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+The Project Gutenberg EBook of La montanara, by Anton Giulio Barrili
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: La montanara
+
+Author: Anton Giulio Barrili
+
+Release Date: June 4, 2009 [EBook #29036]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA MONTANARA ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by The Internet Archive)
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+ LA MONTANARA.
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+ DEL MEDESIMO AUTORE:
+
+ Capitan Dodero (1865). _Settima edizione_ L. 2 --
+ Santa Cecilia (1866). _Quarta edizione _ » 2 --
+ I Rossi e i Neri (1870). _Seconda edizione_ » 6 --
+ Il libro nero (1871). _Quarta edizione_ » 2 --
+ Le confessioni di Fra Gualberto (1873). _Seconda edizione_ » 3 --
+ Val d'Olivi (1873). _Terza edizione _ » 2 --
+ Semiramide, racconto babilonese (1873). _Terza edizione_. » 3 50
+ La legge Oppia, commedia (1874) » 1 --
+ La notte del commendatore (1875). _Seconda edizione_ » 4 --
+ Castel Gavone (1875). _Seconda edizione_ » 2 50
+ Come un sogno (1875) _Sesta edizione_ » 3 50
+ Cuor di ferro e cuor d'oro (1877). _Terza edizione_ » 3 50
+ Tizio Caio Sempronio (1877) _Seconda edizione_ » 3 --
+ L'olmo e l'edera (1877). _Ottava edizione_ » 3 50
+ Diana degli Embriaci (1877) _Seconda edizione_ » 3 --
+ La conquista d'Alessandro (1879). _Seconda edizione_ » 4 --
+ Il tesoro di Golconda (1879) _Seconda edizione_ » 3 50
+ La donna di picche (1880). _Seconda edizione_ » 4 --
+ L'undecimo Comandamento (1881). _Seconda edizione_ » 3 --
+ Il ritratto del diavolo (1882) _Seconda edizione_ » 3 --
+ Il biancospino (1882) » 4 --
+ L'anello di Salomone (1883) » 3 50
+ O tutto o nulla (1883) » 3 50
+ Fior di Mughetto (1883). _Quarta edizione_ » 3 50
+ Dalla Rupe (1884) » 3 50
+ Il conte Rosso (1884). _Seconda edizione_ » 3 50
+ Amori alla macchia (1884) » 3 50
+ Monsù Tomè (1885) » 3 50
+ Il lettore della principessa (1885) » 4 --
+ Lutezia (1878). _Seconda edizione_ » 2 --
+ Victor Hugo, discorso (1885) » 2 50
+
+
+ IN PREPARAZIONE
+
+
+ Arrigo il Savio.
+ Il giudizio di Dio.
+ Il merlo bianco.
+
+
+
+
+ LA MONTANARA
+
+ RACCONTO
+ DI
+ ANTON GIULIO BARRILI
+
+
+
+
+ MILANO
+ FRATELLI TREVES, EDITORI
+
+ 1886.
+
+PROPRIETÀ LETTERARIA
+
+
+
+RISERVATI TUTTI I DIRITTI.
+
+
+
+Tip. Fratelli Treves.
+
+
+
+
+
+LA MONTANARA
+
+
+
+
+Capitolo Primo.
+
+Mandato a confine.
+
+
+«_Illustrissimo Signor Conte,_
+
+«Con grave rincrescimento, ma non senza il conforto di vedere evitato
+un male più grande, annunzio alla Signoria Vostra Illustrissima come
+il governo di Sua Altezza Serenissima abbia posto gli occhi sui
+diportamenti del signor conte Gino, _di Lei_ figlio primogenito. Le
+sue relazioni con persone indegne e non convenienti al suo grado, i
+viaggi frequenti, uno dei quali fu protratto, come consta a questo
+ufficio, ben oltre i confini dei prossimi Stati di Parma e Piacenza, e
+finalmente lo scandaloso episodio della scorsa domenica, nella villa
+dove il predetto conte Gino _di Lei_ figlio ha osato trarre da un
+mazzo di fiori sconvenientissime allusioni alla bandiera piemontese,
+hanno costretto il governo di S. A. S. ad uscire da quei riguardi che
+il cuore paterno del nostro augusto Signore avrebbe pur voluto
+osservare.
+
+«La severità delle disposizioni sarebbe stata più grande e meglio
+proporzionata alla gravità dei trascorsi, se all'animo della prefata
+Altezza Sua non fosse piaciuto di temperare i proprii e giusti rigori,
+pensando ai meriti della S. V. Ill.ma, e ricordando com'Ella, da leale
+e fedelissimo suddito, anche in tempi più sciolti, quali furono quelli
+dell'infausto 1848, ricusasse costantemente di riconoscere il
+sedicente governo dei rivoltosi. Egli è per ciò che la prefata Altezza
+si è degnata di comandare che il conte Gino Malatesti vada a confine a
+Querciuola, e più non ne esca fino a nuovo ordine, come correzione
+sua, se è possibile, e come esempio salutare ad altri nobili, che
+potessero derogare siffattamente al grado loro, e venir meno in tal
+guisa alla benevolenza del Padrone, da dimenticare in qualche modo il
+loro obbligo di fedeltà.
+
+«La differenza fra il trattamento usato al predetto suo figlio e
+quello che toccherà agli altri suoi complici, dimostrerà alla S. V.
+Ill.ma quanta clemenza alberghi nell'animo del nostro venerato
+Signore. Disponga Ella pertanto, appena ricevuta questa
+confidenzialissima lettera, che il figlio suo conte Gino, senza
+indugio di ore, senza tentar di comunicare con altre persone, o di
+presenza, o per lettere, sia avviato alla sua destinazione. Non le
+nascondo che questo ufficio dovrà vegliare dal canto suo
+all'adempimento rigoroso dell'ordine e delle sue _modalità_, quali ho
+avuto l'onore di significarle.
+
+«Colgo l'occasione, illustrissimo signor Conte, per rassegnarle gli
+atti della mia servitù, ecc., ecc.»
+
+Così il direttore di polizia del duca di Modena, in un giorno del
+1857, che non occorre di precisare. La lettera era diretta al conte
+Jacopo Malatesti.
+
+Il conta Jacopo era un fedel servitore del duca. La madre sua, una
+Lanzoni, era stata dama d'onore di Maria Beatrice d'Este, ultimo
+rampollo delle famiglie Cibo ed Estense. Il padre era morto
+ciambellano del duca Francesco IV. Egli, poi, si era diportato
+_stupendamente_ nel 1848, poichè aveva voluto accompagnare fino alla
+frontiera il suo buon padrone Francesco V, quando questi, costretto ad
+abbandonare la sua residenza ducale, era corso a ricoverarsi sotto le
+grandi ali dell'aquila austriaca. Ragioni domestiche, prima tra le
+quali la cura del suo patrimonio, non gli avevano consentito di andare
+più in là, fino a Vienna; ma, anche ritornato in patria, il conte
+Jacopo aveva dato un insigne esempio di fedeltà al suo padrone, poichè
+si era chiuso nel suo palazzo, tenendone chiuse le finestre e le
+persiane verso la strada, fino a tanto durò la baldoria dei liberali.
+«Baldoria» era il termine usato da lui. Il palazzo dei Malatesti
+sorgeva sulla strada maggiore della città; le occasioni di ostentare
+la chiusura delle finestre erano molte, e per conseguenza erano anche
+molte quelle di far perdere la pazienza ai liberali. Ma nessuno lo
+aveva molestato; si era riso alla prima circostanza, si seguitò a
+ridere per le altre; e voi lo sapete, quando un popolo ride, è un
+popolo che non rompe i vetri a nessuno. Il conte Jacopo raccolse i
+benefizi di quelle risate, e potè vantarsi più tardi che i ribelli non
+avessero osato. Nell'aprile del 1849, prostrate sui campi di Novara le
+fortune d'Italia, Francesco V era ritornato tra i frementi suoi
+sudditi, ma con le baionette austriache al fianco, e primo a muovergli
+incontro, per dargli il benvenuto nei suoi felicissimi Stati, fu il
+conte Jacopo Malatesti.
+
+Come potesse educarsi tanto diverso da lui il conte Gino, in verità
+non si riesce ad intendere. Ah, questi figliuoli, questi figliuoli!...
+come girano nel manico! come vengono su diversi dai padri! Il conte
+Gino era venuto su un fior di liberale, da una stufa sanfedista! E non
+si contentava mica di essere un liberale dentro di sè, conservandosi
+per tempi migliori; no, voleva dare anche scandalo alle turbe.
+Figuratevi che sdegnava di presentarsi a Corte, quantunque vivesse con
+uno sfoggio da gran signore, mettesse volentieri in mostra i suoi
+cavalli e facesse regolarmente le follìe di tutti i suoi pari. Ma che
+volete? In mezzo a tutte queste grandezze, il liberale a quando a
+quando scattava fuori, e lo dimostrava sopra tutto una certa smania di
+discendere, di stringer la mano a tutti, di darsi del tu con
+avvocatuzzi e mediconzoli, magari anche con commessi di banco: gente
+inferiore, non conveniente al suo grado, come diceva con sua
+particolare eloquenza il signor direttore di polizia.
+
+E poi, quel suo viaggiare continuo! Per Bologna, passi, che era negli
+Stati pontificii; quantunque, avendo essa un certo numero di teste
+esaltate, si sarebbe piuttosto gradito che il conte Gino si astenesse
+dall'andarci. Parma e Piacenza, così così! Per che farci, del resto?
+Veduti una volta a Parma i dipinti del Correggio, a Piacenza i cavalli
+dei Farnesi, non si dovrebbe più sentire il bisogno di rifare la
+strada. Già, qualunque sia il movente del viaggio, salvo quello di una
+stretta necessità domestica commerciale, un suddito che viaggia è in
+procinto di diventar meno «fedelissimo» d'un suddito che sta fermo. Si
+prende tropp'aria; l'ossigeno della libertà è pericoloso, senza
+contare il rischio di tingersi nel carbonio delle idee sovversive. Ma
+il conte Gino Malatesti aveva fatto peggio che calare a Parma e
+Piacenza; si era trafugato in Lomellina, e via via fino a Torino,
+capite? a Torino, dove sventolavano i tre colori, quell'abominio, e
+dove vivevano liberi, quasi rispettati, tutti i rompicolli d'Italia.
+
+Sicuramente, il giovinotto avrebbe potuto invocare per questa scappata
+più che le circostanze attenuanti: avrebbe potuto addurre a sua scusa
+lo aver seguita la marchesa Baldovini, quella bella matta, che aveva
+una figlia già grandicella, la quale prometteva di diventar così bella
+anche lei, tanto da parer sua gemella. Era uno dei fiori della
+generazione passata, la signora marchesa Baldovini, Polissena di nome,
+e molti vecchi la ricorderanno ancora con un palpito. Nata intorno al
+1820, era del 1857 una bellezza matura e stupenda, citata a Piacenza
+come a Bologna, a Torino come a Firenze, nota insomma a tutta l'Italia
+superiore per la sua alta galanteria, per il suo matto spendere, per
+le teste che aveva fatte girare. E giovane sempre, ad onta di tante
+avventure, che facevano argomentare più anni dei suoi trentasette; e
+un certo modo di vestire, e un garbo, una baldanza, nel far sue le più
+stravaganti novità parigine, che non si poteva andare più in là, nè
+immaginar niente di meglio.
+
+Molti avevano fatto pazzie, o semplicemente sciocchezze, per la
+marchesa Polissena. Doveva il conte Gino astenersi da quella di
+accompagnarla fino a Torino, dove la chiamavano alcuni interessi di
+famiglia? Ella, in fondo, lo aveva quasi rapito. Da principio si era
+parlato di giungere fino alla frontiera parmense, donde la marchesa
+avrebbe proseguito da sola il viaggio. Ma là, dopo Piacenza, la
+capricciosa signora aveva detto a Gino:--Sarebbe bella, se voi veniste
+fino a Torino.--Ed egli aveva risposto:--Sarebbe anzi bellissima.--E
+senza permesso era andato oltre, ed era rimasto due settimane, nella
+capitale dell'aborrito Piemonte. Si possono fare molte cose, in due
+settimane. Perciò immaginate come fosse pedinato, osservato,
+invigilato, quando fu di ritorno sotto la giurisdizione della
+Bonissima!
+
+Colpa sua, questa volta, e non più della marchesa Baldovini: una
+domenica, essendo andato in villa, presso Reggio, con certi
+avvocatuzzi e mediconzoli (professionacce, come vedete!) aveva
+salutato sul finir d'un banchetto i tre colori d'Italia. Quello era lo
+scandaloso episodio, a cui alludeva nella sua lettera il direttore di
+polizia. Il brindisi, ispirato da un mazzo di fiori che sorgeva in
+mezzo alla tavola, includeva i soliti voti di distruzione dell'ordine
+stabilito. I diritti degli Este e dei Cibo, passati per il matrimonio
+di Maria Beatrice nella augusta casa di Lorena, erano audacemente
+negati; la felicità dei ducati di Modena, Massa, Carrara e Guastalla,
+la sicurezza di Parma e Piacenza, e degli altri Stati contèrmini, la
+stessa pace d'Europa, tutto era turbato, minacciato da quel brindisi.
+Un esempio voleva essere, e pronto. Gli avvocatuzzi e i mediconzoli
+sarebbero andati a meditare nuove combinazioni di colori in fortezza.
+Gran mercè per il conte Gino, figlio al conte Jacopo, che era figlio
+di ciambellani e di dame d'onore, personaggio di pura fede e degno di
+tutti i riguardi, esser mandato semplicemente a confine.
+
+Il nostro giovinotto non ebbe che il tempo strettamente necessario a
+far le valigie. L'ordine della polizia ducale era chiaro e non
+ammetteva eccezioni. Ma perchè le valigie le facevano i servitori, il
+conte Gino ebbe il tempo di ricevere una solenne ramanzina dal conte
+padre, in presenza della famiglia, radunata nella camera di giustizia,
+dov'era dipinto, in mezzo a tutti gli stemmi di parentela, lo scudo
+dei Malatesti. I Malatesti di Modena, come quelli di Rimini, di cui
+erano una diramazione, portavano lo scudo inquartato: il primo e il
+quarto di verde, con tre teste di donne, di carnagione, crinite d'oro:
+il secondo e il terzo d'argento, con tre sbarre scaccate di nero e
+d'oro, di due file: il tutto con la bordura inchiavata d'argento e di
+nero.
+
+Quanto a salutare la bella marchesa Baldovini, non c'era neanche da
+pensarci. Le valigie erano fatte; la carrozza era pronta nel cortile
+del palazzo; bisognava partire, e subito. Tra le persone di servizio
+ci potevano essere, c'erano sicuramente, le spie; anche per via la
+carrozza sarebbe stata invigilata dalle guardie ducali travestite.
+Tutto ciò che il conte Gino ottenne, fu di passare per il Corso,
+l'antica via Emilia, dove alloggiava la marchesa, quantunque il Corso
+mettesse a porta Sant'Agostino, verso Reggio, mentre, per escire da
+porta San Francesco, sulla via di Toscana, bisognava fare un più lungo
+giro, con una voltata ad angolo acuto.
+
+Il palazzo Baldovini, nobilissima costruzione del Cinquecento, resa
+pesante e goffa da certi restauri ed intonachi del Settecento, era
+muto d'ogni luce, quantunque fossero a mala pena le nove di sera. Non
+era giorno di conversazione, del resto, e le finestre del salottino,
+dove Polissena aspettava i più intimi visitatori, guardavano dalla
+parte del giardino. Il nostro povero eroe sentì uno schianto al cuore,
+pensando che a quell'ora egli era aspettato lassù. Ma la carrozza tirò
+via, e il conte Gino aveva ventisei anni: un'età in cui gli schianti
+del cuore non sono niente più pericolosi dei raffreddori.
+
+Sospirò, nondimeno, uscendo dalla città della Bonissima e
+allontanandosi Dio sa per quanto tempo dall'ombra materna della sua
+Ghirlandina, una delle sette più alte torri d'Italia. E il suo sospiro
+fu così forte, da muovere il servitore che gli faceva compagnia nel
+viaggio.
+
+--Soffre, illustrissimo?--domandò questi rispettosamente, ma con
+quell'accento affettuoso e quasi familiare dei servitori del vecchio
+stampo.
+
+--Sì, Giuseppe, e molto;--rispose il conte Gino.
+
+--È dolorosa,--ripigliò allora il servitore,--dover lasciare da un
+momento all'altro la sua città, la sua famiglia... gli amici! Perchè
+Lei, illustrissimo, non avrà avuto tempo a vederne nessuno.
+
+--Figurati! Due ore fa pensavo a questo viaggio, come ci pensavi tu
+stesso, che non ne sapevi un bel nulla. Ma tu ritornerai domani o
+doman l'altro; ed io, invece... chi sa quando rivedrò la mia Modena!
+
+--E i suoi amici!--soggiunse Giuseppe.--Se crede, signor conte... se
+vuole avere un po' di confidenza in me... Ella mi conosce poco, perchè
+son sempre stato più accanto al signor conte Jacopo che a Lei; ma sono
+un uomo fidato, e se posso servirla... se ha commissioni da darmi, non
+dubiti, farò ogni cosa a dovere. La penso come Lei, sa? come Lei, e mi
+strapperebbero la lingua, piuttosto che cavarmi di bocca un segreto
+che Ella mi avesse confidato,--
+
+Il conte Gino mise una mano sulla spalla del servitore.
+
+--Bravo, Giuseppe!--gli disse.--E grazie; se occorrerà, metterò la tua
+amicizia alla prova.--
+
+Ma egli non aveva veramente da confidargli nulla. Con gli amici suoi
+non c'era ombra di combinazioni politiche. A quei tempi non occorreva
+neanche cospirare; la rivoluzione era nell'aria; i giovani e i maturi
+si riconoscevano per via a cert'aspetto più ilare, più baldanzoso di
+prima, si stringevano la mano con forza, anche quando si vedevano per
+la prima volta, e non c'era più altro da aggiungere, nè concerti da
+prendere, nè parole d'ordine da far correre intorno.
+
+Otto anni prima era stata una triste caduta delle speranze italiane.
+Ma a quella caduta era seguito più dolore che abbattimento di spirito.
+Anche i principi, i tirannelli, rientrando nei loro dominî sotto la
+scorta delle baionette austriache, non potevano esser peggio ispirati,
+poichè gli stranieri, abbastanza tranquilli da prima, erano ritornati
+burbanzosi e tracotanti; nè solamente trattavano con soldatesca
+arroganza i ribelli, coloro che avevano osato prender le armi per la
+«guerra santa», ma anche i pacifici e timorosissimi sudditi, che
+avevano tremato per le incertezze dei nuovi tempi e veduto con una
+certa soddisfazione il ritorno degli antichi padroni. Ahimè! Qual
+compagnia rumorosa e molesta conducevano quei cari padroni con sè! Non
+era per le vie che un batter di sproni, e un saltellar di sciabole sul
+ciottolato. I caffè invasi; i quadrivii occupati, contesi al passaggio
+dei cittadini; da per tutto un vocìo di ordine ristabilito, di armi
+vittoriose, di birbanti italiani rimessi al dovere. Anche quei
+pacifici e timorosissimi sudditi erano Italiani, e l'offesa toccava
+anche loro. Nè il caro ed amato principe si prendeva la briga di
+reprimere la burbanza de' suoi alleati, quando nei caffè insolentivano
+con gli uomini, o per le vie mancavano di rispetto con le donne, o
+nelle botteghe pagavano quel che volevano, se pure non pagavano
+affatto. Si narra del ritorno degli Austriaci a Milano (veramente,
+dopo la caduta dell'effimero regno di Eugenio Beauharnais), che un
+caldo amico dei vecchi oppressori andò incontro ai soldati delle
+uniformi bianche, e, vedute entrare le artiglierie in città, preso da
+un impeto di passione, si fece avanti per toccare con le sue dita un
+cannone. Tanto amore doveva avere il suo premio, e l'ebbe subito dalla
+bacchetta di nocciuolo di un caporale, che gli levò dal dorso della
+mano due centimetri almeno di pelle. Bravi caporali, che picchiavate
+così sodo; bravissimi tenenti, che facevate suonar così bene gli
+sproni e saltellare le sciabole sui selciati italiani; eccellenti
+principi, che non facevate rispettare i vostri fedelissimi sudditi, e
+lasciavate che i vostri felicissimi Stati fossero trattati come
+territorio di conquista; grazie a voi tutti, dal profondo dei cuori!
+
+Così erano alienati dalla restaurazione gli animi di quei medesimi che
+l'avevano invocata. Frattanto, il giovane Piemonte reggeva contro le
+esortazioni e perfino contro le minacce dei consiglieri
+settentrionali. Generalmente, non s'intendeva come fosse spalleggiato,
+incuorato a resistere, e pareva strano quell'ardimento di un piccolo
+Stato che manteneva, unico in Italia, la sua costituzione liberale ed
+ospitava i fuorusciti, i naufraghi di tutte le rivoluzioni della
+penisola. Ma già tutti intendevano come da quella diseguaglianza di
+forme e d'indirizzi, che era visibile tra esso e gli altri Stati
+italiani, dovessero nascere attriti, malumori, quistioni grosse, e un
+giorno o l'altro ragioni di guerra.
+
+E poi, quel piccolo Piemonte, che pochi anni addietro aveva dovuto
+rimettere la spada nel fodero, che aveva dovuto ricevere entro le mura
+di Alessandria un presidio nemico, sentendo suonare dalla sua musica
+schernitrice l'inno dei _Fratelli d'Italia_, quel piccolo Piemonte
+aveva sollecitamente provveduto a riordinare l'esercito. Un bel
+giorno, che è, che non è, quel piccolo Piemonte osava mandare
+ventimila uomini a combattere nella Crimea, accanto agli eserciti di
+Francia e d'Inghilterra. Le condizioni d'Europa incominciavano a
+chiarirsi: Francia e Inghilterra da un lato; Austria e Stati minori
+della Germania dall'altro. Si metteva da questo anche la Russia?
+Dall'altro si aggiungeva la Turchia. Erano ancora tre contro tre, e il
+Piemonte nel mezzo, il Piemonte, che, vincendo al ponte di Traktir,
+accennava di voler crescere ancora, e chi sa, di rifar esso l'Italia.
+
+Questi i fatti d'allora; queste le ragioni per cui non era mestieri di
+cospirare, la rivoluzione essendo nell'aria, come l'ossigeno.
+Quind'innanzi non sarebbe più bisognato dare il proprio nome ad una
+società segreta, ordire focosi disegni di rivolta a giorno fisso,
+farsi spiare, correr pericolo di tradimenti e d'insidie. Una parola
+colta a volo, un'occhiata, una stretta di mano e un sorriso, dicendo
+le comuni speranze, affratellavano i cuori. Che bisogno c'era egli di
+dire il giorno e l'ora, se l'uno e l'altra erano vicini? Poteva
+battere da un anno, poteva battere da due; ma a chi aveva tanto
+sofferto, a chi ricordava tanti secoli di servitù e di vergogna, due
+anni, tre anni, anche quattro, si potevano aspettare, maturando i
+propositi della riscossa. Ormai questa non doveva mancare; i giovani
+di quella generazione sentivano istintivamente che ne sarebbero stati
+essi i soldati.
+
+Il conte Gino era uno di questi cospiratori, senza giuramento e senza
+parola d'ordine. A Torino, dove la polizia s'immaginava ch'egli avesse
+preso accordi con qualcheduno, a Torino egli non aveva fatto altro che
+respirare un po' d'aria libera. Neanche s'era avvicinato a fuorusciti
+modenesi o parmensi, che egli, figlio di cortigiani ducali, conosceva
+solamente di nome. Per altro, aveva passeggiato sotto i portici di Po,
+dove si confondevano tutte le parlate d'Italia, quasi prenunziando
+l'unità della patria intorno all'aula del palazzo Carignano; aveva
+incontrato Giovanni Prati e Giuseppe Revere, i due poeti, i Diòscuri
+della nuova êra italiana, amati, seguiti, acclamati dalla gioventù
+pensante e volente; aveva udita la tribunizia eloquenza del Brofferio,
+e la diplomatica parola, qualche volta impacciata, ma sempre piena di
+pensiero, del conte di Cavour; aveva veduto per via, riverito
+universalmente, un re soldato, un re galantuomo, che pareva col mobile
+sguardo prometter sempre un'alzata di scudi per il giorno vegnente; a
+farvela breve, nei passeggi, nei ritrovi, nei parlamenti, nelle
+rassegne militari, dovunque, aveva indovinata la cura operosa dei
+tempi grossi; sentito quasi l'odor della polvere.
+
+E questo, ritornando a Modena, questo aveva comunicato, senz'aria di
+mistero, come senz'ombra di millanteria, a giovani della sua età,
+sebbene, come diceva il direttore di polizia, «non convenienti al suo
+grado.» Dèi buoni! Quelli erano stati i suoi compagni di studio, i
+suoi colleghi d'università. Come mai avrebbe potuto egli non
+considerare uguali coloro che erano stati seduti con lui sulla
+medesima panca, a sentire le medesime lezioni? Più saggi dei moderni,
+quantunque niente più fortunati, i tiranni antichi avevano lavorato a
+rendere la nobiltà ignorante. L'istruzione, a tutti egualmente
+impartita, accomuna le classi, colma gli abissi e sopprime i confini.
+Che conti e che marchesi? Queste distinzioni, quando non sono una
+giunta particolare e naturalissima al nome di famiglie veramente
+storiche (nel qual caso si potrebbero anche ommettere, senza toglier
+lustro a que' nomi), non hanno più valore che per le dame, essendo
+dimostrato che una corona di tre fioroni, o di nove perle, fa ancora
+un bel vedere sui biglietti di visita e sugli sportelli delle
+carrozze. Povera feudalità, ridotta ad un semplice ufficio decorativo!
+Ma siamo giusti, perbacco, e non dimentichiamo che la corona sullodata
+sta anche bene sulla biancheria, come a dire sui capi delle tovaglie e
+dei fazzoletti da naso.
+
+Ai suoi buoni amici plebei, compagni d'università e fratelli di fede,
+il conte Gino Malatesti non aveva nulla da scrivere. L'offerta di
+Giuseppe non poteva dunque favorire la politica. Ma il pensiero di
+Gino, svegliato da quella offerta inaspettata, corse subito ad altro.
+
+--Tu, dunque,--diss'egli, dopo un istante di pausa,--mi servirai
+fedelmente? Ad ogni rischio? E mio padre non saprà nulla?--
+
+Ad ognuna di quelle domande aveva risposto con bella progressione di
+calore un sì del suo compagno di viaggio.
+
+--Bene;--ripigliò il conte Gino;--tu puoi rendermi un servizio
+maraviglioso. Non mi hanno permesso di fare neanche un saluto, temendo
+forse che il saluto nascondesse Dio sa che cosa! Tu dunque andrai
+domani, o doman l'altro, al palazzo Baldovini, con un pretesto
+qualunque.... Potresti, per esempio, riportare un libro, che mi è
+stato imprestato: il _Mauprat_, di Giorgio Sand, che è per l'appunto
+rimasto sul mio tavolino. Con questa scusa cercherai di vedere la
+marchesa Polissena, e potrai consegnarle il biglietto che io ti
+scriverò alla prima fermata.
+
+--Non dubiti, illustrissimo;--rispose Giuseppe;--farò la commissione a
+dovere. Anche la signora marchesa,--soggiunse poscia, abbassando la
+voce,--è della buona causa?--
+
+Gino trattenne in tempo una risata, che già gli faceva impeto alla
+gola. Ma era buio fitto, e Giuseppe non vide neanche la contrazione
+dei muscoli.
+
+--Ah!--disse Gino.--È una dama di alto sentire. Tu le darai notizie di
+me, del modo in cui son dovuto partire da Modena. Forse domani la cosa
+sarà conosciuta; ma la marchesa deve sapere che io avevo tentato di
+vederla. Il biglietto, poi, come farglielo giungere?... Se ti frugano,
+alle porte?... Capirai che un sospetto può nascere....
+
+--Sospetti su me, illustrissimo? Non ne hanno.
+
+--Bravo! E come lo sai?
+
+--Ne ho avuta la prova;--rispose Giuseppe, sospirando.--Si figuri che
+m'hanno domandato di fare... la spia. Ed io ho ricacciata la mia
+rabbia in corpo, ed ho lasciato credere che al bisogno avrei anche
+traditi i miei padroni. Volevano sapere chi bazzica in casa, che
+discorsi si fanno.... Ed io ho detto tutto; s'immagini; non c'è niente
+da nascondere.
+
+--Lo credo bene!--esclamò Gino.--Ma è strano, sai! È strano che non si
+fidino neanche di mio padre.
+
+--Che vuole, illustrissimo? Così è;--rispose il servitore.--Ma io li
+ho serviti bene, da vecchio carbonaro.
+
+--Carbonaro, tu, Giuseppe?
+
+--A quei tempi, sì.
+
+--E in casa di mio padre?
+
+--Ho sempre fatto il mio dovere, signor conte.
+
+--Lo so, e non parlavo per questo;--disse Gino.--Ti esprimevo la mia
+meraviglia e nient'altro. Chi lo avrebbe mai immaginato che ci fosse
+un carbonaro, in casa Malatesti!... E nel Quarantotto, poi, come hai
+fatto a tenerti in corpo il tuo segreto?
+
+--Amavo la casa, illustrissimo; amavo i figli del mio padrone, che
+erano cresciuti così belli e fiorenti sotto i miei occhi. Ma anche
+tenendomi il segreto in corpo, come Ella dice, ho fatto quanto era in
+me, per servizio della buona causa. Fu bene che avessi nascoste con
+tanta cura le mie opinioni, perchè, quando venne la restaurazione,
+nessuno dubitava del vecchio servitore di casa Malatesti, ed ho potuto
+rendere qualche grosso servizio ai patrioti.
+
+--Bravo Giuseppe! Tu mi parli con una confidenza!
+
+--Signor conte, Ella è dei nostri;--rispose Giuseppe.--Non la mandano
+in esilio, per questo?
+
+--È vero;--disse Gino, che a quella parola «esilio» si sentiva
+crescere di qualche cubito nella propria estimazione.--Tu dunque sei
+per me l'inviato della provvidenza. E mi porterai il biglietto. Ma se
+ti frugano, laggiù?
+
+--Se mi frugano, non troveranno un bel nulla. Ci son tanti modi di
+nascondere un pezzettino di carta! Lasci fare a me, signor conte; e
+nella rivolta della giacca, o nella fodera delle maniche....
+
+--Bene, bene!--interruppe Gino.--Ne parleremo a Paullo. L'essenziale è
+di far sapere ciò che mi è occorso alla marchesa Polissena.--
+
+L'idea di poter mandare un biglietto alla bella Baldovini calmò gli
+spiriti esacerbati del conte Gino, il quale finì con pigliar sonno.
+Quando si svegliò, la carrozza entrava a Paullo.
+
+Il servitore avrebbe potuto accompagnarlo fino a Pievepèlago ed anche
+fino a Fiumalbo, dove, per andare a Querciola, sarebbe bisognato
+abbandonare la strada maestra. Ma il conte Gino preferì che Giuseppe
+ritornasse a Modena, tanto gli premeva di mandar sue notizie alla
+marchesa Polissena. E là, nell'osteria di Paullo, sopra un foglietto
+di carta, strappato dal suo taccuino, scrisse pochi versi a punta di
+matita. Avrebbe potuto scrivere una lettera; ma sarebbe riescita
+troppo voluminosa, e il vecchio carbonaro non avrebbe saputo dove
+nasconderla, mentre un bigliettino, convenientemente arrotolato,
+poteva celarsi da per tutto, anche in una cucitura ribattuta degli
+abiti.
+
+Il biglietto del conte Gino alla marchesa Polissena diceva brevemente
+così:
+
+«Saprete il caso che mi è toccato. Mi mandano a confine in Querciola,
+alle falde del Cimone, fuor del consorzio dei viventi... peggio
+ancora, lontano da Voi. Ne perderò la ragione; non mi parrà di vivere,
+fino a tanto non riceverò una vostra lettera. Il portatore di questo
+foglio mi è affezionato, e in qualunque modo mi farà avere i vostri
+caratteri. Addio! Mi si spezza il cuore, nel dover scrivere questa
+triste parola. Speriamo di mutarla in un arrivederci, e presto! Vi
+amo.»
+
+Suggellò il biglietto, dopo averlo piegato più stretto che potè, e lo
+consegnò al fido Giuseppe.
+
+--E dimmi,--gli soggiunse,--potrai farmi avere ad ogni modo la
+risposta?
+
+--Non dubiti, illustrissimo; se una risposta ci sarà, gliela manderò
+certamente.
+
+--Troverai persona fidata e sicura?
+
+--Troverò tutto; Ella non si dia pensiero di ciò.
+
+--Ad ogni modo, mi scriverai anche tu?
+
+--Sì, illustrissimo; purchè Ella non rida della mia mano di scritto e
+dei miei errori d'italiano.
+
+--Va là!--disse Gino.--Tu pensi da buon italiano, e questo è
+l'essenziale.--
+
+Dopo di che, il giovanotto abbracciò il servitore e s'incamminò per la
+via dell'esilio. Erano le cinque dopo il meriggio, quando egli giunse
+a Fiumalbo, e salutò la petrosa balza del Cimone, tinta di rosso dai
+raggi obliqui del sole, che andava a nascondersi dietro l'Alpe di San
+Pellegrino.
+
+
+
+
+Capitolo II.
+
+I re della montagna.
+
+
+Il Monte Cimone, alle cui falde era confinato il conte Gino Malatesti,
+è la più alta vetta dell'Appennino centrale. Duemila centocinquantasei
+metri sul livello del mare non sono ancora l'altezza del Monte Bianco;
+eppure il Cimone è debitore a questa sua elevatezza metrica di esser
+chiamato il Monte Bianco degli Appennini; modesto e generoso Monte
+Bianco, che per uno o due mesi dell'anno si lascia togliere dalla
+calva cervice il suo berretto di neve.
+
+Alpestre, poco agevole ai piedini d'una bella signora delle nostre
+città, è il fianco del vecchio Cimone; ma la sua salita non offre
+difficoltà all'alpinista che all'ultimo passo, quando occorre, per
+guadagnarne la vetta, inerpicarsi sul petroso cono formato dalla
+emersione di alcuni strati del macigno appenninico. Ho detto il
+petroso cono, e infatti il Cimone presenta da lungi la forma di un
+cono, rozzamente tagliato, con la vetta spuntata in un pianoro, che ha
+forse cento metri di giro. A greco il balzo è più scosceso che dalle
+altre parti, e al piè della roccia, dove incomincia a distendersi il
+Pian Cavallaro, sgorga la Beccadella, una ricca fonte che basterebbe
+da sola a far girare la ruota d'un mulino. E quella fonte non è la
+sola, nè la più alta del monte. Ce n'è qualche altra più in su, verso
+levante, dalla parte del Cimoncino, con grande meraviglia dei signori
+naturalisti, a cui, più della salita, riesce arduo di spiegare una
+così alta origine di copiose sorgenti.
+
+Invito i miei lettori ad una ascesa che non sarà senza compensi.
+Bolognesi e Modenesi non si terrebbero per alpinisti, se non fossero
+andati almeno una volta lassù. Le limpide mattinate son rare, pur
+troppo; ma quando il vecchio Cimone non ha il suo cappello di nuvole,
+quando sul piano, dintorno a lui, si diradano le nebbie, la veduta è
+stupenda, dall'Adriatico al Tirreno, dalle Alpi tirolesi, svizzere e
+francesi, fino alle Maremme e alle isole dell'Arcipelago toscano.
+
+Mentre noi abbiam fatta l'ascensione del monte, il nostro viaggiatore
+è smontato alle prime case di Fiumalbo. Di là, per andare a Querciola,
+il conte Gino doveva lasciare la strada maestra e piegare a sinistra,
+ma per una via meno agevole e con altri mezzi di trasporto. Perciò,
+consigliato dal vetturino, era disceso davanti alla porta d'un molino,
+dove una frasca indicava che il mugnaio faceva a ore avanzate anche
+l'oste, e dove molto probabilmente il nostro Gino avrebbe anche potuto
+trovare una cavalcatura e una guida per andare a Querciola. Smontato,
+adunque, e accolto con tranquilla urbanità dal mugnaio, chiese tutto
+ciò che gli bisognava, incominciando dal desinare.
+
+L'oste mugnaio nuotava nell'abbondanza; ma non aveva lì per lì nulla
+di pronto. Se il viaggiatore poteva aspettare, egli sarebbe andato a
+cercare una gallina sul prato, dietro alla casa, e la sua donna non
+avrebbe indugiato troppo a fargli un brodo conveniente. Ma il conte
+Gino sentiva gli stimoli della fame, e di una fame da viaggiatore che
+ha ventisei anni. In pari tempo, sentiva dalla cucina un grato odore
+di lardo. Il mugnaio cuoceva la minestra per la famiglia. Orbene, e
+non si poteva mangiar di quella, senza aspettare il brodo di là da
+venire? Se c'erano delle galline, sicuramente non mancavano le uova.
+Egli dunque avrebbe sorbito un paio d'uova calde, e magari due paia.
+Un pezzetto di cacio sarebbe bastato per finire il suo pranzo, che a
+quell'ora, con quell'aria, e dopo tante ore di viaggio, si poteva
+chiamar luculliano.
+
+--Se si contenta Lei, facciamo pure così;--disse il
+mugnaio.--Teodemira, una tovaglia di bucato e una posata al signore.
+Badi, sono di ottone, le posate.
+
+--Tanto meglio;--rispose Gino.--Sembreranno d'oro.--
+
+La minestra fumante venne in tavola, e il nostro eroe assaggiò la
+minestra. Era buona, e sarebbe anche stata migliore, se dalla cappa
+del camino non fosse caduto un po' di fuliggine entro la pentola
+scoperchiata. Non crediate che il conte Gino la respingesse per così
+piccolo guaio. L'elegante giovanotto, lo stomaco delicato, che si era
+già adattato benissimo al condimento montanaro del lardo, si contentò
+di ritirare con la punta del cucchiaio i grumi di fuliggine
+galleggianti sulla liquida superficie. Che cos'è infine la fuliggine?
+Fumo di vivande, condensato lungo le pareti di un camino. Gli antichi,
+nei loro sacrifizî, in cui erano insieme sacerdoti e cuochi, non
+offrivano forse il fumo agli Dei?
+
+Mentre il conte Gino attendeva a quella cura, e non senza ridere un
+pochino del caso suo, un nuovo personaggio entrò nella sala. Era un
+giovinotto alto e bruno, vestito d'una cacciatora di velluto verde
+d'oliva; portava le uose di cuoio alle gambe, teneva ad armacollo un
+bel fucile a due canne, e sulla testa un cappellaccio nero di feltro.
+Ma questo, da uomo bene educato, se lo levò subito, alla vista del
+forastiero, scoprendo una capigliatura folta, ricciuta e nerissima.
+
+--Oh, signor Aminta, buon giorno!--disse il mugnaio, andandogli
+incontro, con atto rispettoso.
+
+--Buon giorno, Gasparino!--rispose quell'altro.--E il grano?
+
+--Per domani, signor Aminta.
+
+--Come? Ancora domani?
+
+--Che vuole? Era tanto! Venga a vedere e si persuaderà.--
+
+Il cacciatore entrò nel mulino, seguendo il mugnaio, e il conte Gino
+non lo vide più ricomparire nella sala. Stava per finire la minestra,
+quando il mugnaio ritornò presso di lui.
+
+--Ebbene,--gli disse Gino,--avete pensato alla cavalcatura e alla
+guida?
+
+--Sissignore,--rispose il mugnaio,--e siamo abbastanza fortunati,
+perchè il signor Aminta ci pensa egli.
+
+--Chi è il signor Aminta?
+
+--Quel giovane cacciatore che ha veduto poco fa.
+
+--Che, forse dà cavalli a nolo?
+
+--Nossignore, non ne ha bisogno. È il figlio del re della montagna.--
+
+Gino credette lì per lì che il mugnaio gli raccontasse una favola da
+bambini.
+
+--Caspita!--esclamò.--C'è un re della montagna, qui? E vive nei dominî
+di un semplice duca?
+
+--Sicuro;--rispose il mugnaio, sorridendo alla celia.--I Guerri si
+chiamano così, nel nostro paese, tanto son ricchi. Tutto ciò ch'Ella
+vede dal monte Cimone all'alpe di San Pellegrino appartiene ai Guerri.
+
+--Ah, capisco;--disse Gino.--Perciò li chiamate i re della montagna. E
+come mai il figlio del re, senza che io abbia avuto l'onore di
+essergli presentato, si degna di mandarmi una mula e una guida per
+Querciola?
+
+--Gli ho detto che Vossignoria doveva andare lassù, e il signor Aminta
+s'è offerto a servirla. Quanto alla presentazione, non ce n'è proprio
+bisogno. In questi paesi ogni forastiero che arriva è un ospite dei
+Guerri. La conoscenza, poi, la faranno per istrada.
+
+--Bene!--conchiuse Gino.--Seguitiamo gli usi di questo paese. E datemi
+le uova, frattanto; non vorrei far troppo aspettare il figlio del re.
+
+--No, scusi;--replicò il mugnaio:--non le posso dar altro. Il signor
+Aminta se l'avrebbe a male.
+
+--Perchè? Non devo dunque mangiar altro?
+
+--Per ora no, se non le dispiace. Il signor Aminta è escito per
+mandare l'avviso a casa sua, dov'Ella troverà assai meglio di quello
+che può offrirle la nostra cucina.
+
+--Oh diamine! È grossa. Eccomi dunque invitato per forza.
+
+--Qui è l'uso, quando passa un forastiero sul territorio dei Guerri.
+
+--Ma qui, scusate, sono in paese abitato.
+
+--Ha ragione; ma il mulino appartiene ai Guerri.
+
+--Ed io mi trovo sul territorio del re, non è vero?--disse Gino,
+ridendo.--Ma sapete che è un uso piacevolissimo, e che tutti i re
+dovrebbero introdurlo nei loro Stati? Ottima istituzione, questi re
+della montagna! Passa un forastiero, in queste gole, e lo invitano a
+pranzo. Una volta si usava altrimenti; il forastiero, che si
+arrisicava in questi passi, era invitato bensì, ma a buttarsi con la
+faccia a terra, e lo svaligiavano senza misericordia. A proposito, e
+le mie valigie?...
+
+--Le ha fatte prendere il signor Aminta.
+
+--E per che farne, di grazia?
+
+--Per mandarle a casa sua.
+
+--Di bene in meglio!--esclamò Gino, che non sapeva se dovesse ridere,
+o andare in collera.
+
+Ma perchè andare in collera, poi? Era venuto a cascare nei dominii
+d'un re, e quel re non somigliava punto al duca di Modena, suo
+riverito padrone. Questi lo discacciava, quell'altro lo accoglieva. In
+una cosa sola si manifestava una specie di analogia tra loro; ambedue
+facevano quel che volevano, senza consultare l'intenzione dei sudditi.
+
+--Io, per altro,--soggiunse Gino, come ultimo atto di protesta,--debbo
+andare a Querciola.
+
+--Che ci vuol fare, a Querciola?--disse il mugnaio, crollando le
+spalle.--È un paesaccio.
+
+--Sia quel che gli pare; debbo andarci e ci andrò;--rispose
+Gino.--Mettete che io abbia da farci degli studi.
+
+--In questo caso potrà sempre inerpicarsi lassù ed arrivarci in un'ora
+di cammino. Ma, come abitazione, si troverà meglio dai Guerri.
+
+--Dai Guerri? Chi sono i Guerri?
+
+--Gliel ho detto poc'anzi: la famiglia del....
+
+--Ah sì, lo ricordo ora, del signor Aminta. Ed anche non ricordandolo,
+dovevo immaginarmelo.
+
+--Hanno un alloggio molto comodo;--rispose il mugnaio.
+
+--Lo capisco;--disse Gino.--Sarà una reggia, se i padroni sono i re
+della montagna. E voi mi dite che in un'ora si può andare a Querciola?
+
+--Dalle Vaie, sicuro.
+
+--Le Vaie! Che cosa sono le Vaie?
+
+--Il luogo di abitazione dei....
+
+--Basta, ho capito anche questo;--interruppe Gino, ridendo.--Caro
+amico, vi ringrazio delle vostre informazioni, che finiscono tutte ad
+un modo, come i salmi. Non mi resta ora che di pagarvi il conto.
+
+--Perdoni, signor mio;--disse il mugnaio, schermendosi.
+
+--Come? Non si usa pagare il conto, alla vostra osteria?
+
+--Si usa, sì; ma in questo caso.... Ella non ha mangiato che una
+cattiva minestra.... E poi, il signor Aminta non permetterebbe.
+
+--Ah, per tutti i... re della montagna, ed anche della pianura, questa
+è grossa davvero. E se io volessi darvi uno scudo....
+
+--Quando Vossignoria lo volesse ad ogni costo...--rispose l'altro,
+facendo bocca da ridere.
+
+--Ah, finalmente!--gridò Gino, mettendo mano alla borsa.--Ne vinco una
+io, sul vostro signor Aminta.--
+
+Pagato a quel modo lo scotto, il conte Gino escì dall'osteria, per
+avviarsi sulla strada che avevano già presa le sue valigie. Quasi
+sarebbe inutile il dire che lo guidava il mugnaio, poichè egli, ignaro
+affatto dei luoghi, non avrebbe saputo da qual parte voltarsi.
+
+Passarono sopra un ponte di legno il ruscello che forniva l'acqua al
+mulino, e di là presero a salire un sentiero largo e sassoso in mezzo
+ad una boscaglia di cerri, rada nei tronchi, che apparivano grossi e
+diritti, ma folta in alto, per la diffusione dei rami.
+
+I cerri sono le quercie delle alte convalli, dove il freddo regna più
+a lungo. Robusti e previdenti, hanno la corteccia più fitta, e le loro
+ghiande portano il cappuccio lanoso.
+
+Il conte Gino aveva fatto appena un cento metri di strada, quando
+attraverso i radi tronchi dei cerri vide discendere dall'erta uomini e
+cavalli.
+
+--To'!--diss'egli.--Una cavalcata. Com'è pittoresca!
+
+--È il signor Aminta che ci viene incontro;--rispose il mugnaio.
+
+--Sempre Aminta!--gridò il conte Gino.--Caro mio, Torquato Tasso dovrà
+esservi molto riconoscente.
+
+--Chi è questo signore?--domandò candidamente il mugnaio.
+
+--Il padre di Aminta;--rispose Gino.
+
+--Scusi,--replicò quell'altro, sicuro del fatto suo,--il padre del
+signor Aminta si chiama Francesco.--
+
+Gino diede in una matta risata, e il mugnaio pensò ch'egli fosse matto
+davvero, volendo sbattezzare il signor Francesco Guerri, per chiamarlo
+Torquato. Ma rise anche lui, vedendo ridere il suo compagno di
+viaggio.
+
+Il nostro giovanotto era di buon umore, e la cosa vi parrà singolare,
+in mezzo a tanti dolori che lo avevano accompagnato sulla via
+dell'esilio. Ma io già ve l'ho detto, Gino Malatesti aveva ventisei
+anni. Aggiungete la novità del caso, che lo faceva ospite per forza di
+gente che non lo conosceva affatto, e che egli conosceva anche meno. E
+poi, non dimenticate la bella natura, questa regina sempre giovane e
+lieta, che fa anch'essa ogni cosa a suo modo, e che, dentro la cerchia
+del suo regno, per un giorno almeno, ha potestà di giocondare gli
+spiriti.
+
+La cavalcata intravveduta da Gino si componeva di due soli cavalli.
+Sul primo torreggiava il signor Aminta; l'altro era condotto a mano da
+un famiglio.
+
+Come fu a venti passi da Gino, il signor Aminta balzò leggero di sella
+e gli mosse incontro a piedi.
+
+--Perdoni la libertà grande;--gli disse, scoprendosi.--Gasparino le
+avrà già detto....
+
+--Sì, mi ha detto molto;--rispose Gino.--Ma io non so veramente con
+qual diritto dovrei dare tanto incomodo a Lei.... ignoto come sono....
+
+--È un viaggiatore: è un ospite;--replicò l'altro, con bella
+semplicità di parole.
+
+--E non sa ancora il mio nome;--soggiunse Gino, disponendosi a fare la
+sua presentazione da sè.
+
+--Avrà tempo a dirlo, se vorrà;--disse Aminta.--Gasparino mi aveva
+accennato che Ella si reca a Querciola, per passarci alcuni giorni.
+
+--Che potrebbero esser mesi;--replicò Gino.
+
+--In quel luogo!--esclamò l'altro.--Ma ci sarà da morire d'inedia.
+
+--Necessità, signor mio!--rispose Gino, stringendosi nelle spalle.
+
+--Rispettiamo la necessità;--disse Aminta, inchinandosi.--Ma non c'è
+posto per Lei, a Querciola. È un paese di caprai, e non ci son
+famiglie, ch'io sappia, le quali possano offrirle una ospitalità pur
+che sia.
+
+--Pure, debbo andarci; sono costretto!--disse Gino, sospirando.
+
+--Ci andrà domani, doman l'altro, quando le piacerà;--rispose il
+signor Aminta.--Per ora si degni di smontare da noi.
+
+--Non abuserò della sua gentilezza?
+
+--Che dice Ella mai? La nostra casa sarà onorata della sua presenza.
+Del resto,--soggiunse quel principe ereditario,--che ci staremmo a far
+noi in queste alte solitudini, se, quando ci arriva un forastiero, non
+lo accogliessimo a festa? Aggiunga, signor mio, che altrove starebbe
+peggio che da noi. La vita è dura, tra questi monti, in mezzo ad una
+gente buona e leale, ma rozza....
+
+--Non mi pare, non mi pare;--interruppe Gino.--Si fermi almeno alle
+buone qualità, se non vuole aggiungerne delle altre.--
+
+Il signor Aminta ringraziò col gesto, e additò al forastiero il
+cavallo che era stato condotto per lui. Anzi, per colmo di gentilezza,
+volle mettersi egli stesso dall'altra parte, per offrirgli le redini.
+
+Gino non aveva bisogno d'aiuti, e lo dimostrò subito, balzando in
+sella con una grazia di cavaliere perfetto. Nella perfezione del
+cavaliere c'entrano anche, lo immaginate, i ventisei anni di cui lo ha
+privilegiato il suo atto di nascita.
+
+Il cavallo di Gino Malatesti era un bel rovano, di larga cervice e di
+garretti robusti, con due occhioni intelligenti e gli orecchi tesi,
+che indicavano una serietà di nobile animale, non ignaro della
+importanza degli uffici a cui è destinato. Gino gli palpò
+amorevolmente il collo, e n'ebbe in risposta un nitrito di
+soddisfazione.
+
+--Strano!--diss'egli.--Non mi aspettavo di trovar cavalli, in queste
+balze.
+
+--Cavalli di montagna, signor mio;--rispose Aminta.--Sono addestrati a
+correre per i greppi, e son saldi di passo come le mule.--
+
+Aminta era montato in sella anche lui, e andava primo, per insegnare
+la strada. Così salirono l'erta del monte, e di là dalla boscaglia dei
+cerri il conte Gino vide una piccola valle, con un'altra costiera,
+vestita da un'altra boscaglia. Ma lassù, dalle vette dei faggi e delle
+quercie, appariva un campanile; e accanto al campanile una mobile
+striscia di fumo indicava la presenza di una casa. C'era abitato,
+lassù, e i bisogni dello stomaco e quei dello spirito potevano esservi
+soddisfatti egualmente.
+
+--È là;--disse il signor Aminta, voltandosi al forastiero e additando
+il campanile.--Fra dieci minuti ci siamo.--
+
+Andando avanti, e girando intorno alla macchia, si scopriva un po'
+meglio il paese. Là, dietro il campanile, era un ceppo di case, le une
+a ridosso delle altre, male ordinate e di misero aspetto. Anche la
+chiesa doveva essere una povera cosa, a giudicarne dal campanile,
+corto, gobbo e tutto sbrendolato nell'intonaco. Ritornando alle case,
+d'intonaco non si vedeva pur l'ombra; erano tutte murate a falde di
+macigno, ed apparivano così nere, da lasciar credere che tra pietra e
+pietra non fosse stata neanche messa la calce. Un po' meglio in
+assetto era la via che conduceva all'abitato, e questa parve a Gino
+una buona testimonianza della cura che i re della montagna avevano dei
+loro cavalli.
+
+All'ultima svolta della strada gli si mostrò finalmente la chiesa, in
+tutta la sua maestà decaduta. Il finestrone della facciata aveva avuto
+in altri tempi una cornice di stucco, e certamente un cornicione
+doveva aver collegato il timpano alla gronda del tetto; ma cornice e
+cornicione erano spariti da un pezzo. Anche il muro, nella parte
+superiore, era tutto scrostato; solo nella inferiore, accanto alla
+porta d'ingresso, durava ancora ne' suoi contorni di rosso mattone un
+san Cristoforo seduto, col bambino Gesù posato sulla sua spalla
+destra, e con la mano levata. In atto di benedire i popoli, o di
+prendere al Santo una ciocca de' suoi capegli rabbuffati? Il pittore
+aveva lavorato in modo da lasciar adito a tutt'e due le supposizioni,
+e magari ad una terza. O san Cristoforo delle Vaie! nobile tipo di
+taglialegna, certamente copiato sulla faccia del luogo! Voi eravate
+enorme, come vuole la leggenda. Bontà vostra, che restavate seduto (o
+inginocchiato, non rammento più bene); se no, sfondavate con la testa
+la gronda del tetto.
+
+Il Gino ammirò san Cristoforo e tirò via, seguitando il compagno. La
+via, rasentando il fianco della chiesa, si faceva più stretta, poichè
+sorgeva dall'altra parte una casetta di due piani, fatta a capanna,
+con una piccola scala all'aperto. Sull'ultimo gradino di quella scala
+era seduto un prete, magro ed ossuto, che portava in testa, scambio
+del berretto a tre spicchi, una papalina di velluto nero, e se ne
+stava là in osservazione, beatamente traendo boccate di fumo da una
+vecchia e corta pipa di Gessèmani.
+
+--Don Pietro, buona sera!--disse il signor Aminta passando, e
+levandosi il cappello.--Viene da noi?
+
+--Dopo cena, sicuramente.
+
+--Perchè non prima?
+
+--Caro Aminta, la pentola è al fuoco, e non bisogna mancarle di
+riguardo. Poveraccia! È quella di tutti i giorni, e un sentimento di
+gratitudine comanda di esserle fedeli. Non vi pare?
+
+--È giusto, è giusto;--disse il signor Aminta.--A più tardi, dunque; e
+buon appetito.
+
+--Non manca mai, quello! Altrettanto a voi e al vostro compagno di
+viaggio.--
+
+Così dicendo, Don Pietro si alzò a mezzo, levandosi la sua papalina
+dal capo.
+
+Gino rese il saluto, e disse frattanto in cuor suo:
+
+--Ecco qua: noi ci lagniamo di dover vivere nelle nostre città
+capitali, che hanno il grave torto di non rassomigliar tutte a Parigi.
+E qui, e in tanti luoghi consimili tra i monti, vive un popolo
+industre e buono, che si contenta de' suoi villaggi appollaiati sui
+greppi, nè sembra accorgersi che le sue abitazioni sono catapecchie e
+stamberghe. Anche qui ci sono i ricchi, i potenti, e si adattano al
+modesto costume dei padri loro. Non manca neppure il re, e questo re
+della montagna molto probabilmente non possiede le querci per
+sedercisi sotto, a render giustizia, ma per tagliarle via via e
+mandarle ai lontani cantieri. Qui non saranno ricercatezze di cibo,
+non salse, non intingoli; ma pezzi di cinghiale, uccelli di passo,
+quarti di bove o d'agnello, arrostiti all'omerica, e magari serviti in
+piatti di argilla, su d'una tovaglia di canapa. Ma che importa? Sono
+felici egualmente.--
+
+Così andava almanaccando, e gli ricorrevano alla mente i bei versi di
+Bernardo Tasso, intorno alla vita campestre:
+
+ _O pastori felici,
+ Che d'un picciol poder lieti e contenti
+ Avete i cieli amici,
+ Nè di mar paventate ire o di venti!
+ Noi vivemo alle noie
+ Del tempestoso mondo ed alle pene;
+ Le maggior' nostre gioie
+ Ombra del vostro bene,
+ Sono di fiele e d'amarezza piene._
+
+Questo è su per giù il ragionamento che tutti fanno, quando, sottratti
+al fascino delle città rumorose, si trovano al cospetto della santa
+natura. Non bisognerebbe per altro che la cosa durasse! A buon conto,
+Gino Malatesti ricordava tutte queste belle cose, per conchiudere che
+i re della montagna dovevano vivere anch'essi maluccio.
+
+Il suo monologo fu interrotto dalla fermata del signor Aminta.
+Quaranta o cinquanta passi più su dalla chiesa e dalla canonica che vi
+ho descritta, sorgeva la casa, o, per dire più esattamente, il ceppo
+di case che Gino aveva veduto da lungi, sovra il colmo dell'erta.
+Erano parecchi tetti raccolti in pittoresco disordine attorno ad un
+tetto più alto. La fabbrica di mezzo, la più grossa, senz'essere
+niente più intonacata delle altre, manifestava certe sue pretensioni
+signorili, nell'ordine doppio e abbastanza regolare delle finestre,
+come nelle persiane verdi del pian di sopra, che contrastavano
+allegramente con le mura nerastre e con le rappezzature del tetto.
+
+Il signor Aminta era smontato da cavallo, davanti ad un portone, o
+piuttosto ad un grand'arco, aperto a guisa di breccia nel muro. Sotto
+quell'arco profondo era un andito, mezzo occupato da cinque o sei
+scaglioni di pietra, che non andavano mica diritti, ma giravano un
+pochino di sbieco, fino ad un pianerottolo, fiancheggiato da due tozze
+colonne, unico sfoggio architettonico di quella costruzione,
+evidentemente fatta in più tempi. Tra le colonne era un uscio
+spalancato, che lasciava vedere le pareti affumicate di una larga
+anticamera.
+
+--Ci siamo;--disse il signor Aminta al suo ospite, che era smontato da
+cavallo egli pure.--Chiuda gli occhi, per altro.
+
+--Li terrò bene aperti, anzi, per vedere una casa ospitale;--rispose
+Gino, sorridendo.
+
+E saliti quei cinque o sei scaglioni di pietra, entrò, seguendo il
+signor Aminta, nella vasta anticamera, dove non era che un grosso
+camino contro la parete, e davanti al camino una panca a semicerchio,
+col suo schienale alto, per ripararla dall'aria di fuori. Là, nelle
+sere d'inverno, e, dato il clima del luogo, anche in quelle di
+primavera e di autunno, dovevano raccogliersi intorno alla fiammata i
+re della montagna, coi loro famigli e con qualche viandante
+intirizzito. Nè sedie, nè altri arredi, si vedevano là dentro. Unico
+lusso, e certamente di altri tempi, una fascia di pietra che correva
+intorno alla cappa del camino, recando una leggenda scolpita a grosse
+lettere: «_Dalla guerra alla pace_» e uno scudo nel mezzo, alla spada
+rizzata in palo, con la punta abbassata.
+
+--Avanzi di pretese nobilesche!--pensò Gino, vedendo lo scudo, ma non
+avendo tempo di leggere il motto.
+
+Il signor Aminta, che fino allora lo aveva preceduto, gli faceva cenno
+di passare in un'altra stanza, più piccola, ma più arredata della
+prima. Il nostro giovanotto vide una tavola di querce appoggiata al
+muro, e alcuni seggioloni con le spalliere e i sedili di cuoio; roba
+antica, se volete, ma non elegante. Di là il nostro Gino fu fatto
+entrare in una terza stanza; e questa era una piazza d'armi
+senz'altro. Anche là si vedeva il camino, con la sua cappa alta, di
+pietra serena, scolpita a fogliami, e la leggenda che sapete e lo
+scudo che conoscete, ma questa volta dipinto, la spada d'argento e il
+campo d'azzurro.
+
+Gino diede una guardata all'intorno, ed ebbe argomento a mutare un
+pochino la sua prima opinione. Aveva veduta anzitutto, nel mezzo della
+sala, una lunga tavola da pranzo, capace almeno di trenta posti. Era
+una tavola di querce, inverniciata a dovere, come si vedeva dai piedi
+lavorati al tornio, poichè la lastra era ricoperta da un gran tappeto
+rosso, listato d'un fregio nero. Dalle pareti pendevano alcuni vecchi
+quadri a olio, con ritratti di famiglia, non eccellenti forse come
+opere d'arte, ma con le loro cornici intagliate e dorate a fuoco. Dove
+non erano quadri, sorgevano da terra scaffali di libri, che attrassero
+tosto l'attenzione del viaggiatore. Strana cosa, là dentro! Erano
+tutte edizioni moderne, volumi rilegati di marocchino, e, dando
+un'occhiata ai titoli, il conte Gino riconobbe poeti e prosatori
+italiani, antichi e nuovi, insieme con opere francesi, inglesi e
+tedesche, nel loro testo originale.
+
+Questa fu la gran maraviglia di Gino, e gli strappò un grido dal
+labbro.
+
+--Poca cosa!--disse il signor Aminta, accostandosi.--Non siamo
+abbastanza provveduti, in materia di libri.
+
+--Come?--gridò il forastiero.--Ci hanno....--E qui voleva dire:--Ci
+hanno assai più di noi, ad onta dei quattromila volumi che ingombrano
+la nostra biblioteca.--
+
+Infatti, la libreria dei conti Malatesti era stata messa insieme da un
+prozio vescovo; archeologia sacra e teologia, in gran parte, e non era
+stata più accresciuta nè completata. Là, invece, nella libreria dei
+Guerri, c'era in quattro cinquecento volumi il fiore di quattro
+letterature.
+
+Perciò il conte Gino terminò la sua frase, dicendo:
+
+--Ci hanno tutta roba moderna, e mostrano di aver familiari le lingue
+estere.
+
+--Ah sì!--disse il signor Aminta.--Ma non creda che le abbia familiari
+io, queste lingue. Faccio molto a sapere il mio italiano, e un po' di
+francese, che non ho mai occasione di parlare.--
+
+Gino voleva chiedere chi fosse, in famiglia, che sapeva, oltre il
+francese, il tedesco e l'inglese. Ma, da persona bene educata, si
+astenne dal domandare quello che il suo interlocutore non aveva
+creduto opportuno di dirgli.
+
+Frattanto, nel voltarsi a guardare intorno, ebbe un altro argomento di
+maraviglia; un pianoforte, niente di meno, un pianoforte a coda, ed
+anche della fabbrica di Erard, se non vi dispiace di saperlo. Al conte
+Gino, che si era avvicinato per dare un'occhiata alla scritta, non
+dispiacque davvero.
+
+Come avrete veduto da questo scampoletto di descrizione, la sala era
+da pranzo e serviva di salotto e di biblioteca ad un tempo. La sua
+ampiezza giustificava benissimo quella moltiplicità di destinazioni.
+
+Gino, dopo aver guardata la scritta, si era arrisicato a sollevare il
+coperchio, e stava arpeggiando con le dita sulla tastiera, quando un
+uscio si aperse ed entrò nella sala il signor Francesco, il padre di
+Aminta, il vero re della montagna, bel vecchio dalla barba bianca,
+dall'aspetto grave e buono, per consuetudine malinconico, ma che
+sapeva sorridere d'un sorriso dolce e tranquillo come il suo occhio
+azzurro e come la sua voce di tenore baritonato. Eravamo davanti al
+pianoforte, e questo accenno al registro vocale non vi parrà fuori di
+luogo.
+
+Anche il signor Francesco Guerri fu molto cortese con l'ospite,
+anch'egli sfuggì l'occasione di sapere chi fosse. Evidentemente,
+quello era un uso di lassù: forma di galateo montanaro che non è senza
+grazia, sebbene non vada esente da qualche piccolo guaio. Sapere chi
+si accoglie, lo riconosco ancor io, non salva sempre il padrone di
+casa dal pericolo di farsi portar via le posate; ma è chiaro che dove
+c'è l'uso di accoglier tutti con eguale cordialità, senza domandare il
+suo nome a nessuno, il pericolo che la gente abusi della vostra
+ospitalità non sarà punto scemato. Nè un padrone di casa può essere
+così certo del suo occhio, da riconoscere a prima vista la gente di
+cui debba fidarsi, poichè le apparenze ingannano. I carabinieri, a
+buon conto, in certi luoghi ed occasioni, usano la precauzione
+lodevolissima di domandarvi le carte.
+
+Il signor Francesco, dopo i complimenti consueti, introdusse l'ospite
+nella camera a lui assegnata. Era piccola, o, per dir meglio, appariva
+piccola a chi veniva allora da quella gran sala, ma c'era tutto il
+necessario per viverci bene. Il letto era a baldacchino, con le sue
+brave cortine di damasco, e il conte Gino osservò che aveva sul
+copertoio un grosso e soffice cuscino di piume.
+
+--Le notti son fredde, tra questi monti;--disse il signor
+Francesco.--Ma speriamo che Ella non ci si ritroverà troppo male.--
+
+Gino si era maravigliato nella sala, e si maravigliò ancora nella
+camera da letto, vedendo quel lusso, antico ma sodo, ed anche certi
+graziosi nonnulla, come lavori di lana e ricami all'uncinetto, che
+facevano pensare al _Journal des Demoiselles_ ed ai suoi esemplari
+d'opere femminili, tanto preziose nell'arredamento di una casa.
+
+--Ah, ah!--diss'egli tra sè.--Qui c'è la mano di una donna.--
+
+E quella camera, da prima, e tutta la casa di poi, e i luoghi
+circostanti s'illuminavano, agli occhi della sua mente, d'una poetica
+luce.
+
+Questo fenomeno occorse la prima volta nel settimo giorno della
+creazione. Almeno, così dicono i poeti, che sono stati da per tutto,
+anche _a latere_ del Padre Eterno, nel periodo delle grandi novità. Gli
+alberi frondeggiarono ad occhi veggenti, gli uccelli fecero il verso
+d'amore nel bosco, i fiorellini sbocciarono dal prato; Adamo, poi, si
+svegliò in soprassalto, e disse.... Che cosa disse Adamo? Sicuramente
+egli deve avere incominciato da una esclamazione, da una invocazione
+all'Altissimo; verbigrazia da un: «Dio.... misericordioso!» invocazione
+che fu il principio e l'esempio di tutte le altre, venute poi,
+nell'ordine progressivo dei tempi.
+
+Ah, donne gentili, siete voi il tormento e la consolazione. Con voi si
+può vedere la luna in pien meriggio, ma senza di voi c'è buio a tutte
+le ore del giorno. La vostra presenza, a buon conto, reca la grazia
+nella conversazione degli uomini, o quanto meno l'obbligo di evitare
+certe locuzioni improprie con cui l'uomo dimostra ed afferma la sua
+indipendenza nel consorzio incivile. Dove voi siete, egli si studia di
+parer più garbato, e qualche volta ci riesce; ad ogni modo, bisogna
+tenergli conto dell'intenzione, vedendolo star sulla vita, ravviarsi i
+capegli, arricciarsi i baffi, tirar fuori dalle maniche e mettere in
+mostra i polsini della camicia, fare insomma tutti quegli atti,
+leggermente e graziosamente scimmieschi, per cui egli accenna il
+desiderio di piacere.
+
+M'è occorso ieri (scusate la parentesi) di fare un piccolo viaggio.
+Eravamo tre uomini, nella carrozza dei fumatori, e ne capitò
+all'ultim'ora un quarto, un giovinotto bello come il Fauno di
+Prassitele, che appena entrato s'impossessò del suo sedile e dei due
+posti che c'erano, accomodandovi le membra per dormire, e puntando i
+suoi delicatissimi piedi contro il bracciuolo di mezzo. Mezz'ora dopo
+non gli bastavano più i due posti; alzò una gamba e sconfinò sul mio
+territorio, posandomi sulle ginocchia una scarpa, che fui costretto a
+prendere con due delicatissime dita, per ricondurla ne' suoi legittimi
+confini. Avrebbe egli fatto così, se io fossi stato una graziosa
+signora? Si sarebbe egli pure accomodato a dormire? Dèi immortali, mi
+parrebbe già di vederlo, ritto sulla vita, tirarsi su i baffettini,
+aggiustarsi il nodo della cravatta, lanciarmi occhiate assassine,
+spiando l'occasione di entrare in discorso, e fors'anco entrandoci
+senza aspettar l'occasione. Certamente, sarebbe diventato molesto, ma
+ad un altro modo; perchè proprio è così, noi siamo una razza noiosa
+come le mosche, e il senso della misura ci manca, così nel bene come
+nel male.
+
+Come io tengo a bada voi con le mie chiacchiere, così il signor
+Francesco, il re della montagna, aveva tenuto a bada il suo ospite,
+descrivendogli per sommi capi la vita che si faceva tra quelle gole
+alpestri, e dandogli di passata un'idea dei lavori a cui si può
+attendere utilmente, nel taglio ragionevole dei boschi e
+nell'ingegnosa combinazione delle serre. Gino s'innamorò delle serre,
+e promise a sè stesso di andare un giorno a vederle, quelle poetiche
+chiuse di lastroni e di legna, che fanno pescaia alle acque e
+ricettacolo ai tronchi galleggianti, per lasciarli poi, a cateratta
+dischiusa, precipitare affollati in un serbatoio inferiore, e così
+via, di pescaia in pescaia, fino ai grandi depositi della pianura. Il
+nostro giovanotto non conosceva quelle industrie montanare; ignorava
+che lassù ci fossero costumanze e fatiche così selvaggiamente poetiche
+come quelle dei _pioneers_ americani. Ma gl'Italiani ignorano molto,
+in Italia, e non è colpa loro, perchè l'ignoranza incomincia dalla
+scuola.
+
+A un certo punto della conversazione, apparve il signor Aminta
+sull'uscio e fece un gesto a suo padre. Allora il signor Francesco
+disse al suo ospite:
+
+--Signor mio, le abbiamo fatto aspettare un po' troppo il suo pranzo.
+Ma Ella ci scuserà, perchè non era la nostra ora, così che siamo stati
+colti alla sprovveduta.
+
+--E mi rincresce del loro incomodo;--disse Gino.
+
+--No, nessun incomodo;--ripigliò prontamente il vecchio, non
+lasciandogli il tempo di proseguire.--Per noi questa è la cena.
+L'anticipiamo un pochino, quest'oggi, come Ella ha dovuto ritardare il
+pranzo. Gli uomini,--soggiunse il signor Francesco,--debbono trovar
+sempre il modo di andare d'accordo, e non ci riusciranno, io credo,
+senza qualche concessione scambievole. Non le par meglio così, che
+star fitti nel proprio uso e nella propria opinione?--
+
+Gino rise e approvò largamente. Non era più luogo da complimenti e da
+scuse, davanti ad un ragionamento così semplice e così largo ad un
+tempo.
+
+--Mi permetta almeno di cambiar abiti;--diss'egli, che aveva vedute le
+sue valigie deposte in un angolo.--È affar di cinque minuti.
+
+--Per che fare?--rispose il signor Francesco.--Ella è molto bene,
+così, e ci farebbe torto a volersi mettere sulle cerimonie. Via, ci
+contenti, e venga com'è.--
+
+Gino si acquetò, vedendo che la miglior cerimonia era lì per lì
+l'obbedienza. E il signor Francesco, presolo amorevolmente per il
+braccio, lo condusse verso l'uscio.
+
+--Mi permetta allora,--riprese Gino, che aveva sempre bisogno di
+qualche cosa,--mi permetta allora di dirle il mio nome.
+
+--Poi, poi!--interruppe il vecchio.--Ci sarà sempre tempo. Ella è una
+persona garbata, e noi non avremmo merito nel riceverla, se non
+conoscessimo il cavaliere all'aspetto.
+
+--Pure,--ripiglio Gino,--sarei tanto lieto di dirle il mio nome. Per
+obbligo di reciprocità;--soggiunse.--So infatti che Loro son Guerri.
+
+--Bene, si consideri per oggi un Guerri anche Lei, un fratello minore,
+un figlio della famiglia;--replicò il signor Francesco.--Le dispiace,
+forse?
+
+--No, davvero, e quando è così non parlerò più del mio nome, neanche
+domani;--disse Gino sollecito.--Son Gino Guerri, adunque. È un bel
+nome; suona bene!--
+
+E rideva, il giovanotto, ed entrò ridendo nella gran sala, dove in
+quel frattempo era stata apparecchiata la mensa.
+
+Qui, se io sapessi di esser letto da gente digiuna, amerei descrivere
+la tavola e le dodici, proprio dodici, qualità diverse di principii
+che facevano bella mostra di sè nei piattellini disposti in ordine, a
+destra e a sinistra di un vaso antico di Faenza, che torreggiava nel
+mezzo, pieno riboccante di fiori. Gino ammirò quello sfoggio, che
+dalle olive di Lucca andava fino alle sardelle di Nantes, passando per
+le acciughe della Gorgona, e che dalle polpettine di cipolla e
+prezzemolo, in salsa di capperi, si arrisicava fino alle altezze
+squisite del salmone rosato di Nuova York, passando per tutte le
+conserve, distinte di tanti nomi, del tonno di Sardegna, che ha
+certamente i suoi pregi. Pensate pur male di me, povero narratore, che
+vi sembrerò un ghiottone, ma non pensate male del mio eroe, che ammirò
+lo sfoggio della quantità, senza fermarsi ai particolari, e che volse
+subito la sua attenzione al vasellame. I piatti di mezzo, i tondi o le
+scodelle dei posti in giro, erano tutti di vecchia maiolica, e
+portavano tutti dipinto nel centro lo scudo dei Guerri, con la spada
+in palo e con la leggenda che sapete. Il finimento apparteneva per lo
+stile dell'opera alla prima metà del secolo scorso, e i gialli vivi e
+gli azzurri spersi, e la ricchezza degli ornati, dicevano chiaramente
+che quel vasellame era uscito da una delle migliori fabbriche di
+Romagna.
+
+Gino ammirava ancora, abbracciando con l'occhio tutta quella ricchezza
+ceramica, quando dall'uscio di rincontro apparvero due signore.
+
+--Ah, ecco le nostre donne!--disse il signor Francesco.--Ora Ella farà
+un po' di conoscenze in famiglia.--
+
+La prima che si avanzava era un bel tipo di donna attempata, coi
+capegli brizzolati, ma la carnagione ancor fresca e lucente.
+
+--Mia sorella Angelica;--ripigliò il signor Francesco.--Ella fa qui da
+padrona di casa, poichè i miei figli hanno perduta la madre.--
+
+E sospirò, il re della montagna, mentre Gino salutava.
+
+La seconda che veniva verso di lui era più giovane di qualche anno,
+bruna, dall'occhio ardito, dalle labbra tumide, indizio di bontà.
+
+--Mia cognata Olimpia;--disse il signor Francesco.--Suo marito, mio
+fratello secondogenito, verrà forse più tardi. Egli è alla serra, e
+non c'è stato il tempo di farlo avvertire. Un altro mio fratello, il
+più giovane di tutti, quasi giovane come il mio Aminta, non verrà,
+perchè vive lontano da noi, a Sassuolo, per ragion di negozio.--
+
+Gino salutava i presenti, e accennava del capo agli assenti. Gli
+pareva strano, frattanto, che gli altri fossero presentati a lui, ed
+egli a nessuno. Ma lassù comandava un galateo diverso, l'antico. Nelle
+nostre case moderne i padroni sono altrettanti piccoli principi, a cui
+bisogna far riverenza; nelle vecchie, o dove gli usi son vecchi,
+principe è l'ospite, e a lui son rivolti gli omaggi di tutti.
+
+Mentre egli pensava, un'altra figura di donna apparve nella sala.
+
+
+
+
+Capitolo III.
+
+Tra l'Ariosto e il Tasso.
+
+
+Figura di donna, ho detto, e aggiungerò di donna giovane, quantunque
+lo avrete già argomentato da certa disposizione di effetti, che del
+resto è proprio casuale, e perciò senza merito mio. Quella giovane
+donna veniva ultima nella sala da pranzo, perchè era l'ultima di fatti
+nell'ordine gerarchico della famiglia e in quella legge della
+precedenza, che non è solamente a Corte, ma si ficca un po' da per
+tutto: perfino, che vi dirò?... perfino in un branco di pecore. Ma che
+importa esser gli ultimi, per certi rispetti, se per altri ed
+essenziali si può essere i primi? Quella figura di donna, apparsa
+ultima nella sala, fu facilmente, trionfalmente la prima, agli occhi
+del conte Gino Malatesti.
+
+Come, direte voi, già a questi punti? Nossignori, non c'è già che
+tenga. È permesso di ammirare, anche senza cadere innamorati sul
+colpo. E poi, queste son sottigliezze che vanno lasciate in disparte.
+In ogni ordine di cose c'è quel che si vede, e quel che si guarda; che
+ci possiamo far noi? L'ultima di casa Guerri era di quelle che si
+guardano.
+
+Vorrei descriverla; ma le descrizioni sono così poco efficaci!
+S'infilzano parole l'una a fianco dell'altra, si girano frasi, si
+rigirano periodi, si riesce a far della prosa robusta, desolazione ed
+abominio dei popoli. La descrizione, checchè faccia, non sarà mai la
+pittura. Nondimeno, anche nei passaporti c'è il desiderio di dipingere
+in qualche modo, e nessuno ignora che in una descrizione qual si sia,
+certi tocchi particolari hanno la virtù di richiamare alla mente del
+lettore una immagine piuttosto che un'altra. Quando, ad esempio, si
+dice capegli biondi, capegli rossi, vengono subito agli occhi due tipi
+distinti di carnagione, il bianco fino e pallido, o il bianco vivace e
+lentigginoso. Se vi dicono capegli castagni, la carnagione vi si
+offrirà subito agli occhi d'un bianco traente al bruno, non senza
+riflessi dorati; se vi dicono capegli neri, d'ebano, o d'ala di corvo,
+vedete prontamente una carnagione alabastrina e perlata. Così, per via
+di naturali richiami e associazioni d'idee, il povero narratore si
+aiuta.
+
+Or dunque, non per voler descrivere, e molto meno per gareggiare con
+la pittura, vi pregherò d'immaginare una figura di donna piuttosto
+alta, snella, ma dal fianco prominente, su cui si disegna con castità
+medievale ed incomincia ad abbozzar le sue pieghe una veste di lana
+colorita a larghi quadri scozzesi. La vita risale tutta chiusa fino
+alla radice del collo, donde esce e biancheggia una piccola gorgiera
+di mussolina; le maniche, strette fino ai polsi, vi fanno sentire la
+greca modellatura delle braccia. Nel complesso, eccovi una figura di
+giovane castellana, a cui non manca che la borsellina di seta,
+pendente da una cintura molleggiante di cuoio, per darvi l'illusione
+perfetta.
+
+Le mani son belle, e guai se non lo fossero, uscendo da quelle maniche
+così strette. Il volto è di contorno romano, ma con lineamenti
+raffinati, raddolciti dall'espressione moderna. Le sopracciglia son
+nere, diritte, segnate senza fiacchezza, ma altresì senza le
+esagerazioni del classicismo di seconda mano, e di sotto a quelle
+sopracciglia gli occhi grandi sfavillano nerissimi, circonfusi di una
+luce bianca azzurrognola. Nel naso profilato, nelle labbra di
+vermiglio pallido, sottili di forma e a mala pena incurvate sugli
+angoli, nel mento pieno e risentito, nella rotondezza eretta del
+collo, il moderno antropologo vedrebbe una grande fermezza di volontà,
+come nell'orecchio piccino e nella vivacità dello sguardo una rara
+delicatezza di sentimento. Ma che dire della carnagione, che è pregio
+essenziale nella bellezza femminile, tanto che senza di questo la
+medesima purità dei contorni si riduce ad un accozzamento di linee,
+felice sì, ma spietatamente geometrico? La dicono bianca come la neve,
+sì, per seguitare l'usanza; ma come la neve, quando il primo raggio di
+sole la tinge di rosa sulla vetta di un'Alpe. E questo, ancora, è
+l'effetto da lontano; per descrivere la cosa veduta da vicino
+bisognerebbe chiedere i paragoni alla superficie interiore di certe
+conchiglie orientali; donde per altro si avrebbe l'idea di una durezza
+vitrea, laddove sarebbe necessario rendere l'impressione del delicato,
+del pastoso e del morbido.
+
+Lettori, badate a me, qui si va fuori di strada. I nostri vecchi non
+avevano tante sfumature di discorso, e quando vedevano una fanciulla
+sul far di questa, sgranavano tanto d'occhi, esclamando: «Dio...
+misericordioso, che bel tocco di ragazza! che occhio di sole!» Ciò è
+volgare in parte, e in parte sbrigativo, lo so, ma per contro è
+sincero. Ed una bella esclamazione, che dica lì schietto schietto il
+senso fatto su di noi dalla vista di una bella persona, val più di
+tutti gli artifizi del discorso, di tutte le ricercatezze della
+parola, di tutte le capestrerie della frase.
+
+I capegli della fanciulla, lo avrete già indovinato per la solita
+associazione d'idee, erano neri nerissimi; ed anche lucenti,
+riccioluti, come quelli del suo fratello Aminta. Ma se ne vedevano
+pochi, di quei capegli maravigliosi, poichè il loro volume era
+imprigionato in un gran fazzoletto di seta, rigirato a casco dalla
+fronte alla nuca. Vi parrà una moda strana, ma il costume dei monti in
+cui siamo vuol proprio così. È un costume antico, se permettete, e
+s'accorda con ogni forma d'abbigliatura. Quando la testa è ben
+formata, e ricca la capigliatura imprigionata là dentro, vi par di
+vedere Minerva, con quel suo elmo ateniese, che tondeggia sul collo e
+fa punta sulla fronte, lasciando libere a mala pena due ciocche di
+capegli che scendano dalle tempie ad accarezzare le guance e a coprir
+mezzi gli orecchi.
+
+Bellezza, tu sei veramente la cosa più maravigliosa, il bene più
+invidiabile che al mondo sia; nè l'ingegno ti vale, nè la ricchezza ti
+agguaglia. Tu sei la forma divina che l'uomo intravvede, poichè
+nell'interno d'ogni uomo c'è il principio d'un artista, che si
+svolgerà o non si svolgerà, poco importa, ma che riconoscerà,
+sentendola quasi istintivamente, una legge d'ordine e d'armonia, la
+quale è da per tutto, ma in nessun'altra cosa si estrinseca meglio e
+s'incarna, che in una figura di donna. L'ingegno, lo so, potrà
+celebrarti degnamente; ma che serve? Tu sei egualmente, e puoi stare
+senza inni di poeti, avendo le adorazioni d'una moltitudine che ti
+sente e s'inchina. La ricchezza, so anche questo, può coprirti di
+diamanti. Ma son proprio necessarii i diamanti? Non lo erano per
+esempio alla fanciulla dei Guerri.
+
+Infatti, lettori, ecco qua un punto per cui la nostra eroina non
+somiglia a tante altre. Ci sono delle bellezze a cui stanno bene gli
+ori e le gemme; delle altre, invece, che con questi amminicoli non
+s'intenderebbero più. Gli antichi Greci diedero i pendenti di tre
+gocce agli orecchi di Giunone, non agli orecchi di Venere, e meno
+ancora agli orecchi di Minerva. Certe armonie delicatissime di forma
+non sopportano frastaglio d'ornamenti; certe sfumature di tinta, pari
+alle tenerezze giovanili dell'alba, sarebbero oppresse da tutto quel
+luccichìo di brillanti, che fa un po' troppo ricordare i pendagli
+cristallini dei lampadarii nelle feste da ballo. Ah, le bellezze di un
+collo semplicemente vestito del suo candore e della sua morbidezza!
+Signore mie dolci, seguite il consiglio di un ignorante; lasciate il
+collare ai cani, agli uomini politici e alle bocce d'assenzio di
+Neufchâtel. Quanto agli orecchini, pensate che un bell'orecchio
+piccino e trasparente, vale tutti i brillanti dell'India e del Capo, e
+che il non averlo neanche forato, come può fin d'oggi dimostrare
+l'abbandono di una usanza selvaggia, così potrà essere un giorno il
+contrassegno d'una classe più elevata.
+
+--Fiordispina, la mia figliuola!--disse il signor Francesco,
+presentando l'ultima venuta al suo ospite.
+
+Gino fece una gran riverenza. E quantunque fosse colto da un senso di
+maraviglia, non potè astenersi dal fare una delle sue solite
+osservazioni. Egli osservò, infatti, che i nomi lassù erano tutti
+presi dai classici. Il nome di Aminta veniva dal dramma pastorale del
+Tasso; Fiordispina. Angelica, Olimpia, escivano dai canti
+dell'Ariosto. Di nomi comuni egli non aveva sentito ancora che quello
+del signor Francesco, del padrone di casa. Ma questo si capiva
+facilmente, ricordando che nelle famiglie il primogenito suol prendere
+il nome del nonno; donde avviene che due soli nomi si alternino per
+parecchie generazioni, mentre per tutti gli altri nati di una casata
+ci sia libera scelta, e in questa scelta la moda e i gusti particolari
+trionfino. Lassù la moda non era giunta, o non aveva attecchito; i
+gusti particolari favorivano l'Ariosto ed il Tasso. Gino Malatesti
+s'aspettò di veder capitare da un momento all'altro Bradamante e
+Clorinda, Ginevra ed Erminia.
+
+Ma nessuna altra donna apparve nella sala da pranzo, e non fu neanche
+il caso di veder comparire nessun Ruggero o Mandricardo. La famiglia
+era tutta radunata, tranne quei due uomini, fratelli del signor
+Francesco e da lui accennati poc'anzi, uno dei quali era alla serra, e
+sarebbe capitato più tardi, e l'altro era a Sassuolo, nè sarebbe
+venuto altrimenti.
+
+Venne in quella vece il momento di prender posto a tavola. L'uso
+moderno avrebbe portato di mettere la signora Angelica al posto di
+mezzo, e il signor Gino alla destra di lei. Ma lassù regnava l'uso
+antico, e il posto d'onore fu dato all'ospite, che ebbe alla sua
+destra la signora Angelica, il signor Francesco alla sinistra.
+Fiordispina sedeva accanto a suo padre; Aminta dall'altro lato, presso
+la signora Olimpia; tutto il resto della tavola rimase vuoto, chè i
+commensali non si potevano inventare, per compimento della scena.
+
+Il pranzo fu copioso, in piena armonia con l'abbondanza dei principii.
+Dominarono, come potete credere, i piatti di cacciagione, ma non
+mancarono quelli di pesce, in un luogo così ricco d'acque correnti. E
+a proposito di correre, i vini prelibati non furono lenti, come non
+erano scarsi. A mezzo il pranzo, entrò nella sala il secondogenito dei
+Guerri, e fu presentato col nome di Orlando. Evidentemente, quella era
+una casa ariostesca, e il nome del nuovo venuto confermava la teorica
+foggiata lì per lì da Gino Malatesti. Per il signor Orlando non c'era
+che il guaio di essere stato innamorato di Olimpia, e di averla
+sposata; ma come evitarlo, quel guaio?
+
+Angelica era sua sorella, e se anche non lo fosse stata, avrebbe
+dovuto amar piuttosto Medoro. Egli, poi, non avrebbe voluto cambiare
+il suo nome in quel di Bireno, che fu il nome di un traditore. Il
+signor Orlando, adunque, si era adattato a quel piccolo guaio, della
+poca corrispondenza dei nomi, o non ci aveva neanche badato.
+Innamorandosi d'una Olimpia, poteva anzi rallegrarsi, di essersi
+imbattuto in un altro nome ariostesco, da tirare in famiglia.
+
+Nomi ariosteschi, adunque, con qualche spruzzatina di Torquato Tasso;
+ma tutt'insieme una famiglia patriarcale, in mezzo a cui si riposava,
+espandendosi, lo spirito di Gino Malatesti. Il giovanotto, che aveva
+già pensato tante cose e fatto tanti raffronti, non potè neanche
+astenersi dal meditare su quel pranzo magno, alle falde del monte
+Cimone, in quella casa di povero aspetto contadinesco, dove si era
+immaginato di dover fare un pasto magro. Ora è chiaro che le lezioni
+dell'esperienza debbano servire a qualche cosa, se l'animo che le
+riceve non è foderato di sughero. Proprio allora il conte Gino fece
+giuramento a sè stesso di non giudicar più dalle apparenze e di
+aspettare in ogni cosa la fine.
+
+Ma non aspettò che finisse il pranzo, per giudicarlo eccellente; che
+questo gli sarebbe parso magnifico, anche senza tanto contrasto di
+condizioni e chiaroscuro di circostanze, per cui dalla triste via
+dell'esilio tra i monti era capitato davanti alla scodella di minestra
+fuligginosa del mugnaio, e finalmente alla tavola ospitale dei Guerri.
+Per i quali tutti egli ebbe parole di somma cortesia. Educato com'era,
+esperto di tutte le delicatezze del conversare, Gino Malatesti innalzò
+quel giorno tutte le sue piccole qualità aristocratiche al grado
+superlativo. Voleva piacere a' suoi ospiti: unico modo di mostrar loro
+la sua gratitudine.
+
+--E dopo ciò,--diss'egli alle frutta,--triste cosa sarà dover andare a
+Querciola.
+
+--Ma sì, triste cosa!--ripetè il signor Francesco.--E si potrebbe
+ancora, con sua licenza, o usando della libertà che gli anni
+concedono, chiamarla una pazzia. A Querciola, mio signore, non troverà
+nulla di ciò che è necessario per vivere, quando non si è taglialegna
+o caprai. Non ha una casa laggiù dove ci sia una camera a mala pena
+abitabile. Ci sarebbe quella dei Paoli;--soggiunse con atto di
+concessione il signor Francesco, rivolgendosi al fratello Orlando.--Ma
+i Paoli, che ebbero un figliuolo medico e professore di chimica
+all'Università di Modena, vivono poveramente anche loro.
+
+--Verissimo;--disse Orlando.--Ho avuto occasione di entrarci l'altro
+giorno, per dire qualche cosa al vecchio Azzolino, Vuol crederlo? Non
+c'era neanche una sedia che si reggesse sulle gambe.
+
+--Eppure,--disse Gino, sospirando,--dovrò andare a Querciola. L'ordine
+parla chiaro;--soggiunse, volgendo alla signora Angelica, sulla sua
+destra, un discorso che era incominciato con la sua brava direzione a
+Fiordispina, sull'estrema sinistra.
+
+--L'ordine!--esclamò la signora Angelica.--C'è un ordine, per
+Vossignoria?
+
+--Ne giudichi Lei;--disse il giovane, cogliendo la palla al
+balzo.--Gino Malatesti, figlio del conte Jacopo, di Modena, si recherà
+a confine in Querciola, ed ivi rimarrà fin tanto che al nostro
+Venerato padrone non piaccia disporre altrimenti. Così scriveva ier
+l'altro a mio padre il signor direttore di polizia. Come ella mi vede,
+signora Angelica, sono un condannato politico... e condannato
+senz'ombra di processo.--
+
+Ciò detto, gli parve di respirare più libero. Era finalmente venuto a
+capo di palesare il suo nome.
+
+La signora Angelica aveva fatto un gesto di commiserazione, ma non
+aveva proferito parola. Il signor Francesco, capo della famiglia,
+l'unico a cui sarebbe toccato di dire qualche cosa, era rimasto
+pensieroso, e, forse per non essere obbligato a parlare, aveva in quel
+punto afferrato il suo bicchiere di lambrusco, e lo tracannava d'un
+fiato.
+
+--To'!--disse Gino tra sè.--Son caduto in mezzo a duchisti. Il re
+della montagna è un buon suddito di Casa d'Este, come mio padre.--
+
+Per altro, se erano duchisti com'egli pensava, i Guerri non erano
+scortesi coi loro avversarii, quando questi rivestivano la qualità di
+ospiti, e le attenzioni di quella gente al forastiero nè crebbero per
+il suo titolo conosciuto di conte, nè diminuirono per il suo peccato
+egualmente conosciuto di cospiratore politico. La signora Angelica,
+riavutasi certamente dalla prima sensazione spiacevole, parlò del
+dolore che il signor Gino aveva dovuto provare, separandosi da suo
+padre e da tutta la sua cara famiglia. Gino riconobbe che infatti il
+dolore era stato a tutta prima fortissimo, ma che poi lo aveva
+temperato grandemente un pensiero di riverenza per suo padre. Il conte
+Jacopo era un fedelissimo suddito, e certamente, se poteva dolergli
+che il figliuolo, per qualche atto o parola che accennasse ad altre
+idee, avesse destato il sospetto dell'autorità, doveva anche
+piacergli, che quel figliuolo andasse confinato tra i monti, anzi che
+rimanere a Modena, sotto la vigilanza della polizia, e col pericolo di
+dare altri argomenti alla severità del governo ducale.
+
+--Dunque, signora mia,--conchiuse Gino,--bisogna ripetere col
+proverbio antico, che tutto il male non vien per nuocere. Mio padre è
+più tranquillo, ed io debbo esser felice della tranquillità di mio
+padre. Infine, ho fatto il male, ed è giusto che faccia la penitenza;
+una penitenza che, come vedo dai principii, non è punto
+dolorosa!--soggiunse egli, ridendo.--Resta sempre la necessità di
+andare a Querciola, lo so; ma per un buon vicinato si può anche
+accettare una cattiva residenza. Ella mi ha detto, signor Aminta, che
+Querciola è distante a mala pena un'ora di cammino dalle Vaie, non è
+vero?
+
+--Fortunatamente;--rispose Aminta.--E non credo che l'ordine del
+governo le vieterà di passeggiare nei dintorni.
+
+--Tanto più che io qui non avrò occasione di cospirare;--ripigliò il
+conte Gino.--La politica è bandita dai monti.
+
+--Eh, chi lo sa?--disse il signor Francesco, levando il suo bicchiere
+nuovamente pieno all'altezza dell'occhio, e guardando attraverso il
+cristallo la bella tinta del vino.--Se sui monti è aria libera, come
+sfuggirne il contatto? come evitar la politica? Politica d'analogia,
+lo capisco, ma sempre politica!--
+
+Qui il conte Gino si avvide di non aver mantenuto il suo giuramento, e
+di essere ricascato subito nel fallo di giudicare dalle apparenze.
+Peggio ancora, si era mostrato scortese coi monti, dicendoli alieni
+dalla politica, e il signor Francesco, pensatamente o no, aveva
+rivendicata la loro nobiltà di sentire. Il monte è l'aria libera, è
+l'abito, è l'istinto medesimo della libertà. Può dire altrettanto di
+sè la pianura?
+
+Ma il signor Francesco Guerri, avesse o non avesse rilevato il piccolo
+e sicuramente involontario errore del suo ospite, si era tenuto con la
+sua risposta assai alto, e proprio fra le nuvole, come qualche volta
+usava fare il Cimone. Si sa, la politica del monte non è intieramente
+quella del piano. Il conte Gino, del resto, anche senza badare a
+quelle sottigliezze di distinzione, non reputò necessario di tirare il
+re della montagna nei bassi strati delle applicazioni, delle
+necessità, degli ostacoli, della ragione storica e della topografica,
+in cui vanno spesso a battere e a naufragare i principii. Ricondusse
+abilmente il discorso alla vita e alle costumanze della città, avendo
+il piacere di tornar più gradito alle signore che lo ascoltavano.
+
+C'è nell'uomo una inclinazione naturalissima a dir male degli assenti.
+Ciò forse avviene perchè da lontano si vedon meglio le cose, e nella
+natura umana c'è più da criticare che da ammirare. Gino cedette alla
+tentazione, e disse male degli usi e delle mode cittadine:
+garbatamente, si capisce, sfiorando l'argomento, passando dall'uno
+all'altro come una farfalla spensierata, per il gusto di provar l'ali
+e di farle risplendere al sole. Allora, lo ricordate, usava il
+crinolino, quell'orrida gabbia fatta a campana, ma non tanto orrida
+come la gobba d'oggidì, che fa parer le signore tanti dromedarii
+rizzati sulle gambe posteriori. La critica del crinolino fece ridere
+Angelica, Olimpia e Fiordispina. È forse vero che i nomi imprimano
+carattere? Quelle donne che davano nei nomi loro l'illusione di essere
+uscite dal mondo poetico dell'_Orlando Furioso_, non potevano
+sicuramente non ridere delle goffe usanze del mondo moderno. E risero,
+come avrebbe riso Elena, sulle rive del patrio Eurota, se il dottor
+Fausto, scambio di parlarle il linguaggio eterno dell'amore, si fosse
+fermato a descriverle certe fogge d'allora, verbigrazia quel cartoccio
+da confetti che portavano sul cocuzzolo le donne tedesche del
+Quattrocento.
+
+E i cappellini, a proposito, i cappellini di quell'anno!... Le piume
+di struzzo non si usavano più tanto; i fiori, partiti in due
+cascatelle e piantati tra l'ala del cappellino e la guancia, erano
+ancora in onore; ma i frutti accennavano già a voler prendere il posto
+dei fiori. Una moda fresca fresca era quella dei grappoli d'uva alle
+gote. Ne veniva la necessità di allargare a cerchio le falde laterali,
+sicchè la faccia delle donne paresse una luna in quintadecima. Si
+poteva dare di peggio? Ah, meglio, cento volte meglio, un fazzoletto
+di seta rigirato intorno alle tempia!
+
+--Vivaddio, se è una moda,--conchiuse Gino,--questa almeno si capisce.
+Io intendo l'ornamento della persona, ma voglio che non sia tale da
+aggravare, da trasformare la figura umana.
+
+--Non è una moda, per altro; è una necessità del nostro
+clima;--osservò Fiordispina.--Qui si è fuori di casa ad ogni momento,
+e l'aria di questi monti è sottile.
+
+--Ebbene, signorina,--riprese Gino, felicissimo di aver da disputare
+un pochettino con lei,--veda come la necessità è stata più graziosa
+della libera scelta. Ne è venuta fuori una foggia d'acconciatura, che
+ha un solo difetto, quello di nasconder troppo i capegli, ma che
+seconda benissimo i contorni della testa, non ne guasta le
+proporzioni, non ne turba i rapporti con tutto il rimanente della
+persona. Quel cappellino a cuffia, dalle ali larghe e tondeggianti,
+che si usa laggiù, con tanta esposizione di erbaggi al posto degli
+orecchi, e con quel gran fiocco di nastri sotto il mento, è una vera
+iniquità. Le madonne bisantine non sono niente più goffe,
+esteticamente parlando, dalle nostre signore, vestite all'ultima moda
+di Parigi.--
+
+Marchesa Polissena, e voi passavate per la Dea delle ultime mode,
+nella città della Bonissima! La vostra immagine, aggravata
+dall'aureola bisantina del cappellino a cuffia, coi grappoli d'uva
+alle guance, col gran nastro diffuso in due larghe staffe sotto il
+mento e in due non meno larghi capi pendenti sul petto, con la vasta
+mantiglia di velluto, ornata di trine e di frange, scendente con ampio
+giro sulla cerchia mostruosa di una veste che s'accostava al diametro
+della campana maggiore della Ghirlandina, la vostra immagine, dico,
+non si offerse in quel punto agli occhi di Gino Malatesti?
+
+Pare di no. Il conte Gino, vivendo a Modena, nelle consuetudini
+eleganti de' suoi pari, non aveva avuto mai occasione di meditare
+sulle esagerazioni della moda. Solamente lassù, tra quei monti, dove
+la bella natura regna sovrana e vuole ogni cosa accomodata,
+proporzionata a sè, Gino Malatesti si accomodava, si proporzionava
+all'ambiente anche lui; era perciò naturale che certe esorbitanze, non
+vedute, o non osservate da prima, gli saltassero agli occhi, gli
+strappassero dalle labbra una parola di critica. Le critiche, poi,
+sono come le ciliegie; quistion di stagione per queste, e di momento
+opportuno per le altre.
+
+Era dunque dimenticata, per allora, la marchesa Polissena. Lo spirito
+dell'uomo ha le sue interferenze come la luce del sole. E in quei
+discorsi allegri parve anche dimenticata la storia del condannato
+politico. I discorsi, finalmente, furono interrotti dall'arrivo del
+prete, accolto a festa, mentre la bella Fiordispina preparava il
+caffè.
+
+--Don Pietro!--gridò il re della montagna.--A quest'ora si viene?
+
+--Che dirle, signor Francesco? Sono stato chiamato in fretta, per il
+mio ministero di pace.
+
+--Ah!--disse il re della montagna, con accento di rammarico.--È stato
+un caso grave?
+
+--Speriamo ancora;--rispose il prete.--Ma siamo oltre i novanta.
