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+The Project Gutenberg EBook of L'indomani, by Neera
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
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+
+Title: L'indomani
+
+Author: Neera
+
+Release Date: July 9, 2007 [EBook #22020]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'INDOMANI ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano)
+
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+_corsivo_ __grassetto__ =maiuscoletto=
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+
+ _Neera_
+
+ L'INDOMANI
+
+ PRIMA EDIZIONE
+
+ MILANO
+ LIBRERIA EDITRICE GALLI
+ DI
+ CHIESA & GUINDANI
+ =Lipsia= e =Vienna=, F. A. Brockhaus--=Berlino= A. Asher e C.
+ =Parigi=, Veuve Boyveau--=Napoli= Ernesto Alfossi.
+
+ 1889
+
+
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+
+ L'INDOMANI
+
+
+
+
+ DELLA MEDESIMA AUTRICE
+
+ =Vecchie catene= L. 2--
+ =Novelle gaie= » 3--
+ =Il castigo= » 3--
+ =Un nido= (terza edizione) » 2--
+ =Iride= (nuove novelle) » 4--
+ =La freccia del parto= » 2 50
+ =Un romanzo= » 3--
+ =La Regaldina= » 2--
+ =Addio= (quarta edizione) » 2--
+ =Teresa= (quarta edizione) » 2--
+ =Lydia= (secondo migliaio) » 4--
+ =Il marito dell'amica= (seconda ediz.) » 3--
+
+
+
+
+ (Diritti di traduzione riservati).
+
+
+
+
+ _Neera_
+
+
+ L'INDOMANI
+
+ PRIMA EDIZIONE
+
+ MILANO
+ LIBRERIA EDITRICE GALLI
+ DI
+ CHIESA & GUINDANI
+ =Lipsia= e =Vienna=, F.A. Brockhaus--=Berlino=, A. Asher e C.
+ =Parigi=, Veuve Boyveau--=Napoli=, Ernesto Anfossi
+
+ 1889
+
+
+
+_Proprietà letteraria._
+
+Milano. Tip. Lombardi.
+
+
+
+
+_Ho pensato che qualche persona potrebbe arricciare il naso davanti a
+questo_ indomani, _vocabolo non accettato da tutti; e qualche critico,
+come succede a volte, concentrare tutto il suo acume sul frontispizio,
+defraudando l'opera di quell'esame intelligente che è il miglior
+premio cui aspiri lo scrittore._
+
+_Cambiare_ l'indomani _con_ il domani _non era cosa difficile, se a
+quel primo vocabolo, sortomi spontaneamente nel cervello col concetto
+stesso dell'opera, io non ci avessi tenuto con una specie di simpatia
+superstiziosa; oltre che mi sembra più snello, più vivo, più efficace,
+più preciso._
+
+_Decisi però di chiedere un consiglio, anzi ne chiesi parecchi, col
+risultato di allargare la cerchia dei dubbi; perchè i partigiani del_
+domani _e dell'_indomani _si moltiplicarono senza fondersi._
+
+_Avevo, è vero, Manzoni dalla mia, per il fatto che nei_ Promessi
+sposi _si trova_ l'indomani, _e con tale alleato mi potevo mettere in
+guerra; ma volli ancora sentire il parere di un dotto giovane, valente
+e noto poeta, che da Roma manda in giro tratto tratto versi squisiti
+di pensieri e di forma; ed ecco la risposta:_
+
+«L'indomani _ha avuto molti accusatori tra i quali Fanfani, e molti
+difensori tra i quali Nannucci e Gherardini. Ne fece uso anche qualche
+scrittore autorevole. Io penso che, mentre_ il domani _esprime meglio
+un giorno determinato,_ l'indomani _esprime meglio un tempo
+continuato; non è più il preciso avverbio, ma un vero sostantivo. La
+preposizione_ in _gli dà questo senso, nè so vedere, essendone
+l'etimologia puramente classica, perchè lo si dovrebbe bandire,
+costringendo la parola_ domani _a significare un concetto che invece
+ha la sua propria espressione nella parola_ l'indomani.»
+
+ *
+ * *
+
+Nello schiudersi delle palpebre gli occhi di Marta, per abitudine,
+cercarono la nota cameretta; ma prima ancora che le pareti, i mobili e
+l'ampio letto la facessero avvertita del cambiamento, il cuore le
+sussultò. Ella era sposa.
+
+Guardò subito suo marito. Alberto dormiva, coi lineamenti calmi, le
+guancie soffuse di un roseo colorito, così infantilmente placido e
+sereno che la barba sembrava uno scherzo intorno al suo volto. Marta
+lo guardò a lungo, intensamente, vedendo sfuggire in quel sonno
+ostinato una delle sue più antiche fantasie d'amore, ma pur lieta di
+vegliare e quasi di proteggere quel sonno, presa da una tenerezza
+materna nella quale fondevasi la malinconia di un pensiero occulto.
+
+Certo ella non poteva rimproverare a suo marito di non essersi
+svegliato prima di lei; fors'anche era meglio così; sì, sì meglio. Un
+altro ordine di idee la incalzò vivamente, facendola scivolare giù dal
+letto con una sollecitudine che somigliava ad una fuga.
+
+E intanto che si vestiva, adagio, nella penombra della camera,
+prendeva intiero possesso della sua posizione di donna maritata,
+guardando l'anello d'oro che le scintillava alla mano sinistra, avendo
+paura di perderlo nell'infilare le maniche e studiando il problema se
+dovesse toglierselo o no prima di lavarsi. Perchè ella voleva poi
+continuare tutta la vita quello che avrebbe fatto il primo giorno; era
+amica dell'ordine e del sistema; voleva essere una buona donnina come
+la sua mamma e come tanti modelli di spose letti nei romanzi inglesi.
+
+Il sogno della sua ardente giovinezza si era avverato a puntino; un
+uomo giovane, simpatico, onesto, l'aveva chiesta in moglie, le aveva
+dato il suo nome, la conduceva con sè; l'amava dunque. Era l'amore
+ideale, vero, indistruttibile--_forte come la morte_.--La grandiosità
+del paragone biblico la commosse; sentì uno slancio di profonda
+riconoscenza per Alberto, che le dava tutto ciò e chinatasi lieve
+lieve depose un bacio tenerissimo sulla mano che suo marito teneva
+allungata fuori della rimboccatura.
+
+Era però strano ch'ella si trovasse chiusa nella stessa camera con un
+uomo che due mesi prima non conosceva neppure; che fino alla settimana
+scorsa non le aveva dato del tu; ch'ella aveva sempre visto in circolo
+con la mamma, coi parenti; del quale non sapeva il passato, e ne
+ignorava i gusti, le abitudini, gli affetti, le ripugnanze. Ella che
+era stata allevata nell'idea intangibile del pudore femminino, che non
+avrebbe mostrato le spalle ad un fratello, ad un zio, aveva pur
+dormito con quest'uomo!
+
+Era giusto, legale, approvato dal codice e dalla religione; approvato
+da lei stessa poichè aveva detto di sì, poichè Alberto le piaceva,
+poichè aspettava da lui l'amore.
+
+Aspettava! ma intanto si sentiva stordita, come uno che va a tentoni
+con gli occhi bendati, urtando contro oggetti nuovi e indefiniti,
+udendo la voce dei compagni che gli gridano: avanti, niente paura!
+
+
+Quando le avevano presentato Alberto, Marta che aveva ventitrè anni,
+che era intelligente e seria, comprese subito alle ansie della mamma,
+allo sguardo scrutatore di lui, che si stava per compiere il grande
+atto della sua vita.
+
+Quello che non sapeva è che il suo destino veniva messo a partito da
+parecchi mesi fra cinque o sei candidati scelti e vagliati dalle
+amiche della mamma, per cui fu successivamente sul punto di diventare
+la signora De-Martini, con un vedovo, capitano, nobile, uomo d'ordine,
+discretamente provveduto; oppure la signora Valdranchi, sposando
+Valdranchi, lo scultore di grido, che non aveva un soldo, ma
+guadagnava assai, simpatico giovinotto a cui fioccavano le avventure
+galanti. Si era contemporaneamente preso in considerazione Anselmo
+Bianchi, negoziante di grani, un po' alla buona, piacente tuttavia e
+ricco. Tre individualità assolutamente opposte, ma che, presentandosi
+in forma di marito, offrivano le stesse garanzie di felicità per la
+sposina, a detta delle amiche.
+
+De-Martini, alto, sottile, biondo, un po' calvo, pieno di distinzione,
+tranquillo, educatissimo, doveva piacere a Marta. Valdranchi, piccolo,
+vivo, abituato alle compagnie equivoche, ma col fuoco del genio negli
+occhi, irrequieto, simpatico, doveva pur piacere a Marta; e non vi era
+nessuna ragione perchè non potesse piacerle Anselmo Bianchi quantunque
+non più sul fiore degli anni, sano tuttavia, con una villa quasi
+principesca, provveduta di una serra immensa, dove Marta avrebbe
+potuto soddisfare la sua passione per i fiori. Di questo paragrafo fu
+preso nota con molto interesse nel crocchio delle amiche.
+
+Intanto che si discutevano le probabilità di tali matrimoni, che si
+era già invitato a pranzo De-Martini, e che si era fatto parlare al
+signor Bianchi della somma ventura per lui riposta in una brava
+moglie; quando si stava persuadendo Marta che i capi scarichi sul
+genere del Valdranchi diventano, alla lunga, i migliori mariti, capitò
+Alberto Oriani. Guarda--osservò una cugina--che bella combinazione,
+Oriani! E Marta è Oldofredi; non cambierebbe nemmeno le iniziali. Su
+questa felice scoperta si incominciarono le trattative.
+
+Alberto Oriani non era nuovo del tutto per la famiglia Oldofredi; la
+mamma lo aveva conosciuto dieci anni prima; e poi a scuola, una Oriani
+faceva lo stesso corso con lei, oh! si rammentava benissimo; una
+morettina dagli occhi fulminei.
+
+Alberto viveva in campagna, sorvegliando un suo podere; solo, agiato,
+galantuomo, trentasette anni, la stanchezza del celibato, il desiderio
+chiaramente espresso di prender moglie per finirla con la vitaccia di
+scapolo. La mamma, i parenti, le amiche si guardarono in faccia e
+gridarono: È lui!
+
+Come poi Marta lo vide, parve il caso. Dopo aver passato tutta una
+sera a teatro, avente al proprio fianco un giovanotto bruno, amabile,
+con una vaniglia all'occhiello che odorava deliziosamente; dopo
+essersi accordati sul merito della commedia e sugli abiti della prima
+attrice, creando così una specie di simpatica intesa, di accordo
+morale, Marta non ebbe nessuna ripugnanza a rivederlo, due giorni
+dopo, uscendo dalla messa, e altri due giorni ancora accolto in casa,
+da amico.
+
+Quando fu il momento di decidersi, ognuno le fece osservare, ed
+osservò ella stessa per quel po' d'esperienza che aveva, la singolare
+fortuna sua nella media generale delle fanciulle; molte fra le quali
+si maritano tardi, spoetizzate e già avvizzite; altre non si maritano
+affatto; chi deve accontentarsi di un vecchio, chi di un vedovo, chi
+di uno un po' corto a cervello, chi di uno spiantato o di un
+balbuziente o di un mezzo tisico perchè--dicono le persone
+assennate--tutto non si può avere.
+
+Alberto aveva tutto o quasi, Marta dovette pur convenirne; e si
+rallegrò seco stessa dalla buona ventura ed accettò con entusiasmo;
+entusiasmo che non era precisamente per Alberto, ma per l'avvenire che
+Alberto le avrebbe dato. Lo sapeva anche lei che così, subito, non
+potevano amarsi; l'oggi non era che una preparazione; il domani solo
+le avrebbe aperte le porte misteriose dell'amore.
+
+A questo bene futuro Marta tendeva avidamente il cuore e le braccia,
+in mezzo ai preparativi febbrili delle nozze; indifferente alla gioia
+dei doni, toccando con mano distratta i ricami e le trine del corredo,
+sorridendo lievemente agli auguri, non gustando, non afferrando quei
+lembi, quelle particelle di felicità che le roteavano intorno, con gli
+occhi fissi alla meta. Nè le gentilezze di Alberto, nè il bacio che,
+presente la mamma, le imprimeva sulla mano e gli ultimi giorni sulla
+guancia, la toccavano molto. Dopo--ella pensava--quando ci ameremo
+davvero, quando saremo soli!
+
+A quindici anni Marta aveva avuta la prima preoccupazione d'amore;
+null'altro che un fremito, una lunga stretta di mano, uno sguardo che
+la fece trasalire; e poi molte notti d'insonnia, molte ore di
+tristezza, molte lagrime sparse in segreto; nessuna ebbrezza amorosa,
+ma l'intuizione di tutte le ebbrezze. Ed era finito così.
+
+Più tardi, in società, le era occorso di fissare a preferenza gli
+occhi in certi dati occhi, di ballare volentieri con un giovane
+piuttosto che con un altro; ma siccome ella non poteva andare incontro
+a questi sprazzi d'amore, nè sollecitarli, nè abbandonarvisi, erano
+passati otto anni, vuoti in apparenza e freddi.
+
+Qualunque fossero stati i sogni, i desideri, le speranze, l'attesa
+degli otto anni trascorsi, tutto doveva ora avere compimento. Nella
+pienezza del suo sviluppo di donna, l'anima, i sensi, il pensiero
+chiedevano la loro parte a Marta, che ripeteva trepidando: dopo! dopo!
+
+L'altare, il municipio, la mamma che piangeva, la partenza dalla casa
+paterna, ella vide tutto ciò ravvolto in una nube; una delle tante
+nubi che avvicendandosi, sciogliendosi, riunendosi di nuovo sotto
+forme ed aspetti differenti, le toglievano la percezione del vero, di
+quell'unico punto essenziale dove ella figgeva gli occhi e che le
+veniva sempre conteso. Non era mai stata sola con Alberto; quando si
+trovavano insieme avevano una quantità di discorsi già preparati; il
+tappezziere, la sarta, l'orefice, gli inviti, l'orario del viaggio.
+
+Alberto correva avanti e indietro, affaccendato, con un fascio di
+carte da controllare, da firmare; sempre sereno ed ilare.
+
+È un angelo di bontà! esclamava la mamma. Marta lo guardava
+intensamente, fino in fondo agli occhi, sì ch'egli diceva ridendo: Eh!
+mi vuoi magnetizzare!
+
+Finiranno questi trambusti, pensava Marta; egli sarà mio, tutto mio;
+ancora due giorni, un giorno, un'ora....
+
+
+Marta si vestiva adagio, in piedi nel corsello; allacciando a
+malincuore il nastrino rosa della sua bella camicia da sposa,
+fermandosi a guardare il fogliame dei trafori che spiccava in rilievo
+sopra un fondo di piccole stelle.
+
+Una delle sue preoccupazioni, prima di maritarsi, era stata quella di
+dover mostrare le braccia ad Alberto, i suoi braccini esili di bimba
+cresciuta presto. Fortuna, pensò, che non li ha nemmeno visti!
+
+Strinse il busto, nuovo fiammante, punteggiato di seta bianca;
+allacciò sui fianchi un amore di gonnellino tutto a balze ricamate
+sopra un trasparente di flanella rosea--una gonnella pericolosa--aveva
+detto la mamma. Perchè? Infilò le calze, gli stivaletti, l'abito; era
+vestita.
+
+Tornò a guardare Alberto e la riprese la commozione; una strana
+commozione fatta di desiderio e di rimpianto, di tenerezza
+ardentissima e di un freddo pauroso.--Oh! Alberto--mormorò con le mani
+giunte--se io mi fossi sbagliata, se non dovessi comprenderti...
+
+La serietà della sua educazione e del suo temperamento sorgeva
+rigorosa in lei, inalberando il fantasma del dovere. Le pastoie
+dell'immaginazione dovevano scomparire davanti al compito austero
+della vita; assumeva ora una sacra missione, aveva in pugno la
+felicità e l'onore di quell'uomo, gli doveva tutto l'affetto, tutta
+l'ubbidienza, tutti i sacrifici. Si era sposata, era cosa sua.
+
+Come avrebbe voluto fare qualche cosa di grande, di eroico, per
+mostrare la sua forza di amore! Fuggire dal mondo, seppellirsi viva in
+un deserto, rinunciare a tutto, ma coll'amore di Alberto, di quel bel
+giovane che ella si struggeva d'amare, al quale chiedeva ancora con un
+pauroso sgomento il responso della sua felicità.
+
+Muta accanto al letto, sognava ebbrezze sconosciute, rapimenti
+lontani, indefiniti, pur temendo di risvegliare Alberto, guatandolo
+furtiva. Egli aveva un volto regolarissimo, il profilo nobile e puro;
+una fossetta nel mento, la barba morbida e fluente, divisa alla
+nazarena. I capelli vaporosi prendevano con la pressione del guanciale
+cento forme, improvvisando riccioli fanciulleschi, circondando
+capricciosamente l'orecchio di una delicatezza femminea.
+
+Ma egli a che cosa pensava? Quali visioni gli attraversavano il sonno?
+Aveva sempre dormito così su un fianco, con un braccio sotto la testa,
+l'altro allungato? Così roseo, così calmo? Che cosa chiudeva la sfinge
+di quel bel volto e quando mai ella potrebbe, penetrandogli
+nell'anima, chiamarlo veramente suo?
+
+Ella avrebbe tanto volontieri squarciata la sua mente e il suo cuore
+davanti a lui, per mostrargli che ne era compresa; per un bisogno
+irresistibile di fusione, che l'avvicinamento materiale aveva irritato
+senza soddisfare. No, non poteva essere sempre così e niente altro che
+così! Marta si sentiva ancora delle bende sugli occhi, dei lacci alle
+mani; andava ancora tentoni, non possedeva ancora l'amore, non aveva
+ancora afferrato il vero.
+
+Un movimento di Alberto la scosse, e con naturale senso di pudore non
+volle essere scoperta a rimirarlo. Mosse verso la finestra da cui
+penetrava il gaio sole di marzo; alzò le tendine che coprivano i vetri
+e dette uno sguardo alla via; l'ignota via di quella città. Era un
+vicolo che metteva direttamente al porto, affollato in quell'ora da
+carretti, da facchini e da pescivendoli, i quali tutti vociferavano in
+un dialetto che Marta non capiva. Dette uno sguardo alle finestre
+dirimpetto, basse, prive di persiane, tutte munite di funi, sulle
+quali svolazzavano, asciugando, le biancherie.
+
+Questo aspetto di città, così differente dalla sua città nativa, la
+interessò senza piacerle; sollevò gli occhi, e, attraverso una fuga
+grigia e malinconica di tetti d'ardesia, lontano, nello splendore del
+mattino, scorse la linea azzurra del mare, grandioso e fantastico
+nella sua calma, con qualche cosa di sognato, di immateriale, di al di
+là....
+
+ *
+ * *
+
+La carrozzella, dopo di avere accolti i due viaggiatori, il baule, le
+ombrelle e la piccola borsa di cuoio che Marta collocò con precauzione
+accanto a sè, mosse per il viale verde.
+
+Finalmente!--pensava Marta--tocco il porto entro nel mio nido.
+
+Era pur stanca di città, di alberghi, di monumenti, di musei, di
+pinacoteche. Le Veneri che aveva viste, trionfanti nella loro nudità
+superba; le Lede voluttuose, le Diane innamorate, uno sciame di ninfe,
+un Olimpo di dee, tutte parlanti al senso della donna, proclamando per
+la via dell'arte l'impero della bellezza, le avevano lasciato uno
+sconforto e insieme un desiderio, una grande disillusione ed una
+curiosità più grande ancora.
+
+--Dimmi--disse, stringendosi ad Alberto, poichè in quella carrozza che
+le apparteneva, le sembrava già d'essere a casa loro--la prima volta
+che mi hai vista, quella sera, in teatro, ti piacqui subito?
+
+--Subito--rispose Alberto, levando un virginia dal suo elegante
+portasigari.
+
+--Ti piacque il mio volto?
+
+--Sì.
+
+--E la mia figura?
+
+--Sì.
+
+--E la voce?
+
+--Tutto. Io dissi fra me: Ecco una brava mogliettina.
+
+Marta rimase sopra pensiero.--Egli le chiese se stesse comoda, se
+volesse uno scialle sui ginocchi, ed avendo ella accennato
+negativamente col capo, accese il virginia sorridendo, preso dal
+benessere di quella trottata.
+
+--E dopo, tornando a casa, ci hai pensato?--mormorò Marta, col viso
+sulla spalla di lui.
+
+--A che cosa?
+
+--Nulla, nulla, una sciocchezza.
+
+Il paesaggio si allargava ad ogni svolto della strada, ampio, sereno,
+intersecato da viottoli bianchi che si perdevano indefinitamente da
+lungi, sotto l'ombrello delle robinie. Il terreno leggermente ondulato
+univa la pianura ai monti, i quali si ripiegavano su di essa, al
+confine, a guisa di una legatura che stringe la perla. In giro, fin
+dove l'occhio scorreva, una pace di campi ubertosi, di radi e lindi
+casolari, di mulini giranti sopra ruscelli dalle acque cristalline. Un
+asinello sul bianco dei sentieri, una mucca nel verde dei prati e al
+di sopra il cielo soleggiato.
+
+Quante cose voleva chiedere Marta, guardando l'interno della carrozza
+rimessa a nuovo in onor suo, con una bella stoffa di color turchino, i
+sedili imbottiti di fresco, il tappeto a rose! I suoi occhi, girando
+sul cocchiere campagnuolo che, a casa, doveva disimpegnare altre
+funzioni, si arrestarono sul cavallo.
+
+--Come si chiama? È bello nevvero? Io non ho mai posseduto cavalli e
+non me ne intendo affatto.
+
+--Anzitutto è una cavalla--rispose Alberto allegramente--si chiama
+Bigetta, non vanta grandi bellezze, ma mi appartiene da quattro anni e
+mi serve bene. Non è vero, Gerolamo?
+
+Gerolamo, dal suo posto, schioccò la frusta, assentendo.
+
+Marta pensò che lei, la moglie, era la straniera fra il padrone, il
+servitore e la cavalla. Suo marito e Gerolamo potevano intendersi con
+una occhiata sopra una quantità di avvenimenti a lei sconosciuti; e la
+cavalla stessa, quante carezze non aveva avute da Alberto prima, assai
+prima che ella lo conoscesse! Tutto un passato li divideva dunque,
+mentre ella avrebbe voluto fondersi con lui, immedesimarsi, formare
+una cosa sola. Che altro se non ciò doveva essere l'amore?
+
+--C'è molto prima di arrivare?--chiese mortificata quasi di non
+saperlo.
+
+--Tre chilometri circa li abbiamo fatti, ne restano cinque. Fra
+mezz'ora saremo a casa. L'Appollonia ci aspetterà.
+
+Almeno ella sapeva che Appollonia era la serva. Ne avevano già
+parlato; suo marito gliel'aveva dipinta come una buona campagnuola
+affezionata e fedele. Ma in quel momento volle sapere se l'Appollonia
+era bella e lo domandò a voce alta; al che Alberto rispose con uno
+scroscio di risa, a cui fece eco una specie di singhiozzo giulivo da
+parte di Gerolamo, così che Marta stessa si pose a ridere
+infantilmente, con molto piacere di suo marito, il quale amava le
+persone di buon umore.
+
+--Vedrai--soggiunse Alberto a sua moglie, toccandole la spalla da buon
+camerata--anderai subito d'accordo con tutti, brava gente, ottima
+gente. Il dottorone già, curioso, vorrà vederti per il primo.
+
+--C'è un dottore curioso?
+
+--Curioso proprio no, ma in questo caso sarà curioso, perchè mi
+conosce da bambino e mi ha già avvertito che vuoi farti la corte. Te
+ne intendi tu di poesia? E di cucina? Se hai sulle dita questi due
+argomenti, il dottore è tuo.
+
+--E con gli ammalati parla di poesia?
+
+--Egli non fa visite a nessun ammalato; non s'intende nemmeno del
+polso. Deve aver studiato medicina trent'anni fa, e per questo lo
+chiamano dottore; ma poi ha fatto un po' di tutto, il signore, il
+poeta, il cospiratore, il gaudente, il soldato, tutto fuorchè il
+medico. È un originale, un essere squilibrato. A volte parla troppo, a
+volte tace dei giorni intieri. Ma se hai da insegnargli qualche piatto
+ghiotto, parlerà.
+
+Intanto che Alberto schizzava il profilo del suo amico, Marta, che in
+venti o venticinque giorni di matrimonio non si era ancora saziata di
+guardarlo, seguiva i movimenti della sua bocca, de' suoi occhi, la
+pozzetta graziosissima che il sorriso scavava nella sua guancia
+sinistra. Mirava ad uno ad uno i peli dei suoi baffi e l'arricciatura
+morbida della barba nella quale egli faceva spesso passare la mano,
+seguendo quella mano, attaccandosi a lui per tutti i sensi, sentendosi
+sempre troppo lontana. A poco a poco gli si era accostata, muta,
+ansando lievemente col petto. Alberto allora si ritirò nell'angolo
+della carrozza, gentilmente, per farle posto.
+
+--Passa il signor Merelli--disse Gerolamo senza voltarsi, con la sua
+voce da ventriloquo.
+
+Ma Alberto l'udì. Si sporse vivamente fuori della carrozza
+sbracciandosi verso due individui che costeggiavano la strada maestra.
+I due si levarono il cappello.
+
+--Salite?
+
+--No, grazie. Ben arrivato.
+
+Nuovo saluto alla signora.
+
+--Nessuna novità?
+
+--Nessuna.
+
+--A rivederci.
+
+Terzo saluto.
+
+--Ah! cari--esclamò Alberto abbandonandosi sui cuscini della
+vettura--quel capo ameno di Merelli, quel simpaticone di un
+farmacista!
+
+Tanto per dire qualche cosa, per interessarsi anche lei a quello che
+interessava suo marito, Marta chiese:
+
+--Sono tuoi amici?
+
+--Merelli sì, Merelli fin dal ginnasio; abbiamo fatto la quarta e la
+quinta insieme. Fu lui che il giorno onomastico del professore... Ah!
+ma tu non sai, non sai, che bel matto!
+
+--E l'altro?
+
+--L'altro è il farmacista, Toniolo: quello che mi diceva sempre:
+prendi moglie, alla nostra età è ancora il meglio che si possa fare.
+
+Il piacere di aver riveduto i suoi amici, di riprendere le antiche
+abitudini, coloriva il volto di Alberto e faceva luccicare i suoi
+occhi piccoli e buoni. Egli si fregava i ginocchi colle mani,
+guardando la coda della cavalla.
+
+Marta si rimproverava di non partecipare a quella gioia, di provare
+invece una impressione di tristezza, quasi d'invidia. Le venne in
+mente sua madre, sua madre ch'ella aveva un poco dimenticata durante
+il viaggio, e che da piccina le diceva e da grande le ripeteva: «Marta
+sei troppo impressionabile, troppo esclusiva, senti troppo, pensi
+troppo. Ciò non conduce alla felicità.» Parole che ella aveva ritenute
+come un'aria da organetto e che ora le tornavano alla mente, ma più
+chiare, della chiarezza improvvisa di un lume che s'accende. Volendo
+vincersi, volendo uscire da quell'esclusivismo che, a detta di sua
+madre, non l'avrebbe resa felice, guardò intorno la bella campagna,
+gli alberi, le siepi entro cui svolazzavano le farfalle.
+
+--Ti piacciono questi luoghi? domandò Alberto.
+
+--Sì, molto.
+
+--Io non posso vedermi altrove. In città sto bene otto giorni, poi
+sento la nostalgia de' miei campi.
+
+--A me pare che starei bene dovunque con te.
+
+--Cara!
+
+Egli disse: cara. Non era una dolce parola? Perchè Marta non esultò?
+Perchè rimase fredda in apparenza e muta? Ella ascoltava ancora,
+ripercosso nell'aria e nel suo orecchio, il suono uguale, identico a
+quello di un momento prima, quando aveva detto: cari! E le pareva una
+stonatura, una nota falsa che alterasse il valore della parola. Si
+chinò verso di lui, con la bocca contro il suo collo, mormorandogli
+nel folto dei capelli: Caro! caro! caro!
+
+Egli la respinse vivamente, indicando Gerolamo. Marta alzò le spalle.
+
+Sarebbe stato così bello baciarsi, lì, sotto il cielo fulgido, intanto
+che la carrozzella correva! Chi li avrebbe visti? E quand'anche! Tornò
+a guardare la strada che fuggiva, guardò gli alberi; dal cortile di un
+cascinale saliva acuto nell'aria il chiocciare di alcune galline. I
+mandorli fioriti allargavano le braccia, i boccioli dei peschi
+punteggiavano, nella freschezza rosea di labbra dischiuse, i loro
+ramoscelli privi ancora di foglie; e delle goccie sparse, rugiada,
+gomma, lacrime misteriose della natura, luccicavano sopra il verde
+tenero, frammiste ai fili d'argento che gli aracnidi sospendevano da
+ramo a ramo.
+
+Il cuore di Marta si gonfiava, pieno di tenerezza, con un bisogno di
+espandersi, di abbracciare, col segreto desiderio di quelle ferite per
+cui l'animo trabocca e dilaga in passione, deliri, abbandoni,
+singhiozzi, tutta la forza rinchiusa, l'intima essenza del sentimento
+femminile.
+
+Assetata d'amore ella disse a se stessa, stringendosi nel mantello per
+sentire la carezza del proprio calore. «Egli mi ama, ne sono sicura.
+Perchè mi avrebbe presa? Mi ama sopra tutte le donne; è mio, tutto
+mio!» E, sollevata, sorrise a suo marito.
+
+Alberto, che per parte sua non pensava a nulla, fu molto soddisfatto
+nel vedere che la sua sposina aveva un buon temperamento; questo lo
+persuase sempre più di aver avuto la mano felice nella scelta.
