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+The Project Gutenberg EBook of La testa della vipera, by Vittorio Bersezio
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+
+Title: La testa della vipera
+
+Author: Vittorio Bersezio
+
+Release Date: August 28, 2008 [EBook #26452]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LA TESTA DELLA VIPERA ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano)
+
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+
+
+
+ IL ROMANZO TASCABILE
+ Centesimi 50 ogni volume
+
+ N. 118
+
+
+
+ VITTORIO BERSEZIO
+
+ LA TESTA DELLA VIPERA
+
+ VOLUME UNICO.
+
+
+
+ MILANO
+ SOCIETÀ EDITRICE SONZOGNO
+ Via Pasquirolo N. 14.
+
+
+
+ VITTORIO BERSEZIO
+
+ LA TESTA DELLA VIPERA
+
+
+
+
+ LA TESTA DELLA VIPERA
+
+ ROMANZO
+ DI
+ VITTORIO BERSEZIO
+
+ VOLUME UNICO
+
+
+
+ MILANO
+ SOCIETÀ EDITRICE SONZOGNO
+ 14--Via Pasquirolo--14
+
+ _1896._
+
+
+
+ _Proprietà letteraria_
+
+
+
+ Tip. dello Stab. della Società Editrice Sonzogno.
+
+
+
+
+
+
+LA TESTA DELLA VIPERA
+
+
+
+
+I.
+
+
+Erano già le tre del mattino, e i giuocatori, sempre più accaniti
+intorno al tappeto verde, chiedevano nuovi mazzi di carte ai servitori
+sonnacchiosi del _club_.
+
+Uno di questi aprì l'uscio di quel salotto dall'afa soffocante,
+s'inoltrò fino al tavolo dei giuocatori, e toccò discretamente sopra
+la spalla un uomo di circa quarant'anni, che, anche da seduto,
+appariva alto di statura, con un testone tanto fatto, irto di capelli
+rossigni tagliati corti che parevano punte di lesina, con ispalle
+grosse, rotonde, quasi gibbose.
+
+Quest'uomo si voltò bruscamente e saettò chi l'aveva tocco di uno
+sguardo irritato cogli occhî grigi, che, in mezzo a quel faccione,
+apparivano piccolissimi, ma luccicavano d'un fuoco maligno.
+
+--Che cosa c'è? domandò egli ruvidamente.
+
+--Son venuti a cercare di lei da casa sua.
+
+Quell'altro corrugò le grosse, fulve sopracciglia.
+
+E senz'altro si voltò di nuovo al tappeto verde.
+
+--Scusi, insistette il servo. Dice che è cosa di premura... Quella
+donna vuole assolutamente parlarle.
+
+--Donna!... È una donna?
+
+--Sì, signore.
+
+--Vecchia?
+
+--Non più giovane.
+
+--Piccola, tozza, rossa in viso?
+
+--Appunto...
+
+--E che cosa ha detto?
+
+--Che aveva da parlarle, che premeva molto che la sentisse subito
+subito.
+
+Quell'uomo sbuffò contrariato e dispettoso, ma non esitò più; puntò le
+manaccie villose sulla tavola e si alzò collo stento che avrebbe avuto
+se la tenace pece lo avesse appiccicato alla seggiola.
+
+--Te ne vai, Lograve? gli domandò uno dei giuocatori.
+
+--Un momento. Conservatemi il posto... vengo subito.
+
+Raccolse in fretta le poche monete che aveva innanzi a sè, le cacciò
+in tasca, e col passo pesante seguì il servo in una camera attigua.
+
+Là stava aspettando una donna quale era stata descritta dal
+giuocatore. C'era in essa qualche cosa di sommesso e di impertinente,
+di umile e di presuntuoso; l'aspetto d'una serva che fa da padrona.
+Vestiva un abitaccio di cotone da pochi soldi al metro e per
+difendersi dal freddo di quella notte invernale s'era avvolta in un
+mantello impellicciato da mille lire: con un fazzoletto di lana s'era
+coperto il capo, e ora, levatoselo in quel caldo ambiente, mostrava
+una capigliatura abbondante, nera come ala di corvo, in cui correvano
+già numerosi i fili d'argento. I pochi resti di una bellezza volgare,
+contadinesca, sparivano sotto la pinguedine che le faceva enormi le
+guancie e sotto una espulsione cutanea che glie le arrossava. Gli
+occhî, neri come i capelli, avevano un'espressione audace, curiosa,
+investigatrice, spiacente. La voce era forte, maschia; le labbra
+sottili della bocca troppo grande scoprivano ad ogni momento i denti
+bianchissimi e robusti.
+
+Il collo grosso e corto aveva un giro di granate con un fermaglio
+rotondo d'oro, grosso come il dito pollice; e le mani tozze, corte,
+dalle unghie schiacciate, erano sovraccariche di anelli.
+
+Appena vide entrare il signor Lograve, quella donna esclamò:
+
+--Presto, presto, sor Lorenzo... Venga a casa... Sua moglie sta
+malissimo.
+
+--Peggio di quando sono uscito?
+
+--Assai peggio.
+
+--È lei che ti manda?
+
+--Oh! no... La non può nemmen più parlare. E poi essa non oserebbe...
+
+--È di tuo capo che t'è venuta la bella idea, di venirmi a
+rintracciare fin qui?
+
+--No, signore: è stato il medico.
+
+--Il medico!... C'è il medico in casa mia a quest'ora?
+
+--Sicuro. Jeri sera ha trovato che le cose s'incamminavano troppo male
+e ha detto che se la malata peggiorava nella notte lo mandassimo a
+chiamare. La monaca mi venne a svegliare verso l'una, che le pareva la
+signora dovesse passare da un momento all'altro... Abbiamo mandato pel
+dottore, il quale è stato sollecito a venire, e si è stupito molto
+vedendo che il padrone di casa non c'era.
+
+Lorenzo crollò le grosse spalle per significare che dello stupore del
+medico non glie ne importava niente.
+
+--Fra il dottore e la suora me ne hanno dette tante che mi sono decisa
+a venire io stessa.
+
+--Perchè voi?
+
+--Perchè nè il servo nè il portinajo conoscendo il bell'umoretto di
+vossignoria hanno osato prendersi l'incarico.
+
+Una fiamma salì alle guancie di Lorenzo che serrò i pugni e fece
+all'aria un gesto minaccioso.
+
+--Sciocchi! imbecilli! poltroni! esclamò. Sono io il diavolo forse?...
+Ebbene, ora che siete venuta, Marianna, riprenderete la vostra strada
+e tornerete a casa!
+
+--E voi? domandò la donna guardandolo fissamente negli occhî.
+
+--Io?... io farò come mi piace.
+
+--Ah! Lorenzo! disse la Marianna con una nuova famigliarità. Pensa
+bene! Tua moglie muore!
+
+«Che cosa dirà la gente, se tu non sarai al suo capezzale, se ti si
+saprà in quel momento a giuocare in una biscazza?
+
+Il passaggio al _voi_ e poi al _tu_ spiacque evidentemente al Lograve,
+il quale si guardò ratto d'intorno, pauroso che alcuno potesse aver
+udito: ma erano soli. L'uomo dissimulò il suo malcontento, e rispose
+facendo correre qua e là lo sguardo de' suoi occhietti inquieti:
+
+--A me importa di quel che dirà la gente!... Ma pure verrò.
+
+--Subito?
+
+--Sì.
+
+--Con me?
+
+--No, sarebbe villanìa partire senza una parola ai compagni.
+D'altronde ho qualche impegno... Va, va pure; fra dieci minuti sarò a
+casa.
+
+--Sicuro?
+
+--Sicurissimo.
+
+--Non mancate.
+
+--No.
+
+--E presto...
+
+--Ho già detto di sì, interruppe l'uomo con brusca impazienza.
+
+Marianna si ricoprì il capo col fazzoletto, si serrò intorno la
+persona il mantello che aveva slacciato e lasciato cascare alquanto
+dalle spalle, e partì senz'altro saluto.
+
+Lorenzo rientrò nella stanza del giuoco.
+
+--T'abbiamo conservato il posto; gli dissero i giuocatori additandogli
+vuota la seggiola che aveva lasciata poc'anzi.
+
+--Bene!... grazie! rispose Lorenzo sedendosi. Un taglio e me ne
+vado... tanto da perdere ancora questi pochi che mi sono rimasti.
+
+E ripose sul tappeto quella manciata di monete che aveva intascate
+levandosi di là. Seguitò a perdere; giuocò su parola; erano le sette
+del mattino quando il giuoco cessò e Lorenzo Lograve si alzò da quel
+tavolo con la perdita delle duemila lire che si era portate in tasca e
+di altre cinquemila da pagarsi. Camminò lentamente, quantunque l'aria
+frizzante di quel mattino invernale consigliasse ad affrettare il
+passo. Aprì l'uscio di casa colla chiave ed entrò. Tutto era bujo e
+silenzio. Senza accendere il lume attraversò la stanza d'ingresso,
+un'antisala, un salotto e chetamente venne ad affacciarsi all'uscio di
+una camera da letto. Le grandi cortine cascavano tutt'intorno al letto
+e lo chiudevano alla vista; appiedi era stato posto un tavolino con
+elegante tappeto e sopravi un crocifisso fra due candele accese.
+
+Nessuno fiatava, nulla si muoveva; il luogo parve affatto deserto a
+Lorenzo che fece alcuni passi innanzi. Allora egli vide alzarsi
+dall'inginocchiatojo a destra una donna tutta vestita di nero che
+stava pregando. Era la monaca vegliatrice.
+
+--Ebbene? domandò Lorenzo con voce bassa e quasi esitante.
+
+La monaca lo guardò bene in faccia e gli rispose freddamente:
+
+--È morta!
+
+
+
+
+II.
+
+
+Quando Marianna era rientrata, il medico le aveva detto che, se il
+marito della moribonda tardava una mezz'ora, non l'avrebbe più trovata
+in vita; poi, non essendo più possibile alcun soccorso per quella
+infelice, erasene partito.
+
+La morente pareva assopita: un respiro lieve, ma affrettato, le usciva
+dalle labbra assottigliate, aride, livide, semiaperte; le mani
+brancicavano con moto macchinale il lenzuolo; le palpebre richiuse
+apparivano così affondate nelle occhiaje che avreste detto non esservi
+più di sotto il bulbo; la fronte libera, dai capelli tirati indietro,
+pareva enorme, il viso invece stremenzito non maggiore di quello d'una
+bambina. La suora di carità, curva sull'agonizzante, ne bagnava le
+tempie e le labbra con un pannolino e recitava le preghiere dei
+moribondi.
+
+--Sempre lo stesso? domandò Marianna tanto per dire qualche cosa,
+
+--Peggio, rispose la monaca. E il marito verrà?
+
+--Sì.
+
+In quel punto la giacente aprì gli occhî. Quelle pupille, già velate
+dall'ombra della morte, guardarono vagamente qua e là senza segno di
+coscienza, ma incontrando la facciona rossa della Marianna, si
+animarono e presero un'espressione di ripugnanza, di rancore insieme e
+di paura.
+
+--Via!... via colei! balbettò la misera. Non mi ha ancora fatto male
+abbastanza?
+
+Marianna si ritrasse vivamente indietro, facendosi nascondere dalle
+cortine alla vista della giacente, e intanto susurrò alla monaca:
+
+--Il solito delirio... Non riconosce più le persone a cui essa era
+affezionata.
+
+La monaca non disse nulla.
+
+Lo sguardo della moribonda andò a porsi sopra una culla che stava
+presso la finestra. La coscienza e l'intelligenza tornarono del tutto
+in quell'essere vicino ad estinguersi.
+
+--Mio figlio! diss'ella con voce alquanto più forte. Voglio vederlo.
+
+--Il bambino non è qui, disse la monaca.
+
+--Dov'è? dov'è? Me l'hanno rapito?
+
+E il capo le si agitò sul guanciale, e le mani brancicarono più
+irrequiete sulle coltri.
+
+--Si calmi, cara Luisa, soggiunse la suora; il bambino è di là che
+dorme colla nutrice.
+
+--Ah! la balia! susurrò la moribonda; so che l'hanno dato alla
+balia... Me l'ha portato via la balia.
+
+--No, no, stia tranquilla, è di là; creda alla mia parola.
+
+--Voglio vederlo... voglio vederlo.
+
+S'agitò maggiormente; la voce le si era fatta più forte, un lieve
+rossore le salì alle guancie e faceva uno strano contrasto col
+giallognolo della fronte.
+
+--Abbia pazienza, disse la monaca, mettendole una pezzuola ghiacciata
+sulla fronte; il piccino dorme.
+
+Ma la moribonda s'agitava viepiù.
+
+La monaca fu commossa dall'accento di supplicazione disperata con cui
+quella poveretta pronunciò tali parole; si voltò indietro e susurrò
+alla Marianna nell'ombra:
+
+--Contentiamola, pover'anima!... Faccia portar qui il bambino.
+
+Marianna stette un attimo quasi esitante, poi crollò lievemente le
+spalle e se ne andò senza dir motto.
+
+--Mio figlio!... mio figlio.... continuò ad esclamare con voce
+gemicolante la morente.
+
+--Verrà, verrà, le disse la monaca. Sono andati a prenderlo... Si
+quieti, a momenti sarà qui anche suo marito.
+
+Finalmente l'uscio s'aprì, ed entrò una balia assonnata, con aria di
+cattivo umore, e fra le braccia, serrato nel portabimbi, un fantolino
+di pochi giorni che gemicolava ancor esso, quasi alla pari di sua
+madre nell'agonìa.
+
+Gli occhî di quest'ultima s'illuminarono d'un lampo di vita. La misera
+fece uno sforzo per tirarsi su della persona, per sollevare le braccia
+e tenderle al bambino; ma non potè nè l'una cosa, nè l'altra; il capo
+le ripiombò sul cuscino, le braccia sulle coltri.
+
+La monaca prese il bambino dalla nutrice, e venne a porlo sotto gli
+occhî della madre. Era un bimbo miseruzzo, piccino, piccino, cogli
+occhî rinchiusi, la pelle tutta grinze, la carnagione gialliccia; e
+non cessava quel gemicolìo, che rivelava un continuo malessere.
+
+La moribonda balbettò con accento d'immenso desiderio:
+
+--Baciarlo!
+
+La suora di carità pose presso le labbra della morente il visino
+patito del bimbo.
+
+--Oh, figlio mio! susurrò la madre infelice. Lasciarti... in mano
+di... O Dio pietoso!... Lo raccomando... Preghi...
+
+Un ultimo sguardo supplicante rivolse alla monaca; le labbra cessarono
+di baciare e di parlare; una lieve contrazione corse per tutto il
+corpo della poveretta e con un sospiro il capo si reclinò sulla
+spalla.
+
+La monaca porse il bambino alla balia.
+
+--Prendete, portatelo di là... Questo innocente non ha più madre!
+
+Marianna fece vedere fra i battenti dell'uscio la sua faccia
+rubiconda.
+
+--Finito? domandò.
+
+--Sì! rispose la monaca, la quale con mano pietosa subito richiuse
+alla morta gli occhî e le labbra, ne adagiò il capo sui guanciali,
+congiunse le mani sopra le coltri e pose fra esse un crocifisso
+mormorando preghiere.
+
+Marianna s'avanzò lentamente, quasi riguardosa verso la morta; la
+contemplò un istante con uno sguardo di espressione difficile a
+definirsi, ma non certo di dolore; e poi disse freddamente:
+
+--Ha terminato di patire... Già, non ha mai goduto di florida
+salute... Non avrebbero dovuto maritarla... E neppure suo figlio non
+credo che possa vivere...
+
+--Sarà quel che Dio vorrà, interruppe asciuttamente la monaca.
+
+--Oh! ella ha ragione, cara suora! esclamò con accento di untuosa
+devozione Marianna. Dio sa meglio di noi quel che ha da fare. Dà e
+toglie la vita, e bisogna rassegnarsi a' suoi santi voleri.
+
+Cambiò tono ad un tratto per dire con ostentata indignazione:
+
+--Ma quel sor Lorenzo è proprio imperdonabile... Non essere neppur
+venuto a darle un ultimo addio.
+
+La monaca non disse nulla: dispose appiè del letto il tavolino col
+crocifisso e le candele, accostò l'inginocchiatojo e si mise a
+pregare.
+
+--Cara suora, ha ella bisogno di qualche cosa? domandò Marianna
+facendo meglio che poteva la voce dolce e insinuante.
+
+--No, grazie, rispose la monaca senza pure voltare il capo. Starò qui
+a pregare finchè venga la mia compagna a surrogarmi.
+
+--Benissimo... Le sue preghiere sono una carità fiorita per questa
+povera anima... Pregherei anch'io molto volentieri qui con lei... ma
+sono stanca... Ho vegliato parecchie notti... e per me le emozioni mi
+accasciano. Vado a gettarmi sul letto... Oh, non dormirò... pregherò
+anch'io... ma proprio non posso più star su.
+
+La monaca, colla fronte serrata fra le mani, seguitava a pregare senza
+dar retta alle parole di Marianna.
+
+Questa non aggiunse altro e scivolò fuori della camera senza rumore;
+dieci minuti dopo, essa dormiva sodo, come chi ha l'anima soddisfatta
+e tranquilla.
+
+
+
+
+III.
+
+
+--Morta! ripetè Lorenzo fuggendo cogli occhietti grigi e maligni lo
+sguardo dritto, levato della suora di carità.
+
+--Da due ore... La vuol vedere?...
+
+E senza aspettare risposta, la monaca sollevò uno dei candelieri, tirò
+in là una delle cortine e fece cadere la luce gialla dalla candela sul
+volto della morta.
+
+Una gran placidezza s'era diffusa su quel volto fattosi del colore del
+vecchio avorio; ne spirava quel non so che di solenne e di sacro, che
+dà ai lineamenti umani la morte.
+
+A quella infelice la Provvidenza non aveva concesso l'inestimabile
+privilegio della donna che è la bellezza; irregolari i tratti, cinerea
+la carnagione, povera la capigliatura, troppo sporgente e a bozze la
+fronte, incavate le guancie, meno candidi i denti; un pregio solo: una
+grande aria di bontà a cui si aggiungeva la timidezza del debole.
+
+--Luisa! esclamò Lorenzo facendo un passo verso il letto: ma il suono
+di quel nome pronunciato dalla sua voce parve stupirlo, infondergli
+non so qual paura. Anche dalla vista di quel placido volto di cadavere
+fuggirono i suoi occhî irrequieti. Egli chinò il capo e mormorò piano:
+
+--Morta!... Poveretta!
+
+--Vuol sentire le ultime parole che ella disse?
+
+Lorenzo, sempre guardando in terra, accennò di sì col capo.
+
+--Si fece portare il bambino, e baciandolo mormorava: «lo raccomando,
+lo raccomando...» È certamente a lei che voleva raccomandarlo.
+
+Lograve fece sgusciare verso la monaca una ratta guardatura maligna.
+
+--Sono suo padre, disse con voce cupa non ho bisogno che mi venga
+raccomandato... E hanno lasciato lei sola qui? s'affrettò a
+soggiungere per cambiar discorso.
+
+--Sì.
+
+--Non istà bene.
+
+--È il mio ufficio questo, e non ho bisogno di ajuto nè di compagnìa
+per compirlo.
+
+E tornò all'inginocchiatojo a pregare. Lograve rimase un momento
+esitante, quasi perplesso.
+
+--E... la governante? domandò poi abbassando ancora la voce.
+
+--Si è ritirata anch'essa, rispose la monaca senza voltarsi.
+
+Il vedovo andò al camino dove ardeva un buon fuoco, sedette e si
+diede a fissare le fiamme che danzavano sui tizzi. Regnava il più
+profondo silenzio. La monaca stava immobile sull'inginocchiatojo a
+pregare; il marito di quella morta immobile a contemplare il fuoco
+acceso. Egli non aveva l'ipocrisìa d'una lagrima. Non si poteva dire
+che sentisse rimorso; ma un grave fastidio l'occupava; il pensiero
+dell'irrevocabile, dell'irrimediabile, gli era come un peso al
+cervello. Questo, stanco dalla veglia e dalle emozioni del giuoco,
+cadeva di quando in quando in una specie di vaneggiamento in cui le
+idee si confondevano scambiandosi in imagini spropositate, come
+quelle dei sogni, e, pur rimanendo sveglio, perdeva la percezione
+esatta delle cose e del tempo.
+
+A un punto uno dei tizzi, a metà consumato dalla fiamma, cadde e
+rotolò giù dal focolare: Lorenzo si riscosse, prese affrettatamente le
+molle, raggiustò la legna, e sbadatamente si mise a battere sui tizzi;
+ma in quel silenzio di morte il rumore prodotto gli parve enorme,
+scandaloso. Egli si drizzò in piedi, depose pianamente le molle,
+guardò di sfuggita verso il letto, e con passo guardingo uscì dalla
+camera.
+
+Lungo il corridojo, a capo del quale era la sua camera, Lorenzo passò
+dinanzi ad un uscio e si fermò esitante: un forte russare venne ad
+avvertirlo che la Marianna ci dormiva profondamente. Fece un atto
+quasi di dispetto, e continuò la sua strada. Giunto nella sua camera,
+vi si rinchiuse, accese una lampada, poichè il giorno non era
+abbastanza chiaro, e passeggiò un poco su e giù, colle braccia
+incrociate, il capo chino, più curve del solito le spalle grosse. Poi
+sentì un gran freddo invaderlo con un malessere di tutta la persona.
+
+Spense il lume, si buttò sul letto vestito come era, e si avvoltolò
+ben bene nella coperta imbottita. La stanchezza della veglia lo
+opprimeva, il calore a grado gli rianimava il sangue, gli parve di
+potersi addormentare anche lui, e se ne rallegrò tutto. Chiuse gli
+occhî, stette immobile e aspettò con intenso desiderio questo sonno
+benefico.
+
+Ma no, ch'esso non venne. Tornavano invece le imagini strane; prima
+senza senso, senza nesso, spropositate, confuse; quindi a poco a poco
+più nette e precise; le imagini di tutto il suo passato, che si posero
+a sfilargli innanzi alla mente, insistenti alcune, le più spiacevoli
+ribelli alla sua volontà, che si sforzava a scacciare lontano.
+
+Ed ecco qual era il suo passato.
+
+
+
+
+IV.
+
+
+Figliuolo d'un uomo che doveva dirsi il fiore degli egoisti e di una
+donna dalla testa leggiera e dalla condotta compagna, egli era nato
+cogli amori d'un prodigo e le passioni d'un libertino. Suo padre lo
+trattava come un cane, ed egli odiò suo padre; conobbe presto le
+sregolatezze della madre, ed egli disprezzò sua madre. Dovette
+assistere a scene terribili, ignobili, fra genitori, che gli tolsero
+per essi ogni rispetto e riguardo. Il padre non aveva che un mezzo per
+tenerlo sommesso e disciplinato: il rigore, e ne abusava. Il
+giovinetto conobbe tutti i generi di punizione che un padre senza
+cuore possa infliggere a un figliuolo recalcitrante.
+
+La madre un bel dì scappò di casa con non so quale avventuriere, e la
+rabbia, la vergogna del marito abbandonato si convertirono in
+altrettanta maggiore persecuzione verso il figliuolo. Questi pensò
+ancora egli più volte di sottrarsi colla fuga ad un'esistenza divenuta
+insopportabile; ma dove andare? e come vivere?
+
+A quattordici anni credette poter procurarsi un mezzo di scampo. Un
+suo compagno di scuola, più vecchio di lui, gli parlò del giuoco:
+Lorenzo riuscì a rubare uno scudo dal taschino del panciotto di suo
+padre, a letto addormentato, e si fece condurre in una bisca.
+Guadagnò, e il suo guadagno subito consumò in luoghi sconci, per
+tornare a casa ad ora indebita, senza più un soldo e ubbriaco.
+Furibonda fu la collera del padre, e degni di essa gli effetti.
+Lorenzo, schiaffeggiato, cacciato a calci nello stambugio che gli
+serviva da camera, vi doveva rimanere prigione una settimana a pane ed
+acqua. Uscì di là più invelenito, e con nel sangue già violente le
+destatesi passioni del giuoco e della dissolutezza.
+
+In quel tempo entrò in casa come governante una giovane donna, fresca,
+grassoccia, colla volgare bellezza d'una florida salute, colle
+grossolane attrattive d'una carnosa robustezza, ed in breve fu la
+padrona. Era la Marianna.
+
+Lorenzo cominciò per odiarla; ma la donna, o avesse veramente
+compassione di quel maltrattato, o per accorta previdenza volesse
+prepararsi la continuazione del dominio in quella casa, anche dopo la
+morte dell'attuale padrone, si fece la protettrice del giovinetto.
+Dell'autorità che aveva saputo acquistare sul padre di Lorenzo, si
+giovò per mitigare i feroci umori verso il figlio; molte punizioni
+riuscì a diminuirgli o anche a risparmiargli affatto; molte colpe di
+lui seppe nascondere e nello stesso tempo valse a fornire il
+borsellino vuoto del giovane perchè potesse a suo modo divertirsi.
+Fece anche peggio con infame cedevolezza, per tenere a sè legati e
+padre e figliuolo; e insomma riuscì a dominare l'uno e l'altro e a
+spadroneggiare in quella casa in tutto e per tutto.
+
+Quando il padre morì, le cose non cambiarono per Marianna; anzi furono
+meglio ancora. Sul giovane Lorenzo quella furba, corrotta donna, aveva
+saputo acquistare un influsso anche maggiore.
+
+Violento di carattere, maligno di cuore, Lorenzo, imperioso,
+sofistico; grossolana la donna, avevano pure non di rado furiose
+contese; ma appetto a lei più tenace, più verbosa, più acre, che
+sapeva di lui tutto il brutto, ne conosceva a fondo l'anima ed era
+abilissima a rinfacciare, accusare, minacciare, egli finiva per cedere
+e col tempo s'era lasciato investire da una specie di suggezione, che
+pareva riconoscere nella donna una superiorità.
+
+Inoltre la Marianna, toltasi in mano, fin da quando viveva il padre di
+Lorenzo non solo il governo della casa, ma tutta l'amministrazione del
+patrimonio, erasi fatta poco meno che indispensabile al giovane che
+amava trovarsi ogni cosa accomodata a dovere, e denari in pronto a
+ogni occasione senza aversi da prendere il menomo fastidio.
+
+Nè era poco abile e poco zelante l'accorta femmina a procurare il
+proprio guadagno: tanto che, maneggiando essa e capitali e fondi e
+redditi, ogni anno riusciva a mettere in disparte, come cosa sua, un
+buon numero di migliaja di lire, e in capo a due lustri aveva
+investito in titoli del debito pubblico e in depositi bancarî più di
+cinquantamila lire. Ma mentre venivano così aumentandosi le sostanze
+della governante, scemavano rapidamente quelle del padrone, da lui
+sperperate al giuoco, nei bagordi, nel soddisfacimento delle sue
+passioni e dei suoi vizî. Era sempre la Marianna che provvedeva ai
+bisogni di lui, accattando denari di qua e di là, e specialmente da sè
+stessa.
+
+Quando Lorenzo contava già trentacinque anni ed era quasi del tutto
+rovinato, la fortuna venne a porgergli occasione di rifarsi mercè un
+matrimonio.
+
+A prender moglie egli non ci aveva mai pensato; e se vi avesse
+pensato, si sarebbe affrettato a fargliene smettere l'idea la
+Marianna, la quale a niun patto avrebbe tollerato l'ingresso in casa
+d'un'altra donna.
+
+Ma ci fu una fanciulla così disgraziata da far nascere in Marianna
+medesima il disegno di darla in moglie al padrone. Era figliuola unica
+d'un usurajo ignobile e spilorcio, cui tutti disprezzavano e che tutti
+disprezzava, vivendo isolato nel sudiciume d'una stamberga. La misera
+Luisa era venuta su stentata, rinchiusa fra quelle mefitiche mura,
+senz'aria, senza sole, mal nutrita, mal riparata dal freddo
+dell'inverno, oppressa dall'afa nei calori della state. Appena se il
+padre le aveva fatto imparare a leggere e scrivere, mandandola da
+certe monache, le quali, oltre il rosario e un ricco repertorio di
+giaculatorie, nulla sapevano insegnare.
+
+Della vita, la poveretta non conobbe mai nulla, del mondo non potè
+vedere che le quattro pareti della triste casa paterna, un umido
+cortiletto, e il convento e il tratto di strada che conduceva alla
+chiesa, e la chiesa dove il padre la traeva, estate e inverno, ad
+assistere alla prima messa.
+
+In casa, naturalmente, a fare le più umili come le più faticose
+bisogne, non c'era altra persona che lei.
+
+Marianna cominciò ad aver attinenza coll'usurajo, cercando accatti pel
+suo padrone.
+
+Al vecchio gufo tornò gradevole la vivace grossolanità di quella
+paffuta e rubiconda comare; si stabilì a poco a poco fra quei due una
+certa famigliarità; la governante di Lorenzo fu la sola creatura umana
+che il padre di Luisa ammettesse in casa per altro che per affari.
+
+Ed ecco che un bel giorno, un tiro secco di colpo rapì l'usurajo alla
+figliuola e agli accumulati e nascosti tesori, senza che egli, il
+quale rifuggiva sempre con orrore dal pensiero della morte, avesse, in
+alcun modo, provvisto alle cose sue.
+
+La figliuola, unica erede, essendo già maggiore di età, entrò subito
+in possesso delle sostanze paterne, e, inesperta, ignorante di tutto
+com'era, trovossi più imbarazzata d'un pulcino nella stoppa. Ma c'era
+lì la Marianna, e la povera fanciulla ringraziò la Provvidenza che le
+avesse procurato un sì valevole ajuto a trarla d'impiccio.
+
+Quando la governante del Lograve ebbe veduto a quale vistosa ricchezza
+ammontasse la eredità lasciata dall'usurajo, provò invincibile la
+tentazione di metterci le mani dentro, e il mezzo più facile e più
+sicuro per ciò vide subito esser quello di far sposare Luisa da
+Lorenzo. La fanciulla era una scempietta che non avrebbe mai avuto una
+volontà sua, che di certo avrebbe subìto dalla Marianna quella
+tirannìa che fin allora aveva sofferto da suo padre. Luisa poi aveva
+ancora agli occhî della governante un altro merito: era brutta.
+
+Lorenzo dapprima si rifiutò energicamente a tal disegno, ma l'ostinata
+donna, tanto più stimolata a spuntarla, finì per vincere, e nulla
+valse a salvare la povera Luisa dal suo triste destino.
+
+Da principio però ella non ebbe a dolersene: le parve anzi di non
+essere mai stata così bene: aveva cessato di fare la servaccia e
+godeva di alcuni agi e vantaggi della ricchezza, cui la spilorcerìa
+del padre non le aveva lasciato conoscere mai. Suo marito di certo non
+le inspirava nessun tenero affetto e nemmeno fiducia e stima; e il
+carattere violento di Lorenzo, che con tanta frequenza diventava
+bestiale, riuscì a incuterle una tremenda paura. Per un po' di tempo
+la Marianna ebbe verso Luisa un'apparenza di protezione e difesa, ma
+fu proprio breve quel tempo, perchè la serva-padrona ben presto prese
+in uggia quel mostricciuolo di donna, che, in fin dei conti, altro non
+erale che un impaccio e una seccatura.
+
+Allora fu una gara fra due anime malvagie a chi più tormentasse quella
+debole, impotente creatura abbandonata in loro balìa; così bene, che
+le miserie, i rabbuffi, gli stenti ch'ella aveva dovuto soffrire sotto
+la tirannìa paterna parvero a Luisa un nonnulla appetto alle
+sragionate violenze del marito, alle perfide persecuzioni della
+governante.
+
+Dopo cinque anni di matrimonio, ecco avverarsi un inaspettato
+avvenimento che rialzò l'animo accasciato della poveretta, le diede
+una energìa di cui nemmeno essa si sarebbe creduta capace: ella stava
+per essere madre!
+
+Fu una rivelazione per quella derelitta, cui nessuno aveva ancora
+amata, che fin allora non aveva amato nessuno mai. La sua facoltà
+affettiva, inerte, si destò a un tratto e di subito forte e risoluta.
+In quell'essere ancora ignoto che la Provvidenza le mandava si
+concentrò per lei la ragione di vivere, tutto il bene possibile sulla
+terra, una luce divina che rischiarava meravigliose mai più sognate
+plaghe nell'avvenire. Se essa poteva soffrire rassegnata ogni sopruso,
+ogni travaglio, non voleva, non doveva permettere che una sorte
+uguale, accogliesse nel mondo quella creaturina che Dio le affidava;
+era suo obbligo prepararle più soffice il nido, più mite l'aurora, per
+così dire, più sereno il cielo. Di qui nuovi e maggiori contrasti col
+marito e la governante. La notizia della prossima maternità di Luisa
+era stata accolta da Lorenzo colla sgarbata indifferenza del suo
+cinico egoismo, da Marianna con nuovo dispetto e un accrescimento di
+malevolenza. Ogni giorno avevano luogo scene violente, disgustose,
+vergognose fra quei due tristi e la loro vittima, la quale ora trovava
+un coraggio non avuto mai per difendere in sè stessa il figliuolo
+nascituro; ma ognuna di quelle scene portava via, per così dire, parte
+della vita alla povera donna, già così debole e cagionevole, di modo
+che quando giunse il momento del parto, l'infelice era affatto
+stremata di forze. Ella avrebbe voluto allattare il bambino essa
+stessa, ma il medico la persuase che ciò era impossibile; avrebb'ella
+voluto che la nutrice stesse in casa, per aver essa sempre seco suo
+figlio; ma questo la Marianna non voleva tollerare, e il marito lo
+negò assolutamente. In una cosa sola vinse il desiderio di Luisa;
+nella scelta del padrino.
+
+Dei congiunti che gli rimanevano, Lorenzo Lograve non aveva conservato
+relazione con alcuno, fuorchè con un cugino di secondo grado, Emilio
+Danzàno, ricco industriale, che da qualche tempo aveva rinunciato a
+fabbricare quei panni che lo avevano arricchito per godersi in pace
+gli agi onestamente acquistati e le dolcezze della famiglia. Nelle
+rare visite che si facevano, Luisa ammirò la tenerezza fiduciosa e
+concorde che aveva luogo fra i conjugi Danzàno e l'amore, l'attenzione
+di entrambi per un loro figliuoletto che, quand'ella si sentiva madre,
+contava appena tre anni o poco più. Un simile amore la poveretta
+sapeva pur troppo che suo figlio non lo avrebbe trovato nel padre, e
+pensò che quel galantuomo di Danzàno sarebbe stato un difensore, un
+ajuto al nascituro.