+
+--Si tratta del vecchio Lorini, dunque?
+
+--Sì, e com'Ella vede, signor Francesco mio, i giorni possono dirsi
+contati. _Morbus et ipsa senectus_. Ma non parliamo di cose tristi. Ho
+fatta la mia corsa fin sotto a Monticelli, ed ecco la cagione del
+ritardo.
+
+--È venuto almeno in tempo per fare un brindisi;--disse il signor
+Francesco.--Le presentiamo, caro Don Pietro, il signor conte Gino
+Malatesti, di Modena. Egli ha voluto dirci il suo nome, ed abbiamo
+saputo nel medesimo tempo che egli, per causa d'opinioni politiche, è
+stato mandato a confine in Querciola.
+
+--Brutto paese!--esclamò Don Pietro.--Perchè non alle Vaie?
+
+--Ma sì!--ribattè il signor Francesco.--Glielo domandi un po' Lei.
+Perchè non alle Vaie?
+
+--Signori miei,--rispose Gino, sospirando,--se il nostro venerato
+governo avesse saputo che Querciola era ad un'ora di cammino dalle
+Vaie, mi avrebbe mandato anche più in là. Il confine che lor signori
+avrebbero voluto per me, non sarebbe stato un castigo, ma un premio.
+
+--Non gli faremo dunque saper noi quello che ignora;--rispose il
+signor Francesco, ridendo.--E deve ignorarlo, sicuramente, se pensiamo
+al conto che fa di noi montanari. Ma c'è anche il suo lato buono, in
+questa sua ignoranza. Qui il governo si sente meno, ed anche ce n'è
+meno bisogno. Qualche strada di più sarebbe desiderata, non lo nego;
+qualche argine, qualche ponte, non tornerebbero inutili. Ma infine,
+quel che occorre a noi, bene o male, lo facciamo coi nostri denari, e,
+non chiedendo nulla, ci avvezziamo a non aver bisogno di nessuno. Ma
+ritorniamo al nostro ospite. Don Pietro, Lei è oratore; faccia un
+brindisi Lei, uno di quei brindisi che sono discorsi, e di cui Ella ha
+il segreto.
+
+--Perchè no? perchè no?--disse il prete, che non era insensibile alla
+lode.
+
+--Bravo!--gridarono le signore.--Ci faccia il discorso. Don Pietro!--
+
+Fiordispina, presso alla quale si era seduto il vecchio ministro
+dell'altare, gli versò il vino nel bicchiere. Don Pietro alzò il
+calice, osservò attraverso il cristallo la bella tinta di topazio del
+suo vino, lo fiutò da conoscitore provetto; poi, levatosi in piedi,
+parlò in questa forma:
+
+--Vin santo! O ben nomato, poichè mi reca una buona ispirazione!
+Veramente, miei signori, il brindisi, usanza pagana, disdirebbe a un
+sacerdote. Ma come è santo questo vino, non sono santi forse tutti i
+doni della terra? E non è memoria nelle Sacre Carte che delle loro
+primizie si facesse offerta nei luoghi eccelsi all'Altissimo? Anch'io
+offrirò a Dio il liquore ch'egli ha infuso nel tralcio delle nostre
+colline, e pregherò (si può infatti pregare da per tutto) e pregherò
+al vostro ospite tutte le benedizioni del cielo. Sia salva la sua
+casa; sia prospera la sua famiglia; siano adempiuti tutti i suoi voti.
+
+--Tutti?--mormorò Gino, mentre s'inchinava all'augurio.
+
+--Tutti, certamente!--rispose Don Pietro.--Non sono essi onesti e
+nobili? E può il conte Malatesti averne di altra ragione? Possiamo noi
+immaginare che ne abbia altri, conoscendo la cagione per cui egli è
+venuto pellegrino quassù? Mi confido adunque nella rettitudine
+dell'animo suo, ed offro i suoi voti, e domando e prego che siano
+esauditi da Dio, nel suo gran giorno di giustizia e di pace. Non ha
+egli fatto alleanza col suo popolo? Così possa esser vicino quel
+giorno! Così possiamo anche noi vedere il nuovo Israele posar libero e
+felice nelle sue sedi, da Dan fino in Betsèba!
+
+--Ah!--esclamò Gino, che aveva capito... l'ebraico.
+
+--Sì,--riprese Don Pietro, commentando la sua frase nella forma della
+ripetizione,--dico il nuovo Israele. Non c'è qui una immagine di
+popolo eletto? E non ce ne affida questo doppio raggio di gloria e di
+sventura che illumina la fronte della patria? E l'aver tanto sofferto
+non è segno di aver bene meritato da Dio? Esaudite, Signore, i voti
+dell'ospite! Rivolgete i vostri occhi all'Italia!--
+
+In quel momento, col suo calice levato, Don Pietro Toschi, parroco
+delle Vaie, sembrava Melchisedec, il re sacerdote, quando offriva
+l'olocausto all'Altissimo sovra il poggio di Salem.
+
+Gli astanti erano commossi; Gino Malatesti aveva le ciglia umide. Si
+levò tuttavia e rispose:
+
+--L'augurio muove da un pensiero che non mi giunge nuovo in questa
+nobile casa, quantunque io ci sia ospite da poche ore soltanto.
+Ricorderò che il signor Francesco Guerri ha cortesemente raddrizzata
+una mia storta opinione, dicendomi: «Se sui monti è aria libera, come
+sfuggirne il contatto? come evitar la politica?» Mando un saluto a
+quest'aria libera, dove non sono o non si conoscono tiranni, ed auguro
+al mio paese di liberarsi dai suoi.
+
+--E di non meritarne degli altri!--soggiunse Don Pietro.--Sia questa
+la seconda parte del voto!
+
+--Certamente!--rispose Gino.--Le ricadute son gravi, e noi ne abbiamo
+fatta una triste esperienza. Speriamo che questa abbia insegnato
+qualche cosa agli afflitti di quindici secoli. Ed ora, o signori,
+permettete che io beva alla salute vostra, alla prosperità di questa
+casa ospitale, che ho trovata sul mio cammino, come un'oasi benedetta
+in mezzo al deserto. Signor Guerri,--conchiuse Gino, volgendo il
+discorso al suo ospite, ma tosto mandando gli occhi in giro, fino ai
+suoi figli,--poichè siamo nell'oasi, Dio prosperi le vostre giovani
+palme.--
+
+Una stretta di mano, ma vigorosa, fu il discorso del re della
+montagna, in risposta alle parole affettuose di Gino Malatesti.
+
+--Ella è un amico di casa, se ne ricordi.
+
+--Ahimè!--disse Gino....--Che è ciò? Son sceso di grado?
+
+--Perchè?--domandò il re della montagna, non intendendo lì per lì
+l'allusione del suo ospite.
+
+--Perchè, signor Francesco mio, dianzi era stato adottato per figlio.
+
+--Ah, sì;--rispose il vecchio, sorridendo;--quando ignoravamo ancora
+l'esser suo e non vedevamo in lei che la sua qualità d'ospite. Ma Lei
+ha voluto farsi conoscere, ed ora sappiamo il suo nome e il suo
+titolo.
+
+--E per questo che Ella sa,--ribattè Gino Malatesti,--mi leva quello
+che mi aveva accordato? Io me ne lagno, e chiedo alla regale
+ospitalità delle Vaie di non mutar nulla dai suoi cominciamenti per
+me.
+
+--Sia pur come vuole!--rispose il signor Francesco.--Non è sua, la
+casa? Prenda il posto che le piace, al focolare domestico dei
+Guerri.--
+
+La sala era vasta, e mentre i commensali, alzatisi da tavola, stavano
+chiacchierando in un angolo, quattro fantesche, giovani e forti
+montanine, sparecchiarono in un batter d'occhio. Gino si avvide del
+cambiamento di scena, quando ogni cosa era fatta. Lasciato il signor
+Francesco a discorrere col vecchio parroco, si accostò allora a
+Fiordispina, e le chiese in grazia di far sentire qualche cosa sul
+pianoforte, se, come aveva immaginato, era lei la musicista di casa.
+
+La bella figlia dei monti arrossì un pochettino, ma non istette a
+farsi pregare, come fanno le dilettanti della pianura; non si scusò
+neanche con la solita ragione del non ricordare che musica vecchia,
+ben sapendo che la vecchia è molto spesso la buona, e andò di buon
+grado a sedersi davanti al suo Erard, di cui il conte Gino sollevò
+prontamente il coperchio. Si fece silenzio nella comitiva, quando la
+fanciulla dei Guerri alzò la ribalta e posò le dita sulla tastiera,
+traendone i primi accordi, un po' timidi, ma precisi.
+
+Il pianoforte è molesto nelle città, come tutte le cose delle quali si
+abusa. C'è un modo di far soffrire il mio amico Arnaldo Vassallo:
+basta suonargli la _Stella confidente_. Il pianoforte, strimpellato in
+ogni luogo e a tutte le ore del giorno, è una vera afflizione
+dell'umanità, e non si capisce come Mosè, che era profeta e poteva
+prevederlo, non lo abbia fatto figurare tra le piaghe d'Egitto. Ma
+questo istrumento, che è di tortura in città, può riescir di piacere
+_in montibus altis_, dove manca ogni musica, anche quella dei grilli,
+e dove infine, a mente fresca e serena, osservando le cose di questo
+mondo da una sommità ragguardevole, sareste capace di riconciliarvi
+col peggiore dei vostri nemici.
+
+E le campane, del resto? Non succede lo stesso con le campane? Questo
+sacro ma uggioso bronzo, che co' suoi rintocchi medievali urta i nervi
+alle nostre generazioni ammalate d'emicrania, è piacevole in villa,
+dove il suono si diffonde all'aperto, risvegliando pensieri di festa;
+è giocondo, poi, è divino sulla vetta di un'Alpe, dove il suono vi
+giunge affievolito, ma sempre argentino all'orecchio, senza che pur
+vediate la chiesa e il campanile, perduti nella nebbia luminosa della
+valle sottoposta.
+
+Ritornando al pianoforte, non sarà mai considerato nemico un
+istrumento come quello, se ne traggono suoni le dita di una bella
+ragazza. Il pensiero melodico sarà di Chopin, o di Mendelssohn; ma
+esso è passato nella mente di lei, dove vorreste regnar voi; ha
+vibrato per tutti i suoi nervi, prima di tradursi in quella pioggia di
+note.
+
+Gino Malatesti, seduto accanto al piano, guardava. Guardava lei, si
+capisce, e ad un certo punto la fanciulla se ne avvide, si confuse,
+perdette il filo, e fece, come si dice volgarmente, un pasticcio.
+
+--Ebbene, signorina?--diss'egli, vedendo che la suonatrice rimaneva in
+tronco.
+
+--Ah, non so più!--mormorò Fiordispina.--Non sono avvezza....
+
+--No, continui, la prego!--
+
+E c'era tanto arder di preghiera in quelle poche parole, che
+Fiordispina ripigliò la suonata, andando fino alle ultime note senza
+fermarsi.
+
+Poi venne Don Pietro, che volle un motivo del Verdi, il coro famoso
+dei _Lombardi_, e poi l'altro, non meno famoso, del _Nabucco_. Voi già
+capite dove s'andasse a finire: con gli inni del Quarantotto. Don
+Pietro Toschi era un quarantottista travestito.
+
+Ora paiono cose dell'altro mondo; ma allora, nel periodo acuto dei
+dolori italiani, era così, come io vi racconto. Tutti li avevano in
+mente, gli inni del riscatto, e li canticchiavano tutti tra i denti.
+Anche quando si diceva male del Quarantotto, de' suoi canti, delle sue
+piume, delle sue coccarde e dei suoi discorsi in piazza, era facile
+sentire nell'amaro della critica il dolce dell'amore profondo,
+indimenticabile, eterno. Infine, si erano commessi errori su errori,
+ma si era vissuti, si era allargato il cuore alle divine speranze, e
+tutti i ceti, tutti gli uffici sociali, si erano fusi in quel sacro
+entusiasmo. Anche Don Pietro Toschi, si era riscaldato il cervello;
+aveva veduto molti giovani passare da Fiumalbo, per correre alla
+Guerra Santa, e aveva gridato: «bravi! che Iddio vi benedica!» Poi
+erano venute le disgrazie; ma la reazione, che aveva dilagato al
+piano, non si era potuta spingere fino a quei monti, dove i cuori
+erano uniti e le labbra chiuse. Qualche commissario, capitato lassù,
+era stato affogato nel lambrusco dell'ospitalità.--«Brava
+gente!--aveva dovuto riferire ai superiori.--Pensano ai fatti loro,
+amano il vin buono, e lo fanno bere agli amici.»
+
+Così la tirannide si spegneva, o rimetteva della sua ferocia in quegli
+alpestri confini. Il monte Cimone non conosceva impiegati ducali, e i
+suoi echi potevano liberamente ripetere le note degli inni
+patriottici. Il conte Gino gustò molto quella musica. Conosceva quegli
+inni, uditi da giovinetto; sentì che erano ricordati in onor suo, e
+non si dolse davvero di una disgrazia che gli meritava quella
+dimostrazione di stima affettuosa. Gran serata, che egli non si
+aspettava certamente nel mattino, muovendo da Pievepelago! Il nostro
+giovanotto aveva il cuore pieno, riboccante di affetto, di poesia e di
+gloria.
+
+Quella notte, nel letto ospitale dei Guerri, il conte Gino Malatesti
+sognò grandi cose. Il duca di Modena era fuggito; la sua città natale
+era libera, e giurava una lega con tutte le altre città italiane. Egli
+poi, montato a cavallo, inseguiva il tiranno, fuggente come Serse a
+Salamina, o come il Barbarossa a Legnano. Il conte Gino non era solo;
+molti venivano con lui, tra gli altri suo fratello Aminta. E al fianco
+gli galoppava Minerva galeata; ma l'elmo della Dea somigliava molto ad
+uno di seta, che il conte Gino aveva ammirato il giorno prima alle
+Vaie.
+
+
+
+
+Capitolo IV.
+
+La vita alle Vaie.
+
+
+Venne il mattino, tiepido e fragrante mattino, uno di quelli che fanno
+così grato il muoversi, quando non si sta bene in un luogo, o si spera
+di trovar meglio, ma che per contro fanno così dolce il restare dove
+il soggiorno è piacevole. E il conte Gino Malatesti doveva andare a
+Querciola. Era l'obbligo suo, e lo aveva accennato ai signori Guerri,
+prima di ritirarsi nella camera ospitale.
+
+Perciò, all'alba del giorno seguente, erano già pronti due cavalli nel
+cortile: i due cavalli che Gino conosceva, il suo del giorno avanti e
+quello del signor Aminta, o, se piace meglio a voi, come piaceva al
+conte Malatesti, di suo fratello Aminta.
+
+Il signor Francesco, alzato anch'egli per tempo, diede il buon viaggio
+al suo ospite. Ed anche il felice ritorno, come potrete immaginare,
+poichè queste cose si dicono sempre. Le signore non si erano
+presentate nel salotto, ma il conte Gino, come fu in sella, ebbe il
+piacere di vederle apparire sopra un terrazzo scoperto, a fianco della
+casa, e di mandar loro un rispettoso saluto. Tra esse, naturalmente, e
+quasi sarebbe inutile il dirlo, era anche Minerva galeata.
+
+I nostri due cavalieri, fatta una breve salita, andarono costeggiando
+la montagna per un sentiero sassoso, all'ombra dei soliti cerri;
+guadarono due o tre torrentelli, e dopo mezz'ora di cammino scopersero
+le prime case di Querciola.
+
+Veramente, il nostro Gino Malatesti non aveva scoperto nulla.
+Querciola aveva i tetti di legno o di falde di pietra; e falde e
+tavole, essendo tutte coperte di musco, si confondevano facilmente col
+verde grigio della costiera. La scoperse Aminta e la indicò al suo
+compagno di viaggio, che la distinse a sua volta ed intese non
+trattarsi d'altro che d'una doppia fila di casipole, mezzo nascoste in
+una piega del monte.
+
+--Quella,--disse Aminta,--è Querciola sottana, e ci arriveremo in un
+quarto d'ora.
+
+--Come'?--esclamò Gino.--C'è ancora una Querciola soprana?
+
+--Sì, un quarto d'ora di cammino più su, dietro quella macchia di
+roveri.
+
+--In verità,--disse Gino, ridendo,--non avrei creduto necessario che
+ci fossero due Querciole. Una bastava, se non era d'avanzo.
+
+--E dobbiamo andare a quell'altra,--rispose Aminta,--se Ella vuol
+trovare un alloggio meno orribile degli altri, nella casa dei Paoli.
+
+--Che! Non occorre;--disse Gino.--Orribile più, orribile meno,
+sceglierò il più vicino.
+
+--Ma badi!--osservò Aminta.--L'orribile più sarà orribile troppo.
+
+--Ebbene,--replicò Gino,--che importa? Sia pure il peggio dei peggi.
+Non debbo io anche interpetrare degnamente le intenzioni del governo
+ducale? Mi vuol confinato a Querciola, in punizione de' miei peccati;
+sarà edificato di sapermi ad alloggio nella Querciola peggiore. Anzi,
+se non le dispiace, Aminta, la chiameremo sempre così: Querciola
+peggiore, per non far onta ad un grazioso indumento di cui la
+Querciola sottana è ben lungi dal ricordare la bianchezza.--
+
+Si rise, a quella trovata, e l'allegria fece parere meno lunga la
+salita. Quindici minuti dopo, come aveva detto il signor Aminta, i
+cavalli giungevano trottando davanti alle prime case di Querciola
+peggiore.
+
+Il giovane Guerri conosceva tutti i capi di famiglia delle due
+Querciole e non gli era difficile di trovare un alloggio per il conte
+Malatesti, poichè tutti erano cattivi ad un modo, e non sarebbe stato
+neanche il caso di scegliere. Si fermò pertanto alla prima del
+villaggio, con grande soddisfazione del suo compagno, il quale promise
+a se stesso che per sua propria elezione non avrebbe mai fatta la
+traversata del paese. E questo si capisce benissimo, non essendo
+bisogno di traversare Querciola, per uno che volesse andare alle Vaie.
+
+La casa Mandelli, poichè questo era il suo nome, poteva chiamarsi
+egualmente una catapecchia. Buono, per chi doveva abitarci, che la
+scala era di fuori, tutta a lume di sole, poichè altrimenti non si
+sarebbero veduti gli scalini, così rotti e sconnessi com'erano, e uno
+meno pratico avrebbe potuto fiaccarcisi il collo. Gli usci
+sgangherati, l'impiantito logoro, le mura con certe crepe lunghe fino
+al tetto, raffidavano poco, facevano pensare che la vita dell'uomo è
+sospesa pur troppo ad un filo. Pure, vedete, tanta è l'abitudine di
+star lì, quelle case si tengon ritte. È vero altresì che quando
+cascano, son mucchi di rottami, tra cui cerchereste inutilmente, tra
+legno o pietra, due palmi di buono.
+
+Casa Mandelli poteva appigionare una camera. C'era un letto, in quella
+camera, e largo abbastanza; ma Gino Malatesti fremette involontariamente,
+guardandolo. Ci sono dei letti terribili, anche senza pensare al romanzo
+inglese che da uno di questi s'intitola; letti assassini, dove si
+appiatta una banda sitibonda e famelica, banda invisibile nel giorno, ma
+operante, e come! nel cuor della notte. Son là, i nemici striscianti e i
+nemici saltanti; non sono lontani quegli altri che caleranno dal cielo
+con la tromba, ma non a guisa d'angeli che debbano risvegliarvi per l'ora
+solenne del giudizio, bensì di tormentatori esimii, che v'impediscano di
+prender sonno, e vi lascino, vittima consapevole e invano repugnante, in
+balia dei loro amici e commensali, dopo avervi succhiato essi medesimi
+qualche oncia di sangue.
+
+Il signor Aminta aveva tirato in disparte il padrone di casa e gli
+stava facendo sottovoce un lungo discorso. Il conte Gino capì che egli
+raccomandava al contadino qualche utile novità, per rendere abitabile
+quel bugigattolo, e discretamente si tenne lontano; anzi andò verso la
+finestra, da cui si aveva una veduta ristretta di cielo, ma per contro
+abbastanza bella, per il verde intenso della montagna.
+
+Poco stante, il suo compagno gli venne accanto, poichè aveva finito di
+ragionare con quell'altro.
+
+--Che cosa le avevo detto io?--incominciò.--Non si sta bene, a
+Querciola. Ma oramai, sia bene o male, l'alloggio lo abbiamo, ed ogni
+commissario che il governo ducale può mandare quassù ad accertarsi
+della osservanza dei suoi precetti, troverà il condannato nel suo
+carcere. Ma per ora, siccome Ella non è condannato a morire di fame,
+venga a far colazione.
+
+--Andiamo;--rispose Gino.--C'è un oste a Querciola?
+
+--No,--disse Aminta,--ma Ella ha qui il suo cavallo.--
+
+Il conte Gino sorrise, e solamente le buone creanze lo trattennero dal
+fare una matta risata. La risposta del signor Aminta gli richiamava
+alla mente gli esercizi del tedesco, insegnati col metodo
+dell'Ollendorf.--«Avete voi veduto il mio caro zio?--No, ma io ho
+trovato il vostro buon temperino.»
+
+--Che c'entra il cavallo?--domandò egli allora.
+
+--C'entra,--rispose Aminta,--per escire da Querciola e ritornare alle
+Vaie. In un'ora siamo venuti quassù; in tre quarti d'ora saremo di
+ritorno a casa.
+
+--Ma, veramente....--balbettò Gino.--Non sarà un abusare della loro
+cortesia?
+
+--Che!--disse Aminta,--In primo luogo ci aspettano. In secondo luogo,
+la farebbe magra, a star qui fin d'oggi, ed è già molto che venga a
+dormirci stasera. In terzo luogo, spero bene che accetterà di venire
+tutti i giorni a desinare da noi. È il desiderio di mio padre, che
+aspettava per l'appunto a dirglielo quest'oggi.
+
+--Tutti i giorni, poi!--esclamò Gino, confuso.
+
+--Ebbene? Che difficoltà ci trova? Il cavallo sarà sempre a sua
+disposizione qui sotto. Mi sono inteso col bravo Mandelli, perchè
+faccia subito un po' di pulizia nella stalla, e credo,--soggiunse
+Aminta, ridendo,--che la cosa gli riesca molto più facile dell'altra,
+di mettere in assetto questa camera. Ella dunque non avrà che due
+corse da fare ogni giorno: una per aguzzar l'appetito, e l'altra per
+avviare la digestione. Badi a me, signor conte: in questi luoghi
+bisogna andare, andar sempre; è l'unico rimedio per non morire di
+noia, e per non diventar scimuniti.
+
+--Capisco;--disse Gino.--Se non incontravo ieri la provvidenza dei
+Guerri, povero a me! finivo male, con questa bella alternativa.--
+
+E rimontò a cavallo e si avviò per la discesa, col suo gentilissimo
+ospite, a cui propose subito di lasciare da banda le cerimonie,
+passando dal noiosissimo _lei_ al grato e italianissimo _tu_. Del
+resto, non era egli stato accolto come figlio, nella casa dei Guerri?
+E non doveva trattare Aminta come un fratello?
+
+Vi ho detto dianzi, quando eravamo nella casa Mandelli, che la veduta
+era molto ristretta. Ma la prospettiva oramai si allargava, per il
+conte Gino Malatesti. Di lassù, anche tra i cerri e gli abeti, vedeva
+già tante cose in lontananza! La bella Minerva galeata, per esempio; e
+mi pare che basti.
+
+Così sempre avviene, del resto, e non c'è da maravigliare per questo
+fenomeno di ottica, che è la cosa più naturale del mondo. Non sono
+soltanto i colori, che hanno la loro sede nel nostro occhio, come
+vogliono i fisici. Noi facciamo spesso la nostra prospettiva aerea nel
+profondo del cuore, e non abbiamo mestieri dell'azzurro dei cieli,
+quando il sereno è nell'anima nostra.
+
+Gino fu accolto con gran festa alle Vaie. Come aveva trovato il
+soggiorno di Querciola? Brutto, naturalmente; ma tanto meglio per i
+Guerri, che avrebbero avuto la fortuna di vedere il loro ospite più
+spesso. Si capisce che tornò in campo la proposta già fatta da Aminta,
+e che il conte Malatesti credette obbligo di piccola cortesia
+schermirsi un pochino, ma obbligo di vera riconoscenza accettarla. Per
+intanto, volendo adattarsi agli usi della famiglia, ricusava di far
+colazione. I Guerri pranzavano a mezzodì, e cenavano alle sette Erano
+allora le dieci, ma Gino non aveva fame, poteva aspettare, sarebbe
+stato felicissimo di aspettare il mezzodì. Per la cena, s'intende,
+avrebbe dovuto contentarsi di farla a Querciola.
+
+Tutte queste cose furono presto discusse e concertate. Poi il signor
+Francesco e suo figlio Aminta si ritirarono, avendo qualche negozio da
+sbrigare, e il conte Malatesti se ne andò in giardino, anche per
+lasciar libere le signore di attendere alle faccende domestiche da
+quelle buone massaie che erano certamente, e desiderose di dar occhio
+a tutto nel governo della casa.
+
+Poca cosa, il giardino, non essendo la stagione ancora molto
+inoltrata. Quella primavera, il Cimone aveva raccorciato, ma non
+buttato via, il suo mantello di neve, e le notti delle Vaie erano
+ancora freddine, ma accanto al giardino scarno si vedeva la stufa, e
+questa era piena di vasi d'ogni grandezza, disposti in ordine, a
+scaglioni, tra cui si poteva passare comodamente, ammirando una bella
+varietà di piante, anche delle specie più rare. Gino Malatesti ammirò
+una graziosa raccolta di eriche, coi fiorellini fitti fitti, foggiati
+a campanule bianche e vermiglie.
+
+Mentre stava osservando quelle eriche, non sapendone il nome e la
+provenienza, ma indovinandone il pregio, gli baluginò davanti agli
+occhi la fanciulla dei Guerri, escita allora dal porticato della casa
+alla luce aperta del giardino. Lasciò subito di guardare le piante e
+si avanzò verso l'invetriata della stufa, per veder meglio la gloriosa
+apparizione, che incedeva snella e leggiera tra le aiuole deserte di
+fiori. Era essa il fiore del giardino, il giglio delle convalli, e la
+sua bellezza verginale si accordava maravigliosamente con quella
+dell'agreste natura.
+
+--Bella ragazza, in fede mia!--disse Gino tra sè.--Chi sarà il felice
+mortale che la sposerà? Mi pare che abbia l'età da marito, oramai. Ma
+qui ci saranno partiti per lei? Questi re della montagna son ricchi,
+sicuramente; ma le loro pretese, dato il luogo, non possono mica
+essere troppo alte, o lo saranno solamente... sul livello del mare.--
+
+Quella scappata del suo pensiero lo fece sorridere; ma non s'indugiò,
+il pensatore, e riprese subito il filo del suo ragionamento.
+
+--Bella ragazza, in fede mia!--ripetè egli, come per pigliar la
+rincorsa.--L'uomo che la sposerà può dirsi fortunato fin d'ora. Ma
+forse, come troppo spesso avviene, sarà un uomo che non intenderà la
+propria fortuna. Questa fanciulla è un fiore alpino, ma cresciuto in
+una stufa, come queste eriche maravigliose. Suona con grazia e
+sentimento; conosce parecchie lingue; ha avuto certamente una
+educazione inferiore a questo livello barometrico, ma superiore a
+questo livello sociale. Dove sarà stata in conservatorio? A Modena, o
+a Reggio; fors'anche da quest'altra parte, in una città di Toscana. Mi
+pare d'indovinarlo da una certa rotondità di pronunzia, da una certa
+scioltezza di frase. Questi fiori umani, educati con gran cura per la
+vita elegante di una città, vengono ad avvizzir qua, tra boscaiuoli e
+caprai. Povere fanciulle! Vivono in un ambiente che non dovrebbe più
+essere il loro; risplendono inutilmente, nella delicatezza delle loro
+forme, ad occhi che vedono grosso come quelli de' buoi; spandono
+soavità di profumi per nari disavvezzate nel grave odore della terra
+smossa. E qui, care angiole, fanno delle torte, come la Carlotta del
+_Werther_, quando non lavano i pannilini al torrente, come la Nausicaa
+dell'Odissèa. Sì, ma poi fanno anche dei figliuoli robusti e belli
+come il signor Aminta, destri cavalieri e gran cacciatori, induriti al
+sole dei campi e all'aria sottile delle Alpi. Buona razza montanara,
+veramente italiana, all'antica! E infine, la vita non è meglio così,
+con una mente sana in corpo sano? Ma allora, tra questi usi
+patriarcali, a che serve la coltura dello spirito? Che sciocco son io!
+Serve per chi l'ha, gli tien buona e fidata compagnia, lo aiuta a
+vivere, facendogli intendere la rara bellezza di tutto ciò che lo
+attornia. Io stesso, che ho studiati i classici, non sento più
+profondamente il bello di questa natura agreste, e meglio che non
+faccia il popolo che ci è nato? Bella fanciulla dei Guerri, salute a
+voi! Possiate trovare la pace dell'anima su questi monti, goderne
+l'aspetto e l'aria balsamica, senza desiderare di più! Possiate
+trovare a marito un uomo non troppo zotico e materiale, che si mostri
+degno di possedere la bellezza della vostra persona, intendendo meglio
+la delicatezza del vostro pensiero!--
+
+Era un monologo in tutte le regole, il suo. Ma noi li stendiamo sulla
+carta, i monologhi, e dobbiamo tirarli a fil di logica, mentre nel
+fatto essi procedono più rotti nell'argomentazione e più snelli. Molte
+cose, necessarie nella scrittura, lo spirito le vede e le tralascia,
+non dicendo a se stesso se non quel tanto che gli piace di più.
+
+Il conte Gino, per altro, non fu molto contento del suo soliloquio. E
+perchè, Dio buono, se lo aveva fatto egli? L'uomo è di sua natura
+egoista. Si può senza troppo sforzo di educazione arrivare al punto di
+non desiderare la casa e la fortuna del prossimo; ma nessuna
+educazione può condurci a vedere di buon occhio che altri
+s'impadronisca e goda il pacifico possesso d'un fior di bellezza che
+abbiamo osservato ed ammirato noi. Noi, capite? Noi persona prima del
+singolare, quantunque i grammatici, buona gente, l'abbiano assegnata
+al plurale. L'ammirazione nostra è una specie d'ipoteca che prendiamo
+sulla cosa che ci ha colpiti e che farebbe tanto bene ad appartenerci.
+Ora, per un sentimento di questa natura, il conte Gino era triste? Lo
+sospetto fortemente, ricordando che nella chiusa del suo monologo egli
+fece una spallata, come se volesse con quella scacciar l'uomo «non
+troppo zotico e materiale», a cui in una spensierata liberalità di
+discorso aveva concessa la fanciulla dei Guerri.
+
+Dopo quella spallata, il giovinotto escì dalla stufa. Fiordispina,
+traversando le aiuole, veniva dalla sua parte; era già abbastanza
+vicina, e poteva entrare nella stufa, ed anche rasentarla soltanto; ma
+nell'uno e nell'altro caso avrebbe veduto l'ospite, ed egli avrebbe
+avuto l'aria di essere stato ad osservarla, a spiare i suoi passi.
+Escì, dunque, ed ella lo vide e gli sorrise.
+
+--La signorina,--disse Gino, muovendo verso di lei, che si era
+fermata,--veniva a vedere i suoi fiori?
+
+--No, veramente;--rispose ella;--andavo più in là. Non cerco fiori,
+porto foglie;--soggiunse, mostrando il suo grembiale, che teneva
+raccolto per i due capi.
+
+--Ah!--esclamò Gino.--Un pasto mattutino! E dov'è la famigliuola che
+lo avrà dalle sue mani?
+
+--Qui presso. Vuol vederla?
+
+--Volentieri, se permette.
+
+--Bene, venga allora con me.--
+
+Gino s'inchinò e la seguì. Fiordispina andava leggiera lungo le
+invetriate della stufa. Sicuramente, se egli fosse rimasto là dentro,
+ella lo avrebbe veduto allora, poichè rivolse, passando, un'occhiata
+curiosa alle piramidi dei fiori.
+
+--Ah, signorina!--disse Gino.--Che stupende eriche ho vedute or ora!
+
+--Son belle davvero;--rispose Fiordispina.--Eriche del Capo di Buona
+Speranza.
+
+--Niente di meno!--esclamò il giovinotto.
+
+--E delle prime che siano venute in Europa;--replicò Fiordispina.
+
+--Ed io, abitante del piano,--disse Gino,--dovevo venire a trovarle
+fra i monti!
+
+--Mah! Segno che c'è qualche cosa, anche tra i monti!--ribattè la
+fanciulla.
+
+--Lo so, signorina, lo so, e non potrei dimenticarlo mai più. Ma
+parlavo delle eriche del Capo.
+
+--Infatti,--ripigliò Fiordispina,--c'è una ragione naturalissima, che
+spiega la novità della cosa. Un amico della famiglia, che ha viaggiato
+molto, le ha portate in dono a mio padre.
+
+--Buona Speranza!--mormorò Gino.--Buona Speranza!--
+
+E cercava il filo di un madrigale; ma non gli venne, ed egli ci
+rinunziò, anche per il fatto che si era giunti davanti ad un porticato
+rustico, e che la fanciulla metteva il piede là dentro.
+
+Erano le stalle. Perdonate il vocabolo, o lettrici garbatissime, e
+sopratutto non arricciate il naso, dovendo seguire fin là i nostri due
+personaggi, perchè altri vi avranno condotte, letterariamente
+parlando, in luoghi peggiori di questi. La stalla, in fin de' conti, è
+sana, e non c'è caso che sia male abitata: o se lo è qualche rara
+volta, si manda per il veterinario, la cui diagnosi e la cui
+terapeutica sono assai meno complicate di quelle del fisiologo,
+dell'antropologo e del moralista.
+
+La fanciulla dei Guerri aperse l'uscio di una stanza bene illuminata
+da due finestre alte, e dove, oltre la paglia sparsa sul pavimento, si
+vedevano lungo la parete alcune casette di legno.
+
+--Richiuda, la prego;--diss'ella a Gino, che l'aveva seguita.--Le mie
+bestiuole mi vogliono bene, ma sarebbero anche capaci di antepormi la
+libertà.
+
+--Cattive bestiuole, allora!--rispose il giovanotto.
+
+--Che vuole? Sono irragionevoli, e non intendono la loro grande
+fortuna;--replicò ella, dando in uno scoppio di risa argentine.
+
+--Come lo dice!--esclamò Gino.--Pare che non ne sia persuasa.
+
+--Anzi, ne sono persuasissima;--disse la fanciulla ripigliando la sua
+gravità.--Le mie bestiuole hanno fortuna davvero, perchè vivono qui
+ben riparate dalla neve, dalla pioggia, dai venti, con la sicurezza
+del cibo ogni stagione dell'anno, e senza alcun timore delle martore.
+Poi, hanno tutti i giorni un po' di foglie verdi, come ora. Vede?
+Anche nel cuore dell'inverno, perchè non ne manchino mai, si pianta
+l'insalatina dentro la stufa.--
+
+Mentre ella così parlava, erano escite dai loro abitacoli di legno
+parecchie coppie di conigli, tutti bianchi, senza la più piccola
+macchia di nero o di bigio, con gli occhi grandi e mobilissimi, i musi
+rosei, le orecchie lunghe e morbide. Vennero saltellando verso
+Fiordispina, ma videro quell'altro che si accostava anche lui, e
+scapparono tutti alla lesta. La fanciulla li richiamò, chinandosi a
+terra con le sue provvigioni, e quei graziosi animali, via via
+rinfrancati, tornarono, per avere la parte loro in quella
+distribuzione di foglie di cavolo. _Brassica sativa_, che diamine! Il
+nome latino sarà più difficile, ma un po' meno prosaico. E intanto che
+addentavano allegramente le foglie verdi, quei timidi animali si
+lasciavano correre la mano carezzevole di Fiordispina sulle orecchie e
+sul dorso. Uno di essi, certamente beniamino, si lasciò anche prendere
+di soppeso, ma senza abbandonare la foglia, che continuò a
+sgranocchiare tra le braccia della sua bella padrona.
+
+Gino potè ammirarlo anch'egli e carezzarlo un poco. Ma stando egli a
+così breve distanza dalla portatrice, vedeva anche molto bene la
+graziosa testina di lei e le ciocche morbide, ricciolute, finissime,
+che sbucavano fuori dalla cerchia gelosa del suo fazzoletto di seta.
+Aveva tralasciato di accarezzare il coniglio; taceva; non respirava
+neanche; forse aspirava le fragranze giovanili di Fiordispina. Le
+donne, lo sapete, anche stando ad occhi bassi, vedono, in simili casi,
+o indovinano tutto quel che succede. Fiordispina calò a terra il suo
+piccolo beniamino, che seguitò a sgranocchiare, come se nulla fosse;
+quindi, risollevata la persona, si tirò con molta naturalezza due
+passi indietro.
+
+--Dunque,--diss'ella, rompendo il silenzio,--le piace la mia famiglia?
+
+--Signorina,--rispose Gino, scuotendosi,--tutto ciò che la circonda mi
+piace.
+
+--Complimenti?
+
+--Io? Non so farne.
+
+--Badi; allora le vengono alle labbra spontaneamente.
+
+--Se lo dice per questa volta, badi anche lei, signorina: non è stato
+un complimento. Sarei disposto a provarglielo.
+
+--Sentiamo;--disse Fiordispina, senza levar gli occhi dalle sue
+candide bestiuole.
+
+Il conte Gino incominciò:
+
+--Che cos'è, prima di tutto, quello che la circonda? Le cure dei suoi,
+del babbo, delle zie, del fratello; non è vero? Ella ora mi permetterà
+di dirle, e mi crederà quando io le dico che queste amabili persone mi
+piacciono. Allarghiamo il cerchio intorno a Lei: viene la casa, ed io
+sarei un ingrato, se non amassi il luogo dove ho ricevuto una così
+gentile accoglienza, una così schietta e cordiale ospitalità....
+
+--C'è dell'altro?--interruppe Fiordispina.
+
+--Sicuro, perchè la cerchia s'allarga ancora;--rispose Gino.--Intorno
+a Lei, ai suoi parenti, alla, casa, ci sono le Vaie, c'è questa
+convalle così verde e così fresca, con le sue belle boscaglie, le sue
+cascate cristalline, il suo stupendo Cimone che fa la guardia lassù.
+Signorina,--conchiuse il giovane,--tutto ciò che la circonda è bello;
+sarà forse un complimento, e non un omaggio reso alla verità, il dire
+che mi piace?--
+
+Fiordispina rimase un istante sopra di sè, non sapendo che opporre a
+quella argomentazione serrata. Ma una donna, saprete anche questo, non
+può restare troppo a lungo senza ragioni con cui schermirsi da un
+attacco di parole.
+
+--Sì;--diss'ella, dopo quell'istante di pausa;--ma Ella non ha
+risposto alla mia prima domanda. Le parlavo de' miei conigli; se ne
+ricorda? Capisco;--soggiunse ella subito, non lasciandogli tempo a
+rispondere;--questa mia le sarà parsa un'occupazione volgare. Ma
+l'avverto, signor conte, che non ci sono solamente i conigli.
+Passeremo poi alle galline, ai colombi....
+
+--Ed anche ai buoi!--gridò Gino, interrompendo a sua volta.--Son belli
+anch'essi, e i loro occhioni umidi piacquero tanto ai Greci, che essi
+ne fecero una particolarità della bellezza di Giunone, della regina di
+tutti gli Dei. I buoi, si dice, non sono intelligenti. La cosa non è
+provata; ma, se anche lo fosse, che importerebbe? Questi animali sono
+operosi e buoni; vivono nel campo e per il campo; hanno la pazienza
+dignitosa, che non è facile trovare in altre bestie, e neanche tra gli
+uomini; formano parte integrante del paese, componendosi stupendamente
+con la sua prospettiva, e completano, direi quasi, il sentimento
+morale che sorge spontaneo dalla sua agreste bellezza.
+
+--Ho piacere che senta la poesia dei nostri monti, delle nostre
+convalli, com'Ella diceva poc'anzi.
+
+--E che crede, signorina? Che della poesia non ne nasca più, nelle
+nostre pianure?
+
+--Ah, bene!--esclamò Fiordispina.--Questa è una restituzione.
+
+--Per esser pari;--disse Gino umilmente.
+
+--E lo siamo ora;--rispose la fanciulla.--A me piace molto la
+sincerità.
+
+--In ogni cosa?
+
+--In ogni cosa. Perchè mi fa questa domanda?
+
+--Per aprirmi la via a fargliene un'altra.
+
+--Interroghi pure; son qua;--disse Fiordispina con quella sua gravità
+che mal nascondeva la voglia di ridere.
+
+--Orbene,--riprese Gino,--per la sincerità.... Ella non ignora che
+sono stato accolto dal signor Francesco come un figliuolo della
+famiglia. Fratello con Aminta, lo sono del pari con Lei. Per la
+sincerità, dunque, mia sorella Fiordispina dovrebbe dirmi una cosa.
+
+--Anche due.
+
+--Non sarò tanto indiscreto. Le domanderò solamente come passa la sua
+vita alle Vaie.
+
+--Ma.... Come vuole che la passi? Come la passerei dovunque: cioè
+molte ore del giorno in casa, a cucire, a curar le faccende di casa, a
+leggere, a suonare il mio pianoforte, e poi, mattina e sera, un
+pochettino a passeggio.
+
+--Ah sì!--disse Gino. Il passeggio.... Che passeggio può essere il
+suo, alle Vaie?
+
+--È bello anche qui, e piacevolissimo;--rispose la fanciulla.--Ci
+sono, sparse in questi dintorni, tutte le bellezze naturali che nelle
+città si ottengono a forza di imitazioni e d'artifizi. Stamane,
+andando a Querciola, non l'ha veduta, la cascata del Chiuso? Dicono
+che somigli tanto all'orrido di Varenna, sul lago di Como. E la salita
+del Poggio? Dev'essere una specie di Montagnola, col suo bel colmo
+all'aperto, meno la vista di Bologna nel basso.
+
+--E meno la gente a passeggio per i suoi larghi viali;--osservò il
+conte Gino.
+
+--Che importa?--replicò la fanciulla.--Si è più soli, qui, ma si è per
+compenso più liberi. Cerca la compagnia della gente chi ha ragione o
+desiderio di farsi vedere.
+
+--Per il desiderio, passi; ma la ragione, nel caso suo, ci sarebbe
+davvero. Ma lasciamo stare questi discorsi, che avrebbero l'aria di
+preparare un complimento....
+
+--Non hanno più l'aria;--interruppe Fiordispina, ridendo.--Il
+complimento è già fatto.
+
+--Ah sì? Non me n'ero avveduto;--rispose candidamente Gino.--Ma
+l'orizzonte di queste sue passeggiate?...
+
+--È breve, e mi basta.
+
+--Le basta? Le basta? Mi permetta di dirle che ciò è molto strano.
+
+--Perchè?
+
+--Perchè.... Non saprei come dirglielo, ma sento così. Ci sono i
+momenti, nella vita, che l'anima non si contenta della sua prigione, e
+vorrebbe spaziare in più libera cerchia; dei momenti che il pensiero
+va lontano, di là dai monti, cercando.
+
+--Per trovar che cosa?--domandò Fiordispina.
+
+--Non so; forse altri monti. Ma questa è colpa del mondo, che è fatto
+così, non dell'anima nostra, che anela a cose migliori. E poi,
+signorina, anche ignorando la meta, si cerca, si desidera, si aspira,
+per un'idea confusa di ciò che sarà, o di ciò che dovrebbe essere un
+giorno.--
+
+Fiordispina levò gli occhi, mandando anch'ella uno sguardo, lo sguardo
+dell'anima, di là dai mari e dai monti; poi disse:
+
+--C'è una ballata di Goethe, che esprime un sentimento come questo.
+Nel _Wilhelm Meister_, mi pare.--
+
+Il conte Gino Malatesti non era così forte di letteratura straniera.
+
+--Ho piacere d'incontrarmi con un tant'uomo;--diss'egli;--ed ho
+piacere che Ella possa citarlo così. Ma anche questo è strano, nelle
+convalli del Cimone; e sia detto senza offendere la dignità di questo
+bel monte. Dovrà Ella, signorina, vorrà e potrà viverci sempre?--
+
+La fanciulla rimase un istante sovra pensiero. Non c'era qui nessun
+autore da citare? Io penso piuttosto che Fiordispina non era pedante,
+come son troppi, uomini e donne che hanno studiato, e che non
+condannava la gente a sentire ad ogni tratto un saggio delle sue
+letture predilette.
+
+--Non mi risponde nulla?--ripigliò il giovanotto.
+
+--Che cosa rispondere a questa domanda? Non è in mio potere;--disse
+Fiordispina.--Sarò io la foglia che vola dove il vento la porta? Sarò
+io l'umile pianta che muore dove è nata? Certo è che bisogna
+rassegnarsi. Foglia o tronco, ci governa il destino.
+
+--È fatalista?
+
+--No davvero; dico il destino, per modo di dire, ed intendo una
+volontà superiore. Ma lasciamo la filosofia, per carità;--soggiunse
+ella, con un gesto di terrore.--Vede, signor conte? I miei conigli
+scappano. Queste povere bestiuole non hanno meritata una lezione così
+severa. Del resto, non la intenderebbero neanche. Basta a loro di
+aspettare ogni giorno la provvidenza mia, come l'aspetteranno a
+quest'ora le galline e i colombi.
+
+--Andiamo!--disse Gino.--Se possiamo adoperarci per la felicità di
+qualcheduno, sulla terra, non dobbiamo farci pregare.
+
+--Ecco un bel pensiero, signor conte.--
+
+Così dicendo, la fanciulla dei Guerri si avviò verso l'uscio. Gino la
+seguì, e richiuse diligentemente la porta, senza farselo dire da lei.
+Vedrete da questo piccolo particolare che il conte Malatesti non era
+uno sventato, e che entrava con molta sollecitudine nella gravità
+dell'ufficio.
+
+Per quella mattina non più ragionamenti con la fanciulla dei Guerri;
+fu solamente quello scambio di parole che era necessario nelle piccole
+vicende, nelle insignificanti peripezìe d'una visita al pollaio e alla
+colombaia. Poi venne l'ora del pranzo; ed anche a tavola non furono
+che discorsi vani, o senza importanza, tra i quali il nostro
+giovanotto se la cavò discretamente, nascondendo il sentimento di
+tristezza che si era impadronito di lui.
+
+Che cos'era avvenuto? Esplorare i segreti di un'anima è cosa difficile
+assai, e meglio varrebbe inventare di sana pianta. Ma le invenzioni
+non giovano che a patto di essere verisimili. Voi per esempio avrete
+sentito dire le mille volte che spesso avvenga di esser tristi senza
+ragione. Ma è proprio vero, questo? E non è a vederci piuttosto un
+effetto della nostra ignoranza, per difetto d'indagini? In quei
+momenti di tristezza, chi ben cerchi, c'è sempre il fatto d'uno
+squilibrio morale tra ciò che siamo e ciò che vorremmo e dovremmo
+essere. Sia luogo o genere di vita, o sentimento più intimo, se ciò
+che noi siamo per necessità, o che la nostra stoltezza ci ha condotti
+ad essere, non corrisponde a quello che intravvediamo di meglio, è
+naturale che la tristezza ci offuschi lo spirito. Ma se fossimo quel
+che vogliamo, o dobbiamo, saremmo poi più felici? Altro errore, pur
+troppo, altro inganno di prospettiva, poichè non ci contentiamo mai di
+quello che abbiamo, e desideriamo sempre ciò che è da raggiungere
+ancora. Così l'uomo è triste, e di simili tristezze è tessuto il
+drappo funebre della nostra esistenza.
+
+Il conte Gino aveva poi, per argomento di tristezza, tutto quello che
+non diceva a sè stesso. Vi è occorso mai di ricevere una lettera e di
+lasciarla per qualche tempo chiusa sul tavolino, sperando che qualche
+noia più grande, magari una vera disgrazia, vi levi l'incomodo di
+leggere quello scritto, in cui fiutate il rimprovero, o una seccatura
+a cui non potrete sottrarvi senza venir meno a tutte le norme
+dell'onestà? Con pari sospensione d'animo viveva il conte Gino, a cui
+una parte della sua vita avrebbe potuto rimproverare quella avventura
+sui monti, quella volata al sereno, quella ebbrezza (chiamiamola pure
+così) quella ebbrezza di ossigeno. Ah, se gli fosse riescito di
+cancellare!... Ma che cosa? Dio buono! Era qui il nodo della
+quistione, il punto che ricusava di guardare, la cosa, che non osava
+dire a sè stesso.
+
+
+
+
+Capitolo V.
+
+Il commissario e l'applicato.
+
+
+Ritornato quella sera a Querciola, il conte Gino Malatesti indovinò la
+ragione dei discorsi che il signor Aminta aveva fatti sottovoce al
+Mandelli. E ancora indovinò perchè il signor Francesco Guerri e suo
+figlio, ritiratisi a colloquio d'affari, lo avessero lasciato solo,
+fino all'ora del pranzo, in quella dolce libertà che gli aveva
+permesso di scendere nella stufa e di aver poi quella lunga
+conversazione con la bella Fiordispina.
+
+La sua camera, in casa Mandelli, era completamente trasformata. Gino
+incominciò a vedere un letto nuovo, di ferro, col suo tappeto da
+piedi, il suo comodino accanto, il suo candeliere e perfino il
+grazioso arnese di velluto su cui posar l'orologio. Più in là era un
+cassettone, e vicino a questo, in un angolo, l'attaccapanni. Di
+rincontro alla finestra era una piccola scrivania, con carta, penne,
+calamaio, ed anche dei libri. Guardò quei volumi, e riconobbe la
+_Divina Commedia_, la Bibbia, un compendio di Storia romana, e
+finalmente un dizionario storico-geografico del Ducato di Modena.
+
+Tutta quella roba era stata caricata, portata e messa a posto nella
+giornata. Parecchie persone, di certo, avevano lavorato all'impresa,
+sotto la scorta di Aminta, che infatti, appena finito il pranzo, era
+sparito da casa, non ritornando che verso sera, quando per il conte
+Gino era venuta l'ora di ritornare a Querciola. Ottimo fratello
+Aminta! Ma se egli aveva lavorato con tanta sollecitudine lassù, non
+mancavano traccie del pensiero di Fiordispina. I libri, sicuramente,
+li aveva scelti lei. Quel copertoio trapunto, che si vedeva disteso
+sul letto, quel grazioso arnese per deporvi l'orologio, quel piè di
+lampada ricamato che stava sulla scrivania, non erano forse opere sue?
+Aggiungete che a pian terreno, nella stalla del Mandelli, dov'era
+stata rinnovata la paglia, riposava il cavallo su cui Gino Malatesti
+aveva già fatto tre corse. Un famiglio dei Guerri, destinato al
+governo del cavallo, doveva rimanere a Querciola, come servitore di
+Gino.
+
+Un sentimento di gratitudine si associò naturalmente nel cuor suo alla
+sensazione di piacere che gli aveva destato la vista di tante novità.
+Quella notte, sdraiato nel soffice letticciuolo, al tepore delle
+morbide coltri, al profumo delle lenzuola di lino (le aveva prevedute
+di canapa, e con molti stecchi per giunta), il nostro giovinotto sognò
+beatamente i suoi ospiti e benefattori delle Vaie. Era più che mai il
+figlio prediletto dei Guerri. Aminta gli aveva stretta la mano,
+giurandogli eterna amicizia; Fiordispina lo amava; il signor Francesco
+gli sorrideva, e Don Pietro Toschi, parroco delle Vaie, lasciata la
+pipa in canonica, si disponeva ad andare nella sagrestia, per vestire
+i sacri paramenti e dar la benedizione di rito. Così almeno pareva a
+Gino, perchè nel sogno non vediamo solamente gli atti, ma leggiamo
+anche nei cuori e indoviniamo le intenzioni della gente.
+
+Per intanto, mutata facilmente la scena, egli passeggiava in un bosco
+di cerri, e Fiordispina era sospesa al suo braccio. Che pace, Dei
+immortali, che soavità, che fragranza d'idillio! Ecco, si erano
+fermati, e con le punte dei coltelli incidevano i loro nomi nei
+tronchi degli alberi: egli il nome di Fiordispina; ella il nome di
+Gino. Ma che malìa era quella? Aveva proprio scritto egli? La
+fanciulla dei Guerri veniva accanto a lui, per leggere il suo nome, e
+scambio di quello, vedeva inciso nella corteccia un altro nome, e ben
+chiaro: il nome di _Polissena_.--Che è ciò? domandava turbata.--Non
+so; come può essere avvenuto questo cambiamento? Io avevo pure
+scritto: _Fiordispina_.--Ebbene, quel che tu fai, conte, è ben fatto.
+Purchè non sia il nome di un'altra!...
+
+Fremeva egli a quelle parole di lei; smaniando, si affrettava a
+cancellare; ma quel nome, che egli non intendeva come si fosse formato
+sotto la punta del suo coltello, quel nome restava, anche inciso nelle
+bianche fibre del tronco, dopo che egli ne aveva strappata la
+corteccia. E si disperava, tempestando di colpi quelle lettere fatali;
+ma Fiordispina non era là più a vederlo, Fiordispina era sparita; ed
+egli, gettato sdegnosamente il coltello, dava in uno scoppio di
+pianto.
+
+Destatosi da quel brutto sogno, riebbe un po' di calma, non
+intieramente la serenità dello spirito. Oramai poteva capire come e
+perchè fosse rimasto malinconico, dopo il suo colloquio con la
+fanciulla dei Guerri. Ma infine, sorgendo il sole e cacciando davanti
+a sè le torpide nebbie della vetta del Cimone, infine, che cosa aveva
+egli fatto di male? Si era forse innamorato alle Vaie, mostrandosi
+infedele al suo amore di Modena? Il sole incominciava ad apparire dal
+monte, e un primo raggio batteva alto sulla finestra della sua camera.
+Gli parve allora che un simile dubbio non fosse neanche possibile.
+Maledettissimo sogno! Come lo aveva spaventato! Fortunatamente, nel
+suo esame di coscienza, fitto alla bella luce del giorno, il conte
+Gino Malatesti non trovò che cortesie e gentilezze, risposta naturale
+a gentilezze e cortesie. La gioventù, l'innocenza, la grazia, si sa,
+ispirano sempre un pochino di tenerezza, domandano qualche piccolo
+omaggio. È da cavalieri, poi, servire a tutte le dame, non amando che
+una. Egli non aveva detto niente di particolare alla fanciulla dei
+Guerri, niente che potesse apparire una dichiarazione d'amore, e da
+questo lato la marchesa Polissena poteva vivere pienamente tranquilla.
+
+Doveva esser bella, in quell'ora del sonnellino d'oro, la regina de'
+suoi pensieri. Perchè ella certamente riposava ancora, in quel punto.
+Era una gran dormigliosa, la marchesa Polissena. E doveva star così
+bene, con la sua cuffiettina di pizzi, donde sbucavano le ciocche de'
+capegli dorati! Gino ripensò allora i bei giorni, le ore liete, e
+quella famosa corsa in Piemonte, che sicuramente aveva fornito al
+sospettoso governo ducale uno dei più forti capi d'accusa contro di
+lui. Strana donna, la marchesa Polissena! Curioso impasto di paure e
+di audacie, di rispetti umani e di cieche temerità! Perchè spesso,
+quasi sempre, egli era obbligato ad infingersi, a fare il cerimonioso,
+in obbedienza agli ordini della bionda signora. In casa di lei
+convenivano ufficiali dell'esercito ducale, consiglieri, magistrati,
+senza contare tutti i nobili, vecchi e giovani, pari di grado e
+d'importanza al conte Gino Malatesti. C'erano delle serate che la
+marchesa gli rivolgeva appena il discorso. Ma guai se egli,
+adattandosi a quel giuoco e volendo pur secondarlo, faceva il galante
+intorno a qualche altra. Passando daccanto a lui, con un pretesto, o
+chiamandolo per suo aiutante nella distribuzione del tè, gli gettava
+una di quelle parole che lo facevano tremare per ogni vena.
+
+Dopo una di quelle collere, per l'appunto, era cascato il viaggio a
+Torino. Doveva fingere di avere anch'egli necessità di andare a
+Piacenza, ultima città dello Stato limitrofo ed amico; ottima
+occasione per accompagnare un tratto di strada la signora marchesa
+Baldovini, che noti interessi di famiglia chiamavano allora a Torino.
+Da Piacenza era sconfinato sul territorio piemontese, cedendo così
+volentieri ad un bel capriccio di lei, che era in uno de' suoi momenti
+di audacia, di temerità, di pazzia. Ma da Torino la marchesa Polissena
+era ritornata sola a Modena, ed egli aveva dovuto, per rispetto a lei,
+rimanere dell'altro in Piemonte. Non a Torino, veh! per causare il
+pericolo delle distrazioni. Polissena si era fatta accompagnare fino
+ad Alessandria, e là aveva condannato il conte Gino a rimanere tre
+giorni, a contemplare i rossi baluardi della cittadella, o a contar le
+ore sul quadrante del palazzo comunale. Questo rimanere più a lungo e
+da solo nel territorio scomunicato, aveva certamente insospettito il
+governo ducale. Francesco V poteva creder benissimo che quello del
+giovane conte Malatesti non fosse un viaggio a Citèra, per offrir
+sacrifizi alla madre d'Amore, ma un vero e proprio pellegrinaggio a
+Delfo, per consultare gli oracoli della Patria.
+
+Ahi, Polissena! Da quel giorno gli sgherri avevano posto gli occhi su
+lui. Se egli soffriva il confine a Querciola, si poteva benissimo
+accusarne un discorso tra amici in festa, ma non senza farne risalire
+l'origine a quel viaggio, e per conseguenza all'amabile capriccio
+della marchesa Baldovini. Lassù, nei pressi del monte Cimone, gli era
+avvenuto di trovarsi solo, di respirare un istante più liberamente,
+senza il pericolo che la marchesa gli passasse daccanto e gli gittasse
+una di quelle parole che lo facevano tremare. Ma infine, come prima,
+nel salotto di lei, anche allora, alle falde del Cimone, egli non si
+sentiva in colpa. E perchè, poi, le sarebbe stato infedele?
+Gratitudine, sì, ne aveva molta ai signori delle Vaie, e doveva in
+qualche modo dimostrarla. Quelle cure amorevoli, quegli inviti a
+pranzo, erano cose di tutti i giorni; ma egli, nella condizione in cui
+era, non poteva neanche ritrarsene. Per altro, si sentiva sicuro di
+sè, avrebbe anche fatto buona guardia al suo cuore, contro gli inganni
+della fantasia, contro le tentazioni del tempo e del luogo. La cosa
+era necessaria altresì per riguardo a quella gentile fanciulla, così
+bella, così intelligente, ma pure così inesperta delle cose del mondo.
+Sarebbe stato brutto, indegno di lui, turbar la pace di quell'anima
+verginale. Al posto, adunque, signor Gino degnissimo, al posto! È così
+facile, quando si vuole davvero!
+
+Chi gli diceva di no? Chi mai gli bisbigliava nel cuore che certe cose
+è più facile immaginarle che farle? Sicuramente un genio maligno, uno
+spirito noioso, che vive dentro di noi e fa la critica di tutti i
+nostri pensieri. Dovrebb'essere il diavolo della logica: un diavolo
+arguto, dopo tutto, e non cattivo come sembra; ma riesce
+ordinariamente antipatico, perchè contraddice volentieri e ci mette
+alla disperazione con le sue ironie sanguinose.
+
+Ah sì, spirito malnato? Credi proprio che sia tanto difficile il fare
+una cosa, quando si vuole davvero? Aspetta un pochino anche tu, e
+vedrai come ci si riesca.
+
+Davanti a quel fermo proposito, il genio maligno taceva, quasi
+umiliato, e ritirava le corna. Gino, frattanto, inforcava il cavallo,
+per ritornare alle Vaie.
+
+Ci andò per due giorni ancora, abbastanza contento di se medesimo.
+Oramai, forte della sua risoluzione, il nostro giovinotto poteva
+credersi agguerrito al pericolo. Parlava liberamente con Fiordispina,
+non cercando mai, ma neanche sfuggendo l'occasione di trovarsi solo
+con lei. Più volentieri restava in conversazione con la famiglia
+riunita, e allora faceva pompa di tutto quello che sapeva, ragionando
+con garbo, girando le frasi con arte, dando alle parole tutte le più
+dolci inflessioni di voce. Non è forse lecito, questo? Non è anzi un
+dovere, quando vogliamo farci ascoltare senza troppa noia da un
+numeroso uditorio? Cercar di piacere alla gente non fu mai un delitto;
+è anzi una bella cosa, quando è l'unica che possiamo fare, a ricambio
+di tante gentili attenzioni che ha la gente sullodata per noi.
+
+La sua presenza era molto gradita, nella casa dei Guerri. Anche i re
+conoscono la noia, e un discorritore ameno, che parli gravemente di
+mode e gaiamente di cose scientifiche, buon dilettante per ragionare
+senza sussiego di arte e di lettere, diplomatico raffinato per
+toccare, senza scoprirli, i segreti dei gabinetti, e per dipingere con
+un rapidissimo tocco i piccoli difetti dei sovrani esteri, che sono
+fratelli e cugini del padrone di casa, è veramente la man di Dio in un
+circolo intimo, donde il cerimoniale è per due ore sbandito. Per i re
+della montagna, il conte Gino era come una gaia nota di sole nel fosco
+della macchia; la sua presenza una bella meteora, la sua conversazione
+un fuoco d'artifizio. Anch'essi, tanto buoni e ricchi di quella
+gentilezza che non s'impara lì per lì, ma che è il frutto di una lunga
+educazione, fors'anco eredità di famiglia, anch'essi, dico, si
+facevano più amabili al contatto dell'ospite, fresco degli usi e delle
+garbatezze cittadine, brillavano anch'essi di quella vernice, che, a
+dirvi la cosa molto volgarmente, tutti i corpi son capaci di prendere
+per sola virtù di strofinamento. Ed avveniva allora nella casa dei
+Guerri ciò che spesso accade in una brigata di persone civili, quando,
+per opera non avvertita di uno, che abbia garbo e misura, tutti si
+accorgono con meraviglia di avere avuto più spirito.--Come è passato
+il tempo! si dice. E siamo proprio noi, che ci siamo divertiti così?--
+
+Vi ho detto che Gino fu ancora per due giorni alle Vaie, con molta
+sicurezza di sè. Ci era andato il terzo giorno; ma la sua tranquillità
+era stata turbata sul più bello. Si stava appunto per prendere il
+caffè, quando vennero a chiamare il signor Aminta, che andò subito
+fuori, e ritornò dopo cinque minuti.
+
+--Sai?--diss'egli a Gino.--Ci sono due signori a Pievepelago.
+
+--Ah!--esclamò Gino, turbato.--Cercano forse di me?
+
+--Lo credo, perchè hanno domandato la via di Querciola. L'uomo che è
+venuto ad avvertirmi in fretta mi dice che all'aria gli sembrano due
+impiegati del governo ducale.
+
+--Due commissarii! Troppo onore;--borbottò Gino.--E come ne sei stato
+avvertito?
+
+--Prevedevo la visita,--rispose Aminta,--ed ho stabilito il mio
+servizio di esplorazione.
+
+--Grazie, mio buon amico e fratello! Ed ora, potranno esser qua da un
+momento all'altro.
+
+--No, perchè si erano messi a tavola, quando il mio esploratore
+montava a cavallo. Del resto, puoi riceverli qui.
+
+--Che! Non mi conviene davvero.
+
+--E perchè?--domandò il signor Francesco.--Ella è in casa sua.
+
+--Appunto per questo che a Lei piace di dire;--rispose Gino,
+ridendo.--I satelliti del tiranno vedrebbero che sto troppo bene, fra
+queste montagne. Cattivi come le scimmie, mi farebbero subito un
+brutto servizio presso l'autorità superiore, e questa, con un suo
+nuovo rescritto, mi manderebbe Dio sa dove.
+
+--Allora scappi subito!--dissero le signore.
+
+Aminta corse nella scuderia, a far sellare il cavallo di Gino. Per
+quel giorno, intanto, addio conversazione!
+
+--Ci porti notizie, quando saranno ripartiti;--disse il signor
+Francesco, stringendo la mano al suo ospite.
+
+--Oh, sicuramente; non dubiti. Signore mie, compiangano un povero
+condannato, che deve obbedire al precetto.--
+
+Cinque minuti dopo, era a cavallo, e Aminta lo accompagnò fin sulla
+strada.
+
+--Non correre tanto;--gli disse.--Per venire a Querciola debbano
+passare di qua. Se anche hanno trovato muli a Pievepelago, non c'è
+pericolo che vengano al trotto. Comunque, noi non offriremo loro i
+cavalli per raggiungerti. Quando ci rivedremo?
+
+--Se mi lasciano,--disse Gino,--fo una trottata stasera.
+
+--Bravo! Ti hanno guastata la fine del pranzo; vieni a cena.
+
+--Eh! Perchè no? A rivederci. Se non posso liberarmi, ti mando
+Pellegrino con le mie notizie.--
+
+Pellegrino era il famiglio dei Guerri, collocato da questi al servizio
+di Gino Malatesti.
+
+Il nostro confinato era già da due ore nel suo eremo di Querciola, e
+incominciava a credere che quello di Pievepelago fosse stato un falso
+allarme, quando sentì un batter di ferri sul selciato della strada.
+
+--Ah, ah, ci siamo!--disse Gino tra sè.--Ed hanno anche trovate le
+cavalcature, quei manigoldi!--
+
+Lo scalpitìo, frattanto era cessato, perchè i cavalli, o muli che
+fossero, avevano raggiunto il colmo della salita, davanti alle prime
+case di Querciola. Non andò molto che Gino sentì un rumore di passi su
+per le scale.
+
+Il vecchio Mandelli precedeva i forastieri. Affacciatosi all'uscio
+della camera, che Gino aveva lasciato socchiuso, disse al suo
+inquilino:
+
+--Signor conte, son qua due signori che cercano di Lei.
+
+--Entrino pure;--rispose Gino, smettendo di leggere, ma lasciando
+aperto sulla scrivania il Dizionario storico geografico dello Stato di
+Modena.
+
+Il vecchio Mandelli si ritirò, e in sua vece si presentarono le due
+facce proibite che avevano guastata la digestione del conte Gino,
+facendolo correre con tanta fretta dalle Vaie a Querciola. Dico facce
+proibite per far piacere al nostro eroe; ma nel fatto erano due facce
+insignificanti; completamente rase, perchè a que' tempi non si amavano
+le barbe, e i pizzi e i mustacchi erano proibiti come le pistole
+corte, anzi come le pistole d'ogni misura e le armi d'ogni genere. I
+due possessori di quelle facce erano vestiti di nero, e i loro atti
+apparivano molto cerimoniosi, ma non senza quel po' di sussiego che ha
+sempre indicata la dignità di un ufficio governativo. Dal contegno
+dell'uno rispetto all'altro, dalla distanza che il secondo mantenne
+venendo dietro al primo, si capiva facilmente che quegli era inferiore
+di parecchi gradi al suo compagno di viaggio.
+
+--Ella ci perdonerà, signor conte, se veniamo a scomodarla;--disse il
+superiore.--Adempiamo un incarico del governo.
+
+--Facciano pure;--rispose Gino, accennando due seggiole, ma non
+degnandosi di domandare in che consistesse l'incarico.
+
+--Niente di noioso o di lungo, per altro;--ripigliò l'oratore.--Una
+semplice ricognizione, e punto offensiva. Sua Eccellenza desiderava di
+sapere se Vossignoria ha trovato modo di collocarsi a Querciola.
+
+--Ci sono venuto subito, appena ricevuto l'ordine;--rispose Gino,
+niente ingannato dalla forma garbata in cui quell'altro gli presentava
+la cosa.
+
+--Veramente,--disse il commissario,--questo è un paese poco abitabile,
+se debbo giudicarne dalla strada che abbiamo fatta per giungerci, e
+dalla meschina apparenza delle case. M'immagino che Sua Eccellenza non
+lo conoscesse altrimenti che sulla carta.--
+
+Gino rispose con un cenno del capo, che voleva dire e non dire. A quel
+discorso del signor commissario, in verità, non c'era nulla da
+rispondere.
+
+--Siamo tra contadini a dirittura;--continuò il commissario.--Ed Ella,
+signor conte, non ci avrà distrazioni.--
+
+Gino sospirò; poi rispose al signor commissario:
+
+--Che farci? Il confine è una punizione, e come tale non ammette
+passatempi, oltre quelli che un uomo industrioso, ed anche di facile
+contentatura, sa trovarsi da sè.
+
+--Studiando, non è vero? Ha qualche libro, come vedo.
+
+--Poca roba, signor mio: la Bibbia, la Divina Commedia, una Storia
+Romana antica....
+
+--Ah, buono studio!--esclamò il signor commissario.
+
+--Certamente!--disse Gino.--È molto interessante. Par di vivere in
+tempi migliori.
+
+--E stava per l'appunto vivendo cogli antichi, quando noi siamo venuti
+a disturbarla.
+
+--No, per il momento facevo dell'altro; cercavo qualche notizia in
+questo Dizionario storico e geografico del Ducato. Desidero di
+conoscere questi paeselli di montagna, per fare qualche passeggiata.
+
+--Ottima cosa, poichè si è in campagna;--disse il commissario.--E qui
+ci ha una bella prospettiva?
+
+--Ne giudichi Lei, signor commissario. Si affacci pure alla finestra.
+Vedrà molto verde.--
+
+Il signor commissario si degnò di andare alla finestra, e di metter
+fuori il suo naso.
+
+--Sì, veramente, molto verde;--diss'egli ridendo.--Nient'altro che
+verde.--
+
+Gino, frattanto, si sentiva cacciar tra le dita qualche cosa, come una
+lettera, o un foglio di carta ripiegato.
+
+Si volse a guardare il compagno del commissario, l'inferiore di grado,
+il semplice applicato, e vide ne' suoi occhi un lampo, un cenno
+d'intelligenza, una raccomandazione muta. Poi quel lampo si estinse;
+il cenno e la raccomandazione si smarrirono nella tinta scialba della
+sua faccia marmorea.
+
+Il giovanotto ebbe a mala pena il tempo di far scorrere in tasca il
+foglio di carta, perchè il signor commissario si era già ritirato dal
+vano della finestra, per rivolgersi a lui.
+
+--Del resto,--disse l'oratore del governo ducale, dopo aver data una
+guardatina in giro,--Ella è abbastanza bene, in questa cameretta.
+
+--Con qualche mobile preso in affitto;--rispose Gino umilmente.
+
+--Difatti,--riprese il commissario,--questi mobili non somigliano
+punto agli altri della sala d'ingresso, e stuonano anche con la misera
+apparenza della casa. Mi maraviglio che abbia potuto trovarne in
+questi dintorni.
+
+--Appena giunto a Querciola ne dubitavo anch'io;--rispose Gino,
+seccato da quel discorso, ma vedendo la necessità di condurre il suo
+interlocutore fuori di strada.--Ma offrendo danaro... Ella mi capisce!
+
+--Buona cosa averne molto;--osservò giudiziosamente quell'altro, che
+forse pensava in quel punto al magro stipendio per cui faceva da tanti
+anni un ingrato mestiere.--Ella è felice, signor conte!
+
+--Ma sì, ma sì! Non mi lagno.
+
+--Ed ha notizie di suo padre, di quell'ottimo conte Jacopo?
+
+--Nossignore, e di nessuno della mia famiglia;--rispose Gino,
+contentissimo di essere uscito salvo dalla rassegna dei mobili.--I
+miei parenti mi tengono il broncio, e si capisce, perchè il governo mi
+ha preso in sospetto come un reprobo.
+
+--Eh via!--disse il commissario, con accento di benevolenza
+somma.--Non chiami castigo una correzione paterna, per una colpa
+giovanile... che forse non sarà nemmeno una colpa.
+
+--Dice bene, e levi pure il forse.
+
+--Tanto meglio, e me ne congratulo con Lei;--ripigliò il
+commissario.--Allora è da sperare che tutto venga in chiaro tra breve,
+e che, per conseguenza, dopo un paio di mesi... dopo tre....
+
+--Metta anche sei;--interruppe Gino.--Non è privilegio della verità il
+venire così presto alla luce. Ella sa, signor commissario, che questa
+bella signora l'hanno relegata nel fondo di un pozzo.--
+
+Il vecchio funzionario sorrise. Capiva anch'egli benissimo che il
+confine non sarebbe levato così presto e che il conte Malatesti non
+poteva pascersi di troppe speranze in proposito.
+
+--Speriamo almeno,--diss'egli,--che per i meriti del suo signor
+padre...
+
+--Ecco, veda;--replicò Gino, mozzandogli le parole in bocca.--Per i
+meriti di mio padre possono dare un'altra decorazione... a mio padre.
+Il figlio, se ha errato, paghi; se non ha errato, riconoscano la sua
+innocenza. Non Le pare?
+
+--È la logica, lo riconosco;--rispose il commissario, che incominciava
+a seccarsi di quella disputa, in cui il conte Gino voleva aver sempre
+ragione.--Ma Ella vuol troppo severo il nostro venerato governo, ed
+amo credere che ciò sia perchè Ella non ha ragione di meritarne i
+rigori.
+
+--È così;--disse Gino.
+
+--Dunque, signor conte... vuol notizie di Modena?--
+
+Gino aveva sperato che il commissario si disponesse a prendere
+commiato, e già era per alzarsi. Il resto della frase lo trattenne. In
+fondo, meglio così; la conversazione prendeva un tono migliore, e le
+notizie di Modena erano sempre buone a sapersi.
+
+--Mi fa un favore;--diss'egli inchinandosi.
+
+--Prima di tutto, il suo signor padre sta bene. L'ho veduto ieri
+mattina in via Emilia, che andava a fare la sua solita passeggiata.
+Gli altri di casa sua, tutti bene egualmente. È ammalato il conte
+Azzolini, canonico del Duomo; ma quello ha ottantasei anni, poveretto,
+ed è pieno di acciacchi. Il marchese Frassinori è caduto ier l'altro
+da cavallo, ma senz'altro danno che qualche contusione. Le belle
+signore di Modena son tutte in grande fermento, per la riapertura del
+teatro.
+
+--Diamine!--esclamò Gino.--E perchè si riapre il teatro?
+
+--Caso strano, signor conte, caso eccezionale! È venuta a passare
+qualche settimana in patria la nostra famosa Venturoli, stella di
+prim'ordine nel cielo dell'arte, reduce dai suoi trionfi di
+Pietroburgo. Ella ha accettata la proposta di farsi sentire dai suoi
+concittadini, e darà quattro rappresentazioni, due della _Lucia di
+Lamermoor_ e due della _Sonnambula_, che sono, come Ella sa, i suoi
+due cavalli di battaglia. Grande aspettazione, perciò, e si prevede
+che verrà molta gente, anche da Guastalla e da Reggio. Noi siamo
+debitori di questa fortuna insperata alla signora marchesa Baldovini.
+
+--Ah, bene!--disse Gino.--È una dama di buon gusto, la signora
+marchesa. Strano, per altro, che non mi abbia detto nulla di tutto
+ciò, l'ultima sera che ebbi l'onore di andare alla sua conversazione.
+
+--Si capisce: la cosa è nata lì per lì, appena si seppe che la
+Venturoli era giunta. La marchesa ha conosciuta la celebre cantante a
+Milano. La conosceva già da ragazza, io credo; ma deve aver rinnovata
+la conoscenza, quando la nostra insigne concittadina fece quel gran
+fanatismo alla Scala, sei o sette anni fa. L'altra sera, in
+conversazione, fu detto alla marchesa che la Venturoli era a Modena.
+So la cosa dall'illustrissimo signor presidente del tribunale, che ha
+qualche bontà per me, ed è così bravo dilettante di violino. La
+marchesa ebbe allora l'idea di farla cantare a Modena. Detto fatto,
+andò la mattina dopo a trovarla, e venne a capo di tutto, È
+onnipotente, la signora marchesa! Ier l'altro era già ottenuto il
+permesso e combinato ogni cosa. Si aspetta un tenore, con un baritono
+e alcune seconde parti, mandato a cercare in fretta a Milano. Quanto
+al basso, c'è l'Orlandi, nostro modenese anche lui, che fortunatamente
+era a casa, in attesa di scrittura. Ah, saranno quattro serate
+magnifiche, quattro serate deliziose!
+
+--Ella ama molto la musica, signor commissario?
+
+--Dica che ne vado pazzo, signor conte. Che si fa celia? Un po' di
+buona musica, è il maggiore dei conforti.
+
+--Sarà dilettante, m'immagino; suonerà qualche istrumento.
+
+--Nelle ore d'ozio, e piuttosto male, il violoncello;--rispose il
+commissario, con l'atto e l'accento di finta umiltà, per cui vanno
+distinti i virtuosi seguaci d'Euterpe... e d'altre Muse parecchie.
+
+--Ottimamente!--disse Gino, salutando.
+
+E sorrise, pensando alla bella figura che doveva fare il signor
+commissario, con quell'enorme violino ritto tra le ginocchia. Ma
+sorrise per poco, ritornandogli a mente la signora marchesa Polissena,
+che pensava a metter su spettacoli teatrali, e proprio in quel giorno
+che egli correva da Modena a Pavullo, per recarsi al suo luogo di
+esilio. Ahimè! Così va il mondo. Anche quel povero Ovidio, cavaliere e
+poeta, veleggiava tristamente verso l'Eusino, e frattanto le belle
+dame romane, amate e cantate da lui, andavano allegramente a teatro,
+non cercando più l'elegante profilo del poeta nella precinzione
+dell'ordine equestre.
+
+--Beati loro che si danno bel tempo!--soggiunse Gino, dissimulando
+l'amarezza del ricordo particolare sotto quella espressione di
+rimpianto generico.
+
+--Che vuole, signor conte? Si fa il possibile per tener lontana la
+noia. Il paese è tranquillo e contento e speriamo che le cose vadano
+di bene in meglio. Quando il raccolto è buono e la gente ha lavoro,
+che desiderare di più, se non qualche ora di svago intelligente, nel
+culto delle arti belle?
+
+--Ha ragione;--disse Gino.--E tutto sia per il meglio, nel migliore
+dei mondi possibili.--
+
+Così dicendo, si alzò per davvero, volendo farla finita. Il nostro
+giovinotto non ne poteva più; aveva un diavolo per occhio.
+
+--Mi duole, signor commissario,--riprese,--di non aver nulla da
+offrirle.
+
+--Oh, non s'incomodi; abbiamo desinato a Pievepelago.
+
+--Ma neanche un bicchier di vino che meriti questo nome. Il raccolto
+dell'altr'anno dev'essere stato scarso, perchè qui non han nulla di
+nulla.
+
+--A proposito: e che mangia?
+
+--Vivono le galline, fortunatamente;--rispose Gino.--Ova sode, ova a
+bere, ova fritte, ova in tegame; questo è il fondamento del pranzo.
+Vien poi qualche vecchio gallo, che sacrifico ad Esculapio, per
+ottenere un po' di brodo.
+
+--Via!--esclamò il commissario.--Osservo con soddisfazione che non le
+manca il buon'umore: segno che sa adattarsi alle circostanze. Lo dirò,
+se permette, a Sua Eccellenza.
+
+--Dica pure, dica pure;--rispose Gino;--aggiunga, per altro, che non
+mi lagnerò, se mi richiamano a casa.
+
+--Capisco, ed anche in tempo utile per assistere ad una
+rappresentazione della _Sonnambula_; non è vero, signor conte? Questo
+mi par difficile, non glielo nascondo; ma creda pure che dal canto mio
+gliel auguro di tutto cuore. La mia servitù!--
+
+Gino stese la mano al signor commissario. E non tanto per lui, che
+gl'importava pochino, quanto per aver argomento a stringer poi quella
+dell'applicato, personaggio muto, ma più amico dei fatti che non delle
+parole, come abbiamo veduto testè.
+
+Quando finalmente fu solo, diede una rifiatata di contentezza;
+maravigliandosi, per altro, di aver saputo dire tante bugie. Ma è la
+necessità che fa l'uomo industrioso, e con quelle bugie così
+naturalmente infilate, il nostro giovanotto aveva custodito il segreto
+dei piccoli vantaggi materiali e morali che si era procacciati nel suo
+luogo d'esilio.
+
+Udito il batter dei ferri sul ciottolato della strada, discese per
+chiamar Pellegrino.
+
+--Ho bisogno di sapere se i due che sono partiti si fermano alle Vaie.
+Dovrei ritornarci io, e non mi piacerebbe d'incontrarli laggiù.
+
+--Vado a vedere;--disse Pellegrino.
+
+--Ma senza farti scorgere!
+
+--Non dubiti; conosco tutti i sentieri, e non ho neanche da seguirli
+fin là. In un quarto d'ora sono alla Pietra Aguzza, donde si vede
+netta la strada delle Vaie e il portone della casa Guerri.
+
+--Ottimo osservatorio!--disse Gino.--Va dunque, e ritorna appena
+vedrai quei signori avviati a Fiumalbo.--
+
+Pellegrino escì sulla strada, e il conte ritornò nella sua camera,
+sorridendo ai mobili che avevano destata la maraviglia del signor
+commissario.
+
+--Miei buoni amici delle Vaie!--diss'egli in cuor suo.--Vi ho fatti
+passare per gente che dà la roba a pigione. Scusatemi! Lì per lì non
+sapevo che altro inventare, e mi sembra già molto di aver trovata
+questa gretola, per cavarmi d'impiccio.--
+
+In fondo, poi, non gli era capitato a Querciola il peggiore dei
+commissarii possibili. Un altro arnese della sospettosa polizia ducale
+avrebbe potuto spingere più avanti le indagini: voler vedere tutta la
+casa, per esempio, scoprire nella stalla un bel baio ancora sellato e
+domandare dove mai il conte Gino avesse preso in affitto quel generoso
+cornipede. Per fortuna sua, il signor commissario non era stato troppo
+curioso; era anche un dilettante di musica, un suonatore di
+violoncello a ore avanzate, e i cultori delle arti hanno sempre un
+lato buono, moralmente parlando, anche se quel lato è artisticamente
+il cattivo. Ma forse, a proposito di musica, si poteva sospettare che
+il signor commissario fosse stato un pochino malizioso. Con troppa
+compiacenza aveva data la sua notizia teatrale! E non era da supporre
+che conoscesse le relazioni del conte Gino Malatesti con la marchesa
+Polissena Baldovini? Forse no, e il caso ci aveva avuta la parte sua,
+come in tante cose di questo mondo. La città, veramente, non era
+grande, ed anche un semplice commissario di polizia poteva aver
+conosciuto quel segreto galante del confinato di Querciola; ma in casa
+Baldovini ci andava Gino come ci andavano cento, a dir poco, dei più
+ragguardevoli cittadini di Modena, e in questo caso il numero dei
+frequentatori era piuttosto fatto per confondere lo spirito di un
+osservatore, che non per guidarlo nelle sue ricerche indiscrete.
+Finalmente se la marchesa Polissena si era presa in quei giorni tanta
+cura per quattro rappresentazioni straordinarie, se a lei si doveva
+che la celebre Venturoli si disponesse a cantare, a deliziare i suoi
+concittadini con le immortali melodie della _Sonnambula_ e della
+_Lucia di Lamermoor_, niente era più naturale del dirlo, quando il
+discorritore era un dilettante di musica.
+
+Ahi, Polissena! E questo doveva udire dei fatti vostri il povero
+confinato di Querciola? Doveva egli vedersi dimenticato, trascurato a
+tal segno? Certamente egli non si aspettava di sapere che aveste preso
+il lutto, o che vi foste confinata in villa, inconsolabile come
+Calipso per la partenza di Ulisse. Simili prove di affetto e di dolore
+veemente si lasciano alle Immortali, che possono far ciò che vogliono,
+senza badare a rispetti umani, e mandando a quel paese la piccola
+diplomazia di società. Ma se la marchesa Polissena voleva dissimulare,
+conveniamone col conte Gino, ella poteva appigliarsi ad un pretesto
+più ovvio, ad uno espediente meno chiassoso, che non fosse quello di
+promuovere una stagione teatrale a primavera inoltrata.
+
+--Leggiamo la lettera!--disse Gino, dopo aver fatte, in due o tre o
+giri per la sua camera, tutte queste considerazioni melanconiche.--E
+vediamo chi l'ha scritta. Forse è Polissena, che ha trovato il modo di
+mandarmi una parola di conforto.--
+
+Cavò di tasca il foglio, che era suggellato, ma non portava
+soprascritta. Lo aperse, e vide subito che quello della lettera non
+era il carattere di Polissena, bensì di Giuseppe, del servitore che lo
+aveva accompagnato a Paullo.
+
+Ah, bene! Il suo Carbonaro! E come era venuto a capo di mandargli la
+sua lettera, proprio per le mani di un impiegato di polizia? Gino
+Malatesti era giovane; viveva, anche da liberale in un modo tutto suo,
+e non conosceva i particolari andamenti delle società segrete, che
+correvano allora per sottilissime fila tutte le città e borgate della
+penisola italiana. Tra i loro accorgimenti più fini, le società
+segrete avevano questo, per l'appunto, di mettere uomini fidati in
+uffici anche umili, ma di grande utilità, intorno al grande avversario
+comune. A queste loro creature domandavano poco, e solamente nei casi
+di stretta necessità. E dal canto loro, questi servitori devoti si
+sentivano molto sicuri, poichè il loro ufficio particolare non era
+noto che a pochissimi, aiutando a ciò la stessa costituzione delle
+società segrete, i cui affiliati non si conoscevano tutti fra di loro.
+La catena era lunga, ma ognuno sapeva del suo vicino di destra e di
+sinistra, e tutti gli altri anelli si perdevano nell'ombra; nè
+importava cercare di più, sapendosi spalleggiati e immaginando anche
+un ordinamento più forte, una catena più lunga e una rete più fitta.
+
+Comunque fosse riescito il suo bravo Giuseppe a fargli pervenire la
+lettera, egli era un uomo prezioso. Quali notizie gli avrebbe recate
+la lettera? Gino si dispose a leggere con uno strano batticuore.
+
+--Ecco,--diceva egli tra sè,--qui forse c'è la spiegazione di certe
+cose che mi hanno fatto un senso così triste, buttate là dal signor
+commissario. Il mio tormentatore non lo immaginava di certo che
+accanto al suo veleno, distillato con tanta voluttà, venisse così
+pronto l'antidoto.--
+
+Così pensando, incominciò la lettura:
+
+«Illustrissimo,
+
+«Eccomi a renderle conto della mia commissione. Appena giunto a
+palazzo sono andato nella camera di V. S. ed ho trovato il libro che
+mi aveva detto di portare in quel luogo. Ne ho fatto un involto, e
+volevo metterci anche la lettera; ma ho pensato che l'involto poteva
+essere inavvertentemente aperto in presenza di altre persone, e me ne
+sono astenuto....»
+
+--Bravo il mio Giuseppe!--esclamò a questo punto il lettore.--Ecco qui
+il vero tipo del cospiratore, che medita su tutto e prevede le più
+piccole circostanze.--
+
+«Andai verso il tocco--(proseguiva lo scrivente)--dalla nota persona,
+cioè quando mi fui accertato che era sola in casa, e domandai di
+parlarle, perchè avevo da consegnarle un libro. La cameriera mi disse
+che la signora non riceveva. Io allora diedi il libro, accennando che
+venivo da accompagnare V. S. e che desideravo anche di portarle i suoi
+saluti, insieme con una sua lettera, per una certa commissione, che
+non sapevo qual fosse, ma che credevo importantissima, per il modo con
+cui mi era stata raccomandata da lei la massima sollecitudine. Con
+questo mezzo, dopo due andate e ritorni della cameriera, potei essere
+ammesso alla presenza della signora; anzi fu lei stessa che si degnò
+di venire in anticamera. Consegnai la lettera, ed ella, dopo aver data
+una scorsa allo scritto, mi disse:--Grazie; sta bene.--Domandai se
+avesse niente da comandarmi, e mi rispose di no. Mi arrischiai a dirle
+(scusi se in questo ho arbitrato da me) che avrei trovato il modo di
+far giungere a V. S. lettere, carte ed altro che mi fosse consegnato;
+ma ella non mostrò di gradire l'offerta. Avrò fatto male, e gliene
+chiedo scusa, signor padrone; ma la mia intenzione era di far bene per
+il suo servizio. Ora, se debbo dirle tutto quello che penso, mi pare
+che la sua condanna al confine abbia raffreddato molte persone, di
+quelle che V. S. credeva più amiche, o con le quali andava più spesso.
+Il conte Nerazzi, per esempio, il marchese Landi, quando ho dato loro
+un cenno del suo viaggio, mi hanno risposto con un semplice
+monosillabo. Sarà forse perchè non hanno confidenza in un povero
+servitore; ma una notizia almeno potevano chiederla e mostrare un po'
+di amicizia per la sua persona. Oso sperare che in questo Ella non
+troverà sbagliato il mio umile ragionamento.
+
+«Altro non mi resta a dirle, signor padrone, e mi rincresce davvero di
+non aver niente di meglio. Il signor conte, suo padre, sta bene al
+solito; mi ha chiesto fin dove l'avessi accompagnato, e poi mi ha
+rimandato senza aggiungere altro; ma mi è parso di leggergli negli
+occhi qualche cosa che il suo cuore di padre non aveva da dire a me, e
+che Ella, del resto, indovinerà molto bene.
+
+«Mi comandi, signor padrone, che andrò nel fuoco, per poterla servire,
+e mi creda sempre il suo ubbidientissimo servo
+
+ «GIUSEPPE.»
+
+Il conte Gino rimase male, dopo quella lettura. Ahimè l'antidoto
+sperato! Giuseppe, nella sua piccola diplomazia epistolare, lasciava
+indovinare assai più che non scrivesse. Ci si vedeva, nel suo racconto
+minuzioso, la gran dama seccata di dover concedere un'udienza
+all'inviato di Gino; alle cui notizie, poi, dava tanto poca
+importanza, da andarle a ricevere in piedi, sull'uscio di
+un'anticamera. La bionda Polissena si era mutata per lui, come il
+Landi e il Nerazzi, ricordati in buon punto dallo scrivente, per
+illuminar la figura della signora marchesa. I tiepidi amici facevano
+più che un riscontro, davano risalto alla freddezza dell'amica. Già,
+non era di Gino, la colpa? Che pazzia era stata la sua, di farsi
+mandare a confine? In quelle sciocchezze del giovanotto la signora
+marchesa non ci aveva che vedere, non essendosi mai occupata di
+politica. L'amore, infine, non vuol saperne di quella cattiva
+compagnia, e un uomo che veramente ami una gran dama non deve
+compromettersi con quella femminaccia. Neanche lei, la bella e savia
+marchesa, voleva compromettersi per il conte Gino Malatesti. Che
+diamine! Con tanti personaggi eminenti, di cui era composta la sua
+conversazione, magistrati, ufficiali del Duca, nobili ciambellani,
+signori ammessi a Corte, che si sarebbe detto di lei? E forse per
+protestare contro simili giudizi, contro simili sospetti, la marchesa
+Polissena aveva colta a volo la prima occasione, mostrandosi tutta
+invasata di artistici furori. Poteva credersi dolente per il caso di
+Gino Malatesti una bella dama che si adoperava tanto per far cantare
+la celebre Venturoli?
+
+Ah, come vedeva da quelle considerazioni balzar fuori netta e spiccata
+la figura morale della marchesa Polissena! Furente (sicuro, proprio
+furente, e mettete pure che quella esagerazione di sentimento non
+fosse senza una certa dose di voluttà), il conte Gino andò a sedersi
+davanti alla sua scrivania, e la penna incominciò a scorrere sulla
+carta. Il giovanotto non scriveva alla marchesa; scriveva a Giuseppe,
+suo servo fedele, innalzato di punto in bianco al grado di confidente.
+Anch'egli, senza avvedersene, prendeva le forme del cospiratore, e
+l'esordio della sua lettera veniva fuori misterioso e guardingo come
+un coro di congiurati. Per sue ragioni particolari gli premeva
+assaissimo di conoscere tutti gli andamenti della nota persona. Aveva
+veduto dalla prima lettera di Giuseppe come egli fosse intelligente;
+continuasse ad esserlo per utile suo. Da ciò che la nota persona
+faceva, egli, il conte Gino, avrebbe argomentato quel che pensava, e
+sugli atti e sui pensieri di quella avrebbe regolato il suo modo di
+pensare e di operare. La cura amorosa traspariva dalle frasi; ma non
+era detta apertamente, e questa era già una bella diplomazia. Inoltre,
+la nota persona poteva anche essere un uomo, e le apparenze erano
+salvate a buon prezzo.
+
+--Come manderò io questa lettera?--disse Gino, dopo averla
+suggellata.--Se fosse ancora qui l'applicato!--
+
+Ma l'applicato seguitava il signor commissario sulla via di Fiumalbo,
+e il conte Gino pensò che il mettersi sulle tracce dei due personaggi,
+anche col pretesto di mandar notizie a suo padre, non sarebbe stato
+senza pericolo.
+
+--Ebbene,--ripigliò,--di che cosa m'impensierisco? Non è qui vicina la
+provvidenza dei Guerri? Aminta, il mio fratello Aminta, ci penserà
+egli a farla ricapitare.--
+
+Poco dopo la chiusa del soliloquio giungeva Pellegrino. Egli aveva
+veduto i due signori di Modena discendere dalle Vaie, senza fermarsi,
+e prendere la via di Fiumalbo.
+
+--Benissimo!--disse il conte.--Allora è tempo di sellare il cavallo.--
+
+Mezz'ora non era passata, e Gino scendeva alle Vaie, con la fretta di
+un uomo che ha tante notizie da dare di sè, a persone che le udranno
+con piacere, e non vede l'ora di consolarsi in quella dolce
+«corrispondenza d'amorosi sensi.»
+
+E le furie di poc'anzi? Deposte nella lettera, miei signori, deposte
+nella lettera per il suo servo Giuseppe. E poi, in quell'angolo del
+cuore dove ci aveva l'immagine della marchesa Polissena, non ci voleva
+guardar più, per quel giorno, nè per gli altri seguenti, fino a tanto
+non avesse risposta dal suo confidente. Si fanno di questi
+compromessi, col proprio cuore, e più spesso che non sembri. Quante
+volte, soffrendo per qualche cosa, non vi è egli avvenuto di escire in
+questa risoluzione:
+
+--Non voglio pensarci!--
+
+Ci si penserà sicuramente più tardi; ma per intanto è così, come avete
+risoluto di fare, e il corruccio e il dispetto, carabinieri zelanti,
+vegliano all'osservanza del presente decreto.
+
+
+
+
+Capitolo VI.
+
+Ombre e leggende.
+
+
+Il conte Gino era aspettato con ansiosa cura alle Vaie. Le signore lo
+accolsero con un sorriso amabilissimo, che fioriva allora allora sul
+terrazzino, come in risposta alla serenità di buon augurio, diffusa
+sul volto del cavaliere. Gli uomini erano discesi sull'uscio di
+strada, per tenergli le staffe, e lo abbracciarono, come se tornasse
+da un lungo viaggio.
+
+--Ebbene?--domandò Aminta,--Chi erano?
+
+--Commissarii, applicati, gente della polizia ducale;--disse
+Gino;--venuti a farmi una visita, quantunque io non abbia avuto mai il
+piacere di conoscerli.
+
+--Volevano assicurarsi...--disse il signor Francesco.
+
+--Già;--rispose Gino;--assicurarsi che veramente io fossi al mio luogo
+di pena. Ed ho sudato, sa? ho sudato, a nasconder loro che questo è un
+luogo di delizie. Avevano osservati i miei mobili, troppo eleganti per
+quella povera casa. Mi perdonerete, amici miei; ho detto una grossa
+bugia, accennando così di passata che quei mobili li avevo presi a
+nolo. Dove, poi, non me lo han chiesto, ed io non ho avuta occasione
+di dire una nuova bugia, facendoli venire da Paullo, o da un altro
+luogo più lontano.
+
+--Sì, questa sarebbe stata una bugia;--disse il signor Francesco;--ma
+l'altra non lo è. Non ci paga forse il nolo con le sue visite?--
+
+Non c'era da far altro che inchinarsi; e Gino s'inchinò.
+
+--Noi, del resto, siamo stati qui un paio d'ore in agguato;--disse
+Aminta a sua volta.--Avevamo visti quei due signori andare in su, e
+abbiamo voluto aspettare per vederli al ritorno, ma con le finestre
+chiuse, e guardando di sotto le tendine. In due erano venuti, in due
+se ne ritornavano, e questo ci ha consolati. Temevamo già che ti
+portassero via.
+
+--Oh, non c'è questo pericolo;--gridò Gino, ridendo.--Mi han lasciato
+capire che la correzione sarà lunga. E non potrà essere
+altrimenti,--soggiunse il giovinotto,--se vorrà essere efficace.--
+
+Quella sera, come già immaginate, il conte Gino rimase a cena dai
+Guerri, e poichè non era sera di luna, non gli fu permesso di
+ritornare a Querciola.
+
+--Così resto io a confine?--diss'egli.--E mentre gli agenti del
+tiranno, venuti ad assicurarsi _de visu_, non sono ancora a Paullo?
+Per fortuna, sono lontani quanto basta, per non sentir più la voce del
+pianoforte.
+
+--Hai capito, Fiordispina?--disse la signora Angelica.--Ti si domanda
+di suonare.--
+
+Fiordispina era di buonissimo umore. Corse alla tastiera e attaccò
+l'andante maestoso del bellissimo inno di Goffredo Mameli.
+
+--Ecco qua!--rispose la fanciulla.--Se hanno orecchi per sentire,
+sentano questo!
+
+--Che cosa si ardisce suonare?--gridò una voce
+dall'anticamera.--L'inno della rivolta? È un orrore, e meriterà tutti
+i rigori della legge.--
+
+Era la voce di Don Pietro Toschi. Il vecchio prevosto delle Vaie
+giungeva sempre a quell'ora, e nessuno si lasciò cogliere dallo
+spavento, udendo la sua ammonizione.
+
+--Ah!--esclamò egli, entrando nella sala.--Loro signori se la ridono?
+Ebbene, non c'è da ridere. Se un agente del governo ducale udisse
+questa musica, ci sarebbe un processo per tutti.
+
+--Dobbiamo cessare?--domandò Fiordispina.
+
+--No, continuate, figliuola mia. I primi Cristiani si ritiravano a
+pregare nei loro sotterranei, ma non interrompevano neanche i loro
+inni per l'avvicinarsi dei pretoriani. Qui poi i pretoriani non sono
+neanche vicini.--
+
+I signori Guerri raccontarono allora a Don Pietro che i pretoriani
+erano passati per l'appunto in quel giorno dalle Vaie. E il buon
+prevosto si rallegrò che dopo quella visita il conte Gino Malatesti
+non dovesse avere altre noie.
+
+--Vede?--diss'egli.--Sono venuti ad autenticare il suo cambiamento di
+domicilio. Io ora lo scriverò nel registro della parrocchia, ed Ella
+apparterrà alle Vaie per ragion civile e per ragione canonica. Le
+piace?
+
+--Così voglio;--disse Gino, andando anche più in là.
+
+E i suoi occhi, in quel punto, s'incontrarono con quelli di
+Fiordispina. Fu un lampo, come potete immaginarvi facilmente; ma per
+quel lampo la fanciulla arrossì, ed egli si sentì correre una vampa
+alla fronte.
+
+Fiordispina aveva posate nuovamente le sue belle mani sulla tastiera
+del pianoforte, ed arpeggiava sommessamente. Gino le chiese un'aria
+della _Sonnambula_; ma cambiò subito opinione, e chiese in quella vece
+un'aria del _Pirata_. Fiordispina aveva lo spartito nella sua
+biblioteca musicale; dopo un'aria gliene suonò un'altra, e ad una ad
+una gliele eseguì tutte.
+
+--Che bella musica!--diceva ella, frattanto.--Non so come sia, che
+l'ho suonata così poco, finora. Oggi piace molto anche a me.
+
+--Ha mai letto il Leopardi, signorina?
+
+--Sì, una volta. Perchè mi fa questa domanda?
