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+The Project Gutenberg EBook of Storia di un'anima, by Ambrogio Bazzero
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Storia di un'anima
+
+Author: Ambrogio Bazzero
+
+Release Date: August 15, 2006 [EBook #19048]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK STORIA DI UN'ANIMA ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by Biblioteca Sormani - Milano)
+
+
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+
+
+AMBROGIO BAZZERO
+
+STORIA DI UN'ANIMA
+
+ANIMA.
+
+SCHIZZI DAL MARE, ACQUERELLI.
+
+LACRIME E SORRISE--CORRISPONDENZE.
+
+MALINCONIE DI UN ANTIQUARIO.
+
+MILANO
+
+FRATELLI TREVES EDITORI
+
+1885.
+
+AMBROGIO BAZZERO
+
+Erano i tempi della nostra _Vita Nuova_.
+
+Con questo titolo uscì nel 1876 a Milano un giornale letterario
+sostenuto in parte dai raminghi scrittori dell'antica _Palestra
+letteraria_ e da altri nuovi venuti. Furono e l'uno e l'altro due
+bagliori, più che due fuochi, ma a quella vampa molti giovani si
+conobbero a tempo, molte volontà si sgranchirono, molti ingegni si
+accesero. Poi venne la vita vera per alcuni, l'oblìo per altri, la
+morte per i migliori.
+
+Fu in quell'anno ch'io conobbi Ambrogio Bazzero, il primo dei nostri
+morti,
+
+Non molto alto di persona, di capelli rari per grave malattia sofferta
+qualche anno prima; con bei baffi rossicci, di fattezze regolari,
+parlava con una voce chiara, ora argutamente, ora in tono di profonda
+tristezza. Mobile, nervoso, fuggevole, caro, fu il più attivo, il
+più ordinato, il più candido di quella babilonia che si diceva
+per burla Amministrazione della _Vita Nuova_.
+
+Il Bazzero era nato il 15 ottobre 1851 a Milano, da una ricca
+famiglia. L'essere ricco non nocque a lui, come nuoce a molti che la
+troppa fortuna confonde e stanca, perchè il denaro non gl'impedì
+mai di studiare e di fare del gran bene alla povera gente.
+
+Fin da fanciullo, dice un santo libricciuolo che mi fu dato di
+consultare, Ambrogio mostrò animo così pietoso, che non osava
+far male a una formica. D'inverno spargeva miglio e briciole di pane
+sul davanzale della finestra e godeva a vedere gli uccelli che
+venivano confidenti a mangiare. Era così semplice ne' suoi gusti
+che un fiore, un frutto, un bambino, un cagnolino rapivano subito la
+sua attenzione e bastavano a consolarlo e a rallegrarlo.
+
+Questa semplicità di gusto egli conservò sempre, e passeggiando
+con lui, era curioso il vedere come egli sapesse rilevare il bello e
+il grottesco nelle cose più comuni, nel saltellare elastico d'un
+passerotto sull'erba, o nel subito atteggiarsi d'un gatto, o nei
+ghirigori d'un'inferriata, o nella frase volante d'un vetturale, o in
+un proverbio di contadini, dei quali sapeva ingegnosamente imitare la
+cadenza e i fiori del linguaggio.
+
+Dopo il Liceo, in cui fu suo caro maestro Leopoldo Marenco, studiò
+legge privatamente, cosa di cui si lamentava sempre per non aver
+potuto apprendere nel libero consorzio universitario la scienza della
+vita e una maggiore sicurezza di sè stesso. E veramente in lui a
+trent'anni tremava ancora il fanciullo.
+
+Il pensiero era libero e audace, ma la volontà paurosa. Di questo
+squilibrio di forze, fra l'occhio che vede e la mano che non osa, egli
+si querelava spesso con me durante il nostro viaggio di piacere a
+Firenze e a Venezia, e spesso ne piange anche in questo libro, che
+è la storia dell'anima sua. Più che i codici amava le sue armi
+antiche di cui aveva in casa una ricca collezione, i suoi elmi, le sue
+spade rugginose, le celate, gli stocchi, gli archibugi a ruota. Nè
+minore era il suo entusiasmo per ogni altra sorta d'anticaglia,
+mobili, stipi, poltrone, inferriate, tappeti, e non già per moda,
+come usarono poi molti dei nostri ricchi, ma per il sentimento che gli
+faceva credere d'abbracciare in quelle cose lo spirito di più
+generazioni. Alle anime generose è poca soltanto una vita.
+
+Io me ne accorsi in quel nostro viaggio del 1876. Era la prima volta
+che si spiccava il volo dalla casa, e freschi entrambi di studi e di
+affetti, corremmo a contemplare le _porte del paradiso_, il campanile di
+Giotto, e poi San Marco e la laguna. Quali giorni nella mia vita e
+come sento che molta parte della vita di lui è rimasta come
+trasfusa in me! Quando entrando nella sala del Bargello a Firenze,
+vide una stupenda raccolta di fucili d'ogni tempo, egli gettò un
+grido di gioia e per poco non mi abbracciò, senza chiedermi pure se
+io avessi mai letta la sua monografia: _Sopra gli archibugi a ruota_
+ch'egli aveva pubblicato a vent'anni.
+
+Nella sala della _Morte_ a Firenze, volle provarsi la veste, il
+cappuccio e la buffa della compagnia. A Parma pagò il chierico
+perchè si lasciasse mettere in testa l'elmo e brandisse la spada di
+Alessandro Farnese, giù nella cripta al chiarore delle torcie. A
+Ferrara, entrando nella celletta di Sant'Anna, mi accorsi ch'egli
+tremava di commozione, e pallido lo vidi uscire dal carcere ove fu
+chiuso il povero amante di Parisina. E intanto preveniva nuove
+emozioni desiderando, sognando Venezia e i quadri del suo Tintoretto,
+sul quale aveva due anni prima scritto il suo prediletto dramma.
+
+Non so dire se più dell'arte egli amasse la libera natura, Fin da
+fanciullo ebbe sotto gli occhi i malinconici dintorni del suo Limbiate
+e i grandi boschi di pino silvestre che coprono una vasta zona
+dell'alto Milanese, luoghi di caccia una volta e di sontuose
+villeggiature, oggi ingiustamente abbandonate. Per quei boschi, nati
+nell'ingrato solco della sodaglia, i sentieri si avviluppano in un
+inestricabile labirinto di selve, fra eserciti agglomerati di
+conifere, sottili, diritte, vicine, che quasi si toccano, che tolgono
+la luce del cielo o la lasciano solamente biancheggiare fra ciuffo e
+ciuffo pallidamente. E scendono e salgono le viottole in un mare di
+eriche e di felci. Stride la gazza, passa a volo, e va squassando le
+ali a posarsi sull'orlo d'un laghettone, in cui la piova del bosco si
+riversa in uno stagno viscido e giallastro che dorme nel silenzio
+verde della pineta. Tu vai e vai per miglia e per ore e non trovi che
+solchi, avvallamenti e nuovi eserciti di pini scaglionati su una
+vetta, talchè ora ti pare d'essere a un valico alpino, ora in un
+parco reale, ora in un deserto. Non una voce odi, non un fiato, se non
+è quello del vento che passa al disopra: o tutto a un tratto lo
+scoppio aspro d'un fucile e il frascare d'un cane. Vai ancora. Il
+bosco si schiarisce.
+
+Al di là scorgi un non so che di bianco. È un cimitero
+abbandonato, sepolto nel verde, dove vorresti sdraiarti tutto supino,
+colle mani in croce, e chiudere gli occhi, e dormire, dormire nel seno
+molle della madre terra.
+
+Fra questi boschi era solito errare il giovinetto colla mente accesa
+dai tanti romanzi storici che noi tutti in quegli anni abbiamo
+avidamente cercati. E il bosco a lui pareva d'un subito che si
+popolasse di cavalieri erranti, armati di ferro, di donzelle bionde e
+di tutti i più bei fantasmi che uscivano soltanto al tocco degli
+antichi liuti.
+
+I boschi non soffrono d'anacronismo e a chi le chiama bene vengono
+incontro anche le vergini amadriadi.
+
+Il romanticismo vinceva negli anni che corrispondono alla giovinezza
+d'Ambrogio Bazzero le sue ultime battaglie, accompagnando il frastuono
+delle battaglie vere per la patria. Tutti abbiamo avuto, qual più qual
+meno, qualche castello nel cuore e una spada di Toledo nel pugno. I
+più giovani, i più timidi erano i più leggieri alle immaginazioni. Il
+Bazzero, d'ingegno facile, senza le noiose distrazioni del bisogno,
+con un'anima semplice, con tanto medioevo appiccato alle pareti del
+suo studio, potè meglio di molti altri ricreare quel mondo morto
+intorno a sè. Nè lo ricreava per sola vaghezza d'antiquario, come si
+disse, ma perchè gli pareva che in quel mondo astratto i suoi sottili
+ideali respirassero meglio che nell'aria grossa della realtà pregna di
+cose. Da questo raccoglimento uscì il suo _Buondelmonte_, l'_Angelica
+Montanini_ e l'_Ugo_, in cui la conoscenza dei tempi e dei costumi è
+così ricca e precisa e i rapporti così studiati nella lontananza dei
+tempi, che il lettore moderno, sorpreso dal gran numero delle
+evocazioni rimane confuso, e accusa d'oscurità e di confusione un'arte
+che ha il difetto di essere troppo minuziosamente precisa.
+
+Ma chi ha tanta pazienza di rileggere e d'aspettare che l'impressione
+si snodi trova cento luoghi d'ammirare e finisce col sentire in sè
+la forza e l'anima dei tempi. Nell'_Ugo_ specialmente, romanzo che
+stancò lo stesso autore, l'impressione finale è propriamente
+quella di sentirsi sotto il peso cupo del più cupo secolo della
+nostra storia, il decimo.
+
+Chi più di tutti sentiva il fascino di queste risurrezioni era
+l'autore, quando si svegliava dalla sua meditazione con tutte le prove
+vive e parlanti intorno a sè dell'opera sua.--Chi può capire la
+potenza di certe mie pagine?--scriveva nel libro dell'_Anima_, in un
+sincero abbandono con sè stesso; non fa meraviglia, quindi, che al
+vedere gli amici suoi impassibili o indifferenti, il pubblico non
+curante, la critica scempia e ingiusta, provasse tanto dispetto da
+buttar via la penna, da chiudere i libri negli scaffali, da maledire
+le sue armi, le sue notti perdute. Erano i mesi dello sconforto: poi
+ritornava da capo, e avrebbe vinta la partita, son certo, se la morte
+non avesse voluto vincere prima di lui.
+
+* * *
+
+Di questi scritti che non fanno parte del presente volume, e che bene
+o male appartengono già al pubblico da molti anni, dirò soltanto
+quel che importa per la migliore conoscenza dello scrittore, augurando
+che la devozione di chi volle raccolti questi primi fogli consigli a
+tentare una nuova raccolta anche di quelli.
+
+Lasciando stare qualche piccolo tentativo troppo giovanile e troppo
+acerbo, ch'egli pubblicò in privata edizione, mi pare che
+coll'_Angelica Montanini_ tentasse veramente di scendere nel campo
+letterario(1).
+
+L'azione di questo dramma ha luogo a Siena alla fine del secolo XIV,
+durante la guerra di Siena contro Firenze. Il dramma è dedicato a
+Leopoldo Marenco, che con una parola d'affetto aveva cambiato, come
+dice la dedica, in speranza il tormento ineffabile dell'arte. Molte
+sono le esuberanze e le inesperienze in questo lavoro, che è
+congegnato sopra un odio di parte e sopra una spada, e manca in molte
+parti quella chiara prospettiva dei caratteri e delle cose che è
+tanto necessaria sulle scene. Evidente è l'imitazione del
+Guerrazzi.
+
+Al Guerrazzi, per le lettere sue all'autore, è dedicato il
+_Tintoretto_(2). La tela di questo dramma è più distesa, più
+ben dipinta e qua e là tocca ad una larghezza quasi di poema
+storico. Chi lo giudicasse soltanto dal punto di vista della
+_teatralità_ potrebbe trovarlo anche una meschina cosa, ma noi
+sappiamo da un pezzo che _teatralità_ è parola volgare, buona per
+un successo, e che quasi sempre finisce là dove l'arte comincia,
+mentre non c'è parola nei drammi de Bazzero, che non sia collocata
+senza una sicura convinzione artistica. Quei grandi artisti del
+cinquecento, voglio dire il Vecellio, il Sansovino, lo Schiavone, il
+Tintoretto e quel grande ludibrio che fu messer Pietro Aretino, si
+muovono in una scena sfarzosa, piena di colori, e parlano un
+linguaggio che arieggia il classico del Vasari e del Cellini. Nel
+_Tintoretto_ ha voluto il Bazzero rappresentare gli sforzi d'un uomo
+alla conquista delle due più grandi gioie della vita, l'arte e la
+famiglia, contro tutte le minaccie della fortuna e della volgarità.
