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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Storia di un'anima + +Author: Ambrogio Bazzero + +Release Date: August 15, 2006 [EBook #19048] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK STORIA DI UN'ANIMA *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Sormani - Milano) + + + + + +AMBROGIO BAZZERO + +STORIA DI UN'ANIMA + +ANIMA. + +SCHIZZI DAL MARE, ACQUERELLI. + +LACRIME E SORRISE--CORRISPONDENZE. + +MALINCONIE DI UN ANTIQUARIO. + +MILANO + +FRATELLI TREVES EDITORI + +1885. + +AMBROGIO BAZZERO + +Erano i tempi della nostra _Vita Nuova_. + +Con questo titolo uscì nel 1876 a Milano un giornale letterario +sostenuto in parte dai raminghi scrittori dell'antica _Palestra +letteraria_ e da altri nuovi venuti. Furono e l'uno e l'altro due +bagliori, più che due fuochi, ma a quella vampa molti giovani si +conobbero a tempo, molte volontà si sgranchirono, molti ingegni si +accesero. Poi venne la vita vera per alcuni, l'oblìo per altri, la +morte per i migliori. + +Fu in quell'anno ch'io conobbi Ambrogio Bazzero, il primo dei nostri +morti, + +Non molto alto di persona, di capelli rari per grave malattia sofferta +qualche anno prima; con bei baffi rossicci, di fattezze regolari, +parlava con una voce chiara, ora argutamente, ora in tono di profonda +tristezza. Mobile, nervoso, fuggevole, caro, fu il più attivo, il +più ordinato, il più candido di quella babilonia che si diceva +per burla Amministrazione della _Vita Nuova_. + +Il Bazzero era nato il 15 ottobre 1851 a Milano, da una ricca +famiglia. L'essere ricco non nocque a lui, come nuoce a molti che la +troppa fortuna confonde e stanca, perchè il denaro non gl'impedì +mai di studiare e di fare del gran bene alla povera gente. + +Fin da fanciullo, dice un santo libricciuolo che mi fu dato di +consultare, Ambrogio mostrò animo così pietoso, che non osava +far male a una formica. D'inverno spargeva miglio e briciole di pane +sul davanzale della finestra e godeva a vedere gli uccelli che +venivano confidenti a mangiare. Era così semplice ne' suoi gusti +che un fiore, un frutto, un bambino, un cagnolino rapivano subito la +sua attenzione e bastavano a consolarlo e a rallegrarlo. + +Questa semplicità di gusto egli conservò sempre, e passeggiando +con lui, era curioso il vedere come egli sapesse rilevare il bello e +il grottesco nelle cose più comuni, nel saltellare elastico d'un +passerotto sull'erba, o nel subito atteggiarsi d'un gatto, o nei +ghirigori d'un'inferriata, o nella frase volante d'un vetturale, o in +un proverbio di contadini, dei quali sapeva ingegnosamente imitare la +cadenza e i fiori del linguaggio. + +Dopo il Liceo, in cui fu suo caro maestro Leopoldo Marenco, studiò +legge privatamente, cosa di cui si lamentava sempre per non aver +potuto apprendere nel libero consorzio universitario la scienza della +vita e una maggiore sicurezza di sè stesso. E veramente in lui a +trent'anni tremava ancora il fanciullo. + +Il pensiero era libero e audace, ma la volontà paurosa. Di questo +squilibrio di forze, fra l'occhio che vede e la mano che non osa, egli +si querelava spesso con me durante il nostro viaggio di piacere a +Firenze e a Venezia, e spesso ne piange anche in questo libro, che +è la storia dell'anima sua. Più che i codici amava le sue armi +antiche di cui aveva in casa una ricca collezione, i suoi elmi, le sue +spade rugginose, le celate, gli stocchi, gli archibugi a ruota. Nè +minore era il suo entusiasmo per ogni altra sorta d'anticaglia, +mobili, stipi, poltrone, inferriate, tappeti, e non già per moda, +come usarono poi molti dei nostri ricchi, ma per il sentimento che gli +faceva credere d'abbracciare in quelle cose lo spirito di più +generazioni. Alle anime generose è poca soltanto una vita. + +Io me ne accorsi in quel nostro viaggio del 1876. Era la prima volta +che si spiccava il volo dalla casa, e freschi entrambi di studi e di +affetti, corremmo a contemplare le _porte del paradiso_, il campanile di +Giotto, e poi San Marco e la laguna. Quali giorni nella mia vita e +come sento che molta parte della vita di lui è rimasta come +trasfusa in me! Quando entrando nella sala del Bargello a Firenze, +vide una stupenda raccolta di fucili d'ogni tempo, egli gettò un +grido di gioia e per poco non mi abbracciò, senza chiedermi pure se +io avessi mai letta la sua monografia: _Sopra gli archibugi a ruota_ +ch'egli aveva pubblicato a vent'anni. + +Nella sala della _Morte_ a Firenze, volle provarsi la veste, il +cappuccio e la buffa della compagnia. A Parma pagò il chierico +perchè si lasciasse mettere in testa l'elmo e brandisse la spada di +Alessandro Farnese, giù nella cripta al chiarore delle torcie. A +Ferrara, entrando nella celletta di Sant'Anna, mi accorsi ch'egli +tremava di commozione, e pallido lo vidi uscire dal carcere ove fu +chiuso il povero amante di Parisina. E intanto preveniva nuove +emozioni desiderando, sognando Venezia e i quadri del suo Tintoretto, +sul quale aveva due anni prima scritto il suo prediletto dramma. + +Non so dire se più dell'arte egli amasse la libera natura, Fin da +fanciullo ebbe sotto gli occhi i malinconici dintorni del suo Limbiate +e i grandi boschi di pino silvestre che coprono una vasta zona +dell'alto Milanese, luoghi di caccia una volta e di sontuose +villeggiature, oggi ingiustamente abbandonate. Per quei boschi, nati +nell'ingrato solco della sodaglia, i sentieri si avviluppano in un +inestricabile labirinto di selve, fra eserciti agglomerati di +conifere, sottili, diritte, vicine, che quasi si toccano, che tolgono +la luce del cielo o la lasciano solamente biancheggiare fra ciuffo e +ciuffo pallidamente. E scendono e salgono le viottole in un mare di +eriche e di felci. Stride la gazza, passa a volo, e va squassando le +ali a posarsi sull'orlo d'un laghettone, in cui la piova del bosco si +riversa in uno stagno viscido e giallastro che dorme nel silenzio +verde della pineta. Tu vai e vai per miglia e per ore e non trovi che +solchi, avvallamenti e nuovi eserciti di pini scaglionati su una +vetta, talchè ora ti pare d'essere a un valico alpino, ora in un +parco reale, ora in un deserto. Non una voce odi, non un fiato, se non +è quello del vento che passa al disopra: o tutto a un tratto lo +scoppio aspro d'un fucile e il frascare d'un cane. Vai ancora. Il +bosco si schiarisce. + +Al di là scorgi un non so che di bianco. È un cimitero +abbandonato, sepolto nel verde, dove vorresti sdraiarti tutto supino, +colle mani in croce, e chiudere gli occhi, e dormire, dormire nel seno +molle della madre terra. + +Fra questi boschi era solito errare il giovinetto colla mente accesa +dai tanti romanzi storici che noi tutti in quegli anni abbiamo +avidamente cercati. E il bosco a lui pareva d'un subito che si +popolasse di cavalieri erranti, armati di ferro, di donzelle bionde e +di tutti i più bei fantasmi che uscivano soltanto al tocco degli +antichi liuti. + +I boschi non soffrono d'anacronismo e a chi le chiama bene vengono +incontro anche le vergini amadriadi. + +Il romanticismo vinceva negli anni che corrispondono alla giovinezza +d'Ambrogio Bazzero le sue ultime battaglie, accompagnando il frastuono +delle battaglie vere per la patria. Tutti abbiamo avuto, qual più qual +meno, qualche castello nel cuore e una spada di Toledo nel pugno. I +più giovani, i più timidi erano i più leggieri alle immaginazioni. Il +Bazzero, d'ingegno facile, senza le noiose distrazioni del bisogno, +con un'anima semplice, con tanto medioevo appiccato alle pareti del +suo studio, potè meglio di molti altri ricreare quel mondo morto +intorno a sè. Nè lo ricreava per sola vaghezza d'antiquario, come si +disse, ma perchè gli pareva che in quel mondo astratto i suoi sottili +ideali respirassero meglio che nell'aria grossa della realtà pregna di +cose. Da questo raccoglimento uscì il suo _Buondelmonte_, l'_Angelica +Montanini_ e l'_Ugo_, in cui la conoscenza dei tempi e dei costumi è +così ricca e precisa e i rapporti così studiati nella lontananza dei +tempi, che il lettore moderno, sorpreso dal gran numero delle +evocazioni rimane confuso, e accusa d'oscurità e di confusione un'arte +che ha il difetto di essere troppo minuziosamente precisa. + +Ma chi ha tanta pazienza di rileggere e d'aspettare che l'impressione +si snodi trova cento luoghi d'ammirare e finisce col sentire in sè +la forza e l'anima dei tempi. Nell'_Ugo_ specialmente, romanzo che +stancò lo stesso autore, l'impressione finale è propriamente +quella di sentirsi sotto il peso cupo del più cupo secolo della +nostra storia, il decimo. + +Chi più di tutti sentiva il fascino di queste risurrezioni era +l'autore, quando si svegliava dalla sua meditazione con tutte le prove +vive e parlanti intorno a sè dell'opera sua.--Chi può capire la +potenza di certe mie pagine?--scriveva nel libro dell'_Anima_, in un +sincero abbandono con sè stesso; non fa meraviglia, quindi, che al +vedere gli amici suoi impassibili o indifferenti, il pubblico non +curante, la critica scempia e ingiusta, provasse tanto dispetto da +buttar via la penna, da chiudere i libri negli scaffali, da maledire +le sue armi, le sue notti perdute. Erano i mesi dello sconforto: poi +ritornava da capo, e avrebbe vinta la partita, son certo, se la morte +non avesse voluto vincere prima di lui. + +* * * + +Di questi scritti che non fanno parte del presente volume, e che bene +o male appartengono già al pubblico da molti anni, dirò soltanto +quel che importa per la migliore conoscenza dello scrittore, augurando +che la devozione di chi volle raccolti questi primi fogli consigli a +tentare una nuova raccolta anche di quelli. + +Lasciando stare qualche piccolo tentativo troppo giovanile e troppo +acerbo, ch'egli pubblicò in privata edizione, mi pare che +coll'_Angelica Montanini_ tentasse veramente di scendere nel campo +letterario(1). + +L'azione di questo dramma ha luogo a Siena alla fine del secolo XIV, +durante la guerra di Siena contro Firenze. Il dramma è dedicato a +Leopoldo Marenco, che con una parola d'affetto aveva cambiato, come +dice la dedica, in speranza il tormento ineffabile dell'arte. Molte +sono le esuberanze e le inesperienze in questo lavoro, che è +congegnato sopra un odio di parte e sopra una spada, e manca in molte +parti quella chiara prospettiva dei caratteri e delle cose che è +tanto necessaria sulle scene. Evidente è l'imitazione del +Guerrazzi. + +Al Guerrazzi, per le lettere sue all'autore, è dedicato il +_Tintoretto_(2). La tela di questo dramma è più distesa, più +ben dipinta e qua e là tocca ad una larghezza quasi di poema +storico. Chi lo giudicasse soltanto dal punto di vista della +_teatralità_ potrebbe trovarlo anche una meschina cosa, ma noi +sappiamo da un pezzo che _teatralità_ è parola volgare, buona per +un successo, e che quasi sempre finisce là dove l'arte comincia, +mentre non c'è parola nei drammi de Bazzero, che non sia collocata +senza una sicura convinzione artistica. Quei grandi artisti del +cinquecento, voglio dire il Vecellio, il Sansovino, lo Schiavone, il +Tintoretto e quel grande ludibrio che fu messer Pietro Aretino, si +muovono in una scena sfarzosa, piena di colori, e parlano un +linguaggio che arieggia il classico del Vasari e del Cellini. Nel +_Tintoretto_ ha voluto il Bazzero rappresentare gli sforzi d'un uomo +alla conquista delle due più grandi gioie della vita, l'arte e la +famiglia, contro tutte le minaccie della fortuna e della volgarità. +Al Tintoretto vien sciupato il nome dall'Aretino, e tolta la figliuola +diletta dalla peste. Eccone le ultime scene: + +Infierisce la peste in Venezia. Due commessari di sanità vestiti in +nero e sdrusciti, salgono dal mare al terrazzo ov'è la casa del +Tintoretto: + +PRIMO _(salendo, grida al basso)_. Ohe, maledetta ciurma, legate la +gondola chè l'onda non la rovesci. + +SECONDO. È tanto piena! Pescare i morti non s'è mai dato. + +PRIMO. Pesca i vivi, pesca i morti, è tutt'una; quello che non si +è mai dato in dieci notti che faccio questo mestiere da corvo, si +è pescare qualche borsuccia d'oro. + +SECONDO. Senza il fiasco e la gonnella fanno pietà anche i morti. + +PRIMO. Orsù, ci hanno chiamato con tanta furia _(ridendo)_. Date +qua..... _(si avvia alla porta del Tintoretto, e vi dà un calcio)_. +Messeri e madonne! _(apre ed entra cantacchiando)_. + +SCENA V. + +TINTORETTO _e i due_ COMMESSARI. + +TINT. _(stringendosi alla figlia)_. Chi siete? + +PRIMO. _(accennando la morta)_. È questa sola? _(al secondo)_. Togli +su, e fa presto. + +TINT. _(con feroce lamento)_. Voi non me la toccherete! + +SECONDO. Tutti matti così questi pittori! _(gli fanno forza)_. + +PRIMO. Guarda, se c'è qualcosa.... _(dà un piede nella cesta di +fiori e la rovescia)_. + +TINT. Indietro, villano barattiero! + +PRIMO. È il mestier nostro così! + +TINT. Tu vuoi rubare? Ruba, dà fuoco, saccheggia, ma lasciami la +figlia! _(ruggendo, s'accinge alla disperata difesa dell'amatissimo +corpo)_. + +SECONDO. Noi siamo ai servigi della Repubblica. Mettete senno, o vi +chiamiamo due alabardieri _(s'avvia all'uscio)_. + +TINT. La violenza a me? + +PRIMO. È tempo sprecato _(cinicamente)_.... Ci chiamerete voi, quando +vi accorgerete che vostra figlia ell'è come tutte le creature di +carne ed ossa, destinate alla terra. Adesso le fate mille baci, ma +domani.... + +TINT. _(come chi scopre una terribile verità)_. Domani?... Ah! + +PRIMO. E non so se avremo tempo. + +TINT. Fermatevi!... _(va al letto di Maria, e la guarda e la tocca con +ansia paurosa)_.... Quel pallore è tremendo!.... _(imprecando e +supplicando)_. Natura tristissima, che crei questi angioli per disfarli +nel modo il più sozzo! Una figlia farà ribrezzo al padre? _(ai +Commessari)_.... Voglio tenere il mio tesoro, finchè potrò +_(baciandola sicuramente)_.... Ora posso ancora baciarla. + +PRIMO. Ripasseremo ancora. + +TINT. Quando? + +PRIMO. Domani. + +TINT. No!... (Anche la lupa, che vegliò il lupicino trafitto, +abbandona la tana ai corvi! Io fuggirò'?...) _(combattendo fiera +battaglia, facendosi per crudelissima necessità mansueto)_. Io +stesso la recherò sulle mie braccia, le farò posto nella +gondola, l'adagerò tranquilla.... Le conserverete i fiori e il +drappo bianco?... Io l'accompagnerò fin dove andrete: poi quando il +commessario mi scaccerà... apparecchiate due fosse vicine.... + +PRIMO. Messere _(gli tende la mano....)_ + +TINT. _(si china, cieco dal dolore, toglie dal cofanetto una collana, +fa per darla al commessario)_.... No!... È la collana di mia figlia! +Ed io non sono degno di baciarla!... _(va ad una cassa, con subito +pensiero toglie una borsa)_. Prendete: è l'oro di re Filippo. +Regnate nella taverna e sulle donne vostre!... _(i Commessari +soddisfatti, escono sul terrazzo, e discendono al mare)_. + +SCENA VI. + +TINTORETTO _solo_. + +_(baciando la figlia)_ È l'ultimo bacio nella casa dove se' nata! _(la +compone, le si inginocchia vicino, si solleva)_. È l'ultima alba!... +Guarda se ancora luccica la tua stella!... _(la drizza sui guanciali, +le alza la testa, e fissa pel finestrone.... Dal terrazzo si vedrà +sfilare sull'acqua un'immensa processione di lumi, lentissima, +imponente)_.... Che è?... È il funerale di Tiziano! _(chinandosi +sulla figlia)_. Tutto è finito! Famiglia ed Arte! + +SCENA ULTIMA. + +MARCO(3), _dalla scala di terra, sale al terrazzo, lo attraversa +frettolosamente e giunge all'uscio: sta in sospeso per la gioia: trova +semiaperto ed entra.... Il_ TINTORETTO _gli viene incontra, reggendo la +figlia sulle braccia._ + +TINT. Non è più tua! Ella è d'Iddio e dei posteri! + +* * * + +L'_Ugo_, che l'autore dedica alla sua prima amarissima delusione, è +la prima parte d'un romanzo sul secolo X, che vide la luce nella _Vita +Nuova_. Il genere astruso dell'argomento e dello stile stancò i +lettori del giornale abituati al facile leggere. Raccolto poi in un +volume, la critica l'addentò colla sua solita inconsulta +voracità(4). Il Bazzero ne restò tanto conturbato che non volle +più continuare. Rileggendolo in questi mesi ho risentito ancora il +sentimento faticoso della prima volta, ma se l'affetto non mi fa velo, +credo che vi siano in queste 130 pagine, cinquanta almeno degne d'un +grande scrittore. E non sarebbero poche per un libro! Che tempi +fossero quelli ch'egli vuole descrivere, ce lo dice presto in un modo +vivo e incisivo: + + "Erano quelli i tempi in cui un cavaliere noverava, come un sellaio, + le fibbie e i chiodi della sua sella da battaglia e neppure + sbagliava in un sopranome a quegli arnesi e forse forse moriva senza + tutto avere appreso il _paternoster_ dalla bocca della madre o del + chierico: tempi in cui, io credo, che la natura non si sarebbe messa + su via fallata, se avesse ai priminati delle famiglie baronali dato + a vece di cranio addirittura un elmo, a vece di lingua una lama, e + per cervello qualcosa di bollente che fuori uscisse e fosse + mostruoso cimiero. Io non so se ancora allora i bambinelli si + tormentassero colle fasce: se così fosse stato, non mi sarebbe + punto di maraviglia se anche trovassi nelle cronache che la madre di + Garmario saluzzese, madonna Sandra, torturasse le membra del suo + figliuolo, serrandole in una bandiera insanguinata, o che il padre + di Forcone da Ivrea recasse al castello per la bisogna materna della + sua moglie Ageltruda la soprasberga dell'inimico bucata e ribucata a + colpi di spada: l'avo Attone da Susa legò con sacramento ai + nascituri dal suo Rogerio il lembo stracciato a morsi della sozza + camicia che vestiva nella _torre della fame_. Messer Adalberto era + primogenito, ed aveva avuto madre come l'ebbe Garmario, padre come + quello di Forcone, ed avo della taglia di Atto. Finchè vissero i + suoi, imparò che nelle sale feudali l'agnello santo del perdono + ci sta figurato solo per spasso di qualche frate dipintore, il quale + fa il mestiere, è pagato, e se ne va dal ponte: imparò che + negli steccati dei giuochi d'arme, se le cadute da cavallo + v'incarnano gli anelli di maglia nelle membra, perchè la lancia + dell'avversario vi coglie, è meglio che quelli vadano fino al + cuore a condensarvi dentro tutto l'odio, e questa vi avesse passato + fuor fuora, senza accorgervi di provare vergogna! Imparò che le + dita ci furono date da natura per contare le vendette da farsi: + segnar croce colla penna è da monaco, tagliare colla spada da + cavaliere: si vive collo usbergo maledetto, si muore coll'abito + immacolato di qualche monistero." + +Ugo è un tessuto di scene, una successione di quadri storici, di +figure riprodotte dalle cronache, di atteggiamenti che sembrano +scolture, di truci spettacoli, incisi con uno stile di ferro. + +La lettura non ne è facile come dell'elegante prosa del D'Annunzio +e della lucida scuola degli Abruzzesi, ma è una prosa nutrita di +studii e di forti riflessioni, che durerà, io mi lusingo, nel +giudizio dei buongustai, più del tempo che dura una moda. + +Ecco come il Bazzero vi dipinge le sue figure. + +Dopo aver letto _sono tubae_ il bando pasquale ai vassalli, l'araldo +Guidello e il chierico Ingo, poco lieti delle mancie ricevute, si +allontanano così: + + "E mossero giù dalla scalea della chiesa. La piazzuola della + _curte_ era deserta. Essi presero ad uscire dalla viuzza + fiancheggiata dalle casucce dei montanari, oggi boscaiuoli, domani + alle giornate d'armi, sempre poveri e sempre irosi. Intorno + all'edera frusciavano con volo tortuoso le nottole; gli usci erano + chiusi, gli arconcelli delle finestre lucenti di strisce rosse dal + sotto in su, che venivano dai focolari posti in mezzo alle stanze; + sullo sfondo si vedeva una montagna già sfumata nella nebbia del + crepuscolo. + + I nostri due procedevano silenziosi, e, benchè sotto la protezione + del loro signore, pure affrettavano il passo e sulla punta dei piedi. + + E l'uno calava il cappuccetto sulla testa tonsurata e nascondeva la + pergamena sotto la tonaca, e l'altro storceva una mano all'indietro + ad assicurarsi che la tromba non percuotesse coll'elsa della spada o + col pugnale: e quegli guardava sospettoso le pieghe del drappo + ventilante dallo strumento del compagno, come se da quelle dovesse + uscirgli il malanno: e questi imprecava il calzolaio che aveva fatto + pel chierico scarpe così disacconce per suolo sospettato. + + Passavano e guardavano. Quelle tavolacce di quercia parevano fatte + apposta per spalancarsi ad un'insidia: da quegli arconcelli i + tizzoni che erano sui focolari con maledetta furia potevano essere + sbatacchiati nella strada. Basta! il santo patrono tenesse buoni i + _gloria_!" + +Così descrive un pranzo nel castello: + + "Come voleva la cortesia delle usanze, i messeri furono convitati. + Entrarono in una sala assai rozza, ma spaziosa, col tavolo fumante + di mezzi capretti arrostiti, colle seggiolone coperte di pelli di + lupi. Scinsero le spade, rumorosamente gittandole in un mucchio, + allentarono le fibbie delle piastre e delle maglie, si lasciarono + andare giù sui panconi, pure nessuno mise le mani nel tagliere, + perchè un posto, e il più eminente, rimaneva vuoto. Nè + attesero a lungo: si sollevò l'usciale della sala, e un paggio, + affacciando mezza persona, annunziò:--Madonna Imilda. + + Apparve la figliuola di messer Ildebrandino e della morta Adelasia, + di vaga persona e di animatissimo viso, in stretta gonna oscura, + cinta su da uno saccheggiale, e coperta il capo dai lati con un velo + appuntato: s'avanzò salutando i convitati, e, al cenno fattole + dal padre, s'assise al suo posto. A destra aveva messer Ugo, a + sinistra il suo parente Oberto. + + Ildebrandino così la salutò:--Valenti, udite: la figliuola mia + sa assai bene di leuto e canta di Carlomagno e dei paladini: operate + in modo che il suo strumento abbia una corda anche per voi, e la sua + bocca una voce per le vostre imprese. Amabilissima figlia, abbiateci + grazia! + + Di poi i convitati presero l'invito non da scherzo, come ai dì + nostri, e se da quegli assalti alle vivande dovevasi trarre augurio + per la domane, in verità era buonissimo. La sola fanciulla non + aveva tagliere dinnanzi e non partecipava all'allegrezza epulona: il + che era richiesto dal suo decoro verginale." + +Notate quanto spavento in questa descrizione d'un assalto al castello; + + "Imilda era nella cappella da un pezzo e così pregava, quando + nella corte ecco un grido spaventato, e un altro! Imilda si alza in + piedi tremante, corre sotto un finestrone aperto.--I + nemici!--ascolta la voce del vecchio Federigo:--Salvate madonna!--ed + ecco ancora:--Fuoco! fuoco! + + La vergine, come a luogo di rifugio, si butta ai piedi dello altare, + scongiurando con fiero rimorso:--O Signore, salvate mio padre! Come + vi ho pregato? È il mio castigo dunque così pronto?--ed ode + ancora un rumore di pugna, e uno sbattersi fragoroso di porte, e un + correre affrettato su nelle stanze, e voci diverse, e tra tutte una + irosissima che comandava:--Balestrate fuoco nelle finestre!--e + un'altra,--Se tutto arde, che ci rimane di bottino? + + --Combattete!--gridava Federigo agli uomini del castello:--Giuratemi! + + Alla fantasia della fanciulla si presentò tutto il castello + invaso da una turba di lupi e da un torrente di fuoco; e qua sotto + alle scuri si sfasciavano gli usci: e qua si massacravano i servi: + qua si sforzavano gli scrigni: dappertutto si portava ruina: e le + fiamme divampavano più e più, alimentate dai cadaveri + friggenti: e il fumo soffogava assalitori e assaliti. Chi + precipitava dalle finestre: e chi dalle finestre entrava: chi si + trascinava a morire sulla soglia, per avere fiato: chi impedito + nella fuga o nella corsa di conquisto da qualche ferito pregante, + gli faceva somma grazia o di una stoccata o di una maledizione... + Venivano, venivano i furibondi! La camera del padre era deserta: lo + scalone, il corritoio, o stanzone dell'arme....--O Signore! la + fanciulla se li immaginò al lume delle torce incendiarie + nell'andito lunghissimo che conduceva alla cappella! Venivano, + venivano!... Almanco le fossero già alle spalle, l'avessero + già afferrata: ella, si sarebbe trascinata all'altare, chiamando + la Madonna! Ma oh come invece erano lenti e terribili! E che portava + quel mostro? Dio! la non vedesse! Portava una testa sanguinosa!... O + padre! O Ugo!... + + La povera vergine, esterrefatta dall'atrocissima visione, si + rinversò con abbandono ai piedi dell'altare.--Non sia vero! + + Fu scossa. Di nuovo la voce:--Balestrate fuoco nelle finestre!--E + un'altra:--Sulle vetriere c'è su dipinta la croce: lì è la + cappella.--Ancora la prima:--Sconficcate le inferriate! + + Imilda non ascoltò più, ed aggrappandosi ai gradini, discinse + le chiome, le scompose, con quelle si velò il volto per + pudicizia, poi ancora, ma più rassegnata, scongiurò:--E se + vuoi mandarmi la morte, fa che non sia vergognosa!" + +Mi duole di non poter trascrivere tutti i punti in cui mi pare che la +vita e l'arte si stringano in una forma tutta di getto. Qualche scena +feroce è tale da far inorridire, come là dove descrive la morte +di Guidinga, che in odio al marito, nuda, oscenissima e sanguinante, +si rotola giù di gradino in gradino, percuotendo quasi a morte il +frutto esecrato che porta nelle viscere: e la vendetta che trae il +marito, mostrando all'antico amante di lei il cadavere della donna +senza lume accanto, senza frate, senza croce fra le mani! Dicono le +cronache che solesse venire poi la _madonna perduta_ e ripetesse la +condanna: Voi non credete in Dio! Da questa donna era nato Ugo; e +crebbe cupo, angosciosissimo. «In vent'anni tre volte ho +sorriso,--esclama--quando la prima volta su un'altissima cima vidi +all'orizzonte sorgere il sole e vidi che avvolgeva anche me ne' suoi +raggi; quando suonò la tromba che mi chiamava all'armi, quando... +Non è riso, è sogghigno! Ebbene sogghigno oggi in cui mi trovo +tanto deserto....» + +* * * + +Come nel Tintoretto, così in molti dolori dell'Ugo il Bazzero +descriveva i suoi. Quell'anima dolce e tenerissima, che non sapeva far +male a una formica, caricò i suoi personaggi di feroci furori e +quasi li incaricò delle sue vendette. È un mistero che molte +pagine del presente volume spiegheranno. + +* * * + +Anch'egli amò la sua donna, ma noi come tutti gli altri. Amò +troppo castamente, e sacrificò all'ideale più che non sia +permesso alla debole natura umana. Fenomeno strano è questo che in +un tempo, in cui dal languido romanticismo l'arte e con essa il +sentire si avviavano verso il godimento pagano del realismo, strano +fenomeno veramente è il vedere questo solitario rifugiarsi nel +deserto, con un'immagine sola soavissima nel cuore, meno donna alla +fine che luminosa e innocente visione, ch'egli adorò estatico come +quel d'Assisi adorò la Vergine sua, «Vi dirò (troverete negli +_Schizzi dal mare_), che una fanciulla bionda, la mia fanciulla che mi +cantava le poesie d'Iddio e dell'amore, mi ha fatto piangere e mi ha +ammalato a letto. Mi offriva vaniglie, viole del pensiero, versi +francesi e sorrisi di santa Cecilia, l'organista.» + +A noi non è permesso di togliere il velo di cui egli volle +circondata Lidia, una bionda straniera, assai colta, che viveva del +suo lavoro, la quale, prima non potè corrispondergli perchè +stretta da un'altra promessa; e sciolta questa, quando forse poteva +farla sua, egli o non seppe o non osò contraddire a un'autorità +ch'era dover suo di rispettare. Poco importa a noi di sapere come +scoppiasse in quel cuore, dopo un'alba ridente d'amore, un tumultuoso +uragano, che lo spinse fino all'orlo dalla morte. Più che una lotta +fra vivi, fu una lotta di fantasimi creati dal desiderio e dalla +volontà in cozzo, sostenuta coll'energia dell'anacoreta, voluta per +forza, inasprita dalle istigazioni feroci della natura. Questa è la +storia dell'Anima, che egli scrisse giorno per giorno, nel silenzio +del suo studiolo, e che noi confidiamo a tutte le anime delicate che +sanno accogliere ogni dolore umano con umana carità. A chi ci +domandasse l'utilità di una pubblicazione di questo genere, noi non +sapremmo rispondere nulla, perchè certe cose si appannano solo a +toccarle colla punta delle dita. + +Immaginiamoci invece il fondo della pineta vastissima colle sue ombre +folte: e innanzi al pensiero del vergine giovinetto una immagine di +donna, esule da una patria infelice, Lidia: immaginiamoci il vecchio +cimitero del villaggio con tutti gli accozzi della rovina, e il fido +cane che parla all'amico poeta co' suoi grandi occhi onesti: poi è +a pensare un'anima per indole molto religiosa, anche quando la mente +non crede più ai misteri sacri del pane e del vino, ma che per una +deliziosa superstizione si accosta alla comunione per sentire Iddio +nel fremito dell'amore, per vedere Iddio buono e grande attraverso +alla diafana idealità della donna! Questo mistico è artista non +soltanto come frate Angelico, ma con impeti umani, come la calda +scuola de' suoi adorati cinquecentisti; onde il cozzo delle passioni, +e voci strazianti, e contraddizioni ed esecrazioni miste ad estasi +stupende, e dappertutto un incalzante presentimento di morte. + +Il lettore troverà in queste centoquaranta pagine dell'_Anima_ +qualche cosa di soverchio che ci fu necessario di lasciare così per +tenere insieme nella materia uno spirito troppo irrequieto; e spero +che non gli vorrà far colpa se nella foga dell'improvvisazione e +del dolore il giudizio di chi scrisse sulle cose e sugli uomini e il +tenore dello stile travalica di qualche linea la misura. + +Il Bazzero fu un diligente coltivatore del dolore e lodando lui, a +questi soli splendenti, si può far credere che si voglia rimettere +in auge un genere d'arte che si estinse da un pezzo nelle proprie +lagrime. + +Sappiamo anche noi che uno dei modi di rendere le nostre passioni +troppo intense e malaticcie è di rifiutar loro ogni consolazione, e +che nel moderato esercizio dei nostri affetti è l'equilibrio della +vita, e forse la felicità. Il Bazzero ebbe torto di rifiutare tutte le +gioie che questo mondo gli poteva dare, e di schernirle, come insulse +o troppo volgari; ebbe torto di credersi più forte della natura, che è +la fonte della vita e di avere quasi una superstiziosa paura di ciò +che in qualche modo poteva fargli piacere. Sappialo che è meglio +allargare la vita in cerchi sempre più grandi fino a comprendere la +rassegnazione e la coscienza delle umane cose, anzichè restringerla +nella celletta del cervello per forza d'una morale contrazione. + +Ma ogni più bel ragionamento non ha mai guarito un cuore afflitto, +e quand'anche il Bazzero non fosse figlio del suo tempo, malato per +troppa delicatezza morale, avrebbe avuto questi torti in comune con +quasi tutti i più grandi poeti dell'umanità che non conobbero le +matematiche leggi dell'equilibrio. + +«No, scriveva il Rousseau, la natura non mi ha creato per godere; ella +ha distillato nel mio cervello il veleno di quella felicità +ineffabile di cui ha messo il desiderio dentro il mio cuore.» + +È del Wagner la sentenza che non riesce a nulla se non chi è +sempre malcontento di qualche cosa. + +Nel _Giornale intimo_ di H. F. Amiel, che suscitò recentemente in +Francia un interesse assai vivo, e che offre la storia di un altro +pensoso solitario, s'incontra spesso questa scoraggiante compiacenza +di voler essere infelice quasi a dispetto della natura. Anche Amiel +scriveva: «Diffido di me e della felicità perchè mi conosco.» E +se non fosse la paura di offendere la santa modestia dell'amico, +vorrei trovare nel Leopardi, nell'Heine, nel Byron, nel Tasso i suoi +fratelli maggiori. + +Da questo stato dell'animo, prodotto alla sua volta da inevitabili +condizioni fisiologiche, deriva spesso quella specie di malattia della +volontà, che si trasforma in una mutabilità continua di +desiderii e di propositi, in una incostanza di simpatie, in trasporti +vivi e in profondi abbattimenti, come fu veramente la vita del nostro. +Per superare una difficoltà a cui sarebbe bastata una schietta e +franca deliberazione, noi lo vedemmo riprendere gli studi classici +all'Accademia di Milano, coll'intenzione di laurearsi in lettere, e +poi smetterli per darsi tutto allo studio delle lingue moderne, e +tentare la pittura, e maledire libri e pennelli, per tuffarsi nella +politica e nella carità, senza che nella sua coscienza entrasse mai +la persuasione che tutto ciò gli potesse servire a qualche cosa. +Sempre egli ritornava poi alla solitudine del suo studio, scoraggiato, +affranto, ammalato di desiderii infiniti, e cercava la pace al bromuro +di potassio. + +Colla storia dell'_Anima_ si collegano gli scritti che seguono, cioè +gli _Schizzi dal mare_ o _Acquerelli_ com'egli li intitolò variamente. + +Sono un poema marino, in una forma sciolta dal verso, ma risonante di +melodie interne, luccicante di colori e d'immagini, in cui l'anima del +Bazzero trabocca ne' suoi momenti migliori. + +Se è vero che questo dovrà essere il sembiante della futura +poesia, il giorno che avrà rotto i ceppi della vecchia e della +nuova metrica, al Bazzero potrà forse venire anche una piccola lode +di precursore, che egli non sognò quando scrisse dietro il naturale +impulso. + +La città, il popolo, il mare, i villaggi dell'incantata riviera +ligure, i marinai dalle schiene di bronzo, le bagnanti, i colori +dell'onda, il suo anelare immenso, i misteri delle sue profondità, +una chiesetta, una barchetta, un canto, un gruppo di aloe nodosi, dei +fiorellini, eccovi una serie di piccoli schizzi e di acquerelli, +animati da una continua emozione e legati da una erudizione abilmente +usata e argutamente presa a gabbo. Il poeta trasfonde il suo _io_ in +tutto ciò che vede e tutto vivifica di sè. Qualche pagina +scintilla d'una meravigliosa evidenza. Sembra che la parola stessa +rinunci alla sua logica natura per diffondersi in colore e in luce. + +Leggete com'egli descrive i _grigi pennacchi_ dell'onda che vengono a +incalzarsi, a _sfioccarsi_, e il suo gonfiare e suo _colmo trasparente +verdissimo_ e il _concavo lenissimo_ e il fragore e il dibattersi delle +_ondine che sommuovono_ ciottoli, e i mille rivoletti che ridiscendono +con _troscie lucenti_ (vedi a pag. 158). La lingua, come sentite, si +ripiega sotto l'urto dell'impressione e scattano fuori delle arditezze +felici che piacquero di poi in libri meno significanti. Si avrebbe +torto di volere in una prosa comune ciò che scoppia continuamente +con impeto lirico, ciò che divaga nei mille capricci dell'ora, +dell'estasi, della tristezza, dell'umorismo e si perde nelle azzurre +profondità di una filosofia panteistica. Aprite il libro e leggete +subito, per farvi un'idea dell'uomo, il bozzetto _Sera_ a pag. 184. Se +vi pare che due dei nostri trecento lirici classici abbiano più +profondamente sentito il dolore di un tramonto, e lo spasimo +voluttuoso di quel dondolarsi a fior d'acqua e di quello spandersi +dall'anima sui colmi dell'onda, di quel vanare nell'infinito, dite +pure che il Bazzero è un poeta inutile di più. Per me, apro il +mio cuore, certi tratti conservano ancora dopo tanti anni una +freschezza che molte lodate liriche di quel tempo hanno perduto da un +pezzo: e rileggendo gli ultimi acquerelli, _Àncora_, _Stelle cadenti_, +_Barcanera_, ecc., non so perchè mi risuoni nell'anima qualche +accento dell'Heine, e a volte dello Sterne, senza essere nè +dell'uno nè dell'altro. + +Non c'è imitazione, ma forse anche il Bazzero derivava da una fonte +comune, che ha le sue scaturigini in un'elevata coscienza della nostra +pochezza in faccia all'universo. + +Il pessimismo, che fa tanto desiderare al Bazzero la morte e il riposo +sottoterra, non è come la rigida convinzione leopardiana un +precetto sterile, ma è un dolore che cerca riposo disciogliendosi. +Nel mare dell'essere egli non vuole affogarsi, ma diffondersi e coi +mille atomi accesi della sua coscienza fecondare per l'umanità +qualche divina idea consolatrice. + +Qual poteva essere il suo modello in questo genere pittoresco? quanti +dei nostri pittori eccellenti che trattarono abilmente la penna +sappero fondere così intimamente le due arti come il Bazzero? Il +canto intitolato: _Genova_, comincia a pag. 217, con un'evocazione +storica che tocca spesso a un'epica maestà, e scorrendo attraverso +alle più luminose memorie della superba città, finisce in una +finissima e aristocratica visione della donna genovese. Gli ultimi +acquerelli: _Convogli_, _Osteria_, _Montanari,_ son quadri fiamminghi. +_Barcanera_ è un'elegìa carica di mestizia, che più si rilegge +e più persuade che la poesia esiste: _Buona vendemmia_ vince quanto +di più grazioso ha scritto Teocrito. + +Spesso i legami sono così tenui e i passaggi così rapidi, che un +lettore comune crederà che le parti siano sconnesse, e accuserà +ingiustamente di incoerenza e di oscurità ciò che a una seconda +o a una terza lettura ricomparirebbe agli occhi suoi in una naturale +corrispondenza. + +Si può pretendere che un lettore moderno legga due volte? In questi +_Acquerelli_ è notevole ancora come il Bazzero abbia saputo +trasfondere la sua vasta coltura storica nella poesia senza sciupare +nè l'una nè l'altra. Io non so s'egli pensasse mai a un grande +poema storico, ma è certo che da questi frammenti, come dai pezzi +d'un'antica rovina, si può arguire una costruzione artistica +d'immenso valore. Ciò che rimpiangiamo nel Bazzero è non solo un +dolce amico, un'anima candida, un caldo artista, una giovinezza +recisa, ma anche una grande speranza. + +_Lagrime e sorrisi_: è un lavoro più giovanile che egli +pubblicò in una privata edizione, e del quale mostrò sempre di +fare un gran conto. È un seguito dì massime, di sentenze, di +consigli dedicati alla sorella sua e dentro già vi traduce il suo +genio e la sua coscienza. Il pensiero dominante in queste massime è +che l'amore e l'arte, più che ogni altra lusinga, più che ogni +altro compenso di gloria e di ricchezza, sono i veri beneficii del +vivere umano. L'amore consiglia la carità; amando s'impara a +pregare, e si ritrova Dio. Ama chi piange e le lagrime sono il +battesimo della virtù. Come la natura crea il nostro corpo, così +l'arte crea il nostro spirito. + +Molta giovinezza, vale a dire pochissima esperienza, troverete in +queste massime, che non si possono nemmeno avvicinare a quelle del +gentilissimo Vauvenargues, morto giovane e saggio. La vita in quasi +tutti gli scritti dell'amico nostro è ancora al primo suo momento, +quando più la si sente che non la si comprenda. Ma la giovinezza +è la stagione dei fiori, e se anche con fiori non si possono fare +che delle inutili ghirlande, bene amiamo averne pieni i giardini e la +casa. Mi guardi il cielo dunque ch'io voglia ridurre queste massime e +l'arte tutta del Bazzero a un sistema, e rilevarne le frequenti +contraddizioni, e la non molta profondità pratica. Leggano le anime +più giovinette queste pagine e lascino che la dolce poesia +trabocchi dagli orli. Arido è il tempo e aride le ragioni del +tempo: beato chi s'inebria una volta nella sua vita! vien per tutti +necessariamente e troppo presto la stagione che la mente vede più +chiaro le cose del mondo nei loro rapporti relativi e proporzionali, +ma è sempre un giorno triste quando si scopre il primo capello +bianco. Il Bazzero non ebbe il tempo di affilare la sua filosofa fino +a farne uno strumento di morte contro sè stesso; e morì prima +che la critica di sè corrodesse la sua abbondante spontaneità. +Storia e filosofia sono ancora in lui, come nel primo stadio della +civiltà, allo stato poetico. Egli non seppe mai, come i +modernissimi scrittori fanno, rendersi il minuto conto dell'opera +propria e calcolare la quantità degli elementi che entravano a +comporre il suo ideale, farne dei prospetti, rintracciarne la +derivazione, pesare a piccole dosi la produzione chimica del proprio +pensiero. + +Le _Corrispondenze_ segnano un passo dalla poesia colorita alla poesia +del disegno. Sono meno abbaglianti degli Acquerelli, ma più +consistenti. L'impressione va perdendo alcun poco della sua +vaporosità per concretarsi in un corpo. Ci sono ancora i prediletti +sfondi, i mari trasparenti e celesti, le vastità fantastiche, ma +uomini e cose cominciano insieme a farsi avanti e a tenere il campo +del quadro. La realtà viene incontro e lo scrittore dopo averla +accolta con giovanile trasporto, la segue, la insegue, la trova, + +È da alcuni tratti di queste _Corrispondenze_ che si vede ancor +meglio quello che il Bazzero avrebbe potuto scrivere al volgere del +suo trentesimo anno, quando placato il torbido senso giovanile, fosse +venuto alla vita nella chiarezza d'un sentimento più riposato. + +Le _Corrispondenze_ sono argomenti semplicissimi, che il Bazzero eleva a +una maggiore dignità. Pur scrivendo per conto di giornali di Moda e +di Sport non riusciva mai lo scribacchiare a questo povero uomo. Aver +la penna in mano voleva sempre dire per lui erigersi a interprete e +quasi indovino delle cose, come se la sedia del suo studiolo fosse il +tripode e Nume fosse per sè l'umano pensiero. Di qui forse una +soverchia abbondanza d'addobbi che pare quasi una verbosità senza +significato, e non è che una eccessiva riverenza; di qui anche una +risonanza nell'incedere stesso della parola, che pare gonfiezza e non +è che una musica che accompagna la venerata Idea. Chi ama adora, e +chi adora prega a lungo e canta. Ma fatta la debita parte alla foga +giovanile, poco gli manca per essere qua e là un modello di stile. +Cercate alla pagina 302 la descrizione d'un paesaggio alpestre sopra +Oropa e giunti là dove egli parla di una vacca che appare col muso +_gemmato d'acqua, le corna sporche di terra, con una bava che fila +giù dalle mascelle spostate dal ruminare, che sbarra gli occhioni, +e colla coda sferza una mosca, poi sprofonda la gamba nana nei cespi +di rododendron...._ leggete, giudicate. Non è più l'infinito +azzurro, non è più la vaporosa visione aleardiana, è una +vacca viva in mezzo a un armento vivo. + +Le _Melanconie di un antiquario_ che chiudono il presente volume sono +variazioni artistiche e spirituali sopra il _Natale_ e altre feste +dell'anno, pubblicate come articoli d'occasione nel _Pungolo_ di Milano. +Era troppo lusso per i soliti abbonati. Qui troveranno la luce giusta. + +* * * + +Degli altri scritti che non entrano in questo volume non dirò che +per cenni. Al solo elenco non basterebbero dieci pagine, ma vien da +sè che il valore non sia uguale in tutti, come non uguale era la +stima che ne faceva l'autore. Un grosso libro di _Confidenze_ egli +teneva in pronto per la stampa, e in parte anche pubblicò sopra +qualche giornale. + +E la raccolta delle lettere che _Lina_ scrive ad _Ermanna_ sui casi della +propria vita e di quella delle sue amiche. Non c'è una gran favola +e un grande intreccio, ma ne forma il tema l'assidua osservazione +delle piccole cose e dei grandi sentimenti. In questo volume, dove +abbiamo le confidenze originali dell'autore, ci sembrò inutile +riportare quelle ch'egli affidò a un gracile personaggio +fantastico, sebbene ci dolga che molte pagine descrittive restino per +ora sottratte alla curiosità degli artisti. Il nome di Lina e di +Ermanna ritorna spesso nelle memorie insieme a quello di un _Giuliano_, +titolo d'un dramma storico in cui versò molta amarezza, Un romanzo +tentò su _Gian Galeazzo Visconti,_ e tre volte ritornò sopra il +_Buondelmonte._ Abbozzò una _Cinzica_, un _Baldo_ e una quantità +infinita di schizzi, d'impressioni, di pensieri, di ricordi, che, +sebbene inediti, si rivedono nella loro matura integrità negli +_Acquerelli_, nelle _Corrispondenze_, e nelle _Lagrime e Sorrisi_. In un +secondo volume, che tratterà più specialmente di studii +artistici e archeologici, troveranno più naturale il loro posto le +sue ricerche storiche su _Matteo I Visconti_, sugli _Italiani alla prima +crociata_, gli opuscoli sulle _Armi di fuoco_, _Sulle armi antiche nel +Museo Archeologico di Milano_, le _Riviste artistiche_ sull'Esposizione +nazionale di Milano, e quegli altri scritti d'arte che gli meritarono +le lodi dei conoscitori. Fra gli altri il direttore dell'_Auf der +Höhe_, dottor L. von Sacher Masoch di Lipsia, gli scriveva in data +del 10 gennaio 1882; + + "_Illustrissimo signore!_ + + "Il di lei nome celebre non solamente in Italia, ma che ha passato + già le Alpi ed il mare e la raccomandazione del signor professore + Angelo De-Gubernatis di Firenze, mi hanno ispirato il desiderio di + chiedere alla V. S. Ill. il favore di contribuire alla mia rivista + internazionale. "_Auf der Höhe_" recentemente fondata. Noi ci + siamo proposti di proteggere e coltivare le belle arti e le scienze + in bella forma per un pubblico educato, ma senza eccitare contese e + disputazioni. Nomi come Wallace, Flammarion, De-Gubernatis, + Mantegazza, e altri che abbiamo l'onore di chiamare i nostri + collaboratori, Le saranno una garanzia per le tendenze della nostra + rivista. Ci recheremo a onore se la S. V. Ill. ci concedesse il + favore di diventare il nostro collaboratore e fissasse l'onorario + per il di Lei pregiatissimo lavoro. Aggradisca, ecc." + +Il sentirsi a un tratto chiamato da una voce lontana, il vedere il +nome suo messo a lato dei più illustri cultori degli studii, ecco +il primo e l'ultimo compenso della sua penosa, oscura, travagliata +carriera letteraria. Poco potè rispondere all'invito, perchè +nell'agosto di quello stesso anno la sua mano era fredda per sempre. +Altri compensi tuttavia egli seppe procurare al suo cuore +coll'esercizio delle più sante virtù civili. Alieno in tutto dai +raggiri politici, volle pur entrare nella Associazione Costituzionale, +che rispondeva meglio alle sue idee d'ordine, e vi si adoperò +molto, offrendo la sua penna d'artista per tutte le scritturazioni +d'ufficio, a redigere verbali, a compilare manifesti. Molti giovani +amici, spiriti indipendenti, deploravano e deridevano costui che +andava a servire un partito, o come si dice dai furbi, a +compromettersi; qualche giornaluccio avversario gli lanciò sul viso +le solite impertinenze. + +Egli se ne turbò, soffrì, come soffriva sempre atrocemente delle +grandi e delle piccole cose, ma rimase al suo posto. Era meno furbo e +più coraggioso. + +Della nostra Congregazione di carità non fu un comune patrono, ma +un santo e zelante operaio. + +Vi passava le più belle ore della giornata, e nominato visitatore +dei poveri, andava per le case dei più miserabili a studiarne i +dolori con quell'indulgenza che perdona anche gl'inganni. A me +raccontava poi le sue tristi impressioni e lo stringimento del cuore +che provava nel discendere certe scale. Fu dei promotori delle Cucine +economiche, dove rimase tutto un inverno a distribuire le minestre, +alacre, arguto fra i poverelli, che cominciavano a distinguere il +signor Bazzero fra i cento che compiono il loro bene con solennità. +Nè meno caro divenne agli Artisti della Società Patriottica. +Prendeva allegra parte alle loro feste, schizzava con tratti rapidi e +sicuri armi antiche, con una conoscenza di cose unicamente sua, con +tanto gusto che il Pagliano e altri lo consigliarono a pubblicare un +album in zincotipia, che è ancora molto apprezzato negli studi dei +pittori. + + Alla pittura ebbe sempre genio, sebbene non vi si dedicasse di +proposito. Amò fin da fanciullo delineare tramonti coloriti, +navicelle perdute nelle burrasche, boscaglie cupe tormentate dai +venti. Della sua dottrina artistica e del suo gusto diede un largo +saggio colle recensioni sull'Esposizione di belle arti pubblicate nel +_Pungolo_ di Milano, l'anno 1881, e in molti articoli illustrativi di +cose vecchie e nuove, che egli regalava ai giornali e che non andranno +perdute. Benemerito fu anche nel riordinare e nell'illustrare le +Armature del Museo Archeologico, e quelle del museo Poldi-Pezzoli. +Sempre disposto a far sacrificio della sua persona nei giorni di +parata, era invece il più tenace e sempre il primo nei giorni di +lavoro; non ebbe, nè dimandò ricompense ufficiali. + +A Limbiate, in mezzo ai contadini, egli si sentiva più libero e +più allegro. Quando vedeva una frotta di ragazzi in strada, +chiamava a sè il più grande e gli dava qualche soldone perchè +comperasse e distribuisse con giudizio una manata di zuccherini. La +frotta scalza pigliava la corsa per la piazza come uno stormo di +passeri, gridando: _Viva el scior Ambroeus!_ + +Egli correva in casa, ridendo, fregandosi le mani, col suo passino +leggiero che non si sentiva, e per quel dì la gioia era con lui e +cogli altri. + +Ciò non impediva che il giorno dopo la nostalgia degli spiriti +pellegrini sulla terra non rattristasse di nuovo la sua fronte. +L'amore, l'arte, un nascosto e doloroso desiderio di gloria, un +credere altrove, sempre troppo remota da sè, una felicità che +non esiste che in noi, il sentimento esagerato della propria pochezza +sociale in contrasto con un non proporzionato concetto della propria +individualità solitaria, le continue apprensioni, pur troppo non +false, del suo presto finire, tutte queste erano le cagioni che lo +facevano comparire ora torbido e rinchiuso, ora sospettoso e +incostante, + +Da qualche lettera risulta ch'egli meditò più volte la morte, e +vi andò vicino: altre volte pensò di entrare tra i monaci +dell'Ospizio del gran San Bernardo. Fu religioso perchè fu buono e +amò sua madre: ma più ancora perchè fu artista. Ogni passo +verso una perfezione è un passo verso Dio, che sta nei cuori; nè +la Intera Bellezza si può desiderare senza credere a lei come alla +luce. La sua non fu la fede d'un catechismo, ma neppure un delicato +epicureismo che teme, non credendo all'infinito, di rifiutare la +più grande delle umane emozioni. Egli è pio e sincero anche +quando sembra disperato. + +Di una tale esistenza non comune, alla quale s'intreccia un delicato +nome di donna, voi troverete nella prima parte di questo libro i +documenti. E il libro anzichè una stonatura, come temono i suoi +amici, crediamo che possa essere un raggio di sole che ritorna e nel +suo complesso un prezioso documento a tutti quelli che studieranno +l'evoluzione del pensiero e del sentimento italiano in quel tumultuoso +periodo che succede alle battaglie dell'indipendenza, quando +l'entusiasmo che le ha compiute diventa il primo imbarazzo del +vincitore. Tutto è disordine ancora, non si sa quel che si vuole, +ma si vuol molto, da tutti. Il linguaggio epico urta colla +necessità ufficiale, il passato ingombra il presente e impedisce +alle giovani forze l'andare avanti. + +Ambrogio Bazzero non è solo in questa evoluzione, e per non parlare +che di una piccola scuola milanese, mi pare che i nomi del Rovani, del +Tarchetti, del Praga, del Dossi e del Boito abbiano con lui molti +punti di affinità artistica. A tutti costoro mancò forse una +ricca suppellettile accademica, ma tutti amarono l'arte con geniale +sfrenatezza; la vita uccise i migliori. + +D'Ambrogio Bazzero non vorrei che l'antica devozione mi avesse tratto +a dire cosa maggiore del vero. Che se a chi lo conobbe e a chi lo +conoscerà fra poco dovesse sembrare il mio giudizio troppo +infiammato, io non mi pentirò d'aver consumato il mio fuoco a +riscaldare questa cenere benedetta. Da due anni il povero Bazzero +giace sotterra, e più che da due anni giacevano rinchiuse e morte +le ignorate pagine dell'anima sua. Non si risuscita un morto senza un +gran grido. + +* * * + +Il tifo che l'aveva già colpito nel 1873, lo assalì una seconda volta +ai primi dell'agosto del 1882. Fu una malattia rapida, senza pietà, +che il fratello Carlo descrisse in una potente _Commemorazione_ che ha +scosso ogni cuore. L'anima di Ambrogio aiutò a dettare quelle pagine +così vere e così tremende che narrano un fatto tanto comune, il +morire. Così termina quello scritto: + + "Era la mattina di lunedì 7 agosto, il giorno che egli aveva + stabilito per la partenza pel suo giro di svago. + + Alle 9 e 45 l'infermiera, fatto il segno di croce, cominciò a + pregare a suffragio dell'anima. + + Il suo volto rimase atteggiato ad un dolore sdegnoso, le labbra + sottili strette, l'occhio semi-aperto, io spirito malinconico + abbandonò la terra, lasciando sul volto i segni dell'angoscia, + supremo addio alla luce; si dileguò addolorato così come s'era + sempre pasciuto di segreto corruccio e di desolazioni. + + Venni da mia madre, m'inginocchiai e con uno scoppio del mio pianto + feci più violento il suo, che s'effondeva invocando Dio. + + Mia madre, mio padre ed io baciammo un'ultima volta la sua fronte + tiepida ancora, e il nostro sacrificio era compiuto." + +La notizia della sua morte giunse quasi improvvisa agli amici e fa un +colpo di fulmine. Povero Bazzero! Ci ritrovammo tutti al tuo funerale, +e ci parve che in te morisse la nostra prima giovinezza. + +Ho ancora presente quella bella mattina di agosto. La gente riempiva +la strada innanzi alla sua casa. C'erano le rappresentanze della +stampa, della Costituzionale, della Congregazione di carità, gli +amici della _Palestra_, della _Vita Nuova_, dell'_Eco dello Sport_, i +parenti, i poverelli. Pareva che tutti, anche quelli che l'avevano +incontrato una volta sola, affettassero un certo orgoglio d'essere al +suo funerale, per dimostrare in qualche modo d'appartenergli. Due cose +ebbi occasione di osservare nel mezzo della mia commozione: che la +morte è una rivelazione; che i buoni sono forti. + +Dal portichetto si entrava nella sala d'armi a terreno, vasto locale +dal nero soffitto, dalle finestre acute a piccoli vetri rotondi, pei +quali la luce entrava fredda a intirizzirsi sull'acciaio delle +armature appese alle pareti. In un angolo un camino con poca cenere, e +un vaso funebre sopra; di qua di là cassoni antichi, d'un colore +cupo, con sopra elmi, e appoggiati agli spigoli delle vecchie targhe. + +Nel mezzo era il feretro dell'ultimo amico dei cavalieri, fra quattro +antiche torcie e molti fiori. Al cimitero non gli mancarono saluti +pieni di lagrime. Uno gli disse:--Beato chi anche a trent'anni lascia +un'orma di sè!--Quell'uno era Carlo Borghi, anima e simpatia della +_Vita Nuova_, anch'egli una speranza dell'arte e del paese. Non passò +l'anno che la morte, giudicandolo colle sue stesse parole, le +trascriveva pel suo funerale. Noi crediamo ancora che i morti +s'incontrano in qualche luogo. + +In alcune sue _Ultime volontà_ il Bazzero lasciava scritto: «Il +giorno da me tanto desiderato, o miei parenti, è giunto. e non +piangete: è il giorno in cui voi finalmente conoscerete l'anima +mia.» E dopo aver raccomandato la sua donna e le sue ceneri, pregava +così: «Per mia iscrizione queste sole parole: + + AMBROGIO BAZZERO + NATO............... MORTO............... + _Tout ce qui finit est si court!_ + +Erano le parole della sua donna, nelle quali spera di rivivere. + +I giornali cittadini di tutti i partiti dissero le lodi del defunto: +la famiglia gli eresse un sepolcro, dove a capo della cassa, pose le +sue intime memorie e le lettere della sua donna. Oggi ne richiama lo +spirito e lo raccomanda sommessamente all'avvenire. + + +EMILIO DE MARCHI. + + + + +ANIMA. + +Incipit vita nova. + + + + + +NEL MIO COMPLEANNO. + + + Limbiate, 15 ottobre 1876. + +AL DESERTO. + +L'anno scorso, nel mio compleanno, scrivevo dei pensieri che erano +l'espressione dell'anima mia, e li dedicavo a mia sorella: quest'anno +ancora voglio scrivere dei pensieri e li dedico al _deserto_. +_Deserto_: ecco l'espressione dell'anima mia! Che cosa scrivo?... +Si possono tradurre a parola le convulsioni dell'anima, le contorsioni +di mano, gli stringigola, i groppi, le memorie fallite e le speranze +fallite? Posso scrivere lo stato dell'anima mia?... Eppure voglio +sfogarmi: voglio lasciare un foglietto che attesti questo tristissimo +compleanno. Lo leggerò io? quando? come? Lo leggeranno gli altri? +quando? Quando io sarò morto, quando frugando entro le mie carte, i +miei parenti diranno:--Aveva un po' del matto!--e mi compiangeranno. +Lo leggerò io? Non so perchè, ma fra l'immenso buio che mi ottenebra +la vita, un po' di lume cade su quella scena ineffabile che ho sognato +mille volte:--cioè:--una donna, la mia _donna_, spierà me che +apro il cofanetto di ferro.... Apro e tolgo anche questo foglio. Lo +leggiamo insieme. + +Se oltre i trent'anni mi aspettassi l'ineffabile felicità che +sogno! Consento ad _amare poco_ la mia famiglia, ad essere misantropo, +ad essere così scoraggiato, per apprezzare te doppiamente, o mio +ideale, o mio unico segno, o mio _completamento!_ Ti desidero, ti +supplico, ti voglio! Quante volte oggi satanicamente ghignai alla +canna del mio fucile, dicendo:--Dentro c'è la morte!--e guardandone +la nera bocca, e invidiando la suprema voluttà della morte..., mi +sorrideva a un tratto l'idea: Avrai pace, anima! Nel futuro avrai +tante gioie a compensarti i dolori, gioie tranquille, pure, +castissime... Sei brutto, corpo mio, ma sei buona, anima mia! Oh +sì! sei buona, sei casta, sei amantissima! Voglio anche esser +morto, quando la donna mia trovasse questo foglio! Certo non +riderebbe! + +L'inattività, l'inutilità mi avviliscono, il _deserto_ mi +schiaccia.... Come soffro! Nessuno mi conosce, nessuno oggi più mi +soccorre di una parola, nessuno mi incoraggia alla vita!... + + + Limbiate, 23 ottobre 1876. + +Fu una giornata piovosa, melanconica, di quelle in cui si desidera la +quieta canterina, con un angiolo, con un bambino, con un focolare +benedetto: tutto bigio e nebbioso dovrebb'essere al di fuori: cadute +le foglie, infangate le stradicciuole, freddolosi i bimbi: tutto +mesto, tutto morto, per far contrasto col di dentro--tutto santamente +allegro e tutto vita. Vita, vita, ecco la gran parola! Vita, la grande +aspirazione dei ventidue anni, dei ventitrè, dei ventiquattro, dei +venticinque. A venticinque questa vita è l'irresistibile +bisogno!... Acquietati, anima mia: il tuo corpo è bambino: +acquietati: diventa filosofessa e ascolta il gran principio della +sapienza pratica:--_la vita è uno scherzo, cosa da ridere: si debbe +approfittare delle gioie che offre: non prendere niente sul serio: si +debbono ammirare i sacrifici per uno scopo: il moralista «en amateur» +è un asino_. È vero, c'è in queste parole una schiacciante +verità. Vorresti discutere? No, arrossiresti, anima mia. Vorresti +esprimerti? No, saresti ridicola. Vorresti prorompere? oh sì! +espanderti nei cieli, volare ai mari, cercare i monti, volare +volare... ma poi, tutta potentissima, fidente, docile, speranzosa, +felice, tutta venirmi alle labbra, e formare un bacio, su una fronte +umile di una donna; tutta divenire l'espressione di un ossequio, di +una religione, di una felicità, di un nuovo Dio formatosi nel mio +cuore, un Dio per la Donna! L'anima, così incatenata come mi è a +questi giorni tristissimi, impotenti, irresoluti, sogna per espandersi +l'ampiezza, l'altezza, l'incommensurabile, l'infinito, sogna le +immense solitudini: l'anima sogna i consorzi umani e vorrebbe dalle +solitudini passare ad abbracciare le città, la civiltà, le arti +di tanti popoli: l'anima vorrebbe stancarsi, per posare.... ma il +cuore, il povero cuore, tronca siffatti voli, e, modesto, di passo, +quieto, religioso, vorrebbe avviarsi, anzi con evidenza s'avvia al +futuro: il suo mondo diviene una camerina, la sproporzione dei +desideri dell'anima si riduce alla misura delle cose umane, l'infinito +si cambia nella _vita_, divengono stanche ironie le grandi solitudini +della Natura e i grandi consorzi degli uomini di fronte ad un santo +_dovere_, ad una donna che popola un universo, irradiando le virtù +della fede, della speranza, della carità....--Ecco,--ora dico a te +stesso:--faccio della poesia, sono un sognatore, nemmeno io vorrei +credere a queste mie ciancie. Faccio della poesia? Ecco la +prosa:--vorrei la mia Donna che mi amasse, rendendomi la fede gentile +che ho perduto; vorrei un bambino che mi facesse pensare:--Che importa +a me degli ambiziosi, dei ricchi, dei gaudenti, dei gloriosi? Eccoti +nel bambino la tua ambizione, la tua ricchezza, il tuo gaudio, la tua +gloria, il tuo scopo! Oh sì, compiangendo, ma non irridendo le mie +poesie di un dì, diventerei un uomo che vive, che sa fare le +addizioni e le moltipliche, che sa comperare, sa risparmiare, sa +provvedere ai bisogni più prosaici, e vorrei avere uno scrittoio +dinnanzi, non un'immensa solitudine, non uno spettacolo di varie +civiltà, e da quello vedere il mio orizzonte, cioè i guadagni +che potrei fare per la mia famigliuola. + +* * * + +Mille volte dico: voglio su qualche foglietto di carta lasciare +traccia dei miei patimenti, per farmi conoscere dai miei quando +frugassero fra le mie carte. Io scrivo, a sbalzi, pel mio cassetto, +molte volte rattenendo le lagrime di tenerissima commozione, molte +volto imprecando con voluttà mefistofelica a Dio!--Ci voleva tanto +poco per farmi felice! Non ricchezze, non gloria, non nobiltà, non +i soliti meccanismi della società domandavo: domandavo pace, +sacrificio, religione, fede: avevo coscienza di fare un sacrificio, la +coltivavo, mi accosciavo due volte al giorno, per voto, in una chiesa, +ero buono una volta. Che ho ottenuto? Poveri miei anni, dai diciolto +ai venticinque! + +* * * + +Che cosa è la vita dell'uomo? Nient'altro che la spuma dell'onda +che si dibatte fra gli scogli misteriosi dell'Infinito. Ma se un +riflesso di cielo può dare l'azzurro alla spuma fuggitiva, un +riflesso d'amore può dare alla vita i colori della Fede, della +Speranza e della Carità. + +* * * + +Ricordo, colle lacrime al cuore, che vi fu un anno, in cui, in alcune +sere stellate, quando dimenticavo il mio corpo, quando dimenticavo il +mondo esterno, e il mondo interno mi signoreggiava, e mi sentivo, e +volevo credere, e sperare, e amare, ricordo che in alcune sere +stellate, soavissime, confidentissime, ebbi vicino a me un'anima che +mi ascoltò e mi comprese, quand'io espressi qualche speranza pel mio +avvenire, avvenire che io legavo all'arte e alla famiglia. In quelle +sere io accrescevo di dignità alla mia coscienza, io mi dichiaravo non +volgare, mi mostravo uomo, e confidando, credevo, speravo, amavo.... +Furono gli unici conforti: li ricordo: e allora, perchè a metà +svelate, mi parvero più sante le mie melanconie, i miei silenzi, i +miei dolori, il mio carissimo e soavissimo tifo, sì, la mia religiosa +convalescenza, le mie dolcissime _Confidenze_, i miei sessi profumi, e +il mio risveglio, il mio _Tintoretto_.... il mio _Giuliano_! Ho +ricordato queste cose per dire che a quell'anima (come pensi ora di +me, e come penserà, se vivo, non so) vorrei fossero consegnate queste +mie annotazioni, s'io morissi, perchè, almeno in lei la mia memoria +vivesse un po' consacrata, non come quella che lascierei a mia madre o +a mio padre, la memoria di un _povero_ figliuolo: e basti la +compassione. A Lidia non oso destinare una sola riga: a che pro? Se mi +volle un po' di bene ed ebbe poi tempo di dimenticarmi, perchè +svegliare in lei, non dirò un rimorso, ma una cura fastidiosa? Così +vivendo e morendo faccio sacrificio di speranze. A che pro io ebbi +rimorsi, e per esser felice, mi tormentai? A che pro? A che pro non so +correggermi? + +Scriverò anche stassera? Oh sì che ne ho immenso bisogno! Mi +sentivo buono, ma deserto, ma ridicolo, ma quasi reietto dalla +società, avevo voglia di piangere e gettai le braccia al collo di +mia madre. Oh mia madre! mia madre! Se tu fossi il mio tesoro, la mia +pace, la mia religione, se in ogni tristo mio momento potessi posare +la mia testa sulla tua! Tu hai scoperto che io piangevo, e mi hai +detto:--La tua fronte scotta!--O mamma, in questa povera testaccia +bollono tanti pensieri, ma resteranno sempre cozzanti e inconcreti +perchè la mente ha perduto ogni forza di studio: mancò al cuore +l'alito primo: l'ambizione non mi seduce più: se avessi denari, +libertà e cattiva natura, questo sarebbe stato l'anno in cui sarei +diventato vizioso! Coi vizi almeno avrei vissuto; col ricordo della +virtù, colla stizza dell'impotenza al male, col vano attendere, +colle spossatezze, coi fremiti del dì d'oggi vivo neghittoso. Vivo? +Vegeto, inutile pianta. Nessun scopo alla vita: sono deserto. A +venticinque anni.... + +Mia madre è venuta qui, mi ha baciato, mi ha domandato che cosa +ho?--Ho un mondo a rivelarle: non so da che parte incominciare: l'ho +quasi respinta col dirle:--Lasciami stare, lasciami stare--quasi che +lei fosse indegna di ascoltare le mie confessioni. Sempre così!... +Respinta, si tace, soffre, forse come me, forse più di me, e +fingendosi tranquilla mi domanda se le voglio bene. In questa promessa +vuole ch'io le racchiuda una sacra promessa; ella forse teme.... Ha +concluso con una sola parola:--Tu sei troppo buono!--Oh mamma, mamma, +lasciami questa illusione: tu, cioè, non mi credi _originale_. O mia +mamma, questa parola _buono_ sulle tue labbra ha avuto un accento nuovo +e sicuro: anche quand'ero piccino mi dicevi ch'ero _buono_. Anche oggi +l'hai detto, e hai capito che dentro di me si compiono dei sacrifizi. +O mamma, ti voglio tanto bene. E vorrei esser felice per raccontarti +tutto, per farti esultare di tutte le mie umili contentezze, per avere +in te l'interprete sincera delle gioie dell'anima mia. Passo dei +giorni squallidi, tristissimi, meschini, lo vedi.... No, mamma, nella +mia superbia dell'affetto, nelle mie gelose fantasticaggini, nel mio +deserto, mi pare quasi d'esser fanciullo, volendoti bene, e m'infingo: +ma invece dove sei tu, c'è il mio angiolo: tu angiolo di verità, +di rassegnazione, di fede, di speranza, di mitissimo amore, tu mamma! + +* * * + +Ieri, verso sera, ho veduto una bambina coi capelli biondi, colle +pupille azzurre, una poverina che sedeva sui ciottoli, senza pensiero, +col sorriso dei suoi otto anni. La mirai a lungo. Pensando che +s'avvicinava la sera e a casa mi aspettava la minestra calda col buon +brodo, e la carne, e la lucerna allegra, e la tovaglia di buon +augurio, avrei voluto condurla con me e darle la mia parte, e +sorriderle.... Che cosa avevo io fatto nel giorno per trovarmi +servito, scaldato, allegrato? Povera bimba!--Lo dissi alla mamma:--Una +bimba come quella non oserei sognarla mia,--e tacqui. La mamma mi +raccontò che quella sgraziata aveva una matrigna che la trattava a +busse e le faceva soffrire la fame. O mamma, quanto avrei voluto +baciarti: mi riconciliai con tutto, con tutti, volli fugare i miei +fantasmi di dolori, volli che tu fossi il mio tutto. Come potrei io +dedicarmi a te? oscuramente, ma santamente provarti sempre che t'amo e +contrapporre alle mie sciocche ambizioni, all'amor proprio trafitto, +alle vane gare in cui sanguina il cuore inutilmente, contrapporre il +tuo affetto sempre placido, sempre religioso, sempre benedetto, non +mai ridicolo? + +* * * + +O Lidia, Dio è l'ironia!--Il buio! + + + + +ULTIMO GIORNO DELL'ANNO 1876. + + Domenica, 31 dicembre. + +Mancano tre ore e l'anno sarà finito. Queste tre ore voglio +sentirle minuto per minuto, voglio goderle.... Come le gode la gente +pratica del mondo? Divertendosi e gozzovigliando. Stupenda filosofia! +io come le godo? Le godo sgroppando un'uscita al pianto segreto che mi +arroventa il cuore: è una consolazione:--sorridendo un po' a +qualche pallida fantasia della mia religione: è una poesia! So che +è poesia inutile, ma a me è tanto cara. + +Sono solo nel mio studiolo. Papà, mamma, Carlo sono andati or ora a +teatro, proprio quand'io salivo le scale per chiudermi quassù. Ed +or ora ho lasciato il Bianchi che mi ha complimentato gentilmente +dicendomi un paio di volte «che bel tipo! _originale!_» perchè lui va +a teatro, e io torno a casa a capo chino. + +Sono solo e sono triste. Vorrei scrivere ordinatamente, ma non posso. +Sebbene, chiusomi quassù, avessi tutta l'intenzione e il bisogno di +scrivere, di scrivere, di scrivere. A che? per chi? + +Che cosa spero pel 1877? + + +Milano. _Mercoledì, 21 novembre_ 1877.--Sono da pochi giorni arrivato +dalla campagna: ed ho il mio studiolo freddo, polveroso, abbandonato, +tristo e perciò sto a disagio al tavolo. Coll'anima stanca, col +cuore senza fede, coll'ingegno assopito, con grandi dolori--ma senza +lutti officiali al cappello--bisognoso _di vita, di vita, di vita_, +freddo a numerare le mie illusioni cadute, freddissimo a pensare al +futuro, ti mando un bacio. Aggradiscilo come bacio di fratello. Pensa +che mi sento il cuore gonfio d'un'arcana bontà, pensa che io +piango, e che piangendo sento il bisogno di un'anima, e pensa che +dinnanzi all'altare di un'altra anima che mi comprendesse, io +pregherei ancora Dio, perchè mi sento casto, gentile, serio: e +dinnanzi ai santi balbettamenti di un bimbo capirei--con quanta vita +del cuore!--che l'arte per cui ho sofferto tanto, addoppiando me +stesso, era un bisogno imperioso di creare; che la scienza di queste +Accademie è il deserto, il vuoto, il nulla, o il tritume, la +polveraglia dei morti: che gli anni di mia giovinezza erano un _voto_: +che i miei tormenti, le mie fedi, il mio scetticismo, le mie speranze, +le mie battaglie, il mio isolamento nella folla, il mio sdegno pei +volgari, le mie povere poesie, erano indizi di un'anima che +rigurgitava in un corpo nervoso, _di un'anima che voleva +un'anima!_--Sono solo nel mio studiolo, solo, freddoloso e mesto. Ogni +anno di questi dì faccio una ben triste resa di conti:--delusioni +si aggiungono a delusioni. I volgari non si accorgono mai delle foglie +che cadono, tu piangi: e la baraonda prosegue. Tu sorridi: oh +veramente ci fosse Dio e vedesse e almeno lui apprezzasse questi +sorrisi! + +--Qualcosa c'è che non si soggioga a cifre: qualcosa c'è che +rende uggiosi i libri dei filosofi: qualcosa c'è che consola i +soli, gli abbandonati, i poveri, i poeti!--Oggi bisognerebbe tutto +domandare ai medici materialisti. Io domando troppo a me stesso. + + + + +ULTIMO GIORNO DELL'ANNO 1877. + + + Lunedì, 31 dicembre. + +Mancano tre ore e l'anno sarà finito. Ho qui sul tavolo tutte le +mie memorie. E voglio scrivere. Scrivendo imito il carattere di Lidia, +Che cosa voglio scrivere? Nulla di ordinato. Incomincio col rileggere +le mie annotazioni del settembre 1876, poi voglio leggere il mio +portafogli co' miei sogni di artista (1873-1874-1875): poi la mia +lettera a Lidia: poi la sua a me.... + +Oggi si chiude un anno, un tristissimo anno. Colle speranze, coi +ricordi, colle illusioni. Ella mi appartiene quasi, fino all'ultimo +minuto di questo anno; domani si apre un anno nuovo, un anno che sarà +importante per lei: sento che mi sfugge sempre più, che non è.... che +non sarà mai più mia!...(5) Mio Dio, rendila felice!--Io mi illudo +sempre nel mio dolore: rileggo la sua lettera, ribacio il suo +ritratto, sento nell'animo la sua voce, e sono superbo, contento, +felice, ma sogno, sogno: la verità non è ancora entrata nel mio cuore, +io non sono persuaso che non la vedrò più! che non ho più diritto a +pensare a lei!... Anno tristo, la mia vita è spezzata. Io ero nato per +l'amore, per la donna, per la casa, per le sere tranquille, per un +bambino, per sperare, per _sentire_ la famiglia a benedire tutte le +mie febbri, le mie aspirazioni, le mie malattie: e invece? Io vedo +dinnanzi a me giorni e giorni e anni e anni _che passeranno_, solo +conforto: _che passeranno_.... senza più ambizione di un nome, senza +desiderio di una donna, senza coscienza di un'anima, e sempre più col +bisogno di una donna! Non voglio più scrivere. Nè so scrivere. Mi +inginocchio e prego il suo Dio, quello che ella pregherà per me:--Dio, +ho bisogno dì credere! io mi sento buono! io mi sento il cuore! + +Quando pensavo a lei, sentivo la fede e Dio! quando mi sentivo +squallido e senza speranze, pensavo al suicidio, quasi come a un +candido sogno! quando vedevo dei luoghi ameni: dicevo--_qui non c'è +lei!_--quando vedevo delle fanciulle mi sentivo l'anima innondata di +pace! quando vedevo dei bimbi, mi venivano le lagrime agli occhi! Mio +Dio, al mio corpo nervoso, cupido, febbrile ho negato gli amplessi +della femmina nuda; ho impazzito pensando alle voluttà: ho +combattuto battaglie ridicole pel mondo, ma supreme e gloriose per chi +vuol avere nel pensiero suo il pensiero d'una vergine; mio Dio, il suo +ricordo era per me il ricordo di una tua vergine: la sua lettera l'ho +letta in un santuario, guardando la bionda testina di due de' tuoi +angioli! Guardami! Dimmi tu che non sono ridicolo, amando ancora! Che +non lo fui amando in passato! Tu hai detto:--Siate fratelli e +sorelle--e non hai detto che gli stranieri, i poveri, gli sventurati +non possano fra loro essere fratelli e sorelle. Dinnanzi a mio padre, +a mia madre, ai miei amici non ho saputo dire:--Ella è straniera! +Ella non ha dote! Ella mangia il pane altrui!--sarebbe stato un +delitto di _leso decoro_ questo mio detto. Io fui così fiacco da non +parlare, da non combattere parenti e amici e mondo: io tacqui! e +sperai in te e in lei!... Mio Dio! Quanti a quest'ora si apparecchiano +a godere gli ultimi momenti dell'anno! Io sono ginocchioni, io prego, +io voglio pregare, io piango, io sono solo! io non so sperare, nè +domandarti per me alcuna cosa per l'anno nuovo!! No, no, che importa a +me di quello che mi accadrà? Ma io voglio pregare, voglio +sorridere, voglio piangere per lei! Mio Dio:--rendila felice, e fa che +ella si ricordi di me e che io sappia qualcosa di lei! + +Rileggo i libri delle mie _Confidenze_. Oh! come sono belle e +tranquille! Rileggo le pagine della malattia di Lina e le invocazioni +ad Ermanna! Povero mio cuore!... Mio Dio, ti supplico, rendila felice. + + +_Domenica, 27 gennaio._--È una giornata chiara, bella, calduccia. +Tutti passeggiano. La si crede una prima festa di primavera. Io sono +tanto tristo! Ho aperto le finestre: e mi vengono tutte le memorie +della mia convalescenza. Poveri giorni di languide speranze! Giorni in +cui mi pareva sempre di sentire l'odore di ghiaia umida misto +all'odore delle violette: mi pareva di vedere uno dei viali del +giardino _non suo_ un viale che termina a un gruppo di pini dal cortice +odoroso.... Oh mesti crepuscoli di Limbiate!