+
+--Per venire ad un raffronto fra il poeta e il musicista. La musica
+del Bellini è come la poesia del Leopardi; non piace, ordinariamente,
+che in certe condizioni d'animo; ma allora non piace più che quella;
+tutto il resto è rumoroso ed aspro, o fiacco, lezioso e svenevole.--
+
+Quella sera la fanciulla dei Guerri suonò meglio e più lungamente che
+mai. Un'aria seguiva l'altra e tutti i grandi maestri diedero il loro
+contributo alle artistiche commozioni di Gino. Ma una grande maestra
+diede certamente il maggiore, poichè Gino ne contemplava l'opera
+maravigliosa coll'attenzione concentrata e con la beatitudine diffusa
+di un _Pater extaticus_.
+
+Possiamo immaginarci che ciò fosse per effetto di riconoscenza. La
+fanciulla dei Guerri aveva dimostrata tanta sollecitudine per lui! Il
+meno che Gino potesse fare in ricambio, era di darle un primo premio
+di bellezza. E di bontà poi! Quegli occhi sereni dicevano con tanta
+eloquenza la bellezza dell'anima sua! E ridevano, quegli occhi, come
+ora non si usa più, ma come si usava un tempo, se dobbiam credere ai
+poeti latini e agl'italiani del Risorgimento.
+
+Quando il nostro Gino si ritirò nella camera ospitale dove egli aveva
+già dormito e sognato una notte, la sua ebbrezza era al colmo. E le
+furie? Vi ho già detto che c'era un compromesso col suo dolore. Non
+voleva pensarci, e non ci pensava: ecco tutto. Pensava in quella vece
+ad altro, e cominciava a credere che quella ebbrezza non fosse tutta
+musicale.
+
+--Orbene!--esclamò, levando la testa dal guanciale, come per
+rispondere ad un contradittore invisibile.--E se fosse dell'altro, che
+male ci sarebbe? Lasciate che per una volta io respiri una boccata
+d'aria salubre. Vi par troppo, una pagina d'idillio, tra cento di
+romanzo moderno? Infine, non è dato di sognare? Ecco un sogno, e
+preghiamo che duri.--
+
+Il sogno di Gino Malatesti durò una settimana, senza che più gli
+tornassero a mente le sue noie di città. Ma una sera, così di punto in
+bianco, non richiamati da alcuna associazione d'idee, i sopraccapi
+dimenticati si ripresentarono a lui.
+
+--Si saran dati bel tempo a Modena!--pensò il giovinotto.--L'avran
+finita quest'oggi, la loro piccola impresa musicale fuori stagione!
+Chi sa? Forse all'ultima rappresentazione della _Sonnambula_ avranno
+domandato il _bis_. Un altro paio di rappresentazioni, perchè
+ricusarle ad un pubblico che applaude e rompe le panche? Ci sarà anche
+il pretesto della beneficenza, per continuare. Le nostre belle
+signore, pur di avere un'occasione di brillare, farebbero anche
+l'elemosina ai Turchi. E lei sopra tutte! Non è forse la regina della
+moda?--
+
+Un piccolo rimorso gli venne; ma egli lo scacciò, come si spaccia un
+ladro domestico.
+
+--Orbene!--gridò egli, ripetendo una sua esclamazione favorita.--Che è
+ciò? Avevo un obbligo, sicuramente, ma l'ho forse distrutto io?
+
+--Troppo presto e troppo volentieri lo dice il signor
+Gino;--rispondeva una voce interiore.--Non pensa egli al fatto strano
+di esserne uscito senza lagrime?
+
+--Ci penso;--replicava egli, seccato...--Ma che vuol dire? Forse che,
+per non aver sofferto troppo avrò meno ragione io? Facciamo la peggio:
+ci siamo incontrati ad essere stanchi in due; ella di me, io di lei.
+Così avviene di tutte, o di quasi tutte le relazioni che si stringono
+in società, e che rappresentano il superfluo del nostro tempo. Il
+necessario è quello che va dato all'ambizione, alla vanità sua
+sorella; il superfluo è quello che si dà all'amore. No, correggiamo,
+non è l'amore, questo, è la galanteria. Ma non bisogna usarne troppo,
+perchè viene a noia, come tutti i cibi galanti. L'abitudine aiuta
+molto, lo so, a mantenere queste relazioni; la lontananza le rompe
+senza sforzo, senza lagrime, e questo lo vedo ora, pur troppo. Dovevo
+vederlo prima, e avrei oggi più merito di essermi liberato. Infine non
+son io che lascio; è lei che mi ha dato il benservito.--
+
+Così ragionava, e per uno spirito preoccupato non vi parrà che
+ragionasse male. Qual è, del resto, lo spirito che pensi e ragioni
+fuor d'ogni vincolo o influenza particolare? Neanche i filosofi, mi
+dicono, poichè sotto alla libertà della speculazione, sotto alla
+lealtà dell'indagine, si cela sempre la ragion di sistema, che tanto
+più naturalmente comanda, in quanto che è la medesima causa che ci
+muove a pensare, a cercare.
+
+Il raffronto tra la marchesa Polissena e la fanciulla dei Guerri non
+si fermò solamente al fatto che una si fosse dimenticata di Gino e
+l'altra venisse a lui, chiamata da tutte le voci arcane della gioventù
+e dell'affetto nascente. Le loro qualità intrinseche ed estrinseche
+dovevano trovarsi a contrasto sotto gli occhi del giudice, e la
+botanica, amica compiacente, fornire i termini di paragone tra la
+civetteria sapiente dell'una e le grazie ingenue dell'altra. La
+marchesa Polissena gli apparve allora come una bella gardenia, fiore
+lucente ed aperto, bellezza spampanata e trionfante, accompagnata da
+fragranze acutissime; la fanciulla dei Guerri come un caro e modesto
+fiorellino delle Alpi. Il conte Gino avrebbe potuto ricordare
+l'Edelweiss, se questa graziosa stelluccia vegetale fosse stata fin
+d'allora alla moda. Egli pensò in quella vece a quelle eriche del
+Capo, che aveva pur conosciute lassù, e che alle delicatezze della
+forma congiungevano un così gentile profumo.
+
+E andava là, di giorno in giorno, vivendo così del suo nuovo amore,
+che gli pareva il primo ed il vero, senza parlare, senza desiderare di
+più, respirando tacitamente le fragranze del fiore divino. Godeva
+intanto la bella e confidente amicizia dei Guerri, e gli sembrava che
+così dovesse durar sempre la vita, che non si potesse desiderare di
+vivere, nè di aver vissuto mai altrimenti. Era anche così adatta la
+scena! così amante la natura dintorno a lui! Oh dolci calme, soavi
+tepori primaverili dell'estate tra i monti! Gli usignuoli cantavano
+ancora nel folto dei boschi; la gioventù e la speranza levavano inni
+continui dagl'intimi penetrali dell'anima sua.
+
+Era solo, lassù, ben solo, tra l'amicizia e l'amore, che si rivelavano
+a lui in quella forma nuova e con quella insolita forza. Veramente, i
+re della montagna non erano i Guerri, o quel titolo si addiceva anche
+a lui, che sentiva di regnare così pienamente, e rendeva ogni giorno
+in grazia elegante, in sorrisi amorevoli, ciò che andava ricevendo in
+liete dimostrazioni di affetto.
+
+Ma un giorno, dopo quella settimana di pace profonda, casa Guerri ebbe
+un ospite nuovo. Era un parente, per verità, e veniva dai monti del
+Reggiano. Scendendo dal suo eremo di Querciola, il conte Gino trovò
+alle Vaie quel personaggio inatteso, che riesce sempre importuno nella
+compagnia formata a modo nostro, alla quale non avremmo da toglier
+nulla e nulla avremmo da aggiungere. Notate poi che quel personaggio
+era giovane, ed anche bello; una figura d'Ercole adolescente, ma dal
+viso aperto, dall'aria candida e buona; occhi azzurri, capegli biondi,
+naturalmente ricciuti, ed abiti semplici, da cacciatore.
+
+--Nostro cugino Ruggero Guerri;--disse il signor Francesco,
+presentando il nuovo ospite al vecchio.
+
+--Felicissimo di conoscerlo;--rispose Gino, che non si sentiva neanche
+felice.
+
+Ma così è, lettori miei: il superlativo, entrato nell'uso del
+discorso, ha perduta ogni virtù di significazione. Si chiama
+illustrissimo l'uomo a cui non possiamo dar titolo d'illustre; è
+eccellentissimo il tribunale, che non è mai stato eccellente.
+
+Ruggero Guerri! Altro personaggio ariostesco. E accanto a Fiordispina,
+poi! Si doveva vederci l'effetto del caso, una di quelle lontane
+preparazioni del destino che vengono poi improvvise e noiose, come un
+colpo tra capo e collo? Altro che felicissimo! Il conte Gino Malatesti
+fu seccatissimo della comparsa di quel cugino, che era così giovane,
+così biondo, e si chiamava anche Ruggero. Che cosa era venuto a fare,
+dai monti del Reggiano a quelli del Modenese? Che cosa voleva,
+quell'arcangiolo in cacciatora, e che cosa avrebbe ottenuto alle Vaie?
+Immaginate. lettori, che il conte Gino cominciò subito ad aprir gli
+occhi ben bene, e che quel giorno, e i giorni seguenti, osservò
+attentamente ogni cosa. Ma il cugino Ruggero non diede argomento a
+giudizi, come aveva dato argomento a sospetti. Stava molto con gli
+uomini, e passava lunghe ore alle serre, col signor Francesco e col
+signor Orlando; alle donne parlava poco, senza mettersi in pretesa,
+con vera semplicità campagnuola. Sì, ma anche questa semplicità non
+può nascondere il desiderio di raggiungere un fine? Gli uomini dei
+campi non conoscono le nostre delicatezze di spirito, non usano le
+nostre smancerie di linguaggio; ma danno un'occhiata lunga e luminosa
+come il primo venuto, ed essi, o i loro parenti, possono fare una
+molto chiara domanda di matrimonio.
+
+In queste osservazioni e in questi dubbi si guastò l'umore del conte.
+Qualcheduno se ne avvide e gliene domandò; ma egli non aveva nulla, e
+questa risposta poteva bastare per gli uomini. Non bastò a
+Fiordispina, quando ella molto candidamente gli chiese che cosa avesse
+e si sentì rispondere quel nulla, a fior di labbra e discretamente
+impacciato.
+
+--Oh, non me lo dica, signor conte;--replicò la fanciulla.--Ha
+ricevuto qualche notizia spiacevole da Modena?
+
+--No, signorina, nessuna notizia.
+
+--Ma allora che cos'ha? È così mutato, da qualche giorno!--
+
+Il conte Gino taceva, e allora la fanciulla ripigliò a domandargli:
+
+--Si annoia, forse? Comprendo che qui non c'è gente abbastanza, per
+tenerle compagnia.
+
+--No, davvero!--scappò detto a Gino.--Vorrei anzi che ce ne fosse un
+po' meno.--
+
+La fanciulla lo guardò con aria di stupore. Era egli che parlava così?
+L'elegante, il gentile, il garbatissimo conte Gino Malatesti? Ma sì,
+propriamente egli, e due grinze sdegnose agli angoli delle labbra
+commentavano ancora la frase che gli era sfuggita di bocca.
+
+--Com'è cattivo!--esclamò allora Fiordispina.
+
+--Ha ragione, signorina;--diss'egli.--Sono veramente cattivo. Ma
+voglia scusarmi, per una volta soltanto, ed ascoltare anche una mia
+preghiera. Non faccia parlar l'uomo quando egli è in collera. È troppo
+brutto, in quei momenti. Io, del resto, mi vergognerò sempre di
+esserlo stato con Lei.
+
+--Vede?--gridò ella.--Non lo è più.--
+
+Gino s'inchinò, senza risponder altro, perchè in verità gli pareva
+d'esserlo ancora, e non voleva mettersi al caso di dover dire la
+ragione del fatto. Una cosa era sempre dispiaciuta su tutte le altre,
+a quel cavaliere elegante, a quello spirito raffinato: di esser geloso
+e di darlo a divedere.
+
+Per quattro o cinque giorni ancora il conte Gino dovette godersi la
+compagnia dell'Ercole adolescente. E notate che lo vedeva solamente
+all'ora del pranzo; ma che in quell'ora, diventata lunga su tutte le
+altre del giorno, il signor Ruggero stava seduto alla sinistra di
+Fiordispina. Erano cugini, erano i più giovani della compagnia, e
+niente era più naturale del vederli seduti vicini a tavola; ma perchè
+una cosa piaccia a tutti, non basta ch'ella sia naturale.
+
+Cionondimeno, parve al conte Gino di osservare che dopo quel suo
+dialogo con la fanciulla dei Guerri, ella parlasse meno col cugino
+Ruggero. Già, è da notare che non aveva molte occasioni di discorrere
+con lui, perchè durante il giorno egli era sempre fuori con gli uomini
+di casa. Giungeva con essi per l'ora del pranzo, e trovava sempre Gino
+a chiacchierare con le signore. Dopo il pranzo esciva da capo e non
+ritornava che per la cena. Ma allora il conte Gino non era più là a
+vigilare, e si poteva capire che il signor Ruggero non escisse più, ma
+rimanesse con gli altri nella sala comune. Che cosa faceva allora? Una
+sera il nostro geloso senza ragione volle rimanere a cena, per averne
+l'intiero, non importandogli affatto di dover ritornare a notte alta
+nel suo eremo di Querciola. E vide allora che gli uomini restavano
+seduti a tavola, mentre le signore si raccoglievano da una parte per
+attendere a qualche lavoruccio; che Fiordispina andò poi a suonare il
+pianoforte, e che l'Ercole adolescente stette a sentirla, ma da lungi,
+in piedi, nel vano di una finestra, senza batter palpebra, senza fare
+un cenno del capo, senza dire alla cuginetta una parola di lode, senza
+dar segno di gradire almeno la musica. Era un contadino, e non
+bisognava farne le meraviglie.
+
+Sì, tutto bene; ma anche un contadino poteva essere un pretendente e
+diventare un marito. È forse necessario per questo di gustare la
+musica e di applaudire ai talenti musicali delle ragazze? La
+possibilità di un matrimonio era sempre là, librata a mezz'aria, e la
+presenza di quel giovanotto, di quel cugino, capitato alle Vaie senza
+ragione apparente, mutava troppo facilmente la cosa possibile in una
+cosa probabile. Immaginate come ne dolesse al nostro povero Gino,
+geloso senza ragione, ed anche senza diritto. E un giorno che egli non
+vide più capitare il signor Ruggero all'ora del pranzo, restò
+dubbioso, come dovrebbe rimanerlo un ambasciatore, accreditato presso
+una corte, donde vede sparire l'inviato straordinario di un altro
+governo. Si voleva sapere da prima perchè c'era, e si passavano in
+rassegna tutti i fini per cui poteva esser venuto; quando se ne va, si
+domanda perchè è partito, e si dubita che la sua missione abbia
+sortito buon esito.
+
+Il conte Gino, da quella persona bene educata ch'egli era, non volle
+domandare perchè il signor Ruggero Guerri fosse partito dalle Vaie, e
+rimase con la sua curiosità, ignorando quali speranze lo avessero
+condotto, quali concerti lo accompagnassero a casa, quali occasioni
+potessero farlo ritornare. La fanciulla appariva tranquilla, serena
+come prima, forse un tantino più ilare. Perchè più ilare? Per essersi
+liberata da una noia, o per aver avuto una notizia che suol chiamare
+il sorriso sul volto delle ragazze da marito? Il conte Gino non ne
+capiva nulla, e si sentiva una spina nel cuore.
+
+Ma se egli non poteva chieder nulla al signor Francesco, nè far
+parlare il suo buon fratello Aminta, qualcheduno doveva pure
+istruirlo. Gino pensò al vecchio prete, e alcuni giorni dopo la
+sparizione del signor Ruggero, disceso da Querciola un'ora prima del
+solito, passò davanti al portone dei Guerri senza smontar da cavallo.
+Se i quadrupedi sentono la maraviglia, il generoso animale dovette
+maravigliarsi molto, quel giorno, argomentando da una pressione di
+ginocchio del suo cavaliere, che questi non voleva fermarsi al portone
+dei Guerri, e stupirsi poi della gran novità che lo faceva fermare
+cento passi più giù, davanti all'umilissimo ingresso della canonica.
+
+Bene si stupì il prevosto delle Vaie, ricevendo la visita del conte
+Gino. Ma questi fu pronto a dirgli che essendo calato da Querciola un
+po' prima del consueto, avrebbe fatto ora molto volentieri, visitando
+la chiesa e quel certo quadro antico di cui gli aveva parlato più
+volte Don Pietro, suo amico degnissimo. Il pretesto fu ammesso
+naturalmente per buono. Il sagrestano, mutatosi in garzone di
+scuderia, prese il cavallo per le redini e lo condusse nella sua
+stalla, dai Guerri. Frattanto il conte Gino entrava in chiesa, per
+vedere il famoso quadro, che rappresentava lo sposalizio di Santa
+Caterina, salvo errore, ed era forse stato di un buon autore, a' suoi
+tempi, ma non lo lasciava più scorgere, sotto i ritocchi di un
+restauratore assassino.
+
+Veduto il quadro senza fermarcisi troppo, era naturale che stessero a
+chiacchiera. L'argomento non poteva fornirlo che la vita di quei
+monti, o la famiglia dei Guerri, tutt'e due le cose insieme. Si parlò
+adunque del signor Francesco, del fratel suo Orlando e del figliuolo
+Aminta, bravissima gente, che il prevosto delle Vaie amava come se
+fossero sangue del suo sangue e carne della sua carne. Era dipeso per
+l'appunto da essi che Don Pietro Toschi fosse rimasto in quella magra
+anzi magrissima fra tutte le parrocchie di montagna. L'aveva accettata
+quarant'anni prima, contro la promessa che glien'avrebbero data
+un'altra più ricca; c'era rimasto venticinque anni aspettando;
+finalmente la buona occasione era venuta di scendere al piano e di
+fare un bel cambio. Ma allora Don Pietro aveva anche cambiato parere.
+La chiesa e la canonica di Fagliano eran belle e ben provvedute; la
+mensa parrocchiale rendeva tre volte tanto di quella delle Vaie; il
+popolo era tranquillo e virtuoso: il sagrestano della chiesa, miracolo
+inaudito, era un buon diavolo, che non pretendeva di far egli da
+parroco; insomma, quella era proprio la man di Dio. Ma non c'erano i
+Guerri a Fagnano, e Don Pietro Toschi si era assuefatto a vedere i
+Guerri. Perciò rispose al vescovo, che gli proponeva il
+passaggio:--«Se Vostra Eminenza permette, rimarrò dove sono. Son
+vecchio, tra gente che conosco e che mi vuol bene. L'inverno è rigido,
+ma i bei giorni ci sono più frequenti che al piano; e poi, le mie
+quattr'ossa si sono avvezzate; ci vorrebbe uno sforzo per adattarle a
+un ambiente diverso.»
+
+--Così son passati altri quindici anni;--proseguiva Don Pietro,
+parlando al conte Malatesti;--e sono contento più che mai d'aver
+risposto picche a Fagnano. Le mie giornate vanno via l'una dopo
+l'altra come le foglie dell'ontano, quando si accosta l'inverno.
+Questi amici mi sono stati riconoscenti di ciò che han voluto chiamare
+un sacrifizio, e mi aiutano volenterosi a discendere la fiumana della
+vita. Francesco ed Orlando li ho conosciuti ragazzi; Aminta l'ho
+battezzato io; Fiordispina egualmente.
+
+--E la mariterà;--disse Gino.
+
+--Dio voglia;--rispose il prete.--Sebbene, non vedo ancora con chi.--
+
+E fece un mezzo sospiro per appoggiare la frase.
+
+--Ma... con suo cugino Ruggero;--osò dire il giovinotto, facendo uno
+sforzo sovrumano per mettere fuori quel nome.
+
+--Sì, sarebbe stato un buon partito per lei;--replicò Don Pietro.--I
+Guerri stabiliti sul Reggiano non sono così ricchi come questi del
+Modenese, ma Ruggero ci ha il vantaggio, economicamente parlando, di
+esser figlio unico.
+
+--Ecco dunque una buona occasione;--riprese Gino, con un altro sforzo,
+non meno doloroso del primo.
+
+--Eh, si fa presto a dirlo, come a pensarlo;--rispose Don Pietro.--Ma
+per giungere al fatto, bisogna che parecchie cose si accordino; le
+volontà, per esempio.
+
+--Capisco; ma se sono d'accordo i babbi....
+
+--Questo è il primo punto, sicuramente. E l'accordo ci poteva essere,
+tra loro. Son cugini, i due vecchi, e per l'uno e per l'altro, con la
+vita che fanno, lontani dalle città, non si potrebbe sperare
+un'occasione migliore. Ma forse i giovani sono ancora... troppo
+giovani. Fiordispina, per esempio, non vuol saperne, di andare a
+marito.
+
+--Lo ha dunque detto? L'hanno interrogata?
+
+--Eh, sì, credo bene... alla larga.... Ma la risposta è stata come se
+fossero venuti a mezza spada.
+
+--A mezza spada!--ripetè il conte Gino ridendo.--I miei complimenti.
+Don Pietro!
+
+--Che!--esclamò il vecchio prete.--Non è ben detto?
+
+--Ma sì, egregiamente. Notavo soltanto la militarità della frase.
+
+--Ebbene, che c'è di strano? Perchè son prete?--rispose Don Pietro,
+accettando di buon grado la celia--Anche la nostra è milizia. Veda per
+esempio San Paolo; non ci viene rappresentato con una spada lunga
+tanto?--
+
+Così scherzava a sua volta il bravo prevosto delle Vaie, e il suo
+interlocutore lo lasciò dire fin che volle. Contento di aver saputo
+ciò che gli premeva di sapere, Gino si rallegrava di aver potuto dare
+un nuovo giro alla conversazione, dissimulando in questo modo la
+curiosità, e le ragioni per cui quella curiosità poteva essergli
+venuta.
+
+Quando fu di ritorno alle Vaie per l'ora del pranzo, il nostro
+giovanotto era così ilare in volto, che Aminta gli domandò ridendo se
+avesse avuto notizie da Modena.
+
+--Che idea!--esclamò Gino.--C'è bisogno di notizie della città, per
+esser contenti in montagna?
+
+--Scusami;--disse Aminta.--Da tre giorni eri così rannuvolato!
+
+--Anche il monte Cimone lo era;--rispose Gino;--e vedilo oggi, come
+rosseggia al sole!
+
+--Vai dunque coll'atmosfera?
+
+--L'uomo è un barometro che cammina, mio caro. Io segno bel tempo,
+quest'oggi.
+
+--Ah, meglio così, e rimani al bello stabile;--replicò Aminta.--Eccoti
+frattanto una lettera, che potrà giovare all'uopo.
+
+--Lo credi?--mormorò Gino, prendendo la lettera dalle mani di
+Aminta.--Quando non si desidera di saper nulla di ciò che avviene
+lontano da noi, una lettera è sempre una noia.
+
+--Prendila allora come correttivo, e non dolerti col messaggero,
+perchè l'ho portata io.
+
+--Dove l'hai presa?
+
+--A Pievepelago, dove sono andato stamane. Me l'ha consegnata un
+servitore, che domandava appunto all'albergatore del _Falco reale_ se
+ci fosse qualcheduno per rimettere una lettera al conte Malatesti, a
+Querciola. L'albergatore, che mi aveva veduto passare poco prima
+davanti alla sua insegna, mi venne a cercare, e il servitore mi
+consegnò la lettera, mentre i suoi padroni aspettavano di far cambiare
+i cavalli.
+
+--I suoi padroni!--ripetè Gino.--Chi saranno costoro?
+
+--Non saprei dirti, M'è parso di vedere un signore vecchiotto e
+grassotto, con la barba bianca, tagliata a ghirlanda, e una signora
+bionda, con una ragazza bionda come lei. Del resto, leggi la lettera,
+e capirai più che io non ti possa dire, nella mia ignoranza.
+
+--Hai ragione;--balbettò Gino, che aveva già capito più che non
+dicesse e non credesse di dirgli l'amico.--Ma leggerò più tardi.--
+
+E stava per mettere la lettera in tasca, fingendo una tranquillità che
+non aveva.
+
+--Se si trattiene per noi, ha torto;--disse la signora
+Angelica.--Legga pure liberamente. Tanto, non è ancor l'ora di
+metterci a tavola.--
+
+Gino s'inchinò, ed obbedì, aprendo la lettera. Aveva già data
+un'occhiatina alla soprascritta, e riconosciuto il carattere di
+Giuseppe.
+
+A voi parrà che ciò dovesse calmarlo un pochino. Ma no, signori; ciò
+accresceva i suoi dubbi e le sue ansietà. Perchè mai una lettera del
+suo servo Giuseppe gli era portata da così strani viaggiatori? Perchè
+mai veniva a battere da quelle parti la signora bionda, che Aminta
+aveva veduta, con una figlia bionda come lei? Di signore bionde con
+figlie egualmente bionde, se ne danno sicuramente parecchie migliaia,
+nel mondo, e la città di Modena, per la sua parte, poteva averne anche
+un paio; ma a farlo apposta, quella lì era accompagnata da un signore
+vecchiotto e grassotto, con la barba bianca tagliata a ghirlanda. Se
+quelli non erano i Baldovini, bisognava dire che la natura si fosse
+compiaciuta a fabbricare dei doppi, nelle sue combinazioni ternarie.
+
+Il conte Gino represse un sospiro e si ritirò nel vano di una
+finestra, in apparenza per aver più luce, nel fatto per nascondere il
+viso, mentre leggeva la lettera.
+
+Giuseppe diceva poco di veramente importante. Incominciava narrando che
+tutti, in casa Malatesti, godevano buona salute, secondo l'uso. Seguitava
+raccontando che a Modena si erano fatte sei rappresentazioni della
+_Lucia_ e della _Sonnambula_, scambio di quattro che avevano annunziate;
+che la società elegante era andata in visibilio per la celebre Venturoli;
+che i giovanotti l'avevano accompagnata l'ultima sera a casa con le
+fiaccole; che le signore le avevano offerta una cena sontuosa; che tutti,
+infine, erano diventati pazzi per la cantante. Nient'altro, per allora;
+ma il poscritto era importantissimo, nella semplicità del racconto,
+poichè spiegava a Gino in che modo quella lettera doveva essergli
+ricapitata.--«Le scrivo (diceva Giuseppe) approfittando di un'occasione
+favorevole. Severino, il cameriere dei signori Baldovini, accompagna i
+suoi padroni ai bagni di Lucca, dove la signora marchesa passerà
+l'estate, mentre il signor marchese andrà fino a Firenze, per vedere i
+suoi amici Geroglifici. Non so se scrivo bene il nome, e Lei mi perdonerà
+se ho fallato. Son quelli che studiano per la coltivazione dei campi.»--
+
+Qui il nostro lettore diede in uno scroscio di risa.
+
+--Ah, vedi?--gridò Aminta.--Non era poi una lettera che dovesse
+rattristarti.
+
+--No davvero;--disse Gino.--È il mio servitore che mi scrive. Indovina
+un po' come chiama i Georgofili!
+
+--Non saprei;--rispose Aminta.--Garofani?
+
+--No, sarebbe troppo facile. È andato a cercare la variante più
+strana; ha scritto Geroglifici!--
+
+Qui, insieme con Aminta, risero di cuore tutti i presenti. Gino,
+rasserenato, mandò uno sguardo a Fiordispina, che andava e veniva per
+la stanza, anch'ella sorridente e felice. Divino sorriso! Come
+s'illuminava per lui, quel sorriso, di tutte le liete notizie che gli
+aveva date Don Pietro! Il cugino Ruggero, l'Ercole adolescente, era
+partito per sempre; era un pretendente fallito, un'ombra dileguata. Ed
+anche per Gino Malatesti un'ombra era passata, alle falde del Cimone,
+ma per andarsi a dileguare nella val di Nievole.
+
+Per altro, pensandoci bene, era stato un grande amore, quello della
+marchesa Polissena! E un grande rammarico era stato il suo, per
+l'esilio di Gino Malatesti da Modena! Bel modo, poi, di passargli
+daccanto, senza fermarsi mezz'ora, senza pur chiedere se fosse morto o
+vivo! Vedete un po' che strano contrasto, e un mese dopo i più
+terribili ardori, dopo i più solenni giuramenti di un amore eterno! Si
+sa, di eterno non c'è che la nostra sciocchezza, nel mondo; ma si
+vorrebbe almeno che certi aggettivi, come sono usati sinceramente, a
+significare la forza della passione, così non fossero dimenticati
+troppo presto. Non si salvano dunque neppure le apparenze? Morta la
+virtù, non c'è neanche più ipocrisia? Ecco qua la bella e ardente
+Polissena della fuga di Torino, che passava tranquillamente in vettura
+di posta da Pievepelago, vedendo lassù, dalla parte del Cimone,
+biancheggiare a mezza costa le case di Querciola, e non aveva nemmeno
+un pensiero per il povero confinato. Un servitore della signora
+marchesa poteva avere in tasca una lettera per Gino Malatesti, e
+ricordarsi di consegnarla a qualcheduno, che gliela facesse
+ricapitare. Lei, frattanto, passava di là, biondamente obliosa, per
+andarsene ai bagni di Lucca, alle conversazioni, alle passeggiate, ai
+concerti. Strana combinazione, se Gino avesse quel giorno accompagnato
+Aminta, come gli accadeva qualche volta di fare! Che incontro sarebbe
+stato quello! Ah, davvero, l'aveva scappata bella; e pensava, non
+senza un leggero brivido, che non è prudente andare a diporto sulle
+strade maestre.
+
+Meditò su queste cose il tempo strettamente necessario a mettere in
+chiaro la bella serenità di spirito della marchesa Polissena; poi
+diede una crollatina di spalle. Filosofia, son queste le tue
+consolazioni.
+
+Ma sì, ragazzi miei belli, che navigate tra due acque, che vi cullate
+tra due amori, l'uno dei quali è già nato, e l'altro non è morto
+ancora, queste lezioni vi toccano. Credete di essere necessarii, e già
+si pensa a voi, come si penserebbe al Gran Turco.
+
+Andiamo al fondo, per altro; andiamo al fondo delle cose. Non era
+meglio così? Amava egli forse più la marchesa Polissena? Non aveva
+detto egli stesso, facendo il suo esame di coscienza, che il suo
+sentimento per lei era tutt'altra cosa da quello che provava per la
+fanciulla dei Guerri?
+
+Si dirà che queste son distinzioni troppo sottili, ed anche
+arbitrarie, mentre la diversità di un amore da un altro dipende al più
+al più dalla diversità dell'oggetto. Ma io, se permettete, entro più
+che nei panni, nel cuore del personaggio; trovo che egli pensava così,
+come ho avuto l'onore di dirvi; so che era in buona fede, pensando
+così, e non domando di più. Finalmente, se la casuistica esiste, è
+segno, che risponde, o rispondeva da principio, ad un bisogno
+dell'animo umano.
+
+Comunque fosse del suo primo e del suo secondo amore, Gino Malatesti
+si sentiva libero di cuore e di spirito, tanto che gli pareva di
+essersi levato un gran peso di sullo stomaco. Anche Fiordispina era
+libera, e la notizia, avuta nel medesimo giorno che si sentiva libero
+lui, gli parve di buon augurio. Non Polissene di qua, non Ruggeri di
+là, per far ombra alla scena; il cuore di Gino Malatesti brillava,
+sgombro di nebbia importuna, come la vetta rosea del Cimone sul sereno
+azzurro dei cieli.
+
+O fanciulla dei Guerri, come foste felice quella sera anche voi,
+vedendo così lieto l'ospite del vostro buon padre! Da parecchi giorni
+egli non lo era più, e la cosa vi aveva profondamente turbata. Una sua
+parola acerba era venuta ad illuminarvi la mente; ma che ne potevate
+voi, se in casa di vostro padre c'era un ospite di troppo? Del resto,
+ilare come allora, il conte Gino Malatesti non lo era stato mai,
+dacchè il destino lo aveva sbalestrato alle Vaie. Sempre, anche nelle
+ore più confidenti, una piccola nube gli oscurava la fronte, e dietro
+a quella nube s'indovinava un triste pensiero appiattato: forse la sua
+città natale abbandonata, forse i parenti lontani, forse le care
+consuetudini interrotte, mutate violentemente da un decreto ducale. Ma
+che importava più di guardare il passato? Per allora il conte Gino
+rideva; per la prima volta appariva felice; il suo occhio era così
+limpido, che si sarebbe giurato di potergli leggere in fondo all'anima
+i più riposti pensieri.
+
+Così pareva a lei, fanciulla intelligente, ma inesperta della vita. Se
+si fosse guardato nel fondo di quell'anima, si sarebbe veduto ancora
+un po' di torbido. Anche nel fondo di un ruscello, talvolta, si
+giurerebbe di non trovare che sabbia tersa e lucente. Ma chi stende la
+mano, raccatta sempre con la rena un po' di fango. I detriti della
+riva, depositati nell'alveo, non turbano la limpidezza delle acque; ma
+a patto di non rimestarle troppo.
+
+Quel giorno, contento il signor Gino, erano contenti tutti, e si
+ciarlò più allegramente del solito nell'intima conversazione dei
+Guerri. Don Pietro, capitato sull'ora del caffè, domandò perchè non si
+fosse ancora pensato a fare qualche bella gita nei dintorni, al monte
+Cimone, al Cimoncino, a Bismantova, all'alpe di San Pellegrino. E il
+lago della Ninfa! Perchè non si andava a visitare il lago della Ninfa,
+per vedere la bella dai capegli biondi, tramutata in sasso?
+
+Gino non aveva una grande curiosità di veder belle dai capegli biondi,
+dopo la triste esperienza che gli pareva di aver fatta di una fra
+queste. Ma una bella tramutata in pietra è sempre uno spettacolo degno
+di esser veduto, non foss'altro per riscontrare se la finezza dei
+lineamenti duri inalterata nella nuova sostanza. Il nome di Ninfa,
+poi, lo colpì più del color dei capegli e del tramutamento in sasso.
+
+--Che storia è questa?--diss'egli.--Forse un avanzo dell'antica
+mitologia?
+
+--Non saprei dirle, signor conte;--rispose Don Pietro.--Si dice la
+Ninfa, e potrebbe dirsi la Fata, la Sirena, l'Ondina, od altro di
+consimile, perchè son tutte forme diaboliche della stessa famiglia.
+
+--Ma c'è una leggenda?--riprese Gino.
+
+--Sicuro, ed eccola qua. Un giorno (Ella non mi domandi il mese e
+l'anno, perchè non glieli saprei dire) un giorno avvenne ad un
+cacciatore di passare tra i faggi, inseguendo una cerva, sulle rive
+del lago. Dall'altra parte, dove mancavano gli alberi e sorgeva in
+quella vece un picco aguzzo a mo' di scogliera, vide una bellissima
+figura di donna, che pareva una bagnante, escita allora dall'acqua, e
+in atto di rasciugare al sole la sua capigliatura bionda. Il
+cacciatore rimase estatico ad ammirarla; il che, per dirglielo così di
+passata, diede tempo alla cerva di mettersi in salvo. Quanto rimanesse
+egli in contemplazione non so, perchè la leggenda non lo dice; il
+fatto sta che quando egli fece per avvicinarsi alla bella figura,
+costeggiando la riva del lago, trovò un canaletto d'acqua, e in fondo
+al canaletto un roveto così fitto, che non ci fu verso di passare
+dall'altra parte. Quando ritornò al suo posto primitivo per rivedere
+la bella, un velo di nebbia si era levato dal lago; fors'anche
+l'oscurità della sera aveva calato quel velo dall'alto, e il
+cacciatore non vide più nulla. Ma la bella apparizione gli era rimasta
+impressa, come scolpita nel cuore. Domandò di quella bagnante ai
+carbonai che lavoravano nella valle, ai pastori che passavano i mesi
+della buona stagione sul monte, poco sopra il lago, e tutti a gara gli
+dissero:--Non ci tornate, bel cacciatore; è la Ninfa del lago, che si
+pettina al sole i capegli d'oro. Guai a voi, se v'innamorate di lei.
+Ella getta un fascino sui giovani e li conduce a morire.--A morire! Di
+che?--Di crepacuore, per non potersi avvicinare a lei. Lo scoglio su
+cui va a sedersi è alto, e non c'è modo di giungervi, costeggiando la
+riva. Quanto al gittarsi a nuoto, non c'è neanche da pensarci, perchè
+il lago è senza fondo, e nel bel mezzo ci ha un vortice, che
+v'inghiotte ogni cosa.--
+
+Qui il narratore prese fiato e fece un sorrisetto al suo uditore.
+
+--È vero questo?--domandò Gino, che non aveva perduto una sillaba.
+
+--Che il lago della Ninfa è senza fondo?--disse Don Pietro.--Non
+voglio crederlo. Che c'è un vortice in mezzo? Non appare, ch'io
+sappia, da nessun movimento della superficie. È voce antica, e si
+ripete da tutti i nostri montanari; ecco tutto.
+
+--Ma nessuno si è arrisicato nel mezzo del lago?
+
+--L'acqua è molto fredda, e le salamandre che abbondano alla riva,
+tanto che se ne trova una sotto ogni sasso, rendono poco piacevole
+entrarci a piè nudo. Del resto, a recarsi nel mezzo del lago, sarebbe
+necessaria una barca. C'era il signor Francesco Guerri, nostro
+degnissimo amico qui presente, che aveva promesso di mettere lassù un
+burchiello; ma credo che ciò sarà nella settimana dei tre giovedì.
+
+--Bella stima che si fa delle mie parole!--disse il signor Francesco,
+ridendo.--Sappia Lei, uomo di poca fede, che io non ho dimenticato
+nulla, e che il burchiello promesso è già arrivato a Pievepelago,
+dov'è andato il mio Aminta a riceverlo. Domani sarà alle Vaie, e lo
+faremo portare, senza levarlo dal carro, fino alla Beccadella, donde,
+coll'aiuto di quattro ruote, e a forza di braccia, se sarà bisogno, lo
+manderemo su, fino alla riva del lago. È contento, ora, di avermi
+fatto parlare? Aspettavo che la cosa fosse condotta a buon termine,
+per proporre la gita al nostro ospite.
+
+--Oh!--gridò Gino.--Sarà una vera festa per me. Ma c'è il resto della
+leggenda, se non erro.
+
+--Sicuro che c'è;--rispose Don Pietro.--Ad onta di tutte le
+ammonizioni, il cacciatore ritornò sulle rive del lago. Da principio
+andava guardingo, rimaneva appiattato tra i faggi, per non turbare la
+quiete della Ninfa, che stava sempre rasciugando i bei capegli d'oro
+al sole, e cantava frattanto una canzone, di cui egli non intendeva le
+parole, ma coglieva benissimo la soave melodìa. Ardì avanzarsi un
+giorno allo scoperto, e gli parve che ella, non che turbarsi della sua
+presenza, gli sorridesse e gli accennasse del capo. Lo chiamava forse
+a sè? Il giovane innamorato tentò allora di avvicinarsi; ma c'era
+sempre l'ostacolo di quel canaletto così profondo, in cui si vedevano
+guizzare le negre salamandre attraverso alcuni tronchi di faggio che
+infracidivano là dentro, galleggiando a mezz'acqua. Più oltre si
+vedeva fitto, irto di mille punte il roveto, e di là non c'era
+speranza di aprirsi una via. Neanche si poteva ascendere dai fianchi
+della montagna fino a quella punta scogliosa che sorgeva sul lago,
+essendo da quella parte tutta una balza a piombo, per un'altezza
+spaventosa. Il lago della Ninfa, se non lo sa, è scavato in una
+insenatura del monte, in una specie di cratere che gli fa come una
+tasca sul fianco, e l'acqua della sorgente, che scaturisce da un masso
+più in alto, ci sta come l'acqua santa nella sua pila di marmo.
+Tastati inutilmente tutti i passi, l'innamorato cacciatore dovette
+contentarsi di guardare da lungi. Venne l'autunno, ed egli seguitò a
+contemplare l'amor suo; venne l'inverno, e si copersero i monti di un
+mantello di neve, il vento incominciò a fischiare più rumoroso tra i
+faggi, e la Ninfa seguitava a star là, come se non sentisse il freddo
+pungente dell'Appennino, sempre pettinando al sole i suoi capegli
+d'oro. Ed egli pure, insensibile al freddo, non badando alla neve, nè
+al vento gelato, poichè era caldo d'amore, sdrucciolando più e più
+volte sul ghiaccio del sentiero, chiudendo gli occhi al nevischio che
+gli flagellava la faccia, ascendeva tra i faggi fino alla conca del
+lago, per ammirare ogni giorno la bella incantatrice. Prodigio
+inaudito! Si era la Ninfa impietosita di lui? Un bel ponte di
+cristallo, largo quanto lo specchio delle acque, si stendeva tra lui e
+la scogliera inaccessibile. E la Ninfa del lago seguitava a cantare, a
+guardarlo, a sorridergli, ad accennargli del capo. Arrisicò un passo,
+poi due, verso di lei, che cantava sempre, sorrideva e accennava del
+capo. Corse allora più rapido, volò più leggero sulla superficie
+cristallina, che il nevischio veniva coprendo di piccole stelle
+opache. Ma ohimè! Quando il cacciatore è già a mezzo del ponte, la via
+trema sotto i suoi piedi, dà suono di cristallo che si spezzi. Non è
+più in tempo a retrocedere; una fenditura di qua, una fenditura di là,
+e cric! la lastra si è rotta, il cacciatore s'inabissa nel baratro. Il
+ponte di cristallo non era altro che una crosta di ghiaccio. Lo
+sventurato non fu più visto da quel giorno tra i vivi. È fama per
+alcuni che la Ninfa del lago scendesse a consolarlo nel fondo delle
+acque. Altri crede di no. La Ninfa del lago era sempre stata immobile
+e fredda come una pietra lassù; pietra divenne, per giustizia divina,
+nè più scese a bagnare il bianco piede nell'acqua.
+
+--Stupendo!--gridò Gino, poichè Don Pietro ebbe finito.--Ed è sempre
+visibile lassù?
+
+--Sì, sebbene il tempo e l'azione alterna del caldo e del gelo le
+abbiano un po' guastati i contorni.
+
+--Bella storia! Meriterebbe di esser vera, e andrebbe cantata col
+titolo: La Ninfa di pietra.
+
+--Da bravo, dunque!--disse il vecchio prete.--Una ballata in piena
+regola, e mano al Ruscelli!
+
+--Se fossi un poeta,--rispose Gino, tentennando la testa,--non ci
+sarebbe bisogno di un simile aiuto. Ma non lo sono, e il rimario non
+basta. Quando si va?
+
+--Anche doman l'altro, appena sia condotto lassù il
+burchiello;--rispose il signor Francesco.
+
+--Doman l'altro? È domenica;--disse Don Pietro.--Io ci ho la
+spiegazione del Vangelo. Il dovere prima di tutto; poi la buona
+compagnia, i faggi, il lago e la leggenda.
+
+--Giustissimo; sia per lunedì, allora.
+
+--Se potrò, volentieri.
+
+--Se non potrà, lo sapremo, e rimanderemo la gita. Nessuno ci comanda,
+e siamo qui tutti l'un per l'altro;--replicò il signor Francesco.
+
+--Così va bene;--disse il prete.--Questa gita mi sarà graditissima,
+dopo tanti anni che non l'ho più fatta. Ho una gran voglia di provare
+le mie gambe. La salita dalla Beccadella al lago, se ben ricordo, è
+cattiva.
+
+--Oggi più di prima;--rispose Aminta.--Ci sono passato io l'altro mese
+e l'ho veduta. Le pioggie di primavera hanno fatti i solchi molto
+profondi, e in un luogo hanno addirittura sfondato il sentiero.
+
+--Manda una squadra d'uomini a farci due giornate di lavoro;--disse il
+signor Francesco al figliuolo.--Sarà tanto di guadagnato per il
+trasporto del _Leviathan_.--
+
+Si era ai tempi, lo ricordate, che tutta Europa si dava pensiero di
+uno smisurato piroscafo inglese, chiamato per l'appunto il Leviathan
+dei mari. Oggi, il signor Francesco Guerri, se dovesse parlare del
+burchiello che aveva destinato al lago della Ninfa, lo paragonerebbe
+più volentieri al _Duilio_.
+
+Così fu concertata la gita al lago, e così furono dati tutti i
+provvedimenti perchè riescisse ogni cosa a dovere. Noi ci siamo un po'
+indugiati su questi discorsi, perchè la conversazione della gente
+dabbene è sempre molto piacevole, anche quando gli argomenti son
+lievi.
+
+La conversazione si spezzò in dialoghi, come per solito avviene,
+quando una brigata si muove e ognuno si dispone a riprendere il
+carico, dolce o molesto, delle proprie faccende. In quel punto, Gino
+Malatesti si ritrovò molto naturalmente daccanto a Fiordispina.
+
+--Che bella storia ci ha raccontata Don Pietro!--diss'egli.--Non pare
+anche a Lei, signorina?
+
+--Bella, quantunque assai triste;--rispose la fanciulla.--Ma ho veduto
+che in letteratura è quasi sempre così; il lieto fine par sempre meno
+artistico, ai signori scrittori.
+
+--In una leggenda, del resto,--disse Gino,--il pauroso e il patetico
+son sempre di regola.
+
+--Da bravo!--saltò su a dire Fiordispina.--La metta in versi, come Le
+ha consigliato Don Pietro.
+
+--Anche Lei, signorina?
+
+--Anch'io; perchè no?
+
+--Quando non si è poeti!...--esclamò Gino.
+
+--Quando non si è poeti... si diventa;--rispose la fanciulla.--Non
+basta una forte commozione a schiuder la vena della poesia?
+
+--Eh! per il sentimento, capisco.
+
+--Il sentimento è tutto, o quasi tutto;--replicò Fiordispina.
+
+--Ma un po' d'arte non guasta, anzi è necessaria;--disse Gino.--E
+questa non la dà che un lungo esercizio.
+
+--Non troppo lungo, via! Se no, consuma l'estro. Ritorniamo
+all'essenziale, che è la commozione.
+
+--Perdoni, signorina; io conosco qualche cosa di meglio della
+commozione, per render poeta un uomo. Esempio: una preghiera sua.
+
+--Ah!--gridò ella, inarcando le ciglia e minacciandolo col dito
+levato.--Il topolino bianco che fa capolino dalla sua tana!--
+
+Il topolino bianco era il complimento. Al conte Gino era avvenuto più
+volte di dirne, e di graziosissimi; donde, per convenzione di
+discorso, il loro nome, trovato dalla fanciulla, di topolini bianchi.
+
+--Ecco, signorina...--rispose il giovanotto, volendo
+giustificarsi;--il topolino bianco può ammettersi terzo fra noi,
+quando viene per annunziarci la verità.
+
+--Bene, la prendo in parola;--replicò Fiordispina.--Se non è stato un
+complimento, il suo. Ella deve provarsi, e scrivere la ballata.
+
+--La condanna è severa;--diss'egli.
+
+--Ma meritata; non le pare?
+
+--Sia;--rispose Gino, inchinandosi.--Se così vuole davvero, mi
+proverò. Ma poi?...
+
+--Poi trascriverà la ballata sul mio albo.
+
+--Sull'albo! Anche Lei, signorina, ne ha uno? E perchè non l'ho ancora
+veduto?
+
+--Perchè non me ne ha chiesto, ed io non ho avuto occasione di
+dirgliene. Del resto, eccolo qua; era alla vista di tutti.--
+
+Così dicendo, la fanciulla dei Guerri si accostò alla sua piccola
+libreria, e di mezzo a certi libri trasse un volume rilegato di
+marocchino, coi fermagli d'argento.
+
+Gino prese il volume dalle mani di lei e lo aperse. Era tutto pagine
+bianche.
+
+--Come?--esclamò.--Un albo vuoto?
+
+--Sicuramente. E chi ci doveva scrivere? buono, o nulla.
+
+--Bellissima risposta! Ma badi, signorina, vedo qui un altro topolino
+bianco.
+
+--Perchè?
+
+--Perchè Ella dice anticipatamente che le piacerà quello che ci
+scriverò io.
+
+--Scriva,--rispose la fanciulla,--e non si dia pensiero d'altro.
+
+--Ahimè!--mormorò Gino.--Debbo pure darmi pensiero di ciò che altri ci
+scriverà dopo di me.--
+
+Gino aveva fatto il viso malinconico, parlando così; Fiordispina fece
+il viso serio, udendo quelle parole.
+
+--Ecco,--diss'ella,--ora mi fa torto. Non ci ha scritto nessuno prima
+di Lei; non ci scriverà nessuno dopo. Sono montanara, signor conte, e
+molto ferma nei miei propositi, l'avverto. Ne dubita forse? È cattivo.
+
+--No, no! Non sono cattivo, perchè sono felice;--rispose Gino, colto
+da un soave turbamento, e abbassando la voce, poichè anche a dir poco
+voleva parlare solamente per lei.--Se fossi cattivo, Minerva non mi
+assisterebbe più, nell'impresa poetica alla quale mi accingo.
+
+--Si tratta di poesia;--disse Fiordispina.--Dovrebbe assisterla
+Apollo.
+
+--No, signorina. Apollo è la forma, il metro, il ritmo, tutto ciò che
+vorrà, meno il pensiero. Il pensiero è Minerva.... e per
+me,--soggiunse Gino, additando maliziosamente una certa acconciatura
+di testa,--anche Minerva con l'elmo.--
+
+L'allusione era così diretta e il gesto così comico, che Fiordispina
+non potè trattenersi dal ridere.
+
+--Per un fazzoletto di seta, dir elmo è troppa!--rispose.--Ma me lo
+leverò, non dubiti. Portare un fazzoletto in testa, è anche un esser
+troppo montanara.
+
+--No, resti così.... montanara, se montanara è, come dice Lei, una
+persona ferma ne' suoi propositi. Resti così, signorina, sul monte
+Ida.
+
+--Oh, questo, poi!...--gridò Fiordispina,--Sull'Ida, no. Non sa lei
+che Minerva fu vinta, lassù?
+
+--Per il giudizio di uno sciocco!--rispose Gino.--Crede Ella che sia
+tale ancor io? È cattiva Lei, ora.
+
+--Or dunque, per non esser cattivi, ritiriamo ciò che si è
+detto;--replicò Fiordispina, chinando la testa con atto di comica
+rassegnazione.--Ma ritiri anche Lei il suo monte Ida, per carità. Non
+ci ho che vedere, con l'Ida, e mi attengo al nostro Cimone, tanto meno
+classico, ma non privo di poesia.
+
+--Divina fanciulla!--esclamò Gino infiammato.
+
+Ma voi siete pregati di credere, o lettori discreti, che questa
+esclamazione fu fatta con gli occhi. Con gli occhi, ripeto, quando
+essi parlano, lampeggiando l'idea, e le labbra si contentano di
+mormorare un suono indistinto, il suono del desiderio, della
+giaculatoria, della adorazione, dell'estasi, o di tutte queste cose
+insieme.
+
+
+
+
+Capitolo VII.
+
+Al lago della Ninfa.
+
+
+_Jamque dies aderat_, avrebbe detto qui un poeta latino, per cavarsela
+con un bel trapasso alla greca. E già era venuto il gran giorno, che
+fu un lunedì, come sapete, destinato alla gita del lago della Ninfa,
+preceduta da una salita sulla vetta del Cimone.
+
+Fino ad un certo punto era tutta una strada. Partiti verso le tre del
+mattino delle Vaie, i nostri viaggiatori giungevano al pian Cavallaro
+coi primi lumi dell'alba. Colà, per fare omaggio al nome del luogo,
+lasciarono le cavalcature, e dopo avere assaggiata l'acqua fresca,
+quasi gelida, della fonte Beccadella, presero risolutamente a salire
+la vetta del Cimone.
+
+Ve l'ho già detto altrove, o non ve l'ho detto? Nel dubbio, ve lo
+ripeterò: l'ascensione di questo altissimo tra i vertici
+dell'Appennino settentrionale (duemila cento sessantacinque metri,
+scusate!) non offre difficoltà che all'ultimo passo, cioè nel
+guadagnare quel suo petroso ciglio, che è formato, dicono, dalla
+emersione di alcuni strati del macigno appenninico. L'ossatura del
+monte è in gran parte di simili strati, ai quali non piacque la
+posizione orizzontale, o non fu lasciata piacere da quelle cause che
+sapete, o che più facilmente non saprete, poichè oggi ancora si
+cercano. Infatti, vedete: c'è stato un tempo che tra i geologi fu una
+quistione indiavolata circa la crosta della Terra; chi la voleva cruda
+e chi cotta, e i primi erano quelli del sistema nettuniano, e gli
+altri del plutoniano. Vinse per un po' di tempo chi la voleva cotta;
+ma tra questi si manifestarono ben presto gli screzi; nacquero i dubbi
+e le liti sul grado di cottura. Poi tornarono a galla coloro che la
+volevano cruda, e si accapigliarono con quelli che la desideravan
+almeno un po' riscaldata a bagno maria. Questo è suppergiù lo stato
+presente della disputa.
+
+Per cattivo che fosse quell'ultimo passo, le vecchie gambe di Don
+Pietro furono le prime a superarlo, e senza bisogno d'aiuti. Lodando
+lui, ridendo, offrendo la mano alle signore, si giunse in breve ora
+sul cono, dalla vetta spuntata, vero osservatorio alpino, che aveva
+forse cento metri di giro.
+
+Nel bel mezzo di quel pianerottolo sorgeva una piccola torre. Dico che
+sorgeva, e sarebbe più giusto il dire che cascava a pezzi. Era stata
+edificata nel 1816, per servire come stazione trigonometrica agli
+ufficiali che delineavano la carta topografica dello Stato Estense.
+Non cercate più ora quella piccola torre; mezzo diroccata ai tempi del
+nostro racconto, crollò del tutto qualche anno dopo. Oggi è surrogata
+da un bel torrione, di cui gli scienziati si faranno un osservatorio e
+gli alpinisti potranno farsi un ricovero. Così, quando l'opera sarà
+inaugurata, e inaffiata spero da qualche bottiglia di lambrusco, non
+sarà più il caso di partirsi un giorno prima da Fanano e di passar la
+notte in un tugurio di pastori, ai Faggi, come toccò allo Spallanzani,
+per voler essere la mattina degli 11 agosto del 1789 sulla vetta del
+Cimone, e goderci lo spettacolo sempre maraviglioso della levata del
+sole. Oramai si potrà giungere sul Cimone a tutte le ore del giorno,
+dormire lassù, levarsi per tempissimo e godere, non che la levata del
+sole, tutti i preliminari della cosa: l'alzarsi della cameriera in sul
+bruzzico, l'aprire la finestra della cucina, sul balzo d'Oriente, lo
+accendere i fornelli, e il portare una tazza di caffè fumante al
+padrone.
+
+Che volgarità son queste? Non c'è altro da dire sul romper dell'alba e
+sul levarsi del sole? Amici lettori, il mattino osservato dalla vetta
+di un monte è stato descritto tante volte, che in verità non si sa più
+come cavarsela, per rinfrescare in qualche modo il soggetto. Potrei
+dire con laudabile brevità: «splendido!» Ma neanche questo sarebbe
+nuovo, avendolo già detto il duca di Wellington, a Waterloo.
+
+Ma lasciamo questi discorsi. Ai nostri amici delle Vaie toccò una di
+quelle fortune così rare sui monti, che sono le mattinate limpide
+tutto intorno, senza nebbie interposte fra essi e il gran giro
+dell'orizzonte che sembrano comandare dall'alto. Salutato il grande
+astro rosseggiante che si affacciava dalle vette dei monti toscani, i
+nostri amici si volsero intorno a veder sorgere, quasi nascere a grado
+a grado dalle tenebre, tingersi di bei colori e risplendere gloriosa
+la gran catena delle Alpi, dalle Marittime alle Retiche; biancheggiare
+di sotto e illuminarsi via via la grande pianura per cui correva il Po
+in lunga e tortuosa fascia d'argento; più oltre accennarsi in una
+candida sfumatura l'Adriatico, donde, percorsi rapidamente con
+l'occhio i dorsi dell'Appennino bolognese e del toscano, veduta
+Bismantova, con la sua gran faccia di sfinge supina, ma di sfinge
+europea che abbia il naso aquilino, era permesso di veder le Maremme
+verdeggianti, le rive del Tirreno e le isole dell'Arcipelago toscano,
+ninfe nuotanti sopra una grande distesa d'azzurro.
+
+--_Andiam, che la via lunga ne sospigne;_--aveva detto ad un certo
+punto Don Pietro.
+
+E obbedendo al cenno dantesco, che non era stato neppur solo, poichè
+si era veduto e ricordato con parole dantesche il sasso di Bismantova,
+la brigata si mosse per ritornare alle falde del cono, dove i cavalli
+aspettavano.
+
+La fonte Beccadella si sprigionava rumorosa dal masso, scendeva
+copiosa tra due sponde rivestite di felci, tanto copiosa
+(l'osservazione è dello Spallanzani, che era un uomo pratico) da
+bastare a mettere in moto la ruota di un mulino. La brigata stette
+alquanto ad ammirare la fresca sorgente, i muschi che inverdivano i
+sassi, e le felci che piegavano intorno i loro ombrelli dentati, o
+rizzavano dignitosamente i loro pastorali dalla vetta ricurva, come se
+fossero altrettanti vescovi in processione. Poi, rimontati a cavallo,
+scesero tutti verso greco, dietro la guida di Aminta, addentrandosi in
+una fitta selva di abeti e di faggi. Fu un'allegra discesa, dove soli
+i cavalli vedevano il sentiero, mentre i cavalieri dovevano guardarsi
+dai rami protesi che ad ogni tratto schiaffeggiavano il viso.
+
+Ad un certo punto, le veduta si aperse sopra una vasta conca di
+azzurro intenso, chiusa d'ogni parte nel verde.
+
+--Bello!--esclamò Gino, a cui Fiordispina aveva indicata la scena.--Il
+suo nome?
+
+--Non lo ha riconosciuto ancora?--domandò la fanciulla.
+
+--Che? il lago della Ninfa?
+
+--Per l'appunto.
+
+--Ma....--disse Gino.--Cerco la Ninfa, e non la trovo. È tutto verde,
+in giro al lago.
+
+--Ancora un po' di strada e vedrà scoprirsi da quella parte la roccia
+biancastra.
+
+--Ella crede dunque, signorina, che noi non possiamo vedere niente più
+della nuda roccia? E la Ninfa in persona non sarà ad aspettarci?
+
+--Ci sarà sicuramente;--rispose Fiordispina.--Non le ha detto Don
+Pietro che è stata convertita in sasso?--
+
+Il conte Gino seguiva con gli occhi tutte le curve graziose di quello
+specchio azzurro, mentre la cavalcata scendeva la costiera, in mezzo
+alle aste rossiccie di una macchia di abeti. Anzichè lago della Ninfa,
+quel volume d'acque si sarebbe potuto dir occhio; un occhio limpido e
+sereno, a cui erano ciglia i faggi della riva e sopracciglia le
+prominenze della balza; uno di quegli occhi bovini, pieni di stupore,
+con cui Iside, o la santa natura, contempla il cielo suo padre e ne
+riflette l'immagine in terra. Ahimè, nient'altro che l'immagine!
+
+Questi occhi d'Iside, o di Giunone, o d'altra divinità che raffiguri
+la virtù feconda della madre terra, son comuni tra i gioghi
+dell'Appennino settentrionale, e sarebbe piacevolissimo ragionarne a
+lungo, se non si temesse di dar noia al lettore. Dal lato superiore
+della gran valle del Po, i laghi son tutti lunghi e vasti come la
+catena delle Alpi da cui prendono le acque, come i fiumi a cui debbono
+restituirle. Dal lato inferiore, sono meno alti i monti, meno lungo è
+il corso dei fiumi, le nevi durano meno sui dorsi dell'Appennino, e i
+laghi, quantunque più numerosi, sono infinitamente più piccoli; veri
+laghetti, serbatoi montanini, dai quattro agli ottocento metri di
+giro, formati sempre nelle alte convalli, dove in antichissimi tempi
+erano altrettanti ghiacciai. Sull'Appennino le nevi disciolte, ma più
+ancora le selve fitte, nutrono fonti vive e perenni; son queste che
+fanno lago, cento o dugento metri più sotto, in qualche piega del
+monte. Dalla parte inferiore, dov'è come il labbro della conca
+montana, è facile riconoscere tuttavia la mora dell'antico ghiacciaio,
+enorme parete di massi ammonticchiati, rivestiti di verdura e
+arieggianti una collina a chi li guardi dal basso. Sui fianchi del
+lago, un picco ignudo, una cresta scogliosa, una spina dentata di
+rocce, lasciano ancora indovinare gli strati di vecchio macigno
+terziario, che il ghiacciaio ha corrosi via via, trovandoli sul
+confine del suo regno. Se l'epoca glaciale fosse durata nel nostro
+piccolo mondo venti trenta secoli di più, certamente quelle pareti si
+sarebbero corrose dell'altro e sfiancate, scendendo a formare altre
+more di sassi sul confine del ghiacciaio medesimo, che le aveva da
+principio sfaldate. Ma per bontà di un cambiamento di temperatura, che
+ha permesso a noi di nascere (non so per qual fine e nemmeno con
+quanto utile nostro), quelle pareti rimangono in piedi, come segni
+delle antiche erosioni che han dato la forma più recente al nostro
+pianeta. Vogliano i cieli benigni che sia anche l'ultima.
+
+La cavalcata era giunta al confine della macchia, donde si stendeva in
+dolce pendìo un tappeto erboso, un verde pulvinare, fino alla riva del
+lago. Qua e là il declivio era seminato di massi enormi, le cui facce
+scabre si vedevano chiazzate di licheni e annerite dai geli di un
+numero sterminato d'inverni. Un geologo ci avrebbe veduto altrettanti
+esemplari dei famosi massi erratici, fatti scorrere fin là sul piano
+inclinato del ghiacciaio, e deposti sul limite della mora. Un pittore,
+senza cercar tanto, avrebbe messo mano ai pennelli e si sarebbe
+affrettato a ritrarli, per portar via una bella impressione dal vero.
+Gino, che non era geologo nè pittore, si contentò di osservare. La
+poesia del luogo era grande, la pace incantevole, e Fiordispina, bella
+come una Dea, certamente più della Ninfa che fino allora aveva regnato
+da sola in quel verde di macchie, su quell'azzurro di lago,
+affascinando e traendo a morte i viandanti ignari, i cacciatori della
+leggenda.
+
+Mentre egli ammirava tacendo, i suoi compagni si affollavano intorno
+alla barca, che i boscaiuoli di casa Guerri avevano tirata lassù a
+forza di braccia. Non era una barca molto grossa; era un burchiello,
+capace di due persone sedute e di una terza che stesse al maneggio dei
+remi. Ma era la prima che andasse lassù, e alla Ninfa del lago poteva
+parere una grande maraviglia. Doveva trovarsi male, quella povera
+Ninfa; il suo regno era finito; il suo recesso non avrebbe più avuto
+segreti, poichè era consentito di correre il lago da una riva
+all'altra e di giungere fino al suo letto di pietra.
+
+La barca non era stata ancora lanciata nell'acqua. Il signor Francesco
+aveva ordinato che fosse tenuta sulla riva, in attesa della brigata.
+Don Pietro doveva benedirla, il padrino e la madrina imporle un nome.
+Il padrino, si capisce già, sarebbe stato l'ospite, il conte Gino
+Malatesti; la madrina poi... debbo dirvi anche questo? la madrina
+sarebbe stata la fanciulla dei Guerri.
+
+Mentre la comitiva stava intorno al burchiello, che i boscaiuoli
+traevano ancor più presso alla riva perchè fosse pronto al mistico
+bacio delle onde, Gino guardava il masso bianchiccio, che sorgeva,
+bizzarramente stagliato, dall'altra parie del lago. Egli doveva
+cantare la Ninfa, poichè ne aveva fatto solenne promessa a
+Fiordispina; voleva perciò impadronirsi del soggetto. Era dunque
+laggiù, era quella veramente, la Ninfa del lago convertita in pietra!
+La vecchia balza calcarea, isolata sul fianco della montagna ed
+impervia, colorata dai caldi riflessi del sole mattutino, poteva
+benissimo aver raffigurato in altri tempi la chioma, il profilo di una
+faccia umana e tutto insieme il corpo di una persona sdraiata; ma via,
+per innamorarsene, anche da lontano, ci voleva proprio un cacciator da
+leggenda.
+
+--Che cosa pensa?--gli domandò Fiordispina.
+
+--Penso,--rispose Gino,--alla fantasia del nostro ottimo prevosto.
+Egli è Pietro, e su quella pietra ha edificata una graziosa leggenda.
+Mi dica lei, signorina, ora che ha quel bizzarro profilo sott'occhio.
+Le par proprio quella una figura da innamorarsene a prima vista?
+
+--È di sasso,--replicò la fanciulla,--e chi sa quanti sconcerti
+atmosferici hanno lavorato a guastarle il profilo! Povera ninfa del
+lago! Ci vuole sicuramente uno sforzo di volontà, per ricostruirne i
+contorni. Ma noi, fra cent'anni,--soggiunse la fanciulla,
+sospirando,--saremo più riconoscibili di lei?
+
+--È un pensiero filosofico, signorina;--disse Gino;--ed anche molto
+pietoso per quella povera morta. Ma non basta a salvarla; ne
+conviene?--
+
+La fanciulla non ebbe tempo a rispondere.
+
+--Venite qua, Fiordispina;--gridò in quel punto il vecchio
+prevosto.--Ed anche Lei, signor conte. I due più giovani della brigata
+si stringano intorno al più vecchio. Così! E tutti gli altri in giro,
+perchè siamo al momento solenne. Che nome vogliamo noi dare a questo
+burchiello?
+
+--Dica Lei, signor conte;--mormorò Fiordispina, a cui era rivolto il
+discorso di Don Pietro.
+
+--Non l'oserò mai;--disse Gino, che avrebbe dato volentieri il nome
+della fanciulla.
+
+--Bene, vedrò dunque io d'interpretare il suo pensiero;--rispose
+Fiordispina.--Facciamo una cosa alta, non è vero?
+
+--Siamo in alto per questo;--disse Don Pietro. Fiordispina, allora, si
+accostò al vecchio prete e gli susurrò una parola all'orecchio.
+
+Don Pietro si scosse, sospirò, levò gli occhi al cielo, come per
+chiamarlo testimone ed auspice di un voto del cuor suo; poi, con atto
+paterno, baciò in fronte la fanciulla.
+
+--Che tu sia benedetta,--diss'egli,--come io benedico nel nome di Dio
+questa fragile barca. Va,--soggiunse allora, sospingendo il
+burchiello,--va nel nome d'Italia, che Fiordispina Guerri t'ha
+imposto, e conduci le sue fortune all'altra riva, alla meta sospirata
+dei nostri cuori.--
+
+La scena, piccola com'era, aveva una grandezza semplice, una solennità
+commovente.
+
+--Italia!--gridarono tutti.--Viva l'Italia!--
+
+--Così l'avete chiamata?--mormorò Gino, volgendosi alla fanciulla, e
+dimenticando in quel punto le forme cerimoniose di discorso che aveva
+sempre usate con lei.
+
+--Non è il vostro sospiro, conte?--diss'ella di rimando.--E non siete
+qui per amor suo?--
+
+Così, senza lunghi discorsi, che non era il caso, senza bandiere, che
+non ce n'erano di pronte, ma con grande effusione di cuori, fu
+lanciata sulle acque l'_Italia_. Illustre signor commissario, e voi
+non eravate là per riferire del fatto!
+
+Il conte Gino, preso da un impeto subitaneo, era saltato dentro il
+burchiello, e di là porgeva la mano a Fiordispina. La bella montanara,
+presa la mano del conte, balzò ardita e leggiera sul capo di banda,
+prima che alcuno pensasse a trattenerla, o a sostenerla nel salto.
+
+--Che fate?--gridò la signora Angelica.
+
+--Non vede, signora?--disse Gino.--Andiamo alla meta.--
+
+E afferrava i remi, per adattarli sugli scalmi.
+
+--Aspettino almeno che venga un uomo con loro;----disse il signor
+Francesco.--Aminta, entra anche tu nel burchiello.
+
+--Crede al vortice, Lei?--chiese Don Pietro al vecchio Guerri.
+
+--No, davvero; ma sono due giovani, e un po' d'esperienza....
+
+--Li lasci andare, sor Francesco. È un viaggio che tocca ai giovani.
+
+--Non temer nulla, del resto;--disse Aminta a suo padre.--Noi andremo
+lungo la riva, tenendo la fune.--
+
+Il pensiero di Aminta parve buono al vecchio Guerri. Il lago, di forma
+elittica, non misurava che trecento metri nella sua maggiore
+larghezza, e la fune legata alla poppa, quando gli uomini che ne
+tenevano il capo andassero lungo la riva seguitando il corso della
+barca, poteva bastare per accompagnarla fino al piede della balza,
+obbligando all'uopo il rematore a piegare da un lato, anzichè a
+tenersi nel mezzo del lago.
+
+Gino, allegro e superbo della sua piccola audacia, vogava arditamente,
+contemplando la fanciulla, che stava seduta a poppa, con una mano
+penzoloni fuori del capo di banda, sfiorando l'acqua fresca col sommo
+delle dita e segnando lo specchio azzurro d'una piccola striscia
+d'argento.
+
+--Voi siete Minerva, o la saviezza incarnata;--disse Gino alla
+fanciulla.--Così fossi io Achille, per obbedirvi e giungere sotto il
+vostro patrocinio alla vittoria sperata!
+
+--Sì, se non ci fossero altri pericoli che questo!--esclamò
+Fiordispina ridendo.--Ma per l'impresa a cui alludete, signor Gino, se
+anche io fossi Minerva, ci vorrebbe un Ulisse.
+
+--E vada per Ulisse;--replicò Gino.--Siamo in acqua, di fatti, ed egli
+ne corse molta, con l'aiuto della Dea.--
+
+La fanciulla sorrise, ma non rispose più altro. Pensava ella a tutte
+le avventure dell'eroe itacense? e alla lunga solitudine della casta
+Penelope?
+
+Frattanto, il suo mite sorriso correva sulle acque, illuminando quella
+pace profonda, meglio che non facessero i raggi obbliqui del sole,
+penetrando a lunghi sprazzi dorati tra i faggi e gli abeti, lunga e
+fitta selva di lance vigilanti, ond'erano contornate e chiuse le verdi
+rive del lago.
+
+--Eccolo, il famoso vortice!--disse Gino, mentre il burchiello sotto
+l'impulso dei remi giungeva quasi a rasentare il centro dello specchio
+azzurro.--Vedete che tranquillità d'acque!
+
+--Mio fratello crede più di voi alla voce popolare;--rispose la
+fanciulla.--Egli ci tira insensibilmente da un lato e non ci lascia
+andar sopra al punto pericoloso.
+
+--Ma ci permette di vederci dentro;--replicò Gino. Guardate là, come
+si distingue il fondo. Ci saranno sei metri d'acqua, a far molto.
+
+--Avete ragione; le cose vedute da vicino pèrdono assai del loro
+carattere pauroso. Anche la ninfa del lago dà meno illusione agli
+occhi, quanto più ci accostiamo al suo trono di pietra. L'unica cosa
+che le rimanga è la sua capigliatura dorata. Infatti, al raggio del
+sole, la vetta dello scoglio par bionda. Non amate il biondo, voi,
+signor Gino?
+
+--Sia il colore delle donne di pietra;--rispose il giovane, senza pure
+voltarsi sui remi a guardar la scogliera.--La donna vera, la donna
+vivente, sia ala di corvo... come voi.
+
+--Ahi--gridò Fiordispina.--Il topolino bianco!...
+
+--E vi dispiace, signorina? Qui almeno dovrebbe essere tollerato.
+Credete che sia mai stato detto un complimento, in questo punto del
+globo?
+
+--No, davvero; è la prima volta di certo. Accettiamolo dunque. Ma se
+quella bionda vi sente, povera la nostra barchetta!
+
+--A proposito!--disse Gino.--Mi fate pensare che bisogna tener
+d'occhio la riva.--
+
+Così dicendo, si volse, e levatosi in piedi vogò con la faccia rivolta
+alla sponda. La balza, dalla parte del lago, offriva agli occhi uno
+scoscendimento di sassi, di lastroni sfaldati, che ingombravano il
+lido. Quello era un vantaggio per la barca, che poteva accostarsi,
+senza toccare con la chiglia il terreno, ed offrire un più facile
+approdo ai nostri due viaggiatori. Il conte Gino rallentò la voga, per
+non urtare nei lastroni sporgenti; e quando venne a rasentarli con la
+prora, fu lesto a disarmare i remi, per saltar subito a riva. Di là,
+trattenendo con una mano il piccolo legno, tese l'altra a Fiordispina,
+che lo imitò prontamente.
+
+--Terra! terra!--gridò Gino alla comitiva, che dalla sponda opposta aveva
+seguito con gli occhi il viaggio dei due giovani argonauti.--Aminta, tira
+il burchiello a te, e seguici sull'intentato pelago.
+
+--Con poco rischio, oramai;--rispose Aminta, mentre lavorava con la
+squadra dei boscaiuoli a tirare la fune.
+
+Lasciamo che la barca ritorni indietro, rasentando la scogliera, e
+seguiamo i due giovani. Gino aveva presa la fanciulla per mano e la
+conduceva di sasso in sasso fino al piede della balza. La ninfa del
+lago era là, supina sul guanciale di pietra, ma ohimè, come aveva già
+detto Fiordispina, non più riconoscibile.
+
+--Siete qui, affascinatrice leggendaria?--diss'egli, accostandosi al
+sasso.--Vi tocchiamo, finalmente, e come il vortice non ci ha
+inghiottiti, così le vostre bellezze non ci faranno smarrire la
+ragione. La cosa, del resto, sarebbe stata impossibile, qualunque
+fosse il poter vostro. Vedete questa gentile fanciulla? Orbene,
+sappiate, vo' dirvi una cosa all'orecchio, com'ella dianzi ne ha
+bisbigliato una a Don Pietro.--
+
+E si accostò al masso, mormorando parole indistinte.
+
+--Ecco!--esclamò Fiordispina.--La Ninfa non è cortese come Don Pietro,
+che ripetè ad alta voce ciò che io gli avevo bisbigliato all'orecchio.
+
+--La Ninfa è di pietra;--rispose Gino.--Se fosse viva, e se potesse
+parlare, ripeterebbe che io vi amo. Ecco una cosa che non è mai stata
+detta qui. Vi dispiace, signorina?--soggiunse egli, vedendo che la
+fanciulla si era turbata.--Son io stato troppo audace e vi ho offesa
+con le mie pronte parole? Perdonate, Fiordispina! Non è sempre dato
+tacere quello che si ha nel cuore. Il mio è pieno di voi.
+
+--Non ho da perdonarvi nulla;--rispose Fiordispina, abbandonandogli
+con atto confidente la mano ch'egli aveva afferrata.--Siete sincero, e
+la sincerità è una bella cosa, che deve piacere ad ognuno. Ma dite,
+signor Gino, avete voi pensato... a tutto?
+
+--Tutto!...--diss'egli, perplesso.--Tutto... siete voi, oggi.
+
+--Oggi!--ripetè la fanciulla, crollando mestamente il capo.--Son io,
+l'oggi, e siete voi, Gino. Ma il domani! Il domani è la vostra
+famiglia, che vi richiama. Il domani è il conte Jacopo, vostro padre,
+la cui volontà dovreste consultare... e rispettare.--
+
+Gino rimase un istante sopra di sè.
+
+--Mi fate pensare,--diss'egli poscia,--che dovevo parlar prima al
+vostro. Correggerò l'errore, non dubitate.
+
+--No, non lo fate!--gridò la fanciulla.--Io non vi domanderò di
+leggere meglio nel vostro cuore, perchè vi offenderei, parlandovi
+così. Vi domanderò invece di essere ben certo di ciò che vostro padre
+potrebbe consentirvi, negarvi. Ho pensato molto a queste cose, sapete?
+Ci ho pensato lungamente, e da gran tempo. Io, signor conte, vi ho
+amato fin dal primo giorno che vi ho veduto. Non so se queste cose si
+debbano dire; ma voi attribuirete la mia sincerità alla inesperienza
+degli usi del mondo. Per me, eravate infelice, condannato a vivere tra
+questi monti, lontano da casa vostra e da tutte le vostre cose più
+care. Dovevano venire a voi tutti i cuori, per medicare le ferite
+vostre, per farvi dimenticare le amarezze della vita. Era naturale che
+io vi amassi, conte Gino; dirò di più, era fatale. Ma quando mi sono
+avveduta che anche voi mi amavate,--e qui, la voce della fanciulla fu
+quasi per ispegnersi in un singhiozzo,--allora ho incominciato a
+tremare. Che avverrà? ho detto allora a me stessa. Che avverrà? vi
+ripeto oggi ancora. Per me, conte Gino, io non lo so, non oso
+cercarlo. C'è buio, nel futuro, ed ho paura di andare innanzi, perchè
+temo di trovarci un gran vuoto, un terribile vuoto.
+
+--Qual pensiero!--esclamò Gino.--Perchè questi timori? Non avete voi
+fede in me? Non l'ho io meritata?
+
+--Ho fede in voi;--rispose la fanciulla.--Ma su di voi, su di me, su
+di noi tutti è il destino. Ho pensato molto, vi dicevo poc'anzi. Qui
+si pensa molto, quando si pensa; nulla ci distrae, nulla turba il
+quieto ed assiduo lavoro dello spirito; nessun pensiero, nessun
+affetto si diffonde o si perde; si raccolgono, si fortificano tutti
+nel profondo dell'anima. Che voi abbiate dei doveri, lo so; che
+abbiano a cozzare con le inclinazioni del vostro cuore, lo prevedo.
+L'idea che vi ha meritato il confine, non è sicuramente un'idea
+leggiera, se ad essa avete sacrificati gli affetti della famiglia e le
+consuetudini della vita. Chi sa quali altri sacrifizi non vorrà essa
+da voi? La patria, Gino Malatesti, sta sopra ad ogni cosa. Avete un
+bel nome; i vostri padri, prima di essere gentiluomini di corte,
+furono soldati, e sperarono tutti di collegare il loro nome al ricordo
+di qualche utile impresa; italiani di nascita, furono certamente
+italiani di pensiero, ed anche servendo a barbari, a predatori, ad
+avventurieri fortunati, si dolsero di veder correre la patria loro da
+tanti ladroni stranieri. Sventurati nell'esito delle loro fatiche, non
+vi hanno lasciata una patria rifatta, gloriosa e felice; ma hanno
+potuto lasciarvi un titolo ed una corona, come obbligo e incitamento a
+proseguire un'opera grande, da essi intravveduta, da essi vagheggiata.
+Per qual ragione ci sarebbero dei nobili, in un paese, se non fosse
+per dare l'esempio alle turbe? Lo stemma e la corona non furono
+inventati, che io creda, per dare un bel rilievo ai suggelli delle
+lettere, o per adornare gli sportelli delle carrozze, ma per offrire
+un segno di collegamento nella battaglia. Oggi, poi, tutti coloro che
+hanno potuto nutrir meglio lo spirito, hanno l'obbligo sacro di
+trovarsi ai primi posti, per l'ora delle prove solenni. Voi non
+credete già che l'Italia poserà sempre sotto lo scettro, o sotto il
+bastone dei suoi sette signori. C'è chi veglia e lavora a destarla.
+Forse lo scoppio dell'ira è vicino.
+
+--Non tanto,--replicò Gino,--non tanto da impedire che voi portiate il
+mio nome. Sarò più forte, nell'ora delle prove, se voi sarete la
+contessa Malatesti.--
+
+Fiordispina chiuse gli occhi, come per non vedere l'altezza a cui egli
+voleva trascinarla con sè.
+
+--Bella cosa!--mormorò ella, dopo un istante di pausa.--La mia mano
+nella vostra; la vostra fede suggellata nella mia! Ma è forse un
+sogno. Vostro padre vorrà? Non dovrete combattere? E un combattimento
+di questo genere non porterà obblighi di molta delicatezza, e per voi
+e per me? Pensate anche alla mia famiglia, conte Gino. Ci chiamano i
+re della montagna, ed abbiamo il nostro orgoglio anche noi, sotto la
+semplicità dei nostri costumi. Noi non dobbiamo e non vogliamo sapere
+che il conte Jacopo Malatesti possa aver ricusata per un giorno, per
+un'ora, l'alleanza dei Guerri. Il carico della battaglia sarà tutto
+per voi. Potrete sostenerlo? Dio lo voglia, come io lo desidero. Ma se
+è troppo grave rinunziateci.
+
+--Perdonate!--interruppe Gino.--Quali difficoltà immaginate voi ora?
+Perchè mio padre non dovrebbe volere? Se egli vi vede, Fiordispina....
+
+--Ecco, voi ne trovate un'altra, di difficoltà;--replicò la
+fanciulla.--Vostro padre dovrebbe ancora vedermi. La cosa è più
+lontana che non vi sembri, accennandola. Gino, ve ne prego! Nessuna
+leggerezza, in un così grave argomento! Con l'amore e con l'onore non
+si scherza, e voi stesso, voi cavaliere perfetto, potreste insegnarlo
+ad una povera montanara come son io. Pensate a me, qualunque cosa
+avvenga di noi. Giuratemelo, e questo mi basterà, perchè il vostro
+giuramento sarà quello di un uomo leale.
+
+--A voi lo giuro e al cielo che ci vede;--disse Gino.--Il mio cuore è
+vostro; siete voi l'amor mio. E voi, Fiordispina?...
+
+--Non chiedete di me;--rispose ella, con accento di nobile
+alterezza.--Voi avete forse già amato, signor conte. Io non ho amato
+mai, e vivrò di questo amore per sempre. Con queste poche parole io vi
+ho detto ogni cosa. O la felicità con voi, o la infelicità per tutta la
+vita.--
+
+Il burchiello si accostava alla scogliera, portando il fratello di
+Fiordispina.
+
+--Ebbene?--gridò Aminta.--Non venite a darmi il benvenuto nella vostra
+isola?--
+
+Gino accorse, stese la mano ad Aminta, lo abbracciò stretto e lo baciò
+su ambedue le guance. Era anche la sua risposta alle ultime parole di
+Fiordispina.
+
+--Dov'è questa Ninfa, che io non la vedo?--disse Aminta, volgendo gli
+occhi al sommo della balza.
+
+--Eccola!--disse Gino, indicando Fiordispina.
+
+La fanciulla era seduta sul masso, e la sua bella testa di Minerva
+Glaucopide spiccava con la precisione di un antico cammèo sul fondo
+azzurro del cielo.
+
+--Vada per il complimento!--rispose Aminta, ridendo.--Ma non ha i
+capegli d'oro, che ci ha promessi Don Pietro.
+
+--In pochi minuti tutto ciò è stato cambiato;--disse Gino.--Adesso la
+Ninfa li ha neri come ala di corvo. Aggiungi che non affascina più i
+cacciatori, ma dà eccellenti consigli agli ospiti di casa Guerri. Sai
+di che cosa abbiamo parlato, aspettandoti?
+
+--Dell'Italia, ne son certo;--rispose Aminta.--Mia sorella non pensa
+ad altro, non vede altro, e noi salutiamo in lei una Romana antica.
+
+--È troppo poco;--disse Gino.--Permettimi di credere che se fossero
+state così le Romane antiche, Roma comanderebbe ancora alle genti.
+
+--Hai sentito, Fiordispina?
+
+--Sì;--rispose la fanciulla, dall'alto.
+
+--E ti pare?...
+
+--Che il conte Malatesti abbia ragione. Prendiamo senza finta modestia
+quel che ci viene. Non è il valore, non è l'altezza della mente, che
+mi regala il nostro ospite, riconoscendo in me l'amore della patria.
+Oggi il culto dell'Italia nel segreto delle nostre case, o sulla vetta
+dei monti, lontano dal sospetto dei tiranni e dall'orecchio dei
+delatori; domani l'impeto della rivolta, il riconoscimento e
+l'alleanza delle libere volontà alla luce del sole. Ma allora voi
+combatterete, e noi pregheremo.--
+
+Gino era in estasi, e taceva, come tutti gli estatici. Aminta, che non
+aveva le sue ragioni per rimanere a bocca aperta, ma che aveva pur
+sentito profondamente il discorso di sua sorella, stette un momento
+sopra di sè, poi scosse la testa con atto risoluto, e rispose:
+
+--Combatteremo!--
+
+Proferì quella parola, come se avesse giurato. Il conte Gino, scosso a
+sua volta da quell'accento solenne, prese la mano di Aminta e la
+strinse fortemente, associandosi al giuramento.
+
+Il resto della giornata non si racconta. La scampagnata fu gaia,
+piacevole, amena, con momenti di grato riposo alternati da scoppi di
+pazza ilarità, con aliti di frescura che rianimavano gli spiriti, con
+ondate di tepore che scaldavano il cuore. Infatti, c'è questa sequela
+di sensazioni materiali in tutte le gioie intense, in tutte le belle
+riunioni e scorribande all'aperto, dove la natura è scena, e i nostri
+pensieri si effondono senza timore o sospetto.
+
+Quella sera, appena giunto co' suoi ospiti alle Vaie, il conte Gino
+volle ritornarsene al suo eremo di Querciola. Sentiva il bisogno di
+raccogliersi, di meditare, di assaporare la sua felicità.
+
+Nell'atto di separarsi da Aminta, che secondo il solito lo aveva
+accompagnato un tratto, sul limitare del bosco, Gino disse all'amico.
+
+--Ti ho chiamato fratello, e vorrei esserlo davvero.
+
+--Grazie!--rispose Aminta.--Questo sarebbe anche il mio desiderio.
+
+--Amo tua sorella;--rispose Gino, chinandosi sulla sella e parlando a
+bassa voce, come se temesse di farsi udire dagli alberi della foresta.
+
+--Oh, il gran segreto!--esclamò Aminta, ridendo.
+
+--Come? Già lo sapevi?
+
+--Me n'ero avveduto da un pezzo. Sfido io, a non avvedersene! Credo
+che lo sappiano a quest'ora tutti i sassi della montagna.
+
+--E dimmi....--ripigliò Gino.--La cosa non dispiace a te?
+
+--No, davvero. Sei un uomo leale e la mia mano stringe volentieri la
+tua. Conte Gino Malatesti....
+
+--Non parlar, di contea, te ne prego!--interruppe Gino,
+turbato.--Vorrei che i re della montagna non isgradissero la mia
+alleanza.
+
+--Ebbene,--rispose Aminta,--se tu mi avessi lasciato finire, non
+avresti da domandarmelo ancora. Volevo dirti per l'appunto questo, con
+tutta la solennità possibile ed immaginabile. Conte Gino Malatesti, i
+re della montagna in questa stretta di mano ti accettano.--
+
+
+
+
+Capitolo VIII.
+
+La marchesa Polissena.
+
+
+Fu una gran luce, quella notte, nella solitaria cameretta di
+Querciola. Si narra che una gran luce sfolgorasse pure da una capanna
+di Betleem, dove era nato il nuovo signore dell'universo. Meglio di
+tanti re della terra, quel nuovo nato doveva regnare con l'amore; ed
+era l'amore, non altro che l'amore, quello che diffondeva la gran luce
+improvvisa fra le tenebre del mondo.
+
+Fiordispina lo amava! Fiordispina glielo aveva confessato! Come? Egli
+avrebbe voluto rammentar le parole, ad una ad una, e per che modo, per
+quale artifizio di trapassi, anch'egli fosse venuto al punto di
+manifestarle i suoi sentimenti più intimi. Ma era proprio vero che
+aveva parlato? Proprio vero che la fanciulla dei Guerri aveva accolto
+benignamente l'amor suo? Accade sempre così, quando si vuol ricordare
+in che modo si è palesata questa gran fiamma del cuore, e non si
+riesce a trovare come si sia dichiarato l'amore, in quella stessa
+guisa che il più delle volte non si sa come sia nato. Egli sapeva
+almeno come fosse nato quello di Fiordispina.--«Vi ho amato dal primo
+giorno che vi ho veduto»--gli aveva detto la fanciulla. Santa
+innocenza del cuore! Ed egli poteva rallegrarsi di essere la prima
+immagine che si fosse specchiata in quel terso cristallo. E si
+ricordava ancora in buon punto che la dolce confessione gli era stata
+fatta assai prima, sebbene con altre parole, a proposito di un albo
+dalle pagine bianche, su cui egli sarebbe stato il primo a
+scrivere.... e l'ultimo.
+
+Primo ed ultimo! Unico, dunque? Divina cosa! Non c'è amor vero che
+questo.
+
+Sì, tutto bene; ma dava egli il ricambio di una simile innocenza? Non
+aveva egli già amato, e parecchie volte in sua vita? Riandando nella
+onestà della sua mente il passato, quanti amori, grandi e piccini, non
+avrebb'egli trovato, morti d'ogni età, lungo i meandri della memoria,
+nè tutti pure onorati di sepoltura! Timidi fiori dapprima, turbamenti,
+desiderii, cessati per mancanza di oggetto, svaniti per la sua
+indegnità; poi matte imprese, ripeschi, galanterie, illusioni del
+senso, che vuol decorare di un nome più nobile i suoi ardori fumosi!
+Tale, a dirne uno, non era stato l'amor suo per la marchesa Polissena?
+
+Quel nome, di fatti, veniva ancora alla mente di Gino. Ma egli,
+oramai, poteva fermarcisi senza terrore, senza rimorso, per sola
+ragione di studio. La marchesa Baldovini egli l'aveva conosciuta ed
+ammirata da lungi, essendo ancora giovinetto. Ella non si era neanche
+degnata di guardarlo, non si era forse neanche accorta della presenza
+di lui, di quell'adolescente, che serbava ancora, studente
+d'università, l'aspetto del collegiale. Lo aveva veduto poi, aveva
+scambiato qualche parola con lui, per convenienza, per uso di società;
+ma quel po' di frasi comuni non era neanche da mettersi in conto.
+Ahimè! In quel modo non nasce l'amor vero. Fiordispina, a buon conto,
+lo aveva amato il primo giorno che lo aveva veduto. Polissena, no. Lo
+aveva sentito parlare, e non si era mostrata punto commossa; neanche
+gli aveva lasciato indovinare o sperare che i suoi discorsi le
+piacessero più che tanto. In quei primi tempi, se egli ben ricordava,
+la marchesa Polissena prestava molta attenzione alle gentilezze di un
+colonnello austriaco, giunto in missione presso la corte di Modena. Nè
+egli se n'era impensierito; neanch'egli amava quella donna, sebbene
+gli paresse bella e fatta per ispirare una passione in piena regola.
+
+Dopo quel primo incontro con lei, Gino Malatesti era stato distratto
+da altri pensieri, aveva avuto le sue piccole avventure, i suoi
+ripeschi, i suoi capricci, tutti decorati di quel gran nome che
+sapete, e mutati ad ogni tanto, come si mutano le figure in un
+caleidoscopio, ad ogni voltata del cannocchiale. Un giorno, anzi una
+notte, incontratolo in una festa da ballo, la marchesa Baldovini si
+era degnata di ballare una quadriglia con lui, e tra una suonata e
+l'altra, così di punto in bianco, guardandolo fissamente negli occhi,
+gli aveva detto:--È vero che amate la tale?--
+
+Gino era rimasto un po' sconcertato da quella domanda improvvida.
+Avrebbe voluto negare, perchè in verità quell'amore, a cui alludeva la
+dama, non era, e sopratutto non gli pareva più in quel momento, una
+cosa tanto bella da vantarsene, o da accettarne il dolce peso con
+l'atto d'infinita modestia di chi vuol dire e non dire. Ma la marchesa
+Polissena aveva subito soggiunto:
+
+--Lo so di certa scienza, e mi ha fatto pena... per voi.
+
+--Per me, marchesa?--aveva egli balbettato.
+
+--Sicuramente. Queste son forse conquiste degne di un giovanotto
+vostro pari? Una plebea, che ha la bellezza del diavolo e nulla più.
+Non vi vergognate? A me, vedete, signor conte, voi fate l'effetto di
+un gentiluomo, che ha tenute e foreste per far la gran caccia, e se ne
+va, umile borghese, la mattina di domenica, fuori porta San Francesco,
+a contendersi, con altri dieci o dodici suoi pari, una cingallegra
+smarrita.
+
+--Smarrita!... in dodici, poi!--mormorò Gino tra i denti.
+
+Ma rise, perchè bisognava ridere; e quella risata fu l'orazione
+funebre recitata sulla tomba.... di una cingallegra smarrita.
+
+--Ah! la gran caccia!--esclamò egli poi, sospirando.--Ne parlate
+facilmente, voi, bella signora. La gran caccia è molto faticosa, e più
+ancora difficile. Essa, ad ogni modo, richiede cacciatori più esperti.
+
+--Non mi parlate degli esperti!--replicò la marchesa.--Io non li
+amo.--
+
+Che c'entrava lei? Questa domanda si affacciò naturalmente al pensiero
+di Gino.
+
+--Neanch'io, se penso come han guadagnata la loro esperienza;--rispose
+allora, umilmente.--Ma per seguitarli, per oltrepassarli, che sarebbe
+meglio, bisognerebbe sempre osare....
+
+--Siete anche timido? Dopo tutte le vostre avventure, di cui non mi
+congratulo niente con voi?--
+
+--Timidissimo, marchesa. Soltanto, come tutti i timidi, potrei avere
+un giorno il coraggio della disperazione.--
+
+Così avevano chiacchierato, negli intervalli della quadriglia; così
+avevano seguitalo a chiacchierare argutamente, nell'angolo di una
+sala, dove la marchesa Polissena teneva corte d'amore. E quel dialogo,
+dond'era incominciato il suo romanzo con la bella marchesa, lo
+rammentava egli allora, dopo quattro anni. Egli, capite? Egli che non
+ricordava più, dopo dodici ore, come avesse detto: «vi amo» alla
+fanciulla dei Guerri. Da una conversazione, mezzo audace e mezzo
+frivola, in una festa da ballo, era nato un amore di quattro anni.
+Com'è il caso di ripetere col poeta che «poca favilla gran fiamma
+seconda!»
+
+All'alba, sul finire della festa, dopo un _cotillon_ in cui non era
+stato egli il cavaliere della marchesa Polissena, ma più d'una volta
+il rapitore fortunato o il ballerino prescelto, il conte Gino
+Malatesti aveva trovato il modo di accompagnar la dama fino al portone
+del suo palazzo, e si era separato da lei raccomandandole di dormire
+fino a sera, per aver cura de' suoi occhi, che erano senza fallo «i
+più belli di Modena.» Tanto cammino si era fatto in cinque ore! Ma
+notate che erano cinque ore di notte, e di notte, lo sanno tutti i
+camminatori, si va più svelti del doppio, in paragone del giorno.
+
+Aggiungete che la marchesa si era lasciata cadere quella notte dallo
+scollo della veste un mazzolino di violette di Parma; che il conte
+Gino lo aveva raccolto e che la marchesa glielo aveva lasciato
+ritenere, mostrando a tutta prima di non avvedersi neppure del fatto.
+Più tardi, avendo il giovane accennato il suo piccolo bottino, la
+marchesa si era degnata di sorridere, e con aria di benevolenza regale
+gli aveva detto:--Vedremo se saprete conservarlo, anche appassito, e
+più, disseccato.--
+
+--Vedrete, bella signora;--aveva risposto Gino. animandosi.--Vi
+porterò questi fiori un altr'anno, in questo medesimo giorno.--
+
+La bella signora aveva dato in uno scoppio di risa.
+
+--Ma bravo, conte! Prendete di queste scadenze, per le vostre visite?
+Ed io che ne aspettavo una da voi entro gli otto giorni.... almeno?--
+
+La risposta, s'indovina. Ed anche la visita che seguì. Gino Malatesti
+lasciò passare a mala pena il giorno dedicato al riposo dei «più begli
+occhi di Modena» e la mattina dopo, fra le due e le tre del pomeriggio
+(scusate è sempre mattina, per chi non lavora e non ha ancora
+pranzato), si presentò al palazzo Baldovini per chieder notizie e
+lasciar due biglietti di visita. Due biglietti, si sa, per dire ad una
+signora e a suo marito:--«sarei tanto felice di entrare in relazione
+d'ossequio ed amicizia con voi due.»--Se la signora è vedova, si
+lascia un solo biglietto. Se è vedovo il marito, non si lascia nemmeno
+quello. Desiderio d'ossequiare, di entrare in relazione di amicizia,
+non ce n'è più, e pare già troppo l'obbligo del saluto per via.
+
+Voleva dunque lasciare i due biglietti di visita. Ma per il conte Gino
+Malatesti non si faceva anticamera. Il servitore aperse il salotto. La
+marchesa Polissena era là, e Gino fu ammesso alla presenza della Dea.
+Forse era il suo giorno di ricevimento? No, ma le belle dame son fatte
+così; hanno il giorno solenne, in cui vedono venti, trenta persone, e
+si annoiano a vicenda, o si divertono qualche volta, sentendo le
+notizia e mettendo la frangia alle notizie del prossimo. Ne hanno poi
+altri due o tre, in cui non ricevono visite, o non escono a farne;
+sono in casa, ed ammettono gl'intimi. Nè sempre al plurale, si
+capisce; perchè non è sempre dato, o non sempre piace, di averne più
+d'uno.
+
+Le violette di Parma erano a mala pena appassite; ma la marchesa
+Polissena non aspettò che il mazzolino fosse disseccato, par
+confidarne un altro a quel grazioso custode. Ne ebbe due, ne ebbe tre,
+ne ebbe quattro, nello spazio di un mese, il conte Gino Malatesti; a
+mezza primavera, quando le violette cessarono, ne aveva già una
+provvista sufficiente per le infusioni di tutto l'anno. Questo ve lo
+dico io, poco rispettosamente per i fiori della marchesa Polissena; ma
+voi non dovete credere che il conte Gino pensasse a far servire quei
+dolci pegni di un amore al primo stadio, per curare i suoi
+raffreddori.
+
+Frattanto, la marchesa Baldovini aveva preso ad esercitare una grande
+autorità sull'animo di lui. Pareva essersi dimenticata del ripesco che
+aveva rimproverato al conte Gino, poichè non le era più occorso di
+farne cenno; ma gli domandava, ad ogni visita, come avesse passati
+quei giorni in cui non si erano veduti che un'ora a teatro, a caso per
+via. Più tardi, spesseggiando le visite e le occasioni di trovarsi
+insieme, prese a domandargli come avesse passate le ore e i minuti; ed
+egli, grato a lei di tanta cura amorevole, si avvezzò volentieri a dar
+ragguaglio, non che dei minuti, dei secondi, a raccontarle atti e
+pensieri, opere ed ommissioni. Inebriato dalla passione, si era fatto
+schiavo senza avvedersene, come quei contadini (scusate il paragone),
+come quei contadini del tempo andato, che i sergenti arruolatori
+ubbriacavano ben bene, e che il giorno dopo, con loro meraviglia
+grande, si accorgevano di aver firmato l'ingaggio. Polissena comandava
+a bacchetta; diceva brevemente: «fate la tal cosa» come se il farla,
+senza aver sentite le ragioni, fosse nell'ordine prestabilito dai
+fati. «Non andrete più dalla tale» era un comando che poteva anche
+piacere, poichè indicava un sentimento di gelosia, e agli innamorati
+piacciono le donne gelose. «Non parlerete col tale» era più difficile,
+qualche volta, ma si poteva anche obbedire, non portando altra
+conseguenza che un risparmio di cappello, due chiacchiere di amici
+comuni, e raramente uno scontro sul terreno, ottimo per una mezza
+cavata di sangue, e per il crescere che si fa, con queste imprese,
+nella estimazione della gente. «Andrete a Reggio, domani», oppure: «mi
+seguirete fra due giorni a Bologna, lasciando credere di essere andato
+a Sassuolo» era anche meglio, poichè prometteva uno o due giorni di
+allegre scorribande, da cui era bandita la cerimoniosa serietà del
+salotto, o la trepidazione dell'incontro fuori via. Lo stesso si dica
+del viaggio a Torino, quantunque allora, dopo quattro anni di quella
+vita, la scorribanda potesse parere un po' lunga. Polissena era una
+donna imperiosa; ma aveva momenti di grazia incantevole, giorni in cui
+pareva una fata benefica, una bambina capricciosa, tanto più cara
+quanto più erano frequenti i capricci. Poi, tutto ad un tratto,
+diceva: «finiamola, con le pazzie»; e allora ridiventava la signora,
+marchesa Baldovini, chiusa nel suo sussiego, bastionata nella sua
+severità, tutta magistrati, ciambellani, generali, diplomatici, gran
+giustizieri, e patrona per giunta di non so più qual opera pia,
+congregazione divota, od altro che vi piaccia d'immaginare, in un
+tempo e in un ambiente come il suo.
