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diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes new file mode 100644 index 0000000..6833f05 --- /dev/null +++ b/.gitattributes @@ -0,0 +1,3 @@ +* text=auto +*.txt text +*.md text diff --git a/26717-8.txt b/26717-8.txt new file mode 100644 index 0000000..d2bf6fa --- /dev/null +++ b/26717-8.txt @@ -0,0 +1,17786 @@ +The Project Gutenberg EBook of I suicidi di Parigi, by +Ferdinando Petruccelli della Gattina + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: I suicidi di Parigi + +Author: Ferdinando Petruccelli della Gattina + +Release Date: September 28, 2008 [EBook #26717] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I SUICIDI DI PARIGI *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + + + + + +I SUICIDI DI PARIGI + + + + +Proprietà letteraria riservata. I SUICIDI DI PARIGI + + +ROMANZO + +DI + +PETRUCCELLI DELLA GATTINA + +Volume Unico + +MILANO + +EDOARDO SONZOGNO + +1876 + +14. Via Pasquirolo + + + + +Tipografia Sociale--Via S. Radegonda. 6. + + + + +I SUICIDI DI PARIGI + + + + +REGINA + +EPISODIO PRIMO + + + + + +I. + +Il cesto da nozze e ciò che segue. + + +Il dottore conte di Nubo dava a desinare nella sua casa di campagna a +Saint-James. + +E' non aveva, a vero dire, l'abitudine di offrir pranzi; perocchè, +quantunque si avesse in casa, da due anni, una nipote, e' continuava a +vivere da scapolo, mangiando in città, al _restaurant_ o al club. + +Quel giorno, però, era in qualche guisa obbligato a violar la regola. +Egli maritava sua nipote. Il fidanzato aveva inviato il cesto da +nozze. Degli amici e delle amiche avevano espresso il desiderio di +vederlo. Si era in campagna, al mese di luglio. + +Due persone fra i convivi avevano mancato all'invito: Sergio di Linsac +e la signora Augusta Thibault. Malgrado ciò, vi era ancora una ventina +di commensali, assai festevoli per rallegrare il pranzo e fare onore +alle squisite vivande servite da Potel. + +La signora Thibault giunse pertanto, alla fine della tavola e diè, sul +suo ritardo, di quelle spiegazioni, che in bocca di chiunque altri +sarebbero state scuse, ma che sono sempre delle ragioni +ragionevolissime nella bocca di una bella vedova. Insomma, ella aveva +pranzato altrove. + +Sergio di Linsac non comparve affatto. + +Il desinare finito, gli uomini uscirono a fumar nel giardino. Le dame +restarono ad ammirare o criticare il cesto da nozze--sopratutto, ad +invidiarlo. + +Imperciocchè, la prima sensazione che produce un bell'oggetto sur una +femmina, è sempre un pensiero di appropriamento--il quale, se resta +nello stato di desiderio nella donna ricca, diviene voglia spasmodica +nella povera. L'Invidia è un'impotenza. + +Alberto Dehal, il fidanzato, aveva menate le cose da principe. Era +egli un ricco banchiere, ed aveva calcolato la spesa alla tavola +pittagorica del suo amore. + +Una duchessa del sobborgo Saint-Germain sarebbe stata rapita di quei +doni. Regina vi prestò poco o punto attenzione. Ella faceva alle sue +amiche gli onori dell'esposizione di quei regali, come un custode +mostra e spiega i diamanti della Corona--per una fredda ed insipida +nomenclatura. + +--Oh! ma il disegno di questo scialle incarna un poema fatato di +Saadi!--sclamò la signora Augusta, palpando uno sciallo dell'Indie di +una bellezza incomparabile. + +Si portavano ancor scialli a quell'epoca. La degradazione di gusto +nelle donne li à poscia aboliti. + +--No, cara te--rispose la nipote del dottore--esso non vien mica da +Saadi, ma da uno Smith o da un Brown qualunque--il corrispondente del +signor Dehal a Calcutta. + +--Ma non si direbbe dunque che questo monile è uscito dall'officina di +Benvenuto Cellini!--osservò la vecchia marchesa di Montmartel. + +--Ebbene, sì! dite codesto al signor Alberto ed e' tirerà di tasca il +listino di Froment-Maurice e vi risponderà: Benvenuto Cellini! +sconosciuto nel mercato di Parigi. + +--Vedete qui! Furono, per Giove, delle fate che stellarono questi +pizzi!--mormorò il giovane poeta Marco di Beauvois! l'amico intimo di +Sergio di Linsac. + +--Corbellate voi, sir di Beauvois!--replicò Regina. Furono nè più, nè +meno che delle povere creature Welche, bene in cenci ed affamate al +punto, ve lo assicuro. + +--Cara mia--disse la signora Augusta--tu ài bello ad affettare +l'indifferenza; i tuoi occhi, il tuo aspetto ti tradiscono. Tu +irradii. + +--Proprio così--rispose Regina, e continuò, noncurante, l'esposizione +del suo cesto. + +Ella ammonticchiava così la biancheria di madama Petit su i cappelli +di Alexandrine, i coturni di Muller sulle magiche seterie di Lyon. Si +sarebbe detto che Regina non comprendesse nè la ricchezza, nè la +bellezza, nè il gusto elegante di quei capi d'opera dell'industria +francese; che ella non sentisse la maestà dell'abbigliamento--questa +sovranità, questa poesia della donna. Una donna mal vestita è un +oggetto d'arte mancato, un fiore senza colore e senza profumo. Però, +osservando con quanta ricercatezza, con quale gusto Regina era +azzimata, uno si rassicurava: ella era incapace di quella indifferenza +nella religione delle _toilette_. + +La rivista terminata, si uscì nel giardino. Alberto Dehal si slanciò +all'incontro della sua fidanzata, gittando precipitosamente il _puros_ +che aveva acceso. + +--Ah! chè n'eravate voi lì, signor Alberto!--disse Regina, accettando +della punta delle dita il braccio del suo promesso--vi sareste +rigioito dell'estasi di queste signore, contemplando i vostri +meravigliosi regali. + +--In fatto di estasi, io non ne conosco che una, madamigella--rispose +Alberto d'un tuono sommesso. + +--Sì--l'interruppe Regina--quella del sigaro. + +Alberto si tacque. + +--Quanto a me, io ne conosco due--riprese Marco di Beauvois... + +--Il _whist_ ed un _poney_ di corsa--osservò Augusta sorridendo. + +--.... I vostri occhi e la vostra bocca--soggiunse il giovane +all'orecchio della vedova. + +--Eh! caro, voi non farete mai sempre che di distici per avviluppare i +_bonbons_ fulminanti--osservò Regina, che aveva udito il motto del +giovane poeta. + +Si rientrò nel salone. + +Le tavole da _whist_ assorbirono una parte della società. Alcuni +giovani circondarono il piano, ove Regina con noncuranza si assise. Si +ascoltava di già! + +Regina suonò alla ventura, tutti i pezzi che le vennero a mente, +sfiorando qua e là il suo repertorio di opere, di valtzer, d'inni, +d'oratori, correggendo Lanner con Bach, Rossini con Beethoven, Musard +con Bellini, Haydn con Donizetti, passando dal gaio al lugubre, dal +canto fermo alla danza alata, e legando il tutto con fioriture della +sua fantasia, folgorante come un razzo. Imperciocchè, artista +d'istinto prima di esserlo per scienza, ella non possedeva quel +talento da conservatorio che consiste a saltabeccare, a sgambettare +con un'agilità di scimmia sulla tastiera dello strumento; ma aveva +quel sentimento della melodia che è lo scintillìo della musica. + +La musica non è uno sforzo a superare; è un'idea a creare. L'artista +non è un gladiatore; è un mago. + +Alberto si tenne vicino al piano, silenzioso, gli occhi ebbri. Gli +altri sclamavano: + +--Va, Regina: ancora, ancora! + +Bisognava essere giuocatore di _whist_ per non discontinuare la +partita in mezzo a quella cascata di melodie. L'orologio scoccò, per +rompere la fascinazione del giuoco. Infatti, l'orologio suonando +mezzanotte, i giuocatori si alzarono. + +Alla mezza, eran tutti partiti. + +Il dottore, che aveva guadagnato, sbadigliò spaventevolmente ed andò a +coricarsi. + +Ad un'ora del mattino, non era più in casa alcuno che non dormisse. + +O' detto alcuno? No. + +Regina non era neppure andata a letto. + +La sua cameriera, Lisa, affastellava in un sacco da notte alcuni +oggetti. + +Quando le due donzelle si furono assicurate che il sonno chiudeva +tutte le palpebre--perchè Lisa andò prudentemente ad ascoltare alle +porte--esse scesero sulla punta dei piedi al salone. + +Nick, il bel Terranuova, andò a leccare la mano di Regina e la guardò +con occhi teneri e supplichevoli, quasi che avesse indovinato il +disegno della fanciulla. Regina lo baciò. Nick si coricò, avendo +compreso che gli era mestieri discrezione. + +Lisa aprì allora dolcemente la porta vetrata che immetteva nel +giardino. + +Regina restò ad ascoltar per qualche secondo se alcun non le udisse. +Poi, Lisa salì nella camera della padrona; recò giù un sacco da notte, +un mantello da viaggio ed un cappello; spense il lume; ed entrambe +uscirono, socchiudendo le imposte. + +Nick gemè sommessamente. + +La casa di campagna del dottore toccava il parco di Madrid, ove egli +aveva diritto di passeggiare. Questo parco, scomparso oggidì, aveva +ancora a quell'epoca una porta sporgente sul bosco di Boulogne, di cui +il dottore possedeva una chiave per uso suo. + +Lisa aprì--ed alle due del mattino si trovarono nel bosco. Lisa +richiudeva la porta, quando un giovane si avanzò verso di loro. + +--Regina! mormorò egli. + +--Sergio! rispose questa. + +Il giovane fischiò, ed immediatamente comparve una berlina di posta +nascosta sotto gli alberi del viale. + +Il postiglione aprì lo sportello senza soffiar verbo. Le due donzelle +entrarono nella vettura con Sergio. + +--Guida tripla--disse costui. Via d'Inghilterra. + +I cavalli partirono ventre a terra. + + + + +II. + +La lettera. + + +La luna navigava tranquillamente pel cielo. Il profumo degli alberi +saturava l'aria infocata e voluttuosa. Le foglie alitavano appena, +come il respiro di un fanciullo. Non una nuvola. Le stelle palpitavano +di una luce azzurrognola. Si udì dunque nella berlina la parola: +Grazie! pronunziata dal giovane, ed il rumore di un bacio +lungo--protratto come la speranza! Il veicolo fendeva lo spazio a +guisa di allodola. La parola magica: guida tripla, gli aveva dato le +ali. + +La sensazione che produce un _coupè_ lanciato al galoppo à qualche +cosa di elettrico e d'inebbriante. L'irradiazione delle forze animali +che imprime il movimento alla vettura, si comunica al viaggiatore. +L'immaginazione domina la mente. Gli oggetti esteriori perdono, nella +rapidità della corsa, tutto ciò che ànno d'inarmonico e di angoloso. +Una tiepid'aura avviluppa l'intera natura. Si può essere affranti e +vaneggiatori in una diligenza o in un _wagon_; in una sedia di posta +non lo si è mai. + +Che s'immagini cosa dovesse essere un viaggio simile per due persone +che si amano--e per una vispa cameriera, il di cui bernoccolo di +osservazione era messo in azione da due molle: la curiosità e +l'interesse! + +Il dottor Gennaro di Nubo si svegliò l'indomani alla sua ora consueta +e suonò pel suo valletto. Questi, secondo l'uso, entrò recandogli una +tazza di caffè nero e dell'acqua calda per la _toilette_. + +Alle nove, il dottore uscì nel salone per la colazione. Non trovando +sua nipote con cui aveva costume di asciolvere. + +--E Regina?--domandò al cameriere. + +--Lisa non è comparsa stamane--rispose Trust, più preoccupato, a quel +che sembra, della _soubrette_ che della padrona. + +--Io ti parlo di Regina, messer l'animale--sclamò il dottore. + +--Ah! sì, scusi, padrone, madamigella non è alzata ancora, e neppur +Lisa. + +--Sarebbe ella indisposta? + +--Ah! Dio mio! il signor conte à l'istesso sospetto che me. Perocchè +l'è codesto che io mi domandava or ora, non vedendola svolazzar per le +aiuole, inaffiando i fiori. + +--Odi, Trust, io sarò costretto a mandarti via, amico mio. + +--Oh! _dear me_! E perchè il signore vorrebbe egli mandarmi via così? + +--Perchè tu ài completamente perduto lo spirito, dopo che quella +sgualdrinella di Lisa è capitata qui. + +--Ah! padrone, vi assicuro che io non ò nulla perduto in fatto di +spirito. + +--L'è forse vero... tu non ne avesti mai molto. Va ad informarti della +salute della signorina. + +Forte di quest'ordine, Trust se ne andò a picchiare all'uscio della +camera di madamigella Lisa. + +Io non so cosa avrebbe fatto questa virtuosa donzella se la si fosse +trovata lì dentro. Ma, galoppando sullo stradale d'Inghilterra, ella +non poteva certo rispondere. Laonde Trust, temendo pur sempre un +malore--che Lisa, per esempio, non si fosse asfissiata per amore di +lui--picchiò di nuovo, picchiò più energicamente, poi forzò la porta. + +Il suo cuore batteva mettendo il piede in quella camera che sovente lo +faceva vaneggiare. Ma e' restò d'un tratto come stupidito, vedendo il +letto non sfatto, il baule aperto e quasi vuoto. Baciò di fuga il +guanciale di Lisa, e discese precipitoso nel salone. + +--Grande sventura, padrone, grande sventura--gridò egli +entrando--Madamigella Lisa se l'è spulazzata. + +--Triplo idiota!--urlò il dottore, fulminando Trust di uno sguardo di +collera ed allungandogli un calcio, per un resto di vivacità delle sue +abitudini napolitane. + +Poi salì egli stesso all'appartamento di sua nipote. + +Battè per un pezzo all'uscio. Non ricevendo risposta, non udendo il +minimo strepito nell'interno della stanza, e' portò la mano al +luchetto della serratura--dopo avere però picchiato di nuovo. + +A suo grande stupore, e' senti un tiepido brivido circolargli per le +vene. Il cuore accelerava i suoi palpiti; la mano vacillava. La natura +si faceva giorno per una maglia forata nella cotta d'acciaio di +quest'uomo! Ei vide i mobili aperti, mille oggetti sparpagliati qua e +là, il letto intatto, la camera vuota. + +Tutto di un guardo solo! + +Restò in piedi, freddo, in mezzo di quella stanza, in mezzo di quelle +vesti, di quei gioielli, di quella biancheria, di quei mille nonnulla +deliziosi che idealizzano la donna e la fanno felice. Restò come di +ghiaccio. Si sarebbe detto S. Antonio circondato dalle sue tentazioni +annientate. + +Questo stato di stupore però non durò che un istante. + +Un leggiero rossore colorò tosto le sue guancie, quando, avanzando +verso un _guéridon_ vicino al letto, vi scorse su un foglio piegato a +foggia di lettera. + +L'era una lettera, infatti, all'indirizzo di lui. + +Il dottore la disuggellò lentamente. + +Il carattere era tracciato da mano calma. La carta profumata. + +--Vi è della premeditazione in questa lettera--si disse il dottore +esaminandola--per conseguenza, delle cose false. Vediamo. + +Il dottore leggeva a mezza voce. La lettera cominciava così: + + «Bando al rancore, mio caro dottore. Io mi ribello.» + +Il dottore sorrise e borbottò, decifrando la lettera: + +--Che roba infame questa scrittura all'inglese! Le lettere si +ecclissano nei profili. Non vi è più la persona in questo carattere: +esso è chiunque. + +«Io mi ribello.» Sta bene: lo si vede. + +«Io scompiglio i vostri progetti. L'uomo a cui volevate confidare il +mio destino, o piuttosto il _nostro_ destino, onorevole e degno sotto +ogni rapporto, non era di mia scelta. E' non mi avrebbe lasciato +mancar di nulla, nulla desiderare. Io sarei stata _blasée_, vecchia a +venti anni!» + +--Diavolo!--sclamò il dottore--che logica! + +«Se voi foste stato mio padre, o anche mio zio, voi avreste forse +osservato, conducendomi nel mondo, ove i miei sguardi volgevansi, chi +faceva arrossir le mie guancie, brillare i miei occhi, tuffandomi in +quello stupore che lambe la sciocchezza. Ma voi andavate nel mondo per +conto vostro: io era per voi un refrattore--perchè non oso dire, la +vostra ipoteca dell'avvenire.» + +Il dottore passò la mano sulla sua fronte pallidissima e sospese per +un istante la lettura. Aggrottava le sopracciglia. + +--Molto bene!--sclamò poscia--Vediamo la fine. + +«Io feci la mia scelta dal lato mio; ma all'antipodo della vostra. Che +volete! Io adoro Victor Hugo: Spasimo per le antitesi! + +--Ed io pure--mormorò il dottore. + +«Al momento dunque in cui riceverete questa lettera, io sarò con la +mia antitesi in una sedia di posta sullo stradale d'Inghilterra, ove +andiamo a maritarci.» + +--Ella mente--gridò il dottore. Ella è in via per l'Alemagna, la +Svizzera o l'Italia--in questa contrada abbominevole ove un prete, per +venti soldi, commette un sacrilegio con la stessa facilità con cui +trangugia una ciambella in un bicchier di moscadello. + +Ahimè! il miglior mezzo per metter fuori sella un diplomatico sarà mai +sempre la verità! + +«Non mi prendete dunque in uggia: ciascuno per sè!--e Dio per _noi_ +tutti, soggiungeva il mio confessore alla pensione. Io vi dimando la +vostra benedizione--per parentesi--ed in piene lettere, la vostra +benevolenza, come pel passato.» + +Il dottore sorrise di nuovo. + +«Chi sa ciò che può arrivare. Non vi è una via sola per andare a +Roma.» + +--Ella era civetta--pensò il dottore--si prepara a divenire +sgualdrina. + +«Ad ogni modo, ve lo ripeto, dottore: non rancori. Imperciocchè, se, +al vostro punto di vista, io m'ò poco cervello per alloggiarvi delle +ricordanze, io ò cuore abbastanza per dare loro un asilo. A rivederci, +caro zio... + + «REGINA.» + +Il dottore restò qualche tempo a meditar su quella lettera. Non la +rilesse. La sapeva già a memoria. + +La testa inclinata sul petto; lo sguardo fisso sui mazzi di rose del +bianco tappeto; le ciglia irsute; il respiro precipitoso; e' +rifletteva. Poco a poco, però il suo viso spianossi. Trovandosi in +piedi innanzi ad una Psiche, vi si mirò. La sua bocca s'increspò +allora ad una leggiera smorfia, che aveva l'aria di un ghigno--uno di +quei sorrisi che dànno la pelle d'oca agli agnelli nella società +leonina in cui viviamo--e tentennando della testa si apostrofò! + +--Tu eri proprio innocente, conte Gennaro di Nubo, dottore della +Facoltà e membro dell'Accademia delle Scienze!...--Tu eri ben gonzo, +convienine. Voler riescire per la linea retta? Giungere per la grande +strada? Ah! bah! Altrettanto sarebbe valso di trangugiare il Panthéon +in pillole. + +E facendo un gesto di disprezzo contro sé stesso, ridiscese al salone, +completamente freddo ed impassibile, ed ordinò la colazione. + +Bevve enormemente di the; mangiò di tutto e trovò tutto eccellente. + +Egli respinse perentoriamente, come imprudente, l'idea di comunicare +l'avventura alla polizia, di segnalare la donzella e la fante per +telegrafo, e di confidarle alle cavalleresche sollecitudini della +gendarmeria. + +La condotta di Regina doveva passare per una malizietta da testa +romantica, una storditezza da pensionista. E' non doveva complicare la +situazione, nè lasciare al mondo una presa qualunque sul fondo dei +suoi sentimenti, sul movimento intimo del suo cuore. Doveva apparire +sempre calmo, limpido, senza la minima ondulazione. Non doveva +pregiudicar l'avvenire. Doveva avere un'anima incolore, muta, apatica. + +Uscì dunque alla sua ora solita; visitò i suoi ammalati, e dopo le +quattro, alla chiusura della Borsa, andò a trovare Alberto Dehal, per +raccontargli lo strano ratto della sua fidanzata. Poi recossi al +Circolo, ove trovò una lettera pressantissima di Augusto Thibault. + + + + +III. + +Un buon viglietto di lotteria. + + +Nel mezzo della state del 1833, il dottore di Nubo trovavasi a +Nicastro di Calabria. + +Un editore gli aveva dimandato di ripubblicare la grande opera di lui: +_L'etnologia delle popolazioni dell'Italia meridionale_, che, nel +1812, gli aveva conquistato il posto di membro dell'Accademia delle +Scienze ed il nastro della Legione d'Onore. + +Il dottore, viaggiava per distrarsi. Controllava il suo libro, onde +metterlo al livello delle scoverte e delle dottrine, le quali avevan, +dopo quell'epoca, allargato il dominio delle scienze naturali. Egli +amava, d'altronde, percorrere quelle vaghe contrade, poco esplorate, e +dove non s'incontra neppure lo stesso inglese! Gli osservatori si +compiacciono in queste lande sociali ancora vergini, ove, di ogni +sguardo, si squarcia un velo dell'incontaminata Iside. + +Il dottore infatti, scovriva costumi e maniere nuove, paesaggi potenti +di splendore, di contrasti, d'inatteso: un lembo del mondo primitivo, +perduto ai pie' dell'Italia, in mezzo al XIX secolo. + + +Era un giorno di fiera. + +Il dottore di Nubo, a cavallo, accompagnato da una guida, se ne andava +a visitar le montagne. Traversava la piazza pubblica della cittaduzza. + +Una banda di zingari ostruiva la via, circondata da una folla grande +di curiosi cui aveva attirata. + +La banda componevasi di una dozzina d'individui; più, quattro scimmie, +due orsi, una ventina di asini, tre cani e lo zio Tob--il quale era il +proprietario, il principe, il papa, il padre, il padrone, il tiranno +di tutta quella roba. + +Dond'e' venivano? + +Essi arrivavano: ecco tutto! + +L'industria ch'esercitano gli zingari nella Bassa Italia è complessa. +Essi sono ferrai, maniscalchi, giocolieri, calderai, incantatori, +stregoni, indovini di buona ventura, trovatori di tesori, ladri di +fanciulli, scassinatori di porte... cozzoni sopra tutto. Gli uomini +comprano e vendono asini; le donne rubano animali domestici, dicono la +buona sorte alle fanciulle--cui esse maritano sempre riccamente e +subito--o fanno peggio ancora--senza neppure accorgersi che fanno +male. Si conoscono le loro costumanze. È inutile ribiascicarne. + +Essi danno del _compare_ a chiunque. Ànno numerosi segreti di +cozzoneria. + +Il più vecchio, il più magro, il più consunto dei ciuchi--un censore +teatrale della specie--diviene nelle loro mani brioso come una vedova +che si rimarita, uno scolaro in vacanza. + +Quando voi credete che lo zingaro apra la bocca di questa povera +bestia per mostrarvene i denti--cui ha testè segati per dissimularne +l'età--egli le cola destramente nella gola una pillola infernale di +peperone che le brucia le viscere, la incita alle follìe e le dà gli +ardori verdi ed irresistibili di un cappuccino. Quando voi credete +ch'e' ne carezza le groppe; egli le punge a dentro, mediante un cardo +a punte acute nascosto nelle palme. Voi credete che la bestia è grassa +come un abate benedettino; essa è nè più, nè meno che gonfia. Laonde, +il contadino diffida a modo delle compre e delle vendite dei gitani. + +Il dottore, fermo un istante dall'ingombro nella via di quella +comitiva bizzarramente stracciona, vide venire a lui una creatura di +dieci o dodici anni ch'egli suppose del sesso femminile, e chiedergli +un _piccolo dono_. + +Gli zingari non mendicano mai. Essi prendono a mutuo; domandano un +piccolo regalo; rubano; ma non stendono la mano alla limosina. +Crederebbero mancarsi di rispetto: ànno un'industria! + +La vista di quella cosina--era una ragazza--colpì il dottore. + +Ella era assolutamente un embrione, tanto era segaligna e magra. Ma +quell'embrione, sviluppato dalla natura che ne aveva gettato i +rudimenti, poteva divenire sublime. Per il momento, non iscorgevasi +che delle ossa ammirabilmente organizzate; dei grandi occhi neri +scintillanti come quelli di un serpente in collera; dei lunghi e +castagnini capelli, che contornavano una fronte elevata e larga, a mo' +di paralellogramma; una pelle che non era bruna, che non era pallida, +ma che, animata da una circolazione meglio nutrita, poteva acquistare +una tinta più chiara e trasparente di quella di una creola. Poi, una +bocca grandicella, ma ben fessa ed armata di piccoli denti bianchi, +acuti ed eguali; una vitina svelta, alta, soffice, pieghevole come un +giovane pioppo. Insomma eran quivi i primi stami di una di quelle +donne che, trasportate in una grande città ed in un mondo come Parigi +e Londra, possono addiventare un flagello, una magia: che cominciano +sempre per levarsi da Cleopatre avvegnachè finiscano talvolta in +Maddalene. + +Il dottore gettò una moneta d'argento alla bambina e continuò il suo +viaggio per l'escursione progettata. Ma, cosa bizzarra! quell'abbozzo +di donna gli trottò per lo spirito tutto il dì. + +Si fermò di un tratto. + +Non era però il magnifico orizzonte che si spiegava innanzi ai suoi +occhi che lo arrestava. + +E' non vedeva punto, dalla cima di quell'appennino, solcato da +filicciuoli di neve come una tavola di vecchio rovere niellata in +argento, nè il Mar Jonio dai flotti verdastri; nè il Tirreno +arrovellato dai suoi cavalloni turchini; nè l'Etna che ondeggia in +distanza in un'aureola di vapori violetti; nè quel cielo allo spazio +infinito, che con la sua profonda limpidezza sembra raddoppiare la +potenza della vista. No: e' non vedeva nulla di tutto codesto, nè +altra cosa. Un'idea aveva traversato la mente del dottore di Nubo come +un lampo nel fitto della notte. + +--E s'io m'impossessassi di questa potenza?--brontolò egli alla fine. + +E dette ordine alla guida di tornare immantinente a Nicastro. + +I psicologi àn tanto scritto sull'origine, la nascita, la +cristallizzazione del pensiero, che non se ne sa assolutamente più +nulla. Laonde, io m'astengo netto dall'intraprendere un'investigazione +metafisica su questo subietto--ne fosse pur questo il momento. + +L'intuizione subìta dall'avvenire poteva ben essere nello spirito del +dottore la conclusione di un seguito di ragionamenti anteriori, la +soluzione di numerosi dubbii, di molte paure, di lunghe ricerche, di +una meditazione attiva e persistente sul suo proprio passato. Il suo +grido finale poteva ben essere l'ultima parola di un problema, di cui +studiava le premesse da lungo tempo, l'_ergo_ di un sillogismo che era +costato, Dio sa quante veglie e quante preoccupazioni. Però chi lo sa? +Il conte di Nubo non era comunicativo sulle sue evoluzioni +psicologiche. + +E' non era di quella pasta d'uomini cui Orazio qualifica di _fruges +consumere nati_--buoni tutto al più ad ingollare la loro polenta--come +un deputato ministeriale. La sua esistenza, zeppa, poco ordinaria, era +scorsa a cielo aperto, a cielo offuscato, nei chiarori del mezzodì +sovente, più sovente ancora nei ciechi abissi della notte. + + +Tornato a Nicastro, e' fece chiamare l'albergatore e gli disse: + +--Io sarei curioso di contemplar da vicino e parlare al capo degli +zingari, che ò visto stamane nella piazza della fiera. Potreste +indurlo a venir qui? + +--Nulla di più facile, eccellenza, se tuttavia non se l'è svignata dal +paese. + +--No: l'ò visto or ora: vi è ancora. + +--In questo caso, eccellenza, vado a servirvelo in un quarto d'ora. + +--Io non chiedo che il capo solo. + +--Vostra eccellenza non vedrà che lui. + +Infatti, poco stante, lo zio Tob arrivò. + +Non mai Callot, o Moya, o Pinelli, non fantasticò di un cialtrone più +compiuto di questo zio Tob. Giammai fiero Castigliano non portò cenci +con più fierezza e nobiltà che codestui--vantandosi del resto di +discendere dai re di Polonia, benchè nato nello Yorkshire. + +La sua _toilette_ era il più strano abuso del pleonasma--eppure +sembrava nudo! Aveva una camicia a merletto sur una camicia da notte, +sovrapposta essa stessa ad una camiciuola di rosso fustagno. Sulla +camicia à jabot s'incrociava un panciotto di _piqué_ bianco, alla +Robespierre, sotto, un panciotto di velluto, preceduto da un terzo +panciotto di raso nero, che mostrava i suoi lembi consunti in fra i +due. Poi, su codesto, un pastranello che si sarebbe detto una +_vareuse_ rossa, un _attila_ ungherese, ed un mantello alla spagnuola. +Il suo capo era coperto da un _feutre_ grigio a larghe falde, il quale +dava libero passo, dai suoi molti buchi, alle ciocche di un'irsuta +capigliatura che aspiravano a sventolare a grado dell'aure. Il feltro +era sormontato da un'altra piuma di coda di galli, azzeccata da uno +scheggiale brillante di acciaio, ed abbellito da una fettuccia di +velluto. Poi ancora, dei calzoni azzurri larghissimi, cacciati a +mezzatibia, in un paio di stivali alla scudiera, sui quali +ballonzavano delle uose mal bottonate. + +I capelli neri del babbo Tob si attorcigliavano sulle sue spalle come +colubri. I suoi lineamenti, regolarissimi, rilevati da un naso +aquilino delicato e da un paio di magnifici occhi neri, restavano +ancora imponenti, malgrado l'estrema loro magrezza ed il loro colorito +di oliva. + +Tob era alto, nervoso, spigliato. Però tutto codesto indovinavasi anzi +che vedersi, non essendo facile a discernerlo. + +Lo zio Tob era un composto di toppe di rapporto. Ogni parte del suo +corpo serviva a completare l'armonia ed a compensar la dissonanza +della parte vicina. Ogni arnese aggiunto al suo vestito, serviva a +dissimulare la soluzione di continuità dell'arnese sottoposto, di +guisa che, ravvicinati l'uno all'altro, essi formavano appena un +involucro più screziato che caldo. + +La regolarità delle sue forme serviva appena altresì a temperare la +ripulsione, che senza ciò avrebbero desta la sua magrezza e la sua +itterizia. + +Lo zio Tob si fè avanti di un'aria sicura, mentre le sue ossa +scricchiolavano al suo passo. Non cavò il copri-capo. Prese per di più +una seggiola, cui avvicinò a quella del dottore, ed attribuendosi la +parola pel primo e dandogli del tu, al modo dei gitani, disse: + +--Che mi vuoi tu, compare? + +Il dottore non rispose da prima. E' cercava a rendersi conto dell'uomo +con cui aveva a negoziare, mediante l'analisi della fisionomia e +l'osservazione di quelle mille protuberanze--cui certe abitudini della +vita e del pensiero sollevano sul corpo--sì eloquenti, quando li si sa +interrogare da frenologo, non da ciarlatano. + +Dopo due minuti di silenzio, che turbavano lo zio Tob, il dottore +fiutando una presa di _siviglia_, disse lento, lento: + +--Io sono straniero. Viaggio perchè mi annoio. Son curioso. Amo le +storie bizzarre. Ora, come io m'immagino, caro, ch'e' vi potria essere +nella storia vostra qualche cosa di piccante, vi ò fatto chiamare per +chiedervene il racconto. + +Il dottore aveva aperta la conversazione con mal garbo--non tardò ad +avvedersene. + +Lo zio Tob restò un istante come stupefatto, gli occhi spalancati, +pensando sognare, sospettando, malgrado ciò, che non fosse innanzi ad +un commissario di polizia. Poi si alzò pian piano, e rispose: + +--Io pure, sono straniero. Io viaggio per vivere. Io non sono punto +curioso. Detesto le storie, bizzarre o no. E come non ò nella mia vita +nulla di ghiotto, e come, quand'anche ve ne fosse, io non l'avrei +spippolato al primo ozioso venuto che prendesse la pena di chiedermelo +a brucia pelo, io ti rispondo: addio compare. + +--Scusatemi, signore--riprese il dottore alzandosi--io non aveva +intenzione di offendervi. Se vi ò dimandato il racconto delle vostre +avventure non è mica unicamente per un sentimento di curiosità. +Un'idea più generosa ispiravami. + +--Alle corte, compare--sclamò bruscamente lo zio Tob.--tu ài un +servigio a chiedermi. Un uomo come te non scomoda un uomo come me pel +semplice piacere di fare una chiacchierata come un vecchio paio di +amici. Andiamo dunque al _busillis_. Che mi vuoi tu? + +--Dappoichè voi mettete la quistione in questi termini--replicò +gaiamente il dottore--io l'accetto. Andiamo al fatto. + +--Andiamovici--ripostò il babbo Tob. + +--Io ò rimarcato, nella vostra banda di gente e di bestie, una +creaturina di dieci o dodici anni cui suppongo una fanciulla. + +--Ah! ah!--fece Tob grattandosi il naso--Sì, infatti, è una fanciulla. +E poi? + +--È vostra figlia? + +--Che ne so io? Del resto, appo di noi, il figlio appartiene alla +comunità. E' non rileva che dal suo capo; non conosce che sua madre; +ed è classificato dalla nazione ove nacque. Chi nasce in Ungheria è +ungherese; chi nasce in Italia, italiano. + +--Che diritto avete voi sulla vostra compagnia? + +--Dimanda piuttosto, compare, qual diritto io non mi abbia. + +--In questo caso, voi potete vendere quella fanciullina. + +--Se volessi, il potrei senza fallo. + +--Che prezzo, volendolo come il potreste, ne dimandereste allora? + +--Io non ò detto che il volessi. Ma come tu ami a cianciare, cianciamo +pur di codesto come di tutt'altro. + +--Allora? + +--Orbè, l'è secondo. Che vorresti tu farne, anzi tutto. + +--Mia figlia--supponiamo. + +--In questo caso, e' sarebbe più caro. + +--Perchè? + +--Perchè la sarebbe perduta per sempre per noi. + +--Infine--sclamò il dottore con un po' d'impazienza. + +--Cinque mila franchi--disse Tob, distillando le sillabe. + +--Il prezzo di un cavallo inglese!--proruppe il dottore. Mille grazie. +Compro una Circassa. + +--Ti tengo--gridò lo zio Tob. Non è una figlia che tu compri allora, +l'è un'utilità, l'è uno strumento, l'è un godimento o un servizio +qualunque che tu acquisti infine. Tu calcoli semplicemente, non compi +un'opera da filantropo. + +--Ciò mi riguarda, brav'uomo. + +--E ciò riguarda anche me. Cinque mila franchi, dunque. + +--Impossibile. Addio. + +--Vuoi tu comprarla alla libbra, compare? + +--La carne viva inganna al peso. Voi sareste minchionato, caro. No. + +--Ad ogni modo, ne daresti tu che? + +--Mille franchi. + +--Mille franchi! La sarà per me la gallina dall'uovo d'oro. Però dimmi +questo, compare: ne farai tu una cristiana? + +--Senza dubbio. + +--Io diffalco allora cinque cento franchi di mancia pel diavolo. +Prendila a 4,500 franchi. + +--No. + +--Ne farai tu una cattolica, apostolica, romana, compare? + +--Sì. + +--In questo caso, ne diffalco altri mille franchi--a causa della +probabilità che la potrà un giorno tornare a noi, in un modo o +nell'altro. Tre mila cinquecento franchi, allora. + +--No. Due mila franchi, ecco l'ultimo mio prezzo. + +--Un'ultima domanda, compare, insistè lo zio Tob, riflettendo--ove la +conduci tu? + +--A Parigi. + +--Vada. Te l'abbandono per 3000 franchi. Tutto non è perduto. + + +Il dì seguente, lo zio Tob consegnava la fanciulla pel prezzo +sopradetto, accettato dal dottore. + +Infrattanto, il mercato conchiuso, il dottore faceva rivenire +l'albergatore e gli comandava da cena per due. + +--Io mi tedio a cenar solo e non mangio--diss'egli. A chi potrei +indirizzarmi in città per averlo a conviva? + +--Ah!--rispose l'albergatore--se vostra eccellenza ama il buon vino, +noi abbiam qui il capitano della gendarmeria... + +--Non vo' birri alla mia mensa, gnoccolone!--interruppe il dottore, +conoscendo i polli di casa Borbone. + +--Vi sarebbe inoltre l'arciprete. + +--Io sono protestante. + +--In questo caso, che vi sembra del medico?... + +--Son medico anch'io. Ci arrovelleremmo prima di dar mano agli +_hors-d'oeuvres_. + +--Allora, eccellenza, io non so mica più... perchè il sotto-intendente +non verrebbe. + +--Nè io il voglio, perdio. + +--Il suo segretario fa la corte alla moglie di lui, e non si +scomoderebbe neppure pel re. Il sindaco à la gotta... Ah! un'idea. + +--Dite pure. + +--Vostra eccellenza gradirebbe ella un messere che mangia molto, ma +molto? + +--S'e' mi piacesse, per fermo. + +--Ebbene, il cancelliere comunale è la perla delle tavole. E' non +mangia mica sovente, il galantuomo, perchè è povero. + +--Perchè è desso povero? + +L'albergatore restò allampanato alla dimanda. E' sbirciò il dottore +con attenzione, poi soggiunse: + +--Cazzica! perchè è povero? Da prima perchè non guadagna abbastanza. +In seguito perchè à una famiglia numerosissima. Infine, eccellenza, +perchè giuoca alla lotteria quel po' di ben di Dio cui guadagna. + +--Andate ad invitare il cancelliere--ordinò il dottore--e fate il +festino per bene. + +Il cancelliere accettò di balzo e giunse all'albergo. + +E quest'uomo non aveva sul viso che occhi e peli; poi, un gobbo alle +spalle, un piè più corto dell'altro. E' non rideva mai. Un libro +sudicissimo faceva capolino d'una delle tasche della sua giacca. + +Egli salutò sommariamente il dottore: la vista dell'imbandigione +l'abbacinava. + + +La cena non fu guari allegra. + +Messer lo scriba ingollava pietanze su vino e vino su pietanze. Il +dottore assisteva, con noncuranza, al riempimento di quell'imbuto, +aspettando il momento d'intraprendere il suo affare. Imperciocchè, non +pretendiamo fare un mistero non aver egli invitato quel baratro per il +piacere della di lui compagnia. Alle frutta, il momento gli parve +propizio. Il degno uomo piangeva di tenerezza. + +--Voi non siete mica ricco, l'amico, mi àn detto--sclamò il dottore. + +--Lo sarò--rispose il cancelliere sfolgorante. Io non mi stancherò. O' +un terno, che in tutte le giuocate rasenta l'uscita, e che mi avrebbe +prodotto di già due ambi se io li avessi giuocati insieme. Ma, io vo' +tutto, signore; tutto o nulla. Io lo spio, questo scellerato terno; e' +verrà fuori, infine: ne son certo. + +--E se io vi dessi dei numeri più certi ancora, eh! Meglio ancora che +codesto: se io vi dessi dei numeri che usciranno senza neppur averli +giuocati? Che ne dite? + +--Peste e paradiso! signore... io direi... che voi vi burlate di me. + +--Io non mi burlo giammai di alcuno. Io non scherzo mai. + +--Ma allora, eccellenza... voi siete Dio o il diavolo. + +--Ditemi un po'. Voi non giuocate dunque che dei numeri schietti +schietti? + +--Come mo? Vi sarebbe dunque altra cosa a giuocare? + +--Senza la formola? + +--Che formola? + +--Non mi stupisco allora che perdiate sempre. + +--Mi strangoli Dio, se ne comprendo goccia, gridò don Antonio. + +--Lo veggo bene. + +--Voi andrete a rivelarmi codesta formola--impose il cancelliere +levandosi, fiammeggiante, con una energia ed una decisione che gli +davano l'aria di un bandito. + +--La formola del viglietto che giocherete la volta ventura, amico +mio--rispose il dottore con calma--sarebbe la seguente; «Estratto dai +registri dello stato civile della Comune di Nicastro, n°... pagina... +ecc., ecc. Oggi, 20 aprile 1832, s'è presentato a noi, cancelliere +della detta Comune, D. Antonio Bello, accompagnato da quattro +testimoni onde fare iscrivere una bambina chiamata... chiamata... sì, +chiamata Regina, cui il detto D. Antonio Bello ed i testimoni ànno +dichiarato appartenergli, come pure a sua moglie Lucrezia Paolina +Atripalda di Nubo, ecc., ecc.» + +--In una parola, un atto di nascita!--riassunse lo scriba stupefatto. + +--Nè più, nè meno.... secondo le vostre formole ordinarie. + +Il cancelliere aveva ascoltato il dottore. Ora, come il discorso di +costui gli sembrava incoerente, e' suppose che l'anfitrione gli +favellasse in quel modo onde dargli dei numeri di lotteria così +dissimulati, come talvolta si pratica. + +I santi, i cappuccini non li danno altrimenti. + +E' cavò dunque di saccoccia il libro sporchissimo che vi mostrava i +lembi--chiamato _Smorfia_ nell'ex-regno di Napoli--e che è una specie +di dizionario con un numero appiccicato ad ogni parola. Cominciò a +sfogliarlo, avvegnachè sel sapesse a memoria. Però non vedendo +costrutto in quel che il dottore aveva detto, il cancelliere restò +muto e si grattò il cocuzzolo a maniera di idiota. + +--Ebbene?--fece il dottore. Rispondete voi? Vi va desso di guadagnar, +a colpo sicuro, 500 franchi sur un terno? + +--Sì, sì, balbuziò il cancelliere. Ma io non vi veggo il terno, io. +Per esempio, noi abbiamo la bambina che fa 37, poi il padre che segna +15, e poi... buona sera. + +Il dottore sorrise e rispose: + +--Amico caro, quel che io vi chiedo è ben più semplice di tutto ciò. +Io vi chiedo, secondo la vostra formola, di estrarre dai registri +dello stato civile di Nicastro l'atto di nascita di Regina, figliuola +di D. Antonio Bello e D. Maria Lucrezia, Paolina Atripalda di Nubo, +nata il 20 aprile 1822. Capite voi? + +Lo scriba comprese alla fine, e sorridendo a sua volta, chiese: + +--Troverò tutto codesto nei miei registri, signore? + +--Ciò vi riguarda--rispose il dottore un po' brusco. Io vi darò dimani +un viglietto di 500 franchi contro l'atto in quistione, bollato, +registrato, firmato dal sindaco e dal sotto-intendente. + +--Ciò è grave!--mormorò il cancelliere. + +--Cosa? ciò che vi chiedo?... + +--Che voi non ne dimandiate che uno, di codesti atti. + +--Ah! + +--Va bene. L'avrete ad ogni modo domani. Perchè il sindaco firma +sempre senza leggere, quando non firma in bianco nei suoi momenti +d'ozio. Ma è mestieri far visitar l'atto dal sotto-intendente, onde +legalizzare la firma del sindaco, ciò che io farò pure; poi +dall'intendente, onde legalizzare la firma del sotto-intendente; +infine dal ministro dell'interno a Napoli per legalizzare quella +dell'intendente; e se voi dovete far uso di quest'atto all'estero, +perchè desso sia autentico, bisogna farla vistare altresì dal ministro +degli affari stranieri e dall'ambasciatore. + +--Ciò mi riguarda--disse il dottore, dandogli congedo. + +A mezzodì, il dì seguente, il dottor Gennaro conte di Nubo entrava nel +_coupé_ di posta, azzavorrato della sua nipote Regina Bello, munito +dell'atto di nascita di lei legalmente falsato. + + + + +IV. + +La gitanella. + + +La gitanella è oggimai Regina Bello, figliuola di un proprietario di +Nicastro e dell'ultima erede della famiglia gli Atripalda di +Nubo--nipote quindi del dottore Gennaro conte di Nubo. + +Conte e non principe di Nubo, non avendo giammai voluto prendere +questo titolo--tanto sacro era il culto ch'e' conservava alla memoria +di suo padre, morto sul palco, per causa politica, nel 1799, a Napoli. + +Il dottore sapeva, da sorgente autentica, che Maria Lucrezia Paolina +di Nubo era morta presso la sua nutrice, nel 1807. Ma gli era utile ai +suoi disegni di accreditare la leggenda, che questa fanciulla era +restata nascosta, che aveva in seguito sposato un uomo oscuro, e che +il governo borbonico aveva fatto vista, in questa circostanza, di +nulla sapere, tanto più che la donzella non aveva dimandato, nè la +restituzione dei beni di sua famiglia confiscati, nè la reintegrazione +del suo rango. + +Trapiantata di un tratto dalla polvere delle strade pubbliche--ove +ella trottava quando non si accoccolava sulle groppe nude di un +asino--in un bel _coupé_ di viaggio, imbottito di crini e tappezzato +di verde velluto, dopo qualche minuto di stupefazione, Regina cominciò +a provare il mal di mare. Vedendola impallidire, il dottore la prese +sulle sue ginocchia, le fe' sorbire una goccia o due di _laudano_ in +mezzo bicchier d'acqua, e subito gli spasimi dello stomaco della +figliuola si calmarono. + +Regina parlava l'ungherese, il russo, il tedesco, il polacco, il +francese, e cominciava a cincischiare l'italiano. L'ungherese era la +lingua di sua madre. Il russo, era la lingua del capo, il quale, +quattro anni prima dello zio Tob, era lo czar della banda. Regina +aveva vissuto quattro anni in Germania; due, nel mezzodì della +Francia. V'erano nella truppa due polacchi ed una polacca--Senza +parlare di due cani, sconcissimi e paganissimi, che scaturivano pure +dalla nobile e cattolicissima Polonia--e dello zio Tob, il quale +poteva esserne altresì, quantunque nato nel Yorkshire--non confessando +giammai la sua patria, tuttochè si vantasse discendere dal re Augusto, +per via scorciatoia. Regina parlava queste lingue con una maravigliosa +facilità, senza accento, avvegnacchè pure senza grammatica. + +Qualunque cosa la aveva visto, era restata impressa nel suo spirito. +Qualunque cosa aveva udito, si era confitta nella di lei memoria. Non +sapeva leggere, ma stampellava sulla via del pensiero. Poi, con un +pezzo di carbone, sgorbiava le più strambe caricature e per fino i +ritratti dei suoi camerati. Grattava un violino. Batteva naccare e +tamburino con leggiadria. Per l'immaginazione, ella comprendeva e +indovinava tutto, sovvenivasi di tutto, sapeva di tutto--e raccontando +ciò che sapeva, mimicava con molta grazia i personaggi cui metteva in +scena. + +Regina si famigliarizzò subito col dottore--il quale, per leggere fino +al fondo in quest'anima, prestavasi con compiacenza alle +fanciullaggini, alle fantasie di lei. + +Ella era completamente vergine d'anima, benchè il suo linguaggio, i +suoi gesti, fossero bruttati dalle memorie di quella vita senza +pudore, nè ritegno propria degli zingari. Il dottore non le fece mai +un'osservazione--sapendo che con le nature, ove l'immaginazione +predomina, l'osservazione è improficua e l'esempio è tutto. Nel medio +dì un mondo nuovo, parlando un altro linguaggio, con altri costumi, +Regina--calcolava il dottore--si eleverebbe immediatamente al medesimo +_diapason_, e la damigella del mondo metterebbe senza pietà all'uscio +la gitanella--senza aver bisogno di sermoni di morale, farla +arrossire, sopra tutto farla pensare sul bene e sul male--ciò ch'è +sovente pericoloso. + +Il bene è di rado attraente, è mestieri ricordarsene. + +Giunti a Napoli, il dottore spogliò Regina dei suoi cenci molticolori. +Però, quando la vide azzimata da damigella civile, e' ne restò +scompigliato. + +Regina era brutta! + +La disarmonia dell'attillamento aggiungeva abbellimento alla beltà +rudimentale della gitana. Ora, l'armonia del vestito rilevava +l'incoerenza, l'incompiuto, l'_abrupto_ di quella leggiadria. +L'occhio, inoltre, non aveva ancora trovato quel termine medio che si +addimanda abitudine, e che è la linea di congiunzione ove gli estremi +s'incontrano e le asperità scompaiono. + +Imprigionata in gonne inamidate, in busti, in cerchi di balena e di +acciaio, le trecce composte, il capo inquadrato in un cappellino +rosa--ella che era bruna, stretta, stecchita, Regina aveva l'aria +stupida, imbarazzata. Non sapeva più nè camminare, nè sedere, nè +parlare, nè muoversi. Si dibatteva goffamente come un pesce tirato +dall'acqua. + +Questo stato di transizione, questo periodo di acclimatazione novella, +quella specie d'intirizzimento fisico e di stupefazione morale, +durarono una settimana. Regina piangeva più spesso che non parlava. Ma +quella settimana trascorsa, della zingarella non restava più che +l'istinto. + +Il dottore si trattenne un mese a Napoli, poi si rimise in viaggio per +la Svizzera. Viaggiando, e' raccontò a Regina, o piuttosto le apprese, +l'istoria della di lei famiglia. Le parlò del padre, della madre, +degli antenati, ricamando tutto codesto di circostanze assai naturali +per spiegare alla figliuola--o meglio a coloro cui questa l'avrebbe +poscia raccontato--la di lei vita nomada: come e per qual motivo ella +era stata rubata dagli zingari; poi come ella era stata scoverta e +riconosciuta dallo zio e messa in libertà. + +Il romanzo era ammirabile di verosimiglianza, come lo sono spesso i +romanzi--perchè il dottore aveva tirato partito dalla realtà, dalla +vita di Regina. Questa s'intenerì sopra sè stessa--forse restò ella +pure convinta del racconto. In ogni modo, ella percepì di volo che +codesto doveva essere raccontato così, e che il più doveva essere +obliato e taciuto. + +Il dottore collocò Regina in una pensione di damigelle protestanti nel +Cantone di Berna. Raccomandò alla direttrice di non cacciar dentro al +cervello di sua nipote nè mitologia, nè catechismo, nè storia sacra, +nè storia greca e romana, nè nulla di quella congerie di stolidezze +che s'insegna in Francia alle donzelle. Chiese che le si apprendesse +la grammatica, le matematiche, la geografia, la botanica, la storia +naturale, i tratti principali della storia moderna di Europa, le +lingue... e poi molta musica, disegno e ginnastica. Sopratutto la +ginnastica. + +Pagò in avanzo due anni di pensione e partì. + +Passarono quattro anni prima che il dottore pensasse di andare a veder +sua nipote, e perfino a scriverle. Ne riceveva qualche nuova dal +banchiere di Berna, il quale pagava le spese di pensione. + +Regina aveva adesso quindici anni. + +Nel 1837, il dottore si decise infine a rivisitare la Svizzera. + +E' si aspettava, senza dubbio, a trovare un cangiamento radicale nella +gitanella che vi aveva lasciata. La natura e l'educazione avevan +dovuto menare a buon termine l'opera, e realizzare o disingannare +molte speranze e promesse. Ma tutto ciò cui il dottore aveva +fantasticato lungo il viaggio, soprapponendo, per una specie di +ricostruzione psicologica, immagine sur immagine, ritratto su +ritratto, era rimasto indietro dalla realtà cui Regina doveva offrire +ai suoi sguardi stupefatti. + +La natura e l'educazione avevano principescamente finito lo schizzo, +cui il dottore aveva intravisto a Nicastro. Regina era veramente +divenuta, per bellezza, quella macchina infernale cui il dottore aveva +presentito. + +Il colorito stesso della giovinetta erasi rischiarato. Aveva +acquistato quella pallidezza opaca ch'ànno le Italiane quando son +pallide, non gialle--quella pallidezza perlata, cangiante sotto le +pulsazioni, più o meno vive, del cuore, ed alla marea più o meno calda +del sangue: un caleidoscopio di passioni! Poi, Regina sapeva tutto--o +piuttosto parlava di tutto; perchè la sua memoria prodigiosa la +serviva da sovrana. + +Ella ricevè il dottore, innanzi al mondo, con il rispetto e l'affetto +di una tenera nipote. Ma, non appena e' si trovarono soli, Regina si +piegò all'orecchio del dottore e gli chiese: + +--Orbene, caro zio, voi non mi dimandate dunque mica nuove della +gitanella di Nicastro? + +--Ella è morta, la piccola furfantella--rispose il dottore +intrepidamente. + +--Che disgrazia!--sclamò Regina--morta! Pertanto, convenitene, caro +zio, quella scimmiuola lì era pur gentile. + +--Io ne conosco un'altra che l'è di vantaggio--rimbeccò il dottore +baciandola in fronte. + +Il dì seguente ei partì... + +E tre anni dopo, Regina di Nubo, nipote del dottore Gennaro conte di +Nubo, usciva di pensione e veniva a Parigi. + +Il dottore la presentò nel mondo l'inverno seguente. Ella aveva +diciannove anni. + +Ora, quale era lo scopo del dottore, armando con tanto splendore +questa trappola, caricando questa torpedine, e sopra tutto procurando +con tanta cura di eliminar dal soggetto qualunque cosa potesse esservi +di urtante e d'inverosimile? Ove mirava desso? Che voleva? Tendeva +egli un laccio? Si dava egli un complice? Lavorava ad un'opera buona? +Si associava un aiuto? Si preparava egli le gioie della famiglia--e' +ch'era solo, i due piedi volti alla vecchiezza? Ordiva egli disegni +infami su quella pura creatura? + +Per spiegare il pensier del dottore è mestieri da prima di meglio +conoscerlo... Vi dimandiam dunque l'onore di presentarvelo. + + + + +V. + +Il conte Gennaro di Nubo. + + +Il conte Gennaro di Nubo era il fratello cadetto del fu principe di +Nubo di Napoli. + +Questa famiglia aveva accettato con entusiasmo le idee repubblicane +nel 1799. Aveva poi accolto i conquistatori francesi come liberatori e +fratelli. Al reintegramento dei Borboni, quelli della famiglia di +Nubo, che non perirono sul palco, furono sterminati dai briganti del +cardinal Ruffo. I loro beni furono confiscati; il loro nome, devoluto +all'infamia. Due individui però sfuggirono a questo massacro: una +bambina, allora a nutrice e che poco dopo morì--Maria Luisa Paolina; +ed il conte Gennaro. + +Questi aveva previsto che cosa era per avvenire. Avendo dunque +scongiurato inutilmente il suo fratello primogenito di espatriare con +lui, e' precedè i francesi--i quali quinci a poco abbandonarono Napoli +ed andò a fissarsi a Parigi. + +Il conte Gennaro era stato l'allievo, l'amico del famoso dottore +Cirillo--il quale, pur egli morì sul patibolo--e che era stato medico +della madre del conte... e forse anche altra cosa. Il dottore Cirillo +amò il fanciullo; di guisa che, all'età in cui gli altri garzoncelli +affogano nella fasce della grammatica greca e latina, sotto la guardia +di un gesuita, Gennaro sfogliava le aiuole fiorite della fisiologia e +della fisica, ripiene di tante attrattive vaghezze. Giovane ancora, +egli si librava di già nelle regioni le più elevate delle scienze +naturali. + +A Parigi, poi, il conte Gennaro s'invaghì degli studii medicali, +trovandosi in contatto con i grandi spiriti della Francia +dell'epoca--che era ancora la Francia dell'Enciclopedia e di Voltaire. +Infine, e' prese servigio, come medico, negli eserciti dell'Impero e +seguì la stella di Napoleone, a traverso l'Europa. + +Le meditazioni scientifiche non avevano che di poco repressa la sua +immaginazione, dalle lunghe e vaghe penne. Ecco perchè, i drammi +commoventi, le vicessitudini, l'inaspettato dei campi di battaglia, lo +affascinarono al punto, che, potendo per il suo sapere percorrere la +carriera civile e pur quella dell'insegnamento, e' preferì +l'agitazione, il subitaneo, il periglioso della vita militare. + +E' dilettavasi sorprendere, colle sue osservazioni sempre un cotal +poco sarcastiche, la natura presa alla sprovvista, in tutta la +brutalità delle fasi differenti delle battaglie. Egli piacevasi a +smussare i suoi sentimenti, la sua sensibilità istintiva, ad +atrofizzare la sua anima. Egli erasi persuaso, che bisognava fare una +grossa parte al cervello, a spese del cuore, se voleva riescire--in +un'epoca in cui la forza fisica governava l'Europa e serviva di regola +alle coscienze. Egli pesava i corollari inevitabili del sistema +napoleonico: il culto dell'interesse; l'anatema dello spirito; +l'annientamento completo di quantunque aveva rapporto con l'ordine +morale dell'umanità... E non ne ripugnava. + +Infatti, da quel punto, l'uomo non fu più per il dottor di Nubo altra +cosa che un subietto a studio, un obietto a traffico. E' non stimollo +più; non amollò più; non lo credè più. Lo commerciò, l'_exploita_. +Divenne quindi scettico. Non trovò più nulla di attivo nè nella sua +scienza, nè nella sua coscienza: non più fede di sorta, neppur quella +del calcolo--il quale, in realtà, è pur esso una specie di fede +ragionata. E' servivasi degli uomini come di materiali, e considerò le +azioni umane come dei segni senza valore intrinseco, di cui si +classificava la natura arbitrariamente, secondo la contrada, la +latitudine, i secoli, la civiltà--: qui delitto, là deificamento!--E +per conseguenza, non vizio, non virtù, non delitto, neppure azioni +buone o perverse nella loro propria essenza. Tutto codesto non gli +sembrava che una leva di convenzione per agitare il mondo. I nomi +potevano esser diversi; l'efficienza era la medesima. + +Il conte di Nubo amò le donne con veemenza--ma credendole e stimandole +anche meno degli uomini. Egli le amò dei sensi e del cervello; giammai +del cuore. Ed ecco perchè non commise mai sciocchezze, a causa di +passione. La donna, secondo lui, rappresentava in società l'ufficio +della moneta nel commercio: era un segno mediante il quale si +scambiano i servigi sociali--lo scopo, l'intermediario, il salario di +tutta la vita. Desiderò dunque la donna, se ne inebbriò, e la spese +assolutamente come un pezzo d'oro. La ricevè, valutandone la somma di +piaceri che la conteneva; la lasciò, senza rimpianti; la barattò, +all'occorrenza. + +Non avendo alcuna convinzione, non avendo alcuna tendenza elevata, il +conte Gennaro di Nubo non poteva avere alcuna fissità nella vita. Era +un eterno viaggiatore annoiato oramai di viaggi, stanco, spossato dal +lavoro, dall'età, dalla sazietà. Cominciava perciò a sentire il +bisogno di riposo. Ma e' non aveva trovato ancora nè il ramo, nè la +nicchia dove avesse a riposare. Gli mancava quella calma dell'anima +che addimandasi confidenza--senza la quale non vi è amicizia, senza la +quale non vi è amore, nè famiglia possibili. + +Egli spezzava la corrente magnetica che affluiva verso di lui. La sua +potente intelligenza abbracciava e vedeva tutto; ma era il polo +negativo contro il quale le fascinazioni della vita andavano ad +infrangersi. Egli analizzava le tenerezze; indovinava le affezioni, +come roba da chimica; e l'incantesimo si dissipava. + +Sentendosi per il suo forte organismo della specie dei divoranti--come +il leone, l'aquila, il boa--e' non ebbe più mercè per i deboli. +L'istinto è la fatalità degli esseri organizzati; e' gli lasciò libero +corso. Le vittime non lo commovevano più. Lo stesso delitto punto non +l'arrestava. Ma la distruzione sgustollo alla fine, e lo usò. + +E' provò allora, nella sua coscienza crepuscolare, una specie +d'inquietudine che si avrebbe potuto dire un dubbio. Fece sosta un +istante, misurando di uno sguardo l'orizzonte intorno intorno, onde +orientarsi ed assicurarsi della via. Poi si rimise in cammino. + +--A che pro' derogare?--pensava egli--La linea retta non è la linea +della natura. La linea retta è la più lunga, è la più monotona. La +natura ama la curva. Se l'uomo segue dunque la linea della natura--e +quella della bomba--di chi la colpa? Se tale è il suo spirito, perchè +pervertirlo? se Dio è che gl'infligge questa direzione, perchè +contrariarlo? perchè cangiarlo? L'uomo rettilineo fu in ogni tempo +l'uomo sciocco--anche quando se ne fece un Dio! + +Ed il dottore studiava il procedere di Napoleone e di Pitt, che, +andando entrambi per vie oblique, riescirono all'antitesi: l'uno +divenne Imperatore, l'altro rovesciò l'Impero. + +Questa vita di allerta necessitava naturalmente un consumo enorme di +attività vitale e di energia. Perpetuamente a l'agguato, come gli +animali carnivori, questa caccia al debole, questa _battuta_ ai +gonzi--che avevan durato circa trent'anni--avevano infine perduto per +lui ogni interesse, ogni vaghezza. Non si vive a lungo in una regione +elevata senza provar la vertigine ed il malessere. + +E l'era proprio la posizione cui il dottore di Nubo occupava in +società. E' si librava sull'ordine sociale. E' guardava dall'alto in +basso le idee, i principii, i pregiudizii, le passioni, gl'interessi, +quali, per una convenzione tacita, li si erano stabiliti ed accettati. + +Arrogesi a ciò, che quella vita di uccellatore non lo aveva punto +arricchito. + +Il dottore spendeva con una prodigalità reale. Ora, per soddisfare a +questi gusti assorbenti, occorreva una fortuna di Nabab. E' guadagnava +certo, moltissimo, per tutti i mezzi; ma la ricchezza non faceva che +traversar le sue mani. + +In questa situazione di spirito, in questa posizione sociale, il +dottore erasi più di una fiata dimandato: + +--«Che addiverrò io nella vecchiaia, quando le mie forze saranno +paralizzate, e la mia intelligenza sarà presso a poco ossificata?» + +Inclinato al fatalismo, e' si fermò poco su questa considerazione. Ma +dessa ritornava e ritornava poi inesorabile, ed accampava nel suo +spirito con altrettanta e maggior persistenza che l'età sua avanzava; +che i suoi proventi si assottigliavano; che le sue morali facoltà +perdevano della loro sofficità e del loro rimbalzo. Inoltre, i dubbii +cumulati poco a poco, goccia a goccia, sul suo conto, cominciavano +adesso a pigliar forma, sostanza, ed il carattere di sospetto. + +E' ritrovavasi precisamente nel parossismo di questa preoccupazione +quando vide la gitanina, sulla piazza di Nicastro. + +Il dottore insegnava che il pensiero nasce nella polpa grigia del +cervello come il fiore dalla terra, e che l'impressione esterna teneva +luogo di semenza. Ora, la vita della zingarella; le inquietudini sul +suo avvenire; il suo stato di afflievolimento; il disgusto della sua +vita equivoca... s'incrociarono nel suo spirito, si compenetrarono a +vicenda, formarono una mischianza tenebrosa, informe, nella quale +lungo lungo la via, e' non vide, non comprese assolutamente nulla. +Arrivò così alla vetta della montagna di Nicastro. + +Che la dottrina del dottore fosse buona o cattiva--ed è pur la +nostra--chi à mai scandagliato a che tiene lo zampillar del pensiero, +ove allogasi la sede della vita? Ciò che certo è, gli è che +l'abbarbagliante lamina di oro--cui, di lontano, il sole ripercosso +dal mare fece scintillare ai suoi occhi--dissipò come per incanto il +caos ammonticchiato nel suo spirito, ed un'idea lo colpì. + +Di un lampo, egli percorse ed acciuffò il suo avvenire; formolò un +progetto. + +Diede l'ordine di tornare a Nicastro. Ma allo scander misurato del +passo del suo cavallo, gli avvenimenti, o, per meglio dire, i disegni, +si svilupparono nella sua mente. + +--Io sono vecchio--pensava egli. Fra non guari non sarò più in istato +di lottare, e meno ancora di spezzare la stolida corrente della +società quale essa è. Sono solo. Quando non sarò più forte abbastanza +per tenermi in piedi e fuori la portata della folla, io cadrò. Ed +altri, che procedono di già sulle mie piste, passeranno sul mio corpo. +La miseria, l'umiliazione, forse il castigo, si rovesceranno su me. Io +ò bisogno di lusso. O' abitudini di benessere che esigono una spesa +enorme, e quindi dei guadagni eccessivi. Il delitto, l'imbecillità, le +passioni, e gl'interessi degli altri àn provveduto fin qui alla mia +esistenza. Li ò trafficati e taglieggiati, tenendomi in guardia ed +imponendomi quando invitato non ero. Poichè dessi vivevano nel male e +del male, che io mi fossi angelo o demone, avevano a subirmi... + +Il conte si fermò un istante sul passato. Poi la sua meditazione si +slanciò sulle onde dell'avvenire. + +--Fra poco--pensava egli--io non potrò più nulla di tutto ciò, e chi +sa? Per una monelleria della provvidenza--come essi la chiamano--lo +schifo, sì abilmente condotto per trent'anni, potrebbe naufragare alla +fine su quella spiaggia inetta e goffa che si addimanda la polizia +correzionale o le Assisi... Fermiamoci a tempo. D'altronde, proviamo +un po' dell'altra linea--di quella che addimandasi retta, perchè tutta +la plebe la segue più o meno, e perchè il Codice l'à autorizzata, la +religione l'à consacrata. Perchè no? Con l'abilità di un _jockey_ +abituato alla corsa sur un cammino accidentato, la corsa sur una via +piana potrebbe essere, egualmente profittevole. Ma, ad ogni modo, è +mestieri munirsi di un parafulmine e di un paracadute, per qualunque +cosa possa arrivare. Quella piccola zingara, la di cui bellezza si +annunzia con tante promesse, potrebbe contenere la mia salvezza. Le +darò un'educazione brillante e spigliata; le aprirò tutte le porte del +gran mondo di Parigi; sarò un mistero per coloro che vorranno +scandagliare le mie dovizie... Sia dunque per le speranze che si +allogheranno sulla mia successione--speranze cui raddoppierò in +raddoppiando di lusso; sia per l'abbagliante bellezza della fanciulla, +ella si mariterà riccamente... o soccomberà come una regina. Allora +finchè lo potrò, seguirò la mia via. Quando poi sarò stanco, quando il +pericolo sarà sicuro, io avrò il mio piccolo nido assicurato nei di +lei penati--il mio _Hôtel des Invalides_--prima del suicidio. +Perocchè, se ella guazza fra i milioni, potrei io morire all'ospedale, +o avvelenarmi?... I creditori, avendo a traversare i cortili di un +palazzo circondato da giardini e popolati di servi, divengono +trattabili. Le diffidenze si spunteranno, quando mi si saprà coverto +della corazza d'oro di mia nipote. + +Questo progetto, materiale, volgare, sviluppato e seguìto in tutt'i +suoi dettagli, spinto fino alle conseguenze le più remote +dell'abiezione, dell'egoismo, della bassezza, del delitto, fermentò +nello spirito del dottore. + +E' lo mise poi in atto, circondandolo di tutte le precauzioni e di +tutte le attrattive che dovevano farlo riescire. + +Regina rispose a tutto, meravigliosamente. La macchina del conte di +Nubo funzionò superbamente. Ella attirò tutti gli sguardi; svegliò +tutte le avidità le più sfrenate. Regina ebbe un successo di voga nel +mondo: fu alla moda, fu la _lionne_ della stagione. Gli amorazzi, gli +amoretti, le seduzioni, le tentazioni, le dimande in matrimonio +piovvero a catinelle. + +Il dottore restò saldo. + +Regina però aveva indovinato lo scopo del suo allevatore, e con una +certa leggerezza calcolata, gaissima d'altronde, glie lo aveva +sviluppato un giorno in cui il suo pseudozio mostravasi un pochino più +espansivo del consueto. Ella faceva vista, pertanto, di accomodarsi +con docilità alla condotta del suo _cornac_--lo chiamava di questo +nome--si lasciò pilotare, e si promise di giungere al porto con lui, +combinando le sue proprie aspirazioni con i calcoli del suo +_exploiteur_. + +Il conte di Nubo credè avere alla fine trovato il suo _desideratum_ +nella persona di Alberto Dehal, il banchiere svedese. Egli analizzò la +fortuna del giovane alla lente d'ingrandimento, per suo proprio conto. +In seguito, scoprì che Alberto, oltre i milioni, possedeva uno spirito +meditativo, poetico, un po' vaneggiatore, ma colto e fino, un aspetto +distintissimo, ed amava Regina alla follia. Con delle condizioni +simili, il matrimonio fu subito abborracciato. + +Quando tutto fu definitivamente stabilito, il dottore significò il suo +piano alla fidanzata. + +Regina si sentì profondamente ferita dai procedimenti del conte. Si +tacque nonpertanto. Fece anzi sembiante di annuire. Però, nel suo foro +interno giurò di liberarsi a proposito. + +Noi abbiam già visto ch'ella non vi mancò. E sappiamo ch'ella corre +adesso sulla strada d'Inghilterra--non per le messaggerie, ove il +dottore avrebbe potuto farla arrestare per telegrafo e dove si sarebbe +trovata mista ad un mondo eccessivamente importuno nella sua +situazione, ma in una bella sedia da posta, mollemente cullata nelle +nuvole d'oro dell'amore. + +Sergio erasi fatto precedere da un corriere per preparargli i cavalli +da rilievo. + + +All'ora stessa, il dottore di Nubo, il quale aveva ripreso tutta la +sua calma e si era rassegnato, leggeva al club la lettera di madama +Augusta Thibault. E poco dopo, recavasi da lei. + + + + +VI. + +Le consolazioni che non consolano. + + +La bella vedova giaceva distesa sur una _dormeuse_, nel suo _boudoir_, +in _négligé_ di mattino, quantunque fossero già le 9 della sera. Ella +aveva interdetto la sua porta a tutt'i suoi amici ed aspettava il +dottore con impazienza. + +Di Nubo tamburinò carezzevolmente sulle belle guance della cameriera +che gli aprì la porta del salone e le fe' segno di ritirarsi. E' +penetrò in seguito nel boudoir, e baciò la sua amica. + +--Ebbene, ch'avete voi dunque, bella incantatrice?--dimandò egli. Un +novello accidente di maternità contrariata, eh? + +--Dottore--disse Augusta con umore--io non ò il capo a scherzi +quest'oggi. Abbiatevelo per detto. + +--Benissimo--replicò il dottore--E' non si tratta mica dunque della +fine di un imprudente oblio, di un... + +--Basta, via... + +--Allora, si tratterebbe egli forse di un principio di.... + +--Ah! voi siete incorreggibile. + +--A meraviglia. Non abbiam dunque nè un principio, nè una fine. +Tastiamo altra cosa. + +--Fatela finita, su! Io sono ammalata. + +--Oh! Io vorrei bene veder codesto, veh! che voi disponghiate del +vostro corpo per una così villana bisogna--la malattia! + +--Ciò è, pertanto. + +--In questo caso... quanto codesto vi rende?--domandò il dottore +sorridendo. + +--Voi mi seccate. Andate pur via. + +--Sareste voi dunque ammalata per bene? + +--Voi nol vedete, eh? + +--E dove codesto vezzoso corpicino soffre dunque, colomba mia? + +--Al cuore, al cervello, all'anima... da per tutto... Io soffoco. + +--Poffardio! che magagne! E voi possedete tutto codesto--voi--cuore, +cervello, anima! Dite mò; vi avrebbero dessi rubato? + +--Se non aveste i vostri laidi capelli _fango di Parigi_... vi +batterai--vel giuro. + +--Vedete mo' l'abitudine! Si calunnia perfino il colore dei miei +capelli. Ma via, eccomi qui. Parlate: ch'avete voi? + +--Io amo. + +--A che tasso? + +--Per nulla. + +--Non trattasi allora di un agente di cambio o di un banchiere, +m'immagino! + +--Un artista--no, un poeta, un giornalista. + +--Come domine vi siete cacciata voi in codesto brutto roveto? + +--Lo so, io? la si è guizzata dentro di soppiatto, a mo' di ladro. + +--Amore innocente, platonico, ideale, eh? + +--Passate oltre. + +--Amore cognito al mondo? + +--Misterioso come una cospirazione. + +--Allora? + +--Allora, allora...--scoppiò Augusta; ma il miserabile m'à ingannata. + +--_Requiescat in pace!_ Ed è così difficile di sostituirlo? La +letteratura è in sciopero in questo momento. Le odi non sono scontate +alla Borsa. I giornalisti s'inscrivono all'ufficio di collocamento. +Non avrete quindi che a scrivere, franco di posta, ai _Petites +affiches_ e vi si riporterà il vostro barboncello smarrito, o vi si +servirà un rimpiazzante a modo. + +--Orsù! cessate, in nome di Dio e del diavolo. O' bisogno di consigli. +O' bisogno di cure. Soffro. + +--Ebbene, in fede mia, debb'essere un bel bellimbusto colui che à +fatto il miracolo di dotarvi di un cuore. Che nome date voi a +codestui? + +--Voi lo conoscete: Sergio di Linsac. + +--Se lo conosco! Egli era uffiziale nello squadrone volante che +caracollava intorno a mia nipote. Eppoi? + +--E' m'à piantata lì... e si ammoglia! + +--La fine prosaica di tutte le cattive commedie. + +--Ritornando di casa vostra, ieri sera, trovai una lettera di lui, con +la quale mi dà congedo, e mi annunzia che partiva per andare a +sposare. + +--In provincia? + +--O all'inferno, che so io? E' mi lascia ed ammogliasi: ecco tutto. Ed +io, l'amo. + +Il dottore non rispose. Era divenuto pensoso. + +--A che pensate voi dunque?--dimandò Augusta. + +--A nulla. Avreste voi qualche sospetto della donna con cui il vostro +poeta maritasi? perocchè non suppongo che la conosciate. + +--In guisa alcuna. E voi? + +--Io credo... Vi sono delle coincidenze strane... Sovvienemi adesso di +parecchie cose a cui io non poneva mente. Pertanto... fo dei +confronti... + +--Insomma, la conoscete voi, sì o no! + +--O' dei sospetti. + +--Come ella chiamasi? + +--Innanzi tutto, che pensate voi fare? + +--Uno scandalo, un dramma, un'opera... un tafferuglio di tutt'i +diavoli... e vendicarmi. + +--Di chi? + +--Di entrambi. + +--Ciò è male. + +--Male! che cosa? + +--Lo scandalo. + +--Ma io non posso far senza di lui. Non òvvi io detto che l'amavo, che +n'ero pazza? + +--Ragione di più per agire con prudenza. Volete voi riescire? + +--Ad ogni costo. + +--Mettete voi nel gioco perfino Alberto Dehal? + +--E la Svezia. + +--Perfino il principe di Lavandall? + +--Dottore... + +--Inteso. + +--Il principe è la mia ultima posta! + +--Sapete voi chi è la fanciulla, cui il vostro Sergio di Linsac à +rapita la notte scorsa? + +--Rapita? + +--Sì, rapita, e con cui egli corre le grandi strade in questo istante? + +--Nominatemela. + +--Mia nipote. + +Augusta saltò dal suo canapè e levossi in piedi, il viso pallido, gli +occhi spalancati. + +--Sì, mia nipote se n'è ita la notte scorsa--rispose il dottore. + +--Ma in questo caso... + +--Ma, in questo caso, come io non ò nulla a farmi del vostro poeta, ed +abbisogno di mia nipote, io conto che voi agirete con prudenza e non +bruscherete le cose, per non perder tutto irreparabilmente. + +--Io perdo la bussola! sclamò Augusta ricadendo affranta sul canapè. + +--Prestatemi il vostro principe di Lavandall. + +--Impossibile. Voi lo sapete: egli è la mia provvidenza. + +--Io v'ò detto: _prestatemi_ il principe. + +--No. Vi sono dei prestiti che non si ricuperano mai più. + +--Voi sapete, belloccia mia, che io lo conosco, che lo incontro presso +i ministri, nelle ambasciate, nei saloni del Faubourg. Laonde, se +volessi rapirvelo, non avrei permesso a dimandarvi. + +--Ma che volete voi dunque? + +--Che me lo serviate in una festa, a casa vostra, alla mia prima +richiesta. + +--Sarà ciò subito? + +--Non lo so ancora. Ciò dipende... + +--Accetto. + +--Infrattanto, calma e silenzio. Come vai tu, figliuola mia bella, +adesso? + +--Meglio, dottore. Ma Sergio... + +--Che vuoi tu che io mi faccia di un poeta, di un giornalista, in +un'epoca in cui ogni monello politico e morale, sciorina giornali, ed +in cui il miglior poema è il listino della Borsa? Ve lo dò come buona +mancia, va! Ma, ve lo ripeto, punto d'imprudenze, e non forziamo il +tempo. + +--Sia. + +Il dottore baciò Augusta sulla fronte ed uscì. + + + + +VII. + +Su per le nuvole. + + +Mentre cospiravasi a Parigi contro la felicità dei due fidanzati, essi +correvano gaiamente la strada per l'Inghilterra. + +Quando Lisa faceva le viste di dormire, ovvero cacciava il capo fuori +degli sportelli della carrozza, le bocche dei due innamorati si +rapprossimavano, si toccavano, si azzeccavano l'una all'altra, si +assorbivano, e l'uno aspirava dall'altra un bacio lungo, melodioso, +penetrante, luminoso come l'aurora che levasi, profumato di paradiso. +Essi avevano tante cose a dirsi, che restavano in silenzio! Le +cataratte della parola erano anguste: il troppo pieno traboccava dagli +occhi in uno sguardo, dalla bocca in un bacio. + +Essi divoravano la via, perchè la presenza di Lisa li incomodava, ma +non potevano sbrigarsene con convenienza, prima che non si fossero +sposati. + +A Boulogne presero il _paquebot_. A Folkstone, la posta di nuovo... E +non si fermarono più che alla frontiera della Scozia, a Gretna-Green, +per celebrarvi il matrimonio provvisorio--cui dovevan poscia far +sanzionare, alla privata, a Parigi, nella chiesa della Trinità. + +Quegli sponsali scozzesi erano un pretesto per un lungo e delizioso +vaneggiamento--cui addimandarono la luna di mele dell'amore. + +L'albergatore della locanda di Gretna-Green li congiunse. Egli diede +loro, alla benedizione, un estratto del registro ove egli iscrisse il +compimento delle formalità delle nozze--estratto firmato da lui e da +quattro testimoni, per eccesso di precauzione. + +Quest'atto compiuto, rimandarono Lisa ad aspettarli a Parigi, e si +misero in viaggio. + +Ecco innanzi tutto il certificato: «Regno di Scozia. Contea di +Dumfries, parrocchia di Gretna. Le presenti sono per certificare a +tutti coloro che le vedranno, come mademoiselle Regina di Nubo, della +parocchia di Nicastro nel regno di Napoli, e Mr. Sergio conte di +Linsac, di Nantes, nel regno di Francia, essendo qui presenti ed +avendo dichiarato che erano celibi, sono stati maritati oggi, secondo +le leggi scozzesi, come l'attestano le nostre firme. Gretna-Green +Hall, il 27 giugno...» Nomi dei testimoni. + +Questo documento prezioso incassato, essi partirono per visitare le +Terre Alte--Highland--a piccole giornate. + + +Viaggiatori poco frettolosi, una fontana, un cespuglio, un poggio a +scalare o un bel panorama ad ammirare e bozzare sull'album... tutto +serviva loro di pretesto per fermarsi. Sedevano, allacciavano le mani, +ovvero consertavano le braccia, si guardavano seriamente, scoppiavano +in un folle scroscio di risa, o si baciavano. Tutto cominciava e +finiva per codesto. + +La natura sembrava non occuparsi che di queste due felici creature. Se +il sole sorgeva splendido di dietro le isole Orknei; se le alte cime +dei Gramplans, il Ben Mac Dhui, il Cairngorn, il Brocriach... +scintillavano sotto il riverbero del sole che fondeva lentamente gli +strati di ghiaccio; se gli uccelli gorgheggiavano dei loro piccoli +affari di famiglia; se il fiore apriva il suo calice per aspirare la +brezza e la luce; se gli alberi ondulavano soavemente sotto i fuochi +del sole al tramonto; se i paesaggi del Ben Lewis, del Ben Lomond, del +Ben Nevis, del Cruachan si sviluppavano rapidi, profondi, incantevoli, +viventi, armoniosi di tinte e di forma... ratto, Sergio e Regina +s'invitavano scambiavolmente a quelle feste della natura. + +--Gli è per te--diceva Sergio--che quel sole s'imporpora di tanta +orgia di luce; l'è te che quel piccolo fiore curioso vuole spiare al +passaggio; gli è di te che quegli augelli ciarlieri chiacchierano per +dirsi: Vedi mo! che begli occhi! Tu non n'ài di così splendidi, mia +vezzosa cardellina! Che bei capelli neri! Nasconditi, su, mastro +corvo! Che testa viva ed allerta! Tu sei ben contadina, al paragone, +signorina rondinella. + +E tutto celebrava così il zonzare dei due mortali che traversavano una +contrada poco bazzicata dalla turba, onde trovarsi, soli, intieri in +faccia a Dio ed alla natura, con tutta l'opulenza infinita del loro +amore. + +--In fede mia--diceva Sergio--se io potessi tirar dal mio cuore altra +rima che: t'amo! scriverei dei versi. + +--Tira pure, tira, e scrivine ancora su codesta rima--rispondeva +Regina.--Io ti darò la replica. + +--Con la stessa parola? + +--Imparate dunque, signor mio, che io rispetto la prosodia--rimbeccava +Regina, baciandolo. + +Di montagna in montagna, di villaggio in villaggio, di clan in clan, +essi consumarono così due mesi di voluttà. Le ore snocciolavano come +perle d'ambra d'un monile nelle mani di una cortigiana greca. + +Essi non sfioravano il mondo che delle punte delle ali. + +La vita materiale, a dir vero, non era delle più confortevoli. In fra +le montagne di Argyle, di Ross, d'Inverness, di Stillig--dove essi +s'inerpicavano a piedi, le braccia allacciate, gli occhi negli occhi +più sovente che nel cielo--il pranzo, a quell'epoca, lasciava molto a +desiderare, ed il giaciglio ancora di più. Ma quando eglino non +avevano che un cattivo _oat-cake_--focaccia d'avena--o un +_milk-porridge_--zuppa di latte--Regina l'accostava alle sue labbra, +poi lo porgeva a Sergio, e diceva: + +--Gusta un po' di questo camangiare! + +E quando la sera non trovavano talvolta, in luogo di letto, che una +manata di _varech_ o un lembo di vecchio _plaid_ striato, Sergio +tendeva il suo braccio e diceva a Regina: + +--Poggia il tuo capo su questo origliere! + +Quanto lontana era Parigi! Come la vita era di rose! + +Se un bel garzoncello dagli occhi attoniti vedevali passare, Sergio +gettava a Regina uno sguardo ardente, smagliato di un sorriso +significativo. E Regina arrossiva. Se una povera vecchia, dai capelli +rossi, ben segaligna, ben disseccata, fermavasi e tendeva loro la mano +in silenzio, Regina tuffava la sua mano nelle tasche di Sergio e dava +alla meschina una moneta di sei _pence_, dicendole: + +--Dalla parte di questo signore, la mamma! + +Le sere in cui esse non trovavano albergo, domandavano ospitalità in +qualche _cottage_ di montanaro o in qualche _House_ di landlord, e +riuniti intorno alla tavola a _the_ di fronte ad una bella fiamma di +sterpi resinosi, Regina provocava la conversazione sugli usi e costumi +della contrada, dimandava storie ed aneddoti, per arricchire l'_album_ +e la galleria del suo romanziere. + +Sovente e' scalavano i dirupi a picco sul mare--_falaises_--per +ammaliarsi, per contemplare le onde fosforescenti dell'Oceano che +attaccava la spiaggia ai loro piedi, ed il cielo profondo scintillante +di stelle azzurrognole. E Sergio esclamava: + +--Gli astri di lassù non valgono questi! + +E baciava gli occhi di Regina. + +Poi esaltato da quello spettacolo e' le raccontava ora le lotte della +sua infanzia e le follie dell'adolescenza, ora le gioie della sua vita +giovanile e virile contro l'odio, l'indifferenza, la gelosia, gli +ostacoli che aveva avuto a sormontare per praticarsi una via, tra ciò +che puossi addimandare le _savane_ delle lettere, e le steppe della +politica. Egli apriva tutto intero il suo cuore: rimuginavano fino i +più segreti ripostigli; prodigava checchè si aveva di passione e di +sensibilità. E' non celava nulla, non sparmiava nulla. Sciupava senza +riserbo, nè misura, sopratutto senza il tedio del dimani--quel tedio +pensieroso che è lo scoglio a cui frangesi l'amor ingenuo ed ardente, +il quale dà tutto in una volta sola, schiaccia e soffoca l'oggetto +preso nei suoi artigli divini. + +Cosa strana! quell'uomo che sapeva con tant'arte e talento distribuire +le scene di un dramma, e condurre gli effetti di un romanzo, +preparando le passioni, versandole gocciola a gocciola, con +progressione ed opportunità, quell'uomo lasciavasi andare, nella vita +reale, con una imprevidenza da adolescente. + +Regina, lei, ritenevasi meglio, e vi guardava più al sottile. Ella +smaniava di voglia per raccontare le scene bizzarre di sua +fanciullezza--la vita da zingari, di cui essi vivevano adesso, +richiamandone il sovvenire. Ella avrebbe raccontato quelle scene con +le delizie egoiste di colui che, dall'alto dei veroni del suo +castello, mira i cavalloni dell'Oceano correr l'un sull'altro a mo' di +montagna. Ma Regina si raffrenò. Ella non discorse che della sua +pensione, e della sua vita vaneggiatrice di giovinetta. Ella prodigò +meno ancora l'amor suo--il suo cuore essendo del resto rimasto +straniero alla sua scappatuccia. + +Ella erasi entusiasmata, inebbriata del poeta, e lo aveva amato del +cervello, infra la lettura di due odi e due romanzi. + +Regina non lesinò dunque un briciolo di questa specie d'amore +prismatico--cui si potrebbe addimandar pure fantasia. Ma quanto a +quello del suo cuore, la gl'impose silenzio. + +--Vedremo poi--dicevasi ella.--Ogni cosa a tempo suo. Ciò che dò oggi +basta pel momento. + +La donna à sempre, in fondo, un pensiero d'avvenire. In ogni cosa, +ella sfiora il presente e passa senza fermarvisi. Il presente è un +gradino di quella scala di Giacobbe cui ella vede perennemente +rizzarsi dinanzi ai suoi occhi, avendo a cima quell'angelo ideale +verso il quale ella aspira sempre, e cui non stringe giammai. L'è +l'essenza della sua natura di edera--natura incompleta che mai non si +basta. + + +Questa epopea di amore durò due mesi. Ma alla perfine l'ora della +realtà scoccò. + +Sergio, vero galeotto del pensiero, aveva contratto impegni per +procurarsi quattrini. Lo si chiamava a Parigi per tenerli. + +E' doveva somministrare un romanzo, in sei volumi, ad un +giornale--romanzo di cui non aveva dato che il titolo: _I Sesti Piani +di Parigi_. Del resto, non aveva abbozzato nè manco un'idea. Partendo, +erasi proposto di meditare il suo soggetto viaggiando. Ed infatti, +aveva di tempo in tempo fantasticato un tantino sul tema. Ma, avendo +cominciato dal _rêver_ dei _sesti piani_, era poi poco a poco disceso +al _primo_, dove erasi visto con Regina, in uno splendido +appartamento, circondato di lusso, di fiori, di felicità. + +Sergio parlò dunque di ritorno--tanto più che il clima di Scozia +cominciava a divenir rigido pel loro vagabondare. + +Partirono quindi in sulla fine di settembre. + +Sergio di Linsac aveva pregato il suo amico Marco di Beauvois di +trovargli un alloggio e di farlo mobigliare alla larga, riserbandosi +di ornarlo affatto secondo il gusto di sua moglie, al loro ritorno. +Egli aveva ceduto il suo appartamentino da scapolo a Marco. Questi gli +aveva procacciato un piccolo _chalet_, tra due giardini, nella via di +Boulogne--dimora appartata, tranquilla, civettuola. + +Regina trovolla stupenda e l'addobbò a magìa. + +Lisa li serviva. + +Qualche giorno dopo il loro arrivo a Parigi, Regina scrisse al dottore +di Nubo una lettera meno burliera della prima. Alla quale il dottore +non rispose. Alla vigilia del giorno prefisso per legittimare il +matrimonio secondo le leggi francesi, Regina si recò dal suo ex-zio e +gli portò una lettera di suo marito. Il dottore ricevè la sua +ex-nipote gelidamente, non le diresse un motto di rimprovero, non fece +alcuna allusione al passato. Gettò l'epistola di Sergio sul tavolo +senza aprirla, e non andò nè al municipio, nè alla chiesa. + +Regina cominciava a sentire una specie di freddo al cuore. Ella +principiava a trovarsi sola e si atterriva di quell'isolamento. + +Imperciocchè, checchè se ne dica, il marito non è mica tutto per una +donna! + +Per trovarsi a completo, la donna à mestieri sentirsi dietro una +famiglia del passato--i parenti--ed innanzi una famiglia +dell'avvenire--i figliuoli. Codesti sono le sue guardie del corpo. Un +marito, anche imbecille, è poi sempre, più o meno, un padrone. + +A quella specie di solitudine, cui le creava l'assenza dei legami del +sangue, arrogevasi la libertà intera ed illimitata cui Sergio le +lasciava, e la vita che costui era forzato condurre per compiere i +suoi lavori. + +Un uomo di lettere--poche eccezioni salve--è il peggiore dei mariti, +per una donna che aspettasi a trovare in lui il pontefice massimo +della bellezza di lei ed il primo gentiluomo di sua camera--un essere +previggente, in una parola, dalle piccole moine, espansivo, delicato, +innamorato. + +Un uomo di lettere serio, non si mischia troppo al mondo, che per +eccezione. Di consueto, egli vive fuor del mondo, di una vita +fittizia, in mezzo ad esseri ch'egli evoca dal suo cervello. I giorni +dell'uomo del pensiero scorrono in mezzo al cozzo delle idee che +s'incrociano nel suo spirito; assiepato di sistemi, di dottrine, di +collezioni, di teorie, di libri; in presenza di allievi o di nemici, +di credenti o di denigratori; assorto, distratto, sgarbato, stanco, +strano, perduto fra gli uomini reali. Però, quando à la sorte di +sapersi lasciar dietro, nel suo gabinetto, tutta questa plebe di +larve, il letterato o lo scienziato, è un trionfo di grazia--Egli +indora e rallegra la vita di coloro che lo attorniano e l'avvicinano. + +Libero di queste preoccupazioni, quando trovasi in contatto con +stranieri o nel mondo, l'uomo di lettere o di scienze, spoglia la +persona sua vera e s'investe di una parte--cui egli rappresenta del +resto con una abilità suprema. Ma, nel grembo della famiglia, in +faccia della moglie--per la quale egli crea quella miriade di spettri, +che debbe loro servire il pane quotidiano--ben pochi uomini di lettere +o di scienze si smentiscono o si trasformano; ben pochi rinunciano al +loro essere intimo e si addobbano di un carattere forzato, e fuori +dell'elemento abituale in cui vivono; ben pochi insomma divengono +commedianti al loro focolaio. L'uomo della sala da pranzo, l'uomo +della camera da letto, resta spessissimo l'uomo del gabinetto dal +lavoro. Ed e' racconta a sua moglie la vita del suo pensiero e le +gesta dei suoi fantasmi. + +Se questa moglie è una donna superiore, se ama suo marito, ella +interessasi a questa creazione quotidiana; invita suo marito a +presentargliela, l'incita a parlare--accelerando così la procreazione. +Ella l'aiuta dei suoi consigli--spessissimo eccellenti--Gli comunica +le sue impressioni e le sue idee, non raramente giuste. + +Una donna leggiera, una donna egoista, che vive in sè e per altrui, +annoiasi dei vaneggiamenti, dell'idealismo di suo marito--se +tuttavolta non ne diviene gelosa e se n'offende. Ella trovasi +negletta.--Ella vede delle rivali nelle visioni di lui. + +L'uomo di lettere, inoltre, à spesso dei doveri sociali, cui non può +fare partecipare a sua moglie. Egli bazzica talvolta una compagnia ove +una madre di famiglia si troverebbe fuori posto. + +Sergio, capitano nella stampa quotidiana, lasciava dunque Regina assai +soventi soletta, per delle lunghe sere, dopo aver passato tutto un +giorno nel suo studio. + +Egli vedevala per un istante all'ora dell'asciolvere; poi rientrando, +ad un'ora del mattino, e' sedeva alle sponde del letto di Regina e +chiacchierava con lei fino alle tre. + +Egli era obbligato a desinare in città parecchie volte nella +settimana. Lo si sapeva uomo di spirito, ed i suoi protettori lo +servivano come un _hors d'oeuvre_ ai loro commensali. + +Quando era ben stanco, addormentavasi a fianco di sua moglie. Ma alle +8 del mattino, il galeotto ripigliava la sua catena--e via! + + +Regina aveva conosciuto Sergio nei libri scritti da lui, e nel mondo. +Ella aveva per conseguenza conosciuto la maschera--direi meglio +l'attore--Ed erasi invaghita di lui come un'educanda--avvegnachè la +fosse di già bene sveglia e bene allerta. Ella aveva rinvenuto il +medesimo essere durante i due mesi di peregrinazione passati insieme. +Imperciocchè lì, Sergio erasi completamente obliato, aveva messo la +sordina all'ebbolizioni del suo cervello; aveva rilegato ben lontano +l'esigenze di Parigi, ed aveva vissuto del cuore. Adesso, egli aveva +ripreso il suo giogo... E Regina nol riconosceva più. + +--Me l'ànno cangiato--ella dicevasi--o egli m'à stranamente +mistificata. + +Ella pertanto non querelavasi. Però, un lievito di amarezza cominciava +a germogliare nella sua anima. Non rimpiangeva nulla ancora, ma +rifletteva. + +A che rifletteva dessa? + +L'ora giunse. + +Le feste cominciarono. + +Durante il suo soggiorno col dottore, Regina aveva frequentato i balli +dei ministri, degli ambasciatori, del Faubourg Saint-Germain. + +Il medico è un elemento neutro nella società. Egli è al suo posto +dovunque, nel soffitto come alla Corte; egli à il suo libero parlare, +il suo libero procedere; egli è re--egli ordina; egli è padre--e' +consiglia. Nipote del dottore di Nubo, Regina andava ove il dottore +voleva condurla; nipote del conte di Nubo--uno dei nomi più +aristocratici in Italia--ella era al suo posto dovunque. + +Non era la medesima cosa per la signora Sergio di Linsac--quantunque +contessa. + +Regina trovavasi identificata alla condizione di suo marito. Il suo +posto era disegnato conseguentemente in quel medio ove l'uomo di lettere +può vivere--nella sua qualità di uomo; il suo posto era determinato dal +partito politico cui egli apparteneva. Dappoichè--nella sua qualità di +artista--sopra tutto quando il letterato è celibe, egli non trovasi +intruso in alcun sito. + +Regina, che piacevasi a disegnare, spendeva i suoi dì nel suo piccolo +_atelier_, sovente in compagnia di amici di suo marito. Perocchè il +marito di bella donna non manca mai di amici, più o meno intimi, +teneri, divoti, pieni di attenzione--disinteressati sopra tutto! +Questi amici accorciavano un poco le lunghe serate di Regina e le +rallegravano. Ma ciò non bastava. Ciò non soffocava, principalmente, +il rimpianto del paradiso da cui era esiliata adesso. Ella sospirava i +balli diplomatici e ministeriali, ed in cima a tutto quelli del +Faubourg. + +Ella trovava milensamente ridicole le feste della Chaussée d'Antin, e +quelle del mondo della finanza. Ella sbadigliava a morire allo +spettacolo--ove Sergio la conduceva ogni qualvolta ella lo desiderava. +Regina principiò a sentire una specie di nostalgia del mondo elegante +ed aristocratico. Non pertanto, ella divertivasi moltissimo a quelle +feste fantastiche che davano di tempo, in tempo gli artisti--ma desse +erano rare, perchè troppo costose. + +Regina non fiatò motto a Sergio della rivoluzione che si operava nel +suo spirito. Nè Sergio la scoprì. Il dottore, lui, era perfettamente +al corrente di ciò che avveniva della sua pupilla.--Perchè Lisa lo +raccontava a Trust, e Trust lo ripeteva al padrone. Solamente egli +diceva: + +--Ah! signor Dio, _monsieur_, Lisa si annoia; Lisa vuole andare al +ballo; Lisa è andata al teatro; Lisa à voglia di pizzi e di +_cachemire_. + +Egli confondeva le persone; identificava la _soubrette_ con la +padrona. + +Un mattino--il mattino del capodanno--il dottore colazionava, quando +sentì due piccole mani poggiare sulle sue spalle, ed udì una voce +insinuante che gli mormorava all'orecchio: + + + + +VIII. + +Dove si vede... ciò che vedrete. + + +--Voi tenete dunque ancora il broncio, cattivo zio?