduto di vista, e i guadagni che può +procurare al padrone, non è cosa che possiamo sapere noialtri.--A +proposito d'acqua, siete andati un giorno a lanciare una barca in un +lago?--Nel lago della Ninfa, sì, illustrissimo.--Ed era grossa?--Che! Un +guscio di noce.--E perchè l'avete lanciata?--Per obbedire agli ordini dei +nostri padroni.--Ma essi, che idea avevano?--Se ho bene inteso, quella di +assicurarsi che non ci fosse un vortice nel mezzo del lago.--Benissimo; e +si è anche fatto un po' di festa.--Capirà, illustrissimo, quando si è in +tanti, e si è fatto un lungo viaggio....--Festa patriottica, con discorsi +ed evviva; si è dato alla barca un bel nome....--Non so.--Come? Neanche +questo sapete?--Signor mio, non lo so; forse dal posto in cui ero, non ho +potuto sentirlo.--Ve lo dirò io, il nome d'_Italia_. Non vi piace +forse?--Eh, gli è un nome come un altro.--E non sapete dunque chi abbia +dato quel nome? Chi c'era, intorno alla barca? I signori Guerri, non è +vero?--Come padroni, ci dovevano essere di sicuro.--E il prevosto Don +Toschi?--Anche quello,--E il conte Malatesti?--Non so se si chiami così; +ma un giovanotto che chiamavano il signor conte, l'ho veduto +benissimo.--È forse lui che ha dato il nome alla barca?--Sarà, ma non +posso giurarlo; Le ho già detto che ero distante, e non ho sentito +nulla.--Dite piuttosto che siete duro d'orecchio, perchè eravate ben +vicino, come caposquadra, al comando della manovra. Basta, andiamo +avanti. E il conte Malatesti, come era amico coi vostri padroni?--Non lo +so; non me l'han detto.--Voi non sapete mai nulla di nulla. Eppure, +sentite, vi converrà parlare; è per utile vostro, se non volete aver +guai.-- + +Qui Lorenzo Tamaroni fece una sosta, per introdurre nel dialogo una +sua osservazione. + +--Capirà, signor Francesco; non era un bel complimento che mi faceva +il signor commissario. Ma io non mi sono perduto d'animo.--Son qui per +dire tutto quello che vogliono (risposi) ma a patto che io lo sappia. +Ora, dell'amicizia di questo signor conte coi miei padroni io ne ebbi +la prima notizia quel giorno. Ho saputo che erano vicini di casa.--E +il conte era sempre alle Vaie?--Non lo so.--Badate, Tamaroni, il +tacere le circostanze che vi son note, il trincerarvi dentro i vostri +eterni «non so» potrebbe costarvi caro.--Oh senta, illustrissimo; +costi un po' quel che vuole; non mi si potrà far dire quello che non è +alla mia cognizione. Sono da vent'anni al servizio dei signori Guerri, +ma non ho altre occasioni di vederli che tra i boschi, dove passo le +mie giornate.--Ma là, sul lago della Ninfa, dov'eravate tutti, che +discorsi sono stati fatti? Che cosa diceva il signor Francesco +Guerri?--Niente, stava a vedere.--E il prete? Non ha simulato di +battezzare la barca?--Nossignore, ha dato una benedizione. Anche a me +han benedetta la casa, quando i signori Guerri l'han fatta costruire, +e non mi sembra che abbia fatto niente di diverso per la +barca.--Qui--(soggiunse Lorenzo Tamaroni, ritornando alla forma +narrativa)--il signor commissario si è volto all'aiutante, che +scriveva sempre come un altro sant'Agostino, e gli ha detto sottovoce, +ma in modo che potessi sentirlo ancor io: + +--Questo è un merlo del becco giallo! Ora vedremo un po' gli altri. E, +voltandosi a me, mi congedò con queste parole: + +--Andate, Tamaroni; vi richiameremo, se ci occorrerà di saper altro da +voi, di quello che non sapete.--Ed io andai, senza aspettare che me lo +dicesse una seconda volta. A dirle il vero, signor padrone, mi pareva +mill'anni.-- + +Il vecchio Guerri stette saldo davanti a tutti quei segni precursori +di una grossa burrasca che minacciava di scaricarsi sulle Vaie. Non +così saldo si mostrava il povero boscaiuolo, che amava i suoi padroni +e aveva ragione di temere per essi. + +--Ed ora, signor Francesco,--riprese egli,--che cosa succederà? + +--Che vuol che succeda? Nulla. + +--Dio voglia! Ma se mi chiamano ancora, come mi hanno minacciato di +fare?... + +--Se ti chiamano ancora, di' pure liberamente tutto quello che sai. +Infine, tu non hai detto niente di meno, e non potevi dire niente di +più. Discorsi sovversivi, brindisi, evviva, non se ne sono fatti. Io, +poi, non so nemmeno chi abbia dato il nome alla barca. Vorrei essere +stato io, per vantarmene.-- + +Il signor Francesco non diceva tutta la verità, in quel momento. +Ricordava benissimo che il nome era stato dato da sua figlia e dal +conte Gino; ma, come padre e come ospite, non voleva che il boscaiuolo +lo dicesse, in un secondo interrogatorio. + +--Del resto,--soggiunse il vecchio Guerri,--se domandano la cosa a me, +non ho nessuna difficoltà a caricarmi la coscienza di questo peccato. +Che cos'è l'Italia? Un'espressione geografica. Dando questa sua bella +definizione, il principe di Metternich ha proferito la parola, e il +principe di Metternich è uno dei loro. Dopo un così grande esemplare +di ortodossìa politica, perchè non potremmo proferirla noi? + +--È giusto;--rispose il boscaiuolo, che non conosceva il signor +principe, ma che si sentiva istintivamente raffidato dalla confidenza +con cui ne parlava il padrone;--si dice Italia come si direbbe +un'altra cosa: Francia, Spagna, America, Portogallo.... ed altri +paesi.-- + +La geografia di Lorenzo Tamaroni non andava niente più in là. Con quei +quattro nomi aveva vuotato il sacco della sua erudizione. Ad un esame +lo avrebbero bocciato di sicuro; ma il bravo boscaiuolo non era +fortunatamente a quell'impegno, e quelle poche cognizioni bastavano +alla sua felicità. + +Congedato dal padrone, se ne ritornò sul lavoro. Il signor Francesco +lo seguì poco dopo, tranquillo in apparenza, e tutto intento alla +distribuzione delle acque nella serra. Ma quel giorno, dopo il pranzo, +fu una gran conferenza nella casa dei Guerri, avendo il capo della +famiglia creduto necessario di consigliarsi coi suoi. Fiordispina fu +più addolorata di tutti, e la sua agitazione commosse il vecchio, che +si studiò di calmarla, fingendo una sicurezza che non aveva nel cuore. + +--Non temo per me;--disse la fanciulla.--Son donna, e poco mi posson +fare. Temo per te, babbo; temo per voi uomini. + +--Eh via, non esageriamo!--raccomandò il signor Francesco.--Ho detta +la cosa, perchè era necessario avvertirvi tutti, e intenderci sulle +risposte che daremo, se verranno ad interrogarci. Ma andiamo al fondo +e guardiamo che c'è. Son venuti in due, come l'altra volta, ma per +dare una buona notizia al conte Gino. L'occasione sarebbe stata scelta +male, per annunziargli la sua grazia, se avessero avuto dei gravi +sospetti. Fanno una piccola inchiesta, per uso, per amore dell'arte; +ecco tutto. + +--Ma porteranno la loro relazione a Modena;--osservò la fanciulla. + +--Che relazione! Un pugno di mosche;--replicò il vecchio Guerri, +facendo una spallata. + +--Speriamolo;--disse Aminta.--Ma nel dubbio, bisognerà avvertire il +conte Gino. + +--Sì, bravi! perchè la lettera caschi in mano alla polizia del Duca. + +--Possiamo mandarla per mezzo di un uomo sicuro. Pellegrino per +esempio.-- + +La conferenza si fermò a questo punto. Pellegrino, in verità, era +stato interrogato anche lui; ma non aveva avuto da dire niente più del +Tamaroni. Pensando a tutti quegli interrogatorii, il signor Francesco +capì che i suoi servitori e famigli erano tutti fedelissima gente. Da +loro, per certo, non era partita l'accusa; probabilmente da qualche +invidioso, da qualche nemico celato, come tutti ne hanno, e come +potevano averne anche i re della montagna a Fiumalbo. Questa +supposizione era avvalorata dal fatto che si accennava a discorsi non +fatti, ad evviva non proferiti. L'accusatore non era dunque da cercare +tra i presenti alla scena del Lago. Del resto, e si cascava sempre +qui, se anche i famigli di casa Guerri si fossero sbilanciati nelle +loro risposte al commissario, poco potevano aver detto, perchè poco +c'era da dire, e tutto il guaio si restringeva ad un nome, al nome +d'Italia, che era stato imposto ad un misero burchiello. + +Don Pietro, che aveva sulla coscienza quell'altro peccato della +benedizione, capitò quella sera all'ora solita. Non sapeva ancor +nulla, lui; nè il commissario lo aveva chiamato al _redde rationem_. + +--Curiosa inchiesta, che non si estende agli accusati!--disse il prete, +com'ebbe udito ogni cosa.--Del resto, e quanto a me, so già quel che mi +tocca: una chiamata in Curia e una solenne lavata di testa. Ma io potrò +rispondere a Monsignore:--Non so ancora che il nome d'Italia sia +scomunicato. Mi diano istruzioni, e starò all'obbedienza.-- + +Tutto ciò andava benissimo, ma non toglieva di mezzo le apprensioni. +Ad accrescerle, anzi, venne poco dopo l'annunzio di una visita. Il +signor commissario e il suo applicato, domandavano di essere ammessi a +riverire i signori Guerri. A riverire, capite? Questo era il +linguaggio ufficiale, la veste, la maschera del pensiero; ma bisognava +vedere, che cosa ci fosse sotto. + +I due visitatori furono ricevuti con calma solenne da tutta la +famiglia riunita. Non si era re della montagna per nulla. Ed anche +alla calma solenne si accompagnò una squisita cortesia. + +--I nostri incarichi sono finiti;--disse il signor commissario, +premendo al solito sulle parole;--non abbiamo voluto andarcene, senza +una visita di congedo a lor signori. + +--Come?--non potè trattenersi dal dire il vecchio Guerri.--Finiti così +presto? + +--Che vuole? Cose da nulla.... almeno, per quanto risguarda il tempo +che si poteva mettere a sbrigarle. + +--Ci duole,--disse il signor Francesco,--ci duole che se ne vadano +senza accettar nulla da noi. Se avessimo saputo che la loro partenza +era così imminente.... + +--Oh, grazie!--interruppe il commissario.--Non ci è neanche permesso +di dare incomodo alle persone in mezzo a cui ci chiamano i nostri +doveri d'ufficio. Il nostro ministero è delicatissimo, e ciò in +compenso dell'essere qualche volta odioso. + +--Che dice Ella mai? + +--Oh, non dubiti, perchè la cosa è proprio così come ho l'onore di +dirle;--rispose con un sospiro il commissario.--Siamo servitori +fedeli, con l'obbligo di essere accorti, di vigilare, di sospettare, +sì, anche di sospettare. Infine,--soggiunse egli, con un altro +sospiro, ma che pareva di sollievo,--su noi riposa lo Stato, da noi +dipende la sua tranquillità, la sua sicurezza interna, che è principio +e fondamento della sicurezza esterna. Ci sono tante piccole cose, +germi inavvertiti di malcontenti, che bisogna osservare! Dal +trascurarli derivano i guai maggiori all'ordine stabilito. _Principiis +obsta_, lo ha detto anche il poeta, _sero medicina paratur_.-- + +Nessuno osò più interrompere il signor commissario, che era montato +sul pulpito e voleva far la sua predica, anche col testo latino, come +avrebbe fatto Don Pietro. + +--Una cosa è da raccomandare, anche a questi paesi più lontani dalla +vigilanza e dall'azione del governo centrale;--proseguì il +commissario.--Fiducia in lui, che è provvido, paterno, bene +intenzionato. Abbiamo in esso il tipo, il modello, l'esemplare dei +governi possibili. Pure, non mancano quelli a cui sembra di star male, +e che si voltano di qua o di là, sperando meglio. Se si domandasse +loro: «che cosa?» si troverebbero bene impacciati a rispondere. Le +novità allettano gli spiriti deboli, ecco il guaio. Ma tante novità +sognate, si vedrebbe che cosa sono, allo stringer dei conti: miseria e +rovina per tutti, salvo per coloro che hanno interesse a pescare nel +torbido. Qui, infine, si è felici, relativamente, lo capisco, come si +può esser felici sulla terra. E infatti noi ci occupiamo della terra; +è istituto del reverendo di parlarci del cielo.-- + +Don Pietro, così personalmente indicato, reputò necessario di far +riverenza al predicatore. Questi frattanto proseguiva: + +--La terra dà quel che può, e, aiutando l'avvedutezza dei +proprietarii, dà tutto ciò che basta ai loro desiderii. Non è gravata +da altre tasse fuor quello che servono a mantenere un'autorità, +distributrice di sicurezza, di benefizii morali e materiali a tutto lo +Stato. Non coscrizioni che defraudino i campi delle valide braccia e +le famiglie dei loro sostegni. Non cure del domani, che se ne prende +il carico momentoso un principe umano e prudente, vero padre dei +sudditi. Sotto l'egida sua, sotto l'imperio delle provvide leggi, il +piccolo commercio respira, le piccole industrie fioriscono, e fanno le +fortune anche grosse. Questa verità palmare dovrebbero intenderla +primi fra tutti i grandi proprietarii, scambio di sognar novità, di +favorire idee sovversive. Perchè, poi, che cosa succede? Il padre è +amoroso, è buono; ma viene il giorno che non vuol parerlo tre volte. +Ammonisce con gli esempi; ma se gli esempi non servono, mette mano ai +castighi. Non le pare? + +--Fa il dover suo;--rispose il signor Francesco, a cui era rivolta la +domanda. + +--Ho piacere che in questo Ella sia del nostro avviso. Lo sia in +tutto, e sarà grande vantaggio per tutti. Umili servitori dello Stato, +e ignari delle conseguenze che può portare l'opera nostra, non +possiamo rassicurare, nè promettere; c'è una gerarchia, e noi siamo ai +più bassi gradini. Solamente ci è dato di esprimere un modesto +desiderio. Ella, signor Guerri, per consenso di tutti, è il primo +proprietario e per conseguenza l'uomo più autorevole di questa +regione, i cui semplici costumi ritraggono della antica convivenza +patriarcale. Il suo ufficio potrebbe dunque esser quello di un +Mentore, cioè di una guida amorevole, di un esempio sicuro per queste +buone popolazioni, che il governo tien d'occhio, come ogni altra parte +dello Stato. Ma l'ora è tarda;--conchiuse il commissario, parendogli +di aver detto quanto bastava, e dando perciò la sbirciata d'uso al suo +orologio;--noi dobbiamo levar l'incomodo a questa bella riunione, +dolenti di avere interrotte le sue occupazioni. + +--Una partita di briscola chiacchierina;--disse il signor Francesco, +sorridendo;--e non ancora incominciata, com'Ella ha potuto vedere. I +nostri ossequii, signor commissario, ed anche i nostri augurii +migliori per il suo prospero viaggio.-- + +Il signor commissario se ne andò, seguito dal suo taciturno e +malinconico aiutante. Povero signor commissario! Aveva egli predicato +invano, che lo accomiatavano con una burletta? Tale non era la sua +opinione, e la burletta gli pareva assai povera, certamente poco +spontanea, non accompagnata da nessuna allegrezza di spirito. + +--Ad ogni modo,--pensò egli, scendendo le scale,--te la daremo noi, la +briscola chiacchierina. La tua gente ha chiacchierato poco, ma gli +altri, che non dipendono da te, hanno detto quanto basta, per far +onore alla mia commissione. Nei nostri quaderni c'è tanto da darvi +noia per un pezzo.-- + +Ai soliloqui del commissario e alle sue legittime speranze di +gratificazione, se non forse di un aumento di grado, rispondeva il +colloquio dei rimasti. + +--Ahi, ahi!--disse primo Don Pietro.--La lezione è stata dura. + +--Infine,--rispose Aminta, poichè il vecchio Guerri taceva,--se ne +vanno senza chiederci nulla. + +--E questo è il male, figliuol mio;--replicò il vecchio prete.--La +predica del commissario mi dice che non se ne vanno con le pive nel +sacco. Questi signori hanno raccolto quanto bastava. Non volevano +andarsene senza far l'atto di presentarsi. Certamente, potevano +supporre che fosse giunta a voi altri qualche notizia dei loro +interrogatorii, e in questa supposizione molto ragionevole non hanno +potuto dispensarvi da qualche allusione. Mi par chiaro. + +--È chiarissimo;--aggiunse il vecchio Guerri.--Ma che farebbe Lei, Don +Pietro? + +--Cercherei di avvertir subito subito il conte Gino di ciò che si +prepara. È una burrasca che potrebbe dar noia anche a lui.-- + +Pellegrino Menghi, famiglio di casa Guerri, partì quella medesima +notte da Fiumalbo, conducendo a Modena un carico di legname. Erano bei +tronchi d'acero, debitamente stagionati, che andavano ad uno +stipettaio modenese, la cui commissione era stata ricordata in buon +punto. Ora il bravo Pellegrino conduceva un carro; ma portava una +lettera, nella gran buca della sua giacca di fustagno, ed anche un +libricciuolo, per il conte Gino Malatesti. Quella lettera, scritta da +Aminta Guerri, diceva poco o nulla; accompagnava un libro che il conte +Gino aveva dimenticato alle Vaie, nell'ultima notte che era dormito +lassù, e prendeva occasione da quell'invio per mandare all'amico, +all'ospite gradito e caro, i saluti suoi e quelli di tutta la +famiglia. + +Il libro, che Gino Malatesti non aveva punto dimenticato, era stato +scelto tra i più innocenti della libreria delle Vaie. Figuratevi che +era il _Novellino_, in una piccola e modesta edizione di Parma. Non +dava molto impaccio al portatore, e non c'era caso che gli si vedesse +far grinze di fuori, al petto della giacca. Comunque, se avessero +frugato Pellegrino alla porta, perchè tutto poteva darsi e bisognava +prevedere ogni cosa, l'invio di quel libro innocente giustificava la +innocentissima lettera. Pellegrino Menghi, arrivato alla presenza del +conte, avrebbe detto l'essenziale a voce. Sapeva pure tutto ciò che +importava di far conoscere al conte, poichè era un giovanotto +intelligente, ed anche a lui era toccata la noia di un interrogatorio +intorno alla famosa gita del lago. + +Passarono i quattro giorni che Pellegrino doveva star lontano dalle +Vaie, tra andata e ritorno. Ma il messaggero non comparve. Ne passò un +altro, che fu il quinto, e i signori Guerri, non vedendo comparir +Pellegrino, incominciarono a stare in pena, temendo che gli fosse +accaduto qualche guaio. I timori si tramutavano quasi in certezza +verso la fine del sesto giorno, quando il signor Aminta, che era +andato in traccia del suo famiglio di là da Fiumalbo, riconobbe da +lunge il carro vuoto che ritornava, e Pellegrino che gli veniva a +passo lento daccosto. + +--Ebbene?--gli domandò, muovendogli incontro. + +--Eccomi qua, signor Aminta. + +--Con due giorni di ritardo! + +--Per forza!--rispose Pellegrino.--E col dispiacere di aver fatto un +viaggio inutile. + +--Come? Non hai veduto il signor Gino. + +--Non l'ho veduto. + +--Ed eri andato a bella posta! + +--Che vuole?--ripigliò Pellegrino.--Appena giunto, e scaricato il +legname, sono andato a cercare il palazzo Malatesti. Ho chiesto del +signor conte Gino, e il portiere mi ha risposto brevemente: non +c'è.--Mi rincresce, perchè dovevo consegnargli un involto.--Datelo a +me, gli sarà ricapitato.--Non potevo ricusare, e cavai l'involto di +tasca.--C'è un libro e una lettera;--dissi allora, consegnando +l'involto a quell'uomo;--avvertite anche il signor conte che se ha +comandi da darmi per i miei padroni, io sono per tutto questo giorno +alla _Rosa_, fuori porta di San Francesco.-- + +--Bravissimo!--disse Aminta.--E allora come va che non hai veduto il +conte? + +--Ecco qua. Avevo appena finito, che il portiere mi rispose:--Sarà +impossibile che vi mandi a dire qualche cosa, perchè non è in +città.--Diamine!--esclamai.--Dov'è andato?--A Bologna, e non ritornerà +che domani a sera, o doman l'altro.--Ringraziai, allora, e me ne +tornai alla locanda, pensando che cosa avrei dovuto fare. Se ritorno +alle Vaie, dissi fra me, il signor Aminta mi sgriderà, e giustamente, +poichè m'aveva mandato perchè vedessi il signor conte. Così aspettai +un altro giorno, sempre fermo alla locanda. Il giorno seguente non +osai muovermi neanche; soltanto verso sera m'incamminai verso il +palazzo Malatesti e giunto là mi presentai nuovamente al +portiere.--Non ho potuto partire, in questi due giorni,--gli dissi,--e +son venuto ancora a vedere se il signor conte Gino ha comandi da +darmi.--Il conte Gino non è ancora ritornato.--C'è speranza che +ritorni domattina?--Nè domattina, nè per parecchi giorni ancora; ha +scritto che le sue faccende lo tratterranno dell'altro, forse una +settimana, a Bologna.-- + +--Che faccende!--esclamò il signor Aminta. + +--Non me ne ha detto nulla;--rispose Pellegrino, che aveva presa +l'esclamazione per una domanda.--Ella capirà, signor Aminta, che io +non me la sentivo di restare una settimana a Modena, lasciando Lei e +il signor Francesco nell'incertezza. Perciò mi son risoluto di +ritornare. Ma se vuole che io rifaccia la strada.... + +--No, non occorre, per ora. Al poi, penseremo più tardi.-- + +Quella sera in casa Guerri si seppe che il viaggio di Pellegrino era +stato inutile, come l'espediente del libro e della lettera ond'era +accompagnato. La cosa dispiacque molto anche a Don Pietro, che aveva +avuta l'idea di quel viaggio. Non si parlò di briscola chiacchierina, +ve lo assicuro; da parecchie sere non si pensava più a quei piccoli +svaghi. + + + + +Capitolo XIII. + +Il segreto di Pellegrino. + + +La mattina seguente, non senza meraviglia sua, Don Pietro si vide +capitare in chiesa il famiglio dei Guerri. + +--Che c'è?--gli domandò.--Vuoi confessarti? + +--Eh, quasi!--rispose Pellegrino.--Son venuto a cercarla in chiesa, +appunto per averne l'aria. + +--Sentiamo dunque,--disse Don Pietro, tirando il giovanotto in uno +stanzino accanto alla sagrestia, dov'era infatti un inginocchiatoio, +con un seggiolone daccanto.--Se è una mezza confessione, qui nessuno +ti ha da vedere, e puoi parlare liberamente, figliuol mio. + +--Incomincio subito,--disse Pellegrino.--Ella saprà, almeno avrà +potuto indovinare, che il signor conte Gino vedeva molto di buon +occhio la mia padroncina. + +--Non so, e non ho indovinato nulla;--rispose Don Pietro.--È questo +che avevi da dirmi? + +--Scusi, era necessario, per cominciare. A me era parso che fosse +così. Ma se non c'era nulla tra loro due, tanto meglio. + +--E perchè? + +--Perchè, vede, ho avuto certe notizie, laggiù.... certe notizie che +m'avevano già guastato il sangue. Ma se Lei mi assicura che non c'era +niente fra il signor conte e la padroncina, io dormo tranquillo, e il +signor conte può sposar chi gli pare. + +--Che storia è questa?--gridò il prete, turbandosi.--Tu mi dirai ogni +cosa. Come sai che il conte Malatesti si sposa? + +--Eh, come lo sanno tanti altri, che lo hanno sentito laggiù, nella +locanda della _Rosa_. Lei, deve sapere, Don Pietro, che io, aspettando +un'occasione di vedere il conte Gino, avevo detto al suo portiere: +rimarrò tutto questo giorno a Modena, e sono alloggiato alla _Rosa_, +fuori porta San Francesco. Dunque, eccomi alla _Rosa_, non sapendo che +fare. Lei indovina già quel che ho fatto: mi son seduto sopra una panca, +e ho bevuto un bicchier di trebbiano. C'era della gente che mi ha offerto +di giuocare una partita ai tressetti, ed ho fatto volentieri il quarto ai +tressetti. Così mi è accaduto di far conoscenze e di barattar quattro +ciarle coi miei compagni, gente di servizio come me. Uno di essi era +nientemeno che sottocuoco in una casa di nobiloni.--«Ciriaco,--gli hanno +detto ad un certo punto,--è dunque vero che la marchesina si marita?»--«E +che cosa volete che facesse?--ha risposto lui.--Il suo giorno è +venuto.»--E lì, di chiacchiera in chiacchiera, son venuto a sapere che lo +sposo era il conte Malatesti. Non ho potuto trattenere la lingua, e ho +domandato se si trattava proprio del conte Gino. Allora hanno domandato a +me come lo conoscevo, ed io, facendo l'ignorante, ho risposto, che lo +avevo incontrato una volta a Pievepelago.--«Ah, sicuro!--mi dissero.--Lo +avrete veduto quando lo avevano mandato lassù in esilio. Ora gli hanno +perdonato, e il signor conte, forse per mostrare che fa giudizio, si è +risoluto di prender moglie.»--«E si farebbe giudizio tutti, a quelle +condizioni!--soggiunse un altro.--Sposa la più bella ragazza di +Modena.»--«Ah, sì? Ci ho gusto,--risposi,--perchè mi è parso un signore +molto grazioso. E chi è la sposa, se è lecito?»--«La padroncina di +Ciriaco, la marchesina Baldovini»--Eccole, Don Pietro, quello che seppi +il primo giorno, mentre aspettavo che il conte Gino capitasse alla +locanda, o mi mandasse a chiamare. Non vedendolo, e sperando che +ritornasse da Bologna, dove mi dicevano che fosse andato, aspettai ancora +due giorni; e questi li occupai, facendo amicizia con Ciriaco, +passeggiando e trincando con lui. Mi ha confermato tutto, e mi ha detto +anche tante altre cose, di questo matrimonio, delle relazioni che c'erano +già tra il signor Gino e casa Baldovini, che ora si andrebbe troppo in +lungo a volerle riferire. Signor prevosto,--conchiuse filosoficamente +Pellegrino,--il conte Malatesti non si lasciò vedere; era sempre a +Bologna, come mi disse la seconda volta il portiere, e in un modo da +lasciarmi capire che potevo risparmiare la fatica di andarci una terza. +Ma se anche fosse ritornato a Modena, mi par di capire che aveva ragioni +tanto forti da non iscomodarsi con una gita alla locanda della _Rosa_. + +--Questo è un giudizio temerario,--disse Don Pietro.--Non va bene +dubitare così degli amici. Se era a Bologna!... + +--Il primo giorno, sì, e infatti il portiere mi aveva detto +graziosamente:--ritornerà stassera o domani.--Ma due giorni dopo, era +un'altr'aria. Di sicuro aveva ricevuto l'imbeccata. + +--Non dal conte Gino, allora. + +--O da chi poteva averla ricevuta? + +--Dalla famiglia, per esempio. Tutto ciò che mi hai raccontato non mi +persuade ancora. Per credere che il conte Gino Malatesti si sia +dimenticato affatto di noi, bisognerà che me lo confermino con +giuramento almeno tre testimoni. + +--Uno più dell'uso!--esclamò Pellegrino.--Ma si è egli degnato, appena +giunto a casa, di scrivere due righe ai padroni? Conosco il suo +carattere, per essere stato tre mesi con lui e aver portato i suoi +biglietti ad Aminta, quando non si trattava d'altra distanza che +quella da Querciola alle Vaie. Son io che vado a Fiumalbo per le +lettere, e di suo non ho visto tanto così! + +--È vero;--confessò malinconicamente Don Pietro.--Ma chi sa che cosa +gli è accaduto, a quel povero ragazzo? + +--Oh, non si è mica rotto il braccio destro,--ribattè Pellegrino.--Può +viaggiare; potrà anche scrivere. Io, del resto, non c'entro. + +--E dimmi,--riprese Don Pietro,--hai parlato di queste cose con +nessuno? + +--No, neanche col signor Aminta. Mi è sembrato di capire che avrebbero +fatto dispiacere. Sa! per quel tal sospetto che avevo e che le ho +detto in principio. Ma ora che so... + +--Ora che sai,--interruppe Don Pietro,--devi tacere per tutto il resto +che non sai. Tu hai fatto bene, tenendo subito le tue notizie per te; +hai fatto bene,--soggiunse sospirando, come un uomo che non è ben +persuaso di quel che dice,--hai fatto bene a confidarle a me, prima di +farne uso con altri; puoi accettare il mio consiglio, che è quello +d'aspettare un altro poco. + +--Anche un mese, anche un anno;--disse Pellegrino.--Ella può viver +tranquillo, che io non fiato. Son venuto da lei come da un confessore. + +--Ma intendiamoci, veh!--rispose Don Pietro.--Non mi hai dette queste +cose in confessione, e al bisogno potrò servirmi delle tue notizie. + +--Lei è un uomo prudente; faccia come Le pare. + +--Grazie, figliuol mio! Vattene ora alle tue faccende; io ritorno a +casa per dir le mie ore.-- + +Ahimè, povero Don Pietro! Per quella mattina non lesse altrimenti il +breviario, tanto era rimasto male, udendo tutte quelle novità +dolorose. + +Da principio, per dire il vero, non ci capiva nulla di nulla. Un colpo +inatteso, una mazzata sulla testa, ha piuttosto per suo effetto di +stordirvi il cervello, che non di muoverlo a cercare donde sia venuta +la botta e perchè mai ve l'abbiano appioppata. Poi l'uomo percosso via +via si ripiglia e pensa. Don Pietro adunque pensò; pensò prima di +tutto a quel giovanotto, che si era come confessato a lui, +accennandogli i suoi sospetti intorno alla visita del cugino Ruggero, +e mise le notizie recate da Pellegrino a riscontro con quella faccia +così aperta, con quel tratto così nobile, in cui egli aveva amato di +riconoscere la congenita lealtà della stirpe. Siamo tutti così, pur +troppo, ancora e sempre imbevuti d'antico, e facili a vedere nel +sangue quella nobiltà che solamente dovrebbe esser frutto della +educazione morale. I dotti parlano oggi più che mai di eredità; il +popolo vi dice ancora che un tale non dirazza da' suoi vecchi, come se +la razza ci avesse tutte le virtù teologali e cardinali, insieme con +tutti i doni del Paracleto. E quando un gran signore vien meno a certe +norme di gentilezza o di onestà, che credevamo intimamente collegate +al suo nome, ci sfugge sempre l'esclamazione:--ed era nobile, costui! + +Vera o falsa che fosse l'opinione delle genti, Don Pietro Toschi non +aveva conosciuto di nobili che il conte Gino Malatesti, e da lui +argomentava volentieri che fossero tutti fior di cavalieri, non senza +ammettere, per omaggio naturalissimo all'esemplare, che il conte Gino +fosse il più cavaliere di tutti. Inoltre, il vecchio prete conosceva +Gino per un ardente innamorato, e non senza ragione così innamorato, +non senza ragione così ardente. Fiordispina Guerri era bella, +virtuosa, colta e gentile tanto, che non si sarebbe potuto desiderare +di più. Avrebbe potuto diventar principessa o regina, senza che la +cosa dovesse recar maraviglia a nessuno. Era anche ricca, forse più +ricca che non fossero i Malatesti, e ciò poteva ricordarsi utilmente, +in materia di nozze e di un consenso del padre di Gino. Finalmente, il +giovanotto aveva pianto a calde lagrime, partendo dal luogo di pena; +aveva abbracciato questo e quello, promesso, giurato.... E tutto ciò +doveva finire con le notizie recate da Pellegrino? Era dunque vero, +ciò che dice il proverbio: lontan dagli occhi lontano dal cuore? Già +il signor conte aveva incominciato male, non scrivendo subito una +lettera ai Guerri, appena giunto a Modena. Ma questa, sul principio, +era parsa a Don Pietro la promessa di una bella novità.--Egli tace +(pensava), ma poi ci capita alle Vaie con una domanda formale.--Questo +pensiero, ahimè! era stato sopraffatto da un altro; le voci corse in +paese di una inchiesta dei due ufficiali del governo ducale, la +conferma di quelle voci per i discorsi del Tamaroni, le parole +agrodolci del signor commissario, tutto concorreva a far dimenticare +per un tratto le cagioni, buone o cattive che fossero, del silenzio di +Gino Malatesti. Il vecchio prete ci pensava allora, dopo le +riflessioni di Pellegrino, e a quelle riflessioni ne aggiungeva altre +di sue, poichè in tutto quel tempo che Pellegrino era stato a Modena o +in viaggio, il conte Gino aveva continuato a non dar segno di vita. Le +prime notizie che si avevano di lui, era bisognato andarle a +raccattare in città, fra le chiacchiere di alcuni servitori, in una +volgare osteria di fuori porta. Ed erano belle notizie davvero! Il +conte Gino era a Bologna... alla vigilia di sposare una marchesina +Baldovini, celebrata come la più bella ragazza di Modena. + +Immaginate con che animo andasse quella sera il vecchio prete alla +conversazione dei Guerri; come soffrisse, vedendo quella fanciulla +calma e pensosa, che non levava quasi mai la faccia dal suo ricamo; +come gli dolesse di dover custodire il segreto, davanti alla gravità +malinconica del signor Francesco, che di tanto in tanto rivolgeva +occhiate amorose ma tristi a sua figlia. Ah, davvero, quel maledetto +segreto pesava sulla coscienza a lui, candido e schietto alpigiano, +che non aveva dovuto portar mai altro fardello morale, fuor quello, +reso oramai leggiero dalla consuetudine, dei peccati della parrocchia. + +Due giorni dopo, il povero Don Pietro non ne poteva già più. A farlo +apposta, gli capitò Pellegrino tra' piedi. + +--Ebbene, reverendo,--gli aveva detto il famiglio,--non è ancora +venuto niente? + +--Niente, e tu lo sai meglio di me;--rispondeva Don Pietro.--Non sei +tu che vai per le lettere a Fiumalbo? + +--Eh, dicevo bene per questo!--esclamò Pellegrino. + +--Niente, nientissimo! È un trattare, scusi il termine, da veri +birbanti. E con quella faccia, che pareva l'angelo Gabriele! + +--Senti,--disse Don Pietro, rabbruscandosi,--non mescolar gli angeli +col fango della terra! + +--Oh, scusi, sa! Dicevo così per dire. + +--E dicevi male. Hai piuttosto ragione quando dubiti. Io, per tua +norma, non reggo più a mantenere il segreto, e se credi, ne avverto il +signor Francesco. + +--Gliel'ho già detto, faccia Lei;--rispose Pellegrino.--Anche a me +dispiace che i padroni vivano ingannati, credendo quel signorino uno +stinco di santo. + +--Pellegrino! + +--Ah, scusi ancora, reverendo! Sempre così per dire, e quando si ha il +vizio....-- + +Don Pietro non istette a sentirne altro, e tirò via, col suo breviario +fra le dita, per il sentiero della montagna. A quell'ora il signor +Francesco Guerri doveva essere alla serra, e il vecchio prevosto +deliberò di fare una passeggiata alla serra. + +--Che buon vento?--gli disse il signor Francesco, andandogli incontro, +appena lo vide comparire alla svolta del sentiero. + +--Vento di tramontana;--rispose Don Pietro,--E dura da due giorni, e +non mi lascia aver pace. + +--Siete più tenero di me!--disse il signor Francesco, tentennando la +testa.--Io non ho pace da un pezzo, eppure sto zitto. + +--Ma non sapete tutto quel che so io, e che in questi due giorni mi ha +già dato noia per cento;--replicò Don Pietro.--Venite qua, signor +Francesco, facciamo due passi e vi dirò tutto. Mi parrà minor peso, e +lo porteremo in due.-- + +Qui il vecchio prevosto riferì all'amico Guerri tutto ciò che aveva +saputo da Pellegrino. + +--Il vostro famiglio,--soggiunse poi,--venne da ragazzo prudente a +confidarsi con me. Non lo sgridate, se ha taciuto con altri, poichè io +medesimo glielo avevo ordinato. Del resto, pensate che tutte queste +cose le avrebbe dette al vostro Aminta, e che Aminta, giovane com'è, +anche un pochino impetuoso, non si sarebbe facilmente contenuto. + +--Sì, ha fatto bene a tacere;--rispose il signor Francesco.--Del +resto, io ho altro per il capo, che di sgridare Pellegrino. Penso +sempre a quella relazione, io! Quanto al signor contino, c'era da +immaginarselo, che le sue smanie dovessero finire così. Mio caro +signor prevosto, se io dovessi dirvi ciò che credo di queste alleanze, +ce n'avrei per tutta la giornata. A non guardare che la cosa in sè +stessa, ci sarebbe da esser contenti di questo matrimonio che si +prepara laggiù. Imparentarmi con nobili, non è mai stato di genio mio, +e vi assicuro che non lo avrei fatto di buona voglia. Ma non vorrei +ora che quel signorino di Parigi mi avesse stregata la mia figliuola! + +--Oh, per questo, poi, non c'è da temere!--disse Don +Pietro.--Fiordispina è una savia ragazza. Può darsi che lo vedesse di +buon occhio, ma penserà anche lei al vecchio proverbio: chi non ci +vuole non ci merita. + +--Volesse il cielo che ragionasse così!--replicò il vecchio +Guerri.--Voi siete il suo confessore, Don Pietro; esplorate il suo +animo, consigliatela voi. + +--Non credo che sia opportuno di farlo per ora. + +--E perchè? Meglio oggi che domani. + +--Sì, capisco, e meglio domani che doman l'altro. Ma sarà poi tutto +vero, quello che hanno raccontato a Pellegrino? Non ci sarà ancora +tempo e modo di disfare ciò che si è incominciato? Mi sembra ancora +così strano che il conte Gino abbia cambiato opinione, e peggio ancora +sentimenti ed affetti, nello spazio di una settimana! + +--Dite pure che vi manca l'animo;--osservò il vecchio Guerri. + +--E sia; mi manca l'animo;--rispose Don Pietro.--Amo meglio +confessarlo schietto, che girare intorno alle difficoltà, col pretesto +di studiarle meglio. Povera fanciulla! Credo davvero che avesse posto +il suo cuore in quel giovanotto. Ma chi non gli avrebbe creduto, al +conte Malatesti? Io non avrei dubitato di confidargli ogni cosa più +cara, ogni segreto più geloso. + +--Incominciando dalle vostre opinioni politiche!--notò ancora il +signor Francesco.--E infatti, con le vostre benedizioni, vedete dove +si è giunti? Ad una inchiesta, che ci condurrà ad un processo. + +--Oh, questo m'importa assai meno di tutto l'altro;--rispose il +vecchio prete.--Andrei volentieri, per sei mesi in prigione, e magari +per un anno, pur di sapere che il conte Gino ritorna alle Vaie, per +fare la sua brava domanda. Del resto, amico mio, non credo più tanto +al processo, nè ad altre noie consimili. I giorni passano, e niente si +vede apparire. In fondo, io penso che abbiano cercato troppo, e che il +poco che hanno trovato sembri loro più facilmente quello che è: voglio +dire un bel nulla. + +--Meglio così!--disse il Guerri.--Noi ci saremmo compromessi per un +ragazzaccio, e la cosa non sarebbe stata da gente seria come noi. A +me, veramente, ne importava tanto come a voi. Ma i miei figliuoli!... +Vedete? Io non vorrei che Aminta avesse da dimostrare il suo amore per +la patria andando a marcire in prigione. Quando verrà l'occasione di +romperla, come dicevamo nel Quarantotto, vada di là dal Po, prenda un +fucile e rischi la sua vita come un altro. Ma in fortezza, e sotto il +duca di Modena, no. Queste son belve, non uomini, e mandano volentieri +per il boia. Se avessero la forza, farebbero essi da carnefice!-- + +Don Pietro non ardì risponder nulla a quel padre, che era crudelmente +ferito in due affetti ad un tempo. Anch'egli, il buon prevosto delle +Vaie, temeva assai più che non lasciasse vedere al suo vecchio amico; +anch'egli incominciava a capire che con ragazzi non c'è da fidarsi. Un +po' tardi, in verità; ma fino al dì della morte, c'è sempre tempo da +imparare qualche cosa. Ora, egli aveva imparato questo: che gli uomini +non si giudicano a prima vista, e guai a chi mette il suo cuore e la +sua testa a repentaglio per loro, senza averli pesati, considerati per +tutti i versi, e veduti anche alla prova. + +Così passarono i giorni e le settimane. Di processi, di persecuzioni +politiche, non si ebbe più nuova; e questo era bene. Ma per contro non +si sapeva più nulla del conte Gino Malatesti. Di lui tutti tacevano, +alle Vaie; e tutti guardavano Fiordispina. La fanciulla, che era +sempre stata d'indole grave oltre l'età, non pareva punto mutata da +quella di prima. Parlava poco, e solamente per rispondere alle domande +altrui; leggeva alle sue ore, lavorava di cucito, di ricamo, secondo +l'uso; suonava pochissimo, ma senza farsi pregare, quando suo padre le +domandava di farlo. Attendeva con la solita cura alle faccende +domestiche; più volentieri a queste, che ad ogni altra occupazione. Il +lavoro materiale, si sa, è un grande conforto alle pene dello spirito, +poichè spesso impedisce di pensare, ed è il pensiero quello che +uccide. Ma che pensava, la fanciulla dei Guerri, quando pur le +accadeva di pensare? Non era dato d'intenderlo, senza interrogarla. E +poichè nessuno la interrogava, il cuore di Fiordispina custodiva il +segreto delle sue afflizioni. + +Così passarono le settimane, e passarono i mesi. Aspettava ella? +Aspettava ancora qualcheduno? Certo, una promessa solenne le era stata +fatta, e chi stima ha fede, e chi ha fede aspetta. Ma venne il giorno +4 di ottobre, onomastico del signor Francesco Guerri, e l'aspettato +non venne. Quel dì, Fiordispina fu più triste del solito; ma quel dì, +per la prima volta, si sforzò di sorridere a suo padre, i cui occhi la +interrogavano, non osando interrogarla le labbra. + +--Figlia mia! figlia mia!--mormorò il signor Francesco, stringendosela +al seno. + +--Ebbene, babbo, ebbene?--diss'ella, reprimendo un singhiozzo.--Questo +giorno, che è sempre stato così lieto per tutti noi, ti commuove +tanto? Ne vogliamo vedere con egual gioia altri cento. + +--Saranno troppi,--rispose il vecchio Guerri, accettando volentieri la +via di salvezza che Fiordispina gli offriva.--Me ne basterebbero +venti. Ma capisco che per l'affetto de' miei figliuoli sarebbero +pochi. Diciamo dunque cento, ed anche centomila. + +--Siano tutti quelli che Dio vorrà;--soggiunse Don Pietro, +associandosi volentieri a quelle chiacchiere vane, che dissimulavano +tanto dolore.--Sempre uniti, nella calma dolcezza della vita di +famiglia, che cosa si potrebbe desiderare di meglio?