+
+Così il nostro Gino era caduto nella rete; così, protestando qualche
+volta, e sentendosi dare del ragazzo, aveva finito con adattarsi alla
+sua servitù, decorata di un nome più grato, ma solamente a
+quattr'occhi. Dopo tutto, perchè lagnarsi? Quella donna apparteneva
+alla sua medesima classe sociale; egli viveva nell'ozio, e poteva
+obbedire senza fatica. Perciò si era avvezzato, aveva presa la piega,
+formata l'abitudine; andava oltre, placidamente, col trotterello
+dell'antico cicisbeo, e sarebbe potuto andare così, fino.... Ah sì,
+parliamone: fino a quando? Una marchesina cresceva, accanto alla bella
+marchesa. Non crediate che fosse proprio al suo fianco; era in
+conservatorio; ma nelle vacanze faceva le sue piccole apparizioni, e
+spesso la bionda Polissena, con accento tra tenero e grave, amava
+ricordare che presto avrebbe ripreso il suo ufficio di mamma. Si
+rideva, intorno a lei, con aria incredula, e si diceva: «Mamma, Lei,
+signora marchesa? Vorrà dire sorella!» Era una consolazione quella, e
+il complimento poteva anche avere un aspetto di verità. Ma infine, o
+presto o tardi, il giorno doveva venire, in cui la marchesa Polissena,
+da regina giovane ch'ella appariva, passasse nel novero delle regine
+madri, e facesse anche ufficio di tappezzeria nelle feste, dov'ella
+aveva così graziosamente regnato. Baie! C'era tempo ancora a pensarci.
+La marchesa Polissena era così giovane, così bambina, alle volte! E
+sempre così bella, poi! Quando voleva, solo a mostrare i suoi denti,
+in un sorriso, e a muover gli occhi, sprigionandone un lampo, era
+ancora lei la più bella di Modena: una città dove le belle non sono
+poche, nè poco.
+
+Il conte Gino andava dunque là, con quel suo guinzaglio lento, che lo
+tratteneva senza dargli noia, poichè si era adattato, da cane
+intelligente e mansueto, a misurare il suo passo su quello della
+padrona. E pensava che la cosa potesse durare così.... Cioè, diciamo
+la verità tutta quanta, non pensava affatto; andava là, comandato,
+accarezzato, portando la sua felicità, come il soldato porta lo zaino,
+lamentandosi a mala pena nelle ore di sole. Qualche volta, lo sapete,
+egli deponeva il dolce peso, andando a prendere, nella società non
+sua, quelle boccate d'aria libera che dovevano essergli imputate a
+delitto dal sospettoso governo ducale. Forse per noia, non confessata
+a sè stesso, dell'ambiente afoso in cui viveva, si era buttato a
+cercar fuori le piccole consolazioni. Leale nell'amore, non le cercava
+già in altri amori, bensì in altra ragione di cose; la indipendenza
+del suo paese era il pensiero che lo consolava del fatto di aver
+perduta la sua. Il giorno della liberazione si sentiva vicino; così
+non poteva durare, per bacco! Non già per lui, che non osava pensarci
+neanche, e si sarebbe stimato meno, se gliene fosse venuto solamente
+il sospetto; ma per la patria sua, per l'Italia, no, mille volte no,
+così non poteva durare. Stato pericoloso dell'anima sua! Il governo
+ducale ci aveva messo, aveva creduto di metterci un termine, mandando
+il conte Gino Malatesti a confine in Querciola.
+
+Cacciato con quella rapidità fulminea dell'ordine ducale, Gino
+Malatesti si era sentito spezzare il cuore. Niente si muta senza
+affanno, neanche una triste condizione in una migliore, o più grata.
+L'uomo liberato dai ceppi, non guarda forse con mestizia, breve, sì,
+ma profonda, alle pareti del carcere, a quelle ignude pareti che
+furono testimoni e confidenti di tante angosce, di tante afflizioni di
+spirito?
+
+L'amore, che forse languiva, si ravvivò nell'anima di Gino Malatesti,
+battè l'ali sulla via dell'esilio con lui. Ah, quella donna! Se avesse
+sparsa una lagrima! Se almeno gli avesse fatto sapere quella cosa
+tanto naturale, tanto facile alle donne, come a tutte le creature
+deboli, e gliel'avesse scritta in due sole parole: «ho pianto!» Come
+lo avrebbe consolato, confortato a soffrire! Che balsamo avrebbe
+recato alla sua acerba ferita! Ci sono anche le lontananze utili,
+quelle che i francesi dicono con modo felicissimo _les absences
+heureuses_. Son quelli, per così dire, gli sprazzi d'acqua fredda che
+ravvivano una fiamma vicina ad estinguersi. Ma la bionda Polissena non
+aveva dato cenno di sè al condannato; peggio ancora, non si era
+degnata di rispondere una buona parola al suo messaggero; peggio
+ancora del peggio, aveva ripresi, raddoppiati i suoi passatempi
+cittadini, come se nulla fosse avvenuto di doloroso, o solamente di
+spiacevole per lei. Era proprio la gran dama, che non perdeva il suo
+tempo a piangere sopra un capriccio svanito, e non voleva portarne il
+lutto, neanche per una settimana, come si usa nelle Corti.
+
+Queste cose lo avevano profondamente ferito, ed io vi ho descritta la
+scena a suo luogo. Orbene, vedute alla distanza di un paio di mesi,
+queste... anzi quelle cose non lo ferivano più. E voi, senza che io ve
+l'abbia detto, ne sapete il perchè. La boccata d'aria sana aveva fatto
+il miracolo; quella apparizione celeste delle Vaie, quel senno e
+quella innocenza, quel fiore di poesia, di pensiero e di studi,
+avevano rivelato a Gino Malatesti un nuovo mondo, il migliore. Strana
+novità, in mezzo a quella agreste natura, dove noi per solito non
+vediamo che boscaiuoli e pastori, gente buona ma ruvida, menti
+vergini, anime schiette, qualche volta, ma ottuse!
+
+C'è un fiore, nelle regioni alpine, uno strano fiore.... Non
+l'_edelweiss_, badate, non l'_edelweiss_, di cui si è già tanto
+abusato. È un fiore umilissimo, confuso spesso tra cento, nello smalto
+allegro dei prati. Nel mezzo del calice slabbrato ha come una piccola
+lastra tondeggiante, e dall'orlo di questa si ripiega tremolante verso
+il mezzo una piccolissima forma, petalo, o lacinia del calice istesso,
+che vogliam dire, ma che vi dà l'immagine di un uccellino il quale
+stia a guardarsi nello specchio. È forse l'_ophrys speculum_. Lascio
+volentieri ai botanici la cura del nome. Il semplice curioso che vede
+il bizzarro fiorellino e lo ammira, non può trattenersi dal dire tra
+sè e sè: come mai, in questa selvaggia natura, un fiore così gentile
+nella sua figura, così bello nella sua novità?
+
+Semplice curioso, lasciatevelo dire: non c'è nella vostra domanda,
+nella vostra maraviglia, che l'effetto di un pervertimento del vostro
+giudizio. Assuefatto a vedere i bei fiori dalle forme insolite e dalle
+figure strane entro le stufe dei giardini signorili, non ricordate più
+che quei fiori son nati all'aria libera, sono sbocciati spontanei, si
+sono educati per virtù naturale nel loro ambiente selvaggio crescendo
+a tal bellezza di forme sotto gli occhi di Dio fino a tanto non si
+posarono sovr'essi gli occhi di un viaggiatore, che ne raccolse i
+semi, o scavò dalla terra i loro bulbi preziosi.
+
+Ammirato, affascinato dalla bellezza, dalla grazia del fiorellino
+silvestre, Gino Malatesti poteva dirsi guarito. E ripensando alla
+marchesa Polissena, dopo due mesi di vita alle falde del Cimone,
+poteva ragionare tranquillamente sul modo in cui ella si era diportata
+con lui, per conchiudere filosoficamente in questa forma:
+
+--Era l'abitudine, la sola abitudine che ci teneva legati. Non la
+nostra volontà, che sarebbe parsa una mancanza di cortesia, ma un caso
+esterno, indipendente da noi, poteva solo troncare quel vincolo. E il
+caso è venuto, ha spezzato, ha interrotto, ci ha sviati ambedue. Si
+poteva, per altro, si doveva salvar l'apparenza delle cose. Io, senza
+pensare a questo dovere di cerimonia, ma credendo di amar tuttavia, mi
+ero bene affrettato a farmi vivo con lei. Ed essa, invece? Non è il
+caso di dire che le mancarono le occasioni. Io gliene avevo pure
+offerto una, e sicura. Ma no: silenzio, ripresa di passatempi, di
+distrazioni, a cui ha dato una bellissima chiusa il viaggio di Lucca.
+E passandomi davanti agli occhi, per giunta! Dunque?... Dunque è da
+credere.... Via, diciamo le cose come stanno, senza riguardi, senza
+ipocrisie, roba buona soltanto per le trattazioni in contradditorio,
+come dicono i legali. Dunque è da credere che la marchesa Polissena
+non fosse solamente stanca di un amore durato quattr'anni, ma che
+avesse già pronto l'altro, da sostituirgli. Il surrogante, ecco il
+segreto. Ma chi sarà, il surrogante?--Quello era un abisso, in cui si
+smarriva la mente del pensatore. Che, si fa celia? Trovare, fra i
+cavalieri che circondano una donna, quale sarà il preferito del
+domani? Tanto varrebbe attentarsi di pronosticare, fra cento api che
+ronzano intorno ad una rosa, quale fra tante giungerà seconda a rapire
+la sua parte di miele. Aggiungete, per render più difficile la cosa,
+che il fiore è inerte e il calcolo delle probabilità può favorire
+l'ape più forte e più ardita; laddove la donna, specie quando ha
+l'ingegno e l'esperienza della marchesa Polissena, sa sceglier lei, e
+fingere fino a tanto che le importi di fingere. Qualche volta ella
+sceglie fuori della cerchia conosciuta, ed allora addio indagini
+sottili, addio calcoli di probabilità. Direte che in tal caso, se è
+più difficile pronosticare, è più facile indovinare, andando
+sull'orma, poichè mentre la donna sa fingere, l'uomo, scelto da lei in
+una classe diversa, facilmente si tradisce e si scopre. Ma il nostro
+Gino non era là, per fare quello studio, e doveva almanaccare da
+lungi.
+
+Del resto, se l'idea gli era venuta, il pensatore l'aveva anche
+scacciata. No, niente di fuori via. La città non era così grande, da
+dissimulare una di queste avventure. La marchesa Polissena, tutta
+sussiego, misura e riguardi sociali, non doveva aver scelto che tra
+suoi pari, tra coloro che potevano essere ad ogni ora da lei; a farla
+breve, tra i frequentatori della sua casa. Lì, non altrove, bisognava
+cercare e trovare.
+
+Prima di tutto, non un cavaliere maturo. Ricordando parecchi esempi,
+Gino aveva ragione di credere che questi fossero piuttosto gli amori
+delle donne giovani. Ancora non ne aveva indovinata e svolta la
+teorica sottile; ma, come vi ho detto, aveva presenti alla memoria gli
+esempi. Sentiva in quella vece, aveva per certa la teorica contraria,
+applicabile alle donne che son vissute di più nelle consuetudini del
+mondo elegante, che hanno già acquistata l'esperienza, non avendo
+perduta ancora la bellezza, nè il desiderio di piacere. Quelle, si sa,
+amano i giovani, magari gli adolescenti. Si forma lentamente nella
+donna, e ad una certa età si rivela, l'istinto educatore. Si respira
+il profumo di un affetto giovanile, l'incenso di una ammirazione
+sconfinata, e si dà in ricambio la grazia, l'uso della civil
+compagnia, la garbatezza dei modi, la gravità precoce, tutte le virtù
+cardinali del moderno gentiluomo. Si prende un giovane ardente,
+rumoroso, matto, e se ne fa un modello di serietà, di discrezione, di
+tenerezza contegnosa, un cavaliere, insomma. E non per far concorrenza
+ai governi, nè in quel modo che essi sogliono fabbricare i lor
+cavalieri; quantunque al suo alunno, durante la veglia d'armi, e anche
+dopo, la nobile e dotta educatrice ami spesso far portare la croce.
+
+Chi, dunque? L'indagine diventava scientifica; e il conte Gino aveva
+una bella equazione da sciogliere.
+
+Il Mortanelli? No, non era più abbastanza giovane. E poi, era uno
+sciocco. Parlava sempre de' suoi cavalli, che non erano neanche belli,
+e spesso nelle conversazioni si rideva delle sue compere, in cui otto
+volte su dieci era ingannato dai mercanti. Il conte Sestoli? Che!
+Quello era un piccolo vanaglorioso, refrattario ad ogni educazione di
+quel genere. Proteggeva tutte le figuranti di teatro, e non istava
+bene che con quelle. Il principe Orsi di Frassinoro? Bello, assai
+bello, ma di una bellezza femminea. Le donne non amano negli uomini
+quel genere di bellezza che possiedono esse. Poi, il signor principe
+Orsi di Frassinoro era innamorato ferocemente di se stesso. Passava
+tre ore ogni mattina allo specchio, e la cosa era risaputa da tutti.
+Si diceva qualche volta di lui:--Oh Dio! Come è bello! Se non avesse
+quei pizzi biondi e quei baffettini, che cosa stupenda! Con quegli
+occhi azzurri, con quella tinta di cera vergine sul viso, si direbbe
+una donna, una bellissima donna, russa o svedese. Gran trionfatore tra
+le borghesuccie che aspirano all'alto, il principe Orsi di Frassinoro
+non era tagliato per ottenere la più piccola vittoria nella sua
+propria classe. Le donne eleganti e galanti sentivano per
+quell'effeminato l'antipatia istintiva che avrebbero sentita per ogni
+donna la quale potesse gareggiar con loro di bellezza o di grazia. Non
+poteva esser un amante, il Frassinoro; era troppo un rivale.
+
+Gira rigira, la batteva tra due: il conte Nerazzi e il marchese Landi;
+ambedue amici suoi, belli senza eccesso, non sciocchi a prima vista,
+ma neanche spiritosi. Dei immortali! Anche noiosi la parte loro, con
+quel fare compassato, e con la cura astuta che mettevano a nascondere,
+facendola spiccar meglio, una piccola vittoria, o a darsi merito di
+non averne ottenuta mai una. Ma sono questi gli uomini che
+piacciono.--«Ebbene, Landi, qual è oggi la dea dei vostri
+pensieri?--Signora, non c'è dea, per me, e dubito perfino di aver dei
+pensieri.--Ah, molto spiritoso, ed anche discreto; due cose che
+ordinariamente non vanno molto d'accordo. Ve ne faccio i miei
+complimenti. E voi, Landi, non amate?--No, signora; il mio giorno non
+è ancora venuto.--Come! C'è un giorno ed un'ora da aspettare?--Sì, il
+giorno e l'ora del nostro destino. Se amerò, non amerò leggermente.--È
+giusto e vi lodo. Fossero tutti come voi!»--E la dama galante che ha
+fatta questa scoperta, la mette bravamente in serbo. Avrà un altro
+amore, lei; ma il Landi, o il Nerazzi, secondo i gusti, è un buon
+amico, e un grande amore non esclude una piccola amicizia, una certa
+simpatia, nata da conformità di pensieri, «siccome tra cortesi alme si
+suole.» E lo difende, il giovane amico, quando gli altri lo
+attaccano.--«Il Nerazzi è un buon giovane; c'è in lui la stoffa di un
+cavaliere perfetto.--Non mi dite male del Landi; è un uomo serio,
+d'una sensibilità molto rara, di una delicatezza a tutta prova.»--
+
+O il conte Nerazzi, dunque, o il marchese Landi. Qui il nostro Gino
+Malatesti ricordò in buon punto la prima lettera ricevuta dal suo
+confidente Giuseppe. «Mi pare (scriveva il buon servitore) che la sua
+condanna abbia raffreddato molte persone, di quelle che V. S. credeva
+più amiche, e con le quali andava più spesso. Il conte Nerazzi, per
+esempio, e il marchese Landi, quando ho dato loro un cenno del suo
+viaggio, mi hanno risposto con un semplice monosillabo. Sarà forse
+perchè non hanno confidenza in un povero servitore; ma una notizia
+almeno me la potevano chiedere, e mostrare un po' di amicizia per la
+sua persona. Oso sperare che in questo Ella non troverà sbagliato il
+mio ragionamento.»
+
+No, buon Giuseppe, il vostro padrone non lo aveva trovato punto
+sbagliato. Ed ora, poi, ripensandoci, lo trovava profondo, sottile,
+profetico. Forse, chi sa? Giuseppe aveva già fiutato qualche cosa del
+vero. Perchè indicava nella sua lettera piuttosto quei due, che tanti
+altri amici del conte Gino? Erano quelli con cui il conte andava più
+spesso. Sì, questa era la frase; ma non rispondeva intieramente al
+vero, perchè Gino andava con quelli, come con tutti gli altri, e non
+aveva preferenze. Ah, il suo servitore Giuseppe, volendolo o non
+volendolo, aveva messo il dito sulla piaga. Il conte Nerazzi e il
+marchese Landi erano i due più avanzati, per vogargli sul remo. Ma
+quale dei due il preferito?
+
+Il conte Nerazzi era un bel giovane; ma, per mentire in qualche modo
+al suo nome di famiglia, aveva i capegli rossigni. La marchesa
+Polissena, che li aveva di un bel biondo acceso, poteva amarli
+rossigni? Le simpatie, ordinariamente, non si formano sulla
+somiglianza del colore, e meno ancora nel sopraccolore, che rende più
+intensa una tinta e la esagera. Il marchese Landi era bruno, ed anche
+leggermente più stupido del Nerazzi: due ragioni forse per piacer di
+più alla marchesa Polissena. Qui il conte Gino faceva un gran torto a
+se stesso, poichè egli era piaciuto prima di quell'altro alla dama, e
+il suo ragionamento gli portava per conseguenza legittima un grado
+maggiore di stupidità, in confronto di quella che egli attribuiva al
+Landi. Ma voi sapete che l'onestà, la probità, la lealtà, e via via
+tutte le virtù umane, non salvano il più perfetto cavaliere da un po'
+d'ingiustizia, quando egli deve nell'interno della propria coscienza
+giudicare il suo simile.
+
+Ritornando al paragone fra i due supposti pretendenti, il Landi era di
+più antica nobiltà. Apparteneva ad un ramo trapiantato da tre secoli a
+Modena, dei Landi di Piacenza, grande famiglia principesca, che aveva
+posseduto città e castella, ed esercitato diritti di vera sovranità.
+Si diceva infatti: lo Stato Landi, per indicare i possedimenti di
+quell'antica famiglia. Aggiungete che tra il casato dei Landi e la
+marchesa Baldovini si era notata una sera, in conversazione, una
+affinità casuale, ma strana. E di quella conversazione e di quella
+affinità si ricordò il conte Gino in buon punto.
+
+Si era venuti a parlare dei Landi di Piacenza, e il marchese
+Baldovini, forte in araldica e in genealogia (non sapeva altro, il
+brav'uomo!) aveva detto al marchese Landi, modenese:
+
+--Sapete, Emilio, che i vostri maggiori avrebbero potuto vantare
+qualche diritto alla successione della grande famiglia omonima, quando
+ella venne a spegnersi in una donna, come la casa Farnese?
+
+--Ah, è vero!--aveva risposto Emilio Landi.--Ricordo la cosa, molto
+confusamente, per altro.
+
+--Ve la spiego io. L'ultima di casa Landi fu Donna Polissena, che
+entrò nella famiglia dei Doria Pamfili, di Roma, e furono questi che
+ereditarono ogni cosa.
+
+--Polissena! Come me!--aveva esclamato la marchesa.
+
+--Già!--rispose Emilio Landi.--Polissena è un bel nome antico.--
+
+Ed era diventato rosso, facendo quella scoperta.
+
+Gino Malatesti aveva osservato la cosa, ma senza fermarcisi troppo.
+Infine, non era che un complimento, reso necessario dalla somiglianza,
+dalla identità d'un nome di battesimo.
+
+Ma ora, ritornandoci su, capì meglio; indovinò la cagione di quel
+rossore; e sorrise e si stropicciò le mani. Perchè oggi, lo sapete,
+non si grida più: _eureka!_ Quando si scopre qualche cosa, ci si
+stropiccia le mani e si ride.
+
+Nel caso di Gino Malatesti, la risatina indicava ancora che egli non
+era solamente felice di avere scoperto un segreto, ma anche
+perfettamente guarito dell'amor suo per la bionda marchesa.
+
+--Infine,--diss'egli, conchiudendo lo studio,--sia Landi, Nerazzi, e
+magari tutt'e due, che importa a me? Buona fortuna, signori!--
+
+
+
+
+Capitolo IX.
+
+Due lettere
+
+
+O Fiordispina! Voi foste allora la donna più felice d'Italia, per non
+dire del mondo; amante, amata, e sul mattino dell'amore. Perchè,
+infatti, qual cosa è più bella del principio, nel giorno, e del
+mattino nell'amore? L'alba promette il meriggio, la luce, la vita, il
+piacere. Ogni sensazione è fresca, in quell'ora; ogni pensiero è gaio,
+e la speranza involge tutto de' suoi grati colori. Sull'alba, poi, il
+calar delle nebbie, il dileguarsi delle nuvole, vi scopre da principio
+le vette dei monti, vi mostra a mano a mano più ricisi i profili delle
+colline, vi rischiara le insenature delle convalli, dove la bella luce
+del giorno nascente illumina ad un tratto qualche ceppo di case, e va
+a cercare sotto un pergolato la graziosa figura di una fanciulla
+mattiniera, escita sul terrazzino a respirare la fragranza dei fiori.
+Così nell'alba dell'amore, i cuori si scoprono a vicenda le loro
+delicatezze arcane, le loro virtù recondite, i tesori del sentimento e
+tutto il meglio della nostra povera creta. Ed è grato lo studio, ed
+ogni novità che si scopre è un'allegrezza per noi.
+
+I giorni delle Vaie si seguivano e si rassomigliavano; cosa
+piacevolissima, quando i giorni son belli. Gino Malatesti si era fatto
+grave, di quella dolce gravità che nasconde la beatitudine, ma lascia
+indovinare i gaudii anticipati di un'anima, la quale sa e può
+trattenere i suoi desiderii nella certezza del possesso. Dio, quante
+parole inutili! Ma le ho buttate là, e rimangano pure. Il giovanotto
+scendeva ogni mattina da Querciola, ma quasi sempre a piedi, e faceva
+per via un bel mazzolino di fiori selvatici. Giungeva alle Vaie ogni
+giorno alla stess'ora, cioè verso le undici, ed ogni giorno, a
+quell'ora, una bella forma di fanciulla appariva sul terrazzo, di
+fianco alla casa dei Guerri. Gino salutava, e si fermava ad un certo
+punto, per gittar sul terrazzo i suoi fiori, senza fallar mai il
+colpo, che sarebbe stato di mal augurio sbagliar la parabola. Poi,
+fatto un altro saluto, entrava in casa, presentava i suoi omaggi alle
+signore, chiedeva notizie di tutti, dava le sue, quando ne aveva, e
+faceva un po' di musica con Fiordispina, o leggeva qualche pagina di
+libro, ad alta voce, aspettando l'arrivo degli uomini, degli amici
+suoi, che ritornavano per l'appunto sul mezzodì, dalle loro
+occupazioni quotidiane.
+
+Dopo il pranzo si scendeva in giardino, a far quattro passi e a
+visitar le piante rare. Esse non erano più tutte nella stufa, poichè
+la stagione calda permetteva a molte di rimanere all'aperto; ma alcune
+si tenevano sempre là riparate, perchè le notti, alle falde del
+Cimone, quantunque di estate, non erano calde abbastanza. Per altro,
+nelle ore del giorno, le finestre della stufa erano tutte spalancate,
+perchè i fiori bevessero la loro parte d'aria e di luce.
+
+Fiordispina e il conte Gino correvano sempre a visitare la bella
+raccolta di eriche del capo di Buona Speranza. Sentivano forse che il
+nome era di buon augurio per essi? Fiordispina ammirava i grappoli di
+campanelluzzi eleganti, variamente colorati, che pendevano dalle
+asticciuole ramose; Gino la seguiva nelle sue osservazioni, ma non
+così attentamente com'ella avrebbe voluto, e vedeva le guance di
+Minerva tingersi di un incarnato più vivo, quando ella si accorgeva
+che il compagno guardava troppo un mazzolino di fiori selvatici,
+sporgente dalla gala di mussolina che ornava e nascondeva ad un tempo
+lo scollo della sua veste di lana.
+
+Anche le gite lontane si seguivano frequenti, ed un giorno si andò
+fino a Bismantua. Si era parlato tante volte di far quel viaggio!
+Fiordispina non c'era mai stata, e Gino moriva dalla voglia di
+guadagnar quella vetta, che rassomigliava tanto al profilo di una gran
+testa arrovesciata, in atto di guardare il cielo. Si dice questo in
+grazia di un naso colossale, che è raffigurato dal colmo della
+montagna, a chi lo guardi da lunge.
+
+Quel giorno, si sa, venne in campo la famosa terzina dantesca, dove il
+sasso di Bismantua è ricordato. Il Poeta passa in rassegna le più
+difficili strade da lui fatte ne' suoi continui viaggi, per
+paragonarle alla faticosa salita del suo Purgatorio.
+
+ _Vassi in Sanleo e discendesi in Noli,
+ Montasi su Bismantova in cacume
+ Con esso i piè; ma qui convien ch'uom voli._
+
+--E qui è stato il padre della patria;--disse Gino, salendo anch'egli
+«con esso i piè» ma non senza fatica sull'erta del monte.--Di qui ha
+veduto il nostro Cimone e l'Alpe di San Pellegrino, l'Alpe di Succiso,
+il Mal Passo e l'Orsaro; qui gli si è stesa davanti agli occhi quella
+fila di giganti che sono laggiù i monti Apuani. Non credete voi,
+Fiordispina, che tutte queste scene di sassi, orridamente belle,
+ammirate da lui sul colmo di Bismantua, siano entrate per molta parte
+nella composizione del Poema sacro?
+
+--Sì,--disse Fiordispina,--dovete aver ragione. Ma io penso ancora
+un'altra cosa, quassù. Penso che in molti versi, sparsi qua e là nella
+_Divina Commedia_, il Poeta mostra di credere alla grandezza del suo
+lavoro; ma che nessuna cosa indichi meglio questa sua fede, che il
+fatto di aver vedute o descritte con un cenno maestro tante regioni
+d'Italia. Da ogni terra ch'egli ha visitata, Dante prende un'idea, un
+colore, una immagine, e le aduna nel suo poema, che sarà la Bibbia
+degli Italiani, quasi volesse rappresentarci la penisola già unificata
+nella sua mente profetica.
+
+--Ah!--gridò Gino.--Si avverasse presto il gran sogno!--
+
+Così la gita di Bismantua si era mutata in un pellegrinaggio di voto,
+come se i nostri due innamorati fossero andati ad un santuario antico,
+per venerare gli Iddii della patria. Ma a tutti fa questo senso
+Bismantua, anche senza aver compagna nella salita una bellissima
+donna, che abbia letto Dante e lo ami.
+
+Quel giorno, sotto la vetta del monte, Gino Malatesti incise tre nomi
+sulla corteccia di un faggio: il nome del Poeta su in alto; più sotto
+il nome di Fiordispina ed il suo. Oh, non c'era pericolo che facesse
+errori, scrivendo il nome di lei! Questi malanni non occorrono che in
+sogno.
+
+Nella realtà, piuttosto, ne occorrono degli altri. Il conte Gino, per
+esempio, al suo ritorno di Bismantua, trovò una lettera, che aveva
+lasciata per lui il procaccia. Da qualche tempo, sapendo che il conte
+Malatesti faceva capo ogni giorno alle Vaie, era uso del procaccia di
+consegnargli le sue lettere laggiù, o di lasciargliele, se non lo
+avesse trovato.
+
+--Notizie di casa tua;--disse Aminta, separando la lettera di Gino da
+quelle dei Guerri, e consegnandola all'amico.
+
+--No,--rispose Gino, dopo aver dato una guardata alla
+soprascritta,--non è il carattere dei miei.--
+
+Ma dopo aver guardato il carattere, guardò anche il bollo postale. La
+lettera non veniva da Modena; veniva invece da Lucca.
+
+Chi poteva scrivergli da Lucca? Erano già scorse parecchie settimane
+senza che Gino Malatesti ricordasse la esistenza di quella graziosa
+città. Da Lucca? Ah, gli tornava allora la memoria del passato, e
+sebbene quello della soprascritta non fosse il carattere di una certa
+persona, la provenienza della lettera lo seccò molto, molto, molto; lo
+seccò tanto, che egli cacciò la lettera in tasca, senza darsi la briga
+di aprirla.
+
+--Tu fai sempre complimenti con noi;--disse Aminta, che aveva veduto
+quell'atto.
+
+--No, sai? non ne faccio;--rispose Gino.
+
+--Ah, dico bene! Non ne sarebbe il caso;--replicò Aminta.--Noi intanto
+leggiamo bene le nostre.
+
+--La mia è la lettera di un noioso;--disse Gino.--Ci sarà sempre tempo
+a leggerla.--
+
+E gli parve di respirar meglio, poichè l'ebbe seppellita nel fondo
+della tasca, con quel po' po' d'epitaffio.
+
+Bel coraggio! direte. Bella tranquillità d'animo! E il più bello fu
+questo, che non sapete ancora. Gino Malatesti non lesse quella lettera
+neanche a Querciola; non la lesse il giorno appresso, nè l'altro che
+seguì. Passarono otto giorni, a farvela breve, e la lettera di Lucca
+stava sempre là suggellata; non più in una tasca dell'abito, ma in un
+angolo del suo cassettone. Ciò avviene qualche volta a tutti, e non è
+sempre una prova di coraggio, ahimè, nè di tranquillità d'animo; ve ne
+ricordate? Si è messa quella lettera in disparte, rimandandone la
+lettura fastidiosa ad un momento più tranquillo; ma quel momento non
+vien mai; e i giorni passano, frattanto; e quando, rovistando le
+vostre carte, quella lettera malaugurata vi viene davanti, fremete, vi
+adirate con voi medesimi, e paghereste qualche cosa perchè non ve
+l'avessero scritta.
+
+Dunque, coraggio e tranquillità d'animo, no; piuttosto una diffidenza,
+un sospetto, che confinavano con la paura di legger cose spiacevoli,
+di esser tirato in altre difficoltà, solamente (ma era già abbastanza
+per lui) di rinnovare sensazioni dolorose. E perchè le noie sono come
+le disgrazie, loro sorelle maggiori, che non vengono mai sole, otto
+giorni dopo l'arrivo della lettera, rimasta suggellata nel suo
+cassettone, e mentre Gino se ne stava alle Vaie, seduto nel salotto
+dei Guerri, capitò una fantesca ad annunziare:--sono arrivati due
+signori.--
+
+--Ebbene,--disse il signor Francesco,--falli entrare.
+
+--Cercano del signor conte Malatesti;--ripigliò la fantesca.
+
+--Falli entrare egualmente;--replicò il vecchio Guerri.
+
+A quell'annunzio il conte Gino si era fortemente turbato. Chi diamine
+poteva cercar di lui? E là, poi, in casa d'altri, quando il suo
+domicilio era a Querciola?
+
+--Aspettate;--diss'egli, trattenendo col gesto la donna, che già si
+moveva per obbedire al comando del signor Francesco.--Non è
+conveniente che io regali questa seccatura ai miei ospiti. Andrò a
+ricevere questi importuni nell'anticamera.--
+
+E prima che il signor Francesco potesse rispondergli, escì dalla sala,
+per entrare in quella cameretta che conoscete.
+
+Poco stante, avvisati dalla fantesca che potevano salire, apparvero i
+due forastieri sull'uscio. Gino riconobbe il commissario di polizia e
+l'applicato che aveva già ricevuti una volta, sul principio della sua
+dimora a Querciola.
+
+L'atto suo fu di meraviglia, e non lieta. Il commissario se ne avvide
+benissimo, e cercò di rimediare con una buona parola.
+
+--Non si turbi, signor conte, la prego;--diss'egli.--Portiamo notizie
+allegre.--
+
+Non c'erano notizie allegre da quella parte, per il conte Gino
+Malatesti, e il suo viso non si rasserenò punto punto.
+
+--Siamo stati a Querciola;--ripigliò il commissario;--ma abbiamo avuto
+il dispiacere di non incontrarla. Ci han detto che forse avremmo
+potuto trovarla qui, dai signori Guerri, dov'Ella usa venire....
+
+--Sì, a far visita;--interruppe Gino, seccato e confuso ad un tempo.
+
+--Ottima cosa avere dei buoni vicini!--osservò il commissario.--Si
+passa gradevolmente qualche ora del giorno, in attesa d'un fortunato
+cambiamento.
+
+--Ha qualche cosa da annunziarmi?--disse Gino, riconducendo il signor
+commissario all'argomento della sua visita.
+
+--Sì, e tale che le farà piacere. Ma io non ardirò sostituirmi al suo
+signor padre, cui spetta il piacere di dargli la notizia, dopo avere
+avuto il merito di provocare il fatto. Eccole una lettera del signor
+conte Jacopo, che le spiegherà meglio la cosa.--
+
+Gino prese con mano tremante la lettera che gli porgeva il
+commissario; l'aperse, non senza fatica, e lesse quel saggio della
+prosa paterna.
+
+ «_Mio caro figlio_,
+
+«Avrei dovuto, per i torti vostri e per il danno morale che essi hanno
+recato alla mia casa, lasciarvi dove il giusto rigore del Governo vi
+aveva confinato. Ma son padre, e mentre la mia severità non muta i
+suoi giudizi, il mio cuore e lo stesso decoro della famiglia non
+potevano che farmi desiderare di veder cancellata con un atto di
+clemenza sovrana quella macchia che i vostri diportamenti hanno fatta
+al buon nome dei Malatesti. Sua Altezza Serenissima ha voluto
+accogliere benignamente le mie preghiere, ed esagerando nella sua
+grazia qualche merito mio, non vedere nei vostri atti che l'effetto di
+una leggerezza giovanile, che il tempo e i consigli correggeranno, se
+già non è bastato l'esempio salutare di tre mesi di confine. Quasi
+sarebbe inutile il dirvi che io mi sono impegnato formalmente e
+solennemente per Voi, promettendo che d'ora innanzi avreste mutato
+intieramente il vostro tenore di vita, e in particolar modo per quel
+che si attiene alle relazioni, alle amicizie. Meno amici avrete, e più
+potrete sperare di averli sicuri. Del resto, vi sarà libera la scelta
+nella vostra medesima classe, con maggiore onor vostro e rispetto al
+principio di autorità, di cui tutti, se onorati del favore sovrano,
+rappresentiamo una parte. Nutro speranza che non mi farete bugiardo, e
+non mi costringerete a considerarvi straniero alla nostra famiglia.
+Desidero frattanto di rivedervi presto, e a quest'effetto mi recherò
+giovedì mattina ad incontrarvi a Sassuolo. La mia età non mi permette
+di fare un più lungo viaggio. Vi aspetterò dunque colà, nella giornata
+di giovedì, lasciandovi in questo modo il tempo di fare le vostre
+valigie.
+
+«Vostra madre, i vostri fratelli e le vostre sorelle vi abbracciano
+con me.
+
+ «Vostro padre
+ «_Conte_ JACOPO MALATESTI.»
+
+Giovedì, a Sassuolo! E che giorno era quello? Ahimè, un martedì. Gino
+rimase istupidito dal colpo. Giovedì a Sassuolo! Ma bisognava dunque
+partire quella sera medesima? Al più al più, sull'alba del giorno
+seguente? Il poveretto non ci vedeva più lume, e sicuramente si
+sarebbe trovato in un bell'impiccio, dovendo ripigliare la
+conversazione col signor commissario, se in quel punto non fosse
+capitato Aminta al soccorso.
+
+--Gino,--disse questi, entrando nell'anticamera,--ricordati che sei in
+casa tua. Spero che dopo aver parlato d'affari con questi signori,
+vorrai invitarli a passare in quell'altra sala, dove noi vi
+aspettiamo.
+
+--Ringrazio;--rispose il commissario, senza aspettare che il conte
+Gino ripetesse l'invito.--Ringrazio ed accetto subito, poichè la
+nostra missione è compiuta. Essa è stata anche gratissima, e speriamo
+che, come è piaciuta al signor conte Gino Malatesti, così sarà per
+piacere ai signori Guerri, suoi ospiti.--
+
+Così dicendo, il cerimonioso personaggio entrò nella sala, seguito
+dall'applicato e da Gino, che non si era per anche riavuto dal suo
+stordimento. Qui si fecero i soliti saluti, e il signor Francesco
+offerse una refezione, che fu ricusata, poichè i due visitatori
+avevano già desinato a Pievepelago.
+
+--Accetteranno almeno una tazza di caffè ed un bicchier di
+vino;--disse allora il vecchio Guerri.
+
+--Per non rifiutar le sue grazie;--rispose il commissario,
+inchinandosi.
+
+Vennero i bicchieri sul vassoio d'argento, con la bottiglia di vin
+Santo delle grandi occasioni e con la catasta dei cantucci, ben
+ordinati nel piatto.
+
+Il signor commissario amava i dolciumi, secondo l'uso di tutte le
+virtuose persone, e intinse volentieri un cantuccio nel suo vino. Come
+l'ebbe inzuppato ben bene, lo immerse beatamente in bocca, facendo
+batter la lingua contro il palato, e chiudendo gli occhi a mezzo, in
+atto di buongustaio che voglia concentrare tutte le facoltà dell'anima
+intorno alla voluttà del momento. Felicissima bocca del mio signor
+commissario! Essendo ella così soavemente vellicata, immaginate voi
+quante dolcezze ne uscirono.
+
+--Sicuramente!--diss'egli.--Reco una buona notizia, che piacerà a
+tutti gli amici del nostro signor conte, desiderato oramai da tutta
+Modena. Sua Altezza Serenissima--(e qui un inchino tanto fatto)--ha
+revocata la pena del confine, che si era degnata di applicargli, senza
+processo, notino bene, senza processo. I processi restano, e
+costituiscono sempre uno spiacevolissimo precedente, nella vita di un
+gentiluomo. La sentenza c'è e non c'è, quando il processo manca; la
+pena è applicata così, alla breve, in modo di correzione paterna, e
+quando è revocata non ne resta più traccia. Il signor conte
+ringrazierà, ne son certo, la clemenza sovrana; la quale si è
+esercitata più presto che io non prevedessi, in grazia dei meriti
+singolari dell'illustrissimo conte Jacopo, suo degno genitore, che è
+senza dubbio uno dei soggetti più eminenti dello Stato.--
+
+Finito il suo discorsetto, il degno commissario finì il suo cantuccio
+e il suo resto di vin Santo, con la coscienza di aver meritato l'uno e
+l'altro.
+
+--Mi compiaccio molto della fortuna che gli tocca; disse allora il
+signor Francesco Guerri.--A noi dispiacerà di perdere un così buon
+vicino; ma non dobbiamo essere egoisti. Non è vero, figliuoli miei?--
+
+Alle prime parole del commissario, Fiordispina era diventata pallida,
+e si era sentita mancare, tanto che aveva dovuto appoggiarsi alla
+tavola, per non dare un triste spettacolo della sua debolezza. Ma fu
+un momento, e non altro. Gli occhi del signor commissario, volgendosi
+torno torno nel giro del discorso, erano giunti fino a lei, e
+Fiordispina fece uno sforzo supremo per non dare a divedere la sua
+commozione. Anch'ella, come Aminta, rispose con un cenno di
+assentimento e con un sorriso alle ultime parole del babbo.
+
+--Ne son tutti felici, ed è giusto;--ripigliò il commissario.--Oso
+dire che il primo sono stato io, ed ho accettato con giubilo
+l'incarico di portar la notizia al signor conte, mentre qualche altra
+necessità del nostro ministero mi chiamava da queste parti. Del resto,
+se è lecito nella soggetta materia esprimere tutto il proprio
+pensiero, la pena del confine è tra le lievi la meno adatta al suo
+scopo correttivo. Un uomo che ha potuto, per qualche bazzeccola,
+trascorso di lingua, od altro lieve errore di gioventù, richiamare
+sopra di sè l'attenzione del governo, s'invigila meglio a casa, che
+tra i monti e sui laghi dell'Appennino. Non credono?
+
+--Veramente....--rispose il signor Francesco.--Non saprei dirle. Mi
+dispenso volentieri dallo avere una opinione in questa materia, che è
+di spettanza del governo e dei suoi savi consiglieri.--
+
+L'accenno malizioso ai laghi era evidente, come lo sforzo di
+ragionamento con cui il signor commissario aveva tirato il discorso
+fin là. Il signor Francesco Guerri non volle mostrare di averlo
+capito; ma la sua risposta, fatta più prudente dal pensiero della
+difesa, parve dar noia al dolcissimo signor commissario.
+
+--Ella, signor conte,--riprese questi, voltandosi a Gino,--mi perdoni
+la libertà di un giudizio che non esce dalla cerchia delle mie
+attribuzioni. Posso anche ammettere che la sua lealtà di suddito sia
+stata sospettata a torto, per informazioni non bene accertate. Il
+migliore dei governi, si sa, non può sperare di aver servitori tutti
+egualmente accorti, che sappiano sceverare il vero nelle relazioni di
+un fatto, cogliere da un ponderato esame le intenzioni della gente,
+misurarne secondo i casi la importanza, distinguendo l'assoluta dalla
+relativa. Ad ogni modo il perdono è intiero e cancella fin l'ombra dei
+sospetti passati. Ella si prepari a fare le sue valigie, perchè
+l'illustrissimo signor conte suo padre le viene incontro domani a
+Sassuolo.--
+
+Un'altra occhiata andò in giro, e si fermò sul volto di Fiordispina.
+Era forse l'occhiata consuetudinaria dell'impiegato di polizia, che
+deve aver l'aria di scrutar gli animi e i cuori. Ma la fanciulla dei
+Guerri n'ebbe un senso di freddo, e stette più salda che mai.
+
+--Mi duole,--diceva frattanto il conte Gino,--mi duole che il mio
+signor padre si voglia scomodar tanto per me. Le mie valigie son
+presto fatte. Ma io, signor commissario,--soggiunse egli con una certa
+alterezza di accento,--senza partecipare alla sua opinione sulla
+lievità di certe pene, mi ero avvezzato, gliele confesso
+sinceramente.... mi ero avvezzato alla mia.
+
+--Capisco.... capisco....--rispose quell'altro, sconcertato dalla
+schiettezza del conte.--Una così bella compagnia.... si lascia mal
+volentieri. Ma Ella potrà ritornare, da libero visitatore, in questi
+bei luoghi.
+
+--Lo spero bene!--ribattè il conte Gino.
+
+Il momento non era piacevole. Ma il signor Francesco Guerri mise fine
+alla scena, alzandosi di scatto, per dar commiato ai suoi ospiti. Si
+rivolse per altro all'ospite caro, e non badò punto ai noiosi.
+
+--Conte Gino,--diss'egli, stendendo la mano al giovanotto,--vada a
+prepararsi per la sua partenza da Querciola. Mio figlio Aminta le
+terrà compagnia. Le Vaie, del resto, sono sulla strada del ritorno, e
+noi avremo tempo a farle i nostri saluti amichevoli e i nostri augurii
+sinceri.--
+
+Anche il signor commissario aveva dovuto alzarsi.
+
+--E noi frattanto,--diss'egli,--ritorneremo a Fiumalbo, per l'altra
+parte della nostra missione.
+
+--Ah, già!...--rispose il signor Francesco.--C'è un'altra parte....
+
+--Dobbiamo vedere il sindaco;--ripigliò il commissario.--Sarà
+reperibile, a quest'ora.
+
+--Credo bene. Se vuole, manderemo anche ad avvertirlo.
+
+--No, non occorre; troveremo noi questo signor Cervarola. Si chiama
+così, non è vero?
+
+--Lorenzo Cervarola, per l'appunto. La sua casa è a cinquanta passi
+dal mulino di Fiumalbo.
+
+--Grazie! Ci andiamo subito, perchè vorremmo sbrigarci;--disse il
+signor commissario.--Far bene e presto è il gran fine, il gran
+desiderio; ma pur troppo non è sempre possibile, in materia
+amministrativa.
+
+--Col suo ingegno e col suo zelo, signor commissario!...
+
+--Eh, lo zelo è grande davvero; così fosse l'ingegno!--rispose
+quell'altro, umilmente.--Ma si farà quello che si potrà. Il governo
+desidera un po' di relazione, fatta _de visu et de auditu_ sullo stato
+e sui bisogni reali di queste industriose popolazioni. Accogliere i
+legittimi voti, togliere gli abusi, se ce ne sono, concedere tutte le
+agevolezze compatibili con le esigenze del servizio, son questi i
+criterii di un ottimo governo; ed il nostro, la Dio grazia, non lascia
+nulla a desiderare, per questo lato.--
+
+Il signor Francesco Guerri s'inchinò leggermente. Un inchino costa
+poco e fa risparmiare molte parole inutili, pericolose.
+
+--Signor conte,--ripigliò il commissario, volgendosi a Gino,--voglio
+sperare che i doveri del nostro uffizio ci permetteranno di vederla
+domattina, al suo passaggio da Fiumalbo.--
+
+Gino s'inchinò anche lui, ma il suo inchino poteva anche parere l'atto
+di un uomo che si stringe nelle spalle.
+
+--Se questa sorte ci fosse negata,--proseguì il commissario,--abbia
+fin d'ora i nostri augurii, ed accolga la preghiera che io Le faccio,
+di presentare i miei più rispettosi ossequi all'illustrissimo signor
+conte Jacopo. Il degno personaggio ha un po' di benevolenza per me, ed
+io gliene sono riconoscentissimo.
+
+--Grazie!--mormorò Gino, in ricambio a quel fiume di parole.
+
+Ma dopo quel «grazie» fu ancora costretto a stringere la mano del
+signor commissario, del suo tormentatore, del suo aguzzino. Meno
+spiacevole gli fu la stretta di mano dell'applicato. Vi rammentate che
+in quella stretta il conte Gino aveva già ricevuto un messaggio del
+suo servo Giuseppe. Se anche quella volta gli fosse capitata una
+simile fortuna! Egli si era ben preparato a riceverla; ma il bravo
+applicato non aveva niente da dargli. Piuttosto avrebbe avuto qualche
+cosa da dirgli. Guardò infatti il conte Gino con una cert'aria, gli
+strinse la mano in un certo modo, che il giovanotto ne rimase un po'
+sconcertato.
+
+--Che cosa vorrà dirmi con la sua occhiata e con la sua
+stretta?--pensò.--Veda lui di spiegarsi più chiaro. Io del resto so
+bene una cosa: che niente potrebbe esser peggio della sentenza che mi
+ha portata il suo superiore immediato.--
+
+Partiti i due rappresentanti del governo ducale, ci fu un po' di scena
+muta, nel salotto dei Guerri.
+
+Anche questa volta parlò primo il signor Francesco, che aveva la testa
+più forte e il cervello più libero.
+
+--Andate, conte;--diss'egli.--Non farete in tempo a preparare le cose
+vostre, se aspettate dell'altro.
+
+--Si, vado;--rispose Gino, scuotendosi;--ma ritornerò al più presto
+possibile.
+
+--Questa sera, perbacco! Pellegrino s'incaricherà lui di trasportare
+le valigie. Aminta vi aiuterà a farle.
+
+--Sì, sì;--mormorò Gino, che non aveva più volontà. E si allontanò,
+seguito da Aminta, dopo aver salutate le signore, più che con le
+parole sue, con gli occhi pieni di lagrime.
+
+--Coraggio, via!--gli disse il signor Francesco, che lo aveva
+accompagnato sull'uscio di strada.--Si direbbe che nei momenti
+solenni, dove è più necessaria l'energia del carattere, essa vi manchi
+del tutto. Siate uomo, conte Gino: pensate alla vostra famiglia, che
+rivedrete doman l'altro; a vostro padre, che abbraccerete domani.
+
+--Ma io, signor Francesco.... padre mio... avevo posto il mio cuore
+qui! E se permettete....
+
+--No, amico mio!--interruppe il vecchio Guerri, abbracciandolo.--Non
+dite nulla, perchè il tempo stringe. Mi parlerete del vostro cuore,
+quando verrete a riprenderlo.--
+
+Mezz'ora dopo, andando a spron battuto per la via del bosco, Gino ed
+Aminta giungevano a Querciola.
+
+Il Mandelli fu maravigliato di quella partenza improvvisa del suo
+inquilino; ma lo aveva sempre veduto così poco, che non ebbe ragione
+di piangere. Non si dovevano commuovere niente di più i rustici
+abitanti di Querciola, che non avevano veduto mai il forastiero
+traversare il paesello, tranne una volta, ed al trotto, confuso in una
+allegra cavalcata co' suoi amici delle Vaie: coi re della montagna,
+come si usava dire lassù.
+
+Le valigie furono presto fatte. L'unica noia un po' grossa era quella
+di mettere in ordine le carte, che ingombravano il tavolino e i
+cassetti del conte. Sul tavolino, per esempio, c'erano alcuni fogli
+pieni di versi e di cancellature; il principio di una ballata, che
+portava un bel titolo, scritto a grossi caratteri: _La Ninfa del
+Lago_.
+
+--Che?--disse Aminta.--Scrivevi dei versi?
+
+--Per tua sorella;--rispose Gino,--E resteranno incompiuti.
+
+--Li finirai a Modena e ce li porterai a leggere per il quattro di
+ottobre. Hai due mesi di tempo, non poco nè troppo, per tutte le cose
+che avrai da fare laggiù;--disse Aminta, appoggiando forte sulla
+frase.--Il quattro di ottobre è l'onomastico di nostro padre.
+
+--E tutti i suoi figli debbono fargli corona, in quel giorno!--rispose
+Gino, animandosi.--Non mancherò, te lo prometto.--
+
+Nel raccogliere le carte che stavano pigiate entro i cassetti, venne
+fuori la lettera di Lucca.
+
+--To'!--disse Aminta.--Ecco una lettera che non hai neanche aperta.
+
+--Ah sì, è vero;--rispose Gino, crollando la testa.
+
+--Perchè non la leggi?--chiese Aminta.
+
+--È la lettera d'un noioso; ci sarà sempre tempo;--replicò Gino.--Oggi
+ho un diavolo per occhio.--E con atto risoluto cacciò la lettera in
+tasca, per farla finita una volta. Sì, questo era il suo pensiero, per
+farla finita. Ma oramai non poteva più sciogliersi da un altro
+pensiero, che era quello della lettera, ritornata nel suo soprabito.
+Il foglio malaugurato gli dava noia, gli destava un senso di bruciore
+sul petto. Oh, finalmente! Che cos'era quel foglio, di cui sentiva
+tanta paura? Non ne aveva forse avuto abbastanza, di dolori, e non
+sopportava egli già la pena più acerba, con quella energia che gli
+aveva infusa una esortazione del vecchio Guerri, del padre di
+Fiordispina? Alla peggio, non era quello il suo giorno triste? Non era
+quello il momento di bere tutto, fino alla feccia, il suo calice di
+amarezze? La curiosità non c'entrava punto, e questo egli lo sapeva
+bene; se non ne fosse stato certo, gli sarebbe bastato ricordare otto
+giorni della più superba noncuranza. Il conte Gino andò allora nel
+vano della finestra, cavò di tasca la lettera, la spiegazzò un poco
+fra le dita; poi ruppe il suggello.
+
+--Ah, finalmente!--borbottò egli.--È fatta. Vediamo questo maledetto
+foglio, che fa tanta paura. Non ne salterà mica fuori una vipera!--
+
+Corse, come potete credere, alla firma: «Emilio Landi.»
+
+--Ah!--gridò allora.--Emilio Landi.»--
+
+E rise, d'un riso convulso, che fece voltare il compagno.
+
+--Che c'è?--chiese Aminta, tralasciando di serrar la cinghia di una
+valigia.
+
+--Te lo dicevo io!--esclamò Gino.--L'ho aperta, ed è la lettera del
+più sciocco, del più noioso tra gli uomini.
+
+--Ebbene?--disse Aminta.--Leggila egualmente. C è sempre qualche cosa
+da imparare, anche nella lettera d'uno sciocco.
+
+--Leggerò, sicuramente, leggerò;--rispose Gino, rifacendosi dalla
+firma al «Carissimo.»
+
+La lettera, come sappiamo dal bollo postale, veniva da Lucca. La data,
+in principio del foglio, diceva più chiaramente: «Dai bagni di Lucca.»
+Era dunque ai bagni di Lucca, il marchesino Landi? Gino Malatesti
+avrebbe potuto gridare con Amleto: «Ahi, profetica anima mia!» Ma
+egli, se non ruppe in quel grido, pensò certamente qualche cosa di
+simile.
+
+Ed ora, leggiamo quella famosa lettera insieme con lui. Secondo il
+giudizio di Aminta Guerri, ci sarà sempre qualche cosa da imparare,
+anche nella lettera d'uno sciocco. A buon conto vedremo se il marchese
+Emilio Landi fosse a dirittura uno sciocco personaggio, come piaceva
+al conte Gino di gabellarlo.
+
+«_Carissimo amico_,
+
+«Che cos'è avvenuto di te? Ti sei insalvatichito, vivendo tra i monti?
+Perchè da tre mesi non dài segno di vita agli amici? Avevi forse paura
+di comprometterli? Potevi bene immaginarti che le tue notizie mi
+sarebbero state gratissime, ed anche pensare che nessuno avrebbe
+trovato a ridire nella lettera di un uomo che manda un cenno della sua
+salute e delle sue occupazioni ad un amico d'infanzia. Voglio credere
+che qualche forosetta, qualche bella ninfa dei boschi ti abbia
+incantato. Non vedo altra ragione che possa scusarti di un così lungo
+silenzio.»
+
+--Sciocco!--ripicchiò il conte Gino, come fu giunto alla fine del
+paragrafo.
+
+Poi, come era naturale, ripigliò la lettura.
+
+«Pensando a questo, mio caro Gino, ti ho perdonato. Perdonato, bada
+bene, e non giustificato. L'odore del _foin coupé_ è buono, ma in
+estratto; il gradirlo sul posto è da cacciatori, ma per un giorno, e
+non di più. Comunque, lo ripeto, ti ho perdonato, e la mia amicizia
+per te non si è punto affievolita. Vedine infatti la prova: ho una
+buona notizia che ti risguarda, e mi affretto a comunicartela. Ma
+procediamo con ordine, come dice mio zio, quando discute.
+
+«Ero venuto con lui a Lucca, per queste acque che gli hanno decantate.
+I luoghi di bagni hanno il loro periodo di voga; oggi son tornati alla
+moda i bagni di Lucca. E gli ammalati, creduli sempre, seguono il
+consiglio dei buontemponi. Eccoci dunque a Lucca, come l'anno scorso
+eravamo a Graefenberg, per esperimentare i miracoli della doccia.
+Venuto qua, mi son trovato come in casa mia. C'è mezza Modena,
+figùrati, anzi tutta Modena, poichè ci ho incontrata la marchesa
+Baldovini, sempre bella a quel Dio! Ma perchè è venuta alle acque di
+Lucca, la bionda marchesa, che ha in casa sua la fontana di gioventù?
+E con che coraggio ha messa in mostra la sua figliuola! Un bottoncino
+di rosa, caro mio, un occhio di sole, e tutto il meglio che vorrai.
+Dovresti vederla, come noi la vediamo qui, ammirata da tutta la
+colonia bagnante e bevente, in cui pure si ritrovano tante bellezze
+straordinarie. È tutt'altra cosa da quella timida verginella, che ci
+veniva di tanto in tanto alla vista, ne' suoi modesti abiti di
+educanda. È un angelo sempre, ma un angelo con le ali dispiegate. Così
+doveva essere a diciott'anni sua madre, e si pensa naturalmente a quel
+verso di Orazio, che dice... Come dica, non lo ricordo più bene, e non
+voglio farti ridere guastandolo. È quel verso in cui Orazio loda la
+madre, ma lascia intravvedere che gli piace anche maledettamente la
+figlia.»
+
+--Ah!--esclamò Gino.--È dunque innamorato della figliuola? Se la sposi
+e sia finita. Ma che bisogno c'è di seccar me coi suoi inni?--
+
+Ripigliò la lettura, poichè gli premeva di giungere al fine.
+
+«La marchesa Baldovini è sempre il buon cuore fatto donna. Si è
+parlato subito di tante cose e di tante persone. Puoi immaginarti, mio
+caro, che si è parlato anche di te. Dirò anzi che tu sei stato
+ricordato dei primi.--Sapete? mi ha detto. Il confine del Malatesti
+durerà poco. In verità, è durato già troppo, e contro tutte le mie
+sollecitazioni, contro tutte le promesse che mi erano state fatte. Non
+ne avevo parlato mai, perchè non mi piace vantarmi, nè lasciar
+concepire speranze, che non possano convertirsi tosto in realtà. Ma
+questa volta siamo al punto buono. Ho ricevuta ieri la lettera che mi
+dice: «Si farà grazia al vostro protetto. Non c'è più che da firmare
+il rescritto, poichè Sua Altezza mi ha detto finalmente di sì.»
+
+«Io, come puoi bene immaginarti, le ho chiesto subito il permesso di
+mandare a te questa buona notizia. Era una consolazione per me, poichè
+mi era dato di associarmi in qualche modo alla sua buona azione.--Fate
+pure (mi ha risposto) purchè la notizia non abbia l'aria di venire da
+me, e sopratutto purchè il Malatesti non sappia che ho fatta questa
+parte per lui.--Ma perchè questo? domandai.--Il perchè mi par chiaro;
+voi stesso, Landi, avete decorato del nome di buona azione ciò che ho
+potuto ottenere io, seguendo l'impulso di un'amicizia costante. Ora,
+delle buone azioni è bene sentir gli effetti, senza conoscerne
+l'autore; lasciatemi il gusto della modestia, che mi procurerà una
+gioia più viva di tutti i ringraziamenti del mondo.--Ho promesso
+perchè la marchesa voleva così; ma, come vedi, non mantengo ciò che ho
+promesso. Appunto perchè la marchesa Baldovini ha fatta una buona
+azione che ti risguarda, è giusto che tu ne sia avvertito da chi ha
+potuto essere a parte del segreto. Ma ti prego, mio caro, sii
+prudente; non dirne nulla a lei, quando la rivredrai. Passerei a' suoi
+occhi per un linguacciuto, e la dama sarebbe capace (me lo ha
+minacciato, anzi) di mettermi alla porta.»
+
+Seguivano altre chiacchiere, che Gino lesse a volo, o non lesse. Gli
+si era come offuscata la vista, per il gran turbamento che lo aveva
+preso. In mezzo a quella novità di cose gli sarebbe stato necessario
+racapezzarsi, poichè veramente non sapeva che pensare di tanta
+generosità d'animo, di tanta amicizia, in contrasto con la freddezza
+apparente e col silenzio ostinato della marchesa Polissena. Ma il
+fratello Aminta era là, che aveva finito il suo lavoro; e Gino
+Malatesti, non sapendo che pensare, si appigliò al partito di non
+pensare, e rimise in tasca la lettera.
+
+Le valigie erano fatte, ed Aminta le consegnò a Pellegrino, che doveva
+portarle alle Vaie. Il Mandelli era sull'uscio, e Gino gli strinse la
+mano, ringraziandolo della sua ospitalità, che del resto aveva
+rimunerata, oltre il prezzo pattuito, con qualche donativo alla
+famiglia. Ciò fatto, senza dare un pensiero d'addio a Querciola, dove
+in tre mesi di confine era vissuto così poco, Gino Malatesti rimontò a
+cavallo. Partito dalle Vaie nel pomeriggio, ritornava alle Vaie
+sull'ora del tramonto.
+
+--Far presto e bene,--avrebbe detto il signor commissario,--è la
+grand'arte della vita. Ed io godo, vedendo la sua prontezza, signor
+conte Malatesti, godo nel pensare che questi esempi le vengono
+dall'alto.--
+
+Gino Malatesti, per altro, non sapeva di aver fatto nè ben nè male,
+poichè tutto il carico dagli apparecchi era stato sopportato da suo
+fratello Aminta. Neanche pensava di aver fatto presto, mettendo appena
+due ore tra la partenza ed il ritorno. Una cosa sola sapeva e pensava
+egli in quel punto: che la mattina, sull'alba, cioè fra dieci ore, a
+dir molto, avrebbe dovuto lasciare il suo paradiso.
+
+
+
+
+Capitolo X.
+
+La fanciulla dei Guerri.
+
+
+Che pensava frattanto la fanciulla dei Guerri? La poveretta, partito
+Gino, si era ritirata nella sua camera verginale. A piangere,
+sicuramente, a piangere, guardando tra le lagrime i mazzolini, che il
+conte Malatesti soleva gittarle ogni giorno. Quei fiori, la più parte
+disseccati, erano tutto il suo dolce passato; gli ultimi, ancor
+freschi, solamente appassiti, sarebbero disseccati anch'essi tra
+breve. Nè ella sapeva quando sarebbe ritornato il donatore, e pensava
+invece con terrore che chi parte.... No, no, non era possibile! Gino
+Malatesti, un animo nobile, un gentiluomo, doveva ritornare, come
+aveva giurato.
+
+Il conte Gino era giunto tra quei monti, era apparso a lei con
+l'aureola del proscritto. Fiordispina Guerri non aveva veduto il
+nobile, il cavaliere di città, l'elegante giovanotto, come tante altre
+avrebbero fatto al suo posto. Lo aveva ammirato perchè amante della
+sua patria e per lei disposto a soffrire; si era sentita attrarre da
+lui, perchè egli recava con sè, profumo incantevole, quella gentilezza
+di atti e di pensieri che ella stessa chiudeva nell'anima; lo aveva
+amato, perchè egli rispondeva ad un tipo ideale del suo cuore, quel
+tipo che ogni fanciulla ha sognato nella sua celletta di educanda, o
+nella pace un po' fredda delle pareti domestiche.
+
+Anch'ella lo aveva intravveduto, quel tipo: da principio nel Damone e
+nel Pizia delle _Novelle_ del Soave; poi nel Niso e nell'Eurialo
+dell'_Eneide_, tradotta del Caro; meglio ancora nel _Telemaco_ di
+Fénélon, su cui aveva studiato il suo francese, e nel Tancredi della
+_Gerusalemme_, che l'aveva iniziata alla grandezza dell'ideale
+cavalleresco e alle bellezze del linguaggio più nobile che mai abbia
+parlato per bocca italiana l'amore. Questo tipo, sempre conteso,
+sempre gelosamente nascosto alle fanciulle nella loro educazione
+morale, trapela ad ogni istante, da ogni pagina della loro educazione
+letteraria. A farlo a posta, si ottiene un fine ben diverso da quello
+che presiede alla educazione femminile. Non vedendo mai quel tipo
+nella sua verità più umana e più umile, una fanciulla se lo foggia
+nella fantasia, più grande del vero, elegante, eroico, tenero,
+maraviglioso, sublime, come tutti quei tipi di perfezione, che
+ricorrono, per onore della umanità, nei poemi più emendati, nelle
+novelle più castigate, nelle storie più sommariamente narrate. Anche
+il giovane Scipione, in Ispagna, Curzio sull'orlo della voragine, Caio
+Gracco, nel Foro, perfino Cesare, nelle Gallie, diventano personaggi
+poetici, tipi leggendarii di virtù pericolosa, come Tancredi e
+Telemaco.
+
+Alle Vaie, dov'era ritornata dopo parecchi anni di conservatorio, alle
+Vaie quel tipo ideale non esisteva, e la fanciulla dei Guerri aveva un
+po' sofferto, per avvezzarsi a quel crudo contrasto fra le immagini
+della scuola e la realtà della vita.
+
+Qualche volta, sui primi tempi, ricordando le favole dell'infanzia e
+le belle fantasie del poeta così caro alla sua famiglia, la fanciulla
+dei Guerri si figurava di essere una principessa chiusa da qualche
+scongiuro di strega in un castello incantato. Era necessario, per
+liberarla, che ad un bel cavaliere, dopo molte prove eroicamente
+sostenute, toccasse la sorte di possedere il talismano, davanti a cui
+tutti i ponti levatoi si calavano e tutte le porte meglio chiuse si
+aprivano. E il bel cavaliere giungeva, e il mago custode spariva
+fremendo, e Fiordispina era condotta dal cavaliere con gran pompa e
+dimostrazioni d'ossequio alla corte del re suo padre. Nelle favole
+cavalleresche il padre è sempre re, e il suo regno è facilmente
+tagliato dalla pezza, nei vasti dominii di Artù.
+
+Altre volte il sogno prendeva un diverso indirizzo. La realtà
+incominciava a gravar d'ogni parte, come un'aria densa, sulle ali
+della fantasia. Il suo fratello Aminta era un giovanotto tagliato alla
+montanara, ma di buon'indole e di sentimenti generosi; aveva
+dimenticato una parte del latino imparato alle scuole di Modena; le
+cacce, i mercati, le serre, avevano un po' trasformato la sua dolce
+natura. Ma il fondo restava, ed ottimo; una donna di delicato sentire,
+amandolo com'egli meritava, avrebbe potuto trasformarlo da capo,
+trarre il cavaliere dalla ruvida corteccia del montanaro. Perchè la
+fanciulla dei Guerri non avrebbe potuto operare un miracolo come
+quello, sull'animo giovane e buono di un altro principe della
+montagna? Era un vicino, un congiunto di sangue, e le occasioni di
+vederlo, di studiarlo, non sarebbero mancate. A quel giovane montanaro
+ella infondeva i suoi proprii sentimenti, il suo modo di vedere, tutto
+quel po' che aveva imparato, tutto il più che alla sua mente dicevano
+le aurore e i tramonti, le acque correnti, le solitudini profonde e i
+grandi echi delle alti convalli. Così intesa, così avviata alle
+regioni del pensiero, la vita poteva ancora esser bella. Perchè, voi
+lo indovinate, o lettori, Fiordispina era tirata al fantastico dalla
+sua stessa condizione, dal contrasto naturale tra un'educazione
+perfetta, che aveva ricevuta in conservatorio, e il nuovo genere di
+esistenza a cui la condannava oramai il soggiorno delle Vaie. Un po'
+romantica, adunque, ma tanto da non guastare; e poi, sotto quel lieve
+tessuto di sogni e di larve poetiche, la donna di carattere non aveva
+indugiato molto ad apparire.
+
+Proprio in quel tempo si era incominciato a dire, nella gran sala dei
+Guerri:--Tra qualche giorno avremo la visita del nostro cugino
+Ruggero. Suo padre ci annunzia che il giovinotto è andato a Reggio,
+per certe faccende di casa, e poi verrà da noi, per vedere le serre.
+Dev'esser grande, oramai, il cuginetto! Come passa il tempo! Ci par
+ieri, il giorno che lo abbiam visto bambino, in compagnia di sua
+madre.--
+
+Era passato per la mente della fanciulla che il giovane montanaro dei
+sogni fosse il cugino Ruggero? Sì e no; anzi diciamo meglio: ne sì, ne
+no. Poteva esser egli, come poteva esser un altro. Quando la fanciulla
+sognava, nessuna immagine spiccata si offriva agli occhi della sua
+fantasia. Il montanaro discepolo non aveva dunque un tipo, un viso
+conosciuto, o altrimenti foggiato su notizie domestiche. Anche il
+principe del talismano, il principe liberatore, faceva capolino
+qualche volta, ed anch'egli era un'immagine confusa, non era biondo,
+nè bruno. Era il principe, era l'invocato, il consolatore che si
+aspetta, pensando a lui tra un punto e l'altro dell'ago
+frettoloso.--Vediamo;--dice tra sè la fanciulla;--giungerà egli, prima
+che io abbia finito questo ricamo, che sarà pure così lungo?--Così
+immaginarono i Greci che usasse Penelope, aspettando il marito. E
+perchè Ulisse non giungeva mai, la bella regina era costretta a disfar
+nella notte il pezzo di tela che aveva ordito nel giorno. Ma ciò,
+evidentemente, per la necessità del romanzo, in cui, elementi
+perturbatori della tacita aspettazione di lei, entravano i Proci
+importuni e arroganti. Le fanciulle non hanno da disfar nulla, salvo
+qualche maglia mal fatta, o qualche punto mal messo; aspettando
+l'invocato, il principe del talismano, fanno sempre nuovi lavori,
+adornano dei loro ricami la camera dei parenti, la culla del
+fratellino, il salotto, e via via tutta quanta la casa, prima che il
+principe arrivi. Talvolta, ahimè! giunge la sua caricatura, il suo
+nano, il suo buffone arricchito e giubilato. Che pianti, allora, mie
+povere bambine! Come è diversa, come è lontana quella figura, dalla
+immagine non veduta bene, ma sentita nel sogno! E come si preparano,
+in un giorno di festa (così è costume di chiamarlo, perchè vi adornano
+a festa) i giorni dolorosi delle ripugnanze invincibili!
+
+Non auguriamo questa sventura alla fanciulla dei Guerri. A lei, quando
+meno lo aspettava, il principe del talismano era apparso. Aveva corona
+di conte, e si chiamava Gino Malatesti. Inoltre, era proscritto, per
+grande amore della sua terra, l'Italia, per quella Italia che ella
+aveva imparato ad amare nelle rime di tutti i poeti della patria; così
+degli antichi, che le avevano lasciati leggere in iscuola (Dante, ad
+esempio), come dei più recenti, che aveva trovati, gelosamente
+custoditi, nella piccola libreria di suo padre e di suo fratello
+Aminta. Proscritto! Quel nome era allora un titolo di nobiltà, ben
+maggiore di tutte le corone e di tutti gli stemmi; era il marchio
+della sventura, il sigillo del valore; era come un diritto alla pietà,
+all'amore, poichè la pietà è sua sorella, in ogni cuore di donna.
+Fiordispina si era impietosita: e quando aveva guardato dentro di sè,
+si era avveduta di amare il proscritto, di amarlo con tutte le forze
+dell'anima.
+
+E qual pace in lei, quando ebbe scoperto lo stato del suo cuore! Calde
+e vaste ed impetuose correnti attraversano il grembo dei mari
+profondi; mentre la superficie è tranquilla, e limpida e tersa come un
+cristallo sembra sorridere al cielo, di cui porta amorosamente i
+colori. Ah, fosse durata sempre così, la sua vita, senza chiedere,
+senza sperar nulla di più, confusi in quella estatica calma degli
+amori eterni! Ma anche Gino l'amava di quel medesimo amore? Sì,
+l'arrivo di Ruggero, del cugino, aveva giovato ad istruirla anche di
+ciò. Biondo e forte montanaro, Ercole adolescente, anima candida, che
+a guisa di molle cera avresti potuto prendere ogni impronta dalla
+volontà della gentile educatrice, aveva ella pensato a te un solo
+momento? Fiordispina intravvide ciò che forse era passato per la mente
+de' suoi; lo intravvide alla gelosia che la presenza di Ruggero aveva
+destata nel cuore di Gino. Ma come? Era proprio geloso, il conte
+Malatesti? E di chi? Ruggero Guerri era un bel giovane, e la bellezza,
+anche non osservata in modo particolare, è fatta per piacere agli
+occhi e per ispirare la simpatia. Fiordispina non poteva sentir
+ripugnanza per suo cugino; avrebbe potuto amarlo, sì, come amava suo
+fratello Aminta, come si amavano tutti, in quella buona stirpe sana
+dei Guerri. Ma amarlo di un altro amore, lui? Era possibile? Poteva il
+conte Gino solamente pensarlo?
+
+Il cugino Ruggero, venuto per pochi giorni alle Vaie, ne era
+ripartito, senza capir nulla, senza indovinare, senza immaginare
+neanche il segreto delle calde e vaste ed impetuose correnti che
+attraversavano il grembo di quel mare azzurro e tranquillo. Siamo
+sugli Appennini, e scambio delle correnti del mare si dovrebbero
+ricordare i gorghi di un lago. Ci pensava ella, in quel punto, al lago
+della Ninfa, e al giorno in cui era andata con Gino a visitarlo? O
+scoglio solitario, o letto della Ninfa, al cui piede erano approdati
+insieme! O sasso di Bismantua, dove il suo nome era stato inciso nella
+scorza di un faggio, accanto a quello di Gino, e sotto a quello del
+divino Poeta, del padre della patria! Come si erano collegati,
+consertati e confusi quegli amori supremi! Certe cose non si sentono e
+non s'intendono più, nelle città popolose. Dante, ad esempio, non è
+tra noi che un importuno, strumento di tortura ai cervelli adolescenti
+del ginnasio e del liceo, pascolo gradito solamente ai vecchi barbogi,
+ai commentatori, a tutta la noiosa caterva degli eruditi. Quando per
+caso è citato in un libro, si sospira, si levano gli occhi al
+firmamento, come se si volesse fare un'offerta delle proprie
+afflizioni all'Altissimo. C'è ancor questa abitudine delle offerte,
+pur non credendo alla divinità. Se poi è citato in un romanzo, apriti
+cielo!--Come? «Anche qui, la smania erudita?»--Ma là, sul monte, dove
+non arrivano le sinfonie dei sapori acuti e degli odori dell'arte
+nostra, lassù il padre della patria intellettuale è ancora onorato. Il
+monte, come già per gli antichi popoli, è sempre un altare, su cui si
+offrono, ostie innocenti e grate, i nostri sensi più miti, i nostri
+affetti più nobili.
+
+Così tutti quei giorni di purissima gioia erano passati davanti agli
+occhi di lei. Pensando a quei giorni, era possibile immaginare che
+Gino non fosse più Gino? No, l'amore che gli traspariva dal volto, che
+aveva reso tante volte eloquente il suo labbro, doveva essere
+custodito così gelosamente nel suo cuore, com'erano custoditi da lei
+tanti poveri fiori appassiti. Infine, doveva andare. Poteva egli
+ribellarsi al comando? Dimenticar la famiglia? quella famiglia, in cui
+ella stessa... No, doveva andare, non poteva trascurare i suoi, le
+persone da cui dipendeva tutto, anche per lei, per la sua felicità
+futura. Andava, finalmente; sarebbe ritornato. Stare un mese, anche
+tre, lontana da lui, triste cosa! Ma è delle donne il soffrire in
+silenzio. Avrebbe sofferto; sarebbe stata forte; voleva esser forte, e
+sorridergli.
+
+Si scosse, allora, richiuse i suoi fiori, ed escì sul terrazzo, per
+respirar l'aria viva della montagna. Era tempo. Si udiva da lunge lo
+scalpitìo dei cavalli. Gino ritornava da Querciola alle Vaie: appariva
+già, tra le lunghe file dei cerri. Portava egli forse il mazzolino
+consueto, raccolto nel bosco per lei? No, pur troppo, veniva a mani
+vuote, per allora. Ma come avrebbe potuto raccogliere i fiori delle
+balze, ritornando a cavallo? Ed anche in compagnia di Aminta. Si può
+pensare a queste cose, in presenza di un terzo, sia egli pure un
+fratello? L'amore ha la sua verecondia, o non è più l'amore.
+
+Ma vedete, come il pensiero di Gino rispondeva al suo. Il cavaliere si
+era arrestato al punto in cui soleva fermarsi ogni mattina, scendendo
+alle Vaie. Non aveva gittato un mazzolino, ma faceva un saluto, un
+gran saluto, in cui parve offrirle tutto se stesso. Un alito caldo
+venne ad accarezzarle la guancia; ella arrossì, come soleva, ma
+respirò, bevve quel soffio consolatore, e rientrò nella sala poco
+prima del suo diletto. Quando lo vide apparire sull'uscio, era calma,
+era forte; e gli sorrise, mentre egli si avvicinava, e dagli occhi e
+dalle labbra, dall'atteggiarsi di tutta la persona di lei, spirava un
+pensiero solo:--Grazie, bel conte, vi amo, vi aspetterò!--
+
+Gino Malatesti era triste. Parlò del suo viaggio come un poveretto che
+va incontro alla morte. Amava la sua famiglia, sì, ma non si era
+ancora assuefatto all'idea di lasciare il suo dolce luogo di pena.
+Qual pena, infatti! L'avrebbe accettata di grand'animo per tutta la
+vita. Ma sarebbe ritornato, e presto. Alla peggio, perchè bisognava
+prevedere anche il peggio, non voleva mancare per i quattro di
+ottobre, all'onomastico del re della montagna. Se il signor Francesco
+era un re, non dovevano trovarsi presenti tutti i suoi vassalli, per
+rendergli omaggio di fedeltà?
+
+--Vassalli!--rispose il vecchio Guerri, sorridendo.--Che dice Ella
+mai, signor conte?
+
+--Il mio pensiero più intimo e più caro;--rispose Gino.--È ciò che
+voglio essere per Lei, in attesa di meglio.--
+
+L'allusione era chiara, e il vecchio Guerri finse, da quel prudente
+uomo ch'egli era, di non averla capita. La raccolse Fiordispina e la
+chiuse nel cuore.
+
+Poco stante giunse Don Pietro. Il degno uomo aveva risaputa la grande
+notizia, ed accorreva, per salutare il conte Gino.
+
+--Le esprimerò l'animo mio con un detto di Cicerone; diss'egli.--_Tibi
+--gratulor, mihi doleo_. E non solamente mi dolgo con me, ma con una
+--gentile signora, che abbiamo avuto occasione di riverire insieme.
+--Povera Ninfa del lago, a cui Ella aveva promesso una ballata!
+
+--Oh, non dubiti, Don Pietro;--rispose Gino, più gravemente che non
+richiedesse la cosa;--tutto quel che ho promesso farò.--
+
+Quel tutto, si capisce, non andava soltanto per risposta a Don Pietro.
+
+--Farò, tempo futuro!--esclamò questi, cercando di volgere nuovamente
+il discorso in burletta, poichè intendeva bene che la nota gaia doveva
+metterla lui, in quel triste concerto.--Se Dio vuole, Ella non aveva
+neanche incominciato.
+
+--S'inganna;--replicò Gino.--Parli mio fratello Aminta per me.
+
+--Gli restituisca la sua stima, Don Pietro;--disse Aminta, così tirato
+nel discorso da Gino.--Ho veduto io poc'anzi tutto un quaderno di
+versi.
+
+--Niente di meno!--scappò detto al prevosto.
+
+E avrebbe voluto soggiungere: «troppa grazia, sant'Antonio!»--ma gli
+parve inopportuno, e se ne astenne.
+
+--Aminta non dice tutto;--rispose Gino.--Son già parecchi, i versi
+della ballata; ma sono anche più le cancellature, i pentimenti, che
+non ne ha avuto un maggior numero la famosa ottava della rosa, nel
+manoscritto dell'Ariosto. I miei versi entreranno almeno per questo in
+paragone coi suoi;--soggiunse Gino umilmente.--Anch'io, del resto, da
+poeta novellino, cerco di fare il meno peggio che so. Non dubiti
+dunque, Don Pietro; la ballata che Ella aspetta da me, sarà il compito
+mio, la mia consolazione, nei tristi ozi di Modena.
+
+--E ce la porterà?...
+
+--La manderò prima. Se la signorina vuole imprestarmi il suo albo,
+quei versi, scritti là dentro, saranno i miei messaggeri alle Vaie.--
+
+Fiordispina si alzò, per andare alla sua biblioteca, che era in fondo
+alla sala. Gino, vedendo l'atto di assenso, si affrettò a seguir la
+fanciulla.
+
+--Ah, signorina!--mormorò egli, sospirando, mentre ella apriva
+l'invetriata.--È assai tristo il partire.
+
+--Coraggio!--rispose ella.
+
+Ma la sua voce tremante diceva chiaro com'ella avesse più mestieri di
+trovarne per sè, che non d'infonderlo altrui.
+
+--Coraggio!--ripetè Gino.--Ne ho; ma questa partenza, così improvvisa,
+mi lacera il cuore.
+
+--Ebbene, non dovevate....--rispose ella, facendo uno sforzo supremo,
+per reprimere un singhiozzo;--non dovevate partire ad ogni modo, per
+ottenere....
+
+--Un consenso?--diss'egli, compiendo la frase, rimasta interrotta sul
+labbro della fanciulla.--E l'otterrò. È la mia certezza, sarà il
+conforto di questa separazione. Mi amerete voi sempre?
+
+--Sempre!--rispose la fanciulla.
+
+--Giuratelo,--
+
+Fiordispina levò gli occhi umidi al cielo e stese la mano al conte
+Malatesti.
+
+Le parole non erano udite, ma l'atto fu alla vista di tutti. Ed era un
+atto solenne.
+
+Gino doveva partire all'alba; però la conversazione fu breve, quella
+sera, nella gran sala delle Vaie. Il giovanotto recò l'albo di
+Fiordispina nella sua camera, in quella camera dove aveva passata la
+prima notte del suo dolce esilio alle falde del monte Cimone.
+
+Dormì poco, il conte Malatesti, in quell'ultima notte d'esilio; dormì
+poco, e pianse assai. L'alba apparve più presto ch'egli non
+l'aspettasse. Già l'aveva annunziata il grugar dei colombi nel cortile
+ancora immerso nel buio; l'accompagnavano i primi rumori della casa, e
+lo strepitar dei cavalli che Pellegrino sellava sull'ingresso della
+scuderia. Gino si era vestito in fretta, e già infilava il soprabito,
+quando sentì battere all'uscio della sua camera.
+
+--Su!--gridò la voce di Aminta.--È l'ora. Il caffè ti aspetta
+fumando.--
+
+Nella gran sala erano già parecchi dei Guerri, e comparvero tutti
+all'entrata dell'ospite: il signor Francesco, la sorella Angelica, la
+cognata Olimpia, il fratello Orlando, la figliuola Fiordispina, che il
+conte Malatesti cercò subito con gli occhi pieni di tristezza e di
+desiderio.
+
+--Signor conte,--disse il vecchio Guerri, poichè Gino ebbe
+bevuto,--rammenti che questa casa è sempre sua, come fu per questi tre
+mesi. Perdoni!--soggiunse;--avrei dovuto dire tre giorni.
+
+--Grazie!--rispose Gino.--Lo so. Dolce casa delle Vaie, dove ho
+trovata la pace.... la cara pace che gli uomini intendono così tardi,
+nella vita, e che io, felice su tutti, ho gustata così prima del
+tempo! Mi abbracci, signor Francesco.... padre mio!--
+
+Il vecchio Guerri gli aperse le braccia e lo tenne lungamente stretto
+sul cuore; poi si ritrasse, e col rovescio della mano cacciò una
+lagrima importuna dagli occhi.
+
+--Mi permettono, le signore?--ripigliò Gino, accostandosi alla signora
+Angelica.--In altri tempi si usava, e l'uso era bello.--
+
+Così dicendo, prese la mano della signora e s'inchinò per baciarla.
+Era un po' confusa, la signora Angelica, anzi sconcertata senz'altro.
+E non meno confusa, non meno sconcertata la signora Olimpia, a cui si
+volgeva il conte Malatesti, dopo aver baciata la mano della cognata.
+Avrebbe voluto schermirsi, ritirare la sua. Ma era donna, e pensò che
+un suo atto di timidezza, di ritrosìa, sarebbe stato un guaio per sua
+nipote Fiordispina.
+
+Quando egli giunse davanti alla fanciulla dei Guerri, fu per lui una
+violentissima stretta di cuore. Baciò, ribaciò quella mano delicata,
+che tremò sotto le sue labbra; poi, non reggendo più allo spasimo,
+diede in uno scoppio di pianto, ed uscì a precipizio dalla sala.
+
+Aminta ed Orlando lo seguirono fuori, cercando di consolarlo. Gino
+abbracciò lo zio di Fiordispina; poi salì a cavallo e partì,
+accompagnato dal fratello di lei. Si volse alla casa, salutò ancora la
+famiglia, che si era affacciata sul terrazzo per dargli l'ultimo
+addio, sventolò il fazzoletto, fino a tanto la strada diritta gli
+permise di vedere i suoi ospiti, gli amici suoi, il suo tutto.
+Solamente a Fiumalbo, scorgendo alcune brigate di viandanti, pensò a
+rasciugar le sue lagrime.
+
+La vettura, fissata in anticipazione da Aminta, doveva aspettare il
+viaggiatore davanti all'ingresso del mulino. Ma prima che i nostri due
+cavalieri giungessero là, un uomo si spiccò dall'uscio di una gran
+casa bianchiccia, e venne verso il mezzo della strada, chiamando ad
+alta voce il conte Malatesti.
+
+--Che vuole costui?--disse Gino.
+
+--Siamo davanti alla casa del sindaco:--rispose Aminta;--sarà qui ad
+alloggio il signor commissario.--
+
+Gino stava per mandare a quel paese il sindaco, il commissario e tutti
+i suoi pari, quando ravvisò l'applicato. Fermò allora il cavallo, per
+sapere che cosa avesse da dirgli quell'altro.
+
+--Signor conte, una parola, di grazia!--incominciò l'applicato.--Il
+signor commissario desidera vivamente di offrirle i suoi omaggi.
+
+--Non si potrebbe fare a meno...--borbottò Gino,--di disturbarlo a
+quest'ora?
+
+--È già quasi all'ordine;--riprese l'applicato, senza aver l'aria di
+capire.--Finiva appunto di vestirsi, quando ha sentito i cavalli.
+Vorrebbe Ella scendere un momentino? Farebbe un piacere anche a
+me;--aggiunse a mezza voce, inchinandosi.
+
+--Scenderò;--disse Gino.--Vuoi tenermi il cavallo, Aminta?
+
+--Siamo a pochi passi dal mulino;--rispose Aminta.--Lo conduco laggiù,
+e potrai venire con tuo comodo a piedi.--
+
+Disceso da cavallo, il conte Malatesti si avviò verso la casa del
+sindaco, in compagnia dell'applicato.
+
+--Grazie!--mormorò questi.--Quando saremo più sotto alla casa, e non
+più veduti dalle finestre, rallenti un poco; ho qualche cosa a
+dirle.--
+
+Gino ricordò allora l'occhiata che quell'altro gli aveva data il
+giorno prima. E rallentò il passo, dove il compagno indicava.
+
+--Non ho tempo per farle un lungo discorso;--incominciò l'applicato,
+come furono al coperto.--Ma badi, signor conte, un'altra burrasca si
+prepara, e più grave. Se ha amici potenti a Modena, com'è dimostrato
+dalla grazia ch'Ella ha ottenuta, ad onta di certe aggravanti, non
+perda un minuto a scongiurarla.
+
+--Ma che è? che debbo fare?--chiese Gino, turbato.
+
+--Giuseppe è avvertito; le dirà ogni cosa. Si tratta dei suoi amici di
+qui.
+
+--Dei Guerri?
+
+--Per carità, stia zitto; non dia segno di nulla, a nessuno;
+rovinerebbe me e la mia povera famiglia.
+
+--Non tema, non tema;--disse Gino sollecito.--Vedrò Giuseppe; saprò da
+lui quello che c'è di nuovo, e quello che dovrò fare.
+
+--Con prudenza, mi raccomando;--rispose ancora l'applicato.--Sono un
+amico della buona causa; comprometter me sarebbe un far danno a
+quella.
+
+--Lo so, non dubiti, sarò prudente;--bisbigliò Gino, mettendo piede
+sulla soglia.
+
+In capo alle scale appariva allora il signor commissario. L'ufficioso
+personaggio chiese un milione di scuse per la libertà grande che si
+era presa, fermando il signor conte Gino a mezza strada e obbligandolo
+a scendere da cavallo. Ma in verità non lo aspettava così presto. Come
+si vedeva che il signor conte aveva fretta di giungere a Sassuolo e di
+cader nelle braccia di suo padre! Amor di figlio, e largamente
+ricambiato dal degnissimo conte Jacopo! Lo riverisse in nome suo,
+quell'eminentissimo soggetto! Il conte Jacopo doveva sapere per la
+bocca di suo figlio che nessuno, nei felicissimi Stati di Modena,
+Massa, Carrara e Guastalla, gli era più affezionato, più sviscerato,
+più divoto servitore del commissario Camotti.
+
+Gino promise, per farla finita con tutte quelle smancerie; toccò la
+mano a lui, la strinse all'applicato e ritornò sulla strada.
+
+La testa gli ardeva, per tutto quello scombussolìo che ci avevano
+messo le parole oscure dell'applicato. Si ritrovò al mulino, e davanti
+alla vettura, senza sapere come avesse fatto a giungervi.
+
+Aminta lo vide stralunato, ma attribuì quella condizione di spirito
+all'angoscia del distacco.
+
+--Animo, dunque!--gli disse.--Dammi un abbraccio e parti.--
+
+Gino gli gettò le braccia al collo e lo baciò ripetutamente sul viso.
+
+--Sempre uniti, non è vero? Qualunque cosa accada, siamo l'uno per
+l'altro;--mormorò Gino singhiozzando.--Casa Guerri ha in me più che un
+amico riconoscente. Un fratello per te. Aminta; un figlio per tuo
+padre. Darei, non una, cento vite per voi.--
+
+Aminta non capì il discorso di Gino; ma neanche era necessario di
+capire ciò che si poteva mettere sul conto della commozione. Aiutò
+l'amico a salire in carrozza, gli strinse ancora una volta la mano,
+gli diede un addio affettuoso, poi fece un gesto al vetturino.
+
+--E svelto!--gli disse, ritraendosi dal montatoio. Il vetturino fece
+scoppiettar la sua frusta, e i cavalli partirono di trotto, poi
+presero a dirittura il galoppo.
+
+--Povero ragazzo!--esclamò Aminta, restando là in mezzo alla strada
+fino a che vide la carrozza.--Com'è addolorato! Ma se ha da ritornare,
+che c'è da disperarsi tanto? Mia sorella, piuttosto.... Son così
+tenere al pianto, le donne!
+
+
+
+
+Capitolo XI.
+
+La notte di Sassuolo.
+
+
+Che viaggio fosse quello del conte Gino Malatesti è facile
+indovinarlo, dopo aver veduta la partenza.
+
+--Giuseppe è avvertito; Giuseppe le dirà ogni cosa;--ripeteva egli, ad
+ogni tanto.--Ma che? Una nuova burrasca, e più grave, si addensa. E
+sugli amici miei, sui miei ospiti, sul padre e sul fratello di
+Fiordispina!--
+
+Così pensava, così veniva tormentando lo spirito. Ma che avevano fatto
+i Guerri, da meritare gli sdegni del governo ducale? Erano forse
+sospettati, presi di mira per colpa sua, per le oneste accoglienze che
+avevano fatto ad un povero confinato? Ma non era egli perdonato e
+richiamato in patria? E che giustizia era quella, che assolveva il
+reo, e perseguitava gl'innocenti, per il solo fatto di non avergli
+negato l'acqua ed il fuoco?
+
+Un'idea gli si affacciò, ma tardi, alla mente. Il viaggio al lago
+della Ninfa: la barca gittata in quelle acque, nel nome della patria,
+della gran madre Italia! Ma come potevano risapersi quelle cose a
+Modena, se lassù non erano che i Guerri, e famigli affezionati dei
+Guerri? Pure, qualcheduno, o per vanto, o per altra leggerezza, doveva
+aver accennata la cosa. «Ad onta delle aggravanti» aveva detto a lui
+l'applicato. E quali, le circostanze aggravanti, se non erano quelle?
+Ma allora, perchè il perdono a lui, e agli altri la persecuzione,
+fors'anco il processo e la pena?
+
+Gino Malatesti arrivò a Sassuolo in uno stato veramente
+compassionevole. E partendo dalle Vaie credeva di aver bevuto tutto il
+suo calice di amarezza, il poveretto! I terrori stillati nell'anima
+sua da un umile impiegato, che pur credeva dargli un avviso salutare,
+lo avevano quasi impietrito.
+
+Un servitore di casa sua, ma non il fido Giuseppe, era in vedetta
+all'entrata del paese. Veduta la carrozza, si fece innanzi, riconobbe
+il conte Gino, e gli annunziò la presenza del padre. Poteva dunque
+smontare, ed egli lo avrebbe accompagnato. Gino seguì macchinalmente
+il messaggero, entrò in una casa senza domandar di chi fosse, e salita
+una scala, ed entrato in un salotto grande vuoto e freddo come son
+quasi sempre i salotti dei palazzi di campagna, si trovò al cospetto
+(bisogna proprio adoperare la classica parola) del conte Jacopo
+Malatesti. Avrebbe dovuto salutarlo con effusione di affetto, buttarsi
+magari a' suoi piedi ed abbracciargli le ginocchia, come un figlio
+pentito; ma questo, che non avrebbe fatto mai, poichè non aveva da
+pentirsi di nulla, non gli passò neanche per l'anima. Mormorò appena
+una parola, e porse la guancia, come se la separazione fosse stata di
+due giorni e si trattasse soltanto di un amplesso di cerimonia.
+
+Fortunatamente il conte Jacopo non era molto espansivo per indole, e
+faceva le sue dimostrazioni d'affetto con una grazia riguardosa,
+piuttosto destinata a salvar le apparenze, che rispondente ad un
+bisogno del suo cuore paterno. Il signor conte non era venuto senza un
+perchè ad aspettare il figlio a Sassuolo. Voleva aver tempo e libertà
+di fare una lavata di testa, ma coi fiocchi, e lontano dalla famiglia,
+la cui presenza gli avrebbe tolta l'occasione, scemata la gravità
+della cosa. A Sassuolo, poi, era smontato in casa di un vecchio amico
+suo, il barone Pradini. Il palazzo era grande, e aveva un quartierino
+appartato per gli ospiti; luogo adatto se altro fu mai ad ogni
+libertà, ad ogni severità di discorso.
+
+L'incontro, adunque, fu freddo e cerimonioso che nulla più. Gino,
+d'altra parte, era come smemorato; non vedeva, non intendeva niente di
+ciò che gli stava dintorno, o che gli toccava di fare. Desiderava la
+presenza di Giuseppe, il nostro povero Gino; ma Giuseppe non c'era, ed
+egli doveva starsene con l'anima in soprassalto fino a Modena, che era
+come dire fino al giorno seguente. E peggio ancora quella fermata a
+Sassuolo, che non il viaggio di Fiumalbo fin là; poichè nelle ore
+passate in vettura aveva smaniato da solo, in piena libertà, mentre da
+Sassuolo a Modena, con suo padre al fianco, doveva tenere un contegno
+rispettoso di figlio, e di figlio che ritorna a casa, perdonato sì dal
+governo, ma non ancora, nè forse mai intieramente, dal capo della
+famiglia.
+
+Infatti, egli aveva ferito quel padre nel più vivo dell'esser suo, in
+quella fedeltà che casa Malatesti si vantava di aver mantenuta, anche
+in tempi difficili, al governo legittimo. Ciò che Gino aveva fatto per
+meritare i primi rigori dell'augusto padrone, non era solamente una
+offesa al suo blasone, ma anche uno scandalo enorme, e suo padre non
+aveva tralasciato di dirglielo, là, nella camera di giustizia, al
+cospetto di tutta la famiglia radunata, poco prima che il giovanotto
+partisse per il suo luogo di pena. Scialacquare il fatto suo in feste,
+amori, cavalli ed altre pazzie di gioventù, sarebbe stato minor male;
+alla peggio, poteva rimanere senza il becco di un quattrino, alla
+morte di suo padre, e i fratelli gli avrebbero fatto un piccolo
+assegno, se pure non gli fosse bastata la sua paga d'ufficiale
+nell'esercito austriaco. Parecchi giovani di grandi famiglie italiane
+avevano già preso servizio in Austria, ed erano arrivati agli
+altissimi gradi della milizia, dando anche il loro nome ad intieri
+reggimenti. A tutto, dunque, ci sarebbe stato rimedio. Ma essere un
+liberale, lui, il figlio di quel gentiluomo che non aveva voluto
+riconoscere il governo dei ribelli, nel Quarantotto, cioè nel tempo di
+tante follìe, per cui tante deboli teste si erano smarrite, che
+orrore, che abominio inaudito!
+
+Il conte Jacopo, per darvi un'idea del personaggio, anche fisicamente
+considerato, era vecchio, ma d'una vecchiezza ancor verde e non senza
+pretese. Rapato la testa, rase le guance, senza ombra di baffi sotto
+il naso, era una figura di cortigiano del buon tempo, in cui si era
+dovuto rinunziare alla parrucca incipriata, ma si protestava sempre
+(molto innocentemente, per verità) contro le basette, le zazzere ed
+altri arruffamenti di peli dell'êra napoleonica. Pure, il suo po' di
+barba l'aveva portata anch'egli, e fino a pochi anni addietro: barba a
+ghirlanda, in forma di soggolo, come il marchese Baldovini. Ma egli
+aveva avuto il coraggio di sacrificare quell'avanzo di una vecchia
+moda, perchè la barba a ghirlanda distingueva allora, su tanti celebri
+personaggi del giorno, un certo ometto pericoloso, torinese di
+nascita, il quale aveva portata quella barba a rappresentare il
+Piemonte, anzi l'Italia (ahimè tempi calamitosi!) al Congresso di
+Parigi.
+
+Eppure, credete a me, non c'era pericolo che i due uomini si
+rassomigliassero mai, neanche fisicamente. Il conte Jacopo era di
+membra asciutte, risecchito e duro come un santo della scuola
+Bisantina. Per altro, non ve lo immaginate diritto sulla persona.
+Forse lo era, ma non appariva punto, poichè egli teneva volentieri il
+collo rannicchiato nella cravatta, nascosto sotto il bavero del
+soprabito, come le testuggini usano nasconderlo sotto l'orlo della
+loro scatola ossea. Certi diplomatici camminano così per vezzo; ma
+sicuramente hanno imparato da qualche ciambellano come il conte
+Malatesti. Quel collo rannicchiato dà alla faccia sporgente un'aria
+curiosa, in cui si vedono riuniti, ma non fusi, due opposti
+sentimenti, due espressioni, due atti, la riverenza e la familiarità.
+Si potrebbe dire che quella è la faccia, anzi la maschera,
+dell'ossequio confidenziale; maschera carnevalesca, che ha per i
+superiori un sorriso compiacente, per gli eguali una bonarietà amena,
+per gl'inferiori una rigidezza sarcastica.
+
+Gino doveva trovare quest'ultima espressione sul volto di suo padre.
+L'uguaglianza che un vicendevole affetto ispira così naturalmente
+nella intimità della famiglia, non era mai esistita tra lui e il conte
+Jacopo; ma per quella volta la distinzione era anche più spiccata del
+solito. Gino era trattato da inferiore, da inferiore che ha fallito e
+che merita un castigo. Pure, non lo aveva già avuto, il castigo, in
+tre mesi di confine? E la riprensione paterna non l'aveva già avuta,
+prima di partire da Modena, alla presenza di tutti, nella gran camera
+di giustizia del palazzo Malatesti? Ahimè, la faccia del ciambellano
+era più dura che mai, e Gino aveva un presentimento che quella
+maschera gli serbasse ancora di peggio.
+
+Per un paio d'ore il nostro giovinotto ebbe tregua. Era presente il
+padrone di casa, e le leggi della ospitalità passavano avanti a tutte
+le collere. Ma come il padre ed il figlio furono soli nel loro
+quartierino appartato, il conte Jacopo, scambio di ritirarsi nella sua
+camera, si rivolse a Gino e gli disse, con aria tranquilla, ma con
+accento severo:
+
+--Sedete, e parliamo d'affari.
+
+--Ci siamo!--pensò Gino, tremando.
+
+E sedette, sopra una seggiola, accanto allo specchio del salotto,
+mentre suo padre prendeva posto sopra un canapè, con la dignità di un
+giudice antico.
+
+--Vi ascolto, padre mio;--disse Gino, sperando di disarmare la
+severità del conte Jacopo con la sommessione delle parole e degli
+atti.
+
+Il conte Jacopo incominciò pacato, anzi freddo, con una lentezza che
+prometteva un lungo discorso.
+
+--Sua Altezza Serenissima si è degnata di cedere alle mie preghiere, e
+ciò per riguardo all'onore della nostra casa, che fu fedelissima ai
+Lorena, come era sempre stata agli Estensi. Ha ceduto, dico, alle
+preghiere di un padre, sebbene il momento fosse inopportuno alla
+clemenza, e piuttosto adatto ad un raddoppiamento di rigore.--
+
+Gino capiva poco la distinzione; ma il suo pensiero corse naturalmente
+a quelle parole oscure che gli aveva detto l'applicato di polizia: «Se
+ha amici potenti a Modena, com'è dimostrato dalla grazia ch'Ella ha
+ottenuta, ad onta di certe aggravanti, non perda un minuto a
+scongiurarla.» _Ad onta di certe aggravanti!_ Quali erano, le
+circostanze aggravanti, a cui alludeva l'applicato? Qualunque fossero,
+le commentava allora la frase di suo padre: «momento inopportuno alla
+clemenza.... piuttosto adatto ad un raddoppiamento di rigore.»