--disse quella +voce. + +--Affatto--rispose costui tranquillamente. Io ti aspettava. + +--Davvero?--gridò Regina, sfolgorante di gioia. + +--Magari! Credi tu che io avrei vissuto sessant'anni per non imparar +nulla? Ti aspettavo. + +--Perchè allora non mi avete chiamata prima? + +--Perchè io non aveva bisogno di te; e perchè io era sicuro che tu +saresti venuta quando avresti avuto bisogno di me. + +--Sempre lo stesso!--sclamò Regina, sospirando. Il vostro cuore non +spiana dunque giammai le sue rughe? + +Il dottore la fissò tra i due occhi e sorrise. + +--Voi credete dunque che sono venuta perchè ò bisogno di voi?--chiese +Regina. + +--Non lo credo: ne sono certo--rispose il dottore. Ed ecco perchè +soggiungo: sbrigati a dire che cosa ti occorre--perchè debbo uscire. + +--Ma, non mi occorre proprio nulla. Voleva solamente... + +--Grazie, e buon giorno. Prendi una tazza di thè? + +--Venivo a far colazione con voi. Ma ora nol voglio più. Sareste +capace di dire che non venivo se non per questo... + +--E per altre cose. + +--Ah! E quali dunque, se vi piace, signore? + +--Mi riguarda ciò forse? Sarà di già bene abbastanza di udirlo. Non mi +dò dunque la pena d'indovinarlo e di dirlo. + +--A maraviglia. Voi divenite di una brutalità a far scoppiar +d'invidia... un editore--direbbe mio marito. + +--Gli è che gli editori ànno ragione quando ànno a fare con +scribacchiucci del calibro di quello lì. + +--Voi siete ingiusto, dottore. Il signor Sergio di Linsac è un uomo +compito, di grande ingegno, di gran cuore, che mi ama molto e mi rende +felice. + +--Peste! lo tradiresti di già, per consacrargli un simile elogio da +epitaffio al Père Lachaise? + +--Mi pento di esser venuta. Oh! sì: dovevo pur saperlo che gli uomini +come voi non perdonano mai. + +--E perchè no... quando sprezzano l'offesa? + +--Io sovverrommi mai sempre di ciò che ero, e di ciò che avete fatto +per me. La gitanella di Nicastro aveva la sua piccola volontà; ma ella +aveva altresì del cuore. + +--Per chi, dunque? + +Regina guardò a sua volta fissamente il dottore e rispose: + +--Per quelli che l'ànno amata. + +--In questo caso, io conosco mica male di deseredati. Ma passiam +oltre. Adesso la gitanella in questione si annoia. + +--Un pochino. + +--Ella trova il tempo lungo, l'esistenza vuota, le serate monotone e +scure. Ella è sola nel mezzo della folla, vedova al focolaio +domestico. Ella si trova fuori di classe, fuori dell'orbita sua +naturale... + +--Voi credete? + +--La giovinetta cotanto festeggiata nel mondo, si tedia, giovane donna +più che giammai. La giovinetta sì elegante, sì scintillante di gusto e +di semplicità, si trova, giovane sposa senza diamanti, senza carrozza, +senza una falange di lacchè... attrice riboccante di brio e di +spirito, in tutta la potenza dei suoi mezzi, ma senza teatro, senza +pubblico. + +--Voi esagerate, dottore. + +--La fanciulla aveva vaneggiato di un Dio che doveva trasfigurare la +giovane sposa. Ella à visto quel Dio trasformarsi egli stesso in una +creatura fastidiosa, silenziosa, distratta, che beve, mangia, dorme, e +carezza sua moglie--quando la carezza--come l'ultimo dei facchini +dell'Auvergne. + +--Eh, Dio mio! l'è la storia di chicchessia--sclamò Regina +sospirando--l'è la storia della donna e del matrimonio. Perchè me ne +lagnerei, io? + +--E chi dice che tu te ne lagni? Io constato la situazione del tuo +spirito. + +--Ebbene. Quando ciò fosse? Io avrei torto: ecco tutto. + +--Ma, è fuori dubbio che tu ài torto. Il realizzamento di queste +visioni non può esser permesso che alle donzelle dell'_Opera_... o +alle mogli dei milionarii. La moglie di uno scrittore deve fare i +conti con la sua cuoca--quando ne à una--andare al mercato, portare +delle _toilettes_ modeste, e mettere da banda un po' di gruzzolo per i +giorni di non lavoro, par i figliuoli--che capitano checchè si faccia +per evitarli. Che sono, al postutto, tutte codeste follie della vita +elegante? Tu le conosci pure. Tu le ài gustate, tu le ài divise con le +duchesse e con le ambasciatrici. Quantunque un ex-zingara, tu devi +esserne sazia, stufa. N'è vero, figliuola mia? + +--Mica poi tanto!--sclamò Regina, sospirando. + +--E tu ài torto. Tuo marito vive nobilmente della sua penna--lo +riconosco, avvegnachè non l'ami. Ma il tempo della penna è passato. La +Francia muore d'un ingorgamento di lettere. Mr. Guizot vi metterà +ordine--e farà bene. Meno scienziati, e più sensali e agenti di +cambio! Tu mi costavi dodici mila franchi l'anno. Adesso... + +--Non ve ne costerò che sei mila...--susurrò Regina, carezzante. + +--Mille grazie. Io mi riformo. Metto poste alla cassa di risparmio, +per la vecchiaia--come le cuciniere. Chi sa che può avvenire? Prendi +dunque il bruno del passato, e rassegnati. + +--Io mi tedio a perirne. + +--La gloria non ti basta, dunque, eh! + +--La gloria è del sesso femminile, dottore. E poi, dessa è a mio +marito. + +--Non vi siete voi dunque mica maritati col regime della comunità? +Egli ti celebra pertanto, nei suoi romanzi. + +--Ebbene, sì. Egli mi à ultimamente collocata in un soffitto. La sua +Regina è bella... ma abita il sesto piano sul mezzanino. Io l'avrei +preferita in un palazzo. Mi capite? + +--Il sesto piano è l'olimpo dell'amor vero. Non l'abita chi vuole. + +--Si ama benissimo anche al primo piano, m'immagino. + +--Ami tu tuo marito? + +--Che domanda! l'avrei sposato senza ciò? + +--Un milione di gaudi, allora. Un tugurio... ed il suo cuore!... + +--E poichè vi siete, soggiungete: e sessanta mila lire di rendita! + +--Io conoscevo un certo Svedese che ne possedeva trecento mila. + +--Codesto, è storia antica... passiamo. + +--Ne conosco che ne ànno cinquecento mila. + +--Codesto è un sospiro di vedova... passiamo ancora. + +--Vi auguro il buon giorno, signora contessa Sergio di Linsac. + +--Quando verrete voi a pranzo da me--a _pique-nique_, bene inteso! + +--Non ne so nulla. Non ne ò il tempo. Gl'inviti mi soffocano. + +--Mettetevi al regime omiopatico. + +--Io sono allopatico, carina--e non appostato--quantunque ciò sia alla +moda. A proposito, se incontrate per avventura la gitanella in +questione, ditele, che vi è per lei da Delille una veste e certi +pizzi. Che vada a reclamarli. Inoltre, ditele che io vado al ballo +dell'ambasciata d'Austria il 10 corrente, e che quella sera lì, io +resterò in casa fino alle 11 pomeridiane, aspettando una vettura che +venga a prendermi. + +--Voi volete dunque pervertirla?--sclamò Regina, baciando il dottore +sulla fronte. Io non porto mica di tali messaggi. Addio. O' fame, e +vado ad asciolvere in casa mia. + +--A vostro comodo, signora Alberto Dehal... ah! scusa! signora +contessa di Linsac. + +Regina fece un segno di minaccia col suo dito, scintillando di un +sorriso che illuminò la camera. + +Il dottore la vide partire ed un ghigno spaventevole si stemperò sul +suo sembiante. Poi prese un foglietto e scrisse: + +«Trovata. Al ballo dell'ambasciata d'Austria.» + +Piegò quindi la lettera e vi mise l'indirizzo: «Al signor principe di +Lavandall. Rue d'Amsterdam, n. 97.» + +Si vestì ed uscì. + + + + +IX. + +Eva ritorna all'Eden. + + +--Vittoria su tutta la linea, mio caro!--gridò Regina, rientrando e +saltando al collo di suo marito. + +--Che dunque?--sclamò costui. + +--Lo zio à piegato. L'ò portato via di assalto. + +--Ed e' à lasciato fare? + +--Non mica. À resistito, il vecchio ostinato, à risposto di becco ed +unghia; ma infine... + +--Egli à ceduto? + +--Completamente. La pace è firmata. Egli è stato per fine gentile. + +--Al postutto che cosa gli costa codesto. + +--Codesto?... gli costerà almeno sei o otto mila franchi, per il +momento. + +--Vale a dire? + +--Vale a dire, ch'egli mi à annunziato esservi per me da Delille una +veste e dei pizzi. Ora, poichè vi sono, non vo' fare le cose a mezzo. + +--Ed è lui che paga? + +--Bene inteso. + +--Senza condizioni? + +--Una sola. + +--Me lo immaginavo. Quale dunque? + +--Che il 10 gennaio io vada a prenderlo in carrozza per condurlo al +ballo dell'ambasciata d'Austria. + +--Addobbata di quell'abito e di quei pizzi in discorso? + +--Lo penso bene. + +--Per farne mostra innanzi ad una turba di stranieri, e provar loro, +che in fatto di gusto, la Parigina è la prima donna del mondo? + +--Il dottore è naturalista: egli ama provare con i fatti. + +--Ebbene, mia cara, ne sono incantato. + +Regina lo abbracciò ancora una volta. + +--Ma tu sarai meco--disse ella. + +--Uhm! codesto è un altro paio di maniche--borbottò Sergio.--Io sono +in delicatezze con l'Austria. + +--Come ciò? + +--L'Austria è una vecchia civetta che vuol darsi l'aria, i gusti, +l'andazzo, le passioni di una giovinetta. Ora, nella mia qualità di +giornalista dell'opposizione, mi occorse più di una fiata provarle, +che i suoi denti erano falsi; i suoi colori, belletto; i suoi +diamanti, _strass_; i suoi addobbi, un vecchio resto di rivendugliola +di _toilette_; la sua fierezza, burbanza scenica; la sua forza, un po' +d'isterismo; ed il suo codazzo, dei creditori, i quali un giorno o +l'altro finiranno per perder pazienza, e non mica amanti. Tu +comprendi! dopo codeste brutalità, una vecchia ragazza non perdona +mai. + +--Ma allora? + +--Tu andrai al ballo con tuo zio. Ciò è ammesso e si vede ogni giorno. +Egli, è più austriaco del principe di Metternich. Ed io ne sono +rapito; perchè io capisco, piccina mia, che la vita in cui forzato +sono d'imbragarti, è scura e monotona. Non appartenendomi io stesso, +posso appartenerti ben poco. Ma io non sono egoista. + +--Lo so. + +--Divertiti dunque, poichè tuo zio vuol di nuovo servirti di +introduttore. Solamente, ricordati amica mia, che tu porti un nome che +obliga. Io tengo poco ad un titolo che vienmi di antenati che furono +alle Crociate. Ma tengo moltissimo a quello che vienmi da Dio, il +quale me ne fè dono sotto la forma di strofe scintillanti, di romanzi +passionati, e di una polemica politica che à spezzato più d'un +ministro. + +--Il nome tuo è pure il mio--risposa Regina--e ne sono fiera quanto +te. + + +L'indomani fu per Regina una giornata di lavoro. Ella corse i negozi, +le sarte, le modiste, i mercanti di fiori, i gioiellieri. Ella +apparecchiava le sue armi da battaglia. + +Vi è una certa ansietà nella donna che va per la prima volta nel +mondo, dopo le sue nozze. Ella va a pigliar posto. Ignora ancora se la +graziosa o civettesca disinvoltura della giovane donna farà obliare +facilmente l'aria impacciata, la modestia quasi sciocca cui affettò +fanciulla. Non conosce ancora quella linea indefinibile, e pertanto +capitale, ove la facilità, l'indipendenza, la grazia, la seduzione, +l'originalità delle maniere finiscono, e dove la libertà comincia. +Ella conosce un uomo, ma non ancora gli uomini. Non à sperimentato +ancora l'effetto del cangiamento che si è operato nella persona +sua--se desso à aggiunto o tolto qualche vezzo ai vezzi suoi. Ella non +à provato ancora le novelle armi della _toilette_ di una donna: lo +scollacciato, i monili, lo sguardo intrepido, il sorriso franco ed +aperto, il rimbecco subito senza arrossire, la provocazione. Ella fa +la sua prima entrata sul teatro attivo della vita. Mentre la +giovinetta aspettava, ella va adesso ad agire. Ella presentasi sotto +un'altra maschera, sotto un altro nome, in un'altra parte: riescirà? + +Ella va a piantar questo problema--ed il dubbio, l'ansietà, l'agitano. + +Regina sentiva tutto codesto. Ella andava a dar battaglia. + +Ad ogni azzardo, ella cominciò dall'armarsi a meraviglia. + +Portava una veste di crespo cilestre con un grande _volant_ di pizzo +bianco, rilevato ai lati da quattro grappoli di brughiera rosa. Il suo +seno nudo si apriva sopra un mazzetto di mughetti. Alcuni rami di +brughiera bianca s'innestavano nelle dense trecce dei suoi serici e +lunghi capelli. Due bottoni, di un sol diamante, pendevano dalle sue +orecchie rosee e sottili. Le sue spalle nude rivaleggiavano col +soffice bagliore delle file di perle che serpeggiavano intorno ad un +collo maravigliosamente bello. E le sue braccia bianche e rotonde +impedivano di rimarcare le due girate di grosse perle che le +allacciavano i polsi. + +Regina era alta, flessibile, svelta come una liana. La sua vita +avrebbe destato invidia in una vespa. I suoi occhi, di un nero bleu, +illuminavano la sua fisionomia del più puro tipo spagnuolo della +scuola di Zurbaran. Aveva una pallidezza sana, fresca come una +gionchiglia, appetita e mordente, che rivelava l'equilibrio della +vita, animando in modo eguale una struttura di primo ordine. Sul suo +sembiante volteggiava quella calma calda e stellata delle notti di +està. Le sue labbra rosse, un tantin carnute, erano un focolaio di +amore, una pila voltaica di voluttà. Il naso, insensibilmente curvo, +le dava un'aria fiera e degna, che imponeva rispetto ed indicava ad un +tempo che, se giammai una passione agitasse il suo cuore, quella +passione potrebbe diventare un uragano. I suoi piedi piccini, +inarcati, elastici davano i brividi. + +Quando Regina entrò nel salone, tutti gli sguardi si volsero e +fermarono su di lei. In mezzo ad una folla d'inglesi--pettinate con +uccelli di paradiso, azzimate di rosso e schiacciate sotto una +bardatura di diamanti; in mezzo a delle matrone germaniche--caricate +d'abiti di velluto verde pomo; infra Americane adornate come +tabernacoli di ogni sorta d'oreficeria; d'Italiane, balenanti come +iride, e di Russe splendenti di gioielli... quella giovane sì bella, +sì elegantemente semplice, messa con un gusto sì squisito, di un +portamento sì sereno e sicuro di sè, doveva naturalmente far senso, +per la stessa bizzarria del contrasto. Regina, del resto, era di quel +piccolo numero di Parigine che--adorne con la medesima aristrocratica +semplicità--formavano la via lattea del ballo dall'ambasciata. + +Ella divenne quindi all'istante il centro della festa. Gli inviti alla +danza s'incrociavano. + +Alberto Dehal, che era pur quivi, non osò neppure salutarla. Restò a +contemplarla in uno stato di stupefazione estatica. + +Il dottore si tenne sotto l'arco di una porta e calcolava. Ma non +passò guari, e vide entrare nel salone, in faccia a lui, un signore di +alta statura, il petto screziato di decorazioni, vestito da generale, +ed i suoi lineamenti, i suoi capelli biondo-rossi, il suo portamento, +tradendo la sua origine settentrionale. + +Il dottore traversò la sala dove trovavasi Regina, e cui lo straniero +traversava anch'egli lentamente, salutando questi, dicendo un motto a +quegli e sbirciando tutti e tutto. + +Lo straniero vide venirgli incontro il dottore e fermossi. + +--Dottore--disse egli, porgendogli la mano--sono fortunato potervi +annunziare pel primo che la nostra Accademia delle Scienze si è +largito l'onore di nominarvi suo membro straordinario. + +--Mille grazie, principe--rispose il conte di Nubo salutando. Il +vostro sovrano debbe essere ben fiero di aver all'estero un +rappresentante, come l'Eccellenza vostra, che recluta anime... anche +per l'accademie! + +--A proposito, dottore, vorreste voi permettermi di presentarvi uno +dei nostri scienziati, che m'è capitato con l'ultimo corriere, e di +pregarvi di piloteggiarlo un po' pel mondo della scienza? + +--Sarò felice di essere ai vostri ordini, principe. + +Essi parlavano così, un po' a voce alta, perchè molta gente stava loro +intorno. Ma, senza cessar di parlare, il dottore aveva rinculato passo +a passo nel vano di un balcone. + +Quando si videro soli: + +--Ebbene?--domandò il principe. + +--Ella è qui. + +--Quale dunque? + +--La più bella del ballo. + +--Sarebbe dessa la giovane che porta delle _brughiere_ bianche tra i +suoi capelli neri? + +--Per l'appunto. + +--Un abito cilestre con pizzi bianchi ed un mazzolino di mughetti sul +seno? + +--Vostra Eccellenza la dipinge. + +--Dal color pallido. + +--Proprio così. + +Il principe, senza soggiunger sillaba, volse le spalle al dottore di +Nubo e rientrò nel salone. + + +Regina era circondata da una palizzata di _attachés_ d'ambasciate di +tutte le nazioni. + +La contradanza finiva allora. Ella favellava con ciascuno e con tutti +nel tempo stesso, indirizzando la parola in inglese all'uno, +rispondendo in russo all'altro, parlando in tedesco, per mettere sulla +via un Prussiano che schermeggiava di un francese a mo' di singhiozzo. +Il principe di Lavandall aleggiava intorno al circolo, e, pur +chiacchierando con un maresciallo, non perdeva nè una sillaba, nè un +movimento di Regina. + +L'orchestra dette il segnale del _walzer_. + +Il principe ed i passeggiatori sgombrarono il salone. + +Il principe incontrò il dottore in un'altra camera dove giuocavasi al +_whist_. + +--Incantevole!--disse egli. + +--Una _moxa_!--rispose il dottore, sorridendo. Dovunque la si vorrà +applicare, porterà via un lembo. + +--Bisogna che io le parli. + +--L'è facile. + +--Non qui però. + +--Vi preparo allora un'incontro ad un ballo di madama Thibault. Là, +voi sarete in casa vostra. + +Il principe sorrise ed uscì, dicendogli: + +--Il più presto possibile. + +Alle due del mattino, il dottore rapiva sua nipote dalla festa. La +quale dopo la partenza di lei, sembrò oscurarsi. + +Regina era fulgurante di gioia e di bellezza. La vita del ballo aveva +raddoppiato _la sua vita_. + + +Otto giorni dopo, il ballo da madama Thibault aveva luogo. + + + + +X. + +Ciò che si cerca e ciò che si trova. + + +Sergio era partito da due giorni, per non so quale inauguramento di +statua di grande uomo in una città di provincia. + +Madama Thibault era uno di quei misteri delle grandi città, cui si +sospettano, cui si indovinano anzi, ma cui non si riesce mica spesso a +spiegare. + +Il solo uomo che conoscesse il totale di questo logogrifo era il +dottore di Nubo, perchè egli era stato in parecchie occasioni, come +per tanti altri, il suo medico, il suo confessore, il suo complice, il +suo coadiutore, il suo consigliere, e chi sa se non vi ebbero pure tra +loro relazioni di altra natura. + +Il dottore aveva conosciuto questa donna in una circostanza terribile. +Egli aveva prestato i soccorsi del suo ministero al signor Thibault, +che era stato portato in casa sur una barella, ferito a morte in +duello. Poi, il dottore era restato medico della giovine bella +vedovina. + +Il signor Thibault aveva guadagnato una fortuna considerevole nel +commercio dei grani. Quella fortuna era nel suo portafogli. Perocchè, +egli andava a farne collocamento, quando una provocazione--sotto la +forma di uno schiaffo--sopraggiunse,--e vi mise ostacolo. + +Gli eredi non trovarono becco di quattrino di quella fortuna. + +E si disse, che la vedova avesse rubato i parenti di suo marito; che +il dottore le avesse tenuto il sacco nell'operazione. + +Tutto codesto, nel fondo fondo, era presso a poco falso. Madama +Thibault non aveva sottratto che un centinaio di mille franchi, +tutt'al più. + +Nondimanco, ella menava una grande esistenza! + +Per giustificarla in un modo meno sgustevole, ella lasciava correre, +senza troppo contraddirli, gli altri rumori sull'origine di sua +ricchezza. La verità però l'è la seguente: + +Madama Thibault aveva un magnifico appartamento nella via di Provence. +Attiguo al suo appartamento, eravi un piccolo alloggio ove dimorava +Sergio di Linsac. Se si fosse spostato la libreria di costui, +sarebbesi scorto, dietro questo mobile, una piccola porta praticata +nel muro, la quale aprivasi addirittura in un armadio a specchi, +nell'appartamento vicino, nella propria camera da letto di madama +Thibault. Augusta poteva amar così il poeta a suo comodo, senza che il +mondo ne avesse giammai potuto indovinar nulla e neppur sospettarlo. + +Bisogna però soggiungere che Sergio di Linsac non era iscritto nel +bilancio di rendita di madama Augusta Thibault. Ella lo amava di +cuore, lo amava dei sensi e la partita saldavasi così. + +Ma la buona dama non si contentava della diaria un po' magrina del +poeta. + +Alla sommità della via di Clichy, eravi a quell'epoca una gran casa, +con un'immensa corte, nel fondo della quale prendeva origine una +scalinata di servizio. La gabbia della scala nascondeva quasi una +porticina a vetri colorati, che non aprivasi mai, sporgendo in un +piccolo giardino, affittato allora al proprietario di una palazzina +dietro la casa. La porta a vetri era dunque interdetta. + +Madama Thibault aveva affittato il quarto piano di quella casa, per +allogarvi una povera vecchia paralitica sua parente, a cui portava +affetto. E come la signora Thibault bruciava di carità a mo' delle +divote, ella recavasi colà due o tre volte la settimana, onde largir +sussidii alla congiunta, e restava a favellare a lungo con lei. + +_A lungo_, diceva ella, ripetevano altri. In realtà madama Thibault +non vi si tratteneva che cinque o sei minuti. Poi, discendeva con +cautela, apriva la porticina vetrata, di cui possedeva la chiave, e si +trovava nella stufa della palazzina--l'entrata principale della quale +era nella via di Amsterdam, n. 97. + +Quella palazzina apparteneva al principe di Lavandall. + +Questi era iscritto sul bilancio d'introito di madama Thibault ad una +quota variante, tra i 90 ai 100,000 franchi, l'anno. + +Quando madama Thibault riesciva, verso le cinque, dalla palazzina del +principe, e traversava il cortile della casa della via di Clichy, i +portinai, se per avventura sbirciavanla dal loro covo, sclamavansi: + +--La santa donna! quante consolazioni reca dessa all'inferma! + +--Ed a voi, eh!--madama Pillet?--soggiungeva la cuoca del secondo +piano. + +Il signor Pillet degnava sorridere. + +Quelle visite occupavano un tantino l'ozio dei lunghi giorni di madama +Thibault. + +Ma le notti erano altresì così lunghe, così solitarie, così +silenziose! Non piacendole ricevere visite in casa, se ne andava al +teatro od a far visita altrui. + +Madama Thibault aveva un intendente che avrebbe sconcertato tutti gli +etnografici del mondo, se si fossero avvisati di classificarlo e +determinare a quale nazione appartenesse. Costui non aveva tipo, e +parlava tutte le lingue come sua lingua nativa. Forse, rimuginando +bene, noi avremmo potuto riconoscere, sotto l'epiderme di babbo +Timoteo, l'antico capo degli zingari di Nicastro, lo zio Tob. Ma noi +non abbiam tempo, in questo momento, di occuparci di codesta scoverta, +che aveva fatto tanto onore alla scienza del dottor di Nubo. + +Due mila franchi l'anno di salario, nudrito, vestito, alloggiato, ed +altri piccoli accessori, facevano del babbo Tob, o Timoteo, un +miracolo di fedeltà. Per lo manco, lo si diceva. La signora Thibault, +del resto, non se ne lamentava. Il babbo Tim o Tob era discreto come i +geroglifici della piramide di Louqsor. + +Questo intendente l'accompagnava. + +Si vedeva dunque madama Thibault in una _baignoire_, fino al secondo +atto--talvolta fino al terzo, se la commedia l'interessava. Poi, +nell'intermedio, l'intendente giungeva, gettava una pelliccia sulle +spalle della padrona, discendeva, apriva lo sportello di una vettura +che l'aspettava alla porta del teatro. Augusta entrava. L'intendente +ordinava al cocchiere: Andate. + +Egli, l'intendente, se ne iva per i piccoli fatti suoi. + +E madama Thibault? + +La degna dama bazzicava la _soirées_, faceva visite--diceva ella, +diceva altresì l'intendente. In realtà, la signora Thibault recavasi +in una deliziosa piccola palazzina, fra due giardini, nella via +Neuve-des-Mathuarins--il paradiso del signor Alberto de Dehal. Ella +restava quivi presso a poco fino alle due del mattino, dopo cui, il +babbo Tim o Tob--che scaldavasi al camino, o passeggiava, o dormiva +nell'anticamera fin dalla mezzanotte--le apriva di nuovo lo sportello +del _coupé_ e rientravano in casa. + +Il signor Alberto Dehal, anch'egli figurava nel bilancio di entrata +della bella vedova, per cinquanta o sessanta mila franchi +l'anno--tutto compreso. + +Con un'esistenza così piena e così sapientemente combinata, la signora +Thibault passava nel mondo per una donna irreprovevole. Ella era +_patronesse_ di opere pie nella sua parrocchia. Questuava per i poveri +alla messa cantata della domenica. Riceveva le visite officiali del +signor curato, della società divota, e, quando ella vi consentiva, +anche la buona società, la borghesia. Perfino qualche membro +dell'aristocrazia avventuravasi a cacciare in quelle steppe. Per lo +meno, codesto dicevasi a proposito del principe di Lavandall. +Imperciocchè, di certi signori stranieri, di certi principi italiani, +conti polacchi, baroni tedeschi, dicevasi, nè più nè meno, ch'essi +bazzicavano la casa della vedovina schiettamente per sposarla. + +Lo _scudo_ non è desso forse la migliore delle _armi_? + +Il ballo cui Augusta dava--ella non ne dava che due soli nella +stagione--fu brillante. + +I _lions_ della festa furono, è inutile dirlo, il principe di +Lavandall e Regina--l'uno per la sua colluvie di decorazioni; l'altra +per la sua bellezza. + +Il dottore presentò il principe a sua nipote--E costei ed il principe +restarono a chiacchierare insieme un venti minuti. + +Lavandall fu abbarbagliato dello spirito penetrante e fine della +giovane; del tatto di lei ad indovinar tutto; della di lei abilità di +tutto dire o di tutto dissimulare; della solidità del di lei giudizio +e della chiarezza con cui esprimeva ciò che la voleva dire. + +Quando il principe la lasciò, per discrezione, Alberto Dehal--che +assisteva anch'egli a quel ballo e che l'aveva covata degli occhi +senza volgerle la parola, come fatto aveva all'ambasciata d'Austria, +le si accostò. + +--Madama, vorreste farmi la grazia di un giro di _walzer_? chiese egli +con voce commossa. + +--Volevo riposarmi, signore--rispose Regina--ma a voi non posso +rifiutare. + +Levossi. + +Alberto la prese fra le sue braccia. + +Era estremamente pallido; si sentiva quasi svenire sotto il peso di +quella donna, cui aveva tanto amata e cui amava ancor tanto! Si +lanciarono alla danza. + +--Madama--le sussurrò Alberto all'orecchio--non mettete giammai più il +piede in questa casa, e diffidate. + +--Di grazia, di che? + +--Questa casa vi contamina. Voi siete in una gabbia di tigri. Partite +all'istante. Non vi tornate più, e silenzio... silenzio assoluto! + +Egli condusse Regina al suo posto e partì. + +Regina rimase pensierosa. Poco dopo lasciò il ballo anch'ella. Non +disse ad alcuno delle parole di Alberto. Però, riferì a suo marito di +essere stata a quel ballo. + +--Regina--rispose Sergio di un accento profondamente attristato--va +pure nel mondo quanto ti aggrada. Frequenta i balli ufficiali e +diplomatici, i balli del Faubourg... ma, se vuoi piacermi, fuggi il +mondo borghese e quello dei finanzieri, checchè si siano. Io li +detesto. + +--Perchè dunque, amico mio? + +--Li detesto d'istinto. Nelle regioni elevate, la corruzione, la +seduzione, il vizio, la belletta non mancano di certo. Però, se tutto +codesto disonora, codesto non imbratta. Imperocchè, quella gente sa +orpellare il fondo con la forma. Ora, gli è vergognoso confessarlo, ma +ciò è; noi viviamo per gli altri, molto; per noi, poco. + +--Ài tu qualche cosa a rimproverare alla signora Thibault? + +--Ella è una cliente di tuo zio. Ciò basta. Mi astengo parlarne. + +--Ti comprendo amico mio. Non avrai più rimprocci a farmi. + + +Qualche giorno dopo, il dottore invitava Regina ad un ballo dal +ministro della marina. Regina esitò. + +--Come?--sclamò il dottore--saresti di già stufa? + +--Magari, no. + +--Ebbene, dunque? + +--Ditemi, dottore, posso recarmi a codesto ballo con la stessa +_toilette_ che portavo al ballo dell'ambasciata austriaca? + +--Mah! ciò ti riguarda. + +--Lo so bene. + +--Volgi allora codesta dimanda a tuo marito. + +--Non è guari pochi dì, e voi pretendevate che il mestiere di uomo di +lettere è mestiere di pezzenti. + +--E lo pretendo ancora--a qualche eccezione tranne: _rara avis_! Ma di +chi colpa se tu non ài ad indirizzarti ad un uomo di scudi? + +--Dottore, non torniamo più su codesto. È un fatto compiuto. + +--Allora vieni al ballo con la stessa _toilette_ d'altra volta. + +--Le donne si burleranno di me. Direbbero che dormo con essa. + +--Allora, resta a casa. + +--Mi vi annoio. + +--E dire--sclamò il dottore quasi parlasse a sè solo--che con la metà +dello ingegno che il marito di costei sciupa in frascherie +fantastiche, in combinazioni fittizie, e' potrebbe, applicandolo a +cose reali e serie, navigar sull'oro! + +--Applicato a che mo', se vi piace, amico mio? A delle combinazioni di +Borsa? Ad inventare un cappello meno ridicolo per gli uomini? un +rimedio contro la malattia delle patate? un'assicurazione contro +l'infedeltà dei mariti? + +--Che pensi tu di quei piccoli bellimbusti che ti farfallavano intorno +al ballo dell'ambasciata? + +--Mah! che ve n'ànno dei dannatamente sciocchi e vani. + +--E pertanto, ecco lì il vivaio degli uomini che avranno un giorno la +fortuna degli Stati di Europa nelle loro mani. + +--Compiango l'Europa, allora. + +--Tuo marito, al paragone di quei fantocci lì, sarebbe un'aquila. + +--Lo credo bene! E' ne fabbrica e demolisce, di uomini di Stato. + +--Se egli volesse entrare nella diplomazia. + +--Oh! per esempio! + +--E perchè no? + +--Perchè. Ciò sarebbe come un proporre a Scheffer di dipingere insegne +per i mercanti di vino. + +--Capisco. I gonzi del suo partito l'addimanderebbero apostata--quasi +che il mondo fosse popolato di altre bestie che di codeste! Chi non è +apostata di qualche cosa? Tu, però... + +--Io? + +--Perchè non utilizzeresti tu le tue abilità per lo bene di tua casa e +per i tuoi piaceri? + +Regina scoppiò in un fragoroso scroscio di riso. + +--E che volete voi dunque ch'io faccia--dimandò ella. + +--Ciò che fa la principessa di Tobelskoy; ciò che fa la contessa di +Thent; ciò che fanno lady Mouthbury, la baronessa Steingel, la +duchessa di Castelmoro... ed altre parecchie che nè tu, nè io, nè +altri conosciamo. + +--Ma le sono delle _bas-bleu_ politiche codeste. Poffardio! Elleno +predicherebbero i diritti della donna, per entrare in Parlamento e +reggere un ministero. Io, io sono, tutto al più, una civetta +soppannata di un abbozzo di artista. + +--La diplomazia à più di facce che tu non ài di capricci. + +--Ne avrebbe dessa una allora, non mica troppo brutta, perchè io +potessi provarne? + +--Si potrebbe rovistare nel vestiario. + +--Quale mo', per esempio? + +--Mah! che pensi tu di una fanciulla bella... + +--Come me... + +--Spiritosa... continua dunque. + +--Come me--poichè ciò vi aggrada. + +--Allerta, civettuola, insinuante; che avrebbe dei belli occhi per +tutto osservare; che intenderebbe tutto; che comprenderebbe a mezza +parola; che saprebbe far parlare; che saprebbe dare ad intendere; che +fiuterebbe i secreti; che scompiglierebbe i progetti; che leggerebbe +nelle anime; che dominerebbe le resistenze con un sorriso; che +saprebbe farsi pagare un bacio con un segreto di Stato... +un'ammaliatrice insomma, una... + +--E voi credete che codesto prodigio di donna esista? + +--Io la conosco. + +--E che dovrebbe far ella, codesta donna miracolo, alla fin fine? + +--La donna--niente altro che la donna. + +--Oh! + +--Vestire splendidamente ed elegantemente, correr le feste, +frequentare i balli ufficiali, ricevere, cinguettare, ascoltare, +comprendere, rammentarsi, e... + +--Riferire... n'è vero, eh? + +--Raccontare. Vi àn degli uomini che scrivono ai dì nostri la cronaca +contemporanea come Saint-Simon, il cardinale di Retz, ed altri +scrivevano la cronaca dei tempi loro. V'è la mania delle _Memorie_, +delle auto biografie... Vi àn dei curiosi assai ricchi per pagarsi gli +aneddoti, i _si dice_, i motti, il racconto degl'intrighi dei saloni; +sapere ciò che Parigi ciarla, ciò che Parigi pensa, ciò che Parigi +delira, ciò che Parigi fantastica, ciò che progettasi e ciò che si è +in via di compiere. Vi sono dei signori stranieri, i quali, per +allietare le nere cure dei loro sovrani, amano scriver loro delle +follie di Parigi e tutto ciò che fermenta sotto il cranio di questa +città turbinosa--come il principe di Talleyrand scriveva a Luigi XVIII +tutto ciò che occorreva nei saloni di Vienna, al tempo del +congresso... come la contessa di Lieven scrive alli Tzar Alessandro e +Nicola... + +--Ed il mio curioso in quistione, caro zio, non abiterebbe desso, per +azzardo, nella via di Jérusalem, eh?¹ + + ¹ In questa via è la prefettura di polizia. + +--No, carina--rispose il dottore dopo un minuto di silenzio. Egli +abita la via di Amsterdam, e chiamasi il principe di Lavandall. + +--Bene. E ciò che codesto nobile signore richiede da codesta donna non +si addimanderebbe, con nome proprio, senza ambiguità, con +l'impertinenza sfrontata di un dizionario... dite, dottore, non si +addimanderebbe desso spionaggio? + +--Bazzeccole! stoltezza! L'uomo che riceve quaranta soldi al dì, e la +spesa di ciò che consuma nei luoghi pubblici, spia. La donna che palpa +12,000 franchi di onorario, 24,000 franchi per _toilette_, e 20,000 +per spese di ricevimento, _osserva_. L'è la logica del mondo... e +della lingua. + +--Tentatore!--gridò Regina levandosi di botto... e fuggendo. + +Ella aprì la porta del salone e fece un passo nell'anticamera, poi si +fermò. Riflettè quivi un istante, come qualcuno che cerca qualcosa. +Poscia ritornò su i suoi passi, riaprì un filetto della porta del +salone, passò di quivi la sua testolina svegliata, e mandò dentro, in +uno scroscio di riso: + +--Caro zio, accetto il ballo dal ministro della marina. E partì. + + +Il dottore di Nubo restò, degli occhi devaricati sulla porta, e +borbottò: + +--La tengo. Sarò vendicato! + +Disgraziato! Egli non sospettava che veniva di pronunziare la sentenza +di morte di quella creatura di venti anni! + + + + +XI. + +Il frutto dell'albero della scienza. + + +Regina ritornò a casa affranta. + +Vi àn certi pensieri, i quali per la loro intensità producono, in un +momento, lo stesso spossamento di spirito che se durato avessero +lungamente. + +La proposizione del conte di Nubo aveva messo a soqquadro l'anima di +Regina. Ella aveva trovato in quelle insinuazioni qualche cosa di +anormale, di così mostruoso, qualche cosa di così ribrezzevole ed +inatteso, ch'ella non sapeva più rendersi conto delle sue proprie +idee, dei suoi propri sentimenti. + +Una giovane donna, quasi ancora una fanciulla; una natura eletta, +bella, ammirata, desiderata, aleggiante nelle regioni sfolgoranti +della poesia e dell'arte, portando un nome senza macchia e glorioso, +ella, ancor innocente civettuola, accolta dovunque con un sorriso, +lasciando dovunque desiderio di sè in partendo: quella natura di fiore +e di stella si era vista, di un tratto, tuffata, perduta nei gurgiti +scuri della polizia. La donna di mondo marcata dello stigmata dello +spionaggio, avendo in tasca una patente di agente provocatore! Quello +sgorbio terrificante, ch'ella si sentiva impresso sul sembiante, +stillare come catrame dal suo viso, la fece quasi sdilinquire. Ella +videsi riconosciuta, smascherata, poi cacciata via dai lacchè, +indicata a dito... Ella vide suo marito suicidarsi di vergogna. Si +vide rugata, allaidita dal delitto... e rugghiò di dolore e terrore. + +Regina giunse a casa sotto l'impressione di questo incubo. +Imperciocchè la sua immaginazione, in qualche minuto, dalla via di +Lille, ove dimorava suo zio, alla via di Boulogne, ove ella abitava, +l'aveva travolta per tutte le sentine della bassa polizia e, di +conseguenza in conseguenza, le aveva fatto traversare e percorrere +tutte le infamie, tutti i tradimenti, tutte le miserie. Ella si chiuse +nel suo atelier e si lasciò cadere sur un divano, ove si assopì. + +Il suo polso batteva quasi avesse avuto la febbre. + +Svegliandosi un'ora più tardi, molto più calma, Regina si fregò gli +occhi come per cacciarne il sonno dai tristi sogni. Sollevossi sul +cubito, sorridendo. Poi, dopo aver lasciato galleggiar qualche istante +il suo spirito nel vago, ella riprese a ruminare col pensiero, in +secondo ripasso e raffinamento, la conversazione con lo zio. + +--Non m'à desso parlato di 24,000 franchi di spese di _toilette_ e di +20,000 per spese di ricevimento?--pensava dessa. Non m'à egli +ammonticchiato contesse su principesse e baronesse su duchesse? Non +m'à egli parlato di balli, di spettacoli, di feste; e poi di cicalecci +vivi ed insinuanti; e poi di vedere, ascoltare, ripetere ad un gran +signore curioso, straniero, che vuole disannoiare non so più qual +sovrano? La noia! oh! l'orribile baratro! Ma, vi rifletto: e se non si +vedesse che ciò cui vuolsi vedere? e se non si ascoltasse punto, ma +punto? Non si potrebbe dunque raccontar questo e non quello? Si +potrebbe anzi non raccontar niente del tutto. Perchè, che debbe +importare ad una onesta giovane donna, come me, la politica ed i suoi +segreti, la diplomazia ed i suoi intrighi? Riflettiamo dunque. + +Regina levossi e cominciò a gironzare per l'_atelier_, mentre la sua +mente batteva le ali per lo spazio. + +--Sì, riflettiamo. La morale impone di non calunniare e di non +ripetere la maldicenze, di non portare intorno cose che potrebbero +danneggiare l'onore e la vita delle persone. Sia. Ora, che la Francia +civetti con la Russia, che l'Inghilterra cospiri con la Germania, e +che si mettano in quattro per ingoiare di un sol boccone la Turchia, +l'Italia... che importami, a me? Ciò si dice, ciò si pensa, ciò si +fa... Se male ci è, essi non debbono fare il male. Lo fanno? Tanto +peggio. Io lo appuro, me lo dicono, l'odo... e lo ripeto come un +altro--ve'! proprio proprio come un giornale! Non resterebbe dunque, +tutto al più, che una questione di data: io lo saprei e lo direi per +la prima. Oh! ecco poi il gran delitto! Peccato da calendario. +Cinquanta mila franchi ne assolvono ben d'altri, nel seno della +chiesa! Ma tratterebbesi, a quanto pare, di forzare a parlare e di +profittare dei miei mezzi di seduzione per cavar dei segreti, dei... +che so io? Bah! non si vede che codesto in società, lo si vede tutti i +dì... e ve n'àn pure di quelle che profittano di questi vantaggi per +saccheggiare i bietoloni. Io farò parlare. Benissimo. Se l'agente di +un governo qualunque è così malaccorto di parlare, tanto meglio che lo +si smascheri. Egli non sarà impiegato più nella bisogna, e non sarà +più periglioso. + +Regina si assise di nuovo, e gli occhi fissi sur un pastello bozzato +continuò a vaneggiare. + +--Ma che uffizio superbo è poi quello di ricevere alti funzionari, e +quindi della gente del corpo diplomatico, e poi dei giornalisti serii, +ed inoltre il mondo della corte, dei generali, dei grossi banchieri, +il nunzio... Trovo che davvero 20,000 franchi è troppo poco per +codesto... Sì troppo, troppo poco... Occorrerà dimandare un aumento di +dotazione sulle spese di rappresentazione. E chi lo saprà? Io sono a +chiedermelo. Nè il principe, nè il dottore, nè io, certo, ne +parleremo. Sarebbe dunque il diavolo che si accollerebbe codesta +brutta bisogna per nulla? Decisamente, io penso che posso accettare. +Il conte di Nubo, del resto, che è stato il mio miglior amico, non mi +avrebbe consigliato una cosa simile, se la fosse stata cattiva. + +Dopo questo esame di coscienza, dopo questa espansione di confidenza, +Regina ebbe un novello accesso di dubbio. In seguito, una nuova crisi +di bramosia. Poi ancora delle paure novelle. Ella bilicò infine su +questa altalena per due giorni. Sovvennesi però di aver detto a suo +zio, in un primo slancio di leggierezza, ch'ella accettava l'invito al +ballo del ministro della marina. Se ne pentì. Poi se ne consolò +sclamando: + +--Il primo impulso è sempre il più retto; ed ò ben fatto. Ma la +_toilette_? + +Questo spettro offuscava il quadro. + +Il dottore di Nubo, dal lato suo, sospettava bene della lotta che +infuriava nel cuore della giovane. E' sapeva troppo bene di avervi +gettato il germe di un cancro. Lasciò a questo germe pigliarvi vita e +radice. Però, per accelerare lo sboccio, egli scrisse questo +vigliettino alla nipote: + +«Mio bell'angelo, il proprietario delle _Villes de France_ mi deve +qualche moneta. Vuoi tu darti la pena di andarla a toccare, in +mercanzie? È l'ultimo credito che posseggo sui marcanti di mode. +Profittane. Ti bacio su quel bel fronte ripieno di capricci.» + +Il colpo fu decisivo. + +Regina si dette una _toilette_ splendida. Ed otto giorni dopo il +sermone del dottore, si recò al ballo della _rue Royale_. + +Il principe di Lavandall non vi mancò. + +Egli trovò l'opportunità di porgere il braccio a Regina e di menarla +intorno pei saloni. Le parlò per mezz'ora e completò la conversione sì +maestrevolmente intrapresa dal dottore. + +Regina ascoltò tutto, ridendo; rispose a tutto con spirito. Accettò +tutto infine, ridendo sempre, quasi avesse portato una sfida al +principe di esser serio in ciò che diceva. + +Del resto, quantunque costui avesse uno scopo di più che Regina, egli +vi si condusse con un tatto sì delicato, nascose così bene l'amante +sotto il diplomatico, ch'e' sarebbe stato impossibile di comprendere +la cosa di una maniera brutale ed offendersene. + +Regina, d'altra banda, barcamenò con tanta scaltrezza e gaiezza, ch'ei +sarebbe stato impossibile di accettare un'infamia di miglior grazia e +con maggior buon gusto. + +Capì dessa l'amante nella proposizione del diplomatico? + +Nol sappiamo. Ma che cosa una donna non comprende dessa? + +In ogni modo, si separarono a punto per non fissare l'attenzione. E +come la conversazione era stata interrotta espressamente sur un +capitolo curioso--e Regina era curiosissima--ella si lasciò sfuggire +dalla labbra: + +--A domani. + +Il principe susurrò qualche parola al dottore. + +Questi dette le sue istruzioni alla nipote. + + + + +XII. + +Oh! i consigli, i consigli! + + +Erasi in carnevale. + +Il ballo del ministro aveva avuto luogo il lunedì. Il giovedì, Sergio +riceveva questo viglietto: + +«Sabato, all'una del mattino, al _Foyer_ dell'Opéra, seguite il +_domino_ a _faveur_ rosa che vi toccherà la spalla. Trattasi del +vostro onor di marito.» + +Sergio lasciò scappar lentamente un buffo di fumo azzurro dal suo +sigaretto, e sclamò gittando il viglietto su i tizzoni: + +--Sempre e poi sempre delle infamie anonime! + +Il viglietto cadde in un angolo del caminetto e si bruciò a metà. + +--Ma, mi pare riconoscere quella scrittura--mormorò Sergio tirando dal +fuoco la metà del foglietto. + +Non ne restavano che due motti: «domino a _faveur_ rosa» ed «onor di +marito.» + +Sergio esaminò attentamente quella scritta, poi disse: + +--M'ero ingannato. È la scrittura di un uomo--scrittura cattiva, ma a +sangue freddo; penna pesante; spirito distratto. Si direbbe che l'è +una copia. Al diavolo allora! + +E rigettò la carta nel fuoco. La fiamma l'assorbì: essa si annerì da +prima, poi delle scintille vivide vi serpeggiarono, si accasciò, si +ridusse in cenere grigia. Sergio assistè alle diverse fasi della +distruzione della denunzia con compiacenza e rimase a meditare sul suo +_auto-da-fe_. A capo di qualche tempo, gettò il sigaretto che gli +bruciava le labbra e riprese la penna. + +Egli scrisse una pagina o due molto sgorbiate e cancellate--e' che di +consueto scriveva di un fiato, senza radiare una virgola, senza +cangiare un motto! Le sue idee si presentavano adesso ingarbugliate, +confuse, le immagini cozzavano nel suo cervello e svanivano in +briciole scure. Era distratto. Il mondo a cui impartiva movimento e +vita, svaporavasi per cedere il posto a fantasmagorie abrupte e +strane. Franse la penna sur un _presse-papier_ e levossi. + +--Che natura milensa ed incorreggibile ch'è quella dell'uomo!--si +disse egli. L'assurdo lo sedurrà mai sempre! + +Accese un altro sigaretto, fece qualche passo pel gabinetto, aprì la +finestra, poi prese un'altra penna. + +Le sue idee nascevano più arruffate che prima. Volle farsi violenza. +Fissò il suo spirito sur un obbietto: impossibile! Aveva le traveggole +e scriveva una frase, mentre ne pensava un'altra. Allora egli tolse +via la sua _vareuse_ grigia, si cacciò addosso un pastrano, ed uscì +per passeggiare e far visite. + +Voleva recarsi all'_atelier_ di Delacroix. Sul _boulevard_, incontrò +un romanziere dei suoi amici, il quale, il naso al vento, era a caccia +di tipi e di scene. + +--Ebbene, caro,--gli disse Prospero Dalleux--i tuoi _Sixièmes Etages +de Paris_ finiranno per darti un _château_. Essi sono deliziosi. + +--Piaggiatore!--rispose Sergio sorridendo. Li si leggono: ecco tutto. + +--Li si leggono? di' dunque che li si divorano, che se li strappano, +che non si parla che d'essi. + +--Tu non ne diresti altrettanto in un articolo bibliografico, ve'! Ma, +a proposito, vuoi tu darmi un consiglio? + +--Più volentieri che venti franchi, figliuolo. + +--Io mi son cacciato in un angiporto, nel mio romanzo. + +--Sfonda l'angiporto, o sollevati in pallone. + +--Su mo'! Trattasi semplicemente di questo: un marito à ricevuto una +lettera anonima che l'invita a recarsi al ballo dell'Opéra, ove un +domino a _faveurs bleues_ vuole intrattenerlo sul di lui onore di +marito. Occorr'egli che il mio piccolo brav'uomo si trasporti +all'Opéra ed accetti l'invito? + +--Innanzi tutto, _mon petit_, codesto è vecchio arci-vecchio, +anti-diluviano, e tu faresti meglio frugar per altra cosa. Ma non +importa. Noi viviamo tutti di _bric à brac_ nel passato. Dimmi un po': +il tuo marito conosc'egli il carattere della lettera? Sospetta egli +l'autore di codesta missiva? + +--No, o quasi no. + +--In questo caso, tu non ài bisogno assoluto di codesto vecchio +intingolo per la catastrofe. Io gli farei dunque sprezzar la denunzia +e nol farei gire al ritrovo. + +--Nol farei gire, nol farei gire...! L'è facile a dir codesto, in fra +noi. Ma il mio marito non è un pizzicagnolo che può e che vuole passar +oltre sur una simile circostanza. Senza essere geloso, egli à un +profondo sentimento di dignità. Senza credere che una donna sia una +proprietà inviolabile, per un articolo del codice civile, egli +pretende, nonostante, che questa donna rispetti gl'impegni liberamente +contratti, spontaneamente presi, sapendo tutta la portata dei suoi +doveri, quali la società, a torto od a ragione, gliel'impone. Egli dà +piena libertà a sua moglie, piena confidenza; ma egli non tollererebbe +di guisa alcuna che codesta donna abusasse della lealtà di lui per +coprirlo di ridicolo e di vituperio. Egli è indulgente per i capricci; +inesorabile per le colpe. Infine, la di lui fierezza s'insorgerebbe a +cogliere sulla bocca di sua moglie il guaime dei baci di un altro. +Egli vede nell'infedeltà coniugale non una violazione di proprietà, ma +una rottura di patto ed un segno di disprezzo per la sua persona. Tu +comprendi allora ch'egli non può restare indifferente alla lettera del +_domino_, quantunque anonima. + +--Poichè tu ài messo al mondo un marito di così cattiva tempra, +bisogna pur essere conseguente--lo veggo. Ora, innanzi tutto, non +considerando in ciò che addimandasi disonore se non una rottura di +contratto, egli non può volerne al suo rivale, non avendo egli +trattato che con sua moglie. È dessa dunque che debb'essere sola +risponsabile dell'infrazione, secondo la tua teoria. Non potendo per +conseguenza vendicarsi da uomo, egli è sconvenevole e grottesco fare +strepito, chiamare il prossimo a testimone delle sue piccole brighe +con la moglie. Arrogi a ciò, ch'e' non bisogna giammai disonorare una +donna con la pubblicità. Imperciocchè, anche decaduta e gualcita, la +donna è sempre augusta pel dritto divino della bellezza e del piacere. +Gli antichi, che non erano pertanto mica galanti, dichiaravano +sacrilega, tu il sai, la mano che toccava il velo di una donna. Il +velo! figurati la fama. Laonde, caro, da banda il contatto con +denunziatori. + +--Ma allora?... + +--V'ànno altri mezzi per sapere a che stanno le cose--mezzi non buoni +neppur dessi, però men fragorosi. Conosci tu una casa da ragguagli? + +--No. + +--In questo caso, tu farai fare al tuo marito ciò che fatto ò io +stesso. + +--Vale a dire? + +--Ecco qui. Io aveva un'amante dotata di tutte le virtù cardinali e +teologali del catechismo--e di altre ancora. Ella faceva sbocciar +sulle sue spalle del _Cachemire_, cui io non le aveva mai regalati. +Ella innestava ai suoi polsi, alle sua dita, alle sue orecchie, e +dovunque, dei gioielli, cui io non aveva mai avuto la tentazione di +comperare. Ella faceva fiorire sul bel suo corpo delle vesti +magnifiche, cui io contemplavo solo con ammirazione negli +_étalages_--a cinquanta mila franchi lontani dalla mia borsa. La madre +della mia _maîtresse_ era portinaia, ed il padre invalido. Per lo che, +quei belli oggetti non le venivano certo mica dai dominii paterni. +Malgrado ciò, la mia innamorata, che aveva la frega di _poser_, voleva +passare assolutamente per donna onesta. Io abbomino le donne oneste, +io: esse costano troppo caro! Io aveva un bel dire a Fanny ch'io non +volevo punto della sua virtù, ma dei suoi vezzi. Ella mi avrebbe +assolto, mi perdoni Iddio! che io l'avessi trovata brutta, gobba, +sciancata, butterata... che so io? basta che io l'avessi sospettata +capace di aver della morale e di andare a messa. Io mi piccai al gioco +e volli finire per provarle, fatti in punto, ch'ella non aveva alcun +titolo al compenso della virtù di Monthyon. + +--Tu avevi ragione. + +--Io era un imbecille, _mon petit_. Io perdetti la mia amante, la +quale non costavami assolutamente altro che il soffio dei miei baci. + +--E poi? + +--Poi? Regola generale: la donna non debbe giammai aver torto che ai +suoi proprii occhi, nel suo foro interno, senza che si dubiti mai +ch'altri pure conoscano i suoi peccatuzzi. A questa condizione sola, +ella può correggersi--e si corregge. La donna, se potesse giammai amar +altro che il suo squisito visuccio, amerebbe l'uomo generoso. + +--Borsa alla mano? + +--Moralmente. Ma io mi condussi come uno gnoccolone. Me ne andai da +madama Goupil. + +--Cosa è codesta madama Goupil, innanzi tutto? + +--Un tipo, mio caro, un tipo restato incognito per fino al gran +Colombo di Parigi--il nostro sommo pontefice Balzac. Vuoi tu che ci +rechiamo da lei? + +--Non ne ò il tempo, oggi. Continua pure. + +--Ebbene, nella via dei Martyrs, alla casa che fa angolo con la via di +Naverin, al quarto piano, dimora una certa donna di cinquanta anni. +Ella à perrucca, denti posticci, belletto sulle guance. Il suo +alloggio è popolato di gatti e di conigli, che non vivono sempre nella +più completa armonia. Le mura sono gremite di gabbie ripiene di +canarini. Sul caminetto del suo salone si sguaia, sotto una campana di +vetro, un barboncello imbalsamato, affiancato da due Gesù-bambino +cacciati in boccali di alcool. Delle sedie a testa di sfinge, in +velluto di Utrecht giallo, vi permettono--non senza inconvenienti, a +causa dei chiodi che vi germogliano fitti--di mortificarvi le natiche, +se siete stanco, mentre delle testuggini bene educate guizzano fra le +vostre gambe, ed una dozzina di gazze e di corvi malappresi vengono ad +appollaiarsi sul vostro cappello e lo marmorizzano di guano... + +--L'è dunque l'arca di Noè codesto alloggio di monna Goupil?... + +--Un'arca, sotto il regime d'una volpe--madama Goupil--ex... ecc.., +ecc...--Voi potete soggiungere tutto ciò che vi aggrada, senza +pericolo di calunnia. + +--La vedo proprio. + +--Tanto meglio. Madama Goupil, vedova, ecc., ecc..., à fondato una +casa di ragguagli--quantunque, sia detto fra noi, io m'immagino +ch'ella n'abbia un poco rubata l'invenzione. Comunque sia, voi vi +presentate da questa nobile dama--la quale ne sa cinquanta volte più +che monna polizia--e le dite... + +--Ella parla dunque? + +--Qualche volta. In ogni modo, ella ascolta. Le dite dunque: Madama, +vorrei sapere vita e morte del signore o della signora Tal dei Tali. +Direte il nome se vi piace, basta alla cosa d'indicar la persona. +Ovvero, le direte:--Vorrei sapere come il signore o la signora +_So-and-So_--come dicono gl'inglesi--passa il suo tempo. Date quindi +l'indirizzo ed il segnalamento esatto, più esatto che all'uffizio dei +passaporti, e pagate. + +--Quanto? + +--L'è secondo. Nelle circostanze in cui trovasi il tuo marito, l'è +venti franchi al dì--più, le spese di carrozza, se carrozza v'à. +Madama Goupil à i suoi agenti. Ella li apposta, o li slancia sulle +piste della persona indicata, e... _fouette cocher!_ Voi riceverete +ogni dì, per messaggiere o per la posta, il giornale dei fatti e delle +gesta dell'individuo sorvegliato. Quando credete di averne abbastanza, +saldate i conti... e riposate tranquillo. Madama Goupil è una donna +onesta, e la sua casa è una tomba. Altri dettagli sono superflui. Va a +vederla. L'è una fisionomia a delineare che quella di madama +Goupil--ed il tuo puntiglioso marito te ne presenta un'opportunità +magnifica. + +--Credo di averne quanto basta per questa fiata. Ci andrò un altro dì. +Per il momento, vado a veder di meglio: una principessa russa, a cui +mi àn servito l'altra sera, in fra due tazze di the--come un tigre del +Bengala. Le debbo una visita per apprenderle che sono francese. + +--Ed io men vado a spigolar da Granville. Molto di _Sesti Piani_, eh! + +--Grazie. + +Sergio prese un _fiacre_ e se ne andò dritto da madama Goupil. + + + + +XIII. + +Il giornale del segugio. + + +La sera, egli covava sua moglie di uno sguardo di desiderio +ineffabile. + +Giammai e' non l'aveva trovata così bella. E' ripentivasi della +vigliaccheria di averla sospettata. E' voleva quasi confessare il suo +errore e dimandarle perdono. La prese fra le sue braccia. L'assise +sulle sue ginocchia. Le baciò la punta delle dita. + +--To' il bel braccialetto che tu ài lì!--le disse egli. Io ignorava +che tu avessi quel gioiello. + +--Infatti, è lo zio che mel regalò ieri--ed io obliai mostrartelo. + +Sergio ringuainò la confessione espansiva ch'era sul punto di farle, e +parlò d'altro. + +Sergio aveva compreso che per giudicare la condotta di sua moglie con +un po' d'insieme non bisognava fermarsi ad un sol giorno della vita di +lei, ma sorvegliarla per parecchi dì. Laonde, egli aveva pagato per +cinque giorni, dicendo a madama Goupil, che andrebbe a prender egli +stesso il giornale, o piuttosto il cartolare dell'investigamento. + +Vi andò infatti al quinto giorno. + +Madama Goupil gli rimise il quadernetto seguente: + +«Primo giorno. + +«La signora Sergio di Linsac--Sergio non le aveva mica detto il +nome--è uscita a mezzodì e cinque minuti. È scesa a piedi per la via +Blanche: à parlato con un signore decorato nella _Chaussée d'Antin_ +per due o tre minuti, ed è entrata nel negozio della Glaneuse. All'una +e mezzo, à traversato i _boulevards_ ed è entrata da Janisset, ove la +ànno mostrato dei gioielli. À comprato qualcosa ed è uscita. Quivi à +preso una vettura e si è recata dalla contessa di Boisbruns, via di +Verneuil, n. 17. Riescita alle quattro e mezzo, à traversato il +giardino delle Tuileries a piedi, ove à parlato ancora per cinque +minuti con un giovane biondo a barba rossiccia. In seguito per la via +della Paix--ove à ordinato qualcosa da Cuvillier--e per la via +Caumartin, ella è rientrata in casa, via di Boulogne. Madama di Linsac +aveva un abito color castagno chiaro, un _Cachemire_, un cappello di +velluto nero. Non uscita nella sera, fino a mezzanotte. + +«Secondo giorno. + +«Madama è uscita all'una. Vestiva un abito di moire antico nero, +cappellino _lilas_ coverto di un velo nero. À preso una vettura di +rimessa giù nella via di Clichy, che l'à condotta alla piazza della +Concorde. À pagato ed è passeggiato a piedi per i Champs Elysées, +viale Gabriel, fino alla porta dei giardino dell'ambasciata inglese. + +«Un cocchiere, sur un _coupé_, aspettava. Madama à detto un motto. Il +cocchiere si è precipitato di predella; à aperto lo sportello. Madama +è entrata nel _coupé_, e sono partiti. + +«Madama aveva bassato il velo. Al n. 97 della via di Amsterdam, il +cocchiere à dato voce al portinaio. La porta si è aperta. La vettura è +entrata. La porta si è rinchiusa, e la signora non è più uscita. +Quella palazzina appartiene al principe di Lavandall. Alle cinque e +mezzo, una vettura è uscita, portando via un signore solo. La dama è +rimasta, se tuttavia non è uscita da un altro lato. La palazzina deve +avere due uscite. + +«Terzo giorno. + +«La signora è sortita dal suo _châlet_ alle nove meno un quarto. À +preso un _fiacre_ di rimessa ed è andata dal dottore di Nubo, via di +Lille, n. 31. Alle dieci e mezzo è partita di là, à preso un'altra +vettura ed è tornata a casa. Molti signori venuti in visita dalle tre +alle cinque. + +«Quarto giorno. + +«Identicamente come il secondo giorno. Solo, il cocchiere del viale +Gabriel l'à riconosciuta e le à aperto lo sportello senza dimandare il +motto di passo. + +«Quinto giorno. + +«Uscita alle due, in veste _bleue_ chiaro, _à volants_, cappello di +_peluche_ _bleue_, mantello di velluto nero. Una vettura, alla via +Blanche. Comprato dei fiori, alla Chaussée d'Antin. Poi, come al +secondo ed al quarto giorno, è andata al n. 97 nella via d'Amsterdam. +È restata quivi. Alle sei, il coupè à portato via lo stesso +signore--che è il principe Alessandro di Lavandall. La palazzina à +un'altra uscita nella via di Clichy, n. 69.» + + +Leggendo questo infernale processo verbale, Sergio divenne +eccessivamente pallido: e' si sentiva svenire. Lo rilesse, per avere +il tempo di rimettersi. + + +Avrebbe voluto parlare all'agente che aveva seguito sua moglie, per +volgergli mille quistioni sul portamento e l'aria di lei; informarsi +se l'era gaia, se l'era sollecita, se sembrava abbattuta, ed altro, ed +altro ancora. L'agente non era lì. E d'altronde, per sistema, madama +Goupil nol metteva giammai in confronto con i suoi clienti, onde +scansare i disordini possibili, cui una conoscenza reciproca poteva +poscia occasionare. + +Sergio pagò le spese straordinarie ed andò via. + +Ne sapeva già abbastanza. Tre volte, in cinque giorni, dal principe di +Lavandall, in quella palazzina cui tutta Parigi denunziava come il +_Parc-aux-Cerfs_ di sua Eccellenza! + +Quando rientrò, all'una del mattino, egli andò ad abbracciare sua +moglie, come di uso, ma non fermossi a lungo nella camera di lei. +Pretestò un furioso mal di capo per andare a riposare nella sua +propria stanza. Pertanto, non coricossi. Passeggiò la notte intera. + +Egli giudicava sua moglie! + +Alle cinque del mattino, agghiadato a mezzo, Sergio si annicchiò sotto +le coverte. Ma il sonno non venne. Nondimanco, egli era calmo oggimai. +Aveva preso una risoluzione. Dopo colazione, uscì. Voleva andare ad +ispezionare personalmente i luoghi. Voleva, in seguito, prendere un +_fiacre_; rinchiudervisi; bassar le tendinelle; appostarsi in faccia +alla palazzina del principe. Passando nella strada, osservò che +l'_atelier_ di un pittore suo amico sporgeva proprio sul piccolo +giardino che precede la porta interna della dimora del principe--tra +giardino e stufa--di guisa che, restando a sentinella nell'_atelier_, +egli poteva vedere tutto ciò che avveniva nella palazzina. + +Salì dal suo amico. + +Poi, parlando sempre, aprì la finestra dell'_atelier_ e si assicurò +ch'aveva ben giudicato della topografia del luogo. S'installò allora +vicino la finestra ed allontanò un piccolo lembo di tela verde che +figurava da bandinella e temperava la luce. Di questo modo, egli potè +vedere liberamente di fuori senza esser visto. Chiacchierò molto col +suo amico, mascherato dal cavalletto, e restò in agguato. Ad ogni +strepito di carrozza, volgeva il capo dal lato della via. + +Alle due, una superba vettura a due cavalli si fermò innanzi la +palazzina, li cocchiere vociò: la vettura entrò nel giardino. E Sergio +vide il principe, cui conosceva di vista, discendere sotto la +_marquise_. + +Mezz'ora dopo, giunse un _coupè_. Il cocchiere appellò pure: la porta +si riaprì; si rinchiuse tosto. E Sergio scorse una dama, celata da un +denso velo, saltar fuori d'un lancio, e d'un lancio spiccarsi nella +palazzina. + +La dama portava un abito verde scuro a strisce nere, un grande +sciallo, un cappello nero. + +E' riconobbe sua moglie. + +Scambiò ancora qualche parola col suo amico, e ritirossi. + + +Aspettò Regina, che rientrò alle cinque e mezzo, a piedi, portando lo +stesso vestimento della dama della palazzina del principe Alessandro +di Lavandall. + +--Tu sei incantevole, in quella _toilette_!--le diss'egli con un +sorriso. + +--N'è vero, amico mio? La trovan tutti elegante. + +--Dove sei stata, _ma chèrie_? + +--O' fatto un giro pel _Bois de Boulogne_ poi ò passeggiato dieci +minuti per i _Champs Elysées_, e rientro a piedi. + +--Chi ài incontrato? + +--Molta gente e niuno... Ah! il re. + +--Decisamente, andrai tu al ballo delle _Tuileries_? + +--Non ne so nulla, a fè. Credo però che non androvvi. Tu porti il +broncio; e me ne vorrebbero forte, al Faubourg. + +--Tieni tu tanto all'opinione del Faubourg? + +--Mah! l'è il tribunale del mondo elegante di Europa. + +--E che si dice, al proposito, di questo conte portoghese che à ucciso +sua moglie, perchè innaspava delle relazioni col suo cocchiere? + +--Ch'egli è stato uno sciocco... + +--Come mo'? + +--Di esservisi preso di maniera da compromettersi con la giustizia. + +--Ah! il delitto, per un certo mondo, non è dunque che un affare di +stile? + +--Orbè! la legge stessa non ammette le circostanze attenuanti? + +--Veggo bene, diletta mia, che tu ti risenti della ricrudescenza +dell'amicizia per tuo zio. + +--Via, Sergio, tu ài torto di non amare mio zio. Egli è migliore di +ciò che tu penai. + +--L'è possibile. Ma in compenso, tu l'ami per due... e mi rubi. + +--Saresti tu geloso? + +--M'ami tu dunque sempre, _ma mie_? + +Regina si alzò, cacciò le sue dita tra i capelli di suo marito, scartò +le ciocche dalla fronte e la baciò dicendo: + +--Più che giammai. + +Ella uscì. + +Sergio la seguì degli occhi, aggrottando terribilmente le +sopracciglia, e sclamò lentamente: + +--Se avessi potuto dubitare ancora, questa parola sarebbe bastata per +condannarla. Ella morrà. + +Infatti, le donne infedeli raddoppiano gli attestati di amore e +carezzano più teneramente coloro cui tradiscono. Ma Regina non +mentiva. Ella amava suo marito. + + + + +XIV. + +Complicazioni che tutto semplificano + + +Sergio si diede, per parecchi giorni, al lavoro il più ostinato. Egli +voleva avanzar la bisogna dei suoi _Sixièmes ètages de Paris_, cui +aveva in cantiere, e la spinse di fatto ben oltre. Imperciocchè era di +già giunto allo scioglimento, quando cadde ammalato. + +Mandò il suo manoscritto al giornale senza dare avviso della sua +indisposizione. + +Sergio non aveva solo lavorato, aveva altresì passate quasi tutte le +sere nei saloni di Parigi, togliendo al sonno le ore cui destinava ai +piaceri. Non lo si era mai visto più gaio, più galante, più felice con +maggior vena, raccontar con più spirito e con più amplitudine. Lo si +diceva innamorato di una principessa russa, la quale faceva mattezze +per lui. + +Egli aveva ricevuto un secondo viglietto anonimo, più circostanziato +del primo col quale lo si invitava di nuovo al ballo dell'_Opéra_. + +Non v'era andato. + +Solamente, questa volta, invece di bruciare il viglietto, se lo aveva +cacciato in tasca e si era recato da suo fratello, Giustino di Linsac, +per mostrarglielo. + +Giustino era fratello minore di Sergio, e medico. Luigi Filippo +l'avvea fatto deportare, dopo l'affare Fieschi. Poi, egli era +ritornato. Ma lo avevano gettato di nuovo in prigione, dopo +l'attentato di Alibau. La sua clientela erasi dispersa malgrado +l'immenso suo merito. Le sue opinioni rigide, rude, puritane, +spiccate, mettevan paura nei timorosi--in quelli stessi del suo +partito. Imperciocchè, il coraggio morale in Francia non è così comune +come il coraggio fisico. Si brava la morte. S'impallidisce innanzi a +un epigramma. + +I due fratelli ebbero un colloquio di più ore, chiusi nel gabinetto +del medico. E quando si separarono, si abbracciarono teneramente. + +La politica li aveva un po' straniati. Giustino, repubblicano della +tempera di Saint-Just, non approvava certe transazioni cui Sergio +aveva creduto convenevole ammettere, cedendo alla forza delle cose. + +L'indomani di questa riconciliazione, Sergio era caduto ammalato. + +Suo fratello lo accudiva. + +Infrattanto, il manoscritto mandato al giornale smaltivasi e volgeva +alla fine. Il direttore dell'appendice gli chiedeva nuova copia di +tutta fretta, perocchè non ne restava più che per tre _feuilletons_. + +Preso così alla gola, dal suo impegno e dai suoi lettori, Sergio si +era alzato ed aveva cominciato a scrivere. Ma si sentiva troppo +debole. + +Il campanello della cancellata del suo chálet risuonò. Andò alla +finestra e scorse il suo amico Marco di Beauvois. + +--Bravo!--sclamò Sergio. Arriva a proposito. Va ad aiutarmi. + +Si assise innanzi al caminetto ed aspettò. + +Marco non venne da lui. Era entrato nel piccolo atelier di Regina. +Sergio andò in busca di lui. Ma, giunto alla porta dell'_atelier_, +alcune frasi, cui infraintese, colpironlo. + +Ecco ciò che Marco raccontava: + + +--.......... Un'avventura, madama, che sarebbe stata davvero comica, +se il vostro nome non vi si fosse mischiato, e se un uomo non fosse +stato mortalmente ferito. + +Sergio fermossi ed ascoltò. + +--Il mio nome, voi dite?--gridò Regina--il mio nome al _foyer de +l'Opéra_? + +--Sventuratamente, sì, madama. + +--Impossibile, signore. + +--Io vi era, madama, ed ecco come le cose sono avvenute. Non debbo +nulla dissimularvi. + +--Parlate, al contrario. + +--Eravamo riuniti, lì, verso l'una del mattino, un gruppo di +giornalisti e di letterati e cicalavamo con delle maschere che ci +facevano corona, di ogni specie di monellerie, quando, non so da chi +nè perchè, il nome di Sergio fu pronunziato. + +--«Non lo si vede più, disse taluno. + +--«Lo si vede anzi da pertutto, adesso--sclamò un altro. + +--«Egli è nel paradiso dei mariti--osservò un dominò al _faveur_ rosa. + +--«Egli è in Russia--sbadigliò Prospero Dalleux. + +--«Proprio! egli coltiva le steppe di una principessa russa--ripostò +Gaston di Beauval. + +--«L'è giustizia--fece riflettere un Selvaggio. Egli si vendica. Un +principe russo amministra sua moglie. + +--«Che?--gridammo noi tutti. + +--«Ebbene, sì, signori--continuò il Selvaggio. Madama di Linsac è +un'abituata del _Parc-aux-Cerfs_ del principe di Lavandall. + +--Il miserabile!--gridò Regina saltando in piedi. + +--Sì, madama, il miserabile--continuò Marco--ma quel miserabile--non +aveva ancora finita la sua frase, che il signor Alberto Dehal gli +aveva applicato una ceffata che rintronò in tutta la sala--gittandogli +la sua carta al viso e gridando: + +--Tu menti, facchino! + +Il Selvaggio voleva slanciarsi sopra Alberto; ma io lo afferrai con +violenza del braccio e gli dimandai la sua carta col suo nome. Egli si +chiama il colonnello Stefano Stetzeneki, un polacco, e dimora al +Faubourg Montmartre in un mobigliato mica mal mobigliato--imperciocchè +à seco una deliziosa fanciulla di un vent'anni. + +--Io credo sognare!--sclamò Regina quasi parlasse a sè stessa. + +--Ieri--soggiunse Marco--Prospero Delleux ed io ci presentammo dal +Polacco per sollecitare a mandare i suoi padrini. Egli li aspettava +giusto allora. Nel pomeriggio, infatti, vennero da me due +sotto-ufficiali dei _chasseurs_, e convenimmo che si sarebbero battuti +stamane, alla spada, nel Bois di Meudon. + +--Oh! Dio mio, Dio mio!--sclamò Regina. + +--Alle otto, infatti, eravamo sul terreno. + +--Ma il signor Dehal sapeva egli battersi alla spada? + +--Lui!--sclamò Marco--egli è lo più forte allievo di Robert, signora. +Sventuratamente, le cose non dovevano sciogliersi regolarmente. Il +colonnello è uomo di un'età indefinibile. Perocchè à le guance +bellettate, una parrucca rossiccia e dei baffi biondi lunghissimi. +Quel sembiante colpì Alberto Dehal. + +--«Io ò visto questo mariuolo altrove,--mi diss'egli. + +Nondimeno, e' non vi fece più attenzione e si apparecchiò alla cosa +con la calma che messa avrebbe ad una _toilette_ da ballo. + +--Chi avrebbe sospettato mai codesto in quel garzone!--mormorò Regina. + +--L'è vero--riprese Marco. Tanto più, che il duello non doveva mica +esser uno di quegl'incontri di convenienza, dopo i quali si dice: +«l'onore è soddisfatto!» Alberto aveva freddamente sete del sangue del +calunniatore. Questi, dal canto suo, doveva esser evidentemente +assoldato da qualche odio o da qualche gelosia furibonda. + +--Ma io non ò nemici!--fece Regina. + +--Credete voi, signora? rispose Marco--Voi siete tanto bella, così +elegante, così spiritosa... tutti coloro che non sono per voi... +Infine, si misero in guardia. Ma non appena Alberto ebbe visto il suo +rivale di profilo ch'egli sclamò: + +--«Poffardio! ò il capo del bandolo adesso. Un istante! + +--Ch'era dunque? + +--Udite. Fecimo bassar le spade. Alberto si avvicinò al colonnello, e +volgendosi a noi: + +--«Signori, diss'egli, io non posso battermi con questo galuppo. + +--Perchè dunque? + +--Perchè dunque? dimandarono infatti il colonnello ed i suoi testimoni +di una voce. + +--«Perchè, signori,--soggiunse Alberto, costui è un lacchè. + +E ciò dicendo, di un colpo di mano strappava la parrucca ed i baffi +del Polacco, e di un gesto imperioso ordinavagli: + +--«Zio Timoteo, va a prendere il mio pastrano e vestimi. Su presto, +mariuolo. + +--Mio Dio, mio Dio!--disse Regina. Ma chi era dunque codesto +domestico? + +--L'intendente di una certa dama Thibault, cui voi conoscete, signora. + +--Possibile! + +--Sì, signora, ed Alberto nol conosce che troppo. Ora, gli è +impossibile di farsi un'idea dello scompiglio che si stampò sul viso +di quell'uomo smascherato così. Divenne di un tratto furioso. + +--«Ah!--gridò egli--voi non volete battervi meco? Ebbene io vi +forzerò. + +--«Gli uomini come te, miserabile, risponde Alberto con calma, li si +trascinano al banco della polizia correzionale. + +--«Io non domando mica meglio--rimbeccò il Polacco. Prendete questo +infrattanto. + +E ciò dicendo, allungò la spada, e ferì Alberto profondamente al +collo, e dettesi a gambe. + +--Oh! l'assassino!--gridò Regina, lasciandosi cascare sur una +seggiola. + +--Il Polacco aveva preso i due sotto-uffiziali dai chasseurs nella +caserma della via di Courcelles--continuò Marco--allegando che andava +a battersi, ch'era straniero, e che non conosceva anima viva. Questi, +appreso oramai che roba fosse il loro primo, volevano corrergli +dietro, perchè il brigante fuggiva come un lepre. Alberto li ritenne, +supplicandoli di lasciarlo andar via tranquillo. + +--«Vuolsi far scandalo per assassinar l'onor di una dama,--diss'egli +con voce soffocata. Non l'avete udito? desidera un processo in polizia +correzionale? + +--Il signor Dehal è dunque gravemente ferito? chiese Regina con +inesprimibile ansietà. + +--Sì, signora. Ed io trovomi qui per codesto. + +--Parlate, signore, che volete da me? + +--Innanzi tutto, signora, il silenzio il più assoluto su tutto questo +avvenimento. Sergio deve ignorarlo... + +Il signor di Linsac aprì la porta dell'_atelier_, si fe' avanti ed +obiettò: + +--E perchè dunque debbo io ignorarlo, Marco? + +Marco di Beauvois si avvicinò al suo amico e gli tese la mano senza +aggiunger verbo. + +--Marco, riprese Sergio, mia moglie come la moglie di Cesare, è al +disopra della calunnia. + +E dicendo ciò, prese Regina fra le sue braccia, e senza avvertir forse +ch'egli aveva un resto di sigaretto acceso nella bocca, la baciò. + +Ella gettò un piccolo grido. + +Sergio le aveva bruciato il labbro. + +--Voi venivate qui per qualcosa, Marco--soggiunse Sergio, dopo aver +dimandato scusa a sua moglie di averla scottata. + +--Sì--rispose il giovane--Alberto Dehal è sul punto di morire. Egli +vorrebbe vedere per l'ultima volta colei che gli fu fidanzata, e cui, +duolmi ripeterlo, egli ama ancora.... + +--Io non andrò! gridò Regina con impeto. + +--Tu andrai, cara, rispose Sergio. Se io non fossi ammalato, ti +accompagnerei io stesso in casa Dehal. Ma mio fratello va a venire ed +e' mi rimpiazzerà. Andrete insieme. Noi non siam mica dei _bourgeois_, +perdio! + +Regina gli si avvinse al collo, e disse: + +--Voi siete un nobile e generoso cuore, Sergio. + +Sergio uscì. + +Questa scena l'aveva commosso. Ricoricossi. Suo fratello trovò che +aveva la febbre. + +I due fratelli s'intrattennero per qualche minuto. Regina si assentò +per andare ad indossare uno _sciallo_ e mettere un cappellino per +uscire con Giustino. + +--Allora, a domani, fratello, eh? + +--A domani, sì. Vorrei però che i giornali facessero innanzi tratto un +po' di scandalo sulla scena dell'Opera e del bosco di Meudon. + +--Non stare inquieto per codesto, Giustino--rispose Sergio. Coloro che +àn manipolata la commedia, avran cura di darne partecipazione al +pubblico. Vedo adesso donde il colpo è partito e cui vuolsi ferire. +V'è lì sotto il dottore di Nubo, poichè vi è dell'Augusta Thibault. + +Sergio non s'ingannava. + +Il conte di Nubo raccontò l'avventura al _club_, senza nominare +alcuno, della maniera la più comica, in presenza di un redattore del +_Corsaire_. Questi andò per ragguagli alla caserma dei _Chasseurs_, ed +il dì seguente, nella rubrica degli _échos de Paris_, si potè leggere +l'aneddoto completo con indicazioni ed iniziali. Dicevasi: + +«Una delle più belle giovani donne di Parigi, la _lionne_ dei nostri +saloni aristocratici, R* di L... moglie di uno dei nostri romanzieri +più a la moda ed il più grazioso dei tempi nostri, il signor S* di +L...--il signor principe di L... rappresentante _in partibus_ di una +delle grandi potenze del nord di Europa...--un poetico banchiere +scandinavo, il signor A... D...--l'intendente di una bella vedova, +conosciuta per l'eleganza del suo gusto ed i misteri della sua vita, +madama A... T...» + +Insomma, davansi tali segnalamenti, ch'e' sarebbe stato impossibile di +confondere le persone, e raccontavasi la verità con l'esattezza di un +processo verbale. + +--Tu avevi ragione--disse Giustino l'indomani, presentando il giornale +a suo fratello. Il colpo è dato. + +--Ci servono appuntino. Dammi la fiala. + +Giustino cavò lentamente di tasca un involtino, e sedè senza parlare, +la testa inclinata sul petto, riflettendo. Sergio stese la mano per +ricevere il boccettino. Lo prese, lo nascose sotto l'origliere. + +Che sogni incantati n'aveva egli fatto, che ore celesti n'aveva egli +vissuto su quell'istesso guanciale, faccia a faccia, bocca a bocca con +Regina! + +I due fratelli restarono in silenzio per qualche minuto. + +--La ferita del signor Dehal è dessa mortale?--chiese Sergio. + +--No--rispose Giustino--Non è che perigliosa. + +Seguì un nuovo silenzio. Infine, Giustino si levò bruscamente e partì, +senza soggiungere una sola parola, senza gittar neppure uno sguardo al +fratello. + +--Egli soffre più di me, in questo atroce giudizio--sclamò Sergio. Ma, +non importa, giustizia sarà fatta. + +E gittò il _Corsaire_ sulla brace. + + + + +XV. + +Un capitolo di romanzo. + + +Le emozioni, che dalla vigilia, colpo su colpo, eransi avvalangate su +Regina, l'avevano sconvolta, disfatta. + +Questa giovane non aveva conosciuto fin lì altri fremiti che quelli +del piacere; altre cure, che le cure della _toilette_; altri +turbamenti, che quelli dei desiderii non per anco soddisfatti; altre +sensazioni, in una parola, che le sensazioni diverse che accompagnano +il compimento delle imprese della vita elegante, della vita delle +feste, dell'esistenza dei favoriti della fortuna e della natura. Ora, +questa sultana dei saloni aristocratici subiva, da ventiquattro ore, i +dolori più strazianti, le ferite più spietate cui potevano infliggere +il denigramento, il rimorso, l'insulto, l'ignominia. + +Ella era sottostata al racconto di Marco di Beauvois; al perdono di +suo marito; al disdegno freddo di suo cognato; alla vista commovente +delle sofferenze di Alberto Dehal; a Sergio--il quale l'aveva perfino +richiesta di dettagli sullo stato del suo antico rivale, quasi e' +fosse stato uno straniero! Ella aveva sofferto l'insonnio della notte; +la battaglia del cuore che consigliavale di rivelar tutto a suo +marito; lo stoicismo ateo del dottore di Nubo, il quale aveva riso il +mattino di tutte quelle corbellerie; e l'incontro col principe, cui +ella aveva dovuto vedere quel giorno istesso per informarlo di tutto +ciò che era avvenuto. + +Il principe sapeva tutto di già. + +Regina era abbattuta. Ella bruciava dei fuochi della febbre. I suoi +pensieri s'infrangevano sotto il suo cranio come i cavalloni +corrucciati della tempesta addentano il lido. + +Rientrando, alle cinque, un messaggiero portò una lettera per suo +marito. Ella la prese e gliela recò. + +--Vien dal giornale--disse Sergio scorgendola. Leggila. + +Regina lesse: + +«Non abbiamo seppure una linea di manoscritto per domani. Ce ne +occorre ad ogni costo. La fine, la fine, la fine ad ogni modo.» + +--Ebreo errante, marcia!--gridò Sergio poggiando il capo sul +guanciale. + +--Andiamo, amico mio--ripetè Regina--un po' di coraggio. Vuoi tu che +io scriva sotto la tua dettatura? Puoi tu dettare? + +--Che ne so io? La mia testa se ne va. + +--Prova, amico mio, vediamo, io sono qui. Se non puoi, cesseremo. + +Sergio si sollevò sul suo cubito, passò la mano sulla sua fronte, e +concentrossi, per raccogliere le sue idee. Infine, cominciò a dettare. + +Regina coprì di scrittura pagina su pagina. Era la fine del romanzo: +_Les sixièmes étages de Paris_. + +Regina, l'eroina del romanzo a cui Sergio aveva impartito il nome +tanto amato di sua moglie, era per suicidarsi. + +Sergio dettava: + +«Il veggio era acceso. Le finestre e la porta ermeticamente riturate. +Il povero giaciglio, non più verginale, ma innocente sempre era pronto +a riceverla, come l'altare riceve le vittime delle tragedie antiche. + +«Regina baciò religiosamente una ciocca di capelli di suo padre, il +ritratto di sua madre, che pendeva al suo capezzale, a lato +dell'immagine della madre di Dio. Ella cacciò bene addentro, in una +piega del suo busto, un fiore da lungo tempo appassito, una lettera +che conservava ancora le impronte delle sue lagrime--l'ultima, la +lettera di separamento da Maurizio d'Apremont. Ella lisciò i suoi +capelli, raggiustò la sua veste da domenica, di cui erasi azzimata per +presentarsi innanzi alla morte, linda, bella, con tutte le eleganze +che l'avevano adorna in la vita. Poi si assise alla sua piccola +tavola, da cui cavò un foglietto di carta, e scrisse la lettera +seguente:» + +--Di' carina--chiese Sergio--vuoi tu darmi una tazza di the? + +--Lo vo benissimo--rispose Regina alzandosi dallo scrittoio. Ma l'è +terribile e stupendo. Non mai avesti tu più di vena. Tu sei ispirato, +amico mio. + +--Esaltamento di febbre--replicò Sergio. Al postutto, ch'è dunque +l'ispirazione se non una febbre cerebrale? Ed io ò due febbri: una +alla testa, una al cuore. + +Regina fece un passo verso di lui. Ebbe una tentazione subita di +gittarsi nelle braccia del marito e di dirgli: «Giudicami! ecco le mie +colpe!» Ma ella credè di scorgere negli occhi di Sergio uno sguardo +sinistro, una luce scura che l'arrestò. Volse quindi il dorso in +silenzio e se ne andò lentamente a preparare il the. + +Sergio seguilla degli occhi con ansietà. Si avrebbe potuto leggere sul +suo sembiante il desiderio di richiamarla... Si astenne. Invece, +sporse la mano e preso tutto il manoscritto cui Regina veniva di +terminare. + +Questa ritornò tosto col the. + +Sergio poggiò la tazza sul mobile vicino al suo letto, e, leggendo +sempre la scritta della moglie, o sorbendo a centellini la bevanda +profumata, le disse: + +--Andremo a continuare. + +--Dammi i fogli allora--rispose Regina. + +--Prendi un altro quinterno--replicò Sergio senza levar gli occhi dal +manoscritto. + +--Non v'è che della carta a lettere. + +--Ma! la carta a lettere è pur della carta, perdio!--sclamò Sergio con +impazienza, leggendo sempre.--Scrivi dunque. + +Regina prese un foglietto, e, la penna in aria, aspettò in silenzio +che suo marito dettasse. + +Sergio continuò: + +«L'è troppo tardi, amico mio. Tu m'ài colpita del tuo disprezzo e m'ài +minacciata di abbandono. La calunnia mi à ferita. Io sono sola. Non +posso dunque lottare; non voglio più restare in piedi nella lotta. + +«Se tu mi avessi creduta, io avrei resistito, ed avrei forse provato +al mondo ch'esso ingannavasi. Tu ti sei arrangato dalla parte de' miei +insultatori. Io aveva vagheggiato la felicità con te, e gustata +l'aveva per un dì. Poichè oggi tutto si abbuia, io abbandono il posto, +cedo la parte, e mi ritiro--perdonandovi tutti. + +«Se non lascio nulla dietro a me, neppur dei rimpianti, sii sicuro, +amico mio, che io porto meco qualcosa: la sovvenenza di un amore cui +la bufera à fulminato, ma cui Dio non à cessato un istante di +benedire. Adesso, le apparenze son contro me. Mi lascio dunque +schiacciare da esse... e muoio. + +«È terribile pertanto morire a vent'anni! Ma, mestieri n'è. Addio. Io +non voglio venir manco, intenerirvi... Addio, amico. Che Dio ti +accordi l'oblio, perocchè tu ài di già il perdono della donna che ti +amò tanto e che t'ama sempre.» + + «REGINA.» + +--Regina!--rispose costei, lasciando cader la sua penna. Io scoppio, +amico mio. O' voglia di piangere. L'è ben triste la sorte di questa +povera fanciulla. + +--Restiamone dunque lì per oggi, allora--disse Sergio. Anch'io ò il +cuore gonfio. Sì, fermiamoci. Non è abbastanza per un'appendice; ma +dessi aspetteranno fino a domani. Porgimi codesto foglietto ed +apparecchiami un'altra tazza di the. Non desino. + +Regina dette la lettera ed uscì. I suoi occhi navigavano nelle +lagrime. + +Sergio raccolse tutta la copia di Regina, la piegò e la mise sulla +colonnina a fianco al suo letto. + +La sera, e' si lamentò di un gran mal di capo. + +Regina pranzò sola, ed alle dieci, Sergio la rinviò nella camera di +lei. + +Durante tutta la sera non le aveva volto dieci parole. + +Rientrata in camera, Regina pregò e si coricò. + +Ella non abbracciò neppur Nick, la sua guardia del corpo, che restava +tutta la notte in fazion alla sua porta. Ella pianse pure senza troppo +sapere perchè. Ella pianse di quelle lagrime che talvolta colano, +subite e mute, e che muovon da Dio, vengono per la via del cuore, e ci +sollevano di una tristezza profonda e misteriosa. + +Regina si addormentò alla fine; e due lagrime--due ritardatarie, due +_trainardes_--limpide, lente, spuntarono agli angoli degli occhi, +solcarono tranquillamente le guance e bagnarono i guanciali. Erano di +quelle perle, per le quali il dio dei cristiani avrebbe perdonato ben +altre colpe che quelle di Regina! + +A mezzanotte, ella dormiva del sonno placido ed eguale dei bambini. + + +Altra cosa occorreva nel tempo stesso nella camera di Sergio di +Linsac. + + + + +XVI. + +Una visita notturna. + + +Sergio era restato nel suo letto, immerso in una meditazione profonda, +che si traduceva sul suo sembiante, seguendo fasi diverse: ora, con un +rapido rossore; ora, con crispazioni delle labbra e dei muscoli del +viso; ora, con la fissità della pupilla che gli dava la maschera del +catalettico. E' sollevavasi di balzo su i suoi origlieri, si avvolgeva +sotto le coltri, come per sottrarsi alla presenza ed alla pressione di +un fantasima. Poi ridiveniva freddo, come se ghiaccio fuso e non più +sangue riempisse le sue vene. + +In questo parossismo di quietitudine e' si levò, all'una del mattino. +Bassò il lucignolo della lampada, ed, i piedi nudi, imbacuccato nella +sua veste da camera, traversò il suo gabinetto e recossi all'altra +estremità dell'appartamento, fino alla camera da letto di Regina. +Quivi fermossi ed ascoltò. + +Egli udì il rumore cadenzato cui faceva Nick, rimovendo la coda sul +tappeto, ed il _diapason_ eguale, lento, leggiero della respirazione +di Regina. + +Ella dormiva placidamente, profondamente! + +Sergio restò qualche minuto ad udire quella musica santa del sonno +dell'innocenza, poi ritornò nella sua camera. + +Vi era ancora della bracia nel focolare. + +Sergio prese il manoscritto, cui aveva dettato a Regina; ne tolse la +lettera che questa aveva scritto a nome della Regina del romanzo, e +cacciò il resto sotto i carboni ardenti. Ratto, la fiamma vi sorse e +l'ultima scena dei _Sixièmes étages de Paris_ disparve. + +Sergio assistè perfino alla trasformazione, alla scomparsa delle +ceneri nere della carta, cui respinse sotto la brace. Prese in seguito +la lettera, e cavò di sotto il guanciale la piccola fiala, cui suo +fratello gli aveva portato il mattino. + + +La camera di Regina era rischiarata da una _veilleuse_ posta sul +mobile vicino al capezzale. Il fondo di essa era immerso nell'ombra. +Ma la fioca luce, che sprigionavasi di sotto ad un _abat-jour_ di +alabastro, cadeva in pieno sul sembiante della giovane. + +Regina dormiva supino, la faccia volta al cielo. + +I suoi lineamenti erano calmi. Le sue palpebre erano socchiuse, di +guisa che scorgevasi, tra le due ciglia, come un orlo degli +occhi--banda di perla incastonando una linea di nero smalto. Le sue +labbra erano semi aperte, e le ai vedeva sempre sul labbro superiore +la scottatura ancor viva--cui Sergio vi aveva impressa--come una +foglia di rosa pizzicata da un bruco. + +Ella era bella. + +Ella avrebbe data la vertigine a tutt'altro uomo, che ad un marito +oltraggiato e dominato dal demone della vendetta. Le mani di lei +pendevano fuori dei lembi del letto, ed il suo _peignoir_, sbottonato +sul seno, offriva allo sguardo delle delizie che avrebbero messo la +disperazione nel cuore di un artista.--Imperciocchè alcuno non +idealizza come dama natura, quando la si da questo compito! + +Sergio, egli stesso, restò tocco, abbarbagliato. Un brivido terribile +gli corse lungo la spina. Ebbe la tentazione di gettarsi su quella +divina creatura, svegliarla di un bacio, e sottrarsi all'incubo che lo +possedeva. + +Egli sentì che l'inebbriamento guadagnavalo. Fece un passo per +retrocedere ed urtò in Nick, dietro ai suoi talloni. + +L'aspetto di quest'essere vivente, altro che la fata la quale lo +ammaliava e lo attirava, operò in lui una reazione rapida. Il mondo +reale lo riacciuffò. Egli mise allora la lettera, cui Regina aveva +scritta sotto la sua dettatura e firmata, sul piccolo _secretaire_ ove +ella scriveva, e tornò innanzi al letto. + +Egli era ancora a dimandarsi se assassinava o se eseguiva una +sentenza! + +Se Regina avesse aperto gli occhi, ella era salva. Se avesse potuto +dire una parola, il boia sarebbe forse ridivenuto l'innamorato... +Regina dormiva. La morte apparente rizzavasi tra suo marito e lei ed +intercettava le correnti fra i due cuori. + +Sergio cavò allora freddamente l'albarello del suo viluppo; sbirciò a +traverso la luce il colore del liquido che vi si conteneva; lo sturò; +e lasciò distillare una gocciola di quell'essenza d'inferno sulla +piccola piaga che le aveva fatta col suo sigaretto. + +La flittene erasi rotta e l'escara non ancora formata. La piaga era +dunque viva. + +Seguì un minuto secondo, che fu un'eternità. + +E' lasciò cadere una seconda stilla. + +Fu dessa una sensazione? fu una rivolta dell'istinto? Regina aprì gli +occhi. + +L'aspetto di Sergio doveva essere talmente scomposto e livido, che +dessa, per intuizione fulminea, comprese tutto. + +--Innocente ancora!--gridò ella tendendo le braccia al marito. + +Era già troppo tardi di un secondo. + +Regina ricadde sulle piume, la testa rovesciata fuori del letto... + +Era morta. + +Sergio gettò via per terra la fiala e fuggì. + +Trovò alla porta Nick, che gli ringhiò orribilmente, e sordamente +gemè. + +Chiuse l'uscio ed andò a rificcarsi sotto le coperte. + +Avrebbe voluto che quel giaciglio fosse l'abisso! Se non fosse +piombato in deliquio, e' si sarebbe per fermo ucciso. + + +L'indomani, furono i gridi di Lisa ed i gemiti di Nick che lo tirarono +di letargia. + +Comprendendo allora tutta la portata dell'opera sua, ei si sarebbe +infallibilmente denunziato, se suo fratello non si fosse trovato +opportuno al suo capezzale per sorvegliarlo, per salvarlo. + +Sergio corse alla camera di Regina, l'infraperse.... e fuggì. + + +Il dottore di Nubo, istruito dell'avvenimento, arrivò quindi a poco. +Egli entrò nella camera dove era il cadavere, innanzi al commissario +di polizia. + +Il commissario leggeva la lettera di Regina. + +Il dottore indovinò tutto, di un sol tratto, di un solo sguardo, ed +uscì. + +Egli entrò nell'appartamento di Sergio e rimase impiedi avanti ai due +fratelli, ed in silenzio. + +--Ella non era l'amante del principe di Lavandall--diss'egli infine, +di una voce fioca e lenta. Ella non era che un agente diplomatico +dell'ambasciata. + +--Come?