+
+Fu la sola contentezza che Luisa ebbe il vedere accettati per padrino
+e madrina i conjugi Danzàno.
+
+Ma non fu solamente contentezza, fu trasporto, ebbrezza, delirio di
+felicità quello che la povera donna provò, quando la levatrice le ebbe
+posto fra le braccia un fantolino che piagnucolava con appena udibil
+voce.
+
+Egli era grosso come un ranocchio, magro, schiacciato il viso, nero di
+carnagione, tutto rughe la pelle; eppure all'estasiata madre parve la
+bellezza di un angioletto sceso per lei dal paradiso.
+
+Ella aveva sofferto di molto, e dolori morali e tormenti fisici; ma
+tutti furono obliati, o meglio benedetti, poichè le avevano procurato
+tanto bene, tanta gioja, tanto rapimento.
+
+Il medico diceva che di molte cure aveva bisogno la puerpera: ma che
+grazie allo zelo di chi la vegliava avrebbe potuto essere salva anche
+la vita della madre. Giù da un paese montanino era arrivata una balia
+tanto fatta che poteva dirsi il ritratto della prosperità; e la
+giovane madre se n'era tutta rallegrata.
+
+A Lorenzo la nuova paternità non aveva prodotto grande entusiasmo di
+gioja; egli guardava con occhio fra dispettoso e mortificato quel
+scimiottino, e lo mortificavano viepiù i sogghigni, le ironìe, i
+compatimenti della Marianna.
+
+Luisa dapprima era stata un po' gelosa della balia, ma poi, visto che
+essa dimostrava molto affetto al bambino, e che questi suggeva con
+così avida soddisfazione l'alimento da quel turgido seno, le aveva
+posto subito un gran bene, e avrebbe fatto non so che cosa per
+contentarla. La balia mostrò un gran desiderio di avere un orologio, e
+Luisa, staccato dal capoletto il suo, glie lo diede.
+
+A sera, Lorenzo rincasando irritatissimo per una vistosa perdita al
+giuoco, eccitato dai fumi del vino e dei liquori, passò nella camera
+della moglie, e il suo occhio grifagno vide che l'orologio mancava dal
+suo solito posto. Ne chiese, e udito del regalo fattone alla balia,
+scoppiò senz'altro in una di quelle sue tremende collere che già
+agghiacciavano di terrore la poveretta quando era in salute.
+
+L'ammalata fu assalita da una violenta febbre, e quella sera medesima
+il medico la giudicò in pericolo.
+
+Due giorni dopo essa era morta.
+
+
+
+
+V.
+
+
+Tutte queste cose passavano e ripassavano per la mente di Lorenzo;
+finchè pur finalmente venne un greve sopore che lo tolse a quella
+penosa fantasmagorìa. Fu destato da una mano, che, senza troppa
+precauzione, gli si posò sulla spalla. Aprì gli occhî e vide ritta
+presso al letto la Marianna.
+
+--Che cosa c'è?
+
+--C'è Danzàno.
+
+--Ebbene, che m'importa?
+
+--Vuole parlarti.
+
+--Ditegli che dormo, che mi riposo... che sono occupato.
+
+--No; è meglio che tu lo veda subito e te ne liberi... Egli ha parlato
+colla monaca... Chi sa che cosa la gli avrà detto... Sai che pedante
+egli è... Si faranno delle ciancie in casa sua... Va, mostrati
+afflitto, accasciato...
+
+Lorenzo esitò un momentino; parve che non gli piacesse troppo aver da
+fare col cugino: ma poi, con subita risoluzione, si gettò giù dal
+letto.
+
+--Dov'è? chiese.
+
+--È nella camera di... della morta.
+
+--Ah! non colà, sclamò vivamente il vedovo. Fatelo passare nel
+salotto.
+
+Emilio Danzàno era un vero galantuomo che aveva poca amicizia e niuna
+stima pel cugino Lograve, ma che aveva sentito sempre, dacchè l'aveva
+conosciuta, molta compassione per la moglie di lui; e questa era stata
+la cagione che aveva fatto accettare a lui e a sua moglie di tenere al
+battesimo il neonato di Luisa. Quella mattina, venuto a prendere le
+nuove dell'inferma, egli trovò la monaca sola a pregare presso la
+morta. Dalla monaca seppe come, e con che parole, la poveretta fosse
+spirata.
+
+--Povera donna! mormorò guardando con profonda pietà quel cadavere:
+poi chiese di vedere il cugino Lorenzo.
+
+Questi, seguendo i consigli di Marianna, comparve con un aspetto
+accasciato, accolse con un brontolìo, che voleva essere un
+ringraziamento, le condoglianze, e sospirò, asciugò sulle ciglia delle
+lagrime ipotetiche e pregò il cugino di assumersi tutte le incombenze
+che occorrevano per quella luttuosa circostanza, per le quali
+mancavano a lui il coraggio e la mente. Danzàno, interessandosi della
+salute del figlioccio, consigliò al vedovo padre di mandarlo subito
+nelle più sane aure del paese montanino della balia: e il consiglio fu
+premurosamente accolto perchè corrispondeva affatto ai desiderî e alla
+convenienza di Lorenzo e della governante.
+
+Il bambino fu lasciato colà tre anni, nè il padre lo avrebbe ancora
+ripreso con sè, dove il Danzàno non avesse insistito per farglielo
+ritirare in casa.
+
+Il piccino, così miseruzzo com'era nascendo, non aveva di molto
+prosperato, ma aveva pur fatto il miracolo di vivere, superando le
+varie crisi dell'età infantile. Se la sua venuta in casa fu poco
+gradita al padre, uggiosa alla governante, riuscì una disgrazia per
+lui, il quale dalla vita libera, in sano ambiente, circondato dalla
+schietta benevolenza di quella famiglia montanina, passò nell'aere
+rinchiuso d'una casa cittadina, dove nessuno gli voleva bene, dove
+anzi il padre impaziente lo allontanava da sè con violenti rabbuffi, e
+Marianna non faceva che rimproverarlo, castigarlo, e sovente ancora
+picchiarlo di santa ragione.
+
+Qualche volta il padrino otteneva che il piccino venisse a passare la
+giornata in casa sua; ma ciò non tanto sovente quanto i Danzàno
+avrebbero voluto, perchè Marianna, temendo che il ragazzo, malgrado le
+minacciose intimazioni fattegli, raccontasse e i mali trattamenti suoi
+e le scene burrascose che così frequenti avevano luogo in casa,
+contrastava più che potesse a tali visite. Nella casa del padrino il
+figliuolo di Luisa trovava un ambiente tutto bontà, pace, ilarità ed
+affetto. I conjugi s'amavano, e ambedue idolatravano i loro figli che
+crescevano avendo pei genitori quella devozione, quel rispetto, quella
+stima che veramente si meritavano. Due erano questi figli, un maschio
+ed una femmina: quello aveva tre anni di più del Lograve; la bambina
+invece ne contava cinque di meno, e fratello e sorella si volevano
+pure un bene da non si dire. Si sarebbe creduto che quelle giornate
+passate nella famiglia del padrino riuscissero un diletto, un
+godimento pel piccolo Emilio; e invece così non era: perchè a misura
+ch'egli avanzava in età, si manifestava e cresceva in lui uno dei più
+brutti vizî, e più inspiratori di malvagità: l'invidia. Quel
+disgraziato, della madre non aveva pure la bontà dell'anima, ma
+soltanto la bruttezza del corpo; dal padre aveva attinto la tristizia
+dell'umore e del carattere; sottoposto alle sfuriate paterne, alle
+continue persecuzioni della Marianna, egli ci aveva aggiunto la
+dissimulazione e l'ipocrisìa.
+
+I cuginetti erano belli, sani, ben vestiti, accarezzati, regalati
+d'ogni ragionevole divertimento, sempre lieti e concordi, e
+paragonando a loro sè stesso, infermiccio, sgraziato, male in arnese,
+maltrattato, ignorante, ineducato, goffo, Emilio Lograve si struggeva
+d'un'invidia tanto più amara quanto più dissimulata.
+
+Per l'istruzione d'Emilio fu ancora il Danzàno che decise il
+malconsigliato padre a fare qualche cosa: e siccome tanto a Lorenzo
+quanto alla Marianna andava a versi di togliersi quell'imbarazzo dai
+piedi, all'età di dieci anni il figliuolo di Luigia fu cacciato in
+collegio.
+
+Il soggiorno in questo fu ad Emilio poco meno ingrato di quello della
+casa paterna. I ragazzi sono abilissimi ad intuire il carattere di
+coloro con cui convivono, ed Emilio fu presto conosciuto per maligno,
+invidioso, mettimale ed ipocrita: e fu da tutti i compagni mal visto.
+Debole e odiato: si può facilmente comprendere a quante malizie,
+avanìe, tribolazioni e scherni egli fosse fatto segno. La sua triste
+indole si intristì viepiù, rispose all'odio coll'odio; maledì la sua
+debolezza, agognò di acquistarsi una forza qualunque da potere
+ripagare il male col male. Il caso venne un giorno a rivelargli che la
+sua debolezza poteva giovarsi d'una abilità per superare in altrui
+anche la forza fisica.
+
+Fra quelli che gli mostravano maggior malevolenza e disprezzo era
+principale uno dei più grandi, robusto, coraggioso, bello e in ogni
+cosa distinto. Emilio l'odiava e lo invidiava accanitamente; aveva
+cercato di nuocergli, rivelando ai superiori qualche colpa
+disciplinare di lui, e il giovanetto se n'era vendicato a misura di
+carbone con famosi carpicci senza parsimonia.
+
+Un giorno, in una passeggiata fatta sulla collina da tutti i
+collegiali, sbandatisi questi a proprio talento, Emilio Lograve, che
+non aveva mai amici, che non si piaceva della compagnìa di nessuno e
+di cui nessuno amava la compagnìa, si trovò solo in alto d'un poggio
+rivestito di boscaglia, di mezzo alla quale scorgevasi il fondo della
+vallata corrente al di sotto, lontano, un centinajo di metri. In
+questo fondo della valle stava la maggior parte dei compagni
+giuocando.
+
+Fra tutti eminente il più destro, il più forte, sempre vincitore,
+Alberto Nori, quegli cui Emilio odiava più intensamente d'ogni altro.
+Ad Emilio venne una malvagia inspirazione: poter colpire da lontano,
+senza esser veduto, quel capo orgoglioso! Si ricordò di Davide e
+Golìa: duello in cui la abilità del giovanetto aveva vinto la forza
+del gigante: scelse lì per terra un sasso tondeggiante, grosso come un
+uovo, lo pose nel fazzoletto di cui si servì come una fionda, e
+fattolo girare due o tre volte per aria, lo scagliò in direzione del
+detestato compagno. L'occhio e la mano furono giusti: il giovanotto
+colpito cascava in terra, sanguinosa la fronte, smarriti i sensi.
+Emilio, ratto, s'era nascosto nella boscaglia, felice e glorioso seco
+stesso del suo bel colpo. Quel sasso parve a tutti i presenti piovuto
+dal cielo; invano guardarono di qua e di là per iscoprire da qual mano
+fosse stato tratto; nessuno si vide, nulla si mosse. Coll'aria più
+innocente del mondo Emilio raggiunse i compagni e simulò con arte
+perfettissima la più reale meraviglia e la più sincera indignazione.
+
+Il ferito, lavatagli con acqua fresca la fronte, presto rinvenne, e
+fasciatogli come si potè meglio il capo, si sentì abbastanza in forze
+da potere tornare a piedi in collegio, dove però dovette rimanere un
+po' di giorni in infermeria.
+
+Emilio gongolava nel suo segreto. Di quella scopertasi abilità si
+piacque coll'esercizio ad accrescere la perfezione; e in breve divenne
+sì esperto, che colla fionda e colla mano, a quella distanza a cui le
+sue forze potessero far giungere il sasso, egli era sicurissimo di
+colpire qualunque menomo oggetto preso di mira.
+
+«La civiltà, pensava Emilio, ha voluto rendere terribile anche la
+debolezza di chi ha l'occhio giusto, la mano ferma, l'anima risoluta e
+il cuore saldo, colla invenzione delle armi. Quando io abbia in mano
+una pistola, non temerò più i muscoli d'acciajo di nessun Ercole o
+Sansone.»
+
+In quel collegio si davano lezioni di scherma cui pochi degli allievi,
+e con poca buona voglia, seguitavano; Emilio fu ad esse assiduissimo e
+attentissimo. Piccolo, magro, sottile, ma vivacissimo, ratto, agile
+nelle mosse, con occhio acuto, pronto e giusto, egli divenne presto
+abilissimo schermitore, cui mancava la forza per durare a lungo, ma
+una destrezza impareggiabile dava una sicura superiorità nel primo
+assalto.
+
+A sedici anni Emilio uscì dal collegio più cattivo assai di prima, più
+invidioso dei beni altrui, più irritato delle proprie condizioni, ma
+più dissimulatore, e avendo al servizio de' suoi odî e rancori una
+malizia più raffinata, una malvagità profonda, una volontà più ferma.
+
+
+
+
+VI.
+
+
+A casa, per Emilio, ricominciò una vita uggiosa al pari, se non più,
+di quella che aveva vissuta prima di entrare in collegio. Il padre,
+molto invecchiato, non tanto per gli anni, quanto per la vita sempre
+peggio disordinata, era di umore più intrattabile che mai: la
+Marianna, vecchia anch'essa, diventata un'enorme massa di carne, più
+padrona di prima, comandava a bacchetta, faceva colla sua avarizia e
+col rigore il tormento della servitù, avvicendava le eterne querele e
+le strapazzate alla cuoca e al domestico, colle periodiche baruffe, di
+cui impiacevolivano la loro convivenza padrone e governante.
+
+Emilio fu tenuto come uno schiavo, senza mai uno svago, sempre senza
+un soldo in tasca: vestito così miseramente, che se ne vergognava in
+mezzo ai compagni di università, dove studiava medicina. Aveva provato
+a dire le sue ragioni al padre, e questi lo aveva irosamente respinto;
+aveva supplicato e n'era stato schernito, aveva osato alzar la voce, e
+benchè adulto, ne aveva ricevuto quelle umilianti correzioni manuali
+di cui si era tanto abusato verso di lui fanciullo. Scese più basso
+nella sua degradazione di carattere: si diede ad accarezzare, adulare
+quella Marianna che in cuore odiava più di tutti al mondo; e qualche
+cosa ne ottenne: un complice silenzio per un'ora d'assenza dalla casa,
+una scusa per un tardo ritorno, e qualche liretta di quando in quando
+datagli di soppiatto del padre. Di questi denari vilmente strappati
+all'avarizia della governante, egli si serviva in un modo solo; nelle
+sale di scherma e nei tiri a segno, cui frequentava assai più
+zelantemente che non le aule universitarie. Non gli dispiacevano
+tuttavia gli studî intrapresi, e principalmente le esercitazioni
+anatomiche. Gli era con una specie di voluttà ch'egli col bisturi si
+metteva a tagliare in un corpo umano, stesogli davanti nella sua
+rigidità di cadavere, e ne scrutava i visceri e i giuochi meccanici
+dell'organismo, e le fonti di quella vita che s'era spenta, e le
+cagioni di quella morte che lo dava insensibile alla sua curiosità
+inesperta. Con più acre senso di curiosità desiosa assisteva alle
+operazioni chirurgiche: tagliare nelle carni vive, farne zampillare il
+sangue, vedere fremere i muscoli, contrarsi le fibre, spasimare tutto
+l'essere del paziente, era uno spettacolo che lo attirava, lo
+affascinava.
+
+Nella casa del padrino capitava di rado. Colà non trovava che nuovi
+motivi da inasprire la sua invidia. Il signor Danzàno era giunto ad
+età matura, ma godeva di florida salute, procurata dalla savia
+regolarità della, vita, che gli conservava il buon umore, l'amenità
+delle maniere e l'affettuosità, di cui era un esemplare inarrivabile
+sua moglie. Cesare, il primogenito, presso ormai a terminare il corso
+d'ingegnerìa, erasi fatto giovane, bello, elegante, vivace quanto era
+stato bambino leggiadro ed amabile, e chiunque rimaneva ammaliato
+dalle graziette di Matilde, vero bocciuolo di splendida rosa. Cesare
+era d'umor gajo, espansivo, impressionabile, facile a prendere da
+altrui idee, tendenze, abitudini, volontà; Matilde, invece,
+riflessiva, lasciava scorgere nella gentilezza, che mai non la
+abbandonava, un'anima forte, un criterio sano e robusto. Il figliuolo
+di Lorenzo nelle sue visite ai Danzàno mostravasi umile, devoto,
+strisciante, pieno di riconoscenza: il padrino, la moglie di lui e
+Cesare ci credevano; poco o nulla Matilde, la quale provava una
+istintiva ripugnanza per la figura, le maniere, le ostentazioni
+d'umiltà e di devozione del cugino.
+
+Fattosi abilissimo nel maneggio delle armi, Emilio Lograve desiderava
+ora l'occasione di provare in solenne maniera questa sua abilità: e
+l'occasione venne. Fra i compagni d'università egli non s'era fatto
+amare meglio che dai convittori del collegio: onde non gli mancavano
+nè le dimostrazioni di malevolenza e di disistima, nè gli scherni e le
+umiliazioni. Emilio decise di pigliare, al primo insulto, tale
+vendetta che levasse per sempre altrui la voglia di ritentare la
+prova. Si era nella sala delle esercitazioni anatomiche, e uno di
+quelli che più l'avevano in uggia, gli fece uno sgarbo; Lograve
+espresse il suo risentimento con vivaci, oltraggiose parole; ne nacque
+un diverbio nel quale, trovandosi ben presto soverchiato
+dall'avversario per robustezza di polmoni e per felicità di ingiurie,
+il nostro gli gridò:
+
+--Vuoi finirla? o ch'io ti tappo quella boccaccia...
+
+--Ah, sì? esclamò l'altro beffando. Vorrei veder come!
+
+--Così! disse Emilio, e scaraventò in faccia al compagno una grossa
+spugna che serviva a lavare le tavole di marmo, tutta inzuppata di
+acqua sanguigna e di marciume.
+
+Lo colpi in pieno viso, sporcandogli di quel sozzo umore occhî, naso,
+bocca e i panni. Il giovane, mezzo acciecato, mandò una grossa
+bestemmia, e mentre badava in tutta fretta a ripulirsi sputando,
+sternutando, purgandosi, gridava con voce soffocata dalla rabbia:
+
+--Ah! porco! ah cane d'un cane!... Aspetta, aspetta, che ora ti
+schiaccio come una cimice.
+
+E appena ripulitosi un poco, fece per slanciarsi contro Lograve:
+questi, freddo freddo, teneva impugnato il coltello anatomico, e gli
+gridò con l'accento di una risoluzione irremovibile:
+
+--Se tu mi vieni addosso, ti pianto questa lama nel cuore, com'è vero
+il sole!
+
+Tutti i presenti capirono ch'egli avrebbe fatto quello che diceva: e
+gettatisi in mezzo, trattennero il furibondo che urlava:
+
+--Ah, mostricciuolo infame, caricatura di scimiotto, me la pagherai,
+mi darai soddisfazione.
+
+--Quanto e come e dove e quando vorrai, e ti so dir io che avrai
+finito di fare il gradasso e insultare la gente.
+
+I compagni intromessisi trassero via di là lo sbuffante giovane: e
+Lograve pensò subito a procurarsi due padrini che lo assistessero nel
+duello dall'avversario minacciato e da lui desiderato. Uno lo scelse
+fra i condiscepoli, l'altro volle che fosse il cugino Cesare, al quale
+piacevagli far conoscere la sua abilità nelle armi, la sua freddezza
+nel pericolo, la sicurezza della sua vendetta. Ai suoi rappresentanti
+egli commise di accettare qualunque arma fosse proposta, volle gli
+promettessero che quando troppo leggiere fossero le condizioni dello
+scontro dagli avversarî messe innanzi, essi le avrebbero rese più
+severe, essendo sua ferma intenzione di non fare una ridicola mostra,
+ma di compiere cosa seria e di gravi conseguenze. Fu scelta la pistola
+da tiro; la distanza quindici passi; alla sorte chi avrebbe tirato il
+primo; tanti colpi quanti fosse piaciuto ai combattenti.
+
+La mattina dello scontro, nel recarsi al convegno e là sul terreno,
+Cesare Danzàno, che non aveva mai preso parte a simili avventure, era
+assai turbato; turbati pure apparivano gli altri padrini, e
+turbatissimo l'avversario, giovane allegro, a cui la vita sorrideva, e
+che trovava doloroso l'arrischiarla così scioccamente per qualche
+imprudente malignità.
+
+Egli veniva a studiare da un paesello della provincia dove stava
+aspettandolo una famiglia, che fondava in lui le sue speranze, un
+padre ormai vecchio, una madre che lo idolatrava; e il pensiero che
+poteva rimaner morto lì adesso, e non più rivedere la casa natìa,
+nessuno de' suoi cari, gli stringeva il cuore, gli affannava il
+respiro, gli faceva tremare i nervi, gli metteva sulle guancie un
+pallore mortale. Emilio Lograve, colla sua solita carnagione di
+morticino, non mostrava la menoma alterazione in viso, aveva una
+mirabile sicurezza di atti, di voce, di parole, ed aveva lui, a sua
+volta, uno scherno sprezzatore nel sogghigno e nello sguardo. La sorte
+favorì l'avversario di Emilio col vantaggio di sparare il primo. Posti
+di fronte i duellanti e dato il segnale, Emilio non sentì neppure il
+fischio della palla, così passò essa lontana dalle orecchie di lui.
+Fissando bene in volto l'avversario ed abbassando lentamente la
+pistola, Lograve disse con accento pieno di sarcasmo:
+
+--Lo schifoso mostricciuolo, caricatura di scimiotto, ha la tua vita
+nelle mani... e te la regala. Mi contenterò di bucarti il cappello due
+dita al di sopra della testa.
+
+Sparò, e il cappello del giovane rotolò per terra. I padrini che lo
+raccattarono, mentre il padrone di esso rimaneva come sbalordito,
+videro con meraviglia come la palla avesse colpito esattamente al
+punto che il tiratore aveva detto.
+
+--E ora, disse Emilio con superbo disdegno, se al signore piace,
+ricominciamo pure.
+
+Tutti d'accordo i padrini determinarono che non si aveva da continuare
+altrimenti. Emilio fece un lieve cenno di saluto col capo, e
+s'allontanò fieramente, senza volere stringere la mano all'avversario.
+
+Di quel duello se ne fece un gran discorrere nella università e per
+tutta la città. Il giovane Lograve fu d'allora temuto, rispettato, non
+più amato di prima. In casa Danzàno, di quel fatto il padre ne fu
+assai dispiacente, e ne mosse severe rampogne a Cesare, il quale non
+nascondeva la sua ammirazione pel cugino; al figlioccio pure egli
+espresse la sua disapprovazione; ma Emilio con tanta umiltà seppe
+rispondere che, fatto segno a continui dispregi, aveva resistito e
+tollerato fino che aveva potuto, lasciando persino offendere la sua
+dignità personale, ma che, giunte le cose a tal punto che il tacere
+più oltre sarebbe stato viltà, egli aveva sentito che doveva a sè
+stesso e a' suoi congiunti medesimi di farsi rispettare, che il
+padrino finì per dargli ragione. Matilde non partecipava gli
+entusiasmi del fratello per quel sornione del cugino; ella scuoteva il
+suo bel capo riccioluto e non trovava che quello di sapere ammazzare
+freddamente altrui fosse un merito da compensare tutti i difetti
+fisici e morali ch'essa credeva notare in Emilio. La sorella di Cesare
+contava allora quindici anni ed erasi fatta ormai una giovinetta più
+bella ancora e piacente di quanto fosse stata da bambina: era di una
+mitezza d'animo e di una bontà di cuore davvero straordinarie: non
+poteva vedere a soffrire nessuno, avrebbe voluto sollevare ogni
+dolore, cambiare a tutti in gioja il tormento, avesse dovuto assumersi
+essa quest'ultimo: aborriva necessariamente i prepotenti, i crudeli, i
+maligni, i superbi.
+
+
+
+
+VII.
+
+
+Emilio contava ventidue anni e aveva preso la laurea in medicina.
+Frequentava con bastevole diligenza l'ospedale a cui era stato addetto
+assistente, ma con più assiduità sempre le sale d'armi e i tiri a
+segno, viveva sceverato da ogni godimento, tenuto a corto com'era
+dalla malavoglia paterna.
+
+I soccorsi scarsi che con umiliante insistenza egli riusciva a
+strappare alla Marianna, non bastavano a gran pezza e si rodeva
+maledettamente nel paragonarsi a' suoi coetanei e sopratutto al cugino
+Cesare, fattosi uno dei giovani più eleganti, il quale godeva i
+vantaggi che in società si danno alla ricchezza.
+
+Ah! questa sì era una potenza; questa una forza nel mondo: e quando
+egli potesse averla, oh come ne avrebbe saputo trarre profitto!
+Qualche cosa del nonno materno, egli l'aveva intesa: era un avaro,
+usurajo, e di certo aveva lasciato morendo un vistoso patrimonio.
+Sapeva pure che il padre aveva giuocato e giuocava, ma non era
+possibile che avesse consumato sì grossa parte, che ne dovesse
+rimanere a lui la povertà: dei capitali ci dovevano essere ancora, fra
+i quali e lui non istava di mezzo che la vita del padre, d'un padre
+che lo aveva sempre maltrattato, che l'aveva sempre odiato e odiava nè
+celava il suo odio, e cui egli non amava, come non poteva stimare. Ah!
+no certo ei non avrebbe mosso un dito perchè quella vita si troncasse,
+ma se il caso avvenisse!... Egli pensava senza ripugnanza a siffatto
+caso: domandava alle cognizioni mediche acquistate di chiarirlo se e
+quando quel caso potesse avverarsi, e scrutava nella faccia del padre
+i segni del progresso di un male interno, che in realtà ne minacciava
+i giorni.
+
+La tumefazione delle guancie, l'impaccio della parola, l'accasciamento
+della persona, la incertezza del passo, rivelavano una lenta paralisi
+cerebrale, che poteva di colpo avere una fatale risoluzione.
+
+Lorenzo s'accorgeva di questo affissarlo del figliuolo, per quanto i
+falsi occhî di lui sfuggissero ratti, appena quelli paterni facessero
+a incontrarli, e se ne irritava, quasi indovinandone il segreto
+motivo.
+
+--Che cos'è che mi guardi con quel tuo occhio di serpe? gli gridava
+incollerito. Hai paura che io stia troppo bene?
+
+Emilio non rispondeva; arrossiva un poco e si allontanava a capo
+basso.
+
+Pensava:
+
+--Una buona cura dietetica, un cambiamento assoluto di vita, qualche
+rivulsivo varrebbero ad allontanare il pericolo. Guarirlo,
+impossibile; ma prolungargli resistenza chi sa per quanti anni, sì...
+Ma egli non mi crederebbe, nè mi darebbe retta, farebbe peggio... È
+lui che sel vuole... Ciascuno è padrone della sua vita... Faccia a suo
+senno.
+
+Una notte Lorenzo Lograve tornò a casa con passo più vacillante del
+solito, gli occhî pieni di sangue, la lingua grossa, le labbra livide.
+Secondo il solito, nessuno lo aspettava; giunse nella sua camera
+inciampando nei mobili, urtando colle spalle nelle pareti e negli
+stipiti; si spogliò a stento con mano quasi convulsa, strappando quasi
+i bottoni, lacerando i panni, e quando fece per salire sul letto,
+ruzzolò e diede un tonfo per terra. Marianna che dormiva nella camera
+vicina, svegliò Emilio che le venisse in ajuto. Quando ebbero tirato
+su e coricato in letto il caduto, che rantolava sempre senza dar segno
+di cognizione, il giovane medico si accorse subito della gravità delle
+condizioni di suo padre. Un'orgia maggiore e più prolungata,
+l'emozione del giuoco, fatta più violenta dalla vistosa entità delle
+perdite, avevano prodotto quell'insulto apoplettico, che il figlio già
+da tempo aveva preveduto.
+
+La vecchia Marianna si affannava intorno all'infermo, fregandolo,
+scuotendolo, coprendolo di pannicelli caldi; inumidendogli di acqua e
+aceto fronte e labbra, lamentandosi, invocando santi e madonne,
+chiamandolo disperatamente per nome.
+
+--Sor Lorenzo, dica che cosa ha?... Non mi sente! Non mi vede?... O
+Dio buono! Santa Madonna del Carmine, non l'ho mai visto in questo
+stato!
+
+E, dimenticando, nello spavento di quell'istante, le forme rispettose
+ch'egli pretendeva da lei in presenza d'altri, anche del figlio, si
+lasciò scappar detto:
+
+--Rispondimi, Lorenzo... non lasciarmi in tanta inquietudine.
+
+S'accorse in quella della presenza di Emilio e del sogghigno
+mefistofelico cui gli metteva sulle labbra quella famigliarità della
+vecchia serva verso suo padre.
+
+--E tu che fai? gli disse con ira: non sei buono che a star lì
+impalato?... È pur inutile che tu abbia studiato da medico, se non hai
+nemmeno appreso a soccorrere tuo padre.
+
+Il giovane la guardò freddamente.
+
+--Nè io, nè altri ha mezzo da soccorrerlo... Non c'è nulla da fare.
+
+--Come, nulla da fare?... Credi che il male passerà da sè?
+
+--No; credo che non passerà più.
+
+--Non passerà più?... Vuoi dire?...
+
+--Ch'egli è condannato.
+
+--E lo dici con quella calma!... Ma gli è che non sai quello che
+dici... Sei un ignorantaccio con tutto il tuo studio... Io, sì, io so
+quello che gli farà bene.
+
+E sollecita andò ad un armadio e ne tolse una bottiglia di rum.
+
+--Gli volete dare di quella roba?
+
+--Sì, un bicchierino lo rinvigorirà... L'ho già visto altre volte.
+
+Emilio crollò le spalle e la lasciò fare.
+
+Marianna, riempito a mezzo un bicchierino di quel liquore, sollevò il
+capo del giacente col braccio sinistro e mettendogli colla mano destra
+il bicchierino alle labbra, gli disse con tono di incoraggiamento e di
+preghiera:
+
+--Suvvia, sor Lorenzo, beva questo... Le farà bene... Le ha fatto
+sempre bene!
+
+E si adoperò a mandargli giù in gola il rum.
+
+Lorenzo diede uno scossone, mandò un grugnito, fece un moto convulso
+come per respingere da sè qualche cosa che lo soffocasse, e giacque
+più inerte di prima.
+
+Allora Marianna cominciò a persuaderai che il caso era più serio di
+quel che avesse creduto.
+
+--Ci vuole un medico... Presto un medico... Giacchè tu vali quanto un
+ceppo... va almeno in cerca d'un dottore... Ma fa presto!...
+Spicciati!... Santa Madonna!... E sta lì grullo come se si trattasse
+di un passerotto e non di suo padre.
+
+Emilio non disse nulla: girò sui tacchi, andò a finire di vestirsi, e
+uscì con tutta calma. Prima ch'egli fosse di ritorno era passata
+un'ora, che parve un secolo alla Marianna, e in cui l'infermo, sempre
+più assopito, cessò a poco a poco di gemicolare rantolando solamente
+in molto penosa maniera.
+
+Il medico sopraggiunto non potè che ripetere quanto già Emilio aveva
+detto: che non v'era nulla da far più e soggiunse che a momenti
+l'infermo sarebbe entrato in agonìa. La Marianna si mise a strillare
+disperatamente, cacciandosi le mani nei capelli.
+
+Il medico si volse ad Emilio.
+
+--Qualche ora fa si sarebbe dovuto liberargli il ventricolo con un
+buon vomitivo. Forse avrebbe ancora potuto riaversi.
+
+Emilio chinò gli occhî.
+
+--Sì, certo, disse tranquillamente, è quello che penso ancor io... Ma
+quando fui chiamato era già troppo tardi.
+
+Tutte le grida e la disperazione della Marianna non valsero a
+trattenere un minuto di più in questo mondo lo spirito di Lorenzo
+Lograve: e sul far del giorno, in quel letto, dove avevano coricato
+l'ebbro giuocatore, non c'era più che un cadavere.
+
+Una sola persona ne accompagnò la bara al cimitero: la vecchia
+Marianna.
+
+I Danzàno padre e figlio, udita appena la notizia della morte di
+Lorenzo, erano accorsi presso l'orfano figliuolo, e avevano voluto
+condurselo con sè, per torlo alla dolorosa vista delle funebri
+cerimonie. Avevano trovato Emilio immerso in una tacita cupezza quasi
+distratta che parve loro un profondo accoramento. Nessun argomento, nè
+preghiera aveva potuto smuoverlo dal proposito di non abbandonare la
+casa. Nel momento, così terribile, quando si è perduta una persona
+cara, del trasporto del cadavere, Cesare venne per sollevare colla sua
+compagnìa all'orbato figliuolo la crudeltà di quell'eterno distacco;
+ma Emilio avevagli detto, con una risolutezza da sconsigliare ogni
+replica, che preferiva esser solo, che ne aveva bisogno; e il cugino
+se n'era andato ammirando quel figliuolo dall'animo così forte, la
+potenza di un tanto dolore per un padre che sempre lo aveva
+maltrattato. Emilio, rinchiusosi solo in casa, mentre Marianna, tutta
+in lagrime, accompagnava sino al cimitero la salma del padrone, prese
+le chiavi di suo padre ed esaminò accuratamente i forzieri, la
+scrivanìa, i cassettoni, i mobili tutti della camera del morto, in cui
+vedevasi ancora disfatto il letto. A mano a mano ch'egli procedeva in
+questo esame, il suo viso giallognolo prendeva un'espressione sempre
+crescente di disappunto, di rabbia, da ultimo quasi di furore. Strinse
+i pugni, minacciò nell'aria qualche persona lontana, bestemmiò; poi a
+un tratto con passo risoluto andò nella camera di Marianna. L'uscio
+n'era chiuso a chiave. Emilio stette un momento esitante colla mano
+sulla gruccia della serratura; pensava se gli convenisse scassinare
+quella porta. Si risolvette pel no: tornò in camera sua a capo basso,
+ma colla impronta dei più nequitosi propositi nei contratti lineamenti
+del viso.