+
+La cavalla intanto, sentendo prossima la stalla, prese un trotterello
+giulivo. Già si vedevano da lungi i tetti del paese dominati dal
+campanile, e, man mano che la carrozza progrediva, qualche cascinale
+sparso, qualche cane che abbaiava, una fanciulla che conduceva le
+oche.
+
+--Sono le oche di Gavazzini--disse Gerolamo, indirizzando la sua
+osservazione alla signora.
+
+--Chi e Gavazzini?
+
+--È il più ricco proprietario del paese--rispose Alberto.
+
+--Tuo amico?
+
+--Non dei più intimi, ma qui si è tutti amici. Del resto egli fa vita
+ritirata, e sua moglie non si vede mai. Oh! un romanzo! Lei era una
+istitutrice, fuggirono insieme, andarono in cima di un monte a passare
+la luna di miele, scrissero i loro amori sulle corteccie degli alberi.
+Figurati, una volta si punsero apposta un dito per bere il sangue
+l'uno dell'altro.... quando ti dico romanzi!
+
+Marta si interessava, avrebbe voluto chiedere di più, ma la faccia di
+Gerolamo, che sembrava quella di un filosofo stoico in mezzo alle
+follie del mondo, le dava un po' di soggezione.
+
+Incominciarono le prime case allineate, coi portoni aperti, da cui si
+intravedevano cortili verdeggianti, gruppi di vasi, lunghi anditi
+freschi, riparati da tendoni a righe; una gonnella svolazzava tra due
+usci, un visetto curioso spuntava da una finestra, i gatti
+scodinzolavano sulle sedie di paglia, sbadigliando, socchiudendo gli
+occhi. Più innanzi, nel centro del paese, si aprivano le poche
+botteghe; il fornaio, il pizzicagnolo, il mercante, il tabaccaio, il
+calzolaio, il barbiere.
+
+--Ecco la farmacia--disse Alberto.
+
+Marta guardò. Non c'era nessuno sulla soglia; una cortina verde,
+strofinata e attorcigliata come una fune, lasciava scorgere
+nell'interno un pezzo di scansia coi barattoli di terraglia bianca e
+azzurra.
+
+--Ha moglie il farmacista?
+
+--È vedovo; ma la riprenderà. Che cosa deve fare?
+
+--Sicuro--disse Marta, ripetendo macchinalmente tra sè: che cosa deve
+fare!
+
+--Guarda la casa di Merelli; sul canto di piazza, dipinta in giallo;
+l'hai vista?
+
+--No, non l'ho vista.
+
+--C'era la serva davanti alla porta.
+
+--No, non l'ho vista. Ha moglie Merelli?
+
+--Sì, ha moglie.
+
+--E la casa di.... di quel signore.... quello che ha bevuto il
+sangue....
+
+--Gavazzini? Ah! non è qui; è fuori di paese, isolata; più isolata
+ancora della nostra.
+
+--La nostra è l'ultima, nevvero? È forse questa?
+
+La cavalla rallentò, Gerolamo fece una voltata da cocchiere esperto,
+e, passando da un cancello spalancato, fermò di botto nel bel mezzo di
+un cortile vellutato d'erba minuta, con alte muraglie imbrunite dal
+tempo, su cui si sbizzarriva a rabeschi una lussureggiante glicina,
+carica di fiori.
+
+L'aspetto generale del fabbricato e del cortile era quello di una
+vecchia casa borghese, comoda, dove un seguito di generazioni agiate e
+tranquille si erano succedute senza scosse, senza cambiamenti.
+
+Appollonia corse fuori, tutta traballante nella sua rotondità di pan
+buffetto, con la facciona lucida raggiante di semplicità, la bocca
+aperta, le mani sporche di farina.
+
+Marta, nel guardarla, non potè a meno di sorridere, e balzando lesta
+dalla carrozza gridò:
+
+--Buon giorno, Appollonia.
+
+Furono le prime parole che la nuova padrona pronunciò entrando ne'
+suoi dominî. Gerolamo ammiccò segretamente Appollonia, con uno
+stringimento di palpebre che voleva dire: Va bene, va bene! E la
+grossa serva, sgangherando la bocca fino alle orecchie, mostrò di aver
+inteso il senso di questa affermazione.
+
+Marta non doveva dimenticare più quel momento del suo arrivo, in un
+ridente giorno di aprile; i grappoli lilla che fiorivano sui muri,
+l'erba del cortile, una pace, una serenità diffusa nell'aria, un
+benessere sicuro che sembrava uscire dalle muraglie della vecchia
+casa; perfino il volto bonario di Appollonia e il nitrito della
+cavalla che scuoteva il muso fine sotto le carezze di Gerolamo.
+
+Alberto, senza aspettare ch'ella si levasse il cappello, passò il
+braccio sotto il braccio di sua moglie e la condusse subito a visitare
+la casa.
+
+Niente di ricercato nè di pomposo. Una grande comodità in tutto, nella
+disposizione delle camere, nei mobili, negli ampi seggioloni, nei
+divani sparsi con abbondanza; una certa ricchezza tradizionale ma
+tranquilla; buoni quadri, stipi intarsiati, biancheria accuratissima,
+delle vecchie maioliche di famiglie.
+
+--Queste sedie le ha ricamate mia madre--disse Alberto.
+
+Erano otto sedie di legno chiaro con profili dorati, coperte di ricami
+a mezzo punto, bellissimi, tutti l'uno differente dall'altro.
+
+Marta le ammirò religiosamente, commossa.
+
+--Questo è il mio ritratto di quando ero bambino.
+
+Marta vi si precipitò sopra, coprendolo di baci e di esclamazioni,
+portandolo sotto alla finestra per esaminarlo meglio.
+
+--Come è bellino! Care queste spalluccie nude! E che occhietti! E le
+manine, Dio, che manine... ma avevi le mani così piccole allora?
+
+--Caspita, i bambini!...
+
+Risero entrambi, stringendosi il braccio, felici. Salirono così lo
+scalone che conduceva al piano superiore.
+
+--Ma è tutto bello qui, sai?
+
+--Sì, non c'è male. È comodo.
+
+Entrarono nella camera da letto. Tre finestroni la illuminavano,
+facendo penetrare i raggi del sole attraverso un ricco cortinaggio di
+stoffa a fiori sopra un fondo cilestrino. Della medesima stoffa era il
+panno del letto, altissimo, ampio, per metà ricoperto di un piumino di
+seta celeste, sull'orlo del quale ricadeva, accuratamente stirata, la
+trina del lenzuolo. Sulla pettiniera un'altra trina, nel festone della
+quale serpeggiava un nastro celeste, faceva da sopporto a un servizio
+di cristallo, lucentissimo. Sugli specchi, sulle cornici non si
+scorgeva un atomo di polvere.
+
+--È stata l'Appollonia a preparare queste belle cose?
+
+--Lei, certamente. Vi avrà impiegato tutto il tempo che ci volle a noi
+per percorrere l'Italia; ma infine, ognuno fa quello che può.
+
+Marta, levandosi il cappello e la spolverina, sedette sul divano che
+era ai piedi del letto, sentendosi finalmente in casa propria.
+
+--Oh come si sta bene qui!
+
+Tese le mani a suo marito, invitandolo a sedersi anche lui sul divano.
+Ora non dubitava più di essere la signora Oriani.
+
+La sua felicità doveva incominciare da quel momento; prima era stata
+una corsa vertiginosa, contraria all'amore. L'amore ha bisogno di un
+nido.
+
+Marta sollevò gli occhi, girandoli torno torno come per prendere
+possesso d'ogni cosa; e quando ebbe ben riguardata la camera, il
+letto, le cortine a fiori, fissò Alberto con un'estasi tale di
+riconoscenza, di tenerezza timida e ardente, che egli, un po'
+sorpreso, la baciò, non sapendo che dire. Ella trasalì tutta, colla
+speranza di una rivelazione.
+
+--O mio Alberto, mi amerai sempre, sempre?
+
+--Che domanda!
+
+--Dillo!
+
+--Ne dubiti dunque!
+
+--Dillo...--ripetè Marta, stringendosi, avviticchiandosi a lui tutta
+tremante, con la bocca socchiusa.
+
+Un'ondata di sangue colorì la fronte di Alberto, che rispose per la
+durata di un attimo alla stretta di sua moglie. Poi si sciolse,
+dolcemente, ravviandosi i capelli.
+
+--Andiamo--disse--non facciamo ragazzate.
+
+ *
+ * *
+
+La prima visita fu per i Merelli; lui, il marito, se l'era fatta
+promettere solennemente da Alberto, quando questi era ancora
+fidanzato.
+
+Appena Marta pose il piede nella casa gialla, sul canto di piazza,
+urtò un cestino dove un bimbo muoveva i primi passi; mentre curvavasi
+ad accarezzare il bimbo, uscì come un razzo, da una porta laterale,
+una ragazzotta sui venticinque anni, bruna, ardita, con due occhietti
+che sembravano granelli di pepe, e senza aspettare che Marta od
+Alberto parlassero, con facile loquela li invitò ad entrare, dicendo
+che la padrona li aspettava, che li avrebbe visti tanto volentieri.
+
+Sì dicendo, aperse loro la via attraverso una barricata di seggiole
+capovolte, di balocchi, di pannilini ammonticchiati, ripetendo ad ogni
+oggetto rimosso:--Scusino, sono i ragazzi, non si può mai tenere un
+po' d'ordine, scusino.
+
+Merelli apparve, alto, complesso, coi baffi rigogliosi, la pelle
+lucida e piena, lo sguardo lucente; una certa eleganza campagnuola
+negli abiti, che le sue membra riempivano fino a tenderne le cuciture;
+tutt'insieme, un aspetto di uomo sano e senza fastidi; una voce da
+toro.
+
+--Giulietta! Giulietta!--si pose a gridare, intanto che aiutava la
+serva a sgomberare il cammino, sorridendo in pari tempo ai visitatori.
+
+Una faccina da monello, leggermente imbrattata d'inchiostro, uscì
+curiosa da un paravento.
+
+--Va a chiamare tua madre--tornò a gridare Merelli--sporcaccione!
+
+La servetta era riuscita, in questo frattempo, ad aprire prima l'uscio
+e poi le finestre del salotto, passando accortamente una mano sulle
+sedie più in vista, e con atto cerimonioso invitò Marta a prender
+posto sul divano.
+
+--Ecco mia moglie--disse Merelli andando incontro a una donnina nè
+bella, nè brutta, col petto liscio, e il ventre sporgente, un profilo
+da madonna invecchiata troppo presto.
+
+La signora Merelli salutò, un po' impacciata, inesperta, tenendosi per
+mano una marmocchietta che rosicchiava una crosta di pane.
+
+--La famiglia è tutta qui?--chiese Alberto girando gli occhi.
+
+--Questa e l'Adelina: smetti di mangiare, via! Battistino era là
+quando sei entrato, dietro il paravento, a farne delle sue; il piccino
+lo hai visto, nevvero? e tre. La Pina è a letto, un po' indisposta, il
+quinto è in viaggio...
+
+Dopo questa enumerazione il silenzio gravò, penoso, per cinque minuti.
+
+--Si annoierà in campagna--disse la signora Merelli, con una voce
+stanca--se è abituata alla città...
+
+--No, no, la vita di noi donne non è nella famiglia?
+
+La signora Merelli assentì, facendo un lieve tentativo per togliere di
+bocca il pezzo di pane alla piccola Adelina.
+
+--Questo paese poi è simpatico, la posizione è bella... Lei ci è nata?
+
+--Non qui, ma vicino. Mi trovo in questa casa da dieci anni.
+
+--Già dieci anni?
+
+--Molti nevvero? e--soggiunse la signora Merelli con un sorriso
+rassegnato--in dieci anni cinque figli e quattro aborti...
+
+Marta arrossì. Non era ancora avvezza a queste confidenze di donna
+maritata. Involontariamente guardò il signor Merelli, poi la piccina,
+poi si pose ad abbottonarsi un guanto.
+
+Si udivano i respiri delle quattro persone e della personcina.
+
+--Mi pare che non tieni allegri la signora sposa!--tuonò Merelli--e
+dov'è andata Ninetta? Ninetta!
+
+Con la prontezza di un baleno la serva apparve.
+
+--Prepara il caffè.
+
+Alberto volle protestare, Marta anche.
+
+--Che? disse Ninetta. È subito fatto.
+
+--Non prendo mai caffè--soggiunse Alberto--e mia moglie...
+
+Ninetta intervenne lestamente:
+
+--Un bicchiere di vin bianco allora?
+
+--Brava!--fece Merelli.--Ben pensato; va' a prendere il vin bianco.
+
+Durante la piccola discussione la signora Merelli non s'era mossa, con
+le mani incrociate sul grembo, dolcemente. La bambina, accanto a lei,
+rosicchiava il suo pane con un grazioso rumore di topolino sotto un
+uscio.
+
+Ninetta tornò, sorreggendo con una mano il vassoio carico di
+bicchieri, coll'altra tenendo la bottiglia.
+
+--Conduci via l'Adelina--le disse piano il signor Merelli--non vuole
+ubbidire.
+
+La serva rispose con un'occhiata d'intelligenza, ma prima stappò la
+bottiglia, versò il vin bianco e lo servì, e siccome Marta esitava,
+ella la incoraggiò, assicurandola che era vino schietto, fatto in
+casa.
+
+Indi prese per un braccio l'Adelina, scuotendola un poco, mormorandole
+all'orecchio che era una cattivaccia, e se la trascinò dietro in
+cucina.
+
+Marta, che pure aveva una certa pratica di società, non trovava una
+parola. Guardava quella famiglia singolare, cercando inutilmente lo
+sguardo di suo marito, che sembrava sotto il fascino di Merelli.
+
+--Ha la mamma, nevvero?--chiese ad un tratto la voce fioca della
+signora Merelli.
+
+--Sì, ho la mamma.
+
+--Il padre no?
+
+--No, sgraziatamente.
+
+--È proprio una disgrazia quando muore il capo di casa!
+
+La signora Merelli, che era rimasta coll'occhio vagante, quasi
+seguendo nell'aria lo svanire delle proprie parole, riprese,
+rassegnata sotto il peso dei suoi doveri di padrona:
+
+--E fratelli?
+
+--Nessuno. Ero io sola con la mamma; ora sono sola con Alberto.
+
+--Ma non starà a lungo sola!--soggiunse con una grossa risata il
+signor Merelli.
+
+Marta tornò ad arrossire.
+
+--Vorrei andare un momento a vedere la Pina--mormorò la signora
+Merelli, che aveva esauriti tutti i suoi argomenti di conversazione.
+
+--Va e conduci la signora.
+
+--Oh!... non è un divertimento...
+
+Marta protestò che le avrebbe fatto piacere conoscere anche l'altra
+bambina.
+
+S'avviarono su per una scala modesta, cogli scalini di mattonelle, ed
+entrarono in uno stanzone che serviva di guardaroba, di dormitorio e
+di ripostiglio per gli stivali del capo di casa: stivali rossi di
+cuoio, stivaloni lunghi a gambiera, uose, tiranti, il tutto allineato
+lungo una parete, colla canna di un fucile che luccicava in un angolo
+e la casacca di fustagno dai bottoni di rame, gettata sullo schienale
+di una sedia, tesa ancora e quasi calda della plasticità vigorosa di
+chi la aveva rivestita. Davanti al letto della piccina, intanto che
+Marta ne lodava il volto intelligente, la madre sospirò:
+
+--Lei è adesso nella sua luna di miele... le auguro che duri a lungo.
+
+--Oh! sempre--esclamò Marta con vivacità.
+
+Un'espressione di meraviglia passò negli occhi della signora Merelli,
+che poco dopo soggiunse:
+
+--Almeno non avesse troppi figli... perchè qualcuno ci vuole, ma
+troppi! Io non ho aspettato neanche un giorno; nove mesi giusti dal dì
+del mio matrimonio nacque Battistino.
+
+--Davvero?--fece Marta--È egli possibile?
+
+--Come le dico. E ho sofferto tanto quella volta!
+
+Si allontanò dal letto voltando le spalle alla bimba;
+
+--Tre giorni interi coi dolori e poi un male, un male...
+
+Marta ascoltava, terrorizzata, sentendosi un brivido alla superficie
+della pelle.
+
+Dopo un po' di silenzio si arrischiò a domandare:
+
+--E gli altri?
+
+--Meno; tuttavia è una gran brutta parte che il Signore ha dato a noi
+donne. Gli uomini hanno tutto di buono, essi!
+
+Quante domande sulle labbra di Marta! Quella donna maritata da dieci
+anni avrebbe potuto scioglierle una quantità di problemi, ma non osò.
+Diede timidamente un'occhiata all'esercito degli stivali e a quella
+casacca baldanzosa, meditando le parole: hanno tutto di buono essi! E
+le parve di sentire l'eco di risate rumorose, di passi pesanti, di
+parole alte e brutali, tutto un egoismo scettico di padroni e di
+conquistatori.
+
+Di ritorno nel salotto provò un'impressione di sollievo vedendo
+Alberto.
+
+--Partiamo?--gli disse.
+
+Egli rispose gentilmente:--Come vuoi.
+
+Nell'andito sbucò fuori la Ninetta, complimentosa, aggiungendo i
+propri saluti a quelli che i suoi padroni andavano facendo agli sposi.
+Le due signore si abbracciarono, promettendo di vedersi spesso.
+Ninetta soggiunse:
+
+--Ma sì, venga!
+
+Quando la porta della casa gialla fu chiusa, Marta si strinse al
+braccio di suo marito.
+
+--Ti sei annoiata un pochino?--chiese egli ridendo.
+
+--No, ma desideravo trovarmi sola con te. Mi pare che tutti gli altri
+abbiano a portarmi via qualcosa del mio Alberto, perchè tu sei mio,
+non è vero?
+
+--Oramai, se anche non volessi, è cosa fatta.
+
+--E quel signor Merelli è lui pure tutto di sua moglie?--chiese Marta
+insidiosamente.
+
+--Oh! capirai, non posso saperlo...
+
+--Non mi piacerebbe per marito.
+
+--Ne sono ben lieto.
+
+--È grossolano.
+
+--Un pochino.
+
+--E troppo pingue.
+
+--Converrai che di questo non ne ha colpa. Sua moglie, che te ne pare?
+
+--Una buona donna, con poco spirito se vuoi, oh! ma ha sofferto tanto.
+
+--Ti ha raccontato?...
+
+--Sì, il suo primo parto...
+
+--Ah! solamente ciò?
+
+--Sicuro--fece Marta, dandosi l'importanza di una matrona iniziata a
+segreti misteri.
+
+Tacquero fino a casa. Sulla soglia trovarono il dottorone, impettito.
+Egli, che era già stato presentato a Marta, la salutò chiedendole che
+cosa l'era parso dei coniugi Merelli.
+
+--Ma... gentili.
+
+--E la servetta?
+
+Il dottorone lanciò questa domanda con tale malizia negli occhi, che
+Marta stupì.
+
+--Andiamo--fece Alberto prendendo il dottore sotto braccio--vieni a
+desinare con noi.
+
+--Non posso. Ho a casa una galantina di lepre con certi tartufi che
+sono una meraviglia. La mia serva non ha l'abilità della Ninetta... ma
+per la galantina!
+
+Si baciò la punta delle dita, sempre con gli occhi birichini, e fatta
+una scappellata alla signora, e detto che s'era fermato apposta per
+augurarle il buon pranzo, se ne andò, lento lento, col corpaccione
+male assettato nell'abito nero, coi calzoni color lumaca troppo corti,
+il cappello a _tuba_ posto in bilico sopra l'orecchio.
+
+Marta si spogliò in fretta; doveva preparare una salsa di cui ella
+sola conosceva la ricetta e che, nel suo ardore di neofita, giudicava
+più accetta ad Alberto, se fatta da lei.
+
+Comparve a tavola tutta rossa, impaziente di conoscere l'esito. Quando
+Alberto ebbe dichiarato che la salsa era gustosa, allora si calmò;
+mangiò e bevve di buonissimo umore; fece l'enumerazione dei piatti che
+preferiva, combinandoli con quelli preferiti da Alberto, vedendo con
+soddisfazione che si incontravano nel gusto.
+
+--E, dimmi--esclamò improvvisamente--che cosa intendeva il dottore con
+le sue allusioni alla serva dei Merelli?
+
+Alberto era l'uomo meno adatto del mondo a nascondere checchessia;
+rispose, un po' imbarazzato, che il dottore scherzava volentieri.
+
+--Non è ciò--interruppe Marta a cui si schiarivano le idee
+meravigliosamente--se non ci fosse nulla di positivo, lo scherzo non
+avrebbe avuto ragione d'essere.
+
+--Ebbene, disse Alberto, pensando che, in fin dei conti, la cosa non
+lo riguardava affatto e che Marta l'avrebbe saputa egualmente--Merelli
+fa all'amore colla Ninetta.
+
+--Così?--esclamò Marta sgranando gli occhi.
+
+--Come, così?
+
+--In presenza della moglie...
+
+--Ma!...
+
+--Con tanti bambini?
+
+--I bambini non c'entrano.
+
+--Ma è un orrore!
+
+--Certo non lo approvo.
+
+--Tu non avresti questo coraggio, eh?
+
+--Non mi sono mai piaciute le serve.
+
+--Ah!--tornò a fare Marta con un sospiro di sollievo, mentre l'onesto
+faccione dell'Appollonia le attraversava il pensiero.
+
+E dopo un po' di tempo mormorava ancora:
+
+--È un'infamia, è un'infamia. Ma perchè sei amico di quell'uomo?
+
+--Oh! bella, dovrei levargli il saluto in causa del suo gusto per le
+serve? È una debolezza in lui, non può correggersi. Ninetta non è la
+prima.
+
+--Ma sua moglie? Poverina, voglio avvertirla...
+
+--Non ci mancherebbe altro!
+
+--Almeno consigliarla a tener serve vecchie...
+
+--Non ci stanno in quella casa, con tutti quei bambini, rifletti.
+
+--Oh! povera donna, povera donna!
+
+---Senti--continuò Alberto prendendo le mani di sua moglie per
+calmarla--secondo ogni probabilità, la signora Merelli non sospetta
+niente; e se lo sospetta, forse non ci pensa; può anche darsi che lo
+sospetti, che ci pensi, ma che non gliene importi un cavolo. In tal
+caso tocca a noi farci cattivo sangue?
+
+Marta stette zitta un momento.
+
+--È impossibile--scattò poi--che ella resti indifferente!
+
+--E perchè impossibile?--dopo dieci anni di matrimonio...
+
+--Alberto, che cosa dici? L'amore fra marito e moglie non deve essere
+eterno?
+
+--Cara mia, se tutte le cose che _dovrebbero essere, fossero!_
+
+--Tu dunque fra dieci anni non mi amerai più? E amoreggerai?...
+
+L'Appollonia tornò a passare nella mente di Marta portandovi un raggio
+così giulivo che, nel bel mezzo della sua indignazione, dovette
+sorridere; di che accorgendosi Alberto, disse:
+
+--Ma sì, farò all'amore coll'Appollonia.
+
+Ella rideva, adesso; avendo posata la fronte sulla spalla di suo
+marito, eccitata da un ordine nuovo di idee che le si erano parate
+dinanzi.
+
+--Però, senti, non capisco come una persona educata, un uomo che ha
+studiato, infine che non è un villano del tutto, possa perdersi con le
+serve.
+
+--Anche un uomo educato non trova sempre delle duchesse, mia cara
+Marta, e poi, se ti dico che è il suo debole! Vuoi uscire a fare due
+passi in giardino?
+
+--No.
+
+Ella tornava al suo argomento, appassionandovisi con una voluttà
+rabbiosa e crudele.
+
+--Ma non pensa alle conseguenze, al disonore della ragazza, a...
+
+--Che cosa vuoi che pensi!... Finiamola, se non ti dispiace, coi
+Merelli.
+
+Alberto si era levato in piedi, non dissimulando una certa seccatura,
+e passeggiava innanzi e indietro fermandosi ogni tanto a guardar fuori
+dalla finestra.
+
+Marta sentì una stretta al cuore. Non cambiò positura, non si mosse.
+Aveva ancora davanti il piatto sul quale stavano alla rinfusa dei
+picciuoli di ciliegia; li prendeva a due a due, allacciandoli insieme
+per vedere quale si rompeva; a conti fatti, i picciuoli rotti erano in
+gran maggioranza. Li riunì con cura in un monticello.
+
+--Hai detto all'Appollonia che non faccia più tanto rumore, alla
+mattina, co' suoi zoccoli?
+
+--Sì, gliel'ho detto.
+
+--E tu sarai così buona da cucirmi, domani, quei bottoni alla mia
+casacca di velluto?
+
+--Sono già cuciti.
+
+--Oh! che tesoro di donnina.
+
+Ella sperava ancora che l'avrebbe guardata in faccia; ma Alberto si
+fermò dietro la sedia di sua moglie, accarezzandole il collo colla
+punta dell'indice.
+
+--Addio, vado fuori un po'.
+
+Chinossi, baciandola sulle guancie, sonoramente.
+
+Marta rispose: addio--e si strinse nelle spalle, sembrandole che la
+stanza diventasse fredda.
+
+ *
+ * *
+
+Gli amici di Alberto Oriani non capivano perchè la sposina non
+fiorisse di quel rigoglio pieno ed espansivo che accompagna
+generalmente il passaggio dalla fanciulla alla donna.
+
+Eppure Marta era felice; lo diceva a tutti, lo scriveva alla madre, ne
+era ella stessa convintissima. Se la malinconia l'assaliva qualche
+volta, era una malinconia vaga, uno scoraggiamento del quale non
+accusava Alberto, ma sè stessa.
+
+Ella faceva continui confronti tra suo marito e gli altri mariti,
+trovando che Alberto li superava tutti in bontà, in gentilezza; certo
+non era molto espansivo, ma è forse necessario? Egli diceva spesso che
+l'amore, come lo descrivono i poeti, è un sogno da matti; e Marta
+ripeteva questa frase nelle lunghe ore della sera, le ore che Alberto
+passava in farmacia con gli amici. L'amore vero era quello che Alberto
+aveva offerto a lei: il suo nome, la sua casa, i suoi servi; i pasti
+presi insieme, le notti dormite insieme nella bella camera col parato
+a fiori; e poi, il bacio che egli le dava tutte le mattine,
+regolarmente, nello stesso tempo in cui allungava il braccio fuori
+dalla coltre per prendere il bicchier d'acqua sul comodino.
+
+Prima ella si chiamava Oldofredi, adesso era Oriani; dalla città era
+passata in un borgo; poteva mettere piume sul cappello e diamanti alle
+orecchie; in casa della mamma mangiava a un tavolinetto rotondo, con
+un servizio di terraglia bianca di Germania; nella nuova casa la
+tavola era quadrata e il servizio antico con dei fiori rossi e blù.
+Per ventitrè anni si era sentita chiamare signorina, ora la chiamavano
+signora e qualcuno anche madama. Tutto ciò costituiva una grande
+differenza e il repentino cambiamento la stordiva; molto più che anche
+tutti i visi erano cambiati attorno a lei, cambiati i nomi, per cui le
+accadeva ancora tratto tratto di pronunciare Matilde invece di
+Appollonia.
+
+Forse Marta aveva sognato un cambiamento di un altro genere. Secondo
+lei era il suo proprio essere che doveva sorgere a nuova vita, tocco
+da una forza misteriosa e potente. Il suo cuore, l'animo suo, i suoi
+sensi che cosa avevano immaginato, che cosa aspettavano? Ella non si
+sentiva cambiata per nulla, si meravigliava e quasi si accusava di non
+aver scoperto nessuna ebbrezza nuova, e niente, ma niente, di quel
+trasporto che, giovinetta, le suscitava la sola parola--Amore.
+
+Quando si gettava nelle braccia di Alberto, chiedendogli
+affannosamente se l'amava, e che egli sorridendo la assicurava di sì,
+una sensazione di freddo le correva dalla testa ai piedi, l'angoscia
+dolorosa di uno sforzo senza riuscita, l'abbattimento di un carcerato
+che si slancia contro l'uscio della prigione e la trova chiusa.
+
+In quei momenti Marta diventava pallida.
+
+Se questo era l'amore, qualche cosa altro ci doveva essere, più
+sublime o più triste, virtù o colpa, ma altra cosa, altra ebbrezza,
+altro trasporto; visione di cielo o vertigine di abisso, la sensazione
+a lei ignota del rapimento per cui Francesca si era dannata
+eternamente, per cui le anime grandi di tutto il mondo piansero,
+crearono, morirono.
+
+Rammentava una sera lontana, quando aveva quindici anni e che il suo
+cuore per la prima volta si era aperto all'amore, attratto
+irresistibilmente verso un giovane che conosceva appena, ma per cui
+passava le notti insonni.
+
+S'erano trovati finalmente soli, per pochi istanti, nella libertà
+della campagna, e nessuno aveva parlato, ma egli le aveva presa la
+mano e gliel'aveva stretta così dolcemente che a pensarvi, dopo tanti
+anni, si sentiva invadere da una ignota voluttà.
+
+Che cos'era dunque quello? Amore? E perchè la mano di Alberto non le
+dava la stessa sensazione? Era possibile ch'ella amasse Alberto meno
+di uno sconosciuto? O era forse Alberto che non l'amava? Ma sì,
+l'amava, glielo aveva detto e l'aveva sposata. Se no, perchè l'avrebbe
+sposata?
+
+Sempre Marta tornava a questo dilemma, e voleva sapere degli altri
+matrimoni con un interesse, con una curiosità morbosa. Dalla signora
+Merelli, che era venuta a restituirle la visita, ella aspettava
+trepidante e confusa uno sfogo di infelicità coniugale; ma la signora
+Merelli non si lagnava che delle sue frequenti gravidanze, parlando
+del marito con un feticismo da odalisca, esaltandone la bellezza e la
+forza.
+
+--Nei primi tempi del nostro matrimonio--aveva soggiunto, ravvivando
+momentaneamente i suoi occhi spenti--non mi lasciava mai salire le
+scale, mi portava sulle braccia. Ed ero pesante, allora, ero grassa.
+
+Marta ebbe invidia della signora Merelli. Lei era più sottile, Alberto
+non avrebbe fatta gran fatica a portarla sulle braccia...