--Io non so scrivere +ordinatamente.--Ho taciuto tanto. Mi piacerebbe avere qui tante e +tante memorie scritte: le rileggerei ora e le troverei belle! Come mi +paiono belle queste poche! Eppure in vacanza non ho saputo scrivere: +scrivendo mi pareva di rendere troppo concreto il mio dolore, di +studiarlo troppo, mi sforzavo a essere indifferente. Quello che di +dolorosissimo ho scritto l'ho scritto per Bianchi. Ho perdute le +lagrime di quei dì. Vorrei ch'egli mi restituisse le mie lettere. +Mi pento gravemente di essermi tanto confidato con lui. Mi capisce? +Può capire chi non ha il mio ingegno? Chi non ebbe i miei +entusiasmi? Chi non ebbe il mio cuore! Ridicolaggini! Ma io mi sentii +_potente_ ed ebbi un giorno delle audacie e una tal coscienza di me, che +mi dovetti dire:--Oh sante le mie febbri che mi distinguono dalla +folla intorno a me. + +In questi giorni mi tornano alla mente i miei auguri per lei. Voglio +pensare alla sua felicità. Ella apparecchierà la sua veste +bianca! Ella gli scriverà quei mille nonnulla così graziosi, +così cari, così confidenti! _L'oubli seul sépare!_ E il mio +pensiero? + +O mio tranquillo cimitero di Limbiate, ti amo! O miei boschi! o +pini!--Purchè io sia tra voi o mi imagini di essere tra voi, il mio +cuore si esalta, l'anima mia diventa buona, e nelle speranze di un di +e nelle delusioni d'oggi, il mio desiderio è desiderio di pace e di +amore, il mio ingegno si sveglia e mi tormenta e mi fa delirare sempre +inconcreto, sempre senza via, sempre senza certezza di scopo. O mio +cimitero! Ti vedevo tutti i giorni quando pensavo all'amore! Ti +ricordo ogni volta che qualche amico ride o qualche femmina +sogghigna!--Come si amano i propri dolori!--Il cimitero vecchio non +serve più per le tumulazioni: ebbene amo già il nuovo, perchè +presento che vi giacerò (non oso dire _voglio giacervi_): vi sono +passato vicino tante volte st'anno guardando ai monti di Como, a +Mombello, alla Chiesa dei frati, ai monti che ho contemplato mille +volte al tramonto con dolci desideri di avere una casetta là e +là.--Amo le strade infangate, le foglie cadute, le campagne +brumose, la mestizia della solitudine e il luogo di pace... amo la mia +memoria abbandonata, solitaria: mi sento sotterra, sento l'oblio, lo +sfacimento.... Ella avrà dei figli, degli amici, _la vita!_... + + +_Mercoledì, 30._--Tutto è vuoto, senza scopo, senza soddisfazioni. +Ieri ho visitato il cimitero degli stranieri! Come dormono bene le +anime protestanti! «_Thy will be done_...» Come dormirei bene anch'io! + +* * * + +Tutto finì. Ecco il vuoto. + +* * * + +_Est quaedam fiere voluptas!_ + +* * * + +Mio padre crede che questo sia il libro dei conti. + +* * * + +_Nos joies ressemblent à l'arc-en-ciel, qui a l'aurore nous +apparaît au couchant, et vers le soir se montre à l'orient._ + +* * * + +Ogni mio filo che mi lega alla vita è nel passato: ed è solo pel +passato e per lei che sento che la vita deve avere uno scopo serio. E +solo per lei ho bisogno di credere a Dio, e solo per lei il suo Dio mi +dà una mestissima pace e una mestissima fede, quasi una +vocazione.... Solo pel passato, mantenendo una dolcissima illusione, +io sorrido e studio, e prego Dio e sospiro alle fanciulle e vorrei +baciare tutti i bimbi. + +Uno solo il mio pensiero--Lidia--ed uno il mio voto--Dio, rendila +felice!--Essa è mia sorella. «_Notre affection est pure et noble, +elle n'a rien de profane, elle peut se raconter à toutes les +âmes qui sont bonnes_:(6)» ella mi disse, e mi accettò per +fratello.... + +Io solamente son felice quando guardo la sua lettera, il suo ritratto, +la mia lettera, quando penso a Limbiate e al cimitero tranquillo.... + +Desidererei (e voglio scriverlo a' miei parenti) d'esser sepolto a +Limbiate.--Desidero di avere sulla mia pietra o croce il solo mio nome +e cognome e le sue parole: _Tout ce qui finit est si court. Allez +toujours_. + + +_5 e 6 febbraio._--S'io trovassi un compagno, andrei in Grecia +_volontario_, giacchè qualche garibaldino si muove da Milano. +Insegnerei a' miei parenti ed amici ch'io sprezzo la vita! + +Leggo Byron. Si è avverato il _suo augurio_:--«_que son coeur se +passionne pour ce qui est beau et grand!_»--Byron! I miei giorni non +sono sciupati: più che il tritume delle Accademie vale il vulcano +di Byron. Byron! io sento il mio cuore batter col suo! Che m'importa +se vivo solitario? Perdo poco perdendo le ciarle stupidine o +pretenziose o vuote dei cosidetti amici che sanno _vivere a questo +mondo, prendendo le cose come vengono_. Perdo nulla, perdendo, la sera, +le pettegole scipitaggini di un palchetto di femminucce... Byron! Tu +mi rifai il sangue. Tu mi animi. Tu mi ridoni i miei muscoli... Oggi +spero indeterminatissimamente, ma spero pel mio avvenire.--Ho veduto +mio padre assistere all'anniversarie preci per suo padre.--Mi consolo +ricordando, in una passeggiata in campagna, al sole primaverile, le +frasi della lettera di Lidia.--Che ancora per le fila provvidenziali +di Dio avessimo ad incontrarci?--Oh! possa il mio povero ricordo +tormentarti nelle ore delle tue frenetiche voluttà! Sposa sei?--O +mio Dio, come io desidero di morire! + + +_19 febbraio._--O mio Dio, sento uno di quegli sconforti, pensando al +mio passato!--Come vorrei esser morto! Piango!--Oggi, qui, dai tetti +di un terzo piano di povera gente mi giungeva la vocina balbettante di +un bambino.--Guardo il suo ritratto. Ma, mio Dio! sento che +inavvertitamente caricherei a palla, _sì_, una pistola antica, e in +questa febbre, inavvertitamente me la accosterei alla fronte.... Amo +Lei! Lei! Tutta la mia giornata è per _Lei_! Studio per Lei, di +giorno: studio per Lei, di sera! penso a Lei, di notte!--Penso ch'Ella +deve esser felice, e per non turbarla, non mi uccido! Ma chi più mi +trattiene? Che mi aspetta?--Che cosa è il mondo per me!--Se potessi +viaggiare e viaggiare e stancarmi!--Come passo le sere e le giornate +da solo.--Sere di primavera, coll'odore delle violette di Limbiate! +Giornate di primavera con una trista, strapotente insidia di +voluttà nelle membra!--_E voglio esser casto_! Chi lo sa? Chi lo sa +il mio martirio? Chi lo apprezza? + + +_3 marzo._--È primavera. È domenica. Suonano a distesa le campane. +Domani andrò a Limbiate e qualcosa saprò.... Avrò coraggio di +domandare di Lei?... Mi spaventa un tristo presentimento dacchè non +ha Ella risposto al mio biglietto. + +Mio Dio! che vuoto! Non sono stato ad alcun veglione; eppure oggi io +mi sento tanto triste, e inquieto e svogliato, come se fossi stato a +sciupare la mia notte.... Mi conforta il pensiero che Ella leggerà +il mio libro _Lagrime e Sorrisi_. È _donna_ e lo capirà. Che importa +a me del mondo? + + +_6 marzo_.--Torno adesso da Limbiate, e subito corro quassù a leggere +queste mie memorie, e vorrei scrivere sempre un pensiero, sempre un +dolore, sempre un'illusione. Domani, giovedi grasso, quando gli altri +godranno, io scriverò, e penserò, e piangerò. + +Non ho saputo niente di Lei! + + +_30 marzo_.--Il nostro povero cane di Limbiate è ammalato. L'amo +perchè è tanto legato alle mie memorie! Nel novembre 1873, +quando solo mi addormentavo nella mia stanza fredda gustando le sante, +melanconiche, dolcissime mie speranze: il povero cane mi dormiva a' +piedi del letto. Quando a cinque ore, al tramonto, io vedevo, fra gli +sterpi e le ruine scalcinate della darsena del laghettone, e +contemplavo nell'acqua il riflesso roseo del cielo e _sentivo_ la +solitudine delle acque e delle tristi pinete, fingendo di trovarmi +sulle rive del Mincio, e pensavo sospirando all'amore.... quando là +al laghettone, _riassumevo_ la giornata e chiusi i fascicoli di diritto +speravo e speravo e speravo!... il povero cane mi era accosto. E, +ricordo, ho sorriso a lui, che mi trovava solo, meditabondo, amoroso, +a quell'ora, a quel luogo! E credo qualche volta di avere avuto quasi +soggezione di lui!... Povero cane, povero amico!... + +Tutti i giorni passavo un'ora o due al cimitero e pensavo alla _vita_, a +una fanciulla, ai bimbi, alle _sue_ toilette, ai suoi nonnulla, alle sue +scarpine, ai suoi guanti, alle sue moine,--lì fra le croci e le +foglie secche col sole pallido e le stradette umide io vivevo! O +speranze! o memorie!--Io lavoro: studio il tedesco. Mi avvinghio +sempre più al passato. Dove l'avvenire? + + +_31 marzo_.--È morto il cane! Povero _Chellen_! povero amico!.... A +poco a poco là s'infrangono gli anelli che mi legano al mio +passato.... O mio avvenire! O Lidia, se tu sapessi la mia +sensibilità, la mia poesia, le mie lagrime! Mi è caro tutto +ciò che nella mia memoria è legato con te... Ma non poteva Dio +volere ch'io non li vedessi, ch'io fossi tranquillo, ch'io amassi +un'altra fanciulla, ch'io a quest'ora fossi già _marito_ e _padre_, +ch'io fossi felice? Perchè Dio volle diversamente?... Crescono le +ardenze delle mie febbri, il corpo freme di bisogni fisiologici, +l'anima è sempre la stessa a comprendere la donna, il cuore è +gonfio, l'ingegno sente la ricchezza del sentimento e... Se tu sapessi +i miei scoraggiamomi!... Il mio passato!... O miei sogni, o mia +preghiera, o Dio, o Donna, o Tutto, o Lidia!... O Lidia, come ti +amo!--Ma che Dio sia almeno giusto, e faccia sì che il mio pensiero +dia anche a te un po' di questi tormenti. + +Torno col pensiero al povero cane! Povero amico! sì, caro +testimonio di tante mie lagrime, di tanti miei dolori! + +Leggo le mie memorie: è il saluto che le scrissi! E piango! Come il +cuore è gonfio!--La scienza è vana. Ieri ho ascoltato una grande +lezione di Antropologia: la genesi umana: la scimmia! O Lidia, +perchè non eri tu a casa mia, in un bel gabinetto, pieno di cose +d'arte e di profumi tuoi, bella, _mia_, sorridente? e perchè io non +potevo gittarmi a' tuoi piedi, pregando Dio attraverso Te! + +Leggo il mio saluto. Oh se tu potessi piangere, come piango io!... +Eppure spero... Ci incontreremo, sarai _mia!_... Forse incominciano +adesso le mie battaglie... Perseveranza, Castità, Fede... +Speranza!... Lidia, ti prego in ginocchioni, dalla tua felicità (se +ti ricordi di me) mandami un poco di pace! Merito un poco di pace, +perchè delle mie idee arrossisco in faccia al mondo: non in faccia +a Te, non in faccia a Dio! Leggo il mio saluto.... Saluto eterno!... +La mia vita è condannata al tormento di perpetua illusione e di +sproporzionato sentimento!... + +Torno dal cimitero. Ho visitato il campo degli stranieri: ho letto +iscrizioni tedesche e inglesi: Credo sia una buona azione il visitare +i poveri morti stranieri.--Come dalla morte a me sgorga il pensiero +della vita.--Ho visitato anche la Pinacoteca, _adorando_ le Madonne +del quattrocento... Sì, sì, il mio ideale della donna è divino.--Sei +maritata? Oh come penso tristamente alle tue gioie frementi di sposa! +Amavo meglio, nei mesi scorsi, pensare a' tuoi dolori di vergine! + +Quand'io sognavo... la prima volta con te, a Firenze o a Venezia, io +promettevo, io giuravo di caderti innanzi ginocchioni, dicendoti +qualche mio pensiero delle _Lagrime e Sorrisi_, piangendo ch'io non +fossi abbastanza poeta per te, esultando con tutta l'anima d'avere la +coscienza ch'eri un fiore e che io non ero la mano villana che lo +toccava.. E t'avrei baciata in fronte e t'avrei detto:--Piangi! + +La mia penna è impotente alle povere fantasie del cuore! + + +_1.° aprile_.--Vorrei ricordarmi e rischiararmi dei paesaggi +carissimi, dei boschi, delle rive, dei cieli... Anima ammalata: sento +le donne nei fiori, nelle gemme, nei prati, nei cieli, nei raggi del +sole... Non scrivo perchè non so scrivere: le parole che adopero +sono parole che hanno tutti nei vocabolari; i sentimenti che mi +ammalano sono sentimenti miei, e il mio cuore è diverso da quello +degli altri. + +Oh come penso! come vedo! come fremo! Ho avuto il tristo dono della +fantasia. E come soffro! Ma oh! venga il mio pensiero qualche volta a +turbarti! + +Ho aperto il mio cassetto: il profumo che ne uscì mi ricordò +dolcissimamente il giugno del 74, quando scrivevo le _Confidenze_, mi +illudevo tanto e speravo tanto! Allora mi sentivo una fanciulla: e la +mia convalescenza era per me una scusa alla languidezza del mio +sentimento.... + +Crescere in dignità per lei, è lo scopo di questo mio anno. Nel +mese scorso, venendo qui, nel mio cassetto presi un foglio di carta e +scrissi due versi di Byron: oggi ho scritto due versi di +Schiller.--Sogno dolcemente: a Limbiate le mie speranze, le mie +certezze, il mio avvenire!--Ma quando sono qui, e vedo i luoghi di +tante mie meditazioni, e quando vedo la casetta di..... e quando suona +la campanella della chiesa di sotto, e quando vedo il _suo_ giardino, e +la finestra dove era affacciata quella sera di settembre, e quando.... +oh come sento che tutto è passato! che la mia vita è decisa! che +il mio avvenire è spezzato!--Deserto! + +Prego la primavera, i fiori, le rondini, i bambini, il sole, +Dio.--Rendetela felice! + +E di fronte alla primavera, ai fiori, alle rondini, ai bambini, al +sole, a Dio, mi sento innamorato e casto! + + +_Venerdì Santo_.--Compiono oggi sei mesi da che... Sei mesi! mezzo +anno! A me paiono sei giorni! + +O quale sconforto il mio. + +Oggi tutte le donne pregano.... Prega per me! Prega Dio che mi faccia +morire!... + +Morire? imputridire? essere dimenticato? E il mio desiderio, il mio +bisogno era la vita, l'amore, la poesia! + + +_Sabbato Santo_.--Le campane annunciano che Cristo è risorto. Qual +vuoto in me! Ma come potrò io mostrare l'anima mia! a chi? + + +_Martedì, 23 aprile_.--Come per certi dispiaceri certi uomini +ricorrono ai liquori, pe' miei io ricorro (ricorsi) a Byron, Foscolo, +Rousseau, Shakespeare: mi sostengo con questi alcool.--Ora gli +abbattimenti, il vuoto.... e quali battaglie!... I miei _balocchi_ +antichi cominciano a distrarmi poco poco. Ma perchè forzare la +natura? + + +_24, mercoledì_.--Ho fatto la comunione. Ieri il prete mi disse di +meditare mezz'ora. Ecco come medito.... Per quattr'anni di seguito, +quando a primavera andavo alla chiesa per la comunione, io portavo con +me il portafogli col tuo nome! Sante illusioni! E quando l'ostia +toccava le mie labbra io mi concentravo nel pensiero:--Lidia crede in +Dio!--E la comunione del 74, quando ero convalescente? Oh nessuna +preparazione di teologo, nessun libro, nessuna madre, poteva rendermi +tanto degno di Iddio, quanto la mia speranza e la tua memoria! Santa +religione, santa poesia, fede gentile: _Vita_, Donna e Dio!--Dimenticavo +di non esser bello, d'essere ignorante, d'essere timido alla pratica, +sentivo Te, speravo, sentivo la fede che è la vita! O vergine, o +bionda, o straniera, chi t'avrebbe detto che tu dovevi tanto deliziare +e tanto tormentare un'anima italiana. Io italiano? goffo, ridicolo, +senz'azioni. + +O vergine, o vergine! o Lidia, io ti ringrazio! Quei momenti in cui io +pensavo a Te e la tua memoria veniva col pensiero di Dio, erano +momenti soavi, pii, forti, si, e non verranno più! O Lidia, o +Lidia, o _mia sorella_, prega per me!--Alcune volte voglio ribellarmi al +tuo ricordo, e chiamarti causa d'ogni mio tormento, e odiarti.... +Potessi odiarti!... Tu non ti sei manco accorta di me!--La realtà +è troppo triste: è meglio l'illusione, la poesia. + +Ed oggi?--Vuoto, sconfortato, col solo pensiero che sono brutto e +ridicolo!--Senza speranza, senza fede, senza amore,--sono andato alla +chiesa.... Ho pensato alla tua comunione di sposa.--Ho sentito come, +anch'io, riceverei la mia ultima comunione, a letto, ammalato, +moribondo, pensando alle mie Memorie, a Limbiate, al cimitero, dove +voglio giacere, al mio libriccino _Lagrime e Sorrisi_, al mio +portafogli, pensando a quelle carte che lascio nel mio scrignetto, al +tuo ritratto che cadrà sotto gli occhi di mia madre.... pensando al +di che saprai ch'io sono morto!... + +Oh io mi sento buono! + +Non voglio più annotare! + +_Maggio, 3._--Guardo il cranio.... e guardo il tuo ritratto. Il tuo +ritratto! Ecco la vita, la speranza, l'amore, la Donna, la _Fede_! + +Ed io ancora ho la speranza, la vita, l'amore, la fede per te, per te +che non sei più mia!--Piango con dolcissime lagrime.--Mia Lidia, +quale scoraggiamento! + +Nel teschio vedo la materia: in te lo spirito: in quello il vuoto; in +te il pensiero.... In te Dio! + +Ho riletto le memorie di quest'anno! Mio Dio, mi vedi? Non so +scrivere. _Je ne vous oublierai pas_, ella scrisse: e nel cassetto mio +tengo la sua lettera mezzo aperta per leggere. + +* * * + +Tento di scriver oggi, 22. Ho veduto Lidia qui a Milano. Da quindici +giorni ero abbattuto, stanco, annoiato, avvilito, senza più un +pensiero alle cose antiche, senza passione per lo studio del tedesco, +indifferente ad Heine e Goethe.... a tutto! Oh come mi erano cari +quest'inverno i miei studi di tedesco su nel mio studiolo, quando +tentavo di tradurre _Lagrime e Sorrisi_, e scrivevo, imitando il +carattere di Lidia! Eppure guardavo di rado il suo ritratto. E la +domenica in Duomo? Sempre, sempre passeggiavo sotto le arcate +ricordandomi le espressioni della mia lettera, le espressioni della +sua: e pensando che avrei studiato, e che avrei fatto.... In questi +giorni studio in Biblioteca: e ogni sera, su nel mio studio, guardo le +teste da morto e poi guardo il suo ritratto. + +L'ho veduta ieri dopo pranzo alle 7 1/2. Tre volte l'ho veduta. Essa +mi ha fissato, si è rivolta, mi ha atteso.... Ed io? + +Che farà? È sposa? Era con sua madre? Colla sua tutrice? Ho +influito sulla sua vita? Viene da Mantova o da Catanzaro? Va a +Catanzaro o forse _per sempre_ in Germania? È felice? + +Era pallida. + +Ma era proprio lei? + +Quando nell'ottobre scorso l'ho vista a Limbiate aveva la faccia rosea +sotto il velo. + +Ieri era pallida. + +Se non fosse stata lei, perchè avrebbe mostrato di accorgersi tanto +di me? + +Il mio turbamento fu immenso. Poi mi acquietai. Ho dormito sognando +dell'incontro. A mattina mi rinacquero mille speranze e pensai a cento +ipotesi, mi sentii felice. Sono andato sul corso, in Galleria Vecchia, +vicino a Dumolard, in Duomo.--Forse è partita! Per dove? Avrà +dormito stanotte? Che avrà pensato? + +Dio mio! Dio mio! Ho letto tutta la mia lettera a Lei. Ho schifo delle +mie sconce mani. E ho l'anima che sente Dio. + +Era lei?--O è tutta mia illusione?- + +Da Limbiate potrei saper qualcosa, ma non oso, non oso affrontare +nuove emozioni, e forse tristissime! + +Stamattina ancora ho sperato. Ma e se fosse a Milano per provvedere il +suo corredo da sposa? Doveva sposarsi nel febbraio, mi dissero (a +Limbiate). + +(Fosse qui per collocarsi nuovamente in qualche casa!) + +Quali incertezze! Se mio padre e se mia madre sapessero! + +L'incontrerò ancora? + +(Non so scrivere). + +Ma che cosa vorrebbe adunque l'anima mia! Oh! nella morte ci deve +essere una gran _pace_. Mi ricordo sempre il _Suicidio_, dramma di +Ferrari, e so di voler bene a mia madre! O mamma! o mamma! Come da Te +è uscita la mia anima ardente? + +E sono brutto e ho dei difetti che mi rendono ridicolo nell'amore. + +Sono tormentato, ma mi sento _vivo! vivo! vivo!_ meglio è l'inferno +che il nulla. + +Ogni speranza di attività, di amore, di avvenire, di vita è in +Lei.... E la vedo per l'ultima volta o la rincontrerò?--Tormento di +incertezza--Basta! basta: ma come passerò i giorni? + +Ma ci vuol altro! Leggere cinque o sei ore al giorno tedesco, è +questa la vita? la pratica? la realtà? Ma che cos'è la _vita_ +dunque? + +Vorrei divenir pazzo per non pensare _più_. + +_Un'anima che ama_, in un corpo nervoso è tale tormento che gli +uomini serii non sapranno mai, + +A che scrivere? + +E se questa Provvidenza che io bestemmio mi preparasse la felicità? +se?...--Se lei potesse entrare in casa mia? Se sua madre o la sua +tutrice.... + +Sogni! sogni inutili. + +--_Sei brutto e sei tormentato: e sarai brutto e sarai tormentato:_ +ecco l'unica verità. Ti morirà la mamma, e che farai? Ti +morirà il padre, e che farai?--Resterai solo a far la vita +dell'ortica--solo--o con un fratello che ebbe aspirazioni diverse +dalle tue.--Solo senza illusioni, senza egoismo e senza virtù +proficue agli altri, solo e sempre memore che hai _amato_ hai amato, hai +amato. Allora leggerò queste note? + + +_22, dopopranzo_.--O suicidio! o suicidio! Ecco un orribile momento! + + +_7 agosto_.--A che cosa è attaccata la mia speranza? Tutto quello che +ho sofferto in quattr'anni! Come ho bisogno d'esser felice! E come amo +Te sola! + + +_20 agosto, giovedì_.--Compie oggi l'anno. Come avevo deciso di +uccidermi?--Andrò a Parigi: ma l'anima mia è a Limbiate: a +Limbiate la mia _illusione_! + +O Lidia, come ti amo! + +23 _agosto_.--Andrò a Parigi. Mio padre oggi mi ha dato i denari. +Rimasi avvilito:--Che cosa ho fatto per meritarmeli? + +O Lidia, penso malvolontieri al viaggio. _Mi pare_ che Tu debba ancora +essere a Limbiate. + + + Limbiate, 8 ottobre 1878. Martedì. + +So che il suo matrimonio è andato in fumo, perchè lo zio le +negò il consenso.... Che parte ho avuto io in quell'animo?--Che +deserto! È vuoto quel palazzo, e piove, e mi ritiro (santa +illusione) a scrivere un po' di tedesco e di inglese, pensando a +Lei.... E Lei penserà a me? + +Spero sempre: e benedico le mie melanconie. Mi illudo che Ella capiti +a Milano, ch'io la riveda, ch'io... O Ella ha _l'anima mia_: ella +leggerà i miei pensieri. Potrà sprezzarmi? + + +_Domenica, 24 novembre 1878_.--Sono a Milano, da quasi una settimana: e +come mi sento triste! Sempre il tuo pensiero, o Lidia! Come all'anima +mia abbisogna la tua! Come mi sento bisogno di amare, di credere, di +sperare!--Un amico mi ha domandato se sono divenuto _filosofo_, anch'io. +Sì, ho risposto, ed ho riso. + +Filosofo gaudente e indifferente? Filosofo?--Ohimè, come mi diventa +indifferente l'idea del suicidio! + +Oh gli amici non mi comprendono! Sono anime piccine: Sono corpi +oscuri:--Sono mezze creature.--Come desidero di morire! Oh mia madre, +come ti voglio bene! Ma perchè hai soccorso sì poco all'anima +mia! + + +_18 dicembre_.--O mio avvenire! Mi si presentano sogni, e imagini e +speranze, con una evidenza e una serietà di particolari che quasi +mi illudo... e sogni e imagini e speranze si fondano su di Te. Da tre +mesi e mezzo, non ho più guardato il Tuo ritratto, o mia vergine, e +mi sforzo a ricordarti tutta, coll'anima! + +Tre grandi illusioni sono il mio grande tormento: tre grandi illusioni +nella vita di un giovine bennato, Dio--la Donna--l'Arte. + +Mi sento solo--e la notte mi turba con mille paure. + +Un altro pensiero che pareva sopito da tanto tempo risorge a +infastidirmi nell'amor proprio,--ma non scrivo; su queste pagine, +consacrate al Tuo nome, o Lidia, non scriverò nessun altro nome di +donna. + + +_Martedì, 24_.--Ecco un'ora triste!--Ieri sono stato fra la gente, ho +visto dei giovinotti eleganti; delle belle signore.--Non so +scrivere:--i sogni mi perseguitano con maliarda voluttà. Che ho +provato io della _vita_? Nulla e mi sento stanco, vecchio, senza +speranze, e senza scopo. + +Oh qual bisogno d'esser felice! + +Ma a che tradurre Byron? a che tradurre Heine? Byron e Heine hanno +_vissuto_: ecco la poesia. + +Ho ingegno sì o no? E che cosa faccio? + +O come desidero di morire! + +Rileggo un poco del mio _Tintoretto_! O che giorni erano quelli in cui +scrivevo quelle scene, appena guarito dal tifo! Che vita! che +speranze! che amore! Come mi sentivo artista, buono, solitario!--Sono +scorsi già quattro anni. Quattro anni! E come sono io oggi?--Oh! +leggo, leggo alcune scene.--E ricordo quello che mi dissero Marenco, +Lombardi, Ferrari.--Oh come ho bisogno di risvegliarmi, di +risvegliarmi alla vita, e dire ho la _donna, e le gioie dell'Arte_! + +Ma è un sogno. E desidero di morire. + +--L'anima mia che è? + +Oh! s'io morissi! Ma s'io morissi, le fanciulle continuerebbero a +prendere marito. + +Mi è pure uscita una triste parola.--Oh la donna! valgono tanti +tormenti dell'anima per lei? + +La donna! avessi ascese le scale del lupanare, quando, a diciott'anni +mi vennero le prime melanconie, e correvo tutti i giorni a pregare +Dio, e non per me! Ah! ero troppo stupido! + +Ma uno scopo ci dev'essere all'attività; alle febbri della mia +età. Non sono nato per i divertimenti, non per lo studio, non per +la gloria--oh potessi fare il bene, sì, e obliarmi nel beneficare +chi soffre. Unico scopo, la _carità_. + + +_31 dicembre 1878_.--Ultimo giorno di un anno inutile nella mia +vita.--Ho studiato l'inglese e il tedesco: ho letto molto: ora leggo +molto, e con un ordine. Voglio farmi un'idea netta della letteratura +del nostro secolo, e passo le giornate al tavolo colle grammatiche, e +alla biblioteca con Monti e Manzoni e--sono sempre scoraggiato. + + +_1° gennaio 1879_.--È passato anche il 78! + +E Lidia ove sarà? che farà? Si ricorderà di me? Ho riletto +tutte queste memorie. Ho sperato sempre e spero ancora. + + +_3 gennaio._--Oh se potessi andare a Venezia! E le conseguenze? E mio +padre? + +Perchè Lidia non si è maritata?--Non ho ancora aperto la busta del suo +biglietto, ma ho intravisto.... Nemmeno il carattere della carta da +visita è cambiato. Dunque non ha aggiunto nessun nome al suo.... E se +avessi intravvisto male? Vorrei vedere subito.--No,--domani.--E in +quante speranze mi perdo! + +Si era un po' assopita l'anima mia. Perchè torno a svegliarmi? e +sento tanto tormento di incertezze e di speranze?--Vorrei. + + +_5 gennaio._--A che studiare? È una bellissima giornata: sole, luce, +vento sciroccale: l'atmosfera nettissima: suonano campane e campanone; la +ballerina si affaccia al balcone discinta e canta a squarciagola.... e +senza sentimento! Oh la vita!--Io sono nè triste, nè allegro: sono +nervoso, impaziente. + +E penso.--Io ho mandato a Lidia il mio biglietto di visita senza una +mia parola, senza il mio indirizzo--e Lei mi manda gli auguri e scrive +il suo indirizzo.... Il suo indirizzo non è un invito a scriverle? +O forse avrà bisogno di una parola amica?--Ed io tacerò se è +dovere.--Ma c'è un altro dovere....--Ma se è destino?--Stamane +pensai agli amici, ai parenti, al mondo, e mi spaventai.... + +Quali incertezze! + +_6 gennaio_.--O Lidia! (scrivo dalla Biblioteca di Brera: è +mezzogiorno, suonano le campane: e mi pare di essere in una città +di provincia, e mi faccio triste, per gustare quella melanconia che +avrai gustato Tu tante volte a Mantova e a Venezia! Questa estate, +qui, le campane mi avevano il suono delle campane di Limbiate, e +sospiravo!) O Lidia, ho qui il biglietto che mi spedisti Tu ieri da +Venezia, in ricambio.... La busta non l'ho ancora aperta: e tutt'oggi +non l'aprirò, gusto questa incertezza. Oh sono felice!--A Limbiate +non sapevo più nulla di te: a Milano nulla. Quattro mesi erano +scorsi: potevi esser morta. Io affidai al caso (no, no, a Dio!) il mio +biglietto di visita per te.... Così era lontano dal credere che tu +lo ricevessi!--E l'hai ricevuto! Oh qual gioia per me avere una busta +scritta da Te.... e dico nel mio cuore, scrivendo il mio nome, avrà +pur dovuto, fosse solo per un minuto, pensare a me!--Una volta ho +ricevuto il tuo ritratto (10 ottobre 1877): una seconda volta la tua +lunga lettera (23 ottobre 1877): ed ora un tuo biglietto.... avrà +qualche frase? l'indirizzo? la data?--Non so! Non apro la busta: ma mi +sento felice.--Rispondendo al mio biglietto mi hai dato una gran prova +di stima.... potevi lasciarmi supporre di non aver ricevuto il mio.... +Ma a che ragionare? Mi sento felice.--Nell'ultimo giorno dell'anno +1878, io ruppi i suggelli a certe mie carte, e rilessi, rilessi le mie +annotazioni! Trovai una grande disperazione e una grande +speranza--anche quando _ero certo_ che Tu eri la moglie di un altro.--Ed +ora lo sei? Se il tuo biglietto portasse un altro cognome?- + +O Lidia! Lidia! a che studiare? quando si è così felici +nell'amore santamente?--Oh come ti amo! E come spero? Dio può +ingannarmi? Dio ha fissato che tu sii la mia donna! senza confidenza, +senza speranza, ho gettato in buca il mio biglietto... ed oggi... oh +non l'aspettavo più il Tuo!--Col tuo biglietto sul cuore, volli +entrare nella Chiesa di San Marco a osservare le sculture antiche e +fingevo d'essere a Venezia, poi sono andato al Duomo.--Sotto le arcate +del Duomo, l'inverno scorso, ho sperato e temuto mille volte +d'incontrarti col tuo sposo; sotto quelle arcate ho ricordato tutte le +domeniche le espressioni della Tua lettera, e ho cercato di tradurle +in inglese e in tedesco (soave illusione!); sotto quelle arcate Ti +cercai più giorni nell'estate, dopo che t'avevo vista a Milano... +Rileggendo le memorie del 1878 mi dicevo:--_Ma come speravo ancora?_ + +_Sento_ che un giorno rileggeremo insieme queste annotazioni, e saremo +contenti, e pregheremo Iddio, sento che la castità e la mia vita +ritirata non sono un castigo per me, sono un _voto_, una preparazione... +O Lidia, mi inganno? E allora che cosa è della mia vita? Ho già +27 anni! E sento tanto bisogno d'avere al mio fianco una donna, una +giovane, una sorella, una vergine! I miei anni passano! Io spero, +spero, o Lidia, spero. + +Che importa se per quattro anni Tu non hai risposto al mio amore: Mi +hai amato, quando Ti dichiarai: «Siate felice!» e avrai cominciato ad +amarmi dopo l'addio. + +Oh! se sono derivate a Te sventure, io dico: «benedette sventure se +possono farti ricordare di me e potessi io un giorno farti dimenticare +le sventure che hai avuto e rifarti con me una vita nuova, tranquilla, +anche nella nostra età matura!» + +Quale incertezza!--Oh spero, e _sento_ che Dio mi vede... Vorrei andare +al Santuario di Saronno, e là affisandomi in quei due angioli +purissimi di Gaudenzio che ho tanto amato, là aprire la busta e +leggere il suo Nome. Così nel 1877 ho letto la sua lettera: in +faccia a Dio, nella quiete, nell'ombra, nella poesia santa di un +sacrario antico!--Lontano dagli amici che ridono! + +Senz'aprire la busta ho voluto spiare mettendola su un vetro della +finestra quello ci fosse scritto sul biglietto. C'è l'indirizzo +suo... gli auguri. + +Mi sento triste--Le scriverò? Uscirò dall'incertezza? Oh s'io +fossi libero della mia volontà che cosa Le scriverei!--Mi viene in +mente di far stampare dei pensieri, e mandarli a Lei,--E poi?--Quale +tormento! + +_7 gennaio 1879._--Imparare una lingua difficilissima, come la tedesca, +per far sentire a una fanciulla tedesca le note di un suo grande poeta +(note piene di religione e di amore di patria) è un pensiero che +non sarebbe venuto in capo a due su mille innamorati nel mio caso. Oh +che dico?--Darle una speranza o un addio con voce dignitosa, con sì +faticosa costanza, con sì nobile poesia! Mi accingerei con fiducia +e lavorerei anche cinque ore al giorno, per un anno, se sapessi.... Ma +in queste incertezze! + +Piuttosto che vivere così combattuto desidero morire e desidero che +queste mie memorie tutte siano lette da mio padre e da mia madre. + +Tarsis e Ricci sono morti giovani. Oh che darebbero i loro genitori +per farli rivivere? E come tutto diventa santo dopo la nostra +morte!--E i miei desideri, che sono santissimi ora, diverrebbero una +religione di memorie sulla mia tomba. O mia vergine, come io ho +sentito l'amore puro, nobile, felice! Oh! come io ho bisogno di Iddio. + +_10 gennaio._--Quali incertezze sempre! Ieri sera ero deciso a mandarle +il _Tintoretto_--quel _Tintoretto_ che ho tanto amato!--E come mi spaventa +il giudizio del _mondo_! + +Ah potessi essere egoista e avere i mezzi di esserlo con i fatti! +Essere egoista, osceno, pigro, poltrone, ghiotto, e consumare il +cervello coi vizî, non coi pensieri nobili--Ma che faccio +infine?--Ho riletto il mio _Tintoretto_ e sono mestissimo! Quante +illusioni e quanto amore! + +_11 gennaio._--Come mi spaventa il _mondo!_ E chi è questo mondo?... Oh +come sto meglio nella solitudine di Limbiate! dove non sento nemmeno +questi nomi!? E il _mondo_ dopo aver ciarlato una settimana, s'annoia, e +cerca un nuovo pettegolezzo: e ad esso si dovrebbe sacrificare tutta +una vita?--Ma perchè questi pensieri, con tanta evidenza?--O Lidia, +come stanotte ho vegliato penosamente! Ho pensato al mio avvenire. +Sono stanco di studiare, così, senza uno scopo. Eppure quando a +teatro sento qualche bella cosa, santa, morale, scritta coll'anima e +col cuore, mi dico:--Mi sento anch'io chiamato _a fare del bene?_ Sì, +e bene!--Bisogna combattere la nuova letteratura da postribolo. Ho +pensato a fare pratica di notaio o di avvocato, e fare gli esami. Ma +che carriera sarebbe per me?--Oh che tormento! E che cosa faccio?--Da +un poco di giorni penso seriamente di parlare al Parravicini e farmi +da lui occupare nella Congregazione di Carità. Almeno fare un po' +di bene! giacchè non posso essere egoista!--Che faccio? Che +farò?--Studio, studio, mi occupo a leggere operone e non elzevir, +riconduco il mio pensiero al grande, al bello, al dignitoso. Ma mi +annoio anche! Non ho una parola gentile che mi aiuti! + +_13 gennaio._--Mio Dio! come veglio penosamente la notte! Perchè +questo strazio? Amo quella vergine, e _sento la vita_ de' miei +ventisette anni, vita ribollente, immensa, condensata, perchè non +l'ho mai sfogata colle tremende voluttà della carne.--Amo! e devo +reprimere _tutto in me_: e sperare, sperare vagamente, sperare.... È +ben tristo quello che io penso. + +No, no, non mi sento creato per questa vita nulla che conduco! no, no, +no, non mi seducono le scettiche prospettive di una vita negli anni +venturi... no, no! + +Io amo come Dio vuole che alla mia età si ami. Io amo come la +Natura vuole che con un viscere che si chiama cuore l'uomo ami. + +Una donna! un bambino!--Ecco il sogno del poeta, del credente, +dell'artista, del felice, dell'infelice... dell'uomo!--Che importa a +me della filosofia, di Iddio!--ammetto i bisogni della terra, e di +questi bisogni faccio un tesoro di religione, una filosofia contro cui +non si può lottare, un Dio che non è in cielo nè in chiesa, +ma è un Dio--Amore! + +* * * + +--No, non sono pazzo: sono infelice, giacchè lo studio accresce i +miei dolori, mi crea sempre nuove speranze che diventano sempre nuove +illusioni e poi sempre nuove delusioni, giacchè non posso essere +egoista come i giovani ricchi e eleganti, giacchè, coll'anima mia +d'amante e col mio cuore di poeta, non potrò fare mai una carriera +seria,--voglio provare a fare il bene colla mano, voglio entrare nella +Congregazione di Carità, e vedere le vere miserie della folla, e +soccorrerle forse anche co' miei denari! Sì, il _bene_! + +Io mi tormento; ma ecco sento una calma, una fiducia, una +speranza;--mi inginocchio.... + +Mio Dio! perchè mi arrabbatto tanto? Tu forse hai già preparato +tutto il mio avvenire nella Tua Bontà; mi vedesti! mi vedi! mi +vedrai! Io so nulla e Tu sai tutto! Io bestemmio e Tu sei e mi +perdoni! O santa fiducia! Chi sa le tua fila, o Dio? E mia madre Ti +prega? Che Ti dice? E Tu la ascolti? Ed io sarò felice? O Dio, io +leggo il tuo Vangelo e sento che se i miei pensieri non si conformano +alle sciocchezze del mondo, si accordano co' tuoi precetti santi,--io +sento la gioia di amare coll'anima e d'essere casto!--E, se vuoi, +fammi pure morire... morire casto, tranquillo, pensando al mio +cimitero di Limbiate, alle mie soavi speranze di vita che mi +lusingavano un giorno, e alla placida certezza di riposo che avrò +sotterra: Oh io mi sento buono!--Sai, ho sempre pensato a Lidia +davanti a quel cimitero: era un cattivo augurio o un buon augurio? Ma +che volevo? che voglio? La pace! + +Come ho vergogna, in faccia a mio padre, di non avere una carriera +seria! + +La mia vita in sei anni fu eterna e brevissima, felicissima e +infelicissima: speranze, scoraggiamenti, voli, cadute a precipizio: +certezze, febbri, languori, tormenti... chi può dire? oblio, anche +oblio! deliri, pazzie nei sogni, nei desideri: e santa castità, e +santìssimi, rossori! O Dio! ma _un solo il voto_: quando, febbrile, +crudele, briaco, promettevo a me stesso di gettarmi fra le braccia di +una femmina qualunque, e di raccontarle i miei dolori, per farmi +almeno deridere da lei, per istigarmi, per istigarla, quando... No! +no! «Avrai dei figli da guardare negli occhi» mi diceva una voce +segreta... e sentivo che ancora al mondo c'è mia madre, e forse +lei, la mia vergine! + +Rileggo la lettera di Lidia! «_Aimons! c'est le bonheur suprème que +l'amour et j'ai aimé plusieurs fois dans ma vie avec une telle +exaltation, un tel transport que j'aurais peut-étre été +capable de tout sacrifier pour des personnes qui maintenant m'ont +déjà oubliées!--J'ai senti en moi un besoin profond d'amour +et de sacrifice! oh combien j'ai souffert quelquefois de n'avoir +reçu une nature ardente!_» + +* * * + +Torno adesso dalla Pretura. Mio Dio! Come mi spaventa il mondo reale, +il mondo della prosa, dei bisogni, degli affari.--E mi chiudo nel mio +studiolo: apro il mobiletto.... Oh mondo delle mie illusioni, della +mia poesia, del mio cuore! Come mi sento felice! + +Leggo la mia lettera a Lidia! Non è un affare, no, ma per me decide +della vita nel futuro! Come sono contento d'avere espresso le mie +idee, i miei cari tormenti.--Rileggerà Ella la mia lettera? E +penserà?--_Et croyez-moi bien je n'oublierai jamais ce que vous avez +été et ce que vous vouliez être pour moi!_ + + +_21 gennajo._--Cinque anni fa, come oggi, mi posi a letto. Se fossi +morto?... Io sarei in pace, ma Ella non avrebbe avuto _Lagrime e +Sorrisi_, e la mia lettera.... Mi conosce? Penserà a me? Al male che +mi ha fatto? + + +_25 gennajo._--Conosco pochissimi romanzi: e li ho letti assai tardi: a +venticinque e ventisei anni non hanno lasciato traccia su me, li +leggevo, come li avrebbe letti un presidente di Tribunale. Leggendo +Young, Foscolo, Leopardi, Goëthe, Byron, Heine, Rousseau... dicevo +a me stesso «che teste bizzarre!» e pensavo: è più utile un +ingegnere che un poeta pazzo. Oh lo dico francamente: le letture non +hanno esercitato nessuna influenza su me.--Leggevo per esercizio di +lingua francese, inglese e tedesca.--Se un autore ha avuto influenza +su me è Aleardi, e, vedete, Aleardi non può far male! + +Deciditi, sciocco! Chiudi in una busta tutte queste memorie: suggella, +come si chiude una pietra di tomba; e non pensare più al passato: +gettati nella vita! già troppi anni sono passati e fra pochi altri +incomincerai ad esser già vecchio! Nella vita!--Oh se potessi +viaggiare! E perchè? Chi mi strapperebbe il cuore e il cervello? +L'orgia? la femmina?... Ah! alcune volte lo dico a Dio: se rinascessi, +fammi nascere donnaccia volgare e venduta, e fammi conoscere tutte le +crudeltà della libidine!--Potessi gettarmi nella vita! + +Si ha tanta affezione ai propri dolori, alle proprie illusioni, alle +speranze, quando una vergine nel giorno del sacrificio immenso ci +dice: Conosco che il nostro affetto è puro, è nobile--ho per voi +una confidenza di sorella--non dimenticherò mai quello che voi +siete stato e quello che volevate essere per me.--E sono dolori, +illusioni, speranze che hanno consacrato sei anni _e sei anni della +giovinezza_, sei anni dai ventidue ai ventotto anni.--Ah se sul cuore +si potesse porre una pietra come su una tomba! Ma anche pei morti si +spera la resurrezione! + + +_25 gennajo._--Oh mie memorie di Limbiate, come mi tornate davanti alla +mente, carissime e meste! E voi tranquille pinete, tranquillissime +mura, squallide croci, mi ricordate il mondo della mia ardentissima +vita. Come vi amo! Come vorrei rivedervi una giornata triste! Oh +memorie dolci e piene di speranze, della mia malattia e della mia +convalescenza! Il piccolo portafogli l'avevo sotto il mio guanciale: +quando i miei parenti erano a pranzo, mi tiravo su a sedere sul letto, +prendevo il portafogli, lo aprivo, leggevo il tuo nome e lo baciavo. E +i miei libri francesi? _Raphael et les confidences_? E il primo +lampeggiarmi alla mente l'idea che della vita del Tintoretto si +potesse fare un dramma, e con quel dramma potessi conquistare un nome, +e col nome, un avvenire? E il piacere di trovarmi ingentilito dalla +malattia? E la soddisfazione di dire: «Mia madre sa che ho sofferto?» +E le trepidazioni, le incertezze? + + +_26 gennajo._ È una domenica calduccia, sciroccale, umida. Apro la +finestra.--Ho trovato uno schizzo dal vero fatto a Limbiate +probabilmente nel 1863 o 1864: lo amo! + + +_31 gennajo._--Il tempo si è fatto triste. È inverno. + +Quali incertezze! + +Se fosse qui vicino ardirei parlarle? No: sono troppo villano di +corpo. + +Compero armi antiche: getto denaro e vorrei gettarne di più. Ed +Ella lavora per guadagnare. + +_2 febbrajo._--Jeri sera ho offeso, villanamente offeso, un mio amico. +Lidia, perdonami! Ma così contraffatto, e incerto come sono io, il +mio carattere può essere riflessivo e paziente? E i miei nervi? + +_Sera_.--Sono tranquillo, anzi sono lieto. Sono tre anni di vita +riassunti in quei drammi e in quelle epigrafi (1874-75-77). E che? Non +temo? Dio mi vede nell'anima. + +_7 febbrajo._--«_Je remercie l'ami de se souvenir de moi et l'auteur +de me juger digne de l'apprécier: à tous deux je serre affectueusement +la main._(7)» + +O Tintoretto, quanto mi costi! O Byron, o Goëthe, per leggervi ho +speso un anno di fatiche e di illusioni e di delusioni!--L'amico si +ricorderà sempre di voi. + +Questo amico che ha votato alla solitudine e allo studio gli anni +più belli e più ardenti della sua giovinezza, colla sola gentile +confidenza in Dio che un'anima di sorella ci poteva essere, la quale +conoscesse le religioni del suo affetto e le febbri del suo povero +ingegno, questo amico, qualunque sieno le circostanze della sua vita e +della Vostra, vi ricorderà sempre. E vi prego di una cosa sola:--in +quei giorni almeno in cui tutti per abitudine mandano un loro +biglietto di visita ai conoscenti, per un mesto pensiero Voi non +vogliate essergli avara del Vostro, perchè almeno egli sappia che +Voi siete ancora a questo mondo e dove siete. Se poi verrà il +giorno in cui al vostro biglietto vedesse aggiunto un altro, l'amico +dirà:--Che essi siano felici!--e state sicuri, la sua preghiera a +Dio sarà senza rossore, senza rimorso, senza un pensiero mondano, +perchè incomincierà coi vostri nomi e finirà coll'augurio che +si fa sulla culla degli innocenti (8 febbrajo 1879). + +_11 febbrajo._--Povero illuso! Aspetto ancora una lettera! + + + + +_Comme une étoile dans la nuit!_ + + +_14 febbrajo._--Una lettera di Lidia! Che spavento! Ella è infelice e +si confida in me. Vuole consolazioni da me? + +Che le dirò? Che posso fare? + +È giunto il momento che in sei anni ho sospirato. + +Essa è libera, è infelice,--è povera,--e si volge a me. Ed +io? + +Ella mi ama! sarà mia? + +_Etant pauvre il faut que je travaille_(8). + +Lidia, l'anno scorso, in febbrajo, io ti credevo sposa a un altro. +Quest'anno in febbraio, Tu ricorri a me per avere conforti! O Lidia, +come io saprei farti dimenticare quello che hai sofferto! Io che ho +sofferto sei anni! e soffrivo quando tu non sapevi di me! + +Forse Dio ha già stabilito tutto. L'ho sempre sentita questa +profonda confidenza, anche quando ti credevo sposa a un altro.--Lidia, +sei mia, sarai mia. Mi voto a te. + +Se Ella venisse a Milano? + +O mia Lidia, sono felice! Potessi vederti qui, nella mia casa!--Ti +scriverò, come si scrive a una sorella.--È destino, no, è +volere d'Iddio che noi abbiamo a trovarci, fosse pure fra dieci, fra +venti anni! Ma ella è povera.... e vivrà? O Dio, sento una +profonda fede in Te, l'ho sempre sentita anche nella disperazione, ho +fede! e Tu mi dai la speranza! + +Povera ragazza! Sono io un infame, che la illusi? No: Dio mi vede. +È Dio che ha disposto che io debba essere a Lei un fratello, un +consolatore. Oh come mi sono meritato questo affetto di sorella! + +«_Etant pauvre il faut que je travaille._» Ecco perchè Ti sposerei: +per lavorare insieme, per darti gli agi di una discreta posizione: +ecco perchè Ti vorrei mia... + + +_16, domenica._---Ho letto un po' dell'_Ugo_. La mia _vita_ la sfogavo in +quei tormenti drammatici! Chi può capire la potenza di certe mie +pagine? + + +_17 febbrajo._--Come sono felice! Io amo e sono amato! O Lidia, l'anno +scorso, di questi giorni, chi me lo avrebbe detto? Ma _sentivo_ che +l'anime nostre dovevano incontrarsi! + +Jeri ho adorato la Madonna della nostra Pinacoteca fingendo ch'Ella fosse +con me, con me felice, sorella, vergine!--Come sono felice! Sento di +vivere! Sì, e parlo in casa, e fuori di casa, pel primo, mi intrattengo +coi conoscenti, parlo, rido, non abbasso gli occhi.... Vivo! o Lidia, da +quella prima sera che ti vidi a Limbiate ad oggi come ti ho sempre amato! +ma quale scoraggiamento nel pensare «Mi amerà lei? o almeno si ricorderà +di me?» Forse Ti ero indifferente!--Ma in questi giorni mi ami! mi ami! + +O mamma, come sono felice! + +Come Ti amo! Ma ricomincia il tormento:--Come farmi una strada?--come +lavorare a prepararmi un avvenire? + +Io sono poeta! + + +_18 martedì._--Jeri sera come fui melanconico e scoraggiato! Come +farmi una strada? + + +_19 febbrajo._--_Etant pauvre il faut que je travaille._--Come mi +addolorano queste parole! In casa si discorre di comperare carrozze. +In sei anni io credo che ventiquattro mila lire si sono spese per +questo inutile lusso. E tu lavori! + +Jeri sono stato a passeggiare verso Limbiate, per sentirmi felice, per +dire--là, là, un giorno ci troveremo e Ti condurrò in quei +luoghi ove io ho pensato a Te e ho pianto!--Si vedevano i bei monti! +Entrai nel cimitero di Porta Comasina per dedicare un mesto pensiero +alle mie sorelle. + +Come sentii la vita! Come pensai a Te! Come Ti volli mia, al mio +braccio sorridente fra le croci, melanconica per quanto hai sofferto, +fidente pel bene che Ti farò io!--Dio ci ha destinati! + +Jeri avevo pensato tanto! E a sera un papà mi fa mille complimenti, +per introdurmi nel palco di sua figlia. Combinazione! in quel palco, +tante sere fa, sedeva una ragazza che somigliava a Lidia, ed io, +pensando a Lidia, ho guardato con molta insistenza. La figlia del +signor F. si credette d'essere l'oggetto di tanta mia attenzione, e +cominciò da quella sera a guardarmi.--Oh come sarebbe felice mia +madre! + +* * * + +Lidia, sono venuti per voi i giorni dello sconforto! cara, l'anima mia +vi trova e vi dice--Coraggio!--l'anima sicura è ardente in Dio. +È dovere il mio, e l'adempio in nome di quanto di più puro avete +nella memoria della vostra vita, di quanto di più sacro sentite in +fondo al cuore, fra i tesori della vostra fede religiosa, che è la +mia. Un anno fa, voi mi avete scritto che credevate all'affetto +nobile, puro, bello, quand'io mi sentivo tanto felice di sapervi +felicissima: in quest'ora in cui ringrazio Dio che la mia povera voce +possa giungere a un'anima sconsolata, in questa ora vi dico che Voi +non avevate offerta la carità del vostro affetto ad un floscio che +volesse raccosciarsi sui gradini del vostro altare e che sempre +volesse tendervi la mano elemosinando l'obolo della vostra +contentezza. Voi avete avuto allora e avete oggi la confidenza di una +sorella: ed io, state sicura, so quale immenso e delicatissimo dovere +mi dia questa massima parentela di _rispetto_ e di _affezione_. Voi +credete? Io ho avuto due sorelle, ma esse mi sono morte assai presto, +bambine ancora: ma ancora le sento intorno a me, cresciute con me, +pietose di me e le invoco, e le voglio, e ne bacio i biondi capegli, e +le amo, e arrossisco di non essere nè bello nè gentile, ma le +amo, tremando e inginocchiandomi, le amo! Ed esse mi dicono:--Siamo +deboli, siamo fiori, siamo profumi, siamo memorie, siamo angioli! +Siamo sorelle, siamo vergini!--Voi credete! Queste parole per me sono +la più possente religione, quella che non si insegna dalle madri +nelle nostre preghiere da fanciulli, quella che non ho trovato davanti +agli altari della indulgenza, quella che non ho cercato alla scienza e +quella che, vizioso e scettico e rachitico, il mondo irride. Una +religione celata in fondo all'anima, colle più tremende battaglie +alla materia, colle più arcane gioie dello spirito, piena di +misteri, di fede, di speranza, senza esame, senza egoismo, colla gran +voce della natura che ci vuole buoni, con Iddio che ci vuole infelici! + +Ed è in nome di questa religione che non può offender voi nella +vostra memoria nè nelle vostre speranze, ch'io vi dico:--Sorella, +coraggio! Se le mie parole, disperse alla folla, mi tormentavano +tanto, se le mie fatiche non aprirono mai una via, se le mie speranze +d'Arte sono cadute, Dio è stato buono, ha voluto darmi le delusioni +e i dolori, per darmi un segno della religione del sentimento, ha +voluto togliermi ogni coraggio, per darmi poi la fede perchè io +ripetessi a un'anima queste parole e con sicurezza.--Coraggio!---Se mi +apparecchia un avvenire sa che c'è quest'anima a benedirmi, a +pregare per me. E a Dio mi sono sempre confidato così:--Ella non mi +ha fatto male e desiderando sempre che Tu la rendessi felice, io non +mi sentivo mai egoista! Ella fu un gentile ideale che mi rifulse nella +mestizia di una vita arida e senza scopo: mi accompagnò nella +solitudine e negli studi: forse non dimenticò.... Se la mia voce +può farvi del bene, Lidia, se questa parola _coraggio_ non vi suona +banale da me, se l'espandervi vi sgroppa l'affanno dei giorni tristi, +ricordatevi che non siete sola sulla terra, che io vi pongo tra le +visioni più pure delle mie ore tranquille, e ardenti, che _io credo +in Dio e in Voi_, che anche le vostre lagrime mi sono care, ch'io credo +in Dio ed amo l'amoroso ideale della dolcissima Maria. + +E mi dico vostro affezionatissimo fratello. + + 15 febbraio 1879. + + +_19 febbraio._--Amo Lei! Lei! Tutta la mia giornata è per Lei! Studio +per Lei, di giorno: studio per Lei, di sera: penso a Lei, di notte! +Penso ch'Ella deve essere felice! + +Ed oggi come sono felice. Dio, credo in Te! Dio, non far morire me, +non far morire Lei! Lascia che ci amiamo come fratello e sorella: ci +benedici: e ci compensa di quello che abbiamo sofferto, Ella nelle +delusioni, io nell'amare solo Lei! + +Oh come sono felice! Come vorrei che mia madre vedesse queste mie +confidenze, per benedirci! + +Oh quanto amore! E se morissi? Ho visto ieri le ossa dei morti! Chi +distingue le ossa di chi ha amato?--Finchè siamo vivi e giovani e +puri, Dio è in noi e Dio è l'amore! + +Perchè si vive? + +Leggo un po' del mio _Tintoretto_! Questa copia, gualcita, sporca, su +cui ho scritto tante volte per epigrafe i versi di Byron e quelli di +Goethe, questa copia l'ho portata con me a Venezia nel 1876 e volevo +abbandonarla sulla lapide del Tintoretto. C'era insieme un mio amico, +e non ho osato. Oh come ho amato vedendo la pietra del pittore e +pensando a Te!--A Verona ero solo: volli andare a Mantova per vedere +la città dove Tu eri: alla stazione di Verona comperai dei fiori, +li posi nel volumetto del mio _Tintoretto_ a pag. 70 e 71,(9) dove ci +sono i pensieri che più mi facevano ricordare di Te, e volevo +abbandonare e il dramma e i fiori e il mio pensiero al Mincio che va e +va, all'ignoto, a Te.... Mi spaventai, pensando che quella copia +potesse essere trovata e compromettere Te! vedi, a quali +fantasticaggini da bambino conduce l'amore! Passai dinanzi al palazzo +G. pauroso, religioso, raccolto, con amorosissimi pensieri: era +illuminato dal sole: certe finestre aperte: nella corte si stava +attaccando una carrozza.... Passai, ripassai, pieno di paure, e di +memorie e di speranze.... Oh sì! Dio, li hai calcolati quei +momenti, perchè ora mi fai tanto felice! + +* * * + +Ma l'avvenire! l'avvenire come me lo preparo? Con che lavoro? con che +via? + + +_20 febbraio._--È venuta un'ora di sconforto!--Da alcuni giorni sono +al Museo Archeologico, colla _pretesa_ di studiare le armi, ma veramente +per farmi un po' conoscere dall'_alta camorra artistica e municipale_ e +forse mettermi a fare qualcosa. Passo delle ore là, ma adoro le +Madonne e penso a te, o Lidia! Che importa a me delle armi rugginose? +Quello che mi tormenta è la _vita_! Soffri tu? Sei nervoso? Sei +ardente? È vero amore il mio? Perchè sono tanto infelice? + + +_21 febbraio._--Come sono felice di amarti! Ma perchè sono +incatenato?--Sento la poesia: ma oh quante volte penso al positivo, e +faccio dei calcoli. Mio padre è ricco: scriverò un dramma per +farmi una posizione?! È passato il tempo di queste ingenuità: +non è passato l'amore. + + +_23 febbraio._--Alcune volte come mi spavento! Oh potessimo esser +felici! Noi due, noi due soli, e una bambina, noi, tranquilli, +indifferenti del mondo, religiosi, artisti, casti, felici! + +I sogni mi stancano con maliarde voluttà: oggi mi sento la testa +grave. + + +_24 febbraio._--Ho abbozzato una lettera per Lidia. Trepido e tremo.... +Sono io geloso? + + +_25 febbraio._--Come mi spavento in mezzo alla gente, pensando alle mie +segrete speranze! Sciocco, ma quella gente moverebbe un dito per +alleviarti un dolore? E Tu giovane, scettico e freddo e pieno di _posa_, +sai Tu come mi agghiacci l'anima col tuo cinismo scientifico? Sei +artista tu?--Ami tu? + +O Lidia, che giornata triste! Nevica ed è freddo. Guardo il tuo +ritratto e penso.--Quanto ho sofferto dalla sera che io ti vidi, +freddolosa, triste, avvolta nello scialle ad oggi! Io ho sofferto per +amore! Oh come riderebbero i miei amici! + + +_26 febbraio._--Dio, mi spavento! Sono io sicuro dell'anima mia? + + +_1.° marzo._--Oggi sono felice. Da due giorni ero nervoso e +spaventato. Ho letto ieri in un libro del Michelet: «Due persone che +si amano spendono assai meno di uno solo che vuol dimenticare.»--E +che idee nobili, pratiche, scientifiche! Quelle pagine mi hanno +consolato.--È sabbato grasso. Ieri a sera non sono andato al +veglione della Scala: sarebbe stato un insulto a Lei che soffre. + +Oggi sono felice! + + +_2 marzo._--Sono freddoloso e sonnolento. Sono stato alle feste del +Giardino. Ho avuto vicino, vicinissimo a me una sposina dalle spalle, +dal seno nudo, ridente, allegra. Ho finito di dire a me stesso:--È +mia moglie? Posso amarla?--La trovai gentile, perchè donna, la +guardai, mi sentii buono e onesto, ma... potrei dimenticarti, o Lidia? +No! + +Ieri il mio tormento fu grande. I pensieri mi bollivano nella testa, +si che credevo di impazzire. Leggo oggi Michelet.--Poesia! + + +_6 marzo._--Perchè non una riga? Perchè mi tormento così?--Sono +nervoso e aspetto.--Come la vita è breve per il mio amore! Oh come +aspetto una tua riga! Tu tardi, penso che Tu scrivi una lunghissima +lettera per dirmi tutta la Tua vita. Sei ammalata? Al _Club_ non ardisco +guardare la _Gazzetta di Venezia_, temo di trovare il tuo nome fra i +morti. + + +_7, venerdì_.--Perchè non una riga? Oh abbiate cuore! + + +_8, sabbato._--Abbiate cuore!--È primavera: senti anche Tu l'amore +della natura?--Che tristezza mi assale in questo momento! Lidia, io ho +turbato l'anima tua, e che cosa posso io fare per Te? + + +_10 marzo._--Oh! miei genitori, se voi provaste ad avere l'anima mia! + +Ai tremendi bisogni di un corpo nervoso, al tormentoso bollire di +pensieri nel cervello, alla muraglia di ghiaccio che mi separa dal mio +avvenire, come resistere? Come resistetti? Non posso occuparmi, no: la +mia anima _non può_ volgersi ad altri pensieri; che importa a me di +tutto ciò che è diverso dal mio amore? Oh se gonfio di vita, +avessi almeno lo sfogo delle libidini: se pieno di sentimento potessi +almeno prorompere in una poesia: se così tormentato potessi almeno +avere la libertà di stordirmi viaggiando!--È primavera! Sono io +un pazzo? Lo fossi, sì, lo fossi! sarei felice!--Ricordo che ho +vissuto con intimità con due donne a V... e ad Oropa. Come ero +contento! Come prevenivo i loro minimi desideri! Come mi sentivo bene +avendo vicino a me una donna! E se questa donna fosse stata quella che +ho sognato! E discorrevo del mio avvenire, dell'amore, della famiglia, +dei figli, di Dio, e delle _toilettes_! Così la vita. Ma ero +contento, e presentivo la felicità di essere con Lei. + +Sciocco! ieri lessi un libro di scienza. Dio non c'è: il fato è +tutto: l'ideale nulla.--Dunque io sono un povero sciocco! + +Padre mio, Ti sei tormentato tu pensando: Dio c'è, o non c'è? + +La scienza nuova, le nuove lettere mi spaventano: non leggo niente per +non turbarmi, e se qualcosa mi capita sotto gli occhi, sento lo +squallore del materialismo e dell'ateismo. Sono un fanciullo, non sono +un uomo: non oso pensare, non oso leggere: sto bene nelle mie dolci +illusioni dell'ideale e di Dio. L'archeologia mi occupa tanto: cerco +libriccini, leggo, annoto, confronto, vorrei farmi conoscere e entrare +in qualche commissione, ma quante volte, quando splende il sole e le +pagine sono gialle e rose dai tarli, quando la primavera regna e +rifulge ed anima e suscita e tormenta, e la carta morta sta morta, +quando una donna, una _sposina_ entra a visitare la Biblioteca, una +sposina con un mazzetto di viole e l'oblato sta lì giallo su un +mucchio di libri a studiare le teorie della poesia rettorica o di Dio +scolastico, quando da una finestra col sole entra il suono di un +pianoforte ed io mi sento il cuore gonfio,--quante volte dico:--Al +diavolo, o carte vecchie! + +Da un mese vado in uno studio da pittore. M... sta facendo il ritratto +di una sposina, morta st'anno. Nello studio vi sono i suoi abiti, i +suoi pizzi, i suoi nastri. Un giorno li toccai con riverenza, un altro +senza che io tanto ci pensassi, chinai la testa su uno di quegli abiti +e lo baciai. Amo quella morta, ed è bruttina: ma era donna! + +E nei sogni, nei sogni mi viene la femmina nuda, viscida, spossata, o +ardente, istigatrice, bestiale! E sento che anch'io ero nato per +provare l'orgia e l'abbrutimenio! + +Quando potrò io abbruciare tutte queste carte e distruggere il mio +passato e amare una fanciulla che abbia una buona dote? + +Ora non ho alcuna passione. «_Etant pauvre il faut que je travaille._» +Queste parole mi strinsero il cuore: Ella lavora per guadagnare il +denaro; io lo getto in ferravecchi. Spesi 160 franchi per un elmo di +ferro! Quanto deve lavorare Ella per avere 160 franchi? Queste mie +cose antiche mi danno un rimorso. Col denaro speso potevo soccorrere +qualche povera famiglia o qualche povera fanciulla che lavora! + +È primavera!--Mi ami Tu, o mia sorella? E taci? E soffri? Pensi per +me? Soffri per me?--La viltà dell'egoismo mi persuade il suicidio: +ma, no! no! Ti renderei troppo infelice! + +Mio Dio! fammi vivere, vivere anche nel massimo dolore, vivere nella +massima gioia, ma _vivere_! Questa stupida monotonia di giorni non è +vita per l'anima mia e per i miei ventisette anni! + +L'altr'ieri ho passato la _Gazzetta di Venezia_, dal 14 febbraio ai +primi di marzo, guardando i nomi dei morti.... Mio Dio, quale +spaventoso presentimento! Non osavo, tremavo: ridevo, alzavo le spalle +e me ne andavo... Non ho trovato N.° del 23 e 24 febbraio. Che +dubbio! Ma perchè...? + +I miei sentimenti io li intono solo alla solitudine di Limbiate, alle +tristezze della mia malattia, al deserto di questo mio studio, ma come +sono stonati col mondo!--Ecco il mio spavento! + +Sciocco! e se tutto fosse un sogno? + + +_11 marzo._--Dopo pranzo. È la terza sera che salgo qui nel mio +studio e mi trovo solo... Domani andrò a Limbiate. Che ora triste! +È l'ora in cui si desidera di essere belli, buoni e felici! + + +_14 marzo._--Torno adesso da Limbiate, e trovo una tua lettera, o Lidia. +A Limbiate quanti pensieri! Non li ho scritti, ma li scriverò per +Te!... Ho qui la Tua lettera: ma non voglio aprirla. Sono felice! che +mi dirai? Non so, ma sono felice; mi sento in orgasmo... Primo +pensiero: vorrei andare al Santuario di Saronno, e leggere la tua +lettera, contemplando gli angioli (cioè quei due angioli, che +conosco tanto) del Gaudenzio Ferrari. Ma come sono brutto e villano +io!--Stanotte ho sognato di Te: nei sogni mi pare di esser bello +perchè non ho corpo! + +Domani scriverò. Oggi ho letto la Tua lettera, ma la folla, il +sole, le ciarle mi hanno stordito. La rilessi ancora e la rileggo +«_Qu'aviendra-t-il de moi?_» O mia madre! Spero di morire! E tu devi +pensare a Lei come ad una figlia: lo devi perchè il mio amore è +santo.--Sono in orgasmo. È una settimana ch'Ella ha scritto la +lettera. Sono felice e sento che Dio mi vede. + +Dio? ed io credo nell'anima? E Tu? + +Sì! sì, siamo pazzi, ma consoláti, ma poeti! + + +_15 marzo 1879._--Ho riveduta la A., quella ragazzina che mi fece tanto +bene! Nell'agosto del 1877 forse mi sarei ucciso. Da due giorni ero in +uno stato di abbattimento spaventoso. Trovai quella bambina, le diedi +dei soldi, la baciai, la accarezzai, la tenni con me, e una voce di +dentro al cuore mi disse:--Somiglia alla bimba che tu avrai dalla tua +Lidia!--Fui tranquillo, felice, guarito. La realtà era tremenda per +me, il fatto era fatto: eppure quella illusione mi salvò, perchè +illusione gentile. + +Ho una lontana speranza di poter scrivere qualche libro. Questo amore +ha acuito le mie facoltà, e forse, cessato l'orgasmo, fra un po' +d'anni potrò scrivere: e sento che scriverò come Tarchetti, con +analisi, con cuore, coll'ideale. Ma che riuscita ha avuto Tarchetti? +Che carriera ha fatto? Grazie tanto. Oh e il pubblico? Il pubblico? Il +pubblico che legge l'anima nostra, e non la capisce, ci sprezza e fa +il pettegolezzo!--No, meglio queste _pletore_, queste abbondanze di vita +che fanno morire, che quegli sfoghi artistici che fanno sogghignare +gli uomini d'esperienza panciuti e i giovinetti che hanno la mantenuta +e le femmine eleganti che, oltre il francese, sanno leggere +l'italiano! E gli amici? E i nemici? + +Insomma i miei parenti non possono vedere ch'io sono stanco e +sfiduciato.--Non mi divertono i cavalli, le feste, il teatro, la +società, il giuoco, gli abiti, i pranzi... E solo discorro di vita +e di viaggi, e solo mi chiudo in me, e in casa, Non ho nulla. No, Tu, +mamma, hai sofferto, ma non avevi e non hai la mia anima! ma hai +sofferto, sono certo: e Tu suonavi il pianoforte, timida e senza +capire la musica, come una bambina. È un ricordo triste! + +Guardo il Tuo ritratto, o Lidia! Ah mi costi _cinque anni di vita_! Ed +è impossibile che io rinunci al sogno di una felicità che mi +sarei meritata con tanti dolori! Sì, dolori! ed i peggiori +dolori--quelli repressi in una povera anima e custoditi e santificati +dalla solitudine e dal pensiero di Dio! + +In nome di questi delirii, di queste baldanze, di questi +scoraggiamenti, in nome dall'_Anima_ che è trasfusa in queste povere +carte, in nome di Dio, mamma, ti prego, ama la mia Lidia, provvedi a +lei, tienla con te, sorreggila, amala più che se fosse la tua Maria +o la tua Sofia! Questa è sorella di tuo figlio! Sorella d'anima, +è sorella castissima in Dio! + +* * * + +Oggi non posso studiare. Il _Don Giovanni_ di Byron mi annoia, mi +indispettisce. Che umorismo scettico e volgare! Penso e non penso: +sono inquieto: vorrei fare un viaggio, se potessi. Ma che vuoi? Non +posso fare cosa diversa dallo stare al tavolo. Coi divertimenti mi +pare di perdere tempo, un tempo sì prezioso! Oh se potessi lavorare +e guadagnare, o sperare una posizione! + +--O Dio! Che pensieri! Chissà quanti dolori avrò ancora! Gli +ostacoli alla sua felicità sono temporanei forse: forse si +sposerà; ed io avrò l'anima spezzata una seconda volta e senza +rimedio!--Quanti dolori avrò ancora! Perchè tu non mi hai detto +tutto! + +Ah bisogna confessare che queste incertezze sono tormenti orrendi! + + +_16 marzo._--Ieri fui al cimitero di Porta Magenta e vidi la esumazione +dei tredici scheletri degli appiccati nel 6 febbraio 53. Mio Dio, che +orrore! E quando verrà il giorno in cui anch'io potrò sfogare l'anima mia +nelle grandiose emozioni delle battaglie? Oh venga presto quel giorno! +Sì, laverei la macchia che ho sull'anima:--l'essermi lasciato persuadere +da mio padre, quando potevo e dovevo fare il soldato. Come mi annoiano e +mi ripugnano e mi avviliscono le sciocchezze che dico quando sono colla +gente! Eppure bisogna fare così. Alla Società Patriottica si sta +preparando una pagliacciata: io fui pregato, con grandi promesse di +fortuna, fui lodato, fui conosciuto... Chi volle conoscermi pel mio +_Ugo_? Se mi prestassi alla mascherata certo farei conoscenze e farei dei +passi, più che con due anni di tentativi drammatici, due di +scoraggiamenti fatali, e due di studi di lingue! Ma il divertimento mi +ripugna! Tu soffri, o Lidia, e pensi a me, io Ti parlo di Dio e di +solitudine, e Tu hai paura del Tuo avvenire: ed io divertirò la +gente?--No: per chi leggerà queste mie pagine voglio lasciare un ricordo, +un ricordo dignitoso, severo, casto, gentile del mio amore. Che importa a +me del mondo? E che importerà a voi del mondo quando conoscerete i +tormenti e le incertezze dell'anima mia! + +Quando sento suonare gli inni di Mameli e le canzoni del 48 mi si +riempie il cuore! Oh sento l'oblio di tutto! Perchè non mi fu dato +di sfogare nelle tremende emozioni della Patria le esuberanze dei mio +cuore? + +Sono io così sciocco? Byron che non era sciocco amava ed amò +sempre miss Chaworth; ed ella non lo amava. Come era sciocco Byron, +non è vero, o Papà? + +Ecco un'idea poetica che mi è cascata dalla penna! Ecco, direte che +io sono esaltato dalle letture!--Esaltato? Scusate, sono abbassato. E +se cito Byron gli è perchè era un uomo che sentiva ed io odio la +folla dei merciai, dei rachitici, degli accidiosi, degli spudorati, la +folla che oblia tutto!--Obliare?--Che importa? Fino alla morte avere +l'anima gentile e Dio... + +Ecco un tormento ineffabile che voi non capirete mai! Io dico di +sentire fiducia in Dio, di sperare in lui, dico ch'egli ha fisso il +mio avvenire, e prego melanconicamente e sorrido... Oh ma che faccio +per il mio avvenire? + +La scienza seria mi dice:--Dio non c'è: il tuo ideale è +bambinesco; l'uomo si prepari il suo avvenire, l'uomo combatta, l'uomo +soffra, l'uomo sia di questa terra! Oh che faccio per il mio avvenire? +Se la verità è questa, e se è vero che la vita passa sì +presto, e se è vero che il mondo è una commedia, che sono io e +perchè mi tormento? + + +_18 marzo._--Mi rifiuto alla pagliacciata che si farà dagli artisti. +Anche le nuove mie conoscenze incomincieranno a dirmi _originale_. Che +importa? Posso io fare lo sciocco e divertire gli altri, quando Tu +domandi: «_Qu'aviendra-t-il de moi?_» + + +_19 marzo._--Padre mio, l'hai tu sentito nella tua giovinezza questo +strapotentissimo bisogno d'esser bello, d'esser felice, d'esser +buono?--Se Dio non c'è, se la perfezione e la felicità dell'altra vita +non esistono, l'uomo che su questa terra si sente l'anima così commossa, +che si volge al cielo e dice:--Fammi esser bello e felice e buono--l'uomo +non è uscito dal fango, sebbene imperfetto, turbato, sconvolto dalle +passioni! + +Oh li vedo, ora che passo del tempo fra la gente, certi uomini +seri!... La politica è seria? L'arte? Le scienze? Li vedo; questi +uomini sono indifferenti, fanciulli, senza passione: hanno anima? Essi +certamente invidiano chi può nella quiete di uno studio essere +indipendente, sciolto da ogni affare, solo, solissimo... Lo invidiano +loro! + +Dio mio, un anno solo, un mese solo, un giorno solo di quella +felicità santa, piena, immensa che acquieti l'anima mia, un giorno +solo, Ti prego! E poi lasciami pure al mio destino. Ch'io provi a +vivere! + + +_20 marzo._--Oh nei sogni quali spasimi di voluttà che non ho mai +provato! E quando sono desto, e vivo, e ardente, ed è primavera, +quale imperioso bisogno di conforto ai miei anni!--No, no! ti sprezzo, +o femmina, o stupida istigatrice, fango destinato al fango; e ti +adoro, o vergine, mestissima e santa poesia vivente! + +O Lidia, Ti ho schiuse le pagine più sacre delle memorie, e forse +anche Tu hai detto ch'io sono un fanciullo! e forse mi hai creduto un +cattolico, forse un chierico! + +O Lidia, il mio Dio lo capisci Tu come lo capisco io? + + +_22 marzo._ Sono stanco, annoiato di tutto, scoraggiato, avvilito. Penso +al M. Com'è felice colla sua donna!--Io non avrò mai questa +felicità? E perchè mi sono tanto tormentato? + +Gli Italiani vanno alla Nuova Guinea. Sono pazzi? Mi è balenato il +desiderio, in sogno, di avventurarmi là anch'io, e lasciare a casa +tutte le memorie perchè i miei le leggano, e sperare... Sempre un +dolore solo! Sperare! Sperare! L'anno scorso avevo pensato anche +così. Non voglio più guardare alcuna ragazza. Lidia avrà una +figlia: e la sposerò!--il mio spavento era che si rompesse ogni +filo fra me e Lei; dove sarà fra tre, quattro anni? + +Dov'è ora? E dove sarà? + +Oh fosse vero il mio sogno! Che Tu potessi amarmi e ch'io potessi +esser felice! Oh fosse vero il mio sogno!--Lidia, Lidia, io non sento +che Te, Ti voglio, Ti amo, inginocchiandomi e tremando Ti amo! Tutti i +dolori passano, o passeranno: il mio amore non passa. Dio, dammi la +mia pace, la mia felicità, il mio cuore! + +E intanto passano gli anni della mia giovinezza! E quanti miei amici +sono felici, belli, tranquilli! E quante fanciulle sorridono! E quante +femmine ghignano! + +Una cosa che mi avvilisce è che ho poca memoria: e vale stordirsi +il capo? L'anno scorso c'erano delle notti (e per settimane) in cui +sognavo di leggere tedesco o inglese, dopo sei o sette ore di lettura +fatta nel giorno! + +--Sono tre mesi e più che l'anima mia è piena del Tuo ricordo, +giorno e notte. Sì, non è passata ora in cui la mia anima non ti +abbia invocata, per sentire la mia felicità o la mia infelicità! +E di notte, quando mi sveglio, tu sei il primo pensiero, il primo +tormento! + +... _Il y a révolte en moi-même et comme un enfant capricieux qui +ne veut point entendre raison, j'appelle la nature marâtre, +parceque je veux qu'elle me donne aussi ma parte de bonheur!_(10) + +Che parole! Ti amo perchè sei ribelle, perchè imprechi, +perchè avrai dei pensieri orribili, perchè non sei la larva +vaporosa del mio studio e dei boschi di Limbiate, ma perchè sei +_viva_, soffri,--sei donna! E donna, ribelle, imprecante, disperata, mi +devi credere un fanciullo perchè ti parlai di Dio e di Maria! Oh se +ti dessi a leggere l'_Ugo_! mi conosceresti, mi ammireresti, mi +ameresti! No! sarebbe una cattiva azione la mia! + +Chi conosce l'anima mia? Vorrei prorompere! E se Tu fossi quella che +deve capirmi e darmi la pace e farmi vivere? Che importa a me dei +milioni di cui così avidamente discorrono. A me importa _la pace_, _la +vita_, _la felicità_. E che colpa avevo io da scontare perchè Dio +mi condannasse al supplizio di questa vita piena di desideri e di +tormenti, e di bisogni e d'amore? + +Vorrei morire.... ma non si rinasce a rimediare ai mali di questa +vita. + +Oh io Le ho fatto del male! L'ho turbata! Tante volte nel parossismo +del mio dolore ho sognato che il suo fidanzato si ingelosisse di me, e +venisse da me, e mi sfidasse, e mi uccidesse. Comprenderebbe egli il +mio amore? e non sa che se l'avrebbe fatta felice, io avrei amato +anche lui? Non sa che potevo essergli fratello? + +Su questa terra io non ho trovato quello che l'anima mia +spasmodicamente cerca! Sono insodisfatto e scettico. Sono ammalato. + +O Lidia, ch'io un giorno sappia il tuo suicidio o la tua vergogna? +Come tutte le sere paurosamente leggo la _Gazzetta di Venezia_! + +Oh se potessi salvarti dal dolore e dai pericoli, mi ameresti per +tutta la vita. Salvarti! + +Temo di perdere mezz'ora di tempo, a staccarmi dai libri, e perchè +non vado nè a passeggio, nè in cavallerizza, mi paiono preziose +le ore, e che cosa faccio? Come faccio a prepararmi una via? Per due +anni ho studiato anche alla sera nell'inverno, e 5 e 6 ore di sera, +oltre 7 ore di giorno e che cosa so o piuttosto che cosa ho fatto di +pratico? Ed io stesso mi dico: _poltrone, lavora e fatti una carriera, +professa le tue idee dignitose ad alta fronte, e parla colla tua +coscienza d'uomo, e pensa al tuo avvenire con sicurezza e con coraggio +invece di sospirare e di bevere bromuro_! + +Dicono ch'io sia originale, invece sono solamente infelice. Se fossi +pazzo, quante volte avrei compromesso in casa mia il suo delicatissimo +nome! O mi sarei inebetito coi liquori, o avrei giocato. + +Ma a che tante giustificazioni? E per chi? _Sento l'anima mia_--e sento +che ho sempre ragionato:--e con grandi sacrifizi, sì--ma ho sempre +ragionato:--e sento di essere un uomo. + +Lidia potrebbe dirmi _No!_--Ma la mia posizione sarebbe +decisa,--netta,--finite le incertezze. E mi darei tutto alla +carità.--Non mi ucciderei, come un vile; non imprecherei, come un +briaco; non mi soffocherei nei vizi, perchè la mia anima è +nobile; non viaggierei per non sprecare denaro (un denaro che a me non +comprerebbe l'oblio e sarebbe tanto di meno per chi soffre) e mi darei +tutto alla carità.--Sarei uomo. Il dolore massimo si sopporta colla +massima forza. Sono le incertezze che tolgono forza. + + +_23 marzo._--Sono stanco e assordato. Stanotte assistetti alla festa +della Società Artistica Patriottica. Ero melanconico e guardavo.... +Vidi come gli uomini sono frivoli e libidinosi. Nel massimo rumore e +fra la gioia più sfrenata, io ti nominai fra me e me una o due +volte, o Lidia, e ricordai che t'avevo scritto. Il mondo non mi ha mai +dato delle consolazioni, perchè non può darne; non mi ha mai +dato una delle sue gioie, perchè non le voglio. E fra il lusso +della cena, nel salone, mi sono immaginato la tua modesta cameretta, o +mia vergine! + +Oh se io potessi farti felice! + +Quel fracasso mi ha stordito: oh se potessi sempre stordirmi! Invece +penso sempre. Pensare per agire è cosa umana; pensare per +fantasticare su mille gioie e mille paure è ben tormentoso.