+
+Passarono due giorni, in cui Emilio sfuggì accuratamente la presenza
+di Marianna; il che gli fu facile, perchè anche la donna da parte sua
+non aveva una gran voglia di trovarsi con lui. La mattina del terzo
+giorno dopo i funerali del padre, Emilio con qualche pretesto mandò
+fuor di casa la persona di servizio e rimase solo nel quartiere con
+Marianna: dalla soglia della sua camera egli chiamò forte la vecchia,
+la quale, o non udisse o non volesse udire, non si fece viva. Il
+giovane ripetè la chiamata con tal voce e una bestemmia che la donna,
+atterrita, si affrettò a venir fuori.
+
+--Che cosa c'è? domandò con qualche apprensione.
+
+--Venite qui, rispose burbero l'erede di Lorenzo, chè abbiamo da
+discorrere.
+
+Marianna col passo pesante s'avviò lenta e di mala voglia verso la
+camera del giovane. Questi la fece entrare, e dietro lei chiuse
+l'uscio; la qual cosa non piacque di molto alla donna, che guardò
+inquieta tutt'intorno, come cercando un'altra uscita da potere
+scappare: ma non ce n'era.
+
+Emilio entrò subito in argomento.
+
+--Ho visitato cassa, scrigno, canterani, scrivanìa e non ho trovato nè
+carte di valore, nè crediti, nè denari, sì invece delle obbigazioni di
+debiti, delle note da pagare. Parte dei beni è venduta; i restanti
+sono gravati da ipoteche... L'eredità paterna, per me, invece della
+ricchezza, non mi porterebbe che fastidî e penuria.
+
+Marianna fece una faccia compunta, e con voce che voleva parere
+afflitta e commossa, rispose:
+
+--Ah, caro il mio ragazzo, so troppo bene che tuo padre...
+
+Ma Emilio la interruppe bruscamente.
+
+--Io non sono il vostro ragazzo, e non permetto più che mi trattiate
+col tu.
+
+La vecchia si confuse, balbettò:
+
+--Scusate... scusi... Sono così affezionata alla famiglia... da tanto
+tempo!... Lei l'ho visto a nascere.
+
+Ed egli, troncandole di nuovo la parola con un malvagio sogghigno:
+
+--E, grazie a Dio, con me non ci avete le vergognose ragioni
+d'intimità che aveste col nonno e col babbo.
+
+Marianna volle parlare, ma non seppe che cosa dire; aprì la bocca e la
+richiuse senza mandare un suono; chinò la faccia più confusa che mai.
+
+Emilio riprese:
+
+--Mentre le sostanze di mio padre si assottigliavano, s'accrescevano
+le vostre... di voi che siete entrata in questa casa povera e nuda
+come un verme. Voi avete un cassetto ripieno di cartelle del debito
+pubblico, di azioni della Banca Nazionale, di obbligazioni
+ferroviarie...
+
+--Che bugìa! sclamò Marianna, ritrovando il coraggio di rialzare il
+capo e di riprendere un po' di petulanza.
+
+--Lo so di sicuro, affermò recisamente il giovane. Conosco il cambista
+da cui vi fate pagare gl'interessi, e potrei dirvi la cifra a cui
+ammontano.
+
+Marianna capì che era una lotta, che le bisognava difendersi e
+rientrava sempre più nella sua petulanza.
+
+--Ebbene, e con ciò che volete dire? Se vostro padre ha sciupato il
+suo, e io con risparmî, con privazioni, ho saputo mettere in serbo
+quel poco che mi sono guadagnato co' miei santi sudori...
+
+--Lasciamo stare i sudori, interruppe malignamente Emilio, chè, se ce
+ne furono, non si possono dir santi... Il vero è che tutto guanto voi
+possedete l'avete rubato al patrimonio che doveva esser mio...
+
+La vecchia mandò un grido indignato di protesta.
+
+--Rubato!... O Santa Madonna della Consolata! Che osate dir mai?
+Rubato! Ma io non tollero...
+
+--Stai zitta! gridò minacciosamente il giovane. E lasciami dire in tua
+malora, vecchia strega!
+
+--O Dio buono!... O Santa Vergine dei dolori!... O santi tutti del
+paradiso! esclamò Marianna levando le mani al cielo. Cosa mai ho da
+sentire?... Come ho da essere trattata!... E da voi, che ho sempre
+difeso contro vostro padre, che ho sovvenuto tante volte de' miei
+denari...
+
+--Che!... Erano denari di mio padre e quindi miei... Ma non perdiamoci
+in ciancie... Date ben retta: ora son io il padrone; e quello che è
+mio lo voglio, capite?... tutto lo voglio!
+
+Marianna lo guardò spaventata.
+
+--Che cosa volete dire?... In fede mia, non vi capisco... Cosa volete
+dire?
+
+--Che voi mi darete la chiave di quel cassetto dove tenete rinchiusi i
+valori rubati perchè io possa andare a prendermeli senz'altro.
+
+La donna si pose la mano sulla tasca, quasi a ripararvi quella chiave
+che portava sempre con sè, e ritornata in tutto il suo coraggio per
+difendere la ricchezza con tanto e sì lungo studio acquistata, disse
+risoluta e sprezzante:
+
+--Voi siete matto, sor Emilio; e questo è proprio un perderci in
+inutili ciancie.
+
+E senz'altro voltò la grossa persona verso la porta per andarsene
+dalla stanza.
+
+Emilio d'un balzo le fu innanzi, la respinse brutalmente indietro e
+chiuse la serratura dell'uscio a doppia mandata.
+
+--Voi non uscirete, disse con una freddezza più minacciosa della
+collera, non uscirete prima di avermi dato quella chiave.
+
+--Mai! esclamò essa, vacillante tuttavia per la spietata violenza
+ricevuta.
+
+Egli levò dalla serratura la chiave dell'uscio, e se la mise in tasca.
+
+--La vedremo! disse colla medesima freddezza.
+
+Marianna fu presa da un accesso di furore; si slanciò colle mani
+levate verso il giovane, come per graffiargli il viso, per
+istrappargliene gli occhî.
+
+--Lasciatemi uscire! gridò. Voglio uscire... aprite quell'uscio!
+
+Emilio l'afferrò ai due polsi, e stringendoli con tutta la sua forza
+le abbassò le mani, poi chinando verso di lei la faccia scialba, la
+guardò con tali occhî pieni di ferocia da incutere paura a
+chicchessìa.
+
+E la vecchia ebbe paura.
+
+--Usereste violenza? balbettò con voce tremante.
+
+E lui facendo piombare viepiù minaccioso quel suo sguardo di belva
+negli occhî smarriti di lei, rispose con voce cupa, concentrata,
+feroce:
+
+--Sì!
+
+E dopo averla scossa violentemente per le braccia, la rigettò in là,
+sì che la misera andò a cadere mezzo sbalordita sopra una seggiola.
+
+--O Vergine santissima!... O Madonna del Carmine! gemicolava la
+vecchia coprendosi con le mani gli occhî per non vedere la faccia
+spaventosa del padrone. Ma questo sarebbe un assassinio!... Tanto
+varrebbe togliermi addirittura la vita... Sì, un assassinio!... Ma lei
+non è capace d'un sì gran delitto... No, non è possibile... Lei mi
+vuol far paura...
+
+Guardò di sottecchi: vide lui, sempre con quella freddezza di
+carnefice che la guardava con occhio cattivo.
+
+--Ma c'è una giustizia... Ricorrerò alla giustizia.
+
+--Benone!... E io le dirò, alla giustizia, che quei valori, voi li
+avete sottratti all'eredità di mio padre... Vi buscherete la condanna
+alla reclusione per giunta.
+
+Marianna si raumiliò.
+
+--No, no, voi non farete sì gran torto a una povera donna, che da
+trent'anni serve la vostra famiglia...
+
+--E la ruba!
+
+La vecchia si diede a piangere, a supplicare: tutto quanto essa
+possedeva, lo avrebbe lasciato, morendo, a lui, Emilio; e già, la non
+poteva mica vivere più lungamente; la lasciasse dunque finire in pace
+que' pochi giorni che le rimanevano; e scongiuri e proteste e
+promesse; e poi di nuovo invettive e ingiurie e minaccie. Il giovane,
+sempre pallido in faccia, coi lineamenti tirati, con un cinico
+sogghigno sulle labbra, con quel tristo bagliore negli occhî feroci,
+la lasciò dire e dire: e poi freddo freddo, facendo un passo verso di
+lei, sempre accasciata sulla seggiola, e tendendole aperta la mano
+destra:
+
+--Ne abbiamo già fatte troppe parole, disse; è tempo di finirla... Qui
+la chiave!
+
+Marianna tornò alla rivolta.
+
+--No, no! urlò essa. Mi toglierete prima la vita.
+
+E fattasi pavonazza in volto, gli occhî lampeggianti, digrignando i
+denti, la schiuma alla bocca, si slanciò di nuovo contro Emilio,
+gridando:
+
+--Apritemi... aprite quella porta... Voglio uscire, lo voglio!
+
+Egli la respinse con un forte pugno nel petto.
+
+--Non vuoi darmela quella chiave?... Ebbene, io ne farò senza.
+
+E approfittando dello sbalordimento prodotto nella vecchia dal colpo
+ricevuto, egli fu all'uscio, lo aprì in tutta fretta, e stava per
+isgusciar fuori. Marianna accorse, s'aggrappò a lui, lo strinse, lo
+graffiò, lo morse, soffiando, gemendo, imprecando, gridando; fu
+un'ignobile lotta, che l'uomo finì per vincere, liberandosi dalla
+stretta di quella furia e ricacciandola vivamente entro la stanza. La
+vecchia andò a cadere lunga e distesa sul pavimento, e il giovane,
+uscito sollecito, la rinchiuse dentro a giro di chiave.
+
+Marianna rimase un poco immobile, mezzo svenuta, poi, risensando di
+colpo e pensando a quello che poteva succedere nella sua camera, sorse
+con impeto, si gettò contro l'uscio percotendolo, tentando staccarne
+la serratura, gridando ajuto, soccorso, piangendo, bestemmiando,
+arrovesciandosi le unghie, scorticandosi le mani, poi stracciandosi i
+capelli nella disperazione della sua impotenza. Nessuno accorse alle
+sue grida, ai suoi clamori: e, stanca, senza più voce, senza forze, la
+meschina dovette, dopo forse un'ora e più, acchetarsi, divorata dalla
+rabbia, dall'odio, dalla paura. Dopo quella prima di furore, di
+spasimo, di tormentosa angoscia, passarono altre ore, che la
+disgraziata non seppe numerare, che le parvero eterne, ma che furono
+penosissime tutte, e vennero frangendola, macerandola, limandone la
+vita. Nella sua testa era un tumulto. Che cosa fare per salvare la sua
+roba? Correre subito a denunciare il latrocinio al procuratore del re?
+Ma se Emilio accusasse lei a sua volta? Ben sapeva essa come tutti
+l'odiassero e in casa e fuori di casa; quanti avevano avuto e avevano
+attinenza colla famiglia sarebbero stati testimonî a carico di lei. Ma
+si sarebbe vendicata, anzi ricattata. Oh! se Emilio avesse osato!...
+Avrebbe trovato ben essa il modo di fargliela pagare: accarezzò senza
+orrore anche l'idea d'un delitto... Ma no, Emilio non avrebbe osato;
+egli aveva voluto spaventarla, sarebbe tornato ad assalirla, a
+minacciarla, ma essa non avrebbe ceduto a nessun patto. E intanto,
+appena avesse potuto uscire, ella avrebbe portato fuori di casa i
+titoli, li avrebbe affidati all'agente di cambio, depositati presso
+una banca, posti in qualsiasi modo al sicuro. L'importante, il
+necessario, l'urgente era di uscire di là... Uscire, uscire!... Il
+giorno passava e non si veniva a liberarla; si provò a chiamare di
+nuovo all'uscio, ma le sue mani non avevano più forza: ricascava,
+accasciata, sempre più smarrita d'animo.
+
+Sopravvenne la notte; l'oscurità si fece tormentosamente paurosa per
+quella disgraziata che nelle tenebre credeva vedere, udire terribili
+fantasmi e voci, e sentiva l'anima sempre più gravata da un'indicibile
+oppressura. La realtà, anche la peggiore, parevale da preferirsi a
+quello stato d'angoscia nell'oscurità e nel silenzio che la
+circondavano. Mancavale il respiro, la testa le tenzonava, dicevasi
+con ispavento: «Io sto per morire qua sola come un cane». A un tratto
+udì lo scricchiolìo della chiave nella serratura e il rumore dei
+battenti dell'uscio che venivano spalancati: non vide nessuno, nessuno
+le parlò.
+
+Volle alzarsi di scatto e correre alla porta, ma le forze le
+mancarono. Sorse a stento, camminò trascinandosi: la pinguedine le
+pesava ora come una cappa di piombo. Andò a tastoni fuor della camera;
+entrò a tastoni nella sua; colle mani tese innanzi si diresse verso il
+cassettone, ci arrivò, lo toccò tremando; il cassetto era aperto, e le
+mani frementi affondatevi trovarono il vuoto. La disgraziata non ebbe
+nemmeno più la forza di mandare un grido; non fu che un gemito ad
+uscire dalle sue labbra. Un tonfo sordo per terra annunziò che la
+infelice era caduta lunga e distesa. Due giorni dopo sotterravano
+anche lei, morta d'un colpo apoplettico.
+
+Emilio Lograve, diventato ricco ad un tratto, mostrò di saper godere
+dei suoi denari senza sciuparli e senza lasciarsene mangiare.
+Abbandonò l'alloggio paterno, e prese un allegro quartierino in una
+delle più belle case della parte più nuova ed elegante della città; lo
+arredò con gusto senza eccedere nello sfarzo. Si provvide di due
+cavalli che potevano servire da tiro e da sella, frequentò feste,
+conviti e teatri. Ebbe numerosi duelli nei quali diede sempre prova
+della sua invincibile superiorità nel trattare le armi; fu temuto e
+quindi rispettato in società: non ebbe amici e non ne cercò; dal
+cugino Cesare in fuori, sul quale conservava e anzi veniva accrescendo
+quell'autorità, quell'influenza che gli aveva posto addosso fin dalle
+prime prove del suo coraggioso sangue freddo nel pericolo e della sua
+abilità di armeggiatore. Una sola casa frequentava Emilio, ed era
+quella dei Danzàno. Al padrino erano dispiaciuti e dispiacevano i
+diportamenti da accattabrighe del figlioccio; e severamente aveva
+rimbrottato Cesare che in quasi tutti gli scontri era stato testimonio
+e padrino di Emilio; ma questi sapeva trovare sì speciose ragioni per
+difendere sè stesso e scusare il cugino, che il vecchio Danzàno finiva
+per tacersi, non persuaso, ma vinto.
+
+--La natura, diceva il giovane Lograve, non ha voluto darmi nessun
+vantaggio nel mondo; non mi ha fatto bello, nè potente per nascita,
+neppur forte di muscoli; mi ha fatto per essere zimbello e vittima di
+tutti, se io non sapessi col coraggio e coll'ingegno difendermi. Nella
+vita mondana ha pur luogo una lotta nella quale colui che ha la
+debolezza della pecora è divorato dal lupo, che è il dileggio, il
+ridicolo e il disprezzo. Preferirebbe lei, caro padrino, di vedermi il
+bersaglio dei motti arguti dei bellimbusti, pascolo alla malignità
+delle signore? Quando sarà bene accertato, ben conosciuto da tutti,
+che un epigramma sulla mia trista figura, o sulla fama di mio nonno, o
+sulla vita di mio padre, frutta una buona palla di pistola, o due dita
+di lama in qualche parte del corpo, io sarò sicuro di poter presentare
+la mia brutta faccia in mezzo alle più belle signore, ai crocchî più
+eleganti, senza ch'essa susciti pure una smorfia... Quanto a Cesare,
+egli fa anzi tutto opera da buon amico e da buon parente,
+assistendomi, mi presta un gran servizio curando coi più delicati
+riguardi l'interesse del mio onore, e può inoltre, con prudenti
+avvisi, concorrere a rendere meno gravi le conseguenze delle sfide che
+mi sono fatte: perchè, badi bene, caro padrino, che, salvo casi
+rarissimi, sono sempre stato io lo sfidato dai miei avversarî.
+
+Ed era il vero; ma era il vero altresì che quando Emilio Lograve
+voleva cimentarsi con qualcheduno, sapeva così accortamente
+provocarlo, tormentarlo, inasprirlo, che per finirla onorevolmente
+quell'altro credevasi obbligato a chiamare il suo persecutore sul
+terreno.
+
+Il signor Danzàno opponeva che quei duelli erano già stati ormai tanti
+da bastare all'uopo che Emilio diceva; e, quanto all'intervento di
+Cesare, notava non apparire esso troppo efficace a rendere meno
+funeste le conseguenze degli scontri, perchè ognuno di essi aveva
+sempre procurato agli avversarî del figlioccio qualche ferita più o
+meno grave. Del resto un certo effetto sull'animo del severo padre di
+Cesare lo producevano pure la meravigliosa abilità, il valore e le
+continue vittorie del figlioccio, il quale presso il padrino sapeva
+eziandìo, in parole, apparir mite, modesto, buono.
+
+Aveva così il vecchio Danzàno posto un po' d'affezione per quel
+giovane cui ricordava la povera di lui madre, morendo, aver voluto
+raccomandargli, a quanto gli aveva detto la monaca che aveva assistito
+a quell'agonìa; lo aveva compianto vittima della trascuranza, peggio,
+del disamore e dei vizî del padre; e si lasciava illudere dalla
+ipocrisia dei discorsi di quel soppiattone.
+
+Chi non se ne lasciava ingannare era Matilde, divenuta un fior di
+ragazza. Bella essa era davvero e più che mediocremente: ma più ancora
+della bellezza poteva in lei una grazia, un incanto, un non so che,
+onde ne veniva ad ogni suo atto e movenza, ad ogni parola e sorriso e
+sguardo, tale seduzione che impossibile non rimanerne vinti. Nè questa
+grazia era menomamente intinta d'artificio e di civetterìa; si
+accompagnava colla più ingenua semplicità e modestia, e riusciva di
+tanto più cara ed efficace: conquideva i giovani, s'ingraziava i
+vecchî, vinceva persino la gelosìa e l'invidia delle donne. Una malìa
+speciale poi era nella voce soave, melodiosa, insinuante, che alle
+cose dette, sempre giuste, e ingegnose, e gentili, dava un pregio, un
+rilievo, un'efficacia inesprimibile.
+
+A subire tal fascino era stato de' primi Emilio; e lo aveva provato
+potente fin da principio e lo sentiva crescere ogni giorno più e con
+sempre maggior forza. Quella stessa ripulsione che la fanciulla aveva
+per lui, ch'egli sentiva e cui essa non si curava molto di nascondere;
+quella stessa ripulsione era come una provocazione, un irritamento
+all'animo, al cervello, all'amor proprio, ai sensi di Emilio: il quale
+con rabbia si accorgeva che la imagine della sprezzante cuginetta era
+giorno e notte presente al suo pensiero, che ne occupava le sue
+fantasticaggini, che gli compariva ne' sogni, che gli aveva stampato,
+per così dire, nella polpa cerebrale quel suo sorrisetto così buono
+per altri, così malizioso, ironico per lui, sempre così affascinante.
+Una vera ossessione! Di pronunciare pure una parola che svelasse a
+Matilde i suoi sentimenti per lei, non aveva l'ardire, e nemmeno, quei
+sentimenti, di lasciarli apparire dal contegno, dagli sguardi; essa
+gl'inspirava sempre una suggezione cui non poteva vincere quando si
+trovava sotto il raggio di quei limpidi occhî. Ma egli era
+terribilmente, dolorosamente geloso di quanti accostassero la ragazza
+e paressero non tornarle sgraditi. Avido d'un tesoro, di cui temeva
+pur troppo non avrebbe potuto mai impadronirsi, non voleva, si
+struggeva dalla rabbia al solo pensiero che altri potesse toccarlo.
+
+Una sera a teatro, dove egli era andato a far visita in palchetto alle
+Danzàno madre e figlia, Emilio s'accorse che un giovane dalla platea
+fissava con insistenza il suo sguardo ammiratore sulla bellezza di
+Matilde, la quale pareva non accorgersene affatto. Era un bel giovane
+di aspetto nobile e piacente, con espressione di risoluzione e di
+franchezza segnata in fronte--una fronte piana ed aperta da una
+cicatrice verso la tempia destra. Naturalmente Emilio lo trovò subito
+antipatico, e si pose a guardarlo a sua volta, con occhio tutt'altro
+che benigno; e guardandolo, s'accorse che quella non era una figura
+affatto sconosciuta, che l'aveva già vista altre volte; finchè a un
+tratto balzò nella sua memoria l'imagine di quel suo compagno di
+collegio, più forte degli altri, che a lui aveva dato parecchie volte
+le pacche, e dal quale egli s'era vendicato di poi con quella brava
+sassata sulla testa.
+
+Sicuro! Era proprio quel tale; e quella cicatrice che riusciva a dare
+un certo interessamento alla elegante di lui fisionomia, era il segno
+appunto della ferita fattagli dal sasso lanciato da Emilio.
+
+Questa scoperta rese ancora più spiacevole la figura di quel giovane
+al cugino di Matilde, il quale, non sapendo dissimulare il suo
+dispetto, colla imprudenza della gelosìa, domandò alla fanciulla in
+tono sprezzante:
+
+--Conosci forse quell'imbecille laggiù che da un'ora ti sta divorando
+cogli occhî e col cannocchiale?
+
+Matilde fece guizzare di traverso uno sguardo verso il giovane, e
+rispose freddamente:
+
+--Non lo conosco, ma a vederlo non si direbbe un imbecille.
+
+--Te lo dico io, soggiunse Emilio imbizzito: io che lo conosco bene,
+perchè è stato mio compagno di collegio.
+
+--Oh guarda! esclamò la fanciulla sorridendo: dal collegio dov'eri tu
+ce n'escono degli imbecilli?
+
+Emilio si morse le labbra.
+
+--Già! disse poi con un sogghigno da itterico: giudicando da me non
+l'avresti creduto... Quello là poi era inoltre un prepotente villano,
+che abusava della sua forza manesca per imporsi ai compagni.
+
+--Ah sì? disse la ragazza con intenzione e guardando bene in faccia il
+cugino. Allora ei non era mica un imbecille, ma un tristo che,
+abusando d'una sua superiorità per fare prepotenze, commetteva una
+cattiva azione.
+
+Emilio non disse più nulla; e dopo un poco scese in platea.
+Quell'altro aveva pur riconosciuto l'antico condiscepolo, e appena
+questi comparve sulla porta, gli fu accosto sollecito, chiamandolo per
+nome.
+
+--Lograve!
+
+Emilio lo guardò freddo.
+
+--Signore?
+
+--Non mi riconosci? Sono Nori... Sai bene. Laggiù al collegio...
+Alberto Nori... Ero due corsi più innanzi di te.
+
+--Ah! Nori?... Sì, mi ricordo, rispose colla medesima freddezza
+Emilio. Ci frequentavamo poco...
+
+--Eh si... Abbiamo avuto anche qualche battibecco insieme... come, del
+resto, io ne ebbi con quasi tutti... Ero un po' accattabrighe.
+
+--Un poco! esclamò con un sogghigno; mi pare anzi...
+
+Ma l'altro, completando la frase, con allegra bonarietà:
+
+--Che lo fossi di molto eh? Hai forse ragione. Da ragazzo ero una
+testa matta di prima classe; ma mi sono cambiato, sai? Son diventato
+il miglior pastricciano del mondo... Certo non mi lascio soffiare
+sotto il naso, ma del resto chi mi sa pigliare pel verso mi trova un
+agnellino.
+
+E rise bonariamente come prima.
+
+--Ah sì? disse Emilio senza dipartirsi menomamente dalla sua
+riserbatezza.
+
+--Sicuro, riprese quell'altro, che aveva una gran voglia di continuare
+il discorso e rompere quella crosta di ghiaccio dietro cui Emilio si
+riparava. La disciplina militare mi ha fatto molto bene... Lo sai che
+sono stato militare?
+
+--No.
+
+--Uscito dal collegio, entrai nell'Accademia, e ne venni fuori
+sottotenente d'artiglieria; un anno dopo, superato felicemente
+l'esame, ero luogotenente...
+
+--E ora?
+
+--Ora non sono più nulla. Ho una vistosa eredità, e ho pensato meglio
+di venirmela a godere tranquillamente, libero, a casa mia... E tu che
+carriera hai preso?
+
+--Ho studiato da medico; ma non faccio nulla, perchè anch'io ho avuta
+un'eredità, quella di mio padre, che mi permette di vivere pienamente
+a mio capriccio.
+
+--Benissimo; me ne rallegro tanto... Non puoi credere il piacere che
+mi fa lo averti incontrato. Si ha un bel dire, ma i compagni dei primi
+anni conservano sempre un posto nel cuore. Mi farò un piacere
+d'introdurti nella società ch'io pratico...
+
+--Grazie, ma...
+
+--E tu mi procurerai l'onore di frequentare la tua.
+
+--Oh! io...
+
+--Per esempio in casa Danzàno...
+
+Emilio ebbe un'alzata di capo che rivelava poca volontà
+d'acconsentire.
+
+--Ti ho visto fin adesso in palchetto con quelle signore. So che son
+tue cugine. Oh, mi sono informato. È la mia buona stella, che mi ti ha
+fatto incontrare... Sarò schietto con te... È un mese che cerco,
+invoco l'occasione di essere presentato a quella famiglia...
+
+--Per mia cugina? disse Emilio con riso più itterico che mai.
+
+--Sì... Mi piace alla follìa. Non ho trovato mai figura di donna che
+mi sembrasse più degna d'amore. E... senti! La mia famiglia è onorata
+quanto qualsiasi altra; ho ventisette anni e venti mila lire di
+rendita e...
+
+Lograve lo interruppe bruscamente.
+
+--Cospetto, come ci vai!... Ti pare questo discorso da tenersi qui in
+piedi, nella platea, d'un teatro?
+
+--Hai ragione... ma ho voluto dirti subito tutto questo, per
+guadagnarmi il tuo appoggio... Dovresti esser meco tanto buono da
+presentarmi questa sera, qui stesso...
+
+--Impossibile! esclamò Emilio secco secco. Debbo andare subito per una
+certa faccenda che non posso trascurare.
+
+--Allora, quando?
+
+--Mah!... ci vedremo, ci parleremo.
+
+--Dove ci vedremo? Diamoci un appuntamento domani. Potremo discorrere
+a bell'agio... Vuoi ch'io venga a casa tua?
+
+--Che! Troppo tuo incomodo.
+
+--Troviamoci al caffè Centrale. Vuoi? A che ora?
+
+--Che so io?
+
+--Alle dieci domattina... T'invito a colazione... Va bene?
+
+--Va benissimo.
+
+--Siamo intesi... Grazie!
+
+Strinse caldamente la mano ad Emilio e andò ad appostarsi sotto il
+palchetto di Matilde. Emilio se ne partì con in corpo una rabbia da
+non dirsi, decisissimo di non recarsi al convegno dato dal Nori.
+
+Il domani, all'ora appunto in cui Alberto Nori stava aspettando al
+caffè il suo antico condiscepolo e s'arrabbiava maledettamente di non
+vederlo comparire, Emilio si presentava in casa Danzàno e domandava di
+parlare a quattr'occhî al padre di Matilde. Senza preamboli gli disse
+di essere pazzamente innamorato della cugina e di chiedergliela in
+consorte. Molto si meravigliò il signor Danzàno, che non s'aspettava
+mai più una simile domanda; e poco disposto come si sentì subito ad
+accoglierla, cercò delle scappatoje per non dare lì su due piedi una
+risposta decisiva. Disse che la ragazza era ancor troppo giovane per
+pensare ad accasarla, che Emilio stesso a soli venticinque anni, colle
+abitudini che aveva e la vita che menava, non appariva il più atto ad
+essere un padre di famiglia, e siccome il giovane insisteva affermando
+ch'ei si sarebbe affatto emendato e ripeteva tutti i vantaggi che
+presentava il suo partito, lui ricco, solo, indipendente, il padrino
+finì per dire che, ad ogni modo, in affare che così da vicino la
+riguardava, egli avrebbe ritenuto per voto decisivo il volere di
+Matilde e che dunque a lei si sarebbe domandato il tenore della
+risposta.
+
+Emilio stette un poco a pensarci, e poi disse:
+
+--È giusto... Sia pure... Ma le domando il favore di parlare io con
+Matilde e di udire io stesso dalla sua bocca la mia sentenza.
+
+Matilde acconsentì, anzi disse che le piaceva meglio esprimere essa
+stessa, faccia a faccia, i suoi sentimenti al cugino Lograve.
+
+--Possibile, esclamò essa quando ebbe luogo il colloquio, o possibile
+che ti sia venuta l'assurda idea di sposarci noi due?... Ma non vedi
+che tutto ci separa, che siamo a due poli opposti per carattere, per
+umore, per gusti, per idee, per tutto? Sarebbe un disaccordo continuo
+da impiacevolire veramente la vita comune. Io già non vorrei cedere a'
+tuoi modi: cederesti tu a' miei?
+
+--Sì, rispose Emilio, a cui la emozione rendeva più pallide le
+guancie, tremanti le labbra, incerti lo sguardo e la voce. Sì, io sarò
+tutto quello che vorrai tu.
+
+--Sul principio, finchè dureranno i primi ardori: e quanto dureranno?
+
+--Sempre, te lo giuro. L'amore che ho per te sento che sarà il solo e
+l'inestinguibile nella mia vita.
+
+--A queste affermazioni, a questi giuramenti non può credere nemmeno
+chi li fa. È così variabile il cuore umano! Forse tu stesso non
+tarderesti a pentirti, quando, svanito il prestigio della illusione
+trovassi nella tua compagna ben altra donna che quella che credevi...
+
+--Oh no!... Oh! ti conosco abbastanza... E poi, senti, t'amo tanto, mi
+sento a te attratto e incatenato da una tal forza che, qualunque tu
+fossi, anche, lasciami dire, la più triste donna, io ti vorrei mia del
+pari.
+
+--Grazie tante! Ma codesto, signor mio, non è un vero amore: è un
+capriccio, è una follìa.
+
+--È una passione! gridò con forza Emilio, è qualche cosa di potente,
+di prepotente, che supera tutto, che domina tutto... Oh credimi,
+nessuno ti amerà mai come t'amo io, come seguiterò io ad amarti.
+
+E le prese ambe le mani traendola a sè.
+
+Matilde se ne svincolò con qualche asprezza.
+
+--Lasciami! disse. Codesto tuo affetto mi spaventa più che mi commova.
+Non sono tali frenesìe che procurano la felicità in un matrimonio, ma
+un ragionato amore, fondato sulla conoscenza dei reciproci caratteri,
+una reciproca stima. Non si riesce a comune felicità quando l'amore,
+per quanto grande, è tutto da una parte sola.
+
+Emilio ebbe una penosa contrazione nei lineamenti del volto e un
+maligno sguardo negli occhî.
+
+--Tu dunque non hai di me nessuna stima?
+
+La fanciulla fece debolmente un atto di protesta.
+
+--Tu dunque sai che non potresti avere per me neppure un briciolo di
+amore?... Tu vuoi che sia così, e te ne compiaci?...
+
+--Puoi tu credere che in questo la volontà ci abbia qualche effetto?
+Avviene quello che ha decretato il destino, la natura delle cose. Due
+si incontrano, che non si sono mai visti e si sentono attratti a
+vicenda: si scoprono d'un comune sentire, s'accordano perfettamente,
+mentre altri, stati insieme anche degli anni, sono dai loro
+temperamenti, dai difetti, anche dalle qualità, affatto disgiunti.
+
+--Tu ami qualcheduno! proruppe Emilio con voce vibrante di collera.
+
+Matilde sostenne fermamente col suo limpido sguardo quello fieramente
+torbido del cubino.
+
+--Niente affatto, rispose tranquillamente; ma di certo non isposerò
+che l'uomo il quale riuscirà a farsi amare.
+
+--E io non potrò mai esser quello?
+
+La fanciulla tacque.
+
+--Senti! riprese Emilio dopo un poco, mite e supplichevole più che
+seppe. Tuo padre mi diceva che siamo ambedue troppo giovani per
+accasarci. Forse ha ragione. Che cosa conosci tu del mondo e degli
+uomini? Qualche anno che passi può persuaderti che è una introvabile
+chimera quell'ideale che tu vagheggi. Io farò di tutto per accostarmi
+al modello da te pensato: e se tu m'ajuti, chi sa che non ci riesca.
+Intanto il tempo, coll'opera della volontà che in me è tenace, varrà a
+togliere dal mio carattere certe asprezze che ti dispiacciono... Sì,
+credilo, Matilde, tu puoi fare di me un altro uomo... Lasciami
+solamente un po' di speranza: lasciamela, se non per altro, per
+compassione. Se pure è vero che hai il cuore libero, concedimi un
+tempo di prova.
+
+Matilde, imbarazzata, malvogliosa, teneva gli occhî a terra, ma nella
+sua aperta fisionomia lasciava apparire la sua disapprovazione.
+
+--Ti chiedo un anno solo. Promettimi che per un anno tu non darai ad
+altri il tuo cuore e la tua mano...
+
+Essa lo interruppe con vivacità impaziente.
+
+--È la mia libertà che mi vuoi togliere, la franchigia del mio
+destino. E con qual diritto? Non comprendi che la tua pretesa è
+tirannica, e che la mia promessa sarebbe assurda?
+
+Emilio, assalito da un accesso di rabbia, strinse i pugni.
+
+--Non vuoi dunque far nulla per me?... disse coi denti serrati. A un
+povero che incontri per via dai il borsellino, e il raggio di sole di
+un tuo sorriso; e a me che soffro, a cui il tuo diniego farà soffrire
+tormenti indicibili, rifiuti l'elemosina d'una speranza.
+
+--Elemosina più crudele del rifiuto, quando la speranza avesse ad
+essere fallace.
+
+--Tu ami già qualcheduno, proruppe con nuovo impeto il giovane.
+Dimmelo francamente, tu ami qualcheduno?
+
+--Ti ho già detto di no: rispose con dignitosa freddezza Matilde; e
+non so mentire.