+
+--Adesso non la porta più?--domandò.
+
+--Oh! Le follie della luna di miele non possono continuare sempre.
+
+Per tutto quel giorno Marta ebbe in mente le follie della luna di
+miele. A pranzo, improvvisamente, come faceva per solito le sue
+domande, frutto di lunghi pensieri solitari, chiese ad Alberto:
+
+--Tu non hai mai fatto follie per nessuna donna?
+
+Alberto che incominciava ad abituarsi alle domande di sua moglie, pur
+trovandole bizzarre, rispose serenamente:
+
+--Follie mai; son cose da manicomio, te l'ho già detto.
+
+--E non hai mai amata nessuna donna più di me?
+
+Alberto guardò il soffitto dondolandosi sulla sedia, con le mani
+appoggiate contro la tavola.
+
+--Non mi pare... no, no, ne sono sicuro.
+
+--E... però...
+
+Marta, sospinta dalle sue terribili curiosità, voleva sapere di più;
+ma titubava davanti a quell'uomo che conosceva da pochi mesi, col
+quale sentiva di non essere ancora una cosa medesima, che non le
+apparteneva ancora intero. Tuttavia osò mormorare adagio, cogli occhi
+bassi:
+
+--Donne ne hai conosciute molte?
+
+--Come no? il mondo ne è pieno.
+
+--Voglio dire... sai... quelle donne che avvicinate voi altri uomini
+quando non avete moglie.
+
+--Sei amena con le tue domande; ma perchè ti interessi a queste cose?
+
+--Perchè non le conosco, e perchè mi pare che il tuo passato, così
+differente dal mio, ci tenga lontani. Forse è quello che io ignoro che
+mi impedisce di essere per te la donna ideale...
+
+--Non divaghiamo--interruppe Alberto.--Tu sei per me la donna che
+cercavo, ti voglio bene, mi vuoi bene e basta.
+
+Marta crollava il capo, sospirando, poco convinta.
+
+--Abbi pazienza--disse ancora, tornando all'attacco con una tenacità
+tranquilla, ma decisa--vi sono proprio alcune cose che io non arrivo a
+capire. Dimmi almeno questo. Quelle donne, le amavi?
+
+--Ma che! È un assurdo solamente il pensarlo.
+
+--E allora...
+
+Si fermò cercando la parola inutilmente e ripetè arrossendo:
+
+--Allora... come potevi?
+
+--Che diavolo!--esclamò Alberto gettando via il tovagliuolo.--Fa
+bisogno di amare per questo?
+
+Marta rimase impietrita, nè per quel giorno disse altro, ingolfandosi
+sempre più nelle sue astrazioni, concentrando tutta sè stessa verso
+quell'ignoto che sempre le sfuggiva, chiedendosi angosciosamente: Ma
+che cos'è dunque l'amore?
+
+Dopo suo marito e la signora Merelli, il dottorone era quegli che
+offriva maggior pascolo alla sua smania di sapere.
+
+Egli veniva quasi tutti i giorni a trovarla, ora montato sul trespolo
+della poesia, ora diguazzando nella prosa grossolana, ma originale
+sempre nelle sue opinioni; misto curioso del suo carattere che trovava
+un perfetto riscontro nella faccia dai lineamenti volgari, sensuali,
+tagliata a mezzo da un naso carnoso, sul quale gli occhiali avevano
+lasciato il solco, e illuminata in alto da una fronte larga, dove gli
+occhi brillavano con tutto il fuoco dell'intelligenza.
+
+--Per le donne oneste--egli aveva detto una volta, prendendo vivamente
+il braccio di Marta sotto il suo--l'amore non può essere che un dovere
+o un peccato; un contratto stipulato, firmato, reso sacramento, reso
+dovere civile, eguagliato all'estrema unzione ed alla vendita di un
+podere; oppure uno strappo alle convenienze, alle leggi, alla
+religione, all'onore... Nel primo caso l'uomo furbo lo idealizza. Egli
+dice alle sue vittime: «Siete la gioia del focolare domestico, le
+depositarie del nome e dell'avvenire nostro, le regine della nostra
+casa; siete la pace, siete la sicurezza.» Potrebbe soggiungere: Siete
+il minor male che noi scegliamo dopo d'aver conosciuti tutti gli
+altri, siete la panacea delle nostre infermità, il letto di riposo
+dopo il letto di campo, la sinecura dei nostri vecchi giorni. Per
+cambio della vostra gioventù, del vostro candore, dell'ideale di tutta
+la vostra vita, noi che non abbiamo più nè giovinezza, nè candore, nè
+ideali, vi offriamo una cosa così comune, così facile, una cosa che
+trovereste sul canto d'ogni via, se noi non ce ne fossimo fatto un
+esclusivo monopolio, crescendola di valore col negarvene la libertà,
+sostituendo il decoro, il pudore, la virtù umana alle divine leggi
+della natura. E fin da bambine, all'età degli zuccherini, vi si fa
+balenare davanti agli occhi quest'altro zuccherino, ammonendovi «se ve
+lo meriterete con la docilità, la modestia, la pazienza,
+l'abnegazione...»
+
+Marta rideva, ma quando il dottore era partito meditava le di lui
+sfuriate filosofiche e una lieve tristezza, che non era ancora
+scetticismo, ma che gli scalzava la fede, si deponeva nell'animo suo.
+
+Tutta sbigottita udiva una voce interna che diceva: Costui l'hai tu
+scelto in mezzo alla folla, od è piuttosto quello che ti presentarono,
+il solo che hanno potuto pigliare e che tu, perchè buona e docile,
+perchè aspettavi da tanto tempo, ti persuadi essere veracemente colui
+che deve formare la tua felicità?
+
+Si disperava allora, correndo inquieta per la casa, urtando sempre
+nella freddezza dolce di Alberto che non comprendeva nulla di queste
+agitazioni, che le compativa però, suscitando così mille rimorsi nella
+coscienza di Marta; per cui ella si gettava di nuovo fra le braccia di
+suo marito singhiozzando.
+
+
+Un desiderio, nato fin dal primo giorno del suo arrivo, le ero rimasto
+insodisfatto e cresceva ogni giorno più. Ella avrebbe voluto vedere
+quei due sposi modello, quei Gavazzali che si erano feriti per bere il
+sangue l'un dall'altro. Non uscivano mai in paese; qualche sera, sul
+tardi, nei viali deserti della campagna, due ombre apparivano da
+lontano e si perdevano nel folto degli alberi.
+
+La signora Merelli, che nemmeno lei aveva mai visto la coppia
+singolare, propose a Marta di andare assieme a fare una questua per
+gli asili infantili. Si posero subito d'accordo, e sui primi di
+giugno, durante un caldo pomeriggio che metteva nell'aria una gaiezza
+festosa, bussarono alla porta dei signori Gavazzini.
+
+Una domestica dall'aspetto e dall'accento forestiero, dopo qualche
+minuto di esitazione introdusse le visitatrici in un salotto molto
+elegante. E aspettarono.
+
+Aspettarono un buon quarto d'ora, avendo così tutto il tempo di
+osservare l'arredamento nuovo e corretto, le poltrone che non
+sembravano tocche, le piramidi di album lucenti nei loro fregi e nei
+tagli dorati. Non un fiore, non un ricamo o un libro dimenticato, non
+uno sgabello fuori di posto; niente del benessere comodo e lieto che
+Marta aveva a casa sua; niente pure del disordine pieno di vita che,
+in casa Merelli, quattro bambini pieni di salute si incaricavano di
+mantenere costante.
+
+Un fanciulletto di quattro anni, biondo, esile, con una faccina
+anemica, fu il primo a mostrarsi. La signora Merelli volle
+accarezzarlo, ma egli si ritrasse in silenzio contro lo stipite
+dell'uscio.
+
+E passarono altri dieci minuti.
+
+Venne poi il signor Gavazzini, nascondendo, sotto un fare cerimonioso,
+l'alterazione dei lineamenti, eccitati come dopo un alterco.
+
+--Prego queste signore di scusarmi, e di scusare mia moglie; è un po'
+indisposta...
+
+Nello stesso momento una signora alta, molto esile, con la stessa
+faccia anemica del bimbo, irruppe nel salotto; aveva un abito celeste
+e i capelli sciolti per metà sulle spalle in una acconciatura
+melodrammatica. Senza nemmeno guardare le due visitatrici, si rivolse
+bruscamente a Gavazzini.
+
+--Sapete bene che ho proibito a mio figlio di entrare nel salotto.
+
+La confusione di Gavazzini divenne contagiosa; anche Marta e la
+signora Merelli ne furono sorprese. Egli, con accento breve ed
+imperioso, usando parimenti il pronome della seconda persona, rispose
+che il bimbo era venuto in salotto da sè; poi, volgendosi alle
+signore, balbettò:
+
+--Mia moglie... scusino... era... è indisposta. Ha voluto presentarsi
+egualmente.
+
+La signora Gavazzini, in piedi, gualciva nervosamente i nastri del suo
+abito, mentre il bambino guardava ora lei, ora il padre, con due occhi
+malinconici.
+
+Quando la signora Merelli espose timidamente lo scopo della visita,
+Gavazzini mise mano al portafogli e con perfetta cortesia le consegnò
+venti lire, guardando Marta con insistenza, tanto che ella sentì il
+suo facile rossore di sposina salirle subito alle guance.
+
+--Mia cara--disse poi volgendosi alla moglie con ricuperato sangue
+freddo--ecco due buone e cortesi signore a cui potreste rendere sì
+bella visita. Che ne dite?
+
+--Non si fanno visite, quando si vive in un chiostro come vivo io da
+cinque anni.
+
+La voce aspra della signora Gavazzini echeggiava ancora nel salotto,
+che già le visitatrici avevano preso commiato, seguite da Gavazzini,
+il quale le volle accompagnare fin sulla porta, giustificando il
+contegno della moglie con la scusa di crisi nervosa. Sì dicendo faceva
+gli occhi teneri a Marta, tastandole il palmo della mano.
+
+Marta uscì di là scandalizzata, incapace di parlare.
+
+La signora Merelli, calma, domandò come le era parso quel nido di
+tortorelle, e, nella sua rassegnata conoscenza degli uomini, aggiunse
+che non vi era punto da stupire, che succede così spesso, spesso,
+assai più di quanto si creda.
+
+--Che cosa le dissi una volta? Follie della luna di miele! Non durano.
+
+--E quando--chiese Marta con la voce che le tremava un po'--la luna di
+miele non ha follie?
+
+La signora Merelli riflettè un istante, crollò il capo e rispose con
+lentezza:
+
+--Chi sa! Forse è meglio.
+
+ *
+ * *
+
+Toniolo prendeva il fresco sulla soglia della sua farmacia, coi
+pollici nei taschini del panciotto, seguendo con occhiate lunghe e
+profonde tutte le donne che passavano; occhiate che non gli costavano
+nessuno sforzo, che erano naturali ai suoi occhi ben tagliati, dal
+colorito intenso, che facevano supporre tutto un fondo di pensieri ed
+avevano procurato alle sue attrattive di borghese sentimentale, un
+discreto numero di simpatie femminili.
+
+Stando così sulla soglia del negozio, assolutamente freddo, non
+pensando a nulla, mostrando solo la faccia pallida illuminata dallo
+sguardo, Toniolo aveva fatto fantasticare molte fanciulle del paese
+che, da quando egli rimase vedovo, avevano sentito più che mai il
+bisogno di prendere frequentemente della magnesia o del bicarbonato di
+soda; egli, enigmatico come un cofano vuoto chiuso a chiave, non aveva
+scoraggiata nessuna, vendendo a tutte la sua merce con la stessa
+fisionomia romantica ed incompresa, mostrando, nell'accartocciare
+gl'involti, le sue mani morbide, famigliari alle pomate, fini,
+lunghette, ornate al dito mignolo da un piccolo brillante, ed il
+sorriso vago di un uomo che insegue dei sogni.
+
+Quando si era saputo che prendeva in moglie una ragazza del paese
+vicino, la magnesia e il bicarbonato di soda divennero veramente
+necessari a molte gastriti ed a languori di stomaco prodotti da
+cruccio respresso; nè egli mostrò di accorgersene, manovrando con la
+stessa dolcezza i barattoli e le spatole, prendendo il fresco ogni
+sera sulla soglia della farmacia, guardando alternativamente le donne
+e le stelle.
+
+Alberto Oriani passò tenendosi a braccio sua moglie.
+
+--Che miracolo!--disse Toniolo.
+
+Si fermarono. Erano andati a vedere dei vasi di fiori che il dottorone
+voleva regalare a Marta, Si parlò un momento di fiori, tutti e tre in
+piedi sulla soglia; poi del tempo che voleva rannuvolarsi, infine:
+
+--Vuol entrare?--chiese Tomolo a Marta, con molta gentilezza, e
+soggiunse per incoraggiarla:--Le mostrerò la camera che sto allestendo
+per la sposa; mi darà dei consigli.
+
+Marta vide sulla faccia di suo marito la stessa gioia di quando, in
+carrozzella, aveva scorti i suoi amici. Decisamente, pensò, egli li
+ama molto. Un'altra idea stava per svolgersi nella sua mente, questa:
+e si trova in loro compagnia meglio che... ma non volle terminarla.
+Salì svelta il gradino della farmacia, seguita dai due uomini.
+
+--Manca molto a questo matrimonio?--domandò Alberto intanto che
+attraversavano il tinello.
+
+--Sarà verso la fine d'autunno.
+
+--Fa' vedere a Marta la fotografia della tua fidanzata.
+
+Toniolo pose la mano nella tasca interna dell'abito, poi in quella
+esterna, mormorando:
+
+--È singolare, dove diavolo l'avrò cacciata?
+
+--L'avrai lasciata sotto il guanciale, stanotte--disse Alberto
+ridendo.
+
+Marta guardò con interesse gli occhi di velluto di Toniolo,
+accogliendo la supposizione che egli dormisse coll'immagine della
+donna amata: ma Toniolo indicò subito con la mano la fotografia,
+appoggiata sul caminetto, contro la pendola.
+
+--Le assomiglia?--chiese Marta.
+
+--Mi pare di sì.
+
+Era una giovanotta rubizza, dalle forme pronunciate e dalla faccia
+ingenua. Marta voleva domandare ancora: L'ama molto? ma non osò.
+
+--E che dirà Giuditta?--esclamò Alberto, battendo sulla spalla
+dell'amico.
+
+--Oh quella si consolerà di me, come si è consolata di te...
+
+Marta fremette, intanto che i due uomini scambiavano un'occhiata di
+intelligenza. Toniolo soggiunse:
+
+--Il successore c'è già; fa il suo tirocinio in questi ultimi mesi,
+sai, io non sono geloso, e Giuditta trova che due valgon meglio che
+uno, ma io l'ho già avvertita che il mio abbonamento scade alla fine
+d'autunno e che non lo rinnoverò più. Non voglio impicci.
+
+--Fai bene--disse Alberto con convinzione.
+
+Entrarono nella camera dov'era già il letto di noce, i comodini e i
+cassettoni.
+
+--Sono quelli che avevo, li ho fatti rilustrare e mettere a nuovo; ma
+le sedie e le tappezzerie le voglio rifare di pianta. Che ne direbbe
+di un bel giallo?
+
+La domanda era rivolta a Marta.
+
+--È forse un po' fuori di moda e facile a macchiarsi...
+
+--Avevo pensato all'azzurro, ma scolorisce col sole, coll'aria, con la
+polvere, scolorisce anche al buio.
+
+--Se prendesse una stoffa mista, a righe od a fiori?
+
+Toniolo rifletteva, coi begli occhi abbassati, fissi sulla commessura
+di due mattoni.
+
+Marta intanto guardava il letto, dove aveva dormito la prima moglie,
+dove la seconda avrebbe raccolto i baci ancora tiepidi avanzati a
+Giuditta, e le danzavano davanti le parole «come si è consolata di
+te.» Anche Alberto dunque? Anche lui?
+
+I due amici si erano affacciati alla finestra; le loro teste, nella
+luce crepuscolare, apparivano giovani, quasi somiglianti. Alberto più
+colorito, più florido, ma egualmente dolce e simpatico all'aspetto.
+Ridevano. Su quelle bocche i baci di Giuditta erano volati, senza
+rivalità, stringendo anzi i loro vincoli, mettendo fra loro una cosa
+comune, imparentandoli. Potevano pensare entrambi, nello stesso tempo,
+allo stesso oggetto: le spalle o le braccia di Giuditta; intendersi
+senza parlare, a gesti.
+
+Il suo Alberto! Perchè suo? suo e di tutti. Quelle mani lì non avevano
+abbracciata, stretta, accarezzata Giuditta? e quante altre! Ora lo
+sapeva; e questa Giuditta era in paese. Quando lei passava al braccio
+di suo marito, Giuditta poteva vederla, scrutarne il volto e
+sorprendere i segreti della loro intimità. Avrebbe detto fra se
+stessa: Ecco Alberto, ha la faccia de' suoi giorni buoni: oppure: non
+ha la faccia de' suoi giorni buoni.
+
+--Me le danno, sai, le trentamila lire?--diceva Toniolo affacciato
+alla finestra.--Se non me le davano, lasciavo a loro anche la ragazza;
+non ch'io sia interessato, ma quello che ci vuole ci vuole, e poichè
+faccio questo sacrificio di mettermi la catena al collo per la seconda
+volta, qualche compenso è giusto.
+
+Si voltò, dando le spalle alla luce, così interessante nel suo pallore
+di giovanotto linfatico, che Marta non riuscì a mettere insieme quelle
+parole con quel volto, e stavolta la domanda, repressa prima, le
+sfuggì:
+
+--È molto innamorato della sua sposa?
+
+--Oh! innamorato...--fece Toniolo, sul cui volto passarono
+repentinamente la stanchezza e la vanità delle numerose conquiste--non
+è poi necessario.
+
+--Per lei, forse--interruppe Marta, meravigliandosi ella stessa del
+suo ardire.
+
+--Vedi--disse Alberto in tono conciliante--mia moglie si immagina che
+quando un uomo sta per ricevere il settimo sacramento debba prepararsi
+con mortificazioni, estasi, preghiere, ritiro dal mondo, astinenze...
+
+--Già, già---esclamò il farmacista ridendo--sono tutte eguali. Non per
+offenderla, sa? Le chiedo scusa, non per offenderla, ma anche la mia
+fidanzata mi domanda sempre se l'amo, se amo lei sola, se l'amerò
+sempre...
+
+--E non è naturale?--disse Marta con fuoco.
+
+Rispose Alberto:
+
+--Tanto naturale che non occorre domandarlo.
+
+Marta conosceva oramai quell'accento reciso, quella specie di muraglia
+che suo marito innalzava quando il discorso non era di suo genio.
+Sentì pure la sua debolezza, la sua solitudine in mezzo a quei due
+alleati naturali, e allora più che mai vide la intimità di Alberto co'
+suoi amici, quella grande porzione di vita da cui era esclusa, lei,
+che aveva creduto, sposandolo, di fondere due vile. Un abisso la
+separava dall'uomo a cui s'era data, che le era straniero, che non
+aveva lo stesso sangue, nè gli stessi pensieri, nè la stessa anima,
+che aveva vissuto trent'anni senza di lei, ch'ella non aveva mai visto
+piangere, che trovava inutile dirle: ti amo... e un bisogno
+irresistibile l'assalse, il bisogno di gettarsi nelle braccia di sua
+madre.
+
+I due amici erano usciti dalla camera, avviandosi giù per la scaletta
+nel tinello.
+
+--Badi che c'è un chiodo accanto all'uscio disse Toniolo--gentilmente
+--l'avverto per l'abito.
+
+Sul tavolino, nel tinello, giaceva ancora il ritratto della sposa.
+Marta lo guardò a lungo, con una malinconica simpatia, e non riuscendo
+a vincere la tenerezza di cui il suo cuore traboccava, si accostò ad
+Alberto e gli strinse furtivamente la mano.
+
+--Sì, sì--fece egli col tono di chi vuole acchetare un bambino
+riottoso.
+
+In quella entrarono Merelli e il dottorone.
+
+--Che bell'incontro!
+
+Il volto di Alberto raggiò:
+
+--Nido di tortore!--esclamò il dottore.--Fortunato mortale cui è dato
+abbellire la propria casa con la presenza di una donna! oh la donna!
+
+ Tu che con ali d'angelo
+ Scendi alla nostra vita
+ E dentro gli occhi hai lacrime
+ E rose infra le dita...
+
+Marta osservò, meravigliatissima, che gli occhi del dottore avevano i
+lucciconi.
+
+Il farmacista accese la lucerna e fece sedere i suoi ospiti intorno al
+tavolino.
+
+--Bel tempo--disse Merelli--il grano turco cresce a vista, l'uva è una
+meraviglia.
+
+Soggiunse il dottore:
+
+--Ho comperato oggi una razza di tacchini stiriani, i più belli che si
+possano vedere, di quelli che appaiono sulle tavole dei principi con
+la denominazione: _dinde truffée_. Le femmine però io le preferisco
+lessate, con guarnizione di maccheroni al sugo.
+
+--Che sigari cattivi!--disse Alberto tentando di accendere un
+Sella--non si può più fumare.
+
+Toniolo si alzò, andò a prendere una cassettina, e, dopo averne
+chiesto il permesso alla signora, offerse dei virginia.
+
+--Non ti annoi troppo, nevvero?
+
+Così chiese sotto voce Alberto a sua moglie; ella che sapeva con
+quanto piacere Alberto stesse con gli amici, rispose:
+
+--Niente affatto.
+
+Ma fra sè pensava: Casa nostra è molto più comoda, più elegante, non
+ci manca nulla; io lo adorerei, vorrei spiegare per lui solo la mia
+bellezza, il mio ingegno; so parlare anch'io, non sono una sciocca,
+ma, a quanto pare, Toniolo, Merelli e gli altri valgono più di me. Io
+però ho lasciato per lui mia madre, le mie amiche, tutto; e mi
+basterebbe lui!...
+
+--La signora è pensierosa?--chiese il dottorone chinandosi sulla sedia
+di Marta, presentandole la sua faccia larga e sensuale, dove la parte
+psichica si era tutta rifugiata nelle pupille.
+
+Marta scosse il capo, e dopo una pausa chiese a sua volta:
+
+--Perchè non ha preso moglie lei?
+
+--Per umiltà, non credendomi degno.
+
+--La ragione è speciosa.
+
+--Dica vera. Come faccio ad essere sicuro che la donna che scelgo sarà
+felice con me?
+
+--Ma se è buona, se è virtuosa, se ha dei principii...
+
+--Ecco tante belle cose che non hanno nulla a vedere con la felicità.
+
+--Se si amano...
+
+--Altra incognita. Le ho già detto, mi pare, che per le donne oneste
+l'amore non può essere che un dovere o una colpa. Allevate nell'idea
+fissa del matrimonio, il quale, con la morale odierna è la sola porta
+d'uscita che esse hanno, non conoscendo l'amore nè l'uomo, ognuna
+accetta quel marito che il caso, gl'interessi, la mamma o gli amici le
+pongono davanti; è un _lotto_, una _roulette_, bazza a chi tocca, e
+chi le piglia se le tiene.
+
+--Oh!--fece Marta.
+
+--La donna non è sempre vittima,--continuò il dottorone
+animandosi--ella si vendica, come può, quando può. Ella risponde alla
+mostruosa ingiustizia dell'amore civile coi suoi milioni di isteriche,
+coi suoi miliardi di adultere. Colpita, colpisce; ingannata, inganna;
+niente di più logico, Lei vede, cara signora, che rendo piena
+giustizia al suo sesso, ma siccome non mi riconosco la forza di
+legislatore, nè di apostolo...
+
+Alberto, dall'altro lato del tavolino, gridò a sua moglie:
+
+--Se dai ascolto a quel chiacchierone, ne esci intontita.
+
+--Permetti, Alberto, io difendevo la causa della donna.
+
+--Causa sballata--vociò Merelli facendo scricchiolare la sedia su cui
+stava seduto.--Le donne sono tutte furbone, che pelano la gallina
+senza farla gridare.
+
+--Ciò è tanto più meraviglioso--aggiunse Toniolo--che nel loro caso la
+gallina è un gallo.
+
+--La donna--riprese il dottorone, con lo stesso accento ispirato col
+quale aveva, un momento prima, recitato i versi di Prati--è la poesia
+della vita, è la bellezza...
+
+--Sì, parlatemi della bellezza delle donne!--interruppe Merelli.--Ci
+vogliono dei babbuini come noi per lasciarci gabellare nei teatri, nei
+balli, nella penombra delle alcove chiuse, tutta la quantità di
+ovatta, di gomma elastica, di bianco di bismuto e di kool, che forma
+la nostra beatitudine, citrulli che siamo!
+
+Piano, all'orecchio di Toniolo, Alberto mormorò:
+
+--È per garantirsi contro il kool e contro il bismuto che egli si
+attacca alle serve...
+
+--Che cosa dite voialtri?
+
+--Eh! nulla. Si approvava.
+
+--La donna--continuò il dottorone come se nulla fosse--creatura
+delicata, gentile, anima sensibile messa a contatto della nostra
+brutalità.....
+
+--Oh! per anima sensibile--rincrudì Merelli--non ho niente in
+contrario. Quando ero all'università conobbi la moglie di un
+professore, una deliziosa donnina, una sfumatura, un ideale, proprio
+di quelle che hanno le ali e le rose. Un mio amico le faceva la
+corte... infine la dolce creatura lo pregò di regalarle un divano,
+perchè sullo stesso divano dove essi filavano il perfetto amore, il
+marito fumava tutti i giorni la sua pipa, e ciò non le pareva
+delicato...
+
+Tumultuarono tutti. Il dottorone rinunciò all'elogio della donna,
+sopraffatto dalla voce taurina del suo competitore; ma Alberto,
+approfittando della prima pausa, domandò:
+
+--Puoi essere così pessimista? Non esistono forse donne che non si
+dipingono e che si accontentano di un solo divano come di un solo
+marito?
+
+--Caro Oriani, una volta, in un Museo di Storia Naturale, ho visto un
+passero con quattro gambe. L'ho visto, ti dico! Ciò è la pura verità.
+Io persisto tuttavia a credere che i passeri sono bipedi.
+
+A momenti gli facevano un'ovazione. Merelli trionfava, come sempre,
+rizzandosi sull'alta persona, dominando il crocchio degli amici, rosso
+e lucente in viso, sentendosi ammirato.
+
+Alberto ebbe il delicato pensiero di avvicinarsi un momento a sua
+moglie per chiederle sottovoce:
+
+--Stai bene?
+
+--Sì, grazie.
+
+Era però buono Alberto! Ella lo segui con gli occhi mentre tornava al
+suo posto, attratta da quel viso simpatico, intenerita per il suo atto
+gentile, e intanto che il discorso si metteva alla politica ella restò
+muta, alquanto illanguidita sulla sedia di cuoio della farmacia, col
+desiderio della sua poltroncina e dell'uncinetto che almeno le avrebbe
+fatto passare il tempo.
+
+Nella politica si riscaldarono, qual più qual meno, secondo i
+temperamenti. Il pletorico Merelli gridava come un ossesso; gli veniva
+dietro il dottorone nervoso ed entusiasta; più calmo Alberto,
+quantunque allegrissimo, e Toniolo quasi indifferente, approvando col
+capo ciò che dicevano gli altri, i pollici nei taschini, l'occhio
+vagante. Ma tutti insieme riempivano la stanza, con le loro persone
+massicce, la voce alta, gli scarponi che si agitavano sotto il
+tavolino, il fumo dei sigari che s'innalzava, addensandosi sempre più.
+
+Il volto di Alberto, sul quale Marta teneva sempre gli sguardi,
+scompariva tra le spalle poderose di Merelli e il torace ampio,
+squilibrato del dottorone; ella lo scorgeva come un punto luminoso,
+velato leggermente dal fumo, e ne raccoglieva ogni parola, ne seguiva
+ogni gesto, pascendosi di un'occhiata che cadesse dalla sua parte,
+raccogliendo le briciole dello spirito e della cordialità che Alberto
+distribuiva agli amici.
+
+Erano suonate le undici da un pezzo ed ella, nella muta
+contemplazione, si sfibrava, presa dalla noia e da un principio di
+sonno, con la visione lontana del suo letto, della sua dolce casa.
+
+Ma si erano messi a discorrere delle colonie d'Africa e venne la
+mezzanotte. Merelli sbraitava nella esuberanza del suo temperamento
+sanguigno, per cui Toniolo mormorò piano, sorridendo:
+
+--Ce ne vorrebbero due al giorno delle Ninette per quello lì!
+
+Marta si sentì sollevata quando Alberto, levandosi in piedi, annunciò
+che si partiva.
+
+Non volle il braccio di nessuno; appena uscita si avvinse a suo
+marito, carezzevole, amorosa, con certi scatti da bambino freddoloso,
+tenendo voltata la faccia per sfiorare con le labbra la manica di
+Alberto.
+
+Merelli e il dottore lasciarono che i due sposi andassero a casa soli.
+
+A mezzo d'una via, una donna, uscendo frettolosa da una porticina,
+attraversò loro la strada, passando così presso ad Alberto da urtarlo.
+Marta sentì il contraccolpo di quell'urto, vide la donna che si era
+fermata mezzo minuto, audacemente, accanto a loro, ed Alberto che
+aveva fatto un movimento indietro, ed ancora la donna che era
+scomparsa rapida, rompendo l'oscurità della notte con la striscia
+chiara del suo abito.
+
+Tutto il sangue di Marta le affluì al cuore.
+
+--È Giuditta!--esclamò stringendo con violenza il braccio di suo
+marito.
+
+Alberto non rispose subito.
+
+--Dimmi la verità, è lei?
+
+--Ma che!
+
+--Pure la conosci...
+
+--No, ti dico. Non l'ho nemmeno guardata.
+
+--Ma potrebbe esser lei?
+
+--Non so...
+
+A che insistere? Tacque.
