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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: L'indomani + +Author: Neera + +Release Date: July 9, 2007 [EBook #22020] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'INDOMANI *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + + + + +_corsivo_ __grassetto__ =maiuscoletto= + + + + _Neera_ + + L'INDOMANI + + PRIMA EDIZIONE + + MILANO + LIBRERIA EDITRICE GALLI + DI + CHIESA & GUINDANI + =Lipsia= e =Vienna=, F. A. Brockhaus--=Berlino= A. Asher e C. + =Parigi=, Veuve Boyveau--=Napoli= Ernesto Alfossi. + + 1889 + + + + + L'INDOMANI + + + + + DELLA MEDESIMA AUTRICE + + =Vecchie catene= L. 2-- + =Novelle gaie= » 3-- + =Il castigo= » 3-- + =Un nido= (terza edizione) » 2-- + =Iride= (nuove novelle) » 4-- + =La freccia del parto= » 2 50 + =Un romanzo= » 3-- + =La Regaldina= » 2-- + =Addio= (quarta edizione) » 2-- + =Teresa= (quarta edizione) » 2-- + =Lydia= (secondo migliaio) » 4-- + =Il marito dell'amica= (seconda ediz.) » 3-- + + + + + (Diritti di traduzione riservati). + + + + + _Neera_ + + + L'INDOMANI + + PRIMA EDIZIONE + + MILANO + LIBRERIA EDITRICE GALLI + DI + CHIESA & GUINDANI + =Lipsia= e =Vienna=, F.A. Brockhaus--=Berlino=, A. Asher e C. + =Parigi=, Veuve Boyveau--=Napoli=, Ernesto Anfossi + + 1889 + + + +_Proprietà letteraria._ + +Milano. Tip. Lombardi. + + + + +_Ho pensato che qualche persona potrebbe arricciare il naso davanti a +questo_ indomani, _vocabolo non accettato da tutti; e qualche critico, +come succede a volte, concentrare tutto il suo acume sul frontispizio, +defraudando l'opera di quell'esame intelligente che è il miglior +premio cui aspiri lo scrittore._ + +_Cambiare_ l'indomani _con_ il domani _non era cosa difficile, se a +quel primo vocabolo, sortomi spontaneamente nel cervello col concetto +stesso dell'opera, io non ci avessi tenuto con una specie di simpatia +superstiziosa; oltre che mi sembra più snello, più vivo, più efficace, +più preciso._ + +_Decisi però di chiedere un consiglio, anzi ne chiesi parecchi, col +risultato di allargare la cerchia dei dubbi; perchè i partigiani del_ +domani _e dell'_indomani _si moltiplicarono senza fondersi._ + +_Avevo, è vero, Manzoni dalla mia, per il fatto che nei_ Promessi +sposi _si trova_ l'indomani, _e con tale alleato mi potevo mettere in +guerra; ma volli ancora sentire il parere di un dotto giovane, valente +e noto poeta, che da Roma manda in giro tratto tratto versi squisiti +di pensieri e di forma; ed ecco la risposta:_ + +«L'indomani _ha avuto molti accusatori tra i quali Fanfani, e molti +difensori tra i quali Nannucci e Gherardini. Ne fece uso anche qualche +scrittore autorevole. Io penso che, mentre_ il domani _esprime meglio +un giorno determinato,_ l'indomani _esprime meglio un tempo +continuato; non è più il preciso avverbio, ma un vero sostantivo. La +preposizione_ in _gli dà questo senso, nè so vedere, essendone +l'etimologia puramente classica, perchè lo si dovrebbe bandire, +costringendo la parola_ domani _a significare un concetto che invece +ha la sua propria espressione nella parola_ l'indomani.» + + * + * * + +Nello schiudersi delle palpebre gli occhi di Marta, per abitudine, +cercarono la nota cameretta; ma prima ancora che le pareti, i mobili e +l'ampio letto la facessero avvertita del cambiamento, il cuore le +sussultò. Ella era sposa. + +Guardò subito suo marito. Alberto dormiva, coi lineamenti calmi, le +guancie soffuse di un roseo colorito, così infantilmente placido e +sereno che la barba sembrava uno scherzo intorno al suo volto. Marta +lo guardò a lungo, intensamente, vedendo sfuggire in quel sonno +ostinato una delle sue più antiche fantasie d'amore, ma pur lieta di +vegliare e quasi di proteggere quel sonno, presa da una tenerezza +materna nella quale fondevasi la malinconia di un pensiero occulto. + +Certo ella non poteva rimproverare a suo marito di non essersi +svegliato prima di lei; fors'anche era meglio così; sì, sì meglio. Un +altro ordine di idee la incalzò vivamente, facendola scivolare giù dal +letto con una sollecitudine che somigliava ad una fuga. + +E intanto che si vestiva, adagio, nella penombra della camera, +prendeva intiero possesso della sua posizione di donna maritata, +guardando l'anello d'oro che le scintillava alla mano sinistra, avendo +paura di perderlo nell'infilare le maniche e studiando il problema se +dovesse toglierselo o no prima di lavarsi. Perchè ella voleva poi +continuare tutta la vita quello che avrebbe fatto il primo giorno; era +amica dell'ordine e del sistema; voleva essere una buona donnina come +la sua mamma e come tanti modelli di spose letti nei romanzi inglesi. + +Il sogno della sua ardente giovinezza si era avverato a puntino; un +uomo giovane, simpatico, onesto, l'aveva chiesta in moglie, le aveva +dato il suo nome, la conduceva con sè; l'amava dunque. Era l'amore +ideale, vero, indistruttibile--_forte come la morte_.--La grandiosità +del paragone biblico la commosse; sentì uno slancio di profonda +riconoscenza per Alberto, che le dava tutto ciò e chinatasi lieve +lieve depose un bacio tenerissimo sulla mano che suo marito teneva +allungata fuori della rimboccatura. + +Era però strano ch'ella si trovasse chiusa nella stessa camera con un +uomo che due mesi prima non conosceva neppure; che fino alla settimana +scorsa non le aveva dato del tu; ch'ella aveva sempre visto in circolo +con la mamma, coi parenti; del quale non sapeva il passato, e ne +ignorava i gusti, le abitudini, gli affetti, le ripugnanze. Ella che +era stata allevata nell'idea intangibile del pudore femminino, che non +avrebbe mostrato le spalle ad un fratello, ad un zio, aveva pur +dormito con quest'uomo! + +Era giusto, legale, approvato dal codice e dalla religione; approvato +da lei stessa poichè aveva detto di sì, poichè Alberto le piaceva, +poichè aspettava da lui l'amore. + +Aspettava! ma intanto si sentiva stordita, come uno che va a tentoni +con gli occhi bendati, urtando contro oggetti nuovi e indefiniti, +udendo la voce dei compagni che gli gridano: avanti, niente paura! + + +Quando le avevano presentato Alberto, Marta che aveva ventitrè anni, +che era intelligente e seria, comprese subito alle ansie della mamma, +allo sguardo scrutatore di lui, che si stava per compiere il grande +atto della sua vita. + +Quello che non sapeva è che il suo destino veniva messo a partito da +parecchi mesi fra cinque o sei candidati scelti e vagliati dalle +amiche della mamma, per cui fu successivamente sul punto di diventare +la signora De-Martini, con un vedovo, capitano, nobile, uomo d'ordine, +discretamente provveduto; oppure la signora Valdranchi, sposando +Valdranchi, lo scultore di grido, che non aveva un soldo, ma +guadagnava assai, simpatico giovinotto a cui fioccavano le avventure +galanti. Si era contemporaneamente preso in considerazione Anselmo +Bianchi, negoziante di grani, un po' alla buona, piacente tuttavia e +ricco. Tre individualità assolutamente opposte, ma che, presentandosi +in forma di marito, offrivano le stesse garanzie di felicità per la +sposina, a detta delle amiche. + +De-Martini, alto, sottile, biondo, un po' calvo, pieno di distinzione, +tranquillo, educatissimo, doveva piacere a Marta. Valdranchi, piccolo, +vivo, abituato alle compagnie equivoche, ma col fuoco del genio negli +occhi, irrequieto, simpatico, doveva pur piacere a Marta; e non vi era +nessuna ragione perchè non potesse piacerle Anselmo Bianchi quantunque +non più sul fiore degli anni, sano tuttavia, con una villa quasi +principesca, provveduta di una serra immensa, dove Marta avrebbe +potuto soddisfare la sua passione per i fiori. Di questo paragrafo fu +preso nota con molto interesse nel crocchio delle amiche. + +Intanto che si discutevano le probabilità di tali matrimoni, che si +era già invitato a pranzo De-Martini, e che si era fatto parlare al +signor Bianchi della somma ventura per lui riposta in una brava +moglie; quando si stava persuadendo Marta che i capi scarichi sul +genere del Valdranchi diventano, alla lunga, i migliori mariti, capitò +Alberto Oriani. Guarda--osservò una cugina--che bella combinazione, +Oriani! E Marta è Oldofredi; non cambierebbe nemmeno le iniziali. Su +questa felice scoperta si incominciarono le trattative. + +Alberto Oriani non era nuovo del tutto per la famiglia Oldofredi; la +mamma lo aveva conosciuto dieci anni prima; e poi a scuola, una Oriani +faceva lo stesso corso con lei, oh! si rammentava benissimo; una +morettina dagli occhi fulminei. + +Alberto viveva in campagna, sorvegliando un suo podere; solo, agiato, +galantuomo, trentasette anni, la stanchezza del celibato, il desiderio +chiaramente espresso di prender moglie per finirla con la vitaccia di +scapolo. La mamma, i parenti, le amiche si guardarono in faccia e +gridarono: È lui! + +Come poi Marta lo vide, parve il caso. Dopo aver passato tutta una +sera a teatro, avente al proprio fianco un giovanotto bruno, amabile, +con una vaniglia all'occhiello che odorava deliziosamente; dopo +essersi accordati sul merito della commedia e sugli abiti della prima +attrice, creando così una specie di simpatica intesa, di accordo +morale, Marta non ebbe nessuna ripugnanza a rivederlo, due giorni +dopo, uscendo dalla messa, e altri due giorni ancora accolto in casa, +da amico. + +Quando fu il momento di decidersi, ognuno le fece osservare, ed +osservò ella stessa per quel po' d'esperienza che aveva, la singolare +fortuna sua nella media generale delle fanciulle; molte fra le quali +si maritano tardi, spoetizzate e già avvizzite; altre non si maritano +affatto; chi deve accontentarsi di un vecchio, chi di un vedovo, chi +di uno un po' corto a cervello, chi di uno spiantato o di un +balbuziente o di un mezzo tisico perchè--dicono le persone +assennate--tutto non si può avere. + +Alberto aveva tutto o quasi, Marta dovette pur convenirne; e si +rallegrò seco stessa dalla buona ventura ed accettò con entusiasmo; +entusiasmo che non era precisamente per Alberto, ma per l'avvenire che +Alberto le avrebbe dato. Lo sapeva anche lei che così, subito, non +potevano amarsi; l'oggi non era che una preparazione; il domani solo +le avrebbe aperte le porte misteriose dell'amore. + +A questo bene futuro Marta tendeva avidamente il cuore e le braccia, +in mezzo ai preparativi febbrili delle nozze; indifferente alla gioia +dei doni, toccando con mano distratta i ricami e le trine del corredo, +sorridendo lievemente agli auguri, non gustando, non afferrando quei +lembi, quelle particelle di felicità che le roteavano intorno, con gli +occhi fissi alla meta. Nè le gentilezze di Alberto, nè il bacio che, +presente la mamma, le imprimeva sulla mano e gli ultimi giorni sulla +guancia, la toccavano molto. Dopo--ella pensava--quando ci ameremo +davvero, quando saremo soli! + +A quindici anni Marta aveva avuta la prima preoccupazione d'amore; +null'altro che un fremito, una lunga stretta di mano, uno sguardo che +la fece trasalire; e poi molte notti d'insonnia, molte ore di +tristezza, molte lagrime sparse in segreto; nessuna ebbrezza amorosa, +ma l'intuizione di tutte le ebbrezze. Ed era finito così. + +Più tardi, in società, le era occorso di fissare a preferenza gli +occhi in certi dati occhi, di ballare volentieri con un giovane +piuttosto che con un altro; ma siccome ella non poteva andare incontro +a questi sprazzi d'amore, nè sollecitarli, nè abbandonarvisi, erano +passati otto anni, vuoti in apparenza e freddi. + +Qualunque fossero stati i sogni, i desideri, le speranze, l'attesa +degli otto anni trascorsi, tutto doveva ora avere compimento. Nella +pienezza del suo sviluppo di donna, l'anima, i sensi, il pensiero +chiedevano la loro parte a Marta, che ripeteva trepidando: dopo! dopo! + +L'altare, il municipio, la mamma che piangeva, la partenza dalla casa +paterna, ella vide tutto ciò ravvolto in una nube; una delle tante +nubi che avvicendandosi, sciogliendosi, riunendosi di nuovo sotto +forme ed aspetti differenti, le toglievano la percezione del vero, di +quell'unico punto essenziale dove ella figgeva gli occhi e che le +veniva sempre conteso. Non era mai stata sola con Alberto; quando si +trovavano insieme avevano una quantità di discorsi già preparati; il +tappezziere, la sarta, l'orefice, gli inviti, l'orario del viaggio. + +Alberto correva avanti e indietro, affaccendato, con un fascio di +carte da controllare, da firmare; sempre sereno ed ilare. + +È un angelo di bontà! esclamava la mamma. Marta lo guardava +intensamente, fino in fondo agli occhi, sì ch'egli diceva ridendo: Eh! +mi vuoi magnetizzare! + +Finiranno questi trambusti, pensava Marta; egli sarà mio, tutto mio; +ancora due giorni, un giorno, un'ora.... + + +Marta si vestiva adagio, in piedi nel corsello; allacciando a +malincuore il nastrino rosa della sua bella camicia da sposa, +fermandosi a guardare il fogliame dei trafori che spiccava in rilievo +sopra un fondo di piccole stelle. + +Una delle sue preoccupazioni, prima di maritarsi, era stata quella di +dover mostrare le braccia ad Alberto, i suoi braccini esili di bimba +cresciuta presto. Fortuna, pensò, che non li ha nemmeno visti! + +Strinse il busto, nuovo fiammante, punteggiato di seta bianca; +allacciò sui fianchi un amore di gonnellino tutto a balze ricamate +sopra un trasparente di flanella rosea--una gonnella pericolosa--aveva +detto la mamma. Perchè? Infilò le calze, gli stivaletti, l'abito; era +vestita. + +Tornò a guardare Alberto e la riprese la commozione; una strana +commozione fatta di desiderio e di rimpianto, di tenerezza +ardentissima e di un freddo pauroso.--Oh! Alberto--mormorò con le mani +giunte--se io mi fossi sbagliata, se non dovessi comprenderti... + +La serietà della sua educazione e del suo temperamento sorgeva +rigorosa in lei, inalberando il fantasma del dovere. Le pastoie +dell'immaginazione dovevano scomparire davanti al compito austero +della vita; assumeva ora una sacra missione, aveva in pugno la +felicità e l'onore di quell'uomo, gli doveva tutto l'affetto, tutta +l'ubbidienza, tutti i sacrifici. Si era sposata, era cosa sua. + +Come avrebbe voluto fare qualche cosa di grande, di eroico, per +mostrare la sua forza di amore! Fuggire dal mondo, seppellirsi viva in +un deserto, rinunciare a tutto, ma coll'amore di Alberto, di quel bel +giovane che ella si struggeva d'amare, al quale chiedeva ancora con un +pauroso sgomento il responso della sua felicità. + +Muta accanto al letto, sognava ebbrezze sconosciute, rapimenti +lontani, indefiniti, pur temendo di risvegliare Alberto, guatandolo +furtiva. Egli aveva un volto regolarissimo, il profilo nobile e puro; +una fossetta nel mento, la barba morbida e fluente, divisa alla +nazarena. I capelli vaporosi prendevano con la pressione del guanciale +cento forme, improvvisando riccioli fanciulleschi, circondando +capricciosamente l'orecchio di una delicatezza femminea. + +Ma egli a che cosa pensava? Quali visioni gli attraversavano il sonno? +Aveva sempre dormito così su un fianco, con un braccio sotto la testa, +l'altro allungato? Così roseo, così calmo? Che cosa chiudeva la sfinge +di quel bel volto e quando mai ella potrebbe, penetrandogli +nell'anima, chiamarlo veramente suo? + +Ella avrebbe tanto volontieri squarciata la sua mente e il suo cuore +davanti a lui, per mostrargli che ne era compresa; per un bisogno +irresistibile di fusione, che l'avvicinamento materiale aveva irritato +senza soddisfare. No, non poteva essere sempre così e niente altro che +così! Marta si sentiva ancora delle bende sugli occhi, dei lacci alle +mani; andava ancora tentoni, non possedeva ancora l'amore, non aveva +ancora afferrato il vero. + +Un movimento di Alberto la scosse, e con naturale senso di pudore non +volle essere scoperta a rimirarlo. Mosse verso la finestra da cui +penetrava il gaio sole di marzo; alzò le tendine che coprivano i vetri +e dette uno sguardo alla via; l'ignota via di quella città. Era un +vicolo che metteva direttamente al porto, affollato in quell'ora da +carretti, da facchini e da pescivendoli, i quali tutti vociferavano in +un dialetto che Marta non capiva. Dette uno sguardo alle finestre +dirimpetto, basse, prive di persiane, tutte munite di funi, sulle +quali svolazzavano, asciugando, le biancherie. + +Questo aspetto di città, così differente dalla sua città nativa, la +interessò senza piacerle; sollevò gli occhi, e, attraverso una fuga +grigia e malinconica di tetti d'ardesia, lontano, nello splendore del +mattino, scorse la linea azzurra del mare, grandioso e fantastico +nella sua calma, con qualche cosa di sognato, di immateriale, di al di +là.... + + * + * * + +La carrozzella, dopo di avere accolti i due viaggiatori, il baule, le +ombrelle e la piccola borsa di cuoio che Marta collocò con precauzione +accanto a sè, mosse per il viale verde. + +Finalmente!--pensava Marta--tocco il porto entro nel mio nido. + +Era pur stanca di città, di alberghi, di monumenti, di musei, di +pinacoteche. Le Veneri che aveva viste, trionfanti nella loro nudità +superba; le Lede voluttuose, le Diane innamorate, uno sciame di ninfe, +un Olimpo di dee, tutte parlanti al senso della donna, proclamando per +la via dell'arte l'impero della bellezza, le avevano lasciato uno +sconforto e insieme un desiderio, una grande disillusione ed una +curiosità più grande ancora. + +--Dimmi--disse, stringendosi ad Alberto, poichè in quella carrozza che +le apparteneva, le sembrava già d'essere a casa loro--la prima volta +che mi hai vista, quella sera, in teatro, ti piacqui subito? + +--Subito--rispose Alberto, levando un virginia dal suo elegante +portasigari. + +--Ti piacque il mio volto? + +--Sì. + +--E la mia figura? + +--Sì. + +--E la voce? + +--Tutto. Io dissi fra me: Ecco una brava mogliettina. + +Marta rimase sopra pensiero.--Egli le chiese se stesse comoda, se +volesse uno scialle sui ginocchi, ed avendo ella accennato +negativamente col capo, accese il virginia sorridendo, preso dal +benessere di quella trottata. + +--E dopo, tornando a casa, ci hai pensato?--mormorò Marta, col viso +sulla spalla di lui. + +--A che cosa? + +--Nulla, nulla, una sciocchezza. + +Il paesaggio si allargava ad ogni svolto della strada, ampio, sereno, +intersecato da viottoli bianchi che si perdevano indefinitamente da +lungi, sotto l'ombrello delle robinie. Il terreno leggermente ondulato +univa la pianura ai monti, i quali si ripiegavano su di essa, al +confine, a guisa di una legatura che stringe la perla. In giro, fin +dove l'occhio scorreva, una pace di campi ubertosi, di radi e lindi +casolari, di mulini giranti sopra ruscelli dalle acque cristalline. Un +asinello sul bianco dei sentieri, una mucca nel verde dei prati e al +di sopra il cielo soleggiato. + +Quante cose voleva chiedere Marta, guardando l'interno della carrozza +rimessa a nuovo in onor suo, con una bella stoffa di color turchino, i +sedili imbottiti di fresco, il tappeto a rose! I suoi occhi, girando +sul cocchiere campagnuolo che, a casa, doveva disimpegnare altre +funzioni, si arrestarono sul cavallo. + +--Come si chiama? È bello nevvero? Io non ho mai posseduto cavalli e +non me ne intendo affatto. + +--Anzitutto è una cavalla--rispose Alberto allegramente--si chiama +Bigetta, non vanta grandi bellezze, ma mi appartiene da quattro anni e +mi serve bene. Non è vero, Gerolamo? + +Gerolamo, dal suo posto, schioccò la frusta, assentendo. + +Marta pensò che lei, la moglie, era la straniera fra il padrone, il +servitore e la cavalla. Suo marito e Gerolamo potevano intendersi con +una occhiata sopra una quantità di avvenimenti a lei sconosciuti; e la +cavalla stessa, quante carezze non aveva avute da Alberto prima, assai +prima che ella lo conoscesse! Tutto un passato li divideva dunque, +mentre ella avrebbe voluto fondersi con lui, immedesimarsi, formare +una cosa sola. Che altro se non ciò doveva essere l'amore? + +--C'è molto prima di arrivare?--chiese mortificata quasi di non +saperlo. + +--Tre chilometri circa li abbiamo fatti, ne restano cinque. Fra +mezz'ora saremo a casa. L'Appollonia ci aspetterà. + +Almeno ella sapeva che Appollonia era la serva. Ne avevano già +parlato; suo marito gliel'aveva dipinta come una buona campagnuola +affezionata e fedele. Ma in quel momento volle sapere se l'Appollonia +era bella e lo domandò a voce alta; al che Alberto rispose con uno +scroscio di risa, a cui fece eco una specie di singhiozzo giulivo da +parte di Gerolamo, così che Marta stessa si pose a ridere +infantilmente, con molto piacere di suo marito, il quale amava le +persone di buon umore. + +--Vedrai--soggiunse Alberto a sua moglie, toccandole la spalla da buon +camerata--anderai subito d'accordo con tutti, brava gente, ottima +gente. Il dottorone già, curioso, vorrà vederti per il primo. + +--C'è un dottore curioso? + +--Curioso proprio no, ma in questo caso sarà curioso, perchè mi +conosce da bambino e mi ha già avvertito che vuoi farti la corte. Te +ne intendi tu di poesia? E di cucina? Se hai sulle dita questi due +argomenti, il dottore è tuo. + +--E con gli ammalati parla di poesia? + +--Egli non fa visite a nessun ammalato; non s'intende nemmeno del +polso. Deve aver studiato medicina trent'anni fa, e per questo lo +chiamano dottore; ma poi ha fatto un po' di tutto, il signore, il +poeta, il cospiratore, il gaudente, il soldato, tutto fuorchè il +medico. È un originale, un essere squilibrato. A volte parla troppo, a +volte tace dei giorni intieri. Ma se hai da insegnargli qualche piatto +ghiotto, parlerà. + +Intanto che Alberto schizzava il profilo del suo amico, Marta, che in +venti o venticinque giorni di matrimonio non si era ancora saziata di +guardarlo, seguiva i movimenti della sua bocca, de' suoi occhi, la +pozzetta graziosissima che il sorriso scavava nella sua guancia +sinistra. Mirava ad uno ad uno i peli dei suoi baffi e l'arricciatura +morbida della barba nella quale egli faceva spesso passare la mano, +seguendo quella mano, attaccandosi a lui per tutti i sensi, sentendosi +sempre troppo lontana. A poco a poco gli si era accostata, muta, +ansando lievemente col petto. Alberto allora si ritirò nell'angolo +della carrozza, gentilmente, per farle posto. + +--Passa il signor Merelli--disse Gerolamo senza voltarsi, con la sua +voce da ventriloquo. + +Ma Alberto l'udì. Si sporse vivamente fuori della carrozza +sbracciandosi verso due individui che costeggiavano la strada maestra. +I due si levarono il cappello. + +--Salite? + +--No, grazie. Ben arrivato. + +Nuovo saluto alla signora. + +--Nessuna novità? + +--Nessuna. + +--A rivederci. + +Terzo saluto. + +--Ah! cari--esclamò Alberto abbandonandosi sui cuscini della +vettura--quel capo ameno di Merelli, quel simpaticone di un +farmacista! + +Tanto per dire qualche cosa, per interessarsi anche lei a quello che +interessava suo marito, Marta chiese: + +--Sono tuoi amici? + +--Merelli sì, Merelli fin dal ginnasio; abbiamo fatto la quarta e la +quinta insieme. Fu lui che il giorno onomastico del professore... Ah! +ma tu non sai, non sai, che bel matto! + +--E l'altro? + +--L'altro è il farmacista, Toniolo: quello che mi diceva sempre: +prendi moglie, alla nostra età è ancora il meglio che si possa fare. + +Il piacere di aver riveduto i suoi amici, di riprendere le antiche +abitudini, coloriva il volto di Alberto e faceva luccicare i suoi +occhi piccoli e buoni. Egli si fregava i ginocchi colle mani, +guardando la coda della cavalla. + +Marta si rimproverava di non partecipare a quella gioia, di provare +invece una impressione di tristezza, quasi d'invidia. Le venne in +mente sua madre, sua madre ch'ella aveva un poco dimenticata durante +il viaggio, e che da piccina le diceva e da grande le ripeteva: «Marta +sei troppo impressionabile, troppo esclusiva, senti troppo, pensi +troppo. Ciò non conduce alla felicità.» Parole che ella aveva ritenute +come un'aria da organetto e che ora le tornavano alla mente, ma più +chiare, della chiarezza improvvisa di un lume che s'accende. Volendo +vincersi, volendo uscire da quell'esclusivismo che, a detta di sua +madre, non l'avrebbe resa felice, guardò intorno la bella campagna, +gli alberi, le siepi entro cui svolazzavano le farfalle. + +--Ti piacciono questi luoghi? domandò Alberto. + +--Sì, molto. + +--Io non posso vedermi altrove. In città sto bene otto giorni, poi +sento la nostalgia de' miei campi. + +--A me pare che starei bene dovunque con te. + +--Cara! + +Egli disse: cara. Non era una dolce parola? Perchè Marta non esultò? +Perchè rimase fredda in apparenza e muta? Ella ascoltava ancora, +ripercosso nell'aria e nel suo orecchio, il suono uguale, identico a +quello di un momento prima, quando aveva detto: cari! E le pareva una +stonatura, una nota falsa che alterasse il valore della parola. Si +chinò verso di lui, con la bocca contro il suo collo, mormorandogli +nel folto dei capelli: Caro! caro! caro! + +Egli la respinse vivamente, indicando Gerolamo. Marta alzò le spalle. + +Sarebbe stato così bello baciarsi, lì, sotto il cielo fulgido, intanto +che la carrozzella correva! Chi li avrebbe visti? E quand'anche! Tornò +a guardare la strada che fuggiva, guardò gli alberi; dal cortile di un +cascinale saliva acuto nell'aria il chiocciare di alcune galline. I +mandorli fioriti allargavano le braccia, i boccioli dei peschi +punteggiavano, nella freschezza rosea di labbra dischiuse, i loro +ramoscelli privi ancora di foglie; e delle goccie sparse, rugiada, +gomma, lacrime misteriose della natura, luccicavano sopra il verde +tenero, frammiste ai fili d'argento che gli aracnidi sospendevano da +ramo a ramo. + +Il cuore di Marta si gonfiava, pieno di tenerezza, con un bisogno di +espandersi, di abbracciare, col segreto desiderio di quelle ferite per +cui l'animo trabocca e dilaga in passione, deliri, abbandoni, +singhiozzi, tutta la forza rinchiusa, l'intima essenza del sentimento +femminile. + +Assetata d'amore ella disse a se stessa, stringendosi nel mantello per +sentire la carezza del proprio calore. «Egli mi ama, ne sono sicura. +Perchè mi avrebbe presa? Mi ama sopra tutte le donne; è mio, tutto +mio!» E, sollevata, sorrise a suo marito. + +Alberto, che per parte sua non pensava a nulla, fu molto soddisfatto +nel vedere che la sua sposina aveva un buon temperamento; questo lo +persuase sempre più di aver avuto la mano felice nella scelta. + +La cavalla intanto, sentendo prossima la stalla, prese un trotterello +giulivo. Già si vedevano