--Ieri +credevo di impazzire e credevo che il tifo mi assalisse di nuovo: ero +contento.--A notte ho pensato che ti ho scritto della mia comunione: +se alcuno dei miei amici avesse visto quelle righe! E che? Sono +superbo. + + +_26 marzo._--Sono inquietissimo. + + +_27 marzo._--Ieri ho riletto la Tua lettera del 13 febbraio. Ho bevuto +del bromuro di potassio. I miei nervi si sono acquietati; le idee sono +sempre le stesse. Come sono contento quando dormo: non penso +più!--La ballerina ciarla, è allegra e guarda i fiori.... O +fortunati coloro che si _innamorano_ di una femminaccia che possono +_mantenere_! + +Rammenta, rammenta, e spera, e spera, o fanciullo, e intanto diventi +vecchio! Gli anni più belli, più ardenti, passeranno. + +Chi avrebbe detto a mio padre, quando comperava questi fogli di carta, +che essi dovevano servire agli sfoghi dell'anima mia? Anima +appassionata, timida, buona, piena di fede e di speranza, anima che +non trova l'anima! + +Lidia, sei tu l'anima mia, io sento! Siamo destinati!--E se Tu +morissi? Se io morissi? + +Io scrivo parole, ma chi capirà che sono _dolori_? + +Da molto tempo coltivo il disegno di andare a Venezia,--la città +del mio Tintoretto e della mia Lidia. O padre mio, se tu sapessi che +uragani ho nell'anima mia! + +Se in questi giorni di primavera, vedo qualche fotografia di Venezia, +mi sento una gonfiezza al cuore, un orgasmo, una melanconia.. .. +Pazienza! Pazienza! + +Ma soffri anche tu, Lidia, e hai pensieri orribili e imprechi.... Ed +io Ti consolo parlandoti di Dio. Io! In quali momenti mi sento io!--Mi +scriverai? + +Un giorno saremo abbracciati, felici, inginocchiati a ringraziare quel +Dio a cui abbiamo creduto. Oh potessimo sposarci a Limbiate!--È un +pensiero che ho sempre, e che non ho mai scritto! + +Dio, Ti ringrazio! Mi hai aiutato l'anno scorso, e in che giorni! mi +aiuti anche in questo. Sì, quanto Ti debbo: mi ha scritto. Sapevo +io dove era? Era viva? Era morta?--Dio, grazie! + + +_28 marzo._--A San Miniato, a Firenze, come Ti ricordai!--E quando ero +solo, a Mantova nel palazzo Ducale; a Verona, nel giardino di casa +Giusti; nel cimitero di Brescia, come Ti volli! come ero infelice! Ero +tanto solo! O Lidia, se Tu avessi provato quei momenti di ardentissima +passione e di immenso sconforto! + +Oh mio _Giuliano_! Chi ti conosce? Io ebbi l'animo per abbozzarti: non +ebbi l'ingegno per scriverti. Ma chi ti conosce? In te ho cercato di +sfogare le incertezze, la bontà e i deliri e gli inferni e i +paradisi di un'anima che sclama:--Dio, Tu non ci sei, ma c'è la +donna! Non credo in Te, ma spero in Lei!--O Lidia, potess'io parlarti +di quel mio _Giuliano_. Comprenderesti i tormenti dell'anima mia, piena +di vita e desiderosa di morire. + + +_29 marzo._--Ieri ho aspettato P.... nella via Olmetto per parlargli, se +poteva trovare qualche mansione da darmi a disimpegnare alla +Congregazione di Carità.--Non osavo. Come sono timido io! Mi +esibii, arrossendo. Diffido sempre di me. Mi rispose freddamente, +freddissimamente.... Pure aspetterò. + +Stanotte ho sognato di ricevere una lettera d'una amica di +Lidia:--«È con raccapriccio che devo farle sapere....» così +cominciava. Mio Dio! Che spavento! Lessi qua e là. + +Mi sovviene che un mese fa ho fatto _dei conti colle cifre_. Voi mi +credete poeta! Ho calcolato fitto, vestito, cucina, servizio, ecc., +ecc.--O Lidia, potessi darti una posizione agiata e vivere a lungo, se +mi ami: e se non mi ami, morire presto per lasciarti libera e con +qualche mezzo. + + +_30 marzo._--L'altro dì, credendo di vederti, o Lidia, ho sentito +una specie di ebbrezza: ieri, cercandoti nella via Manzoni, ho +sentito uno spavento che non Ti so dire.--E chi sei tu?--Tante +volte guardo la carta topografica di Mantova e cerco di trasportarmi +coll'immaginazione o alla Piazza Virgiliana o a Porta Molina, o a +Sant'Andrea o al Palazzo del T.... Che tristezza! + +Ieri ho toccato i tuoi capegli biondi, povera morta! povera sposina! +Come un giorno da ragazzo, sentivo paura e religione davanti +all'altare, oggi sento religione e paura davanti a qualunque minuzia +che appartiene ad una fanciulla. + + +_31 marzo._--Alcune volte mi sento felice nel pensare alla morte, +perchè mi dico:--L'anima mia è scritta in queste pagine e mia +madre mi conoscerà.--Mia madre stenterà a capire la mia +calligrafia, ed io sarò sotterra, senza aspettare la risurrezione. + + +_2 aprile._---Oggi per la prima volta, io, _letterato_, ho letto la poesia +di Stecchetti.--Oh amo Te, mio ideale, mia Lidia! Ecco come le letture +delle poesie stampate influiscono su di me! + + +_3 aprile._--Anche i cattolici romani che leggono i discorsi alla +Società Cattolica, dicendo che Dio è buono, abbracciano la +femmina. Io credo in Te e per Te sono puro! + +Li leggo i poeti, ora che ho rinunciato ad ogni studio d'arte, li +leggo per curiosità Stecchetti e Carducci. Che mi importa? +Nulla--voglio fare la carità. + + +_6 aprile_ (sera).--Lo _sento_. Verrà quell'ora in cui io mi +ucciderò. Ti scriverò? + + +_11 aprile._--Aspetto sempre d'esser accettato alla Congregazione di +Carità.--Alla sera mi trovo con molti giovani. Come sono stupidi +nella sensualità! Ed io mi sento la poesia nel cuore!--Alcuni di +quei giovani sono stimati giovani d'ingegno. Oh sono cinici e volgari! + +Sulla _Gazzetta di Venezia_ fra i decessi non trovo il suo nome. Dio Ti +ringrazio. Ma che futuro mi prepari? Premiami di questa mia +solitudine, di questi miei studj, delle mie speranze in Te! + + +_13 aprile._--Giorno di Pasqua. Jeri a sera mi commossi dolcemente. +Venendo a casa, come sempre ho pensato a Lidia! Nella mia camera da +letto, sullo specchio vedo una busta...--Una lettera di Lidia, mi sono +detto subito.--Era un regalo di mia madre: era una busta coll'augurio: +_La pace sia con te_. + +Oh sì la pace! Sai tu che pace abbisogni all'anima mia? Oh mamma, +mi commosse la tua ingenua, bambinesca calligrafia! La pace! Non l'ho +trovata nella febbrile fantasia dell'arte, nella stupida società +elegante, nell'amore, negli studii pacati e solitarii... La troverò +nel prestarmi a lavorare pei poveri? + +E Tu, Lidia, non sei povera? + +Suonano le campane e mi pare di essere a Limbiate e di camminare per +uno stradone e di pensare a Te. + +Perchè non mi scrivi? Che Tu fossi partita da Venezia e che io +nulla debba sapere di Te? + + +_14 aprile._--Perchè oggi ho il mio pensiero così fissamente +rivolto a Te, o mia sorella? + +L'anno scorso, quand'ero in Duomo, credevo e temevo sempre di vederti +a braccio del Tuo sposo. Come sospiravo dietro a certe coppie +tranquille! Che desiderio il mio! Che bisogno!--E mi rassegnavo. + +--_Perséverez dans le travail: dans vos nobles aspirations_.--Mi +suonava sempre nell'anima questo tuo caro ricordo. Perseverare, +studiare! E senza domandarmi il perchè vero, per solo amore +melanconicissimo a Te, io studiavo: non ho perduto un'ora sola in ozio +o in divertimento, nell'inverno: studiavo di giorno, di sera, di +domenica... L'anno scorso e st'anno, quando il sacerdote alza l'ostia, +io dico:--Lidia--e credo... a che? Non credo al prete: credo a Dio! E +quando il sacerdote leva il calice, io dico:--Lidia!--e credo! + +Sono gli istanti solenni della commemorazione... Quando in cimitero +vedo gli ossami e mi sento aizzato allo scetticismo, non credo nulla, +nulla, e mi sento certo che sotterra non si ama, ma si imputrida, e +finisce la bellezza, la bontà, la poesia, l'anima, io mi +dico:--Lidia!--e quest'invocazione significa:--Voglio la vita! + +Camperò solamente dieci o venti anni ancora. La mia giovinezza è +quasi passata e sciupata in inutili studi e inutili melanconie e +inutili ideali--morrò e... + +O campane, come suonate meste e quasi a morte!--Come suoneranno meste +a Venezia!--Le campane mi hanno sempre commosso nei paesi, e nelle +città di provincia.--A Vicenza, a Padova, a Verona, a Mantova! A +Mantova! Credevo che Tu fossi là nel settembre del 1876! O campane, +perchè mi fate nascere tutta la mia melanconia!--Voglio _vita_ e +_amore_. + + +_16 aprile._--Ho fatto la comunione. A questo mistero del pane di Dio io +sposo sempre una mesta commemorazione, santa, pura, gentile.--È +commemorazione d'amore. Mi sento casto e affettuosissimo. Avevo con me +la tua lettera, e ho ripetuto tra me le parole: _Vous étes mon ami, +et un ami rare, pourquoi ne serai-je pas confiante avec vous? Si je +vous ai fait du mal une fois je veux le réparer en étant pour +vous une soeur et une amie._--Dio, eccoti il mio avvenire. + +Finora la mia vita fu uno spasimo di incertezze, di speranze, di +propositi, di scoraggiameli... Ed ora? + +Perchè non mi scrive?-Non mi scriverà?--Sarà rotto il filo +tra noi due. + +Ma perchè mi tormento così? Prego? Confido? Faccio della poesia? +La scienza che mi dice? La verità qual'è?... Mio Dio, mia Lidia, +datemi un po' di fede gentile. + +In che mani saranno questi miei fogli fra venti anni? e fra quaranta? +e fra cento?--Vivrà l'anima mia, quando io sarò polvere e +nulla?--Chi leggerà? chi capirà? Chi pregherà per me fra +cento anni? + +O Lidia, almeno le anime siano immortali! posso io averti amato +soltanto per sette o dieci o venti anni? e dopo?--Per sempre! Per +sempre!--dice l'anima mia.--Per sempre e in Dio! Dio che è l'amore! +Dio che mi vede, e mi perdona, e mi conforta, e mi fa sperare e +sorridere:--Dio che c'è! + +* * * + +--Torno dal Duomo. Che pensieri mesti! Credo sempre di vederti e +sento di amarti! Ho bisogno di guardarti negli occhi!--Ti immagino +nella chiesa di San Marco; tu sei bella, tu credi, tu disperi. + + +_22 aprile._--Ho speso del denaro, comperando un _budriere_ antico. Non +è denaro pei poveri? Nella mia nuova missione imparerò a +risparmiare ed a fare l'elemosina! + + +_24 aprile_.--Jeri ho incominciato a vedere la _miseria_. Lidia, voglio +avere un grandissimo, religioso, gentile rispetto per quelli che +soffrono e che lavorano--ricordandomi di Te e delle Tue parole +«_étant pauvre il faut que je travaille!_» + + +_26 aprile._--Jeri notte ho fatto un sogno bruttissimo. Jeri a sera, +assai melanconicamente, ho parlato di Te.--Che Tu indispettita del mio +silenzio, non mi scriva più? Sei già partita da Venezia? Mi hai +promesso--_Si je quitte Venise je vous en avertirai afin que vous +sachiez toujours quelles sont les douleurs ou les joies de votre +affectionnée amie et soeur._ Ti ricordi di avermi scritto +così?--Hai Tu la brutta copia delle lettere che mi scrivi? Suona +mezzogiorno a salutare il nome purissimo di Maria. O Lidia, mia +sorella, come Ti amo! + + +_29 aprile._ Lavoro pei poveri: e sono contento, E se il mondo fosse +pieno di finzioni? E se tanti poveri sono bricconi? E se io sono +novizzo? + + +_1° maggio_.--L'anno scorso, quasi regalo di maggio, il mese dei +fiori, dei nidi, dei bambini e di Maria, mi fu regalato un cranio. Era +un augurio? Se fossi morto, sarei morto credendo Lidia felice. Essendo +vissuto, ho la gioia e il tremendo dolore di sapere che potrei farla +mia.... + +Sono stanco e insoddisfatto di tutto.--Ah mio collega G.! fare la +carità per te è un gustare doppiamente la tua posizione. Tu hai +finito di girare per la stamberga, e vai alla tua casa e trovi una +sposina bella e un bellissimo bimbo. Egoista! + +Chi da giovane ha avuto le ubbriachezze della carne colla femmina, non +può o non è degno di sentire il bisogno alto della _donna_; chi ha +sempre avuto religione per la donna, vive per la _sua donna_, per il suo +bambino.--O Lidia, il mio futuro non so e non voglio, e non posso +sognarlo squallido!--Forse nuove delusioni mi aspettano! ma pure +queste illusioni mi sono care, l'unico appoggio alla vita stupida, +insoddisfatta, di ogni dì in questa mia repressa giovinezza. +Leggete le mie annotazioni... e qualche pagina del _Giuliano_ e +dell'_Ugo_. Se quell'uragano che avevo nell'animo l'avessi traboccato in +fatti, che cosa potevo essere io? un demonio!--E sempre, sempre, +pensando a Te, _mia_ fanciulla, fra mille dubbi e mille tormenti, ho +sorriso e ho confidato in Dio! + + +_Sera._--Oggi sono stato a consegnare il baliatico in sei povere +cameruccie. Che rispetto ho io per quelle povere mamme! + +Come mi commuovo! sento bisogno di riaprire il mio mobiletto e di +annotare.... come mi commuovo! Non sono ricchi e sono felici! Qui, ad +una finestra vicina, un uomo è affacciato e guarda: _lei_, non bella, +gli appoggia una manina sulla spalla.... Oh felicità! felicità +per me! O Lidia, come Ti parlerei io nei crepuscoli! Poesia e fede e +amore! Poesia e speranza e _vita_! + + +_3 maggio._--Jeri mi sono trovato con C.--L'anno scorso di questi giorni +accompagnava per Milano la mantenuta. St'anno ha moglie e viene alla +Congregazione di Carità:--Sono contento!--mi disse,--ho goduto la +_mia gioventù_. + +È un assioma di questo mondo. Io come godo la _mia gioventù_? Come +mi preparo per Te? Come penso? E come soffro? + +Oh il mondo mi assolverà sempre da qualunque sudicio amorazzo, non +mi assolverà d'aver amato una vergine pura e povera e infelice! + + +_Sera._--Io mi tolgo da pranzo e Ti ricordo sempre! Ricordo la povera +minestra fredda e certi tozzi di polenta che vidi in certe povere +casuccie, dove le mamme avevano un bambino in collo. + + +_6 maggio._--....Sorriso di donna, che cosa sei? + + +_8 maggio._--Non posso resistere; apro il mobiletto e guardo il tuo +ritratto, o Lidia, e Ti fisso negli occhi. S'avvicina il giorno di +santa Lidia, Ti scriverò. Da due giorni non leggo la _Gazzetta di +Venezia_. Ti troverò fra i morti?--Penso al suicidio. No, penso a +_vivere_ con Tei in campagna! O primavera! + + +_9 maggio._--O Lidia, Ti guardo negli occhi. Come Ti amo! Dio, Ti +supplico, _a patto di qualunque infelicità_, rendila mia, per un +giorno solo!--Ti guardo ancora negli occhi, e mi domando:--Sei Tu? Tu, +Lidia! + + +_10 maggio._--Oggi, quale spavento! Vidi e rividi un capitano del +35.° fanteria. Era il Tuo sposo? il Tuo promesso? Veniva a Milano +per uccidermi? + + +_12 maggio._--Penso alle _mie ultime volontà_ che ho scritto, e vorrei +raccomandare a mia madre.... Oh mia madre mi capirà quando +leggerà quelle mie righe e queste mie pagine. Come sono contento +pensando che in quel dì non saranno più _mie vergogne_ quelle +sante, pure, caste effusioni dell'anima mia, in quel dì non saranno +più fanciullaggini le mie melanconie e i miei bisogni, ma in quel +dì nella loro tremenda evidenza si mostreranno i sacrifizi e le +repressioni dell'anima dai miei ventidue a questi miei ventisette +anni! Capiranno? Oh no! a loro non fu dato il tormento di amare +gentilmente a ventidue anni! a loro non fu dato ingegno e sentimento +tormentatore di squisita e sfidatrice poesia! + +Mia madre dirà:--Che tesoro d'affetti, che avvenire, che +felicità! che _anima_! seppelliamo tutto in una buca e per sempre! +Poteva e voleva essere buono e felice, voleva una fanciulla, ma casta, +ma gentile, ma infelice. Lo seppelliamo _per sempre_! + +Sì, per _sempre_! non si viene più di laggiù: è triste verità: si muore: +l'anima è la memoria che lasciamo e l'_anima mia_ ve la lascio in queste +mie pagine e in quelle mie ultime volontà e in questo mio grido del cuore +straziato:--O mamma, ti raccomando la mia Lidia: per Lei sono stato puro, +gentile, sperando in Dio... Credi tu in Dio? Sì! Dunque per l'amore di +Dio, per Lui che volle ch'Ella fosse il mio angelo attraverso la mia +bollente giovinezza che poteva essere piena di spaventose colpe, per Dio +che volle ch'Ella mi stimasse e mi rendesse gentile e pauroso e timido, +per Dio che me la mostrò, me la tolse, mi tormentò di incertezze, e pare +che _me la destini_ ancora, per Dio che è l'Amore e lesse nell'anima mia, +per Dio, te la raccomando, o mamma, + +Oh come vorrei che queste fossero l'ultime parole che scrivo è che +tu troverai, perchè Ella, la mia Lidia, ti sia raccomandata come +una figlia! + + +_17 maggio._--Voce, grazia, profumo, linee dolcissime, seduzione, sudore, +carne della femmina, che siete voi per me? Vidi jeri e meditai sul quadro +di Morelli «_Le tentazioni di sant'Antonio_.» Carne della femmina che +sei? Tutto passa, e tu, corpo, imputridisci; dopo la giovinezza, nessun +piacere; dopo la morte, nessuna vita!--O Lidia, in queste pagine su cui è +scritto il tuo nome di vergine, oso io lasciare queste righe? Sì, per +dirti che all'_anima Tua_ sacrifico la mia bollente gioventù. Ti amo, +purissimamente Ti amo e purissimamente Ti voglio mia! + + +_18 maggio._ «Io mi tacerò quando non mi sentirò più degna di stringervi +la mano, come ora.» Queste sono le parole di Lidia, che mi spaventano da +due giorni. + + +_30 maggio._--A sera tarda mi trovai cogli artisti che festeggiavano il +Michetti. Figlio di pastori a 25 anni è già celebre in Italia e +in Francia, e guadagna quello che vuole. Come vorrei essere in lui! +avere tanto nome e tanto merito e dire: _Per una fanciulla_! +festeggiato, amato, ammirato e dire: _Col pensiero di una fanciulla_! +Che superba compiacenza! + + +_4 giugno._--Jeri sera ho ricordate le Tue parole a me e stamane voglio +rileggerle:--_J'ai aussi des remords, votre lettre m'a troublée--je me +sens malheureuse car j'ai été pour vous cause de souffrance_ (oh sì), +_peut-être ma légéreté en est-elle la cause?--J'ai pleuré en lisant votre +lettre, il m'a semblé entendre une voix que n'ètait point de cette terre, +je ne croyais pas qu'il y eût sur cette terre une âme si belle que la +vôtre!_ + +O madre, queste parole sono il premio della mia castità, della mia +religione, della mia timidezza, del mio amore!--E le ho lette in un +santuario della Vergine. + + + + +_Tout ce qui finit est si court Allez toujours_-- + + +_24 marzo_ 1880.--Facendo la carità, trovo un padre che si uccide +perchè la Congregazione è una vecchia istituzione burocratica +piena di pregiudizii. Credo di servire il mio partito, ma per reggere +alla noia di stare tre o quattro ore al tavolino della Costituzionale +a scribacchiare i verbali mi immagino sempre d'aver avanti agli occhi +la nostra Regina Margherita, e per _lei_, _donna_, faccio quel sacrificio +di star lì. Essendomi occupato della Società Dantesca, trovo i +Commendatori amici che mi fanno dire che sono assenti da Milano. +Quando ho studiato che conforti ho avuto? quando ho scritto? quando mi +ero inchiodato sulle panche dell'Accademia? + +Io mi sento artista, perchè sto in contemplazione di un raggio di +sole che fa luccicare mestamente l'iniziale delle pergamena e vivifica +i colori di un angolo di tappeto turco e fa spiccare le ombre del +tavolo barocco e polveroso. Io sono artista--melanconico e sognatore. + +Guardo alla libreria polverosa.... O poeti, non vi leggo più! penso +che anch'io volevo essere romanziero storico: e, dopo il mio amore, +romanziere antico. Incominciai col _Buondelmonte_ e finii coll'abbozzo +_Tisi_. + +Ho qui un vasetto di viole del pensiero. Da sei anni a primavera ho +questa gentile compagnia: viole ed illusioni.--I miei amici vedendomi, +triste, mi dicono per consolarmi:--Prendi moglie.... + + +_29 marzo._--Perchè nulla annotai nel dicembre, nel gennaio, nel +febbraio, quando servivo i poveri alla cucina economica? Perchè non +scrissi le soddisfazioni dell'anima mia nel fare il bene? E il bene +l'ho fatto pensando a Te: ho avuto dolcezza, pazienza, perseveranza, +dicendomi:--Lidia mi vede.--Ma chi sei Tu che ti facesti padrona della +mia giovinezza? Chi sei? Perchè ti sono così schiavo? Perchè +mi fai piangere? Perchè farai piangere mia madre?--Oh alcune volte +impreco contro di Te, e ti odio e vorrei che l'anima tua soffrisse +come la mia! + +E che? La vita, l'avvenire è dinnanzi a me.... Sì, ma dove le +risoluzioni? la forza d'animo? la perseveranza? la fede?--Alcune volte +mi dico:--Dimenticarono tanti: dimenticherò anch'io: avrò una +famiglia: avrò una carriera.--Ma no! sento solo le mie melanconiche +fantasticaggini artistiche! Sento solo l'armonia del mio dolce +passato! Ho sofferto, e i miei dolori non sono troppo preziosi, per +mutarli nelle gioie banali di vita solita. + + +_(sera)._--Oggi mi sentii poeta. Meditai una poesia, _I morti_, i +morti all'ospedale e i morti in battaglia--i morti d'amore--i morti in +campagna.... + +Lessi i ricordi della _vita di Settembrini_. Come mi sentii consolato! +Che fede in Dio! Che amore nella sua donna! Che carattere!--Mio Dio! +perchè non sono vissuto nel tempo delle cospirazioni, dei patiboli, +delle battaglie? A me che rimane? _Lo sconforto_! + + +_11 aprile._--Sono otto mesi ch'io da mattina a sera aspetto una lettera +di Lidia; che cosa mi potrebbe dire? + +S'io mi trovassi padrone di trecento od anche di duecento mila lire, +scriverei a Lidia:--Voi siete povera: ditemi quanto vi abbisogna per +la vostra felicità.... Vi darei tutto. Avrei fatto il mio dovere +dopo di avervi date tante proteste di affetto vero.--Dopo, colla +coscienza forte e _finalmente_ persuaso di aver fatto una buona azione, +dopo mi voterei a Dio. Per andare missionario bisogna tanto denaro? +Don Fedele non era ricco. + +Fra tutte queste cose vecchie del mio studio, ho delle camelie in un +vaso, camelie candidissime, camelie rosee... Perchè adorando i +fiori, con dolcissima illusione, con irresistibile bisogno, adoro la +donna? + +Fanciulle belle e bruttine che passeggiate al sole, se sapeste il mio +sacrificio! _Nulla, nulla_ si cancella dall'anima mia e mi sento senza +speranza, senza amore, con troppo amore! + +Come ti bestemmio, o Dio! Non ti credo nei cieli! Sei in terra e Sei +l'amore! Sii maledetto, o amore!--. Perchè non mi uccidi? + +O sole, come ti amo sui picchi delle montagne selvagge! Come mi sentii +felice nei deserti della Natura! come libero! come poeta!--Ma tu, +Sole, mi schiaffeggiavi, mi macchiavi il volto e le mani, sì ch'io +avevo persino vergogna della montanara che m'accompagnava: e quando +tornavo fra gli uomini, io mi sentivo rigurgitante l'anima di +grandiosa, di aspra, d'infinita poesia, e gli uomini ridevano di +compassione per me, e le donnine ghignavano di scherno! O Sole! o +Sole, mi tormentasti e mi tormenti! Io amerei Te e l'infinito mare, ma +diverrei brutto d'una bruttezza ineducata!--Donne che per qualche +minuto avete avuto un pensiero per me, chi siete? Vi ho io amato? +Siete voi invecchiate? Mi avete dimenticato, come io ho dimenticato +voi? L'anima sussulta!--I bei giorni ch'io ho passato con Te, o R., a +ventitrè anni! Le belle cose che ti diceva parlando di Dio e +leggendo le poesie! gli orrendi tumulti che si suscitavano nell'anima +mia quando ti recitavo il mio _Giuliano_! Il Giuliano è incatenato in +questo mio povero, sporco e meschino corpicciuolo, e lo squassa e lo +uccide! Ero buono, ti confesso, una volta, gentile verso la Madonna, +fiducioso in Dio. Ed ora?--Non leggo più poesie stampate. È +domenica: io non benedico il Signore. Sorgete tutte in me, o male +passioni dell'anima mia, tormentatemi, abbattetemi, schiacciatemi. +Ch'io muoia maledetto, perdonando a nessuno. + + +_12 aprile._--Eravamo soli in una cameretta disabitata del sacrestano: +c'era una crociona nera dei morti: un canapè: delle seggiolaccie: +un tavolo sconnesso.... Sui monti imperversò un uragano. Lei aveva +paura dei lampi.... Si schiarì il cielo: tornò il sole, +bellissimo: la montagna divenne festante. Io lessi l'agonia suprema +del mio Tintoretto!--Che speranze, che fede nell'arte! Che baldanza +nel guardare al mio futuro! Chi ridà i miei ventitrè anni?--Tu +fosti gentile, soave, confidente, affettuosa, compassionevole con me. + +Ma perchè mi tornano alla memoria queste dolci ricordanze della mia +giovinezza? Perchè con tanta insistenza, vi risaluto ancora, o +anime, ch'io chiamai gentili?--Su, a quella chiesetta scrivemmo i +nostri nomi. Ci saranno ancora? Chi li avrà letti?--E parlammo di +Te, o A., povera e affettuosissima e nervosa Signora che mi amasti! e +mi piangesti in volto là su quei colli! piangesti ricordando il tuo +passato!--Dirai tu, o Lidia, che questi sieno ricordi profani, +perchè rubano a Te? Ma chi fosti tu per me? + + +_12 aprile._--Sorgete tutte in me, o male passioni dell'anima mia: o +tristi ricordi, o gelosia, o frenetici odi, o tremende ardenze del mio +corpo, io sfido Iddio!--Così imploravo ieri.--E invece sorgono dal +passato i ricordi dolci--dolcissimi--dell'affetto, dell'amicizia, +della stima, della simpatia, della confidenza. + + +_13 aprile._--Ma sai, Lidia, che ho un'illusione quest'anno? Di divenire +pittore d'armi antiche. Mosè Bianchi, Pagliano, Bazzero, De +Albertis, tutti gli artisti della Società Patriottica mi +riconoscono per _specialista_ nel disegnare armi antiche. Sono assai +apprezzati i miei schizzi.--Diventare artista! Avere il mio studio! +Nel mio studio mettere un pianoforte per Te! Oh il mio sogno! Avere i +fiori, la donna, la purissima arte, qualche libro tedesco e qualche +inglese e francese! Essere artista! + + +_20 aprile._--Sono melanconicissimo fra gli amici. + +Uno di questi amici raccontò una cosa graziosissima di sua moglie. +Quando tornavano dall'altare di nozze, lei disse--Ora scappami, se +puoi!--All'albergo, ella si addormentò fidente e stanca, ed egli +stava a guardarla pensando:--Mio Dio, che spavento! È mia per tutta +la vita! + +Tu vedi com'è l'anima mia, o Vergine santissima: Tu sai ch'io +voglio morire. Fammi morire. Risparmiami un delitto. Fammi morire. +Tremenda malattia dell'anima! Io inorridisco! Scrivo io un romanzo o +scrivo i miei pensieri? Scrivo il mio sconforto su un pezzo di carta +che si consumerà, con un inchiostro che si sbiadirà, scrivo pei +topi che rosicchieranno queste mie memorie, scrivo _che sento d'amare_! +Che sfiducia ho io--io nulla farò a questo mondo perchè sono +incertissimo di tutto e su tutto--non sono mai in pace--voglio e non +voglio. + +Perchè così presto ho sciupato il mio ideale della Carità? + +Perchè ho conosciuto l'uomo basso, vigliacco, volgare, neghittoso, +ipocrita e stupidamente prolifico? I poveri?--Presto avremo le +elezioni politiche. Io mi dimetterò da Segretario della +Costituzionale... Che importa a me della briga degli ambiziosi e degli +intriganti? + +È maggio: o fiori, o farfalle, o verde, o cielo, o fanciulle! + +Come sono brutto io! La mia poesia bisogna ch'io la tenga nascosta in +fondo al cuore, per me, per piangere solo, per pregar solo, per disperare +solo!--Alcune volte sogno d'essere lontano, lontano nel mondo, fra gente +nuova, sotto un cielo nuovo, con dolori nuovi... O mia mamma, perchè ho +anche la squisitezza tormentosa di sentire i dolori di certe povere +creature che non hanno casa, patria, parenti? Perchè penso +mestissimamente a quella disgraziata--elegantissima--che ieri andava al +manicomio? + +Ricevo dalla Accademia di Brera dei biglietti di congratulazione per +me spediti da Promis, Biondelli, Mongeri. Mi sento incoraggiato. Se +potessi arrivare a quel posto! Ma coll'amore dell'arte non si _fa +carriera_! + + +_20 luglio._--Come ti sento, bisogno della mia giovinezza, del mio +ingegno, della mia vita!--Lavoro moltissimo pei poveri: ma sento poco +la compassione, sento un grande odio per la finzione, per l'inganno, +per la umana bestialità! Come gli uomini sono gli autori delle loro +sventure! + + +_23 luglio._--Lavoro molto pei poveri. A vincere il mio carattere timido +penso sempre:--Essi, i poveri, potrebbero trovarsi al mio posto: io, +al loro: se io avessi bisogno?--E lavoro... È volgare la mia vita? +O Signore, quando leggo la Tua Bibbia, come ancora nel mio avido +scetticismo, ho dei momenti di fede gentile! O Signore, perchè mi +tormentasti e mi tormenti coll'incertezza? + +Scriverò a Recoaro per far apparecchiare le camere a mia madre e a +me. Son spaventato: guardando solo l'orario, e leggendo quei nomi di +stazioni venete, mi si stringe la gola... Rivedrò Lidia. È +un'idea fissa. + +Ah se potessi condannarti all'oblio! _Ti amai_, Ti amai, versai, nelle +lettere che ti scrissi, l'_anima_ mia, ti dissi il mio tormento, +rinunciai alle prepotenti gioie che mi provocano a' miei anni, +studiai, mi dedicai ai poveri, e al mio paese... E Tu? Come mi +rispondesti? _Tu chi ami_? + +Ah fosti crudele! Ed io perchè amo di acuire così il mio dolore? +Vi chiudo nel mobiletto, o pagine tristi, e siate l'ultime che scrivo! + +C'ingannano i poveri, c'ingannano i preti, e c'ingannano i dottori.... + +* * * + + +_31 settembre._--Non ho mai voluto scriverti per non darti dolore! Ho +fatto le appendici artistiche del _Pungolo_, e ho dovuto condirle +d'arguzie e forse di sconcezze per il pubblico, in quei giorni che la +mamma era ammalata (e mi faceva davvero pensare tristamente di lei) e +in quei giorni in cui volevo tacerti i miei pensieri. A Recoaro, come +ho vissuto bene nella compagnia gentile di una fanciulla, che non mi +credette sciocco e beghino! E perchè ti dico questa simpatia, e +quei no! no! no! che mi dissi e feci capire a lei, pensando a te? È +una fanciulla che mia madre ha visto nascere e che ha sempre +conosciuta e che sarebbe contenta di vedere al mio fianco... + +Ti ricorderai di me? Si spezzerà il filo tra noi? Chi primo +obblierà? Vado a Limbiate e visiterò quel cimitero dove io ho +scritto _lagrime e sorrisi_, io che ora sghignazzo facendo il +giornalista lepido. Lidia, perdonami, faccio così per buttarmi nel +mondo, e occupare un posto, e avere una possibilità di farti mia! +Pensa che quella ragazza mi era molto simpatica: ed è forse +l'ultima che incontrerò nella mia vita--nella mia vita stupida e +ritiratissima. + + +_1.° ottobre._--Stamani, quando la campanella di sotto suonò la +messa, mi sentii tristissimo.... Preghi tu ancora? O perchè penso +tanto a te e con tanto timore? Quante cose si sono cambiate in +campagna. Vicino a quel cancello a Carate, ov'io venivo tutti i +giorni nel 73 a guardare in quel giardino ove tu mi avevi dato un +fiore di vainiglia e una foglia spinosa, vicino a quel cancello, ove +scrivevo le date e mi pareva d'esserti fedele, hanno alzato un muro. +L'ossario di Solaro ov'io passavo quasi tutti i giorni, e guardando +i crani pensavo a te, dicendomi:--che cosa è la vita? e dove io +ho contemplato quella mano rattrappita e secca, quando avevo sul +cuore la lettera che mi avevi scritta e m'immaginavo la tua manina +tonda e morbida, l'ossario l'hanno demolito... E noi abbiamo +cambiato l'aspetto delle camere, del giardino, ma il mio cuore non +muta. + +Ho riletto la mia lettera del 15 ottobre 1877. Tutto è finito?... +Coraggio, mi dico, il mio dovere ora è di servire i poveri, è +d'esser umile, e di gettare questa penna insulsa.... Che cosa ho fatto +per esser degno di lei? E che cosa farò?.... Tre anni fa, come mi +sentivo buono e poeta e fiducioso, nella mia disperazione: ora +nell'apatia, come mi sento vecchio! Perchè mi dico coraggio? Che +fare? Che studiare?--Come gli uomini sono tristi! E non so staccarmi +da questa memoria, mi pare così di esserle fedele.... + + +_18 ottobre._--Odoro nel cassetto un profumo che mi ricorda la mia santa +malattia e le mie purissime illusioni.... + + +_20 ottobre._--Questi sono i giorni in cui io ho tanto pensato a Te. A +Limbiate c'è una ragazza bionda, gentile, pallida che di sera +somiglia a Te: son già due anni che solevo annotare questa +circostanza, ma mi pareva d'esserti infedele.... + +Vittoria avrà avuto qualche po' di simpatia per me? Là a Recoaro +mi ha regalato un pezzo di sasso colle piriti, preso all'orrido della +Spaccata, ed ora lo tengo qui sul mio tavolo, quando scrivo. Come sono +pallidi i miei ricordi di Recoaro!--Quante volte passeggiavamo noi due +soli, alla sera colla mamma lontano a cento passi, e chiacchieravamo e +ci sentivamo giovani. Chi ama ella? Certo amerà. So di un +giovanetto simpaticissimo che l'amerà: e lo vedo alla Patriottica e +mi è caro, e non mi sento geloso. + + +_21 ottobre._--Volevo dicessero:--Quel giovane si è fatto seriissimo, è +divenuto il servo dei poveri, è dolce, è pio, è rassegnato. Ha un +profondo dolore, ma soave che coll'amore consacra la sua vita... Volevo +mi amassero tutti ed io mi tranquillassi.... No! risusciti tu, mio animo +d'artista e mi scuoti! mi tormenti! Mi fai delirare! Sghignazzo ancora: +ancora sono superbo, ancora odio, ancora voglio morire come il mio Ugo! +Tra questi spaventi sento l'amore a mia madre, a mio padre--l'amore che +mi viene dai ricordi, quando ero piccino, quando Limbiate era un luogo di +pace. + +È una virtù questa vigliaccheria dell'obblìo? + +O Vergine che un giorno ho pregato, o Madonna, in cui ancora ho un +barlume di fede melanconica, protettrice della mia Lidia, fammi +dimenticare la mia Lidia! + +E preghiera questa? + +Come sarei felice di morire e di terminare il martirio dell'anima mia! + + +_22 ottobre._--Faccio forza per non scrivere, ma non posso. + +Jeri ho veduto una bellissima rosa nel vecchio e squallido cimitero di +Limbiate, ed ero con un prete: oggi ho incontrata la marchesina B: ed +ero con due preti: stanotte fui tormentato dalla più fiera +esasperazione della libidine che non concedo al mio corpo e col +pensiero mi purificavo... ero con te. Chi le capisce le mie febbri e +le mie speranze e di quando in quando i miei mortali spossamenti e +questi orgasmi quasi suicidi? Come vivo stupido, fra gli stupidi o gli +ignoranti, amoroso fra gli indifferenti, poeta fra questo volgo! + + +_22 ottobre._--Ieri siamo stati alla Cassina Ferrari a vedere la villa +Torras, un giardino romantico che da vent'anni forse io non avevo +più veduto. Vi è una lapide nel boschetto, una lapide che parla +di ricordi amorosi e di dolci confidenze. Mi ricordo che ad otto o +nove anni fummo là in compagnia e c'erano le giovinette e i +giovinetti che leggevano e si guardavano in volto e si deliziavano pei +viali.... + +Il triste cielo, la natura mesta ed umida, l'ora mattutina e il canto +dei coscritti avvinazzati mi fanno pensare.... + +È finito anche questo autunno.... E finora non sono ancora andato +ai luoghi ove pellegrinavo negli anni scorsi pensando a Te. + +Ti dirò come mi annoio? Ho passato tre ore con un prete a far +passare le commediole delle marionette ch'egli deve far recitare alle +fanciulle del suo collegio! Sono i libricciuoli nostri, dei nostri +otto e nove anni. Il prete mi parla di farse, di sciocchezze, di +melodrammi che fa lui.... Ed io lo ascolto.... Io che vorrei parlarti +del mio _Giuliano_! E tu mi ascolteresti? E se tu non fremessi alle mie +tempeste, io ti direi che quel _Giuliano_ fu letto ad un'altra donna, da +me a lei, che lasciò ch'io posassi la mia testa sulle sue +ginocchia, e toccandola colle sue manine, mi disse:--Credo che ci sia +dentro un inferno!--La tua memoria era in me santissima e dolce: e la +maliarda libidine mi arroventava e mi strappava le carni. Quando +diceva di non sentirsi bene ella mi lasciava accostare la mia fronte +alla sua, mi lasciava toccarle il polso; e quando diceva ch'era +nervosa voleva ch'io le stringessi forte ambo le braccia alle spalle +in istretta voluttuosa.... + +Tre ore. anzi quattro ore stupide le ho passate passeggiando +coll'ottimo prete che mi discorreva di panegirici, e di sacro +cuore.... Il mio _Giuliano_ è un panegìrico, il mio cuore è un +sacro cuore! + +In questi giorni sì mesti e sì squallidi, al declinare +dell'anno, a sera, come si desidera la sua donna da guardare in +volto!--Mio Dio! Suonano le campane dell'_Ave Maria_, quella sottile +vocina della campanella _di sotto_ mi fa ricordare.... Pregavi tu, +Lidia, quando ti inginocchiavi nella chiesetta della Madonna? + + +_Domenica, 24 ottobre_.--Splende il sole e dovrei essere lieto, ma sento +il massimo sconforto... M'imagino d'essere in questa casa, ma +spopolata, morti tutti e divenute sacre le memorie, ed io vecchio, +legato a te, ed obliato da te, senza una donna al fianco che sia stata +la gioia di mia madre. + +Torno dalla chiesetta di Pinzano.... Perchè su nell'organo +guardando giù la chiesetta innondata di luce e di incenso, mi sono +sentito tanto commosso? Perchè ti ho desiderato con me? + +Poveri contadini, che avete lavorato sotto la pioggia, nel letame, +forse colpiti anche dallo sprezzo di noi che passavamo in carrozza, +poveri fratelli che sorgerete a vendetta in un dì non lontano, +beatevi del sole, dell'oro, dell'incenso della vostra chiesetta.... +Contribuire a farvi gioire un po', un sol giorno nell'anno, è +affetto, è delicatezza, è forse anche dovere.... Ed io come sono +egoista! + + +_(Sera)._--Torno da Pinzano dove si è ballato, e sono mesto come +tutte le volte che vedo quel tripudio che a me non fu mai concesso. +Penso che l'educazione che mi diedero i miei parenti fu santa, ma +stupidina. Vedo anche i giovanetti delle famiglie che ricorrono alla +Congregazione di carità, li vedo ballare. + +Spettacolo triste! Sento sul volto la polvere che mi gettano i tacchi +delle danzatrici: e sono quasi geloso delle mogli altrui. + +In società sono uno sciocco, un collegiale. Che penso? + + +_(Alba mestissima)._--La natura ha una voce sconfortante per me! Sei tu, +anima di donna, che parli a me da quel cielo melanconicamente roseo, +da quel nero hosco della botanica, da quel piano silente?... Se tu, o +Lidia, in questo momento muori o ti ricordi di me, io prego Dio. + + +_25 ottobre._--Com'è bella la Natura, quando si ama! Splende il sole: +il cielo è limpidissimo. + +Volevo che queste pagine, fossero un libro di preghiera, e invece +diventano una confessione di illusioni, di pazzie e di odii. +Lacererò le pagine più tristi. Mio padre va a letto e dice di +non sentirsi bene.... Sarà un po' di poltronaggine o una malattia! +Dio mio, egli dice che è così triste il diventare vecchi. +L'intimità della famiglia doveva essere il mio sogno: e invece ho +avuto pel capo tanti delirii d'avvenire. Mio padre, quand'io ero +piccino, era buono e mi voleva bene. E perchè sono io diventalo +uomo? Perchè ho tanto sofferto? Poi sei venuta tu, maledetta, nel +mio pensiero e nel mio cuore. + +È giornata triste: s'avvicina l'inverno: mio padre deve sentire +anche lui uno sconforto tremendo. O Signore, quand'era ammalato, tanti +anni fa, ho pregato tanto per lui e tanto devotamente! Ti prego +ancora, o Vergine, che sai come è l'anima mia.... perdonatemi +tutti, o mio padre, o mia madre, o Carlo!--Perdonatemi... Lo sento che +non sono cattivo. + + +_30 ottobre._--Ieri ho fatto una passeggiata. Era tempo piovoso e +melanconico. Abbiamo visto dei cimiteri.... Ma è sì dolce avere +con sè una donna gentile! La mia vergine soavissima dov'è? Ho +amato le sue memorie contemplando le croci di un cimitero! Almeno tu +fossi morta! Almeno fossi morto io! Mi avresti pianto.... + +Splende il sole e si vedono i lontani monti, e sorride il cielo, e +cadono le foglie.... Un altro autunno che finisce! un altro inverno +che mi aspetta! + +Quando ti avrò dimenticata, quando nulla più saprò di te, +quando presenterò a mia madre una donna che possa fare la mia +contentezza e la sua felicità, sarò io onesto? È a prezzo di +tanto dolore ch'io mi dirò finalmente tranquillo? Io mi sono votato +ad esser vergine: oh almeno potessi vivere con mio fratello!... solo +che farei? + +Vittoria, m'avevi dato un poco di pace. No! no! no! _Non ti amavo_! No! +ma sentivo com'è bello lo stare con una fanciulla, che mia madre +conosce tanto, che non dà turbamenti ne incertezze, che con una mia +domanda può essere mia moglie, una moglie da poter presentare agli +amici, ai parenti.... E tu chi sei, che col tuo sguardo d'angelo hai +marchiata la mia fronte con una maledizione che quasi tutti qui mi +leggono?... Tu chi sei? Oh dimenticami. + + +_1.° novembre._--È il giorno di tutti i Santi. Splende il sole e +s'odono i canti mattutini nella _chiesetta di sotto_. Perchè sento +tanta malinconia? E perchè leggo queste memorie? + +Il giardino è tutto bianco di brina. Dio, com'è triste sentirsi +nel cuore questi primi geli! + +Ci capita addosso un invito in casa S. Come mi fa dispiacere l'esser +così stupido fra la gente. Nulla so, nulla dico: sono impacciato. + + +_3 novembre._--Ieri _nel dì dei morti_ ebbi dei momenti di grandissima +gioia pensando a te, e al bambino biondo e gentile che avremo.... + +Ho domandato al figlio del fattore se egli sente la melanconìa +dell'inverno.--No, e perchè?--mi risponde. L'altro ieri, al ritorno +d'una allegra passeggiata, andai in cimitero.... C'era con me una +signora, povera, ma gentile, ma educata, ma pietosa. Ci facemmo +pensosi. Dio santo! Come io la sento la poesia del dolore! Come io ho +bisogno della donna! Come mi trovo bene fra le croci! + + +_6 novembre._--Dio! perchè anch'io non fui a Mentana? perchè non +son morto? In questi giorni si commemorano i martiri della libertà, +ed io mi sento ancora tanto piccino e poltrone! Era la mia un'anima +repubblicana? + + +_11 novembre._--Oggi parto. La natura è mestissima, ed io vado +incontro alla noia ed allo scoraggiamento.... Non amo più i poveri: +sono indifferente agli studii. Sento già vergogna delle persone con +cui dovrò parlare per il lavoro sui _Musei privati_ di Milano pel +Vallardi. + + +_12 novembre._--Sono nel mio studiolo di Milano. Mi sento +scoraggiatissimo. Voglio mettere un po' d'ordine nelle mie carte: +trovo grammatiche greche, esercizi latini, tedeschi e inglesi, e +abbozzi di drammi. + +Volevo, per far luogo, mettere queste cose in un fascio sulla +libreria.... Le grammatiche portano le tue cifre, o Lidia, scritte da +me quando volevo attingere un po' di coraggio: e i drammi cominciano +col tuo ricordo T. c. q. f. e. s. c. A. t. _Tout ce qui finit est si +court. Allez toujours_. Come mi faccio sempre melanconico! Volevo far +posto pei nuovi scritti.... E che m'importa dell'arte, del nome, +dell'antiquaria? M'importa nulla! Sento la mia giovinezza passata e le +mie speranze cadute, e il mio cuore inaridito! Credimi, non so +lavorare per amor proprio! Fra le mie carte trovo il libriccino +dell'Aleardi e quello del Leopardi. + + +_23 novembre._--Ieri a sera, alla Società degli Artisti, ho assistito +allo svestirsi della modella, una ragazza triviale e perduta. Come +parlava brutalmente dell'amore! + +Sai, Lidia, è uno spavento per me l'udire l'immoralità dalla +bocca di una donna giovane. + +Mio Dio! e che fascino satanico in quella fascetta calda che si tolse, +in quella camiciuola trasparente, in quelle braccia seminude, a quel +profumo della carne! Quando penso a te e al _nulla_ della mia vita come +mi sento sconsolato! Ecco la mia voluttà: _la melanconia del tuo +ricordo_. + + +_25 novembre._--Angelucci, vecchio ed illustrissimo pedante, viene a +Milano, e presso i pedanti illustri di Brera, critica il mio +opuscoletto sulle armi del museo archeologico. Che m'importa? Ma +credevo quello studio una prima base, per farmi un po' di nome, per +andare avanti, _per rendermi degno di te_. Che m'importa +dell'archeologia? Sono artista e non antiquario: son poeta e non +rigattiere. Ma mi sento sconfortato. + +27 novembre.--Ieri mi trovai coll'Angelucci. Il _chiarissimo_ amico non +moverà un dito per aiutarmi: e se gli venisse l'occasione, mi +mozzerebbe anche la strada, parlando dei miei spropositi. Mille +grazie. Per il nuovo lavoro che devo cucire avevo bisogno di un po' di +coraggio. Mongeri mi spaura, Porro è indifferente e Angelucci mi +lasciò freddo. Nessun passo farò: sono ricco, lo dicon tutti e +me lo dicono.... Grazie.--Anche oggi devo aspettare l'Angelucci qui in +casa. Oh questo mio studiolo dovrebbe per me essere un luogo di pace, +di raccoglimento, un santuario di speranze: le mie belle armi, i +mobili, la luce, il sole, il tuo ricordo.... + +Da un po' di tempo, per queste mie sciocchezze d'archeologia, che non +approdano a nulla, trascuro i poveri e mi faccio indifferente alla +miseria altrui.... Ero sepolto, ero oscuro, ero rassegnato, ero buono, +perchè ridiventai ambizioso e impaziente e credulo in un avvenire +mio? Mi tornano le malattie tremende.--A guarirmi da questi spasimi +vorrei viaggiare: sarei anche partito per l'Egitto, ma perchè +rompere l'ordine posticcio della famiglia? Mio Dio! mio padre +invecchia e mi fa compassione, mia madre, dopo tante sofferenze +incomincia a star un po' benino.... E viaggiando non sentirei il +demonio dell'odio e l'angelo dell'amore in me? + + +_(Sera)._--Sin dopo il primo dell'anno 1881 non voglio vedere nessuna +ragazza: aspetto il tuo biglietto di visita! E poi? + + +_28 novembre._--Devo andare in casa Sola-Busca per vedere gli oggetti +d'arte antica. La ricchezza mi spaventò sempre. Vorrei andare a +Limbiate al vecchio cimitero. La morte mi consola sempre. Credo in Dio +e sento la sua pace. + + +_3 dicembre._--Oggi ho incominciato il lavoro di archeologia: non ho +pensato a te e ho potuto lavorare.--Mio padre è a letto, non si +sente bene. Se di notte mi sveglio, i miei pensieri sono tristissimi. +Che figlio sono io per lui? Che uomo d'onore sono io per te? Li +capisci questi tormenti? + +Ieri il Consiglio della Società degli artisti e Patriottica mi +volle proporre a segretario; oggi dal Comitato per l'esposizione del +1881 ricevo la nomina di membro di una commissione per una mostra +d'arte antica. I miei concittadini hanno fiducia in me: io solo non ho +coraggio! Lavorerò, accetto pensando a te. + + +_11 dicembre (sera)_ .--Oggi prima di pranzo mia madre mi racconta che +Vittoria è fidanzata. Era la fanciulla conosciuta da lei, da lei +amata, da lei forse desiderata.... Non ti nascondo una mia illusione: +avevo avuta molta intimità con lei, là sui monti, in faccia al +cielo.... Sullo scoglio dello Spitz mi aveva dato il braccio.... + +Che vuoi? Nella mia vita stupida, fredda, senza gioie e senza dolori, +mi era parso _una gloria l'essere vicino ad una vergine: pensando a te, +Lidia, che non mi amavi_! Mi pareva di non essere così brutto, o +così sciocco, o così pedante, come sono! + +Perchè sarò incatenato alla tua memoria? perchè morire +scettico e illuso per te? L'essere con una fanciulla, gentile ed +elegante, in una chiesetta di montagna, il toccarle il piedino per +darle la staffa, il ricever sorrisi e la frase:--_Oh credevo che lei +fosse serio serio!_--l'offrirle fiori, confetti, erbe: il mangiare con +lei _coquettement_ sullo stesso vassoino un dolce, vedere un volto +fresco, lieto, aperto, udir una voce giovane, capisci, Lidia, che sono +cose che per me le dico tentazioni? Il tuo ricordo impallidiva. + +Dovevo forse lacerare tutte queste carte. Il tuo nome solo, o mia +Lidia, doveva esser scritto su queste pagine. Invece, quante volte ti +dimentico per esprimervi sogni, speranze, illusioni! Ma questa è la +storia dell'anima mia. + +Ti avrei scritto anche le orgie, gli abbracci lascivi, le ebbrezze, se +non fossi sempre vissuto così timido! + +* * * + +Vado a prendere del _bromuro di potassio_. È la cura per i miei +amori. + + +_13 dicembre._--Oggi fui in casa E. Per vedere le cose antiche sedevo +sul tappeto ai piedi di una scansia: la signorina era vispa e +spensierata, ma io sarei troppo vecchio per lei. + + +_15 dicembre._--Oggi prima di pranzo la mamma mi dice che Vittoria sposa +un ingegnere e va a Merate, in campagna. Ciò prova che era una +buona ragazza adatta per me. O Lidia! + + +_25 dicembre_ (Natale).--Sono in pace: ieri a sera ho baciati mia madre +e mio padre. Oggi De Marchi mi manda delle sue novelline pel Natale: +le dedica--_Alla mia Lina, che m'intende_, Chi intende me? Io avevo +tanto bisogno d'amici e di quiete d'animo, e come invece son +sfortunato!--Penso se mi manderà o no a capo d'anno il biglietto di +visita! + + +_26 dicembre._--Stanotte, morbosamente, le ho sognate tutte le +spaventose voluttà della donna. Stamattina, vedendo il sole, ho +sentito desiderio della mia fanciulla! Che importa a me di +tutto?--Vorrei esser felice. + +È squallido l'oblio. + + +_27 dicembre._--Come sono scoraggiato! Stassera vado da Monsignor +Arcivescovo. Sono invitato come uno dei patrocinatori pel ristauro di +San Vincenzo in Prato. Che m'importa dell'archeologia? Una volta avevo +tanto dolore, ma tanta era la mia speranza! Ora non ho più dolore, +ma non ho più speranze! Apatia! + + +_28 dicembre._--Gli altri che lavorano hanno un po' d'ambizione ed io mi +sprofondo nel massimo sconforto! Eppure l'anima mia si sente nata per +sprezzare ogni ambizione, ogni fumo, ogni finzione, e per esser +modesto e tranquillo e felice con una donna!--Studiare? Studiare? No, +no, no! s'accresce il mio sconforto sui libri! + +Devo scrivere per Treves un articolo sulla Rocchetta del Castello. +Sento il peso che mi sono imposto. + +Sono persuaso che i miei sono studii di archeologia seria ed utile? +_No_: rubo dai libri. Sono persuaso che ci vuol grande fatica a studiare +e che mi manca tutto? Sì e _non ho più volontà_ di studiare. E +perchè? perchè, mio Dio, ho la mente tanto torpida? Dicono ch'io +scrivo con facilità: se sapessero il mio tormento! + + + + +«_Oh blest be thine unbroken light!_» + + +_1.° gennaio 1881._--È finito un anno! Un altro +incomincia!--Trepido aspettando il tuo biglietto, o Lidia.--Chi si +ricorda di me? Vittoria pensa alla felicità delle sue nozze: tu +dove sei? Come hai passato Natale? Ti ricordi che ho una famiglia? +Che dovresti averne una anche tu? + +Ho lavorato fino alle cinque e mezzo, si fa buio. Presto andrò +d'abbasso pel pranzo. La portinaia mi darà il tuo biglietto? + + +_2 gennaio._--Jeri, scendendo le scale, mi dissi:--E se mi mandasse col +suo biglietto un altro che fosse di suo marito?--Stamattina ero quasi +libero e gaio: a mezzo giorno, tornando quassù per lavorare, +accendo la stufa. L'odore di pino bruciato mi rammenta Limbiate, e i +fuochi dei poveri focolari in novembre, e il tormento dell'anima +mia.... Non dimenticarmi che ho sofferto tanto! Non dimenticarmi! +Verrà la primavera a darmi i languori e le poesie e i ricordi.... +Ed io sarò solo nell'anima mia.--Non dimenticarmi!--Vorrei guardare +il tuo ritratto, ma non oso! + + +_(Sera)._--Perchè mi hai dimenticato così? Non sai ch'io lavoro +per te? Che m'importa dell'archeologia, della politica, dell'arte? + +Mi rompo lo stomaco di giorno nelle biblioteche, e rubo il sonno di +notte, per lavorare per te.... Senza cuore! dimenticami, ma non sarai +dimenticata da me; verrà la primavera, verranno le mie prime viole, +leggerò ancora il mio Byron.... E ti amerò! Ti amerò! _Ti +amerò sempre_! + + +_3 gennaio._--Oggi sono rimasto fuori di casa tutto il giorno. Tornando +a pranzo, speravo che la portinaia mi desse il tuo biglietto.... Come +due soli anni fa t'avevo santamente e mestamente pregata di mandarmi +un solo biglietto!--Nulla.--Come è squallido l'obblio! Lo sento +ora. Che scopo avrà la mia vita se anche questo sogno è perduto? +Lavoravo, lavoravo, lavoravo, perchè il mio nome giungesse a te +come un nome onorato e stimato.... Ed ora? + +Il nome? il nome? Per un matrimonio, che accontenti le ciarle del +mondo, bastano i denari di mio padre! Chi sa ch'io fui casto, +tormentato, poeta e gentile? Chi lo sa? Perchè non mi sono dato +alle femmine?--Mio Dio! tu sei in alto, più in alto di me e di +Lidia e tu vedi e mi premii così! L'obblio! E perchè non la +morte, se mi cadono tutti i sogni di sette od otto anni? + + +_4 gennaio_.--_L'oubli seul sépare_. Siamo separati e questa volta +per sempre! O mie memorie, miei boschi di Limbiate, mio cimitero, mie +malattie!--Tutto è finito ed io coltivo squisitamente il mio +dolore. + + +_6 gennaio._--Suonano le campane da morto. È morta anche _l'anima mia_! +Chi conosce il tormento di questa mia solitudine? + +Tu non mi ami! hai pensalo a spezzare il filo fra noi, il filo +sottilissimo? Hai provato dolore? + +Io non reggo! Mi decido a mandarti il mio biglietto. Capirai perchè +ho tardato?--ho guardato il biglietto che mi hai mandato l'anno +scorso: mi sono sentito commosso.--Tutto il giorno ho studiato, e mi +sento stanco: un giorno il mio lavoro lo dedicavo a Te. + +Ho preparato il mio biglietto per Lidia. Per vedere l'indirizzo, ho +voluto rivedere quello suo dell'anno scorso: la busta è povera, +c'è un francobollo meschino da _due_!--Chi è questa fanciulla?--Ti +mando il mio biglietto: tardi: che dirai? Ti annoio?--Se non mi +rispondi col Tuo, siamo davvero separati dall'_oblio_. + + +_9 gennaio._--Dimmi, quando sarà finito il mio tormento? Aspetto la +tua carta di visita. Se non rispondi, Ti odierò! _Sarà l'odio, +non l'oblio_! + + +_11 gennaio._--Perchè annoterò anche le debolezze? ho pianto! Or +ora ho incontrata la mia fanciulla.... + +Non scrivo! non scrivo! E supplico Dio che Tu mi dimentichi, o Lidia! +E perchè?--Chi mi vorrà un po' di bene?--La scienza, la scienza +dei libri è crudele, è crudele e mi schiaccia!--E questo stupido +pettegolezzo della politica come è vuoto! Dio mio! + +Mi suona nell'anima un riso argentino di fanciulla che poteva farmi +felice.--E sono qui impotente, iroso ed odio.--Che mi valgono quelle +sciocchezze che ho pubblicato sui giornali e sui libri? Sono ambizioso +io? + +Vorrei essere felice: vorrei essere contento: vorrei esser quieto. + + +_12 gennaio._--Quante cose ho sognato stanotte. Ero felice! + + +_18 gennaio._--Mi faccio forza: non voglio scrivere.... Siamo separati. +Tu _hai obliato_! Io non posso rimanere qui, in questo studio. C'è il +mobiletto, le tue, le mie lettere, il mio tormento. Come vorrei mutare +studio e incominciare una vita nuova! + +Ieri a sera ho veduto il seno opulento di un modello nudo alla scuola +degli artisti: io ho aiutato a vestire quella ragazza. Dio, che +perdizione nelle carni della femmina! Ho ventinove anni e vorrei +impazzire nella voluttà.--Oggi devo accompagnare al cimitero una +mamma. Stamattina ho baciato la mia.--Il tarlo fa un gran buco nel mio +cassettone.--Come vorrei mutare!--Spero ancora.... Il mio biglietto +T'è giunto? + +Forse sei partita per la Germania e il mio biglietto non Ti trovò a +Venezia. + + +_30 gennaio._--Siamo separati. Come hai dimenticato! _Ed io ti ho amato +tanto_! + +Perchè rimarrò qui? dove tutto mi fa ricordare di Te? Vorrei +cambiare cielo e abitudini.... Vorrei la mia donna! + +Non scrivo di più.--La Tua memoria è santa. Tu fosti il mio +angelo, ho tanto sofferto per Te. Ma non ti odio, no, no! Ti +benedico.--Forse sono l'ultime righe che scrivo. Seppellirò tutte +queste carte, ma la tua memoria sarà sempre in me, e lo sa Dio s'io +ti perdono. + + +_10 febbraio._--Perchè non posso sognarle le mie +illusioni?--Perchè sono artista? + + +_19 febbraio._ Anche tu, Lidia, dovevi sposarti in febbraio. Oggi si +marita quella ragazza con cui ho passato più di un'ora gentile, +là sui monti, dove tremavo di vederti.--È finita ogni mia +speranza! + + +_20 febbraio._--Da vari mesi trascuro i poveri, per darmi a un po' di +studio.... A che studiare? Io non riuscirò. Ho sempre scritto +pensando a qualche anima gentile.... Ed ora? _Che deserto_! + +Mio Dio, Ti supplico, ginocchioni, gettato a terra Ti supplico, fammi +morire! + +Ho letto le memorie dell'anno scorso.--Mio Dio, fammi morire. +Risparmiami un altro anno di tormenti. + +Trovo nel cassetto una memoria che mi diede Vittoria. Oh piango!--E +devo scrivere pei musei e pelle biblioteche. + +Ho lavorato cinque ore. Scendo. Trovo i confetti della sposa. + + +_21 febbraio._--Perchè sono sì sconfortato?--Si muore così bene +a trent'anni. + + +_25 febbraio._--Ho lavorato tutto il giorno, come un somaro, come uno +scolaretto. A chi dedico ora i miei pensieri? + + +_26 febbraio._--Ho sentito le campane--solenni--di San Carlo suonare +come in quelle sere in cui dopo la mia malattia nel 74 io passeggiavo +solo nei giardini pubblici... O Lidia, come Ti amo ancora! + +Oh suicidio!--È sera: è buio. Dispero.--Lidia, non potei +resistere. Lessi una tua lettera a me: tu fai voti pel mio +avvenire.--Sono scorsi due anni e Tu mi hai dimenticato! + + +_27 febbraio._--Hanno finito di sorridere per me le fanciulle.... e non +mi hanno mai sorriso.--Come vi voglio bene, o miei ferri vecchi, o +povere armi, che fra tante tempeste mi avete dato occasione a un po' +di svago! Le conosco tutte:--alcune mi rammentano delle date: quando +Lidia mi scrisse: quando scrissi a Lei: quando ero disperato: quando +ero consolato...--Avevo giurato di non aprire più queste memorie, +di perdere la chiave di questo cassetto. Se potessi mutare camera, +idee, abitudini, e pigliare un po' di speranza! + + +_28 febbraio._--Povero mio cuore!... Sciocco! povera mia carne che nulla +godesti, che avesti l'inferno nelle fibre e che sarai mangiata dai +vermi! Povera giovinezza che sei passata, senza godimenti, senza +voluttà, senza ubbriachezze!--E il mio inno a Dio? + + +_3 marzo._--È primavera: è giovedì grasso, ho assistito in +cimitero alla cremazione del prof. Goletti. Una donnina elegante e +bella ciarlava. Gli uccelli sentivano l'amore.--_Sono solo!_--Stanotte +ho vegliato penosamente. Mio Dio, darei tutto a' tuoi poveri, +sacrificherei questa mostruosa passione per le cose antiche, mi +rinnegherei, ma Tu dammi--_per un'ora sola_--il conforto sommo di +appoggiare la mia testa sul seno di una donna che mi ami--che io +ami!--Chi mi ha amato? È primavera: mi guardo nello specchio--come +sono brutto io! + + +_4 marzo._--Perchè questo sconforto? Perchè ti ho amato troppo. E +Tu lo meritavi?--Cominciano i giorni delle indecisioni, dei dubbi, +degli spossamenti.--Dammi l'oblio,--dammi anche l'imbecillita: ch'io +non abbia più memoria. + + +_5 marzo._---S'io prendessi moglie avrei coraggio di distruggere queste +annotazioni? Avrei coraggio di conservarle?--Non prenderò moglie. + + +_6 marzo._--Un giornale, la _Lombardia_, parlando delle cose politiche, mi +insulta. Che m'importa?--Ieri a sera ho accompagnato mia madre alla +fiera di Porta Genova, ero felice d'averla con me. Oh sento come +spenderei bene le mie premure con una donna! + +La notte veglio penosamente. _Sento un gran vuoto_! Mio fratello ieri +non si sentiva bene: ed io penso come sono cattivo con lui. Gli +darò tutte le mie armi. Che mi resterà per un po' di svago? Le +mie armi mi danno l'unico conforto: mi sento artista! + + +_7 marzo._--Come sono melanconico, la mattina quando mi desto!--Come mi +spavento pensando che il mio nome è lanciato al pubblico! Chiunque +mascalzone avrà diritto di sindacare i miei atti della vita +privata? Come mi spiacerebbe s'io divenissi ridicolo!--Chi mi +insulterà? E rinuncierò io a quella soavissima e dolce pratica +religiosa della eucarestia? ho sempre pensato a Te, Lidia. + +Perchè non lavoro? Perchè l'unica mia gioia è il desiderare +la morte? Qui nel mio studio sono tormentato da tutti i miei ricordi, +da tanti rimorsi, da troppa sfiducia. + +--Perchè ricordo quei mesi in cui studiavo il tedesco e l'inglese? +Sono qui ancora i miei libri, Goethe e Byron, e mi fanno la più +grande tristezza.--Disimparo le lingue per dimenticare le mie prime +illusioni. O mio Gesù, lessi per primo libro in inglese e tedesco +il tuo santo vangelo. Come era il mio amore? + + +_9 marzo._--È una splendida giornata. A questo sole, a questo cielo, +a questa gran vita che si diffonde io grido:--Mio Dio, fammi +morire!--Come è profondo il mio sconforto! Di notte veglio +tormentosamente pensando al mio avvenire. L'ho aspettata con ansia la +primavera, per lavorare quassù al tepido, all'aria dolce, ed oggi +mi sento che il marzo e l'aprile vengono a spossarmi funestamente. Non +ho più la speranza in Te che mi consoli: ho la tua memoria che mi +tormenta.--Ho bevuto stanotte molto bromuro di potassio. E come sono +turbato! Devo fuggire da questo mio studiolo. Quanta tristezza!--Dove +vado? In biblioteca fra i libri vecchi. Fuggo! fuggo da questo +abborrito studiolo!--E quando, vecchio, sempre più disilluso, o +infelicissimo o colpevole o--peggio--_sterile_, quando le cercherò +ancora le memorie della mia giovinezza? + + +_10 marzo._ (Sera).--Suonano le avemarie. Come sarei felice vicino ad +una donna! Nel buio scomparirebbero le mie bruttezze. Forse parlerebbe +potente--poetessa unica--l'anima mia. Oh miei ricordi! + +Credevo d'esser ambizioso e non lo sono!--Sono ammalato. + +Era di marzo; ero convalescente, ero innamorato dei fiori e dei +bambini, nel 1874, amavo amavo amavo la mia fanciulla! E mi cadevano i +capegli e mi sentivo buono!--Ed oggi? + +Adorai la Madonna nella Pinacoteca. Nel mio studiolo, venne un +giovinetto mio conoscente, profumato, elegante, _distinto_.... Come in +faccia sua mi sentivo piccino e sciocco e originale! + + +_17 marzo._--Ho qui le bozze delle sciocchezze archeologiche che ho +scritto pel Vallardi. Stamattina ho giocato con qualcuna delle mie +armi antiche di predilezione, ero contento! O perchè ognuna di voi +ha un ricordo per me? + +Una sciocchezza. Il mio articolo pel Vallardi fu composto da varie +donne. Vi leggo i nomi scritti in lapis. Perchè è un buon +augurio? Perchè di così poco mi sento contento? + + +_19 marzo._--È primavera. Stasera dovrò presiedere la Commissione +degli studi alla Patriottica, una commissione di professori e di +_illustri_. Che m'importa della scienza? + +Sono nervosissimo.--Queste cose antiche che mi stringono d'attorno +sono polverose. Vorrei avere dei fiori e degli uccellini.--È +primavera! + + +_25 marzo._--Stamattina dissi a mia madre: ho il _nichilismo nell'anima_; +dovevo dire: _ho l'amore il più potente_! E chi ama me? E così +domandando chi mi ama, che sarà di me, se sarò felice, così, +aspettando, pregando, soffocandomi, bestemmiando, ho lasciato scorrere +otto anni, i più belli della giovinezza. + +Sto correggendo le ciarle archeologiche pel Vallardi. Penso a Limbiate +in questo giorno piovoso, e leggo qualche verso di Byron. + +Fra sei giorni devo fare il buffone (per beneficenza) alla Patriottica +ed oggi voglio uccidermi in uno dei peggiori accessi di amore e di +odio. + + +_28 marzo._--Continua il mio parossismo.--O mio avvenire! Oggi voglio +fare una visita in cimitero. + +Ma perchè scrivo? È _l'unico mio conforto_. + +_(Sera)._--Perchè vengo quassù? Per annotare: anche questo giorno +è passato, un giorno di noia, di sconforto, di tormento, come tutti +gli altri. A _trenta anni_. + +Sento un suono di pianoforte. O mio gentile, o mio santo, o mio mesto +ideale della donna! + + +_(Sera)._--Il parossismo è passato.--Sono spossato! + + +_1.° aprile_.--La mia giornata incomincia colla noia. Io non posso +più stare in questo odiato bugigattolo del mio studio, dove mi +perseguitano tutte le memorie più tristi.... _Si je vous ai fait +du mal_.... Senza dubbio, mi hai fatto un grandissimo male. + +Le mie memorie più dolci sono quelle di Limbiate, dei boschi, delle +solitudini, del cimitero. Ieri ho visitato Mantegazza, De Albertis, +Induno, nei loro studi: come li invidio! Il mio studio l'avrò, e +nel mio studio verrà una donna a sorridermi?... Mi guardo nello +specchio. Non ero poi sì brutto: dopo la malattia ho perduto i +capegli e la giovinezza. Ero venuto quassù per scrivere il verbale +della Associazione Costituzionale. + +Perchè gli altri miei amici sono contenti? + +Vidi ieri un mio amico--un gentile e bel giovinetto. Come lo sento il +desiderio d'essere gentile e bello. + +Torno quassù. Che disamore! che mancanza di fede e di +entusiasmo!--Tutti i giorni l'istessa noia: la biblioteca, la +Congregazione, la Patriottica. + +Spossato come sono, morrei calmo e, direbbero i miei parenti, sereno. +Non spero nulla. È finito tutto per me! Non leggo più Byron +nè Goethe nè Dante: disimparo il francese, l'inglese e il +tedesco (oh mie notti invano spese!), e oblio tutto, e se mi faccio +inscrivere alla Società Storica Lombarda è per ironia. + +Che importa a me di ciò che è grande e nobile e generoso? + +La mia noia mi avvelena tutto.--Andrò in Biblioteca. + +Una sola passione mi rimaneva--le mie armi. Un solo odio mi +rode--l'odio contro me stesso che nulla volli o seppi godere nel mondo +inebbriante. Che importa a me di tutti questi sogni? Da otto anni, da +dieci, da dodici anni, io farnetico: c'è da impazzire.--_Ora tutto +è finito_! + +_L'oubli seul sépare_.--Ecco l'obblio. + +Hai ucciso l'anima mia. + + +_(Sera)._--S'io prendessi moglie?--Oh suicidio! + + +_2 aprile._--Proprio nel momento in cui preparo la tromba per la +buffonata di stasera alla Patriottica (che tormento per me!) apro il +mio mobiletto, e leggo questa mia frase a Lidia--_La mia giovinezza non +ha più scopi_. + +L'anima mia è ammalata a morte. Mi divertirò stassera? Farò +ridere gli altri? Non volevo scrivere, ma lessi.... Dopo due anni, ho +pensato sempre a te, o Lidia. + + +_5 aprile._--Come sei triste, o primavera, per me!--Sono disoccupato. Il +mio cervello si ottunde: sento un peso alla testa: non saprei scrivere +due righe. Potessi divenire pazzo!--Vorrei viaggiare, ma ecco un nuovo +tormento: non posso, e potendo non vorrei: il sole mi macchierebbe +orrendamente la faccia: sono già sì brutto! + +Ricevo la notizia che il povero Don Angiolo di Limbiate è morto e +già sepolto. Ecco un altro anello al nostro passato che si spezza. +Ricordo i soli delle brughiere, le nostre caccie, i nostri giorni +felici. + + +_7 aprile._--Ieri ho fatto una visita in casa G. La signorina è +gentilissima con me. Arriverà il giorno in cui io abbrucierò +queste pagine? È un sacrificio necessario pel mio avvenire.--Sono +stanco, impigrito, senza speranza, senza dolore e senza +gioia.--Perch'io possa mutare vita è assolutamente necessario ch'io +non venga più quassù, ch'io non pensi più, ch'io non prenda +più la penna.... A che?--Lidia mi ha fatto gli auguri di un +avvenire felice. Sarò felice? Con chi?--O la mia vita sarà nel +dolore _sempre_ per lei che si è dimenticata di me?--Ti sei fatta +sposa? Dove sei? Dolore! dolore! dolore! Non so scrivere e non so +sperare. + +Oggi _per gli altri_ fui impaziente e risoluto: per _me_ +sono sempre stato un somaro e uno schiavo. + +È primavera. Rinverdiscono gli alberi: tornano le rondini.... Un +poco di pace, un poco di pace!--_cessi l'odio_. + +Oggi ho comperato il letto a una povera mamma giovane. Una volta la +carità la facevo in nome Tuo, ispirandomi a Te, o Lidia, ed ero +gentile... Ed ora?--Bisogna ch'io fugga _questo luogo e queste memorie_. + + +_Domenica 10 aprile_.--È domenica. Io non prego Dio: ma lo maledico: +io impreco, io bestemmio, perchè io _odio_. Tormenti indicibili +d'amore e d'odio, di gelosia, di furore! E c'è il mondo che vede, +che parla, che vuol ciarlare, che ciarlerà: quindi io chino la +testa, e mi _soffoco_: mi vinco, mi uccido, mi sbatto a terra e faccio +l'indifferente! + +_L'indifferente_?.... Fuggi! fuggi, lontano lontano, viaggia e +dimentica.--Perdo in salute, peggioro il mio carattere: ma sto +qui...--Ho letto con voluttà mestissima le _mie ultime volontà_ a +mia madre. O gente positiva, come ridereste voi se mi vedeste +piangere! Mi ammalerò ancora? perderò i capegli? diventerò +gentile nell'anima ma schifoso nel corpo? + +--Prendi moglie, mi dicono gli amici, e una signorina mi fa tante +gentilezze, una signorina ricca, d'ottima famiglia, e côlta. + + +_(Sera)._--A te, povero foglio di carta che puoi essere bruciato, a te +consegno le espansioni dell'anima mia--il sangue del mio cuore. + +S'avvicina Pasqua e spererò nel perdono di Dio. Dio non può +perdonarmi.... Eppure ti prego ginocchioni:--Fammi morire, prima ch'io +muoia maledetto dagli altri e fa che tutti sappiano ch'io muoio, +augurando la felicità agli altri. + +Rilessi le memorie dell'aprile dell'anno scorso. Dove seppellirò +queste pagine? + + +_14 aprile._--Ho messo in ordine queste mie cose vecchie. Ho cambiato di +posto a' miei manoscritti e a' miei libri letti nella malattia del +1874. Per far luogo.... a che? Spero ancora di scrivere?--Oggi sono +stanchissimo. Sono spossato dall'odio e perdono! Ma che scopo ha la +mia vita?--Due dì fa sono stato a Limbiate: oh primavera! oh +primavera, come io ti sento! Vidi i fiori, i bambini, le rondini, le +farfalle. O fanciulle, se sapeste come io mi tormento!--Giù, là +in fondo, in quel terzo giardinetto tutto il dì siede una mamma +felice e gentile. + + +_15 aprile (sera)._--Venerdì Santo. Tu risorgerai, o Gesù, ma +l'anima mia è morta.--Sono spossato, Oggi ho pensato delle cose +gentili, pure, con un po' di speranza. + + +_16 aprile._--Ho accettato di scrivere le appendici artistiche del +_Pungolo_ per l'Esposizione. Avrò coraggio di scrivere? E che +scriverò?... Uscivo dalla Direzione del _Pungolo_: mi sentivo +contento, superbo: con un po' di speranza.... Perchè Ti ho +ricordata? Il mio supplizio deve essere eterno? + + +_17 aprile._--Un po' di giorni fa sono stato a Limbiate. Come ho +ricordato i miei tormenti! Ho tentato di scrivere un racconto _Tisi ed +isterismo_ per scrivere i tormenti di un giovane e di una giovane: oggi +trascrivo qui queste righe:--«Il corpo sentiva addoppiarsi la vita e +la robustezza, sentiva un veleno diffondersi prepotentemente per tutte +le fibre: v'erano dei momenti in cui tremavo di febbre e sentivo come +in me spezzarsi qualcosa, dei momenti senza mia coscienza in cui mi +gettavo a terra, abbracciando l'immensa madre. Nei campi graffiavo a +smuovere le zolle, cercando la feconda vita degli insetti e dell'erbe, +odorava con voluttà l'odore che usciva da quelle viscere, scaldate +dal sole. Questa terra coprirà un giorno le mie ossa, dicevo, e +precorrendo col pensiero, vivevo una vita superstite nei mille atomi +del mio corpo, che si sarebbe sfatto, per rinascere, per fecondare +l'amore degli insetti e dell'erbe: e gioivo, gioivo, piangendo, e +parevami che le mie mani strette negli steli, i miei capegli mossi dal +vento, il mio occhio fisso in qualche fiore, mi dessero la massima +delle voluttà, che emana dai capegli di una maliarda, dall'abito +infocato, dalle pupille spossate. Terra! terra! Come ti ho amato! E da +quei deliri, da quei contorcimenti mi levavo, fissando lo sguardo nel +cielo....» + +Chi capirà il mio tormento?--Vi vidi insieme e contenti! Oh siate +felici! + + +_(Sera)._ Leggevo una lettera di Lidia a me, la più gentile, la +più confidente.... Ed ecco uno sciocco amico, illuso letterato, mi +chiede denaro.... Vita stupida fra questi giornalisti!--Che scopo ha +la mia vita? L'Arte?--Non credo all'Arte. + + +_Lunedì 18._--Ieri a sera, vicino ad una Birreria e casa di giuoco, +mentre raccontavo ad un mio amico d'infanzia i miei scoraggiamenti e +le mie amarezze, udii il suono dell'orgia. Voci di donne e canti di +avvinazzati.... Dio! perchè mi fai tanto soffrire?--Oggi visitai un +mio amico che è felice pensando che sposerà la sua _Zozò_: cara +famigliarità! dolci scherzi! tenere confidenze! _My dear Zozò_. + +--Sono rimasto qui al tavolo _più di tre ore_. Non mi è uscita +un'idea mediocre dal cervello. Come farò? + + +_(Sera)._ Dottore, dottore, senti il mio martirio orrendo. Ho amato una +vergine: mi ha dimenticato: e sono legato a lei. Quella vergine non la +vedrò più, ma spero nel perdono di Dio. + +Dottore, dottore, come si guarisce da queste malattie? È orrendo il +mio tormento! Che cosa ho fatto per meritarmi tanto castigo? Mio Dio, +la mia fede era tanto gentile e l'anima mia era sì pura! + + +_Martedì 19._--Io non reggo più. Ho dormito affannosamente con una +smania terribile. + +Sono l'ultime righe che scrivo. E come se morissi e ricevessi il pane +dell'amore di Dio, parlo a tutti dal profondo dell'anima +mia.--Perdonatemi tutti: sii felice, tu prima di tutti e di tutte, o +Carlo. Sii felice, Tu, povero Peppino, e ricordati di me che ti ho +amato tanto e ti ho sempre ispirato gentili sensi di affetto e salde +parole di _dovere_: cresci buono e studioso e fidente nella vita. +Perdonami, o R., il mio _Tintoretto_, il mio _Giuliano_!... E Tu, Lidia, +povero cuore, Tu, gentile mia illusione, ricordami, se puoi, ricordami +come si ricorda un fratello. Ma non odiarmi! E perchè? perchè +odiarmi? Dio ti conceda le dolcezze che a me vennero dal tuo ricordo, +quelle sante paci, quelle soavi e purissime religioni. Non ti affligga +Dio coi miei martirii. A te ripeto: _Sii felice! sii felice, sii +felice!_ come quattro anni fa. E ricordo che anche tu mi avevi fatto +questo augurio: _Soyez heureux comme vous méritez de l'être_.--O +Lidia, il mio pensiero era di darti mia madre, di darti il mio cuore, +di farti contenta, ed io avrei lavorato, forse avrei acquistato un +nome, e Tu dovevi essere la mia _pace_. Perdonami e sii felice!--E a Te, +mia mamma, che dico? Quante volte mi sarei ucciso, ma sempre ho +pensato a Te. Eccoli, o mio amore sincero, costante, vigila, eccoti il +mio cuore.--Non spaventarti dei miei martirii e delle mie bestemmie. +Ho avuto dei momenti di fede così gentile, che Dio mi salva. + +--Credevo fossero l'ultime righe! Ancora aggiungo:--O mia madre, o +mia Lidia, perdonatemi, ricordatevi di me. Ancora una volta +perdonatemi, perdonatemi. + + +_5 maggio 1882. Venerdì._--È passato più d'un anno: ed apro il +mio mobiletto: e noto questa data.... + +Come sono invecchiato! Non ho più fede! Non ho più speranza! Non +ho più coraggio! Ho aperto questo mobiletto per vedere se c'erano +nascoste certe mie annotazioni di cose antiche militari.--Da Lipsia, +Sacher-Masoch mi invita a scrivergli un articolo.... È questa la +gloria sognata? Il mio articolo sarà tradotto in tedesco. + +Chiudo ancora il mobiletto: e non l'aprirò più fino a un altro +anno. E poi? + +Oh chiudete me sotterra! + +Non amo più le mie memorie. + + + + + +SCHIZZI DAL MARE + +---- + +ACQUERELLI. + + + + +CARTA SCIUPATA. + + + Da Milano. + +Prima di chiacchierare un pochino e di aprire un foglio solo del mio +gramissimo albo, devo dirvi, o amici miei, che ai tanti di luglio dell'anno +di grazia 187..., in una caldissima ora di mezzogiorno, io mi trovavo in un +vagone di seconda classe: e devo dire che il conduttore aveva spalancato lo +sportello, gridando:--Serravalle!