+
+Intanto il conte Jacopo proseguiva il discorso:
+
+--I tempi son guasti e certi animi son diventati incorreggibili con un
+regime di bontà; è necessario dare esempi salutari, esempi di
+severità, perchè non avvenga di peggio. Ma a questo provvederà la
+vigilanza del governo. Per quello che risguarda la mia casa,
+provvederò io senza fallo. Vi ho scritto l'altro dì, e voglio sperare
+che non ritornerete a Modena per fare quel che avete fatto finora.
+Perchè, badate bene, se io, fidando troppo nella vostra lealtà, ho
+potuto lasciar correre qualche leggerezza giovanile, oggi, avvertito
+dall'esperienza, non son più disposto a chiuder gli occhi sui vostri
+diportamenti. Ottenendo una grazia insigne da Sua Altezza, ho assunto
+un impegno, a cui non verrò meno. Messo in sospetto dal passato, dovrò
+raddoppiare la mia vigilanza, e pensare in tempo ai rimedi. Ne
+convenite?--
+
+Era una domanda formale, o una figura rettorica? Il conte Jacopo si
+era fermato, e Gino pensò che bisognasse rispondere.
+
+--Non so che vogliate dire, padre mio. Io non ho nulla che mi rimorda,
+che mi punga la coscienza, da far riconoscere necessaria la vostra
+severità.
+
+--Lo so;--disse il conte Jacopo, tentennando la testa.--Voi siete
+impenitente.
+
+--Ma in che, padre mio? Voi mi avete accusato di leggerezza, per certi
+discorsi.... che mi valsero una condanna. Su ciò non discuto. Ebbi la
+pena e non debbo dir altro. Questo vi posso promettere, da figlio
+rispettoso, e consapevole dei vostri impegni paterni, che io vivrò
+d'ora in poi nel più prudente riserbo, e tutto intento ai miei studi.
+Volete che io mi chiuda nelle mie camere, che io non veda più nessuno?
+Lo farò volentieri.
+
+--Non vi domando un simile sacrifizio.
+
+--Non sarà tale per me; sono avvezzo alla solitudine, oramai.
+
+--Sì, anche troppo;--disse il conte Jacopo, con un accento
+sarcastico.--E nessuna lettera vostra, delle rarissime che ci avete
+scritte, accennava al rammarico di non essere in luogo più popolato.
+Ma basti di ciò, per ora. Voi dovete mutare il vostro tenore di vita.
+E per farvelo mutar bene, in modo che convenga a me, ho risoluto di
+ammogliarvi.
+
+--Ammogliarmi?--gridò Gino.--Ammogliarmi?
+
+--Sicuramente. Avete venticinque anni suonati, e mi par suonata anche
+l'ora da ciò.
+
+--E sia;--disse Gino, pensando che alla fin fine il terribile decreto
+di suo padre non poteva avere esecuzione da un giorno all'altro.--Ma
+in questo almeno vi piacerà di consultare il mio desiderio?--
+
+Il conte Jacopo diede a suo figlio un'occhiata, che parve volesse
+passarlo fuor fuori. Poi, molto tranquillamente, e quasi pesando le
+parole ad una ad una, rispose:
+
+--Certamente, poichè il vostro desiderio non potrà essere disforme
+dalle tradizioni e dagl'interessi della casa Malatesti. Almeno nelle
+alleanze,--soggiunse il vecchio, rendendo a Gino la pariglia del suo
+avverbio puntiglioso,--almeno nelle alleanze vorrete conservare quella
+dignità che non vi è piaciuta in materia d'opinioni politiche.--
+
+Gino non ebbe il coraggio di fiatare. E il vecchio proseguì, mutando
+il tono grave nel sarcastico:
+
+--Del resto, non dubitate. Io non sono un padre di palcoscenico, che
+voglia rendere infelice il protagonista sentimentale a cui ha dato la
+vita per volontà dell'autore. Sono un padre vero ed umano, un po'
+rigido, se volete, ma per debito di onestà, per rispetto a tante
+generazioni di galantuomini che lo hanno preceduto, che deve
+considerare le convenienze della famiglia, aver occhio alle sue
+condizioni economiche, e le une e le altre, insieme con le proposte
+che possono rampollarne, vuol sottoporre alla vostra alta
+approvazione. Avrete dunque il diritto di scegliere, non dimenticando
+che Malatesti siete nato, con mille anni di nobiltà accertata e
+riconosciuta, che vostra madre è una Pallavicina, con altrettanti, e
+che dovete qualche cosa a questo sangue; almeno almeno,--e qui il
+vecchio battè ancora sull'avverbio,--di non fallire alle consuetudini.
+
+--Ah!--mormorò Gino, che si sentiva perduto. Ma il vecchio Malatesti
+non mostrò di dargli retta, se non per piantar meglio il dardo nella
+ferita.
+
+--Avete dunque capito, mi pare;--riprese egli, implacato.--Ho fatte le
+mie indagini, ho meditato su tutti i partiti che potevano offrirsi, e
+per venir subito alla migliore delle proposte, a quella che raccoglie
+in sè tutte le condizioni di sangue, di ricchezza, di educazione, ed
+anche di bellezza (poichè questa non va dimenticata, quando c'è) ho
+pensato che convenisse molto a voi la figliuola del mio amico
+Baldovini.--
+
+Andava per le spicce, il conte Jacopo, e bisognava rendergli questa
+giustizia, che non voleva far soffrire troppo a lungo suo figlio, per
+l'incertezza del modo in cui doveva essere finito. Il povero Gino ebbe
+un tremito nervoso, e gli si offuscò la vista, all'udire quel nome. Ma
+vide allora, come in una nube, la lettera del suo grande amico Emilio
+Landi, in cui era magnificata, levata a cielo, la bellezza della
+giovane Baldovini.
+
+--Come?--balbettò egli.--Una bambina!...
+
+--Ha diciott'anni;--ribattè il conte Jacopo.--Lo so da suo padre, e
+non me lo ha negato sua madre. Voi non l'avete guardata molto
+attentamente.... Parlo della figliuola, si capisce!--soggiunse il
+vecchio, non sapendo rinunziare all'occasione di lanciare un bel
+frizzo.--Non l'avete guardata molto attentamente; ma vi consiglio di
+farlo fin da domani, quando andrete a visitar la marchesa.
+
+--Oh, padre mio!--esclamò Gino, trascurando l'ironia e non vedendo che
+l'orrore della cosa;--con tutto il rispetto.... con tutta l'obbedienza
+che vi devo, non ci andrò.
+
+--Non ci andrete? E perchè, se è lecito domandarvelo?
+
+--Perchè... perchè.... Voi non mi costringerete a dirlo. Ma
+un'alleanza con quella casa....
+
+--C'eravate così intimo!
+
+--Ebbene, per quella medesima intimità....
+
+--Ragazzate!--sentenziò il conte Jacopo.
+
+--Ma il mondo, padre mio....
+
+--Il mondo vedrà nel fatto d'oggi la più bella, la più categorica, la più
+solenne smentita a tutte le sue ciarle di ieri. Se pure,--soggiunse
+filosoficamente il vecchio Malatesti,--se pure il mondo si ricorderà di
+averne fatte, fino a tre mesi fa. Non mettiamo dunque fuori di queste
+scuse; non mostriamo di volerci attaccare a' rasoi. Infine, volete voi
+che io dica al mio vecchio amico Baldovini le ragioni, gli scrupoli, per
+cui ricusereste la mano ch'egli ci offre? Perchè egli ce l'offre, capite?
+egli in persona; e la marchesa Polissena approva un'idea, che ella
+medesima ha ispirata al marito. Voi sapete che il Baldovini non fa nulla
+senza sua moglie.--
+
+Un interlocutore che avesse amato il frizzo come lo amava il vecchio
+Malatesti, avrebbe colta a volo l'occasione per dire che la moglie non
+gli ricambiava la cortesia. Ma il nostro Gino pensava a tutt'altro.
+Egli rivide in nube la lettera di Emilio Landi e fremette.
+
+--Mi sarei dunque ingannato?--pensò.--Quella lettera sarebbe stata
+scritta... sotto la dettatura di lei?--
+
+Si poteva fare molto cammino su quella traccia che il caso metteva
+dinanzi alla immaginazione di Gino. Ma egli doveva difendersi dalle
+incalzanti argomentazioni di suo padre.
+
+--Ma che significa tutto questo amore così tardo dei signori Baldovini
+per me?--domandò egli, scuotendosi, e mostrando un rancore che non
+sentiva in cuor suo.--Mi hanno almeno dimostrato un po' d'amicizia
+nella sventura che mi era venuta addosso?
+
+--Vi potrei rispondere che questo disegno d'alleanza ne è una
+luminosissima prova, e certamente più seria di una lettera di
+condoglianza;--rispose il vecchio Malatesti.--Ma io posso dirvi ben
+altro. Sappiate che la marchesa Polissena si è unita, alleata a me,
+nelle pratiche occorrenti per il vostro perdono. Ella ha disposto a
+favor vostro il ministro, che non è mio amico, sebbene mi tratti
+sempre con tante cerimonie. Forte di questo appoggio, io non mi sono
+inginocchiato inutilmente a Sua Altezza.
+
+--Con mille anni di storia!--osò dire Gino Malatesti.
+
+Il vecchio conte saltò dal cuscino del canapè, come se lo avesse
+spinto una molla.
+
+--Che intendete di dire, malcreato?--gridò egli inviperito per la
+tracotanza del figlio.
+
+--Che per me, padre mio, non dovevate inginocchiarvi davanti a
+nessuno, foss'anche un duca della casa di Lorena, tanto più recente
+della vostra.--
+
+Il conte Jacopo volse in giro un'occhiata sospettosa; poi, come non
+fosse ancora ben certo, andò verso l'uscio, lo aperse e guardò
+nell'anticamera. Finalmente, richiuso l'uscio dietro di sè, ritornò
+verso il figliuolo, che era rimasto là, non sapendo che pensare di
+quella scena, e gli disse a mezza voce, ma con intensità tanto
+maggiore di accento:
+
+--Sciocco! Imparate qualche cosa della vita anche voi. I duchi e i re
+non sono opera nostra; li fanno le circostanze, i tempi, la
+concatenazione degli eventi, e più di tutto le follìe dei popoli. Se
+non fossero state queste follìe, i Malatesti avrebbero ancora uno
+Stato, come lo avrebbero i Pallavicini, donde pur discendete, per
+vostra madre. I rivolgimenti politici hanno spogliate le nostre
+famiglie, ci hanno dispersi qua e là, nelle corti di più fortunati
+signori. Ed eravamo duchi di Ravenna nel 752, ricordatelo; duchi di
+Ravenna, e non per diritto longobardico, ma per avanzo di potestà
+romana; poi fummo signori di Rimini, di Pesaro, di Fossombrone, di
+Fano, di Cesena, di Cervia; padroni della Marca, insomma, assai prima
+che si parlasse di casa Borgia nel mondo. So la mia parte di storia, e
+dovreste saperla anche voi. Dovreste sapere altresì che i Malatesti,
+perduti gli antichi dominii, ridotti allo stato di semplici
+gentiluomini, hanno almeno serbati i loro privilegi, quei privilegi di
+cui fate alle volte così poca stima, e che pure vi servono tanto,
+eleganti fannulloni, per correre di qua e di là, onorati da per tutto,
+inchinati dal volgo alto e basso. Voi giovani vi date bel tempo,
+sfruttando l'economia e la previdenza dei vostri maggiori; noi
+frattanto, padri non degeneri dagli avi, dobbiamo pensare a mantenervi
+lo stato, a procacciarvi le alleanze che guarentiscano ai vostri
+figliuoli l'agiatezza e gli onori del grado. Pensate che ho tre figli,
+io, e in tre parti andrà divisa la mia sostanza, niente più larga di
+quella d'un modesto banchiere.
+
+--Se non è che questo,--disse Gino, appena un sospiro del conte Jacopo
+gli permise di collocare una frase nel discorso,--ci sono sul Modenese
+altre ricchezze e maggiori di quelle che può darci un'alleanza coi
+Baldovini.
+
+--Ci verremo, alle maggiori, ci verremo;--rispose il conte Jacopo.--Ma
+i Baldovini non hanno solamente ricchezze; hanno credito. La marchesa
+Polissena è potente a Corte. Non ho dovuto sperimentarlo io? Soltanto
+dopo che la marchesa è entrata in lizza, allora soltanto, ho potuto
+esservi utile, ottenere il vostro perdono da Sua Altezza, io,
+ciambellano antico, io più fedele alla casa del Duca, nei giorni della
+sventura, che non fossero tanti nobili di più fresca data, compresi
+gli stessi Baldovini. Pensate a questo, Gino, e finiamola con le
+vostre ripugnanze inesplicabili.
+
+--Inesplicabili! Vi piace di chiamarle così;--mormorò Gino.--Ma io non
+vi ho detto ancora tutto.
+
+--Parlate, allora. Siamo qui per dirci ogni cosa. Appunto per questo
+ho voluto venirvi incontro a Sassuolo.
+
+--Ebbene, padre mio.... Se non fossi io l'uomo più adatto a far felice
+la giovane Baldovini.... Se ella amasse già un altro....
+
+--E chi, di grazia?
+
+--Il marchese Landi.
+
+--Come lo sapete?
+
+--Ho una sua lettera, in cui non fa che parlarmi della marchesina, dei
+suoi vezzi, dei suoi trionfi di società. È una lettera di un
+innamorato.
+
+--Come v'ingannate!--esclamò il conte Jacopo.--Emilio Landi è uno dei
+vostri.... Via! mi fareste dire delle cose....
+
+--Ditele, padre mio; non vi trattenete per me.
+
+--Ebbene, sì, uno dei vostri successori;--replicò il vecchio
+Malatesti, compiendo la frase.
+
+--Me ne rallegro con la marchesa;--disse Gino, che vedeva così
+confermato un suo recente sospetto.--Ma ecco una ragione che dovrebbe
+rendermi molto penoso il rimetter piede in quella casa.
+
+--Sciocchezze, ve l'ho già detto una volta.
+
+--E siano pur tali;--ribattè Gino.--Ma anche di queste si vive. Ora,
+io non sposerò mai la figlia dei Baldovino Non posso...--soggiunse,
+alzando la voce, per darsi in quel modo un po' d'energia.--Non posso,
+non devo, non voglio.--
+
+Il conte Jacopo si morse le labbra, vedendo così sfidata la sua
+autorità paterna.
+
+--Ecco un discorso che stona con la vostra condizione rispetto alla
+mia;--diss'egli, dopo un istante di pausa.--Che voi possiate e
+dobbiate, mi sembra di averlo dimostrato abbastanza, nè intendo di
+spenderci altre parole. Che voi non vogliate... è ciò che vedremo.
+Badate bene, Gino! Potrei anche diseredarvi.
+
+--Ma non togliermi la vostra stima, padre mio;--replicò il giovane,
+animandosi.--Questa mi è cara assai più delle vostre sostanze.
+Ascoltatemi, ve ne supplico, e poi giudicate.
+
+--Non ho fatto altro finora;--disse il vecchio Malatesti.--Ma poichè
+avete ancora qualche novità in serbo, son qua per ascoltarvi.--
+
+Così dicendo, si ricompose sul sedile e stette in atto di giudice ad
+udire il figliuolo.
+
+Gino, ridotto agli estremi delle sue difese, fece uno sforzo violento
+e svelò tutto il suo cuore. Tanto avrebbe dovuto farla, un giorno o
+l'altro, la sua confessione generale; e meglio allora che poi. Narrò
+come fosse giunto a Fiumalbo, per recarsi a confine in Querciola; come
+avesse conosciuti i Guerri e ricevute le dimostrazioni più affettuose,
+le prove di una ospitalità che doveva essere ricordata con
+gratitudine, non solamente da lui, ma da tutti i Malatesti. In quella
+casa aveva conosciuto un angelo di bellezza e di bontà; la sua virtù,
+la sua educazione, avrebbero innamorato il conte Jacopo, come avevano
+innamorato suo figlio. Bisognava vederla, bisognava conoscerla, quella
+divina fanciulla. I Guerri, poi, erano ricchi.... Egli si vergognava,
+in verità, di dover mettere in conto queste cose; ma infine, se
+potevano persuadere suo padre, erano argomenti non ispregevoli, perchè
+i Guerri erano infatti ricchissimi, e conosciuti per tutto l'alto
+Modenese come i re della montagna.
+
+Il conte Jacopo era rimasto ad ascoltarlo, taciturno, immobile, senza
+batter palpebra, e Gino sperò di essere stato eloquente. Alla fine, il
+vecchio Malatesti parlò.
+
+--Re! Un bel titolo, non lo nego, e val più che marchese. Ma son
+nobili, questi re?
+
+--Padre mio! Vi assicuro....
+
+--Tacete! Una sciocca passione vi farà anche trovare una genealogia ed
+uno stemma per la vostra Dulcinèa. Avete infatti qualche cosa di Don
+Chisciotte nell'anima. Il sentimento della cavalleria, senza dubbio, e
+la propensione alle avventure agresti. È una ubbriacatura come
+un'altra. Non vi mancherà più altro che di giudicar la montagna più
+abitabile della pianura, e la società dei taglialegna preferibile a
+quella delle persone educate. Non mi dite più nulla. Vi ho ascoltato
+con pazienza, per vedere fin dove giungesse la vostra follìa, e
+riconosco che era tempo di richiamarvi a casa, perchè avreste fatto
+qualche ragazzata irrimediabile, dopo tutte le altre... che costeranno
+care, ve ne avverto, assai care ai vostri ospiti.
+
+--Care!--esclamò Gino atterrito.--Spiegatevi, in nome di Dio! È un
+obbligo d'onore per voi.
+
+--Che cosa?--ribattè alteramente il vecchio Malatesti.--Vi verrebbe
+forse in mente di dare una lezione a me?
+
+--Me ne guardi il cielo!--rispose Gino, tentando di disarmare suo
+padre con l'umiltà dell'accento.--Ma se i signori Guerri han da
+soffrire una persecuzione per colpa di un Malatesti, è il capo di
+questa famiglia che deve soccorrerli. E voi, dicendomi tutto....
+
+--Vi dirò per ora che quella è la vostra camera;--interruppe il conte
+Jacopo.--Andate a riposarvi, o a meditare su ciò che vi tocca. Forse,
+anzi senza il forse, l'alleanza vostra coi Baldovini sarà più utile ai
+Guerri che non l'altra, sognata da questi montanari con noi.--
+
+Gino s'avvide che non c'era più nulla da rispondere, più nulla da
+ottenere. E non ribattè nemmeno, quantunque ne soffrisse acerbamente
+in cuor suo, l'offesa che si faceva in quel punto alla dignità de'
+suoi ospiti. Si ritirò, mormorando un saluto, mentre il conte Jacopo
+si avviava dall'altro lato alla sua camera, duro, impettito, col collo
+rannicchiato e la maschera alta.
+
+La triste notte di Gino Malatesti non si descrive. Furono pianti
+dirotti, furono disperazioni a cui non recò tregua neppure il sonno,
+poichè lo accompagnavano dolorose visioni. Gino sognò i Guerri in
+carcere, accusati di lesa maestà, e Fiordispina che tendeva a lui le
+braccia supplichevoli, implorando aiuto e protezione. A lui! Ma che
+poteva far egli? Andar là, dove non poteva mandarlo neanche un comando
+di suo padre? Ahimè, sì, bisognava risolversi. Gino Malatesti,
+avvilito come gli ultimi della sua stirpe, si umiliava davanti alle
+potenti sirene, come essi si erano umiliati davanti ai duchi, ai
+tiranni d'ogni specie. La bionda sirena lo attirava, lo involgeva
+tutto in uno di que' suoi sguardi luminosi, e accanto a lei,
+consigliere della viltà, sorrideva Emilio Landi.--Sì, devi risolverti;
+saremo tutti per i tuoi Guerri; una nostra parola farà cessare ogni
+persecuzione contro di loro. Che cosa si domanda a te? Un
+monosillabo.--E il salotto allora diventava una chiesa; e, Dio mi
+perdoni, il sofà della marchesa Polissena si tramutava in altare. Una
+fanciulla vestita di bianco, bellissima invero, ma non lei, non
+Fiordispina, era al fianco di Gino. Il sì era richiesto; il sì era
+profferito; ma gli aveva bruciate le labbra, ed egli balzava indietro,
+fremendo. Lode al cielo, non era stato che un sogno. Ma la realtà era
+forse più lieta?
+
+Tristi, odiose necessità sociali! Il decoro di casa Malatesti voleva
+un sagrifizio da lui. Ah, il decoro di casa Malatesti, qual riso amaro
+gli chiamava alle labbra! Francava la spesa di mantenerlo, quel
+decoro, dopo che i suoi maggiori lo avevano trascinato nella polvere,
+sull'orma di tanti fortunati bricconi! Ma già, l'obbligo, la
+tradizione delle famiglie storiche!... Sì, storiche oramai nella
+debolezza, non potute rinsanguare neanche dall'errore di qualche
+passione colpevole, tanto agli evitati mali dell'eredità si
+sostituiscono vigorosi i pregiudizi, i costumi, i vizi dell'ambiente,
+nuove cause di decadenza, e più gravi!
+
+Gino Malatesti la sentiva allora, l'oppressione dell'ambiente morale
+in cui era vissuto. Voleva uscirne, e la cappa di piombo si aggravava
+su lui, come la tetra vôlta del carcere Tulliano, sotto cui si era
+soffocati, assai prima di morire strozzati.
+
+La luce del giorno lo colse, ancora tutto immerso e perduto in vani
+disegni. Il poveretto non sentì mai tanto come allora la inanità degli
+sforzi di un uomo, quando tutto congiura contro di lui. L'accortezza
+che prevede... l'abilità che riesce... tutte parole vuote di senso!
+L'uomo ha il suo fato. Unico rifugio la coscienza; unica libertà il
+soffrire.
+
+La carrozza aspettava, e poco dopo, salutati i Pradini, si ripartiva
+per Modena. Il conte Jacopo era taciturno, ma calmo, come se nulla
+fosse avvenuto. La maschera si era rifatta umana, scegliendo per
+altro, fra tutte le espressioni possibili, quella del sorriso
+cortigiano. Era del resto l'espressione consueta del conte Jacopo, e
+Gino ne rimase ingannato.
+
+--Padre mio,--osò dirgli, alle porte di Modena,--vi vedo più
+tranquillo... più buono con me...
+
+--Sì,--rispose il conte Jacopo,--nella fiducia che sarete buono anche
+voi, e obbedirete a vostro padre.
+
+--Ma...--balbettò Gino.
+
+--Non c'è ma che tenga: obbedire è l'obbligo vostro, se volete
+riacquistare la benevolenza mia.
+
+--Ve ne prego, ve ne scongiuro;--rispose Gino umilmente;--ditemi
+almeno dei signori Guerri.... Che pericolo li minaccia?
+
+--La loro sorte non è in mia mano.
+
+--E di chi?--
+
+Il vecchio Malatesti non rispose direttamente alla domanda incalzante
+di suo figlio. Tentennò un poco la testa; poi lasciò cadere dall'alto,
+stanche e fredde, come una pioggia lenta d'autunno, queste poche
+parole:
+
+--Vi ho già detto che io non ho nessun potere sul ministro. Fummo
+rivali nella grazia del principe, ed egli se ne ricorda.--
+
+Poi sospirò, il conte Jacopo, ed aggiunse:
+
+--Così si preparano, nella gelosia dei servitori, le cadute dei
+legittimi padroni.--
+
+Ma queste filosofiche considerazioni non avevano che fare col triste
+caso di Gino Malatesti, e il nostro povero giovanotto lasciò cadere il
+discorso.
+
+Oramai non aveva più speranza che in Giuseppe. Piccola speranza, in
+verità, poichè da quel fidato servitore non c'era da aspettarsi aiuto.
+Ma quel brav'uomo sapeva le cose appuntino, e il sapere ciò che si
+trama contro di noi, contro gli amici nostri è già un'arma nelle
+nostre mani, il principio e il fondamento di ogni difesa. Pochi minuti
+ancora, e lo avrebbe veduto, lo avrebbe interrogato, il suo fedel
+servitore. La carrozza era entrata in Modena, svoltava un angolo ben
+conosciuto, giungeva davanti al palazzo Malatesti, infilava il
+portone, per andarsi a fermare davanti alla scala padronale. Due
+servitori si presentarono allo sportello, ma uno di essi era il
+portiere, l'altro.... non era Giuseppe. Entrato in casa, Gino fu
+lungamente in balìa della famiglia, abbracciato, guardato,
+interrogato, poi nuovamente abbracciato, come sempre avviene in simili
+casi. Soltanto un'ora dopo gli fu concesso di ritirarsi nella sua
+camera, per darsi la ripulita necessaria e mettersi in arnesi di
+città.
+
+Finalmente! Era nel suo nido. Come lo avrebbe veduto volentieri, in
+ogni altra occasione! Ma allora, con tutte quelle tristezze, con tutte
+quelle curiosità pungenti nell'anima, non guardò, non vide nulla.
+Cioè.... dico male; vide il campanello e suonò per chiamare il
+servitore.
+
+E il servitore venne, ma non era Giuseppe.
+
+--Ah, Silvestro, sei tu?--diss'egli, come per dissimulare sotto la
+cortesia del saluto un primo e naturalissimo gesto di dispiacere.--Puoi
+dirmi dov'è andato a ficcarsi il mio abito grigio! Sai? quello che ha i
+bottoni metallici.
+
+--Illustrissimo, non ne so nulla;--rispose Silvestro.--Cercherò
+nell'armadio.
+
+--Nell'armadio non c'è;--disse Gino.--In quei cassetti nemmeno.
+Chiamami Giuseppe; egli forse ne saprà qualche cosa.--
+
+Silvestro obbedì, e Gino respirò vedendolo andare così risolutamente.
+Aveva già incominciato a temere che gli avessero mandato via il suo
+fido Giuseppe.
+
+Questi, da buon cospiratore, non si era mostrato molto premuroso,
+all'arrivo del padroncino, e infatti non era neanche venuto in
+anticamera. Bisognò andarlo a cercare nella camera di servizio, dove
+se ne stava tutto intento alle opere del suo ministero. Andò,
+chiamato, e fu felice d'incontrare per via il conte Jacopo, di esserne
+interrogato e di potergli rispondere:--vado dal signor conte Gino, che
+cerca un suo abito grigio e non lo trova.--
+
+Le dimostrazioni furono brevi, tra Gino e il suo buon servitore.
+L'uscio della camera rimaneva aperto, qualcheduno poteva ad ogni
+momento passare di là. Ma fingendo di rovistare nei cassetti, aprendo
+e chiudendo via via un mobile o l'altro, per cercar sempre un abito
+grigio che era stato ritrovato alla bella prima, Giuseppe ebbe tempo e
+modo di dire al padroncino tutto ciò che più gl'importava di sapere.
+
+Alla polizia ducale, forse venti giorni prima, era giunta notizia di
+una festa sulle rive di un lago, di discorsi pronunziati, di evviva
+all'Italia, di voti temerarii per la distruzione dell'ordine
+stabilito, di una piemontesata, insomma, come allora si diceva,
+riferendo ogni protesta, ogni dimostrazione di sentimenti patrii, alle
+mene, alle istigazioni dell'aborrito Piemonte. Capi di quel tentativo,
+di quel principio di ribellione, erano i Guerri, i ricchi padroni
+delle Vaie, nè da meno di loro si era mostrato un parroco, che aveva
+osato imporre ad una barca il nome scomunicato d'_Italia_. La cosa era
+enorme, tanto enorme, che a tutta prima non si voleva credere alle
+relazioni avute. Si erano chiesti nuovi particolari, e i nuovi
+particolari avevano confermati i primi, aggravandoli. L'autorità,
+grandemente turbata, vedeva necessario un castigo esemplare. Ma in
+quel frattempo il ministro di Stato aveva promesso di richiamare a
+Modena, prosciogliendolo dal confine, il giovane conte Malatesti;
+voleva mantenere la promessa fatta alla signora marchesa Baldovini.
+Perciò si era stabilito d'ignorare la parte avuta dal conte Gino in
+quella festa, non vedendoci al più che una nuova ragazzata; di
+richiamare a Modena il giovanotto, e, lui partito da Querciola, di
+aprire un'inchiesta sulla faccia del luogo, interrogando all'uopo
+tutti i famigli dei Guerri, e d'istruire un processo, se fosse stato
+del caso.
+
+Gino fremette, udendo tutte quelle notizie, che gli dava a spizzico il
+suo fedel servitore.
+
+--E la marchesa ha mano in tutto ciò?--chiese egli, come Giuseppe ebbe
+finito il racconto.
+
+--Ha avuto mano nella liberazione di Vossignoria;--rispose il
+servitore;--è naturale che fosse istruita del resto. A proposito, non
+deve dimenticare che la signora marchesa mi ha mandato l'altro giorno
+a chiamare.
+
+--E perchè?
+
+--Ne giudichi Lei, illustrissimo. Mi ha chiesto se conoscevo i signori
+Guerri. «Tu hai accompagnato il tuo padrone a Querciola,--mi disse,--e
+ne saprai qualche cosa. Che gente è quella? Quanti sono in famiglia?
+Come vivono? Sento che ci hanno anche una bella ragazza. L'hai
+veduta?»--Io, scusi la mia indiscretezza, ho creduto subito ad un
+sentimento di gelosia. Ma non sapevo nulla di nulla, e mi fu facile
+dimostrarglielo, poichè avevo accompagnato Vossignoria fino a
+Pievepelago, e non potevo conoscere le persone ch'Ella aveva
+conosciute poi a Querciola, o nei dintorni di Querciola. Persuasa
+dalle mie risposte, la signora marchesa mi fece altre interrogazioni.
+Voleva sapere da me se Vossignoria mi avesse scritto qualche volta. Io
+stetti in guardia, e risposi di no. Non si sa mai, ho detto fra me. La
+signora marchesa è donna, e potrebbe un giorno o l'altro lasciarsi
+sfuggire un segreto che al mio padrone importasse di non veder
+propalato. Ho fatto male?
+
+--No, hai fatto benissimo;--rispose Gino, abbracciandolo.--Va, buon
+Giuseppe; parleremo meglio stasera.--
+
+Ah, la signora marchesa voleva dunque conoscer tutto, per filo e per
+segno; sapere ciò che lo aveva trattenuto, ciò che gli aveva reso
+dolce il suo luogo di pena! Quella donna che per tanto tempo aveva
+mostrato di non darsi alcun pensiero dell'amico proscritto, quella
+donna che aveva lasciate senza risposta le sue lettere, che era
+passata da Fiumalbo, non curante di lui, superba, gloriosa di altre
+conquiste, quella donna aveva seguiti i suoi passi! Non già molto
+attentamente, nè giorno per giorno. Le sue erano notizie raccolte più
+tardi, e che ella cercava di completare, interrogando Giuseppe. Perciò
+allora soltanto ella si era ricordata dell'uomo che le aveva recata la
+lettera di Gino Malatesti!
+
+La marchesa Polissena conosceva ancora l'episodio della fanciulla dei
+Guerri. Da chi poteva averlo risaputo? Dal ministro di Stato; era
+facile indovinarlo. Se la polizia ducale aveva avuto un referendario
+compiacente per la gita del Lago, niente di più facile e di più
+naturale che la relazione si fosse estesa dai particolari del fatto
+alle persone che ci avevano partecipato. E quali esagerazioni, in quel
+rapporto dello spione! Si parlava di discorsi, di evviva, di voti
+espressi per la caduta del governo ducale! Evidentemente il
+referendario non aveva cognizione diretta delle cose; scriveva
+d'udita, e le scarse notizie di un imprudente famiglio dei Guerri
+diventavano sotto quella penna assassina un vero atto di accusa. Non
+avviene sempre così, nell'esercizio di quel brutto mestiere? La spia
+vuol farsi un merito delle rivelazioni, e vi aggiunge sempre molto del
+suo.
+
+Così il conte Gino ricomponeva nella sua mente ogni cosa, ricostruiva
+il fatto che doveva cagionargli tante angosce e tanti terrori. In
+quella ricostruzione mentale, vedeva anche il suo dolce segreto
+conosciuto dalla marchesa Polissena, fors'anche dal conte Jacopo,
+prima che egli fosse di ritorno a Modena, con la speranza di
+persuadere suo padre. Della marchesa, in ogni altro momento, gli
+sarebbe importato poco. Non era sicuramente la gelosia che la rendesse
+curiosa, ed egli oramai ne sapeva il contrario. Pure, mettendo da
+parte il sospetto della gelosia, il guaio non era che più grande per
+lui. Polissena, volendo dare la sua figliuola ad un Malatesti,
+conosceva il segreto di lui: e Gino e i Guerri, pur troppo, erano in
+balìa di quella donna, poichè ella conosceva il ministro e lo muoveva
+a sua posta. Come dubitare del poter suo, se ella aveva ottenuto il
+perdono di lui, proprio allora che per il rapporto della spia sarebbe
+stato il caso di aggravargli la pena?
+
+Ma allora?... Il perdono per lui, e un'inchiesta per gli altri. Tutti
+i ragionamenti, tutte le meditazioni di Gino venivano a quel punto. E
+allora gli si affacciò alla mente quella figura di commissario, tutto
+dolce e carezzevole, che davanti a lui aveva nascoste le unghie e
+fatte le fusa. Forse a quell'ora, mentre Gino ricordava la faccia
+patibolare e gli atti umili del signor commissario, l'inchiesta contro
+i Guerri era già incominciata; il signor Francesco, il signor Orlando,
+il povero Don Pietro Toschi, Aminta, suo fratello Aminta, erano già
+stati chiamati alla presenza del Minosse ducale. E non potevano esser
+già incarcerati? Dio santo! Un brivido corse per tutti i nervi del
+povero Gino. Ma no, non era possibile che si giungesse di primo colpo
+fin là. Il commissario non aveva che un applicato con sè; niente
+sgherri, niente apparato di forze. Si trattava di una semplice visita,
+di qualche interrogatorio abilmente condotto, per sincerare i fatti, e
+non altro per allora, non altro. Il peggio, sicuramente, sarebbe
+venuto poi; fors'anche presto, fra due o tre giorni, quanti bastavano
+per andare e tornare. Comunque fosse, non c'era tempo da perdere.
+
+Quella sera, il conte Gino Malatesti, che aveva mostrato a suo padre
+tanta ripugnanza contro le visite, il conte Gino Malatesti andò al
+palazzo Baldovini. Non era giorno di conversazione. Meglio così.
+
+
+
+
+Capitolo XII.
+
+Una inchiesta misteriosa.
+
+
+Voi combattevate, o Gino, e la fanciulla dei Guerri pregava. Così, sui
+portali marmorei delle nostre città di Liguria, l'arte medievale ha
+raffigurato il virtuosissimo barone San Giorgio, che spinge il
+destriero a galoppo e calpesta il drago arrovesciato, ficcandogli la
+punta della sua lancia nella gola spalancata, mentre sul ciglio di un
+sasso una giovine principessa inginocchiata, a mani giunte, implora la
+vittoria del suo campione dalla clemenza di Dio.
+
+Tra l'antica rappresentazione e il caso presente correvano per altro
+due differenze. Gino Malatesti non aveva ancora piantata la lancia
+nella gola del drago, e Fiordispina, anche pregando con tutto il
+fervore dell'anima sua, non aveva l'aria di guardare ad altro, come la
+principessa di Cappadocia. Fiordispina teneva gli occhi rivolti a
+Fiumalbo, a quella lunga fila di monti e colline che separavano il
+Cimone dalla pianura modenese. Di là aspettava oramai la luce degli
+occhi suoi, la vita del suo cuore: pregando il cielo, confidava anche
+nel suo Gino, e discacciava come indegni di lui, del suo carattere,
+della sua lealtà, i neri presentimenti che venivano ad assalirla.
+
+Intanto a Fiumalbo s'incominciava a discorrere, a far castelli in
+aria, sulla presenza di quei due impiegati del governo ducale. Si era
+creduto a tutta prima che fossero due ingegneri, venuti a studiare per
+la costruzione di un ponte, già tante volte domandato e mai ottenuto,
+scambio di quello di legno che ogni piena un po' grossa abbatteva, e
+che i Guerri, buona gente, rifacevano sempre a spese loro. Il sindaco
+Cervarola, interrogato dagli anziani del paese, non diceva nè di sì nè
+di no; ma era molto pensieroso, il brav'uomo, più pensieroso del
+solito, e pareva che gli pesasse la carica. Al signor Aminta, che gli
+chiedeva anch'egli notizie, il signor sindaco aveva risposto:
+
+--Che ne so io? Vogliono saper tante cose! Ora vi sembra che mirino di
+qua, ora sembra che guardino di là. Mi è passato per la testa che
+vogliano fare un censimento nuovo delle famiglie.
+
+--Un censimento! Che diavolo? Ma se è stato fatto da poco!
+
+--Che cosa ho da dirvi io?--Fors'anche un nuovo catasto. Vogliono poi
+tante cose! Chi è il tale, chi è il tal altro, che mestiere fa, dove
+abita, dove si può vederlo.... Ieri, per esempio, mi hanno domandato
+anche di Pellegrino Menghi, che è il vostro servitore, e di Lorenzo
+Tamaroni, il vostro caposquadra alle Serre.
+
+--Due uomini,--borbottò il Guerri, facendo una spallata,--che non
+hanno niente a vedere con la giustizia.--
+
+Così erano rimasti, sapendone meno di prima, e sospettando ogni cosa.
+Ma il giorno seguente nuove voci si sparsero in paese. I due ufficiali
+del governo andavano di qua e di là, prendendo lingua da tutti i
+casolari, chiedendo cose di nessun conto; per altro, qualcheduno era
+anche chiamato alla loro presenza, nelle stanze della casa comunale.
+Di che si fosse parlato non si poteva sapere, perchè i chiamati
+all'interrogatorio non volevano appagare la curiosità degli amici, e
+neanche delle loro famiglie. Avevano paura, e si eran cucita la bocca.
+
+Altro che censimento! altro che catasto! C'era la ragion politica, lì
+sotto. Del resto, il signor Francesco Guerri conosceva i due
+personaggi per impiegati di polizia, ed era già troppo non aver capito
+alle prime che razza di commissione fosse la loro. Perciò il vecchio
+Guerri chiamò a sè Lorenzo Tamaroni e gli disse:
+
+--Che è stato? Ti hanno interrogato ieri. Su che?--
+
+Erano alla Serra, ma in luogo appartato, e nessuno degli uomini
+addetti al lavoro poteva udire il discorso. Lorenzo Tamaroni diede
+tuttavia un'occhiata sospettosa in giro; poi raccontò minutamente ogni
+cosa.
+
+--Il signor sindaco mi ha fatto chiamare ieri mattina.--È per ordine del
+signor commissario, venuto da Modena;--mi ha detto subito, quando mi son
+presentato da lui. Infatti, poco dopo è capitato il signor commissario
+col suo aiutante; si son seduti tutt'e due alla tavola del sindaco, e
+quando siamo rimasti soli noi tre, mi han detto di sedere e di rispondere
+con sincerità a tutte le domande che mi avrebbero fatto. Uno domandava e
+l'altro scriveva.--E così? (mi ha detto il primo). Siamo al lavoro delle
+serre?--Sì, illustrissimo.--E si fatica molto?--Eh, sicuramente, non è un
+mestiere troppo comodo.--Guadagnerà molto, il vostro principale?--Non
+saprei.--Come? Non lo sapete?--Signor mio, che vuole? Faccio il
+boscaiuolo, io; si dà al tronco dell'albero fino a tanto che possa
+cascare con una spinta; si svetta, si scortica, e poi, giù nel gran
+solco, fino alla serra. Quando ce ne sono cinquecento ammucchiati,
+s'incomincia a voltargli l'acqua, che faccia lago, e ci possano
+galleggiar dentro; poi, quando se ne son fatti entrare tanti che bastino,
+si apre la cateratta, e via, che pare il diluvio. Ecco quello che faccio
+io, che facciamo tutti noi, illustrissimo; e quel che succeda del
+legname, quando lo abbiam perduto di vista, e i guadagni che può
+procurare al padrone, non è cosa che possiamo sapere noialtri.--A
+proposito d'acqua, siete andati un giorno a lanciare una barca in un
+lago?--Nel lago della Ninfa, sì, illustrissimo.--Ed era grossa?--Che! Un
+guscio di noce.--E perchè l'avete lanciata?--Per obbedire agli ordini dei
+nostri padroni.--Ma essi, che idea avevano?--Se ho bene inteso, quella di
+assicurarsi che non ci fosse un vortice nel mezzo del lago.--Benissimo; e
+si è anche fatto un po' di festa.--Capirà, illustrissimo, quando si è in
+tanti, e si è fatto un lungo viaggio....--Festa patriottica, con discorsi
+ed evviva; si è dato alla barca un bel nome....--Non so.--Come? Neanche
+questo sapete?--Signor mio, non lo so; forse dal posto in cui ero, non ho
+potuto sentirlo.--Ve lo dirò io, il nome d'_Italia_. Non vi piace
+forse?--Eh, gli è un nome come un altro.--E non sapete dunque chi abbia
+dato quel nome? Chi c'era, intorno alla barca? I signori Guerri, non è
+vero?--Come padroni, ci dovevano essere di sicuro.--E il prevosto Don
+Toschi?--Anche quello,--E il conte Malatesti?--Non so se si chiami così;
+ma un giovanotto che chiamavano il signor conte, l'ho veduto
+benissimo.--È forse lui che ha dato il nome alla barca?--Sarà, ma non
+posso giurarlo; Le ho già detto che ero distante, e non ho sentito
+nulla.--Dite piuttosto che siete duro d'orecchio, perchè eravate ben
+vicino, come caposquadra, al comando della manovra. Basta, andiamo
+avanti. E il conte Malatesti, come era amico coi vostri padroni?--Non lo
+so; non me l'han detto.--Voi non sapete mai nulla di nulla. Eppure,
+sentite, vi converrà parlare; è per utile vostro, se non volete aver
+guai.--
+
+Qui Lorenzo Tamaroni fece una sosta, per introdurre nel dialogo una
+sua osservazione.
+
+--Capirà, signor Francesco; non era un bel complimento che mi faceva
+il signor commissario. Ma io non mi sono perduto d'animo.--Son qui per
+dire tutto quello che vogliono (risposi) ma a patto che io lo sappia.
+Ora, dell'amicizia di questo signor conte coi miei padroni io ne ebbi
+la prima notizia quel giorno. Ho saputo che erano vicini di casa.--E
+il conte era sempre alle Vaie?--Non lo so.--Badate, Tamaroni, il
+tacere le circostanze che vi son note, il trincerarvi dentro i vostri
+eterni «non so» potrebbe costarvi caro.--Oh senta, illustrissimo;
+costi un po' quel che vuole; non mi si potrà far dire quello che non è
+alla mia cognizione. Sono da vent'anni al servizio dei signori Guerri,
+ma non ho altre occasioni di vederli che tra i boschi, dove passo le
+mie giornate.--Ma là, sul lago della Ninfa, dov'eravate tutti, che
+discorsi sono stati fatti? Che cosa diceva il signor Francesco
+Guerri?--Niente, stava a vedere.--E il prete? Non ha simulato di
+battezzare la barca?--Nossignore, ha dato una benedizione. Anche a me
+han benedetta la casa, quando i signori Guerri l'han fatta costruire,
+e non mi sembra che abbia fatto niente di diverso per la
+barca.--Qui--(soggiunse Lorenzo Tamaroni, ritornando alla forma
+narrativa)--il signor commissario si è volto all'aiutante, che
+scriveva sempre come un altro sant'Agostino, e gli ha detto sottovoce,
+ma in modo che potessi sentirlo ancor io:
+
+--Questo è un merlo del becco giallo! Ora vedremo un po' gli altri. E,
+voltandosi a me, mi congedò con queste parole:
+
+--Andate, Tamaroni; vi richiameremo, se ci occorrerà di saper altro da
+voi, di quello che non sapete.--Ed io andai, senza aspettare che me lo
+dicesse una seconda volta. A dirle il vero, signor padrone, mi pareva
+mill'anni.--
+
+Il vecchio Guerri stette saldo davanti a tutti quei segni precursori
+di una grossa burrasca che minacciava di scaricarsi sulle Vaie. Non
+così saldo si mostrava il povero boscaiuolo, che amava i suoi padroni
+e aveva ragione di temere per essi.
+
+--Ed ora, signor Francesco,--riprese egli,--che cosa succederà?
+
+--Che vuol che succeda? Nulla.
+
+--Dio voglia! Ma se mi chiamano ancora, come mi hanno minacciato di
+fare?...
+
+--Se ti chiamano ancora, di' pure liberamente tutto quello che sai.
+Infine, tu non hai detto niente di meno, e non potevi dire niente di
+più. Discorsi sovversivi, brindisi, evviva, non se ne sono fatti. Io,
+poi, non so nemmeno chi abbia dato il nome alla barca. Vorrei essere
+stato io, per vantarmene.--
+
+Il signor Francesco non diceva tutta la verità, in quel momento.
+Ricordava benissimo che il nome era stato dato da sua figlia e dal
+conte Gino; ma, come padre e come ospite, non voleva che il boscaiuolo
+lo dicesse, in un secondo interrogatorio.
+
+--Del resto,--soggiunse il vecchio Guerri,--se domandano la cosa a me,
+non ho nessuna difficoltà a caricarmi la coscienza di questo peccato.
+Che cos'è l'Italia? Un'espressione geografica. Dando questa sua bella
+definizione, il principe di Metternich ha proferito la parola, e il
+principe di Metternich è uno dei loro. Dopo un così grande esemplare
+di ortodossìa politica, perchè non potremmo proferirla noi?
+
+--È giusto;--rispose il boscaiuolo, che non conosceva il signor
+principe, ma che si sentiva istintivamente raffidato dalla confidenza
+con cui ne parlava il padrone;--si dice Italia come si direbbe
+un'altra cosa: Francia, Spagna, America, Portogallo.... ed altri
+paesi.--
+
+La geografia di Lorenzo Tamaroni non andava niente più in là. Con quei
+quattro nomi aveva vuotato il sacco della sua erudizione. Ad un esame
+lo avrebbero bocciato di sicuro; ma il bravo boscaiuolo non era
+fortunatamente a quell'impegno, e quelle poche cognizioni bastavano
+alla sua felicità.
+
+Congedato dal padrone, se ne ritornò sul lavoro. Il signor Francesco
+lo seguì poco dopo, tranquillo in apparenza, e tutto intento alla
+distribuzione delle acque nella serra. Ma quel giorno, dopo il pranzo,
+fu una gran conferenza nella casa dei Guerri, avendo il capo della
+famiglia creduto necessario di consigliarsi coi suoi. Fiordispina fu
+più addolorata di tutti, e la sua agitazione commosse il vecchio, che
+si studiò di calmarla, fingendo una sicurezza che non aveva nel cuore.
+
+--Non temo per me;--disse la fanciulla.--Son donna, e poco mi posson
+fare. Temo per te, babbo; temo per voi uomini.
+
+--Eh via, non esageriamo!--raccomandò il signor Francesco.--Ho detta
+la cosa, perchè era necessario avvertirvi tutti, e intenderci sulle
+risposte che daremo, se verranno ad interrogarci. Ma andiamo al fondo
+e guardiamo che c'è. Son venuti in due, come l'altra volta, ma per
+dare una buona notizia al conte Gino. L'occasione sarebbe stata scelta
+male, per annunziargli la sua grazia, se avessero avuto dei gravi
+sospetti. Fanno una piccola inchiesta, per uso, per amore dell'arte;
+ecco tutto.
+
+--Ma porteranno la loro relazione a Modena;--osservò la fanciulla.
+
+--Che relazione! Un pugno di mosche;--replicò il vecchio Guerri,
+facendo una spallata.
+
+--Speriamolo;--disse Aminta.--Ma nel dubbio, bisognerà avvertire il
+conte Gino.
+
+--Sì, bravi! perchè la lettera caschi in mano alla polizia del Duca.
+
+--Possiamo mandarla per mezzo di un uomo sicuro. Pellegrino per
+esempio.--
+
+La conferenza si fermò a questo punto. Pellegrino, in verità, era
+stato interrogato anche lui; ma non aveva avuto da dire niente più del
+Tamaroni. Pensando a tutti quegli interrogatorii, il signor Francesco
+capì che i suoi servitori e famigli erano tutti fedelissima gente. Da
+loro, per certo, non era partita l'accusa; probabilmente da qualche
+invidioso, da qualche nemico celato, come tutti ne hanno, e come
+potevano averne anche i re della montagna a Fiumalbo. Questa
+supposizione era avvalorata dal fatto che si accennava a discorsi non
+fatti, ad evviva non proferiti. L'accusatore non era dunque da cercare
+tra i presenti alla scena del Lago. Del resto, e si cascava sempre
+qui, se anche i famigli di casa Guerri si fossero sbilanciati nelle
+loro risposte al commissario, poco potevano aver detto, perchè poco
+c'era da dire, e tutto il guaio si restringeva ad un nome, al nome
+d'Italia, che era stato imposto ad un misero burchiello.
+
+Don Pietro, che aveva sulla coscienza quell'altro peccato della
+benedizione, capitò quella sera all'ora solita. Non sapeva ancor
+nulla, lui; nè il commissario lo aveva chiamato al _redde rationem_.
+
+--Curiosa inchiesta, che non si estende agli accusati!--disse il prete,
+com'ebbe udito ogni cosa.--Del resto, e quanto a me, so già quel che mi
+tocca: una chiamata in Curia e una solenne lavata di testa. Ma io potrò
+rispondere a Monsignore:--Non so ancora che il nome d'Italia sia
+scomunicato. Mi diano istruzioni, e starò all'obbedienza.--
+
+Tutto ciò andava benissimo, ma non toglieva di mezzo le apprensioni.
+Ad accrescerle, anzi, venne poco dopo l'annunzio di una visita. Il
+signor commissario e il suo applicato, domandavano di essere ammessi a
+riverire i signori Guerri. A riverire, capite? Questo era il
+linguaggio ufficiale, la veste, la maschera del pensiero; ma bisognava
+vedere, che cosa ci fosse sotto.
+
+I due visitatori furono ricevuti con calma solenne da tutta la
+famiglia riunita. Non si era re della montagna per nulla. Ed anche
+alla calma solenne si accompagnò una squisita cortesia.
+
+--I nostri incarichi sono finiti;--disse il signor commissario,
+premendo al solito sulle parole;--non abbiamo voluto andarcene, senza
+una visita di congedo a lor signori.
+
+--Come?--non potè trattenersi dal dire il vecchio Guerri.--Finiti così
+presto?
+
+--Che vuole? Cose da nulla.... almeno, per quanto risguarda il tempo
+che si poteva mettere a sbrigarle.
+
+--Ci duole,--disse il signor Francesco,--ci duole che se ne vadano
+senza accettar nulla da noi. Se avessimo saputo che la loro partenza
+era così imminente....
+
+--Oh, grazie!--interruppe il commissario.--Non ci è neanche permesso
+di dare incomodo alle persone in mezzo a cui ci chiamano i nostri
+doveri d'ufficio. Il nostro ministero è delicatissimo, e ciò in
+compenso dell'essere qualche volta odioso.
+
+--Che dice Ella mai?
+
+--Oh, non dubiti, perchè la cosa è proprio così come ho l'onore di
+dirle;--rispose con un sospiro il commissario.--Siamo servitori
+fedeli, con l'obbligo di essere accorti, di vigilare, di sospettare,
+sì, anche di sospettare. Infine,--soggiunse egli, con un altro
+sospiro, ma che pareva di sollievo,--su noi riposa lo Stato, da noi
+dipende la sua tranquillità, la sua sicurezza interna, che è principio
+e fondamento della sicurezza esterna. Ci sono tante piccole cose,
+germi inavvertiti di malcontenti, che bisogna osservare! Dal
+trascurarli derivano i guai maggiori all'ordine stabilito. _Principiis
+obsta_, lo ha detto anche il poeta, _sero medicina paratur_.--
+
+Nessuno osò più interrompere il signor commissario, che era montato
+sul pulpito e voleva far la sua predica, anche col testo latino, come
+avrebbe fatto Don Pietro.
+
+--Una cosa è da raccomandare, anche a questi paesi più lontani dalla
+vigilanza e dall'azione del governo centrale;--proseguì il
+commissario.--Fiducia in lui, che è provvido, paterno, bene
+intenzionato. Abbiamo in esso il tipo, il modello, l'esemplare dei
+governi possibili. Pure, non mancano quelli a cui sembra di star male,
+e che si voltano di qua o di là, sperando meglio. Se si domandasse
+loro: «che cosa?» si troverebbero bene impacciati a rispondere. Le
+novità allettano gli spiriti deboli, ecco il guaio. Ma tante novità
+sognate, si vedrebbe che cosa sono, allo stringer dei conti: miseria e
+rovina per tutti, salvo per coloro che hanno interesse a pescare nel
+torbido. Qui, infine, si è felici, relativamente, lo capisco, come si
+può esser felici sulla terra. E infatti noi ci occupiamo della terra;
+è istituto del reverendo di parlarci del cielo.--
+
+Don Pietro, così personalmente indicato, reputò necessario di far
+riverenza al predicatore. Questi frattanto proseguiva:
+
+--La terra dà quel che può, e, aiutando l'avvedutezza dei
+proprietarii, dà tutto ciò che basta ai loro desiderii. Non è gravata
+da altre tasse fuor quello che servono a mantenere un'autorità,
+distributrice di sicurezza, di benefizii morali e materiali a tutto lo
+Stato. Non coscrizioni che defraudino i campi delle valide braccia e
+le famiglie dei loro sostegni. Non cure del domani, che se ne prende
+il carico momentoso un principe umano e prudente, vero padre dei
+sudditi. Sotto l'egida sua, sotto l'imperio delle provvide leggi, il
+piccolo commercio respira, le piccole industrie fioriscono, e fanno le
+fortune anche grosse. Questa verità palmare dovrebbero intenderla
+primi fra tutti i grandi proprietarii, scambio di sognar novità, di
+favorire idee sovversive. Perchè, poi, che cosa succede? Il padre è
+amoroso, è buono; ma viene il giorno che non vuol parerlo tre volte.
+Ammonisce con gli esempi; ma se gli esempi non servono, mette mano ai
+castighi. Non le pare?
+
+--Fa il dover suo;--rispose il signor Francesco, a cui era rivolta la
+domanda.
+
+--Ho piacere che in questo Ella sia del nostro avviso. Lo sia in
+tutto, e sarà grande vantaggio per tutti. Umili servitori dello Stato,
+e ignari delle conseguenze che può portare l'opera nostra, non
+possiamo rassicurare, nè promettere; c'è una gerarchia, e noi siamo ai
+più bassi gradini. Solamente ci è dato di esprimere un modesto
+desiderio. Ella, signor Guerri, per consenso di tutti, è il primo
+proprietario e per conseguenza l'uomo più autorevole di questa
+regione, i cui semplici costumi ritraggono della antica convivenza
+patriarcale. Il suo ufficio potrebbe dunque esser quello di un
+Mentore, cioè di una guida amorevole, di un esempio sicuro per queste
+buone popolazioni, che il governo tien d'occhio, come ogni altra parte
+dello Stato. Ma l'ora è tarda;--conchiuse il commissario, parendogli
+di aver detto quanto bastava, e dando perciò la sbirciata d'uso al suo
+orologio;--noi dobbiamo levar l'incomodo a questa bella riunione,
+dolenti di avere interrotte le sue occupazioni.
+
+--Una partita di briscola chiacchierina;--disse il signor Francesco,
+sorridendo;--e non ancora incominciata, com'Ella ha potuto vedere. I
+nostri ossequii, signor commissario, ed anche i nostri augurii
+migliori per il suo prospero viaggio.--
+
+Il signor commissario se ne andò, seguito dal suo taciturno e
+malinconico aiutante. Povero signor commissario! Aveva egli predicato
+invano, che lo accomiatavano con una burletta? Tale non era la sua
+opinione, e la burletta gli pareva assai povera, certamente poco
+spontanea, non accompagnata da nessuna allegrezza di spirito.
+
+--Ad ogni modo,--pensò egli, scendendo le scale,--te la daremo noi, la
+briscola chiacchierina. La tua gente ha chiacchierato poco, ma gli
+altri, che non dipendono da te, hanno detto quanto basta, per far
+onore alla mia commissione. Nei nostri quaderni c'è tanto da darvi
+noia per un pezzo.--
+
+Ai soliloqui del commissario e alle sue legittime speranze di
+gratificazione, se non forse di un aumento di grado, rispondeva il
+colloquio dei rimasti.
+
+--Ahi, ahi!--disse primo Don Pietro.--La lezione è stata dura.
+
+--Infine,--rispose Aminta, poichè il vecchio Guerri taceva,--se ne
+vanno senza chiederci nulla.
+
+--E questo è il male, figliuol mio;--replicò il vecchio prete.--La
+predica del commissario mi dice che non se ne vanno con le pive nel
+sacco. Questi signori hanno raccolto quanto bastava. Non volevano
+andarsene senza far l'atto di presentarsi. Certamente, potevano
+supporre che fosse giunta a voi altri qualche notizia dei loro
+interrogatorii, e in questa supposizione molto ragionevole non hanno
+potuto dispensarvi da qualche allusione. Mi par chiaro.
+
+--È chiarissimo;--aggiunse il vecchio Guerri.--Ma che farebbe Lei, Don
+Pietro?
+
+--Cercherei di avvertir subito subito il conte Gino di ciò che si
+prepara. È una burrasca che potrebbe dar noia anche a lui.--
+
+Pellegrino Menghi, famiglio di casa Guerri, partì quella medesima
+notte da Fiumalbo, conducendo a Modena un carico di legname. Erano bei
+tronchi d'acero, debitamente stagionati, che andavano ad uno
+stipettaio modenese, la cui commissione era stata ricordata in buon
+punto. Ora il bravo Pellegrino conduceva un carro; ma portava una
+lettera, nella gran buca della sua giacca di fustagno, ed anche un
+libricciuolo, per il conte Gino Malatesti. Quella lettera, scritta da
+Aminta Guerri, diceva poco o nulla; accompagnava un libro che il conte
+Gino aveva dimenticato alle Vaie, nell'ultima notte che era dormito
+lassù, e prendeva occasione da quell'invio per mandare all'amico,
+all'ospite gradito e caro, i saluti suoi e quelli di tutta la
+famiglia.
+
+Il libro, che Gino Malatesti non aveva punto dimenticato, era stato
+scelto tra i più innocenti della libreria delle Vaie. Figuratevi che
+era il _Novellino_, in una piccola e modesta edizione di Parma. Non
+dava molto impaccio al portatore, e non c'era caso che gli si vedesse
+far grinze di fuori, al petto della giacca. Comunque, se avessero
+frugato Pellegrino alla porta, perchè tutto poteva darsi e bisognava
+prevedere ogni cosa, l'invio di quel libro innocente giustificava la
+innocentissima lettera. Pellegrino Menghi, arrivato alla presenza del
+conte, avrebbe detto l'essenziale a voce. Sapeva pure tutto ciò che
+importava di far conoscere al conte, poichè era un giovanotto
+intelligente, ed anche a lui era toccata la noia di un interrogatorio
+intorno alla famosa gita del lago.
+
+Passarono i quattro giorni che Pellegrino doveva star lontano dalle
+Vaie, tra andata e ritorno. Ma il messaggero non comparve. Ne passò un
+altro, che fu il quinto, e i signori Guerri, non vedendo comparir
+Pellegrino, incominciarono a stare in pena, temendo che gli fosse
+accaduto qualche guaio. I timori si tramutavano quasi in certezza
+verso la fine del sesto giorno, quando il signor Aminta, che era
+andato in traccia del suo famiglio di là da Fiumalbo, riconobbe da
+lunge il carro vuoto che ritornava, e Pellegrino che gli veniva a
+passo lento daccosto.
+
+--Ebbene?--gli domandò, muovendogli incontro.
+
+--Eccomi qua, signor Aminta.
+
+--Con due giorni di ritardo!
+
+--Per forza!--rispose Pellegrino.--E col dispiacere di aver fatto un
+viaggio inutile.
+
+--Come? Non hai veduto il signor Gino.
+
+--Non l'ho veduto.
+
+--Ed eri andato a bella posta!
+
+--Che vuole?--ripigliò Pellegrino.--Appena giunto, e scaricato il
+legname, sono andato a cercare il palazzo Malatesti. Ho chiesto del
+signor conte Gino, e il portiere mi ha risposto brevemente: non
+c'è.--Mi rincresce, perchè dovevo consegnargli un involto.--Datelo a
+me, gli sarà ricapitato.--Non potevo ricusare, e cavai l'involto di
+tasca.--C'è un libro e una lettera;--dissi allora, consegnando
+l'involto a quell'uomo;--avvertite anche il signor conte che se ha
+comandi da darmi per i miei padroni, io sono per tutto questo giorno
+alla _Rosa_, fuori porta di San Francesco.--
+
+--Bravissimo!--disse Aminta.--E allora come va che non hai veduto il
+conte?
+
+--Ecco qua. Avevo appena finito, che il portiere mi rispose:--Sarà
+impossibile che vi mandi a dire qualche cosa, perchè non è in
+città.--Diamine!--esclamai.--Dov'è andato?--A Bologna, e non ritornerà
+che domani a sera, o doman l'altro.--Ringraziai, allora, e me ne
+tornai alla locanda, pensando che cosa avrei dovuto fare. Se ritorno
+alle Vaie, dissi fra me, il signor Aminta mi sgriderà, e giustamente,
+poichè m'aveva mandato perchè vedessi il signor conte. Così aspettai
+un altro giorno, sempre fermo alla locanda. Il giorno seguente non
+osai muovermi neanche; soltanto verso sera m'incamminai verso il
+palazzo Malatesti e giunto là mi presentai nuovamente al
+portiere.--Non ho potuto partire, in questi due giorni,--gli dissi,--e
+son venuto ancora a vedere se il signor conte Gino ha comandi da
+darmi.--Il conte Gino non è ancora ritornato.--C'è speranza che
+ritorni domattina?--Nè domattina, nè per parecchi giorni ancora; ha
+scritto che le sue faccende lo tratterranno dell'altro, forse una
+settimana, a Bologna.--
+
+--Che faccende!--esclamò il signor Aminta.
+
+--Non me ne ha detto nulla;--rispose Pellegrino, che aveva presa
+l'esclamazione per una domanda.--Ella capirà, signor Aminta, che io
+non me la sentivo di restare una settimana a Modena, lasciando Lei e
+il signor Francesco nell'incertezza. Perciò mi son risoluto di
+ritornare. Ma se vuole che io rifaccia la strada....
+
+--No, non occorre, per ora. Al poi, penseremo più tardi.--
+
+Quella sera in casa Guerri si seppe che il viaggio di Pellegrino era
+stato inutile, come l'espediente del libro e della lettera ond'era
+accompagnato. La cosa dispiacque molto anche a Don Pietro, che aveva
+avuta l'idea di quel viaggio. Non si parlò di briscola chiacchierina,
+ve lo assicuro; da parecchie sere non si pensava più a quei piccoli
+svaghi.
+
+
+
+
+Capitolo XIII.
+
+Il segreto di Pellegrino.
+
+
+La mattina seguente, non senza meraviglia sua, Don Pietro si vide
+capitare in chiesa il famiglio dei Guerri.
+
+--Che c'è?--gli domandò.--Vuoi confessarti?
+
+--Eh, quasi!--rispose Pellegrino.--Son venuto a cercarla in chiesa,
+appunto per averne l'aria.
+
+--Sentiamo dunque,--disse Don Pietro, tirando il giovanotto in uno
+stanzino accanto alla sagrestia, dov'era infatti un inginocchiatoio,
+con un seggiolone daccanto.--Se è una mezza confessione, qui nessuno
+ti ha da vedere, e puoi parlare liberamente, figliuol mio.
+
+--Incomincio subito,--disse Pellegrino.--Ella saprà, almeno avrà
+potuto indovinare, che il signor conte Gino vedeva molto di buon
+occhio la mia padroncina.
+
+--Non so, e non ho indovinato nulla;--rispose Don Pietro.--È questo
+che avevi da dirmi?
+
+--Scusi, era necessario, per cominciare. A me era parso che fosse
+così. Ma se non c'era nulla tra loro due, tanto meglio.
+
+--E perchè?
+
+--Perchè, vede, ho avuto certe notizie, laggiù.... certe notizie che
+m'avevano già guastato il sangue. Ma se Lei mi assicura che non c'era
+niente fra il signor conte e la padroncina, io dormo tranquillo, e il
+signor conte può sposar chi gli pare.
+
+--Che storia è questa?--gridò il prete, turbandosi.--Tu mi dirai ogni
+cosa. Come sai che il conte Malatesti si sposa?
+
+--Eh, come lo sanno tanti altri, che lo hanno sentito laggiù, nella
+locanda della _Rosa_. Lei, deve sapere, Don Pietro, che io, aspettando
+un'occasione di vedere il conte Gino, avevo detto al suo portiere:
+rimarrò tutto questo giorno a Modena, e sono alloggiato alla _Rosa_,
+fuori porta San Francesco. Dunque, eccomi alla _Rosa_, non sapendo che
+fare. Lei indovina già quel che ho fatto: mi son seduto sopra una panca,
+e ho bevuto un bicchier di trebbiano. C'era della gente che mi ha offerto
+di giuocare una partita ai tressetti, ed ho fatto volentieri il quarto ai
+tressetti. Così mi è accaduto di far conoscenze e di barattar quattro
+ciarle coi miei compagni, gente di servizio come me. Uno di essi era
+nientemeno che sottocuoco in una casa di nobiloni.--«Ciriaco,--gli hanno
+detto ad un certo punto,--è dunque vero che la marchesina si marita?»--«E
+che cosa volete che facesse?--ha risposto lui.--Il suo giorno è
+venuto.»--E lì, di chiacchiera in chiacchiera, son venuto a sapere che lo
+sposo era il conte Malatesti. Non ho potuto trattenere la lingua, e ho
+domandato se si trattava proprio del conte Gino. Allora hanno domandato a
+me come lo conoscevo, ed io, facendo l'ignorante, ho risposto, che lo
+avevo incontrato una volta a Pievepelago.--«Ah, sicuro!--mi dissero.--Lo
+avrete veduto quando lo avevano mandato lassù in esilio. Ora gli hanno
+perdonato, e il signor conte, forse per mostrare che fa giudizio, si è
+risoluto di prender moglie.»--«E si farebbe giudizio tutti, a quelle
+condizioni!--soggiunse un altro.--Sposa la più bella ragazza di
+Modena.»--«Ah, sì? Ci ho gusto,--risposi,--perchè mi è parso un signore
+molto grazioso. E chi è la sposa, se è lecito?»--«La padroncina di
+Ciriaco, la marchesina Baldovini»--Eccole, Don Pietro, quello che seppi
+il primo giorno, mentre aspettavo che il conte Gino capitasse alla
+locanda, o mi mandasse a chiamare. Non vedendolo, e sperando che
+ritornasse da Bologna, dove mi dicevano che fosse andato, aspettai ancora
+due giorni; e questi li occupai, facendo amicizia con Ciriaco,
+passeggiando e trincando con lui. Mi ha confermato tutto, e mi ha detto
+anche tante altre cose, di questo matrimonio, delle relazioni che c'erano
+già tra il signor Gino e casa Baldovini, che ora si andrebbe troppo in
+lungo a volerle riferire. Signor prevosto,--conchiuse filosoficamente
+Pellegrino,--il conte Malatesti non si lasciò vedere; era sempre a
+Bologna, come mi disse la seconda volta il portiere, e in un modo da
+lasciarmi capire che potevo risparmiare la fatica di andarci una terza.
+Ma se anche fosse ritornato a Modena, mi par di capire che aveva ragioni
+tanto forti da non iscomodarsi con una gita alla locanda della _Rosa_.
+
+--Questo è un giudizio temerario,--disse Don Pietro.--Non va bene
+dubitare così degli amici. Se era a Bologna!...
+
+--Il primo giorno, sì, e infatti il portiere mi aveva detto
+graziosamente:--ritornerà stassera o domani.--Ma due giorni dopo, era
+un'altr'aria. Di sicuro aveva ricevuto l'imbeccata.
+
+--Non dal conte Gino, allora.
+
+--O da chi poteva averla ricevuta?
+
+--Dalla famiglia, per esempio. Tutto ciò che mi hai raccontato non mi
+persuade ancora. Per credere che il conte Gino Malatesti si sia
+dimenticato affatto di noi, bisognerà che me lo confermino con
+giuramento almeno tre testimoni.
+
+--Uno più dell'uso!--esclamò Pellegrino.--Ma si è egli degnato, appena
+giunto a casa, di scrivere due righe ai padroni? Conosco il suo
+carattere, per essere stato tre mesi con lui e aver portato i suoi
+biglietti ad Aminta, quando non si trattava d'altra distanza che
+quella da Querciola alle Vaie. Son io che vado a Fiumalbo per le
+lettere, e di suo non ho visto tanto così!
+
+--È vero;--confessò malinconicamente Don Pietro.--Ma chi sa che cosa
+gli è accaduto, a quel povero ragazzo?
+
+--Oh, non si è mica rotto il braccio destro,--ribattè Pellegrino.--Può
+viaggiare; potrà anche scrivere. Io, del resto, non c'entro.
+
+--E dimmi,--riprese Don Pietro,--hai parlato di queste cose con
+nessuno?
+
+--No, neanche col signor Aminta. Mi è sembrato di capire che avrebbero
+fatto dispiacere. Sa! per quel tal sospetto che avevo e che le ho
+detto in principio. Ma ora che so...
+
+--Ora che sai,--interruppe Don Pietro,--devi tacere per tutto il resto
+che non sai. Tu hai fatto bene, tenendo subito le tue notizie per te;
+hai fatto bene,--soggiunse sospirando, come un uomo che non è ben
+persuaso di quel che dice,--hai fatto bene a confidarle a me, prima di
+farne uso con altri; puoi accettare il mio consiglio, che è quello
+d'aspettare un altro poco.
+
+--Anche un mese, anche un anno;--disse Pellegrino.--Ella può viver
+tranquillo, che io non fiato. Son venuto da lei come da un confessore.
+
+--Ma intendiamoci, veh!--rispose Don Pietro.--Non mi hai dette queste
+cose in confessione, e al bisogno potrò servirmi delle tue notizie.
+
+--Lei è un uomo prudente; faccia come Le pare.
+
+--Grazie, figliuol mio! Vattene ora alle tue faccende; io ritorno a
+casa per dir le mie ore.--
+
+Ahimè, povero Don Pietro! Per quella mattina non lesse altrimenti il
+breviario, tanto era rimasto male, udendo tutte quelle novità
+dolorose.
+
+Da principio, per dire il vero, non ci capiva nulla di nulla. Un colpo
+inatteso, una mazzata sulla testa, ha piuttosto per suo effetto di
+stordirvi il cervello, che non di muoverlo a cercare donde sia venuta
+la botta e perchè mai ve l'abbiano appioppata. Poi l'uomo percosso via
+via si ripiglia e pensa. Don Pietro adunque pensò; pensò prima di
+tutto a quel giovanotto, che si era come confessato a lui,
+accennandogli i suoi sospetti intorno alla visita del cugino Ruggero,
+e mise le notizie recate da Pellegrino a riscontro con quella faccia
+così aperta, con quel tratto così nobile, in cui egli aveva amato di
+riconoscere la congenita lealtà della stirpe. Siamo tutti così, pur
+troppo, ancora e sempre imbevuti d'antico, e facili a vedere nel
+sangue quella nobiltà che solamente dovrebbe esser frutto della
+educazione morale. I dotti parlano oggi più che mai di eredità; il
+popolo vi dice ancora che un tale non dirazza da' suoi vecchi, come se
+la razza ci avesse tutte le virtù teologali e cardinali, insieme con
+tutti i doni del Paracleto. E quando un gran signore vien meno a certe
+norme di gentilezza o di onestà, che credevamo intimamente collegate
+al suo nome, ci sfugge sempre l'esclamazione:--ed era nobile, costui!
+
+Vera o falsa che fosse l'opinione delle genti, Don Pietro Toschi non
+aveva conosciuto di nobili che il conte Gino Malatesti, e da lui
+argomentava volentieri che fossero tutti fior di cavalieri, non senza
+ammettere, per omaggio naturalissimo all'esemplare, che il conte Gino
+fosse il più cavaliere di tutti. Inoltre, il vecchio prete conosceva
+Gino per un ardente innamorato, e non senza ragione così innamorato,
+non senza ragione così ardente. Fiordispina Guerri era bella,
+virtuosa, colta e gentile tanto, che non si sarebbe potuto desiderare
+di più. Avrebbe potuto diventar principessa o regina, senza che la
+cosa dovesse recar maraviglia a nessuno. Era anche ricca, forse più
+ricca che non fossero i Malatesti, e ciò poteva ricordarsi utilmente,
+in materia di nozze e di un consenso del padre di Gino. Finalmente, il
+giovanotto aveva pianto a calde lagrime, partendo dal luogo di pena;
+aveva abbracciato questo e quello, promesso, giurato.... E tutto ciò
+doveva finire con le notizie recate da Pellegrino? Era dunque vero,
+ciò che dice il proverbio: lontan dagli occhi lontano dal cuore? Già
+il signor conte aveva incominciato male, non scrivendo subito una
+lettera ai Guerri, appena giunto a Modena. Ma questa, sul principio,
+era parsa a Don Pietro la promessa di una bella novità.--Egli tace
+(pensava), ma poi ci capita alle Vaie con una domanda formale.--Questo
+pensiero, ahimè! era stato sopraffatto da un altro; le voci corse in
+paese di una inchiesta dei due ufficiali del governo ducale, la
+conferma di quelle voci per i discorsi del Tamaroni, le parole
+agrodolci del signor commissario, tutto concorreva a far dimenticare
+per un tratto le cagioni, buone o cattive che fossero, del silenzio di
+Gino Malatesti. Il vecchio prete ci pensava allora, dopo le
+riflessioni di Pellegrino, e a quelle riflessioni ne aggiungeva altre
+di sue, poichè in tutto quel tempo che Pellegrino era stato a Modena o
+in viaggio, il conte Gino aveva continuato a non dar segno di vita. Le
+prime notizie che si avevano di lui, era bisognato andarle a
+raccattare in città, fra le chiacchiere di alcuni servitori, in una
+volgare osteria di fuori porta. Ed erano belle notizie davvero! Il
+conte Gino era a Bologna... alla vigilia di sposare una marchesina
+Baldovini, celebrata come la più bella ragazza di Modena.
+
+Immaginate con che animo andasse quella sera il vecchio prete alla
+conversazione dei Guerri; come soffrisse, vedendo quella fanciulla
+calma e pensosa, che non levava quasi mai la faccia dal suo ricamo;
+come gli dolesse di dover custodire il segreto, davanti alla gravità
+malinconica del signor Francesco, che di tanto in tanto rivolgeva
+occhiate amorose ma tristi a sua figlia. Ah, davvero, quel maledetto
+segreto pesava sulla coscienza a lui, candido e schietto alpigiano,
+che non aveva dovuto portar mai altro fardello morale, fuor quello,
+reso oramai leggiero dalla consuetudine, dei peccati della parrocchia.
+
+Due giorni dopo, il povero Don Pietro non ne poteva già più. A farlo
+apposta, gli capitò Pellegrino tra' piedi.
+
+--Ebbene, reverendo,--gli aveva detto il famiglio,--non è ancora
+venuto niente?
+
+--Niente, e tu lo sai meglio di me;--rispondeva Don Pietro.--Non sei
+tu che vai per le lettere a Fiumalbo?
+
+--Eh, dicevo bene per questo!--esclamò Pellegrino.
+
+--Niente, nientissimo! È un trattare, scusi il termine, da veri
+birbanti. E con quella faccia, che pareva l'angelo Gabriele!
+
+--Senti,--disse Don Pietro, rabbruscandosi,--non mescolar gli angeli
+col fango della terra!
+
+--Oh, scusi, sa! Dicevo così per dire.
+
+--E dicevi male. Hai piuttosto ragione quando dubiti. Io, per tua
+norma, non reggo più a mantenere il segreto, e se credi, ne avverto il
+signor Francesco.
+
+--Gliel'ho già detto, faccia Lei;--rispose Pellegrino.--Anche a me
+dispiace che i padroni vivano ingannati, credendo quel signorino uno
+stinco di santo.
+
+--Pellegrino!
+
+--Ah, scusi ancora, reverendo! Sempre così per dire, e quando si ha il
+vizio....--
+
+Don Pietro non istette a sentirne altro, e tirò via, col suo breviario
+fra le dita, per il sentiero della montagna. A quell'ora il signor
+Francesco Guerri doveva essere alla serra, e il vecchio prevosto
+deliberò di fare una passeggiata alla serra.
+
+--Che buon vento?--gli disse il signor Francesco, andandogli incontro,
+appena lo vide comparire alla svolta del sentiero.
+
+--Vento di tramontana;--rispose Don Pietro,--E dura da due giorni, e
+non mi lascia aver pace.
+
+--Siete più tenero di me!--disse il signor Francesco, tentennando la
+testa.--Io non ho pace da un pezzo, eppure sto zitto.
+
+--Ma non sapete tutto quel che so io, e che in questi due giorni mi ha
+già dato noia per cento;--replicò Don Pietro.--Venite qua, signor
+Francesco, facciamo due passi e vi dirò tutto. Mi parrà minor peso, e
+lo porteremo in due.--
+
+Qui il vecchio prevosto riferì all'amico Guerri tutto ciò che aveva
+saputo da Pellegrino.
+
+--Il vostro famiglio,--soggiunse poi,--venne da ragazzo prudente a
+confidarsi con me. Non lo sgridate, se ha taciuto con altri, poichè io
+medesimo glielo avevo ordinato. Del resto, pensate che tutte queste
+cose le avrebbe dette al vostro Aminta, e che Aminta, giovane com'è,
+anche un pochino impetuoso, non si sarebbe facilmente contenuto.
+
+--Sì, ha fatto bene a tacere;--rispose il signor Francesco.--Del
+resto, io ho altro per il capo, che di sgridare Pellegrino. Penso
+sempre a quella relazione, io! Quanto al signor contino, c'era da
+immaginarselo, che le sue smanie dovessero finire così. Mio caro
+signor prevosto, se io dovessi dirvi ciò che credo di queste alleanze,
+ce n'avrei per tutta la giornata. A non guardare che la cosa in sè
+stessa, ci sarebbe da esser contenti di questo matrimonio che si
+prepara laggiù. Imparentarmi con nobili, non è mai stato di genio mio,
+e vi assicuro che non lo avrei fatto di buona voglia. Ma non vorrei
+ora che quel signorino di Parigi mi avesse stregata la mia figliuola!
+
+--Oh, per questo, poi, non c'è da temere!--disse Don
+Pietro.--Fiordispina è una savia ragazza. Può darsi che lo vedesse di
+buon occhio, ma penserà anche lei al vecchio proverbio: chi non ci
+vuole non ci merita.
+
+--Volesse il cielo che ragionasse così!--replicò il vecchio
+Guerri.--Voi siete il suo confessore, Don Pietro; esplorate il suo
+animo, consigliatela voi.
+
+--Non credo che sia opportuno di farlo per ora.
+
+--E perchè? Meglio oggi che domani.
+
+--Sì, capisco, e meglio domani che doman l'altro. Ma sarà poi tutto
+vero, quello che hanno raccontato a Pellegrino? Non ci sarà ancora
+tempo e modo di disfare ciò che si è incominciato? Mi sembra ancora
+così strano che il conte Gino abbia cambiato opinione, e peggio ancora
+sentimenti ed affetti, nello spazio di una settimana!
+
+--Dite pure che vi manca l'animo;--osservò il vecchio Guerri.
+
+--E sia; mi manca l'animo;--rispose Don Pietro.--Amo meglio
+confessarlo schietto, che girare intorno alle difficoltà, col pretesto
+di studiarle meglio. Povera fanciulla! Credo davvero che avesse posto
+il suo cuore in quel giovanotto. Ma chi non gli avrebbe creduto, al
+conte Malatesti? Io non avrei dubitato di confidargli ogni cosa più
+cara, ogni segreto più geloso.
+
+--Incominciando dalle vostre opinioni politiche!--notò ancora il
+signor Francesco.--E infatti, con le vostre benedizioni, vedete dove
+si è giunti? Ad una inchiesta, che ci condurrà ad un processo.
+
+--Oh, questo m'importa assai meno di tutto l'altro;--rispose il
+vecchio prete.--Andrei volentieri, per sei mesi in prigione, e magari
+per un anno, pur di sapere che il conte Gino ritorna alle Vaie, per
+fare la sua brava domanda. Del resto, amico mio, non credo più tanto
+al processo, nè ad altre noie consimili. I giorni passano, e niente si
+vede apparire. In fondo, io penso che abbiano cercato troppo, e che il
+poco che hanno trovato sembri loro più facilmente quello che è: voglio
+dire un bel nulla.
+
+--Meglio così!--disse il Guerri.--Noi ci saremmo compromessi per un
+ragazzaccio, e la cosa non sarebbe stata da gente seria come noi. A
+me, veramente, ne importava tanto come a voi. Ma i miei figliuoli!...
+Vedete? Io non vorrei che Aminta avesse da dimostrare il suo amore per
+la patria andando a marcire in prigione. Quando verrà l'occasione di
+romperla, come dicevamo nel Quarantotto, vada di là dal Po, prenda un
+fucile e rischi la sua vita come un altro. Ma in fortezza, e sotto il
+duca di Modena, no. Queste son belve, non uomini, e mandano volentieri
+per il boia. Se avessero la forza, farebbero essi da carnefice!--
+
+Don Pietro non ardì risponder nulla a quel padre, che era crudelmente
+ferito in due affetti ad un tempo. Anch'egli, il buon prevosto delle
+Vaie, temeva assai più che non lasciasse vedere al suo vecchio amico;
+anch'egli incominciava a capire che con ragazzi non c'è da fidarsi. Un
+po' tardi, in verità; ma fino al dì della morte, c'è sempre tempo da
+imparare qualche cosa. Ora, egli aveva imparato questo: che gli uomini
+non si giudicano a prima vista, e guai a chi mette il suo cuore e la
+sua testa a repentaglio per loro, senza averli pesati, considerati per
+tutti i versi, e veduti anche alla prova.
+
+Così passarono i giorni e le settimane. Di processi, di persecuzioni
+politiche, non si ebbe più nuova; e questo era bene. Ma per contro non
+si sapeva più nulla del conte Gino Malatesti. Di lui tutti tacevano,
+alle Vaie; e tutti guardavano Fiordispina. La fanciulla, che era
+sempre stata d'indole grave oltre l'età, non pareva punto mutata da
+quella di prima. Parlava poco, e solamente per rispondere alle domande
+altrui; leggeva alle sue ore, lavorava di cucito, di ricamo, secondo
+l'uso; suonava pochissimo, ma senza farsi pregare, quando suo padre le
+domandava di farlo. Attendeva con la solita cura alle faccende
+domestiche; più volentieri a queste, che ad ogni altra occupazione. Il
+lavoro materiale, si sa, è un grande conforto alle pene dello spirito,
+poichè spesso impedisce di pensare, ed è il pensiero quello che
+uccide. Ma che pensava, la fanciulla dei Guerri, quando pur le
+accadeva di pensare? Non era dato d'intenderlo, senza interrogarla. E
+poichè nessuno la interrogava, il cuore di Fiordispina custodiva il
+segreto delle sue afflizioni.
+
+Così passarono le settimane, e passarono i mesi. Aspettava ella?
+Aspettava ancora qualcheduno? Certo, una promessa solenne le era stata
+fatta, e chi stima ha fede, e chi ha fede aspetta. Ma venne il giorno
+4 di ottobre, onomastico del signor Francesco Guerri, e l'aspettato
+non venne. Quel dì, Fiordispina fu più triste del solito; ma quel dì,
+per la prima volta, si sforzò di sorridere a suo padre, i cui occhi la
+interrogavano, non osando interrogarla le labbra.
+
+--Figlia mia! figlia mia!--mormorò il signor Francesco, stringendosela
+al seno.
+
+--Ebbene, babbo, ebbene?--diss'ella, reprimendo un singhiozzo.--Questo
+giorno, che è sempre stato così lieto per tutti noi, ti commuove
+tanto? Ne vogliamo vedere con egual gioia altri cento.
+
+--Saranno troppi,--rispose il vecchio Guerri, accettando volentieri la
+via di salvezza che Fiordispina gli offriva.--Me ne basterebbero
+venti. Ma capisco che per l'affetto de' miei figliuoli sarebbero
+pochi. Diciamo dunque cento, ed anche centomila.
+
+--Siano tutti quelli che Dio vorrà;--soggiunse Don Pietro,
+associandosi volentieri a quelle chiacchiere vane, che dissimulavano
+tanto dolore.--Sempre uniti, nella calma dolcezza della vita di
+famiglia, che cosa si potrebbe desiderare di meglio?--
+
+Il giorno onomastico del signor Francesco fu festeggiato senza
+l'ospite che tutti dovevano aspettare, poichè egli aveva giurato di
+non voler mancare, a cui tutti pensarono e che nessuno ardì nominare.
+Ma un altro ospite era venuto, e portava i saluti e gli augurii di un
+altro ramo della buona schiatta dei Guerri. Avrete già capito che
+quell'ospite era il cugino Ruggero.
+
+«Sarebbe stato il mio vivo desiderio (diceva il padre di lui, nella
+lettera che gli aveva consegnato per il suo parente delle Vaie) che i
+nostri vincoli si restringessero maggiormente. Il mio Ruggero è giunto
+a quell'età in cui bisogna pensare ad accasarsi. Per dirvela in
+confidenza, abbiamo proposte vantaggiose per ogni rispetto, da Reggio
+e da Modena; ma, prima di risolvere qualche cosa, lasciatemi tentare
+un'ultima prova con voi.»
+
+E seguitava su questo tono, nel modo e con gl'intenti che il lettore
+discreto immaginerà facilmente. Don Pietro avrebbe potuto dire che
+quella volta il Guerri del Reggiano veniva a mezza spada col Guerri
+del Modenese. Al signor Francesco parve una buona occasione per
+rompere il silenzio in cui si erano chiusi tutti da due mesi. E tratta
+a sè la figliuola, le parlò risoluto in questa forma:
+
+--Vedi, Fiordispina? È tempo di pensare al futuro, di assicurare la
+tua sorte, di maritarti, insomma. L'ho detta, finalmente! Che io ti
+ami, lo sai; ma l'amore dei vecchi non deve essere egoistico, e questo
+debbo provartelo io.
+
+--Padre mio!--esclamò la fanciulla.
+
+--Sì, capisco;--riprese il vecchio Guerri;--la solita storia. Sto
+tanto bene così! Non mi mariterò mai!
+
+--No, padre;--rispose Fiordispina.--Non voglio dir questo. Nella casa
+dove son nata non ho avuto che esempi di sincerità, e non sarò io che
+darò il primo esempio d'ipocrisia. Ti dirò invece schiettamente: sono
+una fidanzata che aspetta.--
+
+Il signor Francesco fu colpito da quelle semplici e risolute parole.
+
+--Fidanzata!--diss'egli.--Senza di me?
+
+--Oh, non senza di te;--replicò la fanciulla.--Sii buono, babbo, come
+sei sempre stato con tua figlia. Non hai tu approvata la mia scelta?
+Se io non ti avessi letto nell'anima, avrei io osato di prendere
+questo impegno.... con me stessa?--
+
+Il vecchio stette un poco sopra di sè, non potendo negare, e non
+sapendo che rispondere. In verità, non gli restava da far altro che
+pigliarsela con se medesimo.
+
+--Ah, sciocco, tre volte sciocco!--gridò.--E sono stato io che ho
+approvato! Ben mi sta, quello che è poi avvenuto. Lo vedi che fa il
+tuo fidanzato? Aveva premesso di ritornare, per questo gran giorno,
+alle Vaie. Ma noi lo abbiamo aspettato invano, se pure è da credere
+che lo abbiamo aspettato.
+
+--Io l'ho aspettato;--rispose Fiordispina.
+
+--Ebbene?... non è venuto. E che pensi di lui!
+
+--Che non avrà potuto.
+
+--Ma almeno poteva farsi vivo con una lettera. Ha egli mai scritto,
+dal giorno che è partito da noi?
+
+--Avrà scritto; replicò Fiordispina;--e più d'una volta avrà scritto.
+
+--E allora?
+
+--Allora, padre mio, le lettere si saranno smarrite per via.
+
+--Tutte?
+
+--Tutte, sicuramente: la seconda nello stesso modo e per le stesse
+ragioni della prima; la terza come la seconda, e così via. Io ho
+sognato, padre mio, che le lettere del conte Gino, erano state
+intercettate all'ufficio postale di Modena. Ho sognato ancora che
+egli, non vedendo risposta alla prima nè alla seconda sua lettera,
+sospettò di una sottrazione, e provò a mandar le sue lettere per altra
+via; ma si fidò di un servo, e quel servo lo tradiva.
+
+--Una gran fede.... nei sogni!--esclamò il vecchio Guerri.
+
+--E nella voce del mio cuore,--ribattè la fanciulla.--Abbiamo stimato
+il conte Gino Malatesti, te ne rammenti? Lo abbiamo stimato come un
+perfetto cavaliere. Perchè lo giudicheremmo diverso, senza aver prove
+de' suoi torti? Perchè lo disprezzeremmo su mere apparenze?--
+
+Il signor Francesco ammirò la costanza della sua figliuola, ma vide in
+pari tempo la necessità di scuoterla, di distruggere quella fede.
+Infine, un giorno o l'altro doveva saperla anche lei, la dolorosa
+verità. Non era meglio che la sapesse da lui, e subito, poichè
+l'occasione era venuta?
+
+--Senti:--incominciò egli allora;--se io ti dicessi che il conte Gino
+ci ha dimenticati, e che....
+
+--E che? Non ti fermare, padre mio!--gridò Fiordispina.--Continua!
+
+--E che doveva anzi sposare un'altra donna?--ripigliò il vecchio
+Guerri.--Che a quest'ora l'avrà sposata, e che può essere già andato a
+fare il suo viaggio di nozze?...--
+
+Fiordispina impallidì e vacillò. Quel povero padre, intimorito, si
+cacciò avanti per sostenerla. Ma era stato un turbamento momentaneo, e
+la fanciulla già riprendeva padronanza di sè.
+
+--No, non temere,--diss'ella, vedendo l'atto di suo padre.--Son forte,
+vedi, e posso ascoltare ogni più triste nuova. Come hai tu avuto
+questa? Da chi?--
+
+Il signor Francesco narrò allora tutto ciò che aveva riferito
+Pellegrino, ritornando da Modena. Erano vecchie notizie, oramai; nè
+altro aveva egli cercato di sapere.
+
+--Mi permetti di non credere?--disse Fiordispina.--Oh, perdonami,
+babbo! Non a te, sai? non a te, ma alle ciarle volgari che Pellegrino
+ha raccattate per via. Quanta gente onesta non è stata mal giudicata,
+ed anche condannata, per le ciarle del volgo? Non credo a queste; non
+credo;--ripetè la fanciulla;--non voglio credere. Sarebbe una cosa
+infame! Il conte Gino Malatesti non è capace di una slealtà come
+questa.
+
+--Avremo nuovi ragguagli, e ti persuaderanno;--rispose il vecchio.
+
+--No, padre, no, non cercar nulla. Aspettiamo. Io aspetto;--disse la
+fanciulla, con calma risolutezza di accento.--Ti dispiace tanto che la
+tua figliuola invecchi nella casa dove è nata? La casa non fa paura a
+me; mal per male, è questo il minore, ed avrà le sue consolazioni
+nell'amore di tutti voi. Dicono che le vecchie zitelle son cattive e
+noiose. Anche questa è una delle menzogne che tanti ripetono, pensando
+di essere molto arguti, e che tutti gli altri credono, per risparmiare
+la noia di osservare essi medesimi la verità delle cose. In che la mia
+buona zia Angelica, rimasta a governare la casa, è meno graziosa meno
+amorevole di un'altra donna? della zia Olimpia, per esempio? Ed anche
+la zia Angelica, la mia seconda madre, avrà bisogno di chi l'aiuti un
+giorno e la liberi da una parte di cure. Poi, senti, babbo; mi viene
+in mente che noi non somigliamo a tanti altri, e questo pensiero, in
+un giorno di afflizione, ha pure la sua importanza e la sua gloria.
+Iddio ci ha fatti sani e forti, perchè potessimo anche soffrire più
+nobilmente degli altri. Quante volte non l'ho io udito da te? I Guerri
+sono come il vecchio Cimone, alle cui falde han messo radice. I venti
+e le nevi lo flagellano, le pioggie e i soli alterni fanno prova di
+sgretolarlo, i fulmini lo segnano dei loro solchi profondi, ed egli è
+sempre là, da migliaia d'anni, immutato e immutabile.--
+
+Il vecchio Guerri asciugò una lagrima, e strinse al seno la sua forte
+figliuola.
+
+--Che dirò io a tuo cugino?--chiese egli poscia.--Una bugia pietosa?
+
+--No, padre, la verità;--rispose Fiordispina.--La verità, quando si
+può dirla, ha un accento che persuade, e piace per la sua semplicità
+anche quando non ci è grato di udirla. Infine, essa non offende
+nessuno, e il nostro cugino Ruggero non potrà ritenersi offeso da noi,
+quando tu gli avrai detto sinceramente che io ero.... che sono ancora
+fidanzata ad un altro. Se il conte Gino Malatesti ha da ritornare, la
+mia fede è impegnata con lui. Se non ritornerà...--conchiuse la
+fanciulla, vincendo a fatica la sua commozione,--Ruggero Guerri,
+nostro parente, non deve accettar egli i rifiuti di nessuno.
+
+--È la tua ultima parola?
+
+--Sì, padre mio, l'ultima.
+
+--Mi farai morir di crepacuore, o di rabbia;--brontolò il vecchio
+Guerri.
+
+--No, padre, non mi dir questo! Sarei capace di andarti dinanzi, sai?
+Mi ucciderebbe lo spavento. Promettimi di esser calmo e di vivere per
+i tuoi figli, che t'amano tanto! Son forte io, donna, e non lo sarai
+tu, uomo, provato a tutti gli affanni della vita? Non voglio che si
+pianga per me, in questa casa. Infine, tu lo vedi, non piango io.
+
+--Ora!--esclamò il vecchio Guerri.--Ma poi?
+
+--E poi come ora;--replicò l'animosa fanciulla.--Ne dubiti? Lo giuro
+per te, e possa io non veder più la faccia di mio padre, se mi avverrà
+di spargere una lagrima. Vuoi di più?--soggiunse, animandosi, in
+quella amara voluttà di sacrifizio.--Se è vero quello che ti hanno
+riferito di lui.... meglio così! Lo zio Orlando, per celia, vedendomi
+sempre coi libri per le mani, mi chiama qualche volta la romantica.
+Orbene, credilo, padre mio, leggendo molto i nostri poeti, ho veduto
+molte eroine, e mi son dispiaciute tutte ad un modo. Son donnicciuole,
+finalmente, povere creature deboli che il capriccio degli autori ha
+poste in condizioni difficili, e in cui le ha mantenute qualche tempo,
+ma senza merito loro. Son donnicciuole, ti ripeto, quando non sono
+fantasmi senza un'oncia di sangue. Era piuttosto necessario l'esempio
+d'una donna vera, capace di soffrire in silenzio, e di custodire entro
+l'anima il suo dolore, come un balsamo, come un'aroma prezioso. Sarò
+io quella donna. Va, padre mio, e non si parli più di queste tristezze
+fra noi.--
+
+Il signor Francesco baciò ancora una volta sua figlia; poi si
+ritrasse, piangendo. La creatura debole, in quel punto, era egli, quel
+vecchio re della montagna, avvezzo ai geli del Cimone, provato, come
+diceva sua figlia, a tutti gli affanni della vita. Ma di questa
+debolezza lo scusava largamente il suo affetto paterno.
+
+Aminta, dopo quel colloquio di suo padre con sua sorella, non poteva
+più esser tenuto al buio d'ogni cosa. Già nel silenzio del conte Gino
+egli aveva fiutato un cambiamento d'idee; ma taceva, anch'egli
+aspettando, e divorava la sua rabbia. Come seppe finalmente del
+matrimonio di Gino, non ci vide più lume e minacciò di farne una delle
+sue. Lo rattenne suo padre con fiere parole; lo calmò un poco Don
+Pietro con amorevoli esortazioni. Egli stesso, il buon prevosto delle
+Vaie, sarebbe andato a Modena, per informarsi di tutto. Forse non era
+vero niente di ciò che avevano detto a Pellegrino, e il silenzio
+ostinato del conte Malatesti poteva aver ragioni che di lassù non era
+dato indovinare.
+
+Intanto, bisognava dir qualche cosa al cugino Ruggero. Ma qui, fosse o
+non fosse ammogliato il conte Malatesti, la risposta non poteva essere
+che una. E si prese il triste incarico di darla il signor Francesco,
+in quel medesimo giorno che aveva parlato a sua figlia.
+
+--Vostro padre vorrebbe;--diss'egli al suo giovane parente;--ed io,
+figuratevi, non vorrei meno di lui. Ma la nostra parola era già
+impegnata.
+
+--Col conte Malatesti?--chiese arditamente Ruggero.
+
+--Sì; come lo sapete?
+
+--Lo avevo immaginato fin dalla mia prima venuta;--rispose il giovane,
+con molta semplicità.--Ma poichè quell'altro si è ammogliato con una
+Baldovini.... credevo di potermi avanzar io.
+
+--Come sapete che ha preso moglie?--gridò il signor Francesco, che una
+notizia così certa non l'aveva neppur egli.
+
+--Mi han detto....--balbettò Ruggero.--Ma in verità non ne so nulla.
+Eccovi almeno ciò che è giunto al mio orecchio: che il conte Gino
+Malatesti si ammogliava. Io, allora, ricordando di aver conosciuto qui
+il signor conte, e immaginando che potesse trattarsi di un altro
+matrimonio, domandai con chi, e mi fu detto il nome di una marchesa
+Baldovini. Allora pensai: non era dunque vero quello che io avevo
+sospettato? E perchè appunto in questi giorni mio padre mi aveva
+accennati certi suoi disegni, anzi era sospeso tra due proposte, una
+di Modena e l'altra di Reggio, mi son fatto coraggio e gli ho detto:
+
+--Sentite, padre mio; se mi fossi ingannato, l'altra volta, alle
+Vaie!... e se la nostra parente Fiordispina fosse ancor libera!...--A
+mio padre non è parso vero, perchè infine l'idea di questa alleanza
+l'aveva avuta lui, e l'aveva sempre vagheggiata. Ed ecco, mio buon
+cugino,--conchiuse malinconicamente Ruggero,--ecco perchè son
+ritornato qua, a fare un altro viaggio inutile.
+
+--Povero ragazzo!--esclamò il vecchio Guerri.--Come siete buono,
+Ruggero, e come meritate di esser felice! Credete pure che io sono
+dolentissimo di non potervi chiamare mio figlio. Del resto, lo
+scriverò molto chiaramente a vostro padre, ringraziandolo dell'onore
+che ci ha fatto e dicendogli le cose come stanno. Mia figlia ha un suo
+modo di vedere, che sembrerà forse un po' strano, ma che in fondo ha
+persuaso anche me. Un altro padre vi tacerebbe la vera ragione; io
+voglio dirvela, anche per appagare il desiderio di Fiordispina. Ella
+si ritiene fidanzata al conte Malatesti. Se il conte ha dimenticato le
+sue promesse, peggio per lui, che ha mostrato di non meritarla. Ma nel
+fatto ella sarebbe.... come ho da dire?... un partito ricusato. E in
+questo caso (è mia figlia che parla) non si debbono accettare da un
+Guerri i rifiuti di un Malatesti.
+
+--Rifiuti! Rifiuti!--borbottò il cugino Ruggero.--Son certi rifiuti,
+questi, di cui si contenterebbe un principe.