+Al Tintoretto vien sciupato il nome dall'Aretino, e tolta la figliuola
+diletta dalla peste. Eccone le ultime scene:
+
+Infierisce la peste in Venezia. Due commessari di sanità vestiti in
+nero e sdrusciti, salgono dal mare al terrazzo ov'è la casa del
+Tintoretto:
+
+PRIMO _(salendo, grida al basso)_. Ohe, maledetta ciurma, legate la
+gondola chè l'onda non la rovesci.
+
+SECONDO. È tanto piena! Pescare i morti non s'è mai dato.
+
+PRIMO. Pesca i vivi, pesca i morti, è tutt'una; quello che non si
+è mai dato in dieci notti che faccio questo mestiere da corvo, si
+è pescare qualche borsuccia d'oro.
+
+SECONDO. Senza il fiasco e la gonnella fanno pietà anche i morti.
+
+PRIMO. Orsù, ci hanno chiamato con tanta furia _(ridendo)_. Date
+qua..... _(si avvia alla porta del Tintoretto, e vi dà un calcio)_.
+Messeri e madonne! _(apre ed entra cantacchiando)_.
+
+SCENA V.
+
+TINTORETTO _e i due_ COMMESSARI.
+
+TINT. _(stringendosi alla figlia)_. Chi siete?
+
+PRIMO. _(accennando la morta)_. È questa sola? _(al secondo)_. Togli
+su, e fa presto.
+
+TINT. _(con feroce lamento)_. Voi non me la toccherete!
+
+SECONDO. Tutti matti così questi pittori! _(gli fanno forza)_.
+
+PRIMO. Guarda, se c'è qualcosa.... _(dà un piede nella cesta di
+fiori e la rovescia)_.
+
+TINT. Indietro, villano barattiero!
+
+PRIMO. È il mestier nostro così!
+
+TINT. Tu vuoi rubare? Ruba, dà fuoco, saccheggia, ma lasciami la
+figlia! _(ruggendo, s'accinge alla disperata difesa dell'amatissimo
+corpo)_.
+
+SECONDO. Noi siamo ai servigi della Repubblica. Mettete senno, o vi
+chiamiamo due alabardieri _(s'avvia all'uscio)_.
+
+TINT. La violenza a me?
+
+PRIMO. È tempo sprecato _(cinicamente)_.... Ci chiamerete voi, quando
+vi accorgerete che vostra figlia ell'è come tutte le creature di
+carne ed ossa, destinate alla terra. Adesso le fate mille baci, ma
+domani....
+
+TINT. _(come chi scopre una terribile verità)_. Domani?... Ah!
+
+PRIMO. E non so se avremo tempo.
+
+TINT. Fermatevi!... _(va al letto di Maria, e la guarda e la tocca con
+ansia paurosa)_.... Quel pallore è tremendo!.... _(imprecando e
+supplicando)_. Natura tristissima, che crei questi angioli per disfarli
+nel modo il più sozzo! Una figlia farà ribrezzo al padre? _(ai
+Commessari)_.... Voglio tenere il mio tesoro, finchè potrò
+_(baciandola sicuramente)_.... Ora posso ancora baciarla.
+
+PRIMO. Ripasseremo ancora.
+
+TINT. Quando?
+
+PRIMO. Domani.
+
+TINT. No!... (Anche la lupa, che vegliò il lupicino trafitto,
+abbandona la tana ai corvi! Io fuggirò'?...) _(combattendo fiera
+battaglia, facendosi per crudelissima necessità mansueto)_. Io
+stesso la recherò sulle mie braccia, le farò posto nella
+gondola, l'adagerò tranquilla.... Le conserverete i fiori e il
+drappo bianco?... Io l'accompagnerò fin dove andrete: poi quando il
+commessario mi scaccerà... apparecchiate due fosse vicine....
+
+PRIMO. Messere _(gli tende la mano....)_
+
+TINT. _(si china, cieco dal dolore, toglie dal cofanetto una collana,
+fa per darla al commessario)_.... No!... È la collana di mia figlia!
+Ed io non sono degno di baciarla!... _(va ad una cassa, con subito
+pensiero toglie una borsa)_. Prendete: è l'oro di re Filippo.
+Regnate nella taverna e sulle donne vostre!... _(i Commessari
+soddisfatti, escono sul terrazzo, e discendono al mare)_.
+
+SCENA VI.
+
+TINTORETTO _solo_.
+
+_(baciando la figlia)_ È l'ultimo bacio nella casa dove se' nata! _(la
+compone, le si inginocchia vicino, si solleva)_. È l'ultima alba!...
+Guarda se ancora luccica la tua stella!... _(la drizza sui guanciali,
+le alza la testa, e fissa pel finestrone.... Dal terrazzo si vedrà
+sfilare sull'acqua un'immensa processione di lumi, lentissima,
+imponente)_.... Che è?... È il funerale di Tiziano! _(chinandosi
+sulla figlia)_. Tutto è finito! Famiglia ed Arte!
+
+SCENA ULTIMA.
+
+MARCO(3), _dalla scala di terra, sale al terrazzo, lo attraversa
+frettolosamente e giunge all'uscio: sta in sospeso per la gioia: trova
+semiaperto ed entra.... Il_ TINTORETTO _gli viene incontra, reggendo la
+figlia sulle braccia._
+
+TINT. Non è più tua! Ella è d'Iddio e dei posteri!
+
+* * *
+
+L'_Ugo_, che l'autore dedica alla sua prima amarissima delusione, è
+la prima parte d'un romanzo sul secolo X, che vide la luce nella _Vita
+Nuova_. Il genere astruso dell'argomento e dello stile stancò i
+lettori del giornale abituati al facile leggere. Raccolto poi in un
+volume, la critica l'addentò colla sua solita inconsulta
+voracità(4). Il Bazzero ne restò tanto conturbato che non volle
+più continuare. Rileggendolo in questi mesi ho risentito ancora il
+sentimento faticoso della prima volta, ma se l'affetto non mi fa velo,
+credo che vi siano in queste 130 pagine, cinquanta almeno degne d'un
+grande scrittore. E non sarebbero poche per un libro! Che tempi
+fossero quelli ch'egli vuole descrivere, ce lo dice presto in un modo
+vivo e incisivo:
+
+ "Erano quelli i tempi in cui un cavaliere noverava, come un sellaio,
+ le fibbie e i chiodi della sua sella da battaglia e neppure
+ sbagliava in un sopranome a quegli arnesi e forse forse moriva senza
+ tutto avere appreso il _paternoster_ dalla bocca della madre o del
+ chierico: tempi in cui, io credo, che la natura non si sarebbe messa
+ su via fallata, se avesse ai priminati delle famiglie baronali dato
+ a vece di cranio addirittura un elmo, a vece di lingua una lama, e
+ per cervello qualcosa di bollente che fuori uscisse e fosse
+ mostruoso cimiero. Io non so se ancora allora i bambinelli si
+ tormentassero colle fasce: se così fosse stato, non mi sarebbe
+ punto di maraviglia se anche trovassi nelle cronache che la madre di
+ Garmario saluzzese, madonna Sandra, torturasse le membra del suo
+ figliuolo, serrandole in una bandiera insanguinata, o che il padre
+ di Forcone da Ivrea recasse al castello per la bisogna materna della
+ sua moglie Ageltruda la soprasberga dell'inimico bucata e ribucata a
+ colpi di spada: l'avo Attone da Susa legò con sacramento ai
+ nascituri dal suo Rogerio il lembo stracciato a morsi della sozza
+ camicia che vestiva nella _torre della fame_. Messer Adalberto era
+ primogenito, ed aveva avuto madre come l'ebbe Garmario, padre come
+ quello di Forcone, ed avo della taglia di Atto. Finchè vissero i
+ suoi, imparò che nelle sale feudali l'agnello santo del perdono
+ ci sta figurato solo per spasso di qualche frate dipintore, il quale
+ fa il mestiere, è pagato, e se ne va dal ponte: imparò che
+ negli steccati dei giuochi d'arme, se le cadute da cavallo
+ v'incarnano gli anelli di maglia nelle membra, perchè la lancia
+ dell'avversario vi coglie, è meglio che quelli vadano fino al
+ cuore a condensarvi dentro tutto l'odio, e questa vi avesse passato
+ fuor fuora, senza accorgervi di provare vergogna! Imparò che le
+ dita ci furono date da natura per contare le vendette da farsi:
+ segnar croce colla penna è da monaco, tagliare colla spada da
+ cavaliere: si vive collo usbergo maledetto, si muore coll'abito
+ immacolato di qualche monistero."
+
+Ugo è un tessuto di scene, una successione di quadri storici, di
+figure riprodotte dalle cronache, di atteggiamenti che sembrano
+scolture, di truci spettacoli, incisi con uno stile di ferro.
+
+La lettura non ne è facile come dell'elegante prosa del D'Annunzio
+e della lucida scuola degli Abruzzesi, ma è una prosa nutrita di
+studii e di forti riflessioni, che durerà, io mi lusingo, nel
+giudizio dei buongustai, più del tempo che dura una moda.
+
+Ecco come il Bazzero vi dipinge le sue figure.
+
+Dopo aver letto _sono tubae_ il bando pasquale ai vassalli, l'araldo
+Guidello e il chierico Ingo, poco lieti delle mancie ricevute, si
+allontanano così:
+
+ "E mossero giù dalla scalea della chiesa. La piazzuola della
+ _curte_ era deserta. Essi presero ad uscire dalla viuzza
+ fiancheggiata dalle casucce dei montanari, oggi boscaiuoli, domani
+ alle giornate d'armi, sempre poveri e sempre irosi. Intorno
+ all'edera frusciavano con volo tortuoso le nottole; gli usci erano
+ chiusi, gli arconcelli delle finestre lucenti di strisce rosse dal
+ sotto in su, che venivano dai focolari posti in mezzo alle stanze;
+ sullo sfondo si vedeva una montagna già sfumata nella nebbia del
+ crepuscolo.
+
+ I nostri due procedevano silenziosi, e, benchè sotto la protezione
+ del loro signore, pure affrettavano il passo e sulla punta dei piedi.
+
+ E l'uno calava il cappuccetto sulla testa tonsurata e nascondeva la
+ pergamena sotto la tonaca, e l'altro storceva una mano all'indietro
+ ad assicurarsi che la tromba non percuotesse coll'elsa della spada o
+ col pugnale: e quegli guardava sospettoso le pieghe del drappo
+ ventilante dallo strumento del compagno, come se da quelle dovesse
+ uscirgli il malanno: e questi imprecava il calzolaio che aveva fatto
+ pel chierico scarpe così disacconce per suolo sospettato.
+
+ Passavano e guardavano. Quelle tavolacce di quercia parevano fatte
+ apposta per spalancarsi ad un'insidia: da quegli arconcelli i
+ tizzoni che erano sui focolari con maledetta furia potevano essere
+ sbatacchiati nella strada. Basta! il santo patrono tenesse buoni i
+ _gloria_!"
+
+Così descrive un pranzo nel castello:
+
+ "Come voleva la cortesia delle usanze, i messeri furono convitati.
+ Entrarono in una sala assai rozza, ma spaziosa, col tavolo fumante
+ di mezzi capretti arrostiti, colle seggiolone coperte di pelli di
+ lupi. Scinsero le spade, rumorosamente gittandole in un mucchio,
+ allentarono le fibbie delle piastre e delle maglie, si lasciarono
+ andare giù sui panconi, pure nessuno mise le mani nel tagliere,
+ perchè un posto, e il più eminente, rimaneva vuoto. Nè
+ attesero a lungo: si sollevò l'usciale della sala, e un paggio,
+ affacciando mezza persona, annunziò:--Madonna Imilda.
+
+ Apparve la figliuola di messer Ildebrandino e della morta Adelasia,
+ di vaga persona e di animatissimo viso, in stretta gonna oscura,
+ cinta su da uno saccheggiale, e coperta il capo dai lati con un velo
+ appuntato: s'avanzò salutando i convitati, e, al cenno fattole
+ dal padre, s'assise al suo posto. A destra aveva messer Ugo, a
+ sinistra il suo parente Oberto.
+
+ Ildebrandino così la salutò:--Valenti, udite: la figliuola mia
+ sa assai bene di leuto e canta di Carlomagno e dei paladini: operate
+ in modo che il suo strumento abbia una corda anche per voi, e la sua
+ bocca una voce per le vostre imprese. Amabilissima figlia, abbiateci
+ grazia!
+
+ Di poi i convitati presero l'invito non da scherzo, come ai dì
+ nostri, e se da quegli assalti alle vivande dovevasi trarre augurio
+ per la domane, in verità era buonissimo. La sola fanciulla non
+ aveva tagliere dinnanzi e non partecipava all'allegrezza epulona: il
+ che era richiesto dal suo decoro verginale."