da lungi i tetti del paese dominati dal +campanile, e, man mano che la carrozza progrediva, qualche cascinale +sparso, qualche cane che abbaiava, una fanciulla che conduceva le +oche. + +--Sono le oche di Gavazzini--disse Gerolamo, indirizzando la sua +osservazione alla signora. + +--Chi e Gavazzini? + +--È il più ricco proprietario del paese--rispose Alberto. + +--Tuo amico? + +--Non dei più intimi, ma qui si è tutti amici. Del resto egli fa vita +ritirata, e sua moglie non si vede mai. Oh! un romanzo! Lei era una +istitutrice, fuggirono insieme, andarono in cima di un monte a passare +la luna di miele, scrissero i loro amori sulle corteccie degli alberi. +Figurati, una volta si punsero apposta un dito per bere il sangue +l'uno dell'altro.... quando ti dico romanzi! + +Marta si interessava, avrebbe voluto chiedere di più, ma la faccia di +Gerolamo, che sembrava quella di un filosofo stoico in mezzo alle +follie del mondo, le dava un po' di soggezione. + +Incominciarono le prime case allineate, coi portoni aperti, da cui si +intravedevano cortili verdeggianti, gruppi di vasi, lunghi anditi +freschi, riparati da tendoni a righe; una gonnella svolazzava tra due +usci, un visetto curioso spuntava da una finestra, i gatti +scodinzolavano sulle sedie di paglia, sbadigliando, socchiudendo gli +occhi. Più innanzi, nel centro del paese, si aprivano le poche +botteghe; il fornaio, il pizzicagnolo, il mercante, il tabaccaio, il +calzolaio, il barbiere. + +--Ecco la farmacia--disse Alberto. + +Marta guardò. Non c'era nessuno sulla soglia; una cortina verde, +strofinata e attorcigliata come una fune, lasciava scorgere +nell'interno un pezzo di scansia coi barattoli di terraglia bianca e +azzurra. + +--Ha moglie il farmacista? + +--È vedovo; ma la riprenderà. Che cosa deve fare? + +--Sicuro--disse Marta, ripetendo macchinalmente tra sè: che cosa deve +fare! + +--Guarda la casa di Merelli; sul canto di piazza, dipinta in giallo; +l'hai vista? + +--No, non l'ho vista. + +--C'era la serva davanti alla porta. + +--No, non l'ho vista. Ha moglie Merelli? + +--Sì, ha moglie. + +--E la casa di.... di quel signore.... quello che ha bevuto il +sangue.... + +--Gavazzini? Ah! non è qui; è fuori di paese, isolata; più isolata +ancora della nostra. + +--La nostra è l'ultima, nevvero? È forse questa? + +La cavalla rallentò, Gerolamo fece una voltata da cocchiere esperto, +e, passando da un cancello spalancato, fermò di botto nel bel mezzo di +un cortile vellutato d'erba minuta, con alte muraglie imbrunite dal +tempo, su cui si sbizzarriva a rabeschi una lussureggiante glicina, +carica di fiori. + +L'aspetto generale del fabbricato e del cortile era quello di una +vecchia casa borghese, comoda, dove un seguito di generazioni agiate e +tranquille si erano succedute senza scosse, senza cambiamenti. + +Appollonia corse fuori, tutta traballante nella sua rotondità di pan +buffetto, con la facciona lucida raggiante di semplicità, la bocca +aperta, le mani sporche di farina. + +Marta, nel guardarla, non potè a meno di sorridere, e balzando lesta +dalla carrozza gridò: + +--Buon giorno, Appollonia. + +Furono le prime parole che la nuova padrona pronunciò entrando ne' +suoi dominî. Gerolamo ammiccò segretamente Appollonia, con uno +stringimento di palpebre che voleva dire: Va bene, va bene! E la +grossa serva, sgangherando la bocca fino alle orecchie, mostrò di aver +inteso il senso di questa affermazione. + +Marta non doveva dimenticare più quel momento del suo arrivo, in un +ridente giorno di aprile; i grappoli lilla che fiorivano sui muri, +l'erba del cortile, una pace, una serenità diffusa nell'aria, un +benessere sicuro che sembrava uscire dalle muraglie della vecchia +casa; perfino il volto bonario di Appollonia e il nitrito della +cavalla che scuoteva il muso fine sotto le carezze di Gerolamo. + +Alberto, senza aspettare ch'ella si levasse il cappello, passò il +braccio sotto il braccio di sua moglie e la condusse subito a visitare +la casa. + +Niente di ricercato nè di pomposo. Una grande comodità in tutto, nella +disposizione delle camere, nei mobili, negli ampi seggioloni, nei +divani sparsi con abbondanza; una certa ricchezza tradizionale ma +tranquilla; buoni quadri, stipi intarsiati, biancheria accuratissima, +delle vecchie maioliche di famiglie. + +--Queste sedie le ha ricamate mia madre--disse Alberto. + +Erano otto sedie di legno chiaro con profili dorati, coperte di ricami +a mezzo punto, bellissimi, tutti l'uno differente dall'altro. + +Marta le ammirò religiosamente, commossa. + +--Questo è il mio ritratto di quando ero bambino. + +Marta vi si precipitò sopra, coprendolo di baci e di esclamazioni, +portandolo sotto alla finestra per esaminarlo meglio. + +--Come è bellino! Care queste spalluccie nude! E che occhietti! E le +manine, Dio, che manine... ma avevi le mani così piccole allora? + +--Caspita, i bambini!... + +Risero entrambi, stringendosi il braccio, felici. Salirono così lo +scalone che conduceva al piano superiore. + +--Ma è tutto bello qui, sai? + +--Sì, non c'è male. È comodo. + +Entrarono nella camera da letto. Tre finestroni la illuminavano, +facendo penetrare i raggi del sole attraverso un ricco cortinaggio di +stoffa a fiori sopra un fondo cilestrino. Della medesima stoffa era il +panno del letto, altissimo, ampio, per metà ricoperto di un piumino di +seta celeste, sull'orlo del quale ricadeva, accuratamente stirata, la +trina del lenzuolo. Sulla pettiniera un'altra trina, nel festone della +quale serpeggiava un nastro celeste, faceva da sopporto a un servizio +di cristallo, lucentissimo. Sugli specchi, sulle cornici non si +scorgeva un atomo di polvere. + +--È stata l'Appollonia a preparare queste belle cose? + +--Lei, certamente. Vi avrà impiegato tutto il tempo che ci volle a noi +per percorrere l'Italia; ma infine, ognuno fa quello che può. + +Marta, levandosi il cappello e la spolverina, sedette sul divano che +era ai piedi del letto, sentendosi finalmente in casa propria. + +--Oh come si sta bene qui! + +Tese le mani a suo marito, invitandolo a sedersi anche lui sul divano. +Ora non dubitava più di essere la signora Oriani. + +La sua felicità doveva incominciare da quel momento; prima era stata +una corsa vertiginosa, contraria all'amore. L'amore ha bisogno di un +nido. + +Marta sollevò gli occhi, girandoli torno torno come per prendere +possesso d'ogni cosa; e quando ebbe ben riguardata la camera, il +letto, le cortine a fiori, fissò Alberto con un'estasi tale di +riconoscenza, di tenerezza timida e ardente, che egli, un po' +sorpreso, la baciò, non sapendo che dire. Ella trasalì tutta, colla +speranza di una rivelazione. + +--O mio Alberto, mi amerai sempre, sempre? + +--Che domanda! + +--Dillo! + +--Ne dubiti dunque! + +--Dillo...--ripetè Marta, stringendosi, avviticchiandosi a lui tutta +tremante, con la bocca socchiusa. + +Un'ondata di sangue colorì la fronte di Alberto, che rispose per la +durata di un attimo alla stretta di sua moglie. Poi si sciolse, +dolcemente, ravviandosi i capelli. + +--Andiamo--disse--non facciamo ragazzate. + + * + * * + +La prima visita fu per i Merelli; lui, il marito, se l'era fatta +promettere solennemente da Alberto, quando questi era ancora +fidanzato. + +Appena Marta pose il piede nella casa gialla, sul canto di piazza, +urtò un cestino dove un bimbo muoveva i primi passi; mentre curvavasi +ad accarezzare il bimbo, uscì come un razzo, da una porta laterale, +una ragazzotta sui venticinque anni, bruna, ardita, con due occhietti +che sembravano granelli di pepe, e senza aspettare che Marta od +Alberto parlassero, con facile loquela li invitò ad entrare, dicendo +che la padrona li aspettava, che li avrebbe visti tanto volentieri. + +Sì dicendo, aperse loro la via attraverso una barricata di seggiole +capovolte, di balocchi, di pannilini ammonticchiati, ripetendo ad ogni +oggetto rimosso:--Scusino, sono i ragazzi, non si può mai tenere un +po' d'ordine, scusino. + +Merelli apparve, alto, complesso, coi baffi rigogliosi, la pelle +lucida e piena, lo sguardo lucente; una certa eleganza campagnuola +negli abiti, che le sue membra riempivano fino a tenderne le cuciture; +tutt'insieme, un aspetto di uomo sano e senza fastidi; una voce da +toro. + +--Giulietta! Giulietta!--si pose a gridare, intanto che aiutava la +serva a sgomberare il cammino, sorridendo in pari tempo ai visitatori. + +Una faccina da monello, leggermente imbrattata d'inchiostro, uscì +curiosa da un paravento. + +--Va a chiamare tua madre--tornò a gridare Merelli--sporcaccione! + +La servetta era riuscita, in questo frattempo, ad aprire prima l'uscio +e poi le finestre del salotto, passando accortamente una mano sulle +sedie più in vista, e con atto cerimonioso invitò Marta a prender +posto sul divano. + +--Ecco mia moglie--disse Merelli andando incontro a una donnina nè +bella, nè brutta, col petto liscio, e il ventre sporgente, un profilo +da madonna invecchiata troppo presto. + +La signora Merelli salutò, un po' impacciata, inesperta, tenendosi per +mano una marmocchietta che rosicchiava una crosta di pane. + +--La famiglia è tutta qui?--chiese Alberto girando gli occhi. + +--Questa e l'Adelina: smetti di mangiare, via! Battistino era là +quando sei entrato, dietro il paravento, a farne delle sue; il piccino +lo hai visto, nevvero? e tre. La Pina è a letto, un po' indisposta, il +quinto è in viaggio... + +Dopo questa enumerazione il silenzio gravò, penoso, per cinque minuti. + +--Si annoierà in campagna--disse la signora Merelli, con una voce +stanca--se è abituata alla città... + +--No, no, la vita di noi donne non è nella famiglia? + +La signora Merelli assentì, facendo un lieve tentativo per togliere di +bocca il pezzo di pane alla piccola Adelina. + +--Questo paese poi è simpatico, la posizione è bella... Lei ci è nata? + +--Non qui, ma vicino. Mi trovo in questa casa da dieci anni. + +--Già dieci anni? + +--Molti nevvero? e--soggiunse la signora Merelli con un sorriso +rassegnato--in dieci anni cinque figli e quattro aborti... + +Marta arrossì. Non era ancora avvezza a queste confidenze di donna +maritata. Involontariamente guardò il signor Merelli, poi la piccina, +poi si pose ad abbottonarsi un guanto. + +Si udivano i respiri delle quattro persone e della personcina. + +--Mi pare che non tieni allegri la signora sposa!--tuonò Merelli--e +dov'è andata Ninetta? Ninetta! + +Con la prontezza di un baleno la serva apparve. + +--Prepara il caffè. + +Alberto volle protestare, Marta anche. + +--Che? disse Ninetta. È subito fatto. + +--Non prendo mai caffè--soggiunse Alberto--e mia moglie... + +Ninetta intervenne lestamente: + +--Un bicchiere di vin bianco allora? + +--Brava!--fece Merelli.--Ben pensato; va' a prendere il vin bianco. + +Durante la piccola discussione la signora Merelli non s'era mossa, con +le mani incrociate sul grembo, dolcemente. La bambina, accanto a lei, +rosicchiava il suo pane con un grazioso rumore di topolino sotto un +uscio. + +Ninetta tornò, sorreggendo con una mano il vassoio carico di +bicchieri, coll'altra tenendo la bottiglia. + +--Conduci via l'Adelina--le disse piano il signor Merelli--non vuole +ubbidire. + +La serva rispose con un'occhiata d'intelligenza, ma prima stappò la +bottiglia, versò il vin bianco e lo servì, e siccome Marta esitava, +ella la incoraggiò, assicurandola che era vino schietto, fatto in +casa. + +Indi prese per un braccio l'Adelina, scuotendola un poco, mormorandole +all'orecchio che era una cattivaccia, e se la trascinò dietro in +cucina. + +Marta, che pure aveva una certa pratica di società, non trovava una +parola. Guardava quella famiglia singolare, cercando inutilmente lo +sguardo di suo marito, che sembrava sotto il fascino di Merelli. + +--Ha la mamma, nevvero?--chiese ad un tratto la voce fioca della +signora Merelli. + +--Sì, ho la mamma. + +--Il padre no? + +--No, sgraziatamente. + +--È proprio una disgrazia quando muore il capo di casa! + +La signora Merelli, che era rimasta coll'occhio vagante, quasi +seguendo nell'aria lo svanire delle proprie parole, riprese, +rassegnata sotto il peso dei suoi doveri di padrona: + +--E fratelli? + +--Nessuno. Ero io sola con la mamma; ora sono sola con Alberto. + +--Ma non starà a lungo sola!--soggiunse con una grossa risata il +signor Merelli. + +Marta tornò ad arrossire. + +--Vorrei andare un momento a vedere la Pina--mormorò la signora +Merelli, che aveva esauriti tutti i suoi argomenti di conversazione. + +--Va e conduci la signora. + +--Oh!... non è un divertimento... + +Marta protestò che le avrebbe fatto piacere conoscere anche l'altra +bambina. + +S'avviarono su per una scala modesta, cogli scalini di mattonelle, ed +entrarono in uno stanzone che serviva di guardaroba, di dormitorio e +di ripostiglio per gli stivali del capo di casa: stivali rossi di +cuoio, stivaloni lunghi a gambiera, uose, tiranti, il tutto allineato +lungo una parete, colla canna di un fucile che luccicava in un angolo +e la casacca di fustagno dai bottoni di rame, gettata sullo schienale +di una sedia, tesa ancora e quasi calda della plasticità vigorosa di +chi la aveva rivestita. Davanti al letto della piccina, intanto che +Marta ne lodava il volto intelligente, la madre sospirò: + +--Lei è adesso nella sua luna di miele... le auguro che duri a lungo. + +--Oh! sempre--esclamò Marta con vivacità. + +Un'espressione di meraviglia passò negli occhi della signora Merelli, +che poco dopo soggiunse: + +--Almeno non avesse troppi figli... perchè qualcuno ci vuole, ma +troppi! Io non ho aspettato neanche un giorno; nove mesi giusti dal dì +del mio matrimonio nacque Battistino. + +--Davvero?--fece Marta--È egli possibile? + +--Come le dico. E ho sofferto tanto quella volta! + +Si allontanò dal letto voltando le spalle alla bimba; + +--Tre giorni interi coi dolori e poi un male, un male... + +Marta ascoltava, terrorizzata, sentendosi un brivido alla superficie +della pelle. + +Dopo un po' di silenzio si arrischiò a domandare: + +--E gli altri? + +--Meno; tuttavia è una gran brutta parte che il Signore ha dato a noi +donne. Gli uomini hanno tutto di buono, essi! + +Quante domande sulle labbra di Marta! Quella donna maritata da dieci +anni avrebbe potuto scioglierle una quantità di problemi, ma non osò. +Diede timidamente un'occhiata all'esercito degli stivali e a quella +casacca baldanzosa, meditando le parole: hanno tutto di buono essi! E +le parve di sentire l'eco di risate rumorose, di passi pesanti, di +parole alte e brutali, tutto un egoismo scettico di padroni e di +conquistatori. + +Di ritorno nel salotto provò un'impressione di sollievo vedendo +Alberto. + +--Partiamo?--gli disse. + +Egli rispose gentilmente:--Come vuoi. + +Nell'andito sbucò fuori la Ninetta, complimentosa, aggiungendo i +propri saluti a quelli che i suoi padroni andavano facendo agli sposi. +Le due signore si abbracciarono, promettendo di vedersi spesso. +Ninetta soggiunse: + +--Ma sì, venga! + +Quando la porta della casa gialla fu chiusa, Marta si strinse al +braccio di suo marito. + +--Ti sei annoiata un pochino?--chiese egli ridendo. + +--No, ma desideravo trovarmi sola con te. Mi pare che tutti gli altri +abbiano a portarmi via qualcosa del mio Alberto, perchè tu sei mio, +non è vero? + +--Oramai, se anche non volessi, è cosa fatta. + +--E quel signor Merelli è lui pure tutto di sua moglie?--chiese Marta +insidiosamente. + +--Oh! capirai, non posso saperlo... + +--Non mi piacerebbe per marito. + +--Ne sono ben lieto. + +--È grossolano. + +--Un pochino. + +--E troppo pingue. + +--Converrai che di questo non ne ha colpa. Sua moglie, che te ne pare? + +--Una buona donna, con poco spirito se vuoi, oh! ma ha sofferto tanto. + +--Ti ha raccontato?... + +--Sì, il suo primo parto... + +--Ah! solamente ciò? + +--Sicuro--fece Marta, dandosi l'importanza di una matrona iniziata a +segreti misteri. + +Tacquero fino a casa. Sulla soglia trovarono il dottorone, impettito. +Egli, che era già stato presentato a Marta, la salutò chiedendole che +cosa l'era parso dei coniugi Merelli. + +--Ma... gentili. + +--E la servetta? + +Il dottorone lanciò questa domanda con tale malizia negli occhi, che +Marta stupì. + +--Andiamo--fece Alberto prendendo il dottore sotto braccio--vieni a +desinare con noi. + +--Non posso. Ho a casa una galantina di lepre con certi tartufi che +sono una meraviglia. La mia serva non ha l'abilità della Ninetta... ma +per la galantina! + +Si baciò la punta delle dita, sempre con gli occhi birichini, e fatta +una scappellata alla signora, e detto che s'era fermato apposta per +augurarle il buon pranzo, se ne andò, lento lento, col corpaccione +male assettato nell'abito nero, coi calzoni color lumaca troppo corti, +il cappello a _tuba_ posto in bilico sopra l'orecchio. + +Marta si spogliò in fretta; doveva preparare una salsa di cui ella +sola conosceva la ricetta e che, nel suo ardore di neofita, giudicava +più accetta ad Alberto, se fatta da lei. + +Comparve a tavola tutta rossa, impaziente di conoscere l'esito. Quando +Alberto ebbe dichiarato che la salsa era gustosa, allora si calmò; +mangiò e bevve di buonissimo umore; fece l'enumerazione dei piatti che +preferiva, combinandoli con quelli preferiti da Alberto, vedendo con +soddisfazione che si incontravano nel gusto. + +--E, dimmi--esclamò improvvisamente--che cosa intendeva il dottore con +le sue allusioni alla serva dei Merelli? + +Alberto era l'uomo meno adatto del mondo a nascondere checchessia; +rispose, un po' imbarazzato, che il dottore scherzava volentieri. + +--Non è ciò--interruppe Marta a cui si schiarivano le idee +meravigliosamente--se non ci fosse nulla di positivo, lo scherzo non +avrebbe avuto ragione d'essere. + +--Ebbene, disse Alberto, pensando che, in fin dei conti, la cosa non +lo riguardava affatto e che Marta l'avrebbe saputa egualmente--Merelli +fa all'amore colla Ninetta. + +--Così?--esclamò Marta sgranando gli occhi. + +--Come, così? + +--In presenza della moglie... + +--Ma!... + +--Con tanti bambini? + +--I bambini non c'entrano. + +--Ma è un orrore! + +--Certo non lo approvo. + +--Tu non avresti questo coraggio, eh? + +--Non mi sono mai piaciute le serve. + +--Ah!--tornò a fare Marta con un sospiro di sollievo, mentre l'onesto +faccione dell'Appollonia le attraversava il pensiero. + +E dopo un po' di tempo mormorava ancora: + +--È un'infamia, è un'infamia. Ma perchè sei amico di quell'uomo? + +--Oh! bella, dovrei levargli il saluto in causa del suo gusto per le +serve? È una debolezza in lui, non può correggersi. Ninetta non è la +prima. + +--Ma sua moglie? Poverina, voglio avvertirla... + +--Non ci mancherebbe altro! + +--Almeno consigliarla a tener serve vecchie... + +--Non ci stanno in quella casa, con tutti quei bambini, rifletti. + +--Oh! povera donna, povera donna! + +---Senti--continuò Alberto prendendo le mani di sua moglie per +calmarla--secondo ogni probabilità, la signora Merelli non sospetta +niente; e se lo sospetta, forse non ci pensa; può anche darsi che lo +sospetti, che ci pensi, ma che non gliene importi un cavolo. In tal +caso tocca a noi farci cattivo sangue? + +Marta stette zitta un momento. + +--È impossibile--scattò poi--che ella resti indifferente! + +--E perchè impossibile?--dopo dieci anni di matrimonio... + +--Alberto, che cosa dici? L'amore fra marito e moglie non deve essere +eterno? + +--Cara mia, se tutte le cose che _dovrebbero essere, fossero!_ + +--Tu dunque fra dieci anni non mi amerai più? E amoreggerai?... + +L'Appollonia tornò a passare nella mente di Marta portandovi un raggio +così giulivo che, nel bel mezzo della sua indignazione, dovette +sorridere; di che accorgendosi Alberto, disse: + +--Ma sì, farò all'amore coll'Appollonia. + +Ella rideva, adesso; avendo posata la fronte sulla spalla di suo +marito, eccitata da un ordine nuovo di idee che le si erano parate +dinanzi. + +--Però, senti, non capisco come una persona educata, un uomo che ha +studiato, infine che non è un villano del tutto, possa perdersi con le +serve. + +--Anche un uomo educato non trova sempre delle duchesse, mia cara +Marta, e poi, se ti dico che è il suo debole! Vuoi uscire a fare due +passi in giardino? + +--No. + +Ella tornava al suo argomento, appassionandovisi con una voluttà +rabbiosa e crudele. + +--Ma non pensa alle conseguenze, al disonore della ragazza, a... + +--Che cosa vuoi che pensi!... Finiamola, se non ti dispiace, coi +Merelli. + +Alberto si era levato in piedi, non dissimulando una certa seccatura, +e passeggiava innanzi e indietro fermandosi ogni tanto a guardar fuori +dalla finestra. + +Marta sentì una stretta al cuore. Non cambiò positura, non si mosse. +Aveva ancora davanti il piatto sul quale stavano alla rinfusa dei +picciuoli di ciliegia; li prendeva a due a due, allacciandoli insieme +per vedere quale si rompeva; a conti fatti, i picciuoli rotti erano in +gran maggioranza. Li riunì con cura in un monticello. + +--Hai detto all'Appollonia che non faccia più tanto rumore, alla +mattina, co' suoi zoccoli? + +--Sì, gliel'ho detto. + +--E tu sarai così buona da cucirmi, domani, quei bottoni alla mia +casacca di velluto? + +--Sono già cuciti. + +--Oh! che tesoro di donnina. + +Ella sperava ancora che l'avrebbe guardata in faccia; ma Alberto si +fermò dietro la sedia di sua moglie, accarezzandole il collo colla +punta dell'indice. + +--Addio, vado fuori un po'. + +Chinossi, baciandola sulle guancie, sonoramente. + +Marta rispose: addio--e si strinse nelle spalle, sembrandole che la +stanza diventasse fredda. + + * + * * + +Gli amici di Alberto Oriani non capivano perchè la sposina non +fiorisse di quel rigoglio pieno ed espansivo che accompagna +generalmente il passaggio dalla fanciulla alla donna. + +Eppure Marta era felice; lo diceva a tutti, lo scriveva alla madre, ne +era ella stessa convintissima. Se la malinconia l'assaliva qualche +volta, era una malinconia vaga, uno scoraggiamento del quale non +accusava Alberto, ma sè stessa. + +Ella faceva continui confronti tra suo marito e gli altri mariti, +trovando che Alberto li superava tutti in bontà, in gentilezza; certo +non era molto espansivo, ma è forse necessario? Egli diceva spesso che +l'amore, come lo descrivono i poeti, è un sogno da matti; e Marta +ripeteva questa frase nelle lunghe ore della sera, le ore che Alberto +passava in farmacia con gli amici. L'amore vero era quello che Alberto +aveva offerto a lei: il suo nome, la sua casa, i suoi servi; i pasti +presi insieme, le notti dormite insieme nella bella camera col parato +a fiori; e poi, il bacio che egli le dava tutte le mattine, +regolarmente, nello stesso tempo in cui allungava il braccio fuori +dalla coltre per prendere il bicchier d'acqua sul comodino. + +Prima ella si chiamava Oldofredi, adesso era Oriani; dalla città era +passata in un borgo; poteva mettere piume sul cappello e diamanti alle +orecchie; in casa della mamma mangiava a un tavolinetto rotondo, con +un servizio di terraglia bianca di Germania; nella nuova casa la +tavola era quadrata e il servizio antico con dei fiori rossi e blù. +Per ventitrè anni si era sentita chiamare signorina, ora la chiamavano +signora e qualcuno anche madama. Tutto ciò costituiva una grande +differenza e il repentino cambiamento la stordiva; molto più che anche +tutti i visi erano cambiati attorno a lei, cambiati i nomi, per cui le +accadeva ancora tratto tratto di pronunciare Matilde invece di +Appollonia. + +Forse Marta aveva sognato un cambiamento di un altro genere. Secondo +lei era il suo proprio essere che doveva sorgere a nuova vita, tocco +da una forza misteriosa e potente. Il suo cuore, l'animo suo, i suoi +sensi che cosa avevano immaginato, che cosa aspettavano? Ella non si +sentiva cambiata per nulla, si meravigliava e quasi si accusava di non +aver scoperto nessuna ebbrezza nuova, e niente, ma niente, di quel +trasporto che, giovinetta, le suscitava la sola parola--Amore. + +Quando si gettava nelle braccia di Alberto, chiedendogli +affannosamente se l'amava, e che egli sorridendo la assicurava di sì, +una sensazione di freddo le correva dalla testa ai piedi, l'angoscia +dolorosa di uno sforzo senza riuscita, l'abbattimento di un carcerato +che si slancia contro l'uscio della prigione e la trova chiusa. + +In quei momenti Marta diventava pallida. + +Se questo era l'amore, qualche cosa altro ci doveva essere, più +sublime o più triste, virtù o colpa, ma altra cosa, altra ebbrezza, +altro trasporto; visione di cielo o vertigine di abisso, la sensazione +a lei ignota del rapimento per cui Francesca si era dannata +eternamente, per cui le anime grandi di tutto il mondo piansero, +crearono, morirono. + +Rammentava una sera lontana, quando aveva quindici anni e che il suo +cuore per la prima volta si era aperto all'amore, attratto +irresistibilmente verso un giovane che conosceva appena, ma per cui +passava le notti insonni. + +S'erano trovati finalmente soli, per pochi istanti, nella libertà +della campagna, e nessuno aveva parlato, ma egli le aveva presa la +mano e gliel'aveva stretta così dolcemente che a pensarvi, dopo tanti +anni, si sentiva invadere da una ignota voluttà. + +Che cos'era dunque quello? Amore? E perchè la mano di Alberto non le +dava la stessa sensazione? Era possibile ch'ella amasse Alberto meno +di uno sconosciuto? O era forse Alberto che non l'amava? Ma sì, +l'amava, glielo aveva detto e l'aveva sposata. Se no, perchè l'avrebbe +sposata? + +Sempre Marta tornava a questo dilemma, e voleva sapere degli altri +matrimoni con un interesse, con una curiosità morbosa. Dalla signora +Merelli, che era venuta a restituirle la visita, ella aspettava +trepidante e confusa uno sfogo di infelicità coniugale; ma la signora +Merelli non si lagnava che delle sue frequenti gravidanze, parlando +del marito con un feticismo da odalisca, esaltandone la bellezza e la +forza. + +--Nei primi tempi del nostro matrimonio--aveva soggiunto, ravvivando +momentaneamente i suoi occhi spenti--non mi lasciava mai salire le +scale, mi portava sulle braccia. Ed ero pesante, allora, ero grassa. + +Marta ebbe invidia della signora Merelli. Lei era più sottile, Alberto +non avrebbe fatta gran fatica a portarla sulle braccia... + +--Adesso non la porta più?