--Viaggiavo da modesto _baccelliere_: +avevo lasciato Milano e correvo inverso Genova. Da Genova, alla ventura, +dovevo partire per qualche paese della riviera. + +Ora che ho posto la data di luogo e di tempo, fedele come un notaro, +permettete che io mi presenti a voi con una penna d'oca e una +cartaccia in mano, come siete soliti a vedermi e a canzonarmi. Ma +aspettate!... La penna, a vero dire, l'avevo già stizzosamente +rosicchiata da un mezzo mese e già era caduta in minuzzoli e +sfilacci sulle pagine del mio _Codex repetitæ prælectionis_: la +cartaccia era nelle mie mani e sotto i miei occhi (e c'è ancora nel +mio cassetto): e ve la spiego innanzi, avvertendovi che contiene tutta +roba rubata. Ma per mia scusa dico che niente mi pareva di più +naturale: cioè voler sapere qualcosa e volerlo con minore fatica. +Se desiderate, leggete: + + «Il paese compreso fra il Varo e la Magra, fra l'Alpi, l'Apennino e + il mare chiamossi anticamente Liguria, e Ligustico il mare interposto + fra le amene sue rive e la Corsica. Prima delle guerre e delle + mutazioni di stato avvenute in Italia per effetto della rivoluzione + francese del 1789, tutta quella contrada, divisa in Riviera di + Levante, Riviera di Ponente e marchesato di Finale rinchiuso in + quest'ultima divisione, e denominata la Repubblica di Genova, + corrispondeva in grandissima parte all'antica Liguria: perciocchè + la contea di Nizza e la signorìa di Dolceacqua, Oneglia e Loano + erano in potestà del re di Sardegna; Monaco, Mentone e Roccabruna + formavano un principato dipendente da una famiglia francese» _et + cætera_: «E quantunque la repubblica signoreggiasse eziandio un + tratto nella Lunigiana e una parte delle pendici settentrionali + dell'Apennino verso la Lombardia, erano nondimeno i monti liguri feudi + imperiali appartenenti a famiglie genovesi» _et cætera_: + «Riviera di Ponente, di lunghezza littorale miglia 102: Riviera di + Levante lunga miglia 60: e paesi al di là dei gioghi, come Novi, + Carcare, Calizzano ed altri» _et cætera_: «Il clima di tutta + la Liguria è salubre, temperato, favorevole alle produzioni più + preziose dell'Italia. Il suolo non è generalmente fertile: in + qualche luogo è coperto di foreste, o presenta pascoli deliziosi: + in altri invece non offre se non nude ed aride rocce:» _et + cætera_: come olii, vini, agrumi, castagne, fichi, mandorle ed + altri frutti. «Le antichità più notevoli del genovesato sono: + le rovine di Luni, presso Sarzana: di Libarna alle falde dell'Apennino + e a settentrione di Genova: d'Alba Docilia (la moderna Albisola + Superiore) e di Vado, poco discosto da Savona; il ponte romano....» + +Vi avverto ancora che queste notizie scritte sulla mia cartaccia sono +tutta roba rubata: io non ne so tanto: vi domando perdono e ve ne +interrompo la lettura; perchè anche a me l'interruppe la voce del +conduttore, che, avendo gridato:--Serravalle! Serravalle!--di tutta +forza sbattè lo sportello del vagone. + +Fu proprio a Serravalle ch'io chiusi il dotto foglio, e lo misi nella +sacca da viaggio: poi, quando il treno s'incamminò, sbuffando, +cigolando, sbatacchiando i cuscinetti, avviandosi colla cadenza +misurata degli stantuffi e col pettegolo bollire della caldaia, io, +affacciatomi alla finestrella del vagone a tutto mio agio, giacchè +ero solissimo, incominciai a guardare le valli e i monti e il cielo. + +E pensavo, pensavo. Al mio occhio scappavano i pratelli, scappavano i +vigneti, scappavano i colti rapidamente. E qua una chiesicciuola, +là una villa, qua un ponte, là una capanna di paglia mi facevano +nascere cento voglie e mille... Come posso dirle certe bizzarrìe? +La poesia della natura mi stringeva il cuore dolcissimamente. +Desideravo due gradini su un umile sagrato, per sedermi a sera su uno +e per contemplare l'altro deserto: desideravo un'aiuola di rose +fiorite per gettarvi in mezzo le pagine di un libro melanconico: +desideravo un fiume corrente che mi susurrasse:--_Semper_--o un placido +seno d'acque in cui sfiorasse l'ali acute la rondinella e fuggisse +agli azzurri del cielo: desideravo un covone di paglia dorata sul +quale una villanella sedesse, intenta a cucire un grembialino.... Alla +mia immaginazione la chiesicciuola mi schiudeva le porte: vedevo il +battisterio polveroso, giù le lastre delle tombe, le madonne, i +seggioloni, gli stinchi dei poveri morti, la luce che scendeva dalle +vetriere a tramontana: ed io sedevo su un gradino dell'altare; l'altro +gradino non era deserto, ma sparso di petali di fiori.... Che v'era +accaduto? Mi pareva che il ronzìo dell'organo, come un calabrone +s'aggirasse alle volte cercando un'uscita. La villa mi invitava ai +giardini, ai prati, ai sedili, alle aiuole, alle scalee di marmo. E +quanto belle erano le bianche anticamere, le fresche sale, i terrazzi +inondati di luce! E dappertutto mi giungeva una fragranza di rose e di +donna, e un lontano murmure di poesia, triste nella dolcezza, come la +memoria o il presentimento di un sogno. Mi trovavo dunque felice, e +perchè?... Il fiume mi mostrava nel suo fondo le vene rosee e +candide di ghiaia, i tappeti di sabbia, i guanciali di alghe, e sulle +rive i campi, i paesi, i mulini: e su e su, a ritroso della corrente, +io volevo andare alle scaturigini: e là volevo piangere. Mi trovavo +dunque infelice, e perchè? Ma l'acque fragorose dicevano;--Che sono +le tue lagrime per il corso nostro? Noi andiamo al mare.--Il seno, che +il fiume lasciava a uno svolto, aveva le sponde tranquille e le +campanule tremolanti alla superficie: una fanciulla sorridendo si +specchiava nell'acqua, ma le ondine gorgoglianti dicevano:--Che è +l'azzurro de' tuoi occhi per la faccia nostra? Noi riflettiamo il +cielo.--La capanna che desideravo si apriva, e la villana, che sedeva +sul covone, cantava allegra allegra, riacconciando il grembialino del +figlio morto pel figlio che le nascerà... + +E così sognavo, sognavo. Al mio occhio scappavano i pratelli, +scappavano i vigneti e i colti e i monti rapidissimamente. + +Un treno che passò sul binario vicino, squarciando l'aria come una +negra meteora, mi fece ritirare la zucca dalla mia finestrella. +Dov'ero? Ah! nel vagone. Con buonissima volontà rifrugai nella mia +sacca, presi il foglio della descrizione, roba rubata, e volli cercare +un rifugio alle fantasmagorìe che mi rendevano il capo leggiero, +come una bolla di sapone, vuoto e iridescente: feci forza per leggere, +e lessi. + +Due ore dopo, alla mia destra, al di là di un paese coi tetti di +lavagna e le torri delle fucine fumanti come la gola di Vulcano,--io +vidi il mare! Che contemplazione fu la mia! Il mare! + +Era di un azzurro intensissimo: si confondeva all'orizzonte con una +zona lucente: finiva alla spiaggia colla catena mutabile delle onde, +che si gonfiavano colle loro crespe spumanti, piene di guizzi, di +luce.... + +È impossibile ch'io descriva quel primo amore che mi trasse +all'infinito facendomi rigurgitare l'anima in petto, spandendo il mio +desiderio nei liberissimi cieli! + +Quando raccolsi la cartaccia da notaro che m'era caduta di mano, e +quando la riposi in fondo alla sacca, proprio in fondo trovai il mio +albo sfogliato, quattro sbiaditi colori d'acquerello, due pennelli +arruffati. + +Sulla quale carta, coi quali colori, coi quali peli avevo intenzione +di buttar giù qualche poverissimo _acquerello_. + + + + +OMNIBUS. + + + Sobborgo di Genova. + +Filatere interminate di vagoni, ruote scorrenti nel polverio nero, +carichi immani, locomotive tozzotte dal fischio che pare lamento di +fatica, io vi saluto. Luccicate al cielo, rumoreggiate sotto le +gallerie, scuotendo le ossa fossili dei primi uomini, portate +ricchezza, col vostro strido destate il _fiat_ della vita, e col fumo +mandate l'incenso santissimo, l'incenso del lavoro. Passate e passate. + +Dove me ne vado io? + +L'agenzia degli _omnibus_ da Genova per la riviera mi pare posta innanzi +a una bottega da parrucchiere. È cosa sicura: lì, su un +piazzaletto vi sono e carrozzoni e bestie e mulattieri, un subbisso +d'affaracci. Mi ci incammino. Chi può dire com'io abbia le orecchie +straziate!--_Sciü, sciä ven? Sciü, sciä, ven?_---Chi vuol +condurmi qua, là, lontano, vicino, più oltre, sulla strada, a +pochi passi, alla casa. Ma no, no, no! Voglio andare a Sestri Ponente! + +Nella bottega, Balilla, l'impresario _coiffeur_, in maniche di camicia, +ti rade il baffo destro, o marinaio, ed esce a dare la pietanza alle +rozze; ti rade il sinistro e scappa fuori ad ungere le ruote +all'_omnibus_: ti lascia, e sei tutto pelato, coll'unico pizzo genovese, +sotto il labbro inferiore. Oh che figura! E intanto passano sul tuo +volto insaponato ombre di code irrequiete per le mosche, ombre di +camiciotti svolazzanti all'aria della marina, ombre di ruote, e +lustri.... di fanali e di ottoni? Oibò: lustri d'occhi. O +genovesine bellocce, per amore dei vostri occhi desiosissimi, vi prego +d'una cosa: date un buffetto al damo quando vi compare innanzi col +solo pizzo, e dite che i bersaglieri lombardi hanno i baffi audaci +alla Manara. + +Il parrucchiere, che li lasciò col baffo dritto raso, uscì col +troguolo della biada.--_A Sestri! a Sestri!_--incominciò a gridare, +col sorrisine genovese, quello che nasce dalla golaccia delle _palanche_ +e che si invernicia di un: caro, sono tutto ai vostri comandi, da +umilissimo servitore. + +--_A Sestri! Sciü, sciä ven a Sestri?_--così si fece incontro +a me che giravo un po' lontano dalia piazzuola, e davvero aspettavo la +ventura: così mi invitò, ed io andai lì dinnanzi ad una +specie di barcaccia spellata sulle ruote, aggravata su due cavallucci, +che labbreggiavano al di sopra di un truogolo. + +--_Sciü, sciä ven a Sestri?_ + +--Quando partite? + +--_Allun! sciä munte chi, che mi vaggu cumme u vapure._ + +Ed io stetti per porre il piede sul predellone di quell'_omnibus_ che +sembrava già pronto. + +Intanto che il parrucchiere rientrò in bottega, o marinaio, e ti +rase anche il baffo sinistro, io di botto mi sentii alle nari un puzzo +così virulento, che mi parve si fosse aperta la vetrina di un +acquavitaio, ed ascoltai nelle orecchie questa vociaccia soffogata che +diceva:--_U Balilla u nu parte mancu in te chì e staseia. Sciü, +sciä munte con mi._--Mi volsi e vidi un camiciotto sbiadito, un +volto d'arrosto, un cappellaccio di paglia: un vetturale che +m'additava un'altra barcaccia sulle ruote, i cui cavalli aspettavano +il turbinìo delle frustate. Tra l'attendere un'ora sotto al sole, e +il mettersi in viaggio tosto, è naturale che si scelga. Detto, +ascoltato, fatto. + +Il parrucchiere che uscì per ungere le ruote del suo _omnibus_ e che +tornò a gridare:--_A Sestri! a Sestri!_--vide me che ponevo il piede +sul predellone di un _omnibus_ rivale. Altro che Ballila che gioca il +tiro al tedesco! E il camiciotto nemico peggio! Che furia! Io divenni +quasi smorto, e quasi lasciai cadere parasole e sacca. + +--_Pelandrun! galeotto! Ti me vëgni a robâ i posti? Se ti nu +me-a paghi oræ diventa...!_ + +--_Cöse t'eû che te paghe? T'æ i cavalli guersci e ranghi, +l'omnibus co-e molle rutte, che da ûna parte u l'ha u xembo cumme +tò muggië, e t'eû ancun che te a paghe?_ + +--_Puscioû che te vêgne mille diai in corpo! T'eû ancun avei +raxun? U sciü u l'ëa xà con mi._ + +--_Se u l'ëa xa con ti n'ho piaxei: oûa u l'è con mi. L'è +a i bigetti che mì dagga mente. A Sestri! a Sestri! Partimmo +subito!_ + +--_Pendin da furche!_ + +--_Ti me caxiæ sotta æ grinte!_ + +--_Ti me caxiæ sotta æ grinte, e se nu te rumpo quello brûtto +muro lì, ciû tösto me fassu appende!_ + +--_A Sestri, a Sestri!_ + +--_A Sestri!_ + +--_Sciü, sciâ munte con mì!_ + +--_Sciü, sciâ munte con mì!_ + +--_Con mì!_ + +--_Con mì!_ + +Questo è quello che si può scrivere. Le bestemmie genovesissime +venivano giù come la tempesta maggenga nelle litanie dei santi: e i +due furibondi si tenevano, come su un bastione, Balilla ritto sulla +cassetta dell'_omnibus_, colla frusta alzata; l'altro con un piede sul +predellino davanti e il sinistro sul mozzo della ruota pronto ad +investire. + +Grida e bestemmia, bestemmia e raglia, arrivarono i rinforzi: vennero +fuori cioè dalle stalle e dalla barbierìa tanti garzonacci +membruti, che alle litanìe risposero l'_ora oro nobis_ ma con che +indulgenza! + +--_Pelandrun!--Pelandrun!--Galeotto!--Galeotto!_ + +--_U sciü u l'ëa xà con mi!_ + +--_Oûa u l'é con mi!_ + +Io mi sentii tirare le falde dell'abito, ed afferrare il parasole e la +sacca, poi spingere innanzi, e poi strappare indietro, e risospingere. +Intorno si urlava come tanti insatanassati: temevo le forche e i rasoi. E +già fuggivano spaventate le colombe ai tetti, scorrazzavano i cagnuoli +arruffati, e dondolavano i piattelli all'insegna del parrucchiere.... + +Làh! manco male: a dividere il campo di battaglia arrivò in tempo una +lunga fila di muli carichi di sucidissime corbe, tempestanti +maledettamente coll'unghie, colle code a sferza. + + + + +LO STABILIMENTO DEI BAGNI. + + + Spiaggia di Sestri Ponente. + +Nel descrivere questo stabilimento di mio non ci metto nemmanco una +banderuola, nè una fune: punto primo, perchè non sono azionista +di quella società di marinara e marinai, amici più del vino che +dell'acqua benedetta: punto secondo, per amore del vero. + +E faccio conto che vi sono circa a trenta baracche o _cabine_, allineate +verso il mare, coperte di tela, e questa rare volte è comperata e +tagliata apposta, ma spessissimo staccata da un albero da _paranzella_, +perchè già troppo stirata ai quattro venti: fors'anche bucata? +Oh allora.... Zitto, là, linguaccia. Quanto al mettere pezze il +genovese pare fatto espresso, e le bagnanti non dimenticano punto gli +spilletti riparatori, se mai.... Tra l'una e l'altra baracca vi sono +certi vicolucci, certi vicolucci.... Lah! tiriamo dritto, senza +odorare gli acri profumi di certe tolette.... Vi sono dei vicolucci +che lasciano vedere terra terra qualche lembo di lenzuolo cascante, +qualche tacco di stivaletto arrovesciato, qualche legaccio +insidiatore. Scappa, scappa, santo Antonio dalle tentazioni! + +Tra la quindicesima e la sedicesima baracca, press'a poco, vi è +tanto spazio da collocare due panche e sette od otto scannelli di +Chiavari, e da fare, spiegando a cielo una tenda a liste bianche e +turchinicce, un'anticamera al mare e un verissimo bagno a vapore ai +poverini, alle poverine, che hanno la sventura di aspettare. Qui è +ritto un palo bianco che porta una bandiera coi tre colori sul campo +giallo dato dalla spruzzaglia del mare, dal sole, dalla pioggia. +Più in là, vicino alla palizzata che chiude il cantiere, sta la +maggiore baracca degli azionisti, cucina, magazzeno, dormitorio, +cantina: n'esce il fumo nauseoso dei _friggæ_, n'escono i rosari +genovesi: là vedi le facciuole paffutelle dei bimbi addormiti, a +guanciale la sabbia: là spii il bariletto tenuto in guardia dal +cagnuolo bruno. Da quella trabacca ai pali del cantiere sono tese +tante corde, e su queste, spettacolo della caducità delle umane +cose! stanno i vestiti marinareschi delle signore, a braccia +penzoloni, slavati, flosci, i neri conci in verdi, i bianchi in +gialli, sbiadite quelle poche filettature rosse da diavoletto, perdute +le crespe e gli sgonfi. Oh davanti a questa parata davvero c'è da +passare a capo chino! + +E sulla ghiaia della spiaggia, al cocentissimo sole, sono buttati ad +asciugare i lenzuoli, ai quattro angoli stirati da quattro ciottoloni, +e, più che buttati, scaraventati cappellacci di paglia, zucche +prosastiche per le prime lezioni di nuoto, mutande maschili, scarpe di +corda antipaticissime e disusate, sacche e braconi stillanti, appena +svestiti, i bianchi cerchioni di sughero per salvataggio, gialli +cuffiotti di taffetà, buoni per coprire le zucche secche, non le +vostre care testine, o capricciosette nasconditrici di bellezze; e +pancucce di legno, secchie dipinte in turchino, avanzi di stuoie, +gambe di scannelli: _et cætera, et cætera_, uff! + +E ancora sulla ghiaia, passando a dire delle cose animate, vedi +schiene color di rame, schiene bianchissime, schiene tali e quali le +fece Iddio, schiene come appena le permette di spiare il lenzuolo: ma +tutte tutte decorate dalle immense tese dei cappelloni d'oro. + +Eh via! Che vi frulla? Ch'io adesso voglia popolarvi lo sfondo di +macchiette? Proprio no. Domani parleremo di marinai e di marinare e di +bagnanti cittadini e cittadine. + +Intanto voglio usare l'ultime gocce che m'ho sulla tavolozza, e +dipingo;--di faccia il mare, a tre strisce, una verde oscura, come una +pineta, l'altra paonazziccia, l'altra celeste: l'aria limpidissima: di +qua e di là i monti tutti innondati di sole. + + + + +L'ONDA. + + + Scogliera di Cornigliano. + +Ti rivedessi! A te venivo, o scogliera, nelle mie ore solitarie. + +Ricordo il sentieruzzo attraverso il terriccio delle rupi sfaldate, la +scoscesa salita, il varco tra le due corna estreme, il varco dove +giunge il rugghiare dell'onda e il diguazzarsi delle ondine flottanti. +Dall'alto io contemplo il mare! + +Non mi volgo a sinistra, ove il fumo della locomotiva si addensa +candidissimo nell'atmosfera velata che incombe alle nere officine, il +fischio stride insistente tra le fitte case e il suono delle ruote, si +mischia a quello delle industrie frementi. Va e va, lunga fila di +carri: in fondo è il faro di Genova, la gagliarda mercantessa. + +Nè mi volgo a destra, ove, al di là del castelluccio di santo +Andrea, in mezzo al vasto fragore dell'opere fabbrili, ecco sul curvo +lido i poderosi carcami dei bastimenti nel cantiere e le bianche +trabacche pei bagni e le macchiette affaccendate intorno alle barche, +cui striscia l'irrequieta frangia del mare. Le case di Sestri +s'addossano alle case, i campanili levano il capo lucente d'ardesie +embricate, le torri degli opifici danno col fumo nuvole conglobate e +fuggenti allo splendidissimo cielo. Le montagne parate a vigne, sparse +di ville, colorite gaiamente da giardini, si stringono a sfondo +voluttuoso intorno a te, voluttuosissima Pegli, l'accarezzata dal +tepido flotto; e le indecise linee degli ultimi promontori sfumano +dietro le nebbie perlacee che fasciano la marina di sopori +innamorati.... + +A te mi arrampico, o scogliera, nelle mie ore melanconiche. E +contemplo giù il mare! + +Rammento il varco tra le due corna estreme, le foglie lacerate degli +aloè, le tenaci erbette grasse col fiorellino giallo, gli +scheggioni di quelle rupi, e giù la scogliera e la spiaggia. Qua +vedo angolosi profili, qua masse tondeggianti, qua pozzetti, a tinte +turchinicce e livide: e qua sul dorso dì certe coste che si +diramano come tante catene di montagne, formando tanti valloncelli +scavati dalla rabbia di corrosione, sul dorso bruciacchiato le +incrostazioni biancastre dell'acqua; là la massa nera si dirupa, +là nelle basse caverne e negli anfratti sonanti sonvi i biechi +colori dell'onda, il bruno funereo e il verde bavoso.--Ecco il mare! +Ecco i capi sporgenti degli scogli arrotondati dal lavoro eterno ed +alterno, l'immenso flusso che investe, il franto riflusso che rota. A +voi vengo, o ultimi capi, all'ondoso rombare; o scogli circonfusi dal +polverio acre dell'acqua: o scogli, a tratto attuffati, a tratto +stillanti come tante teste a ciocche d'argento: o scogli remoti, dove +non mi giunge voce d'uomini, dove mi schiaccia infinita battaglia di +giganti.--Più in là la spiaggia è come un dolcissimo tappeto +di sabbia. + +Ti rivedessi: In te mi affisavo nelle ore fantastiche della mia +contemplazione, onda della spiaggia, onda degli scogli. + +Rammento i tuoi grigi pennacchi che venivano sulla varia superficie +del mare, venivano incalzandosi e sfioccandosi: rammento il tuo +gonfiare, il tuo colmo trasparente-verdiccio, e il concavo lenissimo: +rammento la furia del voltolarti, la spuma bollente e il fragore del +muggito, il torrente bianco che s'allargava sulla ghiaia, dibattendo +le ondine, sommovendo i ciottoli, e i mille rivoletti che +ridiscendevano con trosce lucenti, rigando la spiaggia a seconda del +vento. + +Rammento il torrente bianco che rompeva sui capi degli scogli, +rimbalzando con pioggia sulle punte più alte, e il suo travolgersi, +l'urtarsi, il frangersi, il ritornare tumescente, e le mille ondine, +le cascatalle, le crespe: rammento il rombare dell'onda, poi il +flagellare guazzoso, i mille gorgogli e i mille sospiri gravissimi: +rammento i begli occhi iridei della spuma, che scoppiavano come tanti +occhi di fantasime.... + +Vanavano come le speranze. + + + + +PACE. + + + Spiaggia di Pegli. + +Stando io sulla spiaggia al nascere del giorno, ascoltavo un mattutino +festevole e mosso a rintocchi. Da quale chiesetta mi giungeva? Non so. +Ma dal suono delle campane la s'indovinava; un luogo tutto di pace, a +fiori, a lampadette, a luci miti, con note d'organo amorose, col +bianco battisterio, coi fraticelli lentissimi e salmodianti in +processione. E forse l'aveva la piazzuola dinnanzi, e la piazzuola +colle siepi di rosai guardava il mare: e le belle fanciulle, sfilando +alla sacra portella, si rivolgevano, pregando e sospirando, +all'azzurro scintillante. E forse anche la brutta che aveva vent'anni +e il _pezzotto_ comperato coi propri soldi, la bruttina sorrideva a +un'illusione.... Oh le campane squillavano annunziando:--Nasce il sole +ed è l'amore del creato! + +Al mattino, essendo appena imbiancato il tenebrore dallo schiarirsi +dell'oriente, il mare era placidissimo. Nessuna vela, nessun uccello, +alla spiaggia nessun uomo. La vastissima acqua dava tante e tante +crespature curve sorradenti, che si succedevano soavi e venivano a +morire sulla spiaggia; sembravano ciglia e ciglia aperte alla prima +luce da un dormente stanco d'amore. Le crespature morivano in un +gorgoglio, e questo pareva lamentasse:--Lasciatemi la pace della +notte!--Le ondine facevano una spuma lenta e senza luci: le dicevi +l'ultimo sorso sulle labbra di un voluttuosissimo ebbro. + +Se io fossi pescatore, mi sceglierei quella casetta tutta bianca che +guarda il mare, vorrei quella barca impeciata che al sole luccica, +come se fosse d'argento, andrei alla spiaggia, cantando la canzone +gaia e spensierata. + + + + +MARINAI. + + Spiaggia di Sestri. + +I marinai sono macchiette, a vero dire macchione, color carnesalata, +con un grande cappellaccio di paglia, slavato e cotto, e coll'uniche +mutande turchine. _Baciccia, Faccin, Balillu, Néto_.... Sicuramente le +contesse e le marchese ne ricordano tanti, come un dì le matrone +ricordavano, invidiando, i gladiatori. + +I marinai sono buoni diavolacci che, tutto il giorno, attendono ai +bagnanti. Si pigliano su in collo i bimbi, a due a due, porgono la +manaccia alle signorine, danno una palmata umida sulle spalle dei +giovanotti, adagiano le mamme sulla sabbia. guizzano coi babbi fino a +un miglio dalla spiaggia per mostrare il faro di Genova che sorge +dall'ondoso piano. E cantano ai bimbi strillanti e promettono una +barca d'argento piena di pesci d'oro. Sorridono alle signorine e +dicono:--Brava!--se l'amara spruzzaglia del fiotto non trovò la +spaurata bocchina aperta. Esclamano coi giovanotti, al confronto della +loro mano bruna colla pelle cittadina:--_Mié: u mainâ a l'hà a +pelle neigra cumme u carbun_...--Incoraggiano benevolmente le +mamme:--_Scignue, nu agé puia: tegnive a mi_.--Con buona +dimestichezza dicendo ed additando:--_Là gh'è a Lanterna: nui +atri semo cumme i vapui de Marseggia che arrivan: femo fume_,--per far +fumo concludono in mezzo all'onde:--_Sciü, me o de un sigaro_?--.... +Un sigaro? Oh nuova, direte: tu i sigari li cavi dalle tasche delle +mutande da bagno, belli e accesi? Come c'è la bottega pei delfini? +I veri nuotatori o fumatori li cavano dal cocuzzolo del cappellaccio, +e dal cocuzzolo pure il marinaio toglie lo scattolino degli +zolfanelli. + +Rare volte _Néto_ era nel gruppo dei marinai, vestiti dei camiciotti +turchini, a sera seduti sulla spiaggia, tra un cerchio di bimbi +cittadini e qualche fanciulla pubescente, i marinai che raccontavano +le istorie delle conchiglie fine e dei coralli della Madonna. Intanto +l'onda faceva l'eterno rumore: e le donne pensavano all'eterno amore. +La costa era sparsa di lumicini giallosi, la ghiaia chiara, la sabbia +persa e su questa i ciottoli lucenti come pezzetti di specchio. Se +c'era la luna! Luna nuova, luna crescente, plenilunio, luna scema: +tenera, falcata, o tonda, sfumava giù il suo lustrore ed +ondoleggiava nell'acqua cheta o scappava su mille creste guizzanti. Se +c'erano le stelle! A sciami, a sciami gloriavano gli ozi del +paradiso.... Tutto azzurreggiava.... O marchese, o contesse, o +borghesine, seni tutti femminei dolcissimi, che vi gonfiavate, +deprimendovi all'unissono coll'onda!... Tutto taceva sospirando.... +_Néto_ passeggiava sul lido, e guardava il mare. Qualche volta gli +veniva dietro il cagnuolo bruno, tristo come lui: qualche volta un suo +fanciullo scempio, un poverino che cercava tutto il dì i ghiaiotti +che gli piacessero e non li trovava mai. + +_Néto_ taceva. + +Il fanciullo scempio sedeva sbadatamente sulla spiaggia e gettava la +sabbia all'onda. Una volta udii che borbottava a sè stesso:--_Guarda +a mè barchetta, a và cumme u vento_,--e accennava un alcione: una +volta vidi che accarezzava il cagnuolo bruno, e questo lo leccava +sulle mani e sul viso. Povero fanciullo! Forse quella era l'unica +illusione, e quegli gli unici baci!... Lì intorno sorridevano tante +mamme e tanti babbi felici. + +Volete sapere l'istoria disgraziatissima di _Néto_? + + + + +MARINARE. + + +Incomincio da te, _Barchetta_.... + +Forse la barchetta dell'amore, che va e va, colla prora inghirlandata +di fiori, a cielo stellato, a gran notte? + +No: avvezziamoci alla prosa della vita e scottiamo le carni al sole +del mezzogiorno. _Barchetta_ è una barcona: la barcona è una +donnaccia: la donnaccia è la maggiore azionista delle baracche a +mare, quella che alla spiaggia reca alle bagnanti le lenzuola, sbatte +ai bagnanti le mutande. La _Barchetta_ ha un volto tra l'allegro e il +traditore, con due occhietti usi a spiare il fondo ai fiaschi, un +collo a crespe cicciose, su un seno affagottato da farla dire mamma di +tutti quanti i marinai, una schiena aggraziata come un barile. La +barcona è una furbaccia, amicissima, prima di tutto, di quello che +ha in tasca, poi de' suoi crediti, poi di quello che vorrebbe avere, +poi del suo marebagno. La donnaccia sacramenta coi marinai quando è +mal tempo, e quando è buono storce gli occhietti fra quei quattro +peli di qua, di là, a sommare gli avventori: ha il saluto per chi +viene alla spiaggia a fare il bagno, non per chi, già fattolo, se +ne va: si dà colle mamme a persuadere i bimbi ritrosi che là +sotto l'onda ci sono i pesci d'oro, e i pesci d'oro alla sera portano +ai buoni un bastimento con tanti marinai, tanti cuochi, tanti cannoni; +fugge le nonne austere che non vogliono bagnare la loro autorità: +porge il cappellaccio e le scarpe alla marchesa: fa la sorda alle +chiamate un po' volgari: promette sempre mare tranquillo fino a +settembre: consiglia il bagno breve, ma la cura lunga: solleva dieci +tele e si caccia, nè insidiosa, nè insidiata, nelle baracche, +vede e non vede.... + +Ah donnaccia, se sei _barchetta_, hai satanasso in prora: troppi e +troppe, peccatori tutti, colla fantasia venendo dietro a te, si +sentono il sangue dare un tuffo e i nervi un pizzicore. _Barchetta_ +diavolessa! Ma che cielo stellato, che gran notte, che azzurro! Prosa, +e sole di mezzogiorno: sollione. + +E voi altre, brutte marinare? Nemmeno ricordo come abbiate nome. Tu +che, sorridendo, mi auguravi il buon giorno? Tu che rubavi il +bastimentino a' tuoi bruni bimbi per darlo agli inviziatelli +cittadini, che strillavano a solo vedere un marinaio a schiena nuda? +Tu che coprivi pietosamente col lenzuolo il pieduccio torto a quella +signorina distesa su per la sabbia e vergognosa perchè la sua mamma +la vi teneva a forza? + +O buonacce, ricordo che non eravate belle. + +Ma, tu, Filomena, vienmi innanzi. Ti porrei un _pezzotto_ bianco sulle +treccie disciolte, ti darei un'anfora di terra e tu la recheresti sul +capo, come una siciliana, contemplerei bene il tuo profilo austero ed +italiano, e ti direi:--Va, bella, va cercandoti un cielo più +ardente. + +Ma no! Ritorna ancora e dammi da bere. Ho sete. + + + + +IDILLIO. + + + Spiaggia di Pegli. + +Tu come avevi nome? Felice. È tu? Felicissima. O amanti pallidi, +che alla mattina venivate al mare sotto un solo ombrellino, facendovi +vento con un solo ventaglio, sorridendo con un solo sorriso +consapevole, ah! era proprio l'onda che colle sue luci guizzanti vi +aveva abbattuti gli occhi e la ghiaia che vi dava l'andatura stanca, +proprio il vento che vi aveva scomposti i capegli e la brezza della +marina che vi scoloriva i labbrucci? Ah? + +O felicissimi, alla sera vi stavate alla spiaggia, seduti in disparte, +su una sola panca, anche su un solo scannello, contemplando il mare, +contemplando il cielo. + + + + +REQUIEM. + + + Pegli. + +Sulla strada da Sestri a Pegli c'è un piazzaletto con quattro +robine a ombrello, e in fondo un muro grigio, squallido e graffiato, +con un'antaccia chiusa. Sporgono al di sopra del muro, di lontano, le +alberature nude, le vele appuntate, e le banderuole a fiamma delle +barche peschereccie; di lontano s'ode la voce del mare. Vi è il +cimitero; lì non si strascica vecchia che dica rosario. + +Il pescatore che è morto aveva in prora alla sua barca la poppatola +della Madonna, in collo la medaglietta di Savona, dava i pesci di +livello al curato, andava alla chiesa, si segnava colla santissima +acqua del mare. Il pescatore è sepolto tra le quattro mura nella +ghiaia: e d'un remo non si fa croce. La Madonna beve ancora l'acqua +salsa che le fiotta incontro nelle placide mattine di pesca: la +medaglia è giù col morto, finchè fra i ciottoli e il carcame +non la rubi il becchino: il curato ha cambiato il nome dell'offerente, +ma ha l'istessa qualità di pesci. La chiesa ebbe funerali e +battesimi: il mare tante volte con una striscia placidissima, lucente, +appena sfiorò la sabbia, baciando i piedini alle fanciulle che +cercavano nicchi e coralli, e i pescatori dissero:--Domani lasceremo +giù tutte le reti.--Tante volte cogli avanzi del naufragio +voltolò l'onda, fino a vomitare bava nel cimitero, e i pescatori +dissero:--Vento galeotto. + +E staccarono le reti tese ad asciugare dal murello squallido, +graffiato: e tirarono su le barche urtandone le poppe, le catene, +senza svegliare i poveri morti. + + + + +IDILLIO. + + +O felicissimi, che alla sera contemplavate il mare, contemplavate il +cielo, ho a dirla?... Quando la filatera dei bimbi chiassosi vi +saltellava vicino, voi vi pigliavate il meno restio, il più bello, +l'elegantissimo, tutto vestito di bianco ricamato, colla fascia di +seta azzurra, il cappellino alla marinara, e col fargli scattare sul +nasino la cassa dell'orologio o col chiudergli di botto il ventaglio +profumato sotto il mento, subito l'innamoravate delle vostre +ginocchia, sì da poterlo baciucchiare e lisciare coll'invidia +più carina. Ho a dirla? + +(_Egli_, Gigio Augeri, su quell'orologio aveva misurato un paio di mesi +desiosissimi, senza pace, senza voler più un amico, con una +dolcezza e un tormento solo, dopo che _Lei_, Giulia, su quel ventaglio +istesso, all'ultima festa da ballo aveva fatto scrivere per promessa +una _devise_ col certissimo _toujours_. E Gigio un giorno aveva succiato +un bacio sulla manina paffutella di Giulia, e Giulia aveva sentito dal +geloso gorgeretto per la spina della vita correrle un brivido d'amore. +St, st, st. L'ho detto sotto voce e nessuno ha capito una parola, +neanche quelli che hanno mangiato i vostri confetti, birichini). La +storia è breve: aravate anime gentili: vi amaste: e, grazie a babbo +di lui, a mamma di lei, eccovi i più dolci sposini nell'aspettare +la felicità della felicità. + +Dunque il bimbo d'altri era sulle vostre ginocchia, un idoletto su un +altare. + +E voi, a due voci:--Bello, bellissimo, a chi vuoi bene? A me o a lei? +A tutt'e due istessamente. Bellissimo, chi sa come la mamma gioca con +te! E il babbo? Ti vogliamo tanto bene anche noi. Danne dieci baci per +uno....E come hai nome? + +--Guido. + +E qui, alla risposta di quel biondino, ecco il bisbiglio tra voi due: + +--Sai, sposuccio mio, Guido è un nome gentile di maschietto.... di +maschietto! + +--Perchè sorridi, Giulia? + +--Sempre daccapo a scherzarmi! Perchè?... Ma vedrai, giusto!... Mi +ci metto, Gigio, di puntiglio! + +--Magari.... + +--Scommettiamo, Gigio? Scommettiamo un cavalluccio con quattro ruote +rosse, il primo balocco? + +Il bimbo udendo a parlare di balocco, esclama, allargando le +manine:--Per me? + +E Giulia:--Sì, caro, anche per te.... Ma, ora che ci penso, sai, +quelle vernici lustre su tanti cavallucci sono avvelenate. No, no: ci +vuol giudizio, noi _mamme_! + +Gigio, con un fare impaziente, come se dicesse: «Giulia, sei cattiva, +lentissima e scompiacente,» Gigio, un po' malizioso, spicca le +parole:--C'è tempo. + +--E pazienza! Ma scommettiamo?... Stassera non m'hai ancora domandato +che cosa pensi io.... Io penso che.... _dev'essere_ un maschietto--e la +sposuccia, col mignolo nella bocchina, sorride da inviziatella, +simulando un gran mistero: poi da bambina:--_Mi porteranno_ un +maschietto, se avranno un po' di giudizio.... perchè lo desideri +tu, Gigio, perchè lo desidero io. + +--Capisci.... + +--Capisco benissimo. + +--Tutti desiderano così: e poi le cose bisogna pensarle, +perchè.... Adesso siamo qui in faccia al mare, ma poi torneremo in +città, e.... E passeranno gli anni, gli anni, gli anni. Ho già +lo studio avviato, i clienti, il nome, sicuro. + +--Gigio e Guido Augeri. + +--Adagio, adagio. + +--Perchè? + +--Ma che cosa si è detto tante volte a tante? + +--Che cosa si è detto, Gigio? + +--Che _le usanze vanno rispettate_, che al primogenito io voglio.... + +--Vuoi.... + +--Al mio primogenito babbo vuole si dia il suo nome. + +--Perchè lo dici ancora?... Ma.... Guido è un bel nome, e se +è bello, se piace a me, se deve piacere a te.... + +--Ma non è quello di babbo, + +--Ma.... + +--Non te l'ho detto anche ieri a notte? + +--Cattivo, perchè mi guardi così?--e Giulia fa sporgere dalla +gonna un piedino, poi appoggiando sul tacco altissimo a un ciottolone, +lo move febbrilmente, come una linguetta di serpentello tentatore. + +--Eccoti imbroncita--disse Gigio torcendo il collo ad un bottone. + +Qui un minuto di silenzio. + +Ricomincia lei con voce piagnucolosa e compiacente:--Guido è tanto +bello! A dire «Guido, fammi un bacio. Guido, va a scuola. Guido, +scappa i pericoli....» + +--Guido! Guido! Guido! uff! + +--Sì, sì. + +--Mah! + +--O Guido o niente! + +--Guido, scappa i pericoli! Sicuro: e il maggiore.... quello di +prender moglie! + +--Sicuro: certe testoline!... Ma come corri? Già _un figlio che +prende moglie_? Ma sai che...? Non rispondi? Che cos'hai?... Eccoti +imbroncito: a te: alle solite.... bisticciandomi, perchè?... E la +cosa dovrebb'essere tutto affar mio. Lei come c'entra?... (Non +risponde?...) Oh non risponderò più io, quando mi chiamerà: +ed è lui che mi chiama! Ma voglio dire, sì, si: se suo papà +non vuole il nome di Guido, la mia mamma è più buona, e +desidererebbe che il suo nome di Bice.... _Le usanze vanno +rispettate_.... E chissà che, pensando a lei, sempre a lei, con +tutta intenzione, io possa accontentarla.... e pregando la Madonna: +già la Madonna ascolta noi donnicciole, eh?... (Tace sempre!...) +una bambina mi piacerebbe di più, mi farebbe maggior compagnia, una +massaìna, cucirebbe con me e vorrebbe tutto il suo amore alla +mamma, perchè già degli uomini.... + +--Già. + +--E se mai.... Vorrei conoscerlo a fondo quel giovinetto che le +mettesse in subbuglio il cuoricino! + +--Oh come? _Una figlia che prenda marito?_ + +--Già.... + +E dopo due minuti di silenzio dispettoso, tu, sposuccia, accomiatando +il biondino, senza un bacio, gli dicevi:--Va, e mandami qui subito +subito quella bellissima fanciullina, quella là che corre: la +vedi?... Com'è cara!... Tu va, e mandami lei, di' che l'aspetto, la +desidero, la voglio! + +E il bimbo:--Sissignori.... + +E Gigio:--Sissignora. + +Il bimbo, aspettando i confetti, vuol farsi un merito di più e +aggiunge:--Si chiama.... + +--Come si chiama?--sospira Giulia. + +--Bice. + +--Oh che combinazione!--diceva lo sposo, mordendosi i +baffi:--L'educazione, le mamme, i capricci, il mare, questi marmocchi, +il matrimonio: cose serie! Credete di mettervi tranquilli e che tutto +vada secondo i vostri desideri? + +Mentre la sposa, come una cingallegra, chiacchierava tra sè:--Ecco +che ci penso! Le vestirei un abitino americano scollato, in _bazin_ +bianco, a davanti principessa, rigato a pieghettine.... sì o no?... +poi una larga cintura in _surah_ ciliegia, annodata di dietro a lembi +sciolti.... Oh il cappellino? Capellino a tese rivoltate.... Sei qui, +cara, carissima bimba? + +Gigio colla punta del bastone schiacciò lì su un sasso una +povera formica, che, cammina, cammina, cammina era venuta in +quattordici giorni da Pegli sin presso allo strascico profumato e +inamidato e frusciante di Giulia. + + + + +FANCIULLE CANTANTI. + + + Voltri. + +Questa via discende e non ha fiori: questo crepuscolo infosca ed è +silente. Passate e cantate: passarono e cantarono le mamme vostre, +precipitarono e tacciono: e le nonne e le bisnonne. + +Passate e cantate. Avete fiori nelle treccie? Fiori di cimitero. Avete +gaia nota d'amore sulle labbra? _De profundis_. + + + + +IDILLIO. + + +--Tu che vuoi la massaina, tu prega la Madonna a capo al letto, tu +che eri sì divota in monastero--certo così avrà detto lo +sposo, e sarà rimasto tutta notte al tavolo a scrivere lettere al +babbo, avvertendolo di quel desiderio capriccioso della nuorina. Certo +lei avrà disciolte le treccie, pungendosi colle forcelle, avrà +spento le candele della toletta, trovandosi allo specchio brutta e +cattivaccia, avrà tossito per implorare compassione...! Certissimo +sarà nato quel che sarà nato, perchè al mattino alla spiaggia +i due sposini (o amanti più che pallidi!) venivano ognuno col suo +parasole, ognuno col suo ventaglio, ognuno col suo dispetto sulle +labbra. + +E andavano nell'acqua restii e paurosi.... Oh vedi! Lei a un tratto si +lascia andar giù, il collo, il mento, la bocchina, con uno sforzo, +giù! fino alle nari! L'acqua verdissima in giro alla testa sembra +stringerla con cerchi d'argento, scoppiano le bolle d'aria +spumeggiando e le crespe dell'ondina trasparentissima svelano le carni +bianche sommerse, con certi guizzi fuggenti! + +Lo sposo, gittandosi rapidamente sulla dispettosa, sommove tanto i +fiotti, sì che questi gli nascondono anche gli occhietti semichiusi +e trepidanti. Poverino! Egli caccia sotto le mani e solleva su la +personcina. + +Lei, la bellissima, tosse infantilmente, mostra il seno commosso, e +sorride spaurata, tra il gocciare dei capegli e delle mani tersissime, +giunte in atto di chi ringrazia. + +--M'hai dato uno spavento!--disse Gigio. + +--Oh niente! Non so com'è stato! È niente sai? Per me, per +te.... Ma se m'avesse veduto il mio Guido, allora sì, povero +Guido.... che non c'è!--dice lei. + +--Avrebbe pianto colla sorellina.... che anche lei ci +sarà--aggiunge compiacente lo sposo. + +--Guido e Bice?--conclude la sposa:--facciamo la pace. + +Uno per uno: non c'è che dire. Ma si accontenteranno quegli +sposini? Amoroso, amorosissimo idillio! + + + + +FANCIULLE MESTISSIME. + + + Spiaggia di Cornigliano. + +--Da dove venite? + +--Dalla marina. + +--Lavaste i pannicelli? + +--No. + +--Calaste giù nell'acqua fino alle ginocchia, gaie bagnanti? + +--No. + +--Tuffaste i fratellini nell'onda? + +--No. + +--Aiutaste i babbi a tirare in secco le barche? + +--No. + +--Recaste a casa le reti, le vele, i remi? + +--No. + +--Oh che faceste? + +--Aspettiamo. + +--Perchè? + +--Speriamo. + +--Fanciulle mestissime, non invidiate le fanciulle cantanti. Per esse +e per voi questa via discende e non ha fiori: questo crepuscolo +infosca ed è silente. + + + + +MATTINA. + + +Il mare, il cielo, i monti, tutto è d'un azzurriccio-perla. + +Una barca peschereccia da prora a poppa è ninnata bel bello, come se in +essa stia assopito un bambino inviziato al petto della nutrice. Non ha +vele, nè remi: la linea di sommersione è quasi fosforescente: dal bordo +filettato di luce vien giù la catena dell'ancora a perdersi nelle smorte +profondità, colle anella pallide, intorno a cui danno del muso i pesci, +s'appiccica qualche floscia medusa, e si gonfia alternamente l'onda. Il +catrame spalmato, il legno stillante di globulini d'acqua, il ferro degli +attrezzi riflettono l'azzurriccio-perla. Fumiga in prora un lampione +spento, con una striscia nerastra e grassa che si sfilaccia su nel freddo +aere... + +Dal fondo della barca si è svegliato il pescatore, e sorge anche la +sua donna: serenarono felici; lui, attuffato nel sonno; lei +dormicchiando a gomitello. + +O fanciulla, fanciulla, mia bionda fanciulla! Quand'io, melanconico e +sorridente, vorrei dirti:--Vieni al mare! Ti mostrerò il cielo su +cui si smorzano l'ultime stelle, e tu mi dirai le tue poesie d'Iddio e +dell'amore!--in quell'ora in cui il tremolio antelucano dei colori +aperti bacia nell'anima i desideri castissimi, il pescatore grida alla +sua donna:--Su, rappezziamo le reti.--S'ella si stropiccia gli occhi, +egli, scherzando, le tende le manacce: sulle palme luccicano le squame +dei pesci: ecco un cielo stelleggiato: sulle palme contando i soldi, +n'andranno le squame; ecco l'alba.... + +Nella barca si drizza uno stendardo di reti: le maglie rossastre +dondolano fiaccamente sulle sfondo de' monti, del cielo, del mare, +tutto d'un cangiante celestognolo che ai primi raggi si spolverizza +d'oro da ventiquattro carati.... + + + + +MEZZOGIORNO. + + + Vado. + +--Bisogna metter giudizio, figliuolo caro, e.... almeno almeno, mi dico +io, visitare i Rr. Pp. Scolopi di Savona.--Sì, sì, quando ci ritornerò: +ora a Savona ho date le spalle, sono ad un'osteriuccia di Vado, dove +aspetto l'_omnibus_ che mi faccia viaggiare verso il formidabile capo di +Noli. Sì, sì.... Oste, o l'oste, dammi un bicchierino! + +Sono a Vado: _Vada Sabata_, _Vada Sabatiorum_, o _Sabatium_, _Sabata_, +_Sabatium_. _Sabatium_ era costrutto sulle falde del monte: al basso +appestavano l'aria le tristi paludi. Sia che il mare si discostasse dalla +spiaggia, depositando un guanciale arenoso, sia che Adriano o Antonino o +Augusto quivi dessero mano a lavori suntuosi per continuare la strada +Emilia Ligustica, il fatto è che la città s'accomodò sul lido, prese il +nome di Vado, crebbe, si stemmò poi colla mitria arcivescovile e.... + +Ho dimenticato qualcosa pel mio professore dagli occhiali d'oro, che +mi tiene la sua santa mano in capo? + +No: il latino c'è: Bruto che scrive a Cicerone, parlando dei _Vada +Sabatiorum_: «_Constitit nusquam prius quam ad Vada veniret, quem locum +volo tibi esse notum. Iacet inter Apenninum et Alpes impeditissimus ad +iter faciendum._» + +* * * + +La costa di Vado mi appare arsiccia. Sotto quest'ora prossima al +meriggio, tra i visacci bruni che popolano l'_omnibus_ (tutti visacci!), +sporgendo il capo da una finestretta, nel polverone, vedo qualche +palma che si allunga e si strataglia sulle nubi focate, sorgendo tra +mezzo a casette calcinate dal sole, e poi nelle lande ferrugigne qua e +là delle grandi fornaci che mi sembrano moschee, dadi stracotti col +cupolone di creta. In fondo, alla spiaggia, i colori più caldi sono +come ruvidamente tagliati fuori dal quadro da una spranga di turchino +buio, azzuolo, più che azzuolo, dal mare che a st'ora addensa un +colorone, quale non è su alcuna tavolozza. + +Davanti a questo spettacolo non c'è pace, non c'è ammirazione. + +No: l'anima mia s'ammala di desideri, e, ferventissima e +impotentissima, ribolle e si spossa d'inutili sogni. O mare! o cielo! +o sole! E voi, _Aquiloni_ della Grecia, _Marôut_ dell'India, _Keroubim_ +della Giudea! O vento del Gulf Stream, vento elettrico del Giappone, +vento dell'equatore, _pampero_ del Chilì, _harmattan_ dei Cafri! Mare, +dove ti perdi? Tu, cielo, quanti dii alberghi, all'insegna del sole, +delle stelle e della luna piena?... Voi, venti, quante preghiere +dissipate nella pazza vastità degli spazi? + +Vorrei sedere alla spiaggia.... e vorrei credere.... e volare e +salire.... + +Oh chi sale l'_omnibus_? + +La marinara col guarnellino di telaccia gropposa. + +* * * + +Vorrei credere?... Credere?... Mi sento in capo il turbante che mi +stringe i polsi.... Chi m'ha fatto mussulmano? + +Al mattino saluterei il sole che m'arde le carni: il mezzogiorno +l'udrei bandito da un pinnacolo della moschea: e la sera.... Se alla +sera fossi ancora alla spiaggia, colla fanciulla dai nerissimi +capegli, pregherei il mare che mi strappasse anche il corano e le +speranze! Tuffatevi, Uri, tuffatevi: se m'aspettate oltre tomba, +avvinghiandomi, fareste crecchiare un bel carcame! + +* * * + +Che aria arroventata! Che colori taglienti! Che scabbia m'ho +indosso!... Dove sono i miei acquerelli? Vorrei stemperarli nel +_rhum_!... Intanto vi racconterò un'istoria, intanto che l'_omnibus_ +trotta, trotta, trotta. La racconterò a te, bronzina marinara. E ti +guardo!... Devi sapere che da noi, nelle città fredde, dove si +vestono i velluti e le pellicce, si usa leggere dei libri di poesia +stampata, e si fanno dei versi per una fanciulla. Oh! le fanciulle +sono smorte, clorotiche, pensose, quando escono di collegio. Noi +giovinotti per loro... per loro! diventiamo smorti, poeti e +sospiriamo! C'è un amore, un perpetuo crepuscolo, che dicono.... +che dicono.... ah platonico!... Tu non sai, marinara brunetta?... Ti +dirò che una fanciulla bionda, la mia fanciulla che mi cantava le +poesie d'Iddio e dell'amore, m'ha fatto piangere, e m'ha ammalato a +letto. Mi offriva vaniglie, viole del pensiero, versi francesi, e +sorrisi da santa Cecilia l'organista.... O marinara brunotta, sai che +ti guardo e ti guardo!... I miei colori sono sbiaditi per il tuo +ritratto. Dammi i tuoi: il nero de' tuoi capegli, la bragia delle tue +carni, il verde-abisso delle tue pupille... Tu vuoi scendere +dall'_omnibus_? Vengo con te! Andiamo sotto una palma. È troppo +vicina a casa! Andiamo alla spiaggia. Insegna la strada a un povero +forestiero. Andiamo alla spiaggia, o che ti strappo il guarnellino! + +Mi pare d'essere alla spiaggia... Sì o no?.... Il mare!... Venite, +o poeti, giullari dell'ignoto: venite, o filosofi, perpetue gocce, che +_non cavant lapidem misterii_: sibille, ossessi, dogmatici, pittori, +idealisti, realisti, ed ubbriachi... No! nessuno di voi venga: di +nessuno ho bisogno per abbuiarmi la mente: è già tutta una cappa +di caligine: le vostre lingue di fuoco, passandovi, v'hanno lasciato +un negro bacio. Facciamo un falò di tutte le bugìe delle scienze +e dell'arti: sarà il faro a chi viaggia sull'immenso mare. Quanta +vanità! + +Il mare!... È bello: ma a lui tendo le braccia invano. È +infinito: là, là, sempre là, là, non c'è l'amore, ma la +schiuma e l'amarezza: in fondo? giù? Mostri, schifosi polipi, +ossame e putridume... O marinara brunazza, lasciami giù vedere la +medaglietta che hai in seno. Ami tu le stelle? Nessun poeta ha potuto +infilzarle per farne una collana. Ami tu l'alba? ami le tinte +azzurrine-perla? Non reggono alla lascivia. + +Ma guarda che mi vien da piangere!... Stamane l'ho veduta una certa +marina, ma ero solo. Adesso sono con te. Su, su, allegria! E tu +cantami, chè voglio essere assordato, tappami gli occhi, rubami +quel libro di poesie e di sorrisi... Mare turchino buio, azzuolo, +più che azzuolo: tinte ubbriache.... Tace anche l'onda... Tu canti: + + _Lauda, Saona, lauda Dominum. + Viri Vadi fundaverunt eam + In tempore dispersionis eorum._ + +Ma come stridi, marinara, che ti sei fatta mesta? Questo è latino +di chiesa? Canti così? Sei consorella? Non voglio più sorelle! +Cambia tono, e vinci la tinta del mare colla voce.... Musica e +pittura!... Voglio la canzone che canti con tutti i pescatori della +spiaggia! Non sono, ve', geloso per una femmina!? + +* * * + +--Dove vai?--grido io spaventato:--Mi lasci proprio adesso?--Mi dia +il mio guarnellino--gridi tu.--Dove vai?--È mezzogiorno: vado alla +fornace.--Alla moschea, là?--Sì.--Chi c'è?--Il mio babbo.--Le +Uri non hanno babbi....--E poi pensandoci: e sono tutte bianche, e +vogliono guanciali con piume di cigno e non ghiaia, sigarette +muschiate non pipe, e pascià.... non scolari di Scolopi.... + +Se alla sera fossi ancora alla spiaggia colla fanciulla nerissima, +pregherei il mare che ci sguazzasse un po'. Che sbuffi da cratere! Che +luna color di rame! Che bruciaticcio di fornace! + +Oh poveretto me! non ho abbozzato una macchia: il mare avvalla, la +spiaggia si slontana.... Dove sono? A chi racconto la mia istoria +platonica? A chi comando un altro bicchierino di _rhum_? + +Ahi!... ahi!... ahi!... Che altalena è questa? + +* * * + +Poscritto. X luglio. Vado.--Scrivo colla mano sinistra, perchè la +destra l'ho trovata avvolta in una benda di telaccia gropposa. L'oste +mi dice.... + +Non capisco quanto tempo è passato: capisco però che è sera. +L'oste mi dice che non ho pagato il mio posto nell'_omnibus_: sono +disceso, cioè, sono cascato, perchè sento anche le due ginocchia +ammaccate e non trovo più l'albo. E mi vedo in conto, qui +all'osteria, _rhum, rhum, rhum_.... Che diamine! Sotto questo sole di +mezzogiorno il bevere così è cosa pazza da far commettere colpe, +altro che acquerelli! + +Ho perduto l'alba. Buon per voi: c'erano dei grandi foglietti +platonici. + + + + +SERA. + + +Vi è un'ora in cui la spuma del mare si fa cinerea, pare densissima +e senza luci. + +È questa in cui io giaccio alla spiaggia su una lingua di sabbia. + +S'io mi adagiassi supino, sentirei il capo profondarsi lenemente, e +forse qualche onda, s'io allungassi le braccia in croce sul dolce +declivo, verrebbe a intepidirmi le mani. + +In questa soavissima postura, con voluttà i capogiri mi farebbero +provare quella sensazione unica--come se l'anima fuori uscisse dal +corpo oscillante e anch'essa si dondolasse sull'acque.... È uno +scherzo? un'illusione? Non so. So che realmente c'è un riposo, un +oblìo, una cupidità di pace, un finire stanco dopo tante +battaglie. Se il vento sperdesse l'anima sui colmi dell'onde, se i +minimi rimasugli vanissero all'infinito!... Non è la morte, non +è la distruzione, non è il funerale! Senza cataletto, senza +chiovi e segatura, senza la marmaglia dei parenti, le torce, le +portinaie e i numeri del lotto! Mormora il mare d'intorno: e sopra +l'altissimo cielo fonde gli azzurri... + +Pace, pace: nulla sul mare, nulla in cielo: non una barca favolosa che +raccolga l'anima pellegrina per portarla a nuovi lidi, non l'angiolo +sognato che aleggi per me... E perchè mai? Qual fanciulla +piangerebbe?... Nulla sul mare: nulla vi è in cielo. Vorrei +morire.... + +L'alga, dolcemente sospinta dal fiotto del mare, venne, venne, venne, +e fu portata alla spiaggia. L'alga s'illanguidì e disse:--Nella +solitudine è la pace. M'era stato prescritto un viaggio dal +destino; io non mi affrettai: non avevo vele, nè remi; io sono +giunta. + +Il mare finisce con una lista nera di lavagna: l'aere giallo-infaonato +al basso si colora d'un riflesso di luci crocee, all'alto si stinge +nella dispersione dei cieli.... Sulla spiaggia l'onda insurge: il +mostro d'acqua è sudicio, oscuro: solo la cresta arruffata stacca +sull'orizzonte e riceve l'ultimo lume del giorno: le lame si +rincorrono sulla ghiaia, sovrapponendosi coi cumuli di spuma +ribollente, formando quasi i mutabili scaglioni di un'amplissima +scalea.... + +L'onda culla i miei pensieri: l'onda rotola un cranio. + + + + +NOTTE. + + + Pegli. _Hôtel Gargini._ + +--Ed ora, signora marchesa, le schizzerò il figurino per la festa +da ballo dell'_Hôtel de la Mediterranée_. Festa di beneficenza, +già s'intende. La duchessina avrà trentamila lire in diamanti: +la baronessa in abito di taffetà brillante verde-luce... + +--Nel campo della moda nulla di nuovo. È molto se le signore +stesse pensano all'_avvenire:_ le opinioni di quelle che fanno legge in +materia di toletta sono così _contradditorie!_ + +--È vero! + +--Così _contradditorie_ in questo momento ch'è impossibile di +riassumerle. + +--Impossibile! + +--Una grande battaglia si combatte fra le gonne lisce e le +tuniche.... + +--Dunque? Senta, marchesa: una guarnitura in luppolo rosato, con +fogliame verde, ch'è una meraviglia, la pingo sopra un abito di +tulle bianco o bleu pallido...--e via discorrendo, disegno la gonna +lunga davanti, non osando in faccia a lei accennare quella moda +insidiosissima.... + +--Che ora è?--dice lei. + +--Dodici ore. + +--Di già? Scusi; sono stanca e mi ritiro. + +--Marchesa.... + +--Felice notte. + +--Marchesa! Marchesa! Chi non la vede? Lei è una bellezza fresca, +rosea, inzuccherata. + +Dal salone dell'albergo, cui corrisponde la sua camera, sento la sua +gonna frusciare elettricamente, sento il suo uscio richiudersi, sento +per un pezzo i suoi passolini. La cameriera infine reca fuori gli +stivaletti, alti, traditori, tepidi, e li lascia proprio sulla soglia. + +La fanciulla del mattino fu un sogno, quella del mezzogiorno un +delirio. A sera ho desiderato di morire: a notte? + +La cameriera dalla stanza reca fuori le profumate biancherie, un +nuvolo di trine, pieno di lampi. + +--Felice notte!--mi dice anche lei, con un certo sorriso.... E +quand'io mi levo dal tavolo, vuole accendermi il lume. + + + + +VIRGO POTENS. + + + Monti di Sestri. + +O chiesina, se in te prega a quest'ora la giovinetta montanara, fa +ch'ella sorrida guardando il bambinello della tua Madonna! O chiesina, +che sei detta di _Virgo Potens!_ + +Passato per lungo il borgo di Sestri, io mi incammino sulla viottola +montana a tondi ciottoloni, tra i bigi murelli delle vigne sprazzate +d'ombre tremolanti, fra le gioconde trasparenze del fogliame delle +viti e i frastagli pallidi degli ulivi mestissimi: vedo i sentieruzzi +fra le siepi verdeggianti che strisciano giù giù alla valle, o +che cogli scheggioni lucenti s'inerpicano alle case nascoste +ritrosamente fra i macchioni dei querciuoli. Giungo all'acquedotto +colle stillazioni bisbiglianti: ed ecco il mulino. La scabra facciata +ha gli arcucci soffogati, la portella infarinata, e giù in fondo a +questa nella fresca semiluce il tranquillo girare delle ruote +goccianti: ha la finestra bianca coi garofani della molinara, i +mattoni a mezzetinte sudice, il fumaiolo coi due tettucci fuligginati. +O Santa Madonna, che ti stai dipinta sotto la gronda, tu cadi a poco a +poco! Le rondinelle a beccate godono di tue scalcinature: le +rondinelle fanno le nidiate: o santa Madonna, benedici le nidiate e +avrai vespri e mattutini di innamorati... Ti saluto e passo: passo +sulla stradetta che si schiara al sole più gaio che batta di luglio +sui ciottoli bianchicci: nè più vi sono murelli a destra, nè +a sinistra: ma invece là il bosco che va su con dolce pendìo, +qua la valle e il monte opposto: e vedo le casette arrampicate, coi +tetti di lavagna, sfacciatelle ed avvistate, come alle feste i +_pezzotti_ delle tue donne, o riviera genovese; vedo le muriccie +sgrigiate, diritte, a rustica scalea, e sopra, i festoni delle viti; +le brigatelle di palazzine e i romitorî dei vignaiuoli; i prati +coll'ombre sparse dei mandorli e dei ciliegi, i colti allistati, gli +orticelli copiosi, i giardini variopinti; vedo le chiese tra le nebbie +azzurricce del mattino, come tra gli incensi, le cappellette, su, +quali pecore sbandate, sul ciglio della frana squarciata nel monte, a +segnare la via al santuario. O santuario sull'estremo cocuzzolo del +Gazzo, che di giorno vegli la vallea collo sfavillar della tua +crocetta, e che di notte vegli sonnecchiando col lumicino minutissimo, +se in te prega a quest'ora la monachina bianca, fa ch'ella pianga, +guardando il bambinello della tua Madonna!... Io ti saluto dal mio +sentiero e passo: cammino, sorrido, e vengo a te, melanconica chiesina +delle sante litanie. Hai la gradinata su cui la vergine molinara +ascende col libricciuolo nelle mani, col marinaio in cuore: hai la +piazzuola col parapetto a sedile, da dove i giovinotti guardano +innanzi la vita, sperando: hai la salita coi mattoni a spinapesce e i +filari dei cipressi, sulla quale i vecchi la guardano indietro, +invidiando. Andate, andate alla chiesina: voi ci vedete la bara: +costoro che vengono dopo ci vedono il battesimo.... O bella gradinata! +o bella piazzuola! M'affaccio dal parapetto e contemplo.... Il mare! +giù, oltre la valle, come una fascia scintillante tra i vani delle +case Sestrine, tra gli scheletri dei bastimenti su pel lido, tra il +fumo delle incessanti officine. Oh mare d'acqua benedetta! Insidiosa +d'ozi e d'amori, bellissima riviera genovese! + +Anch'io ascesi la gradinata, mi fermai sulla piazzuola, anch'io venni +su per la salita alla chiesina del marinaio.... E vidi i voti: chi +v'appese un nastro, chi una corona, chi un rozzo bastimentino, chi una +fune, e un pezzo di vela.... + +Anch'io pregai: anch'io vi posi un fiore.... + +* * * + +O _Virgo,_ hai le _virgines._ Sei chiesuola tutta bianca, a battenti +spalancati, con note d'organo dolcissime. Siete monachine vestite di +nero, avete nero cappuccione che vi cela il volto, sfilate silenziose +dalla porta segnata di croce alla chiesuola. + +O monachine, io entrai sotto l'androne freddo del vostro monistero, e +vidi una finestretta e su quella era scritto _Parlatorio_. Oh con chi +parlate? + +Giù alla spiaggia cocente, alla palizzata che chiude il bastimento +in costruzione, vidi una fanciulla bisbigliante ad una fessura. Era la +marinarina: e fuggì e riprese ad empirsi il grembiale di scheggioni +di legno. Su quella fessura non era scritto _Parlatorio_. Oh con chi +parlava? + +* * * + +Stando io sulla piazzuola e guardando innanzi, vedevo in fondo alla +portella paonazziccia per l'incenso un lumicino, e guardando indietro, +indovinavo nella zona nebulosa, che a sera fonde e mare e cielo, un +altro lumicino. + +O monachelle, io penso che, dal chiostro passando alla chiesuola, +nelle stellate notti primaverili, io penso che a tante di voi, tra le +lagrime di consunzione, nella preghiera inavvertita e confusa nel +canto delle compagne, collo strascico delle tarde litanie, il vostro +lumicino dell'altare parve la piccolissima facella accesa dal +pescatore a sera, quando voi, gioconde marinarine di un dì, candide +e furtive nuotatrici dell'ora bruna, avevate la croce al collo e non +sul cuore, croce d'argento e non croce di spini: la facella spiata +nell'attesa soavissima e impaziente! + +O pescatori, io penso che il vostro lumicino di prora vi fa pregare ed +è come posto dinnanzi ad un altare, se la barca è drizzata al +paesello, alla casuccia, forse alla finestra di lei, se il tuffo +ninnante dei remi, al sussurro sospiroso del mare spianato, +s'accompagna alla canzone che non suona, ma che blandisce il desiderio +della fantasia. + +Se voi, monache, se voi, pescatori, siete vecchi, non va disperso il +mio pensiero. Non l'ho avuto per voi. + +* * * + +La campanella di _Virgo Potens_ non suona mai da morto! Non dice +mai:--Don, don, don. Vedi: pel funerale lo scaccino moccioso apre +l'armadio rosso di sacristia e contempla le torce, pensando che la +provvidenza dei poverini, mandando una giornata ventosa, farà +stillare giù le grasse goccione di provento. Vedi: suora Brigida e +suora Agnese fanno ronzare i vetri grigi della chiesa, strascinando le +due panche, il seggiolone e i quattro candellieri di ferro. Suora +Lucrezia sbatte la bianca coltre polverosa sull'erba delle quiete +tombe. Suora Maria nell'orticello ha già colto i fiori ch'erano per +l'altare bianco, e suora Margherita sul leggìo dell'organo ha +già aperto la musica del _de profundis._ Vedi: le novizze nel +corritoio si bisbigliano. «Quella nostra povera compagna l'aveva nove +Madonne benedette nel libro della messa, e a capo al letto il san +Giuseppe _della buona morte._ Oh speriamo!» E l'abbadessa, sola, sul +poltronone, s'incomincia a dire. «Eppure l'era una buona figliuola! +Potevo darle la cella meno umida e lasciarla al _Parlatorio_ un po' +più: potevo permetterle che cucisse la vesta d'oro per la nostra +pia protettrice e dirle qualche buona parola!... _Requiem eternam...._» + +La campanella non suona mai da morto! Non conta mai quelle istorie +piagnolose e lugubri: ma sempre suona a festa: e, se una monaca è +all'ultima avemaria del rosario di questa vita, suona a doppia festa. + +Io vorrei essere lassù tutto l'anno, a quella chiesuola, e vorrei +su quella gradinata, su quella piazzuola, su quella salita, andare +innanzi passolino passolino, facendomi il poeta dei crepuscoli, e +vorrei coll'anima illanguidita della sera, vorrei pregare la Madonna. +La campanella non suona mai da morto! E vorrei.... + +No, no: campanella, addio! Tu non suoni mai pei battesimi. + +Monache e fanciulle, sapete che la Madonna vuole il bambolino. + +* * * + +Al tramonto, nell'ora in cui la campanella, sotto il tettuccio di +lavagna, suona verso la valle, suona melanconica e credente, come una +novizza in cantoria, se un biondo raggio di sole, entrando per la +portella aperta, giungesse a baciare il sorriso della tua statuina, o +chiesa del marinaio, se un soffio d'aria fremente dalla marina traesse +un lamento da una canna dell'organo soavissimo, se la canzone del +pescatore venisse a morire tra i fiori dell'altare candido, o _Virgo,_ +in queil'ora in cui anch'io mi sento buono e confidente, vorrei sedere +su i tuoi gradini e sorridere alla bianca melanconia, e sorridere +coll'ultimo sorriso.... + +Una monachina mi troverebbe pallido e dolcemente morto, come se in una +visione amorosa io posassi inebbriato in un bagno di profumi, e mi +preparerebbe la verginea bara della sua sacristia, la candela +benedetta, la croce d'argento, il libro del _de profundis,_ la corona +bianca col velo a stelle di talco.... Sarebbe bella o brutta la +monachina?... La monachina forse penserebbe: Egli aveva vent'anni! E +gli facciamo il funerale! + +E tu, gioconda, fastosa, pomposissima bagnante, che hai scherzato con +me? Forse tu nemmanco muoveresti un passo a porre un filo d'erba +odorosa sul mio capo agghiacciato dopo tante febbri. Forse tu diresti: +Non so quali sieno i fiori di cimitero. + +Sono i più gentili, e non sono per te. + + + + +DESERTO. + + + Mare e cielo. + +L'acqua del mare giace bigia e tranquilla, e sembra tratto tratto alzarsi +con una oscillazione sola, vastissima, dispersa. Là dove la nostra fiacca +pupilla dice:--è l'orizzonte--con un dolce movimento tremola una +bianchezza lattea. Ma là non c'è la linea, il confine, la nostra +imbecillità; là regna un deserto di luce, un'amplissima curva che si +perde in un'altra curva, che finisce alla terra.... E il cielo dove +incomincia ad essere azzurro? Dove finisce?... Perchè? perchè? perchè?... +Quanto sperpero d'aria, d'acqua, e di pensiero! È l'infinito: tanto ne sa +il teologo, come il chimico: quello freddamente lambiccante Dio dai +volumi di san Tomaso; questo trionfante sulle sue formole che nulla hanno +creato e nulla creeranno: tanto ne gode il poeta, il quale dall'Arte non +trae che patemi; quanto il marinaio che dal mestiere guadagna il pane.... + +Mare e cielo! Vorrei correrli tutti! Essere un'onda spinta e +risospinta, per vagare e vagare, per mutarmi in un fiocco di spuma al +collo di un'ondina, e formare una collana di perle: essere un +millimetro cubo di gas, per vagare e vagare, e correre ad accendermi +vicino alle stelle d'Iddio.... Pavoneggiarmi un minuto, esser bello, +adorare il Paganesimo, adorare il nostro Ieova, aver veduto il mare, +il cielo.... ma finire! O Natura, per carità, lasciami finire! + +Sull'acqua c'è un fruscìo: se si spazzolasse un drappo serico di +mille miglia ci sarebbe l'istesso effetto sulla ghiaia che sorbe +l'onda. Il cielo si vela biancamente, e, checchè ne dicano i +signori professori, sembra, dove l'occhio nostro lo guarda, scavarsi +in abissi profondi e vibrare con milioni d'atomi azzurri, di contorni +indecisi, di ghirigori trasparenti. S'accende la luna: mezza luna, +scema a destra, sbiadita, oleata.... Per compagna le pende vicino una +stella, la punta di un dardo arroventato, che scocca raggi +all'innanzi.... + +Chi sono io?... Chi sono!... Tutto tace.... Il mare ha coscienza di +questa sua poesia? e il cielo?... + +La massa salsa ed amara è la stupida materia: non insulto la luna, +le stelle e lo spazio inafferrabile dove neppure i palloni sanno +approdare, ma.... Deserto è il mare: deserto è il cielo: deserta +l'anima mia. Il navigante ha la sua mappa in quel deserto: l'astronomo +la sua tavola nera: la donna nell'anima il suo prospetto della dote, +controdote, posto in teatro, e paradiso. + +Deserto solo vi è dove vi è la noia della vita. + + + + +LONTANO LONTANO. + + + Pax. + +Vicino alla spiaggia c'è il fondo basso, e l'acqua non ha colore: +è come una vernice che asseconda i guanciali grigi e translucidi di +sabbiolina, qua e là segnati dallo strisciare di qualche guscio +vivente, qua e là avvivati da qualche scheggia di corallo: +nessun'alga. Le fanciulle lavano i ginocchi e le coscie, e ve ne sono +di dodici, di quattordici, di diciott'anni. Andiamo in là dove il +fondo più s'inchina, sparso di ciottoloni: l'acqua è verdiccia: +quando la batte il sole e l'illumina negli strati inferiori, a cerchio +ballonzolano grottescamente le iridi sopra i ciottoloni.... Lontano, +lontano andiamo, dove non ci sia più fondo, e il concavo dell'onda +è turchino come solfato di rame, dove si vegga cielo ed acqua, la +torma dei fiotti che non posa mai, la estensione aerea che non dà +pace mai.... Andiamo innanzi ancora: lo stesso squallore portentoso +dell'infinito. + +Un giorno ho sognato la barchetta dell'amore, e, risognandola oggi, +per ritrovarla ho detto:--Andiamo lontano lontano, anima mia. + +Eccomi dove sognai! Ma la torma dei fiotti non posa mai, sotto la +estensione aerea che non dà pace. Io voglio pace! chi mi concede +pace? Quando l'avrò? Da chi? + +Lontano lontano vedo galleggiare una strana barca di pioppo, una cassa +da morto, vuota, senza coperchio.... È la barchetta?... Mi vi +adagio, apro la bibbia che mi hai dato tu, fanciulla del mio dolore, +perchè la mi serva di vela, e, lettore cullato, cappuccino nel gran +coro sonante, e viaggiatore insolito, mi avvio lontano dove mi porta +l'onda.... Più lontano ancora.... Non ispero incontrarti, o +barchetta dell'amore che sognai un dì, no: sulla mia vela è +scritto:--_A chi molto amò sarà molto perdonato:_--sulla tua, o +spiensierata, o dorata, o tripudiante, le mercantesse e i mercanti +hanno scritto somme e moltipliche col risultato:--_Tutto è +illusione!_ + +Voi non vi scaldaste al sole dell'anima. Io non avrei il coperchio e +fino all'ultimo minuto di mia vita riposerei lo sguardo su quel cielo +che ho tanto e tanto amato! + +_Requiem immensam dona mihi, Mare...._ + + + + +FIABA. + + +A volte mi sento piccino, buono, umile, senza più una frasca +d'osteriaccia alla fronte che di me faccia la parodia di un poeta, +senza più i miei vocabolarioni da cui combino le parole per +bruttare la carta, senza più quelle vane vesciche che mi appiccico +per galleggiare. Mi sento piccino: mi basterebbe un gusciolo di +conchiglia, color madreperla, coi bordi occhiuti, per nicchiarmi e +fluttuare.... senza abbattermi nella cassa, e nella tartana +dell'amore.... Va e va e va!... Addio!... Nessuno risponderebbe. Oh +quale felicità! Il nulla, il deserto, l'infecondità. + +Se mi cambiassi in una perla! Se venissi a posare sul seno di una +dama, non al collo dell'ondina che non c'è....--Ecco un pensiero +che ci tenta anche moribondi! Poserei pure.... T'amo! T'amo!... +Nessuno risponderebbe. Sentirei i palpiti di quel cuore:--i fiotti del +nulla, del deserto, dell'infecondità. + + + + +VERA PACE. + + +Sii buono,--m'aveva detto la mia povera mamma, quand'io credevo a lei, +e solo a lei. + +S'io fossi stato buono, avessi baciato i bimbi, amato i poverelli e i +fiori, e nel mio studiolo conservato il profumo della mia santa, +senz'altro amore, senza ambizione, senza tormento, vedendo la morte +lontana lontana, avrei dischiuso la mia porta alla mamma.... che +veniva a casa, offrendomi una fanciulla che sapeva pregare.... E avrei +vissuto. Ecco la vera pace. + +Nella cassa da morto avrei sepolto tutti i libri: e la perla l'avrei +gemmata in un anello che stringesse forte.... Ma non sì forte come +le mie labbra quando baciano. + + + + +LA DONNA? + + + Pegli. _Hôtel Garcini._ + +Che cosa è la donna?... La donna ideale pel giovinetto è un +_flacon_ d'odore: purissimo cristallo, essenza inebbriante. Chi lo +guarda, lo porge in alto e lo adora sul fondo di cielo sereno. +Contenuto e contenente riflettono l'azzurro immacolato. Il giovinetto +la dice la _donna-angelo,_ e fa delle poesie. La donna reale pel +giovanotto, in società, è lo stesso _flacon:_ parliamone bene. Ma +il cristallo affaccettato è a suo posto, non alto, non basso, su un +vero tavolo da sala, fra una bomboniera, un viglietto di visita, un +romanzo e due guanti di Svezia. Ogni faccetta ti riflette un migliaio +di cose: civetteria, amicizia, amor proprio, sacrificio, pregiudizi, +eleganti convenienze, dispetti, vendettucce... Il contenuto, sempre +essenza inebbriante e limpidissima, non si mostra mai qual'è. Il +giovanotto la dice la _donna-interessante,_ e fa delle pazzìe... + + + + +I MORTI? + + + Monti di Borzoli. + +E un dì venni a te, cappelletta sulla montagna. + +Avevi la facciata al mare, la scabra facciata su cui il mattino dava +rosari di perle colle gocce di rugiada tremolanti sui fili dei ragni; +su cui la sera stendeva palii di luce freddissima coi raggi della +luna. Io non so chi ti pregava, pallida Madonnina del cimitero; so che +non vidi mai fiore, ne' lumicino, so che il marinaio t'ama, o Vergine, +sulla prora del bastimento, sculta in legno e tutrice di viaggi +lucrosi, so che ti baratterebbe con Venere lasciva se nei porti tu +rechi cinque e quella sei! + +E venni a te, cappelletta sulla montagna. Tu vegliavi i morti, i morti +nel povero cimitero, ove il mattino portava sul vento della marina il +fumo delle fervide industrie, ove alla sera le aliuzze stridenti degli +acridi tra l'erbe turbavano il lontano soavissimo bacio dell'onda. Io non +so chi vi pregava, o morti; so che non vidi mai fiore, nè lumicino, nè +croce, so che la requie è squallida tra la vastissima vita, so che il +sospiro di un moribondo corrisponde al gorgoglio della spuma perdentesi +tra la ghiaia, allo sfaldarsi di un sasso, al battere delle zampine di un +insetto, all'aprirsi di una corolla al raggio mattutino. Dico la vita, e +intendo quella della natura tutta, che opera dalla polvere dell'ossa del +primo animale al fremito della fecondazione nell'imminenza di questo +minuto in cui voi coordinate il suono di due lettere; la vita che fu, che +sarà: la stupenda attività delle forze, la strapotenza di quella gittata +di dadi che si chiama il destino.... E se l'uomo doveva esser parte della +famiglia, e la famiglia della tribù, e la tribù del regno, e i +regni....--No: fallata è la via, perchè tolsi i nomi dall'autorità +minuscola, che si misura a giorni, ad anni. Dirò: se l'uomo doveva essere +l'atomo turbinato dal tempo, in questa esistenza complessa della umanità, +sia pure e sia fatalmente: ma la coscienza della vita individuale di ogni +minuto, tormentata dall'ironia di quell'infinito Tutto, che tutto +ingolla, io non so perchè fu data, e a quale ineffabile martirio! + +Ero lo stanchissimo viandante; venni a te, cappelletta sulla montagna, +e, arso dal sole, cercai un'ombra.... Riposai all'ombra dei cipressi. + + + + +PLATONISMO? + + + Pegli. Hôtel Garcini. + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . + +--Oh, oh! perdoni, ma questo poi no! + +--Marchesa, mi ascolti, e non rida, s'io dico: _un po' di scetticismo!_ +Lei si spaventa alla sola parola, ma, in pratica, quante volte Lei fu +più scettica di me, che oggi voglio scherzare. Dunque? dicevamo? + +--Lei diceva.... + +--Dicevamo dell'amor platonico. E lei ci crede? + +--Stupenda creazione della poesia! Platone, imaginando la teorìa +sua, unì il cielo alla terra: fece la donna sorella dell'uomo: +levò gl'innamorati alla incorruttibilità degli Dei. + +--È vero, mah!... E Platone istesso diede esempio, amando.... + +--Amando.... Come avrà amato lui! + +--Amando una donna di sessant'anni. Oh! ma perchè si sorprende, +marchesa? Sarà stata un'intellettuale bellezza, pari sola +all'ideale altissimo della mente del filosofo. Non crede, marchesa? +Ecco la natura umana! Anche lei! ammira la teoria, mi sfiderebbe +perchè l'appanno d'un dubbio, ma non amerebbe un Platone di +sessant'anni! + +--Gli è storica questa circostanza? + +--Certo. + +--Mi pare.... + +--La tolgo dall'imbarazzo, marchesa. Platone da quell'amore +metafisico calò alla terra, e amò la giovinetta Agatissa. + +--Sarà stata bella? + +--Ecco la natura umana!.... Dicevamo? Se mi lascia continuare le +dirò.... + +--Dica. + +--Le dirò che gli antichi non accettarono la sentenza di Platone: +la poesia greca e la latina non sono velate. Sorse il cristianesimo, e +illuminò le anime degne dell'Ideale: la gran folla fu travolta +nelle turbinose vicende dell'evo-medio. L'amore platonico comparve nel +duodecimo secolo, e sorsero i trovatori che inneggiarono la bellezza e +i cavalieri che facevano voto di pugnare contro la forza brutale a +difesa del sesso gentilissimo. Nei romanzi si disse tanto e tanto, +ma.... Una colpa è dei novellieri, i quali crearono tante _mandole_ +da far credere che ogni cuore avesse cinque o sei o sette corde +armoniche: mentre invece i cavalieri, che partivano per le guerre o le +crociale o i pellegrinaggi, trattavano la donna come un usciere tratta +un mobile impegnato, coi suggelli e coi _visti._ Natura umana! Venne il +Petrarca:--La bellezza terrena sublima le anime nobili all'amore +perfetto della bellezza celeste--e, così strimpellando, cantò, +cantò, cantò: ma poteva anche lasciare qualche ninnananna +(giacchè ha addormito i lettori) per addormire anche i suoi +figliolini, lui.... che.... Messer canonico, chi ve li cullava i +vostri, la bionda, la nera o la castagna?