-- + +Il giorno onomastico del signor Francesco fu festeggiato senza +l'ospite che tutti dovevano aspettare, poichè egli aveva giurato di +non voler mancare, a cui tutti pensarono e che nessuno ardì nominare. +Ma un altro ospite era venuto, e portava i saluti e gli augurii di un +altro ramo della buona schiatta dei Guerri. Avrete già capito che +quell'ospite era il cugino Ruggero. + +«Sarebbe stato il mio vivo desiderio (diceva il padre di lui, nella +lettera che gli aveva consegnato per il suo parente delle Vaie) che i +nostri vincoli si restringessero maggiormente. Il mio Ruggero è giunto +a quell'età in cui bisogna pensare ad accasarsi. Per dirvela in +confidenza, abbiamo proposte vantaggiose per ogni rispetto, da Reggio +e da Modena; ma, prima di risolvere qualche cosa, lasciatemi tentare +un'ultima prova con voi.» + +E seguitava su questo tono, nel modo e con gl'intenti che il lettore +discreto immaginerà facilmente. Don Pietro avrebbe potuto dire che +quella volta il Guerri del Reggiano veniva a mezza spada col Guerri +del Modenese. Al signor Francesco parve una buona occasione per +rompere il silenzio in cui si erano chiusi tutti da due mesi. E tratta +a sè la figliuola, le parlò risoluto in questa forma: + +--Vedi, Fiordispina? È tempo di pensare al futuro, di assicurare la +tua sorte, di maritarti, insomma. L'ho detta, finalmente! Che io ti +ami, lo sai; ma l'amore dei vecchi non deve essere egoistico, e questo +debbo provartelo io. + +--Padre mio!--esclamò la fanciulla. + +--Sì, capisco;--riprese il vecchio Guerri;--la solita storia. Sto +tanto bene così! Non mi mariterò mai! + +--No, padre;--rispose Fiordispina.--Non voglio dir questo. Nella casa +dove son nata non ho avuto che esempi di sincerità, e non sarò io che +darò il primo esempio d'ipocrisia. Ti dirò invece schiettamente: sono +una fidanzata che aspetta.-- + +Il signor Francesco fu colpito da quelle semplici e risolute parole. + +--Fidanzata!--diss'egli.--Senza di me? + +--Oh, non senza di te;--replicò la fanciulla.--Sii buono, babbo, come +sei sempre stato con tua figlia. Non hai tu approvata la mia scelta? +Se io non ti avessi letto nell'anima, avrei io osato di prendere +questo impegno.... con me stessa?-- + +Il vecchio stette un poco sopra di sè, non potendo negare, e non +sapendo che rispondere. In verità, non gli restava da far altro che +pigliarsela con se medesimo. + +--Ah, sciocco, tre volte sciocco!--gridò.--E sono stato io che ho +approvato! Ben mi sta, quello che è poi avvenuto. Lo vedi che fa il +tuo fidanzato? Aveva premesso di ritornare, per questo gran giorno, +alle Vaie. Ma noi lo abbiamo aspettato invano, se pure è da credere +che lo abbiamo aspettato. + +--Io l'ho aspettato;--rispose Fiordispina. + +--Ebbene?... non è venuto. E che pensi di lui! + +--Che non avrà potuto. + +--Ma almeno poteva farsi vivo con una lettera. Ha egli mai scritto, +dal giorno che è partito da noi? + +--Avrà scritto; replicò Fiordispina;--e più d'una volta avrà scritto. + +--E allora? + +--Allora, padre mio, le lettere si saranno smarrite per via. + +--Tutte? + +--Tutte, sicuramente: la seconda nello stesso modo e per le stesse +ragioni della prima; la terza come la seconda, e così via. Io ho +sognato, padre mio, che le lettere del conte Gino, erano state +intercettate all'ufficio postale di Modena. Ho sognato ancora che +egli, non vedendo risposta alla prima nè alla seconda sua lettera, +sospettò di una sottrazione, e provò a mandar le sue lettere per altra +via; ma si fidò di un servo, e quel servo lo tradiva. + +--Una gran fede.... nei sogni!--esclamò il vecchio Guerri. + +--E nella voce del mio cuore,--ribattè la fanciulla.--Abbiamo stimato +il conte Gino Malatesti, te ne rammenti? Lo abbiamo stimato come un +perfetto cavaliere. Perchè lo giudicheremmo diverso, senza aver prove +de' suoi torti? Perchè lo disprezzeremmo su mere apparenze?-- + +Il signor Francesco ammirò la costanza della sua figliuola, ma vide in +pari tempo la necessità di scuoterla, di distruggere quella fede. +Infine, un giorno o l'altro doveva saperla anche lei, la dolorosa +verità. Non era meglio che la sapesse da lui, e subito, poichè +l'occasione era venuta? + +--Senti:--incominciò egli allora;--se io ti dicessi che il conte Gino +ci ha dimenticati, e che.... + +--E che? Non ti fermare, padre mio!--gridò Fiordispina.--Continua! + +--E che doveva anzi sposare un'altra donna?--ripigliò il vecchio +Guerri.--Che a quest'ora l'avrà sposata, e che può essere già andato a +fare il suo viaggio di nozze?...-- + +Fiordispina impallidì e vacillò. Quel povero padre, intimorito, si +cacciò avanti per sostenerla. Ma era stato un turbamento momentaneo, e +la fanciulla già riprendeva padronanza di sè. + +--No, non temere,--diss'ella, vedendo l'atto di suo padre.--Son forte, +vedi, e posso ascoltare ogni più triste nuova. Come hai tu avuto +questa? Da chi?-- + +Il signor Francesco narrò allora tutto ciò che aveva riferito +Pellegrino, ritornando da Modena. Erano vecchie notizie, oramai; nè +altro aveva egli cercato di sapere. + +--Mi permetti di non credere?--disse Fiordispina.--Oh, perdonami, +babbo! Non a te, sai? non a te, ma alle ciarle volgari che Pellegrino +ha raccattate per via. Quanta gente onesta non è stata mal giudicata, +ed anche condannata, per le ciarle del volgo? Non credo a queste; non +credo;--ripetè la fanciulla;--non voglio credere. Sarebbe una cosa +infame! Il conte Gino Malatesti non è capace di una slealtà come +questa. + +--Avremo nuovi ragguagli, e ti persuaderanno;--rispose il vecchio. + +--No, padre, no, non cercar nulla. Aspettiamo. Io aspetto;--disse la +fanciulla, con calma risolutezza di accento.--Ti dispiace tanto che la +tua figliuola invecchi nella casa dove è nata? La casa non fa paura a +me; mal per male, è questo il minore, ed avrà le sue consolazioni +nell'amore di tutti voi. Dicono che le vecchie zitelle son cattive e +noiose. Anche questa è una delle menzogne che tanti ripetono, pensando +di essere molto arguti, e che tutti gli altri credono, per risparmiare +la noia di osservare essi medesimi la verità delle cose. In che la mia +buona zia Angelica, rimasta a governare la casa, è meno graziosa meno +amorevole di un'altra donna? della zia Olimpia, per esempio? Ed anche +la zia Angelica, la mia seconda madre, avrà bisogno di chi l'aiuti un +giorno e la liberi da una parte di cure. Poi, senti, babbo; mi viene +in mente che noi non somigliamo a tanti altri, e questo pensiero, in +un giorno di afflizione, ha pure la sua importanza e la sua gloria. +Iddio ci ha fatti sani e forti, perchè potessimo anche soffrire più +nobilmente degli altri. Quante volte non l'ho io udito da te? I Guerri +sono come il vecchio Cimone, alle cui falde han messo radice. I venti +e le nevi lo flagellano, le pioggie e i soli alterni fanno prova di +sgretolarlo, i fulmini lo segnano dei loro solchi profondi, ed egli è +sempre là, da migliaia d'anni, immutato e immutabile.-- + +Il vecchio Guerri asciugò una lagrima, e strinse al seno la sua forte +figliuola. + +--Che dirò io a tuo cugino?--chiese egli poscia.--Una bugia pietosa? + +--No, padre, la verità;--rispose Fiordispina.--La verità, quando si +può dirla, ha un accento che persuade, e piace per la sua semplicità +anche quando non ci è grato di udirla. Infine, essa non offende +nessuno, e il nostro cugino Ruggero non potrà ritenersi offeso da noi, +quando tu gli avrai detto sinceramente che io ero.... che sono ancora +fidanzata ad un altro. Se il conte Gino Malatesti ha da ritornare, la +mia fede è impegnata con lui. Se non ritornerà...--conchiuse la +fanciulla, vincendo a fatica la sua commozione,--Ruggero Guerri, +nostro parente, non deve accettar egli i rifiuti di nessuno. + +--È la tua ultima parola? + +--Sì, padre mio, l'ultima. + +--Mi farai morir di crepacuore, o di rabbia;--brontolò il vecchio +Guerri. + +--No, padre, non mi dir questo! Sarei capace di andarti dinanzi, sai? +Mi ucciderebbe lo spavento. Promettimi di esser calmo e di vivere per +i tuoi figli, che t'amano tanto! Son forte io, donna, e non lo sarai +tu, uomo, provato a tutti gli affanni della vita? Non voglio che si +pianga per me, in questa casa. Infine, tu lo vedi, non piango io. + +--Ora!--esclamò il vecchio Guerri.--Ma poi? + +--E poi come ora;--replicò l'animosa fanciulla.--Ne dubiti? Lo giuro +per te, e possa io non veder più la faccia di mio padre, se mi avverrà +di spargere una lagrima. Vuoi di più?--soggiunse, animandosi, in +quella amara voluttà di sacrifizio.--Se è vero quello che ti hanno +riferito di lui.... meglio così! Lo zio Orlando, per celia, vedendomi +sempre coi libri per le mani, mi chiama qualche volta la romantica. +Orbene, credilo, padre mio, leggendo molto i nostri poeti, ho veduto +molte eroine, e mi son dispiaciute tutte ad un modo. Son donnicciuole, +finalmente, povere creature deboli che il capriccio degli autori ha +poste in condizioni difficili, e in cui le ha mantenute qualche tempo, +ma senza merito loro. Son donnicciuole, ti ripeto, quando non sono +fantasmi senza un'oncia di sangue. Era piuttosto necessario l'esempio +d'una donna vera, capace di soffrire in silenzio, e di custodire entro +l'anima il suo dolore, come un balsamo, come un'aroma prezioso. Sarò +io quella donna. Va, padre mio, e non si parli più di queste tristezze +fra noi.-- + +Il signor Francesco baciò ancora una volta sua figlia; poi si +ritrasse, piangendo. La creatura debole, in quel punto, era egli, quel +vecchio re della montagna, avvezzo ai geli del Cimone, provato, come +diceva sua figlia, a tutti gli affanni della vita. Ma di questa +debolezza lo scusava largamente il suo affetto paterno. + +Aminta, dopo quel colloquio di suo padre con sua sorella, non poteva +più esser tenuto al buio d'ogni cosa. Già nel silenzio del conte Gino +egli aveva fiutato un cambiamento d'idee; ma taceva, anch'egli +aspettando, e divorava la sua rabbia. Come seppe finalmente del +matrimonio di Gino, non ci vide più lume e minacciò di farne una delle +sue. Lo rattenne suo padre con fiere parole; lo calmò un poco Don +Pietro con amorevoli esortazioni. Egli stesso, il buon prevosto delle +Vaie, sarebbe andato a Modena, per informarsi di tutto. Forse non era +vero niente di ciò che avevano detto a Pellegrino, e il silenzio +ostinato del conte Malatesti poteva aver ragioni che di lassù non era +dato indovinare. + +Intanto, bisognava dir qualche cosa al cugino Ruggero. Ma qui, fosse o +non fosse ammogliato il conte Malatesti, la risposta non poteva essere +che una. E si prese il triste incarico di darla il signor Francesco, +in quel medesimo giorno che aveva parlato a sua figlia. + +--Vostro padre vorrebbe;--diss'egli al suo giovane parente;--ed io, +figuratevi, non vorrei meno di lui. Ma la nostra parola era già +impegnata. + +--Col conte Malatesti?--chiese arditamente Ruggero. + +--Sì; come lo sapete? + +--Lo avevo immaginato fin dalla mia prima venuta;--rispose il giovane, +con molta semplicità.--Ma poichè quell'altro si è ammogliato con una +Baldovini.... credevo di potermi avanzar io. + +--Come sapete che ha preso moglie?--gridò il signor Francesco, che una +notizia così certa non l'aveva neppur egli. + +--Mi han detto....--balbettò Ruggero.--Ma in verità non ne so nulla. +Eccovi almeno ciò che è giunto al mio orecchio: che il conte Gino +Malatesti si ammogliava. Io, allora, ricordando di aver conosciuto qui +il signor conte, e immaginando che potesse trattarsi di un altro +matrimonio, domandai con chi, e mi fu detto il nome di una marchesa +Baldovini. Allora pensai: non era dunque vero quello che io avevo +sospettato? E perchè appunto in questi giorni mio padre mi aveva +accennati certi suoi disegni, anzi era sospeso tra due proposte, una +di Modena e l'altra di Reggio, mi son fatto coraggio e gli ho detto: + +--Sentite, padre mio; se mi fossi ingannato, l'altra volta, alle +Vaie!... e se la nostra parente Fiordispina fosse ancor libera!...--A +mio padre non è parso vero, perchè infine l'idea di questa alleanza +l'aveva avuta lui, e l'aveva sempre vagheggiata. Ed ecco, mio buon +cugino,--conchiuse malinconicamente Ruggero,--ecco perchè son +ritornato qua, a fare un altro viaggio inutile. + +--Povero ragazzo!--esclamò il vecchio Guerri.--Come siete buono, +Ruggero, e come meritate di esser felice! Credete pure che io sono +dolentissimo di non potervi chiamare mio figlio. Del resto, lo +scriverò molto chiaramente a vostro padre, ringraziandolo dell'onore +che ci ha fatto e dicendogli le cose come stanno. Mia figlia ha un suo +modo di vedere, che sembrerà forse un po' strano, ma che in fondo ha +persuaso anche me. Un altro padre vi tacerebbe la vera ragione; io +voglio dirvela, anche per appagare il desiderio di Fiordispina. Ella +si ritiene fidanzata al conte Malatesti. Se il conte ha dimenticato le +sue promesse, peggio per lui, che ha mostrato di non meritarla. Ma nel +fatto ella sarebbe.... come ho da dire?... un partito ricusato. E in +questo caso (è mia figlia che parla) non si debbono accettare da un +Guerri i rifiuti di un Malatesti. + +--Rifiuti! Rifiuti!--borbottò il cugino Ruggero.--Son certi rifiuti, +questi, di cui si contenterebbe un principe. + +--Ho piacere che la pensiate così!--gridò il signor Francesco +prendendo la mano dell'Ercole adolescente e stringendola forte tra le +sue.--Perchè infine, la parola è di mia figlia, e va intesa con +discrezione.-- + +Sospirò, così dicendo; ed era un sospiro, il suo, che esprimeva due +sentimenti, uno di dolore e l'altro di soddisfazione. Soddisfazione +momentanea, se vogliamo, mentre il dolore era continuo. Ma anche nel +dolore sono i momenti di sollievo; quando, ad esempio, ci si dimostra +con una buona parola che quel dolore è inteso, e che la nostra +sventura non può avvilirci agli occhi di nessuno, perchè essa è della +specie più nobile, e perchè infine non ce la siam meritata. + +Quel giorno medesimo il cugino Ruggero partì dalle Vaie, calmo, +tranquillo, sereno in apparenza, come era già partito una volta. Non +lo giudicate severamente, vi prego. Sentiva anch'egli, e non meno +profondamente di un altro; ma sentiva da uomo giovane e sano, che è +sempre vissuto tra i monti, lontano dai piagnistei e dalle teatralità +della vita cittadina. Sarebbe stato felicissimo se Fiordispina gli +avesse detto di sì; ma non avrebbe intuonato un inno, nè spiccato un +salto d'allegrezza, come faremmo noi, gente sensibile e nervosa. Gli +avevano detto di no, in modo semplice e cortese, tale da non offendere +la dignità della sua casa, nè il suo amor proprio di giovanotto, e ne +sentiva un gran dispiacere; ma non era abbattuto, non piangeva, non +rotava gli occhi, non digrignava i denti, non si disperava, come +faremmo noi, gente.... Vi ho detto già che gente siamo, e non ripeterò +gli aggettivi. + +Poi (perchè non dire anche questo?) ci sono gli uomini che parlano +molto, e quei che parlano poco. Il cugino Ruggero apparteneva alla +seconda categoria. Nella sua taciturnità aveva inoltre i conforti del +pensiero, e materia a molti pensieri gliene offriva la novità del suo +caso. Figuratevi che era partito da casa sua con tre partiti in vista. +Egli veramente preferiva sua cugina, che conosceva già e che avrebbe +amata moltissimo, quando fosse diventata sua moglie. Ma, perduta la +speranza di aver quella, gliene restavano altre due, fra le quali +poteva scegliere, altre due che non conosceva affatto, ma che avrebbe +vedute, prima di ritornarsene a casa. Suo padre, infatti, gli aveva +parlato così:--Tu andrai prima alle Vaie, e farai quest'altro +tentativo coi nostri parenti; ma poi, bada, io non voglio che si perda +altro tempo. Se è un no, o se non è un sì tanto fatto, come dobbiamo +volerlo noialtri, scendi subito a Modena e vedi quell'altra; poi, +essendo tutta strada, passi a Reggio e vedi quell'altra ancora. Son +figliuole di nostri amici tutt'e due; gli affari ti danno il pretesto +di una visita. Così, veduta la seconda e veduta la terza, ritornerai a +casa, mi dirai quale ti sarà piaciuta di più, e noi risolveremo, con +cognizione di causa.-- + +Uomo saggio, il signor Guerri del Reggiano, e che non amava andar per +le lunghe; viva l'anima sua! È così piacevole aver da trattare con +persone di questa fatta! Sì, sì, no, no; e avanti, senza perdersi in +chiacchiere. + +Ruggero, adunque, salutò i suoi parenti delle Vaie, li ringraziò delle +amorevoli accoglienze, chiese i loro comandi per Modena, e partì. Con +lui, approfittando della buona occasione, partiva un altro +personaggio, il vecchio prevosto delle Vaie. Gran novità, come vedete, +e gran meraviglia tra i suoi parrocchiani. + + + + +Capitolo XIV. + +Consolatore e giudice. + + +Don Pietro era veramente addolorato. Si poteva dire che non lo fosse +mai stato tanto per sè, come lo era per i suoi amici. Ma in quel +rammarico non c'entrava anche un pochino di suo? Anch'egli, se ci +pensava, anch'egli era stato ingannato da quella faccia d'angelo +Gab.... Ah, non angeli, nè santi, in paragone con gli uomini! Aveva +ripreso Pellegrino, e non doveva cascar egli nel medesimo errore. + +Povera fanciulla, così bella e così buona, così degna di esser felice! +Se il conte Gino andava sposo ad un'altra, la bella Fiordispina non +sarebbe stata felice mai più. Egli la conosceva, oramai. Se la +fanciulla aveva detto a suo padre: «rimarrò a governare la casa» si +poteva star certi che avrebbe fatto così. Se aveva promesso di non +versare una lagrima, si poteva giurare che avrebbe mantenuta la sua +promessa. Non avrebbe pianto, no; il cuore le si sarebbe spezzato, ma +il suo volto non avrebbe tradito lo schianto. Quello che Fiordispina +diceva, si poteva prendere per Vang.... Ah, triste mania dei paragoni! +Don Pietro si morse la lingua per punizione. + +--Infine!--conchiuse, cercando una scusa al suo fallo.--È un modo di +dire. Quella buona fanciulla non ha mai mentito; è l'innocenza, è la +verità personificata.-- + +Il pretesto con cui Don Pietro partiva per Modena era la compera di +certi drappelloni per la chiesa parrocchiale. Quelli che c'erano, li +aveva trovati entrando in uffizio, e fin d'allora già vecchi, stinti e +sgualciti. Immaginate come fossero diventati in quegli ultimi tempi. +Eppure, il vecchio prevosto avrebbe tirato innanzi con quelle +anticaglie ancora per un paio d'anni, pensando che i suoi parrocchiani +non badavano a certe apparenze. Ma poichè a Modena doveva andare, i +drappelloni fornivano facilmente la scusa. + +Da vent'anni Don Pietro non era più sceso alla capitale del ducato. E +che ci sarebbe andato a fare, semplice di costumi e privo di bisogni +com'era? Già, cala mal volentieri al piano chi vive _in excelsis_, e +non ha nessuna curiosità della terra chi vede i cieli vicini. La città +si era abbellita, sicuro; glielo dicevano tutti, ed egli lo credeva +facilmente. I marchesi Frassinori avevano fatto restaurare la facciata +del loro palazzo; una facciata del Tignola, che i nuovi stucchi +rendevano due tanti più goffa. I conti Ansiglioni avevano fatto +dipingere sopra un muro, in fondo al cortile, una magnifica +prospettiva, una fuga di colonne, con alberi e un po' di cielo +attraverso. Veduto dall'ingresso del portone, quel colonnato, con +quello sfondo di giardino e di cielo, dava l'illusione del vero. +Ottimamente! Di queste e d'altre bellissime cose Don Pietro sentiva +parlare, ma non gli entrava mai nell'anima la curiosità di vederle. + +Un viaggio lo avrebbe fatto volentieri, prima di morire; il viaggio di +Roma, della eterna città. Ma dipendeva da certe circostanze, quel +viaggio, e Don Pietro aveva fatto a quel proposito un voto, che teneva +chiuso gelosamente nel cuore. Non se n'era aperto mai con nessuno, +neanche col signor Francesco Guerri, con cui pure non voleva aver +segreti. «Quando l'Italia sarà libera e unita, con Roma per capitale, +e lo Stato in pace con la Chiesa, andrò a sciogliere il mio voto sulla +tomba del principe degli Apostoli.» Così aveva parlato a sè stesso il +vecchio prevosto delle Vaie. Rosminiano in gioventù, e acceso di +entusiasmo per il _Nuovo saggio sull'origine delle idee_, si era anche +innamorato della gran sintesi giobertiana, ed aveva anch'egli +intravveduta un'eco di concordia religiosa e politica in una +applicazione dei concetti che ispiravano l'opera del _Primato morale e +civile degli Italiani_. Ma che cosa non aveva sperato egli di +pacificare e di concordare, dal suo alpestre ritiro delle Vaie? +Perfino quei due grandi filosofi, che se n'erano dette tante nel corso +di dieci o dodici anni, palleggiandosi anche l'accusa di +panteista.--Infine, diceva egli, sono idealisti tutt'e due. C'è poi +tanta distanza dall'ente ideale, astratto, possibile, indeterminato, +in cui il Rosmini vede il primo psicologico, e l'ente reale, concreto, +infinito, che è il primo ontologico del Gioberti? Due pensatori che +cercano Dio! Lasciateli fare; sono ambedue sulla medesima strada, e si +toccano col gomito più ch'essi non credano.-- + +Frattanto, era invecchiato con la voglia di Roma. I due grandi +filosofi erano morti, punto pacificati tra loro: uno di essi in odio +alla Curia, l'altro a mala pena tollerato in un freddo «_Dimittantur +opera_» che accennava ad una tregua, ad una sospensione d'armi, anzi +che ad un patto d'alleanza tra le idee moderne e lo spirito antico. +Anche le speranze d'Italia, così vivaci nel 1848, erano andate a male, +per diffidenza di principi e per discordia di popoli, nè si vedeva +quando potessero rinascere. Nulla appariva in aria, o si sperdeva al +primo soffio di vento. Chi sarebbe stato così forte, o, essendo pur +così forte, si sarebbe mostrato così animoso, da accettar la difficile +impresa di collegare tanti sparsi voleri? Don Pietro, qualche volta, +per disperato, esciva in certi voti terribili, invocando da Dio un +solo governo, ed austriaco, da Milano a Palermo.--Ah, se l'amore +scambievole e se la cura del futuro non vi possono unire all'opera +santa,--diceva egli tra sè,--vi unisca in uno sforzo violento l'odio +di un comune oppressore.-- + +Intenderete ora come e perchè Don Pietro Toschi non fosse andato a +sciogliere il suo voto sulla tomba del principe degli Apostoli. +Oramai, desiderando sempre, non sperava più nulla. Quanto a Modena, +che ci sarebbe andato a fare? Non sentiva nessun desiderio di veder da +vicino il governo del Duca. Bene aveva corso il rischio di esser +chiamato alla città, per ricevere nella Curia vescovile una solenne +lavata di capo. Ma quella burrasca era passata, e ci voleva un altro +dolore per condurlo laggiù. + +Ecco dunque il buon prevosto delle Vaie che entra in città, in una +grande città, dopo vent'anni di vita ristretta al suo borgo campestre. +Quante volte non vi sarà accaduto di vederlo, il prete di montagna, +per le vie cittadine, dove pare una dissonanza, assai più del medesimo +contadino con cui vive, e a cui dice la messa! Il prete di montagna lo +riconoscete subito, qualche volta al suo nicchio spelato, al suo +soprabitone stinto, luccicante sulle costure, qualche altra alle +grosse scarpe munite di fibbie enormi, alle calze di lana, rugose e +nodose, e simili altri difetti del suo vestiario trasandato, ma sempre +alla sua andatura semplice, allo sguardo attonito, al viso arsiccio e +screpolato, dove gl'inverni e le estati han giuocato a chi tagliasse +di più. Quella figura vi parrà stupida e goffa, accanto a quella del +prete di città, che passa svelto, a piccoli passi, con la mantellina +raccolta in armoniche pieghe sul braccio, guardandosi appena +d'attorno, e di tanto in tanto incurvando l'indice verso la fronte, +per prendere il suo nicchio nero e lucido e rispondere al saluto della +gente. Quando il prete di città s'imbatte per via in un prete di +montagna, non c'è caso che lo guardi o lo saluti; non c'è spirito di +corporazione, non c'è vincolo, non c'è relazione di gerarchia tra +quelle due autorità. Ma lo guardiamo noi, il prete di montagna; e +sorridiamo, guardandolo, e un diavolo che vorrebbe parere arguto ci +bisbiglia all'orecchio:--domandagli un poco come sta Perpetua.-- + +Poveri preti montanini, poveri sacrificati! Son essi, infine, che +celebrano nei luoghi altissimi, come l'antico Melchisedec; son essi +gli unici consolatori di tanto popolo afflitto. Perchè, badate, in +città, quando siete ammalato e triste, non vi mancano i conforti, le +assistenze e gli aiuti; lassù il contadino non ha che il suo parroco. +Non sono la gente più felice del mondo, i montanari, e l'aria +purissima che spira sulle alte convalli penetra in un soffio gelato da +tutte le fessure della casa, da tutti i buchi del tetto. Sta bene che +se ne contentino: che una panca dalla spalliera alta, davanti al +focolare, una paiuolata di castagne, un pezzo di polenta, o di +pattona, o di pan di veccia, bastino al loro bisogno. Le legna costano +poco, a mala pena la fatica di raccoglierle; il cibo è gramo, ma sano, +e li tien magri come cani da caccia: avanti dunque, avanti sempre +così. Dio concede loro anche le gioie della famiglia; che cosa si +vorrebbe di più? Sicuro; ma quando la moglie è sopra parto, dov'è la +levatrice, che l'assista? Quando la bambina è inferma, e le arde la +fronte, e un punto bianco si forma e cresce nascosto nella cavità +della gola, dov'è il medico che curi in tempo l'angina difterica? +Qualche volta ce n'è uno in condotta, e per tre comuni ad un tempo; e +va, e trotta tutto il santo giorno, quel poverino, ma senza bastare a +tutti i bisogni. Poi, ci sono i malati a cui occorrerebbero due visite +al giorno, ed è bazza se la famiglia del montanaro ha il medico una +volta per settimana. Aggiungete che la medicina ordinata lì per lì +domanda un viaggio, spesso di notte, per vie scoscese, sotto il +flagello della pioggia, o dentro il turbinìo della neve che accieca. +Ne passo, e delle peggio. La società è matrigna col montanaro; non le +basta di lasciarlo ignorante; ha ancora da mantenerlo infelice. Vedete +la Chiesa; essa non lo abbandona, e se pure non può far nulla, +pochissimo, per il suo bene materiale, si occupa almeno della sua pace +spirituale. Dove noi non mandiamo più un maestro, nè un medico, +contenti di mandarci a certe scadenze un esattore, ella manda a vivere +un parroco, un prevosto, un arciprete, un pievano, un rettore. +Chiamatelo come volete, è un amico per tutti quei derelitti, e li +consola tanto più facilmente, in quanto che le sue consolazioni le +distribuisce in latino. + +Don Pietro Toschi, prevosto di montagna, è a Modena. Vedrà finalmente +il conte Gino Malatesti. Ringrazia il giovanotto che lo ha +accompagnato fino in città; si congeda brevemente da lui; non ha +bisogno d'altro, poichè conosce la strada del Vescovato. Capirete che +la prima visita di Don Pietro è per Monsignore, per il suo +_ordinario_. È ricevuto dal segretario. Non ha niente da chiedere, +soltanto da ossequiare, ed è presto ricevuto anche da Monsignore. +Ossequi, genuflessioni, bacio all'anello episcopale, tutte queste cose +s'immaginano facilmente. Poi il vescovo domanda notizie di Fiumalbo, +della chiesa delle Vaie, dello spirito di quelle popolazioni; conforta +il buon prevosto a perseverare, e gli ripete anche il «_pasce oves +meas_» degli Atti apostolici. Di ramanzine, di lavate di capo, di +accenni alla festa del Lago, neanche l'ombra. Evidentemente, il +vescovo di Modena non ha saputo nulla di nulla. L'inchiesta famosa, +l'inchiesta terribile del signor commissario, è rimasta a dormire +negli scaffali della direzione di polizia; forse, non c'è nemmeno +arrivata. Tanto meglio, perbacco! Altre due chiacchiere sui tempi +guasti, sul bisogno di certi restauri al Duomo, che Don Pietro vedrà, +appena uscito dall'udienza episcopale, e una benedizione congeda il +visitatore. In mezz'ora, Don Pietro s'è sbrigato di quell'ufficio +preliminare; se ne va in Duomo a pregare; poi si mette in viaggio, per +trovare i suoi drappelloni. Ci sono i mercanti da ciò, ed egli non +deve cercar molto; il curato del Duomo gli ha dato gli opportuni +recapiti. + +Frattanto il buon prevosto prende lingua. Dov'è il palazzo Frassinori, +che è stato decorato di una nuova facciata? Da tanti anni non ha più +veduto Modena, e vorrebbe, poichè finalmente gli è accaduto di +ritornarci, fare un viaggio e due servizi, comperare i drappelloni per +la chiesa parrocchiale delle Vaie e dare una guardata a tante belle +novità modenesi, di cui gli han detto mirabilia. Dov'è il palazzo +Ansiglioni, che ha nel cortile una così bella prospettiva? Dov'è il +palazzo Baldovini, celebrato fra i più insigni della città? Dov'è il +palazzo Malatesti, che gli hanno citato ancora come un esemplare di +severità architettonica? + +Capirete che di tante indicazioni gliene premeva una sola, e quella +sola ritenne. Il palazzo Malatesti era anche vicino al Duomo, nella +via di S. Eufemia. E lo vide subito, e lo guardò lungamente, passando. +Dunque viveva là dentro il signor conte Gino? E per parlare al suo +giovane amico, al confinato di Querciola, all'ospite delle Vaie, non +aveva da far altro che infilar quell'androne, e dire il suo nome al +portiere gallonato, in fondo alle scale? + +Ma no, egli non sarebbe entrato là dentro. Con qual fine, oramai, e +con quale utilità avrebbe cercato di parlare al conte Gino? Poc'anzi, +il curato della cattedrale gli aveva data una triste notizia. Egli +stesso, il signor curato aveva congiunti in matrimonio il conte Gino +Malatesti e la marchesina Elena Baldovini. Da quel fausto giorno ne +erano già passati quaranta, e gli sposi felici erano già ritornati dal +loro viaggio di nozze. Che trafittura per il cuore di Don Pietro! No, +egli non voleva più vedere il conte Gino; non sarebbe andato a +cercarlo; avrebbe ripresa la via dei monti, rinunziando volentieri +anche alla triste soddisfazione di farlo arrossire. Sospirò, il povero +prete, dopo aver fatta quella risoluzione, e se ne andò dal mercante a +cui lo aveva indirizzato il suo collega del Duomo. Ma nelle +attraversare la piazza Grande, per andarsene sul corso di Canal +Chiaro, dov'era la bottega indicata, Don Pietro non poteva astenersi +dal ricordare tratto tratto la biblica sentenza: «_Maledictus homo qui +fidit in homine!_» + +Vi è mai accaduto.... Ma perchè vi domando io una cosa tanto naturale! +Certamente vi è accaduto, e più volte, di cercare una persona per ore +e per giorni, senza combinarla mai, nè in casa, nè per via; poi di +imbattervi in essa, al primo angolo di strada, quando avevate smesso +di cercarla, o non v'importava più di vederla. Il caso toccò per +l'appunto a Don Pietro. Egli si era avviato da piazza Grande al corso +di Canal Chiaro, quando alla prima svolta della strada gli occorse di +dover cedere il passo ad un signore, che veniva sullo stesso +marciapiede, e che si disponeva ad usargli la medesima cortesia. +Affrontati, si guardarono necessariamente, volendo cansarsi a vicenda. + +--Conte!--esclamò il vecchio prevosto. + +--Don Pietro!--esclamava Gino. + +Nè altro disse, turbato com'era. Ma prese con affettuosa reverenza la +mano del suo vecchio amico e lo trasse in mezzo alla via. + +--Dove va?--disse poscia, non trovando una frase migliore, per +attaccare il discorso. + +--Qui presso, per una commissione. + +--Non può rimandarla? + +--Ma...--balbettò Don Pietro, che non vedeva la utilità di una +conversazione con lui. + +--Via, si lasci trattenere!--riprese Gino.--Se non si tratta di una +cosa urgente, si degni di venire a far due passi con me. + +--Le pare, signor conte?--disse di rimando il vecchio prete.--Non +siamo mica più alle Vaie!-- + +Il conte Gino si rannuvolò, udendo ricordare quel nome. + +--Perchè mi dice questo?--esclamò. + +--Perchè qui, a Modena,--replicò Don Pietro umilmente,--fra tante +persone civili, al fianco di Lei, elegantissimo cavaliere e conosciuto +da tutti, stonerebbe un poco la mia giubba montanara. + +--Dica piuttosto che sarà sempre bene andare in luogo meno +frequentato;--mormorò Gino, sospirando.--I curiosi son tanti! Andiamo +dunque da quella parte, se non le spiace. + +--Dove? + +--Accanto al Duomo. Sull'ingresso della chiesa, non parrà strano che +l'elegantissimo cavaliere si fermi a parlare col ministro di Dio, +ancorchè sia montanaro, come Ella dice. + +--E andiamo!--rispose Don Pietro, mettendo fuori un lungo sospiro. + +Che cosa aveva da dirgli, il conte Gino Malatesti, e che a lui fosse +ancor utile di sapere? Don Pietro non poteva immaginarselo; indovinava +per altro che avesse da dirgli molto, e che sentisse ancora di non +essere indegno di perdono, poichè non aveva sfuggito il colloquio, +anzi mostrava di desiderarlo tanto. + +Cionondimeno, da quell'ottima pasta d'uomo ch'egli era, Don Pietro +Toschi reputò conveniente di non tenere il suo compagno in angustie. +Andò anzi incontro alle sue confidenze, dicendogli: + +--Ho notizie dei signori Guerri, che Ella certamente ricorderà. Stanno +tutti bene, e l'altro giorno hanno celebrato l'onomastico del capo +della famiglia. Se ne rammenta? Il quattro di ottobre era la festa di +san Francesco. Non mancava che Lei, e fu doloroso che si dovesse +aspettarla inutilmente.-- + +Gino, a quelle parole, si fermò sui due piedi, guardando in viso il +compagno. + +--Mi aspettavano!--diss'egli, commosso. + +--Certamente;--rispose Don Pietro.--Non aveva Ella promesso di venire +per quella occasione alle Vaie? È vero,--soggiunse il prete, +tentennando la testa,--che molte cose aveva promesse....-- + +Gino badò poco all'accento di triste ironia, con cui Don Pietro aveva +proferite quelle ultime parole. + +--Ma che cos'è dunque avvenuto?--gridò egli, interrompendolo.--Le mie +lettere al signor Francesco?... + +--Ne ha Ella mai scritte?--domandò con piglio ironico il vecchio. + +--Tre, rimaste tutte senza risposta. Confesso,--soggiunse Gino,--che +non erano liete; confesso che esponevano al signor Guerri una +condizione di cose molto difficile per tutti, e che forse perciò era +da argomentare che la famiglia Guerri volesse lasciare a me tutto il +carico di una risoluzione incresciosa. Cionondimeno, e persuaso già di +questa necessità alla seconda mia lettera, scrissi ancora la terza. + +--Non ricevuta,--disse Don Pietro,--come non furono ricevute le altre +due. + +--Possibile? Eppure, sospettando di tutto e di tutti, le due prime le +avevo consegnate io medesimo alla posta; e la terza, poi, per maggiore +sicurezza, andai ad impostare a Bologna, dove mi chiamavano i tristi +preparativi delle mie nozze. Potevo io credere che neanche quella +giungesse alla sua destinazione? Ma è orribile, sa?--gridò Gino, +infiammandosi via via, quanto più pensava alla gravità della cosa.--È +orribile, questa congiura, ordita contro di noi. Neanche il segreto +dell'anima mia fu rispettato! Non mi fu dato neppure di dir le ragioni +per cui operavo contro i voti del mio cuore, contro la stessa mia +felicità! E mi si è fatto passare agli occhi dei signori Guerri per il +più sconoscente, per il più vile degli uomini! + +--Signor conte,--mormorò Don Pietro,--non teme che questa sua +esaltazione possa essere notata? Qualcheduno che passa, anche senza +udire le sue parole, può osservare i suoi gesti. Si calmi, la prego, +si calmi! + +--Ah, vedano e osservino pure tutto quello che vogliono. Nessuno +giungerà a vedere che inferno ho qua dentro. + +--Eppure, è necessario che Ella si calmi;--riprese Don Pietro.--La +prudenza lo vuole. + +--Prudenza! Perchè? Non c'è più ragione di temere, oramai. + +--Che so?--disse Don Pietro. La polizia ha cent'occhi e cento orecchi. + +--E n'abbia mille!--rispose Gino.--Ho comperato a caro prezzo il +diritto di non temerla più. Mia suocera è potente;--soggiunse egli, +con un amaro sorriso;--mia suocera ha nelle sue bianche mani il cuore +del ministro; è la padrona di Modena, lei! Fa ciò che vuole! Non ha +fatto di me, di me, capisce? non ha fatto di me il marito di sua +figlia? Ah! Tutto avrei creduto possibile al mondo, anzi che questo, +che io conducessi in isposa la figliuola di Polissena Baldovini. Ah, +mio buon amico, mio padre, se sapesse quanto ho bisogno di sfogarmi +con Lei! Non è forse Dio che l'ha mandata? Ho molto sofferto, Don +Pietro, e soffro ora più che mai. Perchè, infine, se lassù... alle +Vaie... non sanno per quali terrori, per quali angosce è passato il +mio cuore, io sono un uomo disonorato, mi capisce. Don Pietro? +disonorato! + +--Povero signor Gino!--esclamò il vecchio prete.--Ella mi spaventa, +ora, con la sua esaltazione. + +--Voglio raccontarle tutto!--riprese Gino.--Anche Lei mi avrà +giudicato male. Anche Lei mi avrà disprezzato. Ebbene, Don Pietro, io +non merito il suo disprezzo; merito la sua compassione; merito il +perdono dei suoi amici, che non ardisco più chiamar miei dopo ciò che +è avvenuto. Senta!--soggiunse il giovanotto, con l'atto e l'accento di +un uomo alla cui mente si affacci un'idea improvvisa, che dovrà +signoreggiarlo,--mi crede Ella un uomo serio? + +--Ma sì, la credo tale, non ho mai creduto altrimenti di Lei;--rispose +Don Pietro. + +--E aggiunga,--riprese Gino,--e aggiunga: incapace di commettere un +sacrilegio. Perchè sarebbe un sacrilegio, non pure per me, ma per un +miscredente, per un ateo, abusare con Lei del suo alto ministero, e +della opinione che Ella ne ha. + +--La credo incapace di ciò;--rispose ancora Don Pietro.--A che vuol +venire, con queste proteste? + +--Or ora vedrà;--disse Gino.--Entriamo in chiesa, e riceva la mia +confessione. Non può ricusarmelo, Don Pietro! Ella verrebbe meno al +suo ufficio di consolatore e di giudice. Venga!-- + +La voce e il gesto tradivano la commozione violenta dell'animo. Don +Pietro temette che, ricusando egli ancora, potesse accadere di peggio. + +--Andiamo!--diss'egli.--Ella non avrà invocato inutilmente il mio +ufficio di consolatore. Quanto al giudice,--soggiunse,--egli è molto +più in alto.-- + +Gino Malatesti si calmò a grado a grado, seguendo il vecchio prete +nell'antico duomo di mastro Lanfranco e della contessa Matilde. Le tre +vaste navate, partite da colonne e pilastri alternati, che ricordano +nella robusta fattura gli ultimi anni dell'undicesimo secolo, erano +deserte in quell'ora, e una luce fioca penetrava dall'alta galleria di +colonnini sostenente la volta ogivale del tempio. Don Pietro andò alla +sagrestia, per rivestire gli abiti sacri. Era nella chiesa +metropolitana della sua diocesi, e poteva confessare colà, come ogni +altro ministro del santuario. Gino Malatesti lo vide ritornare, e +tosto lo seguì verso un confessionario, dove s'inginocchiò alla grata, +con un aspro desiderio di versare nel seno amorevole di Don Pietro, +del prevosto delle Vaie, del confessore di Fiordispina, tutta la piena +delle sue afflizioni. + +Ciò non vi parrà troppo conforme alla solennità dell'atto religioso. +Ma perdonate, io descrivo un uomo, con tutte le sue passioni, e con +tutte le contraddizioni che la passione comporta, che la passione +richiede. + +E disse, nell'impeto della passione e del dolore, disse lungamente, il +povero Gino Malatesti, con voce soffocata spesso dalle lagrime, +com'egli fosse venuto riluttante ad accettare la legge altrui, a +compiere il sacrifizio di tutte le sue affezioni, della sua dignità, +dell'onor suo. Già, fin dal primo colloquio che aveva avuto con suo +padre a Sassuolo, si era persuaso della impossibilità di vincerne +l'animo, di renderlo propizio ad una alleanza coi Guerri. Avrebbe +potuto resistere, sì, certamente; ma, nella condizione in cui era, non +lo doveva già più. Sospettato dal governo ducale, mal perdonato, e +solamente per grazia della famiglia, non avrebbe egli con la sua +costanza procacciato persecuzioni e danni gravissimi ai suoi amici +delle Vaie? Ma questo non era ancor tutto. A lui, quantunque mal +perdonato, non avrebbero torto un capello; in vece sua, per ciò che +era avvenuto nella festa del Lago, sarebbero stati processati e puniti +i Guerri, e non solamente essi, ma ancora quanti altri avevano preso +parte alla festa. Appena ritornato a Modena, aveva infatti conosciuto +fin dove giungesse il mandato del commissario di polizia. E proprio +allora, lasciandogli intendere quanta parte potesse avere una sua +risoluzione nella sorte dei Guerri, gli era stato imposto di chiedere +la mano della giovane Baldovini. Del resto, che chiedere? Già il conte +Jacopo, suo padre, l'aveva chiesta per lui; non si trattava più +d'altro che di accettare quanto aveva fatto suo padre. Si decidesse, +adunque; sarebbe finita male per i suoi amici, per i re della +montagna, se non avesse appagati i desiderii, obbedito ai voleri della +marchesa Polissena. Costei, per ragioni che oramai tornava inutile il +dire, voleva il matrimonio di Gino Malatesti con la sua figliuola. Lei +potente in Modena; lei padrona del cuore del ministro; da lei +dipendeva che i Guerri fossero molestati o non fossero. Nè tuttavia il +conte Gino si era arreso agli argomenti del padre; si schermiva ancora +contro gli assalti della marchesa Polissena; difendeva con ogni sforzo +la sua felicità minacciata. Ma il commissario era ritornato da +Fiumalbo; la sua relazione, piena di fatti, e più di bugie, +conchiudeva per la massima severità contro i Guerri, di cui si +riferivano altri discorsi, e gravissimi, oltre quelli che erano stati +tenuti nella festa del Lago. Anche il conte Gino aveva letto quel +documento, poichè gli era stato posto sott'ccchio dal padre, ed aveva +veduto come il commissario zelante fosse andato a rivangare nel +passato, accennando ai profughi che i Guerri avevano soccorsi, +ospitati, aiutati a passare il confine, nei primi tempi della +restaurazione ducale; non tacendo delle armi che avevano nascosto nei +sotterranei delle Vaie; raccogliendo infine con arte malvagia tutto +ciò che la leggerezza dei testimoni, l'invidia degli emuli, avesse +riferito a danno dei Guerri. Il conte Gino si era spaventato; aveva +veduta la rovina di una egregia famiglia, non d'altro colpevole che di +averlo accolto come ospite e di averlo trattato come uno de' suoi. + +Eppure, aveva tentato ancora di resistere; si era umiliato ai piedi +della marchesa Polissena, piangendo, implorando il suo patrocinio. +Polissena era stata dura, acerba, imperiosa più che mai.