--domandò. + +--Oh! Le follie della luna di miele non possono continuare sempre. + +Per tutto quel giorno Marta ebbe in mente le follie della luna di +miele. A pranzo, improvvisamente, come faceva per solito le sue +domande, frutto di lunghi pensieri solitari, chiese ad Alberto: + +--Tu non hai mai fatto follie per nessuna donna? + +Alberto che incominciava ad abituarsi alle domande di sua moglie, pur +trovandole bizzarre, rispose serenamente: + +--Follie mai; son cose da manicomio, te l'ho già detto. + +--E non hai mai amata nessuna donna più di me? + +Alberto guardò il soffitto dondolandosi sulla sedia, con le mani +appoggiate contro la tavola. + +--Non mi pare... no, no, ne sono sicuro. + +--E... però... + +Marta, sospinta dalle sue terribili curiosità, voleva sapere di più; +ma titubava davanti a quell'uomo che conosceva da pochi mesi, col +quale sentiva di non essere ancora una cosa medesima, che non le +apparteneva ancora intero. Tuttavia osò mormorare adagio, cogli occhi +bassi: + +--Donne ne hai conosciute molte? + +--Come no? il mondo ne è pieno. + +--Voglio dire... sai... quelle donne che avvicinate voi altri uomini +quando non avete moglie. + +--Sei amena con le tue domande; ma perchè ti interessi a queste cose? + +--Perchè non le conosco, e perchè mi pare che il tuo passato, così +differente dal mio, ci tenga lontani. Forse è quello che io ignoro che +mi impedisce di essere per te la donna ideale... + +--Non divaghiamo--interruppe Alberto.--Tu sei per me la donna che +cercavo, ti voglio bene, mi vuoi bene e basta. + +Marta crollava il capo, sospirando, poco convinta. + +--Abbi pazienza--disse ancora, tornando all'attacco con una tenacità +tranquilla, ma decisa--vi sono proprio alcune cose che io non arrivo a +capire. Dimmi almeno questo. Quelle donne, le amavi? + +--Ma che! È un assurdo solamente il pensarlo. + +--E allora... + +Si fermò cercando la parola inutilmente e ripetè arrossendo: + +--Allora... come potevi? + +--Che diavolo!--esclamò Alberto gettando via il tovagliuolo.--Fa +bisogno di amare per questo? + +Marta rimase impietrita, nè per quel giorno disse altro, ingolfandosi +sempre più nelle sue astrazioni, concentrando tutta sè stessa verso +quell'ignoto che sempre le sfuggiva, chiedendosi angosciosamente: Ma +che cos'è dunque l'amore? + +Dopo suo marito e la signora Merelli, il dottorone era quegli che +offriva maggior pascolo alla sua smania di sapere. + +Egli veniva quasi tutti i giorni a trovarla, ora montato sul trespolo +della poesia, ora diguazzando nella prosa grossolana, ma originale +sempre nelle sue opinioni; misto curioso del suo carattere che trovava +un perfetto riscontro nella faccia dai lineamenti volgari, sensuali, +tagliata a mezzo da un naso carnoso, sul quale gli occhiali avevano +lasciato il solco, e illuminata in alto da una fronte larga, dove gli +occhi brillavano con tutto il fuoco dell'intelligenza. + +--Per le donne oneste--egli aveva detto una volta, prendendo vivamente +il braccio di Marta sotto il suo--l'amore non può essere che un dovere +o un peccato; un contratto stipulato, firmato, reso sacramento, reso +dovere civile, eguagliato all'estrema unzione ed alla vendita di un +podere; oppure uno strappo alle convenienze, alle leggi, alla +religione, all'onore... Nel primo caso l'uomo furbo lo idealizza. Egli +dice alle sue vittime: «Siete la gioia del focolare domestico, le +depositarie del nome e dell'avvenire nostro, le regine della nostra +casa; siete la pace, siete la sicurezza.» Potrebbe soggiungere: Siete +il minor male che noi scegliamo dopo d'aver conosciuti tutti gli +altri, siete la panacea delle nostre infermità, il letto di riposo +dopo il letto di campo, la sinecura dei nostri vecchi giorni. Per +cambio della vostra gioventù, del vostro candore, dell'ideale di tutta +la vostra vita, noi che non abbiamo più nè giovinezza, nè candore, nè +ideali, vi offriamo una cosa così comune, così facile, una cosa che +trovereste sul canto d'ogni via, se noi non ce ne fossimo fatto un +esclusivo monopolio, crescendola di valore col negarvene la libertà, +sostituendo il decoro, il pudore, la virtù umana alle divine leggi +della natura. E fin da bambine, all'età degli zuccherini, vi si fa +balenare davanti agli occhi quest'altro zuccherino, ammonendovi «se ve +lo meriterete con la docilità, la modestia, la pazienza, +l'abnegazione...» + +Marta rideva, ma quando il dottore era partito meditava le di lui +sfuriate filosofiche e una lieve tristezza, che non era ancora +scetticismo, ma che gli scalzava la fede, si deponeva nell'animo suo. + +Tutta sbigottita udiva una voce interna che diceva: Costui l'hai tu +scelto in mezzo alla folla, od è piuttosto quello che ti presentarono, +il solo che hanno potuto pigliare e che tu, perchè buona e docile, +perchè aspettavi da tanto tempo, ti persuadi essere veracemente colui +che deve formare la tua felicità? + +Si disperava allora, correndo inquieta per la casa, urtando sempre +nella freddezza dolce di Alberto che non comprendeva nulla di queste +agitazioni, che le compativa però, suscitando così mille rimorsi nella +coscienza di Marta; per cui ella si gettava di nuovo fra le braccia di +suo marito singhiozzando. + + +Un desiderio, nato fin dal primo giorno del suo arrivo, le ero rimasto +insodisfatto e cresceva ogni giorno più. Ella avrebbe voluto vedere +quei due sposi modello, quei Gavazzali che si erano feriti per bere il +sangue l'un dall'altro. Non uscivano mai in paese; qualche sera, sul +tardi, nei viali deserti della campagna, due ombre apparivano da +lontano e si perdevano nel folto degli alberi. + +La signora Merelli, che nemmeno lei aveva mai visto la coppia +singolare, propose a Marta di andare assieme a fare una questua per +gli asili infantili. Si posero subito d'accordo, e sui primi di +giugno, durante un caldo pomeriggio che metteva nell'aria una gaiezza +festosa, bussarono alla porta dei signori Gavazzini. + +Una domestica dall'aspetto e dall'accento forestiero, dopo qualche +minuto di esitazione introdusse le visitatrici in un salotto molto +elegante. E aspettarono. + +Aspettarono un buon quarto d'ora, avendo così tutto il tempo di +osservare l'arredamento nuovo e corretto, le poltrone che non +sembravano tocche, le piramidi di album lucenti nei loro fregi e nei +tagli dorati. Non un fiore, non un ricamo o un libro dimenticato, non +uno sgabello fuori di posto; niente del benessere comodo e lieto che +Marta aveva a casa sua; niente pure del disordine pieno di vita che, +in casa Merelli, quattro bambini pieni di salute si incaricavano di +mantenere costante. + +Un fanciulletto di quattro anni, biondo, esile, con una faccina +anemica, fu il primo a mostrarsi. La signora Merelli volle +accarezzarlo, ma egli si ritrasse in silenzio contro lo stipite +dell'uscio. + +E passarono altri dieci minuti. + +Venne poi il signor Gavazzini, nascondendo, sotto un fare cerimonioso, +l'alterazione dei lineamenti, eccitati come dopo un alterco. + +--Prego queste signore di scusarmi, e di scusare mia moglie; è un po' +indisposta... + +Nello stesso momento una signora alta, molto esile, con la stessa +faccia anemica del bimbo, irruppe nel salotto; aveva un abito celeste +e i capelli sciolti per metà sulle spalle in una acconciatura +melodrammatica. Senza nemmeno guardare le due visitatrici, si rivolse +bruscamente a Gavazzini. + +--Sapete bene che ho proibito a mio figlio di entrare nel salotto. + +La confusione di Gavazzini divenne contagiosa; anche Marta e la +signora Merelli ne furono sorprese. Egli, con accento breve ed +imperioso, usando parimenti il pronome della seconda persona, rispose +che il bimbo era venuto in salotto da sè; poi, volgendosi alle +signore, balbettò: + +--Mia moglie... scusino... era... è indisposta. Ha voluto presentarsi +egualmente. + +La signora Gavazzini, in piedi, gualciva nervosamente i nastri del suo +abito, mentre il bambino guardava ora lei, ora il padre, con due occhi +malinconici. + +Quando la signora Merelli espose timidamente lo scopo della visita, +Gavazzini mise mano al portafogli e con perfetta cortesia le consegnò +venti lire, guardando Marta con insistenza, tanto che ella sentì il +suo facile rossore di sposina salirle subito alle guance. + +--Mia cara--disse poi volgendosi alla moglie con ricuperato sangue +freddo--ecco due buone e cortesi signore a cui potreste rendere sì +bella visita. Che ne dite? + +--Non si fanno visite, quando si vive in un chiostro come vivo io da +cinque anni. + +La voce aspra della signora Gavazzini echeggiava ancora nel salotto, +che già le visitatrici avevano preso commiato, seguite da Gavazzini, +il quale le volle accompagnare fin sulla porta, giustificando il +contegno della moglie con la scusa di crisi nervosa. Sì dicendo faceva +gli occhi teneri a Marta, tastandole il palmo della mano. + +Marta uscì di là scandalizzata, incapace di parlare. + +La signora Merelli, calma, domandò come le era parso quel nido di +tortorelle, e, nella sua rassegnata conoscenza degli uomini, aggiunse +che non vi era punto da stupire, che succede così spesso, spesso, +assai più di quanto si creda. + +--Che cosa le dissi una volta? Follie della luna di miele! Non durano. + +--E quando--chiese Marta con la voce che le tremava un po'--la luna di +miele non ha follie? + +La signora Merelli riflettè un istante, crollò il capo e rispose con +lentezza: + +--Chi sa! Forse è meglio. + + * + * * + +Toniolo prendeva il fresco sulla soglia della sua farmacia, coi +pollici nei taschini del panciotto, seguendo con occhiate lunghe e +profonde tutte le donne che passavano; occhiate che non gli costavano +nessuno sforzo, che erano naturali ai suoi occhi ben tagliati, dal +colorito intenso, che facevano supporre tutto un fondo di pensieri ed +avevano procurato alle sue attrattive di borghese sentimentale, un +discreto numero di simpatie femminili. + +Stando così sulla soglia del negozio, assolutamente freddo, non +pensando a nulla, mostrando solo la faccia pallida illuminata dallo +sguardo, Toniolo aveva fatto fantasticare molte fanciulle del paese +che, da quando egli rimase vedovo, avevano sentito più che mai il +bisogno di prendere frequentemente della magnesia o del bicarbonato di +soda; egli, enigmatico come un cofano vuoto chiuso a chiave, non aveva +scoraggiata nessuna, vendendo a tutte la sua merce con la stessa +fisionomia romantica ed incompresa, mostrando, nell'accartocciare +gl'involti, le sue mani morbide, famigliari alle pomate, fini, +lunghette, ornate al dito mignolo da un piccolo brillante, ed il +sorriso vago di un uomo che insegue dei sogni. + +Quando si era saputo che prendeva in moglie una ragazza del paese +vicino, la magnesia e il bicarbonato di soda divennero veramente +necessari a molte gastriti ed a languori di stomaco prodotti da +cruccio respresso; nè egli mostrò di accorgersene, manovrando con la +stessa dolcezza i barattoli e le spatole, prendendo il fresco ogni +sera sulla soglia della farmacia, guardando alternativamente le donne +e le stelle. + +Alberto Oriani passò tenendosi a braccio sua moglie. + +--Che miracolo!--disse Toniolo. + +Si fermarono. Erano andati a vedere dei vasi di fiori che il dottorone +voleva regalare a Marta, Si parlò un momento di fiori, tutti e tre in +piedi sulla soglia; poi del tempo che voleva rannuvolarsi, infine: + +--Vuol entrare?--chiese Tomolo a Marta, con molta gentilezza, e +soggiunse per incoraggiarla:--Le mostrerò la camera che sto allestendo +per la sposa; mi darà dei consigli. + +Marta vide sulla faccia di suo marito la stessa gioia di quando, in +carrozzella, aveva scorti i suoi amici. Decisamente, pensò, egli li +ama molto. Un'altra idea stava per svolgersi nella sua mente, questa: +e si trova in loro compagnia meglio che... ma non volle terminarla. +Salì svelta il gradino della farmacia, seguita dai due uomini. + +--Manca molto a questo matrimonio?--domandò Alberto intanto che +attraversavano il tinello. + +--Sarà verso la fine d'autunno. + +--Fa' vedere a Marta la fotografia della tua fidanzata. + +Toniolo pose la mano nella tasca interna dell'abito, poi in quella +esterna, mormorando: + +--È singolare, dove diavolo l'avrò cacciata? + +--L'avrai lasciata sotto il guanciale, stanotte--disse Alberto +ridendo. + +Marta guardò con interesse gli occhi di velluto di Toniolo, +accogliendo la supposizione che egli dormisse coll'immagine della +donna amata: ma Toniolo indicò subito con la mano la fotografia, +appoggiata sul caminetto, contro la pendola. + +--Le assomiglia?--chiese Marta. + +--Mi pare di sì. + +Era una giovanotta rubizza, dalle forme pronunciate e dalla faccia +ingenua. Marta voleva domandare ancora: L'ama molto? ma non osò. + +--E che dirà Giuditta?--esclamò Alberto, battendo sulla spalla +dell'amico. + +--Oh quella si consolerà di me, come si è consolata di te... + +Marta fremette, intanto che i due uomini scambiavano un'occhiata di +intelligenza. Toniolo soggiunse: + +--Il successore c'è già; fa il suo tirocinio in questi ultimi mesi, +sai, io non sono geloso, e Giuditta trova che due valgon meglio che +uno, ma io l'ho già avvertita che il mio abbonamento scade alla fine +d'autunno e che non lo rinnoverò più. Non voglio impicci. + +--Fai bene--disse Alberto con convinzione. + +Entrarono nella camera dov'era già il letto di noce, i comodini e i +cassettoni. + +--Sono quelli che avevo, li ho fatti rilustrare e mettere a nuovo; ma +le sedie e le tappezzerie le voglio rifare di pianta. Che ne direbbe +di un bel giallo? + +La domanda era rivolta a Marta. + +--È forse un po' fuori di moda e facile a macchiarsi... + +--Avevo pensato all'azzurro, ma scolorisce col sole, coll'aria, con la +polvere, scolorisce anche al buio. + +--Se prendesse una stoffa mista, a righe od a fiori? + +Toniolo rifletteva, coi begli occhi abbassati, fissi sulla commessura +di due mattoni. + +Marta intanto guardava il letto, dove aveva dormito la prima moglie, +dove la seconda avrebbe raccolto i baci ancora tiepidi avanzati a +Giuditta, e le danzavano davanti le parole «come si è consolata di +te.» Anche Alberto dunque? Anche lui? + +I due amici si erano affacciati alla finestra; le loro teste, nella +luce crepuscolare, apparivano giovani, quasi somiglianti. Alberto più +colorito, più florido, ma egualmente dolce e simpatico all'aspetto. +Ridevano. Su quelle bocche i baci di Giuditta erano volati, senza +rivalità, stringendo anzi i loro vincoli, mettendo fra loro una cosa +comune, imparentandoli. Potevano pensare entrambi, nello stesso tempo, +allo stesso oggetto: le spalle o le braccia di Giuditta; intendersi +senza parlare, a gesti. + +Il suo Alberto! Perchè suo? suo e di tutti. Quelle mani lì non avevano +abbracciata, stretta, accarezzata Giuditta? e quante altre! Ora lo +sapeva; e questa Giuditta era in paese. Quando lei passava al braccio +di suo marito, Giuditta poteva vederla, scrutarne il volto e +sorprendere i segreti della loro intimità. Avrebbe detto fra se +stessa: Ecco Alberto, ha la faccia de' suoi giorni buoni: oppure: non +ha la faccia de' suoi giorni buoni. + +--Me le danno, sai, le trentamila lire?--diceva Toniolo affacciato +alla finestra.--Se non me le davano, lasciavo a loro anche la ragazza; +non ch'io sia interessato, ma quello che ci vuole ci vuole, e poichè +faccio questo sacrificio di mettermi la catena al collo per la seconda +volta, qualche compenso è giusto. + +Si voltò, dando le spalle alla luce, così interessante nel suo pallore +di giovanotto linfatico, che Marta non riuscì a mettere insieme quelle +parole con quel volto, e stavolta la domanda, repressa prima, le +sfuggì: + +--È molto innamorato della sua sposa? + +--Oh! innamorato...--fece Toniolo, sul cui volto passarono +repentinamente la stanchezza e la vanità delle numerose conquiste--non +è poi necessario. + +--Per lei, forse--interruppe Marta, meravigliandosi ella stessa del +suo ardire. + +--Vedi--disse Alberto in tono conciliante--mia moglie si immagina che +quando un uomo sta per ricevere il settimo sacramento debba prepararsi +con mortificazioni, estasi, preghiere, ritiro dal mondo, astinenze... + +--Già, già---esclamò il farmacista ridendo--sono tutte eguali. Non per +offenderla, sa? Le chiedo scusa, non per offenderla, ma anche la mia +fidanzata mi domanda sempre se l'amo, se amo lei sola, se l'amerò +sempre... + +--E non è naturale?--disse Marta con fuoco. + +Rispose Alberto: + +--Tanto naturale che non occorre domandarlo. + +Marta conosceva oramai quell'accento reciso, quella specie di muraglia +che suo marito innalzava quando il discorso non era di suo genio. +Sentì pure la sua debolezza, la sua solitudine in mezzo a quei due +alleati naturali, e allora più che mai vide la intimità di Alberto co' +suoi amici, quella grande porzione di vita da cui era esclusa, lei, +che aveva creduto, sposandolo, di fondere due vile. Un abisso la +separava dall'uomo a cui s'era data, che le era straniero, che non +aveva lo stesso sangue, nè gli stessi pensieri, nè la stessa anima, +che aveva vissuto trent'anni senza di lei, ch'ella non aveva mai visto +piangere, che trovava inutile dirle: ti amo... e un bisogno +irresistibile l'assalse, il bisogno di gettarsi nelle braccia di sua +madre. + +I due amici erano usciti dalla camera, avviandosi giù per la scaletta +nel tinello. + +--Badi che c'è un chiodo accanto all'uscio disse Toniolo--gentilmente +--l'avverto per l'abito. + +Sul tavolino, nel tinello, giaceva ancora il ritratto della sposa. +Marta lo guardò a lungo, con una malinconica simpatia, e non riuscendo +a vincere la tenerezza di cui il suo cuore traboccava, si accostò ad +Alberto e gli strinse furtivamente la mano. + +--Sì, sì--fece egli col tono di chi vuole acchetare un bambino +riottoso. + +In quella entrarono Merelli e il dottorone. + +--Che bell'incontro! + +Il volto di Alberto raggiò: + +--Nido di tortore!--esclamò il dottore.--Fortunato mortale cui è dato +abbellire la propria casa con la presenza di una donna! oh la donna! + + Tu che con ali d'angelo + Scendi alla nostra vita + E dentro gli occhi hai lacrime + E rose infra le dita... + +Marta osservò, meravigliatissima, che gli occhi del dottore avevano i +lucciconi. + +Il farmacista accese la lucerna e fece sedere i suoi ospiti intorno al +tavolino. + +--Bel tempo--disse Merelli--il grano turco cresce a vista, l'uva è una +meraviglia. + +Soggiunse il dottore: + +--Ho comperato oggi una razza di tacchini stiriani, i più belli che si +possano vedere, di quelli che appaiono sulle tavole dei principi con +la denominazione: _dinde truffée_. Le femmine però io le preferisco +lessate, con guarnizione di maccheroni al sugo. + +--Che sigari cattivi!--disse Alberto tentando di accendere un +Sella--non si può più fumare. + +Toniolo si alzò, andò a prendere una cassettina, e, dopo averne +chiesto il permesso alla signora, offerse dei virginia. + +--Non ti annoi troppo, nevvero? + +Così chiese sotto voce Alberto a sua moglie; ella che sapeva con +quanto piacere Alberto stesse con gli amici, rispose: + +--Niente affatto. + +Ma fra sè pensava: Casa nostra è molto più comoda, più elegante, non +ci manca nulla; io lo adorerei, vorrei spiegare per lui solo la mia +bellezza, il mio ingegno; so parlare anch'io, non sono una sciocca, +ma, a quanto pare, Toniolo, Merelli e gli altri valgono più di me. Io +però ho lasciato per lui mia madre, le mie amiche, tutto; e mi +basterebbe lui!... + +--La signora è pensierosa?--chiese il dottorone chinandosi sulla sedia +di Marta, presentandole la sua faccia larga e sensuale, dove la parte +psichica si era tutta rifugiata nelle pupille. + +Marta scosse il capo, e dopo una pausa chiese a sua volta: + +--Perchè non ha preso moglie lei? + +--Per umiltà, non credendomi degno. + +--La ragione è speciosa. + +--Dica vera. Come faccio ad essere sicuro che la donna che scelgo sarà +felice con me? + +--Ma se è buona, se è virtuosa, se ha dei principii... + +--Ecco tante belle cose che non hanno nulla a vedere con la felicità. + +--Se si amano... + +--Altra incognita. Le ho già detto, mi pare, che per le donne oneste +l'amore non può essere che un dovere o una colpa. Allevate nell'idea +fissa del matrimonio, il quale, con la morale odierna è la sola porta +d'uscita che esse hanno, non conoscendo l'amore nè l'uomo, ognuna +accetta quel marito che il caso, gl'interessi, la mamma o gli amici le +pongono davanti; è un _lotto_, una _roulette_, bazza a chi tocca, e +chi le piglia se le tiene. + +--Oh!--fece Marta. + +--La donna non è sempre vittima,--continuò il dottorone +animandosi--ella si vendica, come può, quando può. Ella risponde alla +mostruosa ingiustizia dell'amore civile coi suoi milioni di isteriche, +coi suoi miliardi di adultere. Colpita, colpisce; ingannata, inganna; +niente di più logico, Lei vede, cara signora, che rendo piena +giustizia al suo sesso, ma siccome non mi riconosco la forza di +legislatore, nè di apostolo... + +Alberto, dall'altro lato del tavolino, gridò a sua moglie: + +--Se dai ascolto a quel chiacchierone, ne esci intontita. + +--Permetti, Alberto, io difendevo la causa della donna. + +--Causa sballata--vociò Merelli facendo scricchiolare la sedia su cui +stava seduto.--Le donne sono tutte furbone, che pelano la gallina +senza farla gridare. + +--Ciò è tanto più meraviglioso--aggiunse Toniolo--che nel loro caso la +gallina è un gallo. + +--La donna--riprese il dottorone, con lo stesso accento ispirato col +quale aveva, un momento prima, recitato i versi di Prati--è la poesia +della vita, è la bellezza... + +--Sì, parlatemi della bellezza delle donne!--interruppe Merelli.--Ci +vogliono dei babbuini come noi per lasciarci gabellare nei teatri, nei +balli, nella penombra delle alcove chiuse, tutta la quantità di +ovatta, di gomma elastica, di bianco di bismuto e di kool, che forma +la nostra beatitudine, citrulli che siamo! + +Piano, all'orecchio di Toniolo, Alberto mormorò: + +--È per garantirsi contro il kool e contro il bismuto che egli si +attacca alle serve... + +--Che cosa dite voialtri? + +--Eh! nulla. Si approvava. + +--La donna--continuò il dottorone come se nulla fosse--creatura +delicata, gentile, anima sensibile messa a contatto della nostra +brutalità..... + +--Oh! per anima sensibile--rincrudì Merelli--non ho niente in +contrario. Quando ero all'università conobbi la moglie di un +professore, una deliziosa donnina, una sfumatura, un ideale, proprio +di quelle che hanno le ali e le rose. Un mio amico le faceva la +corte... infine la dolce creatura lo pregò di regalarle un divano, +perchè sullo stesso divano dove essi filavano il perfetto amore, il +marito fumava tutti i giorni la sua pipa, e ciò non le pareva +delicato... + +Tumultuarono tutti. Il dottorone rinunciò all'elogio della donna, +sopraffatto dalla voce taurina del suo competitore; ma Alberto, +approfittando della prima pausa, domandò: + +--Puoi essere così pessimista? Non esistono forse donne che non si +dipingono e che si accontentano di un solo divano come di un solo +marito? + +--Caro Oriani, una volta, in un Museo di Storia Naturale, ho visto un +passero con quattro gambe. L'ho visto, ti dico! Ciò è la pura verità. +Io persisto tuttavia a credere che i passeri sono bipedi. + +A momenti gli facevano un'ovazione. Merelli trionfava, come sempre, +rizzandosi sull'alta persona, dominando il crocchio degli amici, rosso +e lucente in viso, sentendosi ammirato. + +Alberto ebbe il delicato pensiero di avvicinarsi un momento a sua +moglie per chiederle sottovoce: + +--Stai bene? + +--Sì, grazie. + +Era però buono Alberto! Ella lo segui con gli occhi mentre tornava al +suo posto, attratta da quel viso simpatico, intenerita per il suo atto +gentile, e intanto che il discorso si metteva alla politica ella restò +muta, alquanto illanguidita sulla sedia di cuoio della farmacia, col +desiderio della sua poltroncina e dell'uncinetto che almeno le avrebbe +fatto passare il tempo. + +Nella politica si riscaldarono, qual più qual meno, secondo i +temperamenti. Il pletorico Merelli gridava come un ossesso; gli veniva +dietro il dottorone nervoso ed entusiasta; più calmo Alberto, +quantunque allegrissimo, e Toniolo quasi indifferente, approvando col +capo ciò che dicevano gli altri, i pollici nei taschini, l'occhio +vagante. Ma tutti insieme riempivano la stanza, con le loro persone +massicce, la voce alta, gli scarponi che si agitavano sotto il +tavolino, il fumo dei sigari che s'innalzava, addensandosi sempre più. + +Il volto di Alberto, sul quale Marta teneva sempre gli sguardi, +scompariva tra le spalle poderose di Merelli e il torace ampio, +squilibrato del dottorone; ella lo scorgeva come un punto luminoso, +velato leggermente dal fumo, e ne raccoglieva ogni parola, ne seguiva +ogni gesto, pascendosi di un'occhiata che cadesse dalla sua parte, +raccogliendo le briciole dello spirito e della cordialità che Alberto +distribuiva agli amici. + +Erano suonate le undici da un pezzo ed ella, nella muta +contemplazione, si sfibrava, presa dalla noia e da un principio di +sonno, con la visione lontana del suo letto, della sua dolce casa. + +Ma si erano messi a discorrere delle colonie d'Africa e venne la +mezzanotte. Merelli sbraitava nella esuberanza del suo temperamento +sanguigno, per cui Toniolo mormorò piano, sorridendo: + +--Ce ne vorrebbero due al giorno delle Ninette per quello lì! + +Marta si sentì sollevata quando Alberto, levandosi in piedi, annunciò +che si partiva. + +Non volle il braccio di nessuno; appena uscita si avvinse a suo +marito, carezzevole, amorosa, con certi scatti da bambino freddoloso, +tenendo voltata la faccia per sfiorare con le labbra la manica di +Alberto. + +Merelli e il dottore lasciarono che i due sposi andassero a casa soli. + +A mezzo d'una via, una donna, uscendo frettolosa da una porticina, +attraversò loro la strada, passando così presso ad Alberto da urtarlo. +Marta sentì il contraccolpo di quell'urto, vide la donna che si era +fermata mezzo minuto, audacemente, accanto a loro, ed Alberto che +aveva fatto un movimento indietro, ed ancora la donna che era +scomparsa rapida, rompendo l'oscurità della notte con la striscia +chiara del suo abito. + +Tutto il sangue di Marta le affluì al cuore. + +--È Giuditta!