+
+Ma ricalcando le orme della donna, sembrava a Marta che la sconosciuta
+avesse lasciato qualche cosa dietro a sè, nell'aria rotta dalla sua
+persona, sui sassi battuti dal suo piede; un miasma che saliva,
+nauseante, che l'avvolgeva tutta, la prendeva alla gola con un'ondata
+di impurità, soffocandola, strozzandola; e nella acutezza della
+sensazione le sembrava di udire laggiù, fra le tenebre della notte, il
+ghigno beffardo di colei che aveva posseduto suo marito, perchè era
+lei, lo sentiva!
+
+ *
+ * *
+
+Le lettere che Marta inviava a sua madre, parlavano tutte di felicità.
+Si esaltava scrivendo dell'amore che Alberto aveva per lei, e si
+diceva il suo tesoro, la sua vita; parole che Alberto da sua parte non
+aveva mai pronunciate, ma di cui ella inebbriavasi al punto che quando
+aveva scritto, versando sulla carta l'amore di cui era compresa,
+rimaneva sollevata, immaginando che Alberto provasse tutto ciò che
+ella stessa sentiva. Scriveva: «i suoi baci appassionati, le sue
+tenere carezze,» e rileggeva poi quegli aggettivi che le davano una
+dolce commozione, una specie dei piaceri immaginari che gustano i
+bevitori d'oppio.
+
+E come l'oppio, questa eccitazione del cervello la prostrava veramente
+e indeboliva i suoi nervi.
+
+Molte volte dopo d'aver scritto a sua madre che «si adoravano,»
+Alberto entrava e non si scambiavano neppure un bacio; lui serenamente
+freddo, lei distratta, paralizzata nella realtà dalle false sensazioni
+subite prima.
+
+Tutto il fisico di Marta si risentiva di questo stato patologico. Era
+magra, coll'occhio spento; soffriva lunghe malinconie; già più volte,
+senza una ragione apparente, era corsa a nascondersi nella sua camera
+per piangere. Che cosa avrebbe detto Alberto vedendola piangere?
+
+La bontà inalterabile e gentile di suo marito, il lieto umore, la
+fiducia illimitata, il suo contegno riservato colle donne, la
+convincevano che egli era il modello dei mariti, e quel malcontento
+intimo, quella tristezza che l'assaliva, ella riversava su sè stessa,
+sul cattivo suo temperamento. Che poteva essere se non ciò?
+
+Per alcune settimane era stata divorata dalla gelosia e non aveva
+fatto altro che osservare ogni atto, ogni passo di Alberto; era
+ritornata parecchie volte nella via dove le era apparsa la donna
+sconosciuta, aveva interrogato, cercato, spiato; allargando i confini
+del suo sospetto geloso, si era messa a sorvegliare tutte le donne che
+Alberto vedeva, compresa la signora Merelli. Ma da queste ricerche
+l'innocenza d'Alberto era uscita così trionfante, che lo stesso giorno
+ella scrisse a sua madre: «Sono felice, felice, felice.»
+
+I giorni peraltro le sembravano più lunghi e più vuoti. Suo marito si
+alzava presto per andare a visitare le campagne; ella, pigra, con le
+ossa indolenzite, rimaneva ancora sotto le coltri finchè Appollonia
+non le portava il caffè. Lo sorbiva lentamente guardandosi le mani, le
+braccia, toccando i piccoli ricami della camicia, lavoro suo, de' suoi
+giorni di fanciulla.
+
+Una specialmente, una bella camicia fina con lo scollo tondo
+arricciato, le faceva ricordare una incisione che l'aveva colpita
+tanto quand'era ragazza, che ella guardava di nascosto della mamma,
+dentro una vecchia strenna, e rappresentava _Diana_ _di Poitiers_,
+semivestita, con uno scollo così tondo, arricciato e irresistibile,
+allacciando le braccia intorno al capo del regale amante prostrato a'
+suoi piedi. Forse--pensava allora--bisogna essere molto molto bella
+per ispirare l'amore.
+
+Ma non è vero--soggiungeva un momento dopo--no, non dev'essere questa
+la ragione.
+
+Dalla recente esperienza, dall'osservazione degli uomini i quali non
+si mostravano più davanti a lei così ritenuti come fanno con le
+ragazze, dalle confidenze della signora Merelli, era venuta ad una
+conclusione, ancora confusa, ma che distruggeva completamente
+l'edifizio delle sue credenze in fatto d'amore. La conclusione era
+questa: Gli uomini si danno a qualunque donna, bella o brutta, con
+affetto o senza, con simpatia o con indifferenza. Una cosa mostruosa
+ma vera!
+
+Dalla bocca stessa di suo marito, dietro insistenti richieste, ella
+apprese che, a sedici anni, Alberto aveva avuta la rivelazione
+dell'amore per parte di una donna vecchia e brutta, che andava in casa
+a fare il bucato.
+
+Alberto le disse questa cosa naturalmente, soggiungendo che a quasi
+tutti gli uomini succede così, non sospettando neppure la profonda
+impressione che tali parole avrebbero fatto su Marta. Ella ne pianse
+di dolore e di vergogna.
+
+Ragionando poi nella sua mente, le parve di dover attribuire a quella
+remota causa la differenza di sentire che esisteva fra lei e suo
+marito.
+
+Misurando per la prima volta le esigenze di un uomo che aveva data la
+sua fiorente giovinezza ad una ignobile femmina, nella stessa età in
+cui ella credeva ancora agli angeli e cercava l'amore in cielo, fu
+assalita da una ben più tremenda gelosia, la gelosia impotente del
+passato, quella che non si può distruggere, che si urta contro la
+sentenza inappellabile del fatto compiuto.
+
+Con uno sforzo doloroso dell'immaginazione sognava il suo Alberto
+bello, puro; ne vedeva la persona elastica, l'occhio lucente, la bocca
+fresca come fiore che si schiude; e l'anima nobile, il cuore fidente,
+affettuoso, tutti gli impulsi generosi della giovinezza... Oh averlo
+conosciuto allora, essere stati entrambi così puri, l'uno dell'altro,
+per sempre, quello doveva essere l'amore!
+
+E non poteva più averlo così! La vecchia femmina, Giuditta, tutte le
+altre, chi sa quante, chi sa quali, gli avevano portato via la
+spontaneità dell'entusiasmo. Ella era giunta ultima, inesperta, non
+preparata alla lotta contro tutto un passato.
+
+Perchè quella veramente era la sua angoscia: il passato di Alberto,
+indistruttibile.
+
+Rifaceva a sè stessa, con una raffinatezza crudele, il ritratto di
+tutte quelle donne; le immaginava belle, provocanti, piene di
+seduzioni ignote, di occulti filtri amorosi.
+
+Brancolava fra supposizioni assurde, fra ipotesi strane, con l'ansia
+di chi ha smarrita la via e le tenta tutte per orizzontarsi.
+
+Metteva insieme le sue memorie più lontane, ricordandosi certe malizie
+della scuola, volendo spiegarsele.
+
+Non aveva dimenticata una ragazza, Collini, in terza; una faccia
+scialba, dagli occhi neri e dalle labbra rosse, con la carnagione
+picchiettata di lenti, la quale aveva sempre delle storie misteriose
+da raccontare in segretezza; storie che non si sentivano mai per
+intero, di cui le parole strane, svisate, spostate, volavano di bocca
+in bocca, eccitando la curiosità senza soddisfarla.
+
+Erano discorsi proibiti e per questo solo interessavano, chè del
+rimanente non ci si capiva nulla, almeno Marta che non era punto
+maliziosa.
+
+Una volta la Collini aveva recata una parola nuova, bizzarra, che
+nessuna delle bimbe aveva mai udito pronunciare. Cercata la parola nel
+dizionario, si trovò che rispondeva a «femmina di mal affare;» per cui
+tutte si guardarono in faccia meravigliate di comprendere anche meno;
+finchè un altro giorno la Collini spiegò loro che quella parola voleva
+dire: «donna che si vende:» onde nuova confusione, che le giovani
+menti sciolsero ognuna a suo modo, restando nel pensiero di Marta
+l'idea di una donna sucida e puzzolente.
+
+Nè da tale concetto potè liberarsi più tardi, quando incominciando a
+squarciare i veli della vita, seppe che vi sono nel mondo donne che si
+danno a tutti gli uomini; ed anche non sapendo precisamente ciò che
+implicava, in tal caso, il verbo darsi, queste donne rimasero per lei
+un mito, qualche cosa di fenomenale come le sirene, e se le immaginò
+sempre sucide e puzzolenti; tanto lontane da lei, così fuori dalla sua
+orbita, che non le destavano nemmeno la curiosità.
+
+Vivendo con la madre in un ambiente onesto, nessuna circostanza
+rimoveva intorno a lei il lezzo della società, per cui la sua anima
+nobilmente femminile si era alzata a poco a poco, senza urti, senza
+ostacoli, all'idea vaga dell'amore; idea che poggia fra l'ignoranza e
+il desiderio, descrivendo la curva iridescente dell'arco baleno, dove
+tutti i colori sono riuniti per l'occhio che li guarda da lontano,
+dove la mano non stringe nulla.
+
+La sua verginale ignoranza faceva sì ch'ella non ammettesse altri
+strati all'infuori delle nuvole o degli abissi, ed ecco che la terra
+le mancava sotto ai piedi, e alla nuova rivelazione della vita
+arrestavasi sbigottita, incerta.
+
+Quanti amori vi sono dunque? Quello che la Collini spiegava in
+segretezza, ignobile, vergognoso e che per una mostruosa catena si
+riallacciava al primo amore di Alberto? o l'amore etereo celebrato dai
+poeti, sognato nell'ebbrezza di una notte di luna, cantato sulle note
+del cembalo? o l'amore voluttuoso e ardente di Diana di Poitiers,
+stringentesi al seno la testa adorata?
+
+Ma perchè nessuno, nè la Collini, nè i poeti, i pittori, le amiche, e
+nemmeno la madre, le avevano parlato dell'amore come ella lo aveva
+trovato? Perchè non le avevano detto: Tu entrerai, ignota, nel letto
+di un ignoto; il vostro contatto sarà senza delirio e i vostri cuori
+si avvicineranno senza fondersi?
+
+L'inutilità de' suoi slanci amorosi di fronte alla freddezza di
+Alberto, le fecero germogliare un dubbio. Si era dunque ingannata in
+tutto! Per piacere agli uomini, per cattivarseli, non occorreva nè il
+sentimento, nè la devozione, nè la grazia; che cosa ci voleva dunque?
+
+Abbandonata a sè stessa la sua immaginazione si smarriva. Decisa a
+tutto per vedere suo marito innamorato, avrebbe voluto conoscere
+quelle che nei libri si chiamano: le arti delle cortigiane. Anche
+nella storia, anche ne' suoi libri di istruzione aveva trovato esempi
+di quelle donne maliarde che affascinano. La morte di Oloferne, la
+disfatta di Cesare, non erano forse l'opera d'una donna?
+
+Recentemente aveva letto di un sultano che si innamorò di una ignobile
+negra addetta ai più bassi servizi del palazzo, la sposò e la fece
+sultana _Validé_, preferendola a tutte le odalische dell'_harem_.
+
+Non era dunque la gracilità della sue membra e il suo profilo
+scorretto che vietavano ad Alberto i deliri dell'amore. No certo,
+perchè Alberto le aveva detto tante volte, col suo accento gentile,
+che gli piaceva così come era, gli piaceva tutta e la trovava
+immensamente simpatica, co' suoi capelli castagni ondulati, la sua
+fronte bianca, gli occhi ridenti e la bocca seria, ciò che formava un
+grazioso contrasto.
+
+Ma non era ancor tutto. Il punto per lei più oscuro, più
+incomprensibile era che ella stessa non trovava nelle braccia di suo
+marito, amandolo come lo amava, la più lieve ebbrezza. E questo la
+persuadeva di essere una creatura imperfetta, incapace a dare ed a
+ricevere l'amore.
+
+I suoi scoraggiamenti avrebbero fatto pietà se Alberto li avesse
+osservati, se avesse potuto comprenderli, se, nella sua bontà
+superficiale, non si fosse appagato del malinconico sorriso di Marta e
+de' suoi occhi dolci che lo guardavano amorosamente.
+
+Dimagrava, è vero, e su questo fatto visibile i commenti degli amici e
+degli indifferenti si sbizzarrivano con le supposizioni più disparate,
+spesso maligne. Egli sospettava che fosse incinta, e senza cercare più
+in là raddoppiava i modi cortesi, sorridendo al futuro.
+
+Insieme non stavano molto; a colazione e a desinare, raramente nelle
+ore intermedie. Alberto tutte le volte che usciva per i suoi affari,
+baciava la moglie sull'una e sull'altra guancia. Ella lo seguiva,
+attraverso il cortile, fino alla porta di strada; quando egli era in
+fondo alla via, si voltava indietro.
+
+Marta rientrava in casa momentaneamente lieta, sentendo la sua dignità
+di moglie e di padrona, decisa a occuparsi dei suoi doveri di massaia.
+
+Si era provveduta di un cuciniere moderno e su questo spiegava
+all'Appollonia una quantità di manicaretti; occupandosi ella stessa di
+una faccenda che interessava moltissimo Alberto, riempì la credenza di
+conserve, di frutta nello spirito; discese in cantina, e, aiutata da
+Gerolamo, vi pose un ordine nuovo; salì in soffitta, arieggiando
+mobili accatastati da anni ed anni, rimettendo fuori stoviglie
+disusate.
+
+Nell'ampio guardaroba, che la madre di Alberto aveva arricchito di
+ogni ben di Dio, passò giornate intere, rovistando, spiegando,
+ripiegando, mettendo in fila dozzine di lenzuola.
+
+Il suo istinto di donna trovava un pascolo nella casa agiata, nella
+vecchia casa dove le stanze erano così liete, dove tutto sorrideva nel
+benessere, nella pace, dove perfino la voce da ventriloquo di Gerolamo
+aveva intonazioni festose, ed il faccione rubicondo dell'Appollonia
+spiccava sulla soglia della cucina, nella sua onestà ingenua, come lo
+stemma della casa patriarcale.
+
+A tavola, Marta narrava tutto quello che aveva fatto nella giornata,
+con vivacità, con una mobilità nervosa, domandando l'approvazione di
+suo marito, che le veniva sempre concessa per intero.
+
+Dopo, Alberto, che era ottimo mangiatore, faceva il _chilo_,
+discorrendo dei suoi interessi, fumando in una lunga pipa che aveva
+appartenuto a suo padre. Erano i momenti belli di Marta, la quale
+stava ascoltandolo e guardandolo, tutto per sè, con una adorazione
+muta, sentendo il principio di quella calda intimità che aveva sempre
+vagheggiata, sentendo che qualche cosa di insolito si svegliava in
+lei, un ardore nuovo desideroso di espandersi, una attrazione che
+partendo da tutta la persona di Alberto la avvolgeva in un'onda
+dolcemente sensuale.
+
+Ma Alberto si alzava reprimendo, per convenienza, un lieve stiramento
+delle braccia.
+
+--Ho bisogno di muovermi--diceva.
+
+Prendeva il cappello, la canna, la baciava e andava in farmacia a
+raggiungere gli amici.
+
+Con le braccia inerti, svogliata, Marta passava la sera sulla stessa
+sedia dove aveva pranzato, prendendo spesso una tazza di camomilla che
+Appollonia le portava a forza, vedendola pallida, assicurandola che le
+avrebbe fatto bene.
+
+Dava qualche punto, leggicchiava il giornale, sbadigliava. Le ore
+erano lunghe, eterne. Finalmente Appollonia, dopo d'averle chiesto se
+le occorreva nulla, veniva a darle la buona notte. Ella udiva il
+rumore che facevano sul mattonato gli zoccoli della brava donna che si
+allontanava, ultimo frastuono della giornata; e la casa ripiombava nel
+silenzio.
+
+Marta aveva sonno, ma aspettava Alberto. Quando credeva prossima l'ora
+del ritorno, si affacciava alla finestra, tendendo l'orecchio. La luna
+d'agosto, rossa, brillava, sul cielo senza nubi, in un aere molle,
+grasso di vapori, e l'afa, che mitigata dalla frescura notturna,
+prendeva un sembiante di carezza, le passava sul volto con l'effluvio
+dei prati, delle vicine campagne dormenti.
+
+Che cosa faceva Alberto laggiù? Perchè tardava tanto?
+
+L'attesa, dapprima calma e rassegnata, volgeva, col volgere delle ore,
+ad una inquietudine generale. Non poteva più star ferma; la finestra,
+la sedia, il divano, l'uscio e poi da capo la finestra, e poi più
+nulla. Ritta nel mezzo della stanza pareva una statua; le sue
+sensazioni si concentravano in un immenso, in uno sfrenato desiderio
+di vedere Alberto.
+
+Il tempo passava, e dall'immobilità angosciosa Marta entrava in uno
+stato di allucinazione sensuale. Con mano inconscia slacciava i ganci
+dell'abito, allentava i nastri, cedendo a una sensazione misteriosa di
+abbandono, con dei brividi a fior di pelle, la bocca assetata, arida,
+le braccia aperte disperatamente.
+
+Incapace a reggersi, piegava il capo sopra un guanciale, su una
+spalliera di poltrona, su tutto ciò che poteva darle l'illusione di
+una carezza. Perduta nelle immagini d'amore scioglieva i capelli, e,
+attorcigliandoseli sul volto, ne aspirava l'aroma giovanile, gemendo
+il proprio nome «Marta, Marta!», che la notte raccoglieva e agli echi
+deserti della campagna ripeteva «Marta, Marta!»
+
+Il tempo passava ancora, finchè l'eccitazione passando, la lasciava
+sfinita, con le membra rotte, gli occhi pesti e vacillanti. Tuttavia
+non andava a letto. Aspettava.
+
+Alberto la trovava quasi sempre distesa sul divano, pallida come cera,
+inerte. E la rimproverava; le diceva: «Dovevi coricarti, dovevi
+dormire.»
+
+Ella non rispondeva nulla. Barcollante terminava di svestirsi, con dei
+brividi nelle ossa, e si cacciava sotto le lenzuola. Ma quando suo
+marito avvicinandosele mormorava: «Andiamo, via....» tutto il suo
+corpo si irrigidiva, si gettava indietro.
+
+--Le donne--concludeva Alberto, voltandosi dall'altra parte--non si
+arriva mai a comprenderle.
+
+E Marta, sotto le coltri, piangeva.
+
+ *
+ * *
+
+Appollonia frugava dentro un mucchio di ferravecchi, con la larga
+schiena curvata a terra, e il faccione, per quella posizione scomoda,
+più rosso del solito.
+
+--Che cosa cerchi, Appollonia?
+
+--Cerco quella chiave, sa bene, la chiave della cassa vecchia lassù in
+soffitta; m'è venuto in mente che possa trovarsi qui.
+
+Marta, dalla soglia della cucina a cui s'era affacciata, entrò e
+sedette sovra una seggioletta bassa di paglia.
+
+Veniva sovente, ora, a trovare l'Appollonia; seduta su quella
+seggioletta, seguiva per ore intere i movimenti della buona donna,
+acchetando il suo spirito nella contemplazione di quella placidezza
+non alterata mai, domandandosi spesso come facesse l'Appollonia per
+conservarsi così grassa, così rossa, così fresca e serena.
+
+A lei invece chiedeva notizie sulla casa, sulla madre di Alberto, su
+Alberto stesso. Era venuta a servizio quando Alberto aveva già passati
+i vent'anni, ma sapeva tante cose. Sapeva che da piccino aveva corso
+il rischio di morire per aver ingoiato il nocciolo d'una susina; che
+faceva le bizze nell'andare a scuola, al punto che Gerolamo se lo
+doveva prendere nelle braccia a viva forza e trascinarlo davanti al
+maestro. Gerolamo, interrogato in proposito, confermava l'asserto,
+rifacendo il vocione che usava per incutere rispetto al signorino.
+
+Tutto ciò che aveva relazione con suo marito interessava Marta
+moltissimo; le sembrava di attaccarsi maggiormente a lui, di entrare
+nella sua vita non solo col presente e col futuro, ma ben anco coi
+ricordi del passato.
+
+Una volta che Alberto si era lagnato di un dolore al ginocchio, Marta
+gli aveva detto: Sarà la ferita che ti facesti cadendo dall'albero,
+sul quale eri salito per guardare nel giardino dei vicini.
+
+--Come sai ciò?--aveva chiesto Alberto meravigliato; e Marta si sentì
+tutta felice per questa presa di possesso nella esistenza anteriore di
+suo marito.
+
+Certi abitini di Alberto fanciullo, i suoi scartafacci, i libri di
+testo, sciupati, con scritto in alto _Alberto Oriani_, erano
+altrettante reliquie che Marta conservava, interrogandole, quasi
+avesse potuto assorbirne ciò che Alberto vi aveva lasciato di sè
+stesso, de' suoi giuochi infantili, della sua lieta adolescenza di
+figlio unico.
+
+Scoprì che a dodici anni egli aveva ricevuto la prima comunione; conto
+fatto sulle immagini conservate con la data di quel giorno; e che era
+stato ghiotto, imprudente, disubbidiente; bugiardo mai.
+
+Aveva tentato di avere, per parte d'Appollonia, la descrizione esatta
+della lavandaia che veniva in casa quando Alberto aveva sedici anni;
+ma questo desiderio le andò fallito, perchè al tempo in cui Appollonia
+era entrata in servizio, la signora Oriani si era già decisa da un
+pezzo a far lavare fuori di casa. Seppe però che donne ne bazzicavano
+poche, essendo la signora Oriani severissima in fatto di costumi, e
+che se il signor Alberto aveva qualche pasticcetto doveva pensare a
+cucinarselo altrove.
+
+Appunto--riflettè Marta intanto che Appollonia cercava la chiave--come
+mai mia suocera, che era tanto accorta e previdente, si acconciò a
+prendere una serva giovane quale doveva essere costei allora?
+
+--Appollonia, quanti anni avevi il giorno che venisti in questa casa?
+
+--Ventiquattro, venticinque o ventisei, non lo so neppur io.
+
+--Eri però giovane.
+
+--Oh sì, signora, ero giovane.
+
+Marta non voleva esprimere tutto quanto il suo pensiero, scrutando la
+fisionomia della serva, sembrandole al disopra di ogni sospetto; e
+tuttavia dubbiosa, per quell'eccesso di zelo che in ogni cosa
+dimostrano i novellini.
+
+--E non hai mai pensato a prendere marito?
+
+Tale domanda fu lanciata così a bruciapelo, che Appollonia sollevò gli
+occhi e trasse le mani dal mucchio di ferravecchi, restando a bocca
+aperta, tra il vergognoso e il meravigliato: finchè calma, calma,
+scuotendo il capo e rimettendosi carponi, rispose:
+
+--Chi vuol mai che mi prendesse!
+
+Non v'era in queste parole neppur l'ombra del rammarico, dell'ira o
+dell'invidia; nessun lampo di desideri assopiti, nessuna puntura di
+vanità, niente altro che la semplice, serena accettazione del fatto
+compiuto.
+
+Marta l'ammirò questa volta, non da padrona a serva, ma da donna a
+donna.
+
+--Prima di tutto--disse, dolcemente, sentendo il bisogno di questa
+carezza spirituale--non sei nè gobba, nè zoppa, e nemmeno brutta;
+avresti potuto maritarti tu come qualunque altra...
+
+--Ah! è vero, zoppa no, gobba no; ma pure...
+
+--E quand'anche nessuno ti avesse cercata, potevi ben tu avere il
+desiderio di collocarti.
+
+Appollonia crollava la testa, sempre curva, ma dalle gote sporgenti
+sugli zigomi appariva chiaro ch'ella rideva in pelle in pelle.
+
+--Di', Appollonia?
+
+--Nossignora, nossignora, questo desiderio bisogna essere in due per
+averlo.
+
+--Si può tuttavia avere, da sola, il desiderio di trovare il secondo.
+
+--Ma sarebbe un desiderio inutile.
+
+Marta rimase colpita da una manifestazione di criterio così solido in
+sì umile creatura.
+
+--Sei una testa forte--disse ridendo.
+
+--Forte, forte--confermò Appollonia dandosi un pugno sul capo, per
+avvalorare le parole.
+
+--Sicchè ti trovi felice?
+
+--Io sì.
+
+--Ma felice di che?
+
+Parve che Appollonia non comprendesse subito, perchè esitò qualche
+istante; disse poi risoluta:
+
+--Felice di essere sana e di poter lavorare.
+
+Marta la guardò con stupore.
+
+--Infine questa chiave non si trova--esclamò la serva levandosi in
+piedi.--Credo che se lei vuol guardare nel cassone, dovrà farlo aprire
+dal fabbro. Vado a chiamarlo?
+
+--Non preme. Siedi un momento, riposati. Che cosa facevi prima di
+venir qui? Hai servito in altre famiglie?
+
+Appollonia si passò la mano sulla fronte, quasi per raccogliere idee
+sparse e molto lontane. Fu ancora Marta che riprese:
+
+--Già, mia suocera doveva conoscerti molto bene, altrimenti non ti
+avrebbe presa.
+
+--Sicuro che mi conosceva ed aveva conosciuto anche mia madre. Io no.
+
+--Non hai conosciuto tua madre?
+
+--Nossignora.
+
+--E con chi vivevi?
+
+--Con mio padre.
+
+--Voi due soli?
+
+--Noi due soli.
+
+--Che mestiere faceva tuo padre?
+
+--Era contadino.
+
+--Anche tu hai lavorato la campagna?
+
+--E come! Quando ero proprio piccina andavo a scuola, ma ci andai
+solamente due inverni perchè una vicina mi mandava insieme alle sue
+figlie, e quando venivo a casa mi dava un po' della sua minestra ed io
+rifacevo il letto alla meglio.
+
+--Dov'era tuo padre?
+
+--Faceva il giornaliero, un po' qui, un po' là. Alle volte veniva a
+dormire a casa, ma non sempre; d'estate stava fuori le intere
+settimane, non lo vedevo che al sabato.
+
+--E alla domenica.
+
+--Alla domenica poco; si sa, egli preferiva andare all'osteria.
+
+--Tu dunque rimanevi sola? Non ti annoiavi?
+
+--Non ne avevo il tempo. L'anno che la mia vicina cambiò casa e che io
+dovetti rinunciare alla scuola, mi rimasero le faccende da disbrigare,
+il letto, la minestra; poi, tanto per guadagnare qualche cosa, andavo
+anch'io a giornata per servizi leggeri. Alla sera cucivo quel po' di
+roba nostra, rattoppavo i calzoni di mio padre; nei giorni festivi
+leggevo.
+
+--In complesso facevi una vita tranquilla.
+
+---Oh! sì, per un po' di tempo.
+
+Marta non avvertì queste ultime parole, intenta ad immaginarsi
+l'Appollonia piccina, tonda, tonda, ruzzolare come una palla dal letto
+al focolare, dal focolare al lavatoio, pacifica, col suo bel faccione
+da luna piena.
+
+--E quando tuo padre stava fuori alla notte, dormivi sola?
+
+--Sola.
+
+--Senza aver paura?
+
+--Di che? Eravamo così poveri che la nostra casa non poteva tentare i
+ladri; andavo a letto già mezz'addormentata e qualche volta non mi
+ricordavo nemmeno di chiuder la porta. Una notte scoppiò un temporale
+fortissimo che mi spalancò tutto quanto l'uscio; l'acqua entrava a
+torrentelli ed alla luce dei lampi io la vedevo che saliva, saliva,
+portando in giro per la stanza le scarpe nuove di mio padre, tanto
+inzuppate alla fine che non si poterono più muovere e ci volle poi una
+settimana per farle asciugare. Fu la sola volta che ebbi paura.
+
+--Avesti paura allora?
+
+--Madonna santa, pareva il finimondo! Mi cacciavo sotto le lenzuola
+per non vedere e non sentire, ma vedevo e sentivo sempre; e credevo
+che le anime dei morti venissero a portarmi via in mezzo alle saette.
+Mio padre, il giorno dopo, mi battè ben bene perchè non ero scesa a
+chiudere l'uscio. Aveva ragione.
+
+--Ragione di batterti?
+
+--Ma sì.
+
+--E di lasciare in casa una bimba sola?
+
+--Questa non era colpa sua. Doveva pur andare a lavorare. I signori
+sono i signori e i poveri sono i poveri.
+
+Marta si sentiva la voglia di abbracciarla, e lo avrebbe fatto se il
+movente di quella sensazione fosse stato solamente la bontà; ma si
+accorse che in una leggera sfumatura di bontà, il suo cuore
+tripudiava, sollevato dai propri mali, ed ebbe vergogna di mostrare
+una sensibilità che in fondo non era altro che egoismo.
+Ripromettendosi di compensare altrimenti le modeste virtù di
+Appollonia, si abbandonò per il momento al piacere che le dava quella
+specie di autobiografia, dove la sua anima sitibonda di ideale,
+trovava un pascolo inaspettato.
+
+--E hai continuato in tal modo fino...
+
+--Sempre, fin che visse mio padre.
+
+--Lo amavi molto tuo padre?
+
+--Sì; è dovere.
+
+--Ma non si ama solamente ciò che è dovere--insinuò Marta.
+
+--Si ama ciò che si deve amare--rispose Appollonia, candidamente.
+
+--Era buono almeno tuo padre?
+
+--Sì, come uomo.
+
+Queste parole sintetiche fecero ridere Marta. Appollonia soggiunse:
+
+--Nei primi anni le cose andavano discretamente. Mio padre, si sa,
+ogni uomo ha il suo vizio, beveva; ma beveva soltanto alla domenica.
+Tornava dall'osteria che sembrava un bambino, rideva, rideva e diceva
+delle parole senza senso. Io lo chiamavo: «babbino, caro babbino.»
+Egli mi abbracciava e poi cadeva sul letto. Non c'era niente di male,
+nevvero? Ma quando il lavoro divenne scarso e che egli non potè andare
+tutti i giorni a lavorare, me lo vedevo confitto in casa da mattina a
+sera brontolando, prendendosela con tutti, anche con me, che ero una
+bocca inutile e che se fossi stata un uomo avrei almeno potuto
+aiutarlo. Io, naturalmente, non rispondevo nulla, e, sul tardi, se
+egli usciva per «cacciare i dispiaceri,» come diceva lui, non potevo
+impedirglielo. Così incominciò a bere tutti i giorni, proprio allora
+che mancavano i denari!