--«Vi ho +conosciuto,--gli aveva detto,--e non vi amo; non m'importerebbe punto +di avervi per genero, se in faccia al mondo, che ha troppo già +chiacchierato di noi, non mi foste debitore d'una riparazione.»--Il +poveretto aveva allora scritto una lettera addolorata al signor +Francesco Guerri. Era la seconda, e come già la prima, scritta due +giorni dopo il suo arrivo a Modena, non aveva ottenuto risposta. Il +tempo stringeva; la relazione del commissario doveva essere restituita +dal conte Jacopo alla marchesa Baldovini, con una risposta finale. O +l'annunzio delle nozze, e la relazione, col benigno consenso del +ministro, si sarebbe stracciata; o la rottura di ogni trattativa, e +contro i Guerri si sarebbe avviato il processo. Il signor Francesco +imprigionato? La sua casa perseguitata? Le sue industrie rovinate? +Fiordispina, anch'ella, chiamata davanti alla sbarra di un tribunale? +Forse incarcerata col padre e col fratello Aminta? Gino Malatesti era +vinto; chinò la fronte, accettando che fossero annunziate formalmente +le nozze. E la terza lettera ai Guerri, una lettera scritta col sangue +del suo cuore, l'aveva impostata egli, per maggior sicurezza, a +Bologna. + +Come mai quella lettera non era pervenuta alle Vaie? Certo, le lettere +di Gino erano intercettate all'ufficio postale di Modena. Ma anche +qualcuno che conosceva la sua mano di scritto le intercettava in un +altro ufficio, sulla via di Fiumalbo. Don Pietro ricordò allora che +alcun tempo dopo la partenza di Gino Malatesti da Querciola, un +ufficiale delle poste, mandato per l'appunto da Modena, col pretesto +di verificare, di esaminare, di studiare Dio sa che, si era impiantato +e Fiumalbo. Lassù, dunque, non bastando la vigilanza a Modena, lassù +si sequestravano le lettere dirette ai Guerri. + +Ma quella del signor Francesco al conte Gino, portata in Modena, +consegnata alla porta del palazzo Malatesti da Pellegrino Menghi, come +si era smarrita? Gino protestava di non averla ricevuta. Il poveretto +non sapeva neppure che Pellegrino fosse disceso a Modena. Era stato +custodito da tutte le parti, spiato, vigilato a dovere, e aveva ben +ragione dicendo che una vasta congiura si era ordita contro di lui, +stringendolo come in una rete di ferro. + +Infine, a lui, ignaro di tutto, era parso d'indovinare che i Guerri +non intendessero l'animo suo, nè la necessità del sacrifizio a cui +aveva pur dovuto adattarsi. E questo era stato ben grave, più grave +che il medesimo Don Pietro non potesse immaginarsi, dopo il racconto +di Gino. Perchè, infine, doveva egli dir tutto? La cosa era brutta, +orribile, odiosa, dopo un solenne giuramento da lui fatto, davanti +agli altari; ma così era, egli non amava la donna che gli avevano data +per forza. Tra lui e quella donna si frammetteva sempre +un'immagine.... + +Don Pietro non avrebbe voluto sentirne più altro. Quei discorsi di +immagini misteriose confondevano il suo spirito invecchiato nella +ingenuità della vita campestre. Ma Gino incalzava, Gino che la vedeva +ancora, l'immagine, Gino che la sentiva, bella come la passione, +terribile come il rimorso. Ed anch'essa, anche Elena, doveva +indovinarlo, quel non so che di arcano, di contrario a lei, ond'era +occupato lo spirito di suo marito. Nè si attentava di chiedergli +nulla? Nè si fermava a dolersene? Quella giovane sposa osservava, con +la curiosità attonita dei bambini, quando stanno davanti a tal cosa, +nuova per loro, che non sanno ancora se li farà piangere o ridere. + +Gino Malatesti non lo intendeva, o non si fermava a pensarci, egli che +tanto vedeva dentro di sè. Quand'anche lo avesse inteso e ci avesse +pensato, probabilmente non se ne sarebbe doluto, fors'anche gli +sarebbe parso un giusto riscontro alla sua medesima freddezza. L'animo +di Elena si allontanava da lui senza sforzo, o, per dire più +veramente, anche nella vicinanza più stretta non si fondeva con quello +di Gino. E in quella calma noncurante, sotto l'aspetto di una +confidenza superficiale, si maturavano i germi di nuove curiosità. + +Un giorno la bella contessa Malatesti aveva detto a sua madre, con +quel piglio d'ingenua che la sa lunga più che la parola non dica: + +--Mio marito è uno smemorato, ma uno smemorato d'una specie nuova. Ha +sempre l'aria di cascar dalle nuvole; ora diresti che vuol ricordarsi +di qualche cosa, ed ora che vuol dimenticarsi di qualche altra.-- + +La marchesa Polissena aveva guardato attentamente sua figlia; ma la +pupilla di Elena era serena, nessun pensiero sottile luccicava là +dentro. + +--Mi pare strano;--rispose allora, con tranquillità la sempre bella +marchesa.--Egli ha già tanto dimenticato, a venticinque anni, con quel +suo carattere d'uomo felice! + +--Ah, lo credi anche tu un pochino egoista?--replicò la contessa.--Ma +perchè prendono moglie allora? Non potrebbero contentarsi di amare sè +stessi?-- + +La marchesa Polissena non reputò necessario di dire a sua figlia come +e perchè Gino Malatesti si fosse ammogliato. Le bastava che di quel +matrimonio non fosse molto dolente sua figlia. Carattere assai più +felice di quello che essa riconosceva in suo marito, la contessa Elena +Malatesti poteva anche consolarsi di una freddezza che veniva a lei +come la prima e sola rivelazione dello stato matrimoniale. Non aveva +da far paragoni, allora, per vedere in quella freddezza smemorata +un'offesa. I paragoni li avrebbe fatti poi, e come! Il sangue non è +acqua, e la contessa Elena Malatesti non per niente era figliuola di +Polissena Baldovini. + +Ritorniamo a Don Pietro. Egli aveva ascoltata la confessione di Gino +Malatesti, lo compativa, era vinto; più ancora, egli stesso esortava +quel disgraziato a dimenticare, a cacciar da se l'immagine importuna +della fanciulla dei Guerri, a concentrare tutti gli affetti suoi nella +donna che aveva sposata. Era il caso di venire a bella posta dalle +Vaie, per far quella parte! Ma ricordate che in quel punto Don Pietro +Toschi aveva la stola, esercitava il suo ministero di consolatore e di +giudice. Ahimè, tra non molto avrebbe dovuto esercitarlo anche lassù, +dove gli occorreva ritornare, e donde sarebbe stato meglio non +muoversi affatto. + +--Figliuol mio, soffrite!--diceva egli a Gino.--Tutto ciò è avvenuto +per una suprema volontà, di cui non dobbiamo scrutare i fini +reconditi. Soffrite, mio povero amico, ma soffrite in voi e per voi; +che vostra moglie non veda sorgere un'ombra tra voi due. È un'ombra di +dolore, lo so; ma dovete cacciarla egualmente, come se fosse un'ombra +di peccato. Infine, voi siete legato da un nodo indissolubile, a +quella giovane vita; nè per effetto di noncuranza vostra debbono +sorgere altre ombre ad offuscare la mente di vostra moglie, a turbare +nel cuor suo il sentimento dei più sacri doveri.-- + + + + +Capitolo XV. + +Anima forte. + + +Il povero Don Pietro riprendeva in quel medesimo giorno la via dei +monti. Ah sì, come lo aveva pensato dianzi, nel tribunale della +penitenza, lo pensava ancora in carrozza, sulla strada di Sassuolo; +gran fortuna sarebbe stata per lui non muoversi dalle Vaie. Santi +gioghi d'Appennino, quanto meglio è il vivere sotto le vostre grandi +ombre, anzi che scendere nei centri popolosi, a confonderci lo spirito +in mezzo a tutte quelle passioni intricate e malsane, che muovono i +desiderii e governano gli atti degli uomini civilizzati! Anche lassù, +nei volghi agresti, hanno imperio le cupidigie, e generano il peccato; +ma lassù non sono dotte complicazioni di colpa, non artificiose +cospirazioni di più vizi, non raffinatezze di crudeltà e di +scelleraggine. + +Crudeltà e scelleraggine, erano queste le parole che venivano alla +mente di Don Pietro Toschi. Infatti, era ben crudele, ben scellerato +il disegno che aveva oppresso la onesta volontà di Gino Malatesti, e +di cui aveva a soffrire per sempre una povera fanciulla innocente. Don +Pietro aveva indovinato, frammezzo a tutte le reticenze di Gino, come +il suo giovine amico sarebbe stato alieno, riluttante ad ogni idea di +matrimonio con Elena Baldovini, anche se il cuor suo non fosse rivolto +e consacrato all'amore di Fiordispina Guerri. E pensava allora con +raccapriccio che le città, le città sole, celano di cosiffatti orrori +sotto la superficie levigata delle loro consuetudini. + +Il vecchio prete aveva ignorato fino allora tutte quelle combinazioni +sapienti con cui la società elegante aggiusta ogni cosa, confidando +perfino di aver nascoste altrui le sue piaghe, perchè le ha +dissimulate a se stessa. Indovinando il vero, Don Pietro si turbava +profondamente, pensando che Elena Malatesti potesse un giorno +indovinarlo anche lei. Quale sventura, se la giovane contessa +giungesse a sapere di qual mercato fosse stata vittima, a quali +convenienze l'avesse sacrificata sua madre! Anima candida nella sua +semplicità montanara, Don Pietro Toschi non si sarebbe persuaso mai +che la contessa Elena sapesse, immaginasse già tutto, e non ci vedesse +niente di strano. Il dabben uomo ignorava che su queste cognizioni del +passato, così facilmente raccolte dalla innocente fanciulla nella gran +confusione della vita odierna, si preparano gli argomenti del proprio +diritto a fare altrettanto, o almeno si tengono in serbo come +giustificazioni per tutte le debolezze del futuro. Non si può dire che +la società moderna ami distruggere le vecchie istituzioni; essa le +conserva molto rispettosamente e le adatta ai nuovi usi, come si fa +dei vecchi palazzi. Perciò, anche dal matrimonio ella ha saputo cavar +profitto, conservando le belle forme monumentali, rafforzandone le +fondamenta, ove occorra, incatenando con dotta arte le mura maestre, +cementando le crepe, rinfrescando l'intonaco; ma dentro.... oh, +dentro, ella è stata felicissima nelle sue novità, aprendo usci e +corridoi, dando aria da una parte e levandone il soverchio da +un'altra, mutando in salotti i loggiati, dividendo in gabinetti le +spaziose gallerie, adattando insomma, adattando sempre, con giudiziosa +sollecitudine, affinchè nell'antico edifizio trovi comodità maggiore +la gente nuova, con le sue nuove miserie, che sono poi, a ben +guardare, le vecchie miserie trasformate. Non vi piace la immagine del +palazzo antico? Eccovi una quercia, tre, quattro volte secolare. Ha +cento rami, che stende in largo ombrello sul sentiero, e alle vecchie +frondi ne aggiunge ogni anno di nuove, tanto che la direste un esempio +di eterna giovinezza. Vi accostate; il suo tronco è aperto nel mezzo, +cavernoso, smidollato addirittura. Ma che importa? L'apparenza da +lontano è stupenda; il pittore paesista si ferma, mette mano alla +tavolozza e ne fa un bozzetto per la prossima esposizione; poi, +avvicinandosi anch'egli, vede l'antro scavato nel tronco, ed +esclama:--oh guarda! c'è posto per due!-- + +Ah, Don Pietro! Don Pietro! Che vi serve essere stato prevosto +quaranta e più anni, e avere studiato da mezzo secolo il trattato _De +Confessario?_ La società moderna ha più complicazioni di debolezze, +che non ne abbiano veduto e segnato i vostri casisti più famosi. Buon +per voi esser vissuto sempre tra la gente dei campi, dove è rustico, +feroce qualche volta, ma semplice, indotto, quasi senza cognizione di +sè stesso, il peccato. + +Il povero prevosto aveva un aspetto compassionevole, quando giunse co' +suoi drappelloni nuovi, e con le sue cognizioni anche più nuove, alle +Vaie. Lo aspettavano tutti con ansia, e primo fra tutti il signor +Francesco Guerri, a cui raccontò per filo e per segno quanto aveva +udito dal conte Malatesti. + +--Infine,--conchiuse il buon prete, sospirando,--il signor Gino è +stato mosso da un buon sentimento, Ha voluto salvar tutti noi da molte +noie, anzi da gravissimi dispiaceri, che per la casa vostra sarebbero +stati anche una vera rovina. Me lo ha giurato, e per dare maggior +solennità al suo racconto, ha voluto dirmi ogni cosa in confessione.-- + +Non c'era nulla da rispondere a quel ragionamento di Don Pietro. Il +signor Guerri capì benissimo che il conte Malatesti si era trovato +colto in mezzo a troppe difficoltà, e che il meno male per tutti era +per l'appunto il partito a cui s'era appigliato. Ma pensò anche a sua +figlia, il vecchio Guerri, a sua figlia che tutte quelle spiegazioni +non avrebbero persuasa egualmente, o non sarebbero bastate a guarire. + +Aminta fu più aspro e più schietto. + +--Meglio tutti noi in carcere e la casa in rovina, se potevano +trovarci in colpa per amor di patria; ma egli doveva mantener la sua +fede.-- + +Anche Fiordispina seppe ogni cosa; ma non volle essere consolata. + +--L'avevo immaginato;--diss'ella.--Il conte Gino è infelice, io gli ho +perdonato. Non mi si dica più altro.-- + +Da quel giorno il nome di Gino Malatesti non fu più pronunziato alle +Vaie. Al padre, che la esortava a dimenticare, l'animosa fanciulla +rispose: + +--Quello che ti ho promesso ho mantenuto; non ho pianto, non piangerò. + +--Grande promessa!--esclamò il signor Francesco.--Amerei meglio +vederti piangere. + +--Perchè, padre mio? Perchè sfogassi il mio dolore? No, non sarà mai! +Vedi? Sento un piacere molto profondo a non piangere. Non creder +dunque che io divori le mie lagrime. Mi par d'essere in sogno, e che +il sogno duri. Aspetto io che finisca? Non so; vado avanti così, senza +desiderare, senza aspettare, senza temere. I giorni passano, ed io +sono ancor lì a vivere con le mie care memorie. È forza? è debolezza? +Non so neppur questo. Qualunque cosa sia, ringrazio il Signore che me +la manda.-- + +Il vecchio padre non chiese di più. Ella era grave, tranquilla, +operosa; attendeva alle solite cure, e niente era mutato per lei nella +casa dei Guerri. + +L'avrete già veduta, anche senza fermarvi a considerarla, quella casa +severa, dove tutti, vecchi e giovani, son gravi nell'aspetto, misurati +nelle parole, riguardosi negli atti, uniformi, quasi monotoni nelle +consuetudini della vita, non sorridendo mai che a fior di labbra, +attendendo con fredda regolarità a tutte le cure della giornata. +«Gente metodica!» si esclama, e pare di aver detto ogni cosa. «Come +possono trovarci gusto, a viver così?» soggiunge qualcheduno. E +infatti, non ci trovano gusto; tirano avanti così, perchè questo è +l'obbligo, e sopportano la vita come un fardello. Pensateci un poco, +guardate attentamente, e vedrete che tutte quelle persone vivono sotto +il peso di una grande sventura, o d'una piccola che credono grande, +perchè ognuno ha il suo modo di vedere e di sentire le noie e le +afflizioni di questo mondo. Se cogliete quelle persone sul punto in +cui si raccolgono insieme, a tavola, per esempio, osserverete ancora +che si guardano in viso, come interrogandosi a vicenda, ma che tutte +egualmente si chiudono in sè, per un sentimento che pare di diffidenza +scambievole, e non è in quella vece che un delicato riguardo. Così +vivono, così tirano innanzi, noverando i giorni della loro tristezza. + +Così andava la casa dei Guerri, poichè l'aveva colpita la sventura di +un alto disinganno. E lei, la figliuola prediletta, l'angelo della +famiglia, per cui tutti vivevano, su cui tutti avevano gli occhi, era +calma negli atti, serena nell'aspetto, e niente tradiva l'interna pena +di quella giovane esistenza. Pareva una di quelle soavi creature dei +primi secoli cristiani, che santificavano la casa, non potendola più +rallegrare, e già consacrate al nuovo Iddio, vivevano quiete e forti +nel mondo. Una pietà non sempre più ardente, quantunque più rumorosa, +doveva inventare i cenobii, le fastose solitudini, i violenti +sagrifizi e le spettacolose penitenze; ma per allora tenevano il +campo, non abbandonando la casa, le semplici virtù umane, fedeli al +culto di tutti i doveri domestici: e figlie e spose e madri esemplari, +accettando il posto in cui le aveva collocate la sorte, venerando il +loro Iddio, pronte ad affermarlo con l'olocausto della vita, ma +desiderose di edificargli un tempio nelle loro famiglie, vivevano le +Cecilie e le Moniche, combattendo in un modestissimo campo non oscure +battaglie. + +Fiordispina Guerri non aveva più facile il sorriso, nè la parola +lieta; e di ciò si doleva profondamente, ma non le era dato mutarsi. +Pronta a tutti gli sforzi morali che non dimandassero gaiezza di +umore, quando vedeva i suoi troppo accigliati, andava a sedersi +davanti al pianoforte e ripassava la sua musica, senza scegliere, come +le veniva alle mani. E le mani obbedivano agli occhi, e gli occhi +seguivano l'indicazione delle note. Così sembrava prender diletto +nella sua occupazione musicale, e le armonie suscitate da lei, se non +allietavano nessuno, sortivano almeno quell'effetto che sempre ha +prodotto la musica: rasserenavano gli spiriti. + +--Chi sa?--disse un giorno fra sè il signor Francesco Guerri, dopo +qualche mese di quella vita monotona, mentre la sua bella figliuola, +seduta al pianoforte, passava da un preludio delicato di Bach ad +un'aria allegra di Mozart.--Chi sa? Potrebbe fare un miracolo, il +tempo!-- + +Appunto in quei giorni capitò alle Vaie una lettera dei cugini Guerri, +che vivevano sul Reggiano. Annunziavano ai loro congiunti del Modenese +il prossimo matrimonio di Ruggero con una Campolonghi di Modena. +Famiglia ottima, i Campolonghi, ed eccellente partito; perciò si +affrettavano a darne l'annunzio, sicuri che la cosa avrebbe fatto +piacere ai loro cari parenti. Il signor Francesco aveva appena mandata +la sua lettera di congratulazione, quando ne giunse un'altra da +Modena; e questa la scriveva Ruggero, il semplice ed affettuoso +Ruggero. Non accettato da Fiordispina, per ragioni che non offendevano +il suo amor proprio, il cugino Ruggero mandava di tanto in tanto sue +nuove alle Vaie. Quella volta, poi, era felice di mandarne un'altra +più importante, sperando che i suoi buoni congiunti avrebbero veduto +volentieri quella unione, che rispondeva a tutte le esigenze della +famiglia, come a tutti i voti del suo cuore. + +--Ne sono veramente felice!--disse Fiordispina, poi ch'ebbe letto +anche lei.--È un bravo giovane, il nostro cugino Ruggero.-- + +Il vecchio Guerri tentennò la testa, e battè ripetutamente le labbra, +come se volesse trattenere una osservazione, che era lì lì per saltar +fuori. + +--Capisco;--riprese la fanciulla, notando l'atto, e andando +risolutamente incontro al pensiero di suo padre.--Ma tu lo sai bene, +babbo; io non ero fatta per lui. + +--E per chi, Dio buono, per chi?--gridò il signor Francesco, che +oramai non poteva più stare alle mosse. + +--Per te, per voi tutti;--rispose la fanciulla.--E non è già una bella +sorte? Fatemi il piacere, se mi amate davvero come io vi amo, non mi +state così aggrondati da mattina a sera! Che è ciò? Pare che +qualcheduno vada a morire, e che voi dobbiate accompagnarlo. Non ho da +voler nulla, io, che son l'ultima della casa; ma una cosa mi +permetterete di volere, ed è questa, che non siate più tristi di me. +Sono tranquilla, io, sono contenta; potete esser tranquilli e contenti +anche voi. Ma basta, non aggiungo altro; se no, quando viene Don +Pietro, gli direte che ho fatto una predica. Scriveremo invece al +cugino Ruggero, e lo pregheremo che ci mandi il ritratto della sposa. +Ho una grande curiosità di vedere com'è.-- + +E scrisse lei la lettera, un miracolo di temperata festività e di buon +gusto, congratulandosi col cugino della sua scelta ed augurandogli +ogni bene. Le suonava graziosamente all'orecchio il nome della sposa, +Marianna, che ne raccoglieva due egualmente belli, Anna e Maria, Non +le restava che un desiderio, e vivissimo, di veder la figura. + +Il ritratto fu presto mandato, e non da Ruggero, ma dalla stessa +fidanzata di lui, dalla signorina Marianna Campolonghi, alla vezzosa e +cara Fiordispina Guerri, che era tanto felice di poter chiamare +cugina, anche anticipando di due mesi, che tanti ne dovevano correre +ancora da quel giorno alla celebrazione delle nozze. La lettera era +semplice, ma piena di garbo; faceva fede di buoni studi e prometteva +una cara donnina, degna del cugino Ruggero e nata a bella posta per +farlo felice. Allo scritto corrispondeva poi la figura; il +dagherrotipo mandato dalla signorina Marianna alle Vaie recava +l'immagine di una bella ragazza, alta e snella, di capel bruno, di +carnagione pallidina ma sana, con due begli occhi grandi ma +espressivi, come se ne vedono tanti, per fortuna sua, nella regione +Emiliana. + +Il matrimonio si faceva tra due mesi, cioè a dire verso la fine del +carnevale. Peccato che la stagione, così fredda ancora, non +permettesse agli sposi di fare una corsa alle Vaie! La cosa spiaceva +tanto a Marianna; spiaceva a Ruggero; spiaceva anche ai parenti di +lui. Nè poteva spiacer meno ai congiunti loro delle Vaie, e +Fiordispina, nelle sue risposte, non rifiniva di esprimere col suo il +rammarico di tutta la famiglia. + +Perchè ella scriveva assai volentieri quelle lettere, quasi volesse +scusarsi con altrettanta amabilità, della freddezza dimostrata +parecchi mesi prima al cugino Ruggero. Le donne hanno di queste +delicatezze, le quali spesse volte vanno sprecate come i fiori gentili +del prato, che nessuno li avverte, quando sono sbocciati, e poi li +recide, insieme con tutte le altre erbe pazze, la falce del villano. + +Ma per allora, anche non intese in quel modo, le cortesie della cugina +e di tutti i parenti delle Vaie erano molto gradite da Ruggero Guerri, +e non meno dalla famiglia Campolonghi. E la conseguenza di tanto +gradimento fu una argomentazione come questa: + +--Se non possono gli sposi andare a Fiumalbo, per la stagione che sarà +ancora troppo rigida, perchè non potrebbero discendere i signori +Guerri a Modena? L'inverno, gli ultimi giorni di carnevale, dovrebbero +esser anche un potente incentivo a questo viaggetto, che recherebbe un +po' di novità nelle loro consuetudini.-- + +Ed anche quei del Reggiano, messi a parte del disegno, incalzavano con +le loro preghiere. Quella del matrimonio di Ruggero, infine, era una +buonissima occasione per raccogliere insieme i due rami dei Guerri. +Buonissima, in verità, e solenne per giunta; non andava trascurata. + +Il disegno fu ventilato anche alle Vaie, non già perchè sembrasse +accettabile, ma perchè bisognava trovar ragioni da opporre, scuse +oneste da metter fuori. Ma l'idea di quella gita piaceva tanto ai +signori Campolonghi, che l'avevano avuta per i primi! Ma piaceva tanto +alla signorina Marianna! La graziosissima sposa voleva conoscere +Fiordispina, e non si dava per vinta alle ragioni, dichiarava fiacche +le scuse. + +Donde tanto amore e tanto desiderio? Lettori miei, non bisognerebbe +guardar tanto nel sottile, sopra tutto in questa materia già di per sè +molto delicata. L'amore, l'amicizia, la simpatia, nascono perchè +vogliono nascere, e i germi non possono sempre cercarsi col +microscopio. Le grazie di Fiordispina, decantate dal cugino Ruggero, +il piacere cagionato da quelle sue lettere così gentili e garbate, +quell'altro non meno grande di poter vedere riunita ad una sola mensa +tutta la schiatta dei Guerri, sarebbero ragioni bastanti a spiegare, a +giustificare l'insistenza delle preghiere. Un'altra ragione si può +trovare nella insistenza medesima. Incominciamo tutti a manifestare un +desiderio per mostra di gentilezza, ci torniamo sopra per civiltà, e +finiamo con invaghirci della nostra idea. Non vi basta? Mettete ancora +che la signorina Marianna aveva un fratello, avvocato, che stava per +finire le pratiche, ed era come suol dirsi un giovane di belle +speranze. Quale speranza più bella, da aggiungere a tutte le altre? +Anche il signor Campolonghi padre, pensando alla venuta di Fiordispina +a Modena, diceva come il vecchio Guerri, ma per altra ragione:--chi +sa?-- + +Bisognava dunque rispondere a quelle reiterate preghiere, a quelle +istanze continue, che venivano a gara da Modena e dai monti Reggiani. + +--Che altre ragioni si trovano?--diceva il signor Francesco.--Perchè +già, capisco, a nessuno di voi questo viaggio piace, e a Fiordispina +meno che agli altri. + +--Perchè?--domandò la fanciulla. + +--Come?--esclamò il vecchio Guerri.--Ti decideresti ad andare... +laggiù? + +--Laggiù come in ogni altro luogo;--replicò Fiordispina.--Non siamo +mica proibiti, a Modena. Nè io ho da vergognarmi di nulla, o da temere +di veder chi si sia. + +--Ebbene,--disse il signor Francesco,--allora decidi tu. Si ha da +risponder sì all'invito dei nostri parenti? + +--Io, allo stato delle cose e per non aver aria di gente ostinata, +risponderei sì;--disse Fiordispina.--E tu, babbo?-- + +Il vecchio Guerri meditò ancora un istante il suo «chi sa?»; vide +nella risoluzione di sua figlia un principio di mutamento felice, e +conchiuse: + +--Andiamo dunque a Modena e raduniamo ad una tavola tutta la progenie +dei Guerri.-- + +Quando la cosa giunse all'orecchio di Don Pietro, il bravo prevosto +delle Vaie rimase a dirittura di sasso. Ma da queste pietrificazioni +dello stupore si rinviene poi sempre, ne rinvenne anche Don Pietro, +restandogli tuttavia in corpo una grande curiosità. + +--Figliuola mia, che novità è questa?--domandò egli a Fiordispina, +appena ebbe occasione di parlare da solo a sola con lei.--Perchè +questa risoluzione di andare a Modena? + +--Un invito formale, e già ripetuto più volte da due parti;--rispose +la fanciulla.--Non gliel'ha già detto mio padre? + +--Sì, capisco l'invito;--disse Don Pietro;--ma non capisco egualmente +l'accettazione. + +--Vuol saperlo, il gran perchè?--ripigliò la fanciulla.--Glielo dirò, +a patto che mi serbi il segreto. + +--Posso prometterlo;--disse Don Pietro.--Ma avete dei segreti per +vostro padre? + +--No, e sì. Non ne ho, se si tratta di cose che possono avere una +buona e una cattiva interpretazione, e per cui resti dubbio se vadano +fatte o non fatte. Ne ho, se si tratta di pensieri miei, che possono +parere ridicoli. E questo è il caso, per l'appunto;--conchiuse +Fiordispina.--Ho la speranza di rivedere quell'uomo. + +--Ed ecco per l'appunto ciò che temevo;--rispose Don Pietro. + +--Che male c'è? Turbo io la pace di qualcheduno? + +--Mettete a repentaglio la vostra, figliuola mia, e vi par poco? + +--Non tema per me, Don Pietro. La mia testa è salda e il mio cuore è +già provato ad ogni scossa. + +--Tanto meglio, figliuola mia, tanto meglio. Ma che curiosità è la +vostra? + +--Curiosità di montanara;--rispose Fiordispina, sorridendo.--Non mi +sarà dunque concesso di vedere se quell'uomo è felice? E noti che io +desidero ardentemente di saperlo felice;--soggiunse ella, +animandosi.--Ella mi conosce, Don Pietro, e sa che non ho l'uso di +mentire. Un cuore che ama ha tesori di bontà e di compassione per +tutti. + +--Anche per gl'ingrati? + +--Anche e sopratutto per questi. Ma non mi ha detto Lei che quell'uomo +è stato costretto a far ciò che ha fatto? Perchè lo chiama Ella un +ingrato? + +Don Pietro si smarriva tra gli assalti di quella logica femminile, ed +amò meglio darsi per vinto. + +--Il cielo vi guardi;--conchiuse, dopo una mezza serqua +d'interiezioni, che non dicevano nulla.--Infine, credo anch'io che +possa essere una crisi felice. Vi auguro, figliuola mia, che possiate +guarire del tutto. + +--Di che? D'un male che è la mia vita?--replicò Fiordispina.--No, +padre mio, non voglio guarire, nè del tutto, nè in parte. Mi conceda +di parlare una volta, una volta almeno, con libertà piena ed intiera; +ho conosciuto per quell'uomo l'amore, l'amore de' miei poeti, che è il +nobile, l'elevato, il gentile, e dica pure quanti aggettivi vorrà, +purchè conduca a questo, che un amore elevato è il solo che sia degno +della creatura umana, e come il solo degno, è anche il solo vero. Che +uomo fosse il conte Gino Malatesti, nel tempo ch'egli visse tra i +nostri monti, Ella sa quanto me, se non forse meglio di me. Il mio +pensiero s'innalzava col suo. Come due profumi confusi si son levati +ambedue, vaporando al cielo. E dovranno essere separati? È +impossibile, padre mio; lo dica anche Lei, che è impossibile. + +--Il conte Gino si è pur separato da Voi;--disse Don Pietro.--Lascio +stare le ragioni onorevoli, accenno il fatto com'è. + +--Ebbene, qui per l'appunto è la mia giustificazione;--riprese la +fanciulla.--Egli si è separato da me; non l'amor suo, che è stato per +me, e a cui mi son serbata fedele. Vede, Don Pietro, che questo non è +un sentimento volgare. Unica volgarità,--soggiunse Fiordispina, +chinando la testa ed abbassando il tono delle parole,--unica +volgarità, poichè neppur io sono una creatura perfetta, è questo +piccolo sentimento di curiosità che ha preso me, povera montanara, di +vedere quella gentil cittadina, che ha saputo rapirlo.-- + +Curiosità montanara, diciamolo anche noi, ma soggiungiamo subito: +Quanta altezza di pensiero in quella curiosità! Don Pietro Toschi non +lottò più; era vinto e convinto. Del resto, i signori Guerri avevano +già scritto a Modena, annunziando la loro andata, e oramai, per fare +quel gran matrimonio, non si aspettava che la loro presenza. + +Quando si dice «i signori Guerri» s'intende il capo della famiglia, +con una larga rappresentanza. Nel fatto non andavano mica tutti. +Aminta, per esempio, non volle muoversi dalle Vaie, quantunque lo zio +Orlando dichiarasse che sarebbe rimasto egli volentieri. + +--No, no, resto io. Che cosa andrei a fare io, a Modena? Le città non +mi divertono. E se qualcheduno ha da rimanere a custodire la casa, +questo qualcheduno vo' esserlo io. Andate voi altri, andate.-- + +Non ci fu verso di smuoverlo; Aminta era saldo nelle sue risoluzioni, +come il monte Cimone al suo posto. + +Ed anche saldo ne' suoi risentimenti, aggiungiamo. Egli non aveva +perdonato a Gino Malatesti; egli non aveva tesori di bontà e di +compassione da spandere. A qual pro', del resto? Aminta lasciava +questi tesori a sua sorella. Era già molto avere un angiolo in casa; +quanto a lui, uomo, aveva già fatto assai chinando la testa ai voleri +di suo padre, mentre pure sentiva una voglia feroce, una voglia pazza +di calare a Modena e di battere la sua mazza alpigiana sulla faccia +del conte Gino. + +--Prendi, vigliacco ingannatore, in cui la mia famiglia ha creduto! +Prendi, bugiardo proscritto, che hai avuto paura di farti fare un +processo. Si grida, perdio, si strepita, quando si è il primo +colpevole! e se vogliono fare il processo agli altri, si chiede la +parte propria, si reclama il proprio posto al pericolo, si va in +carcere, in galera, alle forche, ma con la fronte alta, fieri di non +avere che una parola e di saperla mantenere!-- + + + + +Capitolo XVI. + +Delizie coniugali. + + +La sera del martedì grasso dell'anno 1858, era una bella piena nel +teatro Comunale di Modena. L'impresario avrebbe voluto tutte così le +serate della stagione; ma gl'impresari son mostri insaziabili e non +pensano, nel loro egoismo, che il bello delle cose belle è per la +massima parte nella loro rarità. + +Tutte le stelle del firmamento, tutte le dee dell'Olimpo modenese +erano quella sera a teatro, dando coi loro vezzi naturali e con lo +sfoggio delle loro abbigliature un'apparenza di vita più rigogliosa ad +una società naturalmente ristretta e poco nutrita, poco rinnovata dal +concorso o dal passaggio di elementi forastieri. Le città italiane, +innamorate dell'arte, appassionate singolarmente per la musica, hanno +queste occasioni solenni per mettersi in gala, per dare il loro +sprazzo di luce, e in certe sere dell'anno, vedute nel recinto del +loro massimo teatro, vi possono sembrare altrettante capitali. + +Non dimentichiamo che allora la città di Modena era ancora la capitale +di un piccolo Stato, e che intorno ad una Corte si raccoglieva una +ricca aristocrazia, uno splendido stato maggiore di varie armi, una +grassa borghesia, ed una magra ma numerosa falange d'impiegati +dell'ordine politico e dell'ordine giudiziario. Oggi, aboliti i +piccoli principati, le rispettive loro capitali hanno perduto tutte +qualche cosa della vecchia loro importanza, e questo, che è un male, +senza dubbio, ma non un mal così grave da non potersi sopportare, dà +argomento di acerbi rimpianti a taluni nobili antichi. Perchè lagnarsi +soltanto? Perchè non pensare mai a qualche onesto rimedio? Il gran +male, il vero male è quest'altro, che tutti i ricchi corrono oramai ai +grossi centri. Se i signori vivessero un po' più nella terra loro, o +accanto ad essa, gioverebbero meglio al fine da cui ripetono la loro +medesima origine. A buon conto, avrebbero assai meno ragioni per +rimpiangere le vecchie consuetudini, ridando un po' di vita alle città +loro e insieme un po' di lustro alle proprie corone. Così questa +società italiana, che è stata la più ricca, la più varia, la più +universalmente colta d'Europa, avrebbe speranza di rifiorire, in +quella sua vivace varietà d'aspetti e di tempre, su tutte le altre del +mondo. + +Ma lasciamo da banda queste superbe malinconie, che molti non +intendono più. Il romanzo, questa rappresentazione della vita, deve +correre, obbedendo ai suoi nuovi maestri, sulla china della verità +fisiologica, correre fino a rompersi il collo nei chiassi del casetto +patologico, unico svago che gli sia consentito, e che anzi gli è molto +raccomandato dai pratici. Impersonale, oggettivo, realistico, non si +attenti di fermarsi un minuto, per dire una verità a chi lo segue, nè +per cogliere un fiore sui margini del sentiero. Lo hanno chiuso a +forza in una delle sue cento forme, che ad essi piaceva di più; lo +hanno sigillato in quella col sigillo della loro dogana; hanno +sentenziato quali saranno le vie che dovrà tenere, quali i mercati a +cui dovrà fermarsi, quali le droghe di cui potrà essere infarcito. E +poi, dopo aver promulgati tanti decreti e regolamenti dalle loro +bigonce, i signori giudici e moderatori hanno il coraggio di +annoiarsi, di sbadigliare in pubblico, di arricciare il naso, specie +quando vedono il loro beniamino andar zoppo a certi usci.--Non di qua! +Non di là! Volgarità eccessiva! Imitazione forastiera! Vita italiana +vuol essere, vita italiana, per bacco! Dove s'è mai vista, negli usi +nostri, tutta quella robaccia! Siamo noi così male ridotti!--Ah, +poveri giudici! poveri moderatori supremi! Vuol essere una fatica da +cani, la loro! + +Le dame più cospicue di Modena erano quella sera a teatro. Non poteva +dunque mancare la marchesa Polissena Baldovini, più bionda che mai, +imbellettata, incipriata e felice. Sedeva davanti a lei, nel suo +palchetto di seconda fila, Sua Eccellenza il ministro, dimenticando +per un'ora le gravi cure dell'ufficio (_severas super urbe curas_), +discutendo amabilmente di musica antica col suo buon marchese +Baldovini, e mandando tratto tratto qualche occhiata assassina alla +gentile marchesa. + +In un altro palchetto, ma della prima fila, era la bella figlia di +Polissena (_matre pulchra filia pulchrior_), la contessa Elena +Malatesti. La madre aveva la società più grave, oramai, la più +autorevole, e la più monumentale, senza rinunziare per altro a qualche +saggio della più gaia e della più elegante. Ma questa si raccoglieva +più volentieri intorno alla figliuola, e vi si aggiungeva altresì la +più risonante per tintinnìo di sproni e di sciabole. Cappa e spada, +una volta riunite, si dividevano allora; gli uomini di cappa si +volgevano naturalmente alla madre; gli uomini di spada alla figlia. + +Ma per allora, essendo in principio di spettacolo, non si vedevano che +due cavalieri, nel palco della contessa Elena. Suo marito era in +visita, e di quei due che vi ho accennati uno era il marchese Emilio +Landi, che conosciamo per una sua lettera dai bagni di Lucca. In +verità, stando a quello che ve ne ho detto a suo tempo, il marchesino +Landi avrebbe dovuto esser piuttosto dalla marchesa Polissena. Ma +bisogna anche sapere che il regno di lui era durato poco, nel cuore +della Baldovini. L'orgoglio aveva vinta la tenerezza, e un ministro di +Stato, che si tingeva i capegli (molto bene per altro, e la cosa non +si riconosceva che alla luce del sole), era succeduto nel regno. La +maestà scoronata di Emilio Landi si era facilmente consolata di quel +piccolo guaio. Infine, non ci sono trionfi graditi che a patto di +durar poco. Anche il divo Cesare dovette annoiarsi parecchio, ad +averli così lunghi, col peso della corona sulla testa, il tintinnìo +de' trofei nelle orecchie, e il continuo sobbalzo di un cocchio senza +molle, sul maledetto selciato della Via Sacra, inerpicantesi per il +clivo Capitolino. + +Emilio Landi era entrato allora allora nel palco, e prendeva, di +rincontro alla signora, il posto d'onore che l'altro personaggio gli +aveva ceduto, mettendosi con discreta familiarità al fianco di lei. + +--Siete maravigliosa, stasera;--disse Emilio, incominciando. + +La contessa Elena accolse il complimento ad occhi socchiusi e tirando +indietro la sua testina bionda. Era quello un atteggiamento che andava +stupendamente alla sua figura rosea, un tal po' irregolare nelle +fattezze, ma fine, e che di graziosa e piacevole la rendeva +affascinante senz'altro: un atteggiamento studiato se vogliamo, ma che +tra tanti artifizi a cui ci ha avvezzati la bellezza, poteva anche +sembrar naturale: un atteggiamento, insomma, che un pittor ritrattista +del secolo scorso avrebbe invidiato, se pure non è più giusto il dire +che ad un pittor ritrattista del secolo scorso la contessa Elena +Malatesti lo aveva audacemente rubato. + +--Che ve ne importa a voi, Landi?--domandò la signora, dopo aver preso +quell'atteggiamento lezioso. + +--A me? moltissimo;--rispose il giovanotto.--Si gode tutti, alla vista +di un bel fiore, o di un bel frutto dorato. Sia pure nell'orto delle +Esperidi, e custodito da un drago, è già grande fortuna ammirarlo da +lungi. + +--Custodito! da un drago! Ma sapete, Landi, che siete antico, stasera! +E il drago sarebbe il nostro buon Lesarini?-- + +Così rispondeva la contessa Elena; e il Lesarini, che era per +l'appunto il personaggio seduto al fianco della signora, sorrise +beatamente, tra i due pizzi grigi, che gli vestivano con aristocratica +prolissità le guance scarne. + +Non era nobile, il signor Lesarini, che debbo ora descrivervi; era +abbastanza ricco per vivere ozioso, e amava consumare i suoi ozi fuori +del ceto in cui l'aveva fatto nascere il caso. Tra i suoi pari sarebbe +stato un signore; ma ognuno ha i suoi gusti, ed egli preferiva stare +coi nobili, facendo il servitore. Uomo maturo, si atteggiava a +giovanotto, accettando seriamente il titolo di «molto pericoloso» che +gli davano tutti per celia, lasciandolo volentieri accanto alle loro +metà, compiacente amico, accompagnatore discreto, drago senza rostro e +senza artigli, animale innocuo e felice, che stava accanto all'arrosto +e si pasceva di fumo. Anche le signore lo avevano accettato per quello +che amava di essere, e se lo contendevano, figuratevi, se lo +strappavano a gara. Lesarini di qua, Lesarini di là, era il cucco +delle dame, che ci si divertivano un mondo, lo mettevano a tutte le +salse e lo incaricavano ancora delle loro piccole commissioni. + +Il Lesarini sorrise beatamente, come vi ho detto. L'uffizio di drago, +e nell'orto, non gli dispiaceva niente affatto. + +--Sicuro;--replicò Emilio alla dama;--e armato fino ai denti. + +--Si capisce;--rispose il Lesarini.