--esclamò stringendo con violenza il braccio di suo +marito. + +Alberto non rispose subito. + +--Dimmi la verità, è lei? + +--Ma che! + +--Pure la conosci... + +--No, ti dico. Non l'ho nemmeno guardata. + +--Ma potrebbe esser lei? + +--Non so... + +A che insistere? Tacque. + +Ma ricalcando le orme della donna, sembrava a Marta che la sconosciuta +avesse lasciato qualche cosa dietro a sè, nell'aria rotta dalla sua +persona, sui sassi battuti dal suo piede; un miasma che saliva, +nauseante, che l'avvolgeva tutta, la prendeva alla gola con un'ondata +di impurità, soffocandola, strozzandola; e nella acutezza della +sensazione le sembrava di udire laggiù, fra le tenebre della notte, il +ghigno beffardo di colei che aveva posseduto suo marito, perchè era +lei, lo sentiva! + + * + * * + +Le lettere che Marta inviava a sua madre, parlavano tutte di felicità. +Si esaltava scrivendo dell'amore che Alberto aveva per lei, e si +diceva il suo tesoro, la sua vita; parole che Alberto da sua parte non +aveva mai pronunciate, ma di cui ella inebbriavasi al punto che quando +aveva scritto, versando sulla carta l'amore di cui era compresa, +rimaneva sollevata, immaginando che Alberto provasse tutto ciò che +ella stessa sentiva. Scriveva: «i suoi baci appassionati, le sue +tenere carezze,» e rileggeva poi quegli aggettivi che le davano una +dolce commozione, una specie dei piaceri immaginari che gustano i +bevitori d'oppio. + +E come l'oppio, questa eccitazione del cervello la prostrava veramente +e indeboliva i suoi nervi. + +Molte volte dopo d'aver scritto a sua madre che «si adoravano,» +Alberto entrava e non si scambiavano neppure un bacio; lui serenamente +freddo, lei distratta, paralizzata nella realtà dalle false sensazioni +subite prima. + +Tutto il fisico di Marta si risentiva di questo stato patologico. Era +magra, coll'occhio spento; soffriva lunghe malinconie; già più volte, +senza una ragione apparente, era corsa a nascondersi nella sua camera +per piangere. Che cosa avrebbe detto Alberto vedendola piangere? + +La bontà inalterabile e gentile di suo marito, il lieto umore, la +fiducia illimitata, il suo contegno riservato colle donne, la +convincevano che egli era il modello dei mariti, e quel malcontento +intimo, quella tristezza che l'assaliva, ella riversava su sè stessa, +sul cattivo suo temperamento. Che poteva essere se non ciò? + +Per alcune settimane era stata divorata dalla gelosia e non aveva +fatto altro che osservare ogni atto, ogni passo di Alberto; era +ritornata parecchie volte nella via dove le era apparsa la donna +sconosciuta, aveva interrogato, cercato, spiato; allargando i confini +del suo sospetto geloso, si era messa a sorvegliare tutte le donne che +Alberto vedeva, compresa la signora Merelli. Ma da queste ricerche +l'innocenza d'Alberto era uscita così trionfante, che lo stesso giorno +ella scrisse a sua madre: «Sono felice, felice, felice.» + +I giorni peraltro le sembravano più lunghi e più vuoti. Suo marito si +alzava presto per andare a visitare le campagne; ella, pigra, con le +ossa indolenzite, rimaneva ancora sotto le coltri finchè Appollonia +non le portava il caffè. Lo sorbiva lentamente guardandosi le mani, le +braccia, toccando i piccoli ricami della camicia, lavoro suo, de' suoi +giorni di fanciulla. + +Una specialmente, una bella camicia fina con lo scollo tondo +arricciato, le faceva ricordare una incisione che l'aveva colpita +tanto quand'era ragazza, che ella guardava di nascosto della mamma, +dentro una vecchia strenna, e rappresentava _Diana_ _di Poitiers_, +semivestita, con uno scollo così tondo, arricciato e irresistibile, +allacciando le braccia intorno al capo del regale amante prostrato a' +suoi piedi. Forse--pensava allora--bisogna essere molto molto bella +per ispirare l'amore. + +Ma non è vero--soggiungeva un momento dopo--no, non dev'essere questa +la ragione. + +Dalla recente esperienza, dall'osservazione degli uomini i quali non +si mostravano più davanti a lei così ritenuti come fanno con le +ragazze, dalle confidenze della signora Merelli, era venuta ad una +conclusione, ancora confusa, ma che distruggeva completamente +l'edifizio delle sue credenze in fatto d'amore. La conclusione era +questa: Gli uomini si danno a qualunque donna, bella o brutta, con +affetto o senza, con simpatia o con indifferenza. Una cosa mostruosa +ma vera! + +Dalla bocca stessa di suo marito, dietro insistenti richieste, ella +apprese che, a sedici anni, Alberto aveva avuta la rivelazione +dell'amore per parte di una donna vecchia e brutta, che andava in casa +a fare il bucato. + +Alberto le disse questa cosa naturalmente, soggiungendo che a quasi +tutti gli uomini succede così, non sospettando neppure la profonda +impressione che tali parole avrebbero fatto su Marta. Ella ne pianse +di dolore e di vergogna. + +Ragionando poi nella sua mente, le parve di dover attribuire a quella +remota causa la differenza di sentire che esisteva fra lei e suo +marito. + +Misurando per la prima volta le esigenze di un uomo che aveva data la +sua fiorente giovinezza ad una ignobile femmina, nella stessa età in +cui ella credeva ancora agli angeli e cercava l'amore in cielo, fu +assalita da una ben più tremenda gelosia, la gelosia impotente del +passato, quella che non si può distruggere, che si urta contro la +sentenza inappellabile del fatto compiuto. + +Con uno sforzo doloroso dell'immaginazione sognava il suo Alberto +bello, puro; ne vedeva la persona elastica, l'occhio lucente, la bocca +fresca come fiore che si schiude; e l'anima nobile, il cuore fidente, +affettuoso, tutti gli impulsi generosi della giovinezza... Oh averlo +conosciuto allora, essere stati entrambi così puri, l'uno dell'altro, +per sempre, quello doveva essere l'amore! + +E non poteva più averlo così! La vecchia femmina, Giuditta, tutte le +altre, chi sa quante, chi sa quali, gli avevano portato via la +spontaneità dell'entusiasmo. Ella era giunta ultima, inesperta, non +preparata alla lotta contro tutto un passato. + +Perchè quella veramente era la sua angoscia: il passato di Alberto, +indistruttibile. + +Rifaceva a sè stessa, con una raffinatezza crudele, il ritratto di +tutte quelle donne; le immaginava belle, provocanti, piene di +seduzioni ignote, di occulti filtri amorosi. + +Brancolava fra supposizioni assurde, fra ipotesi strane, con l'ansia +di chi ha smarrita la via e le tenta tutte per orizzontarsi. + +Metteva insieme le sue memorie più lontane, ricordandosi certe malizie +della scuola, volendo spiegarsele. + +Non aveva dimenticata una ragazza, Collini, in terza; una faccia +scialba, dagli occhi neri e dalle labbra rosse, con la carnagione +picchiettata di lenti, la quale aveva sempre delle storie misteriose +da raccontare in segretezza; storie che non si sentivano mai per +intero, di cui le parole strane, svisate, spostate, volavano di bocca +in bocca, eccitando la curiosità senza soddisfarla. + +Erano discorsi proibiti e per questo solo interessavano, chè del +rimanente non ci si capiva nulla, almeno Marta che non era punto +maliziosa. + +Una volta la Collini aveva recata una parola nuova, bizzarra, che +nessuna delle bimbe aveva mai udito pronunciare. Cercata la parola nel +dizionario, si trovò che rispondeva a «femmina di mal affare;» per cui +tutte si guardarono in faccia meravigliate di comprendere anche meno; +finchè un altro giorno la Collini spiegò loro che quella parola voleva +dire: «donna che si vende:» onde nuova confusione, che le giovani +menti sciolsero ognuna a suo modo, restando nel pensiero di Marta +l'idea di una donna sucida e puzzolente. + +Nè da tale concetto potè liberarsi più tardi, quando incominciando a +squarciare i veli della vita, seppe che vi sono nel mondo donne che si +danno a tutti gli uomini; ed anche non sapendo precisamente ciò che +implicava, in tal caso, il verbo darsi, queste donne rimasero per lei +un mito, qualche cosa di fenomenale come le sirene, e se le immaginò +sempre sucide e puzzolenti; tanto lontane da lei, così fuori dalla sua +orbita, che non le destavano nemmeno la curiosità. + +Vivendo con la madre in un ambiente onesto, nessuna circostanza +rimoveva intorno a lei il lezzo della società, per cui la sua anima +nobilmente femminile si era alzata a poco a poco, senza urti, senza +ostacoli, all'idea vaga dell'amore; idea che poggia fra l'ignoranza e +il desiderio, descrivendo la curva iridescente dell'arco baleno, dove +tutti i colori sono riuniti per l'occhio che li guarda da lontano, +dove la mano non stringe nulla. + +La sua verginale ignoranza faceva sì ch'ella non ammettesse altri +strati all'infuori delle nuvole o degli abissi, ed ecco che la terra +le mancava sotto ai piedi, e alla nuova rivelazione della vita +arrestavasi sbigottita, incerta. + +Quanti amori vi sono dunque? Quello che la Collini spiegava in +segretezza, ignobile, vergognoso e che per una mostruosa catena si +riallacciava al primo amore di Alberto? o l'amore etereo celebrato dai +poeti, sognato nell'ebbrezza di una notte di luna, cantato sulle note +del cembalo? o l'amore voluttuoso e ardente di Diana di Poitiers, +stringentesi al seno la testa adorata? + +Ma perchè nessuno, nè la Collini, nè i poeti, i pittori, le amiche, e +nemmeno la madre, le avevano parlato dell'amore come ella lo aveva +trovato? Perchè non le avevano detto: Tu entrerai, ignota, nel letto +di un ignoto; il vostro contatto sarà senza delirio e i vostri cuori +si avvicineranno senza fondersi? + +L'inutilità de' suoi slanci amorosi di fronte alla freddezza di +Alberto, le fecero germogliare un dubbio. Si era dunque ingannata in +tutto! Per piacere agli uomini, per cattivarseli, non occorreva nè il +sentimento, nè la devozione, nè la grazia; che cosa ci voleva dunque? + +Abbandonata a sè stessa la sua immaginazione si smarriva. Decisa a +tutto per vedere suo marito innamorato, avrebbe voluto conoscere +quelle che nei libri si chiamano: le arti delle cortigiane. Anche +nella storia, anche ne' suoi libri di istruzione aveva trovato esempi +di quelle donne maliarde che affascinano. La morte di Oloferne, la +disfatta di Cesare, non erano forse l'opera d'una donna? + +Recentemente aveva letto di un sultano che si innamorò di una ignobile +negra addetta ai più bassi servizi del palazzo, la sposò e la fece +sultana _Validé_, preferendola a tutte le odalische dell'_harem_. + +Non era dunque la gracilità della sue membra e il suo profilo +scorretto che vietavano ad Alberto i deliri dell'amore. No certo, +perchè Alberto le aveva detto tante volte, col suo accento gentile, +che gli piaceva così come era, gli piaceva tutta e la trovava +immensamente simpatica, co' suoi capelli castagni ondulati, la sua +fronte bianca, gli occhi ridenti e la bocca seria, ciò che formava un +grazioso contrasto. + +Ma non era ancor tutto. Il punto per lei più oscuro, più +incomprensibile era che ella stessa non trovava nelle braccia di suo +marito, amandolo come lo amava, la più lieve ebbrezza. E questo la +persuadeva di essere una creatura imperfetta, incapace a dare ed a +ricevere l'amore. + +I suoi scoraggiamenti avrebbero fatto pietà se Alberto li avesse +osservati, se avesse potuto comprenderli, se, nella sua bontà +superficiale, non si fosse appagato del malinconico sorriso di Marta e +de' suoi occhi dolci che lo guardavano amorosamente. + +Dimagrava, è vero, e su questo fatto visibile i commenti degli amici e +degli indifferenti si sbizzarrivano con le supposizioni più disparate, +spesso maligne. Egli sospettava che fosse incinta, e senza cercare più +in là raddoppiava i modi cortesi, sorridendo al futuro. + +Insieme non stavano molto; a colazione e a desinare, raramente nelle +ore intermedie. Alberto tutte le volte che usciva per i suoi affari, +baciava la moglie sull'una e sull'altra guancia. Ella lo seguiva, +attraverso il cortile, fino alla porta di strada; quando egli era in +fondo alla via, si voltava indietro. + +Marta rientrava in casa momentaneamente lieta, sentendo la sua dignità +di moglie e di padrona, decisa a occuparsi dei suoi doveri di massaia. + +Si era provveduta di un cuciniere moderno e su questo spiegava +all'Appollonia una quantità di manicaretti; occupandosi ella stessa di +una faccenda che interessava moltissimo Alberto, riempì la credenza di +conserve, di frutta nello spirito; discese in cantina, e, aiutata da +Gerolamo, vi pose un ordine nuovo; salì in soffitta, arieggiando +mobili accatastati da anni ed anni, rimettendo fuori stoviglie +disusate. + +Nell'ampio guardaroba, che la madre di Alberto aveva arricchito di +ogni ben di Dio, passò giornate intere, rovistando, spiegando, +ripiegando, mettendo in fila dozzine di lenzuola. + +Il suo istinto di donna trovava un pascolo nella casa agiata, nella +vecchia casa dove le stanze erano così liete, dove tutto sorrideva nel +benessere, nella pace, dove perfino la voce da ventriloquo di Gerolamo +aveva intonazioni festose, ed il faccione rubicondo dell'Appollonia +spiccava sulla soglia della cucina, nella sua onestà ingenua, come lo +stemma della casa patriarcale. + +A tavola, Marta narrava tutto quello che aveva fatto nella giornata, +con vivacità, con una mobilità nervosa, domandando l'approvazione di +suo marito, che le veniva sempre concessa per intero. + +Dopo, Alberto, che era ottimo mangiatore, faceva il _chilo_, +discorrendo dei suoi interessi, fumando in una lunga pipa che aveva +appartenuto a suo padre. Erano i momenti belli di Marta, la quale +stava ascoltandolo e guardandolo, tutto per sè, con una adorazione +muta, sentendo il principio di quella calda intimità che aveva sempre +vagheggiata, sentendo che qualche cosa di insolito si svegliava in +lei, un ardore nuovo desideroso di espandersi, una attrazione che +partendo da tutta la persona di Alberto la avvolgeva in un'onda +dolcemente sensuale. + +Ma Alberto si alzava reprimendo, per convenienza, un lieve stiramento +delle braccia. + +--Ho bisogno di muovermi--diceva. + +Prendeva il cappello, la canna, la baciava e andava in farmacia a +raggiungere gli amici. + +Con le braccia inerti, svogliata, Marta passava la sera sulla stessa +sedia dove aveva pranzato, prendendo spesso una tazza di camomilla che +Appollonia le portava a forza, vedendola pallida, assicurandola che le +avrebbe fatto bene. + +Dava qualche punto, leggicchiava il giornale, sbadigliava. Le ore +erano lunghe, eterne. Finalmente Appollonia, dopo d'averle chiesto se +le occorreva nulla, veniva a darle la buona notte. Ella udiva il +rumore che facevano sul mattonato gli zoccoli della brava donna che si +allontanava, ultimo frastuono della giornata; e la casa ripiombava nel +silenzio. + +Marta aveva sonno, ma aspettava Alberto. Quando credeva prossima l'ora +del ritorno, si affacciava alla finestra, tendendo l'orecchio. La luna +d'agosto, rossa, brillava, sul cielo senza nubi, in un aere molle, +grasso di vapori, e l'afa, che mitigata dalla frescura notturna, +prendeva un sembiante di carezza, le passava sul volto con l'effluvio +dei prati, delle vicine campagne dormenti. + +Che cosa faceva Alberto laggiù? Perchè tardava tanto? + +L'attesa, dapprima calma e rassegnata, volgeva, col volgere delle ore, +ad una inquietudine generale. Non poteva più star ferma; la finestra, +la sedia, il divano, l'uscio e poi da capo la finestra, e poi più +nulla. Ritta nel mezzo della stanza pareva una statua; le sue +sensazioni si concentravano in un immenso, in uno sfrenato desiderio +di vedere Alberto. + +Il tempo passava, e dall'immobilità angosciosa Marta entrava in uno +stato di allucinazione sensuale. Con mano inconscia slacciava i ganci +dell'abito, allentava i nastri, cedendo a una sensazione misteriosa di +abbandono, con dei brividi a fior di pelle, la bocca assetata, arida, +le braccia aperte disperatamente. + +Incapace a reggersi, piegava il capo sopra un guanciale, su una +spalliera di poltrona, su tutto ciò che poteva darle l'illusione di +una carezza. Perduta nelle immagini d'amore scioglieva i capelli, e, +attorcigliandoseli sul volto, ne aspirava l'aroma giovanile, gemendo +il proprio nome «Marta, Marta!», che la notte raccoglieva e agli echi +deserti della campagna ripeteva «Marta, Marta!» + +Il tempo passava ancora, finchè l'eccitazione passando, la lasciava +sfinita, con le membra rotte, gli occhi pesti e vacillanti. Tuttavia +non andava a letto. Aspettava. + +Alberto la trovava quasi sempre distesa sul divano, pallida come cera, +inerte. E la rimproverava; le diceva: «Dovevi coricarti, dovevi +dormire.» + +Ella non rispondeva nulla. Barcollante terminava di svestirsi, con dei +brividi nelle ossa, e si cacciava sotto le lenzuola. Ma quando suo +marito avvicinandosele mormorava: «Andiamo, via....» tutto il suo +corpo si irrigidiva, si gettava indietro. + +--Le donne--concludeva Alberto, voltandosi dall'altra parte--non si +arriva mai a comprenderle. + +E Marta, sotto le coltri, piangeva. + + * + * * + +Appollonia frugava dentro un mucchio di ferravecchi, con la larga +schiena curvata a terra, e il faccione, per quella posizione scomoda, +più rosso del solito. + +--Che cosa cerchi, Appollonia? + +--Cerco quella chiave, sa bene, la chiave della cassa vecchia lassù in +soffitta; m'è venuto in mente che possa trovarsi qui. + +Marta, dalla soglia della cucina a cui s'era affacciata, entrò e +sedette sovra una seggioletta bassa di paglia. + +Veniva sovente, ora, a trovare l'Appollonia; seduta su quella +seggioletta, seguiva per ore intere i movimenti della buona donna, +acchetando il suo spirito nella contemplazione di quella placidezza +non alterata mai, domandandosi spesso come facesse l'Appollonia per +conservarsi così grassa, così rossa, così fresca e serena. + +A lei invece chiedeva notizie sulla casa, sulla madre di Alberto, su +Alberto stesso. Era venuta a servizio quando Alberto aveva già passati +i vent'anni, ma sapeva tante cose. Sapeva che da piccino aveva corso +il rischio di morire per aver ingoiato il nocciolo d'una susina; che +faceva le bizze nell'andare a scuola, al punto che Gerolamo se lo +doveva prendere nelle braccia a viva forza e trascinarlo davanti al +maestro. Gerolamo, interrogato in proposito, confermava l'asserto, +rifacendo il vocione che usava per incutere rispetto al signorino. + +Tutto ciò che aveva relazione con suo marito interessava Marta +moltissimo; le sembrava di attaccarsi maggiormente a lui, di entrare +nella sua vita non solo col presente e col futuro, ma ben anco coi +ricordi del passato. + +Una volta che Alberto si era lagnato di un dolore al ginocchio, Marta +gli aveva detto: Sarà la ferita che ti facesti cadendo dall'albero, +sul quale eri salito per guardare nel giardino dei vicini. + +--Come sai ciò?--aveva chiesto Alberto meravigliato; e Marta si sentì +tutta felice per questa presa di possesso nella esistenza anteriore di +suo marito. + +Certi abitini di Alberto fanciullo, i suoi scartafacci, i libri di +testo, sciupati, con scritto in alto _Alberto Oriani_, erano +altrettante reliquie che Marta conservava, interrogandole, quasi +avesse potuto assorbirne ciò che Alberto vi aveva lasciato di sè +stesso, de' suoi giuochi infantili, della sua lieta adolescenza di +figlio unico. + +Scoprì che a dodici anni egli aveva ricevuto la prima comunione; conto +fatto sulle immagini conservate con la data di quel giorno; e che era +stato ghiotto, imprudente, disubbidiente; bugiardo mai. + +Aveva tentato di avere, per parte d'Appollonia, la descrizione esatta +della lavandaia che veniva in casa quando Alberto aveva sedici anni; +ma questo desiderio le andò fallito, perchè al tempo in cui Appollonia +era entrata in servizio, la signora Oriani si era già decisa da un +pezzo a far lavare fuori di casa. Seppe però che donne ne bazzicavano +poche, essendo la signora Oriani severissima in fatto di costumi, e +che se il signor Alberto aveva qualche pasticcetto doveva pensare a +cucinarselo altrove. + +Appunto--riflettè Marta intanto che Appollonia cercava la chiave--come +mai mia suocera, che era tanto accorta e previdente, si acconciò a +prendere una serva giovane quale doveva essere costei allora? + +--Appollonia, quanti anni avevi il giorno che venisti in questa casa? + +--Ventiquattro, venticinque o ventisei, non lo so neppur io. + +--Eri però giovane. + +--Oh sì, signora, ero giovane. + +Marta non voleva esprimere tutto quanto il suo pensiero, scrutando la +fisionomia della serva, sembrandole al disopra di ogni sospetto; e +tuttavia dubbiosa, per quell'eccesso di zelo che in ogni cosa +dimostrano i novellini. + +--E non hai mai pensato a prendere marito? + +Tale domanda fu lanciata così a bruciapelo, che Appollonia sollevò gli +occhi e trasse le mani dal mucchio di ferravecchi, restando a bocca +aperta, tra il vergognoso e il meravigliato: finchè calma, calma, +scuotendo il capo e rimettendosi carponi, rispose: + +--Chi vuol mai che mi prendesse! + +Non v'era in queste parole neppur l'ombra del rammarico, dell'ira o +dell'invidia; nessun lampo di desideri assopiti, nessuna puntura di +vanità, niente altro che la semplice, serena accettazione del fatto +compiuto. + +Marta l'ammirò questa volta, non da padrona a serva, ma da donna a +donna. + +--Prima di tutto--disse, dolcemente, sentendo il bisogno di questa +carezza spirituale--non sei nè gobba, nè zoppa, e nemmeno brutta; +avresti potuto maritarti tu come qualunque altra... + +--Ah! è vero, zoppa no, gobba no; ma pure... + +--E quand'anche nessuno ti avesse cercata, potevi ben tu avere il +desiderio di collocarti. + +Appollonia crollava la testa, sempre curva, ma dalle gote sporgenti +sugli zigomi appariva chiaro ch'ella rideva in pelle in pelle. + +--Di', Appollonia? + +--Nossignora, nossignora, questo desiderio bisogna essere in due per +averlo. + +--Si può tuttavia avere, da sola, il desiderio di trovare il secondo. + +--Ma sarebbe un desiderio inutile. + +Marta rimase colpita da una manifestazione di criterio così solido in +sì umile creatura. + +--Sei una testa forte--disse ridendo. + +--Forte, forte--confermò Appollonia dandosi un pugno sul capo, per +avvalorare le parole. + +--Sicchè ti trovi felice? + +--Io sì. + +--Ma felice di che? + +Parve che Appollonia non comprendesse subito, perchè esitò qualche +istante; disse poi risoluta: + +--Felice di essere sana e di poter lavorare. + +Marta la guardò con stupore. + +--Infine questa chiave non si trova--esclamò la serva levandosi in +piedi.--Credo che se lei vuol guardare nel cassone, dovrà farlo aprire +dal fabbro. Vado a chiamarlo? + +--Non preme. Siedi un momento, riposati. Che cosa facevi prima di +venir qui? Hai servito in altre famiglie? + +Appollonia si passò la mano sulla fronte, quasi per raccogliere idee +sparse e molto lontane. Fu ancora Marta che riprese: + +--Già, mia suocera doveva conoscerti molto bene, altrimenti non ti +avrebbe presa. + +--Sicuro che mi conosceva ed aveva conosciuto anche mia madre. Io no. + +--Non hai conosciuto tua madre? + +--Nossignora. + +--E con chi vivevi? + +--Con mio padre. + +--Voi due soli? + +--Noi due soli. + +--Che mestiere faceva tuo padre? + +--Era contadino. + +--Anche tu hai lavorato la campagna? + +--E come! Quando ero proprio piccina andavo a scuola, ma ci andai +solamente due inverni perchè una vicina mi mandava insieme alle sue +figlie, e quando venivo a casa mi dava un po' della sua minestra ed io +rifacevo il letto alla meglio. + +--Dov'era tuo padre? + +--Faceva il giornaliero, un po' qui, un po' là. Alle volte veniva a +dormire a casa, ma non sempre; d'estate stava fuori le intere +settimane, non lo vedevo che al sabato. + +--E alla domenica. + +--Alla domenica poco; si sa, egli preferiva andare all'osteria. + +--Tu dunque rimanevi sola? Non ti annoiavi? + +--Non ne avevo il tempo. L'anno che la mia vicina cambiò casa e che io +dovetti rinunciare alla scuola, mi rimasero le faccende da disbrigare, +il letto, la minestra; poi, tanto per guadagnare qualche cosa, andavo +anch'io a giornata per servizi leggeri. Alla sera cucivo quel po' di +roba nostra, rattoppavo i calzoni di mio padre; nei giorni festivi +leggevo. + +--In complesso facevi una vita tranquilla. + +---Oh! sì, per un po' di tempo. + +Marta non avvertì queste ultime parole, intenta ad immaginarsi +l'Appollonia piccina, tonda, tonda, ruzzolare come una palla dal letto +al focolare, dal focolare al lavatoio, pacifica, col suo bel faccione +da luna piena. + +--E quando tuo padre stava fuori alla notte, dormivi sola? + +--Sola. + +--Senza aver paura? + +--Di che? Eravamo così poveri che la nostra casa non poteva tentare i +ladri; andavo a letto già mezz'addormentata e qualche volta non mi +ricordavo nemmeno di chiuder la porta. Una notte scoppiò un temporale +fortissimo che mi spalancò tutto quanto l'uscio; l'acqua entrava a +torrentelli ed alla luce dei lampi io la vedevo che saliva, saliva, +portando in giro per la stanza le scarpe nuove di mio padre, tanto +inzuppate alla fine che non si poterono più muovere e ci volle poi una +settimana per farle asciugare. Fu la sola volta che ebbi paura. + +--Avesti paura allora? + +--Madonna santa, pareva il finimondo! Mi cacciavo sotto le lenzuola +per non vedere e non sentire, ma vedevo e sentivo sempre; e credevo +che le anime dei morti venissero a portarmi via in mezzo alle saette. +Mio padre, il giorno dopo, mi battè ben bene perchè non ero scesa a +chiudere l'uscio. Aveva ragione. + +--Ragione di batterti? + +--Ma sì. + +--E di lasciare in casa una bimba sola? + +--Questa non era colpa sua. Doveva pur andare a lavorare. I signori +sono i signori e i poveri sono i poveri. + +Marta si sentiva la voglia di abbracciarla, e lo avrebbe fatto se il +movente di quella sensazione fosse stato solamente la bontà; ma si +accorse che in una leggera sfumatura di bontà, il suo cuore +tripudiava, sollevato dai propri mali, ed ebbe vergogna di mostrare +una sensibilità che in fondo non era altro che egoismo. +Ripromettendosi di compensare altrimenti le modeste virtù di +Appollonia, si abbandonò per il momento al piacere che le dava quella +specie di autobiografia, dove la sua anima sitibonda di ideale, +trovava un pascolo inaspettato. + +--E hai continuato in tal modo fino... + +--Sempre, fin che visse mio padre. + +--Lo amavi molto tuo padre? + +--Sì; è dovere. + +--Ma non si ama solamente ciò che è dovere--insinuò Marta. + +--Si ama ciò che si deve amare--rispose Appollonia, candidamente. + +--Era buono almeno tuo padre? + +--Sì, come uomo. + +Queste parole sintetiche fecero ridere Marta. Appollonia soggiunse: + +--Nei primi anni le cose andavano discretamente. Mio padre, si sa, +ogni uomo ha il suo vizio, beveva; ma beveva soltanto alla domenica. +Tornava dall'osteria che sembrava un bambino, rideva, rideva e diceva +delle parole senza senso. Io lo chiamavo: «babbino, caro babbino.» +Egli mi abbracciava e poi cadeva sul letto. Non c'era niente di male, +nevvero? Ma quando il lavoro divenne scarso e che egli non potè andare +tutti i giorni a lavorare, me lo vedevo confitto in casa da mattina a +sera brontolando, prendendosela con tutti, anche con me, che ero una +bocca inutile e che se fossi stata un uomo avrei almeno potuto +aiutarlo. Io, naturalmente, non rispondevo nulla, e, sul tardi, se +egli usciva per «cacciare i dispiaceri,» come diceva lui, non potevo +impedirglielo. Così incominciò a bere tutti i giorni, proprio allora +che mancavano i denari! + +--Mi pare che non fosse un padre modello! esclamò Marta. + +--Bisogna compatirlo. Gli uomini, quando non hanno lavoro, fanno tutti +così. Prima non era cattivo; andandogli male i suoi affari gli si +guastò il sangue. Gli dicevo bene qualche volta: «Babbino non bere, +che sprechi i denari e la salute.» Ma egli mi rispondeva che le donne +devono tenere la lingua a casa. Anche questo è giusto. Dunque, più mio +padre beveva e meno i padroni volevano prenderlo a giornata; meno egli +andava a giornata e più beveva. Le lascio considerare! Dovetti allora +lavorare per due; fortuna che la salute c'era. Andavo durante il +giorno a falciare, a sarchiare, a battere il grano, a cardare il lino, +e molte ore della notte le passavo cucendo abiti per le donne e per i +ragazzi, che in questo ci riuscivo benino, ed anche mi piaceva. In +complesso non mi lagnavo; tolto di alcune feste in cui vedevo le mie +compagne andare alla sagra tutte vestite in ghingheri, ed io non +potevo accompagnarle; prima perchè non avevo abito, nè scarpe, nulla; +poi chi avrebbe avuto cura della casa e di mio padre? Il mio destino +era questo. + +--E non ti capitò allora di prendere marito? + +--Com'era mai possibile? Avevo due camicie in tutto! + +--Nessuno ti fece mai la corte? + +--Se non uscivo nemmeno! + +--Dovevano sapere che eri una brava ragazza e che saresti stata +un'ottima moglie. + +--Ma non avevo nulla. E mio padre chi lo avrebbe preso? Si sposa una +persona, non se ne sposano due. Del resto le giuro che non avevo +affatto voglia di prendere marito; mi bastava mio padre. + +--Oh!