+
+--Ho piacere che la pensiate così!--gridò il signor Francesco
+prendendo la mano dell'Ercole adolescente e stringendola forte tra le
+sue.--Perchè infine, la parola è di mia figlia, e va intesa con
+discrezione.--
+
+Sospirò, così dicendo; ed era un sospiro, il suo, che esprimeva due
+sentimenti, uno di dolore e l'altro di soddisfazione. Soddisfazione
+momentanea, se vogliamo, mentre il dolore era continuo. Ma anche nel
+dolore sono i momenti di sollievo; quando, ad esempio, ci si dimostra
+con una buona parola che quel dolore è inteso, e che la nostra
+sventura non può avvilirci agli occhi di nessuno, perchè essa è della
+specie più nobile, e perchè infine non ce la siam meritata.
+
+Quel giorno medesimo il cugino Ruggero partì dalle Vaie, calmo,
+tranquillo, sereno in apparenza, come era già partito una volta. Non
+lo giudicate severamente, vi prego. Sentiva anch'egli, e non meno
+profondamente di un altro; ma sentiva da uomo giovane e sano, che è
+sempre vissuto tra i monti, lontano dai piagnistei e dalle teatralità
+della vita cittadina. Sarebbe stato felicissimo se Fiordispina gli
+avesse detto di sì; ma non avrebbe intuonato un inno, nè spiccato un
+salto d'allegrezza, come faremmo noi, gente sensibile e nervosa. Gli
+avevano detto di no, in modo semplice e cortese, tale da non offendere
+la dignità della sua casa, nè il suo amor proprio di giovanotto, e ne
+sentiva un gran dispiacere; ma non era abbattuto, non piangeva, non
+rotava gli occhi, non digrignava i denti, non si disperava, come
+faremmo noi, gente.... Vi ho detto già che gente siamo, e non ripeterò
+gli aggettivi.
+
+Poi (perchè non dire anche questo?) ci sono gli uomini che parlano
+molto, e quei che parlano poco. Il cugino Ruggero apparteneva alla
+seconda categoria. Nella sua taciturnità aveva inoltre i conforti del
+pensiero, e materia a molti pensieri gliene offriva la novità del suo
+caso. Figuratevi che era partito da casa sua con tre partiti in vista.
+Egli veramente preferiva sua cugina, che conosceva già e che avrebbe
+amata moltissimo, quando fosse diventata sua moglie. Ma, perduta la
+speranza di aver quella, gliene restavano altre due, fra le quali
+poteva scegliere, altre due che non conosceva affatto, ma che avrebbe
+vedute, prima di ritornarsene a casa. Suo padre, infatti, gli aveva
+parlato così:--Tu andrai prima alle Vaie, e farai quest'altro
+tentativo coi nostri parenti; ma poi, bada, io non voglio che si perda
+altro tempo. Se è un no, o se non è un sì tanto fatto, come dobbiamo
+volerlo noialtri, scendi subito a Modena e vedi quell'altra; poi,
+essendo tutta strada, passi a Reggio e vedi quell'altra ancora. Son
+figliuole di nostri amici tutt'e due; gli affari ti danno il pretesto
+di una visita. Così, veduta la seconda e veduta la terza, ritornerai a
+casa, mi dirai quale ti sarà piaciuta di più, e noi risolveremo, con
+cognizione di causa.--
+
+Uomo saggio, il signor Guerri del Reggiano, e che non amava andar per
+le lunghe; viva l'anima sua! È così piacevole aver da trattare con
+persone di questa fatta! Sì, sì, no, no; e avanti, senza perdersi in
+chiacchiere.
+
+Ruggero, adunque, salutò i suoi parenti delle Vaie, li ringraziò delle
+amorevoli accoglienze, chiese i loro comandi per Modena, e partì. Con
+lui, approfittando della buona occasione, partiva un altro
+personaggio, il vecchio prevosto delle Vaie. Gran novità, come vedete,
+e gran meraviglia tra i suoi parrocchiani.
+
+
+
+
+Capitolo XIV.
+
+Consolatore e giudice.
+
+
+Don Pietro era veramente addolorato. Si poteva dire che non lo fosse
+mai stato tanto per sè, come lo era per i suoi amici. Ma in quel
+rammarico non c'entrava anche un pochino di suo? Anch'egli, se ci
+pensava, anch'egli era stato ingannato da quella faccia d'angelo
+Gab.... Ah, non angeli, nè santi, in paragone con gli uomini! Aveva
+ripreso Pellegrino, e non doveva cascar egli nel medesimo errore.
+
+Povera fanciulla, così bella e così buona, così degna di esser felice!
+Se il conte Gino andava sposo ad un'altra, la bella Fiordispina non
+sarebbe stata felice mai più. Egli la conosceva, oramai. Se la
+fanciulla aveva detto a suo padre: «rimarrò a governare la casa» si
+poteva star certi che avrebbe fatto così. Se aveva promesso di non
+versare una lagrima, si poteva giurare che avrebbe mantenuta la sua
+promessa. Non avrebbe pianto, no; il cuore le si sarebbe spezzato, ma
+il suo volto non avrebbe tradito lo schianto. Quello che Fiordispina
+diceva, si poteva prendere per Vang.... Ah, triste mania dei paragoni!
+Don Pietro si morse la lingua per punizione.
+
+--Infine!--conchiuse, cercando una scusa al suo fallo.--È un modo di
+dire. Quella buona fanciulla non ha mai mentito; è l'innocenza, è la
+verità personificata.--
+
+Il pretesto con cui Don Pietro partiva per Modena era la compera di
+certi drappelloni per la chiesa parrocchiale. Quelli che c'erano, li
+aveva trovati entrando in uffizio, e fin d'allora già vecchi, stinti e
+sgualciti. Immaginate come fossero diventati in quegli ultimi tempi.
+Eppure, il vecchio prevosto avrebbe tirato innanzi con quelle
+anticaglie ancora per un paio d'anni, pensando che i suoi parrocchiani
+non badavano a certe apparenze. Ma poichè a Modena doveva andare, i
+drappelloni fornivano facilmente la scusa.
+
+Da vent'anni Don Pietro non era più sceso alla capitale del ducato. E
+che ci sarebbe andato a fare, semplice di costumi e privo di bisogni
+com'era? Già, cala mal volentieri al piano chi vive _in excelsis_, e
+non ha nessuna curiosità della terra chi vede i cieli vicini. La città
+si era abbellita, sicuro; glielo dicevano tutti, ed egli lo credeva
+facilmente. I marchesi Frassinori avevano fatto restaurare la facciata
+del loro palazzo; una facciata del Tignola, che i nuovi stucchi
+rendevano due tanti più goffa. I conti Ansiglioni avevano fatto
+dipingere sopra un muro, in fondo al cortile, una magnifica
+prospettiva, una fuga di colonne, con alberi e un po' di cielo
+attraverso. Veduto dall'ingresso del portone, quel colonnato, con
+quello sfondo di giardino e di cielo, dava l'illusione del vero.
+Ottimamente! Di queste e d'altre bellissime cose Don Pietro sentiva
+parlare, ma non gli entrava mai nell'anima la curiosità di vederle.
+
+Un viaggio lo avrebbe fatto volentieri, prima di morire; il viaggio di
+Roma, della eterna città. Ma dipendeva da certe circostanze, quel
+viaggio, e Don Pietro aveva fatto a quel proposito un voto, che teneva
+chiuso gelosamente nel cuore. Non se n'era aperto mai con nessuno,
+neanche col signor Francesco Guerri, con cui pure non voleva aver
+segreti. «Quando l'Italia sarà libera e unita, con Roma per capitale,
+e lo Stato in pace con la Chiesa, andrò a sciogliere il mio voto sulla
+tomba del principe degli Apostoli.» Così aveva parlato a sè stesso il
+vecchio prevosto delle Vaie. Rosminiano in gioventù, e acceso di
+entusiasmo per il _Nuovo saggio sull'origine delle idee_, si era anche
+innamorato della gran sintesi giobertiana, ed aveva anch'egli
+intravveduta un'eco di concordia religiosa e politica in una
+applicazione dei concetti che ispiravano l'opera del _Primato morale e
+civile degli Italiani_. Ma che cosa non aveva sperato egli di
+pacificare e di concordare, dal suo alpestre ritiro delle Vaie?
+Perfino quei due grandi filosofi, che se n'erano dette tante nel corso
+di dieci o dodici anni, palleggiandosi anche l'accusa di
+panteista.--Infine, diceva egli, sono idealisti tutt'e due. C'è poi
+tanta distanza dall'ente ideale, astratto, possibile, indeterminato,
+in cui il Rosmini vede il primo psicologico, e l'ente reale, concreto,
+infinito, che è il primo ontologico del Gioberti? Due pensatori che
+cercano Dio! Lasciateli fare; sono ambedue sulla medesima strada, e si
+toccano col gomito più ch'essi non credano.--
+
+Frattanto, era invecchiato con la voglia di Roma. I due grandi
+filosofi erano morti, punto pacificati tra loro: uno di essi in odio
+alla Curia, l'altro a mala pena tollerato in un freddo «_Dimittantur
+opera_» che accennava ad una tregua, ad una sospensione d'armi, anzi
+che ad un patto d'alleanza tra le idee moderne e lo spirito antico.
+Anche le speranze d'Italia, così vivaci nel 1848, erano andate a male,
+per diffidenza di principi e per discordia di popoli, nè si vedeva
+quando potessero rinascere. Nulla appariva in aria, o si sperdeva al
+primo soffio di vento. Chi sarebbe stato così forte, o, essendo pur
+così forte, si sarebbe mostrato così animoso, da accettar la difficile
+impresa di collegare tanti sparsi voleri? Don Pietro, qualche volta,
+per disperato, esciva in certi voti terribili, invocando da Dio un
+solo governo, ed austriaco, da Milano a Palermo.--Ah, se l'amore
+scambievole e se la cura del futuro non vi possono unire all'opera
+santa,--diceva egli tra sè,--vi unisca in uno sforzo violento l'odio
+di un comune oppressore.--
+
+Intenderete ora come e perchè Don Pietro Toschi non fosse andato a
+sciogliere il suo voto sulla tomba del principe degli Apostoli.
+Oramai, desiderando sempre, non sperava più nulla. Quanto a Modena,
+che ci sarebbe andato a fare? Non sentiva nessun desiderio di veder da
+vicino il governo del Duca. Bene aveva corso il rischio di esser
+chiamato alla città, per ricevere nella Curia vescovile una solenne
+lavata di capo. Ma quella burrasca era passata, e ci voleva un altro
+dolore per condurlo laggiù.
+
+Ecco dunque il buon prevosto delle Vaie che entra in città, in una
+grande città, dopo vent'anni di vita ristretta al suo borgo campestre.
+Quante volte non vi sarà accaduto di vederlo, il prete di montagna,
+per le vie cittadine, dove pare una dissonanza, assai più del medesimo
+contadino con cui vive, e a cui dice la messa! Il prete di montagna lo
+riconoscete subito, qualche volta al suo nicchio spelato, al suo
+soprabitone stinto, luccicante sulle costure, qualche altra alle
+grosse scarpe munite di fibbie enormi, alle calze di lana, rugose e
+nodose, e simili altri difetti del suo vestiario trasandato, ma sempre
+alla sua andatura semplice, allo sguardo attonito, al viso arsiccio e
+screpolato, dove gl'inverni e le estati han giuocato a chi tagliasse
+di più. Quella figura vi parrà stupida e goffa, accanto a quella del
+prete di città, che passa svelto, a piccoli passi, con la mantellina
+raccolta in armoniche pieghe sul braccio, guardandosi appena
+d'attorno, e di tanto in tanto incurvando l'indice verso la fronte,
+per prendere il suo nicchio nero e lucido e rispondere al saluto della
+gente. Quando il prete di città s'imbatte per via in un prete di
+montagna, non c'è caso che lo guardi o lo saluti; non c'è spirito di
+corporazione, non c'è vincolo, non c'è relazione di gerarchia tra
+quelle due autorità. Ma lo guardiamo noi, il prete di montagna; e
+sorridiamo, guardandolo, e un diavolo che vorrebbe parere arguto ci
+bisbiglia all'orecchio:--domandagli un poco come sta Perpetua.--
+
+Poveri preti montanini, poveri sacrificati! Son essi, infine, che
+celebrano nei luoghi altissimi, come l'antico Melchisedec; son essi
+gli unici consolatori di tanto popolo afflitto. Perchè, badate, in
+città, quando siete ammalato e triste, non vi mancano i conforti, le
+assistenze e gli aiuti; lassù il contadino non ha che il suo parroco.
+Non sono la gente più felice del mondo, i montanari, e l'aria
+purissima che spira sulle alte convalli penetra in un soffio gelato da
+tutte le fessure della casa, da tutti i buchi del tetto. Sta bene che
+se ne contentino: che una panca dalla spalliera alta, davanti al
+focolare, una paiuolata di castagne, un pezzo di polenta, o di
+pattona, o di pan di veccia, bastino al loro bisogno. Le legna costano
+poco, a mala pena la fatica di raccoglierle; il cibo è gramo, ma sano,
+e li tien magri come cani da caccia: avanti dunque, avanti sempre
+così. Dio concede loro anche le gioie della famiglia; che cosa si
+vorrebbe di più? Sicuro; ma quando la moglie è sopra parto, dov'è la
+levatrice, che l'assista? Quando la bambina è inferma, e le arde la
+fronte, e un punto bianco si forma e cresce nascosto nella cavità
+della gola, dov'è il medico che curi in tempo l'angina difterica?
+Qualche volta ce n'è uno in condotta, e per tre comuni ad un tempo; e
+va, e trotta tutto il santo giorno, quel poverino, ma senza bastare a
+tutti i bisogni. Poi, ci sono i malati a cui occorrerebbero due visite
+al giorno, ed è bazza se la famiglia del montanaro ha il medico una
+volta per settimana. Aggiungete che la medicina ordinata lì per lì
+domanda un viaggio, spesso di notte, per vie scoscese, sotto il
+flagello della pioggia, o dentro il turbinìo della neve che accieca.
+Ne passo, e delle peggio. La società è matrigna col montanaro; non le
+basta di lasciarlo ignorante; ha ancora da mantenerlo infelice. Vedete
+la Chiesa; essa non lo abbandona, e se pure non può far nulla,
+pochissimo, per il suo bene materiale, si occupa almeno della sua pace
+spirituale. Dove noi non mandiamo più un maestro, nè un medico,
+contenti di mandarci a certe scadenze un esattore, ella manda a vivere
+un parroco, un prevosto, un arciprete, un pievano, un rettore.
+Chiamatelo come volete, è un amico per tutti quei derelitti, e li
+consola tanto più facilmente, in quanto che le sue consolazioni le
+distribuisce in latino.
+
+Don Pietro Toschi, prevosto di montagna, è a Modena. Vedrà finalmente
+il conte Gino Malatesti. Ringrazia il giovanotto che lo ha
+accompagnato fino in città; si congeda brevemente da lui; non ha
+bisogno d'altro, poichè conosce la strada del Vescovato. Capirete che
+la prima visita di Don Pietro è per Monsignore, per il suo
+_ordinario_. È ricevuto dal segretario. Non ha niente da chiedere,
+soltanto da ossequiare, ed è presto ricevuto anche da Monsignore.
+Ossequi, genuflessioni, bacio all'anello episcopale, tutte queste cose
+s'immaginano facilmente. Poi il vescovo domanda notizie di Fiumalbo,
+della chiesa delle Vaie, dello spirito di quelle popolazioni; conforta
+il buon prevosto a perseverare, e gli ripete anche il «_pasce oves
+meas_» degli Atti apostolici. Di ramanzine, di lavate di capo, di
+accenni alla festa del Lago, neanche l'ombra. Evidentemente, il
+vescovo di Modena non ha saputo nulla di nulla. L'inchiesta famosa,
+l'inchiesta terribile del signor commissario, è rimasta a dormire
+negli scaffali della direzione di polizia; forse, non c'è nemmeno
+arrivata. Tanto meglio, perbacco! Altre due chiacchiere sui tempi
+guasti, sul bisogno di certi restauri al Duomo, che Don Pietro vedrà,
+appena uscito dall'udienza episcopale, e una benedizione congeda il
+visitatore. In mezz'ora, Don Pietro s'è sbrigato di quell'ufficio
+preliminare; se ne va in Duomo a pregare; poi si mette in viaggio, per
+trovare i suoi drappelloni. Ci sono i mercanti da ciò, ed egli non
+deve cercar molto; il curato del Duomo gli ha dato gli opportuni
+recapiti.
+
+Frattanto il buon prevosto prende lingua. Dov'è il palazzo Frassinori,
+che è stato decorato di una nuova facciata? Da tanti anni non ha più
+veduto Modena, e vorrebbe, poichè finalmente gli è accaduto di
+ritornarci, fare un viaggio e due servizi, comperare i drappelloni per
+la chiesa parrocchiale delle Vaie e dare una guardata a tante belle
+novità modenesi, di cui gli han detto mirabilia. Dov'è il palazzo
+Ansiglioni, che ha nel cortile una così bella prospettiva? Dov'è il
+palazzo Baldovini, celebrato fra i più insigni della città? Dov'è il
+palazzo Malatesti, che gli hanno citato ancora come un esemplare di
+severità architettonica?
+
+Capirete che di tante indicazioni gliene premeva una sola, e quella
+sola ritenne. Il palazzo Malatesti era anche vicino al Duomo, nella
+via di S. Eufemia. E lo vide subito, e lo guardò lungamente, passando.
+Dunque viveva là dentro il signor conte Gino? E per parlare al suo
+giovane amico, al confinato di Querciola, all'ospite delle Vaie, non
+aveva da far altro che infilar quell'androne, e dire il suo nome al
+portiere gallonato, in fondo alle scale?
+
+Ma no, egli non sarebbe entrato là dentro. Con qual fine, oramai, e
+con quale utilità avrebbe cercato di parlare al conte Gino? Poc'anzi,
+il curato della cattedrale gli aveva data una triste notizia. Egli
+stesso, il signor curato aveva congiunti in matrimonio il conte Gino
+Malatesti e la marchesina Elena Baldovini. Da quel fausto giorno ne
+erano già passati quaranta, e gli sposi felici erano già ritornati dal
+loro viaggio di nozze. Che trafittura per il cuore di Don Pietro! No,
+egli non voleva più vedere il conte Gino; non sarebbe andato a
+cercarlo; avrebbe ripresa la via dei monti, rinunziando volentieri
+anche alla triste soddisfazione di farlo arrossire. Sospirò, il povero
+prete, dopo aver fatta quella risoluzione, e se ne andò dal mercante a
+cui lo aveva indirizzato il suo collega del Duomo. Ma nelle
+attraversare la piazza Grande, per andarsene sul corso di Canal
+Chiaro, dov'era la bottega indicata, Don Pietro non poteva astenersi
+dal ricordare tratto tratto la biblica sentenza: «_Maledictus homo qui
+fidit in homine!_»
+
+Vi è mai accaduto.... Ma perchè vi domando io una cosa tanto naturale!
+Certamente vi è accaduto, e più volte, di cercare una persona per ore
+e per giorni, senza combinarla mai, nè in casa, nè per via; poi di
+imbattervi in essa, al primo angolo di strada, quando avevate smesso
+di cercarla, o non v'importava più di vederla. Il caso toccò per
+l'appunto a Don Pietro. Egli si era avviato da piazza Grande al corso
+di Canal Chiaro, quando alla prima svolta della strada gli occorse di
+dover cedere il passo ad un signore, che veniva sullo stesso
+marciapiede, e che si disponeva ad usargli la medesima cortesia.
+Affrontati, si guardarono necessariamente, volendo cansarsi a vicenda.
+
+--Conte!--esclamò il vecchio prevosto.
+
+--Don Pietro!--esclamava Gino.
+
+Nè altro disse, turbato com'era. Ma prese con affettuosa reverenza la
+mano del suo vecchio amico e lo trasse in mezzo alla via.
+
+--Dove va?--disse poscia, non trovando una frase migliore, per
+attaccare il discorso.
+
+--Qui presso, per una commissione.
+
+--Non può rimandarla?
+
+--Ma...--balbettò Don Pietro, che non vedeva la utilità di una
+conversazione con lui.
+
+--Via, si lasci trattenere!--riprese Gino.--Se non si tratta di una
+cosa urgente, si degni di venire a far due passi con me.
+
+--Le pare, signor conte?--disse di rimando il vecchio prete.--Non
+siamo mica più alle Vaie!--
+
+Il conte Gino si rannuvolò, udendo ricordare quel nome.
+
+--Perchè mi dice questo?--esclamò.
+
+--Perchè qui, a Modena,--replicò Don Pietro umilmente,--fra tante
+persone civili, al fianco di Lei, elegantissimo cavaliere e conosciuto
+da tutti, stonerebbe un poco la mia giubba montanara.
+
+--Dica piuttosto che sarà sempre bene andare in luogo meno
+frequentato;--mormorò Gino, sospirando.--I curiosi son tanti! Andiamo
+dunque da quella parte, se non le spiace.
+
+--Dove?
+
+--Accanto al Duomo. Sull'ingresso della chiesa, non parrà strano che
+l'elegantissimo cavaliere si fermi a parlare col ministro di Dio,
+ancorchè sia montanaro, come Ella dice.
+
+--E andiamo!--rispose Don Pietro, mettendo fuori un lungo sospiro.
+
+Che cosa aveva da dirgli, il conte Gino Malatesti, e che a lui fosse
+ancor utile di sapere? Don Pietro non poteva immaginarselo; indovinava
+per altro che avesse da dirgli molto, e che sentisse ancora di non
+essere indegno di perdono, poichè non aveva sfuggito il colloquio,
+anzi mostrava di desiderarlo tanto.
+
+Cionondimeno, da quell'ottima pasta d'uomo ch'egli era, Don Pietro
+Toschi reputò conveniente di non tenere il suo compagno in angustie.
+Andò anzi incontro alle sue confidenze, dicendogli:
+
+--Ho notizie dei signori Guerri, che Ella certamente ricorderà. Stanno
+tutti bene, e l'altro giorno hanno celebrato l'onomastico del capo
+della famiglia. Se ne rammenta? Il quattro di ottobre era la festa di
+san Francesco. Non mancava che Lei, e fu doloroso che si dovesse
+aspettarla inutilmente.--
+
+Gino, a quelle parole, si fermò sui due piedi, guardando in viso il
+compagno.
+
+--Mi aspettavano!--diss'egli, commosso.
+
+--Certamente;--rispose Don Pietro.--Non aveva Ella promesso di venire
+per quella occasione alle Vaie? È vero,--soggiunse il prete,
+tentennando la testa,--che molte cose aveva promesse....--
+
+Gino badò poco all'accento di triste ironia, con cui Don Pietro aveva
+proferite quelle ultime parole.
+
+--Ma che cos'è dunque avvenuto?--gridò egli, interrompendolo.--Le mie
+lettere al signor Francesco?...
+
+--Ne ha Ella mai scritte?--domandò con piglio ironico il vecchio.
+
+--Tre, rimaste tutte senza risposta. Confesso,--soggiunse Gino,--che
+non erano liete; confesso che esponevano al signor Guerri una
+condizione di cose molto difficile per tutti, e che forse perciò era
+da argomentare che la famiglia Guerri volesse lasciare a me tutto il
+carico di una risoluzione incresciosa. Cionondimeno, e persuaso già di
+questa necessità alla seconda mia lettera, scrissi ancora la terza.
+
+--Non ricevuta,--disse Don Pietro,--come non furono ricevute le altre
+due.
+
+--Possibile? Eppure, sospettando di tutto e di tutti, le due prime le
+avevo consegnate io medesimo alla posta; e la terza, poi, per maggiore
+sicurezza, andai ad impostare a Bologna, dove mi chiamavano i tristi
+preparativi delle mie nozze. Potevo io credere che neanche quella
+giungesse alla sua destinazione? Ma è orribile, sa?--gridò Gino,
+infiammandosi via via, quanto più pensava alla gravità della cosa.--È
+orribile, questa congiura, ordita contro di noi. Neanche il segreto
+dell'anima mia fu rispettato! Non mi fu dato neppure di dir le ragioni
+per cui operavo contro i voti del mio cuore, contro la stessa mia
+felicità! E mi si è fatto passare agli occhi dei signori Guerri per il
+più sconoscente, per il più vile degli uomini!
+
+--Signor conte,--mormorò Don Pietro,--non teme che questa sua
+esaltazione possa essere notata? Qualcheduno che passa, anche senza
+udire le sue parole, può osservare i suoi gesti. Si calmi, la prego,
+si calmi!
+
+--Ah, vedano e osservino pure tutto quello che vogliono. Nessuno
+giungerà a vedere che inferno ho qua dentro.
+
+--Eppure, è necessario che Ella si calmi;--riprese Don Pietro.--La
+prudenza lo vuole.
+
+--Prudenza! Perchè? Non c'è più ragione di temere, oramai.
+
+--Che so?--disse Don Pietro. La polizia ha cent'occhi e cento orecchi.
+
+--E n'abbia mille!--rispose Gino.--Ho comperato a caro prezzo il
+diritto di non temerla più. Mia suocera è potente;--soggiunse egli,
+con un amaro sorriso;--mia suocera ha nelle sue bianche mani il cuore
+del ministro; è la padrona di Modena, lei! Fa ciò che vuole! Non ha
+fatto di me, di me, capisce? non ha fatto di me il marito di sua
+figlia? Ah! Tutto avrei creduto possibile al mondo, anzi che questo,
+che io conducessi in isposa la figliuola di Polissena Baldovini. Ah,
+mio buon amico, mio padre, se sapesse quanto ho bisogno di sfogarmi
+con Lei! Non è forse Dio che l'ha mandata? Ho molto sofferto, Don
+Pietro, e soffro ora più che mai. Perchè, infine, se lassù... alle
+Vaie... non sanno per quali terrori, per quali angosce è passato il
+mio cuore, io sono un uomo disonorato, mi capisce. Don Pietro?
+disonorato!
+
+--Povero signor Gino!--esclamò il vecchio prete.--Ella mi spaventa,
+ora, con la sua esaltazione.
+
+--Voglio raccontarle tutto!--riprese Gino.--Anche Lei mi avrà
+giudicato male. Anche Lei mi avrà disprezzato. Ebbene, Don Pietro, io
+non merito il suo disprezzo; merito la sua compassione; merito il
+perdono dei suoi amici, che non ardisco più chiamar miei dopo ciò che
+è avvenuto. Senta!--soggiunse il giovanotto, con l'atto e l'accento di
+un uomo alla cui mente si affacci un'idea improvvisa, che dovrà
+signoreggiarlo,--mi crede Ella un uomo serio?
+
+--Ma sì, la credo tale, non ho mai creduto altrimenti di Lei;--rispose
+Don Pietro.
+
+--E aggiunga,--riprese Gino,--e aggiunga: incapace di commettere un
+sacrilegio. Perchè sarebbe un sacrilegio, non pure per me, ma per un
+miscredente, per un ateo, abusare con Lei del suo alto ministero, e
+della opinione che Ella ne ha.
+
+--La credo incapace di ciò;--rispose ancora Don Pietro.--A che vuol
+venire, con queste proteste?
+
+--Or ora vedrà;--disse Gino.--Entriamo in chiesa, e riceva la mia
+confessione. Non può ricusarmelo, Don Pietro! Ella verrebbe meno al
+suo ufficio di consolatore e di giudice. Venga!--
+
+La voce e il gesto tradivano la commozione violenta dell'animo. Don
+Pietro temette che, ricusando egli ancora, potesse accadere di peggio.
+
+--Andiamo!--diss'egli.--Ella non avrà invocato inutilmente il mio
+ufficio di consolatore. Quanto al giudice,--soggiunse,--egli è molto
+più in alto.--
+
+Gino Malatesti si calmò a grado a grado, seguendo il vecchio prete
+nell'antico duomo di mastro Lanfranco e della contessa Matilde. Le tre
+vaste navate, partite da colonne e pilastri alternati, che ricordano
+nella robusta fattura gli ultimi anni dell'undicesimo secolo, erano
+deserte in quell'ora, e una luce fioca penetrava dall'alta galleria di
+colonnini sostenente la volta ogivale del tempio. Don Pietro andò alla
+sagrestia, per rivestire gli abiti sacri. Era nella chiesa
+metropolitana della sua diocesi, e poteva confessare colà, come ogni
+altro ministro del santuario. Gino Malatesti lo vide ritornare, e
+tosto lo seguì verso un confessionario, dove s'inginocchiò alla grata,
+con un aspro desiderio di versare nel seno amorevole di Don Pietro,
+del prevosto delle Vaie, del confessore di Fiordispina, tutta la piena
+delle sue afflizioni.
+
+Ciò non vi parrà troppo conforme alla solennità dell'atto religioso.
+Ma perdonate, io descrivo un uomo, con tutte le sue passioni, e con
+tutte le contraddizioni che la passione comporta, che la passione
+richiede.
+
+E disse, nell'impeto della passione e del dolore, disse lungamente, il
+povero Gino Malatesti, con voce soffocata spesso dalle lagrime,
+com'egli fosse venuto riluttante ad accettare la legge altrui, a
+compiere il sacrifizio di tutte le sue affezioni, della sua dignità,
+dell'onor suo. Già, fin dal primo colloquio che aveva avuto con suo
+padre a Sassuolo, si era persuaso della impossibilità di vincerne
+l'animo, di renderlo propizio ad una alleanza coi Guerri. Avrebbe
+potuto resistere, sì, certamente; ma, nella condizione in cui era, non
+lo doveva già più. Sospettato dal governo ducale, mal perdonato, e
+solamente per grazia della famiglia, non avrebbe egli con la sua
+costanza procacciato persecuzioni e danni gravissimi ai suoi amici
+delle Vaie? Ma questo non era ancor tutto. A lui, quantunque mal
+perdonato, non avrebbero torto un capello; in vece sua, per ciò che
+era avvenuto nella festa del Lago, sarebbero stati processati e puniti
+i Guerri, e non solamente essi, ma ancora quanti altri avevano preso
+parte alla festa. Appena ritornato a Modena, aveva infatti conosciuto
+fin dove giungesse il mandato del commissario di polizia. E proprio
+allora, lasciandogli intendere quanta parte potesse avere una sua
+risoluzione nella sorte dei Guerri, gli era stato imposto di chiedere
+la mano della giovane Baldovini. Del resto, che chiedere? Già il conte
+Jacopo, suo padre, l'aveva chiesta per lui; non si trattava più
+d'altro che di accettare quanto aveva fatto suo padre. Si decidesse,
+adunque; sarebbe finita male per i suoi amici, per i re della
+montagna, se non avesse appagati i desiderii, obbedito ai voleri della
+marchesa Polissena. Costei, per ragioni che oramai tornava inutile il
+dire, voleva il matrimonio di Gino Malatesti con la sua figliuola. Lei
+potente in Modena; lei padrona del cuore del ministro; da lei
+dipendeva che i Guerri fossero molestati o non fossero. Nè tuttavia il
+conte Gino si era arreso agli argomenti del padre; si schermiva ancora
+contro gli assalti della marchesa Polissena; difendeva con ogni sforzo
+la sua felicità minacciata. Ma il commissario era ritornato da
+Fiumalbo; la sua relazione, piena di fatti, e più di bugie,
+conchiudeva per la massima severità contro i Guerri, di cui si
+riferivano altri discorsi, e gravissimi, oltre quelli che erano stati
+tenuti nella festa del Lago. Anche il conte Gino aveva letto quel
+documento, poichè gli era stato posto sott'ccchio dal padre, ed aveva
+veduto come il commissario zelante fosse andato a rivangare nel
+passato, accennando ai profughi che i Guerri avevano soccorsi,
+ospitati, aiutati a passare il confine, nei primi tempi della
+restaurazione ducale; non tacendo delle armi che avevano nascosto nei
+sotterranei delle Vaie; raccogliendo infine con arte malvagia tutto
+ciò che la leggerezza dei testimoni, l'invidia degli emuli, avesse
+riferito a danno dei Guerri. Il conte Gino si era spaventato; aveva
+veduta la rovina di una egregia famiglia, non d'altro colpevole che di
+averlo accolto come ospite e di averlo trattato come uno de' suoi.
+
+Eppure, aveva tentato ancora di resistere; si era umiliato ai piedi
+della marchesa Polissena, piangendo, implorando il suo patrocinio.
+Polissena era stata dura, acerba, imperiosa più che mai.--«Vi ho
+conosciuto,--gli aveva detto,--e non vi amo; non m'importerebbe punto
+di avervi per genero, se in faccia al mondo, che ha troppo già
+chiacchierato di noi, non mi foste debitore d'una riparazione.»--Il
+poveretto aveva allora scritto una lettera addolorata al signor
+Francesco Guerri. Era la seconda, e come già la prima, scritta due
+giorni dopo il suo arrivo a Modena, non aveva ottenuto risposta. Il
+tempo stringeva; la relazione del commissario doveva essere restituita
+dal conte Jacopo alla marchesa Baldovini, con una risposta finale. O
+l'annunzio delle nozze, e la relazione, col benigno consenso del
+ministro, si sarebbe stracciata; o la rottura di ogni trattativa, e
+contro i Guerri si sarebbe avviato il processo. Il signor Francesco
+imprigionato? La sua casa perseguitata? Le sue industrie rovinate?
+Fiordispina, anch'ella, chiamata davanti alla sbarra di un tribunale?
+Forse incarcerata col padre e col fratello Aminta? Gino Malatesti era
+vinto; chinò la fronte, accettando che fossero annunziate formalmente
+le nozze. E la terza lettera ai Guerri, una lettera scritta col sangue
+del suo cuore, l'aveva impostata egli, per maggior sicurezza, a
+Bologna.
+
+Come mai quella lettera non era pervenuta alle Vaie? Certo, le lettere
+di Gino erano intercettate all'ufficio postale di Modena. Ma anche
+qualcuno che conosceva la sua mano di scritto le intercettava in un
+altro ufficio, sulla via di Fiumalbo. Don Pietro ricordò allora che
+alcun tempo dopo la partenza di Gino Malatesti da Querciola, un
+ufficiale delle poste, mandato per l'appunto da Modena, col pretesto
+di verificare, di esaminare, di studiare Dio sa che, si era impiantato
+e Fiumalbo. Lassù, dunque, non bastando la vigilanza a Modena, lassù
+si sequestravano le lettere dirette ai Guerri.
+
+Ma quella del signor Francesco al conte Gino, portata in Modena,
+consegnata alla porta del palazzo Malatesti da Pellegrino Menghi, come
+si era smarrita? Gino protestava di non averla ricevuta. Il poveretto
+non sapeva neppure che Pellegrino fosse disceso a Modena. Era stato
+custodito da tutte le parti, spiato, vigilato a dovere, e aveva ben
+ragione dicendo che una vasta congiura si era ordita contro di lui,
+stringendolo come in una rete di ferro.
+
+Infine, a lui, ignaro di tutto, era parso d'indovinare che i Guerri
+non intendessero l'animo suo, nè la necessità del sacrifizio a cui
+aveva pur dovuto adattarsi. E questo era stato ben grave, più grave
+che il medesimo Don Pietro non potesse immaginarsi, dopo il racconto
+di Gino. Perchè, infine, doveva egli dir tutto? La cosa era brutta,
+orribile, odiosa, dopo un solenne giuramento da lui fatto, davanti
+agli altari; ma così era, egli non amava la donna che gli avevano data
+per forza. Tra lui e quella donna si frammetteva sempre
+un'immagine....
+
+Don Pietro non avrebbe voluto sentirne più altro. Quei discorsi di
+immagini misteriose confondevano il suo spirito invecchiato nella
+ingenuità della vita campestre. Ma Gino incalzava, Gino che la vedeva
+ancora, l'immagine, Gino che la sentiva, bella come la passione,
+terribile come il rimorso. Ed anch'essa, anche Elena, doveva
+indovinarlo, quel non so che di arcano, di contrario a lei, ond'era
+occupato lo spirito di suo marito. Nè si attentava di chiedergli
+nulla? Nè si fermava a dolersene? Quella giovane sposa osservava, con
+la curiosità attonita dei bambini, quando stanno davanti a tal cosa,
+nuova per loro, che non sanno ancora se li farà piangere o ridere.
+
+Gino Malatesti non lo intendeva, o non si fermava a pensarci, egli che
+tanto vedeva dentro di sè. Quand'anche lo avesse inteso e ci avesse
+pensato, probabilmente non se ne sarebbe doluto, fors'anche gli
+sarebbe parso un giusto riscontro alla sua medesima freddezza. L'animo
+di Elena si allontanava da lui senza sforzo, o, per dire più
+veramente, anche nella vicinanza più stretta non si fondeva con quello
+di Gino. E in quella calma noncurante, sotto l'aspetto di una
+confidenza superficiale, si maturavano i germi di nuove curiosità.
+
+Un giorno la bella contessa Malatesti aveva detto a sua madre, con
+quel piglio d'ingenua che la sa lunga più che la parola non dica:
+
+--Mio marito è uno smemorato, ma uno smemorato d'una specie nuova. Ha
+sempre l'aria di cascar dalle nuvole; ora diresti che vuol ricordarsi
+di qualche cosa, ed ora che vuol dimenticarsi di qualche altra.--
+
+La marchesa Polissena aveva guardato attentamente sua figlia; ma la
+pupilla di Elena era serena, nessun pensiero sottile luccicava là
+dentro.
+
+--Mi pare strano;--rispose allora, con tranquillità la sempre bella
+marchesa.--Egli ha già tanto dimenticato, a venticinque anni, con quel
+suo carattere d'uomo felice!
+
+--Ah, lo credi anche tu un pochino egoista?--replicò la contessa.--Ma
+perchè prendono moglie allora? Non potrebbero contentarsi di amare sè
+stessi?--
+
+La marchesa Polissena non reputò necessario di dire a sua figlia come
+e perchè Gino Malatesti si fosse ammogliato. Le bastava che di quel
+matrimonio non fosse molto dolente sua figlia. Carattere assai più
+felice di quello che essa riconosceva in suo marito, la contessa Elena
+Malatesti poteva anche consolarsi di una freddezza che veniva a lei
+come la prima e sola rivelazione dello stato matrimoniale. Non aveva
+da far paragoni, allora, per vedere in quella freddezza smemorata
+un'offesa. I paragoni li avrebbe fatti poi, e come! Il sangue non è
+acqua, e la contessa Elena Malatesti non per niente era figliuola di
+Polissena Baldovini.
+
+Ritorniamo a Don Pietro. Egli aveva ascoltata la confessione di Gino
+Malatesti, lo compativa, era vinto; più ancora, egli stesso esortava
+quel disgraziato a dimenticare, a cacciar da se l'immagine importuna
+della fanciulla dei Guerri, a concentrare tutti gli affetti suoi nella
+donna che aveva sposata. Era il caso di venire a bella posta dalle
+Vaie, per far quella parte! Ma ricordate che in quel punto Don Pietro
+Toschi aveva la stola, esercitava il suo ministero di consolatore e di
+giudice. Ahimè, tra non molto avrebbe dovuto esercitarlo anche lassù,
+dove gli occorreva ritornare, e donde sarebbe stato meglio non
+muoversi affatto.
+
+--Figliuol mio, soffrite!--diceva egli a Gino.--Tutto ciò è avvenuto
+per una suprema volontà, di cui non dobbiamo scrutare i fini
+reconditi. Soffrite, mio povero amico, ma soffrite in voi e per voi;
+che vostra moglie non veda sorgere un'ombra tra voi due. È un'ombra di
+dolore, lo so; ma dovete cacciarla egualmente, come se fosse un'ombra
+di peccato. Infine, voi siete legato da un nodo indissolubile, a
+quella giovane vita; nè per effetto di noncuranza vostra debbono
+sorgere altre ombre ad offuscare la mente di vostra moglie, a turbare
+nel cuor suo il sentimento dei più sacri doveri.--
+
+
+
+
+Capitolo XV.
+
+Anima forte.
+
+
+Il povero Don Pietro riprendeva in quel medesimo giorno la via dei
+monti. Ah sì, come lo aveva pensato dianzi, nel tribunale della
+penitenza, lo pensava ancora in carrozza, sulla strada di Sassuolo;
+gran fortuna sarebbe stata per lui non muoversi dalle Vaie. Santi
+gioghi d'Appennino, quanto meglio è il vivere sotto le vostre grandi
+ombre, anzi che scendere nei centri popolosi, a confonderci lo spirito
+in mezzo a tutte quelle passioni intricate e malsane, che muovono i
+desiderii e governano gli atti degli uomini civilizzati! Anche lassù,
+nei volghi agresti, hanno imperio le cupidigie, e generano il peccato;
+ma lassù non sono dotte complicazioni di colpa, non artificiose
+cospirazioni di più vizi, non raffinatezze di crudeltà e di
+scelleraggine.
+
+Crudeltà e scelleraggine, erano queste le parole che venivano alla
+mente di Don Pietro Toschi. Infatti, era ben crudele, ben scellerato
+il disegno che aveva oppresso la onesta volontà di Gino Malatesti, e
+di cui aveva a soffrire per sempre una povera fanciulla innocente. Don
+Pietro aveva indovinato, frammezzo a tutte le reticenze di Gino, come
+il suo giovine amico sarebbe stato alieno, riluttante ad ogni idea di
+matrimonio con Elena Baldovini, anche se il cuor suo non fosse rivolto
+e consacrato all'amore di Fiordispina Guerri. E pensava allora con
+raccapriccio che le città, le città sole, celano di cosiffatti orrori
+sotto la superficie levigata delle loro consuetudini.
+
+Il vecchio prete aveva ignorato fino allora tutte quelle combinazioni
+sapienti con cui la società elegante aggiusta ogni cosa, confidando
+perfino di aver nascoste altrui le sue piaghe, perchè le ha
+dissimulate a se stessa. Indovinando il vero, Don Pietro si turbava
+profondamente, pensando che Elena Malatesti potesse un giorno
+indovinarlo anche lei. Quale sventura, se la giovane contessa
+giungesse a sapere di qual mercato fosse stata vittima, a quali
+convenienze l'avesse sacrificata sua madre! Anima candida nella sua
+semplicità montanara, Don Pietro Toschi non si sarebbe persuaso mai
+che la contessa Elena sapesse, immaginasse già tutto, e non ci vedesse
+niente di strano. Il dabben uomo ignorava che su queste cognizioni del
+passato, così facilmente raccolte dalla innocente fanciulla nella gran
+confusione della vita odierna, si preparano gli argomenti del proprio
+diritto a fare altrettanto, o almeno si tengono in serbo come
+giustificazioni per tutte le debolezze del futuro. Non si può dire che
+la società moderna ami distruggere le vecchie istituzioni; essa le
+conserva molto rispettosamente e le adatta ai nuovi usi, come si fa
+dei vecchi palazzi. Perciò, anche dal matrimonio ella ha saputo cavar
+profitto, conservando le belle forme monumentali, rafforzandone le
+fondamenta, ove occorra, incatenando con dotta arte le mura maestre,
+cementando le crepe, rinfrescando l'intonaco; ma dentro.... oh,
+dentro, ella è stata felicissima nelle sue novità, aprendo usci e
+corridoi, dando aria da una parte e levandone il soverchio da
+un'altra, mutando in salotti i loggiati, dividendo in gabinetti le
+spaziose gallerie, adattando insomma, adattando sempre, con giudiziosa
+sollecitudine, affinchè nell'antico edifizio trovi comodità maggiore
+la gente nuova, con le sue nuove miserie, che sono poi, a ben
+guardare, le vecchie miserie trasformate. Non vi piace la immagine del
+palazzo antico? Eccovi una quercia, tre, quattro volte secolare. Ha
+cento rami, che stende in largo ombrello sul sentiero, e alle vecchie
+frondi ne aggiunge ogni anno di nuove, tanto che la direste un esempio
+di eterna giovinezza. Vi accostate; il suo tronco è aperto nel mezzo,
+cavernoso, smidollato addirittura. Ma che importa? L'apparenza da
+lontano è stupenda; il pittore paesista si ferma, mette mano alla
+tavolozza e ne fa un bozzetto per la prossima esposizione; poi,
+avvicinandosi anch'egli, vede l'antro scavato nel tronco, ed
+esclama:--oh guarda! c'è posto per due!--
+
+Ah, Don Pietro! Don Pietro! Che vi serve essere stato prevosto
+quaranta e più anni, e avere studiato da mezzo secolo il trattato _De
+Confessario?_ La società moderna ha più complicazioni di debolezze,
+che non ne abbiano veduto e segnato i vostri casisti più famosi. Buon
+per voi esser vissuto sempre tra la gente dei campi, dove è rustico,
+feroce qualche volta, ma semplice, indotto, quasi senza cognizione di
+sè stesso, il peccato.
+
+Il povero prevosto aveva un aspetto compassionevole, quando giunse co'
+suoi drappelloni nuovi, e con le sue cognizioni anche più nuove, alle
+Vaie. Lo aspettavano tutti con ansia, e primo fra tutti il signor
+Francesco Guerri, a cui raccontò per filo e per segno quanto aveva
+udito dal conte Malatesti.
+
+--Infine,--conchiuse il buon prete, sospirando,--il signor Gino è
+stato mosso da un buon sentimento, Ha voluto salvar tutti noi da molte
+noie, anzi da gravissimi dispiaceri, che per la casa vostra sarebbero
+stati anche una vera rovina. Me lo ha giurato, e per dare maggior
+solennità al suo racconto, ha voluto dirmi ogni cosa in confessione.--
+
+Non c'era nulla da rispondere a quel ragionamento di Don Pietro. Il
+signor Guerri capì benissimo che il conte Malatesti si era trovato
+colto in mezzo a troppe difficoltà, e che il meno male per tutti era
+per l'appunto il partito a cui s'era appigliato. Ma pensò anche a sua
+figlia, il vecchio Guerri, a sua figlia che tutte quelle spiegazioni
+non avrebbero persuasa egualmente, o non sarebbero bastate a guarire.
+
+Aminta fu più aspro e più schietto.
+
+--Meglio tutti noi in carcere e la casa in rovina, se potevano
+trovarci in colpa per amor di patria; ma egli doveva mantener la sua
+fede.--
+
+Anche Fiordispina seppe ogni cosa; ma non volle essere consolata.
+
+--L'avevo immaginato;--diss'ella.--Il conte Gino è infelice, io gli ho
+perdonato. Non mi si dica più altro.--
+
+Da quel giorno il nome di Gino Malatesti non fu più pronunziato alle
+Vaie. Al padre, che la esortava a dimenticare, l'animosa fanciulla
+rispose:
+
+--Quello che ti ho promesso ho mantenuto; non ho pianto, non piangerò.
+
+--Grande promessa!--esclamò il signor Francesco.--Amerei meglio
+vederti piangere.
+
+--Perchè, padre mio? Perchè sfogassi il mio dolore? No, non sarà mai!
+Vedi? Sento un piacere molto profondo a non piangere. Non creder
+dunque che io divori le mie lagrime. Mi par d'essere in sogno, e che
+il sogno duri. Aspetto io che finisca? Non so; vado avanti così, senza
+desiderare, senza aspettare, senza temere. I giorni passano, ed io
+sono ancor lì a vivere con le mie care memorie. È forza? è debolezza?
+Non so neppur questo. Qualunque cosa sia, ringrazio il Signore che me
+la manda.--
+
+Il vecchio padre non chiese di più. Ella era grave, tranquilla,
+operosa; attendeva alle solite cure, e niente era mutato per lei nella
+casa dei Guerri.
+
+L'avrete già veduta, anche senza fermarvi a considerarla, quella casa
+severa, dove tutti, vecchi e giovani, son gravi nell'aspetto, misurati
+nelle parole, riguardosi negli atti, uniformi, quasi monotoni nelle
+consuetudini della vita, non sorridendo mai che a fior di labbra,
+attendendo con fredda regolarità a tutte le cure della giornata.
+«Gente metodica!» si esclama, e pare di aver detto ogni cosa. «Come
+possono trovarci gusto, a viver così?» soggiunge qualcheduno. E
+infatti, non ci trovano gusto; tirano avanti così, perchè questo è
+l'obbligo, e sopportano la vita come un fardello. Pensateci un poco,
+guardate attentamente, e vedrete che tutte quelle persone vivono sotto
+il peso di una grande sventura, o d'una piccola che credono grande,
+perchè ognuno ha il suo modo di vedere e di sentire le noie e le
+afflizioni di questo mondo. Se cogliete quelle persone sul punto in
+cui si raccolgono insieme, a tavola, per esempio, osserverete ancora
+che si guardano in viso, come interrogandosi a vicenda, ma che tutte
+egualmente si chiudono in sè, per un sentimento che pare di diffidenza
+scambievole, e non è in quella vece che un delicato riguardo. Così
+vivono, così tirano innanzi, noverando i giorni della loro tristezza.
+
+Così andava la casa dei Guerri, poichè l'aveva colpita la sventura di
+un alto disinganno. E lei, la figliuola prediletta, l'angelo della
+famiglia, per cui tutti vivevano, su cui tutti avevano gli occhi, era
+calma negli atti, serena nell'aspetto, e niente tradiva l'interna pena
+di quella giovane esistenza. Pareva una di quelle soavi creature dei
+primi secoli cristiani, che santificavano la casa, non potendola più
+rallegrare, e già consacrate al nuovo Iddio, vivevano quiete e forti
+nel mondo. Una pietà non sempre più ardente, quantunque più rumorosa,
+doveva inventare i cenobii, le fastose solitudini, i violenti
+sagrifizi e le spettacolose penitenze; ma per allora tenevano il
+campo, non abbandonando la casa, le semplici virtù umane, fedeli al
+culto di tutti i doveri domestici: e figlie e spose e madri esemplari,
+accettando il posto in cui le aveva collocate la sorte, venerando il
+loro Iddio, pronte ad affermarlo con l'olocausto della vita, ma
+desiderose di edificargli un tempio nelle loro famiglie, vivevano le
+Cecilie e le Moniche, combattendo in un modestissimo campo non oscure
+battaglie.
+
+Fiordispina Guerri non aveva più facile il sorriso, nè la parola
+lieta; e di ciò si doleva profondamente, ma non le era dato mutarsi.
+Pronta a tutti gli sforzi morali che non dimandassero gaiezza di
+umore, quando vedeva i suoi troppo accigliati, andava a sedersi
+davanti al pianoforte e ripassava la sua musica, senza scegliere, come
+le veniva alle mani. E le mani obbedivano agli occhi, e gli occhi
+seguivano l'indicazione delle note. Così sembrava prender diletto
+nella sua occupazione musicale, e le armonie suscitate da lei, se non
+allietavano nessuno, sortivano almeno quell'effetto che sempre ha
+prodotto la musica: rasserenavano gli spiriti.
+
+--Chi sa?--disse un giorno fra sè il signor Francesco Guerri, dopo
+qualche mese di quella vita monotona, mentre la sua bella figliuola,
+seduta al pianoforte, passava da un preludio delicato di Bach ad
+un'aria allegra di Mozart.--Chi sa? Potrebbe fare un miracolo, il
+tempo!--
+
+Appunto in quei giorni capitò alle Vaie una lettera dei cugini Guerri,
+che vivevano sul Reggiano. Annunziavano ai loro congiunti del Modenese
+il prossimo matrimonio di Ruggero con una Campolonghi di Modena.
+Famiglia ottima, i Campolonghi, ed eccellente partito; perciò si
+affrettavano a darne l'annunzio, sicuri che la cosa avrebbe fatto
+piacere ai loro cari parenti. Il signor Francesco aveva appena mandata
+la sua lettera di congratulazione, quando ne giunse un'altra da
+Modena; e questa la scriveva Ruggero, il semplice ed affettuoso
+Ruggero. Non accettato da Fiordispina, per ragioni che non offendevano
+il suo amor proprio, il cugino Ruggero mandava di tanto in tanto sue
+nuove alle Vaie. Quella volta, poi, era felice di mandarne un'altra
+più importante, sperando che i suoi buoni congiunti avrebbero veduto
+volentieri quella unione, che rispondeva a tutte le esigenze della
+famiglia, come a tutti i voti del suo cuore.
+
+--Ne sono veramente felice!--disse Fiordispina, poi ch'ebbe letto
+anche lei.--È un bravo giovane, il nostro cugino Ruggero.--
+
+Il vecchio Guerri tentennò la testa, e battè ripetutamente le labbra,
+come se volesse trattenere una osservazione, che era lì lì per saltar
+fuori.
+
+--Capisco;--riprese la fanciulla, notando l'atto, e andando
+risolutamente incontro al pensiero di suo padre.--Ma tu lo sai bene,
+babbo; io non ero fatta per lui.
+
+--E per chi, Dio buono, per chi?--gridò il signor Francesco, che
+oramai non poteva più stare alle mosse.
+
+--Per te, per voi tutti;--rispose la fanciulla.--E non è già una bella
+sorte? Fatemi il piacere, se mi amate davvero come io vi amo, non mi
+state così aggrondati da mattina a sera! Che è ciò? Pare che
+qualcheduno vada a morire, e che voi dobbiate accompagnarlo. Non ho da
+voler nulla, io, che son l'ultima della casa; ma una cosa mi
+permetterete di volere, ed è questa, che non siate più tristi di me.
+Sono tranquilla, io, sono contenta; potete esser tranquilli e contenti
+anche voi. Ma basta, non aggiungo altro; se no, quando viene Don
+Pietro, gli direte che ho fatto una predica. Scriveremo invece al
+cugino Ruggero, e lo pregheremo che ci mandi il ritratto della sposa.
+Ho una grande curiosità di vedere com'è.--
+
+E scrisse lei la lettera, un miracolo di temperata festività e di buon
+gusto, congratulandosi col cugino della sua scelta ed augurandogli
+ogni bene. Le suonava graziosamente all'orecchio il nome della sposa,
+Marianna, che ne raccoglieva due egualmente belli, Anna e Maria, Non
+le restava che un desiderio, e vivissimo, di veder la figura.
+
+Il ritratto fu presto mandato, e non da Ruggero, ma dalla stessa
+fidanzata di lui, dalla signorina Marianna Campolonghi, alla vezzosa e
+cara Fiordispina Guerri, che era tanto felice di poter chiamare
+cugina, anche anticipando di due mesi, che tanti ne dovevano correre
+ancora da quel giorno alla celebrazione delle nozze. La lettera era
+semplice, ma piena di garbo; faceva fede di buoni studi e prometteva
+una cara donnina, degna del cugino Ruggero e nata a bella posta per
+farlo felice. Allo scritto corrispondeva poi la figura; il
+dagherrotipo mandato dalla signorina Marianna alle Vaie recava
+l'immagine di una bella ragazza, alta e snella, di capel bruno, di
+carnagione pallidina ma sana, con due begli occhi grandi ma
+espressivi, come se ne vedono tanti, per fortuna sua, nella regione
+Emiliana.
+
+Il matrimonio si faceva tra due mesi, cioè a dire verso la fine del
+carnevale. Peccato che la stagione, così fredda ancora, non
+permettesse agli sposi di fare una corsa alle Vaie! La cosa spiaceva
+tanto a Marianna; spiaceva a Ruggero; spiaceva anche ai parenti di
+lui. Nè poteva spiacer meno ai congiunti loro delle Vaie, e
+Fiordispina, nelle sue risposte, non rifiniva di esprimere col suo il
+rammarico di tutta la famiglia.
+
+Perchè ella scriveva assai volentieri quelle lettere, quasi volesse
+scusarsi con altrettanta amabilità, della freddezza dimostrata
+parecchi mesi prima al cugino Ruggero. Le donne hanno di queste
+delicatezze, le quali spesse volte vanno sprecate come i fiori gentili
+del prato, che nessuno li avverte, quando sono sbocciati, e poi li
+recide, insieme con tutte le altre erbe pazze, la falce del villano.
+
+Ma per allora, anche non intese in quel modo, le cortesie della cugina
+e di tutti i parenti delle Vaie erano molto gradite da Ruggero Guerri,
+e non meno dalla famiglia Campolonghi. E la conseguenza di tanto
+gradimento fu una argomentazione come questa:
+
+--Se non possono gli sposi andare a Fiumalbo, per la stagione che sarà
+ancora troppo rigida, perchè non potrebbero discendere i signori
+Guerri a Modena? L'inverno, gli ultimi giorni di carnevale, dovrebbero
+esser anche un potente incentivo a questo viaggetto, che recherebbe un
+po' di novità nelle loro consuetudini.--
+
+Ed anche quei del Reggiano, messi a parte del disegno, incalzavano con
+le loro preghiere. Quella del matrimonio di Ruggero, infine, era una
+buonissima occasione per raccogliere insieme i due rami dei Guerri.
+Buonissima, in verità, e solenne per giunta; non andava trascurata.
+
+Il disegno fu ventilato anche alle Vaie, non già perchè sembrasse
+accettabile, ma perchè bisognava trovar ragioni da opporre, scuse
+oneste da metter fuori. Ma l'idea di quella gita piaceva tanto ai
+signori Campolonghi, che l'avevano avuta per i primi! Ma piaceva tanto
+alla signorina Marianna! La graziosissima sposa voleva conoscere
+Fiordispina, e non si dava per vinta alle ragioni, dichiarava fiacche
+le scuse.
+
+Donde tanto amore e tanto desiderio? Lettori miei, non bisognerebbe
+guardar tanto nel sottile, sopra tutto in questa materia già di per sè
+molto delicata. L'amore, l'amicizia, la simpatia, nascono perchè
+vogliono nascere, e i germi non possono sempre cercarsi col
+microscopio. Le grazie di Fiordispina, decantate dal cugino Ruggero,
+il piacere cagionato da quelle sue lettere così gentili e garbate,
+quell'altro non meno grande di poter vedere riunita ad una sola mensa
+tutta la schiatta dei Guerri, sarebbero ragioni bastanti a spiegare, a
+giustificare l'insistenza delle preghiere. Un'altra ragione si può
+trovare nella insistenza medesima. Incominciamo tutti a manifestare un
+desiderio per mostra di gentilezza, ci torniamo sopra per civiltà, e
+finiamo con invaghirci della nostra idea. Non vi basta? Mettete ancora
+che la signorina Marianna aveva un fratello, avvocato, che stava per
+finire le pratiche, ed era come suol dirsi un giovane di belle
+speranze. Quale speranza più bella, da aggiungere a tutte le altre?
+Anche il signor Campolonghi padre, pensando alla venuta di Fiordispina
+a Modena, diceva come il vecchio Guerri, ma per altra ragione:--chi
+sa?--
+
+Bisognava dunque rispondere a quelle reiterate preghiere, a quelle
+istanze continue, che venivano a gara da Modena e dai monti Reggiani.
+
+--Che altre ragioni si trovano?--diceva il signor Francesco.--Perchè
+già, capisco, a nessuno di voi questo viaggio piace, e a Fiordispina
+meno che agli altri.
+
+--Perchè?--domandò la fanciulla.
+
+--Come?--esclamò il vecchio Guerri.--Ti decideresti ad andare...
+laggiù?
+
+--Laggiù come in ogni altro luogo;--replicò Fiordispina.--Non siamo
+mica proibiti, a Modena. Nè io ho da vergognarmi di nulla, o da temere
+di veder chi si sia.
+
+--Ebbene,--disse il signor Francesco,--allora decidi tu. Si ha da
+risponder sì all'invito dei nostri parenti?
+
+--Io, allo stato delle cose e per non aver aria di gente ostinata,
+risponderei sì;--disse Fiordispina.--E tu, babbo?--
+
+Il vecchio Guerri meditò ancora un istante il suo «chi sa?»; vide
+nella risoluzione di sua figlia un principio di mutamento felice, e
+conchiuse:
+
+--Andiamo dunque a Modena e raduniamo ad una tavola tutta la progenie
+dei Guerri.--
+
+Quando la cosa giunse all'orecchio di Don Pietro, il bravo prevosto
+delle Vaie rimase a dirittura di sasso. Ma da queste pietrificazioni
+dello stupore si rinviene poi sempre, ne rinvenne anche Don Pietro,
+restandogli tuttavia in corpo una grande curiosità.
+
+--Figliuola mia, che novità è questa?--domandò egli a Fiordispina,
+appena ebbe occasione di parlare da solo a sola con lei.--Perchè
+questa risoluzione di andare a Modena?
+
+--Un invito formale, e già ripetuto più volte da due parti;--rispose
+la fanciulla.--Non gliel'ha già detto mio padre?
+
+--Sì, capisco l'invito;--disse Don Pietro;--ma non capisco egualmente
+l'accettazione.
+
+--Vuol saperlo, il gran perchè?--ripigliò la fanciulla.--Glielo dirò,
+a patto che mi serbi il segreto.
+
+--Posso prometterlo;--disse Don Pietro.--Ma avete dei segreti per
+vostro padre?
+
+--No, e sì. Non ne ho, se si tratta di cose che possono avere una
+buona e una cattiva interpretazione, e per cui resti dubbio se vadano
+fatte o non fatte. Ne ho, se si tratta di pensieri miei, che possono
+parere ridicoli. E questo è il caso, per l'appunto;--conchiuse
+Fiordispina.--Ho la speranza di rivedere quell'uomo.
+
+--Ed ecco per l'appunto ciò che temevo;--rispose Don Pietro.
+
+--Che male c'è? Turbo io la pace di qualcheduno?
+
+--Mettete a repentaglio la vostra, figliuola mia, e vi par poco?
+
+--Non tema per me, Don Pietro. La mia testa è salda e il mio cuore è
+già provato ad ogni scossa.
+
+--Tanto meglio, figliuola mia, tanto meglio. Ma che curiosità è la
+vostra?
+
+--Curiosità di montanara;--rispose Fiordispina, sorridendo.--Non mi
+sarà dunque concesso di vedere se quell'uomo è felice? E noti che io
+desidero ardentemente di saperlo felice;--soggiunse ella,
+animandosi.--Ella mi conosce, Don Pietro, e sa che non ho l'uso di
+mentire. Un cuore che ama ha tesori di bontà e di compassione per
+tutti.
+
+--Anche per gl'ingrati?
+
+--Anche e sopratutto per questi. Ma non mi ha detto Lei che quell'uomo
+è stato costretto a far ciò che ha fatto? Perchè lo chiama Ella un
+ingrato?
+
+Don Pietro si smarriva tra gli assalti di quella logica femminile, ed
+amò meglio darsi per vinto.
+
+--Il cielo vi guardi;--conchiuse, dopo una mezza serqua
+d'interiezioni, che non dicevano nulla.--Infine, credo anch'io che
+possa essere una crisi felice. Vi auguro, figliuola mia, che possiate
+guarire del tutto.
+
+--Di che? D'un male che è la mia vita?--replicò Fiordispina.--No,
+padre mio, non voglio guarire, nè del tutto, nè in parte. Mi conceda
+di parlare una volta, una volta almeno, con libertà piena ed intiera;
+ho conosciuto per quell'uomo l'amore, l'amore de' miei poeti, che è il
+nobile, l'elevato, il gentile, e dica pure quanti aggettivi vorrà,
+purchè conduca a questo, che un amore elevato è il solo che sia degno
+della creatura umana, e come il solo degno, è anche il solo vero. Che
+uomo fosse il conte Gino Malatesti, nel tempo ch'egli visse tra i
+nostri monti, Ella sa quanto me, se non forse meglio di me. Il mio
+pensiero s'innalzava col suo. Come due profumi confusi si son levati
+ambedue, vaporando al cielo. E dovranno essere separati? È
+impossibile, padre mio; lo dica anche Lei, che è impossibile.
+
+--Il conte Gino si è pur separato da Voi;--disse Don Pietro.--Lascio
+stare le ragioni onorevoli, accenno il fatto com'è.
+
+--Ebbene, qui per l'appunto è la mia giustificazione;--riprese la
+fanciulla.--Egli si è separato da me; non l'amor suo, che è stato per
+me, e a cui mi son serbata fedele. Vede, Don Pietro, che questo non è
+un sentimento volgare. Unica volgarità,--soggiunse Fiordispina,
+chinando la testa ed abbassando il tono delle parole,--unica
+volgarità, poichè neppur io sono una creatura perfetta, è questo
+piccolo sentimento di curiosità che ha preso me, povera montanara, di
+vedere quella gentil cittadina, che ha saputo rapirlo.--
+
+Curiosità montanara, diciamolo anche noi, ma soggiungiamo subito:
+Quanta altezza di pensiero in quella curiosità! Don Pietro Toschi non
+lottò più; era vinto e convinto. Del resto, i signori Guerri avevano
+già scritto a Modena, annunziando la loro andata, e oramai, per fare
+quel gran matrimonio, non si aspettava che la loro presenza.
+
+Quando si dice «i signori Guerri» s'intende il capo della famiglia,
+con una larga rappresentanza. Nel fatto non andavano mica tutti.
+Aminta, per esempio, non volle muoversi dalle Vaie, quantunque lo zio
+Orlando dichiarasse che sarebbe rimasto egli volentieri.
+
+--No, no, resto io. Che cosa andrei a fare io, a Modena? Le città non
+mi divertono. E se qualcheduno ha da rimanere a custodire la casa,
+questo qualcheduno vo' esserlo io. Andate voi altri, andate.--
+
+Non ci fu verso di smuoverlo; Aminta era saldo nelle sue risoluzioni,
+come il monte Cimone al suo posto.
+
+Ed anche saldo ne' suoi risentimenti, aggiungiamo. Egli non aveva
+perdonato a Gino Malatesti; egli non aveva tesori di bontà e di
+compassione da spandere. A qual pro', del resto? Aminta lasciava
+questi tesori a sua sorella. Era già molto avere un angiolo in casa;
+quanto a lui, uomo, aveva già fatto assai chinando la testa ai voleri
+di suo padre, mentre pure sentiva una voglia feroce, una voglia pazza
+di calare a Modena e di battere la sua mazza alpigiana sulla faccia
+del conte Gino.
+
+--Prendi, vigliacco ingannatore, in cui la mia famiglia ha creduto!
+Prendi, bugiardo proscritto, che hai avuto paura di farti fare un
+processo. Si grida, perdio, si strepita, quando si è il primo
+colpevole! e se vogliono fare il processo agli altri, si chiede la
+parte propria, si reclama il proprio posto al pericolo, si va in
+carcere, in galera, alle forche, ma con la fronte alta, fieri di non
+avere che una parola e di saperla mantenere!--
+
+
+
+
+Capitolo XVI.
+
+Delizie coniugali.
+
+
+La sera del martedì grasso dell'anno 1858, era una bella piena nel
+teatro Comunale di Modena. L'impresario avrebbe voluto tutte così le
+serate della stagione; ma gl'impresari son mostri insaziabili e non
+pensano, nel loro egoismo, che il bello delle cose belle è per la
+massima parte nella loro rarità.
+
+Tutte le stelle del firmamento, tutte le dee dell'Olimpo modenese
+erano quella sera a teatro, dando coi loro vezzi naturali e con lo
+sfoggio delle loro abbigliature un'apparenza di vita più rigogliosa ad
+una società naturalmente ristretta e poco nutrita, poco rinnovata dal
+concorso o dal passaggio di elementi forastieri. Le città italiane,
+innamorate dell'arte, appassionate singolarmente per la musica, hanno
+queste occasioni solenni per mettersi in gala, per dare il loro
+sprazzo di luce, e in certe sere dell'anno, vedute nel recinto del
+loro massimo teatro, vi possono sembrare altrettante capitali.
+
+Non dimentichiamo che allora la città di Modena era ancora la capitale
+di un piccolo Stato, e che intorno ad una Corte si raccoglieva una
+ricca aristocrazia, uno splendido stato maggiore di varie armi, una
+grassa borghesia, ed una magra ma numerosa falange d'impiegati
+dell'ordine politico e dell'ordine giudiziario. Oggi, aboliti i
+piccoli principati, le rispettive loro capitali hanno perduto tutte
+qualche cosa della vecchia loro importanza, e questo, che è un male,
+senza dubbio, ma non un mal così grave da non potersi sopportare, dà
+argomento di acerbi rimpianti a taluni nobili antichi. Perchè lagnarsi
+soltanto? Perchè non pensare mai a qualche onesto rimedio? Il gran
+male, il vero male è quest'altro, che tutti i ricchi corrono oramai ai
+grossi centri. Se i signori vivessero un po' più nella terra loro, o
+accanto ad essa, gioverebbero meglio al fine da cui ripetono la loro
+medesima origine. A buon conto, avrebbero assai meno ragioni per
+rimpiangere le vecchie consuetudini, ridando un po' di vita alle città
+loro e insieme un po' di lustro alle proprie corone. Così questa
+società italiana, che è stata la più ricca, la più varia, la più
+universalmente colta d'Europa, avrebbe speranza di rifiorire, in
+quella sua vivace varietà d'aspetti e di tempre, su tutte le altre del
+mondo.
+
+Ma lasciamo da banda queste superbe malinconie, che molti non
+intendono più. Il romanzo, questa rappresentazione della vita, deve
+correre, obbedendo ai suoi nuovi maestri, sulla china della verità
+fisiologica, correre fino a rompersi il collo nei chiassi del casetto
+patologico, unico svago che gli sia consentito, e che anzi gli è molto
+raccomandato dai pratici. Impersonale, oggettivo, realistico, non si
+attenti di fermarsi un minuto, per dire una verità a chi lo segue, nè
+per cogliere un fiore sui margini del sentiero. Lo hanno chiuso a
+forza in una delle sue cento forme, che ad essi piaceva di più; lo
+hanno sigillato in quella col sigillo della loro dogana; hanno
+sentenziato quali saranno le vie che dovrà tenere, quali i mercati a
+cui dovrà fermarsi, quali le droghe di cui potrà essere infarcito. E
+poi, dopo aver promulgati tanti decreti e regolamenti dalle loro
+bigonce, i signori giudici e moderatori hanno il coraggio di
+annoiarsi, di sbadigliare in pubblico, di arricciare il naso, specie
+quando vedono il loro beniamino andar zoppo a certi usci.--Non di qua!
+Non di là! Volgarità eccessiva! Imitazione forastiera! Vita italiana
+vuol essere, vita italiana, per bacco! Dove s'è mai vista, negli usi
+nostri, tutta quella robaccia! Siamo noi così male ridotti!--Ah,
+poveri giudici! poveri moderatori supremi! Vuol essere una fatica da
+cani, la loro!
+
+Le dame più cospicue di Modena erano quella sera a teatro. Non poteva
+dunque mancare la marchesa Polissena Baldovini, più bionda che mai,
+imbellettata, incipriata e felice. Sedeva davanti a lei, nel suo
+palchetto di seconda fila, Sua Eccellenza il ministro, dimenticando
+per un'ora le gravi cure dell'ufficio (_severas super urbe curas_),
+discutendo amabilmente di musica antica col suo buon marchese
+Baldovini, e mandando tratto tratto qualche occhiata assassina alla
+gentile marchesa.
+
+In un altro palchetto, ma della prima fila, era la bella figlia di
+Polissena (_matre pulchra filia pulchrior_), la contessa Elena
+Malatesti. La madre aveva la società più grave, oramai, la più
+autorevole, e la più monumentale, senza rinunziare per altro a qualche
+saggio della più gaia e della più elegante. Ma questa si raccoglieva
+più volentieri intorno alla figliuola, e vi si aggiungeva altresì la
+più risonante per tintinnìo di sproni e di sciabole. Cappa e spada,
+una volta riunite, si dividevano allora; gli uomini di cappa si
+volgevano naturalmente alla madre; gli uomini di spada alla figlia.
+
+Ma per allora, essendo in principio di spettacolo, non si vedevano che
+due cavalieri, nel palco della contessa Elena. Suo marito era in
+visita, e di quei due che vi ho accennati uno era il marchese Emilio
+Landi, che conosciamo per una sua lettera dai bagni di Lucca. In
+verità, stando a quello che ve ne ho detto a suo tempo, il marchesino
+Landi avrebbe dovuto esser piuttosto dalla marchesa Polissena. Ma
+bisogna anche sapere che il regno di lui era durato poco, nel cuore
+della Baldovini. L'orgoglio aveva vinta la tenerezza, e un ministro di
+Stato, che si tingeva i capegli (molto bene per altro, e la cosa non
+si riconosceva che alla luce del sole), era succeduto nel regno. La
+maestà scoronata di Emilio Landi si era facilmente consolata di quel
+piccolo guaio. Infine, non ci sono trionfi graditi che a patto di
+durar poco. Anche il divo Cesare dovette annoiarsi parecchio, ad
+averli così lunghi, col peso della corona sulla testa, il tintinnìo
+de' trofei nelle orecchie, e il continuo sobbalzo di un cocchio senza
+molle, sul maledetto selciato della Via Sacra, inerpicantesi per il
+clivo Capitolino.
+
+Emilio Landi era entrato allora allora nel palco, e prendeva, di
+rincontro alla signora, il posto d'onore che l'altro personaggio gli
+aveva ceduto, mettendosi con discreta familiarità al fianco di lei.
+
+--Siete maravigliosa, stasera;--disse Emilio, incominciando.
+
+La contessa Elena accolse il complimento ad occhi socchiusi e tirando
+indietro la sua testina bionda. Era quello un atteggiamento che andava
+stupendamente alla sua figura rosea, un tal po' irregolare nelle
+fattezze, ma fine, e che di graziosa e piacevole la rendeva
+affascinante senz'altro: un atteggiamento studiato se vogliamo, ma che
+tra tanti artifizi a cui ci ha avvezzati la bellezza, poteva anche
+sembrar naturale: un atteggiamento, insomma, che un pittor ritrattista
+del secolo scorso avrebbe invidiato, se pure non è più giusto il dire
+che ad un pittor ritrattista del secolo scorso la contessa Elena
+Malatesti lo aveva audacemente rubato.
+
+--Che ve ne importa a voi, Landi?--domandò la signora, dopo aver preso
+quell'atteggiamento lezioso.
+
+--A me? moltissimo;--rispose il giovanotto.--Si gode tutti, alla vista
+di un bel fiore, o di un bel frutto dorato. Sia pure nell'orto delle
+Esperidi, e custodito da un drago, è già grande fortuna ammirarlo da
+lungi.
+
+--Custodito! da un drago! Ma sapete, Landi, che siete antico, stasera!
+E il drago sarebbe il nostro buon Lesarini?--
+
+Così rispondeva la contessa Elena; e il Lesarini, che era per
+l'appunto il personaggio seduto al fianco della signora, sorrise
+beatamente, tra i due pizzi grigi, che gli vestivano con aristocratica
+prolissità le guance scarne.
+
+Non era nobile, il signor Lesarini, che debbo ora descrivervi; era
+abbastanza ricco per vivere ozioso, e amava consumare i suoi ozi fuori
+del ceto in cui l'aveva fatto nascere il caso. Tra i suoi pari sarebbe
+stato un signore; ma ognuno ha i suoi gusti, ed egli preferiva stare
+coi nobili, facendo il servitore. Uomo maturo, si atteggiava a
+giovanotto, accettando seriamente il titolo di «molto pericoloso» che
+gli davano tutti per celia, lasciandolo volentieri accanto alle loro
+metà, compiacente amico, accompagnatore discreto, drago senza rostro e
+senza artigli, animale innocuo e felice, che stava accanto all'arrosto
+e si pasceva di fumo. Anche le signore lo avevano accettato per quello
+che amava di essere, e se lo contendevano, figuratevi, se lo
+strappavano a gara. Lesarini di qua, Lesarini di là, era il cucco
+delle dame, che ci si divertivano un mondo, lo mettevano a tutte le
+salse e lo incaricavano ancora delle loro piccole commissioni.
+
+Il Lesarini sorrise beatamente, come vi ho detto. L'uffizio di drago,
+e nell'orto, non gli dispiaceva niente affatto.
+
+--Sicuro;--replicò Emilio alla dama;--e armato fino ai denti.
+
+--Si capisce;--rispose il Lesarini.--Io qui rappresento l'autorità di
+Gino.--
+
+Di Gino, capite? e non del conte Gino Malatesti. È usanza dei Lesarini
+di non chiamar mai i loro nobili amici per il casato, nè per il titolo
+che li distingue. Non altrimenti usano con le dame, chiamandole
+semplicemente, familiarmente, per il loro nome di battesimo, e
+preferendo il vezzeggiativo, se c'è. Così, quando si degnano di
+ragionare delle loro imprese col volgo profano, sogliono attaccare dei
+discorsi come questi:--«Sapete? ieri Corinna mi ha ricordato.... Gino
+mi rispondeva.... Elena mi pregava iersera.... Ho incontrato stamane
+Polissena e mi ha detto: ah bravo, Pippo! vi trovo in buon punto;
+dovreste accompagnarmi dal dentista....» Raccontando queste maraviglie,
+i Lesarini trionfano, fanno la ruota come i pavoni, o, se vi piace
+meglio, come i tacchini. Che si fa celia? Darsi del voi con la gente
+titolata! Essere i confidenti delle dame più cospicue della città!
+Avere un posticino nel piccolo Olimpo mandamentale! No, per tutti gli
+Dei che lo costituiscono, non c'è fortuna più grande per un signor
+Lesarini.
+
+Un'altra specie di Lesarini è quella che fa la corte ai grandi uomini.
+Il piccolo personaggio vi conosce, vi onora del suo saluto ed anche, a
+ore avanzate, della sua conversazione. Vedendovi da lunge, scende dal
+marciapiede, attraversa la strada per muovervi incontro. Voi lo
+aspettate, credendo che voglia stringervi la mano, chiedervi notizie
+della vostra salute. Ma che? Il Lesarini vi abborda e vi dice, come se
+continuasse un discorso:--«Vengo da Muller, ma inutilmente, e adesso
+vado da Bauer. Sai? il senatore non può far la bocca alla birra di
+Chiavenna, ed io mi son preso l'incarico di trovarne dell'altra, o di
+Gratz, o di Baviera.»--A voi non importa un fico secco che il senatore
+non gradisca la birra di Chiavenna. Lo stimate per il suo carattere,
+lo ammirate per la sua parsimonia di parole in Senato, lo amate, lo
+venerate per i capolavori che ha dati alla patria. Ma no; il Lesarini
+vi ha da raccontare quel che egli mangia e quel ch'egli beve; e mentre
+voi, per convenienza, gli rispondete un «ah!» che vuol dire e non
+dire, egli vi guizza di mano.--«Lasciami, perchè ho fretta; debbo
+andare da Bauer.»--E vada pure; ma non senza fermarsi otto dieci volte
+per via, raccontando a tutti la medesima storia.
+
+--Vi ha incaricato di ciò, Lesarini?--chiese Emilio Landi al vecchio
+cavaliere, al drago della contessa Elena.--Siete un uomo fortunato, voi!
+Ma ecco....--soggiunse, con un risolino arguto il giovanotto,--ecco un
+suon d'armi, che annunzia un cambiamento di guardia.
+
+--Dite un rinforzo!--notò la contessa, che aveva udito anch'ella un
+tintinnìo di sciabola nel corridoio.
+
+L'uscio del palchetto si aperse e comparve nel vano il bel
+luogotenente De Wincsel; biondo, dagli occhi glauchi e dalle guance
+rosate; a farvela breve, un angelo vestito da ufficiale di cavalleria.
+Il barone De Wincsel era un fiore esotico trapiantato in Italia come i
+suoi riveriti padroni della imperial casa di Asburgo Lorena. Nella sua
+bellezza bionda e rosea spiccava il tipo conosciuto degli oppressori,
+un tal po' dilavato nella tinta, ma grazioso per la finezza dei
+lineamenti, che poi, col crescer degli anni, per quella medesima
+finezza, fors'anche per le basette ispide e folte sotto un naso troppo
+piccolo, prende qualche volta un aspetto felino.
+
+La contessa Elena accolse il nuovo visitatore con atto di familiare
+amabilità, mostrando così al marchese Emilio di non dar nessun peso ai
+suoi frizzi. Già, se ella avesse dovuto badare a tutte le punture di
+spilla del Landi, le sarebbe mancato il tempo per meritarne delle
+altre. Elena Malatesti era tuttavia nel primo anno del suo matrimonio,
+e già gli arguti Modenesi le avevano appiccicato il suo nomignolo di
+Generala. Infatti, ella non si vedeva mai senza l'accompagnamento di
+«un brillante stato maggiore.» Aiutanti, ufficiali d'ordinanza,
+ufficiali stranieri in missione temporanea, si davano la muta nel
+salotto della contessa, nel suo palco a teatro, allo sportello della
+sua carrozza sulla pubblica passeggiata. Infine, quando si è detto la
+Generala, non occorrono spiegazioni; la contessa Elena aveva il suo
+soprannome, e mostrava di averlo guadagnato.
+
+Che diceva il conte Gino? Credo che non dicesse nulla. Il nobile,
+l'intelligente, l'arguto Gino Malatesti era diventato un altr'uomo da
+quello di prima. Il panno appariva sempre quello, ma era un panno
+stinto. Del resto, anche così ridotto alla condizione di ombra, anzi
+perchè diventato ombra, adempieva con garbo al suo uffizio di signore
+e padrone alla moderna, cioè di compagno, di associato, di tutore, di
+tutto quel che vorrete, fuorchè padrone e signore. Per lui, dopo
+tutto, era sempre lì pronta una parolina gentile della moglie; a lui
+andavano di pien diritto, e non mancavano mai, gli ossequiosi saluti e
+gli atti di amichevole deferenza di tutto lo stato maggiore di sua
+moglie. Godeva infine di una società che avrebbe potuto far felice
+Ulisse, nella sua reggia d'Itaca, in mezzo all'assiduità complimentosa
+dei Proci, se il fiero marito di Penelope, nascendo con le idee di
+tremil'anni dopo, avesse voluto rinunziare al gusto di spiccare il suo
+grand'arco dalla parete e di fare un'ecatombe, non consentita dal
+codice penale e disapprovata da tutti i ben pensanti del giorno.
+
+E il conte Gino si contentava di quella vita? Ci si adattava? I ben
+pensanti del tempo suo, che sarebbero stati tutti d'accordo per
+disapprovare un suo atto d'insofferenza, non sapevano capacitarsi di
+tanta sua dabbenaggine.--Ma è cieco?--dicevano.--O piuttosto ama di
+parerlo?--
+
+I più furbi, i più sottili, argomentavano che lasciasse così libera la
+figlia, perchè amava sempre la madre. Ma poteva reggere, quella
+supposizione? E il marchesino Landi che gli era succeduto? e sua
+Eccellenza il ministro di Stato, che era succeduto a tutt'e due? Del
+resto, il conte Gino si vedeva poco nel salotto della marchesa
+Polissena; pochi minuti nel suo palchetto a teatro, e a passeggio mai.
+Anche quella supposizione fu dunque abbandonata. Che altro pensare dei
+fatti suoi? Un osservatore moralista sentenziò brevemente:--È la
+penitenza. Casa Malatesti avrà presto un gran santo.--
+
+Il barone de Wincsel, entrato nel palco e sedutosi accanto al marchese
+Landi, che restava ancora per tutto l'atto al posto d'onore, parlava
+poco e guardava molto. Era ancora nel periodo delle occhiate e dei
+sospiri, l'angelo vestito da luogotenente, e aspettava la dolce parola
+che gli permettesse di spiccare un volo più ardito. E poi, egli non
+era un parlatore, un chiacchierone, come il marchesino Landi; faceva
+assai più rumore con gli sproni e con la sciabola, che non con la
+lingua. Non dimenticate che quello era il tempo in cui si sentivano
+saltellare le durlindane sui selciati delle città, con gran noia dei
+viandanti pacifici; nè i generali pensavano a reprimere questo mal
+vezzo nordico, nè i pronipoti del cavaliere Bajardo avevano ancora
+insegnato col loro gentile esempio che si può essere valorosi soldati
+anche portando per via un bastoncello di nocciolo, o una mazza di
+giunco.
+
+Il De Wincsel guardava e sospirava. La contessa Elena credette
+conveniente di sviare con qualche discorso l'attenzione di Emilio
+Landi. Quanto al Lesarini, in verità, non occorrevano tanti artifizi,
+poichè egli non capiva nulla e non si accorgeva di nulla. Il discorso
+della contessa Elena si aggirò sulle dame che erano quella sera in
+teatro. Lei esponendo, Emilio facendo le chiose, si passarono in
+rassegna tutti i palchetti. La Randoni, sempre nobile, sempre severa,
+un tipo di matrona antica; come mai aveva potuto mettere al mondo una
+figliuola così pallida e scarna? E poi, perchè quell'abbigliatura
+verde? Nessuno per consigliarle un altro colore, che l'abbattesse
+meno? Un po' meglio la Frassinori; ma che pretensioni, Dio buono! Si
+credeva una Giunone, o poco meno. A proposito, e perchè non si vedeva
+l'avvocatino? Dov'era Giunone non doveva mancare il pavone, l'animale
+a lei sacro.
+
+E la Dal Pozzo Farnese, sempre bella, sempre rigogliosa e fresca come
+un fior di stagione! Di quella si diceva bene, non potendo fare
+altrimenti. La Dal Pozzo Farnese era una sorella di Emilio Landi. Tra
+presenti si usano di queste cortesie! Ma quelle due borghesucce
+arricchite delle Fantuzzi, che volevano gareggiare di eleganza con le
+nobili dame, com'erano spietatamente conciate dalla critica di Elena
+Malatesti e dalla vena compiacente del Landi! Ah, una novità, quella
+sera! Anche la Campolonghi in teatro; e tutta in fronzoli, e coi
+brillanti agli orecchi. Naturalissimo; era sposa. E chi era il
+fortunato mortale? Uno delle parti di Reggio; sicuramente quel
+giovinotto alto e biondo, un po' timido, impacciato nei modi, ma
+bello, che si vedeva spuntare dal fondo del palco. Ma chi era
+quell'altra donna, dal viso bianco e dai capegli nerissimi, che sedeva
+di rincontro alla sposa? Una fanciulla, certamente, com'era dimostrato
+dalla giovinezza dell'aspetto e dalla semplicità dell'abbigliatura. Ma
+non doveva essere modenese, poichè Elena Malatesti non si ricordava di
+averla veduta mai, e il marchese Landi nemmeno. E aveva guardato
+Elena, la bella sconosciuta; e la guardava ancora con molta
+attenzione.--Chi sarà costei?--La parentela dei Campolonghi si
+conosceva tutta, e il viso di quella sconosciuta non rispondeva a
+nessuno dei nomi che Emilio Landi poteva citare, tessendo la
+genealogia di un'intera tribù.--Chi sarà costei?--Neanche il sapiente
+Lesarini poteva appagare su questo punto la curiosità di Elena
+Malatesti.
+
+--Chiunque sia, è molto bella;--conchiuse Emilio Landi.
+
+--Vi pare?--disse Elena, che non voleva persuadersene.--Ma già,
+dimenticavo che voialtri uomini prendete fuoco come l'esca. Guardate
+almeno com'è tutta affagottata!
+
+--Affagottata, poi, non mi sembra. È messa con molta semplicità.
+
+--Alla moda di cent'anni addietro!--ribattè la contessa.
+
+--Cento son troppi, via! Diciamo di cinque;--volle correggere Emilio
+Landi.
+
+--E siano anche cinque;--replicò la contessa.--Cinque è come cento, in
+ materia di moda.--
+
+Intanto, quelle guardate della sconosciuta le davano noia. Perchè? Non
+guardava anche lei, forse? Ma quella sconosciuta era bella, e quelle
+guardate così lunghe, venendo da una bella persona, così semplice
+negli abiti, così composta negli atti, avevano l'aria di un giudizio
+in corso. Finalmente, che vi dirò? la contessa Elena era molto
+curiosa, voleva saper tutto, e le dava noia di ignorare chi fosse
+quella giovane donna, non mai veduta fino allora, e sicuramente la più
+bella tra quante erano allora in teatro.
+
+--Lesarini, voi dunque non ne sapete nulla?--gridò la contessa.--Ma
+che uomo siete voi? Discendete un pochino e domandate a qualcheduno
+che sia meglio informato.
+
+--È permesso di ignorare qualche cosa, a questo mondo;--osservò il
+Lesarini, alzandosi di scatto;--ma è obbligo sempre d'istruirsi, per
+servizio delle belle signore.--
+
+Si mosse, così dicendo, per discendere in platea.
+
+--Ah Lesarini!--esclamò la signora, mandando a lui la parola e
+l'accento appassionato, ma l'occhiata furtiva al barone De Wincsel.--È
+doloroso, sapete, questo vostro plurale!--
+
+Il vecchio cavaliere sorrise beatamente, fece la ruota, ma non rispose
+verbo. Quando sono accusati di galanteria con molte, e di galanteria
+fortunata, s'intende, i Lesarini non rispondono mai. Confermare non
+possono; negare non vogliono; perciò lasciano correre, felici
+abbastanza che, in mancanza di storia, una leggenda si formi.
+
+Andato il Lesarini a prender lingua, la contessa Elena seguitò la
+rassegna col Landi, e il giuoco innocente delle occhiate col De
+Wincsel. Ma tratto tratto guardava anche verso il palchetto della
+sposa Campolonghi, e quante volte puntava da quella parte il binocolo,
+tante vedeva lo sguardo della sconosciuta rivolto su lei.
+
+--Andiamo via!--diss'ella finalmente in cuor suo.--È una provinciale
+di certo, e non sa ancora come son fatte le gran dame.--
+
+Con questo ragionamento, che appagava la sua superbia e che aveva
+anche una certa apparenza di vero, la contessa Elena mise lo spirito
+in pace e si lasciò guardare dell'altro, come una dea dell'Olimpo,
+Giunone, ad esempio, scesa per gran degnazione in mezzo agli Etiopi.
+Infine, ad un uomo può dispiacere di esser guardato con una certa
+insistenza da un altro; ad una donna non può spiacer mai d'essere
+argomento di curiosità femminile, o di ammirazione mascolina, quando
+ella crede di esser bella, o sa di essere abbigliata all'ultima moda.
+
+Si badava poco alla musica, come vedete. La musica è il linguaggio dei
+Numi, non c'è che dire; la musica piace anche molto alle signore, per
+questa ragione semplicissima, che il linguaggio dei Numi copre le voci
+dei mortali e permette loro di chiacchierare comodamente nei palchi.
+Quando si recita un dramma o una commedia, la cosa è molto difficile.
+Altre voci umane si alternano sul palcoscenico, l'uditorio della
+platea vuol sentir tutto, e zittisce spietatamente le dee che fanno
+chiasso sui lati. Viva dunque la musica! Quando si è prestata una
+mezza attenzione alla cavatina del tenore, o al duetto amoroso fra
+tenore e soprano, o all'aria del baritono, se questi è un bell'uomo e
+fraseggia con gusto, o al pizzicato degli strumenti a corde, o alla
+grande uscita delle trombe, per dare anche la parte sua all'orchestra,
+il rimanente non fa che aiutare il discorso, e le due o tre file di
+palchi son tutto un cinguettìo, come la frappa di un olmo sull'ora del
+vespero, quando ci son calate a riposo le passere.
+
+Il terz'atto dell'opera era finito, e il marchese Landi si alzava già,
+per andarsene a vedere il ballo da un palco di giovanotti, più vicino
+al proscenio, quando capitò il conte Gino Malatesti. Sebbene
+fisicamente fosse sempre quello di prima, il conte Gino non pareva più
+lui, tanto può sull'aspetto di un uomo l'abbattimento dello spirito.
+Levate il sole ad una bella scena campestre, e non riconoscerete più
+nemmen quella. Sfiaccolato, cascante, senza brio nello sguardo, senza
+vivacità nel discorso, il conte Gino Malatesti era invecchiato di
+dieci anni in sei mesi. Entrò lento, con la sua aria d'uomo rifinito,
+stese lentamente la mano al De Wincsel, più lentamente rattenne col
+gesto l'amico Landi al suo posto, e si assise nel fondo del palco,
+rispondendo breve a ciò che quei due gli dicevano. Poco stante,
+essendo ripresa la conversazione tra essi e sua moglie, si ecclissò,
+rimanendo sul posto, e non si seppe neanche più che ci fosse.
+
+--Vedete mio marito;--disse dopo qualche minuto la contessa Elena.--È
+capace di dormire.
+
+--Non dormo;--riprese Gino;--ascolto ciò che dite voi altri.
+
+--Ecco, se dovessi dire, non ne hai proprio l'aria;--osservò Emilio
+Landi, mettendosi galantemente dalla parte della signora.
+
+--Se almeno tu volessi raccontarci le visite che hai fatte!--ripigliò
+la contessa.
+
+--Mi avrai veduto;--rispose Gino.--Sono stato da mamma....
+
+--Cinque minuti!--interruppe ella.--E poi?
+
+--E poi dalla Pallavicino, dalla Borsi, dalla Frassinori.
+
+--Che dice la divina Giulia?--domandò la contessa.--È sempre nemica
+della musica del nostro Verdi?
+
+--Ah, non so.... non ne ha parlato.
+
+--Di che parlava, dunque? Ella non ha quasi altro tema.
+
+--Non saprei dirti;--replicò Gino, confuso.--Si parlò di cose da
+nulla....
+
+--Vedete, Emilio?--esclamò la contessa, rivolgendosi al Landi.--Mio
+marito va a far visite, e non sa nemmeno di che cosa gli abbiano
+parlato.--
+
+Il conte Gino si seccava, e sorrideva tacitamente, a labbra chiuse,
+come l'uomo che si secca. A levarlo di pena giunse il vecchio
+Lesarini, glorioso e trionfante. Quella volta il marchese Landi fu per
+andarsene davvero; ma anche stando in piedi volle rimanere un istante,
+per sentire le novelle del messaggero.
+
+--Nunzio, che rechi?--diss'egli con piglio alfieresco al nuovo venuto.
+
+--Ho trovato, finalmente;--rispose il Lesarini.--Ho faticato un
+pochino, chiedendo di qua e di là; ma ora so tutto, so tutto.
+
+--Che cosa?--domandò la contessa, che aveva l'aria di non ricordarsi
+più della sua grande curiosità di mezz'ora prima.
+
+--Il nome di quella signora....--replicò il vecchio Ganimede,--anzi di
+quella signorina, del numero quindici.
+
+--A mano manca!--riprese il Landi, con accento rossiniano.
+
+--Sicuro;--disse quell'altro.--Infatti, è proprio a mano manca.
+
+--Ma finitela con queste chiacchiere;--gridò la contessa,
+spazientita.--Come si chiama questa signorina?
+
+--Per cui tanto reo tempo si volse!--soggiunse, come se volesse
+compier la frase, l'impenitente marchese Emilio.
+
+--Una Guerri;--disse il Lesarini.--Sapete, e se non lo sapete ve lo
+dico io, che la Campolonghi sposa un Guerri, del Reggiano. Gente
+ricca, questi Guerri, ma vivono quasi sempre in montagna. Orbene,
+quella ragazza è una Guerri, di Fiumalbo, cugina dello sposo, e venuta
+a Modena, per assistere alle nozze.--
+
+Il conte Gino, sulle prime, non aveva badato al discorso del Lesarini.
+Non avea neanche udito il nome dei Guerri; udì invece il nome di
+Fiumalbo, e si scosse.
+
+--Che c'è?--domandò egli.--Che dite di Fiumalbo?
+
+--Ah sì!--esclamò il Landi.--Tu ci sei stato, da quelle parti, e
+dovresti anche conoscerla, quella bellezza rara.
+
+--Che bellezza? Dove?--riprese Gino, turbato.
+
+--Laggiù, al numero quindici. Prendi il binocolo, se vuoi vederla
+meglio. È una Guerri, di Fiumalbo.--
+
+Gino aveva preso il cannocchiale, ma lo lasciò tosto cadere, e fu bene
+che il Landi non lo avesse ancora abbandonato del tutto, se no, povera
+madreperla, e povere lenti! Guardava frattanto, il povero Gino,
+guardava là, dove il Landi gli aveva indicato, e donde oramai non
+poteva più sviar l'occhio; ma intravvide appena, e una nube gli
+offuscò la pupilla.
+
+--Guerri! di Fiumalbo!--diceva frattanto la contessa
+Elena.--Sicuramente tu dovresti conoscerla, se ci sei stato sei mesi.
+Anche a me pare di aver sentito nominare questa famiglia. Da chi mai?
+Ah, ricordo, da mia madre, otto o nove mesi fa, quando ebbe le prime
+notizie tue dal ministro.--
+
+Guardava intanto suo marito, quella diavola di contessa, così giovane
+e già così diavola! Gino si era fatto bianco nel viso, come un cencio
+lavato. Balbettò poche parole, che nessuno intese, poi si volse
+all'uscio del palchetto, barcollando.
+
+--Che hai?--gridò Emilio Landi, cercando di trattenerlo..
+
+--Nulla, nulla; un semplice capogiro. Prendo un po' d'aria nel
+corridoio.
+
+--Lesarini, Landi, seguite mio marito;--disse la
+contessa.--Sorreggetelo, che non caschi. Ah, ah! Venuto a tempo,
+questo capogiro!--
+
+E rise, la bella signora. Poi, volgendosi dall'altra parte, puntò il
+cannocchiale verso la sconosciuta, non più sconosciuta, che in quel
+momento si ritirava anch'essa in fondo al suo palco.
+
+--Scena doppia, a quel che sembra!--mormorò la signora.
+
+--Che dite, contessa?--domandò il De Wincsel, udendo il suono, ma non
+cogliendo il senso delle parole.
+
+--Nulla, barone. Guardavo una ragazza, che il Landi mi diceva tanto
+bella.
+
+--Dove?
+
+--Laggiù, al numero quindici. Ma ora non è più in vista. Voi per altro
+non avete perduto nulla. È un tipo di contadina.
+
+--Sapete bene, contessa,--susurrò in tono di madrigale il De
+Wincsel,--che io non me ne lagnerò. Non guardo che una donna, io.
+
+--Fate bene, De Wincsel;--rispose la contessa.--E sia sempre una sola.
+Un uomo ci si trova male, fra due donne. Il minor male che gli tocchi
+è di perder l'una senza aver l'altra.--
+
+La bella signora che faceva queste savie riflessioni avrebbe potuto
+illuminare, non solamente il barone De Wincsel, ma anche noi, povero
+volgo ignaro, soggiungendo qualche altra considerazione intorno alla
+donna che si trova fra parecchi uomini, e ci vive tranquilla, come nel
+suo elemento. Ma di questo ella non si curò più che tanto, la nervosa
+contessa, e noi ci abbiamo perduto una cognizione che per l'autorità
+della persona sarebbe stata importantissima. E non è a dire che si
+trattenesse per difetto di sincerità. Figuratevi che dentro di sè la
+contessa Elena rendeva perfino giustizia a Fiordispina Guerri, di cui
+dianzi aveva pur fatto un così acerbo giudizio.
+
+--È bella, infine, e la gelosia non deve farmi travedere;--pensò ella,
+mentre il De Wincsel stava ancora cercando il senso delle parole di
+lei, come un avventor di caffè cerca il motto della sciarrada nel
+giornale con cui ha fatto colazione.--Del resto, sono io proprio
+gelosa? È bella, non c'è che dire, e capisco che il mio signor marito,
+nell'ozio forzato del suo confine a Querciola, abbia potuto invaghirsi
+di quel fiore di bosco. Che amori devono essere stati fra lor due!
+Perchè poi, sapendo queste cose, la mia signora madre abbia voluto ad
+ogni costo fare di me una Malatesti, in verità non arrivo a capirlo.
+Intendo la vendetta, che è il piacere degli Dei. Ma c'era bisogno che
+ne fossi io la vittima? Io, nel caso di mamma, gli avrei lasciato
+sposare la sua montanara, con la certezza di esser meglio servita fra
+un paio d'anni, dal pentimento e dalla noia del signor conte
+Malatesti.--
+
+Ah contessa, contessa! Ecco un ragionamento molto leggero, che non fa
+onore alla vostra perspicacia. In primo luogo voi non potevate per
+nessuna ragione esser la vittima, nella vendetta della marchesa
+Polissena vostra madre, e la degna signora vi conosceva benissimo per
+sangue suo, scegliendovi come istrumento. In secondo luogo, dato e non
+concesso che il conte Malatesti potesse pentirsi fra due anni di un
+matrimonio in casa Guerri, sarebbe sempre stata una vendetta troppo
+lenta per la vostra signora madre. Non la serviva meglio, e in soli
+sei mesi di tempo, un matrimonio del conte Gino in casa Baldovini?
+Pensateci, nervosa contessa, e ci darete ragione, sincera come siete,
+e spregiudicata parecchio.
+
+Il grazioso Lesarini interruppe quel sapiente monologo, ritornando nel
+palco.
+
+--Ebbene?--gli chiese la contessa.
+
+--Nulla,--rispose egli.--Un semplice capogiro; forse effetto del
+caldo.
+
+--E dov'è, ora?
+
+--Qui nel corridoio col Landi; ritorna subito.--Alla contessa
+importava poco che suo marito ritornasse, o restasse fuori dell'altro.
+Rispose tuttavia con un gesto di soddisfazione, che poteva essere di
+ringraziamento per le notizie del Lesarini, ed anche di chiusura al
+discorso.