--Io qui rappresento l'autorità di +Gino.-- + +Di Gino, capite? e non del conte Gino Malatesti. È usanza dei Lesarini +di non chiamar mai i loro nobili amici per il casato, nè per il titolo +che li distingue. Non altrimenti usano con le dame, chiamandole +semplicemente, familiarmente, per il loro nome di battesimo, e +preferendo il vezzeggiativo, se c'è. Così, quando si degnano di +ragionare delle loro imprese col volgo profano, sogliono attaccare dei +discorsi come questi:--«Sapete? ieri Corinna mi ha ricordato.... Gino +mi rispondeva.... Elena mi pregava iersera.... Ho incontrato stamane +Polissena e mi ha detto: ah bravo, Pippo! vi trovo in buon punto; +dovreste accompagnarmi dal dentista....» Raccontando queste maraviglie, +i Lesarini trionfano, fanno la ruota come i pavoni, o, se vi piace +meglio, come i tacchini. Che si fa celia? Darsi del voi con la gente +titolata! Essere i confidenti delle dame più cospicue della città! +Avere un posticino nel piccolo Olimpo mandamentale! No, per tutti gli +Dei che lo costituiscono, non c'è fortuna più grande per un signor +Lesarini. + +Un'altra specie di Lesarini è quella che fa la corte ai grandi uomini. +Il piccolo personaggio vi conosce, vi onora del suo saluto ed anche, a +ore avanzate, della sua conversazione. Vedendovi da lunge, scende dal +marciapiede, attraversa la strada per muovervi incontro. Voi lo +aspettate, credendo che voglia stringervi la mano, chiedervi notizie +della vostra salute. Ma che? Il Lesarini vi abborda e vi dice, come se +continuasse un discorso:--«Vengo da Muller, ma inutilmente, e adesso +vado da Bauer. Sai? il senatore non può far la bocca alla birra di +Chiavenna, ed io mi son preso l'incarico di trovarne dell'altra, o di +Gratz, o di Baviera.»--A voi non importa un fico secco che il senatore +non gradisca la birra di Chiavenna. Lo stimate per il suo carattere, +lo ammirate per la sua parsimonia di parole in Senato, lo amate, lo +venerate per i capolavori che ha dati alla patria. Ma no; il Lesarini +vi ha da raccontare quel che egli mangia e quel ch'egli beve; e mentre +voi, per convenienza, gli rispondete un «ah!» che vuol dire e non +dire, egli vi guizza di mano.--«Lasciami, perchè ho fretta; debbo +andare da Bauer.»--E vada pure; ma non senza fermarsi otto dieci volte +per via, raccontando a tutti la medesima storia. + +--Vi ha incaricato di ciò, Lesarini?--chiese Emilio Landi al vecchio +cavaliere, al drago della contessa Elena.--Siete un uomo fortunato, voi! +Ma ecco....--soggiunse, con un risolino arguto il giovanotto,--ecco un +suon d'armi, che annunzia un cambiamento di guardia. + +--Dite un rinforzo!--notò la contessa, che aveva udito anch'ella un +tintinnìo di sciabola nel corridoio. + +L'uscio del palchetto si aperse e comparve nel vano il bel +luogotenente De Wincsel; biondo, dagli occhi glauchi e dalle guance +rosate; a farvela breve, un angelo vestito da ufficiale di cavalleria. +Il barone De Wincsel era un fiore esotico trapiantato in Italia come i +suoi riveriti padroni della imperial casa di Asburgo Lorena. Nella sua +bellezza bionda e rosea spiccava il tipo conosciuto degli oppressori, +un tal po' dilavato nella tinta, ma grazioso per la finezza dei +lineamenti, che poi, col crescer degli anni, per quella medesima +finezza, fors'anche per le basette ispide e folte sotto un naso troppo +piccolo, prende qualche volta un aspetto felino. + +La contessa Elena accolse il nuovo visitatore con atto di familiare +amabilità, mostrando così al marchese Emilio di non dar nessun peso ai +suoi frizzi. Già, se ella avesse dovuto badare a tutte le punture di +spilla del Landi, le sarebbe mancato il tempo per meritarne delle +altre. Elena Malatesti era tuttavia nel primo anno del suo matrimonio, +e già gli arguti Modenesi le avevano appiccicato il suo nomignolo di +Generala. Infatti, ella non si vedeva mai senza l'accompagnamento di +«un brillante stato maggiore.» Aiutanti, ufficiali d'ordinanza, +ufficiali stranieri in missione temporanea, si davano la muta nel +salotto della contessa, nel suo palco a teatro, allo sportello della +sua carrozza sulla pubblica passeggiata. Infine, quando si è detto la +Generala, non occorrono spiegazioni; la contessa Elena aveva il suo +soprannome, e mostrava di averlo guadagnato. + +Che diceva il conte Gino? Credo che non dicesse nulla. Il nobile, +l'intelligente, l'arguto Gino Malatesti era diventato un altr'uomo da +quello di prima. Il panno appariva sempre quello, ma era un panno +stinto. Del resto, anche così ridotto alla condizione di ombra, anzi +perchè diventato ombra, adempieva con garbo al suo uffizio di signore +e padrone alla moderna, cioè di compagno, di associato, di tutore, di +tutto quel che vorrete, fuorchè padrone e signore. Per lui, dopo +tutto, era sempre lì pronta una parolina gentile della moglie; a lui +andavano di pien diritto, e non mancavano mai, gli ossequiosi saluti e +gli atti di amichevole deferenza di tutto lo stato maggiore di sua +moglie. Godeva infine di una società che avrebbe potuto far felice +Ulisse, nella sua reggia d'Itaca, in mezzo all'assiduità complimentosa +dei Proci, se il fiero marito di Penelope, nascendo con le idee di +tremil'anni dopo, avesse voluto rinunziare al gusto di spiccare il suo +grand'arco dalla parete e di fare un'ecatombe, non consentita dal +codice penale e disapprovata da tutti i ben pensanti del giorno. + +E il conte Gino si contentava di quella vita? Ci si adattava? I ben +pensanti del tempo suo, che sarebbero stati tutti d'accordo per +disapprovare un suo atto d'insofferenza, non sapevano capacitarsi di +tanta sua dabbenaggine.--Ma è cieco?--dicevano.--O piuttosto ama di +parerlo?-- + +I più furbi, i più sottili, argomentavano che lasciasse così libera la +figlia, perchè amava sempre la madre. Ma poteva reggere, quella +supposizione? E il marchesino Landi che gli era succeduto? e sua +Eccellenza il ministro di Stato, che era succeduto a tutt'e due? Del +resto, il conte Gino si vedeva poco nel salotto della marchesa +Polissena; pochi minuti nel suo palchetto a teatro, e a passeggio mai. +Anche quella supposizione fu dunque abbandonata. Che altro pensare dei +fatti suoi? Un osservatore moralista sentenziò brevemente:--È la +penitenza. Casa Malatesti avrà presto un gran santo.-- + +Il barone de Wincsel, entrato nel palco e sedutosi accanto al marchese +Landi, che restava ancora per tutto l'atto al posto d'onore, parlava +poco e guardava molto. Era ancora nel periodo delle occhiate e dei +sospiri, l'angelo vestito da luogotenente, e aspettava la dolce parola +che gli permettesse di spiccare un volo più ardito. E poi, egli non +era un parlatore, un chiacchierone, come il marchesino Landi; faceva +assai più rumore con gli sproni e con la sciabola, che non con la +lingua. Non dimenticate che quello era il tempo in cui si sentivano +saltellare le durlindane sui selciati delle città, con gran noia dei +viandanti pacifici; nè i generali pensavano a reprimere questo mal +vezzo nordico, nè i pronipoti del cavaliere Bajardo avevano ancora +insegnato col loro gentile esempio che si può essere valorosi soldati +anche portando per via un bastoncello di nocciolo, o una mazza di +giunco. + +Il De Wincsel guardava e sospirava. La contessa Elena credette +conveniente di sviare con qualche discorso l'attenzione di Emilio +Landi. Quanto al Lesarini, in verità, non occorrevano tanti artifizi, +poichè egli non capiva nulla e non si accorgeva di nulla. Il discorso +della contessa Elena si aggirò sulle dame che erano quella sera in +teatro. Lei esponendo, Emilio facendo le chiose, si passarono in +rassegna tutti i palchetti. La Randoni, sempre nobile, sempre severa, +un tipo di matrona antica; come mai aveva potuto mettere al mondo una +figliuola così pallida e scarna? E poi, perchè quell'abbigliatura +verde? Nessuno per consigliarle un altro colore, che l'abbattesse +meno? Un po' meglio la Frassinori; ma che pretensioni, Dio buono! Si +credeva una Giunone, o poco meno. A proposito, e perchè non si vedeva +l'avvocatino? Dov'era Giunone non doveva mancare il pavone, l'animale +a lei sacro. + +E la Dal Pozzo Farnese, sempre bella, sempre rigogliosa e fresca come +un fior di stagione! Di quella si diceva bene, non potendo fare +altrimenti. La Dal Pozzo Farnese era una sorella di Emilio Landi. Tra +presenti si usano di queste cortesie! Ma quelle due borghesucce +arricchite delle Fantuzzi, che volevano gareggiare di eleganza con le +nobili dame, com'erano spietatamente conciate dalla critica di Elena +Malatesti e dalla vena compiacente del Landi! Ah, una novità, quella +sera! Anche la Campolonghi in teatro; e tutta in fronzoli, e coi +brillanti agli orecchi. Naturalissimo; era sposa. E chi era il +fortunato mortale? Uno delle parti di Reggio; sicuramente quel +giovinotto alto e biondo, un po' timido, impacciato nei modi, ma +bello, che si vedeva spuntare dal fondo del palco. Ma chi era +quell'altra donna, dal viso bianco e dai capegli nerissimi, che sedeva +di rincontro alla sposa? Una fanciulla, certamente, com'era dimostrato +dalla giovinezza dell'aspetto e dalla semplicità dell'abbigliatura. Ma +non doveva essere modenese, poichè Elena Malatesti non si ricordava di +averla veduta mai, e il marchese Landi nemmeno. E aveva guardato +Elena, la bella sconosciuta; e la guardava ancora con molta +attenzione.--Chi sarà costei?--La parentela dei Campolonghi si +conosceva tutta, e il viso di quella sconosciuta non rispondeva a +nessuno dei nomi che Emilio Landi poteva citare, tessendo la +genealogia di un'intera tribù.--Chi sarà costei?--Neanche il sapiente +Lesarini poteva appagare su questo punto la curiosità di Elena +Malatesti. + +--Chiunque sia, è molto bella;--conchiuse Emilio Landi. + +--Vi pare?--disse Elena, che non voleva persuadersene.--Ma già, +dimenticavo che voialtri uomini prendete fuoco come l'esca. Guardate +almeno com'è tutta affagottata! + +--Affagottata, poi, non mi sembra. È messa con molta semplicità. + +--Alla moda di cent'anni addietro!--ribattè la contessa. + +--Cento son troppi, via! Diciamo di cinque;--volle correggere Emilio +Landi. + +--E siano anche cinque;--replicò la contessa.--Cinque è come cento, in + materia di moda.-- + +Intanto, quelle guardate della sconosciuta le davano noia. Perchè? Non +guardava anche lei, forse? Ma quella sconosciuta era bella, e quelle +guardate così lunghe, venendo da una bella persona, così semplice +negli abiti, così composta negli atti, avevano l'aria di un giudizio +in corso. Finalmente, che vi dirò? la contessa Elena era molto +curiosa, voleva saper tutto, e le dava noia di ignorare chi fosse +quella giovane donna, non mai veduta fino allora, e sicuramente la più +bella tra quante erano allora in teatro. + +--Lesarini, voi dunque non ne sapete nulla?--gridò la contessa.--Ma +che uomo siete voi? Discendete un pochino e domandate a qualcheduno +che sia meglio informato. + +--È permesso di ignorare qualche cosa, a questo mondo;--osservò il +Lesarini, alzandosi di scatto;--ma è obbligo sempre d'istruirsi, per +servizio delle belle signore.-- + +Si mosse, così dicendo, per discendere in platea. + +--Ah Lesarini!--esclamò la signora, mandando a lui la parola e +l'accento appassionato, ma l'occhiata furtiva al barone De Wincsel.--È +doloroso, sapete, questo vostro plurale!-- + +Il vecchio cavaliere sorrise beatamente, fece la ruota, ma non rispose +verbo. Quando sono accusati di galanteria con molte, e di galanteria +fortunata, s'intende, i Lesarini non rispondono mai. Confermare non +possono; negare non vogliono; perciò lasciano correre, felici +abbastanza che, in mancanza di storia, una leggenda si formi. + +Andato il Lesarini a prender lingua, la contessa Elena seguitò la +rassegna col Landi, e il giuoco innocente delle occhiate col De +Wincsel. Ma tratto tratto guardava anche verso il palchetto della +sposa Campolonghi, e quante volte puntava da quella parte il binocolo, +tante vedeva lo sguardo della sconosciuta rivolto su lei. + +--Andiamo via!--diss'ella finalmente in cuor suo.--È una provinciale +di certo, e non sa ancora come son fatte le gran dame.-- + +Con questo ragionamento, che appagava la sua superbia e che aveva +anche una certa apparenza di vero, la contessa Elena mise lo spirito +in pace e si lasciò guardare dell'altro, come una dea dell'Olimpo, +Giunone, ad esempio, scesa per gran degnazione in mezzo agli Etiopi. +Infine, ad un uomo può dispiacere di esser guardato con una certa +insistenza da un altro; ad una donna non può spiacer mai d'essere +argomento di curiosità femminile, o di ammirazione mascolina, quando +ella crede di esser bella, o sa di essere abbigliata all'ultima moda. + +Si badava poco alla musica, come vedete. La musica è il linguaggio dei +Numi, non c'è che dire; la musica piace anche molto alle signore, per +questa ragione semplicissima, che il linguaggio dei Numi copre le voci +dei mortali e permette loro di chiacchierare comodamente nei palchi. +Quando si recita un dramma o una commedia, la cosa è molto difficile. +Altre voci umane si alternano sul palcoscenico, l'uditorio della +platea vuol sentir tutto, e zittisce spietatamente le dee che fanno +chiasso sui lati. Viva dunque la musica! Quando si è prestata una +mezza attenzione alla cavatina del tenore, o al duetto amoroso fra +tenore e soprano, o all'aria del baritono, se questi è un bell'uomo e +fraseggia con gusto, o al pizzicato degli strumenti a corde, o alla +grande uscita delle trombe, per dare anche la parte sua all'orchestra, +il rimanente non fa che aiutare il discorso, e le due o tre file di +palchi son tutto un cinguettìo, come la frappa di un olmo sull'ora del +vespero, quando ci son calate a riposo le passere. + +Il terz'atto dell'opera era finito, e il marchese Landi si alzava già, +per andarsene a vedere il ballo da un palco di giovanotti, più vicino +al proscenio, quando capitò il conte Gino Malatesti. Sebbene +fisicamente fosse sempre quello di prima, il conte Gino non pareva più +lui, tanto può sull'aspetto di un uomo l'abbattimento dello spirito. +Levate il sole ad una bella scena campestre, e non riconoscerete più +nemmen quella. Sfiaccolato, cascante, senza brio nello sguardo, senza +vivacità nel discorso, il conte Gino Malatesti era invecchiato di +dieci anni in sei mesi. Entrò lento, con la sua aria d'uomo rifinito, +stese lentamente la mano al De Wincsel, più lentamente rattenne col +gesto l'amico Landi al suo posto, e si assise nel fondo del palco, +rispondendo breve a ciò che quei due gli dicevano. Poco stante, +essendo ripresa la conversazione tra essi e sua moglie, si ecclissò, +rimanendo sul posto, e non si seppe neanche più che ci fosse. + +--Vedete mio marito;--disse dopo qualche minuto la contessa Elena.--È +capace di dormire. + +--Non dormo;--riprese Gino;--ascolto ciò che dite voi altri. + +--Ecco, se dovessi dire, non ne hai proprio l'aria;--osservò Emilio +Landi, mettendosi galantemente dalla parte della signora. + +--Se almeno tu volessi raccontarci le visite che hai fatte!--ripigliò +la contessa. + +--Mi avrai veduto;--rispose Gino.--Sono stato da mamma.... + +--Cinque minuti!--interruppe ella.--E poi? + +--E poi dalla Pallavicino, dalla Borsi, dalla Frassinori. + +--Che dice la divina Giulia?--domandò la contessa.--È sempre nemica +della musica del nostro Verdi? + +--Ah, non so.... non ne ha parlato. + +--Di che parlava, dunque? Ella non ha quasi altro tema. + +--Non saprei dirti;--replicò Gino, confuso.--Si parlò di cose da +nulla.... + +--Vedete, Emilio?--esclamò la contessa, rivolgendosi al Landi.--Mio +marito va a far visite, e non sa nemmeno di che cosa gli abbiano +parlato.-- + +Il conte Gino si seccava, e sorrideva tacitamente, a labbra chiuse, +come l'uomo che si secca. A levarlo di pena giunse il vecchio +Lesarini, glorioso e trionfante. Quella volta il marchese Landi fu per +andarsene davvero; ma anche stando in piedi volle rimanere un istante, +per sentire le novelle del messaggero. + +--Nunzio, che rechi?--diss'egli con piglio alfieresco al nuovo venuto. + +--Ho trovato, finalmente;--rispose il Lesarini.--Ho faticato un +pochino, chiedendo di qua e di là; ma ora so tutto, so tutto. + +--Che cosa?--domandò la contessa, che aveva l'aria di non ricordarsi +più della sua grande curiosità di mezz'ora prima. + +--Il nome di quella signora....--replicò il vecchio Ganimede,--anzi di +quella signorina, del numero quindici. + +--A mano manca!--riprese il Landi, con accento rossiniano. + +--Sicuro;--disse quell'altro.--Infatti, è proprio a mano manca. + +--Ma finitela con queste chiacchiere;--gridò la contessa, +spazientita.--Come si chiama questa signorina? + +--Per cui tanto reo tempo si volse!--soggiunse, come se volesse +compier la frase, l'impenitente marchese Emilio. + +--Una Guerri;--disse il Lesarini.--Sapete, e se non lo sapete ve lo +dico io, che la Campolonghi sposa un Guerri, del Reggiano. Gente +ricca, questi Guerri, ma vivono quasi sempre in montagna. Orbene, +quella ragazza è una Guerri, di Fiumalbo, cugina dello sposo, e venuta +a Modena, per assistere alle nozze.-- + +Il conte Gino, sulle prime, non aveva badato al discorso del Lesarini. +Non avea neanche udito il nome dei Guerri; udì invece il nome di +Fiumalbo, e si scosse. + +--Che c'è?--domandò egli.--Che dite di Fiumalbo? + +--Ah sì!--esclamò il Landi.--Tu ci sei stato, da quelle parti, e +dovresti anche conoscerla, quella bellezza rara. + +--Che bellezza? Dove?--riprese Gino, turbato. + +--Laggiù, al numero quindici. Prendi il binocolo, se vuoi vederla +meglio. È una Guerri, di Fiumalbo.-- + +Gino aveva preso il cannocchiale, ma lo lasciò tosto cadere, e fu bene +che il Landi non lo avesse ancora abbandonato del tutto, se no, povera +madreperla, e povere lenti! Guardava frattanto, il povero Gino, +guardava là, dove il Landi gli aveva indicato, e donde oramai non +poteva più sviar l'occhio; ma intravvide appena, e una nube gli +offuscò la pupilla. + +--Guerri! di Fiumalbo!--diceva frattanto la contessa +Elena.--Sicuramente tu dovresti conoscerla, se ci sei stato sei mesi. +Anche a me pare di aver sentito nominare questa famiglia. Da chi mai? +Ah, ricordo, da mia madre, otto o nove mesi fa, quando ebbe le prime +notizie tue dal ministro.-- + +Guardava intanto suo marito, quella diavola di contessa, così giovane +e già così diavola! Gino si era fatto bianco nel viso, come un cencio +lavato. Balbettò poche parole, che nessuno intese, poi si volse +all'uscio del palchetto, barcollando. + +--Che hai?--gridò Emilio Landi, cercando di trattenerlo.. + +--Nulla, nulla; un semplice capogiro. Prendo un po' d'aria nel +corridoio. + +--Lesarini, Landi, seguite mio marito;--disse la +contessa.--Sorreggetelo, che non caschi. Ah, ah! Venuto a tempo, +questo capogiro!-- + +E rise, la bella signora. Poi, volgendosi dall'altra parte, puntò il +cannocchiale verso la sconosciuta, non più sconosciuta, che in quel +momento si ritirava anch'essa in fondo al suo palco. + +--Scena doppia, a quel che sembra!--mormorò la signora. + +--Che dite, contessa?--domandò il De Wincsel, udendo il suono, ma non +cogliendo il senso delle parole. + +--Nulla, barone. Guardavo una ragazza, che il Landi mi diceva tanto +bella. + +--Dove? + +--Laggiù, al numero quindici. Ma ora non è più in vista. Voi per altro +non avete perduto nulla. È un tipo di contadina. + +--Sapete bene, contessa,--susurrò in tono di madrigale il De +Wincsel,--che io non me ne lagnerò. Non guardo che una donna, io. + +--Fate bene, De Wincsel;--rispose la contessa.--E sia sempre una sola. +Un uomo ci si trova male, fra due donne. Il minor male che gli tocchi +è di perder l'una senza aver l'altra.-- + +La bella signora che faceva queste savie riflessioni avrebbe potuto +illuminare, non solamente il barone De Wincsel, ma anche noi, povero +volgo ignaro, soggiungendo qualche altra considerazione intorno alla +donna che si trova fra parecchi uomini, e ci vive tranquilla, come nel +suo elemento. Ma di questo ella non si curò più che tanto, la nervosa +contessa, e noi ci abbiamo perduto una cognizione che per l'autorità +della persona sarebbe stata importantissima. E non è a dire che si +trattenesse per difetto di sincerità. Figuratevi che dentro di sè la +contessa Elena rendeva perfino giustizia a Fiordispina Guerri, di cui +dianzi aveva pur fatto un così acerbo giudizio. + +--È bella, infine, e la gelosia non deve farmi travedere;--pensò ella, +mentre il De Wincsel stava ancora cercando il senso delle parole di +lei, come un avventor di caffè cerca il motto della sciarrada nel +giornale con cui ha fatto colazione.--Del resto, sono io proprio +gelosa? È bella, non c'è che dire, e capisco che il mio signor marito, +nell'ozio forzato del suo confine a Querciola, abbia potuto invaghirsi +di quel fiore di bosco. Che amori devono essere stati fra lor due! +Perchè poi, sapendo queste cose, la mia signora madre abbia voluto ad +ogni costo fare di me una Malatesti, in verità non arrivo a capirlo. +Intendo la vendetta, che è il piacere degli Dei. Ma c'era bisogno che +ne fossi io la vittima? Io, nel caso di mamma, gli avrei lasciato +sposare la sua montanara, con la certezza di esser meglio servita fra +un paio d'anni, dal pentimento e dalla noia del signor conte +Malatesti.-- + +Ah contessa, contessa! Ecco un ragionamento molto leggero, che non fa +onore alla vostra perspicacia. In primo luogo voi non potevate per +nessuna ragione esser la vittima, nella vendetta della marchesa +Polissena vostra madre, e la degna signora vi conosceva benissimo per +sangue suo, scegliendovi come istrumento. In secondo luogo, dato e non +concesso che il conte Malatesti potesse pentirsi fra due anni di un +matrimonio in casa Guerri, sarebbe sempre stata una vendetta troppo +lenta per la vostra signora madre. Non la serviva meglio, e in soli +sei mesi di tempo, un matrimonio del conte Gino in casa Baldovini? +Pensateci, nervosa contessa, e ci darete ragione, sincera come siete, +e spregiudicata parecchio. + +Il grazioso Lesarini interruppe quel sapiente monologo, ritornando nel +palco. + +--Ebbene?--gli chiese la contessa. + +--Nulla,--rispose egli.--Un semplice capogiro; forse effetto del +caldo. + +--E dov'è, ora? + +--Qui nel corridoio col Landi; ritorna subito.--Alla contessa +importava poco che suo marito ritornasse, o restasse fuori dell'altro. +Rispose tuttavia con un gesto di soddisfazione, che poteva essere di +ringraziamento per le notizie del Lesarini, ed anche di chiusura al +discorso. + +Il ballo stava per incominciare, quando riapparve il conte Gino, +ancora seguito da Emilio Landi. + +--Come?--esclamò la signora.--Siete ritornato? Credevo che foste +andato a far visita.... laggiù.-- + +Il conte Gino le rivolse un'occhiata severa, che, per esser la prima, +non doveva turbarla molto; poi freddamente soggiunse: + +--Son venuto a prendervi, per ritornare a casa. + +--Che novità è questa, Gino?--domandò ella, facendo un gesto di +stupore. + +--Non è una novità, che io vi accompagni;--replicò Gino, con studiata +lentezza di frase.--Spero bene che non mi lascerete andar solo, e non +incomoderete il barone De Wincsel per ricondurvi, quando io ci sono. + +--Egli.... o un altro! Ce ne son tre, di cavalieri e di +amici;--mormorò ella, che aveva indovinato il valore dell'argomento. + +Si alzò, nondimeno, e accettò la mantellina che era pronto ad offrirle +il più vecchio dei tre. + +Ed egli e gli altri due capirono poco in quella scena coniugale, nata +lì per lì, senza cagione apparente. Nei palchi, poi, fu una grande +maraviglia; nessuno capì perchè la contessa Elena Malatesti se ne +andasse sul bel principio del ballo. Ma già, era tanto capricciosa e +strana, la contessa Elena! Tutta sua madre, infine, quando sua madre +aveva vent'anni. Il povero marchese Baldovini ne sapeva qualche cosa! +E ciò lo compensava, il brav'uomo, di tutto l'altro che doveva +ignorare, in processo di tempo. + +Quel che avvenne in casa Malatesti s'immagina. La contessa aveva +obbedito al comando, con aria di vittima ingioiellata e rassegnata al +sacrifizio. Ma come fu giunta a palazzo, fece una scenata coi fiocchi. +Ella capiva benissimo che se non si ribellava subito, se non mostrava +i denti a suo marito, quell'uomo così dolce, ma così freddo, che +l'aveva sposata per forza, che amava lei quanto ella amava lui, +sarebbe diventato un tiranno, non le avrebbe lasciato più un'ombra di +quella libertà che ella aveva imparato ad apprezzare, appena uscita di +conservatorio, nella casa di sua madre. E gliene disse, al conte Gino, +gliene disse di crude e di cotte, sperando che quell'uomo perdesse la +pazienza e levasse la mano per batterla. Ma il conte Gino era un +signore. Stette un poco a sentire, sdegnoso e taciturno, quella furia +scatenata; poi si ritirò nella sua camera, lasciando la contessa più +inviperita che mai. + +La mattina seguente capitò al palazzo Malatesti la marchesa Polissena. +Veniva a vedere perchè la contessa sua figlia fosse partita così +presto da teatro. Che diamine! Non si va via dallo spettacolo, quando +esso è sul più bello. Ci sono dei doveri sociali anche nei +divertimenti, ed occorrono ragioni assai forti per rinunziare alle +commozioni artistiche di un passo a due. La marchesa Polissena seppe +allora che sua figlia aveva dovuto andarsene per obbedienza ai +capricci di un marito geloso o seccato. + +--Che vuol dir ciò?--chiese ella, entrando con piglio tragico nello +studio del conte Gino.--Perchè queste scenate, che non si usano più, +che non si sono usate mai, nella buona società? Elena mi ha confessato +tutto. Voi dunque vi mettete a fare il tiranno? È una parte odiosa e +ridicola, ve ne avverto, e intendo che la smettiate.-- + +Il conte Gino lasciò passare quella raffica; poi freddamente rispose: + +--Mi duole di dovervi avvertire che in casa mia faccio quel che mi +pare, e di quel che faccio non rendo conto a nessuno. + +--È il vostro programma? + +--Decoratelo pure di questo nome: è il mio modo di vedere. + +--Non è il mio, e avrete la compiacenza di cambiarlo;--rispose la +marchesa Polissena.--Voi siete il marito di Elena, ma io sono sua +madre. Non ve l'ho concessa, ricordatelo, non ve l'ho concessa perchè +aveste a tiranneggiarla. + +--Ah, signora!--esclamò Gino, spazientito.--Meglio avreste fatto a non +concedermela, poichè vi piace di usare questo verbo, scambio d'un +altro che sarebbe più adatto. + +--E quale di grazia? + +--Debbo io rinfrescare la vostra memoria? Questo matrimonio, di cui +vedevo tutto l'orrore (perdonate, se non trovo altro vocabolo), questo +matrimonio, che voi per la prima avreste dovuto giudicare impossibile, +voi me lo avete imposto, signora!-- + +La marchesa Polissena si morse le labbra. Ma ella non era donna da +turbarsi per così poco. + +--Sia pure;--diss'ella;--imposto, perchè vi è stato offerto come il +corrispettivo di certi perdoni. Accettando i benefizi che v'erano +annessi, dovevate accettarne le condizioni. + +--Le ho io violate?--gridò Gino.--Da sei mesi la vostra figliuola è +padrona di far tutto ciò che le pare e piace; da sei mesi ella ha in +me un marito esemplare. + +--Parleremo di ciò;--ribattè la marchesa.--Per intanto, iersera avete +sfoderata la vostra autorità, e molto inopportunamente, per il luogo e +per l'ora. Con quale ragione? Sareste voi capace di dirlo? + +--È una ragione onesta, signora, e non temerò di sottoporla al vostro +giudizio;--rispose Gino, con calma.--Ho veduto iersera un capriccio, +di ragazza viziata, e il proposito deliberato di offendermi. Posso +lasciar correre molte cose, signora; non posso egualmente permettere +che si deridano sentimenti sacri, di rispetto e di amicizia, per chi è +tanto al disopra di noi; non posso permettere che si entri con +quell'aria di sprezzo nel santuario dei miei ricordi, e mi si butti in +faccia quello che io ho sempre gelosamente custodito, come la parte +migliore di me. + +--Di bene in meglio!--esclamò la marchesa.--C'è qui una progressione +ammirabile. E coloro che credettero un giorno di essere qualche cosa +in quel vostro santuario, possono invidiare il posto che voi avete +dato a certi ricordi più freschi. Gino,--soggiunse la marchesa, +mutando improvvisamente il tono delle sue parole,--voi mi ricordate in +mal punto l'offesa che ho ricevuta da voi. + +--Da me? V'ingannate, bella signora;--rispose Gino, dissimulando a +stento il fastidio di quella disputa;--già un'altra volta ho avuto +occasione di dirvelo, e speravo oramai di avervi persuasa. Chi aveva +dimenticato, di noi due? Mandato a confine, senza che mi lasciassero +il tempo di vedere nessuno, vi scrissi, e non ebbi risposta. Non +potevate darmi un cenno di voi, lo capisco; eravate tanto impegnata +nella stagione teatrale immaginata e architettata da voi! + +--Sciocchezze!--mormorò Polissena.--Volevate voi che io mi rendessi la +favola di tutta la città? La mia condizione era forse tale da +permettermi di trascurare ogni riguardo per voi?-- + +Gino raccolse con un sorriso amaro quella grande argomentazione. + +--Ah sì!--diss'egli di rimando.--I riguardi, le apparenze, le +convenienze sociali volevano che voi andaste ai bagni di Lucca, +accompagnata da Emilio Landi. Ma non vi biasimo, badate; un cuore +guarito non sente più certi dolori, e il mio amor proprio aveva ceduto +in tempo ai consigli della ragione. È quasi ridicolo, per non dir +peggio, che io parli ora a voi, mia suocera, di queste ragazzate del +tempo antico. Ho infine accettata la legge vostra; sono passato sotto +il giogo, come un vinto; che cosa volete di più? Sono un marito +esemplare, già ve l'ho detto; concedo a mia moglie ogni libertà.... + +--Troppa!--interruppe la marchesa.--E le fate veder troppo chiaramente +che non l'amavate, sposandola. + +--Perdonate, non ho di questi rimorsi;--replicò Gino.--Ella non ha +trovato in me un uomo pazzo d'amore per lei, ma almeno almeno un +compagno affettuoso e cortese. Uscita appena di conservatorio, doveva +ella essere già tanto esperta, da distinguere tra gli ardori della +passione e il sentimento delicato dell'amicizia? Io dimentico, o +signora, che voi non le avete nascosto una parte del mio passato. Ciò +che io ne ho veduto ieri sera, mi spiega molte cose del suo carattere +e dei suoi diportamenti con me. Ma sapesse ella anche tutto,--proruppe +Gino, irritato dai vincoli che la delicatezza imponeva al suo +discorso,--di che aveva a lagnarsi? Fui l'uomo più compiacente del +mondo; ho popolato la mia casa di sospiranti; ho veduto succedersi al +fianco di vostra figlia tutti i tipi più graziosi, come i più +antipatici. + +--Colpa vostra!--notò la marchesa. + +--Che dovevo far io?--replicò Gino.--Una scena coniugale ad ogni nuovo +aspirante che si presentava? Chiudere le porte di casa mia, mentre +erano aperte quelle di casa vostra?-- + +La marchesa Polissena rispose con una crollata di spalle. + +--Voi date troppa importanza ad alcuni scherzi innocenti, che sono il +passatempo della gioventù;--diss'ella poscia, con un sorriso di +compassione.--Auguratevi di non aver mai da rimproverare a vostra +moglie altri torti che questi, di esser bella, di piacere, e di +sentirselo dire. + +--Ed ho lasciato correre, come vedete;--rispose Gino.--Ho lasciato +dire, ho lasciato ascoltare. + +--Per giungere allo scandalo di iersera!--replicò la marchesa.--Meglio +valeva incominciare subito. La mia Elena avrebbe saputo fin da +principio a che vita era condannata da voi. + +--Non dimenticate,--disse Gino,--che lo scandalo di ieri sera, come vi +piace di chiamare una partenza da teatro, ha avuto ben altre cagioni. +Vi ha ella ripetute le sue parole? + +--Sì, e non ci ho veduto che una cosa, assai perdonabile agli occhi di +un uomo di garbo. Vostra moglie è gelosa. + +--Di un'ombra;--rispose Gino.--E quest'ombra, suscitata con discorsi +imprudenti da voi. + +--Sì, ora accusate me!--gridò Polissena.--Dopo essere diventato coi +vostri amori di montagna la favola di tutta Modena, pretendevate che +niente giungesse, nemmeno l'eco delle vostre sciocchezze, all'orecchio +di Elena? Pure, ella seppe dimenticare quella storia, poichè vi ha +sposato. Date colpa a voi, se la vostra freddezza, il vostro essere +sempre col pensiero altrove, hanno richiamato alla sua mente i +discorsi di tutti. Un caso che non so ancora spiegarmi, o che potrei +spiegarmi troppo bene, le ha condotta davanti la vostra innamorata. +Doveva ella non darsene per intesa? Conoscete assai male le donne, +conte Gino, se credete che possano tollerare queste offese al loro +amor proprio. + +--Ah, manco male!--esclamò Gino.--L'amor proprio, che non è punto +l'amore! + +--E che perciò? Anche quando l'amore ci è uscito dal cuore, l'amor +proprio rimane;--replicò Polissena.--Non offendete l'amor proprio di +una donna, quando ne avete perduto l'amore. Ma questi sono discorsi +vani, tra noi;--soggiunse la bella sdegnata.--Ditemi piuttosto che +cosa contate di fare. + +--Io?--chiese Gino, maravigliato.--Nulla. + +--Ma vostra moglie è offesa. + +--Lo sono più di lei; e mi fate pensare che ella deve scusarsi con me +di una sgarbata allusione. + +--Non lo sperate!--gridò Polissena.--Se anche Elena acconsentisse ad +umiliarsi davanti all'ombra della vostra Dulcinea, non lo permetterei +io, mi capite? Io, sua madre, non le permetterei di avvilirsi al +cospetto dell'ombra. La chiamo così, per imitarvi,--soggiunse la +marchesa, con piglio sarcastico,--quantunque l'abbia veduta anch'io, +in carne ed ossa, la contadina per cui avete tanto sospirato. Bella, +sì, d'una sciocca bellezza! La bellezza dei capegli neri! Ve ne +ricordate, conte Gino? La sentenza è vostra, e di quei tempi che +davanti ai vostri occhi avevano grazia solamente le bionde. Molto +involontariamente, credetelo, ma ho pur dovuto pensarci, vedendo +quell'ottava meraviglia. Gran cosa, la vostra contadina! Divinità +eccelsa, a cui tutto si dovrebbe sacrificare, la dignità di mia figlia +e l'onor mio! Badate Gino! ho ancora le braccia lunghe, e posso farvi +pentire.-- + +Stendeva il braccio, così dicendo, e quel braccio pareva lungo +davvero, con quella bianca mano aperta in atto di minaccia. + +--Come?--gridò Gino.--Che cosa ardireste ancora? + +--Tutto! Non dimenticate che i vostri Guerri hanno sempre un conto +aperto con la giustizia. + +--Sarebbe un'infamia!--esclamò Gino, torcendo il viso, inorridito. + +--Come vorrete;--replicò Polissena.--Io difendo mia figlia, e prendo +le armi dove sono.-- + +Gino rimase un istante sovra pensiero, considerando il pericolo a cui +erano esposti i suoi poveri amici ed ospiti di Fiumalbo. Il suo +sagrifizio non era dunque bastato a liberarli per sempre? Quella donna +furibonda lo teneva ancora incatenato a' suoi piedi? + +--Vi ho detto, signora, quello che volevo io;--mormorò egli, dopo +quell'istante di pausa.--Ditemi che cosa volete voi. + +--Che facciate delle scuse ad Elena. + +--Delle scuse? L'ho io dunque offesa così gravemente? + +--Sia grave o leggera l'offesa,--replicò Polissena,--essa ebbe +testimoni tre persone. + +--E per caso,--riprese Gino,--dovrei fare delle scuse anche ai tre +testimoni? + +--Una buona parola andrebbe detta, sicuramente. La scortesia del +vostro comando ad Elena può averli feriti benissimo. + +--Dio mio! Il Lesarini, ferito? È un uomo che non conta nulla. Il +Landi, ferito? È un vecchio amico nostro, e vorrà dimenticare queste +scioccherie. + +--C'è il De Wincsel;--notò la marchesa. + +--Ah, sì, il De Wincsel! Ci venivo;--rispose Gino.--Al barone De +Wincsel darò tutte le spiegazioni che egli mi chiederà. + +--È un uomo delicato e non chiederà nulla. + +--Tanto meglio per la sua delicatezza;--replicò Gino, +spazientito.--Penserò, del resto, al vostro consiglio. Non credete voi +che io debba in questo caso consultare anche mio padre? + +--Che bisogno c'è di parlare al conte Jacopo? + +--Lo vedo io, il bisogno, e spero lo riconoscerete anche voi. Mia +moglie, per un semplice invito a lasciare il teatro, mi mette al punto +di dover discutere con voi i termini di una solenne riparazione. È un +affare grave, adunque, un affare di Stato! Se ella si è consigliata +con sua madre, non dovrò io consigliarmi con mio padre?-- + +La marchesa Polissena stava per dargli risposta, quando fu bussato +all'uscio, e un servitore entrò, annunziando l'arrivo di due signori, +che chiedevano di parlare al conte Gino. + +--Falli passare nel salotto;--disse Gino, dopo aver dato una guardata +ai biglietti di visita che il servitore gli aveva consegnati.--Vengo +subito da loro.-- + +Il servitore s'inchinò ed escì, per eseguire i comandi ricevuti. + +--Suocera mia, permettete?--ripigliò Gino, volgendosi a +Polissena.--Ripiglieremo la nostra conversazione più tardi. Se +pure,--soggiunse con aria dolente,--non vi sembra che abbiamo discorso +già troppo per così piccolo argomento. + +--Che cosa vogliono questi signori?--domandò la marchesa, senza por +mente alle parole di Gino. + +--Non so; vado a vedere;--diss'egli. + +--E chi sono? + +--Due amici, signora. + +--Due amici! E mandano i loro biglietti di visita! + +--Mah!... Forse per non vedere storpiati i loro nomi da un +servitore;--rispose Gino, sorridendo. + +Era il suo primo sorriso, dacchè la marchesa Polissena era entrata +nello studio. Ed era anche giusto che sorridesse, il povero conte +Gino. La visita di quei due personaggi gli recava la speranza di un +diversivo, di uno di quei buoni ed utili diversivi, che sono invocati, +salutati come la man di Dio, nei momenti difficili. + +La marchesa non domandò altro e lo lasciò partire, rispondendo con un +cenno del capo al suo ossequioso saluto. + + + + +Capitolo XVII. + +Le vittorie di Polissena. + + +Non erano due amici, in verità, quelli che aspettavano il conte Gino +Malatesti. Uno di essi era un semplice conoscente, lo Schwabe, +anch'egli barone, o qualche cosa di simile, anch'egli luogotenente di +cavalleria, come il barone De Wincsel. L'altro era il marchesino +Frassinori, un fatuo, un pretensioso, che egli non poteva soffrire. + +--Li prego, vogliano sedersi;--disse Gino, assai cerimoniosamente, +additando due sedie.--In che posso servirli?-- + +I due visitatori aspettarono che il conte Malatesti avesse preso posto +sulla poltrona; poi sedettero anch'essi, stando bellamente sulla vita. + +--Veniamo, signor conte,--disse il luogotenente Schwabe,--incaricati +di una commissione del signor barone De Wincsel. + +--Ah, bene!--rispose Gino, inchinandosi.--E che vuole? + +--Vorrebbe...--ripigliò quell'altro.--Ma in verità, il verbo è +improprio, nel caso presente. Il signor barone desidera uno +schiarimento da Lei. Iersera, essendo egli in visita nel palco di +Vossignoria, gli parve che Ella lo trattasse con molta freddezza, +insolita in Lei. Gliene avrebbe richiesto direttamente, o allora, o +più tardi, nell'uscir da teatro, fidando nelle loro buone relazioni +d'amicizia. Ma questo egli non potè fare, poichè Vossignoria +accompagnava a casa la signora contessa. Ora, Ella intenderà, signor +conte; pensandoci su, gli son cresciuti i dubbi nell'animo. E siccome +gli sta molto a cuore la stima di Vossignoria, che sa di non aver +demeritata, la prega per mezzo nostro di volerlo rassicurare su questo +proposito.-- + +Il discorso era gentile, e il conte Gino ammirò la delicatezza del +barone Da Wincsel. Bisognava rispondere, e rispondendo non esser da +meno. + +--Il barone è cortese;--rispose Gino, inchinandosi ancora.--Egli mi +offre una facile occasione per dirgli che ha male interpretato un +momento di umor nero e dubitato a torto dei miei sentimenti per lui. +Ma vedano, signori;--soggiunse egli tosto, frenando col gesto un bel +movimento dello Schwabe;--ciò che sarebbe stato possibile ieri, da +uomo a uomo, non lo è più egualmente stamane. + +--E perchè di grazia?--domandò quell'altro.--Favorisca spiegarci la +differenza che ci vede, e che non ci vediamo noi, l'assicuro. + +--Ecco, signori miei;--ripigliò il conte Gino.