+
+Notate quanto spavento in questa descrizione d'un assalto al castello;
+
+ "Imilda era nella cappella da un pezzo e così pregava, quando
+ nella corte ecco un grido spaventato, e un altro! Imilda si alza in
+ piedi tremante, corre sotto un finestrone aperto.--I
+ nemici!--ascolta la voce del vecchio Federigo:--Salvate madonna!--ed
+ ecco ancora:--Fuoco! fuoco!
+
+ La vergine, come a luogo di rifugio, si butta ai piedi dello altare,
+ scongiurando con fiero rimorso:--O Signore, salvate mio padre! Come
+ vi ho pregato? È il mio castigo dunque così pronto?--ed ode
+ ancora un rumore di pugna, e uno sbattersi fragoroso di porte, e un
+ correre affrettato su nelle stanze, e voci diverse, e tra tutte una
+ irosissima che comandava:--Balestrate fuoco nelle finestre!--e
+ un'altra,--Se tutto arde, che ci rimane di bottino?
+
+ --Combattete!--gridava Federigo agli uomini del castello:--Giuratemi!
+
+ Alla fantasia della fanciulla si presentò tutto il castello
+ invaso da una turba di lupi e da un torrente di fuoco; e qua sotto
+ alle scuri si sfasciavano gli usci: e qua si massacravano i servi:
+ qua si sforzavano gli scrigni: dappertutto si portava ruina: e le
+ fiamme divampavano più e più, alimentate dai cadaveri
+ friggenti: e il fumo soffogava assalitori e assaliti. Chi
+ precipitava dalle finestre: e chi dalle finestre entrava: chi si
+ trascinava a morire sulla soglia, per avere fiato: chi impedito
+ nella fuga o nella corsa di conquisto da qualche ferito pregante,
+ gli faceva somma grazia o di una stoccata o di una maledizione...
+ Venivano, venivano i furibondi! La camera del padre era deserta: lo
+ scalone, il corritoio, o stanzone dell'arme....--O Signore! la
+ fanciulla se li immaginò al lume delle torce incendiarie
+ nell'andito lunghissimo che conduceva alla cappella! Venivano,
+ venivano!... Almanco le fossero già alle spalle, l'avessero
+ già afferrata: ella, si sarebbe trascinata all'altare, chiamando
+ la Madonna! Ma oh come invece erano lenti e terribili! E che portava
+ quel mostro? Dio! la non vedesse! Portava una testa sanguinosa!... O
+ padre! O Ugo!...
+
+ La povera vergine, esterrefatta dall'atrocissima visione, si
+ rinversò con abbandono ai piedi dell'altare.--Non sia vero!
+
+ Fu scossa. Di nuovo la voce:--Balestrate fuoco nelle finestre!--E
+ un'altra:--Sulle vetriere c'è su dipinta la croce: lì è la
+ cappella.--Ancora la prima:--Sconficcate le inferriate!
+
+ Imilda non ascoltò più, ed aggrappandosi ai gradini, discinse
+ le chiome, le scompose, con quelle si velò il volto per
+ pudicizia, poi ancora, ma più rassegnata, scongiurò:--E se
+ vuoi mandarmi la morte, fa che non sia vergognosa!"
+
+Mi duole di non poter trascrivere tutti i punti in cui mi pare che la
+vita e l'arte si stringano in una forma tutta di getto. Qualche scena
+feroce è tale da far inorridire, come là dove descrive la morte
+di Guidinga, che in odio al marito, nuda, oscenissima e sanguinante,
+si rotola giù di gradino in gradino, percuotendo quasi a morte il
+frutto esecrato che porta nelle viscere: e la vendetta che trae il
+marito, mostrando all'antico amante di lei il cadavere della donna
+senza lume accanto, senza frate, senza croce fra le mani! Dicono le
+cronache che solesse venire poi la _madonna perduta_ e ripetesse la
+condanna: Voi non credete in Dio! Da questa donna era nato Ugo; e
+crebbe cupo, angosciosissimo. «In vent'anni tre volte ho
+sorriso,--esclama--quando la prima volta su un'altissima cima vidi
+all'orizzonte sorgere il sole e vidi che avvolgeva anche me ne' suoi
+raggi; quando suonò la tromba che mi chiamava all'armi, quando...
+Non è riso, è sogghigno! Ebbene sogghigno oggi in cui mi trovo
+tanto deserto....»
+
+* * *
+
+Come nel Tintoretto, così in molti dolori dell'Ugo il Bazzero
+descriveva i suoi. Quell'anima dolce e tenerissima, che non sapeva far
+male a una formica, caricò i suoi personaggi di feroci furori e
+quasi li incaricò delle sue vendette. È un mistero che molte
+pagine del presente volume spiegheranno.
+
+* * *
+
+Anch'egli amò la sua donna, ma noi come tutti gli altri. Amò
+troppo castamente, e sacrificò all'ideale più che non sia
+permesso alla debole natura umana. Fenomeno strano è questo che in
+un tempo, in cui dal languido romanticismo l'arte e con essa il
+sentire si avviavano verso il godimento pagano del realismo, strano
+fenomeno veramente è il vedere questo solitario rifugiarsi nel
+deserto, con un'immagine sola soavissima nel cuore, meno donna alla
+fine che luminosa e innocente visione, ch'egli adorò estatico come
+quel d'Assisi adorò la Vergine sua, «Vi dirò (troverete negli
+_Schizzi dal mare_), che una fanciulla bionda, la mia fanciulla che mi
+cantava le poesie d'Iddio e dell'amore, mi ha fatto piangere e mi ha
+ammalato a letto. Mi offriva vaniglie, viole del pensiero, versi
+francesi e sorrisi di santa Cecilia, l'organista.»
+
+A noi non è permesso di togliere il velo di cui egli volle
+circondata Lidia, una bionda straniera, assai colta, che viveva del
+suo lavoro, la quale, prima non potè corrispondergli perchè
+stretta da un'altra promessa; e sciolta questa, quando forse poteva
+farla sua, egli o non seppe o non osò contraddire a un'autorità
+ch'era dover suo di rispettare. Poco importa a noi di sapere come
+scoppiasse in quel cuore, dopo un'alba ridente d'amore, un tumultuoso
+uragano, che lo spinse fino all'orlo dalla morte. Più che una lotta
+fra vivi, fu una lotta di fantasimi creati dal desiderio e dalla
+volontà in cozzo, sostenuta coll'energia dell'anacoreta, voluta per
+forza, inasprita dalle istigazioni feroci della natura. Questa è la
+storia dell'Anima, che egli scrisse giorno per giorno, nel silenzio
+del suo studiolo, e che noi confidiamo a tutte le anime delicate che
+sanno accogliere ogni dolore umano con umana carità. A chi ci
+domandasse l'utilità di una pubblicazione di questo genere, noi non
+sapremmo rispondere nulla, perchè certe cose si appannano solo a
+toccarle colla punta delle dita.
+
+Immaginiamoci invece il fondo della pineta vastissima colle sue ombre
+folte: e innanzi al pensiero del vergine giovinetto una immagine di
+donna, esule da una patria infelice, Lidia: immaginiamoci il vecchio
+cimitero del villaggio con tutti gli accozzi della rovina, e il fido
+cane che parla all'amico poeta co' suoi grandi occhi onesti: poi è
+a pensare un'anima per indole molto religiosa, anche quando la mente
+non crede più ai misteri sacri del pane e del vino, ma che per una
+deliziosa superstizione si accosta alla comunione per sentire Iddio
+nel fremito dell'amore, per vedere Iddio buono e grande attraverso
+alla diafana idealità della donna! Questo mistico è artista non
+soltanto come frate Angelico, ma con impeti umani, come la calda
+scuola de' suoi adorati cinquecentisti; onde il cozzo delle passioni,
+e voci strazianti, e contraddizioni ed esecrazioni miste ad estasi
+stupende, e dappertutto un incalzante presentimento di morte.
+
+Il lettore troverà in queste centoquaranta pagine dell'_Anima_
+qualche cosa di soverchio che ci fu necessario di lasciare così per
+tenere insieme nella materia uno spirito troppo irrequieto; e spero
+che non gli vorrà far colpa se nella foga dell'improvvisazione e
+del dolore il giudizio di chi scrisse sulle cose e sugli uomini e il
+tenore dello stile travalica di qualche linea la misura.
+
+Il Bazzero fu un diligente coltivatore del dolore e lodando lui, a
+questi soli splendenti, si può far credere che si voglia rimettere
+in auge un genere d'arte che si estinse da un pezzo nelle proprie
+lagrime.
+
+Sappiamo anche noi che uno dei modi di rendere le nostre passioni
+troppo intense e malaticcie è di rifiutar loro ogni consolazione, e
+che nel moderato esercizio dei nostri affetti è l'equilibrio della
+vita, e forse la felicità. Il Bazzero ebbe torto di rifiutare tutte le
+gioie che questo mondo gli poteva dare, e di schernirle, come insulse
+o troppo volgari; ebbe torto di credersi più forte della natura, che è
+la fonte della vita e di avere quasi una superstiziosa paura di ciò
+che in qualche modo poteva fargli piacere. Sappialo che è meglio
+allargare la vita in cerchi sempre più grandi fino a comprendere la
+rassegnazione e la coscienza delle umane cose, anzichè restringerla
+nella celletta del cervello per forza d'una morale contrazione.
+
+Ma ogni più bel ragionamento non ha mai guarito un cuore afflitto,
+e quand'anche il Bazzero non fosse figlio del suo tempo, malato per
+troppa delicatezza morale, avrebbe avuto questi torti in comune con
+quasi tutti i più grandi poeti dell'umanità che non conobbero le
+matematiche leggi dell'equilibrio.
+
+«No, scriveva il Rousseau, la natura non mi ha creato per godere; ella
+ha distillato nel mio cervello il veleno di quella felicità
+ineffabile di cui ha messo il desiderio dentro il mio cuore.»
+
+È del Wagner la sentenza che non riesce a nulla se non chi è
+sempre malcontento di qualche cosa.
+
+Nel _Giornale intimo_ di H. F. Amiel, che suscitò recentemente in
+Francia un interesse assai vivo, e che offre la storia di un altro
+pensoso solitario, s'incontra spesso questa scoraggiante compiacenza
+di voler essere infelice quasi a dispetto della natura. Anche Amiel
+scriveva: «Diffido di me e della felicità perchè mi conosco.» E
+se non fosse la paura di offendere la santa modestia dell'amico,
+vorrei trovare nel Leopardi, nell'Heine, nel Byron, nel Tasso i suoi
+fratelli maggiori.
+
+Da questo stato dell'animo, prodotto alla sua volta da inevitabili
+condizioni fisiologiche, deriva spesso quella specie di malattia della
+volontà, che si trasforma in una mutabilità continua di
+desiderii e di propositi, in una incostanza di simpatie, in trasporti
+vivi e in profondi abbattimenti, come fu veramente la vita del nostro.
+Per superare una difficoltà a cui sarebbe bastata una schietta e
+franca deliberazione, noi lo vedemmo riprendere gli studi classici
+all'Accademia di Milano, coll'intenzione di laurearsi in lettere, e
+poi smetterli per darsi tutto allo studio delle lingue moderne, e
+tentare la pittura, e maledire libri e pennelli, per tuffarsi nella
+politica e nella carità, senza che nella sua coscienza entrasse mai
+la persuasione che tutto ciò gli potesse servire a qualche cosa.
+Sempre egli ritornava poi alla solitudine del suo studio, scoraggiato,
+affranto, ammalato di desiderii infiniti, e cercava la pace al bromuro
+di potassio.
+
+Colla storia dell'_Anima_ si collegano gli scritti che seguono, cioè
+gli _Schizzi dal mare_ o _Acquerelli_ com'egli li intitolò variamente.
+
+Sono un poema marino, in una forma sciolta dal verso, ma risonante di
+melodie interne, luccicante di colori e d'immagini, in cui l'anima del
+Bazzero trabocca ne' suoi momenti migliori.
+
+Se è vero che questo dovrà essere il sembiante della futura
+poesia, il giorno che avrà rotto i ceppi della vecchia e della
+nuova metrica, al Bazzero potrà forse venire anche una piccola lode
+di precursore, che egli non sognò quando scrisse dietro il naturale
+impulso.
+
+La città, il popolo, il mare, i villaggi dell'incantata riviera
+ligure, i marinai dalle schiene di bronzo, le bagnanti, i colori
+dell'onda, il suo anelare immenso, i misteri delle sue profondità,
+una chiesetta, una barchetta, un canto, un gruppo di aloe nodosi, dei
+fiorellini, eccovi una serie di piccoli schizzi e di acquerelli,
+animati da una continua emozione e legati da una erudizione abilmente
+usata e argutamente presa a gabbo. Il poeta trasfonde il suo _io_ in
+tutto ciò che vede e tutto vivifica di sè. Qualche pagina
+scintilla d'una meravigliosa evidenza. Sembra che la parola stessa
+rinunci alla sua logica natura per diffondersi in colore e in luce.