--Ogni anima gentile, sì, +amando la donna di un altro, o fingendo d'amarla, dalla bertesca dei +poeti ne lodava i rigori, i virtuosi rigori, o le compassionevoli +concessioni: e così la donna-moglie e la famiglia furono lasciate +ai poverini senza garbo, che temevano di avere alle tempia.... +l'alloro. Dalla cavalleria platonica l'Italia ebbe l'ordine dei +cavalieri serventi: servivano la dama, acconciavano il marito, che li +eleggeva leali, devoti, a curargli il sacro deposito. Era il tempo +delle calze rosate, delle giarrettiere a ricami, de' nei +capricciosissimamente svelati o nascosti, e il servente doveva +intendersene meglio d'una cameriera; e il marito saliva in Parnaso, +accademico e gingillato, sotto il nome di _cortese_ o di _astemio...._ Ai +nostri dì? Le istituzioni sono varie: non hanno veramente una +_ditta:_ il capriccio svolazza fra mogli e amanti: e i mariti, distrutto +il Parnaso, salgono agli onori o al palcoscenico. Natura, natura +umana! Siamo di creta: gli è il guaio: e se nella nostra creta si +fa uno screpolo, chi vi fa capolino? La testa del serpente che +tentò Eva. Vede, nemmeno si può discorrere a modo, perchè +oggidì la gente va, viene, sta, ride, piange: una confusione!... + +--Ride anche lei? + +--Dove siamo andati colle ciarle? A dir male dell'amore platonico, di +cui fu detto troppo bene. Comincio a dubitare dell'amore platonico.... + +--Comincia? Grazie: con quello che ha detto! Finisca. + +--Finisco con una cattiveria che ho letto in un libro. Sofia era +un'amante poetica, ideale: e _lui_ un bravo giovinotto che credeva alla +espressione: _amo la sola anima:_ come si vede, di poca esperienza, e +sì che aveva due bellissimi occhi. Ma perchè mo' non si deve +credere alla sola anima? Natura umana! È tempo di dire la vita +com'è, di calare dalle nebbie dell'ideale: sono nebbie che danno le +malattie, e queste lasciano il nervoso, e questo ha bisogno +dell'idropatia. Dunque? _Sofia e Gilberto:_ storia non mia.--Gilberto +dal suo dovere fu chiamato sul campo, combattè, e perdette un +occhio. Sicuro, sicurissimo tornò a Sofia: e lei? Fu donna, fece +una smorfia che le impedì di vedere una medaglia al valore +guerresco.--Ma dunque? non amavate l'anima?--_Se gli occhi sono lo +specchio dell'anima, come contemplerò io debitamente la vostra, or +che ve ne manca uno?_ + +--Ah che scetticismo! + +--Che cattiveria!... Ma chi insegna a noi uomini ad essere così +cattivi? Marchesa, prendo il cappello, per non essere obbligato a +rispondere alla mia domanda. + + + + +SUICIDIO? + + +Oggi il mare ci fa un regalo. Strozzati lì in un canale della +scogliera, si contorcono cinque o sei foglietti di carta. All'ora del +bagno li vedevamo galleggiare, lucidi abbaglianti: stasera ci portano +i numeri del lotto? Peschiamoli e vediamo. È carta scritta. Ma +come? ci trovo delle parole, non so.... Prima che vadano a girare +prosaicamente tra le gambe delle lavatrici di Cornigliano, peschiamoli +e leggiamo, signora marchesa. Sono note? sono frammenti di un libro? +Che diamine?... Senza commenti, proviamo a incominciare. + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Foglietto I. _Nel dì de' morti._ Venne nella casa la coltre del +cataletto? Venne, come è destino, e si partì. Tutto si partì? +Ecco il vuoto: ecco le religioni soccorritrici. Io so che qualcosa si +affaccia agli usci, tiene in rispettoso timore i vivi, guarda le gocce +di cera sul pavimento o i petali sparsi di qualche fiore o la +segatura, fa più triste il silenzio, più desolato il disordine, +occupa nessun posto, e li occupa tutti, sorprende nell'aria nauseosa +pel fumo delle torce l'ultima preghiera morente del corteo che +sfilò, la prima parola di comando che disse l'erede, saluta gli +oggetti che saranno dati ai legatari, s'appiatta dappertutto, sbuca +dalle pieghe del testamento e domanda:--È finito?--È finito: il +morto viaggia al cimitero. All'indomani tutto sarà come prima, come +un mese fa, come un anno fa: ognuno ripiglierà il suo posto: pare +impossibile che possa essere altrimenti.... O Dio! il posto vuoto è +divenuto un altare, e noi aspettiamo _lui_ o _lei_ che aspetta noi! Fede +abbiamo ogni giorno: ma quando sommeremo gli anni agli anni, +tristissima desolazione sarà quella di accorgerci che ricordiamo un +nome ai figli, o ai figli dei figli, che la vicenda della vita fu +varia, che il tempo, il quale raschia le iscrizioni sulle croci di +cimitero, cala e cala le sue nebbie nell'anima nostra! E noi giurammo +eterno dolore!.... Nevicò tanti inverni in camposanto!... E noi? O +giovani, noi saremo su un seggiolone, scongiurando la morte che ne +stia lontana, o giù tra le quattr'assi nell'eterno buio. E voi, o +fanciulle, che leggete sorridendo, avrete fatto portare +l'inginocchiatoio di penitenza nella parrocchia e più vicino ogni +dì al confessionale e all'altare delle sette indulgenze, o basso +giacerete colle mani in croce. Se avremo figli, noi dagli occhi di +quelli, quando ci si stringeranno attorno domandando:--State +bene?--noi attingeremo gli sbiaditi ricordi di pianti e di sorrisi, e +ci interrogheremo sconfortati:--E noi giurammo eterno il dolore?--Se +avremo figli, essi verranno sulla nostra fossa e prometteranno di +venire sempre: ohimè! pongono una croce di legno: è l'immagine +più vera del dolore: essa perde il nome, si tarla, si sfianca, +cade, e serve a cuocere la cena alla famiglia del becchino.... +Nevicherà tanti inverni in camposanto!... + +O giovinetti, o giovinette, ascoltate quel ch'io vi dico nel dì dei +morti. È silente intorno a me la campagna: solo le squille di una +campana lontana mi giungono attraverso il bosco, come le voci +venerande di chi non è più, versandomi nell'anima i ricordi del +passato: s'agitano i penduli tralci delle viti, quasi facendomi cenno +ch'io mi raccosci sotto i loro padiglioni e pianga: scrosciano sotto +a' miei piedi le foglie secche dei roveri, ed ognuna parmi +dica:--Così passano e sono calpestate le speranze!--: il vento +investe il bosco, e l'ondeggiare delle cime dei pini mi sembra saluto +mestissimo dell'autunno che muore.... Addio!... + +--Poesia!--suonarono a me d'intorno i fremiti della gran lira di Dio, +dalle mille e potentissime corde vibranti in ogni atomo delle cose +create. Amore! Dissi sorrisi del cielo alla terra la blanda luce dei +crepuscoli e l'azzurra immensità degli spazi dell'aria e i lieti +colori dell'arcobaleno. Amore abbracciò! Chiamai vincoli di una +unione fecondatrice i raggi solari e le piogge. Amore sorrise! Chiamai +saluto il tremolare delle stelle, contemplazione il prodigio delle +tenebre, assopimento d'estasi amorosa il silenzio notturno e bacio il +riflettersi della luna sulla superficie delle acque. Amore suscitò +le divine armonie della natura! Ascoltai voci di un linguaggio +inesauribile nei venticelli che accarezzano i fiori e danno al mare il +gorgoglio e l'argento della spuma!... Guardai la terra. Amore +abbracciò, sorrise, suscitò le divine armonie della Natura. La +terra si popola d'animali e si veste di piante. Dall'elefante +all'infusorio, dal pardo bellissimo al verme, dall'albero il più +spaventoso per mole alla vegetazione microscopica, dalla rosa ch'è +la regina della primavera, a quella _parmenia_ che fa orrendi i crani +insepolti, passa ed accende e trascina una corrente animatrice. Nozze +perpetue nella Natura, sulla terra, nelle acque, nell'aria, sempre +l'opera di una potenza ineluttabile, maga divina dalle multiformi +trasformazioni. Guardai l'uomo. Amore abbracciò, sorrise, +suscitò le divine armonìe dell'anime innamorate. Canti d'amore +s'innalzano dalle culle, dai tetti virginali, dai talami: sorride il +bambino alla mamma: erra smanioso col pensiero nei labirinti fatati +dell'avvenire chi delira per un volto tra mille carissimo o per una +larva azzurra figlia solo di cupida fantasia: freme al dolcissimo +bacio la sposa e freme il compagno: tra i baci della febbre e la +febbre dell'amore è concepito l'uomo nel ventre della madre. +Nasciamo per l'amore e per l'amore viviamo!--Ama!--è il _fiat_ divino +della conservazione del mondo. + +Se il sole dell'amore non ci scalda il cuore negli anni della +giovinezza, l'anima si agghiaccia nel dubbio e bestemmia +delirando:--Chi sono io? e perchè sono?--Addio, addio, tranquille e +sante illusioni di un dì! Nel dubbio voi, fanciulle, consultate e +consultate lo specchio: noi, giovani, apriamo lo scrigno: nell'anima +inaridita nascono i tossici della solitudine, le invidie: e le invidie +per chi? O Dio! per l'amica che sciupò i fiori virginei, gittandoli +nella carrozza di un milionario paralitico pei vizi; per l'amico che +s'inchinò innanzi alla giumenta d'oro. Addio! È sepolta la +giovinezza al suono di due campane:--Odio a noi stessi; odio al nostro +destino: è sepolta desolatamente, e se ad essa si dovrebbe porre +un'iscrizione, questa sarebbe--_Semper pro me._ La trista virilità +viene innanzi con tutta la ipocrisia della posatezza. Addio!... Chi +siete? Siete, o madonne, le arpie in cuffia, e la bibbia vostra è +il libro dell'_avere:_ siete, o messeri, i mestieranti e nel cuore avete +la bottega la più sozza. Andate, andate per la via fatale che vi +è prescritta. Nessuno avrà dolore per voi: e perchè? Ma +quando comprendeste l'amore? E l'amore è fede. + +Venite, o tranquille e sante illusioni del futuro! O giovinetti, o +giovinette, amate e fremete. Accogliete nell'anima il raggio che vibra +dalle pupille intensamente fisse in voi: il cuore ribollirà nella +speranza, ed esulterà trionfando:--Sono potente! E sono per +amare!--Nella religione dell'amore troverete a fratelli i brutti, i +sofferenti, i poveri: e farete somma carità con uno sguardo più +che con tutte le limosine ufficiali: benedirete al sole, perchè +è l'amore dell'universo, e scalda il cedro e scalda la muffa. +Venite, o tranquille e sante illusioni del futuro! Baciatevi, o sposi, +e fremete. Tra le due teste giovanili ecco la testolina di un bambino. +Date fiori nei capegli a quel bambino, sulla culla ove dorme, al seno +che lo nutre. Fiori nelle manine di lui che s'alzano al cielo, fiori +tra gli occhi suoi e quelli della fanciulla complice dei primi pianti +soavi e dei primi sorrisi consapevoli, fiori tra la sua mente e +l'azzurro e cadano sulla testina di _lei!..._--Anche tu ami, o +figliuolo? O donna, il figliuolo nostro ama! E chi non ama? E la sua +vergine sorride.--Fiori alle vostre nozze.... Amore! amore! +amore!...--O figliuoli, ho irrigidite le membra fatalmente. Sugli +occhi posatemi un fiore, ed uno sulla pietra.--E si muore! Ma la vita +fu vicenda di fiori e d'amore....--E la donna? Come volarono gli anni! +La mamma, sempre santa, bellissima, felice, sempre porse fiori e +sempre amore. E porge fiori alle tombe...--Andate, andate per la via +fatale che vi è prescritta. Chi ama piangerà per voi. Sempre +comprendeste l'amore. E l'amore è fede. + +E se la fede cancella il dolore a poco a poco è dono d'Iddio. Dico +a voi che piangete, a voi che sorridete, + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Foglietto II: _Confessioni_. Foglietto III: _A mia sorella_. Foglietto +IV.... + +* * * + +--Perchè non legge più, marchesa? + +--Mio Dio!... perchè.... sa lei?... Sono commossa.... + +--Ha gli occhi rossi. + +--Non so.... Ho paura che ci arrivi una brutta notizia.... È un +presentimento: chi ha scritto queste cose si è gittate in mare.... +Temo.... Perchè furono sparsi quei foglietti sull'acque?... Temo un +suicidio.... Chi può avere scritto? + +--Si ricorda, marchesa, di quell'artista che a Vado andò in _omnibus_, +chiacchierò tanto e poi perdette l'albo? Il vento l'avrà portato al mare, +quell'albo, l'avrà sfogliato, disseminando le _confessioni_ su per +l'acqua.... Si ricorda di quel poverino? + +--Era ubbriaco! + + + + +POESIA. + + + Porto di Genova. + +O _Zena_ procace, dall'Aquasola dominatrice del mare e dei colli di +Albaro e degli orti del Bisagno! _Zena_, gemmata di ville da Portofino +ad Arenzano, sullo sfondo degli argentei uliveti o delle montagne +boscose, con tanto azzurro di cielo da darlo a scialacquare a mille +poeti! _Zena_, aperta al libeccio che da Spagna ancora spira l'alito +infocato dell'arabe fanciulle nel sangue de' tuoi figli _Sabazi_, +_internali_, _ingauni_ e _genuati_. _Zena_, consolata dai ponentelli +freschissimi puritani, bruna donna di Lerici, bionda etrusca di +Sarzana, _Janua_ antica, perfino le tue fortificazioni mi sembrano +fascie e corone d'amore alle pendici caldissime! + +Quante volte io volli sapere, più che la tua fastosa voluttà, la +tua potenza! E seppi che Filippo Visconti, quando l'ebbe nelle spire +della sua biscia, si credeva già signore d'Italia. Il duca d'Alba +vedeva l'occupazione tua come la base ad una monarchia saldissima. Se +il duca di Zenua ti avesse aunghiato per la Spagna! Il signor Le Noble +scriveva a Luigi XIV: «Genova e Marsiglia unite sotto lo stendardo dei +fiordiligi darebbero legge a Cadice e ai Dardanelli, terrebbero la +Barberia in forzato rispetto e farebbero tremare il sultano nel suo +stesso serraglio di Costantinopoli.» + +Ma non so più leggere. Quando il luglio è implacabile coi suoi +trenta gradi, io fuggo le morte biblioteche. Io voglio l'aria, il cielo, +il mare! Io voglio amare!... Amo voi, o marinai di _Zena_, che +storicamente ancora intarsiate nel vostro dialetto tante parole arabe, +spagnuole, greche e francesi; amo voi, o vele, o chiglie, o coste +rivestite di bordature, impernate, calafatate, colle fodere di rame, o +alberature sorelle! Ah! so che colle vostre bestemmiacce, colle tinte +sudice e coi rappezzi grossolani come quelli sulle tonache dei frati, +colle corde bisunte, colla cifra fatta in catrame e la solita [ancora] +GENOA, coll'odore di mare salato, voi fugate la poesia a mille miglia +lontano a rimbellettarsi su qualche paio di _labbra di corallo_, a +incipriarsi su qualche _collo d'alabastro_.... Ho detto la poesia? Ho +sbagliato: dovevo dire la Nonna poesia: quella in cuffia, colla +tabacchiera e il mazzo dei tarocchi lì sul tavolo: è titolata, +sfoggia genealogia e stemmi, e nulla fa di bene se non ha le rose +dell'aurora, le polite pieghe del peplo, le note della lira, il profumo +dell'olimpo: cinguetta coi poeti e i professoroni ufficiali, è +pettegola e si liscia. Via! di codesta donna marchesaccia siamo stufi. +C'è una bella scapigliata, con grand'occhi acuti, senza rimario sotto +le ascelle, senza svolazletti, la penna d'oca e l'elmo di Minerva, +c'è una giovinetta che s'asside anche all'ombra delle vele, viaggia +coi marinai e mangia il pane duro, conta i soldi e canta Dio e il mare. +È la vera poesia. E Natura, diffondendola in ogni atomo delle cose +create, non le disse mai:--Sarai aristocratica: sarai democratica,--ma +le impose:--Non mentirai! + +Voglio conoscere la potenza di Genova? Vado a gustare la grandiosa +poesia del suo Porto. + +Il molo vecchio costrutto da Marino Boccanegra nei faustissimi giorni del +Comune, il nuovo d'Ansaldo di Masi, la Lanterna su cui si accesero i +primi lumi nel 1316, il robusto emporio del Portofranco, i porti di +sbarco, gli argini, vorrebbero ancora dieci trombe di _cintrago_ che li +proclamasse ai regni dei voli lirici, o meglio dieci portavoci di +capitani che rivelassero a questo bassissimo mondo quante _doble_ hanno +fruttato, e quanti futuri dii frutteranno. Sull'immenso sfondo verdognolo +azzurro nereggiano gli scafi snelli dei mille bastimenti: e sugli scafi +s'inclinano i bompressi, si drizzano i bassi alberi, gli alberi di +gabbia, quelli di pappafico e l'aste: le sartie s'appoggiano alle gabbie, +i pennoni recano il velame arrotolato, e le corde, le puleggie delle +_manovre dormenti_ e delle _correnti_ formano gli apparecchi altissimi +dei lucrosi saltimbanchi del mare. Anch'io userò il vecchio paragone: il +porto è tutto una selva nella quale i venti vogliono i loro giochetti, ed +ecco le vele triangolari, le quadre, quelle che tornarono sbrandellate, +il fumo dei tubi ritorti, e i tubi sbiecati. Come hanno giocato in alto +mare! Lo sanno i marinai che hanno appeso quindici o venti voti al +santuario di Savona, o i marinai che hanno appeso il loro sacco d'ossa ai +corallumi del glauco cimitero. Nel porto si stringe la gran famiglia: le +prore sono, per così dire, i volti, le poppe danno il nome di battesimo, +l'alberatura di tre, di due tronconi, segna la casta e l'anima è giù +nella pancia. Le barchette vanno e vengono, come i domestici, come le +formiche intorno al granaio. Io vorrei dirvi il giuoco dei riflessi del +cielo e del mare, le bolle delle aspergini tranquille, gli scherzi dei +vermi marini sulla costa, le gradazioni. Ma non posso! Però voglio dirvi +come appaiono tumide le vele tese dal vento, come imbizziscono le +banderuole a fiamma e come sembri che i catenoni dell'ancore e le +scalette giù giù tremolino col tremolare degli strati dell'acqua e si +perdano in un serpeggiamento vano.... Ma che? Come mai si può osservare? +Genova è Genova: la folla è turbinosa, l'affaccendarsi incrociantesi.... +La locomotiva su un argine ripiglia fiato rapidamente ed urta i vagoni a +specchiarsi in mare. Bestemmiano, inturgidendo i muscoli, i nudi facchini +michelangioleschi: i carrioni con quattro, sei cavalli accodati sembrano +dire:--facciamo tremare la terra, la terra è nostra:--si fischia; si +urla; si inneggia. + +La scena, o signori, è unica, e l'entrata _gratis_; vedete:--il mare, +il progresso, e su il guadagno, e su ancora la poesia, e su ancora il +sole che ride di tutto. + +--O marinaio poeta, che hai letto nel gran libro dell'utile e nelle +grandi notti sull'estensione dell'Atlantico, dimmi le tue rime. + +--Cuoio, acciaio, canape, corna, indaco, cocciniglia, grano, olio, +pepe, pelo di camello, tonno, salsapariglia. + +--Ma no, che non sono rime! Noi diciamo _amore_ fa rima con _dolore_. Non +capisci? E sei _homo_, come me, sei _homo sapiens_. + +--Che cosa dice? + +--_Homo sapiens_ significa uomo sapiente. Ah? tu non intendi il latino, +sicuro. + +--Uomo _sapiente_? + +--Ebbene? Ci pensi? + +--Nulla affatto. Fa rima con _niente_. + +A questo punto il sole che rideva, mi parve sghignazzasse: io, furbo! +apro l'ombrellino. + + + + +GENOVA. + + +S'io fossi il _cintrago_, il banditore medioevale di Genova, da ogni +legno che venisse di Sardegna con sale, ne riscoterei mine tre: e mine +tre o mine una di grano da ogni legno che tornasse di Corsica, oppure +_de Maritima et Romania_. E poi _marabottini_ d'oro dalle galee che +andassero in corso al di là della Sardegna o in Ispagna. Adunerei +il popolo a suono di tromba, citerei ai placiti, ordinerei le guardie +della città, pranzerei coll'arcivescovo, e davanti a qualche +palazzo de' Fieschi, de' Grimaldi, dei Doria, degli Spinola, per +privilegio di magna prosapia fasciato di marmi bianchi e neri, +canterei le glorie di Genova mia. Vorrei essere il _cintrago_ e campare +vecchissimo vecchissimo, dal tempo dei consoli ai dogi biennali, e +dire:--N'ho vedute di cose traverso i secoli!- + +E canterei così:--Ho squillato la mia tromba pei consoli, pei +podestà, pei capitani della libertà, i Fieschi, i Grimaldi, i +Doria, gli Spinola, per il reggimento dei dodici, dei ventiquattro +coll'abate del popolo, per la signoria d'Arrigo, quella di Roberto di +Napoli e di Giovanni XXII, pei guelfi, pei ghibellini, pei dogi +perpetui della stirpe Guarca, Montalda, Adorna e Fregosa, pei dogi +biennali, i nobili privilegiati, tra l'imperversare delle fazioni di +Portico nuovo e di Portico vecchio, pei commessari francesi della +repubblica ligure. + +E narrerei:--Venite al porto. Io ho veduto le venerande galee, i +galioni, le galiazze, le galeotte, le cetee, i taridi, i panfili, le +vacchette, le borbotte, i golabi, le gatte, le cocche, le saettìe, +i portantini, gli uscieri, le flotte di quei genovesi che ghermirono +la Corsica, la Capraia, la Gorgona, Tunisi e Minorca, Almeria, +Tortosa; navigatori e guerrieri, i ghibellini contro Carlo, i guelfi +che preferirono lo esiglio al pane dato dai vincitori, i sostegni del +seggio bizantino, i mercatanti da Ceuta al mar Libico, all'Egizio, al +Sinaco, al Panfilio, al Lido, all'Arcipelago. + +E inviterei:--Moviamo al tempio di san Matteo, monumento de' Doria, al +san Donato dalla torre costantinopolitana: a san Tomaso, al san Marco +col Veneto lione, che rugge ancora coll'ultimo lamento di Andrea +Dandolo, il suicida di Curzola memoranda; che freme ancora +all'invisibile sogghigno trionfale di Pagano Doria trascinante dalla +poppa della galea capitana lo stendardo de' Veneziani. Andiamo al +Campo Pisano: ivi i tredicimila prigionieri fatti alla Meloria +cainesca e le larve disperatissime dei tremila uccisi fecero ringhiare +il proverbio tremendo:--_Chi vuol veder Pisa vada a Genova--_: i +catenoni del porto della rivale furono tagliati a pezzi, perchè +potessero essere appesi qua e là per le piazze e le vie della +trionfatrice: inventore di questa vendetta luciferina Niceto Chiarli +re delle incudi: e per lui i fabbri, devoti alle balestre, alle +bombarde, alle pignatte di fuoco lavorato, ascoltavano in Santo Sisto +un'annua messa di suffragio. A San Sepolcro sorgono le memorie de' +crocesignati, dei cavalieri, degli spedalieri, e dei cinque cardinali +affogati nei cinque sacelli da Urbano VI. Alla Casa di San Giorgio +v'è il codice di _Gazaria_, o i cartulari della compera di Caffa, +Scio e Famagosta. Al Borgo di _Prè_ si spartivano le prede nel secolo +duodecimo. Al Duomo, ricordato anche da Fazio degli Uberti per _li +porfidi et marmi orientali_, non vi so dire gli archi acuti, coi fasci +di colonnine, gli ornati a mosaico, le zone, la simbolica cristiana +orfica, le tre navi, le sedici colonne di breccia africana coi +piedestalli di basalto, il coro, il presbiterio, la cupola, la +tribuna.... Avevo già novant'anni, o messeri, e madonne, ed io, +_cintrago_, l'ho veduto l'architettore! Era l'Embriaco, guerriero di +terra e di mare, consolo ed artista. E poi passarono gli anni! Un +giorno sotto queste vôlte, che accolsero le reliquie conquistate a +Mirrea e il sacro catino a Cesarea, sdegnosamente si ricusò il +giuro di fedeltà a Federigo imperatore!... E un altro giorno si +confermò Simone Boccanegra! Quante glorie di dogi! E in un tempo +funesto cinquanta fanciulle vestite di bianco, recando l'ulivo, +imploravano pace da Luigi XII! + +E dirò ancora:--Andrea Doria fu insigne sul mare: Ambrogio Spinola +conquistò le Fiandre: Megallo Lercaro rappresenta la forza dei +traffici e delle colonie di san Giorgio benedetto. Volete leggere di +scienze, lettere e d'arti? Andalo del Negro, il Caffaro, Battista +Vernazza, Giustina Vageria, Bartolomeo Falamonica, Ansaldo Ceba, +Matteo Senarega hanno scritto: Tadisio Doria, i due Vivaldi, Colombo, +Antonio Noli, Usodimare hanno viaggiato: le pagine degli artisti le +vedrete nei palazzi: Via Nuova, a detta del Vasari, è unica al +mondo.... + +Imbocco la tromba d'oro, squillo tre volte tre, e proclamo a tutti i +venti. Udite, udite, udite: + + _Ditis opes Asiæ et claros orientis honores + Quantaque ab Euxino traditur ora salo + Pisanas acies Thuscæ decora inclita pubis, + Et traxi ad ligures gallica signa manus: + Subjectis dominans tenui cervicibus Alpes + Et tremuit nostras Aphrica terra trabes. + Afflictus toties Venetus, qua fugerat olim + In patriis novit tela petitus aquis. + Frustra, Galle, cupis, frustra es frustator, Ibere, + Frustra sæva, Ferox Insuber, arena capis. + Vinco ego dum vincor, par est victoria damni, + Sumque eadem domina servaque facta mea._ + +* * * + +In quel tempo in cui dal faro di Genova pendevano i lampioni fumigati +e le galee a velatura e palamento, dall'alta poppa teatrale, sparando +una straccia di bombarda, si piegavano su un fianco, in quei tempi in +cui una barca metteva fuori tanti remi da sembrare un millepiedi, si +poteva incominciare con quei versi la descrizione di Genova, prendere +l'aire, e gonfiarsi su fino al settimo cielo della poesia. Benedetti +tempi! Perchè non sono io nato allora? Allora non c'era questo +vezzo ribaldo di schizzare degli acquerelli fuggi fatica: così, e +così, quattro pennellate, senza fondo, senza un contorno deciso, +magari spropositati di disegno, su un brandello di carta qualunque, +per far ridere una marinara che non ci capisca un ette, per far +sorridere una marchesa, la quale indovina la sua _silhouette_ +elegantissima nei tratti del pennello tinto d'azzurro. Lasciamola +lì. A quei tempi c'era l'incisione scrupolosa che vi dava l'idea +dell'infinito mare con mille o mille dugento righe orizzontali e +digradanti. La città si vedeva chiara e netta, come una mappa: +sulle terrazze dei palagi c'era l'A, B, C, D: nel cartellino poi +appiccato sul mare si leggeva la brava spiegazione dell'A, B, C, D.... + +--Adesso c'è la fotografia. + +--Verissimo. Chi vuole le cose ammodo ricorra alla raccolta di vedute +che il padre Abate Giolfi pittore dedicava a Sua Eccellenza il signor +Giuseppe Boria Duca di Massanova e di Facina. + +---Ricorra alle fotografie del Degoix. + +Io non posso tracciare giù la pianta della città, nè +m'intendo di cose serie da imbandirvi, come s'usa, i primi cenni, la +scorsa da un capo all'altro, la Genova considerata militarmente, le +vecchie mura, il porto, il portofranco, l'acquidotto, le Belle Arti, i +palazzi, ecc., ecc. + +Poh! questa mancherebbe: che voi mi pigliaste sul serio. No! no! Sono +chi sono: un poveraccio faticato dagli studi sui codici, un esule +volontario dalle dotte e morte biblioteche, un antiquario, che, +lavandosi la faccia nell'acqua limpidissima e scacciando la +polveraglia dei morti, incomincia a vederci meglio. Oh poesia +strapotente del cielo e del mare! Oh vita mia! Oh liberi sogni +d'artista! Se poi.... Marchesa, mi presti il suo occhialino +capriccioso: attraverso quelle lenti devo vederne di belle cose, se +già ci è passato il suo raggio visuale! Marchesa, mi favorisca +il suo albo.... Ella insidiosissimamente ha tutto profumato con quel +suo _muguet!_... Viaggiamo insieme verso Genova: in prima classe, già +s'intende. + +Mi pare e non mi pare, ma il fischio della locomotiva, che entra +appunto nella stazione, ha come insultato il mio esordio, l'epigramma +dello Scaligero; perciò m'imbizzisco, e dimentico l'altro di +Maurizio Cattaneo, l'eroe delle tre navi, il vincitore della flotta di +Maometto, dimentico il distico di Antonio Asteggiano da Villanove, i +versi di Bettinelli, di Chiabrera, le lodi di Bonamico, di Muratori, +di Giovanni Villuani, del Brusoni, di Sua Maestà l'Imperatore +Cantacuzeno.... + +* * * + +O Genova! o Genova! Chi può mai descrivere i tuoi palazzi di via +Balbi, della Nunziata, della Nuova o della Nuovissima, e le casette a +otto piani nelle strettucce che sembrano scolatoi al mare? Chi ti +dirà il nobile effluvio dei cedri e il plebeo fetore del +baccalà; la splendida pace dei pensili orti e l'arrabattarsi +lucroso nel porto: la vita opulentemente stanca nelle sale d'ozio e la +insaziabile voluttà della marmaglia saettata dal sole: la bianca +melanconia degli atri, degli scaloni, delle corti solitarie e +l'immensa gazzarra delle mille navi? Chi dirà, in qual reggia, in +qual sala dipinta da Guercino, Van Dik e Bubens, cento cavalieri e +quaranta dame furono convitati magnificentissimamente, serviti con +piatti d'argento e d'oro, e i piatti ammucchiati a formare tante +colonne fino alla volta: e chi descriverà la cena del pollivendolo, +il tozzo rosicchiato, sotto l'incarco d'una gabbiona pidocchiosa e +insudiciata? + +Ma da che parte si deve incominciare? + +--_Venturi non immemor ævi--Sibi et Urbi_--è scritto sui potenti +fastigi: Lodovico XII diceva ai patrizi di San Giorgio: «Voi siete +meglio alloggiati di me:» e lo dicevano Carlo V e Filippo II. Genova +è la città dei palazzi: vi architettarono l'Alessi, il Lurago, +il Vannone, il Bianco: vi pinsero il Calvi, il Semini, il Cambias, il +Tavarone, il Fiasella, i Carloni, l'Ansaldi. + +Le facciate sono incrostate di marmi o coperte di freschi mitologici, +storici; le colonne di bianco Carrara o i pilastri di cupe bozze +sorreggono gli architravi stemmati delle porte maestre; le cornici, le +statue, le balaustre, gli scudi, i timpani, le piramidette, i festoni, i +bassorilievi, i loggiati, le inferriate sporgenti, con forte armonia +s'intonano alle linee del quadro, dovuto alla scuola di Michelangiolo e +del Bernino: una intera via, due, tre, quattro.... quattro prospettive +sceniche di sedi olimpiche. Nei vestiboli lastricati di marmi o s'adagia +un larghissimo scalone, coi lioni maestosi, veglianti sui piedestalli, +oppure un velo d'acqua frescamente scende a bagnare le muscose spalle di +due cariatidi reggenti la conchiglia, oppure tra le colonne appaiate +scintilla, come sfondo, l'azzurro mare e il cielo secato dagli apparecchi +aerei delle infinite alberature. Vi sono scalee che danno a cortili, e +nuovamente cortili che danno a scalee, e su ancora.... Arriviamo ai +terrazzi, alle logge, ai giardini sostenuti da baluardi, agli elisi, ove +le rose e gli aranci, la flora ligure venustissima non suade che amori, +coi profumi spossatori dei talami sempre fecondi. E vi sono scalee che +accedono alle straricche anticamere e agli appartamenti: ori, pietre, +stucchi, cristallo, basalto, alabastro, colonne doriche, ioniche, +corinzie, tele, freschi, statue, tutto vedi.... Cioè, non vedi niente: +perchè subisci là dentro un'arte sola strapotentissima, la seduzione. Là +comprendi quella incasta mitologia del decadimento, là fremi +all'incondito atteggiarsi delle Veneri, là capisci che la Medicea +formosissima non è donna, perchè perfetta. Sui terrazzi, ove ghignano i +mascaroni e nelle sale ove stringono l'occhietto le ninfe, una ebrietà di +tripudi ti dà il capogiro.... La dama, di cui si sparge l'olezzo mondano, +la dama che imagini con te, la vorresti coi nèi, colla cipria, colla +sapiente raffinatezza del secolo pettegolo, colla insidia vampirica delle +corti di Francia, nata espresso per esser civetta e dannatrice accorta +d'uomini. Ghigni anche tu, e anche tu stringi l'occhietto.... E quando +pensi che le acute scarpine, la veste _bergère_ a fiorami d'ortensia, il +busto colmo e giù appuntato, gli _accroche-coeurs,_ i nèi.... i meno +svelati.... tutto è finito! La dama giace sotto in qualche chiesa +barocca, sotto la pietra barocca, già dimenticata dalla prece barocca, +già.... Ah i lombrichi appartengono al realismo!... Quando ti trovi solo, +tu piangi d'amarissima voluttà! Guardi, cerchi e fantastichi: vedi il +bruno ritratto di _colei_ che t'avrebbe avvinghiato, lo scrittoio a +specchi ed oro su cui t'avrebbbe scritto il bigliettino galeotto, le +bugie olandesi che t'avrebbe accese....(11) Ti vanno e ti vengono innanzi +gli occhi le manine bianche, colle unghie rosee, coi braccialetti che +segnano nella carnicina grassottina la depressione sotto l'oro massiccio. +Non sono ancora accese le complici bugie per le?... Passi per le stanze +del riposo, coi moschetti di drappo a pennacchi, colle coltri dense, coi +cuscini gonfi, coi tavolini da notte inesplorabili: tutto sa l'odore +della vipera. Passi nella biblioteca, lunga, lunga, lunga.... Un +volumaccio è ancora aperto su un leggìo: ha il labbro rosso, le pagine +gialle e su una gottaccia tabaccosa.... Vegliava il geloso marito nella +biblioteca.... Passi nella galleria dei quadri, delle statue, delle +incisioni, delle conchiglie, in altre sale, in altre.... La semiluce è +triste: è triste la memoria dei morti: è tristissimo l'insaziabile +desiderio per coloro che non sono più. Chi guardi? Chi cerchi? Chi +domandi?--È morta da un un pezzo, eh! + +Passando innanzi ai portoni, _la_ vedi sotto il velo d'acqua +freschissima. Adagio: prima di mettere il subbuglio in qualche +cuoricino. _La_ vedi che ha già fatto la doccia e sale lo scalone +mollissimamente. Adagio ancora: prima di compromettermi con qualche +mammina. _La_ vedi che, col parasole stillante, ti ride in faccia... Per +un capriccio la è passata sotto le spalle delle cariatidi a +spruzzarsi un po' giocherellando. Del rimanente sappi che la vestiva +un abito lunghissimo, alto, così e così. È la padrona del +palazzo che tornava dalla messa e ascendeva al sommo terrazzone... + +O logge aeree, o grotte verdiccie; ultimi fastigi su cui trionfa lo +stemma, primi gradini col _salve_! O fiori che vedete il mare, marmi che +riflettete il cielo!... Donna, che mi appari, più formidabile del +Doria, appoggiata alla colonna, a cui già concessero le spalle la +mamma, la nonna, la bisnonna, fervidissima stirpe: o donna, sei +padrona del cielo, del mare, dell'infinito, dell'invisibile! Andrea +Doria nel classico suo palazzo fuor di Porta San Tomaso accoglieva +Carlo e Filippo re e la loro corte, e li faceva servire a suono di +fischietto, come se egli fosse sulla sua capitana. Tu accogli me, come +se tu fossi nel tuo regno e comandami col tuo riso... Non sono +imperatore, nè grande, nè poeta! E tu hai il riso del tuo regno, +del cielo, del mare, dell'infinito, dell'invisibile!... Io servirò +te... Andrea fischiava due coronati e ben faceva: tu fischi me colla +gola del serpente. Il tuo regno è il deserto: lo so: la vanità +della tua bellezza non ti concedette che il tormento della tua +bellezza. + +O donna, stringi il libro delle preghiere convulsamente. + +* * * + +Se babbo, invece di darmi tra mano un codice ne' bei giorni della mia +giovinezza, m'avesse lasciato la carissima tavolozza, io avrei +schizzate tante macchiette quante ne abbisognavano per la processione +del _Corpus Domini:_ e potrei sorridere nel mio studiolo ad una ad una +di quelle che passano sotto gli arcucci dei tragetti, e s'affaccendano +nella contrada del mercato: una contrada fonda come un pozzo, dove da +una finestra all'altra delle case è in mostra sulle corde tutta +l'opera fatta dal bucato nella settimana: panni bianchi, panni rossi, +panni azzurri, l'allegra coccarda dei marinai a tre colori bagnati di +sudore. Alle botteghe a destra e a sinistra, qua e là panche e +corbe, e corbe e panche. La dico una contrada quella dove c'è di +tutto, dal mazzolino di fiori per lei, marchesa, al mucchio appetitoso +di lumache testacee chiuse nelle gabbie, come i passerotti: e pel +pittore tocchi di verde smeraldo, di cinabro, di giallolini: oh che +gazzarra! Fogliami spiccati, creste accese di galli, fette avvistate +di zucche, e via! Dove non c'è una cosa sola, quella santa pulizia. +Oh che sciupo di penne di pollastri e di spine di pesci! Che misto di +magro e grasso! Che confusione di venditrici austere e di sguaiate +esibitrici! E odore di baccalà, e grida senesi e filatere di +muletti, e risse sempre pronte... + +Ho detto una processione di macchiette: nè più, nè meno. I +montanari sono già calati dalle viottole, quello colle frutta, +quello col pollame, quello col fieno, quello colla farina. Ecco i due +pescatori tozzotti che vengono reggendo l'uno di qua, l'altro di +là, la cesta piena di _murun_, il re dei pesci; ecco la donnaccia +colla stadera e colla corba dei _funzéti beli_: ecco la fante del +curato colla sporta e il libro della messa: e la massaia che cammina +cogli occhi a terra, a guardare le sue scarpe nuove dal pattume e +dagli scheggioni: ecco una ribaldella.... + +Che sei, ribaldella? Sei la bellissima dagli occhi neri. Se io fossi +pittore manierista, ti pingerei col pezzotto bianco, colla crocetta +d'oro in collo, colla camicia e le bretelle delle coriste pastorali, +colla gonna azzurra.... Ma tu sei la bellissima dagli occhi neri. Hai +la testa scoperta e i capegli scarmigliati, il guarnellino +procacemente discinto, la veste a strappi: sei tutta polverosa e +spensierata.... Anche tu somigli a quella sdegnosissima patrizia che +appoggiava le spalle alla colonna del terrazzo marmoreo. Chi sei? Che +cosa vendi? + +* * * + +Marchesa, le restituisco l'albo e il _pince-nez_. Mi scusi, ma.... le +sue lenti mi paiono maliziose, sì da farmi vedere sempre, troppo, +anche quando non voglio. + +Mi metterò gli occhialoni d'antiquario e leggerò il catalogo +dell'Armeria genovese, che m'ha dato un reverendo scolopio. Dunque +c'erano:--«un cannone di legno antichissimo: un rostro di nave +probabilmente dei tempi delle zuffe con Magone cartaginese: alcune +corazze con intagli, geroglifici e sigle; la fama le diceva usate +dalle donne genovesi ch'erano andate a combattere in Terrasanta, la +forma del petto le dichiara....» + +Se le dichiara! Anche pel dì d'oggi! Date due massime corazze per +la patrizia e per la ribaldella, + + + + +FIORELLINI. + + + Monti di Pegli. + +Chi vi coglie? Fiorite ed appassite, e non sapete che sul candidissimo +seno di una dama, sulle braccia tarlate di una crocetta nera, altri +fiori, meno belli di voi, più belli di voi, agitano i petali al +susurro di una parola rovente, al prorotto singhiozzare d'una +preghiera. Fiorite ed appassite, e chi passa vi guarda e dice che le +speranze, i dolori, si sciupano in questa vita, come i vostri petali +ad uno ad uno, quando posate nelle mani della elegante passeggiatrice. +Ella vi sfoglia per sapere l'amore che dura un giorno.... + +Non sa l'amore e si trova senza speranze e senza dolori. + + + + +NOTTE STELLATA. + + + Sestri Ponente. + +Quella notte al lido tacevamo.... + +Il vasto libro dell'astronomia è aperto sopra il nostro capo. +Leggavi il sapiente e l'idiota, il felice e l'infelice. + +Quella notte al lido tacevamo. + + + + +STELLE CADENTI. + + + Sestri Ponente. + +Le stelle più poetiche delle notti estive, le stelle inseguentisi +con velocissime curve, le soavi luci cangianti che scorrono al bacio +d'argento del mare! E il mare rispondendo al cielo sussulta, e dove le +crespe sue accarezzano i fiori, fiori della spiaggia, fiori delle +profondità, ogni ondeggiamento porta un gorgoglio--Amore!--ed ogni +gorgoglio una spruzzata di perle.... + + + + +AL TRAMONTO. + + + Sestri Ponente. + +Al tramonto rilucono le crocette dei campanili, le facciatelle delle +chiese sembrano parate a solennità con drappi d'oro e rosati, le +rupi hanno profili avvistati, le ombre azzurrigne invitano ai bisbigli +d'amore, dalle corna dei monti si stendono le pezze di porpora e si +allargano giù per le chine, scappando ai piani, dalle valli si leva +un vapore paonazziccio, nei paesi ogni casetta ha una gronda lucente e +un comignolo giocondamente fumante.... + +O anime gentili e mestissime, io contemplo i fiorellini strisciati +dall'ultimo raggio di sole. + +E perchè di quei fiorellini io colgo e bacio l'appassito? + + + + +BARCANERA. + + + Sestri Ponente. + +Aspetteremo una notte senza luna e senza stelle, a mare cupo, a pace +di cimitero. + +Ti metteremo remi neri, vele nere, in prora corona di fiori funerari, +o barca che t'apparecchi al viaggio per là, da dove non si torna. +La notte sarà un immenso tempio parato a lutto, la spuma dell'onda +sarà l'argento della coltre, la pace sarà la desolazione... O +Signore! Nè alla spiaggia venga fanciulla che pianga, nè lungo +il viaggio batta seguace ala d'alcione. Solitudine vastissima! + +E coi remi accarezzeremo il mare, e volgeremo le vele al vento, sì +da farle crepitare come se baciate insistentemente, e petalo per +petalo, o poeta della notte, sciuperemo i fiori della corona. + +--L'amavi? + +--Era la mia vita. + +--Come aveva nome? + +--Illusione. + + + + +L'ANCORA. + + +--Áncora,--gongolò il mio professore cogli occhiali d'oro--deriva +da =angkyra= e =angkyra= da =agkylos= che significa uncinato. I greci +non conobbero questo istrumento che dopo la guerra di Troia. Plinio ne +fa inventori i Fenici, i Tirreni e Pausania menziona Mida re dei Frigi. + +--L'ancora,--mi disse un fabbro nudo fino alla cintura, re d'una +fucina in cui si profondava fino alle caviglie nel polverio nero, +s'arroventava la gola e lagrimavano gli occhi--può pesare da 150 a +4000 chilogrammi,--e alzava un martello da venti, lasciandolo cadere +su un'incudine suonante come un concerto di dieci campane. + +--Ha l'anello, o _cicala_, il _fusto_, i bracci, le marre o _patte_, e il +ceppo--mi accontentò un ingegnere navale, aprendo il suo +portafogli, come chi dicesse:--ho i miei affari, non il tempo per +chiacchierare. + +--All'ancora maestra si dava il nome di ancora di salute: e c'è +l'ancora di misericordia--mi soggiunse un marinaio segnandosi di +croce.--Ma si calano colle gomene pregando Dio. + +--L'ancora--mi suonò nelle orecchie il curato--è l'emblema... + +E non volli più ascoltarlo. + +E tu, fanciulla, mi domandi? + +Ti ho risposto. + +Io ti parlerò; parlerò di desolazione. + +Alla sera ho sognato che tu eri raggiante come un faro, avevi una +stella in fronte e stringevi un'ancora per me. + + + + +O CARO BIMBO. + + +A lume di luna, che ti rende macchietta mestissima, che fai? Colle +gambe nell'acqua, che ti pone intorno alle ginocchia un anello +oscillante d'argento, che guardi? + +Colla camiciuola al basso già inzuppata, che alle mamme cittadine +fa pensare al raffreddore (che non verrà), che cosa spii? Spii il +mare: vuol mettersi al buono. + +Dimmi, e perchè? Perchè tornerà. Chi? Il babbo marinaio che è partito con +in collo la santa medaglietta di Savona, che è partito per l'America da +due anni, il giorno della Concezione? Il babbo che più non scrive? +Tornerà il bastimentino: il bastimentino fatto con uno scheggione di +legno... + +O _Bacciccin_! Aspetta, aspetta, o caro bimbo: ancora non conosci il +dolore. E se non tornasse il bastimentino? La tua Lena ne farà un +altro. + +E se non tornasse il babbo? + + + + +CONVOGLI. + + +E passavano giù nella valle, pel letto asciutto del torrente. I +mulattieri col cappello di paglia, la camicia azzurra, la fascia +rossa, avevano la frusta a chiovetti d'ottone schioccante ad ogni +minuto, e la bocca coi barbigi arsicci ad ogni secondo schioccante di +bestemmie: le bestie poderose colla gran placca sulla fronte, a +protettrice la Madonna, col campanaccio e i pendagli: le carra, a +ruote di cannone, trabalzanti sotto un monte di barili, di sacca, di +legname, di balle, o che altro. E un carro, e due, e tre, e sei, ed +otto... La processione senza croce, ma coi moccoli! Bisogna dirlo, pel +mulo, è regola genovese, un santo tirato giù di paradiso è un +pungolo alla groppa. + +Oh come io studiavo le facce! Faccie biscagline, faccie castigliane, +faccie senza battesimo: e tutte alla golaccia avevano il capestro; no, +cioè le cordicelle colla santa medaglietta di Savona. + +Perdonate: chi mi bisbigliava è quel curato colla veste colore +abete, e proprio resinosa, col tricorno a cordicelle allentatissime, +colla faccia non da benedizione, il quale curato da questi mulattieri +non si ha altro che qualche gomitata, e non ascolta che litanie non +canoniche. So che costoro hanno la fermata all'osteria e non alla +chiesa, so che anche a notte l'eco dei cimiteri in suono d'ossa +sbatacchiate su per le croci di legno ripete lo scoppiettare dalle +loro fruste, so... E che cosa so? Niente: che passavano e passavano e +passavano, macchiette variopinte, sullo sfondo della vallata, che mi +tiravo da banda al tempestar dell'unghie dei muli, che qualche volta +in cuor mio dicevo:--Buon viaggio! + +E se ancora passate, passate, passate, metteteci un po' di garbo ad +avvisare le signorine: e del resto, buonissimo viaggio! + + + + +L'OSTERIA. + + +E l'osteria di solito è posta al canto della via principale e di un +tragetto: quella fornisce i bevitori mulattieri che si assetano sulla +strada da Savona a Genova; questo che fra due murelli d'orti va al +mare, dà i pescatori e i lavoranti del cantiere. L'insegna è +dipinta d'azzurro, e non c'è nome d'oste o di vedova che lì non +s'abbia il suo battesimo popolare. Chi entra deve guardarsi dalla +focaccia gialla-unticcia, che odora su un gran piatto di peltro, e dal +barile sgocciolante, ritto in piedi, coperto di frasche di vite, e +fatto tavolo a sette od otto mezzine di maiolica dipinta. Pareti a +tutte tinte, dalle sudicie alle aerine, come le tavolozze +dell'avvenire; pancone a gambe divaricate: sfondo di sale e sale a +parate grigie di ragnatele. Chi amasse poi lo studio degli accessorii, +vi trova la lampada di ottone coi quattro becchi, la statuina del +Ballila, sul muro gli ultimi numeri estratti al lotto di Genova +scarabocchiati a carbone, ai vetri le sfogliacce a tenda, alla +soffitta negra e rognosa il finestruolo per spiare giù. + +Nella strada cresce un remore di sonagli e di zampe e di ruote, cresce +e poi s'arresta.... Ecco entra nell'osteria un mulattiere col +camiciotto sudato, colla frusta in collo, colla destra mano che +suffrega le labbra bruciate. L'oste non c'è. Il mulattiere leva la +voce ed incomincia:--Per Dio Sacrrr....! + +Il curato che passa davanti all'osteria guarda la bestiaccia (non dico +il mulattiere), e fa il suo conto:--Un mulo come questo vale una +parrocchia di montagna. + + + + +I MONTANARI. + + +Venivano giù per le stradette colle corbe piene di frutta, colle +ceste del pollame, col fascio di fieno, colla sacca infarinata. E +quello aveva la berretta rossa e lasciava nei passi soleggiati una +fragranza dolce di prugne e di pesche, come maturate nelle stufe: e +quello un pezzotto di vela incatramata e ad ogni brusco sasso eccitava +il canto mattiniero del gallo imprigionato: quello si nascondeva sotto +sotto e scendeva con fruscio fra i murelli e fra le siepi: e quella +berretta bigia veniva giù fra un polverio, come una Dea fra le +nebbie. E c'erano i fanciulli cantacchianti e i cagnuoli a mozze +orecchie e coda ritorta, i cagnuoli d'avanguardia. + +Venivano giù dagli orti fecondi, rigati da cannuccie bianche a +sostenere le viti: dalle case fatte di pietra accostate senza calce, +angolose e bige: dai pratelli stesi sul declivio, come tanti rappezzi +sulla vesta arsiccia della montagna, arsiccia e stracciata dalle rupi; +dai molini stillanti, dove le paie delle ruote avevano i bei riflessi +lucenti d'azzurro girando all'insù, dove fuggendo giù si tingono +di verdemare, sommovendo l'acqua. + +Amo i vostri orti, e le case, e i pratelli e i molini: non amo i +vostri cimiteri. Invidiate il marinaio: l'ossa sue, rotolate nei fondi +glauchi, hanno posa di quando in quando, cullate dalla voluttuosissima +vegetazione del mare: le vostre si corrodono tra gli scheggioni quelle +non pagano il nolo della requie; le vostre su un bisunto libriccino e +sul cartone dell'_offitium_ hanno fatto notare:--_soldi trenta_. + +Ma voi avete, montanari, la bianca chiesuola delle sante litanie e per +me le litanie sono tutte un canto d'amore. + + + + +INFELICISSIMO. + + +Sorridevano gli sposini, sorridevano le fanciulle, sorridevano le +mamme.... Quel povero infelice che aveva deforme la persona, +sospettosamente passava tra gli allegri bagnanti, e cercava la +spiaggia deserta e sedeva di faccia al mare. Era un amore il cielo: +era un amore il mare. E l'infelicissimo sentiva che le stelle +scintillavano nell'anima della notte con palpito di soavità, +sentiva che il fremito delle onde era un sussulto della vita +universale della natura, si sentiva parte dell'infinito Amore.... Non +gli sorrideva la donna. + + + + +BUONA VENDEMMIA! BUON RIPOSO! + + +Vidi al davanzale di una finestra una bottiglia in cui era piantato un +tralcio di vite: questo, rigogliosissimo, aveva tanti e tanti +grappolini verdi. + +Il bimbo che mi era insieme:--Qual è il paese, mi disse, dove ci +son gli ometti così piccoli da fare la vendemmia alle pergole come +quelle lì? + +O Madonna! che cosa avrei dato per essere come lui, per potergli +rispondere da pari a pari:--Quello dove gli sposini s'addormentano +dentro un bottone di rosa. + + + + + +LAGRIME E SORRISI + + A mia sorella nel giorno dei morti, + 2 novembre 1873. + + +Meditai, cercando la solitudine, e scrissi, appoggiandomi al muro di +un cimitero. Guardando il cielo fra i neri boschi e sorridendo +nell'azzurro alle larve della fantasia, io credetti d'aver pensato a +qualcosa: contemplando le croci del tristissimo campo, m'accorsi che i +miei pensieri furono deliri di mente malata. Tutto finisce! E che +resterà di queste pagine? + +* * * + +Passa la bellezza, come profumo all'aria, e il suo ricordo sarà un +rimpianto. Dura invece la bontà, come l'incenso nel chiuso +tabernacolo, la carità fatta non invecchia mai, ed è sempre +sorella alla carità da farsi. + + +Ama chi sorride e non chi ride. Ricordati che il sorriso è raggio +d'alba nel crepuscolo della meditazione, che il riso è lume vulgare +in una lucerna di terra; l'alba è foriera del giorno sempre: la +vile lucerna un dì o l'altro si spezza. + + +La musica è l'arte gentile, la primigenia figlia del cuore umano, +nata col primo amore, col primo dolore. + + +La speranza fu data al cuore dell'uomo, come ai giardini il fiore. Ma +qual è il fiore che sempre mantenga la sua freschezza e il suo +profumo? + + +Ama la solitudine. Siccome tra il silenzio dei boschi puoi nel +crepuscolo intendere il suono soavissimo delle campanelle lontane, +così nella pace del cuore potrai sorridere all'armonia dilungantesi +de' tuoi ricordi. + + +Gli occhi stanchi di pianto sono i più degni di riposarsi nella +contemplazione del cielo. + + +Se l'anima tua è un tranquillissimo ruscello che scorre dall'alto +tra due rive di fiori, perchè sempre rifletta il colore del cielo, +prega che i fiori non diventino alberi, e gli alberi non facciano +bosco. Parlo di quei fiori che hanno profumi fugaci. + + +Se l'anima tua è un'onda tempestosa, non disperare che si franga nel buio +per sempre. Prima di rotolare agli scogli drizza la cresta possente, e +più è furiosa, più è illuminata dai lampi dell'uragano. + + +Se saprai amare, saprai pregare, + + +La mente cerca senza trovare nei labirinti della filosofia: il cuore +trova senza cercare nel giardino della giovinezza. + + +Tutto finisce! Anche il dolore: e la pianticella che dedicasti alla +requie di un caro un giorno schiuderà il fiore che offrirai a un +carissimo vivente. Tutto finisce! + + +Sia costante la tua volontà nell'operare il bene: se ad esso non +puoi spingerti col volo robusto dell'aquila, abbandonati collo slancio +placidissimo della colomba. + + +Ricordati: medita la vita di fronte alla morte. Vedrai quanti +pregiudizi, quante paure, quante viltà svaniranno in faccia alle +croci: di quell'esosissimo giogo di delitti contro-coscienza complici +sono i vivi, liberatori i morti. Prova l'anima tua, affacciandoti +sull'orlo di una fossa scavata, non curvandoti dinanzi al disprezzo +della società. + + +E se la vita è una comedia, perchè non a tutti gli attori fu +data la maschera? + + +E se la vita è un pellegrinaggio di fratelli, perchè la meta a +tutti non è mostrata collo stesso raggio d'intelligenza? + + +Il filosofo tracciò sul cranio dell'uomo le cifre che segnano nel +cervello le facoltà della vita: il teologo notomizzò l'anima e +credette trovare i peccati capitali e le virtù: il materialista +rise di tutto. Quanto è più potente l'amore! La parola t'amo +è la sintesi imperiosa di tutte le virtu, di tutti i peccati: +l'amore di Beatrice fece immortale il genio, l'amore di Cleopatra fece +immortale la vergogna. + + +Ama chi piange. Ricordati che le lagrime sono il battesimo della +virtù. + + +L'arte è la grande arpa a innumeri corde, l'arpa del cuore, cui +corrispondono i suoni del creato: è l'immenso prisma che svela i +colori della luce. Fremano adunque le note al tocco il più santo: +brillino le iridi al raggio di sole il più puro. + + +Piangere a un'armonia, è sorridere agli angioli. + + +Se la stella dell'amore brilla sopra un cranio, io credo che anche le +mascelle, che paiono spolpate per ghignare all'uomo col cinismo del +materialista, possono sorridere a Dio col sorriso della fede. + + +La monachella che a notte balzò esterrefatta dal letto, che si rannicchiò +pudibonda sull'inginocchiatoio, storcendo le braccia, le quali nel +sogno erano aperte ad abbracciare cupidamente, la monachella che +supplico:--_Vade retro_!--al mattino, suonando l'organo ad onore della +Madonna, trovò sì dolci armonie, che le suore dissero:--Pare santa +Cecilia! + +Non era santa: era innamorata. + + +Il piede della donna calpesta le rose, calpesta le vipere. + + +Venne nella casa la coltre del cataletto? Venne, come è destino, e +si partì. Tutto si partì? Ecco il vuoto: ecco la religione +soccorritrice. Io so che qualcosa s'affaccia agli usci, tiene in +rispettoso timore i vivi, guarda le gocce di cera sul pavimento o i +petali sparsi di qualche fiore o la segatura, fa più triste il +silenzio, più desolato il disordine, occupa nessun posto e li +occupa tutti, sorprende nell'aria nauseosa pel fumo delle torce +l'ultima preghiera morente del corteo che sfilò, la prima parola di +comando che disse l'erede, s'appiatta dappertutto, buca dalle pieghe +del testamento, e domanda:--È finito?--È finito: il morto +viaggia al cimitero. All'indomani tutto sarà come prima, come un +mese fa, come un anno fa: ognuno ripiglierà il suo posto +impossibile che possa essere altrimenti.... O Dio! il posto vuoto è +divenuto un altare, e noi aspettiamo _lui_ o _lei_ che aspetta noi! + + +Fede abbiamo ogni giorno: ma quando sommeremo gli anni agli anni, +tristissima desolazione sarà quella di accorgerci che ricordiamo un +nome ai figli, o ai figli dei figli, che la vicenda della vita fu +varia, che il tempo, il quale raschia le iscrizioni sulle croci di +cimitero, cala e cala le sue nebbie nell'anima nostra! E noi giurammo +eterno il dolore!... Nevicò tanti inverni in camposanto!... I figli +avranno figli ancora, e avranno nipoti!... Nevicherà tanti inverni +in camposanto!... E noi? O giovani, noi saremo su un seggiolone, +scongiurando la morte che ne stia lontana, o giù tra le quattr'assi +nell'eterno buio. E voi, o fanciulle, che leggete sorridendo, avrete +fatto portare l'inginocchiatoio di penitenza nella parrocchia e più +vicino ogni dì al confessionale e all'altare delle sette +indulgenze, o basso giacerete colle mani in croce. Se avremo figli, +noi dagli occhi di quelli, quando ci si stringeranno attorno, +domandando:--State bène?--noi attingeremo gli sbiaditi ricordi di +pianti e di sorrisi, e ci interrogheremo sconfortati: E noi giurammo +eterno il dolore?--Se avremo figli, essi verranno sulla nostra fossa e +prometteranno di venire sempre: ohimè! pongano una croce di legno: +è l'immagine più vera del dolore: essa perde il nome, si tarla, +si sfianca, cade, e serve a cuocere la cena alla famiglia del +becchino... Nevicherà tanti inverni in camposanto! + + +Molte cose vedrai, frequentando la società, moltissimo imparerai +nella solitudine della tua meditazione. Ma tutte vedi e apprezza con +una sola unità di misura, col ricordo insistente:--La mia missione +è missione di carità. + + +Natura crea il nostro corpo: l'arte il nostro spirito. + + +Se la sera ti concede il bacio della soave melanconia, benedici le tue +lagrime e sorridi alle tue speranze. È il bacio di un angiolo +custode. + + +La vanità dei sistemi filosofici portò sugli scogli della vita +null'altro che la spuma dell'orgoglio. Il Vangelo irradiò il mondo, +santa luce d'aurora, e fu l'amore universale, come il sole che scalda +il cedro e l'arbuscello. + + +Amare è sperare: sperare è vivere oltre tomba. + + +Se tu, ogni sera, annotassi le impressioni avute nella giornata, +avresti un dì un libro di preghiere. + + +Perchè ti parlo così? Perchè amo la melanconica ora del sole +morente. + + +Ricordati: i vecchi che già esaurirono cuore e mente scrivono colle +spalle: i giovani hanno l'ingegno nel cuore. Ecco perchè le +biblioteche possono dare ogni anno ai futuri topi buon pasto di +dissertazioni erudite: ecco perchè una fanciulla ad una poesia +può consacrare una lagrima o un sogno. + + +Io parlerò parole di desolazione, perchè la fede fu data prima a gioia +per essere angoscia dappoi: perchè la speranza è un àncora che ha catena +di dolori: perchè la carità è la livrea ufficiale dell'usura che da +cinque in questa vita e spera cento nell'altra. E questo pei cosidetti +_buoni_. E pei tristi? Tutto è uno sghignazzo che scroscia colle rughe +schifose dell'anima decrepita, + + +Ho amato la solitudine, in essa solo ho sentito me stesso, e ti ho +detto:---Io ti parlerò parole di conforto, perocchè la fede è +la stella che fulgidissima brilla sull'oscurità degli scogli e +dell'onda, nella notte del terrore: la speranza ha catena di dolori, +ma più questa è lunga, più l'ancora serve nei mari profondi: +la carità è lume amorosissimo d'eguaglianza. + + +Oh ti supplico! getta quel libro da cui esce il ghigno di Mefistofele: +chiudi quello da cui scoppia il riso tripudiante del mondo: ama quello +tra le cui pagine potresti porre, a segno, il fiore che offristi a tua +madre. + + +Cercare Dio colla luciferina superbia dei sistemi filosofici è +vedere il sole attraverso le nubi: trovare Dio colla fede e colla +speranza che danno il dolore e l'amore è abbagliare l'anima allo +splendidissimo sole di mezzogiorno. + + +Ama la carità, e pensa che la minima è quella che si fa a +denaro. Ama la carità, e pensa che più è quello che ricevi, +che quello che dai. + + +Un pensiero d'amore è il fiore dell'anima. Forse che all'umile +arbuscello in camposanto non fu concesso il fiore? + + +Sai tu che sia il dolore? Troppe volte è l'ultima parola vuota di +un verso vuotissimo per far rima con amore. + + +Non invidiare ad alcuno il tristo dono dell'ingegno: tutte le +cognizioni che ci danno i libri sono come i secchi delle Danaidi +portati al cuore. Esulta se in te hai il potentissimo dono di amare. + + +Sai tu che cosa sia la melanconia? Molte volte il fondersi di due +crepuscoli, quello dell'amore con quello del dolore. + + +Se un uomo ti stringesse la mano, sì che tu avessi ad arrossirne, +domanda:--Non pensate che vi posso essere sorella? + + +Che cosa sono i ricordi? Troppe volte la tisi dell'anima. + + +Ama la croce. L'avesti a capo della tua culla, l'avrai sulla tua +fossa. + + +Non consultare lo specchio per conoscerti. Consulta i volti di coloro +cui dirigi una parola di carità. + + +Ama la musica. Credila il preludio di quel giorno eterno di cui il +sole sia l'amore. + + +Vedesti il mare? Ricordati che se il turbine della passione si scatena +nel tuo cuore può toglierti i placidissimi ricordi di tua madre, +come l'onda che si rovescia sulla spiaggia cancella il nome che +tracciasti nella sabbia. + + +Vedesti le Alpi? Ricordati che l'aquila pone il nido sulle rocce +eccelse, e s'affisa nel sole, coll'ali proteggendo i suoi figli. + + +Breve è la vita, ma ferve qualche cosa in noi che coll'intensità +vince la estensione. + + +Sai tu che voglia dire la parola _per sempre?_ Nella vita vuol dire +promettere ciò che non è in noi: in morte, ciò che speriamo +nell'ultima illusione. + + +Rivedere i luoghi ove hai gioito, e dove non gioirai mai più, è +come porre una corona di semprevivi sopra una fossa. + + +Che è la vita senza speranza? Una gittata di dadi fra le tenebre, +fra i deliri. + + +È silente intorno a me la campagna: solo le squille di una campana +lontana mi giungono attraverso il bosco, come le voci venerande di chi +non è più, versandomi nell'anima i ricordi del passato: +s'agitano i penduti tralci delle viti, quasi facendomi cenno ch'io mi +raccosci sotto i loro padiglioni e pianga: scrosciano sotto a' miei +piedi le foglie secche dei roveri, ed ognuna parmi dica:--Così +passano e sono calpestate le speranze! Il vento investe il bosco, e +l'ondeggiare delle cime dei pini mi sembra saluto mestissimo +dell'autunno che muore.... Addio! + + +Meditai, cercando la solitudine, e scrissi, appoggiandomi al muro di +un cimitero. Guardando il cielo fra i neri boschi e sorridendo +nell'azzurro alle larve della fantasia, io credetti d'avere pensato a +qualcosa: contemplando le croci del tranquillissimo campo, m'accorsi +che i miei pensieri furono deliri di mente malata. Tutto finisce!... A +pochi passi da me, alla mia sinistra, vidi una nuova croce bianca, e +su quella il nome:--Maria. + + +Povera Maria! sola avevi un cespo di viole! Ed io non conoscevo la tua +fossa scavata da meno di un anno! Tu avesti la coltre, la corona, la +croce, l'ultime memorie sulla terra, tutte bianche, com'io potevo +averle! Povera morta! natura, tristissima inventrice di martiri, +t'aveva solo concesso l'amore della tua mamma, e tu, pallida, vedesti +svanire ad una ad una le frementi illusioni della giovinezza, e tu, +pallidissima, stringendoti al seggiolone della mamma, ti sentisti +più vecchia di lei.... Ohimè! spezzato lo specchio, sciupati i +fiori sul davanzale della finestra, dispettosamente sturbati i nidi +delle rondini, letta e riletta la _Filotea_, tu aspettavi.... i capegli +grigi! Il dolore potè più che la religione, sterilissima +d'affetti nell'anima inaridita: e vennero i dì in cui ancora ti +specchiasti, in cui volesti i fiori e le rondini, in cui leggesti +l'amore nel gran libro del cielo: ohimè! era l'illusione del +passato illuso, non le speranze dell'avvenire! E da quei dì la +passeggiata dai colli la riducesti al solo giardino, poi al solo +corritoio, poi alla sola stanza della mamma! E quando la testa si +chinò sotto al peso dei capegli, trovasti il raggio di sole venirti +solo a visitare sul letto: forse, vedendo la luna strisciare sulle +coltri colle meste luci della notte, ti presentisti già involta di +bianco e già tranquilla.... Morta senza avere vissuto, stanca di +pace, impotente a delirare, fredda, senza favilla di poesia, come una +lampada accesa dinnanzi una croce obliata, e spenta dal soffio del +becchino.... Eppure l'amavi la tua casetta e in essa, fanciulla, +speravi tanto!... Dimmi: e tua madre? Poverina! la madre volle nel +cimitero la tua croce rivolta verso la vostra collina: a' vespri scese +a te, ti diede un cespo di viole, ma fu l'ultimo. Ella partì da +questi luoghi e per sempre: la tua casetta, miserrimo patrimonio, non +serberà più la tua memoria, perchè gli estrani non sanno che +sia il dolore di un cuore deserto. Ma senti, Maria, avrai fiori da me, +e da me sempre un ricordo. Io non ti conobbi, ma, te morta, amai il +tuo giardinetto melanconico, ed ora amo la tua croce bianca.... S'io +dovessi giacere nel camposanto istesso, fa sì ch'io vi dorma al +più presto: la coltre bianca a vent'anni è la sublimazione +dell'amore: a trent'anni è un lenzuolo di ghiaccio. + + +L'esule che cammina, che cammina, canta la canzone fanciullesca della +sua terra. A quelle note gli rispondono gli echi della patria: +susurrano i boschi, bisbigliano i laghi, suonano i monti: la +campanella della chiesa ove ebbe il battesimo, il vento che geme tra +le croci del cimitero dei padri, la canzone notturna di una donna che +piange, oh tutto gli dice:--A rivederci! + + +L'esule che cammina, che cammina, canta la canzone fanciullesca della +sua terra. + + +Vedesti il mare, o esule? Vedesti il lavoro eterno ed alterno dell'onda +coll'onda? Così è dell'uomo: è perseguito dall'infinito, è sbattuto +all'infinito. Oh fortunato se sopra il suo capo vede brillare una stella! + + +Carità somma è nella musica. È raggio di sole, è bacio di luna nell'anima +del cieco. + + +Che cosa è un libro di filosofia? Troppe volte è l'abito di lusso che +copre la povertà del cuore. + + +La mamma t'insegnò che sempre sei sotto l'ali di un angiolo +custode: la vita t'insegnerà che sarai sempre sotto l'incubo di un +ghigno, il ghigno del dubbio. Oh, se puoi, rammenta sempre la mamma! + + +Ama la poesia. Essa dà l'ali al cuore. + + +Ama i cimiteri. Se la fede che hai nel cuore è fioca come il +lumicino a notte acceso sulla tomba, deh! prendine cura, alimentala, +soccorrila coll'amore. Che direbbe l'angiolo bianco custode nel +piissimo luogo, se, passando innanzi la croce, nemmeno potesse +leggerne il nome? Il lume che hai nel cuore sia vivido, così vivido +sarà agli occhi di Dio il nome di chi ami. + + +Nulla avvi che maggiormente possa agghiacciare l'anima quanto +l'elegante disprezzo che la società collo spirito arguto dei +giovani versa sulle cose più intime e più sacre per affetto. + + +Ama la solitudine. Se qualcuno sorge fra i tuoi timidi ed occulti +pensieri, tu prima di domandarlo con altro nome, chiamalo con +questo,--fratello!--E se tu arrossirai, la tua solitudine sarà +popolata. + + +Per chi studia e studia l'uomo scettico? I vermi della terra non fanno +distinzione tra il suo cervello fastoso di nullità filosofiche e +quello del vulgare idiota. + + +L'arte è la promessa del Sommo Perfetto. + + +Per chi studia l'uomo fidente? La donna che ne conobbe l'amoroso +ingegno è il lume delle sue veglie. + + +La mamma ti diede una religione col battesimo dell'acqua: rendila +tutta tua col battesimo delle lagrime. + + +Che cosa è la vita dell'uomo scettico? È un sentiero deserto che +conduce a un cimitero desertissimo. + + +Finchè avrai lagrime per la musica, avrai religione pel dolore. + + +Il poeta solitario è come la lampada che arde innanzi le tombe: si +consuma, gettando i suoi raggi sulle morte memorie. Ma sacra è la +requie, + + +Una lagrima ad una lagrima. Le due amarezze si fondono in una +ineffabile dolcezza. + + +Il flusso dei giorni fuggenti ha il riflusso delle memorie. + + +Sai tu che cosa è lo spirito? Troppe volte è la gola arrabbiata +del serpe in cui la maldicenza ficca la sua saetta per trarnela +avvelenata e scoccarla a tradimento. + + +Io non so che vita tu avrai. Te l'auguro felicissima: e somma +felicità è poter lasciare un figlio. Ricordati: ch'egli impari +tutto da te: il primo altare è il grembo di una madre, le prime +panche di scuole le sue ginocchia, il primo raggio di poesia il suo +sorriso. + + +I fiori crescono dappertutto, nei voluttuosi giardini degli harem, nei +deserti cimiteri delle Alpi. + + +Le gioie intime che ti dà la religione saranno tanto più sante +per te, quanto più cercate nella solitudine. Di esse sii custode +con somma gelosia, nutrendo in te una soave mestizia. Nell'anima tua +la croce del passato, piantata fra i fiori e gli spini, sotto il sole +d'Iddio, protenda sempre l'ombra verso l'avvenire: a quell'ombra +crescerà la viola della cara melanconia e sarà santa e profumata. + + +Per un fiore appassito nel libro dei ricordi rugiada è una lagrima +di dolore. + + +Non passasti mai a sera davanti alla chiesa delle monache? Non udisti +il canto delle litanie? Oh! prega requie per le povere morte-vive: +pensa che quella poesia d'amore è più accetta a Lei se esce +dalle bocche che cantano la ninnananna accosto ad una culla. + + +Se a sera cercherai un luogo solitario e nelle tenebre una stella che +t'irraggi, proverai che l'anima non ha confini, che il campo dei +ricordi si sposa all'azzurro delle speranze. + + +Quando verrà il giorno in cui troverai insufficente agli sfoghi +dell'anima tua la formula di preghiera che t'insegnò la madre, +t'accorgerai d'avere nel cuore la poesia stupenda che ti avrà +versato l'amore, come torrente di lava. + + +Una parola di carità sulla bocca di uno scettico è come un fiore +tra le mascelle di un cranio. + + +Sedesti sulla riva di un melanconico fiume, a sera, solitaria co' tuoi +pensieri? Che ti dissero l'acque che passavano e passavano, l'acque +che passeranno e passeranno?... O Dio! l'infinito è la desolazione! + + +Se il sole dell'amore non ci scalda il cuore negli anni della +giovinezza, l'anima s'agghiaccia nel dubbio e bestemmia, +delirando.--Chi sono? e perchè sono?--Addio! addio, tranquille e +sante illusioni di un dì! Nel dubbio voi, fanciulle, consultate e +consultate lo specchio, noi, giovani, apriamo lo scrigno: nell'anima +inaridita nascono i tossici della solitudine, le invidie: e le invidie +per chi? O Dio! per l'amica che sciupò i fiori della giovinezza, +gettandoli nella carrozza di un milionario paralitico pei vizi; per +l'amico che s'inchinò innanzi la giumenta d'oro. Addio! È +sepolta la giovinezza al suono di due campane.--Odio a noi stessi, +odio al nostro destino--: è sepolta desolatamente, e se ad essa si +dovesse porre un'iscrizione, questa sarebbe--_Semper pro me_.--La trista +virilità viene innanzi con tutta la ipocrisia della posatezza. +Addio!.... Chi siete? Siete, o madonne, le arpie in cuffia e la bibbia +vostra è il libro dell'_avere_: siete, o messeri, i mestieranti e nel +cuore avete la bottega la più sozza. Andate, andate per la via +fatale che vi è prescritta. Nessuno avrà dolore per voi: e +perchè? Ma quando mai comprendeste l'amore? E l'amore è fede. + + +Se le squille dell'avemmaria, nel crepuscolo vespertino, ti straziano +il cuore colla santa voluttà delle lagrime, oh piangi, evocando +ricordi e suscitando speranze! Piangi e pensa che il tuo volto +commosso sorride agli angioli, e gli angioli sorridono alla terra. In +quell'ora non vi sono cattivi. + + +Ama la musica. Essa, come la religione di Gesù, affratella i felici +e gl'infelici, i grandi e i piccoli, i belli o i brutti. + + +Piangi il partire delle rondini, piangi il cadere delle foglie. +Confida che a primavera le rondinelle e le nuove foglioline ti portino +nuove speranze. + + +La nausea dei sensi fu data ai bruti: all'uomo l'inestinguibile brama +dell'infinito. + + +Sul libro della tua vita non hai che pagine candide: sono pochi i +foglietti che hai svolto, incerti quelli che svolgerai. Se l'angiolo +bianco, restituendo un dì il libro all'angiolo nero, trovasse fra +le pagine un fiore, lo recherebbe alle fosse de' tuoi morti, +dicendo:--Dio lo diede, è fiore di carità. + + +Se saprai tacere, saprai parlare. Il silenzio del savio è un gran +libro chiuso. + + +Educa bene la mente. Se avrai figli, un giorno non ti chiederanno solo +il pane del corpo. + + +La tomba è un leggìo sul quale la eguaglianza depone il volume +chiuso d'ogni mortale, co' suoi fogli bianchi e neri: la verità +rompe i suggelli e spalanca ai vivi le pagine un dì più +nascoste. + + +Ai nostri dì nei sacrari si è introdotta una mitologia +bottegaia, De' successori degli apostoli i più, come gli auguri +romani, non possono guardarsi in faccia senza ridere: i molti +abbassano gli occhi: pochissimi sanno levare la fronte alla croce, e +levarla sorridendo. Ricordati: a te ministro di religione sia il +cuore. + + +Amare l'arte significa sublimare l'ideale. Le civiltà antiche sono +come i quadranti solari della umanità su cui l'idea radiante del +Sommo Perfetto, segnò gli anni del progresso. + + +Cerca la solitudine: in essa troverai te stessa, e alla natura leverai +l'immenso inno dell'amore. + + +Ho letto i libri dei filosofi ed ho riso: ho baciato la madre ed ho +sorriso. + + +Osserva che il giorno, cioè la vita quotidiana, è luce, è +lavoro, cui succede il crepuscolo, la semiluce, la pace. Siccome +natura provvida ha fatto il giorno lungo pei bisogni della vita, il +crepuscolo breve alla poesia, così la operosità dell'uomo è +duratura, la bellezza della donna è fuggente. + + +La modestia sia la Vestale attentissima pel fuoco sacro che hai nel +cuore. + + +L'anima nostra è tale che a volte sia piccina a contenere una +goccia di rugiada, a volte sia troppo vasta per contenere i mari. + + +Opera la carità col cuore, che è carità indefinita, non colla +mano, che è misurata. + + +L'anima precorre tempo e spazio, e non è come l'occhio, che crede +cominci il cielo dove comincia l'orizzonte. + + +Meditai, cercando la solitudine, e scrissi appoggiandomi al muro di un +cimitero. Guardando il cielo fra i neri boschi e sorridendo +nell'azzurro alle larve della fantasia, io credetti d'avere pensato a +qualcosa: contemplando le croci del tristissimo campo, m'accorsi che i +miei pensieri furono deliri di mente malata. Tutto finisce! E che +resterà di queste pagine? + + + + + +CORRISPONDENZE. + + + + +DALL'OROPA. + +(LETTERE DI LAURA ALL'AMICA). + + + + +I. + + + Oropa, 11 luglio 1874. + +_Amica_, + +Credimi, amica mia, accompagnare questa data di tempo, 11 luglio, con +quest'altra cara di luogo è una vera fortuna: io lo so! Ieri notte +a Milano agitavo il ventaglio sì rabbiosamente da lacerarlo, oggi a +sera, guardando sui monti i lumi accesi, indovinavo i focolari, e +senza affatto paura tra la queta famiglia dei boscaioli fingevo un +posticino anche per me ad ascoltare le vecchie istorie delle valli. +Toltami finalmente all'afa di Milano e rinfrescatemi le labbra con +un'acqua purissima, sento bisogno di fare qualcosa o per lo meno di +chiacchierare un pochino. Se mi ascolti, quando ti rivedrò prometto +farti tanti baci di più, e di dirti ancora la mia compiacentissima +amica. + +Da Milano a Biella voler descrivere il viaggio sarebbe come +dire:--Leggi l'orario e ti divertirai!