+
+--Guai se ciò fosse! Credi tu che io potrei vederti appartenere ad un
+altro? Ah no, per Dio!
+
+L'aspetto, lo sguardo, la voce di Matilde presero un'espressione di
+fiera risolutezza.
+
+--Sei in un grande errore, Emilio, diss'ella, se credi che colle
+minaccie potresti ottenere quello che non puoi altrimenti. Io mi sento
+tanto coraggio da sfidare il tuo maltalento, e l'uomo che mi amasse,
+ch'io scegliessi, confido che sarebbe pur tale da affrontare i tuoi
+sdegni.
+
+Emilio era diventato livido affatto.
+
+--La vedremo! disse con voce soffocata dalla collera. È questa
+l'ultima tua parola?
+
+--Posso esprimerti il mio rincrescimento; ti auguro di cuore che tu
+possa più felicemente collocare il tuo affetto; ma d'altro, in verità,
+non saprei proprio più che cosa dirti.
+
+--E sia!... Chi sa che un giorno tu non abbia a pentirtene! Sarai tu
+stessa che l'avrai voluto. Non ti darò più fastidio... Aspetto la mia
+rivincita dall'avvenire... Addio!
+
+E se ne partì col cuore in tempesta, colla febbre nel sangue per la
+rabbia, per la vergogna, pel desiderio della vendetta.
+
+
+
+
+IX.
+
+
+Il fratello di Matilde, che era solito vedere ogni giorno il cugino, e
+passare con lui gran parte del suo tempo, si stupì quando vide passata
+una settimana senza ch'egli comparisse in casa Danzàno, nè si
+lasciasse trovare ai soliti convegni.
+
+I genitori di Matilde, i quali avevano approvato quanto essa aveva
+detto ad Emilio, e Matilde medesima avevano pensato meglio di tacere
+quell'incidente a Cesare, cervellino un po' leggiero e dominato dalla
+volontà più robusta di Lograve, onde, non sapendo a qual causa
+attribuire quella scomparsa del cugino, fuorchè a una malattìa,
+Cesare, otto giorni dopo, si recò al quartiere d'Emilio.
+
+Trovò il giovane chiuso nella sua camera, terreo in faccia, collo
+sguardo spento, cupo, accasciato, rispondendo a mala pena e di cattiva
+grazia.
+
+--Tu se' stato ammalato, caro Emilio?
+
+--No.
+
+--Che cos'hai dunque? Perchè non ti lasci più vedere? Perchè sei così
+abbattuto? Ti è capitata qualche disgrazia? A me dovresti dirlo.
+
+Emilio piantò negli occhî di Cesare uno sguardo penetrante per
+leggergli nell'anima.
+
+--Non ho nulla: rispose bruscamente. Non mi è capitata nessuna
+disgrazia. Che cosa mi avrebbe ad essere capitato?
+
+--Mah! disse ingenuamente il cugino: io non saprei; però mi pare che
+non per nulla tu dovresti avere quella ciera da mortorio.
+
+Emilio si persuase che a Cesare non era stato detto nulla della scena
+avvenuta con Matilde.
+
+--Ebbene, sì, sono malato: riprese, malato di nervi. Ho una melanconìa
+che mi consuma; lo _spleen_ degli inglesi che mi fa dare al diavolo.
+
+--Eh! bisogna mandar lui al diavolo; bisogna cacciarlo ad ogni costo.
+Scuotiti, esci, vedi della gente, cerca svaghi.
+
+Emilio crollò le spalle.
+
+--Gli è trovarne degli svaghi che mi par difficile... Nulla mi
+diverte.
+
+--Eh via! Tu parli come un uomo esaurito, di cinquant'anni... Vieni
+stasera in casa X... e vedrai che ne sarai contento. C'è una raccolta
+sempre più ricca di belle signorine e di stupende signore, un'allegrìa
+di buon gusto, l'insuperabile gentilezza dei padroni di casa, del thè,
+dei vini, dei pasticcini e dei _sandwiches_ squisiti. Se tu ci fossi
+venuto queste sere addietro, non saresti cascato in sì brutta
+melanconìa: ci siamo divertiti un mezzo mondo. S'è fatto un po' di
+tutto; mormorazioni, giuochi di società, sciarade in azione, musica,
+danza, danza sopratutto. C'è venuto un nuovo ballerino, un bel giovane
+di spirito, simpatico, amenissimo, un certo Nori.
+
+Emilio si riscosse vivamente.
+
+--Ah!
+
+--Lo conosci?
+
+Emilio esitò un momento e poi rispose risoluto:
+
+--Sì... E Matilde è stata lei in casa X... queste sere scorse?
+
+--Sicuro.
+
+--E quel Nori le s'è fatto presentare?
+
+--A Matilde?... Sì, certo; ed ha ballato quasi sempre con lei.
+
+--Sì, lo conosco quel Nori, soggiunse Emilio con accento di acrimonia,
+troppo bene lo conosco per dolermi ch'egli venga intorno a tua
+sorella.
+
+--Come! Non sarebbe un giovane per bene?
+
+--È uno fatto apposta per compromettere la virtù in persona; uno di
+coloro che si cacciano intorno a una donna, zitella o maritata, e la
+sanno circuire in modo che, anche non riuscendo a conquistarla, danno
+al mondo tutte le mostre d'esserci riusciti. È uno sfacciato
+millantatore, che, a sentirlo, tutte le donne cascano innamorate morte
+di lui: insomma tale che bisogna ben guardarsi dal lasciarlo penetrare
+in una famiglia e bazzicare per casa.
+
+--Oh, guarda! esclamò Cesare tutto meravigliato. E dire che m'apparve
+tutt'altra cosa: e non soltanto a me, ma anche al babbo e alla mamma;
+allegro, vivace, un buon figliuolo.
+
+--Un volpone... Farai bene a stare in guardia per Matilde.
+
+--Diamine! diamine!... È un fatto ch'egli le è sempre intorno... Per
+questa sera hanno già insieme impegnato non so quanti ballabili.
+
+--Questa sera? In casa X...?
+
+--Sì.
+
+--C'è ballo?
+
+--In tutta regola... Come fare a levarlo d'attorno a Matilde?...
+Avviserò lei che stia in contegno; ma non basta.
+
+--No, non basta.
+
+--Ci verrai tu?
+
+--Non so... Forse!... Se sarò di umore meno rabbioso.
+
+--Vieni, vieni: mi ajuterai a tener lontano il Nori.
+
+--Va bene... Ah, senti! Parlando con tua sorella di colui, non dirle
+che le informazioni le hai avute da me.
+
+--No?... Perchè?...
+
+--Perchè Matilde mi ha in uggia talmente, che le basterebbe sapere
+ch'io ho detto nero per veder bianco.
+
+Ma questa cauta raccomandazione doveva sortire poco effetto. Quando
+Cesare venne ripetendo a Matilde le brutte cose dette da Emilio del
+Nori, la fanciulla, ficcando il suo limpido sguardo in quello del
+fratello, e con una vivacità che dimostrava quanto tale argomento
+l'interessasse, domandò:
+
+--Chi ti ha rivelato tutto codesto?
+
+--Una persona che lo conosce molto bene.
+
+--Il suo nome?...
+
+--Il nome non ci ha che fare.
+
+--Ci ha che far moltissimo; e te lo dico io: è il nome di Emilio
+Lograve.
+
+--Che che!... nemmeno per sogno.
+
+--È inutile il negare; già a me stessa Emilio ha tentato di mettere
+quel giovane in mala vista: e so che tu da Emilio ti lasci facilmente
+imbeccare.
+
+--Mi lascio i fichi secchi! gridò Cesare stizzito. E da qualunque io
+abbia ricevuto quelle informazioni, è mio dovere e saprò ben io
+levarti quel moscone d'attorno.
+
+--Tu avrai la compiacenza di non far nulla! proseguì con forza
+Matilde. Oltre il babbo e la mamma non ho bisogno d'altri vigilatori e
+custodi.
+
+Quella sera, entrando nel salone di casa X..., la prima cosa che vide
+Emilio fu la cugina e Alberto Nori che ballavano un valzer
+animatissimo, con aspetto evidentissimo di reciproca soddisfazione.
+Egli s'accostò a Cesare, che era poco lontano.
+
+--Bravo! gli disse con un sogghigno. Hai saputo bene tener lontano il
+Nori da Matilde.
+
+--Che vuoi? Matilde era impegnata... io non ho voluto fare scandali.
+
+--Hai ragione, hai ragione! disse Emilio, il cui labbro scolorato si
+assottigliava sotto l'impressione dell'ira repressa.
+
+Il valzer era finito. Emilio traendosi seco Cesare venne ad appostarsi
+a pochi passi dal Nori che stava discorrendo con Matilde e colla madre
+di lei. Si mise a parlare vivamente col cugino, dando a quel suo
+satanico sogghigno la più maligna espressione e fissando
+instintivamente uno sguardo maligno del pari su Alberto Nori: questi
+sentì quello sguardo pesare su di sè; si volse, vide i due e capì che
+parlavano di lui; se ne avesse dubitato, ne lo avrebbe chiarito il suo
+nome che udì pronunciato da Lograve. Turbato, offeso da quel contegno,
+Alberto si congedò dalle signore Danzàno e venne accostandosi ai due
+giovani. Emilio lo lasciò venire fino alla distanza di due passi, e
+poi, quando già l'altro cominciava un saluto, girò sui tacchi e
+s'allontanò guardando in aria.
+
+--Lograve! chiamò vibratamente Alberto che sentì il sangue salirgli
+alla faccia; ma Emilio non se ne diede per inteso, e continuò ad
+allontanarsi. Non fece un movimento per corrergli dietro, ma si
+trattenne e si volse a Cesare.
+
+--Che cos'ha meco Lograve?
+
+--Ma! che ne so io? rispose freddo freddo il fratello di Matilde.
+
+--Sì, che lo deve sapere: ribattè con qualche risentimento Alberto,
+perchè dianzi Lograve le parlava di me... Oh! l'ho ben visto... Che
+cosa le diceva? Ho pure il diritto di saperlo.
+
+--Io non so se lei abbia questo diritto: ma so bene che io non ho il
+dovere di parlarne... e non dirò nulla.
+
+--Ha ragione... Andrò a domandarlo a Lograve medesimo: e spero bene
+che non avrà sempre il coraggio di sfuggire, come ha fatto adesso.
+
+Si mise subito in cerca d'Emilio. I due rivali s'incontrarono in un
+salottino appartato dove, mentre si danzava nel salone, rimasero soli.
+
+--Tu hai parlato di me testè col signor Danzàno?
+
+--Può darsi.
+
+--E ne hai parlato in modo che quel giovane, il quale m'aveva sempre
+trattato con molta cortesìa, ha cambiato meco aspetto e contegno.
+
+--Credi?
+
+La calma beffarda di Emilio accrebbe lo sdegno del Nori.
+
+--Ho diritto di sapere che cosa hai detto di me!
+
+--E io non ho nessun obbligo di dirtelo.
+
+--Ti obbligherò io a parlare, disse fremendo Alberto al quale facevano
+bollire il sangue la faccia canzonatoria, lo sguardo provocatore e
+l'accento insolente di Emilio.
+
+E questi, con un ghigno ancora più insultante:
+
+--Obbligarmi?... Cospetto!... Vediamo un poco! Eri un prepotentone in
+collegio e sei sempre tale e quale; ma allora avevi da fare con
+ragazzi.
+
+--E ora ho da fare con un vigliacco.
+
+Emilio s'allontanò d'un passo e disse lentamente, con voce sommessa,
+quasi soffocata, sibilante:
+
+--Badate, signor Nori, che questo è un sanguinoso, gratuito oltraggio.
+
+--È quello che vi meritate. Vile chi sparla di una persona dietro le
+spalle e si rifiuta di ripeterle in faccia le sue accuse.
+
+--Ho capito! disse Emilio, accrescendo ancora l'insolenza del suo
+accento sarcastico. Questa è, come dicono i francesi, una _mauvaise
+querelle_ che voi volete avere con me: ma io non mi lascierò
+trascinare a vostro talento, e per evitare il pericolo che alla fine
+il sangue freddo mi abbandoni, me ne vado.
+
+E si mosse per partire.
+
+Alberto lo trattenne, stringendogli vigorosamente il braccio.
+
+--No, non partirete prima d'avermi dato soddisfazione.
+
+--Signore! gridò vivamente Emilio, liberando con violenza il suo
+braccio, osate mettermi le mani addosso!... È troppo!... La
+soddisfazione che cercate sono pronto a darvela, ma non qui, non con
+parole, se voi avrete il coraggio di domandarmela.
+
+--Sì, ve la domando.
+
+--Badate bene!... Sarete voi che l'avrete voluto. Io sono ancora
+disposto a darvi passata, purchè mi lasciate tranquillo e dimostriate,
+non fosse che con una parola, rincrescimento di quanto mi avete detto
+e fatto...
+
+--O impudente vigliacco!...
+
+--Basta, signore!... Non più insulti. Sarà come volete. Aspetto i
+vostri padrini, e di tutte le conseguenze avrete da dire _mea culpa_.
+
+E ratto, senza che l'altro avesse più tempo a trattenerlo, Emilio
+s'allontanò e sparì dal ballo.
+
+Alberto, quando tornò in sala, aveva tuttora in viso un poco di
+quell'espressione di sdegno che la scena con Lograve gli aveva
+eccitato, e Matilde se ne accorse.
+
+--Con chi l'ha, signor Nori? gli disse mezzo scherzosa, mezzo sul
+serio, esaminandolo bene con que' suoi occhî lucenti come diamanti
+sotto un raggio di sole. Qualcheduno l'ha fatta inquietare?
+
+Il giovane rispianò subito la fronte, e seppe trovare un sorriso
+affatto di buon umore.
+
+--Punto, punto, rispose; cioè sì, l'ho con un certo nojoso, che per
+discorrermi d'alcune sue bazzecole, m'ha fatto perdere una polka.
+
+--Quel nojoso, se non isbaglio, è stato mio cugino.
+
+--No, signorina.
+
+--Mi è sembrato vederla parlare con lui e con mio fratello.
+
+--Sì, poche parole... È stato un altro a trattenermi.
+
+Matilde sentì rinforzarsi il concepito sospetto, cercò di Emilio, e
+l'improvvisa di lui partenza l'inquietò maggiormente. Poco dopo anche
+Alberto se n'andò. Matilde interrogò vivamente il fratello. Questi
+negò bensì che fra Emilio e il Nori vi fosse stata contesa, ma la sua
+negazione parve debole e poco persuasiva alla ragazza.
+
+Il domattina, Cesare, ricevuto un biglietto di Emilio che lo pregava
+di venire subito da lui, stava per recarsi alla chiamata, quando
+Matilde lo sorprese colla mano sulla serratura dell'uscio di casa.
+
+--Dove vai così di buon'ora e così sollecito?
+
+Cesare, che non era abbastanza accorto per vedere il motivo di tacere
+il vero, disse d'essere stato chiamato da Emilio.
+
+Matilde se ne turbò.
+
+--Ah! io l'avevo indovinato fin da jeri sera. Quel tristo d'Emilio
+vuoi battersi col signor Nori.
+
+Cesare disse quanto meglio seppe a persuadere la sorella che ciò non
+era possibile, ma ogni sua parola rimase inutile.
+
+--Senti, Cesare, disse Matilde con forza. Tu hai da impedire codesto
+duello ad ogni costo... ad ogni costo, capisci... Ne faccio te
+responsabile... Va, e torna presto a rassicurarmi.
+
+--Cesare, disse Emilio al fratello di Matilde, appena l'ebbe veduto
+entrare, quel bellimbusto del Nori mi ha sfidato, e ci battiamo questa
+stessa mattina.
+
+--Possibile! esclamò Cesare tutto turbato. Ah! Matilde ha visto
+giusto.
+
+--Ah ah! Che cosa t'ha detto tua sorella?
+
+--Che si trattava di questo duello, e ch'io dovevo a ogni costo
+impedirlo.
+
+--Sì, proprio? esclamò col suo malvagio sogghigno Emilio. Convien
+dunque dire che Matilde s'interessa vivamente, troppo vivamente, per
+quel signore... Oh! me ne rincresce, perchè il duello oramai non v'è
+modo d'evitarlo.
+
+--Oh sì che ci sarà, disse con calore il buon Cesare; ci dev'essere.
+Sento anch'io essere mio dovere d'impedirlo, questo duello... Tu ne
+hai già avuti troppi, nessuno più di te può rinunziare ad uno scontro
+senza scapitarne... Di questo duello poi non c'è una soda ragione.
+
+Emilio l'interruppe bruscamente.
+
+--La ragione c'è, e la so ben io... Non impacciartene dell'altro tu,
+che per quello ch'io ti domando... Vorresti farmi da Mentore? Questo
+duello ti dico io che è inevitabile... È stato lui, Alberto, quello
+che l'ha voluto... Io ho fatto di tutto per esimermene; sono stato
+rimessivo fin troppo; Nori ha persistito; mi ha mandato a sfidare,
+stamattina son venuti i suoi padrini e fra un quarto d'ora torneranno
+per intendersi definitivamente coi miei, dei quali tu sarai uno e B.
+l'altro. Siamo già d'accordo che si finirà tutto di questa mattina
+medesima. Posso io dare addietro? Mai più! Lo può egli, provocatore,
+sfidatore ostinato, senza coprirsi di vergogna? Nemmen per ombra.
+Dunque? E avresti cuore tu di abbandonarmi, di lasciarmi negli
+impicci?... Hanno suonato. È certo l'altro mio padrino. Conto su voi
+due. Saprete fare le mie parti a dovere.
+
+Cesare, dominato dall'accento e dallo sguardo di Emilio, non osò più
+contraddire, non osò più rifiutarsi.
+
+Secondo le istruzioni date dallo sfidato ai suoi padrini, fu convenuto
+che il duello avrebbe luogo fra due ore, alla pistola, dietro il campo
+santo, i due avversarî alla distanza di venti passi, facendo fuoco
+nello stesso tempo.
+
+Quando i due avversarî si trovarono a fronte, Cesare non potè a meno
+di essere colpito dalla differenza dei loro aspetti. Alberto Nori, un
+po' pallido, ma franco e sorridente, guardava dritto innanzi a sè
+cogli occhî levati; Emilio Lograve teneva un po' chino il capo e di
+sotto la fronte lo sguardo velenoso guizzava a scatti sull'avversario
+mentre sulle labbra gli si disegnava il sogghigno diabolico di un
+malvagio che vuole compiere un maleficio e sa di riuscirvi. Il
+fratello di Matilde fu assalito da una specie di rimorso; nel
+consegnare l'arma ad Emilio, gli disse piano, ma con calda espressione
+di preghiera:
+
+--Tu lo risparmierai, non è vero?
+
+L'altro sogghignò a suo modo.
+
+--Vedrai come!... Lo colpirò al terzo bottone del soprabito.
+
+Cesare volle insistere.
+
+--Va, va al tuo posto, e non seccarmi.
+
+Al cenno, i due colpi risuonarono insieme. Emilio stette fermo,
+immobile, senza batter ciglio. Alberto portò la mano sinistra al petto
+ed esclamò:
+
+--Son ferito!
+
+Si scosse come per fare un passo, vacillò, e perdendo di subito le
+forze, lasciò cader l'arma che impugnava colla, destra, si accasciò e
+si distese lungo per terra.
+
+I quattro testimonî e il medico si precipitarono presso di lui; il
+terzo bottone del soprabito a doppio petto era rotto e lì vicino un
+bucherello lasciava uscire una goccia di sangue. Il ferito girò
+intorno uno sguardo incerto, volle parlare, una lieve schiuma
+sanguigna gli venne agli angoli della bocca, e svenne.
+
+Emilio, senza muoversi dal suo posto, aveva incrociato le braccia e
+stava aspettando.
+
+Il medico aprì sollecito i panni del caduto, ne stracciò la camicia,
+osservò la piaga, ne tastò coi suoi ferri la profondità, cercò la
+palla, non la trovò, e volgendosi ai presenti, disse con malauguroso
+scuoter del capo:
+
+--La ferita è gravissima.
+
+Mentre il medico faceva una fasciatura provvisoria, Cesare s'accostò
+ad Emilio, e questi senza lasciarlo parlare gli disse subito:
+
+--Hai visto? Al terzo bottone.
+
+Cesare sentì uno sdegno, un orrore indicibile per quel cinico omicida.
+
+--Tu l'hai assassinato, gli rispose con labbro fremente. Ora, che vuoi
+tu ancora far qui? Vattene.
+
+Emilio scosse la spalla sogghignando, gettò in terra la pistola che
+teneva ancora in mano e si allontanò lentamente.
+
+Cesare rientrò in casa con aspetto così turbato, che i genitori e la
+sorella subito s'accorsero che qualche cosa di grave gli era
+intravvenuto; e siccome era impossibile nascondere la verità, egli
+narrò con ogni particolare l'avvenimento di quella mattina. Amarissimi
+rimproveri glie ne fece Matilde, severissimi il padre e la madre.
+
+Il signor Danzàno scrisse al figlioccio tali rampogne che gli levarono
+affatto la volontà di presentarsi nella casa del padrino a sentirsele
+ripetere in faccia.
+
+Per tutta la città l'interessamento fu vivo pel ferito, rigorosa la
+disapprovazione pel feritore.
+
+Il fisco, trattandosi di un duello che fece tanto rumore, e di cui la
+conseguenza era la vicina, temuta, pur troppo inevitabile morte di un
+uomo, si trovò in debito di procedere con qualche premura.
+
+Emilio, per togliersi alle seccature del processo e alla indignazione
+della cittadinanza, di cui in quei primi giorni sentiva gravarsi
+addosso il molesto peso, dato sesto ai suoi affari, provvistosi d'una
+buona somma, senza dare un saluto a chicchessia, fuggì all'estero,
+coll'animo di non rimpatriar più che a cose quiete e protetto
+dall'oblìo che nella vita sociale, coll'ajuto del tempo, seppellisce
+ogni cosa.
+
+
+
+
+X.
+
+
+Alberto Nori stette parecchî giorni tra la vita e la morte; ma per
+fortuna quel benedetto bottone, preso di mira, aveva fatto deviare un
+pochino il projettile, e il cuore era stato salvo. Il pericolo di una
+emorragìa interna venne scongiurato; e dopo una settimana, i medici
+credettero potere affermare, _che se non sopravvenivano
+complicazioni_, il malato sarebbe guarito.
+
+Se in tutta la cittadinanza grandi furono lo interessamento pel Nori e
+la indignazione pel Lograve, grandissimi essi furono nella famiglia
+Danzàno, e in Cesare medesimo, e più di tutti in Matilde. Le pareva
+che su lei pesasse un po' di colpa, che avendo essa scoperto il
+pericolo avrebbe dovuto fare di più per iscongiurarlo; se la prese col
+fratello, che non era stato capace d'impedire lo scontro, e non gli
+perdonò che quando vide con quali amorose cure egli si facesse ad
+assistere il ferito. Con ansia essa ne aspettava da Cesare le notizie,
+e come si era vivamente afflitta alle tristi, provò e manifestò una
+vera gioja al sopraggiungere delle buone. A un punto si stupì essa
+medesima di tanto interessamento che per la persona più cara non
+avrebbe potuto avere maggiore: ne interrogò tra sè e sè il suo cuore,
+e la risposta che n'ebbe le fece salire un'ondata di sangue alla
+faccia.
+
+Fra Cesare Danzàno ed Alberto Nori, durante la malattia di
+quest'ultimo, venne stabilendosi una amicizia, una intimità, che non
+avrebbe potuto essere maggiore dopo anni ed anni di convivenza.
+
+Guarito, Alberto frequentò la casa del nuovo amico, e vi mostrò
+carattere così aperto e buono, costumi così onesti e sentimenti tanto
+lodevoli, da ottenere la stima e l'affetto di tutti.
+
+E quindi, allorchè, sei mesi dopo il fatal duello, Alberto Nori venne
+a chiedere ufficialmente la mano di Matilde ai genitori di lei, fu
+unanime il parere di tutti, di premurosamente acconsentire. Il
+matrimonio, che ebbe luogo al chiudersi dell'anno, ottenne
+l'approvazione e l'invidia di tutti, come quello che per le condizioni
+reciproche di età, di fortune, di carattere dei conjugi prometteva di
+riuscire il più felice che sia possibile.
+
+E mantenne la promessa. Gli sposi furono felicissimi e lo meritarono.
+Matilde e Alberto potevano dirsi davvero fatti l'uno per l'altra; la
+dolcezza di lui temperò ancora meglio la primitiva petulanza di lei
+che gli anni avevano pure già scemato; l'amore, la fioritura della
+giovinezza, la soddisfazione del cuore, diedero alla beltà di Matilde
+nuovo pregio, nuovo incanto, nuovo splendore.
+
+Come se la fortuna volesse favorire con ogni sua grazia quella giovane
+coppia amorosa, un anno dalle nozze non era ancora trascorso, che
+Matilde si vedeva appeso al seno e dondolava fra le sue braccia un
+amorino di bimbo così bello che Alberto voleva fosse tutto tutto il
+ritratto della mammina, e Matilde affermava ch'era una copia fedele in
+miniatura del babbo.
+
+La loro felicità sarebbe stata troppa dove non fosse venuto a colpirli
+qualche dolore, e questo venne alla morte della madre di Matilde. Se
+per questa il colpo fu crudele, fu crudelissimo per il signor Danzàno,
+il quale, dopo tanti anni di convivenza sempre in pace e accordo,
+adorato da quella donna, ora a lui rapita, che lo sapeva circondare
+d'ogni cura e d'ogni affetto, sentì proprio mancarsi metà
+dell'esistenza, metà della ragione di vivere.
+
+La sua casa divenne muta e deserta: Cesare, giovane vivente la vita
+elegante di società, non poteva e non sapeva dargli conforto; il
+povero vedovo in ogni stanza del quartiere trovava argomenti di
+ricordi che incrudivano sempre il suo dolore: egli non aveva sollievo,
+non provava consolazione che recandosi in casa della figlia, dove le
+parole e la presenza stessa di Matilde, le carezze dei nipotini (che
+ora erano in numero di tre, due maschietti e una femmina) gli
+facevano, non dimenticare, ma sentir meno la sua disgrazia. Valevano a
+ciò sopratutto le moìne, la figurina, i baci della bambina, alla quale
+era stato posto il nome della nonna, e in cui il vedovo a sua volta,
+s'ostinava a vedere il ritratto parlante della perduta donna. Un
+giorno, Alberto, andato in casa dello suocero, lo trovò così abbattuto
+che ne ebbe paura.
+
+--Se quest'uomo continua a starsene qui solo, è bello e spacciato,
+pensò; e rientrato a casa, trasse in disparte sua moglie e le disse:
+
+--M'è nata in capo un'idea, che spero approverai. Tuo padre ha bisogno
+di compagnìa e di cure: o perchè non verrebbe egli a viver qui con
+noi, ad ajutarci a tirar su que' birichini dei nostri figli?
+
+Matilde gettò le braccia al collo del marito.
+
+--Oh grazie! gli disse baciandolo appassionatamente. Tu sei il miglior
+uomo del mondo.
+
+Fecero così una famiglia sola; e il vecchio Danzàno si riprese alla
+vita. Cesare medesimo ne fu soddisfattissimo, perchè in verità egli
+voleva pure un gran bene alla sorella, e ai nipoti, e al cognato
+stesso, ed era lieto di vedere suo padre contento, mentre egli ne
+diveniva ancora più libero del suo tempo e della sua volontà, di guisa
+che per quella brava e buona famiglia tutto camminava prosperamente,
+allorchè, dopo cinque anni d'assenza, fece ritorno in patria Emilio
+Lograve.
+
+Questi, fuggendo, portava seco la quasi certezza che Alberto Nori
+sarebbe morto della sua ferita; ne aveva aspettato impaziente le nuove
+ulteriori, e siccome nessuno glie ne aveva scritto, s'era rivolto
+replicate volte per lettera a Cesare, affine d'essere informato non
+solo della sorte d'Alberto, ma delle cose della famiglia Danzàno. Ma
+Cesare non gli aveva mai risposto, e la prima notizia ch'egli ebbe, fu
+la partecipazione a stampa del matrimonio seguito fra il signor
+Alberto Nori e la signorina Danzàno.
+
+Emilio fu assalito da un vero accesso di furore; fantasticò ogni fatta
+di propositi violenti a vendicarsi.
+
+Il pensiero di Matilde in braccio ad un altro gli era un supplizio che
+l'angosciava giorno e notte. E quell'altro così felice era quel Nori,
+per cui fin da ragazzo egli aveva avuto un odio, un rancore speciale!
+Stette a un pelo di pentirsene e precipitare in patria per costringere
+Alberto a un nuovo duello da cui non lo avrebbe più lasciato uscir
+vivo di certo. Ma se ne trattenne comprendendo che siffatto scontro
+sarebbe stato sicuramente impedito. Calmato il primo furore, un'altra
+vendetta che giudicò più cara, più degna e più compiuta, venne a
+sorridere al suo tristo talento.
+
+--Egli l'ha sposata, pensò, ha vinto la prima partita, ma non può
+darsi una rivincita?... togliergliela, strappargliela... averla, ora
+che è sua, ferirlo nell'amore insieme e nell'onore!... Impossibile?...
+E perchè?... Matilde è onestissima e mi odia... Ah! l'onestà delle
+donne, anche la più pura, può transigere sotto l'impero d'una
+necessità: anche l'odio la necessità fa superare... Crearla questa
+necessità, farla incombere minacciosa, imminente, inesorabile... Con
+arte, con pazienza... e il mio cervello d'artificî non ha penuria, e
+di pazienza il mio odio ne saprà avere. Chi sa?
+
+Continuò i suoi viaggi. Visitò la Francia: visse la vita chiassosa di
+Parigi: e in quel bailame dove si cola, s'agita e ribolle «la gran
+fiumana di tutti i vizî d'Europa e d'America» non ebbero a farsi
+migliori il suo cuore, l'anima, l'indole. Passò in Inghilterra, e ciò
+da cui più venne colpito furono l'egoismo, la crudezza della lotta
+degl'interessi, il disprezzo pei deboli che contraddistinguono quella
+razza di forti; in Germania vide il trionfo della forza: a Berlino e
+Vienna incontrò le stesse passioni, gli stessi difetti e vizî e
+ingiustizie, onde la sua primitiva disistima degli uomini e delle
+donne, il suo scetticismo, il suo rancore contro chi godeva gioje a
+lui contese, la sua rabbia di soddisfare le sue brame si accrebbero,
+nè migliorarono i suoi costumi e il suo carattere. Dopo cinque anni,
+intravvenuta un'amnistia pei reati di duello, Emilio Lograve tornava
+in patria, ancora più tristo, più invidioso, maligno, ma esteriormente
+cambiato affatto, grazie alla maschera e alla veste d'agnello ch'egli
+aveva creduto utile imporsi e aveva saputo vestirsi.
+
+
+
+
+XI.
+
+
+ «_Caro Cesare_,
+
+«Eccomi di ritorno in patria, ma ben diverso da quello d'un tempo. Gli
+anni, l'esperienza del mondo, la mia volontà hanno domato il mio
+umore, vinto gl'irosi impulsi del mio carattere. Mi sono fatto umile
+come un povero e mite come un agnello. E sono solo, senza legami,
+senza affetti, mentre un prepotente bisogno mi è nato di voler bene ad
+altrui, e che altri mi voglia bene.
+
+«Pensare che questo tesoro d'affetto potrei averlo nella tua famiglia!
+Il mio padrino, io lo amerei, sento d'amarlo come un padre: te e
+Matilde, come fratello e sorella. Ma non oso neppure presentarmi alla
+soglia della vostra casa. Che accoglienza mi farete voi, e quale
+Alberto Nori?... Certi momenti m'imagino che io, andando a lui con una
+mano tesa e dicendogli: «Dimentica: io nell'avversario d'una volta,
+non vo' veder più che un nuovo congiunto,» egli accetterebbe la mia
+destra e mi chiamerebbe cugino. Credo di ciò capace il carattere
+generoso del Nori; ma poi mi sgomento e non oso espormi al pericolo
+che un ostile accoglimento ridesti in me l'antico dèmone dell'ira.
+
+«Ma di te almeno, spero e confido che tutta affatto spenta non sarà
+quella benevolenza, che mi dimostrasti un giorno, e ad essa faccio
+appello, come un assetato per soccorso d'un bicchier d'acqua.
+Vediamoci; poichè io non posso venire da te, vieni tu da questo povero
+solitario. Benvenuto tanto più se mi recherai la faccia e il cuore
+dell'animo di prima: benedetto se potrai darmi da parte dei tuoi una
+parola di pace.
+
+ «_Tuo aff_. EMILIO LOGRAVE.»
+
+
+Il fratello di Matilde si affrettò di comunicare quella lettera al
+padre, alla sorella, al cognato. I due uomini credettero scorgervi
+sincerità di pentimento, vere intenzioni di accordo e desiderio di
+affetto: e Alberto, coll'impeto della sua generosa e subitanea natura,
+manifestò il proposito di andar tosto egli stesso a pigliare per mano
+il reduce, e trarlo seco, e introdurlo nella famiglia. Ma non fu di
+questo parere Matilde, la quale con molta freddezza, anzi con molta
+diffidenza, accolse l'atto di resipiscenza del cugino.
+
+--Cambiato? diss'ella, sarà! Ma prima di ammetterlo in casa, vorrei
+averne delle prove migliori che le semplici parole. Andare da lui, tu
+Alberto, no sicuramente. Cesare gli rechi pure il nostro perdono. Viva
+perdonato, ma lontano; è il meglio per tutti.
+
+Emilio fu con Cesare un commediante perfettissimo. Si commosse di
+gioja, di tenerezza, di gratitudine; perorò, pianse. Comprese dalle
+impacciate parole del poco destro Cesare, che Matilde impediva la
+riconciliazione di andare fino all'espansione dell'amicizia, e disse
+che essa aveva ragione: che il passato le dava innegabile diritto di
+diffidare; ma che egli sperava, col tempo, vincere i dubbî e i
+sospetti anche di lei, e giungere allo scopo tanto agognato di essere
+pei Nori come pei Danzàno un vero fratello. Intanto non gli si negasse
+almeno la consolazione di poter vedere il caro padrino, il protettore
+della sua infanzia, cui egli amava più di tutto al mondo.