--gridò Sergio. + +--Signor Sergio di Linsac--continuò il dottore--ecco due volte già che +vi gettate a traverso della mia via. Guai a voi, se v'incontro una +terza volta. + +Il dottore uscì. + +Sergio svenne. + + +La sera, i giornali di Parigi annunziavano, nei Fatti diversi: + +«Una sventura orribile à colpito uno degli uomini i più distinti della +stampa parigina. La signora contessa Sergio di Linsac si è suicidata +col _curare_, in seguito all'infame calunnia sparsa sul conto di lei. + +«Suo marito è pazzo di dolore.» + +Il principe di Lavandall partì in congedo per un viaggio in Italia. + +Ora, che era desso il principe di Lavandall? + +Uditelo. + + +FINE DELL'EPISODIO PRIMO. + + + + + +MAUD + +EPISODIO SECONDO. + + + + +I. + +The foundling hospital. + + +A capo di Lamb's-Conduit street, a Londra, sorge un grande edificio +che occupa un considerevole posto nella strada. + +À una spaziosa corte esterna, un gran giardino di dietro, Macklembourg +Square all'est e Brunswik Square all'ovest. + +Quest'edifizio occupa tre lati di un quadrato. La facciata è costrutta +in pietre, le due ali in mattoni. Le finestre di mezzo sono ornate di +vetri opachi; quelle dei lati di piccoli cristalli, sopra telari +dipinti a rosso. + +È il _foundling hospital_--l'ospizio dei trovatelli. + +Il pubblico è ammesso a visitarlo ogni domenica, mediante una +retribuzione di sei _pence_ (dodici soldi), che si lascia in un +vassoio tenuto da uno degli amministratori dello stabilimento, alla +porta della cappella. Gli altri giorni l'ingresso è interdetto. + +Vi si va la domenica per udirvi suonar l'organo, il quale non à altro +merito che quello di essere stato regalato da Haendel. Vi si va per +ammirare il ritratto del capitano Thomas Coram--il fondatore +dell'ospizio--magnifico dipinto di Hogarth, e qualche altro quadro più +o meno bello di Ramsay, di Shackleton, di Hudson e di Joshua Reynold. +Vi si va per udir cantare e veder mangiare i figli del luogo; +osservare come sono coricati e con quanta nettezza tenuti. + +Ed invero, non poche tenere madri augurano ai loro propri figliuoli la +sorte di quelli abbandonati--mentre tanti fra costoro invidiano la +felicità dei fanciulli che ànno una madre! + + +Una bella mattina di giugno, raggiante di un sole caldo e limpido--cui +i detrattori della mia cara Londra le negano anche nell'estate--una +carrozza sboccò dal lato di Mecklembourg Square e si fermò innanzi +all'inferriata dell'ospizio. + +La carrozza era stemmata, tirata da quattro cavalli grigi pomellati, +condotta da un cocchiere che pesava due tonnellate, a parrucca +incipriata, forte in colore, raso il mattino, vestito di una livrea +amaranto a lacci neri. Tre lacchè, similmente vestiti, recando +ciascuno nelle sue mani un lungo bastone a pomo di oro, tenevansi in +sul pedile di dietro. + +Discesero, ed un di costoro si avvicinò allo sportello per pigliare +gli ordini del padrone. + +Questi disse un motto, ed il valletto andò a suonare al cancello, +dimandando al portinaio se mistress Grown fosse in casa. + +Alla risposta affermativa del funzionario (che in Italia sarebbe stato +cavaliere, se pur no commendatore) il lacchè gli significò di aprire e +di lasciar entrare la vettura nella corte. + +In generale, gli inglesi ànno un certo rispetto per tutte le persone +che girano in cocchio. Ma questo rispetto si eleva ad ammirazione, se +il veicolo à aggiogato quattro cavalli, e ad adorazione se le quattro +dette rispettabili bestie sono accompagnate da tre o quattro fanti +affusolati di parrucche infarinate, di tricorni, e pastorale a borchie +lucenti. + +Laonde, il portinaio, che aveva contemplato tutto codesto, non oppose +la minima difficoltà agli ordini del lacchè del visitatore, e la +carrozza entrò trionfalmente. + +Allora, il personaggio che l'occupava cavò dal taccuino una lettera e +la rimise al valletto. + +--Fate dimandare a mistress Grown--diss'egli--se la può ricevermi. + +Il valletto penetrò nello stabilimento. + +Il personaggio rimase nel cocchio. + +A capo di qualche minuto, il valletto tornò ed annunziò al padrone che +mistress Grown aveva l'onore di aspettarlo. + +Infatti, leggendo la lettera, la buona dama non solo consentì a +ricevere immediatamente lo straniero, ma, raggiustata di un giro di +mano la sua _toilette_--che non era proprio disacconcia--uscì dal suo +appartamento e venne all'incontro del visitatore--non senza di essersi +previamente e ripetutamente mirata nello specchio. + +Ahimè! ciò giovava poco alla povera donna! Imperciocchè, per essersi +contemplata per cinquant'anni in tutti gli specchi possibili, perfin +gli specchi ustoridi del Politecnico! la non aveva accorciati di una +linea i suoi lunghi denti, nè fatto impallidir di un zinzino il rosso +ardente delle sue guance, nè offuscato di un'impercettibile nuance il +tuono carota dei suoi capelli. + +Del resto, se queste piccole contrarietà fisiche l'avevano messa +talvolta in collera contro la natura--sopratutto quando una velleità +di matrimonio le aveva solcato la mente--giammai quella collera non si +era volta contro altrui, nè si era fatta risentire neppur di rimando. + +Mistress Grown era di un'inesauribile bontà, e di una calma +supremamente britannica. + +Statemi dunque a far delle glosse contro i capelli carota! + +--Chi può essere codesto straniero «di grande distinzione» cui la +duchessa di Shetland mi raccomanda di accompagnare io stessa nella sua +visita allo stabilimento, senza manco indicarmene il nome?--si +domandava la buona mistress Grown, uscendo dal suo _drawing room_. + +Ella ne era ancora a chiedersi codesto, quando il personaggio +annunziato comparve. + +Mistress Grown era la direttrice della parte orientale dell'edifizio, +destinata alle fanciulle. + +Bisogna credere che la si aspettasse ad altro, perchè una tal quale +sorpresa si dipinse sul suo viso all'aspetto di colui che si avanzava +verso di lei. + +D'ordinario, i visitatori serii che picchiano alla porta di questi +ospizi sono dei pubblicisti--i quali si occupano di scienze sociali--o +di uomini di una certa età e mica ricchi. + +Il visitatore, questa volta, si presentava con grande spanto; portava +lettera di una delle più grandi dame della corte, parente della +regina, ed in un giorno in cui il pubblico non era ammesso. + +Gli era poi costui un giovane di venticinque a ventisei anni. E il suo +vestire semplice, il suo portamento modesto non indicavano, di modo +alcuno, ch'egli potesse avere il petto coperto di decorazioni, e che +il giorno innanzi egli avesse aggiunto l'ordine della Giarrettiera a +quello del Toson d'oro, alla Legione di onore, alla placca in diamanti +di S. Andrea. + +Il suo andare era lento ed un po' stracco. Trascinava il passo come la +gente distratta, la quale si cura poco della terra cui calpesta e del +mondo che la circonda. Era molto pallido. Ma s'indovinava di +un'occhiata, che quella pallidezza, pur non essendo affatto naturale, +non era una pallidezza completamente malaticcia, nè sopra tutto quel +pallore sinistro che denunzia il vizio od il rimorso. + +I suoi capelli bruni, un cotal poco laschi sulla fronte, inquadravano +un viso leggiermente allungato e si armonizzavano con i tratti +avvenentissimi della sua fisionomia. + +Portava tutta la barba, d'un colore alquanto men scuro dei capelli. + +Uno sguardo opaco e chiuso in di dentro spiccava d'ordinario dai suoi +occhi di smeraldo. Per momenti però, quello sguardo si allumava, come +le lanterne cieche che si animano di botto quando le si dirigono verso +l'oggetto cui si vuole rischiarare. Per ciò, appunto, il suo sembiante +dal color scialbo ed inespressivo di già, si velava inoltre di uno +strato di ghiaccio. Quell'uomo diventava allora un mistero. Tanto più +che la sua bocca si componeva di raro al sorriso, quantunque facesse +mostra di denti magnifici, fra due labbra pallide nascoste sotto +lunghi batti. + +Quell'aspetto sofferente non si spiegava. Imperciocchè, non magrezza, +non linee curve, non contrazioni violente di muscoli, non rughe, nulla +insomma, l'abbiam detto, che dinotasse il disordine dell'esistenza di +certi chiostri, un guasto permanente nella salute. Nulla che indicasse +la causa, a quell'età, di quel tono freddo, di quell'aria molle, di +quello spossamento di fluido che, dal primo incontro, teneva a +distanza coloro che l'avvicinavano. + +Non svegliava alcuna simpatia. Ma eccitava una specie di sorpresa +curiosa, e forse un po' di paura--sopratutto quando la sua faccia si +oscurava ed e' rientrava in sè o si stecchiva sotto il sentimento +della collera. + +Era poi alto, smilzo, ben proporzionato, dall'insieme elegante e senza +affettamento, avvegnachè portasse, camminando, la testa un po' +inclinata sul petto e la mano dritta sul cuore. + +Le sue maniere erano distintissime, ma poco calorose. Non un gesto, +parlando, per rilevare l'espressione di una voce, d'ordinario sorda ed +incolore. Non era parlatore. Al contrario, il suo verbo era corto, +quando alcuna passione nol dominava. Sotto l'impulsione di un affetto +qualunque, però, egli diventava eloquente, poeta, ed aveva un accento +sarcastico ed amaro. + +Questo personaggio si avanzò verso mistress Grown e la salutò del +capo, con rispetto, senza dire motto. + +--Milord--esclamò mistress Grown restituendogli il saluto--la lettera +di Sua Grazia la duchessa di Shetland, cui vostra signoria mi à fatto +l'onore recapitarmi, mi apprende che la S. V. desidera di visitare +l'ospizio. Sono agli ordini vostri, milord. + +Lo straniero s'inclinò leggiermente. + +--Di dove V. S. vuoi cominciare?--dimandò mistress Grown--dai +garzoncelli o dalle figliuole? + +--Dalle figliuole, madama--rispose il visitatore, in inglese, come +mistress Grown gli aveva favellato. + +--In questo caso, milord, vogliate darvi la pena di accompagnarmi. + +Lo straniero le offerse il braccio, e cominciarono la visita dello +stabilimento. + +Mistress Grown, pur volendo mostrarsi graziosa verso colui cui le +avevano raccomandato, bruciava di voglia di conoscere lo scopo di +quella visita. Come non era guari a presumere che quel giovane signore +avesse dimandato una lettera ad una dama della corte, per andare +personalmente, in treno di gala, a scegliere una cameriera in un +ospizio, la sua curiosità doveva avere un altro interesse. + +--Non è nemmanco possibile--ruminava nel suo capo mistress Grown--che +egli venga a visitare i quadri della sala del comitato. La _Marcia di +Finchley_ di Hogarth, il cartone di Raffaello, l'_Angelo_ ed _Ismaele_ +di Highmore, il _Cristo_ di Willis, il _Moise_ di Hayman, belli che +siano, non richiedono un così alto intervento per essere ammirati. +Verrebb'egli dunque per conoscere la storia del capitano Thomas Coram, +e come quel bravo uomo fondò l'ospizio? Vien'egli per apprendere i +nostri regolamenti e paragonarli a quelli del continente; per +osservare come lo stabilimento è tenuto ed amministrato; per ottenere +la statistica dei trovatelli raccolti? Non ne so nulla. Come dunque +posso soddisfare ai suoi desideri se non l'indovino? + +Malgrado si mettesse queste questioni, mistress Grown non osava nulla +chiedere allo straniero. Si proponeva mostrargli tutto, tutto dirgli. +Lo condusse dunque nella vasta sala ove le ragazze entravano in quel +momento per pranzare. + +Erano circa centocinquanta. + +La sala, lindissima, era rischiarata da parecchi finestroni aperti, +sporgenti sul giardino, da cui penetravano, nel tempo stesso, il sole +a grandi ondate, la brezza, il cinguettare degli uccelli che +folleggiavano negli olmi, ed il profumo dei fiori delle aiuole, misto +all'odore delle vivande. + +Delle tavole, senza mensale, coperte di tela verniciata, correvano da +un capo all'altro della sala. + +Ogni figliuoletta occupava il suo posto numerato. + +La veste in cotonata bruna non le sformava troppo. L'azzardo le aveva +abbellite di teste bionde, di occhi limpidi, di labbra rosee che +sembravano sospirare i baci di una madre--e la minestra. + +Quando ognuna fu al suo posto, un momento di silenzio seguì. Poi, dal +centro delle tavole, una modesta ragazza di diciassette a +diciott'anni, la più attempata della compagnia, intonò il _benedicite_ +di una voce dolce ed un poco commossa. + +Aveva questa terminato appena la preghiera, che un'altra giovinetta +cominciò a dispensare con rapidità ed appropriatamente le porzioni di +carne e legumi, ammonticchiate nel piatto a lei dinanzi. + +La direttrice ed il visitatore percorrevano il refettorio silenziosi e +lenti. + +Si sarebbe potuto leggere sul sembiante di mistress Grown la +soddisfazione, con la quale constatava la ciera di salute che +mostravano quelle fanciulle, ed il buon appetito con cui esse +divoravano la loro pietanza. Mistress Grown dimandò perfino a qualcuna +d'elleno se era soddisfatta. + +Il viso dello straniero, all'incontro, restava impassibile. Guardava +pertanto attentamente, e rallentava talvolta il passo onde meglio +osservare. Gli capitò perfino di fermarsi due o tre volte innanzi alle +più adulte di quelle figliuole. Ed allora, se gli si fossero messi gli +occhi negli occhi, vi si avrebbe potuto trovar forse quella vita e +quell'acuità che mancava loro di abitudine. + +Fece due volte il giro della sala, senza disserrare le labbra. + +Uscendo del refettorio, mistress Grown, che si sentiva imbarazzata di +quel silenzio; che si trovava appesa al braccio di quell'uomo come a +quello di una statua di bronzo; che era curiosa di più in più, bisogna +dirlo, e che avrebbe voluto trovare nella bocca di lui l'espressione +dei suoi sentimenti, gli dimandò timidamente: + +--Ebbene, milord, la S. V. pensa dessa che noi compiamo il nostro +dovere verso quelle sgraziate creature? + +--Lo penso, madama--rispose lo straniero di un tono secco. + +--Ed ora, milord, vostra Grazia vuole ella visitare i dormitori delle +fanciulle? + +--No, madama--rispose lo straniero. Piuttosto il giardino. + +--Dopo l'appartamento della segreteria, non è vero, milord? + +--Prima, madama, se il permettete. + +Uscirono nel giardino. + + +Lo straniero camminava adesso un poco più sollecito, dirigendosi verso +un viale ombrato da folti platani, al coperto dal sole che cadeva a +piombo sui praticelli. Delle grandi magnolie, in vasi, riempivano +l'aria di olezzo. Le aiuole spiegavano i loro addobbi di girani, di +viole, di flussie, mentre le ravanelle; gli anthemi, le cobee, le +volubili si arrampicavano su per i tralicci verdi del muro e li +tappezzavano di fiori di oro, di zaffiro e di argento. + +La caldura e la luce sembravano risvegliare in quel giovane signore +una certa animazione; perocchè, forzando il grave suo silenzio, +chiese: + +--Madama, che fate voi apprendere alle figliuole di questo ospizio? + +--Mica molto, milord--rispose mistress Grown un poco imbarazzata. +Imparano a leggere, a scrivere, a cucire--in breve, ciò che può +occorrere ad una povera famiglia. + +--Quale sorte le attende uscendo di qui? + +--Le più fortunate divengono cameriere. In generale, si fanno serve od +operaie. + +Lo straniero si tacque. + +--La loro sorte non è poi brillante, milord--continuò mistress Grown. +Ma noi ci studiamo, innanzi tutto, d'impedire che esse cadano nel +male. + +--Sono figlie tutte del popolo?--dimandò lo straniero. + +--Lo più sovente, milord. Però, capita talvolta altresì che delle +persone di una condizione più elevata vengano a nasconder qui il +frutto della loro vergogna o il malore della loro leggiera condotta. +Non si dà giammai spiega alcuna. Ond'è che la povera fanciulla, cui si +destina ad una cucina o ad una manifattura, potrebbe bene avere una +madre che va a corte ed un padre che siede in Parlamento. + +--Non avviene mai che una madre riprenda la sua prole? + +--Una sopra dieci mila. Quando una donna à fatto rinculare il +sentimento della maternità innanzi a quello della vergogna, è ben raro +che la abbia un ritorno e si corregga. Quasi sempre, la natura à +perduto la sua partita contro la società. + +Lo straniero si tacque di nuovo. Ma mistress Grown, che si accorgeva +con soddisfazione il ghiaccio cominciare a fondere, e se ne attribuiva +modestamente il merito, dimandò: + +--Milord, desidera egli la statistica dei resultati morali e materiali +del nostro ospizio--che è lo più considerevole di Londra? + +--Grazie, signora--rispose lo straniero. Vogliate dirmi piuttosto il +nome di quella giovinetta che à recitato il _Gratia_ a desinare. + +Mistress Grown guardò fra i due occhi il suo interlocutore, per provar +di rendersi conto del senso intimo dell'interrogazione. Poi, dopo un +istante di silenzio, rispose secco, secco: + +--Maud, milord. + +--Potreste farla venir qui e parlarle, madama? + +--E che dovrei io dirle, milord, se me lo permettete?--obbiettò +mistress Grown, di meglio in meglio stupita. + +--Tutto ciò che vorrete, madama--riprese lo straniero;--basta ch'ella +parli. + +--Ah! sclamò la direttrice, osando guardare di nuovo. Vorreste +interpellarla voi stesso, milord? + +--Al contrario--rispose questi con vivacità. Io mi ritiro dietro +quell'arcata di liane. Io non voglio che udirla. + +Mistress Grown salutò profondamente, come qualcuno che si rassegna a +cosa che gli spiace, ed uscì per andare in cerca della figliuola. + +Due minuti dopo, la conduceva Maud della mano. + +Lo straniero si nascose infatti dietro il pergolato. + +Egli si sforzava di comprimere nel suo seno una specie d'inquietudine, +che si tradiva fuori per un rianimamento inusitato delle guance ed una +respirazione più calda e più celere. Le sue pupille, or ora sì opache, +scintillavano adesso. + +Egli avviluppò del suo sguardo la giovinetta, cui mistress Grown +conduceva. + +Se questa degna persona avesse potuto osservarlo, ella sarebbe restata +sorpresa di trovare tanta vita in un sembiante cui aveva visto un +momento fa sì placido e freddo, ed una espressione sì strana su dei +lineamenti che un istante innanzi sembravano estinti. + + +Mistress Grown guidò la ragazza vicino ad un pergolato di clematite, +come in passeggiando, parlandole con dolcezza, sorridendole con bontà. +Ella non aveva coscienza di ciò che faceva. Ma pensava che il +personaggio, il qual le era stato raccomandato di sì alto, e che +pareva sì colmo di dignità e di distinzione, non poteva pigliarla a +complice di una cattiva azione. Si prestava quindi adesso con non +troppa repugnanza ai desiderii dello straniero. Poi una luce le +traversò per la mente: + +--Vorrebb'egli riparare un torto?--si dimandò ella interiormente. È +troppo giovane, pertanto! Lo si sarebbe incaricato... Di che? + +Maud la seguiva, niente affatto sorpresa dell'immenso favore di +famigliarità cui la direttrice le mostrava. Sembrava così rassegnata, +che la si sarebbe creduta indifferente. Non sperava ella adunque più +nulla su questa terra, dove si spera sempre? Ovvero aveva dessa una +confidenza più illimitata che altrui nell'avvenire? + +Chi lo sa? + +Una serenità completa regnava sul suo sembiante. + +I suoi occhi non esprimevano alcun desìo--se tuttavia non n'era uno +quel lungo sguardo di cui seguire una rondine, sì alto nel cielo, che +la si sarebbe detta perduta nello spazio. + +--Così che dunque, figliuola mia--diceva mistress Grown, continuando +la conversazione--voi non avete alcuna preferenza per un mestiere anzi +che per un altro? + +--Dio mio, madama--rispose Maud--io so che debbo il mio tempo ed il +mio lavoro a colui che mi dà del pane. Ch'egli ne usi allora come +vorrà. + +--Pertanto vi sono lavori più o meno duri, più o meno +servili--soggiunse la direttrice. Noi abbiamo attitudini diverse, +vocazioni... Ne avete voi una, figliuola mia? + +--A che pro averne una, madama, se io non sono al caso di scegliere? +Quando non si à neppure ciò che conforta i più piccoli uccelli del +cielo, i più piccoli insetti dei campi: una madre! sarebbe mai lecito +avere altri desiderii, madama? + +--Chi sa, piccina mia--sclamò mistress Grown, volgendo gli occhi verso +il traliccio di liane. Non sareste voi la prima creatura abbandonata +che avrebbe trovato di un tratto una famiglia e l'opulenza. + +--Sì madama--replicò Maud--ma Dio è troppo in alto per guardar sovente +a di sì piccoli atomi e seminare miracoli. O' letto nella Bibbia... + +--Come, figlia mia--l'interruppe la direttrice con +tristezza--disperereste voi dunque della bontà di Dio? + +--No, madama. Ma ò paura di averlo stancato a forza di domandargli +sera e mattino... + +--Dei sogni? + +--Non ancora, madama: un miracolo! + +--Ed avete avuto torto, figliuola mia. La cagion prima dei nostri mali +sulla terra è la non-rassegnazione. + +--Gli è vero, madama. O' avuto torto. Un giorno però voi mi diceste +che, quando si depositò la mia culla alla porta di questa casa, si +depositò pure una somma di 500 ghinee--un dono per lo stabilimento. + +--Sì. E poi? + +--Un altro giorno, madama, mi ricercarono per occuparmi in una casa di +confezione come cucitrice. Io voleva andarvi. Voi mi diceste allora, +madama, che si era imposto allo stabilimento, depositandomivi, di non +disporre di me prima che io non mi avessi compiuto i sedici anni. + +--Ebbene, che volete voi conchiudere di codesto? + +--Dio mio! l'è chiaro, pertanto. Se vi impedivano di disporre di me, +si voleva dunque reclamarmi prima di quell'età. + +--Ah! + +--Io ò terminato i miei diciassette anni, madama--soggiunse Maud con +abbandono--ed alcuno non è venuto. + +--Voi disperate, allora? + +--Talvolta, madama. Perchè, ecco lì due anni, che non è scorsa un'ora +della mia giornata, una sola delle mie notti, in cui io non mi abbia +delirato di quell'assente. È dessa morta? mi dico. Ebbene, che mi si +indichi la sua fossa, perchè io mi vada talvolta a piangervi e +portarvi dei fiori. È dessa povera? io so lavorare; lavorerò per lei. +È dessa colpevole? io le perdono--di gran cuore le perdono. Arrossisce +di me? ebbene, che me la si mostri soltanto, ed io andrò alla sua +porta a vederla passare e benedirla di tutte le forze dell'anima mia. +Mi à dessa obliata? ma che la mi oblii. Io non le dimando nulla: non +voglio che vederla una volta sola, una volta, per dare una forma al +mio sogno implacabile, un obietto al mio amore assetato; per sapere +ove volgere il mio sguardo nell'orizzonte, su quale testa invocare la +benedizione di Dio, quale angelo adorare nella mia preghiera. Ò io +torto, madama, di disperare talvolta, di aspettar sempre, malgrado +ciò? + +Mistress Grown si tacque un istante, non sapendo che rispondere. + +Poi sclamò: + +--Figliuola mia, è la volontà di Dio: bisogna obbedire. + +--Per fermo, madama--replicò Maud sospirando. Nè è Dio che io mi +accusi. Però, come avviene che Iddio--il quale alimenta così +amorosamente gli uccelli del cielo; che dà ai fiori ammanto sì bello +ed alito così profumato; che riveste gli alberi di fresche foglie per +garantirli contro gli ardori del sole; e che tira delle farfalle da +immondi bruchi... come avviene, mi domando io, che egli non abbia il +male se non per le povere creature dell'uomo, come noi, e che ci orbi +di ciò cui dà ai più miseri esseri della creazione: una madre? + +La logica del sentimento è senza pietà. E la finisce per far di Dio un +mostro, a forza di attribuirgli le più piccole vicissitudini della +vita. + +Se si fosse detto a Maud che non era Dio, ma una società rachitica che +le rubava lo sguardo benedetto di sua madre, il suo dolore sarebbe +forse divenuto ateo, trovando che vi era qualcosa al disopra di Dio, +più potente di Dio: se stesso ed il mondo! + +Il giovane forestiero, che restava senza fiatare dietro la spalliera +di liane, gli occhi inchiodati sulla fanciulla, le orecchie tese, si +fece avanti di un tratto. + +A quell'apparizione inaspettata, Maud si turbò. Divenne di bracia, +bassò lo sguardo, si ritirò di un passo indietro. + +Lo straniero s'avanzò di un'aria grave verso le due donne e le salutò. +Poi, dirigendosi a mistress Grown, le chiese: + +--Madama, sarebb'egli permesso di cavare questa giovinetta da +quest'ospizio? + +Mistress Grown alzò gli occhi su di lui con un certo piglio di +osservazione, poi rispose lentamente e con gravità: + +--Lo si può, milord, conformandosi a certe regole stabilite dai +fondatori. + +--Quali, madama? + +--Da prima, milord, è mestieri conoscere il nome della persona che +piglia a sua carico l'esistenza del trovatello cui le si affida, ed in +seguito che vuole ella farne. + +--In questo caso, madama--riprese con solennità il forestiero--io vi +dimando questa fanciulla. Io sono il principe Pietro di Lavandall, +cugino della duchessa di Shetland. + +La direttrice e Maud levarono gli occhi attoniti sul principe. + +--Come, Vostra Grazia...?--prese a balbuziare mistress Grown +imbarazzatissima, dopo alcuni minuti di silenzio... Ma... scusi, +milord... non m'inganno io forse? Vostra Grazia dimanda... + +--Io vi dimando, madama, questa giovinetta--rispose il principe +vivamente agitato. + +--Mille grazie per lei, milord--riprese la direttrice. Perocchè gli è, +senza dubbio, per farne una cameriera della signora principessa di +Lavandall... + +--Punto, madama. + +--Ma allora, milord--soggiunse mistress Grown, rivenendo un po' della +sua sorpresa...--che vorreste voi fare di questa povera orfana? + +--Mia moglie, madama. Voglio farne la principessa Pietro di Lavandall. + +E ciò dicendo, salutò le due donne e si allontanò di un passo rapido. + +--A casa, e ventre a terra--gridò il principe ai suoi lacchè, salendo +in vettura. + +Sentiva che la sua emozione era per sopraffarlo. + + + + +II. + +Il giorno delle nozze. + + +Il generale principe Paolo di Lavandall era venuto a Parigi nel 1815 +con gli eserciti confederati stranieri. + +Alla corte di Luigi XVIII, egli aveva conosciuto Paolina, figlia +maggiore del duca di Saint-Cassan, amica intima della famosa nipote +del principe Talleyrand. + +Paolina non era così bella che la duchessa di Dino, ma era altrettanto +ardita ed intraprendente. Si susurrava chiotto chiotto nei saloni che +ella arrivava dove altre, infinitamente più belle di lei, non +avrebbero osato collocare neppure una speranza, e che, aggiungendo la +vivacità caustica del suo spirito e la distinzione delle sue maniere +ad una solida istruzione, spigolata nell'esilio, ella avrebbe potuto +pretendere a passare per letterata--se non avesse preferito di essere +una civetta. + +Il principe di Lavandall s'invaghì di lei e la sposò. + +E si fece correre il rumore che l'imperatore Alessandro--il quale +l'aveva veduta a Vienna, in casa del principe di Talleyrand--lo avesse +spinto alle nozze. + +Di questa unione, dopo un anno o due, nacquero due gemelli: Pietro ed +Alessandro di Lavandall. + +Pietro, venendo al mondo il primo, godè del rango di primogenito, e, +poco dopo, del titolo e dei diritti della sua nascita, alla morte del +padre. + +Quantunque gemelli, i due bambini si rassomigliavano poco. + +Al fisico, la dissomiglianza consisteva unicamente nella gradazione +del colore dei capelli--cui Pietro aveva scuri e Alessandro di un +biondo dorato--e forse anche nel colorito--cui il primogenito aveva +pallido ed il cadetto molto animato. Ma al morale, questa +dissomiglianza era più profonda. + +Pietro era un sognatore. Egli amava la solitudine; aveva un carattere +fermo; un coraggio freddo; una grande tenacità di volontà. E' si +mostrava poco aperto. Più esatto al compito cui si assegnava egli +stesso che a quello cui gli si avrebbe voluto imporre. Poi, calmo fino +alla mollezza. + +Alessandro, all'incontro, era rumoroso, metti-brighe, pigro. Sempre +dietro a gonne di pettegole, con le mani nelle cameriere. Sempre a +bisdosso di un cavallo, od un fucile alla mano. Abborriva i libri. +Amava la danza; folleggiava per i piaceri; dava volentieri degli +scappellotti; e quando non lo si trovava nei boschi a snidare gli +orsacchi, i lupi, i nidi di aquila, si era certi trovarlo nella sala +d'armi. + +Questa differenza di gusti e di costumi non impediva che i due +fratelli si amassero teneramente. Però per cagione appunto di questa +differenza, per spirito di antitesi, il padre--il quale aveva +identicamente il carattere del suo cadetto--preferiva il primogenito, +e la madre--la quale, una volta maritata ed allontanata dalla corte, +era divenuta una donna seria ed ambiziosa--ammattiva pel figlio +cadetto. + +Al suo ritorno da Parigi, il principe Paolo aveva concepito qualche +sospetto sulle inclinazioni dello tzar Alessandro per sua moglie. +Erasi quindi dimesso dal servizio militare e si era ritirato nelle sue +terre. Fu mestieri, per conseguenza, che sua moglie ve lo seguisse e +vi restasse tanto ch'ei visse. + +Dopo la morte di lui, però, la principessa--che aveva subito la +solitudine come una punizione--prese tosto la risoluzione di recarsi a +corte, ove la nuova Tzarina, dopo la morte di Alessandro, le aveva +mantenuto il grado di dama d'onore, ed aveva fatto ammettere suo +figlio Alessandro come paggio dell'imperatore Nicola. + +La principessa Paolina voleva condurre con lei anche il figliuolo +primogenito. + +Pietro, oggimai il principe Pietro, le manifestò il suo desiderio di +partire per l'Alemagna. + +--E che vuoi tu andar a fare in Germania, all'età tua?--dimandò la +madre. + +--Visitare le università e studiare. + +--Ah!--sclamò la principessa. + +--Ma ad una condizione--riprese il principe Pietro. + +--Bravo! ecco delle condizioni, adesso. + +--A due condizioni, anzi, se vi piace, madama--continuò il principe. + +--E quali? mio signor principe, se tuttavolta degnate +comunicarle--chiese la principessa, ammiccando di un'aria ironica. + +--Primo, di sgabellarmi del mio istitutore, e di viaggiare +accompagnato da un solo cameriere. + +--Benissimo. Quel povero padre Toufferel v'imbarazza dunque, o non sa +egli abbastanza? + +--Sa anzi troppo. Però, io non voglio più gesuiti intorno a me. + +--E secondo? + +--Secondo, di vivere affatto libero e padrone delle mie azioni. Io so +chi sono e dove vado. + +Queste dimande parvero strane, sopratutto al padre Toufferel--il quale +governava la testa ed il cuore della principessa, oltre la coscienza +di lei. + +Si oppose un rifiuto perentorio. + +Il giovane principe ricusò a sua volta di ricevere ulteriormente il +gesuita, e protestò a sua madre che non si sarebbe recato a +Pietroburgo che trascinato dalla forza. + +--E perchè? + +--Perchè io non voglio disobbedire, come voi disobbedite, madama, ai +desiderii, agli ultimi ordini di mio padre e del vostro marito e +signore. + +Quest'attitudine colpì la principessa, e diede a riflettere al +gesuita. + +La principessa--che andava alla corte per godere della sua +libertà--vide di uno sguardo ch'ella vi menerebbe seco un testimone +uggioso delle sue azioni, e più tardi--quando il giovine principe +avrebbe raggiunto i suoi diciotto anni, età determinata dal padre per +la maggiorità di lui--un padrone severo. + +Si lasciò dunque piegare. + +Il gesuita calcolò più freddamente: che valeva meglio conservare la +direzione della donna che l'educazione del garzone refrattario. + +E Pietro partì per la Germania, il giorno stesso in cui sua madre ed +il confessore partivano per Pietroburgo. + + +La vita del _buchschaft_ esercitò sopra Pietro come un incanto. + +Potendo pagare dei professori liberi, non si sommise alla severa +disciplina della massoneria delle università germaniche. Non accettò +dello studente che ciò che gli piacque--vale a dire l'abito, le +maniere, la vita di studio mista alle dissipazioni, le libere +aspirazioni, i vaneggiamenti elevati--quella mischianza, insomma, di +metafisico e di artista che si trova accoppiata negli allievi istruiti +delle scuole tedesche. + +Non s'imbragò guari nè in teologia, nè in diritto, nè in pedagogia. +S'innamorò invece dello studio della fisiologia, della chimica, della +fisica. Poi, per una tendenza verso il soprannaturale che gli era +propria, si cacciò capo giù nelle scienze mistiche e nelle +speculazioni ermetiche. + +Il professore di Tubinga, che lo dirigeva, era forte addentro a queste +scienze e vi credeva coscientemente. + +Il carattere di Pietro, di già sì serio, addivenne quinci in poi più +grave e più scuro. + +Un incidente lo immerse affatto nella tristezza. + +Un giorno, a Heidelberg, e' venne a parole con uno dei suoi amici, a +proposito d'una ragazza incontrata in un ballo. Si batterono alla +spada. Si batterono da bravi. E sì bravamente, che, al terzo assalto, +caddero entrambi nel medesimo tempo: Pietro, per svenimento; il suo +avversario passato fuor fuori. + +Ciò fu fatale al giovane principe di Lavandall. + +La sua salute si alterò. La sua pallidezza aumentò di giorno in +giorno. I suoi occhi perdettero il bagliore della giovinezza. Le sue +guance smagrirono. I suoi lineamenti, completamente alterati, +divennero di un tratto più maturi. Breve, l'insieme di sua figura +acquistò un cotal che di strano e di turbato. + +E' se ne penetrò, e s'impose per conseguenza un grande riserbo, una +solitudine quasi completa. Evitò perfino le occasioni delle grandi +emozioni. + +Aveva torto? No. + +No, perchè una sera, avendo ceduto all'attrazione di vedere il +_Wallenstein_ di Schiller, alle ultime scene del dramma, il suo +cameriere lo raccolse svenuto nel suo palco. + +Lasciò dopo di ciò la Germania, ed andò a Parigi. + + +Pietro di Lavandall aveva allora ventitrè anni. + +Il dottore di Nubo gli consigliò di abbandonare lo studio, che ruinava +la sua salute, e di addarsi alla vita elegante ed agli esercizi +signorili dello _sport_. + +Il principe lasciò quindi il nome d'imprestito, assunto in Germania, e +si recò da suo avolo sotto il suo vero nome. + +Il duca di Saint-Cassan presentò il principe alle Tuileries, ed a +quella parte della aristocrazia francese che aveva accettato la +monarchia democratica. Per il suo nome però, per il suo titolo, per i +precedenti di suo padre, egli fu ricercato altresì e carezzato nei +saloni dell'aristocrazia _ribelle_ del Faubourg Saint-Germain. + +La principessa di Lieven lo mise alla moda in mezzo al mondo +dell'intelligenza. + +Il principe di Lavandall era, oltre a ciò, ricchissimo, bel giovane, +dalle maniere squisite, ma poco inchinevole verso il mondo e che, per +ciò appunto, rilevava la persona a cui e' si piaceva interessare. +Aveva un carattere eguale e fermo, e di una elevatezza costante nei +sentimenti. + +In una parola, a ventitrè anni, il signor di Lavandall era ciò che +addimandasi un uomo serio, con cui è d'uopo contare, sia che prenda +parte a qualcosa, sia che si astenga. + +Infine, era affettuoso nel fondo, ed eccessivamente sensibile. + +Il re Luigi Filippo gli dimandò una sera perchè non abbracciasse la +carriera diplomatica. + +--Perchè, sire,--rispose Pietro--il principe di Metternich ed il +principe di Talleyrand àn fatto della diplomazia una mariuoleria +elegante, ed i ministri di V. M. un'ingenuità pomposa. + +--Ne siete voi ben sicuro?--disse il re, volgendo il dorso senza +aspettare la replica. + +S. M. rinculava innanzi alla spiega della frase _ingénuité pompeuse_, +troppo, troppo cortigiana! + +--Gli è un curioso giovane il vostro parente cosacco, signor +duca--disse il re al signor di Saint-Cassan. + +--Avrebbe spiaciuto a V. M.?--dimandò costui. + +--Non bazzica egli dunque il mondo? + +--Pochissimo, sire. E ciò che è più singolare, non à contratto alcun +legame, nè con i giovani della sua età e della sua condizione, nè con +gente di altra sorte. + +--Non à desso un palco agl'Italiani ed all'Opéra? + +--Sì, sire. Ma vi si mostra di raro, per qualche minuto solamente, e +sempre solo. + +--Non accetta inviti a pranzo? + +--Neppure dal suo ambasciadore. + +--Non si mostra ai balli? + +--Solo per farvi un atto di presenza indispensabile, e di cui sarebbe +impossibile astenersi. Ma non balla mai. À pranzato due volte sole al +club, durante l'inverno, ed è passato tre volte pel Bois. + +--À bei cavalli? + +--I più belli che si siano veduti mai a Rotten-Row, a Londra. + +--Giuoca allora? + +--Lo si è visto, all'ambasciata d'Inghilterra, perdere tre o quattro +mila _luigi_ al whist--parlando di scimie col barone di Humbold, +assiso accanto a lui. + +--Ma allora che si dice di lui?--chiese il re, il quale aveva forse +una ragione ad un'altra in questa investigazione persistente e minuta. + +--La vita del principe, sire--rispose il signor di Saint-Cassan--non à +nulla di apparente, e quindi nulla che possa dar presa alla maldicenza +od alle congetture. Le donne sono intrigate di questo mistero che +traversa i saloni. Gli uomini son tenuti in distanza da quel ghiaccio +e da quella riserbatezza. Tutto al più, sire, taluno si permette +dimandarsi a voce bassa: perchè quella specie di misantropia in mezzo +a tanta opulenza di favori della natura? perchè quell'aria stravolta +in un sembiante che attira la simpatia? E non si va più innanzi, sire. +Perchè un conte italiano, la settimana scorsa, essendosi permesso di +domandargli se non fosse malaticcio--con quel pallore sì intenso e +quella tristezza sì costante--il principe gli dette del guanto sul +muso, ed il dì seguente l'uccise in duello, di un colpo di pistola. E, +cosa strana, sire! egli cadde svenuto nelle braccia del conte di +Nubo--il quale era nel tempo stesso il suo medico ed il suo unico +testimone. + +Luigi Filippo ne sapeva abbastanza per ricusarlo come segretario +dell'ambasciata di Russia. + +Si era discorso di ciò, pare, alla corte di S. Pietroburgo, e lo si +era ripetuto nei saloni della principessa di Lieven. + + +Si vide però il principe di Lavandall prolungare, una sera, più tardi +che di costume, la sua presenza al ballo in casa del duca di +Luxembourg, e spingere la compiacenza fino a ballare con la signorina +di Perceval, a cui la duchessa lo aveva presentato. + +Il conte di Perceval aveva passato la sua vita nell'emigrazione, vi +aveva mangiato il resto del suo patrimonio--cui Bonaparte gli aveva +restituito,--e sciupato con una ballerina la sua parte del _miliardo_, +cui i Borboni avevano avuto cura di fargli ben pingue, per compensarlo +della sua fedeltà. + +Questo conte non aveva voluto udire a parlare del _ramo cadetto_--gli +Orléans--e viveva adesso di una _dotazione_ sui fondi secreti di Roma, +cui il cardinale Lambruschini gli aveva fissata, in considerazione dei +servizi che aveva resi al partito cattolico. + +Il conte di Perceval si era ammogliato, dopo la Ristaurazione, per +piacere alla signora di Cayla per meglio servire la Congregazione. Di +questo matrimonio aveva colto, o raccolto, la bella personcina che +aveva danzato col principe di Lavandall--la signorina Antonietta di +Perceval. + +Senza essere proprio sciocca, madamigella di Perceval--forse per +timidità esagerata--s'imponeva una grande sobrietà di risposte, un +grande riserbo di giudizi. Di guisa che passava per fanciulla di poco +spirito, e desolava coloro i quali, per cortesia, si trovavano +obbligati a chiaccherare con lei. Malgrado ciò, e forse a causa di +ciò, dopo quella sera, dovunque Antonietta di Perceval andò, il +principe russo si mostrò anch'egli. + +Secondo la sua abitudine, non prolungava di molto la sua presenza nei +saloni. Ma, durante il poco tempo che vi restava, alcun'altra persona +non aveva il privilegio di disputarlo alla signorina di Perceval. +Breve, le cose giunsero al punto, che si cominciava a dimandarsi se +non si fosse caduto in inganno nell'apprezzamento dello spirito di +quella giovinetta. + +Di un tratto poi il rumore si sparse, che madamigella di Perceval +sposava il principe di Lavandall. + +--Scherzate voi? + +--Il duca di Saint-Cassan à fatto la dimanda di matrimonio ed è stata +gradita. + +--Impossibile. + +--Gli è il duca stesso che me lo à detto. + +--Ed a me il conte. + +I commentari cessarono. Lo stupore però non cessò. + +Infrattanto si preparava il cesto da nozze. + +La duchessa di Saint-Cassan e la sua cugina, la vecchia contessa di +Cars, non si accordavano riposo--tanto l'impazienza del giovane +principe era grande. La domenica seguente si fecero i tre bandi a S. +Tommaso d'Aquino. Gl'inviti si spiccarono. + +Due giorni più tardi, incontrandosi nei saloni dei Faubourg, la gente +si diceva, di un tuono dolce ed insinuante: + +--Non sapete? Il matrimonio di Lavandall è ito in malora. + +--Come! rotto? + +--Positivamente. + +--Impossibile. + +--Sì vero, che il principe è partito per Roma. + +--Via, via! l'ò visto ieri sera, ed abbiamo anzi parlato dei suoi +sponsali. + +--Ciò può essere. Pertanto, ieri sera stessa, egli ebbe un colloquio +col suo futuro suocero. La conversazione fu corta e secreta. Dopo che, +il conte di Perceval, pare, ritirò la sua parola--ed il principe è +partito stamane. + +--Tutto codesto è vero--intervenne a dire il conte di Nubo. Il povero +conte francese ha rifiutato la mano della sua figliuola al ricco +principe russo. E questi corre le poste in questo momento sulla strada +di Marsiglia. Che occorse egli fra quei due uomini? Alcuno nol sa; +neppure la fidanzata. Alcuno nol saprà mai, forse. + + +Lo scacco subito, i commentari ingiuriosi che ne seguirono e +circolarono, ferirono al vivo il principe di Lavandall. Visse a Roma +un anno, senza vedere un'_anima_, tranne papa Gregorio XVI--che era un +_maiale_--e che lo ricevè una volta ed andò a visitarlo due, nella di +lui villa vicino Albano. + +Il papa vi pranzò anzi, perchè Gregorio amava desinar bene, ed in casa +Lavandall si faceva lauta mensa. + +In questo frattempo, la madre del principe--la quale si era rimaritata +ad un giovane conte polacco--capitò a Roma ed andò ad istallarsi in +casa del figlio, verso il Pincio. + +Tutto al contrario del principe di Lavandall--che scansava il +mondo--la madre lo attirava intorno a lei a grossi fiotti. + +Il principe Pietro si trovò di nuovo, dunque, malgrado lui, in mezzo +alla società. La collera, del resto, era passata; il cordoglio si era +calmato. + +Egli cominciò, nonpertanto, a trovare i balli dei principi romani +insopportabili; i desinari dei cardinali grossolani; gli spettacoli +stolidi. Le feste di sua madre lo stancavano meno. Imperciocchè, se +sua madre invitava l'aristocrazia romana e straniera, egli invitava +nel tempo stesso, da parte sua, gli artisti e gli scienziati. + +Ecco come codesto era avvenuto, con grande scandalo delle principesse +romane--le quali non ricevono gli artisti ed i letterati che nei loro +_boudoir_, dicesi, in un'altra camera più particolare, dicevan dessi. + +Per fare eseguire un busto di suo padre, il principe Pietro aveva +visitato lo studio di uno scultore francese, Filippo Mortier, che gli +era stato indicato come uomo di rara abilità. Andando all'_atelier_, +gli era capitato due o tre volte di non trovarvi lo scultore. Però +aveva parlato con la sorella di lui, madamigella Aurora--la quale +pingeva il ritratto in miniatura della principessa di lui madre--oggi +contessa Soblowiski. + +Madamigella Aurora, a vero dire, lasciava molto a desiderare, quanto a +capacità d'artista. Ma ella pigliava il passo e precedeva di più +tappe, anche le donzelle le più felicemente dotate, quanto a spirito +ed a bellezza. + +Ella ne aveva più, di entrambi, che tutte le principesse romane fuse +insieme. + +Il principe di Lavandall--forse contrariato la prima volta di non +incontrare lo scultore e d'incontrare sua madre--ne fu ammaliato la +seconda volta. Di poi, egli non si recò più allo studio che quando +Filippo e la principessa non vi erano. + +Il principe Pietro invitò alle sue feste lo scultore e la sorella, e +qualche altro artista di Roma. + +Arrivò ciò che era inevitabile. + +Il principe--anima tenera ed affettuosa, uomo solitario e di natura +timida--s'infiammò di madamigella Aurora, la quale, scaltraccia! restò +ben calma da parte sua. Gli era in ogni modo savio, nel posto di +quella savia damigella. Imperciocchè, che poteva ella aspettarsi dal +principe di Lavandall, se non di divenire la sua amica? + +Ora, quale non fu il suo stupore quando, un giorno, suo fratello le +disse: + +--Doh! la bella, tu non sai? + +--Che mò? + +--Indovina. + +--Il papa à partorito. + +--Ciò si è visto. Meglio ancora che codesto, birbaccia. + +--Oh! oh! + +--Io ti dò marito. + +--N'era tempo, m'immagino. + +--Forse. Ma, che mi affoghi, Satana! se tu avessi aspettato ancora +dieci anni non avresti trovato di meglio. + +--Lasciamo i _se avessi_ ed _avresti_, e parla tondo. Con chi mi +mariti tu? Con Pasquino? + +--Ambiziosa! Sali ancora. + +--Fino a che piano? + +--Scendi al primo. + +--Ci siamo. Con chi dunque? + +--Col principe di Lavandall. + +Aurora scoppiò in un immenso scroscio di riso. + +--Gli è pertanto vero, giuro a Dio!--sclamò lo scultore. +Quell'originale, mica più tardi che stamane, _à avuto l'onore_ di +dimandarmi la tua mano. + +--Destra o manca? + +--Ti porti il diavolo. + +--E tu? + +--Io ò risposto che tu eri la più milensa artista di Roma. + +--Insolente. Ed egli? + +--Egli à replicato... Indovina. + +--Peste sia del tuo indovina!--scoppiò Aurora. + +Vi era nello studio un pezzo di specchio. Madamigella Aurora lo +avvicinò con grande serietà agli occhi suoi, e, dopo aver contemplato +per alcuni secondi i suoi lineamenti stupendi, soggiunse, di un'aria +fra il serio ed il comico, imitando la voce del principe: + +--E perchè no, al postutto? Egli à risposto: madamigella Aurora è la +più milensa artista, voi dite, signore? Io me la fumo! Ella è, in ogni +caso, la più bella fanciulla di Roma. + +--Alla lettera, sillaba per sillaba!--sclamò lo scultore. + +--Egli à dello spirito, allora--replicò Aurora con la gravità di un +giudice. + +E si lasciò amare. + +Chi non avrebbe fatto altrettanto? + +Ma, una volta il fratello cacciato dentro nella cosa; una volta il +motto magico di matrimonio pronunziato; bisognava venire a una +conclusione. La modesta damigella voleva strombettare il proposito, +parlare alla madre del principe, riempirne Roma e le _quattro_ parti +del mondo--come diceva papa Gregorio--che s'intendeva più di _trippe_ +alla milanese che di geografia. Prima di spingere le cose fin lì, il +principe chiese un colloquio ad Aurora onde comunicarle i suoi +pensieri. + +Il colloquio ebbe luogo. + +Fu corto. + +L'indomani dicevasi per Roma: + +--Il principe di Lavandall è partito stanotte! + +La notizia era vera. + +Aurora gli aveva negata la sua mano. + +Un anno era scorso da questo avvenimento, ed abbiamo visto come il +principe Pietro di Lavandall, due volte respinto--una volta dal padre +della fidanzata, una volta dalla fidanzata ella stessa--si fosse +poscia deciso a cercarsi una moglie in un ospizio di trovatelli--senza +consultare le inclinazioni della fanciulla. + +Una zia del principe era venuta di Alemagna--ove era prima dama +d'onore della regina di Würtemberg--ed aveva condotta seco la +giovinetta in Lamagna. + +La sovrana l'aveva nobilitata. + +Di guisa che, un anno dopo la scena dell'ospizio di Londra, in tutta +la Parigi aristocratica si ripeteva la notizia che il principe di +Lavandall sposava la contessa Maud di Walenheim. + +Il matrimonio doveva aver luogo a Parigi nella chiesa protestante +della strada d'Aguesseau. + +Tutto era pronto nel palazzo del principe, ove la zia aveva condotto +la fidanzata. + +Si terminava la _toilette_ delle nozze. Gli amici, i parenti, +riempivano i saloni. Il principe entrò nella camera della zia--ove +Maud si teneva, attorniata da cameriere--e dimandò che lo si lasciasse +un istante solo con costei. + +La zia e le cameriere uscirono. + +Maud si guardava intorno con un'intensa timidità. + +Pietro la prese per le mani, la guidò ad un canapè, e, facendola +sedere, cadde alle ginocchia di lei. + +--Maud--diss'egli, riprendendo nelle sue ambe le mani dalla +fanciulla--angelo mio diletto, ascoltami. + +Maud provò a rialzarlo, senza rispondere. Il principe restò e +continuò: + +--Per soddisfare alle leggi del mondo, andremo a presentarci or ora +innanzi ad un altare, ove un prete benedirà la nostra unione. Ciò vi +lega, voi, perchè quel prete è il vostro; il Dio di quell'altare è +quello cui voi adorate e che vi à fatto così bella. Io, non sarò +legato... + +--Perchè dunque, signore?--dimandò Maud timidamente. + +--Perchè il dio mio è un altro che il vostro, ed il mio Dio non à +sacerdoti. Ma gli è dinanzi a voi che io vado a prestar giuramento; io +vado ad impegnare a voi la mia vita. Accettatemi contessa Maud di +Walenheim. + +--Mio signore, voi avete dunque obliato che mi tiraste dal _Foundling +hospice_ di Londra? + +--Eh! che importa donde io vi abbia cavata, mio bell'angelo!--riprese +il principe. Le creature come voi vengono dal cielo. Chi si preoccupa +del luogo ove giaquero le perle e i diamanti che adornano il vostro +collo? Io vi amo, Maud. Io vi amo tanto quanto una creatura sulla +terra può amare. + +--Grazie--sclamò la giovinetta in uno slancio di riconoscenza, +levandosi impiedi e rilevando il principe. Voi mi date più che io non +avrei giammai osato di chiedere, più che non avrei giammai osato +sperare: grazie, grazie, grazie! + +--Io non vi dò nulla--continuò il principe, portando le mani della +fanciulla sul suo cuore--e non vi domando nulla ancora. Il mio nome, +le mie ricchezze, il mio cuore, certo, nella bilancia del mondo +meritano qualche considerazione. Per me, tutto codesto non à valore +alcuno. Ma voi, vi siete voi dimandata, perchè io mi andassi a cercare +in una terra straniera, fra le fanciulle abbandonate, la moglie a cui +volevo dar il mio titolo, la mia opulenza, il mio amore? + +--Sovente--rispose la giovinetta. + +--E vi rispondeste? + +--Io nono ancora nelle tenebre, e... + +--E? + +--O' paura, ma ò fede: temo, ma credo. + +--Ebbene--sclamò il principe--il giorno in cui lo saprete, il giorno +in cui dovrete giudicarmi, Maud, ve ne supplico a ginocchi, siate +indulgente. Innanzi di pronunziare la prima parola che vi verrà alla +bocca, fermatevi, guardate il cielo... e forse mi aprirete le braccia +e direte: io vi perdono! + +--Voi mi spaventate--mormorò la contessa tremando. + +--No, figliuola mia. Imperciocchè voi non avete alcun delitto a +perdonare, neppure una colpa. + +--Ma allora? + +--Allora vi sovvenga che potrete versare la felicità in una esistenza, +riparare l'ingiustizia o il gastigo di Dio...e che vi amo. Sì, io vi +amo. + +--Oh! se potessi comprendere!--sclamò Maud con un movimento istintivo +d'ingenuità. + +--Se volete comprendere, e non credere, io mi spiego--rispose il +principe con impeto. Ma ve ne supplico ancora, abbiate confidenza. O' +voluto parlarvi per dimandarvi questa grazia. Io transigo sul mistero +della vostra nascita. Abbiate pietà del dolore della mia vita. + +Maud si tacque per due minuti, poi chiese: + +--Voi nascondete dunque un segreto? + +--Sì. + +--Se io avessi una madre, glielo rivelereste voi? + +--Senza esitare. + +--E quale sarebbe la condotta ch'ella terrebbe in questo caso? + +--Un padre mi rifiutò la mano di sua figlia. + +--Che condotta, credete voi, terrei io stessa, se mi parlaste? + +--Un'altra donna, in una situazione identica, mi respinse. + +Seguì un momento di silenzio. + +Maud bassò gli occhi, mentre i colori si alternavano sul suo +sembiante. Poi, alzandosi di un tratto, ella disse con una grande +solennità, quasi la fosse nata in un castello: + +--Principe di Lavandall, voi avete richiesta la mia mano? + +--La vostra mano oggi,--rispose il principe con una specie di +sussulto--domani... + +--Il domani appartiene a Dio, signore--replicò la giovinetta di +un'aria ispirata. Principe di Lavandall, eccovi la mia mano. + +--Grazie, angelo del cielo!--sclamò il principe al colmo +dell'entusiasmo. + +--Tutto ciò che una donna può impartire, principe di Lavandall, io ve +lo dò. Divozione, fedeltà, sommissione, sacrificio, fede... io metto +tutto ai vostri piedi. Voi m'introducete alla vita. La mia vita, a +partir da oggi, vi appartiene. Entrando nel vostro focolaio, io non +lascio nulla dietro a me--nulla, che dei vaneggiamenti! Voi siete +tutto per me, passato ed avvenire, parenti e sposo, la terra tutta +intera: mia madre! + +--Basta, Maud--fece il principe. Voi obliate però una parola, fra +tutto codesto. Ora, se questa parola, che voi obliate adesso, la +ritroverete giammai nel vostro cuore, ditemela! perchè giammai un uomo +non avrà tanto studiato di sì ben meritarla che me. L'amore non si +fabbrica, nasce. + +E dicendo ciò, prese la mano della sua fidanzata e vi appoggiò per la +prima volta le labbra. + +Poi entrò nel salone con lei. + + +Il viso del principe portava lo stampo di un grande esaltamento. I +colori vi andavano e venivano come le onde sulle rive dell'Oceano. Un +sudor freddo perlava la sua fronte. Le sue mani erano madide e +ghiacciate. Un sordo tremolio alterava la sua voce. + +Si andò alla chiesa. + +Il principe sollecitava dello sguardo la fine dalla cerimonia. Il +mondo gli turbinava d'intorno. + +Gli sponsali compiuti, i suoi muscoli, la sua anima, si rilassarono. +Il suo sguardo, sempre commosso, divenne più sereno; la sua +respirazione più eguale. Stringeva la mano di sua moglie in una +convulsione di inebriamento. + +Il dottore di Nubo, che era naturalmente fra i numerosi invitati, e +seguiva degli occhi ansiosi le alterazioni di quel viso, trovò modo di +guizzare fino a lui e di susurrargli all'orecchio: + +--State forte contro voi stesso; stecchitevi, principe, e ritornate +all'istante a casa. + +Il principe trascinò quasi sua moglie, e gittandosi nella sua berlina +di viaggio--che li doveva condurre dritto nella Svizzera--ordinò +all'intendente: + +--Fate il giro dei _boulevards_ esterni, e ritornate al palazzo. + +Poi bassò le tendine e cadde ai piedi di Maud. Questa non capiva nulla +a quell'agitazione, a quelle contraddizioni, ai contrordini. Agitata, +sorpresa, aspettava. + +Il tatto di quella mano di donna amata calmò il principe. + +Egli non pronunziò una parola e s'inebriò degli sguardi druidici di +Maud--la quale, a sua insaputa lo magnetizzava. + +Il palazzo di Lavandall--ove il principe non era atteso, dovendo egli +partire per la Svizzera uscendo di chiesa--era quasi vuoto. Pietro +condusse la sposa nei suoi appartamenti e chiuse la porta. + +Le otto scoccavano. + +L'appartamento era rischiarato da un fioco riflesso di luna, che +penetrava dai balconi. L'aria era imbalsamata del profumo dei fiori +che riempivano le giardiniere. + +Un silenzio completo e fitto regnava tutto intorno. Uno strato di +neve, spolverato sugli alberi del giardino e sulle aiuole, faceva +trovar delizioso il soave calore dell'appartamento. + +La figura di Maud, tutta vestita di bianco; la sua corona di fiori +bianchi sulla ricca capigliatura bionda; la pallidezza cui le +cagionava una strana emozione; la luce bianchiccia della luna che +cadeva a piombo su lei dall'alto di un balcone, le davano qualche cosa +di fantastico. Era una delle più belle visioni che avessero mai +sfiorato l'immaginazione di un poeta. + +Il principe di Lavandall la contemplava con occhi febbrili, smarriti; +era agitato da un brivido straordinario. + +Il suo viso era contratto. Le sue labbra, di un pallore spaventevole. +Egli aprì di un tratto le braccia; allacciò sua moglie in una stretta +convulsiva; le dette il primo...l'ultimo bacio! sulle labbra. Poi, la +dietrospinse con un'estrema violenza, facendo uno sforzo terribile per +snodare le sue braccia dalla vita della giovinetta--che si sentiva +scricchiolare le ossa, spezzare e soffocare. + +Ella andò a cadere sur un divano. Egli stramazzò per terra, svenuto. + +Stravolta, smarrita, Maud non pensò neppure a chiamar aiuto. + +Aprì il balcone per dar aria. + +Un raggio brillante di luna, che si sprigionava da due nuvole, bagnò +il sembiante del principe. + +Maud rinculò spaventata. + +Quel sembiante sì nobile testè, quei lineamenti sì belli, erano +accartocciati da un'orrida convulsione. Le labbra spandevano una +schiuma livida e sanguinolenta. Gli occhi rotavano ferocemente nelle +orbite. Tutto il viso si copriva di una pallidezza lurida, piombiccia, +schifosa a vedere. + +Il principe era epiletico¹. + + ¹ Questa malattia non fa tanto orrore in Italia, dove si è visto Pio + IX, l'imperator Ferdinando d'Austria e Ferdinando II di Napoli + portarla sul trono. Nel resto d'Europa, la è considerata nel senso + d'irresistibile repugnanza orrore e disgusto con cui è pinta in + questo racconto. + +Maud, spaventata, andò a rifugiarsi in un attiguo gabinetto, e pregò. + +Due ore dopo, il signor di Lavandall rinvenne in sè. Si guardò +attorno: era solo in mezzo alla tenebre, e... vedovo! + +--Vedovo!--sclamò egli infatti, cercando dello sguardo e del desiderio +la moglie. + +E ricadde nel parossismo. + + + + +III. + +Al castello di Lavandall. + + +Il giorno che seguì la scena cui abbiamo raccontata, il principe fece +dimandare alla consorte se poteva riceverlo. + +Maud aveva passata la notte--la sua prima notte di nozze--accoccolata +sur un canapé nel _boudoir_. Le sue cameriere la avevano rilevata, +all'alba, agghiadata di freddo e di orrore. + +Un bagno caldissimo, qualche ora di riposo, le avevano poscia +restituito un po' di calma. Ma il suo spirito era tuttavia sotto il +peso dello spavento. + +Quando le si annunziò la dimanda di suo marito, un tremor sordo la +convulse. + +Era alzata. Le sue cameriere, stupefatte ed intrigate dal mistero di +quella strana notte, la circondavano. + +Maud fece rispondere al marito che era pronta a riceverlo, e rinviò le +fanti. + +Tranne il pallore un po' più intenso, lo sguardo un po' più vago, la +pupilla un po' più larga e fosca, e l'andare un po' più affranto, +alcun'altra traccia non restava della crisi della notte sulla persona +del principe. Era ridivenuto quel giovane calmo, bello, dalle maniere +eleganti, che seduceva il mondo. + +Vestito come per una visita di mattino ad una persona estranea, +guantato, cappello in mano, e' si avanzò di un'aria serena e grave nel +_boudoir_ di sua moglie. + +La principessa si levò. + +Il suo primo movimento fu di rinculare di un passo. Poi, si precipitò +incontro a lui. + +Il principe la salutò rispettosamente, e, prendendola dalle punte +delle dita, la ricondusse al _canapé_. Rimarcò che la tremava tutta. + +--Madama--disse egli, dopo alcuni istanti di silenzio, unicamente +turbato dal sibilo della respirazione commossa,--madama, io vengo a +prendere i vostri ordini. Sono costretto a partir oggi stesso pel +castello di Lavandall, ove mia madre mi aspetta da qualche giorno, ed +ove mio fratello arriva stasera. Vengo a dimandarvi ciò che meglio +gradite: se ritornare a Londra, restare a Parigi o permettermi di +offrirvi l'ospitalità nella mia dimora. + +--Monsignore, rispose Maud, tremando sempre e biascicando--ciò che vi +dissi ieri, non lo ritratto oggi. Sono la vostra consorte, vi seguirò +dappertutto. + +Il principe salutò e si tacque un momento. Poi riprese: + +--Madama, la vita al castello di Lavandall è ben triste, sopratutto +monotona. + +Maud sorrise malinconicamente. + +--Un immenso edificio di granito grigiastro, addossato ad una montagna +sterile, spaziando sur una pianura immensa, alberata, traversata da un +fiume dalle acque terrose, circondato da villaggi con contadini più o +meno infelici... ecco il castello! + +--Io amo le montagne, amo i boschi, amo i fiumi, amo i +disgraziati--rispose Maud, bassando gli occhi. Amo sopratutto la +solitudine. + +--La vita che si mena in quella magione--continuò il principe--è delle +più lugubri. Il signore del luogo detesta e disprezza il mondo; lo +fugge per conseguenza. Di visite, rarissime. Giammai feste. Non cacce. +Qualche passeggiata solitaria. Sempre il silenzio. Gli stranieri +potrebbero dire che la è dimora del rimorso. Altri sanno che la è il +coviglio del dolore. + +Maud si alzò come spinta dall'impeto di un sentimento generoso. + +Il principe restò assiso e freddo. E continuò: + +--Voi vedete, madama, che vi condannereste al più squallido dei +chiostri, scegliendo quella residenza. + +--La scelgo--rispose Maud, risedendo lentamente. + +--Sola, straniera sur una terra straniera, in mezzo a stranieri, ecco, +madama, ciò che voi sarete nel castello di Lavandall--soggiunse il +principe, alzandosi a volta sua. Io parto stasera. La vostra servitù +attende i vostri ordini, madama, per partire o restare, per seguirvi +dovunque. Il mio notaro vi comunicherà, madama, che da domattina vi è +una pensione di 200,000 franchi di rendita annua, costituita in vostro +favore. + +--Vi ringrazio, signore--rispose Maud con fierezza, raddrizzandosi +sulla persona. Io non posso accettarla. Il mio posto è assegnato al +vostro focolaio. Esso sarà così esiguo che io potrò farmelo; ma vi +resterò--finchè non me ne avrete scacciata. Dio mel comanda. + +--Sta bene--rispose il principe. Addio, madama. Non vedrete più nulla +che possa cagionarvi ripulsione. + +E così parlando, senza aspettare risposta, salutò rispettosamente ed +uscì. + +Maud lo seguì degli occhi; poi si accasciò sul divano e pianse. + +Il principe partì la sera alle sette, non menando con sè che il suo +vecchio intendente, il quale da quindici anni conosceva tutti i suoi +segreti. + +Maud diè congedo alle cameriere che l'avevano trovata la mattina in +così lagrimevole stato, e partì la sera stessa, alle otto, +accompagnata da quella fanciulla inglese, cui il principe le aveva +dato quando la tirò dall'ospizio, e che le si era affezionata. Ella +condusse seco altresì un maggiordomo, anche inglese, che l'aveva +seguita da quell'epoca. + +Quindici giorni dopo, il principe e la principessa di Lavandall +entravano insieme al castello. Il principe aveva aspettato Maud ad una +giornata di distanza dalla sua residenza. + + +Ora, quella residenza non era poi così tetra e desolata come il +principe l'aveva dipinta a sua moglie. La si sarebbe detta, al +contrario, un castello reale. + +Era tutta costruita in marmo rossastro, vasta, ornata di terrazze che +sporgevano sur una immensa campagna, bellissima. L'attorniavano dei +bei giardini con ricche stufe. La popolavano un centinaio o due di +servi. I mobili erano di un gusto squisito; le tappezzerie +ricchissime; i quadri preziosi; le curiosità senza numero: tutto +scelto, insomma, con intelligenza, gusto e conoscenza. + +Una foresta di dieci leghe di diametro, ove serpeggiava una riviera +dalle acque malinconiche e chiare, era gremita di laghetti, come dei +pezzi di argento gittati sur un verde tappeto. + +Il castello dominava, a parecchie leghe d'intorno, un numero di +piccoli villaggi, con dei _chalets_ dallo stile bisantino, chioschi e +minareti di stagno, che risplendevano all'aurora ed al tramonto come +guglie di oro, quando il sipario della nebbia, ondulata come i +cavalloni del mare, si diradava. + +Il clima era dolce. Il cielo profondo e sereno. L'aria pura. La +contrada poco montuosa, ma non monotona. Perocchè una vegetazione +vigorosa, animata, da parecchi corsi d'acqua, carezzava lo sguardo per +una verdura graduata di tutte le tinte. + +Un corriere aveva annunziato l'arrivo del signore. Tutti erano dunque +in trambusto, e trenta mila fiaccole di legno resinoso rischiaravano +la via al principe ed alla principessa, in mezzo ai loro servi, +schierati su due file. + +Il conte Alessandro venne loro all'incontro. + +Erano parecchi anni che i due fratelli non si erano visti, benchè si +scrivessero ogni settimana, l'uno per raccontare le sue imprese alla +corte di Nicola, l'altro per minutare la storia della sua anima. + +Io dico la storia della sua anima, imperciocchè il principe Pietro non +partecipò mai nè a sua madre, nè a suo fratello, l'istoria dei suoi +matrimoni naufragati, nè la storia di Maud. + +Questa fanciulla era per tutti (la zia di Alemagna e la regina di +Würtemberg tranne) la contessa di Walenheim. + +Non appena i due fratelli si scorsero, balzarono di vettura e caddero +l'uno nelle braccia dell'altro. + +Restarono qualche minuto così, senza dir verbo. + +Infine, Alessandro richiese suo fratello di essere presentato alla +principessa. + +Maud, imbaccuccata in una calda e ricca pelliccia, si teneva +rannicchiata in uno spigolo della carrozza. Un raggio di Luna, a +traverso i cristalli degli sportelli, le aleggiava sul viso e ne +accresceva la pallidezza. Aveva l'aria di una visione. + +Quando il principe aprì lo sportello per presentarle suo fratello, un +fiotto di luce delle fiaccole, che circondavano la vettura, la inondò. +La visione sembrò arrossire. Un hourrah! eclatante corse su tutta la +linea, mentre il conte Alessandro diceva di una voce commossa: + +--Permettete, madama, al primo dei vostri vassalli di baciare la +vostra mano. + +Quella mano era ghiacciata e tremante. + +Alessandro la sentì a traverso il guanto. + +Maud rispose semplicemente: + +--Grazie, fratello! + +Ma i due fratelli avevano tante cose a dirsi; Alessandro aveva tanti +complimenti a fare a Pietro sulla bellezza della sua consorte; +bruciava tanto di comunicargli tutt'i suoi progetti, tutti i suoi +favori alla corte, sopratutto dello tzar... Il principe entrò nel +coupé del fratello, e Maud continuò il suo viaggio sola. + +Ciò colpì Alessandro. Si astenne però di esprimere alcuna +osservazione. + +La loro madre li aspettava sotto la marquise del verone, fra un +esercito di lacchè e di servi che riempivano l'aria di acclamazioni. + +La vista di Maud li abbarbagliò tutti. + +E per questa semplice ragione, la giovane principessa spiacque alla +vedova suocera. + +Il principe condusse Maud nell'appartamento di lei, per riposare, per +prepararsi al banchetto ed alla festa di notte che li aspettavano. + +Entrando nella camera da letto, i loro sguardi caddero sur una +lettera, in un vassoio d'oro, sopra una piccola tavola di malachite. +Il principe, credendo che quella lettera, la quale li attendeva, fosse +a lui destinata, la prese. Però, leggendo che l'indirizzo portava il +nome di Maud, gliela rimise. + +Questa l'aprì sbadatamente. + +Era una lettera di mistress Grown, che ne conteneva un'altra. + +Maud l'aprì, lesse e barcollò. + +Il principe rimarcò tutto e non profferì verbo. + +Maud gli porse allora ambo le lettere. + +Il principe non lesse quella di mistress Grown. Lesse a mezza voce +l'altra, concepita così: + +«Se un dì sarete svanturata ed avrete bisogno di aiuto, scrivete ogni +primo giorno del mese a mistress Evelyn March, fermo in posta, a +Londra, e sarete protetta. Siete amata, avvegnachè sembriate +abbandonata.» + +Il principe salutò sua moglie, restituendole la lettera, senza +soggiunger motto, ed uscì. + +Maud gettò la lettera nelle fiamme del focolaio, e, malgrado lei, +scattò fuori dal suo petto come un grido: + +--È troppo tardi! + +Il principe l'udì, e volse la testa per osservare sua moglie. + +Ella contemplava quasi con gioia la distruzione di quel foglio di +carta, che la rallegava ad un mondo sconosciuto. + +Il principe portò ambe le sue mani al volto, e scomparve dicendo: + +--Povero me! + +Noi passiamo oltre la descrizione delle feste. + +Lo tzar Nicola e la tzarina mandarono un monille di diamanti alla +giovane sposa, ed un invito pel castello dell'Hermitage. + +A cinquanta leghe intorno, la nobiltà russa venne a visitare la nuova +castellana, e tutti si accomiatarono incantati. Perocchè non è +mestieri di dire che la storia misteriosa di questi due martiri restò +sprofondata nei loro cuori. + + +Il carattere del principe Pietro non sorprese alcuno. Alla Corte +stessa dello tzar erasi favellato dei suoi gusti da scienziato e della +sua capacità; ciò che aveva occasionato il rumore, lo tzar lo avesse +in vista per un posto diplomatico. Ma se tutti--e la vecchia +principessa ella stessa--s'ingannarono, vi eran ben due occhi, i +quali, non fissandosi mai sovra alcuna cosa, vedevan tutto e vedevano +a fondo. + +Un mese scorse. + +Esso era sembrato un'eternità alla vecchia principessa, che l'aveva +passato mezzo a sbadigliare, mezzo a correr dietro al suo giovano +marito. Il quale, a volta sua, correva dietro alle giovani contadine +del principe, quando non era ubbriaco. Questo soffri-amore di una +civetta di cinquantatre anni, imbalsamata di divozione e d'ambizione, +avrebbe destato pietà, se non fosse stato ridicolo. + +Non avendo dunque ad esercitare nè l'ambizione, nè la civetteria, nè +la divozione a parata, in quel tetro castello di Lavandall--ove un +giovane sole esso stesso spegnevasi--la principessa Antonietta parlò +di ritorno a S. Pietroburgo, onde assistere alle ultime feste della +stagione. + +Il suo figlio primogenito non la ritenne. + +Il suo figlio cadetto la sollecitò a partire, promettendole di andarla +presto a raggiungere. + +Ed il conte polacco la rapì quasi, vedendosi sorvegliato da vicino--in +questa residenza di provincia--dal suo terribile dragone. + +Partirono. + +Alessandro restò. + +Chi lo ritenne? + +L'affezione per suo fratello. + +Egli ignorava la ragione delle cose; ma aveva tutto indovinato: +l'amore del principe per sua moglie; la pietà di Maud per suo marito; +la loro vita solitaria e separata, in quell'appartamento che +simboleggiava agli sguardi del mondo un nido di amore. Alessandro +aveva intravisto che un abisso divideva questi due esseri, cui +scorgevansi traversare insieme il cammino della vita. + +Una circostanza però gli porse ben presto il filo di Arianna del +mistero che lo investiva. + +Dopo la cessazione delle feste e la partenza della vecchia +principessa, la calma rientrò nel castello di Lavandall. E' non vi +risuonava oggimai che una voce: quella del conte Alessandro. Non altro +movimento lo turbava che quello cui vi portava il giovane conte con le +sue cacce perigliose, le sue escursioni nelle vicinanze, i suoi +fucili, i suoi cani, i suoi cavalli, i suoi compagni di piacere, i +quali venivano a prenderlo od a tenergli compagnia. + +Maud passava come un'ombra bianca e silenziosa in mezzo alla calma, o +piuttosto al vuoto, che si allargava intorno a lei più sempre e poi +sempre. + +Non eravi attenzione minuta, prevenenza ch'ella sparmiasse a suo +marito. Indovinava i desiderii di lui ed andava loro incontro. Faceva +dei miracoli per imparare certi pezzi di Bellini e di Donizzetti, i +quali le era sembrato toccassero di più il principe nei suoi viaggi +per Francia ed Italia. Ed ogni sera, dopo il thè, ella lo prendeva +dolcemente per la mano, si slanciava al piano, e gli modulava, a voce +bassa, per lui solo solo, l'aria che aveva discifrata nel dì. + +Ella divorava la notte i poeti, per recitare a suo marito gli squarci +i più belli, nelle loro rare passeggiate sulle terrazze del castello, +od accanto al fuoco, la sera. Ella studiava le scienze naturali, onde +avere un obietto di conversazione che sembrava più gradevole al +principe. Ella sapeva far nascere sul suo sembiante un sorriso che non +era nella sua anima, per offrire un raggio di aurora a quella notte. + +Gli è vero che nel suo sguardo Maud portava più sollecitudine che +tenerezza; che dalla sua conversazione la parola amore era esclusa; +ch'ella non fece giammai un segno per incoraggiar suo marito a rompere +la cerchia terribile cui aveva scavata intorno a lei la sua prima +notte di nozze; ch'ella non fece giammai un'allusione tenera per +alleviare il supplizio di quel Tantalo; ch'ella non indicò giammai la +via del cielo a quel dannato. Però, se si fosse scandagliata l'anima +della giovane donna, vi si sarebbe forse trovato più timidezza che +avversione. + +Il principe le ispirava paura e pietà. + +Se l'orrore non vi si fosse mischiato, l'amore vi si sarebbe guizzato. + +Il principe, dal lato suo, non provò di nulla per favorire le proferte +di sua moglie, i primi passi. Egli l'amava alla follia, e perciò +appunto si mostrava più inesorabile. S'immergeva nella solitudine e +nello studio. Correva i boschi a cavallo, seguito unicamente da Ivan +(il servo fedele, che non lo aveva abbandonato da quindici anni), +esecrando la vista delle umane creature, involandosi a sovvenenze che +lo stringevan di presso, fuggendosi, fuggendo, reprimendo forse i +rimorsi di non aver parlato, come parlato aveva ad Aurora Mortier, +prima del matrimonio. + +Egli cercava sottrarsi alla febbre dei desiderii che lo bruciava; +scappar forse a suo fratello, la di cui gaia e sana giovinezza lo +gittava in un vortice di delirii. + +Il principe avrebbe voluto obliare, e si sentiva di più in più +attirato, con una vertigine spaventevole, dagli oggetti ch'ei si +sforzava di estirpare dal suo cuore e dalla sua memoria. + +Maud lo fascinava. + +Alessandro lo inteneriva. + +Il principe passava le sue giornate nella biblioteca del castello, +toccando a mille libri e non leggendone alcuno. + +Parlava poco, talvolta con durezza, con ironia sempre. Ascoltava Maud +distratto; suo fratello, attentamente. Egli spiava sempre, intento +all'incognito, all'assente, a quello che sbrigliava la bufera nel +fondo dell'anima sua ed aleggiava negli spazi infiniti. E' non sarebbe +stato che una mente malata, se la prudenza, il soffio sì vicino, la +vista sì abbagliante della sua giovane sposa--che gli svolazzava +intorno come una nera farfalla--non lo avessero briacato di una +demenza sensuale. + +Quinci la sua malattia s'inciprigniva. + +Quando e' la sentiva approssimare, sia che fosse nella sua camera da +letto, o nel suo gabinetto, o nella sua biblioteca, egli toccava un +campanello, in un modo convenuto, ed Ivan accorreva ed asserragliava +le porte, ove egli restava a guardia fino a che la crisi non si fosse +dissipata. + +La consegna era inviolabile. + +Ora, egli avvenne un giorno che il conte Alessandro avesse urgente +uopo di parlare a suo fratello. Ne andò in busca alla biblioteca, ove +recavasi di ordinario dopo l'asciolvere. Alessandro incontrò Ivan alla +porta. + +--Il principe è qui, Ivan? + +--Sì, padrone. + +--Apri. + +--Non si entra, padrone. + +--È egli solo? + +--Solo. + +--Lavora dunque? + +--No. + +--Apri. + +--Impossibile, padrone. + +--È per suo ordine? + +--Padrone, sì. + +--Che fa egli dunque? + +Ivan si tacque. + +Alessandro riflettè, poi soggiunse: + +--Cotest'ordine riguarda me solo? + +--Gli è per tutti, padrone. + +--Anche per sua moglie? + +--Padrone, sì. + +--Ma egli non è ammalato, m'immagino, Ivan? + +Ivan non rispose. + +Alessandro riflettè, poi domandò: + +--Posso tornare più tardi? + +--Forse, padrone. Ma gli è meglio che non rivenghiate. + +--Che cosa è codesto mistero? + +Ivan tacque. + +--Gli è la prima volta che mio fratello ti dà quest'ordine? + +--L'è una consegna per certe circostanze. + +--E se forzassi la consegna, Ivan? + +--Padrone, bisognerebbe uccidermi prima. E poscia non sareste contento +di essere entrato. + +--Ne sei tu sicuro? + +Ivan restò silenzioso. + +--Me ne lamenterò a lui, Ivan, e tu sarai punito. + +--Voi gli fareste della pena, padrone. + +--Ma se la principessa volesse entrare, glielo impediresti tu +veramente? + +--A lei più che a tutt'altri padrone. + +Alessandro si allontanò, pensieroso, ed uscì nel giardino. + +Maud vi passeggiava. + + +Essi s'incontrarono di un tratto al gomito di un viale. Per un +movimento istintivo, entrambi fecero un passo indietro onde evitarsi. +Poi, arrossendo entrambi, si avanzarono vivamente l'uno all'incontro +dell'altra, e si stesero la mano. + +Seguì un momento di silenzio, camminando sempre verso la porta a vetri +che immetteva in una sala del castello. Alessandro sforzandosi a +ridere, disse infine: + +--Cognata, io m'immagino che Pietro è in via di scoprir l'elexir della +giovinezza eterna, perchè egli à piantato alla porta della sua +biblioteca il suo cerbero Ivan, ed alcuno non entra. + +Maud ebbe un brivido che non sfuggì agli occhi dei conte Alessandro. + +--Io sono stato or ora mandato via--continuò egli--E se voi vi +andaste, cognatina, avreste la stessa sorte. Me ne sono informato. + +--Io non vi andrò, no--gridò Maud, di una voce che denunziava il +terrore. + +Maud non aveva parlato mai di suo marito con suo cognato. Ella +ignorava dunque se questi conoscesse o no il segreto della malattia di +lui. Ella aveva però sospettato talvolta che il fratello e la madre +dovessero tutto sapere. + +--Allora, voi siete a giorno di ciò che egli fa--riprese Alessandro +con calma. Non parliamone più. + +--Ma voi, voi non sapete dunque nulla?--dimandò Maud con ansietà. + +--Che dunque, cognatina? + +Maud scoppiò di un tratto in una esplosione di lagrime, e fuggì al suo +appartamento. + +Alessandro restò a piè del verone, come una statua. La sua +immaginazione batteva i campi a ragione di cento mila leghe al minuto. + +Una mano si poggiò sul suo braccio. + +Il principe--rimesso dell'accesso--si era trascinato al balcone della +biblioteca per rianimarsi al soffio di una giornata di maggio. Aveva +visto sua moglie e suo fratello passeggiare. Non aveva udito la loro +conversazione. Ma lo scoppio di lagrime e la fuga precipitosa di sua +moglie lo avevano colpito. Uscì dunque e venne a suo fratello. + +Questi, sempre assorto, non lo guardò e si lasciò condur via, dietro +un ciuffo di arbusti, ove erano dei sedili di marmo. + +Il principe si assise, in faccia ad un raggio di sole di pieno +meriggio. + +--Alessandro, cosa ài tu detto a Maud per farla piangere e scappar via +così precipitosamente?--dimandò egli di una voce calma e sorda. + +--Che tu non avevi voluto ricevermi... Ma che è dunque?--gridò +Alessandro prendendo suo fratello fra le braccia. Mio Dio! che è +dunque? Come sei pallido? come i tuoi lineamenti sono alterati! i tuoi +capelli sono irti sul capo; i tuoi occhi smarriti, stravolti!... Dio +mio! Dio mio! la tua camicia, la tua bocca, la tua barba sono +macchiate di sangue... Pietro, Pietro... cosa è dunque, fratello mio? + +--Nulla, Alessandro--rispose il principe provando di sorridere. O' +avuto un terribile mal di denti ed ò tentato strapparne uno... senza +riescirvi. Le gengive àn sanguinato... Calmati... e grazie. + +--Pietro...--sclamò Alessandro, fissando il suo sguardo scrutinatore +sul fratello, con un accento di rimprovero. Pietro, tu mi nascondi un +segreto ch'altri conoscono, perfino un servo. Io credeva che tu mi +amassi. + +Pietro cacciò il capo nelle braccia del fratello, e non rispose +altrimenti che per un singhiozzare represso. + +Alessandro se lo strinse vivamente sul cuore e lo baciò sulla fronte, +senza turbare il suo silenzio. Infine, il principe si raddrizzò +bruscamente, e, prendendo il braccio del fratello, sclamò: + +--Io non voglio involare alla provvidenza l'ufficio di fare dei +miseri. Maud sorprese il mio segreto... e tu l'ài vista piangere. Tu +pure, sarai tu un giorno testimone della mia miseria, ed il dolore +entrerà nel tuo cuore. Non anticipiamo nulla. Il cordoglio arriva +sempre troppo presto. + +E dicendo ciò, e' tornò di un passo frettoloso nel suo appartamento, e +vi si rinchiuse fino all'ora del pranzo. + +A tavola si vide l'uomo consueto, calmo, composto, elegante... La +procella era passata, non lasciando altro guasto che quelli cui essa +aggiungeva ogni dì nel cuore più che nel corpo dello sventurato. + +Alessandro però era stato profondamente colpito da quelle mezzè +rivelazioni della giornata. Egli dava la caccia alle supposizioni le +più stravaganti, ma sempre lontane dal vero. + +E' non si abbassò ad interrogare Ivan. + +E' rinunziò a comprendere suo fratello. + +Egl'intraprese ad osservare sua cognata. + +Alcuno non nasconde un segreto come una donna. Però, se il suo cuore +vi è implicato, ella à inevitabilmente dei momenti di abbandono in cui +si tradisce. + + +Se il giovane conte fosse stato un acuto psicologo, le sue +osservazioni avrebbero presto messo capo ad un risultato. Ma il conte +Alessandro non aveva persistenza nella sua analisi. Imperciocchè egli +cominciava sempre per mettere innanzi il cervello, e lo trovava poi +sempre distanzato dal cuore. + +Lo studio di Maud era, gli è vero, fascinante. Ma forse, pure il conte +Alessandro non fece nulla per scongiurar la magia. + +Nell'esploramento di questa miniera misteriosa di un'anima, e' non +rivenne che diamanti: la purezza, l'ingenuità, il candore, +l'affezione, la divozione, la pietà, la tenerezza.... Maud cantava +tutta la solfa della virtù per quel filosofo di venticinque anni, il +più bel giovane dell'impero russo--«dopo l'imperatore» soggiungevano i +cortigiani. + +La bellezza di Maud era irresistibile. L'insieme lo aveva +impressionato a prima vista. L'esame dei dettagli lo esaltava adesso. + +E' si proponeva di sorprendere negli occhi di sua cognata il secreto +della desolazione di lei... e si vedeva nascere l'iride! Egli sperava +strapparle dalle labbra la parola del mistero... e vi vedeva pullulare +baci che dimandano le ali! E' scandagliava la pallidezza di quel +sembiante... e vi scorgeva la trasparenza! E' si aspettava a ritrovar +su quella fronte le stigmate dell'ambascia... e vi leggeva +l'elevazione della preghiera! La desolata si cangiava in fata; la fata +cingeva l'aureola di una santa. + +Che distanza dalle voluttuose bellezze che l'avevano inebriato alla +corte di Pietroburgo! Queste gli inoculavano la febbre; Maud, +l'estasi. + +Maud metteva in evitare suo cognato la sollecitudine cui questi +metteva ad incontrarla. Ella non usciva sola nel giardino, nel parco, +a cavallo, in visita per soccorrere ai bisogni dei suoi servi, che +quando il conte Alessandro era partito per la caccia o in visita +presso i vicini. Ella voleva sfuggire le spieghe ulteriori sul conto +di suo marito: ecco tutto. + +Aveva dessa compresa altra cosa? + +Ella aveva potuto avere un'intuizione, un sogno forse; ma non altro +indizio che questi. + +Ah! se ella avesse potuto interrogare suo marito che era sì +penetrante! + +Che abisso, infrattanto, in questo povero cuore torturato! + +Il principe di Lavandall diveniva ogni giorno più misantropo. Gli era +perchè gli accessi della sua malattia, lungi dal distanzarsi, si +rapprossimavano? + +Ogni qualsiasi cosa lo stancava adesso. Ogni piccola emozione lo +scuoteva, al punto ch'ei non poteva più tollerare le corte +conversazioni accanto al fuoco, dopo il desinare, ed i bricioli di +musica cui Maud gli regalava all'ora del thè, come per lo avanti. + +Adesso, dopo il pranzo, il principe si ritirava nelle sue stanze. + +Maud lo imitava. + +Il conte Alessandro passava le sue serate come poteva. + +Talvolta però, alzandosi da tavola, il principe diceva al fratello: + +--Vuoi che andiamo a prendere una tazza di thè da lei, se non la +scomodiamo poi troppo? + +L'invito era un gaudio per il giovane conte; un ordine per la moglie. +Ma la riunione non si prolungava mai al di là delle nove. + +Maud ed Alessandro vedevano bene che la salute del principe si +alterava di peggio in peggio; che lo spirito di lui era più colpito, +che la melanconia lo divorava. + +Un giorno, Alessandro gli propose di fare un viaggio in Francia; +andare alle acque in Germania. Gli occhi del principe corruscarono, e +non rispose. + +La vita diveniva intollerabile. Ora, se Maud aveva il dovere di subirla +e l'abitudine di soffrirla, quali erano le ragioni--dimandavasi il +principe--per le quali il giovane conte vi si sottometteva? Perchè non +ritornava egli alla corte, piuttosto che proporre distrazioni di +viaggio? Che interesse aveva egli a restare in quel soggiorno di +cordoglio e di ombre--lui cui le feste invocavano, cui l'amore agognava, +cui il favore del sovrano attirava? + +Il principe Pietro trovavasi una sera sotto l'imperio di queste +riflessioni, prendendo il thè da sua moglie, in compagnia di suo +fratello, quando e' credette sorprendere, e sorprese di fatto, uno +sguardo di intelligenza in fra le due giovani persone. + +Lo sguardo del conte era intenerito; quello di Maud, spaventato. + +E si facevano segno. + +Il fatto è che la fisonomia del principe si scomponeva a vista; che i +suoi occhi addiventavano orribilmente stralunati; che un pallore +cinereo si diluiva sul suo sembiante; che la sua bocca contorcevasi; +ch'e' tremava tutto; che sforzavasi di aggraffarsi alla tavola, al +seggiolone; che, una parola agonizzava a rantolo nella sua strozza. + +Maud diceva degli occhi al conte: chiamate Ivan! + +Il conte si sentiva il cuore compreso di una pietà senza limite per +suo fratello, cui egli tanto amava e cui vedeva tanto soffrire. + +Il principe colse quello sguardo e cadde di peso sul solare, innanzi +che suo fratello gli aprisse le braccia. + +Maud gettò un grido di terrore e fuggì. + +Il conte Alessandro possedeva adesso il segreto di quel disastro di +famiglia. Egli rilevò suo fratello che si dimenava nelle convulsioni, +e lo depose sur una _dormeuse_. Poi e' corse a chiudere gli usci, e +fece chiamare Ivan. + +Ivan venne. Ed ambo assistettero con amore la povera creatura perduta +in tanta sciagura. + +Alessandro restò presso di suo fratello tutto il tempo che le +convulsioni durarono. Quando però la crisi si calmò, e' si ritrasse, +onde non umiliarlo di sua presenza al ritorno dei sensi. Egli entrò +nel gabinetto vicino, per sortire, e si fermò sulla soglia. + +E' vide Maud a ginocchio, che pregava, suffusa, annegata nelle +lacrime, gli occhi rivolti al cielo. + +Il conte non seppe dominare la sua commozione. Fece un passo verso di +lei, le cadde accanto in ginocchio e prendendole la mano gliela baciò. + +Quel bacio era una rivelazione, una confessione, una catastrofe: esso +risuonò. + +Il principe sentillo ribalzare sul suo cuore, e levò la testa--sotto +il peso ancora della mano della malattia. + +E non potè sollevare il suo corpo. Ma e' vide suo fratello traversare +la camera, senza volger la testa dal lato suo, e partir precipitoso. + + + + +IV. + +Le spiegazioni. + + +Una settimana passò. + +Il principe non uscì dai suoi appartamenti. Altri che Ivan non vi fu +ammesso. A Maud e ad Alessandro, che andavano ogni giorni a chiedere +nuove di lui, il laconico guardiano rispondeva invariabilmente: + +--Meglio, ma non ancora in istato di ricevere. + +Infine, un mattino, quando il conte si presentò per udire il +bollettino ordinario sulla salute di suo fratello, Ivan gli disse: + +--Il principe sta bene. Egli è uscito or ora a cavallo, e vi prega, +padrone, di andarlo a raggiungere nello sboscato del lago. + +--Non à detto altro? + +--No, padrone. + +Alessandro uscì, preoccupato. + +Qualche minuto dopo saliva a cavallo. + +Era una bella giornata in sul finire di maggio. Faceva ancor freddo +come in febbraio a Palermo, ma la neve aveva fuso. Gli alberi delle +foreste si coprivano di giovani foglie. Il sole svestiva le sue ultime +nuvole e si alzava sereno e pomposo. Le viole smaltavano le macchie. +Gli uccelli, disgelati, provavano melodie--per accertarsi che il +freddo del verno non li aveva arraucati. Il cielo era puro, ma di un +turchino grigiastro, ove una brezza tagliente ed uggiosa sforzavasi a +connettere dei lembi di nuvole bianche. + +Le bestie, magre e sporche, che aveano passato l'inverno negli stabbi, +covavano i campi e la foreste di uno sguardo gaudioso, tosando qui un +ciuffo di giovani erbe, decapitando là le cime degli arbusti. Il +contadino, la contadina, sollecitavansi a dimandare alla terra la +sussistenza del nuovo anno. Tutto spirava la giovinezza, la gioia, la +pletora della vita che spandesi al di fuori. Un soffio di amore +avviluppava la creazione, che sembrava palpitare e sorridere. + +Un uomo solo trascinavasi quivi, tetro e freddo come le notti della +Siberia: il principe di Lavandall. + +Egli aveva legato il suo cavallo ad un cespo, ed erasi assiso sur un +tronco di albero, alle sponde del lago. + +Il lago azzurro corruscava, sotto i raggi del sole, come un monile di +diamanti alle faci di una festa. Il principe contemplava il respirare +delle onde; ma non scorgeva nulla. Imbaccucato in ampia pellicia, egli +meditava, o piuttosto continuava il vaneggiamento che l'assorbiva da +otto giorni. E' non si accorse neppure dell'arrivo di suo fratello. + +Il conte Alessandro, da che scorselo da lontano, accelerò il passo, +discese da cavallo, ed avanzò verso il principe, gridando: + +--Eccomi qui, Pietro. + +Il principe fece una mossa come qualcuno che si risveglia di +soprassalto, e fissò il suo sguardo freddamente violento e acuto sul +sembiante aperto del giovane. + +Il conte gli aveva tesa la mano. + +E' non toccolla. + +--Pietro--disse il conte un po' sconcertato dell'attitudine sinistra +di suo fratello--mi avete fatto avvertire di venirvi a trovar qui. +Sono felice di vedervi. + +E stese di nuovo la destra, cui il principe si astenne dallo +stringere. + +--Conte Alessandro di Lavandall--sclamò egli infine di una voce lenta +e cavernosa--avevate desiderato di conoscere il mistero della mia +vita. L'avete conosciuto; l'avete visto. + +--Fratello--mormorò il conte mettendosi le mani sul volto--io ne sono +annientato. + +--Io pure--continuò il principe senza porre mente alle parole del +fratello--io pure, io, voleva sapere. O' saputo; ò visto. + +Alessandro impallidì e traballò. + +--Ebbene--soggiunse il principe--poichè vi aveste il malanno di +avvicinare le vostre labbra a questa coppa di fango e di lagrime, +cioncatela tutta, fino alla belletta. Sappiatevi il resto. + +Alessandro incrocciò le braccia sul petto, e restò impiedi, lo sguardo +al suolo, l'aria costernata. + +--Io sono un misero--sclamò il principe di una voce sorda e +concentrata. A venticinque anni, colmo di tutti i favori della +fortuna, io desidero la morte. Mi dicono avvenente; son di gran +nascimento; sono ricco... e fo orrore! Io invidio la sorte del +mendicante ebreo, cui i cani mordono all'uscio nostro: e' non è che +povero! Io mi ebbi bello ad interrogare la scienza. Questa cortigiana, +non à sorriso per la sventura. Essa civetta con le piccole malattie. +Biascica nonsensi, in presenza di quei castighi fatali che si +addimandano tisi, apoplessia, epilessia, gotta, ed il resto. Mi son +tuffato nello studio, nelle feste, nei viaggi, nei pericoli i più +insensati, onde, almeno, obliare. In capo a tutto ò trovato +quest'orrido spettro... Ed il mondo sclama sul mio passaggio: che à +dunque fatto quest'uomo alla Provvidenza per strapparlo lo scrigno +delle felicità?! + +--Ah! se sapessero!...--mormorò Alessandro. + +--Proprio così; perocchè, quando si seppe, il ritornello cangiò. Il +tempo delle prove arrivò. Pensai ad ammogliarmi. + +Alessandro abbrividì. + +Il principe avvertì quel sussulto. + +--Incontrai nei saloni di Parigi una stolidella, figlia di un conte +mendicante, debosciato, spia della corte di Roma, strumento dei +gesuiti. Io non avrei voluto toccare della punta delle dita la +donzella, della punta dei piedi il padre. La chiesi in matrimonio e +feci la corte al sacripante. Tutto vola sulle ali di oro, cui io +appicco all'affare, e gli sponsali si fissano. Io condussi il padre +nel suo gabinetto, e gli dissi: + +«--Conte, ò un segreto a rivelarvi. + +«--Che dunque?--sclamò il facchino--Sareste voi che avete ucciso +l'imperatore Alessandro? + +«--E se ciò fosse?--risposi io, facendomi violenza per non +schiaffeggiarlo--mi rifiuteresti voi la vostra figliuola? + +«--Io direi--replicò il conte--uccidete lo tzar Nicola.... Questo +cancella quello. E vi consegnerei mia figlia. + +«--Voi mi confortate--ripresi io con un sorriso di sprezzo non +dissimulato. Ma io sono meno colpevole di così. Il mio segreto è +questo: io sono epilettico. + +Il conte si alzò e salutò. + +«--Principe mio--diss'egli--se io avessi a fare ad un borghese +arricchito, ad un plebeo liscivato alla _savonnette à vilain_, a cui +io avessi promesso mia figlia per ragione dei suoi scudi, io direi: +Puah!