--Ho sempre creduto che +quando si presentano due gentiluomini, per incarico di un terzo, a +chiedere una spiegazione... + +--Uno schiarimento, perdoni!--interruppe lo Schwabe. + +--Sia pure uno schiarimento;--disse Gino.--Quando si presentano due +gentiluomini, per chiederlo in forma solenne, è cortesia fare in modo +che essi non si siano scomodati invano. La loro commissione, signori, +è larga, e non potrebb'essere altrimenti, trattandosi di persone così +rispettabili; può andare dalla domanda di uno schiarimento a quella di +una riparazione. Date certe circostanze, lo capisco;--soggiunse Gino, +andando incontro ad una osservazione che già vedeva fiorir sulle +labbra del suo gentilissimo contradditore.--Ma appunto perchè la +solennità del messaggio suppone l'ampiezza del mandato, mi permettano +di usare della maggiore cortesia verso le Signorie Loro, ricusando uno +schiarimento che ridurrebbe a troppo piccole proporzioni il loro +ufficio cavalleresco!-- + +Il luogotenente Schwabe stette un momento sopra di sè; volse +un'occhiata al compagno, come per interrogarlo, e n'ebbe in risposta +un cenno del capo, che voleva dirgli:--fate voi.--Allora il bravo +luogotenente, non volendo abbandonar così presto il terreno su cui si +era piantato da principio, rispose in questa forma a Gino Malatesti: + +--Signor conte, noi intendiamo benissimo le ragioni che la muovono. +Esse sono delicate, come la quistione per cui siamo venuti. Ma noi ci +terremo fortunati, lo creda, assai fortunati, se per uno schiarimento +necessario da amico ad amico Ella penserà di essere, non già davanti a +padrini, ma bensì ad amici comuni. + +--Grazie!--replicò il conte Gino.--È doloroso per me di non poter +approfittare di un'offerta così gentile e così gentilmente espressa. +Vogliano dire al signor barone De Wincsel che la sua domanda, toccando +il diritto mio di esser freddo, o triste, o di umor nero alle mie ore, +io, conscio di non aver mancato a nessun dovere di gentiluomo, la +considero... inopportuna.-- + +Il luogotenente si strinse nelle spalle e chinò la testa, come un uomo +persuaso di aver fatto quanto era nel poter suo e perciò di non aver +nulla a rimproverarsi. + +--Quando è così,--diss'egli, alzandosi,--noi non abbiamo più, signor +conte, che a domandarle.... + +--I nomi de' miei rappresentanti, non è vero?--disse Gino per +risparmiargli la fatica. + +--Sì, signor conte. + +--Ebbene, vogliano fissarmi un appuntamento per questa sera, e avrò +l'onore di presentarli.-- + +Il luogotenente prese dal suo taccuino un biglietto di visita e ci +scrisse con la matita poche parole accanto al suo nome. + +--Eccole il nostro recapito;--disse, porgendo il biglietto al conte +Gino.--Alle sei, se Le pare. + +--Anche alle cinque;--rispose Gino.--E prima, se credono; purchè mi +concedano il tempo di trovare due amici. Non prevedendo la loro +visita, son costretto a farli aspettare un pochino. + +--Che dice Ella mai? Faccia il suo comodo;--disse il +tenente.--Aspetteremo i suoi rappresentanti dopo le cinque, com'Ella +propone. E grazie, signor conte, e voglia perdonarci il disturbo.-- + +Qui furono inchini da una parte e dall'altra, e i due padrini del +barone De Wincsel si ritirarono, accompagnati dal conte Gino Malatesti +fino all'uscio della casa. + +Ah, finalmente! il diversivo era trovato; Gino poteva smaltire la +collera in qualche modo, sfuggendo alle persecuzioni, alle minacce +della terribile suocera. Ma una cosa non aveva egli preveduto, cioè di +trovarsela ancora davanti, mentre ritornava nelle sue stanze, per +prendere il cappello e il pastrano. + +Polissena era là, ritta accanto alla portiera, in atteggiamento +severo, disposta a fargli pagare il pedaggio. + +--Vi battete?--gli disse. + +Gino la guardò con tanto d'occhi, avendo l'aria di cascar dalle +nuvole. + +--Non crediate di potervi infingere con me;--riprese Polissena.--Ho +udito tutto. + +--Me ne duole;--disse Gino.--Qualunque cosa avrei potuto credere, fuor +questa, che voi, signora, aveste il costume di ascoltare agli usci. + +--Tenetevi le vostre lezioni!--gridò la marchesa.--Non ne ricevo e non +ne tollero. Il vostro duello non avverrà. + +--Che intendereste di dire? Come potreste opporvi voi? + +--Lo so io, il come. Vi dico che non vi batterete, dovessi per ciò +farvi mettere sotto chiave. + +--Mi fareste passare per un vile;--disse Gino.--Non ci mancherebbe più +altro; sarei completo, in fede mia!-- + +Frattanto era giunto a spiccare il pastrano dalla gruccia. + +--Signora,--soggiunse egli,--i miei doveri! E vogliate essere più +umana con me, ve ne prego!-- + +Polissena rispose alla preghiera con un gesto di minaccia, e si ritirò +verso le stanze di sua figlia, mentre egli muoveva verso l'uscio di +casa, per andare in traccia di due padrini. + +Le ricerche non furono lunghe, nè difficili. I due primi gentiluomini +a cui si rivolse il conte Gino Malatesti accettarono subito, recandosi +ad onore di servirlo. Gino diede loro il ricapito dei padrini +avversarii, e l'ora e il luogo dove li avrebbero trovati ad aspettare. +Il mandato suo, si capisce, era di accettare lo scontro, senza +discutere sulle cause: quanto alle condizioni, le desiderava +gravissime. I due padrini non accolsero la seconda istruzione così +favorevolmente come avevano accolta la prima. + +--Se noi domandiamo le condizioni più gravi,--gli dissero,--si crederà +poi in città che fossero gravi le offese. + +--Ma è già grave,--ribattè Gino,--che mi si voglia imporre l'umore con +cui debbo entrare nel mio palco, a teatro. + +--Sì, va benissimo; hai un monte di ragioni;--risposero i padrini.--Ma +tu non devi dare argomento di supposizioni calunniose alla gente. Del +resto, lascia fare a noi; ci regoleremo secondo le circostanze, e +provvederemo all'onor tuo, come vorremmo che in un caso simile fosse +provveduto al nostro. Ti va?-- + +Gino ringraziò i suoi padrini, e se ne ritornò al palazzo Malatesti, +verso le quattro del pomeriggio. + +La contessa Elena non era in casa. Poco dopo la partenza del marito, +era escita a far visite, in compagnia di sua madre. Più tardi era +venuto un servitore di casa Baldovini ad annunziare che la contessa si +fermava a pranzo dai suoi. + +--Tanto meglio!--pensò Gino, come il suo servitore gli ebbe fatta +relazione della cosa. + +Era appena entrato nel suo studio, quando sopraggiunse suo padre. Il +conte Jacopo appariva più grave, più accigliato del solito, e Gino +capì tosto che dalla marchesa Polissena, o da Elena stessa, era stato +informato di tutto. + +--Che c'è di nuovo?--gli disse suo padre, sedendosi davanti alla +scrivania, in quel medesimo atteggiamento di giudice che abbiamo già +veduto a Sassuolo.--Che cosa sono questi duelli e questi dissapori in +famiglia? Non debbo io saper nulla? + +--Padre mio,--rispose Gino,--tutto ciò è avvenuto improvvisamente, e +mi sarebbe mancato il tempo di adempiere un obbligo urgentissimo di +cavalleria, se fossi venuto subito da te per consiglio. La marchesa +Baldovini del resto, se è lei che ti ha informato, poteva aggiungere +che io stesso non volevo risolver nulla, di ciò che ella pretendeva da +me, senza ricorrer prima al tuo senno e alla tua esperienza. Vuoi tu +ascoltarmi, ora? + +--Parla;--rispose il vecchio, senza smettere il cipiglio con cui era +entrato poc'anzi. + +Gino narrò tutto, dal principio alla fine, rifacendo anche brevemente +la storia di sei mesi, che tanti ne noverava il suo matrimonio. Il +conte Jacopo lo ascoltò, senza interromperlo mai, senza dar cenno di +approvazione o di biasimo. + +Così, del resto, dovrebbero ascoltare i giudici. Il conte Jacopo +Malatesti non aveva portato mai la toga e il berretto; pure, doveva +esser venuto al mondo col bernoccolo del magistrato. Solo a vederlo, +si sarebbe potuto credere di aver davanti uno di quei vecchi +consiglieri di corte, la cui gravità vigilante non tradisce mai un +movimento, anche lieve, la formazione di un pensiero, e gli occhi non +brillano che a guisa di punte luminose, per penetrare nei meandri +oscuri di un processo, mentre la faccia, immobile come una maschera, +tutta a scomparti come una libreria, non fa mostra che di dottrina +legale, e in ogni fascio di que' muscoli magri è ristretto un titolo +di Codice, da ogni grinza fa capolino un commento. + +Gino parlava, e parlando interrogava con gli occhi la faccia di suo +padre. Quella faccia era muta, e il nostro giovinotto poteva temere di +non aver favorevole il suo giudice. Perciò fu grande la sua +maraviglia, quando, finita la sua esposizione, si sentì dire dal conte +Jacopo: + +--Va bene.-- + +--Ah!--esclamò egli, sollevato. + +--Mi rincresce del duello;--riprese il conte Jacopo;--ma ci vorrà +pazienza, ed io non lo disapproverò, in questa occasione. Un +gentiluomo non deve sopportare che nessuno gl'insegni a qual ora e in +quali circostanze gli è permesso di ricondurre a casa sua moglie. + +--Padre mio! Tu dunque mi approvi? Tutto è bene, in quel che ho fatto? + +--Non tutto;--rispose il conte Jacopo.--Da qualche tempo aspettavo che +tu vedessi la necessità di mettere un po' d'ordine nella tua famiglia, +che è a mala pena incominciata. Certa leggerezza di modi, che è +permessa oramai in casa Baldovini, non è ancora lecita, e spero non lo +sarà mai, in casa Malatesti.-- + +Gino avrebbe potuto rispondere a suo padre:--«o allora perchè volere +questa alleanza coi Baldovini?»--Ma egli avrebbe messo in un grave +impaccio quel vecchio gentiluomo, che, come tanti e tanti del suo +tempo e del suo grado, vedeva nel matrimonio un contratto, stipulato +per la continuazione della stirpe, e, dopo ciò, lentamente degenerato +in un vincolo di convivenza, e quasi quasi di tolleranza scambievole, +sotto le apparenze di una gran dignità. + +Del resto, il conte Gino pensava in quel momento a tutt'altro. + +--Ah, padre mio!--esclamò egli.--L'ordine! A che serve, quando l'amore +non c'è? + +--Serve a mantenere il rispetto;--rispose il conte Jacopo.--Serve a +far sentire presente e vigilante l'autorità del marito, per i giorni +in cui potrebbe essere sconosciuta. Non sono stato severo coi miei +figli, che per vederli alla lor volta severi con gli altri. La vita è +una catena di doveri, e guai se un anello si rompe!-- + +Gino era tuttavia con suo padre, quando capitarono i suoi padrini a +cercarlo. + +--Falli entrar qua;--disse il conte Jacopo.--Non c'è niente di male, +che senta anch'io quello che hanno combinato.-- + +I due padrini furono introdotti, e parvero alquanto impacciati alla +presenza del vecchio. + +--Parlate liberamente, amici miei;--disse Gino.--Mio padre sa tutto, e +ciò che noi facciamo ha la sua approvazione. + +--Egregiamente!--risposero quelli.--Ma in verità faremo assai poco. + +--Perchè? Non vi ho io dato i più larghi poteri? + +--Non abbiamo avuto occasione di usarne. È accaduto un fatto nuovo, un +fatto strano, che rimanda il tuo duello ad altro tempo, e fors'anche +alle calende greche. + +--Qual fatto?--gridò Gino. + +--Or ora te lo spiegheranno i padrini del barone De Wincsel, che sono +venuti con noi, e che aspettano là, nel salotto. + +--Questa è nuova!--disse Gino.--Che ho io da fare con loro, dopo +averli messi in relazione con voi altri? + +--È sempre il fatto nuovo, il fatto strano, che ti abbiamo detto +poc'anzi. Una novità ne chiama un'altra. Il barone De Wincsel è agli +arresti, e i suoi padrini si credono in dovere di mettersi a tua +disposizione. Vuoi riceverli, dobbiamo risponder noi per te?-- + +Gino interrogò con lo sguardo suo padre. + +--Va,--gli disse il conte Jacopo.--S'intende che se quei signori sono +tanto cortesi per mettersi a tua disposizione, tu, che non hai nulla +con loro, non puoi accettare un'offerta così generosa. Aspetterai che +il barone De Wincsel sia libero, per essere allora, come eri oggi, a +disposizione sua. Non era egli lo sfidatore? + +--Certamente. + +--Ebbene, la cosa è chiarissima. Tu gli fai una grazia, rinunziando al +tuo diritto di non rimanere più di quarantott'ore impegnato. Va +dunque, e rispondi in questo senso.-- + +Gino ammirò la dottrina cavalleresca di suo padre, e pensò che si +giudicano male gli uomini, non badando che agli usi della loro +vecchiaia. Il conte Jacopo era stato a' suoi tempi un cavaliere +inappuntabile, i cui pareri, in materia d'onore, facevano testo. + +Così preparato, il conte Gino entrò nel salotto, insieme co' suoi +padrini. Il luogotenente Schwabe e il marchesino Frassinori salutarono +assai gravemente, e il primo di essi espose il rammarico di tutti e +due per ciò che era accaduto. Andati a vedere il barone De Wincsel, +per riferirgli tutto ciò che era stato concertato coi padrini del +conte Malatesti, avevano trovato un suo biglietto, e gran mercè che +gli fosse stato consentito di scriverlo. Il barone De Wincsel era agli +arresti in Cittadella, nientemeno; non sapeva il perchè di +quell'ordine, e dalla scelta del luogo in cui lo mandavano, capiva che +non sarebbe stato affare di poco. Così andavano a monte le pratiche da +essi incominciate, per condurre i due gentiluomini sul terreno; ma +perchè il signor conte Malatesti era stato incomodato dai padrini del +barone De Wincsel, essi credevano obbligo loro di mettersi a +disposizione sua. + +--Si sostituiscono al loro primo?--chiese il conte Gino, volendo +averne l'intiero. + +--No, signor conte, non è in poter nostro;--rispose il luogotenente +Schwabe.--Il nostro primo è impedito da forza maggiore; noi siamo +venuti a dargliene avviso, disposti a pagare per lui, se a Lei +dispiace di essere stato incomodato per nulla. + +--Grazie!--disse Gino Malatesti.--Se io fossi lo sfidatore, non dovrei +accettare un simile atto di generosità; non lo accetterò, essendo lo +sfidato. Diranno al barone De Wincsel, quando avranno modo di vederlo, +che io non approfitterò contro di lui, del termine che l'uso +cavalleresco mi concede, e mi terrò sempre a' suoi ordini. + +--Ella è, signor conte, molto più generoso di noi;--rispose il +luogotenente Schwabe.--Offrirci era il nostro dovere, grato e +pericoloso dovere, poichè all'onore d'incrociare la spada con Lei +avremmo dovuto associar l'obbligo di non attaccar mai, ed Ella sa che +si sta male, non uscendo mai dalla difesa. Ella, per contro, non +avrebbe nessun obbligo di aspettare il nostro primo oltre il limite +stabilito dagli usi. Mi conceda la sua amicizia, La prego.-- + +Gino Malatesti stese la mano al signor Schwabe, pensando che quello +straniero era molto assennato ed anche molto gentile. Tutti così, del +resto, quei signori del Settentrione, quando dimenticavano di essere +conquistatori e guardiani. Sicuramente li vedeva con que' medesimi +occhi il Niccolini, quando diceva di loro: + +/# _Ripassin l'Alpe e tornerem fratelli._ #/ + +Quanto al marchesino Frassinori non era necessaria tanta abbondanza di +cortesi parole. Gino Malatesti non lo poteva soffrire, per una di +quelle antipatie naturali, che la diversità di carattere fa nascere +tra persone del medesimo ceto; antipatie profonde, che raramente +scoppiano in una violenta contesa, e che, non iscoppiando, permettono +spesso il saluto, e qualche volta una stretta di mano. La civiltà, +rendendola comune, ha guastato anche questa bella testimonianza di una +leale amicizia. + +Partiti quei due, e ringraziati i suoi rappresentanti, Gino ritornò da +suo padre, per raccontargli come fosse finita la cosa. Il conte Jacopo +udì ed approvò. Quello era il giorno delle approvazioni. Forse nel +cuore di quel padre era entrato un po' di rimorso? Potrebbe essere; ma +in questo caso il rimorso non nuoceva punto all'egoismo, poichè ad +ogni modo il pericolo di un'alleanza borghese era stato scansato. Al +conte Jacopo premeva frattanto che l'autorità maritale non fosse +indebolita, e l'improvviso arresto del barone De Wincsel gli pareva un +altro tiro della marchesa Baldovini contro la dignità di suo figlio. +Le donne per solito, capiscono poco certe necessità della vita, e +soddisfatte di aver messo ostacolo ad un fatto che loro dispiaccia, +non badano se quell'ostacolo nuoce alla riputazione di qualcheduno, +non badano se può aver conseguenze anche più gravi di quelle che esse +hanno saputo evitare. Ora, arrestato il De Wincsel, non c'era il +pericolo che la malignità della gente attribuisse il colpo alla +famiglia di Gino Malatesti? a lui, per esempio, a lui, conte Jacopo, +facilmente creduto troppo tenero della pelle di suo figlio, e poco o +punto dell'onore di lui? + +Vide questo, il conte Jacopo, e perciò non poteva esser quieto. +Inoltre, restava l'obbligo che il suo Gino facesse la pace con sua +moglie. Brutta pace, in quelle condizioni turbate, e sotto +l'impressione della vittoria di Polissena Baldovini! Doveva dunque +farsi, quella pace, col sacrifizio della dignità di Gino? + +La contessa Elena, per buona sorte, avea fatto sapere che sarebbe +rimasta a pranzo dai suoi parenti. Era il momento buono per ferire un +gran colpo. + +--Lasciami pensare cinque minuti;--aveva detto il conte Jacopo a suo +figlio. + +E si mise a passeggiare, borbottando, mentre Gino aspettava. Era una +battaglia morale che il vecchio conte dava a qualcheduno, forse a se +stesso; e quella battaglia finì con una vittoria. + +--Vieni!--diss'egli finalmente, volgendosi al figlio. + +--Dove? + +--Dal ministro.-- + +Gino pensò al grande sacrifizio che faceva in quel punto suo padre. Il +ministro e il conte Jacopo erano nemici da lunga mano, sotto le +apparenze dell'ossequio cortigiano, ed egli lo sapeva, ne aveva veduti +gli effetti. La sentenza per cui egli era stato mandato a confine, più +che a punir lui, non era diretta a ferire suo padre? Per ottenere il +perdono di Gino Malatesti (doloroso perdono! così non fosse venuto +mai!) c'era voluto un sorriso di donna, mentre sarebbe dovuta bastare +una preghiera del conte Jacopo, del più fedele tra tutti i sudditi del +Duca. + +Pensando queste cose e immaginando quanto dovesse costare a suo padre +la risoluzione fatta in quel punto, Gino Malatesti afferrò la mano del +vecchio e la baciò in un impeto di affetto e di gratitudine. + +--Sì, è un sacrifizio, ma bisogna farlo;--disse con nobile semplicità +il vecchio gentiluomo, che aveva inteso nell'atto il pensiero di suo +figlio.--Se il marchese Paolo ha ancora un briciolo di cuore, lo +intenderà, e vorrà tenermene conto.-- + +Escì allora, seguito da Gino, e andò difilato alla casa del potente +avversario, dell'antico rivale politico. + +--Sua Eccellenza è in casa?--domandò il conte Jacopo al portiere +gallonato, che stava a pie' delle scale. + +--Sì, illustrissimo; è tornato da poco. Fra mezz'ora andrà a tavola. + +--Sta bene; avrò il tempo di dirgli una parola.--Ciò detto, salì le +scale e fece passare al ministro il suo biglietto di visita. Due +minuti dopo, egli e suo figlio erano introdotti dal salotto nello +studio, e, mentre essi entravano da una parte. Sua Eccellenza appariva +con atto premuroso da un'altra. + +--Conte! Quale fortuna?... + +--Dite un dispiacere, Eccellenza, per cui vengo ad implorare il vostro +patrocinio. + +--Lasciatemi essere egoista e soggiungere che il vostro dispiacere è +una fortuna per me. In tutto ciò che un uomo può per un altro, +abbiatemi per vostro servitore. + +--Tutto ciò che potete, Eccellenza!--esclamò il conte Jacopo.--Io non +vi demanderò certamente di più. E senz'altri preamboli.... + +--Consentite, caro conte, che ne faccia uno io,--interruppe il +ministro,--pregandovi di lasciare l'Eccellenza in disparte. Rammento +che fummo amici, e che voi mi chiamavate Paolo, senz'altro. Quali +ragioni ci abbiano raffreddati, io non so; voglio credere che sia +avvenuto per qualche error mio, troppo aiutato in voi da un sentimento +di alterezza, che ho sempre ammirato. L'uso del potere, come ho dovuto +sperimentare in altri, riesce a guastare i migliori caratteri, e forse +ha guastato anche il mio. Ma siamo ancora gli amici d'una volta, non è +vero?--soggiunse il ministro, prendendo amorevolmente la mano del +conte Jacopo.--Voi stesso lo avete capito così bene, che siete venuto +da me, in un momento di bisogno, come io sarei venuto da voi. Questo +volevo dirvi, di questo volevo ringraziarvi. Ed ora, mio vecchio +amico, parlate.-- + +Il conte Jacopo, s'inchinò, commosso, e strinse ripetutamente la mano +del ministro. + +--Prima di tutto,--diss'egli poscia,--vogliate rispondere ad una mia +domanda. Il barone De Wincsel è agli arresti per la sfida mandata a +mio figlio?-- + +Il ministro rimase un istante perplesso, o finse di esserlo; quindi, +mostrando di vincere una sua ripugnanza, rispose: + +--Mettete che sia così. + +--Ebbene,--ripigliò il conte Jacopo,--io vi domando la sua +liberazione. Spero che intenderete il perchè della domanda, della +preghiera che vi faccio. Non si ha da dire in Modena, e neanche da +sospettare, che un Malatesti abbia sfuggito il pericolo di un duello, +mandando agli arresti il suo avversario. + +--Nessuno lo dirà:--osservò il ministro.--Se qualcuno lo dicesse, non +lo crederebbe nessuno. + +--Grazie;--rispose il vecchio Malatesti.--Ma ad ogni modo, per la +tranquillità dell'animo mio, ve ne prego... + +--Ahimè, Jacopo!--esclamò il ministro, con accento di sommo +rammarico.--La prima cosa che mi chiedete è appunto quella che io non +posso concedervi, e per due distinte ragioni. + +--Due ragioni!--ripetè il conte Jacopo. + +--Sì, due! La prima è questa, che impegnerebbe anche uno più potente +di me, come a dirvi Sua Altezza Serenissima. Ho data una parola; e a +questa non si manca. + +--È strano!--esclamò il conte Jacopo.--E chi può aver chiesto a voi +una parola simile, in cosa che risguarda mio figlio? + +--Quando io ve lo dicessi, il fatto non si muterebbe per ciò. + +--Sia;--riprese il vecchio Malatesti, intendendo di essere andato +troppo oltre.--Ma gli arresti del barone De Wincsel non vorranno mica +essere eterni. Quando egli escirà.... + +--Il barone escirà per sottomettersi ad un arbitrato, e chiedere scusa +al conte Gino, o per ritornarsene a Vienna;--rispose il ministro.--Per +questo sono già avviate le pratiche opportune. + +--Andrete fin là!--gridò il conte Jacopo. + +--Fin là, mio buon amico, ed oltre ancora, se fa bisogno. Ciò per la +seconda ragione, che io vi dirò schiettamente. Non entra nei concetti +del governo che si facciano duelli tra ufficiali, specie stranieri, e +cittadini dello Stato, specie della classe più alta e più in vista. +C'è, non molto lungi da noi, chi bada a queste cose, le nota, le +propala artificiosamente, per farsene arma contro di noi. Parlo +liberamente,--soggiunse il ministro,--davanti al conte Gino, vostro +figlio, che è stato in Piemonte e sa benissimo ciò che io voglio dire. +Ora gli artifizi non debbono offuscare i fatti, e il fatto, nel caso +presente, è questo, che le nostre intenzioni son pure. Ma poichè in +politica non basta essere, e bisogna anche parere, sopra tutto parere +quello che si è, noi non daremo occasione o pretesto a sospettare di +noi quello che non è. Un diritto storico sostiene Casa d'Este e i suoi +legittimi eredi; l'amore dei popoli è e deve apparire l'unica difesa di +questo sacro diritto. Questo fu sempre il mio pensiero, questa la mia +dottrina di governo, a cui s'aggiungono i consigli dell'esperienza. Non +è più possibile, dopo il gran fatto della Rivoluzione francese, dopo il +lievito di idee nuove, anche false e pericolose, che l'impresa +napoleonica ha lasciato per tutta Europa, e più che altrove in Italia, +non è più possibile, io dico, fondar nulla sui principii di un cieco +assolutismo. Eppure, voi lo sapete al pari di me, in tempi che volevano +prudenza somma, fermezza e dolcezza paterna, noi non abbiamo quasi +fatto altro che della cattiva politica.-- + +Il conte Jacopo scosse malinconicamente la testa, come per +rispondere:--«lo so benissimo!» Ma l'atteggiamento delle labbra voleva +soggiungere:--«che ci ho da far io?» + +--Voi non ci avete colpa;--ripigliò il ministro, indovinando il +pensiero del vecchio Malatesti.--Voi siete stato fuori di queste +miserie; beato voi! Ma se volete dimenticare i nostri dissidi, +riconoscerete anche la lealtà delle mie intenzioni. Si vede il meglio +e si pon mano al peggio, pur troppo. E perchè questo? Perchè non si è +sempre padroni di fare ciò che la dottrina e l'esperienza consigliano. +Abiti inveterati, ragioni d'ambiente, i medesimi dirizzoni dei nostri +tutori.... Perchè, infatti, noi siamo ancora sotto tutela. I maneggi e +le insidie di un governo che ebbe sempre l'audacia all'altezza delle +proprie ambizioni, hanno costretta la Casa d'Asburgo ad una estrema +vigilanza, di cui qualche volta hanno sentito il peso i suoi protetti, +assai più che non i suoi stessi nemici. Così abbiamo dovuto apparire +troppo rigidi noi, i quali non desideravamo che di aver pace e di +darne. Di ciò vi ho detto abbastanza, mio vecchio amico, e vi +soggiungerò col nostro poeta: «_Se' savio e intendi me' ch'io non +ragiono_.»-- + +Citava anche Dante, il signor ministro, e lo chiamava «il nostro +poeta.» Ah, di sicuro, la rivoluzione era nell'aria. + +Gino ascoltava, maravigliato da tutta quella soavità di discorso e da +tutta quella umanità di pensieri. Il marchese Paolo era un mago, un +incantatore, un affascinatore di spiriti. Ed era quegli il terribile +ministro che aveva mandato lui a confine senza ombra di processo? +Sicuramente; e in una breve esposizione delle sue idee, seguita da un +discreto accenno alla pratica cui era stato condannato, lasciava anche +intendere come avesse potuto ordinar cose contrarie alla sua teorica, +al suo ideale di governo. + +--Ritorno al punto donde eravamo partiti;--ripigliava frattanto il +marchese Paolo.--Questi duelli, questi scontri in cui si compiace +troppo la bollente gioventù, sono riprovati dalla ragione, condannati +dalla legge morale. Ma quello che avrebbe condotto il vostro figliuolo +a incrociare la spada col barone De Wincsel era anche contrario alla +ragione di Stato. Se mi fosse giunta per le vie ordinarie la notizia +della sfida, avrei provveduto egualmente ad impedire il duello. Ne fui +straordinariamente avvertito, ve lo confesso, e promisi di fare quello +che ho fatto; lo promisi tanto più volentieri, in quanto che il +provvedimento rispondeva perfettamente al mio modo di vedere. Non +sapevo, mio caro Jacopo, non potevo credere che non rispondesse +egualmente al vostro. + +--Per la ragione che vi ho detta;--rispose il conte.--Ragione intima, +come vedete, ragione delicatissima. + +--Non lo nego, e per ciò appunto lodevole;--replicò il +ministro.--Siete una stirpe di soldati, voi altri, e non dirazzate dai +vostri antichi, no davvero! Sono le grandi occasioni, quelle che +mancano a voi, come a noi. Ma chi sa? L'avvenire è così grande! + +--Io mi auguro,--disse il conte Jacopo, non intendendo quell'accenno +al futuro,--io mi auguro almeno che mio figlio viva da gentiluomo e +curi severamente l'onore della sua casa. Egli ha potuto in qualche +cosa dispiacervi, lo so, ma voglio anche sperare.... + +--Volete parlare del suo confine a Querciola?--interruppe il +ministro.--Ahimè! Quella è stata una dolorosa necessità dell'ufficio. +Ma egli non mi serba rancore d'una pena, che fu del resto leggerissima +e non lascerà traccia nella sua vita di cittadino. Essa era del resto +diretta, anzi che a punir lui, a tenere in rispetto certi altri +spiriti impazienti, che avrebbero potuto comprometterlo.-- + +Impazienti! Aveva proprio detto impazienti! Gino raccolse quel mite +aggettivo e lo messe accanto alle altre concessioni di Sua Eccellenza. +Ma che diavolo era quel signor ministro? Fiutava i tempi, o era, +dentro la sua conchiglia ufficiale, una perla d'uomo e di cittadino? + +Comunque s'avesse a giudicare di ciò, il nostro Gino non istette alle +mosse. + +--Se mio padre permette, Eccellenza,--entrò a dire gli +timidamente,--bramerei di aggiunger io qualche cosa. + +--Vostro padre mi farà questa grazia;--rispose con la sua amabilità +singolare il ministro.--Parlate, signor conte, parlate pure +liberamente, come fareste ad un amico. + +--Ho veramente bisogno di questa libertà e di questo incoraggiamento +benevolo;--disse Gino Malatesti.--Vostra Eccellenza ha toccato +poc'anzi del confine a cui sono stato condannato. Non mi lagnai da +principio della pena che mi fu inflitta, riconoscendo di averla +meritata; non me ne lagnerò mai, ricordando che nel mio luogo di pena +ebbi accoglienze più che ospitali, fraterne. + +--Lo so;--disse il ministro. + +--Orbene, io debbo aggiungere che lassù, alle falde del Cimone, non +rattenni la lingua, ricaddi in quel fallo che mi aveva già meritata la +prima punizione. + +--Anche questo mi è noto;--rispose il ministro.--Ho letto di certa gita +ad un lago, e del nome che qualcheduno ha voluto imporre ad una piccola +barca. Troppo piccola, invero, me lo vorrete concedere;--soggiunse egli, +sorridendo;--troppo piccola, per portare una così grande fortuna! + +--Lo riconosco. Eccellenza;--disse Gino umilmente.--Ma non voglia +dimenticare che il qualcheduno son io. E se l'inchiesta non ha messo +in chiaro questo punto, è mio obbligo di gentiluomo, anzi meglio, di +galantuomo, dichiararmi colpevole di ciò, come di tutto l'altro che +può essere spiaciuto al governo. + +--A quel che vedo,--disse il ministro, sempre con quel suo sorriso sul +labbro,--voi vorreste, conte, andare nuovamente a confine. Ma badate, +stavolta, essendo recidivo, potrebbe toccarvi di peggio. + +--Sia quel che si vuole, Eccellenza, purchè per il reo non siano +condannati gli innocenti. Dio santo!--continuò Gino, animandosi.--Avevo +già argomento di credere che nessuno sarebbe stato molestato per una +colpa mia, tutta mia, ed oggi son costretto a temere da capo. + +--Perchè?--disse il ministro, aggrottando le ciglia.--Chi e che cosa +ha potuto farvi credere che si vogliano colpire persone innocenti, se +di innocenti si tratta? + +--Ma.... veramente....--balbettò Gino, non volendo proferire il nome +della marchesa Polissena.--Non mi domandi Vostra Eccellenza come io lo +so; pensi soltanto che me lo han fatto creder possibile. + +--Vi han fatto credere una cosa.... assai dura per me;--rispose +gravemente il ministro.--Certo, un'inchiesta è stata fatta. Era +obbligo dell'autorità il farla, come sarebbe obbligo mio di appurare i +fatti, e di condur le cose fino ad un processo, non per colpire +innocenti, ma per mettere in chiaro la verità e dare ad ognuno il suo. +Ma questo, come è legalmente giusto, sarebbe prudente del pari? Eccovi +il dubbio, che mi ha trattenuto finora.... e che mi tratterrà +certamente dell'altro. La politica è scienza ed arte; vostro padre, +esperto com'è delle cose del mondo, può dirvi quante transazioni e +compromessi ella consigli e richieda. + +--Vostra Eccellenza ha una bell'anima;--gridò Gino, usando +spontaneamente l'artifizio di chi vuole ad ogni costo ottenere una +grazia.--Mi ha mostrato or ora i suoi dubbi; faccia un atto di carità, +mi rimandi con la certezza che i signori Guerri non saranno molestati. + +--Vi premono molto! + +--Sì;--rispose Gino.--Il primo e il vero colpevole son io; è dunque un +sentimento di onestà che deve muovermi a pregare per essi Vostra +Eccellenza. + +--Aggiungete alle sue preghiere le mie;--disse il vecchio +Malatesti.--Mio figlio, nella sua impazienza giovanile, ha prevenuto +il mio pensiero. Preme anche a me, Paolo, preme a me più che a lui, +che i signori Guerri di Fiumalbo, ospiti e amici di Gino, non abbiano +a pentirsi della loro cortesia, della loro liberalità, verso un conte +Malatesti. Contentate un padre, mio buon Paolo!--soggiunse il vecchio, +con accento supplichevole.--Contentate un padre, che ha già troppe +ragioni di rammaricarsi del male che ha fatto.-- + +Il ministro guardò con aria di stupore quel vecchio gentiluomo, che +gli apriva con tanta schiettezza il suo cuore. + +--Perchè dite questo, Jacopo? + +--Perchè lo sento, e perchè mi sembra di esser meno colpevole, +accusandomi. Se sapeste come son pentito di aver voluto queste nozze, +e di averle imposte a mio figlio! Mi scusi almeno nel cuor suo il +pensare che io credevo di assicurare la sua felicità. + +--Eh via, non temete tanto che essa sia per mancargli!--rispose il +ministro.--Siamo calmi e prudenti, nel considerare le cose. Appunto +perchè ho veduto che s'incominciava a perder la calma e si rischiava +di dimenticare la prudenza, ho fatto io quello che ho fatto. So che +non c'è nulla di cui vostro figlio abbia seriamente a dolersi. Un po' +di leggerezza, lo capisco; troppa gente in casa vostra!... Ma qui la +contessa non ci ha colpa. Gli usi della casa paterna le hanno dato +l'esempio. Questi usi, poi, non sono insoliti nelle nostre città, e +non bisogna neanche accusare quella povera marchesa Polissena. In +Italia le abbiamo sempre avute, queste case ospitali, veri porti di +mare, dove affluiscono tutti, cittadini e forastieri, nobili di sangue +e nobili d'intelligenza, poeti, maestri di musica, scultori, pittori, +diplomatici e soldati. Un padrone di casa che abbia un bel palazzo e +delle consuetudini di magnificenza, una signora che sappia ricever +bene le persone che la sua bellezza ha attirate, qualche bella ragazza +per farle riscontro, un buon Erard da suonare, un bell'albo da +riempire di versi e di bozzetti, di massime e di tocchi in penna, una +tazza di tè alla sua ora, dei vecchi quadri, delle vecchie tappezzerie +da far ammirare dagli intelligenti, ma sopra tutto dagli ignoranti, ed +eccovi il salotto naturalmente formato, eccovi il ricevimento +obbligato in chiave. È storia vecchia oramai. Capisco che per esser +vecchia, non dovrebbe esser più quella dei nostri giorni. I gusti e i +passatempi dovrebbero cambiare secondo le età. Occasioni di passar la +serata gradevolmente, ogni città ne offre a tutte le borse, a tutti i +gradi d'intelligenza e di educazione. Il salotto alla francese si +capisce ancora, ma in Francia, a Parigi: dove son cento, questi luoghi +di amabile ritrovo, e ogni padrona di casa può scegliere la sua +società. Da noi la società non può esser scelta, quando il salotto è +unico, e tutti ci si affollano, e quei tutti son sempre i medesimi. Il +salotto del tipo nostro, vero anacronismo vivente, è un allargamento +della famiglia, una invasione, un quartiere d'inverno, che tutti, +amici e conoscenti, prendono in casa vostra, ed è naturale che il +padrone sia quello che ci vive peggio di tutti. Vo' dirlo questa sera +alla marchesa Polissena. Ciò servirà per dare una diversione alle sue +collere. Ci verrete anche voi, non è vero? + +--Il mio Gino non potrà fare a meno di recarsi a cercare sua +moglie;--rispose il conte Jacopo. + +--Ah, già, la contessa Elena è a pranzo da sua madre;--notò il +ministro, ricordandosi.--La marchesa mi ha detto anche questo. Venite +anche voi, Jacopo. Ci sono dei momenti che tra moglie e marito un +testimone è necessario, per rendere impossibili i discorsi aspri, ed +anche i silenzi noiosi. Del resto, lasciate fare a me;--soggiunse il +ministro.--Metteremo la pace in quello spirito esacerbato della +marchesa. Ella ha un po' di deferenza per me; nè io, se bisognerà, le +risparmierò le osservazioni. + +--Ve ne sarò grato, mio buon Paolo!--disse il vecchio Malatesti. + +--E ai signori Guerri...--disse Gino a sua volta.--Ai signori Guerri +nessuna molestia, non è vero, Eccellenza? + +--Conte Gino,--rispose gravemente il ministro,--ho fatto una solenne +promessa a vostro padre. I vostri ospiti ed amici di Fiumalbo non +saranno toccati, fino a tanto sarò io a questo posto, per la fiducia +del principe, e per la mediocrità dei tempi.-- + +Ancora i tempi! e dichiarati mediocri! Evidentemente, il ministro +diceva così per modestia, e un umile cenno del capo, ond'era +accompagnata la frase, voleva darle un significato di quella fatta. Ma +insieme con l'umiltà del gesto veniva un'occhiata espressiva, che il +conte Gino poteva interpetrare molto diversamente. + +--È tempo che vi leviamo l'incomodo;--disse il conte Jacopo, +alzandosi.--Poc'anzi il vostro servitore è comparso sull'uscio, e voi +l'avete rimandato con un gesto. + +--Che!--disse il ministro.--C'è sempre tempo, per mettersi a tavola. +Aggiungete, mio caro Jacopo, che un buon antipasto vale il migliore +dei pranzi. La vostra visita mi ha colmato d'allegrezza, sapete? +Grazie, grazie, grazie!--soggiunse il marchese Paolo, con grande +effusione di cuore, e stringendo forte le mani del vecchio Malatesti. + +Poi, rivolgendosi a Gino, così gli parlò: + +--State di buon animo, mio giovane amico. Se la vita domestica ha +qualche pena, non vogliate affliggervi oltre misura. In fondo, questa +vita non è profondamente triste che per le condizioni medie, siano +esse di fortuna, o d'intelletto. I gran signori a cui tutte le +ambizioni son lecite, i grandi ingegni a cui son comandate, non si +fermano troppo a meditare su queste miserie e non ne sentono l'affanno +invincibile. Anche quando hanno l'inferno in casa (e voi non lo avete; +mettiamo che sia appena appena un piccolo purgatorio) possono +escirsene fuori «a riveder le stelle», come il marito di Gemma Donati, +il quale fu un savio, pari al marito di Santippe. Chi ha le grandi +cose nell'animo deve raccogliersi in quelle, per prepararsi alle +grandi cure. La patria ha mestieri di uomini capaci di servirla e +sciolti da ogni altro pensiero, per dedicarsi intieramente ad essa. +Voi m'intendete, non è vero? Sia piccolo grande lo Stato, ha sempre un +fine più vasto e più alto di ciò che appare nelle sue circostanze +presenti. Abbiate dunque le idee tanto larghe da comprendere quel +fine, a cui potreste aver la fortuna e l'onore d'indirizzarlo voi +stesso; non rimpicciolite queste idee nelle noie e nei sopraccapi +della vita domestica; tutte cose che si acconciano per via, e +ordinariamente da se.-- + +Bei consigli, in verità, quelli del marchese Paolo al conte Gino +Malatesti. Egoistici, se vogliamo, ma niente più di tanti e tanti +altri che governano il mondo. Ma che potevano fare quei consigli, ad +un cuore infranto come quello di Gino? Il ministro non vedeva che un +lato della quistione: i dissapori e le noie domestiche del giovane +Malatesti. Egli dimenticava Fiumalbo, e la fanciulla dei Guerri. + +Quella sera, secondo l'uso suo, il marchese Paolo andò a visitare la +sempre bella Polissena. Le apparizioni serali del potentissimo +personaggio in casa Baldovini erano la gloria e la forza della signora +marchesa, il cui salotto poteva considerarsi come un'appendice della +Corte ducale. Si era sicuri di trovar là il Governo, e si andava a +raccogliere i sorrisi, a raccattare i monosillabi, che cadevano dalle +sue labbra venerate. Dico i monosillabi, perchè non a tutti il +marchese Paolo soleva parlare, come aveva fatto quel giorno ai +Malatesti, in un momento di giustificata espansione. Ora, se i +discorsi mancano, anche i monosillabi hanno il loro pregio, quando +sono la voce del potere; di un potere tanto più eccelso, tanto più +glorioso, in quanto che esso è esercitato in nome di un padrone +assoluto, senza sindacato di Camere alte e basse, come senza divisione +di autorità, di uffici e di carichi. + +Polissena aspettava il ministro; lo aspettava per consigliarsi con +lui, in apparenza, ma nel fatto per avere da lui l'autorità di +minacciare un grosso guaio a suo genero, al ribelle, che voleva +comandare in casa propria. Immaginate dunque lo stupore della bella +marchesa, allorquando, poi ch'ella ebbe toccato il tasto della +vendetta che bisognava trarre dei Guerri, si udì rispondere dal +ministro una sola parola, e la meno aspettata:--Impossibile.-- + +--Impossibile, avete detto?--gridò ella.--E perchè? + +--Perchè, cara mia, non c'è nulla di grave contro essi. + +--E l'inchiesta? + +--L'inchiesta è insufficiente. Non è riuscita a mettere in chiaro che +certi discorsi fossero proferiti da alcuno di loro. Se c'è un filo da +seguire, esso conduce dove non vorremmo andar noi, cioè a vostro +genero. + +--Strano!--esclamò Polissena.--Mi avevate pur detto!... + +--Ho detto, sì, e ho detto male;--rispose il ministro.--Ora, con piena +cognizione di causa, vi dico che non si può. + +--Non si può! Non si può!--ripetè la marchesa,--Ma che ministro siete +voi dunque? + +--Un ministro come tanti altri del secolo decimonono;--replicò +pacatamente il marchese Paolo.