--Sì, una monotonia, un +piano, una noia da far piangere, quando si rammentino le vetture dei +nostri nonni. Almeno noi ebbimo l'aiuto del vapore; e la locomotiva, +sbuffando una negra tempesta mischiata alle faville ed alla polvere, +ci tolse in fretta alle immense praterie, alle adacquatrici maestre, +ai campi di granoturco, alle filarate di gelsi, e via via. + +A Biella ti s'allarga il cuore: la collina è gaia, la macchia +generale del paese viva e svariata, le montagne a sfondo, se sono +belle pei pittori, sono bellissime certo e buonissime per due poveri +occhi stanchi di tutto, persino dei _pince-nez_ affumicati, per due +meschini polmoni, nati proprio per l'aria dell'Alpi. Ma ahimè! +bisogna prepararci ad uno strazio! scesi appena dal vagone, una turba +di monellacci-vetturini così assedia i viaggiatori, che andarne +illesi con tutto l'abito a posto o senza una trafittura nel cervello, +è cosa da schizzare un quadretto e recarlo votivamente al +Santuario.--Oropa! Oropa! Oropa!--scoppia il grido d'ogni parte, e +schioccano le fruste e imbizzarriscono le bestie. Lah! tiriamo innanzi +colla carrozza. Biella non saprei giudicarla, così di sfuggita: ha +portici, chiese a colonnati classici, vie discrete, ma insomma le +muraglie danno sempre l'idea del caldo; riposiamo dunque lo sguardo +sulla verzura, l'immensa verzura che, assumendo cento toni, si stende +nelle valli, pare si rannicchi nelle gole, s'inazzurra nei lontani +sfondi, trionfa sui monti, e finisce alle cime con qualche ciuffetto +che stacca sul cielo come una pennellata bizzarra. Le strade +abbenchè erte sono bellissime e senza scheggloni, e per lo più +ombreggiate, ma con tante e tante svolte sì che le quattro miglia +da Biella a Oropa fanno un viaggetto di un paio d'ore. A sinistra +s'incontra lo stabilimento idroterapico di Cossilla, un bianco +fabbricato tutto ad archi acuti soprapposti, elegante, tale che +l'immaginazione dentro ci gioca, cercando l'insidia degli sprazzi +d'acqua, e, forse più, degli sprazzi di luce de' begli occhi. Una +signora in veste da camera stancamente si sorreggeva ad una colonnina +di un loggiato, e pareva una figura veneta, nell'attesa della gondola +tizianesca. Poi la strada s'inerpica e lascia giù vedere, oltre +l'insieme grandioso, i dettagli pittorici di certi ponticelli di +legno, certe chiuse fresche, e siepi e casette e cascate e rompimenti, +e certe nicchie erbose da destare la vocazione d'eremita. Oh! cara +mia, non voglio dimenticare le belle macchiette: le donne e gli uomini +attendono ai lavori, non ci alzano il capo incontro, ond'io solamente +ti so dire che recano falcioni da fieno e corbe, o tranquillamente +girano il fuso della conocchia o impagliano scranne: ma i bimbi e le +ragazzine sono creature con una faccia bellamente audace, con un corpo +tondo, sodo, sicurissimo, macchiette da acquerellare sul tuo album. +Non so i nomi dei paeselli: so bensì che in ognuno c'è una +fontana ristoratrice. Lo stabilimento idroterapico che di quando in +quando ci addita il vetturale colla sua frusta, si viene avvicinando +all'occhio, con grande inganno, perchè la strada raddoppia i giri +ed i rigiri. Un po' di pazienza ancora. Infanto ci sono sempre da +ammirare i bei massi quarzosi, i pendii sparsi di fieno falciato, e i +castagni che curvano i loro rami con protezione sui passeggiatori. + +Eccoci alio stabilmento Mazzucchetti. È una casa grande, bianca, +con tante finestrine da collegio, un terrazzo, una scalea, i +portichetti, un tutt'insieme che mi rammenta i muraglioni scabri della +riviera genovese e le cellette di Monte San Bernardo. I lenzuoli tesi +ad asciugare, l'aria frizzante, e qualche signora accoccolata su un +panchetto collo scialle, fanno subito pensare, con un moto di +pigrizia:--Io non sono ammalata! Dio sa che bagni freddi!--Poi ci +consoliamo entrando e chiedendo dopo il viaggio il tranquillo +lettuccio. Ancora ci stringiamo nelle spalle, passando per un +corritojo appoggiato ad una roccia stillante e per gli altri ancora +soprapposti, come nella costruzione dei conventi. È inutile che io +ti descriva la mia cameretta; quello che ti voglio dire è che la +sento freschissima, e corro a spalancarne le finestre. Una guarda +giù verso Biella, ove digradano le montagne, e là si stende un +piano azzurro sterminato, una diffusione di vapori che solo ti +rammenta il mare. E come lo rammentai! Pensai a Lucy che in questi +giorni sarà a Pegli, candida nuotatrice delle ore cocenti, mesta, +poeticissima indovina dei dolori altrui, quando la sera sederà alla +spiaggia, interrogando il gran libro del cielo! L'altra mia finestra +guarda su verso il Santuario le montagne paonazzicce e verdi, separate +alle falde dalla striscia sassosa del torrente: vedo certe casette, +che mi rammentano i miei giocattoli di un dì, le bell'ombre +invitanti alla lettura, le bianche cappelle che segnano la via alla +chiesa.--Cara mia, la penna vale niente: colla matita mi sforzerò +di mostrarti qualcosa al mio ritorno. + +Per oggi non posso dirti nient'altro, perchè non istetti insieme ai +bagnanti, nè mi ghiacciai coll'acqua salutare. Ma domani +comincerò a far annotazioni. + +Da una finestra vedo dei parasoli chiari spargersi sul terrazzo, e +sott'essi degli abiti di foulard crudo; qualche fanciullo cattivello +correre all'impazzata; e quattro uomini sedersi coi giornali in mano. +Dall'altra vedo niente; solo ascolto le gentilissime voci di una +conversazione francese nella quale a vece di punti e virgole ci sono +delle risa: e giù il fragore delle acque cadenti e il sonare dei +campanacci delle mandre su per i pendii. + +Ti dirò solo come io so che nello stabilimento c'è ogni sorta di +cure, sala di lettura, sala da ballo, sala da bigliardo, posta, +ufficio telegrafico, _coiffeur_ ecc. Spero di trovarmi bene: un +vantaggio grande che si ha dal bevere a questi zampilli montani si +è quello del'obblio: sì, io ho dimenticato che ieri a Milano +soffocavo!... Ma sopraggiunge la sera colle nebbioline nelle valli e +col suono delle avemmarie: ti vorrei avere vicina, e vorrei che Lucy +colle sue manine ci aprisse il volumetto dell'Aleardi. Che begli +istanti sarebbero! Che amorosissima pace! + +Scusami se chiudo l'Aleardi, ma gli è perchè passeggiando sul +terrazzo mi viene incontro una signora. Porta essa una casacca +assettata con baschine ripiegate, in casimiro, riccamente guarnita di +ricamo, imperlata di lustrino. Tu la conosci: è la contessa V. di +Napoli: ed io pure la conobbi ai bagni dell'Ardenza. Dà la colpa a +lei, m'interrompe la lettura e mi conduce a passeggiare. + +A rivederci adunque. + + LAURA. + + + + +II. + + + Oropa, 23 luglio 1874, + +_Amica_, + +Scrivere questa lettera è per me un peccatuccio che mi punge la +coscienza. Difatti, lodare i monti, l'aria freschissima, l'acqua +salutare, la vita montana, a chi proprio non vede che i muraglioni +soffocanti di una città, e spalanca le labbra, invano supplicando +al giardino del caffè Cova un alito di vento ossigenato e una tazza +sudata di acqua ristoratrice, lodare, dico, ciò che io gusto e +altri invidia con troppo ardore, non mi pare una bella cosa. Ma dunque +dovrei tacere? No, certo: e tu non vuoi perchè mi stuzzichi con +lettere nelle quali paiono messi giù da te apposta i termini di +paragone fra le mie giornate e le tue. La colpa è a metà: bada +che dico alla mia coscienza di mettersi tranquilla, e intingo la +penna. + +Da due settimane sono a Oropa, e per quanto abbia pensato a +riscriverti, davvero non mi ci sono mai decisa, non sapendo come +incominciare le mie descrizioni. Se ti dicessi le giornate tali quali +sono, farei un guazzabuglio da spaventarti: capisco che bisogna +mettere ordine. + +Penso e ripenso.... Pure non so raccogliere le idee principali, e a +queste subordinare le secondarie: sai, gli schizzi che ho fatto colla +matita mi guastarono anche la penna. + +Come mi sbrigo? Fa conto ch'io abbia tra le mani il tuo albo e +sbizzarrisca di foglietto in foglietto. + +* * * + +Sappi dunque, amica cara, che al mattino non mi sveglierebbero punto i +canti delle falciatrici di fieno, nè il rumore delle scarpacce dei +pastori, nè il muggito delle acque cadenti. No! ma mi sveglia, +picchiando sull'uscio colla nocca delle dita, la _bagnina_, che ha tanto +coraggio d'augurarmi il _buon giorno!_ Cattivissima e ruvida, a cinque +ore! Sonnolenta, brontolona, freddolosa, raccolgo le poche robe, mi +involgo in uno sciallo, e scendo al bagno. L'acqua è così fredda +che manda il sonno a mille miglia, e, stringendo le gambe e le braccia +come con tante anella d'acciaio tagliente, fa sentire strapotente il +bisogno di un moto il più accelerato. Gli è in quest'ora che pei +corritoi vedi correre gli uomini imbacuccati nelle copertone di lana, +e le signore scendere in giardino al primo raggio di sole. + +* * * + +Dopo la colazione, ad ore otto, lo Stabilimento a poco a poco si +acquieta: i signori escono a passeggio, e di solito verso il santuario +dì Oropa, le signore si chiudono nelle camere: solo si vede qualche +crocchio di politici, in cui biancheggia la _Gazzetta del Popolo_, +l'_Opinione_, la _Nazione_ e altre carte imbrattate: qualche romantica e +qualche romantico, coll'albo o con un libro, si dilungano giù pei +viali ombreggiati del monte. Buon disegno e buona lettura. Per me li +ammiro e vorrei.... Ma oh! vedi prosaccia, batto i denti, solo +pensando che m'aspettano, a undici ore, la _doccia_ e l'_orizzontale_. +Sai, amica mia, e l'una e l'altra danno tante migliaia di trafitture +di ghiacciuoli spietatissimi, sì che ci sarebbe da gridare, +credendo di essere conci come pelli da crivello! + +* * * + +Alle dodici e mezza squilla la campanella del pranzo. A tavola ti +presento conti e contesse, marchesi e marchese, e cavalieri e +ufficiali e commendatori: ti mostro abiti elegantissimi, pizzi, gioie +e pettinature; ti faccio ascoltare discorsi in fiorentino aspirato, in +ruvido piemontese, in italiano guasto da labbra milanesi, in rapido +veneziano, in pretto genovese. Mescola tutto assieme: tra la +vanità, la pompa, le chiacchiere, esce una sola risultante, data da +madre natura: una fame impaziente. Ond'è che i medaglioni stemmati +oscillano prosaicamente da un collo bianco su un piatto di zuppa, un +panetto o una dozzina di _grissini_ valgono un pizzo, da cento labbra +fuggono le eleganti vacuità per dare adito alla forchetta. Signor +medico cavaliere, evviva dunque la cara idropatica, che dà buon +sapore alla cucina! + +* * * + +Dopo pranzo c'è la sfilata all'ufficio della posta. Di loro, +signori uomini, non mi occupo: parlo delle mie consorelle peccatrici +di vanità. Vedo sottane in seta adorne di pieghettati in granadina, +guarniture di ricami bianchi, corsetti a punta davanti e a baschina di +dietro, fisciù in granadina, arricciature in tulle di Bruxelles, +gonne con sbiechi di velluto, tuniche polacche, cappelli a veli +svolazzanti, e via e via. In particolare poi ti cito la contessa B. di +Torino, le due contesse R. e S. di Firenze, la marchesa S. di +Piacenza, la contessa C. di Milano. + +* * * + +Il terzo bagno non merita di essere nominato: e la cena si assomiglia +al pranzo. Dunque sto zitta: e attendo la sera. + +A sera c'è radunata nel salone, si fanno crocchi, si ballano dei +lancieri e delle quadriglie, si chiacchiera.... + +Vuoi ascoltare? Mi fai un verissimo piacere: perchè così rompo +l'ordine cronologico, e salto con te di palo in frasca. + +--Dunque che mi dice, contessa? + +--Che vuole, commendatore? + +--Innanzi tutto, notizie della sua salute. + +--Oh la va per benino. L'aria è fresca, l'acqua frizzante, ma la +cucina.... la cucina! + +Sdruccioliamo nella prosa. ti consiglio a cambiar posto. + +* * * + +--C'è nessuna sociabilità: io non so perchè, Perchè coi +nuovi venuti si è così discortesi? Non dovrebbero gli ospiti +vecchi fare gli onori di casa ai nuovi? Si sa, la noia stizzosa dei +primi giorni fa andar a male la cura. + +--Perchè, dice? Perchè l'Italia è fatta, ma non sono fatti +gli italiani. + +Qui si dicono belle verità: cambia crocchio o saresti segnata a +dito. + +* * * + +--Sì, sì, l'ho veduto il corsetto. + +--Com'era? + +--Era aperto a cuore: aveva un fisciù in granadina nera e malva: +lo stesso ricamo forma attorno delle conchiglie spiegate: una +arricciatura.... + +Ti diverti? Credo che il _Mode_ tu l'abbia già letto. + +* * * + +--Questo stabilimento manca di molte cose, + +--Ha mille ragioni. + +--Manca di sala da lettura, di gabinetti di fiori, di libri, di +musiche. + +--E poi, sa, le signore devono inerpicarsi su al santuario per la +messa della domenica! L'erta è difficile. + +--A questo si provvederà. Avremo una mezza festicciuola: +s'inaugurerà dal vescovo di Biella un altare nel corridoio, con +lusso di fiori e di festoni. + +--Quando? + +--Ma non ha letto il programma? No? Oh guardi mo! Domenica avremo la +cerimonia religiosa: poi i giuochi profani, cioè il _tempio di Bacco_ +con zampilli di vino, la corsa nel sacco, il ballo popolare, e a dopo +pranzo, ancora il ballo, la lotteria artistica, i fuochi di artifizio, +il falò. Un complesso da far strabiliare i bagnanti d'Andorno e di +Cossilla. + +--Ma bene! ma bene! + +--Vedremo. Così ci sarà un po' d'allegria: qui la vita è +troppo monotona, e sì che c'è tanta gente! + +--Tutti i giorni il direttore deve rifiutare domande. + +--Persino gli abbaini sono occupati, + +In questo crocchio non c'è male. Peccato che scenda la notte. + +* * * + +Prima di recarmi nel salone voglio bisbigliare con te: + +--Perchè sei così triste? + +--Io? no. + +--Ma sì! + +--Ti sbagli. + +--Che cosa aspetti? + +--Una tua stretta di mano. + + LAURA. + + + + +III. + + + Oropa, 27 agosto 1874. + +_Amica_, + +Devi sapere ch'io sono venuta ad Oropa coll'Albo da disegno e qualche +libro, di quelli che, scritti in faccia alla natura, vogliono essere +letti sotto l'immenso cielo, con una zolla d'erba a leggìo, con un +fiore a segno, coll'auretta che ne volge le pagine, quasi profumando i +pensieri ad esse consegnati. Cara amica, tra pochi giorni io +partirò da questi monti! Sono certissima che l'albo mi farà +spargere qualche lagrimuccia, quando co' suoi fogli disegnati mi +rammenterà i luoghi cari alla meditazione, quando colle traccie dei +fogli staccati mi ricorderà le manine gentili, che strinsero la mia +in rendimento di grazie. Quei libri, colle righe sottolineate +appassionatamente, letti e riletti nei brani descrittivi, declamati in +quelli affettuosi, poseranno sul mio tavolo da lavoro, in città, +non più aperti nella triste semiluce, a carissimo ricordo, a +dubbiosa promessa:--A tante persone ho detto: _a rivederci_ l'anno +venturo.... Ci rivedremo? + +Ho incominciato così la mia lettera per farti capire ch'ella non +è punto una lettera. No, voglio che noi passeggiamo insieme +discorrendo. + +* * * + +Quando io penso ai mesi di luglio che ho passato per l'addietro, e li +confronto col luglio e l'agosto di quest'anno di grazia, dico la +verità che ho tale stizza con chi mi mandò ad arroventarmi ai +bagni di mare e con me stessa così pigra, come se io avessi le +radici nella mia città, tale stizza ho, che mi mordo la lingua, +piuttostochè fare di peggio. E dico alle eleganti che strascicano +la seta sulle ghiaie di Pegli:--O poverine!--A me poi leggo gli +_spettacoli diversi_ la _cronaca cittadina_ e il _bollettino meteorologico_ +di qualche foglio! Ma mi era possibile sopportare l'afa di un teatro, +la noia di un concerto, la perpetua atmosfera di piombo colato? Oh, in +riparazione, ho fatto anch'io un mezzo voto al santuario d'Oropa: +quello, cioè, di accettare nella vita tutto e con pazienza, +tranne.... l'estate in città! + +* * * + +A mille e ventidue metri sul livello del mare, da un monte su cui +l'arnica coi fiori gialli dieci volte in un dì è circonfusa di +nebbie, per poi brillare come un oro al sole più raggiante, io +figgo giù gli occhi a voi poverini: laggiù, laggiù, indovino +le aguglie della mia città. Tanto io sto bene, che dimentico di +essere stata male, nell'aria bevo a sorsate l'oblìo a me sì +necessario, guardo su le cime del brullo Mucrone, con invidia, poi +giù ancora contemplo il vastissimo piano. Vedi: in quel semicerchio +di monti, a sinistra, il paese d'Andorno, che spicca illuminato su una +frana rossiccia, nel mezzo ecco certi dossi boscosi di un verde +metallico, a sinistra i tetti del Favaro. Al di là, il piano si +stende, con macchiette bianche, con lucidi serpeggiamenti, con ombre +pavonazze di colline, poi si fonde tranquillamente in un tono +azzurriccio, su cui a liste si vedono le ombre proiettate dalle nubi: +il piano si perde, sfuma in un vapore. L'occhio dice--finisce:--ma il +desiderio va oltre, si spande, e trova ancora i piani, i monti, il +mare! + +Credi: queste vedute così estese mi fanno meditare.... Che cosa +è il desiderio? Che cosa è la vita? Sugli orizzonti del pensiero +perchè, come su questo, tramonta un altro sole, quello della +speranza?--Non so rispondere io, non sai tu: risponde il canto di una +fanciulla, Ella è contenta, torna alla casetta sua, e della vita +non conosce i misteri nella fortunata ignoranza. + +* * * + +La fanciulla è una falciatrice di fieno. Vogliamo, o cara, copiarla +sull'albo? Ella porta una gonna di cotone bleu, col busto compagno, +colla camicia bianca stretta al collo con pieghe gelose: un fazzoletto +rosso è allacciato sul capo con una foggia bellissima, sì da +lasciare due lembi svolazzanti sulle orecchie. Non guardo punto a' +suoi lineamenti: tutto è nell'espressione, e questa dice:--Ho la +contentezza del cuore.--E fa tanto piacere discorrere con essa! +Perchè la fanciulla non è ritrosa, perchè dice che ha tante +mucche e tanto fieno falciato, e i fratelli e il babbo lavorano giù +negli opifici del Biellese. La vita le va per benone, e lo sposo, +grazie alla Madonna d'Oropa, sarà un garzonotto, bersagliere +dell'Alpi. + +* * * + +Le casette che vedi sui monti sono le stalle per le mucche nella +stagione dei pascoli: all'inverno i pastori scendono al piano, e le +lasciano ai venti e alle nevi. Le sono casine murate a sassi +irregolari, coi tetti di pietra lucente, col portichetto a pilastri +azzurrigni, coll'orticello verdeggiante, cinto da un muricciolo di +scheggioni ammucchiati: vicino c'è sempre uno zampillo, e lì +distesi sul declivo i rotoli casalinghi di tela montanara, c'è un +frascato che invita ai discorsi.... Oh che discorsi! Fra il ciondolare +dei campanacci e il mugghiare delle vacche, non si sa che +dire:--Vogliamo assaggiare una ciotola di latte? un po' di burro +fresco? + +Detto, fatto: l'assicuro io, che ho visto personcine morbide, che non +si sdraiano se non sul velluto, persone gravi che siedono su +seggioloni d'autorità, magari nel Parlamento e nel Senato, signore +e signori su un pratello o su un panchino di legno s'assettano alla +meglio, e, chiacchierando colla massaia che fila e coi bimbi venditori +di mazzoni d'arnica, si sentono figli anch'essi d'Adamo, e costole di +Adamo, il primo fannullone o il primo contemplatore della natura. Fra +le ciarle si ascoltano i nomi del santuario di Graglia e di quello +d'Oropa. + +Discorriamo d'Oropa. + +* * * + +O meglio ancora, avviamoci. È una delle più belle passeggiate, +per la strada pittoresca, e perchè la meta, celata nel seno del +monte, invoglia a continuare sempre il cammino per iscoprirla. Prima +del 1620 non era il caso di dire--avviamoci. Oh no! bisognava baciare +i cari e la soglia della casa, poi mettersi al pellegrinaggio, per +selve, per frane, per stagni, per ciglioni di precipizi. Che parolacce +le sono queste? Oggidì, grazie all'abate Bertodani, si passeggia su +una strada larga, liscia, ombreggiata, ad ogni tanto facendo sosta al +parapetto per contemplare o una cappella, o giù la vallea col +mugghiante Oropa, o la vetta su del Mucrone, oppure per cogliere una +margheritina e per interrogarla. Purchè si eviti il sabbato, giorno +in cui i valligiani salgono a vere processioni, e l'ora in cui passano +gli omnibus fragorosi. E va, e va: il santuario si scopre solo +all'ultima voltata della strada: apparisce un aggregato immenso e +basso di fabbriche diverse, tutto bigio, con una cancellata a lance +d'oro, sullo sfondo di un monte arsiccio. Tutti quelli che lo +descrissero usarono le cifre, dicendo le misure, la fondazione, gli +ampliamenti, e via: io vorrei adoperare la matita, ma non so proprio +da dove incominciare, nè so metter giù le linee da ingegnere o +da prospettico. Pazienza! chiudo l'albo e m'abbandono alle +impressioni. Il primo cortile ha l'aria animata di un luogo di fiera: +la piazza, da cui vedesi il piano del Vercellese e del Novarese, la +scalea barocca piena di gente oziosa e sdraiata, la fronte +dell'edificio reale colle statue dipinte e gli stemmi d'oro, i +porticati dorici, tutto mi piace e mi ricorda qualche cosa di Genova: +il secondo cortile colla fontana, la chiesa e i pratelli mi dà una +mestizia indefinita. Oh quanta gente! E concorre da tutte le valli! Ti +dirò che ascoltai un canto di litanie, triste, confidente, +soavissimo, che usciva da una finestra della chiesa: e vidi ad +allietar la gronda di quel luogo d'ospitalità un nuvolo di rondini, +aleggianti, coll'ali azzurre. E contemplando gli archi, la fontana, la +chiesa, i pratelli, ebbi un momento di dolcissima mestizia. + +* * * + +Fuori dell'ospizio abbiamo due bellissime passeggiate: l'una sulla +strada che deve condurre a San Giovanni d'Andorno, l'altra al cimitero +nuovo. La prima fu incominciata nel 1870: taglia la cresta della +montagna, all'alto resa pittoresca da una frana di sassi, immensa, +arida, scheggiosa; al basso allegrata da una selva di faggi, dalle +cascate dell'Oropa, da un ponticello di legno, e mille accidenti che +invero la fanno somigliare al viale di un parco. Peccato che proceda +così a rilento! E fortuna che è così bella! L'altra strada va +su alle chiese, e devia ad uno spiano, ove si è eretto un muro +elittico ad una cappellina gotica così cara da far pensare alle +bianche nozze, non alla pace della buia notte. Continua poi di faccia +alla precedente, e dovrebbe arrivare fino allo Stabilimento idropatico +del cavalier Mazzucchetti: questa è ancor più lieta, più +ariosa, popolata da cascinali, fresca d'acqua, propizia d'ombre e di +riposi. + +* * * + +Una terza passeggiata è al lago del Mucrone: non te l'ho citata +ora, perchè te l'avrei detta altre volte parlando dei sentieri da +capra, perchè so di una signora che volle su arrampicarsi, ma a +metà discese nella corba e sulle spalle di un montanaro! + +Ma ancora quante altre passeggiate! Ami la natura? Sì: orbene puoi +scorrazzare ad un masso gigante, ad un rompimento, ad uno zampillo, ad +una mandra di mucche, ad un cespo di rododendron, ad un sorbo carico +di grappolini rossi. Va e va! Dimentica, se qualche cosa hai che ti +fece soffrire. + +Quando sentirai una voce che ti domandi, ascoltala, ridiventa mesta, e +chiama anche tu, chiama l'amica. + + LAURA. + + + + +IV. + + + Oropa, 8 settembre 1874. + +_Amica_, + +Gettando uno sguardo sui bauli già empiuti e chiusi, sola nella mia +camera spogliata, tanto melanconica davvero, sento uno di quegli +stringicori che cento volte fanno dire addio. E in fondo in fondo un +dispettuccio mi punzecchia la coscienza, come un morso di zanzara. +Devo dirtelo? Mi pento di essere stata teco un po' imbronciata; e il +dolore non è per te proprio, giacchè penso che, fra un giorno, +dandoti una stretta di mano, avrò subito ottenuto il tuo sorriso; +il dolore è per me, che mi lamento e mi lamenterò sempre di non +aver saputo tracciare una dozzina di righe nei dì più lieti di +questo soggiorno. Mi sarebbe stata cosa gradita, in città, nei +momenti di noia, aprire un foglietto, nel quale trovare delineati quei +particolari, che, a volerli dappoi richiamare col ricordo, sfumano +dietro un velo della nostra mente, per eccitare il desiderio. +Rispondi, cara: non è così? Alcune volte una sola data scritta +sul tuo portafogli non ti fa dire:--Ah ci sei?--e non t'illudi di +poter arrestare per poco il tempo, farlo retrocedere a tuo agio, +legarlo fisso a quel punto, che è tuo? + +È vero che peccato confessato è mezzo perdonato: ma a me non so +punto perdonare, ed ho tanta severità da impormi una riparazione. +Se non avrò un ricordo colla data di tempo, almeno lo voglio con +quella di luogo. + +* * * + +Scrivo adunque Oropa sull'unico foglietto di carta che mi rimane, e +ancora desidero.... + +Desidero che cosa? Forse il bagno all'alba, la doccia a spilli, la +sem-immersione ghiacciata?.. E perchè no? Brontolando di +pigrissìma stizza, sia pure, dal letto passavo sul balcone per +avviarmi alla vasca, ma, senti, sul cielo mattutino vedevo i monti +tanto belli e tanto in pace: uscendo dalla buia stanzuccia della +doccia a mezzodì, trovavo vigore in dosso, sì che speravo che la +mia mano non avrebbe per l'avanti solo svolte le pagine di qualche +libro, ma si sarebbe stretta a un _alpenstok_; a vespro, per la reazione +del bagno, sceglievo la più erta passeggiata, e su per gli +scheggioni cantarellando, a tratto facendomi silenziosa, pensavo ai +nomi insigni delle Alpi, con cui fregiare il mio bastone dal corno di +camoscio, e pensavo ai libri che si accorderebbero alla poeticissima +contemplazione della natura. No, signora mia, non fui una pigraccia: +col desiderio ho fatto poi di quei voli da conoscere tutta la rosa dei +venti. Se tu ti fossi seduta sull'estremo masso di quel dosso, detto +_dei tre cantoni_! Come non illudere te stessa! Come non credere d'aver +l'ali, dinnanzi un panorama sterminato, che ha solo per raffronto il +mare? + +* * * + +I più bei dì del mio soggiorno li trovo qui ricordati da sette +ad otto giornali politici, di quelli che non servirono a involgere +niente, tanto grami sono i disutilacci! Essi me li ricordano col loro +bollettino meteorologico: questo segnava per noi un'atmosfera da +caldaia bollente. Grazie tante: da noi non ho veduto mai termometro, e +lo star bene aveva due sole gradazioni superlative.--Sto benissimo. +Sto arcibenissimo.--Vuoi di più, mia cara? + +Voi che facevate? I vostri spettacoli cittadini vi persuadevano a quel +sonno che non concedeva madre natura, spietata infuocatrice, e la +vostra languidezza e i vostri sudori non commuovevano il cielo +inesorabilmente azzurro.--Noi che facevamo? Non credere che fossimo +qui per essere solo i martiri dell'acqua ghiacciata: stammi ad +ascoltare, e tu pure applaudirai. + +* * * + +Entro in argomento, parlandoti addirittura della nostra festa del 24 +luglio. Devi sapere che i preparativi servirono a divertire una settimana +prima eccitando desideri e impiegando facoltà pensatrici, perchè tutto +andasse per bene. Fu aperta una sottoscrizione, fu tenuta un'adunanza, fu +eletta una commissione, col nome di una gentile patronessa in capo: +abbiti le iniziali dei due signori direttori,--conte colonnello F, +commendatore colonnello G.--Un programma venne affisso, e la fama gonfiò +le gote, sonando la tromba su a Oropa, per la valle, e giù ai bagnanti +d'Andorno e di Cossilla: così per l'entrata principale dello stabilimento +sfilarono molte gentili spettatrici, e pel cancello che dà al sentiero +dei monti vennero ritrose le guardatrici di mucche, e pieni di voglia i +robusti garzonotti.--Sullo spiano innanzi lo stabilimento, ponendo delle +panche e dei sedili si determinò uno spazio rettangolare: in giro la +gente si affollò, ai posti d'onore sedendo le dame e i cavalieri, dietro, +le ancelle e i valletti, dietro ancora, il popolo minuto; fu dato il +segno: e nella onorata lizza comparvero i campioni.... Sei o sette +giovanotti, i quali entrarono colle gambe in un sacco, se ne strinsero le +funicelle intorno alla vita; e poi al suono di una musica olimpicamente +eccitatrice di muscoli gagliardi, presero a saltare verso la meta, +balzando innanzi come spiritati, e cadendo arrovesciati, impigliandosi, e +sorgendo da animosi.--T'assicuro che proprio bisognava ridere di buon +cuore, e bisognava applaudire, perchè nella gara non c'era punto +pericolo, ma c'era tutta la gioia e tutto lo spettacolo grottesco: si +rise e si battè le mani a tutti, e se pel vincitore non s'intrecciò una +corona classica, poco male, che per lui splendette nelle mani della +patronessa un dieci lire d'oro, caro come un sole. Dopo di che, la lizza +non fu contrastata colla forza, sibbene colle dolci paroline, e le +coppie, dapprima vergognose, poi audaci per gli applausi e pel vicino +tempio di Bacco, largo dispensiero di vini, le coppie del ballo popolare +slanciaronsi, rispondendo all'invito del programma: bagnini, montanari, +bagnine, cameriere, stancarono le gambe, non le voglie, fino all'ora di +cena. Evvivano gli spassi! + +* * * + +Dopo cena trovammo sullo spiano e sul terrazzo, dondolanti sui fili +all'aria del vespro, tanti palloncini di carta, lisci o crespi, e d'un +colore o di due o di tre: e vedemmo un aereostato salire maestosamente, +su, su e mostrare alle nostre bocche attonite la sua boccaccia infuocata, +e su, e su.... Non scorgemmo più niente: invidiammo gli immensi campi +della poesia azzurra, ci fecimo augurio d'essere palloncini: ma oh! a +rammentare la nostra natura impotente un altro aerostato compagno non +volle spingersi, dondolò, si fe' ribelle a tutti i voti, e cadde a terra, +con una fiamma fugace, ricordandoci quel detto di Salomone sulla vanità +delle vanità..... S'accesero i palloncini variopinti, e da tutte le +finestre dello stabilimento brillarono due candellieri: illuminazione +fastosa ad onore della Dea Salute, e della sua invidiata sorella +Contentezza. Pel contrasto dei lumi, fatti bui il monte e la vallea, lo +spazio allegro parve più ristretto e più affollato: molti rossori si +confusero ai riflessi dei palloncini vermigli, molte ritrosie furono +vinte dall'onda armoniosa, e la danza regnò, esultò, non diede più +stanchezza. Intanto da una rupe di faccia al teatro della gazzarra, +salivano al cielo, squarciando l'aria e crepitando e scoppiando, cento +razzi a pennacchi di fuoco, a gruppi di stelle, a luci vividissime; le +girandole disegnavano vortici di scintille: il bengala tricolore pingeva, +come nei sogni delle fate, il paesaggio sì da farlo credere trasparente: +e un immenso falò finale annunziava a quei di Cossilla e Andorno il +tripudio dei bagnanti confratelli. + +* * * + +Dopo il falò lo spiano fu animato da fervidissime danze: e +incominciò la festa, la vera festa distinta, nelle sale. Udimmo un +pezzo a quattro mani, eseguito con sì gentile intendimento d'arte +elettissima da farcene per lungo tempo aver caro il ricordo: udimmo un +motivo della _Linda_, che fu un regalo grazioso. Poi fra le danze e i +complimenti, c'intrattenemmo discorrendo della giornata, e ognuno +facendone la chiusura colle più grate lodi. Non era finita, no! Con +grande sorpresa, a dieci ore, squilla la campanetta degli arrivi, e +s'odono la voce del maggiordomo e i passi di nuovi venuti. Chi +saranno? a quest'ora? che?... Entra nella sala un'elegante _dottore +Dulcamara_, con uno spigliato _moretto_: quello pieno di gentilezza per +le signore, e questo di regali: lo _specifico elisire_ ci venne offerto +con canto briosissimo e con lazzi sollazzevoli da eccitare le risa le +più belle. La sera si passò piacevolmente, e a mezzanotte la +sala era ancora lieta e affollata. + +* * * + +Il dì dopo a mattina, molte camerine di bagno furono deserte, ma a +capo di molti letti posava il mazzetto di fiori offerto, gentile +testimone alla schietta gioia della sera e del placidissimo riposo +della notte. + +E s'io ebbi il mazzetto ti confesserò a voce, e in un orecchio ti +dirò.... + + LAURA. + + + + + +DALL'OROPA. + +(LETTERE ALLA _Vita Nuova_.) + + + + +I. + + + Dallo Stabilimento Idropatico Mazzucchetti. + +All'altezza di mille metri press'a poco sul livello del mare, tra il +flagellare rabbioso della doccia orizzontale, della pioggia, del +soffione, della circolare, e le bastonature della colonna mobile e il +rombare cupo dell'acque che s'avventano nelle vasche dei bagni +_scozzesi_, colla massima convinzione affermo e provo che, fra i sorrisi +delle bocche contente, a questo mondo si deve porre non ultimo quello +dell'uomo, che, uscendo di sotto ai freddi portici di uno stabilimento +idropatico, va alla sala di lettura, e, per aspettare la tarda campanella +del pranzo, piglia un giornale qualunque, e due, e tre.... Un giornale? +Che cos'è? Come si fa? Che affaracci ci sono laggiù nel basso mondo?... +Mah? È gran che se l'uomo capisce qualche cosa delle _sessantamila lire_, +dell'articolo di fondo, dei dispacci turchi e dei serbi. Ma ecco il +bollettino meteorologico:--32, 34, 35 gradi! A Milano si bolle come la +minestra, a Bologna si va in brodo, a Firenze si prepara l'arrosto. Oh +implacabile cielo! Cielo, che ti compiaci dei nostri _foulards_ agitati, +degli incessanti ventagli, dei nobili sudori e dei plebei, delle tolette +svelatrici e de' costumi senza foglia o camicia!--Mi pare di vederla +questa Milano!--dice l'uomo:--Vampeggiano i tetti coi mille fumaiuoli +abbrunati, vampeggiano i selciati lucidissimi, vampeggia il Duomo, come +un gigante calcinato dal sole, e sulla maggiore aguglia la povera +Madonnina dorata saetta dei baleni scottanti. La città è mezzo deserta. +Chi ha fretta s'impaccia sotto le tende sporgenti dalle botteghe e magari +sogna una cabina da bagno in riva al mare: corrono gli _omnibus_ e i +_broughams_ sopraccarichi di bauli, colle bianche faccine di dentro, che +vanno a farsi brune, e i cocchieri sul serpe, colla facciona cioccolatte, +che, rubando la corsa al padrone, andranno all'osteria a farsi _biondi_: +gli scolaretti, che all'esame hanno trovato lo scoglio del greco o +dell'algebra, fanno trottare le sartine, e le sartine, nell'odoroso +percale, sudate, rubiconde, rompono l'aria insidiosamente: gli uomini +d'affari hanno comperato il parasole: le sentinelle personificano la +rassegnazione umana: i preti guardano insù; ma solo le portinaie discinte +escono giù cogli annaffiatoi in mano e i numeri del lotto in cuore: il +cielo è un piombo che non lascia sperare una stilla. Chiuse le persiane +dei primi piani, secchi i fiori degli abbaini, colme le tazzone di birra +per gli uomini, e dallo sciame minuto della poveraglia invocati i +sorbetti della carriuola tintinnante.... Oh che arsura! oh che sollione! +oh che vita! Solo godono un po' di fresco le beghine sdentate, che +all'alba lumacano alle chiese chiamate dalla campana pettegola, e i gatti +unghiati, che in ogni ora del giorno scappano alle cantine muffe senza +buscarsi il raffreddore.... Oh, per carità del buon Dio, venga presto la +sera per lasciarci dire: anche oggi è andato! La sera, dopo una +passeggiatina calma e silenziosa, si va al caffè, su una piazzuola, dove +ci sia un filo di verde e ancora qualche abitino assestato alla persona e +qualche scarpetta bassa. Ah! come ci sediamo volentieri! Bell'invenzione, +sapete, quella delle seggiole di legno piegato a vapore, leggiere come +una galla, col sedere che lascia passar l'aria! Facendoci vento col +panama e col fazzoletto, aggiustandoci più in su dei ginocchi le pieghe +sudate dei pantaloni, torcendo la faccia a una buffata di fumo caldo che +c'invia il vicino, ed occhieggiando:--Il tale?--si domanda.--È andato in +campagna, alle acque, ai monti, al mare.--Sì?--Sì.--Eh! ci andrei +anch'io, se....--Che cosa?--(Non si vuole confessare la verità e si +dice:)--Se non avessi affari!--Si è pigri, sissignori: si temono i bauli, +il viaggio, le novità, l'eleganza, le donnine.... Passano i giorni e i +giorni: si rimane soli. Il tale? Partito. Il tal'altro? Partito. Al caffè +non si trova più una persona, che c'inviti a quattro asciuttissime +chiacchiere: la frutta è cara: il caldo addoppia, lo dice il termometro +della Galleria. E come si dorme? Come si ha appetito? Come si passeggia e +si accudisce agli affari? Eh lo sapete, il lenzuolo è di troppo: il +ghiaccio rovina i denti: i boschetti incominciano a perdere il loro verde +intenso, se non piove! Si dorme allo scrittoio, si appisola negli uffizi, +si russa nelle chiese e nelle caserme.... Mi ricordo che in una di quelle +giornatacce da forno m'era saltato un ghiribizzo strano, caldo caldo: eh! +quistione di nervi, sicuro, e vi dirò che....--così ciarla l'uomo, e +lascia il giornale, si guarda l'unghie, che forse sono ancora livide per +la doccia, dà una stropicciata alle mani, vede dalla finestra passare di +fuori, galoppando, una signora imbacuccata nello scialle: si sente un +brivido all'osso sacro e capisce che non ha fatto bene la sua _reazione_. +Allora sorride.... Uomo contento! esce dalla sala, è innondato di sole, è +avvolto nell'aria frizzante, vede monti e valli e cielo e cielo: giù il +piano sterminato: muoiono le tinte verdi nelle azzurre: spiccano +paesetti, città, serpeggiamenti d'acque: poi si stende come un mare +trasparente e celeste, una vastità fantastica, un regno di vapori.... + +Quell'uomo è contento. Lo volete contentissimo? Supponete ch'egli +sia un giovanotto, il quale non pensi di correre dietro alla signora +infuriata, nella veste da camera, colle ciabatte senza tacco, col naso +rosso e i capegli impastati sulla fronte (marchesa, mi perdoni!): +supponete che salga gli ottanta gradini della scala, fra la parata dei +lenzuoli, e giunga alla sua cameretta. Questa è piccolina, col bel +letto di ferro, gaia, colle persiane rinfrescate da riflessi verdi +chiarissimi, col calamaio secco e la penna rugginosa.... Bene! +Scriviamo agli amici, poco, pochissimo, quello che si potrà: già +ci sono le circostanze attenuanti.... Che cosa scrivere?... Giuro che +la doccia smorza la fiaccola della fantasia, l'orizzontale cambia il +cuore in un pezzo di ghiaccio, e il semicupio ad acqua corrente ci +condanna a bassa prosaccia. Che cosa scrivere?... Nella camerina, ad +un piuolo pende un cappello biellese che ha un mazzetto di _rododendron_ +nella ghiera, un fiocco di _mignin_ morbidissimo, una vaniglia, una +_concordia_ e una violetta del pensiero: poveri fiori appassiti in +quattro giorni! Sul tavolo c'è una Guida, con un itinerario attorno +al Monte Rosa, segnato da grandi chiazze bianche che vogliono dire +ghiacciai, da nomi francesi e tedeschi, da vene lattee di torrenti: +lì in un canto c'è un lungo bastone, che, come quello di santo +Antonio, porta legato all'estremità il conforto dei pellegrini: +eccovi la fiaschetta impagliata del rhum.... Il giovanotto lascia la +penna, e colla matita schizza lo stemma del Club Alpino, lo scudo +colla stella, sormontato dall'aquila coll'ali tese, accompagnato dal +cannocchiale, dalle corde, dal piccone, dalla scure. Il giovinetto +lascia la matita e rimane appensato. Non sono i monotoni ricordi della +città! Non l'acre ridestarsi di quei ghiribizzi strani, che si +guariscono coll'idropatia! No, no, no!... È la sana, la +liberissima, la grande aria dell'Alpi, che, per così dire, irrompe +nella cameretta a dare sfondi, a ricolorire monti e valli e cielo +nella fantasia dell'uomo innamorato! + +Ecco come pensa il giovinetto:--Quanti bei luoghi ho veduto! Come +voglio rammentarli ancora! Oh mio caro _rododendron_!... È mattina. +Tutto il mondo a quest'ora, ai nostri occhi ancora sonnolenti, pare +debba essere una valle bassa bassa, e la valle, in fondo a cui +c'incamminiamo noi, la ci sembra la più seppellita; violastra, +fredda, tutta un'ombra senza un'ombra. Non c'è luna: l'ultima +stella della notte sgorga tanta luce che pare avanzi dritta e +velocissima verso la nostra pupilla; è immota, non splende per chi +muore, è solo un gioiello per la misteriosa immobilità dei +cieli. Mugge un invisibile torrente; perdendosi nei faggi opachi, +corre alla notte che noi abbiamo lasciato alle spalle, nel paesetto. A +quest'ora ineffabile l'aria e la luce pare si confondano: il +crepuscolo lo diciamo freddo, il vento oscuro: la risultante una +sola--Pace grandiosa. Taciono i monti. Noi scambiarne le prime parole +colla ragazza che ci serve di guida, pel bisogno di sentire una voce +umana in tanto deserto: lei, col guarnellino, la gerla sulle spalle, +dice che ha accompagnato ieri e l'altr'ieri tanti signori, e hanno +fatto colazione, con tanta allegria.... Davvero a quest'ora ci +rincrescerebbe morire, ai piedi di questi altissimi monti.... Il cielo +s'è schiarito un po': i mille accidenti delle spaccature, delle +gobbe, delle creste, delle valli, prendono rilievo: ma ancora regna +l'intonazione violastra, più netta, più larga, più fredda. +Col piede si schivano i rigagnoletti, danno stringicore i fiori che +dondolano all'ondina piangente, ci fanno abbrividire i pratelli +irrugiadati. Il cielo s'è schiarito ancor più: come? quando? Su +un estremo picco la luce del sole ha dipinto una pezza di +rosso-carminio. È il mattino: con questa parola si dice tutto! +Già canta un fringuello. Camminiamo, su, su! Sotto ai faggi dalle +cortecce lucenti e dalle foglie ovate, sugli scheggioni, di qua, di +là, per le breccie dei macigni e sulle schiene, poi sui pendii +sparsi di massi rotolati e d'altri conficcati, poi sui sentieruzzi +teneri, spolverizzati di squamucce d'argento, tra le selvette fresche +di felci, si cammina e si cammina.... Il sole scappa giù ampio e +gaio: fra poco ci coloriremo a' suoi raggi.... Siamo all'_alp_. È una +cascina di pietre ammucchiate, col tetto di lastre micacee, col +fienile, la stalla, la fontana che trabocca dal tubo di legno: il +sentiero fangoso, puzzolente, trito da cento unghie, accompagna ai +pascoli, alle grotte sotto cui hanno dormito le capre, fra gli enormi +massi vellutati d'efflorescenze verdicce. All'_alp_ si beve il latte +nella _biella_, nella cucina affumicata, sui trespoli, tra le fascine, i +secchi gialli e le macchiette dei vecchi pastori in calze groppose, e +quelle dei bimbi seminudi: le ragazze corrono alla fontana. Una sola +finestra scaccia il fumo e fa entrare la luce: chi non vede un pezzo +di montagna festante al sole, da quella balestriera livida, angolosa, +abbruciata e slavata! Chi non sente sotto, dalle fessure del pavimento +di legno, le vacche agitare i collaracci e magari il latte schizzare +con suono acuto nel vaso di rame della massaia! Chi non ha comperato +un cucchiaio di legno!... Quando ci siamo nuovamente incamminati, la +guida ci si fa un po' più vicina, non ci precede più di venti +passi, ma solo di cinque (la colazione ha messo tra noi un po' di +confidenza), e non risponde più quell'asciutto--_Sissgnor_--ma, cogli +occhi bassi, muove la manina ad accennare qualche fiore, qualche erba: +ecco la genziana aromatica e la _mattutina_ profumata (sassifraga) e i +garofanetti coi petali a ritagli minutissimi. La guida è una bella +ragazza, dritta come un bersagliere, tondina, piccola, bionda: ha dato +i fastidi _a rangé_, canterella sottovoce, e si arrischia anche a +risponderci che si chiama _Main...._ Sul monte non crescono più +arbusti di carpini, nè frassini, nè faggi: solo scheggioni fessi +e macigni e zolle inaridite. Sui pendii s'affollano le felci: qua +calpestate pesantemente da poco mostrano come un sentiero nuovo, +svelando tra il verde gaio dell'insieme il verde freddo delle loro +pagine inferiori: altrove schiantate da un pezzo e disseccate appaiono +come cuprei ricami: su su digradano ondulando. Incomincia una frana +sconvolta, un torrente secco: i cespi del _rododendron ferrugineum_ +sbucano da ogni crepaccio ove ci sia una manciata di terra, +ricchissimamente adorni di fiori vermigli: alcuni corimbi staccano +sulle tinte cineree-lucenti delle pietre, altri sul cielo azzurro di +sette azzurri, altri sui guancialetti dell'erica che odora di +miele.... Oh meraviglia! suona un campanaccio grave: dòn dòn, +dodòn, dodòn: una vacca appare, col muso gemmato d'acqua, le +corna sporche di terra, con una bava che fila giù dalle mascelle +spostate dal ruminare: sbarra gli occhioni, colla coda sferza una +mosca, poi sprofonda la gamba nana nei cespi di _rododendron,_ +sviluppando l'adipe del tardo corpaccio, strascinando le densissime +mammelle sui fiori gentili. Suona un altro campanaccio, e un altro, e +un altro: è un concerto da festa. Vediamo l'intera mandra: il +pastore su un'eminenza s'appoggia al bastone, come un cavaliere al +lanciotto: le caprette colle gambe lanose e divaricate, sporgendo il +collo, s'arrampicano sui tetti delle stalle o sui grandi basamenti dei +macigni.... E canta il pastore:--_L'America l'è granda_--: muggono le +vacche: e le caprette col tremulo belato fingono le cornamuse +nasali... + +È mezzogiorno. Dal colle si domina il portentoso anfiteatro dei +monti: monti rocciosi a destra, a sinistra, giù la _comba_ aperta che +dà origine a una voragine profondissima, il principio di un'altra +valle laterale che si perde Dio sa dove: in fondo, alta, vi è una +cima dentata, dalle abbaglianti pezze di serico bianco che si spiegano +e si stratagliano sui ghiacciai. È impossibile dire le tinte +violastre dell'ombre lontane trasparentissime, su cui si fondono i +larici, e impiccioliscono, e fanno selve bluastre e s'inerpicano sulle +torri di fantastiche ruine. Il sole è grande colorista. Eccoci ai +larici dal fusto eretto, dai rami cadenti, dalle foglie lucide di +mille ispidi aghetti e flessuose ad ogni vento: eccoci ai coni +crocchianti, all'erbe dei camosci, ai radiconi che disegnano informi +spine dorsali di mostri, alle scalee ammucchiate dai giganti, ai +ginepri tenacissimi. Il sole scalda l'acro odore delle cortecce. Qua, +da un'insenatura umida e lucida come acciaio, un torrente sembra con +cento braccia cadere aggrappandosi di picco in picco: là invece +tranquillo, spiegato, maestoso, si abbandona giù come un velo di +limatura d'argento: il rombo è il misterioso _crescendo_ degli +abissi: ogni dove con prorotto singhiozzo nelle tane scavate +gorgogliano acque sotterranee. Certe locuste, saltabeccando da +stordite in ogni direzione, vibrano seccamente colle ali: dall'alto +gridano le marmotte.... Dove siamo? A quale altezza? In una conca +strozzata fra i macigni c'è una bella isoletta di neve. La neve? La +neve ai tanti di agosto! Facciamo subito un _punch frappé_. La neve! +Si tocca, si mangia, si vede scintillare, si getta nella gerla di +_Main_... Il terreno è fracido: s'è fusa la neve il giorno prima, +ed oggi è nato un fiorello azzurro melanconico: più su, come +pennacchietti orientali, tremolano i fiocchi argentei del _mignin,_ +odora il gratissimo fiore della _concordia,_ l'amaranto che dà il +responso dalle radici a chi lo vuole interrogare. Più in su ancora +all'_alp_ di nitido larice, la fanciulla nitidissima, che veste di panno +rosso, parla il tedesco dai denti stretti e legge il libricciuolo +della messa stampato a Kemden e col legno imprime sul burro le cifre +col rosone del babbo, nella _coulisse_ piccina della sua finestrella +specchiante, la fanciulla che sorride ha posto un mazzolino di viole +del pensiero, esili, rigide di contorni, pallide, odorose, insieme +alla cara vaniglia dell'Alpi. Più in su ancora si cammina sulla +neve, il piede freddo, l'occhio infastidito dalla vasta bianchezza, la +mano stretta al bastone, il collo saettato dal sole: e su e su: si +sdrucciola e si ride. Ma che! in fondo c'è un precipizio: finisce o +non finisce questo tappeto, che addoppia le tinte abbrustolate delle +cime? Qui vicino ai massi sporgenti e neri il piede rompe una fragile +crosta insudiciata: là la monotona eguaglianza è tolta da +strisce che vi lasciarono le trosce d'acqua: là si avvalla ed è +ondeggiata. La nostra ragazza procede dritta, senza fallare, +equilibrata, colla gerla sulle spalle, e ride alla nostra +domanda:--Finisce o non finisce?--Chi s'arresta, sdrucciola: chi +s'imbizzisce, falla: chi sdrucciola e chi falla arrischia di rifare il +cammino in meno di dieci minuti fino al fondo. E su e su, ci +arrampichiamo poggiando i piedi nell'orme profonde lasciate dalla +guida: crepita la neve e s'ode il nostro anelito frequente.--Ohe, che +gioco lungo!--dico io, e mi sento floscio ed annoiato.... Oh santa +fiaschetta del rhum, ti benedico, ti voglio, ti bacio! A te devo il +passo sicuro, l'occhio indagatore, il petto ristorato: più la +sorsata m'arde la gola, più mi pare di divenire un piccolo re della +natura. Bevi, bevi anche tu, bionda fanciulla: alla cima urleremo a +squarciagola il grido selvaggio dei pastori.... Chi ha detto ch'io +sono stanco? Ch'io casco sulla neve?... Vedremo i laghetti freddi e le +vacche immote sulle rive a specchiarsi e le pecore lanose sdraiate sui +pendii e i corti vitelli dalle gambe lunghe, che labbreggiano cercando +le mamme, e le mandriane brune che addormono in grembo la testa del +mandriano.... Udiste il nostro grido d'allegria? + +È sera. Il cielo al suo cobalto mischia il nero: addensa la tinta: +taciono i monti e si aggravano sulle valli: non stride un grillo, non +geme un uccello, ma solo rombano i torrenti. Io guardo le cime e mi +domando:--Se dovessi ancora salire lassù nel tenebrore? Una notte +tra i faggi e le balze? Senza provvisioni?--e cammino tacitamente e +spio il volto della ragazza, che di rubicondo e sanissimo, s'è +fatto freddiccio e violaceo: fiori ed erbe e sassi e ruscelli +sereneranno tranquilli: alle stelle mi sento quasi tentato di dire:--A +che vi affollate in questa zona di cielo? Non vi è pupilla che vi +contempli, non v'è dolore, non v'è amore!--.... Sfilano le +vacche, ciondolando i campanacci e smottando il terreno: le conto, +una, due, quattro, sei.... Non le conto più: ascolto dei sospiri +gravissimi, dei fruscii, delle note sorde: non è il dodòn, +dodòn, no, ma un tardo addio. Si sbandano ancora le caprette, ma +trottando, quasi paurose di slontanarsi dalla torma: ballonzano +pesantemente i montoni, come cose balorde: segue il mandriano con un +fascio di radiconi sul capo.... Si vorrebbe udire un suono di campana +benedetta, vedere un cimiterio, passare innanzi a un'osteria dal +focolare vampeggiente: insomma accorgerci del massimo beneficio degli +uomini stretti in società, l'aiuto, il ricordo, la speranza, +l'oste, il prete.... Si pensa saltando di sasso in sasso:--È questo +il sentiero che deve battere il medico condotto, se è chiamato di +notte da chi non istà bene? Oh che luoghi! E lo speziale? Vorrei +vederla quella bottega, io che mi prendo le medicine inglesi! Oh che +gente! Eppure qui si vive tutto l'anno da migliaia d'anni, qui si +nasce e si muore e si ignora che c'è la città, la nostra +città, che ci sono io che a st'ora mi sento ed ho grandi +bisogni!--Cala sempre più la notte.... Di lontano, dei lumi! Ci +guardiamo di dietro per gustare di più la tetra oscurità senza +compassione, e poi affisarci nei punti rossigni, provvisti, carissimi, +umani.... Aaah! I nomi di Ludwigs Höhe, di Parrospitze, di +Signalkuppe, di Schwarzhorn, e cent'altri, che ci si ficcarono tutto +il giorno nel desiderio ambizioso, diventano strani, crudeli, +ghiacciati: vengono insidiosissimi e saporiti, per così dire, nella +gola quei battesimi ambrosiani delle nostre buone donne di servizio: +se la Peppa ci desse qui un _risottino_ fumante! Se Perpetua allagasse +di _conza_ un piattone di stufato!... Aaah!... + +* * * + +Arriviamo al paese, all'albergo, ai grandi lumi, caldi e vivissimi: la +guida ci precede: ci viene incontro una cameriera tutta in chiaro.... Che +effetto strano in quell'eleganza! Giacchè l'abbiamo abbandonata, ci +volgiamo indietro all'oscurità, a gettare uno sguardo alle prime luci che +incomincia a nevicare giù la luna: a quest'ora, al termine del +pellegrinaggio, siamo quasi dolenti di non soffrire più privazioni, +d'esser giunti, d'esser sicuri: con stringicore ci sovveniamo di +qualcosa, di qualcuno, di qualcuna: è un lampo di poesia, la chiusa, la +consacrazione della giornata. Il mio amico pensa di sicuro:--Se mia +cugina vedesse dove sono!--ed io sospiro:--La mia povera Tea è in +collegio!--Squilla una campanella per noi. La gente che c'è, donnine +avvolte nelle ciarpe e uomini in _gilé_ bianco, s'affaccia ai nuovi +venuti, lì dallo spiano del terrazzo, qua dalla _lobia_ del _châlet_. Oh +seccature! oh figurini profumati! oh statuette di porcellana! Suona un +pianoforte: e s'odono delle risa inviziatelle, aristocratiche, +maliziose.... Noi, un po' orsi, pesanti, impolverati, goffi, rizziamo il +capo facendo dondolare sul cappello il mazzetto di fiori.--Mi +rincresce,--dice la cameriera:--ma la _table d'hôte_ è finita.--(Meglio! +meglio!)--Mi spiace, ma....--Non importa: arriviamo da....--giù un +nomaccio:--Ceneremo da alpinisti.--A cena, sulla candida tovaglia, fra le +posate e le bottiglie lustranti, fra le boccette della senape e di +cent'altre leccornie obliate da noi, in mezzo a tante meraviglie, apriamo +e riapriamo la Guida: il seguire sulla carta il viaggio e il pronunciare +delle sillabe, _spitze_ ed _höhe_, sul musino bianco e pastosello delle +cameriere è la gioia che fa passare ogni stanchezza: i bei nomoni sono +come il pepe delle vivande che si mangiano. Stamattina, questi nomi erano +muti, _colle, passo, comba, alp, cima, horn_, erano bianco su nero, +parole: a quest'ora sono quel che sono!--Si guarda l'itinerario pel +domani: e quei nuovi nomi, quelle nuove _x_ diventano desideri +ardentissimi. E si ciarla, si ciarla, poi si prendono dalla caminiera del +salon i biglietti litografati dell'_Hôtel et Pension_, si leggono le +_promenades et environs--ascensions principales--voyages--le elevazioni +sul livello del mare delle principali vette dei monti nei dintorni_: si +sa che _on parle allemand, français, italien--on tient des mulets et des +guides pour la commodité des Voyageurs:_ fanno pietà in un angolo i +parasoli delle signore e gli _alpenstock_ bianchissimi col cornetto di +camoscio e i cappellini alla moschettiera colla piuma spavalda: si +scarabocchia il nome sull'albo dei forestieri. Guarda, guarda: c'è il +dottor tale, milanese, peuh! C'è la famiglia tale! Schiva! Tutte +scarpette basse e piedini di butirro!... Vicino s'ode nuovamente il suono +del pianoforte e un calpestìo di danze... La fiamma della candela sembra +ingrossarsi al nostro occhio, vestirsi di nubi vaporose, razzare, +tremolare: la mano stropiccia gli occhi come per cacciarne fuori delle +briciole di pane pungenti, la testa si china sulla Guida, il ghiacciaio +dell'itinerario si allarga come un lenzuolo... un lenzuolo di un ottimo +letto... Chi dà un letto?... Intanto che già si sogna vagamente e +penosamente di camminare per scheggioni, per grotte, per frane, +attraverso ghiacci, la cameriera ci tocca su un braccio. Eravamo +addormentati. + +Anche voi, o lettori, dormite a questa mia cicalata? Vi domando mille +perdoni. L'esordio è finito. + +E sulle mie labbra c'è il sorriso dell'uomo contento. Voi, amici +miei, avete 32 gradi, voi passeggiate dalla Galleria al forno del +vostro studiolo. Io tolgo adesso gli occhi da' miei fiori, dalla mia +Guida, dalla mia fiaschetta, e fremo agli ultimi brividi freddissimi +che m'ha lasciato la doccia delle 11 ore. + +La mia escursione è incominciata da Biella, s'è spinta su al +_Corno del Camoscio_ vicino al Monte Rosa, è calata ad Orla, ha +voluto il riposo allo Stabilimento Idropatico d'Oropa. + +Io mi dico:--Come si fa a scriverle, certe cose?--e mi arrovello. Voi +direte:--Come si fa a leggerle?--e.... + +E chiudete pure il giornale: io apro la Guida. + + + + +BIELLA. + + +«Il Circondario di Biella è limitato al nord, all'ovest e al +sud-ovest dalle linee di separazione delle acque della Sesia e del +Leiss e poscia della Dora, ed è chiuso all'est ed al sud da confini +meno naturali, che tagliano le vallate dei torrenti che hanno origine +dalla costiera settentrionale ed occidentale. Esso ha una superficie +di 960,48 chilometri quadrati, e una popolazione di 126,360 abitanti +(censimento del 1861). Vi sono quindi 131,56 abitanti per chilometro +quadrato, mentre in media nel regno d'Italia non si hanno che 83,54 +abitanti per chilometro quadrato. E questo non è poco, ove si +consideri che il 57% del suolo biellese è montuoso. Principali +torrenti sono al nord la Sessera che volge verso l'est ed al sud il +Cervo, cui fanno capo la Viona, l'Elvo, l'Oremo, l'Oropa, la Strona, +la Roasenda, tutti gli altri torrenti insomma che non mettono nella +Sessera.» E basta. Mille grazie al signor Quintino Sella che +pronunciò queste parole nel discorso inaugurale della prima +riunione straordinaria della Società italiana di Scienze naturali +in Biella. Io non lo saccheggierò più: perchè, rubando male, +il _terreno diluviale_, le _alluvioni_, il _diluvium_, il _pliocene_, il +_calcare_, le _roccie feldispatiche e micacee_, l'_anfilobo_ e la +_diorite_, la _formazione sienitica_ e il _melafiro_, e l'altre parolone +mi potrebbero procurare qualche tirata d'orecchi da chi ha sulle corna la +poesia e gli acquerellisti. + +Biella (_Bullarella, Buraiella, Buiella, Bucella, Bugella_) è al +confluente dell'Oropa cel Cervo. Che sia città antica (153 ab U. +C.) lo comprovano la iscrizione di Caio Publicio Crescenzio e l'altre +che si conservano nella casa parrocchiale, il sepolcro de' romani +Melii, ora divenuto battisterio, la medaglia fatta per commemorare la +ruina di Gerusalemme. Da Lodovico il Pio e da Lotario fu donata al +conte Bosone nell'826: poi da Carlo, da Ottone, da Corrado, da +Federigo I alla chiesa vercellese: nel secolo XIII si levò ad +animosa controversia per sottrarsi al dominio di Vercelli: nel XIV +provò il furore della peste, segnò di croci rosse i militi +contro Fra Dolcino, si scosse di dosso il vescovo tirannello Giovanni +Fieschi: nel 1379 diede giuramento di fedeltà al conte di Savoia: +nel 1525 gli imperiali vi aguzzarono l'unghie. Trascrivo un +particolare che soddisferà la curiosa domanda di alcuni miei +amici:--«Il maresciallo francese Brissac estese la sua occupazione su +parte del Biellese ed obbligò il comune ad inviare a Parigi dei +legati per il giuramento di fedellà ad Enrico II e per ottenere la +conferma di tutti i privilegi. Si fu in quell'epoca che si +incominciò il commercio delle lane colla Francia e principalmente +con Lione, e ne venne il motto _francese di Biella_, perchè il comune +di Lione accordò con diploma 23 gennaio 1558, il privilegio di +cittadinanza ai Biellesi.» (_Guida per gite ed escursioni nel Biellese, +edita e compilata per cura della Direzione del Club Alpino, sezione di +Biella, 1873_). Poi Biella ebbe ancora la peste, gli Spagnuoli e i +Francesi, peggiori della peste, e di nuovo i Francesi. + +Biella è una cittadina simpatica, che si presenta pulita, +sanissima, affaccendata, percorsa da cento omnibus dalla stazione +verso il santuario e verso Andorno. Nella via maestra vi sono dei +portici sotto cui s'impaccia la gente ai giorni di mercati popolosi: +tutto vi si trova, dalle usuali terraglie impastate colle argille di +Ronco e Ternengo agli immensi tesori delle fabbriche grandiose. Nuove +piazze, nuove vie, nuovi edifizi accennano ad intendimenti edilizi di +buon gusto. De' monumenti conosco il Duomo, incominciato nel 1402 e +finito nel 1825: vorrebbe esser gotico nell'insieme, ma stentato +nell'ornamentazione, senza gusto, senza carattere, goffo e +pretenzioso, coll'alto peristilio che mischia persino dei capitelli +semi-egiziani agli archi acuti, alle colonne allampanate, al terrazzo +sopracarico di tabernacoletti, di sfere, di piramidi, in tutto ha +qualcosa del cartone dipinto a gesso e colla: nell'interno si può +perdonare qualcosa, in vista d'una pittura del Lanino e d'un pulpito +in legno scolpito. + +Il Battistero è un tempietto ottagono, di mattoni grossi, +incoronato da tanti arcucci venerandi, con una scoltura che porta +effigiati due putti carnosi, bene atteggiati sullo sfondo di un +colonnato a rigidi profili. Una porticina conduce a un sotterraneo, +un'altra al piano terreno. Il pretino che ci accompagnò ci disse +che giù c'erano due tombe di vescovi: dal mazzo di chiavi una sola +scelse e ci aprì il battistero, nudo, gretto, squallido. De' Melii, +delle lapidi romane e delle notizie che gli domandai intorno al +Galliari, al Cogrosso, al Vacca, al Fea, al Gonin, il povero +schiccheratore di fedi di nascite e di morti ne sapeva come le ragazze +che, colla gabassa sulle spalle, comperano gli zoccoli. San Cassiano +si presenta coll'alto peristilio sbiancato: è chiesa di fondazione +antica, di cui le memorie rimontano al 1200. Ma, povera Arte! Ero +insoddisfatto. Per conto mio, ho guardato e riguardato la porta e la +porticina antica dell'albergo d'Europa, con alcuni dettagli di fascie +robuste, tracce di finestroni, la scoltura dei due angioletti che si +baciano, reggendo lo scudo col motto _Ubi Pax ibi Deus_, e i due stemmi +che spiccano sul campo nero d'un riquadro. Il mio pretino, +eruditissima guida, mi perdonerà se taccio del Seminario, del +Palazzo vescovile, della Trinità, dell'Amministrazione dell'Ospizio +d'Oropa, dell'Ospedale, del S. Paolo, del S. Filippo, ecc., mi saranno +invece grati i lettori se dico loro che nella città vi sono 9 +fabbriche di drapperia e filati, 12 depositi di lane e rappresentanze +di case estere, 2 fabbriche di maglie, 8 di bordati, 5 di cappelli, 5 +concerie, la grandiosa fonderia di ghisa degli Squindo e l'altra dei +Girelli, la nota cartiera Amosso e la birreria di Menabrea. Sella, +Rosazza, Poma, Bozzalla, Garbaccio, Boussu, Trombetta, nell'industria +hanno tanto nome, quanto splendore avevano nei tempi andati i +Ternengo, la casa Lamarmora, i principi di Masserano, i principi della +Cisterna. Benedetto il Cervo e l'Oropa! Sì, il lavoro ferve +animatissimo dappertutto, sia nei vasti fabbricati che hanno 400 +finestroni, da dove rombano le macchine più meravigliose del +progresso, sia sotto ai portichetti smattonatì dove le ragazze, +cantando, impagliano scranne o filano colla conocchia della nonna. +Esempio siano: il lanificio Piacenza a Pollone, la fabbrica dei Poma a +Occhieppo superiore, a Miagliano il cotonificio pure Poma, colle case +degli operai costrutte sul modello di quelle di Mulhouse in Alsazia: +esempio presenti la _fia della Nastasia_ al Favaro. Lo dico con +orgoglio: gli stabilimenti industriali di Biella sommateli voi, io +v'ho date le cifre: 190 sono quelli del Circondario (_Guida del Club +Alpino_, ecc.). Si lavora, si lavora, si lavora, ognuno secondo le +proprie forze: i figli della _fia di Nastasia_ un di mangeranno il pane +che sa di sudore onoratissimo e di lucido acciaio strofinato e di +grasso abbruciato, se pure non lo faranno mangiare agli altri: il +lavoro ha sempre avuto un premio. + +Per controbilanciare il poco bene che ho detto di Biella, come +accoglitrice di cose d'Arte, devo parlare e col massimo piacere di +Biella-Piazza, o sia di Biella alta, un gruppo della città, su un +poggio, dove difficilmente capita il viaggiatore per Oropa. Al sommo +dell'erta salita si presenta un edificio del rinascimento, di gusto +squisitissimo, con finestre rettangolari, fascie dipinte di azzurro, +linee egregie, i campi illustrati da storie belligere, gli occhi di +bue, e sotto la gronda le tracce elegantissime degli archetti che +sporgevano a sostenere il tetto. Di sotto al sudiciume, alle moderne +manomissioni, all'opera del tempo, esce un profumo d'Arte gentile, +corretta, spigliata. Di chi fu quella casa? Ho domandato invano. +Nell'interno c'è la fabbrica di maglierie dei Guglielminotti: +domina la sbiancatura e l'adattamento. Nell'istessa viuzza, su cui +dà il fianco, s'incontrano delle fascie di terra cotta, due o tre a +frange trilobate, una a targhette, grifoni e flessuoso svolgersi di +foglie. Il palazzo del principe della Cisterna mostra l'architettura +salda e già capricciosa del cinquecento: portone col poggiuolo +marmoreo, finestre col timpano spezzato e i busti, colonne bozzate, e +all'alto un loggiato d'arconcelli coperto. Lo dicono anche _il +Castello_. Nell'interno ho visitato una torricella colla scala a +chiocciola, i solai spaziosi, adorni di una porta acuta a fascia di +terra cotta, lo scalone nudo, a cui è unita la tradizione della +_morte segreta_, un muraglione cioè pieno di coltelli e trabocchetti, +e finalmente i saloni. Il palazzo è ridotto a filatoio. Ma bisogna +ancora vederle quelle travature, quei freschi a chiaroscuro che +ricingono le somme pareti, quel camino eretto sugli orecchioni, colla +cappa scolpita, ornata, dorata, colle statue sedenti e gli stemmi e +gli stucchi e i finestroni! Bisogna immaginare il decoro sontuoso +degli arazzi, dove ora sporgono le cornici di legno spezzate e i +chiodi ritorti: i mobiloni di noce, le seggiole di broccato, i +ritratti degli avi, dove ora s'ammucchiano i telai spezzati! +L'_ambiente_ è austero. Citerò anche la chiesa di Sant'Anna che +doveva esser bella, se non intervenivano a vituperarla pennello e +cazzuola, sì che pare che i santi del Gaudenzio Ferrari e le sante +stecchite fra le colonnine d'oro spirali, pare rimpiangano i buoni +tempi. Attiguo c'è il palazzo Ternengo, con un cospicuo archivio +patrio, si dice. Poi c'è il Palazzo del Comune, la casa Lamarmora, +quella dei principi di Masserano, ora stabilimento idropatico. Dal +Piazzo volevo scendere in Vernato per gustarvi un bel quadro antico, e +poi a San Sebastiano attratto dal _Cristo_ del Ferrari, dall'_Assunzione_ +del Luino, dalla _Trinità_ del Moncalvo, e da altri dipinti di scuola +lombarda e vercellese, che avevo già veduto l'anno scorso: ma +l'amico che mi accompagnava si diceva stanco all'aria della città. +È vero, è calda, è noiosa. Vogliamo respirare. + +Giacchè ho incominciato la tiritera parlando di monti, finirò +rendendo il mio omaggio alla simpatica Biella e facendo voti pel suo +Club Alpino. Fu istituito dal signor Giuseppe Corona, è presieduto +da Q. Sella, diretto da Corona Giuseppe e Lodovico Garzena, Amosso, +Pozzo, Prario, Vallino, Vercellone. L'illustrano Sella, l'astronomo +padre Denza, il vescovo Losana, l'erborista Zumaglini. Per un pezzo io +ho avuto tra le mani la Guida edita dalla Direzione: da Piedicavallo, +dall'Alp Pianell, dal Colle della Mologna grande, dal Colle di +Loozonèi, dall'Alp Ober-Loo, da Lomatta, da Gressoney, dal Colle +d'Ollen, da Alagna, da tutti i luoghi in cui verificavo l'ore del mio +orologio con quelle notate dalla Direzione su quel libricciuolo +carissimo, mandavo un saluto a quegli egregi che, istituendo la +società del Club Alpino, preparano all'Italia uomini sani, +entusiasti alle bellezze grandiosissime, desiosi di scuole tanto +larghe, quanto l'anfiteatro dei monti. E di nuovo un saluto! + + + + +II + + +Dopo che abbiamo chiacchierato tanto, vi parrebbe tempo, o signori, di +fare una passeggiatina? Vi sono torrenti scroscianti che c'invitano, +freschissimi castagneti, gruppi di frassini, pendii, scese, +scaglioncini da giardino inglese, frane dirotte, ciclami nicchiati +sotto ai massi stillanti, stradoni e stradette mulattiere, ponti +altissimi e _plance_ traballanti, paesotti, manifatture e castella e +storiche memorie: di lontano sempre i sommi deserti delle Alpi. Volete +carrozze? Biella ne ha a centinaia. Volete cavalli? Eccovi bestie +membrute, colle gaie sonagliere. Volete camminare da alpinisti? +Provvedetevi un paio di scarpe dal calzolaio Crosa di Via Maestra. + +Dove si va? All'Ospizio di Oropa. In questo ci arresteremo un po' fra +alcuni giorni: scegliamo per ora le scorse. Si va a Cossila, _lunga e +sottil_, sino allo stabilimento idropatico aperto nel 1858 dal dottor +Vinea ed ora tenuto del dottor Emilio Coda con poco prospere sorti: si va +al Favaro dalla _fia di Nastasia_ e si può salire alla vetta della +Burcina: a Pollone, al grandioso lanificio Piacenza: a Sordevolo, paese +sull'Elvo, dove strepitano le industri macchine del Vercellone, del +Sormano, del Maia, dove ancora si rappresenta eroicomicamente il _mistero +della passione e morte_: all'austero convento della Trappa (1058 m.), fra +le cui tetre rovine d'arcate, di sale, di celle, di refettori, si +scalcinano all'eterno oblio i _moniti salutari_ dipinti; dietro la Trappa +in un piccolo abituro c'è la tomba, colla scritta C. W. 1803, dell'ultimo +di quei laboriosissimi monaci agricoltori: si va all'Ospizio di Graglia, +di cui ciarleremo più sotto: ai due Occhieppo: al villaggio di Graglia: +al castello di Gaglianico, donato nel 1152 da Federigo imperatore al +vescovo Uguccione, il fondatore di Biella-Piazzo: al castello di +Moncavallo: alla vetta del Bricco e al castello di Ternengo, a +Pettinengo, a Mosso: ad Andorno, a Sagliano-Micca, all'Ospizio di san +Giovanni, pei quali luoghi prometto tre ciarle: si va alla Colma +d'Andorno, ai tre Turlo, alla Bocchetta della Sessera: a Tolegno; alle +castella di Perrione, di Verrone, di Valdengo, di Perretto, di +Castellengo, di Repolo, di Masino, d'Azeglio... Volete altro? Non finirei +più: e vi dico che queste sono tutte scorse bellissime che soddisfano +tutti i gusti. La signora troverà la strada comoda o la carrozza, o +strillerà capricciosamente sulla sella dei muli: la ragazza avrà i +fiorellini, i maschiotti le noci da rubacchiare e i prati dove +scorrazzare, saltando le rustiche barriere. C'è un poeta nella comitiva? +Canterà le _chiare, fresche, dolci acque_: intanto che il prete +sberretterà cento cappelle colla Madonna negra, l'uomo serio calcolerà i +_cavalli-vapore_ della tale e tal'altra macchina, l'innamorato, che non +manca mai, vedrà la gonna diletta sventolare voluttuosamente alle +frizzanti aure dell'Elvo, dell'Oropa, del Cervo, e il botanico +incomincierà e proseguirà per non finire:--_Cyclamen europæum, rudici +orbiculari, foliis synanthiis cordato orbiculatis obtusiusculis +denticulates subzonalis lacitis corollæ lanceolatis corollæ fauce +integra. C. æstivum Reich, excurs. 407, C. litorale Sadler. C. officinale +Wend. C. retroflexum. Moeneh apud Duby_... etc. Dove lascio me? Io avrò +sempre da sorridere alle lapidi dei morti e alla formica, che, arrampica, +arrampica, arrampica, vuole scalare i dadi di pietra degli antichi +castelli. Poveri morti e povera formica! + +Ho promesso due righe per l'Ospizio di Graglia, per Andorno, Sagliano +e San Giovanni: la sosta la faremo all'Oropa. + +L'Ospizio di Graglia sorge a 826 m. sul livello del mare, su di un +colle verdeggiante, fra monti verdeggianti, e signoreggia una pianura +verdeggiante che muore nel glauco nebbioso dell'orizzonte, dall'Elvo +fin oltre il Ticino e a Milano. Ed ecco le Alpi Graie, il Monviso, la +catena degli Appennini, Superga, la cupola di san Gaudenzio di Novara, +l'aguglia del nostro Duomo: e sotto sotto i villaggi dall'Elvo alla +Serra. E per la povera penna la descrizione è finita: nel calamaio +ho solo il nero sbiadito dell'inchiostro e l'acido dell'aceto, negli +occhi ho il sole fulgidissimo, coloritore, diffuso, nel cuore ho una +mestizia indefinita: tra gli ampi spettacoloni e la mia povera pupilla +sempre si pone una lente colle iridi più care, una bella lagrima e +ben calda.... Dite quello che volete: ma è così, e così ho +imparato solitariamente ad amare Madre Natura. L'Ospizio ha una +facciata greggia, con un piccolo corpo avanzato nel mezzo, cioè due +loggiati sovrapposti a tre archi, e un terrazzo al sommo: su un fianco +i mattoni addentellati promettono la continuazione dell'edificio: +dall'interno s'alza una cupola di 38 metri, a foggia di un torrione. +Non squilla nessuna campanetta pei nuovi venuti: non s'invoca nessun +santo, nè si scioglie voto: chi arriva a piedi trova che l'ingresso +al santuario è l'ingresso a una trattoria. L'odore delle bistecche +sale su ai tre corridoi dei tre piani, ove s'allineano gli usci delle +camere ospitali. La chiesa è costrutta secondo la forma di una +croce greca, un po' squallida, un po' fredda, colle pitture della +cupola fatte da Fabrizio Calliari e una statua in legno della Madonna. +Il tutto insieme che aspetto ha? Un aspetto tranquillo, polito e, +diciamolo, melanconico. A me ha fatto l'effetto di una solitudine in +una gran solitudine. Il passeggiare nei freschi corritoi mi sembra una +occupazione da fraticelli vecchissimi: fra il toc-toc degli orologi a +torricella, le gerle delle guide che sono andate alla chiesa o a +succiare l'acqua della fontana, fra i busti dei benefattori, le lapidi +degli insigni visitatori, leggiamo l'uffiziolo, quieti, strascicando +le ciabatte larghe, cogli occhi imbrogliati dal sonno della pace, +passandoci la mano grinzosa sulla testa pelata che luccica di riflessi +d'avorio.... Ah che vita!... O fraticelli, non falliamo l'uscio delle +cellette: elegantissime signore vengono all'Ospizio nei mesi d'estate +e d'autunno, e vi rimangono nove giorni, lasciando al decimo sui +mobili la cipria rosea, e nei cassettoni quei profumi nobilissimi, +indizio ch'è passato un serpente: è vero, entrando in una camera +così abbandonata di fresco si è persino rispettosi dinnanzi al +grande disordine sparso da una piccola manina, e si soffre caramente +un ignoto abbandono, e si ama la cipria e l'_opoponax_. Verrà la +lercia fantesca, affagottata come una monaca, a spolverare i mobili +colla scopa, a spargere il suo tanfo di sudore e di sacristia. D'altro +non so dirvi, perchè non ho letto il libro del teologo Marocco: +_Rimembranze di un viaggio da Torino a Graglia_. Dall'interna piazzuola +sotto il giro degli alberi, dopo avere fatto un sonnellino +ristoratore, colla pancia al sole e la testa all'ombrìa verde, ho +dato uno sguardo alle poche cappelle che vanno su su al monte, +abbrustolandosi al meriggio. Le statue in terra cotta del Tabacchetti +non valevano due soli degli svolazzucci dorati che dal collo +lanuginoso della nostra guida, la _Main_, scappavano sotto le trecce +attorte della gentilissima testina. Povera figliuola! Rammento la sua +tinta bruna, gli occhi ingenui se guardavano, pudichi se erano +guardati, il sorriso confidente dei sedici anni, e quel mento e quel +collino da gran dama! Aveva il suo fazzoletto, la pezzuola, il +corsetto, la gonna, il grembiale, tutto a modo, tutto per lei: due +sole cose mi facevano compassione, le scarpacce e la gerla: quelle +parvero dirmi:--Noi costiamo tanto e tanto!