--E chiamerei il mio lacchè per ordinargli: Riconduci il signore! + +«--Bene--sussurai io fremendo--ed a me che dite voi, signor conte? + +«--Principe--continuò egli--voi sapete che io non amo mica mia figlia +alla follia. Malgrado ciò, io ò la coscienza di dirvi: principe, +permettetemi che io ritiri la mia parola. L'epilessia in Francia fa +orrore. Essa è considerata come una malattia ridicola ad un tempo che +sordida.» + +--Noi non seppimo mai nulla di codesto--osservò Alessandro. + +--Vel celarono. Tutta Parigi conobbe che io aveva toccato un rifiuto +da quel conte alle piccole limosine. Viaggiai. Conobbi a Roma un'altra +giovinetta. Ella era bella, figlia del popolo, artista, senza +pregiudizi, povera, piana di spirito.... Al posto mio, altri avrebbe +provato di farsi di lei una ganza. E perchè no? Kaunitz diceva a Maria +Teresa: che ogni donna diviene ganza dell'uomo che può sborsarne il +prezzo. Io aveva il prezzo di Aurora Mortier. La dimandai, al +contrario, in matrimonio. Questa volta non mi diressi ai parenti, ma a +lei stessa, alla persona interessata: + +«--Mio bell'angelo--le dissi--questo fiore, che vi sembra sì bello, à +un intacco; esso è stato morsicato da un bruco. Io sono epilettico. + +«Aurora rinculò all'altra estremità dello studio, e gridò: + +«--Giammai, principe, giammai! Io non mi caccierò mai in fra le +braccia di un uomo che, volendomi dare un bacio, può spezzarmi la +spina dorsale in un accesso di convulsione.» + +--Insolente!--sclamò Alessandro. + +--Ella aveva ragione--riprese il principe sospirando. Non è mancato di +un mezzo secondo che codesto non sia capitato alla mia ultima. + +--Alla principessa Maud?--sclamò Alessandro rabbrividendo. + +--Sai tu ove ò io raccolto codesta principessa, conte Alessandro? Io +mi dissi: l'aristocrazia non vuol di me; la borghesia non vuol di me; +scandagliamo il nulla. Proviamo di una di quelle creature che non ànno +nè padre, nè madre, che sono figlie della deboscia, della miseria, +dell'onta, dell'adulterio, del delitto... chi lo sa? L'è la schiuma +delle sentine delle grandi città. Ebbene, io discesi in un ospizio di +trovatelli e ne cavai questo cencio. + +--Quella stella!--gridò Alessandro con fermezza. + +Il principe non fece attenzione a questo grido, e continuò. + +--Con costei fui più generoso che con le altre. Le dissi che una +grande sventura pesava sul capo mio. Le dissi che io era stato repulso +due volte. Mi offersi a rivelarle tutto. La supplicai ginocchioni di +non giudicarmi innanzi di udirmi... Io l'ò amata... io l'amo... Le ò +offerto la libertà, la ricchezza... Le ò detto di fuggirmi, di andar a +vivere ove ella volesse, dove la vita potesse essere per lei un cielo +stallato di gioie... Ella à voluto restare. + +--Ed è questo il suo delitto? obbiettò Alessandro. Ella à fatto il suo +dovere. + +--Ella à voluto restare, ma la cortina di velluto della sua camera è +per me più intraversabile che il mare dei poli. Essa ci separa, come +un cratere, dall'ora prima. Maud à voluto restare, ma come uno +scherno, come una provocazione, come un rimorso, come un rimprovero, +come una vendetta, come un supplizio. Ella à voluto restare per +scavare a questo dannato un inferno più profondo dell'inferno--gridò +il principe, alzandosi. Voi avete spaventata la mia agonia col rumor +dei vostri baci... Ed io rivivo per punire. + +Egli aspettava forse una risposta, poichè si fermò, essendo tremante +per tutte le membra. + +Il conte Alessandro, pallido come un chiaro di luna, si tacque. + +Il principe riprese, di voce solenne: + +--Io ti fo giudice adesso. Se io sono colpevole verso quella donna, +vendicala ed uccidimi. Se non lo sono, tu mi oltraggiasti. Ti aspetto +dunque domani, qui. L'uno di noi debbe restarvi. + +E terminando queste parole, il principe Pietro di Lavandall snodò la +briglia del suo cavallo, lo montò e partì al galoppo. + +Il conte Alessandro rimase per qualche istante immerso nella più +profonda preoccupazione, poi si allontanò. + + +Il principe Pietro aveva tutto preparato per lo scioglimento di questo +lugubre dramma. + +Maud partirebbe l'indomani, a mezzodì, precedendolo sempre di una tappa. +La sua cameriera ed il suo intendente inglese l'accompagnerebbero. Ivan +resterebbe presso di lei, fino a che il principe non li avesse raggiunti +al villaggio d'Imazoff, a quattro leghe dal castello. + +--Ivan--gli disse il principe--con te io non ò, fortunatamente, +bisogno di parafrasi per spiegarmi, nè di rettorica per persuadere. Da +quindici anni da che vivi meco, ti sei identificato alla mia persona. +Tu provi i miei dolori. Tu comprendi le mie sofferenze. Tu indovini i +miei pensieri. Tu udisti come me ciò che occorse nel _boudoir_ di mia +moglie, mentre io mi torceva negli artigli del male, Ivan, io mi batto +domani con mio fratello... Se io muoio... ella non deve vivere. + +--Padrone, codesto duello è desso inevitabile? + +--Inevitabile! Noi non possiamo più vivere insieme in questo mondo. + +--La vostra decisione è dessa irrevocabile, padrone? + +--Irrevocabile! Se sarà dunque mio fratello e non io che andrà a +raggiungervi al villaggio d'Imazoff, apri la berlina di mia moglie, +annunziale la mia morte, e bruciale le cervella di un colpo di +pistola. Tu non avrai in seguito a presentare ai tuoi giudici che la +lettera cui ti dò. L'imperatore ti farà grazia. Io ti fo ricco e +libero. + +--Padrone, tutto codesto è inutile: io avrò due pistole. I vostri +ordini saranno compiuti. + +Il principe l'abbracciò e sclamò: + +--Sii benedetto, figlio! Perchè Dio, che le à dato tante cose, non le +dette altresì la metà della tua anima? + +Ivan uscì. + +Il principe passò la sera a scrivere, a bruciare, a mettere in ordine +carte. E' non volle ricevere sua moglie--a cui Ivan aveva trasmesso +l'ordine della partenza per l'indomani. + +Tutto ciò erasi passato presso il principe con una semplicità +spaventevole. Nè la sua voce nè quella di Ivan non sembravano più +commosse in quei preparativi di omicidio, che se si fosse trattato di +una caccia ai colombi. Non quesiti, non discussioni, non dubbi, non +esitamento, non rimorso: uccidila; sì! + +Il conte Alessandro--il quale aveva compreso, alla voce di suo +fratello, ch'ei si trovava in faccia di una fatalità inesorabile--non +provò neppure di distornarla o di rimpicciolirla. Egli indovinò che +ogni sforzo cui avrebbe fatto per piegare il destino, lo avrebbe anzi +aggravato. Ritornò dunque al castello, pranzò nel suo appartamento e +si coricò. + +Il sonno non si presentò al suo primo appello. Ma il conte l'invocò +con un _bol_ di _punch_: ed il sonno obbedì. + +Il giovane, d'altronde, aveva la coscienza in pace. + +E' non fu mica lo stesso della principessa Maud. + +Parecchie circostanze avevano concorso a cangiare in un'angoscia +mortale l'ansietà in cui l'aveva gittato l'ordine di quella partenza +precipitata.--Suo marito gliel'aveva fatto ingiungere dal suo +maggiordomo. + +Ivan, che aveva l'attaccamento il più vivo per Maud, dopo aver +compiuto la commissione del suo padrone, le era caduto a ginocchio ai +piedi, e baciandole la mano, con un intenerimento profondo aveva +soggiunto: + +--Voi mi perdonerete, padrona: io debbo obbedire. + +Poi soffocato dai singhiozzi, si era precipitato fuori della camera. + +Maud avendo mandato la sua cameriera a dimandare a suo marito se la +poteva recarsi da lui, Sarah aveva visto sur un canapè, nella +biblioteca del principe, una scatola a pistole, e due spade. Tom +Barcley, il suo intendente, trovandosi nel cortile quando il conte +Alessandro era rientrato, aveva rimarcato che la figura di lui era +estremamente pallida, disfatta, stravolta. E Maud avendo, su questa +osservazione, mandato questo stesso intendente a dimandare al conte se +egli non fosse malato, Alessandro aveva risposto, di una voce +interrotta dalla commozione: + +--Dite a mia cognata di pregare per me! + +A tutte queste circostanze arrogevasi quella voce interna che +addimandasi presentimento, e che in certi organismi nervosi acquista +la lucidità della profezia. + +Maud, natura sognatrice, possedeva questo attributo di seconda vista, +e la era affatto _donna_, come quasi tutte le inglesi. + +Le donne del Continente àn tutte, più o meno, delle fibre virili! + +Maud comprese che qualche cosa di terribile aleggiava nell'aria; e la +sua disperazione aumentavasi, avendo coscienza di non poter nulla +scongiurare. + +Ah! se ella avesse potuto veder suo marito ed aprirgli il suo cuore! + +Ella passò dunque la notte impiedi, ora a piangere ora a +pregare--mentre Sarah compieva qualche preparativo di viaggio. + +L'alba la sorprese accovacciata sur un _canapé_, in uno stato di +annientamento completo. + +Sara supplicolla di andare a prendere qualche ora di riposo, prima +della partenza. + +Maud si slanciò ad un balcone che sporgeva sulla grande spianata del +castello, ed incollò ai vetri il suo viso allividito dal freddo. + +Alle dieci, ella vide uscire la _briska_ del conte Alessandro, e +dirigersi verso la foresta. + +Al punto stesso, Ivan, eccessivamente pallido ed agitato, venne a +ricordarle, in nome del di lei marito, che a mezzodì una berlina di +viaggio sarebbe nel cortile, e che ella doveva recarsi ad aspettare il +principe nel villaggio d'Imazoff. + +La vettura del conte Alessandro portava i due fratelli allo sboscato. + +Poco dopo usciva Ivan, conducendo due cavalli sellati, carichi di un +fascio avvilupato in una coverta da viaggio. Tutte le disposizioni +erano state prese dal principe. + + +Giunta ad un certo punto della foresta, la vettura si fermò, ed i due +fratelli discesero. + +--Aspettate qui--disse Alessandro al lacchè. + +Ed andò a raggiungere il principe che precedettelo a piedi. + +Essi non scambiarono una parola. + +Non una parola si erano detto nella _briska_. + +Spuntando sullo sboscato, scorsero Ivan che vi spuntava da un altro +viale, galoppando a briglia sciolta. + +Alessandro sospirò. + +Pietro fece un ghigno di sprezzo. + +Quando Ivan ebbe raggiunto il luogo indicato dal principe, e' discese +e legò i cavalli ad un vecchio abete morto, dai rami scorticati, +imbianchiti, senza foglie, che tremavano e risuonavano alla brezza +come le ossa di uno scheletro, a cui l'abete somigliava. + +Due cavalli! uno per Ivan, l'altro per il sopravvivente. La _briska_, +pel cadavere! + +Poi Ivan svolse la coverta, e pose sur essa le due pistole e le due +spade. + +I due fratelli si approssimarono. + +Il primogenito, le mani conserte dietro il dorso. Il cadetto, le +braccia incrociate sul petto. + +Quando furono giunti al sito dove Ivan li aspettava, fermaronsi, e si +trovarono l'uno rimpetto all'altro. + +Erano in una specie di aia di qualche centinaio di piedi di diametro, +circondata da un gruppo di rocce bianche, arrotondate--le quali di +lontano si sarebbero prese per una mandria di vacche della Campania +che fa la siesta, tosando viole e bruiere; o per dei cranii di Titani, +seminati sur un campo. + +Gli era quasi un circo. Ed il vecchio abete, che avea l'aria di una +forca, gli dava un aspetto sinistro. + +Nonpertanto, il sole svegliava tutt'i canti della natura: terra e +cielo palpitavano di vita! + +Ivan risalì a cavallo, ed andò a costituirsi carceriere di Maud, +aspettando di esserne l'assassino. + +I due fratelli restarono un momento a squadrarsi, in silenzio; poi il +principe proruppe: + +--Ebbene, m'ài tu giudicato, conte di Lavandall? + +--No--rispose Alessandro. + +--No?--riprese il principe. Pertanto tu ài avuto tutta una notte per +deliberare. + +--È vero. Epperò non è il tempo che mi è mancato. + +--E che dunque? + +--Non si giudica ascoltando il solo accusatore. + +--Chi ti à impedito di ascoltare altresì l'accusata? + +--La paura di trovarti colpevole e di condannarti. + +--Grazie. Io non ti aveva mica dimandata mercè--sclamò il principe con +disprezzo. + +--Ed io non dimando mica ad essere giudice--rispose il conte con +calma. Amo meglio rimettermene al giudizio di Dio. + +--Scegli le armi allora--replicò il principe. + +--Principe, voi siete stato malato, la vostra mano trema. Io non posso +scegliere la pistola: avrei troppi vantaggi. + +--Che ciò non ti sconcerti. La mia malattia mi riguarda. + +--Scelgo dunque la spada--disse Alessandro, prendendo quella che gli +era dinanzi. + +--Sia--sclamò il principe. Dammi l'altra. + +--Le condizioni?--dimandò Alessandro. + +--Alcuna. La morte d'uno dei due. + +--Pietro, vuoi tu ascoltarmi un minuto? + +--In guardia--gridò il principe mettendosi in guardia. Nella nostra +famiglia non v'àn vigliacchi. + +--Un solo minuto--replicò il conte--una sola parola... + +--In guardia, ti dico--gridò il principe di nuovo, fendendosi. + +Alessandro si pose in guardia, e lasciò l'assalto al principe. + +Questi era destro, lesto, abile; ma la sua mano vacillava per +debolezza. Alessandro parò. Avrebbe potuto disarmare a piacere ed +uccidere suo fratello: nol volle. Non volle neppur troppo stancarlo. +Fece una finta di _coupé_, ma assai larga, per lasciare il suo petto +scoverto. Il principe allungò un colpo dritto, e forò suo fratello da +banda a banda. + +Alessandro cadde. + +Il principe abbandonò la guardia della spada, volse le spalle, salì a +cavallo e mormorò: + +--All'altra, adesso. + +E disparve. + +Un minuto dopo, chiamava i famigliari del conte con la _briska_. + +Venti minuti dopo, giungeva al villaggio d'Imazoff, dove Maud +l'aspettava nella berlina. + +Quando ella vide arrivar suo marito, il sembiante stravolto, lo +sguardo feroce, gli occhi fuori dell'orbita, tremante di tutte le +membra, comprese che un avvenimento tragico erasi compiuto, e svenne. + +Il principe, avvicinandosi alla berlina ed aprendola, per annunziare a +sua moglie l'assassinio cui veniva di commettere, non trovò che un +corpo agghiacciato nelle braccia della cameriera. + +Egli rinchiuse precipitosamente la vettura, e gridò ai postiglioni: + +--Guida tripla: strada di Francia. + +Poi entrò nell'altra berlina con Ivan, e seguì. + + + + +V. + +Once again. + + +Dopo gli avvenimenti cui venghiamo di raccontare rapidamente, compiuti +di un modo non meno rapido, non restava più posto, nel cuore del +principe ed in quello di sua moglie, che per due sentimenti egualmente +estremi: un odio feroce ed un amore forsennato. + +In queste regioni tropicali dell'anima non è possibile che l'uragano. + +Il principe fissò la sua dimora nelle vicinanze di Parigi, a +Saint-Germain. + +Molti mesi scorsero. + +Il tempo però, il cangiamento di cielo e di residenza non produssero +alcuna mutazione nella sua vita. Gli era lo stesso vuoto, la stessa +solitudine, lo stesso silenzio, la stessa disperata tristezza che al +castello di Lavandall. I domestici francesi, cui il principe aveva +ingaggiati, non penetravano nell'atmosfera della famiglia. Perocchè +Ivan sapeva che quella gente, i cui costumi son quasi sempre ignobili, +si costituisce sempre giudice severo dei padroni. Ivan d'altronde +bastava al principe; Sarah e Rosa bastavano alla principessa. + +Un solo straniero frequentava il castello--ed ancora e' poteva passare +per un vecchio amico: il dottore conte di Nubo. La salute del +principe, ed oggimai la salute di Maud altresì avevan reso questa +intrusione indispensabile. + +Maud era attaccata da una malattia di languore. + +Questo intervento di Dio nello scioglimento dell'opera sinistra del +principe di Lavandall avrebbe dovuto illuminarlo, calmarlo, +soddisfarlo in tutt'i casi. E' non ne fu che più esasperato. Non aveva +egli detto: «All'altra, adesso?» Dio lo rubava di tutta la parte che +vi prendeva. E' si decise allora a sorpassarlo in celerità. + +Ma in Francia non era esattamente come nel fondo di una provincia +russa, in un castello, innanzi la porta del quale la legge rincula, +ove il padrone à, di fatto, dritto di vita e di morte. + +In Francia si è permalosi della forma... si mette una bilancia nella +mano della giustizia--affinchè dessa pesi bene quanto vale il ricco e +quanto poco vale il povero! Si dice che la legge è cieca. Cieca è +dessa: perchè segue un cane, il quale sa bene di qual dente morder la +carne e di quale l'osso. + +Il principe non aveva d'uopo di andare in busca dello strumento che +doveva compiere la sua bisogna. Lo aveva sotto la mano--semplicissimo, +destrissimo, opportunissimo: voglio dire il dottore di Nubo. + +Non trattavasi che di trovare un metodo. + +Chi cerca, finisce sempre per trovare. + +Ma il principe aveva fretta: e' soccombeva sotto il peso della sua +anima! Ed il dottore non ne aveva punto, perocchè, per lui, non +solamente il tempo era oro, ma era pure un parafulmini. + +Gli era questo, del resto, il solo punto di discordanza tra questo +cuore e questo cervello malati. + +Eppure, nè il principe, nè il dottore non aveva profferto un sol motto +sull'obbietto! + +Vi era compenetrazione di spirito: ecco tutto. + +Se Maud fosse stata una donna italiana, la avrebbe provocato una +spiega. Se fosse stata una francese, l'avrebbe fatta capitare. Donna +essenzialmente inglese, la si taceva e moriva. + +Non è che la non formasse il progetto di abbordare un giorno con suo +marito lo scandaglio della loro esistenza. Ogni notte, nelle sue +interminabili insonnie, suffuse di lagrime, ella dicevasi: Domani +parlerò! + +Infatti, la dimane arrivava; Maud aggiustavasi per quanto bella +poteva; sforzavasi di risuscitare il sorriso sulle labbra +diciannovenne, ed andava a picchiar all'uscio del principe. + +Abitualmente, non era ricevuta. + +Ma, una volta sopra dieci, l'inesorabile Russo l'ammetteva alla sua +presenza. + +All'aspetto di quell'uomo, la parola spirava sulle labbra di Maud, il +sorriso tramutavasi in singhiozzo. + +Il principe era irriconoscibile. + +A ventisei anni, sembrava caduco. Gli stessi suoi capelli si +brizzolavano. I suoi occhi, vitrei, si affossavano ogni giorno di più +nelle orbite, come spaventati della luce. Le sue guance, scavate, +ingiallivano. La sua fronte, sì pura, solcavasi di rughe intralciate. +Solo la sua bocca, ardente di febbre, pareva bruttata di sangue. + +Egli pure era attaccato da consunzione. Ma questa malattia, che +abbelliva Maud dandole il diafano dei serafini della Chiesa, +difformava il principe. E' trasudava la tisi dell'anima! + +La vista di quella ruina turbava la ragione di Maud. Ella +attribuivaselo. + +D'altra parte, la vista di sua moglie metteva il colmo alla +disperazione del principe. + +--Sono io--dicevasi egli--che ò cominciato la distruzione di questa +bell'opera di Dio, e che vado a compierla. Io, che sarei morto ai suoi +piedi, come un giusto, per ottenerne un solo sguardo di pietà! Io le +fo orrore. Io sento sprigionarsi da tutta la sua persona un fluido che +mi respinge. Io mi consumo alla sua contemplazione, e mi spegno. Dio +mio! poteva un uomo dare ad una donna più vaste prove di amore che io +ne diedi a costei? Io ò ucciso mio fratello, per causa di lei... Però, +se le parlassi ancora? Io vorrei strapparle almeno questa parola: Ti +odio! Sopra una donna che odia si à una presa. La si può infine +attirare, domare, tenerla. Un'ipocrita, come costei, è uno spettro che +sfugge quando credesi di afferrarlo. Sì: che la mi dica almeno: Io ti +odio! Ciò sarebbe un balsamo per la mia coscienza. Io potrei +rispondere: Continua, tu fai bene; consuma la tua opera e muori con la +gioia dei demonii... Ebbene, saggierò ancora una volta. Condannato, +dimanderò una dilazione. Che io mi arrivi almeno a comprenderla! + +Questa risoluzione presa, il principe spiò un'occasione propizia. +Trattavasi conoscere l'ultimo verbo del suo destino. + +L'era una bella mattina di ottobre. Il principe, steso sur un +_voltaire_, s'inebriava di sole innanzi ad un balcone che sporgeva sul +giardino, centellando una tazza di thè e bruciando un sigaretto. Sulle +sue ginocchia, nascosto a mezzo da una veste da camera di nero +velluto, poggiava aperto un volume delle opere di Humboldt. + +Ivan introdusse il dottore di Nubo ed avvicinò una poltrona. + +--Prendereste una tazza di thè, dottore! + +--Perchè no? Vengo d'asciolvere al _Pavillon d'Henri IV_, con una +delle vostre vecchie conoscenze, principe. + +--Le mie conoscenze sono tutte vecchie oggimai, dottore. Chi dunque? + +--Il conte di Perceval. + +--Non è ancor morto? + +--Lui morto? per chi lo prendete voi? È più giovane adesso che a +trent'anni. Anzi, a quest'ora, tutta Parigi si occupa di lui. + +--Parigi è ben amabile. Che à egli fatto? Si è ralligato agli Orléans? +Sarebbe divenuto onest'uomo? È entrato ai gesuiti? + +--Meglio, meglio che tutto ciò, principe. Io credo, _tout bonnement_, +ch'e' si eserciti la mano all'assassinio. + +--Diavolo!--sclamò il principe. Cotesto debb'essere allora assai +piccante. + +--Io non conosco ancora tutt'i dettagli della cosa. Me ne informerò e +ve li conterò un altro giorno. So vagamente ch'egli è implicato nel +suicidio di un _rat_ dell'_Opera_, cui intratteneva. Questa donzella +si sarebbe suicidata per un poeta, un romanziere, un giornalista, +qualche cosa come codesto--un tal Sergio di Linsac. In realtà, e' pare +che il conte di Perceval non aveva presa la ballerina che per +sottrarle non so quali cambiali del marchese di Caboul. + +--Il marchese... di Caboul! + +--Già, il quale non è altro che il R. P. Buzelin, dello stabilimento +dei gesuiti alla Rue des Postes--il convertitore dei RR. PP. nel mondo +galante. Ora, io m'immagino, che il conte di Perceval à furacchiato la +figlioccia per furacchiarle le carte, e che dà oggi alla bisogna il +nome e l'aria di suicidio. Questo birbo di conte è uomo di spirito, +diascoli! + +--Proprio così--sclamò il principe ghignando. + +--E' sa che, in ogni cosa, il metodo è tutto. Ebbene, egli à trovato +un metodo che converrebbe a non poche genti... oneste. + +-Ciò potrebbe esser vero--rispose il principe, lentamente, scandendo +le parole ed inchiodando lo sguardo sullo sguardo impassibile del +dottore di Nubo. Poi soggiunse: + +--Dottore, volete voi fare un giro di passeggiata pel giardino? Datemi +il braccio. + +Il sembiante del dottore restò sereno, ed il suo cuore battè di +soddisfazione. + +E' non aveva raccontato l'aneddoto del conte di Perceval per nulla. +Quella parabola significava: i tempi sono maturi; io sono pronto: +finiamola! + +E si rigioiva, accorgendosi che il principe l'aveva compresa così. + +Il dottore possedeva infine questo metodo--questo metodo ch'egli +cercava da tre mesi. + +Poi, egli aveva premura. E' doveva recarsi in Svizzera. Aveva perduto +una trentina di mille franchi al giuoco, al _club_. Aveva sottoscritto +per un certo numero di azioni in un'intrapresa di scavi di carbon +fossile, che prometteva molto. Aveva insomma bisogno di danari. + +Gli onorari della sua professione lo facevano vivere come un nabab. Ma +quelli onorari--che formavano una bella somma alla fine +dell'anno--arrivavano gocciolo a gocciolo. + +Ed il dottore abbisognava di centomila franchi in una manata. + +Ora, non si dà una tale somma per ricuperar la salute. La si dà per un +delitto. + +--Un delitto!... l'è un metodo. Val desso la pena per darsi moina? + +Facendo queste riflessioni, vedendo di già le sue mani nei scrigni del +principe di Lavandall, il dottore di Nubo l'accompagnò nel giardino. + +Faceva ancor tepido. Vi erano ancora abbastanza fiori, insetti, +uccelli, per distrarli... per ascoltarli forse. Il principe +s'intromise sotto una volta di pampani violetti che copriva un viale +finamente sabbiato. Di un tratto, e' si fermò. + +Il dottore irradiava internamente. + +--Conte di Nubo--disse il principe--vi sentite voi capace di parlarmi +francamente, da gentiluomo e non da dottore, che si crede obbligato di +adoperare la speranza--e quindi la menzogna--come un mezzo di +terapeutica? + +--Se l'esigete, principe, io sono pronto. + +--Ebbene--continuò il principe--voi vedete a che stato ne sono +ridotto. Io lo sento, meglio pure che voi nol vediate. Malgrado ciò, +io vi dimando: Posso io ancora guarire? + +--Dell'epilessia?... no, principe mio--rispose il dottore. + +--Gli è lungo tempo che ò preso il mio partito su codesto--replicò il +principe di una voce sorda. Ma la consunzione? + +--Il resto non mi scoraggia mica ancora--riprese il dottore. + +--Perchè? + +--Perchè vi è in voi un principio di atrofia della vita fisica, +occasionata dall'esorbitante assorbimento della vita morale. L'anima +vi divora. Bisogna dunque soddisfarla... o ucciderla. Io non afferro +le cause di questa mancanza di equilibrio tra le due funzioni, il di +cui esercizio parallelo costituisce la vita normale e la salute. Io +non vi domando di penetrare nei ripostigli intimi del vostro cuore. +Voi avete, ad ogni modo, dei pensieri, dei desideri, dei progetti, che +vi rodono. Voi perdete il fiato camminando verso un fine;... e gli è +così che il vostro corpo si spossa, che la lampa della vostra vita +fumiga e soffoca la luce. + +--Ciò è possibile--sclamò il principe, riflettendo e parlando a sè +stesso. + +--Ora, non vi sono che due modi, come vel dicevo testè--continuò il +dottore--per ricostruire la vostra salute relativa. + +--Quali? + +--O noi cominciamo a vannare, ad analizzare uno ad uno i fenomeni, le +cause, le idee, le ansietà che vi consumano, e scartiamo questo, +addolciamo quello, diamo soddisfazione da un canto, calmiamo +dall'altro... + +--Ovvero? + +--Ovvero... sopprimiamo di un colpo il focolaio dell'insurrezione +interna, la quale à ingenerato l'anarchia nelle vostre funzioni +fisiologiche, e l'anemia. + +--Hum!--fece il principe riflettendo. + +--Sopprimere l'anima--continuò il dottore--sopprimere la coscienza, +sopprimere i rimorsi, sopprimere gli scrupoli, sopprimere il dubbio, +disoppannare la vita, in una parola, della sua parte morale e ridurla +ad una semplice funzione fisica... + +--Si potrebbe egli? + +--Ciò si può. Ed allora la guarigione si ottiene subito e radicale. Il +primo mezzo è più lungo e più incerto. + +--Ciò si può, dite voi? Si può dunque obliterare il pensiero? + +--Sopprimete la causa che produce l'eretismo di questo pensiero, e voi +l'avrete ridotto, se non all'impotenza, almeno all'innocuità. Tutto, +del resto, dipende da voi, dalla dose di volontà che potrete +sviluppare, dai mezzi impiegati al trattamento. + +--Potreste voi dilucidare codesta teoria con un esempio, dottore? + +--Ma! prendiamo giustamente per esempio quel conte di Perceval, di cui +parlavamo or ora. Supponghiamo che egli si sia trovato in presenza di +un ordine del generale dei gesuiti che gli abbia detto: Bisogna +ricuperare, ad ogni costo, le carte firmate dal Padre Buzelin, sotto +il falso nome di marchese di Caboul: l'onore della Società lo esige. + +--Ebbene? + +--Ebbene, se il conte di Perceval avesse avuto in lui la preponderanza +della vita morale, e' sarebbe caduto in un'ansietà che lo avrebbe +condotto al sepolcro. + +--Perchè ciò? + +--Perchè? ma, strappar delle cambiali, pel valore di 150,000 franchi, +dalle mani di madamigella Verray, soppannata dal suo amante Sergio di +Linsac... avrebbe valso altrettanto che strappare una lacca di montone +dagli artigli d'una tigre o di una lionessa. Rubargliele? la coscienza +insorge. Truffargliele? l'onore protesta. Sedurre la giovine +ballerina? Perceval era troppo vecchio... e d'altronde, non si +seducono mai 150,000 franchi. Interessarla, con la virtù, all'onore +della Compagnia di Gesù? Ester era ebrea... + +--Infatti... + +--Ed ecco lì il conte a struggersi, ad ammagrire, esitando tra il +dubbio, il rimorso, la coscienza, la lealtà, la divozione, l'amore che +la giovane _drôlesse_ gl'inspirava... ed il resto. Che fa desso? + +--Che fa? sì, che fa desso? + +--In luogo d'intraprendere la sua guarigione mediante il +soddisfacimento di tutte queste esigenze della sua anima, egli +sopprime la causa. Sopprime l'anima... ed uccide la fanciulla, +scientificamente, facendola passare come la si fosse suicidata. + +--Ciò è ancora oscuro--sclamò il principe--ma non importa. Noi +ritorneremo su di questa teoria medicinale. Ora, ditemi, avete voi +visto la principessa? + +--Non ancora, stamane. + +--Che pensate voi del suo stato? + +--Ella può guarire. In lei, l'è pure il morale che invade il fisico. +Però, come nell'organizzazione della principessa il fisico è più +sviluppato che il morale, dando, dal lato vostro, un po' di +soddisfazione a questo, aiutando io il fisico con mezzi terapeutici, +l'equilibrio si può ristabilire. + +--A maraviglia. + +--Io fo costruire adesso un apparecchio, a cui vado a sottomettere la +principessa, ed ò grande speranza nel successo. Ma ritorniamo a voi, +principe... + +--Non vi torniamo più, per oggi--interruppe il principe, uscendo dal +viale per rientrare nel castello. Sono stanco. Ò colte le vostre idee +e le mediterò. + +Il dottore, evidentemente contrariato da questo brusco congedo, si +recò agli appartamenti della principessa. + +--Questo miserabile mi assicura che io posso guarire, che ella può +guarire--pensò il principe passeggiando lentamente nel suo gabinetto. +Proviamo allora. Ad ogni modo, ò in mano lo scioglimento. + + +La sera che seguì, Maud, con uno stupore che lambiva il terrore, vide +entrare da lei, senza essere annunziato, il principe Pietro, che le +disse: + +--Amica mia, volete voi darmi una tazza di _the_ presso di voi? Mi +sento meglio stasera e vengo a passare qualche istante con voi. + +Maud, senza rispondere, sollecitossi ad avvicinargli un seggio. + +Il principe lo respinse e soggiunse: + +--Mica qui. Questa stanza è troppo grande: uno vi si perde, non vi si +vede l'un l'altro. Venite nel vostro _boudoir_. + +Ed offrendo il braccio a sua moglie, senza aspettare il consentimento +di lei, la condusse in un gabinetto attiguo, rischiarato da una +semplice lampada di alabastro. + +Il _boudoir_ era tappezzato di raso giacinto a fiori bianchi. Il fuoco +brillava nel camino. L'aria era tiepida e profumata da guastade di +fiori. Là, il piano. Ad un angolo, una tavola a lavoro. Dei pastelli +sulle mura. Uno spiro d'innocenza, di pudore, di felicità, di vergine +amore in tutta quell'atmosfera di alba. + +Dio vi sarebbe venuto a visitare Maria--senza mandarle un messaggiero! + +--Sarah, servite il _the_ qui--disse il principe, ed andate ad +aspettare madama nella sua camera da letto. + +Nulla non potrebbe esprimere lo stupore, il terrore di Maud e di Sarah +vedendo i preamboli del principe, il quale aveva l'aria d'imporre, +anzi che di dimandare un colloquio. + +Sembrava gaio. La sua salute appariva più solida; il suo spirito, più +sereno. E' fece perfino dei complimenti a sua moglie, a proposito di +un pastello, cui vide sur un cavalletto, e sur un ricamo che giaceva +sur un divano. Ma non appena il _the_ fu servito, ed i domestici si +furono ritirati, il principe si levò dal posto, cui aveva preso a +fianco di sua moglie, sul canapè, e cominciò a passeggiar lentamente +per la stanza--ricadendo nel suo silenzio e nelle sue tenebre. + +Alla fine, e' s'avvicinò alla principessa e proruppe--scattando come +un uomo che si decide di un tratto: + +--Maud, io sono stato troppo duro verso di te: perdonami. + +Questa sottomissione, questa confessione dalla parte di un uomo come +il principe, e nella situazione di lui, stupirono più che non +toccarono la giovane inglese. + +Ella rimase disorientata, e ne pianse. + +Il principe se ne avvide, ma non si scoraggiò. + +--Maud--continuò egli--io non ti chiedo ancora nulla. Io so che non +isveglio in te se non ripulsione e terrore. Ma, ài tu riflettuto alla +mia condotta? Ti sei tu dimandato: Quale è la vita di questo dannato +alla porta del paradiso? + +--Io mel sono dimandato e mel dimando ogni dì, principe. + +--E...? + +--E... non vi ò compreso. + +--Non mi à compreso!...--gridò il principe coprendosi il viso di ambo +le mani. Tu non ài dunque capito il mio supplizio? Tu non ài capito il +vuoto dell'anima mia, la solitudine delle mie interminabili giornate, +la disperazione delle mie notti senza sonno? Tu non ài capito che il +mio sangue, a ventisei anni, bruciava; che la mia ragione smarrivasi +nel delirio dei sogni? Tu non ài capito che io poteva amare, che io +poteva esser geloso, che io poteva temere, che io poteva essere +assetato di te--cui io vedeva passare innanzi ai miei occhi il giorno +e traversare i miei sogni la notte come una visione fantastica? Tu non +ài compreso che io dimandava a te ciò cui non dimandavo più a Dio: +grazia!--grazia per la sventura di cui la fatalità mi aveva colpito? +Tu non ài compreso che io ti amava, che lo ti circondava del rispetto +di una regina, di una adorazione di angelo, e che giorno e notte io mi +trascinava alla tua porta, chiedendoti perdono, mercè? Non ti aveva io +detto: Aspetta prima di colpire, ascolta prima di giudicare, respingi +le impressioni subite, ed apri il cuore alla pietà? + +--Signore mio Dio!--sclamò Maud--mi avreste voi dunque trovata dura? + +--Tu sei stata crudele--gridò il principe, cangiando il tuono della +sua voce. + +--Giammai--replicò Maud con calma. + +--Ove eri tu, quando l'angelo del male mi toccava del suo +dito?--replicò il principe con forza. Tu eri fuggita! Chi era al mio +capezzale, quando io mi attorcigliavo sull'aculeo della vendetta di un +Dio sinistro? un servo! Il letto dell'infermo, cui tu avresti dovuto +confortare, era vedovo. La camera del paziente era orba di quella +consolazione che si chiama la donna. Io non aveva madre, non sorella, +non moglie... Che facevi tu, quando io mi dibatteva nell'agonìa?... Io +ò udito il rumore dei baci. + +--No, no--gridò Maud. + +--No? Io l'ò udito, e non sono stato solo ad udirlo... Ed ò vendicato +l'insulto. + +Maud ruppe in gemiti, e le sue parole si spersero in un singhiozzo di +disperazione. + +--Io amava mio fratello--continuò il principe sciogliendo in lagrima +anch'egli--e l'ò ucciso. Di', ora, di', donna, quale creatura mortale +poteva darti prove di un amore più forsennato? E adesso, che io pur mi +muoio, io mi trascino ai tuoi piedi e ti dico: oblìo tutto... abbi +pietà di me! + +--Gli è da Dio, principe, che dovete implorare pietà--replicò Maud di +una voce commossa--perchè avete commesso il delitto di Caino. + +--Ancora? ancora?--gridò il principe. Maud, non ritornare giammai più +su codesto. Io non sarei sempre padrone della mia ragione. Non +chiudete l'orecchio a questo ultimo grido dell'anima mia. Io ò bisogno +di dimenticare. Io ò la volontà di vivere. A ventisei anni, la terra à +ancora delle rose, la donna à ancora dei baci, la testa à ancora delle +ambizioni, il mondo offre ancora delle seduzioni, delle soddisfazioni, +dei sorrisi... Maud... orsù Maud, viaggiamo. Prestami le tue braccia +per riposare la mia testa condannata. Apri il tuo cuore alla voce del +mio cuore. Sii donna... sii moglie! Lasciami vaneggiare del cielo sul +seno tuo... o lasciamivi nascondere il viso per piangere e per +morirvi. + +Ed e' cadeva in ginocchio innanzi a lei, innalzando verso lei le sue +mani supplichevoli. + +Il momento era decisivo. + +Dio pronunziava la sentenza. + +--Principe--sclamò Maud, vedendo i lineamenti di suo marito alterarsi +rapidamente--calmatevi. Non vi fate guadagnare, sopraffare da +un'emozione fatale. Voi guarirete. Dio mi ascolterà alla fine: voi +guarirete. + +Ed alzandosi, ella stese le mani al marito per aiutarlo a rilevarsi. +E' la guardò come pietrificato; e levandosi solo, lentamente, +solennemente, soggiunse: + +--Io sono giudicato. Non temete nulla, signora, dalla mia emozione. +Guardatemi... essa è passata. Addio, signora. Non sono riescito; ma +non mi pento del passo che ò fatto. Io soffocava sotto il pondo delle +cose cui vi ò confessate. Mi sento alleviato, ora che ò acquietato il +convincimento che vi àn dei sentimenti invincibili. Io non sapevo che +un poco di pietà, un poco di amore, fossero un tesoro sì immenso. Io +pensavo di aver fatto qualcosa per meritarlo: io era un vanaglorioso. +Bisogna ricominciare. Ricominciare! Ma se sapessi almeno che, dove, +come? Credetemi, signora, io non ò più proprio nulla: ò dato +tutto--tutto! Ciò non è bastato. Mi ritiro... Addio! + +--Principe--gridò Maud--nel nome di Dio onnipotente, calmatevi. + +--Su via, forzato--continuò il principe senza più fare attenzione a +sua moglie--su via, galeotto, alla tua catena, ai tuoi giorni senza +luce, alle tue notti piene di vampe, ai tuoi vaneggiamenti, ai tuoi +rimorsi, ai tuoi delirii, alla tua sete di vita, alla tua +disperazione. Marcia, corri, va ad accoccolarti sul tuo giaciglio di +carboni ardenti, e rumina, che tua moglie à un cuore... ma per altrui! +che tu sei Caino! che tu sei solo in mezzo al mondo che ti respinge! +che tu sei orrido! che tu sei un lebbroso! che tu sei un dannato! +Marcia... bevi il tuo fiele e la tua belletta fino all'imo; consumati, +muori come un paria... e silenzio... Silenzio! che alcuno non si +avvegga della tua respirazione oppressa, del tuo polso accelerato, dei +tuoi occhi infiammati di voglie, dei tuoi labbri assetati di baci... +resta mogio, calmo, placati... tu li spaventi... La parola fatale +trema sulla loro bocca... guarda... tu li volgi in fuga... e' si +turano le orecchie... stornano lo sguardo... orribile! orribile!... +non è vero, madama? Ebbene, addio... Vi gradirebbe, madama, che io mi +esilii nelle Indie? I _fakirs_, madama, non avranno la stessa paura, +la stessa ripulsione che voi: essi mimeggiano la cosa, essi! + +--Principe, principe--gridò la giovinetta--se un giorno sarete assai +calmo... + +--Oh! certo, madama, certo, se io fossi saggio voi mi fareste dono di +un giocatolo, di uno zuccherino... come al vostro _Polly_ che gnignola +sì bene il _God save the Queen_. Ebbene, sì, io sarò calmo un giorno; +ma allora, non vi dirò più, madama, come vi dicevo or ora: Io vi amo, +io vi voglio, io ò assassinato per voi, io vi ò cavata fuori da un +ospizio donde voi sareste uscita una serva, ed ò fatto di voi una +delle stelle dell'aristocrazia d'Europa. Io divengo folle per voi, +diventerò forse delinquente... no, no, io non vi dirò più codesto, +madama, il giorno in cui sarò calmo. Voi non correrete più il rischio, +allora, di vedermi epilettico; ma io mi sovverrò e vi dirò: Adultera, +tu ami tuo cognato! + +Maud si precipitò verso il principe per rattenerlo, per parlargli... +E' la respinse sul divano e fuggì. + +La crisi aveva raggiunto il suo apogeo. + + +Maud era vinta. + +Ella aveva preso una risoluzione. + +Il dì seguente ella fece chiamare Ivan, per sapere se il principe +fosse in istato di riceverla. + +Ivan la supplicò di non vederlo quel dì. Il principe era ancora +spossato dalle emozioni della notte. + +Il terzo giorno Maud fece ripetere la dimanda. + +Ivan rinnovò la medesima preghiera, e le disse che quando gli sarebbe +sembrato che il momento fosse opportuno, sarebbe venuto ad +annunziarglielo. + +Passarono infatti cinque giorni. + +Il mattino del sesto, Ivan andò a dire alla principessa: + +--Venite. Oggi è calmo. Egli à parlato lungo tempo col dottore, ed io +gli ò rimesso delle lettere. E' può lavorare; potrà dunque +intrattenersi con madama la principessa. + +Maud traversò immediatamente il gran salone ed andò a picchiare alla +porta del gabinetto del principe. + +Io dovrei dire del suo laboratorio. Perocchè, le tre o quattro stanze +occupate dal principe eran zeppe di libri, di macchine di fisica e di +chimica, e di oggetti di storia naturale di ogni specie. + +Il dottore di Nubo avevagli fatto comprare le collezioni che da +cinquant'anni accumulava uno dei fisiologhi e naturalisti più rinomati +di Francia, morto testè. + +Il principe, leggendo sempre e disuggellando le sue lettere, senza +levare il capo disse: + +--Entrate. + +E' non scorse Maud. + +Ella si trascinò fino a lui. + +Di un tratto, ella videlo tremare come un uomo che esce da un bagno +ghiacciato, riconoscendo il carattere di una lettera e provando ad +aprirla con violenza. + +Vi riescì alla fine e lesse. + +Poi, levandosi di soprassalto, egli andava a prorompere non so in +quale esclamazione, quando vide innanzi a lui Maud, impiedi, gli occhi +devaricati da stupore e da terrore. + +--Ah!--gridò il principe con una veemenza spaventevole--ah! voi venite +per apprendere sue nuove!... Ebbene, infame... eccone. + +E ciò dicendo, gittò la lettera sul viso della moglie. + +Di più in più attonita, spaventata, Maud raccolse la lettera e lesse, +a suo turno, ad alta voce: + + + Parigi, Hôtel du Rhin, 3 novembre. + «Fratello, + +«Io non sono morto. Gli è a ricominciare. Io amo sempre Maud. + + «ALESSANDRO.» + +La lettera cadde dalle mani di lei. Maud fuggì gridando, in inglese: + +--_Once again! once again!_--ancora una volta! + +Il principe si accasciò come fulminato sulla sua seggiola e sclamò: + +--Ella pure l'ama sempre!... Ebbene, sia; _Once again!_ + + + + +VI. + +Il grido del sangue. + + +Il conte Alessandro aveva ricevuto un colpo di spada che gli aveva +traversato le costole ed il lobo inferiore del polmone destro, poi +aveva lambito il diafragma ed eragli uscito nel dorso. La ferita era +due volte mortale. + +Eppure, era guarito. + +Il suo cocchiere russo ed il suo cameriere francese, che erano sulla +_briska_, lo avevano trasportato al castello, credendolo morto, e si +era mandato in cerca di un chirurgo, piuttosto per constatare il +decesso, che per medicar la ferita. + +In una cittaduzza--a qualche versta dal castello di +Lavandall--dimorava il dottore Taddeo Varnetrahler. Questo Tedesco, +che aveva sposato una Russa, scienziato profondo, aveva fatto le +campagne del 1813, 1814 e 1815 con gli eserciti sassoni e prussiani. +Egli era accorso. Aveva fasciato il ferito. Aveva udito attentamente +le poche parole cui il conte gli aveva diretto, a voce morente, ed +aveva dichiarato che il caso era mortale. In seguito di che, aveva +allontanati dalla camera tutt'i domestici del castello, ed erasi +installato al capezzale del moribondo, assistito solo dal cameriere +francese. + +Tre giorni dopo, si era convenevolmente seppellita nella cappella del +castello una cassa lunga, ornata di velluto, ripiena di vecchi +scartafacci--che erano passati pel cadavere del conte Alessandro. + +Quanto a costui, la notte precedente era stato trasportato, sur una +barella, al castello del conte Alessio di Rumanzowski, a quattro +verste dal castello di Lavandall. + +Il giovane amico e sua moglie--una bella polacca--aiutati dal dottore, +avean celato e salvato il conte Alessandro, cui tutta la Russia +credeva morto. Egli era deciso a ricominciare, se guariva. Non voleva +però attirar sul fratello l'imputazione terribile di questo +accanimento ad ucciderlo. + +Tutto gli era riescito a voglia. + +Ed ora, eccolo ad aspettare all'Hôtel du Rhin l'ultimo motto del suo +destino. + +Era pronto ancora una volta a lasciarsi uccidere... + +Il suo cameriere entrò ed annunciò: + +--La signora principessa Maud di Lavandall. + + +Ella si era recata la mattina nell'appartamento di suo marito per +dirgli questa parola magica: + +--Io t'amo! + +Il conte Alessandro si collocava di nuovo tra il principe e lei come +un abisso. + +Ritornata in camera, dopo la scena cui abbiamo raccontata alla fine +del capitolo precedente, ella aveva dato ordine per la sua carrozza, +e, d'un tratto, era venuta a Parigi. + +Il conte Alessandro, steso per un divano, leggeva il _Débats_, +aspettando Ivan, il principe stesso, i testimoni di lui, perfino il +diavolo, anzi che la principessa. + +E' non poteva credere agli occhi suoi vedendo in piedi innanzi a lui +quella grande e pallida figura--tanto cangiata in sei mesi! Vestita +tutta di nero, quasi portasse il lutto alla sua bellezza, alla sua +giovinezza, alla sua felicità! E' corse pertanto verso di lei, che era +restata sulla soglia, e cadendo a ginocchio le baciò i lembi della +veste, coma ad una madonna. + +--Conte--disse Maud alla fine--voi siete il cattivo genio della vostra +casa. Dio vi perdoni! Perchè rivenite? + +--Avreste voi desiderato, madama, che io fossi restato nel sepolcro? + +--Conte, voi sapete che io, men ch'altri, non posso avere un tal +desiderio. Voi siete stato il mio solo amico, in quella casa ove +vostro fratello mi aveva introdotta ed ove e' mi trattava come +straniera. + +--Ebbene, madama--riprese il conte--io sorgo dalla tomba per venire a +proclamare innanzi a Dio, ed innanzi a mio fratello, che vi amo... E +poi morire, se posso. + +--Conte--rispose Maud, quasi affogata, tendendogli le mani per +rilevarlo--se io avessi il diritto di dimandarvi una grazia, io vi +direi: Lasciate Parigi oggi stesso, in questo punto, in questo istante +stesso... Ogni minuto che passa può contenere una catastrofe... E se +una confessione può accelerare codesta partenza, io non esito a farla, +a voi, a voi il primo: Io amo mio marito! + +Il conte Alessandro vacillò; poi soggiunse con calma: + +--Io non invidio a mio fratello questa bontà di Dio. E' non n'à altra! + +--Oh! sì, egli è ben sventurato... sclamò Maud... E l'è colpa mia. Io +non ò osato. Io non ò saputo vincere il terrore, la repugnanza, che la +sua malattia mi cagiona. Io l'ò amato, pertanto, dal primo giorno. La +nobiltà del suo carattere, la sua delicatezza, la sua modestia, mi +toccarono... Poi, quella sera fatale arrivò. Io ne abbrividisco +ancora... Era la notte, in una sala rischiarata unicamente dalla luna. +Io sentii le sue braccia avvinghiarsi alla mia vita, stringermi, +comprimermi, ribadirsi sulla mia carne e sulle mie ossa come due +serpenti... La mia respirazione soffocavasi. I miei occhi schiattavano +dalle mie orbite... La voce mi mancava per gridare... Le mie costole +scricchiolavano... Un secondo ancora, e la mia spina dorsale era +spezzata in due... Egli dovette vedere il mio spavento. E' dovè +sentire il male orribile che mi facea. E' dovette accorgersi che +andava ad uccidermi nel suo abbracciamento di morte, perchè fece uno +sforzo terribile per snodare le sue braccia e rigettarmi lontano, +mentre egli cadeva sul tappeto... Io lo vidi allora torcersi nella sua +orrida convulsione: io compresi... + +--Sventurati! + +--E dopo, ogni qualvolta l'ò visto avvicinarsi a me, lo stesso terrore +mi à presa. Ei se n'è avvisto. À rispettato il mio spavento, e si è +ingannato sulla natura della mia repulsione. Noi siamo restati +stranieri. Ma la mia anima gli era unita; tutta la mia vita è un +pensiero di lui. Il corpo lo fugge; il cuore lo appella. Ma io sono +codarda. + +--Perchè, madama, mi fate voi queste confessioni, cui non vi domando? + +--Perchè, conte, voi vi siete ingannato quando avete portato su me +degli sguardi che mi offendevano. Forse, io fui imprudente. Io mi +lamentai, io mostrai, più che vero non era, allontanamento per lo +sventurato che si disperava nelle spire della gelosia... Ve ne domando +perdono. Io aveva bisogno di sfogo; e nella solitudine, io credeva +poter cercare il cuore di un fratello per riposarmi. + +--Vi ò io indirizzato mai una parola che abbia smentito il fratello a +cui voi v'indirizzaste, Maud? + +--No. + +--Ebbene, quando si risuscita da una tomba e che si viene per farsi +uccidere, si à il dritto di proclamare il Dio cui si adora, la ragione +del martirio. + +--Ma io vi replico ch'io l'amo--gridò la principessa sporgendo le mani +da supplicante. Come sia ciò avvenuto, nol so. La prima impressione è +riapparsa. La paura, il disgusto, che solo mi allontanavano da lui, +sono stati vinti dalla pietà di una sì grande sventura. Quando ò visto +quest'uomo a non chiedermi giammai nulla; non volgermi alcun +rimprovero; comprendere la lotta che si compieva in me; rispettare la +mia debolezza; non varcar mai la soglia di una porta lasciata sempre +aperta; adorarmi in silenzio; soffrire la tortura dei desiderii senza +dolersene; rassegnarsi, attendere, circondarmi della sua +protezione--cui voi avete dovuto trovare terribile--deperire, ma non +uccidermi, credendomi colpevole, come vi aveva ucciso... quando l'ò +visto supplicarmi, delirar di passione, attirar sulla sua testa il +fulmine del suo male a forza di amarmi, sopraffatto dall'emozione, cui +la mia vista cagionavagli sempre... ebbene, fratello, io che l'amavo +di già nella profondità del mio cuore; io che non osavo, per +timidezza, per rispetto, per sciocchezza, forse, rivelarmi a lui, far +eco alla sua passione... io ne sono folle adesso fino all'impudenza. +Io non soggiungo più nulla... o piuttosto, io non soggiungo che un +motto: Partite, vivete, siate felice! La nostra ora, a noi, è certa. +Possiate sovvenirvi di noi senza rimorso e senza rancore. + +--Io amava una donna; io adoro un angelo!--sclamò il conte +accasciandosi sur una seggiola o nascondendo il capo nelle mani, per +piangere. + +La principessa lo contemplò, avendo anch'ella gli occhi ottenebrati +dalle lagrime. Poi senza rispondere, si ritirò indietreggiando, +sollevò la portiera e scomparve. + +Discese le scale precipitosamente ed andò a cascare nella sua +carrozza, dicendo ai lacchè: + +--Al palazzo, e presto! + +Ella non rimarcò ch'un altro coupè, egualmente alle armi ed alla +livrea di Lavandall, aspettava alla porta, e che due occhi di fuoco +spiavano dietro i cristalli. + + +Quando la principessa fu partita, Ivan si avvicinò allo sportello e +dimandò gli ordini del principe. + +Il principe era venuto all'_Hôtel du Rhin_ per parlare a suo fratello. +Avendo scorto alla porta la carrozza di sua moglie, erasi fermato ed +aveva aspettato. Ma, aspettando, aveva cangiato avviso. E' non volle +più discendere, non volle veder più suo fratello. E' disse dunque ad +Ivan: + +--Dal dottore di Nubo. + +La distanza della piazza Vendôme alla via di Lille non è lunga. Egli +capitò dal dottore in uno stato di frenesia. + +Il dottore stava per uscire. + +Il principe entrò dritto nel gabinetto di lui, prese un foglio e +scrisse: + + +«Domani, alle 8, alla Porta Maillot. Siatevi solo col vostro medico e +le vostre armi. Non padrini. + + «PIETRO DI LAVANDALL.» + + +Il principe si volse in seguito al dottore di Nubo e gli disse: + +--Domani, io mi batto in duello. Passerò a prendervi alle 7. Voi +sarete il mio secondo ed il mio medico. + +--Con chi vi battete voi, principe?--dimandò il dottore, un po' +imbarazzato. + +--Con mio fratello--rispose il principe. Voi volevate conoscere il +veleno segreto che rodeva la mia vita, eccolo: Mio fratello ama mia +moglie--che non è stata giammai mia moglie--e che l'ama pure. Io +credeva averlo ucciso in Russia. Egli risuscita per venirmi a dire «Io +amo Maud. Bisogna ricominciare.» Capite, adesso? Noi ricomincieremo. A +domani. + +--Ma, principe--balbettò il dottore--non vi sarebbe dunque modo... + +Il principe lo fulminò del suo sguardo carico di disdegno, di +disprezzo e di alterigia, e replicò: + +--A domani. Io vi domando i vostri servigi in caso di disgrazia; non i +vostri consigli e la vostra mediazione. Verrete voi? + +--Sono ai vostri ordini, principe--sclamò il dottore. + +Il principe di Lavandall partì, ripassò per la piazza Vendôme e mandò +Ivan a lasciare la lettera alla porta del conte Alessandro, poi +rientrò al palazzo tardi. + +Maud era a letto. L'emozioni della giornata l'avevano di molto +stancata. + +Sarah e Tom andarono per nuove. Ivan, al solito, si tacque. Il +cocchiere del principe raccontò l'itinerario e dettagliò le stazioni. + +Un lampo traversò lo spirito di Maud, udendo che suo marito l'aveva +attesa alla porta dell'Hôtel du Rhin; ch'era poi ito dal dottore; e +che Ivan aveva portato una lettera al conte Alessandro. Ella fu lì lì +per alzarsi e recarsi da suo marito. La timidezza, la paura, il +rispetto di sè, la modestia la ritennero. + +Sempre la stessa! + +--Lo vedrò domani--si disse ella. + +Ed invocò il sonno, che non venne. + +Domani! + + +L'indomani, alle 6, il principe ed Ivan erano partiti dal palazzo e +galoppavano sulla strada di Parigi. + +Alle 7, erano alla porta del dottore di Nubo. + +Alle 8, alla Porta Maillot. + +Una carrozza, dalla livrea e dalle armi dal conte Alessandro, li +aspettava. + +--À sete del mio sangue!--mormorò il principe--mi à preceduto. + +La vettura si fermò. + +Un uomo vestito di nero uscì allora dal _coupé_ del conte Alessandro e +venne ad Ivan, il quale era disceso subito dalla predella del +cocchiere. + +L'uomo a nero mostrò una lettera, ed insieme si presentarono al +principe per rimettergliela. + +Il principe era profondamente assorto e tristissimo. + +Cadeva una acqueruggiola fina, penetrante, fredda, che rendeva il +tempo scuro, il cielo insipido. Gli alberi avevan perduto il loro +manto e mostravano le loro ossa nere, che tremolavano sotto la fredda +brezza. Il luogo era solitario. Tutto ciò stingeva sul carattere di +già sì malinconico del principe di Lavandall, e l'affettava. + +E' prese la lettera senza guardarla, meccanicamente. Il suo spirito +vagava altrove. + +L'impressione del freddo, che gli occasionava lo sportello aperto del +coupè, lo richiamò alla realtà. Egli avvicinò allora la lettera ai +suoi occhi e fece un movimento di sorpresa. + +--Chiudi dunque codesto sportello,--gridò egli ad Ivan, tirandolo nel +tempo stesso a sè con violenza. + +Poi, e' si volse al dottore e soggiunse: + +--Cosa è codesto? Egli scrive adesso? E' non è dunque qui. + +--È il conte Alessandro che scrive?--dimandò il dottore. + +--Egli stesso--rispose il principe, spiegando la lettera e guardandola +anco prima di leggerla. + +Infine egli lesse a mezza voce, come avrebbe fatto se fosse stato +solo: + + «Fratello.... + +--Fratello!--gridò il principe--fratello ancora...! + +«Io era sul punto di partire e di rendermi al tuo appello. Ò avuto +paura... Ò avuto paura che quando tu mi avessi ucciso, e che tu avessi +poscia saputo la verità, ne saresti stato sventurato per tutta la +vita.» + +--Tutta la vita!--commentò il principe--In quanti mesi, in quanti +giorni ciò può consistere, dottore? Egli dice: sventurato! Sarei io +dunque felice, dottore, senza avvedermene? + +--Tutto codesto non tien che a voi, principe mio--rispose il dottore. + +«Tu sai che io non mi spavento alla vista di una spada...» + +--Se lo so!--gridò il principe. Crede egli dunque che io non compresi +ch'e' poteva uccidermi l'altra volta, e ch'e' fece a posta un +movimento per precipitarsi sulla mia spada? La paura non è di casa +nostra. + +«Ma oggi, io non sono ancor pronto. Delle visioni, dell'emozioni, il +sovvenire di nostro padre, le memorie della nostra infanzia sì +tenera... Te ne ricordi tu, Pietro? I nostri bei giorni di està, a +correre nella foresta... le lunghe nostre notti d'inverno, passate +sulle ginocchia del nostro nobile padre, che ci raccontava le +battaglie di Napoleone, l'incendio di Kremlin, la campagna di Russia, +Waterloo, e mille aneddoti degli tzar Paolo ed Alessandro?... Ebbene, +no, oggi è impossibile. Tutto ciò mi assedia nella mia camera. Io non +posso uscire...» + +Il principe leggeva di una voce soffocata dalle lagrime; i singhiozzi +lo strangolavano. Non pertanto, continuò: + +«Ti domando un giorno di sosta. Che cosa è un giorno? Tu ài aspettato +tanto tempo. Dimani, io sono ai tuoi ordini. Io ti aspetterò ove tu mi +aspetti adesso. Tu ài avuto tanti anni di debolezza per me. Viziami un +giorno ancora. Cosa è due volte dodici ore? Oh! se io potessi dirti +addio!... Ma no: il destino ci spinge. A rivederci domani. + + «Tuo fratello + + «ALESSANDRO.» + + +Il principe restò come abbacinato alla lettura di questa lettera. +Senza avvedersene, egli la stringeva e la gualciva nella sua mano +destra, la foggiava a pallottola, mentre grattavasi dolce dolce la +fronte della sinistra. + +Infine fece un movimento vivissimo, passò la testa fuori lo sportello +e gridò ad Ivan: + +--A casa, al galoppo. + +Partirono come il vento. + +Arrivarono senza schiudere le labbra. + + +Sarah fermò il dottore al varco, nell'anticamera, e lo chiamò per +visitare la sua padrona, la quale, dal mattino passava da sincope in +sincope. + +Il principe andò a gittarsi sur un canapè nel suo gabinetto, +annientato dalle emozioni. + +Maud, che aveva letto la prima lettera del conte Alessandro, il dì +innanzi, indovinava perchè suo marito fosse uscito e partito per +Parigi, alle sei del mattino. + +Ella svenne quando questa notizia le fu annunziata, e non ritornò alla +vita che per svenire di nuovo. Una carrozza era andata a prendere il +dottore di Nubo a Parigi, ed era tornata vuota, con la nuova che il +principe era venuto a menarlo via alle sette. Le convulsioni di Maud +divennero più intense. + +Ella sentì il dottore entrare nella sua camera, e, levandosi di uno +slancio su i suoi origlieri, gridò: + +--Ebbene! egli l'à ucciso? + +--Non vi è alcuno di morto, madama. Rassicuratevi--disse il dottore +con un sorriso grazioso. Ed ò la persuasione che non vi sarà più +alcuno in questa incomoda situazione. + +--Dio vi ascolti, dottore!--sclamò Maud ricadendo su i guanciali. + +Il conte di Nubo ordinò dei calmanti, dette speranze, disse qualche +motto gaio, ed entrò nel gabinetto del principe. + +Questi aveva svolta la lettera di suo fratello, l'aveva riletta, e +l'aveva spiegata larga larga innanzi a lui. + +Scorgendo il dottore, levossi e dimandò vivamente: + +--Ebbene? + +--L'è seria--rispose il dottore. I fenomeni si complicano. Al +deperimento si aggiungono ora le sincopi. Ma io la guarirò. + +Il principe gl'inchiodò addosso i suoi sguardi carichi di odio, lo +afferrò pei polsi e susurrò di una voce sorda: + +--La deve morire... Io non voglio uccidere mio fratello... no, non lo +voglio! + +Il dottore conte di Nubo salutò profondamente, e senza replicar verbo +uscì. + + + + +VII. + +Una prescrizione verbale. + + +Maud non rivide più suo marito. + +Troppo debole per alzarsi, ella lo fece chiamare il giorno stesso +nella sua camera, poi il dì seguente; poi il quarto giorno. + +Il principe non ascoltò quella voce, non obbedì a quell'appello. + +Il quinto giorno e' partì per Nizza. + +Il dottore di Nubo gli aveva ordinato di andare a prendere dei bagni +di sole nelle contrade del mezzodì. Il dottore gli aveva inoltre +promesso di andarlo a trovare e di recarsi insieme a lui in Svizzera. + +Infrattanto, il principe aveva preparato un ordine di 150,000 franchi +sul suo banchiere per il dottore. Ma questi aveva respinto l'ordine, +preferendo ricevere quella somma di mano a mano, nel gabinetto. + +_Honni soit qui mal y pense!_ + +Il principe pagava al medico certi apparecchi che questi aveva fatti +costruire da un fabbricante di macchine di fisica, per i quali +apparecchi il dottore di Nubo promettevasi di salvare la principessa +Maud di Lavandall. + +Ciò ci autorizza a pensare che il principe aveva ritirata la sentenza +fatale con la quale aveva condannata sua moglie--alla fine del +capitolo precedente. + +Il conte Alessandro era ritornato in Russia. + +Egli aveva ricevuto il giorno stesso un dispaccio del conte di +Nesselrode, che lo chiamava, a nome dello Tzar. + +Questa partenza aveva forse deciso il principe di Lavandall a lasciar +Maud sola oramai nella sua residenza di Saint-Germain. + +Noi che sappiamo le cose di una sorgente più autentica, noi diciamo +che il conte Alessandro era tornato a Pietroburgo ed il principe +Pietro erasi recato a Nizza. + +Ma i giornali di Parigi, che san tutto ed un poco di più, e che sono +sempre ben ragguagliati, raccontarono la storia in un altro modo. + +Il conte Alessandro non era restato a Parigi che tre giorni e non +aveva messo il piede fuori dall'Hôtel du Rhin. Ma il _Corsaire_ lo +aveva snidato. Questo giornale aveva anzi ricevuto comunicazione della +storia sì drammatica dei due fratelli e di Maud, e sollecitavasi a +portarla a cognizione dei Parigini--i quali aman tanto le forti +emozioni--soggiungendo fedelmente l'episodio del duello fallito; la +ragione di questo contrattempo; e come il conte Alessandro, essendo +subitamente fuggito per non aumentare la desolazione di sua cognata, +che lo amava, il terribile principe lo inseguisse per obbligarlo a +battersi. + +Tutti i giornali avevano riportato l'aneddoto sinistro di questo +Otello russo, e non si sa come, un di quei giornali era caduto nelle +mani di Maud, la quale non leggeva mai giornali. + +Bisogna credere che quello stordito dottore di Nubo, il quale ne aveva +sempre le tasche zeppe e li seminava da pertutto, avesse lasciato +cader quel numero del _Corsaire_ nella camera dell'ammalata--cavando +una lettera del principe cui aveva ricevuta da Nizza e che voleva +leggerle. + +Ed in vero, la cosa ne valeva la pena. Imperciocchè il principe +dimandava ragguagli sulla salute di sua moglie, con un'immensa +tenerezza. + +E' scriveva che egli andava sempre più male, perchè quel clima, troppo +ossigenato, non convenivagli punto, e chiamava il dottore appo di +lui--quando la salute di sua moglie gli permetterebbe di lasciarla +senza pericolo, anzi di condurgliela, se le forze di lei le +consentissero di viaggiare, ed il cielo d'Italia potesse facilitarne +la guarigione. + +Questa lettera fece rivivere Maud. Ella rise perfin del _Corsaire_, +quando vi lesse l'istoria del principe che dava la caccia a suo +fratello. + +Povera donna! ella conservò perfino il giornale per divertirne suo +marito, quando la sarebbe a Nizza; perocchè ella proponevasi di +andarvi il più presto possibile. + +La grande parola, cui ella aveva a dire a suo marito: Io ti amo! la +soffocava oggimai. + +--La mia malattia è qui--diceva ella picchiandosi il cuore--questa +confessione mi opprime. Quando ne sarò scarica, io mi rileverò. Io +sarò guarita. + +La malattia della principessa--il dottore lo à detto--era una +consunzione lenta per appoverimento di forze, una malattia di +languore, a cui s'erano congiunte le sincopi. Ma le sincopi erano +cessate, e non restava adesso che a rilevare questo organismo +spossato. + +Il dottore di Nubo aveva sopperito a ciò, e non senza successo. Ma, se +mestieri è di confessarlo, la lettera del principe da Nizza aveva +avuto la metà più di efficacia che il trattamento medicale. + +Quale era questo trattamento? + +Semplicissimo. + +Il dottore di Nubo aveva sottomessa la principessa all'azione +elettro-galvanica. Egli aveva creduto opportuno di servirsi della pila +di Volta--nè più, nè meno--con le modifiche ch'essa aveva +posteriormente subite e quali erano note verso il 1840. + +Il dottore aveva preferito la pila alla vecchia bottiglia di Leyde. + +Una circostanza aveva forse contribuito a questa scelta, o avevagli +suggerito quell'idea. + +Abbiamo già detto che il principe di Lavandall occupavasi di scienze +naturali. E' lavorava sopratutto in chimica, e si dava di preferenza +alla decomposizione dei metalli. + +Quest'uomo non aveva in sua vita che uno scopo--e lo si comprende +senza stento:--trovare un rimedio per l'epilessia. + +Egli considerava questa malattia come un difetto di equilibrio tra le +parti metalliche che entrano nella composizione dei fluidi del nostro +corpo. Sotto certe combinazioni, a certi stati, in certe condizioni +del magnetismo terrestre, queste parti metalliche del nostro corpo, di +già alterate nel loro stato di ossidamento, ricevevano una scossa: ed +ecco la convulsione epilettica! Ristabilire dunque l'equilibrio tra +questi elementi metallici, onde sottrarli all'azione elettro-magnetica +del globo, o metterli in condizione di sostenerne l'influenza; ecco il +rimedio contro l'epilessia! + +Il principe intendeva quindi alla scomposizione dei metalli, per +ridurli direi quasi ad essenza, affinchè la loro miscela alla _sève_ +del corpo fosse immediata ed immancabile. + +A questo effetto, egli erasi munito di potenti apparecchi elettrici. + +Il dottore di Nubo gli aveva fatto costruire una serie di pile +voltaiche, la di cui forza variava--da quella di un colpo di pugno a +quella del fulmine. + +La serie n. 10 uccideva un bue sul fatto, in un secondo. + +Il dottore di Nubo aveva poi fatto costruire, per uso della +principessa, una serie simile di queste pile--somiglianti per la +forma, diverse affatto per la forza. Imperocchè, la serie n. 1 +produceva appena un brivido; la seria n. 5, un forte buffetto; la +serie n. 10, una viva scossa. + +La principessa prendeva un bagno elettrico due volte al dì, per mezzo +di un rheoforo--una specia di mezzaluna che metteva in comunicazione i +due poli della pila metallica mediante la catena--e toccava il corpo +della principessa con le sue due estremità: l'una applicata al cuore, +l'altra al cervelletto. + +Ogni cinque giorni, ella saliva di una serie. + +L'esperimento essendo benissimo riescito, il trattamento era fisso. + +Maud si sentiva sollevata per bene. + +Le sue forze si rialzavano. La sua vita cominciava a risbocciare più +rapidamente. + +Ella si levava di letto adesso, ed un raggio di sole rallegrando il +giorno, ella si trascinava verso un balcone per andare ad imbeversene. + +Il sole è un sì gran rimedio per i convalescenti! Gli è forse perchè +la luce è combustione incandescente metallica? + +Ella andava a sedersi nel suo _boudoir_ per ricevere le scosse +elettriche. Disponeva ella stessa l'apparecchio; teneva ella stessa i +rheofori appoggiati al suo petto. Poteva leggere adesso. Cominciava a +pigliare un po' di alimenti. Sostenendosi al braccio di Sarah, faceva +il giro del suo appartamento, digeriva già un po' di pesce ed un +biscotto di _arrowroot_ in qualche goccia di vino delle Canarie. + +Ella era nel rapimento. Ed il dottore partiva dal palazzetto, +fregandosi le mani dopo ogni visita. + +Si era alla scossa della serie n. 8. + +La guarigione consideravasi dunque ormai come assicurata, la cura +regolata. Il dottore annunziò quindi un mattino alla principessa +ch'egli andava a lasciarla, per una settimana o due. E' le mostrò +un'altra lettera del principe, nella quale e' manifestava sempre la +stessa sollecitudine tenerissima per sua moglie e la speranza di +averla al più presto possibile accanto a lui. + +Egli pressava il dottore di andarlo a vedere, perchè sentiva +sicuramente che l'aria di Nizza non gli era propizia e credeva che +quella di Pisa o di Palermo potesse meglio convenirgli. + +Parlando di ciò, il dottore che aveva preso l'asciolvere nel _Pavillon +d'Henri IV_ ed aveva forse mangiato troppe ostriche, espresso il +desiderio di avere una tazza di the--di quel the oro, che veniva loro +dritto dalle canove dell'imperatore della Cina. + +Sarah si recò immediatamente al tinello per apparecchiarglielo. + +Il dottore continuò, infrattanto, a dare alla principessa le sue +ultime istruzioni--cui ella doveva seguire durante l'assenza di lui--e +le variazioni che poteva portare nel trattamento. + +--Quanto alle variazioni, io credo madama, che non dovete pensar guari +a farne--eccetto una forse, cui ci è consigliata dal successo stesso +del rimedio adoperato. + +--Quale, dottore?...--dimandò Maud. + +--L'è semplicissimo: aumentare l'azione dei medesimi rimedi per avere +un'efficacia più accelerata. + +--Infatti. Io comprendo ciò. E che dovrei fare, allora? + +--Io credo, però, che prima del mio ritorno voi non potrete tentar +nulla di ben potente. Trattasi semplicemente di accrescere la forza +del vostro apparecchio elettrico; ed è d'uopo che io sia lì per +intendermi, a questo proposito, col costruttore della pila. + +--Ma, Dio mio, dottore ciò tirerà troppo per le lunghe. E voi sapete +come io brucio di recarmi il più presto possibile presso di mio +marito. Io vado perfino a scrivergli una lunga lettera, che vi +consegnerò domani, e voi gliela rimetterete. Io mi auguro che gli +faccia altrettanto bene che ne fanno, a me, le lettera ch'egli vi +scrive. + +--Ma, a proposito, principessa--sclamò il dottore come illuminato da +un'idea--il nome di vostro marito, cui invocate, fa sovvenirmi di una +particolarità cui avevo perduta di vista. + +--Vale a dire?--dimandò la principessa con ansietà. + +--Ma! voi avete dovuto rimarcarlo voi stessa parecchie volte, +m'immagino. + +--Che dunque? + +--Che vostro marito à nel suo gabinetto un apparecchio di pile +voltaiche esattamente come il vostro, tranne che è di un grado di +forza più potente. + +--Appunto--sclamò la principessa--credo di avere ciò visto. + +--Esso l'è certo, perchè il principe ne usa anch'egli, a mio consiglio, +avvegnachè con minore beneficio. La forza della scossa essendo calcolata +in ragione del sistema nervoso di un uomo, è più considerevole--ed essa +è opportunissima alla circostanza ed allo stato in cui voi siete. Voi +non avete, dunque, che a far uso dell'apparecchio di vostro marito, come +è desso allistato per numero di ordine, e tenervene là, fino al mio +ritorno. + +--Avete ragione, dottore. Farò prendermi quell'apparecchio. + +--Terminate dapprima tutta la serie del vostro. Quando vi sarete +servita del vostro n. 10, sostituitelo con la serie, dello stesso +numero, dell'apparecchio del principe. + +--Sì, grazia: farò ciò. + +--Bisogna mettervi codesto per iscritto, onde non l'obliate? + +--Obliare!--sclamò la principessa.--State tranquillo, dottore, +un'ammalata non oblia nulla, allorchè ella tiene alla vita quanto io +vi tengo. + +--Sia. Ci siamo bene intesi. + +Il dottore abbreviò le istruzioni--sollecito ch'egli era di sorbire il +the profumato che Sarah servivagli. E' parlò allora d'altre cose. + +--Sapete voi, principessa--diss'egli--che Parigi si occupa di voi? + +--Di me!--sclamò Maud con sorpresa. + +--Dovrei dire di vostro marito e di vostro cognato. + +--E che dice essa, la vostra Parigi, dottore? Ne sa dessa più di voi e +più di me? + +--E' pare, madama. + +--Allora, dottore, io sarei incantata di apprenderlo, a volta mia. + +--Ebbene, principessa, non più tardi che ieri, il _Corsaire_ diceva +che il principe di Lavandall segue alla pista suo fratello, in Siberia +a quest'ora, in via per la Cina forse, prendendo sempre i cavalli che +questi vien di lasciare all'ultima tappa. + +--L'è desso terribile, ciò, dottore--sclamò Maud sorridendo. L'è del +Byron o del Poe. + +--E si soggiunse, principessa, per colmo d'informazioni infallibili, +che voi morite di dolore e di disperazione, e che io, vostro medico, ò +delle grandi inquietudini sullo stato dal vostro spirito. + +--Ma ciò l'è infame!--gridò Maud. Dottore, bisognerebbe far smentire +codeste stolidezze. + +--Voi v'immaginate questo, madama?--rispose il dottore di un'aria +attristata. Non ci crederebbero punto. Crederebbero, al contrario, che +la novella è verissima, ed i miei colleghi direbbero che io mi fo +della _réclame_!... Ah! la libertà della stampa! che tossico! + +--Ma che fare, allora? + +--Nulla affatto. Il _Corsaire_ sarà profondamente ridicolo fra due +mesi, quando vi vedranno brillare nei saloni di Parigi, appoggiata al +braccio di vostro marito. Tutto al più, madama, se ciò vi aggradisce, +io schernirò un poco al club il direttore di questo giornale sulle sue +storie, e lo consiglierò ad attingere le sue nuove ad una sorgente +meglio ragguagliata. + +--Fatelo, dottore, perchè e' vogliono renderci dei _lions_; e voi +sapete che noi amiamo traversare il mondo senza rumore. + +Il dì seguente, il dottore venne per la sua visita di congedo, e non +trovò nulla ad aggiungere, nè a cangiare alle istruzioni della +vigilia. + +Maud gli dette una lettera per suo marito, cui aveva avuto la forza di +scrivere, ed ove ella diceva infine quella parola tanto agognata dal +principe, tanto pura nel cuore della giovane donna. Ella confessava di +amarlo. + +Amarlo! ciò avrebbe potuto sembrare una menzogna, e di già il principe +Pietro la reputava un'ipocrita. + +Allora Maud gli raccontava tutte le fasi che la sua passione aveva +traversate, tutte le crisi che aveva subite, a come, infine, di un +tratto, questa passione anonima--o piuttosto che aveva preso tutte la +maschere--erasi trovata amore. + +L'accento di questa lettera era così semplice, sì vero, sì toccante, +ch'e' sarebbe stato impossibile di scorgervi un dissimulamento. Il +bagliore era così abbarbagliante, ch'e' sarebbe stato d'uopo esser di +macigno per non esserne rischiarato, riscaldato, trasportato. + +Il dottore non sospettava guari che macchina infernale e' rinchiudeva +nel suo portafogli!¹ + + ¹ Vedere: _Diana_, seconda serie dei _Suicidi di Parigi_. + +Qualche giorno dopo, e' partì. + +Era verso la fine di novembre. La stagione diventava fredda e +pluviosa. Non più caldo sole; non più canto di uccelli; non più +farfalle e fiori nel giardino il giorno, e stelle nel cielo la notte. + +Maud, che abbisognava di tutte queste cose--che sono il sorriso della +natura--era triste; e la loro assenza diminuiva altresì l'efficacia +dei suoi bagni elettrici. Ella si cacciava nelle stufe per vedervi +ancora delle foglie e dei fiori e saturarsi dei loro languidi profumi. + +Come tutte le inglesi, ella folleggiava per i profumi. + +Il profumo è il bacio, nella creazione. + +Ella sosteneva di già la scossa della sua serie n. 10. + +Il quinto giorno, Maud si rese nel gabinetto di suo marito e vi cercò +l'apparecchio cui il dottore le aveva indicato. Ma era troppo pesante +per le sue forze. Chiamò un domestico, segnalò la cassa delle pile +alla scritta n. 10, e gli ordinò di trasportarla nel suo _boudoir_. + +Fu obbedita all'istante. + +Ella precedè il domestico. + +Questi rimpiazzò la serie n. 10 della principessa con quella n. 10 del +principe, ed uscì. + +La giornata scorse nella tristezza e nel silenzio. + +Sarah era andata a Parigi per far delle compere. Ella ritornò la sera, +portando un numero del _Corsaire_, nel quale si raccontava, che il +dottor conte di Nubo era partito per la Svizzera e che il dottore +Pinel l'aveva rimpiazzato presso della principessa di Lavandall, la di +cui ragione dava segni di smarrimento funesto--dopo una lettera +ricevuta dalla Russia. + +Maud, profondamente abbattuta, gettò il giornale nel fuoco. + +Ah! i giornalisti non sanno che colpi terribili e' portano sovente +sopra taluni, quando mandan giù certe novelle con indifferenza, per +disannoiare tal'altri! + +--Ma che ò fatto io dunque a questa gente perversa--sclamò +Maud--perchè mi calunnia così? + +Povero moscherino! + +Ella non sospettava punto qual diabolico ragno tesseva intorno a lei i +fili del suo destino! + +Il dottore di Nubo, che seminava dovunque gli aneddoti, lasciavane +cadere altresì al _club_ senza farvi attenzione forse. Ed il direttore +del _Corsaire_ spigolava senza gridargli: guarda! + +E gli è così, che la sventurata giovane malata passava nel dominio +pubblico, per la noncuranza dell'uno, per la avidità di novelle della +_high-life_ dell'altro. + +Ma era poi leggierezza, non curanza, quella del dottore conte di Nubo? +Eh! eh! + +Maud andò a letto, ma non chiuse palpebra per tutta la notte. Ella +sollecitava più che mai il momento di volare presso suo marito, onde +metter termine a questi odiosi rumori. + +L'indomani, per buona ventura, il dì sorse bello, e Maud contemplò la +vita al colore dei raggi del sole. + +Ella si levò a mezzodì e passò nel suo _boudoir_. + +Era quivi che la prendeva la sua colazione, prima di ricevere la +scossa elettrica. + +Ella mangiò quel mattino senza appetito, a causa della notte passata +nell'insonnia. + +Sarah trovolla più pallida, gli occhi velati, le orbite offuscate e +più incavate. La non disse nulla, però, per non attristarla. + +Maud s'impressionava sempre, apprendendo che l'andava più male. A +venti anni! vedere, a venti anni, la morte che si avanza a passo +lento, cauto, guardingo, da traditrice!... Maud bevve un uovo fresco, +prese una cucchiaiata di _gelée_ ed un boccone di petto di beccaccia. +Poi, si allungò sulla _dormeuse_. + +Sarah, impiedi innanzi a lei, attendeva l'ordine di darle le due fila +della pila. + +Maud si taceva. Si sarebbe detto che l'avesse obliata. Il suo spirito +spaziava altrove, batteva i campi, saltava dall'ospizio di Londra al +castello di Lavandall, dalla villa di Saint-Germain a Nizza, dal +principe Pietro al conte Alessandro. Aveva bisogno di dormire. L'odore +dei fiori le faceva male... E poi, di un tratto, ella si vide come se +fosse divenuta folle... Gettò un grido. Allora, ella si accorse di +Sarah che aspettava. + +--Fa presto dunque, _my dear_,--ella sclamò. Finiamola. O' sonno. + +Sarah obbedì. + +Maud prese i due fili dei due poli della pila; li riunì nella sua mano +all'asta dei rheofori; la scintilla si sprigionò; la scossa ebbe luogo +e si comunicò al cervelletto ed al cuore. + +Maud gettò un grido, e si arrovesciò fulminata sul tappeto. + +Sarah si precipitò verso la sua padrona e la rialzò. + +Maud era morta... + + +Qualche giorno dopo, il _Corsaire_ scriveva: «Noi eravamo ben +ragguagliati sulla situazione mentale della giovane principessa di +Lavandall. Ella si è suicidata colla macchina elettrica. La si dice +vittima di un amore disperato.» + +Un mese dopo, il dottore di Nubo ritornava dalla Svizzera, e portava +la notizia, che il principe di Lavandall, avendo tentato l'ascensione +del Monte Bianco, era caduto in un abisso di ghiaccio, da cui non lo +si era potuto cavare. Era un accidente, un suicidio, ovvero...? + +Il dottore lo accompagnava! + +Il conte Alessandro divenne il principe Alessandro di Lavandall. + + +FINE DELL'EPISODIO SECONDO. + + + + + +VITALIANA + +EPISODIO TERZO + + + + +I. + +Una confessione come ve n'àn poche. + + +Vogliate entrare, se non vi è discaro. + +Noi siamo nella cappella del castello, il mattino del mercoledì santo. + +Un prete aspettava innanzi l'altare, dalle otto del mattino, per +cominciare la messa. + +Erano già le nove. + +Ingualdrappato da capo a piedi; il viso rivolto al lato della porta; +le spalle appoggiate al corno del Vangelo; quel paziente ecclesiastico +sembrava abituato alla sua posizione, a que' ritardi, alla vista del +luogo. + +Egli guardava dunque con indifferenza suprema i marmi, le colonne, le +sculture, le dorature, i balaustri, le tribune, gli stucchi, i vetri +dipinti, i merletti delle ogive, le nervature, i rosoni della +cappella--che si sarebbero detti un oggetto da oreficeria, talmente +erano ricchi, eleganti, minutini--di quell'architettura rococò +insomma, della seconda metà del XVII secolo, protetta dai gesuiti. + +Il prete applicava i suoi occhi senza sguardo sopra una madonna di +Alfonso Cano, e sbadigliava. Egli portava poi quelli occhi carichi di +noia sopra un martire del Ribera, e cominciava una seconda tappa di +sbadigli; e di tappa in tappa, e' trascinava quello sguardo senza lume +da una Santa Agnese di Velasquez ad una Santa Lucia di Ribalta, da un +santo inquisitore di Zurbaran ad altri santi e ad altre sante del +Domenichino, del Caravaggio, del Guido.--E non era neppur rapito da +una splendida carola d'angeli dell'Albano. + +Il brav'uomo si sarebbe addormentato, se un mozzoncello di paggio, +trasformato per la bisogna in chierico, non gli avesse di tanto in +tanto pizzicato i polpacci a sottecchi, e non l'avesse fatto di tempo +in tempo trasalire. + +Allora e' sospirava, e guardava il bel masso d'iride che il sole, +filtrando a traverso il rosone a vetri colorati sulla porta, stampava +nel mezzo della cappella. + +Come la primavera inneggiava al di fuori! Che brezza tiepida in que' +bei viali del parco--mentre che egli aggrinzava su quell'altare di +marmo ove il buon Dio, egli stesso, doveva trovarsi a disagio! Come +gli insetti e gli uccelli erano liberi sotto quella volta di +cielo--mentre che egli--unto del Signore e bisunto del mondo--montava +la guardia sotto quella volta di stucco e di legno, ed aspettava, e +doveva aspettare chi sa ancora per quanto tempo! + +La cappella era vuota. + +Tranne il prete ed il paggio, una lampada di oro che oscillava, ed una +polvere di oro, che formicolava in quel raggio di sole guizzato al di +dentro, nulla movevasi, nè dava segno di vita. + +Il rumore indietreggiava, pieno di riverenza o di paura. + +Un inginocchiatoio, coverto di velluto cremisi, a fiordalisi, indicava +che qualcuno doveva venire. + +Poi, non una sedia, non una panca per chichessia. Quella cappella era +un gabinetto privato, ove il buon Dio si recava per uso di qualche +essere privilegiato, esclusivamente. + +La porta che conduceva al di fuori era chiusa. Le tendine di seta +verde delle tribune erano abbassate. Una portiera in velluto paonazzo, +ornata di frange e di nappe d'oro, mascherava una porta laterale. + +Il prete volgeva lo sguardo da quel lato con più persistenza ed +ansietà, che verso i capolavori d'arte, i quali popolavano il luogo. + +Infine, alle nove e mezzo, quella cortina si mosse, una mano, +appartenente ad un corpo che si tirava indietro, la sollevò, a lasciò +passare il personaggio aspettato. + +Questi era un uomo di taglia mezzana, di aspetto insignificante, di +uno scialbo fuligginoso, dagli occhi vitrei. Era calvo, tranne alle +tempie, ove si rizzava qualche ciocca di capelli rossastri. Non un +pelo sul volto. Le labbra rientrate, e la bocca ermeticamente serrata. + +In tutti i suoi lineamenti non aveva di saliente che gli zigomi--i +quali si arrampicavano verso l'insù della fronte--e le orecchie, che +davan giù verso la mascella inferiore, come quelle del cane. Le narici +erano feroci--ed eran desse la sola cosa che parlasse in quella figura +allampanata. + +Portava sul capo un berretto di velluto nero, cui levò entrando in +cappella, ed avviluppavasi in un lungo zamberlucco da camera di +velluto violetto. + +Su questo, brillava l'ordine del Toson d'oro. E con codesto, delle +pantofole ai piedi ed una pezzuola bianca attorno al collo¹. + + ¹ Si direbbe che si dipinga qui Ferdinando VII di Spagna. + (_N. dell'Editore_). + +Un gesuita, che lo seguiva a due passi in dietro, s'inginocchiò alla +sua sinistra, alla medesima distanza, mentre che egli, con la sua aria +vecchiotta, s'installava a comodo sull'inginocchiatoio. Ed il prete +dell'altare volgeva il dorso e dava principio alla messa. + +Il sembiante del gesuita contrastava singolarmente con quello del +personaggio del Toson d'oro. + +Quel reverendo era pallido anch'egli, ma di quella pallidezza biliosa, +cui cagionano lo studio, la reclusione, l'ambizione, le forti passioni +tenute a briglia, il sangue che brucia senza ossigeno, mediante il +sistema dei fumivori--di quella pallidezza fatale, insomma, la quale è +il prodotto del consumo spontaneo, e che inverniciò tanti visi di +grandi uomini e di uomini terribili;--la pallidezza di Dante, di +Napoleone, di Filippo II, di S. Domenico e di Fouquier Tinville. + +Era alto e magro, e di già un poco curvo, quantunque non avesse che +circa cinquant'anni. La sua fronte calva si elevava alta. I suoi occhi +profondi e neri fiammeggiavano. Il suo naso aquilino respirava le +tempeste. Le sue labbra fine e pallide, ornate di un falso sorriso, +denunziavano l'astuzia. Dai larghi denti, spaziati, acuti, indicavano +istinti poco umani. Contrariamente alle regole del suo ordine, portava +la testa alta, e guardava dritto innanzi a sè. + +Gli è vero, che nella sua prima gioventù quel padre era stato dragone. +E' si chiamava allora il conte di Landrolle. Si chiama adesso il padre +d'Ebro. + +Aveva disertato da Napoleone a Waterloo, al seguito di Bourmont. + +La messa, che scivolava allo spiccio, passava per sopra al suo capo. +E' non ne aveva bisogno. Azzeccava invece il suo sguardo sull'uomo dal +Toson d'oro, il quale sembrava più attento e più divoto di lui. + +Quando il prete si fu comunicato, il gesuita si avvicinò +all'inginocchiatoio. L'uomo che l'occupava fe' segno della testa di +non aver d'uopo del ministero di lui. Si alzò infatti ed andò a +comunicarsi all'altare. + +Di ritorno al suo posto, e' parve più fervente. Il gesuita, più +inquieto. + +Infine, la messa terminò. Il prete rientrò in sacrestia, ed il +personaggio in veste da camera si levò. Il gesuita si precipitò per +rialzare la portiera dell'uscio, lo lasciò passare e lo seguì. + +Il personaggio dal Toson d'oro non manifestò di avvedersi di quegli +atti di deferenza. E' camminò dritto, traversando qualche sala ove +zonzavano parecchi lacchè, affrettati ad aprire le porte. + +Il gesuita seguiva in silenzio. + +Arrivati in una galleria dove si aprivano più porte, il padre d'Ebro +s'inchinò profondamente dietro il personaggio che lo precedeva, quasi +per pigliare commiato da lui. Allora questi si volse e gli fe' segno +di continuare a seguirlo. + +Il gesuita girò il manubrio della porta. Il personaggio entrò in una +camera da letto, la traversò ed andò a sedere in un gabinetto da +lavoro o da preghiera. + +Quel ricovero, le di cui finestre sporgevano sul giardino, era +tappezzato di raso cilestre a gigli d'oro. Sul muro, al fondo, +penzolava un grande crocifisso di avorio, ed ai piedi di questo un +inginocchiatoio di ebano. Vicino alla finestra, era uno scrittoio con +qualche libro di sopra. A lato, un piccolo stipo incrostato di +tartaruga. Dietro, un divano molto comodo, in velluto, ed un +seggiolone innanzi lo scrittoio, stemmato a corona. + +L'uomo dal Toson d'oro andò a sdraiarsi sul divano ed indicò al +gesuita di tirare il campanello. + +Questi toccò un bottone e restò impiedi. + +Due minuti dopo, un lacchè, seguito da due gentiluomini con una chiave +d'oro sul dorso, portò sur un vassoio d'oro una tazza di porcellana +ripiena di cioccolatte. Il personaggio la prese, e di un gesto ordinò +a quella gente di uscire. + +Il gesuita restava sempre impiedi, vicino alla porta. + +Quando il cioccolatte fu sorbito, il personaggio porse la tazza al +gesuita, additandogli di posarla sullo scrittoio, e disse: + +--Prendete quel seggio e sedete lì, in faccia a me. + +--Mille grazie, sire--mormorò il padre d'Ebro. + +Egli era in presenza di sua maestà, re Taddeo IX. + +--O' a parlarvi--disse costui, dopo qualche minuto di silenzio. + +--Sono sempre agli ordini di vostra maestà. + +--Fate attenzione, padre mio, chè vi parlo in confessione. + +Il padre d'Ebro si alzò, s'inchinò, e si riassise. + +--Voi vi occupate, padre mio, degli affari della mia anima. Ma voi non +vi astenete di darmi altresì dei consigli sulla condotta del mio +governo. + +--Quando V. M. mi fa la grazia di esprimerne il desiderio... + +--E sovente pure, senza che io lo desideri e senza ch'io ve lo +domandi. + +Il gesuita abbassò il capo, astenendosi dal rispondere. + +La voce del re sembrava severa. + +--Ora--continuò Taddeo IX--io vi consulto sopra un caso grave--grave +per la mia coscienza d'uomo, pel mio onore di cavaliere, per il mio +dovere di re. + +--Vostra maestà può contare sulla mia lealtà senza limiti, e su i miei +consigli--quali piacerà al nostro divino Redentore di inspirarmeli. + +--Padre d'Ebro, vi siete voi giammai preoccupato della situazione del +mio regno? + +--Sire, dopo il regno del cielo--di cui mi sforzo appianare la via a +V. M., e cui mi arrabatto a conquistare per me--io non ò che un +pensiero: la grandezza, la pace, la sicurezza... e la buona direzione +del reggimento di V. M. nelle viste del Signore. + +--Io sono vedovo, padre mio--sclamò il re sospirando. + +--Il signore ha detto nel libro della _Sapienza_: «Le amarezze dal +vedovo parlano al Signore dell'integrità del suo cuore.» + +--Non ò figliuoli. + +--Vostra maestà à di già professato con Giob: _Dominus dedit, Dominus +abstulit!