--Il potere è assoluto di nome, ma non +lo è ugualmente di fatto. Il secolo agisce come l'aria, come l'etere, +è qualche cosa d'invisibile, d'impalpabile, che s'infiltra da per +tutto, e non ci lascia godere le beatitudini del vuoto. + +--Non mi parlavate così questa mane!--notò Polissena.--Sopra +tutto,---soggiunse con accento di amarezza,--non mi parlavate così +l'anno scorso, al mio ritorno dai bagni di Lucca. Ma allora... ma +allora!... + +--Ebbene, che significa questo allora? Vi preparate, marchesa, a dirmi +una cosa spiacevole e non vera, credendomi capace di prometter prima, +per non mantener dopo! Via, siate giusta, Polissena, ed ascoltatemi. +Sono il vostro buon servitore, voglio esserlo fino a tanto non vi +prenda fastidio di questi capegli che incominciano a brizzolarsi +maledettamente. Ma l'impossibile non si dee domandare a nessuno. Vi ho +detto allora che si poteva fare un processo di ribellione ai Guerri, +e, fidandomi di una prima impressione, su cui non ero più ritornato +col pensiero, mi sono lasciato sfuggire qualche altra parola poco +misurata, stamane. Ma ci ho pensato, quando voi siete partita; ho +voluto rileggere quella benedetta inchiesta, e mi sono facilmente +avveduto che non c'era nulla di grave, che si sarebbe commessa +un'ingiustizia, a voler separare la causa dei Guerri da quella del +conte Gino. Ora, le ingiustizie, o presto o tardi, si pagano; ve lo +assicuro io, si pagano, anche quando la coscienza e l'intenzione del +male mancassero. Vedete un po'! Ed io che ero tanto felice di non +dover più pensare a quell'episodio di Fiumalbo!... + +--Perchè allora ci siete ritornato stamane?--domandò la marchesa. + +--Per non contrariarvi, Polissena, per calmarvi, in un momento +difficile. Stamane, in verità, non ci vedevate più lume. Siete bella +anche quando siete in collera; ma io vi amo meglio quando siete di +buon umore. Ho tanto bisogno di pace! Via, siate buona, marchesa! E se +volete ancora servirvi di me nel futuro, per quanto potrà durare il +futuro di un ministro, non guastate la mia autorità nel suo principio, +nella sua base, che è come dire nella mia stessa coscienza.-- + +Il ministro aveva proferita l'ultima frase col piglio di un uomo che +non ha altro da aggiungere. «Ho detto» esclamavano in questo caso gli +antichi oratori. + +Polissena indovinò il salmo dell'antifona, ed abbassò prontamente le +ali. Non poteva sperar nulla per le sue vendette da Paolo, poichè in +lui il ministro prendeva il posto dell'amico. Pazienza, mia bella +signora, pazienza! Non si ha tutto quel che si vuole, in questo povero +mondo. + +Un'ora dopo capitò il conte Gino, ed era, per caso insolito, +accompagnato da suo padre. Al conte Jacopo, se non al figliuol suo, +bisognava fare buon viso, e la marchesa Baldovini fece di necessità +virtù. + +--Ho sentito di qualche malinconia tra i nostri figliuoli;--disse il +conte Jacopo, entrando risolutamente in materia.--Spero bene che la +nube sarà dissipata. È questo il mio vivo desiderio, e risponde anche +al vostro interesse, marchesa. + +--Al mio?--esclamò Polissena.--In che modo? + +--In questo, che voi non dovete fare uno scandalo, per una +scioccheria. + +--Non vedo come potrebbe nascere uno scandalo;--replicò Polissena, che +le ultime parole del ministro avevano già ridotta agli estremi della +sua resistenza.--Vostro figlio avrebbe voluto farne uno, battendosi +col barone De Wincsel. Ma per fortuna ci si è messo riparo. + +--E sta bene;--disse il conte Jacopo.--Anch'io, senza ammirar troppo +l'espediente, lo accetto negli utili. + +--Vorrete almeno desiderare con me che queste scene non si +ripetano;--ribattè la marchesa. + +--Figuratevi!--esclamò il vecchio Malatesti.--Spero anch'io che non si +ripeteranno, perchè voi dal canto vostro consiglierete la vostra +figliuola a non darne occasione. Elena è una cara donnina, a cui +vogliamo tutti un gran bene; ma è giovane, ed ha bisogno di consigli. +Ella, del resto, non ha ancora guadagnato il privilegio di fare a modo +suo. + +--Che cosa intendereste di dire? + +--Solamente questo, che la gaia vita delle feste e dei ricevimenti, +con tutti i pericoli che ne derivano, si può e si deve rimandarla ad +altro tempo; a quel giorno, che arriva pur troppo, e per tutte, in cui +le ebbrezze son dissipate, ma almeno la famiglia è assicurata. Non è +strettamente morale, ciò ch'io vi dico;--soggiunse il vecchio +gentiluomo.--Ahimè! riconosciamo pure che non lo è niente affatto. Ma +è secondo gli usi antichi delle grandi famiglie: e questi usi, nella +corruzione generale, avevano la loro parte buona. Conserviamo almeno +questa parte, marchesa.-- + +La bella Polissena non fu tarda a conoscere «il velen dell'argomento» +come lo avrebbe chiamato il ministro, nella sua smania recente di +citazioni dantesche. Ed anche davanti al vecchio Malatesti, la madre +furibonda di Elena dovette abbassar le ali e tacere. + +Il conte Gino, quella sera, ricondusse a casa sua moglie. Nè si parlò +tra di loro di ciò che era avvenuto; nè fu più occasione di tornarvi +poi. Del barone De Wincsel nessuna notizia per tutta la settimana. Si +seppe più tardi che egli era escito dagli arresti, per ritornarsene a +Vienna. Così procedevano allora le cose, nei felicissimi Stati di +Modena, Massa, Carrara e Guastalla. + +In que' giorni la fanciulla dei Guerri era già ritornata alle Vaie; +triste, non rassegnata, ma calma; così calma, da ingannare i suoi, che +la videro perfino sorridere. Aveva tante cose da raccontare di Modena! +La cuginetta era graziosa, amorosa, veramente carina. Ben presto +l'avrebbero veduta anche loro, poichè nel finir della primavera +sarebbe venuta a conoscere i suoi nuovi parenti delle Vaie. + +Il cugino Ruggero non era meno felice della sposa; e sicuramente +doveva esser felice, poichè aveva fatto un'ottima scelta. Buonissima +famiglia, quei Campolonghi; ricchi, senza orgoglio di gente nuova, e +assai benveduti in città; nel complesso, adunque, un matrimonio +eccellente. Si erano fatte gran feste; si era stati allegri; essa, la +montanara, non aveva ballato, perchè il ballo non le piaceva, ma aveva +preso parte alle gioie degli altri, ed era stata perfino a teatro. + +Nessuno le domandò se avesse anche veduto il conte Gino Malatesti. + +La povera fanciulla non versò la piena del suo dolore che ai piedi del +confessore, del buono e compassionevole Don Pietro. + +--Figlia mia!--esclamò egli.--Ve lo avevo pur detto! Perchè andare +laggiù? + +--Ebbene, che c'è di male?--replicò la fanciulla.--L'ho veduto, e son +qua, più forte a soffrire, che non mi sentissi da prima. Essa è bella, +padre mio, molto bella; ma egli è infelice. Gli ho perdonato; +pregheremo per lui.-- + + + + +Capitolo XVIII. + +Per l'Italia. + + +Aminta Guerri non aveva perdonato. Indole schietta e sana, uomo tutto +d'un pezzo, come si diceva una volta (e si diceva, perchè si usava +ancora esser tali), Aminta ignorava certe transazioni dalla coscienza, +per sè, e non le intendeva negli altri. Chi prometteva una cosa e ne +faceva un'altra, era per lui un mancatore di fede: ed egli non +concedeva a quell'uomo le circostanze attenuanti, se non per mutare il +suo odio in disprezzo. + +A questi patti, voi lo intendete, Gino Malatesti non poteva sperar +nulla di buono da lui. Avrebbe dovuto resistere ad ogni volontà, +sfidare ogni pericolo, per meritare la stima e l'affetto di Aminta. Un +po' di carcere ai suoi amici!... Ebbene, tanto meglio. Non era quello +il tempo da ciò? Vengono pure i bei momenti eroici, per un popolo +sventurato! Poveri i vecchi a cui era mancata perfino l'occasione di +farsi utilmente vivi a quel modo! Ma allora, vivaddio, anche il +carcere era una battaglia, e doveva esser lieto chi ci andava, e +render grazie a chi gliene porgeva occasione. + +Vedete infatti; di tanti martirii, di tante sofferenze, s'incominciava +a raccogliere il frutto. Gravi risoluzioni erano state prese nel +segreto dei colloquii diplomatici, e quel segreto lo sapevano tutti, +in Italia. Il Piemonte si armava a furia; la Francia, la nobile +Francia, caldeggiava l'impresa. Ancora qualche mese, e una frase +severa di Napoleone III all'ambasciatore austriaco appiccava il fuoco +alle polveri. La guerra imminente! E qual guerra! La guerra divina, di +tutto un popolo contro i suoi oppressori. Lungamente abbracciato dai +suoi, benedetto dal padre. Aminta Guerri andò per certi negozi +domestici fino a Massa, nella primavera del 1859. Da Massa si avviò a +Carrara; di là scese alla Magra e non respirò fino a che non ebbe +passato il confine. Era libero, libero; non aveva più birri alle +calcagna, non più timore di carceri ducali. Da Sarzana, viaggiando a +furia, si recò a Genova; e là, prima ancora di entrare in un'osteria +per mangiare un boccone, veduti alcuni soldati per via, domandò loro +dove avessero il quartiere. + +--In piazza di San Leonardo,--gli dissero,--ma il quartiere si chiama +di Sant'Ignazio. C'è il deposito del 7^o reggimento. + +--Che significa il deposito? + +--Significa che il reggimento è già partito; qui non c'è che un +battaglione di deposito, per gli arruolamenti, per la contabilità, e +per tante altre cose che non sappiamo noi. Siamo volontarii, e non lo +conosciamo per altro che per gli arruolamenti. + +--Volete accompagnarmi, camerata?--disse Aminta al volontario che gli +aveva dati i ragguagli. + +--Volentieri; ma badate, ci si dà del tu, tra compagni d'arme. + +--E diamoci del tu; non domando di meglio.-- + +Il volontario parlava italiano con uno spiccato accento veneto. Disse +il suo nome; era un Fogazzaro, di Verona, bruno, ben fatto, simpatico +a quel Dio, e spesso parlava in versi. + +--Ma non è roba mia;--soggiungeva subito;--son versi di Aleardo +Aleardi, il nostro gran poeta, che gli Austriaci hanno mandato nella +fortezza di Josephstadt.-- + +Ventisei anni fa (non dimentichiamo la data) l'Aleardi era un gran poeta, +e nessuno era ancora saltato fuori ad accusarlo di languori, di +svenevolezze, quasi, Dio ci perdoni, di rammollimento, d'infiacchimento +della balda gioventù italiana. Aminta Guerri doveva trovare i _Canti_ di +quel poeta in molti zaini di combattenti. Ora tutti li hanno in tasca, e +non per rileggerli! + +L'amico Fogazzaro condusse Aminta per certi traghetti, viottole, +discese e salite, fino al colmo di una collina, dov'erano due conventi +tramutati in caserme. Entrato in uno di questi, e detta una parola al +soldato di guardia, fece salire il borghese al pian di sopra, gli +mostrò un uscio su cui era scritto: «Maggiorità» e gli disse: + +--Va dentro, e fàtti soldato d'Italia; io ti aspetto nel corridoio.-- + +Entrato nella camera, e ammesso alla presenza di tre ufficiali, uno +dei quali aveva il grado di maggiore. Aminta Guerri disse il suo nome, +la patria, e che volesse da loro. Aveva le carte e le mostrò; fu +misurato, esaminato, approvato; ebbe un numero di matricola, fu +consegnato ad un sergente, perchè lo conducesse con altri al magazzino +del vestiario. Un'ora dopo era soldato d'Italia, col suo farsetto di +tela e il suo berretto di cotone, in attesa del cappotto grigio e del +_cheppì_, che sarebbe andato a cercare in giornata. Per intanto, se +voleva, andasse a prendere la sua razione di pane. + +--È buono, sai, il pane di munizione;--gli disse l'amico +Fogazzaro.--Lo chiamano di munizione, perchè coi pezzettini di crosta +e magari della mollica, si può caricare il fucile e far buon colpo, +come con le palle di piombo. Ma non badare; lo digerirai stupendamente +anche tu, dopo che saremo andati a San Benigno, a caricare un +centinaio di brande, e di là saremo ritornati a Sant'Ignazio. Tutti +santi, qui!--soggiunse il Fogazzaro;--e la loro lontananza te li fa +invocare cento volte in un giorno. Dico invocare.... + +--Ho capito, ho capito;--rispose Aminta, ridendo. + +Il nostro giovanotto andò quel giorno a San Benigno per le brande, e +dormì quella notte nel letto che aveva portato sulle spalle, +attraverso le vie della città. La mattina seguente faceva parte della +squadra che andava per i viveri, e portò sulle spalle un bel peso di +carne sanguinante. In quella gita ebbe il piacere di sentir la parlata +domestica, e di conoscere nel suo compagno di fatica un altro +modenese. Si chiamava Prampolini, era avvocato, poeta alle sue ore +anche lui, innamorato del Leopardi, grande ammiratore di Pietro +Giordani. + +La compagnia, come vedete, non poteva esser migliore. Andare alla fatica +qua e là, stare a lavorar di scopa in quartiere, mangiar la zuppa nella +gamella, parlando di letteratura e d'arte, citando i poeti e gli +scrittori della patria, in verità, era una festa. E come si rideva! Non +sempre, per altro, non sempre; qualche volta alla schietta risata +bisognava sostituire l'occhiata, l'ammicco intelligente, che obbligava a +sforzi erculei, per tener chiusa la bocca. Ciò avveniva quando si era «in +rango» per dare il numero, o per staccare il passo in buon ordine, al +cenno di un vecchio sergente, o per sentire la nomenclatura di tutti i +pezzi del fucile, con le analoghe spiegazioni, in una lingua che non +aveva nè babbo nè mamma. Nei primi esercizi, il comando «al tempo!» che +indicava di rimettersi in posizione, per ripetere un movimento sbagliato, +era sempre argomento di ilarità rumorose, che facevano scappar la +pazienza, ma poi anche le risate al sergente. Alla domenica, prima di +escire dal quartiere, dovevano rimettersi «in rango» per sentire la +spiegazione del regolamento, fatta dal caporale di settimana. Il +caporale, avvezzo al suo dialetto, maltrattava la lingua madre, e allora +i volontarii ad osservargli:--«Scusi, signor caporale, non abbiamo +capito.»--Ah, non capite? Non capite?--ribatteva il caporale.--Ebbene, se +non capite l'italiano, _i vadd a spieghevlo 'n piemonteis!_» + +Era buono, il caporale; una vera pasta di zucchero, ad onta della sua +severità apparente. Dopo il comando: «rompete le righe» per cui erano +tutti liberi di andare dove loro piacesse, Aminta andava a presentare +le sue scuse. + +--Ma se lo so!--esclamò il caporale rabbonito.--_I seve d'bravi +fieui_; ma, con tutti i vostri dialetti, non capite l'italiano. Basta, +fra poco faremo tutti una sola famiglia, e parleremo piemontese. Non è +vero che lo capite, il piemontese?-- + +Erano belli, quei vecchi soldati piemontesi delle due classi del 1828 +e del 1829, richiamati allora sotto le armi. Avevano fatte le campagne +del Quarantotto e del Quarantanove; poi, ritornati alle case loro, e +non pensando più di dover ripigliare il fucile, erano diventati uomini +gravi e pacifici; la più parte si erano anche ammogliati. Ma +anch'essi, i _Contingenti_, come si usava chiamarli, anch'essi +sentivano l'onta di Novara, e fieri e contenti erano venuti a +raccogliersi sotto le note bandiere, maestri di guerra, narratori di +liete e di dolorose gesta, alle classi più giovani. Uno di essi, un +Cucchietto, nativo dell'alto Piemonte, aveva fatto parte del triste +manipolo cui era toccato di passare per le armi il general Ramorino: +un soldato (diceva egli) che era morto bene e che non era un +traditore.--«Ma allora,--chiedevano i giovani,--perchè è stato +fucilato?»--«Per aver disobbedito, per aver voluto fare di sua +testa»--rispondeva il contingente, con quel suo tono assoluto. + +Non bisognava far di sua testa: bisognava obbedire; questa era la +regola. E si obbediva; e obbedivano tutti, in quel benedetto esercito. +Tipi di gentil gravità e di ferrea disciplina, accettata per sè, +voluta egualmente negli altri, erano quegli ufficiali che Aminta +doveva ben presto conoscere, dal colonnello Berretta fino a Carlo +Rivalta, il più giovane fra i sottotenenti del reggimento. Rigido +osservatore dei regolamenti, ma buono per il soldato, quell'aiutante +maggiore Coppier, con quelle sue gambe lunghe e sottili, per cui era +chiamato «il capitano più grande del vero,» e con quel suo gran naso, +che stava a cavaliere di una bocca femminea, donde non era mai escita +una mala parola. In mezzo a quella gravità i volontari recavano la +loro gaiezza; ma non era una gaiezza baldanzosa; era una gaiezza +disciplinabile, già mezza disciplinata fin dai primi giorni di +quartiere; era l'esuberanza di vita, propria della gioventù +intelligente, governata dall'amor patrio, contenuta dalla dignità +dell'esempio. + +In capo ad otto giorni Aminta Guerri aveva imparato il maneggio del +fucile e le prime evoluzioni di compagnia. La mattina del nono giorno, +sul piazzale della Cava, sotto la guida del sergente Bernaroli, +compieva la sua educazione militare con la scherma di baionetta. +Sapete? quella scherma famosa con cui il fantaccino para tutti i colpi +del cavaliere e finisce infallibilmente a buttarlo giù dall'arcione. +S'intende che nei depositi di cavalleria s'insegnava in pari tempo al +cavaliere la scherma di sciabola, per cui gli era dato di disarmare il +fantaccino, facendogli saltare la baionetta dalla canna, +infallibilmente, in tre colpi. + +La mattina del decimo giorno, un grosso drappello di volontarii, così +addestrati al mestiere, lasciava il deposito, per andare a raggiungere +il reggimento, già in linea sulle rive della Sesia. La strada ferrata +da Genova ad Alessandria era tutto un passaggio di soldati d'ogni +forma e colore. Egualmente da Alessandria a Novara, poichè, dopo +Montebello, Frassineto, Palestro e Vinzaglio, i due eserciti alleati +avevano mutata la linea di operazione e l'obbiettivo, spingendosi +rapidamente a minacciare il nemico verso il centro politico, e +strategico per conseguenza, delle sue fiere difese. Da Novara si +andava allora più speditamente su Milano, e l'esercito combattente non +si sarebbe potuto raggiungere che sulla via di Magenta. Avanti dunque +a Novara, drappelli di tutte le armi, soldati piemontesi e soldati +francesi, bersaglieri e cappotti grigi, zuavi, cacciatori di Vincennes +e artiglieri della Guardia imperiale. Si stava a disagio, nelle +carrozze; si esciva fuori dai finestrini, per aggrapparsi alle prime +sporgenze e rampicarsi fino ai sopraccieli, dove si posava finalmente, +ammirando la campagna e respirando l'aria libera. Il fumo, anche! Ah! +che fumo d'Egitto? Importava poco, il fumo della vaporiera. Del resto, +a que' tempi, sulle strade ferrate non si bruciava ancora che carbone. +E si andava allegri, salutando le stazioni con grida fraterne, +cantando tutte le canzoni patriottiche di quell'anno, e quelle di +dieci anni addietro, ma più spesso e più volentieri la _Bella +Gigogin_, una scioccheria smisurata, che esprimeva benissimo la +spensieratezza di quel tempo e di una generazione molto sicura del +fatto suo. Anche i soldati francesi cantavano la _Gigoginne_, facendo +un grazioso miscuglio di parole italiane, piemontesi, lombarde, con +desinenze di Francia. + +Da Novara si cominciò a far cammino a piedi. Si entrò a Magenta ancor +seminata di brandelli di carne e fumante di sangue: orrendo +spettacolo, che pur sollevava gli spiriti! A Milano gran meraviglia +per il Duomo, e grande allegrezza per le accoglienze fraterne, più +belle a gran pezza del Duomo. E via, il giorno dopo, per correre sulle +traccie dei reggimenti, che erano sempre due marcie più in là. +Correvano tutti, quei reggimenti benedetti, perchè Garibaldi era +volato su Brescia, e bisognava collegarsi con lui. Piemontesi e +Francesi, cappotti grigi e calzoni rossi, cheppì e turbanti, penne di +cappone ondeggianti all'aria e nappine azzurre battenti sugli omeri, +si andava tutti di conserva, spesso nelle fermate confondendosi, sulle +piazze barattando gli abiti e le insegne, ballando insieme, senz'altra +musica fuor quella che si sprigionava dai cuori. + +Andiamo, corriamo anche noi; se no, finiremo Dio sa quando. Gli +eserciti alleati erano in linea da Desenzano a Montechiaro. Il giorno +24 di giugno, fu San Martino di Pozzolengo da un lato e Solferino +dall'altro; una grande giornata, una battaglia napoleonica per la +massa in azione, per lo sforzo maraviglioso, per gli effetti +strategici. Aminta Guerri prese quel giorno il suo battesimo di fuoco. +Ci capì poco, anzi nulla, come in ogni battesimo avviene al +battezzato; non ebbe altra impressione del fatto, e non serbò altro +ricordo che quello di un grande intronamento di orecchi. + +Gli eserciti alleati non riposavano sugli allori. Inseguito fino al +Mincio il nemico fuggente, investirono la piazza di Peschiera. I +Piemontesi, mantenendo la prima disposizione dei corpi combattenti, +piantarono il campo sulla sinistra, e incominciarono tosto i lavori +d'approccio. Aminta aveva fatto il facchino e lo spazzaturaio in +caserma; imparò a fare lo zappatore, scavando fossi e rizzando +parapetti. Rafforzato il campo, scavate le vie coperte, si incominciò +a lavorare di notte, poichè le parallele giungevano troppo sotto gli +occhi della piazza assediata, e l'opera, continuata di giorno, poteva +essere più facilmente guastata. Ma anche di notte, e come gli era +concesso dall'oscurità, vigilava il nemico. Dai bastioni, ad ogni +tanto, partivano razzi, illuminando la campagna; poi, sotto l'arco dei +razzi, veniva la corda delle cannonate. Era dunque un lavoro utile, da +parte degli assedianti, il notturno; ma era anche oscura la morte, +quando toccava. + +Nella sera del 30 giugno il battaglione di Aminta fu comandato di +avamposto; noioso servizio, poichè la notte avanti gli era toccato il +faticoso, cioè quello di lavorare nelle trinciere. Ma pazienza; quando +si è in mare si naviga, e quando si è in terra si va. Il battaglione, +messo in ordine di marcia due ore dopo il rancio, partì dalla cascina +Fedalora, intorno a cui era formato il campo, e si avviò per la nota +strada che metteva ai lavori d'approccio; poi, ad un certo punto, +piegò a sinistra, nella direzione del lago, per non dar nell'occhio al +nemico, che vigilava sui bastioni. Sull'imbrunire, ripiegando +nuovamente a destra, giungeva ad un casolare, dove si stabilì la gran +guardia, e di là si spiccarono due compagnie, per procedere ancora +verso i forti. Una di esse rimase ad un certo punto in sostegno; +l'altra, che era quella di Aminta, proseguì la sua strada, lasciando +ancora qualche manipolo d'uomini lungo le prode dei campi, per +collegare le sentinelle avanzate ai sostegni. La notte era +sopraggiunta, e le due ultime squadre della compagnia, guidate da un +tenente, s'inoltravano ancora pei campi, seguendo certi sentieri +fiancheggiati da piccole siepi d'acacia. Il tenente collocò due posti +di quattro uomini, poi un terzo, poi un quarto, e finalmente le +sentinelle avanzate. Aminta ci capiva poco, e ci vedeva anche meno, +per il gran buio che regnava in que' luoghi, interrotto solamente a +quando a quando dai razzi, a cui tenevano dietro le cannonate del +nemico. Altro non vide e non intese che questo: dietro una svolta del +sentiero era stato collocato con tre uomini il caporal Piras, suo +superiore immediato; di là dalla svolta, dieci quindici passi più +oltre, era collocato lui in sentinella. + +--Tu rimarrai qui;--gli disse infatti il tenente, dopo averlo condotto +sul posto, di contro ad un muro a secco, che sosteneva un campo e lo +divideva dal sentiero. + +--Che debbo fare, signor tenente?--domandò il giovanotto. + +--Ah, siete volontario?--riprese il tenente, udendo la parlata del +fantaccino. + +--Sissignore. + +--E siete alla vostra prima guardia? + +--Sissignore. + +--Se lo sapevo, mettevo qua un altro;--borbottò il tenente. + +--Che importa?--disse Aminta.--Mi dica quel che ho da fare, e lo farò +come un altro. + +--Lo credo, lo credo, e supplirete con la buona volontà +all'esperienza;--rispose il tenente.--Badate dunque; voi siete da +questa parte l'ultima sentinella del campo. Da questo sentiero, in +mezzo a piantagioni di grano turco, si riesce all'aperto, sotto le +fortificazioni del nemico. Non vi occupate di ciò che può accadere +altrove; guardate là, davanti a voi, attento ad ogni rumore che possa +darvi indizio di gente che s'avvicina. Al primo calpestìo date il «chi +va là?», scambio di sparare, come fanno i novellini, mettendo sossopra +i compagni, e spesso per una cosa da nulla. Date il «chi va là» come +vi ho detto; poi, quando siete ben certo che si tratta di uomini, non +di ramarri, o di lepri, sparate in quella direzione il vostro colpo, e +vi ritirate, ricaricando, sulle altre sentinelle. + +--Dove sono?--chiese Aminta. + +--Le avete vedute; qua dietro, sulla vostra destra. Dopo la svolta +troverete le prime, e via via tutte le altre, sempre sulla destra, se +date le spalle al nemico. Spero bene che non gliele darete,--soggiunse +il tenente;--perciò non diremo più sulla vostra destra, ma sulla +vostra sinistra, guardando il nemico, e sulla sinistra del campo. Se +il nemico si avanza in forze preponderanti, vi sarà facile +avvedervene, e avrete tempo a ripiegarvi sulla compagnia di sostegno. + +--Sissignore;--disse Aminta. + +--A proposito, e per ogni buon fine,--disse ancora il tenente,--se +dato il «chi va là?» vi fosse risposto da amici, eccovi il santo e la +parola d'ordine: _San Martino, Malplaquet_. Ve ne ricorderete? + +--Sissignore, non dubiti. + +--Bene! e adesso, buona guardia!-- + +Così dicendo, il tenente metteva con gesto amorevole la mano sulla +spalla di Aminta. Ma gli cadde anche addosso con la persona, mentre si +udiva un gran rombo, e una vampa, un'ondata di fuoco, passava, +tingendo l'aria di un rosso cupo. + +Aminta credette lì per lì che il tenente gli fosse cascato morto tra +le braccia. Povero tenente Parodi, così buono coi soldati! Non era più +giovane, il tenente Parodi, e aveva disegnato, appena fosse finita +quella campagna, di prendere la sua giubilazione. Si sapeva nel +reggimento che una brava donnina l'aspettava, per dargli la mano di +sposa. Povero tenente Parodi! + +Ma non era nulla, per fortuna; un urto dell'aria, uno stordimento +momentaneo, da cui il tenente si riebbe subito. + +--Diavolo!--esclamò egli, rialzandosi.--Una palla da trentasei, +passata troppo vicina. Ho sentito il soffio caldo sulla guancia. +Consoliamoci che non sia stato un bacio!-- + +Aminta, al lume improvviso di quella vampa aveva anche intravveduto +che il sentiero era molto stretto. + +--Se passano di queste giuggiole,--diss'egli,--si sta male davvero! + +--Vedete di che si tratta;--ripigliò il tenente.--Bisogna accostare le +spalle al muro. Gli occhi di là, mi raccomando; e non colpi inutili, +che guasterebbero il sonno alla gente.-- + +Ciò detto, il bravo tenente se ne andò; fatti quindici passi, era alla +svolta del sentiero. + +Aminta era rimasto solo, sentinella avanzata, sentinella morta, cioè +l'ultima del campo, in luogo pericoloso, la più vicina al nemico. +Questo pensiero sosteneva il suo spirito, abbattuto dai terrori della +notte. La battaglia di giorno è gloriosa; si procede alla luce del +sole, che intorno a voi tinge d'oro ogni cosa e vi dà l'illusione +dell'andare a guisa d'un dio antico, entro una nuvola luminosa, mentre +i fumi della polvere vi esaltano, come i fumi di un vino generoso. Ma +la vigilia di nottetempo, soli, come abbandonati da tutti, con un +nemico vicino e invisibile, tra insidie che si tendono nell'ombra, +agguati che si preparano, a cento, a cinquanta, a venti passi da voi, +è la cosa più triste che si possa immaginare. Aminta doveva star là +con l'orecchio teso; non poteva sparare senza una cagione ben certa. +Di questo egli si era già persuaso nelle notti antecedenti, passate +sotto la tenda, quando una schioppettata rompeva il silenzio della +campagna, e subito altre schioppettate rispondevano a quella, e in due +minuti s'impegnava un fuoco d'inferno su tutta la linea degli +avamposti. Allora, su, tutti! Bisognava correre ai fasci d'armi, e, se +il fuoco continuava, disfare anche le tende, mettersi in ordinanza, +con lo zaino in ispalla, pronti a marciare. Non era stato che un falso +allarme; il fuoco cessava. Allora si rifacevano i fasci d'armi e si +deponeva lo zaino; ma intanto, poichè l'alba era vicina, non si +rifacevano le tende, e si battevano i denti, aspettando che battessero +la diana i tamburi. + +Dunque, non colpi inutili. Ma se fosse stato sorpreso, senza poter +dare l'allarme con una schioppettata! Aminta si tenne a buon conto col +fucile alto, con l'indice al grilletto e il pollice al cane. E stava +là, ritto impalato, vedendo i razzi che descrivevano la parabola +davanti a lui, e sentendo le cannonate. I colpi erano regolari; ogni +cinque minuti ne veniva uno. Quando il razzo fischiava, illuminando un +tratto di paese, egli diceva tra sè:--Ecco, è qua che arriva; questa è +la buona!-- + +Ancora tre cannonate infilarono la viottola dov'egli stava in +sentinella. Così almeno gli parve, poichè, sentendo il colpo, vide +anche passare l'ondata dell'aria rossastra, e molto bassa, come la +prima volta, quando c'era il tenente. Quel fuoco assiduo, ragionandoci +su, non gli dispiacque. Fino a tanto che erano cannonate, non doveva +esserci pericolo di ricognizioni. Il nemico sicuramente non avrebbe +tirato addosso ai suoi esploratori. + +Pure, ad ogni tratto, si sentivano rumori, da quella parte che egli +doveva guardare. Quante volte non fu per gridare il suo «chi va là?» +Ma capì che erano lepri, ramarri, come diceva il tenente, o martore, +od altri animali predatori dei campi. + +Rimase molte ore in quel posto. L'esercito faceva un servizio +stupendo; metà degli uomini lavoravano nelle parallele; i battaglioni +d'avamposto, costretti a custodire un gran raggio di terreno, non +potevano cambiare di quattro in quattr'ore le guardie. Del resto, +vigilare in un luogo, vigilare in un altro, era tutt'uno, e la +conseguenza era questa, che non si dormiva in nessuno. Aminta non +aveva che una noia di più: quella di tenere il fucile alto, e l'indice +al grilletto e il pollice al cane. Un vecchio soldato non avrebbe +fatta quella inutile fatica; ma il nostro Aminta aveva promesso di +supplire con la buona volontà al difetto d'esperienza, e voleva esser +pronto ad ogni occasione, senza perdere un minuto secondo. + +Finalmente le cannonate cessarono. Era il caso di stare più attenti di +prima. Che rabbia! Proprio allora incominciavano a cascargli le +braccia. Provò a rimanere col fucile abbassato, ma in linea +orizzontale, tenendolo con ambe le mani nei punti buoni. Quello era il +suo modo di riposare le braccia. + +Era forse da un'ora in attesa, quando gli parve di sentire un frussi +frussi davanti a sè. Un altro ramarro? o una lepre? No, era stato un +rumore più forte; ma era anche cessato. Forse un manipolo di nemici, +che voleva andare guardingo, e perciò, fatto un po' di strepito per +inavvertenza d'un soldato, si fermava tosto, per distrar l'attenzione +delle sentinelle morte? Ah, se queste era, il nemico fallava i suoi +conti, perchè l'attenzione di Aminta era più tesa che mai. Ancora uno +strepito, il suono di cosa che strisci violentemente tra le foglie; +certamente un uomo che s'avanza in un campo di grano turco; poi più +nulla: poi da capo un rumor sordo, ma cadenzato, uniforme. Aminta è +cacciatore e non ricorda più che gli usi del cacciatore; si abbassa, +mette l'orecchio a terra ed ascolta. Non c'è più dubbio; son passi +d'uomini; e di là, donde vengono, son passi di nemici. + +Sorse in piedi, rimise il fucile al petto e aspettò ancora due minuti. +Il rumore dei passi cresceva; oramai si sentiva allo sbocco del +sentiero. + +--Alt! chi va là?--gridò egli con voce poderosa. + +Gli rispose un colpo di fucile. La palla passò sovra la sua testa, +gnaulando. + +Stavolta non e' era più dubbio; poteva tirare con cognizione di causa. +Spianò il fucile e lasciò andare il suo colpo. Quindi, cercando una +cartuccia nella giberna, si ritirò, secondo la consegna. Giunto alla +svolta, aveva già calcata la cartuccia in fondo alla canna, e +rimetteva a posto la bacchetta, quando si sentì dare il «chi va là?» +ma con voce sommessa. + +--Savoia;--rispose. + +--Ah sei tu, Guerri? + +--Son io, caporal Piras;--replicò egli, che aveva riconosciuta la voce +del superiore. + +--Che c'è? + +--Il nemico. + +--Ne sei ben sicuro? + +--Perdio! Ho dato il chi va là, e mi hanno risposto con una +schioppettata. + +--È giusto;--disse il caporale.--Infatti ne ho udite due.--Ma +arriviamo fino alla svolta, per sentire se si avanzano.-- + +Mossero allora verso l'angolo: il caporal Piras, piccolo sardo +animoso, il soldato scelto Guenzi, che era con lui, e il nostro +Aminta, volontario, che stava adattando un altro cappellotto al +luminello del suo fucile. + +Giunti laggiù, udirono i passi di gente che si avanzava lenta, +fermandosi ad ogni tratto, come per ascoltare. + +--Punta sulla mia spalla;--bisbigliò il caporale all'orecchio di +Aminta;--e tu, Guenzi, un passo più in là, ma pronto subito a +ritirarti. Ci siete? Fuoco!-- + +Tre colpi partirono, e i tre tiratori furono pronti a nascondersi +dietro l'angolo. Parecchie fucilate risposero, e non solamente dal +sentiero, ma anche da un campo che era più in là, poichè i nostri +sentirono fischiare qualche palla entro la viottola, dove si credevano +al riparo. + +--Non importa;--disse il soldato scelto Guenzi, un piemontese di buon +umore.--A qualcheduno l'abbiamo accoccata, e noi siamo sani tutti e +tre. + +--Animo, Via!--disse il caporal Piras;--ripieghiamoci sulle altre +sentinelle.-- + +I due soldati obbedirono al comando, e appena furono al posto più +vicino, ricaricarono i fucili. + +--Che c'è, caporal Piras?--domandarono le sentinelle. + +--Una pattuglia austriaca,--rispose il caporale.--Aspettiamo che si +presenti, per mandargli la seconda di cambio.-- + +L'alba era vicina, e un leggero barlume, diffondendosi per l'aria +greve, permetteva di distinguere appena i profili dei bastioni e il +lungo dorso di monte Baldo. Le fucilate ricominciarono, da una parte e +dall'altra; ma la ricognizione austriaca veniva innanzi molto +lentamente. Ed era naturale, poichè tastava terreno davanti a se, +volendo sapere dove fosse e come in forza il nemico. + +Le sentinelle si erano ripiegate sui posti avanzati: e così, +procedendo verso sinistra, e facendo ad ogni tanto i loro colpi, +giungevano ad un punto dove il sentiero si spartiva in due. + +--Caporal Piras, dov'è la ritirata? + +--Sempre a sinistra, ha detto il tenente. Dunque per di qua.-- + +Entrarono allora risoluti nella viottola più bassa. Erano in quindici, +e restavano in quindici, tra soldati e caporali. Ma dov'era il +sergente Jemina, che avrebbero dovuto trovare per via? Già troppo +cammino avevano fatto, dopo quel bivio, senza trovare nessuno, nè +soldato, nè sott'ufficiale. E il fuoco continuava dai campi; e il +nemico si avanzava, disposto a ventaglio, ma non per far fresco, +davvero! + +Un dubbio sorse nella testa di Aminta. + +--Caporal Piras! + +--Ebbene, che hai? + +--Questa non è la strada. + +--Perchè? + +--Perchè non troviamo più nessuno dei nostri. Veda, del resto; il +sentiero, in cui siamo entrati, piega insensibilmente verso il lago. +Non crede Lei che tirando avanti così riesciremo all'aperto, sotto i +bastioni di sinistra? + +--Il Guerri ha ragione;--disse il soldato Isoardo;--andiamo in +trappola! + +--Pare anche a me;--borbottò il caporale, dopo alcuni istanti di +osservazione.--Pure, il tenente ci ha detto: sempre a sinistra! + +--Sempre a sinistra; ma non troppo!--replicò il soldato Isoardo. + +--E allora che si fa? Saremo tagliati fuori!--disse il Guenzi. + +--Questo poi non mi conviene;--rispose il caporal Piras. + +--Neanche a me,--disse un altro.--Caporale, che pesci si piglia? + +--Vada al lago, chi vuole pigliar pesci;--ribattè il caporale.--Io +ritorno per di qua, a cercare l'altro sentiero. + +--Sì, ritorniamo;--dissero tutti. + +Ma il nemico era già al bivio; bisognava spazzare il cammino. + +--Da bravi!--esclamò il caporal Piras.--Qui c'è una cosa sola da fare: +una carica alla baionetta Oramai ci si vede quanto basta. Guenzi, +Isoardo, Guerri, qua in prima fila con me! E voi altri serrate sotto! +Non un colpo; baionette spianate; e avanti, Savoia!-- + +Savoia! Come è dolce il tuo nome, gridato nella mischia sanguinosa! +Come scorre facile, ardente dalle labbra, accompagnando il passo, +affrettandolo contro le ordinanze nemiche! Savoia! Savoia! Fu un grido +solo, un urlo disperato, e su per la viottola campestre quel pugno di +fantaccini incalzava come una falange macedone. + +L'avanguardia nemica aveva scaricati i suoi fucili contro la piccola +schiera, ma non ne aspettò l'urto; balenò davanti alla rovina e diè +volta. Il passo era libero; due soli feriti; uno di essi Aminta, a cui +era sembrato ricevere uno spintone al braccio destro, e che aveva +creduto lì per lì di essere stato urtato da un compagno, nella furia +del correre. A tutta prima non ne aveva fatto caso; ma poi, sentendo +di non poter reggere il fucile, abbassò gli occhi a guardarsi la +manica, e la vide strappata poco sotto alla spalla. Recò allora la +mano allo strappo, e sentì un dolore acuto. Con la sensazione del +dolore all'omero, gli venne alla mano uno spruzzo caldo di sangue. + +--Cose da nulla!--disse il caporal Piras, dopo che ebbe verificati i +danni.--Se rimanevamo a scaramucciare da lontano, ne buscavamo assai +più. Eccoci finalmente all'incontro dei due sentieri. Prendiamo dunque +quest'altro, che dev'essere il buono.-- + +Era il buono davvero. Il manipolo delle sentinelle ci aveva fatti a +mala pena dieci passi, quando vide accorrere di là una compagnia di +sostegno. + +--Che c'è?--chiese il capitano Cattaneo, che ne aveva il comando. + +--Una pattuglia austriaca;--rispose il caporal Piras.--Noi l'abbiamo +caricata alla baionetta. + +--Bravi!--esclamò il capitano Cattaneo.--Tanto più che non sarà +solamente una pattuglia, ma molto probabilmente l'avanguardia di una +ricognizione delle solite. + +--Infatti, signor capitano, ci sparavano addosso anche dai campi +laterali. + +--Vedete? Ve lo dicevo io? Ed eravate in pochi, per una carica. + +--Signor capitano, allo stretto si pareva di più. E poi, non era +ancora giorno chiaro. + +--Ah sì! _La nuit tous les chats sont gris_;--osservò il tenente +Gordolon, un nizzardo, che parlava bene e volentieri il francese. + +Il capitano Cattaneo ordinò alla compagnia di sostegno di prender +posizione lungo le siepi. Il nemico era in forze, di là da un campo di +grano turco, e sopra le vette delle piante ancor giovani si vedevano +tratto tratto apparire le teste dei soldati, coi loro alti pentoloni +neri. + +Il fuoco ricominciò. Veramente, non era cessato; ma la compagnia di +sostegno gli diede una gagliarda ripresa. + +--Tenetevi più radi!--gridò il capitano ai suoi soldati.--Così! A +dieci passi l'uno dall'altro! E tirate più basso, nel verde; la palla +si farà strada.-- + +Aminta, col suo braccio sanguinante, era stato mandato indietro, ad +aspettar l'ambulanza. Un bravo soldato, il Tonazzi, lo aveva fatto +sedere al piede di un gelso, e lo rinfrancava con qualche sorso di +_rum_ della sua fiaschetta. Che rabbia! Li vedeva, di là, i negri +cappellacci con l'aquila bicipite di argento falso, che luccicava ai +primi raggi del sole, e non poteva più spianare il suo fucile, per +mandar loro qualche palla, egli cacciatore dall'occhio sicuro e dal +colpo infallibile! + +Come il capitano Cattaneo aveva detto dianzi, quella era una +ricognizione in tutte le regole. Non accennava a volersi avanzare di +più; ma faceva un fuoco assai vivo. Perciò il battaglione si avanzò +tutto quanto, pronto ad entrare in azione, e venne anche una compagnia +di bersaglieri al passo di corsa, per snidare il nemico dal campo, +dove pareva aver messe le barbe. + +--Oh, bravo, Arrigozzi!--gridò il tenente Gordolon ad un +bell'ufficiale dalla persona alta e dal fiero aspetto, che guidava i +cappelli piumati.--Sei venuto a prendere la tua parte? + +--Spero bene che ci avrete lasciato qualche cosa;--rispose +l'Arrigozzi, passando e salutando con la sciabola. + +I bersaglieri, giunti al sentiero, si ordinarono tosto in manipoli, e +si cacciarono risoluti nel campo, con le baionette puntate in avanti. +Frattanto il tenente Parodi aveva detto ai suoi: + +--Ora voi altri, ragazzi miei, prendete un po' di riposo, che lo avete +guadagnato. Chi ha pane nella sacca ne mangi un boccone. La zuppa +verrà tardi, quest'oggi.