--e questa:--Ho portato +delle colazioni, con molta roba di Dio, su alle cime pei gran signori +che mangiano coi guanti: ma la mia povera padroncina all'inverno, +quando mi colma di legna gelate e mi fa ballare giù, giù giù, +fino al Favaro, trova una minestra lunga e bianca bianca....--Ah, +signori miei, non mi commovo alla polenta ruvida, al latte coagulato, +ai formaggi duri, anzi per me le considero come leccornie capricciose +d'un giorno all'anno, ma la minestra che fa scaldare le mani attorno +alle scodelle, che si mangia a cucchiaiate, che fa tanto bene allo +stomaco, l'auguro saporita a tutti, massime alla povera gente! E in +tutti i giorni dell'anno!... Quando la _Main_ fosse stata sposa (e glie +lo desideravo presto), mi pareva che un grande garofano dovesse su +quei capegli spirare l'aperta allegria di un mattino di maggio, e lei, +volgendo la testina all'insù a prendere ingordamente il sodo +bacione di un bersagliere del Favaro, lei dovesse mostrare tutto il +suo collo, candido di sotto, rispettato dal sole. Sì, _Main_, io ho +amato le tue trecce bionde, lo ripeto ancora, attorte dietro la +testina, e la medaglietta d'Oropa che si perdeva giù fra le modeste +pieghe della tua camiciuola. E ti rammento Graglia perchè là eri +lieta, sollazzevole, senza pensiero. Un dì forse racconterò la +brutta istoria delle tue lagrime, io che le ho viste cadere sulle tue +manine, come le prime gocce di un grande uragano. Non avevi mai +pianto, povera capretta dei monti! + +Sino da quando io ero alle prime scuole, fra i _doveri morali e civili_, +che imparavo a sillabare, come tipo di un dovere sublime, mi +giganteggiava innanzi la figura nera di un soldato, di cui mi pareva +rammentarne l'uniforme, coi nastri alle bottoniere, la grande tracolla e +la miccia bituminosa e fumante. Pietro Micca era giù nel sotterraneo, fra +i barili di polvere: suonavano i picconi dei nemici sempre più vicino: +crepitava la fiamma della miccia nel buio. Si udì uno di quei sospiri che +fremono come l'aria del liberissimo mare, quando sembra sdegnoso di +confini: la piccola fiamma--sicurissima--avvampò. Poi successe il caos +che tuona, l'inferno che strugge, sbattendo le ruine al cielo, la +tremenda ridda delle mille viscere squarciate e palpitanti, i rivi di +sangue sulla terra abbrustolata e fessa, i cervelli oscenamente incollati +e le ossa scheggiate. Torino è salva! i francesi distrutti! la rocca è +saltata! Io leggevo e rileggevo quel racconto, e con me i piccolini +sillabanti finivano a guardare il vecchio maestruccio che piangeva. +Eravamo nel 1859: a chi è di già agghiacciato a certi entusiasmi valga +qualcosa la data. È giunto il tempo in cui io ho potuto pellegrinare nel +Biellese a visitare la casetta del martire minatore: ma il mio povero +maestruccio ha finito di addentare mozziconi ultimissimi di sigari e +giace sotto fra le quattr'assi: come l'ho ricordato!... Sagliano-Micca è +la continuazione del borgo d'Andorno: un paese di 2300 abitanti, colla +solita via maestra a case belle e brutte, alcuni lanifici, stabilimenti +di filature, 600 operai fabbricatori di cappelli, un collegio-convitto, e +giù il Cervo strepitante che si mesce alla Moreccia. La casa del Micca dà +in un vicoluccio: due muretti e una scala, ecco tutto. Non vi fila la +vecchia discendente dell'animoso, ma una vecchia Madre, la Patria, +sublimemente silenziosa e presente, sembra alla religione invocare la +santa illusione di una seconda vita. Che Pietro Micca ritorni al suo +focolare e vegga! Ch'egli ancora santifichi questo santuario degli +Italiani! Ch'egli viva eterno giacchè è morto colla fede dei primi +cristiani!... Sei lapidi fregiano gli scheggioni storici della casetta: + +_Entra e vedrai il marmo--che ti addita l'umile abituro--del gran +minatore Pietro Micca._ + +_Pietro Micca--il sesto giorno di marzo 1677--trasse in questa casipola +i natali--il ventesimonono di ottobre 1704 impalmò Maria Pasquale +Bonini--da cui venne allietato del figlio Giacomo--e la memoranda +notte del 29 agosto 1706--allo sboccar delle schiere francesi--nella +vegliata rocca di Torino--incendiando animoso le mine--ostia +volontaria s'immolò alla patria--ammirate nel saglianese--un Codro +novello._ + +_Amedeo Maria di Savoia duca d'Aosta--il quarto giorno di agosto +1864---visitando non ancora quadrilustre--la casipola di Pietro +Micca--mostrò--di nutrire i sensi del generoso--che alla vita +antepone la patria--ridestò negli animi la speranza--di nuove +glorie all'Italia--e fece atto di viva gratitudine--verso il soldato +pel cui eroismo--la corona ducale fu conservata--e la regia posta in +capo--ai principi di Savoia._ + +_Giuseppe Garibaldi--il diciannovesimo di giugno 1859--pria di avviarsi +alla guerra italica--inspirandosi all'abituro dell'eroe biellese--il +cui magnanimo sacrificio--salvò il Piemonte dal franco invasore--vi +appose in omaggio del generoso--un serto di fiori--arra certissima del +serto d'alloro--che avrebbe incoronata la fronte--all'eroe niceno--le +cui mirabili gesta tanto conferirono--a redimere la Lombardia--dal +teutono oppressore_. + +_A Pietro Micca--morto a difesa d'Italia--contro l'invasione +straniera--nel loco ove nacque--alcuni modenesi--crociati per la +indipendenza della patria--pronti all'armi al cessare della +pace--questa memoria--1848._ + +_Alla memoria di Pietro Micca--morto eroicamente--nel compimento di un +santo dovere--alcune donne--delle diverse provincie d'Italia--come +esempio ai figli--posero questa lapide--il III agosto_ 1876. + +_Salve--Pietro Micca--vera gloria d'Italia--di santissimo +eroismo--splendido esempio--Te fra gli itali campioni--la storia +illustra ed eterna--e Sagliano che ti diè culla--sull'abituro reso +grande da te--nel secondo centenario di tua nascita--pone riverente +questo ricordo--addì 27 agosto 1876._ + +L'esempio del Micca ha valso: un secolo dopo di lui Giacomo Antonio +Pasquale nelle milizie napoleoniche seppe meritarsi il vanto d'esser nato +(1778) in Sagliano: a Ronzon in Aragona nel 1813, minatore e +sott'ufficiale del genio, con 100 soldati combattè fiera guerra +sotterranea contro 3000 spagnuoli, non cedendo il forte che +onorevolissimamente, dopo la caduta di Lerida e di Maquinenza..--St'anno, +non so perchè anticipandolo, s'è celebrato il secondo centenario del +Micca: non ho veduto apparecchi in Sagliano: so che ci furono discorsi e +banchetti, ma principalmente attesto che il maggiore Pasquina del 17° +fanteria, dalla festa ritornato al nostro stabilimento idropatico, fu +salutato con sincerissimi evviva: egli mostrava fregiato il suo petto da +due medaglie al valor militare e dall'altre delle campagne +dell'Indipendenza. Nell'esercito italiano si continuano le tradizioni +memorande del piccolo esercito piemontese. + +Andorno è borgo antico: fu donato dal vescovo Liutprando, da Carlo +il Calvo alla chiesa vercellese, riconfermato da Ottone III: nel 1378 +dal vescovo Fieschi venduto a Ibleto di Challand: un anno dopo per la +spontanea dedizione si affidava alla mano leale di Amedeo VI di +Savoia. Il castello colla torre fu un'antica commenda dei cavalieri +gerosolimitani: ora guarda giù, rintonacato alla moderna, e vede le +industrie animose, svariate, produttive: esempio massimo il +cotonificio di Miagliano. Lo stabilimento idropatico (600 m.) così +bene diretto dal dott. Carlo Corte, così frequentato dai milanesi, +flagella le sue docce su morbidi corpicciuoli, candidissimi e nervosi, +dove un dì borbottavano incappucciate e insaccate, giallissime e +linfatiche, le monache cistercensi: e dove si chiudeva come in un +castello l'arcigno vescovo Fieschi, sui bei giardini della montagna, +sugli spiani claustrali scorazzano sanguigni giovanotti, inseguendo +farfalle... o fanciulle. La natura intorno vi è mesta: giù prati +con salici, dossi boscosi di castagneti, edifici bianchi e rumorosi +opifici, e folte case e cielo compiacente. Vi paiono luoghi che +conoscete da un pezzo, che avete visti e stravisti, dove avete letto +l'Aleardi e fumata la prima sigaretta, per piacere alla prima _fiamma_ +vagabonda sulle rive a cercare il fiorello azzurro _non ti scordar di +me_... Vedete anche il grano turco che vi rammenta le aie e le canzoni +lombarde e le melanconie erotiche alla luna, quando _lei_ colle sue +manine voleva cavarsi il capriccio di scartocciare le pannocchie: +vedete le viti coi grappoli dell'idillio; _lei_ che vivrebbe anche d'un +grano solo al giorno se... Vedete le patate. In altra occasione vi +farò della poesia, per ora no, e vi dico che la natura di Andorno +sta a questa di Oropa precisamente come una fanciulla brianzuola ad +una donna alpigiana.--Ad Andorno è nato nel 1707 e morto nel 1794, +il valente pittore di prospettiva Bernardino Galliari, che +_all'eccellenza dell'ingegno, semplicità di costume, bontà e +religione accoppiando, colle opere sue dentro e fuori d'Italia il suo +nome eternò_. Così l'iscrizione sul suo sepolcro nella chiesa +parrocchiale. + +L'Ospizio d'Andorno è detto di San Giovanni ed è assai insù +nella valle del Cervo, ad un'ora e mezza di vettura dal borgo. Il +Cervo colle sue acque battezza una generazione laboriosa, amantissima +del focolare paterno, dalla montanara, che coi calzoncini di panno +(_vireire_ o _virùi_) sui pendii scoscesi delle prealpi, suda alla +raccolta del fieno selvatico (_siùn_), agli imprenditori, ai maestri +di muro, agli opranti, che colla certezza delle braccia robuste e del +cuore gagliardo, corrono l'Europa, vanno in Algeria, si fanno lodare +all'istmo di Suez. La montanara abbella il suo _alp_ con qualche +medaglietta di San Giovanni e d'Oropa: i nuovi arricchiti innalzano +ville sontuose e cooperano all'edilizia pubblica, aprendo stradoni, +costruendo ponti, facendo segare marmi e pietre per cimiteri e chiese. +La valle è magnifica: montagne verdeggianti e dolci, poi rocciose +ed erte, piene di paesetti come nidi selvatici, ricche di borghi alle +comode falde, capricciose e franate nelle insenature, dominatrici +dalle cime, cave squarciate e pascoli e torrenti diroccianti, e in +fondo il Cervo colle lavatrici, le gore, le furie, le lingue secche di +sabbia, i labirinti dei ciottoloni, le corna delle scheggie, le spume, +le pennellate d'oltremare e le velature d'asfalto, i capricci +dell'artista e le calcolate architetture dei ponti. Signori miei, +questa è Svizzera. Fumano le allegre gole degli alti camini e +rumoreggiano gli opifici con gagliarda festa di lavoro: consoliamoci, +questa è Italia! + +L'Ospizio è un luogo tranquillissimo, romito, senza sfoggio +d'architetture, poggiato tra il verde; Nessuna severità: ci si +potrebbe arrivare con sei cavalli! Tre casette con portici tozzi, una +quarta a quattro piani, un altro fabbricato, chiudono per tre lati una +piazza colla fontana, un terrazzone da cui la vista signoreggia giù +per la vallea. Ci sono entrato da un sentiero nicchiato sotto ai +faggi, se potessi dirlo, una corritoia di verzura: l'Ospizio mi ha +abbarbagliato gli occhi, cacciandomi dentro mille punture di luce, +mille serpentelli, mille zigzag, colla sferza del suo sollione. Oh che +sollione! Diventano verdi le tonache dei preti, e rosee le guance +delle monachelle. Dell'esterno della chiesa vidi i capitelli di marmo +bianco di Mozzucco, la statua del protettore, la facciata che a +sinistra s'appoggia sul petrone di San Giovanni, e leggendo le +iscrizioni _Vox clamantis in deserto--parate viam Domini_, pensai che +questo Ospizio deve procurare poche _novene_ cenobitiche in onore del +suo santo, finchè avrà l'albergo Peraldo, fatto apposta per +trasgredire il gran precetto del digiuno, punto primo per pulire a +nuovo le coscienze. Nell'interno della chiesa c'è il cattivo gusto +del seicento e del settecento: nel cupolino il pennello di Fabrizio +Galliari vuolsi abbia superato l'opera del cupolino di Graglia. La +Guida del Club Alpino cita, ed è giusto, i due evangelisti e la +nascita del precursore del Bernardino Galliari, cita la cappelletta +scavata nella roccia, e così soddisfa, se non gli amatori +dell'arte, i curiosi e i pellegrini, i quali non capiranno mai la +bellezza di quel lumicino scoppiettante in quell'umido eterno: ma la +Guida tace, e non so perchè, nella seconda o terza cappella di +destra, quella tavola delicata, ingenua, dolce e robusta a un tempo, +che è chiusa nella sua cornice azzurrina ed oro, di stile +elegantissimo rinascimento.--Che effetto m'ha fatto questo Ospizio? +Dico chiaro e tondo: la devozione non m'è apparsa nè a Graglia, +nè qui: là capitai in ora di pranzo, qui pure. Vidi gente che +mangiava a quattro ganasce, gente che fa la sua vacanzetta di nove +giorni coll'alloggio _gratis_, vidi poca poveraglia, preti tozzotti, +fantesche ruvide, pretenziose provincialette, e qualche _alpenstock_ che +ambiva fregiarsi coi nomi della Mologna grande o della _pcita_, o del +Croso, o del Maccagno, giacchè dall'Ospizio vi sono i passaggi per +Gressoney, per Valle Sesia, per Alagna. Buon appetito e buon viaggio. + + + + +SUI MONTI. + + + + +I. + + + Da Gressoney (1310 metri). + +Ti scrivo dalla più simpatica cameretta che sì possa abitare. +Pareti di larice rosso, un gran lettone, per tappeti delle pelli di +camoscio, nel catino un'acqua ghiacciata, e dalla finestretta qual +vista! Compererei questa cameretta, per non so quante mila lire, a +patto di starci tanti anni, senza un pensiero, senza un rumore +fastidioso, così come sono, innamorata dei silenzi dei boschi e +delle valli, + +L'alberghetto châlet, colla gronda sporgente e le grandi _lobie_ di +legno, è posto su un dolce pratello nel fondo della gran valle +della Lys: alle spalle s'ergono i boschi di larici e scroscia una +grande cascata, di fronte ancora boschi e cime; in fondo il campanile +di Gressoney, il ponte, il torrente lattiginoso; in fondo ancora il +Monte Rosa, coi ghiacciai del Lyskamm, e la Vincent-Pyramide, lo +Schwarzhorn, il Ludwigshöhe, il Parrospitze, il Signal Kuppe. La +valle della Lys è dei più bei luoghi dell'Alpi ch'io mi abbia +visto. Questo hôtel-pension Delapierre è una casina lucida, +specchiante, poetica. + +Il comune di Gressoney tiene tutta la vallata, da Trina fino ai +ghiacciai. Trina che trovasi a mezz'ora da Gressoney Saint-Jean, offre +un alberguccio modesto, ove chi vien giù da Oropa sarà contento +di trovare buona birra e all'uopo anche un letto. Gressoney +Saint-Jean, quantunque distante un tre ore dai ghiacciai, è molto +conosciuta nel mondo alpinistico. Fu eretto qui il primo buon albergo +delle vallate alpine del versante italiano. Quivi fanno capo i +passaggi della Valdobbia, dell'Ollen, della Pisse, del Lyskamm, della +Betlina, della Betta-Furka, della Ranzola, e altri. La punta di +Zumstein si denomina da un valligiano di quel nome, che tradotto in +francese dicono Delapierre. + +Curiosa è questa vallata per la confusione di favelle che vi si +odono, dal francese al tedesco, con tutte le gradazioni intermedie di +dialetti. + +Due delle escursioni più belle da Gressoney, sono la salita al +Granhaupt, per la sua vista sul Monte Rosa, e l'escursione al Grand +Plateau sul ghiacciaio della Lys, molto interessante. + +Un magnifico viaggetto in due tappe porta a Zermatt in Isvizzera: +prima tappa a Fierg per la Betta-Furka; seconda tappa a Zermatt per le +cime Blanches, Ghiacciaio di Aventina e quelle del Teodolo, facile e +bellissimo. + +Rimontando la valle, s'incontra la frazione di Gressoney la +Trinità, indi Orsia, d'onde si dipartono i sentieri per la valle +della Sesia da una parte, per la valle d'Ayas dall'altra. Adesso mo +interroghiamo monsieur Delapierre: egli ci distingue _«les promenades +et environs, les ascensions principales, les voyages»_ soggiungendo che +_«l'ont tient des mulets, des guides pour la comodité des +voyageurs.»_ O amica mia, quali passeggiate! Che bellezze! Alla cascata +de l'Oobach, alla Cours de Lys, alla punta de la Rum, all'Ober e +Montil Alpenz! + +Le ascensioni possono spingersi alla Punta dei tre Vescovi, al Corno +Bianco, al Monte Nery, al Colle di Liskamm, al Corno del Camoscio. + +E i viaggi? A Pont-Saint-Martin, a Brusson, a Châtillon, ad Alagna, +a Maglia, a Varallo, a Piedicavallo.... + +Vedi, amica cara, io non mi starei quieta finchè sul mio _alpenstok_ +avessi tutti questi nomi, che per te sembrano appena appena nero sul +bianco, per me sono quel che sono! + +Che vita si fa, e che società c'è? Qui la cura è quella +_dell'aria_. Ci alziamo presto e apriamo la finestra, poi scendiamo +giù nel piazzaletto avanti l'albergo. Chi s'aspetta? Di che si +ciarla? Una compagnia è partita per una gita: vogliamo vederli al +ritorno. Che fiori ci porteranno? Ci conserveranno una manciata di +neve? ecco tutti i nostri pensieri. S'entra nella sala: chi suona il +pianoforte, chi legge i libri inglesi, chi spoglia gli album dei +passeggeri. A tratto, dèn dèn, s'ode la campanella. Arrivano +degli alpinisti, colla sacca sulle spalle, il lungo bastone, il _plaid_, +i calzaretti a stringhelle. Donde vengono? Dove vanno? Se potessimo +seguirli su ai ghiacciai! Ecco i nostri pensieri. Esce loro incontro +madama Delapierre a dire che le spiace molto, ma se vogliono +alloggiare non ha più posto; però se s'accontentano alle +_dépendances_.... Ride la ragazza che loro serve di guida Ed essi +mostrano sul Rosa, qualche larga pezza di serico bianco. Dormire? Essi +fanno la cura _del moto_. Buon viaggio! Lasciano sull'albo i loro nomi. + +Sono da Milano?--Li conosci?--Sì, no.--Chi possono essere?--Io +credo uno d'averlo visto a una festa in casa ***--Sì, sì,--Bel +giovanotto!--Già.--Perchè già?--Eh!... Si ride. E ridono le +mamme. Intanto tornano i giovanotti, portando per regalo, quali il +_mignin_, quali la _concordia_, quali la _vaniglia_ e la viola dell'Alpi. + +Si ciarla a colazione, in questo refettorio di gaudenti, si ciarla +tutto il giorno nella sala, sul piazzaletto, sulle _lobie_, si passeggia +e si ciarla prima di pranzo, facciamo toletta; e poi ciarliamo a +pranzo. A pranzo tu vedresti freschissime vesti bianche, pettinature +d'ottimo gusto col fiore alpino, gioielli preziosi, trine delicate, e, +quel che più importa, visini allegri, nobili, capricciosetti. Qui +vi sono molte signore torinesi, una signora milanese, che villeggia a +Broni, la inglesina, la francese e la Y X. + +Siamo in fondo a una valle, passano dinnanzi povere contadine vestite di +panno rosso e vecchie insaccate di panno nero, vediamo picchi e +ghiacciai; pure, amica cara, qui a dopo pranzo si risuscitano come cose +attuali le mode, gli spettacoli, i pettegolezzi della città.... Si +spogliano giornali di moda e cronache segrete.... Dove sarà la marchesa +T. di Milano?--A Chamounix.--E la poetessa P. A. R. di Faenza?--Mi dicono +ai bagni di mare.--La marchesa-alpinista D. M. di Genova è +all'Oropa.--Chi sarà alla _salute_ di Cannobbio?--La V. di Milano e la +contessa S. di Bergamo.--Mi dicono che all'Oropa ci siano dei colonnelli +bellissimi e simpatici.--E ad Andorno molti milanesi. + +Sfogliamo le cronache segrete:--Perchè l'Y un anno è ammalato di nervi, +un altro di stomaco, un altro di gambe, e va un anno all'Oropa, un altro +anno a Santa Caterina, un altro al mare?--Perchè?--Perchè all'Oropa, a +Santa Caterina, al mare è andata la X.--Indaghiamo questa X.--Veste +sempre all'inglese, ha il parasole-alpenstok, predilige la penna d'aquila +nel cappellino.--Ed è ammalata?...--Di cuore!... + +E qui uno scroscio di risa maliziose e contente. + + TEA. + + + + +II + + + Da Alagna (1205 metri). + +Ho passato l'imponentissimo Col d'Ollen (2909) ed eccomi alla tanto +rinomata Alagna: un paesetto cacciato giù, nella Valle della Sesia, +ai piedi delle Due Gemelle. Come sono cari questi _châlets!_ Murati +al piano terreno, che serve per stalla e cantina, s'alzano in legno di +larice rosso, ricinti nei due o tre piani da ballatoi assai sporgenti, +e finiscono con un grazioso cuspide, qualche volta frangiato. Ma +bisogna vedere le finestrine, le panche, le balaustrate, le scalucce! +Sembrano costrutte per i pittori o per gli innamorati. + +All'ombra dei larici quale tranquillità! Per queste straduzze quale +oblìo! La chiesa spicca col bianco campanile e colle sue mura fra +l'intonazione bruna e violastra della valle. E vicino, anzi intorno +alla chiesa, si stende il cimitero colle cappelline della Passione. + +Mi dicono che la prima capanna sia stata costrutta da un Enrico +Staufacher: la piccola colonia crebbe a poco a poco, diventò +paesetto, si spopolò per le emigrazioni degli Alagnesi in +Isvizzera, in Francia, in Germania, in Ispagna, ma gli esuli volontari +tornarono ancora e con danari acquistati coll'arte dell'intagliare +legni e dipinger soffitti; il paese s'arricchì, l'amore al luogo +natìo è spiccatissimo e gentile. Alagna vide sorgere belle +casine e decorarsi la sua chiesa. + +Ora ha il villino Grober e lo _châlet_ del cavalier Farinetti, +delizie da mettere nella scatolina colla bambagia. + +Immaginati un paesaggio alpestre: picchi, foreste di larici, casette +che sembrano inerpicate, mucche pascenti, gruppi di pecore, cime +scoscese, aspre, abbrustolate, eppure sparse di neve, immaginati il +Monte Rosa che giganteggia dominatore.--E le macchiette? Uomini colle +calze groppose e gli zoccoli di legno, ragazze vestite di scuro, colle +pieghettine sulla schiena, vecchie curve sotto il carico di legna o di +fieno. + +Passa anche qualche Fobellina, il cui costume tradizionale è +pittoresco e notissimo. Una specie di grembiale ricamato s'attacca su +quasi fino al collo, la cintura è altissima, di sotto la corta +gonnella sporgono le calze di panno o di maglia, come s'usa nella +Valle del Cervo (le _vireire_ o _virtù_). + +Alagna è quartiere di grande concorso per gli alpinisti, essendo il +centro ove convergono molti passaggi: Col d'Olen, Col della Pisse, +Passo del Turbo, Passo della Piana, Col di Mond, Col di Rima, ed altri +meno frequentati. La salita alle vette più importanti del Monte +Rosa non è praticata da qui. + +Da Alagna si può stringere l'_alpenstok_ fino a.... a... +interroghiamo il signor Guglielmina, buonissimo albergatore +dell'eccellente _Monte Rosa_: ci risponde che ci sono a fare escursioni, +passeggiate e viaggi. + +Il viaggio sarebbe a Varallo per Mollia. Da Alagna a Mollia vi è +una strada mulattiera che segue la Sesia, pittoresca, ora fra prati, +ora su roccie; da Mollia a Varallo ventisei chilometri si percorrono +benissimo in vettura. + +Escursioni da metter la scintilla elettrica nel cervello sono quelle +al Corno Bianco pel lago del Tailli, ai ghiacciai della Sesia, alla +punta delle Loccie per vedere Macugnaga, al Colle del Turlo, a Rima, a +Fabello, a Zermate, al Riffel. + +Vuoi passeggiate? Si va a Riva-Valdobbia a vedere la grande pittura a +fresco della chiesa di Melchiorre d'Enrico d'Alagna, eseguita nel +1597, a godersi la magnifica vista del Rosa; si va alla cascata +dell'Otro (metri trentatrè), all'Orrido, al Corno di Stoful, +all'Alpe di Bors e di Von Decco, all'Alpe del Campo e di Von Sattel, +alla cima des Kuffers Grod. Ti mostrerà fotografie, ma non c'è +macchina, non c'è carta, non c'è nitrato d'argento che possa +darti una mezza idea di questi luoghi. E poi! questo _patois_ tedesco e +francese ti fa parer d'essere su nella Svizzera famosissima. + +L'albergo di Guglielmina ti dice come la gente onesta e laboriosa si +abbia sempre un premio. + +Passano e ripassano alpinisti di tutte le provincie; vi si fermano per +un mese o due delle famiglie milanesi e torinesi. L'anno scorso +avevamo insigni e pomposissime signore, decoro dei nostri bastioni, e +molti signori. St'anno ebbimo anche il distinto archeologo A. C. e un +duca inglese con un nome che mi suona aspretto, ma celebre. + +L'albergo ha belle camere, eleganti corritoi, lieto salone da pranzo, +simpatica sala da conversazione: vi trovi mescolato il larice alle +pitture, le sbarre di legno alle dorature delle sbarre di di ghisa, il +carattere montanaro al _comfort_ esigentissimo cittadinesco. + +Avrei tante cose a dirti: ma sento una certa campanella che mi fa fare +un salto di gioia.... Arriva qualcuno? Chi arriva? + +Arriva la zuppa fumante, e chi impugna l'_alpenstok_ sa come si stringa +volentieri anche il cucchiaio. + +A rivederci, + + TEA. + + + + +DA RECOARO. + +(NOTE COL LAPIS.) + + + + +I. + + + + + 5 agosto 1880. + +Quando un mio amico, chimico-farmacista d'archiginnasio, mi tirò +fuori da uno scaffale polveroso il librattolo di messer Giovanni +Graziano bergamasco, professore di medicina a Padova, e me lo +spalancò dinanzi, sì ch'io vi lessi _Thermarum Patavinarum +Examen, Patavi MDCCI_, e quando mi citò le disquisizioni +dell'Arduino, del Lorgna, del Mastino, io confesso che non mi vidi +innanzi agli occhi (e come no?) altro che il conte Lelio Piovene da +Vicenza, lo scopritore della fonte che ancora ne conserva il nome, e +Fulgenzio e Domenico Griffani, usurpatori di essa; e il Serenissimo +Principe, e i Provveditori, e i Pregadi, gli ufficiali della sanità +pubblica, tutti riuniti in consiglio, una folla negra di parrucconi +grigi, coi musi nascosti dai ricciolotti tiepoleschi, inferraiuolati, +arcigni, incollarati, misteriosi. Mai, mai, mai non avrei sognato di +vedere, nemmeno fuggitiva come un baleno, la faccia sorridente così +gaia e la strettissima toletta bianco e nera di quella nostra signora +milanese.... Amici miei, neppure le iniziali del nome vi dò: vorrei +solo potervi dire il fascino di quelle linee elegantissime, il gusto +di quella semplicità, l'audacia di quell'abito, che una signora mia +conoscente dichiara il più bello e il più nuovo st'anno sin qui +veduto a Recoaro. Il conte Lelio sullodato quand'ebbe scoperta l'acqua +salutare, deve aver sorriso mestamente, pensando ai cento malanni +della misera umanità, e deve aver sognato solo volti scialbi di +montanari e di pastori, giù scendenti dalle Alpi Retiche, col +melanconico brontolìo del rosario sulle labbra. Ma sì! Se egli +avesse potuto ficcare gli occhi sino a noi! Avrebbe veduto, in groppa +agli asinelli, le più care signore, felici di svelare una scarpina +col tacco all'Efftein, e gli eleganti giovanotti felicissimi di poter +loro tener la staffa; i buoni papà e le mamme che lasciano +volontieri sviarsi tra i crocchi dei caffè e dei piazzali le loro +ragazze sui diciassette, e i bimbi allegri, vestiti alla marinaresca +che già offrono cavaliermente il braccio alle signorine, e i mariti +che domandano: _dov'è mia moglie?_ e le mogli che non domandano: +_dov'è mio marito?_ e i patriarcali piovani che sono sempre pronti e +convinti a dire che tutto succede con permissione del Signore. Che +festa! che gaiezza! che profumo di gioventù e di lusso! E quante +speranze di confetti e quante benedizioni dal cielo! Il patrizio +vicentino avrebbe veduto saloni elegantissimi per caffè e concerti; +stabilimenti idropatici; alberghi d'aspetto svizzero, coi maggiordomi +dalle basette all'inglese, colla tabella piena di titoloni, di +contesse, di marchese, di duchesse.... E la villa Tomello l'avrebbe +veduta quel cittadino d'una serenissima repubblica, la bianca villa +che accolse e ancora deve accogliere la prima e la gentilissima Regina +d'Italia? E avrebbe sognato, tra il basso fragore del torrente Agno, +bisbigli di donna per lo meno in sette lingue e ciarle e riso e +armonie di concerti musicali? + +Pace nell'altra vita a quel conte Lelio: e pace in questa ai mariti e +ai babbi che mettono mano alle borse! + +* * * + +Con questi quattro scarabocchi io non pretendo di cucirvi una +corrispondenza: vi mando delle note a lapis e se potessi vi darei +più volentieri degli acquarelli che ho pennellato sul mio albo. La +via provinciale che da Vicenza conduce per Tavernelle a Recoaro è +lunga 42 chilometri e con due cavalli l'ho percorsa in quattro ore. Le +montagne, i campi di granoturco, i cascinali, i prati, somigliano +affatto a quelli della sponda dell'Adda tra Lecco e Bergamo: solo i +vigneti hanno un aspetto diverso, perchè le viti sono arcadicamente +maritate agli olmi. I binari di un _tramway_ si vedono già collocati, +una macchina sbuffa potentemente e fra pochi giorni sarà aperto al +pubblico un servizio opportunissimo fra Tavernelle e Valdagno. Nel +lungo paese di Montecchio v'è il palazzo Cardelina, un esastilo +grandioso, d'inspirazione Palladiana, con statue, scalee, muraglioni, +cancellate, ma quasi deserto e mestissimo. Su un colle si veda la +fastosa villa del cantore epico dell'_Italia liberata dai Goti_, il +Trissino: e su su due castelli che dai crepacci delle mine sembrano +l'uno ringhiare verso l'altro con astio feroce: la tradizione li dice +i manieri dei Capuleti e dei Montecchi. + +Una fermata a Valdagno, scrive l'egregio dottor Schivardi, è di +rigore: e nota che è capoluogo, borgata, con una bella piazza Roma, +il giardino dei conti Valle, le fabbriche di panno del signor +Manzotto. + +Io mi compiaccio ad osservare delle poderose facciate di case del +secolo XVI, con balconi in ferro o parapetti a fogliami traforati in +sasso; vedo dei gustosi martelli di porta, e per la prima volta +disegno dei mascheroni o meglio delle testaccie tonde e scipite di +greci e di turchi, sporgenti dagli archivolti, come _serraglie_ +bizzarre. Da Valdagno a Recoaro la strada si fa ripida, i monti +giganteggiano, il verde è intenso: tutta la valle si restringe. + +Recoaro (da _Recubarium_, luogo di riposo, o da _Rex aquarum_, re delle +acque) fino agli ultimi anni del secolo XVII non era che un paesucolo +composto di gruppi di casolari qua e là sulle pendici delle Alpi +Retiche. Ora è un paesotto; meglio è un solo albergo, un solo +caffè, un solo stallo... + +* * * + +Chi sono e dove sono i Recoaresi? Tra questa folla in cento abiti, +dalle foggie date dalla nostra Chaillon alle vestaccie affagottate +delle alpigiane tirolesi, tra il sonare di otto o dieci lingue e la +babele di cento dialetti, fra il va e vieni delle carrozze, il +tempestare delle unghie degli asinelli, e gli inviti: _paron! paron! +paron!_ io non so dirvi chi sono e dove sono i Recoaresi. La scena è +pittoresca; il paese lungo, la via erta, le case affatto moderne e +come quelle della riviera ligure, la chiesa piccina e tutta bianca, il +campanile grosso, tozzotto, degno d'un proposto capo pieve, una casa +col tetto a quattro pioventi, un po' acuminato, la gronda a +volticciuole e l'aria di un torracchiotto; in fondo le allee che a +zig-zag vanno alle fonti, il santuario di Santa Giuliana raccosciato +come tra il verde; a sinistra, quasi sempre incoronata di nubi, la +vetta dello Spitz, e giù l'Agno dalle acque saponacee e dal letto +sassoso, e a chiudere la scena, aduste, violastre, cornute, le +formidabili alpi tirolesi. + +Dello Stabilimento Giorgietti, del piazzale, dei divertimenti e delle +cure vi parlerò un'altra volta. + +Per ora, prima che si muti la folla degli ospiti, mi faccio premura +ricordarvi che c'è qui il simpaticissimo e spiritosissimo Pompiere +del _Fanfulla_, la contessa W. alla villa Tonello, la marchesa P. di +Venezia. E infine dico alle lettrici colla massima gioia che, fra la +tolette di vera eleganza, noto sempre quelle delle nostre gentilissime +concittadine, signora C., signora M., signora S. + + + + +II. + + + 11 agosto 1880. + +Il buon milanese che, vergognoso, solo, rincantucciato nel fondo di una +vettura, arriva sulla piazza della Fonte Lelia, allo stabilimento del mio +amicone Giorgetti, e guarda l'orologio e vi trova segnate le 6,30 dopo il +mezzogiorno non può a meno di consolarsi, dicendo:--Qui fra i monti si fa +presto sera. Almeno domani la _Sagra_ sarà finita, e tutto sarà in pace +per la mia cura felice. Che festa è quella d'oggi sul calendario?--Sì, le +mie signore lettrici: a 6.30 le campane di Recoaro tampellano giù nella +vallata con un suono maestoso e lieto: sulle allee trottano a torme gli +asinelli bardati, e i mulattieri vociano nel loro festosissimo dialetto; +davanti alle cento trabacche variopinte una folla oziosa brulica con un +ronzio da vincere la voce del Prechel dirocciante nelle tane dell'Agno: +là le grida dei venditori e le risa delle compratici: qui un'ondata di +musica e un acciottolio di tazze da caffè e... È appunto qui che proprio +il nuovo arrivato non s'arrischia a dare un'occhiata: ma è appunto qui +per sua condanna che deve discendere dalla vettura, e sgranchirsi, e +pigliarsi il fascio dei paracqua, dei parasole, dei bastoni, e far calare +le non stemmate valigie, e cavare di tasca il telegramma del Giorgetti +che ieri gli assicurava una camera... ritarda persino il maggiordomo! +Quelle 6,30! benedetta ora per gli stomachi deboli! Proprio sotto la +_verandah_ d'ingresso v'è il crocchio del dopopranzo, le ciarle graziose, +i bisbigli crudeli, i commenti arguti. Qui le scarpine proterve che +batterebbero i tacchi anche sui frantumi di un paradiso, pur di correre +ad un trionfo d'orgoglio: le calze nere e bianche, e carnicine, quanto +pii schiette, tanto più superbe: qui la seta stupenda, i percali +capricciosi, i velluti, i merletti antichi, le foggie studiatissime e le +semplicità insidiose, i colori, i profumi, le linee olimpiche e le +birichine audacie del Watteau: qui le candide manine straricche di +anella, e le braccia nude, dal colore della cardenia, misteriosamente +affogate nelle trine e roseamente tormentate dalla depressione dell'oro +massiccio dei braccialetti... Il nuovo arrivato non ha coraggio di +arrischiare un solo sguardo su quei volti femminili, e maledicendo al suo +stomaco, al suo fegato, alle sue febbri intermittenti, si dice condotto +nel regno della vanità, non nella severa valle d'Igea. Buona notte +all'amico. Siccome è un figliuolo tanto giudizioso, ed ha la guida alle +acque di Recoaro, prima di soffiar sul lume, legga quanti malanni +affliggono l'umanità fisicamente e ricordi quanti altri la percotano +moralmente, e poi si rassegni a pigliare il mondo com'è. Sognando qualche +bionda testina di veneziana, con un garofano di Vicenza alle treccie, una +collana di perle al collo, pensi a sant'Antonio, che solo, nel deserto, +meditabondo ed arcigno, doveva sbadigliare fino a sgangherarsi le +mascelle. E ciò è poca lode di messer Domeneddio, che, creando Recoaro, +lo volle proprio sacro ad Imene ed alla Salute; ei volle che la vita qui +fosse animatissima, come una perpetua sagra, senza santi di calendario: +il giorno rallegrato dalla festa del sole, dalla vista dei monti, dallo +scroscio dei torrenti; il crepuscolo vespertino poetizzato dalle gite sui +somarelli pei viottoli deserti, e la notte dedicata alla musica, alla +tombola, alla danza. + +* * * + +E si fa sera--la sera solenne dei monti. Le cime aduste e stagliate +mano mano prendono le tinte violastre che fondono in un velo solo le +frane, i torrenti, le insenature, le gobbe, gli ruffii selvatici, gli +scaglioni, i torracchiotti: giù per i pendii vestiti di boscaglie, +una fredda oscurità cancella i contorni dei faggi, dei castagni, +dei pioppi, e versa il solo verde cupo della solitudine; i pratelli +erbosi sembrano aggelati da cento rivoletti che, gorgogliando dalle +chiuse e perdendo il luccicore, per tane e bugigattoli si smarriscono +giù in fili bisbiglianti; i falciatori tornano soli e senza canzoni +su pei viottoli di sassi ammontati e sui sentieruzzi guazzosi, +sciacquano i falcioni alle cascatelle, e si dilungano tra i macchioni +dei castagni, dove s'alza un filo di fumo color cobalto da un +tettuccio di tegole muscose. Il cielo è del più intenso azzurro, +profondo senza un fiocco di nube; e la prima stella sembra aprire e +chiudere, ammiccando, la sua pupilla di luce, quasi mesta fra tanta +pace, fra tanto silenzio, fra tanta solennità di morte. L'uggioso +guaiolare di qualche cane, qualche lontanissimo muggito, il fragore +basso dell'Agno: ecco i saluti di questo deserto che si addorme, che +si sprofonda nell'oscurità, che ha i fremiti degli abissi e i +sussulti del vento. + +* * * + +E si fa notte--la notte lieta dello stabilimento Giorgetti. Il +mercante turco attraversa il piazzale con un paggio non maomettano che +gli regge religiosamente il _narguilè_ e s'abbatte coll'ambasciatore +russo: una signorina francese che fuma la sigaretta getta uno sbuffo +che va a sfioccarsi fra le tese di un tricorno da piovano bergamasco: +un professore col cappello a tuba cede la destra ad un _musseto_ che +trotta colla sua greppia: due dame che combatterono per la toletta, si +passano vicino e la gonna della trionfatrice fruscia ironicamente +sulla coda della vinta: un giovanotto _incendiato_ ed ardentissimo +s'incontra col _Pompiere_ del _Fanfulla_ e, guardate combinazione! una +signorina accetta il braccio e il bisbiglio di un signorino. Ma chi ve +la dipinge tutta questa folla! Sul piazzale si addoppia la vita alle +prime battute di una quadriglia. Il prezioso filo d'acqua del conte +Lelio Piovene, là sotto un portico del settecento, nella nicchia +umida, ferrugginosa, magnesiaca, con un lumino scoppiettante a lato, +sembra piangere di dover colare giù nelle bottigliette che si +spediscono a Milano, a Venezia, a Verona, lui che la salute la +vorrebbe regalare _in luogo_, accompagnato dall'allegria e dal corteo +degli asinelli. Il ringhioso leone repubblicano, dagli archi bugnati, +guarda giù, come un protettore, e se a vece del messale di San +Marco, stringesse l'altro storico di Recoaro lo dovrebbe aunghiare un +po' meno crudelmente, perchè ci sono pagine di color roseo e +celeste. La folla si versa nel salone del Vicentino; là la tombola, +i lancieri e le ciarle. E l'amico milanese, che non ha osato guardare +le teste femminili, là le vedrebbe innondate di luci e di sorrisi, +contornate da capelli biondi, neri e castagni, tante volte adorne +nobilmente di mazzolini di _edelweiss_, di ciclami, di margherite, di +grappolini di sorbo! E la cura? la cura felice, per cui s'è mosso +l'amico, affrontando sette ore di ferrovia, i pericoli di un tramway +snodato come una biscia, le scosse di una vettura a capponaia? La cura +non ha orario e non ha metodo e non ha noia. Bevete e bevete. + +* * * + +Uno sguardo all'elenco dei forastieri ed ho quasi finito. Abbiamo +avuto qui tanto corone da far invidia al fondatore dell'archivio +araldico del Vallardi: i nuovi venuti da Milano sono il marchese C., i +conti T., la nobile B.; da Torino, la contessa B. di G. e il +commendatore V.; da Bologna, la contessa A. Volete anche della +politica alle acque? È arrivato quel nostro insigne concittadino, +che è il senatore G., prefetto di Verona, l'onorevole O., +l'onorevole R., e il nostro marchese V., se pure egli non desidera +d'essere posto fra i filarmonici. + +* * * + +Proprio l'ultime righe e ho finito. A Vicenza ebbi il piacere di +conoscere quel cesellatore famoso, queir ageminatore, quello +sbalzatore, quell'incisore che è il Coltellazzo. Come a lui, +così a voi non nascondo un mio schietto convincimento: il nostro +Gaggino a Milano è più amoroso dell'antico, è più ingenuo, +è più fino; ed oltre all'arte del fare, conosce gli accorgimenti +sagacissimi dell'irrugginire e dello sdrucire. Il Coltellazzo è +creatore e libero: il Gaggino è archeofilo. Concludo dicendo che +tra questi monti, a Valdagno, ho conosciuto un dotto istoriografo +della vallata, il signor Giovanni Soster, il quale raccoglie +documenti, pubblica monografie, incetta cose antiche, sì che la sua +casa può dirsi un piccolo museo di memorie locali. + +DA SCHIO + +(NOTE COL LAPIS.) + +20 agosto 1880. + +Da Recoaro, per Rovegliana e i sentieruzzi montani, l'arrivare a Schio +sul dorso di una somarella orecchiuta, coll'armoniosa compagnia di un +_mussaro_, che, menando botte da orbo sulla groppa paziente della +_barberina_, fa rimbombare anche la nostra carcassa di ventiquattro +costole; e lo sdrucciolare di sella colla disinvoltura di un pievano +che stringa sotto le ascelle il parapioggia di cotone rosso e finisca +di sonnecchiare sull'eterno salmo dell'eterno breviario non deve punto +garbare alle mie gentili signore, che conoscendo già Schio, non +possono soffrire di vedermi tanto goffo e impacciato da non rispettare +i civili costumi di questa città dell'industria, sì moderna e +sì famosa. Accetto il consiglio: _Wer reisen will, tret'an am +frühen Morgen und lasse heim die Sorgen!_ rinuncio agli sproni e +alla nobile gualdrappa, prendo a nolo una prosaica carrozza, mi ci +accomodo poltronescamente, e mi lascio trascinare sulla strada +maestra, che corre ai piedi dei monti, fra colti e vigneti; dolcemente +passa un _colle_, per selvette cedue di castagni e massi lucenti di +micaschisti, e, per valloncelli e distese di campi, attraversando i +paesi di Malo e di San Vito, ci conduce a Schio. + +* * * + +Malo, con circa 3000 abitanti, presso la sinistra riva del Torlo, +antico feudo dei vescovi di Vicenza, è un paesotto lungo lungo, che +qua e là presenta qualche facciata di casa a linea severa, qualche +finestra coi vetrucci tondi, qualche porta di tipo schietto, insomma +qualche dettaglio che sa meritarsi uno sguardo da noi, avvezzi +all'uniforme e merciaia pezzenteria di tante nostre borgate, a cui la +ferrovia portò la secchia dell'imbianchino e i portenti artistici +del ferro fuso. Se Malo sia proprio stato costrutto nel secolo VI dal +gotico Amali e se la classica chiesa parrocchiale sia fondata sulle +mine di un castello, lo domanderei al gentilissimo signor I. Rossi dei +Club alpino italiano, a lui che mi fece imparare per queste valli +tante belle cose antiche, ed io tutte le perdetti di memoria, quando +sì fieramente e sì potentemente sussultai di gioia e di +meraviglia nell'opificio di Schio. Così pochissimo so dirvi di San +Vito: che sia stato percosso dalla peste del 1630 lo lessi in una +lapide nel muro del cimitero: che conservi nella chiesa parrocchiale +alcune pale del Maganza, lo credo benissimo, giacchè lo trovo in un +libro stampato. + +* * * + +Schio, con circa 10,000 abitanti, con giurisdizione distrettuale su +quindici comuni, giace lungo il torrente Leogra: a nord ha i monti +Novegno e Summano; ad ovest, il Corneto, il Bufelan, la Cima di Pasta; +a sud-est, la pianura veneta. Il Leogra, unitamente al Gogna, per +mezzo di un canale, detto la Roggia, dà ai terreni una rete +irrigatoria per più di 700 ettari, e agli opifici una forza di +oltre 800 cavalli. L'agricoltura qui non spiega alcun sistema +particolare: anzi, il lombardo che è abituato ad ammirare +meritamente i propri latifondi, come una mappa, sì ordinati, +geometrici, proficui, qui si scontenta nel vedere le viti inacidire i +grappoli, nascondendoli nelle chiome amiche degli olmi, il grano-turco +soffocato nell'ombre, i gelsi lasciati egoistici padroni dell'aria e +della luce, le falde delle montagne improvvidamente disboscate. Ma il +visitatore tace quasi a sè stesso il suo malumore, perchè al +disopra di questo arruffio di verde e sullo sfondo delle montagne +denudate, vede sorgere le immense torri che sbuffano il fumo del +carbon fossile e l'alito possente delle macchine a vapore. È Schio! +Quando si pronuncia il nome di questa città, non pare possibile si +possa dire _Schio antica_ e _Nuova Schio_. Schio antica? mi osserverete +anche voi con fare dispettoso. Ho capito benissimo. Lascio quindi ai +foglietti del mio taccuino le annotazioni su alcuni particolari dello +stile gotico-francescano (secolo XV), sugli stalli di legno (1504) e +sulla Vergine del Verla (1512), che vidi nella chiesa di San +Francesco; certe altre sul San Nicolò, nel 1536 dato ai cappuccini, +sulla Santa Trinità (secolo XV), sull'antica rocca, distrutta nel +1512, e sul tiglio secolare. Ricordo solo il nome del domenicano +Giovanni da Schio, morto verso il 1266, il predicatore alla famosa +pace di Paquara; quello di Gerolamo Bencucci, benemerito a Giulio II, +Leone X, Clemente VII; quello di Giordano Pace, precettore d'Ippolito +Aldobrandini; di Francesco Gualtieri, pittore; dei due valorosi +Manfron: di Bernardino Turinzio, letterato e fondatore dell'Accademia +olimpica di Vicenza; di Francesco Grisellini, che fu nel secolo scorso +segretario della nostra Società patriottica... Chiudo i fogli del +mio taccuino, condannando al vostro oblìo tanti altri nomi +illustri, perchè voi, le mie signore, vi spazientite quando io +piglio la penna d'oca del professore, e, badate! torcete anche la +faccina dal muso riccioluto di messer Nicolo Tron, patrizio veneto, +che, col busto sì impettito, dalla sua nicchia rococò sul +palazzo municipale, guarda giù la Schio nuova, come un nonno la sua +nipotina diletta. Ma io vi condanno a prendervi l'inscrizione latina e +il numero romano. _Nicolao Trono, equiti divi Marci, utilium artium +patrono scientissimo, primi Scledi mercatores m.h.p.p.a. MDCCLXXII_. +Questo magnifico signore, per la Repubblica ambasciatore in varie +contrade d'Europa, dall'Inghilterra, dall'Olanda, dalla Francia, +imparò a conoscere e a derivare macchine, sistemi opranti per +l'arte della lana, che, stabilita in questa vallata nel secolo XIV, +subiva le fortunose vicende della vita politica italiana. Per opera +sua principalissima, nel 1738, sotto la firma Stal e Conig, coi +capitali di vari soci, sorse un opificio con 44 telai, 500 impiegati +nell'arte, su 4000 abitanti di Schio, nel luogo ora occupato da parte +della sezione Rossi del Lanificio, verso il giardino, sulla via +Palestro. Subite varie mutazioni, l'opificio di Schio, nel 1818 pel +prezzo d'it. L. 7800, era arricchito del primo apparato di macchine a +cardare, per opera del benemerito signor Francesco Rossi, il padre +dell'illustre senatore Alessandro, unitosi allora in Società col +signor Eleonoro Pasini, padre del geologo fu senatore Lodovico. Per +parlarvi dell'industria dei pannilani dovrei farvi un grosso libro di +economia e di meccanica industriale: e in mezzo a quei mastri di +Mercurio tra un fragore di Vulcano, coll'entusiasmo mezzo artistico, +mezzo poetico, tutto italiano, di un giovane che si sente trascinato +ad inneggiare alla strapotenza del progresso, come raccapezzare +un'idea? I magazzini sembrano una dogana di città mercantile, le +macchine a vapore con ritmo possente scuotono le gallerie, i telai +danno una completa immagine della celerità, dell'ordine, della +perfezione; gli operai hanno l'aria severa di chi sente la coscienza +del primo dovere dell'uomo, il lavoro. Più di 500 persone, dice il +signor Rossi, sono occupate, nelle due vallate del Leogra e +dell'Astico, per l'arte della lana, e in massima parte dalla +Società del Lanificio, fondata nel 1873, per iniziativa del +senatore Alessandro Rossi, col capitale di 24 milioni di lire. Ed +eccomi coi nomi del Tron e dei Rossi, a parlare della _Schio nuova_. Lo +scopo del fondatore di questa città del progresso fu di rendere +possibile all'artiere di diventare proprietario, a poco a poco, di una +casa sana, comoda, libera, costruendogliela o cedendola al costo. + +Così, 16 ettari di terreno sono per più di metà occupati da +costruzioni, o isolate, o unite, od aggruppate, con orti, corti, +giardini; e non c'è quella monotonia che incoglie nella città di +Sir Titus Salt, Saltaire, dalle larghe strade, dalle piazze ornate di +sontuosi edifici pel culto e per l'istruzione, dall'elegante parco. +Monotoni non saranno i quartieri ad Essen, ma ivi, come a Saltaire, le +case, date a pigione dalla ditta industriale, non sono acquistabili. +Oggidì a Schio le case nuove sono presso a 100; gli abitanti 500, +di ogni condizione. L'illuminazione è bastante, copiosa l'acqua; le +vie macadamizzate, e, tranne la principale che è comunale, son +tuttora in manutenzione privata.--Così si espresse il signor +Francesco Rossi nel 1878: come io debba modificare i suoi dati non so +precisamente: certo è che Schio nuovo, sulle cui mura è +scritto--_il lavoro e il risparmio nobilitano l'uomo_--cresce e +crescerà e starà a modello di civile progresso e di vera morale +educativa. Non vi sono taverne col tanfo del vino e dell'acquavite, +nè gazzette colle acri fermentazioni dei romanzi e della falsa +declamazione, nè spassi romorosi che facciano perdere la +tranquilità dell'onesta vita dell'artiere. Ma vi sono le Scuole +elementari, l'asilo, l'ospizio di maternità, la Palestra, il Bagno, +il Lavatoio pubblico, il Panificio, ecc., ecc. Il sentimento che si +prova visitando questi luoghi è tutto di dignità e d'amore. +L'Asilo solo meriterebbe un libro popolare che lo illustri: la +direttrice è la madre dei bimbi, le signorine istitutrici ne sono +altrettante sorelle, la educazione, mirando tutta al cuore, sembra la +più facile, la più persuasiva, la più proficua, per questi +figli d'operai che sino dai tre anni sono avvezzi ad aver sottocchio +il Nazzareno soave che invita a sè i piccini, e che grandicelli, +nell'opificio tergendosi il sudore, leggeranno la scritta della +massima morale, civile e religiosa:--L'operaio e il padrone sono +eguali dinnanzi a Dio. + + + + +SANT'ANNA. + + + (Cannobio) 10 Agosto 1881. + +Ecco, sbarco dal piroscafo, attraverso la piazza dell'_imbarcadero_ vedo +sì e no il nostro Conte Gilberto Borromeo, il nostro giovane +letterato, l'E. B. e senza voler interrogare se c'è ancora sotto +questo cielo quella gentilissima signora milanese, la L. C., dalle +trecce nere, e quella bionda figlia di Genova la superba... (Niente! +niente per ora!)... e senza voler sapere, dico, se i bagnanti alla +Salute siano proprio oltre il centinaio,--salgo su pei viottoli del +Cannobio... Al monte! al verde! all'azzurro! E la strada dopo i +colatoi fra casetta e casetta, i portici semibui, le faccende delle +botteghe, l'umida tenebria di un lavatoio e le spavalde accigliature +di un torracchiotto, la strada esce fuori a sgranchirsi tutta al sole +e a distendersi nella valle, qua ombriata da un profluvio di verde, +là sciacquata quasi dai torrentelli colla sabbia argentina.... + +Passo dinnanzi allo stabilimento, dò un'occhiata alle muriccie su +cui siedono cinque o sei giovanotti, ascolto un nome di un bell'astro, +sbircio un lembo di paradiso fulgido e gaudente in gonnella e un mondo +sciancato, sbillicante, riottoso al moto, e su e su e su... vado a +sciogliere il voto alla mia Sant'Anna di Traffiume. + +* * * + +Sono solo. + +Ecco il paesaggio mi si allarga dinanzi. Monti a destra, monti a +sinistra, monti di fondo. I frassini, i tigli, gli aceri verdeggiano +in sinfonia sul davanti e si fondono cromicamente colle nebbie +azzurriccie della valle Cannobina: alle falde, qualche striscia di +sentierucolo nei colti, qualche bugigattolo nelle vigne, qualche tocco +di rosso in una macchietta all'ombra d'una siepe: su nel folto del +bosco, le linee taglienti delle strade alle valli. E in alto il riso +azzurro di un cielo profondissimo. + +Allo svolto di un muretto, dove finiscono gli scheggioni ammucchiati +del viottolo e cominciano le fughe serpeggianti delle scorciatoie sui +pratelli; ecco un suono di campana... O Sant'Anna benedetta! + +Nello stesso paesaggio di toni verdi e freschi ecco uno specchio +lucente su un fondo translucido e sabbioso, di qua una parete di rupe +a picco e bruciacchiata dagli uragani, di là un'altra massa +fantastica di torracchiotti, di gobbe, e di arruffaglia, nel mezzo un +anfratto nero, come la portaccia dell'ignoto, e su a cavalcioni +dell'abisso, un ponticello bianco, due ciuffi di verde, e una +chiesuola--la mia chiesuola col suo campanile a berrettaccio di mago e +la sua voce tutta santa, tutta cara, tutt'ingenua, come la preghiera +d'una mandriana. + +E su, e su, e su. Dal ponticello si spia giù quell'orrida spelonca +dei primi e mostruosi misteri tellurici: le pareti levigate dalla +rabbia delle alluvioni, gli spacchi angolosi dei terremoti, i morsi +giganteschi delle bufere, le bave isputacchiate dall'acque e le rogne +dei licheni, i rovai dalle foglie sanguigne e la cupa opacità delle +caverne, e il torrente senza colore, senza pace, senza pietà, che +si storce, si gonfia, si avalla, si morde, si flagella e rimugghia con +una sola nota di tinta e di suono--lo spavento. + +* * * + +Sono solo. + +E quando la campanella ha cessato i suoi rintocchi, per raccogliersi +pensierosa come negli echi della vallata, mi pare.... È o non è?... Mi +pare e non mi pare di udire una cantilena che vien giù dal bosco, un +suono basso di accordi e un suono argentino quasi di lamenti... È una +preghiera... Sì, sì... Ed ecco qualche cosa che si fa spiare dall'occhio: +un brulichio lungo, lentissimo, a pochi colori. È una processione. Sì, +sì, una fila, due: c'è qualche lume abbacinato, qualche crocione d'oro, +qualche cotta scialba di pievano, e qualche giubba verde di sindaco o +qualche stendardo rosso... + +Sono dugento povere donne montanare, bronzine, robuste, nei loro abiti +scuri e colle scarpaccie di panno: sono altrettanti mariti e padri e +fratelli e figli, abbruciati, tozzotti, colle tonache delle +confraternite a zone rosse e gialle, a zone verdi e nere. + +Sono alpigiani di un paesello della Val Vegezzo. Da quasi un mese si +è inaridito il filo d'acqua vicino agli scheggioni delle loro +capanne, e per sè e pei bimbi e per la mandra vengono giù ad +implorare una Madonna del Gaudenzio. Non hanno più schiuma nei +torrenti delle valli native, e per non cadere ancora sfiniti colle +otri sulle spalle pei sentieri calcinati dal sole, arrivano colle +gonne groppose e sudate e colle croci sulle spalle e le croci nel +cuore, a strisciare contro le vostre sete profumate e i nostri +paraseli di pizzo... + +Oh che dite le mie signore, che sorridete, il dito mignolo in aria e +l'anulare carico di gioie, frugando con una pagliuola nel fondo di una +tazzona ghiacciata? + +* * * + +Non son più solo. + +Una signora si fa portare una seconda tazzona e fra un sorso e l'altro +mi dice che alla Salute c'è la gentile nostra contessa Dal Verme, +la bellissima Signora P. A., la augusta signora T. M., e ci fu là +brillante nobilissima L. C., e in un crocchio a lodare il mio amico +architetto Giachi per le sue opere edilizie intorno alle doccie, le +signore M. C., F. A., E. B. L'egregio nostro barone Galbiati mi +racconta che lo stabilimento è pieno zeppo e la vita che vi si +conduce è molto quieta di giorno, la cura e i lamenti pel caldo... +e qualcuno dice anche per le bistecche; a sera un po' di musica, +qualche trillo di fanciulla dilettante, qualche commento solitario ad +una romanzetta in _core e amore_, alle 10 1/2 a letto. E tutto è +finito. Vedrem. + + + + +IL CONVENTO DI PONTIDA. + + +Ritorno ancora colla mente all'antico convento: e m'aggiro in que' +luoghi, cercando un posto solitario ove raccogliermi ad ordinare ed +esprimere le mie vive impressioni. + +La storia vi lasciò il dignitoso suggello delle memorie: il genio +dell'artista desta gli echi del passato col fremito del presente. +Così è: la polve giace polve, ma la favilla dell'Arte risuscita +le anime e riscrive nel volume della vita dell'oggi le passioni delle +remote età. I grandi avvenimenti sono come grandi colonne, travolte +nel fiume del tempo: le acque passeranno e passeranno, e l'oblìo +cancellerà sempre i languidi profili del passato: ma a chi si +affaccerà a contemplare la immensa massa dell'acqua, fremeranno +sempre, rigurgitando, almeno colla spuma, le onde, sovra i ruderi +sepolti. + +L'uomo può dirlo?... Ohimè! egli lo spera! L'uomo è l'atomo +turbinato dal tempo: e la Vita, grande poetessa con una missione, o +inconscio giullare del caso, sembra compiacersi a creare i contrasti. + +Il convento di Pontida venne edificato da Alberto di Sogra, in +occasione che si ricostruiva la chiesa del villaggio, che è pare la +presente. Alberto stesso ne fu primo priore, e per consenso dell'abate +di Cluny vi fece osservare la regola cluniacese. Nel 1121 vi morì +prete Liprando, il prete famoso, il quale nei tumulti avvenuti in +Milano per la quistione del celibato ecclesiastico, ebbe mozzi naso e +orecchie: lo stesso che per provare la _simonìa_ dell'Arcivescovo +Grossolano si offerse di passare in mezzo al fuoco, + +Nell'anno 1119 il Comune di Milano ampliò notevolmente il convento, +e vuolsi vi aggiungesse un ospedale. Nel 1167 vi fu giurata la santa +lega: io ne vidi le lapidi memorande: sembravano scolpite colle punte +delle spade: _Foederatio longobarda Pontidae.--Monaci posuere_. Nel +1372, divenuto asilo de' guelfi bergamaschi, fu assediato e distrutto +da Barnabò Visconti. Nel 1492 i Benedettini di Santa Giustina di +Venezia subentrarono ai cluniacesi, obbligandosi a pagare annualmente +alle Procuratie 150 ducati aurei. Nel 1798 fu soppresso e fatta la +vendita de' beni. + +A' nostri dì, in quel convento, pei corritoi e per gli androni +strillano i bimbi, e dalle porte delle celle vedi le mamme curvate sul +paiuolo bergamasco, impugnando il matterello, lo scettro della +famiglia, e tramestando la polenta d'oro. + +Sotto gli archi Sansoviniani del solitario cortile, cantano le allegre +setaiuole, variamente affaccendate: e la fanciulla che tira su la +secchia all'orlo del pozzo de' frati, sorride, contemplandosi in +quello specchio d'acqua oscillante. + +Si trova bellina: e il damo de' monti le ha già regalata la collana +di coralli. Ahi! il curato l'ha già vista rossa in volto... + +Nelle quattro gallerie, sull'istesso cortile, nelle quali il nome +_Biblioteca_ intagliato su un cappello di porta, richiama alla mente il +vecchio sapere scolastico, senza fremito di vita _«de omnibus rebus et +de quibusdam aliis_,» nelle gallerie regna la sola scienza del +guadagno, e modernamente signoreggia coll'abbondanza di bozzoli +ammucchiati. + +--Erano più felici i nostri vecchi? Siamo più felici noi?--Lo +domando al soprastante. + +E questi mi risponde.--Colla seta si fanno aspate, faldelle, +trafusole, matasse e matassine, per mettere in commercio. + +In uno stanzone vanno e vengono le fanciulle, in un altro squilla +incessante un campanello applicato a quel congegno, per cui si passa +la seta al provino per ben valutarne il tiglio; in un altro fra i +libri mastri, le corbe, i robinetti, le lucerne da filanda, gli +schioppi, i vagoni e le gabbie da caccia, canta tuttodì un merlo +vivace, a piena gola. + +Dappertutto è vita: la prosa efficacissima e necessaria si è +sovrapposta co' suoi strati moderni alle lapidi poetiche, illuminate +dalle luci dell'Arte. + +Ma dove lascio te, povera chiesetta del convento? È una cosina +graziosa, di stile puro, colla facciata a finissime modanature: la +porta rettangolare, e le due eleganti finestre, dimezzate da un agile +pilastrello a reggere gli arconcelli egregi, rispondono nel cortile +Sansoviniano: due altre finestre, assai semplici fra la semiluce che +accresce il rispetto alle cose antiche, di tratto gettano nell'anima +una corrente di vivissimi pensieri, perchè dai loro bruni telai +lasciano vedere uno spicchio di cielo sereno, smagliantissimo, e +l'allegro fogliame di un orto innondato di sole. Cosicchè peni a +vedere lo sconnesso pavimento, su cui si prostrarono i frati, e sotto +al quale, sopra i loro seggioloni disfatti, immagini gli antichi +scheletri, confusi nelle tetre ironie della tomba: nè puoi godere +il bell'affresco dell'altare, un po' secco, ma sentito; nè la +ricchissima fascia che ricinge di ornati, di figurine, di fantasie, di +colori, le somme pareti della chiesetta. + +--Ove saranno tante anime? Quando, proprio qui, dov'io sorrido, elle +supplicavano, si sentivano più forti dell'oblìo e del tempo?... +Ove saranno?... Così a me sempre piace interrogare il mistero. + +Rispondono dalle grandi stie allineate lungo i muri i polli chiassosi, +beccandosi acerbamente, perchè l'uno ruba all'altro il posto a +mangiare. Se quei polli mi rappresentano la _folla_, ciascun di essi +è veramente _filosofo_. + +Alla bellissima porta si presenta un figuro lungo, un chierico di +sessant'anni, bianco, cogli occhi orlati di rosso, il quale, facendo +dondolare una cotta grigiastra al disopra di un soprabito abbondante, +ci domanda in bergamasco:--Hanno detto che vogliono vedere la chiesa +grande? + +--Andiamoci. + +Proprio in quel momento dal campanile, che sembra pesare sulla corte, +dal manto del San Giacomo di rame, scoccano gravemente le ore, e il +ronzio si perde sotto gli archi e nel lungo corritoio. + +Questo mette capo allo scalone del convento, un convento esso stesso, +amplissimo, solitario, colla sbarra cadente, coi gradini, che, a +volerli popolare di macchiette, esigerebbero una processione da _Corpus +Domini_, a' tempi de' buoni Comuni, nè più, nè meno. + +Siamo alla chiesa. Venne fondata nell'anno 861, da Aganone, vescovo di +Bergamo, e ricostrutta verso il 1087. È grave edificio di +architettura gotica, a tre navate, con maestosi piloni, spaziosa, con +un quadro che vuolsi del Palma, ed altri grandissimi. Ma +sgraziatamente fu tocco dalla manìa del nuovo: quindi è discorde +di stili, appesantito nelle volte da poche opportune pitture di +trafori, ripulito dalle memori tracce dell'antichità. + +La sacristia risponde alla chiesetta del convento, ed è, com'essa, +bella, elegante, colle linee graziose dell'arte risorta. In un andito +si vede in bassorilievo l'arcigno e potentissimo Lione di San Marco; e +due marmi a rozze figure del disperso sepolcro d'Alberto (1095). + +Confesso: in tutti i luoghi percorsi non ho avuto un pensiero che +fosse mio, proprio mio, sempre frastornato da traffici moderni. + +Ma c'è nel convento un angolo romito, dal quale l'occhio, posandosi +sul verde de' monti o sul cielo di crepuscolo o sulle abbandonate +aiuole di un orticello, chiama e richiama dall'Ignoto il seducente +bianco fantasma della meditazione: e la Poesia induce nell'anima la +dolcezza dell'assopimento. + +C'è un loggiato dove vorrei la mia sosta tranquilla. Un +portichetto, a quattro o cinque colonne, sporge sul melanconico +terrazzo: l'erba cresce sui sentieruzzi, segnati solo da qualche +gentile orma di piede piccino che va ad una siepe di lamponi: un fusto +di colonnina col capitello sorge a vetustissima memoria: una vasca +d'acqua nel bacino immoto e nerastro riflette le foglione di una +zucca: i ragni tessono i loro fili d'argento. Di fronte il Canto, a +monotoni castagni: lì basso biancheggia, con dolcissimo fascino, la +quieta e rolonda cappella per la Pace: di fianco si allarga la valle, +e il bagliore dorato di un tramonto di settembre involge lutto in un +amplissimo velo da fata... + +Come lo ricordo! + +Vorrei un seggiolone a grandi borchie, colla pelle che s'accartoccia a +lasciar sfuggire l'imbottitura, vorrei un coroncione da frate sul +dossale, e un arazzo a' piedi, e un liuto con una corda spezzata, e +due fiori appassiti. Vorrei stancarmi nel contemplare e nel pensare: +vorrei chiudere gli occhi a poco a poco, e aprire l'anima ai sogni e +sentire una musica che blandisce, ed odorare un profumo. Strana cosa +è il sonno!... Sento una calma, un riposo, una vicina oscurità. +Non è poi strana cosa la morte!... Che è?... La oscurità +incombe. Chi ha spezzato le corde al liuto? Quelle rose non erano +fresche al mattino?... Nessuno risponde. + + + + +FONTANELLA. + + +Fontanella è una chiesa, assai antica, in onore di santo Egidio, +alla falda meridionale del Canto. D'ogni parte circondata da solitarie +selve di castagni e da vigneti, su un ermo piazzaletto fra la più +triste poesia, sorge il rozzo edificio di carattere robusto, colle +finestre che sembrano feritoie di castello, col campanile che è una +vera torre feudale. Il tempo l'ha dipinto colle indefinibili tinte che +sono sulle sue ali. Lungo il fianco sinistro della chiesa, un +portichetto deserto sfonda con melanconiche linee e con un buio +fantastico: qui sotto si allogherebbero tanti seggioloni tarlati, e +qui si aprirebbe un libro da coro, e si indovinerebbero sul pavimento +gli ammuffiti avanzi della stola, delle pianete, delle cocolle, e le +gocce di cera de' funerali, e gli asperges e i secchiolini: su due +mensole al muro posa, polveroso, semiaperto, sconnesso un cofano da +morto... ricordo forse del vicino ossario... Niente di antico qui +sotto; vecchio il loggiato, vecchi i pensieri, cioè coll'uggia +dello squallore. Antichi invece sono gli avanzi di case, sotto un +tappeto d'edera, a destra della chiesa: e antico è l'avello che +giace pesantemente, scaldando al sole il granito, serrando l'ombra e +l'immobilità: non un nome... E la Natura ci irride crescendo +intorno le ortiche dell'oblìo. + +--Che cosa è la vita dell'uomo?... + +Chi requia qua dentro? Fu felice o infelice? Fu uomo o donna?... Si +acconcia Ella alla idea--_Per sempre?_--In vita si promette ciò che +non è in noi; in morte, ciò che speriamo nell'ultima illusione. + +Sul piazzaletto compare il prete del luogo, vestito di verde, come la +speranza... del guadagno... non cerchiamo tanto: egli è felice, colla sua +pipa e le ciabatte e gli incerti; e ci fa invidia. Don... don... don... +(come diamine si chiamerà?) Il messere, insomma, ci condurrà alla chiesa: +cioè alla sua serva, giacchè lui desidera finire quella delizia +anticanonica che ha nella pipa. + +Ed è peccato! A Fontanella, mestissima chiesina, avrei voluto +trovare un prete bianco, modesto, tranquillo, e digià arrivato +all'ultima scena della commedia. + +Il cortiletto in cui entriamo, seguendo il giro dell'antico colonnato, +ha l'aria tranquilla, rassegnata direi, di un passato che è scorso +in pace, e in pace sopporta l'obblìo; due o tre archi: quattro +finestre; due gelsi; dei rottami; un portico. E qui facciamo una +sosta. C'è una tomba. Il coperchio ha scolpita, giacente +nell'ultimo sonno, una donna di mezza età, coi capegli lunghi, con +una corona in testa da contessa o da marchesa; il manto le è +fermato sul petto levigatissimo da un gioiello; una cintura le +allaccia la sottoveste; e le mani, senz'anello, sono incrociate al +mesto saluto della pace. Il coperchio è quello che di veramente +antico può presentare questa tomba. L'urna male gli si adatta, per +forma, per diversità di pietra, per gli stemmi scolpiti. Giace +sopra un gradino, e sotto un arco, colla data 1419. + +Due parole di fretta. Il Pellegrino nella «_Vinea Sacra_» disse questa +tomba esser quella della regina Teutberga, moglie di Lotario, re di +Lotaringia, la quale, ripudiata, avrebbe cercato ricovero fra questi +monti bergamaschi, confortandosi alle parole del beato Alberto di +Sogra. Una scena fra questi e la regina è rappresentata su un +grande quadro della parrocchiale di Pontida. Ma alla tradizione +popolare, e al sasso che serba, sotto un castagno, le certe impronte +dei due, osta la cronologica verità. Teutberga morì verso il 951 +e Alberto nel 1095 come dice la iscrizione del suo sepolcro. +Fontanella ebbe un Convento di Cluniacesi, con un abate e dodici +monaci, e un archivio nella torre del castello detta «_la Botta_». Il +Ronchetti ha provato che fondatrice fu una piissima vergine Toperga, +vissuta a tempi di Alberto, ivi sepolta, ed ivi venerata come beata, +in un sepolcro, con otto lampade. + +Tutte queste cose, lette, pesate, discusse, per me turbano la pace di +quella tomba. Amo meglio l'indeterminato. + +La chiesa è a tre navate, che, colle colonne informi, coi capitelli vari +e tozzi e frammisti, coi grafiti, affermano la impotenza artistica delle +prime costruzioni; il campanile s'alza davanti all'altare maggiore; una +tavola bellissima rappresenta il Rinascimento--Sant'Egidio; gli altri +arredi e la sacrilega imbiancatura suggeriscono alla serva guida la +sapiente esclamazione:--Tutti dicono che è una bella chiesa! Ma sì, se +fosse nuova! se... + +Io non sono architetto e studioso per analizzare i particolari; mi +lascio vincere dall'insieme, che è severo, raccolto, pieno di +poesia storica e religiosa. Non domandò la mia fantasia:--Chi +pregò? Come vi pregò?... Il povero uomo passa; il cofano vecchio +e l'avello antico rinchiudono l'enigma della sfinge. + +Le rimanenti case di Fontanella io vorrei assomigliarle a certi luoghi +veduti nei sogni, nei quali corre l'occhio e inciampa il piede, e la +luce non è luce, e l'aria vi è morta. Per anditi regolari, per +archi bui, per muraglie a dadi di pietra si giunge a certi bugigattoli +di tragetti e di scale, dove, se al dissopra delle finestrine, se +dalle pareti addentellate, se tra le gronde protese, si vede un po' di +cielo azzurro, sembra un fesso da cui scappa l'anima prigioniera alla +libertà della vita e dell'amore. C'è davvero del bello!... Là +si immagina un trovatore col liuto ad un pertugio di torre per +consolare un dolore, e si ode invece un lungo muggito di mucca e si +vede una fanciulla cho spalanca una stalla. Si sogna forse una donna +melanconica e stanca, e appare un vignaiuolo, barcollante sotto una +corba d'uva, che si sfrega contro le strette pareti della viuzza. + +C'è un portico finalmente, dove il sole scalda ogni minima +ragnatela, e ogni fuscello di paglia; c'è una cucina oscura con una +scodella di latte, una facciata di castello, una gran botte, e uno, +due, tre, quattro grappoli d'uva. + +E c'è una bionda fanciullina, con due begli occhi e un bocchino, +una cara, tranquilla creatura, che, fra tanta e tanta imponenza +d'antico, accompagnandoci sin presso a una tomba, sorrideva, inconscia +di tutto. + +Oh tornerei lassù a baciarla! + + + + +MONTI E LAGO. + + +Sono schietto, schiettissimo e dico la verità: quando la locomotiva +esce fuori fischiando dal grande antro invetriato della nostra +stazione milanese, se in qualche vettura mi trovo fortunatamente +anch'io, io pure fischio colla gola del serpente.... Brutta città, +aria malsana, noie e fastidii, vi derido! + +Addio!... Il fumo sbuffa a globi allegramente; suonano gli stantuffi, +luccicano gli ottoni, e la filatera pesante scorre, come su un +pendìo insaponato sulle rotaie che s'inazzurrano a perdita d'occhio +o diritte stupendamente o con quelle curve dolcissime che la scienza +ha segnato col compasso. Va e va, scappano le case affollate, i +traffici, gli altri mille carrozzoni allineati pei viaggi. La strada +è sorretta ad un terrapieno, fra i campi di biada, e le siepi, +colla compagnia dei pali telegrafici e dei cantonieri dalla banderuola +svolazzante. + +Respiriamo!... Abbiamo già veduto gore, fossatelli, fiori a +bizzeffe, cascine e macchiette. + +Alla prima stazione ascoltiamo qualche parola di dialetto campagnuolo. + +E va e va! Sicuro che l'inglese leggerà sempre istessamente la sua +guida rossa e il mio babbo calcolerà che st'anno il frumento +sarà magro magro. Brava gente! Ma noi che viaggiamo perchè +nessun libro ci ha fatto bene, noi che vorremmo turbinarci tra il fumo +del gran tubo, saltabeccando pel cielo, noi abbiamo la testa che gira, +come il fiocchetto della tendina al finestruolo.... + +Che finestruolo!... Sporgiamo mezza persona, e sfidando il polverone e +i minuzzoli accesi di carbon fossile ci diciamo i re dell'aria!... + +Benedetta età la nostra! Cioè la mia: perchè il mio compagno +a differenza di pochi mesi, è già uomo fatto, ha dei clienti e +non so quanti crediti. Ho parlato in plurale perchè ho questo +vizio, come un rettore magnifico dell'Università, quando mi credo +un re dell'aria! + +Il nostro orario ha un'orecchietta alla pagina tale:--linea +Milano-Varese. + +Da Varese andremo al Lago Maggiore e precisamente? Non abbiamo deciso +nulla: e se volete accompagnarmi, subìte un po' delle mie +indecisioni e de' miei entusiasmi. + +Se tra i miei lettori c'è qualche Varesino, mi congratulo con lui +ch'è nato fra quei colli e quei monti avvolti da quell'aria che fa +guadagnare gli ostieri e scapitare l'amor platonico: se c'è qualche +Varesina le dirò che ho veduto dei porticati, dei poggioli antichi, +delle vie pittoresche, de' bei quadri presso il proposto.... Che cosa +importa a lei? Ho ammirato una villa bianca avvistatissima senza una +mosca, e un giardino su un colle, e un sentiero che si curvava fra un +roseto, un pratello in toletta, e montava e montava.... C'era posto +per due, per tre no. + +O Varesina, al sommo di quel colle, quando il sentiero t'avrà fatta +arrossire, mi dirai come ti chiami.... + +Varese ha dei punti bellissimi dove guarda la campagna, il suo gran +campanile sorge su, tutto colorito, distinto, rilevato: filari +d'alberi verdeggiano sulle salite e ai giardini pubblici: la villa +Ponti dall'alto proclama alle otto valli di Laveno, di Cuvio, di +Marchirolo, di Gana, di Arcisate, di Stabio, di Malnate e di Vedano, +sono milionaria! + +A dire la verità ho un foglietto dove ho copiato un po' di memorie +storiche di Varese--ad esempio:--È antico; forse risale a duemila +anni avanti Cristo: fu dominato dai Romani, i quali vi eressero un +castello di cui dura la memoria--a Belforte.--Fu saccheggiato dai Goti +e dai Longobardi, fece guerra a Como, ebbe un vicario, sei consoli, e +castella a Induno, Arcisate, Biandronno distrutti dai milanesi. + +Solite storie d'ogni comune medioevale. Quello che voglio far notare +è che Varese nel 1768 venne da Maria Teresa dato in signoria a +Francesco III duca di Modena e a Teresa di Castelbarco.