_ + +--Ad ogni modo, Egli avrebbe meglio fatto di lasciarmeli--di lasciarli +vivere, se veramente dati E' me li aveva. Ma io ò dei dubbi su questi +avvenimenti, cui è inutile di mettere in chiaro oggidì. + +Il P. d'Ebro abbassò gli occhi e si tacque. + +Il re continuò: + +--Ora, che avverrà del mio trono, dopo la mia morte? Ecco la mia +preoccupazione. È mestieri che io lo lasci a mio fratello--vale a +dire, all'uomo che io odio di più in questo mondo. + +--Sire--osservò il P. d'Ebro timidamente--il Signore proibisce l'odio, +e la Chiesa non ordina di odiare che il peccato. + +--Pertanto, bisogna ad ogni costo--dovess'io proclamar la +Repubblica--che quell'uomo non mi succeda. + +--Sire, le leggi fondamentali della Corona sono inesorabili su questo +punto. Esse assicurano la successione a vostro fratello, se V. M. non +avrà prole. + +--Inezie! Chi à fatto quelle leggi? Gli Stati della nazione ed un +altro re, che non era neppure dei miei antenati. Ebbene, che cosa è un +re? + +--Sire, l'_Ecclesiastico_ à detto: «Dov'è la parola del re, quivi è la +potenza. E chi può dirgli: cosa fai tu? Chi tiene il comando non può +far male; ed il cuore di un uomo saggio distingue bene il tempo ed il +giudizio.» Tale è il re. + +--Io abrogherò la legge allora, e farò per il meglio. + +--Sire, lo spirito del male non si rassegna giammai al bene, senza +procurare di tuffarlo prima nella desolazione. Il principe di Tebe +potrebbe cagionar dei malanni. + +--Gli è precisamente codesto che sveglia le mie angustie. I popoli +sono diventati infami: essi pensano e giudicano! + +--Vostra Maestà è ancora giovane--insinuò il P. d'Ebro--e Dio semina +l'avvenire. Ma l'uomo crea pure gli avvenimenti... e li corregge. + +--Gli è appunto ciò cui penso da qualche settimana. + +--Allora, V. M. troverà certamente la soluzione del problema... ed io +supplicherò Dio che la rischiari. + +--Non vi è mestieri di tanta luce, padre mio. Io non ò che quattro +cose a fare. Primo: invertire l'ordine della successione... + +--Gli Stati della nazione non lo consentirebbero, forse; ed e' sarebbe +pericoloso farne senza. + +--Lo veggo anch'io. E perciò, ò messo da parte questa misura. Secondo: +decretar la Repubblica, a partire dall'indomani dalla mia morte. + +--Sire, non si rispetta sempre la volontà dei re defunti. Poi, la +Repubblica, che assassina i re e rovescia gli altari, è abbominevole +agli occhi di Dio. + +--Ed ecco perchè ò messo da banda anche codesto mezzo. Terzo, allora: +fare uccidere mio fratello. + +Il gesuita non interloquì. + +Il re continuò: + +--Infine, riammogliarmi. + +--E perchè no, sire? Vostra Maestà non à che cinquant'anni. + +--Lo so. Ma cosa è l'età, cui annunzia un almanacco, se l'età, cui Dio +infonde nel sangue, avanza del doppio? Io ò cento anni. Tutto è morto +in me. Un nuovo matrimonio non migliorerebbe la situazione del mio +regno e le condizioni della mia famiglia. + +--Sire, voi obliate che Dio fa dei miracoli, o ch'Ei fa fiorire i rami +disseccati. + +--Io conosco qualcuno che farebbe di codesti miracoli senza ricorrere +a Dio--e lo si vede più spesso che la morale nol consentirebbe. No, +padre mio, non vi è resurrezione in questa materia. Quando l'olio è +consunto, la lampada muore, e nulla la ralluma. Io ò tentato tutto, +del resto, ed avrei dato nove decimi del mio regno a chi mi avesse +presentato un elixir della vita. + +--Sire, non bisogna scoraggiarsi giammai, quando si mette confidenza +in Dio. Il signore à detto: «Io sono il forte!» + +Re Taddeo conservò un silenzio pensieroso per qualche minuto, poi +soggiunse: + +--Padre mio, ove la scienza non arriva, ove la fede non basta, non +trovate voi, non intravedete voi un altro mezzo? + +--Sire--rispose il padre d'Ebro--io non oso nulla intravedere. + +--Nondimanco, nella Bibbia, ove si attingono tanti consigli, ove +s'incontrano tanti esempi, ove si cercano tanti espedienti e tante +consolazioni, la soluzione dei dubbi che uccidono il mio riposo deve +pur trovarsi consacrata. + +--Sire, tutto è nella Bibbia. Solo occorre saperla interrogare. Che V. +M. degni di mettermi sulla traccia, affinchè io le riveli la volontà +di Dio. + +--Ma, padre mio, gli è chiaro pertanto cosa io mi cerchi! Io voglio un +successore al mio trono. Bisogna che n'abbia uno, che me se ne +fabbrichi uno... + +--Sire, posso osare comprendervi? + +--Osate, osate, padre d'Ebro. Io voglio un successore... e la pace +della mia coscienza. I pregiudizi degli uomini mi toccano poco, se la +voce di Dio mi rassicura. Altri si son pure trovati nella medesima +situazione, padre mio. + +--Sire, poichè la M. V. mi ordina di aprire i libri santi, io oso +leggervi? + +--E cosa vi leggete voi? + +--Nella Bibbia, sire, l'analogia è una chiave. Si parla di una _radice +di Jesse_ e s'intende Gesù. Geremia parla della _Regina coeli_, e la +s'intende Maria. Ebbene... + +--Ebbene? + +--Sara non aveva figliuoli da Abramo. Ella introdusse nella camera +nuziale la schiava Agar. Rachele non aveva prole da Giacobbe. Ella +permise alla sua fante Balah di entrare nel suo talamo. Lia, per la +medesima ragione, gli presentò la sua schiava Zilpah. E quella stessa +Rachele permise alla sua sorella Lia di rivedere suo marito, per +qualche ramo di mandragora. + +--Basta--sclamò Taddeo IX. Gli è ciò che io voleva sapere. E cosa +avvenne dei figli di quelle schiave, padre mio? + +--Essi furono servitori di Dio, antenati di Gesù Cristo, patriarchi, +capi di tribù--che erano i re d'allora... + +--Padre d'Ebro--riprese il re--e se io seguissi l'esempio di quelle +madri, di quelle mogli di patriarchi, troverei io grazia agli occhi +del Signore? Potrei io dirgli: Io ò agito giusta i consigli di uno dei +tuoi preti? La mia coscienza di cristiano può restare calma? Potrei io +dirmi: Io ò compiuto il mio dovere di re!... ed andarmi a riposare nel +Signore? + +--Sire, io vi parlo in nome di Dio. Se egli vi à colpito--per uno dei +suoi secreti inscandagliabili--della più crudele delle sue piaghe: la +sterilità!... gli è ch'egli esigeva da V. M. la più grave delle +espiazioni: quella dell'umiltà! Dio non poteva pensare a castigare i +vostri popoli, che sono innocenti. Ora, il principe di Tebe sarebbe un +castigo. La repubblica, la guerra civile. Una sostituzione mediante un +ramo collaterale... Dio non può permettere codesto. Adorate la sua +mano. Dio non adottò egli Saul, e dopo Saul Davide, in pregiudizio +della discendenza del suo profeta? E perchè? Perchè gli Anziani del +suo popolo dicevano a Samuele: «Guarda dunque! tu sei vecchio ed i +tuoi figliuoli non vanno sulla tua strada; dacci un re che ci governi +a modo delle altre nazioni.» Samuele fece quanto potè, e disse tutto +ciò che seppe immaginare per distoglierli da quella determinazione. +Gli Anziani tennero sodo, ed ebbero il loro re. Ora, se Samuele +preferì un guardiano di asine, ed in seguito un guardiano di capre ai +suoi proprii figliuoli--egli, Samuele, che faceva l'usura, dava mano +alla corruzione e pervertiva la giustizia--di quanto un figliuolo di +regina, nato _dal cuore_ di V. M. non dovrebbe essere più gradito agli +occhi del Signore, che questo successore obbligato, il quale +cagionerebbe la ruina della nazione? + +--Grazie, padre mio--disse il re. Io ò preso il mio partito. Voi mi +avete convinto... e voi ne siete responsabile innanzi a Dio. + +Il P. d'Ebro s'inchinò di un'aria piena di umiltà. Il re si levò e gli +domandò: + +--Padre d'Ebro, voi che leggete tante cose nelle Scritture Sante, vi +avete voi giammai incontrato un qualche passo che si rapporti a re, i +quali avrebbero ucciso dei profeti infedeli? E' mi sembra che codesto +debba esservi pure. + +--Sire--sclamò il P. d'Ebro impallidendo--ciò vi è per l'appunto. +Ma... + +--Padre mio, parleremo del _ma_ un'altra volta. Riflettete al testo, +per il momento. La confessione è finita. + +Il padre d'Ebro salutò umilmente ed escì. + +Il re suonò. + +Un ciambellano apparve. + +--Il marchese delle Antilles--ordinò il re. + + +Due settimane dopo, il marchese delle Antilles era mandato in +ambasciata straordinaria presso re Claudio III--onde negoziare un +trattato di commercio e navigazione con suo cugino, il re Taddeo IX! + + + + +II. + +Un mandato come... non se ne da sovente. + + +Il marchese delle Antilles era arrivato nella capitale del re Claudio +III, portatore di un dispaccio del ministro degli affari esteri, che +lo accreditava qual negoziatore di un trattato di commercio, poi di +una lettera del suo padrone pel re. + +Questa lettera, quando S. M. Claudio III riescì a decifrarla, lo turbò +considerevolmente. + +Da prima, essa era di una scrittura che avrebbe dato l'itterizia al +più intrepido paleografo. In seguito, essa era lunghissima. Infine le +cose che conteneva sembravano singolarmente sorprendenti. + +Sua Maestà credette di aver mal compreso e fece chiamare il principe +di Celle, suo ministro degli esteri, a cui la comunicò, non senza +qualche esitare--quantunque il principe fosse un vecchio e fedel +servitore della sua casa. + +La conferenza tra il re ed il ministro durò parecchie ore, ma nulla ne +traspirò. + +La sera, S. M. fece venire nel suo gabinetto sua figlia--la +principessa Bianca. + +Il dì seguente, il principe di Celle chiamò nel suo il duca di Balbek +suo nipote. + +Claudio III era un uomo precocemente caduco. + +Sempre malescio, sempre uggioso, sempre bisbetico, sorrideva di raro, +benchè avesse il sorriso grazioso. Parlava pochissimo. Molto crudele, +perchè divoto--divoto, perchè crudele. + +Claudio III simulava e dissimulava come un lacchè--tanto e' temeva di +cessare di esser padrone! + +Sua Maestà amava molto i suoi figli--quantunque e' si avesse tutte le +ragioni per dubitare della sua paternità assoluta. + +Aveva sempre paura: di sua madre--che aveva provato di avvelenarlo; di +suo fratello--che aveva voluto cacciarlo dal trono; del suo +popolo--che covava una rivoluzione; di sua moglie--di cui contrariava +le inclinazioni; di suo cugino--che ruminava cercargli briga; dei +cospiratori--che tramavano contro la sua vita; della malattia--che lo +teneva sempre sotto la sua punta. La sua gioia, adunque, era in far +dei meschini. + +Aveva nondimeno il sembiante dolce, la parola lusinghiera, le maniere +graziosamente squisite, un tantin di spirito, ed era mastro nell'arte +del tornire in legno¹. + + ¹ Si direbbe, a questo ritratto, che si tratti di Francesco I di Napoli. + (_N. dell'Editore_) + +--Figlia mia--disse egli alla principessa Bianca la sera, quando la +gli ebbe baciato la mano--ò dovuto contrariarti in questi ultimi +giorni nel tuo divertimento favorito, perchè tu avevi cagionato dei +malanni. I miei imbecilli sudditi capirebbero, senza fiatare, che +venti mila di loro perissero in una battaglia. Essi non saprebbero +persuadersi che una principessa possa, per sbaglio, uccidere un +bracchiere per un cinghiale. Nondimeno, il tuo medico mi à detto +stamane che la tua salute esigeva questi esercizi violenti e che il +riposo t'impallidiva. Ti accordo dunque di nuovo il permesso di +correre i boschi. Solamente, ti azzecco ai fianchi un cavaliere di +compagnia, il quale temperi la tua foga. + +--Grazie, babbo--rispose la principessa baciando questa volta suo +padre sulla fronte. Se codesto cavaliere cui mi cucite alla gonna è un +vecchierello, io lo stancherò, lo sfiaterò... lo farò crepare in tre +giorni. + +--So pur troppo che tu sei una brigantessa--rispose il re. E +prevedendo precisamente codesto, io ti ò destinato un Mentore di +venticinque anni: il duca di Balbek. + +--Alla buon'ora! Lo farò sventrare allora da un cinghiale--sclamò, +ridendo, la principessa. + +--Sono contento vederti gaia, cara fanciulla--riprese il re. Abbiamo +così poco tempo a restare insieme! + +--Che dite voi, sire? + +--Io mi sento più malato che mai. D'altronde, figlia mia, tu sei in +una età da marito, e da un giorno all'altro... + +--Io non sono mica impaziente, babbo... + +--Sì: ma altri potrebbe ben esserlo. Per bacco! quando si è vedovi, e +si àn cinquant'anni e non successione assicurata, si capisce la +premura e le precauzioni... + +--Voi dite, babbo, cinquant'anni? + +--Sì, è una supposizione. Infine, bisogna esser preparati a tutto. +Quando si vuole un successore ad ogni costo, è mestieri mettersi in +misura: e quando lo si è, dire: io son pronta! In questo caso, non si +va a badare se tu abbia o no fretta. È la cosa stessa che urge e +indica la precipitazione. Buona sera, Diana cacciatrice. Non essere +schifiltosa come la tua santa protettrice. La pruderie era buona per i +pagani e per le dee... non per le regine che debbono arrivare al trono +con una successione bella ed assicurata... assicurata ad ogni costo! +Buona sera. + + +Se vi è qualcuno che abbia più spirito di Voltaire e di _tout le +monde_, gli è sicuramente una figlietta a maritare--fosse ella pure +una principessa. Bianca comprese il latino di suo padre--latino, del +resto, che non aveva mica bisogno di dizionario. + + +Altra fu la conversazione del principe di Celle con suo nipote, il +duca di Balbek. + +--Riceverai--disse il principe--oggi stesso forse, il brevetto che ti +nomina cavaliere di compagnia della principessa Bianca. Sei tu +fortunato! gaglioffo! + +--Proprio!--sclamò il duca di Balbek. Solamente, io vorrei che si +definissero le mie funzioni presso di quella principessa. Perocchè, in +realtà, io non ne vedo mica altra che quella di avere un grifo di +cinghiale piantato nel ventre, o di vedere le budella di lei appese ai +rami di un cervo. + +--Avresti tu preferito che ti destinassero ad allacciare il suo busto, +od a porgerle l'asciugatoio all'uscita del bagno? + +--Io non vedo nulla di disonorevole in codeste funzioni. E se desse +fan parte del mio ufficio, io mi vi rassegno senza mormorare. + +--Ebbene, no, signor mio monello--replicò il ministro. Tu devi +accompagnar Sua Altezza nelle escursioni ch'ella predilige, +preservarla dai pericoli, e farle trovare la natura incantevole. + +--Ecco ciò che è impossibile. Io, io non amo la natura. Io preferisco +una lucerna che fumiga ad uno spuntare di aurora. Io comprendo una +cisterna, perfino un cetriuolo, ma non comprendo un paesaggio. + +--La comprensione ti verrà. La difficoltà della tua parte è tutta nel +cominciare. Sarà d'uopo di un tatto squisito, cui tu non ài. +Imperciocchè, non è già nelle guardie del corpo che s'imparano le +delicatezze ed i pigolii degli innamorati da _boudoir_. + +--Ma, fate attenzione, zio, voi confondete i generi. Sotto un nome +pulito, io non sono in realtà che un bracchiere, il quale riceverà i +colpi, i bufoli, i cinghiali, i contadini--che si avvicineranno senza +etichetta a S. A.; la rialzerà se cade di cavallo; le indicherà la +strada ed i viali nelle foreste; prenderà a suo conto tutti gli +sbagli, tutte le disgrazie della caccia--incluse le archibugiate che +si smarriscono ed uccidono un villano per un lepre. + +--Esattamente. L'è codesta la parte brutta delle tue funzioni. Ora, e' +non incombe che a te, se ài spirito, di rilevarla, e di ciò che è un +mestiere di domestico fare la delizia di un cavaliere elegante. + +--Ma voi obliate, dunque, che io ò per le mani un'Altezza, una figlia +di re, una principessa del sangue. + +--Tu puoi anche aggiungere la fidanzata di un re. Ma, silenzio! Questo +l'è un segreto di Stato cui ti rivelo, conosciuto adesso unicamente da +S. M. e da me. + +--Eccomi allora più domestico che giammai! + +--Comincio ad accorgermi che ebbi torto di indicarti per codesto posto +superbo, perchè tu sei un vigliacco o un imbecille. + +--Ed io comincio a comprendere che voi non dite tutto ciò che pensate, +e che gironzate attorno a qualcosa. + +--Io non gironzo, ma cammino dritto. La principessa Bianca è +bellissima. Non vi è dunque nulla da stupire che la si dimandi in +matrimonio, e che perfino dei pretendenti slombati ed affranti si +mettano su i ranghi. Un cavaliere di compagnia che avesse dello +spirito potrebbe, in una situazione simile, far molta via. Gli è un +gironzare questo? + +--L'è peggio che un gironzare: l'è un affondarsi. Ed innanzi tutto, mi +parlate voi da zio, in questo momento, o da ministro di S. M. Claudio +III? + +--Come tu voi. Ma ponghiamo che io ti parli da ministro, non fosse che +per obbligarti al secreto: che conclusione ne cavi tu? + +--Allora, io prego Vostra Eccellenza di farmi l'onore di darmi delle +istruzioni precise; perocchè, che io capisca o no, sono deciso a non +capir così subito. + +--Meglio vale allora che io faccia rivocare il decreto, e che lo +intitoli a qualcuno che abbia intelletto più svelto. + +--Prego V. E. di riflettere ch'e' non trattasi qui di una quistione +d'intelletto, ma di una consegna. Se io mi determino ad operare per +mio proprio conto, vedrò cosa avrò a fare. Se debbo funzionare per +conto altrui, ò il diritto, mi penso, che mi si spieghino gli ordini. + +--Ai tempi miei, i giovani non facevan mica tante moine par piacere +alle belle giovinette. Ed ò anche visto, quando ero in Russia, dei +belli e forti garzoni mettersi a subbisso per acchiappare un sorriso +della vecchia Tzarina. È vero che noi eravamo allevati allora dai +gesuiti, e che oggi sono dei pedanti che vi abbrutiscono in ciò che +addimandasi un liceo, un collegio, un'accademia, un'università. Ai +miei tempi l'era naturalissimo che un marito di cinquant'anni, che si +permetteva una moglie di vent'anni, si desse altresì un coadiutore per +la confezione della famiglia. Il posto di cicisbeo, e perfino di +abbatino, era allora pesante, ma onorevole ed ambito--ed un padre si +sarebbe creduto disonorato se avesse appreso che il suo figliuolo era +proprio di lui. + +--Ahimè! Eccellenza, l'è una disgrazia. Ma, ai giorni nostri, non si +fanno in collaborazione che i _vaudevilles_ per il teatro. I figliuoli +in accomandita ed in Compagnia Anonima esistono tuttavia, ma non sono +riconosciuti dal Codice Civile--e monna polizia si mischia di quella +gentilezza che chiamasi un adulterio. + +--Vattene allora, e sii un semplice bracchiere. + +--Io non dico codesto. Io desidero solamente che si specifichino le +mie attribuzioni, onde non fuorviare. Si può esser colpevoli. Non è +permesso di essere stolido o ridicolo, se si sbaglia. + +--Tu sei di una probità miracolosa! Vado a farti nominare direttore +della Banca. Ma ammettiamo, per ipotesi--per scandagliare i gradi +della tua modestia e della tua virtù--che ti si dica: Vi è un marito +che vuole un successore ad ogni costo, e che non è sicuro di sè: vuoi +tu associarti all'opera sua? Che risponderesti tu a questa proposta +filantropica? + +--Eccomi qui. Ma ad una condizione, anzi a due. + +--Va là!... la donna è bella e giovane... + +--Monta poco, fosse ella altresì regina o qualcosa di simile. Se non +si trattasse che di una borghese... Ma con dei re? cattera! Essi ànno +sempre in tasca una corda per impiccare, ed in bocca una menzogna per +sconfessare ciò che non gradiscono. + +--Che professore di logica! Gli è vero che non vi è nulla di così +concludente che la paura. Vediamo dunque codeste condizioni. + +--Da prima, vorrei che V. Eccellenza mi desse la commissione con una +lettera ministeriale in buona regola... + +Il ministro si lasciò andare ad un grande scoppio d'ilarità, e non +rispose. Il duca soggiunse: + +--In seguito, che mi si nomini ad un'ambasciata, a Vienna, a Madrid, a +Parigi, non importa dove, ma che io possa tenermi lontano dagli Stati +del re clemente ed adorato, Claudio III. + +--E poi ancora? + +--Ecco tutto. Ed io prometto di fare le cose a dovere. + +--Veramente, io sono sbalordito di tanta stolidezza ed oltracotanza! +Ma tu vivi dunque nel regno della luna, eh! + +--Se ciò fosse, non avrei dimandato nulla di nulla, ed avrei regalato, +senza farmeli dimandare, dei figliuoli ed anche dei nipoti a chiunque +avesse una bella moglie. Ma noi siamo nel regno di S. M. Claudio +III--subillo ciò all'orecchio di mio zio--negli Stati di un re, dove +il tradimento è una massima di governo; ove l'arbitrio, la ferocia, la +bugia, la dissimulazione, la perfidia, sono degli strumenti di regno. +Dimani, che per una ragione qualunque la cosa fallisca; che non se +n'abbia più d'uopo; che si sappia; che dispiaccia; che riesca +altrimenti da ciò che si aspetta... ed eccomi lì compromesso ed +afforcato. Non si risparmiano gli uomini cui si caricano di tali +secreti e di tali funzioni. Ebbene, io voglio tenermi al coperto di +codesti colpi di soppiatto. Io voglio, innanzi tutto, essere lontano +di qui; provare, in seguito, se mi si accusa di fellonia, che io +obbedii agli ordini che avevo ricevuti. Io separo in ciò la parte +dell'uomo da quella del funzionario. Io compirò la prima parte per +modo che non vi sieno reclami; eseguirò la seconda nel senso preciso +delle istruzioni. + +--Ài tu finito, leguleio, casista? Tu non comprendi mica dunque che +guazzi nell'assurdo? + +--Niente affatto. Vostra Eccellenza non dà ella dunque delle +istruzioni minute ai suoi agenti diplomatici? Il viaggiatore che vuole +abbordare nei paesi a governo sospettoso non si munisce egli forse di +un passaporto? Il mio passaporto è l'ambasciata. Io sono un agente +diplomatico di una categoria non peranco classificata, ma le cui +funzioni sono delle più delicate. Mi date voi, sì o no, una missione? +Se me la date, esigo il mandato. Io non sono mica di coloro cui un +ministro o un re si propone sconfessare o spezzare, se la missione +volge male. Voi rifiutate la lettera ministeriale? dunque voi meditate +un tradimento. + +--Tu vuoi dei documenti? dunque tu vuoi trafficarne. Non vedi tu, +idiota, che una scritta simile nelle tue mani sarebbe una sentenza di +morte contro di te? Non è, no, per fartene un parafulmine che tu +cerchi codesto. Chi andrà a dimandarti conto di ciò che avvenne nel +fondo di un folto macchione, o nelle serate di un _boudoir_, se non si +desidera di meglio che ciò abbia luogo ed il più presto possibile? Chi +t'impedisce di ritirarti, se incontri ostacoli? Chi t'impedisce di +pigliar delle precauzioni prima d'impegnarti? Il pericolo sarebbe +desso nel successo? Ma, non ti si dà una missione simile per mancarla. +Lo scritto che tu dimandi non è dunque per la tua sicurezza. + +--Lo è per l'appunto. + +--No. Esso sarebbe invece un giorno una tentazione forse per la tua +cupidità, per un cattivo pensiero qualunque. Tu non rifletti dunque +che si vorrebbe forse un giorno spacciarsi di un uomo che possiede di +tali secreti, di tali documenti? Tu avresti una pistola carica e +sempre armata, la bocca volta al tuo cuore. Tu saresti sempre in +pericolo di morte, o in misura di commettere un'infamia, un +tradimento, cui si vorrebbe impedire. + +--Io so bene che avrei in poter mio una macchina infernale la quale +potrebbe annientarmi ad ogni istante. Però io mi piaccio a lottare +contro il pericolo ed a dimesticare il serpente a sonaglio ed il +tigre. Io avrei ogni interesse a non mai mercanteggiare di quel +documento. Chi potrebbe pagarlo? Contro chi ne trafficherei io? Contro +mio figlio, che sarebbe sur un trono? Ma bisognerebbe essere idiota. +Io voglio un attestato della mia partecipazione a questa grande opera, +non per farmene una spada, ma un origliere. Voglio poter dire: sono +padre! Non sarei giammai tanto assurdo per dire: ecco lì un bastardo! +mi comprendete voi, Eccellenza? + +--Io comprendo che tu sei un indegno furfante, che ti trovi in gambe +nel bene o nel male. Ma ti sembra desso possibile che io mi indirizzi +al re per domandargli l'autorizzazione di una simile lettera +ministeriale? Un'ambasciata, dopo dei servizi di questo genere, resi a +due sovrani, si concepisce, si scusa. Si perdona la tracotanza della +tua dimanda. Si promette. Si accorda. Posso anzi prendere questo +impegno, perchè il posto di Parigi va a vacare quanto prima. Ma le +istruzioni scritte?... Tu sei pazzo, tre volte pazzo, goffo, tre volte +goffo. + +--Non è mestieri, zio, che dimandiate al re l'autorizzazione di darmi +le mie istruzioni per iscritto. Ciò entra nelle attribuzioni del +ministro. Altri si contenterebbero di averle verbali. Altri, +semplicemente indicate nell'ombra dei sotto-intesi, come voi fate al +presente. Altri vi afferrerebbero a mezza parola e si lancerebbero +all'avventura testa giù, a loro rischio e periglio. Io, io sono leale: +voglio che il mio ufficio mi sia formulato in iscritto. Il re vi ci à +di già autorizzato, significandovi l'intento ed accettando l'uomo. I +dettagli sono l'opera del ministro, come qualunque altro semplice +regolamento. Riflettetevi. Io accetto il mandato. Poi, al momento in +cui io sarò pronto per metterlo in atto, verrò a reclamarlo, secondo +la formula che vi presenterò. Non temete nulla. Ma mettetemi al +sicuro. Noi siamo tutti complici. Noi abbiamo dunque lo stesso diritto +alla sicurezza e lo stesso dovere del silenzio. Perchè reclamate voi +la parte del lione e la facoltà esclusiva di potermi un giorno tradire +ed impiccare? + +--Va, balordo, gli è di già troppo di chiacchiere per una semplice +ipotesi--cui ò proposta per scandagliare il tuo carattere ed il tuo +spirito. + +--Zio, dite a Sua Eccellenza che la ringrazio; che le farò onore; che +sarò fedele e cavaliere; che il documento cui esigo non sarà giammai +una lettera di cambio, ma forse, un giorno, una semplice credenziale; +e ch'ella può lasciarmela con confidenza. I duchi di Balbek non +tradirono mai: voi lo sapete. + +--Tu vuoi dunque collocarti a piacere nella gola del lione? Si subisce +il pericolo. Ma non se ne fa la sua aria respirabile, il suo pane +quotidiano. Va, rifletti a tua volta ed abbi la fortuna di riescire. +Dimentica il funzionario e sii il duca di Balbek. Una tanta bellezza! +venti anni?... Io andrei a farle la corte nel cratere del Vesuvio. + + +Due giorni dopo, il barone di Luci portava a re Taddeo IX la risposta +autografa di suo cugino, re Claudio III. + +E l'_hallali_ risuonava nelle foreste! + +L'_hallali_! + + + + +III. + +Ove si apprende: che tutto è bene ciò che riesce bene. + + +La principessa Bianca, dicevano i cortigiani, è una Minerva, come se +ne veggono ancora le statue nei Musei. Suo padre l'aveva chiamata +Diana. Forse, ei sarebbe restato più nel vero se la si fosse +addimandata una Venere contadina!¹ + + ¹ Non vi pare d'intravedere qui la regina Cristina di Spagna? + (_N. dell'Editore_) + +La statura s'innalzava un poco al di sopra della mezzana, ma bene +assisa sulle groppe e solidamente costrutta. Nell'insieme, svelta ed +armoniosa. Non si appiccava l'epiteto di piccino nè ai suoi piedi, nè +alle sue mani; ma le sue mani seducevano, i suoi piedi provocavano. + +Io mi sono sempre dimandato perchè dei piedi graziosi, piccoli, +inarcati, elastici, provocassero, solleticassero. Che mi si parli +delle labbra, io lo comprendo. Delle labbra rosse, leggiermente umide, +a pelle fina, a palpitazione soave, a polpa attraente--delle labbra, +insomma, come quelle della principessa Bianca--sono un focolaio di +amore a getto continuo, che danno i brividi. Que' piccoli denti--che +debbono morsicchiare sì bene--sembrano una frangia tagliata in un +petalo di magnolia! Quegli occhi neri, grandi, lucenti, che vi +avviluppano e vi penetrano; che riverberano l'infinito; che rivelano +l'abisso; ove il piacere è re; ove l'amore è tiranno... appiccano +l'incendio dovunque si posano, la disperazione dovunque passano, fanno +paura se s'inalberano, uccidono se diventano languenti. Le +sopracciglia che li coprono scoppiettano scintille se si aggrottano. + +La fronte di Bianca non è alta, ma levigata e candida e si perde nelle +onde infinite di una capigliatura nera e vellutata--che morde il +freno, lo rode ed irrompe--correndo dietro alle carezze della brezza +ed ai raggi del sole. + +La sua fiera narice è crudele e voluttuosa, altera e provocatrice. Il +soffio che l'agita, in passando, è elettrico. + +La vita, esuberante, lussuosa, irresistibile, inebriante, impetuosa, +esigente, scoppia da tutti i suoi lineamenti. Il color vivo delle sue +guance la rivela. Bianca invita al festino degli dei, che inizia alla +beatitudine, ma che uccide se vi vi si tuffa con abbandono. Chi non +vorrebbe morire su quel petto, la bocca applicata a quel collo serico +e bianco--il serpente dell'Eden? + +Malgrado la vivacità e l'agilità della principessa, il suo portamento +era reale. La sua voce, un po' ruvida, commoveva. Il suo gesto, breve +e vivo, era eloquente. Il suo andare seduceva. Assisa, era volgare; in +piedi, imponeva; a cavallo, vi trasportava come una fanfara di guerra. +Negli addobbi comuni delle donne ella era triviale. Su di lei i +gioielli smorfiavano; il fiore appassiva; la _gaze_ si screpolava. Il +velluto, la seta la rimpicciolivano. Bisognava vederla nel suo costume +virile di amazzone per ammirarla nella sua apoteosi. Ella rivelava +l'androgenia dell'anima. + +Nulla di più goffo se ella danzava. A ginocchio, un libro alla mano, +nella cappella, alla messa, era disperatamente ridicola e meschina. Un +bicchiere alla mano, a tavola, ella avrebbe fatto scoppiare Arianna di +gelosia. + +Non pertanto, ella suonava bene il piano, il quale sotto la sua mano +potente scoppiettava come una frusta, scintillava, espettorava dei +suoni come colpi di pistola. Laonde ella non suonava mai sempre che +arie guerresche, inni spietati, sinfonie tempestose, finali gremiti di +antitesi ed orripilanti. + +Il piacere che l'ubbriacava era la caccia. Nei castelli reali si +trovava un registro zeppo zeppo di più migliaia di pezzi di grosso +selvaggiume ucciso dalla principessa Bianca. Si erano bene astenuti +però d'iscrivervi altresì che ella aveva morti per sbaglio cinque o +sei picchieri e parecchi contadini e guardacaccia. Il sangue, compreso +il suo proprio, l'intimidiva poco. + +Malgrado ciò, era sensibile alle lagrime, e gli atti generosi la +facevano singhiozzare. Un uomo ucciso la colpiva; un fiore appassito +l'inteneriva. Leggeva di raro; ma se prendeva un libro, era sempre un +poeta: Schiller, Byron, Hugo, Köerner, Zorillas... Sapeva tutte le +lingue. + +Una principessa non è dessa una piuma, cui il vento deve un giorno +trasportare Dio sa su quale riva? + +Il moto era per lei la vita; il riposo la spegneva. Aveva l'audacia di +un uomo; la volontà di bronzo... di una donna. + +Eccola adesso sur un ginetto andaluso nei viali della foresta. + +Quindici giorni di reclusione le davano il farnetico del movimento. + +Il suo occhio si dilatava, le sue narici si gonfiavano, il suo seno si +apriva. I suoi colori, un istante impalliditi, rifluivano trionfanti. +La sua testa sfidava il nugoleto che si granulava di fulmine e +s'imbeveva di uragano. La sua voce scoppiava e balzava. + +I suoi fratelli e gl'invitati a quella caccia erano restati indietro, +lontani, spauriti. I bracchieri, sperperati nella macchia, nei mille +sentieri della foresta. + +Un solo cavaliere, il duca di Balbek, si teneva ai suoi fianchi, +attaccato al suo abito, gualcendo sovente la sua amazzone in quella +corsa scapigliata. I loro cavalli erano ebbri di demenza. Tutto è +fiamma intorno a loro: il pelo dei cavalli, i ferri dei piedi, gli +occhi dei padroni, l'aria del cielo... tutto tramanda scintille! Lo +spazio è un abisso: assorbe, attira, porta via, trasporta--dove Dio +mise dei piedi, esso attacca delle ali. + +Ove van dessi? verso il limite illimitato: in niun luogo! Avanti! poi +avanti! avanti sempre! + + +Una frana a picco li ferma infine. + +Bianca dà in un pazzo riso. + +Il duca cava il suo cappello e saluta. + +--Mica male!--sclama la principessa. Per un primo saggio ve la siete +tirata bene. Promettete qualcosa. + +--Non sono io l'ombra?--rispose il duca. Il corpo mi trasporta +nell'orbita sua. Ove è il merito che Vostra Altezza mi fa l'onore di +rilevare? + +--Ritorniamo. La bufera bufonchia. Se il nuvolo crepa voi andrete a +pigliare un cimorro; ne ò paura! + +--Altezza, io non mi incatarro che al lume dei doppieri. + +--In questo caso non vi accimorrerete mai al mio seguito. Voi non +andate dunque mai al ballo, voi? mai allo spettacolo? + +--O' bisogno di ben foderarmi di flanelle, se par avventura sono +obbligato di andarvi. + +Rivennero su i loro passi e traversarono i cedui. + +Era la fine di maggio. La natura fremeva ancora del suo immenso andare +in amore--ciò che si armonizzava completamente con l'espressione di +aspettativa appassionata cui la giovane coppia portava negli sguardi. + +Camminavano adesso fianco a fianco, a passo lento, in silenzio. E' +cercavano forse un finale spontaneo, che perdesse quell'impronta _per +ordine_, cui l'una aveva compreso nelle parole di suo padre, l'altro +in quelle di suo zio. Il corpo era stanco della corsa sfrenata; +l'anima dominava. All'agitazione tumultuosa succedeva il meditare +ondulante. Galleggiavano nel vago. + +La natura cantava sotto gli abbracciari del sole che divenivano più +incalzanti. La cervia, sbalordita dal rumore cui la caccia spandeva +lontano, si ritirava nei suoi folti appartati. Il caprioletto +saltellava intorno ai cavalli. Il daino bramiva. + +La caccia del giorno era ai lepri, ai conigli, agli uccelli, di cui si +compiè un'abbattagione. + +La volpe, cauta e curiosa, si teneva in distanza, l'occhio al fucile +che pendeva dall'arcione di Bianca ed alla carabina che riposava sulla +coscia del duca. Su i picchi delle roccie lontane, il lupo, assiso +sulle sue lacche, faceva sentinella, inquieto ma grave, portando le +sue orecchie puntute verso tutte le direzioni delle brezze che +stuzzicavano l'aere sonnolento. Nel profondo dei boschi si udiva il +grugnare sordo del quarteruolo e del vecchio solitario, che meditavano +un'irruzione subdola, ma non osavano rischiarla. + +Che gaiezza poi nei rami! Che cinguettìo, che garrito, che gorgheggi, +che saltellare, che strepito di ali, che beccheggiare, che lascivia! +Che negghianza negli uni, che inquietudini per la casa negli altri! +Che spanto di pietre preziose negli occhi, nelle ali, nelle goliere, +nei ciuffetti, nei pennacchi! Quei fiori dell'aria si abbandonavano ad +un baccanale sfrenato. Quei piccoli bellimbusti tormentavano la +quercia grave e screpolata dal fulmine, l'acero che protesta, l'elce +che si stecchisce, l'olmo che cede, l'abete che si dondola realmente, +il pino che se ne burla, l'agrifoglio che dà la berta, il biancospino +che ride in mancanza di meglio, il ginepro, il cipresso, il larice, il +tasso, che vanno in bestia. Quegli audacelli pigiavano sopra tutti; +facevan peggio che salivare sulla faccia di quegli esseri secolari e +serii, i quali, incappellati come i Grandi di Spagna innanzi al re, +portavano il capo alto innanzi agli aquiloni. + +Un olezzo indefinito si spandeva nell'aria e la saturava. Esso si +esalava di dovunque: dalle thuye, che si schieravano in battaglia +intorno ai grandi alberi; dai budleya ai grappoli di fiori azzurri; +dalle piccole deutzie al loro nevigato di fiori di argento; +dagl'indigoferi che sparpagliavano i loro getti di porpora, dai _rhus_ +che lasciavan folleggiare i venti lascivi nella loro bionde +capigliature inanellate; dai _vitex_ che innalzavano le loro lunghe +spighe di fiori cilestri. Che irradiamento animato! Che invasione di +vita! I viali ombreggiati, cui la principessa Bianca ed il suo +cavaliere traversavano, sembravano degli squarci in un mare di +smeraldo. La foresta era una sirena. + +La natura fondeva i colori, i profumi, le voci, le scintille, i +sentimenti ed i gradi. + +Si aspettava Bianca ed il duca per asciolvere e tornare al castello. + +Si era ucciso una montagna di lepri, di conigli, di palombi, di merli, +qualche riccio, qualche istrice, qualche scoiattolo, molti fagiani. Si +era ucciso per uccidere. Imperciocchè tutto ciò, in quella stagione, +non valeva nulla. Non era la caccia, era l'assassinio. Quanti amori +interrotti? Quanti orfani condannati a perire? + +Bianca non aveva scaricato il suo fucile. Ella non era venuta per dar +mano a quel massacro, ma per bagnarsi nell'aria aperta, dopo una +settimana di città e di castello. Le sue guance, del resto, +rifiorivano: la si vedeva di nuovo vivace e splendida. + + +L'indomani ella ricominciò. L'aveva ordinato il medico--e la +principessa rispettava la scienza! Poi, il giorno dopo, e poi i giorni +seguenti. + +Il duca di Balbek l'accompagnava sempre. + +Ed io mi penso che l'uomo cominciava a soppiantare il funzionario. + +Gli staffieri ed i bracchieri, che li seguivano in distanza, li +smarrivano talvolta nel laberinto dei folti e nei sentieri della +foresta, cui gli stessi guardacaccia visitavano di raro. + +La coppia fortunata cominciava per un galoppo vertiginoso, e quando si +trovava immersa, sola, nella solitudine discreta, nei siti ove la +natura libera si lasciava andare alla sua deboscia di creazione, +rallentava il passo e scambiava qualche proposito. + +La parola era misurata: lo sguardo indiscreto. + +Poi, tutto di un tratto, Bianca partiva come un lampo, o faceva +inalberare il suo cavallo sul suo compagno, e rideva; o si lanciava +nelle terre paludose per inzaccherare il suo cavaliere--il quale si +spaventava se la vedeva affondare. + +E quanti accidenti in quelle scappatucce! + +Ieri, l'era l'amazzone--che, appiccata ad un arbusto, aveva scoverto +una gamba ammirabile! Oggi, l'è una bigonia che la spettina e le +scioglie le trecce, cui bisogna dar opera a rannodare. Talvolta, era +una robinia che le strappava la frusta dei suoi artigli rosati. +Tal'altra, una betulla che le solcava il viso, e bisognava +rinfrescarlo con una pezzuola intrisa nell'acqua. + +--Che punto di vista magnifico. Voi non lo ammirate, voi? + +--Altezza, io trovo che la natura è sciocca in tutte le sue +manifestazioni, eccetto... + +--Eccetto? + +--La donna. + +--Voglio arrampicarmi su quelle roccie, ove potrò trovare un nido di +sparviero. Aiutatemi a smontare. + +Ed il duca la riceveva sul suo petto. + +--Aiutatemi adesso a rimontare a cavallo. + +Ed il duca la prendeva nelle sue braccia, adagiava il di lei piede +nella staffa, aggiustava, o disordinava l'amazzone. + +--Oh! come quella glycina bleu è bella ed olezza bene! Andate a +cogliermela. + +Ed il duca correva, e le cacciava poi dentro al busto il grappolo del +fiore colto. + +--To'! quel filo di ruscelletto mi dà sete. + +Ed il duca le prestava la sua spalla per saltar di cavallo. Ed ella +toglieva i guanti, si stendeva lunga lunga alla ripa del rivolo, +attingeva l'acqua nel cavo delle sue palme, beveva, si refrigerava il +sembiante e... + +--Bravo! ò perduto la mia pezzuola. Prestatemi la vostra, duca. + +E poi a galoppare di nuovo. E dei motti interrotti: e degli +impallidimenti subiti; e dei brividi indiscreti ad un tatto +accidentale; ed un respirare oppresso e bruciante, quando si era di +troppo vicini; e dei languori traditori, delle risposte vaghe, degli +sguardi petulanti, delle reticenze eloquenti!!! + +Una settimana sorvolò così. + +Quanto cammino compiuto, ma quanta distanza ancora! + +Non pertanto, il vaso si empiva, l'acqua saliva sempre e sempre, ad +ogni passeggiata, ad ogni costa, in tutti gli angiporti della foresta +ove si scambiava una occhiata, una parola. L'acqua saliva e saliva--ma +gocciola a gocciola. + +Una gocciola ancora! + +Tuttavia, non mai un motto galante, non mai un'allusione. La parola +sarebbe stato un delitto di lesa maestà, poichè la situazione era sì +augusta. + +L'amore non è parlamentare. + +Gli antenati di S. M. Claudio III erano stati cacciatori. + +La loro capitale era circondata di residenze di caccia l'una più bella +dell'altra. Ve n'era una dozzina, tutte ricche di cacciagioni, +pittoresche, confortevoli, deliziose. Era la sola cosa che fosse reale +nella dinastia e nel regno! + +Oltre quelle foreste, quei parchi, quei palazzi di caccia vicino alla +città, ve n'erano poi altri più lontani, altri al centro stesso della +contrada. Vi si facevano dei viaggi, e vi si restava delle settimane. + + +Un mattino, la principessa Bianca fu presa da un desiderio imprevisto +di andare a cacciare i piccioni in quella bella residenza di Lacerta, +che è la Versailles di re Claudio. + +Bianca ed il suo cavaliere salirono in sedia di posta e vi arrivarono +alle nove. + +Due ore di viaggio, l'uno in faccia all'altra! + +Si parlò poco. + +L'occhio sembrava carico di procella. Chi sa se oggi non si darà +battaglia! + +Ma presto, in sella. Il sole carica: i suoi raggi sferzano; maggio +spira. In via. Si servirà l'asciolvere nello _châlet_, ove re Zebulone +IV cucinava i suoi _salmis_, confezionava le sue appetitose +_gibelottes_. Che si attenda quivi. Avanti... avanti! + +Ed il galoppo furibondo e scarmigliato cominciava. + +Chi potrebbe seguire Bianca, che sembra pigliare le ali! + +Ella s'ingolfa nel macchione; traversa le chiarelle, ove il duca la +rivede, e galoppa al suo seguito. Volge a sinistra; sale sur un poggio +e si ferma in una crocevia che rassomiglia alla rosa dei venti. Il +duca la raggiunge. Ella s'immette in un sentiero coverto e sbocca in +una specie di valle magica. + +L'ombra di un pino, come un obelisco, segnava mezzodì sur una roccia. + +In mezzo a quel guazzabuglio di pini, di cedri, di abeti, di +criptomerie che si rizzano svelte e spigliate come colonne, si sarebbe +creduto trovarsi nella moschea di Cordova--di cui si è fatta una +cattedrale! Il sole, a traverso i rami, zebbrava il suolo di rabeschi +fantastici. La mandevillea, dai grossi mazzi di fiori bianchi che +olezzano il gelsomino, invadeva quelle colonne. La phylophora, dai +pampani lucenti, circondava le loro basi e si slanciava in pergole. La +maurandia, dai fiori purpurei, ed il phoseolus, dai fiori rosei +carichi di profumo, spiegavano le loro cortine. Un ruscello +accompagnava della sua sordina i gorgheggi dei rosignuoli, le +improvvisazioni alla diavola di una folla di piccoli uccelli che si +apparecchiavano a fare la loro siesta. Il suolo era tappezzato di una +giovane felce tenera e fresca. + +--Quest'alfana mi à stanca--sclamò Bianca.--Vorrei riposarmi un +istante e dar la caccia alle farfalle, alle sponde di quell'acqua. + +Il duca le porse il braccio. Ella si lasciò cadere in braccia a +lui--tanto sembrava affaticata! Si assise sur un cespo di erbe, ed il +duca legò i cavalli ad un albero. + +Il silenzio della voce umana era completo. Il brulichìo indistinto +della natura era un narcotico. Sul loro capo, le tortorelle, poco +pudiche e poco intimorite, ricambiavano dei lunghi, lunghi baci. La +freschezza soave ed imbalsamata insinuava il languore. + +Il duca si assise a fianco di Bianca. + +Ella impallidì. + +La sua respirazione divenne a balzi. Le sue labbra si scolorarono. Le +sue narici si dilatarono. I suoi occhi si velarono come il cielo negli +istanti che precedono la bufera. Sembrava accasciarsi. Il sonno la +guadagnava. Avrebbe voluto levarsi; ma quello sforzo la ravvicinò al +duca, che si era collocato ad una certa distanza, discreto. + +--Il mio ducato per un tappeto!--sclamò costui di una voce velata. + +Bianca sorrise. + +La di lei testa s'inchinò sulla spalla di Balbek, che si abbassò. + +Gli aliti si confusero. Gli occhi si chiusero. I capelli dell'una +sfioravano il viso dell'altro.... + +Come ciò avvenne? Per quale contorsione di collo ebbe ciò luogo? Nol +so. Ma la bocca dell'uno si trovò contro la bocca dell'altra. + +Bianca dormiva. + +Le loro labbra tremolarono. Un rumore sordo, come una foglia di rosa +che si squarci, ne seguì. Quelle due bocche restarono così a ricamare, +per tutto il tempo che l'assopimento di Bianca durò. + +Infine, ella si svegliò in sussulto e gridò: + +--Guarda! io ò dunque dormito? + +--Altezza, sì--e profondissimamente ancora! + +--Fa sì caldo! si sogna in piedi. Ed io credo di aver sognato... + +--Delle cose spaventevoli, Altezza? + +--Non so. Siete voi poeta, duca? + +--Che! vi sarebbero ancora dei poeti, dopo che non vi sono più delle +Margherite di Scozia? + +--Come! Vi sarebbero ancora degli Alain Chartier, che meritino di +essere baciati sulla bocca dalle principesse... attempatelle? + +--Io credo, Altezza, che qualunque uomo che dica ad una donna: Io +t'amo! sia più poeta di messer Dante e di lord Byron, e meriti questa +ricompensa. Del resto, ogni poesia non è che un ribiascico di questa +strofa divina. + +--L'avete voi mai cantata codesta strofa, duca! + +--Io non l'aveva cantata ancora. + +La principessa si alzò di un lancio e risalì a cavallo, appoggiandosi +appena al braccio del duca. + +Ella tirò un colpo di fucile e partì al galoppo. + +Arrivata al crocicchio, Bianca tirò un altro colpo ed ordinò a Balbek +di fare altrettanto. Poco dopo uno dei bracchieri comparve +all'estremità di un viale. + +La principessa entrò in un sentiero, al passo, ed il bracchiere la +raggiunse. + +Si seguì quella via. + +Il silenzio era completo. + +Bianca sembrava offesa; il duca affranto. E camminava dietro, +apostrofando il suo cavallo. + +Quella parte della foresta era scura e bassa. Delle roccie bianche, +seminate qua e là, le davano l'aria di un carnaio di giganti, che +avrebbero lasciato quivi delle ossa senza espressione. Il suolo era +dell'ocra rossa. Dei serpenti solcavano le sabbie del sentiero. Delle +gazzere davan la berta ai cavalieri e cominciavano una chiacchierata +poco animata con uno stuolo di cornacchie in sentinella all'apice di +un masso. Un pugno di piche si cacciò nella partita ed ingarbugliò la +conversazione. + +--Mastro Alain Chartier in prosa, capite voi ciò che quelli amabili +piumiferi ci vogliono dire? + +--Altezza, io m'immagino che quelle bestie irriverenti si burlino un +poco del prossimo. + +--Davvero! E che dicon esse dunque? + +--Semplicemente questo: Oh! come il duca è brutto! oh! come la +principessa è sirena! + +--E voi non mandate loro una carica di piombo? + +--Magari no! Quelle spiritose bestie ànno ragione. + +Si volse a sinistra, ed un quadro maraviglioso si presentò ai loro +sguardi. + +Il viale metteva capo al lembo di un burrone. Di fronte, si rizzava +altissimo uno scoglio rossastro a foggia di mitra, sormontato da un +picco, come il corno dei dogi di Venezia. Un torrente scendeva ad +infrangersi contro quel corno, e l'acqua, così respinta, si gettava in +due nappi, a destra ed a sinistra, formando due cascate, che +ricadevano da una altezza di cento piedi in una valle, e si riunivano. +La parabola che descrivevano quelle due cascate formava come due archi +che fiancheggiavano la roccia, e le due tese d'acqua rassomigliavano a +due anse di un'anfora--un'anfora alla forma di una mitra episcopale. +Un vapore di polvere di diamanti la covriva. Il sole l'animava e ne +faceva un nembo d'iride. + +Il Cristo, sul Tabor, ebbe a trasfigurarsi così. + +--Oh! come è bello!--sclamò il duca, guardando il viso di Bianca, e +per conseguenza volgendo le spalle alle cascate. + +Bianca partì in uno scroscio di riso e disse: + +--Piede a terra, allora, mastro Alain. + +Lo staffiere prese i cavalli. La principessa si appoggiò al braccio +del duca, e cominciò a discendere il burrone. + +--Aprite dunque il vostro paracqua--diss'ella;--noi andiamo... + +--A traversare il mar Rosso a piede secco, ma al capo +innondato--soggiunse il duca. + +Passarono infatti sotto la parabola della cascata, a destra, avendo +sulla testa quella vôlta di cristallo soffusa di luce. Salirono +qualche scaglione tagliato nella roccia, poi entrarono sotto una +specie di galleria che forava il masso di lungo a lungo. + +Quando furono al centro, si trovarono in una camera pellicciata di +quercia. Un ovale, chiuso da un doppio cristallo, sporgendo sur una +piccola piattaforma, rischiarava il luogo. L'ovale aprivasi in fronte +alla roccia e dominava tutta la vallea percorsa dal torrente--il quale +ricadeva in piccola cascata fino all'immenso bacino del parco, innanzi +al castello. Dalle due porte aperte, a destra ed a manca, vedevansi le +cortine di acqua delle due cascate. + +Il sole del pomeriggio rischiarava la stanza. Il rumore della caduta +d'acqua era ammortito. I giuochi di luce, di faccia e di lato, +producevano dei bagliori magici, in mezzo alle _cannas indicas_ dalle +larghe foglie, dai fiori gialli e scarlatti che ostruivano un poco +l'entrata della vôlta, e le cobee e le campanule che sbocciavano +intorno all'ovale. + +--Signor duca di Balbek--parlò la principessa Bianca, con una dignità +tragica, che faceva fremere la deliziosa pelugine del suo labbro +superiore;--io v'invito a colazione dopo domani, qui, con me; una +colazione di due uova, che voi porterete nelle vostre saccocce, e di +quattro biscotti, che io caccerò nelle mie. + +--Mille grazie, Altezza. E che il buon Dio sia assai clemente e +grazioso per mandarci del _dessert_ dalla sua tavola. + +--Voi siete un ghiottoncello, signor duca!... + + +La colazione ebbe luogo. + +E due settimane dopo, fu celebrato il matrimonio della principessa +Bianca con sua maestà Taddeo IX--rappresentato dal marchese delle +Antilles. + + + + +IV. + +Ove si vede che chi comanda non suda. + + +Cinque anni sono scorsi dall'asciolvere della principessa Bianca col +duca di Balbek nella galleria delle due cascate. + +Grandi avvenimenti sono occorsi. + +Claudio III è morto. + +Il duca di Balbek è ambasciatore di suo figlio, re Comodo V, presso la +Corte delle Tuileries¹. + + ¹ Scommettiamo che qui si tratta di Ferdinando II di Napoli, + fratello di Cristina. + (_Nota dell'Editore_) + +La principessa Bianca à sposato re Taddeo IX, il cui regno à subito +gravi prove. + +Il principe Alessandro di Lavandall è sempre incaricato +dall'imperatore Nicola di quelle funzioni misteriose che toccavano al +mondo dei saloni di Parigi, alla polizia politica ed all'alto intrigo +diplomatico. E' scriveva sempre allo czar di quei ghiotti spacci, cui +Federico II, Caterina II, Luigi XVIII gustavano con tanto appetito--la +_petite presse_ all'uso delle teste coronate! + +Un mattino dell'anno.... non mi ricordo bene la data. Ma M. Guizot era +ministro, ovvero M. Thiers--uno, insomma, dei due grandi piloti che +condussero la dinastia di Orléans al di là della Manica! Un mattino, +dunque, di questo ricordevole anno, il principe di Lavandall +passeggiava nella sua sala d'armi. + +Erano le nove del mattino. + +Egli aveva fatto due ore di ginnastica alla spada col suo maestro +d'armi, ed in quel momento percorreva in lungo ed in largo la sala, +per dare l'ultimo acume a quell'appetito della colazione sì ben +preparato dalla scherma. Un monte di giornali, più o meno sberleffatti +da una matita rossa, giacevano sur un divano, e due o tre altri sur +una seggiola, marcati all'inchiostro nero e postillati. + +Il principe era avvolto in una vesta da camera di _cachemire_ grigio, +e si baloccava colla cordella turchina che l'azzeccava alla vita. Era +distratto e camminava a gran passi, borbottando qualche cosa. Poi +tuffava le mani nelle sue grandi tasche e ne tirava fuori, per la +terza volta, un dispaccio, cui leggeva facendo dei musoni singolari, +sclamando con dispetto: + +--Sì, sì, vi ci vorrei ben vedere, voi signor conte di Nesselrode! Gli +è facile dar degli ordini, i piedi stesi sugli alari del camino... + +E soggiungeva altra roba, forse meno riverente pel suo ministro, cui +perciò appunto non articolava chiaro, e che restava in istato di +ringhio indistinto. + +In quel momento, un domestico annunziò il signor conte Sergio di +Linsac. + +Il principe fece un segno della testa, ed il signor di Linsac entrò. + +Non era avariato di molto, dopo l'assassinio di Regina. Sarebbe forse +perchè il rimorso non è ruggine che rode alla superficie, ma trivella +che fora in dentro? + +Vi sono dei dolori che sono una maschera; altri che sono un'anima. + +Per espiare il sospetto--di cui aveva vituperata Regina--il signor di +Linsac si era forse imposto il bazzicare intorno al principe di +Lavandall. Il principe, dal lato suo, onde risarcirlo in qualche modo, +gli aveva procurato una sovvenzione annua di 30,000 franchi dalla +Russia, per il suo giornale _Les Deux Europes_: perocchè vi sono dei +rimorsi gentiluomini. + +Il fatto è, che il demone dell'ambizione aveva acciuffato M. di +Linsac, e che egli voleva arrivare ad ogni costo, arrivare a tutto. + +La fortuna del signor Thiers lo aveva abbarbagliato. Voleva dunque +esser deputato, pari, ministro, ambasciatore, tutto ciò che la sua +ardente immaginazione di romanziere gli pingeva come una sorgente di +ricchezza e di piaceri. Si era gittato perciò a corpo perduto nel +giornalismo conservatore. + +Il signor Guizot lo pagava e sprezzava largamente. Si serviva dello +stile pomposo e vuoto, della coscienza senza fede, del cuore senza +principii di questa spugna politica, per coltivare la parte più +ignominiosa della sua politica secreta. Era però pronto sempre a +spezzarlo, se la necessità lo imponeva, dicendogli: Vi ò pagato per +codesto! + +Come il principe di Lavandall, il signor di Linsac è adesso un po' +calvo sul vertice della fronte, cui le rughe delle cure, delle brame, +dell'ambizione, dei disinganni invadevano. Come il principe, egli à +preso quel certo impinguare, cui danno l'età, il comodo, un poco di +pigrizia, la vita molle, le amiche rinnovellate a punto--da tenere il +desiderio in piedi senza la pena degli stimolanti, cui la calma dei +sensi e la saturazione dei piaceri spiegano. Come il principe, egli +aveva acquistato quella pallidezza che segue al serio del +pensiero--quella pallidezza sana che indica il lavoro dell'anima, non +quella pallidezza mordace che ne indica la combustione e la rovina. +Come il principe, egli aveva l'occhio spento, il labbro inferiore un +po' abbattuto, qualche grinza intorno agli occhi, la barba +rasa--tranne i baffi--i movimenti gravi. + +L'uno e l'altro portavano la testa alta, guardavan dritto innanzi a +loro, ascoltavano bene, stavano in guardia, parlando. Come il +principe, il signor di Linsac scherza col sorriso--quello spasimo che +implica nelle sue pieghe Dio e Satana--le due metà, o piuttosto le due +facce del Tutto. + +Entrambi sono graziosi e falsi, seducenti e perfidi, pensan nero e +dicon rosa--ciò che non li impedisce di esser generosi, sempre +gentiluomini--anche nel vizio--sempre eleganti. Entrambi infine odiano +profondamente, squisitamente--ed odian forse lo stesso uomo: +l'assassino vero di Regina! Ed entrambi dissimulano quell'odio con la +precauzione sinistra di una donna di trent'anni, cui si derubò del suo +amore. + +Per gl'Iddii! pazienza, mio principe; pazienza, mio Proteo! il dottor +di Nubo non à forse neppure sessant'anni! + + +A quest'ora il signor di Linsac veniva a dimandare la sua parola +d'ordine, per non so quale polemica cui aveva impegnata in favore +della Gallizia e di Cracovia. + +--Arrivate a proposito, signor di Linsac--disse il principe. O' +qualche cosa a chiedervi. So che posso contare sulla vostra +discrezione. + +--Lo potete, principe mio. Ma voi sapete altresì che io amo poco le +confidenze, le quali sono come le macchie di olio: si spandono e si +tradiscono sempre da sè sole! + +--Non temete nulla. Non è mica una confidenza che io vi fo; è un +consulto che vi dimando. Non siete voi ancora romanziere, fra linea e +linea, bordeggiando fra il diplomatico dell'avvenire ed il pubblicista +di oggidì? Ma, da prima, prendete quei due giornali su quella sedia. +Leggerete ciò che è segnato all'inchiostro. Vi risponderete, +aggiungendo: che, quantunque dato dal _Journal Français de Francfort_ +e dalla _Gazzetta d'Augsbourg_, voi avreste della pena a credere a +quelle notizie, se, trattandosi di una perfidia, la mano del principe +di Metternich non vi fosse mischiata. + +--Quel caro principe! m'à fatto rispondere al mio ultimo articolo dal +signor di Gentz: che per lo innanzi, la Russia aveva dei giornalisti +assassini--i quali uccidevano una reputazione--e che adesso la assolda +dei facchini--i quali marciano pesanti nella melma ed inzaccherano le +genti. + +--E voi avete risposto? + +--Che non s'inzacchera l'oro. E tutte le Corti d'Europa sanno che il +principe di Metternich non è che un luigi di oro! + +--Alessandro ne sapeva qualcosa. Napoleone ed il re di Napoli essi +pure. Vada! Voi passerete in seguito dal mio segretario, il quale vi +darà un embrione di articolo, cui ricamerete in guisa da non vedervisi +che scintille; in sostanza, nè cane nè lupo. Debbo dirvi, a questo +proposito, che si è contenti di voi, e che lo Czar legge i vostri +articoli. La vostra pensione sarà aumentata. + +Il signor di Linsac s'inchinò. + +Il principe continuò: + +--Vi associo ora alla soluzione di un problema, cui il conte di +Nesselrode mi propone, o, meglio, cui il nostro ambasciatore a Roma à +posto. + +--Diavolo! Ed io che sono così smilzo matematico!--sclamò Sergio, +sorridendo. + +--Ed io dunque?--riprese il principe. Ma insomma, il problema dato, +bisogna pure risolverlo. Ecco di che si tratta. L'ambasciatore +d'Austria a Roma possiede, non so come, tre documenti, di un valore +incalcolabile, cui la Corte di Torino vorrebbe avere. E' sembra si +riferiscano al modo con cui Carlo Alberto arrivò al trono, a +detrimento del duca di Modena. L'ambasciadore di Sardegna a +Pietroburgo à interessato lo Czar all'acquisto di quelle carte, e Sua +Maestà Imperiale ne à incaricato il suo ambasciadore a Roma. Voi +vedete chiara la cosa, n'è vero? + +--Perfettamente. + +--Bene. Ora, come vi condurreste voi per ottenere quei documenti? Per +alcuna considerazione al mondo, l'ambasciadore d'Austria non vorrebbe +disfarsene. + +--Ma! se egli non vuole darli, io non veggo che un mezzo: +pigliarglieli. + +--Alto là, signore!--sclamò il principe aggrottando. Cedesti +procedimenti sono buoni per quei governi di mascalzoni che voi +chiamate _parlamentari_, e per quei ministri saltimbanchi che vanno a +farsi assolvere delle loro stoltezze e delle loro infamie da quella +masnada d'idioti cui voi addimandate una maggioranza. Maggioranza! +Poffardio! come se in questo mondo la scienza, la probità, l'onore +fossero la dote del più gran numero, e l'imbecillità una anomalia +minima! I piedi valgono dunque meglio della testa, perchè son due, +mentre la testa è sola? + +--Cosa volete, principe mio,--sclamò Linsac sorridendo,--quei +gnoccoloni di Inglesi ci ànno importato ciò... con la scienza +abbominevole del _confortable_, il libero cambio, la vita a buon +patto, ed il _beefsteak saignant_. + +--Voi avete mal capito l'Inghilterra. Colà, la maggioranza non è, in +sostanza, che la minoranza. Vi à dunque tanta gente che possa spendere +250,000 franchi per cavarsi il solletico di andare a gridare per sei +mesi, durante cinque anni--se non arrivano accidenti--in un bazar di +coscienze? Ma infine, se appo di voi involar delle carte può essere +scusato da ciò che voi chiamate ragione di Stato, in quella Corte +autocratica, che i vostri giornali dell'opposizione calunniano ogni +mattino, da quel despota di tutte le Russie, di cui i vostri mariuoli +a penna di acciaio fanno un tiranno da tragedia, un atto simile +sarebbe ricompensato dello _knout_ e dei lavori forzati nelle miniere +dell'Ural. Scartate dunque codesto mezzo. + +--Allora, principe mio, è mestieri comprar quelle carte a +quell'ambasciadore. + +--Per lui, valgono dei milioni. + +--Se non si tratta che di codesto, la soluzione è bella e trovata. + +--In che modo? + +--Ma! l'è una legge economica semplicissima che vi indica il vostro +metodo. + +--Spiegatevi. + +--Ecco qui. Ora, voi avete bisogno di comprare e l'ambasciatore non +vuol vendere. Egli mantiene, per conseguenza, il prezzo alto. Bisogna +dunque creare un insieme di circostanze, mediante le quali voi mettete +l'ambasciatore nella necessità di vendere. È chiaro. + +--Per bacco! l'è vero codesto. L'uovo di Colombo rappresenterà sempre +la sua parte! + +--Eh! mio Dio, sì, principe. E... + +La conversazione fu interrotta dall'entrata precipitosa di un +domestico che rimise al principe una carta di visita. + +--All'istante--sclamò il principe. M. di Linsac ò bisogno di parlarvi. +Vogliate aspettarmi o ritornare fra due ore. + +--Ritornerò, principe--disse Sergio, salutando ed uscendo. + +Il principe di Lavandall entrò nella sua camera per indossare una +redingote, poi si recò al salone. + +Aveva letto sulla carta di visita: _Le prince de Thébes_!¹. + + ¹ Non si tratterebbe desso di D. Carlos, fratello di Ferdinando VII? + (_N. dell'Editore_) + +Era dunque il fratello di S. M. Taddeo IX che lo aspettava. + + +Il principe di Tebe aveva una figura atroce--ciò che non significa +assolutamente una figura laida. Era verde come un pappagallo; ne aveva +l'aria maliziosa. I suoi occhi erano grandi; ma il suo sguardo feroce. +Le sue labbra erano rosse; ma desse svelavano gli istinti degli +animali carnivori. La sua bocca era piccola, bella, voluttuosa; ma se +ne paventava il morsicare più che il bacio. I suoi capelli erano neri; +ma si rizzavano come stecchi da per tutto e sfidavano le leggi del +pettine. Le sue mani erano piccoline; ma si aggrinzavano in uno stato +di agitazione perenne: lo si sarebbe detto un cavaliere d'industria! +La sua taglia era pieghevole e fina; ma teneva meno dell'ondulazione +graziosa della donna, che dello slancio della pantera. La sua fronte +era alta; ma poi indietreggiava bruscamente come quella degli animali +della razza felina. La sua statura era piccola; ma il suo portamento +era così altero che ne imponeva come un gigante. + +Guai a chi si fidava alla dolcezza della sua voce, alle carezze della +sua parola, all'eleganza de' suoi gesti, alla gentilezza delle sue +maniere, all'assicuranza del suo attaccamento, alle melodie del suo +amore e della sua amicizia! Il principe di Tebe era Tartufe soppannato +da Cartouche--un duca d'Alba azzimato in Wilberforce! Lo si poteva +paragonare a quei bei guanti cui faceva preparare Caterina dei Medici: +mortali per chi li metteva! o a quelle lettere di amore che inviavano +certe patrizie italiane del XVI secolo: che avvelenavano gli sgraziati +che le aprivano! + +Quante storie non si raccontavano sugli amori del principe di Tebe, +tutti terminati con l'assassinio? + +Gli è vero, però, che erano i gesuiti i quali mettevano in +circolazione tutto codesto. + +Il principe di Tebe, steso sur un canapè, contemplava, la voluttà +negli occhi, un _martirio di S. Sebastiano_ di Annibale Caracci, +quando il principe di Lavandall gli si avvicinò e gli disse: + +--Dimando mille scuse a Vostra Altezza Reale se ò avuta la sfortuna di +farla aspettare. Mi trovavo nella mia sala d'armi... + +--Non importa--interruppe il principe di Tebe. + +--Perchè Vostra Altezza, d'altronde, non mi à fatto l'onore di +chiamarmi presso di sè? + +--Perchè io sono in un albergo,--e la camere d'albergo ànno tutte +delle orecchie. Ora, io ò a parlare con voi di cose che, anche in +questo vasto salone, esito a comunicarvi. + +--Vostra Altezza può favellare senza tema. Nonpertanto, se Vostra +Altezza desidera intrattenersi meco in un gabinetto più solitario ed +appartato, avrò l'onore di mostrarle il cammino. + +--Sì: credo che ciò sia meglio. Quando si vuol essere un po' sicuri +del silenzio, meglio vale veder le parole palpitare sulle labbra anzi +che udirle. + +Il principe di Lavandall si alzò e condusse il fratello del re Taddeo +in un gabinetto che sporgeva sul giardino, vicino al suo gabinetto di +lavoro--ove egli si ritirava per redigere i suoi dispacci particolari +allo Czar. + +L'era una stanzuccia ottagona, tappezzata di lampasso verde, guarnita +di una biblioteca, con un divano comodissimo per meditare, due +seggioloni e quattro quadri: i ritratti di Nicola e della czarina a +mezzo busto, un'_Anima_ di Scheffer, ed un clown impiedi innanzi ad un +piccolo cadavere, di quell'Hamlet della pittura che chiamasi +Delacroix. + +Il principe di Tebe si allungò sul divano, fece segno al signor di +Lavandall di sedersi rimpetto a lui e disse, dopo qualche minuto di +silenzio: + +--Arrivo dalla Russia. + +--Lo so, monsignore, io vi aspettava. + +--Il conte di Nesselrode vi à scritto, allora, di che si tratta. + +--O' ricevuta la lettera del Gran Cancelliere questa mattina stessa. + +--Sì. Gli avevo detto che mi sarei trattenuto qualche giorno a Vienna. +Ma, dopo un abboccamento col signor di Metternich, l'impazienza mi à +soverchiato, e sono partito la notte stessa. + +--Il Cancelliere austriaco parteciperebbe anch'egli ai segreti di +Vostra Altezza? + +--Oh! no. Egli li avrebbe venduti. + +--Sono ai vostri ordini, monsignore. Ma non nascondo a V. A. che +l'intrapresa è arduissima. + +--Lo so anch'io. + +--Tanto più che non si è neppur sicuri che quelle carte esistano +ancora. + +--Ciò è certo: esse esistono. + +--Sarei indiscreto se domandassi a V. A. come ella ne ebbe la +rivelazione! + +--Per il mezzo lo più sicuro: dal padre d'Ebro, confessore di mio +fratello. + +--Possibile? + +--L'è così. Io vado a raccontarvi tutto; ma procediamo con ordine. + + + + +V. + +Il seguito della colazione di Bianca e di Balbek. + + +--Io pass'oltre a tutto ciò che i gazzettieri àn raccontato di questa +storia nei libelli e nei giornali--favellò Tebe. Voi avete dovuto +leggere tutto codesto. + +--L'ò letto, Altezza. + +--Allora voi saprete che tra mio fratello e me fuvvi mai sempre la più +cattiva intelligenza. Sarebbe perchè mia madre, quando era incinta di +mio fratello, si annoiava dei sermoni di un gesuita, e quando era +incinta di me, si divertiva con un ciambellano saltimbanco? Dio lo sa. +Il fatto è, che mio fratello non à saputo mai tollerarmi. + +--Tutti i gabinetti di Europa non ignorano codesto. + +--Bene. A ciò si aggiunsero le insinuazioni dei confessori e dei +cortigiani. Sua Maestà si lamentava di un'indigestione? io l'aveva +avvelenata! Sua Maestà aveva mal dormito? gli è ch'ella aveva creduto +vedere l'ombra mia tra il muro e le cortine del letto! Le truppe di S. +M. erano state battute? io aveva comunicato i piani strategici al +nemico! I sudditi di S. M. si querelavano del suo malgoverno? ero io +che li ammutinava. I figli di S. M. erano morti? era io che aveva +dovuto soffiare su di loro il germe della morte! Infine, se S. M. non +poteva più avere dei figliuoli, l'era io che lo aveva fatto sfinire da +una ganza al mio servizio. Breve: io era il dio Siva del regno e del +re Taddeo. Io metteva paura alla gente in cocolla e in livrea, che mi +aveva tanto oltraggiato--e sapeva che io mi sovveniva e che non avrei +mai perdonato. Bisognava dunque cacciarmi da parte ad ogni costo. E +s'inspirò al re l'idea di un nuovo matrimonio. + +--Ma, se Sua Maestà non aveva più prole! + +--Sì, e perciò appunto si decisero a quelle nuove nozze. Ma la gente +che commetteva questo misfatto non era mica di quella che si ferma a +mezzo cammino. Da quando in poi, del resto, è stato necessario di fare +i suoi propri bimbi? Una sola cosa sembrò urgente in questa +circostanza: Trovare un suocero condiscendente ed una moglie complice. +Si avevano le due cose sotto la mano, al di là di ogni desiderio. Il +padre d'Ebro compose, S. M. Taddeo copiò una lettera per re Claudio +III. + +--Vostra Altezza l'à dunque letta? + +--Ne ò avuto la copia in poter mio, dalla mano stessa del P. d'Ebro. +Essa suonava così: + + + «_Caro cugino_, + +«Io scrivo a V. M. un'altra lettera per mezzo dei miei ministri. Con +questa, io mi indirizzo direttamente al figlio del fratello di mio +padre. Gli è dire, che io desidero che il mio grido di uomo trovi +un'eco nel cuore del parente, o che vi resti sepolto. + +«Io sono in presenza della crisi la più spinosa del mio regno, sì +pieno di accidenti. Io traverso il ponte dell'avvenire: affronto la +questione della successione, in presenza dalla quale la Provvidenza +divina à voluto collocarmi per provarmi--ripigliandosi i figliuoli che +impartiti mi aveva. Se avessi avuto, per compenso, in questo immenso +disastro, l'affetto di mio fratello, mi sarei forse consolato di un +dolore che uccide perfino i più forti. Ma l'Europa intiera, +sgraziatamente, sa come la mano del Signore à posato gravemente sulla +mia casa, anche da questo lato, ed à appreso i pericoli che ò corsi. +Non ò avuto prove materiali sufficienti. O' però la certezza morale, +che quel fratello snaturato à attentato parecchie volte alla mia vita. +E sono convinto, che la mia vita non cesserà di essere in pericolo +contro quelle aggressioni, se non il giorno in cui io mi avrò una +successione legittima diretta. + +«Ecco quali considerazioni--oltre quelle dei miei popoli, della pace o +della gloria della religione--mi ànno deciso ad implorare l'aiuto del +Signore per un secondo matrimonio. Io tento Iddio. Imperocchè, +quantunque la mia età di 54 anni non sia eccessiva, per l'opera +satanica del principe di Tebe io posso considerarmi come estinto alla +vita. Un matrimonio, sì, può consolare le tenerezze dei miei ultimi +anni; ma, ohimè! esso non farà riverdire il ceppo fulminato della mia +dinastia. + +«Ora, l'è codesto che io voglio--a qualunque prezzo--ed è per codesto +che io mi indirizzo a Vostra Maestà. + +«Voi padre, non vorrete forse comprendermi; voi, fratello, esiterete +forse. Aiutatemi come amico, come re, come uomo che va al soccorso di +un uomo minacciato. Fate vostra la mia causa, il mio desiderio, la mia +speranza, ed aggiungerei quasi la vendetta della natura e della morale +oltraggiata. Vi dimando in matrimonio la vostra figlia maggiore, la +principessa Bianca. + +«Il suo carattere virile sarà opportuno alla lotta, dopo la mia morte. +Il suo spirito elevato braverà il sacrifizio, innanzi al quale, io lo +so, una donna volgare rinculerebbe, ma che pertanto è indispensabile +onde dare come erede del mio trono il figliuolo di mia moglie. + +«Ora, chi peserà queste ragioni di Stato? chi indovinerà questi +sentimenti di un uomo curvato sotto il peso del suo dovere? chi +distinguerà, in mezzo alle apparenze equivoche, la voce della +coscienza che ispira i martiri, e chi farà gradire i miei voti alla +principessa, se non voi che, re, conoscete i doveri cui impone la +corona; che, padre, valuterete il trono sul quale vostra figlia verrà +a sedere? Come parente, voi vi affliggerete del mio scorruccio e dei +miei malanni domestici; come amico, vi addirete a portar soccorso alla +mia miseria. Sì: mi occorre un erede a qualunque costo--ed è per +questo che, malgrado le infermità dalla mia persona, vi dimando vostra +figlia. A voi, che non mi siete straniero, nè per sangue nè per cuore, +ò bisogno soggiunger altro? + +«Al momento in cui tutto sarà pronto ed assicurato--se consentite a +venirmi in aiuto per cavarmi fuori di questa crisi--non avrete che ad +ordinare al marchese delle Antilles di aprire il dispaccio suggellato +di cui l'ò munito, ed ei farà la dimanda ufficiale della mano della +principessa Bianca. Se mi negate il vostro soccorso, non ne rimango +mica meno l'amico di V. M., del di cui spirito e saggezza ò una così +grande considerazione. + +«Voglia Iddio ispirarvi, cugino mio, e farvi comprendere il vostro +dovere di padre, con la medesima amplitudine ed il medesimo +disinteresse che io comprendo quello di re, di uomo e di amico.» + +--Che abbominevole guazzabuglio!--sclamò il principe di Lavandall. Se +Vostra Altezza non me l'avesse detto, lo avrei indovinato che quella +scritta usciva da un'officina clericale, ed era stata mandata da un +sovrano. + +--Ebbene, quest'infame lettera ebbe il suo effetto. Si dètte alla +donzella il duca di Balbek per cavaliere di compagnia, ed il re +Claudio rispose per un'epistola sul medesimo tono e stile. + +--Vostra Altezza non à la copia della risposta? + +--Sì, e della medesima mano del padre d'Ebro. Ma non me la ricordo +mica così bene che l'altra. Diceva, in sostanza: che S. M. Taddeo +poteva contare che l'appello alla sua affezione non resterebbe senza +effetto, poichè trattavasi non solamente di consolare e rassicurare un +parente, ma di punire uno scellerato--lo scellerato ero io--e di +salvare una dinastia; che S. M. Claudio III accomoderebbe le cose di +maniera che tutto fosse salvo: l'onore, la dignità, gl'interessi della +successione, il segreto, il rispetto alla morale ed alla religione, +l'augusta serenità del padre e dello sposo; che S. M. Taddeo, per la +sua condotta disinteressata e piena di nobiltà, onorava la corona--la +quale diveniva doppiamente divina, e per la benedizione di Dio, e per +il sacrificio e l'umiltà dell'uomo, che s'inchinava innanzi al gastigo +della Provvidenza, da cui si apparecchiava il rimedio nel tempo stesso +che apriva la piaga... + +E così, per quattro pagine zeppe zeppe. + +--Quale di quelle due lettere è più vigliacca, e chi di quel padre o +di quello sposo è più infame agli occhi di Vostra Altezza? + +--Si valgono: la scelta sarebbe impossibile. Ma il risultato di tutto +ciò non si fece attendere. Il duca di Balbek però, innanzi di mettersi +all'opera seriamente, esigette, per iscritto, il mandato di cooperare +ad assicurare la successione del re Taddeo. Suo zio, ministro del re +Claudio, gli rilasciò questo attestato--come pure la copia autentica +della lettera di re Taddeo e della risposta di re Claudio. E gli è +precisamente questo documento essenziale dell'affare, cui non ò, e che +mi occorre. Le lettere dei due re, copiate da un gesuita disgraziato, +non ànno alcun valore morale: possono essere falsificate. Però, queste +medesime, scritte, copiate da un ministro degli affari stranieri, e +munite dei suggelli dello Stato, quella lettera ministeriale che +autorizza l'impresa del duca di Balbek... ecco ciò che è capitale. + +--Ma in che modo Vostra Altezza à avuto cognizione e comunicazione di +questi documenti? + +--Vado a dirvelo. Il matrimonio fu dunque manipolato e precipitato. +Sei settimane dopo la sua partenza, il marchese delle Antilles, +ritornando alla Corte del suo padrone, gli annunziava, e conduceva la +sposa ed il successore. Mio fratello si recò, incognito, alla +frontiera dei suoi Stati, all'incontro della regina. La bellezza di +costei lo abbarbagliò--disse egli.--Egli pretestò dunque che la +giovane donna dovesse essere stanca del viaggio; ordinò che si facesse +sosta, e, contrariamente alla severa etichetta della nostra Corte, il +matrimonio fu consacrato e consumato nel luogo stesso. Il domani, +l'ispezione della camera nuziale ebbe luogo secondo l'uso: tutto era +in regola! Il processo verbale, cui gli ufficiali speciali del regno +redassero, è depositato negli archivi dello Stato. Capite? tutto era +in regola! Dopo questo tratto di genio della giovane regina, non era +più mestieri di disperare di nulla. Se si fosse esatto l'intervenzione +dello Spirito Santo nella faccenda, ella lo avrebbe esibito, a suo +carico e discarico, come operatore. + +--Il duca di Balbek era sempre della partita? + +--Non ne avevano più bisogno. Per il momento, il re bastava. Laonde, +quando, qualche mese dopo, la gravidanza della regina fu ufficialmente +annunciata, alcuno non ne sembrò stupito. Quella donna era così bella! +E poi, sì modesta, sì casta, così pia, così riserbata...! Ella fuggiva +le feste; non visitava che ospizi e spedali, le chiese, sopratutto i +conventi di donne ed i santuari miracolosi. Passava una grande parte +del suo tempo fuori della capitale, nelle residenze reali di caccia e +di riposo. I sudditi felici di S. M. Taddeo IX sapevano appena che si +avessero una regina. + +--Che abilità sovrana! + +--Ascoltate ancora. Infrattanto i mesi passavano, l'ora dello +snodamento avvicinava. Quell'uomo, quella donna, per re e regina che +si fossero, non potevano aggiungere un secondo al tempo, nè rinculare +di un minuto il giorno dello sgravo. Bisognava, non pertanto, rubare +al tempo tre settimane o un mese. Non bastava poi al re di aver un +erede. Gli occorreva, per giunta, un figlio maschio. Per forzare la +mano di Dio in questa opera, dal primo giorno in cui un sospetto di +gravidanza puntò, la regina cominciò a bazzicar le immagini miracolose +che s'incaricano della bisogna. Ella corse tutti i romitaggi. Ma +restava ancora lo più insigne. Lo si serbò per l'ultimo--tanto più che +era il più lontano. Nelle montagne, lì, presso alla frontiera, vi è un +convento di religiose di Sant'Orsola, annidato in un vecchio castello +a cui si è addossato una chiesa. Il re è badessa di nascita di quelle +religiose, ed à un appartamento nel convento. Nella chiesa, una +madonna della Scala fa miracoli, e, a seconda della dimanda, gratifica +garzoncelli, e li sostituisce alle ragazze, dall'alto dei cieli. + +--Ecco lì una vergine che non à mica considerazioni pel suo +sesso!--sclamò Lavandall. + +--Ella se ne permette ben altro, eh! A sei chilometri di distanza, si +trova un parco reale, con una foresta che si prolunga fin sotto le +mura del giardino delle religiose--le quali ànno diritto di caccia nel +bosco reale. Era il settimo mese dopo l'arrivo della regina nel regno. +Ella si recò allora al Torrente dei Pini--ove ella cacciava +negl'intervalli delle sue preghiere alla madonna della Scala. Al +principio dell'ottavo mese, il re si rese anch'egli in quella +residenza per cercarvi la regina, benedetta a dovere, e ricondurla +nella capitale, dove ella avea il dovere di fare il suo parto--in +presenza della Corte, dei corpi dello Stato, e della diplomazia. + +--Che opulenza di sguardi per una giovine donna, in quella situazione +delicata! + +--Ebbene, la fatalità opinò esattamente come voi, forse, caro +principe: perocchè essa volle evitare quella deboscia di occhi alla +bella e giovane regina. Il fatto fu che, mentre un giorno ella +cacciava quasi sola--lasciandosi dietro e ben lontano il suo seguito, +secondo la sua consuetudine--il suo cavallo si abbattè a qualche +centinaio di passi dal verziere delle religiose. La regina si trovò +coricata per terra, ed il suo cavallo si allontanò al galoppo. Alla +vista del destriero della regina corrente solo, gli staffieri ed i +_grooms_ di S. M., che l'avevano perduta di vista nei viali della +boscaglia, si spaventarono. Si precipitarono tutti verso il luogo ove +ella era scomparsa. E si finì per scoprirla, per terra, svenuta, +pallidissima, ed un cotal poco sgraffiata qua e là. + +--Che donna di genio! à conquistato la corona. + +--Ne sareste voi innamorato, principe? + +--Ne sareste voi geloso, monsignore? + +--Quasi. La paura fu grande nel servidorame. Si raccolse la regina, +cui si trasportò immediatamente nel convento, e si corse ad avvertire +il re della disgrazia successa. S. M. sembrò fulminata. Credette tutto +perduto. Si mandò a cercare il medico del villaggio vicino--il quale +non potè giungere che molto tardi il dì seguente. La notte però la +regina fu presa dalle doglie di un parto accelerato dalla caduta. L'è +un aborto, dicevan tutti--senza escluderne la vecchia cameriera, anche +un po' levatrice--cui la regina aveva condotta dal suo paese--e +compreso il medico, il quale in tutto codesto non vide che i pranzi ed +i scudi reali. Il re si desolava,--dicevasi. Il neonato non sarebbe +vitale. La regina correva grossi rischi. Gli empi! Essi contavano per +nulla l'intervento della Vergine della Scala in quel malore! Non era +stata ella, probabilmente, che aveva aiutato la regina a discendere di +cavallo, quando alcuno non la vedeva? Non era stata forse ella che +aveva scudisciato il ginnetto, il quale era partito al galoppo? Non +era stata forse ella che aveva fregate le gengive della regina, e del +sangue che ne aveva estratto le aveva maculato le mani ed il +sembiante? Non era dessa che le aveva consigliato di ritenere il +respiro, per diventar pallida, e tutto il resto di quell'opera +miracolosa che si compiè col parto felice della sua reale divota? +Andate dunque, in una disgrazia simile, a preoccuparvi dell'etichetta, +e del corpo diplomatico, e dei corpi dello Stato, i quali dovevano +essere le levatrici del successore del re Taddeo! La commedia era +finita. Viva la regina! + +--Poffardio! che pezzo di attrice! + +--Ora, voi sapete il resto, che è storia: rivoluzione, guerra civile, +Costituzione, esigenze del Parlamento, incameramento dei beni +ecclesiastici, espulsione dei gesuiti... tutto per assicurare ad un +bimbo intruso¹ la successione della corona che mi era dovuta. Questo +guazzabuglio, come di ragione, à stomacato papa Gregorio XVI; à messo +in forte collera i Reverendi Padri. Di quivi, Sua Santità à +autorizzato il P. di Ebro a parlare, a rivelare gli stessi segreti +della confessione--trattandosi del bene della religione. Ed ecco come +io ò ricevuto a Roma, al Gesù, comunicazione di questi documenti e +conoscenza dei fatti e degli atti. + + ¹ Non sarebbe piuttosto _ad una bimba intrusa_--Isabella? + (_Nota dell'Editore_) + +--Nulla mi stupisce adesso. E con codesti ausiliari io non dispero di +nulla... + +--Voi avete ben ragione. Però, bisogna che sappiate che i RR. PP. ànno +di già fatto delle ricerche inutili. I documenti in questione non +sono, e' sembra, presso il duca di Balbek. Si è rimuginato dovunque in +casa sua, si pensa--dovunque, almeno, l'occhio di un lacchè e la mano +di un ladro possono giungere. Le ricerche sono state infruttuose. Al +palazzo dell'ambasciata non vi è nulla. Ora, come non è probabile che +quelle carte fossero state distrutte; come il duca di Balbek non è un +sere a disfarsene per nulla; come non le gli si strapperanno che dopo +una resistenza disperata... la partita cui impegniamo diventa +terribile. Nondimeno, dovessimo noi mettere il fuoco ai quattro +cantoni di Parigi, quelle carte mi occorrono. Bisogna che io le +depositi nella cancelleria russa a Pietroburgo, dove tutta la +diplomazia straniera potrà consultarne e verificarne l'autenticità, +prima che io dia la battaglia suprema a mio fratello ed al successore +cui à fabbricato per frustrarmi del trono. Cosa pensate voi fare, +principe? + +--Altezza, non ne so ancora nulla. + +--Io parto per l'Inghilterra. Se avrò del danaro, ve ne manderò. + +--Ve ne sarà forse bisogno. Noi abbiamo a fare con un nemico +formidabile--il duca di Balbek, soppannato da un compare terribile, il +dottore di Nubo. La battaglia cui andiamo a presentare a quelle +volpi-tigri sarà rude. Piaccia a Dio che, se vi debba esser del +sangue, non vi siano almeno delitti. + +--Principe--disse il sire di Tebe levandosi--sangue e delitto sono +parole che non ànno un significato assoluto, e non ispaventano che gli +spiriti piccoli e le coscienze di già punticce. Il delitto e +l'assassinio, alla fin fine, non ricadono su coloro che se ne +macchiano, ma su coloro che li provocano. La giustizia umana borbotta +come barbogia. + +--E strangola come brigante, Altezza--in Francia almeno, dove si è +inventata quell'assurda infamia che addimandasi eguaglianza. Ma noi +non ne siamo ancora lì. Noi vaneggiamo, in lontananza, dei grandi +drammi e delle grandi peripezie, per arrivar forse ad una soluzione +che può esser delle più semplici. Lasciatemi dapprima ispezionare il +campo di battaglia e scandagliare le forze del nemico. Poi, farsa o +tragedia, ci si troverà pronti a tutto. + +--Punto di scrupoli, principe! Con galeotti, gallonati o coronati, +tutto è permesso. L'infamia è una necessità, e talvolta un dovere. + +Il principe di Tebe uscì. Il suo aspetto era addivenuto orrido +pronunziando le ultime parole. + +Il principe Lavandall lo accompagnò in silenzio, gli occhi +bassi--sotto quello sguardo che distillava sangue. + +Quando ritornò nel suo gabinetto, vi trovò Sergio di Linsac che lo +aspettava. + +--Ebbene?--sclamò il principe, esprimendo con tutta la sua persona una +pressante interrogazione. + +Sergio di Linsac sorrise e si fregò le mani di un'aria soddisfatta. + + + + +VI. + +Un po' delle cose del duca di Balbek. + + +Il duca di Landolles, emigrato rientrato e rallegato a Bonaparte +imperatore, aveva maritato le sue due figlie con due generali: l'una +al conte di Saint-Alleux--morto da una granata a Waterloo; l'altra al +conte di Muge--riavvicinato ai Borboni ed ucciso in Africa da +Abdel-Kader. + +Il duca di Landolles, avendo mangiato ai giuochi di Frascati ciò che +gli restava della sua fortuna, non aveva dato in dote alle figliuole +che la loro bellezza. + +I due generali, non avendo avuto l'opportunità di raccogliere un po' +di dovizie, non avevano legato alle loro vedove che la pensione di +diritto per vivere, e l'intrigo per prosperare. + +Il conte d'Alleux aveva lasciato un figliuolo, raccomandandolo alla +protezione di suo fratello, vescovo allora, ed in seguito arcivescovo +e cardinale. + +Il conte di Muge aveva lasciato una ragazza, raccomandandola alle cure +di sua sorella, superiora al _Sacré-Coeur_. + +I due militari avevano un'assai mediocre stima del carattere delle +loro mogli. + +Il piccolo conte d'Alleux si chiamava Adriano. + +La piccola contessa di Muge si chiamava Vitaliana. + +I due fanciulli erano belli. Le due madri sapevano per esperienza che +la bellezza è un capitale, di cui il numero di zeri che segue l'unità +è indeterminato. Quella due donne accorte sapevano anche di più: +sapevano che la bellezza è la locomotiva del mondo--mi scusi l'oro, +che se ne crede il re! I due fanciulli erano dunque per le loro madri +due cambiali tirate sulla società, cui elleno si promettevano scontare +abilmente. + +Bisognava però attender per codesto. Imperciocchè non si colloca una +figliuola prima di sedici anni; non si fa regalo di un'ereditiera ad +un bel giovanotto, il quale non abbia almeno raggiunto i suoi +diciannove o venti anni. + +Lo zio e la zia complicavano la situazione. Perocchè il cardinale si +metteva in misura di tagliare un abate nel figlio di suo fratello, per +perfezionarlo in seguito e cavarne un vescovo. La superiora del +_Sacré-Coeur_ voleva tenersi sua nipote al convento, onde innalzarla +poi fin non so dove--al suo posto forse, quando ella morrebbe, o a +quello d'una santa del paradiso. Per conseguenza, Adriano era allevato +al seminario di _Saint-Sulpice_, e Vitaliana nello splendido +stabilimento della strada di Varenne. + +Le loro madri li visitavano durante tutto l'anno. Ma i due cugini non +si vedevano altrimenti che nel tempo delle vacanze. + +Si videro così, per quattro o cinque anni, quasi tutti i giorni, nelle +sei settimane che passavano presso le loro madri--Adriano smorfiando +la messa; Vitaliana la maestra della classe--regalandosi copia +d'immagini; raccontandosi parecchi tratti e propositi e parecchie +storie di famiglia dei loro compagni reciproci; rivedendosi con +gaudio; separandosi con tristezza; promettendosi di scriversi, ed +aggiornando altri spassi all'anno venturo. + +Adriano toccò così i diciotto anni. + +Vitaliana i sedici. + +Essi si avevano scambiato fin là dei baci senza importanza, come +avevano cambiati i loro volanti, i loro palloni, i loro giuocatoli, le +immagini benedette, i piccoli libri pii, i libri da messa legati in +rosso e dorati ai tagli. Ma quando si separarono quest'anno, quando si +abbracciarono par dirsi: a rivederci! Vitaliana imporporì fino al +bianco degli occhi, Adriano impallidì fino alle labbra--quelle ciliege +inalterabili. Poi, e' si guardarono ancora, rivolgendosi, ed entrambi +asciugarono una lagrima in silenzio. + +Adriano ritornò al seminario. + +Vitaliana restò in casa di sua madre, perchè la zia del _Sacré-Coeur_ +era morta, e la contessa di Muge si curava poco di fare di sua figlia +una maestrina o una beata. + +La contessa di Muge non essendo ricca, non si prodigava per feste che +esigevano un lusso esorbitante ed una immensa varietà di _toilette_. +Quest'abile donna si mostrava unicamente ai balli delle Tuileries ed a +quelli dell'ambasciate d'Inghilterra, di Russia e di Austria--cinque o +sei sere nell'anno. + +Ella metteva questa parsimonia sul conto della sua fierezza e del suo +disdegno pel piccolo mondo alla maschera aristocratica. In quei balli, +d'altronde, ella incontrava ciò che ella voleva. Come ella poi si +spacciava per malata--e perciò non avendo tempo a perdere--si decise a +presentare quest'anno Vitaliana nel mondo. + +Vitaliana era troppo giovane d'anni; ma l'adolescente aveva di già le +forme della donna--quantunque tutta magrolina ancora e scolorata dallo +spossamento della crescenza. + +Madama di Muge non ebbe certo a lagnarsi dell'effetto che produsse +Vitaliana alle Tuileries, ove ella l'esibì per la prima volta. Tutti +gli occhi, tutte le lenti si diressero sulla giovinetta, e ciascuno +dimandò al vicino: + +--Conoscete voi, signore, il nome di quella fanciulla? + +Pochi la conoscevano. E coloro che sapevano chi ella fosse, non +ignoravano probabilmente pure il carattere della madre, lo stato della +possidenza e la loro posizione sociale. Di guisa che, quell'anno, non +svolazzarono intorno alla bella figliuola che dei ballerini e degli +stranieri. + +Un solo uomo considerevole invitò Vitaliana a ballare e cicalò con lei +qualche istante dell'opera del _Conte d'Ory_ e della _Favorita_. +Costui fu il duca di Balbek, uno dei _lions_ del mondo parigino. +Vitaliana rispose--arrossendo un po' della sua ignoranza--che ella non +era ancora stata nè agl'_Italiani_, nè all'_Opera_. + + +L'anno passò così. + +Era il secondo anno dell'ambasciata del duca di Balbek a Parigi, ove +egli teneva già il bordone della _fashion_ e sguazzava nella più alte +regioni dell'ebrietà dei suoi successi. + +--La campagna è stata cattiva! sì--disse la contessa di Muge, +ritirandosi nella sua terra a primavera. Nonpertanto ò provato le +armi. Esse sono buone. + +Ed ella contemplava sua figlia con gli occhi di un mercante di schiavi +in Oriente. + +L'aria delle montagne dei Vosges, ove si trovava il piccolo castello +della contessa--ella lo addimandava così--fu di un effetto prodigioso +per Vitaliana. Il suo sviluppo si compiè: l'abbozzo divenne opera. Non +una delle promesse aveva fallito. Nessuna dalle speranze di una madre +ambiziosa era stata tradita. Non una delle opulenze annunziate, che +non si fosse lussuosamente realizzata. Non un gioiello che non +divenisse un tesoro. Quando la contessa di Alleux e suo figlio vennero +al castello di Muge, essi restarono abbarbagliati dallo splendore che +Vitaliana aveva acquistato in sei mesi. + +La contessa di Alleux se ne compiacque. + +Adriano ne pianse di furto. + +Questa volta i due cugini si trattarono infinitamente con più riserbo. +Non si abbracciarono più. + +Vitaliana raccontò ad Adriano tutto ciò che ella aveva visto nel mondo +l'inverno scorso; il numero di volte che aveva ballato; il nome de' +suoi cavalieri: i propositi che le avevano susurrato all'orecchio--ma +ciò con molte reticenze--in uno, quella grande festa della vita che si +presenta ad ogni fanciulla come un incanto di fate, e che, qualche +anno più tardi, termina talvolta così lugubremente. + +Durante quei racconti alle piume d'oro, ai profumi stupefacenti, Adriano +si taceva, ed i colori si alternavano sul suo viso. Non osò questa volta +dar la replica con le sue storie di seminario e con i suoi +vagheggiamenti di--non più lontano che l'anno scorso!--sciorinarla da +vescovo in una messa pontificale! Egli massacrava invece Vitaliana di +mazzetti, cui andava a frugacchiare sotto i cespugli della montagna, di +farfalle, cui dava la caccia nelle praterie, e di ogni specie d'insetti +ai colori brillanti, cui acchiappava al volo come un'allodola. + +Aveva cura però di ripigliare tutt'i fiori cui Vitaliana aveva +appassiti, sia nei suoi capelli, sia nel suo busto; d'impossessarsi di +quanto Vitaliana avesse toccato; di bere di nascosto nel bicchiere di +lei; di raccogliere le briciole di fettuccia, gli stracci, i fogli di +carta scritti, tutto ciò che Vitaliana aveva sfiorato e che svolazzava +sotto la finestra della camera da letto di lei--spiando perfino il +capello cui la brezza le involava quand'ella si pettinava. + +Poi, egli faceva sul piano dei prodigi, per ricordarsi, per inventare, +se occorreva, per suonare tale aria, tale sinfonia, tal duetto cui +Vitaliana preferiva. Se la sua mano, se il suo piede toccavano la +veste stessa di sua cugina, Adriano allibiva, aveva i brividi. Egli +smagriva, scoloriva. Non dormiva più la notte. Mangiava appena. +Insomma, era proprio tempo che il mese di novembre arrivasse e +mettesse termine alle vacanze. + +Quando i due cugini si abbracciarono per dirsi addio--Addio! disse +Adriano, mentre Vitaliana diceva: All'anno venturo!