+
+--Mi pare che non fosse un padre modello! esclamò Marta.
+
+--Bisogna compatirlo. Gli uomini, quando non hanno lavoro, fanno tutti
+così. Prima non era cattivo; andandogli male i suoi affari gli si
+guastò il sangue. Gli dicevo bene qualche volta: «Babbino non bere,
+che sprechi i denari e la salute.» Ma egli mi rispondeva che le donne
+devono tenere la lingua a casa. Anche questo è giusto. Dunque, più mio
+padre beveva e meno i padroni volevano prenderlo a giornata; meno egli
+andava a giornata e più beveva. Le lascio considerare! Dovetti allora
+lavorare per due; fortuna che la salute c'era. Andavo durante il
+giorno a falciare, a sarchiare, a battere il grano, a cardare il lino,
+e molte ore della notte le passavo cucendo abiti per le donne e per i
+ragazzi, che in questo ci riuscivo benino, ed anche mi piaceva. In
+complesso non mi lagnavo; tolto di alcune feste in cui vedevo le mie
+compagne andare alla sagra tutte vestite in ghingheri, ed io non
+potevo accompagnarle; prima perchè non avevo abito, nè scarpe, nulla;
+poi chi avrebbe avuto cura della casa e di mio padre? Il mio destino
+era questo.
+
+--E non ti capitò allora di prendere marito?
+
+--Com'era mai possibile? Avevo due camicie in tutto!
+
+--Nessuno ti fece mai la corte?
+
+--Se non uscivo nemmeno!
+
+--Dovevano sapere che eri una brava ragazza e che saresti stata
+un'ottima moglie.
+
+--Ma non avevo nulla. E mio padre chi lo avrebbe preso? Si sposa una
+persona, non se ne sposano due. Del resto le giuro che non avevo
+affatto voglia di prendere marito; mi bastava mio padre.
+
+--Oh!--fece Marta--non è la stessa cosa.
+
+Appollonia si strinse nelle spalle; la differenza, secondo lei, non
+valeva la pena di essere discussa.
+
+--Per finire, a che punto arrivò tuo padre?
+
+--Mio padre arrivò al punto che non si moveva più dall'osteria.
+Standosene là tutto il giorno gli capitava a volte di fare una
+commissione, di scaricare roba, di tenere un cavallo, tanto per
+buscare qualche soldo.
+
+--E allora te li portava?
+
+--Oh! nossignora, li beveva per farsi passare il dispiacere di non
+poter guadagnare di più. Per parte mia ero contenta che trovasse modo
+di farsi passare i dispiaceri; ma quando mi veniva a casa barcollante
+che non gli si poteva far intendere una ragione, e mi toccava
+prenderlo, svestirlo, metterlo a letto senza cavarne un costrutto al
+mondo, proprio come un bambino appena nato, le confesso che mi sentivo
+nel cuore uno stringimento e un desiderio di essere al suo posto; al
+suo posto per fare diversamente, capisce?
+
+--Sì, sì, capisco.
+
+--Ma ognuno ha la sua parte e nessuno può cambiarla. Negli ultimi
+tempi non andavo più nemmeno a messa; egli veniva a casa a qualunque
+ora, in quello stato, e se non c'ero io rompeva ogni cosa,
+bestemmiando, che se ne andava tutto il frutto della messa. Il signor
+curato lo sapeva e diceva che facevo bene. Finalmente, quando fu la
+sua ora, si sentì male davvero. L'oste e i vicini dicevano: È
+ubbriaco! Io capivo che non era ubbriaco questa volta. Lo avevo
+chiamato «Babbino, babbino» e non rispondeva più. Allora corsi, era di
+notte, a chiamare il dottore. C'era la neve tanto alta! Il dottore
+brontolò che non era tempo da disturbare i cristiani. Poveretto! ma
+anche noi, come si doveva fare? Un po' per uno. E si tornò insieme,
+nella neve, con un freddo che non si sentiva nemmeno. Quando arrivammo
+a casa, mio padre rendeva l'ultimo respiro!
+
+Dopo una pausa, Marta disse:
+
+--Fu in quell'occasione che ti decidesti di andare al servizio?
+
+--Io veramente non ci pensavo. La signora Oriani venne a trovarmi il
+giorno del funerale e mi disse: «Che vuoi fare qui sola? Vieni da me.»
+Non avevo nessuna ragione per rifiutare. Poi mi sono trovata contenta.
+La signora Oriani è morta presto: anche questo era destino. E così va!
+
+--Quanti anni hai adesso?--chiese Marta.
+
+Appollonia rispose filosoficamente:
+
+--Trentotto, trentanove o quaranta, chi lo sa!
+
+ *
+ * *
+
+Finalmente la vecchia cassa era stata aperta. Da molto tempo Marta
+chiedeva a suo marito che cosa contenesse, ma egli non sapeva
+dirglielo.
+
+Ora, rovesciato il coperchio, apparvero alla rinfusa oggetti
+disparati: lembi di cortine, pezzi di frangia, un sacchetto di chiodi,
+due o tre libri, lettere, guanti usati e due spalline della guardia
+nazionale.
+
+Si capiva che tutta quella roba era stata gettata là a casaccio, per
+disfarsene, abbandonata ai topi, alle tignuole ed alla muffa.
+
+I libri erano: due volumi scompagnati di Walter Scott, una grammatica
+francese e una strenna, di quelle che usavano una volta, rilegate in
+cartoncino filettato d'oro, con la prefazione alla gentile lettrice e
+le vignette riparate dalla carta velina. Marta amava queste vecchie
+strenne; le aveva guardate da piccina, nelle sere invernali, aprendole
+prima adagio adagio, con precauzione, soffiando sulla carta velina per
+poterla voltare senza sciuparla e gettando dei piccoli gridi
+ammirativi ad ogni pagina illustrata. Più tardi vi aveva cercato le
+forme dell'amore nei sonetti romantici, nelle leggende delle
+castellane e dei paggi biondi, in certe frasi appassionate ed oscure.
+Diana di Poitiers le era comparsa innanzi così bella e poetica come
+Giulietta, come Desdemona, come Margherita. Al solo vedere una strenna
+le tornavano a memoria i versi che ella aveva imparati più volentieri
+di tutti gli altri, che l'avevano fatta piangere di tenerezza, quando
+aveva diciotto anni.
+
+ Oh! fanciulla, qual mesto contento
+ Mi discenda nell'alma non sai.
+ Se dischiudi l'angelico accento,
+ Se mi fissi o mi stringi la man...
+ Ah! se m'ami tu pur sentirai
+ Quel che sento d'esprimerti invan!
+
+ Quando a notte l'impero del cielo
+ Si distende su tutto il creato,
+ E palliata di candido velo
+ La tua cara sembianza m'appar,
+ E il mio nome con giubilo ascolta,
+ E la bocca mi sento baciar...
+
+ Sorge allora più ardito il desìo,
+ Più gagliardo nell'alma romita;
+ E sul labbro, bell'angelo mio,
+ Questa voce dal core mi vien:
+ Ah! se tutta trascorrer la vita,
+ Me beato, potessi al tuo sen!
+
+Le sembrava ancora la più bella poesia del mondo, l'aveva recitata un
+giorno al dottorone, sperando di commoverlo, ma egli aveva risposto:
+Non creda ai poeti; essi cantano d'amore nello stesso modo che i
+becchini seppelliscono i morti, per professione.
+
+Nelle pagine della strenna c'era un foglietto, staccato, come si
+vedeva, da una lunga lettera. La carta era sottile, rasata; la
+calligrafia femminile, diceva; «mai, mai lo dimenticherò, mai! Esso è
+qui sulle mie labbra, più ancora che non sia nel mio cuore; perchè
+sulle labbra me lo hai messo tu e ribaciandole lo risento.» Il
+rimanente era stracciato.
+
+Quel brano di lettera bruciava nelle mani di Marta. Quantunque non vi
+fosse un dato positivo, ella sapeva già a chi era stata diretta, e i
+pochi o molti anni trascorsi, non modificavano l'impressione violenta
+ch'ella provava leggendo le parole d'amore scritte da un'altra a suo
+marito. Un'altra!
+
+La stessa calligrafia minuta, ineguale, la stessa carta sottile
+leggermente azzurra, traversata da lineette dalle quali le parole
+saltellavano or sotto or sopra, quasi nervose e indomite, riappariva
+man mano che Marta toglieva gli oggetti dalla cassa; foglietti
+spiegazzati, strappati, tra le cui pieghe si annidavano gli insetti
+minuscoli che vivono di carta, su cui erano cadute delle macchie
+ignote dilatando l'inchiostro, gonfiando le parole; foglietti che
+avevano l'apparenza di lebbrosi, esalanti un odore stantìo di rose
+secche e di muffa.
+
+Qui--pensava Marta--qui è la giovinezza d'Alberto, i suoi entusiasmi,
+i suoi palpiti, i suoi ardori, i baci che io aspetto invano.
+
+Afferrava le lettere febbrilmente, volendo leggere subito, stentando a
+mettere insieme le pagine, impazientandosi per le frequenti lacune.
+Non pensò neppure un istante a portarle a suo marito; al contrario,
+chiuse l'uscio per non essere disturbata, e sedendosi sopra un mucchio
+di panni incominciò a fare lo spoglio per ordine, un ordine relativo
+perchè mancavano quasi tutte le date. La firma invece c'era intera:
+Elvira. Non fu più possibile neppure il dubbio sulla persona a cui
+erano indirizzate: fin dalla seconda lettera il nome d'Alberto era
+scritto e ripetuto con una compiacenza raffinata, con una calligrafia
+migliore, quasi che su quel nome la mano inquieta si fosse arrestata
+per prolungare la dolcezza di scriverlo.
+
+Un'altra lettera, più fresca, chiusa ancora nella sua busta, col
+suggello rotto, ma intelligibile negli arabeschi di un piccolo stemma;
+la carta sostenuta, perlacea, sparsa di stelline; la calligrafia di
+una eguaglianza perfetta: «Se tutto quello che mi avete detto è vero,
+se io sono ancora per voi la più adorabile delle donne, venite oggi
+alle cinque. Sarò sola.»
+
+Nessuna firma.
+
+Dopo un movimento di dispetto, gettò questa lettera in un canto. Il
+suo interesse era per le prime, per quella Elvira appassionata che non
+nascondeva il suo nome, che lo ostentava invece nella franchezza
+prepotente del vero amore.
+
+Adagino, con pazienza, riusciva a metterle insieme, le mani frattanto
+le tremavano e la sua testa era in fiamme.
+
+Fu distratta un'altra volta da un bigliettaccio mal piegato, male
+scritto, con qualche errore di ortografia: «Ti ho aspettato in piazza
+e non sei venuto. Non vengo più.»
+
+Questo le fece male. Il fatto di una donnaccia che dava del tu al suo
+Alberto, e che da lui era stata guardata, preferita, amata forse--e
+senza forse amata nel modo che amano gli uomini--questo fatto, che
+pure in genere conosceva, la ripiombava nelle sue amare riflessioni,
+nei suoi eterni dubbi. Come potrebbe egli intenderla, se ella non
+riusciva a intender lui?
+
+Messe l'una sopra l'altra, le lettere d'Elvira formavano un piccolo
+pacco.
+
+La prima, l'unica che avesse una mezza data, era questa:
+
+
+I.
+
+ 22 febbraio.
+
+Gentile signore o amico mio? Amico mio è più dolce, il mio cuore lo
+suggerisce subito e la mia penna lo scrive ben volontieri. Ma è poi
+vero? Siete, sarete voi il mio amico per sempre? Sono così turbata,
+così commossa che non oso dirvi tutto quello che sento. Forse faccio
+male ad amarvi, ma Dio mi è testimonio che sono sincera e credo voi
+pure animato dagli stessi miei sentimenti. Ditemelo, ditemelo!
+
+ =Elvira=.
+
+
+II.
+
+ _Amico mio,_
+
+Sì, io vi chiamo amico mio; oramai non potrei più riprendermi questo
+cuore che è vostro, ma voi rispondete al mio affetto? La vostra
+lettera era fredda, e di uomo distratto... scusatemi, Alberto; caro
+Alberto, non vorrei recarvi dispiacere colle mie esigenze. Egli è che
+mi rende tanto felice il pensiero di essere amata da voi!
+
+La famiglia che mi tiene in pensione non fa altro che lodarvi; se
+sapeste come ne sono orgogliosa! Non potreste entrare in relazione con
+questi miei ospiti? Ci vedremmo allora più spesso...
+
+Lo so che non sono degna di voi, che meritate ben più dell'amore di
+una povera maestra, ma vi dò tutto quello che ho, tutto, tutto, o mio
+sogno!
+
+
+Mancava il secondo foglio di questa lettera.
+
+
+III.
+
+ _Diletto Alberto,_
+
+Perchè non mi scrivete? Ho passato una notte agitatissima, senza
+chiuder occhio. Alle undici e mezzo vi ho sentito passare sotto le mie
+finestre insieme ai vostri amici; ridevate forte e, non so perchè,
+quelle risa mi scendevano sul cuore come colpi di martello.
+
+Pensate a me almeno? Scrivetemi subito una riga, una parola.
+
+ =Elvira.=
+
+Ve ne scongiuro, _subito_, _subito_.
+
+
+IV.
+
+ Mercoledì.
+
+Impazzisco, Alberto! Non una parola durante otto giorni interi. So che
+siete in paese; vi ho visto ieri andando a messa; eravate lontano, vi
+ho riconosciuto egualmente, e voi non mi avete sentita?
+
+Ho passato questi otto giorni correndo dalla porta alla finestra,
+sempre nell'aspettativa di una vostra lettera, non vivendo d'altro!
+
+Forse siete in collera perchè non vi ho ancora dato l'appuntamento che
+mi chiedeste? Ma come fare? Se ci trovassimo per istrada lo saprebbero
+tutti e nei paesi sono così maldicenti! Perchè non venite a casa?
+Tuttavia ci penserò, ci penserò tanto che pure troverò il modo di
+poter stare insieme con voi almeno un istante.
+
+
+Anche di questa lettera mancava la fine.
+
+
+V.
+
+ _Mio Alberto_,
+
+Che gioia insperata! Vedervi, stringervi la mano, udirvi parlare,
+respirare l'aria stessa respirata da voi... oh! che bel giorno ieri!
+Lo ripenso continuamente, senza posa, intanto che lavoro, intanto che
+faccio scuola, intanto che mangio o che parlo o che taccio, che
+passeggio o che dormo, sopratutto quando dormo perchè il mio sonno non
+è che un lungo colloquio con voi.
+
+Non chiamatemi più _esagerata_ perchè mi fa dispiacere. Vi amo come
+sento, ma vi amo sinceramente, con slancio, senza restrizioni. Voi non
+mi avete promesso nulla ed io nulla attendo e nulla vi chiedo se non
+questo: lasciate che vi ami! Ho fede che il mio amore scuoterà la
+freddezza dell'animo vostro. Io per voi mi sento il coraggio di
+affrontare qualunque ostacolo; mostratemi una meta e mi divida pure da
+essa tempo, persone o destino, io moverò a quella contro tutto e
+contro tutti, per voi!
+
+Alberto, prendete queste due piccole violette che ho legate insieme
+con uno de' miei capelli, che ho baciate, che ho tenute sul mio cuore
+e che vi mando perchè le mettiate sul vostro; così come vorrebbe
+esserci la vostra, tutta vostra
+
+ =Elvira=.
+
+
+Le due violette si trovavano ancora in mezzo al foglio, fermate con un
+piccolo taglio nella carta. Il capello non c'era più.
+
+Non sapendo precisamente dove collocare il frammento che incominciava
+con le parole «mai, non lo dimenticherò mai!», Marta lo pose subito
+dopo questa lettera, argomentando per il tono più intimo delle
+seguenti che gli amanti dovevano essersi avvicinati.
+
+
+VI.
+
+ _Mia vita_,
+
+Non ho che te! Non penso ad altro, non voglio niente altro. Tu dici
+che non puoi ammogliarti ora, che m'importa? Sfido le ipocrisie del
+mondo, voglio il tuo amore, non il tuo nome, non la tua casa, non i
+tuoi beni, non la pace e la salvaguardia che mi verrebbero da te, ma
+te solo, te, te, te!
+
+Aspetto tue lettere con la sete di Agar nel deserto. Mille e mille
+baci.
+
+
+VII.
+
+ _Alberto_,
+
+Credevo di non avere più lagrime, ma soltanto nello scrivere il tuo
+nome adorato esse mi sgorgano profondamente dal cuore, dal midollo
+delle ossa. Non so bene da dove vengano, ma con esse tutto il mio
+corpo si sfibra; e mi pare che non acqua, ma sangue cada da' miei
+poveri occhi.
+
+Tu non lo credi, nevvero? Oh! se lo credessi, non potresti lasciarmi
+in queste angustie! Amor mio, vita mia, sei pur buono, e perchè mi fai
+tanto soffrire? Quando penso che sono stata nelle tue braccia, che il
+mio cuore ha palpitato sovra il tuo, che le nostre labbra si unirono,
+che per un istante l'universo e Dio non esistettero più per noi, per
+me... mi domando se vivo ancora, o Alberto!
+
+Come le mie braccia sono vuote! E come fredde le mie labbra! Oh se
+potessi morire...
+
+ =Elvira= tua.
+
+
+In margine a questa lettera, scritto a matita, c'era un conticino da
+trattoria.
+
+
+VIII.
+
+ (_Frammento_).
+
+..... eternamente tua.
+
+Hai ricevuto la fotografia? Aspettai inutilmente un tuo bigliettino.
+Nel momento di mandartela non potei scrivervi altro che il nome, in
+fretta, fra una piega dell'abito; cercalo.
+
+Ma non mi basta il nome; scrivo qui le parole che desideravo unire
+alla fotografia; ritagliale e con un po' di gomma falle aderire al
+cartoncino da tergo.
+
+ Al mio unico amore Alberto Oriani
+ Dò tutta me stessa in questo ritratto.
+
+Ricordati, sai? Ci tengo.
+
+Al tuo ritratto ho fatto un sacchettino di seta, vi ho unito il
+garofano rosso che mi hai dato la prima volta che ci siamo visti e
+porto questo con me, su di me
+
+ =Elvira=.
+
+
+Marta aveva cercato, avidamente, il ritratto di Elvira. Non era
+insieme alle lettere, come non era unito alle ardenti parole della
+dedica; nè altro chiudeva la cassa che potesse avere rapporti con
+Elvira.
+
+Lesse ancora e rilesse le lettere ben due o tre volte torturandosi con
+tutte quelle frasi d'amore, sentendo una stretta al cuore per ogni
+bacio che Elvira aveva dato ad Alberto, oppressa dalla disperata
+convinzione che per quanto ella facesse o dicesse, non avrebbe potuto
+cancellare dalla mente di suo marito quei ricordi. E con altri ricordi
+era possibile l'amore pieno, illimitato come se lo era immaginato lei?
+Se i suoi baci succedevano ad altri baci, se non poteva trovare nuove
+carezze, se le parole che ella credeva di avere per lui non erano che
+una ripetizione di cento e cento altre dette prima, che cosa era ella
+dunque se non l'ultima arrivata, la grama viaggiatrice che trova tutti
+i posti presi?
+
+E accanto a queste riflessioni un'altra ne sorgeva, più profonda, che
+avrebbe potuto superficialmente consolarla, ma che invece aggiungeva
+amarezza ad amarezza. Era questa la persuasione che Alberto non aveva
+corrisposto all'amore di Elvira. Tutto lo diceva; i dolci lamenti di
+lei per la sua freddezza, le rare risposte, i fiori dimenticati,
+quella dedica appassionata che egli non si era menomamente curato di
+aggiungere al ritratto, e la taccia di _esagerata_, nella quale parola
+Marta rivedeva Alberto tutto intero. Egli non aveva amata neppure
+Elvira; non ricordava nulla, non aveva capito nulla.
+
+E se l'amore delirante di Elvira non lo aveva infiammato, bisognava
+proprio credere che egli fosse, al pari della salamandra, insensibile
+a qualunque fiamma. Non era dunque per esaurimento di passione che
+mostravasi nemico dei trasporti amorosi; non si trattava di guarire
+una malattia, nè di ravvivare un sentimento; ella si trovava davanti
+ad un nulla assoluto.
+
+Ma questo nulla, percettibile alla sua analisi sottile, sfuggiva nella
+sintesi che ogni onesta persona avrebbe potuto fare di Alberto. Egli
+aveva tutto ciò che gli uomini credono sufficiente per una donna, e
+che molte donne credono del pari; aveva di più la franchezza del suo
+carattere e l'onestà de' suoi principii. Egli amava Marta nel solo
+modo che gli era possibile di amare.
+
+Poteva ella lagnarsene?
+
+No, no, sarebbe stata una vile ed ingrata creatura. Piangeva, tenendo
+ancora fra le mani le lettere di Elvira, dilaniata dalla tristezza,
+sentendo il freddo di quelle ceneri morte, sentendo, insieme alla sua,
+l'angoscia che saliva da tutte quelle illusioni distrutte, da
+quell'irrimediabile passato.
+
+Una cappa di piombo le sembrava caduta sulle spalle, fugando i sogni,
+le mobili fantasie della giovinezza. Si sentiva vecchia di tutti gli
+anni di Alberto, di tutto ciò che egli aveva visto, provato, di quegli
+amori che egli aveva attraversato sfiorandoli, di quelle lagrime
+inconsapevoli che aveva fatto spargere; e non provava ira nè invidia;
+solo una grande, infinita stanchezza, come di ali spezzate.
+
+ *
+ * *
+
+Alberto era uscito per la solita visita ai poderi e non sarebbe
+rientrato che all'ora del desinare, verso le cinque. Come avrebbe
+fatto Marta a deludere la smania che la divorava?
+
+Decisa prima a tacere, dovette poi venire ad una transazione col
+proprio orgoglio; parlerebbe, ma parlerebbe per sorpresa, volendo
+impadronirsi degli intimi pensieri di suo marito, giocando con abilità
+la carta che il destino le aveva posta tra le mani.
+
+Intanto si era ricordata di un certo panierino dove stavano
+ammucchiate fotografie d'ogni specie; andò a prenderlo e vuotate le
+fotografie sul tavolino, incominciò ad esaminarle minutamente,
+procedendo nella eliminazione di tutti gli uomini e di un can barbone
+riprodotto con solennità nel bel mezzo di una poltrona.
+
+Scartò poi frettolosa una caterva di vecchie zie, di avole, di
+bisavole, di bambini ritratti nelle braccia della nutrice, di
+bambinette raggruppate, finchè ridusse le fotografie ad una dozzina o
+poco più di donne passabili.
+
+E ancora occorreva molta immaginazione per raffigurarsi capaci di una
+seduzione qualsiasi quelle figure sbiadite su fondo rossiccio, vecchie
+come soltanto diventan vecchie le fotografie nel loro spietato
+realismo; capelli piatti, oppure rialzati nella forma precisa di
+polpette ripiene: occhi truci, terribili, o imbambolati nella
+preoccupazione della posa; in generale faccie musone. E gli abiti?
+Maniche larghe, a prosciutto, a zoccolo, a campana, alla contadina;
+vite angolose, _falpalà_ arzigogolati, bottoni fuor del vero.
+
+Che mostri!--pensava Marta--e probabilmente fra dieci o quindici anni
+si dirà lo stesso di me.
+
+Cercava minutamente, guardando in ogni piega delle vesti per scoprire
+il nome di Elvira. Credette di averla trovata in una giovane donna,
+appoggiata languidamente al tronco di una colonna, con l'indice della
+mano destra affondato nella guancia, la mano sinistra ricadente lungo
+l'abito; il nome di Elvira però non c'era in nessun posto. Allora fu
+assalita dal dubbio che Alberto conservasse quel ritratto in qualche
+luogo riposto, nel suo scrigno, in un santuario gelosamente nascosto,
+forse sul suo cuore. Divampò. Certo, quello non era un amore dei
+soliti; Elvira non si poteva confondere con Giuditta; egli ancorchè
+più freddamente, doveva però aver amata quella fanciulla e conservato
+di lei una memoria indelebile.
+
+Crucciandosi per questo sospetto, non ricordava più di essersi
+crucciata prima per l'impossibilità che Alberto avesse potuto
+corrispondere all'amore di Elvira. Maneggiava una lama a due tagli; da
+qualunque parte la girasse si tagliava.
+
+Appollonia, vedendo la sua signora passeggiare smaniosamente per le
+stanze, le domandò se si sentisse male.
+
+Aveva l'inferno nel cuore. Fino a qual punto si erano amati? Fino a
+quale? Era riuscita Elvira ad animare la statua? Si era data a lui con
+quello ardore che traspariva dalle sue lettere?
+
+E poi? E dov'era adesso?
+
+L'inazione dell'aspettativa le riesciva insopportabile.
+
+Prese l'ombrellino e s'avviò per i campi, incontro a suo marito. Anche
+Elvira doveva aver percorso qualche volta quei sentieri, pensando a
+lui, confidando all'aria e al cielo i suoi sospiri appassionati; e che
+ne era rimasto? Dove va a finire l'amore, e perchè finisce? La fine è
+la morte, ma la peggior morte è quella che si sente.
+
+Oh! l'orribile tristezza!
+
+Smaniava di vedere Alberto, di toccarlo, di persuadersi che era suo,
+che non le sarebbe sfuggito mai; e voleva dirgli che lo amava, che lo
+amava come Elvira, più di Elvira.
+
+Piangeva, facendo rotolare i sassi cacciati dalla punta
+dell'ombrellino, divorando la via.
+
+A un tratto le si parò davanti il dottorone, tenendo tutto il sentiero
+con la persona alta e grossa, con la _tuba_ voluminosa, l'unica _tuba_
+che si vedesse in paese. Declamava versi, ma incontrando Marta si
+fermò. La giovine sposa lo interessava, non aveva mai tralasciato
+occasione di mostrarsele amico.
+
+--Dove va?--le chiese senza complimenti.
+
+--Vado incontro ad Alberto.
+
+--Da questa parte?
+
+--Non è di qui?
+
+--No davvero. Ci arriverebbe ugualmente poichè tutte le strade
+conducono a Roma, ma forse non incontrerebbe per quest'oggi suo
+marito. Se permette, la metto io sulla dritta via.
+
+Marta nell'imbarazzo aperse l'ombrellino per nascondere un po' la
+faccia, intanto che si ricomponeva.
+
+--Settembre è il più bel mese dell'anno--soggiunse il dottorone,
+seguendo il corso de' suoi pensieri--i poeti dicono l'aprile, ma non è
+vero. In aprile piove troppo, i campi non hanno spighe, nè gli alberi
+frutti, le viti sono sfrondate, il sole non scalda, nevica qualche
+volta! Maggio è un po' meglio; abbiamo le fragole se non altro. Giugno
+glielo raccomando; tutto fiorisce, tutto sorge da terra, i campi sono
+uno splendore, i piselli e i fagiuolini si vendono a buon mercato.
+Tiriamo un velo sul luglio e l'agosto, è la sola cosa che si possa
+fare in un tempo in cui ci si leverebbe perfino la camicia...
+
+--Lei conosce--interruppe Marta approfittando della pausa--la maestra
+del paese?
+
+--Quella gobbina? Sì.
+
+--Sta qui da molti anni?
+
+--Sette od otto, non saprei.
+
+--E la maestra precedente?
+
+--Conobbi anche quella.
+
+--Si chiamava Elvira?
+
+--Ma!... Elvira, come?
+
+--La parentela la ignoro. Era giovane?
+
+--Abbastanza.
+
+--Bella?
+
+--Una morettina, sa, di quelle morettine con gli occhi neri e coi
+denti bianchi, delle quali non si può mai dire che sieno assolutamente
+belle nè assolutamente brutte.
+
+--L'ha conosciuta molto?
+
+--Oh! dir molto sarebbe troppo. Le ho parlato una volta o due. Era
+simpatica.
+
+--Perchè è andata via?
+
+--Chi lo sa! Probabilmente le avranno cambiato destinazione.
+
+--Non si può dunque rammentare se si chiamava Elvira?
+
+--Proprio non lo rammento.
+
+Marta avendo chiuso l'ombrellino, tornò a far rotolare i sassi in
+silenzio.
+
+--Settembre--continuò il dottorone--ecco il trionfo dell'anno! È il
+mese in cui si riempiono le cantine e si provvede di selvaggina la
+tavola; le aie si spogliano del loro bel tappeto giallo per colmare i
+granai, la terra si riposa nella maestà tranquilla di una madre che
+contempla i suoi nati. E veda, veda che cielo limpido, senza nubi! Che
+splendore di vegetazione! Settembre--soggiunse dopo una pausa--è forse
+anche la migliore stagione della vita. Non lo crede?
+
+Marta, distratta, rispose con una esclamazione insignificante.
+
+--Io ne sono convinto. La giovinezza è troppo acerba, la virilità
+troppo burrascosa.
+
+Rialzò con una specie d'orgoglio la testa brizzolata, da un lato della
+quale la _tuba_ stava in bilico per un miracolo d'equilibrio; i suoi
+occhi intelligenti scintillarono e le sue narici sensuali respirarono
+l'aria fortemente.
+
+--Le piante--disse Marta--sono più fortunate di noi.
+
+Egli non sapeva a che cosa alludesse Marta; rispose a caso:
+
+--Anche per esse c'è la grandine e l'accetta.
+
+Tacquero poi, obbedendo entrambi alla tirannia dei propri pensieri,
+subendo l'influenza di quel dolce pomeriggio d'autunno.
+
+Camminavano lesti, leggeri, aspirando il profumo dei prati, nella
+tranquilla ascoltazione delle cingallegre che volavano d'albero in
+albero; l'occhio vagante, il pensiero alato.
+
+Egli si fermò di botto.
+
+--Che cosa guarda?--domandò Marta dopo di aver aspettato qualche
+istante.