+
+Il vecchio Danzàno lo accolse molto freddamente, ma Emilio mostrò non
+accorgersi di quella freddezza. Cominciò per venire dal padrino una
+volta la settimana, poi due, poi quasi tutti i giorni. Non cercava mai
+di vedere Matilde; se la incontrava per caso, la salutava e tirava
+via. Sapeva svagare il vecchio raccontandogli i suoi viaggi, facendolo
+discorrere del passato, leggendogli libri e giornali. Lo accompagnava
+anche a passeggio, sostituendosi a Cesare che preferiva esser libero
+ed a Matilde e Alberto che consacravano viepiù il loro tempo ai figli.
+Il caso venne ancora in suo ajuto. Il padre di Matilde cadde
+gravemente ammalato: ed Emilio, richiamatosi alla memoria quanto aveva
+studiato di medicina, partecipò alla cura, seppe agli altri medici
+persuadere le sue idee in proposito, e l'infermo dovette credere che a
+salvarlo aveva giovato più di tutti e quasi unicamente la cura del
+figlioccio. In verità egli non risparmiò nè tempo, nè attenzioni, nè
+tratti servizievoli intorno al giacente, vegliando il più delle notti
+e sapendo così bene interpretare, indovinare i bisogni di lui, i
+desiderî, le idee, che nessun altro valeva a soddisfare ugualmente il
+malato, anche quando già entrato in convalescenza.
+
+Matilde, da principio s'era adattata assai malvolentieri a trovarsi
+sempre in compagnìa di Emilio, ma poi vedendone la buona, zelante e
+giovevole opera, si era dipartita a poco a poco dalla primitiva ostile
+freddezza, e grazie pure alle umili, insinuanti, affettuosamente
+bonarie maniere di lui, aveva lasciato introdursi fra loro una certa
+famigliarità che aveva anche le apparenze dell'amicizia. E così non
+era trascorso un anno dal suo ritorno, che Emilio vedeva effettuato il
+voto da lui espresso nella lettera a Cesare, di essere cioè accolto
+nella casa di Alberto e da Alberto stesso come un congiunto. Con
+Matilde egli continuava nella sua fredda riserbatezza: non cercava mai
+di essere solo con lei, anzi, ne sfuggiva l'occasione; se la cosa
+avveniva, egli accresceva ancora la espressione di indifferenza, che
+aveva di solito, e più presto che poteva, partivasene. Due sole volte
+quell'interno fuoco, ch'egli così abilmente nascondeva, fu sul punto
+di manifestarsi.
+
+La prima nella camera del convalescente, quando questi era appunto
+ritornato da una passeggiatina fatta in compagnìa e col sostegno di
+Emilio. Stanco il vecchio erasi abbandonato sulla poltrona, e Matilde,
+che era accorsa sulla soglia del quartiere a riceverlo, e lo aveva
+guidato fin là, gli accomodava dietro la testa e le spalle i cuscini.
+Era essa così bella in quell'atto, con una sì seducente espressione di
+amorevolezza, che Emilio, nel contemplarla, sentì le fiamme salirgli
+al capo. Nell'ajutarla ad accomodare un guanciale, Emilio incontrò
+colla sua la mano di lei, e involontariamente la prese, la strinse.
+Matilde liberò vivamente la destra, e levò in volto al cugino uno
+sguardo stupito, quasi offeso, interrogatore. Ma il giovane aveva già
+ripreso il possesso della sua volontà, e il dominio della sua
+passione; spense con meravigliosa rapidità il lampo degli occhî,
+atteggiò le labbra ad un sorriso innocente, e disse colla calma d'una
+discreta ammirazione:
+
+--Che brava infermiera, e che buona figliuola sei tu!
+
+Matilde non ci pensò altrimenti.
+
+La seconda volta così avvenne. Emilio sorprese la famigliuola Nori in
+uno di quei momenti d'espansione della mutua tenerezza che sono così
+cari e soavi. Marito e moglie abbracciati avevano intorno i
+figliuoletti che facevano ressa per essere accolti e carezzati in
+quell'amplesso anche loro. Quelle testoline bionde, ricciute, quei
+visini rosei, paffutelli, quegli occhietti vividi, furbicciuoli,
+amorosi, quei labbruzzi porporini, da cui usciva la cara melodìa di
+parole nella tenera voce infantile, e in mezzo quelle due belle figure
+d'uomo e di donna giovani che avevano intorno l'aureola della felicità
+e della tenerezza, formavano uno spettacolo da commuovere e rendere
+invidioso qualunque. Emilio impallidì, si scusò di venire a
+disturbare. La sua presenza pose fine a quella intima festicciuola.
+Dopo un breve discorso, Alberto si alzò e disse dover uscire.
+
+--Conducimi teco, incominciò il maschietto più grande, conducimi a
+spasso, babbino mio.
+
+--Sì, sì, conducine, conducine a spasso: gridarono gli altri quattro,
+serrandoglisi ai panni.
+
+--Adesso, subito, no, no, non posso: disse il padre. Ma fate vestir la
+mamma, e con essa vi attendo tutti fra un'ora sulla piazza grande...
+Va bene, così?
+
+--Sì, sì, sì, gridarono i piccini, battendo le mani e saltando.
+Andiamo, mamma, vieni a vestirti.
+
+--Eh! ci ho il tempo! rispose Matilde ridendo. Andateci intanto voi
+altri che ci impiegate un anno. Tu Alberto, accompagnali di là, e di'
+alla cameriera che li acconci.
+
+Alberto prese in braccio il più piccino, gli altri si attaccarono alle
+falde dell'abito, ed egli ridendo, gridando, baciando quello che gli
+si era appeso al collo, senza nemmen più pensare a salutare il cugino,
+se ne uscì dalla stanza. Fu come un piccolo turbine di allegrìa che si
+partisse.
+
+Emilio seguì quel padre e sposo avventurato con uno sguardo che si
+sarebbe potuto dire feroce.
+
+--Ah! si lasciò sfuggire a mezza voce. Che cosa non avrei dato, che
+non darei per la felicità di quell'uomo!
+
+Matilde sollevò vivamente la testa, e fissò su di lui il suo sguardo
+limpido e penetrante.
+
+--Che cosa dici?
+
+Emilio fu sollecito a riprendere la sua maschera d'indifferenza.
+
+--Nulla... Che Alberto è un uomo felice, e che se lo merita... e che
+tu hai avuto ragione a preferirlo... a tutti gli altri.
+
+E si partì.
+
+Lo spettacolo di simili scene, a cui la sua frequentazione in casa
+Nori lo faceva assistere sempre più sovente, a cui anzi egli cercava
+di assistere con quella fiera voluttà che altri prova nell'inasprire
+un forte dolore che lo tormenta; lo spettacolo di queste scene
+accresceva in Emilio l'odio, la rabbia, l'invidia, gli lacerava il
+cuore così da mandarlo in furore, quando solo nella sua camera egli
+ripensava ad esse. Allora il tristo malediceva, bestemmiava, si
+mordeva i pugni, giurava e spergiurava al suo odio che un giorno
+l'avrebbe la sua rivincita; l'avrebbe a ogni modo, a costo di
+qualsiasi delitto, a costo di qualsiasi infamia.
+
+Meditava intanto il suo disegno colla pazienza d'un odio eterno e
+d'una passione maniaca, camminando guardingo per non metter piede in
+fallo.
+
+Una mattina, Emilio, entrando colla sua solita famigliarità nella
+camera di Cesare, assente da casa, sorprese il domestico che si faceva
+un generoso regalo dei sigari del padrone.
+
+--Cesare non c'è? domandò egli, facendo mostra di non aver visto
+nulla.
+
+--No, signore, rispose il servo, cacciando destramente in saccoccia i
+sigari e richiudendo la scatola con mano franca.
+
+--Bene; ma non tarderà a venire, perchè eravamo intesi che sarei
+venuto a quest'ora: lo aspetterò.
+
+E sedette presso la tavola, prendendo un libro e mettendosi a
+sfogliarlo.
+
+--Come le piace, disse il domestico; e si mosse per partire.
+
+--Ma voi non avete mica finito di rassettar la camera? notò Emilio.
+
+--No, signore, ma smetto per non disturbare. Là... tornerò più tardi.
+
+--No, no, fate la vostra bisogna; non mi disturbate niente affatto.
+
+Il domestico s'inchinò e riprese il suo lavoro.
+
+Emilio, voltando le pagine del libro, lo guardava di sottecchi. Non
+era la prima volta che egli facesse attenzione a quel giovane; tutto
+quello che apparteneva alla casa egli l'aveva esaminato e studiato: la
+cuoca, una buona donna senza nessuna nota speciale; la cameriera,
+abbastanza bellina per essere civetta, e giovandosi della facoltà, ma
+contenuta dalla severità della padrona che non avrebbe tollerato
+neppure una leggerezza nella sua condotta; fra lei e il domestico,
+Emilio aveva creduto di osservare alla sfuggita, molto alla sfuggita,
+qualche lieve cenno d'intelligenza, e si era permesso di appurare la
+cosa. Il domestico era un giovinotto di venticinque anni, di statura
+bassotta, tarchiato, con capelli rossigni, fronte bassa, testa quadra,
+labbra grosse, una falsa aria da nesci, il portamento da contadino
+rincivilito e negli occhî vivaci, a lampi, la rivelazione d'una intima
+furberìa che si voleva nascondere.
+
+Su questo cotale, Emilio aveva fondato alcune speranze.
+
+--È da molto tempo che siete in questa casa? domandò Emilio colla
+indifferenza di chi parla tanto per non istare in silenzio.
+
+--Sì, signore; più di sei anni, fin da prima ancora che il signor
+Alberto si ammogliasse.
+
+--Vuol dire che siete proprio affezionato al vostro padrone?
+
+--Si figuri!... Sono figliuolo d'un suo contadino. Sono nato, si può
+dire, al servizio di questa famiglia. Siccome il lavoro dei campi mi
+piaceva poco e il vivere a polenta e acqua mi piaceva niente, mi sono
+raccomandato al signor Alberto; ed egli credendo, per sua bontà, di
+vedere in me qualche disposizione a diventare un buon servo di casa,
+mi prese con sè...
+
+--E vi ci tiene in panciolle, interruppe Emilio ridendo.
+
+--Eh! non ci si sta male certo... Ma ci si stava meglio quando il
+signor padrone era scapolo.
+
+--Ah sì?
+
+--Poco da fare... parecchie mancie per commissioni delicate... che ora
+non si fanno più.
+
+--Ah! briccone! sclamò Emilio con un sorriso incoraggiatore,
+approvatore. E poi, unendosi anche la famiglia della signora, il
+lavoro è cresciuto di certo.
+
+--Oh! non mi lamento: i padroni son tutti buoni... Madama è un angelo,
+severa in certe cose, anche rigorosa, ma un angelo!... Suo padre,
+povero vecchio, che cosa ne può se la sua malattia ci ha dato tanto da
+fare? Il signor Cesare è una perla... Oh! eccolo appunto.
+
+Cesare entrava; il servo riprese con zelo la sua finzione di
+spolveramento. Scambiate appena alcune parole con Emilio, il fratello
+di Matilde, come soleva, offrì dei sigari e aprì la cassetta. Il
+domestico raddoppiò di ardore nell'agitare lo strofinaccio.
+
+--Ah, ah! sclamò Cesare che si accorse della sparizione dei migliori
+sigari. Qui c'è stato un leva ejus... Battista, sapresti darmene
+notizia?
+
+Il domestico voltò verso il padrone una faccia stupidamente franca e
+sicura.
+
+--Notizie di che? disse.
+
+--Dei sigari che mancano.
+
+--Oh! ce ne mancano?... Io non so nulla: io non ho manco mai visto che
+lì dentro ci fossero dei sigari.
+
+Cesare stava per montare in collera.
+
+--È vero, saltò su Emilio: Battista non ne sa nulla, e non ne può
+nulla, perchè quei sigari sono io che te li ho presi.
+
+--Tu!
+
+--Ne sono rimasto senza; me no son fatta una piccola provvista, che ti
+restituirò alla prima occasione.
+
+--Va bene, va bene: non parliamone più.
+
+Battista guardò Emilio coll'aria stupita e quasi spaventata, che
+avrebbe avuto vedendo qualche mostro meraviglioso e arrossì
+leggermente sotto le lentiggini della sua carnagione: poi girò
+vivamente sui tacchi e uscì sollecito, forse per andare a meditare
+intorno a quell'indovinello, di cui non gli si presentava subito la
+soluzione.
+
+Emilio aveva ammirato la franchezza di menzogna in Battista che, come
+non aveva scrupoli a rubare i sigari, poteva, per interesse, non
+averne nemmeno per altre azioni od omissioni. Da quel giorno ogni qual
+volta s'incontravano il signor Lograve e il servo Battista, quegli
+aveva un sorriso di compiacenza protettrice, quasi di segreta
+intelligenza, e questi abbassava gli occhî e tirava dritto a capo
+chino. Vi era quasi una tacita complicità fra quei due, e il servo
+sentiva come se l'amico dei suoi padroni gli avesse lanciato nelle
+carni un uncino e lo tenesse per esso, e anzi questo uncino penetrasse
+ogni giorno più addentro. Emilio trattava quel servo coi modi più
+amorevoli e generosi; lo chiamava suo caro, aveva sempre un elogio da
+fargli, e prendeva ogni menoma occasione per dargli delle buone
+mancie, a lui e a Lisa la cameriera.
+
+Un giorno, venuto a fargli una commissione da parte di Cesare,
+Battista trovò il signor Lograve in un lungo corridojo della sua
+abitazione, ch'egli aveva ridotto a tiro a segno, dove ogni giorno si
+esercitava per delle ore colla pistola da sala.
+
+--Lo disturbo? disse Battista rimanendo sulla soglia.
+
+--Niente affatto: parlate pure, e io intanto continuo il mio tiro.
+
+Mentre Battista espose la sua ambasciata, Emilio cacciò tre pallottole
+nel centro del bersaglio, l'una spingendo dentro l'altra.
+
+--Corpo di Bacco! esclamò il servo meravigliato. Che sicurezza
+d'occhio e che fermezza di mano!
+
+--Peuh! esclamò con indifferenza Emilio, gettando in là la pistola; e
+voltandosi a un tavolino dov'era un servizio da liquori, si mescette
+un bicchierino di acquarzente che tracannò d'un fiato. Ne caccierei
+nello stesso buco cinquanta, cento delle pallottole, l'una dopo
+l'altra.
+
+--Ah! non sarebbe molto propizio alla salute l'andare a soffiare sotto
+il naso di vossignorìa.
+
+--Una volta s'aveva poco da scherzare meco; ero un solfino,
+m'accendevo subito; ma ora ho messo tanto ghiaccio nel mio sangue, che
+a farlo ribollire ce ne vuole!...
+
+Battista, compiuta la sua missione, prendeva commiato.
+
+--Aspettate, gli disse Emilio. Assaggiatemi un po' questo cognac.
+
+E gli mescette un buon bicchierino, atto a sciogliere lo
+scilinguagnolo.
+
+--Ditemi un po' se vi gusta.
+
+--Oh! eccellente! esclamò Battista, centellinando quel fuoco
+liquefatto e facendo schioccare la lingua contro il palato.
+
+--I vostri padroni non ne hanno di simile.
+
+Battista fece un gesto evasivo.
+
+--Non è punto cattivo quello di casa Nori, ma io ritengo che il mio è
+migliore. Che cosa ne dite?
+
+--Mah!... non saprei... Quello di casa non l'ho mai assaggiato.
+
+--Possibile. Avete avuto tanto scrupolo?
+
+--Sissignore... Gli è che lo tengono sotto chiave.
+
+--Ah!...
+
+--Già, in casa tutto è chiuso a chiave: vino, liquori.
+
+--Sigari? soggiunse Emilio sorridendo.
+
+--Bè!... Il signore vuol dire?...
+
+--Voglio dire, s'affrettò a interrompere Emilio, che è un brutto
+sistema, quello di non lasciar godere alla servitù quel poco di buono
+che c'è in casa. Per me i servi sono parte della famiglia, e quello
+che è mio è anche loro.
+
+--Oh bravo! Lei sì ch'è proprio un buon signore!
+
+--La più rigorosa dev'essere madama, mia cugina.
+
+--Proprio!
+
+--C'è quella buona Lisa, la cameriera... bellina, non è vero?
+
+--Peuh! fece ipocritamente Battista, chinando gli occhî.
+
+--Scommetto che vi piace.
+
+--Oh! io faccio i miei affari e lei fa i suoi.
+
+--Ne son persuaso... Ebbene, volevo dire che quella buona ragazza è un
+po' vittima dei capricci della padrona.
+
+Battista allargò lo braccia, si strinse nelle spalle colla diplomazìa
+d'un ingenuo che non vuoi dir nulla.
+
+--Voi siete affezionato al Nori, e non ne lascierete il servizio, a
+nessun patto, non è vero?
+
+--Sono affezionato ai miei padroni... sissignore... Uscire di quella
+casa... sicuro... che mi farebbe dispiacere... Ma però... sa bene...
+se si può migliorare il proprio stato... onestamente, s'intende... è
+da matto il non farlo.
+
+--Quanto vi danno al mese?
+
+--Trenta lire... e non è molto.
+
+--È poco, in verità, per un uomo come voi... Ci sono di quelli che non
+vi valgono che guadagnano cinquanta, sessanta lire.
+
+Battista mandò un gran sospiro.
+
+--Eh, bisogna nascere fortunati a questo mondo.
+
+--Ma la fortuna vuol anche essere cercata.
+
+Il domestico fissò i suoi occhietti furbi, penetranti, nel sorriso
+compiacente e incoraggiatore del Lograve.
+
+--Se alcuno mi ci ajutasse... se s'interessasse per me... Dove sono
+non ci sto male, non mi lamento, ma via, se potessi stare anche
+meglio...
+
+--Chi sa! disse con aria misteriosa Emilio, chi sa che un'occasione
+non si presenti, in cui io stesso possa far qualche cosa per voi!...
+
+--Ah, signore!... Le sarei tanto riconoscente!...
+
+Emilio mise mano al portabiglietti e fece scivolare nella destra di
+Battista un fogliolino da cinque lire.
+
+--Signore! soggiunse Battista con calore. Se mai avesse bisogno di me,
+non ha che da comandarmi.
+
+--Va bene, va bene... Chi sa?... Forse più presto di quel che credete.
+
+
+
+
+XII.
+
+
+Era venuta l'estate, e la famiglia Nori stava per andarsene in
+campagna: con lei naturalmente partivano i due Danzàno padre e figlio.
+Lograve fece venire Battista a casa sua.
+
+--Voi m'avete detto, cominciò tosto Emilio, che siete figliuolo d'un
+mezzadro d'Alberto.
+
+--Sì, signore.
+
+--Siete dunque pratico di quel paese?
+
+--Pensi un po'!... Ci sono nato, e non ne son venuto via che ai
+diciott'anni... tutte le stati vi vado coi padroni a passarvi tre
+mesi...
+
+--Ed è proprio in quella fattorìa dov'è vostro padre che i Nori vanno
+a scampagnare?
+
+--No, signore... La fattorìa non ha che gli edifici rustici. I padroni
+abitano una villetta posta più in su, a venti minuti di lontananza,
+una bella villetta, bene esposta con una magnifica veduta, ma con un
+palmo di giardino e niente più.
+
+--Se alcuno volesse andare a passare in quel paese una quindicina di
+giorni, ci troverebbe una locanda?
+
+--Oh, sì, signore; ma una povera locanda dove starebbe male... È già
+migliore l'osterìa di X... villaggio lontano di là un dieci o dodici
+chilometri... bel villaggio, proprio alla frontiera verso la Svizzera.
+
+--Di quello non m'importa... Vi parlo del vostro paese.
+
+--Nel mio paese si potrebbe prendere in affitto una casina.
+
+--Se ne trovano?
+
+--Altro che!... Proprio attiguo alla villa Nori, c'è un palazzotto, le
+cui finestre guardano nel nostro giardino, tanto che il signor Alberto
+lo voleva comperare per levarsene l'incomodo: ma il proprietario,
+vedendo appunto che se ne aveva tanto desiderio, avanzò pretese sì
+esagerate, da farlo mandare ai cento mila diavoli. Da parecchî anni
+quel palazzotto non fu più abitato, e non s'ebbe a soffrire
+l'incomodo.
+
+--Vuoi dire che, se quest'anno fosse ancora libero, si potrebbe
+ottenere a pigione?
+
+--Senza dubbio.
+
+--Or dunque voi mi dovete fare un piacere.
+
+--Mi comandi.
+
+--Se quel palazzotto non è affittato, prenderlo subito per me.
+
+Battista lo guardò stupito.
+
+--Ah!
+
+--E a qualunque prezzo.
+
+--Ah! ripetè il domestico.
+
+--Voglio farne l'improvvisata ai cugini, ai quali non direte nulla di
+nulla.
+
+--Stia sicuro, non parlerò... E se mai, per caso, quel palazzotto non
+si potesse avere?
+
+--Mi cercherete qualche altra casetta, la più vicina che sia
+possibile... che ci sia da alloggiarvi me e il mio servitore... e mi
+basta.
+
+--Farò di contentarla.
+
+--Prendete. E diede al domestico un buon pizzico di biglietti di
+banca. Se aveste a far spese, anticipazioni... caparre... mancie...
+che so io... non voglio che restiate impacciato.
+
+Battista intascò gravemente il denaro.
+
+--Lasci fare a me: non rimarrò impacciato in niente e per niente.
+
+A villeggiare in quel poggio ridente, Matilde ci andava sempre di gran
+voglia per tante ragioni; perchè gli era un amenissimo luogo davvero,
+perchè colà essa aveva passato i primi mesi del suo matrimonio in una
+ebbrezza continua di felice trasporto, perchè in quelle aure sanissime
+i suoi bambini prosperavano a meraviglia, perchè cessavano per lei
+tutte le noje della vita mondana, essendo quel paese affatto deserto
+di gente alla moda e di seccature eleganti.
+
+Non c'era che una famiglia con cui scambiassero qualche visita, e
+vicendevolmente inviti ospitali; ma questa famiglia villeggiava in
+quel vicino villaggio X... nominato da Battista, e le relazioni con
+essa non potevano turbare la libertà e la pace delta vita famigliare
+nella villetta.
+
+A Matilde in quest'anno un'altra cosa piaceva della villeggiatura, ed
+era di essersi per tre mesi liberata dalla frequenza in casa di
+Emilio, del quale, se essa non nutriva più sospetti, pure trovava
+uggiosa la compagnìa.
+
+Gli uomini invece rimpiangevano la mancanza del giovane: il padre
+Danzàno, sempre ancora deboluccio, desiderava i consigli e le cure
+medicali del figlioccio, Cesare credeva che Emilio avrebbe trovato
+modo di far passare più gradevolmente certe ore che tornavano lunghe,
+e Alberto medesimo, il quale aveva finito per abbandonarsi
+completamente alla ostentata bonarietà del Lograve, pensava che questi
+non sarebbe stato di troppo in quella solitudine. Ma per Matilde il
+tempo non era nè lungo, nè pesante: accompagnare a braccetto il padre
+in passeggiatine, che a poco a poco ridonavano le forze al
+convalescente; fare più lunghe gite in quelle amenissime valli col
+marito e bambini; giocare con questi, che riempivano la casa delle
+loro risa; badare al domestico governo, così che tutto camminasse a
+perfezione con grande soddisfacimento di tutti i suoi, erano le sue
+occupazioni ed essa non trovava mai che le sopravanzasse un'ora da
+lasciar prender dalla noja.
+
+Ed ecco una mattina, dopo forse due settimane che erano colassù, gli
+abitanti della villa Nori videro aprirsi le finestre del palazzotto e
+uomini spazzare, ripulire, spolverare, lavar vetri, appiccar tende,
+scuotere tappeti.
+
+--Che novità è questa? disse Alberto di mala voglia. Sta a vedere che
+ci viene a disturbare qualche seccante di vicino.
+
+Battista fu mandato ad informarsi, e tornò colla notizia che il
+palazzotto era stato affittato per tutta la stagione, e che a giorni
+stava per arrivare il nuovo pigionale.
+
+Alberto lo mandò di tutto cuore al diavolo. Che bestialità aveva
+fatta, esclamò, a non comprare ad ogni modo quella bicocca! Ora
+avrebbero dovuto rassegnarsi alla seccatura di aver lì a ridosso chi
+sa chi, forse indiscreto, pettegolo, maligno, che poteva ficcare, ed
+avrebbe ficcato il naso nei fatti loro. Almeno si sapesse chi fosse!
+
+Battista, che aveva ascoltato colla sua aria da nesci, senza batter
+ciglio, fu rimandato a interrogare, tornò a riferire con aria, più da
+nesci di prima, che non si conosceva il nome del forestiero, ma che si
+sapeva che era un uomo solo col suo servitore.
+
+--Meno male! disse Alberto. Possiamo sperare di salvarci dai
+pettegolezzi.
+
+Non era passato il terzo giorno, quando una carrozza da posta
+fermavasi al cancello della villa Nori, e gli abitanti di questa,
+chiamati fuori dalla curiosità, videro scendere e penetrare con passo
+affrettato in giardino Emilio Lograve. Esclamazioni di stupore, saluti
+ed abbracci degli uomini. Matilde avrebbe fatto volentieri una
+smorfia; fece in cambio un sorriso ospitale.
+
+--Sei stato proprio buono a venirci fare una visita in questo deserto!
+disse Alberto.
+
+--Una visita! rispose Emilio con allegra baldanza. Ah, credete di
+liberarvi di me come di una visita? Sapete una cosa? Partiti voi, mi
+sono accorto che era un'uggia insoffribile il rimanere in città. Ho
+fatto su le mie valigie, ed eccomi qui per non andarmene via più che
+quando ve ne andrete voi altri.
+
+Matilde questa volta non potè dissimulare la smorfia: la fece appena
+visibile, ma la fece.
+
+--Mi rincresce, rispose Alberto, che la casa è piccola e non possiamo
+offrirti che una cameretta...
+
+--Ma io non ho bisogno di camera nessuna, Ci ho il mio quartiere...
+
+--Dove?
+
+--Là, in quella casetta, se non isbaglio, che mi attende a finestre e
+porte spalancate.
+
+--Come! sei tu il pigionale del palazzotto?
+
+--Sono io.
+
+--Tanto meglio! Bravissimo! Ecco una bella idea!
+
+Emilio fu subito un prezioso compagno; lui a regolare dieta e
+passeggiate del convalescente e somministrargli farmaci opportuni; lui
+a guidare per quelle amene colline escursioni che riuscivano
+salutifere e dilettevolissime ai grandi e ai piccini; lui a sollazzare
+questi ultimi con giuochi, racconti ed esercizî ginnastici; lui a dare
+al padrino la soddisfazione di vincerlo agli scacchi, a far la partita
+al bigliardo con Alberto e con Cesare; lui a fare a questi due da
+maestro di caccia, mandandoli sempre più meravigliati della sua
+abilità di tiratore di cui poi e l'uno e l'altro narravano a gara in
+famiglia le stupende gesta. Matilde, senza dirsene chiaro il perchè,
+udiva sempre quei racconti con una mala voglia che era quasi un
+presentimento di male.
+
+Quella di Emilio fu una perfezione di dissimulazione che avrebbe
+ingannato qualunque. Eppure uno vi fu che riuscì a travedere sotto
+quella maschera; e fu Battista. Egli sorprese due o tre volte lo
+sguardo ardente, cupido che il giovane, quando non visto, lanciava su
+Matilde; e capì allora in gran parte quello che non si era saputo
+spiegare. Il sedicente suo protettore sperava giovarsi di lui per le
+sue mire segrete sulla padrona. Ma in che modo? Chi sa? Egli avrebbe
+fatto mostra di nulla, avrebbe aspettato, e poi, secondo le proposte e
+le condizioni e i casi, sarebbesi deciso.
+
+Non gli venne l'idea che sarebbe stata opera buona l'avvertire il
+padrone: ma questi avrebbe egli creduto? Era facile ancora che se la
+pigliasse con lui, improvvido denunciatore, che non aveva nessuna
+prova da fornire della sua accusa. E Battista continuò nella sua
+profonda aria da nesci.
+
+Se Battista aveva penetrato in parte il segreto del signor Lograve,
+questi, acuto e minutissimo osservatore, aveva scoperto un pari
+segreto di Battista; del qual segreto egli aveva già avuto sentore,
+fin da quando erano ancora in città. Un giorno, avutolo in disparte,
+egli disse al servo a bruciapelo:
+
+--Briccone!... Tu te la intendi affatto con Lisa.
+
+Battista arrossì fino agli occhî.
+
+--Non è vero, gridò: neppur per sogno.
+
+--Sfacciato bugiardo! Chi è che la notte pian piano sguscia nel
+giardino e se ne va alla finestra dell'anticamera, dove apparisce una
+forma femminile con cui, traverso l'inferriata, scambia strette di
+mano, e anche baci... e discorsi che non finiscono più?
+
+--Lei ci ha visti?
+
+--Come ti vedo in questo momento, dalle mie finestre, caro mio: la
+notte io dormo poco.
+
+--Ah! signore, per carità non ci rovini.
+
+--Che paura ci hai?
+
+--Ci manderebbero via tutt'e due, e saremmo in mezzo alla strada...
+Quando Lisa è venuta in casa, siccome è belloccia, la padrona mi fece
+due righe di sermone per proibirmi di farle il galante, e il signor
+Alberto, senza tante frasi, soggiunse che appena s'accorgesse di
+qualche famigliarità fra di noi, ci avrebbe messi alla porta ambedue.
+Che vuole? Forse appunto perchè la era il frutto proibito, me ne sono
+innamorato; essa mi corrispose, e poichè di giorno ci è impossibile
+stare a parlare insieme, e di notte essa dorme a un capo della casa e
+io dall'altro senza possibile comunicazione, abbiamo imaginato di
+trovarci insieme a quel modo.
+
+--E che intenzioni sono le tue?
+
+--Le più oneste del mondo; sposarla... quando ne avessi i mezzi. Ma in
+questa casa ci è impossibile; e trovarci un'altra casa conveniente per
+tutt'e due non è sì facile. Per ciò avevo accettato con premura certe
+sue offerte, o meglio promesse...
+
+--Non ho dimenticato quello che ti ho detto; e non andrà forse molto
+tempo che ti leverò di impiccio.
+
+
+
+
+XIII.
+
+
+Ai primi di settembre nel villaggio di X... aveva luogo la gran festa
+patronale, che con fiera e pubblici divertimenti durava tre giorni:
+era la maggiore e più splendida di tutta quella contrada, e chiamava
+un popoloso concorso di gente da tutta la provincia. La famiglia
+conoscente dei Nori aveva fatto loro e ripetuto più volte con
+insistente premura l'invito di recarcisi e passare colà almeno due di
+quei giorni festajuoli.
+
+Matilde, già poco disposta ad accettare, ebbe buona ragione al suo
+rifiuto nella salute del padre, che da qualche giorno erasi
+peggiorata; ma Alberto, temendo offendere quella buona famiglia,
+stimolato da Cesare, che desiderava di rompere con qualche
+divertimento la monotonìa di quell'esistenza, decise di andarci egli
+col cognato, e di assistere al gran ballo che davasi in quella casa la
+sera appunto della festa religiosa. I due cognati sarebbero così
+partiti alla mattina della domenica per tornare alla sera del lunedì.
+
+Al sabato vi fu, fra Lograve e il servo Battista, un segreto,
+importante colloquio.
+
+--Caro mio, cominciò il primo, è venuto il momento in cui io posso, e
+sta in te ch'io voglia, mantenere le mie promesse, ed effettuare i
+tuoi più cari desiderî.
+
+--Come sarebbe a dire? domandò Battista coll'aria diplomatica d'uomo
+che si dispone a difendere con pertinacia e senza discrezione i suoi
+interessi.
+
+--Sarebbe a dire che per isposare la Lisa e vivere felice, non hai che
+da volerlo.
+
+--Altro che lo voglio!... Lei dunque ne ha trovato i mezzi?
+
+--Sì.
+
+--Una buona casa in cui servire ambedue?
+
+--Meglio; una buona somma che può essere la sorgente della vostra
+fortuna.
+
+--Ah! esclamò il servo con poco entusiasmo. Può essere la sorgente non
+vuol dire ancora che sia la fortuna.
+
+Emilio guardò stupito quel giovane che a un tratto aveva smesso la sua
+aria da nesci, e lasciava travedere nello sguardo sicuro una ferma
+risoluzione.
+
+--Nelle mani d'un uomo intelligente, destro, risoluto, come m'hai
+l'aria d'essere tu, diventerà una fortuna senza fallo.
+
+--E qual è codesta somma?
+
+--Diecimila lire! pronunziò lentamente Emilio spiccando chiare chiare
+le sillabe, per fare maggiore impressione sul suo ascoltatore.
+
+--Ah! fece il servo, impassibile, chinando il capo e gli occhî, e non
+disse altro.
+
+--La ti va? domandò Emilio dopo una pausa.
+
+Battista guardava sempre fissamente la punta delle sue scarpe.
+
+--Diecimila lire... peuh! disse poi con calma indifferente, al giorno
+d'oggi... peuh!... e per prenderle non avrei che da tendere la mano?
+
+--Poco di più.
+
+--Che cosa?
+
+--Senti una supposizione. Una notte, tu sei solo a difesa della casa
+della padrona, perchè il marito e il fratello di costei sono andati...
+
+--Alla festa di X... suggerì freddamente Battista.
+
+--Sono assenti, finì Emilio la sua frase. Or bene, a un dato momento,
+s'introduce in casa un uomo...
+
+--Un ladro?
+
+--No... uno che ha qualche segreto interesse a sbrigare...
+
+--Colla signora Matilde?
+
+Emilio guardò un momento in silenzio il domestico; poi soggiunse
+abbassando la voce:
+
+--Mettiamo che la signora si spaventi e gridi ajuto, tu cosa faresti?
+
+--Accorro e getto quell'uomo dalla finestra.
+
+--Quell'uomo può venire armato e avere tanta abilità da non isparare
+un colpo di pistola in fallo.
+
+--Come lei!
+
+--Ti faresti fracassare la testa?
+
+--Credo che non avrebbe pur tempo a sparare, perchè gli sarei addosso
+d'un salto, e con queste mani lo strozzerei come un pollastro prima
+che dicesse «ahi!»