--fece Marta--non è la stessa cosa. + +Appollonia si strinse nelle spalle; la differenza, secondo lei, non +valeva la pena di essere discussa. + +--Per finire, a che punto arrivò tuo padre? + +--Mio padre arrivò al punto che non si moveva più dall'osteria. +Standosene là tutto il giorno gli capitava a volte di fare una +commissione, di scaricare roba, di tenere un cavallo, tanto per +buscare qualche soldo. + +--E allora te li portava? + +--Oh! nossignora, li beveva per farsi passare il dispiacere di non +poter guadagnare di più. Per parte mia ero contenta che trovasse modo +di farsi passare i dispiaceri; ma quando mi veniva a casa barcollante +che non gli si poteva far intendere una ragione, e mi toccava +prenderlo, svestirlo, metterlo a letto senza cavarne un costrutto al +mondo, proprio come un bambino appena nato, le confesso che mi sentivo +nel cuore uno stringimento e un desiderio di essere al suo posto; al +suo posto per fare diversamente, capisce? + +--Sì, sì, capisco. + +--Ma ognuno ha la sua parte e nessuno può cambiarla. Negli ultimi +tempi non andavo più nemmeno a messa; egli veniva a casa a qualunque +ora, in quello stato, e se non c'ero io rompeva ogni cosa, +bestemmiando, che se ne andava tutto il frutto della messa. Il signor +curato lo sapeva e diceva che facevo bene. Finalmente, quando fu la +sua ora, si sentì male davvero. L'oste e i vicini dicevano: È +ubbriaco! Io capivo che non era ubbriaco questa volta. Lo avevo +chiamato «Babbino, babbino» e non rispondeva più. Allora corsi, era di +notte, a chiamare il dottore. C'era la neve tanto alta! Il dottore +brontolò che non era tempo da disturbare i cristiani. Poveretto! ma +anche noi, come si doveva fare? Un po' per uno. E si tornò insieme, +nella neve, con un freddo che non si sentiva nemmeno. Quando arrivammo +a casa, mio padre rendeva l'ultimo respiro! + +Dopo una pausa, Marta disse: + +--Fu in quell'occasione che ti decidesti di andare al servizio? + +--Io veramente non ci pensavo. La signora Oriani venne a trovarmi il +giorno del funerale e mi disse: «Che vuoi fare qui sola? Vieni da me.» +Non avevo nessuna ragione per rifiutare. Poi mi sono trovata contenta. +La signora Oriani è morta presto: anche questo era destino. E così va! + +--Quanti anni hai adesso?--chiese Marta. + +Appollonia rispose filosoficamente: + +--Trentotto, trentanove o quaranta, chi lo sa! + + * + * * + +Finalmente la vecchia cassa era stata aperta. Da molto tempo Marta +chiedeva a suo marito che cosa contenesse, ma egli non sapeva +dirglielo. + +Ora, rovesciato il coperchio, apparvero alla rinfusa oggetti +disparati: lembi di cortine, pezzi di frangia, un sacchetto di chiodi, +due o tre libri, lettere, guanti usati e due spalline della guardia +nazionale. + +Si capiva che tutta quella roba era stata gettata là a casaccio, per +disfarsene, abbandonata ai topi, alle tignuole ed alla muffa. + +I libri erano: due volumi scompagnati di Walter Scott, una grammatica +francese e una strenna, di quelle che usavano una volta, rilegate in +cartoncino filettato d'oro, con la prefazione alla gentile lettrice e +le vignette riparate dalla carta velina. Marta amava queste vecchie +strenne; le aveva guardate da piccina, nelle sere invernali, aprendole +prima adagio adagio, con precauzione, soffiando sulla carta velina per +poterla voltare senza sciuparla e gettando dei piccoli gridi +ammirativi ad ogni pagina illustrata. Più tardi vi aveva cercato le +forme dell'amore nei sonetti romantici, nelle leggende delle +castellane e dei paggi biondi, in certe frasi appassionate ed oscure. +Diana di Poitiers le era comparsa innanzi così bella e poetica come +Giulietta, come Desdemona, come Margherita. Al solo vedere una strenna +le tornavano a memoria i versi che ella aveva imparati più volentieri +di tutti gli altri, che l'avevano fatta piangere di tenerezza, quando +aveva diciotto anni. + + Oh! fanciulla, qual mesto contento + Mi discenda nell'alma non sai. + Se dischiudi l'angelico accento, + Se mi fissi o mi stringi la man... + Ah! se m'ami tu pur sentirai + Quel che sento d'esprimerti invan! + + Quando a notte l'impero del cielo + Si distende su tutto il creato, + E palliata di candido velo + La tua cara sembianza m'appar, + E il mio nome con giubilo ascolta, + E la bocca mi sento baciar... + + Sorge allora più ardito il desìo, + Più gagliardo nell'alma romita; + E sul labbro, bell'angelo mio, + Questa voce dal core mi vien: + Ah! se tutta trascorrer la vita, + Me beato, potessi al tuo sen! + +Le sembrava ancora la più bella poesia del mondo, l'aveva recitata un +giorno al dottorone, sperando di commoverlo, ma egli aveva risposto: +Non creda ai poeti; essi cantano d'amore nello stesso modo che i +becchini seppelliscono i morti, per professione. + +Nelle pagine della strenna c'era un foglietto, staccato, come si +vedeva, da una lunga lettera. La carta era sottile, rasata; la +calligrafia femminile, diceva; «mai, mai lo dimenticherò, mai! Esso è +qui sulle mie labbra, più ancora che non sia nel mio cuore; perchè +sulle labbra me lo hai messo tu e ribaciandole lo risento.» Il +rimanente era stracciato. + +Quel brano di lettera bruciava nelle mani di Marta. Quantunque non vi +fosse un dato positivo, ella sapeva già a chi era stata diretta, e i +pochi o molti anni trascorsi, non modificavano l'impressione violenta +ch'ella provava leggendo le parole d'amore scritte da un'altra a suo +marito. Un'altra! + +La stessa calligrafia minuta, ineguale, la stessa carta sottile +leggermente azzurra, traversata da lineette dalle quali le parole +saltellavano or sotto or sopra, quasi nervose e indomite, riappariva +man mano che Marta toglieva gli oggetti dalla cassa; foglietti +spiegazzati, strappati, tra le cui pieghe si annidavano gli insetti +minuscoli che vivono di carta, su cui erano cadute delle macchie +ignote dilatando l'inchiostro, gonfiando le parole; foglietti che +avevano l'apparenza di lebbrosi, esalanti un odore stantìo di rose +secche e di muffa. + +Qui--pensava Marta--qui è la giovinezza d'Alberto, i suoi entusiasmi, +i suoi palpiti, i suoi ardori, i baci che io aspetto invano. + +Afferrava le lettere febbrilmente, volendo leggere subito, stentando a +mettere insieme le pagine, impazientandosi per le frequenti lacune. +Non pensò neppure un istante a portarle a suo marito; al contrario, +chiuse l'uscio per non essere disturbata, e sedendosi sopra un mucchio +di panni incominciò a fare lo spoglio per ordine, un ordine relativo +perchè mancavano quasi tutte le date. La firma invece c'era intera: +Elvira. Non fu più possibile neppure il dubbio sulla persona a cui +erano indirizzate: fin dalla seconda lettera il nome d'Alberto era +scritto e ripetuto con una compiacenza raffinata, con una calligrafia +migliore, quasi che su quel nome la mano inquieta si fosse arrestata +per prolungare la dolcezza di scriverlo. + +Un'altra lettera, più fresca, chiusa ancora nella sua busta, col +suggello rotto, ma intelligibile negli arabeschi di un piccolo stemma; +la carta sostenuta, perlacea, sparsa di stelline; la calligrafia di +una eguaglianza perfetta: «Se tutto quello che mi avete detto è vero, +se io sono ancora per voi la più adorabile delle donne, venite oggi +alle cinque. Sarò sola.» + +Nessuna firma. + +Dopo un movimento di dispetto, gettò questa lettera in un canto. Il +suo interesse era per le prime, per quella Elvira appassionata che non +nascondeva il suo nome, che lo ostentava invece nella franchezza +prepotente del vero amore. + +Adagino, con pazienza, riusciva a metterle insieme, le mani frattanto +le tremavano e la sua testa era in fiamme. + +Fu distratta un'altra volta da un bigliettaccio mal piegato, male +scritto, con qualche errore di ortografia: «Ti ho aspettato in piazza +e non sei venuto. Non vengo più.» + +Questo le fece male. Il fatto di una donnaccia che dava del tu al suo +Alberto, e che da lui era stata guardata, preferita, amata forse--e +senza forse amata nel modo che amano gli uomini--questo fatto, che +pure in genere conosceva, la ripiombava nelle sue amare riflessioni, +nei suoi eterni dubbi. Come potrebbe egli intenderla, se ella non +riusciva a intender lui? + +Messe l'una sopra l'altra, le lettere d'Elvira formavano un piccolo +pacco. + +La prima, l'unica che avesse una mezza data, era questa: + + +I. + + 22 febbraio. + +Gentile signore o amico mio? Amico mio è più dolce, il mio cuore lo +suggerisce subito e la mia penna lo scrive ben volontieri. Ma è poi +vero? Siete, sarete voi il mio amico per sempre? Sono così turbata, +così commossa che non oso dirvi tutto quello che sento. Forse faccio +male ad amarvi, ma Dio mi è testimonio che sono sincera e credo voi +pure animato dagli stessi miei sentimenti. Ditemelo, ditemelo! + + =Elvira=. + + +II. + + _Amico mio,_ + +Sì, io vi chiamo amico mio; oramai non potrei più riprendermi questo +cuore che è vostro, ma voi rispondete al mio affetto? La vostra +lettera era fredda, e di uomo distratto... scusatemi, Alberto; caro +Alberto, non vorrei recarvi dispiacere colle mie esigenze. Egli è che +mi rende tanto felice il pensiero di essere amata da voi! + +La famiglia che mi tiene in pensione non fa altro che lodarvi; se +sapeste come ne sono orgogliosa! Non potreste entrare in relazione con +questi miei ospiti? Ci vedremmo allora più spesso... + +Lo so che non sono degna di voi, che meritate ben più dell'amore di +una povera maestra, ma vi dò tutto quello che ho, tutto, tutto, o mio +sogno! + + +Mancava il secondo foglio di questa lettera. + + +III. + + _Diletto Alberto,_ + +Perchè non mi scrivete? Ho passato una notte agitatissima, senza +chiuder occhio. Alle undici e mezzo vi ho sentito passare sotto le mie +finestre insieme ai vostri amici; ridevate forte e, non so perchè, +quelle risa mi scendevano sul cuore come colpi di martello. + +Pensate a me almeno? Scrivetemi subito una riga, una parola. + + =Elvira.= + +Ve ne scongiuro, _subito_, _subito_. + + +IV. + + Mercoledì. + +Impazzisco, Alberto! Non una parola durante otto giorni interi. So che +siete in paese; vi ho visto ieri andando a messa; eravate lontano, vi +ho riconosciuto egualmente, e voi non mi avete sentita? + +Ho passato questi otto giorni correndo dalla porta alla finestra, +sempre nell'aspettativa di una vostra lettera, non vivendo d'altro! + +Forse siete in collera perchè non vi ho ancora dato l'appuntamento che +mi chiedeste? Ma come fare? Se ci trovassimo per istrada lo saprebbero +tutti e nei paesi sono così maldicenti! Perchè non venite a casa? +Tuttavia ci penserò, ci penserò tanto che pure troverò il modo di +poter stare insieme con voi almeno un istante. + + +Anche di questa lettera mancava la fine. + + +V. + + _Mio Alberto_, + +Che gioia insperata! Vedervi, stringervi la mano, udirvi parlare, +respirare l'aria stessa respirata da voi... oh! che bel giorno ieri! +Lo ripenso continuamente, senza posa, intanto che lavoro, intanto che +faccio scuola, intanto che mangio o che parlo o che taccio, che +passeggio o che dormo, sopratutto quando dormo perchè il mio sonno non +è che un lungo colloquio con voi. + +Non chiamatemi più _esagerata_ perchè mi fa dispiacere. Vi amo come +sento, ma vi amo sinceramente, con slancio, senza restrizioni. Voi non +mi avete promesso nulla ed io nulla attendo e nulla vi chiedo se non +questo: lasciate che vi ami! Ho fede che il mio amore scuoterà la +freddezza dell'animo vostro. Io per voi mi sento il coraggio di +affrontare qualunque ostacolo; mostratemi una meta e mi divida pure da +essa tempo, persone o destino, io moverò a quella contro tutto e +contro tutti, per voi! + +Alberto, prendete queste due piccole violette che ho legate insieme +con uno de' miei capelli, che ho baciate, che ho tenute sul mio cuore +e che vi mando perchè le mettiate sul vostro; così come vorrebbe +esserci la vostra, tutta vostra + + =Elvira=. + + +Le due violette si trovavano ancora in mezzo al foglio, fermate con un +piccolo taglio nella carta. Il capello non c'era più. + +Non sapendo precisamente dove collocare il frammento che incominciava +con le parole «mai, non lo dimenticherò mai!», Marta lo pose subito +dopo questa lettera, argomentando per il tono più intimo delle +seguenti che gli amanti dovevano essersi avvicinati. + + +VI. + + _Mia vita_, + +Non ho che te! Non penso ad altro, non voglio niente altro. Tu dici +che non puoi ammogliarti ora, che m'importa? Sfido le ipocrisie del +mondo, voglio il tuo amore, non il tuo nome, non la tua casa, non i +tuoi beni, non la pace e la salvaguardia che mi verrebbero da te, ma +te solo, te, te, te! + +Aspetto tue lettere con la sete di Agar nel deserto. Mille e mille +baci. + + +VII. + + _Alberto_, + +Credevo di non avere più lagrime, ma soltanto nello scrivere il tuo +nome adorato esse mi sgorgano profondamente dal cuore, dal midollo +delle ossa. Non so bene da dove vengano, ma con esse tutto il mio +corpo si sfibra; e mi pare che non acqua, ma sangue cada da' miei +poveri occhi. + +Tu non lo credi, nevvero? Oh! se lo credessi, non potresti lasciarmi +in queste angustie! Amor mio, vita mia, sei pur buono, e perchè mi fai +tanto soffrire? Quando penso che sono stata nelle tue braccia, che il +mio cuore ha palpitato sovra il tuo, che le nostre labbra si unirono, +che per un istante l'universo e Dio non esistettero più per noi, per +me... mi domando se vivo ancora, o Alberto! + +Come le mie braccia sono vuote! E come fredde le mie labbra! Oh se +potessi morire... + + =Elvira= tua. + + +In margine a questa lettera, scritto a matita, c'era un conticino da +trattoria. + + +VIII. + + (_Frammento_). + +..... eternamente tua. + +Hai ricevuto la fotografia? Aspettai inutilmente un tuo bigliettino. +Nel momento di mandartela non potei scrivervi altro che il nome, in +fretta, fra una piega dell'abito; cercalo. + +Ma non mi basta il nome; scrivo qui le parole che desideravo unire +alla fotografia; ritagliale e con un po' di gomma falle aderire al +cartoncino da tergo. + + Al mio unico amore Alberto Oriani + Dò tutta me stessa in questo ritratto. + +Ricordati, sai? Ci tengo. + +Al tuo ritratto ho fatto un sacchettino di seta, vi ho unito il +garofano rosso che mi hai dato la prima volta che ci siamo visti e +porto questo con me, su di me + + =Elvira=. + + +Marta aveva cercato, avidamente, il ritratto di Elvira. Non era +insieme alle lettere, come non era unito alle ardenti parole della +dedica; nè altro chiudeva la cassa che potesse avere rapporti con +Elvira. + +Lesse ancora e rilesse le lettere ben due o tre volte torturandosi con +tutte quelle frasi d'amore, sentendo una stretta al cuore per ogni +bacio che Elvira aveva dato ad Alberto, oppressa dalla disperata +convinzione che per quanto ella facesse o dicesse, non avrebbe potuto +cancellare dalla mente di suo marito quei ricordi. E con altri ricordi +era possibile l'amore pieno, illimitato come se lo era immaginato lei? +Se i suoi baci succedevano ad altri baci, se non poteva trovare nuove +carezze, se le parole che ella credeva di avere per lui non erano che +una ripetizione di cento e cento altre dette prima, che cosa era ella +dunque se non l'ultima arrivata, la grama viaggiatrice che trova tutti +i posti presi? + +E accanto a queste riflessioni un'altra ne sorgeva, più profonda, che +avrebbe potuto superficialmente consolarla, ma che invece aggiungeva +amarezza ad amarezza. Era questa la persuasione che Alberto non aveva +corrisposto all'amore di Elvira. Tutto lo diceva; i dolci lamenti di +lei per la sua freddezza, le rare risposte, i fiori dimenticati, +quella dedica appassionata che egli non si era menomamente curato di +aggiungere al ritratto, e la taccia di _esagerata_, nella quale parola +Marta rivedeva Alberto tutto intero. Egli non aveva amata neppure +Elvira; non ricordava nulla, non aveva capito nulla. + +E se l'amore delirante di Elvira non lo aveva infiammato, bisognava +proprio credere che egli fosse, al pari della salamandra, insensibile +a qualunque fiamma. Non era dunque per esaurimento di passione che +mostravasi nemico dei trasporti amorosi; non si trattava di guarire +una malattia, nè di ravvivare un sentimento; ella si trovava davanti +ad un nulla assoluto. + +Ma questo nulla, percettibile alla sua analisi sottile, sfuggiva nella +sintesi che ogni onesta persona avrebbe potuto fare di Alberto. Egli +aveva tutto ciò che gli uomini credono sufficiente per una donna, e +che molte donne credono del pari; aveva di più la franchezza del suo +carattere e l'onestà de' suoi principii. Egli amava Marta nel solo +modo che gli era possibile di amare. + +Poteva ella lagnarsene? + +No, no, sarebbe stata una vile ed ingrata creatura. Piangeva, tenendo +ancora fra le mani le lettere di Elvira, dilaniata dalla tristezza, +sentendo il freddo di quelle ceneri morte, sentendo, insieme alla sua, +l'angoscia che saliva da tutte quelle illusioni distrutte, da +quell'irrimediabile passato. + +Una cappa di piombo le sembrava caduta sulle spalle, fugando i sogni, +le mobili fantasie della giovinezza. Si sentiva vecchia di tutti gli +anni di Alberto, di tutto ciò che egli aveva visto, provato, di quegli +amori che egli aveva attraversato sfiorandoli, di quelle lagrime +inconsapevoli che aveva fatto spargere; e non provava ira nè invidia; +solo una grande, infinita stanchezza, come di ali spezzate. + + * + * * + +Alberto era uscito per la solita visita ai poderi e non sarebbe +rientrato che all'ora del desinare, verso le cinque. Come avrebbe +fatto Marta a deludere la smania che la divorava? + +Decisa prima a tacere, dovette poi venire ad una transazione col +proprio orgoglio; parlerebbe, ma parlerebbe per sorpresa, volendo +impadronirsi degli intimi pensieri di suo marito, giocando con abilità +la carta che il destino le aveva posta tra le mani. + +Intanto si era ricordata di un certo panierino dove stavano +ammucchiate fotografie d'ogni specie; andò a prenderlo e vuotate le +fotografie sul tavolino, incominciò ad esaminarle minutamente, +procedendo nella eliminazione di tutti gli uomini e di un can barbone +riprodotto con solennità nel bel mezzo di una poltrona. + +Scartò poi frettolosa una caterva di vecchie zie, di avole, di +bisavole, di bambini ritratti nelle braccia della nutrice, di +bambinette raggruppate, finchè ridusse le fotografie ad una dozzina o +poco più di donne passabili. + +E ancora occorreva molta immaginazione per raffigurarsi capaci di una +seduzione qualsiasi quelle figure sbiadite su fondo rossiccio, vecchie +come soltanto diventan vecchie le fotografie nel loro spietato +realismo; capelli piatti, oppure rialzati nella forma precisa di +polpette ripiene: occhi truci, terribili, o imbambolati nella +preoccupazione della posa; in generale faccie musone. E gli abiti? +Maniche larghe, a prosciutto, a zoccolo, a campana, alla contadina; +vite angolose, _falpalà_ arzigogolati, bottoni fuor del vero. + +Che mostri!--pensava Marta--e probabilmente fra dieci o quindici anni +si dirà lo stesso di me. + +Cercava minutamente, guardando in ogni piega delle vesti per scoprire +il nome di Elvira. Credette di averla trovata in una giovane donna, +appoggiata languidamente al tronco di una colonna, con l'indice della +mano destra affondato nella guancia, la mano sinistra ricadente lungo +l'abito; il nome di Elvira però non c'era in nessun posto. Allora fu +assalita dal dubbio che Alberto conservasse quel ritratto in qualche +luogo riposto, nel suo scrigno, in un santuario gelosamente nascosto, +forse sul suo cuore. Divampò. Certo, quello non era un amore dei +soliti; Elvira non si poteva confondere con Giuditta; egli ancorchè +più freddamente, doveva però aver amata quella fanciulla e conservato +di lei una memoria indelebile. + +Crucciandosi per questo sospetto, non ricordava più di essersi +crucciata prima per l'impossibilità che Alberto avesse potuto +corrispondere all'amore di Elvira. Maneggiava una lama a due tagli; da +qualunque parte la girasse si tagliava. + +Appollonia, vedendo la sua signora passeggiare smaniosamente per le +stanze, le domandò se si sentisse male. + +Aveva l'inferno nel cuore. Fino a qual punto si erano amati? Fino a +quale? Era riuscita Elvira ad animare la statua? Si era data a lui con +quello ardore che traspariva dalle sue lettere? + +E poi? E dov'era adesso? + +L'inazione dell'aspettativa le riesciva insopportabile. + +Prese l'ombrellino e s'avviò per i campi, incontro a suo marito. Anche +Elvira doveva aver percorso qualche volta quei sentieri, pensando a +lui, confidando all'aria e al cielo i suoi sospiri appassionati; e che +ne era rimasto? Dove va a finire l'amore, e perchè finisce? La fine è +la morte, ma la peggior morte è quella che si sente. + +Oh! l'orribile tristezza! + +Smaniava di vedere Alberto, di toccarlo, di persuadersi che era suo, +che non le sarebbe sfuggito mai; e voleva dirgli che lo amava, che lo +amava come Elvira, più di Elvira. + +Piangeva, facendo rotolare i sassi cacciati dalla punta +dell'ombrellino, divorando la via. + +A un tratto le si parò davanti il dottorone, tenendo tutto il sentiero +con la persona alta e grossa, con la _tuba_ voluminosa, l'unica _tuba_ +che si vedesse in paese. Declamava versi, ma incontrando Marta si +fermò. La giovine sposa lo interessava, non aveva mai tralasciato +occasione di mostrarsele amico. + +--Dove va?--le chiese senza complimenti. + +--Vado incontro ad Alberto. + +--Da questa parte? + +--Non è di qui? + +--No davvero. Ci arriverebbe ugualmente poichè tutte le strade +conducono a Roma, ma forse non incontrerebbe per quest'oggi suo +marito. Se permette, la metto io sulla dritta via. + +Marta nell'imbarazzo aperse l'ombrellino per nascondere un po' la +faccia, intanto che si ricomponeva. + +--Settembre è il più bel mese dell'anno--soggiunse il dottorone, +seguendo il corso de' suoi pensieri--i poeti dicono l'aprile, ma non è +vero. In aprile piove troppo, i campi non hanno spighe, nè gli alberi +frutti, le viti sono sfrondate, il sole non scalda, nevica qualche +volta! Maggio è un po' meglio; abbiamo le fragole se non altro. Giugno +glielo raccomando; tutto fiorisce, tutto sorge da terra, i campi sono +uno splendore, i piselli e i fagiuolini si vendono a buon mercato. +Tiriamo un velo sul luglio e l'agosto, è la sola cosa che si possa +fare in un tempo in cui ci si leverebbe perfino la camicia... + +--Lei conosce--interruppe Marta approfittando della pausa--la maestra +del paese? + +--Quella gobbina? Sì. + +--Sta qui da molti anni? + +--Sette od otto, non saprei. + +--E la maestra precedente? + +--Conobbi anche quella. + +--Si chiamava Elvira? + +--Ma!... Elvira, come? + +--La parentela la ignoro. Era giovane? + +--Abbastanza. + +--Bella? + +--Una morettina, sa, di quelle morettine con gli occhi neri e coi +denti bianchi, delle quali non si può mai dire che sieno assolutamente +belle nè assolutamente brutte. + +--L'ha conosciuta molto? + +--Oh! dir molto sarebbe troppo. Le ho parlato una volta o due. Era +simpatica. + +--Perchè è andata via? + +--Chi lo sa! Probabilmente le avranno cambiato destinazione. + +--Non si può dunque rammentare se si chiamava Elvira? + +--Proprio non lo rammento. + +Marta avendo chiuso l'ombrellino, tornò a far rotolare i sassi in +silenzio. + +--Settembre--continuò il dottorone--ecco il trionfo dell'anno! È il +mese in cui si riempiono le cantine e si provvede di selvaggina la +tavola; le aie si spogliano del loro bel tappeto giallo per colmare i +granai, la terra si riposa nella maestà tranquilla di una madre che +contempla i suoi nati. E veda, veda che cielo limpido, senza nubi! Che +splendore di vegetazione! Settembre--soggiunse dopo una pausa--è forse +anche la migliore stagione della vita. Non lo crede? + +Marta, distratta, rispose con una esclamazione insignificante. + +--Io ne sono convinto. La giovinezza è troppo acerba, la virilità +troppo burrascosa. + +Rialzò con una specie d'orgoglio la testa brizzolata, da un lato della +quale la _tuba_ stava in bilico per un miracolo d'equilibrio; i suoi +occhi intelligenti scintillarono e le sue narici sensuali respirarono +l'aria fortemente. + +--Le piante--disse Marta--sono più fortunate di noi. + +Egli non sapeva a che cosa alludesse Marta; rispose a caso: + +--Anche per esse c'è la grandine e l'accetta. + +Tacquero poi, obbedendo entrambi alla tirannia dei propri pensieri, +subendo l'influenza di quel dolce pomeriggio d'autunno. + +Camminavano lesti, leggeri, aspirando il profumo dei prati, nella +tranquilla ascoltazione delle cingallegre che volavano d'albero in +albero; l'occhio vagante, il pensiero alato. + +Egli si fermò di botto. + +--Che cosa guarda?