+
+--Coraggiosa bestiola!
+
+Questa esclamazione non essendo una risposta, Marta si pose anch'ella
+a guardare.
+
+Tra due rami d'acacia un ragno aveva gettato i suoi fili dall'alto al
+basso, regolarmente, per accingersi poi a lavorare in tondo la tela;
+un bruco cadendo da un ramo superiore, gli aveva rotto uno dei fili,
+ed esso stava rimettendolo da capo.
+
+--Non è coraggio questo?
+
+Marta sorrise.
+
+--Ma non basta. Aspetti un momento, tanto che esso abbia attaccato il
+filo. Benone! Or ecco un colpo della sorte.
+
+Diede un buffetto, coll'indice e il pollice, al nuovo filo.
+
+--Cattivo!--fece Marta.
+
+--Guardi, guardi--esclamò il dottorone entusiasmato--esso torna a
+zampettare, bravo! Bravo, ti dico. E così vita natural durante, sa?
+Questa bestiola non si avvilisce mai; rotto un filo ne getta un altro;
+il secondo si spezza, viene il terzo. Avanti, sempre avanti! È il suo
+motto gentilizio. Osservi come è già salito; è all'apice. Paf!
+
+--Oh! crudele--gridò Marta nel vedere che aveva strappato ancora il
+tenue filo--perfido uomo!
+
+Egli la scrutò in fondo agli occhi che ella chinò subito, turbata.
+
+--Le chiedo scusa; ho voluto mostrarle fino a qual punto si può essere
+coraggiosi.
+
+Il ragno rifaceva la tela, salendo, salendo, intanto che Marta lo
+guardava non senza sorvegliare il suo brutale compagno.
+
+Ma egli disse con semplicità:
+
+--Andiamo a trovare Alberto.--Ed ella subito si mosse in silenzio.
+
+Lo incontrarono non molto lontano. Se ne veniva lemme, lemme, con la
+sua bella fisionomia aperta, serena, il passo regolare d'uomo senza
+fastidi.
+
+Ritornarono insieme tutti e tre fino al paese, fino alla porta dei due
+coniugi, dove il dottorone si accommiatò.
+
+Marta pensava che Alberto era finalmente nelle sue mani, e se lo
+divorava con gli occhi, mentre egli appendeva tranquillamente il
+cappello.
+
+Visto così, di dietro, la sua nuca aveva una seduzione particolare,
+colle orecchie morbide bene attaccate, i muscoli solidi; la guancia
+offriva per tre quarti una linea pastosa, appena adombrata dalla
+lanuggine, che attirava i baci.
+
+--Ho appetito, e tu?--diss'egli sedendosi alla mensa apparecchiata.
+
+--Ma si, discretamente.
+
+--Appollonia è riuscita a trovare queste benedette quaglie?
+
+--Oggi no, vi saranno per domani.
+
+Marta aveva le lettere in tasca; le levò e andò a riporle nel tavolino
+da lavoro; poi sedette accanto al marito, calma in apparenza, ma
+coll'occhio fisso, la mente inquieta.
+
+--La signora Merelli ha avuto una bambina stanotte.
+
+--Sì?
+
+--Potrai andare domani o dopo a farle una visita.
+
+--Ci anderò.
+
+--Pare che stia benissimo.
+
+Dopo una lunga pausa, intanto che Alberto versava da bere ella chiese:
+
+--Se io avessi una bambina come la chiameresti?
+
+--Come vorresti tu.
+
+--Ma però?
+
+--Il nome di mia madre, per esempio, o della tua.
+
+--Questo è meglio certamente; tuttavia vi sono persone che
+preferiscono nomi di fantasia: Ida, Olimpia, Elvira... Ti piace
+Elvira?
+
+--Nè più, nè meno degli altri; dò poca importanza al nome. Non mi sono
+mai informato come ti chiamavi tu, lo seppi da te stessa.
+
+Marta lo osservava attentamente, mentre un tremito l'agitava tutta,
+sperando che egli almeno si accorgesse della di lei inquietudine e
+glie ne chiedesse il motivo. Si era già preparata. Se le domandava: Ti
+senti male? la risposta doveva essere press'a poco così: Sì, di un
+male che tu solo puoi guarire, ecc., ecc. Ma nulla di tutto questo.
+
+Alberto mangiava, e, solamente, vedendo il piatto di Marta quasi
+sempre vuoto, la esortò a mangiare anche lei. Sulla fine del desinare
+domandò:
+
+--Tua madre non ha ancora scritto?
+
+--No.
+
+--Se tarderà molto a venire, sopravverrà il freddo.
+
+Ella avrebbe potuto svelare le ragioni del ritardo, entrare nei
+particolari di un contratempo abbastanza buffo, ma ciò l'avrebbe
+portata lontana dalle sue preoccupazioni e non si sentiva la forza di
+fingere, nè di frenarsi. Preferì restare muta, bucherellando con lo
+stuzzicadenti la tovaglia.
+
+Alberto disse ancora:
+
+--Quando viene le puoi allestire la camera in fondo al corridoio; vi
+starà meglio che altrove, è bene esposta e molto allegra.
+
+L'evocazione di sua madre commosse Marta nell'intimo dell'anima; il
+ricordo di tante tenerezze perdute le fece gruppo alla gola, per cui
+si alzò e fece due o tre giri nella stanza. Passando accanto al
+tavolino da lavoro aperse rapidamente il tiretto, ne tolse le lettere
+e buttandole davanti a suo marito:
+
+--Vedi che cosa ho trovato oggi nella cassa, la cassa vecchia su in
+soffitta!
+
+Alberto guardò le lettere, prima con indifferenza, poi con sorpresa,
+infine leggendone una esclamò:
+
+--Ma da qual parte sono venute fuori?
+
+--Te l'ho detto; erano nella cassa.
+
+--Sole?
+
+--Oh! con della frangia, delle cortine usate, dei chiodi...
+
+--To, to, to!
+
+--Non sapevi che erano là?
+
+--Neppur per sogno.
+
+--Ti dispiace che le abbia lette?
+
+--Figurati! Acqua passata non macina più.
+
+Respinse le lettere dolcemente, come dolcemente faceva tutto, disposto
+a parlar d'altro.
+
+Marta ebbe un'audacia insolita; andò a sedersi sopra i suoi ginocchi e
+cingendogli il collo gli mormorò con la bocca contro l'orecchio:
+
+--L'hai amata molto?
+
+Egli ebbe un momento di imbarazzo; la situazione richiedeva uno di
+quegli slanci ai quali il suo temperamento era refrattario; un solo
+bacio, ma ardente, sarebbe bastato. Alberto invece provò un movimento
+di stizza verso Marta che gli faceva subire questa seccatura.
+
+--Che c'entrano adesso tali cose?
+
+--Sono gelosa del tuo passato, lo sai--disse Marta senza staccarsi da
+lui, sprofondata nel tepore del suo collo, che succhiava con piccoli
+baci spessi.
+
+Alberto si sciolse adagino dalle braccia di sua moglie replicando:
+
+--E che ci posso fare io?
+
+Era una risposta ad uso Appollonia, una di quelle osservazioni fredde,
+piene di buon senso, che non lasciano nessun posto per le soavi bugie
+del sentimento. Eppure Marta, nel caso suo, avrebbe trovato, senza
+mentire, un'altra parola...
+
+Si tolse dai ginocchi di suo marito e si pose sulla sedia, mettendosi
+davanti le lettere.
+
+--È morta?--domandò a un tratto.
+
+--Non credo, ma da quando lasciò il paese non ne seppi più nulla.
+
+--Tu non le avevi promesso di sposarla?
+
+--Mai.
+
+Marta fu ripresa da uno dei suoi slanci:
+
+--Dimmi il vero, Alberto, dimmelo! Io ci capisco così poco in questi
+vostri amori d'uomo...
+
+--Che devo dirti?
+
+Ella si accorse che formulare con una frase il suo pensiero non era
+tanto facile; balbettò:
+
+--Se l'hai amata molto... molto... e che ella pure...
+
+--Non so se m'abbia amato molto molto.
+
+Marta interruppe:
+
+--Come dubitarne con queste lettere?
+
+--Oh! le lettere--esclamò Alberto ridendo--è l'amore di voi altre
+donne, frasi! Per parte mia mi piaceva.
+
+--Niente di più?
+
+--È quanto basta, credo, per fare all'amore con una ragazza. Ella poi
+si esaltava, immaginando una passione romanzesca, rapimenti, fughe,
+veleno. Sarei stato molto sfortunato sposandola.
+
+Marta tacque un po', e poi:
+
+--Era bella?
+
+--Simpatica.
+
+--Bionda o nera?
+
+--Nera.
+
+--Alta?
+
+--Così così.
+
+Altro silenzio.
+
+--Grassa?
+
+--Oh!... non so, non ricordo, non mi pare.
+
+--Aveva le mani piccole?
+
+--Ma è un passaporto quello che mi chiedi. Parola d'onore, ci pensi
+più tu in cinque minuti di quello che ci abbia pensato io durante un
+anno intero.
+
+--Ciò vuol dire che non l'amavi come ti amava lei!
+
+--Può darsi, e allora consolati, brucia questi scartafacci alla
+buon'ora. Tanto il passato non si cancella, nè si rinnuova.
+
+Era appunto ciò che pensava Marta, ma senza trovarvi nessuna
+consolazione. Che Alberto avesse amato Elvira molto, poco o niente
+affatto, restava per lei il fatto di quella corrispondenza infuocata
+che parlava pure di baci dati e ricevuti. Se dati per amore, perchè
+dimenticati? Se dati senza, perchè dati?
+
+Stracciava i foglietti lentamente sotto la tavola, ascoltando il
+piccolo rumore che facevano, divisa tra i rimorsi che le suscitava una
+eccessiva delicatezza e il piacere materiale, indegno di lei, di quel
+meschino trionfo; ma la vinceva il piacere.
+
+Quando i pezzettini delle lettere non furono più suddivisibili, ella
+riunì le pieghe della gonna, tenendoveli come dentro a un sacco e si
+levò in piedi.
+
+Diede uno sguardo ad Alberto, il quale aveva infilato la punta di un
+sigaro in uno stecchino, lo stecchino nel tappo di una bottiglia,
+mantenendo il sigaro trasversale, ed accostata una candela all'altra
+estremità del sigaro, assisteva alla combustione attentamente, con le
+mani in tasca. Pensò: gli farò dono di un accendisigari. E cedendo
+alla tenerezza egoistica del suo affetto di moglie, Marta appoggiò,
+passando, le labbra sul collo di Alberto.
+
+Poi corse leggera in cucina, dove, scostando Appollonia dal camino,
+rovesciò sul fuoco i frammenti di carta che teneva nella gonnella.
+
+ *
+ * *
+
+Simpatico il volto un po' lunghetto, di un pallore bianco, che si
+accendeva talvolta fino all'incarnato di una fiamma velata, non più in
+in là. Intorno, sulla fronte quasi rettangolare, dietro le orecchie,
+giù molto abbasso nella nuca, una cornice di capelli castagni, bruni
+in massa, ma luminosi, accendentisi qua e là con striscie seriche, con
+picchiettature d'oro brunito, spartiti modestamente nel mezzo e
+appuntati con due spilloni d'argento. Gli occhi tranquilli, di un
+colore indeciso, francamente aperti e sereni guardavano dritto, a
+guisa di dardo scoccato; ed era il loro sguardo tutta una dolcezza,
+una dolcezza invadente che assorbiva l'attenzione e la sviava dalla
+irregolarità dei lineamenti. Il mento stesso, senza carattere, di un
+disegno sbagliato, scompariva nella luce generale di quel volto a cui
+la bocca, raramente sorridente ed anche nel sorriso mesta, dava una
+speciale espressione di bellezza concentrata. Sotto il collo elegante
+e fiero, le spalle non sembravano interamente sviluppate e la
+delicatezza del seno che segnava ma non accentuava la femminilità, le
+dava una vaga somiglianza colle statue classiche di Ebe giovinetta.
+Piccola la mano, dove le vene si gonfiavano facilmente, dove, sotto
+l'epidermide fina, si sentivano trasalire i muscoli.
+
+Vestiva un abito di una mezza tinta, che ricordava un po' la peluria
+delle tortore, un po' quel pulviscolo dorato che copre gli alberi in
+autunno; e terminava ad ogni lembo, al giro del collo, all'apertura
+delle maniche, con una striscia di pallido rosa.
+
+La signora Oriani si trova in uno de' suoi giorni belli--pensò il
+dottorone, dopo aver dato una occhiata ingiro e fermatala con compiacenza
+sul volto di Marta, che gli sedeva proprio dirimpetto.--Non è certamente
+una bella donna, ma è di quelle che hanno la possibilità di diventarlo a un
+dato momento; è la donna che si trasforma, la donna per eccellenza.
+
+Marta si accorgeva forse dell'effetto prodotto, perchè un raggio più
+vivo brillò ne' suoi occhi, che rivolse ad Alberto, come per metterlo
+a parte del suo trionfo e fargliene omaggio.
+
+
+Sedevano al pranzo di nozze dato da Toniolo per presentare la sua
+sposa. C'erano tutti; gli Oriani, i Merelli, il sindaco, il dottorone,
+il vero dottore che per solito non frequentava la compagnia, ma che in
+quella circostanza non aveva voluto mancare. Lo si era detto anche ai
+Gavazzini, ma inutilmente; essi non si mostravano mai in pubblico.
+
+Erano venute da un paese vicino le sorelle di Toniolo, l'una maritata,
+l'altra no; due false bionde incipriate, cui era rimasta la farina
+sugli zigomi, goffe civettuole da villaggio; e con esse un paio di
+cugini incaricati di far loro il cascamorto; più il marito, uomo denso
+e pacifico.
+
+Il pranzo, cui aveva presieduto il dottorone in qualità di cuoco
+consulente, si annunciava squisito con una specie di cappelletti fatti
+in casa, mescendo pane grattugiato, cacio, salsiccia e uova; cotti poi
+_rari nantes in gurgite vasto_ nel socculento brodo di due capponi
+maritati lì per lì a un pezzo di manzo vero lombardo.
+
+--Signori--disse il dottorone appendendosi il tovagliolo sotto il
+mento--vi invito al maggiore raccoglimento, ad una concentrazione
+religiosa davanti a questa tavola imbandita con ogni ben di Dio.
+Mangiate, o signori; la mensa è l'unico vero.
+
+Toniolo, a capo tavola, sorrise, volgendo i begli occhi di velluto
+alla timida sposina che non osava contraccambiargli l'occhiata.
+
+Il vocione di Merelli tuonò, attraverso i cucchiai rumoreggianti:
+
+--Per un pranzo di nozze avresti potuto dire qualcos'altro.
+
+--Oh!--fece il dottorone col naso nella scodella--non incominciamo
+troppo presto.
+
+Le due sorelle incipriate abbozzarono un mezzo sorriso, indecise tra
+il fare la furba e il fare la ingenua. Avevano tutte e due un nastro
+celeste nei capelli e dei braccialetti di similoro; mangiavano
+smorfiosamente, avvicinando alla bocca la punta del coltello,
+lasciando sempre qualche cosa sul piatto, accomodandosi ad ogni
+istante il busto e la cintura.
+
+La maggiore, quella maritata, sedeva vicino ad Alberto, che conosceva
+fin dall'infanzia. Quantunque non si vedessero più da parecchi anni,
+gli parlava con molta animazione, e non avendo nessun altro da
+conquistare, per il momento, sfoggiava con Alberto tutte le sue
+risorse, prendendosi una famigliarità di amica d'infanzia, con una
+certa irrequietezza nei ginocchi che faceva fremere Marta dall'altro
+capo dalla tavola.
+
+Marta oramai tenevasi sicura della fedeltà di suo marito, ma ne era
+gelosa sempre; sarebbe stata gelosa di una vecchia, di un bambino,
+così come era gelosa de' suoi amici e di tutto ciò che egli amava.
+
+Non aveva la sicurezza audace di colei che ha visto un uomo delirare
+a' suoi piedi, quella sicurezza che mette un raggio intorno alla
+fronte, per la gioia del dominio, per l'ebbrezza dei sensi
+soddisfatti, e quel corteggio di memorie che avvolge come in una
+nuvola, che solleva al di sopra dei mortali, per cui tutto in lei,
+incesso, parola, sguardo, rivela la donna amata, la trionfatrice. No.
+Marta si sentiva debole, mal sicura, diffidava di se stessa, provava
+l'avvilimento di un soldato che dopo essersi preparato ad una rude
+battaglia trova il campo libero e il nemico che dorme sotto la
+bandiera bianca spiegata.
+
+In questo stato d'animo, ogni piccola cosa la irritava, le dava ombra;
+trovandosi malcontenta non era più nemmeno gentile; non compativa e
+non tollerava più nulla.
+
+Una sorda antipatia le sorgeva in petto per la sorella di Toniolo,
+vedendo ch'ella osava servirsi del pane di Alberto, toccarlo sul
+braccio, parlargli così vicino col volto che i loro capelli quasi si
+confondevano; e chiamarlo ad ogni momento: «Oriani! Dica Oriani! Non è
+vero Oriani?»
+
+Aveva una vocetta stridula e volgare, voce da pettegola, a cui ella
+dava certe inflessioni pretenziose, false come l'oro de' suoi
+braccialetti e come il biondo della sua zazzera.
+
+Evocarono dei ricordi d'infanzia: «Rammenta quella sera della
+luminaria? E quando si improvvisò un ballo in farmacia? E quando ella
+gli aveva cucito l'abito, per ischerzo?» Alberto rideva, eccitato, di
+buon umore; nella pienezza della sua salute inalterabile, nella
+felicità del suo cervello tutto al momento presente, senza dubbi,
+senza curiosità ne per il passato, nè per l'avvenire.
+
+Invece la mente inquieta di Marta continuava a struggersi. Prima di
+uscir di casa ella aveva baciato Alberto al suo posto prediletto,
+dietro l'orecchio, facendogli promettere che a tavola, quando ella lo
+avrebbe guardato, ricorderebbe quel bacio e sarebbe come se ne
+ricevesse un altro. Ma Alberto la guardava smemorato, si capiva,
+attratto dalle ciarle della sua vicina, messo in vena allegra
+dall'ottimo vino, dal pranzo squisito. E di mano in mano che a suo
+marito cresceva il buon umore, cresceva a lei la tristezza.
+
+Si domandava se quelle erano le gioie della vita; mangiare, bere,
+discorrere con degli indifferenti, sorridere a delle sciocchezze,
+divertirsi a delle puerilità.
+
+Già le allusioni più o meno velate correvano or all'uno or all'altro
+dei due sposi, facendo arrossire la novizia e piombando Toniolo in una
+vanitosa beatitudine. Merelli sfondava una parete ad ogni parola che
+gli usciva di bocca. Il dottorone, intento ai piatti, andava dicendo
+inutilmente: «È troppo presto, è troppo presto.» Il _diapason_
+scottante continuava a salire con un crescendo meraviglioso.
+
+Una specie di nebbia avvolgeva la mensa, evaporazione delle vivande,
+dei doppieri accesi, fiato, sudore, odor di vino e di pasticcio caldo,
+con una sottile venatura di muschio che partiva dalle due sorelle di
+Toniolo. Le faccie dei commensali, rubiconde, si confondevano colle
+piramidi di mele, tagliate a mezzo dalle bottiglie, spostate
+dall'animazione crescente che faceva muovere i più giovani dalle loro
+sedie, ritornarvi, ripartirne ancora. La sorella nubile di Toniolo
+aveva sbucciata una melagrana e girava attorno, offrendola sulla mano,
+con attitudine civettuola e provocatrice.
+
+Marta vedeva tutto ciò nella impassibilità letargica di un sogno,
+trovandosi sempre più isolata e più triste. Le venivano in mente cose
+tragiche: la morte di suo padre, un fanciullo ch'ella aveva visto
+cadere da una finestra, le crociere degli ospedali, i manicomi; e poi
+un dolore al cuore ch'ella aveva provato, da giovinetta, e che avrebbe
+potuto essere vizio cardiaco incurabile. Guardava Alberto con una
+passione, con uno struggimento di tutto il suo essere che le affilava
+il volto, che le toglieva qualsiasi altra sensazione. Ad un tratto, in
+mezzo al vociare generale, colse a volo questa parola «Elvira» che la
+vicina di suo marito aveva pronunciata con malizia, nascondendosi
+dietro il ventaglio.
+
+Per cinque minuti buoni, l'incrociarsi dei piatti e dei bicchieri, gli
+evviva tumultuosi, le impedirono di vedere Alberto; ma quando il di
+lui viso apparve accanto a quello della bionda incipriata, l'argomento
+doveva essere cambiato, ed era evidente che si facevano dei
+complimenti reciproci sulla precedenza nell'assaggiare dell'uva di
+Corinto.
+
+Marta pensava che sul cavalletto di tortura si può almeno gridare. Al
+contrario ella doveva stare composta, con un certo qual sorriso di
+partecipazione alla gioia degli altri e rispondere, tratto tratto,
+alle parole che per cortesia le rivolgeva il suo cavaliere di destra,
+e mettere pure in bocca qualche cosa e fingere di bere.
+
+Dal suo cuore gonfio si sprigionavano delle lagrime che ella sentiva
+affacciarsi alle palpebre. Era così persuasa di essere brutta,
+sciocca, incapace di farsi amare, che avrebbe in quel momento
+desiderato di morire; senonchè un amaro rimpianto, il desiderio
+insoddisfatto delle ebbrezze terrene, la trascinava violentemente
+verso suo marito, il solo a cui poteva, a cui voleva chiederle; e in
+questa tenzone odiava tutto il mondo e se stessa.
+
+Pare impossibile--pensò il dottorone riposando le mascelle e le mani,
+coll'occhio lucido, il torace prominente--come quella donna cambia ad
+un tratto. Non si direbbe più lei.
+
+Un momento dopo mettendosele vicino, ancora col tovagliolo al mento ma
+con un raggio diverso nelle pupille, quasi il suo cervello staccandosi
+improvvisamente dal corpo volasse in regioni eteree, le disse:
+
+--Che follia festeggiare le nozze con inviti e brindisi! È la stessa
+follia che fa dipingere l'amore rubicondo, paffuto, intento a ridere e
+a trastullarsi, mentre si dovrebbe cercare l'amore nello scheletro più
+distrutto della danza macabra; uno che non abbia più nemmeno le
+occhiaie per tenervi le lagrime, e il petto squarciato da cima a
+fondo. Così vorrei dipingere l'amore!
+
+--Sì, sì--fece Marta senza comprendere, solo perchè quelle parole
+tristi rispondevano alla sua tristezza.
+
+Al caffè si ruppero le file. Alberto, sempre gentile, venne a chiedere
+a sua moglie se avesse pranzato bene.
+
+--È fortunata--disse la signora Merelli mettendosi al fianco di
+Marta.--Io, nel suo stato, mi sentirei orribilmente; tolta
+quest'ultima gravidanza, che è andata un po' meglio, tutte male, tutte
+male!
+
+--Mia moglie non vuol sentir parlare del _suo stato_,--soggiunse
+Alberto sorridendo--non ci è ancora avvezza. Lei porrebbe darle
+qualche lezione, signora Merelli!
+
+--Buon Dio!--esclamò la prolifica signora giungendo le mani.--Sono
+uscita ieri di puerperio. Ma lei sta proprio bene, carina, nevvero che
+sta bene? Nausee, al mattino, non ne ha?
+
+--Un poco, quasi nulla,--rispose Marta, seguendo collo sguardo suo
+marito che si allontanava.
+
+--Sarà un maschio allora. E bruciori di stomaco?
+
+--No.
+
+--Segno che non avrà capelli.
+
+--Non avrà capelli?
+
+--Nascendo, s'intende. De' miei figli, solo la Pina e l'Adelina erano
+calve; gli altri vennero al mondo pelosi come Esaù. Ma che bruciori di
+stomaco, le dico!... Del resto è fortunata in tutto; non si accorge
+nemmeno... parola d'onore; sembra una bimba.
+
+Alberto si era appoggiato al caminetto insieme a' suoi amici. Avevano
+accesi gli sigari e nel benessere sensuale della digestione la loro
+affettività d'uomo esplodeva con gesti vivaci, con romorosi scoppi di
+voce e colpi di mano. Lucide le facce, gli occhi scintillanti, essi
+discorrevano fra loro in un gergo speciale, a sottintesi, urtandosi
+coi gomiti. Alberto, il più educato, si poneva davanti a Merelli
+quando parlava, per impedire che le di lui parole giungessero
+all'orecchio delle signore; Toniolo invece vi si crogiolava, nella
+voluttà egoistica di un gattino che fa le fusa.
+
+--Sibarita!--mormorò il dottorone--si prepara lo stomaco cogli
+stimolanti.
+
+La sposina intanto, circondata dalle donne, si lasciava ammirare ed
+invidiare, facendo girare gli anelli sulle dita, più stordita che
+contenta, rispondendo a monosillabi.
+
+
+--Che bel matrimonio nevvero?
+
+Marta si voltò. La bionda incipriata le stava alle spalle, col suo
+fare lezioso, di protezione.
+
+--Bellissimo--rispose Marta.
+
+--Anche lei è sposa da poco tempo nevvero?
+
+--Sei mesi.
+
+--Io conosco molto suo marito; siamo cresciuti insieme. È un simpatico
+giovane!
+
+Obbedendo alle leggi naturali, Marta le avrebbe dato uno schiaffo; ma
+frenandosi e dominandosi, riuscì ad abbozzare un sorriso.
+
+La buona signora Merelli intervenne, chiedendo alla sorella di Toniolo
+se fosse guarita da una nevralgia che aveva sofferto.
+
+--Sì, sì, sono guarita perfettamente. Ma nevvero che molte ragazze
+sarebbero state felici di sposare Alberto Oriani?
+
+--Senza dubbio; eppure egli ha preferito questa sposina, nè io so
+dargli torto--tornò a dire dolcissimamente la signora Merelli.
+
+--Già, le ragazze del paese non hanno i vezzi delle
+cittadine,--esclamò con enfasi la sorella di Toniolo.--A proposito,
+non si è saputo più nulla dell'Elvira, la maestra?
+
+A questa improvvisa e inopportuna domanda, la signora Merelli stette
+per perdere le staffe, osservando che Marta impallidiva. Tossì,
+tuttavia, si spianò le gale dell'abito, e disse col suo bel candore:
+
+--E chi ci pensa più? Manca da tanti anni!
+
+--Oh! questo non serve--rimbeccò l'altra malignamente,--quando si sono
+lasciati certi ricordi dietro a sè... Non dicevano che avesse avuto un
+figlio?
+
+--Quante calunnie!
+
+La signora Merelli, indignata, tese la mano quasi per attestare
+l'innocenza dell'assente, Marta afferrò quella mano, e alzandosi, e
+trascinando con sè l'ottima creatura, uscì dalla stanza, soffocata dai
+singhiozzi.
+
+Alberto che l'aveva vista uscire, le tenne dietro subito.
+
+--Non si spaventi--disse la signora Merelli--fa un po' caldo in sala,
+e poi tutti quegli sigari! Per quanto si stia bene, lo creda a me,
+qualche cosa si soffre sempre...
+
+--Ti senti male?--chiese Alberto con premura.
+
+Marta gli si appese al braccio, negando col capo; e quando la signora
+Merelli, vedendola al sicuro ritornò nella sala da pranzo, ella mosse
+verso il cortile, proprio come se provasse un senso di soffocazione.
+
+Il cortile della farmacia era messo a giardino, con delle scalinate di
+fiori e degli arrampicanti piantati dentro a botti vuote. La luna lo
+batteva in pieno, rischiarando ogni angolo colla sua luce fredda ed
+eguale di doccia.
+
+Marta si gettò nelle braccia di suo marito scoppiando in lagrime.
+
+--Ma Dio, Marta, che hai?
+
+--Dimmi che mi ami, dimmi che mi ami...
+
+Alberto pensava che se lo avessero sorpreso nel cortile, abbracciato
+con sua moglie, sarebbe diventato lo zimbello degli amici.
+
+--Via--disse con un leggero accento di rimprovero---sono scene da
+bambina, torna in te, sii ragionevole. Siamo qui per divertirci e non
+per piangere.
+
+Ella raddoppiava le lagrime, avviticchiata al suo collo, tremando,
+spasimando.
+
+--Marta... insomma!
+
+Pensò poi che fossero fenomeni nervosi inerenti alla prima fase della
+gestazione, e per il rispetto che professano gli uomini a questo
+misterioso travaglio femminile, replicò con dolcezza annoiata:
+
+--Lo sai bene che ti amo.
+
+--Dimmelo ancora!
+
+--Ti amo.
+
+Ma ella non si staccava, sospirando sempre, aspettando che un guizzo,
+un fremito passasse dal corpo di lui al suo, dandole la sensazione di
+un'anima sola, rispondendo a ciò che ella stessa provava, la vita, la
+rivelazione attesa... ed egli se ne stava ritto, rassegnato, e la luna
+li illuminava entrambi freddamente serena.
+
+--Camminiamo, ti passerà.
+
+Marta non disse più nulla. Docilmente si lasciò infilare la mano nel
+braccio di suo marito e fecero due o tre giri intorno alle botti degli
+arrampicanti.
+
+Egli non sapeva che cosa dirle. L'umidità della sera, forse, le
+avrebbe dato noia? Ma doveva sentirla anche lei. Non era un gusto,
+davvero, aver lasciata una stanza calda, un crocchia di amici, un buon
+bicchiere e delle ciarle e degli scherzi, per passeggiare tondo tondo
+in un cortile.
+
+--Ti senti meglio?--domandò infine.
+
+Marta fece un movimento impercettibile colle spalle, schiuse le labbra
+senza poter parlare ed appoggiò il cuore, che le batteva
+violentemente, contro il braccio di lui.
+
+Egli stette ancora un momento incerto, guardò l'uscio della sala da
+cui usciva uno sprazzo di luce allegra, guardò sua moglie, le botti,
+il cortile deserto, e:
+
+--Se rientrassimo?...