+
+E tese innanzi due manaccie che promettevano di essere fedeli e
+esecutrici di quel programma.
+
+Egli guardò quelle manaccie, la complessione tarchiata e il collo
+torso del giovane, e capì che nel caso non ci sarebbe stato da
+scherzare.
+
+--Ma, soggiunse, per evitare ogni disgraziata conseguenza, il meglio
+sarebbe che quell'uomo e tu non vi trovaste al cimento.
+
+--Che quell'altro non venisse?
+
+--No... che tu non vi fossi.
+
+--Ah, ah! Come?
+
+--Se, per esempio, quella medesima sera tu di cheto te ne partissi con
+la Lisa per essere felici insieme... altrove...
+
+--Capisco!... Ma ci resterebbero in casa la cuoca e il padre della
+signora...
+
+Lograve fece un gesto che significava non importargliene.
+
+--Capisco! rispose Battista con accento più malizioso. La cuoca dorme
+in alto, dall'altra parte della casa, e non potrebbe sentire... Ma il
+signor Danzàno, la cui camera non è lontana da quella della signora
+che di pochi passi?
+
+--Veniamo a noi! interruppe con qualche impazienza il tentatore.
+
+--Capisco! ripetè ancora il servo, di cui l'accento e il contegno
+pigliavano una sempre più insolente famigliarità, questo è l'affare
+di... di quell'uomo... Veniamo a noi, come lei dice. Io dunque dovrei
+partirmene?
+
+--Partendo, darmi la chiave dell'uscio di casa.
+
+--E per codesto che lei domanda, avrei diecimila lire?
+
+--Contanti.
+
+Battista appoggiò il gomito destro sulla mano sinistra, e
+accarezzandosi il mento colla destra disse, gli occhî impertinenti
+fissi sul volto del Lograve:
+
+--Sa una cosa?... Che per quello che lei vuole, diecimila lire sono
+troppo poco.
+
+--Ti pare?
+
+--Assai troppo poco, Quella chiave ha un prezzo molto maggiore.
+
+--Quale, per esempio?... Sentiam il tuo parere.
+
+--Non tocca a me il dirlo... Tocca a lei che vuole procurarsela...
+
+--Bè... accresciamola della metà: quindicimila lire.
+
+Battista rimase impassibile, fregandosi sempre il mento.
+
+--Diamine! riprese Emilio. Bada che, per voler troppo, perderai tutto.
+
+Il servo si rizzò del busto e prese una mossa solenne.
+
+--E chi le dice ch'io voglia qualche cosa? Oh non può nemmeno supporre
+che la mia onestà sia superiore alla tentazione di qualunque somma?
+Non sa ch'io sono affezionato ai miei padroni? Non pensa che il mio
+dovere è d'andare a svelar tutto al signor Alberto... e che ci vado?
+
+Mosse alcuni passi verso l'uscio: Emilio, diventato livido in volto,
+gli si gettò dinanzi.
+
+--Tu non uscirai, gli disse con voce soffocata dall'ira. Il segreto
+che tu hai è un segreto mortale: se una parola di esso ti sfugge dalla
+bocca, te lo giuro per l'anima mia, t'ammazzo come un cane.
+
+Battista s'arretrò spaventato, tanto era terribile la figura di quel
+tristo.
+
+Successe una pausa. Emilio, rifattosi calmo, s'avvicinò alla finestra,
+e trasse di tasca la rivoltella di cui andava sempre armato.
+
+--Signore! esclamò Battista allibbito.
+
+Ma l'altro, senza badargli:
+
+--Come volano ratte quelle rondini! Ma vola più ratta la palla della
+mia pistola.
+
+Sparò senza mirare e una rondinella cadde morta nel giardino.
+
+--O signore! disse il servo sbalordito. Il suo occhio e la sua mano
+sono infallibili... Lo so.
+
+--Or dunque, riprese il Lograve, affatto in calma, tu hai da
+scegliere: o servirmi come voglio o raccomandarti l'anima.
+
+--C'è ancora una terza uscita, disse Battista tuttavia turbatello. Io
+non la servirò, ma le prometto di tacere...
+
+--Non mi basta, proruppe l'altro. Quest'occasione che si presenta,
+sono anni ed anni che l'aspetto. Ho lavorato per farla nascere, per
+potermene giovare, con intensa tenacità: non la tornerà forse mai più.
+Non posso rinunziarvi... Ebbene, sì, tu hai ragione; la chiave che io
+ti domando ha un valore immenso per me. Sono pronto a tutto per
+averla... Vuoi ventimila lire?
+
+Un'ondata di sangue salì al capo di Battista, le vene del collo gli si
+gonfiarono; un'aspra lotta si combatteva in lui; perchè il tentatore
+non gli potesse leggere nell'anima, egli si coprì colla destra gli
+occhî.
+
+L'insidiatore insisteva:
+
+--Siamo a due passi dalla frontiera, tu colla tua Lisa in due ore sei
+fuori... Porti teco in tasca la fortuna, l'indipendenza tua e di tua
+moglie...
+
+Il servo non abbassò la mano dalla fronte, e con voce che appena
+s'udiva, domandò:
+
+--Ventimila lire?... Quando me le darebbe?
+
+Emilio ebbe sulle labbra un fugacissimo tristo sogghigno. La sua
+penetrazione non l'aveva fatto sbagliare sul conto di quel giovane.
+
+--Al momento stesso in cui tu mi consegnerai la chiave, rispose.
+
+Battista abbassò le braccia lungo la persona nella mossa del rispetto
+e tornando nel contegno umile d'un domestico bene ammaestrato, disse,
+gli occhî vòlti a terra, e un po' esitante:
+
+--Signore... avrei da fare delle spese... anche per la Lisa... affine
+di metterci in condizioni di partire.
+
+Emilio levò di tasca il portabiglietti, e cavatone due polizze da
+cento lire, le porse a Battista.
+
+--Prendi per le tue spese.
+
+Il servo intascò inchinandosi e ringraziando.
+
+--E ora, intendiamo per bene tutti i particolari, perchè non nascano
+imbrogli ed equivoci.
+
+Battista usciva mezz'ora dopo dal palazzotto con tutte le occorrenti
+istruzioni.
+
+
+
+
+XIV.
+
+
+Era una bella mattinata. Alberto e Cesare se ne partirono alla volta
+di X..., in biroccino, con un giovane cavallo buon corridore, che in
+meno d'un'ora si divorava quella strada. Emilio disse che avrebbe
+passato tutta la giornata alla villa per far compagnìa al padrino e
+alla cugina; e tenne la parola. Fu tutto attenzioni pel vecchio, tutto
+cortesìa per la giovane, tutto amorevolezza pei bambini. Soltanto più
+frequenti del solito scattavano dagli occhî suoi quegli sguardi accesi
+che parevano voler prendere possesso anche violento della bellezza di
+Matilde. Battista li colse al volo più volte e ad ogni volta e'
+sentiva in sè stesso un rimescolìo che non sapeva bene se era rimorso,
+rabbia contro sè stesso e contro colui che l'aveva comprato. Intanto
+alla sua amante, senza rivelarle il come e il perchè, egli aveva
+assicurato d'avere i mezzi d'un comune avvenire di godimenti e di
+libertà e che per lei non c'era altro da fare che partirsene di
+nascosto con lui quella domenica a sera. A quell'amo ogni fanciulla di
+tal condizione sarebbe stata presa; e ad esso morse più facilmente la
+Lisa, innamorata, la quale fu subito pronta al gran passo e anzi
+impaziente di vederne arrivar l'ora. Battista invece, più s'avvicinava
+quell'ora, e più sentiva accrescere un interno disagio, una tormentosa
+inquietudine.
+
+L'avvicinarsi d'un fatale momento, tante volte e per tanto tempo
+pensato, voluto con intensità di proposito e per ogni sorta di mezzi,
+poneva nel sangue d'Emilio un ardore febbrile, che, malgrado la forza
+dell'impostasi dissimulazione, tratto tratto rompeva la corteccia
+d'indifferenza per lampeggiare in quei certi cupidi sguardi. Matilde
+sentì una volta come una fiamma passarle sugli occhî: era uno di quei
+lampi delle pupille d'Emilio, che questi non aveva avuto tempo di
+spegnere, di riparare dietro le palpebre, sì improvvisamente ella
+s'era volta verso di lui.
+
+Un gran turbamento invase l'anima della giovane donna; di colpo
+rinacquero in lei tutti i sospetti d'un tempo: la si fece subito nel
+contegno più fredda e più fiera, tenne sempre a' suoi fianchi i
+bambini. Emilio non mostrò di accorgersene.
+
+Alla fine del pranzo, al padrino che si lamentava della insistenza di
+certi incomodi, Emilio disse:
+
+--Ciò proviene dalle notti insonni che lei passa. Quella pozione
+calmante ch'io le ho ordinato non le fa più effetto?
+
+--Poco, rispose il padre di Matilde. Mi dà una buona calma per qualche
+ora, ma il sonno non viene, e a mano mano si ridesta l'agitazione.
+
+--Vuol dire che il calmante è troppo blando: ne rinforzerò la dose.
+Questa notte voglio che ella dorma saporitamente d'un sonno solo fino
+alla mattina: e vedrà domani come se ne sentirà bene.
+
+--Bravo! Ne ho proprio bisogno.
+
+La sera Emilio fece la solita partita a scacchi col padrino. Alle nove
+Matilde andò a mettere a letto i bambini, e alle dieci il vecchio
+convalescente si ritirò nella sua camera per coricarsi.
+
+Emilio ve lo accompagnò: lo ajutò con amorevole garbo a spogliarsi,
+salire nel letto, poi mescette in un bicchiere la pozione calmante e
+vi aggiunse parecchie goccie d'una boccettina che aveva in tasca.
+
+--Beva! disse al padrino porgendogli il bicchiere.
+
+Ma il vecchio scosse la testa.
+
+--Non ancora, rispose. Ora mi sento tranquillo, voglio aspettare che
+incominci la inquietudine.
+
+--E allora sarà troppo tardi... Creda a me: è meglio non lasciarla
+venire codesta inquietudine.
+
+--Mi sento lo stomaco grave... Ho paura di non digerire la cena... Se
+mi caccio quel liquido nel ventricolo temo di non sopportarlo.
+
+--No, no, disse con qualche impazienza il figlioccio; più tarda, e
+meno ne avrà l'effetto. Su, animo!
+
+E porse di nuovo il bicchiere.
+
+Ma per un capriccio di convalescente il Danzàno resistette.
+
+--Lo piglierò più tardi, ti dico... Lasciamelo lì sul comodino.
+
+Emilio ebbe un movimento di contrarietà che represse a stento: poi
+temendo, coll'insistere, di destar sospetti, depose il bicchiere e
+disse con mellifluo tono di amorevole rimprovero:
+
+--Ha torto, padrino. Lei si ruba qualche ora di buon sonno... Ma
+almeno mi promette che lo prenderà?
+
+--Sì, te lo prometto.
+
+--Sicuro? sicuro?
+
+--Eh diamine! Sai pure che mantengo sempre le mie promesse.
+
+--Ci conto... Mi preme troppo il suo benessere.
+
+--Caro Emilio!... Sta tranquillo; fra mezz'ora avrò bevuto tutto.
+
+Il giovane, accomodato bene le coperte intorno al giacente, e datogli
+la buona notte, andò a raggiungere Matilde nel salottino.
+
+--Vuoi tu vegliare ancora un poco? le chiese.
+
+--No, ella rispose, sono stanca; vado subito a letto.
+
+E suonò il campanello.
+
+--E allora, soggiunse Emilio, non mi resta che augurarti la buona
+notte e andarmene... Tu andrai certo ancora a dare un bacio a tuo
+padre.
+
+--Sì.
+
+--Ebbene, non dimenticare di fargli bere la pozione che gli ho
+preparata... È indispensabile.
+
+--Va bene.
+
+Battista comparve sulla porta.
+
+--Mandate Margherita a dormire, gli disse la padrona, dite a Lisa che
+venga da me e chiudete tutto.
+
+--La cuoca, rispose il domestico, si è già ritirata lassù nella sua
+soffitta, e a quest'ora dorme che non la sveglierebbero i cannoni.
+Lisa verrà subito, e io chiudo ben bene, appena uscito il signore.
+
+--Questo è un mettermi alla porta _in modis et formis_, disse Emilio
+ridendo. Pazienza! Ci vado; buona notte.
+
+--Buona notte!
+
+--E non mi tocchi nemmeno la mano? soggiunse lui che le aveva porta la
+destra.
+
+--Sì, sì... addio!
+
+Matilde toccò leggermente colla punta delle dita la palma ardente del
+giovane, e s'alzò per entrare ancor essa nella camera da letto. Emilio
+uscì seguito da Battista.
+
+Non si parlarono fino a che furono sulla soglia dell'uscio di strada.
+
+--Fra mezz'ora a casa mia! disse Emilio.
+
+--Sissignore.
+
+--Colla chiave!
+
+--Sissignore.
+
+Emilio si mosse; il servo lo trattenne per la falda dell'abito.
+
+--E la somma? domandò,
+
+--L'avrai nello stesso momento; non dubitare.
+
+Lograve s'allontanò ratto, e il rumore de' suoi passi presto si
+perdette nella notte che era oscura e nebbiosa.
+
+Battista rimase sulla soglia a guardargli dietro finchè lo vide, sentì
+il rumore dell'uscio del palazzotto che si apriva e si richiudeva, poi
+rientrò, crollando il capo e masticando fra sè colla mala voglia di
+chi ha un gusto amaro in bocca.
+
+Matilde entrò nella camera dei bambini. Essi dormivano così
+saporitamente e in così graziose mosse di abbandono, che un sorriso di
+beatitudine si disegnò sulle labbra della giovane madre; essa li baciò
+dolcemente uno per uno e tornò nella sua camera. Là trovò Lisa venuta
+al suo comando.
+
+--Aspetta un momentino, le disse, vado a salutare mio padre.
+
+Questi sorrise lietamente nel vedere sua figlia.
+
+--Stanotte sei vedova, le disse scherzando. Non avrai mica paura a
+dormir sola?
+
+--No, certo: di che cosa dovrei aver paura?
+
+--Di ladri no, chè in questo paese non ve ne sono. E poi, soggiunse
+col medesimo tono di scherzo, ci sono io qua: e ci avresti un forte
+campione a difenderti. Dormi dunque tranquilla, anche in assenza del
+marito.
+
+--Hai bisogno ancora di qualche cosa?
+
+--Sì: dammi la mia solita pozione. Emilio ha insistito tanto perchè la
+prendessi.
+
+--E l'ha ripetuto anche a me.
+
+Matilde prese il bicchiere e lo porse al padre. Ci sentì un forte
+odore di amandorle che le altre sere non ci aveva sentito mai.
+
+--Questa non è più la solita? disse al padre.
+
+--Sì; ma Emilio vi aggiunse alcune goccie di non so che per renderla
+efficace.
+
+E così dicendo cominciò a bere. Una strana, vaga, indefinita idea, ma
+un'idea di paura attraversò come un lampo la mente di Matilde; essa
+tolse vivamente il bicchiere dalle labbra e dalle mani del padre
+quand'egli aveva appena bevuto un terzo del farmaco.
+
+--Basta, gli disse, ho paura che il berlo tutto ti faccia male.
+
+--Perchè?
+
+--Ha un odore così forte!... Emilio potrebbe avere sbagliato nella
+dose...
+
+--Eh via!... egli così riflessivo!
+
+--Dammi retta per farmi piacere.
+
+--Veramente stasera ci trovo un gusto diverso... Ma bada che se poi il
+sonno mi fugge...
+
+--Senti; se il sonno non verrà, chiamami, e verrò io stessa a porgerti
+il rimanente di questo farmaco.
+
+--Va bene... E ora vattene a letto anche tu.
+
+Matilde pose un bacio sulla fronte del padre; accomodò la lampadina
+perchè la luce non desse fastidio al giacente, e s'allontanò in punta
+di piedi. Lisa era così assorta ne' suoi pensieri che non sentì venire
+la padrona, e questa la dovette toccare sulla spalla.
+
+--Sei incantata?
+
+--Oh scusi.
+
+Le mani della cameriera, nello spogliare Matilde, tremavano
+siffattamente che la padrona, stupita, osservò meglio la fisionomia
+della giovane. Vi scorse un'agitazione, un turbamento, quasi le mostre
+d'un affanno.
+
+--Che cos'hai? le dimandò amorevolmente.
+
+--Nulla, nulla, rispose Lisa colle labbra pallide e tremanti.
+
+--Eh via! non mentir meco. Hai qualche dispiacere? T'è capitata
+qualche disgrazia?
+
+--Ma no... no, signora... le assicuro.
+
+--Dimmi la verità. E se io posso qualche cosa in tuo ajuto, parla con
+fiducia, che ti prometto di far tutto che sta io me.
+
+--La signora è troppo buona! esclamò la cameriera commossa, ma non ho
+nulla davvero.
+
+--O forse non istai bene?
+
+Lisa s'affrettò a prendere questa scappatoia.
+
+--Ecco... sì, signora... la è così... Da un po' di tempo non istò
+bene.
+
+--Che cosa ti senti?
+
+--Ma... capogiri... languori... affanni... agitazione... un malessere
+generale... Ho paura di non poter continuare nel servizio... penso che
+dovrò abbandonare la casa... lei.... e questo pensiero mi è così
+doloroso, mi dà tanta pena, che....
+
+E scoppiò in pianto.
+
+--Via, via, disse Matilde con sempre maggiore amorevolezza; non
+crucciarti così... consulteremo un medico... ti faremo guarire senza
+che tu abbia ad abbandonarci... Sono contenta di te, ti voglio bene, e
+sarai trattata come una della famiglia.
+
+--Ah! signora! Lei è un angelo! esclamò Lisa sempre più commossa, e,
+afferrata una mano della padrona, la coprì di baci e di lagrime; poi
+con uno sforzo si tolse di là e uscì ratta dalla camera senza più
+aggiungere parola.
+
+Matilde pensò subito richiamarla, ma poi avvisò meglio aspettare il
+domattina a interrogarla più particolareggiatamente; e senz'altro si
+pose a letto. Una preoccupazione, quasi una mestizia le si aggravò
+sull'anima al trovarsi sola (ed era la prima volta dacchè era moglie)
+tutta una notte in quella vasta camera, dove aveva passato ore così
+felici, e dove ogni sera, in confidente abbandono, si versavano
+amorosamente l'una nell'altra l'anima sua e quella dell'innamorato
+marito.
+
+Era una vasta camera, in fondo alla quale si apriva un'alcova, dove
+stava il letto conjugale. Due sole porte erano in quella stanza; l'una
+comunicava col resto della casa per un andito, nel quale a pochi passi
+era l'uscio della camera del padre: l'altra porta metteva nelle due
+camere in cui dormivano i bambini.
+
+Matilde spense il lume e cercò dormire, ma il sonno fu ribelle. Strane
+fantasìe e bizzarre chimere passavano pel capo di lei, come imagini di
+sogno, o vaneggiamenti di mente confusa: e in quel turbinoso
+succedersi di ombre, di scene, di vedute, tornavano più nette ed
+insistenti, e non sapeva perchè, le memorie del duello di Alberto con
+Emilio, e la pozione soporifera del padre con quell'odore acuto, e lo
+sguardo di fuoco, quasi feroce di Emilio: pensò ad una vendetta di
+quest'ultimo, ma quale? Contro il padre? Contro di lei?... Oh quello
+sguardo! E a un tratto le vennero alla mente il contegno e le lagrime
+inesplicabili di Lisa. Finalmente si era oramai a mezzanotte quando
+Matilde cominciò a sentire il riposo scendere sul suo cervello e sui
+suoi occhî, e poco stante si addormentò.
+
+Lisa, uscita dalla camera della padrona, andò a raggiungere Battista.
+
+--Ah, mio caro, gli disse, tutta ancora in lagrime, con accento di
+vivo dolore, non avrei mai creduto che ad abbandonare la signora
+Matilde avrei provato tanta pena. Che buona padrona! Che creatura
+angelica, è quella! Si merita davvero che il Signore le dia del bene.
+
+--Pensiamo al nostro bene di noi, e lasciamo stare gli altri, rispose
+Battista con impaziente malavoglia. Sei tu pronta?
+
+--Sì.
+
+--Dunque andiamo.
+
+Nella giornata ambedue s'erano fatto un fardelletto delle cose loro
+più indispensabili e di più valore. Battista aveva in segreto
+noleggiato un biroccino, il quale doveva trovarsi allestito alle
+undici a un dato punto della strada di X. I due fuggitivi uscirono
+pian pian dalla villa, e Battista chiuse a chiave l'uscio dietro di
+sè.
+
+Quando furono a pochi passi, Battista, deponendo il suo fardello a
+terra, disse a Lisa:
+
+--Aspettami qui: io vado per una commissione; in cinque minuti mi
+sbrigo e poi ti raggiungo.
+
+Lisa s'aggrappò al braccio del suo compagno.
+
+--No, non lasciarmi qui, sola, di notte. Ho una paura maledetta.
+
+--E di che cosa vuoi aver paura?... Qui a quest'ora non ci passa
+nessuno... Ti dico che vengo subito.
+
+--No, no; non ti lascio.
+
+--Ma è necessario.
+
+--Perchè? Che cosa hai dunque da fare? Dove vai?
+
+--Qui dal signor Lograve.
+
+--A far che cosa?
+
+--Un certo interesse che ho con lui... A te non importa il saperlo.
+
+--E io ti dico che non rimarrò qui ad aspettarti, che o ti accompagno,
+o non ci andrai neppur tu.
+
+--Brava! E allora tutto il nostro disegno va in aria.
+
+--Come?
+
+--Gli è lui che ci deve dare i denari.
+
+--Il signor Lograve?
+
+--Sì.
+
+--E perchè ce li dà?
+
+--Perchè... perchè... questo non ti deve importare.
+
+--Sì che m'importa. Da bravo, non farmi dei misteri... Possiamo già
+considerarci come marito e moglie... e non ci devono essere segreti
+tra di noi.
+
+--Questo segreto, mia cara, non è mio, e non posso disporne... Ma
+mentre noi stiamo qui a discorrere, il tempo passa, ed è tanto di
+perduto. Suvvia, coraggio, Lisa, non farmi la femminetta; un minuto
+solo e ti raggiungo.
+
+--No, no, insistette Lisa stringendo più forte il braccio di lui: non,
+istò qui, neppure per tutti i tesori del mondo... Lasciami
+accompagnarti.
+
+--No, devo parlare a quel signore da solo a solo.
+
+--Almeno fino alla porta... Là vicino alla casa, più vicino a te, non
+avrò più paura.
+
+--Ebbene, sia, vieni fin là... ma non cercar d'entrare.
+
+--No, starò fuori: ma se mai qualche cosa capitasse, che so io...
+potrei chiamarti... e se mai tu sarai lesto ad accorrere, non è vero?
+
+--Sì, certo.
+
+Giunsero al palazzotto. L'uscio era socchiuso. Per la finestra aperta
+di una stanza a terreno usciva nella notte un fascio di luce; traverso
+quella luce si vedeva andare e venire l'ombra del Lograve che
+passeggiava impaziente. Battista fece ancora a voce sommessa una
+raccomandazione alla Lisa, ed entrò. La stanza dove Emilio aspettava
+era subito lì a destra. Al passo del domestico Emilio si fermò e si
+volse verso di lui; era pallido, coi lineamenti contratti; aveva una
+profonda riga fra le sopracciglia e teneva le braccia serrate al
+petto.
+
+Nel pomeriggio egli aveva detto al suo servitore che preparasse la
+valigia per una improvvisa partenza: egli sarebbe forse partito la
+notte o la mattina seguente, e avrebbe poi scritto dove il servo
+avrebbe dovuto raggiungerlo.
+
+Rientrato in casa alle dieci, aveva domandato al domestico se i suoi
+ordini erano stati eseguiti, al che il servo avendo risposto
+affermativamente, egli lo mandò a dormire, e rimase solo nella stanza
+a terreno.
+
+Sedette a tavolino e scrisse la lettera seguente:
+
+ «_Ad Alberto Nori_,
+
+«C'è un uomo sulla terra, al quale io vo debitore delle più fiere
+angoscie: e quell'uomo sei tu.
+
+«Mi hai rapito ogni bene: mi hai insultato colla tua felicità. Sono
+anni che aspetto la mia vendetta; e ora la stringo in pugno e me ne
+appago.
+
+«Alla coppa d'amore di cui ti sei inebriato, ho voluto bere ancor io,
+e ti lascio la coppa contaminata.
+
+«Vado in Isvizzera e vi ti attendo, se la rabbia e la vergogna ti
+daranno tanto coraggio da venirci.»
+
+ «LOGRAVE.»
+
+
+Ripigliò il foglio, lo suggellò e se lo mise in tasca.
+
+Prima d'abbandonare la villetta Nori, avrebbe lasciato questa lettera
+nella camera conjugale, stata teatro del suo infame attentato. Poi
+scese nel salotto a terreno ad aspettare con quella nervosa febbrile
+impazienza che non lo lasciava quetare.
+
+--Si può? disse Battista, affacciandosi all'uscio.
+
+--Avanti! comandò Emilio con voce rotta, imperiosa. Ti sei fatto molto
+aspettare.
+
+--Ho fatto più presto che ho potuto.
+
+Emilio, a cui premeva venire al sodo, lo interruppe piantandogli in
+faccia quel suo sguardo maligno.
+
+--E dunque?
+
+--E dunque eccomi qua.
+
+--La chiave?
+
+--L'ho meco.
+
+--Dammela.
+
+--Sì, signore, ma prima.... Ella capisce.... Lei sa...
+
+--Vuoi i denari?... Eccoli.
+
+Gli gettò una busta che Battista afferrò vivamente; accostatosi al
+lume, il servo aprì la busta e si mise a contare i biglietti.
+
+Lisa, di fuori, udite le voci dei due uomini, non potè frenare la sua
+curiosità: si accostò piano piano alla finestra aperta, e tenendosi
+cautamente nell'ombra potè vedere e udire quanto avvenne e si disse
+nel salotto.
+
+Dopo avere passato uno per uno i biglietti, Battista levò il capo, e
+disse con accento di rimprovero:
+
+--Signore, mi mancano duecento lire.
+
+--Come?
+
+--Sissignore. Lei mi ha promesso ventimila lire; qui ce ne sono
+diciannovemila e ottocento. Mancano duecento lire.
+
+--E le duecento che t'ho date jeri?
+
+--Ah! quelle erano per le spese indispensabili per la riuscita del
+disegno. Devono essere all'infuori del prezzo convenuto.
+
+--Questa non me l'aspettavo.
+
+E Battista con insolenza:
+
+--E io da lei non m'aspettavo una simile piccineria.
+
+Emilio arrossì di sdegno; ma si contenne; levò di tasca due biglietti
+da cento e li gettò al servo senza parlare.
+
+Battista li prese, li mise accuratamente nella busta cogli altri e la
+busta in tasca; si abbottonò bene il soprabito, fece un leggiero
+inchino e disse laconicamente:
+
+--Va bene!
+
+--La chiave? ridomandò con voce fremente Emilio, colla mano tesa che
+tremava.
+
+Il servo gli porse la chiave che Emilio afferrò con avidità ancora
+maggiore di quella mostrata da Battista nel prendere i denari.
+
+--La riverisco, disse Battista avviandosi.
+
+Ma l'altro lo trattenne.
+
+--Un momento. Entrato ch'io sia, non troverò più altro uscio chiuso
+all'interno?
+
+--No, signore.
+
+--Sono tutti a letto?
+
+--Tutti.
+
+--Sta bene. Vattene e la fortuna ti accompagni.
+
+Battista uscì frettoloso: appena fuori si sentì serrare fra due
+braccia frementi; e una voce concitata, benchè sommessa, gli disse
+all'orecchio:
+
+--Che hai tu fatto? Che cos'è quella chiave? Perchè il signor Lograve
+ti ha dato tutti quei denari?
+
+--Vieni, vieni, susurrò Battista trascinando seco la Lisa, caricatosi
+dei due fardelli. Ti spiegherò poi.
+
+--No, gridò la ragazza, voglio saperlo.
+
+Battista pensò di gettar via i fardelli, di prendere alla vita la
+giovane e portarla di peso fino al luogo dove si sarebbe trovato il
+biroccino, ma preferì pigliarla colle buone.
+
+--Tu ci vuoi rovinare... Ti dirò tutto, ma vieni presto... Una parola
+di troppo, e tutto è perduto. Io sarò obbligato a fuggire e piantarti
+qui.
+
+Questa minaccia ridusse la Lisa cedevole. Correndo giunsero al
+legnetto che aspettava; Battista vi cacciò dentro Lisa, pose una
+moneta in mano al garzoncello che teneva il cavallo, balzò presso la
+fanciulla, prese le redini, frustò il cavallo e via di galoppo.
+
+Emilio con un sogghigno mefistofelico stringeva in pugno la chiave
+ricevuta da Battista, ed esclamava seco stesso:
+
+--La tengo in pugno la mia vendetta, e il ripago di ogni mio tormento.
+
+Guardò l'orologio.
+
+--Appena le undici e un quarto!... Come passa lento il tempo!... A
+mezzanotte--fece un ghigno--l'ora dei delitti... e degli spettri... A
+mezzanotte varcherò quella soglia!
+
+Quei quarti d'ora gli parvero eterni; eppure quando udì dal lontano
+campanile del villaggio battere lentamente dodici rintocchi, si
+riscosse come assalito da un subito terrore, guardò il suo orologio,
+per accertarsi che quel suono di campana non lo ingannava; prese e
+intascò una rivoltella, e uscì con passo guardingo, ma fermo. Giunse
+alla porta, della villetta, e con mano sicura pose la chiave nella
+toppa. L'uscio si aprì.
+
+Emilio entrò pianamente; era così pratico del luogo, che non ebbe
+mestieri di accendere lume per passare l'andito, salire le scale,
+percorrere il corridoio e arrivare all'uscio della camera in cui
+dormiva Matilde.
+
+Pensava:
+
+--Purchè non la si sia chiusa dentro a chiave! Ma l'avesse anche
+fatto, poco importa: con una spalla faccio saltare la serratura: il
+rumore non può svegliare che lei... Ed entrato ch'io sia!...
+
+Prima di mettere la mano sulla gruccia di quella serratura, si fermò
+un momento: poi piano piano tentò la serratura; questa non era chiusa
+che con una mandata della stanghetta a scatto; girando la maniglia
+Emilio l'aprì; cacciò dentro la testa; tutta era bujo e silenzio; egli
+entrò.
+
+
+
+
+XV.
+
+
+Lisa non s'era acchetata. Mentre Battista badava a far correre il
+cavallo con ripetute frustate, la fanciulla veniva tempestando il
+compagno di domande, di supposizioni, di preghiere.
+
+La sua accortezza di donna le aveva fatto capire le intenzioni del
+Lograve. Era la signora Matilde abbandonata, senza difesa; la buona
+signora Matilde tradita per quel denaro. Lisa si rivoltava contro tale
+iniquità.
+
+Quella signora, tutta quella famiglia, non avevano fatto che del bene
+a loro due. Come aveva potuto dimenticarlo Battista?
+
+Ah! la signora Matilde bisognava salvarla. Lisa voleva tornarsene
+indietro, gettare in faccia a quello scellerato il suo denaro e lui
+fuori dalla finestra. Quel denaro, prezzo di tanto delitto, avrebbe
+loro recato sfortuna. Ella pregava, scongiurava, imprecava.
+
+Battista non rispondeva nulla, non badava che a far correre il
+cavallo; ma frattanto anche nel suo animo, già travagliato da
+un'intima scontentezza di sè, le parole di Lisa riuscivano a far
+nascere il rimorso.
+
+Rinunziare a quella somma che teneva in tasca e di cui palpava di
+quando in quando la grossa busta, quasi a persuadersi di realmente
+possederla; rinunziare a Lisa, alla vita felice che aveva sognata e
+cui credevasi pervenuto a procurarsi, no, non poteva; ma se ci fosse
+pur modo di soccorrere la signora Matilde!...
+
+Il cavallo correva sempre. Già si vedevano le prime case del villaggio
+di X, presso il quale bisognava passare per giungere alla frontiera.
+Tutto il villaggio era immerso nell'oscurità, fuori d'un'elegante
+villa, appartata dal resto dell'abitato. Era la villa degli ospiti di
+Alberto e di Cesare, dove aveva luogo il ballo. Una subita idea
+attraversò la mente di Battista. Un difensore, un salvatore della
+signora Matilde era trovato: il marito che se ne stava tranquillo a
+quella festa. Lo disse alla Lisa.
+
+--O Dio! esclamò questa: ma i due uomini si sbudelleranno...
+
+--Che! notò Battista. Il signor Alberto con un pugno schiaccierà
+quella cimice del Lograve.
+
+--Ma si arriverà in tempo?
+
+--Ah! esclamò Battista allargando le mani e curvando le spalle per
+indicare che questo sarebbe stato il compito della Provvidenza.
+
+Fermò il cavallo e diede le redini alla Lisa.
+
+--Aspetta qui due minuti... Vado e torno.
+
+--Che cosa vuoi fare?... Cosa vuoi dire al padrone?
+
+--Non lo vedrò neppure... Lo farò avvertire... Lascia, lascia fare a
+me.
+
+E prese la corsa verso la villa illuminata. Arrivò nell'atrio di
+questa, ansimante e con aspetto turbatissimo, così che il domestico
+della casa in cui s'incontrò, prima stentò a riconoscerlo, e poi si
+sgomentò nel vederlo a quel modo.
+
+--Tu qui, Battista? A quest'ora!... Oh che cosa è avvenuto?
+
+E il servo del Nori, mezzo trafelato:
+
+--Di' subito, ma subito, al mio padrone e al signor Cesare che corrano
+a casa... in fretta... senza il menomo ritardo... che corrano...
+ammazzino anche il cavallo... ma volino.
+
+--Che cosa c'è?... Il fuoco?... La signora ha preso male?... Il padre
+della signora?
+
+--Non farmi interrogazioni... va e fa la commissione subito...
+
+--Ti faccio venir qui il padrone.
+
+--No, no: io non posso fermarmi... Bisogna ch'io vada... mi
+raccomando... presto... presto per amor di Dio!
+
+E senza voler aspettar altro, Battista voltò le spalle, e se ne andò
+correndo com'era venuto. Raggiunse il carrozzino, ci saltò dentro,
+riprese le briglie, e via di nuovo al galoppo.