-- + +Niente fa scorrere il tempo come le schioppettate. Con questo non +s'intende di raccomandarle agli annoiati, che potrebbero anche +abusarne; si dice solamente per accennare un fatto psicologico, +abbastanza curioso, e che a molti parrà anche in contraddizione con la +eterna lunghezza delle ore di pericolo. Forse la ragione di una tale +diversità di sentimenti sta in ciò, che il pericolo in guerra è un +pericolo _sui generis_, affrontato in molti, che s'incuorano a vicenda +e si riscaldano, e son capaci anche di celiare, di ridere e di far +ridere. Infine, che ne so io? Quanti hanno avuto pratica di queste +cose vi diranno che al fuoco non hanno contate le ore. + +La scaramuccia durò un pezzo, tanto che venne la zuppa, prima che i +bersaglieri e la compagnia di sostegno avessero finito di scambiar +colpi con un nemico, il quale si era ritirato sotto la protezione +delle batterie e non voleva aver l'aria di cedere. Venne la zuppa, +portata in due grosse pentole di ferro, sostenute da una stanga, +passata attraverso i due manichi mobili. Fumava, l'aspettata, la +sospirata, e mandava un soavissimo odore di lardo. I soldati si +rizzarono in piedi, fiutando il vento, come le cavalle di Omero. + +Ahimè! Quella zuppa doveva finir male. I quattro soldati di cucina che +la portavano, ebbero a passare in una larga radura, donde la videro +gli artiglieri austriaci dai bastioni. Un ufficiale di cattivo umore, +a cui forse non avevano portata la sua, si prese il gusto matto di +turbare la colazione degli altri. Un cannone fu puntato, partì il +colpo, e una delle solite palle la trentasei venne a ficcarsi nel +terreno, venti o trenta passi discosto dagli invocati distributori del +brodetto spartano. Titubarono alquanto i soldati, e pensarono di +piegare da un lato; così perdettero tempo, e un'altra palla arrivò, +anche più vicina della prima. Essi allora non aspettarono la terza; +rovesciarono le pentole, e via. + +Non li disprezziamo per ciò. Quei soldati erano dei buoni, e avevano +fatto in ogni incontro il loro dovere. Ma è regola che il soldato di +cucina non si batte. Se non si batte, perchè correrebbe il rischio dei +compagni che si battono? Sono ventiquattr'ore che egli regala a sè +stesso, alla famiglia, alle probabilità matematiche di portar salva la +pelle a casa. + +Aminta assistè dal suo posto ad una scena curiosa. I soldati che si +battevano, non avendo le stesse ragioni dei loro compagni di cucina, +scambio di fuggire dal posto preso di mira, si buttarono per +disperati, a raccogliere i pezzi di carne lessa, e le manate di riso, +per riempirne le loro gamelle, che, poveracci, avevano già slacciate +dagli zaini. Quel giorno, adunque, in premio della loro carica alla +baionetta, gli uomini del caporal Piras mangiarono il riso senza +brodo, ma per contro bene imbrattato di terriccio e sparso anche di +sassolini. La fame è cieca e non bada a queste piccolezze. + +Poco dopo venne il medico Baratelli, a visitare i feriti. Trovò che il +soldato Guerri aveva l'osso dell'omero scheggiato, e allora, fatta una +fasciatura alla lesta, mandò il ferito all'ambulanza del campo. Quel +medesimo giorno Aminta era avviato all'ospedale di Brescia. + +Il carro dell'ambulanza si mosse dalla cascina Fedalora mentre il +reggimento si disponeva a lasciare il campo, insieme con tutta la +divisione, per passare il Mincio e andarsi a piantare entro il famoso +Quadrilatero. Un'altra divisione doveva sostituire quella comandata +dal vecchio e prode Mollard, nell'assedio di Peschiera. Dicevasi che +per allora Peschiera e Mantova si sarebbero mascherate, e che il +grosso degli eserciti alleati avrebbe investito il campo trincerato di +Verona, sperando di trarre a giornata l'esercito nemico e di dargli un +altro Solferino là dentro. Al povero Guerri non sarebbe toccato più +niente di quella distribuzione, poichè andava all'ospedale. +«Distribuzione» era il vocabolo usato allora dai soldati piemontesi, +per indicare le schioppettate. Qualcheduno anzi v'aggiungeva «di +fagiuoli», dicendola ottima, per accompagnare l'eterno e solitario +riso della minestra quotidiana. + +Aminta partì, salutato dal bruno Fogazzaro, dal pallido e gentil +Prampolini, dal biondo angelico Simone, dal nero Isoardo, +dall'olivigno Piras, e a farla breve da tutti i suoi amici più cari, +dai suoi dilettissimi fratelli d'armi. Gli parve, spiccandosi da loro, +mentre il veicolo si metteva in moto, di separarsi dalla sua stessa +famiglia. È infatti una famiglia, il reggimento; anzi un aggregato di +famiglie, come i vecchi _clans_ della Scozia; ed è padre il capitano, +nonno il maggiore, bisnonno il colonnello. + +E la famiglia sua vera, che aveva lasciata alle Vaie? Ci pensò allora, +dopo aver ricevuta la parte sua, nella grande distribuzione. Fino a +quel giorno era vissuto in uno strano tumulto di idee, nella +confusione della gloria, e gli era sembrato di marciare in mezzo ad +una polvere luminosa, che gli nascondesse tutto intorno l'aspetto +delle cose. + +Da suo padre aveva ricevuto una lettera sola. Dio sa quante altre +n'erano andate smarrite! Ma da altri modenesi aveva sapute le notizie +della patria. Il duca Francesco V era fuggito a Vienna. Il conte +Jacopo Malatesti, fedele alla sventura, lo aveva seguito a Vienna. E +suo figlio Gino? Si diceva che fosse sparito dalla città, ma della via +che aveva presa non si sapeva nulla di certo. Il marchese Paolo, +ministro del duca, non si era mosso dagli Stati felicissimi, ma non +più fedelissimi, dicendo a chi voleva e a chi non voleva sentirlo, +com'egli avesse disapprovato sempre il poco liberale indirizzo del +governo del suo signore, insistendo spesso per fargli dare una +Costituzione. Pochi credevano; i più sorridevano e lasciavano dire. +Erano così felici di aver scosso il giogo! E il marchese Paolo, +probabilmente citando più che mai il gran poeta della patria, si era +ritirato a vivere in una sua villa sul Reggiano, dopo aver mandato un +saluto amorevole al Governo provvisorio. I governi provvisori +sorgevano da per tutto, in quei giorni. La tirannide era stata +dissipata, come una nebbia molesta, dal sole di Magenta. La Lombardia, +i Ducati, la Legazione di Bologna, la Toscana, erano libere; già si +aspettavano le rivoluzioni di Palermo, di Napoli, di Roma. Quanto a +Venezia, ci si andava; la città delle Lagune aspettava fremente. + +Un celebre chirurgo militare, il Larrey, osservò che al tempo suo +(quello delle grandi guerre napoleoniche) guarivano più facilmente le +ferite dei vincitori, che non quelle dei vinti. Sapere che la tua +ferita è stata utile a qualche cosa, è già un conforto: udire che il +tuo reggimento procede di vittoria in vittoria, che il tuo esercito è +entrato nella capitale del nemico, ed ha potuto dettare, giunto alla +sua meta, le condizioni di pace, è una gioia in cui si annegano molti +dolori. Così stando le cose, Aminta Guerri partiva felice per +l'ospedale di Brescia. Portava un omero scheggiato, fors'anche +spezzato; ma non sentiva al braccio che un gran calore: +l'infiammazione dei tessuti, forse; molto probabilmente le forze della +natura, che già lavoravano al doppio ufficio della eliminazione e +della riparazione. + +Il carro dell'ambulanza andava con motto uniforme sulla grande strada +maestra, che da San Martino di Pozzolengo metteva a Desenzano. Aminta +rivide il bel lago di Garda, che sembrava un mare, ma che, scambio +degli effluvii marini, portava quelli dei cedri e degli aranceti di +Salò. Addio Lonato, dall'alto castello veneziano, che raffigura da +lungi le immani rovine di una rocca ciclopica. Addio Ponte San Marco, +dove Aminta non vide nè il ponte nè il santo, ma donde mandò un saluto +e un pensiero affettuoso a Calcinato su Chiese, nobile borgo ospitale, +bianca apparizione torreggiante dal colmo d'un poggio, sul fondo verde +azzurro della pianura lombarda. + +Calcinato domanda un ricordo, se pure non è più giusto il dire che lo +comanda, a chiunque faccia la via da Brescia a Peschiera. È una grossa +terra e val molte città, col suo vasto abitato, con la sua chiesa più +vasta dell'abitato, e co' suoi cuori più vasti della chiesa. Calcinato +è forse il paese d'Italia che abbia veduto passare più soldati, dal +Quarantotto in poi, causa la sua poca distanza dal Mincio, su cui +tante volte si sono messe a cimento le fortune della patria. Ho detto +che il paese è largamente ospitale; aggiungerò che è italiano fino al +midollo. Fossero mille, diecimila, ventimila i suoi ospiti. Calcinato +non si è sgomentato mai. Alto, sopra il suo poggio solitario, non ha +mai badato a miserie. E lo paga de' suoi nobili sacrifizi l'amore di +quanti soldati furono ospiti suoi, cappotti grigi, camicie rosse che +fossero. Si rammenta sempre come una gloria la sua bella piazza +castellana, che vigila i colli di San Martino; la sua gran chiesa +bianca, che guarda Brescia e Bergamo, intravvedendo Pontida; il +sembiante aperto e il sorriso fraterno de' suoi abitanti; la festa dei +suoi giardini; la grazia de' suoi salotti; la gentilezza modesta delle +sue fattorie; perfino il profumo dei suoi larghi fienili, delle sue +legnaie, sotto i porticati delle corti campestri. + +Mentre noi c'indugiamo in questi ricordi, Aminta Guerri è giunto a +Brescia, ed è calato dal carro dell'ambulanza, davanti all'ingresso +dell'ospedale di Santa Eufemia. + + + + +Capitolo XIX. + +Sant'Eufemia! + + +Si sentiva debole, il povero Aminta. La via da Desenzano a Brescia non +è lunga, e la rendeva anche più breve il viaggio in istrada ferrata, +poichè da alcuni giorni quel tratto di ferrovia, rotto dagli +Austriaci, era stato riparato dai nostri. Ma le scosse del convoglio, +i trapassi faticosi dal carro dell'ambulanza di campo al convoglio, +nella stazione di Desenzano, e dal convoglio a un altro carro +d'ambulanza, nella stazione di Brescia, non erano fatti per ridar le +forze ad un uomo, che aveva una palla in un braccio, l'osso dell'omero +scheggiato, fors'anche spezzato, e una febbre da leoni per giunta. + +Egli era meno infelice tuttavia di tante migliaia di feriti del 24 di +giugno, che avevano dovuto far la strada su carri scoperti, alla vampa +del sole, sdraiati su poca paglia, messi a rinfusa, cercando un +ricovero negli ospedali improvvisati di Desenzano, e via via di +Lonato, di Ponte San Marco, di Rezzate e di Brescia, senz'altra cura +possibile, lungo la strada, fuorchè la speranza di ottenerne, appena +giunti in un rifugio, che fosse meno riboccante di loro compagni di +sventura. + +Aminta salì nondimeno da sè le scale di Sant'Eufemia, leggermente +sorretto da un infermiere. Fu fatto entrare in una corsìa, dov'era +ancora un letto libero. Si dice ancora, ma si potrebbe dire che era +stato lasciato libero a mala pena, poichè il soldato che l'occupava da +sette giorni era andato quel giorno a dormire il gran sonno. Lui +partito, si era mutata la biancheria e messo a capo del letto un altro +cartellino. Su questo fu scritto un altro nome, quello di Aminta +Guerri, vi si aggiunse la patria, il reggimento, e, appena fu giunto +il medico per la visita, anche la qualità della ferita. Così il letto +del N. 151 aveva cambiato proprietario. + +--Speriamo bene;--aveva detto il medico, dopo avere attentamente +visitato il ferito.--Mi pare che tutto proceda a dovere. La palla si +sente e non sarà difficile estrarla. Riposate ora un tantino. + +--Signor dottore,--disse Aminta,--vorrei chiedere una grazia. + +--Scrivere alla vostra famiglia?--disse il dottore. + +--Sì; come ha indovinato alla prima! + +--Eh, ci vuol poco, mio caro. È il primo pensiero del ferito, appena +giunge all'ospedale. Le prime cure che riceve da persone ignote, +quantunque amorevoli, richiamano alla sua mente quelle che vorrebbe +avere dai suoi. + +--È vero;--disse Aminta.--E se potessi far sapere ai miei che son qua, +all'ospedale di Sant'Eufemia... + +--È presto fatto;--replicò il medico militare, un forte e simpatico +giovanotto, a cui non toglievano bellezza, aggiungendo gravità, le due +lenti piantate sul naso.--Ho qua dentro dei foglietti di carta e delle +buste. Dettate e scriverò. Nessun ringraziamento, vi prego; son cose +che fanno perder tempo, e basta sottintenderle.-- + +Aminta diede il nome e il ricapito dei suoi. Il dottore scrisse poche +linee per lui, dando anche notizie rassicuranti intorno al suo stato +di salute. Poi mise il foglietto nella busta, suggellò, aggiunse +l'indirizzo; tutto alla svelta, a suon di tamburo; finalmente consegnò +la lettera a un infermiere, perchè fosse gittata immediatamente nella +buca, all'ingresso dell'ospedale. + +--Adesso, dunque, riposate. Niente ringraziamenti, vi ripeto: siamo +qui l'uno per l'altro; abbiamo servita in faccia al nemico comune la +medesima causa; io, più fortunato di voi, ho della carta da lettere +pronta nel portafoglio, e le braccia sane per servirmene. A rivederci +tra poco; dormite un paio d'ore, vi prego.-- + +Aminta non accettò la raccomandazione, che dopo aver chiesto e saputo +il nome del simpatico uomo, che faceva tutto alla svelta, e bene, e +non voleva neanche essere ringraziato. Bravo dottor Pesce! Anch'egli +alpigiano come Aminta Guerri; poichè era nato sull'Appennino +ligustico, a Campo Ligure, com'egli sull'Appennino modenese, a +Fiumalbo. + +Saputo il nome, e risposto con un sorriso alle ultime esortazioni +amichevoli del dottore. Aminta piegò la testa sul guanciale e prese +sonno. Ne aveva bisogno più assai che non credesse, di quel sonno +ristoratore; e non dormì solamente le due ore che gli aveva +raccomandato il buon medico. La febbre, per miracolo, non soverchiò la +stanchezza, e neanche gli diede sogni spiacevoli. Si era addormentato +pensando ai suoi monti; sognò di vederli, e di abbracciare suo +padre.--«Infine,--gli diceva, mostrando il suo braccio ferito,--l'ho +anch'io, la mia brava testimonianza di aver servito il paese. E non è, +perdio, una misera condanna a tre mesi di confine!» Aminta Guerri, lo +ricordate, non aveva perdonato, come sua sorella; il suo pensiero +ricorreva spesso, e sdegnosamente, alle nobili imprese del conte Gino +Malatesti. Al campo gli era giunta una lettera, in cui si diceva, tra +l'altre cose e notizie di Modena, che il conte Gino era sparito. +Sicuro! Tanto sparito, che non se n'erano più avute novelle. Se il +conte Gino avesse avuto un'oncia di cuore, se avesse inteso il dover +suo, si sarebbe arruolato in un reggimento piemontese, o nell'esercito +di Garibaldi; avrebbe fatta la sua brava campagna, e presa magari in +petto la sua brava palla, redentrice d'ogni colpa. A quel patto, a +quel patto solo, avrebbe perdonato Aminta Guerri le colpe di Gino +Malatesti. Ma il conte Gino non aveva fatto nulla di ciò. Se lo avesse +fatto, altri modenesi lo avrebbero saputo, altri modenesi lo avrebbero +narrato ad Aminta. Nessuno gli aveva data una simile notizia; solo +avevano potuto scrivergli che il signor conte era sparito. Sparito! + +La mattina seguente, fu fatta una vera e compiuta esplorazione della +ferita, ed anche estratta la palla. Era conica, la palla, e di +carabina Stutzen; ma alla breve distanza a cui era stato colpito +Aminta, le era mancato il tempo di allargare le sue ali di piombo. +Perciò non era stata troppo grave la lacerazione dei tessuti. Dalla +poca quantità delle schegge raccolte, fu anche facile argomentare che +l'osso non era stato troppo maltrattato. + +--Speriamo bene, anzi meglio di ieri;--disse il simpatico +dottore.--Ora che la medicatura è fatta, voglia starsene tranquillo, +signor mio, non muoversi, sopratutto non commuoversi, non agitarsi +inutilmente. La vita dell'ospedale è noiosa; ma ci vuol flemma. +Coraggio e sangue freddo, come dicono al reggimento! E aspetti la +famiglia, sì, ma con moderata impazienza.-- + +Aminta sorrise a quelle raccomandazioni, fatte con un tono di burbero +benefico. + +--Grazie, tenente!--diss'egli.--Ella non mi vuol guarire soltanto con +le mani. + +--Eh, si capisce;--rispose il dottore.--Le mani in chirurgia; la +lingua in medicina. Ella non ha bisogno solamente di chirurgo, ma +anche di medico. Stia dunque ai consigli.-- + +L'ultimo venuto della famiglia è sempre il beniamino. Aminta Guerri, +ultimo venuto a Santa Eufemia, fu il beniamino dell'ospedale. Triste +famiglia, un ospedale; ma non dimenticate che si era nel 1859, in un +ospedale di Brescia. + +Ordinariamente, in un ospedale, è squallore e tristezza, anche quando +vi regna la pulizia. Le suore di Carità fanno un servizio ammirabile, +assai gradito ai poverelli, che certamente non avrebbero avute mai +tante cure in casa propria, e più certamente ancora non videro in casa +propria tanta nettezza, tanto ordine, tanta puntualità, tanta +abbondanza del necessario. Ma un po' di superfluo, Dio buono, quanto è +necessario alla vita! Quelle mura scialbe dello stanzone non destano +alcun pensiero giocondo nell'animo, non fioriscono di nessuna +consolazione lo spirito abbattuto. Pagine bianche e mute, vi lasciano +tracciare con la fantasia tutti i segni più neri, leggere tutte le +malinconie che volete. E là, fra tanti letti in fila, tutti della +medesima forma, custoditi alla vista dalle medesime cortine, è un +principio di depressione del povero orgoglio umano, pur tanto utile a +stimolare le energie della vita; in quell'odor molle di corruzione, +che nessun profumo varrebbe a dissipare, e che gli stessi effluvii di +farmacia mettono in evidenza, pur volendolo vincere, è un principio di +morte. Così muore lo spirito, prima che il corpo si spenga. Lo +stanzone, il dormitorio in comune, è lieto tra i sani, tra i forti, in +una caserma, quando un motto allegro scoppia nel buio e fa scoppiar le +risate all'intorno; è uggioso e triste senza fine, dove son venti o +trenta uomini che stanno male, e dove chi ne ha meno finisce presto +con sentirne di più. Infatti, nella corsìa dell'ospedale si moltiplica +il pensiero delle vostre miserie per quello di tutte le altre che vi +circondano. Ma non così a Santa Eufemia, nell'anno glorioso; sebbene, +in onta alla consolante dottrina del Larrey, si morisse anche delle +proprie ferite, dopo aver vinto, e sapendo che l'esercito di cui si +era parte onorata, proseguiva la sua opera liberatrice. + +Anche a Sant'Eufemia erano scialbe le mura; ma l'ospedale non si aveva +tempo a sentirlo, poichè la famiglia appariva da tutti gli usci, +brulicava per tutte le corsie, s'inchinava amorosa a tutti i +capezzali. Le donne gentili di Brescia assistevano esse i feriti; +servivano gli ammalati più gravi, consolavano di buone parole coloro +che potevano udire e rispondere, allegravano di graziosi motti i +convalescenti. In certe strette, dove i feriti non avevano più bisogno +d'altro che di riposo e di nutrizione ricostituente (non è questo il +vocabolo?), non pareva più d'essere tra due letti d'ospedale, ma in un +salotto; salotto improvvisato, ma pur sempre un salotto. Per l'appunto +da due convalescenti erano occupati i due letti alla destra di Aminta, +corrispondenti ai numeri 152 e 153. Il 152 era un giovanotto di +Casalmaggiore, che aveva avuta a San Martino una ferita sul dorso +della mano sinistra, nell'atto di puntare il fucile, prima di aver la +sua laurea d'avvocato nella università di Pavia. Il 153 era un +gentiluomo di Pistoia, ferito alla regione frontale, ma anch'egli in +via di guarigione. Lo chiamavano il poeta, perchè egli, più sfregiato +che offeso dallo strisciar di una palla austriaca dalla fronte alla +tempia sinistra, diceva di voler coprire lo sfregio con una corona +d'alloro. E intanto scriveva rime, come il suo conterraneo Gino +Sinibaldi, e fregiava di sonetti e di madrigali gli albi delle belle +infermiere. + +Aminta vide passar davanti al suo letto le più leggiadre apparizioni, i +più varii e i più nobili tipi della bellezza femminile. Vide ed ammirò +anch'egli quelle due luci che il 153 chiamava, in un impeto lirico, «i +più begli occhi d'Italia» e che il 152, capo ameno se altro fu mai, +simulando la parlata e l'accento di un viaggiatore tedesco in Italia, +ribattezzava per «belle parrocchie.»--Ma che parrocchie!--esclamava il +153.--Arcipreture, collegiate, abbazie, cattedrali, basiliche! Un par +d'occhi come quelli non si dovrebbero portare attorno così, impunemente, +audacemente, per tentare al furto i poveri mortali. «Signora... (e qui il +nome della felice proprietaria di quel paio d'occhi) non sarebbe forse +più prudente metterli in uno scrigno? o consegnarli allo Stato, perchè +fossero conservati tra i diamanti della corona?»-- + +Aminta non udiva sempre di così allegri discorsi. Qualche volta si +parlava anche dei compagni più gravemente feriti, subitamente +aggravati. E appunto due giorni dopo che gli era stata estratta la +palla dall'omero, da un letto alla sua sinistra sentì proferire un +nome che lo fece sobbalzare tra le lenzuola. Malatesti, Malatesti, +avevano detto? Non ne era ben certo. Un ferito parlava con un +infermiere, venuto accanto al suo letto. Il nome di Malatesti, o +qualche cosa di somigliante, era stato pronunziato. Si volse, come +potè, a stento, e tese l'orecchio. Ma il ferito parlava a bassa voce, +e l'infermiere egualmente. + +Restò a lungo turbato, cercando e non trovando nella sua mente confusa +il modo di soddisfare la curiosità ond'era tormentato. Ma aveva poi +udito bene? E se anche aveva udito bene, non ce n'erano altri, di +Malatesti, in Italia? + +Aminta era in questi dubbi, quando incominciarono le visite mattutine. +Una bellissima signora bresciana, proprio quella dei «più begli occhi +d'Italia», apriva in quel giorno la marcia. Giunta al letto di Aminta, +entrò nella stretta, si avvicinò al suo capezzale, e gli domandò con +la sua vocina soave come avesse passata la notte. + +--Sognando di Lei;--avrebbe risposto il 153. Ma il nostro Aminta era +il 151; non rispose che un «bene, grazie», come avrebbe fatto ogni +semplice mortale, alla domanda di ogni semplice dama, e sessagenaria +per giunta. + +--Ha bisogno di nulla?--domandò ancora la bella infermiera. + +--Sì, signora;--osò dire Aminta.--Di una notizia. + +--Ah, bene! Mi dica;--rispose ella, contenta di potergli esser utile +in qualche cosa. + +--Vorrei sapere...--ripigliò Aminta.--Le chiederei, in grazia, di +dirmi se tra i feriti c'è qui un Malatesti. + +--Sì,--rispose la signora,--ho sentito questo nome. + +--È modenese?--domandò Aminta. + +--Non so; ma aspetti, si fa presto a saperlo.--Così dicendo, la bella +signora, escì leggiera leggiera dalla stretta e ritornò sopra i suoi +passi, fino all'uscio di una cameretta, dove alloggiava l'infermiere +della sala. Aminta la vide ricomparire, due minuti dopo, alla sponda +del suo letto. + +--Sì,--diss'ella, ripigliando il discorso,--è un conte Malatesti, di +Modena. Lo ricordo benissimo, ora; è un soldato volontario del 13^o +Reggimento; occupa il primo letto della corsia.-- + +Aminta era preso da una strana inquietudine. Tutti quei particolari +eccedevano, oramai; gl'impedivano di saper subito l'essenziale. + +--E scusi...--diss'egli;--è ferito... gravemente?--Forse la bella +signora si era avveduta del turbamento di Aminta; forse non era in lei +che un sentimento di pietà femminile. Comunque fosse, ella si mostrò +meno franca nel rispondere a quell'altra domanda. + +--Gravemente?... Non credo, se per una ferita grave si ha da intendere +che ci sia pericolo di vita. Non so bene come sia ferito; mi pare alla +spalla; quasi come Lei, Ma si spera... si spera molto. + +--Ho sentito dire,--ripigliò Aminta,--o mi è parso di sentire d'un +Malatesti che stava assai male. + +--Sì, dev'essere una notizia di ieri sera;--rispose la signora, +abbassando le ciglia pietose sui «più begli occhi d'Italia».--Si è +temuta una recrudescenza, per un forte accesso di febbre... Ma questa +mane, poc'anzi, quando son passata daccanto al suo letto, mi è parso +abbastanza tranquillo. + +--Ha detto che è ferito alla spalla? + +--Sì, vicino alla spalla... più in qua... sotto la clavicola destra. +Ma si calmi, la prego. E sopratutto non parli troppo; le farà male. + +--Ancora una domanda, signora! È lontano di qui? + +--Le ho detto che è in principio di questa corsìa. Ma già, ella non +può voltarsi a vedere, e meno ancora contare i letti. Il suo amico è +al numero 140. + +--Grazie, signora;--disse Aminta.--Il conte Malatesti è infatti un +amico mio. Speriamo bene.-- + +I più begli occhi d'Italia si spiccarono finalmente da Modena, per +brillare di luce pietosa su Casalmaggiore e Pistoia. Colà si aveva +meno bisogno di chieder notizie, e molto più di ammirare la loro +bellissima proprietaria. Beati convalescenti! Ed anche beati cuori +tranquilli, che non sentivano, come Aminta Guerri, il rimorso di un +falso giudizio. + +Aminta soffriva acerbamente del suo. Povero Gino! povero Gino! Lo +aveva dunque accusato a torto? Sparito, il conte Malatesti, sparito da +Modena! Sì, sparito da Modena, ma per passare il confine, anzi i due +confini di Modena e di Parma, per correre in Piemonte, e indossar la +divisa del volontario. Ma perchè non ne faceva un cenno, la lettera? +Ah, sì, che poteva dire la lettera? Il conte Gino, il figlio di Jacopo +Malatesti, di un fedel servitore del Duca, non poteva mica toccar la +tromba, per annunziare al popolo e al comune il suo virile proposito. +Era sparito, come fa in simili circostanze l'uomo forte e modesto, che +la voce del dovere ha chiamato. E senza lasciar trapelare il suo +segreto da anima nata, senza mandar notizie di sè ai parenti, agli +amici, era entrato, egli cavaliere esperto e magnifico, in un +reggimento di fanteria, forse per meglio nascondersi, per sottrarsi +alla vista, alla curiosità de' suoi pari, al pericolo di notizie che +sul suo conto si potessero spargere. Ignoto a tutti, fuorchè al suo +reggimento, aveva fatta la sua brava campagna, e una palla in petto +aveva premiato il suo doppio eroismo, mentre tutti gli altri lo +dicevano semplicemente «sparito da Modena» e Aminta Guerri lo accusava +di non aver fatto seguire i fatti, i forti fatti, alle chiacchiere +vane, alle piccole glorie di una condanna al confine. E come lo aveva +mal giudicato in ciò, non poteva Aminta Guerri averlo giudicato male +in qualche altra cosa? Per esempio nel suo mancar di fede alle Vaie? A +buon conto, sua sorella Fiordispina, quella che più di tutti aveva a +soffrirne, non aveva dubitato del cuore di Gino; sua sorella +Fiordispina gli aveva perdonato, senza mestieri di giustificazioni, di +pentimenti, di atti da eroe. Povera Fiordispina! Ed ella aveva +profondamente sofferto; e soffriva ancora; avrebbe sempre sofferto. +Sono nel mondo creature di tempra più nobile, vasi d'elezione, secondo +il detto di un grande, ai quali è stato affidato, come a sua propria +sede, il dolore; e da quei cuori più alti, come da fari accesi sulle +tenebre vaste dei mari, il dolore umano spande la sua luce più bella. + +Il medico giunse, guardò il ferito, gli toccò il polso, e trovò +cresciuta la febbre. + +--Ebbene, che è?--diss'egli.--Abbiamo fatto qualche pazzia? Il +cervello ha lavorato troppo, non è vero? + +--Ella vede tutto, tenente!--mormorò Aminta.--Indovina tutto!... + +--Eh, ci vuol poco;--rispose il dottore.--Abbiamo una bella febbrona. + +--La ferita, forse.... + +--La ferita non ci ha che fare; la ferita procede bene. Qui ci siamo +riscaldati la testa, dico io. Forse col pensiero della famiglia? Si +calmi; la famiglia verrà. Vuol farsi trovare dai suoi più ammalato che +non sia veramente? + +--Ha ragione, tenente! Vedrò di calmarmi, non penserò a nulla. + +--Bravo, così va fatto. Neanche a tutte queste belle signore che +passano, mi raccomando. Ah, bene! La vedo sorridere, mio caro Guerri. +Abbiamo già dunque il cuore impegnato con una di queste angiolesse +custodi? Lo dicevo ben io, che questa febbrona non veniva dal braccio! + +--S'inganna, tenente; ho il cuore altrove. E poi, nel mio stato.... Le +pare? Mi dica ora, di grazia;--soggiunse tosto il ferito, vedendo il +dottore già sulle mosse per continuare le sue visite;--come sta il +140? + +--Benissimo!--esclamò il dottore, inarcando le ciglia.--Conosce già i +numeri di tutta la corsìa! + +--Si tratta di un mio concittadino, del conte Malatesti;--rispose +Aminta.--Mi hanno detto che è qui, al numero 140.-- + +Il dottore rimase un istante perplesso, guardando di sotto alle sue +lenti il curioso. In quell'istante la sua risoluzione era fatta. + +--Il 140 va molto meglio,--rispose. + +--Con una palla nel polmone!--disse Aminta. + +Qui, altra guardata attraverso le lenti. Ma con tutta la sua +penetrazione, il bravo dottore non poteva mica indovinare che il +ferito giuocasse di scherma con lui e gli facesse una finta così +audace, per obbligarlo ad una certa parata. + +--Ebbene,--diss'egli allora,--che cosa c'è di strano? Con un polmone +forato si può vivere... quando non si muore subito: il che, mi +concederà, guasta anticipatamente tutta la cura del medico. Il conte +Malatesti è stato ferito il 24 giugno; siamo al 5 di luglio; son +passati dunque undici giorni, ed egli è ancor vivo. Sarebbe già, da +solo, un bel fondamento di speranza; ma non è solo, perchè un certo +miglioramento si è già manifestato nelle sue condizioni generali. + +--Mi avevano detto....--balbettò Aminta. + +--Ah, caro il mio Guerri! Se Ella dà retta agli infermieri, crederà +che qui siano tutti moribondi. Qui, invece, ho l'onore di dirglielo, +guariscono tutti, nella proporzione del novantacinque per cento. + +--È alta!--disse Aminta. + +--Sì e no;--rispose il dottore, mettendo per amore della verità +scientifica un correttivo all'asserzione pietosa.--Ella deve anche +pensare che qui abbiamo tutti i feriti che si son potuti trasportare. +Hanno durato agli strapazzi del viaggio; c'era la fibra. Ma basta; ora +finisco il mio giro. + +--Mi fa un piacere, tenente? + +--Purchè Lei stia zitto un paio d'ore, e tranquillo tutto il resto del +giorno, sì. + +--Mi saluti il conte Malatesti; gli porti un augurio del mio cuore! + +--La servirò.-- + +Ciò detto, il tenente medico si allontanò dal capezzale di Aminta, per +andare a finire il suo giro. Da quella parte là, per fortuna, non +aveva che convalescenti. + +--Sì, sì! Potrà sentirli i saluti?--borbottava egli tra i denti.--Ed +anche approfittare degli augurii, quel povero conte!-- + +Finito il giro, andò a cercar l'infermiere della sala, che stava nel +suo camerino, leggiucchiando un giornale. + +--C'è qui un uso....--gli disse il dottore,--un uso che non va. + +--Ho preso il giornale or ora;--rispose l'infermiere, alzandosi +tosto.--Sono i primi due minuti di riposo, dalle cinque di stamane. + +--Non parlo di riposo;--ripigliò il dottore,--parlo dall'uso di dar +notizie dei feriti gravi agli altri feriti, che lo son meno, ma che +potrebbero ancora aggravarsi. + +--Non mi pare di aver fatto nulla di simile. + +--Al 151, per esempio, si è detto che il 140, un suo concittadino, ha +il polmone forato e che il suo stato è gravissimo. Queste notizie +turbano. La debolezza di chi le riceve, l'amicizia, metta anche in +certi casi la parentela, tutto ciò aiuta a far crescere l'ansietà, +l'agitazione, la febbre. Non va, dico, non va. + +--Mi accusa a torto, signor tenente;--replicò l'infermiere.--Le giuro, +da buon italiano come sono, non ho detto nulla di nulla, nè al 151, ne +ad altri. + +--Allora il signor Guerri mi ha ingannato;--disse il dottore.--Gli ho +risposto di non credere a ciarle d'infermieri.... Capirà, dovevo +parlar così!... Ed egli non mi ha detto nulla in contrario. + +--Creda, signor tenente, avrà voluto tirare a indovinare. Qualcheduno +gli avrà detto che qui c'è il conte Malatesti.... + +--E che ha il numero 140, e che ha un polmone forato!--aggiunse il +dottore. + +--Ma proprio non gliel'ho detto io;--ribattè l'infermiere.--Se non +sono le signore.... + +--Ah, donnine belle!--esclamò il dottore, tentennando la testa. + +--Sicuro, donnine belle!--ripetè l'infermiere.--Non ce ne dovrebbero +essere, negli ospedali, a confonder la testa. + +--Bravo! La confondono a Lei? + +--No, dico ai feriti. + +--Eh! per questo, vada là! Un po' d'aria di famiglia fa bene. Vestono +con eleganza; mettono in mostra qualche colorino allegro, che fa un +po' di contrasto, che rompe questa monotonia nosocomiale. Veda anche +il nome, quanto è brutto! Nosocomio! E siamo poco belli noi altri, con +le nostre divise; e son brutti lor signori, con quelle cappe nere, che +li fanno rassomigliare a tanti confratelli della buona morte. Lasci +che le signore vengano, che le signore risplendano, che le signore +sorridano; è tanto di guadagnato per la salute. Dico soltanto che +bisogna guardarsi dal notiziario. Veda, per esempio; ieri il 151, non +aveva più febbre; oggi gli è ritornata. La cosa mi rincresce tanto +più, che oggi può capitare suo padre. + +--Potrò dunque lasciarlo passare? + +--Certamente. La vista della famiglia non fa mai male. È una febbre +diversa, una febbre benefica, quella che dà la vista della famiglia ai +feriti.-- + +L'infermiere s'inchinò, e il dottore, escito dal camerino, scese per +la scala di servizio, che era lì accanto, riuscendo, come quello +stanzino di guardia, a metà del camerone, o piuttosto del gran +corridoio, dov'erano in fila i letti degli ammalati. + +Da quella scala, poche ore dopo, il bravo infermiere vide affacciarsi +una piccola comitiva, che domandava di vedere il volontario Guerri. +L'accompagnava un soldato di guardia (un piantone, per usar la parola +propria) che portava il permesso del dottore. + +--Il volontario Guerri è in questa corsìa, per l'appunto;--disse +l'infermiere.--A sinistra, al numero 151. È il padre, Lei? + +--Sissignore,--rispose il primo della comitiva.--E come va, il mio +povero figliuolo? + +--Bene, una guarigione sicura. Complicazioni non se ne temono, con +quella costituzione robusta. L'osso è scheggiato per una parte assai +piccola, e le schegge vengono fuori benissimo, ad ogni medicatura. + +--Grazie!--esclamò il vecchio Guerri, mandando un respiro tanto +fatto.--Ella mi ridà la vita. Avrà un po' di febbre, m'immagino. + +--Sì, un pochettino; ma non per la ferita. Non ne ha avuto stanotte, +per esempio. Gli è venuta stamane, per certe chiacchiere di signore, +che gli hanno dato una notizia spiacevole d'un suo amico, un conte +Malatesti, che è al numero 140, e grave, assai grave. Ella capirà, +signor mio.... quando si è amici.... sentir dire lì per lì....-- + +Il signor Guerri non stette a capir altro, ma si volse indietro e vide +Fiordispina impallidire. La zia Angelica era stata pronta a +sostenerla. + +L'infermiere non finì la sua frase. Anch'egli aveva veduta quella +bella ragazza, che veniva alle spalle del signor Guerri, e non gli era +sfuggito il turbamento che l'aveva colta. + +--Che ha?--gridò egli.--Si sente male? + +--Nulla, nulla!--rispose il vecchio Guerri.--Con questo caldo, e con +questo odor grave.... + +--Ha ragione;--ripigliò l'infermiere.--Noi siamo abituati; ma lor +signori, che vengono di fuori, lo sentono. Aspetti, prenderò qualche +sale, e lo faremo aspirare alla signorina. + +--No, grazie, non ne ho bisogno;--disse Fiordispina, scuotendosi.--Non +ho più nulla.-- + +Ma il pallore ond'era coperto il suo viso, contrastava con le parole. + +--Andiamo;--ripigliò essa, tuttavia, sforzandosi di +sorridere.--Vediamo Aminta. Dov'è? + +--Per di qua, signori, per di qua!--disse l'infermiere, guidando i +visitatori. + +E giunto davanti al numero 151, entrò nella stretta, per dare la buona +novella al volontario Guerri. + +--Sono arrivati i suoi, sono arrivati;--gli disse.--Ora non sarà più +triste, non soffrirà più d'impazienza. + +E si ritirò, vedendo sorridere Aminta; si ritirò, per lasciare il +passo libero ai parenti del ferito. + +--Babbo.... sorella.... zia....--balbettò Aminta, commosso.--Vi ho +qui, finalmente? + +--Vai meglio, non è vero? + +--Sì, molto meglio. Anzi, mi pare d'esser guarito, ora. Per altro, +vedete? non posso abbracciarvi. + +--Non te ne dar pensiero; ti abbracceremo noi, e tu ci renderai più +tardi l'abbraccio. + +--Don Pietro!--esclamò Aminta, poi ch'ebbe baciato suo padre e le +donne.--Anche Don Pietro, è venuto? Che bontà è stata la sua! + +--Ma sì.... ma sì! grande bontà!--rispose Don Pietro con le lagrime +agli occhi.--Quando penso a voi altri, che avete messa a repentaglio +la vita per fare tante belle cose, mi pare che dovremmo venir tutti, +dai monti e dai piani, per baciare le vostre ferite. + +--Sempre giovane, il nostro Don Pietro! Tu lo vedi!--disse il signor +Francesco. + +--Se fossi giovane! Se fossi giovane!--borbottò il vecchio +prete.--sarei qua, e verreste a trovarmi; o sarei là.... e preghereste +per me.-- + +Si ritrasse, ciò detto, lasciando Aminta coi suoi. Avevano tante cose +da dirsi! Egli frattanto dava una giratina per la corsìa, ma voltando +subito da destra. + +--Dov'è il numero 140?--chiese egli sottovoce all'infermiere. + +--Ah! il conte Mala.... + +--Zitto, per carità! + +--Ho capito;--disse l'infermiere, che incominciava a non capire più +nulla.--Eccolo là; è il primo della corsìa.-- + +E mentre seguiva il prete, soggiungeva contrito: + +--L'ho fatta bella anch'io; anzi l'ho fatta peggio. Perchè io, +finalmente, ero avvisato! Ma chi diavolo ha da pensare che queste +notizie debbano far tanto male anche alle persone sane? Oramai c'è da +temere perfino di metter loro tra le mani un giornale. A proposito, +non ho neanche potuto leggere il mio!-- + +Un altro infermiere appariva nel corridoio. + +--Ah, bravo!--gli disse.--Sei venuto a rilevarmi? Avevo proprio +bisogno di andare a prendere una boccata d'aria. Guarda; ci son qui +alcuni signori. Quel vecchio, e le due signore, sono parenti del 151; +il prete, laggiù, è un parente o un amico del 140. + +--Viene a tempo, il prete, per il 140!--disse quell'altro. + +--Eh, pare di sì. Povero giovane!-- + +Mentre i due infermieri facevano questi discorsi Don Pietro Toschi era +giunto al capezzale di Gino Malatesti. Il ferito era immobile nel suo +letto, pallido, cereo nel volto, non più vivo che nello sguardo. Ma +come aperto, quell'occhio! come lucente! Pareva che il poveretto, +sentendo prossima la fine, volesse bere per lo sguardo tutta la luce +del giorno che fuggiva. + +Gino vide Don Pietro e lo guardò fissamente; poi mosse le labbra, +accennando di voler parlare. Don Pietro gli fe' cenno di non +affaticarsi; e intanto si curvò lui, si curvò tanto, che il suo +orecchio venne a toccar quasi le labbra di Gino.--Grazie!--mormorò a +quell'orecchio il ferito. + +--Mio caro signor Gino!--disse il vecchio prete, rattenendo a stento +le lagrime.--Mio valoroso amico! Vi porto i saluti di Aminta. Soldato +della patria anche lui, rimasto ferito, sotto Peschiera, e trasportato +da pochi giorni a Sant'Eufemia. Se egli potesse muoversi, come +verrebbe volentieri ad abbracciarvi!-- + +Un lampo di allegrezza balenò dagli occhi di Gino Malatesti. E lo +sguardo, fisso negli occhi di Don Pietro, e il moto delle labbra, +sembravano dire al visitatore:--«Continuate! continuate!» + +--Aminta è ferito all'omero, ma si spera bene, come per voi;--proseguì +il vecchio prete.--Vogliamo farle ancora, quattro chiacchiere insieme, +e tutti e due, miei bravi ragazzi, racconterete le sante imprese ad un +povero ottuagenario, che non ha potuto seguirvi con la croce nel +pugno. Non potendo far altro, son venuto anch'io a trovare il nostro +ferito. E qui abbiamo saputo di voi, di ciò che vi è costato il vostro +amor patrio. Ma speriamo....--soggiunse Don Pietro.--Speriamo! + +--Più nulla da sperare;--mormorò Gino.--Veduto da voi; perdonato.... +da tutti; mi basta! + +--Oh, non è questa l'opinione dei medici;--rispose Don Pietro.--Non vi +mettete in capo delle tristi idee! Fidate nella scienza dei pratici, +ed anche un pochino nella vostra bella gioventù. + +--Son così debole!--mormorò il ferito. + +--Per il sangue perduto, e che dovete rifare;--ripigliò amorevolmente +Don Pietro.--La vostra debolezza mi fa pensare che le parole vi +costano, e che dovete risparmiarvi. Lasciate parlar me, caro Gino! +Parlerò, non dubitate; parlerà anche il signor Francesco, che è qui. +Voi perdonerete ad un padre, se egli non corre subito a baciarvi, +dovendo dare il primo pensiero a suo figlio!-- + +Il ferito obbedì alla raccomandazione. Ma i suoi occhi interrogavano +sempre Don Pietro. + +Sopraggiunse in quel mezzo il dottore, e si accostò all'altra sponda +del letto. + +--Ella ha trovato un amico, reverendo?