+
+Leggete com'egli descrive i _grigi pennacchi_ dell'onda che vengono a
+incalzarsi, a _sfioccarsi_, e il suo gonfiare e suo _colmo trasparente
+verdissimo_ e il _concavo lenissimo_ e il fragore e il dibattersi delle
+_ondine che sommuovono_ ciottoli, e i mille rivoletti che ridiscendono
+con _troscie lucenti_ (vedi a pag. 158). La lingua, come sentite, si
+ripiega sotto l'urto dell'impressione e scattano fuori delle arditezze
+felici che piacquero di poi in libri meno significanti. Si avrebbe
+torto di volere in una prosa comune ciò che scoppia continuamente
+con impeto lirico, ciò che divaga nei mille capricci dell'ora,
+dell'estasi, della tristezza, dell'umorismo e si perde nelle azzurre
+profondità di una filosofia panteistica. Aprite il libro e leggete
+subito, per farvi un'idea dell'uomo, il bozzetto _Sera_ a pag. 184. Se
+vi pare che due dei nostri trecento lirici classici abbiano più
+profondamente sentito il dolore di un tramonto, e lo spasimo
+voluttuoso di quel dondolarsi a fior d'acqua e di quello spandersi
+dall'anima sui colmi dell'onda, di quel vanare nell'infinito, dite
+pure che il Bazzero è un poeta inutile di più. Per me, apro il
+mio cuore, certi tratti conservano ancora dopo tanti anni una
+freschezza che molte lodate liriche di quel tempo hanno perduto da un
+pezzo: e rileggendo gli ultimi acquerelli, _Àncora_, _Stelle cadenti_,
+_Barcanera_, ecc., non so perchè mi risuoni nell'anima qualche
+accento dell'Heine, e a volte dello Sterne, senza essere nè
+dell'uno nè dell'altro.
+
+Non c'è imitazione, ma forse anche il Bazzero derivava da una fonte
+comune, che ha le sue scaturigini in un'elevata coscienza della nostra
+pochezza in faccia all'universo.
+
+Il pessimismo, che fa tanto desiderare al Bazzero la morte e il riposo
+sottoterra, non è come la rigida convinzione leopardiana un
+precetto sterile, ma è un dolore che cerca riposo disciogliendosi.
+Nel mare dell'essere egli non vuole affogarsi, ma diffondersi e coi
+mille atomi accesi della sua coscienza fecondare per l'umanità
+qualche divina idea consolatrice.
+
+Qual poteva essere il suo modello in questo genere pittoresco? quanti
+dei nostri pittori eccellenti che trattarono abilmente la penna
+sappero fondere così intimamente le due arti come il Bazzero? Il
+canto intitolato: _Genova_, comincia a pag. 217, con un'evocazione
+storica che tocca spesso a un'epica maestà, e scorrendo attraverso
+alle più luminose memorie della superba città, finisce in una
+finissima e aristocratica visione della donna genovese. Gli ultimi
+acquerelli: _Convogli_, _Osteria_, _Montanari,_ son quadri fiamminghi.
+_Barcanera_ è un'elegìa carica di mestizia, che più si rilegge
+e più persuade che la poesia esiste: _Buona vendemmia_ vince quanto
+di più grazioso ha scritto Teocrito.
+
+Spesso i legami sono così tenui e i passaggi così rapidi, che un
+lettore comune crederà che le parti siano sconnesse, e accuserà
+ingiustamente di incoerenza e di oscurità ciò che a una seconda
+o a una terza lettura ricomparirebbe agli occhi suoi in una naturale
+corrispondenza.
+
+Si può pretendere che un lettore moderno legga due volte? In questi
+_Acquerelli_ è notevole ancora come il Bazzero abbia saputo
+trasfondere la sua vasta coltura storica nella poesia senza sciupare
+nè l'una nè l'altra. Io non so s'egli pensasse mai a un grande
+poema storico, ma è certo che da questi frammenti, come dai pezzi
+d'un'antica rovina, si può arguire una costruzione artistica
+d'immenso valore. Ciò che rimpiangiamo nel Bazzero è non solo un
+dolce amico, un'anima candida, un caldo artista, una giovinezza
+recisa, ma anche una grande speranza.
+
+_Lagrime e sorrisi_: è un lavoro più giovanile che egli
+pubblicò in una privata edizione, e del quale mostrò sempre di
+fare un gran conto. È un seguito dì massime, di sentenze, di
+consigli dedicati alla sorella sua e dentro già vi traduce il suo
+genio e la sua coscienza. Il pensiero dominante in queste massime è
+che l'amore e l'arte, più che ogni altra lusinga, più che ogni
+altro compenso di gloria e di ricchezza, sono i veri beneficii del
+vivere umano. L'amore consiglia la carità; amando s'impara a
+pregare, e si ritrova Dio. Ama chi piange e le lagrime sono il
+battesimo della virtù. Come la natura crea il nostro corpo, così
+l'arte crea il nostro spirito.
+
+Molta giovinezza, vale a dire pochissima esperienza, troverete in
+queste massime, che non si possono nemmeno avvicinare a quelle del
+gentilissimo Vauvenargues, morto giovane e saggio. La vita in quasi
+tutti gli scritti dell'amico nostro è ancora al primo suo momento,
+quando più la si sente che non la si comprenda. Ma la giovinezza
+è la stagione dei fiori, e se anche con fiori non si possono fare
+che delle inutili ghirlande, bene amiamo averne pieni i giardini e la
+casa. Mi guardi il cielo dunque ch'io voglia ridurre queste massime e
+l'arte tutta del Bazzero a un sistema, e rilevarne le frequenti
+contraddizioni, e la non molta profondità pratica. Leggano le anime
+più giovinette queste pagine e lascino che la dolce poesia
+trabocchi dagli orli. Arido è il tempo e aride le ragioni del
+tempo: beato chi s'inebria una volta nella sua vita! vien per tutti
+necessariamente e troppo presto la stagione che la mente vede più
+chiaro le cose del mondo nei loro rapporti relativi e proporzionali,
+ma è sempre un giorno triste quando si scopre il primo capello
+bianco. Il Bazzero non ebbe il tempo di affilare la sua filosofa fino
+a farne uno strumento di morte contro sè stesso; e morì prima
+che la critica di sè corrodesse la sua abbondante spontaneità.
+Storia e filosofia sono ancora in lui, come nel primo stadio della
+civiltà, allo stato poetico. Egli non seppe mai, come i
+modernissimi scrittori fanno, rendersi il minuto conto dell'opera
+propria e calcolare la quantità degli elementi che entravano a
+comporre il suo ideale, farne dei prospetti, rintracciarne la
+derivazione, pesare a piccole dosi la produzione chimica del proprio
+pensiero.
+
+Le _Corrispondenze_ segnano un passo dalla poesia colorita alla poesia
+del disegno. Sono meno abbaglianti degli Acquerelli, ma più
+consistenti. L'impressione va perdendo alcun poco della sua
+vaporosità per concretarsi in un corpo. Ci sono ancora i prediletti
+sfondi, i mari trasparenti e celesti, le vastità fantastiche, ma
+uomini e cose cominciano insieme a farsi avanti e a tenere il campo
+del quadro. La realtà viene incontro e lo scrittore dopo averla
+accolta con giovanile trasporto, la segue, la insegue, la trova,
+
+È da alcuni tratti di queste _Corrispondenze_ che si vede ancor
+meglio quello che il Bazzero avrebbe potuto scrivere al volgere del
+suo trentesimo anno, quando placato il torbido senso giovanile, fosse
+venuto alla vita nella chiarezza d'un sentimento più riposato.
+
+Le _Corrispondenze_ sono argomenti semplicissimi, che il Bazzero eleva a
+una maggiore dignità. Pur scrivendo per conto di giornali di Moda e
+di Sport non riusciva mai lo scribacchiare a questo povero uomo. Aver
+la penna in mano voleva sempre dire per lui erigersi a interprete e
+quasi indovino delle cose, come se la sedia del suo studiolo fosse il
+tripode e Nume fosse per sè l'umano pensiero. Di qui forse una
+soverchia abbondanza d'addobbi che pare quasi una verbosità senza
+significato, e non è che una eccessiva riverenza; di qui anche una
+risonanza nell'incedere stesso della parola, che pare gonfiezza e non
+è che una musica che accompagna la venerata Idea. Chi ama adora, e
+chi adora prega a lungo e canta. Ma fatta la debita parte alla foga
+giovanile, poco gli manca per essere qua e là un modello di stile.
+Cercate alla pagina 302 la descrizione d'un paesaggio alpestre sopra
+Oropa e giunti là dove egli parla di una vacca che appare col muso
+_gemmato d'acqua, le corna sporche di terra, con una bava che fila
+giù dalle mascelle spostate dal ruminare, che sbarra gli occhioni,
+e colla coda sferza una mosca, poi sprofonda la gamba nana nei cespi
+di rododendron...._ leggete, giudicate. Non è più l'infinito
+azzurro, non è più la vaporosa visione aleardiana, è una
+vacca viva in mezzo a un armento vivo.
+
+Le _Melanconie di un antiquario_ che chiudono il presente volume sono
+variazioni artistiche e spirituali sopra il _Natale_ e altre feste
+dell'anno, pubblicate come articoli d'occasione nel _Pungolo_ di Milano.
+Era troppo lusso per i soliti abbonati. Qui troveranno la luce giusta.
+
+* * *
+
+Degli altri scritti che non entrano in questo volume non dirò che
+per cenni. Al solo elenco non basterebbero dieci pagine, ma vien da
+sè che il valore non sia uguale in tutti, come non uguale era la
+stima che ne faceva l'autore. Un grosso libro di _Confidenze_ egli
+teneva in pronto per la stampa, e in parte anche pubblicò sopra
+qualche giornale.
+
+E la raccolta delle lettere che _Lina_ scrive ad _Ermanna_ sui casi della
+propria vita e di quella delle sue amiche. Non c'è una gran favola
+e un grande intreccio, ma ne forma il tema l'assidua osservazione
+delle piccole cose e dei grandi sentimenti. In questo volume, dove
+abbiamo le confidenze originali dell'autore, ci sembrò inutile
+riportare quelle ch'egli affidò a un gracile personaggio
+fantastico, sebbene ci dolga che molte pagine descrittive restino per
+ora sottratte alla curiosità degli artisti. Il nome di Lina e di
+Ermanna ritorna spesso nelle memorie insieme a quello di un _Giuliano_,
+titolo d'un dramma storico in cui versò molta amarezza, Un romanzo
+tentò su _Gian Galeazzo Visconti,_ e tre volte ritornò sopra il
+_Buondelmonte._ Abbozzò una _Cinzica_, un _Baldo_ e una quantità
+infinita di schizzi, d'impressioni, di pensieri, di ricordi, che,
+sebbene inediti, si rivedono nella loro matura integrità negli
+_Acquerelli_, nelle _Corrispondenze_, e nelle _Lagrime e Sorrisi_. In un
+secondo volume, che tratterà più specialmente di studii
+artistici e archeologici, troveranno più naturale il loro posto le
+sue ricerche storiche su _Matteo I Visconti_, sugli _Italiani alla prima
+crociata_, gli opuscoli sulle _Armi di fuoco_, _Sulle armi antiche nel
+Museo Archeologico di Milano_, le _Riviste artistiche_ sull'Esposizione
+nazionale di Milano, e quegli altri scritti d'arte che gli meritarono
+le lodi dei conoscitori. Fra gli altri il direttore dell'_Auf der
+Höhe_, dottor L. von Sacher Masoch di Lipsia, gli scriveva in data
+del 10 gennaio 1882;
+
+ "_Illustrissimo signore!_
+
+ "Il di lei nome celebre non solamente in Italia, ma che ha passato
+ già le Alpi ed il mare e la raccomandazione del signor professore
+ Angelo De-Gubernatis di Firenze, mi hanno ispirato il desiderio di
+ chiedere alla V. S. Ill. il favore di contribuire alla mia rivista
+ internazionale. "_Auf der Höhe_" recentemente fondata. Noi ci
+ siamo proposti di proteggere e coltivare le belle arti e le scienze
+ in bella forma per un pubblico educato, ma senza eccitare contese e
+ disputazioni. Nomi come Wallace, Flammarion, De-Gubernatis,
+ Mantegazza, e altri che abbiamo l'onore di chiamare i nostri
+ collaboratori, Le saranno una garanzia per le tendenze della nostra
+ rivista. Ci recheremo a onore se la S. V. Ill. ci concedesse il
+ favore di diventare il nostro collaboratore e fissasse l'onorario
+ per il di Lei pregiatissimo lavoro. Aggradisca, ecc."
+
+Il sentirsi a un tratto chiamato da una voce lontana, il vedere il
+nome suo messo a lato dei più illustri cultori degli studii, ecco
+il primo e l'ultimo compenso della sua penosa, oscura, travagliata
+carriera letteraria. Poco potè rispondere all'invito, perchè
+nell'agosto di quello stesso anno la sua mano era fredda per sempre.