+
+Se Alberto e Cesare, udito di questa comparsa di Battista e delle cose
+da lui dette, si spaventassero, è facile a pensarci.
+
+Imaginando chi sa quale disgrazia, fecero in un baleno allestire il
+biroccino, e sferzando spietatamente il cavallo, andarono verso la
+villa. Ma prima che vi giungessero, già era suonato il tocco al
+campanile del villaggio.
+
+Matilde non avrebbe saputo dire da quanto tempo dormisse o meglio
+fosse assopita, quando si sentì scuotere come da un interno
+commovimento, da un intuito instintivo che l'avvisasse d'un imminente
+pericolo. Si drizzò a sedere, volse intorno gli occhî spalancati, vide
+un uomo che entrava cautamente in camera, si fermava come incerto del
+da farsi. Un grido le venne alle labbra, ma lo soffocò, perchè,
+coraggiosa com'era, serbando la calma dello spirito, pensò allo
+spavento che ne avrebbero avuto il padre, vecchio e malaticcio, e i
+bambini che dormivano lì presso. Si gettò giù dal letto, e, riparata
+dalla tenda dell'alcova, indossò in fretta e in furia una vestaglia da
+camera che la copriva da capo a piedi, prima che l'intruso facesse un
+atto o dicesse una parola. Poi essa afferrò il cordone del campanello
+allato al capoletto e gli diede una violenta strappata.
+
+Emilio, nell'oscuro dell'alcova, s'accorse che la donna s'era mossa,
+ma non potè vedere quel che avesse fatto; di colpo la vide, tutta
+coperta di quella vestaglia, sbucar fuori dalle tende e correre verso
+la camera dei bambini. L'idea di Matilde era precipitarsi colà,
+chiudersi dietro l'uscio a chiave, chiamare soccorso, e ad ogni modo
+difendere i suoi figli.
+
+--Matilde! disse Emilio con voce sommessa e per quanto potè soave. Non
+ispaventarti... Sono io.
+
+La giovane donna si fermò.
+
+--Tu Emilio!... A quest'ora?... E come entrato? Che vuoi?
+
+Le venne subito il sospetto del vero, e con questo sospetto un'ira che
+le accrebbe il coraggio. Le pareva che un tristo simile, sarebbe
+bastato ad annientarlo il suo disprezzo. Lo guardava con aria di
+sicurezza e di sfida, e quello sguardo, nella penombra, luceva
+stranamente.
+
+Quello sguardo irritò ancora, se pure ne fosse bisogno, i feroci
+propositi di quello scellerato.
+
+--Che cosa voglio? egli rispose. Te lo dico subito... Ma siccome non è
+cosa che si possa sbrigare in poche parole, se non ti dispiace,
+accenderò un lume, perchè possiamo vederci meglio in viso... e
+sederemo sul sofà per discorrere più comodamente.
+
+Sul piano marmoreo del camino stavano due candelabri con quattro
+candele ciascuno. Emilio le accese tutte, poi si volse di nuovo a
+Matilde. Questa si teneva stretta al seno la vestaglia colle braccia
+incrociate ed aveva nel contegno, come in quello sguardo che già era
+balenato nell'ombra agli occhî d'Emilio, una fierezza sprezzante e
+indignata.
+
+Era bellissima. La veste lasciava scoperta la base del collo,
+modellata a perfezione, da cui con tanta grazia si ergeva quella
+testolina leggiadra e ne appariva un poco del candore quasi
+abbagliante del petto; le braccia tornite, degne d'una statua greca,
+uscivano dalle maniche larghe, ricadenti; tutta la venustà della ben
+formata persona si scorgeva sotto le pieghe di quella veste che
+l'avvolgeva.
+
+--Dove hai tu presa l'audacia d'introdurti in questo modo, a
+quest'ora, fin qui? diss'ella severamente.
+
+--Dove l'ho presa? egli proruppe. Nel mio amore, che non solo è sempre
+vivo, ma è più forte che mai.
+
+Matilde gli troncò la parola con un moto violento, e gridò con forza:
+
+--Non una parola di più... Vattene!
+
+--Andarmene così subito? domandò Emilio con insolente ironia. E puoi
+crederlo, Matilde? Non riconosco il tuo buon senso. Capisci che non
+sono giunto a questa riuscita senza aver vinto molte difficoltà, e che
+se ho voluto riuscirci è per ottenere qualche cosa di meglio di un tuo
+rabbuffo. Ora, che matto o che imbecille sarei, se, appena entrato, mi
+lasciassi così di piano mettere alla porta?... Oibò! Oibò!... Ci sono
+e ci resto.
+
+E sedette tranquillamente sul sofà.
+
+Matilde lo guardava con uno stupore che cominciava a farsi
+inquietudine.
+
+--Sei matto o imbecille a credere che io tolleri più oltre la tua
+presenza, e stia qui a discuter teco.
+
+E si mosse verso l'altro cordone di campanello che pendeva verso il
+camino.
+
+Emilio diede in una sghignazzata.
+
+--Ah, ah! la scena da dramma francese. Si suona il campanello; accorre
+un domestico tanto fatto, come Battista: «Accompagnate il signore.»
+
+Matilde aveva dato una forte strappata al cordone.
+
+--Tu straccerai inutilmente quel cordone, cara mia. Se non isbaglio,
+hai già suonato dall'alcova... Chi è venuto?... Ebbene, non verranno
+di meglio adesso. Suonassi fin domani, nessuno verrà... te lo assicuro
+io.
+
+--Tu hai comprato i miei servi?
+
+--Sicuro! Senza di ciò come potrei io essere qui?
+
+Matilde si slanciò verso l'uscio del corridojo; ma Emilio sorse di
+scatto, le si gettò innanzi, e la fermò afferrandole colle mani
+ambedue le braccia.
+
+--Che cosa vuoi fare?... Fuggirmi?... Impossibile.
+
+Ella s'agitava per liberarsi; la veste le si aprì di più sul petto, e
+gli occhî di Emilio caddero sulle seducenti curve del seno; egli
+strinse viepiù quelle braccia, tanto da lasciare su quella morbida
+pelle il livido dell'ammaccatura, le abbassò di viva forza, si curvò
+su quel giovane femmineo corpo fremente, e stampò un bacio che pareva
+un morso sul candore di quella spalla.
+
+Matilde gettò un alto grido di indignazione, di ribrezzo, di orrore.
+Fece uno sforzo supremo e riuscì a svincolarsi dalle mani di lui; lo
+respinse lontano da sè, e presa da un accesso di spavento si diede a
+gridare:
+
+--Ajuto! Ajuto! Lisa! Battista! Babbo!
+
+Emilio stava innanzi all'uscio del corridojo ad impedirle il passo.
+
+--È inutile ogni tuo grido, ogni tua smania. Te l'ho già detto e te lo
+ripeto; nessuno verrà. Lisa e Battista, a quest'ora, sono lontani
+delle miglia, e tuo padre, ci vuol altro che la tua voce a destarlo.
+
+Queste ultime parole fecero correre un brivido di angoscia per le vene
+di Matilde: ricordò la pozione notturna, l'odore strano, le goccie
+versate da Emilio. Si arretrò di orrore.
+
+--Infame! gridò, tu hai avvelenato mio padre!
+
+--Grazie della buona stima che hai di me: diss'egli con quel suo
+odioso sogghigno. Gli ho dato del soporifero che lo farà dormire
+quieto quieto fino alle otto o alle nove. E vedrai come egli se ne
+sentirà meglio.
+
+--Babbo! babbo! gridò di nuovo Matilde disperatamente... Oh il mio
+povero padre!... Voglio vederlo.
+
+Ma Emilio non si tolse dall'uscio.
+
+--È inutile, disse, tanto e tanto non lo sveglieresti; e, se riuscissi
+a destarlo, gli nuoceresti assai.
+
+--Non lo sveglierò, ma voglio vederlo... Ah babbo mio! babbo mio!
+
+Ed ecco dalla camera vicina la voce del padre risponderle fiocamente:
+
+--Matilde! che c'è!... Hai bisogno di me! Vengo vengo.
+
+Matilde mandò un grido di gioja, Emilio si morse rabbiosamente le
+labbra.
+
+--Ah! non ha bevuto! mormorò fra i denti.
+
+In quel momento la moglie di Alberto non pensò ad altro, se non che la
+presenza del padre la salvava da ogni pericolo.
+
+--Oh vieni, vieni, babbo: gridò.
+
+--Che fai? le disse piano, ma con forza, Emilio. Come spiegheremo a
+tuo padre la mia presenza qui?... Ami forse le conseguenze d'uno
+scandalo?
+
+--È vero... è vero: mormorò la povera donna. No, no: gridò verso
+l'uscio, non venire... non scender di letto... vengo io da te...
+
+Ma già una mano si era posata sulla gruccia della serratura di fuori e
+accennava ad aprire la porta.
+
+Emilio si gettò nell'alcova, dicendo a Matilde minacciosamente:
+
+--Taci!... Non una parola... o guai!
+
+E si nascose dietro le tende.
+
+Il padre di Matilde entrò. S'era gettato addosso anche lui una veste
+da camera e veniva portando in mano la sua lampadina.
+
+--Che cosa t'è capitato? domandò egli con inquieta premura.
+
+--Nulla, nulla; rispose Matilde, gettandosi all'incontro del padre, e
+quasi cercando impedirlo d'inoltrarsi. Perchè sei venuto?... Scendere
+così di letto è un'imprudenza... Torna subito fra le coltri.
+
+Ma il padre, insistendo benevolmente, s'avanzò nella camera.
+
+--Non ne soffrirò... sta tranquilla... Come volevi che non venissi,
+sentendoti chiamare ajuto?... Ma dimmi, che cosa è stato?
+
+--Nulla, nulla; ripetè Matilde. Un sogno... un cattivo sogno...
+Svegliatami in sussulto, ho gridato senza saper bene io stessa...
+
+Il Danzàno andò a posare il suo lume sul camino.
+
+--E tutti questi lumi accesi?
+
+--Li ho accesi io... per levarmi la paura.
+
+Il padre sedette sul sofà.
+
+--Bene; starò un poco a farti compagnìa.
+
+--Oh! adesso è tutto passato.
+
+--Sei però molto turbata ancora.
+
+--Ho paura che tu ne soffra. Piuttosto t'accompagno io nella tua
+camera, e sto là un poco al tuo capezzale... finchè tu ti sia
+riaddormentato... Quanto mi rincresce d'averti rotto così il sonno!
+
+--Non ero mica addormentato del tutto... Ero in una specie di
+dormiveglia... Hai fatto male a non lasciarmi bere tutta la pozione
+preparatami da Emilio... Avrei certo dormito tutta la notte... Sarà
+meglio ch'io beva il resto.
+
+--No, no, s'affrettò a dire Matilde. Abbi pazienza; quei soporiferi
+conviene usarli con molta moderazione... Intanto torniamo a letto...
+Vieni, t'accompagno.
+
+Era pensiero di Matilde ricoverarsi così nella camera del padre e
+rinchiudendovisi con lui aspettare che il giorno venisse a liberarla.
+Ma il padre adagiandosi sul sofà, con una nuova compiacenza, disse:
+
+--Aspettiamo ancora un poco... Ci si sta benissimo qui... Mi sento
+prendere da una certa stanchezza...
+
+--Ragione di più per tornare subito in letto.
+
+--È strano come la testa mi pesa...
+
+--Vieni dunque...
+
+--Andiamo.
+
+Fece per alzarsi: ma in quella un subito pensiero attraversò la mente
+di Matilde. Ricoverata nella camera del padre, ella sarebbe salva; ma
+la camera dei figli era aperta, ed essi rimanevano in balìa di quello
+scellerato che aveva dato prova di essere capace dei più iniqui
+propositi.
+
+--Un minuto: ella disse. Do un'occhiata ai bambini, e poi sono con te.
+
+Prese il lumicino del padre, e corse di là a contemplare i suoi figli,
+quasi per attingere da quella cara vista nuovo coraggio, sangue freddo
+e forza. Tornando indietro rinchiuse l'uscio a chiave e questa si
+cacciò in tasca.
+
+Poteva ora allontanarsi tranquilla. Ma mentre essa passava innanzi
+all'alcova, una voce sommessa, ma minacciosa, uscì dalle tende.
+
+--Se tu non sei di ritorno qui fra un quarto d'ora, andrò io di là a
+pigliarti a ogni costo.
+
+Ella rabbrividì; ma non un lineamento della sua faccia si alterò.
+S'accostò al padre con un sorriso.
+
+--I piccini dormono... Vieni a fare tu altrettanto.
+
+Il vecchio fece di nuovo per alzarsi, e non potè.
+
+--È strana, balbettò con lingua impacciata, mi sento mancare le
+gambe... Oh come la testa mi pesa!... Ajutami.
+
+Matilde lo prese per le mani e tentò trarlo su; ma egli a un tratto
+ripiombò di tutto il suo peso sul sofà, e la testa gli cadde sul
+petto.
+
+--Babbo! babbo! esclamò Matilde, scuotendolo.
+
+Non ebbe risposta; il vecchio immobile, cogli occhî richiusi, pareva
+morto.
+
+--O Dio! gridò spaventata Matilde, egli è svenuto.
+
+Una mano le si posò sulla spalla, e la voce d'Emilio, venutole presso,
+le disse all'orecchio:
+
+--No, rassicurati; egli non è che addormentato. Il soporifero, di cui
+tu non gli hai lasciato bere che una parte, ha ritardato i suoi
+effetti; ma pure ei ne ha bevuto a sufficienza per averne un sonno che
+nulla potrà interrompere, hai capito? _Nulla!_
+
+Toccò la fronte e il polso del dormiente, sollevò le palpebre e ne
+osservò la pupilla volta in su.
+
+--Per sei ore almeno quest'uomo è segregato dal consorzio dei viventi.
+
+Matilde se ne scostò fremendo; sentiva uno spasimo tale di odio, di
+rabbia, di orrore, che se le fosse bastato dire una parola per
+incenerire quello scellerato, essa l'avrebbe detta con voluttà.
+
+Successe un momento di silenzio. Si guardavano fronte a fronte quei
+due, egli con la feroce impazienza della belva che si vede innanzi
+senza scampo la preda, essa con quell'accesso di aborrimento, in cui
+cominciava pure a entrare un'altra paura. Sentivano, sapevano ambedue
+che qualche cosa di orribile stava per accadere fra di loro; e
+parevano, lui esitare ad assalire, lei sperare col suo silenzio
+d'indugiare lo scoppio.
+
+Quell'angoscioso silenzio fu rotto da Emilio.
+
+--Tu lo vedi, Matilde: non c'è nessuno che possa venire a porsi fra
+noi; tu sei completamente in mia balìa.
+
+--No! rispose levando fieramente il capo la giovane donna, con aspetto
+di maggior coraggio e sicurezza che non fossero in lei, ma col cuore
+che le palpitava da farle male. No, non sono in tua balìa: fra di noi
+v'è il sacro capo incanutito di questo vecchio. Mi difende mio padre.
+
+Emilio ebbe un diabolico sogghigno.
+
+--Bella difesa, disse, un uomo che non sente e che non vede!
+
+E il tristo fece un passo verso la donna. Questa si gettò dietro una
+tavola a farsene riparo.
+
+--Come! esclamò. Oseresti?
+
+--Tutto! rispose con selvaggia energìa Emilio. Tutto, ti dico: e
+persuaditi bene che nulla... nulla, capisci... mi potrà fare
+rinunziare al mio proposito, nè impedirmi d'eseguirlo. Ah! tu mi hai
+respinto, disprezzato, amareggiato, abbeverato di fiele, con una
+crudeltà inesorabile... Hai tu creduto che il mio amore si estinguesse
+per l'ira e pel dolore? No; si è anzi rinfiammato viepiù, si è
+invelenito, inciprignito... è un amore feroce, che forse somiglia
+all'odio, ma che vuole soddisfazione... Da tanti anni ho vagheggiato
+questo momento; l'ho voluto e l'ho preparato, mi sono corrosa l'anima
+all'aspetto della felicità d'un altro, ho sofferto spasimi infernali,
+ho dissimulato, ho sorriso. Sono diventato agnello... E ora che tengo
+in pugno la mia vendetta, lo sfogo della mia passione, ora mi
+arresterei a quattro tue parolette, alle tue lagrime, forse al muto
+aspetto di quel vecchio addormentato? No. L'agnello scompare, si
+rivela il leone, e a nulla serviranno le tue preghiere.
+
+--E chi ti dice che io voglia pregarti? proruppe con fierezza Matilde,
+riparata sempre dietro la tavola. Senti, Emilio! Fino da bambini, io
+ho indovinato in te un'anima scellerata. Da ultimo ho fatto forza al
+mio istinto che mi inspirava per te la più viva ripugnanza. Ho avuto
+torto... Ora ti odio e ti disprezzo... e piuttosto che subire pur
+l'ombra d'un tuo oltraggio, preferisco la morte.
+
+--Frasi! frasi!.... Veniamo ai fatti! disse Emilio, che si slanciò
+verso di lei per afferrarla.
+
+Ella, smarrita, spaventata, si diede a fuggire per la stanza; ed egli
+a rincorrerla coll'accanimento d'un segugio dietro la preda.
+
+A un tratto l'idea venne a Matilde di salvarsi per la finestra.
+
+Avesse anche dovuto uccidersi cadendo, si sarebbe ad ogni modo
+sottratta a quello scellerato. Corse, vi giunse; ma le invetrate erano
+chiuse; la sua mano, per l'agitazione, tremolante; e quando appena era
+riuscita ad aprire i vetri, il suo persecutore le fu sopra, e
+l'abbrancò alle spalle.
+
+O Dio! la finestra! diss'egli con feroce scherno. Che vecchiume! Roba
+da romanzo di cinquant'anni fa... Via, via, non far pazzìe... Conserva
+una madre ai tuoi figli... e fa felice, almeno per un'ora, un uomo che
+fin da bambino ti adora.
+
+Ella si voltò in una specie di parossismo di rabbia, che aveva vinta
+la paura.
+
+--Lasciami! lasciami! gridò, e gli cacciò le mani nella faccia con
+tutta la sua forza, raddoppiata dal furore.
+
+Emilio non potè trattenere un'esclamazione di dolore.
+
+--Ah, maledetta!... Tu hai la bellezza d'un angelo, ma gli artigli
+d'un demonio... Angelo o demonio, io ti soggiogherò.
+
+Successe una ignobile lotta: la povera donna si difese con tutta
+l'energìa di cui era capace; ma la stanchezza sopravvenne, l'emozione
+la vinse, il terrore l'invase: a un punto si sentì mancare ogni
+vigore, si sentì perduta. Mandò un grido acuto, quasi supremo appello
+di soccorso, e mezzo svenuta s'accasciò fra le braccia del suo nemico.
+
+Egli, con un ghigno di trionfo, la trascinava verso l'alcova.
+
+ . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Alberto e Cesare facevano galoppare senza interruzione a forza di
+frustate il cavallo giù per la strada deserta, presi ambedue da
+un'ansietà angosciosa e da una pungente paura, che s'accresceva ad
+ogni momento. In tre quarti d'ora giunsero al punto in cui dall'alto
+d'un poggetto vedevasi la villa: li sgomentò maggiormente, nella
+facciata scura, la finestra della camera coniugale vivamente
+illuminata. Poi videro di quella finestra aprirsi le invetrate, e due
+ombre, che non potevano discernere bene, agitarsi in quel quadro: una
+di esse Alberto era sicuro che fosse sua moglie. Nuove frustate fecero
+ancora più precipitare la corsa del cavallo...
+
+Erano a pochi passi, quando udirono suonare in quella quieta aria
+della notte il supremo grido disperato di Matilde.
+
+Alberto si precipitò dal biroccino. Cesare ne seguì l'esempio,
+abbandonando a sè il cavallo; corsero ambedue alla casa. Con mano
+convulsa il marito di Matilde aprì l'uscio di cui aveva seco la
+chiave, e su per le scale, in due salti fu alla soglia della camera da
+letto. Entrando vide in un batter d'occhio lo suocero disteso sul sofà
+come morto, e un uomo che trascinava il corpo inerte di Matilde. Colla
+rapidità della folgore, disarmato com'era, ma col coraggio e le forze
+raddoppiate dal furore, egli si slanciò su quell'uomo, lo afferrò al
+collo, poco mancò lo strozzasse, e lo avrebbe strozzato, se le braccia
+di Emilio abbandonando Matilde, questa non fosse caduta a terra. Ma
+essa aveva riconosciuto il marito, e un grido di gioja le uscì in
+quella dalle labbra col nome del suo salvatore.
+
+--Alberto!
+
+Questi lasciò il collo di Emilio, il quale invano tentava con mani
+convulse liberarsi da quella stretta; poi, dato un potente pugno sul
+capo al creduto assassino, Alberto si affrettò a sollevare la moglie.
+
+Emilio, già vacillante per la soffocazione, da quel colpo sulle tempie
+fu mandato a rotolare tre passi in là sul pavimento.
+
+Matilde, tornata in sè, gettate le braccia al collo del marito, si
+sentiva a rinascere, piangeva, rideva, non sapeva esprimere i suoi
+sentimenti che ripetendo quel caro nome:
+
+--Alberto! Alberto!
+
+Emilio, sbalordito, stette un momento immobile per terra: poi cominciò
+a sollevarsi del tronco, puntando una mano sullo spazzo. Innanzi a lui
+i due sposi abbracciati teneramente si baciavano.
+
+Una rabbia, un furore inesprimibile si dipinse sulla figura di quel
+tristo; la faccia lacerata dalle unghie della donna e gocciante
+sangue, le guancie d'un rosso cupo e gli occhî che mandavano lampi di
+malvagità feroce, la schiuma che gli imbiancava la bocca fremente, lo
+rendevano orribile a vedersi. Nè anco Cesare che s'avanzava in ajuto
+del cognato, lo riconobbe.
+
+Emilio, sostenendosi sempre colla mano sinistra, colla destra levò di
+tasca la rivoltella, e la puntò verso il gruppo di Matilde e di
+Alberto; ma non ebbe tempo di far fuoco, chè Cesare, venutogli di
+dietro senza ch'egli se ne accorgesse, di colpo gli afferrò con tutte
+e due le mani il polso, e il projettile deviato dalla scossa andò a
+piantarsi nel soffitto. Stringendo forte il braccio del cugino, Cesare
+gli fece cader l'arma di mano, e ratto se ne impadronì. Allora Emilio
+si volse, invelenito, a quel nuovo avversario, e Cesare lo riconobbe.
+
+--Emilio! esclamò. Tu!
+
+Emilio s'alzò lentamente: sotto le righe di sangue che gli solcavano
+la faccia, sotto le chiazze di cupo rossore che stavano sulle sue
+guancie, la carnagione giallognola era diventata verde.
+
+--Emilio! ripetè Alberto attonito, volgendosi verso di lui. Possibile!
+
+Il tristo levò con risoluzione la testa, e rispose impudentemente:
+
+--Sì, sono io... Tu mi hai rapito la mia felicità, e io ho voluto
+contaminare la tua.
+
+--Ah! sciagurato! gridò Alberto minaccioso, facendo un passo verso di
+lui.
+
+Matilde lo trattenne al suo amplesso.
+
+--Lascialo nella sua infamia! gli disse. Dio, che t'ha condotto a
+tempo a salvarmi, lo punirà meglio di quanto potresti far tu.
+
+--Bene, sì! disse ghignando. Ti aspetto al giudizio di Dio, Alberto
+Nori. Io ti ho fatto il più fiero oltraggio che possa un uomo: tu mi
+hai percosso... qui sulla fronte... Per questo non c'è perdono, non
+c'è oblio... Tu mi devi odiare, io ti odio... Ti odio fin da quando
+eravamo in collegio... Già d'allora Dio ha punito la tua tracotanza
+per la mia mano... che ti ha spaccata la fronte con una pietra.
+
+--Ah! fosti tu!
+
+--Il mio odio, covato nel più profondo dell'anima, s'è accresciuto...
+da far spavento a me stesso.
+
+Alberto riuscì a liberarsi da Matilde, fu sopra al suo insultatore, e
+colla robustezza della sua mano, cacciatagli sulla spalla, lo fece
+curvare a terra.
+
+--Miserabile! gli disse. Dovrei schiacciarti come una vipera
+introdottasi nel seno della mia famiglia... Dovrei...
+
+Levò la mano poderosa sul capo del tristo chinato innanzi a lui.
+Matilde venne a fermargli il braccio.
+
+--No, Alberto! Non macchiarti al contatto di quel vigliacco.
+
+--Vigliacco!... esclamò Emilio. Sia pure... Anche degli insulti di tua
+moglie, Alberto, hai da rendere ragione... E me la renderai... Non in
+questa ignobile gara facchinesca, in cui sei facilmente maestro: ma
+lealmente, in pieno giorno, faccia a faccia, colle armi alla mano...
+
+--Oh, no! gridò Matilde, che ricordò tosto l'infallibile perizia di
+tiratore, che rendeva sicura la vittoria ad Emilio; no, egli è
+indegno.
+
+Ma Alberto la interruppe:
+
+--Di ciò non è questo il luogo, nè il momento di parlare... Per ora
+colui non ha che da levarsi dagli occhî nostri. Cesare, tu bada
+ch'egli esca, e chiudigli l'uscio alle spalle.
+
+Emilio fece il suo ghigno, così perfido, così insultante, che in
+Alberto si riaccese il furore da quasi levargli la ragione.
+
+--Oh, digli che parta! urlò terribilmente, o ch'io non mi trattengo
+più, e lo schiaccio come un verme.
+
+Emilio s'avviò lentamente; quando fu sulla soglia si volse:
+
+--A domani! disse, e partì.
+
+
+
+
+XVI.
+
+
+Quando Alberto ebbe udito i particolari del tentato delitto di Emilio,
+fu assalito da tanto sdegno, che si pentì di non averlo addirittura
+strozzato, quel mostro; protestò che ogni maggior vendetta sarebbe
+stata poca a tanta scelleraggine, e giurò che il domani l'avrebbe
+ammazzato come un cane.
+
+Allora fu un altro strazio, un altro sgomento per Matilde. Alberto
+contro Emilio camminava ad una morte sicura: era la felicità, era la
+vita di tutta la famiglia che venivano tronche. Supplicò essa,
+scongiurò con lagrime, convulsa, impazzita, perdendo i sensi. Che un
+essere come Emilio era indegno di avere a fronte un uomo d'onore; che
+si doveva disprezzarlo, che ben altri doveri più sacri comandavano ad
+Alberto di astenersi da quel duello; ad Alberto marito e padre. Non
+pensasse pure a lei... Essa sarebbe morta di dolore senza fallo, nulla
+le avrebbe impedito di seguirlo nella fossa; ma pensasse ai figli,
+bambini tutti, che sarebbero rimasti al mondo senz'altro sostegno che
+uno zio troppo giovane e il nonno vecchio e malaticcio. E ancora,
+questi avrebbe egli resistito a una sì fiera catastrofe? alla perdita
+del genero e della figliuola?... Tutte queste ragioni torturavano il
+cuore d'Alberto; ma il suo giusto furore era troppo perchè egli
+potesse accogliere l'idea di lasciare impunita la iniquità di quel
+traditore.
+
+--E poi, egli soggiunse, credendo con ciò convincere Matilde
+dell'assoluta necessità d'uno scontro. Tu l'hai udito! Se non vado io
+da lui, sarà egli che mi chiamerà sul terreno; e vorresti tu ch'io
+commettessi la viltà di rifiutarmivi?
+
+--No, non è viltà! esclamò la donna. Sarà anzi forza di carattere...
+
+--Egli è capace di provocarmi in modo da farmi spregevole in faccia
+alla gente...
+
+--Quando la gente sappia...
+
+--Oh no, per Dio!... La gente non ha da saper nulla. Tutto questo deve
+rimaner sepolto fra di noi. Lo voglio ad ogni modo... E di resistere
+alle sue provocazioni no, non me ne sento la virtù. Per quanto ti
+promettessi, sotto un suo insulto, giuro al cielo! il sangue mi
+bollirebbe nelle vene... e... e forse mi perderesti tu stessa la
+stima, se così non fosse.
+
+Matilde si attaccò ad una lieve speranza che le parve si
+presentasse...
+
+--Or bene, sia... Provocato ancora... capisco... ma se egli non
+facesse più un passo, se invece si allontanasse...
+
+--È impossibile...
+
+--Chi sa!... Io pregherò tanto il buon Dio... Se ciò fosse, promettimi
+che tu non cercherai altrimenti di lui... Oh, promettimelo, per
+l'amore che ti porto, pel nostro tanto amore... per l'amore de' tuoi
+figli...
+
+Alberto, commosso, spaventato sopratutto dagli accessi di convulsioni
+e dagli svenimenti che seguivano gli scongiuri respinti della povera
+donna, finì per cedere e promettere.
+
+Era giunta l'alba: il vecchio Danzàno, trasportato sul suo letto dal
+figliuolo e dal genero, continuava nel suo letargo; tutte quelle ore
+passate di spasimo avevano affaticato all'estremo Matilde; la promessa
+strappata finalmente al marito era riuscita da ultimo a quietarne
+alquanto l'animo.
+
+Ella non sapeva come; la sua mente confusa e il cervello stanco non
+potevano per allora suggerirgliene un modo, ma in nube aveva l'intima
+speranza che essa avrebbe potuto ottenere l'intento: Emilio
+s'allontanasse, e tutto fra lui ed Alberto fosse finito. Ai primi
+raggi del giorno, ella s'addormentò.
+
+Il marito la guardava con profondo intenerimento nell'anima e le
+lagrime negli occhî.
+
+--Povera donna! egli pensava. Potesse almeno dormire finchè io le
+ritorni sano e salvo!... Ma ritornerò io?... più facilmente no!
+
+Un grande scoraggiamento lo invase, una gran debolezza gli occupò il
+cuore. Solo con sè stesso, in presenza di quell'amata donna che
+dormiva, presso a' suoi figli, che dormivano ignari del pericolo che
+incombeva sulla famiglia, tutto il suo solito coraggio svanì; egli
+ebbe paura.
+
+Poi tosto un nuovo e maggiore sdegno venne a risollevarne l'animo.
+
+--Ma è possibile, è permesso che uno scellerato riesca a turbare la
+quiete, a minacciare l'esistenza d'un'onesta famiglia, e che la vita
+d'un marito, d'un padre, la sorte e l'avvenire di innocenti creature
+abbiano ad essere in balìa d'un mascalzone qualunque? Dove sarebbe la
+giustizia di Dio?
+
+L'occhio suo si posò più intensamente affettuoso sul dolce viso della
+moglie addormentata. Ogni traccia d'inquietudine era passata da quei
+leggiadri lineamenti, e un lieve sorriso aleggiava sulle labbra
+semiaperte.
+
+--Sarà meglio, disse Alberto a sè stesso, che io m'allontani mentre
+essa dorme. Al suo risveglio nuove lagrime, nuove preghiere a
+trattenermi, commuovermi, indebolirmi. Andiamo.
+
+In quella, Cesare cautamente mise il capo dentro dell'uscio. Alberto
+gli fe' cenno di non inoltrarsi, e s'affrettò a raggiungere il cognato
+nell'altra stanza.
+
+--Che cosa c'è? gli domandò.
+
+E Cesare gli porse un bigliettino, che disse essergli stato rimesso
+allor allora dal servo del Lograve.
+
+Alberto lo prese e lo lesse.
+
+ «_A Cesare Danzàno_,
+
+«Le brighe, come quella che ora passa fra me e il signor Nori, mi
+piace finirle presto. Aspetto senza ritardo Cesare Danzàno colle
+istruzioni del signor Nori, così che tra un'ora tutto sia finito.»
+
+
+--Ebbene? domandò Cesare, quando Alberto ebbe letto.
+
+--Ebbene, rispose Alberto, vacci subito, e accetta tutte le condizioni
+che egli proporrà, quando, s'intende, non sieno più vantaggiose per
+lui. Io esco subito di casa, e t'aspetterò colla risposta presso al
+pilone di San Giacomo. Fa di stabilire là vicino, che è luogo isolato,
+dove a quest'ora non passa anima viva, il terreno dello scontro.
+
+Cesare, di gran malavoglia e con molta agitazione nell'anima, si recò
+presso Emilio.
+
+Alberto rientrò pian piano nella camera, andò a dare uno sguardo
+ancora ai figli addormentati, di cui lievemente, ma con crudele
+strazio del cuore, baciò la fronte, e diede poscia anche a Matilde un
+bacio leggiero leggiero, in cui però c'era tutta l'intensità del suo
+affetto; passò nel suo studiolo, dove s'armò d'una rivoltella a sei
+colpi, carica, e si avviò lentamente verso il pilone, dove aveva dato
+convegno a Cesare.
+
+Emilio neppure non aveva passato sopra un letto di rose le ore che
+avevano tramezzato fra la sua uscita dalla villetta e l'invio del suo
+biglietto a Cesare. L'ira e la umiliazione della sua sconfitta, la
+vergogna delle ricevute percosse ne avevano ancora accresciuto l'odio
+e la smania della vendetta. Non aveva chiuso occhio, non aveva neppure
+provato a gettarsi sul letto, nemmeno seduto non aveva potuto stare;
+un'agitazione febbrile gli concitava muscoli e nervi, cuore e
+cervello. Aveva passeggiato su e giù, bestemmiando, imprecando,
+minacciando, si era compiaciuto di passare in rivista una per una
+tutte le sue rivoltelle, delle migliori fabbriche inglesi, eccellenti,
+infallibili tutte nella sua mano esercitata. Quante volte aveva
+spianato or l'una or l'altra a mira, imaginandosi d'aver a giusta
+distanza l'odiatissimo avversario, ed aveva fatto un sogghigno di
+trionfo nella certezza di gettarlo a terra col cranio fracassato!
+
+Il tempo gli tornava lungo e pesante, maledisse gli indici
+dell'orologio che camminavano così lentamente; mandò un'esclamazione
+di gioja, quando vide alla fine una striscia bianca all'orizzonte
+annunziare la venuta del giorno. Scrisse sopra un foglio di carta una
+dichiarazione (e vedremo presto quale), poi il biglietto che mandò
+subito a Cesare, e stette aspettando impaziente.
+
+La faccia di Emilio, di color verzigno, corsa dalle righe sanguigne
+delle graffiature, era così contratta, che a Cesare fece quasi
+ribrezzo e poco meno che paura.