--Quando le labbra +di Adriano toccarono le guance di Vitaliana, questa si sentì scorrere +lungo la spina dorsale un fluido incognito, il quale le rivelò che +ella era donna, e dette una forma ai sogni nebulosi che agitavano +talvolta le sue notti. + +Adriano le aveva inoculato quella scintilla negli occhi, quel languore +nella parola, quel formicolare nelle labbra, quella elettricità divina +del bacio, quell'irradiamento della respirazione, quel flusso e +riflusso del sangue luccicante di pagliette di oro, quel brivido +inebbriante, quel delirio stellato che chiamasi amore, voluttà--e che +Dante riassume in una parola: _indiare_! + +Poi non si rividero più. E forse in quel cuore, ove aveva regnato +Adriano, restò una ferita, ed in quello, ove aveva regnato Vitaliana, +una cicatrice. + +L'inverno giunse. + +I balli cominciarono. + +Vitaliana rientrò nel mondo al primo ballo delle Tuileries. + +L'effetto che vi produsse fu immenso. Ella ecclissò tutto ciò che +l'Inghilterra, la Polonia, la Francia avevano riunito di quei fiori di +stufa, il cui splendore appanna le stelle. + +Questa volta non furono più i giovanotti che ronzarono intorno a lei. +Erano gli uomini, dallo sguardo concentrato e stupefatto, che le si +avvicinarono tremando. Gli era il _blasé_ che risuscitava; il +milionario che sperava; il potente che dimandava grazie; la forza che +si trovava impotente; il desiderio che si sentiva delirio; la vita +seria che vagava atterrita intorno a quel filtro dei cieli--il quale +si presentava con l'innocenza dell'olezzo di una rosa, il bagliore +grave di una perla, la soavità di un'alba di primavera, la neghiazza +divina della verginità--quel candore che ignora sè stesso, cui si +scorge nell'angelo del Cimabue e nelle madonne dell'Angelico. + +All'istante in cui il duca di Balbek la distinse, di un varco fu a +lei. + +Egli infieriva di orgoglio per aver scoverto, indovinato, profetizzato +Vitaliana nel superbo embrione dell'anno precedente. Questa vanità +sola sarebbe bastata per infiammarlo. + +E' s'impossessò della giovinetta per tutta la sera. + +Vitaliana non ne sembrò punto tòcca. + +Ma sua madre vedeva tutto, s'informava, calcolava. + +Il generale di Hauteville presentò il duca alla contessa di Muge. + +Questa lo accolse con una grazia squisita, ma dall'alto. Si parlò di +frascherie. Il duca di Balbek aveva uno spirito triviale--reso brutto +dalla fatuità e sformato dallo sforzo cui faceva per metterlo in +evidenza. + +Non si à mai così poco spirito che quando si piglia a partito di +mostrarne dovizia. Questo fiore spontaneo, sì delicato, diviene +scialbo o eteroclito, come tutti quei prodotti scipiti di cui il +giardiniere sollecita lo sboccio. + +La contessa non commise lo sbaglio di mostrarsi al secondo ballo della +Corte ed a quello dell'ambasciata di Russia. + +Ella non apparve, che come baleno, al ballo dell'ambasciata d'Austria. +Ma si mostrò in tutto il suo splendore in quello dell'ambasciata +d'Inghilterra--perchè ebbe l'accorgimento d'impegnare tutt'i suoi +parenti, della più alta aristocrazia del Faubourg, a non mancarvi--e +trovò per Vitaliana una _toilette_ d'una semplicità e d'un'eleganza +che trasformava quella fanciulla in cherubino. + +Il colpo che ella voleva portare ferì di punta. + +Il duca di Balbek dimandò alla contessa l'onore di presentarsi a lei. + +Due mesi dopo, Vitaliana era duchessa di Balbek. + + +Ella entrava nella vita con un'immagine negli occhi; un _rêve_ nel +cuore; un sentimento profondo del suo dovere; una stima che lambiva +l'idolatria per la persona, pel carattere, per la dignità, per la +virtù di suo marito. Ella non lo amava, ma lo venerava. + +Egli la _desiderava_ più che qualunque altra cosa. + +A capo di un anno, ella fu madre. + +Ella era madre a diciotto anni. Ma niuna vergine aveva più di serenità +nello sguardo, più freschezza nelle labbra. La sua innocenza in tutte +le emanazioni dell'anima, il suo pudore in tutto il portamento della +persona, facevano di lei una madonna. + +Ecco la sua aureola, ed ecco il suo torto. + +Si sarebbe dimandato, malgrado ciò, se ella era felice o noncurante; +se era insensibile o ipocrita. Imperciocchè, in generale, quelle +quietudini profonde sono raramente sincere, se non ànno l'idiotismo +per base. + +Un giorno suo marito le dimandò, folleggiando con i capelli di lei: + +--Vitaliana, che diresti se ti raccontassero, per esempio... che io +ò... perdonami la parola... una ganza? + +--Non so troppo--rispose la giovane. Ma io credo che sarei affatto +sorpresa che tu non ne avessi che una. + +--Come sorpresa?--sclamò il duca. Tu non mi ami dunque? Tu non sei +mica gelosa? + +--Io ò sempre pensato, amico mio, che la gelosia fosse una rivolta di +amor proprio, anzichè un'esplosione di amore. Otello era un negro +egoista. + +Un altro giorno il duca le disse: + +--Tu ti devi annoiare sovente di codesta vita un po' solitaria, a cui +la mia posizione nel mondo ed il ritiro di tua madre col figliuolo +alla campagna ti condannano. + +--Tu sai che il tuo mondo non mi seduce enormemente--rispose +Vitaliana--e che i saloni mi attirano mediocrissimamente. Io non ò +spirito quanto occorre per regnare. E, d'altronde, sono restata, in +fondo in fondo, la pensionaria del _Sacré-Coeur_. + +--L'è vero. + +--E poi, credi tu, caro, che i più spiritosi dei nostri poeti, Victor +Hugo, Musset, Dumas, che so io, Balzac, egli stesso, potrebbero dirmi +altra cosa che me ne dicono il mio specchio od i miei fiori? L'uno mi +piaggia così compiacentemente; gli altri m'incantano. Se tu sapessi +come cantano quei piccoli birboncelli lì, quando mi veggono zonzar per +la stufa! + +Tre o quattro giorni dopo il colloquio del principe di Tebe con il +principe di Lavandall, a colazione, il duca le disse: + +--A proposito, sai tu, piccina mia, chi ò intraveduto ieri sera? + +--No. + +--Tuo cugino, il conte d'Alleux. + +--Povero Adriano! deve essere ben triste dopo la morte di sua madre. + +--In fede mia, mica troppo! + +--Oh sì! egli l'amava tanto! + +--È possibile. Ciò però non impedisce che io lo abbia veduto per +qualche minuto in un palco ai _Français_ contar fronzoli ad una +giovane bellezza, quasi sola. + +--Come! una prefazione di abate nel palco di una bella ai _Français_? + +--Gli è che e' non è più l'abate cui vedemmo piangere ai funerali di +sua madre, nei mesi scorsi. La larva è scoppiata, ed à sprigionato uno +zerbino dei più graziosi e dei più eleganti. O' pensato un istante +d'ingannarmi. Ma egli mi à salutato della testa, sbirciandomi. Era ben +desso. + +--E' non sarà dunque più vescovo, allora? + +La conversazione fu interrotta dall'arrivo di una lettera. Il duca la +prese, dimandò a sua moglie il permesso di aprirla e lesse: + + + «_Caro duca_, + +«Devo presentare nel mondo una mia giovane parente di una _eclatante_ +bellezza. Ora, come voi siete il _lion_ dei nostri lioncini parigini +della moda, vi dimando quale giorno sarete libero per venire al mio +ballo, onde io lo assegni, e lo indichi in seguito agli ambasciatori +di Russia, di Spagna e di Turchia, ed ai nostri signori del Faubourg. +Fatemi la grazia di una parola di risposta, ecc., ecc... + + «AUGUSTA THIBAULT.» + + +--Chi à portata questa lettera?--dimandò il duca al lacchè. + +--Una specie di messere, che aspetta la risposta. + +--Fatelo aspettare. + +E Pradau non dimandava di meglio che aspettare. + + + + +VII. + +L'estetica della livrea insegnata nell'anticamera. + + +Egli aveva bello chiamarsi Pradau, come si era chiamato di cento altri +nomi in Russia, in Polonia, in Austria, in Turchia, in Italia. Egli +aveva bello azzeccarsi delle basette troppo scure, dei capelli neri +con una cresta a mo' di Luigi Filippo, a bellettarsi come il famoso +duca di Brunswick... Egli non si sottrarrà ai nostri sguardi come a +quelli della polizia. Egli sarà per noi ciò che è: il babbo Tob, il +capo degli zingari. Egli non è meno adesso, che quando si chiamava +babbo Timoteo, l'intendente di madama Augusta Thibault. + +Egli non à perfezionato il suo carattere, e non à aumentato nella +nostra stima, in proporzione che à aumentato la sua fortuna, i suoi +talenti, le sue relazioni sociali. + +Aspettando la risposta dell'ambasciadore, e' chiese di dir buongiorno +a M. Claret, l'intendente del duca di Balbek, cui egli aveva +_incontrato nel mondo_. + +E' chiacchiera adesso con quel degno uomo. Di che? + +Ascoltatelo, se vi piace. Messer Tob è sempre istruttivo come i +libercoli pii dei RR. PP. dalla Società di Gesù. + +Passiamo i complimenti e le informazioni piene d'interesse sulla +salute di M.^me* Claret. + +--Io ve lo affermo, M. Claret, voi dovete cambiare il cameriere del +vostro padrone, per l'onore della casa e per rispetto di voi stesso. + +--Ma, signore, il duca è contento del suo cameriere. + +--Ciò si può--io anzi lo comprendo. Ma noi, noi non ne siamo mica +contenti. Egli abbassa la nostra classe. + +--Che mi dite voi dunque, _père_ Pradau? + +--Mio Dio, sì: nè più, nè meno! Quando io mi sono deciso--io, +cittadino libero del bel regno di Francia e di Navarra, ad entrare +nell'ordine sociale detto--molto impertinentemente e molto +impropriamente--dei domestici, io ò studiato la legge fondamentale e +costituzionale di questa classe--i nostri principii dell'89, a noi, +che! + +--Spiegatevi un poco più chiaro, _père_ Pradau. + +--E voi state attento M. Claret. I nostri antenati ci avevano legato +delle tradizioni eccellenti, cui la _monarchia borghese_ ci à fatto +perdere. Perocchè la legittimità dei lacchè à naufragato nelle +giornate di luglio con la monarchia legittima del ramo primogenito. + +--Ciò potrebbe ben essere, _père_ Pradau. + +--Ciò è, M. Claret. Un grande spirito del secolo scorso, un +gentiluomo, il signor di Montesquieu à detto in qualche parte¹: +«Questo corpo dei lacchè è più rispettabile in Francia che altrove: +egli è un semenzaio di grandi signori; ricolma i vuoti degli altri +stati. Queglino che lo compongono, prendono il posto dei Grandi +sgraziati, dei magistrati ruinati, dei gentiluomini uccisi nei furori +della guerra, e quando non possono supplire da sè stessi, rilevano +tutte le grandi case per mezzo delle loro figlie, le quali sono come +una specie di fumiere che ingrassa le terre montagnose ed aride.» + + ¹ _Lettres Persanes_. + +--Catteri! catteri! che l'è bello!--sclamò M. Claret. + +--Non è vero?--riprese lo zio Pradau. Ma non deploriamo più +codesto--avvegnachè avessimo a rassegnarci, con rammarico, a non più +battere le scolte di notte; a non più bastonare il borghese; a non far +comunella con lo studente, ed a fare, in virtù d'un principio passato +in consuetudine, i figliuoli dei nostri padroni. + +--Eh eh! mica sovente, _père_ Pradau. + +--Di chi la colpa? Una cosa non pertanto era restata in piedi in +questa ruina delle istituzioni dei nostri padri: che il domestico +avrebbe servito il meno possibile il suo padrone e si sarebbe fatto il +più possibile servire da lui. Un articolo essenziale della nostra +_Carta_ non era stato mai violato--ed i nostri confratelli dell'altro +lato dalla Manica, quei perfidi Albionesi, vi tengon sodo--quello, che +interdice d'invadere sulle funzioni del suo collega. Consultate a +questo proposito la storia. Io leggeva, non à guari, in un vecchio +libro, che un re di Spagna--un Filippo o un Ferdinando, non mi ricordo +più quale--assiso vicino al camino, dimandò un giorno ad un duca di +Lermes di mettere un ceppo nel focolaio. + +--Un ceppo nel focolaio! + +--Sissignore. Il duca di Lermes obbedisce. Il ceppo si infiamma. Il re +à troppo caldo alle sue gambe e chiede al duca di scostare la sua +seggiola.--Mi scusi, sire, risponde il duca di Lermes, gli è il conte +di Lemos che à il diritto di toccare la seggiola di Vostra Maestà. Si +cerca il conte di Lemos. Egli è alla caccia. Il re si abbrustola +infrattanto, ma non osa più ordinare al duca di Lermes di allontanarlo +dal camino. Il duca non osa invadere le funzioni del conte di Lemos. +Sì bene che, quando questi ritornò dalla caccia, le gambe del re erano +rosolate come una costoletta--e ne morì. Ecco come si conducevano i +nostri padri; ecco l'esempio dei nostri antenati!¹ + + ¹ Père Pradau ignorava che negli Stati Uniti questi rispettabili + funzionari non si chiamano neppure più _servi_, ma _helps_--ajuto, + ajutante. + +--Come è nobile codesto, birbo ch'io sono! + +--Ebbene, io ò visto--visto dei miei occhi, dei miei propri occhi, M. +Claret--io ò visto mastro Robert, alla porta dell'Opera, in presenza +di noi tutti, aprir lo sportello del _coupé_ del duca, bassare la +staffa, raccoglier per terra non so che cosa, e gridare al cocchiere: +A casa! Nome di un conte! se codestui à l'anima di un lacchè, che +indossi la livrea. + +--Voi avete ragione, zio Pradau--scoppiò M. Claret, indignato. + +--Se ò ragione! ma dimani quel birbo consentirà a rimpiazzarvi come +intendente, M. Claret, come maestro di casa, se il padrone +gliel'ordina. + +--Oh ve'! Io vi prometto che vado a lavargli il capo per bene. + +--Bisogna mandarlo via corto corto, e senz'altro, M. Claret. Io +m'incarico di trovargli del pane. Ma io ò bisogno del suo posto, io: +quel posto mi fa d'uopo. + +--Come! voi dite... + +--Che quel posto mi fa d'uopo. + +--Oh! per esempio! Non vi basta dunque quello che avete? + +--_Maitre d'hôtel_ di madama Thibault! Pouah! Gli è buono per +guadagnar danari, codesto. + +--Catterone! Ma io credo che il re è alle Tuileries per la stessa +ragione. + +--Sì: danari della sua intelligenza, non un salario. + +--Quanto vi rende il vostro posto? + +--Sei mila franchi l'anno, compresi i regali--ma i benefizi sugli +affari, in più. + +--Corna di un bue! e voi sollecitate il posto di cameriere, che vi +darebbe due cento franchi al mese? + +--E per ciò appunto io li rifiuto. Voi mi farete l'onore, M. Claret, +di comprare ogni mese con i miei onorari un abito alle vostre +figliuole o a madama Claret. + +--Ma voi fabbricate dunque dei _vaudevilles_, _père_ Pradau? + +--Io fabbrico castelli, M. Claret. Statemi ad udire. Io sono +ambizioso. Io ò di già dieci mila lire di rendita, e me ne occorrono +ventiquattro. + +--Nè più, nè meno? + +--Meglio ancora. Io voglio comprare nel Berri un castello, vicino a +quello del conte di Vixelles--che mi ricusò un giorno un posto di +domestico in casa sua. Voglio vederlo a cacciare sulle mie terre +costui, a desinare alla mia tavola con la sua moglie e la sua +progenie, e venire, cappello in mano, a sollecitare il mio voto nelle +elezioni. + +--Il tutto mediante...? + +--Ventiquattro o trenta mila lire di rendita, cui io avrò, cui noi +avremo, M. Claret. + +--Voi dite _noi_, _père_ Pradau? + +--Come! credevate voi dunque che io fossi così egoista di mangiar solo +e di lasciare i miei amici razzolar nelle ossa? + +--Per esempio! no: ma... + +--Ascoltatemi bene, M. Claret, e comprendetemi bene. Che cosa sono io +adesso? L'intendente di una donna che è il tratto di unione tra le +belle donzelle ed i ricchi signori. Noi facciamo eccellenti affari, +fuori dubbio. Ultimamente ancora, abbiamo trasferito Fernandina a +Raizet pascià. + +--Cosa è Fernandina, _père_ Pradau, una giumenta? + +--Ma donde cascate voi, M. Claret, che non avete udito parlare, o +visto, la più bella figliuola di Parigi? quattro cavalli a un landau +giallo e nero, come quello dell'ambasciatore d'Austria; due lacchè a +parrucca incipriata e bastone in mano; e cocchiere inglese, di dugento +cinquanta chilogrammi in predella; piccolo _hôtel_ nella _rue des +Vignes_; palco all'Opera; pranzi di gala due volte la settimana; e... +feste di notte a tutto bordone. + +--Capisco! + +--Me ne congratulo! Bene, codesto ci à profittato ottanta mila +franchi. Tutte le mie spese ed anticipazioni rimborsate, abbiamo avuto +un beneficio netto di trenta mila franchi--ventisei per madama +Thibault, quattro per me--oltre il cinque per cento sulle +somministrazioni, ecc., ecc., totale 10,000 franchi di parte mia. + +--Ed ambizionate un posto di 200 franchi al mese? + +--Appunto! Noi abbiamo avuto questo affare col Turco l'està passata. +Ne annaspiamo uno con la Russia in questo momento, ed ecco perchè io +sono qui con un invito pel vostro duca, il quale è Sultano in quei +paraggi. Ma quanto tempo mi bisognerà desso, senza parlare del +sacrifizio dalla mia considerazione, per mettere insieme la somma che +costituisce la mia rendita? Ebbene, io posso guadagnar codesto in un +anno. + +--Voi dite, _père_ Pradau! + +--Conoscete voi quel bell'edifizio circondato da colonne nella strada +Vivienne? + +--Voi intendete parlare della Borsa, mi immagino? + +--Sissignore, M. Claret. Orbene, la mia rendita e la vostra sono in +quel palazzo dei miracoli. + +--Hum! _père_ Pradau, io ò udito delle storie su quel luogo lì... + +--Bazzecole! Tutto dipende dal colore delle mani che vi si portano. Ma +infine, ecco il mio affare. Io lascio in deposito al mio agente di +cambio un capitale di...--mettiamo 100. Egli mi lascia fare delle +operazioni, tutto al più per 150 o 200. Perchè? Perchè io lo conosco, +e perchè egli sa non esser io che un piccolo funzionario in casa di +una dama la quale à un _bazar_ dove à luogo qualcosa che si chiama: +una _sauterie_, un pranzo in piccolo comitato, un _raout_, un ballo, +infine, per i grandi colpi, come nell'occasione attuale. Benissimo. +Mettete ora che, invece di essermi un così piccolo sere, io mi +appartenga alla diplomazia. L'orizzonte si allarga di cinquecento +leghe. Io giuoco ciò che voglio. Non mi si dimanderà neppure la +_copertura_. Debbo io confessarlo? Si crederà che io giuochi per conto +del padrone. Ciò si è visto. Ad ogni modo, si crederà che io metta a +partito i secreti del padrone. Infatti, ci vuol proprio del genio, eh! +per dire, senza posarvi su, annodando la cravatta od ungendo di pomata +il ciuffo del signor duca: To'! la Borsa à bassato ieri; essa basserà +ancora oggi, scommetto!--Tu credi, imbecille?--risponde il duca.--L'è +fatta. Giuoco al rialzo. + +--L'è curioso davvero ciò che voi dite mo', zio Pradau! Io non ci +aveva giammai pensato. + +--Credete voi, M. Claret, che gli uomini di genio s'incontrino così +per le vie come i poliziotti, eh? Ebbene, quando io ò estorto una +parola, quando io ò annasato un tantino nei dispacci, e colto una +frase alle porte, io vi dico: M. Claret, oggi vi sarà rialzo. Io +rischio cinquantamila franchi; volete rischiarne dieci, voi--voi che +siete padre di famiglia? Noi giuochiamo, e la pecunia viene. + +--O se ne va. + +--Qualche volta. Ma noi paghiamo. Ciò allecca il mio amico agente di +cambio. Io piagnucolo presso il duca, a proposito della perdita che ò +subita. Egli s'intenerisce, mi regala del triplo imbecille, e si +lascia sfuggire un motto che sembra senza conseguenza. Io l'acciuffo a +volo. Giuoco questa volta cento mila franchi, voi trenta mila. La +messa è finita. Viva il duca! + +--Babbo Pradau, voi avete la mia stima! + +--Voglio il posto, M. Claret, la vostra confidenza e la vostra +amicizia: ecco tutto. Mi avete voi capito? Io non ò secreti per voi. +Voi avete delle ragazze a maritare o a mettere al Conservatorio, e dei +biricchini a ficcar nel collegio. Noi siamo cristiani al postutto, che +diavolo! Ebbene, si va più spiccio della sorte che con i rosicchi sui +conti e gli sconti dei fornitori. E rileviamo, per l'intelligenza, la +dignità del _lacchè_, come dicono i gonzi. Sappiatelo, M. Claret, io +medito di scrivere un libro, nel mio castello del Berri, _Sui doveri +dei padroni ed i diritti dei servitori_--nel quale io proverò: che noi +siamo dei funzionari pubblici, e che abbiamo diritto ad una pensione +di ritiro--a pigliare da una tassa speciale pei domestici, pagata dai +padroni--ciò che costituirà un fondo a parte al Gran Libro, destinato +alle pensioni. Vedrete, vedrete, M. Claret. Ma per condurre a termine +tutto codesto, è mestieri che lo pigli il mio rango nella diplomazia. + +--Oh! io comprendo perfettamente ciò. + +--Bisogna moralizzare i padroni, mio caro, se vogliamo costituire la +nostra indipendenza. Essi ci danno del _tu_, per l'epa del diavolo! Ci +chiamano col nostro nome di battesimo, e qualche volta _animale_! Essi +dimenticano perfino talvolta di dire: se vi piace! Oh! eh! I nostri +padri àn dunque presa la Bastiglia per nulla? E la livrea, ah! Noi +siamo in un carnevale perpetuo, noi altri, noi siamo degli arlecchini +all'anno. + +--Come a dire? + +--La nostra livrea è la nostra gogna. E la parrucca, poi? E con +questo, una parrucca di stoppa, bianca della farina che il vento ci +caccia negli occhi e ci accieca, e nel naso e ci fa starnutire dodici +ore al giorno! Mi pare che basti che ci accimorrino con li scarpini, +le calze di seta e le brache corte. Essi non ànno nemmeno pietà se un +famigliare à le gambe arcate, con quei mezzicalzoni di peluscio rosso +o giallo canario! Se fossero almeno colori seri! Vi si azzima in +pappagallo! Basti così, cospettaccio! D'oggi innanzi, noi esigiamo +degli uniformi di lanciere. Eh! che ne dite, M. Claret, di lanciere o +di ussaro? + +--Io inchino forte alla veste da camera. Essa è più comoda. Io ò +saggiato l'uniforme alla guardia nazionale--e non mi sorride una +maledetta. Ma, infine, vada pure per il lanciere. Io amo la Polonia... +a digiuno. + +--Allora, caro M. Claret, l'è un affare inteso. Ma, del resto, dopo +dimani sera io verrò a pigliarvi con la vostra signora e le signorine, +ed andremo alla _Porte Saint-Martin_. Avrò un palco. E chiacchiereremo +di nuovo. Ve lo ripeto: lascio il salario per le spese di _toilette_ +delle vostre piccole, e v'invito a partecipare alle mie operazioni, +quando vorrete e nelle proporzioni che vi piacerà. + +--Sì, sì, _père_ Pradau, io ò afferrato tutte le vostre combinazioni e +le trovo ammirabili. Ma lasciatemi preparare un pretesto che mi +giustifichi agli occhi del duca, se mando via Roberto e vi sostituisco +a lui. + +--Ciò è giusto. Ciò è, anzi, convenevole. Bisogna rispettarci, se +vogliamo farci rispettare dai padroni. Anche io non voglio perdere la +commissione che mi riviene sul collocamento che madama Augusta medita +probabilmente. + +--Ma cosa l'è insomma codesta agenzia, zio Pradau? + +--Ma! avete voi udito a parlar mai dell'agenzia di M. Foy? + +--Oh! sì: ò letto ciò spessissimo negli annunzi dei giornali¹. + + ¹ Agenzia di matrimoni. + +--Ebbene l'è la casa Foy, il matrimonio in meno--alla chiesa e al +Municipio. Ecco tutto. Noi diamo una festa, secondo l'importanza +della cosa. Tutto ciò che vi è di ricco e di nobile viene ad +approvvigionarsi da noi. Noi prendiamo iscrizione delle damigelle che +vogliono o principiare o divenir assennate; ne scrutiniamo bene la +morale; esaminiamo le loro bellezze, la loro istruzione, la loro +educazione. Perocchè noi non presentiamo in mercato che fior di roba, +con garentia e stampo di fabbrica. + +--Ma, l'è da fior di galantuomini, codesto! + +--Le persone s'incontrano, si parlano, si esaminano; si consulta la +scritta del prezzo nell'_album_ sulla tavola, per ordine alfabetico e +ritratto. Si vede la lista delle spese, poi... E poi si getta il +moccichino. Una parola detta all'orecchio di madama Augusta basta. +Nulla di più leale in commercio. Mercanzia per ogni gusto. Nulla al +disotto di 36,000 franchi di onorario l'anno--oltre i regali che sono +volontari, ed una somma per l'installamento primo. Non un motto che +non sia decente. Alle Tuileries si è meno permalosi. E che eleganza! +che tatto squisito! che spirito in ogni concetto, in ogni sguardo! che +gusto! che di aristocrazia nelle maniere! Oh! se gli ambasciatori e le +duchesse potessero venire ad istruirsi da noi! Insomma, l'è la +parrocchia dei baci--ma un vescovo crederebbe trovarsi nel pensionato +delle suore di Picpus! + +--In fede mia! codesto è proprio superbo. + +--Lo credo bene. E perciò ci si scrive dalle cinque parti del mondo +per essere inscritta e presentata, e ci si manda il ritratto, +guarentito rassomigliante per atto di notaro. Che collezione! Qualche +volta noi facciamo delle anticipazioni, per dei soggetti il di cui +successo è infallibile. Si può consultar _gratis_ i nostri registri ed +il nostro album. Nulla di sospetto e di meschino. Il signore che non +giustifichi di avere un titolo e di posseder per lo meno 150,000 +franchi a ruminare in un anno, non è ammesso nelle nostre riunioni. +L'età cui preferiamo per i candidati è al di là dei trent'anni. Chi ne +à meno di venticinque è escluso dalla morale, non vi pare? + +--Ma un'istituzione simile meriterebbe un incoraggiamento del governo, +io vi dico. + +--Pouah! questo governo taccagno! Ah! parlatemi dunque degli _altri_!¹ + + ¹ Il conte di Chambord e gli antenati. + +La conversazione fu interrotta precisamente da M. Robert, il quale +portava la risposta del duca. + +Altra derogazione agli occhi dello zio Tob, il quale non rifletteva +che egli stesso aveva derogato peggio ancora. + +--Allora è convenuto, M. Claret, non è vero?--disse Tob alzandosi. + +--Che diamine! noi siamo degli uomini, zio Pradau. + +--A dopo domani. Se non posso spicciarmi alle sette e mezzo, manderò +il viglietto del palco nella giornata, ed andrò a porgere i miei +ossequi alle signore nella serata. + +--Saranno desse contente, perdinci! + +--Me lo immagino. Frederik rappresenta _Don Cèsar de-Bazan_. + +--Superbo! + +--I miei complimenti alla famiglia, ed a rivederci. + +--Mille grazie, ed a rivedervi, _père_ Pradau. + +Come quella dimora aveva l'aspetto calmo! Come tutto vi sembrava +regolare, in ordine, puro, felice! Come le passioni vi erano umane, i +desiderii sereni, l'andamento normale, i sentimenti sociali! + +M. Claret andava ad introdurvi l'ex capo degli zingari! + +Il duca di Balbek aveva accettato, e fissato il ballo di Augusta al 29 +novembre. + + + + +VIII. + +Il ballo del 29 novembre e la prefazione. + + +La sera del 29 novembre giunse. + +Alle nove della sera, un piccolo _coupé_ si fermò innanzi ad una porta +nella via Blanche. Un signore ne scese, salì al terzo piano, suonò. +Una ragazza aprì, ed annunziò: + +--L'è il signore. + +Sergio di Linsac--era desso--entrò, cappello in testa, dritto dritto +nella camera da letto. + +La cameriera, che gli aveva aperto, lo seguì, per continuare a +prestare la sua assistenza alla padrona, la quale era in via di +terminare la sua _toilette_. + +Era di già pettinata, e Luisa le infilava le calze. + +--Non ti aspettavo--disse Morella, la padrona della dimora. Vieni tu +per qualcosa? + +--Lo credo bene. Vengo a passare in rivista l'esercito, ispezionare le +armi ed aggiungervi questo cannone alla Paixant. + +E, ciò dicendo, le presentava un ferretto di diamanti a foggia di +stella. + +--L'è proprio bello--sclamò Morella. E vado a collocarlo, all'istante, +nel suo empireo. + +--La tua fronte l'ecclissa, Morella--rispose Sergio, baciandola. + +--Tanto meglio se l'è così. Ne saresti tu già ai concettini, con me? + +--Come? tu dici ciò all'uomo che ti à presentato il tuo bastone di +maresciallo? + +--Di meglio: che mi à cacciato nella mischia per guadagnare la +battaglia. Come trovi tu questa veste? + +--Giammai demonio non prese meglio le penne di cherubino. + +--Lasciami in pace con le tue inezie di demoni e di cherubini. Sono io +bella? + +--Ahimè! + +--L'insieme è armonioso! + +--Irresistibile. + +--Se indicassi l'ombra appena di un neo, qui, in giù della guancia... +per fare osservare come essa si arrotonda soavemente sulla mascella +inferiore? + +--Non aggiungere nulla di nulla. Vattene, Luisa. L'è finita. L'è +perfetta. Dio sarebbe geloso, o innamorato, dell'opera sua--se fosse +la sua! + +--Insomma?--chiese Morella, quando la cameriera fu uscita. + +--Morella, io non tenterò più di piegarti. + +--E fai bene. Ti dicono, pertanto, uomo di spirito! Scrivi dei libri +che pretendono rivelare il cuore umano! Esci dunque dall'assurdo. Io +non ò che diciannove anni. Non ò, per conseguenza, che undici anni +innanzi a me, per occuparmi di altro che di amore. Ritorna quando avrò +trent'anni. Vedremo allora. Ma inocularmi adesso quella melanconia! +grazie: la sbiada il colorito. + +--Tu menti in questo momento. Io so, e ciò ti basti, che tu ami +altrove. + +--In ogni modo, ciò sarebbe per conto mio proprio. Ma non ritorniamo +su queste tristezze. Puoi tu spendere dugento mila franchi l'anno per +me? No. Vattene allora! Tutto è detto. Io ammagrisco al regime di 2000 +franchi al mese. Tu mi ài fatto un ospizio, con codesto, e non un +altare. Ora, la natura non mi à regalati questi occhi qui, questa +bocca, questa testa, questo collo, questo seno, questa vita, tutto +questo splendore, in una parola, per metterlo milensamente a codesta +pietanza da invalido. Io non intendo che due cose: o degli stivaletti +squarciati trascinati nel fango, o una costellazione. Gli stivaletti +squarciati sono una sventura; un terzo piano nella strada Blanche è +una dappocaggine. Parliamo dunque d'altro. + +--Allora, l'è un addio per sempre? + +--T'inganni, Sergio. Io non dimenticherò giammai che tu mi prendesti +piccola contadina d'Arles, e che mi ài fatta ciò che sono. Io ti debbo +tutto: gusto, parlantina, ambizione, istruzione, scienza della +bellezza, aspirazione, poesia, conoscenza del mondo. Io era forse una +perla; tu ne ài fatto un gioiello, un monile. Io resto tua amica, tua +obbligata. Lasciami adesso collocare a modo mio il capitale che Dio mi +à dato: la bellezza e l'amore! ed il capitale che tu vi ài aggiunto: +l'arte! Io conosco il valore di ciò che posseggo, ora. + +--Non far dell'usura, almeno. + +--Tu dici codesto, tu? Come! Si danno 2000 franchi ogni sera alla +Grisi, per una cabaletta, senza menar scalpori, e si trova enorme se +io domando la metà di quel prezzo? Ma cosa è dunque un gorgheggio in +paragone di un bacio di queste labbra, vedi! di queste labbra, il cui +soffio è come la parola di Gesù a Lazzaro: vivi! In verità, gli uomini +sono idioti! + +--Morella--osservò Sergio, dopo un momento di riflessivo silenzio--io +sono felice della scelta che ò fatto e dell'ispirazione che ò avuta. +Tu mi farai onore; ed io non dubito del successo. Terrai il tuo posto +con bravura. Io ti rimpiangerò sempre, ma meno se sei fortunata. + +--Parliamo d'affari allora, e formola le istruzioni che vieni a darmi. +Tu ài detto che io entrava nella carriera della diplomazia? + +--Vi sei di già. + +--Che io era al servizio di un'Altezza, da cui il sotto ambasciadore +di Russia teneva il suo mandato? + +--Te lo confermo. + +--Che io doveva ammaliare un bel giovane? + +--Egli è anzi troppo bello--ed io ò paura che tu ne diventi amorosa e +che ci tradisca. + +--Decisamente, tu ài una cattiva opinione di me. Rassicurati, allora: +io amo di già. Non se ne amano due alla volta. + +--Tu l'ami dunque davvero? + +--Al punto, che io non mi lamenterei degli stivaletti rotti per +andarlo a vedere. + +--Lo compiango: tu ne farai un idiota. + +--Ciò mi riguarda. Io pretendo farne un angelo del paradiso. Ma dimmi +il nome della vittima che gittate nei miei artigli. + +--È il duca di Balbek. + +--Lo conosco... e l'odio. + +--Come ciò? + +--Un quindici giorni fa, io era sola--sola in un palco agl'_Italiani_. +Quasi rimpetto a me, quel duca aveva passato la sera con una giovane e +bella fanciulla--che debbe essere probabilmente sua moglie. Egli mi +aveva sbirciato tutto quel tempo, quantunque io torcessi sempre il +capo con dispetto. Scendendo la scala, per azzardo, mi trovai innanzi +a loro. La giovane mise il piede sulla mia veste. Io mi volsi. Ella mi +disse graziosamente: Mille scuse, signora! Allora quel facchino di +duca le mormorò all'orecchio--ma non sì basso che io non l'udissi: Non +tanta cortesia con quelle creature! La giovane indietreggiò, quasi si +avesse toccato un colubro. Io li squadrai entrambi con insolenza, e +dimandai al vicino: Chi conosce qui questo pezzo di tanghero? + +--Zitto! fe' qualcuno: gli è il duca di Balbek, ambasciadore di un re +non so dove! Essi erano passati; ma avevano dovuto udire il mio motto. + +--Questo precedente è spiacevole. + +--Dite, propizio. Allora? + +--Ebbene, figlietta mia, vendicati in questo caso. Te lo abbandoniamo, +corpo ed anima. Impadronisciti di lui, fatti amare, e... divoralo! + +--Egli sarà dunque al ballo? + +--Si dà il ballo per farvi incontrare. Il principe di Lavandall ti +farà la corte per isvegliare l'emulazione di quello sciocco. Tu farai +trionfare il duca sul principe. + +--Ed in seguito? + +--In seguito, tu sarai riserbata, ma non respingerai le proposizioni. + +--Le farà desso codeste proposizioni? + +--Il tuo specchio non ti dice dunque ch'ei non sarà mica il solo a +fartene? Però, egli deve essere l'eletto--vedessi tu ai tuoi piedi il +duca di Orléans od il barone di Rothschild. + +--Sta bene. Quale è poi la mia missione? + +--Amor mio, tu sei un graffio che noi gettiamo su quell'uomo. Noi non +abbiamo che uno scopo: ridurlo alla miseria. I mezzi ti riguardano. +Dugento mila franchi di premio per te, se riesci. Noi ti lanciamo su +di lui come Dio sguinzagliò Satana sopra Giobbe. + +--E poi? + +--Poi... io non ne so mica più di te. + +--Che fortuna può egli avere? + +--Oh! e' non è ricco. Se tu gli estrarrai cinquecento mila franchi in +oro dal cuore, e' sarà lì per depositare le armi. + +--Non tregua? + +--Neppur di un secondo. Tu sei una macchina che lo à preso nel suo +addentellato, e da cui Dio stesso non lo potria più distrigare. Pompa, +pompa, pompa sempre. + +--E quando sarà tapino come un tapino irlandese? + +--Ti comunicherò gli ordini che mi si impartiranno. Ricordati solo, +che tu non sei mica una volontà, ma una fatalità. + +--Che parte debbo io assumere? + +--Osserva le manie dell'uomo, e decidi. Ma non mi sembra avere colui +dei gusti che olezzino l'ideale. Tu sarai baccante. E ciò lo +trasporterà. + +--Riserbo ciò per colpo di grazia, quando vedrò il sangue schiumar +sulle sue labbra. Andiam per gradi. L'è detto. Ecco tutto. Le undici e +mezzo. Me ne vado. + +--Non importa! io ò dei rimorsi. Io so che in queste trame sataniche i +pesci cani si aprono sempre una via e che l'è sempre la povera +mosca--la donna! che soccombe. Dio ti sia in aiuto, Morella. Io ti +amo. + +--Va a metter ciò in versi: l'è grazioso. Ma non esser inquieto per +me, no: io sono di acciaio--mi si può torcere, ma non spezzare. + +--Io mi sovvengo di un'altra vittima. Addio. + + +Il ballo di madama Thibault si componeva di due categorie di persone: +gli attori e gli spettatori. + +Gli attori erano una ventina di giovani dei due sessi, cui alcuno non +conosceva ed alcuno non curava conoscere--i ballerini. Le damigelle +erano state scelte di una bruttezza sufficiente per non far macchia e +servire di rilievo alle vere bellezze. + +Questo coro della festa era vestito di bianco, senza gioielli, con +qualche fiore nei capelli, ed ecco tutto. + +Non vi era da sbagliarci sul suo ufficio. + +La categoria degli spettatori era altra cosa. Lo zio Pradau li aveva +dipinti con esattezza. + +Madama Thibault abitava adesso un padiglione in fondo ad una corte, +nel Faubourg St. Honorè. Al padiglione si annetteva un piccolo +giardino. E tutto ciò era ricco e civettuolo. + +I saloni, o piuttosto la Borsa, eran già stivati di gente, quando +Morella arrivò. + +La stessa parola spruzzò, nel medesimo tempo, da tutte le labbra: Ecco +la regina! + +Infatti, Morella era alta abbastanza per spiegare l'eleganza squisita +della sua taglia, ma non troppo per imporre, come una Semiramide di +Opéra. Il suo colorito aveva quella pallidezza bianca ed abbagliante, +piena di salute, che indica l'armonia delle funzioni della vita, la +perfezione degli organi. Una pelle vellutata e fina, simigliante +all'alito di una bambina che dorme. Il suo lungo sguardo nero era +impregnato di languore, ma si animava per raggi, e dava delle scosse +come una macchina elettrica. Nulla poteva eguagliare la freschezza, la +grazia, la soavità della sua bocca, ove la voluttà sorgeva come Venere +dalla schiuma del mare. La sua fronte, alta, levigata, bianca come +l'Olimpo di Omero, sarebbe stata davvero il trono di un'anima--se +Morella ne avesse avuta una. Il suo sorriso un po' lento penetrava +come l'odore della magnolia. Il suo collo, il suo petto, le sue +braccia nude allumavano gli sguardi e scoloravano i sembianti. Satana +vi scoppiettava con la sua muta furibonda di desiderii. + +Morella era una provocazione. Ove ella poggiava lo sguardo, feriva; +ove ella fermava la sua volontà, prostrava. + +Come contrasto a quella provocazione--che sembrava emanar da lei +involontariamente--le sue maniere erano dolci, molli, gravi: la +cimbalina di Dio si rivelava in sibarita! + +La sua voce era armoniosa, ma si lasciava dietro le vibrazioni che +seguono una corda che si spezza. + +In una parola, Morella sarebbesi detta una cattiva azione della +provvidenza. Era un calappio, come la _datura strammonio_--il di lui +fiore incanta lo sguardo ed uccide. + +Si danzava già in un salone. + +In un gabinetto, taluni, fra cui il dottore di Nubo, giocavano al +_baccarat_ a tutto vapore. + +Sotto il pretesto del caldo e della folla, una mezza dozzina di +odalische--le men belle, tariffate al di sopra dei 60,000 franchi +l'anno--si erano ritirate in un altro salone che dava sul giardino. +Una dozzina di uomini--i quali avevano quasi tutti passato il capo +fatale dei quarant'anni--folleggiavano intorno a quelle bellezze--alle +quali madama Thibault li aveva presentati. + +Il duca di Balbek trascinava uno sguardo noncurante su quello +splendido mazzetto, meditando un attacco sopra una magnifica Polacca, +la quale, a sua volta, lo avviluppava del suo sorriso. Il principe di +Lavandall stuzzicava i lunghi ricci neri di una giovine _miss_ +irlandese, che aveva l'aria innocente di Eva nel paradiso. + +In quel momento si udì nei due saloni una specie di brulichìo? +paragonabile a quello della brezza nelle foglie della foresta. + +Tutti gli sguardi si volsero verso la porta. + +Era Morella che entrava, e madama Thibault che si precipitava al suo +incontro. + +L'effetto, l'ò detto, fu completo. + +Il primo che sollecitò a dimandare di essere presentato, fu il +principe di Lavandall. Il duca di Balbek, che l'aveva riconosciuta, e +si rammentava la scena agl'_Italiani_, arrossì. + +Morella fece vista di non scorgerlo. + +--Ahimè! madamigella--le susurrò il principe--ora che vi vedo, +rimpiango di non essere la fortunata vittima che i vostri sguardi +debbono immolare. + +--Che ciò non vi arresti, mio principe--disse Morella ridendo; io sono +di forza da farne due delle vittime. + +--Non si potrebbe trovare un modo di transazione, madamigella? + +--Oh! no, caro principe. Non v'è che i piccoli bancarottieri che +transigano. Io, io fo saltar la banca, netto, o pago a cassa aperta. + +La padrona della casa presentò il duca di Balbek. + +--Madamigella--disse costui--v'ànno salutato, entrando, del nome di +regina. Permettete ad uno dei vostri umili sudditi di mettere ai +vostri piedi la sua sincera divozione. + +--Vedi mo'! e' sembra che il signor duca abbia un dizionario secondo +le latitudini parigine: la _creatura_ dei _Bouffes_ è _regina qui_! +Cosa sarei nel mio palazzetto, signor duca? + +--Permettetemi che vada a dirvelo, ed a farvi le mie scuse. + +--E perchè no qui? Il signor di Lavandall è buon giudice. + +--Io sono troppo vecchio, madamigella, per entrare in questa mischia. +Non si corre più quando si à la podagra. Siete voi fortunato, signor +duca! + +--Adagio, signore, adagio, non cercate svignarvela. Io sono pigra, io: +amo la podagra. + +E dicendo ciò, Morella salutò leggiermente il duca di Balbek--il quale +restò pietrificato--e condusse il principe nel giardino. Ma cinque +minuti dopo, rientrarono, e M. di Lavandall le presentò il conte di +Kormoff suo amico. + +Morella si assise sur un canapè, con il conte, vicin vicino al duca di +Balbek, cui volse il dorso. + +--Parola d'onore, madamigella--disse il conte rispondendo ad una +dimanda della giovane donna--il freddo di Siberia è un pregiudizio +europeo. In ogni caso, io m'impegno a percorrerla, senza pelliccia, in +_toilette_ da ballo, in pien gennaio, se voi siete a fianco a me. + +--E si dice che i Cosacchi sono dei barbari! ma essi fan quasi quasi +dei madrigali. Gli è vero che il signor conte non è ambasciatore di un +re, per avere il diritto di essere insolente--soggiunse Morella a voce +alta. + +Il signor di Balbek si contorceva e taceva. + +Morella riprese il braccio del principe di Lavandall, per fare un giro +nella sala di danza. + +Il duca si alzò anch'egli e la seguì lentamente, di lontano. + +L'ambasciatore di Spagna, che si trovava a fianco a lui con la +Polacca, gli disse sorridendo: + +--Caro duca, il Russo vi dà scacco e matto: lasciate la partita. + +--Non l'ò impegnata: non posso dunque lasciarla. + +--Allora, non impegnatela. Le donne ammattiscono per le mine +dell'Oural. + +--Voi avete ragione forse, marchese. Ma ben sovente, elleno si servono +delle mine per comprarsi degli aranci. + +Morella, che trovavasi innanzi a lui, l'udì e domandò al principe di +Lavandall: + +--Principe, se vi dessero a scegliere tra un orso ed un pappagallo, +quale dei due scegliereste voi? + +--Se io fossi donna, il pappagallo. + +E dicendo ciò, le presentò lord Warland--al braccio di cui la +confidò--essendo stato chiamato dall'ambasciatore di Turchia, che +volle presentargli Fernandina--un'altra regina del ballo che faceva il +suo ingresso. + +Ora lord Warland non parlava il francese e Morella non capiva +l'inglese. Lord Warland era parecchie volte milionario ed aveva la +rabbia di parlare alle belle donne--egli che poteva vantarsi di essere +uno degli uomini i più brutti di Europa!--di cui era fiero, del resto. +Infatti disse: + +--_Mademoiselle, all the ladies fly away from me. You are the first +one, this evening, who consents to take my arm. I was wrong not to +come here wrapped in a mantle of banknotes_. + +Morella l'ascoltava a grandi occhi aperti. + +Il duca di Balbek, che le era vicino, sorrise. Morella lo vide, gli si +volse e gli chiese: + +--Il signore vorrebbe farmi l'onore, se comprende l'inglese, di +tradurmi codesto? + +--Milord à detto, madamigella--rispose il duca salutando--che tutte le +dame lo fuggono, e che voi siete la prima che abbiate consentito ad +accettare il suo braccio. E milord aggiunse: che egli à avuto torto di +non venire qui avviluppato in un mantello di banconote. + +--Milord, voi avete fatto benissimo, al contrario--rimbeccò +Morella--avreste potuto correre il pericolo di pigliar fuoco. + +Milord guardò il duca, a sua volta, per pregarlo di tradurre la +risposta--e rise a scoppiare quando il duca gli disse: + +_--You have done well, because you could have taken fire_. + +Lord Warland si allontanò fregandosi le mani e ridendo sempre. + +Il duca di Balbek offerse allora il suo braccio a Morella. + +Ella non l'accettò ed andò a sedere sur un divano. Il duca le si mise +a lato. + +--Voi siete dunque inesorabile, madamigella? + +--Per i delitti no, signor duca; per le sciocchezze, sempre. Un +delitto può avere della grandezza; la sciocchezza è infallibilmente +meschina. + +--Io ò potuto aver ben torto, madamigella e non mi scuso. Ma, in tutti +i casi, voi ne conservate un rancore côrso. Vi siete burlata di me +tutta la sera. + +--I piccoli ànno anch'essi il loro giorno, signor ambasciatore. Però, +al postutto, che v'importa il mio risentimento?... Sono io... +l'imperatrice delle Russie, io? + +--La Russia vi apparisce sotto tutte le forme, madamigella. Vi siete +voi stata? + +--No: ma essa mi colpisce. La Francia, l'Alemagna, l'Inghilterra, +l'Italia, la Spagna si rassomigliano più o meno. La Russia è la +Russia. Essa vi aspira come l'immensità del mistero. Ed i Russi, +signore, sono tutto ciò che vorrete--eccetto meschini! Il profilo del +loro paese si imprime forse nello sguardo loro dalla nascita, e vi +lascia l'immagine del vago e del colosso. + +--È da molto che conoscete il principe di Lavandall? + +--L'ò visto stasera per la prima volta. Ma e' mi sembra che noi +fossimo amici da dieci anni. Egli è il solo uomo che io mi abbia +distinto qui. + +--Davvero? + +--Sì: e convenitene pur voi. Il signor di Lavandall ed il signor +Kormoff sono qualcuno qui: noi siamo il genere umano--chiunque! Si +sente che sono di già partiti. Essi àn lasciato qui un vuoto. + +--Voi siete così invaghita dei Cosacchi, madamigella, che io sento +dover rinunziare a piacervi. + +--Rinunziare, signore, implica qualche cosa che significa cominciare. +Ebbene, non cominciate. I Cosacchi danno forse lo _knout_ ad una +donna. Non la chiamano cantoniera! + +--Ancora? + +--Ma! voi non esistete ancora per me che sotto questo aspetto. Ah! +ecco lì l'Inglese. Bisogna che io lo bisticci un tantino. + +--In inglese? + +--E poi? Vedete! gli è adesso un'ora dopo la mezzanotte. Ad un'ora e +venticinque minuti, prima che io me ne vada, il mio inglese parlerà +francese come Victor Hugo. Quell'uomo mi garba. + +--A causa del suo mantello? + +--E perchè no? Non à quel suo mantello chi vuole, signor duca. Ma la +sua bruttezza mi fascina. Eh sì! la bellezza? ne ò pieni gli occhi: +l'è tutto specchi in casa mia! La mediocrità? pouah! Il mio +proprietario à domandato di sposarmi, presentandomi il suo ultimo +ricevo del fitto. Fare dei figliuoli e rosicchiare 30,000 franchi +l'anno con lui, per quarant'anni! Piuttosto la Senna! Se il volgare mi +avesse sedotto, signore, sarei restata a confezionar cappellini ad +Arles. + +--Ah! voi siete di Arles? + +--La donna non è di alcun paese. Ella è bella o brutta--del cielo o +dell'inferno. Allora, fra otto giorni, tutta Parigi conoscerà il mio +Inglese. Che se ne vada; ognuno sclamerà: guarda! l'inglese è partito +dunque? Che noi ce ne andassimo, alcuno non se ne accorgerà. + +Il dottor Nubo entrò allora nel salone e venne a salutare il duca. +Egli squadrò fisamente Morella e disse: + +--Che tigre reale! Gli è per questo che io sentiva l'odore di carne +fresca. Attento a voi, caro duca. + +--Io non sono una scienziata in storia naturale--rimbeccò Morella, con +un sorriso grazioso, ma che aveva gli artigli di acciaio. Vedendovi, +però, signore, io m'immagino contemplare uno di quei vecchi vasi di +Faenza degli speziali di una volta--quei vasi il di cui smalto +abbarbagliava, i di cui geroglifici intrigavano, e che contenevano +delle droghe velenose, talvolta della vipere. + +--Benissimo, benissimo, piccina. Tu ài la stoffa per divenire una +duchessa. + +--Voi siete terribile, madamigella--osservò Balbek. Vi si punge e voi +ferite a morte. + +--Oh! si à dunque la vita così tenera qui? + +--Addio, madamigella. Io non oso neppure pregarvi di cessare la guerra +contro un vinto. + +--Davvero, signor duca? Bah! Il principe di Lavandall, lui, mi avrebbe +forse abbracciata o strangolata. + +Il duca uscì come un lampo dal salone, trasportando nel cuore +quest'ultima freccia avvelenata. + + +L'indomani, Morella aspettava il duca, alle due. + +La sua previsione era giusta. + +All'una e mezzo egli sonava alla sua porta. + +Il destino lo spingeva. + + + + +IX. + +Vitaliana. + + +Che idillio! che primavera intorno a Vitaliana! + +Ella ignorava tutto--forse perchè non si curava di nulla. + +Il matrimonio era stato per lei un mandato impostole da sua madre, cui +ella compieva. Il suo cuore era restato estraneo a quel mercato. + +Ella non portava nella ragion sociale del duca di Balbek che la sua +bellezza, la sua virtù, ed un centinaio di mille franchi, alla morte +di sua madre. Ella non doveva dunque nulla al di là--oltre +l'adempimento del suo dovere. Ridotta a questo còmpito, ella vi si era +assiepata bravamente, la calma negli occhi, il sorriso sulle labbra. +Ella non era risponsabile innanzi al mondo dalla sua vita inferma--e +forse delle lagrime del suo cuore! Che importava, del resto, al mondo +che vi fosse in quel seno una festa o un lutto! Basta che, +scollacciato con arte e splendido--vale dire quasi nudo--esso +abbagliasse gli sguardi nei balli, e che alcun uomo, il duca tranne, +non potesse dire: Io l'ò sfiorato delle mie labbra! + +Vitaliana si era formata un'idea esagerata del carattere, della +dignità, dell'onore, della posizione sociale, delle funzioni di suo +marito. Ed aveva proporzionato a quest'idea il sentimento del suo +dovere. + +Le donne, d'ordinario, misurano la loro colpa alla loro propria +dignità. Forse che, se il carattere del marito fosse preso per +campione, l'adulterio sarebbe più raro--per la semplice ragione che +nel marito non vi è solamente l'uomo, ma il cittadino. + +Vitaliana comprendeva così la virtù coniugale. + +D'altra banda, ella avrebbe creduto mancare alla probità del contratto +conducendosi diversamente. Imperciocchè ella considerava suo marito +come l'incarnazione la più elevata dell'onore. + +Appena se ella s'informava di ciò che il duca di Balbek era stato nel +suo paese. + +Ella non s'inquietava punto di ciò ch'egli faceva a Parigi. + +E' le sembrava naturalissimo che re Claudio III avesse investito +dell'ambasciata di Francia un così bel cavaliere. + +E' le sembrava impossibile che un gentiluomo, incaricato di quelle +funzioni, non ne avesse calcolato l'alta responsabilità, e che non +fosse stimato e rispettato. Perchè allora interrogar delle bocche, le +quali, in questa circostanza, non risponderebbero invariabilmente che +con la piaggieria od il denigramento? + +Vitaliana non leggeva giornali, d'altronde. E quando la si mostrava, +raramente ancora, nel mondo, ella spandeva intorno a lei tal profumo +di purità, raggiava di tanta bellezza, che non si scorgeva quel +piccolo duca--più che non si scorge una mosca sulla cornice, quando si +contempla il quadro della Trasfigurazione. + +Librata dunque sopra tutte quelle nuvole, la serenità di Vitaliana era +eterna come quella del firmamento. + +Vitaliana era una creatura diafana. + +Se fossimo a Firenze, io vi direi: Andate a visitare al palazzo Pitti +la vergine di Murillo, a fianco alla Madonna della Seggiola di +Raffaello: ecco Vitaliana! + +Ella incarnava quella concezione divina del pittore spagnolo. + +S'incontra qualcuna di quelle figure sotto il cielo brumoso +dell'Inghilterra--e vi credete, per un istante, su i minareti di +Stambul, in una notte di luna piena. Quelle nature sono inaffiate di +raggi di stelle: vi si vede circolar l'anima! + +I grandi occhi cinerei di Vitaliana, allo sguardo sì lontano, sì +profondo, sì serico, sì dolce e cristallino--se venivan fuori dal vago +infinito in cui sembravano immersi, dovunque si fissavano, facevan +nascere dei gigli--come racconta la leggenda degli occhi di Gesù. Si +sarebbe detto che v'inondassero di foglie di rosa. Il desiderio +prendeva le ali della preghiera! La sua fronte si distaccava, come la +mezzaluna nel cielo, tra le sue sopracciglia scure ed i suoi capelli +d'oro, che la coronavano come una regina. + +Tutto era armonia in quel viso--non di quella armonia della bellezza +greca che è della geometria--ma di quella melodia del canti italiani, +che sono un fiore dell'aria. Quell'espressione eterea si comunicava +persino alla sua bocca--le cui labbra delicate e rosee riflettevano la +voluttà della stamina pel pistillo. Si sentiva che era mestieri un +serafino per coglierle un bacio senza appannarla. + +La sua statura era media. Le sue forme, delicate. La sua vita poteva +essere chiusa fra due mani di donna. Il suo collo, un po' lungo, +sosteneva una testa alta, senza fierezza, e la faceva sembrare più +grande che in effetto non era. Quando mostrava il suo piede, sì +infantile, sì petulante, si provava il desiderio irresistibile di +baciarlo. + +Vitaliana era una di quelle creature, cui Dio si lascia talvolta +scappare per ricompensare, per incoraggiare coloro che credono ad +un'anima al di fuori della materia; per consolare coloro che credono +alla perfettibilità della materia--qui fango, là raggio; qui ventre, +là pensiero: Tiberio e Capri, Gesù al Taborre! + + +Nel palazzo dell'ambasciata, nella strada dell'Università ella si era +riserbata due stanze: una camera da letto piccolina, ed un grande +_boudoir_, sporgenti entrambi sur una immensa terrazza, di cui aveva +fatto una stufa. + +Ecco il suo mondo! il ritiro ove ella s'isolava. + +La camera coniugale era altrove. + +Nella sua, ella ridiventava vergine, si apparteneva, era sè stessa, +era Vitaliana. Negli altri appartamenti, alloggiava la _duchessa_, ove +il duca e la società la reclamavano. + +La tappezzeria di quelle due camere era ricca e semplice. La stanza da +letto era in raso rosa pallida, a nappe di seta bianca. Il _boudoir_, +in damasco bleu, a nappe di nero ed oro. Il suo letto, in legno di +radice di lauro, con dei medaglioni in lapislazzuli, era steso sotto +una tenda che lo celava chiudendosi. Una riduzione del S. Agostino e +della Francesca da Rimini di Scheffer, erano i soli quadri della +stanza da letto. + +Nel _boudoir_, oltre gli altri mobili in legno giallastro, vi era un +piano; e sulle mura il ritratto di suo padre e due pastelli di +Angelica Kauffman. + +Poi, dei fiori dovunque. + +Vitaliana non era _musicienne_--vale a dire, uno di quei generali +dottissimi in strategica che perdono tutte le battaglie. Ella +interpetrava un pezzo di musica, se non lo leggeva sempre +correntemente. + +Adorava i fiori. Tra i fiori e lei eravi comunicazione d'anima ed +anima. Ella entrava nella sua stufa come la mano dell'abbate Listz +poggia sul piano: per risvegliarvi la vita. Sarebbesi detto che i +fiori la sentissero, la conoscessero. + +Questo scambio di magnetismo tra una bella giovane donna ed un bel +fresco fiore non è stato ancora sottomesso alle osservazioni dinamiche +e microscopiche, e notato--ma esiste. Fu presentito da Van Swieten--un +grande medico olandese del secolo passato. Aspetta il suo Darwin. + +Vitaliana era per i fiori un raggio di sole o la rugiada. Que' che +appassivano, trovavano ancora abbastanza di alito per dirle: addio! I +rigogliosi cantavano; i bottoni sboccianti, folleggiavano: l'odore +addiventava profumo, il colore, spanto! Vitaliana aveva sempre un +motto a dire, un consiglio o una carezza a dare a ciascuno di loro. Il +suo sorriso era un'evocazione. Tutte quelle stelle fiammeggiavano al +suo riflesso. + +--Benissimo, benissimo!--diceva ella sorridendo ad un _hyocroma_, il +cui fiore a tubo scarlatto e bleu sbocciava pien di salute. Si vede +bene che fai buona compagnia col tuo vicino, la cui foglia verde +argentea riposa lo sguardo! Vedete mo', come queste povere _lavatere_ +si annoiano! La loro rosa impallidisce troppo: ingialliscono. Sareste +voi tristi perchè questi _cestrums_ ai petali d'oro se ne vanno? Non +affliggetevi giammai se i grandi passano: essi ebbero i loro dì di +splendore... Alla buon'ora! mie piccole _svensonie_! Voi gorgheggiate +delle vostre testoline bianche, rose e porpuree! Svegliatemi dunque un +tantino codesti _conoclynii_, il cui azzurro si spessisce; codeste +_bigonie_, i cui tubi scarlatti ed i fiori soffocano la coccarda lilà +del loro corsaletto... + +Poi ella inaffiava le _stewie_ e le _vinee_, dal fiore bianco e rosa; +faceva la belloccia con quella varietà di _lantane_, delle _boule de +neige_; si ricreava come una pazzerella con la sua bella collezione di +_vervine_ e di _veroniche_: volteggiava come una farfalla in mezzo +alle _iridi_ ed ai _phlox_, che avevano saccheggiato l'arco baleno. +Ella camminava, correva, rideva, devastava, s'imboscava contro +gl'insetti malfattori, rimuoveva la terra dalle sue mani--mani che +avrebbero fatto impallidir di gelosia perfino Caterina dei +Medici--tanto erano belle! S'impazientava contro i giardinieri; +prendeva una piccola roncola per mondare gli arbusti; legava un ramo +ribelle; raccoglieva le foglie morte. + +Un mattino verso la fine del mese di dicembre, Vitaliana veniva dal +terminare l'ispezione della sua stufa, quando Maria, la sua cameriera, +entrò ad annunziare la visita del conte Alleux. + +Ella fece un movimento di sorpresa, ed il sangue rifluì al di lei +viso. Si rimise però subito e disse: + +--Introducilo lì, nel mio _boudoir_. + +Adriano di Alleux era l'ingrandimento di Vitaliana di Muge. + +Avevano ambedue preso dalle loro madri. Il medesimo colorito della +pelle; il medesimo druidico degli occhi; il garbo medesimo della +bocca; il medesimo portamento elegante e svelto; la medesima vita +elastica; la stessa elevazione della testa. Solamente, in Adriano, +tutto codesto era più fosco, più accentuato, meglio consistente, più +robusto, più virile. Ciò che era bellezza in Vitaliana, diveniva +grazia in Adriano; ciò che era soavità nella donna, si chiamava forza +nel giovane. L'espressione verginale di Vitaliana prendeva l'aria +d'indifferenza o di voluttà in suo cugino. + +Il suo naso era un po' più grosso, ma per la sue leggiera curvatura +dava al di lui viso un certo che di fierezza. Non portava barba, +eccetto due baffetti fini, rilevati a punta, e così lunghi che +piaciuto era loro di crescere. + +Lo si trovava un po' stecchito. Ma ciò proveniva dalla ritenuta cui +s'imponeva--per tenersi dritto e rompere così l'abitudine, contratta +al seminario, di portare la testa in giù. La sua voce era melodiosa +come quella di Vitaliana. Il suo sorriso, quando era vero--perchè +abusava del riso sarcastico--irraggiava come quello della cugina. Era +alto ed elegantissimo, ma senza affettazione. + +Una viva commozione si pinse sul suo sembiante quando vide Vitaliana +impiedi, sulla soglia del balcone che si apriva nella stufa. + +La cugina aveva arrossito udendo il nomo di lui; il cugino impallidì +alla di lei vista. Alcuno dei due non favellò. Si contemplarono +reciprocamente: Adriano, con fascino; Vitaliana, con stupore. + +Per uscir d'imbarazzo, e nascondere il suo turbamento, questa sclamò +di un accento gioioso: + +--Ebbene, signore abate, vi siete dunque fermato a mezza via del +vostro vescovato? Che disgrazia! promettevate un così santo vescovo! +Il nostro caro zio, il cardinale, ne sarebbe immagrito di un quarto di +tonnellata per gelosia. + +--Può smagrire di una tonnellata tutta intera, senza nulla perdere +nella considerazione della cristianità!--rise Adriano. Ma veggo con +contento che tu sei gaia... perdono, che madama la duchessa è gaia. Io +mi aspettavo a tutt'altro. + +--Ah! voi venite dunque per vedermi piangere! + +--No: per consolarvi. + +--Consolarmi di che? della perdita della battaglia di Waterloo? + +--Tu sei dunque felice, Vitaliana?--riprese Adriano dopo un istante di +silenzio, ed offrendole il braccio per passeggiarla nella stufa. + +--Ma chi à potuto ispirarti l'idea che io nol fossi? L'avresti tu +letto nella _Gazette de France_--che mi manda, dicono, ogni domenica, +alla messa di S. Tommaso d'Aquino, dove io non ò mai messo il piede? +Tu non rispondi? + +--Non una nuvola in casa tua, dunque? tuo marito ti ama...? + +--To'! tu mi rammenti che sono quasi otto giorni che non l'ò visto. +Quel povero Carlo è così occupato! Negozia, da circa un mese, un +trattato di commercio con l'ambasciatore d'Inghilterra, che à la gotta +ed abita ancora Chantilly. E' pare che codesti ambasciatori lavorino +come dei fabbricatori. I governi ed i popoli sono così esigenti! + +--Proprio. + +--L'è pur così. Ma con codesto, voi non mi dite mica, signorino, +perchè avete rinunziato a quel delizioso mestiere di vescovo, cui, in +un accesso di divotamento alle miserie dell'umanità, avevate scelto. +Ti ricordi tu quanto mi spaventavi parlando di andarti a fare rosolare +un po' le costole, per atteggiarti a martire! Come ti avrei io bene +adorato sur un altare, con un coperchio di casseruola sul capo ed un +piumaccio, millantantesi palma, nella mano! + +--Vitaliana, tuo marito ti ama? ami tu tuo marito? + +--Che razza di questioni stupide mi indirizzi tu là, Adriano... no, +signor conte di Alleux? Voi v'immaginate dunque che io andrei a dirvi: +Signore, io non amo mio marito!... signore, mio marito è infedele... +quando anche ciò fosse? + +--Gli è, Vitaliana, perchè tua madre è assente, tu sei sola, ed io +sono in questo momento il capo della nostra famiglia--e perciò il tuo +sostegno nella sventura. Avresti tu preferito che, in questa +circostanza, io mi fossi tenuto in disparte... perchè... infine, io ò +creduto che il mio dovere... + +--Ma tu vaneggi dunque? Che circostanza? Di che intendi tu parlare? Di +qual sostegno sogni tu? Il mio sostegno è mio marito. Se vi è un +dovere per qualcuno, qui, gli è per me, che debbo rispettare il nome +che porto, e l'uomo che me lo à dato--come egli lo rispetta e come +egli lo porta, altamente, con dignità e con onore. Tu parli d'amore. È +desso indispensabile alla felicità di una famiglia? Si è mai definito +cosa sia l'amare un marito? Io leggo tante cose su codesto, che vi +perdo il mio istinto. Io non so se ami o no mio marito. Lo rispetto, e +ciò val meglio. Siete voi soddisfatto adesso, signor abate d'Alleux? + +--Ora mettiamo--solamente per ipotesi--che tuo marito fosse un uomo +indegno... + +--Alto là! Io vi vieto, signor conte, di spingere più in là vostra +ipotesi, antitesi, parentesi, e tutto ciò che vorrete. Io non mi curo +di fabbricare castelli in Ispagna. Li troverò un giorno forse belli ed +impiedi. Sarà tempo allora di pensarvi. Ed io non esiterei lungamente +a pigliare il mio partito--siatene sicuro. Io non comprendo il dovere +senza il correttivo, o l'equilibrio, del diritto. Io non mi rassegno +alla teoria del sagrifizio per la donna e la libertà per l'uomo. Ma, +insomma, cosa ài tu, Adriano? Perchè sei tu venuto a vedermi qui, dopo +tre anni di separazione? Perchè non sei tu venuto innanzi--quando ài +barattato la guarnacca del seminarista con la livrea del mondo? Tu non +ài dunque nulla a dirmi? Tu non eri, pertanto, mica troppo goffo da +abate. Quei mustacchi ti danno l'aria di un caporale in gazzurra. + +--Dio mio, che vuoi tu? Son venuto perchè ò sognato che tuo marito era +infedele; che aveva una ganza adorabilmente bella, abbominevolmente +perversa; che tu lo sapevi; che tu eri infelice; che tu avevi forse +bisogno di consiglio, di protezione, di vendicatore... E che so io, +Vitaliana? Tu non ài che una parola a dire... Veggo che è un sogno, ma +desso mi perseguita... L'è forse l'abitudine... L'è quella +inqualificabile educazione di seminarista, in cui non si presenta agli +occhi di quei tapini che delle immagini di donne--S. Ginevrina, S. +Filomena, S. Tecla, S. Pantofola, la Vergine Immacolata, la Vergine +col Bambino, la Vergine col vecchio marito... e sempre delle donne e +delle vergini! A sedici anni, si sogna, si sogna di tutta quella roba. +La s'incarna meglio che le stupide immagini del libro di divozioni; vi +si mette su la tale fanciulla, la giovane sorella, la giovane cugina +che si è vista alle vacanze, che si è incontrata al passeggio... ed +alla grazia di Dio! Oh, sì, Vitaliana, io ti ò ben messa in discordie +con la Vergine Maria, vah! Io non l'ò adorata e pregata giammai che +sotto le tue forme. Io non so se ella debba esserne lusingata o +uggiata... Ed ecco perchè... Ma di che parlavamo noi dunque? Ch'era +bello--n'è vero, Vitaliana?--quel tempo di nostra infanzia! Quanti +progetti! quante tenerezze! quale avvenire di porpora e di oro ai +lembi dell'orizzonte...! Così, dunque, tu sei proprio felice? + +--Orsù, Adriano, non farmi mica dire ciò che io non ò detto! Io sono +tranquilla. Io ò presa l'assisa del duca di Balbek, e la rispetto, e +la fo rispettare. Il padrone non l'indossa degnamente anch'egli? +Sarebbe una cattiva azione maculargli la veste d'armellino ch'egli +porta così fieramente. Allora, a che pro i rimpianti, i desiderii, le +allucinazioni di quel guanciale--sul quale si poggia la testa +facendosene un Taborre, e cui si lascia bagnato di lagrime? +L'adolescenza non conta: l'è un fiore strano e qualche volta ridicolo, +che stuona nel mazzo dei fiori della vita. La si abbevera di Santo +Padre, di padre Lacordaire, di abate Lammenais, di Sacro-Cuore, di S. +Luigi di Gonzaga, di S. Questi, di S. Codesto... Fortunatamente che +quella roba è bruttissima, orridissima, a che vi si può sostituire ciò +che si è visto in casa di sua madre, ciò che si vede talvolta di qua e +di là. Sii sicuro, Adriano, che vi à mica male di uomini nel mondo che +debbon essere forse in collera contro il _Sacré-Coeur_. Ma dove mette +capo tutto ciò? Ad un marito!! Il marito è il diamante nel monile +delle donne. Io conosco pertanto delle gonze che preferiscono il +fiore. + +--E cosa l'è il fiore, nel monile, nell'addobbo di una donna? + +--L'è il sogno che non si realizzerà giammai--perchè l'è il vitupero. +Ora, togliete ad una donna il rispetto, e voi avrete tolta l'aureola a +Dio. L'immagino diviene statua o quadro. Ma io ritorno al tuo saione +di chierico, monsignor d'Alleux. Perchè l'ài tu gettato alla fiumana? + +--Io riprendo la mia ipotesi. E se il tuo zibellino fosse contaminato? +Se tu t'imponessi una idolatria che è una ciurmeria? Se l'idolo cui tu +credi di alabastro, fosse di mota? Se il ricovero, che tu reputi una +chiesa, fosse una taverna? Se altri non venerasse l'alleanza, il nome, +il contratto, il dovere che tu veneri? Se tu fossi la Vestale di un +satiro!... Vediamo... l'è un'ipotesi, bada... + +--Tu ài avuto torto, Adriano, di non restare abate! Tu insinui il +veleno nel cuore con tanta unzione...! Che vescovo saresti tu +riescito!... Ebbene, io sono la mia propria Vestale. Io mi sono +formato un empireo che à forse altresì dei nugoli; ma io chiudo gli +occhi per non seguirli nel loro saltabeccare fantastico. Che il mio +idolo sia d'oro o di selice, io non consumo il suo altare--e per +fortuna e' non mi fatica esigendo le mie preghiere. Tu vieni a +vedermi, dopo due o tre anni di ecclissi--seminarista trasformato in +zerbino--per propormi un logogrifo che gocciola la perfidia... In fede +mia! io avrei preferito conservare quel sovvenire d'infanzia che mi ti +rappresentava come un monello di sacristia. Io vedo così poco mio +marito, così di raro il mondo... Credete voi, signor conte d'Alleux, +che non vi sia altra cosa da dire ad una donna che si cretinizza nella +solitudine? + +--Tu dici, Vitaliana? + +--Non confondere: cretina non vuol mica dire infelice. Per traduzione +libera, posso permetterti, vaneggiatrice. Quando si vive in mezzo a +quel mondo--soggiunse Vitaliana indicando i suoi fiori--se si ànno +altre aspirazioni, sono forse delle follie. In ogni caso, gli è +imprudente di andare a cacciare degl'iddii broglioni nella cappella di +un credente. + +--Io so tutto codesto, Vitaliana--rispose Adriano con calma--perocchè +da dieci anni io m'inebriò della tua felicità; da un anno, io la +sorveglio con la gelosia della disperazione. Tu non m'ài visto; ma io +era là, sempre là, alla tua porta, dietro ai tuoi passi, riguardando +il cielo della notte cui tu guardavi; avendo in uggia la luce del +giorno che t'inondava dei suoi raggi immodesti. Io restava lì, al mio +posto, sentinella di Dio, quivi ribadito dal cuore, dicendomi: Forse +ella avrà bisogno di me! Non à più padre, non à fratelli; non à che +me. Tu non m'ài visto finora. Se vengo oggidì, gli è che... io mi son +creduto affrancato dalla catena di quel culto immacolato che mi ero +prefisso; gli è che il circolo magico è stato rotto; gli è che io non +mi credo più obbligato di restare all'uscio di una chiesa, di cui si +fa una bisca; gli è che io mi son detto: ella è sola, ella piange, ma +non osa implorare sua madre; Ella non ardisce gettare un grido, ma +ella à bisogno di me. Ed eccomi qua.... + +--Ed ecco là la porta, signor conte di Alleux; perocchè voi avete +presa la mia per quella del manicomio di Charenton. Addio. + +--Ancora una parola allora, Vitaliana. Sappiate tutto, poichè non +dobbiamo più rivederci... Sì, io sono pazzo. Io ò rappresentato una +piccola commedia per assicurarmi che tu eri felice. Ora, io lo so. Io +lo vedo. Come l'è bello qui! come l'è dolce! Vi si corrige perfino la +volontà di Dio, che manda la pioggia ed il sole, che ordina a quelle +foglie di cadere l'inverno, ed a quei fiori di sbocciare a primavera. +Non mancano che quei piccoli uccellini dei Tropici, azzimati +dall'iride, sotto questi Tropici al carbon fossile che tu ài creato +qui. Come si deve dormir con delizia in questa gabbia d'oro! Come si +deve impinguare con beatitudine in questo nido del silenzio! Vi si +diviene devoto per fermo! Come dunque non adorare la mano di Dio che +manda il sorriso e le lagrime, quando si è circondati da tante belle +opere della sua mano? Come si deve ben digerire andando a zonzo per +questa valle di lagrime! Si esce di qui come un vasetto di pomata ai +mille fiori! Si debbe aver voglia di abbracciar il suo portinaio, per +dare sfogo ai sentimenti filantropici ed umanitari, cui questo Sahara +della pace, ben nutrita e ben fiorita, debbe infiltrare nel cuore... + +--Adriano, termina codeste buffonerie, e conchiudi. + +--A proposito, ma io vorrei stringere la mano al duca, prima che me ne +vada. + +--Vado a fargli annunciare che tu sei qui--se egli è nei suoi +appartamenti. + +--Allora, siamo intesi. Tutto è santo qui; tu sei felice; tu non ài +bisogno di me; tu ti culli sur una pelugine di bianche nuvole: +rispetto all'armellino! Addio! + + +Vitaliana restava immobile, gli occhi fissi alla porta del suo +_boudoir_, donde ella vedeva suo marito venire alla loro volta. + +Maria lo precedeva. + +Il duca parve un poco confuso alla vista di Adriano, cui egli aveva +talvolta incontrato nel mondo, ma giammai presso di sua moglie. Cambiò +con lui qualche complimento, mentre la cameriera susurrava a +Vitaliana: + +--Il signor duca dimanda i diamanti di madama. + +--Perchè vuoi tu quei diamanti, Carlo? + +--Ah! mia cara, il 31 di questo mese l'ambasciatore d'Austria +comincierà i balli della stagione. Ora, e' non è conveniente che ti +veggano quest'anno con i medesimi gioielli dell'anno scorso e +dell'anno precedente. Quelle dame si burlerebbero di te e di me. Non +potendo cangiarli, ò parlato con Froment Maurice, onde ne varii la +montatura. Sarà splendida. Io vado da quella parte. Gli porto quelle +gioie onde dargli il tempo di comporre dei capi d'opera. + +Adriano aveva udito quelle spiegazioni, gli occhi sbarrati, diventando +ora di porpora ed ora pallido. + +--Ma egli non à ancora restituito i due monili di perle e di smeraldi, +cui e' doveva montar pure sur un altro modello--osservò Vitaliana. + +--Perchè aspetta i diamanti per armonizzare tutte le gioie--rispose il +duca. + +--Prendili dunque. Tu lo sai bene, io lascio di gran cuore alle +Inglesi ed alle Russe questa esibizione di gioielleria su i loro seni +e nei capelli. Io preferisco i fiori. + +--Lo so. Venite a vederci più spesso, cugino--soggiunse il duca +stringendo la mano di Adriano ed uscendo seguito da Maria. + +Adriano s'inclinò assai leggiermente, senza nulla rispondere, poi +azzeccò i suoi occhi brillanti sulla cugina, che sembrava inquieta, e +fece due o tre passi per allontanarsi in silenzio. + +D'un tratto, però, egli si rivolse; si avvicinò vivamente a Vitaliana; +prese le mani, cui bruciò del suo contatto, e gridò: + +--Vitaliana, posso dirtelo adesso: Io ti amo! + +E senza attendere risposta veruna, applicò le sue labbra sulle labbra +della cugina, vi depose un bacio--che alla giovane donna sembrò un +morso--ed uscì precipitosamente, senza voltarsi. + + +Vitaliana restò come annientata. + + +Il duca correva sul lastrico di Parigi, portando via i diamanti di sua +moglie. + + + + +X. + +Il duca di Balbek. + + +Il duca di Balbek era guardia del corpo. + +Un servizio reso a due sovrani ne aveva fatto un diplomatico. + +La condiscendenza di un ministro, suo parente, si era prestata a far +destinare questo diplomatico all'ambasciata di Parigi. + +Il favore e la compiacenza avevan potuto conferire la funzione, ma non +crear l'uomo. + +A quell'epoca, re Comodo era in delicatezza con la Rivoluzione di +luglio. + +Di tutti i principi, quegli che meno conosceva la Francia era quel re. +Quegli che la conosceva peggio, era il suo ministro--il quale l'aveva +vista ai più bei tempi della luna di mele di madama de Cayla. + +Re e ministro s'immaginavano una Francia, in cui le Maintenon e le +Pompadour menavano ancora gli affari, il governo, il re; bistrattavano +i suoi consiglieri e davano del tu alla politica. + +Essi facevano questo _sorite_ mirobolante: a Parigi, la donna è +regina; quale che siasi la sua condizione, però, ella à un signore. +Ammesso l'aforismo che: _foemina quid quid est propter uterum est_, il +padrone che mena la donna mena per conseguenza la Francia. Se mandiamo +dunque colà un bel giovane, suddito di S. M. Comodo V, che +s'impadronisca dello spirito di quelle regine che regnano e governano, +S. M. Comodo V sarà di fatto re di Francia. + +Esaltati da questa logica, re Comodo V ed il principe di Celle videro +nella nomina del duca di Balbek all'ambasciata di Parigi, non solo il +prezzo di un servizio reso, ma un atto di eccellente politica. + +Il duca di Balbek si recò dunque alla Corte delle Tuileries con la +missione di fare della diplomazia di alcova; di preoccuparsi poco dei +ministri, molto delle loro ganze, delle ganze-padroni, e delle +padronesse dei padroni. Tutta la sua abilità doveva consistere nella +scelta, ed, al peggio andare, in salvar la capra ed i cavoli: divenire +il favorito di tutte senza offenderne alcuna! + +Munito di queste istruzioni _ad aures_, il duca di Balbek giunse a +Parigi. + +L'altitudine delle sue funzioni lo inebriava. + +Gli si avrebbe potuto augurare un poco più di penetrazione, uno +spirito più pronto e più fino, un'istruzione più sostanziale, delle +maniere più scelte, un'aria da più gran-signore. Ma, a parte ciò, e' +non poteva negarsi che il duca non fosse bravamente attagliato alla +sua parte. + +Lo si addimandava, nei saloni: l'Antinoo! È vero che si soggiungeva: +dell'Auvergne! Ma che importa! dell'Auvergne o della Bauce, un +bell'uomo è sempre un bell'uomo. + +Il duca era il meglio pettinato di tutti quei signori del corpo +diplomatico. Alcuno non portava come lui un abito assestato alla vita. +Aveva inventato un taglio di collarini che aveva messo in frega il +jockey-club. Il nodo della sua cravatta era l'avvenimento di tutti i +giorni--e formava la disperazione dello stesso M. de Talleyrand, che +viveva ancora, ed aveva sempre, come si sa, delle grandi pretensioni +su questo arnese. Si occupava con assiduità della riforma del +cappello--ed uno de' suoi _attachés_ andava giornalmente alla +biblioteca Richelieu per consultare, al proposito, i classici greci e +romani. + +I suoi mustacchi lunghi e folti, sur una faccia pallida, gli +meritavano la più profonda considerazione dei segretari e degli +_attachés_ di ambasciate in massa: un segreto doveva nicchiare in fra +quei peli! Che vi pare? + +Di più, il duca di Balbek era poeta. I gesuiti gli avevano insegnato a +manipolare un epigramma latino ed un acrostico greco--per fino una +barcarola. Meglio ancora, egli sapeva far della cucina, come danzava +la _gavotte_--ed il fu nostro illustre amico, Dumas padre, gli doveva +la ricetta della sua famosa insalata ai trentasette ingredienti. + +Possedeva, oltre a ciò, copia di piccole abilità di società per +divertire le dame alla campagna. Tagliava nella carta degli arabeschi +deliziosi; immaginava delle sciarade in azione; inventava dei piccoli +giuochi; guidava il _cotillon_, introducendovi mille graziosi scherzi; +eseguiva una moltitudine d'ingegnosi _tours_ con le carte, e faceva +delle audacissime manipolazioni con esse--perchè le sue mani erano più +svelte ohe il suo cervello. + +Come non lo si sarebbe adorato? + +Al _turf_ e' non restava indietro ad alcuno. + +Giuocava poi con audacia, e mangiava come un vescovo. + +Per un'ex guardia del corpo, egli era forse un po' mal pratico di armi +e del maneggiarle. Ma egli sapeva dissimulare questo difetto nella sua +corazza, usando mediocrissimamente del suo spirito, poco aguzzato, e +mostrandosi, a proposito, poco versato nella comprensione delle +malizie della lingua francese. + +Del resto, aveva grande cura della dignità della sua persona; +nascondeva i suoi colpetti con abilità; usava della più delicata +discrezione; portava benissimo la testa alta nelle circostanze +segnalate; onorava il suo nome e la sua buona nascita; rispettava le +convenienze e le apparenze; non usciva mai dal medio dei suoi eguali; +non perdeva giammai la calma; e sapeva forse darsi, come Enrico IV, il +sangue freddo nel pericolo. + +Il duca di Balbek fece sensazione al suo apparire nei saloni di +Parigi. Non conoscendo ancora il suo teatro, seppe dissimulare. La sua +mal pratica passò per riserbo; i suoi difetti per originalità. + +Eccetto quel lampo della regina Bianca--che era passata innanzi agli +occhi suoi come una visione--egli aveva bazzicato fin qui delle +bellezze da caserma. Le dame del suo paese gli avevano mostrato il +sesso, ma non gli avevano rivelato la donna. Restò dunque abbagliato, +quasi stupidito, quando nei saloni di Parigi, si trovò faccia a faccia +con quell'irradiamento formidabile. I suoi vantaggi fisici gli +appianavano la via: il fiore tendeva il collo al giardiniere per +essere colto! + +La sua avvenenza era di quella che stupiscono l'anima e turbano il +sangue. La giovinetta vaneggiava; la giovane donna ammirava; la donna +tra i trenta e quarant'anni bruciava: raggio pel cuore; torcia per la +carne. + +Il duca non potè però scegliere. + +Doveva amare secondo gli spacci in cifre che riceveva dal suo ministro +degli affari stranieri--a cui egli pingeva la galleria di quelle +sultane. Gli toccarono dunque due donne mature, che passavano per +onnipotenti alla Corte e nella massoneria diplomatica. + +Ma con ciò, quelle tigri affamate di carne fresca erano gelose. + +Per respirare un profumo di giovinezza, Balbek volle ammogliarsi. + +Quelle _pieuvres_ gli gittarono fra le braccia una vergine! + +Esse sapevano ciò che facevano. + +Un chiaro di luna, a quell'uomo che aveva sete del sole dei Tropici! + +L'innocenza di Vitaliana non fu dunque per lui un'antitesi, ma una +deluizione. Psiche faceva comprendere Medea. Ebe sottolineava Arianna. + +Questa politica di femmina riescì. Il signor di Balbek amò sua moglie +come una giovane sorella, e la trovò scipita. Si limitò allora a +rispettarla moltissimo, a venerarla quasi--talmente la ingenua +ignoranza di lei glie ne imponeva! + + +In quella specie di crepuscolo dal cuore e di spossamento forzato dei +sensi, senza piacere, senza incanto, senza visione, Morella si +presentò. + +Se il duca non era stomacato delle sue ganze di quarant'anni, ne era +per lo meno sopraffatto. Il suo palato, dalla forte tempera, poteva +gustare quelle dapi pimentate; ma quel pimento solo, quel pimento +sempre, aveva finito per attutirlo--tanto più che quelle Saffi +politiche lo avevano compromesso, e, lungi dall'aiutarlo nel far gli +affari del suo sovrano, si erano servite di lui per avanzar quelli del +cardinale Lambruschini. + +Un riposo s'imponeva fatalmente. + +Vitaliana non aveva imparato--come quasi tutte le donne della serafica +legione--che ella doveva essere non la _moglie_ ma l'_innamorata_ di +suo marito. + +La politica interna per la gaiezza dei lari domestici l'è in codesto. +E, codesto è tutta la scienza del cuore, quantunque non ne abbia le +specie. + +In quello stato di nausea morale e fisica, il possesso di Morella +sembrò al duca una resurrezione. Usciva dalla tomba delle sue +cortigiane da stufa, alla pelle rinzaffata, cui era mestieri osservare +ad una luce sapientemente moderata, e menar ventre a terra, senza +contare le tappe. + +Qui la parte cangiava. + +Il duca amava. + +Fin là, lo avevano amato e carezzato. + +E' si ritrovava uomo adesso, giovane, al suo posto. L'amore aveva +delle angosce e delle delizie vere, delle esigenze spontanee: il fiore +dava il suo olezzo e non andava a cercare una gocciola di essenze agli +alberelli del profumiere. + +Morella rilevava da lui. + +E poi, che di giovinezza, che di freschezza! Come quelle labbra +dovevano rimbalzare! Come quei denti dovevano mordere ed infiltrar +nella piaga della scintilla degli iddii! Come quegli occhi insolenti +provocavano, tramandavano un effluvio di voluttà, si spegnevano +dolcemente nel languore dell'amore, scoppiettavano una bufera +insensata! Quale _féerie_ quella maga andava dessa a svolgere? + +Qui l'antitesi esisteva. + +Morella resisteva. + +Ella sapeva ciò che portava in quella comunione d'incanti. + +Bisognava conquistarla, perchè la non si dava: la s'insorgeva. Ella +poteva scegliere. Il principe di Lavandall non era forse ai suoi +piedi? + +Per Morella, Balbek entrava poi nei misteri di quella vita parigina, +di cui aveva letto tante cose nei romanzi, udito tanti racconti +mostruosi di grandezza e d'infamia. Quel precipizio del mondo opaco +parigino à delle vertigini di angelo, delle stigmate di demonio, ove +il malescio soccombe, il forte si ritempera e dice, rialzandosi: ò +vissuto! + +L'avvenire resta solcato di questi fulmini. L'anima à fissato i suoi +vaneggiamenti. Per Morella, Balbek--quel guardia del corpo +smarrito--riceveva il suo battesimo del mondo. Faceva le sue prove per +divenir rosacroce. Entrava nella fossa ai lioni. + +Morella si apriva innanzi a lui come un abisso che l'assorbiva. Era il +soffio del ciclone che lo menava via, o l'attrazione magica dell'amore +che l'incendiava del suo alito? + +D'altronde, tutto era stato preparato con squisita scienza: +l'incontro, l'attitudine di Morella, il desiderio acuminato +dell'emulazione, il dispetto spronato dal disdegno, la gelosia +distillata prima dell'amore. Quel cavaliere, che sembrava tutto armato +d'acciaio e si credeva corazzato, si sentiva d'incontro ad una spada +che forava le sue ferraglie come un corpetto di velluto. + +Molte volte egli aveva, per lo innanzi, abbrividito--sospettando di +essere stato preso in una rete infernale di amore--ma aveva poscia +guizzato infra le maghe. + +Eccolo adesso nella rete agli anelli di ferro di Vulcano, dalla quale +Marte istesso non si spastoia. + +Riassumiamo. + +Quel diplomatico d'avventura giungeva a Parigi ingenuo; con delle idee +ingenue; disarmato; al disotto del suo ufficio; il capo zeppo di +illusioni. Delle donne spossate si erano servite di lui per attingerne +una trasfusione di sangue giovane ed ossigenato, e lo avevano +svaligiato dei suoi sensi. Dopo questa prova, e' si trovava: il corpo +assopito, l'anima esaltata, la devastazione nello spirito, il vuoto +nel cuore, adorando sua moglie come una madonna, a ginocchio innanzi +ad una cortigiana che lo acciuffava della mano glaciale della +fatalità. + +Il duca di Balbek fece a Morella tre visite. Ebbe con lei tre lunghi +colloqui--ove la sua esaltazione, un po' teatrale da prima, aveva +finito per pigliar le proporzioni della demenza. + +Morella non l'incoraggiò, ma lo disperò--facendogli leggere i +biglietti che il principe di Lavandall le scriveva, tre volte al dì, +dichiarandole che l'amava... a credito illimitato! + +Alla fine, essa capitolò e disse: + +--Voi lo volete, signor duca? sia pure. Ma ascoltatemi e ricordatevi +questo qui. + +--Se me ne ricorderò! + +--Io ò dei bisogni di regina. Amore, piacere, ambizione, aspirazioni, +lusso, follia... io sento tutto, do tutto, impongo tutto, esigo tutto +senza limiti. Chi vuol di me, deve essere tutto a me--che io lo +inabissi nel baratri o che lo innalzi nel cielo. Avete voi delle ali, +signore? Io mi chiamo vertigine. Io non conto col tempo. Di tutte la +cose, io addiziono l'intensità. + +--Tu ài ragione. + +--Voi dovrete conoscere la storia di quel banchiere tedesco, +che--avendo ricevuto Carlo V in casa sua--allumò il fuoco della camera +imperiale con le lettere di cambio firmate da S. M. e ne intrattenne +le fiamme con legno di cannella. Io farnetico di Carlo V. Gusto forte +il banchiere. Se vi spaventate, gli è ancor tempo di ritirarvi. + +--Tu credi, bella mia? + +--Ciò vi riguarda. M'àn narrato che la nobiltà del vostro paese vive +tutto un anno di un uovo--e si nutrisce di _eccellenza_! Io, io +arrabbio per un _beefsteak_, il quale sanguini una miniera di Siberia. +Ed al _dessert_, se l'è d'uopo... l'aspide di Cleopatra in un piatto +di fichi di Corinto! Dite, siete voi pronto a tutto, signor duca? +Nella coppa che io allestisco vi saran forse delle perle fuse... ma +chi la cionca, si sente dio di poi. Dio per un'ora! Vi par desso corto +e troppo caro? + +--Morella--rispose il duca con una voce resa solenne dalla +disperazione o dall'estasi--mi dimandassi tu i capelli di mia moglie, +io glieli taglierei per farne un cuscino ai tuoi piedi. + +Morella, di un colpo di mano, sciolse le sue treccie, ed inondò il +duca di una capigliatura che avrebbe meritato di essere allogata fra +gli astri--come la chioma di Berenice. Il contatto, il profumo, +l'elettricità di quelle ciocche febbrili fecero abbrividire il +duca--che le baciò e vi si soffuse. + +--Guarda, se io ò bisogno dei capelli di tua moglie--disse ella. +D'altronde, essi non son mica dello stesso colore che i +miei--soggiunse Morella ghignando--per farmene delle false trecce. + +--Tu ài messo le tue condizioni, Morella--rispose il duca. Io le +accetto. Ascolta le mie, adesso. Esse si riassumono in tre parole; io +sono geloso! Tu mi divorerai, senza dubbio; ma forse pure io ti +ucciderò. + +Morella saltò impiedi e si strinse la testa del duca sul petto. + +--Tu sei un uomo!--gridò dessa. Io ti amerò. + +Il duca impallidì, e si alzò a sua volta, attirandosi Morella nelle +braccia. + +Ella si svincolò, facendo un salto indietro, e disse con solennità: + +--Qui... no. Io non sono mica un'adultera! Tutto quanto tu vedi in +casa mia appartiene ad un altro. Metteresti tu una livrea cui io ò +gittata ai cenci vecchi? + +--Un altro?--domandò Balbek, aggrottando le sopracciglia. Chi dunque? + +--Signor duca,--rispose Morella, sedendo,--sappiatevelo, fin dal bel +prima. In casa mia, due cose sono incognite: il passato ed il padrone. +Non vi volgete indietro per cercar dei fantasimi, liquefatti, fusi +nello spazio. Guardate innanzi a voi, procurate di ricamare un +avvenire per quanto potrete più luminoso, ed obbedite. D'altronde, se +io vi fo la parte che taglio a me stessa; se v'incateno al mio proprio +destino--che sia un trono di astri o un desinare di arsenico--di che +vi lamentate voi dunque? + +--Di che? + +--Sì: di che? Voi venite. Io non vi chiamo, per Dio! Ma bandite le +nuvole dalla vostra fronte: voi entrate in un cuore nuovo. Gli uomini +che lascian ruine sono pochi; che devastano, son rari.... Ed io non ne +ò quasi conosciuto. Tutto al più, se ne intraveggo uno dopo il ballo +dei giorni scorsi. + +Il duca, comprendendo l'allusione, uscì precipitosamente. + +Egli era di già preso nell'addentellato, e portava via la freccia +nella ferita. + +Morella respirò e ricadde sul canapè come affranta di fatica. La sua +parte eccedeva. Poco dopo, ella si assise ad una tavola, e scrisse a +M. di Linsac: + + +«Cher ami, lo tengo. Che volete che ne faccia? Un misero? lo è di già. +Un disgraziato? gli è impossibile--poichè debbo lasciargli pigliare +l'amore di cui paga il prezzo. Egli è sciocco, ma giovane, bello e +confidente. + +«Fate attenzione! + +«Ciò potrebbe disarmarmi--ed avendo cominciato dal giocare le vostre +carte, potrei finire per giocare le mie. + +«Gli è dunque indispensabile che io sappia dove andiamo, non fosse che +per accorciare la via. Ove volete voi arrivare? Condurlo all'inferno +per la strada del paradiso--ciò che io dovrei fare--mi sembra una +ispirazione di troppo degni briganti. Voi non potete voler codesto. +Che volete voi dunque? Che debbo io fare? + +«Io sloggio. Ti lascio qui i tuoi ninnoli ed il tuo legname per la tua +nuova pensionaria. + + «MORELLA». + + +Il giorno stesso, il duca di Balbek si mise a correr Parigi per +trovare una nicchia a Morella. + +Fece dei miracoli di attività--e lo si capisce del resto. + +Comprò a nome della contessa Morella di Miraflores una palazzina nel +rione di Beaujon--civettuola come un'ingenua e quasi nascosta nei +boschetti d'alberi; in una strada che si chiamò più tardi dal nome di +quel sovrano dei romanzieri di tutti i tempi e di tutti i paesi: +Balzac! Il mistero gli conveniva; perocchè la cattiva azione cui +commetteva lo fascinava ma gli pesava. + +Il giorno seguente, uno dei primi tappezzieri di Parigi mobiliò la +palazzina con eleganza e ricchezza, e v'installò una fante ed +un'eccellente cuoca del Perigord. + +Il duca, dal canto suo, comprò un piccolo _coupè_ ed un _pony_ +irlandese--i due formando un veicolo simile ad una rondine--e di cui +un bel cocchiere inglese incipriato moderava l'ardore. + +Il duca non aveva quella sessantina di mille franchi cui spendeva in +ventiquattro ore. Il suo feudo di Balbek, come il nome lo indica, era +in _partibus infidelium_: una sovvenenza anzi che una rendita. Gli +onorarii di ambasciatore, oberati di spese, non oltrepassavano i +100,000 franchi. Egli spendeva molto usando senza limite del credito +parigino--uno dei più allocchi crediti europei. + +Il dottor di Nubo venne in suo soccorso in questa lotta titanica del +desiderio contro l'ostacolo di una cassa vuota, e la riempì del danaro +degli usurai. + +Madama Augusta Thibault fu il banchiere misterioso del dottore, il +quale, prestando il suo nome, toccò un doppio sconto. + +Questo sforzo di volontà, sostenuto da un concorso amichevole, ebbe un +pieno successo. + +Alle quattro, tutto era pronto per ricevere la fata del luogo. Di +guisa che, alle cinque, lo zio Pradau--insediato di già a cameriere +del duca--potè portare alla contessa Morella di Miraflores la lettera +seguente--scritta dal suo padrone, ma ispirata probabilmente dal +dottore. Imperciocchè, quelle delicatezze non erano nè nello spirito +nazionale, nè nel carattere, nè nell'educazione, nè nella tempera +dell'anima del giovane diplomatico. + + +«Madama la contessa, il vostro notaro, _maitre_ Tressard--via di +Provenza, 54--mi à favorito or ora l'indirizzo del vostro _hôtel_, e +mi apprende che voi vi pranzerete stasera. Volete voi, madama, farmi +l'onore di serbarmi un posto alla vostra tavola? Avrei gran piacere di +baciarvi la mano--ed è la sola ora della sera di cui posso disporre. +Tolgo ad imprestito il vostro _coupé_ per andarvi a pigliare. + +«Ai vostri piedi, madama. + + «CARLO DE BALBEK.» + + +Leggendo questa lettera, un sorriso raggiante illuminò il sembiante di +Morella. Quell'_ouate_ di acciaio sembrava tocca! + +Era forse l'interesse? Mai no. Era l'artista che godeva del suo +trionfo. Era l'amor proprio che cantava nel suo cuore. + +Divinità terribile! delle vittime umane s'immolano sul tuo altare. + +In quell'istesso istante, la cameriera entrò e le rimise una lettera +di Sergio di Linsac--imprudente per un aspirante diplomatico--in cui +egli rispondeva con queste due parole sinistre: + + +«Continua. Sempre innanzi, e non guardar indietro a te. Ecco tutto.» + + +--Sempre innanzi!