+Altri compensi tuttavia egli seppe procurare al suo cuore
+coll'esercizio delle più sante virtù civili. Alieno in tutto dai
+raggiri politici, volle pur entrare nella Associazione Costituzionale,
+che rispondeva meglio alle sue idee d'ordine, e vi si adoperò
+molto, offrendo la sua penna d'artista per tutte le scritturazioni
+d'ufficio, a redigere verbali, a compilare manifesti. Molti giovani
+amici, spiriti indipendenti, deploravano e deridevano costui che
+andava a servire un partito, o come si dice dai furbi, a
+compromettersi; qualche giornaluccio avversario gli lanciò sul viso
+le solite impertinenze.
+
+Egli se ne turbò, soffrì, come soffriva sempre atrocemente delle
+grandi e delle piccole cose, ma rimase al suo posto. Era meno furbo e
+più coraggioso.
+
+Della nostra Congregazione di carità non fu un comune patrono, ma
+un santo e zelante operaio.
+
+Vi passava le più belle ore della giornata, e nominato visitatore
+dei poveri, andava per le case dei più miserabili a studiarne i
+dolori con quell'indulgenza che perdona anche gl'inganni. A me
+raccontava poi le sue tristi impressioni e lo stringimento del cuore
+che provava nel discendere certe scale. Fu dei promotori delle Cucine
+economiche, dove rimase tutto un inverno a distribuire le minestre,
+alacre, arguto fra i poverelli, che cominciavano a distinguere il
+signor Bazzero fra i cento che compiono il loro bene con solennità.
+Nè meno caro divenne agli Artisti della Società Patriottica.
+Prendeva allegra parte alle loro feste, schizzava con tratti rapidi e
+sicuri armi antiche, con una conoscenza di cose unicamente sua, con
+tanto gusto che il Pagliano e altri lo consigliarono a pubblicare un
+album in zincotipia, che è ancora molto apprezzato negli studi dei
+pittori.
+
+ Alla pittura ebbe sempre genio, sebbene non vi si dedicasse di
+proposito. Amò fin da fanciullo delineare tramonti coloriti,
+navicelle perdute nelle burrasche, boscaglie cupe tormentate dai
+venti. Della sua dottrina artistica e del suo gusto diede un largo
+saggio colle recensioni sull'Esposizione di belle arti pubblicate nel
+_Pungolo_ di Milano, l'anno 1881, e in molti articoli illustrativi di
+cose vecchie e nuove, che egli regalava ai giornali e che non andranno
+perdute. Benemerito fu anche nel riordinare e nell'illustrare le
+Armature del Museo Archeologico, e quelle del museo Poldi-Pezzoli.
+Sempre disposto a far sacrificio della sua persona nei giorni di
+parata, era invece il più tenace e sempre il primo nei giorni di
+lavoro; non ebbe, nè dimandò ricompense ufficiali.
+
+A Limbiate, in mezzo ai contadini, egli si sentiva più libero e
+più allegro. Quando vedeva una frotta di ragazzi in strada,
+chiamava a sè il più grande e gli dava qualche soldone perchè
+comperasse e distribuisse con giudizio una manata di zuccherini. La
+frotta scalza pigliava la corsa per la piazza come uno stormo di
+passeri, gridando: _Viva el scior Ambroeus!_
+
+Egli correva in casa, ridendo, fregandosi le mani, col suo passino
+leggiero che non si sentiva, e per quel dì la gioia era con lui e
+cogli altri.
+
+Ciò non impediva che il giorno dopo la nostalgia degli spiriti
+pellegrini sulla terra non rattristasse di nuovo la sua fronte.
+L'amore, l'arte, un nascosto e doloroso desiderio di gloria, un
+credere altrove, sempre troppo remota da sè, una felicità che
+non esiste che in noi, il sentimento esagerato della propria pochezza
+sociale in contrasto con un non proporzionato concetto della propria
+individualità solitaria, le continue apprensioni, pur troppo non
+false, del suo presto finire, tutte queste erano le cagioni che lo
+facevano comparire ora torbido e rinchiuso, ora sospettoso e
+incostante,
+
+Da qualche lettera risulta ch'egli meditò più volte la morte, e
+vi andò vicino: altre volte pensò di entrare tra i monaci
+dell'Ospizio del gran San Bernardo. Fu religioso perchè fu buono e
+amò sua madre: ma più ancora perchè fu artista. Ogni passo
+verso una perfezione è un passo verso Dio, che sta nei cuori; nè
+la Intera Bellezza si può desiderare senza credere a lei come alla
+luce. La sua non fu la fede d'un catechismo, ma neppure un delicato
+epicureismo che teme, non credendo all'infinito, di rifiutare la
+più grande delle umane emozioni. Egli è pio e sincero anche
+quando sembra disperato.
+
+Di una tale esistenza non comune, alla quale s'intreccia un delicato
+nome di donna, voi troverete nella prima parte di questo libro i
+documenti. E il libro anzichè una stonatura, come temono i suoi
+amici, crediamo che possa essere un raggio di sole che ritorna e nel
+suo complesso un prezioso documento a tutti quelli che studieranno
+l'evoluzione del pensiero e del sentimento italiano in quel tumultuoso
+periodo che succede alle battaglie dell'indipendenza, quando
+l'entusiasmo che le ha compiute diventa il primo imbarazzo del
+vincitore. Tutto è disordine ancora, non si sa quel che si vuole,
+ma si vuol molto, da tutti. Il linguaggio epico urta colla
+necessità ufficiale, il passato ingombra il presente e impedisce
+alle giovani forze l'andare avanti.
+
+Ambrogio Bazzero non è solo in questa evoluzione, e per non parlare
+che di una piccola scuola milanese, mi pare che i nomi del Rovani, del
+Tarchetti, del Praga, del Dossi e del Boito abbiano con lui molti
+punti di affinità artistica. A tutti costoro mancò forse una
+ricca suppellettile accademica, ma tutti amarono l'arte con geniale
+sfrenatezza; la vita uccise i migliori.
+
+D'Ambrogio Bazzero non vorrei che l'antica devozione mi avesse tratto
+a dire cosa maggiore del vero. Che se a chi lo conobbe e a chi lo
+conoscerà fra poco dovesse sembrare il mio giudizio troppo
+infiammato, io non mi pentirò d'aver consumato il mio fuoco a
+riscaldare questa cenere benedetta. Da due anni il povero Bazzero
+giace sotterra, e più che da due anni giacevano rinchiuse e morte
+le ignorate pagine dell'anima sua. Non si risuscita un morto senza un
+gran grido.
+
+* * *
+
+Il tifo che l'aveva già colpito nel 1873, lo assalì una seconda volta
+ai primi dell'agosto del 1882. Fu una malattia rapida, senza pietà,
+che il fratello Carlo descrisse in una potente _Commemorazione_ che ha
+scosso ogni cuore. L'anima di Ambrogio aiutò a dettare quelle pagine
+così vere e così tremende che narrano un fatto tanto comune, il
+morire. Così termina quello scritto:
+
+ "Era la mattina di lunedì 7 agosto, il giorno che egli aveva
+ stabilito per la partenza pel suo giro di svago.
+
+ Alle 9 e 45 l'infermiera, fatto il segno di croce, cominciò a
+ pregare a suffragio dell'anima.
+
+ Il suo volto rimase atteggiato ad un dolore sdegnoso, le labbra
+ sottili strette, l'occhio semi-aperto, io spirito malinconico
+ abbandonò la terra, lasciando sul volto i segni dell'angoscia,
+ supremo addio alla luce; si dileguò addolorato così come s'era
+ sempre pasciuto di segreto corruccio e di desolazioni.
+
+ Venni da mia madre, m'inginocchiai e con uno scoppio del mio pianto
+ feci più violento il suo, che s'effondeva invocando Dio.
+
+ Mia madre, mio padre ed io baciammo un'ultima volta la sua fronte
+ tiepida ancora, e il nostro sacrificio era compiuto."
+
+La notizia della sua morte giunse quasi improvvisa agli amici e fa un
+colpo di fulmine. Povero Bazzero! Ci ritrovammo tutti al tuo funerale,
+e ci parve che in te morisse la nostra prima giovinezza.
+
+Ho ancora presente quella bella mattina di agosto. La gente riempiva
+la strada innanzi alla sua casa. C'erano le rappresentanze della
+stampa, della Costituzionale, della Congregazione di carità, gli
+amici della _Palestra_, della _Vita Nuova_, dell'_Eco dello Sport_, i
+parenti, i poverelli. Pareva che tutti, anche quelli che l'avevano
+incontrato una volta sola, affettassero un certo orgoglio d'essere al
+suo funerale, per dimostrare in qualche modo d'appartenergli. Due cose
+ebbi occasione di osservare nel mezzo della mia commozione: che la
+morte è una rivelazione; che i buoni sono forti.
+
+Dal portichetto si entrava nella sala d'armi a terreno, vasto locale
+dal nero soffitto, dalle finestre acute a piccoli vetri rotondi, pei
+quali la luce entrava fredda a intirizzirsi sull'acciaio delle
+armature appese alle pareti. In un angolo un camino con poca cenere, e
+un vaso funebre sopra; di qua di là cassoni antichi, d'un colore
+cupo, con sopra elmi, e appoggiati agli spigoli delle vecchie targhe.
+
+Nel mezzo era il feretro dell'ultimo amico dei cavalieri, fra quattro
+antiche torcie e molti fiori. Al cimitero non gli mancarono saluti
+pieni di lagrime. Uno gli disse:--Beato chi anche a trent'anni lascia
+un'orma di sè!--Quell'uno era Carlo Borghi, anima e simpatia della
+_Vita Nuova_, anch'egli una speranza dell'arte e del paese. Non passò
+l'anno che la morte, giudicandolo colle sue stesse parole, le
+trascriveva pel suo funerale. Noi crediamo ancora che i morti
+s'incontrano in qualche luogo.
+
+In alcune sue _Ultime volontà_ il Bazzero lasciava scritto: «Il
+giorno da me tanto desiderato, o miei parenti, è giunto. e non
+piangete: è il giorno in cui voi finalmente conoscerete l'anima
+mia.» E dopo aver raccomandato la sua donna e le sue ceneri, pregava
+così: «Per mia iscrizione queste sole parole:
+
+ AMBROGIO BAZZERO
+ NATO............... MORTO...............
+ _Tout ce qui finit est si court!_
+
+Erano le parole della sua donna, nelle quali spera di rivivere.
+
+I giornali cittadini di tutti i partiti dissero le lodi del defunto:
+la famiglia gli eresse un sepolcro, dove a capo della cassa, pose le
+sue intime memorie e le lettere della sua donna. Oggi ne richiama lo
+spirito e lo raccomanda sommessamente all'avvenire.
+
+
+EMILIO DE MARCHI.
+
+
+
+
+ANIMA.
+
+Incipit vita nova.
+
+
+
+
+
+NEL MIO COMPLEANNO.
+
+
+ Limbiate, 15 ottobre 1876.
+
+AL DESERTO.
+
+L'anno scorso, nel mio compleanno, scrivevo dei pensieri che erano
+l'espressione dell'anima mia, e li dedicavo a mia sorella: quest'anno
+ancora voglio scrivere dei pensieri e li dedico al _deserto_.
+_Deserto_: ecco l'espressione dell'anima mia! Che cosa scrivo?...
+Si possono tradurre a parola le convulsioni dell'anima, le contorsioni
+di mano, gli stringigola, i groppi, le memorie fallite e le speranze
+fallite? Posso scrivere lo stato dell'anima mia?... Eppure voglio
+sfogarmi: voglio lasciare un foglietto che attesti questo tristissimo
+compleanno. Lo leggerò io? quando? come? Lo leggeranno gli altri?
+quando? Quando io sarò morto, quando frugando entro le mie carte, i
+miei parenti diranno:--Aveva un po' del matto!--e mi compiangeranno.
+Lo leggerò io? Non so perchè, ma fra l'immenso buio che mi ottenebra
+la vita, un po' di lume cade su quella scena ineffabile che ho sognato
+mille volte:--cioè:--una donna, la mia _donna_, spierà me che
+apro il cofanetto di ferro.... Apro e tolgo anche questo foglio. Lo
+leggiamo insieme.
+
+Se oltre i trent'anni mi aspettassi l'ineffabile felicità che
+sogno! Consento ad _amare poco_ la mia famiglia, ad essere misantropo,
+ad essere così scoraggiato, per apprezzare te doppiamente, o mio
+ideale, o mio unico segno, o mio _completamento!_ Ti desidero, ti
+supplico, ti voglio! Quante volte oggi satanicamente ghignai alla
+canna del mio fucile, dicendo:--Dentro c'è la morte!--e guardandone
+la nera bocca, e invidiando la suprema voluttà della morte..., mi
+sorrideva a un tratto l'idea: Avrai pace, anima! Nel futuro avrai
+tante gioie a compensarti i dolori, gioie tranquille, pure,
+castissime... Sei brutto, corpo mio, ma sei buona, anima mia! Oh
+sì! sei buona, sei casta, sei amantissima! Voglio anche esser
+morto, quando la donna mia trovasse questo foglio! Certo non
+riderebbe!