+
+--Che cosa avete da dirmi? domandò asciuttamente Emilio ritto presso
+la tavola su cui erano il foglio scritto poc'anzi e le armi.
+
+--Che Alberto accetta qualunque condizione, rispose Cesare, per quanto
+grave essa sia, purchè non a svantaggio d'uno degli avversarî.
+
+--Va bene. Ci batteremo subito.
+
+--È appunto l'intenzione di mio cognato. E anzi questi è già andato ad
+aspettare presso il pilone di San Giacomo.
+
+--Benissimo: il luogo è adattissimo e ci batteremo colà. Sentite!
+Perchè le armi sieno uguali, voi sceglierete fra tutte queste, che
+sono compagne, quella che vi parrà la migliore, e la porterete a... al
+vostro primo. Armato ciascuno di una di queste rivoltelle a sei colpi,
+ci metteremo, lui al pilone, io al ponte del torrente. Di là, a un
+segnale che darete voi, ci cammineremo incontro colla facoltà di
+sparare i nostri sei colpi quando e come ci piacerà, e di avanzarci
+tanto che, se nessuno cade, arriviamo a metterci la canna al petto e
+sparare a bruciapelo. Se uno dei due, soggiunse col suo selvaggio
+sogghigno, potrà tornare a casa co' suoi piedi sarà stato ben
+fortunato... Vi va?
+
+Cesare, perplesso, confuso, con un grande turbamento nell'animo e nel
+cervello, stette lì, senza sapere che rispondere. Egli non era
+abbastanza esperto, e non aveva bastante freddezza di mente per vedere
+come un gran vantaggio vi fosse per Emilio in quei patti. La distanza
+in cui si dovevano porre i duellanti era fuori del tiro delle
+rivoltelle, camminando l'uno verso l'altro gli avversarî sarebbero
+entrati poi nel campo del tiro; ora Emilio, dall'occhio praticissimo a
+misurare le distanze, appena Alberto sarebbesi trovato al punto da
+poter essere colpito, mercè la sua sicurezza di mira, l'avrebbe
+fulminato; mentre Alberto, se avesse pure voluto sparar prima, non
+avrebbe fatto che sciupare il suo colpo.
+
+--E voi? riprese Emilio, dopo avere aspettato un minuto. Avete pur
+detto che... colui avrebbe accettato ogni condizione!
+
+--Sì, è vero, balbettò Cesare, ma...
+
+E l'altro, senza lasciarlo continuare:
+
+--Non avremo altro testimonio che voi. Credo che piaccia anche al
+vostro rappresentato che non ci ficchino il naso persone estranee. E
+siccome, se mai uno di noi n'esce salvo, può avere delle noje dalla
+giustizia, io ho pensato di redigere questa dichiarazione, cui
+ciascuno di noi si metterà in tasca, e che salverà da ogni fastidio il
+superstite. Sentite!
+
+E lesse:
+
+«Per motivi miei particolari, che saranno sempre un segreto per tutti,
+e che prego tutti di non volere investigare, io mi trovo spinto a
+uscire di questa vita. Dichiaro che nessuno deve incolparsi della mia
+morte, e prego di perdonarmi coloro a cui questa sarà un dolore.»
+
+--Il signor Nori scriverà questa dichiarazione tale e quale, ci
+metterà la data colla sua firma, come ho fatto io, e la terrà in tasca
+al pari di me. Il cadavere di colui che cadrà sarà lasciato lì sul
+posto, e quando sarà raccolto presso la giustizia questo scritto farà
+il suo effetto.
+
+Cesare stette un po' a pensarci, penosamente imbarazzato.
+
+--E se ci rimanete tutt'e due?... disse poi.
+
+--Eh, allora, rispose Emilio col suo solito sogghigno, tu che sarai il
+solo superstite cercherai il modo d'aggiustarla, e il fisco non potrà
+d'altronde molestare nessuno dei due.
+
+Cesare scosse tristamente il capo.
+
+--A una cosa simile non si è affatto pensato, e io non so se Alberto
+sia disposto ad acconsentire. Bisogna assolutamente ch'io gliene
+parli.
+
+Emilio crollò impazientemente le spalle.
+
+--O mio Dio! che scrupoli fuor di luogo. Il signor Nori dev'essere
+contento ancor egli di cosa che lo mette al sicuro da una
+responsabilità piuttosto grave... Ma sia come volete... Per non perder
+troppo tempo, facciamo così: portate la dichiarazione al signor Nori;
+s'egli non affaccia nessuna difficoltà, la ricopia, la firma, e se la
+ritiene. Se rifiuta, voi verrete subito a dirmelo, e io allora lo
+inviterò a passare la frontiera ed andarci ad ammazzare in Isvizzera.
+Sono le sei: aspetterò fino alle sei e mezza: se non siete venuto,
+vuol dire che mi aspettate senz'altro al luogo del convegno, e io mi
+vi recherò sollecitamente.
+
+--Va bene, rispose, accennando ad avviarsi Cesare, il quale non vedeva
+l'ora di esserne fuori.
+
+--E non prendete copia della dichiarazione?
+
+--Ah! è vero.
+
+Cesare sedette al tavolino per iscrivere; ma la mano gli tremava
+talmente che le parole gli riuscivano sgorbi poco intelligibili.
+
+--Aspettate che ve la scrivo io più in fretta, disse Emilio, ghignando
+a suo modo.
+
+E in due minuti, con mano ferma egli ebbe scritto quelle righe, che
+consegnò a Cesare.
+
+--E intanto, soggiunse, potete prendere l'arma pel vostro mandante.
+
+Il cognato d'Alberto ne esaminò due o tre, tanto per avere l'aria di
+fare una scelta; poi ne prese una che si mise in tasca.
+
+--Ricordatevi! gli gridò Emilio, mentre Cesare stava per varcare la
+soglia. Se non siete tornato prima, io alle sei e mezza sarò al ponte;
+il signor Nori dovrà trovarsi al pilone. Scorretto chi ritarda; vile
+chi manca! A rivederci.
+
+E volgendo le spalle a Cesare che partiva, egli rientrò nel salotto.
+
+Cesare s'affrettò a raggiungere il cognato che già stava aspettando al
+pilone. A tutta prima Alberto non trovò obiezioni da fare alle
+proposte dell'avversario, e parve anche a lui che quello della
+dichiarazione fosse un prudentissimo partito per tenere nascosto alla
+gente il dramma domestico, per togliere dalle peste il superstite dei
+duellanti. Ma dove andare a scriverla quella dichiarazione? A casa no,
+perchè sarebbe andato incontro a quella scena di separazione
+straziante da Matilde, ch'egli voleva assolutamente evitare. La casa
+più vicina, di cui si potesse prevalere, era quella del parroco:
+Alberto decise di correre colà a preparare il documento.
+
+--Tu rimani qui, disse al cognato. Spero fare in tempo da tornarmene
+prima che quell'altro arrivi; ma se mai dovessi tardare, tu sarai qui
+a spiegargli la mia assenza e assicurarlo che non avrà molto da
+attendere.
+
+Così fu fatto. Cesare rimase di sentinella al pilone, e Alberto
+s'avviò di buon passo verso la casa del parroco. Giunto colà, dovette
+aspettare un poco prima che la serva, allor allora alzatasi, venisse
+ad aprirgli; poi, quando fu venuta, fatte le cento meraviglie per
+quella visita così mattutina, la buona donna disse che il suo padrone
+era ancora a letto, anzi ella credeva dormisse, ma che il signor Nori
+avesse la bontà d'aspettare, ed ella sarebbe andata tosto ad avvertire
+il padrone, svegliandolo, se occorreva. Alberto non ebbe poco a dire
+per farle comprendere che era inutile svegliare il sor prevosto, al
+quale egli non aveva nulla da comunicare, che desiderava solamente
+avere un pezzo di carta, penna e calamajo per iscrivere quattro righe
+per una certa sua bisogna di premura, la qual cosa egli avrebbe potuto
+fare senza disturbare nessun altro, quando essa, la serva, lo
+introducesse un momento nello studiolo del padrone.
+
+Era quindi passato più d'un quarto d'ora, quando Alberto potè sedere
+alla scrivanìa parrocchiale e cominciare a scrivere: ma rileggendo
+così più attentamente, come richiede l'azione del ricopiare, quella
+dichiarazione, Alberto non la trovò più così accettabile, anzi gli
+parve che e la scritta in sè stessa, e i termini in cui era redatta,
+non convenissero affatto.
+
+--Tutti sanno la felicità di cui godo, pensò, tutti conoscono l'amore,
+la pace che regnano nella mia famiglia, le fortunate condizioni che ci
+permettono un'agiata esistenza. Quali ragioni particolari potrei avere
+da odiare la vita che tanto mi sorride? O non sarò creduto, o si
+giudicherà, che questa mia felicità è un inganno e che io la smaschero
+colla più orribile smentita. Getterò ancora una nota di biasimo alla
+mia adorata Matilde, agli adorati figli miei. Insieme al crudele
+dolore che cagionerò loro, lascerò ad essi per ultimo addio un
+rimprovero che procurerà a quei cuori amorosi un immeritato rimorso. E
+ciò per salvare dagli impicci quel miserabile? Oh, no, mai, mai!
+
+S'alzò risoluto, stracciò in minutissimi pezzi e il foglio che gli
+aveva rimesso Cesare e quello che egli aveva già scritto, e fece per
+partire: ma ecco sulla soglia dello studiolo medesimo fermarlo,
+sopraggiungendo, il parroco.
+
+Alla serva era parso un troppo gran fallo lo avere introdotto in casa
+un signore di quella sorte e non avvisarne il padrone, cui ella sapeva
+aver tanta deferenza per quel signore: e il parroco s'era affrettato a
+vestirsi per correr giù a complimentare il mattiniero suo parrocchiano
+e offrirgli i suoi servigî. Alberto dovette impiegare dieci buoni
+minuti per dire al buon prete quel ch'era venuto a fare e che aveva
+già fatto e per cui lo ringraziava, e se ne partiva senz'altro, avendo
+un affare di premura da sbrigare. Ma sì! Alla virtù capitale del
+parroco pareva una colpa il lasciare partire il signor Nori così a
+bocca asciutta: ed ecco offrirgli caffè e rosolî e ogni fatta di
+bibite, e ripetere e trattenerlo con quell'insistenza che dai
+campagnuoli è creduto debito di cortesia, così che quando Alberto potè
+liberarsene e lasciare la canonica, guardato l'orologio, vide che le
+sei e mezza erano passate da cinque minuti.
+
+Corse al luogo del convegno e respirò vedendovi Cesare solo. Emilio
+non s'era ancora veduto.
+
+--Or bene, va tosto da lui, disse Alberto affrettatamente al cognato,
+e digli che della sua dichiarazione io non ne voglio assolutamente
+sapere. Preferisco andare a battermi in Isvizzera. E riportagli la sua
+rivoltella, che non me ne voglio servire. Ne ho una anch'io di sei
+colpi, e preferisco d'usare la mia. Va, e fa presto; ti aspetto sempre
+qui.
+
+Cesare partì di buon passo e Alberto si diede a passeggiare su e giù
+dal pilone al ponte, trovando eterni i minuti che passavano. E ce ne
+passarono in verità molti più di quello che Alberto si aspettasse,
+tanto che l'orologio, dicendogli trascorsa omai mezz'ora, smarrita la
+pazienza, egli stava per abbandonare il posto e andare a vedere che
+cosa fosse successo, quando vide Cesare che tornava correndo: ma egli
+era solo.
+
+--E così? gli gridò Alberto appena Cesare fu a un punto dove gli
+arrivava la voce. Che cosa risponde?
+
+Ma Cesare, affannato, con segni vibrati che supplivano alle parole,
+cui per lo strafiato non poteva profferire, gli fece intendere che
+qualche cosa di nuovo era capitato, e qualche cosa di grosso, per cui
+egli era tutto sossopra.
+
+--Che cosa c'è? Che cos'è stato? domandò Alberto ansiosamente.
+
+--Ah! vieni, vieni subito, gli disse Cesare. Matilde ha preso male.
+
+--Matilde! esclamò Alberto turbatissimo.
+
+--Sì. Ha delle convulsioni... del delirio... dice parole che non si
+capiscono... ti chiama...
+
+Alberto si mosse tosto con impeto: ma poi si fermò.
+
+--E quell'altro?
+
+--Ah! non l'ho visto.
+
+--E se viene?
+
+--Non credo che verrà.
+
+--Perchè?
+
+Vieni, vieni ti racconterò.
+
+E andando tutt'e due di buon passo verso casa, Cesare raccontò come,
+arrivato alla vista della villetta e del palazzotto, aveva visto
+Matilde che vacillante stava per entrare in casa, quando, assalita da
+subito malore, cadeva sulla soglia... Egli era corso a sollevarla, e,
+ajutato dalla cuoca, che a forza di chiamare aveva fatto accorrere,
+l'aveva trasportata sul letto svenuta. Là, pei soccorsi prestatile,
+dopo un poco Matilde era tornata alla vita, ma non in cognizione,
+perchè vaneggiava con isconnesse, incomprensibili parole, chiamando
+tratto tratto con istraziante voce di preghiera il marito. Cesare
+aveva pensato necessario il venire ad avvertire Alberto senza indugio.
+Quanto a Emilio, aggiungeva, dovergli essere sopravvenuto qualche cosa
+perchè uscendo di casa egli aveva udito il domestico mandare
+esclamazioni di meraviglia e di spavento e domandare ajuto, ma Cesare
+affermava di aver troppa premura di venire dal cognato per fermarsi a
+chiedere che cosa fosse avvenuto.
+
+I due cognati arrivarono correndo alla villetta e furono di balzo
+nella camera di Matilde.
+
+Alla voce del marito che la chiamava, la giacente si riscosse, aprì
+gli occhî, la luce dell'intelligenza tornò a brillare in essi; ed
+esclamando con immenso affetto:--Ah! mio Alberto, mio Alberto! essa
+gli gettò le braccia al collo e ruppe in un pianto dirotto da cui ebbe
+subito grandissimo sollievo.
+
+
+
+
+XVII.
+
+
+Emilio, quando Cesare si fu partito da lui, ordinò al servo di andare
+al villaggio a far allestire il carrozzino, perchè fra un'ora al più,
+egli sarebbe partito, poi, rimasto solo in casa, egli finì di
+preparare una sua valigetta, si pose in tasca tutti i denari e i
+valori, e visto che mancavano appena dieci minuti alle sei e mezza,
+prese sulla tavola del salotto la rivoltella che già aveva sceverata
+dalle altre, e si mosse per uscire. Ma sulla porta s'incontrò in una
+donna che entrava impetuosa. Era Matilde.
+
+Svegliatasi poco dopo la partenza d'Alberto, la misera donna stette
+dapprima in un momento di fortunato oblìo di quanto era avvenuto; poi
+la mente ancora confusa travide la funesta verità, ma annebbiata
+ancora, ed essa si domandò se era un angoscioso sogno che avesse
+fatto, oppure una crudele realtà. Aimè! il dubbio non durò a lungo. Il
+sentimento della brutta realtà invase ad un tratto, quasi con
+violenza, l'animo della poveretta; essa sorse a sedere sul letto:
+gettandosi le mani alla fronte e chiamando con voce tremula per
+angoscia e paura: Alberto! Alberto! Nessuno rispose. Matilde volle
+scendere dal letto; ma si sentì così fiaccata, che si persuase non
+avrebbe potuto reggersi in piedi. Afferrò il cordone del campanello e
+suonò. Le altre mattine Lisa era sollecita ad accorrere, quel giorno
+nessuno venne. Matilde tornò a suonare parecchie volte con crescente
+forza finchè riuscì a scuotere la cuoca nella lontana cucina e la fece
+accorrere al letto della padrona.
+
+Questa apprese così che la Lisa e Battista non si trovavano da nessuna
+parte, che all'alba era venuto il servo del signor Lograve con un
+biglietto pel signor Cesare e che poco dopo i cognati erano usciti
+insieme. Dov'erano andati?--Ah! la cuoca non lo sapeva, perchè dalla
+sua cucina non aveva potuto vedere da qual parte si fossero diretti.
+Matilde mandò un gemito. Era certo che la provocazione era venuta con
+quel biglietto di Emilio, e che il duello doveva aver luogo, forse
+succedeva in quel momento, forse già era avvenuto!
+
+Questa idea, questa terribile paura le ridiede un poco di forza. Si
+buttò giù dal letto, si fece ajutare dalla cuoca a vestirsi, che da
+sola non avrebbe potuto. E intanto la sua testa faticosamente,
+penosamente lavorava.
+
+Maledizione a quel sonno che l'aveva tenuta inerte, mentre avrebbe
+potuto agire. Agire? Ma come? Che cosa avrebbe essa potuto fare per
+impedire il passo fatto da Emilio? Le pareva che parlando con Alberto
+un'idea per ciò le si fosse affacciata: ora quest'idea di cui sentiva
+pure come una traccia nel cervello, si rifiutava di lasciarsi
+rievocare, appariva appena, vaga, inafferrabile e svaniva in un bujo
+che faceva smarrirsi quel povero spirito doloroso. Ma e ora che cosa
+era da farsi? forse si battevano... Dove?... Oh saperlo!... Bisognava
+scoprirlo, indovinarlo... Ella si sarebbe gettata là in mezzo a loro,
+avrebbe fatto riparo di sè al padre de' suoi figli. No, non l'avrebbe
+lasciato ammazzare. Ma dove andare? e sola, svigorita come si sentiva?
+Se suo padre potesse ajutarla!... Ma sarebbe stato necessario
+apprendere tutta la brutta verità a quel povero vecchio malaticcio,
+che ne avrebbe chi sa quanto sofferto! Matilde ricordò a tal punto il
+soporifero dato al convalescente da Emilio, e sentì rimorso di non
+averci pensato prima. Si trascinò nella camera di suo padre. Questi
+svegliavasi appunto allora; disse aver dormito sodo, ma di un sonno
+pesante che parevagli averlo stancato più che sollevato, e che gli
+aveva lasciato il capo confuso, il cervello come vuoto, la bocca
+allappata, lo stomaco oppresso.
+
+Matilde si convinse viepiù che da quel poveretto non poteva sperare
+ajuto nessuno, e che era obbligo di carità il tacergli affatto ogni
+cosa. Si tolse, con grande pena di lui, dal letto del padre e passò
+nella camera dei figli che dormivano ancora tutti tranquillamente: la
+loro vista le fece sentire più forte, più imminente la necessità in
+lei di agire. Per la finestra aperta vide nel salotto a pian terreno
+del palazzotto Emilio presso alla tavola su cui stavano parecchie
+rivoltelle. Ah, fortuna! Egli era ancora in casa; s'era ancora in
+tempo. Matilde si gettò sulle spalle il primo mantelletto che le
+capitò sotto mano, e corse al palazzotto.
+
+--Tu qui, Matilde! esclamò Emilio, arretrandosi d'un passo per lo
+stupore.
+
+Matilde non rispose; entrò, prese a un braccio Emilio e con forza
+superiore alla sua solita, che la disperazione dava alle sue membra un
+poco prima sfinite, lo trasse nel salotto, dove stette innanzi a lui,
+ansimante, premendosi colla mano il cuore che le batteva da rompersi.
+
+--Che cosa vuoi? le chiese ruvidamente Emilio, che sentiva ancora al
+cospetto di lei la vergogna dei trattamenti subiti dal marito di essa.
+
+--Tu vai ad assassinare Alberto, diss'ella con voce soffocata.
+
+Un infernale sogghigno di trionfo si disegnò sulle labbra di Emilio.
+
+--Vado a vendicarmi!
+
+Il petto oppresso da una inesprimibile angoscia, la gola serrata da
+non poter parlare, Matilde strinse forte il braccio di lui, e,
+scuotendo il capo, fiammeggiando dagli occhî, non potè pronunziare che
+un monosillabo:
+
+--No! no!
+
+Emilio liberò violentemente il suo braccio.
+
+--Ah no? proruppe coll'impeto de' suoi pessimi istinti, della sua
+furente passione, del suo malvagio talento. Ah no?... E chi me lo
+impedirà?... Tu forse?... Puoi tutto su di me, fuor che questo: tu la
+cagione dei miei più forti dolori, della infelicità della mia vita...
+Ti ricordi quando sono venuto a pregarti, a metterti ai piedi l'anima
+mia, e tu mi hai crudelmente con tanto disprezzo respinto?... Tu
+potevi far di me non solo un uomo felice, ma buono, migliore di tanti
+a cui il difetto di malvagità non è che un difetto di passione e
+d'intelligenza; hai voluto invece rendermi disgraziato, invidioso,
+odiatore di tutto e di tutti... e della vita, e fin di me stesso...
+Pensa qual odio si è accumulato in me contro chi si godeva quel bene
+ch'io non potei conseguire! Te lo dissi allora: guai se ad alcuno dài
+quell'amore che a me neghi così oltraggiosamente: tu mi rispondesti
+che non mi temevi, che l'uomo da te amato bene avrebbe saputo
+difendersi dall'odio mio... Ebbene, vediamolo!... Si difenda! Vita
+contro vita; egli, sorretto dal tuo amore, io dal mio odio; a lui, se
+vincitore, in premio il tuo amplesso; a me le tue lagrime.
+
+Mentre egli parlava, in Matilde s'era venuta un poco quietando
+l'agitazione del sangue e dell'animo; essa potè a sua volta trovar le
+parole, e cominciò a dire con voce debole, ma vibrante di profonda
+emozione:
+
+--Se il tuo odio volesse appagarsi solamente delle mie lagrime e del
+sangue dell'uomo che tu odii, il che vuol dire anche del mio, perchè a
+quell'uomo io non sopravviverei...
+
+Emilio fece un atto fra d'ira, di minaccia e di crudeltà.
+
+--No, non gli sopravviverei, ripetè essa con più forza. Se tu ti
+soddisfacessi della morte di lui, e mia, sarebbe un'opera iniqua,
+scellerata, ma che si può comprendere. Il tuo odio invece vuole
+colpire, più ancora di quelli che odii, degli innocenti che nulla ti
+hanno fatto, e tale che anzi può vantare titoli alla tua
+riconoscenza...
+
+--Chi? domandò aspramente Emilio.
+
+--Chi?... E i miei figli?... E mio padre?
+
+--I tuoi figli?... Sono sangue suo; li odio al pari di lui.
+
+--E mio padre?... Egli ti fu amorevole padrino, ti difese
+nell'infanzia...
+
+Emilio la interruppe.
+
+--Ha fatto troppo poco, perchè io ora sacrifichi per lui quell'unica
+cosa che mi rimane cara al mondo, la mia vendetta, perchè io vada a
+farmi uccidere...
+
+--Uccidere?... Ah no!
+
+--E che cos'altro sei tu venuta a domandarmi, se non questo? Che io
+vada ad espormi alle palle di colui senza cercare da parte mia
+d'offenderlo; in breve, che mi lasci ammazzare come un stupido... chè
+non sarei altro.
+
+--Ti domando invece di non andarci, disse in fretta Matilde.
+
+--Come? interrogò Emilio, quasi non avesse capito.
+
+--Sì, rispose ella, ti domando di non andare a questo orribile duello.
+
+--Ma sei matta!... Mi domandi ancora peggio di quel che credevo... Che
+tu, sapendomi sicuro del mio colpo, fossi venuta a pregarmi di
+restituirtelo azzoppato, ma vivo, colui, è una temerità a cui non
+posso far buon viso, ma che posso tollerare: ma venirmi a dire che,
+per salvare lui, io mi macchii d'una viltà...
+
+--Nessuno ti potrebbe accusare.
+
+--E io?... E lui?... Oh donne, donne, che credete tutto il mondo debba
+cedere ai vostri desiderî!... Ma tu hai dunque obliato quanto è
+successo, quanto hai visto tu stessa cogli occhî tuoi?... Io sono
+stato assalito brutalmente, con prepotenza percosso nel modo più
+oltraggioso, tanto che nessuno, fosse pure un santo, lo potrebbe
+perdonare; ne richiedo, com'è mio diritto, la riparazione, e quando
+questa mi si dovrebbe dare, io mancherei, fuggirei?... Oh per Dio!...
+tu hai l'audacia di domandarmi addirittura l'impossibile.
+
+--Emilio! Emilio! esclamò Matilde stringendo le mani quasi in atto di
+preghiera, e mettendo nella sua voce una intonazione più calda.
+Nessuno, ti ripeto, potrebbe accusarti... Io ti difenderei... Ogni
+anima bennata... che dico?... Tutti, tutti riconoscerebbero in questo
+un atto di generosità, un atto di cui la tua anima deve pure essere
+capace... Pensa che avresti una riconoscenza eterna in me, ne' miei
+figli, che ti benediranno e pregheranno per te tutta la vita... Oh, ci
+deve pur essere nel tuo cuore una fibra che si commova al pensiero di
+essere benedetto come il salvatore d'una famiglia!... Pensa al tempo
+in cui ti sarà sopraggiunta la vecchiaja, in cui s'accosterà il giorno
+della morte. Non sai tu che il pensiero del male che avrai commesso ti
+affannerà le ultime tue ore? che vedrai i fantasmi delle tue vittime
+apparirti ad imprecare e maledire? Invece il ricordo della generosa
+azione ch'io ti domando, ti sarà di conforto e di speranza!...
+
+Parve a questo punto a Matilde di vedere dileguato dal volto del
+cugino quel sogghigno scettico e ironico con cui egli aveva ascoltato
+fin allora le parole di lei e un'ombra di commozione manifestarglisi
+negli sguardi. Era invece che la emozione della giovane donna dava
+alla bellezza di lei nuove attrattive, nuovo splendore, e, a dispetto
+di tutto, ridestavasi in lui la fiamma della concupiscenza.
+
+Essa, illusa, gli si fece più presso, gli prese le mani; pensando ai
+figli, la madre superò ogni ripugnanza, ogni rancore, ogni disprezzo
+per quell'uomo, e con voce piena di supplicazione, quasi d'affetto,
+continuò:
+
+--O Emilio!... Per tutto quello che c'è di più sacro sulla terra, per
+l'anima tua, se tu possa esser lieto e felice, non rigettare una
+povera madre che t'implora... Io sono stata sdegnosa e superba teco...
+Vuoi che mi umilii a te dinanzi? Eccomi a' tuoi piedi! Abbi pietà di
+me, abbi pietà di mio padre, abbi pietà de' figli miei!
+
+E si gettò ginocchioni, tenendolo sempre per le mani, sollevando verso
+di lui quel suo bel viso acceso di commozione, di desiderio, di
+speranza, que' suoi occhî splendidi, pieni di tanta luce, di tanto
+amore. Era, in quell'atto, così potentemente bella, che tutto il fuoco
+della passione in Emilio divampò, divenne irresistibile. Egli si chinò
+verso di lei, gli occhî fiammeggianti di libidine, le labbra tumide e
+frementi; l'afferrò alla vita per sollevarla a sè, e balbettò con voce
+rotta dalla intensità della passione:
+
+--Ebbene, sì... se vuoi!... Egli mi aspetti là... invano... e tu
+compensami col tuo amplesso.
+
+Per Matilde fu come se vedesse a un tratto drizzarlesi innanzi il capo
+d'una vipera. Balzò in piedi, si sciolse bruscamente dalle braccia di
+lui, e respingendolo da sè con tutta la sua forza, esclamò:
+
+--Miserabile!... miserabile!... Mi fai ribrezzo ed orrore!...
+
+Successe un momento di silenzio. Emilio si morse le labbra fino al
+sangue; poi parlò con una forzata calma, forse più iniqua della
+collera.
+
+--Sta bene!... Tu hai detta l'ultima parola del nostro colloquio...
+Non puoi più aggiunger nulla, nè io voglio più ascoltar nulla.
+
+E siccome ella trovavasi innanzi alla porta, egli fece un cenno
+imperioso perchè si levasse di lì.
+
+--È tardi... ho già troppo indugiato... Sgombrami il passo.
+
+Essa invece, risoluta, fiera, si portò all'uscio e disse, con tono di
+violenza:
+
+--No, no, non uscirai di qui... No, no, non ti lascierò ammazzare il
+mio Alberto.
+
+--Lasciami andare! gridò egli coi denti stretti e il furore dell'anima
+negli occhî.
+
+--No!
+
+Emilio afferrò la donna per un braccio, con tutta la sua forza la
+trasse via dall'uscio e per una spinta brutale la mandò barcollante
+nell'interno della stanza, poi s'affrettò ad aprire l'uscio.
+
+Matilde sarebbe caduta in terra se non avesse incontrato la tavola, a
+cui si sostenne; la sua destra si posò sopra una delle rivoltelle che
+là si trovavano; le sue dita, quasi involontariamente, ii serrarono
+intorno al calcio dell'arma.
+
+--Fermati! ella gridò ad Emilio, fermati, in nome di Dio!
+
+Egli si volse a lei col suo maledetto ghigno, e le rispose
+ferocemente:
+
+--No... e puoi contare che il tuo Alberto è morto.
+
+Fece per partire. Matilde sollevò la rivoltella che aveva
+istintivamente impugnata. Che cosa successe in lei, quale coscienza
+ella avesse degli atti suoi, in quel momento, non seppe pure spiegar
+mai a sè stessa; sparò...
+
+Emilio, che già aveva un piede al di là della soglia, gettò un gran
+grido; si volse ratto.
+
+--Mirato giusto, per Dio! esclamò, e agitate le braccia, cadde lungo e
+disteso sul pavimento.
+
+Madide rimase un momento immobile, sbalordita, coll'arma in mano; poi,
+capito quel che era successo, mandò una esclamazione d'orrore, gettò
+via l'arma e s'accostò al caduto.
+
+--Emilio! Emilio!
+
+Egli giaceva supino, e nelle pupille che vagavano incerte, veniva
+spegnendosi la vita.
+
+--Sei ferito?... Cos'hai?... ella domandò, chinandosi su di lui.
+
+Egli non diè segno d'aver inteso; le sue pupille s'offuscavano sempre
+più. Siccome in lui non appariva nessuna traccia di ferita, Matilde,
+benchè col cuore serrato dallo sgomento, non poteva persuadersi che sì
+funeste conseguenze avesse quel suo atto quasi inconscio; ma ad un
+tratto vide di sotto il capo del caduto spuntare e scorrere un
+rivolino rosso che si venne allargando e fece in breve sullo spazzo
+una pozza di sangue.
+
+La palla aveva colpito Emilio dietro l'orecchio destro: la mano
+inesperta di quella donna disperata aveva realmente schiacciata la
+testa della vipera.
+
+La vista di quel rivolo di sangue empì d'orrore e di spavento Matilde;
+essa mandò un grido, scavalcò il corpo del caduto, e, mezzo pazza, un
+tumulto nella testa, lo spasimo nel cuore, la soffocazione alla gola,
+corse e venne a cadere svenuta alla porta della villetta dove Cesare
+la raccolse.
+
+ *
+ * *
+
+Il servo di Emilio, tornato a casa dopo averne eseguiti gli ordini,
+trovò il padrone steso per terra e che pareva morto.
+
+Gridò all'accorr'uomo, ma nessuno venne ad ajutarlo, onde egli,
+trascinato, come potè, il giacente fino al sofà del salotto medesimo,
+non sapendo che fare, corse nel villaggio a cercarvi il medico, senza
+pensare altrimenti a soccorrere il ferito, ch'egli ritenne d'altronde
+per bello e spacciato.
+
+Spirato non era: una fiammella di vita guizzava ancora in
+quell'organismo, un barlume d'intelligenza rimaneva in quel cervello.
+Emilio non poteva parlare, nè far cenni, nè dar segno nessuno, ma
+viveva e sentiva di vivere, sentiva sè e il mondo intorno a sè: ma una
+voce piccola, piccola, intima, intima, gli diceva piano piano in fondo
+all'anima che quella era l'agonìa e che egli stava per morire.
+
+Morire? Chi era che gli aveva richiamato poc'anzi quella brutta
+idea?... Ah! era Matilde: ecco che gli pareva d'udire ancora la voce
+di lei ripetergli: «Non sai che il pensiero del male che avrai
+commesso ti affannerà le ultime tue ore? che vedrai i fantasmi delle
+tue vittime apparirti ad imprecare e maledire?» Delle vittime egli ne
+aveva fatte parecchie: gli uccisi in duello.
+
+.... Sì, ecco che venivano e lo guardavano con isdegno, sanguinosi il
+petto o la fronte; e muovevano le labbra. Egli non udiva quello che
+dicevano, ma erano certo parole di maledizione quelle che uscivano
+senza alito di vita. Ma di sue vittime ce n'erano pur altre, più
+lontane nel tempo, ma più vicine a lui nella vita. Chi? chi? chi?
+Sapeva che dovevano comparire e ne aveva paura, e non poteva dire chi
+fossero. Comparve una donnaccia vecchia, volgare, col faccione
+adiposo, rosso cupo per la congestione sanguigna, furibondi gli occhî
+stravolti, che con voce senza suono, ma ch'egli intese perfettamente,
+gli disse; «Assassino! Assassino!» E dietro lei un altro fantasma
+ancora più pauroso; un vecchio burbero, arcigno, colla collera e la
+minaccia negli occhî: suo padre, ch'egli avrebbe potuto salvare
+dall'apoplessia, e non volle, e che ora sapeva tutto, e gli diceva con
+quella voce di spettro: «Parricida!»
+
+Emilio fece un moto, come per fuggire: ricadde: mandò un gemito.
+
+Quando il medico venne condotto dal domestico, disse:
+
+--Non c'è più nulla da fare, il signor Lograve è morto.
+
+Fu letta la dichiarazione scritta da Emilio: si credette ad un
+suicidio, e non s'inquietò nessuno.
+
+Matilde, guarita da una breve malattia, fu condotta in altro paese col
+babbo e i figli dal marito; e a quella villetta i Nori non vennero a
+scampagnare mai più.
+
+
+ FINE.
+
+
+
+
+NOTA di trascrizione: sono stati corretti i seguenti refusi:
+
+
+ quell'essere vicino ad estingersi.
+ avevano luogo scene violenti, disgustose, vergognose
+ a prendere da altrui idee, tendenze, abitutudini,
+ a chiave. Emilio stette un momento esistante
+ nuovo impeto il giovane. Dimmilo francamente,
+ Quella sera, entrandon el salone di casa X...,
+ da ottenere la stima a l'affetto di tutti.
+
+
+
+
+
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+
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+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at https://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit https://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including including checks, online payments and credit card
+donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
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