--mormorò Morella lentamente. Fino al bagno o alla +pistola del suicidio? Sia. Bah! Non è desso un assioma convenuto che +noi altre siamo delle _infami_? + + + + +XI. + +In cui si vede come si abborracciano i paradisi. + + +Il secondo mese del connubio del duca di Balbek con Morella toccava a +fine. + +I teatri e le passeggiate di Parigi avevan visto di tempo in tempo +Morella apparire e passar come una cometa, ma alcuno non aveva saputo +quale dio o quale demonio trascinasse ella nell'orbita sua, o le desse +impulso. + +Il duca di Balbek era restato nell'ombra--che si preoccupasse del suo +nome, della dignità di sua moglie, o del riserbo impostogli dal suo +ufficio di diplomatico, poco monta. + +Il signor di Linsac aveva custodito Morella per circa due anni in una +specie di gabbia incantata, cui egli indorava del suo spirito non +potendo indorarla dei suoi _luigi_: madama di Maintenon che serviva un +aneddoto per rimpiazzare un arrosto! + +Morella vi si era formata--osservando il mondo per spiragli, che lo +rivelavano molto e le facevano indovinare molto più ancora. Ella +arrivava dunque quasi sconosciuta e si levava sull'orizzonte della +vita elegante di Parigi come una girandola in una festa. Fissava gli +sguardi; spronava le brame. + +Non vi fu che una voce: Chi è dessa? a cui è dessa? + +E tutti ad invidiare il fortunato sultano che accendeva quel sole +nelle notti del suo _harem_. + +Era egli felice quel sultano? + +Forse sì. + +La morte per congelazione non à dessa le sue voluttà? La forca non à +anche dessa le sue delizie? La felicità è dessa altra cosa che lo +stordimento? + +Dante à scritto sulla porta del suo inferno: «Lasciate ogni speranza.» + +Avrebbe dovuto scrivere sulla porta del paradiso: Lasciate ogni +memoria, o voi che entrate! La gioia è l'oblio. + +Il duca di Balbek, come i gaudenti romani che depositavano sulla +soglia del _triclinium_ le nere preoccupazioni, _atræ curæ_, +traversava le procelle, e, dominando le regioni delle nuvole, si +trovava in presenza di Morella--l'azzurro vertiginoso di cui +s'inebriava! + +Se egli fosse stato un'anima nel mondo, soffrendo qui, arrossendo +colà, sopraffatto da angosce nel suo palazzo, alle prese col destino +dovunque, ricevendolo nella sua camera, Morella, questa Circe, ne +avrebbe fatto un senso. + +Il primo che inventò l'anima aveva dovuto essere supremamente +infelice, onde avere poi quella divina intuizione! + +In realtà, quale era la situazione del duca? + +Il principe di Lavandall riceveva sulla sua vittima, quasi ogni +giorno, due rapporti: l'uno da madama Thibault, proveniente da Pradau; +l'altro, dal signor di Linsac, scritto da Morella. + +--Timoteo--diceva Augusta a Tob, o Pradau--tu mi annaspi là un +_brogliamini_, ove io non veggo nè testa, nè coda. Bisogna pertanto +bene che io mi vi raccapezzi. + +--Non temete nulla, madama. Altri possono smarrirsi; voi vi troverete +sempre. Voi avete la tavola pitagorica nel sangue. + +--Imbecille! non è mica di tavola o di stipi che è questione, ma delle +tue storie. + +--Voi volete dire della mia conversazione? Per esempio! voi sareste la +prima che non ne gustereste il profumo. Il duca, lui, ne fa le sue +feste. Egli mi consulta. La finezza del mio spirito lo penetra. Io mi +aspetto ch'e' mi dimandi un giorno che io gli detti i suoi dispacci! +Io gli ò fatto rimarcare che l'ambasciadore d'Inghilterra à la vista +cortissima e che quello di Prussia è sordo. Quando io lo tengo dal +naso, radendogli la barba, e' sente la mia superiorità morale. Il +naso, madama? Ma desso è l'indice--di cui il cervello è la sfera. +Impugno l'indice, l'ora si ferma. + +--Ài tu finito, animale? + +--O' letto in uno zibaldone che un poeta italiano à chiamato la donna +_animale grazioso e benigno_. E' sognava di voi, madama! Il duca mi +rispetta. Io gli spiego il listino della Borsa, scolpendo il nodo +della sua cravatta. Ah! se egli mi ascoltasse, come io lo ascolto, e +calpestasse le mie pedate! Io ò guadagnato trentadue mila franchi. +Egli à cento cinquanta mila franchi di debito. + +--Tu esageri. + +--Madama, voi ignorate l'ottica dell'anticamera. Sappiate, che si +addiziona nell'anticamera, mentre si moltiplica o si sottrae nella +camera da letto. Noi abbiamo dunque decomposto il duca in cifre, ed +abbiamo ottenuto i resultati seguenti. Al signor Claret, il maestro di +casa, 80,000 franchi--per due mesi e mezzo di spese che egli à +avanzate; a diversi fornitori del signore e della signora--per fatture +non pagate--10000 franchi. Ora io, io aggiungo--dallo estratto delle +carte del duca che ò percorse: 40,000 franchi, al dottore di Nubo--per +danari prestati; 30,000 franchi gioielli di madama, messi al Monte di +Pietà; 10,000 franchi, dovuti a gioiellieri--per gioie somministrate, +e che non son mica venute al palazzo dell'ambasciata; 25,000 franchi, +reclamati con un viglietto compitissimo da M. De Lionne, agente di +cambio--per non so quale operazione... ed altre somme dovute qua e là. +Eh! snocciolate la coronella e conchiudete con un _gloria patri_. + +--Il duca deve dunque tutte codeste somme? + +--Egli deve tutte quelle somme; che perciò? Il debito, madama, è la +considerazione dell'uomo. Un uomo senza debiti, è un Dio senza altare: +chi crede in lui? E quindi, bisogna vedere le udienze che noi diamo +ogni mattino! Un mercante porta desso la sua nota? M. Claret lo chiama +un bottegaro, e minaccia di pagarlo e ritirargli le somministrazioni. +Un sarto viene a reclamare il suo avere? Io gli ordino una mezza +dozzina di brache e due o tre soprabiti, per farlo aspettare. +L'orefice manda il suo conto? Il duca lo sferza della sua migliore +prosa, e dimanda un monile, un braccialetto, un anello--ciò che ispira +confidenza al negoziante. Bisogna vederli, eh! Quei segugi--che dan la +caccia ad un piccolo debitore fino alla _morgue_, fino alla fossa nel +cimitero--restano come allocchiti alla porta dell'ambasciata. Ma, +_c'est egal_! noi passiamo dei terribili quarti d'ora. + +--Come a dire? + +--Eh! giuochiamo il _whist_ al club con fortuna--ciò che ci permette +di azzittire le voci le più stridenti. Ma la fortuna si stanca +talvolta: e questa mattina avevamo per tutto tesoro al palazzo 13 +franchi e 45 centesimi. E su codesto gli è arrivato un vaso di fiori +per madama la duchessa, che costava 97 franchi! È stato d'uopo che +Maria, la cameriera, rovistasse nei peduli delle sue calze per pagare. + +--La cameriera? + +--Sissignora! Io non so come ciò avvenga, ma quella ragazza à sempre +dei quattrini, quando trattasi di pagare qualche cosa per madama. Non +pertanto, l'è una ragazza savia--eccetto che va ogni domenica a messa, +ove resta talvolta tre o quattro ore. Io non conosco di pievano così +lungo in la bisogna. + +--Alla messa! alla messa?--obbiettò madama Thibault. E la duchessa? + +--La duchessa? Vedete! il nostro _hôtel_ è una strana residenza, in +fede mia! Mentre che in un appartamento gli aquiloni infuriano e +fischiano, in un altro il sole e l'azzurro non si velano giammai di +nuvole. Appo il duca, l'ansietà terribile dell'uomo alle prese con i +bisogni, con i creditori, con le passioni; dell'uomo obbligato a +mentire ad ogni istante per non pagare i debiti; che si ruina, che si +disonora, che subisce tutto le torture, tutti gli affronti dal +mercante--balbuziando ogni specie di scusa; che nasconde la lepre +della sua anima sotto i suoi _crachats_; che si vede eternamente +innanzi lo spettro della giustizia--la quale l'obbliga a pagare--e di +bisogni infiniti, i quali l'obbligano a contrattar nuovi debiti. Appo +la duchessa, tutto è serenità e candore. Ella ignora tutto ciò che à +luogo in casa sua. Non si avvede di nulla--neppure che, da due mesi, +ella non à visto suo marito tre volte! + +--Il duca non l'ama dunque? + +--Ecco ciò che io non sono giunto ancora a sbrogliare. Quando gli +affari di Stato mi daranno un po' di tregua, intraprenderò questo +subietto. Ma come volete che io mi prodighi adesso ad interrogarlo su +queste minuzie, quando io ò il tempo appena di estorquergli i +tradimenti di quel botolo di Metternich, i segreti di quel mastro di +astuzie di Nesselrode, e di farlo pronunciare sulle intraprese del +signor Thiers e del signor Guizot? Dietro questi informi, io mi reco +alla Borsa e vi fo l'alto e basso. Mi vi mettono a partito--ve lo +giuro! Io li forvio e smarrisco con delicatezza. Ma dò ordini a +proposito, ed il _père Claret_ mi adora come un dio. Il duca à perduto +grosso ieri. L'ò visto rientrare un momento in casa, alle cinque, e mi +aveva l'aria di un impiccato. Però l'è colpa sua. + +--Come ciò? + +--Il mattino egli era di cattivo umore, di cattiva grazia. È sempre +così quando capita in visita il dottore di Nubo. Io aveva bisogno di +farlo chiacchierare, perocchè io meditava un colpo di _hausse_ alla +Borsa. Io gli fo dunque, vestendolo, un nodo di cravatta mostruoso, +con una punta che gli solleticava il naso e lo faceva starnutire. +Guardandosi nello specchio, egli grida: Che diavolo ài tu affazzonato +qui, idiota? Io rispondo: Mille scuse, eccellenza; oggi io non ò il +capo a me. Mi lasciai tentare ieri sera, e diedi l'ordine al mio +agente di cambio di comperarmi tre mila franchi, al rialzo. + +--Non desolarti tanto, imbecille, perchè la tua sciocchezza potrebbe +forse riescirti come tutte le sciocchezze. + +--Era vero ciò ch'egli diceva? + +--No. Ma io sollecitai a spicciarmi di lui per correre alla Borsa. +Arrivai alle 2. Cerco il mio agente di cambio per dargli l'ordine, lo +spio, ascolto, m'informo, interrogo... Che è, che non è? in cinque +minuti i fondi avevan bassato di 3 franchi, in seguito ad un dispaccio +ricevuto dal signor Rothschild sugli affari di Spagna! Il duca, come +il dottore, avevano probabilmente giuocato al rialzo. Perocchè, per lo +innanzi, il dottore veniva ad annasare le notizie e giuocava solo, ora +giuocano insieme. + +--Questa perdita sarebbe quindi ad aggiunger al debito di 150,000 +franchi. Ma, a proposito: ài tu guardato per le carte cui avevo detto +di scovrire? + +--Pena perduta, madama. Io, ò frugato dappertutto ove ò potuto--anche +nel suo scrittoio particolare. Non ò avuto il tempo di leggere tutte +quelle cartacce--di cui una parte è anche in cifra. Ma il colpo +d'occhio che vi ò gettato non mi à nulla fatto scovrire che si +riferisca al matrimonio del re Taddeo IX. Tutti quelli scritti sono +zeppi di maldicenza contro la Corte, il governo, i ministri della +Francia; di esecrazione contro la stampa libera, e di diatribe contro +i rivoluzionari di Parigi e di Londra--i quali, sia detto in passando, +si spiano a chi meglio meglio, reciprocamente. Ecco tutto. + +--Credi tu avere rimuginato dovunque? + +--Sì--eccetto un piccolo mobile che è a capo del suo letto, che à una +toppa a secreto, conosciuto dalla duchessa sola forse, ed ove il duca +chiude i suoi _crachats_, i suoi danari, e tutto ciò che à di +prezioso. In passato, le gioie della duchessa erano anche conservate +lì; poi, ella le confidò a Maria e le conserva nel suo appartamento... + +Augusta riassumeva queste conversazioni col suo ex-intendente e le +comunicava al principe di Lavandall. + + +Dal lato suo, Morella scriveva a Sergio di Linsac dei vigliettini come +questi qui: + + +«Avvisate se volete: il mio malato à la vita dura. «M.»--Martedì. + + +«Giovedì.--Una goliera di 7000 fr. Il duca era raggiante donandomela. +Eran dunque delle fibre della sua anima ch'egli mi dava. Ne ebbi +pietà. + + «M.» + + +«Sabato.--Dieci mila franchi per le spese di casa. Lasciandoli sul mio +caminetto, la sua mano tremava. Io lo guardava nello specchio. Poi, +dei baci frenetici che ànno decorticato le mie labbra. Si inebria. Io +non resisto più: voi lo volete. Io tappezzo la strada del suo suicidio +di foglie di rosa e di incantesimo. + + «M.» + + +«Lunedì.--Ebbrezza folle... ed uno scheggiale di diamanti. L'ò trovato +bello, ed ò abbracciato il donatore. Se mi avessi un cuore di +ricambio, glielo confiderei. Mi fa pietà. La pietà è la grande porta +dell'amore. Poi, delle lunghe, lunghe distrazioni, e dei pallori +sùbiti. La lettura del giornale della sera lo à fatto abbrividire. Non +à guardato che il listino della Borsa. + + «M.» + + +«Venerdì.--Un _cashmire_ di 6000 fr., che io ò scelto al _Persan_. +Entriamo nella regione del credito, m'immagino. Si fa mandare le note +all'ambasciata, e compera a nome di sua moglie. Sera e notte di +soprassalti. Mi à servito dei _calembours_, perlati di lagrime! Il +delirio dei suoi abbracci è convulsivo. Che agonia--sopra un motivo di +_valzer_! + + «M.» + + +«Domenica.--Primo rifiuto. Avevo domandato _une rivière_. Ò tenuto il +broncio fino all'una del mattino. Disperazione lacerante. Ò avuto +pietà, all'alba. Egli è pazzo. + + «M.» + + +«Giovedì.--Ò la _rivière_ di diamanti. L'è forse l'ultima goccia di +sangue del suo cuore. Cangiate di carnefice. Positivamente, io non +terrei più. Egli non à più un gioiello sopra di lui. Io fiuto la +miseria. La sua anima è una ruina, un precipizio. Che à dunque egli +fatto che lo soffochiate con questa catena di serpenti a +sonaglio--cullandolo fra le carezze? + + «M.» + + +«Domenica.--Altro rifiuto. Avevo domandato una casa di campagna, che è +a vendere nel parco di Madrid. Aveva l'agonia nella voce; Gesù +dimandava da bere. Ò tenuto sodo nel mio broncio. È partito alle 8 del +mattino. La sua calma mi à spaventato. L'ò richiamato e baciato. Una +lagrima è caduta sulle mie guance. È la prima volta che lo mi lasci +vedere. La miseria è estrema. Date il colpo di grazia, o io metto giù +le armi. Io mi credeva altra. Ahimè! ò il vizio spavaldo. + + «M.» + + +«Martedì.--Un terzo rifiuto. Finiamola. Ieri sera, egli non aveva che +cinque franchi nella borsa. Partì alle dieci per rendersi al _club_, e +non è ritornato nella notte. Non ride più; non parla più. Si tuffa nel +mio amore come se si inabissasse nel fondo del mare per perirvi. +Clarence, annegato in una botte di malvagìa! Finiamola! Finiamola! +Voglio uccidere, ma non leccare il sangue dell'assassinio. + + «M.» + + +I voti di Morella restavano senz'eco. Le si ingiungeva, al contrario, +di raddoppiare le sue imposizioni, le sue esigenze, e sopratutto le +sue carezze. + +Lo scopo degli agenti del principe di Tebe era di ridurre il duca di +Balbek al limite dell'indigenza, accollarlo al disonore. Allora il +principe di Lavandall, munito di pieni poteri dal principe di Tebe ed +autorizzato dal conte di Nesselrode, si presenterebbe a lui e +negozierebbe la vendita delle carte tanto sospirate. + + +Questo piano infernale doveva avere uno scioglimento imprevisto. + +Ma s'insistè; e si raddoppiò anzi di accanimento. Qualche giorno dopo +l'ultimo viglietto di Morella, questa ricevè la lettera seguente del +principe di Lavandall: + + + «_Signora contessa_, + +«Son proprio desolato del malanno, cui ieri ò mancato poco di +commettere, al _Bois de Boulogne_. Ve ne dimando mille scuse. Ò +cacciato via il cocchiere. Ma, d'altra banda, è desso possibile che un +astro come voi si nicchi in un veicolo il quale non si distingue da un +_fiacre endimanché_ che per la livrea ridicola di cui il cocchiere è +azzimato? Per riparare a quella stupida malavvertenza non oso, madama, +offrirvi una _calèche_ a due cavalli inglesi ed un cocchiere a cipria, +un _hôtel_ ai _Champs Elysées_, 120,000 franchi l'anno per +intrattenere tutto codesto. Vogliate degnare, madama la contessa, +d'incoraggiarmi, e voi farete di me il più felice dei vostri sudditi. + + «Principe ALESS. DI LAVANDALL.» + + +Questa lettera arrivava a proposito del calesse del principe, che +aveva addentato un tantino il _coupé_ di Morella al _Bois de +Boulogne_--si dava a credere. La galanteria del Russo si spiegava +naturalmente. + +Morella fece trovare questa lettera sul poggio del caminetto. Il duca, +che conosceva la scrittura e le armi del principe, di cui era geloso, +afferrò la lettera in un lancio, mentre Morella si dibatteva per +riprendergliela. + +Balbek divenne eccessivamente pallido, gualcì convulsivamente la +lettera. Nel tempo stesso, le sue unghie allividivano i polsi della +sua amante. + +--Che ài tu risposto?--dimandò egli infine, tremando di tutta la +persona, lasciandosi andare, malgrado suo, sur un seggiolo e tirando a +sè Morella, che cadde a ginocchio. + +--Non ò risposto ancora--ella balbutì. + +--Che risponderai tu?--riprese il duca di una voce che somigliava ad +un singhiozzo. + +Morella, forte commossa, esitò. Non sapeva se dovesse gittarsi al +collo di quel meschino, confessargli tutto, abbracciarlo, ovvero se +dovesse dargli il colpo di grazia. + +Il duca ebbe la dappocaggine di ripetere la domanda non un accento di +collera. + +Allora Morella sillabò lentamente: + +--Risponderò che accetto. + +Il duca si alzò, rilevando Morella ancora ai suoi piedi, e gettolla +sul seggiolone. E' passeggiò in silenzio per qualche minuto nella +camera, infine sclamò, come parlando a sè stesso: + +--Al postutto, perchè non accetterebbe dessa? Un rifiuto, darebbe a +supporre un cuore; e costei non è che un baratro. A che titolo potrei +io pretendere d'imporle una simile perdita? Perchè io l'amo? Io la amo +per me: dunque l'è un balzello per lei: dunque occorre un'indennità; +dunque... + +--Che vi piaccia di ferneticare, io non posso impedirlo--osservò +Morella. Ma che mi insultiate così... voi non avete, io non ve ne dò +il diritto. + +--Morella, una grazia--mormorò il duca fermandosi innanzi a lei. + +--Voi siete assurdo. + +--Ti domando una settimana di respiro. + +--Per che fare? + +--Fra quattro giorni vi sarà ballo dal principe di Lavandall. È venuto +di persona a pregare la duchessa di assistervi. Ella vuole andarvi. +Credi tu che io non debba almanco questo a quella povera abbandonata? +Ò bisogno di esser tranquillo per questi quattro giorni. Ò le mie +ragioni per questo. Dopo, tu deciderai del mio destino--forse del mio +onore e della mia vita. + +--Accettato!--e non più una parola su codesto--gridò Morella di una +voce soffocata, gettando la lettera del principe nel fuoco. + +Il duca non fiatò motto in tutta la sera. Borbottava delle +interiezioni fra sè. Si sarebbe detto che ruminasse una grande +risoluzione. + +Alle 10, partì ed andò a terminare la serata con Vitaliana--la quale +non capiva nulla alla tenerezza infinita che le mostrava suo marito. + +Era il rimorso del ritorno o il dilaceramento dell'addio? + + +Il duca trattò Vitaliana come Morella. + +Vitaliana, confusa, fuori di sè, abbagliata, colpita, intravide degli +orizzonti d'amore sconosciuti, e _réva_--vaneggiò! + +L'indomani, alle 9, il dottore di Nubo si presentò. + +Il duca di Balbek si trovò rigettato nella realtà del suo disastro. + +--Ebbene?--domandò il duca abbordandolo con un'ansietà terribile. + +--Tutto precipita--rispose il dottore. Dio à scatenato Satana sopra +Giobbe, ed egli suona l'_hallali_. + +--Da banda le metafore e la Storia Sacra. Mi portate voi danaro? + +--Vi porto, al contrario, dei rifiuti e degli intimi a pagamento. + +Il duca sorrise a far fremere. + +--I vostri ebrei--egli urlò--chiudon dunque la cassa? + +--E ne gettano la chiave alla fiumana. Non un centesimo di più, ad +alcun prezzo. Shylok non accetta neppur più la libbra di carne dalla +parte del cuore. + +--À ragione. È la sola carne che io non mi abbia più. + +--Voi sarete felice, quando codesta millanteria sarà una verità. + +--L'agente di cambio accord'egli la dilazione dimandata? + +--Se dinanzi, a mezzodì, non è pagato, ci traduce innanzi ai +tribunali. + +--L'è una minaccia? + +--No, perocchè vi potrebbe essere qualcuno dei vostri colleghi che gli +salda il nostro debito a questa condizione. + +--Ed il conte di Muys? L'avete visto! Consent'egli ad aspettare? + +--Egli dice--io vengo adesso di casa sua--che i debiti di giuoco si +pagano sul tavolo o si saldano con la spada. Chi attende, deroga; e +che egli è di vecchia razza. Per conseguenza, se non riceve in +giornata, o domani, i quindici mila franchi che gli dovete, egli vi +schiaffeggerà al club, in presenza di tutti. Bisogna vederlo! Si è +sempre più ruvidi con gl'intermediari che col soggetto principale. + +--Io mi annego!--sclamò il duca alzandosi. + +--Ne ò ben paura--proseguì il dottore con calma. Al club, si à l'aria +di sospettare che la nostra buona fortuna al giuoco non è sempre di +buona lega. Ci sorvegliano. Anche questa risorsa si dissecca per +qualche tempo. Occorre, anzi, perdere e pagare. + +--Insomma, ditelo di un motto solo; voi mi portate una corda per +impiccarmi! + +--In ogni caso c'impiccheremo insieme; perocchè voi mi avete attirato +nel vostro abisso. Ma--rimarcò di Nubo, voi non avete altro scampo, +altra possibilità di salute? + +--A meno che voi non mi consigliaste di svaligiare i viandanti o di +trafficare di mia moglie. + +--Non mi avete voi parlato un giorno, per allettarmi a venirvi in +aiuto, di non so che carte cui possedevate, che valevano milioni? + +--Io non vi ò mentito. Io possedo quel tesoro. Ma, giustamente perchè +quelle carte valgono milioni, non bisogna sciuparle per dei soldi. + +--Caspita! Dugento mila franchi di debito non sono poi così mica +_soldi_ che voi vi piacciate a ribassarli. Ma infine, se quelle carte +ànno nel grembo dei milioni, perchè non le obblighereste voi ad +espettorarli? + +--Perchè chi deve espettorarli--poichè espettorazione vi à--non è in +misura di ciò fare. Quelle carte interessano la regina Bianca e suo +cognato, il principe di Tebe. La regina non può nulla in questo +momento. Il principe è più povero di noi. La regina non può al +presente comperar quelle carte. Il principe ne darebbe un boccon di +pane--perchè gli è tutto ciò ch'e' possiede. Fra un anno o due, quei +documenti saranno una miniera. I gallioni arrivano alla morte di +Taddeo IX. + +--Allora, bisogna liquidare ed aspettare. + +--Si liquida pagando. Avete voi un mezzo per pagare? + +--No. A meno che... + +--A meno che?--obiettò il duca. + +Il dottore si alzò per partire borbottando: + +--No: voi nol fareste. Ciò sarebbe assurdo. + +--Ma infine, che cosa--dimandò il duca. + +--Che cosa?--ripetè il dottore lentamente, camminando verso l'uscio. + +--Dite dunque? + +--Ebbene,--sclamò il dottore, volgendo il bottone della porta... + +Tob, che aveva ascoltato questa conversazione alla toppa, dovè +allontanarsi e non udì le ultime parole. + +Vide partire il dottore, ed il suo padrone, restato sulla soglia come +pietrificato, accompagnarlo d'uno sguardo senza vista, gli occhi +sbarrati o smarriti. + +Quando il duca ebbe richiusa la porta, Tob ritornò al suo +osservatorio. Tenne il suo occhio incollato al buco della toppa un'ora +al meno. Poi rinculò come sbigottito, allampanato. Si fregò gli occhi, +dubitando quasi di avere ben visto. Ritornò al posto, guardò ancora, +sembrò turbatissimo... e corse fuggendo da madama Thibault. + +Qualche minuto dopo, questa mandava il suo lacchè di sala al principe +di Lavandall con una lettera urgentissima. + +Leggendo quella lettera, il principe trasalì sulla sedia. Un lampo +strano traversò la sua figura. Si riassise. Appoggiò la sua fronte +alle sue mani per riflettere con più comodo. + +Qualche minuto di poi, e' parve aver presa una decisione, perchè +scrisse due lettere a due suoi amici, il conte di Kormoff ed il +principe di Storkine. + +Forse pure li invitava alla sua festa--e niente altro che questo! + + +Alle dieci della sera, Vitaliana era di già pronta. Sembrava +felice--bianca, bella come un angelo che presenta a Dio un'anima cui à +salvata! Pensava ella forse che a quella festa rivedrebbe Adriano, il +quale, dopo la sua confessione ed il suo bacio, non aveva più dato +segno di vita? + +Il duca di Balbek, lui, era orribilmente pallido e sembrava +annientato, come uomo che marcia al patibolo. + +La sua ora era suonata. Egli l'aveva udita suonare come i rintocchi di +funerale. + + + + +XII. + +Il colpo di grazia. + + +Le feste del principe di Lavandall erano le più ricercate di Parigi, a +causa della scelta squisita dei suoi invitati, la ricchezza e +sopratutto l'eleganza che vi regnavano. I balli delle Tuileries erano +deserti, se coincidevano con quelli del principe. L'aristocrazia del +Faubourg, che non andava dal re, si pigiava nei saloni del diplomatico +russo. Se si parlava di una bella dama, questa quistione inevitabile +era posta: + +--È dessa una delle fate dell'_hôtel_ di Lavandall? + +Un artista, un autore, che vi era invitato, mostrava la lettera del +principe come un poeta mostra una lettera di Victor Hugo. Era un +diploma che dava delle ali. Essere stato al ballo del principe, +costituiva una patente di nobiltà. Si era sicuri incontrare in quel +salone tutto quanto Parigi possedeva di legittimamente illustre. Si +contavano le intrusioni come una verruca sul viso di una ballerina. + +Questa spia di grande nobiltà ecclissava il re! + +Quando Vitaliana vi giunse, le sale ridondavano di gente. + +Il principe le andò incontro e le offerse il braccio per condurla nel +salone principale. + +Il dottore di Nubo era probabilmente all'agguato del duca di Balbek, +perchè, vedendolo, lo seguì lentamente fino a che non l'ebbe ridotto +nel vano di un balcone. + +E' gli disse un motto in italiano. + +Il duca rispose con un segno di testa e sguizzò in mezzo ai capannelli +risplendenti di diamanti, di cordoni e di _crachats_. + +Vitaliana proiettò il suo sguardo comprensivo nelle sale ch'ella +traversò, ed infine, in mezzo ad un gruppo di _attachés_ e di altri +giovani gentiluomini alla moda, scorse il conte di Alleux. + +Adriano arrossì. + +Vitaliana impallidì. + +Ma dessa continuò il suo andare, quasi avesse percorso la via sacra +dei trionfatori. + +Adriano non si mosse, avvegnachè si volgesse per nascondere l'itto di +quello sguardo, che andava ad impiantarsi nel suo cuore. + +Il nugolo di quei giovanotti si sciolse, e presero tutti a svolazzare +intorno a Vitaliana, chi per salutarla, chi per invitarla a danzare. + +L'era un bagliore, alla lettera, quell'insieme di bellezze, di fiori, +di pietre preziose. Si vedevano dei flotti di _gaze_ e di luccicamenti +ondulare come i flutti ad ogni movimento, traversare come un vapore, +scintillare come il mare, in quelle notti di luna piena quando questa +si culla, la state, nel golfo addormentato di Bengala. + +Vi si respirava due profumi divini: quello della donna e quello della +giovinezza. Ogni salone era un mazzetto che rideva e cantava in mille +spanti. + +Vitaliana si staccava su quella bianchezza, iridata di tutti i fuochi +dell'opala, come un fiocco di bianca nuvola sopra un cielo imporporato +dagli ultimi baci del sole. + +Pertanto, ella non aveva che una _toilette_ di donzella: dei festoni +di _gaze_ grigio perla, rilevati da ciuffi di brughiera bianca, e dei +fiori nei capelli. Ella non aveva neppur udito suo marito--il quale +accusava Froment Maurice di mancar di parola per la nuova montatura +dei suoi diamanti! + +Quel seno nudo, quel collo senza ornamenti, quella fronte alta e pura +scintillavano sotto quegli sguardi assetati. Si sarebbe detto che quel +petto e quel collo si fossero impregnati delle perle e dei diamanti +assenti. + +Ella avanzava come un cigno sur un lago, e lo stormo dei giovanotti +farfallava intorno a lei. + +Il più sollecito a farsi presentare dal principe di Lavandall fu lord +Warland. Egli le disse immediatamente: + +--_Dare I beg the favour, madame, to dance the first waltzer with +you_? + +--_With great pleasure, milord_--rispose Vitaliana con un sorriso. + +Lord Warland sembrò straordinariamente rapito di trovare +quell'incantevole duchessa che gli rispondeva nella sola lingua +conosciuta da lui, o, piuttosto, che egli osasse parlare. Si lanciò +allora a tutto galoppo nella conversazione, cui milord ci permetterà +di tradurre in italiano--in italiano, così infelice per la +conversazione! + +--Scusatemi, signora, se l'è una indiscrezione. Siete voi nata in +Francia o in Inghilterra? + +--In Francia, milord, a Parigi stessa, a tre numeri da questo _hôtel_. + +--Allora, madama, o io sono forzato a credere alla metempsicosi, +ovvero voi avete smarrita la via venendo dal cielo. + +--Come ciò, milord? + +--Eh! Dio vi aveva inviata dall'altro lato della Manica, Il raggio di +sole che vi portava vi trasbordò sul suolo di Francia. + +--Come io non posso supporvi capace di commettere dei concettini, +debbo protestare, milord, contro il vostro invadimento britannico. +Guardate dunque intorno a voi. + +--Sì: l'è pieno di bellezze europee. Voi... voi siete una transfuga +dal cielo--o dal mio paese. + +--Voi credete dunque, milord, che le bellezze europee sono una +mercanzia di scarto, cui Dio lascia cadere sul continente, riserbando +per l'Isola la prima scelta--assolutamente come voi fate per i vostri +prodotti dell'India? + +--Sensate, madama. Io aveva sempre creduto che il fiore valesse meno +del diamante. Voi venite stassera a confondere i diamanti e li +umiliate col fiore. Ecco ciò che è la mercanzia di scarto e di prima +scelta! + +--Decisamente, milord, voi nascondete un poeta sotto la pelle di un +gran signore... Bisogna disdoppiarvi: il cumulo è interdetto. + +--Io non domanderei nulla di meglio, se potessi acchiappar nel +vestiario una maschera più confortevole. + +--Ah! gli è forse vero. Nella fretta, milord, voi vi siete azzimato di +una figura un zinzino a l'azzardo. Ma, supponete che io mi sia una +fata che potessi sbrogliarvi: quale sarebbe la maschera che voi +preferireste fra questi cascantelli che ci circondano? + +--Vorrei potar dire: quella che voi scegliereste, madama! Ma, come la +vostra scelta è fatta, io vi do il campione del mio desio. Gli è quel +giovanotto femminino e pensieroso, che vi contemplava di sotto +quell'arco di porta incontro a noi. + +--Come! quella fanciulla mancata, che à dei mustacchelli a crocco? Ve +lo accordo, milord. Gli è il conte di Alleux, mio cugino... e non vi +felicito del vostro gusto. + +--Perchè mo', madama? + +--Perchè se un uomo, per isventura, è destinato ad essere... come dire +ciò? + +--Ad essere un aborto, per esempio. + +--Milord, voi siete troppo duro per voi stesso. + +--Continuate, madama. + +--Ebbene, allora val meglio essere un aborto maschio che femmina. + +In quel momento, Adriano, vedendosi sotto lo sguardo di sua cugina e +del suo cavaliere, si avvicinò per salutare Vitaliana. Questa fece un +leggiero saluto con molta gravità, senza rispondere; ma le labbra di +lei tremarono come sotto il brivido di un bacio invisibile. + +Lord Warland l'osservava, e disse: + +--Non importa, madama, io preferisco l'aborto femminile che voi +disdegnate. + +--Davvero, milord, voi siete poco ambizioso--rispose Vitaliana +sollecitamente, volgendo le spalle a suo cugino, che s'allontanò lento +lento, senza aggiungere sillaba. + +Il waltzer ricominciò. Lord Warland e Vitaliana scomparvero nel +turbine. + +--Il waltzer fa comprendere ciò che è la donna--disse milord: esso fa +della vertigine un piacere di dei. + +--Anche quando quella donna pesa una tonnellata e mezzo, come +madamigella di Paray, che balla con mio cugino? Quel povero Adriano +respira come una foca. + +--Siete voi ben sicura che egli ansi, madama? Io credo ch'egli +nasconda un sospiro sotto un anelito--ciò che arriva sempre quando si +valsa all'intenzione di un'altra. + +Vitaliana non rispose. Si rimisero a valsare. + +Quando si fermarono per riposare, lord Warland dimandò: + +--Andrete voi al ballo dell'ambasciatore d'Inghilterra, martedì +prossimo, duchessa? + +--Non credete voi dunque, milord--rispose Vitaliana ridendo--ch'ei +sarebbe una imprudenza per una transfuga? + +--Oh! perdono, madama: vi si celebrerebbe, al contrario, il ritorno +della figliuola smarrita. + +--Io penso, milord, che non ò, per il momento, alcuna voglia di +ritornare. + +--State in guardia, duchessa. Se lord Palmerston vi vede mai, egli +sarebbe capace di dichiarare la guerra alla Francia. + +--Bravo! non abbiamo noi M. Guizot, milord, che sarebbe capace di +pagarvi delle indennità? + +--Le indennità ànno del buono, madama, ed alcuno non fa loro il muso. +E voi vedrete, madama, che vostro cugino, dopo avere volteggiato con +una balena, vorrà volare con un'allodola, e verrà ad invitarvi. +Indennità! + +--Il conte di Alleux non è poi tanto Inglese in fatto d'indennità, +milord--rispose Vitaliana slanciandosi di nuovo. + +Quando lord Warland l'ebbe ricondotta ad un canapè, un gruppo di +giovanotti si avvicinò a Vitaliana per invitarla. + + +Adriano non lasciò il suo posto. Sembrava anzi che avesse scelto un +alto, fra due giri di walzer, per andare a salutare sua cugina, onde +compiere un dovere verso di lei agli occhi del mondo, ma evitare le +spieghe. + +Ciò non impedì che Vitaliana si lasciasse fascinare da tutte le +provocazioni della festa. + +Tutto ciò che vi era di più elegante per nascita, distinzione, grazia, +svolazzò intorno a lei. Le donne, esse stesse, si sentivano disarmate +in presenza di quella figura, la quale aveva tutte le seduzioni +dell'adolescenza e non uno dei provocamenti della donna che à +morsicato al frutto della vita. + +Vitaliana, che aveva di ordinario poco spirito, si elettrizzava in +mezzo a quel battibecco scintillante di sguardi bramosi, di motti +squisiti ed aguzzati a punta d'oro, di lumi, di profumi, di bagliori, +di gioie; in quella mischia di spalle nude, di petti alitanti, di +occhi avidi, di _gazes_ fiammeggianti--che nel turbinio della danza +sembrano ali--; di quella musica che scoppiettava come lo _champagne_ +e dava le stesse prismatiche ebbrezze. Ella ballò un po' per sè +stessa, molto per gli altri. + +Imperocchè si è implacabili, in un ballo, per le belle signorine. +Bisogna ch'elleno espiino la divinità della bellezza, e che, la pelle +madida, la respirazione fiaccata, i piedi ammaccati, le loro penne di +angelo gualcite, le facciano infine invidiare l'abbandono della +fanciulla brutta e scartata. + +Quel folleggiamento durò fino alle due del mattino, quando il principe +di Lavandall venne a rilevare Vitaliana--dandole il braccio per +passeggiare nei saloni, nella stufa illuminata di tratto in tratto con +fuochi elettrici. Il principe la introdusse in seguito, per farla +respirare un po' in disparte, in un piccolo _boudoir_, la di cui porta +era chiusa, e dove quattro persone giuocavano. + +Il duca di Balbek non ballava quasi più, eccetto il _quadrille_ +offiziale, a cui non poteva sottrarsi. Non essendo parlatore, essendo +confinato, per ragione di Stato, alla tratta delle bellezze mature +della diplomazia e della Corte, non gli restava altra risorsa nelle +serate, ove le convenienze lo chiamavano, che quella del giuoco. + +Il giuoco, del resto, lo attirava; perocchè egli era costruito per le +forti emozioni anzi che per le delicate. + +Da qualche tempo, d'altronde, il giuoco era divenuto uno degli +articoli del suo bilancio di reddito, e, malgrado le variazioni +inevitabili, era ancora molto produttivo. In ogni caso, avesse egli +avuto ripugnanza per le carte, il conte di Nubo, suo medico, si +sarebbe addato a vincerla. Perocchè, non appena il duca compariva in +un casino od in un salone, il dottore sollecitava a metter su una +tavola da _whist_, e peggio ancora. + +Infatti, abbiamo visto che di Nubo lo attendeva. + +L'ambasciatore d'Inghilterra e l'ambasciatore di Prussia--che +gustavano anche essi considerevolmente una partita di _whist_--non +dimandavano meglio che cedere all'invito del principe di Lavandall, il +quale, per divertire i suoi ospiti, andava incontro alle loro +inclinazioni. + +Ora, come lord Westmoreland era miopissimo, ed il conte di Tonningen +era soggetto a distrazioni, il principe Lavandall fece preparare il +loro tavolo verde in un salottino particolare, ove, la porta chiusa, i +giuocatori non sarebbero stati distolti dai curiosi che fan di +ordinario galleria intorno alle tavole a _whist_. + +Eccoli dunque istallati, il duca di Balbek giuocando con +l'ambasciatore di Prussia, ed il dottore avendo per _partener_ quello +d'Inghilterra. + +Il duca ed il dottore giuocavano così in certi saloni, perchè, alla +fine della serata, liquidavano tra loro benefizi e perdite. Al club, +al contrario, erano sempre _partener_. + + +La sorte si era mostrata neutra. Le partite si erano succedute e +moltiplicate, ma con poca differenza dalle due parti. Le perdite si +equilibravano quasi. + +--Gli assalti di sala d'armi son belli--diceva il dottore forbendo i +suoi occhiali--ma, è d'uopo convenirne, gli occhi si stancano a +seguire quelle punte di fioretto che cercano inesorabilmente il vostro +petto. + +--Gli è vero!--sclamò lord Westmoreland, nettando a sua volta le sue +lenti. + +--Se respirassimo un istante dopo questa partita--riprese il dottore, +con quella famigliarità comoda che i medici pigliano dovunque +naturalmente. + +--Possiamo cessare, dottore, se siete stanco--interloquì Balbek. + +--Si riposa pure--replicò il dottore--cangiando di occupazione. Un +giro di _pharaon_ ci rinfrancherebbe altrettanto. Che ne dite voi, +milord? Ciò vi va, signor conte? + +--Perfettamente--risposero i due ambasciadori. + +--E voi, signor duca, gradite voi la proposta? + +Or, come la proposta era di già stata gradita tre giorni innanzi, il +duca di Balbek non l'oppugnò. + +In fatti si andava a cangiar di giuoco, quando il principe di +Lavandall entrò. E, poco dopo, il conte di Kormoff ed il principe di +Storkine venivano a prendere da lui commiato, partendo entrambi il dì +seguente per le Russie. + +--Non potreste voi, signori, aspettare ancora un quarto d'ora? Avrei +una piccola commissione a darvi per madama di Nesselrode. Ma bisogna +che io comunichi innanzi tutto a milord Westmoreland ed al signor +conte di Tonningen un dispaccio che mi àn rimesso or ora, dalla parte +di M. Guizot. Come voi lo troverete probabilmente pure in rientrando, +mi sollecito a comunicarvelo qui. + +--Sì, sì--dissero i due ambasciadori. + +--Son desolato, signor duca e signor dottore, d'interrompere la vostra +partita per cinque minuti. Ma, se voi il permettete, signori, spero +che M. di Kormoff ed il signor principe di Storkine vorranno farmi il +piacere di tener le carte per cinque minuti. + +--Io prego anzi uno di quei signori di occupare il mio posto +definitivamente--disse lord Westmoreland. Io mi ritiro, dopo. + +--Ed io pure--soggiunse il conte prussiano. E sarei grato a quegli di +quei signori che vorrà rimpiazzarmi. + +--Con piacere--risposero i due signori russi. + +I tre diplomatici uscirono. + +--Solo--continuò il conte Kormoff con un certo imbarazzo--io sono un +detestabile giuocatore di _whist_, ed imporrò una rude pazienza al mio +_partener_. + +--Ma, in questo caso--osservò il dottore--noi potremmo giuocare il +giuoco che vi piacerà più, signori. Non siamo già condannati al +_whist_ forzato, che io sappia. Che ne dite voi, signor duca? + +--Sono agli ordini del signor conte di Kormoff e del suo amico. + +--Il principe di Storkine--fece il conte, presentando il suo +compatriotta. + +Si salutarono e si assidero. + +--Giuochiamo allora un giuoco che anche le donne ed i fanciulli +conoscono e non disdegnano: il _baccarat_. La proposizione vi +disgrada, signori?--proseguì il dottore sorridendo. + +--Niente affatto--risposero i tre altri signori, sorridendo del pari. + +Il dottore allungò la mano ad una tavola e vi prese 10 mazzi di carte, +cui aprì ed ammonticchiò sulla tavola. + +Il giuoco cominciò. + +Si era al più vivo delle poste quando la porta del gabinetto si aprì +dolcemente ed il principe di Lavandall v'introdusse Vitaliana, onde +sottrarla agli inviti che la avevano di già stanca. + +Il principe, appoggiando al suo braccio la giovane donna, si collocò +dietro al duca di Balbek, il quale non si accorse forse neppure della +presenza di sua moglie--talmente il demonio del giuoco lo trasportava +in quel momento. + +D'altronde, il suo giro di pigliar la mano arrivava. La fortuna gli +aveva di già sorriso, perchè aveva innanzi a sè un mucchietto assai +spesso di marche, d'oro e di polizze da banco. + +Prese le carte. + +--Si dice, signori, che, al _club_ di Mosca sopratutto, si giuoca +molto al lanzichenecco--chiese il dottore ai due Russi. È vero? + +Mentre il principe ed il conte rispondevano volgendosi verso il +dottore, il duca di Balbek prendeva le carte--soffiandosi previamente +il naso. + +Vitaliana, però, che aveva gli occhi sopra di suo marito--al pari del +principe di Lavandall, probabilmente--rimarcò qualche cosa cui non +comprese. Perocchè, volgendosi al principe, le dimandò a voce bassa: + +--Che fa egli dunque? + +Il principe di Lavandall scostò Vitaliana, rinculando verso la porta +del gabinetto. Lo aprì, uscì, lo chiuse a chiave dietro a lui, e +trascinò Vitaliana in una stanza appartata. + +--Voi avete dimandato, duchessa--mormorò il principe a voce bassa: che +fa egli dunque? + +--Sì--rispose Vitaliana, commossa dell'aria che prendeva il +diplomatico russo. + +--Ebbene, duchessa, vostro marito ruba. + +--Signore!--gridò Vitaliana, tremando di tutte le sue membra come se +fosse entrata in un bagno gelato. + +--Vostro marito ruba al giuoco--replicò il principe con delle lagrime +nella voce. Ma abbiate calma, madama, silenzio! Partite. Io vado ad +impedire uno scandalo ed un clamore forse. + +Vitaliana fuggì verso la porta, tremando di più in più, trascinando il +principe. Questi fece chiamare la carrozza del duca di Balbek ed +accompagnò la duchessa fino allo sportello, susurrandole all'orecchio: + +--Per l'amor di Dio, signora duchessa, silenzio con chiunque--sopra +tutto con vostro marito. Io accomoderò la cosa ed avrò l'onore di +presentarmi da voi domani, per comunicarvi il resto. + +Vitaliana fuggì, ringraziando il principe, degli occhi +bruciati--perchè vi sono delle lagrime che rientrano ed appiccano il +fuoco al cuore. + +Ella andò a cercare asilo nel suo appartamento, chiudendosi a chiave. + + +Il principe di Lavandall ritornò al piccolo salone, giusto al momento +in cui una scena delle più tragiche cominciava. + +Il duca aveva una fortuna insolente. Aveva passato dieci o dodici +volte, ed un monticello considerevole di _luigi_, di viglietti di +banca, di gettoni, denunziava il suo successo. La vena continuava. Il +vento gonfiava tutte le vele del suo naviglio conquistatore. Non +restava più un soldo nè avanti nè in tasca dei suoi avversari. + +Di un tratto, la mano del conte di Kormoff, a destra, e quella del +principe di Storkine, a sinistra, afferrarono i due polsi del duca di +Balbek e, levandosi, i due personaggi gridarono di una medesima voce: + +--Signore, voi rubate! + +Il duca di Balbek restò pietrificato. I suoi polsi non battevano più. +La sua voce si estinse. Solo, il suo labbro inferiore tremolò. + +--Noi abbiamo cominciato con dieci giuochi di carte. Ora andremo a +contare quanti ve ne sono colà, poi a frugarvi. Se ci siamo ingannati, +noi siamo a vostra disposizione per dimandarvi scusa o darvi +soddisfazione dell'insulto. + +Il duca di Balbek tacevasi sempre. + +Lo sguardo del principe di Lavandall pietrificava a sua volta il +dottore di Nubo, e gl'impediva di far un segno, un gesto, un moto che +potesse salvare il suo complice, o piuttosto la sua vittima. + +Imperciocchè era desso che aveva consigliato quell'infamia al duca di +Balbek, e Tob, che aveva visto costui preparare la carte, aveva poscia +dato l'allarme. + +Il principe di Storkine andava a procedere alla verifica delle carte, +quando il duca, ritrovando infine la parola, balbutì di una voce +estinta: + +--L'è inutile, signori. Che mi volete voi? + +--Come!--gridò il conte di Kormoff. + +Il principe di Lavandall s'interpose, interrompendolo, e disse: + +--Adagio. Il più insultato qui, sono io. Mi occorre una riparazione +eclatante. Scegliete, signore,--aggiunse egli, indirizzandosi a Balbek +con piglio altero: O io apro questa porta e convoco tutti qui, per +constatare che l'ambasciatore di Commodo V ruba al giuoco, o fo +chiamare la polizia e vi consegno alla giustizia; o voi andrete a +scrivere qui--e noi la firmeremo tutti--una dichiarazione, che voi +avete rubato al giuoco in casa mia. + +Un momento di silenzio seguì questa sentenza omicida. + +Tutti gli sguardi s'inchiodarono sul viso cadaverico del disgraziato, +cui i due pugni di ferro dei signori Russi tenevano ribadito sulla sua +sedia. + +E' disse, in fine, di una voce cavernosa: + +--Se scrivo, che uso farete della mia dichiarazione? + +--La conserverò, per restituirvela forse, quando sarete corretto. + +E dicendo ciò, il principe metteva innanzi al duca un foglio di carta +ed un calamaio; ed i due Russi lasciavano le sue mani libere. + +Il duca conservò ancora il silenzio per qualche istante, poi ghermì +una penna e di una voce ferma sclamò: + +--Dettate. + +--Vi è là una pistola, signore, se preferite bruciarvi le cervella nel +giardino, innanzi a noi. + +--Dettate dunque!--gridò il duca con collera. + +Lavandall dettò, Balbek scrisse: + +«Io dichiaro, in presenza dei sottoscritti, di aver rubato al giuoco +in casa del principe di Lavandall, oggi,» ecc., ecc. + +--Firmate. + +--L'è fatto. + +--Firmiamo a nostra volta. + +Tutti firmarono. + +Lavandall prese la scritta ed uscì con i suoi amici. + +Il dottore restò, impiedi, all'altra estremità della tavola, +silenzioso, freddo, calmo, increspando quasi il suo sembiante di una +smorfia che somigliava ad un sorriso. + +Il duca pareva inchiodato alla sua sedia, gli occhi devaricati, +accoccati a quella somma di 50 o 60 mila franchi innanzi a lui, senza +vederla. + +Di botto poi, come se si svegliasse di soprassalto, ei balzò in piedi, +e volle fuggire, senza toccar nulla. + +--E Morella!--sclamò il dottore. + +Ciò fu come una parola magica. Il duca si precipitò sul danaro, lo +tuffò nelle sue tasche e fuggì correndo. + +Egli errò tutta la notte, a piedi, nelle strade di Parigi. Alle otto +del mattino, si trovò innanzi l'uscio di Morella. + +Il duca portava la mano al bottone del campanello, quando il dottore +di Nubo, uscendo dalla carrozza, gli si avvicinò e gli disse: + +--Entriamo. + + + + +XIII. + +Una fine di capitolo, cui le signorine... leggeranno di soppiatto. + + +Il dì dopo, a mezzogiorno, il conte di Nubo si presentò al palazzo di +Lavandall, e parlò a lungo col principe. + +Uscendo di là, il dottore se ne andò di galoppo dall'agente di cambio. + +Il principe si presentò al palazzo del duca di Balbek, e prese motto +della duchessa. + +Il fine del principe era restato lo stesso; ma aveva cangiato il piano +di attacco. + +Voleva ad ogni costo ottenere le carte del duca di Balbek. + +Lo aveva gittato nella trappola di Morella per obbligarlo a vendere, e +vendere a prezzo più mite. + +L'avea ruinato per mezzo dell'amore. E si approntava già a mettergli +l'asta alla gola per la vendita, quando Tob udì la conversazione del +duca e del dottore--il quale pingeva lo stato miserabile dei fatti +loro. + +Tob intravide lo spediente infame cui andava a sperimentarsi. Osservò +il duca, dopo la partenza del dottore, e lo vide accomodare due +giuochi di carte, poi esercitarsi a cacciarseli in tasca e cavarneli +fuori, come un giuocatore di bossoli. + +Questa rivelazione fu per il principe di Lavandall uno spiracolo di +luce. + +Preparò il tranello in casa: ed i due signori russi furono suoi +complici. + +Aveva ricevuto la mattina stessa un dispaccio del principe di Tebe--di +cui parleremo più tardi--e fu questo stesso dispaccio, cui innanzi al +duca ed al dottore e' disse d'aver ricevuto dal Guizot, e cui comunicò +ai due diplomatici. + +La dichiarazione del duca, cui possedeva adesso, gli consigliava +un'altra tattica. + +Con un uomo che aveva preferito di addossarsi una patente di ladro, +anzichè mandarsi le cervella alle nuvole, non era più a far capitale +di strappargli le scritte concernenti la successione di re Taddeo, per +modi facili. Avrebbe rimbeccato, resistito, tenuto duro fino +all'ultimo estremo. + +Quando in un gentiluomo la voce dell'onore è divenuta muta, quando +egli à indietreggiato dal duello e dal suicidio, non si à altra presa +su di lui--tranne che mediante il Codice penale. + +Il Lavandall non rinunziava di servirsi della dichiarazione del duca +direttamente con lui, per tutti i modi. Egli voleva però mettere a +partito, anzi tratto, un successo che gli sembrava più probabile, e +meno rude a cogliere: il terrore della duchessa. + +Vitaliana lo aspettava. + +Ella non aveva chiuso occhio in tutta la notte. + +I suoi occhi, tutti rossi, cerchiati di livido, attestavano ch'ella +aveva pianto lunghe e lunghe ore. La sua pallidezza, rilevata ancora +da un vestimento a nero come per un giorno di funerale, denunziava +l'agone interno sostenuto. Ma la calma, di presente, delle sue +palpebre e della sua fronte, la contrazione delle sue labbra +indicavano nel tempo stesso agli osservatori, che ella aveva preso una +risoluzione. + +All'opposto della credenza comune, le nature deboli sono quelle che si +decidono più pronte e che prendono risolvimenti più radicali. I +caratteri forti alternano le fortune della lotta, dell'astuzia, +dell'ardire, dell'abilità, del coraggio. Essi resistono, calcolano, +danno un passo innanzi per poi retrocedere; indietreggiano per +risaltare di un lancio tutti gli ostacoli; dubitano, tasteggiano, +provano di transigere--in una parola, esitano ed aggiornano la +decisione. Le nature deboli, non possedendo alcuna di queste risorse +di resistenza, non veggono di un colpo che i partiti estremi: cedere o +perire. Si bilica, si pencola un istante tra questi due termini della +fatalità, poi vi si immerge capo giù, e tutto è detto. + +Ora, Vitaliana era una natura debole. + +Ella trovavasi nel suo _boudoir_. Leggeva una lettera di sua madre, +cui il fattorino aveva rimesso testè--e che acchiudeva qualche capelli +del suo bimbo--quando il principe di Lavandall si fece annunziare. + + +Un sole glorioso attaccava la neve caduta abbondantemente la notte +precedente. + +Lo splendore era dunque doppio. + +La porta del balcone, che sporgeva sulla stufa, era aperta. + +I raggi, traversando qualcuno dei vetri colorati, aggiungevano le +vivide tinte di questi ai bagliori animali dei fiori e degli +arbusti--in foga di vegetazione in quel clima di Senegal. Scintillio +di colori, di luce, di profumo, di forme squisite e strane, di quegli +uccelli vegetali della stufa; tutto ciò, di unita ad un sentimento di +delizie voluttuoso e misterioso, faceva irruzione nel salottino di +Vitaliana ed incarnava un inno a Dio. + +Tutto quivi respirava la felicità. Tutto pareva dire alla fata di quel +nido di angelo: Godi! Dio ti sorride! + +Stesa sopra una _dormeuse_, la lettera di sua madre sul seno, la +noccolina di capelli sulle labbra, Vitaliana aveva gli occhi a +tutto... e non nulla scorgeva! Ella si sentiva penetrata di un +sentimento vago, composto di tutti i dolori e di tutti i terrori cui +aveva traversato da dodici ore in qua, e di quella calma catalettica +che infonde la disperazione. + +Il principe entrò. + +Ella si sollevò. + +Il signor di Lavandall le baciò le punte delle dita e si tacque. + +La si sarebbe detta una visita di condoglianza. + +--Signore--sclamò infine Vitaliana, voi venite ad annunziarmi che il +disastro è completo? + +--Dio mi è testimone, madama--balbettò il principe commosso, o +sceneggiando la commozione--che, a prezzo della mia vita, io vorrei +sparmiarvi quello orribile dolore. + +Nel tempo stesso, egli presentava a Vitaliana la dichiarazione di suo +marito e dei testimoni. + +Vitaliana la lesse, gli occhi enormemente dilatati e fissi. Poi, la +carta le cadde dalle mani, e, malgrado lei, malgrado tutto, dei +singhiozzi le lacerarono il petto. + +Il principe si ripostò la scritta in tasca, e prese le mani di +Vitaliana fra le sue, senza soggiunger verbo. + +La procella durò cinque minuti; poi si appaciò di un tratto, come le +bufere dei Tropici. + +Allora, Vitaliana, divenendo estremamente calma, riprese: + +--Signore, vengo dal ricevere una lettera di mia madre; ecco i capelli +del mio figliuolo. Essi sono felici. Signor di Lavandall, siete voi +padre? + +Il principe comprese il significato di quell'appello e rispose: + +--Signora, sì. Ma, per sventura, io non sono mica solamente padre, e +vostro marito non è mica un gentiluomo ordinario. Egli è qui +ambasciatore di un re, ed io rappresento un imperatore. Gli è dirvi, +madama, che io non sono punto libero delle mie azioni; che io debbo +riferire quest'avvenimento all'imperatore--il palazzo del di cui +ministro è stato vituperato--e che debbo aspettare gli ordini da +Pietroburgo. + +--Vi sarebbe egli permesso di presentire quegli ordini, signor +principe? + +--No, madama. Però, io non oserei incoraggiarvi ad alcuna speranza. + +--Se mio padre vivesse, se io mi avessi un fratello, signore, non +avrei bisogno di supplicarvi. Essi saprebbero il loro dovere: essi +ucciderebbero il padre per non infamare il figliuolo! Io sono sola nel +mondo; sono vedova, signor principe... Grazia, grazia pel mio +figliuolo! bruciate quella carta. + +--Impossibile, madama. Voi dimandate il mio onore, la mia sentenza, la +posizione della mia famiglia, per salvar l'onore di un... di vostro +marito, madama--il quale non comprenderebbe forse neppure la +magnitudine del sacrifizio che io farei. + +--Voi avete ragione--rispose Vitaliana dopo qualche istante di +zittire. Un'ultima parola, allora. Principe, credete voi al +pentimento? + +--Io non lo nego. + +--Credete voi che il duca di Balbek possa riabilitarsi unque mai di un +atto, che fu senza dubbio un accesso di follia? + +--Un accesso di follia!--mormorò il principe. + +--Voi non ammettete la follia. Voi credete alla premeditazione. Siete +voi dunque convinto che quell'anima è perduta? + +--Madama... + +--Principe, vi dimando il vostro parere, non mica la vostra pietà. Se +mia madre fosse qui, ella mi consiglierebbe forse. Scriverle? non si +confidano di codeste cose alla carta, la quale, presto o tardi, +tradisce sempre. Io medito un piano di condotta, una determinazione... +che so io? E sono sola!... Siate mio padre. + +Il principe di Lavandall ebbe l'aria di riflettere. La risposta? no. +Egli considerava che Vitaliana invocava una scusa, invocava le +circostanze attenuanti, se non per assolvere suo marito, per +attenuarne almeno il delitto. Ella andava quindi a sfuggirgli di mano. +Ei non poteva allora contare sull'aiuto di lei. E' si trovava dunque +di nuovo solo d'incontro al duca. + +Ora, occorreva, ad ogni costo, assicurarsi il concorso di Vitaliana. +Laonde e rispose: + +--I dolori reiterati uccidono; i grandi colpi ci mettono a prova. E' +non sarebbe mica dunque pietà sparmiarvi, duchessa--ora che siete +sulla breccia della sventura. Ebbene, volete voi sapere ove va il +danaro cui il duca ruba al giuoco? + +--Se lo voglio! l'esigo anzi, principe--o, piuttosto, ve ne supplico. + +--Avreste voi il coraggio di vederlo, voi stessa, degli occhi vostri? + +--Io non so se ne avrò il coraggio; ma ne ò, certo, la volontà. + +--Allora, domani sera, o dopo domani sera, o fra tre giorni--io non +posso nulla precisare in questo momento--ma vi domando il permesso di +scrivervi per indicarvi il giorno in cui, tra le undici e la +mezzanotte, verrò a prendervi. Andremo... e vedrete. + +--Posso condurre qualcuno con me? + +--Se aveste vostro padre, vostra madre, vostro fratello, io vi direi: +sicuro! Ma uno straniero ciancia, qualunque sia la sua fedeltà, se non +un giorno, un altro. Ora, nel posto che occupa vostro marito, lo +scandalo è sempre funesto. Del resto, voi siete libera. + +--Voi avete ragione, principe; Dio ve lo renda. Io sarò pronta. + +Il principe partì. + +Vitaliana restò a meditare tutto il giorno. + + +Nè quel giorno nè il seguente ella non rivide suo marito. + +Il duca era rientrato all'ambasciata per spicciare gli affari, e si +era informato intorno a sua moglie. Ma, la prima fiata, Maria gli +rispose che la duchessa era nel bagno e non poteva riceverlo; e la +seconda, ch'ella era in sullo scrivere a sua madre, e non voleva +essere disturbata. + +Per sorte, il duca non chiedeva mica meglio che non contrariarla. + +Il terzo giorno, però, ella lo ricevè. + +Vitaliana pensò che la non poteva schermirsi da quella visita, senza +risvegliar sospetti; tanto più che aveva giusto allora letto un +viglietto del signor di Lavandall, il quale le significava questo +semplice motto: + +«A stasera, madama!» + +Non mai il duca di Balbek si era mostrato a sua moglie più gaudioso. +Aveva quasi dello spirito! La sua eleganza respirava la felicità. +Portava nelle pupille un'immagine a dimora fissa, sotto la forma di +sorriso, che folleggiava nel suo sguardo e gli dava l'aria +intraprendente. + +Vitaliana n'ebbe paura, ed invocò subito alla riscossa un acciacco. + +Non v'è che lo coscienze perverse che abbiano un sembiante sì festoso. +Un manigoldo non retrocede innanzi all'idillio, se lo trova di suo +pro. Il _carmina proveniunt animo deducta sereno_ è una baggianata +volgare. + +Vitaliana, dagli occhi divaricati, cercò l'infamia sulla faccia di suo +marito--come Otello cercava il bacio sulla labbra di Desdemona. Non vi +scorse che l'ebbrezza della pace, e l'impronta del sentimento che il +mondo non aveva per lui che delle rose! + +La visita non durò che tre minuti. + +--Si è sempre certi di trovare sua moglie, ahimè!--dicevasi il duca. +Le Morelle sono, invece, come i giorni di sole nell'inverno +dell'Inghilterra. + +Il cervello di quella bella creatura, d'altra banda, avea, la vigilia, +partorito di un'idea bizzarra. Vitaliana era dunque anch'ella felice. + +Il dottore di Nubo si era guizzato col duca nella palazzina di +Morella--il dì dopo della festa--per dargli calma, ed avvisare con lui +al mezzo di scongiurare il pericolo. Però egli aveva, principalmente, +voluto vederlo prima della ganza, onde impedirgli che affogasse in +quel baratro tutto il prodotto della sua infamia. + +Il dottore desiderava prelevar della somma un qual cosa per dare un +pizzico di scudi ad ogni creditore, ed insinuar loro così la virtù +della pazienza. + +Riuscì. + +Il duca udì ragione. + +E' prese 5,000 franchi per lui, ne lasciò 20,000 sul davanzale del +caminetto di Morella, e rimise il resto al suo Mentore. + +Orbene, Morella parve così tôcca di questa gentilezza del suo amante, +che gli acconciò la sorpresa di una festa--oltre le sue previe +terribili carezze. + +Forse il principe di Lavandall avrebbe potuto reclamare la sua quota +in questa sùbita inspirazione di Morella; ma non è mo il momento +d'imbarazzarci in questa investigazione. + +Guardate là, invece! + +E che vi è desso di straordinario alla fin fine? + +Sei persone pranzano. + +Noi abbiamo di già intravisti i convitati di Morella. L'è Fernandina, +che à menato seco il grave ambasciatore del Sultano. L'è la Polacca, +della festa di madama Augusta, che vi à condotto il suo cagnolino; il +marchese delle Antilles. Poi, Morella e Balbek. + +Tutto è bello, gaio, fresco, giovane--perfino il marchese!--il quale +s'immerge nella quarantina, maturata anticipatamente, precocemente +almen d'altri dieci anni, da una marchesa bisbetica come la moglie di +Socrate. + +L'età di un uomo è nelle mani della donna che lo governa. + +Un pranzo di sei arcivescovi non sarebbe stato più decente e solenne. + +Tre pensionarie del Sacré-Coeur non avrebbero avuto il verbo più +innocente. + +Si sbrigarono vivande squisite, chiacchierando filantropia, e mettendo +in grave dubbio la fame del proletario--il quale maschera le sue +rivoluzioni con quella malannata parola di: pane! + +Lo scintillio di que' cristalli, di quelle porcellane, di quelle +argenterie, di quei fiori, era forse melenso in paragone delle sei +pupille di quelle tre donne--che pur nondimeno le spegnevano sotto il +languore. + +Conoscete voi occhi più micidiali di quelli che sono sì dolci quando +si muovono? + +Le tre donzelle erano scollacciate. Però, misero dell'acqua nel +vino--sintomo terribile! Nulla che non appartenesse loro--tranne il +portamento! Nulla che non fosse vero--tranne il sorriso! + +Il Turco, gli è vero, si provò, una volta o due alla barzelletta. Ma +incontrò, in uno sguardo di Fernandina e nell'intenzione di un sorriso +del marchese delle Antilles, un cotal correttivo, che lo si sarebbe +detto di poi un novizio dei gesuiti. + +--Parola d'onore, Morella--sclamò il duca di Balbek alla fine--si +pranza da te come alla tavola del re. Il tuo _champagne_ piagnucola. I +tuoi intingoli sentono la predica della quaresima. I tuoi vini sono +accimorrati. Facci dunque versare un fiaschetto di _vieux_ gaiezza. + +--Voi ne avete pieno il nappo--rispose Morella. Voi non la scorgete +dunque che quando la si spande sulla nappa? + +--Mio caro duca--sclamò il marchese sorridendo--voi siete +intraprendente. + +--E l'è fortuna--osservò la Polacca--senza che, Morella ci darebbe la +berta a mo' di una Bastille imprendibile. + +--Il più difficile--obbiettò il Turco--non è prendere, ma tenere. + +--Voi parlate male il francese--ripostò Fernandina. Io v'insegnerò la +parola propria, che è nel tempo stesso il segreto di quel _tenere_ lì. + +Morella interruppe la conversazione, che pigliava mala piega. + +--Pascià--diss'ella--avete voi udito il padre Lacordaire, il nostro +eloquente predicatore? + +--Sì--rispose il Turco con gravità--nel _Don Pasquale_! + +--E non vi à convertito? + +--E' non à gli argomenti di Fernandina. + +--Bisogna che io vi presti allora un libro di M. de Lammennais. + +--Non ci mancherebbe che codesto--scoppiò Fernandina. Appena se noi +abbiamo il tempo di studiare la quistione di Oriente nel _Cocu_ di +Paul de Koch. Che dite voi dei miei dispacci, eh? + +--Uhm!--fece il Turco. Mi ci vuole una ballerina per metterci +l'ortografia. + +--Lasciamo la politica--disse il marchese di un tono grave. + +--Ne fate voi qualche volta, marchese?--dimandò Morella. + +--Uff!--s'intromise la Polonese. Non fate arrossire i segreti di +gabinetto. + +--A proposito--dimandò Morella--sapete voi la gherminella abbominevole +che lord Warland à praticata ad Ines della Porte Saint-Martin? + +--Che dunque?--chiese Balbek. L'avrebbe egli chiamata onesta? + +--Quel lord incontrò l'attrice ad un _thè_, in casa di Maddalena +Borel... voi sapete? la Lionese a cui il banchiere Dehal e Comp. fa +una pensione di 200,000 fr. l'anno.... + +--Non v'è che le donne a barba che si abbiano di quelle fortune +lì--osservò Fernandina. + +--Or bene, milord si avvicinò alla piccola Ines e le sussurrò +all'orecchio: «Mademoiselle, _que fere moá per fere emer moà par vù_.» +Se un uomo mi avesse indirizzato un simile proposito--continuò +Morella--io gli avrei risposto: «Bisogna, signore, provarmi codesto +amore, e non parlarmene mai; non dimandarmi mai nulla; non lasciarmi +mai nulla desiderare; prevenire tutte le mie volontà... + +--Io--interruppe Fernandina--io avrei risposto: «Partite per l'India, +e mandatemi vostre nuove _assicurate_, per mezzo della Banca di +Francia.» + +--Ed io--sclamò la Polacca--io gli avrei sciorinato: «Siate per lo +meno lord Palmerston. Io non amo che i grandi uomini di Stato, come +Talleyrand, Metternich... ed il marchese delle Antilles!» + +--Bembè--riprese Morella.--Ma la piccola Ines, che ignorava quanto +quell'Inglese pesava, gli rispose storditamente: «In _primis_, milord, +bisognerebbe cangiar di maschera». «_Very well_, disse l'Inglese, +_what mask vò emer moà_». «Ah! riprese Ines, non importa qual forma vi +appropriate, milord, voi non potrete che guadagnarci.» + +L'Inglese non rispose sillaba e si allontanò. + +--Manca di spirito quel milionario lì--osservò Balbek. Io avrei +risposto: «L'è fatta, carina. Io sono un cronometro che segna sulla +sfera: mille franchi all'ora! Ne volete, cuor mio?» + +--Stando a Parigi--disse il Turco--io le avrei mandato un laccio sotto +forma di un filo di perle, e le avrei scritto: «Vieni a strangolarti, +_drolesse_!» + +--E voi, signor marchese, che avreste voi fatto?--dimandò Morella al +marchese delle Antilles, che si taceva. + +--Un giorno una ballerina del mio paese m'imberciò un'arguzia presso a +poco su quel garbo--rispose il marchese. Io me la feci condurre a casa +e la feci ricevere da' miei palafrenieri. + +--E che diss'ella, la vostra ballerina?--dimandarono le tre donne di +una voce. + +--L'era una piccola sciocca. Rispose: «Che io la trattava poi troppo +come la marchesa!» + +--Ebbene--continuò Morella--lord Warland è stato più eteroclito di voi +tutti. L'indomani, due commissionari si presentarono ad Ines e le +rimisero una larga cassa da parte di uno straniero, all'albergo +Meurice. Voi comprenderete che non si rifiuta una cassa sì +autenticamente listata. Ines sollecitò a farla aprire, e che vi trovò? + +--Ma! milord in cioccolatte--sclamò Fernandina. + +--Un maiale! disse Morella. + +--Vivo. + +--Pelato come un uovo, in camicia da notte, porgente un viglietto +profumato da una zampa, nel quale milord aveva scritto: «Eccomi qui, +sotto una forma che deve piacervi. Amatemi, mio cuoricino. _Arturo_.» + +--E che fece Ines?--sclamarono le due donzelle ad un tempo. + +--Che? la fece venire schietto schietto un salsicciaio, gli vendè la +bestia per 200 franchi, e rispose: «Sì, milord, io vi adoro sotto +questa forma. Prendete un poco più di lardo e venite ogni giorno.» +Milord non vi tornò più. + +--Perchè Ines andò da lui--osservò il Turco. + +--Sotto quale forma?--dimandò il marchese. + +--Dell'innocenza, perdinci!--replicò Morella. + + +Il pranzo terminato, Morella alzossi e disse: + +--Adesso, signori, io sono la sultana qui, e cesso di essere +l'anfitrione. Lasciatevi manipolare senza obbiezione, ed obbedite. + +Ella tirò allora una corda di campanello, e nel medesimo tempo una +fanfara invisibile scoppiò. + +Accompagnò quindi i tre gentiluomini verso un uscio, e li fece entrar +di quivi--mentre ella e le altre donne si dirigevano verso una porta +di rincontro. + +Un'ora trascorse. + +La fanfara, che fin qui era stata briosa, cangiò di carattere, e +divenne una melodia dolcissima di violini e violoncelli. + +Le porte del salone si apersero. + +Quattro immensi specchi riflettevano e moltiplicavano gli oggetti di +quella stanza. Dei quadri, che avrebbero fatto trovar pudico quello +della Venere di Tiziano, pendevano alle pareti, nell'intervallo degli +specchi. Un folto tappeto di Smirne copriva il pavimento. Tutto +intorno cuscini e divani di damasco rosso. Ai quattro angoli, dei +vasi, da cui sbocciavan fuori dei _narghileh_, dai quali si poteva +aspirare a volontà il latakie o lo _hatchich_. Fiori, dovunque era +posto. In mezzo, un _buffet_ coperto di liquori, di sorbetti, di vini +deliziosi, di confetture aromatiche. + +Una luce viva animava tutto e dava una scintilla ad ogni oggetto. + +Delle cassollette invisibili aggiungevano un profumo penetrante a +quello dei fiori. L'aria aveva, nel tutto suo insieme, irradiamento, +armonia, olezzo, ripercussione di oggetti: una ubbriachezza +irresistibile penetrava da tutti i pori. Tutto diceva: «Qui si ama +fino a morirne!» + +Aprendosi, la porta di mezzo dette ingresso a sei giovinette vestite +da baiadere. + +La porta di sinistra lasciò passare i tre gentiluomini--panneggiati in +un'ampia tunica di _cashmiere_ bianco, coronati, a modo degli antichi +Romani, di fresche rose, e profumati come una corolla di magnolia. + +Dalla porta di destra, entrarono le tre giovani donne--galleggianti in +una nuvola di _gaze_, trasparente come il vapore dell'alba in Oriente. + +Un grido scattò da tutte le bocche. Una percossa mise in fiamma tutti +gli occhi. Fu un precipitarsi all'incontro gli uni delle altre. + +Le braccia si aprirono... Il salone risuonò di uno strepito simile +alla crepitazione della fiamma dei sarmenti. + +Le sei _baiadere_, che avevano in mano vassoi e coppe di cristallo, +versarono dei sorbetti. Poi, cominciarono una specie di danza, anzi di +pantomima, dagli atteggiamenti molli e strani--compresi di uno +sguardo, sentiti come un rimescolamento, e cui alcuna parola non +potria pingere. + +I sei principali personaggi di questo racconto si trovarono presi in +un circolo che realizzava tutte le tentazioni di S. Antonio. Non si +distingueva più dove il velo finiva, dove il nudo cominciava. + +Gli occhi, striati di lampi, scoppiettavano. Il sorriso provocava. La +respirazione soffocava la parola. + +Morella servì ai suoi ospiti un liquore di oro, il quale sembrò, +quando lo si ebbe cioncato, un fiotto di lava incanalato nelle vene. + +Un'altra carola delle baiadere, più strana ancora, rigettò i tre +ambasciatori e le loro dame verso i divani, verso i bocchini di ambra +dei vasi, ove il tabacco e lo _hatchich_ bruciavano. + +Alla musica nascosta e soffice che non cessava di suonare, si aggiunse +adesso una voce vellutata ed artisticamente velata, che respirava +piuttosto che non cantava una strofa di Anacreonte, tradotta da +Alfredo di Musset. + +Quella strofa imprudente esprimeva, in parola, i voti dei tre uomini. +Le braccia delle baiadere e delle tre giovani donne si allacciano +attorno ai tre pascià, per i quali Morella realizzava un delirio delle +_Mille ed una notte_. + +Di un tratto la musica, fin lì così tenera, sì riservata, scoppiò come +una bordata di cannoni. Essa mise fuoco alle polveri! + +Tutti non fecero più ch'uno. + + +Fra la mezzanotte e l'una del mattino, la porta di mezzo nel salone si +aprì a due imposte, e sulla soglia si fermarono il principe di +Lavandall e Vitaliana. + +Di un solo ammiccare, questa vide tutto. Di un solo urto al cuore, +ella comprese tutto altresì. + +Vitaliana aveva appreso e sentito in un baleno ciò che una donna del +mondo, a trentasei anni, più non ignora! + +L'ebbrietà aleggiava sull'intero quadro, e faceva di quella gioventù, +or ora piena di vita, come dodici corpi inerti. + +Era poi lo _hatchich_? + +Il duca di Balbek appoggiava la sua testa sul seno di +Morella--rovesciata sur un monte di cuscini. A traverso a lui, giaceva +una baiadera. I tre eran pallidi, in disordine, fuor di sensi: li si +sarebbe detti avvelenati da un anestasiatico. + +--Principe, fate tirare quell'uomo di colà--disse infine Vitaliana, +indicando a Lavandall suo marito. + +Il principe diede un ordine. + +I due suoi valletti d'anticamera tolsero via il duca, lo avvilupparono +in un mantello e lo portarono nel calesse. + +Il principe e Vitaliana seguirono. + +--Il duca può entrare in palazzo senza esser visto, duchessa?--domandò +Lavandall. + +--No. + +--Allora?... In quello stato... Dimani, i domestici... tutta Parigi... + +--Comprendo. Fate depositare codesta roba in casa del signor d'Alleux, +mio cugino, stradale Santa Maria, e riconducetemi all'ambasciata, +principe. + +Parigi, vista a quell'ora, a piedi, à un aspetto singolare. + +Il principe dette degli ordini. + +Vitaliana si sentiva sì serena oggimai, che la sembrava felice. + +Marciavano in silenzio, in grembo ad un vaneggiamento. D'un tratto, +Vitaliana, si fermò e sclamò: + +--Le dietro-scene della vita àn dunque di quegli Eden, principe? + +Il signor di Lavandall s'inchinò e tacque. + + + + +XIV. + +L'artiglieria entra in battaglia. + + +Qualche ora dopo, verso mezzodì, Vitaliana usciva appena dal suo letto +d'insonnia, quando la sua cameriera entrò e le annunziò che il +principe di Lavandall aspettava in salone, e dimandava con istanza di +essere ricevuto per un momento. + +Vitaliana non sembrò stupita di quella visita premurosa. + +Maria rotolò i capelli della duchessa in una reticella di _chenille_ +amaranto, l'avvolse in una _saute-du-lit_ di _cashmire_ bianco, +soppannata di raso cilestre, ed andò a pregare il principe di passar +nel _boudoir_. + +Il principe di Lavandall non era certo l'uomo a mancare il quarto +d'ora che, in tutte le situazioni della vita, danno la vittoria. + +Egli aveva osservato Vitaliana la notte precedente ed aveva constatato +che una rivoluzione radicale, completa, si era operata in lei. + +La duchessa e la donna non erano più le stesse. L'orgoglio aveva +parlato; la natura si era svegliata. L'inviluppo che proteggeva ancora +la giovane donna e la teneva in istato di fanciulla, s'era squarciato. +La farfalla pigliava vento. + +Il principe aveva constatato, all'ultima parola che era sfuggita dal +seno della duchessa--malgrado lei--quel grido della vita che nasce! Il +dramma occulto, cui ogni donna porta nel cuore, arrivava al suo +snodamento nel cuore di Vitaliana. + +L'era dunque l'ora in cui tutte le porte dell'anima sono aperte. Era +l'ora in cui i giovani desiderii provano le loro ali. Era l'ora in cui +si ascolta tutto; si comprende tutto; in cui si è generosi. Gli era +quindi il momento di portar su la piazza di assalto. + +--Vi supplico, madama, di volermi perdonare se mi presento ancora a +voi, e se ò insistito per avere l'onore di parlarvi. Gli è che la cosa +è di una estrema gravezza. Degnate leggere questo dispaccio. + +Era il dispaccio del principe di Tebe, cui aveva letto agli +ambasciadori di Prussia e d'Inghilterra, salvo l'ultima frase. + +Vitaliana lesse: + +«Parto questa notte. Fra quindici giorni re Taddeo IX sarà morto--ciò +è infallibile.--E la successione al suo trono si apre. Io non tradirò +il mio destino. Fate di ottenere ad ogni costo le carte del duca di +Balbek.» ecc., ecc. + +--Principe, io non comprendo nulla a codesto, tranne che un re muore +oggi o domani, e che il duca di Balbek à delle carte. Di carte ne à +tante! + +--Io vi spiego tutto di una frase, madama. Il re Taddeo muore domani, +a giorno fisso! La sua successione sarà disputata, perchè la +legittimità del suo successore è contestata. La regina Bianca passa +per adultera: perocchè si è in misura di provare che re Taddeo non +poteva essere il padre del figlio della regina. Ora, e' pare che il +duca di Balbek abbia dei documenti che possono decidere la quistione. +Il principe di Tebe li desidera. La regina Bianca debbe desiderargli +egualmente. Vengo di apprendere che vostro marito li traffica. Egli si +appresta a far getto dell'onore di una donna e di una regina; a +mettere il fuoco della guerra civile in un regno, se non gli sborsa la +somma enorme cui dimanda di quelle carte. + +--Ciò è infame, infame!--gridò Vitaliana, alzandosi. + +--Sì, madama, l'è orribile, infatti--riprese il principe. Bisogna +dunque impedire questo delitto, madama. Noi non sappiamo se la regina +Bianca è colpevole o no. Ma ella è donna, ella è madre: e ciò basta. +Bisogna proteggere il suo onore. Signora duchessa, voi siete pure +donna e madre. + +--Che posso io fare, principe? Io sono pronta a tutto. + +--Dei documenti come quelli cui possiede il duca di Balbek--continuò +il principe--non possono restare fra le mani di un particolare, +soprattutto nelle sue. Perchè, madama, bisogna che voi sappiate tutto. +Si assicura che il duca fu il complice di quella regina, cui medita di +disonorare adesso; che quel figliuolo contestato è il suo; e che la di +lui ambascieria qui è il prezzo di quella complicità. Capite voi, +madama, un uomo che consegna la donna che si diede a lui e che lo rese +padre? Capite voi, madama, un uomo che, per una somma di danaro, +mercanteggia l'onore della donna che l'amò ed il destino del figliuolo +che la gli diede? + +--Dite, principe, dite: che bisogna fare?--gridò Vitaliana, ora +pallida, ora rossa. + +--Ebbene, duchessa, quelle carte non possono essere in sicurtà che in +mani reali. Io vi lascio la dichiarazione di vostro marito contro +quelle carte, cui manderò all'imperatore. Lo czar Nicola, padre e +cavaliere, sovrano prudente e giusto, saprà meglio di chicchessia che +uso farne, e che valore esse abbiano. + +--Io comprendo tutto--disse Vitaliana dopo un momento di +riflessione--forse anco la catastrofe che mi avvolge. Dovessi io +mettere il fuoco al palazzo, voi avrete, principe, i documenti che +chiedete. Ma bisogna che io li trovi io stessa--e vi sono tanti +cartoni e filze nella cancelleria e nel gabinetto del duca... + +--Madama, delle carte come quelle lì non si lasciano esposte nella +segreteria e neppure nel gabinetto. Quelle carte sono personali del +duca. Esse non possono dunque rinvenirsi che fra le sue carte +particolari. Rovistate là dove egli conserva ciò che à di più caro e +prezioso. Io fo voto che sia tempo ancora onde risparmiare un disastro +ad una nazione, il vitupero ad una donna, la degradazione ad una +regina, e l'infamia alla vostra famiglia, duchessa. Ve l'ò detto: +documenti per documenti. Potrò allora scrivere all'imperatore: ò +barattato questo per quelle... e mi farò perdonare. + +--Comincerò le ricerche oggi stesso, principe, e spero che Dio avrà +pietà di me. Che ò fatto io per essere messa a queste prove!--gridò +Vitaliana, mentre le lagrime nuotavanle negli occhi. + +--Addio, duchessa--disse Lavandall, alzandosi.--Io sono ai vostri +ordini. + + +La coppa travasava. + +Vitaliana restò un'ora immersa nell'annientamento. Un sospetto aveva +sfiorato il suo spirito sulle intenzioni del principe di Lavandall. Ma +ella aveva creduto tutto ciò che colui aveva detto contro suo marito. + +Si crede anche l'impossibile, anche l'assurdo delle persone che si +amano, disprezzano od odiano. + +Da tutto quel riflettere pertanto risultava questo: carte per carte! +Ora, quelle carte salvavano l'onore di due fanciulli. La madre poteva +essere colpevole; il padre poteva essere infame. Dove era la colpa del +figliuolo di Bianca e del suo proprio figliuolo? Figlio di un ladro! +Oh! una madre metterebbe il fuoco al paradiso per cancellar questa +vergogna, impedirla. + +Dimandò a vestirsi. + +Due ore dopo, il suo lacchè suonava alla porta del conte di Alleux. + +Adriano sapeva di già tutto. + +Maria lo teneva al corrente, da un anno in qua, di tutto ciò che +concerneva la sua padrona. + +--Annunziate al signor conte sua cugina, la signora duchessa di +Balbek--disse il lacchè al domestico di Adriano. + +Vitaliana entrò e si trovò in un largo corridoio, ove si aprivano +quattro porte e cominciava la scala che guidava al piano superiore. + +Il domestico, interdetto, non sapeva ove introdurre Vitaliana. + +Questa, non volendo aspettare in un corridoio, e vedendo da una porta +socchiusa alla sua destra, qualche cosa come un salone, vi si cacciò +dentro di un tratto. + +Era infatti il salone, in cui Adriano aveva fatto l'_atelier_ dei suoi +talenti vari. Imperciocchè vi si vedevano accoccate al muro delle +panoplie di armi, dei quadri e del briccioli di statue; sur una +piccola scrivania dei versi incompiuti, dei libri sfogliati qua e là, +e dei giornali; sopra due cavalletti due poveri schizzi di paesaggio; +e sur un bel pianoforte a coda, della musica di Mozart. + +Vitaliana abbracciò tutto codesto di un solo sguardo, e l'odore del +tabacco le denunzò in qualche parte delle pipe cui la non vedeva. + +Il divano, anch'esso, era occupato da un altro oggetto delle numerose +capacità di suo cugino--cui Vitaliana non avrebbe mai sospettato in +casa di un ex-apprendista all'episcopato! + +Sul divano si allungava una bella creatura, in veste da camera, come +in sua propria casa, coricata sul dorso. I piedi un po' in aria, ed +una sigaretta alla bocca--contemplante con estasi i piccoli nugoli +bianchi che ella inviava al cielo come baci della sua bocca rosea. + +Al fruscio della veste di Vitaliana, l'odalisca del luogo volse gli +occhi, e gli sguardi stupefatti di Vitaliana e di Morella +s'incrociarono. + +Si riconobbero. + +La percossa fu immediata, diretta, a bruciapelo. + +Vitaliana restò come immobile, gli occhi devaricati. Morella saltò in +piedi. + +Ella aveva visto Vitaliana nella carrozza di suo marito, al Bois de +Boulogne. + +Vitaliana aveva riportato nei suoi occhi l'immagine dei soggetti della +festa della notte precedente. + +--Or be'!--sclamò Morella, facendosi innanzi, mentre che la duchessa +rinculava dolcemente verso la porta. + +--Scusi--interruppe Vitaliana. Credevo essere in casa del conte di +Alleux. + +--Il conte d'Alleux à un'appendice che non ammette intrusioni, madama +la duchessa. Che voi venghiate in casa mia, la notte, a reclamar +vostro marito, io ve ne so grado. Voi mi affrancate. Ma che vanghiate +a farmi concorrenza qui... alto là! + +--Madama, andate ad annunziare al conte di Alleux la duchessa di +Balbek, sua cugina--disse Vitaliana, fermandosi, di un tono pulito e +glaciale. + +--Codesta taccola è vecchiottella, madama. Se n'è tanto fatto abuso +nei romanzi e nelle commedie! D'altronde, voi siete tutti cugini nel +Faubourg. + +--Madama, io attendo da cinque minuti, e non ò il tempo di aspettare. +Vogliate chiamar mio cugino: ò bisogno di parlargli ed a lui solo! + +--Volete che vi accompagni nel suo appartamento, di su, madama la +duchessa? Starete colà più confortevolmente. Vi troverete perfino una +delle mie _saute-du-lit_. + +Vitaliana, a questa proposizione, divenne pallida e rossa nel tempo +stesso. Si sentiva soffocare. Era stata vilipesa come dama, gualcita +come donna. Ella volse di botto le spalla a Morella, e si allontanò. + +Al punto stesso, Adriano entrò e si trovò viso a viso con le due +donne. + +Di un colpo d'occhio si accorse che una scena veniva di aver luogo. La +sua apparizione subita l'aveva interrotta, ma la bruciava ancora nelle +pupille scintillanti di Morella, negli occhi velati di Vitaliana. + +Egli portava lo snodamento. + +La posizione di Adriano era perigliosa. + +La presenza di sua cugina in casa sua, dopo la dichiarazione senza +equivoco del suo amore, cui le aveva deposta sulle labbra, indicava +ch'egli era forse più complice che colpevole. In ogni caso, la +speranza intonava nel suo cuore un inno di trionfo. + +La presenza di Morella, in quell'addobbo famigliare, poteva uccidere +questa speranza gloriosa, provando a Vitaliana che il suo amore non +era, almeno, uno di quelli che si desolano. + +La gelosia di Morella poteva ruinar tutto. La gelosia di Vitaliana, se +lo amava un sinsino, poteva tutto salvare. + +E' doveva ad ogni modo scegliere e sacrificare una di quelle due +donne, per il momento. + +Ma le donne come Morella ànno la vita dura e sono armate da capo a +piedi! Le donne come Vitaliana perdonano raramente ciò che esse +chiamano un _simile oltraggio_! + +--Adriano--gridò Morella, ringhiando. Tu dovevi per lo meno dirmi che +ricevevi delle duchesse! Avrei fatto un tocchino di _toilette_. + +--Signora--rispose Adriano di un tono calmo, freddo, ma severo--la +duchessa è mia cugina, ed è la prima volta che mi fa l'onore +di mettere il piede qui. Ella à probabilmente una ragione +straordinariamente grave di parlarmi. Noi dobbiamo esser soli. + +In questo mentre, Vitaliana si era ritirata in disparte, e guardava +l'abbozzo di una capra sur un cavalletto. + +--Tu mi scacci dunque?--gridò Morella impallidendo. + +--Vi riconduco, signora--riprese Adriano. Dappoichè la mia casa è +stata santificata da quella nobile donna, alcun'altra non vi metterà +più il piede oggimai. Ve lo prometto. + +--Adriano!--sclamò Morella di una voce soffocata. Io non sono mica in +vena di centellar madrigali. Codesta facezia mi disgrada. Mi avevan +gittato sotto i piedi il marito di quella donna, senza che io me +l'avessi cercato. Ella lo à ripescato. Mille grazie. Che se ne vada. +Qui, tu lo sai, non vi è posto per gli angeli. Io ti amo. Ti amo per +me, per conto mio. Non ti detti mai un lecco di motivo per lamentarti. +Tu sei stato la gioia che à addolcito per un anno il mio dovere o la +mia fatalità... Non si manda a bricioli in un istante codesto, senza +ragione, solo perchè piace ad una duchessa venire da te. Le duchesse +non vanno, d'usanza, in casa dei giovanotti. I cugini non sono così +galanti verso cugine cui non amano. Io resto. Io mi difenderò. + +--Vogliate perdonarmi, Vitaliana, questo incontro disgraziato. Poteva +io prevedere...? + +Vitaliana fece un movimento di disgusto e si diresse verso la porta. +Adriano le si parò dinanzi e soggiunse: + +--Ve ne supplico in nome di mia madre: restate. Io conosco già la +ragione che vi conduce qui. Io sono il vostro solo parente, il vostro +solo appoggio. Non verrò meno al vostro appello. Se quella donna non +ci lascia soli, io suono... + +--Come?--gridò Morella. + +--Signora--sclamò Adriano--rispettate almeno le ruine cui avete +cagionate. Partite. + +--Me ne vado--rispose Morella di una voce sorda. Ma ripetimi che tu mi +ami, come mel dicevi testè ancora; dimmelo innanzi a quella donna, +alla quale, se tu non sei che cugino, non debbe guari importare che tu +mi ami e che io ti ami. Io sono gelosa. So che quella donna è +virtuosa. Ma io non ò paura che della virtù, io. Il vizio mi rispetta. +La virtù è audace, intraprendente, e scava degli abissi alla cheta. La +tua cugina è bella, ma ella non ti ama come ti amo io. Ella à dei +riguardi a conservare, delle convenienze a rispettare; ella à +l'ignoranza del candore. Io ò aperte tutte le mie cateratte; ti amo +come una lupa, e non cederò che quando tutta Parigi sarà contro di me, +per ella e per te. Salta al mio collo; di', dimmi che mi ami. Io sono +ancora bella: guarda! Non ò che ventidue anni; non avrò oggimai che te +solo... Ma parla, parla dunque, ma dimmi.... + +E Morella apriva le sue braccia, e voleva gittarsi al collo dei +giovane conte. + +Vitaliana si coverse il viso delle mani. Chi sa? Ella tremava d'esser +vista!--di esser vinta! + +Adriano indietreggiò, e, senza dir motto, indicò la porta a Morella. + +--Tu mi cacci via, dunque? tu mi cacci davvero?--gridò Morella. + +--Addio, signora--rispose Adriano, aprendo la porta. + +--Una parola ancora--sclamò Morella, appiccandosi al braccio di +Adriano. Tu non ignori che io so conservare un secreto. Dimmi che tu +l'ami. Io so che agli occhi di certi uomini l'amore, nella donna, è +una incompatibilità radicale. Bisogna che una donna vi divori il cuore +par segnarvi la sua impronta. Io ti ò fatto lastrico del mio cuore. Mi +sono precipitata sopra di te tutta intera, anima e corpo, senza +riserbo, senza domani... Non ò più nulla a darti, nulla ad +apprenderti... Di', confessa che tu l'ami, ed io parto. Saprò che ò +naufragato come le altre, e mi rassegnerò. Ciò consola talvolta. Non +si visitano le tombe per addolcire il dolore della morte? Io non mi +getterò mica a traverso di quell'amore. Gli è un goffo modo quello +d'incocciarsi innanzi ad un cuore agghiacciato. Io cedo; ma voglio +sapere il vero. Tu me lo devi. Tu non mi ài poi comprata, per crederti +così in diritto d'agir verso di me come verso di una ganza qualunque. +Il mio amore mi à innalzata fino a te, al tuo livello, alla tua +taglia. Parla dunque; confessa: Ami tu quella donna? + +--Ebbene, sì, da dieci anni--gridò Adriano con collera. Poichè gli è +mestieri mandarti via per questa parola, io la pronunzio. + +Morella non rispose più verbo. Ella si raddrizzò, e la sua statura +parve ingrandita. Ella trascinò il suo sguardo dall'uomo alla donna e +dalla donna all'uomo; fece un gesto per ordinare al conte di +sgomberarle il passo, ed uscì, la testa alta, lentamente, fiera come +regina. + +Adriano si sentì meschino. + +Vitaliana, alla confessione dell'amore di suo cugino, era caduta +accasciata sopra un _tabouret_. + +Essi restarono in quell'attitudine, ed in silenzio, per cinque minuti. +Poi, Vitaliana, rialzandosi, come spinta da una molla, gridò: + +--Usciamo di qui. + +Adriano la condusse nella sala di rimpetto, che era la sala da pranzo, +le offerse una sedia vicina al caminetto, e restò in piedi. + +--La disgrazia si è abbattuta sopra di me--disse infine Vitaliana. Voi +siete il solo membro superstite di mia famiglia. Benchè imperdonabili +siano i torti che vi abbiate verso di me, vengo a consultarvi. + +--Io so tutto di già--rispose Adriano umilmente. + +--Voi non potete saper tutto. Perocchè vi è, inoltre, la +premeditazione di un delitto cui vengo di apprendere non sono appena +due ore. + +--E quale? + +--Il signor di Balbek à delle carte che riguardano la successione del +re Taddeo IX, il quale muore dimani. Egli à sotto la mira la regina +Bianca, con quella carte, e le dice: la borsa o l'onore! Capite voi? + +--Ma! e' bisogna impedire codesto infame mercato--gridò Adriano. + +--E come? Mi si offre bene di restituirmi la dichiarazione +abbominevole che egli scrisse in casa del principe di Lavandall. + +--Quale dichiarazione?--domandò Adriano? + +--Allora non sapete proprio nulla!--sclamò Vitaliana. + +E gli raccontò la scena del giuoco. + +Quindi continuò: + +--Ora mi si dice: carte per carte! Ma dove sono le carte del duca di +Balbek? Ecco la cosa. + +--Nonpertanto bisogna bene ch'esse esistano in qualche sito, dappoichè +esistono sì bene ch'egli vuol venderle. + +--Sì, esistono, ed io sospetto perfino dove esse siano. + +--Ma allora... + +--Non ne sono mica sicura, però. + +--Insomma? + +--Ascolta. Gli era nei primi giorni dei nostri sponsali. Un mattino, +io entrai nella sua camera mentre egli si fregiava delle sue +decorazioni per andare ad assistere a non so qual matrimonio o +cerimonia alle Tuileries. Il piccolo mobile in ebano, incrostato in +oro, che è al suo capezzale, era aperto. Mi avvicinai e scorsi, sotto +un compartimento semi-aperto, un quadrante in ismalto, ove sono +segnate tutte le lettere dell'alfabeto. Andavo a toccarlo, quando il +duca si precipitò su di me e mi allontanò con terrore. Io domandai, +naturalmente, la ragione di quella grande paura. Allora, egli prese il +suo bastone, e dalla borchia toccò una lettera nel quadrante. +All'istante, una mezza dozzina di lame d'acciaio, acute come aghi, +fine come corde di piano, sprizzarono dal quadrante ed aggraffarono il +bastone con una forza da trapassarlo.