+
+Il ballo stava per incominciare, quando riapparve il conte Gino,
+ancora seguito da Emilio Landi.
+
+--Come?--esclamò la signora.--Siete ritornato? Credevo che foste
+andato a far visita.... laggiù.--
+
+Il conte Gino le rivolse un'occhiata severa, che, per esser la prima,
+non doveva turbarla molto; poi freddamente soggiunse:
+
+--Son venuto a prendervi, per ritornare a casa.
+
+--Che novità è questa, Gino?--domandò ella, facendo un gesto di
+stupore.
+
+--Non è una novità, che io vi accompagni;--replicò Gino, con studiata
+lentezza di frase.--Spero bene che non mi lascerete andar solo, e non
+incomoderete il barone De Wincsel per ricondurvi, quando io ci sono.
+
+--Egli.... o un altro! Ce ne son tre, di cavalieri e di
+amici;--mormorò ella, che aveva indovinato il valore dell'argomento.
+
+Si alzò, nondimeno, e accettò la mantellina che era pronto ad offrirle
+il più vecchio dei tre.
+
+Ed egli e gli altri due capirono poco in quella scena coniugale, nata
+lì per lì, senza cagione apparente. Nei palchi, poi, fu una grande
+maraviglia; nessuno capì perchè la contessa Elena Malatesti se ne
+andasse sul bel principio del ballo. Ma già, era tanto capricciosa e
+strana, la contessa Elena! Tutta sua madre, infine, quando sua madre
+aveva vent'anni. Il povero marchese Baldovini ne sapeva qualche cosa!
+E ciò lo compensava, il brav'uomo, di tutto l'altro che doveva
+ignorare, in processo di tempo.
+
+Quel che avvenne in casa Malatesti s'immagina. La contessa aveva
+obbedito al comando, con aria di vittima ingioiellata e rassegnata al
+sacrifizio. Ma come fu giunta a palazzo, fece una scenata coi fiocchi.
+Ella capiva benissimo che se non si ribellava subito, se non mostrava
+i denti a suo marito, quell'uomo così dolce, ma così freddo, che
+l'aveva sposata per forza, che amava lei quanto ella amava lui,
+sarebbe diventato un tiranno, non le avrebbe lasciato più un'ombra di
+quella libertà che ella aveva imparato ad apprezzare, appena uscita di
+conservatorio, nella casa di sua madre. E gliene disse, al conte Gino,
+gliene disse di crude e di cotte, sperando che quell'uomo perdesse la
+pazienza e levasse la mano per batterla. Ma il conte Gino era un
+signore. Stette un poco a sentire, sdegnoso e taciturno, quella furia
+scatenata; poi si ritirò nella sua camera, lasciando la contessa più
+inviperita che mai.
+
+La mattina seguente capitò al palazzo Malatesti la marchesa Polissena.
+Veniva a vedere perchè la contessa sua figlia fosse partita così
+presto da teatro. Che diamine! Non si va via dallo spettacolo, quando
+esso è sul più bello. Ci sono dei doveri sociali anche nei
+divertimenti, ed occorrono ragioni assai forti per rinunziare alle
+commozioni artistiche di un passo a due. La marchesa Polissena seppe
+allora che sua figlia aveva dovuto andarsene per obbedienza ai
+capricci di un marito geloso o seccato.
+
+--Che vuol dir ciò?--chiese ella, entrando con piglio tragico nello
+studio del conte Gino.--Perchè queste scenate, che non si usano più,
+che non si sono usate mai, nella buona società? Elena mi ha confessato
+tutto. Voi dunque vi mettete a fare il tiranno? È una parte odiosa e
+ridicola, ve ne avverto, e intendo che la smettiate.--
+
+Il conte Gino lasciò passare quella raffica; poi freddamente rispose:
+
+--Mi duole di dovervi avvertire che in casa mia faccio quel che mi
+pare, e di quel che faccio non rendo conto a nessuno.
+
+--È il vostro programma?
+
+--Decoratelo pure di questo nome: è il mio modo di vedere.
+
+--Non è il mio, e avrete la compiacenza di cambiarlo;--rispose la
+marchesa Polissena.--Voi siete il marito di Elena, ma io sono sua
+madre. Non ve l'ho concessa, ricordatelo, non ve l'ho concessa perchè
+aveste a tiranneggiarla.
+
+--Ah, signora!--esclamò Gino, spazientito.--Meglio avreste fatto a non
+concedermela, poichè vi piace di usare questo verbo, scambio d'un
+altro che sarebbe più adatto.
+
+--E quale di grazia?
+
+--Debbo io rinfrescare la vostra memoria? Questo matrimonio, di cui
+vedevo tutto l'orrore (perdonate, se non trovo altro vocabolo), questo
+matrimonio, che voi per la prima avreste dovuto giudicare impossibile,
+voi me lo avete imposto, signora!--
+
+La marchesa Polissena si morse le labbra. Ma ella non era donna da
+turbarsi per così poco.
+
+--Sia pure;--diss'ella;--imposto, perchè vi è stato offerto come il
+corrispettivo di certi perdoni. Accettando i benefizi che v'erano
+annessi, dovevate accettarne le condizioni.
+
+--Le ho io violate?--gridò Gino.--Da sei mesi la vostra figliuola è
+padrona di far tutto ciò che le pare e piace; da sei mesi ella ha in
+me un marito esemplare.
+
+--Parleremo di ciò;--ribattè la marchesa.--Per intanto, iersera avete
+sfoderata la vostra autorità, e molto inopportunamente, per il luogo e
+per l'ora. Con quale ragione? Sareste voi capace di dirlo?
+
+--È una ragione onesta, signora, e non temerò di sottoporla al vostro
+giudizio;--rispose Gino, con calma.--Ho veduto iersera un capriccio,
+di ragazza viziata, e il proposito deliberato di offendermi. Posso
+lasciar correre molte cose, signora; non posso egualmente permettere
+che si deridano sentimenti sacri, di rispetto e di amicizia, per chi è
+tanto al disopra di noi; non posso permettere che si entri con
+quell'aria di sprezzo nel santuario dei miei ricordi, e mi si butti in
+faccia quello che io ho sempre gelosamente custodito, come la parte
+migliore di me.
+
+--Di bene in meglio!--esclamò la marchesa.--C'è qui una progressione
+ammirabile. E coloro che credettero un giorno di essere qualche cosa
+in quel vostro santuario, possono invidiare il posto che voi avete
+dato a certi ricordi più freschi. Gino,--soggiunse la marchesa,
+mutando improvvisamente il tono delle sue parole,--voi mi ricordate in
+mal punto l'offesa che ho ricevuta da voi.
+
+--Da me? V'ingannate, bella signora;--rispose Gino, dissimulando a
+stento il fastidio di quella disputa;--già un'altra volta ho avuto
+occasione di dirvelo, e speravo oramai di avervi persuasa. Chi aveva
+dimenticato, di noi due? Mandato a confine, senza che mi lasciassero
+il tempo di vedere nessuno, vi scrissi, e non ebbi risposta. Non
+potevate darmi un cenno di voi, lo capisco; eravate tanto impegnata
+nella stagione teatrale immaginata e architettata da voi!
+
+--Sciocchezze!--mormorò Polissena.--Volevate voi che io mi rendessi la
+favola di tutta la città? La mia condizione era forse tale da
+permettermi di trascurare ogni riguardo per voi?--
+
+Gino raccolse con un sorriso amaro quella grande argomentazione.
+
+--Ah sì!--diss'egli di rimando.--I riguardi, le apparenze, le
+convenienze sociali volevano che voi andaste ai bagni di Lucca,
+accompagnata da Emilio Landi. Ma non vi biasimo, badate; un cuore
+guarito non sente più certi dolori, e il mio amor proprio aveva ceduto
+in tempo ai consigli della ragione. È quasi ridicolo, per non dir
+peggio, che io parli ora a voi, mia suocera, di queste ragazzate del
+tempo antico. Ho infine accettata la legge vostra; sono passato sotto
+il giogo, come un vinto; che cosa volete di più? Sono un marito
+esemplare, già ve l'ho detto; concedo a mia moglie ogni libertà....
+
+--Troppa!--interruppe la marchesa.--E le fate veder troppo chiaramente
+che non l'amavate, sposandola.
+
+--Perdonate, non ho di questi rimorsi;--replicò Gino.--Ella non ha
+trovato in me un uomo pazzo d'amore per lei, ma almeno almeno un
+compagno affettuoso e cortese. Uscita appena di conservatorio, doveva
+ella essere già tanto esperta, da distinguere tra gli ardori della
+passione e il sentimento delicato dell'amicizia? Io dimentico, o
+signora, che voi non le avete nascosto una parte del mio passato. Ciò
+che io ne ho veduto ieri sera, mi spiega molte cose del suo carattere
+e dei suoi diportamenti con me. Ma sapesse ella anche tutto,--proruppe
+Gino, irritato dai vincoli che la delicatezza imponeva al suo
+discorso,--di che aveva a lagnarsi? Fui l'uomo più compiacente del
+mondo; ho popolato la mia casa di sospiranti; ho veduto succedersi al
+fianco di vostra figlia tutti i tipi più graziosi, come i più
+antipatici.
+
+--Colpa vostra!--notò la marchesa.
+
+--Che dovevo far io?--replicò Gino.--Una scena coniugale ad ogni nuovo
+aspirante che si presentava? Chiudere le porte di casa mia, mentre
+erano aperte quelle di casa vostra?--
+
+La marchesa Polissena rispose con una crollata di spalle.
+
+--Voi date troppa importanza ad alcuni scherzi innocenti, che sono il
+passatempo della gioventù;--diss'ella poscia, con un sorriso di
+compassione.--Auguratevi di non aver mai da rimproverare a vostra
+moglie altri torti che questi, di esser bella, di piacere, e di
+sentirselo dire.
+
+--Ed ho lasciato correre, come vedete;--rispose Gino.--Ho lasciato
+dire, ho lasciato ascoltare.
+
+--Per giungere allo scandalo di iersera!--replicò la marchesa.--Meglio
+valeva incominciare subito. La mia Elena avrebbe saputo fin da
+principio a che vita era condannata da voi.
+
+--Non dimenticate,--disse Gino,--che lo scandalo di ieri sera, come vi
+piace di chiamare una partenza da teatro, ha avuto ben altre cagioni.
+Vi ha ella ripetute le sue parole?
+
+--Sì, e non ci ho veduto che una cosa, assai perdonabile agli occhi di
+un uomo di garbo. Vostra moglie è gelosa.
+
+--Di un'ombra;--rispose Gino.--E quest'ombra, suscitata con discorsi
+imprudenti da voi.
+
+--Sì, ora accusate me!--gridò Polissena.--Dopo essere diventato coi
+vostri amori di montagna la favola di tutta Modena, pretendevate che
+niente giungesse, nemmeno l'eco delle vostre sciocchezze, all'orecchio
+di Elena? Pure, ella seppe dimenticare quella storia, poichè vi ha
+sposato. Date colpa a voi, se la vostra freddezza, il vostro essere
+sempre col pensiero altrove, hanno richiamato alla sua mente i
+discorsi di tutti. Un caso che non so ancora spiegarmi, o che potrei
+spiegarmi troppo bene, le ha condotta davanti la vostra innamorata.
+Doveva ella non darsene per intesa? Conoscete assai male le donne,
+conte Gino, se credete che possano tollerare queste offese al loro
+amor proprio.
+
+--Ah, manco male!--esclamò Gino.--L'amor proprio, che non è punto
+l'amore!
+
+--E che perciò? Anche quando l'amore ci è uscito dal cuore, l'amor
+proprio rimane;--replicò Polissena.--Non offendete l'amor proprio di
+una donna, quando ne avete perduto l'amore. Ma questi sono discorsi
+vani, tra noi;--soggiunse la bella sdegnata.--Ditemi piuttosto che
+cosa contate di fare.
+
+--Io?--chiese Gino, maravigliato.--Nulla.
+
+--Ma vostra moglie è offesa.
+
+--Lo sono più di lei; e mi fate pensare che ella deve scusarsi con me
+di una sgarbata allusione.
+
+--Non lo sperate!--gridò Polissena.--Se anche Elena acconsentisse ad
+umiliarsi davanti all'ombra della vostra Dulcinea, non lo permetterei
+io, mi capite? Io, sua madre, non le permetterei di avvilirsi al
+cospetto dell'ombra. La chiamo così, per imitarvi,--soggiunse la
+marchesa, con piglio sarcastico,--quantunque l'abbia veduta anch'io,
+in carne ed ossa, la contadina per cui avete tanto sospirato. Bella,
+sì, d'una sciocca bellezza! La bellezza dei capegli neri! Ve ne
+ricordate, conte Gino? La sentenza è vostra, e di quei tempi che
+davanti ai vostri occhi avevano grazia solamente le bionde. Molto
+involontariamente, credetelo, ma ho pur dovuto pensarci, vedendo
+quell'ottava meraviglia. Gran cosa, la vostra contadina! Divinità
+eccelsa, a cui tutto si dovrebbe sacrificare, la dignità di mia figlia
+e l'onor mio! Badate Gino! ho ancora le braccia lunghe, e posso farvi
+pentire.--
+
+Stendeva il braccio, così dicendo, e quel braccio pareva lungo
+davvero, con quella bianca mano aperta in atto di minaccia.
+
+--Come?--gridò Gino.--Che cosa ardireste ancora?
+
+--Tutto! Non dimenticate che i vostri Guerri hanno sempre un conto
+aperto con la giustizia.
+
+--Sarebbe un'infamia!--esclamò Gino, torcendo il viso, inorridito.
+
+--Come vorrete;--replicò Polissena.--Io difendo mia figlia, e prendo
+le armi dove sono.--
+
+Gino rimase un istante sovra pensiero, considerando il pericolo a cui
+erano esposti i suoi poveri amici ed ospiti di Fiumalbo. Il suo
+sagrifizio non era dunque bastato a liberarli per sempre? Quella donna
+furibonda lo teneva ancora incatenato a' suoi piedi?
+
+--Vi ho detto, signora, quello che volevo io;--mormorò egli, dopo
+quell'istante di pausa.--Ditemi che cosa volete voi.
+
+--Che facciate delle scuse ad Elena.
+
+--Delle scuse? L'ho io dunque offesa così gravemente?
+
+--Sia grave o leggera l'offesa,--replicò Polissena,--essa ebbe
+testimoni tre persone.
+
+--E per caso,--riprese Gino,--dovrei fare delle scuse anche ai tre
+testimoni?
+
+--Una buona parola andrebbe detta, sicuramente. La scortesia del
+vostro comando ad Elena può averli feriti benissimo.
+
+--Dio mio! Il Lesarini, ferito? È un uomo che non conta nulla. Il
+Landi, ferito? È un vecchio amico nostro, e vorrà dimenticare queste
+scioccherie.
+
+--C'è il De Wincsel;--notò la marchesa.
+
+--Ah, sì, il De Wincsel! Ci venivo;--rispose Gino.--Al barone De
+Wincsel darò tutte le spiegazioni che egli mi chiederà.
+
+--È un uomo delicato e non chiederà nulla.
+
+--Tanto meglio per la sua delicatezza;--replicò Gino,
+spazientito.--Penserò, del resto, al vostro consiglio. Non credete voi
+che io debba in questo caso consultare anche mio padre?
+
+--Che bisogno c'è di parlare al conte Jacopo?
+
+--Lo vedo io, il bisogno, e spero lo riconoscerete anche voi. Mia
+moglie, per un semplice invito a lasciare il teatro, mi mette al punto
+di dover discutere con voi i termini di una solenne riparazione. È un
+affare grave, adunque, un affare di Stato! Se ella si è consigliata
+con sua madre, non dovrò io consigliarmi con mio padre?--
+
+La marchesa Polissena stava per dargli risposta, quando fu bussato
+all'uscio, e un servitore entrò, annunziando l'arrivo di due signori,
+che chiedevano di parlare al conte Gino.
+
+--Falli passare nel salotto;--disse Gino, dopo aver dato una guardata
+ai biglietti di visita che il servitore gli aveva consegnati.--Vengo
+subito da loro.--
+
+Il servitore s'inchinò ed escì, per eseguire i comandi ricevuti.
+
+--Suocera mia, permettete?--ripigliò Gino, volgendosi a
+Polissena.--Ripiglieremo la nostra conversazione più tardi. Se
+pure,--soggiunse con aria dolente,--non vi sembra che abbiamo discorso
+già troppo per così piccolo argomento.
+
+--Che cosa vogliono questi signori?--domandò la marchesa, senza por
+mente alle parole di Gino.
+
+--Non so; vado a vedere;--diss'egli.
+
+--E chi sono?
+
+--Due amici, signora.
+
+--Due amici! E mandano i loro biglietti di visita!
+
+--Mah!... Forse per non vedere storpiati i loro nomi da un
+servitore;--rispose Gino, sorridendo.
+
+Era il suo primo sorriso, dacchè la marchesa Polissena era entrata
+nello studio. Ed era anche giusto che sorridesse, il povero conte
+Gino. La visita di quei due personaggi gli recava la speranza di un
+diversivo, di uno di quei buoni ed utili diversivi, che sono invocati,
+salutati come la man di Dio, nei momenti difficili.
+
+La marchesa non domandò altro e lo lasciò partire, rispondendo con un
+cenno del capo al suo ossequioso saluto.
+
+
+
+
+Capitolo XVII.
+
+Le vittorie di Polissena.
+
+
+Non erano due amici, in verità, quelli che aspettavano il conte Gino
+Malatesti. Uno di essi era un semplice conoscente, lo Schwabe,
+anch'egli barone, o qualche cosa di simile, anch'egli luogotenente di
+cavalleria, come il barone De Wincsel. L'altro era il marchesino
+Frassinori, un fatuo, un pretensioso, che egli non poteva soffrire.
+
+--Li prego, vogliano sedersi;--disse Gino, assai cerimoniosamente,
+additando due sedie.--In che posso servirli?--
+
+I due visitatori aspettarono che il conte Malatesti avesse preso posto
+sulla poltrona; poi sedettero anch'essi, stando bellamente sulla vita.
+
+--Veniamo, signor conte,--disse il luogotenente Schwabe,--incaricati
+di una commissione del signor barone De Wincsel.
+
+--Ah, bene!--rispose Gino, inchinandosi.--E che vuole?
+
+--Vorrebbe...--ripigliò quell'altro.--Ma in verità, il verbo è
+improprio, nel caso presente. Il signor barone desidera uno
+schiarimento da Lei. Iersera, essendo egli in visita nel palco di
+Vossignoria, gli parve che Ella lo trattasse con molta freddezza,
+insolita in Lei. Gliene avrebbe richiesto direttamente, o allora, o
+più tardi, nell'uscir da teatro, fidando nelle loro buone relazioni
+d'amicizia. Ma questo egli non potè fare, poichè Vossignoria
+accompagnava a casa la signora contessa. Ora, Ella intenderà, signor
+conte; pensandoci su, gli son cresciuti i dubbi nell'animo. E siccome
+gli sta molto a cuore la stima di Vossignoria, che sa di non aver
+demeritata, la prega per mezzo nostro di volerlo rassicurare su questo
+proposito.--
+
+Il discorso era gentile, e il conte Gino ammirò la delicatezza del
+barone Da Wincsel. Bisognava rispondere, e rispondendo non esser da
+meno.
+
+--Il barone è cortese;--rispose Gino, inchinandosi ancora.--Egli mi
+offre una facile occasione per dirgli che ha male interpretato un
+momento di umor nero e dubitato a torto dei miei sentimenti per lui.
+Ma vedano, signori;--soggiunse egli tosto, frenando col gesto un bel
+movimento dello Schwabe;--ciò che sarebbe stato possibile ieri, da
+uomo a uomo, non lo è più egualmente stamane.
+
+--E perchè di grazia?--domandò quell'altro.--Favorisca spiegarci la
+differenza che ci vede, e che non ci vediamo noi, l'assicuro.
+
+--Ecco, signori miei;--ripigliò il conte Gino.--Ho sempre creduto che
+quando si presentano due gentiluomini, per incarico di un terzo, a
+chiedere una spiegazione...
+
+--Uno schiarimento, perdoni!--interruppe lo Schwabe.
+
+--Sia pure uno schiarimento;--disse Gino.--Quando si presentano due
+gentiluomini, per chiederlo in forma solenne, è cortesia fare in modo
+che essi non si siano scomodati invano. La loro commissione, signori,
+è larga, e non potrebb'essere altrimenti, trattandosi di persone così
+rispettabili; può andare dalla domanda di uno schiarimento a quella di
+una riparazione. Date certe circostanze, lo capisco;--soggiunse Gino,
+andando incontro ad una osservazione che già vedeva fiorir sulle
+labbra del suo gentilissimo contradditore.--Ma appunto perchè la
+solennità del messaggio suppone l'ampiezza del mandato, mi permettano
+di usare della maggiore cortesia verso le Signorie Loro, ricusando uno
+schiarimento che ridurrebbe a troppo piccole proporzioni il loro
+ufficio cavalleresco!--
+
+Il luogotenente Schwabe stette un momento sopra di sè; volse
+un'occhiata al compagno, come per interrogarlo, e n'ebbe in risposta
+un cenno del capo, che voleva dirgli:--fate voi.--Allora il bravo
+luogotenente, non volendo abbandonar così presto il terreno su cui si
+era piantato da principio, rispose in questa forma a Gino Malatesti:
+
+--Signor conte, noi intendiamo benissimo le ragioni che la muovono.
+Esse sono delicate, come la quistione per cui siamo venuti. Ma noi ci
+terremo fortunati, lo creda, assai fortunati, se per uno schiarimento
+necessario da amico ad amico Ella penserà di essere, non già davanti a
+padrini, ma bensì ad amici comuni.
+
+--Grazie!--replicò il conte Gino.--È doloroso per me di non poter
+approfittare di un'offerta così gentile e così gentilmente espressa.
+Vogliano dire al signor barone De Wincsel che la sua domanda, toccando
+il diritto mio di esser freddo, o triste, o di umor nero alle mie ore,
+io, conscio di non aver mancato a nessun dovere di gentiluomo, la
+considero... inopportuna.--
+
+Il luogotenente si strinse nelle spalle e chinò la testa, come un uomo
+persuaso di aver fatto quanto era nel poter suo e perciò di non aver
+nulla a rimproverarsi.
+
+--Quando è così,--diss'egli, alzandosi,--noi non abbiamo più, signor
+conte, che a domandarle....
+
+--I nomi de' miei rappresentanti, non è vero?--disse Gino per
+risparmiargli la fatica.
+
+--Sì, signor conte.
+
+--Ebbene, vogliano fissarmi un appuntamento per questa sera, e avrò
+l'onore di presentarli.--
+
+Il luogotenente prese dal suo taccuino un biglietto di visita e ci
+scrisse con la matita poche parole accanto al suo nome.
+
+--Eccole il nostro recapito;--disse, porgendo il biglietto al conte
+Gino.--Alle sei, se Le pare.
+
+--Anche alle cinque;--rispose Gino.--E prima, se credono; purchè mi
+concedano il tempo di trovare due amici. Non prevedendo la loro
+visita, son costretto a farli aspettare un pochino.
+
+--Che dice Ella mai? Faccia il suo comodo;--disse il
+tenente.--Aspetteremo i suoi rappresentanti dopo le cinque, com'Ella
+propone. E grazie, signor conte, e voglia perdonarci il disturbo.--
+
+Qui furono inchini da una parte e dall'altra, e i due padrini del
+barone De Wincsel si ritirarono, accompagnati dal conte Gino Malatesti
+fino all'uscio della casa.
+
+Ah, finalmente! il diversivo era trovato; Gino poteva smaltire la
+collera in qualche modo, sfuggendo alle persecuzioni, alle minacce
+della terribile suocera. Ma una cosa non aveva egli preveduto, cioè di
+trovarsela ancora davanti, mentre ritornava nelle sue stanze, per
+prendere il cappello e il pastrano.
+
+Polissena era là, ritta accanto alla portiera, in atteggiamento
+severo, disposta a fargli pagare il pedaggio.
+
+--Vi battete?--gli disse.
+
+Gino la guardò con tanto d'occhi, avendo l'aria di cascar dalle
+nuvole.
+
+--Non crediate di potervi infingere con me;--riprese Polissena.--Ho
+udito tutto.
+
+--Me ne duole;--disse Gino.--Qualunque cosa avrei potuto credere, fuor
+questa, che voi, signora, aveste il costume di ascoltare agli usci.
+
+--Tenetevi le vostre lezioni!--gridò la marchesa.--Non ne ricevo e non
+ne tollero. Il vostro duello non avverrà.
+
+--Che intendereste di dire? Come potreste opporvi voi?
+
+--Lo so io, il come. Vi dico che non vi batterete, dovessi per ciò
+farvi mettere sotto chiave.
+
+--Mi fareste passare per un vile;--disse Gino.--Non ci mancherebbe più
+altro; sarei completo, in fede mia!--
+
+Frattanto era giunto a spiccare il pastrano dalla gruccia.
+
+--Signora,--soggiunse egli,--i miei doveri! E vogliate essere più
+umana con me, ve ne prego!--
+
+Polissena rispose alla preghiera con un gesto di minaccia, e si ritirò
+verso le stanze di sua figlia, mentre egli muoveva verso l'uscio di
+casa, per andare in traccia di due padrini.
+
+Le ricerche non furono lunghe, nè difficili. I due primi gentiluomini
+a cui si rivolse il conte Gino Malatesti accettarono subito, recandosi
+ad onore di servirlo. Gino diede loro il ricapito dei padrini
+avversarii, e l'ora e il luogo dove li avrebbero trovati ad aspettare.
+Il mandato suo, si capisce, era di accettare lo scontro, senza
+discutere sulle cause: quanto alle condizioni, le desiderava
+gravissime. I due padrini non accolsero la seconda istruzione così
+favorevolmente come avevano accolta la prima.
+
+--Se noi domandiamo le condizioni più gravi,--gli dissero,--si crederà
+poi in città che fossero gravi le offese.
+
+--Ma è già grave,--ribattè Gino,--che mi si voglia imporre l'umore con
+cui debbo entrare nel mio palco, a teatro.
+
+--Sì, va benissimo; hai un monte di ragioni;--risposero i padrini.--Ma
+tu non devi dare argomento di supposizioni calunniose alla gente. Del
+resto, lascia fare a noi; ci regoleremo secondo le circostanze, e
+provvederemo all'onor tuo, come vorremmo che in un caso simile fosse
+provveduto al nostro. Ti va?--
+
+Gino ringraziò i suoi padrini, e se ne ritornò al palazzo Malatesti,
+verso le quattro del pomeriggio.
+
+La contessa Elena non era in casa. Poco dopo la partenza del marito,
+era escita a far visite, in compagnia di sua madre. Più tardi era
+venuto un servitore di casa Baldovini ad annunziare che la contessa si
+fermava a pranzo dai suoi.
+
+--Tanto meglio!--pensò Gino, come il suo servitore gli ebbe fatta
+relazione della cosa.
+
+Era appena entrato nel suo studio, quando sopraggiunse suo padre. Il
+conte Jacopo appariva più grave, più accigliato del solito, e Gino
+capì tosto che dalla marchesa Polissena, o da Elena stessa, era stato
+informato di tutto.
+
+--Che c'è di nuovo?--gli disse suo padre, sedendosi davanti alla
+scrivania, in quel medesimo atteggiamento di giudice che abbiamo già
+veduto a Sassuolo.--Che cosa sono questi duelli e questi dissapori in
+famiglia? Non debbo io saper nulla?
+
+--Padre mio,--rispose Gino,--tutto ciò è avvenuto improvvisamente, e
+mi sarebbe mancato il tempo di adempiere un obbligo urgentissimo di
+cavalleria, se fossi venuto subito da te per consiglio. La marchesa
+Baldovini del resto, se è lei che ti ha informato, poteva aggiungere
+che io stesso non volevo risolver nulla, di ciò che ella pretendeva da
+me, senza ricorrer prima al tuo senno e alla tua esperienza. Vuoi tu
+ascoltarmi, ora?
+
+--Parla;--rispose il vecchio, senza smettere il cipiglio con cui era
+entrato poc'anzi.
+
+Gino narrò tutto, dal principio alla fine, rifacendo anche brevemente
+la storia di sei mesi, che tanti ne noverava il suo matrimonio. Il
+conte Jacopo lo ascoltò, senza interromperlo mai, senza dar cenno di
+approvazione o di biasimo.
+
+Così, del resto, dovrebbero ascoltare i giudici. Il conte Jacopo
+Malatesti non aveva portato mai la toga e il berretto; pure, doveva
+esser venuto al mondo col bernoccolo del magistrato. Solo a vederlo,
+si sarebbe potuto credere di aver davanti uno di quei vecchi
+consiglieri di corte, la cui gravità vigilante non tradisce mai un
+movimento, anche lieve, la formazione di un pensiero, e gli occhi non
+brillano che a guisa di punte luminose, per penetrare nei meandri
+oscuri di un processo, mentre la faccia, immobile come una maschera,
+tutta a scomparti come una libreria, non fa mostra che di dottrina
+legale, e in ogni fascio di que' muscoli magri è ristretto un titolo
+di Codice, da ogni grinza fa capolino un commento.
+
+Gino parlava, e parlando interrogava con gli occhi la faccia di suo
+padre. Quella faccia era muta, e il nostro giovinotto poteva temere di
+non aver favorevole il suo giudice. Perciò fu grande la sua
+maraviglia, quando, finita la sua esposizione, si sentì dire dal conte
+Jacopo:
+
+--Va bene.--
+
+--Ah!--esclamò egli, sollevato.
+
+--Mi rincresce del duello;--riprese il conte Jacopo;--ma ci vorrà
+pazienza, ed io non lo disapproverò, in questa occasione. Un
+gentiluomo non deve sopportare che nessuno gl'insegni a qual ora e in
+quali circostanze gli è permesso di ricondurre a casa sua moglie.
+
+--Padre mio! Tu dunque mi approvi? Tutto è bene, in quel che ho fatto?
+
+--Non tutto;--rispose il conte Jacopo.--Da qualche tempo aspettavo che
+tu vedessi la necessità di mettere un po' d'ordine nella tua famiglia,
+che è a mala pena incominciata. Certa leggerezza di modi, che è
+permessa oramai in casa Baldovini, non è ancora lecita, e spero non lo
+sarà mai, in casa Malatesti.--
+
+Gino avrebbe potuto rispondere a suo padre:--«o allora perchè volere
+questa alleanza coi Baldovini?»--Ma egli avrebbe messo in un grave
+impaccio quel vecchio gentiluomo, che, come tanti e tanti del suo
+tempo e del suo grado, vedeva nel matrimonio un contratto, stipulato
+per la continuazione della stirpe, e, dopo ciò, lentamente degenerato
+in un vincolo di convivenza, e quasi quasi di tolleranza scambievole,
+sotto le apparenze di una gran dignità.
+
+Del resto, il conte Gino pensava in quel momento a tutt'altro.
+
+--Ah, padre mio!--esclamò egli.--L'ordine! A che serve, quando l'amore
+non c'è?
+
+--Serve a mantenere il rispetto;--rispose il conte Jacopo.--Serve a
+far sentire presente e vigilante l'autorità del marito, per i giorni
+in cui potrebbe essere sconosciuta. Non sono stato severo coi miei
+figli, che per vederli alla lor volta severi con gli altri. La vita è
+una catena di doveri, e guai se un anello si rompe!--
+
+Gino era tuttavia con suo padre, quando capitarono i suoi padrini a
+cercarlo.
+
+--Falli entrar qua;--disse il conte Jacopo.--Non c'è niente di male,
+che senta anch'io quello che hanno combinato.--
+
+I due padrini furono introdotti, e parvero alquanto impacciati alla
+presenza del vecchio.
+
+--Parlate liberamente, amici miei;--disse Gino.--Mio padre sa tutto, e
+ciò che noi facciamo ha la sua approvazione.
+
+--Egregiamente!--risposero quelli.--Ma in verità faremo assai poco.
+
+--Perchè? Non vi ho io dato i più larghi poteri?
+
+--Non abbiamo avuto occasione di usarne. È accaduto un fatto nuovo, un
+fatto strano, che rimanda il tuo duello ad altro tempo, e fors'anche
+alle calende greche.
+
+--Qual fatto?--gridò Gino.
+
+--Or ora te lo spiegheranno i padrini del barone De Wincsel, che sono
+venuti con noi, e che aspettano là, nel salotto.
+
+--Questa è nuova!--disse Gino.--Che ho io da fare con loro, dopo
+averli messi in relazione con voi altri?
+
+--È sempre il fatto nuovo, il fatto strano, che ti abbiamo detto
+poc'anzi. Una novità ne chiama un'altra. Il barone De Wincsel è agli
+arresti, e i suoi padrini si credono in dovere di mettersi a tua
+disposizione. Vuoi riceverli, dobbiamo risponder noi per te?--
+
+Gino interrogò con lo sguardo suo padre.
+
+--Va,--gli disse il conte Jacopo.--S'intende che se quei signori sono
+tanto cortesi per mettersi a tua disposizione, tu, che non hai nulla
+con loro, non puoi accettare un'offerta così generosa. Aspetterai che
+il barone De Wincsel sia libero, per essere allora, come eri oggi, a
+disposizione sua. Non era egli lo sfidatore?
+
+--Certamente.
+
+--Ebbene, la cosa è chiarissima. Tu gli fai una grazia, rinunziando al
+tuo diritto di non rimanere più di quarantott'ore impegnato. Va
+dunque, e rispondi in questo senso.--
+
+Gino ammirò la dottrina cavalleresca di suo padre, e pensò che si
+giudicano male gli uomini, non badando che agli usi della loro
+vecchiaia. Il conte Jacopo era stato a' suoi tempi un cavaliere
+inappuntabile, i cui pareri, in materia d'onore, facevano testo.
+
+Così preparato, il conte Gino entrò nel salotto, insieme co' suoi
+padrini. Il luogotenente Schwabe e il marchesino Frassinori salutarono
+assai gravemente, e il primo di essi espose il rammarico di tutti e
+due per ciò che era accaduto. Andati a vedere il barone De Wincsel,
+per riferirgli tutto ciò che era stato concertato coi padrini del
+conte Malatesti, avevano trovato un suo biglietto, e gran mercè che
+gli fosse stato consentito di scriverlo. Il barone De Wincsel era agli
+arresti in Cittadella, nientemeno; non sapeva il perchè di
+quell'ordine, e dalla scelta del luogo in cui lo mandavano, capiva che
+non sarebbe stato affare di poco. Così andavano a monte le pratiche da
+essi incominciate, per condurre i due gentiluomini sul terreno; ma
+perchè il signor conte Malatesti era stato incomodato dai padrini del
+barone De Wincsel, essi credevano obbligo loro di mettersi a
+disposizione sua.
+
+--Si sostituiscono al loro primo?--chiese il conte Gino, volendo
+averne l'intiero.
+
+--No, signor conte, non è in poter nostro;--rispose il luogotenente
+Schwabe.--Il nostro primo è impedito da forza maggiore; noi siamo
+venuti a dargliene avviso, disposti a pagare per lui, se a Lei
+dispiace di essere stato incomodato per nulla.
+
+--Grazie!--disse Gino Malatesti.--Se io fossi lo sfidatore, non dovrei
+accettare un simile atto di generosità; non lo accetterò, essendo lo
+sfidato. Diranno al barone De Wincsel, quando avranno modo di vederlo,
+che io non approfitterò contro di lui, del termine che l'uso
+cavalleresco mi concede, e mi terrò sempre a' suoi ordini.
+
+--Ella è, signor conte, molto più generoso di noi;--rispose il
+luogotenente Schwabe.--Offrirci era il nostro dovere, grato e
+pericoloso dovere, poichè all'onore d'incrociare la spada con Lei
+avremmo dovuto associar l'obbligo di non attaccar mai, ed Ella sa che
+si sta male, non uscendo mai dalla difesa. Ella, per contro, non
+avrebbe nessun obbligo di aspettare il nostro primo oltre il limite
+stabilito dagli usi. Mi conceda la sua amicizia, La prego.--
+
+Gino Malatesti stese la mano al signor Schwabe, pensando che quello
+straniero era molto assennato ed anche molto gentile. Tutti così, del
+resto, quei signori del Settentrione, quando dimenticavano di essere
+conquistatori e guardiani. Sicuramente li vedeva con que' medesimi
+occhi il Niccolini, quando diceva di loro:
+
+/# _Ripassin l'Alpe e tornerem fratelli._ #/
+
+Quanto al marchesino Frassinori non era necessaria tanta abbondanza di
+cortesi parole. Gino Malatesti non lo poteva soffrire, per una di
+quelle antipatie naturali, che la diversità di carattere fa nascere
+tra persone del medesimo ceto; antipatie profonde, che raramente
+scoppiano in una violenta contesa, e che, non iscoppiando, permettono
+spesso il saluto, e qualche volta una stretta di mano. La civiltà,
+rendendola comune, ha guastato anche questa bella testimonianza di una
+leale amicizia.
+
+Partiti quei due, e ringraziati i suoi rappresentanti, Gino ritornò da
+suo padre, per raccontargli come fosse finita la cosa. Il conte Jacopo
+udì ed approvò. Quello era il giorno delle approvazioni. Forse nel
+cuore di quel padre era entrato un po' di rimorso? Potrebbe essere; ma
+in questo caso il rimorso non nuoceva punto all'egoismo, poichè ad
+ogni modo il pericolo di un'alleanza borghese era stato scansato. Al
+conte Jacopo premeva frattanto che l'autorità maritale non fosse
+indebolita, e l'improvviso arresto del barone De Wincsel gli pareva un
+altro tiro della marchesa Baldovini contro la dignità di suo figlio.
+Le donne per solito, capiscono poco certe necessità della vita, e
+soddisfatte di aver messo ostacolo ad un fatto che loro dispiaccia,
+non badano se quell'ostacolo nuoce alla riputazione di qualcheduno,
+non badano se può aver conseguenze anche più gravi di quelle che esse
+hanno saputo evitare. Ora, arrestato il De Wincsel, non c'era il
+pericolo che la malignità della gente attribuisse il colpo alla
+famiglia di Gino Malatesti? a lui, per esempio, a lui, conte Jacopo,
+facilmente creduto troppo tenero della pelle di suo figlio, e poco o
+punto dell'onore di lui?
+
+Vide questo, il conte Jacopo, e perciò non poteva esser quieto.
+Inoltre, restava l'obbligo che il suo Gino facesse la pace con sua
+moglie. Brutta pace, in quelle condizioni turbate, e sotto
+l'impressione della vittoria di Polissena Baldovini! Doveva dunque
+farsi, quella pace, col sacrifizio della dignità di Gino?
+
+La contessa Elena, per buona sorte, avea fatto sapere che sarebbe
+rimasta a pranzo dai suoi parenti. Era il momento buono per ferire un
+gran colpo.
+
+--Lasciami pensare cinque minuti;--aveva detto il conte Jacopo a suo
+figlio.
+
+E si mise a passeggiare, borbottando, mentre Gino aspettava. Era una
+battaglia morale che il vecchio conte dava a qualcheduno, forse a se
+stesso; e quella battaglia finì con una vittoria.
+
+--Vieni!--diss'egli finalmente, volgendosi al figlio.
+
+--Dove?
+
+--Dal ministro.--
+
+Gino pensò al grande sacrifizio che faceva in quel punto suo padre. Il
+ministro e il conte Jacopo erano nemici da lunga mano, sotto le
+apparenze dell'ossequio cortigiano, ed egli lo sapeva, ne aveva veduti
+gli effetti. La sentenza per cui egli era stato mandato a confine, più
+che a punir lui, non era diretta a ferire suo padre? Per ottenere il
+perdono di Gino Malatesti (doloroso perdono! così non fosse venuto
+mai!) c'era voluto un sorriso di donna, mentre sarebbe dovuta bastare
+una preghiera del conte Jacopo, del più fedele tra tutti i sudditi del
+Duca.
+
+Pensando queste cose e immaginando quanto dovesse costare a suo padre
+la risoluzione fatta in quel punto, Gino Malatesti afferrò la mano del
+vecchio e la baciò in un impeto di affetto e di gratitudine.
+
+--Sì, è un sacrifizio, ma bisogna farlo;--disse con nobile semplicità
+il vecchio gentiluomo, che aveva inteso nell'atto il pensiero di suo
+figlio.--Se il marchese Paolo ha ancora un briciolo di cuore, lo
+intenderà, e vorrà tenermene conto.--
+
+Escì allora, seguito da Gino, e andò difilato alla casa del potente
+avversario, dell'antico rivale politico.
+
+--Sua Eccellenza è in casa?--domandò il conte Jacopo al portiere
+gallonato, che stava a pie' delle scale.
+
+--Sì, illustrissimo; è tornato da poco. Fra mezz'ora andrà a tavola.
+
+--Sta bene; avrò il tempo di dirgli una parola.--Ciò detto, salì le
+scale e fece passare al ministro il suo biglietto di visita. Due
+minuti dopo, egli e suo figlio erano introdotti dal salotto nello
+studio, e, mentre essi entravano da una parte. Sua Eccellenza appariva
+con atto premuroso da un'altra.
+
+--Conte! Quale fortuna?...
+
+--Dite un dispiacere, Eccellenza, per cui vengo ad implorare il vostro
+patrocinio.
+
+--Lasciatemi essere egoista e soggiungere che il vostro dispiacere è
+una fortuna per me. In tutto ciò che un uomo può per un altro,
+abbiatemi per vostro servitore.
+
+--Tutto ciò che potete, Eccellenza!--esclamò il conte Jacopo.--Io non
+vi demanderò certamente di più. E senz'altri preamboli....
+
+--Consentite, caro conte, che ne faccia uno io,--interruppe il
+ministro,--pregandovi di lasciare l'Eccellenza in disparte. Rammento
+che fummo amici, e che voi mi chiamavate Paolo, senz'altro. Quali
+ragioni ci abbiano raffreddati, io non so; voglio credere che sia
+avvenuto per qualche error mio, troppo aiutato in voi da un sentimento
+di alterezza, che ho sempre ammirato. L'uso del potere, come ho dovuto
+sperimentare in altri, riesce a guastare i migliori caratteri, e forse
+ha guastato anche il mio. Ma siamo ancora gli amici d'una volta, non è
+vero?--soggiunse il ministro, prendendo amorevolmente la mano del
+conte Jacopo.--Voi stesso lo avete capito così bene, che siete venuto
+da me, in un momento di bisogno, come io sarei venuto da voi. Questo
+volevo dirvi, di questo volevo ringraziarvi. Ed ora, mio vecchio
+amico, parlate.--
+
+Il conte Jacopo, s'inchinò, commosso, e strinse ripetutamente la mano
+del ministro.
+
+--Prima di tutto,--diss'egli poscia,--vogliate rispondere ad una mia
+domanda. Il barone De Wincsel è agli arresti per la sfida mandata a
+mio figlio?--
+
+Il ministro rimase un istante perplesso, o finse di esserlo; quindi,
+mostrando di vincere una sua ripugnanza, rispose:
+
+--Mettete che sia così.
+
+--Ebbene,--ripigliò il conte Jacopo,--io vi domando la sua
+liberazione. Spero che intenderete il perchè della domanda, della
+preghiera che vi faccio. Non si ha da dire in Modena, e neanche da
+sospettare, che un Malatesti abbia sfuggito il pericolo di un duello,
+mandando agli arresti il suo avversario.
+
+--Nessuno lo dirà:--osservò il ministro.--Se qualcuno lo dicesse, non
+lo crederebbe nessuno.
+
+--Grazie;--rispose il vecchio Malatesti.--Ma ad ogni modo, per la
+tranquillità dell'animo mio, ve ne prego...
+
+--Ahimè, Jacopo!--esclamò il ministro, con accento di sommo
+rammarico.--La prima cosa che mi chiedete è appunto quella che io non
+posso concedervi, e per due distinte ragioni.
+
+--Due ragioni!--ripetè il conte Jacopo.
+
+--Sì, due! La prima è questa, che impegnerebbe anche uno più potente
+di me, come a dirvi Sua Altezza Serenissima. Ho data una parola; e a
+questa non si manca.
+
+--È strano!--esclamò il conte Jacopo.--E chi può aver chiesto a voi
+una parola simile, in cosa che risguarda mio figlio?
+
+--Quando io ve lo dicessi, il fatto non si muterebbe per ciò.
+
+--Sia;--riprese il vecchio Malatesti, intendendo di essere andato
+troppo oltre.--Ma gli arresti del barone De Wincsel non vorranno mica
+essere eterni. Quando egli escirà....
+
+--Il barone escirà per sottomettersi ad un arbitrato, e chiedere scusa
+al conte Gino, o per ritornarsene a Vienna;--rispose il ministro.--Per
+questo sono già avviate le pratiche opportune.
+
+--Andrete fin là!--gridò il conte Jacopo.
+
+--Fin là, mio buon amico, ed oltre ancora, se fa bisogno. Ciò per la
+seconda ragione, che io vi dirò schiettamente. Non entra nei concetti
+del governo che si facciano duelli tra ufficiali, specie stranieri, e
+cittadini dello Stato, specie della classe più alta e più in vista.
+C'è, non molto lungi da noi, chi bada a queste cose, le nota, le
+propala artificiosamente, per farsene arma contro di noi. Parlo
+liberamente,--soggiunse il ministro,--davanti al conte Gino, vostro
+figlio, che è stato in Piemonte e sa benissimo ciò che io voglio dire.
+Ora gli artifizi non debbono offuscare i fatti, e il fatto, nel caso
+presente, è questo, che le nostre intenzioni son pure. Ma poichè in
+politica non basta essere, e bisogna anche parere, sopra tutto parere
+quello che si è, noi non daremo occasione o pretesto a sospettare di
+noi quello che non è. Un diritto storico sostiene Casa d'Este e i suoi
+legittimi eredi; l'amore dei popoli è e deve apparire l'unica difesa di
+questo sacro diritto. Questo fu sempre il mio pensiero, questa la mia
+dottrina di governo, a cui s'aggiungono i consigli dell'esperienza. Non
+è più possibile, dopo il gran fatto della Rivoluzione francese, dopo il
+lievito di idee nuove, anche false e pericolose, che l'impresa
+napoleonica ha lasciato per tutta Europa, e più che altrove in Italia,
+non è più possibile, io dico, fondar nulla sui principii di un cieco
+assolutismo. Eppure, voi lo sapete al pari di me, in tempi che volevano
+prudenza somma, fermezza e dolcezza paterna, noi non abbiamo quasi
+fatto altro che della cattiva politica.--
+
+Il conte Jacopo scosse malinconicamente la testa, come per
+rispondere:--«lo so benissimo!» Ma l'atteggiamento delle labbra voleva
+soggiungere:--«che ci ho da far io?»
+
+--Voi non ci avete colpa;--ripigliò il ministro, indovinando il
+pensiero del vecchio Malatesti.--Voi siete stato fuori di queste
+miserie; beato voi! Ma se volete dimenticare i nostri dissidi,
+riconoscerete anche la lealtà delle mie intenzioni. Si vede il meglio
+e si pon mano al peggio, pur troppo. E perchè questo? Perchè non si è
+sempre padroni di fare ciò che la dottrina e l'esperienza consigliano.
+Abiti inveterati, ragioni d'ambiente, i medesimi dirizzoni dei nostri
+tutori.... Perchè, infatti, noi siamo ancora sotto tutela. I maneggi e
+le insidie di un governo che ebbe sempre l'audacia all'altezza delle
+proprie ambizioni, hanno costretta la Casa d'Asburgo ad una estrema
+vigilanza, di cui qualche volta hanno sentito il peso i suoi protetti,
+assai più che non i suoi stessi nemici. Così abbiamo dovuto apparire
+troppo rigidi noi, i quali non desideravamo che di aver pace e di
+darne. Di ciò vi ho detto abbastanza, mio vecchio amico, e vi
+soggiungerò col nostro poeta: «_Se' savio e intendi me' ch'io non
+ragiono_.»--
+
+Citava anche Dante, il signor ministro, e lo chiamava «il nostro
+poeta.» Ah, di sicuro, la rivoluzione era nell'aria.
+
+Gino ascoltava, maravigliato da tutta quella soavità di discorso e da
+tutta quella umanità di pensieri. Il marchese Paolo era un mago, un
+incantatore, un affascinatore di spiriti. Ed era quegli il terribile
+ministro che aveva mandato lui a confine senza ombra di processo?
+Sicuramente; e in una breve esposizione delle sue idee, seguita da un
+discreto accenno alla pratica cui era stato condannato, lasciava anche
+intendere come avesse potuto ordinar cose contrarie alla sua teorica,
+al suo ideale di governo.
+
+--Ritorno al punto donde eravamo partiti;--ripigliava frattanto il
+marchese Paolo.--Questi duelli, questi scontri in cui si compiace
+troppo la bollente gioventù, sono riprovati dalla ragione, condannati
+dalla legge morale. Ma quello che avrebbe condotto il vostro figliuolo
+a incrociare la spada col barone De Wincsel era anche contrario alla
+ragione di Stato. Se mi fosse giunta per le vie ordinarie la notizia
+della sfida, avrei provveduto egualmente ad impedire il duello. Ne fui
+straordinariamente avvertito, ve lo confesso, e promisi di fare quello
+che ho fatto; lo promisi tanto più volentieri, in quanto che il
+provvedimento rispondeva perfettamente al mio modo di vedere. Non
+sapevo, mio caro Jacopo, non potevo credere che non rispondesse
+egualmente al vostro.
+
+--Per la ragione che vi ho detta;--rispose il conte.--Ragione intima,
+come vedete, ragione delicatissima.
+
+--Non lo nego, e per ciò appunto lodevole;--replicò il
+ministro.--Siete una stirpe di soldati, voi altri, e non dirazzate dai
+vostri antichi, no davvero! Sono le grandi occasioni, quelle che
+mancano a voi, come a noi. Ma chi sa? L'avvenire è così grande!
+
+--Io mi auguro,--disse il conte Jacopo, non intendendo quell'accenno
+al futuro,--io mi auguro almeno che mio figlio viva da gentiluomo e
+curi severamente l'onore della sua casa. Egli ha potuto in qualche
+cosa dispiacervi, lo so, ma voglio anche sperare....
+
+--Volete parlare del suo confine a Querciola?--interruppe il
+ministro.--Ahimè! Quella è stata una dolorosa necessità dell'ufficio.
+Ma egli non mi serba rancore d'una pena, che fu del resto leggerissima
+e non lascerà traccia nella sua vita di cittadino. Essa era del resto
+diretta, anzi che a punir lui, a tenere in rispetto certi altri
+spiriti impazienti, che avrebbero potuto comprometterlo.--
+
+Impazienti! Aveva proprio detto impazienti! Gino raccolse quel mite
+aggettivo e lo messe accanto alle altre concessioni di Sua Eccellenza.
+Ma che diavolo era quel signor ministro? Fiutava i tempi, o era,
+dentro la sua conchiglia ufficiale, una perla d'uomo e di cittadino?
+
+Comunque s'avesse a giudicare di ciò, il nostro Gino non istette alle
+mosse.
+
+--Se mio padre permette, Eccellenza,--entrò a dire gli
+timidamente,--bramerei di aggiunger io qualche cosa.
+
+--Vostro padre mi farà questa grazia;--rispose con la sua amabilità
+singolare il ministro.--Parlate, signor conte, parlate pure
+liberamente, come fareste ad un amico.
+
+--Ho veramente bisogno di questa libertà e di questo incoraggiamento
+benevolo;--disse Gino Malatesti.--Vostra Eccellenza ha toccato
+poc'anzi del confine a cui sono stato condannato. Non mi lagnai da
+principio della pena che mi fu inflitta, riconoscendo di averla
+meritata; non me ne lagnerò mai, ricordando che nel mio luogo di pena
+ebbi accoglienze più che ospitali, fraterne.
+
+--Lo so;--disse il ministro.
+
+--Orbene, io debbo aggiungere che lassù, alle falde del Cimone, non
+rattenni la lingua, ricaddi in quel fallo che mi aveva già meritata la
+prima punizione.
+
+--Anche questo mi è noto;--rispose il ministro.--Ho letto di certa gita
+ad un lago, e del nome che qualcheduno ha voluto imporre ad una piccola
+barca. Troppo piccola, invero, me lo vorrete concedere;--soggiunse egli,
+sorridendo;--troppo piccola, per portare una così grande fortuna!
+
+--Lo riconosco. Eccellenza;--disse Gino umilmente.--Ma non voglia
+dimenticare che il qualcheduno son io. E se l'inchiesta non ha messo
+in chiaro questo punto, è mio obbligo di gentiluomo, anzi meglio, di
+galantuomo, dichiararmi colpevole di ciò, come di tutto l'altro che
+può essere spiaciuto al governo.
+
+--A quel che vedo,--disse il ministro, sempre con quel suo sorriso sul
+labbro,--voi vorreste, conte, andare nuovamente a confine. Ma badate,
+stavolta, essendo recidivo, potrebbe toccarvi di peggio.
+
+--Sia quel che si vuole, Eccellenza, purchè per il reo non siano
+condannati gli innocenti. Dio santo!--continuò Gino, animandosi.--Avevo
+già argomento di credere che nessuno sarebbe stato molestato per una
+colpa mia, tutta mia, ed oggi son costretto a temere da capo.
+
+--Perchè?--disse il ministro, aggrottando le ciglia.--Chi e che cosa
+ha potuto farvi credere che si vogliano colpire persone innocenti, se
+di innocenti si tratta?
+
+--Ma.... veramente....--balbettò Gino, non volendo proferire il nome
+della marchesa Polissena.--Non mi domandi Vostra Eccellenza come io lo
+so; pensi soltanto che me lo han fatto creder possibile.
+
+--Vi han fatto credere una cosa.... assai dura per me;--rispose
+gravemente il ministro.--Certo, un'inchiesta è stata fatta. Era
+obbligo dell'autorità il farla, come sarebbe obbligo mio di appurare i
+fatti, e di condur le cose fino ad un processo, non per colpire
+innocenti, ma per mettere in chiaro la verità e dare ad ognuno il suo.
+Ma questo, come è legalmente giusto, sarebbe prudente del pari? Eccovi
+il dubbio, che mi ha trattenuto finora.... e che mi tratterrà
+certamente dell'altro. La politica è scienza ed arte; vostro padre,
+esperto com'è delle cose del mondo, può dirvi quante transazioni e
+compromessi ella consigli e richieda.
+
+--Vostra Eccellenza ha una bell'anima;--gridò Gino, usando
+spontaneamente l'artifizio di chi vuole ad ogni costo ottenere una
+grazia.--Mi ha mostrato or ora i suoi dubbi; faccia un atto di carità,
+mi rimandi con la certezza che i signori Guerri non saranno molestati.
+
+--Vi premono molto!
+
+--Sì;--rispose Gino.--Il primo e il vero colpevole son io; è dunque un
+sentimento di onestà che deve muovermi a pregare per essi Vostra
+Eccellenza.
+
+--Aggiungete alle sue preghiere le mie;--disse il vecchio
+Malatesti.--Mio figlio, nella sua impazienza giovanile, ha prevenuto
+il mio pensiero. Preme anche a me, Paolo, preme a me più che a lui,
+che i signori Guerri di Fiumalbo, ospiti e amici di Gino, non abbiano
+a pentirsi della loro cortesia, della loro liberalità, verso un conte
+Malatesti. Contentate un padre, mio buon Paolo!--soggiunse il vecchio,
+con accento supplichevole.--Contentate un padre, che ha già troppe
+ragioni di rammaricarsi del male che ha fatto.--
+
+Il ministro guardò con aria di stupore quel vecchio gentiluomo, che
+gli apriva con tanta schiettezza il suo cuore.
+
+--Perchè dite questo, Jacopo?
+
+--Perchè lo sento, e perchè mi sembra di esser meno colpevole,
+accusandomi. Se sapeste come son pentito di aver voluto queste nozze,
+e di averle imposte a mio figlio! Mi scusi almeno nel cuor suo il
+pensare che io credevo di assicurare la sua felicità.
+
+--Eh via, non temete tanto che essa sia per mancargli!--rispose il
+ministro.--Siamo calmi e prudenti, nel considerare le cose. Appunto
+perchè ho veduto che s'incominciava a perder la calma e si rischiava
+di dimenticare la prudenza, ho fatto io quello che ho fatto. So che
+non c'è nulla di cui vostro figlio abbia seriamente a dolersi. Un po'
+di leggerezza, lo capisco; troppa gente in casa vostra!... Ma qui la
+contessa non ci ha colpa. Gli usi della casa paterna le hanno dato
+l'esempio. Questi usi, poi, non sono insoliti nelle nostre città, e
+non bisogna neanche accusare quella povera marchesa Polissena. In
+Italia le abbiamo sempre avute, queste case ospitali, veri porti di
+mare, dove affluiscono tutti, cittadini e forastieri, nobili di sangue
+e nobili d'intelligenza, poeti, maestri di musica, scultori, pittori,
+diplomatici e soldati. Un padrone di casa che abbia un bel palazzo e
+delle consuetudini di magnificenza, una signora che sappia ricever
+bene le persone che la sua bellezza ha attirate, qualche bella ragazza
+per farle riscontro, un buon Erard da suonare, un bell'albo da
+riempire di versi e di bozzetti, di massime e di tocchi in penna, una
+tazza di tè alla sua ora, dei vecchi quadri, delle vecchie tappezzerie
+da far ammirare dagli intelligenti, ma sopra tutto dagli ignoranti, ed
+eccovi il salotto naturalmente formato, eccovi il ricevimento
+obbligato in chiave. È storia vecchia oramai. Capisco che per esser
+vecchia, non dovrebbe esser più quella dei nostri giorni. I gusti e i
+passatempi dovrebbero cambiare secondo le età. Occasioni di passar la
+serata gradevolmente, ogni città ne offre a tutte le borse, a tutti i
+gradi d'intelligenza e di educazione. Il salotto alla francese si
+capisce ancora, ma in Francia, a Parigi: dove son cento, questi luoghi
+di amabile ritrovo, e ogni padrona di casa può scegliere la sua
+società. Da noi la società non può esser scelta, quando il salotto è
+unico, e tutti ci si affollano, e quei tutti son sempre i medesimi. Il
+salotto del tipo nostro, vero anacronismo vivente, è un allargamento
+della famiglia, una invasione, un quartiere d'inverno, che tutti,
+amici e conoscenti, prendono in casa vostra, ed è naturale che il
+padrone sia quello che ci vive peggio di tutti. Vo' dirlo questa sera
+alla marchesa Polissena. Ciò servirà per dare una diversione alle sue
+collere. Ci verrete anche voi, non è vero?
+
+--Il mio Gino non potrà fare a meno di recarsi a cercare sua
+moglie;--rispose il conte Jacopo.
+
+--Ah, già, la contessa Elena è a pranzo da sua madre;--notò il
+ministro, ricordandosi.--La marchesa mi ha detto anche questo. Venite
+anche voi, Jacopo. Ci sono dei momenti che tra moglie e marito un
+testimone è necessario, per rendere impossibili i discorsi aspri, ed
+anche i silenzi noiosi. Del resto, lasciate fare a me;--soggiunse il
+ministro.--Metteremo la pace in quello spirito esacerbato della
+marchesa. Ella ha un po' di deferenza per me; nè io, se bisognerà, le
+risparmierò le osservazioni.
+
+--Ve ne sarò grato, mio buon Paolo!--disse il vecchio Malatesti.
+
+--E ai signori Guerri...--disse Gino a sua volta.--Ai signori Guerri
+nessuna molestia, non è vero, Eccellenza?
+
+--Conte Gino,--rispose gravemente il ministro,--ho fatto una solenne
+promessa a vostro padre. I vostri ospiti ed amici di Fiumalbo non
+saranno toccati, fino a tanto sarò io a questo posto, per la fiducia
+del principe, e per la mediocrità dei tempi.--
+
+Ancora i tempi! e dichiarati mediocri! Evidentemente, il ministro
+diceva così per modestia, e un umile cenno del capo, ond'era
+accompagnata la frase, voleva darle un significato di quella fatta. Ma
+insieme con l'umiltà del gesto veniva un'occhiata espressiva, che il
+conte Gino poteva interpetrare molto diversamente.
+
+--È tempo che vi leviamo l'incomodo;--disse il conte Jacopo,
+alzandosi.--Poc'anzi il vostro servitore è comparso sull'uscio, e voi
+l'avete rimandato con un gesto.
+
+--Che!--disse il ministro.--C'è sempre tempo, per mettersi a tavola.
+Aggiungete, mio caro Jacopo, che un buon antipasto vale il migliore
+dei pranzi. La vostra visita mi ha colmato d'allegrezza, sapete?
+Grazie, grazie, grazie!--soggiunse il marchese Paolo, con grande
+effusione di cuore, e stringendo forte le mani del vecchio Malatesti.
+
+Poi, rivolgendosi a Gino, così gli parlò:
+
+--State di buon animo, mio giovane amico. Se la vita domestica ha
+qualche pena, non vogliate affliggervi oltre misura. In fondo, questa
+vita non è profondamente triste che per le condizioni medie, siano
+esse di fortuna, o d'intelletto. I gran signori a cui tutte le
+ambizioni son lecite, i grandi ingegni a cui son comandate, non si
+fermano troppo a meditare su queste miserie e non ne sentono l'affanno
+invincibile. Anche quando hanno l'inferno in casa (e voi non lo avete;
+mettiamo che sia appena appena un piccolo purgatorio) possono
+escirsene fuori «a riveder le stelle», come il marito di Gemma Donati,
+il quale fu un savio, pari al marito di Santippe. Chi ha le grandi
+cose nell'animo deve raccogliersi in quelle, per prepararsi alle
+grandi cure. La patria ha mestieri di uomini capaci di servirla e
+sciolti da ogni altro pensiero, per dedicarsi intieramente ad essa.
+Voi m'intendete, non è vero? Sia piccolo grande lo Stato, ha sempre un
+fine più vasto e più alto di ciò che appare nelle sue circostanze
+presenti. Abbiate dunque le idee tanto larghe da comprendere quel
+fine, a cui potreste aver la fortuna e l'onore d'indirizzarlo voi
+stesso; non rimpicciolite queste idee nelle noie e nei sopraccapi
+della vita domestica; tutte cose che si acconciano per via, e
+ordinariamente da se.--
+
+Bei consigli, in verità, quelli del marchese Paolo al conte Gino
+Malatesti. Egoistici, se vogliamo, ma niente più di tanti e tanti
+altri che governano il mondo. Ma che potevano fare quei consigli, ad
+un cuore infranto come quello di Gino? Il ministro non vedeva che un
+lato della quistione: i dissapori e le noie domestiche del giovane
+Malatesti. Egli dimenticava Fiumalbo, e la fanciulla dei Guerri.
+
+Quella sera, secondo l'uso suo, il marchese Paolo andò a visitare la
+sempre bella Polissena. Le apparizioni serali del potentissimo
+personaggio in casa Baldovini erano la gloria e la forza della signora
+marchesa, il cui salotto poteva considerarsi come un'appendice della
+Corte ducale. Si era sicuri di trovar là il Governo, e si andava a
+raccogliere i sorrisi, a raccattare i monosillabi, che cadevano dalle
+sue labbra venerate. Dico i monosillabi, perchè non a tutti il
+marchese Paolo soleva parlare, come aveva fatto quel giorno ai
+Malatesti, in un momento di giustificata espansione. Ora, se i
+discorsi mancano, anche i monosillabi hanno il loro pregio, quando
+sono la voce del potere; di un potere tanto più eccelso, tanto più
+glorioso, in quanto che esso è esercitato in nome di un padrone
+assoluto, senza sindacato di Camere alte e basse, come senza divisione
+di autorità, di uffici e di carichi.
+
+Polissena aspettava il ministro; lo aspettava per consigliarsi con
+lui, in apparenza, ma nel fatto per avere da lui l'autorità di
+minacciare un grosso guaio a suo genero, al ribelle, che voleva
+comandare in casa propria. Immaginate dunque lo stupore della bella
+marchesa, allorquando, poi ch'ella ebbe toccato il tasto della
+vendetta che bisognava trarre dei Guerri, si udì rispondere dal
+ministro una sola parola, e la meno aspettata:--Impossibile.--
+
+--Impossibile, avete detto?--gridò ella.--E perchè?
+
+--Perchè, cara mia, non c'è nulla di grave contro essi.
+
+--E l'inchiesta?
+
+--L'inchiesta è insufficiente. Non è riuscita a mettere in chiaro che
+certi discorsi fossero proferiti da alcuno di loro. Se c'è un filo da
+seguire, esso conduce dove non vorremmo andar noi, cioè a vostro
+genero.
+
+--Strano!--esclamò Polissena.--Mi avevate pur detto!...
+
+--Ho detto, sì, e ho detto male;--rispose il ministro.--Ora, con piena
+cognizione di causa, vi dico che non si può.
+
+--Non si può! Non si può!--ripetè la marchesa,--Ma che ministro siete
+voi dunque?
+
+--Un ministro come tanti altri del secolo decimonono;--replicò
+pacatamente il marchese Paolo.--Il potere è assoluto di nome, ma non
+lo è ugualmente di fatto. Il secolo agisce come l'aria, come l'etere,
+è qualche cosa d'invisibile, d'impalpabile, che s'infiltra da per
+tutto, e non ci lascia godere le beatitudini del vuoto.
+
+--Non mi parlavate così questa mane!--notò Polissena.--Sopra
+tutto,---soggiunse con accento di amarezza,--non mi parlavate così
+l'anno scorso, al mio ritorno dai bagni di Lucca. Ma allora... ma
+allora!...
+
+--Ebbene, che significa questo allora? Vi preparate, marchesa, a dirmi
+una cosa spiacevole e non vera, credendomi capace di prometter prima,
+per non mantener dopo! Via, siate giusta, Polissena, ed ascoltatemi.
+Sono il vostro buon servitore, voglio esserlo fino a tanto non vi
+prenda fastidio di questi capegli che incominciano a brizzolarsi
+maledettamente. Ma l'impossibile non si dee domandare a nessuno. Vi ho
+detto allora che si poteva fare un processo di ribellione ai Guerri,
+e, fidandomi di una prima impressione, su cui non ero più ritornato
+col pensiero, mi sono lasciato sfuggire qualche altra parola poco
+misurata, stamane. Ma ci ho pensato, quando voi siete partita; ho
+voluto rileggere quella benedetta inchiesta, e mi sono facilmente
+avveduto che non c'era nulla di grave, che si sarebbe commessa
+un'ingiustizia, a voler separare la causa dei Guerri da quella del
+conte Gino. Ora, le ingiustizie, o presto o tardi, si pagano; ve lo
+assicuro io, si pagano, anche quando la coscienza e l'intenzione del
+male mancassero. Vedete un po'! Ed io che ero tanto felice di non
+dover più pensare a quell'episodio di Fiumalbo!...
+
+--Perchè allora ci siete ritornato stamane?--domandò la marchesa.
+
+--Per non contrariarvi, Polissena, per calmarvi, in un momento
+difficile. Stamane, in verità, non ci vedevate più lume. Siete bella
+anche quando siete in collera; ma io vi amo meglio quando siete di
+buon umore. Ho tanto bisogno di pace! Via, siate buona, marchesa! E se
+volete ancora servirvi di me nel futuro, per quanto potrà durare il
+futuro di un ministro, non guastate la mia autorità nel suo principio,
+nella sua base, che è come dire nella mia stessa coscienza.--
+
+Il ministro aveva proferita l'ultima frase col piglio di un uomo che
+non ha altro da aggiungere. «Ho detto» esclamavano in questo caso gli
+antichi oratori.
+
+Polissena indovinò il salmo dell'antifona, ed abbassò prontamente le
+ali. Non poteva sperar nulla per le sue vendette da Paolo, poichè in
+lui il ministro prendeva il posto dell'amico. Pazienza, mia bella
+signora, pazienza! Non si ha tutto quel che si vuole, in questo povero
+mondo.
+
+Un'ora dopo capitò il conte Gino, ed era, per caso insolito,
+accompagnato da suo padre. Al conte Jacopo, se non al figliuol suo,
+bisognava fare buon viso, e la marchesa Baldovini fece di necessità
+virtù.
+
+--Ho sentito di qualche malinconia tra i nostri figliuoli;--disse il
+conte Jacopo, entrando risolutamente in materia.--Spero bene che la
+nube sarà dissipata. È questo il mio vivo desiderio, e risponde anche
+al vostro interesse, marchesa.
+
+--Al mio?--esclamò Polissena.--In che modo?
+
+--In questo, che voi non dovete fare uno scandalo, per una
+scioccheria.
+
+--Non vedo come potrebbe nascere uno scandalo;--replicò Polissena, che
+le ultime parole del ministro avevano già ridotta agli estremi della
+sua resistenza.--Vostro figlio avrebbe voluto farne uno, battendosi
+col barone De Wincsel. Ma per fortuna ci si è messo riparo.
+
+--E sta bene;--disse il conte Jacopo.--Anch'io, senza ammirar troppo
+l'espediente, lo accetto negli utili.
+
+--Vorrete almeno desiderare con me che queste scene non si
+ripetano;--ribattè la marchesa.
+
+--Figuratevi!--esclamò il vecchio Malatesti.--Spero anch'io che non si
+ripeteranno, perchè voi dal canto vostro consiglierete la vostra
+figliuola a non darne occasione. Elena è una cara donnina, a cui
+vogliamo tutti un gran bene; ma è giovane, ed ha bisogno di consigli.
+Ella, del resto, non ha ancora guadagnato il privilegio di fare a modo
+suo.
+
+--Che cosa intendereste di dire?
+
+--Solamente questo, che la gaia vita delle feste e dei ricevimenti,
+con tutti i pericoli che ne derivano, si può e si deve rimandarla ad
+altro tempo; a quel giorno, che arriva pur troppo, e per tutte, in cui
+le ebbrezze son dissipate, ma almeno la famiglia è assicurata. Non è
+strettamente morale, ciò ch'io vi dico;--soggiunse il vecchio
+gentiluomo.--Ahimè! riconosciamo pure che non lo è niente affatto. Ma
+è secondo gli usi antichi delle grandi famiglie: e questi usi, nella
+corruzione generale, avevano la loro parte buona. Conserviamo almeno
+questa parte, marchesa.--
+
+La bella Polissena non fu tarda a conoscere «il velen dell'argomento»
+come lo avrebbe chiamato il ministro, nella sua smania recente di
+citazioni dantesche. Ed anche davanti al vecchio Malatesti, la madre
+furibonda di Elena dovette abbassar le ali e tacere.
+
+Il conte Gino, quella sera, ricondusse a casa sua moglie. Nè si parlò
+tra di loro di ciò che era avvenuto; nè fu più occasione di tornarvi
+poi. Del barone De Wincsel nessuna notizia per tutta la settimana. Si
+seppe più tardi che egli era escito dagli arresti, per ritornarsene a
+Vienna. Così procedevano allora le cose, nei felicissimi Stati di
+Modena, Massa, Carrara e Guastalla.
+
+In que' giorni la fanciulla dei Guerri era già ritornata alle Vaie;
+triste, non rassegnata, ma calma; così calma, da ingannare i suoi, che
+la videro perfino sorridere. Aveva tante cose da raccontare di Modena!
+La cuginetta era graziosa, amorosa, veramente carina. Ben presto
+l'avrebbero veduta anche loro, poichè nel finir della primavera
+sarebbe venuta a conoscere i suoi nuovi parenti delle Vaie.
+
+Il cugino Ruggero non era meno felice della sposa; e sicuramente
+doveva esser felice, poichè aveva fatto un'ottima scelta. Buonissima
+famiglia, quei Campolonghi; ricchi, senza orgoglio di gente nuova, e
+assai benveduti in città; nel complesso, adunque, un matrimonio
+eccellente. Si erano fatte gran feste; si era stati allegri; essa, la
+montanara, non aveva ballato, perchè il ballo non le piaceva, ma aveva
+preso parte alle gioie degli altri, ed era stata perfino a teatro.
+
+Nessuno le domandò se avesse anche veduto il conte Gino Malatesti.
+
+La povera fanciulla non versò la piena del suo dolore che ai piedi del
+confessore, del buono e compassionevole Don Pietro.
+
+--Figlia mia!--esclamò egli.--Ve lo avevo pur detto! Perchè andare
+laggiù?
+
+--Ebbene, che c'è di male?--replicò la fanciulla.--L'ho veduto, e son
+qua, più forte a soffrire, che non mi sentissi da prima. Essa è bella,
+padre mio, molto bella; ma egli è infelice. Gli ho perdonato;
+pregheremo per lui.--
+
+
+
+
+Capitolo XVIII.
+
+Per l'Italia.
+
+
+Aminta Guerri non aveva perdonato. Indole schietta e sana, uomo tutto
+d'un pezzo, come si diceva una volta (e si diceva, perchè si usava
+ancora esser tali), Aminta ignorava certe transazioni dalla coscienza,
+per sè, e non le intendeva negli altri. Chi prometteva una cosa e ne
+faceva un'altra, era per lui un mancatore di fede: ed egli non
+concedeva a quell'uomo le circostanze attenuanti, se non per mutare il
+suo odio in disprezzo.
+
+A questi patti, voi lo intendete, Gino Malatesti non poteva sperar
+nulla di buono da lui. Avrebbe dovuto resistere ad ogni volontà,
+sfidare ogni pericolo, per meritare la stima e l'affetto di Aminta. Un
+po' di carcere ai suoi amici!... Ebbene, tanto meglio. Non era quello
+il tempo da ciò? Vengono pure i bei momenti eroici, per un popolo
+sventurato! Poveri i vecchi a cui era mancata perfino l'occasione di
+farsi utilmente vivi a quel modo! Ma allora, vivaddio, anche il
+carcere era una battaglia, e doveva esser lieto chi ci andava, e
+render grazie a chi gliene porgeva occasione.
+
+Vedete infatti; di tanti martirii, di tante sofferenze, s'incominciava
+a raccogliere il frutto. Gravi risoluzioni erano state prese nel
+segreto dei colloquii diplomatici, e quel segreto lo sapevano tutti,
+in Italia. Il Piemonte si armava a furia; la Francia, la nobile
+Francia, caldeggiava l'impresa. Ancora qualche mese, e una frase
+severa di Napoleone III all'ambasciatore austriaco appiccava il fuoco
+alle polveri. La guerra imminente! E qual guerra! La guerra divina, di
+tutto un popolo contro i suoi oppressori. Lungamente abbracciato dai
+suoi, benedetto dal padre. Aminta Guerri andò per certi negozi
+domestici fino a Massa, nella primavera del 1859. Da Massa si avviò a
+Carrara; di là scese alla Magra e non respirò fino a che non ebbe
+passato il confine. Era libero, libero; non aveva più birri alle
+calcagna, non più timore di carceri ducali. Da Sarzana, viaggiando a
+furia, si recò a Genova; e là, prima ancora di entrare in un'osteria
+per mangiare un boccone, veduti alcuni soldati per via, domandò loro
+dove avessero il quartiere.
+
+--In piazza di San Leonardo,--gli dissero,--ma il quartiere si chiama
+di Sant'Ignazio. C'è il deposito del 7^o reggimento.
+
+--Che significa il deposito?
+
+--Significa che il reggimento è già partito; qui non c'è che un
+battaglione di deposito, per gli arruolamenti, per la contabilità, e
+per tante altre cose che non sappiamo noi. Siamo volontarii, e non lo
+conosciamo per altro che per gli arruolamenti.
+
+--Volete accompagnarmi, camerata?--disse Aminta al volontario che gli
+aveva dati i ragguagli.
+
+--Volentieri; ma badate, ci si dà del tu, tra compagni d'arme.
+
+--E diamoci del tu; non domando di meglio.--
+
+Il volontario parlava italiano con uno spiccato accento veneto. Disse
+il suo nome; era un Fogazzaro, di Verona, bruno, ben fatto, simpatico
+a quel Dio, e spesso parlava in versi.
+
+--Ma non è roba mia;--soggiungeva subito;--son versi di Aleardo
+Aleardi, il nostro gran poeta, che gli Austriaci hanno mandato nella
+fortezza di Josephstadt.--
+
+Ventisei anni fa (non dimentichiamo la data) l'Aleardi era un gran poeta,
+e nessuno era ancora saltato fuori ad accusarlo di languori, di
+svenevolezze, quasi, Dio ci perdoni, di rammollimento, d'infiacchimento
+della balda gioventù italiana. Aminta Guerri doveva trovare i _Canti_ di
+quel poeta in molti zaini di combattenti. Ora tutti li hanno in tasca, e
+non per rileggerli!
+
+L'amico Fogazzaro condusse Aminta per certi traghetti, viottole,
+discese e salite, fino al colmo di una collina, dov'erano due conventi
+tramutati in caserme. Entrato in uno di questi, e detta una parola al
+soldato di guardia, fece salire il borghese al pian di sopra, gli
+mostrò un uscio su cui era scritto: «Maggiorità» e gli disse:
+
+--Va dentro, e fàtti soldato d'Italia; io ti aspetto nel corridoio.--
+
+Entrato nella camera, e ammesso alla presenza di tre ufficiali, uno
+dei quali aveva il grado di maggiore. Aminta Guerri disse il suo nome,
+la patria, e che volesse da loro. Aveva le carte e le mostrò; fu
+misurato, esaminato, approvato; ebbe un numero di matricola, fu
+consegnato ad un sergente, perchè lo conducesse con altri al magazzino
+del vestiario. Un'ora dopo era soldato d'Italia, col suo farsetto di
+tela e il suo berretto di cotone, in attesa del cappotto grigio e del
+_cheppì_, che sarebbe andato a cercare in giornata. Per intanto, se
+voleva, andasse a prendere la sua razione di pane.
+
+--È buono, sai, il pane di munizione;--gli disse l'amico
+Fogazzaro.--Lo chiamano di munizione, perchè coi pezzettini di crosta
+e magari della mollica, si può caricare il fucile e far buon colpo,
+come con le palle di piombo. Ma non badare; lo digerirai stupendamente
+anche tu, dopo che saremo andati a San Benigno, a caricare un
+centinaio di brande, e di là saremo ritornati a Sant'Ignazio. Tutti
+santi, qui!--soggiunse il Fogazzaro;--e la loro lontananza te li fa
+invocare cento volte in un giorno. Dico invocare....
+
+--Ho capito, ho capito;--rispose Aminta, ridendo.
+
+Il nostro giovanotto andò quel giorno a San Benigno per le brande, e
+dormì quella notte nel letto che aveva portato sulle spalle,
+attraverso le vie della città. La mattina seguente faceva parte della
+squadra che andava per i viveri, e portò sulle spalle un bel peso di
+carne sanguinante. In quella gita ebbe il piacere di sentir la parlata
+domestica, e di conoscere nel suo compagno di fatica un altro
+modenese. Si chiamava Prampolini, era avvocato, poeta alle sue ore
+anche lui, innamorato del Leopardi, grande ammiratore di Pietro
+Giordani.
+
+La compagnia, come vedete, non poteva esser migliore. Andare alla fatica
+qua e là, stare a lavorar di scopa in quartiere, mangiar la zuppa nella
+gamella, parlando di letteratura e d'arte, citando i poeti e gli
+scrittori della patria, in verità, era una festa. E come si rideva! Non
+sempre, per altro, non sempre; qualche volta alla schietta risata
+bisognava sostituire l'occhiata, l'ammicco intelligente, che obbligava a
+sforzi erculei, per tener chiusa la bocca. Ciò avveniva quando si era «in
+rango» per dare il numero, o per staccare il passo in buon ordine, al
+cenno di un vecchio sergente, o per sentire la nomenclatura di tutti i
+pezzi del fucile, con le analoghe spiegazioni, in una lingua che non
+aveva nè babbo nè mamma. Nei primi esercizi, il comando «al tempo!» che
+indicava di rimettersi in posizione, per ripetere un movimento sbagliato,
+era sempre argomento di ilarità rumorose, che facevano scappar la
+pazienza, ma poi anche le risate al sergente. Alla domenica, prima di
+escire dal quartiere, dovevano rimettersi «in rango» per sentire la
+spiegazione del regolamento, fatta dal caporale di settimana. Il
+caporale, avvezzo al suo dialetto, maltrattava la lingua madre, e allora
+i volontarii ad osservargli:--«Scusi, signor caporale, non abbiamo
+capito.»--Ah, non capite? Non capite?--ribatteva il caporale.--Ebbene, se
+non capite l'italiano, _i vadd a spieghevlo 'n piemonteis!_»
+
+Era buono, il caporale; una vera pasta di zucchero, ad onta della sua
+severità apparente. Dopo il comando: «rompete le righe» per cui erano
+tutti liberi di andare dove loro piacesse, Aminta andava a presentare
+le sue scuse.
+
+--Ma se lo so!--esclamò il caporale rabbonito.--_I seve d'bravi
+fieui_; ma, con tutti i vostri dialetti, non capite l'italiano. Basta,
+fra poco faremo tutti una sola famiglia, e parleremo piemontese. Non è
+vero che lo capite, il piemontese?--
+
+Erano belli, quei vecchi soldati piemontesi delle due classi del 1828
+e del 1829, richiamati allora sotto le armi. Avevano fatte le campagne
+del Quarantotto e del Quarantanove; poi, ritornati alle case loro, e
+non pensando più di dover ripigliare il fucile, erano diventati uomini
+gravi e pacifici; la più parte si erano anche ammogliati. Ma
+anch'essi, i _Contingenti_, come si usava chiamarli, anch'essi
+sentivano l'onta di Novara, e fieri e contenti erano venuti a
+raccogliersi sotto le note bandiere, maestri di guerra, narratori di
+liete e di dolorose gesta, alle classi più giovani. Uno di essi, un
+Cucchietto, nativo dell'alto Piemonte, aveva fatto parte del triste
+manipolo cui era toccato di passare per le armi il general Ramorino:
+un soldato (diceva egli) che era morto bene e che non era un
+traditore.--«Ma allora,--chiedevano i giovani,--perchè è stato
+fucilato?»--«Per aver disobbedito, per aver voluto fare di sua
+testa»--rispondeva il contingente, con quel suo tono assoluto.
+
+Non bisognava far di sua testa: bisognava obbedire; questa era la
+regola. E si obbediva; e obbedivano tutti, in quel benedetto esercito.
+Tipi di gentil gravità e di ferrea disciplina, accettata per sè,
+voluta egualmente negli altri, erano quegli ufficiali che Aminta
+doveva ben presto conoscere, dal colonnello Berretta fino a Carlo
+Rivalta, il più giovane fra i sottotenenti del reggimento. Rigido
+osservatore dei regolamenti, ma buono per il soldato, quell'aiutante
+maggiore Coppier, con quelle sue gambe lunghe e sottili, per cui era
+chiamato «il capitano più grande del vero,» e con quel suo gran naso,
+che stava a cavaliere di una bocca femminea, donde non era mai escita
+una mala parola. In mezzo a quella gravità i volontari recavano la
+loro gaiezza; ma non era una gaiezza baldanzosa; era una gaiezza
+disciplinabile, già mezza disciplinata fin dai primi giorni di
+quartiere; era l'esuberanza di vita, propria della gioventù
+intelligente, governata dall'amor patrio, contenuta dalla dignità
+dell'esempio.
+
+In capo ad otto giorni Aminta Guerri aveva imparato il maneggio del
+fucile e le prime evoluzioni di compagnia. La mattina del nono giorno,
+sul piazzale della Cava, sotto la guida del sergente Bernaroli,
+compieva la sua educazione militare con la scherma di baionetta.
+Sapete? quella scherma famosa con cui il fantaccino para tutti i colpi
+del cavaliere e finisce infallibilmente a buttarlo giù dall'arcione.
+S'intende che nei depositi di cavalleria s'insegnava in pari tempo al
+cavaliere la scherma di sciabola, per cui gli era dato di disarmare il
+fantaccino, facendogli saltare la baionetta dalla canna,
+infallibilmente, in tre colpi.
+
+La mattina del decimo giorno, un grosso drappello di volontarii, così
+addestrati al mestiere, lasciava il deposito, per andare a raggiungere
+il reggimento, già in linea sulle rive della Sesia. La strada ferrata
+da Genova ad Alessandria era tutto un passaggio di soldati d'ogni
+forma e colore. Egualmente da Alessandria a Novara, poichè, dopo
+Montebello, Frassineto, Palestro e Vinzaglio, i due eserciti alleati
+avevano mutata la linea di operazione e l'obbiettivo, spingendosi
+rapidamente a minacciare il nemico verso il centro politico, e
+strategico per conseguenza, delle sue fiere difese. Da Novara si
+andava allora più speditamente su Milano, e l'esercito combattente non
+si sarebbe potuto raggiungere che sulla via di Magenta. Avanti dunque
+a Novara, drappelli di tutte le armi, soldati piemontesi e soldati
+francesi, bersaglieri e cappotti grigi, zuavi, cacciatori di Vincennes
+e artiglieri della Guardia imperiale. Si stava a disagio, nelle
+carrozze; si esciva fuori dai finestrini, per aggrapparsi alle prime
+sporgenze e rampicarsi fino ai sopraccieli, dove si posava finalmente,
+ammirando la campagna e respirando l'aria libera. Il fumo, anche! Ah!
+che fumo d'Egitto? Importava poco, il fumo della vaporiera. Del resto,
+a que' tempi, sulle strade ferrate non si bruciava ancora che carbone.
+E si andava allegri, salutando le stazioni con grida fraterne,
+cantando tutte le canzoni patriottiche di quell'anno, e quelle di
+dieci anni addietro, ma più spesso e più volentieri la _Bella
+Gigogin_, una scioccheria smisurata, che esprimeva benissimo la
+spensieratezza di quel tempo e di una generazione molto sicura del
+fatto suo. Anche i soldati francesi cantavano la _Gigoginne_, facendo
+un grazioso miscuglio di parole italiane, piemontesi, lombarde, con
+desinenze di Francia.
+
+Da Novara si cominciò a far cammino a piedi. Si entrò a Magenta ancor
+seminata di brandelli di carne e fumante di sangue: orrendo
+spettacolo, che pur sollevava gli spiriti! A Milano gran meraviglia
+per il Duomo, e grande allegrezza per le accoglienze fraterne, più
+belle a gran pezza del Duomo. E via, il giorno dopo, per correre sulle
+traccie dei reggimenti, che erano sempre due marcie più in là.
+Correvano tutti, quei reggimenti benedetti, perchè Garibaldi era
+volato su Brescia, e bisognava collegarsi con lui. Piemontesi e
+Francesi, cappotti grigi e calzoni rossi, cheppì e turbanti, penne di
+cappone ondeggianti all'aria e nappine azzurre battenti sugli omeri,
+si andava tutti di conserva, spesso nelle fermate confondendosi, sulle
+piazze barattando gli abiti e le insegne, ballando insieme, senz'altra
+musica fuor quella che si sprigionava dai cuori.
+
+Andiamo, corriamo anche noi; se no, finiremo Dio sa quando. Gli
+eserciti alleati erano in linea da Desenzano a Montechiaro. Il giorno
+24 di giugno, fu San Martino di Pozzolengo da un lato e Solferino
+dall'altro; una grande giornata, una battaglia napoleonica per la
+massa in azione, per lo sforzo maraviglioso, per gli effetti
+strategici. Aminta Guerri prese quel giorno il suo battesimo di fuoco.
+Ci capì poco, anzi nulla, come in ogni battesimo avviene al
+battezzato; non ebbe altra impressione del fatto, e non serbò altro
+ricordo che quello di un grande intronamento di orecchi.
+
+Gli eserciti alleati non riposavano sugli allori. Inseguito fino al
+Mincio il nemico fuggente, investirono la piazza di Peschiera. I
+Piemontesi, mantenendo la prima disposizione dei corpi combattenti,
+piantarono il campo sulla sinistra, e incominciarono tosto i lavori
+d'approccio. Aminta aveva fatto il facchino e lo spazzaturaio in
+caserma; imparò a fare lo zappatore, scavando fossi e rizzando
+parapetti. Rafforzato il campo, scavate le vie coperte, si incominciò
+a lavorare di notte, poichè le parallele giungevano troppo sotto gli
+occhi della piazza assediata, e l'opera, continuata di giorno, poteva
+essere più facilmente guastata. Ma anche di notte, e come gli era
+concesso dall'oscurità, vigilava il nemico. Dai bastioni, ad ogni
+tanto, partivano razzi, illuminando la campagna; poi, sotto l'arco dei
+razzi, veniva la corda delle cannonate. Era dunque un lavoro utile, da
+parte degli assedianti, il notturno; ma era anche oscura la morte,
+quando toccava.
+
+Nella sera del 30 giugno il battaglione di Aminta fu comandato di
+avamposto; noioso servizio, poichè la notte avanti gli era toccato il
+faticoso, cioè quello di lavorare nelle trinciere. Ma pazienza; quando
+si è in mare si naviga, e quando si è in terra si va. Il battaglione,
+messo in ordine di marcia due ore dopo il rancio, partì dalla cascina
+Fedalora, intorno a cui era formato il campo, e si avviò per la nota
+strada che metteva ai lavori d'approccio; poi, ad un certo punto,
+piegò a sinistra, nella direzione del lago, per non dar nell'occhio al
+nemico, che vigilava sui bastioni. Sull'imbrunire, ripiegando
+nuovamente a destra, giungeva ad un casolare, dove si stabilì la gran
+guardia, e di là si spiccarono due compagnie, per procedere ancora
+verso i forti. Una di esse rimase ad un certo punto in sostegno;
+l'altra, che era quella di Aminta, proseguì la sua strada, lasciando
+ancora qualche manipolo d'uomini lungo le prode dei campi, per
+collegare le sentinelle avanzate ai sostegni. La notte era
+sopraggiunta, e le due ultime squadre della compagnia, guidate da un
+tenente, s'inoltravano ancora pei campi, seguendo certi sentieri
+fiancheggiati da piccole siepi d'acacia. Il tenente collocò due posti
+di quattro uomini, poi un terzo, poi un quarto, e finalmente le
+sentinelle avanzate. Aminta ci capiva poco, e ci vedeva anche meno,
+per il gran buio che regnava in que' luoghi, interrotto solamente a
+quando a quando dai razzi, a cui tenevano dietro le cannonate del
+nemico. Altro non vide e non intese che questo: dietro una svolta del
+sentiero era stato collocato con tre uomini il caporal Piras, suo
+superiore immediato; di là dalla svolta, dieci quindici passi più
+oltre, era collocato lui in sentinella.
+
+--Tu rimarrai qui;--gli disse infatti il tenente, dopo averlo condotto
+sul posto, di contro ad un muro a secco, che sosteneva un campo e lo
+divideva dal sentiero.
+
+--Che debbo fare, signor tenente?--domandò il giovanotto.
+
+--Ah, siete volontario?--riprese il tenente, udendo la parlata del
+fantaccino.
+
+--Sissignore.
+
+--E siete alla vostra prima guardia?
+
+--Sissignore.
+
+--Se lo sapevo, mettevo qua un altro;--borbottò il tenente.
+
+--Che importa?--disse Aminta.--Mi dica quel che ho da fare, e lo farò
+come un altro.
+
+--Lo credo, lo credo, e supplirete con la buona volontà
+all'esperienza;--rispose il tenente.--Badate dunque; voi siete da
+questa parte l'ultima sentinella del campo. Da questo sentiero, in
+mezzo a piantagioni di grano turco, si riesce all'aperto, sotto le
+fortificazioni del nemico. Non vi occupate di ciò che può accadere
+altrove; guardate là, davanti a voi, attento ad ogni rumore che possa
+darvi indizio di gente che s'avvicina. Al primo calpestìo date il «chi
+va là?», scambio di sparare, come fanno i novellini, mettendo sossopra
+i compagni, e spesso per una cosa da nulla. Date il «chi va là» come
+vi ho detto; poi, quando siete ben certo che si tratta di uomini, non
+di ramarri, o di lepri, sparate in quella direzione il vostro colpo, e
+vi ritirate, ricaricando, sulle altre sentinelle.
+
+--Dove sono?--chiese Aminta.
+
+--Le avete vedute; qua dietro, sulla vostra destra. Dopo la svolta
+troverete le prime, e via via tutte le altre, sempre sulla destra, se
+date le spalle al nemico. Spero bene che non gliele darete,--soggiunse
+il tenente;--perciò non diremo più sulla vostra destra, ma sulla
+vostra sinistra, guardando il nemico, e sulla sinistra del campo. Se
+il nemico si avanza in forze preponderanti, vi sarà facile
+avvedervene, e avrete tempo a ripiegarvi sulla compagnia di sostegno.
+
+--Sissignore;--disse Aminta.
+
+--A proposito, e per ogni buon fine,--disse ancora il tenente,--se
+dato il «chi va là?» vi fosse risposto da amici, eccovi il santo e la
+parola d'ordine: _San Martino, Malplaquet_. Ve ne ricorderete?
+
+--Sissignore, non dubiti.
+
+--Bene! e adesso, buona guardia!--
+
+Così dicendo, il tenente metteva con gesto amorevole la mano sulla
+spalla di Aminta. Ma gli cadde anche addosso con la persona, mentre si
+udiva un gran rombo, e una vampa, un'ondata di fuoco, passava,
+tingendo l'aria di un rosso cupo.
+
+Aminta credette lì per lì che il tenente gli fosse cascato morto tra
+le braccia. Povero tenente Parodi, così buono coi soldati! Non era più
+giovane, il tenente Parodi, e aveva disegnato, appena fosse finita
+quella campagna, di prendere la sua giubilazione. Si sapeva nel
+reggimento che una brava donnina l'aspettava, per dargli la mano di
+sposa. Povero tenente Parodi!
+
+Ma non era nulla, per fortuna; un urto dell'aria, uno stordimento
+momentaneo, da cui il tenente si riebbe subito.
+
+--Diavolo!--esclamò egli, rialzandosi.--Una palla da trentasei,
+passata troppo vicina. Ho sentito il soffio caldo sulla guancia.
+Consoliamoci che non sia stato un bacio!--
+
+Aminta, al lume improvviso di quella vampa aveva anche intravveduto
+che il sentiero era molto stretto.
+
+--Se passano di queste giuggiole,--diss'egli,--si sta male davvero!
+
+--Vedete di che si tratta;--ripigliò il tenente.--Bisogna accostare le
+spalle al muro. Gli occhi di là, mi raccomando; e non colpi inutili,
+che guasterebbero il sonno alla gente.--
+
+Ciò detto, il bravo tenente se ne andò; fatti quindici passi, era alla
+svolta del sentiero.
+
+Aminta era rimasto solo, sentinella avanzata, sentinella morta, cioè
+l'ultima del campo, in luogo pericoloso, la più vicina al nemico.
+Questo pensiero sosteneva il suo spirito, abbattuto dai terrori della
+notte. La battaglia di giorno è gloriosa; si procede alla luce del
+sole, che intorno a voi tinge d'oro ogni cosa e vi dà l'illusione
+dell'andare a guisa d'un dio antico, entro una nuvola luminosa, mentre
+i fumi della polvere vi esaltano, come i fumi di un vino generoso. Ma
+la vigilia di nottetempo, soli, come abbandonati da tutti, con un
+nemico vicino e invisibile, tra insidie che si tendono nell'ombra,
+agguati che si preparano, a cento, a cinquanta, a venti passi da voi,
+è la cosa più triste che si possa immaginare. Aminta doveva star là
+con l'orecchio teso; non poteva sparare senza una cagione ben certa.
+Di questo egli si era già persuaso nelle notti antecedenti, passate
+sotto la tenda, quando una schioppettata rompeva il silenzio della
+campagna, e subito altre schioppettate rispondevano a quella, e in due
+minuti s'impegnava un fuoco d'inferno su tutta la linea degli
+avamposti. Allora, su, tutti! Bisognava correre ai fasci d'armi, e, se
+il fuoco continuava, disfare anche le tende, mettersi in ordinanza,
+con lo zaino in ispalla, pronti a marciare. Non era stato che un falso
+allarme; il fuoco cessava. Allora si rifacevano i fasci d'armi e si
+deponeva lo zaino; ma intanto, poichè l'alba era vicina, non si
+rifacevano le tende, e si battevano i denti, aspettando che battessero
+la diana i tamburi.
+
+Dunque, non colpi inutili. Ma se fosse stato sorpreso, senza poter
+dare l'allarme con una schioppettata! Aminta si tenne a buon conto col
+fucile alto, con l'indice al grilletto e il pollice al cane. E stava
+là, ritto impalato, vedendo i razzi che descrivevano la parabola
+davanti a lui, e sentendo le cannonate. I colpi erano regolari; ogni
+cinque minuti ne veniva uno. Quando il razzo fischiava, illuminando un
+tratto di paese, egli diceva tra sè:--Ecco, è qua che arriva; questa è
+la buona!--
+
+Ancora tre cannonate infilarono la viottola dov'egli stava in
+sentinella. Così almeno gli parve, poichè, sentendo il colpo, vide
+anche passare l'ondata dell'aria rossastra, e molto bassa, come la
+prima volta, quando c'era il tenente. Quel fuoco assiduo, ragionandoci
+su, non gli dispiacque. Fino a tanto che erano cannonate, non doveva
+esserci pericolo di ricognizioni. Il nemico sicuramente non avrebbe
+tirato addosso ai suoi esploratori.
+
+Pure, ad ogni tratto, si sentivano rumori, da quella parte che egli
+doveva guardare. Quante volte non fu per gridare il suo «chi va là?»
+Ma capì che erano lepri, ramarri, come diceva il tenente, o martore,
+od altri animali predatori dei campi.
+
+Rimase molte ore in quel posto. L'esercito faceva un servizio
+stupendo; metà degli uomini lavoravano nelle parallele; i battaglioni
+d'avamposto, costretti a custodire un gran raggio di terreno, non
+potevano cambiare di quattro in quattr'ore le guardie. Del resto,
+vigilare in un luogo, vigilare in un altro, era tutt'uno, e la
+conseguenza era questa, che non si dormiva in nessuno. Aminta non
+aveva che una noia di più: quella di tenere il fucile alto, e l'indice
+al grilletto e il pollice al cane. Un vecchio soldato non avrebbe
+fatta quella inutile fatica; ma il nostro Aminta aveva promesso di
+supplire con la buona volontà al difetto d'esperienza, e voleva esser
+pronto ad ogni occasione, senza perdere un minuto secondo.
+
+Finalmente le cannonate cessarono. Era il caso di stare più attenti di
+prima. Che rabbia! Proprio allora incominciavano a cascargli le
+braccia. Provò a rimanere col fucile abbassato, ma in linea
+orizzontale, tenendolo con ambe le mani nei punti buoni. Quello era il
+suo modo di riposare le braccia.
+
+Era forse da un'ora in attesa, quando gli parve di sentire un frussi
+frussi davanti a sè. Un altro ramarro? o una lepre? No, era stato un
+rumore più forte; ma era anche cessato. Forse un manipolo di nemici,
+che voleva andare guardingo, e perciò, fatto un po' di strepito per
+inavvertenza d'un soldato, si fermava tosto, per distrar l'attenzione
+delle sentinelle morte? Ah, se queste era, il nemico fallava i suoi
+conti, perchè l'attenzione di Aminta era più tesa che mai. Ancora uno
+strepito, il suono di cosa che strisci violentemente tra le foglie;
+certamente un uomo che s'avanza in un campo di grano turco; poi più
+nulla: poi da capo un rumor sordo, ma cadenzato, uniforme. Aminta è
+cacciatore e non ricorda più che gli usi del cacciatore; si abbassa,
+mette l'orecchio a terra ed ascolta. Non c'è più dubbio; son passi
+d'uomini; e di là, donde vengono, son passi di nemici.
+
+Sorse in piedi, rimise il fucile al petto e aspettò ancora due minuti.
+Il rumore dei passi cresceva; oramai si sentiva allo sbocco del
+sentiero.
+
+--Alt! chi va là?--gridò egli con voce poderosa.
+
+Gli rispose un colpo di fucile. La palla passò sovra la sua testa,
+gnaulando.
+
+Stavolta non e' era più dubbio; poteva tirare con cognizione di causa.
+Spianò il fucile e lasciò andare il suo colpo. Quindi, cercando una
+cartuccia nella giberna, si ritirò, secondo la consegna. Giunto alla
+svolta, aveva già calcata la cartuccia in fondo alla canna, e
+rimetteva a posto la bacchetta, quando si sentì dare il «chi va là?»
+ma con voce sommessa.
+
+--Savoia;--rispose.
+
+--Ah sei tu, Guerri?
+
+--Son io, caporal Piras;--replicò egli, che aveva riconosciuta la voce
+del superiore.
+
+--Che c'è?
+
+--Il nemico.
+
+--Ne sei ben sicuro?
+
+--Perdio! Ho dato il chi va là, e mi hanno risposto con una
+schioppettata.