--Non dico +altro di cose storiche, cedo la parola all'amico mio, il quale +dichiara che a Varese si mangia male e i cuochi sotto la berretta +hanno una zucca, non una testa da cristiano.... Ripiglio la parola io +perchè non voglio battibecchi tra un'aria così santa e cara e +dico che ho deciso per valle di Cuvio di recarmi a Luino. + +Lasciamo da parte la Madonna che su una gobba di monte spiccata, +accompagnata da cappelle e casette, toccata dal sole con color d'oro, +fusa dall'ombra con veli paonazzicci deve di lassù vedere il +formicolìo degli uomini che s'incontrano colle donne, per le strade +di Varese e si vogliono bene: la Madonna deve essere felice quando li +vede venir su, su coi muletti, comperandosi le medaglie, baciandosi +alla sfuggita.... Non ci montai, quindi nulla posso descrivere. + +Valcuvio meriterebbe proprio che gli acquarellisti vi si recassero in +carovana. La strada, dapprima erta ed elegante, si strozza nelle +callaie dei paesi, fra le casette angolose, pittoresche, esce e +s'alza, s'abbassa, s'inaridisce su certe coste di macigni ove le tinte +ferrugginose luccicano di pagliette d'argento e d'oro, si storce +rabbiosamente in certe pieghe di montagna ove proprio c'è la +cappelletta, la croce della disgrazia e il mendicante che prega: si fa +stretta e si allarga tra i praticelli spianati, coi filari di salci, +coll'aria tranquilla della pianura. + +Non s'incontra dapprima anima nata, tranne quell'accattone. Le capanne +sono celate dietro brune cataste di legna, o tra ammassi scaglionati +di fascine; frequenti sono le boscaglie, lucidissimi gli stagni +d'acqua, sempre gaio il fogliame vicino e aereo, soffice il lontano +fuso coi monti, col cielo, con alcune cime nevicate... I punti più +deserti sono per il pittore melanconico. + +Proseguendo verso Luino la valle piana sembra promettere gli agi; +infatti sorgono le case e le casette, già imbiancate, già colle +vernici. Un torrente scorre tra gli argini, e mansueto, serio, prelude +alle ruote di ferro che muoverà: ecco degli stabilimenti a spesse +finestre, col tubo, col brontolìo: ecco comparire dei pali, dei +fili telegrafici su cui panni veder scorrere dispacci d'inglesi. +Presento, vedo i cappelloni col velo bianco e le vesti affagottate, i +_lords_ e le _miss_: qualche venerando pesce grosso si purga i polmoni +aspersi dalla natìa fuliggine coll'aria del lago... In quei luoghi +dove stampano i talloni piatti i _lords_ e le spesse orme le _miss_, +potete esser certi che vedrete qualcosa: infatti viali larghi +fiancheggiati da piante si curvano con dolcissimo meandro. Presentite +la curva che li disegna? È il lago: il lago appare, s'apre, si +sfonda... Luino alla foce del Margorobbia e del Tresa contempla il +bacino, Monti ed acqua! + +Scendiamo di carrozza. Non c'è più all'orecchio il rotolare +monotono dei cerchioni di ferro e i sobbalzi delle molle sconnesse: +c'è un fruscio come di raso spazzolato, l'onda che bagna la ghiaia, +la ghiaia che sorbe l'onda: nell'intermittenze come dei sospiri gravi. +Non sembra di camminare, l'uomo, atomo, è sempre fisso innanzi alla +immensa bellezza della natura. C'è per l'occhio un riposo, un piano +liscio, levigato tra due catene di monti tutti in pace, c'è per +l'anima un cielo terso e limpidissimo. In un attimo si ama tutto e +tutto ci parla: la spiaggia ciottolosa, curva, l'arena bagnata, la +frangia d'argento dell'onda, il suolo fatto dagli uomini e le case e +le ville, e le frane spaccate dal caso. + +L'aria che viene dai monti, che s'infresca dal lago, che si poetizza +dal cielo, entra in noi, scaccia da noi l'animaccia stanca, scettica, +cittadina e ci dà un po' dell'anima della natura, col bisogno di +salire in alto, coi voli dei desiderii amplissimi, coll'ali della +poesia che non ha metro nè rimario!--Si diventa buoni e si ama, si +ama, si ama!... Io qui non invito quelli che hanno la bottega nel +cuore, nè le donnine che portano sempre lo specchio al servizio +delle uniche loro carni bianchissime: non invito la folla che mangia, +beve, ride, ma sibbene le anime torturate dai desiderii inesplicabili, +affannate dalle spossatezze del deserto, i cuori che hanno amato o che +amano! E vengano i nervosi all'idropatia! Le isteriche stancate +dell'attendere! le vinte del corpo! Qui si ama, si ama!--E il lago +seduce sempre, cantando l'eterna canzone senza esigere la sua gentile +senseria.--Qui si combinano dei matrimoni. Spargete i confetti a +manciate pei bimbi dei pescatori, e da quelle facciole ridenti e negre +traete augurio per i vostri futuri scapatelli!... + +Rammentando che Luino fu patria dell'angelico Bernardino, lo stupendo +pittore che effigiò le sante e gli angeli con sorrisi di cielo, andiamo +al molo che serra le acque cupe: il lago flagella i dadi di pietra e il +ripicchio si diguazza come stanco di battaglia. Per la via lunata, +passati sotto un arco che mostra un poderoso leone di pietra, incontriamo +una stradetta montana su un terrapieno: a sinistra il lago, a destra la +montagna. È una stradetta non disagiata, non ricca, un tesoro pittoresco, +a tratti s'inclina e quasi tocca la ghiaia, a tratto si solleva e mostra +giù giù il lago coll'abbagliante luccicare tra i boschetti o col verde +intensissimo lungo le coste profonde, o coll'irrequieto spumeggiare +attorno agli scogli: più in là la massa azzurra si acquieta, e pare, per +così dire, a zone smerigliate dai venti, in là ancora sorgono i castelli +di Cannero solitarii, piangenti il romanticismo e l'oblìo: la sponda +infine è deserta. + +Qui dove passeggiamo noi il murello di riparo alla stradetta serpeggia +o lumeggiato o smorto in ombra con toni trasparenti, e la montagna +affolta boschi e boschetti e sprazza luci sulle zolle, e s'infosca +nelle ripiegature delle falde: grotte, acque, fiori, pratelli +stiacciati da cumuli di macigni... Oh i monti! + +Il cittadino che li contempli in un attimo vi ha famigliari, e non +c'è pendìo di vallicella ove non sogni d'essere stato già +un'altra volta a piangere un dolore: non richiama una gioia definita, +ma ricorda d'aver sorriso e spera di sorridere dall'alto di quella +cima boscosa, da dove si deve vedere l'altro versante... Di là... +Monti e valli e case e gioie e dolori!... Se ha letto un bel libro, +sente di doverlo rileggere su quel masso, attraverso quel torrentello, +sguazzando sul fondo translucido e sabbioso l'ombrellino... di chi? +È un fatto: nei quadretti, e nelle memorie, e nelle speranze +_compone_ sempre, direbbero i pittori, una figurina di donna, che ne' +suoi occhi sintetizza tutto il linguaggio della natura... + +Rincorriamoci, o fanciulla: il lago ci invita al bagno: la montagna ci +prepara la reazione. E che bagno! Vorrei staccarvi per lenzuolo un +lembo azzurro di cielo, ma... E poi corriamo! + +Corriamo sui massi spaccati, profilati, da dove pendono i ciuffi +d'erba, nelle tane, nei bugigattoli, sui cigli di quei muraglioni erti +e schistosi, che la grande architettrice ha dipinti coi licheni, +lisciati coll'acqua, graffiati coll'azione dei geli... Corriamo! Dove +corre il desiderio? Le gambe sono umane, umano il ventre. Su dunque +s'incontrano tre o quattro case da pupattola, scheggioni ammucchiati, +coll'uscio aperto e la massaia che prepara la cena... Vogliamo cenare +cantando la canzone dei pescatori e vedendo il lago a strisce di +specchio tra le connessure delle pareti? Vogliamo bisbigliarci nella +semiluce? Vogliamo pescare? + +Giungiamo a Maccagno inferiore detto _imperiale_, già feudo dei +Mandelli, con mura, misto imperio, e diritto di zecca. + +Una chiesa su una piazza sostenuta da arconi di pietra come un +acquedotto, una largura che muove al lago, ove dondolano sette od otto +barconi, quattro case e l'osteria-stazione, da dove esce il suono +bambinesco di una cornetta. Ecco Maccagno.--Arriverà il piroscafo +da Luino, un punto nero che borbotta. Sediamo su una panca. Il lago si +sperpera innanzi giù fino a Stresa: l'occhio nuota in quelle tinte +perline e su nel cielo focato. + +Il tramonto è vicino. Non è l'ora stanca della città: è il +preludio del riposo poetico: è l'ambiente di tutte le trasparenze, +tutti i desiderii, tutti i sogni; col tramonto il cielo bacia l'anima +nostra, e l'anima vola su quelle nubi che fingono delle isolette +scorcianti in un mare più tranquillo del mare della vita, vola... +Il piroscafo sbattendo le pale fracassose nell'acqua canta chiaro e +netto:--L'uomo non ha ali: l'uomo non ha pinne. Prendete il biglietto: +primi o secondi? + +Siamo sul _San Gottardo_, coi marinai, coi macchinisti fuligginosi, +colla folla minuta dei contadini, colle valigie stemmate e coi +viaggiatori distinti dal Bedeker. Monti e lago pigliano una tinta +metallica, tutto sembra profondarsi, e su altissima luce brilla la +prima stella della Notte. + +Il piroscafo ha fatto la traversata: il timoniere colla mano sui raggi +di una ruota di bronzo specula acutamente il punto da sbarco, il +capitano parla col portavoce agli uomini bruni giù nella pancia. +Sulla spiaggia appaiono case e portici, e portici e case, fuggenti +nell'ombre che si addensano nella gran montagna paonazza cupa. + +Un facchino grida:--Chi ha bagagli per Cannobbio?- + +L'ora è tarda, a domani. Vi basti sapere che a Cannobbio ci sono +molte cose a vedere: il borgo, la Salute, l'orrido, le appariscenti +valligiane e la signora Antonietta del _Biscione_, che stringe la mano a +chi arriva, porgendo una manina pastosella e capricciosa. + + + + +CHIARAVALLE + +SCHIZZO A PENNA. + + + + +I. + + +Hai perfettamente ragione, mio amico. Vi sono dei luoghi insigni per +memorie d'arte e di storia o per lo speciale ambiente, nei quali +l'anima del visitatore s'appassiona con gentile virtù, e la +fantasia, correndo a ritroso del tempo, s'ingagliardisce, rivivendo di +fronte ai robusti sembianti degli avi. Nelle giornate di noia stanca, +giova moltissimo il fuggire la folla fastidiosa, l'indispettirsi dei +minuscoli capricci, il cercare la solitudine. Questa è fatale se il +cuore vuole tutta occuparla colle sue malinconie, è sana se in essa +l'anima cerca per punto d'appoggio una calda emozione. + +Una passeggiata all'abbazia di Chiaravalle non è gran cosa, che +possa rompere le gambe di un cittadino. Si esce dalla porta Romana, e +si piega per circa tre miglia verso sud-est, camminando in mezzo a una +pianura monotona, la pianura lombarda, che al cielo non sa levare +altro che le capitozze pesanti degli eterni filari, qualche ramicello +pelato, qualche volo di corvi, qualche crasso fumo di stalla. Ma che +cosa merita quel cielo? E poi, signor mio, ogni acqua che scorre, +all'occhio dell'agricoltore, sembra far galleggiare i sacchetti d'oro; +ogni prato ti pare una mappa; ogni casa è segnata a cifre, a +cifrone. Se tu vedessi i fieni ammontati nelle cascine, il latte che +trabocca, spumando, dalle _brente_, e i formaggi che stanno, come in +biblioteca, negli stanzoni a corridoi! Se tu vedessi! + +Il paese di Chiaravalle è un povero aggregato di case. Rovagnano +n'era l'antico nome. San Bernardo, capo dell'abbazia di Clairvaux +nella Sciampagna, venuto in Lombardia, e fondato in questo luogo +l'abbazia e il monastero dei cistercensi, l'intitolò Chiaravalle, +per amor di ricordo. Chiaravalle, favorito dalle famiglie milanesi, +illustrato dalla virtù e dal sapere dei monaci, crebbe di fama e di +ricchezza: molti cospicui personaggi venivano a visitarlo: Ottone +Visconti vi morì. + +Al giorno d'oggi, camminando sulla strada, che fiancheggiata da due +placide acque, conduce ad una porta austera, il visitatore ha l'occhio +triste e l'anima triste. La campagna intorno è silente e spopolata: +le mura dell'edificio, dove rovinate, dove salde, dove rifatte, sono +come le pagine di un libro di storia. Mute, vi narrano una +verità.--Che cos'è il tempo! + +Vi furono giorni in cui il potentissimo abate, collo stendardo della +cicogna, scendeva alle soglie imponenti dell'abbazia, fra la sua corte +fastosa, arbitro delle liti tra popolani e nobili, fra paese e paese, +scendeva a ricevere una comitiva guerresca od ossequente; e i monaci, +sui vasti dominii, sulle settantamila pertiche, si spargevano, +fratelli di preghiera e di lavoro, ad una nuova opera, asciugando i +paduli, guidando le acque, applicandole all'utile, creando il sistema +lombardo delle marcite; e i reggenti di Milano venivano agli altari +recando i diplomi dei frequentissimi privilegi; e i vecchierelli sotto +il saio vegliavano sui libri o cantavano nel coro, o sfilavano al +cimitero. La Guglielmina boema vi dormì poco sonno di morte. La +ricca nobiltà milanese vi restò a tripudio, quando uscì ad +incontrare Beatrice d'Este, che arrivava sposa a Galeazzo Visconti. +Potenza successe a potenza, pietà a pietà, mistero a mistero... +Infine, nel 1795, la più prosaica caria bollata era affissa ai +venerandi battenti colla cera rossa. E oggidì la locomotiva, +tagliando il pratello della pace antica, sbuffa faville ai morti, e +passa fischiando... + +L'abbazia sorge vicina al villaggio, e coi ruderi del convento è +chiusa da una cinta. Entrando nella corte per una volta oscura, si ha +dinnanzi la chiesa, ragguardevole edifizio, con una cupola ottagona, +sovrastata da una torre ad archi, a colonnine, a piramide: le linee +sono dignitose, le tinte robuste, e i dettagli qua e là accentati +dai curiosi scherzi del tempo e del caso. L'ignoranza degli uomini +piccoli vuol mostrarsi dove può: eccola chiarissima, pretensiosa, +patentata, nel guasto arrecato alla facciata, Povero secolo decimo +settimo! Dio sa com'hai resa barocca anche la preghiera! + +L'interno della chiesa è grande, tetro, umido: un segreto squallore +vi regna: la solitudine co' suoi misteri, la semiluce coi pochi raggi +del giorno, colle ombre freddicce, fanno parer eterni i passi sul +pavimento: e va e va:--e danno all'aria un che di morto, di chiuso, +d'ammuffito, che tronca il respiro, e assopisce il pensiero in una +incertezza di languore.... Fantastichiamo? + +Ma in questo stato d'anima, il cuore a un tratto affretta i palpiti, +con un sentimento dolcissimo di speranza o di ricordo: eccoci desti! e +si gode d'esser desti, d'amare, di dover combattere, di voler vivere! +Il cuore si ribella alla morte. + +Triste è lo sguardo che danno le sante screpolate degli affreschi; +triste la polvere fredda che s'adagia sugli stalli del coro; triste il +tremolo ardore delle lampadette nella grande solitudine: tristissima +la pace che il tempo ha fatto intorno a noi. Luino, l'angelico, ha +dipinto: l'ottimo Garavaglia ha intagliato: altri molti hanno lavorato +e vi giacciono nell'oblio; san Bernardo un giorno arse di zelo e fu +una fiaccola. Ma oggidì? + +È santo quel sorriso che ci fa buoni e mesti: è salutare quella +polvere che noi solleviamo, galoppando audaci, sul nostro cammino; +chiamo luce quella che illumina l'anima, come i lampi. Più e più +nei luoghi austeri l'estro si accende, e si figge all'ideale. La pace? +Prima vogliamo la battaglia. + +In fondo al coro vi è una porticella che mette al cimitero: è un +luogo raccolto, circondato da un muricciuolo che lega le une alle +altre tante cappelle mortuarie, ad arco, uniformi, severe, segnate +solo da qualche avanzo di pittura o di epigrafe: qui i nomi di Pagano +e Martino Torriano, dei Novati, dei Piola, degli Archinti. Un'unica +crocetta nel mezzo compendia tanti nomi, tante grandezze, tanto oblio, +in tanta pace, Qui venne con onorevole scorta armata sepolta la +Guglielmina, nel secolo XIII, la famosa fondatrice della setta dei +Guglielmiti, la quale pretendeva d'essere papessa, e più: qui fu +venerata con feste, lampade, devozioni: di qui fu dissepolta e +trasportata a Milano sulla piazza della Vetra, per essere abbruciata e +vituperata co' seguaci suoi. La storia vi è lunga, ma interessante +per gli scrittori milanesi: qualche sera chiacchiereremo, perchè +già adesso tu non hai tempo. + +Che cosa t'ho descritto? Non so. E ti ho descritto, o credo? Non so, +davvero. Queste mie righe sono impressioni, Tratti di penna, schizzi: +se tu volessi linee rigide e contorni precisi, sai che ci sono guide, +buone e grame, e fotografie. Dunque non gettarmi in un cantuccio, se +non adopero squadra nè metro. + +Però, se vuoi, eccoti le dimensioni. Incominciamo da serii: + +Altezza della torre, piedi 57. + +Altezza della piramide, piedi 34. + +Lunghezza della chiesa... + +Capisci! Sei tu che non mi ascolti! Dunque, zitto i zitto! zitto! + + + + +II. + + +Per ordinare le mie idee, bisogna che col pensiero io vada indietro +tre o quattro anni: cinque per l'appunto! Ed ecco mi ricordo una +passeggiata a Chiaravalle, una sosta, una colazioncina in un prato, e +poi un'ascensione chiassosa, quindi una meditazione seria. Come fosse +adesso! Voglio rammentarmi la torre della chiesa e il cimitero. + +Prima di tutto, vi confesso ch'io ho un gusto matto per i campanili, +tanto che in un certo paese ho fatto un abbonamento con un sagrestano, +perchè mettesse a mia disposizione tutte le chiavi d'una chiesa. +Quei bugigattoli, quelle scalucce di legno dagli incerti gradini, quel +buio, quegli uscioli, per cui solitamente si deve passare per giungere +alla torre, mi piacciono in modo strano; e poi quelle funi che pendono +giù, o sfilacciate, o giù conducendo l'unto dagli ordigni +dell'orologio!--E tic-toc-toc: dall'alto l'inesorabile tempo ci grava +sul capo. Se poi stridono i falchi, o stormeggiano i passerotti, o un +amico pauroso mi grida:--Manca un gradino... avanti lo stesso. + +A Chiaravalle la torre che sovrasta alla cupola ottagona offre tutte +le emozioni che voglio. Ecco, al tetto della chiesa, al primo riposo, +si giunge coll'abito concio dalle ragnatele, col cappello schiacciato +da qualche buio arco che non rispetta le proporzioni della figura +umana, coll'occhio intenebrato e polveroso: travi, tegole e calcinacci +sono amici, amiconi degli archeoflli curiosi. Al tetto c'è un +ballatoio: e da questo una scala a piuoli al primo giro d'archi della +torre; e da una colonnina di questo un'altra scala a un'altra +colonnina del secondo giro, e via e via; ma sui piuoli tarlati il +piede si poggia con precauzione, e gli staggi sono un po' zoppi. +All'ultimo piano di colonnette si leva la piramide, e noi che le +passeggiamo intorno, la vediamo tutta irta coi mattoni a spinapesce, +qua e là resa bizzarra da qualche ciuffo d'erba, bruna rossastra, +sormontata da un globetto con una croce nel mezzo, La vista di +lassù spazia sui piani e sui piani: monotonia, Pure, c'è da +trattenersi su una buona mezz'ora, e anche più; si ritarda la +discesa, pensando un po' a quelle scalucce malsicure che ci terranno +sospesi fra il cielo e i tetti. + +Terra! terra! abbiamo toccato il suolo della chiesa: all'ultimo +gradino ci sentiamo piccini, come profondati, giù nel tenebrore: +camminiamo, e il passo ci sembra pesante, lo spazio per il piede +troppo, per l'occhio poco, e giungiamo al cimitero. Con un movimento +spontaneo si dà uno sguardo all'insù; le proporzioni della +muraglia, della torre, si allungano sul cielo, e là, in cima, ci +pare sia restato qualcosa di noi: qui basso siamo vuoti e melanconici: +un che inspiegabile signoreggia tacito intorno a noi, e noi subiamo +una pace per gli occhi, per le orecchie, per la bocca, un'aria morta +ci involve, entra in noi, esce: ci pare di dormire da lungo tempo, o +di svegliarci con altri sensi diversi dai nostri. È una bizzarria +questa? A me succede così. Credo animato un arbusto solitario, un +mucchio di rovine, un silenzio di crepuscolo: qualcosa requia, ma +spiandomi: un che d'ignoto, posandosi lento, incombe e incomberà su +di me. È una stramberia, temo l'oblìo... Sapete? certi sogni +senza senso comune si possono dire in poesia: in prosa bisogna +rendersi conto d'ogni contorno che ha la parola, e toccare liscio se +non si vuole errare e buscarsi, un'orecchiata dai professori!--C'è +la pace, ecco tutto: una pace antica, un silenzio, un'immobilità, +un mistero. + +Le cellette mortuarie di stile gotico c'invitano colle loro linee +severe, colle reliquie degli affreschi, coi frammenti delle epigrafi. +Vediamo! Ognuna di esse racchiudeva il monumento di qualche cospicua +famiglia: dove giaceva il pesante avello, a due versanti, coi quattro +orecchioni, o dove si levavano sulla groppa dei lioni le colonnine +torte a reggere l'arche coi tabernacoletti gotici, ai dì nostri +cresce la mal'erba, fra i tritumi e i calcinacci: le muraglie hanno le +tracce dell'ugna del tempo: gli archivolti non portano più le nere +cortine di morte, ma si lasciano addobbare dalle ragnatele. Queste +cellette erano numerosissime: e chi coll'immaginazione sapesse tutte +riedificarle, degradarle in squallida linea, colorirle tristamente, e +fingere dalla porticella del coro la sfilata dei monaci salmodianti, +quegli potrebbe a messer l'abate chiedere l'eterna pace. Si dorme +tanto bene all'ombra dì tramontana, nelle abbazie dei cistercensi, +fra il silenzio degli uomini e della natura!--In una celleita, +Manfredo Archinto supplica Nostra Donna: in un'altra, una lucertola +viva serpeggia sull'ala di una santa morta: in un'altra, san Bernardo, +imprudentissimo, presenta al cielo la Guglielmina boema... + +Nel secolo XIII, nella Lombardia, già infestata dalle sètte +degli eretici, comparve la bella Guglielmina. Chi era? La dicevano la +figlia di un re di Boemia. Con chi era? Con un bambino che le morì. +Monaca, fuggita, amante: tantissime se ne dissero. Essa abitò a +Milano, e fu di tale pietà, che i monaci di Chiaravalle e le +Umiliate, e tutto il clero, e tutta la nobiltà pigliarono ad +amarla, compreso un tale Andrea Saramita: e salì, e salì, la +Guglielmina salì fino alla dignità sopranaturale: fu della +quella che salverebbe giudei, saraceni e mali cristiani, fu detta +papessa, santa, divina. Ma umana, morì, lasciando di voler essere +sepolta a Chiaravalle. + +Quivi giacque venerata, e ad onore di lei i monaci, in tre +solennità annuali, distribuivano pane e vino. I discepoli rimasti, +una Manfreda, il Saramita, Albertone da Novate, continuarono a +celebrarne i misteri. + +Nel giorno di Pasqua del 1299 la Manfreda indossò degli abili +pontificali, e, costituita una gerarchia ecclesiastica femminile, +cantò litanie, predicò, disse messa in casa di certo Jacobo da +Ferno, con epistola letta da Albertone, con vangelo composto dal +Saramita. E vogliono gli storici che queste adunanze finissero con +scandali tali e tali criminosi piaceri, sì che la inquisizione di +Sant'Eustorgio col fuoco volle _purificare i corpi et le anime +inquinate_. Si fece un gran processo, arse la catasta in piazza della +Vetra, e Guglielmina si trovò scacciata dal paradiso e buttata +all'inferno. + +Chi parla della Guglielmina finisce sempre così:--È da +domandarsi se era veramente colpevole la Guglielmina, o se solo lo +furono i suoi seguaci. È questo un problema la cui soluzione merita +un attento studio di storico imparziale. + +Ma se sapessi dove sono i documenti! + + + + + +MALINCONIE + +DI UN ANTIQUARIO. + + + + +NATALE IN FAMIGLIA. + + _Warum ein unerklärter Schmerz + Dir alle Lebensregung hemmt?_ + + GÖTHE. + + +Dinnanzi alla villa barocca, tutta fradicia di pioggia e tutta chiusa, +come un sepolcro, si stende un gran viale allagato, e di fianco le due +siepi di carpini si perdono giù giù, fino a confondersi colle +loro tinte brunastre nei colti uniformi, su cui la triste giornata del +Natale addensa un torpido coltrone di nebbiaccie. + +E un povero rampichino tra quei negri viluppi di stecchi, che un dì +erano piante squadrate a piramidi ed a vasi, di ramo in ramo; svolazza +salticchiando, la testolina in basso, il pennacchietto arruffato, le +piume impacciucchiate, e viene e viene, e viene qua ai cancelli +panciuti della corte, alle tortuose scalee dei terrazzi, alle fredde +fenditure delle imposte, da cui il verno scolla le vernici +squammate... + +Ecco la facciata della villa. Un Giusepp'Antonio Castelli la ideava +con tutta la tracotanza e il fasto dei Tiepoleschi: un gran parruccone +sporco la approvava col cipiglio arcigno e la penna d'oca alzata, come +un ritratto dell'Ospedale. Ecco le finestre avvolte nei cartocci; le +finestrette tonde con un contorno da maniglia o con davanti ciascuna +un busto di Cesare romano; le mensole sbrodolanti il gesso dalle +arselle; i cornicioni spezzati dalle curve e dalle volute di cento +contrabassi; le inferriate gremite di viticci e di nodi e di +fogliaccio; i pilastretti a gozzi aggrappantisi su alla gronda; le +nicchie sgangherate colle statue delle virtù araldiche che +somigliavano alle buone ciambellane di Filippo V di Borbone; e +l'attico gibboso e tormentato sotto il peso di uno stemma in cui +c'entravano quaranta _maggioranze_ di Castiglia e di Leon. + +E il povero rampichino, frugacchiando alle fredde fenditure delle +imposte, si lamenta co' suoi zilli capricciosi che si perdono contro i +vetrucci rotti, i piombi caduti, il vano oscuro della finestra.... È una +formica morta assiderata due mesi fa, quando la strascinava una gran pula +di frumento? È un vermiciattolo ch'era giunto la notte prima dalla +peschiera a musaico alla pozzetta d'acqua fra due mattoni spezzati? Che +cos'è? che cos'è che becca il rampichino?... Becca, si fa sottile, becca, +s'appiatta e s'arruffa, becca, ficca la testa sotto ai bilichi, e trova +un posto ove la soglia è corrosa dalle antiche pedate, ed entra nel buio. + +* * * + +Oh come i morti s'obliano nello squallore, giù nei saloni del vasto +appartamento! V'è una semiluce che piove solo dalle finestrette ad +occhi di bue, dietro le schiene degli Augusti in pietra arenaria: +v'è il silenzio che là là sembra ingoiarsi con un freddo da +cantina per le porte spalancate: v'è un abbandono che scolora tutto +cogli strati di polvere e di muffa, e che dà a tutto un aspetto di +remoto, di sconfinato, di sepolto, colle tristi simmetrie +dell'immobilità e del sonno. Una sala s'apre nell'altra, l'altra +nell'altra, l'altra nell'altra, via, via... Da questo capo a quello +del palazzo la fuga di quei sepolcri fastosamente rococò è +infinita: tutte le finestre chiuse: scorciano i vani delle porte, come +un lungo corritoio fra i scenari di un palcoscenico deserto, e i +sopraornati confondono i loro fogliami flaccidi, i loro motti +sbiaditi, i loro canestri pastorali, i loro trofei militari, le loro +donnaccie nude, come una fila di grotteschi cartelli d'anniversari nel +magazzeno di una cattedrale. + +E il rampichino salticchia verso un'alcova. Nella prima sala vi sono +le pareti bianche, il soppalco colle travi e i contentini dipinti a +sfogli e reticelle a gesso e colla, intorno allo zoccolo di finta +Macchiavecchia quaranta seggiole coperte di una bazzana con una ninfa +in guardinfante, e nell'alcova coi putti di stucco, fra due canterali +a pancia gravida, un lettone sui cavalletti e tutto giallo a passamani +d'argento. + +Lì, o uccellino, in mezzo secolo non è mai sonata una parola di +vita. La marchesa vedova, quella che aveva aggiunto all'attico della +villa lo stemma colle quaranta _maggioranze_ di Castiglia e di Leon, vi +giaceva ammalata fradicia da sette anni non parlava più del marito, +se non per consolarsi che, a conto di messe, era già in luogo di +salvazione: facendo chiamare dalla vecchia nutrice i tre figli ogni +sera per benedirli, al primo diceva «marchese Asdrubale,» alla seconda +«donna Ines,» al terzo «don Apollonio.» E, raccogliendosi tutta nei +suoi pensieri, taceva sino alla sera del giorno appresso: a meno che +le arrivasse qualche corriere di Spagna con una lettera di un principe +di Madrid che le annunciava la prossima gravidanza della moglie, o +qualche procaccio da Milano colle benedizioni dell'abbadessa vecchia +di Santa Radegonda o dell'arcivescovo capo-rito di Sant'Ambrogio. +Taceva lei per delle settimane: ma susurrava qualche servo del morto +padrone che quel malore che le rodeva l'ossa era come, che so io, come +uno struggimento per una grande passione ambiziosa insoddisfatta: e +che il marito non aveva voluto un certo dì ch'ella seguisse re +Carlo II (Dio lo riposi) a una caccia presso la Bellingera e che il +futuro marchese, il primogenito Asdrubale, fosse già stato promesso +ad una principessina madrilena che non era nata... + +Basta: in una sera di Natale, in quel lettone, quella madre... (madre +la direte?)... quella squallida ammalata, moriva rassegnatissima, +togliendosi dall'anulare un anello coi cinque suggelli dei cinque +feudi della famiglia, e ponendolo sull'indice del suo primogenito: con +una carta piena di ghirigori istituiva il maggiorasco: al marchese +Asdrubale ordinava la seppellissero nel palazzo, e fissava le libbre +milanesi della cera: a donna Ines e a don Apollonio raccomandava, loro +vita natural durante, di pregare per lei... che era morta. + +E il rampichino salticchia verso un crocefisso. Nella seconda sala +ancora le pareti bianche, il soppalco colle stesse dipinture, intorno +allo zoccolo di finto Belgiazzo, due tavoli dorati a gambe di capra, e +trentadue seggiole coperte della solita bazzana con una Venere allo +specchio, e nell'alcova con una santa gesuitesca in marmo nero, ai +piedi di un lettone, come il primo, una seggioletta impagliata, e un +inginocchiatoio col grande crocefisso. + +Lì, o uccellino, non è mai sonata una parola di speranza. La +triste secondogenita, che nella sera di Natale rammentava quell'altra +notte, quando la madre le moriva, e che contava ancora angosciosamente +i pochi mesi, i mesi tormentosi della sua libertà, prima d'entrare +nel monastero, si contorceva sotto le coltri, si strozzava il pianto, +udiva le campane per la pianura buia, s'immaginava i babbi e i bimbi +che si avviavano alla chiesa, i bimbi! i bimbi!... E il povero +crocefisso fu trovato alla mattina dalla nutrice dischiodato dalla +croce e con alcune chiazze di sangue recente sull'avorio. + +Donna Ines è morta abbadessa di Santa Radegonda. + +E il rampichino salticchia verso un gran librone. Nella terza sala +torno torno alle pareti quattro macchinose scansie che dalle +graticciate di rame lasciano vedere tutti i volumi giallacci della +teologia seminaristica, la volta, in gloria, dipinta con una Fede +seminuda e cicciosa, un solo tavolotto con carta, penna, calamaio, +spolverino, e un solo seggiolone colle orecchie al dossale: il gran +libro è su un leggìo da coro. + +Lì, o uccellino, non è mai sonata una parola di fede. L'infelice +terzogenito, che rammentava quella notte di Natale, quando gli moriva +la madre, e quella mattina, quando avevano veduto il crocefisso della +sorella colle macchie di un sangue caldo, e che aveva sfogliato tutti +i libri più devoti per sapere com'erano orrendi i tormenti +dell'inferno, lì, sul seggiolone, quando tramontava il giorno e gli +pareva di udire i canti delle mamme... sì, sì, una folata di +vento gli portava dagli alti finestroni della chiesa un ronzio di voci +felici, credenti, devotissime a Dio... Quando calava la sera sui campi +e la pace sulle mamme e sulle bambine, egli, di sotto al San Tomaso +in-folio, traeva un pugnale aguzzo e... E il povero librone fu trovato +alla mattina dalla nutrice divelto dalla copertura e con un buco che +lo passava irosamente parte a parte, come una cornata del diavolo. + +Don Apollonio è morto cardinale di Santa Prisca. + +E il rampichino salticchia verso venti, quaranta, ottanta quadri di +antenati e di battaglie e di assedi, verso un pellicano impagliato, +verso una spada d'argento di Filippo V, verso un trono di feudatario, +verso un tronino di Dio... Tutto l'appartamento ha le porte spalancate +e le finestre chiuse: il silenzio si fa sempre più oblioso e il +verno più sconsolato. + +Nella quarta, nella quinta, nella sesta, in tutte le sale continuano +le mura bianche e i soppalchi dipinti o le vôlte stuccate, le +seggiole a gambe di capra e le poltrone a ranocchio, e le alcove +deserte. Ecco qui nella galleria pendono gli antenati di toga, di +spada, di rocchetto, tipi cipigliosi del Tanzo, del Nuvolone, del +Porta, ma tutta gente che si era fatto onore per la famiglia: le +antenate coi guardinfante o colla tonaca, faccie lunghe del Cerano e +del Legnani. ma donne benedette dal Signore nella prole o nelle +visioni. Ecco nella sala delle battaglie, sulle tele crostose di un +Borgognone di terza mano, dinnanzi alle fantastiche bicocche dei +turchi, i guerrieri indiavolati e nel fumo dei cannoni cristiani i +nemici che se la danno a gambe. Ecco nel museo le bestie impagliate +che vissero nel parco: il pellicano ha una scansia di vetro colla +cupola: un Crivellone ha abbozzato, nero e rosso, intorno alle pareti +i cani che leccano il sangue, i cinghiali che ruzzano a salmontone, +gli uomini che muoiono sbudellati. Ecco nell'armeria, fra le labarde +dei servi d'anticamera, una spadina _a zuccotto_, donata nientemeno che +da un re, il quale non sapeva tenere la penna ad Utrecht. Ecco nella +sala delle udienze un gran trono, velluto cremisi ed oro, per +assidersi a dopo pranzo a giudicare, con diritto di vita e di morte, i +vassalli famelici tutto l'anno. Ecco nella cappella un tronino +barocco, offerto al buon Dio a peso d'argento, perchè a un tanto +per oncia rimetta i peccati a tutta la prosapia. + +La gloria dell'appartamento incomincia dal santo alcova della vecchia +testatrice e finisce col confessionale pagato dall'unico erede dei +cinque feudi. + +In questo regno, o rampichino, non è mai sonata una parola di +gioia. + +Eccolo il marchese Asdrubale!... Ebbe ventimila pertiche di terra +grassa, questa villa, un palazzo ionico in Milano; creò cinque +benefizii per cinque oratorii dei morti, sciolse dai livelli due +monasteri, istituì varie messe pei poveri giustiziati a San +Giovanni _alle Case rotte_; ebbe perfino trenta cani bracchi, segugi, +mastini, da leva, da ferma, dodici amici senatori, una moglie +infeconda e che gli visse accanto circa settantotto anni, sette mesi e +qualche giorno. Eccolo il vecchio Feudatario di Filippo V, di Luigi I, +ancora di Filippo V, e poi di Ferdinando VI, e poi di Carlo III! +Largo! fate ala! rendetegli l'omaggio!... Viene dal tronino di Dio, e +passa innanzi al suo trono di feudatario, alla spada d'argento del re +Borbone, al pellicano impagliato, ai venti, ai quaranta, agli ottanta +quadri d'antenati e di battaglie e di assedi.... Largo! fate ala! +rendetegli l'omaggio!... Ma se non si muove alcuno per le sale!... E +lui, da un capo all'altro del palazzo, procede vestito di nero e con +quell'anello in dito.... Non c'è più nessun mascherone dei +Tiepoleschi che, ghignando, racconti altre istorie, dopo quella della +mamma, dell'abbadessa e del cardinale.... Il vecchio si fa innanzi, +barcollando, viene, viene, passa dalla biblioteca, passa dal secondo +alcova, passa dal primo alcova, viene, viene, cercando un primogenito +anche lui. + +Il marchese Asdrubale è morto grande di Spagna. + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Si è fatto sera. La vecchia e +i tre figli sono tutti sepolti nello buca gentilizia della cappella, +in quattro cofani di velluto nero, tutti e quattro distesi su quattro +seggioloni disusati, sotto una pietra incisa coi cranii e le clessidre +e gli svolazzi che annodano le tibie. + +È la sera di Natale. La madre e i tre figli sono tutti seduti nel +salone della festa al così detto pranzo di famiglia, sulle seggiole +di seta rossa, chinati sulla trapunta tovaglia di Fiandra, sotto la +luce di una gentile lumiera di Murano, e fra i calici arrubinati e le +argenterie scintillanti. + +È la notte di Gesù piccino. La vecchia guarda mestissima il +marchese Asdrubale.... È l'ora delle gioie di Natale. E la badessa +donna Maria Ines di Santa Radegonda racconta la sua amorosa gloria di +mamma, quando le era nato quel bambino biondo, come quello del +Signore. E il cardinale Don Apollonio di Santa Prisca racconta la sua +tranquilla felicità di babbo, quando la sua gioconda, la sua bella, +la sua fanciulla sorridente gli porgeva a baciare le due bimbe così +rosee e ricciutelle, come le angioletto sulla capanna di Betlemme. + +La vecchia tornava nella buca: e il marchese Asdrubale scagliava via +l'anello. + +* * * + +O rampichino, o rampichino timido e santo, quand'esci all'alba dal +palazzo e per i rami dei carpini ti avvii giù là in fondo ai +campi e al paesetto, o rampichino, o rampichino modesto e gentile, non +raccontare le istorie delle sale barocche abbandonate, non raccontare +le ciarle del convito di Natale.... + +* * * + +Alla mattina del Santo Stefano, il piovano di ****, che aveva da' suoi +antecessori ereditato l'obbligo di benedire a Natale _li defonti_ del +palazzo, perchè un marchese Asdrubale aveva lasciato, con decima di +miglio, di avena, di frumento, un beneficio alla confraternita della +Buona Morte,--alla mattina un poco tarda, il piovano, aprendo con una +chiave irrugginita la cappella sepolcrale, trovava sulla pietra un +uccelletto morto di freddo, lo spazzava via con una pappuccia, e, +guardando per un corritoio una fuga di saloni e di saloni, +incominciava a dire, stringendosi nelle spalle:--_Requiem æternam +dona eis, Domine...._ + + + + +NATALE. + +(FANTASIE) + + Whilst thou art fair and I am young. + BYRON. + + +Giù, giù, sui campi mestissimi della nostra pianura lombarda, +s'intorbida la pallida alba del Natale. + +Ecco i colti, qua aggelati nelle tinte verdi umidiccie del frumento in +germoglio, là a cinquanta passi addormiti nei lividi nebbionacci +del verno e dei concimi: i solchi colatoi bianchi di brina e giù +inzuppati da pozzatelle di pioggia: i gelsi coi tronchi neri e le +capitozze goccianti, in filatere allineate, come i morti a guardia di +un immenso camposanto obliato: i capannotti col tettuccio di sagginali +fradici, l'acciottolato fangoso e il sentieruolo senza più l'aia: i +pagliai col cappuccione ammuffito e sullo stocco la crocetta che si +scorteccia: le strade sepolte nel molliccio, colle rotaie allagate, e +i fossatelli pieni del mosaico giallastro delle foglie flagellatevi +dagli acquazzoni. + +Ecco là un paese su uno sfondo tutto cenerugiolo e senza misura: i +muricciuoli di una pallidezza sucida da cenci immollati: gli orti +bruni, senza più una siepicina, tutti a stecchi ed arruffaglie: le +finestre ingozzate di fogliaccie: le casette rattrappite l'una +sull'altra, come chi si stringa nelle spalle: i palazzotti, su alti, a +grandi fioriture nere, coi solai abbandonati: e le chiese, più alte +ancora, coll'aspetto più freddo del nudo mattone e i vani più +bui delle arcature dei tetti: e, più alti ancora, i campanili, nudi +e soli, che sguardano cogli occhioni abbacinati nelle nebbie.... + +E su tutto, sui campi infiniti e sui paeselli perduti, un umido +intenso, una tristezza plumbea, una distesa persa, che non chiamiamo +cielo, ma chiamiamo oblìo. + +E si intorbida sempre più la squallida alba del Natale. + +Là, in fondo in fondo si accende un lumicino, una lucciola oleosa, +un occhio giallo e sonnolento, e poi là, dall'alto dall'alto, si +ode uno scricchiolìo: lo strido di un ceppo scheggiato, un rantolo +pesante e brontolone. + +Il curato si veste: e il sacrestano incomincia a pigliare la fune +della campana.... + +* * * + +O colombi, che con volo obliquo e soavissimo calate innanzi alle +scalee delle misteriose ville rococò a bere dolcemente nei cavi +della vecchia arenaria le piogge del dicembre infecondo: o passeri, +che, stormeggiando bellicosi, vi affollate sui santi cornicioni delle +chiese smattonate a beccare protervamente le lolle sospintevi dai +venti: o rampichini muraiuoli, che col capo in giù vi aggrappate ai +sagginali che tappano le finestruzze, arruffando lo spavaldo +ciuffetto, per cacciarvi in una stalla piena di marmocchi, di +contadine e di fole: o reatini, reatini minimi, che nei rosai brinati +dei cimiteri sbattete l'ali rapidissime, quasi cercando i nonni ai +radiconi del campo e ai cataletti del beccamorto, i nonni aggelati +che, come voi sono i simboli del verno:--o miei amici, amici della mia +casta infanzia e della mia trepida giovinezza, gentili poeti dei voli +e dei susurri, poveri uccelli che avete sete, che avete fame, che +avete freddo, che avete le nebbie nell'animuccia, venite alla mia +finestra in quest'alba sì mesta, venite ai miei vasi di fiori, +venite alla mia stanzetta. + +Voi bevete le lagrime degli infelici? Voi beccate via le pule delle +nostre speranze inaridite? E vi tenete caldi sui nostri cuori e dentro +vi covate ancora le nuove illusioni della vita? E foracchiate ancora +nelle case di chi ha amato, cercando sempre le agugliate di refe della +massaia per i vostri nidi e le briciole dolci dei nostri bambini per i +vostri zuccotti senza piume? + +Povera finestra, sempre quella, da cui non entrano più le +tranquille visioni dell'alba, e le placidezze amorose dei plenilunii: +poveri fiori della mia vecchiaia, che vi siete disseccati sulle +radicine delle più soavi viole del pensiero: povera stanzetta della +mia morte, senza una culla, senza un ritratto di donna, senza un +ricordo della mia giovinezza! + +Venite voi, amici, che non ci abbandonate nei verni. + +* * * + +E vi dirò. + +Era bello il mio bambino roseo: era santa la mia Madonna bionda: il +presepio tranquillo, la mia casetta, la casetta del povero poeta. + +E lui aveva due occhioni a gemma, pieni dei riflessi del più +azzurro cielo; una boccuccia a pozzette che balbettava i nostri nomi +felici in terra; due mani a guancialini che rubavano già i +pesantissimi grappoli dorati della nostra vite sul portichetto. Lei in +quelle pupille specchiava le sue tanto dolci; a quelle labbra si +pendeva, succhiando colle sue, inebbrianti di baci; tra quelle dita +intrecciava le sue, così belle e così carezzose. La casetta, +quella dei babbi e dei bisnonni, piena di fiorelli campestri, di +specchi pallidi, di mezz'ombre pacifere. + +Sì, sì, era il mio bambino bello, anche quando su un occhio +aveva una gran toppa di carta turchina odorante di aceto; o quando +gustava la boccuccia impacciucchiata di vinaccioli e di mocci; o +quando colle manine, impudicissimo, si teneva un piedino grasso, come +un tomboletto, sgranandone le dita, come coccole di burro.... Era la +mia Madonna santa, lei che piangeva da medichessa, lei che smoccolava +quel nasino, lei che toglieva il pannicello per vederlo tutto nudo, il +suo ometto peccatore!... E sul mio presepio gli angioli del cielo non +scendevano coll'ali a porre la bindella spiegazzata col _pax hominibus +bonæ voluntatis;_ ma nemmanco i notai della terra erano venuti coi +parrucconi ad aprire i volumacci delle ipoteche: ed era piccino, ed +era disadorno, ed era soffogato dai ciliegi e dai mandorli; ma un +bisnonno l'aveva chiamato _Palazzetto del ritiro_, un nonno vi aveva +messo i mobili del Maggiolino, e il mio babbo aveva piantalo per me +quegli alberi che s'erano fatti grossi pel mio bimbo. + +Desideravamo l'autunno, la stagione più cara, più intima, più +dolce per la nostra lunga contemplazione amorosa. Era forse una +foglia, la prima che si staccava dal ramo, che ci diceva quanto noi +potevamo essere felici? Desideravamo i crepuscoli rosei, colla mitica +stella di Lucifero, colla sottile falce della luna, coi cirri +spolverizzati d'oro: e quando voi, o colombi, stendevate il volo su +quel terrazzo fiorito, là dove, infelicissima e peccatrice, +bisbigliava quella dama infeconda con quel cavaliere, più volte +babbo: e voi, passeri pendenti ad un ciuffo di parietaria, dal rosone +della facciata spiavate giù nella chiesa tutta calda di lumi i +poverelli, famelici fra le nidiate dei bimbi che cantavano le lodi +ambrosiane del Signore: e a voi, rampichini muraiuoli, intricati nei +garofani delle finestrette, giungeva il guaiolare degli orfanelli +dell'Ospedale: e a voi, reatini, salticchianti sulle rose innanzi le +croci cadute, taceva sempre impassibile il silenzio di chi nella fossa +dei vermi aveva sognato il bel paradiso d'oro:--noi, piegati su una +culla candidissima, rattenendo il respiro, come l'unica necessità +che accusasse la nostra vita del corpo, noi ci sentivamo +purissimamente degni di compiacerci per gli occhi giù fino in fondo +dell'anima, ove stava il segreto religioso della nostra giovinezza: +noi, affaccendati innanzi ad una seggiolina, versando il latte +butirroso in una scodella, ci dicevamo tanto ricchi e pasciuti che +avremmo dato tutti i nostri pani a tutti i poverelli e le briciole del +nostro bambino a tutti gli uccellini: noi, inginocchiati nel +portichetto dei nonni, udendo le leziose impazienze di quella +boccuccia che, tartagliando i nostri nomi, pareva comandasse al +destino di non dividerli mai, su tutta la terra, credevamo ad un Dio +che apparisse nei sogni agli innocenti e nei sorrisi agli amorosi: +noi, semi-addormentati allo spegnersi dell'ultime luci del giorno, +compiangendo tutti i libri luciferini che indagavano il nulla eterno, +l'avevamo dinnanzi la nostra vita, tanto sicura e tanto in pace! + +E l'avremmo vissuta tutta! Desideravamo che l'autunno si avanzasse a +morire nel verno, la stagione carissima, intimissima, dolcissima per la +nostra eterna contemplazione amorosa.... Eterna?... Erano forse le +foglie, le ultime foglie che coprivano la terra, che ci dicevano come noi +dovevamo essere felici?... Desideravamo le serate lunghe....--Com'è di +fuori?--Dai vetri sudati non spiavamo nè tenebrore, nè stelle, nè luna, +nè pigre nuvolaglie. Oh volevamo la nostra stanzetta, piccina, come la +nostra ambizione, calda come un nido, illuminata come un santuario! +Volevamo essere noi, noi soli, coi nostri ricordi, colle nostre ciarle, +col _suo_ balbettìo, col _suo_ respiro, co' _suoi_ starnuti, col nostro +bimbo che ci aveva dato tutta la pace! Ci amavamo! Ci amavamo, perchè +nessuno era venuto a soffiarci il gelo dei sapienti nell'anima! Ci +facevamo indietro indietro nella memoria a trovare le prime paure e i +primi rossori, i mutui sguardi e le feconde religioni dell'amore +ricambiato! Misuravamo giubboncini e camiciuole! O bimbo, quando credevi +di fare il tuo discorsone, pensavi alla mamma? quando tu dormi, ti sogni +di lei? quando starnuti, non ci dici _grazie?_ O piccino! O piccino! +Eravamo tanto egoisti che sobbalzavamo di scatto, scacciando l'idea e la +domanda:--Dove saranno i colombi? e i passeri? e i poveri rampichini? e i +poverissimi reatini?--Eravamo di dentro, con un lettuccio tutto morbido +di coltroncini, colle cucchiaiate fumanti di pappa, con un cosetto +d'avorio pacciucchiato, e, Dio mio! con un libro gualcito al capitolo più +serio e più sociale....--E i villeggianti pieni di galanterie? E i +contadini che hanno fame? E gli orfanelli dell'Ospedale? E i morti?--Oh +eravamo di dentro, colle fila d'oro dei destini in mano, colla gioia di +tre vite tutte felici, colle speranze di tre cuori tutti innamorati!... E +si fantasticava, si fantasticava.... Era un mondo senza oro e senza +pensieri.... + +Sì, sì, che affrettavamo i minuti e i desideri! + +Il nostro bambino sarebbe cresciuto giorno per giorno.... O mia cara, +i suoi piedini battono già risoluti sulle tue ginocchia: ed ecco le +gambette le affagottiamo in due gran calze rosse, e le calcagna le +affondiamo in due scarpine piatte: e, ondeggiando, come un nonnuccio +senza bastoncello, e brancolando, e due, tre volte acculattando d'un +botto (ti sei fatto male?) ecco, eccolo.... ahi!... Piccino, tu corri +troppo! Eccolo da una canestra piena di guancialetti da popattola e di +cuffiette a mezzi gusci d'ova, eccolo a uno scrittoio ingombro di +carte, senza una sola poesia stampata: da te a me..... + +Il nostro bambino sarebbe cresciuto giorno per giorno.... Diventiamo +vecchi anche noi? Oh i bei vecchietti!... Mia cara, ecco finalmente +s'imbianca un'alba di dicembre. Pel buio della pianura suonano le +campane gioconde: dicono che in cielo cantino gli angioli, mandando +giù le parole latine a tutti i presepi delle monache e dei +marmocchi: per le viuzze del paese alla chiesa s'avviano i contadini +puzzanti di frustagno: di là, di là, di là, dalle contrade +polverose della storia sacra si mettono in carovana i Re Magi coi +carrioni d'oro e colle barbe d'argento.... + +È Natale!... Mia carissima, ecco che il grand'omino, cogli occhi +ingarbugliati dal sonno, sarebbe sdrucciolato dal lettuccio, le calze +grinzose, le gambe pienotte, la camiciuola discinta su una spalla +grassoccia, una scarpetta scalcagnata nelle mani.... Una scarpetta pei +doni del bambino!... Ed ecco che s'avvia coll'ondeggiare di un +proposto in piviale, scantona un tavolo, barcolla contro una seggiola, +si rifà, cammina, cammina, e si perde nel vano di una porta: e +là si ascolta un sospirone dal naso tappato per il raffreddore e +dall'anima rigonfia di promesse.... Quanto oro avresti dato per quel +tomaio sì rifrusto che doveva chiudere per lui tutti i doni della +terra? Dentro una dozzina di confetti, e torno torno una carrozzuccia +di latta che odora di vernice e un ginnastico tirolese dinoccolato +nelle sue membra di abete bianco e un agnello lanoso col suo mantice +che soffia il lamento arcadico e felice! + +È Natale! è Natale!... O Madonna, o mia Madonna bionda e della +terra, non mi svegliare dal casto sogno, per amore della tua mamma! O +bambino roseo, bambino della mia Madonna bionda e della terra, bambino +del mio presepio, bambino della casetta del povero poeta, vieni e +dammi questo bacio lungo, questo bacio santo, questo bacio di Natale! + +* * * + +Giù, giù, sui campi mestissimi della nostra pianura lombarda si +fa crassa di un nebbione rossigno la mattina del Natale. + +Dormono i campi: si sgranchisce il paesello. Ecco qua un grigio +pesante e un silenzio di morte: là un lume piccino e uno strido di +ceppo scheggiato.... + +Il curato, si è vestito e il sacristano tira la fune della +campana.... + +Il primo squillo profondo di un saluto benedetto. + + . . . . . . . . . . . . . . . . . . + + . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +_(Qui la carta del manoscritto è bruciata)._(12) + + + + +LA STELLA DEI RE MAGI. + + Oh blest be thine unbroken light! + BYRON. + + +Luccicava una stella, alta, fulgida, azzurrina. E pareva, come +inestinguibile ricordo, mi ammiccasse lontano lontano sulla casa di +una fanciulla ch'io avevo amato indarno. + +E pensavo..... + +Infine mi staccai da quella finestra, ripulii quel vetro, e mi posi a +meditare seriamente sul mio avvenire di antiquario patentato. + +Avevo dalla parte sinistra del petto una lettera gratulatoria del mio +primo maestro di latino e una credenziale amplissima del mio solito +padre confessore: cose che mi facevano sognare quanto prima un busto +di sasso freddo, cogli occhi senza pupille, col manto sulle spalle, +colla civetta al basamento, sotto il portico classico per lo meno di +una Accademia di provincia. Avevo torno torno a tutte le pareti, in +tanti colombarii, una eccelsa necropoli di libri teologici: spirituale +conforto per cui m'ero chiuso lì, in campagna, a prepararmi pel +regno dei cieli almanco un volumaccio ed una penna di dottore, +giacchè fino alla graticola di san Lorenzo o al sasso di santo +Stefano non avevo coraggio di arrivare colla virtù del desiderio. + +E dovevo sgobbare.... + +--_Primus dicitur fuisse Melchior, qui, senex et canus, barba prolixa +et capillis, aurum obtulit regi Domino. Secundus, nomine Gaspar, +juvenis imberbis, rubicundus, thure, quasi Deo oblatione digna, Deum +honoravit. Tertius fuscus, integre barbatus, Balthasar nomine, per +myrram filium hominis moriturum professus_....(13)--Così avevo +trovato, giust'in punto a mezzanotte, sfogliando, innanzi a tutti i +messali, il Beda. Il Beda! Sapete voi che peso ha il Beda?.... E vi +dico la verità che, avendo dovuto pigliarlo da uno scaffalone alto, +per la paura che mi scappasse furiosamente dalle mani fracassando i +vetri a me e rompendo il sonno del fattore giù al mio pianterreno, +e per quel tanto di moto sui venti piuoli della scaletta traballante, +vi dico che mi ero sgranchito un po' o un pochino mi era parso d'aver +cacciata la pigrizia di Morfeo. + +Gli altri libri erano lì, più comodi alla mano, all'occhio. +Nientemeno che il French.... Peuh! anche a lume di candela, quando lo +si sa, si legge correntemente l'inglese: il French.... _Stair of the +Mages_(14). E il Trübel, _De Magis advenientibus, De Stella, De +Critica sacra_(15)... Che polvere fra quei vecchi amici dello zio +canonico!.... E c'era lo Stolberg, _Dissertatio de Magis_(16): il +Rhoden... Che polvere maligna! la si caccia intorno alle pupille e mi +fa sentire come delle briciole pungenti!... Lo Stolberg, l'ho già +veduto, mi pare: il Rhoden, _De primis Salvatoris venerat_...(17) +Scusate se m'interrompo con uno sbadiglio... _veneratoribus_, +debb'essere: ablativo plurale della III... E c'erano lo Spanheim, _Dub. +evang._(18): si capisce benissimo, senz'aprirlo, dal solo cartellino +del dorso... E perchè sempre le abbreviazioni? Le _Thes. Theol. +Phil._?...(19) Quando si ha sonno! + +E c'erano, c'erano... Ma il Beda mi aveva soddisfatto. Che più? +Avevo concesso sfogo ad uno, a due, a tre, a quattro sbadigli, avevo +alzato una spalla più dell'altra per sentire accidiosamente il +collo sepolto nel bavero, m'ero avvicinato al tavolino, allontanando +con prudenza un mozzicone acuto di penna d'oca; e, trascinandomi +dietro un seggiolotto, non avevo più sentito la mia zucca che si +perdeva nel sonno.... + +O santi Magi adorati nella mia infanzia! Per la sera dell'Epifania io +vi sognavo, esploratori affaticatissimi, che passavate colle barozze +dei regali, coi mille moretti, coi settemila cavalli,(20) passavate +innanzi al fesso di tutte le imposte da cui vi spiavano i bimbi +devoti! Avevate le barbaccie bianche, i pallii di porpora e +d'armellino, e l'incesso profetico dei re. V'era apparso su tra i rami +delle immense palme il lumicino fumicoso della cometa che guida a +Betlemme? Udivate sotto le gronde col miagolìo dei mici anche i +nostri sospiri religiosi? + +O pallidi miti evocati nelle fredde ore dello studio! Per l'alba dei +morti io vi ho sognato, placidi dormenti, forse ridotti ad una sola +mascella sdentata, a quattro sfilaccie d'oro di tutta la veste +episcopale d'onde vi ammantava il Barbarossa,(21) a un solo mucchietto +di polvere immota! Come vi riposavate sotto i fanatici fiori di marmo +e le pitture oltremarine(22) della gotica cattedrale di Colonia? E +sotto la monastica nudità del macigno e del mattone lombardo(23) +del nostro Santo Eustorgio? E tra i musaici d'oro delle cupole +bizantine(24) di santa Sofia Costantinopolitana? + +E proprio mi pare.... Mi pare, in questo crepuscolo della fantasia che +si fonde colle memorie del cuore, in questa tranquilla ora di sonno +per i mortali e per gli immortali, in questo soave oblio dei dolori e +delle religioni, mi pare di vedervi ancora... Non vi chiamo santi Magi +adorati, non vi chiamo pallidi miti dissepolti, ma vi sento placidi +custodi della notte e del silenzio e della pace! Siete sorti dalle +iridi di quella lagrima che mi trovavo sul ciglio, contemplando una +stella? O dalle pagine gialle e allumacate di un vecchio morto che +credeva ai morti? Dite perchè l'astro è su nel cielo? Perchè +il verme roderà il nostro cuore? Perchè si piange? Perchè si +ghigna? + +Non rispondete nulla e tacete e camminate; così, sempre così, o +viatori di una notte, che non voleste mai lo scampanio dei cuochi +sacrestani; che non vi arrestate sulle porte alle chiese barocche +delle sette indulgenze: che non avete mai nessun dono eterno per i +cori reboanti di voci fratesche e nessuna visione per i silenti +corritoi delle monache assopite! + +Non rispondete nulla e tacete e camminate: così, sempre così, o +viatori di una notte, che passate avanti ai cimiteri, piangendo sui +cumuli piccini ove sono le crocette bianche; che entrate giocondamente +furtivi nelle casuccie innanzi a cui avete veduto le orme degli +zoccolini stampate nella neve, mentre tutto è pace nella campagna; +che vi affacciate timidi ai fessi dei balconi, dove vedete spuntare +una scarpetta, mentre tanto è il peccato nella città! + +O vecchi, vecchioni di mille ottocento ottantadue anni! O amici, +amicissimi di tutti i bimbi morti nati, e nascituri! Se vi vedo +proprio! se vi voglio vedere! + +E camminate, e camminate.... Eccovi! eccovi!... Come siete belli! Come +siete grandi! come siete dolci! Gathaspar! Melchior! Bitisarch!(25) O +se volete meglio, Magalath! Pangalath! Saracen!(26) O se volete meglio +ancora, Appellius! Amerius! Damascus!(27) + +Voi! voi! voi! Chi dice che siete venuti per visitare le vostre tombe +favoleggiate? + +La stella vi accenna la culla di Betlemme! + +Un'arca acuta(28) giace sontuoso guadagno di uno scaccino e gloria +scetticamente ufficiale di una città ghiacciata; un cenotafio +romano(29) è chiuso col vuoto eterno al tardo garrito degli +antiquari canonici derubati delle vostre ossa, e non del beneficio: e +l'altra tomba.... Dove tripudia di lascivia il Mussulmano vi fu la +vostra tomba? Chi ricorda la vecchia regina Elena?(30) + +E la culla invece l'abbiamo in tutte le nostre case, dove un grembo di +donna accoglie un bambino o il desiderio di un bambino. + +Betlemme ha irradiato il mondo! + +Voi! voi! voi! Chi dice che siete venuti per la vostra gloria da +calendario? La stella vi accenna le nostre gioie! + +Voi, ignorantissimi figli dell'Asia, che ascoltavate solo i fatidici +echi di Zoroastro(31) e leggevate solo nel cielo veggente dei deserti, +voi irridete le laudi gotiche del canto e del marmo alemanno! Voi, +alte ed ispirate vedette, sul monte della Vittoria a spiare la luce +immortale della stella Nazzarena(32) non vi ingloriate dei grossi ceri +che vi smoccolano putolentemente i merciai delle confraternite +spagnolesche! Voi, nomi patriarcali delle tre stirpi di Noè(33), +che rendeste a Dio i doni che Abramo diede ai figli di Keturah e che +la regina Saba diede a Salomone(34) non vi fate superbi, udendo +tronfiamente proclamare che alla santa _Sofia_ dell'Islamita(35) rimane +ancora il nome e la gloria della vostra _Sapienza_! + +Voi siete venuti per il nostro amore! Vi chiamano i bimbi, vi chiamano +le mamme, vi chiamano i vecchi; e quei vagiti e quei sorrisi e quelle +preghiere sono i nostri affetti. Chi nasce, chi confida, e chi è +vicino a morire! + +Betlemme ha irradiato il mondo! + +Oh venite! venite! venite anche da me! + +. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . + +Chi nasce! Sapete com'è bello chi è innocente? Chi ci può far +credere a Dio? Chi è la religione purissima dell'anima nostra? Oh +come chi nasce ha bisogno d'amore! + +Chi confida! Vedete come è santa chi ha nel cuore l'amore! Come ci +bacia per farci coraggio! Come sola ci ha data la pace! Oh quanto chi +confida ha bisogno di speranza! + +Chi muore!... Ah sento d'aver avuto l'amore e la speranza!... +Perchè mi è dolce l'ultima luce del crepuscolo?... Perchè +è tanto soave l'addio di chi ci ha accompagnato fino ai primi +tenebrori?... Come sei cara, tu! Tu, e tu, e tu, figlia, bambino, +bambini! Come siete cari, voi che, insieme aggruppati al mio +seggiolone, mi dite sorridendo:--Noi continueremo a vivere, ad amarci, +e a ricordarti!--Oh quanto chi muore ha bisogno di fede! + +Svegliandomi di botto, ho trovato il Beda capitombolato a' miei piedi, +e il fattore che ascendeva le scale, domandando: + +--Che c'è? + +Il Beda giaceva colle pagine sfogliate e aperte contro il suolo, come +un uccellaccio della notte caduto sopra una tomba: e il fattore mi +diceva: + +--Suo zio canonico di quest'ore non li toccava mai certi libroni. + +--Ed è morto solo. + +--Solissimo. + +Cogli occhi sonnacchiosi io guardavo la stella sempre alta, fulgida, +azzurrina: e la biblioteca mi pareva più triste, più fredda, +più antica. + +Oh i Magi non si fermeranno mai a un davanzale tanto deserto! + + + + +QUARESIMA. + + _Devoted in the stormiest hour._ + BYRON. + + +O da una bruna siepe d'ortaglia verso il bastione rompesse fuori un +canto sonoro di gallo: o da due finestre umidiccie in tutta la +facciata sonnolenta di un collegio di suore venisse trasodando un +barlume di luce giallosa su un corso solitario; o sotto i pilastri di +un _foppone_ suburbano si raccosciasse pigramente la solita povereila +del mattino, il fazzoletto a gronda sugli occhi, la polenta e il +rosario nelle mani, a guardare la folla bianco-nera delle +croci:--v'è chi di voi ha udito la prima voce della Quaresima? Chi +ne ha indovinato gli sguardi? Chi se l'è veduta innanzi nella sua +lercia e sconsolata figura? + +* * * + +All'alba le vie popolari della città sembravano sfondare giù +giù in un sonno cenerugiolo: chiuse le botteghe, chiuse le porte, +chiuse le finestre: le gronde, le altane, i comignoli perduti in una +nebbia torpidiccia; il selciato sudicissimo: i lampioni dormigliosi: +il cielo d'un colore di gesso annacquato. E va, e va, e va, non c'era +in volta anima nata. In qualche luogo, in certi bugigattoli alti, +sotto i poggiuoli o le scale, si gonfiava a un venticello di scirocco +qualche lurido saccone di _Pierrot_ o dondolava qualche giubba verde di +Beltrame: e su certe portine affumicate girava una cassetta colle +quattro faccie di carta inoliata, e, spento quel po' di moccoluccio, +non vi si leggevano più gli sconci caratteri del cuciniere: davanti +a qualche topaia di cantina fuggiva qualche gattone foderato di +velluto e di mistero. + +Nelle vie larghe e aristocratiche le facciate di granito impallidivano +a un certo albore che si spiegava giù dai fastigii delle chiese: +tutto chiuso: su dai tetti allineati torreggiava qualche campanile: il +selciato aridissimo: rade le fiammelle del gas: il cielo con una luce +d'acquario marino. Non una persona viva. I portoni colle maschere +delle lionesse, le finestre coi cappelli del Vignola, qualche +balconata colle vesti doriche delle cariatidi, accennavano +nell'immobilità del sonno e della pietra che anche lì era finito +un grande carnevale, quello dei classici: nessuna cassetta spenta che +dicesse che li s'erano mangiati i tortelli, ma certe piastre lucide di +bronzo a segnare dove si cucinavano bancariamente i milioni: gli +stessi gatti che fuggivano coi topi o che cercavano gli amori. + +Erano terminati i veglioni: i vetturali avevano frustato i ronzini: +gli ubbriachi si sorreggevano l'un l'altro per cadere insieme: le +mascherine si erano dileguate.... + +* * * + +O mia lettrice, oggi io vi brontolo nel quarto d'oretta della vostra +insidiosissima e stanchissima noia, quando voi, sotto le coltri e il +baldacchino e magari la protezione di una Madonna su fondo d'oro, vi +provate ad aprire gli occhi per rivedere lì intorno, nella camera +da letto, nel disordine d'una battaglia stizzosa, e sul tappeto e +sulle seggiole e sui tavoli, la vostra gonna affiorata, una nuvola +antica di luci temporalesche, e il vostro busto a cordelle, tutto a +schiume di trine, e un vostro guanto a bracciale, ancora colla +pienezza rotonda delle vostre polpe, e le calze rosate in avvolgimenti +serpentini, e le scarpette Montespan coi tacconi fiaccati dalla danza +perversa.... Vi ricordate tutto? Vi ricordate il dono che avete fatto +a un povero poeta? Vi ricordate come la vostra mano, sguantata, fosse +più flessuosa e confidente e olezzante di muschio? + +Siete tornata a casa stamattina alle sette, in una carrozza coi vetri +appannati, con una pelliccia di tigre, sui coltroncini imbottiti, con +una amica che ciarlava e col marito che taceva: avete fatto una +dormitona fino a mezzogiorno, sognando baffi neri e baffi biondi: +avete sonnecchiato sino alle due, decisa pei baffi neri: e sino alle +quattro, convinta invece pei biondi: e covate sotto, obliqua, come una +liopardessa, aspettando caldamente che i botoletti di scuderia abbaino +dietro agli staffieri che faranno dondolare sulle dodici molle, +trascinandolo fuori dalla rimessa, il gran cocchione pel corso di +gala. + +* * * + +Gli ubbriachi erano stramazzati per la ventesima volta: e le +mascherine si erano messe strillare, dileguandosi agli angoli delle +vie. + +Quaresima! quaresima!--sembrava intonasse il primo campanone del Duomo +al di sopra del colpevole silenzio dell'alba; e la sua voce pareva il +rimbrotto cadenzato di un nonno certosino che sta allineando una +processione che si sbranca e non vuol andare verso le tombe: e le +campanelle pettegole di cento campanili sopra i solai deserti si +sbatacchiavano ossesse colle ciarle dottoresche delle matrine +incuffiate che tormentano i bimbi per l'esame di coscienza. + +O santo, o santone, che ci hai a dire col tuo fatidico tuono di +bronzo? O prioresse tabaccose, perchè volete guaiolare colle voci +dei gesuiti? + +I vecchi canonici, piccini piccini sotto l'immenso Duomo, s'avviavano +al pieno buio del coro. Le beghinelle, ipocrite per aver la sola +età della Madonna o quella di sant'Anna, dondolanti negli androni +delle sacristie, lumacavano verso il focherello del braciere. + +Quaresima! Quaresima!--continuava il nostro campanone, e quasi pareva +che la sua voce, come un enorme calabronaccio, ronzasse in ogni casa, +sotto ogni letto di dormiente, nella camera ove un dì era morto +qualcuno.--Quaranta giorni per noi: per noi!--ciancicavano le altre +pinzochere, e sembrava accorressero, acciabattando, dalle guantaie a +strappare le mezze mascherette nere, e nelle sarte a nascondere i +ritagli di trine, e ai capezzali dei felici, fugando le visioni e i +profumi.... + +Oh i buoni canonici, nonni senza figli, sugli stalli pontificali, +colle armelline del re, si addormentavano, sognando, su le vetriere +dei finestroni, le belle scale di Giacobbe che conducono al Dio del +perdono. Le arpie senz'amore, zie pel testamento, sulle seggiole +impagliate, colle caste mantiglie, si facevano arcigne, immaginando +fremebonde, giù per le lastre dei sepolcri, gli orrendi castighi +che ci precipitano all'inferno. + +* * * + +--Perchè sei tanto triste?--sembrava dirmi la prima occhiata di +luce che, strisciando fra gli alberi secchi di un giardino, veniva a +sbirciare nei vetri del mio studiolo.... Ed io spensi il lume. + +Tornando da un veglione, avevo accompagnato a casa una frotta di amici +strillanti. + +E, solissimo, m'ero dilungato fino ad una siepe d'ortaglia verso un +bastione, e poi ad un corso remoto, e poi ai due pilastri di un +ossario suburbano. + +M'ero chiuso nel mio studiolo: avevo nel fosco del crepuscolo acceso +il lume, e cercavo la mia chiave per deporre in un cofanetto antico un +lungo guanto a bracciale che odorava di serpente. + +Spensi il lume, e, arrovesciatomi sul letto, volli dormire. + +Mi volgevo a destra, mi volgevo a sinistra, mi soffocavo contro i +guanciali.... + +Veniva sempre a ferirmi l'orecchio un canto acuto, sonoro, biblico, il +canto di un gallo. E dal fondo delle mie memorie, di là dalle mie +campagne innocenti, dai primi anni delle mie malattie religiose, +ascoltavo come una voce che diceva;--Sei tu? Ricordi le caste mattine +primaverili, e l'ultima stella della notte, e il tuo primo pensiero? e +la tua prima preghiera? + +E mi giungeva all'occhio un chiarore lontano lontano, quasi mistico, +in cui si movevano cento figure bianche di ragazze e di monache, e +stava fisso un crocione con un'àncora, e genuflessa, come in +purissimo tormento, una fanciulla che guardava e che vedeva Iddio. + +E mi pareva d'essere in un vasto campo seminato di croci e di fiori, +ed io non cercavo nessuna croce e non avevo nessun fiore. Una vecchia, +una vecchia mendicante, mi diceva:--Pregate pei morti.--Oh morto mi +sentivo io! perchè nell'anima avevo il gran gelo dell'oblìo! E, +volgendomi alla terra, supplicavo:--Ditemi voi! Voi siete ben più +felici di noi, quando siete ricordati! + +E allora mi alzavo dalle coltri, e rompevo la serratura di quel +cofanetto antico, per gettarmi sulle mie memorie, per sapere proprio +che un dì avevo pianto anch'io, e avevo sperato e avevo creduto! + +Il tarlo su quei foglietti ingialliti aveva già fatto cadere dei +monticelli di polvere di legno.... + +* * * + +O gentile lettrice, ecco che la vostra cameriera entra nella stanza da +letto, e, raccogliendo in una cesta imbottita la vostra gonna, il +vostro busto, e le calze e le scarpine, vi domanda:--O-dov'è +l'altro suo guanto a bracciale? + +--Era tanto sucido che devo averlo buttato per via +stamattina,--così rispondete. + +Quando la vostra carrozza dava un subito balzo, perchè un ubbriaco +attraversava la strada? + +Gli amici mi dicono che non ho toccato vino. + +È una grande ubbriachezza il dolore! + + 26 febbraio 1882. + + +FINE. + + + + +INDICE + + + AMBROGIO BAZZERO Pag, I + + ANIMA: + + Parte I 3 + « II 53 + « III 93 + « IV 119 + + SCHIZZI DAL MARE, ACQUERELLI: + + Carta sciupata 143 + Omnibus 149 + Lo stabilimento dei bagni 153 + L'onda 156 + Pace 159 + Marinai 160 + Marinare 163 + Idillio 165 + Requiem 166 + Idillio 167 + Fanciulle cantanti 173 + Idillio ivi + Fanciulle mestissime 175 + Mattina 176 + Mezzogiorno 177 + Sera 184 + Notte 186 + Virgo Potens 187 + Deserto 194 + Lontano lontano 196 + Fiaba 198 + Vera pace 199 + La donna? ivi + I morti? 200 + Platonismo? 202 + Suicidio? 206 + Poesia 212 + Genova 217 + Fiorellini 230 + Notte stellata 231 + Stelle cadenti ivi + Al tramonto 232 + Barcanera ivi + L'ancora 233 + O caro bimbo 234 + Convogli 235 + L'osteria 237 + I montanari 238 + Infelicissimo 239 + Buona vendemmia! Buon riposo! 240 + + LAGRIME E SORRISI 241 + + CORRISPONDENZE: + + Dall'Oropa: (lettere all'amica) I 267 + Dall'Oropa: (lettere all'amica) II 272 + Dall'Oropa: (lettere all'amica) III 279 + Dall'Oropa: (lettere all'amica) IV 287 + Dall'Oropa (lettere alla _Vita Nuova_) I 294 + Dall'Oropa (lettere alla _Vita Nuova_) II 317 + Sui monti: I 331 + Sui monti: II 336 + Da Recoaro I 340 + Da Recoaro II 345 + Da Schio 351 + Sant'Anna 358 + Il convento di Pontida 363 + Fontanella 369 + Monti e lago 374 + Chiaravalle I 383 + Chiaravalle II 388 + + MALINCONIE DI UN ANTIQUARIO: + + Natale in famiglia 395 + Natale 405 + La stella dei Re Magi 415 + Quaresima 424 + + + + +NOTE: + +(1) _Angelica Montanini_, dramma in quattro atti di Ambrogio Bazzero, + Milano, 1875, presso l'editore C. Barbini. N. 172 della _Galleria + teatrale_. + +(2) _Tintoretto_, scene veneziane in un prologo e due parti. Milano 1875 + presso l'editore C. Barbini. N. 184 della _Galleria teatrale_. + +(3) Il fidanzato di Maria. + +(4) _Ugo_, scene del secolo X, Milano, tipografia di Lodovico Bortolotti + e C., 1876. + +(5) Lidia aveva scritto che un'antica promessa la legava a un altro + uomo. _(N. del R.)_ + +(6) Parole d'una lettera di Lidia. _(N. del R.)_ + +(7) Parole di Lidia sopra un biglietto d'augurio. _(N. del R.)_ + +(8) Parole d'una lettera di Lidia. _(N. d. R.)_ + +(9) Il _Tintoretto_, scene veneziane in un prologo e due parti di A. + Bazzero, Milano, presso l'editore C. Barbini, 1875, N. 184 della + Galleria Teatrale. _(N. d. R.)_ + +(10) Parole di una lettera di Lidia. _(N. d. R.)_ + +(11) Intanto Lei, signor professore dagli occhiali d'oro, vegga il + mucchio dei volumi chi mi sono rubacchiato, per la storia di + Genova: Caffaro, Giacomo di Varagine, Giorgio e Giovanni Stella, + Gotifredo d'Albaro, Bartolomeo Senarega, Agostino Giustiniano, + Oberto Foglietta, Jacopo Bonfadio, Paolo Interiano, Pietro + Bizzarro, Filippo Caconi, l'Accinelli.... + +(12) Intendiamoci. Tra le cose vecchie che per la mia professione di + antiquario ho acquistato dagli eredi del parroco di Beverate, + provincia di Milano, pieve di Seveso, in un armadio di noce con + catenazzo ho trovato n.° 37 filze di confessi per stole nere e + bianche, e tra esse un breviario con questo foglio manoscritto, + di suo pugno, che lui conservava. Mi dicono che quelle parole + inglesi vogliono significare che so io.... una verità, come a + dire del Vangelo. Il compianto curato si rese defunto proprio + pochi giorni innanzi al Natale dell'anno corrente: mangiava poco: + era fiacco e, per dire una sua debolezza, constatata eziandio dal + medico condotto in luogo, qualche volta piangeva vedendo i + colombi, i passeri, i rampichini, i reatini, ecc., ecc. Aveva 75 + anni. + +(13) Beda, _De Collect_. nello Smith, _Diction. of the Bible_. + +(14) Edw. Hayes Plumptre nello Smith, ivi. + +(15) Ivi. + +(16) Ivi. + +(17) Ivi. + +(18) Ivi. + +(19) Edw. Hayes Plumptre nello Smith, ivi. + +(20) Barhæbreus in Hyde, nello Smith, _Diction_. g.c. + +(21) Moroni, _Dizion_. + +(22) Pfeilschmidt e Zwirner, _Domhaus von Köln_. + +(23) Rota, _Sepol. dei Magi_. + +(24) Hammer. _Constant_. + +(25) Moroni, _Dizion_. g.c. + +(26) Spanhein in _Dub, Evang._, nello Smith, _Diction_. g.c. + +(27) Spanhein in Dub, Evang., nello Smith, Diction. g.c. + +(28) Crombach, _Hist. Sanct. Magor._ + +(29) Rota, _Sepol. dei Magi_, g.c. + +(30) Moroni, _Dizion_ g.c. Hartmann, _Dissert. hist._ + +(31) Vos autem, o filii mei, ante omnes gentes ortum ejus percepturi + estis.--Abulpharagius, _Dynast. Lib._ nello Smith, _Diction_. g.c. + +(32) Smith, _Diction_. g.c. + +(33) Beda, nello Smith, _Diction_, g.c. + +(34) Smith, _Diction_. g.c. + +(35) Moroni. _Dizion_. g.c. + + + + +NOTA DEL TRASCRITTORE: =....= rappresenta caratteri greci; [ancora] +rappresenta un simbolo rappresentante un'ancora + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Storia di un'anima, by Ambrogio Bazzero + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK STORIA DI UN'ANIMA *** + +***** This file should be named 19048-8.txt or 19048-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/1/9/0/4/19048/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Sormani - Milano) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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It exists +because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from +people in all walks of life. + +Volunteers and financial support to provide volunteers with the +assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's +goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will +remain freely available for generations to come. In 2001, the Project +Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure +and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations. +To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation +and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4 +and the Foundation web page at http://www.pglaf.org. + + +Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/19048-8.zip b/19048-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..2c7024f --- /dev/null +++ b/19048-8.zip diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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