--domandò Marta dopo di aver aspettato qualche +istante. + +--Coraggiosa bestiola! + +Questa esclamazione non essendo una risposta, Marta si pose anch'ella +a guardare. + +Tra due rami d'acacia un ragno aveva gettato i suoi fili dall'alto al +basso, regolarmente, per accingersi poi a lavorare in tondo la tela; +un bruco cadendo da un ramo superiore, gli aveva rotto uno dei fili, +ed esso stava rimettendolo da capo. + +--Non è coraggio questo? + +Marta sorrise. + +--Ma non basta. Aspetti un momento, tanto che esso abbia attaccato il +filo. Benone! Or ecco un colpo della sorte. + +Diede un buffetto, coll'indice e il pollice, al nuovo filo. + +--Cattivo!--fece Marta. + +--Guardi, guardi--esclamò il dottorone entusiasmato--esso torna a +zampettare, bravo! Bravo, ti dico. E così vita natural durante, sa? +Questa bestiola non si avvilisce mai; rotto un filo ne getta un altro; +il secondo si spezza, viene il terzo. Avanti, sempre avanti! È il suo +motto gentilizio. Osservi come è già salito; è all'apice. Paf! + +--Oh! crudele--gridò Marta nel vedere che aveva strappato ancora il +tenue filo--perfido uomo! + +Egli la scrutò in fondo agli occhi che ella chinò subito, turbata. + +--Le chiedo scusa; ho voluto mostrarle fino a qual punto si può essere +coraggiosi. + +Il ragno rifaceva la tela, salendo, salendo, intanto che Marta lo +guardava non senza sorvegliare il suo brutale compagno. + +Ma egli disse con semplicità: + +--Andiamo a trovare Alberto.--Ed ella subito si mosse in silenzio. + +Lo incontrarono non molto lontano. Se ne veniva lemme, lemme, con la +sua bella fisionomia aperta, serena, il passo regolare d'uomo senza +fastidi. + +Ritornarono insieme tutti e tre fino al paese, fino alla porta dei due +coniugi, dove il dottorone si accommiatò. + +Marta pensava che Alberto era finalmente nelle sue mani, e se lo +divorava con gli occhi, mentre egli appendeva tranquillamente il +cappello. + +Visto così, di dietro, la sua nuca aveva una seduzione particolare, +colle orecchie morbide bene attaccate, i muscoli solidi; la guancia +offriva per tre quarti una linea pastosa, appena adombrata dalla +lanuggine, che attirava i baci. + +--Ho appetito, e tu?--diss'egli sedendosi alla mensa apparecchiata. + +--Ma si, discretamente. + +--Appollonia è riuscita a trovare queste benedette quaglie? + +--Oggi no, vi saranno per domani. + +Marta aveva le lettere in tasca; le levò e andò a riporle nel tavolino +da lavoro; poi sedette accanto al marito, calma in apparenza, ma +coll'occhio fisso, la mente inquieta. + +--La signora Merelli ha avuto una bambina stanotte. + +--Sì? + +--Potrai andare domani o dopo a farle una visita. + +--Ci anderò. + +--Pare che stia benissimo. + +Dopo una lunga pausa, intanto che Alberto versava da bere ella chiese: + +--Se io avessi una bambina come la chiameresti? + +--Come vorresti tu. + +--Ma però? + +--Il nome di mia madre, per esempio, o della tua. + +--Questo è meglio certamente; tuttavia vi sono persone che +preferiscono nomi di fantasia: Ida, Olimpia, Elvira... Ti piace +Elvira? + +--Nè più, nè meno degli altri; dò poca importanza al nome. Non mi sono +mai informato come ti chiamavi tu, lo seppi da te stessa. + +Marta lo osservava attentamente, mentre un tremito l'agitava tutta, +sperando che egli almeno si accorgesse della di lei inquietudine e +glie ne chiedesse il motivo. Si era già preparata. Se le domandava: Ti +senti male? la risposta doveva essere press'a poco così: Sì, di un +male che tu solo puoi guarire, ecc., ecc. Ma nulla di tutto questo. + +Alberto mangiava, e, solamente, vedendo il piatto di Marta quasi +sempre vuoto, la esortò a mangiare anche lei. Sulla fine del desinare +domandò: + +--Tua madre non ha ancora scritto? + +--No. + +--Se tarderà molto a venire, sopravverrà il freddo. + +Ella avrebbe potuto svelare le ragioni del ritardo, entrare nei +particolari di un contratempo abbastanza buffo, ma ciò l'avrebbe +portata lontana dalle sue preoccupazioni e non si sentiva la forza di +fingere, nè di frenarsi. Preferì restare muta, bucherellando con lo +stuzzicadenti la tovaglia. + +Alberto disse ancora: + +--Quando viene le puoi allestire la camera in fondo al corridoio; vi +starà meglio che altrove, è bene esposta e molto allegra. + +L'evocazione di sua madre commosse Marta nell'intimo dell'anima; il +ricordo di tante tenerezze perdute le fece gruppo alla gola, per cui +si alzò e fece due o tre giri nella stanza. Passando accanto al +tavolino da lavoro aperse rapidamente il tiretto, ne tolse le lettere +e buttandole davanti a suo marito: + +--Vedi che cosa ho trovato oggi nella cassa, la cassa vecchia su in +soffitta! + +Alberto guardò le lettere, prima con indifferenza, poi con sorpresa, +infine leggendone una esclamò: + +--Ma da qual parte sono venute fuori? + +--Te l'ho detto; erano nella cassa. + +--Sole? + +--Oh! con della frangia, delle cortine usate, dei chiodi... + +--To, to, to! + +--Non sapevi che erano là? + +--Neppur per sogno. + +--Ti dispiace che le abbia lette? + +--Figurati! Acqua passata non macina più. + +Respinse le lettere dolcemente, come dolcemente faceva tutto, disposto +a parlar d'altro. + +Marta ebbe un'audacia insolita; andò a sedersi sopra i suoi ginocchi e +cingendogli il collo gli mormorò con la bocca contro l'orecchio: + +--L'hai amata molto? + +Egli ebbe un momento di imbarazzo; la situazione richiedeva uno di +quegli slanci ai quali il suo temperamento era refrattario; un solo +bacio, ma ardente, sarebbe bastato. Alberto invece provò un movimento +di stizza verso Marta che gli faceva subire questa seccatura. + +--Che c'entrano adesso tali cose? + +--Sono gelosa del tuo passato, lo sai--disse Marta senza staccarsi da +lui, sprofondata nel tepore del suo collo, che succhiava con piccoli +baci spessi. + +Alberto si sciolse adagino dalle braccia di sua moglie replicando: + +--E che ci posso fare io? + +Era una risposta ad uso Appollonia, una di quelle osservazioni fredde, +piene di buon senso, che non lasciano nessun posto per le soavi bugie +del sentimento. Eppure Marta, nel caso suo, avrebbe trovato, senza +mentire, un'altra parola... + +Si tolse dai ginocchi di suo marito e si pose sulla sedia, mettendosi +davanti le lettere. + +--È morta?--domandò a un tratto. + +--Non credo, ma da quando lasciò il paese non ne seppi più nulla. + +--Tu non le avevi promesso di sposarla? + +--Mai. + +Marta fu ripresa da uno dei suoi slanci: + +--Dimmi il vero, Alberto, dimmelo! Io ci capisco così poco in questi +vostri amori d'uomo... + +--Che devo dirti? + +Ella si accorse che formulare con una frase il suo pensiero non era +tanto facile; balbettò: + +--Se l'hai amata molto... molto... e che ella pure... + +--Non so se m'abbia amato molto molto. + +Marta interruppe: + +--Come dubitarne con queste lettere? + +--Oh! le lettere--esclamò Alberto ridendo--è l'amore di voi altre +donne, frasi! Per parte mia mi piaceva. + +--Niente di più? + +--È quanto basta, credo, per fare all'amore con una ragazza. Ella poi +si esaltava, immaginando una passione romanzesca, rapimenti, fughe, +veleno. Sarei stato molto sfortunato sposandola. + +Marta tacque un po', e poi: + +--Era bella? + +--Simpatica. + +--Bionda o nera? + +--Nera. + +--Alta? + +--Così così. + +Altro silenzio. + +--Grassa? + +--Oh!... non so, non ricordo, non mi pare. + +--Aveva le mani piccole? + +--Ma è un passaporto quello che mi chiedi. Parola d'onore, ci pensi +più tu in cinque minuti di quello che ci abbia pensato io durante un +anno intero. + +--Ciò vuol dire che non l'amavi come ti amava lei! + +--Può darsi, e allora consolati, brucia questi scartafacci alla +buon'ora. Tanto il passato non si cancella, nè si rinnuova. + +Era appunto ciò che pensava Marta, ma senza trovarvi nessuna +consolazione. Che Alberto avesse amato Elvira molto, poco o niente +affatto, restava per lei il fatto di quella corrispondenza infuocata +che parlava pure di baci dati e ricevuti. Se dati per amore, perchè +dimenticati? Se dati senza, perchè dati? + +Stracciava i foglietti lentamente sotto la tavola, ascoltando il +piccolo rumore che facevano, divisa tra i rimorsi che le suscitava una +eccessiva delicatezza e il piacere materiale, indegno di lei, di quel +meschino trionfo; ma la vinceva il piacere. + +Quando i pezzettini delle lettere non furono più suddivisibili, ella +riunì le pieghe della gonna, tenendoveli come dentro a un sacco e si +levò in piedi. + +Diede uno sguardo ad Alberto, il quale aveva infilato la punta di un +sigaro in uno stecchino, lo stecchino nel tappo di una bottiglia, +mantenendo il sigaro trasversale, ed accostata una candela all'altra +estremità del sigaro, assisteva alla combustione attentamente, con le +mani in tasca. Pensò: gli farò dono di un accendisigari. E cedendo +alla tenerezza egoistica del suo affetto di moglie, Marta appoggiò, +passando, le labbra sul collo di Alberto. + +Poi corse leggera in cucina, dove, scostando Appollonia dal camino, +rovesciò sul fuoco i frammenti di carta che teneva nella gonnella. + + * + * * + +Simpatico il volto un po' lunghetto, di un pallore bianco, che si +accendeva talvolta fino all'incarnato di una fiamma velata, non più in +in là. Intorno, sulla fronte quasi rettangolare, dietro le orecchie, +giù molto abbasso nella nuca, una cornice di capelli castagni, bruni +in massa, ma luminosi, accendentisi qua e là con striscie seriche, con +picchiettature d'oro brunito, spartiti modestamente nel mezzo e +appuntati con due spilloni d'argento. Gli occhi tranquilli, di un +colore indeciso, francamente aperti e sereni guardavano dritto, a +guisa di dardo scoccato; ed era il loro sguardo tutta una dolcezza, +una dolcezza invadente che assorbiva l'attenzione e la sviava dalla +irregolarità dei lineamenti. Il mento stesso, senza carattere, di un +disegno sbagliato, scompariva nella luce generale di quel volto a cui +la bocca, raramente sorridente ed anche nel sorriso mesta, dava una +speciale espressione di bellezza concentrata. Sotto il collo elegante +e fiero, le spalle non sembravano interamente sviluppate e la +delicatezza del seno che segnava ma non accentuava la femminilità, le +dava una vaga somiglianza colle statue classiche di Ebe giovinetta. +Piccola la mano, dove le vene si gonfiavano facilmente, dove, sotto +l'epidermide fina, si sentivano trasalire i muscoli. + +Vestiva un abito di una mezza tinta, che ricordava un po' la peluria +delle tortore, un po' quel pulviscolo dorato che copre gli alberi in +autunno; e terminava ad ogni lembo, al giro del collo, all'apertura +delle maniche, con una striscia di pallido rosa. + +La signora Oriani si trova in uno de' suoi giorni belli--pensò il +dottorone, dopo aver dato una occhiata ingiro e fermatala con compiacenza +sul volto di Marta, che gli sedeva proprio dirimpetto.--Non è certamente +una bella donna, ma è di quelle che hanno la possibilità di diventarlo a un +dato momento; è la donna che si trasforma, la donna per eccellenza. + +Marta si accorgeva forse dell'effetto prodotto, perchè un raggio più +vivo brillò ne' suoi occhi, che rivolse ad Alberto, come per metterlo +a parte del suo trionfo e fargliene omaggio. + + +Sedevano al pranzo di nozze dato da Toniolo per presentare la sua +sposa. C'erano tutti; gli Oriani, i Merelli, il sindaco, il dottorone, +il vero dottore che per solito non frequentava la compagnia, ma che in +quella circostanza non aveva voluto mancare. Lo si era detto anche ai +Gavazzini, ma inutilmente; essi non si mostravano mai in pubblico. + +Erano venute da un paese vicino le sorelle di Toniolo, l'una maritata, +l'altra no; due false bionde incipriate, cui era rimasta la farina +sugli zigomi, goffe civettuole da villaggio; e con esse un paio di +cugini incaricati di far loro il cascamorto; più il marito, uomo denso +e pacifico. + +Il pranzo, cui aveva presieduto il dottorone in qualità di cuoco +consulente, si annunciava squisito con una specie di cappelletti fatti +in casa, mescendo pane grattugiato, cacio, salsiccia e uova; cotti poi +_rari nantes in gurgite vasto_ nel socculento brodo di due capponi +maritati lì per lì a un pezzo di manzo vero lombardo. + +--Signori--disse il dottorone appendendosi il tovagliolo sotto il +mento--vi invito al maggiore raccoglimento, ad una concentrazione +religiosa davanti a questa tavola imbandita con ogni ben di Dio. +Mangiate, o signori; la mensa è l'unico vero. + +Toniolo, a capo tavola, sorrise, volgendo i begli occhi di velluto +alla timida sposina che non osava contraccambiargli l'occhiata. + +Il vocione di Merelli tuonò, attraverso i cucchiai rumoreggianti: + +--Per un pranzo di nozze avresti potuto dire qualcos'altro. + +--Oh!--fece il dottorone col naso nella scodella--non incominciamo +troppo presto. + +Le due sorelle incipriate abbozzarono un mezzo sorriso, indecise tra +il fare la furba e il fare la ingenua. Avevano tutte e due un nastro +celeste nei capelli e dei braccialetti di similoro; mangiavano +smorfiosamente, avvicinando alla bocca la punta del coltello, +lasciando sempre qualche cosa sul piatto, accomodandosi ad ogni +istante il busto e la cintura. + +La maggiore, quella maritata, sedeva vicino ad Alberto, che conosceva +fin dall'infanzia. Quantunque non si vedessero più da parecchi anni, +gli parlava con molta animazione, e non avendo nessun altro da +conquistare, per il momento, sfoggiava con Alberto tutte le sue +risorse, prendendosi una famigliarità di amica d'infanzia, con una +certa irrequietezza nei ginocchi che faceva fremere Marta dall'altro +capo dalla tavola. + +Marta oramai tenevasi sicura della fedeltà di suo marito, ma ne era +gelosa sempre; sarebbe stata gelosa di una vecchia, di un bambino, +così come era gelosa de' suoi amici e di tutto ciò che egli amava. + +Non aveva la sicurezza audace di colei che ha visto un uomo delirare +a' suoi piedi, quella sicurezza che mette un raggio intorno alla +fronte, per la gioia del dominio, per l'ebbrezza dei sensi +soddisfatti, e quel corteggio di memorie che avvolge come in una +nuvola, che solleva al di sopra dei mortali, per cui tutto in lei, +incesso, parola, sguardo, rivela la donna amata, la trionfatrice. No. +Marta si sentiva debole, mal sicura, diffidava di se stessa, provava +l'avvilimento di un soldato che dopo essersi preparato ad una rude +battaglia trova il campo libero e il nemico che dorme sotto la +bandiera bianca spiegata. + +In questo stato d'animo, ogni piccola cosa la irritava, le dava ombra; +trovandosi malcontenta non era più nemmeno gentile; non compativa e +non tollerava più nulla. + +Una sorda antipatia le sorgeva in petto per la sorella di Toniolo, +vedendo ch'ella osava servirsi del pane di Alberto, toccarlo sul +braccio, parlargli così vicino col volto che i loro capelli quasi si +confondevano; e chiamarlo ad ogni momento: «Oriani! Dica Oriani! Non è +vero Oriani?» + +Aveva una vocetta stridula e volgare, voce da pettegola, a cui ella +dava certe inflessioni pretenziose, false come l'oro de' suoi +braccialetti e come il biondo della sua zazzera. + +Evocarono dei ricordi d'infanzia: «Rammenta quella sera della +luminaria? E quando si improvvisò un ballo in farmacia? E quando ella +gli aveva cucito l'abito, per ischerzo?» Alberto rideva, eccitato, di +buon umore; nella pienezza della sua salute inalterabile, nella +felicità del suo cervello tutto al momento presente, senza dubbi, +senza curiosità ne per il passato, nè per l'avvenire. + +Invece la mente inquieta di Marta continuava a struggersi. Prima di +uscir di casa ella aveva baciato Alberto al suo posto prediletto, +dietro l'orecchio, facendogli promettere che a tavola, quando ella lo +avrebbe guardato, ricorderebbe quel bacio e sarebbe come se ne +ricevesse un altro. Ma Alberto la guardava smemorato, si capiva, +attratto dalle ciarle della sua vicina, messo in vena allegra +dall'ottimo vino, dal pranzo squisito. E di mano in mano che a suo +marito cresceva il buon umore, cresceva a lei la tristezza. + +Si domandava se quelle erano le gioie della vita; mangiare, bere, +discorrere con degli indifferenti, sorridere a delle sciocchezze, +divertirsi a delle puerilità. + +Già le allusioni più o meno velate correvano or all'uno or all'altro +dei due sposi, facendo arrossire la novizia e piombando Toniolo in una +vanitosa beatitudine. Merelli sfondava una parete ad ogni parola che +gli usciva di bocca. Il dottorone, intento ai piatti, andava dicendo +inutilmente: «È troppo presto, è troppo presto.» Il _diapason_ +scottante continuava a salire con un crescendo meraviglioso. + +Una specie di nebbia avvolgeva la mensa, evaporazione delle vivande, +dei doppieri accesi, fiato, sudore, odor di vino e di pasticcio caldo, +con una sottile venatura di muschio che partiva dalle due sorelle di +Toniolo. Le faccie dei commensali, rubiconde, si confondevano colle +piramidi di mele, tagliate a mezzo dalle bottiglie, spostate +dall'animazione crescente che faceva muovere i più giovani dalle loro +sedie, ritornarvi, ripartirne ancora. La sorella nubile di Toniolo +aveva sbucciata una melagrana e girava attorno, offrendola sulla mano, +con attitudine civettuola e provocatrice. + +Marta vedeva tutto ciò nella impassibilità letargica di un sogno, +trovandosi sempre più isolata e più triste. Le venivano in mente cose +tragiche: la morte di suo padre, un fanciullo ch'ella aveva visto +cadere da una finestra, le crociere degli ospedali, i manicomi; e poi +un dolore al cuore ch'ella aveva provato, da giovinetta, e che avrebbe +potuto essere vizio cardiaco incurabile. Guardava Alberto con una +passione, con uno struggimento di tutto il suo essere che le affilava +il volto, che le toglieva qualsiasi altra sensazione. Ad un tratto, in +mezzo al vociare generale, colse a volo questa parola «Elvira» che la +vicina di suo marito aveva pronunciata con malizia, nascondendosi +dietro il ventaglio. + +Per cinque minuti buoni, l'incrociarsi dei piatti e dei bicchieri, gli +evviva tumultuosi, le impedirono di vedere Alberto; ma quando il di +lui viso apparve accanto a quello della bionda incipriata, l'argomento +doveva essere cambiato, ed era evidente che si facevano dei +complimenti reciproci sulla precedenza nell'assaggiare dell'uva di +Corinto. + +Marta pensava che sul cavalletto di tortura si può almeno gridare. Al +contrario ella doveva stare composta, con un certo qual sorriso di +partecipazione alla gioia degli altri e rispondere, tratto tratto, +alle parole che per cortesia le rivolgeva il suo cavaliere di destra, +e mettere pure in bocca qualche cosa e fingere di bere. + +Dal suo cuore gonfio si sprigionavano delle lagrime che ella sentiva +affacciarsi alle palpebre. Era così persuasa di essere brutta, +sciocca, incapace di farsi amare, che avrebbe in quel momento +desiderato di morire; senonchè un amaro rimpianto, il desiderio +insoddisfatto delle ebbrezze terrene, la trascinava violentemente +verso suo marito, il solo a cui poteva, a cui voleva chiederle; e in +questa tenzone odiava tutto il mondo e se stessa. + +Pare impossibile--pensò il dottorone riposando le mascelle e le mani, +coll'occhio lucido, il torace prominente--come quella donna cambia ad +un tratto. Non si direbbe più lei. + +Un momento dopo mettendosele vicino, ancora col tovagliolo al mento ma +con un raggio diverso nelle pupille, quasi il suo cervello staccandosi +improvvisamente dal corpo volasse in regioni eteree, le disse: + +--Che follia festeggiare le nozze con inviti e brindisi! È la stessa +follia che fa dipingere l'amore rubicondo, paffuto, intento a ridere e +a trastullarsi, mentre si dovrebbe cercare l'amore nello scheletro più +distrutto della danza macabra; uno che non abbia più nemmeno le +occhiaie per tenervi le lagrime, e il petto squarciato da cima a +fondo. Così vorrei dipingere l'amore! + +--Sì, sì--fece Marta senza comprendere, solo perchè quelle parole +tristi rispondevano alla sua tristezza. + +Al caffè si ruppero le file. Alberto, sempre gentile, venne a chiedere +a sua moglie se avesse pranzato bene. + +--È fortunata--disse la signora Merelli mettendosi al fianco di +Marta.--Io, nel suo stato, mi sentirei orribilmente; tolta +quest'ultima gravidanza, che è andata un po' meglio, tutte male, tutte +male! + +--Mia moglie non vuol sentir parlare del _suo stato_,--soggiunse +Alberto sorridendo--non ci è ancora avvezza. Lei porrebbe darle +qualche lezione, signora Merelli! + +--Buon Dio!--esclamò la prolifica signora giungendo le mani.--Sono +uscita ieri di puerperio. Ma lei sta proprio bene, carina, nevvero che +sta bene? Nausee, al mattino, non ne ha? + +--Un poco, quasi nulla,--rispose Marta, seguendo collo sguardo suo +marito che si allontanava. + +--Sarà un maschio allora. E bruciori di stomaco? + +--No. + +--Segno che non avrà capelli. + +--Non avrà capelli? + +--Nascendo, s'intende. De' miei figli, solo la Pina e l'Adelina erano +calve; gli altri vennero al mondo pelosi come Esaù. Ma che bruciori di +stomaco, le dico!... Del resto è fortunata in tutto; non si accorge +nemmeno... parola d'onore; sembra una bimba. + +Alberto si era appoggiato al caminetto insieme a' suoi amici. Avevano +accesi gli sigari e nel benessere sensuale della digestione la loro +affettività d'uomo esplodeva con gesti vivaci, con romorosi scoppi di +voce e colpi di mano. Lucide le facce, gli occhi scintillanti, essi +discorrevano fra loro in un gergo speciale, a sottintesi, urtandosi +coi gomiti. Alberto, il più educato, si poneva davanti a Merelli +quando parlava, per impedire che le di lui parole giungessero +all'orecchio delle signore; Toniolo invece vi si crogiolava, nella +voluttà egoistica di un gattino che fa le fusa. + +--Sibarita!--mormorò il dottorone--si prepara lo stomaco cogli +stimolanti. + +La sposina intanto, circondata dalle donne, si lasciava ammirare ed +invidiare, facendo girare gli anelli sulle dita, più stordita che +contenta, rispondendo a monosillabi. + + +--Che bel matrimonio nevvero? + +Marta si voltò. La bionda incipriata le stava alle spalle, col suo +fare lezioso, di protezione. + +--Bellissimo--rispose Marta. + +--Anche lei è sposa da poco tempo nevvero? + +--Sei mesi. + +--Io conosco molto suo marito; siamo cresciuti insieme. È un simpatico +giovane! + +Obbedendo alle leggi naturali, Marta le avrebbe dato uno schiaffo; ma +frenandosi e dominandosi, riuscì ad abbozzare un sorriso. + +La buona signora Merelli intervenne, chiedendo alla sorella di Toniolo +se fosse guarita da una nevralgia che aveva sofferto. + +--Sì, sì, sono guarita perfettamente. Ma nevvero che molte ragazze +sarebbero state felici di sposare Alberto Oriani? + +--Senza dubbio; eppure egli ha preferito questa sposina, nè io so +dargli torto--tornò a dire dolcissimamente la signora Merelli. + +--Già, le ragazze del paese non hanno i vezzi delle +cittadine,--esclamò con enfasi la sorella di Toniolo.--A proposito, +non si è saputo più nulla dell'Elvira, la maestra? + +A questa improvvisa e inopportuna domanda, la signora Merelli stette +per perdere le staffe, osservando che Marta impallidiva. Tossì, +tuttavia, si spianò le gale dell'abito, e disse col suo bel candore: + +--E chi ci pensa più? Manca da tanti anni! + +--Oh! questo non serve--rimbeccò l'altra malignamente,--quando si sono +lasciati certi ricordi dietro a sè... Non dicevano che avesse avuto un +figlio? + +--Quante calunnie! + +La signora Merelli, indignata, tese la mano quasi per attestare +l'innocenza dell'assente, Marta afferrò quella mano, e alzandosi, e +trascinando con sè l'ottima creatura, uscì dalla stanza, soffocata dai +singhiozzi. + +Alberto che l'aveva vista uscire, le tenne dietro subito. + +--Non si spaventi--disse la signora Merelli--fa un po' caldo in sala, +e poi tutti quegli sigari! Per quanto si stia bene, lo creda a me, +qualche cosa si soffre sempre... + +--Ti senti male?--chiese Alberto con premura. + +Marta gli si appese al braccio, negando col capo; e quando la signora +Merelli, vedendola al sicuro ritornò nella sala da pranzo, ella mosse +verso il cortile, proprio come se provasse un senso di soffocazione. + +Il cortile della farmacia era messo a giardino, con delle scalinate di +fiori e degli arrampicanti piantati dentro a botti vuote. La luna lo +batteva in pieno, rischiarando ogni angolo colla sua luce fredda ed +eguale di doccia. + +Marta si gettò nelle braccia di suo marito scoppiando in lagrime. + +--Ma Dio, Marta, che hai? + +--Dimmi che mi ami, dimmi che mi ami... + +Alberto pensava che se lo avessero sorpreso nel cortile, abbracciato +con sua moglie, sarebbe diventato lo zimbello degli amici. + +--Via--disse con un leggero accento di rimprovero---sono scene da +bambina, torna in te, sii ragionevole. Siamo qui per divertirci e non +per piangere. + +Ella raddoppiava le lagrime, avviticchiata al suo collo, tremando, +spasimando. + +--Marta... insomma! + +Pensò poi che fossero fenomeni nervosi inerenti alla prima fase della +gestazione, e per il rispetto che professano gli uomini a questo +misterioso travaglio femminile, replicò con dolcezza annoiata: + +--Lo sai bene che ti amo. + +--Dimmelo ancora! + +--Ti amo. + +Ma ella non si staccava, sospirando sempre, aspettando che un guizzo, +un fremito passasse dal corpo di lui al suo, dandole la sensazione di +un'anima sola, rispondendo a ciò che ella stessa provava, la vita, la +rivelazione attesa... ed egli se ne stava ritto, rassegnato, e la luna +li illuminava entrambi freddamente serena. + +--Camminiamo, ti passerà. + +Marta non disse più nulla. Docilmente si lasciò infilare la mano nel +braccio di suo marito e fecero due o tre giri intorno alle botti degli +arrampicanti. + +Egli non sapeva che cosa dirle. L'umidità della sera, forse, le +avrebbe dato noia? Ma doveva sentirla anche lei. Non era un gusto, +davvero, aver lasciata una stanza calda, un crocchia di amici, un buon +bicchiere e delle ciarle e degli scherzi, per passeggiare tondo tondo +in un cortile. + +--Ti senti meglio?