--gli disse, mentre con la mano +accarezzava la fronte al ferito. + +--Sì, e quale amico! Come un figliuolo, per me!--rispose Don +Pietro.--Abbiamo passate tante belle ore insieme! Ed altre ne +passeremo, non è vero, dottore? + +--Certamente, certamente!--disse il dottore, sforzandosi di +accompagnare la parola con un sorriso fiducioso.--Il nostro prode +Malatesti deve esserci conservato. Egli non è amato solamente da Lei. +Al reggimento ci si pensa sempre moltissimo, e il suo colonnello manda +ogni giorno a chieder notizie. Ieri, poi, ci ha incaricato di +annunziargli che è stato messo a rapporto, per la medaglia al valore. +Ci ha diritto due volte, il conte Malatesti. Già ferito ad una gamba, +poteva lasciare il campo, e non volle. Era troppo leggera, la ferita, +capisce? Leggera o no, il regolamento parla chiaro, ed egli, restando +ancora pochi minuti al suo posto di combattimento, aveva meritata la +medaglia. Ha voluto meritarla, zoppicando e facendo fuoco per un'ora, +fino a tanto non ebbe l'altra ferita. Bravo soldato! bravo +soldato!--esclamò il dottore, ripulendo col fazzoletto le sue lenti, +che gli si erano un pochettino offuscate.--Ce ne vorrebbero centomila, +di questi, e s'andrebbe in capo al mondo. + +--Bravo! bravo Gino!--balbettò Don Pietro, con voce soffocata dalla +commozione.--E dica, signor dottore: nessuno della sua famiglia è +stato avvertito? + +--Si è scritto a Modena, sì; ma pare che laggiù non ci sia nessuno dei +suoi. Ci ha risposto il sindaco, che la contessa Malatesti è a Reggio, +presso la marchesa Baldovini sua madre. Da Reggio hanno scritto che la +marchesa Baldovini è incomodata, e che sua figlia non può lasciarla.-- + +Don Pietro chinò la fronte, e mandò un sospiro a bocca chiusa. + +--Ma il nostro conte non ha bisogno di nessuno;--soggiunse il medico, +tornando ad accarezzare la fronte al ferito.--Egli è soldato ed ha +intorno i suoi fratelli.... la sua famiglia militare, non è vero?-- + +Gino mosse lievemente la testa, in atto di assentire alle amorevoli +parole del medico. Poi, non volendo rompere la consegna con lunghi +discorsi, mormorò una parola soltanto: + +--La lettera.... + +--Ah, sì!--rispose il medico.--Il nostro Malatesti vuol farle sapere +che ha ricevuto una lettera da Vienna; una lettera di suo padre. Gli +era stata mandata al reggimento; dal reggimento è venuta qua, ed io ho +avuto il piacere di leggerla a lui. Eccola qua, nella tasca del suo +cappotto grigio. È una lettera che onora due persone ad un tempo: il +padre ed il figlio.-- + +Così dicendo, il dottore aveva ficcata la mano nella tasca del +cappotto, che pendeva alla gruccia, daccanto al capezzale, e ne traeva +fuori il documento in discorso. + +--Ecco!--soggiunse, spiegando il foglio e porgendolo a Don +Pietro.--Legga anche Lei, come il nostro amico desidera.-- + +Gino sorrise al medico, e mormorò un dei suoi «grazie!» + +--E poi staremo qualche ora tranquilli, non è vero!--disse il medico, +chinandosi su lui e parlandogli quasi all'orecchio.--Sarei contento se +dopo la visita dei vostri amici, poteste dormire un pochino.-- + +Don Pietro frattanto leggeva la lettera, che, col permesso di Gino, +leggeremo anche noi. Il conte Jacopo scriveva in questa forma a suo +figlio: + + «_Mio caro Gino_, + +«Ero già molto dolente di non ricever tue nuove da Torino, quando la +tua lettera è venuta a dichiararmi la risoluzione che hai presa. Mi +chiedi perdono. E di che, figliuol mio? A te piuttosto dovrei +chiederlo io, che non ho lavorato a farti felice, e che, scambio di +accompagnarti in Piemonte, ho preferito di seguire il mio signore in +Austria. Ma io, caro Gino, son della vecchia generazione, e mi sarebbe +parso di non meritare la stima di nessuno, neanche la tua, se avessi +fatto un voltafaccia all'ultim'ora, e sopra tutto senza ombra di +pericolo. Aggiungi che, fedele alla buona, dovevo esserlo anche alla +cattiva ventura. A voi giovani, a voi liberi, le vie del futuro. Ti +mando la mia benedizione e l'augurio che tutti i tuoi voti si +adempiano. + +«Tuo padre, che ti bacia, + + «JACOPO MALATESTI.» + +--Buon padre!--mormorò Don Pietro, commosso. + +E rese la lettera al dottore, che fece l'atto di voltarsi da fianco, +per rimetterla al suo posto. + +--No, no!--disse Gino, con quel suo filo di voce. Il dottore comprese +il gesto delle labbra, più che non udisse la parola. + +--Avete detto di no?--chiese egli, curvando la testa più presso al +ferito. + +--Nel cappotto no;--rispose Gino. + +--Allora qui, sotto il vostro guanciale? + +--No;--disse Gino, mentre i suoi occhi si volgevano a guardare Don +Pietro. + +--A lui?--ripigliò il dottore, vedendo quella guardata.--Ma il vostro +amico l'ha letta.-- + +Lo sguardo di Gino non si spiccava più dalla faccia di Don Pietro. + +--Che debbo farne?--chiese a sua volta il vecchio prete.--Mostrarla, +forse.... ad altre persone? + +--Sì;--rispose il ferito. + +E nello sguardo gli brillava la contentezza di essere stato capito. + +--Bene!--replicò Don Pietro.--Il primo a leggerla sarà il signor +Francesco Guerri. Ma sappiate, mio Gino, che non sarebbe necessario. +Tutto ciò che è avvenuto era stato inteso per il suo verso, e niente, +si è mutato per voi alle Vaie, dal giorno che voi ne siete partito. +M'intendete? niente mutato, e tutti amici vostri, come prima.-- + +Il medico, tiratosi un po' indietro, accennò con gli occhi al prete. E +questi, che intese la mimica, fece poche altre parole, poi si tolse di +là, promettendo di ritornare tra poco. Anche il medico si mosse dopo +di lui, e lo raggiunse quasi vicino al letto di Aminta. + +--Povero conte Malatesti!--gli disse.--Se sapeste come ha pianto, +quando gli ho letta la lettera di suo padre! Allora non era così +debole, così rifinito come ora; ed anche il dolore aveva +un'espressione più forte dalla medesima saldezza della fibra. + +--Ah sì, povero conte Malatesti!--ripetè il vecchio prete.--Forse meno +infelice oggi, nel punto di lasciare la vita, che non lo fosse prima +di ricevere quella palla in petto! Egli ha sofferto molto, nella vita, +portando i rimorsi di una colpa non sua, ma del conte suo padre. + +--Appunto!--disse il dottore.--C'è una frase, nella lettera.... + +--Ah!--esclamò Don Pietro.--L'ha osservata anche Lei? È quella in cui +il conte Jacopo esprime il suo dispiacere di aver fatto contro ai +desiderii del figlio. Ed è per quella frase che il conte Gino desidera +che la lettera sia veduta da altri. Le dico un segreto non mio, signor +dottore; ma tra noi, in questo momento, è cosa necessaria. Possiamo +parlare qualche minuto in disparte? + +--Sì, venga qua;--rispose il dottore.--C'è il camerino +dell'infermiere.-- + +L'infermiere in quel mentre stava accanto al letto di Gino Malatesti, +dandogli a bere un sorso di brodo: unico suo nutrimento, oramai. Poco +stante, il ferito chiuse gli occhi e si assopì. La fibra, eccitata un +istante dall'arrivo dell'amico e da tutti i ricordi delle Vaie, si +rilassava da capo. Ma il suo sonno, come al solito, doveva esser +breve. + +Anche al sonno riparatore è necessario, negli infermi, un buon resto +di forze; perciò è naturale che non dia lunghi sopori una vita che +sfugge. Così nella mente di Gino Malatesti erano anche poche idee, +come è poca cerchia di luce intorno ad una fiammella che sta per +ispegnersi. Egli sentiva gratitudine per il dottore, per quell'amico +degli ultimi giorni, che oramai non esciva neanche più da Santa +Eufemia, per esser pronto ad ogni chiamata. Pensava anche a suo padre, +già tanto severo e crudele con lui, ma nobilitato, purificato da un +pentimento sincero. Poi, si raccoglieva a contemplare un'immagine di +donna, una immagine dolorosa e cara, che si offriva a lui sempre nella +sua ultima forma, quando gli era apparsa un istante nel teatro di +Modena. Che istante era stato quello, per il povero Gino! Ferito da +un'aspra parola della contessa Elena, si era alzato dal suo posto. +Anch'essa, la povera Fiordispina, si era ritirata dal suo. Nè più +l'aveva veduta; ma da quel punto, e in quella forma, in quell'atto, +gli era rimasta impressa negli occhi. Così come aveva cercato di +stordirsi dapprima, quando suo padre lo aveva costretto alle nozze con +la Baldovini, così aveva egli cercato di stordirsi, dopo +quell'incontro, battendosi col barone De Wincsel. Non n'era venuto a +capo, per la intromissione audace della marchesa Polissena; ad altro +ancora aveva dovuto pensare, perchè fosse stornata dal capo dei Guerri +una nuova tempesta. Ma dopo d'allora la sua vita era stata un tormento +quotidiano dello spirito, reso anche più doloroso dalla necessità di +portar la sua maschera d'uomo tranquillo e felice. Per fortuna erano +sopraggiunte le cure politiche, turbando in vario senso gli animi +della sua classe. La marchesa Polissena si era sempre occupata poco di +politica; ma quella volta bisognava pensarci, poichè si trattava di un +grosso temporale, e il suo primo pensiero fu di dispetto contro gli +uomini potenti, che mettevano l'Italia, o, per dire più esattamente, +la sua piccola corte a soqquadro. La contessa Elena, si capisce, +seguitava le idee di sua madre, come ne imitava gli esempi. + +Anche il conte Jacopo vedeva addensarsi la burrasca, e se ne +addolorava profondamente. Egli, che da tanti anni era stato messo +fuori delle grazie del Duca, riprese proprio allora a mostrarsi in +Corte, mentre tanti altri fedeloni, favoriti del giorno innanzi, +diradavano le visite, preparandosi a prendere di largo: mentre lo +stesso marchese Paolo, spiando l'occasione di lasciare l'ufficio, si +teneva quasi sull'ali, disposto ad allontanarsi anche lui. + +--Jacopo,--gli disse il marchese Paolo, un giorno che le notizie di +Parigi e di Torino erano venute più tristi che mai per la causa dei +tirannelli d'Italia,--voi siete un uomo raro. + +--Perchè dite questo, mio buon Paolo? + +--Perchè voi serbate fede alla sventura. + +--Non ho fatto così, anche nel Quarantotto? E vi è parso allora un +difetto? + +--Nè allora, nè oggi;--rispose il marchese Paolo;--quantunque oggi, a +giudicarne da certi indizi, mi sembri che se si va.... + +--Non si torna più, volete dire? Ebbene, non si torni;--replicò il +conte Jacopo.--I vecchi Malatesti si contenteranno di finire con me. +Non sono mai stati furbi, lo sapete; sarebbero assai più di quel che +sono, se si fossero voltati, come i girasoli, ad ogni sole nascente. +Ma poi.... che importa ciò?--soggiunse egli, stringendosi nelle +spalle.--Guardate i girasoli. Non muoiono anch'essi? Si muore tutti, +amico Paolo, e non c'è altro conforto, per l'uomo di carattere, che di +esser vissuto disprezzando chi andava disprezzato, e di lasciare, dopo +morto, un nome non disprezzabile. + +--Onore ai vecchi Malatesti!--esclamò il marchese Paolo.--E fortuna ai +nuovi! + +--Parlate di mio figlio?--rispose il conte Jacopo.--Egli è andato dove +lo chiamavano le sue idee giovanili, che io non ho ispirate, vivaddio, +nè educate. Qualunque cosa egli faccia, e per quanto io mi dolga di +saperlo su quella strada, mi è caro di pensare che egli non ha +aspettato il nuovo sole, per fargli festa. Noi vecchi restiamo al +nostro posto. La via è senza uscita, ci dicono? Ebbene, poichè ci si è +entrati, e per nostra elezione, c'è anche onore a non ritornare più +indietro.-- + +Questi discorsi trattenevano un poco il marchese Paolo. Ma egli non +seguì il Duca, quando questi dovette partirsene, e non si ritirò da +Modena che quando fu proclamato il governo provvisorio. Ai pochissimi +che andarono a visitarlo in quel giorno, che doveva essere così triste +per lui, disse chiaro e tondo che egli «lo aveva preveduto»; che non +si erano voluti seguire i suoi consigli, rispettosi, ma fermi e +frequenti; che infine egli era nato italiano e non si sentiva +straniero in casa sua; solamente per non dar noia con la sua presenza +a nessuno, sarebbe andato il giorno dopo in campagna. Infatti, se ne +andò in una sua villa, presso Reggio, tranquillo, rassegnato agli +eventi, col desiderio di essere dimenticato per allora, non senza una +lontana speranza di essere ricordato in tempi più calmi. + +Il conte Malatesti, niente furbo, e contento di non esserlo, aveva +seguitato il suo signore sul territorio austriaco. Egli credeva di +essere italiano, mantenendo le sue convinzioni, perseverando anche in +un errore, per non dare il brutto esempio di un cambiamento +consigliato dall'utile personale. E poi, e poi, era della vecchia +generazione, il conte Jacopo. Ben poteva scrivere da Vienna al suo +Gino, sapendolo arruolato nel 13° Reggimento dell'esercito piemontese: +«A voi giovani, il futuro.» + +Ahi, quale futuro, povero Gino! Fu molto, fu ogni cosa per lui, che la +immagine soave di Fiordispina Guerri consolasse il suo breve sonno: +che quella immagine, così amorevolmente pietosa come gli era apparsa +nel sogno, gli apparisse ancora al suo ridestarsi. + +Era là, daccanto al suo letto, la fanciulla dei Guerri; era là, viva e +palpitante per lui. Spalancò gli occhi, il poveretto, la guardò +attonito, la guardò lungamente, quasi non potesse credere a tanta +fortuna; da ultimo aperse le labbra, mormorando il suo nome. + +--Tacete, ve ne prego!--diss'ella sommessamente, chinando il bel viso +su lui.--Tacete, Gino; non vi affaticate, e confidiamo in Dio!-- + +La vista di Fiordispina Guerri parve dar nuove forze a quel povero +morente. Viveva di quella contemplazione muta. Riconoscente di quel +perdono e di quella cura amorosa, Gino Malatesti ebbe ancora la virtù +di sorridere alla sua consolatrice. Ma oramai non gli restava che un +soffio di vita. Quella medesima notte, vegliando essa al suo +capezzale, il ferito mandò un gemito, e a lei, che si era prontamente +accostata a guardarlo, mormorò: + +--Mi sento morire. + +--Gino! che pensieri son questi? + +--No, mi sento morire;--ripetè egli, con voce soffocata dal rantolo +dell'agonia.--Raccogliete la mia anima.... ve ne prego!-- + +Si era chinata su lui, la povera fanciulla, per rialzargli la testa, +leggermente, come un'altra volta aveva fatto, dandogli un po' di +sollievo. Ma la testa di lui ricadde inerte sull'origliere, e un +soffio rapido sulle labbra di Fiordispina, e un fiotto di sangue +apparso sulle labbra di Gino Malatesti, dissero chiaramente alla +fanciulla dei Guerri, che tutto era finito. + + + + +Capitolo XX. + +Vent'anni dopo. + + +Sette anni fa, il mio amore per le vecchie castella, per i monti e i +laghi dell'Appennino, mi condusse a Reggio, donde risalii a Canossa, +alle Carpinete, a Bismantua, e di là, sempre per vie di montagna, a +Fiumalbo, per salire la vetta del Cimone. + +Eravamo in parecchi, amici provati, ed anche avvezzi a fare insieme +quelle escursioni estive. Uno di essi, l'ingegnere, conosceva +benissimo i luoghi, e ci aveva anche assicurato che presso Fiumalbo, +da certi suoi conoscenti, avremmo trovato alloggio e cavalli, per far +l'ascensione con ogni comodità. + +Non fu vana promessa. Poco sopra Fiumalbo avemmo i cavalli, e al +nostro ritorno (poichè allora non volevamo fermarci) avremmo anche +avuto l'ospizio. Il padrone di casa, un bell'uomo, ancora giovane, +dall'aspetto severo, ma dai modi singolarmente cortesi, si mostrò +dolentissimo di non poterci accompagnare, per sue ragioni di famiglia, +che lo chiamavano quel giorno in paese. Ringraziammo, accettando le +guide che egli aveva messe a nostra disposizione, e ci avviammo su per +un bosco di cerri, al dorso sassoso del Cimone. + +--L'amico non può;--mi disse l'ingegnere, quando fummo al largo ed +egli potè mettere il suo cavallo al pari col mio;--ma se anche +potesse, verrebbe difficilmente con noi. Le alture non lo tentano più. + +--Niente di strano;--risposi.--Ho già avute occasione di osservare il +fenomeno. Son tutti così, questi abitatori della campagna: hanno i +meravigliosi spettacoli della natura a uscio e bottega, e non c'è caso +che si vogliano scomodare un'oretta per andarli a contemplare. Così +avviene che i cittadini della pianura si facciano alpinisti e +conoscano a palmo a palmo i gioghi e le vette, mentre i signori +montanari non fanno cento passi lontano da casa.-- + +L'ingegnere mi lasciò fare tutte le variazioni possibili sul tema, +pensando forse alla beatitudine di certa gente, a cui basta una +parola, per mettere in moto il cervello e svolgete un'intiera teorica, +senza curarsi più affatto del punto di partenza. Io ero felice di +chiacchierare a distesa, e non badai lì per lì al silenzio dell'amico. +Credo anzi di averlo interpetrato allora come un atto di assentimento +alla bontà delle mie osservazioni. Vedete dove si ficca la vanità, e +fin dove ci seguita! + +Giungemmo col sole alto alla vetta del monte, e dopo una breve fermata +scendemmo a visitare i laghi. Quello della Ninfa mi piacque +moltissimo, forse perchè aveva una leggenda, che il capo della scorta +ci raccontò. Vedevamo laggiù, dall'altra parte dell'acqua, lo scoglio +dorato che raffigurava imperfettamente il profilo di una donna supina, +e volentieri saremmo andati anche noi ad ossequiare la Ninfa; ma come? +Da una parte il sasso era tagliato a piombo; dall'altra era tutto un +prunaio; quanto al passare dal mezzo, ci sarebbe voluta una fede più +forte della nostra. + +--Peccato che non ci sia una barca!--esclamai. + +--C'è stata;--mi rispose l'ingegnere;--ma non c'è durata molto. + +--Lo credo bene, che non ci poteva durare!--entrò a dire il capo della +scorta.--C'ero io, quando s'è lanciata in acqua, e l'ho detto subito, +che la Fata non ne sarebbe stata contenta. La primavera dopo, quando +ci ritornai, non c'era più barca. Eppure, vedano, era stata tirata a +riva e legata con una fune a quel tronco d'albero là, che allora non +aveva due palmi di giro. + +--Sfido io!--mi disse l'ingegnere all'orecchio.--C'è stata una piena, +nell'inverno; un bel carico di neve e di ghiaccio ha fatto affondare +la barca, il peso ha strappata la fune, e addio roba! S'è affondata di +sicuro, senza bisogno che la Ninfa la vedesse di mal occhio.-- + +Benedetti ingegneri! Son come i medici, loro, ed hanno una ragione per +ogni cosa. A me, lo confesso, piaceva assai più lo sdegno della Ninfa. +E notate che non sono poeta; lo sono così poco, che poco lungi di là, +vedendo un faggio che portava sul tronco i segni di parecchie +incisioni fatte con una punta di coltello, incisioni già antiche, con +caratteri oramai illeggibili, feci un'osservazione come questa: + +--Che scioccherie! Guastare un bel tronco, per far sapere alle genti +il suo riverito nome.... Che gusto c'è, dico io, che gusto?-- + +L'ingegnere per quella volta non mi lasciò andar fuori, ed io sentii +una toccatina di gomito, che mi persuase a smetter subito subito. + +--Se sapeste!--mi disse egli poscia.--C'è tutta una storia d'amore, +sotto quelle incisioni. + +--Leviamo allora la corteccia, e leggiamola;--risposi.--O piuttosto, +poichè siamo già troppo lontani dall'albero, siate tanto gentile da +raccontarmela. Non cerco altro che storie, io! + +--Domani;--mi replicò l'ingegnere.--Ve la racconterò domani. + +--Perchè non oggi? + +--Anche oggi, alla fermata; ma a patto che siano lontani gli uomini +della scorta. Capirete bene!... + +--Non capisco nulla, ma fa lo stesso. Avete le vostre ragioni, e mi +basta.-- + +Per quel giorno diedi io il segnale della fermata, vedendo un'eminenza +dove le cavalcature non avrebbero potuto stare che a disagio. Colà +andammo a seder noi, mandando la scorta e i cavalli su d'un ripiano +più basso. + +--Ho capito;--disse l'ingegnere;--voi volete la storia. Andiamo dunque +a ristorarci lassù.-- + +Volevo la storia e l'ebbi, per allora in compendio, ma dal principio +alla fine. Il gentiluomo mandato per punizione a vivere in que' luoghi +salvatici; l'ospitalità di una famiglia montanara; gli amori, le corse +al Cimone, la gita al lago della Ninfa, la barca lanciata in acqua, i +nomi dei due amanti incisi sui tronchi dei faggi; il richiamo del +gentiluomo a Modena; i pianti, le promesse, i giuramenti, l'oblio, le +nozze con un'altra donna, le angosce, i pentimenti, le giustificazioni +e la morte; tutto, insomma, e senza che un nome fosse pure proferito. + +--Ora vi ho contentato;--mi disse l'ingegnere.--Ma voi mi prometterete +di non ricordarvi più del racconto che vi ho fatto, fino a doman +l'altro, quando saremo ritornati a Modena. + +--Perchè? + +--Il perchè lo so io; promettete! Ed anche di non accennare stasera, +in presenza dei nostri ospiti, alle particolarità della nostra visita +al lago. + +--Non sanno forse che ci andavamo?--risposi. + +--Lo sanno; ma voi mi farete cosa gradita a non parlarne, e a tagliar +corto se ve ne domandano essi. Promettete? + +--Figuratevi, caro amico! Se non è che questo!... Faremo delle +chiacchiere vane; parleremo magari di politica.... che Iddio ce ne +scampi, per altro!-- + +Erano forse le otto di sera, quando si giunse alla casa degli ospiti: +una casa vastissima, o, per dire più veramente, un ceppo di case alte +e basse, la cui contiguità chiaramente indicava il bisogno +d'ingrandimenti successivi, lasciando anche argomentare che si fosse +molto pensato alle comodità interne, senza badare affatto a contentar +l'occhio del viandante con una armonica disposizione di linee +esteriori. Smontati da cavallo innanzi al portone, trovammo sulla +soglia il signore che quella mattina ci aveva augurato il buon +viaggio. Egli ci pregò di salire in casa sua, con molta semplicità di +discorso, senza nessuna di quelle dichiarazioni d'indegnità, di casa +non adatta, di accoglienza alla buona, che sono il consueto +accompagnamento degl'inviti di montagna. + +Noi piuttosto avremmo voluto scusarci. Eravamo cinque ospiti, tutti +vestiti alla carlona, stazzonati, gualciti, stinti e inzaccherati da +due settimane di vita zingaresca. Ma a che far complimenti, tra +uomini? Il nostro aspetto, poi, non era niente peggiore di quello che +presentava la casa. + +Per altro, come fummo entrati nella gran sala del primo piano, ci +colpì l'aria di signorile abbondanza che regnava colà. Era nel mezzo +una gran tavola, sontuosamente imbandita, con due grandi doppieri sui +capi, le cui fiamme si riflettevano lungo le pareti, sui cristalli di +quattro scansìe piene di libri riccamente rilegati, e sulla cassa +impiallacciata di un pianoforte a coda. In verità, ci trovammo male, +là dentro, coi nostri abiti gualciti e le nostre scarpe inzaccherate. +Ma infine, i nostri ospiti sapevano bene donde venivamo, e non +ignoravano certamente che scorrevamo i monti senza impicci di valigie +e di sacche da viaggio. + +Questo pensiero ci calmò un pochettino, mentre rispondevamo con +inchini e frasi scucite alle oneste accoglienze del padrone di casa, +bel vecchio ottuagenario, ancora molto robusto, e triste e cortese +come suo figlio, che ci aveva salutati sull'uscio di strada. + +L'ingegnere conosceva quel vecchio, e si prese egli la briga di +presentare ad uno ad uno i suoi quattro compagni di gita, che +capitavano là ad incomodare i padroni di casa. + +--Per incomodare, son pochi;--rispose il vecchio.--Desideriamo che si +trovino bene, e ce lo provino, facendo una lunga fermata.-- + +Tutto ciò era detto con molto garbo, ma anche con molta gravità. Il +vecchio parlava con noi, ma aveva l'aria di pensare a tutt'altro. + +Dietro a lui apparvero allora due donne: vecchia la prima, e non più +giovane la seconda. Strano contrasto! La vecchia aveva i capegli quasi +neri; la più giovane li aveva bianchi del tutto, e non li nascondeva. +Due ciocche d'argento sbucavano dal fazzoletto di seta, che ella +portava addoppiato, secondo il costume montanino, intorno alle tempie. + +Vedute le signore, dovemmo pure scusarci dei nostri poveri arnesi. Ma +il vecchio non ci lasciò continuare. + +--Per carità, non facciamo complimenti;--diss'egli.--La casa non c'è +avvezza; e noi meno della casa.--Capii che non occorreva insistere, e +condussi il discorso sui libri, domandando il permesso di avvicinarmi +alle scansie che avevo vedute da principio. C'erano molti libri +moderni, sugli scaffali, e fui lieto di poter proferire, leggendo, +parecchi nomi d'amici. + +La signora più giovane, che era la figliuola del padrone di casa, mi +aveva accompagnato in quella piccola ispezione. Le domandai se +leggesse molto. + +--No, non più tanto;--mi disse.--Il tempo manca. + +--Come?--esclamai.--Anche qui, signorina? + +--Qui più che altrove;--rispose ella.--Le faccende di casa son molte. + +--E non bisogna dimenticare i bambini;--soggiunse l'ingegnere, che si +era avvicinato in quel punto.--La signorina li ama assai, e fa scuola +a tutti i ragazzi del vicinato.-- + +Quella signorina dai capegli bianchi come la neve, che amava molto i +bambini, ed era rimasta a governar la casa di suo padre, scambio di +prendere un marito che non avrebbe dovuto cercare, così bella come era +stata sicuramente nella sua prima gioventù, e come appariva tuttavia, +ad onta de' suoi otto lustri, quella signorina, dico, fece sull'animo +mio una profonda impressione. + +E non essa soltanto, ma ogni cosa ed ogni persona, in quella casa +tanto ospitale, eppure tanto malinconica: i cui abitatori vi destavano +tanta simpatia, e vi gelavano le parole in bocca, quando cercavate di +esprimerla. + +Durante il pranzo si ragionò di varie cose, ma parlò quasi sempre +l'ingegnere, dando notizie di Modena, e venendo a discorrer poi di +opere pubbliche. L'ottuagenario prese la parte maggiore alla +conversazione, ma non si scaldò un tantino che quando si cadde sulla +politica. Dio buono, anche in montagna? Sì, lettori garbati, più in +montagna che altrove. E con che ardore, lassù! In fede mia, se i +nostri uomini politici sapessero da che altezze son sempre osservati, +e alle volte giudicati, tremerebbero senz'altro. Ma essi +ordinariamente non badano che alla opinione delle grandi città, spesso +ristretta ad un battibecco di cinque o sei giornali, mentre il grosso +della popolazione pensa a far fortuna, o a darsi bel tempo, o a tutt'e +due le cose insieme, volgendo agli uomini politici un'occhiata +stracca, e solamente nelle grandi occasioni, attraverso la prosetta +rachitica dei sunti parlamentari. In quelle alte solitudini, in quelle +paci campestri, gli uomini politici son forse stimati più grandi del +vero; per contro, si domanda loro di più. E come sono flagellati a +sangue, quando perdono il tempo in chiacchiere! come sono +profondamente odiati, quando fanno il male, scambio del bene che si +aspettava da loro! + +Ripeto: se sapessero come son giudicati, tremerebbero. E se vi pare +che questo verbo disdica ad uomini politici, mettiamone pure un altro; +diciamo che si vergognerebbero di tanta miseria, di tanta povertà +d'ideali, e quind'innanzi ad ogni loro atto andrebbe compagno il +pensiero: che cosa ne diranno quei di lassù? Fortunatamente gli uomini +politici non sanno nulla di questi severi giudizi, e possono seguire, +senza timori e senza sospetti, le loro modestissime inclinazioni. E +gli abitanti della pianura, i beati cultori dell'aurea mediocrità, +respirano liberamente, pensando che non ci sono più grand'uomini, che +non ci sono più eroi, per escire di riga, per guastare la bella +armonia del concerto. + +Io, come il lettore s'immagina, durai gran fatica a sostenere quella +conversazione. Politica, santi Numi! Politica lassù? Mi ero posto in +guardia; sapevo poco di ciò che si faceva nelle alte sfere; non +conoscevo personalmente nessuno degli uomini che giudicava dall'alto +il mio ospite. Egli potè credermi, magari Dio, più sciocco del vero, e +alieno per trista elezione dalle cose della patria. A mala pena mi +venne fatto di trovare la gretola, scappai fuori, cercando di tirare +il discorso sui monti, sulla loro formazione, sulla loro emersione, +sui fatti geologici e meteorologici che li avevano condotti alla forma +presente, e su tante altre cose affini, egualmente importanti, +sperando di esser preso anch'io per un fossile, anteriore al periodo +glaciale. + +Avrei potuto parlare di letteratura, argomento che oramai è da tutti, +grazie all'assiduo lavoro della critica spicciola, che c'istruisce per +due soldi la settimana, e ci fornisce anche, bontà sua, il lume a +mano, per iscoprire le più riposte bellezze dei capilavori moderni. Ma +le poche parole ch'ebbi occasione di farne con la figliuola del mio +ospite, mi persuasero che neppur quello era argomento per me. La +signorina aveva buon giudizio; ma domandava troppo all'arte nuova, e +più assai ch'ella non possa dare, costretta com'è dalle esigenze del +gusto presente, e più proclive a secondarle che non sia adattata a +combatterle. Figuratevi! Le domandava di riaccostarsi alle forme +antiche; di seguire la tradizione paesana; di aver presente questa +teorica barbogia, che il pensiero è un fiore delicato, il quale non +nasce su tutti i margini di strada, e vuol essere educato con ogni +cura nei giardini, e presentato come una maraviglia alle genti. No, +no, niente letteratura! Geologia, piuttosto, geologia e paleontologia, +dove i vecchi strati delle rocce e le antiche specie organiche si +studiano bensì, ma sotto l'aspetto della classificazione, senza +obbligo di abbracciar sempre un partito. + +Il pranzo era stato servito con abbondanza montanara, quasi feudale. +La cacciagione e il pesce di fiume avevano fornita la mensa. Dei vini +non si parla neanche: il lambrusco, il trebbiano, il vin santo, erano +a dirittura eccellenti. Pure, non venni a capo di esilararmi un +tantino; anch'io, come le trote del mio ospite, era un pesce fuor +d'acqua. + +L'ingegnere, quando ci fummo tutti ritirati nelle nostre camere, mi +prese in disparte e mi disse: + +--Ebbene, che opinione vi siete fatta dei nostri ospiti? + +--Caro amico,--risposi, cercando di eludere la quistione,--un buon +pranzo, e non ancora digerito, comanda la gratitudine ad ogni stomaco +ben fatto. + +--Lasciamo gli scherzi;--replicò l'ingegnere.--Vi domando che cosa +pensate, sinceramente, di queste persone? Son curioso di saperlo. + +--Appagherò la vostra curiosità, quando voi avrete risposto ad una mia +domanda. Che spessore attribuite voi a queste pareti? + +--Ma.... non saprei. Bisognerebbe misurare. Del resto, parlate +sottovoce, e non ci sarà caso che nessuno vi senta. + +--Orbene,--ripigliai,--sentite la mia opinione. Mi par d'essere in una +casa incantata. C'è nell'_Orlando furioso_, ed anche nelle _Mille e +una notte_, d'onde l'Ariosto ha cavato tante altre belle cose, la +storia di un'isola, dove tutti gli abitanti erano rimasti di sasso. +Qui mi sembra di vedere un caso consimile. Ci sono delle persone +gentili, molto gentili, ma in modo tutto lor proprio, che non è quello +del comune degli uomini. Accolgono con affabilità, parlano con +amorevolezza, ma si direbbe che è tutto lavoro meccanico, +superficiale, e che il cuore non c'entra per nulla. Cioè, non +esageriamo,--soggiunsi tosto, vedendo di essere andato oltre il mio +pensiero, per la stessa difficoltà di esprimerlo,--il cuore c'entra +per le sue parti meno profonde; ma nel fondo, nel nocciolo, è come +gelato. Il pensiero, dal canto suo, è qualche volta con gli ospiti, ma +più spesso si chiude entro di sè medesimo, per contemplare Dio sa che. +Per dirvela in poche parole, non mi sembrano persone di questo mondo, +quantunque ci vivano, e abbiano l'aria di muoversi in mezzo a noi +tutti. + +--Avete ragione;--mi rispose l'ingegnere.--C'è passato un gran dolore, +su questa casa di galantuomini. Li avete veduti, i capegli bianchi di +quella signorina? Alla sua età molte donne li hanno così, e la tintura +benefica di Madama Allen corregge gli errori del tempo. Ma questa, +vedete, li ha bianchi da oltre vent'anni; in una settimana la sua ala +di corvo si è tramutata in ala di cigno. Il suo dolore non ha dato +lagrime, si è gelato intorno al cuore; e tutti, intorno a lei, si sono +raccolti in un muto rammarico. Ella non ha voluto contristare nessuno; +ma tutti son tristi con lei e per lei. + +--Ed è la fanciulla della storia che mi avete raccontata +quest'oggi!--esclamai. + +--Sì, stavo appunto per dirvelo. + +--Oh, non dubitate! Lo avevo immaginato fin dal primo momento che +siamo entrati in questa casa. Ma come può aver durato tanto al dolore? + +--Un medico ve lo direbbe. Gli organismi sani resistono e conservano. +Noi ammalati, con l'aneurisma congenito nelle arterie e il tubercolo +appiattato nel polmone, non si resiste all'affanno, si muor di dolore; +qui invece ne vivono. Si può anche dire che qui è il dolore nella sua +forma più nobile. La fibra sana resiste, il sangue vivo e rutilante +vorrebbe ribellarsi, chiedendo tutte le gioie, tutte le ebbrezze +dell'esistenza; ma l'anima costringe il sangue, l'anima comanda alla +fibra.--«No,--dice essa, la vincitrice immortale,--io soffro, soffrite +voi pure con me.»-- + +--Ingegnere!--esclamai.--Siete poeta? + +--Chi non lo è?--diss'egli, stringendosi nelle spalle. + +--Eh, molti e molti che conosco io;--risposi. + +--Non lo credete;--ripigliò l'ingegnere.--Voi mi parlate di una gente +che conosco anch'io, e forse più intimamente di voi, perchè io vivo +tra gli uomini, e voi, caro amico, dividete il vostro tempo tra i +libri e le nuvole. + +--Non tanto, ingegnere! Non tanto! Ma se è per farvi piacere... + +--Per farmi piacere,--soggiunse egli,--dovete credere quello che io so +di tanti campioni della prosa, millantatori di una certezza negativa +che non hanno nell'anima. Son povera gente, ve lo dico io, povera +gente che si vergognerebbe di credere come noi, gabellati da essa per +ispiriti deboli, e che poi, trascinata dalla necessità del sistema, +non sa far altro che sostituire una metafisica sua a quella che +avrebbe voluto discacciare per sempre. Oh, le fanfaluche di cui si +nutrono e in cui credono fermamente, gli apostoli della negazione! Ci +sarebbe da fare un bel libro, sapete! + +--Ma non per convertirli!--risposi. + +--Lo so. Per convertirli, ci vorrebbe un corso di matematiche. È +là,--disse l'ingegnere, trionfante,--che io mi sentirei di ridurli a +miglior consiglio, questi amenissimi roditori della scienza, che +osservano i fatti e non vedono le relazioni, che studiano la materia e +non intendono la legge, che non si elevano a nessun concetto di +integrazione, che non sospettano neanche della vitalità delle +astrazioni e della virtù generatrice degli assiomi. Ma noi +filosofiamo,--soggiunse l'amico, ridendo,--ed è tempo di andare a +dormire. + +--Ecco una verità assiomatica!--risposi io.--Dunque, buona notte! + +--Buona notte! E ricordate la storia che vi ho raccontata. C'è la +materia d'un libro. + +--Ora che ne conosco gli attori!--esclamai.--Vi pare possibile? +segnatamente con quella libreria, dove entrano anche le pubblicazioni +più recenti! Dio guardi se ci capitasse la storia, che voi mi +consigliate di scrivere. + +--È vero;--mi rispose l'ingegnere.--Non se ne parli più.-- + +Fatte queste parole, ce ne andammo a dormire. La mattina seguente, +bevuto il caffè insieme coi nostri ospiti delle Vaie, prendemmo +congedo da loro, per ritornarcene a Modena. Quando fui in sella, mi +parve di essere Gino Malatesti. La fanciulla dei Guerri era là, +bellissima ancora, co' suoi capegli bianchi e con le rughe precoci +intorno ai grandi occhi pensosi. + +Avrei voluto dirle una buona parola, dond'ella intendesse che io +conoscevo la storia de' suoi nobili dolori; ma mi parve cosa puerile. +Anche una massima generale avrebbe stonato, e mai certe generalità +sentenziose mi parvero più sciocche d'allora. Strinsi la mano a tutti, +senza aggiungere una frase, dopo le tante di ringraziamento che aveva +fatte l'ingegnere per noi. La mano di Fiordispina era fredda; ma io +l'avevo sentita tremare. Forse in quel luogo medesimo, davanti alla +casa campestre, Gino Malatesti era salito in arcione, e di là aveva +mandato l'ultimo saluto con l'ultima promessa, ahimè, non attenuta +alla fanciulla dei Guerri! + +E il povero prete? Ah, quello era morto da un pezzo, e non soffriva +più dei dolori altrui. Pace all'anima di Don Pietro Toschi, e sia +sempre il suo nome ricordato con venerazione alle Vaie. + +Mi accomiatai tristamente dai Guerri, che non dovevo più rivedere. +Mezz'ora dopo, ero a Fiumalbo; il giorno seguente a Modena, donde +ritornai subito a casa, tra i miei sopraccapi, che m'aspettavano +tutti, e i miei libri, che avevano l'aria di dirmi,--«La vuoi finire +con le malinconie? Vieni, la consolazione e la vita sono con noi, +morti parlanti, senza la malignità, l'ambizione e l'invidia dei +vivi».-- + +Ritornato alle mie cure, non dimenticai la storia delle Vaie. Spesso, +quante volte mi accadeva di parlare con cittadini di Modena, chiedevo +notizie dei personaggi che ci avevano avuta la parte loro. Seppi così +che il conte Jacopo Malatesti era morto in esilio volontario a Vienna, +mentre il marchese Paolo era divenuto senatore del regno d'Italia; +seppi che la marchesa Polissena Baldovini viveva tuttavia, facendo la +bella, come poteva. E vive ancora, poichè non ha più di sessantacinque +anni; ma i suoi capegli son sempre biondi, anzi oggi più biondi che +mai, e fa il bocchino, quando i giovanotti le dicono celiando:--«Voi, +marchesa, siete un'altra Ninon de Lenclos.»--La contessa Elena, sua +figlia, non è con lei; intorno al 1861 si era rimaritata, diventando +baronessa De Wincsel; ma un anno dopo era separata dal marito. E da +quanti altri, poi! Ventiquattr'anni son lunghi, per la storia di una +donnina come quella. + +Vive essa, vive sua madre, vivono tutti coloro che sentono meno e non +danno troppe molestie al cuore. Son morti invece, l'un dopo l'altro, i +miei ospiti delle Vaie. Primo il vecchio signor Francesco; poi +Fiordispina; ultimo Aminta, nello scorso anno, pochi mesi dopo la sua +buona sorella. Strano, quando una casa incomincia a disfarsi, come va +tutta e presto in rovina! + +Ma i Guerri non sono dimenticati, e la storia degli amori di +Fiordispina è più viva che mai, nelle alte convalli dell'Appennino +modenese e parmense; la sanno tutti, dal Cimone all'Alpe di Succiso, e +dal Malpasso all'Orsaro. Fra cent'anni sarà una leggenda. Speriamo che +trovi il suo poeta, e che questi non dimentichi di celebrare col più +caldo de' suoi inni la nobile schiatta onde escono i Guerri. Di questi +forti e nobili cuori si compone un'Italia che conosciamo così poco, +l'Italia montanara, dove si sente più forte e più alto, glorificando +la patria _in excelsis_. + + +FINE + + + + + INDICE. + + + I. Mandato a confine 1 + II. I re della montagna 16 + III. Tra l'Ariosto e il Tasso 38 + IV. La vita alle Vaie 58 + V. Il commissario e l'applicato 76 + VI. Ombre e leggende 100 + VII. Al lago della Ninfa 129 + VIII. La marchesa Polissena 148 + IX. Due lettere 166 + X. La fanciulla dei Guerri 187 + XI. La notte di Sassuolo 202 + XII. Una inchiesta misteriosa 225 + XIII. Il segreto di Pellegrino 240 + XIV. Consolatore e giudice 261 + XV. Anima forte 279 + XVI. Delizie coniugali 293 + XVII. Le vittorie di Polissena 320 + XVIII. Per l'Italia 349 + XIX. Sant'Eufemia! 373 + XX. Vent'anni dopo 400 + + + + + +NOTA DEL TRASCRITTORE: i seguenti refusi sono stati corretti + + La notte de[del] commendatore (1875). + Diana degi[degli] Embriaci (1877) + se dovesse ridere, o andare il[in] collera. + ma con le oro[loro] cornici intagliate e dorate a fuoco. + Era finalmente finalnalmente[finalmente] venuto a capo + torno[tornò] in campo la proposta + le due faccie[facce] proibite + i mustacchi erano probiti[proibiti] + nelle vacanze feceva[faceva"] le sue piccole apparizioni + il conte Malatesti facena[faceva] capo + Ci[Chi] poteva scrivergli da Lucca? + Ma io non ardirò sostistuirmi[sostituirmi] + oveva[doveva] inventare i cenobii + e oramai;[,] per fare quel gran matrimonio + --Lasciatemi essere egoista s[e] soggiungere + In capo ad otto giorni Aminto[Aminta] + dond'ella intentendesse[intendesse] + + + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of La montanara, by Anton Giulio Barrili + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA MONTANARA *** + +***** This file should be named 29036-8.txt or 29036-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/2/9/0/3/29036/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by The Internet Archive) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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