+
+L'inattività, l'inutilità mi avviliscono, il _deserto_ mi
+schiaccia.... Come soffro! Nessuno mi conosce, nessuno oggi più mi
+soccorre di una parola, nessuno mi incoraggia alla vita!...
+
+
+ Limbiate, 23 ottobre 1876.
+
+Fu una giornata piovosa, melanconica, di quelle in cui si desidera la
+quieta canterina, con un angiolo, con un bambino, con un focolare
+benedetto: tutto bigio e nebbioso dovrebb'essere al di fuori: cadute
+le foglie, infangate le stradicciuole, freddolosi i bimbi: tutto
+mesto, tutto morto, per far contrasto col di dentro--tutto santamente
+allegro e tutto vita. Vita, vita, ecco la gran parola! Vita, la grande
+aspirazione dei ventidue anni, dei ventitrè, dei ventiquattro, dei
+venticinque. A venticinque questa vita è l'irresistibile
+bisogno!... Acquietati, anima mia: il tuo corpo è bambino:
+acquietati: diventa filosofessa e ascolta il gran principio della
+sapienza pratica:--_la vita è uno scherzo, cosa da ridere: si debbe
+approfittare delle gioie che offre: non prendere niente sul serio: si
+debbono ammirare i sacrifici per uno scopo: il moralista «en amateur»
+è un asino_. È vero, c'è in queste parole una schiacciante
+verità. Vorresti discutere? No, arrossiresti, anima mia. Vorresti
+esprimerti? No, saresti ridicola. Vorresti prorompere? oh sì!
+espanderti nei cieli, volare ai mari, cercare i monti, volare
+volare... ma poi, tutta potentissima, fidente, docile, speranzosa,
+felice, tutta venirmi alle labbra, e formare un bacio, su una fronte
+umile di una donna; tutta divenire l'espressione di un ossequio, di
+una religione, di una felicità, di un nuovo Dio formatosi nel mio
+cuore, un Dio per la Donna! L'anima, così incatenata come mi è a
+questi giorni tristissimi, impotenti, irresoluti, sogna per espandersi
+l'ampiezza, l'altezza, l'incommensurabile, l'infinito, sogna le
+immense solitudini: l'anima sogna i consorzi umani e vorrebbe dalle
+solitudini passare ad abbracciare le città, la civiltà, le arti
+di tanti popoli: l'anima vorrebbe stancarsi, per posare.... ma il
+cuore, il povero cuore, tronca siffatti voli, e, modesto, di passo,
+quieto, religioso, vorrebbe avviarsi, anzi con evidenza s'avvia al
+futuro: il suo mondo diviene una camerina, la sproporzione dei
+desideri dell'anima si riduce alla misura delle cose umane, l'infinito
+si cambia nella _vita_, divengono stanche ironie le grandi solitudini
+della Natura e i grandi consorzi degli uomini di fronte ad un santo
+_dovere_, ad una donna che popola un universo, irradiando le virtù
+della fede, della speranza, della carità....--Ecco,--ora dico a te
+stesso:--faccio della poesia, sono un sognatore, nemmeno io vorrei
+credere a queste mie ciancie. Faccio della poesia? Ecco la
+prosa:--vorrei la mia Donna che mi amasse, rendendomi la fede gentile
+che ho perduto; vorrei un bambino che mi facesse pensare:--Che importa
+a me degli ambiziosi, dei ricchi, dei gaudenti, dei gloriosi? Eccoti
+nel bambino la tua ambizione, la tua ricchezza, il tuo gaudio, la tua
+gloria, il tuo scopo! Oh sì, compiangendo, ma non irridendo le mie
+poesie di un dì, diventerei un uomo che vive, che sa fare le
+addizioni e le moltipliche, che sa comperare, sa risparmiare, sa
+provvedere ai bisogni più prosaici, e vorrei avere uno scrittoio
+dinnanzi, non un'immensa solitudine, non uno spettacolo di varie
+civiltà, e da quello vedere il mio orizzonte, cioè i guadagni
+che potrei fare per la mia famigliuola.
+
+* * *
+
+Mille volte dico: voglio su qualche foglietto di carta lasciare
+traccia dei miei patimenti, per farmi conoscere dai miei quando
+frugassero fra le mie carte. Io scrivo, a sbalzi, pel mio cassetto,
+molte volte rattenendo le lagrime di tenerissima commozione, molte
+volto imprecando con voluttà mefistofelica a Dio!--Ci voleva tanto
+poco per farmi felice! Non ricchezze, non gloria, non nobiltà, non
+i soliti meccanismi della società domandavo: domandavo pace,
+sacrificio, religione, fede: avevo coscienza di fare un sacrificio, la
+coltivavo, mi accosciavo due volte al giorno, per voto, in una chiesa,
+ero buono una volta. Che ho ottenuto? Poveri miei anni, dai diciolto
+ai venticinque!
+
+* * *
+
+Che cosa è la vita dell'uomo? Nient'altro che la spuma dell'onda
+che si dibatte fra gli scogli misteriosi dell'Infinito. Ma se un
+riflesso di cielo può dare l'azzurro alla spuma fuggitiva, un
+riflesso d'amore può dare alla vita i colori della Fede, della
+Speranza e della Carità.
+
+* * *
+
+Ricordo, colle lacrime al cuore, che vi fu un anno, in cui, in alcune
+sere stellate, quando dimenticavo il mio corpo, quando dimenticavo il
+mondo esterno, e il mondo interno mi signoreggiava, e mi sentivo, e
+volevo credere, e sperare, e amare, ricordo che in alcune sere
+stellate, soavissime, confidentissime, ebbi vicino a me un'anima che
+mi ascoltò e mi comprese, quand'io espressi qualche speranza pel mio
+avvenire, avvenire che io legavo all'arte e alla famiglia. In quelle
+sere io accrescevo di dignità alla mia coscienza, io mi dichiaravo non
+volgare, mi mostravo uomo, e confidando, credevo, speravo, amavo....
+Furono gli unici conforti: li ricordo: e allora, perchè a metà
+svelate, mi parvero più sante le mie melanconie, i miei silenzi, i
+miei dolori, il mio carissimo e soavissimo tifo, sì, la mia religiosa
+convalescenza, le mie dolcissime _Confidenze_, i miei sessi profumi, e
+il mio risveglio, il mio _Tintoretto_.... il mio _Giuliano_! Ho
+ricordato queste cose per dire che a quell'anima (come pensi ora di
+me, e come penserà, se vivo, non so) vorrei fossero consegnate queste
+mie annotazioni, s'io morissi, perchè, almeno in lei la mia memoria
+vivesse un po' consacrata, non come quella che lascierei a mia madre o
+a mio padre, la memoria di un _povero_ figliuolo: e basti la
+compassione. A Lidia non oso destinare una sola riga: a che pro? Se mi
+volle un po' di bene ed ebbe poi tempo di dimenticarmi, perchè
+svegliare in lei, non dirò un rimorso, ma una cura fastidiosa? Così
+vivendo e morendo faccio sacrificio di speranze. A che pro io ebbi
+rimorsi, e per esser felice, mi tormentai? A che pro? A che pro non so
+correggermi?
+
+Scriverò anche stassera? Oh sì che ne ho immenso bisogno! Mi
+sentivo buono, ma deserto, ma ridicolo, ma quasi reietto dalla
+società, avevo voglia di piangere e gettai le braccia al collo di
+mia madre. Oh mia madre! mia madre! Se tu fossi il mio tesoro, la mia
+pace, la mia religione, se in ogni tristo mio momento potessi posare
+la mia testa sulla tua! Tu hai scoperto che io piangevo, e mi hai
+detto:--La tua fronte scotta!--O mamma, in questa povera testaccia
+bollono tanti pensieri, ma resteranno sempre cozzanti e inconcreti
+perchè la mente ha perduto ogni forza di studio: mancò al cuore
+l'alito primo: l'ambizione non mi seduce più: se avessi denari,
+libertà e cattiva natura, questo sarebbe stato l'anno in cui sarei
+diventato vizioso! Coi vizi almeno avrei vissuto; col ricordo della
+virtù, colla stizza dell'impotenza al male, col vano attendere,
+colle spossatezze, coi fremiti del dì d'oggi vivo neghittoso. Vivo?
+Vegeto, inutile pianta. Nessun scopo alla vita: sono deserto. A
+venticinque anni....
+
+Mia madre è venuta qui, mi ha baciato, mi ha domandato che cosa
+ho?--Ho un mondo a rivelarle: non so da che parte incominciare: l'ho
+quasi respinta col dirle:--Lasciami stare, lasciami stare--quasi che
+lei fosse indegna di ascoltare le mie confessioni. Sempre così!...
+Respinta, si tace, soffre, forse come me, forse più di me, e
+fingendosi tranquilla mi domanda se le voglio bene. In questa promessa
+vuole ch'io le racchiuda una sacra promessa; ella forse teme.... Ha
+concluso con una sola parola:--Tu sei troppo buono!--Oh mamma, mamma,
+lasciami questa illusione: tu, cioè, non mi credi _originale_. O mia
+mamma, questa parola _buono_ sulle tue labbra ha avuto un accento nuovo
+e sicuro: anche quand'ero piccino mi dicevi ch'ero _buono_. Anche oggi
+l'hai detto, e hai capito che dentro di me si compiono dei sacrifizi.
+O mamma, ti voglio tanto bene. E vorrei esser felice per raccontarti
+tutto, per farti esultare di tutte le mie umili contentezze, per avere
+in te l'interprete sincera delle gioie dell'anima mia. Passo dei
+giorni squallidi, tristissimi, meschini, lo vedi.... No, mamma, nella
+mia superbia dell'affetto, nelle mie gelose fantasticaggini, nel mio
+deserto, mi pare quasi d'esser fanciullo, volendoti bene, e m'infingo:
+ma invece dove sei tu, c'è il mio angiolo: tu angiolo di verità,
+di rassegnazione, di fede, di speranza, di mitissimo amore, tu mamma!
+
+* * *
+
+Ieri, verso sera, ho veduto una bambina coi capelli biondi, colle
+pupille azzurre, una poverina che sedeva sui ciottoli, senza pensiero,
+col sorriso dei suoi otto anni. La mirai a lungo. Pensando che
+s'avvicinava la sera e a casa mi aspettava la minestra calda col buon
+brodo, e la carne, e la lucerna allegra, e la tovaglia di buon
+augurio, avrei voluto condurla con me e darle la mia parte, e
+sorriderle.... Che cosa avevo io fatto nel giorno per trovarmi
+servito, scaldato, allegrato? Povera bimba!--Lo dissi alla mamma:--Una
+bimba come quella non oserei sognarla mia,--e tacqui. La mamma mi
+raccontò che quella sgraziata aveva una matrigna che la trattava a
+busse e le faceva soffrire la fame. O mamma, quanto avrei voluto
+baciarti: mi riconciliai con tutto, con tutti, volli fugare i miei
+fantasmi di dolori, volli che tu fossi il mio tutto. Come potrei io
+dedicarmi a te? oscuramente, ma santamente provarti sempre che t'amo e
+contrapporre alle mie sciocche ambizioni, all'amor proprio trafitto,
+alle vane gare in cui sanguina il cuore inutilmente, contrapporre il
+tuo affetto sempre placido, sempre religioso, sempre benedetto, non
+mai ridicolo?
+
+* * *
+
+O Lidia, Dio è l'ironia!--Il buio!
+
+
+
+
+ULTIMO GIORNO DELL'ANNO 1876.
+
+ Domenica, 31 dicembre.
+
+Mancano tre ore e l'anno sarà finito. Queste tre ore voglio
+sentirle minuto per minuto, voglio goderle.... Come le gode la gente
+pratica del mondo? Divertendosi e gozzovigliando. Stupenda filosofia!
+io come le godo? Le godo sgroppando un'uscita al pianto segreto che mi
+arroventa il cuore: è una consolazione:--sorridendo un po' a
+qualche pallida fantasia della mia religione: è una poesia! So che
+è poesia inutile, ma a me è tanto cara.
+
+Sono solo nel mio studiolo. Papà, mamma, Carlo sono andati or ora a
+teatro, proprio quand'io salivo le scale per chiudermi quassù. Ed
+or ora ho lasciato il Bianchi che mi ha complimentato gentilmente
+dicendomi un paio di volte «che bel tipo! _originale!_» perchè lui va
+a teatro, e io torno a casa a capo chino.
+
+Sono solo e sono triste. Vorrei scrivere ordinatamente, ma non posso.
+Sebbene, chiusomi quassù, avessi tutta l'intenzione e il bisogno di
+scrivere, di scrivere, di scrivere. A che? per chi?
+
+Che cosa spero pel 1877?