--Tu vedi!--mi diss'egli. Quei +serpentelli avrebbero morsicato al tuo braccio e ti avrebbero +inchiodata lì.--Ma allora e' debbe esservi un segreto di +dentro--sclamai io.--Sì--rispose egli, toccando un punto che fece +rientrare immediatamente le sei lingue di vipera che avevano ghermito +il bastone.--Quel quadrante è una toppa. Per aprirla, bisogna toccare +le lettere che formano un nome.--Quale? domandai io.--Quello di +Bianca--rispose egli esitando. Io mi accostai allo stipetto, toccai le +lettere che componevano il nome, ed una tavoletta rientrò, lasciando +in vista un tiratoio. Il duca conservava quivi i suoi _crachats_, i +suoi gioielli, i suoi danari, delle cedole di Banca. Un sacchetto in +velluto violetto attirò i miei sguardi. Lo presi. Egli me lo strappò +di mano, dicendo:--Sono quivi delle carte di mia madre. E lo rigettò +nello stipetto, cui chiuse affatto. Ora, quelle carte di sua madre non +sarebbero desse quelle piuttosto di cui egli ora traffica? + +--Gli è evidente. + +--Ma il mobile, oltre la toppa a segreto, à una chiave che lo chiude +di fuori. Io non ò quella chiave, cui il duca porta sempre nelle sue +tasche. + +Adriano riflette qualche poco, poi disse: + +--Vitaliana, io veggo in tutto codesto un viluppo di fatti, di +circostanze, di voglie, di non so che, insomma, cui non afferro bene. +Egli è impossibile di pigliare una risoluzione istantanea. Bisogna +considerare le cose ponderatamente. Il duca è infame e capace di +tutto. Ma gli altri non valgono guari meglio. Vi è forse qui dei gonzi +e dei gabbatori. I colpevoli sono forse delle vittime. Calma, dunque. +Lascia che io mi trovi in mezzo a questo garbuglio di dubbi. Lasciami +scandagliare questo abisso, ove non vedo chiaro, per il momento, che +una sola naufraga: voi, duchessa; te, Vitaliana. + +Adriano provò di pigliar la mano di sua cugina. Ella la ritirò +vivamente e si alzò. + +--Allora--diss'ella--che pensate voi? Che occorre fare? + +--Lasciatemi riflettere, questa notte... + +Le labbra di Vitaliana si crisparono. Adriano, che se ne avvide, non +distinse se fosse un sorriso o uno spasimo. + +La notte! + +Che di cose la notte non doveva dessa rammentare a questa donna, sia +ch'ella fosse amorosa o gelosa, sia che l'avesse semplicemente +osservato la bellezza di Morella e la sua intimità con suo cugino!! + +Questi riprese: + +--Mi permettete voi, madama, di presentarmi in casa vostra, domani? + +Vitaliana riflettè, poi disse: + +--Al postutto! perchè io sono venuta qui? + +--Grazie!--gridò Adriano raggiante. Io vi porterò domani il resultato +delle mie riflessioni, un piano di condotta fermo, e... il mio +pentimento, se... + +Vitaliana squadrò suo cugino di uno sguardo freddo, severo, +disdegnoso, e disse: + +--Fate chiamare la mia gente. + +--Vitaliana...--sclamò Adriano, cadendo in ginocchio. + +--Conte d'Alleux, siete aspettato lì su--osservò la duchessa, ed uscì. + +Il suo lacchè l'attendeva nel corridoio. + + + + +XV. + +Una spiega che finisce in una dichiarazione di guerra. + + +Adriano si presentò in casa di sua cugina alle otto del mattino. + +E' non ignorava punto che l'ora era indebita, e che Vitaliana non +poteva riceverlo immediatamente. Ma egli sapeva che la duchessa lo +avrebbe pregato di aspettare, e che il signor di Balbek aveva passata +la notte a voltolarsi ai piedi di Morella, che lo scacciava. Ora gli +era codesto appunto cui Adriano desiderava. Laonde rispose a Maria: + +--Ma, attenderò tanto che ella vorrà! Non si solleciti ad alzarsi ed a +vestirsi. In tutto rigore, d'altronde, posso ritornare fra una coppia +di ore. + +--Mille scuse. Madama prega il signor conte di aspettare. Ella sarà +pronta in mezz'ora. Era di già sveglia--se tuttavia ella dormì. +Perocchè madama, adesso, non dorme più! + +--Sta bene. Resto. Ma non nel salone, ove si potrebbe stupirsi di +vedermi di così mattino. Passo dal duca. + +--Il duca non è rientrato. + +--Attenderò, in ogni modo, nella sua camera, ove posso leggere i +giornali e fumare. + +--Per lo appunto, signore--rispose Maria. + +E precedè il conte alla camera da letto del duca. + +Tob gli portò i giornali. + +Adriano non vide in quella camera che il piccolo mobile cui gli aveva +indicato Vitaliana. + +Accese un sigaro, aprì il _Debats_, e, in leggendo e fumando, cominciò +a passeggiare. + +Si fermava di tratto in tratto per udire i rumori che giungevano fino +a lui. + +Qualche minuto scorse. + +Adriano si accostò allora allo stipetto e ne considerò la toppa +esterna. Si cacciò poscia le mani in tasca e ne cavò fuori due o tre +mazzi di chiavi, di ogni sorta, cui aveva imprestato dal suo magnano. +Ne scelse una e la provò nel buco della toppa. + +Il buco era troppo piccolo. + +Ne prese un'altra, poi una terza, poi una quarta. La quinta infine +girò, ed il coverchio del mobile si aperse. + +Il cuore di Adriano battè con violenza. + +Ascoltò di nuovo gli strepiti della casa. + +Nulla di allarmante! + +Scartò allora la tavoletta che copriva il quadrante, e vide le lettere +azzurre sullo smalto bianco sorridere alla sua bramosia. Toccò le +lettere, componendo il nome di Bianca. + +Lo stipetto si aprì, e mostrò il taccuino di velluto violetto. + +La mano di Adriano trema. Lo prende. Ascolta ancora. L'apre. Ascolta +novellamente... Ecco le carte! Ne spiega una... e gitta un grosso +sospiro. + +Alla prima parola, indovina che à i documenti tanto desiderati! + +Si caccia il taccuino in tasca. Chiude la tavoletta del quadrante. +Aggiusta quello che lo nasconde. Chiude il coverchio del mobile... e +pallido, pallidissimo, va a ricadere sur un seggiolone, abbrividito, +affranto, gli occhi stravolti. + +Aveva rubato--e lo sapeva! + +Tutta questa scena si era compiuta in tre minuti. + +Adriano pensava che l'avesse durato un'ora. + +Restò assiso lì per qualche istante. + +La vista di quella camera però lo turbava. Tutto gli rimproverava il +suo delitto. Gli sembrava che il piccolo mobile lo guardasse +corrucciato, come una vergine insultata, e gli gridasse: ladro! ladro! + +Adriano non resse più, e se ne fuggì nel _boudoir_, poi nella stufa di +Vitaliana. + +Respirò! + +Nevicava di fuori. Faceva scuro, scuro. Il rovaio fischiava agitando +vivamente le nervature di ferro della stufa. + +Di dentro, gli uccelli-mosca svolazzavano; le farfalle multicolori +zonzavano; i fiori dei tropici sbocciavano: ma si poteva leggere nel +loro aspetto il bruno che portavano ad un sole per tanto tempo +assente. + +Adriano si sentì rinfrancato. + +Alla fin fine, che aveva egli fatto? + +Aveva sottratto dei documenti al duca di Balbek. Ma quell'atto indegno +aveva uno scopo che era santo. + +La morale astratta è assurda! + +In mezzo alla gente che si aggirava intorno a Vitaliana, non uno +sembrava puro al conte di Alleux. + +Egli indovinava ciò che non sapeva. Sospettava di quelle cortigiane, +di quegli ambasciadori, di quei re, di quella regina, di quel principe +reale, di quei valletti, di quella plebe diplomatica ed +aristocratica... egli li sospettava tutti più o meno punticci e +scapitati! + +Una sola creatura rimaneva ancora immacolata su quel letamaio: +Vitaliana. E le si dimandava di rubare le carte segrete di suo marito, +e di consegnarle ai suoi nemici! + +Ella si apparecchiava a commettere quell'atto abbominevole per salvar +l'onore di suo figlio, innanzi tutto; poi quello di una regina; poi la +corona di un figliuolo adulterino; poi un popolo dalla guerra civile; +poi il nome di suo marito--esso stesso, ed il nome cui ella portava. +Ciò era grave. Ciò tentava quel nobile cuore. Ma il suo atto sarebbe +desso stato meno un furto per questo? + +Ecco la cosa. + +Il furto macchierebbe desso quell'anima? + +Ecco la quistione. + +Adriano ebbe pietà di lei. + +--Ella! È mestieri ch'ella arrivi pura nelle mie braccia--si disse +egli. L'amore purifica sempre, quando è disinteressato di ogni altro +obietto che l'amore stesso. L'amore non macchia giammai. Nelle mie +braccia ella non sarà contaminata. Ma se dessa ruba?... Non mai. Se +codesta necessità è inesorabile... ebbene io la assumerò. Ma quella +colomba? No: io le risparmierò questa contaminazione. + +Ed Adriano rubò le carte. + +Il fatto gli pesava... Era inevitabile! + +Non si commettono però simili intraprese col cuore calmo e gaio. La +ragione pertanto zittiva l'istinto. + +Infine, per distrarlo, Vitaliana sopraggiunse. + +Ella lo condusse, senza dir motto, dritto dritto nella camera di suo +marito, e gli mostrò lo stipetto di ebano ed oro. + +Adriano osservò, non senza balbutire, che il mobile era chiuso, che +bisognava una chiave... E, tirandosi di tasca un po' di cera, modellò +il buco della toppa, e ricondusse sua cugina nel _boudoir_. + +--O' ben meditato--disse egli.--Tutto codesto è losco, e bisogna +procedere lentamente. Andrò a vedere il principe di Lavandall in nome +tuo, come tuo cugino, e cercherò di tirare questo affare in chiaro. +Calmati. Riposa sopra di me. Il tuo onore e la tua felicità sono miei. +Proverò di aggiustar tutto senza troppe infamie. E se, in ultimo, sarà +assolutamente d'uopo di consegnar quelle carte maledette per +quell'altra satanica carta, io avrò una chiave domani, le prenderò e +compierò il baratto. Ma per l'amore di Dio, Vitaliana, per l'amore di +tuo figlio, non intrigarti più in questo brago. Lascia che mi vi tuffi +io, e mi vi sprofondi; ma tu... resta pura! + +Vitaliana sembrava tôcca ed andava a rispondere, quando Maria venne a +dimandare se madama poteva ricevere il duca, che aveva a parlarle. + +Vitaliana interrogò degli occhi suo cugino--il quale, per tutta +risposta, si alzò ed uscì. + + +Non era stato difficile al duca di Balbek di apprendere il nome del +mago che lo aveva fatto svegliare in casa del conte di Alleux, quando +si rammentava con delizia su qual guanciale si era addormentato. Gli +bastò interrogare Lisa, la cameriera di Morella, la quale, +descrivendogli le due persone che erano venute a cercarlo, ed il +colore della livrea dei domestici, gli rivelava e spiegava tutto. + +Egli non sospettava però punto che sua moglie sapesse altro che +quello. + +E' non si dissimulava la gravezza di questo fatto agli occhi della +duchessa; ma aveva la confidenza di farselo perdonare. Laonde si +presentava a lei di un'aria non punto accasciata. + +Egli abbordò anzi le spiegazioni di un tono così alto, che la +duchessa, negligentemente stesa sul suo canapè, e facendo vista di +baloccare colle nappe della cordelliera della sua veste da camera, +aggrottò le sopracciglia. + +--Madama, non ò d'uopo di annunziarvi di che io mi venga a parlarvi. +Se ò procrastinato di un giorno questo colloquio, gli è che ò voluto +lasciarvi il tempo di riflettere. Domando risposte categoriche. + +--Vi ò abituato a darvene d'altre, signore?--rispose Vitaliana. + +--No: ne convengo. Fino a ieri non ebbi mai un sol rimprovero ad +indirizzarvi. Voi avete rispettato il nome che portate... + +--Quello di mio padre, signore--l'interruppe Vitaliana. + +--Anch'esso. Questo doppio rispetto avrebbe dunque dovuto imporvi una +condotta più riserbata, ed insegnarvi che la gelosia, essa stessa--la +quale è una follia--à dei limiti. + +--La gelosia?--obbiettò Vitaliana. + +--Io non saprei nè riconoscere nè ammettere altro movente. Ma la +gravità della cosa è forse meno nell'atto esso stesso, che nel luogo, +nell'ora e nel compagno che sceglieste per compierlo. Esigo dei +dettagli precisi su tutto codesto, madama. + +--_Su tutto codesto_... che cosa, signore? Perocchè, e' mi sembra, che +voi favelliate da un quarto d'ora, senza mettere il soggetto della +conversazione. + +Il duca, che fin qui era restato in piedi, si assise e disse: + +--Voi mi sembrate disposta alla bernìa, signora... ed io nol sono +punto. Vi domando, allora, innanzi tutto, che specie di relazioni +coltivate voi col principe di Lavandall? + +--Sareste voi disposto a credere, per avventura, ch'egli sia mio +amante? + +--Io non mi spingo fin là. Ma io penso che se n'è ben vicino, quando +una donna ed un uomo si lasciano andar di conserto alle scappate che +intraprendeste la notte scorsa. + +--Vi sono delle distanze--anche della spessezza di un solo +capello--che sono un abisso--replicò Vitaliana con disdegno. Io +conosceva il principe di Lavandall molto prima di conoscervi: la +principessa è una amica di mia madre e la mia. + +--Ciò non dice nulla. Io vi domando questo: Chi vi à detto ove io mi +era? Come, e perchè il principe di Lavandall si trovava desso con voi? + +--Non rispondo alla prima questione. Rispondo alla seconda; che ò +fatto pregare io il principe di accompagnarmi. Avreste voi preferito +che andassi tutta sola? + +--Sarebbe meglio valso che non foste venuta del tutto. Vi sono dei +luoghi ove le donne debbono a sè stesse di non mettere il piede. Se io +mi avessi saputo come la serata doveva terminare, non avrei accettato +l'invito dell'ambasciadore di Turchia. + +--Gli è dunque quel pagano che vi à indotto in peccato, eh? Avrei +dovuto sospettarlo. Voi eravate dunque presso di lui? + +--Eravamo nel suo _presso di lui_ extra-officiale. + +--Davvero, signore? Quella Morella, la quale, fra parentesi, è la +ganza del conte di Alleux... + +--Cosa dite voi, signora?--gridò il duca in sussulto. + +--Io l'ò incontrata in casa di lui, in veste da camera, nel suo +studio, ieri, andando ad informarmi se vi eravate rimesso dell'... +emozioni della notte precedente. + +Il duca non rispose più. I suoi occhi fiammeggiavano. + +--Quella Morella--riprese Vitaliana facendo mostra di non avvedersi di +nulla--è dunque la ganza di quel Turco? + +--Sì--urlò il duca. + +--Guardate mo' come Parigi è cattiva! Si dice, signore, che voi +incontraste quella donna in un bazar, cui si addimanda un ballo in +casa di madama Thibault o Thibald... io non so chi; che voi avete +comprata quella donna--la quale à abbandonato per voi il conte di +Linsac che la pagava male; che avete messo al Monte di Pietà le mie +gioie--gioie che mi venivano in grande parte da mia madre; e che avete +contratto per 200 mila franchi di debiti. + +--Mentono!--gridò il duca, impallidendo. + +--Mente, chi? O' fatto verificare che i miei diamanti non sono, nè +furono mai da Fromant Meurice. O' fatto constatare che sono al Monte +di Pietà. Volete i numeri delle cartelle? + +--O' avuto bisogno di danari per delle spese straordinarie cui ò +avanzato al mio governo. Ma io non mi so render conto, madama, +dell'inquisizione audace che avete intrapresa sulla mia condotta. +Quale è il vostro scopo? + +--Lo scopo? Ve' mo'... gli è vero! io non ci aveva pensato. Ebbene, se +ne volete pur uno, eccolo: la curiosità. Eravate sì bello nel vostro +costume di console romano! + +--Madama, vi ripeto che l'era una giovialità imprevista. +Rappresentavamo una _charade_ in azione. Poi, quel monello di pascià +ci aveva fatto fumare dello _hatchich_, per dare una festa alla foggia +del suo harem... che so io? Il marchese delle Antilles ed io ci siamo +trovati impegolati in quella mascherata. Ma il mio torto--se n'ò +uno--non spiega il vostro, e voi girate attorno alle mie domande senza +rispondere. + +--Lasciatemi far codesto giro, signore; non mi addossate ad una +risposta di due parole cui potrei gittarvi alla faccia... + +--Voi mi fate trasecolare, madama! Io trovo in bocca vostra una lingua +che è tutta una rivelazione. Una donna senza macchia non favella così. +Sono quindi forzato d'insistere--non fosse altro che per cessar di +dubitare. + +--Ebbene, signore, la mia risposta è questa qui: voi mentite. + +--Come! Voi osate... + +--Morella è la vostra ganza. L'è dessa che à data la festa, ove sono +intervenuti gli altri due per divertirvi. Non è nè ad una _charade_ nè +ad una mascherata cui voi partecipavate, ma ad un'orgia. Non era di +_hatchich_ che voi eravate ubbriaco, nè lo _hatchich_ che vi aveva +messo in quello stato di annientamento, ma... + +Vitaliana si coprì delle due mani la faccia, divenuta di un tratto +infiammata. + +--Basta!--gridò il duca. Vi ànno pervertita. L'è un'immaginazione +disordinata che erutta tutte quelle immonde supposizioni... Ed il mio +cuore sanguina, che voi travestiate di una maniera sì inqualificabile +un'imprudenza cui io non scuso. Non si domanda ad una festa turca il +_non mi toccare_ di educandelle del _Sacré-Coeur_. La gelosia vi +fuorvia. Alcuno non m'insegnerà ciò ch'io mi debba... + +--E ciò che mi dovete, e ciò che voi dovete a vostro figlio, signore. + +--Io non ammetto la lezione, madama. Ciò che vi compromette, ciò che +compromette il nome del vostro figliuolo sono le vostre scappate, di +notte, col principe, in una casa dove l'uno non era invitato e dove +l'altra avrebbe dovuto astenersi di entrare. Ora, io debbo vegliare al +mio onore, madama. Il mondo è indulgente per le colpe degli uomini; +implacabile per quelle delle donne. + +--Quali sono le colpe che il mondo vi permette, signore? Tradir la +consorte, darsi una sgualdrina, far dei debiti, giocare, dar i +gioielli di sua moglie ad una cortigiana... e poi ancora? + +--Ebbene, per Dio! tutti fan dei debiti, giocano, ingannano le mogli, +si accordano più o meno un'amante. Avete voi veduto mai vituperare un +uomo per codesto? Supponete che io mi abbia fatto come gli altri; che +io abbia morsicato al frutto proibito; che una donna mi abbia stregato +e mi abbia fatto commettere qualche storditezza; supponete ciò... Era +codesta una ragione per farvi correr Parigi, e cacciarvi in casa di +una donna leggiera, la notte, in compagnia di uno straniero che à fama +di corruttore di donne? Ecco, ecco, madama, ove è la colpa vera e la +gravezza, cui io mi risolverò con pena ad obliare. + +Vitaliana saltò dal suo canapè, gli occhi quasi stralunati, il viso +rosso, i lineamenti contratti. La sua voce, tutte le sue membra +tremavano. + +Il duca indietreggiò di un passo. + +--Ah!--balbutì Vitaliana--ecco la colpa, dite voi? ecco la colpa cui +voi non perdonerete che esitando! Ebbene, sappiate che v'ànno altre +colpe--dei delitti anzi, cui io non perdonerò giammai--ed io vo' ad +apprenderveli perchè la vostra imprudenza mi riduce allo stremo. + +--Madama, madama... + +--Voi siete un ladro, signore. Voi avete rubato 60 mila franchi alle +carte, in casa del principe di Lavandall, ed io vi ò visto, dei miei +proprii occhi visto. Voi siete un vigliacco, signore, un vigliacco! Vi +ànno proposto di bruciarvi le cervella nel giardino, e voi avete +rifiutato... + +--Vitaliana!... gridò Balbek interrompendo. + +--Voi siete autore della vostra indegnità con premeditazione--continuò +Vitaliana--perchè voi avete scritto e firmato una dichiarazione di +ladro, cui io ò letta. Ma, al disopra di tutto ciò, signore, voi siete +infame, perchè vi proponete di trafficare di non so quali documenti, +che si riferiscono ad una successione reale, minacciando di +contaminare una regina che forse è vostra complice; di ruinare un +fanciullo che forse è vostro figlio; di gettare una nazione nella +guerra civile--se non vi affogano di oro! Ecco chi voi siete, signore, +ciò che voi volete, ed i delitti cui nè il mondo, nè io vi perdoneremo +giammai. Se mio padre fosse vivo, egli vi avrebbe fatto saltare quel +cervello cui tenete tanto. Che posso io, io? Pregare che non si +disonori un nome, cui mio figlio ed io portiamo; proporre una +transazione. Ove sono codeste carte, signore? Ci si dice: onore per +onore, carte per carte... Ove sono desse? Voi volete farne quattrini, +e lasciare il nome di vostro figlio infamato! + +Il duca era caduto coma fulminato. + +Trovando sua moglie così ben ragguagliata sopra tutti i suoi atti, +egli intravide una correlazione, che traversò il suo spirito come un +baleno. E' si sapeva infame; cominciava a sospettare s'egli non fosse +altresì il trastullo di qualcuno! + +Pertanto, l'accento, l'attitudine, il viso trasfigurato di sua moglie, +le accuse terribili cui pronunziava, lo sopraffacevano. Era confuso, +quel diplomatico! La sfrontatezza lo abbandonava. La scusa stessa +spirava sulle sue labbra. + +Ei rimarcò, tuttavia, che si esagerava la portata dei documenti, cui +il destino aveva messo nelle sue mani, e che mentivano attribuendogli +il disegno di mercanteggiarli. + +--Io ò visto di questi occhi--soggiunse Vitaliana--uno spaccio del +principe di Tebe, che ordina di comprare quelle carte ad ogni costo, +perchè li re Taddeo è morto ieri o deve morire oggi. Lo assassinano +forse. + +--Ma, allora, chi è che vuole quelle carte? che vogliono farne?--gridò +il duca in un accesso di terrore. + +--Le si vogliono bruciare--in uno alla dichiarazione cui avete +firmata. Vi si vuol mettere nell'impossibilità di fare il male. Si +vuol salvare l'onore del nome cui porta mio figlio... + +--E se rifiuto? + +--Che so io! Per togliere ogni credito alle vostre scritte, +v'infameranno--depositando al _club_ il documento firmato da voi, dal +dottore di Nubo, dal principe di Lavandall e da due signori russi. Lo +pubblicheranno nei giornali. Vi schiaffeggeranno. Vi cacceranno di +dovunque... Oh! padre mio! perchè siete voi morto! Ma suicidatevi +dunque, suicidatevi, infame... non assassinate così vostro figlio! + +Il duca rimase per qualche tempo la fronte nelle mani, la testa +appoggiata al dorso di una poltrona, senza neppur osar respirare. + +Che dramma tempestava nel suo cuore? impossibile sbrogliarlo! +Fluttuava nel caos. Passioni e dubbi, risoluzioni estreme e +scoraggiamenti, rimorsi ed odii si allacciavano, si contorcevano. +Infine, egli uscì lentamente, senza sapere che si facesse, sempre +assorto. + +Entrò nella sua camera; si diresse verso il mobile ove erano le carte; +l'aprì; scostò la tavoletta; fece scattare le molle della toppa +secreta; cercò il taccuino violetto; rimestò... ancora; si fregò gli +occhi; rimosse tutti gli oggetti; visitò tutti gli spigoli; portò le +mani alla sua testa; vacillò... e cadde sopra una sedia. + +Poi si rilevò di un salto, e corse alla duchessa--la quale, la testa +cacciata fra i cuscini del divano, piangeva. + +Il duca la guardò, la contemplò. + +Quell'attitudine di annientamento cangiò il diapason della sua voce ed +il filo delle sue idee--disperse forse i suoi sospetti. Borbottò +dunque di una voce sorda: + +--Ma l'ànno rubate! + +--Che? + +--Quelle carte. E pertanto, una sola persona al mondo conosceva il +segreto della toppa: voi, madama! + +--Ah! ciò eccede il possibile!--gridò Vitaliana, uscendo con veemenza. +Voi siete infame fino all'estremo. Ebbene, che l'abisso si apra per +tutti. + +Vestirsi, uscire, salir in un _fiacre_, correre da suo cugino, fare +irruzione nel suo _atelier_... non fu che uno slancio. In meno di +un'ora, ella si trovò in faccia del conte di Alleux, e gli gridò: + +--Adriano, io ti amo. Eccomi a te! + +Adriano gettò un grido ed aprì le braccia. + +--No, giammai--gridò di nuovo Vitaliana--rinculando, giammai qui! + +E con la stessa esaltazione e la medesima precipitazione che aveva +messo a venirsi a dare a suo cugino, fuggì di colà e ritornò a +piangere in casa sua. + +Adriano non ebbe nemmanco il tempo di gridarle dietro: + +--Io ti amo, Vitaliana! + +Egli ricadde sul suo seggio, e, come un uomo che parla in meditando, +si disse: + +--Ed il marito?... Ah!... Ebbene... ella è vedova! + + + + +XVI. + +Le dighe si rompono. + + +Nelle situazioni estreme, o si diviene idioti o si acquista una +lucidità ed una prontezza straordinarie delle facoltà. + +Il duca di Balbek, avendo il senso morale obliterato, non divenne +ebete. Perocchè d'ordinario questo stato di spirito è il risultato +dell'eretismo della coscienza--quando non v'è lesione organica +materiale che lo determina. + +Il duca riconobbe dunque immediatamente la mano che aveva potuto +sottrarre il suo portafogli violetto dal suo stipetto. Ei ve lo aveva +visto due giorni innanzi. Le carte erano dunque state prese in sua +casa, negli ultimi due dì. + +I domestici non erano in causa. Essi avrebbero, tutto al più, aperto +il mobile, ma non avrebbero potuto far agire la molla del +nascondiglio. + +L'artista che aveva inventato quella piccola macchina era a seicento +leghe da Parigi--perchè quel mobile gli era stato inviato dalla regina +Bianca. Il duca non aveva comunicato questo segreto che a sua +moglie--e se n'era immediatamente pentito. La violazione del segreto +proveniva dunque da lei. La cameriera forse glielo aveva carpito; +forse i complici di Vitaliana glielo avevano strappato. + +Il duca non sospettò un solo istante sua moglie. Ma per i dettagli +così esatti ch'ella gli aveva ricordato delle azioni di lui, egli non +poteva più dubitare che sua moglie fosse l'organo di un concerto +segreto, che la metteva in movimento. + +S'informò delle persone venute al palazzo i due ultimi giorni. + +Il suo cameriere gli narrò che il conte di Alleux era venuto a parlare +alla signora, alle otto del mattino; che l'avevano fatto aspettare--e +che aveva infatti aspettato in camera del duca, fumando e leggendo. + +--L'è ben questa!--gridò il duca. + +Vitaliana rientrò dopo il suo colpo di testa. + +Passò per parossismi opposti, di onta, di amore, di gelosia, di +pentimento, di risoluzione: un uragano solcato di pianto, di slanci, +di progetti, di dispetti! Poi aveva scritto a suo cugino tutto ciò che +era occorso fra suo marito e lei, l'interrogatorio a cui il duca aveva +sommesso i domestici, ed il motto che gli era sfuggito. + +Vitaliana attribuiva questa attitudine ultima del duca alla gelosia. +Ella aveva di già interamente obliato le carte ed il resto! + +La sua vita nuova datava dalla confessione del suo amore, che aveva +fatta a suo cugino--ed in quello si riassumeva. + +Adriano fu più chiaroveggente. + +--Tanto meglio!--sclamò desso. Sarà più presto finita. Se potessi +soltanto sparmiarmi di ucciderlo! + +Si apparecchiava a dare qualche ordine, attendendo da un momento +all'altro la visita del duca o un messaggio dalla parte di lui, quando +il conte Sergio di Linsac entrò. + +Il signor di Linsac era un pochino zio di Adriano. + +--Tu arrivi a proposito, zio--esclamò Adriano. Io ti confisco. + +--Io mi pensava che la _Charte vérité_ avesse abolito quella villana +cosa che addimandasi la confisca. + +--Sì--con la medesima _verità_ ch'essa è _statuto_! Ebbene, che ti à +risposto il signor di Lavandall? + +--Ti aspetta alle cinque, stassera, se non ài che semplicemente a +parlargli; alle due, se ài qualchecosa a rimettergli, dalla parte di +qualcuno. Cosa dunque macchini tu con quell'alta spia? Ti vorresti tu +incanagliare nella polizia russa? + +--Sta tranquillo, e non domandarmi nulla adesso. Più tardi, ti dirò +forse tutto. Infrattanto, tu non mi lascerai punto per oggi; mi +seconderai e mi darai la replica, se qualcosa arriva che mi obblighi a +rappresentare la commedia. + +--Ma io ò bisogno di andare al mio giornale, _petit_. + +--Ta! ta! ta! Vado lì lì a scarabocchiarti il tuo _premier-Paris_, +mentre tu fumi i miei avana, e lo manderò all'ufficio. Sei tu +contento, brontolone? + +--Che vescovo à perduto con te la Chiesa, monello! Saresti stato papa. + +L'asciolvere terminava, quando il domestico annunziò il duca di +Balbek. + +--Ah! come arrivate a proposito, cugino--sclamò Adriano, andandogli +incontro senza però dargli la mano. Andrete ad esser giudice di una +scommessa che ò fatto con questo mio signor zio--il più difficile +degli zii che lasciano nulla, morendo, ai nipoti! + +--T'inganni, figliuolo--l'interruppe Linsac: ti lascerò i miei debiti +e le mie pipe. + +--Signor Adriano, avrei a parlarvi--rispose il duca di un tono grave. + +--L'è un affare di quindici minuti, non più. Usciamo nel giardino, ove +tutto è pronto. O' scommesso cinquecento franchi con mio zio, che +sparerò ventiquattro colpi di pistola ed abbatterò, per lo meno, +ventidue statuette. Ora, come il signor Sergio è cavilloso, siate voi +giudice dei colpi. + +La proposizione del conte di Alleux occasionò probabilmente una certa +emozione nel duca di Balbek, poichè il suo labbro inferiore fremè e la +sua fisionomia espresse un doloroso stupore. Ciò malgrado, accettò la +funzione di giudice cui gli si proponeva, e fu il primo a dirigersi +verso il giardino. + +Il signor di Linsac guardava Adriano di una ciera significativa. + +Adriano aveva nel suo giardino un tiro con un bersaglio e dei +pupattoli sempre allestiti. Prese dunque la sua scatola a pistole e +cominciò la sperienza. + +I ventiquattro colpi furono tirati. + +Adriano aveva promesso ventidue _mouches_: ne fece ventiquattro. + +L'emozione del duca raddoppiò. + +--Ti propongo una rivincita--disse infine Adriano a suo zio. Andremo +di questo passo in una sala d'armi. Farò dieci assalti col maestro. Se +egli è Grisier, scommetto i cinquecento franchi che mi devi, che lo +toccherò cinque volte. Se è con tutt'altro maestro di sala, lo +_bottonerò_ sette volte. + +--Accetto--disse Sergio. Duca, volete voi tenere la scommessa con me? + +--Se sono giudice--rispose costui lentamente--non posso esser parte. + +--L'è giusto--sclamò Linsac. + +--Ebbene--riprese Adriano--andremo a chiacchierare un istante, il duca +ed io, perchè egli à a parlarmi; poi ci recheremo ove vorrai, zio. + +--Andiamo al momento--interruppe il duca. Parleremo di poi, con più +agio. Il mio _coupé_ è alla porta. D'altronde, non voglio far +ritardare il cronometro della politica europea--soggiunse quindi, +stendendo la mano al signor Linsac. + +Questi s'inchinò. + +--Ahimè! mio caro duca--rispose Sergio--io posso aspettare; +imperciocchè oggidì non sono più i cronometri che regolano la +politica, ma le vecchie pendole. + +Mezz'ora dopo erano da Grisier. + +Un'ora dopo, la scommessa era stata guadagnata. + +Adriano aveva toccato il gran maestro sei volte, e parato a +meraviglia. + +Adriano lasciò una cedola di 200 franchi sul caminetto del maestro, e, +volgendosi a Linsac, gli disse: + +--Andrò a prendervi alle cinque, e pranzeremo insieme. Ora, cugino, +son tutto vostro. Volete parlare in vettura, andare a casa vostra, o +ritornare alla mia? + +--Da voi--rispose il duca. + +Quando furono soli, il contegno di Adriano cangiò. + +Il suo viso, sì dolce e trasparente, assunse un'aria dura, altera e +supremamente disdegnosa. + +Il duca pareva completamente abbattuto. + +--Io vi aspettava--disse Adriano, sedendo--ed avete potuto vedere che +sono preparato. + +--Perchè mi aspettavate voi?--domandò il duca. Voi avete dunque dei +rimorsi? + +--Io mi metto di raro nel caso di averne--replicò Adriano. + +--Nel _caso_!--mormorò il duca.--Con gli altri gentiluomini si sa anzi +tratto quali sono codesti _casi_. Con noi altri, allevati al seminario +o dai padri gesuiti, codesti casi sono indefiniti e sfuggevoli. + +--Voi credete? + +--Ditemi, a tutto azzardo, se voi opinate che introdursi in casa di +qualcuno che è assente, aprire i mobili, pigliarvi un portafogli con +delle carte, non sia il _caso_ di aver dei rimorsi e di offrire delle +spieghe. + +--Gli è inutile l'andar per circuiti--gridò Adriano con impazienza. +Precisate i fatti. + +--Precisare! Ma e' mi sembra che io mi abbia messo il proposito assai +chiaramente. Gli è vero, sì o no, che voi siete venuto ieri mattina, +alle otto, in casa mia? + +--Sì. E poi? + +--Gli è vero, sì o no, che vi si è fatto attendere nella mia camera da +letto, a richiesta vostra, per fumare liberamente, avete voi detto? + +--Sì. Continuate. + +--Continuo, certo, perocchè non vi è che voi che siate entrato in +quella camera. Ora: siete voi che avete aperto uno stipetto a capo del +mio letto, e che ne avete tolto un taccuino di velluto violetto, con +delle carte di Stato? + +--Sissignore!--gridò Adriano, levandosi. Conchiudete. + +--Ah! voi lo confessate dunque?--borbottò il duca, tremando di +collera. Siete voi dunque che avete rubate le mie carte! + +--Olà!--urlò Adriano. Rubare è una parola che non squarcia mica la +bocca a voi--a voi che siete abituato alla cosa! Ma non osate +articolarla più in mia presenza, se volete evitarmi il disgusto di +schiaffeggiarvi. + +--Che cosa è codesto modo di favellare?--osservò il duca atterrito. + +--Il modo con cui gli uomini di onore parlano alla gente della vostra +specie e del vostro calibro. Sì, le conosco tutte le vostre gesta: ciò +che è occorso la notte del ballo presso il principe di Lavandall; ciò +che è occorso la notte dell'orgia in casa Morella; i vostri debiti; le +vostre scroccherie; il furto dei gioielli, che avete commesso in +pregiudizio di vostra moglie; l'uso cui vi apprestavate a fare dei +documenti che vi ò presi. Mia cugina andava a soccombere alla +tentazione di restituir quelle carte contro l'autografo glorioso cui +avete scritto presso il principe di Lavandall. Carpirvi quel +portafogli sarebbe forse stata una cattiva azione per vostra moglie. +Gli era un dovere per me d'impedirle di contaminarsi. Gli è un dovere +per me d'impedirvi di aggiungere altra infamia all'onta cui avete di +già sparsa sul capo di vostra moglie e del vostro figliuolo. + +--E chi vi à delegato codesto doppio dovere, signore?--dimandò il +duca. + +--Il sangue che mi corre nelle vene. Ma ciò non è tutto ancora. Vi ò +dato delle spieghe. Ascoltate adesso i miei ordini. + +Balbek trasalì. + +--I vostri ordini?--borbottò egli sillabando, le labbra tremanti. + +--Cui eseguirete come quelli del vostro re. Vi do, per compierli, un +mese--a partire da questo momento, le 3 e 25 minuti del 7 marzo, fino +alle 3 a 25 minuti del 7 aprile. + +--Vi ascolto--biascicò il duca, più bianco che la sua camicia--e sono +soprafatto dallo stupore. + +--Io non so che uso farò di quelle carte cui vi tolsi. Al contatto di +quell'immondizia: diplomatici, spie e pretendenti a cui vo' a +fregarmi, il sentimento del giusto e del vero si perverte. Io non so +se giungerò a strappare dagli artigli del Russo la dichiarazione +firmata da voi. Ma l'è questa l'ultima delle mie preoccupazioni. +Vostra moglie è vedova, da ieri in qua. Vostro figlio sarà, a partir +da domani, non più il duca di Balbek, ma il conte di Meuge. Che il +vostro nome resti o no contaminato innanzi al pubblico, ci cale men di +nulla. Perchè, per noi, non è il mondo che determina il delitto: gli è +il delitto stesso che ci fa orrore. Che la vostra infamia resti +nascosta, voi non siete meno, agli occhi nostri, un codardo, un ladro, +uno scroccone, un brigante che si mette in agguato armato di scritte +delicate, e grida ad una regina: la borsa o il trono! Noi vi +disprezziamo. La vostra presenza ci è divenuta intollerabile, ci fa +nausea. Capite voi questo? + +--No. Ma terminate. + +--Ebbene, voi avete un mese di tempo per dimandare ed ottenere dal +vostro governo la vostra rimozione da Parigi. Se, a capo di questo +tempo, voi non siete scomparso da questa città, solo, senza moglie e +senza figliuolo, io vi schiaffeggio la sera e vi uccido l'indomani. +Voi venivate a domandarmi probabilmente un duello. Voi avete visto che +vi accordo un mese d'esistenza--perchè non voglio imbrattarmi le mani +di un simile sangue. Ecco. + +Il duca, che era stato assiso durante questa scena, si alzò e disse: + +--Una parola ancora, per mio governo, signore. Gli è la virtù sdegnata +_sola_ che vi detta quei propositi? + +Adriano si fermò di botto. Era stato colpito in mezzo del petto. Esitò +un istante a rispondere; poi, senza nulla dire, indicò del dito la +porta al duca e si assise. + +Il signor di Balbek soggiunse: + +--Io non rilevo i vostri insulti, signor di Alleux. Voi parlate con lo +stesso senza scrupoli con cui agite. Noi siamo entrambi allievi della +Chiesa: ci intendiamo dunque. Io smentisco le indegne supposizioni cui +avete costrutte sulle mie intenzioni--di trafficare, cioè, delle carte +cui mi avete involate. Io non iscuso le mie colpe--di cui voi avete +goduto i frutti nelle braccia della mia ganza. Vedrò, quando l'ora +sarà opportuna, se conviene di battermi con voi o di premunirmi. Voi +capite? Poichè voi chiamate _impedire di contaminarsi_ ciò che il +mondo chiamerebbe _rubare_, io mi permetterò di addimandare +_premunirmi_ ciò che gli ingenui addimanderebbero _assassinare_. + +Il conte sorrise. + +Il duca continuò: + +--Mia moglie e mio figlio mi riguardano... ed all'uopo vi son perfino +dei tribunali... + +--Vostra moglie è vedova--gridò Adriano andando verso il duca. E se +voi non vi rassegnate alla vedovanza sociale, cui le avete fatto, io +m'incarico di far eseguire da Dio la sentenza del mondo. I forzati +perdono i diritti civili. + +E ciò dicendo chiudeva l'uscio del suo salone in faccia al duca. + + +Alle cinque, Adriano entrava nel gabinetto del principe di Lavandall. + +--Signor conte--disse il principe di Lavandall--voi siete cugino della +duchessa di Balbek. Venite altresì in nome di lei? + +--No, signore. Io vengo nel nome mio proprio. La duchessa però mi à +narrato le proposizioni cui le avete fatto, gli accomodamenti che +avete stabiliti. So tutto, insomma. + +--Ne sono lietissimo. Amo meglio trattar con un uomo--continuò il +principe. Si esce sempre battuti di un negoziato con una donna. Se il +_diplomatico_ trionfa, l'_uomo_ perde; se il _cavaliere_ si allegra +del suo successo, il _negoziatore_ ne piglia il bruno. Gli è +impossibile intendersi, quando non è lecito chiamar le cose del loro +nome; quando è mestieri far delle perifrasi per spiegarsi, ed +astenersi dalle proposizioni chiare, brutali: se no, no! Preferisco +dunque intendermi con voi. Che venite a dirmi? + +--Son compiaciuto trovarvi del mio avviso, principe. La duchessa non +poteva intingere il dito, senza insozzarsi, in questa immonda bisogna. +Le ò sparmiato questo compito, a sua insaputa. Ecco dunque che vengo a +dirvi. Voi avevate proposto un baratto: carte per carte! Io vi porto, +al contrario, quest'offerta: silenzio per silenzio! + +--Come ciò?--sclamò il principe. + +--Dapprima, signore, è una cosa, che antistà a tutte, a dichiararvi: +che, cioè, l'onore del signor duca di Balbek non ci riguarda più. Esso +è a voi: potete sparmiarlo o distruggerlo a vostro talento. Madama di +Balbek ritorna contessa di Meuge. Suo figlio prende il nome +dell'avolo. Cosicchè, che voi conserviate, pubblichiate o bruciate la +dichiarazione del duca, cui possedete, torna per noi completamente lo +stesso. Noi lo abbiamo cancellato dalla nostra famiglia. Egli potrà +essere per il mondo puro o riabilitato; per noi, egli sarà mai sempre +infame. + +--E la signora di Balbek consente a codesto? + +--Ella lo esige per la prima. + +Il principe azzeccò il suo sguardo dritto e profondo sul conte e +replicò: + +--Ne siete voi ben sicuro, signor conte? + +--Signore, io non ò l'abitudine di parlare alla ventura. Ciò posto, +venghiamo agli altri documenti. + +--Ebbene? + +--Io li ò. Io li ò presi, per impedire che la duchessa li prendesse. +Conosco il valore di quelle scritte, e l'uso che se ne potrebbe +cavare... + +--Allora? + +--Allora, io li conservo--come se mi fossi un sepolcro! + +--Ma non è codesto che era stato convenuto con la duchessa. + +--Lo so. Ma altresì, io non agisco d'appo i suoi ordini. Ecco il mio +avviso, signore. Il vostro governo è avverso alla regina Bianca, +favorevole a quell'abbominevole principe di Tebe--di cui l'elemento +vitale è il delitto e l'abbrutimento dei popoli per mezzo del clero e +dalle fraterie. Questi documenti, nelle vostre mani, potrebbero +servire ad un compito più fatale di quello del duca di Balbek. Egli +vuole quattrini; voi volete confiscare la libertà di un popolo. Quegli +mira alla lista civile della regina; voi al trono di lei. Un uomo di +onore non può dar mano ad alcuna di codeste manovre. Io ò quelle +indegne carte. Le conservo, le sotterro--se tuttavia non le brucio. + +--Ma, signore, le avete lette voi, quelle scritte? + +--Sì. + +--Allora, voi vi fate complice di una estorsione, di un adulterio, di +una sostituzione, di un furto, di una prostituzione... che so ancora? +voi tenete il sacco a coloro che rubano. + +--Signore, i due re ed i loro ministri sono stati infami; il duca di +Balbek--forse il meno colpevole--è stato infame anche egli. La morale +si vela la faccia in mezzo a quella gente. Io non mi preoccupo ove sia +la giustizia. Io non calcolo che questo: la regina Bianca è un +vituperio; il principe di Tebe un flagello. Il vituperio ricade sur +una regina; il flagello si abbatte sur una nazione. Dei due disastri, +scelgo il minore. Qual re al mondo, d'altronde, può affermare: questo +figliuolo è mio? Gli altri lo sospettano; Taddeo IX lo sapeva. + +--Conchiudete, signore, se vi aggrada--disse il principe freddamente, +ma umiliato del suo scacco fino al fondo dell'anima. + +--Termino, principe. Ecco dunque l'ultima mia parola: silenzio per +silenzio--se volete essere generoso. Se no, fate l'uso che vi piace +dell'autografo del duca. Io fo scomparire le carte di Balbek. + +--Signore, avreste voi per avventura un terreno meno assoluto sul +quale potessimo impegnare un negoziato più logico? + +--Signore, io non sono mica diplomatico, e perciò non negozio. Vi +dovevo una risposta dalla parte di mia cugina, ed una spiegazione da +_parte mia_. Ve le porto. Esse contrariano forse il _diplomatico_; ma +io porto nella mia coscienza il convincimento che il _padre_, il +_marito_, il _gentiluomo_, che sono in voi, non mi sconfesseranno. Me +ne appello al vostro cuore ed al vostro onore, principe. + +Il signor di Lavandall si alzò, senza rispondere, salutò e ricondusse +il conte di Alleux fino alla porta del suo gabinetto. + +La sera, Adriano andò a raccontare a sua cugina tutto ciò che si era +passato fra lui ed il duca, e fra lui ed il principe. + +Vitaliana approvò... + +La duchessa si dileguò. + +La donna si mostrò allora in tutta la sua potenza. + +E la lotta cominciò. + +Il fantasma di Morella andava a costare ad Adriano più di cure, che +non gli era costato di tempo e di pena la conquista di lei. + +--Vitaliana--disse infine Adriano partendo--che debbo io sperare? + +--Mio povero amico--rispose la duchessa di un accento triste e +scoraggiato--di' piuttosto: che debbo io temere? + +--Io metto tutto nella mia posta--riprese Adriano. + +--Me lo immagino bene--replicò Vitaliana. Perocchè io vi metto tutto, +e, più che tutto, me stessa ed il figlio mio! + +Adriano partì, il paradiso negli occhi, lo sgomento nel cuore. + +Prevedeva egli? + + + + +XVII. + +Corbezzoli! Fidatevi dunque dei fiori! + + +Due settimane sono scorse. + +Una mattina, a mezzodì, il duca si presentò in casa del dottore di +Nubo. + +Il duca non aveva ancora trent'anni. + +Ieri ancora, egli sembrava sì giovane, sì felice! Alcuni giorni di +quella zona torrida della sventura lo avevano maturato subitamente! + +Par di quarant'anni adesso. + +Vari capelli bianchi si fan passo sulle sue tempie. È fosco. È +affranto. Il suo sguardo, capovolto indentro, è velato e tetro. I suoi +abiti non dinotano la negligenza, ma la gravezza delle preoccupazioni +dello spirito. + +E davvero, gli era impossibile di cumular più disastri sur un capo di +uomo, in minor tempo e con altrettanto rigore! + +Era marito invidiato, padre contento, circondato di una considerazione +relativa, onorato. Aveva un'amante che gli apriva olimpi incogniti. +Possedeva un parafulmine che lo metteva al sicuro dalle disgrazie +della sua corte e dalla ingratitudine della regina Bianca. Poteva +innalzare ancora la fronte con orgoglio: sua moglie era pura; la sua +casa casta; la sua fortuna al livello dei suoi bisogni e del suo +grado.... Tutto codesto si è sprofondato come una valanga! Un bacio di +donna à creato più ruine che il ciclone nei mari del Sud ed il simoun +nel deserto! + +--Io sono un misero!--sclamò egli infine, essendosi assiso, dopo +qualche istante di tacere, cui il dottore non interruppe perchè gli +scandagliava il cranio ed il petto del suo occhio scrutinatore. + +--Bah! bah! io sono abituato a quelle frasi--rispose il dottore di un +tono gaio. Tutti coloro che vengono a consultarmi cominciano per quel +motto. Come la lingua francese è povera, e lo spirito umano poco +elastico! + +--Il dolore è un grido e non una lingua, dottore--osservò il duca. Voi +lo ignorate; tanto meglio! + +--Che vi càpita, dunque? Io credeva, al contrario, che la calma vi +ritornasse. + +--Io sono agli estremi. Mi affliggono a questi tre abissi: uccidermi, +lasciarmi uccidere, o assassinare! + +Il dottore, forte pensoso, si grattò la fronte, e dimandò lentamente: + +--E voi avete scelto? + +--Ve lo chieggo a volta mia. + +--Insomma, spiegatevi. + +--Voi non mi comprendete, dunque? Avete voi mai assaporato la gelosia +dell'odio? + +--Ignoro quella dell'amore--figuratevi! Allora? + +--Scandagliate. Voi conoscete una parte dei miei disastri. + +--Sopra una parola anticipata della morte del re Taddeo--cui il signor +di Lavandall si lasciò scappare a disegno--ò guadagnato alla Borsa +cento mila franchi. I nostri debiti comuni, e quelli di cui aveva +risposto, addossando le vostre cambiali, sono pagati. + +--Non è il danaro che cagiona le mie sventure. + +--Morella dunque? + +--Morella parte dopo domani per la Turchia, a traverso la Russia, in +compagnia di parecchi signori. Lord Warland guadagna l'_handicap_. +Ella finirà per recarsi in Italia, e sposarvi un marchese, un +ministro, un duca, o che so io. + +--Voi non l'amate dunque più? + +--Non ne so nulla. Galleggio nella nebbia. + +--In questo caso, venite a vedermi quando sarete sboccato nel chiaro. + +--Voi non vedete dunque altro nel mondo, voi, che la pecunia e la +ganza? + +--Vi trovate voi altra cosa? + +--Io era padre. Mi si viene a dire: voi siete disonorato; il vostro +figliuolo non porterà più il vostro nome! Ero marito. Mi si dice: voi +siete infame; vostra moglie è vedova! + +--La sentenza è feroce. + +--Ora, io amo il mio bambino. Senza proprio amarla, tengo a mia +moglie. Protesto. Mi si risponde: lascerete Parigi fra un mese, solo, +ovvero io vi sforzo a battervi in duello e vi uccido. + +--Battetevi allora. + +--Non mai. Io sono vile. Spiegate ciò. Se mi trovassi alla testa di +uno squadrone, io mi slancerei il primo sur un quadrato di fanteria, +sur una batteria. Svenirei, se vedessi una pistola puntata su di me, o +una puntata di spada volteggiare attorno al mio petto. Io sono affatto +l'opposto dei nostri Siciliani, i quali ànno il terribile coraggio di +battersi al duello del coltello, e levano il piede sul campo di +battaglia, al primo colpo di cannone. + +--Sarebbe egli il conte di Alleux che vi accocca quell'intimazione? + +--Egli stesso. + +--Egli ama dunque vostra moglie? + +--Si amano. + +--Ne siete voi ben certo, di parte della duchessa? + +--La cameriera--che fin qui fu al soldo del conte di Alleux per +riferirgli tutto ciò che Vitaliana faceva--è passata al soldo mio, +adesso che il conte viene due volte al giorno ad informarsene da +Vitaliana ella stessa. Questa cameriera dunque me lo assevera. + +--Allora, partite. + +--Impossibile. Osservatemi come sono cangiato. La mia vita è un letto +di aculeo. Dovunque io mi giri, gli è tenebre. Dovunque io mi proponga +abbordare, gli è l'onta, il delitto o la morte. Non oso più escire, ed +ò paura di restare a casa. Se veggo un fanciullo nelle vie, il +singhiozzo, il soffoco mi prendono. Se incontro una coppia felice, le +lagrime inondano gli occhi miei. Io trovo uno scherno in tutti gli +accenti. Ogni parola mi sembra un'allusione. Si direbbe che una mano +invisibile scriva le mie colpe sulla mia fronte, e che ciascuno ve le +legga. I miei colleghi mi squadrano singolarmente. Morella non mi +discaccia neppur più; io non esisto più per lei! Sono andato al +teatro, pensando distrarmi; ò creduto riconoscere che mi avevano messo +in iscena. Sono andato al ballo della mezza-quaresima; una maschera si +è avvicinata e mi à detto: «Ai tu incontrato tua moglie?» Evitano al +club di giocare con me. Io trascino nelle feste un piglio che mette le +donne in fuga, gli uomini in guardia. All'ultimo ballo delle +Tuileries, la regina non mi à parlato. E dietro a me, un militare +chiedeva ad un altro, facendo certo allusione ai casi miei: «Come +vanno le vostre colombe?» + +--Non ne avete dunque mica abbastanza di guai reali, che ve ne create +tanti con l'immaginazione?--dimandò il dottore. + +--L'immaginazione non alloggia in casa mia. Gli è il fatto materiale +che mi schiaccia. Avevo una posizione: me ne cacciano! Avevo una casa: +me ne esiliano! Avevo credito: è distrutto! Avevo dei documenti che mi +potevano permettere di forzare le porte del favore e scongiurare la +disgrazia: me li ànno rubati! Avevo un'amante: me l'ànno sedotta, e se +ne vola con l'ultimo mio scudo! Avevo una moglie: si mette al suo +capezzale una pistola, ed una spada per interdirmene l'approccio. I +miei famigliari sono spie. La mia casa un Calvario... E, malgrado ciò, +bisogna che fra due settimane io la lasci! + +--Cazzica! se v'incomodate qualcuno! + +--Oh! che notti sono le mie, dottore! Vagabondo per Parigi, tanto che +io non mi caggia spossato. Io cionco senza potermi ubbriacare ed +obliare! Ritorno a casa inzaccherato, lasso, infetto. Credo che quel +letto, il quale, ieri ancora mi offriva il sonno, mi tenda le braccia: +la disperazione vi si apposta, l'insonnia vi sibila di tutti i suoi +serpenti! Le tenebre sono implacabili: non vi è fantasma che non vi +sputi le sue furie. Io mi alzo scacciato dall'incubo delle visioni, +dei desideri, dei delirii, dei rimorsi, della gelosia... tutto il +mondo dell'inferno si rizza sulla mia fronte! Ed io vo, corro, urto a +tutti gli angoli, investo tutti i mobili, mi rotolo sul tappeto, +striscio, mi trascino fino alla porta di lei... Dessa è chiusa! Ella è +rinchiusa! Ma io odo quella respirazione dolce, calma, eguale, +talvolta un piccolo gemito... La pace è colà!... forse anco un'anima +che pronunziò la sua finale sentenza--e trova il riposo nella +risoluzione estrema. Guardo attraverso il buco della serratura quel +nido rischiarato da una luce d'ambra... Ecco le sue vesti; ecco la +_psiche_ che la rifletteva or ora, facendosi bella per un altro; ecco +le sue calze, le sue pantofole... Ella sogna... delle parole le +sfuggono dal cuore... Io brucio ed i miei piedi sono nudi, il mio +petto è nudo, appena se sono coverto... Vado a picchiare? vado a +chiamare? vado a torcermi alle sue ginocchia e gridare: grazia!?... +Oh! giammai! Tre parole implacabili sono nella sua bocca: codardo, +ladro, infame! Me ne fuggo e ritorno nella mia camera per vegliare, +inabissarmi e riflettere... riflettere che, qualche ora innanzi, +quella medesima bocca, che à per me propositi sì feroci, diceva ad un +altro: io ti amo! Ed ecco i miei giorni, ecco le mie notti. E malgrado +ciò, lo ripeto, notti e giorni sono contati. + +--Siete voi deciso a partire? + +--No. Li ucciderò. + +--Riflettete. Val meglio battervi. Avere una probabilità... + +--Alcuna. L'ò visto all'opera. + +--Un assassinio, anche nel caso di flagrante delitto, provocherà +discussioni. La giustizia cava come l'acqua che cade. Essa rimuoverà +tutto, rimuginerà dovunque, interrogherà tutti: e d'indagine in +indagine, d'induzione in induzione, si arriverà al gabinetto di +Lavandall, al salone di Morella. Siete allora perduto senza +remissione. Ascoltatemi: battetevi o rassegnatevi. + +--Io non posso rinunziare a Vitaliana--riprese Balbek dopo un minuto +di riflessione... Perocchè, l'ò capito, ecco ciò che mi vogliono. Si +dice: Ci amiamo da dieci anni, ed abbiamo rispettato il vostro onore, +perchè voi stesso lo rispettavate. L'avete contaminato; ci stimiamo +affrancati. Nulla c'impegna oggimai a preoccuparcene più che voi non +ve ne preoccupate. Voi non amate Vitaliana. Ella non vi ama. L'avete +oltraggiata... Via, dunque, via! Il vostro posto non è più allato di +lei. + +--I colpevoli son sempre logici--osservò il dottore di Nubo. + +--Ma io non posso staccarmi da lei. Ella è il mio complemento. Il +delitto nell'educazione dei gesuiti, presso i quali venni educato, è +precisamente in questo: ch'essi producono degli uomini che non bastano +a sè stessi e che ànno il loro complemento altrove. Qui la mano, là la +lingua; qui il cervello ed il cuore collettivo, là la persona singola! + +--Questa è la base e la forza dell'educazione cattolica. + +--Orbene, Vitaliana finisce e completa la mia personalità: ella è +quella, metà del _me_ che colma il vuoto. M'intendete? Io mi +disonorava fuori; ed avevo l'onore in casa mia! Io ballonzava le +vecchie baldracche politiche per ragione di Stato, nelle regioni +superiori; e venivo a prendere un bagno di giovinezza e di purità +nella mia alcova! Lottavo di menzogne e d'intrighi nel mondo +officiale; al mio focolaio, trovavo la lingua casta e sincera, il +sorriso morale! Mi attossicavo di amore adulterato e fatturato presso +le dame e le cortigiane; la mia ingenua mi disinfettava! Vedevo +dovunque il culto del diamante; in casa mia, trovavo la religione del +fiore! La febbre dappertutto; in quel salottino, poco bazzicato, la +calma! Nel mondo, l'artificio, il belletto, la posa; nei miei lari, la +semplicità ignorante! Io mi ritemprava qui, per lottare colà; mi +temperavo là, per piacer qui. Io repugnava al vizio, ma non adoravo la +virtù. Il delitto mi trovava inabile; l'onore improprio: ero +incompleto dovunque. Le ganze erano mia moglie; mia moglie, il mio +rimorso. + +--Trista parte per una donna!--sclamò il dottore. + +--Ond'è, che le donne se ne stancano. Or bene, io, il quale non sono +che un istinto stroppiato da casuisti; io aveva trovato la mia +direzione: perchè mia moglie, essendo il candore stesso, era una luce. +Questa luce è estinta. Vitaliana non mi seduceva... + +--Perchè la bianchezza non è un colore--ed i mariti sono tutti come +gli Indiani: amano il tatuaggio. + +--Io ò corso dietro al tatuaggio come gli altri. Però, in mezzo a quel +diavolìo di forme, di spezie, e di colori, io sentiva che, se +Vitaliana non era un'esca, era un riposo. Il riposo è l'aria vitale +della nature incomplete: me l'ànno involata! Voi sapete come sono +stato abbattuto dappertutto; in casa Lavandall, in casa Morella, in +casa mia. Che volete voi che io mi divenga in questa situazione? +Ricostruite col pensiero il vostro cuore a trent'anni, provate +d'intendermi, e venite in mio soccorso. + +--In che modo? + +--Non importa come. Accetto tutto. Funzionario disonorato, padre senza +figlio, marito senza sposa, signore povero... Che ò fatto io dunque +perchè tante sventure si precipitino ad una volta sopra di me? + +--Che avete voi fatto?--disse di Nubo sogghignando. Ma!... Avete avuto +l'inaccortezza di trovarvi lì quando la valanga s'è scardinata. + +--Non risaliamo più alle cause. Io non veggo oramai che questi quattro +spettri: battermi, uccidermi, assassinare, bandirmi--abbandonando mia +moglie nelle braccia di un amante. Fin ad ora ella è pura ancora. Fra +tre giorni, nol sarà più. + +--Chi vi dice codesto? + +--La sua cameriera. Gli è dopo dimani l'anniversario dei nostri +sponsali. La vedova si rimarita--là, nella casa mia stessa, in quel +nido di rifugio ch'ella s'era costrutto, quando, nelle mie braccia, +ella sognava dei suoi giorni di vergine! Ora io non ò nè il coraggio +di battermi, nè quello di uccidermi; non voglio a prezzo alcuno +lasciarli entrare in quel paradiso. Li ucciderò. + +--E poi? + +--Poi, poi... Dio crea l'avvenire ed il diavolo lo cavalca. Io +soffoco. Il pensiero mi rode; il cuore mi divora. Prometeo era un +Sibarita, paragonato a me. Oh sì! li assassinerò... l'è la mia calma, +è il sonno che essi ànno estinto negli occhi miei. + +--Ascoltatemi un po'. Se venite a me perchè sentite il bisogno di +esser salassato, io son chirurgo e sono pronto. Se venite per +intrattenermi dei vostri delirii, voi avete mal preso il vostro tempo. +Io ò fretta. Il mio editore mi intima di consegnargli un certo +trattato sui _Fiori_, cui gli ò venduto. + +--Avete ragione, signore, io sono uno zotico a venire ad appestare +l'atmosfera innocente e soave che vi circonda. Il fiore! mille scuse. +Io non sospettava d'infettare codesta innocenza del mio alito di +omicida. + +--Ebbene, caro duca, non vi abbiate di rimorsi a causa di ciò. +Imperocchè, ve lo assicuro, io non conosco nulla nella natura che sia +così assassino che il fiore. + +--Scherzate, scherzate... + +--No, punto. Dimandatelo alla duchessa, che li conosce i fiori. Quella +cara dama li ama dessa sempre? + +--Sempre. + +--Allora dimandatele che cosa è il fiore. Io comprendo che Luigi XIV, +sì profondamente tenero di sua persona, non li amasse un'acca. Io +comprendo che quella giovinetta, di cui parla Filippo Salmuth, +preferisse loro l'odore dei vecchi libri; e quel giureconsulto, perfin +quello dello stabio! Io comprendo che il famoso medico Paolo Zacchia +detestasse la rosa; e che quella dama, di cui parla Samuele Lede', +cadesse in sincope alla vista di una rosa rossa. La natura produce +certi istinti indicatori, come dessa dota di un grifo il compagno di +S. Antonio, per scovrire i tartufi. Respirate il salano, lo +strammonio, il giusquiamo, il papavero, la noce, il sambuco... e voi +vi addormite. Valmont di Bomare dice che chi sradica la betonia +diventa ebbro. Il dottore Berton, pingendo dalla natura il _puthos_ +fetido (_draconium foetidum_) contrasse un'oftalmia. Areteo di +Cappadocia parla di certi fiori che provocano l'accesso +dell'epilessia. La _Gazette de la Santé_ narra di certi operai che, +essendosi addormentati in un granaio dove si erano sparse delle radici +di giusquiamo per bandirne i topi, si svegliarono attinti da stupore e +cefalgia. E Martino Grunewald assicura che due individui furono +colpiti da alienazione mentale per aver respirato, in una farmacia a +Dresda, il fumo dei granelli di questa pianta che vi si bruciavano. +Barton afferma che il fiore della magnolia glauca occasiona la febbre +ed accelera i parossismi della gotta. Le emanazioni della _lobelia +grandiflora_ cagionano, secondo Jacquin, dei soffocamenti. In Creta, +l'odore dell'_anagyris_ dà la febbre. Il fiore del lauro rosa (_nerium +oleander_) uccide, se si dorma nella camera ove è rinchiuso. + +--Uccide? sclamò il duca raddrizzandosi. + +--Uccide--continuò il dottore--come le emanazioni del manzanillo di +Surinam e della _camoeladia dentata_ di San Domingo. Triller, che à +scritto un trattato: _De morte ex violarum usu_, racconta di una +fanciulla trovata morta in un letto da lei cosparso di viole. Nel 1779 +occorse lo stesso accidente ad una dama che si era coricata in una +camera profumata da mazzi di rose. Le rose uccisero la figlia di +Nicola I di Salin; e, secondo Kramer, anche un vescovo di Polonia. +Attesta Mattioli, che un fiore avvelenato uccide chi lo respira. Voi +sapete come Giovanna d'Albret fu avvelenata con dei guanti +profumati... Clemente VII fu morto con una torcia cui gli si portava +dinanzi e che bruciava dell'arsenico. Il famoso Dippel si suicidò di +questa fatta... E che so ancora! Vedete, dunque, duca, se, scrivendo +sui fiori, io sguazzo in quell'empireo di azzurro, cui voi credete +aver contaminato dei vostri delirii di omicida. + +Il duca rimase silenzioso, la fronte celata nelle mani. Soffriva +visibilmente. Si sarebbe detto che lottasse contro il destino. + +Infine, si alzò e sclamò con tristezza: + +--Voi siete felice! voi raccontate degli aneddoti. + +--Be'! egli chiama aneddoti la scienza! Voi credete dunque i nostri +autori di scienze naturali un branco di romanzieri?... + +--Poco divertenti--interruppe il duca. E si vorrebbe darci a credere +che si vorrebbe sostituire, per suicidarsi, un vaso di fiori al +carbone tradizionale? + +--Esattamente... E voi potete domandarlo alla duchessa. + +La connessione di queste due parole, _suicidio_ e _duchessa_, fece +abbrividire il duca. Quantunque pallido di già, impallidì ancora, e +balbuziò: + +--Mistificatore, va! + +Ed uscì. + +Il dottore lo accompagnò del suo sguardo fisso e penetrante, e mormorò +a sua volta: + +--Assassino! + + +Il duca di Balbek ritornò al palazzo, e parlò alla cameriera. Poi uscì +di nuovo, e passò il rimanente del giorno a visitare le stufe di tutti +i fiorai di Parigi. + + + + +XVIII. + +La via del cielo... dopo una sosta. + + +Il duca di Balbek aveva sulla morale dalle idee incerte, un carattere +avvizzito, uno spirito sconcio dall'educazione dei gesuiti: più +dispetto che angoscia; più gelosia d'amor proprio che di amore. Non +poteva, per conseguenza, sentir fortemente. + +L'abbiam visto infatti stemperarsi in un dolore multiforme, +melodrammatico, senza coscienza di sè stesso. In quella situazione di +spirito, egli era capace di tutto: cadere ai piedi di sua moglie, +arrovesciarla nelle braccia dell'amante ed andarsi a distrarre +altrove--così bene che di uccider l'una e fare assassinar l'altro. +Zimbello degli uomini e degli eventi, il duca trattava gli eventi e +gli uomini come delle fole. La sua posizione miserabile, che avrebbe +dovuto inspirare una compassione simpatica, non ispirava dunque che +disprezzo. + +Egli divagava. + +Tutt'altra però era la situazione morale di Vitaliana. + +La sua educazione, al Sacré-Coeur, non era stata più sana e +corroborante di quella di sua marito presso i RR. PP. Ma la giovine +donna si rilevava per tre forze divine: la purezza dell'anima, la +severità del costume, l'amore! Il suo carattere era più fermo perchè +aveva per base un cuore. Le sue risoluzioni erano nette, perchè un +abisso separava la condotta di suo marito dalla sua. + +I decreti delle coscienze semplici sono irrevocabili: gli è il vaso +poroso di Orazio che conserva sempre l'odore di cui una volta +s'imbevve--_quae semel imbuta recens servabit odorem testa diu_! + +Sposando quello straniero, cui non amava, Vitaliana gli aveva +impartito quanto era in poter suo. Il cuore, no. + +Il cuore non è in potere di chicchessia. È maggiore di già, nascendo, +e dispone di sè stesso alla ventura. + +Sì, alla ventura: un'allodola passa ed il cuore vola con lei! + +Ora, l'allodola era passata, ed il cuore di Vitaliana se n'era ito, +senza ch'ella se n'avvedesse. + +Il dovere, pur nondimeno, la conservò pura. + +Ma quando la catastrofe dell'onore di suo marito sopravvenne, ella si +sorprese a chiedersi: Perchè mi asterrei io, ora che tutto è perduto? + +Adriano l'aspettava. + +Nel suo impeto subitaneo, Vitaliana non obliò ch'un dettaglio. Ella +andava a macchiarsi delle medesime zacchere che la rendevano così +severa all'incontro di suo marito: l'oltraggio all'onore, l'onta +rovesciata sul nome di cui suo figlio doveva ereditare! + +Ella spense forse ogni rimorso dicendosi: io l'amo! Ma chi sa +se la non si disse altresì, più sommesso: sposerò un giorno +Adriano!--ovvero: morrò per espiare! + +Il fatto è che la si tuffò corpo ed anima in quell'amore. + +L'ombra che l'offuscò nei primi giorni fu la sovvenenza di Morella. + +Adriano ebbe a lottare lungamente, aspramente, prima che Vitaliana gli +perdonasse--o che avesse ciera di perdonargli. Egli lottava ancora, al +periodo a cui è giunta questa storia. + +Adriano spiegava ogni mattino la sua scala di Giacobbe; poi, quando +pensava vedere il suo angelo salire e discenderne, gli era il fantasma +di Morella che in cima si accoccolava! + +La riotta però agonizzava. + +La resistenza si affiacchiva sotto il peso di un attacco che +raddoppiava di vigore. + +Vitaliana subiva il fascino e si accasciava. + +D'altra banda, ciò che ella aveva intravisto ed infrasentito nel +salone di Morella, le dava l'insonnia. Ella si sorprendeva perfino a +vaneggiare, tutta soffusa di vergogna, questo concetto: Perchè mai non +si attillerebbe l'amore delle medesime feste di cui il vizio si +satolla? + +Adriano passava con lei parte del giorno e tutta la sera. + +Sempre pronto, sempre armato moralmente, egli era in sentinella per +difenderla contro le intraprese di suo marito, cercando col moccolo un +pretesto per servirsi delle armi--cui il mondo gli accordava--onde +cavarsi quell'ostacolo dai piedi. Egli s'imbattè più di una fiata nel +duca, recandosi dalla duchessa. E non gli volge che queste parole +sinistre: + +--Ricordatevene! otto giorni... quindici giorni, sono scorsi!... non +ve ne restano più che tanti e tanti.... + +Il duca osservava e passava in silenzio. + +Vitaliana, dal lato suo, l'evitava. + +La notte, ella si sbarrava a chiave. + +Suo marito le faceva orrore. + +Il duca provò due volte l'assalto. Vitaliana l'umiliò con motti +crudelmente implacabili, senza rovello, senza collera, di un accento +freddo che stillava l'ironia ed il disprezzo. + +Il duca si astenne per qualche giorno. Però, il dì che seguì la visita +del dottore di Nubo, e' gli sembrò che una spiega tra sua moglie e lui +fosse divenuta inevitabile. + +Alle dieci, si recò da lei, nella di lei piccola camera da letto. + +Vitaliana veniva di alzarsi in quel punto. + +Era avvolta ancora nel suo _peignoir_. I piedi allungati agli alari +del caminetto, sfogliando qualche giornale, cioncando una tazza di +cioccolatte--mentre Maria annodava alla presto le di lei magnifiche +trecce arruffate dall'origliere. + +Il duca accostò un _puff_ al camino, e fece un segno di uscire a +Maria, dicendo nel tempo stesso: + +--Quando suonerò, fatemi portar qui una tazza di cioccolatte. + +Egli contemplava sua moglie. + +Non l'aveva giammai vista così bella! + +L'amore, del resto, l'aveva sbocciata. + +La scintilla della pupilla di lei era divenuta più audace. Le sue +labbra, irrigate dalla rugiada dei baci, sembravano più sode e più +rosse. La sua fronte s'innalzava più alta, più limpida. La pelle si +era imbevuta di tutto lo splendore cui dà quel fiammeggiamento che +addimandasi amore. Le sue narici rosse respiravano la voluttà. +Sembrava ingrandita. La sua eleganza aveva un accento; le sue maniere +una volontà. Tutto indicava che di quella bella cosa l'amore aveva di +già fatto qualcuno! + +Da tutta quella persona si sprigionava un fluido che inebbriava. + +Il duca provava dei fremiti. + +La moglie non era ella di già divenuta un'amante? + +Il duca girò intorno lo sguardo per quella camera, come per dimandarle +la prima parola della conversazione. + +Ed infatti, ebbe come un tremito guardando il letto. + +Vitaliana non fe' sembiante di accorgersi di lui. + +Il signor di Balbek sclamò infine, quasi suo malgrado, di una voce +sorda e commossa: + +--Grazia, Vitaliana, grazia! + +La giovane sollevò lentamente la fronte dall'Appendice di Alessandro +Dumas, e, conficcando come una spada il suo sguardo glaciale nell'uomo +che l'implorava testa giù e visibilmente turbato--rispose: + +--Sono il re, io? Ed il re, egli stesso, che può accordare la vita, +può egli ridare l'onore? Di un ladro, il re può fare un ministro; di +un vigliacco, un generale, e' può covrir del Toson d'oro un cuore +disonorato; ma egli non sopprimerà giammai, giammai! il disonore. +Ecco. + +--Io ebbi dei giorni di follia--continuò il duca. Passerò tutta la mia +vita per farli obliare, per farmeli perdonare. + +--Perdonare? giammai!--rispose Vitaliana. L'oblio, l'avete di già. +Aspetto mia madre per abbandonar questa casa. + +--Te ne supplico, Vitaliana, non sprezzarmi affatto, affatto! Non +perderti irrevocabilmente. Io non tento di attenuare le mie colpe. Ma +tu non esagerarle per farne un pretesto alle tue. Non ài tu pure +bisogno d'indulgenza? + +--In ogni caso, io non la dimando--replicò Vitaliana. E non riconosco +oggimai che mia madre, la quale abbia il diritto di farmi delle +rimostranze. + +--Vitaliana, tu ami tuo cugino. + +--Da dieci anni. + +--Tuo cugino ti ama. + +--Da dodici anni. + +--Tu lo confessi? Ma non sai tu, o tu oblii, che io posso sfracellar +quell'amore? + +--In che modo? Da gentiluomo? Tu non ti batti. Da marito, per mezzo +dei tribunali? Tu non sai che il principe di Lavandall mi à mandato il +tuo autografo graziosamente, e che io l'ò dato a conservare ad +Adriano? + +--Mio Dio! tu sei dunque di già sì pervertita!--sclamò Balbek. + +Vitaliana rispose con un gesto di sprezzo. + +--Grazia! continuò il duca. Lasciami sperare ancora, lasciati +piegare... + +--Insomma, che volete voi?--interruppe Vitaliana con alterigia. Il +tempo delle capitolazioni è passato. + +--Difatti--osservò il duca levandosi--io me ne avveggo. Vi era al piè +di questo letto una culla. L'ài fatta sparire. Sei di già adultera +nell'anima. La culla del nostro bambino ti gridava: grazia!--come me. +Tu l'ài rotta e gettata al rivendugliolo o nel soffitto. + +A quest'appello, la duchessa tremò di tutto il corpo ed impallidì. Si +tacque un istante, poi mise un grido: + +--Il mondo mi giudicherà. + +--Vitaliana--continuò il duca--imponimi l'espiamento che tu vorrai; ma +tirami dall'abisso, e non vi precipitare tu stessa. Se tu vuoi che io +mi batta con tuo cugino, mi batterò e mi lascerò uccidere. Se vuoi che +lasciassimo Parigi, partiremo nella settimana. + +--Partite allora. + +--Solo? + +--Che! ma voi credete ancora che vi possa essere al fianco mio un +posto per voi? Voi non concepite dunque che, se Dio stesso mi +condannasse a sentire il soffio del vostro alito sul mio sembiante, io +lo laverei con quelle braci?... + +--Lo scorgo bene, madama--biascicò il duca lentamente--se io non +avessi commesso quelle colpe, voi le avreste inventato per arrivarne a +codesto. + +--Codesto! che? + +--Ponvi mente, Vitaliana, sono forse le ultime parole cui t'indirizzo; +il singhiozzo di agonia di una coscienza e di un cuore! Io ti amo... + +Vitaliana portò ambe le mani al suo viso. + +--Se non avessimo un figliuolo, ti lascerei libera. Io so che in +questo rinnovamento continuo di resurrezione nell'universo, la sola +cosa che non rivive mai, è l'amore. Ma quel figliuolo lì!... Io l'ò di +già troppo vilipeso con le mie follie: non permetterò mai, no, +giammai, intendi tu? ch'egli abbia a subire altresì l'obbrobrio di sua +madre. + +--Signore--rispose Vitaliana levandosi anch'ella, di una voce calma ma +decisa--voi non avete che tre modi per impedirlo: uccidervi, lasciarvi +uccidere, ucciderci. Scegliete, ed addio. Io dico addio, signore! + +Il duca dette un salto ed avvinghiò le mani al collo di sua moglie. + +Vitaliana neppure trasalì. + +Balbek indietreggiò, tutto ontoso, ed uscì dicendo: + +--Mille scuse, madama. + +Il dado era tratto? + +No, non ancora. + +Il duca rivenne su i suoi passi, ed avvicinandosi a sua moglie le +dimandò: + +--Tu mi ài richiamato, Vitaliana? + +Questa riapparizione produsse sulla duchessa un tale senso di +disprezzo e di nausea, che il suo viso ne divenne brutto sotto la +contrazione dei muscoli. Cercò la risposta cui doveva fare, cercò +forse le parole; ma, dopo qualche esitamento, ella non seppe che +trovar questo: + +--Dite ai miei famigliari che esco all'una. + +Il duca fece vista di non capire l'insulto. Aveva quasi delle lagrime +agli occhi, e mormorò di una voce lenta e soffocata: + +--Ma tu non ti accorgi dunque che io sono geloso? Tu non comprendi +dunque che, condannandomi senza pietà io posso usare del mio diritto +di marito oltraggiato ed uccidervi là, a fianco l'un dell'altra, di un +colpo di pistola--e agghiadar sulle vostre labbra i vostri baci, pel +giudice d'istruzione? Tu non comprendi dunque che lo scandalo, di cui +mi minacciate, vi coglie? Tu non comprendi dunque che, avendo le mie +ragioni per non accettare un duello, io posso impunemente divenire +assassino? Tu non comprendi dunque che io sono in casa mia, qui; che +io sono il tuo signore, se voglio; che posso sorprenderti in +flagrante, schiacciarti come una mosca, e che, poichè voi cospirate +alla mia rovina, io posso ingoiarvi tutti con me? Rifletti. Vitaliana! +Tu mi scacci; egli mi provoca; voi siete tutti armati contro me; mi +rovesciate nella solitudine e nelle tenebre; assassinate il mio +avvenire; mi orbate di tutto; mi avete tutto preso; mi mettete petto a +petto con la disperazione--là ove io aveva l'abitudine di vedere mia +moglie cui amo! voi mi rubate il mio figliuolo; mi fate vedovo della +peggiore delle vedovanze inframettendo fra mia moglie e me, non una +tomba, ma un amante! Ponete mente! voi mi tentate troppo, ah! troppo! +mi accollate forzosamente al delitto. E sei tu, Vitaliana, che sei +ferocemente la più accanita! Oh! no, no... per pietà, no! Gli è +impossibile che tu--che ieri ancora eri così immacolata e così +timida--tu sii divenuta così atrocemente inflessibile e senza onta. +Gli è impossibile che tu--che ieri ancora non osavi mettere un fiore +nei tuoi capelli senza consultarmi--abbi adesso quel verbo che +m'irride, quella volontà che mi dispera, quella decisione inesorabile +che mi uccide. No, non è possibile un cangiamento sì subito e +radicale! È mestieri che tu mediti qualcosa di terribile contro te +stessa, per essere sì insensibile contro il tuo proprio figliuolo. +Bisogna che la tua calma ed il tuo decreto senza appello abbiano per +fondo una disperazione muta o un progetto sinistro.... Parla, parla, +Vitaliana... + +Vitaliana, per tutta risposta, interruppe il duca e suonò. + +Maria apparve. + +Vitaliana le disse: + +--Il duca vi dice di fargli servire il cioccolatte nel suo gabinetto. +E venite a vestirmi. + +Balbek uscì, la testa affondata nel petto. + +L'ultima parola era stata detta. + + +Il duca aveva forse indovinato. + +La sfrontatezza sùbita, la resoluzione irremovibile di Vitaliana erano +la conseguenza di una decisione suprema presa da lei. + +Ella non ne soffiò motto ad alcuno, però. Si seppe il suo pensiero più +tardi, da una bozza di lettera cui si proponeva indirizzare a sua +madre, e cui non le indirizzò. + +Ella si suicidava, ed uccideva Adriano con lei! + +«Un ravvicinamento con mio marito--scriveva ella--mi sembra, più che +impossibile, inverosimile. Io non mi sento la forza di resistere +all'attrazione di mio cugino. Ma non so neppure perdonargli +Morella--di cui colgo i baci caldi ancora, sulle labbra febbrili di +Adriano. Non so rassegnarmi a morir sola, perchè soffocherei di +gelosia fin nella mia tomba. D'altronde, ò infravisto, in un paradiso +d'amore, il frutto proibito, cui voglio mordere di bell'appetito, +prima di morire--e morir dopo, madre mia, par lavare l'onta di cui +imbratto il capo di mio figlio. + +«Le rimostranze di oggi del fu mio marito mi ànno confermata nella mia +risoluzione. + +«In una parola, madre, voglio morire nelle braccia di Adriano, con +lui, sfogliando petalo a petalo l'estasi della colpa--se amare n'è una +agli occhi di Dio...» + +Ora, a quell'armellino non venne neppure nel pensiero di suicidarsi +col véggio al carbone delia crestaina, con la pistola del violento, +con il tossico della disperazione, col pugnale della premeditazione +fredda ed eroica. + +Ella meditava di una morte che fosse, più che una festa, un'aureola; +meglio che un inebbriamento, un poema! Si sarebbe annegata in una +stella, se lo avesse potuto! + +Ella vagheggiava dunque di già quella morte deliziosa--cui il dottore +di Nubo, con una scaltrezza perfida, segnalava al duca come un +assassinio che non lasciava traccia e che avrebbe potuto passare sotto +l'insegna giuridica del suicidio. + +Ella non tenne però alcun proposito di codesto a suo cugino. + +Il duca non concepì neppur l'ombra di un sospetto sulle intenzioni di +lei. + +Vitaliana si uccideva mentre suo marito l'assassinava--e tutto ciò con +un'inconseguenza, con una leggierezza, con una irriflessione, con una +frivolezza, cui io mi travaglio forse invano di dipingere onde dare +un'idea dei caratteri che i clericali formano con la loro educazione +religiosa. + +Il giorno seguente, anniversario del suo matrimonio, Vitaliana si alzò +alle otto. + +Ella aveva la febbre che scoppiettava dappertutto: nei suoi occhi, +sulle sue guance, dalle sue labbra. + +Entrò nella sua stufa, e tagliò tutte quelle ali che volavano verso di +lei, sbocciando--tutta la luminosa famiglia dei liliaci: tuberose, +iridi di Firenze, gigli, gionchiglie, ginestre, quegli onagri che +olezzano solo la notte, mughetti, prugnoli, resede, tigli, gelsomini, +vaniglie.... tutte quelle anime! + +Perocchè, il grande Boherave ne dà una al fiore, e la chiama lo +_spirito rettore_. + +Vitaliana ne colse una bracciata e rientrò con essa nella sua camera. + +Si fece vestire di una _toilette_ gaia; diede i suoi ordini a Maria, +ed uscì alle undici. + +Ove andava ella? + +Ella andava ad asciolvere con suo cugino--in casa del quale metteva il +piede per la prima volta dopo che gli aveva confessato il suo amore. + +La colazione fu stordita di gaiezza. + +Ella tirò alla pistola e tinse di nero i baffetti biondi di Adriano. + +Essi uscirono in seguito, e corsero Parigi ed i dintorni, spassandosi +come fanciulli e scolari. + +Alle sette della sera, pranzarono ai _Provençaux_, in un gabinetto +particolare. Poi entrarono in una _baignoire_, al teatro del _Palais +Royal_. + +Tra le undici e mezzanotte, Vitaliana rientrò sola al palazzo. + + +La giornata del duca di Balbek fu lungi dall'essere così +divertita--quantunque i due innamorati immaginassero ch'ei si +ubbriacasse dell'ultima coppa dell'elixir di Morella. + +Il duca aveva mandato via Tob, cui aveva sorpreso, qualche giorno +innanzi, nel suo gabinetto, assiso nel suo seggiolone, a frugare nei +dispacci, per scontare i segreti di Stato alla Borsa. E' restò dunque +in casa, nelle sue stanze, ove Maria si guizzava di tratto in tratto +furtivamente, onde gittargli un motto su ciò che Vitaliana faceva. + +Quando questa fu sortita, il duca se ne andò a ronzare per la stufa, a +volta sua. + +Vedendo il giardiniere contristato dalla messe distruttrice che +Vitaliana vi aveva compiuta, e' lo mandò a comprare dei vasi di fiori +da un orticoltore. + +Andò in seguito, quatto quatto, ad ispezionare il balcone che metteva +in comunicazione la cameretta da letto di sua moglie con la stufa. + +Le persiane erano borrate, per interdire alla luce, all'aria, al +garrito degli uccelli, di arrivare al nido della duchessa, che +cominciava a dormire quando l'aurora si risvegliava. + +Fu la bisogna di alcuni secondi che di forare, giù nelle imposte, un +bucherellino con un succhiello, là dove le imposte si connettono, +affin d'impedire, col mezzo d'una vite, che le si aprissero di +dentro--se lo si fosse tentato. Poscia riaprì immediatamente il +balcone ed uscì. + +Da un'ora a tre, e' fu un viavai di commissionari che portavano alla +duchessa, in nome del conte di Alleux, dei magnifici vasi del +Giappone, riempiti di fiori rari--di cui la stagione, il cielo ed il +clima di Parigi ebbero forte a stupire. + +Si scorse il duca all'_Hôtel des Capucines_--ove andò a comunicare al +ministro degli affari stranieri non so che nota verbale del suo +Governo. Lo si rimarcò in seguito al club--ove pranzò e giocò +gaiamente. + +Morella gli fece i suoi addii alle dieci. + +Alle undici, egli rientrò all'ambasciata, per la porta secreta del +giardino e la scaletta a chiocciola che metteva capo alla terrazza +della stufa, poi per il balcone del boudoir di Vitaliana s'intromise +in camera sua. + +Ma, prima di chiudersi colà, volle cacciare gli occhi nella camera di +sua moglie. + +Si sarebbe creduto al Ceylan, dove, al dire del visconte di Valenza, +si respirano i profumi a nove leghe di distanza. + +Il duca veniva appena di ritirarsi quando Vitaliana arrivò. + + +Ella restò abbarbagliata--talmente l'intelligente cameriera sua +l'aveva compresa e servita a voglia. + +La sua camera sembrava un mazzo di fiori rischiarato dalla luna. +Perocchè, alle tre o quattro lampade che l'illuminavano, ella aveva +fatto adattare dei globi di cristallo color cedro. Il balcone era +chiuso e le cortine abbassate. Sur un _guéridon_ erano delle leccornie +ed una bottiglia di vin delle Canarie. + +Il letto rassomigliava ad un cigno addormentato, il capo nicchiato +sotto le ali. La _gaze_ che temperava il luccicare del raso color di +rosa, di cui le mura erano tappezzate, sembrava animata. Perocchè ogni +movimento le imprimeva quella vermicolazione che si osserva sul seno +di una giovinetta che dorme--e sogna del suo primo bacio! Le +porcellane, i cristalli riflettevano la luce argentea delle +lampade--alla guisa del sorriso del fanciullo--gioia spontanea anzi +che gaiezza consciente--che rifrange la trasparenza dell'anima. Dove è +luce e profumo, anima è. + +I fiori, essi stessi, smorzavano il loro splendore sfrontato, per non +disaccordare, in quel medio soave, melodioso, casto, inebbriante come +quelle notti di luna piena di Delo o di Smirne--ove si crederebbe +dondolarsi in grembo ad una costellazione. + +Maria aveva disposta quella cameretta come Alfonso Karr compone un +mazzo di fiori. + +Vitaliana ne fu rapita. + +Ma ella non aveva il tempo di esprimerle la sua ammirazione e la sua +approvazione. + +Si fece svestire alla presto, si avvolse nella sua _douillette_, e la +mandò a coricarsi. + +--Madama la duchessa si corica sola? + +--Sola. + +--Madama la duchessa à bisogno di qualcos'altra? + +--Di nulla. + +Maria salutò ed uscì. + +Ascoltò un istante alla porta, sorrise, passò alla camera del +duca--cui trovò chiusa... e si ritirò. + + + + +XIX. + +Fiat lux + + +La duchessa si lasciò cadere sulla dormeuse. + +La sua immaginazione prese in un istante le ali degli angeli e la +condusse, in pochi secondi, a traverso i suoi anni di giovinetta, poi +di giovane donna, poi di giovane madre. Il suo passato le formava +intorno un pianeta. Passava per la via lattea della sua innocenza e si +elevava verso le altitudini cui i primi raggi dell'aurora +invermigliano. + +Quei fuochi eran quelli del salone di Morella! + +Questa memoria imporporò le guance di Vitaliana. + +La sua testa bruciava di già. Il suo sangue bolliva ed aveva una tanta +violenza di flusso e riflusso, che si udivano i battiti del cuore. I +suoi occhi avevano delle fiamme come quelle dei _punch_, piuttosto +come quelle di quegli angeli che i primi amarono le figlie dell'uomo. +Il seno di Vitaliana si gonfiava come il mare sotto le carezze della +luna; la sua respirazione ardeva. + +Psiche era animata! + +Sembrava più alta. + +Ella poteva dire dell'amore ciò che Ovidio aveva detto +dell'ispirazione: un Dio è in noi; al suo soffio bruciamo--_est deus +in nobis, flavente calescimus illo_! + +A questo zenit del parossismo del vaneggiamento, o piuttosto +dell'introspezione, ella ebbe come una scossa e saltò impiedi. + +Adriano entrava. + +La porta del balcone del suo _boudoir_, di dove il duca era passato, +era stata lasciata aperta dal padrone della casa. + +In un baleno, Vitaliana si precipitò alla porta della sua camera e la +chiuse. + + +Un quarto d'ora dopo, si sarebbe potuto veder nelle tenebre un +fantasma alle pupille del tigre, avanzar dolcemente, ritenendo il +fiato, ammortendo il fruscio del suo strisciare. + +Quando il duca--era desso--fu alla porta della camera di sua moglie, +e' si raddrizzò e spinse il lucchetto esterno. + +Con la stessa precauzione, passò nella stufa. Si avvicinò al balcone +di quella camera fatale, cavò una piccola lanterna cieca--di cui +proiettò il lume sul buchino che vi aveva praticato la mattina--e vi +colò dentro una vite cui girò e serrò. + +Quindi ritornò alla porta della camera. + +Aveva alla mano una pistola, e nello sparato del suo panciotto un +lungo stile. + +La porta era stata chiusa a chiave precipitosamente da Vitaliana. +Ond'è, ch'egli non poteva veder nulla a traverso il buco della toppa. + +Ma udiva tutto. + +Accollò quindi il suo orecchio a quel buco della serratura... E le sue +unghie, come dei graffi di leone, lacerarono la carne del suo petto. + +Dio mio! che cosa è la morte, all'indomani di quella notte in cui +Romeo si attardò fino al canto dell'allodola dell'alba, nella stanza +di Giulietta! La vita à dessa ancor dei misteri, dei raggi, dei poemi, +dopo che la bocca di Giulietta à rivelato l'armonia della danza degli +astri? + +Il duca sapeva che quella camera nuziale dell'amore era una tomba... e +nonpertanto egli invidiava le sue vittime! + +E la sue unghie si conficcavano più dentro e più dentro nelle sue +costole, e sembravano farsi strada verso il cuore, per impedirgli di +sobbalzare. + +Quanto tempo quel dannato rimase egli a quella porta del paradiso? + +Egli uscì precipitosamente di nuovo, per la porta segreta donde era +entrato alle undici, poscia, alle tre del mattino, rientrò per la +grande porta esterna del palazzo. + +Andò dritto alla sua camera, rifiutando il servizio dei suoi +famigliari. + +Il duca ritornò alla porta della camera di sua moglie. + +Poco dopo, tutti dormivano nella magione--tranne lui ed Adriano forse! + +No, Vitaliana anch'ella vegliava. + +Non udite voi quella parole interrotte, quei sospiri che, come bianchi +cherubini, volano verso Dio; quella solfa profumata, che è un inno +alle penne d'oro? + +Ed il duca lacera e lacera sempre il suo petto che sanguina! + +Se lo si avesse potuto mirare, egli avrebbe fatto orrore!... + +Che! l'assassino ride? + +Quella maschera di carnivoro si crispa. + +Egli ode un piccolo grido. Egli ode un rumore, una mano che gira la +chiave della porta, chiusa al lucchetto di fuori... Egli ode che si va +al balcone, inchiodato allo zoccolo... Si scuote l'una e l'altro... + +Ch'è? una voce... Vieni, Adriano, vieni! Ancora, ancora, vieni... +Adriano... ò sonno, vieni... ancora, ancora, ancora!... + +E le unghie del duca squarciano sempre, fino all'osso, il suo petto +messo a brani!... + +Poi silenzio!... + +No, no... un bacio che si accascia... Silenzio! + +Silenzio! come nel vacuo! + +L'alba spunta. + +Il duca va a ritirare la vite dalla porta del balcone, cava il +lucchetto dalla porta della camera, e va ad appostarsi, la pistola +alla mano, alla porta della sua camera, dopo aver scomposto il letto +come vi si fosse coricato. + +Le ore scorrono... + +Le nove! le dieci...! + +Suona il campanello. + +Gli si serve una tazza di cioccolatte. + +Il valletto guarda il padrone di un'aria strana. + +Il duca si mira nello specchio e rincula spaventato!... + +Una parte dei suoi capelli erano brizzolati di bianco... I muscoli del +suo viso erano turgidi e stesi. + +Le undici suonarono. Poi mezzodì! + +Un sorriso rallentò la tensione dei suoi tratti. + +Andò alla scrivania e cominciò un dispaccio! + +Maria entrò. + +Batteva il tocco. + +--Signor duca, madama non à ancora suonato. Giammai ella è restata a +letto a quest'ora. + +--Entrate in camera. + +--La porta è chiusa per di dentro. + +--Bussate. + +--O' bussato. Madama non à risposto. + +--Andate a bussar di nuovo, più forte e più forte. + +--Io temo di qualche disgrazia. + +--Voi temete sempre, voi. Ella si è addormentata tardi, leggendo +qualche romanzo... e dorme ancora. Ecco tutto. + +Alle due, gli è il duca egli stesso che si allarma e forza la porta +della camera di sua moglie. + +La porta cede. + +Egli entra: entra il primo; apre il balcone... e rincula--gittando un +grido che fece accorrere i domestici. + +Maria rinchiude la porta. + +La cameriera à più pudore del padrone, del marito! + +Vitaliana ed Adriano erano morti, bocca a bocca, nelle braccia l'uno +dell'altra. + + . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Qualche giorno di poi si chiacchierava nei saloni di Parigi. L'uno +diceva: + +--Non sapete dunque? La duchessa di Balbek e suo cugino, il conte di +Alleux, si sono asfissiati con dei fiori, per disperazione di amore. + +--Disperazione!... con dei fiori! + +--Alla lettera. + +--Ed il duca? + +--A' lasciato Parigi. Lo àn trascinato nel suo paese. Si è dovuto +stentar molto per impedirgli di uccidersi. + +--Che disgrazia!--sclamò la contessina di Muys. Il signor di Alleux mi +aveva invitata pel primo walzer, al ballo dell'ambasciata di Prussia, +lunedì prossimo! + +E ciò fu tutto. + +Adriano e Vitaliana si erano suicidati!! + + +FINE + + + + + +Nota del trascrittore: i seguenti refusi sono stati corretti. + + --Oh! dear me! E perchè il signore vorrebbe egli mandarmi[mancarmi] + il momento, non iscorgevasi che delle ossa[osas] ammirabilmente + Questa famiglia aveva accettato con entusiasmo[entusiamo] le idee + i mezzi; ma la ricchezza non faceva che[cha] traversar le sue + non aprivasi mai, sporgendo in un piccolo giardino, affittato[affitato] + ed il principe restarono a[e] chiacchierare insieme un venti + e se non si ascoltasse punto[panto], ma punto? Non si potrebbe + Molti signori venuti in visita dalle tre alle cinque[alle tre dalle cinque]. + innamorato di una principessa[princippesa] russa, la quale faceva mattezze + La chiesi in matrimonio[matrimoni] e feci la corte al sacripante. Tutto + --Dottore, volete voi fare un giro di passeggiata[passegita] pel + dal vedovo parlano al Signore dell'integrità[intergrità] del suo + mi toccano[toccono] poco, se la voce di Dio mi rassicura. Altri si + dai vitex[vitx] che innalzavano le loro lunghe spighe di + betulla[betula] che le solcava il viso, e bisognava rinfrescarlo con + Caracci, quando il principe di Lavandall gli si avvicinò[avcinò] + e della Favorita[Farorita]. Costui fu il duca di Balbek, uno dei + --Cosa è Fernandina, père[perè] Pradau, una giumenta? + --Mademoiselle, all the ladies fly away from me. You[Yon] + forse lo knout ad una donna. Non la chiamano[chiamamo] cantoniera! + --Lasciatemi far codesto[codeste] giro, signore; non mi addossate + dell'introspezione[intospezione], ella ebbe come una scossa e saltò + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of I suicidi di Parigi, by +Ferdinando Petruccelli della Gattina + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK I SUICIDI DI PARIGI *** + +***** This file should be named 26717-8.txt or 26717-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/2/6/7/1/26717/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at http://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/26717-8.zip b/26717-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..6a39db4 --- /dev/null +++ b/26717-8.zip diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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