+
+ *
+ * *
+
+Le avevano ordinato delle lunghe passeggiate. Accompagnava qualche
+volta Alberto al podere, qualche altra gli andava incontro, prima del
+desinare, ma senza entusiasmo.
+
+Era diventata indifferente, pressochè apata; ella stessa non si
+riconosceva più. Non aveva nessun desiderio, le dava noia il vestirsi,
+l'adornarsi; si guardava raramente nello specchio.
+
+Le sue belle camicie da sposa, le vite scollate guarnite di trine, le
+calze a ricami giacevano nel cassettone, legate ancora coi nastrini
+color di rosa, come gliele aveva accomodate la mamma. Portava la
+biancheria liscia, semplice, quella che si stira più in fretta, che
+non avrebbe data a lei o all'Appollonia una briga inutile.
+
+Le sembrava che la sua giovinezza fosse finita e sentendo parlare
+delle amarezze, dei disinganni dell'esistenza si riconosceva saggia,
+si infervorava sempre più nel concetto serio che la felicità è
+un'illusione.
+
+Accudiva alle sue domestiche faccende, lavorava, era premurosa,
+gentile con Alberto. Seguiva le variazioni del tempo per far asciugare
+le frutta, per riporre le uova; andava spesso in cucina a trovare
+l'Appollonia, le faceva raccontare qualche episodio dimenticato della
+sua infanzia e l'ascoltava con interesse.
+
+La casa non doveva essere il suo regno, il suo orizzonte, il suo
+tutto? Ella procurava di animare i mobili e le stoviglie, si metteva a
+cucinare qualche intingolo per vedere di soddisfarsi alla fine, di
+trovare un appoggio al suo continuo bisogno di un perchè. Era stata
+fantastica, ideale, ed aveva avuto torto; ora cercava la felicità
+terra terra, non doveva essere così? Non l'avevano tutti così?
+
+Alberto raggiava. Le faceva dei complimenti sinceri, la chiamava il
+modello delle mogli, e il vedere lui contento non doveva essere la sua
+parte di felicità per lei stessa? Era dunque felice appieno.
+
+Ma perchè non aveva mai voglia di ridere? Perchè non le veniva sulle
+labbra una nota di canto? e nessun impeto giulivo le faceva mai
+balzare il cuore? Tutto era scolorito e monotono in lei, principio di
+una anemia generale, del torpore che assale i viaggiatori smarriti
+nelle nevi, che non soffrono, che non si lagnano, che muoiono
+dolcemente nella tranquilla evanescenza di un sogno...
+
+Il medico le dava la sicurezza che era incinta. Ella aveva avuto,
+qualche mese prima, dei leggeri disturbi di digestione, che erano
+scomparsi, e null'altra sensazione fisica abbastanza sensibile le
+rammentava questo fatto che la lasciava indifferente al pari di tutto
+il resto. Le grandi cose che aveva udite sulla maternità dovevano
+essere, come quelle udite sull'amore, esageratissime; oppure ella era
+una disgraziata priva di sensi e di viscere, sospetto che le veniva
+tratto tratto e che la rendeva orribilmente triste.
+
+Perchè sarebbe madre? Se non aveva mai trasalito, mai, in ciò che il
+mondo chiama l'amore, se questo amore ella non lo capiva, se un
+estraneo si era avvicinato a lei senza infonderle il brivido della
+creazione, perchè ella avrebbe dato il proprio sangue e la propria
+carne, ed avrebbe rischiato di toccare le soglie dell'eternità senza
+conoscere quelle del piacere?
+
+Se i figli sono frutti dell'amore, ogni frutto fa supporre la
+precedenza di un fiore; ma ella sentivasi arida; niente del suo io
+pensante rispondeva alle inconscie funzioni del suo io meccanico. Un
+profondo avvilimento la degradava a' suoi propri occhi; il germe
+caduto nel suo grembo poteva fecondare una Giuditta qualsiasi, e
+sarebbe stato egualmente il frutto dell'amore.
+
+No, l'amore non esiste!
+
+Ella era giunta a questo.
+
+Padre, fratello, amico, socio, marito, tutti sinonimi; uno poteva
+valere l'altro, non l'amante. L'amante restava ancora per lei il
+giovinetto imberbe che aveva sospirato sotto le sue finestre, che le
+aveva rapito un fiore e stretta la mano, per cui ella recitava,
+struggendosi di voluttà, i versi della vecchia strenna:
+
+ O fanciulla qual mesto contento
+ Mi discenda nell'alma non sai.
+
+Una visione, una fantasia che non aveva corpo, nulla.
+
+Del resto che cosa vedeva altrove? Gavazzini, dopo aver rapita la cara
+donna e bevuto il dolce liquore delle sue vene, occhieggiava le donne
+degli altri, fra due liti intime. Merelli dava bensì dei frutti
+d'amore annuali alla angelica moglie, ma teneva le serve giovani e
+belle. Toniolo, morta la prima sposa pigliava la seconda, con molte
+consolazioni frammezzo e il contrappeso di una buona dote. Trasporto
+momentaneo, eccitazione, sensualità, cupidigia, calcolo; amore, come
+lo aveva sognato lei, mai!
+
+Ma Romeo, ma Paolo, ma il fatto quotidiano dei bracieri di carbone
+accesi nella soffitta di una modistina, ma i cadaveri trovati sui
+talami, stretti insieme, bocca su bocca?
+
+Romanzi.
+
+Ma i delinquenti dell'amore? ma gli eroi dell'amore?
+
+Mattoidi.
+
+E le storie di tutti i secoli?
+
+Leggende.
+
+E i poemi di tutti i popoli?
+
+Fantasia.
+
+Così era giunta a recidere ogni aspirazione; l'anima sua nello
+schianto, come pianticella orbata de' suoi rami, non sembrava più cosa
+vitale.
+
+Vegetava in una esistenza da vecchierella, sentendo già i brividi di
+novembre, coprendosi molto, avvicinandosi al fuoco. Tolto il leggero
+arrotondarsi della vita, le altre membra sembravano spersonirsi, la
+pelle perdeva la lucentezza della gioventù; accanto alle labbra si
+disegnava in permanenza una piega triste e gli occhi s'incavavano,
+velati, e i muscoli apparivano meno elastici, meno pronti all'appello
+di una volontà che sonnecchiava; un tutto insieme di lampada a cui
+l'olio manchi, di macchina guasta ne' suoi più delicati congegni.
+
+
+Appollonia le aveva ben detto di non uscire quel giorno, che il tempo
+minacciava pioggia. Marta non le credette o credette di poter giungere
+al podere prima che il tempo si guastasse. Erano gli ultimi bei giorni
+dell'autunno, bisognava pure approfittarne innanzi di chiudersi in
+casa a fare l'invernata; e poi aveva presa l'abitudine di quella
+giterella, e l'abitudine, nella sua esistenza quasi monastica, teneva
+già un posto importante.
+
+Modesta modesta nel suo abito grigio, con un tocco di lontra in testa
+ed uno scialletto sul braccio, Marta si allontanava sul sentiero
+coperto di foglie secche, sparendo e ricomparendo col suo passo aereo,
+mentre le serviva di sfondo ora una colonna d'edera addossata sul
+tronco di una quercia, ora il pennacchio onduleggiante delle acacie
+che sfioccavano via per l'aria le piccole foglie gialle.
+
+Vi erano degli alberi dorati come le treccie di una Margherita ideale;
+altri ancora che ricordavano i bagliori di una fiamma morente; ed
+alcuni strisciati in rosa, con gradazioni tenere di carne, di corallo
+pallido, sfumati, diafani, con una morbidezza di velo e d'ali d'angelo
+cadute.
+
+Tutta la materialità dell'amore e della fecondazione sembrava sparita
+dai campi mietuti, dalle piante che non avevano più nè fiori, nè
+frutti, che lasciavano pendere le foglie a guisa di pensieri vacui, di
+illusioni isterilite; nè dai nidi pigolavano le rondini oramai
+lontane; solo il freddo passero saltellando sui rami denudati,
+salmeggiava la vanità di tutte le cose.
+
+E Marta passava col suo lieve fardello, creatrice inconsapevole in
+mezzo alla natura che moriva, sentendosi penetrare nell'anima una
+dolce e tranquilla malinconia.
+
+Sui lembi del cielo errava il suo sguardo, così come errava la sua
+mente perduta nei ricordi, vaneggiando dietro il filo fantasioso che
+riunisce una nuvola al colore di un abito, al profilo di un volto
+conosciuto, ad una iniziale; per cui rinascono all'improvviso memorie
+disparate, e scene e detti; e si riodono suoni di voce dimenticati.
+
+Ella ricordava un salottino parato con una stoffa a grandi fiori
+sanguigni, con certi divanucci bassi di una forma affatto speciale,
+con un velario che mascherava il soffitto e sembrava proteggere quel
+nido elegante dai contatti plebei. Ricordava sopratutto un trespolo,
+poggiato in un canto, sul quale bruciava un qualche cosa di odoroso,
+evaporando nuvolette cineree che si innalzavano misteriosamente verso
+le pieghe del velario, lasciandosi dietro un profumo sottile e caldo
+di persona viva. Una donna giaceva, coricata a mezzo, sopra uno dei
+divanini; ma di quella donna rammentava appena gli occhi nerissimi e
+un anello che portava sul mignolo della mano; anello bizzarro formato
+di sette pezzi; un diamante, un rubino, uno smeraldo, un topazio, un
+zaffiro, una perla nera e un dente--un piccolissimo dente di bimbo,
+bianco e lucente come un'opale. Marta, che era allora una fanciullina,
+non aveva visto altro. Conobbe più tardi esser quella una compagna di
+collegio di sua madre, che aveva avuto grandi sventure ed amori
+tragici, di cui il mondo sparlava e che sua madre non nominava mai
+senza volgere gli occhi al cielo e dire: Poveretta!
+
+Poveretta! ripeteva Marta a vent'anni di distanza. Non sapeva nulla
+della sua vita e de' suoi errori, non ricordava nulla di lei, altro
+che gli occhi ed un anello; era forse morta a quest'ora! Il segreto
+del piccolo dente legato insieme alle pietre preziose, quel segreto
+che aveva tanto colpita la sua immaginazione giovinetta, stava al
+sicuro nel pudore e nell'oblio della tomba; eppure le sembrava di
+averla conosciuta, di comprendere i suoi dolori; ed aveva un desiderio
+ardente di assolverla, di rivederla nella purezza fredda di quel
+giorno di novembre, assorgere fra le nuvole, e di là sorridere a lei
+co' suoi occhi neri.
+
+Ed altre visioni ancora, rotte, fuggenti; lembi di conversazioni,
+ritornelli di canzoni ignote, battute di _walzer_; e certi sguardi che
+non sapeva più a chi avessero appartenuto, e scoppi di risa di bocche
+invisibili; tutto il suo mondo interno che si agitava, che usciva a
+far parte del mondo esteriore, fondendosi col cielo, coll'aria, colle
+foglie cadenti, col silenzio dei prati, colla tavolozza inimitabile
+delle masse d'alberi, col respiro misterioso della terra e delle
+acque.
+
+Venivano a lei i lamenti degli alberi sfrondati, dei nidi deserti;
+venivano le voci occulte dei fili d'erba, le timidi voci dei fiori
+còlti e dimenticati; e ad essi ritornavano i sospiri della sua
+giovinezza, i sogni, i rimpianti, le larve abbrunate.
+
+Camminava senza sentire la terra, come portata da un amplesso; e non
+s'era nemmeno accorta che il tempo s'andava rannuvolando sempre più,
+tanto che giunta al podere incominciava già a cadere qualche goccia.
+
+--Mio marito?--chiese subito.
+
+Alberto non l'aspettava con quel tempo; egli era già partito da
+mezz'ora, prendendo le scorciatoie attraverso i campi.
+
+--Ed ora?
+
+--Ora non le resta altro che entrare in casa.
+
+Così disse allegramente la fattora, una sposina anche lei, ma che
+aveva preceduto Marta nel riempire una piccola culla di vimini,
+intorno alla quale si affaccendava con grandi ansie.
+
+Marta conosceva appena la fattora; per solito incontrava Alberto
+sull'aia, gli prendeva il braccio e non guardava altro. Fu sorpresa
+della gaiezza di quel volto, della luce strana che le brillava negli
+occhi, dell'aria disinvolta, padrona di sè.
+
+Entrò.
+
+Il bambino piangeva. La fattora se lo prese tra le braccia,
+cullandolo, baciandolo lieve lieve sulla fronte, mormorando parole
+tronche, senza senso, dolcissime.
+
+Ella dunque avrebbe fatto allo stesso modo? E quello era l'amor
+materno?
+
+--Lo amate molto questo piccino?
+
+--Se lo amo! Cara gioia... Proverà, proverà... non le dico altro...
+
+Marta guardava il fantolino, rosso, rosso, con due occhietti tondi
+senza sguardo ed una bocca continuamente umida. Per fermo egli non
+doveva comprendere nulla.
+
+--Dorme alla notte?
+
+--Qualche volta sì, qualche volta no, secondo.
+
+--E quando non dorme piange?
+
+--Sicuro!
+
+--E voi allora che cosa fate?
+
+--Mi alzo, lo prendo e lo porto ingiro per la camera. Non c'è altro,
+cara la mia signora. A lei sembra che non debba intendere perchè è
+piccino, invece intende meglio di noi e si fa intendere. Bisogna
+vedere quando entra il suo babbo!
+
+--Vostro marito non dorme a casa tutte le notti, nevvero?
+
+--Purtroppo! Quando va al mulino vi dorme anche; così fu jeri; ma oggi
+lo aspetto, ed anche il piccino lo aspetta. Nevvero che aspetti papà?
+
+Baciucchiando il suo bimbo, la giovane madre si animava. Aveva due
+labbra fresche e mobili che dovevano conoscere i baci; un riso perlato
+di donna felice; il collo sciolto, il seno palpitante velato appena;
+una morbidezza in tutti i movimenti, un calore di membra appagate, di
+sangue circolante, sano, nella completa espansione del benessere.
+
+Marta domandò ancora:
+
+--Vostro marito vi ama?
+
+Al che l'altra non rispose se non arrossendo e chinando il capo sulle
+guancie del suo bambino.
+
+Continuava a piovere, e dalla finestra che dava sui campi la massa
+verde degli alberi luceva, morbida e vaporosa, con dei contorni da
+pastello. La fattora, rimesso il piccino nella culla, si diede a
+rattizzare il fuoco:
+
+--Il mio uomo se la prende tutta!
+
+Marta pensava come avrebbe fatto a tornare a casa.
+
+--Per fortuna--sentenziò la fattora, dopo aver data una guardatina di
+traverso al cielo--non è un'acqua che durerà molto.
+
+E girava dal caminetto alla culla, ed alla soglia dell'uscio, di dove
+sbirciava nella via con occhiate lunghe, impazienti.
+
+Marta, rannicchiata dietro il canterano sulla prima seggiola che aveva
+trovata, seguiva tutti quei movimenti, guardando successivamente il
+caminetto, la culla, la soglia dell'uscio e la gaia sposa che
+trotterellava nel suo modesto regno con passo franco.
+
+Rapidamente, un'ombra otturò il vano della porta; un uomo, gettando
+via il cappello intriso d'acqua, si precipitò nella stanza. In un
+balzo si ebbe sollevato tra le braccia la sua donna, tenendola alla
+vita con una mano, cercando con l'altra il di lei cuore, mosso da un
+impeto di sensualità appassionata, e con tale trasfusione di tutto il
+suo essere che si squarciava per essa il mistero delle parole
+bibliche: _formerete una sola carne e un solo spirito_. Per un istante
+si udì il fremito delle labbra congiunte, il rantolo della voluttà;
+poi la donna si sciolse, vergognosa, additando Marta.
+
+Marta aveva soffocato un grido, come colpita al cuore; e nello stesso
+momento aveva sentito le sue viscere sollevarsi, muoversi nel suo
+grembo un essere, e per le sue vene, per la sua carne correre il
+palpito atteso, la rivelazione di un'altra vita, scoppiata colla
+rivelazione stessa dell'amore.
+
+Ogni velo era tolto, sciolto ogni dubbio, la sua virginità cadeva in
+quel punto, ella era fatta donna. Comprendeva, sentiva, desiderava
+tutto. L'impressione era stata così rapida e violenta, che la presenza
+di quell'uomo, adesso, le faceva male.
+
+Si rizzò, pallida, volgendo altrove gli occhi.
+
+--Vuol partire con questo tempo?--balbettò la donna.
+
+Voleva partire.
+
+L'uomo si offerse di accompagnarla; non accettò. Allora i due sposi,
+imbarazzati, le diedero un ombrello, insegnandole la via più breve.
+
+Quel balzo, quella stretta, quel bacio, quel rantolo, Marta portava
+tutto con sè, l'avrebbe portato l'intera vita. E correva sotto la
+pioggia, mentre da' suoi occhi scorrevano larghe lagrime, inondata dal
+cielo, inondata dall'anima sua. Piangeva e rabbrividiva, con una
+consolazione lontana, una consolazione che le veniva dalle viscere,
+debole ancora, confusa, eppure deliziosamente soave.
+
+Poco lungi da casa incontrò Alberto che la sgridò con dolcezza,
+dicendole che era stata imprudente. Egli era agitato, temeva per lei;
+ma sotto l'ombrello che la riparava, non vide le sue lagrime, no,
+queste non le vide. Egli aveva d'altra parte una notizia a darle.
+
+--Quale notizia?--disse Marta, distratta.
+
+--Vedrai, vedrai!
+
+Marta tornò a correre, precedendo suo marito, febbrile, ansiosa, tutta
+fracida per l'acqua presa. Appena entrata nel cortile le apparve
+davanti sua madre.
+
+--Ah!--gridò. E le cadde nelle braccia.
+
+ *
+ * *
+
+Le cortine fiorate del letto, velando la luce, spandevano intorno
+un'aria raccolta d'alcova, una dolce aria di intimità, che Marta
+respirava voluttuosamente.
+
+Aveva avuto una febbriciattola, leggera, tuttavia non le permettevano
+di alzarsi per quel giorno. Pioveva sempre, e nell'uggia del cielo
+grigio la camera sembrava per il confronto più lieta, coi parati
+nuovi, i veli della pettiniera candidissimi, i fiocchi azzurri così
+dolci all'occhio, i cristalli del lavabo lucenti, iridati, entro cui
+prolungava i suoi giorni un ciuffo di vaniglia, l'ultimo della
+stagione.
+
+--Come è simpatica questa casa!--disse la mamma.
+
+La signora Oldofredi era ancor giovane, piuttosto piccola e
+grassoccia, con una distinzione che le veniva dal sorriso, lo stesso
+sorriso malinconico di Marta; senonchè l'espressione serena di tutto
+il volto, la calma della persona, annunciavano un abito di filosofica
+indifferenza alle tempeste della vita, un partito preso di ottimismo
+ad ogni costo.
+
+Aveva i capelli neri, acconciati con cura, le mani piccole e ben
+tenute, una sciarpa di trina allacciata con un ampio fiocco sotto la
+gola. Quando girava il capo le si vedevano scintillare i diamantini
+appesi all'orecchio.
+
+Stava seduta sulla poltrona accanto al letto, e di lì fissava un paio
+di pianelle scalcagnate, poste dov'erano i vestiti di Marta.
+
+--Che cosa guardi mamma?
+
+--Sono tue queste pianelle?
+
+--Sì, perchè?
+
+--Non te le avevo comperate nuove, di pelle bianca, con una fodera di
+raso _bleu marin_ che doveva accompagnare la vestaglia? E a proposito,
+dov'è la vestaglia?
+
+--La mettevo nei primi tempi--rispose Marta con esitazione--poi mi
+parve di sciuparla inutilmente.
+
+La signora Oldofredi rimase pensierosa su quell'inutilmente.
+
+--Noi donne--disse poi--dobbiamo avere molta cura della persona, delle
+vesti, di tutto ciò che indica pulitezza e grazia; specie quando si ha
+per marito un giovinotto.
+
+--Oh!--interruppe Marta--Alberto non bada a queste cose.
+
+Tacquero, trascinate entrambe dai loro pensieri, divise per modo che
+dopo un po' di tempo si guardarono in faccia disorientate. Molto c'era
+da dire da una parte e dall'altra; immenso il desiderio di chiedere,
+di confidare, ma un pudore ed un orgoglio di donna le tratteneva. La
+madre si accontentava di guardar Marta intensamente, studiandone il
+volto affilato, e Marta si lasciava covare da quello sguardo, restando
+dolce, malinconica, sempre un po' distratta, coll'aria di una persona
+che assiste a delle visioni.
+
+Per farla parlare, la signora Oldofredi si interessò alle nuove
+relazioni di sua figlia; ebbe così la descrizione dei coniugi Merelli,
+di Toniolo, del dottorone. A sua volta le narrò degli amici di città,
+dei matrimoni fatti o da farsi. Disse di una loro cugina che voleva
+sposare per forza un sottotenente, che i parenti non acconsentivano,
+che d'altra parte non vi era neppure la dote militare, che
+l'ufficialetto pazzo d'amore minacciava di togliersi la vita e che
+lei, la ragazza, sognava combinazioni incredibili per riunire la
+somma; l'ultima trovata era di farsi attrice, andare in America...
+
+Marta ascoltava in silenzio.
+
+--Teste esaltate--concluse la signora Oldofredi, accomodandosi il
+fiocco della sciarpa.--I buoni matrimoni sono quelli combinati dalla
+ragione. Io, vedi, avevo diciotto anni quando conobbi tuo padre. Non
+ne ero innamorata proprio niente. Veniva in casa nostra due volte alla
+settimana a giuocare al sette e mezzo; si usava molto allora. Mi par
+di vederlo: entrava duro duro, un po' angoloso, miope, salutava con
+quel cenno vago delle persone che non veggono un palmo più in là del
+naso: ed era molto meno bello di Alberto, senza confronto. Perdeva
+spesso al giuoco. Mio padre gli diceva: fortunato in amore! Io
+ricamavo, lo rammento come fosse adesso, due conigli sopra un fondo di
+lana rossa; questo ricamo penzolava un po' qui, un po' là, non ero
+allora quella terribile nemica del disordine che sono adesso...
+Ebbene, egli guardava il mio lavoro con un interesse, con una
+attenzione che non avrebbe potuto essere maggiore se la sua vita fosse
+dipesa da quello. Il fatto è che terminati i conigli, chiese la mia
+mano. Ed ecco tutto. Vedi che non è un romanzo.
+
+--Mio padre però ti amava--disse Marta con una voce profonda che fece
+trasalire la signora Oldofredi.
+
+--Sì--rispose questa semplicemente.--Io pure gli volevo bene;
+apprezzavo la sua onestà, le cure gentili di cui mi circondava, il suo
+affetto nobile, sicuro, e fu una grave disgrazia il perderlo così
+presto.
+
+--Ti amava d'amore?--domandò Marta bruscamente.
+
+E siccome la mamma esitava, cogli occhi erranti sulle pianelle di
+Marta e con mille dubbi nel cuore, ella rincalzò con quel suo impeto
+appassionato:
+
+--Dimmelo mammina, mammuccia, mammolina...
+
+--Oh! Marta--fece la signora Oldofredi chinandosi a baciarla--sei
+ancora la stessa.
+
+E si pose a ravviarle i capelli sulla fronte, le coltri intorno al
+collo, e il guanciale, e il piumino, proprio come ad una bimbetta in
+culla, bevendo il raggio di quei cari occhi mesti, dove ondeggiava un
+pensiero inafferrabile.
+
+--Vi sono delle parole sulle quali io credo non si arriverà mai a
+metterci tutti d'accordo, bimba cara. Il sesso, l'età, il
+temperamento, la educazione, l'ambiente, le circostanze sono
+altretante cause che modificano il significato della parola amore. Noi
+generalmente ce lo figuriamo come la quintessenza delle gioie mortali;
+è naturale, lo vediamo così da lontano finchè siamo fanciulle! È la
+fiammolina che guizza sulle zolle umide, è la fosforescenza dorata
+della farfalla, è un gaz, è una polvere alla quale noi diamo i grandi
+nomi di passione, di delirio, di estasi...
+
+La voce della signora Oldofredi tremava un poco; ella riprese tuttavia
+sforzandosi di parere calma e padrona di sè:
+
+--E quando si scopre l'inganno, invece di accusare la falsità della
+nostra immaginazione, ce la prendiamo coll'amore che, poveretto, non
+può essere diversamente da quello che è sempre stato, un sogno, un
+miraggio...
+
+--No, mamma, l'amore esiste.--Marta, che dapprima aveva ascoltato
+quietamente, si rizzò sui guanciali, febbrile, rosea, con quella
+bellezza improvvisa che le veniva a sbalzi, colla pupilla ardente e
+dilatata.--L'amore esiste!
+
+Per un istante la madre scrutò fino in fondo il pensiero di sua
+figlia.
+
+--Facciamo una supposizione--continuò Marta appoggiandosi col gomito
+sul guanciale--mettiamo una ragazza che abbia passato otto, dieci anni
+della sua vita, divisa fra questi due pensieri che sono il fondamento
+della nostra educazione: l'onestà e l'amore. Vuol amare, primo perchè
+è il suo istinto, poi perchè trova scritto e sente ripetere che
+l'amore è la massima delle felicità, che la donna è creata per
+l'amore, ecc. La religione stessa, più castamente, le parla però di
+amore e fa anzi dell'amore un sacramento. Vuol essere onesta, di
+quella onestà tutta femminile che è il pudore, la riserbatezza, la
+sottomissione; onestà che l'uomo non conosce, che è stata inventata
+unicamente per la donna e che la porta a fuggire con orrore tutto ciò
+che ha l'apparenza di una colpa. Che fa la ragazza? Ella riunisce le
+due aspirazioni, i due punti principali del suo catechismo, e
+dall'unione di due cose ben reali ne esce quel non so che di
+incorporeo, di vaporoso, di sublime e di ridicolo insieme che si
+chiama appunto l'ideale.
+
+--Ma...
+
+--Abbi pazienza mamma. Già non si parla di noi, è una supposizione,
+nevvero? Lasciami dire. Se, entrando nella vita, quella ragazza non
+trova le due aspirazioni riunite, se vede che l'amore non è sempre il
+premio e il compagno dell'onestà, che, legati insieme barbaramente
+come gemelli mostruosi, non sempre vanno d'accordo, non sempre si
+intendono e viene il momento in cui uno dei due...
+
+La signora Oldofredi scandagliò l'abisso e non la lasciò terminare; ma
+trascinata dall'impeto che Marta frenava invano, ella pure si sentì
+donna, ella pure colle guancie arrossate, l'occhio ardente, le labbra
+che tremavano urtandosi al placido sorriso abituale, ella pure
+illuminata da una arcana bellezza, esclamò:
+
+--L'amore è una illusione! Credi tu che vi sarebbe tanta attività nel
+mondo, che l'arte produrrebbe i suoi capolavori, che la pietà
+innalzerebbe i suoi monumenti, che il patriottismo darebbe i suoi eroi
+e la religione i suoi martiri, se l'amore come lo intendi tu
+esistesse? Perchè si coltivano tanti fiori nei vasi e si tengono dei
+canerini in gabbia, perchè si riempiono le case di ricami e di lavori
+all'uncinetto, perchè leggiamo i romanzi e i giornali di mode, perchè
+andiamo ai concerti, perchè vi è sì gran numero di istituzioni
+filantropiche dove le donne sono patronesse, ispettrici, visitatrici,
+se l'amore fosse una realtà, se l'amore potesse bastare almeno alla
+vita di una donna?
+
+--Eppure--ripetè Marta scuotendo il capo--è l'amore che ispira l'arte,
+è l'amore che riscalda la carità...
+
+--Sono i disinganni dell'amore, è l'impotenza, l'assoluta
+impossibilità di estrinsecare nell'amore, nel solo amore, quella
+tendenza al sublime che c'è in noi. Oh! ma tutto il mondo perirebbe,
+non vi sarebbe più posto per nulla, per nulla capisci, se il lampo
+dell'amore potesse durare?
+
+Marta fu colpita dalla luce straordinaria che brillava negli occhi di
+sua madre, rivelandole un fondo di ardore che ella non avrebbe mai
+sospettato; come l'eco di battaglie lontane, di lotte, di pianti, di
+morti, su cui era passata la grande, la benefica ala del tempo; e
+sentì di amarla doppiamente; si sentì sua eguale, sua compagna.
+
+Forse l'amore non è per tutti, forse è il più gran dolore della vita,
+forse non dura, forse è un miraggio; ma ella aveva visto, aveva
+visto!.. e cogli occhi gonfi di lagrime, mormorò, quasi parlando a se
+stessa:
+
+--Esiste.
+
+Nel silenzio raccolto dell'alcova quest'unica parola cadde con un
+mormorìo solenne di responso.
+
+--Senti--disse la signora Oldofredi prendendole le mani e abbassando
+la voce in ragione inversa dall'emozione crescente--facciamo un'altra
+supposizione. Mettiamo una donna, una giovane donna libera di sè, e
+mettiamo pure che ella incontri sulla sua via l'amore.
+
+--Dunque c'è.
+
+--Ma Dio!--gemette la signora Oldofredi con tutta l'anima negli
+occhi--c'è il desiderio, il sogno, l'illusione! C'è l'istante del
+delirio, c'è la febbre che fa dimenticare tutto, lo spasimo per cui il
+piacere rasenta il freddo della morte; ma poichè tutto ciò passa,
+poichè non resta nulla dei più sinceri trasporti, poichè gli amanti
+finiscono col diventare stranieri l'uno all'altro e incontrarsi senza
+che più nulla trasalisca del loro cuore nè dei loro sensi, bisogna
+rinnegare l'amore, bisogna dire l'amore non esiste! Credi a me...
+credi, credi.
+
+Colle mani strette nelle mani si guardarono in fondo all'anima,
+misurando le loro disperazioni; la madre violentata per non poter dire
+di più, la figlia temendo di indovinare troppo.
+
+--Allora--fece Marta, tergendosi la fronte quasi un sudore improvviso
+l'avesse bagnata--non c'è nulla.