+
+--È giusto;--disse il caporale.--Infatti ne ho udite due.--Ma
+arriviamo fino alla svolta, per sentire se si avanzano.--
+
+Mossero allora verso l'angolo: il caporal Piras, piccolo sardo
+animoso, il soldato scelto Guenzi, che era con lui, e il nostro
+Aminta, volontario, che stava adattando un altro cappellotto al
+luminello del suo fucile.
+
+Giunti laggiù, udirono i passi di gente che si avanzava lenta,
+fermandosi ad ogni tratto, come per ascoltare.
+
+--Punta sulla mia spalla;--bisbigliò il caporale all'orecchio di
+Aminta;--e tu, Guenzi, un passo più in là, ma pronto subito a
+ritirarti. Ci siete? Fuoco!--
+
+Tre colpi partirono, e i tre tiratori furono pronti a nascondersi
+dietro l'angolo. Parecchie fucilate risposero, e non solamente dal
+sentiero, ma anche da un campo che era più in là, poichè i nostri
+sentirono fischiare qualche palla entro la viottola, dove si credevano
+al riparo.
+
+--Non importa;--disse il soldato scelto Guenzi, un piemontese di buon
+umore.--A qualcheduno l'abbiamo accoccata, e noi siamo sani tutti e
+tre.
+
+--Animo, Via!--disse il caporal Piras;--ripieghiamoci sulle altre
+sentinelle.--
+
+I due soldati obbedirono al comando, e appena furono al posto più
+vicino, ricaricarono i fucili.
+
+--Che c'è, caporal Piras?--domandarono le sentinelle.
+
+--Una pattuglia austriaca,--rispose il caporale.--Aspettiamo che si
+presenti, per mandargli la seconda di cambio.--
+
+L'alba era vicina, e un leggero barlume, diffondendosi per l'aria
+greve, permetteva di distinguere appena i profili dei bastioni e il
+lungo dorso di monte Baldo. Le fucilate ricominciarono, da una parte e
+dall'altra; ma la ricognizione austriaca veniva innanzi molto
+lentamente. Ed era naturale, poichè tastava terreno davanti a se,
+volendo sapere dove fosse e come in forza il nemico.
+
+Le sentinelle si erano ripiegate sui posti avanzati: e così,
+procedendo verso sinistra, e facendo ad ogni tanto i loro colpi,
+giungevano ad un punto dove il sentiero si spartiva in due.
+
+--Caporal Piras, dov'è la ritirata?
+
+--Sempre a sinistra, ha detto il tenente. Dunque per di qua.--
+
+Entrarono allora risoluti nella viottola più bassa. Erano in quindici,
+e restavano in quindici, tra soldati e caporali. Ma dov'era il
+sergente Jemina, che avrebbero dovuto trovare per via? Già troppo
+cammino avevano fatto, dopo quel bivio, senza trovare nessuno, nè
+soldato, nè sott'ufficiale. E il fuoco continuava dai campi; e il
+nemico si avanzava, disposto a ventaglio, ma non per far fresco,
+davvero!
+
+Un dubbio sorse nella testa di Aminta.
+
+--Caporal Piras!
+
+--Ebbene, che hai?
+
+--Questa non è la strada.
+
+--Perchè?
+
+--Perchè non troviamo più nessuno dei nostri. Veda, del resto; il
+sentiero, in cui siamo entrati, piega insensibilmente verso il lago.
+Non crede Lei che tirando avanti così riesciremo all'aperto, sotto i
+bastioni di sinistra?
+
+--Il Guerri ha ragione;--disse il soldato Isoardo;--andiamo in
+trappola!
+
+--Pare anche a me;--borbottò il caporale, dopo alcuni istanti di
+osservazione.--Pure, il tenente ci ha detto: sempre a sinistra!
+
+--Sempre a sinistra; ma non troppo!--replicò il soldato Isoardo.
+
+--E allora che si fa? Saremo tagliati fuori!--disse il Guenzi.
+
+--Questo poi non mi conviene;--rispose il caporal Piras.
+
+--Neanche a me,--disse un altro.--Caporale, che pesci si piglia?
+
+--Vada al lago, chi vuole pigliar pesci;--ribattè il caporale.--Io
+ritorno per di qua, a cercare l'altro sentiero.
+
+--Sì, ritorniamo;--dissero tutti.
+
+Ma il nemico era già al bivio; bisognava spazzare il cammino.
+
+--Da bravi!--esclamò il caporal Piras.--Qui c'è una cosa sola da fare:
+una carica alla baionetta Oramai ci si vede quanto basta. Guenzi,
+Isoardo, Guerri, qua in prima fila con me! E voi altri serrate sotto!
+Non un colpo; baionette spianate; e avanti, Savoia!--
+
+Savoia! Come è dolce il tuo nome, gridato nella mischia sanguinosa!
+Come scorre facile, ardente dalle labbra, accompagnando il passo,
+affrettandolo contro le ordinanze nemiche! Savoia! Savoia! Fu un grido
+solo, un urlo disperato, e su per la viottola campestre quel pugno di
+fantaccini incalzava come una falange macedone.
+
+L'avanguardia nemica aveva scaricati i suoi fucili contro la piccola
+schiera, ma non ne aspettò l'urto; balenò davanti alla rovina e diè
+volta. Il passo era libero; due soli feriti; uno di essi Aminta, a cui
+era sembrato ricevere uno spintone al braccio destro, e che aveva
+creduto lì per lì di essere stato urtato da un compagno, nella furia
+del correre. A tutta prima non ne aveva fatto caso; ma poi, sentendo
+di non poter reggere il fucile, abbassò gli occhi a guardarsi la
+manica, e la vide strappata poco sotto alla spalla. Recò allora la
+mano allo strappo, e sentì un dolore acuto. Con la sensazione del
+dolore all'omero, gli venne alla mano uno spruzzo caldo di sangue.
+
+--Cose da nulla!--disse il caporal Piras, dopo che ebbe verificati i
+danni.--Se rimanevamo a scaramucciare da lontano, ne buscavamo assai
+più. Eccoci finalmente all'incontro dei due sentieri. Prendiamo dunque
+quest'altro, che dev'essere il buono.--
+
+Era il buono davvero. Il manipolo delle sentinelle ci aveva fatti a
+mala pena dieci passi, quando vide accorrere di là una compagnia di
+sostegno.
+
+--Che c'è?--chiese il capitano Cattaneo, che ne aveva il comando.
+
+--Una pattuglia austriaca;--rispose il caporal Piras.--Noi l'abbiamo
+caricata alla baionetta.
+
+--Bravi!--esclamò il capitano Cattaneo.--Tanto più che non sarà
+solamente una pattuglia, ma molto probabilmente l'avanguardia di una
+ricognizione delle solite.
+
+--Infatti, signor capitano, ci sparavano addosso anche dai campi
+laterali.
+
+--Vedete? Ve lo dicevo io? Ed eravate in pochi, per una carica.
+
+--Signor capitano, allo stretto si pareva di più. E poi, non era
+ancora giorno chiaro.
+
+--Ah sì! _La nuit tous les chats sont gris_;--osservò il tenente
+Gordolon, un nizzardo, che parlava bene e volentieri il francese.
+
+Il capitano Cattaneo ordinò alla compagnia di sostegno di prender
+posizione lungo le siepi. Il nemico era in forze, di là da un campo di
+grano turco, e sopra le vette delle piante ancor giovani si vedevano
+tratto tratto apparire le teste dei soldati, coi loro alti pentoloni
+neri.
+
+Il fuoco ricominciò. Veramente, non era cessato; ma la compagnia di
+sostegno gli diede una gagliarda ripresa.
+
+--Tenetevi più radi!--gridò il capitano ai suoi soldati.--Così! A
+dieci passi l'uno dall'altro! E tirate più basso, nel verde; la palla
+si farà strada.--
+
+Aminta, col suo braccio sanguinante, era stato mandato indietro, ad
+aspettar l'ambulanza. Un bravo soldato, il Tonazzi, lo aveva fatto
+sedere al piede di un gelso, e lo rinfrancava con qualche sorso di
+_rum_ della sua fiaschetta. Che rabbia! Li vedeva, di là, i negri
+cappellacci con l'aquila bicipite di argento falso, che luccicava ai
+primi raggi del sole, e non poteva più spianare il suo fucile, per
+mandar loro qualche palla, egli cacciatore dall'occhio sicuro e dal
+colpo infallibile!
+
+Come il capitano Cattaneo aveva detto dianzi, quella era una
+ricognizione in tutte le regole. Non accennava a volersi avanzare di
+più; ma faceva un fuoco assai vivo. Perciò il battaglione si avanzò
+tutto quanto, pronto ad entrare in azione, e venne anche una compagnia
+di bersaglieri al passo di corsa, per snidare il nemico dal campo,
+dove pareva aver messe le barbe.
+
+--Oh, bravo, Arrigozzi!--gridò il tenente Gordolon ad un
+bell'ufficiale dalla persona alta e dal fiero aspetto, che guidava i
+cappelli piumati.--Sei venuto a prendere la tua parte?
+
+--Spero bene che ci avrete lasciato qualche cosa;--rispose
+l'Arrigozzi, passando e salutando con la sciabola.
+
+I bersaglieri, giunti al sentiero, si ordinarono tosto in manipoli, e
+si cacciarono risoluti nel campo, con le baionette puntate in avanti.
+Frattanto il tenente Parodi aveva detto ai suoi:
+
+--Ora voi altri, ragazzi miei, prendete un po' di riposo, che lo avete
+guadagnato. Chi ha pane nella sacca ne mangi un boccone. La zuppa
+verrà tardi, quest'oggi.--
+
+Niente fa scorrere il tempo come le schioppettate. Con questo non
+s'intende di raccomandarle agli annoiati, che potrebbero anche
+abusarne; si dice solamente per accennare un fatto psicologico,
+abbastanza curioso, e che a molti parrà anche in contraddizione con la
+eterna lunghezza delle ore di pericolo. Forse la ragione di una tale
+diversità di sentimenti sta in ciò, che il pericolo in guerra è un
+pericolo _sui generis_, affrontato in molti, che s'incuorano a vicenda
+e si riscaldano, e son capaci anche di celiare, di ridere e di far
+ridere. Infine, che ne so io? Quanti hanno avuto pratica di queste
+cose vi diranno che al fuoco non hanno contate le ore.
+
+La scaramuccia durò un pezzo, tanto che venne la zuppa, prima che i
+bersaglieri e la compagnia di sostegno avessero finito di scambiar
+colpi con un nemico, il quale si era ritirato sotto la protezione
+delle batterie e non voleva aver l'aria di cedere. Venne la zuppa,
+portata in due grosse pentole di ferro, sostenute da una stanga,
+passata attraverso i due manichi mobili. Fumava, l'aspettata, la
+sospirata, e mandava un soavissimo odore di lardo. I soldati si
+rizzarono in piedi, fiutando il vento, come le cavalle di Omero.
+
+Ahimè! Quella zuppa doveva finir male. I quattro soldati di cucina che
+la portavano, ebbero a passare in una larga radura, donde la videro
+gli artiglieri austriaci dai bastioni. Un ufficiale di cattivo umore,
+a cui forse non avevano portata la sua, si prese il gusto matto di
+turbare la colazione degli altri. Un cannone fu puntato, partì il
+colpo, e una delle solite palle la trentasei venne a ficcarsi nel
+terreno, venti o trenta passi discosto dagli invocati distributori del
+brodetto spartano. Titubarono alquanto i soldati, e pensarono di
+piegare da un lato; così perdettero tempo, e un'altra palla arrivò,
+anche più vicina della prima. Essi allora non aspettarono la terza;
+rovesciarono le pentole, e via.
+
+Non li disprezziamo per ciò. Quei soldati erano dei buoni, e avevano
+fatto in ogni incontro il loro dovere. Ma è regola che il soldato di
+cucina non si batte. Se non si batte, perchè correrebbe il rischio dei
+compagni che si battono? Sono ventiquattr'ore che egli regala a sè
+stesso, alla famiglia, alle probabilità matematiche di portar salva la
+pelle a casa.
+
+Aminta assistè dal suo posto ad una scena curiosa. I soldati che si
+battevano, non avendo le stesse ragioni dei loro compagni di cucina,
+scambio di fuggire dal posto preso di mira, si buttarono per
+disperati, a raccogliere i pezzi di carne lessa, e le manate di riso,
+per riempirne le loro gamelle, che, poveracci, avevano già slacciate
+dagli zaini. Quel giorno, adunque, in premio della loro carica alla
+baionetta, gli uomini del caporal Piras mangiarono il riso senza
+brodo, ma per contro bene imbrattato di terriccio e sparso anche di
+sassolini. La fame è cieca e non bada a queste piccolezze.
+
+Poco dopo venne il medico Baratelli, a visitare i feriti. Trovò che il
+soldato Guerri aveva l'osso dell'omero scheggiato, e allora, fatta una
+fasciatura alla lesta, mandò il ferito all'ambulanza del campo. Quel
+medesimo giorno Aminta era avviato all'ospedale di Brescia.
+
+Il carro dell'ambulanza si mosse dalla cascina Fedalora mentre il
+reggimento si disponeva a lasciare il campo, insieme con tutta la
+divisione, per passare il Mincio e andarsi a piantare entro il famoso
+Quadrilatero. Un'altra divisione doveva sostituire quella comandata
+dal vecchio e prode Mollard, nell'assedio di Peschiera. Dicevasi che
+per allora Peschiera e Mantova si sarebbero mascherate, e che il
+grosso degli eserciti alleati avrebbe investito il campo trincerato di
+Verona, sperando di trarre a giornata l'esercito nemico e di dargli un
+altro Solferino là dentro. Al povero Guerri non sarebbe toccato più
+niente di quella distribuzione, poichè andava all'ospedale.
+«Distribuzione» era il vocabolo usato allora dai soldati piemontesi,
+per indicare le schioppettate. Qualcheduno anzi v'aggiungeva «di
+fagiuoli», dicendola ottima, per accompagnare l'eterno e solitario
+riso della minestra quotidiana.
+
+Aminta partì, salutato dal bruno Fogazzaro, dal pallido e gentil
+Prampolini, dal biondo angelico Simone, dal nero Isoardo,
+dall'olivigno Piras, e a farla breve da tutti i suoi amici più cari,
+dai suoi dilettissimi fratelli d'armi. Gli parve, spiccandosi da loro,
+mentre il veicolo si metteva in moto, di separarsi dalla sua stessa
+famiglia. È infatti una famiglia, il reggimento; anzi un aggregato di
+famiglie, come i vecchi _clans_ della Scozia; ed è padre il capitano,
+nonno il maggiore, bisnonno il colonnello.
+
+E la famiglia sua vera, che aveva lasciata alle Vaie? Ci pensò allora,
+dopo aver ricevuta la parte sua, nella grande distribuzione. Fino a
+quel giorno era vissuto in uno strano tumulto di idee, nella
+confusione della gloria, e gli era sembrato di marciare in mezzo ad
+una polvere luminosa, che gli nascondesse tutto intorno l'aspetto
+delle cose.
+
+Da suo padre aveva ricevuto una lettera sola. Dio sa quante altre
+n'erano andate smarrite! Ma da altri modenesi aveva sapute le notizie
+della patria. Il duca Francesco V era fuggito a Vienna. Il conte
+Jacopo Malatesti, fedele alla sventura, lo aveva seguito a Vienna. E
+suo figlio Gino? Si diceva che fosse sparito dalla città, ma della via
+che aveva presa non si sapeva nulla di certo. Il marchese Paolo,
+ministro del duca, non si era mosso dagli Stati felicissimi, ma non
+più fedelissimi, dicendo a chi voleva e a chi non voleva sentirlo,
+com'egli avesse disapprovato sempre il poco liberale indirizzo del
+governo del suo signore, insistendo spesso per fargli dare una
+Costituzione. Pochi credevano; i più sorridevano e lasciavano dire.
+Erano così felici di aver scosso il giogo! E il marchese Paolo,
+probabilmente citando più che mai il gran poeta della patria, si era
+ritirato a vivere in una sua villa sul Reggiano, dopo aver mandato un
+saluto amorevole al Governo provvisorio. I governi provvisori
+sorgevano da per tutto, in quei giorni. La tirannide era stata
+dissipata, come una nebbia molesta, dal sole di Magenta. La Lombardia,
+i Ducati, la Legazione di Bologna, la Toscana, erano libere; già si
+aspettavano le rivoluzioni di Palermo, di Napoli, di Roma. Quanto a
+Venezia, ci si andava; la città delle Lagune aspettava fremente.
+
+Un celebre chirurgo militare, il Larrey, osservò che al tempo suo
+(quello delle grandi guerre napoleoniche) guarivano più facilmente le
+ferite dei vincitori, che non quelle dei vinti. Sapere che la tua
+ferita è stata utile a qualche cosa, è già un conforto: udire che il
+tuo reggimento procede di vittoria in vittoria, che il tuo esercito è
+entrato nella capitale del nemico, ed ha potuto dettare, giunto alla
+sua meta, le condizioni di pace, è una gioia in cui si annegano molti
+dolori. Così stando le cose, Aminta Guerri partiva felice per
+l'ospedale di Brescia. Portava un omero scheggiato, fors'anche
+spezzato; ma non sentiva al braccio che un gran calore:
+l'infiammazione dei tessuti, forse; molto probabilmente le forze della
+natura, che già lavoravano al doppio ufficio della eliminazione e
+della riparazione.
+
+Il carro dell'ambulanza andava con motto uniforme sulla grande strada
+maestra, che da San Martino di Pozzolengo metteva a Desenzano. Aminta
+rivide il bel lago di Garda, che sembrava un mare, ma che, scambio
+degli effluvii marini, portava quelli dei cedri e degli aranceti di
+Salò. Addio Lonato, dall'alto castello veneziano, che raffigura da
+lungi le immani rovine di una rocca ciclopica. Addio Ponte San Marco,
+dove Aminta non vide nè il ponte nè il santo, ma donde mandò un saluto
+e un pensiero affettuoso a Calcinato su Chiese, nobile borgo ospitale,
+bianca apparizione torreggiante dal colmo d'un poggio, sul fondo verde
+azzurro della pianura lombarda.
+
+Calcinato domanda un ricordo, se pure non è più giusto il dire che lo
+comanda, a chiunque faccia la via da Brescia a Peschiera. È una grossa
+terra e val molte città, col suo vasto abitato, con la sua chiesa più
+vasta dell'abitato, e co' suoi cuori più vasti della chiesa. Calcinato
+è forse il paese d'Italia che abbia veduto passare più soldati, dal
+Quarantotto in poi, causa la sua poca distanza dal Mincio, su cui
+tante volte si sono messe a cimento le fortune della patria. Ho detto
+che il paese è largamente ospitale; aggiungerò che è italiano fino al
+midollo. Fossero mille, diecimila, ventimila i suoi ospiti. Calcinato
+non si è sgomentato mai. Alto, sopra il suo poggio solitario, non ha
+mai badato a miserie. E lo paga de' suoi nobili sacrifizi l'amore di
+quanti soldati furono ospiti suoi, cappotti grigi, camicie rosse che
+fossero. Si rammenta sempre come una gloria la sua bella piazza
+castellana, che vigila i colli di San Martino; la sua gran chiesa
+bianca, che guarda Brescia e Bergamo, intravvedendo Pontida; il
+sembiante aperto e il sorriso fraterno de' suoi abitanti; la festa dei
+suoi giardini; la grazia de' suoi salotti; la gentilezza modesta delle
+sue fattorie; perfino il profumo dei suoi larghi fienili, delle sue
+legnaie, sotto i porticati delle corti campestri.
+
+Mentre noi c'indugiamo in questi ricordi, Aminta Guerri è giunto a
+Brescia, ed è calato dal carro dell'ambulanza, davanti all'ingresso
+dell'ospedale di Santa Eufemia.
+
+
+
+
+Capitolo XIX.
+
+Sant'Eufemia!
+
+
+Si sentiva debole, il povero Aminta. La via da Desenzano a Brescia non
+è lunga, e la rendeva anche più breve il viaggio in istrada ferrata,
+poichè da alcuni giorni quel tratto di ferrovia, rotto dagli
+Austriaci, era stato riparato dai nostri. Ma le scosse del convoglio,
+i trapassi faticosi dal carro dell'ambulanza di campo al convoglio,
+nella stazione di Desenzano, e dal convoglio a un altro carro
+d'ambulanza, nella stazione di Brescia, non erano fatti per ridar le
+forze ad un uomo, che aveva una palla in un braccio, l'osso dell'omero
+scheggiato, fors'anche spezzato, e una febbre da leoni per giunta.
+
+Egli era meno infelice tuttavia di tante migliaia di feriti del 24 di
+giugno, che avevano dovuto far la strada su carri scoperti, alla vampa
+del sole, sdraiati su poca paglia, messi a rinfusa, cercando un
+ricovero negli ospedali improvvisati di Desenzano, e via via di
+Lonato, di Ponte San Marco, di Rezzate e di Brescia, senz'altra cura
+possibile, lungo la strada, fuorchè la speranza di ottenerne, appena
+giunti in un rifugio, che fosse meno riboccante di loro compagni di
+sventura.
+
+Aminta salì nondimeno da sè le scale di Sant'Eufemia, leggermente
+sorretto da un infermiere. Fu fatto entrare in una corsìa, dov'era
+ancora un letto libero. Si dice ancora, ma si potrebbe dire che era
+stato lasciato libero a mala pena, poichè il soldato che l'occupava da
+sette giorni era andato quel giorno a dormire il gran sonno. Lui
+partito, si era mutata la biancheria e messo a capo del letto un altro
+cartellino. Su questo fu scritto un altro nome, quello di Aminta
+Guerri, vi si aggiunse la patria, il reggimento, e, appena fu giunto
+il medico per la visita, anche la qualità della ferita. Così il letto
+del N. 151 aveva cambiato proprietario.
+
+--Speriamo bene;--aveva detto il medico, dopo avere attentamente
+visitato il ferito.--Mi pare che tutto proceda a dovere. La palla si
+sente e non sarà difficile estrarla. Riposate ora un tantino.
+
+--Signor dottore,--disse Aminta,--vorrei chiedere una grazia.
+
+--Scrivere alla vostra famiglia?--disse il dottore.
+
+--Sì; come ha indovinato alla prima!
+
+--Eh, ci vuol poco, mio caro. È il primo pensiero del ferito, appena
+giunge all'ospedale. Le prime cure che riceve da persone ignote,
+quantunque amorevoli, richiamano alla sua mente quelle che vorrebbe
+avere dai suoi.
+
+--È vero;--disse Aminta.--E se potessi far sapere ai miei che son qua,
+all'ospedale di Sant'Eufemia...
+
+--È presto fatto;--replicò il medico militare, un forte e simpatico
+giovanotto, a cui non toglievano bellezza, aggiungendo gravità, le due
+lenti piantate sul naso.--Ho qua dentro dei foglietti di carta e delle
+buste. Dettate e scriverò. Nessun ringraziamento, vi prego; son cose
+che fanno perder tempo, e basta sottintenderle.--
+
+Aminta diede il nome e il ricapito dei suoi. Il dottore scrisse poche
+linee per lui, dando anche notizie rassicuranti intorno al suo stato
+di salute. Poi mise il foglietto nella busta, suggellò, aggiunse
+l'indirizzo; tutto alla svelta, a suon di tamburo; finalmente consegnò
+la lettera a un infermiere, perchè fosse gittata immediatamente nella
+buca, all'ingresso dell'ospedale.
+
+--Adesso, dunque, riposate. Niente ringraziamenti, vi ripeto: siamo
+qui l'uno per l'altro; abbiamo servita in faccia al nemico comune la
+medesima causa; io, più fortunato di voi, ho della carta da lettere
+pronta nel portafoglio, e le braccia sane per servirmene. A rivederci
+tra poco; dormite un paio d'ore, vi prego.--
+
+Aminta non accettò la raccomandazione, che dopo aver chiesto e saputo
+il nome del simpatico uomo, che faceva tutto alla svelta, e bene, e
+non voleva neanche essere ringraziato. Bravo dottor Pesce! Anch'egli
+alpigiano come Aminta Guerri; poichè era nato sull'Appennino
+ligustico, a Campo Ligure, com'egli sull'Appennino modenese, a
+Fiumalbo.
+
+Saputo il nome, e risposto con un sorriso alle ultime esortazioni
+amichevoli del dottore. Aminta piegò la testa sul guanciale e prese
+sonno. Ne aveva bisogno più assai che non credesse, di quel sonno
+ristoratore; e non dormì solamente le due ore che gli aveva
+raccomandato il buon medico. La febbre, per miracolo, non soverchiò la
+stanchezza, e neanche gli diede sogni spiacevoli. Si era addormentato
+pensando ai suoi monti; sognò di vederli, e di abbracciare suo
+padre.--«Infine,--gli diceva, mostrando il suo braccio ferito,--l'ho
+anch'io, la mia brava testimonianza di aver servito il paese. E non è,
+perdio, una misera condanna a tre mesi di confine!» Aminta Guerri, lo
+ricordate, non aveva perdonato, come sua sorella; il suo pensiero
+ricorreva spesso, e sdegnosamente, alle nobili imprese del conte Gino
+Malatesti. Al campo gli era giunta una lettera, in cui si diceva, tra
+l'altre cose e notizie di Modena, che il conte Gino era sparito.
+Sicuro! Tanto sparito, che non se n'erano più avute novelle. Se il
+conte Gino avesse avuto un'oncia di cuore, se avesse inteso il dover
+suo, si sarebbe arruolato in un reggimento piemontese, o nell'esercito
+di Garibaldi; avrebbe fatta la sua brava campagna, e presa magari in
+petto la sua brava palla, redentrice d'ogni colpa. A quel patto, a
+quel patto solo, avrebbe perdonato Aminta Guerri le colpe di Gino
+Malatesti. Ma il conte Gino non aveva fatto nulla di ciò. Se lo avesse
+fatto, altri modenesi lo avrebbero saputo, altri modenesi lo avrebbero
+narrato ad Aminta. Nessuno gli aveva data una simile notizia; solo
+avevano potuto scrivergli che il signor conte era sparito. Sparito!
+
+La mattina seguente, fu fatta una vera e compiuta esplorazione della
+ferita, ed anche estratta la palla. Era conica, la palla, e di
+carabina Stutzen; ma alla breve distanza a cui era stato colpito
+Aminta, le era mancato il tempo di allargare le sue ali di piombo.
+Perciò non era stata troppo grave la lacerazione dei tessuti. Dalla
+poca quantità delle schegge raccolte, fu anche facile argomentare che
+l'osso non era stato troppo maltrattato.
+
+--Speriamo bene, anzi meglio di ieri;--disse il simpatico
+dottore.--Ora che la medicatura è fatta, voglia starsene tranquillo,
+signor mio, non muoversi, sopratutto non commuoversi, non agitarsi
+inutilmente. La vita dell'ospedale è noiosa; ma ci vuol flemma.
+Coraggio e sangue freddo, come dicono al reggimento! E aspetti la
+famiglia, sì, ma con moderata impazienza.--
+
+Aminta sorrise a quelle raccomandazioni, fatte con un tono di burbero
+benefico.
+
+--Grazie, tenente!--diss'egli.--Ella non mi vuol guarire soltanto con
+le mani.
+
+--Eh, si capisce;--rispose il dottore.--Le mani in chirurgia; la
+lingua in medicina. Ella non ha bisogno solamente di chirurgo, ma
+anche di medico. Stia dunque ai consigli.--
+
+L'ultimo venuto della famiglia è sempre il beniamino. Aminta Guerri,
+ultimo venuto a Santa Eufemia, fu il beniamino dell'ospedale. Triste
+famiglia, un ospedale; ma non dimenticate che si era nel 1859, in un
+ospedale di Brescia.
+
+Ordinariamente, in un ospedale, è squallore e tristezza, anche quando
+vi regna la pulizia. Le suore di Carità fanno un servizio ammirabile,
+assai gradito ai poverelli, che certamente non avrebbero avute mai
+tante cure in casa propria, e più certamente ancora non videro in casa
+propria tanta nettezza, tanto ordine, tanta puntualità, tanta
+abbondanza del necessario. Ma un po' di superfluo, Dio buono, quanto è
+necessario alla vita! Quelle mura scialbe dello stanzone non destano
+alcun pensiero giocondo nell'animo, non fioriscono di nessuna
+consolazione lo spirito abbattuto. Pagine bianche e mute, vi lasciano
+tracciare con la fantasia tutti i segni più neri, leggere tutte le
+malinconie che volete. E là, fra tanti letti in fila, tutti della
+medesima forma, custoditi alla vista dalle medesime cortine, è un
+principio di depressione del povero orgoglio umano, pur tanto utile a
+stimolare le energie della vita; in quell'odor molle di corruzione,
+che nessun profumo varrebbe a dissipare, e che gli stessi effluvii di
+farmacia mettono in evidenza, pur volendolo vincere, è un principio di
+morte. Così muore lo spirito, prima che il corpo si spenga. Lo
+stanzone, il dormitorio in comune, è lieto tra i sani, tra i forti, in
+una caserma, quando un motto allegro scoppia nel buio e fa scoppiar le
+risate all'intorno; è uggioso e triste senza fine, dove son venti o
+trenta uomini che stanno male, e dove chi ne ha meno finisce presto
+con sentirne di più. Infatti, nella corsìa dell'ospedale si moltiplica
+il pensiero delle vostre miserie per quello di tutte le altre che vi
+circondano. Ma non così a Santa Eufemia, nell'anno glorioso; sebbene,
+in onta alla consolante dottrina del Larrey, si morisse anche delle
+proprie ferite, dopo aver vinto, e sapendo che l'esercito di cui si
+era parte onorata, proseguiva la sua opera liberatrice.
+
+Anche a Sant'Eufemia erano scialbe le mura; ma l'ospedale non si aveva
+tempo a sentirlo, poichè la famiglia appariva da tutti gli usci,
+brulicava per tutte le corsie, s'inchinava amorosa a tutti i
+capezzali. Le donne gentili di Brescia assistevano esse i feriti;
+servivano gli ammalati più gravi, consolavano di buone parole coloro
+che potevano udire e rispondere, allegravano di graziosi motti i
+convalescenti. In certe strette, dove i feriti non avevano più bisogno
+d'altro che di riposo e di nutrizione ricostituente (non è questo il
+vocabolo?), non pareva più d'essere tra due letti d'ospedale, ma in un
+salotto; salotto improvvisato, ma pur sempre un salotto. Per l'appunto
+da due convalescenti erano occupati i due letti alla destra di Aminta,
+corrispondenti ai numeri 152 e 153. Il 152 era un giovanotto di
+Casalmaggiore, che aveva avuta a San Martino una ferita sul dorso
+della mano sinistra, nell'atto di puntare il fucile, prima di aver la
+sua laurea d'avvocato nella università di Pavia. Il 153 era un
+gentiluomo di Pistoia, ferito alla regione frontale, ma anch'egli in
+via di guarigione. Lo chiamavano il poeta, perchè egli, più sfregiato
+che offeso dallo strisciar di una palla austriaca dalla fronte alla
+tempia sinistra, diceva di voler coprire lo sfregio con una corona
+d'alloro. E intanto scriveva rime, come il suo conterraneo Gino
+Sinibaldi, e fregiava di sonetti e di madrigali gli albi delle belle
+infermiere.
+
+Aminta vide passar davanti al suo letto le più leggiadre apparizioni, i
+più varii e i più nobili tipi della bellezza femminile. Vide ed ammirò
+anch'egli quelle due luci che il 153 chiamava, in un impeto lirico, «i
+più begli occhi d'Italia» e che il 152, capo ameno se altro fu mai,
+simulando la parlata e l'accento di un viaggiatore tedesco in Italia,
+ribattezzava per «belle parrocchie.»--Ma che parrocchie!--esclamava il
+153.--Arcipreture, collegiate, abbazie, cattedrali, basiliche! Un par
+d'occhi come quelli non si dovrebbero portare attorno così, impunemente,
+audacemente, per tentare al furto i poveri mortali. «Signora... (e qui il
+nome della felice proprietaria di quel paio d'occhi) non sarebbe forse
+più prudente metterli in uno scrigno? o consegnarli allo Stato, perchè
+fossero conservati tra i diamanti della corona?»--
+
+Aminta non udiva sempre di così allegri discorsi. Qualche volta si
+parlava anche dei compagni più gravemente feriti, subitamente
+aggravati. E appunto due giorni dopo che gli era stata estratta la
+palla dall'omero, da un letto alla sua sinistra sentì proferire un
+nome che lo fece sobbalzare tra le lenzuola. Malatesti, Malatesti,
+avevano detto? Non ne era ben certo. Un ferito parlava con un
+infermiere, venuto accanto al suo letto. Il nome di Malatesti, o
+qualche cosa di somigliante, era stato pronunziato. Si volse, come
+potè, a stento, e tese l'orecchio. Ma il ferito parlava a bassa voce,
+e l'infermiere egualmente.
+
+Restò a lungo turbato, cercando e non trovando nella sua mente confusa
+il modo di soddisfare la curiosità ond'era tormentato. Ma aveva poi
+udito bene? E se anche aveva udito bene, non ce n'erano altri, di
+Malatesti, in Italia?
+
+Aminta era in questi dubbi, quando incominciarono le visite mattutine.
+Una bellissima signora bresciana, proprio quella dei «più begli occhi
+d'Italia», apriva in quel giorno la marcia. Giunta al letto di Aminta,
+entrò nella stretta, si avvicinò al suo capezzale, e gli domandò con
+la sua vocina soave come avesse passata la notte.
+
+--Sognando di Lei;--avrebbe risposto il 153. Ma il nostro Aminta era
+il 151; non rispose che un «bene, grazie», come avrebbe fatto ogni
+semplice mortale, alla domanda di ogni semplice dama, e sessagenaria
+per giunta.
+
+--Ha bisogno di nulla?--domandò ancora la bella infermiera.
+
+--Sì, signora;--osò dire Aminta.--Di una notizia.
+
+--Ah, bene! Mi dica;--rispose ella, contenta di potergli esser utile
+in qualche cosa.
+
+--Vorrei sapere...--ripigliò Aminta.--Le chiederei, in grazia, di
+dirmi se tra i feriti c'è qui un Malatesti.
+
+--Sì,--rispose la signora,--ho sentito questo nome.
+
+--È modenese?--domandò Aminta.
+
+--Non so; ma aspetti, si fa presto a saperlo.--Così dicendo, la bella
+signora, escì leggiera leggiera dalla stretta e ritornò sopra i suoi
+passi, fino all'uscio di una cameretta, dove alloggiava l'infermiere
+della sala. Aminta la vide ricomparire, due minuti dopo, alla sponda
+del suo letto.
+
+--Sì,--diss'ella, ripigliando il discorso,--è un conte Malatesti, di
+Modena. Lo ricordo benissimo, ora; è un soldato volontario del 13^o
+Reggimento; occupa il primo letto della corsia.--
+
+Aminta era preso da una strana inquietudine. Tutti quei particolari
+eccedevano, oramai; gl'impedivano di saper subito l'essenziale.
+
+--E scusi...--diss'egli;--è ferito... gravemente?--Forse la bella
+signora si era avveduta del turbamento di Aminta; forse non era in lei
+che un sentimento di pietà femminile. Comunque fosse, ella si mostrò
+meno franca nel rispondere a quell'altra domanda.
+
+--Gravemente?... Non credo, se per una ferita grave si ha da intendere
+che ci sia pericolo di vita. Non so bene come sia ferito; mi pare alla
+spalla; quasi come Lei, Ma si spera... si spera molto.
+
+--Ho sentito dire,--ripigliò Aminta,--o mi è parso di sentire d'un
+Malatesti che stava assai male.
+
+--Sì, dev'essere una notizia di ieri sera;--rispose la signora,
+abbassando le ciglia pietose sui «più begli occhi d'Italia».--Si è
+temuta una recrudescenza, per un forte accesso di febbre... Ma questa
+mane, poc'anzi, quando son passata daccanto al suo letto, mi è parso
+abbastanza tranquillo.
+
+--Ha detto che è ferito alla spalla?
+
+--Sì, vicino alla spalla... più in qua... sotto la clavicola destra.
+Ma si calmi, la prego. E sopratutto non parli troppo; le farà male.
+
+--Ancora una domanda, signora! È lontano di qui?
+
+--Le ho detto che è in principio di questa corsìa. Ma già, ella non
+può voltarsi a vedere, e meno ancora contare i letti. Il suo amico è
+al numero 140.
+
+--Grazie, signora;--disse Aminta.--Il conte Malatesti è infatti un
+amico mio. Speriamo bene.--
+
+I più begli occhi d'Italia si spiccarono finalmente da Modena, per
+brillare di luce pietosa su Casalmaggiore e Pistoia. Colà si aveva
+meno bisogno di chieder notizie, e molto più di ammirare la loro
+bellissima proprietaria. Beati convalescenti! Ed anche beati cuori
+tranquilli, che non sentivano, come Aminta Guerri, il rimorso di un
+falso giudizio.
+
+Aminta soffriva acerbamente del suo. Povero Gino! povero Gino! Lo
+aveva dunque accusato a torto? Sparito, il conte Malatesti, sparito da
+Modena! Sì, sparito da Modena, ma per passare il confine, anzi i due
+confini di Modena e di Parma, per correre in Piemonte, e indossar la
+divisa del volontario. Ma perchè non ne faceva un cenno, la lettera?
+Ah, sì, che poteva dire la lettera? Il conte Gino, il figlio di Jacopo
+Malatesti, di un fedel servitore del Duca, non poteva mica toccar la
+tromba, per annunziare al popolo e al comune il suo virile proposito.
+Era sparito, come fa in simili circostanze l'uomo forte e modesto, che
+la voce del dovere ha chiamato. E senza lasciar trapelare il suo
+segreto da anima nata, senza mandar notizie di sè ai parenti, agli
+amici, era entrato, egli cavaliere esperto e magnifico, in un
+reggimento di fanteria, forse per meglio nascondersi, per sottrarsi
+alla vista, alla curiosità de' suoi pari, al pericolo di notizie che
+sul suo conto si potessero spargere. Ignoto a tutti, fuorchè al suo
+reggimento, aveva fatta la sua brava campagna, e una palla in petto
+aveva premiato il suo doppio eroismo, mentre tutti gli altri lo
+dicevano semplicemente «sparito da Modena» e Aminta Guerri lo accusava
+di non aver fatto seguire i fatti, i forti fatti, alle chiacchiere
+vane, alle piccole glorie di una condanna al confine. E come lo aveva
+mal giudicato in ciò, non poteva Aminta Guerri averlo giudicato male
+in qualche altra cosa? Per esempio nel suo mancar di fede alle Vaie? A
+buon conto, sua sorella Fiordispina, quella che più di tutti aveva a
+soffrirne, non aveva dubitato del cuore di Gino; sua sorella
+Fiordispina gli aveva perdonato, senza mestieri di giustificazioni, di
+pentimenti, di atti da eroe. Povera Fiordispina! Ed ella aveva
+profondamente sofferto; e soffriva ancora; avrebbe sempre sofferto.
+Sono nel mondo creature di tempra più nobile, vasi d'elezione, secondo
+il detto di un grande, ai quali è stato affidato, come a sua propria
+sede, il dolore; e da quei cuori più alti, come da fari accesi sulle
+tenebre vaste dei mari, il dolore umano spande la sua luce più bella.
+
+Il medico giunse, guardò il ferito, gli toccò il polso, e trovò
+cresciuta la febbre.
+
+--Ebbene, che è?--diss'egli.--Abbiamo fatto qualche pazzia? Il
+cervello ha lavorato troppo, non è vero?
+
+--Ella vede tutto, tenente!--mormorò Aminta.--Indovina tutto!...
+
+--Eh, ci vuol poco;--rispose il dottore.--Abbiamo una bella febbrona.
+
+--La ferita, forse....
+
+--La ferita non ci ha che fare; la ferita procede bene. Qui ci siamo
+riscaldati la testa, dico io. Forse col pensiero della famiglia? Si
+calmi; la famiglia verrà. Vuol farsi trovare dai suoi più ammalato che
+non sia veramente?
+
+--Ha ragione, tenente! Vedrò di calmarmi, non penserò a nulla.
+
+--Bravo, così va fatto. Neanche a tutte queste belle signore che
+passano, mi raccomando. Ah, bene! La vedo sorridere, mio caro Guerri.
+Abbiamo già dunque il cuore impegnato con una di queste angiolesse
+custodi? Lo dicevo ben io, che questa febbrona non veniva dal braccio!
+
+--S'inganna, tenente; ho il cuore altrove. E poi, nel mio stato.... Le
+pare? Mi dica ora, di grazia;--soggiunse tosto il ferito, vedendo il
+dottore già sulle mosse per continuare le sue visite;--come sta il
+140?
+
+--Benissimo!--esclamò il dottore, inarcando le ciglia.--Conosce già i
+numeri di tutta la corsìa!
+
+--Si tratta di un mio concittadino, del conte Malatesti;--rispose
+Aminta.--Mi hanno detto che è qui, al numero 140.--
+
+Il dottore rimase un istante perplesso, guardando di sotto alle sue
+lenti il curioso. In quell'istante la sua risoluzione era fatta.
+
+--Il 140 va molto meglio,--rispose.
+
+--Con una palla nel polmone!--disse Aminta.
+
+Qui, altra guardata attraverso le lenti. Ma con tutta la sua
+penetrazione, il bravo dottore non poteva mica indovinare che il
+ferito giuocasse di scherma con lui e gli facesse una finta così
+audace, per obbligarlo ad una certa parata.
+
+--Ebbene,--diss'egli allora,--che cosa c'è di strano? Con un polmone
+forato si può vivere... quando non si muore subito: il che, mi
+concederà, guasta anticipatamente tutta la cura del medico. Il conte
+Malatesti è stato ferito il 24 giugno; siamo al 5 di luglio; son
+passati dunque undici giorni, ed egli è ancor vivo. Sarebbe già, da
+solo, un bel fondamento di speranza; ma non è solo, perchè un certo
+miglioramento si è già manifestato nelle sue condizioni generali.
+
+--Mi avevano detto....--balbettò Aminta.
+
+--Ah, caro il mio Guerri! Se Ella dà retta agli infermieri, crederà
+che qui siano tutti moribondi. Qui, invece, ho l'onore di dirglielo,
+guariscono tutti, nella proporzione del novantacinque per cento.
+
+--È alta!--disse Aminta.
+
+--Sì e no;--rispose il dottore, mettendo per amore della verità
+scientifica un correttivo all'asserzione pietosa.--Ella deve anche
+pensare che qui abbiamo tutti i feriti che si son potuti trasportare.
+Hanno durato agli strapazzi del viaggio; c'era la fibra. Ma basta; ora
+finisco il mio giro.
+
+--Mi fa un piacere, tenente?
+
+--Purchè Lei stia zitto un paio d'ore, e tranquillo tutto il resto del
+giorno, sì.
+
+--Mi saluti il conte Malatesti; gli porti un augurio del mio cuore!
+
+--La servirò.--
+
+Ciò detto, il tenente medico si allontanò dal capezzale di Aminta, per
+andare a finire il suo giro. Da quella parte là, per fortuna, non
+aveva che convalescenti.
+
+--Sì, sì! Potrà sentirli i saluti?--borbottava egli tra i denti.--Ed
+anche approfittare degli augurii, quel povero conte!--
+
+Finito il giro, andò a cercar l'infermiere della sala, che stava nel
+suo camerino, leggiucchiando un giornale.
+
+--C'è qui un uso....--gli disse il dottore,--un uso che non va.
+
+--Ho preso il giornale or ora;--rispose l'infermiere, alzandosi
+tosto.--Sono i primi due minuti di riposo, dalle cinque di stamane.
+
+--Non parlo di riposo;--ripigliò il dottore,--parlo dall'uso di dar
+notizie dei feriti gravi agli altri feriti, che lo son meno, ma che
+potrebbero ancora aggravarsi.
+
+--Non mi pare di aver fatto nulla di simile.
+
+--Al 151, per esempio, si è detto che il 140, un suo concittadino, ha
+il polmone forato e che il suo stato è gravissimo. Queste notizie
+turbano. La debolezza di chi le riceve, l'amicizia, metta anche in
+certi casi la parentela, tutto ciò aiuta a far crescere l'ansietà,
+l'agitazione, la febbre. Non va, dico, non va.
+
+--Mi accusa a torto, signor tenente;--replicò l'infermiere.--Le giuro,
+da buon italiano come sono, non ho detto nulla di nulla, nè al 151, ne
+ad altri.
+
+--Allora il signor Guerri mi ha ingannato;--disse il dottore.--Gli ho
+risposto di non credere a ciarle d'infermieri.... Capirà, dovevo
+parlar così!... Ed egli non mi ha detto nulla in contrario.
+
+--Creda, signor tenente, avrà voluto tirare a indovinare. Qualcheduno
+gli avrà detto che qui c'è il conte Malatesti....
+
+--E che ha il numero 140, e che ha un polmone forato!--aggiunse il
+dottore.
+
+--Ma proprio non gliel'ho detto io;--ribattè l'infermiere.--Se non
+sono le signore....
+
+--Ah, donnine belle!--esclamò il dottore, tentennando la testa.
+
+--Sicuro, donnine belle!--ripetè l'infermiere.--Non ce ne dovrebbero
+essere, negli ospedali, a confonder la testa.
+
+--Bravo! La confondono a Lei?
+
+--No, dico ai feriti.
+
+--Eh! per questo, vada là! Un po' d'aria di famiglia fa bene. Vestono
+con eleganza; mettono in mostra qualche colorino allegro, che fa un
+po' di contrasto, che rompe questa monotonia nosocomiale. Veda anche
+il nome, quanto è brutto! Nosocomio! E siamo poco belli noi altri, con
+le nostre divise; e son brutti lor signori, con quelle cappe nere, che
+li fanno rassomigliare a tanti confratelli della buona morte. Lasci
+che le signore vengano, che le signore risplendano, che le signore
+sorridano; è tanto di guadagnato per la salute. Dico soltanto che
+bisogna guardarsi dal notiziario. Veda, per esempio; ieri il 151, non
+aveva più febbre; oggi gli è ritornata. La cosa mi rincresce tanto
+più, che oggi può capitare suo padre.
+
+--Potrò dunque lasciarlo passare?
+
+--Certamente. La vista della famiglia non fa mai male. È una febbre
+diversa, una febbre benefica, quella che dà la vista della famiglia ai
+feriti.--
+
+L'infermiere s'inchinò, e il dottore, escito dal camerino, scese per
+la scala di servizio, che era lì accanto, riuscendo, come quello
+stanzino di guardia, a metà del camerone, o piuttosto del gran
+corridoio, dov'erano in fila i letti degli ammalati.
+
+Da quella scala, poche ore dopo, il bravo infermiere vide affacciarsi
+una piccola comitiva, che domandava di vedere il volontario Guerri.
+L'accompagnava un soldato di guardia (un piantone, per usar la parola
+propria) che portava il permesso del dottore.
+
+--Il volontario Guerri è in questa corsìa, per l'appunto;--disse
+l'infermiere.--A sinistra, al numero 151. È il padre, Lei?
+
+--Sissignore,--rispose il primo della comitiva.--E come va, il mio
+povero figliuolo?
+
+--Bene, una guarigione sicura. Complicazioni non se ne temono, con
+quella costituzione robusta. L'osso è scheggiato per una parte assai
+piccola, e le schegge vengono fuori benissimo, ad ogni medicatura.
+
+--Grazie!--esclamò il vecchio Guerri, mandando un respiro tanto
+fatto.--Ella mi ridà la vita. Avrà un po' di febbre, m'immagino.
+
+--Sì, un pochettino; ma non per la ferita. Non ne ha avuto stanotte,
+per esempio. Gli è venuta stamane, per certe chiacchiere di signore,
+che gli hanno dato una notizia spiacevole d'un suo amico, un conte
+Malatesti, che è al numero 140, e grave, assai grave. Ella capirà,
+signor mio.... quando si è amici.... sentir dire lì per lì....--
+
+Il signor Guerri non stette a capir altro, ma si volse indietro e vide
+Fiordispina impallidire. La zia Angelica era stata pronta a
+sostenerla.
+
+L'infermiere non finì la sua frase. Anch'egli aveva veduta quella
+bella ragazza, che veniva alle spalle del signor Guerri, e non gli era
+sfuggito il turbamento che l'aveva colta.
+
+--Che ha?--gridò egli.--Si sente male?
+
+--Nulla, nulla!--rispose il vecchio Guerri.--Con questo caldo, e con
+questo odor grave....
+
+--Ha ragione;--ripigliò l'infermiere.--Noi siamo abituati; ma lor
+signori, che vengono di fuori, lo sentono. Aspetti, prenderò qualche
+sale, e lo faremo aspirare alla signorina.
+
+--No, grazie, non ne ho bisogno;--disse Fiordispina, scuotendosi.--Non
+ho più nulla.--
+
+Ma il pallore ond'era coperto il suo viso, contrastava con le parole.
+
+--Andiamo;--ripigliò essa, tuttavia, sforzandosi di
+sorridere.--Vediamo Aminta. Dov'è?
+
+--Per di qua, signori, per di qua!--disse l'infermiere, guidando i
+visitatori.
+
+E giunto davanti al numero 151, entrò nella stretta, per dare la buona
+novella al volontario Guerri.
+
+--Sono arrivati i suoi, sono arrivati;--gli disse.--Ora non sarà più
+triste, non soffrirà più d'impazienza.
+
+E si ritirò, vedendo sorridere Aminta; si ritirò, per lasciare il
+passo libero ai parenti del ferito.
+
+--Babbo.... sorella.... zia....--balbettò Aminta, commosso.--Vi ho
+qui, finalmente?
+
+--Vai meglio, non è vero?
+
+--Sì, molto meglio. Anzi, mi pare d'esser guarito, ora. Per altro,
+vedete? non posso abbracciarvi.
+
+--Non te ne dar pensiero; ti abbracceremo noi, e tu ci renderai più
+tardi l'abbraccio.
+
+--Don Pietro!--esclamò Aminta, poi ch'ebbe baciato suo padre e le
+donne.--Anche Don Pietro, è venuto? Che bontà è stata la sua!
+
+--Ma sì.... ma sì! grande bontà!--rispose Don Pietro con le lagrime
+agli occhi.--Quando penso a voi altri, che avete messa a repentaglio
+la vita per fare tante belle cose, mi pare che dovremmo venir tutti,
+dai monti e dai piani, per baciare le vostre ferite.
+
+--Sempre giovane, il nostro Don Pietro! Tu lo vedi!--disse il signor
+Francesco.
+
+--Se fossi giovane! Se fossi giovane!--borbottò il vecchio
+prete.--sarei qua, e verreste a trovarmi; o sarei là.... e preghereste
+per me.--
+
+Si ritrasse, ciò detto, lasciando Aminta coi suoi. Avevano tante cose
+da dirsi! Egli frattanto dava una giratina per la corsìa, ma voltando
+subito da destra.
+
+--Dov'è il numero 140?--chiese egli sottovoce all'infermiere.
+
+--Ah! il conte Mala....
+
+--Zitto, per carità!
+
+--Ho capito;--disse l'infermiere, che incominciava a non capire più
+nulla.--Eccolo là; è il primo della corsìa.--
+
+E mentre seguiva il prete, soggiungeva contrito:
+
+--L'ho fatta bella anch'io; anzi l'ho fatta peggio. Perchè io,
+finalmente, ero avvisato! Ma chi diavolo ha da pensare che queste
+notizie debbano far tanto male anche alle persone sane? Oramai c'è da
+temere perfino di metter loro tra le mani un giornale. A proposito,
+non ho neanche potuto leggere il mio!--
+
+Un altro infermiere appariva nel corridoio.
+
+--Ah, bravo!--gli disse.--Sei venuto a rilevarmi? Avevo proprio
+bisogno di andare a prendere una boccata d'aria. Guarda; ci son qui
+alcuni signori. Quel vecchio, e le due signore, sono parenti del 151;
+il prete, laggiù, è un parente o un amico del 140.
+
+--Viene a tempo, il prete, per il 140!--disse quell'altro.
+
+--Eh, pare di sì. Povero giovane!--
+
+Mentre i due infermieri facevano questi discorsi Don Pietro Toschi era
+giunto al capezzale di Gino Malatesti. Il ferito era immobile nel suo
+letto, pallido, cereo nel volto, non più vivo che nello sguardo. Ma
+come aperto, quell'occhio! come lucente! Pareva che il poveretto,
+sentendo prossima la fine, volesse bere per lo sguardo tutta la luce
+del giorno che fuggiva.
+
+Gino vide Don Pietro e lo guardò fissamente; poi mosse le labbra,
+accennando di voler parlare. Don Pietro gli fe' cenno di non
+affaticarsi; e intanto si curvò lui, si curvò tanto, che il suo
+orecchio venne a toccar quasi le labbra di Gino.--Grazie!--mormorò a
+quell'orecchio il ferito.
+
+--Mio caro signor Gino!--disse il vecchio prete, rattenendo a stento
+le lagrime.--Mio valoroso amico! Vi porto i saluti di Aminta. Soldato
+della patria anche lui, rimasto ferito, sotto Peschiera, e trasportato
+da pochi giorni a Sant'Eufemia. Se egli potesse muoversi, come
+verrebbe volentieri ad abbracciarvi!--
+
+Un lampo di allegrezza balenò dagli occhi di Gino Malatesti. E lo
+sguardo, fisso negli occhi di Don Pietro, e il moto delle labbra,
+sembravano dire al visitatore:--«Continuate! continuate!»
+
+--Aminta è ferito all'omero, ma si spera bene, come per voi;--proseguì
+il vecchio prete.--Vogliamo farle ancora, quattro chiacchiere insieme,
+e tutti e due, miei bravi ragazzi, racconterete le sante imprese ad un
+povero ottuagenario, che non ha potuto seguirvi con la croce nel
+pugno. Non potendo far altro, son venuto anch'io a trovare il nostro
+ferito. E qui abbiamo saputo di voi, di ciò che vi è costato il vostro
+amor patrio. Ma speriamo....--soggiunse Don Pietro.--Speriamo!
+
+--Più nulla da sperare;--mormorò Gino.--Veduto da voi; perdonato....
+da tutti; mi basta!
+
+--Oh, non è questa l'opinione dei medici;--rispose Don Pietro.--Non vi
+mettete in capo delle tristi idee! Fidate nella scienza dei pratici,
+ed anche un pochino nella vostra bella gioventù.
+
+--Son così debole!--mormorò il ferito.
+
+--Per il sangue perduto, e che dovete rifare;--ripigliò amorevolmente
+Don Pietro.--La vostra debolezza mi fa pensare che le parole vi
+costano, e che dovete risparmiarvi. Lasciate parlar me, caro Gino!
+Parlerò, non dubitate; parlerà anche il signor Francesco, che è qui.
+Voi perdonerete ad un padre, se egli non corre subito a baciarvi,
+dovendo dare il primo pensiero a suo figlio!--
+
+Il ferito obbedì alla raccomandazione. Ma i suoi occhi interrogavano
+sempre Don Pietro.
+
+Sopraggiunse in quel mezzo il dottore, e si accostò all'altra sponda
+del letto.
+
+--Ella ha trovato un amico, reverendo?--gli disse, mentre con la mano
+accarezzava la fronte al ferito.
+
+--Sì, e quale amico! Come un figliuolo, per me!--rispose Don
+Pietro.--Abbiamo passate tante belle ore insieme! Ed altre ne
+passeremo, non è vero, dottore?
+
+--Certamente, certamente!--disse il dottore, sforzandosi di
+accompagnare la parola con un sorriso fiducioso.--Il nostro prode
+Malatesti deve esserci conservato. Egli non è amato solamente da Lei.
+Al reggimento ci si pensa sempre moltissimo, e il suo colonnello manda
+ogni giorno a chieder notizie. Ieri, poi, ci ha incaricato di
+annunziargli che è stato messo a rapporto, per la medaglia al valore.
+Ci ha diritto due volte, il conte Malatesti. Già ferito ad una gamba,
+poteva lasciare il campo, e non volle. Era troppo leggera, la ferita,
+capisce? Leggera o no, il regolamento parla chiaro, ed egli, restando
+ancora pochi minuti al suo posto di combattimento, aveva meritata la
+medaglia. Ha voluto meritarla, zoppicando e facendo fuoco per un'ora,
+fino a tanto non ebbe l'altra ferita. Bravo soldato! bravo
+soldato!--esclamò il dottore, ripulendo col fazzoletto le sue lenti,
+che gli si erano un pochettino offuscate.--Ce ne vorrebbero centomila,
+di questi, e s'andrebbe in capo al mondo.
+
+--Bravo! bravo Gino!--balbettò Don Pietro, con voce soffocata dalla
+commozione.--E dica, signor dottore: nessuno della sua famiglia è
+stato avvertito?
+
+--Si è scritto a Modena, sì; ma pare che laggiù non ci sia nessuno dei
+suoi. Ci ha risposto il sindaco, che la contessa Malatesti è a Reggio,
+presso la marchesa Baldovini sua madre. Da Reggio hanno scritto che la
+marchesa Baldovini è incomodata, e che sua figlia non può lasciarla.--
+
+Don Pietro chinò la fronte, e mandò un sospiro a bocca chiusa.
+
+--Ma il nostro conte non ha bisogno di nessuno;--soggiunse il medico,
+tornando ad accarezzare la fronte al ferito.--Egli è soldato ed ha
+intorno i suoi fratelli.... la sua famiglia militare, non è vero?--
+
+Gino mosse lievemente la testa, in atto di assentire alle amorevoli
+parole del medico. Poi, non volendo rompere la consegna con lunghi
+discorsi, mormorò una parola soltanto:
+
+--La lettera....
+
+--Ah, sì!--rispose il medico.--Il nostro Malatesti vuol farle sapere
+che ha ricevuto una lettera da Vienna; una lettera di suo padre. Gli
+era stata mandata al reggimento; dal reggimento è venuta qua, ed io ho
+avuto il piacere di leggerla a lui. Eccola qua, nella tasca del suo
+cappotto grigio. È una lettera che onora due persone ad un tempo: il
+padre ed il figlio.--
+
+Così dicendo, il dottore aveva ficcata la mano nella tasca del
+cappotto, che pendeva alla gruccia, daccanto al capezzale, e ne traeva
+fuori il documento in discorso.
+
+--Ecco!--soggiunse, spiegando il foglio e porgendolo a Don
+Pietro.--Legga anche Lei, come il nostro amico desidera.--
+
+Gino sorrise al medico, e mormorò un dei suoi «grazie!»
+
+--E poi staremo qualche ora tranquilli, non è vero!--disse il medico,
+chinandosi su lui e parlandogli quasi all'orecchio.--Sarei contento se
+dopo la visita dei vostri amici, poteste dormire un pochino.--
+
+Don Pietro frattanto leggeva la lettera, che, col permesso di Gino,
+leggeremo anche noi. Il conte Jacopo scriveva in questa forma a suo
+figlio:
+
+ «_Mio caro Gino_,
+
+«Ero già molto dolente di non ricever tue nuove da Torino, quando la
+tua lettera è venuta a dichiararmi la risoluzione che hai presa. Mi
+chiedi perdono. E di che, figliuol mio? A te piuttosto dovrei
+chiederlo io, che non ho lavorato a farti felice, e che, scambio di
+accompagnarti in Piemonte, ho preferito di seguire il mio signore in
+Austria. Ma io, caro Gino, son della vecchia generazione, e mi sarebbe
+parso di non meritare la stima di nessuno, neanche la tua, se avessi
+fatto un voltafaccia all'ultim'ora, e sopra tutto senza ombra di
+pericolo. Aggiungi che, fedele alla buona, dovevo esserlo anche alla
+cattiva ventura. A voi giovani, a voi liberi, le vie del futuro. Ti
+mando la mia benedizione e l'augurio che tutti i tuoi voti si
+adempiano.
+
+«Tuo padre, che ti bacia,
+
+ «JACOPO MALATESTI.»
+
+--Buon padre!--mormorò Don Pietro, commosso.
+
+E rese la lettera al dottore, che fece l'atto di voltarsi da fianco,
+per rimetterla al suo posto.
+
+--No, no!--disse Gino, con quel suo filo di voce. Il dottore comprese
+il gesto delle labbra, più che non udisse la parola.
+
+--Avete detto di no?--chiese egli, curvando la testa più presso al
+ferito.
+
+--Nel cappotto no;--rispose Gino.
+
+--Allora qui, sotto il vostro guanciale?
+
+--No;--disse Gino, mentre i suoi occhi si volgevano a guardare Don
+Pietro.
+
+--A lui?--ripigliò il dottore, vedendo quella guardata.--Ma il vostro
+amico l'ha letta.--
+
+Lo sguardo di Gino non si spiccava più dalla faccia di Don Pietro.
+
+--Che debbo farne?--chiese a sua volta il vecchio prete.--Mostrarla,
+forse.... ad altre persone?
+
+--Sì;--rispose il ferito.
+
+E nello sguardo gli brillava la contentezza di essere stato capito.
+
+--Bene!--replicò Don Pietro.--Il primo a leggerla sarà il signor
+Francesco Guerri. Ma sappiate, mio Gino, che non sarebbe necessario.
+Tutto ciò che è avvenuto era stato inteso per il suo verso, e niente,
+si è mutato per voi alle Vaie, dal giorno che voi ne siete partito.
+M'intendete? niente mutato, e tutti amici vostri, come prima.--
+
+Il medico, tiratosi un po' indietro, accennò con gli occhi al prete. E
+questi, che intese la mimica, fece poche altre parole, poi si tolse di
+là, promettendo di ritornare tra poco. Anche il medico si mosse dopo
+di lui, e lo raggiunse quasi vicino al letto di Aminta.
+
+--Povero conte Malatesti!--gli disse.--Se sapeste come ha pianto,
+quando gli ho letta la lettera di suo padre! Allora non era così
+debole, così rifinito come ora; ed anche il dolore aveva
+un'espressione più forte dalla medesima saldezza della fibra.
+
+--Ah sì, povero conte Malatesti!--ripetè il vecchio prete.--Forse meno
+infelice oggi, nel punto di lasciare la vita, che non lo fosse prima
+di ricevere quella palla in petto! Egli ha sofferto molto, nella vita,
+portando i rimorsi di una colpa non sua, ma del conte suo padre.
+
+--Appunto!--disse il dottore.--C'è una frase, nella lettera....
+
+--Ah!--esclamò Don Pietro.--L'ha osservata anche Lei? È quella in cui
+il conte Jacopo esprime il suo dispiacere di aver fatto contro ai
+desiderii del figlio. Ed è per quella frase che il conte Gino desidera
+che la lettera sia veduta da altri. Le dico un segreto non mio, signor
+dottore; ma tra noi, in questo momento, è cosa necessaria. Possiamo
+parlare qualche minuto in disparte?
+
+--Sì, venga qua;--rispose il dottore.--C'è il camerino
+dell'infermiere.--
+
+L'infermiere in quel mentre stava accanto al letto di Gino Malatesti,
+dandogli a bere un sorso di brodo: unico suo nutrimento, oramai. Poco
+stante, il ferito chiuse gli occhi e si assopì. La fibra, eccitata un
+istante dall'arrivo dell'amico e da tutti i ricordi delle Vaie, si
+rilassava da capo. Ma il suo sonno, come al solito, doveva esser
+breve.
+
+Anche al sonno riparatore è necessario, negli infermi, un buon resto
+di forze; perciò è naturale che non dia lunghi sopori una vita che
+sfugge. Così nella mente di Gino Malatesti erano anche poche idee,
+come è poca cerchia di luce intorno ad una fiammella che sta per
+ispegnersi. Egli sentiva gratitudine per il dottore, per quell'amico
+degli ultimi giorni, che oramai non esciva neanche più da Santa
+Eufemia, per esser pronto ad ogni chiamata. Pensava anche a suo padre,
+già tanto severo e crudele con lui, ma nobilitato, purificato da un
+pentimento sincero. Poi, si raccoglieva a contemplare un'immagine di
+donna, una immagine dolorosa e cara, che si offriva a lui sempre nella
+sua ultima forma, quando gli era apparsa un istante nel teatro di
+Modena. Che istante era stato quello, per il povero Gino! Ferito da
+un'aspra parola della contessa Elena, si era alzato dal suo posto.
+Anch'essa, la povera Fiordispina, si era ritirata dal suo. Nè più
+l'aveva veduta; ma da quel punto, e in quella forma, in quell'atto,
+gli era rimasta impressa negli occhi. Così come aveva cercato di
+stordirsi dapprima, quando suo padre lo aveva costretto alle nozze con
+la Baldovini, così aveva egli cercato di stordirsi, dopo
+quell'incontro, battendosi col barone De Wincsel. Non n'era venuto a
+capo, per la intromissione audace della marchesa Polissena; ad altro
+ancora aveva dovuto pensare, perchè fosse stornata dal capo dei Guerri
+una nuova tempesta. Ma dopo d'allora la sua vita era stata un tormento
+quotidiano dello spirito, reso anche più doloroso dalla necessità di
+portar la sua maschera d'uomo tranquillo e felice. Per fortuna erano
+sopraggiunte le cure politiche, turbando in vario senso gli animi
+della sua classe. La marchesa Polissena si era sempre occupata poco di
+politica; ma quella volta bisognava pensarci, poichè si trattava di un
+grosso temporale, e il suo primo pensiero fu di dispetto contro gli
+uomini potenti, che mettevano l'Italia, o, per dire più esattamente,
+la sua piccola corte a soqquadro. La contessa Elena, si capisce,
+seguitava le idee di sua madre, come ne imitava gli esempi.
+
+Anche il conte Jacopo vedeva addensarsi la burrasca, e se ne
+addolorava profondamente. Egli, che da tanti anni era stato messo
+fuori delle grazie del Duca, riprese proprio allora a mostrarsi in
+Corte, mentre tanti altri fedeloni, favoriti del giorno innanzi,
+diradavano le visite, preparandosi a prendere di largo: mentre lo
+stesso marchese Paolo, spiando l'occasione di lasciare l'ufficio, si
+teneva quasi sull'ali, disposto ad allontanarsi anche lui.
+
+--Jacopo,--gli disse il marchese Paolo, un giorno che le notizie di
+Parigi e di Torino erano venute più tristi che mai per la causa dei
+tirannelli d'Italia,--voi siete un uomo raro.
+
+--Perchè dite questo, mio buon Paolo?
+
+--Perchè voi serbate fede alla sventura.
+
+--Non ho fatto così, anche nel Quarantotto? E vi è parso allora un
+difetto?
+
+--Nè allora, nè oggi;--rispose il marchese Paolo;--quantunque oggi, a
+giudicarne da certi indizi, mi sembri che se si va....
+
+--Non si torna più, volete dire? Ebbene, non si torni;--replicò il
+conte Jacopo.--I vecchi Malatesti si contenteranno di finire con me.
+Non sono mai stati furbi, lo sapete; sarebbero assai più di quel che
+sono, se si fossero voltati, come i girasoli, ad ogni sole nascente.
+Ma poi.... che importa ciò?--soggiunse egli, stringendosi nelle
+spalle.--Guardate i girasoli. Non muoiono anch'essi? Si muore tutti,
+amico Paolo, e non c'è altro conforto, per l'uomo di carattere, che di
+esser vissuto disprezzando chi andava disprezzato, e di lasciare, dopo
+morto, un nome non disprezzabile.
+
+--Onore ai vecchi Malatesti!--esclamò il marchese Paolo.--E fortuna ai
+nuovi!
+
+--Parlate di mio figlio?--rispose il conte Jacopo.--Egli è andato dove
+lo chiamavano le sue idee giovanili, che io non ho ispirate, vivaddio,
+nè educate. Qualunque cosa egli faccia, e per quanto io mi dolga di
+saperlo su quella strada, mi è caro di pensare che egli non ha
+aspettato il nuovo sole, per fargli festa. Noi vecchi restiamo al
+nostro posto. La via è senza uscita, ci dicono? Ebbene, poichè ci si è
+entrati, e per nostra elezione, c'è anche onore a non ritornare più
+indietro.--
+
+Questi discorsi trattenevano un poco il marchese Paolo. Ma egli non
+seguì il Duca, quando questi dovette partirsene, e non si ritirò da
+Modena che quando fu proclamato il governo provvisorio. Ai pochissimi
+che andarono a visitarlo in quel giorno, che doveva essere così triste
+per lui, disse chiaro e tondo che egli «lo aveva preveduto»; che non
+si erano voluti seguire i suoi consigli, rispettosi, ma fermi e
+frequenti; che infine egli era nato italiano e non si sentiva
+straniero in casa sua; solamente per non dar noia con la sua presenza
+a nessuno, sarebbe andato il giorno dopo in campagna. Infatti, se ne
+andò in una sua villa, presso Reggio, tranquillo, rassegnato agli
+eventi, col desiderio di essere dimenticato per allora, non senza una
+lontana speranza di essere ricordato in tempi più calmi.
+
+Il conte Malatesti, niente furbo, e contento di non esserlo, aveva
+seguitato il suo signore sul territorio austriaco. Egli credeva di
+essere italiano, mantenendo le sue convinzioni, perseverando anche in
+un errore, per non dare il brutto esempio di un cambiamento
+consigliato dall'utile personale. E poi, e poi, era della vecchia
+generazione, il conte Jacopo. Ben poteva scrivere da Vienna al suo
+Gino, sapendolo arruolato nel 13° Reggimento dell'esercito piemontese:
+«A voi giovani, il futuro.»
+
+Ahi, quale futuro, povero Gino! Fu molto, fu ogni cosa per lui, che la
+immagine soave di Fiordispina Guerri consolasse il suo breve sonno:
+che quella immagine, così amorevolmente pietosa come gli era apparsa
+nel sogno, gli apparisse ancora al suo ridestarsi.
+
+Era là, daccanto al suo letto, la fanciulla dei Guerri; era là, viva e
+palpitante per lui. Spalancò gli occhi, il poveretto, la guardò
+attonito, la guardò lungamente, quasi non potesse credere a tanta
+fortuna; da ultimo aperse le labbra, mormorando il suo nome.
+
+--Tacete, ve ne prego!--diss'ella sommessamente, chinando il bel viso
+su lui.--Tacete, Gino; non vi affaticate, e confidiamo in Dio!--
+
+La vista di Fiordispina Guerri parve dar nuove forze a quel povero
+morente. Viveva di quella contemplazione muta. Riconoscente di quel
+perdono e di quella cura amorosa, Gino Malatesti ebbe ancora la virtù
+di sorridere alla sua consolatrice. Ma oramai non gli restava che un
+soffio di vita. Quella medesima notte, vegliando essa al suo
+capezzale, il ferito mandò un gemito, e a lei, che si era prontamente
+accostata a guardarlo, mormorò:
+
+--Mi sento morire.
+
+--Gino! che pensieri son questi?
+
+--No, mi sento morire;--ripetè egli, con voce soffocata dal rantolo
+dell'agonia.--Raccogliete la mia anima.... ve ne prego!--
+
+Si era chinata su lui, la povera fanciulla, per rialzargli la testa,
+leggermente, come un'altra volta aveva fatto, dandogli un po' di
+sollievo. Ma la testa di lui ricadde inerte sull'origliere, e un
+soffio rapido sulle labbra di Fiordispina, e un fiotto di sangue
+apparso sulle labbra di Gino Malatesti, dissero chiaramente alla
+fanciulla dei Guerri, che tutto era finito.
+
+
+
+
+Capitolo XX.
+
+Vent'anni dopo.
+
+
+Sette anni fa, il mio amore per le vecchie castella, per i monti e i
+laghi dell'Appennino, mi condusse a Reggio, donde risalii a Canossa,
+alle Carpinete, a Bismantua, e di là, sempre per vie di montagna, a
+Fiumalbo, per salire la vetta del Cimone.
+
+Eravamo in parecchi, amici provati, ed anche avvezzi a fare insieme
+quelle escursioni estive. Uno di essi, l'ingegnere, conosceva
+benissimo i luoghi, e ci aveva anche assicurato che presso Fiumalbo,
+da certi suoi conoscenti, avremmo trovato alloggio e cavalli, per far
+l'ascensione con ogni comodità.
+
+Non fu vana promessa. Poco sopra Fiumalbo avemmo i cavalli, e al
+nostro ritorno (poichè allora non volevamo fermarci) avremmo anche
+avuto l'ospizio. Il padrone di casa, un bell'uomo, ancora giovane,
+dall'aspetto severo, ma dai modi singolarmente cortesi, si mostrò
+dolentissimo di non poterci accompagnare, per sue ragioni di famiglia,
+che lo chiamavano quel giorno in paese. Ringraziammo, accettando le
+guide che egli aveva messe a nostra disposizione, e ci avviammo su per
+un bosco di cerri, al dorso sassoso del Cimone.
+
+--L'amico non può;--mi disse l'ingegnere, quando fummo al largo ed
+egli potè mettere il suo cavallo al pari col mio;--ma se anche
+potesse, verrebbe difficilmente con noi. Le alture non lo tentano più.
+
+--Niente di strano;--risposi.--Ho già avute occasione di osservare il
+fenomeno. Son tutti così, questi abitatori della campagna: hanno i
+meravigliosi spettacoli della natura a uscio e bottega, e non c'è caso
+che si vogliano scomodare un'oretta per andarli a contemplare. Così
+avviene che i cittadini della pianura si facciano alpinisti e
+conoscano a palmo a palmo i gioghi e le vette, mentre i signori
+montanari non fanno cento passi lontano da casa.--
+
+L'ingegnere mi lasciò fare tutte le variazioni possibili sul tema,
+pensando forse alla beatitudine di certa gente, a cui basta una
+parola, per mettere in moto il cervello e svolgete un'intiera teorica,
+senza curarsi più affatto del punto di partenza. Io ero felice di
+chiacchierare a distesa, e non badai lì per lì al silenzio dell'amico.
+Credo anzi di averlo interpetrato allora come un atto di assentimento
+alla bontà delle mie osservazioni. Vedete dove si ficca la vanità, e
+fin dove ci seguita!
+
+Giungemmo col sole alto alla vetta del monte, e dopo una breve fermata
+scendemmo a visitare i laghi. Quello della Ninfa mi piacque
+moltissimo, forse perchè aveva una leggenda, che il capo della scorta
+ci raccontò. Vedevamo laggiù, dall'altra parte dell'acqua, lo scoglio
+dorato che raffigurava imperfettamente il profilo di una donna supina,
+e volentieri saremmo andati anche noi ad ossequiare la Ninfa; ma come?
+Da una parte il sasso era tagliato a piombo; dall'altra era tutto un
+prunaio; quanto al passare dal mezzo, ci sarebbe voluta una fede più
+forte della nostra.
+
+--Peccato che non ci sia una barca!--esclamai.
+
+--C'è stata;--mi rispose l'ingegnere;--ma non c'è durata molto.
+
+--Lo credo bene, che non ci poteva durare!--entrò a dire il capo della
+scorta.--C'ero io, quando s'è lanciata in acqua, e l'ho detto subito,
+che la Fata non ne sarebbe stata contenta. La primavera dopo, quando
+ci ritornai, non c'era più barca. Eppure, vedano, era stata tirata a
+riva e legata con una fune a quel tronco d'albero là, che allora non
+aveva due palmi di giro.
+
+--Sfido io!--mi disse l'ingegnere all'orecchio.--C'è stata una piena,
+nell'inverno; un bel carico di neve e di ghiaccio ha fatto affondare
+la barca, il peso ha strappata la fune, e addio roba! S'è affondata di
+sicuro, senza bisogno che la Ninfa la vedesse di mal occhio.--
+
+Benedetti ingegneri! Son come i medici, loro, ed hanno una ragione per
+ogni cosa. A me, lo confesso, piaceva assai più lo sdegno della Ninfa.
+E notate che non sono poeta; lo sono così poco, che poco lungi di là,
+vedendo un faggio che portava sul tronco i segni di parecchie
+incisioni fatte con una punta di coltello, incisioni già antiche, con
+caratteri oramai illeggibili, feci un'osservazione come questa:
+
+--Che scioccherie! Guastare un bel tronco, per far sapere alle genti
+il suo riverito nome.... Che gusto c'è, dico io, che gusto?--
+
+L'ingegnere per quella volta non mi lasciò andar fuori, ed io sentii
+una toccatina di gomito, che mi persuase a smetter subito subito.
+
+--Se sapeste!--mi disse egli poscia.--C'è tutta una storia d'amore,
+sotto quelle incisioni.
+
+--Leviamo allora la corteccia, e leggiamola;--risposi.--O piuttosto,
+poichè siamo già troppo lontani dall'albero, siate tanto gentile da
+raccontarmela. Non cerco altro che storie, io!
+
+--Domani;--mi replicò l'ingegnere.--Ve la racconterò domani.
+
+--Perchè non oggi?
+
+--Anche oggi, alla fermata; ma a patto che siano lontani gli uomini
+della scorta. Capirete bene!...
+
+--Non capisco nulla, ma fa lo stesso. Avete le vostre ragioni, e mi
+basta.--
+
+Per quel giorno diedi io il segnale della fermata, vedendo un'eminenza
+dove le cavalcature non avrebbero potuto stare che a disagio. Colà
+andammo a seder noi, mandando la scorta e i cavalli su d'un ripiano
+più basso.
+
+--Ho capito;--disse l'ingegnere;--voi volete la storia. Andiamo dunque
+a ristorarci lassù.--
+
+Volevo la storia e l'ebbi, per allora in compendio, ma dal principio
+alla fine. Il gentiluomo mandato per punizione a vivere in que' luoghi
+salvatici; l'ospitalità di una famiglia montanara; gli amori, le corse
+al Cimone, la gita al lago della Ninfa, la barca lanciata in acqua, i
+nomi dei due amanti incisi sui tronchi dei faggi; il richiamo del
+gentiluomo a Modena; i pianti, le promesse, i giuramenti, l'oblio, le
+nozze con un'altra donna, le angosce, i pentimenti, le giustificazioni
+e la morte; tutto, insomma, e senza che un nome fosse pure proferito.
+
+--Ora vi ho contentato;--mi disse l'ingegnere.--Ma voi mi prometterete
+di non ricordarvi più del racconto che vi ho fatto, fino a doman
+l'altro, quando saremo ritornati a Modena.
+
+--Perchè?
+
+--Il perchè lo so io; promettete! Ed anche di non accennare stasera,
+in presenza dei nostri ospiti, alle particolarità della nostra visita
+al lago.
+
+--Non sanno forse che ci andavamo?--risposi.
+
+--Lo sanno; ma voi mi farete cosa gradita a non parlarne, e a tagliar
+corto se ve ne domandano essi. Promettete?
+
+--Figuratevi, caro amico! Se non è che questo!... Faremo delle
+chiacchiere vane; parleremo magari di politica.... che Iddio ce ne
+scampi, per altro!--
+
+Erano forse le otto di sera, quando si giunse alla casa degli ospiti:
+una casa vastissima, o, per dire più veramente, un ceppo di case alte
+e basse, la cui contiguità chiaramente indicava il bisogno
+d'ingrandimenti successivi, lasciando anche argomentare che si fosse
+molto pensato alle comodità interne, senza badare affatto a contentar
+l'occhio del viandante con una armonica disposizione di linee
+esteriori. Smontati da cavallo innanzi al portone, trovammo sulla
+soglia il signore che quella mattina ci aveva augurato il buon
+viaggio. Egli ci pregò di salire in casa sua, con molta semplicità di
+discorso, senza nessuna di quelle dichiarazioni d'indegnità, di casa
+non adatta, di accoglienza alla buona, che sono il consueto
+accompagnamento degl'inviti di montagna.
+
+Noi piuttosto avremmo voluto scusarci. Eravamo cinque ospiti, tutti
+vestiti alla carlona, stazzonati, gualciti, stinti e inzaccherati da
+due settimane di vita zingaresca. Ma a che far complimenti, tra
+uomini? Il nostro aspetto, poi, non era niente peggiore di quello che
+presentava la casa.
+
+Per altro, come fummo entrati nella gran sala del primo piano, ci
+colpì l'aria di signorile abbondanza che regnava colà. Era nel mezzo
+una gran tavola, sontuosamente imbandita, con due grandi doppieri sui
+capi, le cui fiamme si riflettevano lungo le pareti, sui cristalli di
+quattro scansìe piene di libri riccamente rilegati, e sulla cassa
+impiallacciata di un pianoforte a coda. In verità, ci trovammo male,
+là dentro, coi nostri abiti gualciti e le nostre scarpe inzaccherate.
+Ma infine, i nostri ospiti sapevano bene donde venivamo, e non
+ignoravano certamente che scorrevamo i monti senza impicci di valigie
+e di sacche da viaggio.
+
+Questo pensiero ci calmò un pochettino, mentre rispondevamo con
+inchini e frasi scucite alle oneste accoglienze del padrone di casa,
+bel vecchio ottuagenario, ancora molto robusto, e triste e cortese
+come suo figlio, che ci aveva salutati sull'uscio di strada.
+
+L'ingegnere conosceva quel vecchio, e si prese egli la briga di
+presentare ad uno ad uno i suoi quattro compagni di gita, che
+capitavano là ad incomodare i padroni di casa.
+
+--Per incomodare, son pochi;--rispose il vecchio.--Desideriamo che si
+trovino bene, e ce lo provino, facendo una lunga fermata.--
+
+Tutto ciò era detto con molto garbo, ma anche con molta gravità. Il
+vecchio parlava con noi, ma aveva l'aria di pensare a tutt'altro.
+
+Dietro a lui apparvero allora due donne: vecchia la prima, e non più
+giovane la seconda. Strano contrasto! La vecchia aveva i capegli quasi
+neri; la più giovane li aveva bianchi del tutto, e non li nascondeva.
+Due ciocche d'argento sbucavano dal fazzoletto di seta, che ella
+portava addoppiato, secondo il costume montanino, intorno alle tempie.
+
+Vedute le signore, dovemmo pure scusarci dei nostri poveri arnesi. Ma
+il vecchio non ci lasciò continuare.
+
+--Per carità, non facciamo complimenti;--diss'egli.--La casa non c'è
+avvezza; e noi meno della casa.--Capii che non occorreva insistere, e
+condussi il discorso sui libri, domandando il permesso di avvicinarmi
+alle scansie che avevo vedute da principio. C'erano molti libri
+moderni, sugli scaffali, e fui lieto di poter proferire, leggendo,
+parecchi nomi d'amici.
+
+La signora più giovane, che era la figliuola del padrone di casa, mi
+aveva accompagnato in quella piccola ispezione. Le domandai se
+leggesse molto.
+
+--No, non più tanto;--mi disse.--Il tempo manca.
+
+--Come?--esclamai.--Anche qui, signorina?
+
+--Qui più che altrove;--rispose ella.--Le faccende di casa son molte.
+
+--E non bisogna dimenticare i bambini;--soggiunse l'ingegnere, che si
+era avvicinato in quel punto.--La signorina li ama assai, e fa scuola
+a tutti i ragazzi del vicinato.--
+
+Quella signorina dai capegli bianchi come la neve, che amava molto i
+bambini, ed era rimasta a governar la casa di suo padre, scambio di
+prendere un marito che non avrebbe dovuto cercare, così bella come era
+stata sicuramente nella sua prima gioventù, e come appariva tuttavia,
+ad onta de' suoi otto lustri, quella signorina, dico, fece sull'animo
+mio una profonda impressione.
+
+E non essa soltanto, ma ogni cosa ed ogni persona, in quella casa
+tanto ospitale, eppure tanto malinconica: i cui abitatori vi destavano
+tanta simpatia, e vi gelavano le parole in bocca, quando cercavate di
+esprimerla.
+
+Durante il pranzo si ragionò di varie cose, ma parlò quasi sempre
+l'ingegnere, dando notizie di Modena, e venendo a discorrer poi di
+opere pubbliche. L'ottuagenario prese la parte maggiore alla
+conversazione, ma non si scaldò un tantino che quando si cadde sulla
+politica. Dio buono, anche in montagna? Sì, lettori garbati, più in
+montagna che altrove. E con che ardore, lassù! In fede mia, se i
+nostri uomini politici sapessero da che altezze son sempre osservati,
+e alle volte giudicati, tremerebbero senz'altro. Ma essi
+ordinariamente non badano che alla opinione delle grandi città, spesso
+ristretta ad un battibecco di cinque o sei giornali, mentre il grosso
+della popolazione pensa a far fortuna, o a darsi bel tempo, o a tutt'e
+due le cose insieme, volgendo agli uomini politici un'occhiata
+stracca, e solamente nelle grandi occasioni, attraverso la prosetta
+rachitica dei sunti parlamentari. In quelle alte solitudini, in quelle
+paci campestri, gli uomini politici son forse stimati più grandi del
+vero; per contro, si domanda loro di più. E come sono flagellati a
+sangue, quando perdono il tempo in chiacchiere! come sono
+profondamente odiati, quando fanno il male, scambio del bene che si
+aspettava da loro!
+
+Ripeto: se sapessero come son giudicati, tremerebbero. E se vi pare
+che questo verbo disdica ad uomini politici, mettiamone pure un altro;
+diciamo che si vergognerebbero di tanta miseria, di tanta povertà
+d'ideali, e quind'innanzi ad ogni loro atto andrebbe compagno il
+pensiero: che cosa ne diranno quei di lassù? Fortunatamente gli uomini
+politici non sanno nulla di questi severi giudizi, e possono seguire,
+senza timori e senza sospetti, le loro modestissime inclinazioni. E
+gli abitanti della pianura, i beati cultori dell'aurea mediocrità,
+respirano liberamente, pensando che non ci sono più grand'uomini, che
+non ci sono più eroi, per escire di riga, per guastare la bella
+armonia del concerto.
+
+Io, come il lettore s'immagina, durai gran fatica a sostenere quella
+conversazione. Politica, santi Numi! Politica lassù? Mi ero posto in
+guardia; sapevo poco di ciò che si faceva nelle alte sfere; non
+conoscevo personalmente nessuno degli uomini che giudicava dall'alto
+il mio ospite. Egli potè credermi, magari Dio, più sciocco del vero, e
+alieno per trista elezione dalle cose della patria. A mala pena mi
+venne fatto di trovare la gretola, scappai fuori, cercando di tirare
+il discorso sui monti, sulla loro formazione, sulla loro emersione,
+sui fatti geologici e meteorologici che li avevano condotti alla forma
+presente, e su tante altre cose affini, egualmente importanti,
+sperando di esser preso anch'io per un fossile, anteriore al periodo
+glaciale.
+
+Avrei potuto parlare di letteratura, argomento che oramai è da tutti,
+grazie all'assiduo lavoro della critica spicciola, che c'istruisce per
+due soldi la settimana, e ci fornisce anche, bontà sua, il lume a
+mano, per iscoprire le più riposte bellezze dei capilavori moderni. Ma
+le poche parole ch'ebbi occasione di farne con la figliuola del mio
+ospite, mi persuasero che neppur quello era argomento per me. La
+signorina aveva buon giudizio; ma domandava troppo all'arte nuova, e
+più assai ch'ella non possa dare, costretta com'è dalle esigenze del
+gusto presente, e più proclive a secondarle che non sia adattata a
+combatterle. Figuratevi! Le domandava di riaccostarsi alle forme
+antiche; di seguire la tradizione paesana; di aver presente questa
+teorica barbogia, che il pensiero è un fiore delicato, il quale non
+nasce su tutti i margini di strada, e vuol essere educato con ogni
+cura nei giardini, e presentato come una maraviglia alle genti. No,
+no, niente letteratura! Geologia, piuttosto, geologia e paleontologia,
+dove i vecchi strati delle rocce e le antiche specie organiche si
+studiano bensì, ma sotto l'aspetto della classificazione, senza
+obbligo di abbracciar sempre un partito.
+
+Il pranzo era stato servito con abbondanza montanara, quasi feudale.
+La cacciagione e il pesce di fiume avevano fornita la mensa. Dei vini
+non si parla neanche: il lambrusco, il trebbiano, il vin santo, erano
+a dirittura eccellenti. Pure, non venni a capo di esilararmi un
+tantino; anch'io, come le trote del mio ospite, era un pesce fuor
+d'acqua.
+
+L'ingegnere, quando ci fummo tutti ritirati nelle nostre camere, mi
+prese in disparte e mi disse:
+
+--Ebbene, che opinione vi siete fatta dei nostri ospiti?
+
+--Caro amico,--risposi, cercando di eludere la quistione,--un buon
+pranzo, e non ancora digerito, comanda la gratitudine ad ogni stomaco
+ben fatto.
+
+--Lasciamo gli scherzi;--replicò l'ingegnere.--Vi domando che cosa
+pensate, sinceramente, di queste persone? Son curioso di saperlo.
+
+--Appagherò la vostra curiosità, quando voi avrete risposto ad una mia
+domanda. Che spessore attribuite voi a queste pareti?
+
+--Ma.... non saprei. Bisognerebbe misurare. Del resto, parlate
+sottovoce, e non ci sarà caso che nessuno vi senta.
+
+--Orbene,--ripigliai,--sentite la mia opinione. Mi par d'essere in una
+casa incantata. C'è nell'_Orlando furioso_, ed anche nelle _Mille e
+una notte_, d'onde l'Ariosto ha cavato tante altre belle cose, la
+storia di un'isola, dove tutti gli abitanti erano rimasti di sasso.
+Qui mi sembra di vedere un caso consimile. Ci sono delle persone
+gentili, molto gentili, ma in modo tutto lor proprio, che non è quello
+del comune degli uomini. Accolgono con affabilità, parlano con
+amorevolezza, ma si direbbe che è tutto lavoro meccanico,
+superficiale, e che il cuore non c'entra per nulla. Cioè, non
+esageriamo,--soggiunsi tosto, vedendo di essere andato oltre il mio
+pensiero, per la stessa difficoltà di esprimerlo,--il cuore c'entra
+per le sue parti meno profonde; ma nel fondo, nel nocciolo, è come
+gelato. Il pensiero, dal canto suo, è qualche volta con gli ospiti, ma
+più spesso si chiude entro di sè medesimo, per contemplare Dio sa che.
+Per dirvela in poche parole, non mi sembrano persone di questo mondo,
+quantunque ci vivano, e abbiano l'aria di muoversi in mezzo a noi
+tutti.
+
+--Avete ragione;--mi rispose l'ingegnere.--C'è passato un gran dolore,
+su questa casa di galantuomini. Li avete veduti, i capegli bianchi di
+quella signorina? Alla sua età molte donne li hanno così, e la tintura
+benefica di Madama Allen corregge gli errori del tempo. Ma questa,
+vedete, li ha bianchi da oltre vent'anni; in una settimana la sua ala
+di corvo si è tramutata in ala di cigno. Il suo dolore non ha dato
+lagrime, si è gelato intorno al cuore; e tutti, intorno a lei, si sono
+raccolti in un muto rammarico. Ella non ha voluto contristare nessuno;
+ma tutti son tristi con lei e per lei.
+
+--Ed è la fanciulla della storia che mi avete raccontata
+quest'oggi!--esclamai.
+
+--Sì, stavo appunto per dirvelo.
+
+--Oh, non dubitate! Lo avevo immaginato fin dal primo momento che
+siamo entrati in questa casa. Ma come può aver durato tanto al dolore?
+
+--Un medico ve lo direbbe. Gli organismi sani resistono e conservano.
+Noi ammalati, con l'aneurisma congenito nelle arterie e il tubercolo
+appiattato nel polmone, non si resiste all'affanno, si muor di dolore;
+qui invece ne vivono. Si può anche dire che qui è il dolore nella sua
+forma più nobile. La fibra sana resiste, il sangue vivo e rutilante
+vorrebbe ribellarsi, chiedendo tutte le gioie, tutte le ebbrezze
+dell'esistenza; ma l'anima costringe il sangue, l'anima comanda alla
+fibra.--«No,--dice essa, la vincitrice immortale,--io soffro, soffrite
+voi pure con me.»--
+
+--Ingegnere!--esclamai.--Siete poeta?
+
+--Chi non lo è?--diss'egli, stringendosi nelle spalle.
+
+--Eh, molti e molti che conosco io;--risposi.
+
+--Non lo credete;--ripigliò l'ingegnere.--Voi mi parlate di una gente
+che conosco anch'io, e forse più intimamente di voi, perchè io vivo
+tra gli uomini, e voi, caro amico, dividete il vostro tempo tra i
+libri e le nuvole.
+
+--Non tanto, ingegnere! Non tanto! Ma se è per farvi piacere...
+
+--Per farmi piacere,--soggiunse egli,--dovete credere quello che io so
+di tanti campioni della prosa, millantatori di una certezza negativa
+che non hanno nell'anima. Son povera gente, ve lo dico io, povera
+gente che si vergognerebbe di credere come noi, gabellati da essa per
+ispiriti deboli, e che poi, trascinata dalla necessità del sistema,
+non sa far altro che sostituire una metafisica sua a quella che
+avrebbe voluto discacciare per sempre. Oh, le fanfaluche di cui si
+nutrono e in cui credono fermamente, gli apostoli della negazione! Ci
+sarebbe da fare un bel libro, sapete!
+
+--Ma non per convertirli!--risposi.
+
+--Lo so. Per convertirli, ci vorrebbe un corso di matematiche. È
+là,--disse l'ingegnere, trionfante,--che io mi sentirei di ridurli a
+miglior consiglio, questi amenissimi roditori della scienza, che
+osservano i fatti e non vedono le relazioni, che studiano la materia e
+non intendono la legge, che non si elevano a nessun concetto di
+integrazione, che non sospettano neanche della vitalità delle
+astrazioni e della virtù generatrice degli assiomi. Ma noi
+filosofiamo,--soggiunse l'amico, ridendo,--ed è tempo di andare a
+dormire.
+
+--Ecco una verità assiomatica!--risposi io.--Dunque, buona notte!
+
+--Buona notte! E ricordate la storia che vi ho raccontata. C'è la
+materia d'un libro.
+
+--Ora che ne conosco gli attori!--esclamai.--Vi pare possibile?
+segnatamente con quella libreria, dove entrano anche le pubblicazioni
+più recenti! Dio guardi se ci capitasse la storia, che voi mi
+consigliate di scrivere.
+
+--È vero;--mi rispose l'ingegnere.--Non se ne parli più.--
+
+Fatte queste parole, ce ne andammo a dormire. La mattina seguente,
+bevuto il caffè insieme coi nostri ospiti delle Vaie, prendemmo
+congedo da loro, per ritornarcene a Modena. Quando fui in sella, mi
+parve di essere Gino Malatesti. La fanciulla dei Guerri era là,
+bellissima ancora, co' suoi capegli bianchi e con le rughe precoci
+intorno ai grandi occhi pensosi.
+
+Avrei voluto dirle una buona parola, dond'ella intendesse che io
+conoscevo la storia de' suoi nobili dolori; ma mi parve cosa puerile.
+Anche una massima generale avrebbe stonato, e mai certe generalità
+sentenziose mi parvero più sciocche d'allora. Strinsi la mano a tutti,
+senza aggiungere una frase, dopo le tante di ringraziamento che aveva
+fatte l'ingegnere per noi. La mano di Fiordispina era fredda; ma io
+l'avevo sentita tremare. Forse in quel luogo medesimo, davanti alla
+casa campestre, Gino Malatesti era salito in arcione, e di là aveva
+mandato l'ultimo saluto con l'ultima promessa, ahimè, non attenuta
+alla fanciulla dei Guerri!
+
+E il povero prete? Ah, quello era morto da un pezzo, e non soffriva
+più dei dolori altrui. Pace all'anima di Don Pietro Toschi, e sia
+sempre il suo nome ricordato con venerazione alle Vaie.
+
+Mi accomiatai tristamente dai Guerri, che non dovevo più rivedere.
+Mezz'ora dopo, ero a Fiumalbo; il giorno seguente a Modena, donde
+ritornai subito a casa, tra i miei sopraccapi, che m'aspettavano
+tutti, e i miei libri, che avevano l'aria di dirmi,--«La vuoi finire
+con le malinconie? Vieni, la consolazione e la vita sono con noi,
+morti parlanti, senza la malignità, l'ambizione e l'invidia dei
+vivi».--
+
+Ritornato alle mie cure, non dimenticai la storia delle Vaie. Spesso,
+quante volte mi accadeva di parlare con cittadini di Modena, chiedevo
+notizie dei personaggi che ci avevano avuta la parte loro. Seppi così
+che il conte Jacopo Malatesti era morto in esilio volontario a Vienna,
+mentre il marchese Paolo era divenuto senatore del regno d'Italia;
+seppi che la marchesa Polissena Baldovini viveva tuttavia, facendo la
+bella, come poteva. E vive ancora, poichè non ha più di sessantacinque
+anni; ma i suoi capegli son sempre biondi, anzi oggi più biondi che
+mai, e fa il bocchino, quando i giovanotti le dicono celiando:--«Voi,
+marchesa, siete un'altra Ninon de Lenclos.»--La contessa Elena, sua
+figlia, non è con lei; intorno al 1861 si era rimaritata, diventando
+baronessa De Wincsel; ma un anno dopo era separata dal marito. E da
+quanti altri, poi! Ventiquattr'anni son lunghi, per la storia di una
+donnina come quella.
+
+Vive essa, vive sua madre, vivono tutti coloro che sentono meno e non
+danno troppe molestie al cuore. Son morti invece, l'un dopo l'altro, i
+miei ospiti delle Vaie. Primo il vecchio signor Francesco; poi
+Fiordispina; ultimo Aminta, nello scorso anno, pochi mesi dopo la sua
+buona sorella. Strano, quando una casa incomincia a disfarsi, come va
+tutta e presto in rovina!
+
+Ma i Guerri non sono dimenticati, e la storia degli amori di
+Fiordispina è più viva che mai, nelle alte convalli dell'Appennino
+modenese e parmense; la sanno tutti, dal Cimone all'Alpe di Succiso, e
+dal Malpasso all'Orsaro. Fra cent'anni sarà una leggenda. Speriamo che
+trovi il suo poeta, e che questi non dimentichi di celebrare col più
+caldo de' suoi inni la nobile schiatta onde escono i Guerri. Di questi
+forti e nobili cuori si compone un'Italia che conosciamo così poco,
+l'Italia montanara, dove si sente più forte e più alto, glorificando
+la patria _in excelsis_.
+
+
+FINE
+
+
+
+
+ INDICE.
+
+
+ I. Mandato a confine 1
+ II. I re della montagna 16
+ III. Tra l'Ariosto e il Tasso 38
+ IV. La vita alle Vaie 58
+ V. Il commissario e l'applicato 76
+ VI. Ombre e leggende 100
+ VII. Al lago della Ninfa 129
+ VIII. La marchesa Polissena 148
+ IX. Due lettere 166
+ X. La fanciulla dei Guerri 187
+ XI. La notte di Sassuolo 202
+ XII. Una inchiesta misteriosa 225
+ XIII. Il segreto di Pellegrino 240
+ XIV. Consolatore e giudice 261
+ XV. Anima forte 279
+ XVI. Delizie coniugali 293
+ XVII. Le vittorie di Polissena 320
+ XVIII. Per l'Italia 349
+ XIX. Sant'Eufemia! 373
+ XX. Vent'anni dopo 400
+
+
+
+
+
+NOTA DEL TRASCRITTORE: i seguenti refusi sono stati corretti
+
+ La notte de[del] commendatore (1875).
+ Diana degi[degli] Embriaci (1877)
+ se dovesse ridere, o andare il[in] collera.
+ ma con le oro[loro] cornici intagliate e dorate a fuoco.
+ Era finalmente finalnalmente[finalmente] venuto a capo
+ torno[tornò] in campo la proposta
+ le due faccie[facce] proibite
+ i mustacchi erano probiti[proibiti]
+ nelle vacanze feceva[faceva"] le sue piccole apparizioni
+ il conte Malatesti facena[faceva] capo
+ Ci[Chi] poteva scrivergli da Lucca?
+ Ma io non ardirò sostistuirmi[sostituirmi]
+ oveva[doveva] inventare i cenobii
+ e oramai;[,] per fare quel gran matrimonio
+ --Lasciatemi essere egoista s[e] soggiungere
+ In capo ad otto giorni Aminto[Aminta]
+ dond'ella intentendesse[intendesse]
+
+
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of La montanara, by Anton Giulio Barrili
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA MONTANARA ***
+
+***** This file should be named 29036-8.txt or 29036-8.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/2/9/0/3/29036/
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by The Internet Archive)
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+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
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+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
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+such as creation of derivative works, reports, performances and
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+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
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+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
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+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
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+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
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+ must be paid within 60 days following each date on which you
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+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
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+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
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+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
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+received the work on a physical medium, you must return the medium with
+your written explanation. The person or entity that provided you with
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+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
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+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
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+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
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+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
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+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, are critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
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+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
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