+
+
+Milano. _Mercoledì, 21 novembre_ 1877.--Sono da pochi giorni arrivato
+dalla campagna: ed ho il mio studiolo freddo, polveroso, abbandonato,
+tristo e perciò sto a disagio al tavolo. Coll'anima stanca, col
+cuore senza fede, coll'ingegno assopito, con grandi dolori--ma senza
+lutti officiali al cappello--bisognoso _di vita, di vita, di vita_,
+freddo a numerare le mie illusioni cadute, freddissimo a pensare al
+futuro, ti mando un bacio. Aggradiscilo come bacio di fratello. Pensa
+che mi sento il cuore gonfio d'un'arcana bontà, pensa che io
+piango, e che piangendo sento il bisogno di un'anima, e pensa che
+dinnanzi all'altare di un'altra anima che mi comprendesse, io
+pregherei ancora Dio, perchè mi sento casto, gentile, serio: e
+dinnanzi ai santi balbettamenti di un bimbo capirei--con quanta vita
+del cuore!--che l'arte per cui ho sofferto tanto, addoppiando me
+stesso, era un bisogno imperioso di creare; che la scienza di queste
+Accademie è il deserto, il vuoto, il nulla, o il tritume, la
+polveraglia dei morti: che gli anni di mia giovinezza erano un _voto_:
+che i miei tormenti, le mie fedi, il mio scetticismo, le mie speranze,
+le mie battaglie, il mio isolamento nella folla, il mio sdegno pei
+volgari, le mie povere poesie, erano indizi di un'anima che
+rigurgitava in un corpo nervoso, _di un'anima che voleva
+un'anima!_--Sono solo nel mio studiolo, solo, freddoloso e mesto. Ogni
+anno di questi dì faccio una ben triste resa di conti:--delusioni
+si aggiungono a delusioni. I volgari non si accorgono mai delle foglie
+che cadono, tu piangi: e la baraonda prosegue. Tu sorridi: oh
+veramente ci fosse Dio e vedesse e almeno lui apprezzasse questi
+sorrisi!
+
+--Qualcosa c'è che non si soggioga a cifre: qualcosa c'è che
+rende uggiosi i libri dei filosofi: qualcosa c'è che consola i
+soli, gli abbandonati, i poveri, i poeti!--Oggi bisognerebbe tutto
+domandare ai medici materialisti. Io domando troppo a me stesso.
+
+
+
+
+ULTIMO GIORNO DELL'ANNO 1877.
+
+
+ Lunedì, 31 dicembre.
+
+Mancano tre ore e l'anno sarà finito. Ho qui sul tavolo tutte le
+mie memorie. E voglio scrivere. Scrivendo imito il carattere di Lidia,
+Che cosa voglio scrivere? Nulla di ordinato. Incomincio col rileggere
+le mie annotazioni del settembre 1876, poi voglio leggere il mio
+portafogli co' miei sogni di artista (1873-1874-1875): poi la mia
+lettera a Lidia: poi la sua a me....
+
+Oggi si chiude un anno, un tristissimo anno. Colle speranze, coi
+ricordi, colle illusioni. Ella mi appartiene quasi, fino all'ultimo
+minuto di questo anno; domani si apre un anno nuovo, un anno che sarà
+importante per lei: sento che mi sfugge sempre più, che non è.... che
+non sarà mai più mia!...(5) Mio Dio, rendila felice!--Io mi illudo
+sempre nel mio dolore: rileggo la sua lettera, ribacio il suo
+ritratto, sento nell'animo la sua voce, e sono superbo, contento,
+felice, ma sogno, sogno: la verità non è ancora entrata nel mio cuore,
+io non sono persuaso che non la vedrò più! che non ho più diritto a
+pensare a lei!... Anno tristo, la mia vita è spezzata. Io ero nato per
+l'amore, per la donna, per la casa, per le sere tranquille, per un
+bambino, per sperare, per _sentire_ la famiglia a benedire tutte le
+mie febbri, le mie aspirazioni, le mie malattie: e invece? Io vedo
+dinnanzi a me giorni e giorni e anni e anni _che passeranno_, solo
+conforto: _che passeranno_.... senza più ambizione di un nome, senza
+desiderio di una donna, senza coscienza di un'anima, e sempre più col
+bisogno di una donna! Non voglio più scrivere. Nè so scrivere. Mi
+inginocchio e prego il suo Dio, quello che ella pregherà per me:--Dio,
+ho bisogno dì credere! io mi sento buono! io mi sento il cuore!
+
+Quando pensavo a lei, sentivo la fede e Dio! quando mi sentivo
+squallido e senza speranze, pensavo al suicidio, quasi come a un
+candido sogno! quando vedevo dei luoghi ameni: dicevo--_qui non c'è
+lei!_--quando vedevo delle fanciulle mi sentivo l'anima innondata di
+pace! quando vedevo dei bimbi, mi venivano le lagrime agli occhi! Mio
+Dio, al mio corpo nervoso, cupido, febbrile ho negato gli amplessi
+della femmina nuda; ho impazzito pensando alle voluttà: ho
+combattuto battaglie ridicole pel mondo, ma supreme e gloriose per chi
+vuol avere nel pensiero suo il pensiero d'una vergine; mio Dio, il suo
+ricordo era per me il ricordo di una tua vergine: la sua lettera l'ho
+letta in un santuario, guardando la bionda testina di due de' tuoi
+angioli! Guardami! Dimmi tu che non sono ridicolo, amando ancora! Che
+non lo fui amando in passato! Tu hai detto:--Siate fratelli e
+sorelle--e non hai detto che gli stranieri, i poveri, gli sventurati
+non possano fra loro essere fratelli e sorelle. Dinnanzi a mio padre,
+a mia madre, ai miei amici non ho saputo dire:--Ella è straniera!
+Ella non ha dote! Ella mangia il pane altrui!--sarebbe stato un
+delitto di _leso decoro_ questo mio detto. Io fui così fiacco da non
+parlare, da non combattere parenti e amici e mondo: io tacqui! e
+sperai in te e in lei!... Mio Dio! Quanti a quest'ora si apparecchiano
+a godere gli ultimi momenti dell'anno! Io sono ginocchioni, io prego,
+io voglio pregare, io piango, io sono solo! io non so sperare, nè
+domandarti per me alcuna cosa per l'anno nuovo!! No, no, che importa a
+me di quello che mi accadrà? Ma io voglio pregare, voglio
+sorridere, voglio piangere per lei! Mio Dio:--rendila felice, e fa che
+ella si ricordi di me e che io sappia qualcosa di lei!
+
+Rileggo i libri delle mie _Confidenze_. Oh! come sono belle e
+tranquille! Rileggo le pagine della malattia di Lina e le invocazioni
+ad Ermanna! Povero mio cuore!... Mio Dio, ti supplico, rendila felice.
+
+
+_Domenica, 27 gennaio._--È una giornata chiara, bella, calduccia.
+Tutti passeggiano. La si crede una prima festa di primavera. Io sono
+tanto tristo! Ho aperto le finestre: e mi vengono tutte le memorie
+della mia convalescenza. Poveri giorni di languide speranze! Giorni in
+cui mi pareva sempre di sentire l'odore di ghiaia umida misto
+all'odore delle violette: mi pareva di vedere uno dei viali del
+giardino _non suo_ un viale che termina a un gruppo di pini dal cortice
+odoroso.... Oh mesti crepuscoli di Limbiate!--Io non so scrivere
+ordinatamente.--Ho taciuto tanto. Mi piacerebbe avere qui tante e
+tante memorie scritte: le rileggerei ora e le troverei belle! Come mi
+paiono belle queste poche! Eppure in vacanza non ho saputo scrivere:
+scrivendo mi pareva di rendere troppo concreto il mio dolore, di
+studiarlo troppo, mi sforzavo a essere indifferente. Quello che di
+dolorosissimo ho scritto l'ho scritto per Bianchi. Ho perdute le
+lagrime di quei dì. Vorrei ch'egli mi restituisse le mie lettere.
+Mi pento gravemente di essermi tanto confidato con lui. Mi capisce?
+Può capire chi non ha il mio ingegno? Chi non ebbe i miei
+entusiasmi? Chi non ebbe il mio cuore! Ridicolaggini! Ma io mi sentii
+_potente_ ed ebbi un giorno delle audacie e una tal coscienza di me, che
+mi dovetti dire:--Oh sante le mie febbri che mi distinguono dalla
+folla intorno a me.
+
+In questi giorni mi tornano alla mente i miei auguri per lei. Voglio
+pensare alla sua felicità. Ella apparecchierà la sua veste
+bianca! Ella gli scriverà quei mille nonnulla così graziosi,
+così cari, così confidenti! _L'oubli seul sépare!_ E il mio
+pensiero?
+
+O mio tranquillo cimitero di Limbiate, ti amo! O miei boschi! o
+pini!--Purchè io sia tra voi o mi imagini di essere tra voi, il mio
+cuore si esalta, l'anima mia diventa buona, e nelle speranze di un di
+e nelle delusioni d'oggi, il mio desiderio è desiderio di pace e di
+amore, il mio ingegno si sveglia e mi tormenta e mi fa delirare sempre
+inconcreto, sempre senza via, sempre senza certezza di scopo. O mio
+cimitero! Ti vedevo tutti i giorni quando pensavo all'amore! Ti
+ricordo ogni volta che qualche amico ride o qualche femmina
+sogghigna!--Come si amano i propri dolori!--Il cimitero vecchio non
+serve più per le tumulazioni: ebbene amo già il nuovo, perchè
+presento che vi giacerò (non oso dire _voglio giacervi_): vi sono
+passato vicino tante volte st'anno guardando ai monti di Como, a
+Mombello, alla Chiesa dei frati, ai monti che ho contemplato mille
+volte al tramonto con dolci desideri di avere una casetta là e
+là.--Amo le strade infangate, le foglie cadute, le campagne
+brumose, la mestizia della solitudine e il luogo di pace... amo la mia
+memoria abbandonata, solitaria: mi sento sotterra, sento l'oblio, lo
+sfacimento.... Ella avrà dei figli, degli amici, _la vita!_...
+
+
+_Mercoledì, 30._--Tutto è vuoto, senza scopo, senza soddisfazioni.
+Ieri ho visitato il cimitero degli stranieri! Come dormono bene le
+anime protestanti! «_Thy will be done_...» Come dormirei bene anch'io!
+
+* * *
+
+Tutto finì. Ecco il vuoto.
+
+* * *
+
+_Est quaedam fiere voluptas!_
+
+* * *
+
+Mio padre crede che questo sia il libro dei conti.
+
+* * *
+
+_Nos joies ressemblent à l'arc-en-ciel, qui a l'aurore nous
+apparaît au couchant, et vers le soir se montre à l'orient._
+
+* * *
+
+Ogni mio filo che mi lega alla vita è nel passato: ed è solo pel
+passato e per lei che sento che la vita deve avere uno scopo serio. E
+solo per lei ho bisogno di credere a Dio, e solo per lei il suo Dio mi
+dà una mestissima pace e una mestissima fede, quasi una
+vocazione.... Solo pel passato, mantenendo una dolcissima illusione,
+io sorrido e studio, e prego Dio e sospiro alle fanciulle e vorrei
+baciare tutti i bimbi.
+
+Uno solo il mio pensiero--Lidia--ed uno il mio voto--Dio, rendila
+felice!--Essa è mia sorella. «_Notre affection est pure et noble,
+elle n'a rien de profane, elle peut se raconter à toutes les
+âmes qui sont bonnes_:(6)» ella mi disse, e mi accettò per
+fratello....
+
+Io solamente son felice quando guardo la sua lettera, il suo ritratto,
+la mia lettera, quando penso a Limbiate e al cimitero tranquillo....
+
+Desidererei (e voglio scriverlo a' miei parenti) d'esser sepolto a
+Limbiate.--Desidero di avere sulla mia pietra o croce il solo mio nome
+e cognome e le sue parole: _Tout ce qui finit est si court. Allez
+toujours_.
+
+
+_5 e 6 febbraio._--S'io trovassi un compagno, andrei in Grecia
+_volontario_, giacchè qualche garibaldino si muove da Milano.
+Insegnerei a' miei parenti ed amici ch'io sprezzo la vita!
+
+Leggo Byron. Si è avverato il _suo augurio_:--«_que son coeur se
+passionne pour ce qui est beau et grand!_»--Byron! I miei giorni non
+sono sciupati: più che il tritume delle Accademie vale il vulcano
+di Byron. Byron! io sento il mio cuore batter col suo! Che m'importa
+se vivo solitario? Perdo poco perdendo le ciarle stupidine o
+pretenziose o vuote dei cosidetti amici che sanno _vivere a questo
+mondo, prendendo le cose come vengono_. Perdo nulla, perdendo, la sera,
+le pettegole scipitaggini di un palchetto di femminucce... Byron! Tu
+mi rifai il sangue. Tu mi animi. Tu mi ridoni i miei muscoli... Oggi
+spero indeterminatissimamente, ma spero pel mio avvenire.--Ho veduto
+mio padre assistere all'anniversarie preci per suo padre.--Mi consolo
+ricordando, in una passeggiata in campagna, al sole primaverile, le
+frasi della lettera di Lidia.--Che ancora per le fila provvidenziali
+di Dio avessimo ad incontrarci?--Oh! possa il mio povero ricordo
+tormentarti nelle ore delle tue frenetiche voluttà! Sposa sei?--O
+mio Dio, come io desidero di morire!