--domandò infine. + +Marta fece un movimento impercettibile colle spalle, schiuse le labbra +senza poter parlare ed appoggiò il cuore, che le batteva +violentemente, contro il braccio di lui. + +Egli stette ancora un momento incerto, guardò l'uscio della sala da +cui usciva uno sprazzo di luce allegra, guardò sua moglie, le botti, +il cortile deserto, e: + +--Se rientrassimo?... + + * + * * + +Le avevano ordinato delle lunghe passeggiate. Accompagnava qualche +volta Alberto al podere, qualche altra gli andava incontro, prima del +desinare, ma senza entusiasmo. + +Era diventata indifferente, pressochè apata; ella stessa non si +riconosceva più. Non aveva nessun desiderio, le dava noia il vestirsi, +l'adornarsi; si guardava raramente nello specchio. + +Le sue belle camicie da sposa, le vite scollate guarnite di trine, le +calze a ricami giacevano nel cassettone, legate ancora coi nastrini +color di rosa, come gliele aveva accomodate la mamma. Portava la +biancheria liscia, semplice, quella che si stira più in fretta, che +non avrebbe data a lei o all'Appollonia una briga inutile. + +Le sembrava che la sua giovinezza fosse finita e sentendo parlare +delle amarezze, dei disinganni dell'esistenza si riconosceva saggia, +si infervorava sempre più nel concetto serio che la felicità è +un'illusione. + +Accudiva alle sue domestiche faccende, lavorava, era premurosa, +gentile con Alberto. Seguiva le variazioni del tempo per far asciugare +le frutta, per riporre le uova; andava spesso in cucina a trovare +l'Appollonia, le faceva raccontare qualche episodio dimenticato della +sua infanzia e l'ascoltava con interesse. + +La casa non doveva essere il suo regno, il suo orizzonte, il suo +tutto? Ella procurava di animare i mobili e le stoviglie, si metteva a +cucinare qualche intingolo per vedere di soddisfarsi alla fine, di +trovare un appoggio al suo continuo bisogno di un perchè. Era stata +fantastica, ideale, ed aveva avuto torto; ora cercava la felicità +terra terra, non doveva essere così? Non l'avevano tutti così? + +Alberto raggiava. Le faceva dei complimenti sinceri, la chiamava il +modello delle mogli, e il vedere lui contento non doveva essere la sua +parte di felicità per lei stessa? Era dunque felice appieno. + +Ma perchè non aveva mai voglia di ridere? Perchè non le veniva sulle +labbra una nota di canto? e nessun impeto giulivo le faceva mai +balzare il cuore? Tutto era scolorito e monotono in lei, principio di +una anemia generale, del torpore che assale i viaggiatori smarriti +nelle nevi, che non soffrono, che non si lagnano, che muoiono +dolcemente nella tranquilla evanescenza di un sogno... + +Il medico le dava la sicurezza che era incinta. Ella aveva avuto, +qualche mese prima, dei leggeri disturbi di digestione, che erano +scomparsi, e null'altra sensazione fisica abbastanza sensibile le +rammentava questo fatto che la lasciava indifferente al pari di tutto +il resto. Le grandi cose che aveva udite sulla maternità dovevano +essere, come quelle udite sull'amore, esageratissime; oppure ella era +una disgraziata priva di sensi e di viscere, sospetto che le veniva +tratto tratto e che la rendeva orribilmente triste. + +Perchè sarebbe madre? Se non aveva mai trasalito, mai, in ciò che il +mondo chiama l'amore, se questo amore ella non lo capiva, se un +estraneo si era avvicinato a lei senza infonderle il brivido della +creazione, perchè ella avrebbe dato il proprio sangue e la propria +carne, ed avrebbe rischiato di toccare le soglie dell'eternità senza +conoscere quelle del piacere? + +Se i figli sono frutti dell'amore, ogni frutto fa supporre la +precedenza di un fiore; ma ella sentivasi arida; niente del suo io +pensante rispondeva alle inconscie funzioni del suo io meccanico. Un +profondo avvilimento la degradava a' suoi propri occhi; il germe +caduto nel suo grembo poteva fecondare una Giuditta qualsiasi, e +sarebbe stato egualmente il frutto dell'amore. + +No, l'amore non esiste! + +Ella era giunta a questo. + +Padre, fratello, amico, socio, marito, tutti sinonimi; uno poteva +valere l'altro, non l'amante. L'amante restava ancora per lei il +giovinetto imberbe che aveva sospirato sotto le sue finestre, che le +aveva rapito un fiore e stretta la mano, per cui ella recitava, +struggendosi di voluttà, i versi della vecchia strenna: + + O fanciulla qual mesto contento + Mi discenda nell'alma non sai. + +Una visione, una fantasia che non aveva corpo, nulla. + +Del resto che cosa vedeva altrove? Gavazzini, dopo aver rapita la cara +donna e bevuto il dolce liquore delle sue vene, occhieggiava le donne +degli altri, fra due liti intime. Merelli dava bensì dei frutti +d'amore annuali alla angelica moglie, ma teneva le serve giovani e +belle. Toniolo, morta la prima sposa pigliava la seconda, con molte +consolazioni frammezzo e il contrappeso di una buona dote. Trasporto +momentaneo, eccitazione, sensualità, cupidigia, calcolo; amore, come +lo aveva sognato lei, mai! + +Ma Romeo, ma Paolo, ma il fatto quotidiano dei bracieri di carbone +accesi nella soffitta di una modistina, ma i cadaveri trovati sui +talami, stretti insieme, bocca su bocca? + +Romanzi. + +Ma i delinquenti dell'amore? ma gli eroi dell'amore? + +Mattoidi. + +E le storie di tutti i secoli? + +Leggende. + +E i poemi di tutti i popoli? + +Fantasia. + +Così era giunta a recidere ogni aspirazione; l'anima sua nello +schianto, come pianticella orbata de' suoi rami, non sembrava più cosa +vitale. + +Vegetava in una esistenza da vecchierella, sentendo già i brividi di +novembre, coprendosi molto, avvicinandosi al fuoco. Tolto il leggero +arrotondarsi della vita, le altre membra sembravano spersonirsi, la +pelle perdeva la lucentezza della gioventù; accanto alle labbra si +disegnava in permanenza una piega triste e gli occhi s'incavavano, +velati, e i muscoli apparivano meno elastici, meno pronti all'appello +di una volontà che sonnecchiava; un tutto insieme di lampada a cui +l'olio manchi, di macchina guasta ne' suoi più delicati congegni. + + +Appollonia le aveva ben detto di non uscire quel giorno, che il tempo +minacciava pioggia. Marta non le credette o credette di poter giungere +al podere prima che il tempo si guastasse. Erano gli ultimi bei giorni +dell'autunno, bisognava pure approfittarne innanzi di chiudersi in +casa a fare l'invernata; e poi aveva presa l'abitudine di quella +giterella, e l'abitudine, nella sua esistenza quasi monastica, teneva +già un posto importante. + +Modesta modesta nel suo abito grigio, con un tocco di lontra in testa +ed uno scialletto sul braccio, Marta si allontanava sul sentiero +coperto di foglie secche, sparendo e ricomparendo col suo passo aereo, +mentre le serviva di sfondo ora una colonna d'edera addossata sul +tronco di una quercia, ora il pennacchio onduleggiante delle acacie +che sfioccavano via per l'aria le piccole foglie gialle. + +Vi erano degli alberi dorati come le treccie di una Margherita ideale; +altri ancora che ricordavano i bagliori di una fiamma morente; ed +alcuni strisciati in rosa, con gradazioni tenere di carne, di corallo +pallido, sfumati, diafani, con una morbidezza di velo e d'ali d'angelo +cadute. + +Tutta la materialità dell'amore e della fecondazione sembrava sparita +dai campi mietuti, dalle piante che non avevano più nè fiori, nè +frutti, che lasciavano pendere le foglie a guisa di pensieri vacui, di +illusioni isterilite; nè dai nidi pigolavano le rondini oramai +lontane; solo il freddo passero saltellando sui rami denudati, +salmeggiava la vanità di tutte le cose. + +E Marta passava col suo lieve fardello, creatrice inconsapevole in +mezzo alla natura che moriva, sentendosi penetrare nell'anima una +dolce e tranquilla malinconia. + +Sui lembi del cielo errava il suo sguardo, così come errava la sua +mente perduta nei ricordi, vaneggiando dietro il filo fantasioso che +riunisce una nuvola al colore di un abito, al profilo di un volto +conosciuto, ad una iniziale; per cui rinascono all'improvviso memorie +disparate, e scene e detti; e si riodono suoni di voce dimenticati. + +Ella ricordava un salottino parato con una stoffa a grandi fiori +sanguigni, con certi divanucci bassi di una forma affatto speciale, +con un velario che mascherava il soffitto e sembrava proteggere quel +nido elegante dai contatti plebei. Ricordava sopratutto un trespolo, +poggiato in un canto, sul quale bruciava un qualche cosa di odoroso, +evaporando nuvolette cineree che si innalzavano misteriosamente verso +le pieghe del velario, lasciandosi dietro un profumo sottile e caldo +di persona viva. Una donna giaceva, coricata a mezzo, sopra uno dei +divanini; ma di quella donna rammentava appena gli occhi nerissimi e +un anello che portava sul mignolo della mano; anello bizzarro formato +di sette pezzi; un diamante, un rubino, uno smeraldo, un topazio, un +zaffiro, una perla nera e un dente--un piccolissimo dente di bimbo, +bianco e lucente come un'opale. Marta, che era allora una fanciullina, +non aveva visto altro. Conobbe più tardi esser quella una compagna di +collegio di sua madre, che aveva avuto grandi sventure ed amori +tragici, di cui il mondo sparlava e che sua madre non nominava mai +senza volgere gli occhi al cielo e dire: Poveretta! + +Poveretta! ripeteva Marta a vent'anni di distanza. Non sapeva nulla +della sua vita e de' suoi errori, non ricordava nulla di lei, altro +che gli occhi ed un anello; era forse morta a quest'ora! Il segreto +del piccolo dente legato insieme alle pietre preziose, quel segreto +che aveva tanto colpita la sua immaginazione giovinetta, stava al +sicuro nel pudore e nell'oblio della tomba; eppure le sembrava di +averla conosciuta, di comprendere i suoi dolori; ed aveva un desiderio +ardente di assolverla, di rivederla nella purezza fredda di quel +giorno di novembre, assorgere fra le nuvole, e di là sorridere a lei +co' suoi occhi neri. + +Ed altre visioni ancora, rotte, fuggenti; lembi di conversazioni, +ritornelli di canzoni ignote, battute di _walzer_; e certi sguardi che +non sapeva più a chi avessero appartenuto, e scoppi di risa di bocche +invisibili; tutto il suo mondo interno che si agitava, che usciva a +far parte del mondo esteriore, fondendosi col cielo, coll'aria, colle +foglie cadenti, col silenzio dei prati, colla tavolozza inimitabile +delle masse d'alberi, col respiro misterioso della terra e delle +acque. + +Venivano a lei i lamenti degli alberi sfrondati, dei nidi deserti; +venivano le voci occulte dei fili d'erba, le timidi voci dei fiori +còlti e dimenticati; e ad essi ritornavano i sospiri della sua +giovinezza, i sogni, i rimpianti, le larve abbrunate. + +Camminava senza sentire la terra, come portata da un amplesso; e non +s'era nemmeno accorta che il tempo s'andava rannuvolando sempre più, +tanto che giunta al podere incominciava già a cadere qualche goccia. + +--Mio marito?--chiese subito. + +Alberto non l'aspettava con quel tempo; egli era già partito da +mezz'ora, prendendo le scorciatoie attraverso i campi. + +--Ed ora? + +--Ora non le resta altro che entrare in casa. + +Così disse allegramente la fattora, una sposina anche lei, ma che +aveva preceduto Marta nel riempire una piccola culla di vimini, +intorno alla quale si affaccendava con grandi ansie. + +Marta conosceva appena la fattora; per solito incontrava Alberto +sull'aia, gli prendeva il braccio e non guardava altro. Fu sorpresa +della gaiezza di quel volto, della luce strana che le brillava negli +occhi, dell'aria disinvolta, padrona di sè. + +Entrò. + +Il bambino piangeva. La fattora se lo prese tra le braccia, +cullandolo, baciandolo lieve lieve sulla fronte, mormorando parole +tronche, senza senso, dolcissime. + +Ella dunque avrebbe fatto allo stesso modo? E quello era l'amor +materno? + +--Lo amate molto questo piccino? + +--Se lo amo! Cara gioia... Proverà, proverà... non le dico altro... + +Marta guardava il fantolino, rosso, rosso, con due occhietti tondi +senza sguardo ed una bocca continuamente umida. Per fermo egli non +doveva comprendere nulla. + +--Dorme alla notte? + +--Qualche volta sì, qualche volta no, secondo. + +--E quando non dorme piange? + +--Sicuro! + +--E voi allora che cosa fate? + +--Mi alzo, lo prendo e lo porto ingiro per la camera. Non c'è altro, +cara la mia signora. A lei sembra che non debba intendere perchè è +piccino, invece intende meglio di noi e si fa intendere. Bisogna +vedere quando entra il suo babbo! + +--Vostro marito non dorme a casa tutte le notti, nevvero? + +--Purtroppo! Quando va al mulino vi dorme anche; così fu jeri; ma oggi +lo aspetto, ed anche il piccino lo aspetta. Nevvero che aspetti papà? + +Baciucchiando il suo bimbo, la giovane madre si animava. Aveva due +labbra fresche e mobili che dovevano conoscere i baci; un riso perlato +di donna felice; il collo sciolto, il seno palpitante velato appena; +una morbidezza in tutti i movimenti, un calore di membra appagate, di +sangue circolante, sano, nella completa espansione del benessere. + +Marta domandò ancora: + +--Vostro marito vi ama? + +Al che l'altra non rispose se non arrossendo e chinando il capo sulle +guancie del suo bambino. + +Continuava a piovere, e dalla finestra che dava sui campi la massa +verde degli alberi luceva, morbida e vaporosa, con dei contorni da +pastello. La fattora, rimesso il piccino nella culla, si diede a +rattizzare il fuoco: + +--Il mio uomo se la prende tutta! + +Marta pensava come avrebbe fatto a tornare a casa. + +--Per fortuna--sentenziò la fattora, dopo aver data una guardatina di +traverso al cielo--non è un'acqua che durerà molto. + +E girava dal caminetto alla culla, ed alla soglia dell'uscio, di dove +sbirciava nella via con occhiate lunghe, impazienti. + +Marta, rannicchiata dietro il canterano sulla prima seggiola che aveva +trovata, seguiva tutti quei movimenti, guardando successivamente il +caminetto, la culla, la soglia dell'uscio e la gaia sposa che +trotterellava nel suo modesto regno con passo franco. + +Rapidamente, un'ombra otturò il vano della porta; un uomo, gettando +via il cappello intriso d'acqua, si precipitò nella stanza. In un +balzo si ebbe sollevato tra le braccia la sua donna, tenendola alla +vita con una mano, cercando con l'altra il di lei cuore, mosso da un +impeto di sensualità appassionata, e con tale trasfusione di tutto il +suo essere che si squarciava per essa il mistero delle parole +bibliche: _formerete una sola carne e un solo spirito_. Per un istante +si udì il fremito delle labbra congiunte, il rantolo della voluttà; +poi la donna si sciolse, vergognosa, additando Marta. + +Marta aveva soffocato un grido, come colpita al cuore; e nello stesso +momento aveva sentito le sue viscere sollevarsi, muoversi nel suo +grembo un essere, e per le sue vene, per la sua carne correre il +palpito atteso, la rivelazione di un'altra vita, scoppiata colla +rivelazione stessa dell'amore. + +Ogni velo era tolto, sciolto ogni dubbio, la sua virginità cadeva in +quel punto, ella era fatta donna. Comprendeva, sentiva, desiderava +tutto. L'impressione era stata così rapida e violenta, che la presenza +di quell'uomo, adesso, le faceva male. + +Si rizzò, pallida, volgendo altrove gli occhi. + +--Vuol partire con questo tempo?--balbettò la donna. + +Voleva partire. + +L'uomo si offerse di accompagnarla; non accettò. Allora i due sposi, +imbarazzati, le diedero un ombrello, insegnandole la via più breve. + +Quel balzo, quella stretta, quel bacio, quel rantolo, Marta portava +tutto con sè, l'avrebbe portato l'intera vita. E correva sotto la +pioggia, mentre da' suoi occhi scorrevano larghe lagrime, inondata dal +cielo, inondata dall'anima sua. Piangeva e rabbrividiva, con una +consolazione lontana, una consolazione che le veniva dalle viscere, +debole ancora, confusa, eppure deliziosamente soave. + +Poco lungi da casa incontrò Alberto che la sgridò con dolcezza, +dicendole che era stata imprudente. Egli era agitato, temeva per lei; +ma sotto l'ombrello che la riparava, non vide le sue lagrime, no, +queste non le vide. Egli aveva d'altra parte una notizia a darle. + +--Quale notizia?--disse Marta, distratta. + +--Vedrai, vedrai! + +Marta tornò a correre, precedendo suo marito, febbrile, ansiosa, tutta +fracida per l'acqua presa. Appena entrata nel cortile le apparve +davanti sua madre. + +--Ah!--gridò. E le cadde nelle braccia. + + * + * * + +Le cortine fiorate del letto, velando la luce, spandevano intorno +un'aria raccolta d'alcova, una dolce aria di intimità, che Marta +respirava voluttuosamente. + +Aveva avuto una febbriciattola, leggera, tuttavia non le permettevano +di alzarsi per quel giorno. Pioveva sempre, e nell'uggia del cielo +grigio la camera sembrava per il confronto più lieta, coi parati +nuovi, i veli della pettiniera candidissimi, i fiocchi azzurri così +dolci all'occhio, i cristalli del lavabo lucenti, iridati, entro cui +prolungava i suoi giorni un ciuffo di vaniglia, l'ultimo della +stagione. + +--Come è simpatica questa casa!--disse la mamma. + +La signora Oldofredi era ancor giovane, piuttosto piccola e +grassoccia, con una distinzione che le veniva dal sorriso, lo stesso +sorriso malinconico di Marta; senonchè l'espressione serena di tutto +il volto, la calma della persona, annunciavano un abito di filosofica +indifferenza alle tempeste della vita, un partito preso di ottimismo +ad ogni costo. + +Aveva i capelli neri, acconciati con cura, le mani piccole e ben +tenute, una sciarpa di trina allacciata con un ampio fiocco sotto la +gola. Quando girava il capo le si vedevano scintillare i diamantini +appesi all'orecchio. + +Stava seduta sulla poltrona accanto al letto, e di lì fissava un paio +di pianelle scalcagnate, poste dov'erano i vestiti di Marta. + +--Che cosa guardi mamma? + +--Sono tue queste pianelle? + +--Sì, perchè? + +--Non te le avevo comperate nuove, di pelle bianca, con una fodera di +raso _bleu marin_ che doveva accompagnare la vestaglia? E a proposito, +dov'è la vestaglia? + +--La mettevo nei primi tempi--rispose Marta con esitazione--poi mi +parve di sciuparla inutilmente. + +La signora Oldofredi rimase pensierosa su quell'inutilmente. + +--Noi donne--disse poi--dobbiamo avere molta cura della persona, delle +vesti, di tutto ciò che indica pulitezza e grazia; specie quando si ha +per marito un giovinotto. + +--Oh!--interruppe Marta--Alberto non bada a queste cose. + +Tacquero, trascinate entrambe dai loro pensieri, divise per modo che +dopo un po' di tempo si guardarono in faccia disorientate. Molto c'era +da dire da una parte e dall'altra; immenso il desiderio di chiedere, +di confidare, ma un pudore ed un orgoglio di donna le tratteneva. La +madre si accontentava di guardar Marta intensamente, studiandone il +volto affilato, e Marta si lasciava covare da quello sguardo, restando +dolce, malinconica, sempre un po' distratta, coll'aria di una persona +che assiste a delle visioni. + +Per farla parlare, la signora Oldofredi si interessò alle nuove +relazioni di sua figlia; ebbe così la descrizione dei coniugi Merelli, +di Toniolo, del dottorone. A sua volta le narrò degli amici di città, +dei matrimoni fatti o da farsi. Disse di una loro cugina che voleva +sposare per forza un sottotenente, che i parenti non acconsentivano, +che d'altra parte non vi era neppure la dote militare, che +l'ufficialetto pazzo d'amore minacciava di togliersi la vita e che +lei, la ragazza, sognava combinazioni incredibili per riunire la +somma; l'ultima trovata era di farsi attrice, andare in America... + +Marta ascoltava in silenzio. + +--Teste esaltate--concluse la signora Oldofredi, accomodandosi il +fiocco della sciarpa.--I buoni matrimoni sono quelli combinati dalla +ragione. Io, vedi, avevo diciotto anni quando conobbi tuo padre. Non +ne ero innamorata proprio niente. Veniva in casa nostra due volte alla +settimana a giuocare al sette e mezzo; si usava molto allora. Mi par +di vederlo: entrava duro duro, un po' angoloso, miope, salutava con +quel cenno vago delle persone che non veggono un palmo più in là del +naso: ed era molto meno bello di Alberto, senza confronto. Perdeva +spesso al giuoco. Mio padre gli diceva: fortunato in amore! Io +ricamavo, lo rammento come fosse adesso, due conigli sopra un fondo di +lana rossa; questo ricamo penzolava un po' qui, un po' là, non ero +allora quella terribile nemica del disordine che sono adesso... +Ebbene, egli guardava il mio lavoro con un interesse, con una +attenzione che non avrebbe potuto essere maggiore se la sua vita fosse +dipesa da quello. Il fatto è che terminati i conigli, chiese la mia +mano. Ed ecco tutto. Vedi che non è un romanzo. + +--Mio padre però ti amava--disse Marta con una voce profonda che fece +trasalire la signora Oldofredi. + +--Sì--rispose questa semplicemente.--Io pure gli volevo bene; +apprezzavo la sua onestà, le cure gentili di cui mi circondava, il suo +affetto nobile, sicuro, e fu una grave disgrazia il perderlo così +presto. + +--Ti amava d'amore?--domandò Marta bruscamente. + +E siccome la mamma esitava, cogli occhi erranti sulle pianelle di +Marta e con mille dubbi nel cuore, ella rincalzò con quel suo impeto +appassionato: + +--Dimmelo mammina, mammuccia, mammolina... + +--Oh! Marta--fece la signora Oldofredi chinandosi a baciarla--sei +ancora la stessa. + +E si pose a ravviarle i capelli sulla fronte, le coltri intorno al +collo, e il guanciale, e il piumino, proprio come ad una bimbetta in +culla, bevendo il raggio di quei cari occhi mesti, dove ondeggiava un +pensiero inafferrabile. + +--Vi sono delle parole sulle quali io credo non si arriverà mai a +metterci tutti d'accordo, bimba cara. Il sesso, l'età, il +temperamento, la educazione, l'ambiente, le circostanze sono +altretante cause che modificano il significato della parola amore. Noi +generalmente ce lo figuriamo come la quintessenza delle gioie mortali; +è naturale, lo vediamo così da lontano finchè siamo fanciulle! È la +fiammolina che guizza sulle zolle umide, è la fosforescenza dorata +della farfalla, è un gaz, è una polvere alla quale noi diamo i grandi +nomi di passione, di delirio, di estasi... + +La voce della signora Oldofredi tremava un poco; ella riprese tuttavia +sforzandosi di parere calma e padrona di sè: + +--E quando si scopre l'inganno, invece di accusare la falsità della +nostra immaginazione, ce la prendiamo coll'amore che, poveretto, non +può essere diversamente da quello che è sempre stato, un sogno, un +miraggio... + +--No, mamma, l'amore esiste.--Marta, che dapprima aveva ascoltato +quietamente, si rizzò sui guanciali, febbrile, rosea, con quella +bellezza improvvisa che le veniva a sbalzi, colla pupilla ardente e +dilatata.--L'amore esiste! + +Per un istante la madre scrutò fino in fondo il pensiero di sua +figlia. + +--Facciamo una supposizione--continuò Marta appoggiandosi col gomito +sul guanciale--mettiamo una ragazza che abbia passato otto, dieci anni +della sua vita, divisa fra questi due pensieri che sono il fondamento +della nostra educazione: l'onestà e l'amore. Vuol amare, primo perchè +è il suo istinto, poi perchè trova scritto e sente ripetere che +l'amore è la massima delle felicità, che la donna è creata per +l'amore, ecc. La religione stessa, più castamente, le parla però di +amore e fa anzi dell'amore un sacramento. Vuol essere onesta, di +quella onestà tutta femminile che è il pudore, la riserbatezza, la +sottomissione; onestà che l'uomo non conosce, che è stata inventata +unicamente per la donna e che la porta a fuggire con orrore tutto ciò +che ha l'apparenza di una colpa. Che fa la ragazza? Ella riunisce le +due aspirazioni, i due punti principali del suo catechismo, e +dall'unione di due cose ben reali ne esce quel non so che di +incorporeo, di vaporoso, di sublime e di ridicolo insieme che si +chiama appunto l'ideale. + +--Ma... + +--Abbi pazienza mamma. Già non si parla di noi, è una supposizione, +nevvero? Lasciami dire. Se, entrando nella vita, quella ragazza non +trova le due aspirazioni riunite, se vede che l'amore non è sempre il +premio e il compagno dell'onestà, che, legati insieme barbaramente +come gemelli mostruosi, non sempre vanno d'accordo, non sempre si +intendono e viene il momento in cui uno dei due... + +La signora Oldofredi scandagliò l'abisso e non la lasciò terminare; ma +trascinata dall'impeto che Marta frenava invano, ella pure si sentì +donna, ella pure colle guancie arrossate, l'occhio ardente, le labbra +che tremavano urtandosi al placido sorriso abituale, ella pure +illuminata da una arcana bellezza, esclamò: + +--L'amore è una illusione! Credi tu che vi sarebbe tanta attività nel +mondo, che l'arte produrrebbe i suoi capolavori, che la pietà +innalzerebbe i suoi monumenti, che il patriottismo darebbe i suoi eroi +e la religione i suoi martiri, se l'amore come lo intendi tu +esistesse? Perchè si coltivano tanti fiori nei vasi e si tengono dei +canerini in gabbia, perchè si riempiono le case di ricami e di lavori +all'uncinetto, perchè leggiamo i romanzi e i giornali di mode, perchè +andiamo ai concerti, perchè vi è sì gran numero di istituzioni +filantropiche dove le donne sono patronesse, ispettrici, visitatrici, +se l'amore fosse una realtà, se l'amore potesse bastare almeno alla +vita di una donna? + +--Eppure--ripetè Marta scuotendo il capo--è l'amore che ispira l'arte, +è l'amore che riscalda la carità... + +--Sono i disinganni dell'amore, è l'impotenza, l'assoluta +impossibilità di estrinsecare nell'amore, nel solo amore, quella +tendenza al sublime che c'è in noi. Oh! ma tutto il mondo perirebbe, +non vi sarebbe più posto per nulla, per nulla capisci, se il lampo +dell'amore potesse durare? + +Marta fu colpita dalla luce straordinaria che brillava negli occhi di +sua madre, rivelandole un fondo di ardore che ella non avrebbe mai +sospettato; come l'eco di battaglie lontane, di lotte, di pianti, di +morti, su cui era passata la grande, la benefica ala del tempo; e +sentì di amarla doppiamente; si sentì sua eguale, sua compagna. + +Forse l'amore non è per tutti, forse è il più gran dolore della vita, +forse non dura, forse è un miraggio; ma ella aveva visto, aveva +visto!.. e cogli occhi gonfi di lagrime, mormorò, quasi parlando a se +stessa: + +--Esiste. + +Nel silenzio raccolto dell'alcova quest'unica parola cadde con un +mormorìo solenne di responso. + +--Senti--disse la signora Oldofredi prendendole le mani e abbassando +la voce in ragione inversa dall'emozione crescente--facciamo un'altra +supposizione. Mettiamo una donna, una giovane donna libera di sè, e +mettiamo pure che ella incontri sulla sua via l'amore. + +--Dunque c'è. + +--Ma Dio!