+
+In quel momento si arrestò ascoltando. La stessa sensazione che
+l'aveva fatta trasalire il giorno prima nella casuccia dei due
+contadini, si rinnovava. Sentiva le sue viscere commoversi sotto un
+impulso di persona viva, colla strana rivelazione di un altro essere
+in se stessa. Sembrava una piccola mano che battesse contro il suo
+seno, una piccola mano che voleva dire: Aprimi, io sono l'amore e la
+verità.
+
+--Gli uomini--continuò la signora Oldofredi, presa nella foga
+vertiginosa delle proprie parole--conoscono presto l'amore, lo
+valutano per quello che è e passano oltre, attratti dalla ambizione,
+dagli affari, della vita pubblica. Ma anche noi non possiamo vivere
+nella continua illusione dell'amore; per questo abbiamo la religione e
+la maternità. È ancora l'amore, ma l'amore che si trasforma; l'ideale
+risale al cielo, mentre la parte materiale di noi si anima e vive
+della nostra stessa carne...
+
+Marta non udiva, delle parole di sua madre, che il bisbiglio. Colle
+mani raccolte sul grembo, le palpebre socchiuse, il corpo abbandonato
+nei guanciali, aveva l'apparenza della più gran calma, ma un brivido
+la scuoteva internamente, un brivido e una puntura. Vedeva ancora
+quell'amplesso, quel bacio... come dubitarne, se tutto il suo essere
+ne era stato scosso, se all'improvvisa rivelazione aveva compreso, lei
+già donna, il mistero della virginità, quel mistero che è il segreto
+di Dio e che l'amore solo comunica agli uomini?
+
+Lievi lagrime brucianti sfuggivano dalle sue palpebre.
+
+--Marta! Marta!--chiamava la mamma, curva su di lei, divinatrice
+amorosa della lotta che si combatteva nel di lei cuore.
+
+Marta, senza parlare, ripeteva fra sè: Sarà il raggio che sfolgora e
+muore, sarà l'illusione che passa, sarà il sogno, il delirio di un
+istante; pure esiste. Raggio che non scalda tutti i cuori, sogno che
+non rallegra tutte le notti...
+
+Ma intanto la piccola mano ripeteva con insistenza: Apri, io sono
+l'amore e la verità.
+
+E Marta rivedeva, in una specie di visione magnetica, la bella
+campagna estiva, gli alberi frondosi ramificanti sopra lo sfondo
+azzurro e un meschino insetto che tendeva i suoi fili d'argento.
+Spezzato un filo gettava l'altro, e un altro ancora e ancora, sempre
+avanti, la tela prendeva proporzioni gigantesche, i fili abbracciavano
+tutto il creato, salivano ad altezze vertiginose, toccavano il cielo.
+
+Era la vasta tela della vita umana, il lavoro ogni giorno rinnovato di
+chi soffre e combatte; il lavoro temerario che poggia nel vuoto
+guardando arditamente la luce; lo sforzo immane di milioni di esseri,
+intelligenze torturate, cuori spasimanti, schiavi in pena, tutti
+sorgenti dalle loro catene, tutti lanciando il loro filo d'argento al
+misterioso Ignoto. E i fili si spezzano, e la tela si strappa e la
+felicità dondola sempre sospesa all'impalpabile bava di un aracnide.
+Che importa?
+
+Tutto muore, tutto nasce, tutto cambia, tutto si rinnova, le tombe
+scoperchiate servono di culla, i cuori insanguinati e piangenti danno
+nuovo sangue e nuove lagrime alla vita.
+
+Avanti, coraggio!
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+LIBRERIA EDITRICE GALLI
+
+DI
+
+=Milano C. CHIESA e F. GUINDANI Milano=
+
+
+------------------------------------------------------
+
+
+RACCOLTA DEI MIGLIORI ROMANZI MODERNI ITALIANI
+
+
+UGO VALCARENGHI
+
+
+I RETORI
+
+LE CONFESSIONI DI ANDREA
+
+Seconda edizione.--Un bel volume in-16 __L. 3.__
+
+
+__Diamo alcuni giudizi dei più importanti Periodici su questo Romanzo,
+che forma il primo volume della Serie «I RETORI.»__
+
+«....La prefazione è splendida, e credo fermamente sia quanto di più
+notevole si sia scritto da molti anni a questa parte intorno agli
+intenti del romanzo.
+
+«... Predomina nel romanzo la ricerca decisa, quasi febbrile, della
+verità. Il Valcarenghi ha avuto il coraggio di dominare coll'idea il
+sentimento, e di studiare a fondo l'anima propria non badando ai
+dolori, agli strazi di vedere mille illusioni andarsene, dinanzi alla
+necessità ineluttabile del vero scientifico.
+
+«....Il romanzo del Valcarenghi sintetizza in modo chiaro e semplice
+quello cui pochi hanno accennato appena, e che infine è nella
+coscienza di molti. _Neera_, Gerolamo Rovetta, Antonio Fogazzaro,
+_Bruno Sperani_, Filippo Turati, _Memini_ non hanno potuto leggere le
+_Confessioni di Andrea_, senza provare una commozione profonda.
+
+«....Il romanzo italiano, per vivere, ha bisogno di giovani, che, come
+il Valcarenghi nutrano forti convinzioni e principii veramente
+positivi.»
+
+ _Rivista di Filosofia Scientifica_ (Agosto 1888).
+
+
+«Nelle _Confessioni di Andrea_, il Valcarenghi esce ardito,
+gagliardo... egli vuole smascherare gli ipocriti della società; vuole
+ribellarsi contro le convenzioni sociali.
+
+«....L'Andrea, il suo protagonista, si confessa con sincerità brutale:
+non giustifica nemmeno sè stesso quando erra nei suoi pazzi amori,
+quando si mostra negli espedienti dell'egoismo; la sua anima non è
+corrotta sino all'eccesso, ma è spesso cinica, in qualche momento fa
+orrore, si svela tutta nelle sue convulsioni, e nello stesso tempo
+tende inesorabile a smascherare le altre, mostrandone le bassezze.
+
+«....In ogni pagina stride e quasi sghignazza uno scrittore che ha
+stomaco di ferro e non ha peli sulla lingua; uno scrittore che ha
+molte idee, filosofeggia molto, troppo, e che farà strada!»
+
+ =C. R. Barbiera=, nell'_Illustrazione Italiana_ (8 Gennaio 1888).
+
+
+«Il libro del Valcarenghi sarà certamente molto discusso, perchè è un
+libro ardito e coraggioso: tanto coraggioso che, veramente, nelle 370
+pagine di cui si compone, non corre che una tenuissima favola. Sarà
+molto probabilmente giudicato nei modi i più diversi: ma la
+discussione e la disparità dei giudizi saranno la miglior
+soddisfazione dell'autore; il quale, dopo tutto, ha dimostrato ed
+affermato bene un fatto, quello di volere e di saper fare un libro con
+intendimenti serii, con viste larghe, con profondità di pensiero.»
+
+ _Gazzetta del Popolo della Domenica_ di Torino (8 Aprile 1888).
+
+
+«Le _Confessioni d'Andrea_ iniziano una serie, un ciclo di romanzi,
+che meglio e più propriamente potrebbero chiamarsi studi sociali. Il
+Valcarenghi mira con essi ad interessare i suoi lettori con lo studio
+assiduo e paziente dei vizii, dell'ambiente, delle consuetudini ed
+ipocrisie sociali che corrompono il carattere, la coscienza, quanto
+v'ha di più nobile nel sentimento umano. Egli cerca di fondere
+nell'artista il filosofo ed il sociologo, per dare dei mali della
+società una descrizione fotografica, esatta; per studiarne in seguito,
+con amore e verità, i rimedii.
+
+«.... Questo volume nuovo del Valcarenghi, di gran lunga si lascia
+addietro i suoi precedenti: e per esso e con esso s'avanza in prima
+fila fra i migliori cultori del romanzo italiano.»
+
+ =M. Mariani=, nella _Cronaca Rossa_ di Milano (22 Aprile 1888).
+
+
+«....Un uomo che mette a nudo il proprio egoismo con una schiettezza
+rara, in omaggio alla verità.... Chi non sente gemere un cuore
+d'artista e di galantuomo sotto le pagine spietate? E quella larga
+nota di dolore che sale acuta, persistente da ogni pagina, non è dessa
+la moralità tutta, tutta la bontà e la efficacia dell'opera
+d'arte?...»
+
+ =Neera=, nel _Fanfulla della Domenica_ (15 Aprile 1888).
+
+
+«....Già più d'una volta ebbi a lodare, ed anche in queste stesse
+colonne, dei libri sinceri; principalmente perchè sinceri. Eccone un
+altro da aggiungere al numeroso stuolo.
+
+«....Innamoratomi alla prefazione, bellissima, lo divorai tutto in un
+fiato....»
+
+ =Filippo Turati=, nell'_Italia_ (4 Aprile 1888).
+
+
+«....Malgrado le lacune e le sovrabbondanze, le _Confessioni d'Andrea_
+sono un romanzo forte pel concetto e bello di pagine, nelle quali
+l'esecuzione corrisponde al concetto.
+
+«....Le _Confessioni d'Andrea_ si leggono con profitto e con diletto
+dalla prima all'ultima pagina.»
+
+ =G. Depanis=, nella _Gazzetta letteraria_ di Torino (7 Aprile 1888).
+
+
+------------------------------------------------------
+
+UGO VALCARENGHI
+
+SOTTO LA CROCE
+
+ROMANZO
+
+Un bel volume, in-16 L. 3.
+
+
+«Dopo _Baci perduti_: _Sotto la Croce_; vale a dire, dopo le scene
+della vita borghese, il romanzo. Questo prova che il Valcarenghi non
+si è fermato sul successo di quel primo lavoro, ma che ha voluto far
+qualche cosa di più seriamente pensato.
+
+«L'argomento è una storia triste, ma vera, uno dei romanzi umani che
+leggiamo nella vita d'ogni giorno. I fatti si succedono naturali ed i
+caratteri, per lo più, sono disegnati con cura e sempre conseguenti a
+lor stessi. Anche la forma è generalmente buona.
+
+«..... _Sotto la Croce_, non ostante difetti parziali, è sempre un
+romanzo di merito e di merito grande.»
+
+ _Gazzetta letteraria_ (20 Febbraio 1886).
+
+
+«...Questo romanzo segna un gran progresso sui precedenti lavori
+dell'Autore che è giovanissimo.
+
+«Il libro si legge con interesse, non per curiosità dello svolgimento,
+bensì per la naturalezza del racconto e per la verità della
+rappresentazione.»
+
+ =A. Fogazzaro=, nella _Provincia di Vicenza_ (18 Marzo 1886).
+
+
+«....Il romanzo del Valcarenghi mostra nell'Autore un giovane che ha
+dell'ingegno, tanto come osservatore, che come artista. Il sentimento
+della realtà non manca quasi mai in _Sotto la Croce_, e questo vuol
+dire che i personaggi sono veri, e che vero è l'ambiente.»
+
+ Giornale _Cronaca Azzurra_ di Firenze (8 Aprile 1886).
+
+
+«L'Autore ha facoltà di intuire e cogliere la vita borghese con
+ischiettezza. Bel saggio n'è la descrizione di una festa da
+ballo;--più bella, perchè molto più breve, la descrizione d'una
+passeggiata nei giardini pubblici....»
+
+ Giornale _La Nuova Antologia_ di Roma (1 Aprile 1886).
+
+
+«Se il giovane Autore dei _Baci perduti_, segni un progresso col nuovo
+suo lavoro, tanto nello studio dei caratteri e dell'ambiente, quanto
+nella forma, ognuno lo vede fra quei critici imparziali che lo
+giudicarono con logica di criterii, e ne fanno testimonianza le lodi
+tributategli da molti giornali, fra cui la _Piemontese letteraria_, la
+_Lombardia_, l'_Italia_, la __Ronda__, l'_Illustrazione Italiana_, il
+_Presente_, il _Patriota_, la _Venezia_, l'_Indipendente_ di Trieste,
+la _Provincia di Vicenza_, con un articolo di Fogazzaro, ecc,»
+
+ =F. Cameroni=, nel Giornale _Il Sole_ (24 Marzo 1886).
+
+
+-------------------------------------------------------
+
+UGO VALCARENGHI
+
+BACI PERDUTI
+
+SCENE DELLA VITA BORGHESE.
+
+Terza edizione.
+
+ Un elegantissimo volume con copertina disegnata
+ dall'illustre pittore L. Conconi __L. 2__.
+
+
+«....Rilessi la 2^a edizione dei _Baci perduti_ collo stesso diletto,
+come se si trattasse di un racconto nuovo, e questo è il miglior
+elogio che per un racconto italiano si possa concretare. Il
+Valcarenghi possiede qualità preziose di novelliere, prima fra tutte
+l'arte di rendersi simpatico, di infondere nelle cose sue vita e
+colore. Attraverso alle pagine dei suoi libri palpita l'anima
+dell'uomo e dello scrittore, il quale, senza sostituirsi mai ai
+personaggi, infonde loro un po' della passione che lo agita e lo
+commuove.
+
+«Triste e semplice è la storia di Ulisse, di questo spostato dell'arte
+e dell'amore, che nell'una deve appagarsi del supremo ideale, e
+nell'altra di alcuni sorrisi, di alcuni baci, e di molti rimpianti; la
+vigliaccheria delle piccole cose uccide in lui la facoltà di produrne
+delle grandi. Le pagine nelle quali dopo la partenza di Ada, è
+descritto il naufragio dell'anima di Ulisse sono tali che niuno fra i
+più celebrati scrittori dell'oggi sdegnerebbe di firmare.
+
+«_Baci perduti_, per intensità di emozione, è degno di pigliar posto
+fra i migliori racconti italiani di genere intimo pubblicati negli
+ultimi tempi.»
+
+ =G. Depanis=, nella _Gazzetta letteraria_ di Torino (Giugno 1887).
+
+
+«Il libro ha vita di osservazione acuta, e si distingue per questo dai
+troppi che, senza avere nulla di vero, fan pompa di nascere da studi
+coscienziosi. Il Valcarenghi ha scritto pagine dalle quali è chiara la
+molta attitudine che egli ha al romanzo.»
+
+ Giornale _Nuova Antologia_ di Roma (1 Settembre 1887).
+
+
+«È un racconto semplice, alla mano, senza arruffate vicende, né
+intrecci a sorprese, che si legge volontieri per la spontaneità dello
+svolgimento e la chiarezza dell'elocuzione corretta: due pregi di buon
+novelliere, che non si possono negare al Valcarenghi.»
+
+ Giornale _La Domenica del Fracassa_ di Roma
+ (24 Maggio 1885).
+
+
+«...Queste _Scene della vita borghese_, pur essendo molto semplici
+nell'impianto, presentano larghezza di disegno e sicurezza di
+colorito. I due caratteri principali di Ulisse, il giovanotto
+ingenuamente innamorato, e di Ada, la provocante civettuola senza
+cuore, sono tratteggiati con un certo sviluppo psicologico. L'ambiente
+borghese delle due famiglie, che appigionano le stanze ammobigliate,
+parmi reso con naturalezza.»
+
+ =F. Cameroni=, nel _Sole_ di Milano (19 Dicembre 1884).
+
+
+«...Un libro pensato, d'indole tutt'affatto patologica, fondato su uno
+studio appassionatamente fedele del vero.
+
+«È impossibile, con quattro righe, entrare nelle viscere di questo
+volume, che anatomizza con una provvida asprezza di clinico perfino le
+più minuscole fibroline dell'uomo e della donna odierna. Però deve
+essere lecito conchiudere, che l'eco di questo arditissimo e
+castigatissimo volume, non si smorzerà per un pezzo nella sonorità del
+mondo del pensiero.»
+
+ =F. Giarelli=, nel _Caffaro_ di Genova (30 Dicembre 1884).
+
+----------------------------------------------------------
+
+ UGO VALCARENGHI
+
+ SPERGIURO!
+
+ _Battaglia perduta--Tragitto di anime--Amore e fame
+ In Valfonda--Antitesi
+ Dramma e paesaggio--Il Ragioniere Bertini._
+
+ NOVELLE
+
+Un elegantissimo volume con copertina disegnata dall'illustre pittore
+Conconi __L. 3__.
+
+«_Spergiuro!..._ Il racconto si fa leggere con molto piacere ed
+interesse, poichè l'analisi della passione al suo pieno sviluppo è
+fatta con coscienza e conoscenza del cuore umano... e da quest'analisi
+accurata, i caratteri dei due giovani amanti, escon fuori delineati
+bravamente da mano maestra, sul fondo verde della bella campagna
+lombarda, descritta con una freschezza ammirabile.
+
+«Nel _Ragioniere Bertini_, v'è lo studio d'altri tipi abbandonati
+nella società moderna: la vedova esperta del mondo, che predica
+continuamente alla figlia di trovarsi un marito; la giovinetta,
+corrotta in parte dalla madre, che civetteggia; ed il burocratico,
+pieno di studi, che non conosce il mondo.»
+
+ Giornale _Il Napoli_ (2 Dicembre 1888).
+
+
+«Tutte le pagine del nitido volume allettano per la vita vera e
+palpitante, che emana forte e spontanea... Il libro s'intitola dalla
+prima novella, che apre degnamente il volume.
+
+«Ma la migliore, a mio giudizio, è la terza, _Amore e fame_. In essa è
+tratteggiata splendidamente la lotta contro la miseria, contro
+l'esaurimento delle forze intellettuali, a cui sopravvive e grandeggia
+l'amore.
+
+«Non prenderò qui in esame le altre novelle: ognuno, leggendo il
+libro, potrà trovare da solo le bellezze in esso contenute, e gustare
+quei pregi di cui il rinomato Autore sa ornare i suoi scritti.»
+
+ _Giornale di Udine_ (26 Dicembre 1888).
+
+
+«_Spergiuro!..._ Della fantasia si sente il difetto, ma forse a bella
+posta: l'Autore, sull'esempio della nuova scuola naturalista, sceglie
+apposta soggetti noti, comuni, collo scopo di trattarli
+artisticamente, nuovamente.
+
+«In _tragitto d'anime_ c'è una scena deliziosa, con quelle piccole
+collegiali dai capelli svolazzanti al vento come piccole bandiere
+spiegate, gracili, malaticcie, colla loro allegria triste...
+
+«_Battaglia perduta!_ per evidenza artistica, e verità, è il miglior
+lavoro e fa onore all'ingegno del Valcarenghi.»
+
+ =R. Barbiera=, nell'_Illustrazione Italiana_ (30 Dicembre 1888).
+
+
+«_Spergiuro!..._ Cose scritte con molto garbo artistico, con una forma
+limpida e scorrevole.
+
+«Il Valcarenghi occupa, nella novellistica moderna, un posto che molti
+gli invidiano, e questo volume rappresenta un intermezzo piacente e
+pregiato nella sua forte ed ampia produzione di raccontatore geniale.»
+
+ =P. De Luca=, nella _Luce_ di Salerno (19 Gennaio 1889).
+
+
+-----------------------------------------------
+
+DELLO STESSO AUTORE
+
+___PERCHÈ RITA?...___ ed altre novelle.
+
+Un volume in-16 __L. 1__.
+
+
+
+=I Retori.=--FUMO E CENERE.
+
+Un volume in-16 __L. 3 50__.
+
+
+------------------------------------------------
+
+GRANDI ORAZIO
+
+LA PRESENZA DEL NUME
+
+Un volume in-16 L. 2.
+
+
+«Il Grandi è un eccellente pittore della natura, e sa animare i suoi
+paesaggi con garbate figure tratte dalla vita reale. In questa
+narrazione alla antipatica cognata, fa riscontro la nobile e buona
+donna Claudia, madre di Massimo; e compiono il quadro l'ottimo Sante,
+marito di Paolina, l'enologo Raveggi, il notaio poeta, l'antico
+sindaco colla sindachessa, e sopratutto lo zio vescovo nelle parole
+dette sul suo letto di morte, spiega il concetto morale del lavoro. La
+lingua è di buon conio paesano; e lo stile corre via rapido e
+spigliato. Sicchè il nuovo racconto del Grandi è degno degli altri,
+che gli han data meritata lode, ed offre onesta e piacevole lettura.»
+
+ =A. Franchetti=
+
+
+«Non sono più di centoventisei pagine in-16 di un bel garamone, con
+molto lusso di spazii interlineari e marginali. La lettura non mi rubò
+più di un'ora, ma se anche ne avessi impiegate due, non me ne pentirei
+nemmeno.
+
+«Il racconto è dedicato ad una bambina, la figlia dell'autore, il
+quale con una prefazione, che è una vera gemma, la affida a lei,
+rivolgendole fra le altre queste delicate parole:
+
+«O piccola fata, lascia che, come segue la fortuna, preceda queste
+pagine, nel mio pensiero l'immagine tua... Quando i tuoi labbrucci si
+schiudono verso di noi e il lieve sospiro del tuo cuoricino si
+confonde col nostro, non ti dice, Lina, quella gara di baci qual vuoto
+crudele la tua presenza ha colmato?»
+
+«L'azione del racconto è semplicissima e si svolge con la più serena
+naturalezza.
+
+«La falsa posizione di una giovine donna moglie a un uomo che non sa
+nè può amare, costituisce la tela nella quale è ricamato il racconto.
+Paolina, che potrebbe abbandonarsi nelle braccia di Massimo è
+trattenuta dal culto per la sua bimba morta sulla tomba della quale
+ella si reca con Massimo a piangere e pregare.
+
+«L'autore dell'_Abbandono_ e delle _Macchiette_, possiede oltrechè una
+intuizione felicissima nel tratteggiare i caratteri, una stupenda
+tavolozza per dar risalto alle figure e all'ambiente nel quale le fa
+muovere e agire. E però reputo che la lettura di questo nuovo suo
+libro piacerà senza dubbio a tutti, perchè non soltanto è dilettevole,
+ma pure naturale.»
+
+ Dall'_Alabarda Triestina_ (Luglio 1888).
+
+
+-----------------------------------------------------
+
+A. G. CAGNA
+
+ALPINISTI CIABATTONI
+
+Elegante volume in-16 con copertina illustrata L. 2.
+
+
+«L'autore di _Un bel sogno_, di _Noviziato di sposa_, di
+_Provinciali_, ecc., ingegno facile e geniale, ha voluto questa volta
+far passare un'ora di buon umore ai suoi lettori. In questo racconto
+pieno di _verve_, pieno di trovate, l'autore ci descrive con evidente
+verità le avventure di un Alpinista... ciabattone, appunto una specie
+di Tartarin italiano; e v'è riescito così bene, da far ritornare ai
+bei tempi del Ghislanzoni.
+
+«Questo volume è forse il miglior lavoro del Cagna; l'emanazione più
+naturale, spontanea della sua mente. Un umorismo, fine, bonario spira
+da tutto il libro. Il grottesco è la nota che vi domina, ed è la nota
+vera. Quanti non ne abbiamo visti noi di questi alpinisti ciabattoni
+sulle rive del lago, o alle acque termali, i quali vengono per
+osservare la natura e non la intendono, salgono un monte, come i due
+onesti coniugi e droghieri Gibella, e si fermano meravigliati a
+guardare le teste di morto di un vecchio ossario, o un verme che
+attraversa la strada, nè mai danno un'occhiata d'intorno perchè
+trovano che anche fuori del loro paese, dal grande al piccino, le cose
+hanno tutte lo stesso andazzo; dappertutto cielo, terra e
+montagnaccie, seccature, gabbamondi e ciarlatani di ogni specie.
+
+«Le lacrimevoli odissee di questi coniugi Gibella, ne' sette giorni
+che passarono sulla riviera d'Orta, sono divertentissime;
+magistralmente descritto anche l'ambiente. La _vis comica_ vi abbonda,
+ed è di buona lega.»
+
+ Giornale _La Postilla_.
+
+
+«Sono scene le quali valgono a fissare uno dei tanti aspetti che
+presentano le cose della vita; aspetto passeggiero, fuggevole se si
+vuole, ma profondamente vero e ritratto con meravigliosa efficacia di
+rappresentazione.--Esse rispondono dunque alla tendenza del pensiero
+moderno.
+
+«Negli _Alpinisti ciabattoni_ abbiamo realtà vivissima di ambiente, di
+personaggi, di tipi; non manca, per chi sappia ritrovarcelo,
+l'elemento psicologico. Essi costituiscono adunque un vero e proprio
+lavoro d'arte.
+
+«La realtà che il Cagna descrive negli _Alpinisti ciabattoni_ è
+semplice, bonaria, credo anzi ch'egli stesso la definisca una _realtà
+borghese_. Ma è forse meno difficile a cogliere di un'altra? Sarebbe
+illusione o pochezza di mente il crederlo. Quelle pagine sono una
+miniatura così delicata di particolari, di circostanze minutissime,
+tutte però significative, tutte concludenti, da rilevare il lavorio
+sottile di una intelligenza penetrante.
+
+«Sfilano davanti a noi numerosi paesaggi. Colli verdi ed ameni,
+montagne brulle e nevose; cieli limpidi e sereni, cieli plumbei corsi
+da nubi scapigliate; distese d'acque calme, azzurrine, ridenti; acque
+sconvolte dalla bufera, il lago nero e imbronciato. E poi aurore,
+meriggi infocati nelle solitudini dei campi, tramonti. Una varietà di
+scene da non finir più; ma tutte belle, tutte magistralmente ritratte.
+Nessuna monotonia.
+
+«Questo lo sfondo della scena, nel quale s'aggirano pieni di
+freschezza, _viventi di vita vera_, figure e tipi umani colti con
+meravigliosa verità del mondo reale e trasportato in quello artistico
+che il romanziere ha creato.
+
+«E poi una lettura buona, che fa bene al cuore, che parla alla parte
+migliore di noi. Nessuna predica morale, nessun sermone; eppure
+sprizzano fuori d'ogni lato, per l'indole stessa dei fatti, quelle
+idee, quei sentimenti che valgono a rendere gli uomini migliori.»
+
+ Giornale _La Sesia_.
+
+--------------------------------------------------------
+
+
+ FOGAZZARO ANTONIO
+
+ FEDELE
+
+ ED ALTRI RACCONTI.
+
+ Elegantissimo volume in-16 L. 4.
+
+
+
+«Ogni nuovo lavoro dell'Autore di _Malombra_ è una prova del suo non
+solo grande, ma originalissimo ingegno che, appunto per la elevata
+singolarità non è stato apprezzato come meritava da quei lettori
+passivi che precuravano degli smerci favolosi ai più sconclusionati
+romanzi, e specialmente a quelli, magari barbaramente tradotti di
+Montépin e Ponson du Terrail. È un miracolo che _Malombra_ sia
+arrivato alla quinta edizione, ad onta del merito singolare di forma
+unito ad un grande interesse, palpitante dal principio alla fine.
+
+«....Rare volte mi è avvenuto di leggere con tanto gusto una così
+bella raccolta di garbate invenzioni. Le novelle di Antonio Fogazzaro
+pubblicate in questi giorni dall'avveduto editore Galli sono destinate
+al più grande successo.
+
+ =Filippo Filippi=, nella _Perseveranza_.
+
+
+
+
+
+RACCOLTA DEI MIGLIORI ROMANZI ITALIANI MODERNI
+
+EDIZIONI GALLI
+
+ Lire
+
+ FOGAZZARO A. _Malombra_. Quinta edizione 4 50
+ --_Fedele ed altri racconti_. Seconda edizione 4 --
+ --_Il Mistero del Poeta_. Quarta edizione 1 --
+ NEERA. _Teresa_. Quarta edizione 2 --
+ --_Lydia_, Secondo migliaio 4 --
+ --_Il marito dell'amica_. Seconda edizione 3 --
+ --_Addio!_ Quarta edizione 2 --
+ BRUNO SPERANI. _Numeri e Sogni_. Sec. ediz. 4 --
+ --_L'Avvocato Malpieri_. Seconda edizione 3 50
+ COLAUTTI A. _Fidelia_. Secondo migliaio 3 --
+ LA MARCHESA COLOMBI. _Prima morire_.
+ Terza edizione 2 50
+ SERAO, _Vita e avventure di Riccardo Joanna_.
+ Secondo migliaio 4 --
+ --_Fior di Passione_ 3 50
+ OTTONE DI BANZOLE. _Al di là_. Seconda ediz. 4 --
+ --_No_. Seconda edizione 4 --
+ VALCARENGHI U. _Spergiuro!_ 3 --
+ --_Le Confessioni di Andrea_. Seconda edizione. 3 --
+ --_Baci perduti_ Seconda edizione 2 --
+ --_Sotto la Croce_ 3 --
+ --_Fumo e Cenere_ 3 50
+ ROVETTA G. _Montegù_. Seconda edizione 4 --
+ --_Mater Dolorosa_, Settima edizione 5 --
+ MEMINI. _La Marchesa d'Arcello_. Seconda ediz. 5 --
+ BERMANI E. _Frate Gaudenzio_ 2 50
+ CAGNA A. G. _Provinciali_. Secondo migliaio 3 --
+
+
+
+NOTA DEL TRASCRITTORE
+
+Sono stati corretti i seguenti refusi:
+
+ e studiando il problema se dovesse torglieselo
+ Ella avrebbe voluto vedere que due sposi modello
+ Ce ne vorrebbero due al giorno delle Ninette per quello li!
+ non mi ricordavo memmeno di chiuder la porta.
+ Mi padre, si sa, ogni uomo ha il suo vizio,
+ Non una parola durante otto giorno interi.
+ sempre nell'aspettiva di una vostra lettera
+ No, no, sarebbe stata una vile ed inrata creatura.
+ ora una colonna d'edera arrossata sul tronco di una quercia
+ aveva compreso, lei già donna, i mistero della virginità,
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of L'indomani, by Neera
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'INDOMANI ***
+
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+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
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+used on or associated in any way with an electronic work by people who
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+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
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+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
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+
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+License terms from this work, or any files containing a part of this
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+Gutenberg-tm License.
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+
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+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
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+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
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+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at https://pglaf.org
+
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+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit https://pglaf.org
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+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including including checks, online payments and credit card
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+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart was the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
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+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
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