--gemette la signora Oldofredi con tutta l'anima negli +occhi--c'è il desiderio, il sogno, l'illusione! C'è l'istante del +delirio, c'è la febbre che fa dimenticare tutto, lo spasimo per cui il +piacere rasenta il freddo della morte; ma poichè tutto ciò passa, +poichè non resta nulla dei più sinceri trasporti, poichè gli amanti +finiscono col diventare stranieri l'uno all'altro e incontrarsi senza +che più nulla trasalisca del loro cuore nè dei loro sensi, bisogna +rinnegare l'amore, bisogna dire l'amore non esiste! Credi a me... +credi, credi. + +Colle mani strette nelle mani si guardarono in fondo all'anima, +misurando le loro disperazioni; la madre violentata per non poter dire +di più, la figlia temendo di indovinare troppo. + +--Allora--fece Marta, tergendosi la fronte quasi un sudore improvviso +l'avesse bagnata--non c'è nulla. + +In quel momento si arrestò ascoltando. La stessa sensazione che +l'aveva fatta trasalire il giorno prima nella casuccia dei due +contadini, si rinnovava. Sentiva le sue viscere commoversi sotto un +impulso di persona viva, colla strana rivelazione di un altro essere +in se stessa. Sembrava una piccola mano che battesse contro il suo +seno, una piccola mano che voleva dire: Aprimi, io sono l'amore e la +verità. + +--Gli uomini--continuò la signora Oldofredi, presa nella foga +vertiginosa delle proprie parole--conoscono presto l'amore, lo +valutano per quello che è e passano oltre, attratti dalla ambizione, +dagli affari, della vita pubblica. Ma anche noi non possiamo vivere +nella continua illusione dell'amore; per questo abbiamo la religione e +la maternità. È ancora l'amore, ma l'amore che si trasforma; l'ideale +risale al cielo, mentre la parte materiale di noi si anima e vive +della nostra stessa carne... + +Marta non udiva, delle parole di sua madre, che il bisbiglio. Colle +mani raccolte sul grembo, le palpebre socchiuse, il corpo abbandonato +nei guanciali, aveva l'apparenza della più gran calma, ma un brivido +la scuoteva internamente, un brivido e una puntura. Vedeva ancora +quell'amplesso, quel bacio... come dubitarne, se tutto il suo essere +ne era stato scosso, se all'improvvisa rivelazione aveva compreso, lei +già donna, il mistero della virginità, quel mistero che è il segreto +di Dio e che l'amore solo comunica agli uomini? + +Lievi lagrime brucianti sfuggivano dalle sue palpebre. + +--Marta! Marta!--chiamava la mamma, curva su di lei, divinatrice +amorosa della lotta che si combatteva nel di lei cuore. + +Marta, senza parlare, ripeteva fra sè: Sarà il raggio che sfolgora e +muore, sarà l'illusione che passa, sarà il sogno, il delirio di un +istante; pure esiste. Raggio che non scalda tutti i cuori, sogno che +non rallegra tutte le notti... + +Ma intanto la piccola mano ripeteva con insistenza: Apri, io sono +l'amore e la verità. + +E Marta rivedeva, in una specie di visione magnetica, la bella +campagna estiva, gli alberi frondosi ramificanti sopra lo sfondo +azzurro e un meschino insetto che tendeva i suoi fili d'argento. +Spezzato un filo gettava l'altro, e un altro ancora e ancora, sempre +avanti, la tela prendeva proporzioni gigantesche, i fili abbracciavano +tutto il creato, salivano ad altezze vertiginose, toccavano il cielo. + +Era la vasta tela della vita umana, il lavoro ogni giorno rinnovato di +chi soffre e combatte; il lavoro temerario che poggia nel vuoto +guardando arditamente la luce; lo sforzo immane di milioni di esseri, +intelligenze torturate, cuori spasimanti, schiavi in pena, tutti +sorgenti dalle loro catene, tutti lanciando il loro filo d'argento al +misterioso Ignoto. E i fili si spezzano, e la tela si strappa e la +felicità dondola sempre sospesa all'impalpabile bava di un aracnide. +Che importa? + +Tutto muore, tutto nasce, tutto cambia, tutto si rinnova, le tombe +scoperchiate servono di culla, i cuori insanguinati e piangenti danno +nuovo sangue e nuove lagrime alla vita. + +Avanti, coraggio! + + +FINE. + + + + +LIBRERIA EDITRICE GALLI + +DI + +=Milano C. CHIESA e F. GUINDANI Milano= + + +------------------------------------------------------ + + +RACCOLTA DEI MIGLIORI ROMANZI MODERNI ITALIANI + + +UGO VALCARENGHI + + +I RETORI + +LE CONFESSIONI DI ANDREA + +Seconda edizione.--Un bel volume in-16 __L. 3.__ + + +__Diamo alcuni giudizi dei più importanti Periodici su questo Romanzo, +che forma il primo volume della Serie «I RETORI.»__ + +«....La prefazione è splendida, e credo fermamente sia quanto di più +notevole si sia scritto da molti anni a questa parte intorno agli +intenti del romanzo. + +«... Predomina nel romanzo la ricerca decisa, quasi febbrile, della +verità. Il Valcarenghi ha avuto il coraggio di dominare coll'idea il +sentimento, e di studiare a fondo l'anima propria non badando ai +dolori, agli strazi di vedere mille illusioni andarsene, dinanzi alla +necessità ineluttabile del vero scientifico. + +«....Il romanzo del Valcarenghi sintetizza in modo chiaro e semplice +quello cui pochi hanno accennato appena, e che infine è nella +coscienza di molti. _Neera_, Gerolamo Rovetta, Antonio Fogazzaro, +_Bruno Sperani_, Filippo Turati, _Memini_ non hanno potuto leggere le +_Confessioni di Andrea_, senza provare una commozione profonda. + +«....Il romanzo italiano, per vivere, ha bisogno di giovani, che, come +il Valcarenghi nutrano forti convinzioni e principii veramente +positivi.» + + _Rivista di Filosofia Scientifica_ (Agosto 1888). + + +«Nelle _Confessioni di Andrea_, il Valcarenghi esce ardito, +gagliardo... egli vuole smascherare gli ipocriti della società; vuole +ribellarsi contro le convenzioni sociali. + +«....L'Andrea, il suo protagonista, si confessa con sincerità brutale: +non giustifica nemmeno sè stesso quando erra nei suoi pazzi amori, +quando si mostra negli espedienti dell'egoismo; la sua anima non è +corrotta sino all'eccesso, ma è spesso cinica, in qualche momento fa +orrore, si svela tutta nelle sue convulsioni, e nello stesso tempo +tende inesorabile a smascherare le altre, mostrandone le bassezze. + +«....In ogni pagina stride e quasi sghignazza uno scrittore che ha +stomaco di ferro e non ha peli sulla lingua; uno scrittore che ha +molte idee, filosofeggia molto, troppo, e che farà strada!» + + =C. R. Barbiera=, nell'_Illustrazione Italiana_ (8 Gennaio 1888). + + +«Il libro del Valcarenghi sarà certamente molto discusso, perchè è un +libro ardito e coraggioso: tanto coraggioso che, veramente, nelle 370 +pagine di cui si compone, non corre che una tenuissima favola. Sarà +molto probabilmente giudicato nei modi i più diversi: ma la +discussione e la disparità dei giudizi saranno la miglior +soddisfazione dell'autore; il quale, dopo tutto, ha dimostrato ed +affermato bene un fatto, quello di volere e di saper fare un libro con +intendimenti serii, con viste larghe, con profondità di pensiero.» + + _Gazzetta del Popolo della Domenica_ di Torino (8 Aprile 1888). + + +«Le _Confessioni d'Andrea_ iniziano una serie, un ciclo di romanzi, +che meglio e più propriamente potrebbero chiamarsi studi sociali. Il +Valcarenghi mira con essi ad interessare i suoi lettori con lo studio +assiduo e paziente dei vizii, dell'ambiente, delle consuetudini ed +ipocrisie sociali che corrompono il carattere, la coscienza, quanto +v'ha di più nobile nel sentimento umano. Egli cerca di fondere +nell'artista il filosofo ed il sociologo, per dare dei mali della +società una descrizione fotografica, esatta; per studiarne in seguito, +con amore e verità, i rimedii. + +«.... Questo volume nuovo del Valcarenghi, di gran lunga si lascia +addietro i suoi precedenti: e per esso e con esso s'avanza in prima +fila fra i migliori cultori del romanzo italiano.» + + =M. Mariani=, nella _Cronaca Rossa_ di Milano (22 Aprile 1888). + + +«....Un uomo che mette a nudo il proprio egoismo con una schiettezza +rara, in omaggio alla verità.... Chi non sente gemere un cuore +d'artista e di galantuomo sotto le pagine spietate? E quella larga +nota di dolore che sale acuta, persistente da ogni pagina, non è dessa +la moralità tutta, tutta la bontà e la efficacia dell'opera +d'arte?...» + + =Neera=, nel _Fanfulla della Domenica_ (15 Aprile 1888). + + +«....Già più d'una volta ebbi a lodare, ed anche in queste stesse +colonne, dei libri sinceri; principalmente perchè sinceri. Eccone un +altro da aggiungere al numeroso stuolo. + +«....Innamoratomi alla prefazione, bellissima, lo divorai tutto in un +fiato....» + + =Filippo Turati=, nell'_Italia_ (4 Aprile 1888). + + +«....Malgrado le lacune e le sovrabbondanze, le _Confessioni d'Andrea_ +sono un romanzo forte pel concetto e bello di pagine, nelle quali +l'esecuzione corrisponde al concetto. + +«....Le _Confessioni d'Andrea_ si leggono con profitto e con diletto +dalla prima all'ultima pagina.» + + =G. Depanis=, nella _Gazzetta letteraria_ di Torino (7 Aprile 1888). + + +------------------------------------------------------ + +UGO VALCARENGHI + +SOTTO LA CROCE + +ROMANZO + +Un bel volume, in-16 L. 3. + + +«Dopo _Baci perduti_: _Sotto la Croce_; vale a dire, dopo le scene +della vita borghese, il romanzo. Questo prova che il Valcarenghi non +si è fermato sul successo di quel primo lavoro, ma che ha voluto far +qualche cosa di più seriamente pensato. + +«L'argomento è una storia triste, ma vera, uno dei romanzi umani che +leggiamo nella vita d'ogni giorno. I fatti si succedono naturali ed i +caratteri, per lo più, sono disegnati con cura e sempre conseguenti a +lor stessi. Anche la forma è generalmente buona. + +«..... _Sotto la Croce_, non ostante difetti parziali, è sempre un +romanzo di merito e di merito grande.» + + _Gazzetta letteraria_ (20 Febbraio 1886). + + +«...Questo romanzo segna un gran progresso sui precedenti lavori +dell'Autore che è giovanissimo. + +«Il libro si legge con interesse, non per curiosità dello svolgimento, +bensì per la naturalezza del racconto e per la verità della +rappresentazione.» + + =A. Fogazzaro=, nella _Provincia di Vicenza_ (18 Marzo 1886). + + +«....Il romanzo del Valcarenghi mostra nell'Autore un giovane che ha +dell'ingegno, tanto come osservatore, che come artista. Il sentimento +della realtà non manca quasi mai in _Sotto la Croce_, e questo vuol +dire che i personaggi sono veri, e che vero è l'ambiente.» + + Giornale _Cronaca Azzurra_ di Firenze (8 Aprile 1886). + + +«L'Autore ha facoltà di intuire e cogliere la vita borghese con +ischiettezza. Bel saggio n'è la descrizione di una festa da +ballo;--più bella, perchè molto più breve, la descrizione d'una +passeggiata nei giardini pubblici....» + + Giornale _La Nuova Antologia_ di Roma (1 Aprile 1886). + + +«Se il giovane Autore dei _Baci perduti_, segni un progresso col nuovo +suo lavoro, tanto nello studio dei caratteri e dell'ambiente, quanto +nella forma, ognuno lo vede fra quei critici imparziali che lo +giudicarono con logica di criterii, e ne fanno testimonianza le lodi +tributategli da molti giornali, fra cui la _Piemontese letteraria_, la +_Lombardia_, l'_Italia_, la __Ronda__, l'_Illustrazione Italiana_, il +_Presente_, il _Patriota_, la _Venezia_, l'_Indipendente_ di Trieste, +la _Provincia di Vicenza_, con un articolo di Fogazzaro, ecc,» + + =F. Cameroni=, nel Giornale _Il Sole_ (24 Marzo 1886). + + +------------------------------------------------------- + +UGO VALCARENGHI + +BACI PERDUTI + +SCENE DELLA VITA BORGHESE. + +Terza edizione. + + Un elegantissimo volume con copertina disegnata + dall'illustre pittore L. Conconi __L. 2__. + + +«....Rilessi la 2^a edizione dei _Baci perduti_ collo stesso diletto, +come se si trattasse di un racconto nuovo, e questo è il miglior +elogio che per un racconto italiano si possa concretare. Il +Valcarenghi possiede qualità preziose di novelliere, prima fra tutte +l'arte di rendersi simpatico, di infondere nelle cose sue vita e +colore. Attraverso alle pagine dei suoi libri palpita l'anima +dell'uomo e dello scrittore, il quale, senza sostituirsi mai ai +personaggi, infonde loro un po' della passione che lo agita e lo +commuove. + +«Triste e semplice è la storia di Ulisse, di questo spostato dell'arte +e dell'amore, che nell'una deve appagarsi del supremo ideale, e +nell'altra di alcuni sorrisi, di alcuni baci, e di molti rimpianti; la +vigliaccheria delle piccole cose uccide in lui la facoltà di produrne +delle grandi. Le pagine nelle quali dopo la partenza di Ada, è +descritto il naufragio dell'anima di Ulisse sono tali che niuno fra i +più celebrati scrittori dell'oggi sdegnerebbe di firmare. + +«_Baci perduti_, per intensità di emozione, è degno di pigliar posto +fra i migliori racconti italiani di genere intimo pubblicati negli +ultimi tempi.» + + =G. Depanis=, nella _Gazzetta letteraria_ di Torino (Giugno 1887). + + +«Il libro ha vita di osservazione acuta, e si distingue per questo dai +troppi che, senza avere nulla di vero, fan pompa di nascere da studi +coscienziosi. Il Valcarenghi ha scritto pagine dalle quali è chiara la +molta attitudine che egli ha al romanzo.» + + Giornale _Nuova Antologia_ di Roma (1 Settembre 1887). + + +«È un racconto semplice, alla mano, senza arruffate vicende, né +intrecci a sorprese, che si legge volontieri per la spontaneità dello +svolgimento e la chiarezza dell'elocuzione corretta: due pregi di buon +novelliere, che non si possono negare al Valcarenghi.» + + Giornale _La Domenica del Fracassa_ di Roma + (24 Maggio 1885). + + +«...Queste _Scene della vita borghese_, pur essendo molto semplici +nell'impianto, presentano larghezza di disegno e sicurezza di +colorito. I due caratteri principali di Ulisse, il giovanotto +ingenuamente innamorato, e di Ada, la provocante civettuola senza +cuore, sono tratteggiati con un certo sviluppo psicologico. L'ambiente +borghese delle due famiglie, che appigionano le stanze ammobigliate, +parmi reso con naturalezza.» + + =F. Cameroni=, nel _Sole_ di Milano (19 Dicembre 1884). + + +«...Un libro pensato, d'indole tutt'affatto patologica, fondato su uno +studio appassionatamente fedele del vero. + +«È impossibile, con quattro righe, entrare nelle viscere di questo +volume, che anatomizza con una provvida asprezza di clinico perfino le +più minuscole fibroline dell'uomo e della donna odierna. Però deve +essere lecito conchiudere, che l'eco di questo arditissimo e +castigatissimo volume, non si smorzerà per un pezzo nella sonorità del +mondo del pensiero.» + + =F. Giarelli=, nel _Caffaro_ di Genova (30 Dicembre 1884). + +---------------------------------------------------------- + + UGO VALCARENGHI + + SPERGIURO! + + _Battaglia perduta--Tragitto di anime--Amore e fame + In Valfonda--Antitesi + Dramma e paesaggio--Il Ragioniere Bertini._ + + NOVELLE + +Un elegantissimo volume con copertina disegnata dall'illustre pittore +Conconi __L. 3__. + +«_Spergiuro!..._ Il racconto si fa leggere con molto piacere ed +interesse, poichè l'analisi della passione al suo pieno sviluppo è +fatta con coscienza e conoscenza del cuore umano... e da quest'analisi +accurata, i caratteri dei due giovani amanti, escon fuori delineati +bravamente da mano maestra, sul fondo verde della bella campagna +lombarda, descritta con una freschezza ammirabile. + +«Nel _Ragioniere Bertini_, v'è lo studio d'altri tipi abbandonati +nella società moderna: la vedova esperta del mondo, che predica +continuamente alla figlia di trovarsi un marito; la giovinetta, +corrotta in parte dalla madre, che civetteggia; ed il burocratico, +pieno di studi, che non conosce il mondo.» + + Giornale _Il Napoli_ (2 Dicembre 1888). + + +«Tutte le pagine del nitido volume allettano per la vita vera e +palpitante, che emana forte e spontanea... Il libro s'intitola dalla +prima novella, che apre degnamente il volume. + +«Ma la migliore, a mio giudizio, è la terza, _Amore e fame_. In essa è +tratteggiata splendidamente la lotta contro la miseria, contro +l'esaurimento delle forze intellettuali, a cui sopravvive e grandeggia +l'amore. + +«Non prenderò qui in esame le altre novelle: ognuno, leggendo il +libro, potrà trovare da solo le bellezze in esso contenute, e gustare +quei pregi di cui il rinomato Autore sa ornare i suoi scritti.» + + _Giornale di Udine_ (26 Dicembre 1888). + + +«_Spergiuro!..._ Della fantasia si sente il difetto, ma forse a bella +posta: l'Autore, sull'esempio della nuova scuola naturalista, sceglie +apposta soggetti noti, comuni, collo scopo di trattarli +artisticamente, nuovamente. + +«In _tragitto d'anime_ c'è una scena deliziosa, con quelle piccole +collegiali dai capelli svolazzanti al vento come piccole bandiere +spiegate, gracili, malaticcie, colla loro allegria triste... + +«_Battaglia perduta!_ per evidenza artistica, e verità, è il miglior +lavoro e fa onore all'ingegno del Valcarenghi.» + + =R. Barbiera=, nell'_Illustrazione Italiana_ (30 Dicembre 1888). + + +«_Spergiuro!..._ Cose scritte con molto garbo artistico, con una forma +limpida e scorrevole. + +«Il Valcarenghi occupa, nella novellistica moderna, un posto che molti +gli invidiano, e questo volume rappresenta un intermezzo piacente e +pregiato nella sua forte ed ampia produzione di raccontatore geniale.» + + =P. De Luca=, nella _Luce_ di Salerno (19 Gennaio 1889). + + +----------------------------------------------- + +DELLO STESSO AUTORE + +___PERCHÈ RITA?...___ ed altre novelle. + +Un volume in-16 __L. 1__. + + + +=I Retori.=--FUMO E CENERE. + +Un volume in-16 __L. 3 50__. + + +------------------------------------------------ + +GRANDI ORAZIO + +LA PRESENZA DEL NUME + +Un volume in-16 L. 2. + + +«Il Grandi è un eccellente pittore della natura, e sa animare i suoi +paesaggi con garbate figure tratte dalla vita reale. In questa +narrazione alla antipatica cognata, fa riscontro la nobile e buona +donna Claudia, madre di Massimo; e compiono il quadro l'ottimo Sante, +marito di Paolina, l'enologo Raveggi, il notaio poeta, l'antico +sindaco colla sindachessa, e sopratutto lo zio vescovo nelle parole +dette sul suo letto di morte, spiega il concetto morale del lavoro. La +lingua è di buon conio paesano; e lo stile corre via rapido e +spigliato. Sicchè il nuovo racconto del Grandi è degno degli altri, +che gli han data meritata lode, ed offre onesta e piacevole lettura.» + + =A. Franchetti= + + +«Non sono più di centoventisei pagine in-16 di un bel garamone, con +molto lusso di spazii interlineari e marginali. La lettura non mi rubò +più di un'ora, ma se anche ne avessi impiegate due, non me ne pentirei +nemmeno. + +«Il racconto è dedicato ad una bambina, la figlia dell'autore, il +quale con una prefazione, che è una vera gemma, la affida a lei, +rivolgendole fra le altre queste delicate parole: + +«O piccola fata, lascia che, come segue la fortuna, preceda queste +pagine, nel mio pensiero l'immagine tua... Quando i tuoi labbrucci si +schiudono verso di noi e il lieve sospiro del tuo cuoricino si +confonde col nostro, non ti dice, Lina, quella gara di baci qual vuoto +crudele la tua presenza ha colmato?» + +«L'azione del racconto è semplicissima e si svolge con la più serena +naturalezza. + +«La falsa posizione di una giovine donna moglie a un uomo che non sa +nè può amare, costituisce la tela nella quale è ricamato il racconto. +Paolina, che potrebbe abbandonarsi nelle braccia di Massimo è +trattenuta dal culto per la sua bimba morta sulla tomba della quale +ella si reca con Massimo a piangere e pregare. + +«L'autore dell'_Abbandono_ e delle _Macchiette_, possiede oltrechè una +intuizione felicissima nel tratteggiare i caratteri, una stupenda +tavolozza per dar risalto alle figure e all'ambiente nel quale le fa +muovere e agire. E però reputo che la lettura di questo nuovo suo +libro piacerà senza dubbio a tutti, perchè non soltanto è dilettevole, +ma pure naturale.» + + Dall'_Alabarda Triestina_ (Luglio 1888). + + +----------------------------------------------------- + +A. G. CAGNA + +ALPINISTI CIABATTONI + +Elegante volume in-16 con copertina illustrata L. 2. + + +«L'autore di _Un bel sogno_, di _Noviziato di sposa_, di +_Provinciali_, ecc., ingegno facile e geniale, ha voluto questa volta +far passare un'ora di buon umore ai suoi lettori. In questo racconto +pieno di _verve_, pieno di trovate, l'autore ci descrive con evidente +verità le avventure di un Alpinista... ciabattone, appunto una specie +di Tartarin italiano; e v'è riescito così bene, da far ritornare ai +bei tempi del Ghislanzoni. + +«Questo volume è forse il miglior lavoro del Cagna; l'emanazione più +naturale, spontanea della sua mente. Un umorismo, fine, bonario spira +da tutto il libro. Il grottesco è la nota che vi domina, ed è la nota +vera. Quanti non ne abbiamo visti noi di questi alpinisti ciabattoni +sulle rive del lago, o alle acque termali, i quali vengono per +osservare la natura e non la intendono, salgono un monte, come i due +onesti coniugi e droghieri Gibella, e si fermano meravigliati a +guardare le teste di morto di un vecchio ossario, o un verme che +attraversa la strada, nè mai danno un'occhiata d'intorno perchè +trovano che anche fuori del loro paese, dal grande al piccino, le cose +hanno tutte lo stesso andazzo; dappertutto cielo, terra e +montagnaccie, seccature, gabbamondi e ciarlatani di ogni specie. + +«Le lacrimevoli odissee di questi coniugi Gibella, ne' sette giorni +che passarono sulla riviera d'Orta, sono divertentissime; +magistralmente descritto anche l'ambiente. La _vis comica_ vi abbonda, +ed è di buona lega.» + + Giornale _La Postilla_. + + +«Sono scene le quali valgono a fissare uno dei tanti aspetti che +presentano le cose della vita; aspetto passeggiero, fuggevole se si +vuole, ma profondamente vero e ritratto con meravigliosa efficacia di +rappresentazione.--Esse rispondono dunque alla tendenza del pensiero +moderno. + +«Negli _Alpinisti ciabattoni_ abbiamo realtà vivissima di ambiente, di +personaggi, di tipi; non manca, per chi sappia ritrovarcelo, +l'elemento psicologico. Essi costituiscono adunque un vero e proprio +lavoro d'arte. + +«La realtà che il Cagna descrive negli _Alpinisti ciabattoni_ è +semplice, bonaria, credo anzi ch'egli stesso la definisca una _realtà +borghese_. Ma è forse meno difficile a cogliere di un'altra? Sarebbe +illusione o pochezza di mente il crederlo. Quelle pagine sono una +miniatura così delicata di particolari, di circostanze minutissime, +tutte però significative, tutte concludenti, da rilevare il lavorio +sottile di una intelligenza penetrante. + +«Sfilano davanti a noi numerosi paesaggi. Colli verdi ed ameni, +montagne brulle e nevose; cieli limpidi e sereni, cieli plumbei corsi +da nubi scapigliate; distese d'acque calme, azzurrine, ridenti; acque +sconvolte dalla bufera, il lago nero e imbronciato. E poi aurore, +meriggi infocati nelle solitudini dei campi, tramonti. Una varietà di +scene da non finir più; ma tutte belle, tutte magistralmente ritratte. +Nessuna monotonia. + +«Questo lo sfondo della scena, nel quale s'aggirano pieni di +freschezza, _viventi di vita vera_, figure e tipi umani colti con +meravigliosa verità del mondo reale e trasportato in quello artistico +che il romanziere ha creato. + +«E poi una lettura buona, che fa bene al cuore, che parla alla parte +migliore di noi. Nessuna predica morale, nessun sermone; eppure +sprizzano fuori d'ogni lato, per l'indole stessa dei fatti, quelle +idee, quei sentimenti che valgono a rendere gli uomini migliori.» + + Giornale _La Sesia_. + +-------------------------------------------------------- + + + FOGAZZARO ANTONIO + + FEDELE + + ED ALTRI RACCONTI. + + Elegantissimo volume in-16 L. 4. + + + +«Ogni nuovo lavoro dell'Autore di _Malombra_ è una prova del suo non +solo grande, ma originalissimo ingegno che, appunto per la elevata +singolarità non è stato apprezzato come meritava da quei lettori +passivi che precuravano degli smerci favolosi ai più sconclusionati +romanzi, e specialmente a quelli, magari barbaramente tradotti di +Montépin e Ponson du Terrail. È un miracolo che _Malombra_ sia +arrivato alla quinta edizione, ad onta del merito singolare di forma +unito ad un grande interesse, palpitante dal principio alla fine. + +«....Rare volte mi è avvenuto di leggere con tanto gusto una così +bella raccolta di garbate invenzioni. Le novelle di Antonio Fogazzaro +pubblicate in questi giorni dall'avveduto editore Galli sono destinate +al più grande successo. + + =Filippo Filippi=, nella _Perseveranza_. + + + + + +RACCOLTA DEI MIGLIORI ROMANZI ITALIANI MODERNI + +EDIZIONI GALLI + + Lire + + FOGAZZARO A. _Malombra_. Quinta edizione 4 50 + --_Fedele ed altri racconti_. Seconda edizione 4 -- + --_Il Mistero del Poeta_. Quarta edizione 1 -- + NEERA. _Teresa_. Quarta edizione 2 -- + --_Lydia_, Secondo migliaio 4 -- + --_Il marito dell'amica_. Seconda edizione 3 -- + --_Addio!_ Quarta edizione 2 -- + BRUNO SPERANI. _Numeri e Sogni_. Sec. ediz. 4 -- + --_L'Avvocato Malpieri_. Seconda edizione 3 50 + COLAUTTI A. _Fidelia_. Secondo migliaio 3 -- + LA MARCHESA COLOMBI. _Prima morire_. + Terza edizione 2 50 + SERAO, _Vita e avventure di Riccardo Joanna_. + Secondo migliaio 4 -- + --_Fior di Passione_ 3 50 + OTTONE DI BANZOLE. _Al di là_. Seconda ediz. 4 -- + --_No_. Seconda edizione 4 -- + VALCARENGHI U. _Spergiuro!_ 3 -- + --_Le Confessioni di Andrea_. Seconda edizione. 3 -- + --_Baci perduti_ Seconda edizione 2 -- + --_Sotto la Croce_ 3 -- + --_Fumo e Cenere_ 3 50 + ROVETTA G. _Montegù_. Seconda edizione 4 -- + --_Mater Dolorosa_, Settima edizione 5 -- + MEMINI. _La Marchesa d'Arcello_. Seconda ediz. 5 -- + BERMANI E. _Frate Gaudenzio_ 2 50 + CAGNA A. G. _Provinciali_. Secondo migliaio 3 -- + + + +NOTA DEL TRASCRITTORE + +Sono stati corretti i seguenti refusi: + + e studiando il problema se dovesse torglieselo + Ella avrebbe voluto vedere que due sposi modello + Ce ne vorrebbero due al giorno delle Ninette per quello li! + non mi ricordavo memmeno di chiuder la porta. + Mi padre, si sa, ogni uomo ha il suo vizio, + Non una parola durante otto giorno interi. + sempre nell'aspettiva di una vostra lettera + No, no, sarebbe stata una vile ed inrata creatura. + ora una colonna d'edera arrossata sul tronco di una quercia + aveva compreso, lei già donna, i mistero della virginità, + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of L'indomani, by Neera + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK L'INDOMANI *** + +***** This file should be named 22020-8.txt or 22020-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + https://www.gutenberg.org/2/2/0/2/22020/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at https://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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