+
+
+_19 febbraio._--O mio Dio, sento uno di quegli sconforti, pensando al
+mio passato!--Come vorrei esser morto! Piango!--Oggi, qui, dai tetti
+di un terzo piano di povera gente mi giungeva la vocina balbettante di
+un bambino.--Guardo il suo ritratto. Ma, mio Dio! sento che
+inavvertitamente caricherei a palla, _sì_, una pistola antica, e in
+questa febbre, inavvertitamente me la accosterei alla fronte.... Amo
+Lei! Lei! Tutta la mia giornata è per _Lei_! Studio per Lei, di
+giorno: studio per Lei, di sera! penso a Lei, di notte!--Penso ch'Ella
+deve esser felice, e per non turbarla, non mi uccido! Ma chi più mi
+trattiene? Che mi aspetta?--Che cosa è il mondo per me!--Se potessi
+viaggiare e viaggiare e stancarmi!--Come passo le sere e le giornate
+da solo.--Sere di primavera, coll'odore delle violette di Limbiate!
+Giornate di primavera con una trista, strapotente insidia di
+voluttà nelle membra!--_E voglio esser casto_! Chi lo sa? Chi lo sa
+il mio martirio? Chi lo apprezza?
+
+
+_3 marzo._--È primavera. È domenica. Suonano a distesa le campane.
+Domani andrò a Limbiate e qualcosa saprò.... Avrò coraggio di
+domandare di Lei?... Mi spaventa un tristo presentimento dacchè non
+ha Ella risposto al mio biglietto.
+
+Mio Dio! che vuoto! Non sono stato ad alcun veglione; eppure oggi io
+mi sento tanto triste, e inquieto e svogliato, come se fossi stato a
+sciupare la mia notte.... Mi conforta il pensiero che Ella leggerà
+il mio libro _Lagrime e Sorrisi_. È _donna_ e lo capirà. Che importa
+a me del mondo?
+
+
+_6 marzo_.--Torno adesso da Limbiate, e subito corro quassù a leggere
+queste mie memorie, e vorrei scrivere sempre un pensiero, sempre un
+dolore, sempre un'illusione. Domani, giovedi grasso, quando gli altri
+godranno, io scriverò, e penserò, e piangerò.
+
+Non ho saputo niente di Lei!
+
+
+_30 marzo_.--Il nostro povero cane di Limbiate è ammalato. L'amo
+perchè è tanto legato alle mie memorie! Nel novembre 1873,
+quando solo mi addormentavo nella mia stanza fredda gustando le sante,
+melanconiche, dolcissime mie speranze: il povero cane mi dormiva a'
+piedi del letto. Quando a cinque ore, al tramonto, io vedevo, fra gli
+sterpi e le ruine scalcinate della darsena del laghettone, e
+contemplavo nell'acqua il riflesso roseo del cielo e _sentivo_ la
+solitudine delle acque e delle tristi pinete, fingendo di trovarmi
+sulle rive del Mincio, e pensavo sospirando all'amore.... quando là
+al laghettone, _riassumevo_ la giornata e chiusi i fascicoli di diritto
+speravo e speravo e speravo!... il povero cane mi era accosto. E,
+ricordo, ho sorriso a lui, che mi trovava solo, meditabondo, amoroso,
+a quell'ora, a quel luogo! E credo qualche volta di avere avuto quasi
+soggezione di lui!... Povero cane, povero amico!...
+
+Tutti i giorni passavo un'ora o due al cimitero e pensavo alla _vita_, a
+una fanciulla, ai bimbi, alle _sue_ toilette, ai suoi nonnulla, alle sue
+scarpine, ai suoi guanti, alle sue moine,--lì fra le croci e le
+foglie secche col sole pallido e le stradette umide io vivevo! O
+speranze! o memorie!--Io lavoro: studio il tedesco. Mi avvinghio
+sempre più al passato. Dove l'avvenire?
+
+
+_31 marzo_.--È morto il cane! Povero _Chellen_! povero amico!.... A
+poco a poco là s'infrangono gli anelli che mi legano al mio
+passato.... O mio avvenire! O Lidia, se tu sapessi la mia
+sensibilità, la mia poesia, le mie lagrime! Mi è caro tutto
+ciò che nella mia memoria è legato con te... Ma non poteva Dio
+volere ch'io non li vedessi, ch'io fossi tranquillo, ch'io amassi
+un'altra fanciulla, ch'io a quest'ora fossi già _marito_ e _padre_,
+ch'io fossi felice? Perchè Dio volle diversamente?... Crescono le
+ardenze delle mie febbri, il corpo freme di bisogni fisiologici,
+l'anima è sempre la stessa a comprendere la donna, il cuore è
+gonfio, l'ingegno sente la ricchezza del sentimento e... Se tu sapessi
+i miei scoraggiamomi!... Il mio passato!... O miei sogni, o mia
+preghiera, o Dio, o Donna, o Tutto, o Lidia!... O Lidia, come ti
+amo!--Ma che Dio sia almeno giusto, e faccia sì che il mio pensiero
+dia anche a te un po' di questi tormenti.
+
+Torno col pensiero al povero cane! Povero amico! sì, caro
+testimonio di tante mie lagrime, di tanti miei dolori!
+
+Leggo le mie memorie: è il saluto che le scrissi! E piango! Come il
+cuore è gonfio!--La scienza è vana. Ieri ho ascoltato una grande
+lezione di Antropologia: la genesi umana: la scimmia! O Lidia,
+perchè non eri tu a casa mia, in un bel gabinetto, pieno di cose
+d'arte e di profumi tuoi, bella, _mia_, sorridente? e perchè io non
+potevo gittarmi a' tuoi piedi, pregando Dio attraverso Te!
+
+Leggo il mio saluto. Oh se tu potessi piangere, come piango io!...
+Eppure spero... Ci incontreremo, sarai _mia!_... Forse incominciano
+adesso le mie battaglie... Perseveranza, Castità, Fede...
+Speranza!... Lidia, ti prego in ginocchioni, dalla tua felicità (se
+ti ricordi di me) mandami un poco di pace! Merito un poco di pace,
+perchè delle mie idee arrossisco in faccia al mondo: non in faccia
+a Te, non in faccia a Dio! Leggo il mio saluto.... Saluto eterno!...
+La mia vita è condannata al tormento di perpetua illusione e di
+sproporzionato sentimento!...
+
+Torno dal cimitero. Ho visitato il campo degli stranieri: ho letto
+iscrizioni tedesche e inglesi: Credo sia una buona azione il visitare
+i poveri morti stranieri.--Come dalla morte a me sgorga il pensiero
+della vita.--Ho visitato anche la Pinacoteca, _adorando_ le Madonne
+del quattrocento... Sì, sì, il mio ideale della donna è divino.--Sei
+maritata? Oh come penso tristamente alle tue gioie frementi di sposa!
+Amavo meglio, nei mesi scorsi, pensare a' tuoi dolori di vergine!
+
+Quand'io sognavo... la prima volta con te, a Firenze o a Venezia, io
+promettevo, io giuravo di caderti innanzi ginocchioni, dicendoti
+qualche mio pensiero delle _Lagrime e Sorrisi_, piangendo ch'io non
+fossi abbastanza poeta per te, esultando con tutta l'anima d'avere la
+coscienza ch'eri un fiore e che io non ero la mano villana che lo
+toccava.. E t'avrei baciata in fronte e t'avrei detto:--Piangi!
+
+La mia penna è impotente alle povere fantasie del cuore!
+
+
+_1.° aprile_.--Vorrei ricordarmi e rischiararmi dei paesaggi
+carissimi, dei boschi, delle rive, dei cieli... Anima ammalata: sento
+le donne nei fiori, nelle gemme, nei prati, nei cieli, nei raggi del
+sole... Non scrivo perchè non so scrivere: le parole che adopero
+sono parole che hanno tutti nei vocabolari; i sentimenti che mi
+ammalano sono sentimenti miei, e il mio cuore è diverso da quello
+degli altri.
+
+Oh come penso! come vedo! come fremo! Ho avuto il tristo dono della
+fantasia. E come soffro! Ma oh! venga il mio pensiero qualche volta a
+turbarti!
+
+Ho aperto il mio cassetto: il profumo che ne uscì mi ricordò
+dolcissimamente il giugno del 74, quando scrivevo le _Confidenze_, mi
+illudevo tanto e speravo tanto! Allora mi sentivo una fanciulla: e la
+mia convalescenza era per me una scusa alla languidezza del mio
+sentimento....
+
+Crescere in dignità per lei, è lo scopo di questo mio anno. Nel
+mese scorso, venendo qui, nel mio cassetto presi un foglio di carta e
+scrissi due versi di Byron: oggi ho scritto due versi di
+Schiller.--Sogno dolcemente: a Limbiate le mie speranze, le mie
+certezze, il mio avvenire!--Ma quando sono qui, e vedo i luoghi di
+tante mie meditazioni, e quando vedo la casetta di..... e quando suona
+la campanella della chiesa di sotto, e quando vedo il _suo_ giardino, e
+la finestra dove era affacciata quella sera di settembre, e quando....
+oh come sento che tutto è passato! che la mia vita è decisa! che
+il mio avvenire è spezzato!--Deserto!
+
+Prego la primavera, i fiori, le rondini, i bambini, il sole,
+Dio.--Rendetela felice!
+
+E di fronte alla primavera, ai fiori, alle rondini, ai bambini, al
+sole, a Dio, mi sento innamorato e casto!
+
+
+_Venerdì Santo_.--Compiono oggi sei mesi da che... Sei mesi! mezzo
+anno! A me paiono sei giorni!
+
+O quale sconforto il mio.
+
+Oggi tutte le donne pregano.... Prega per me! Prega Dio che mi faccia
+morire!...
+
+Morire? imputridire? essere dimenticato? E il mio desiderio, il mio
+bisogno era la vita, l'amore, la poesia!
+
+
+_Sabbato Santo_.--Le campane annunciano che Cristo è risorto. Qual
+vuoto in me! Ma come potrò io mostrare l'anima mia! a chi?
+
+
+_Martedì, 23 aprile_.--Come per certi dispiaceri certi uomini
+ricorrono ai liquori, pe' miei io ricorro (ricorsi) a Byron, Foscolo,
+Rousseau, Shakespeare: mi sostengo con questi alcool.--Ora gli
+abbattimenti, il vuoto.... e quali battaglie!... I miei _balocchi_
+antichi cominciano a distrarmi poco poco. Ma perchè forzare la
+natura?
+
+
+_24, mercoledì_.--Ho fatto la comunione. Ieri il prete mi disse di
+meditare mezz'ora. Ecco come medito.... Per quattr'anni di seguito,
+quando a primavera andavo alla chiesa per la comunione, io portavo con
+me il portafogli col tuo nome! Sante illusioni! E quando l'ostia
+toccava le mie labbra io mi concentravo nel pensiero:--Lidia crede in
+Dio!--E la comunione del 74, quando ero convalescente? Oh nessuna
+preparazione di teologo, nessun libro, nessuna madre, poteva rendermi
+tanto degno di Iddio, quanto la mia speranza e la tua memoria! Santa
+religione, santa poesia, fede gentile: _Vita_, Donna e Dio!--Dimenticavo
+di non esser bello, d'essere ignorante, d'essere timido alla pratica,
+sentivo Te, speravo, sentivo la fede che è la vita! O vergine, o
+bionda, o straniera, chi t'avrebbe detto che tu dovevi tanto deliziare
+e tanto tormentare un'anima italiana. Io italiano? goffo, ridicolo,
+senz'azioni.
+
+O vergine, o vergine! o Lidia, io ti ringrazio! Quei momenti in cui io
+pensavo a Te e la tua memoria veniva col pensiero di Dio, erano
+momenti soavi, pii, forti, si, e non verranno più! O Lidia, o
+Lidia, o _mia sorella_, prega per me!--Alcune volte voglio ribellarmi al
+tuo ricordo, e chiamarti causa d'ogni mio tormento, e odiarti....
+Potessi odiarti!... Tu non ti sei manco accorta di me!--La realtà
+è troppo triste: è meglio l'illusione, la poesia.
+
+Ed oggi?--Vuoto, sconfortato, col solo pensiero che sono brutto e
+ridicolo!--Senza speranza, senza fede, senza amore,--sono andato alla
+chiesa.... Ho pensato alla tua comunione di sposa.--Ho sentito come,
+anch'io, riceverei la mia ultima comunione, a letto, ammalato,
+moribondo, pensando alle mie Memorie, a Limbiate, al cimitero, dove
+voglio giacere, al mio libriccino _Lagrime e Sorrisi_, al mio
+portafogli, pensando a quelle carte che lascio nel mio scrignetto, al
+tuo ritratto che cadrà sotto gli occhi di mia madre.... pensando al
+di che saprai ch'io sono morto!...
+
+Oh io mi sento buono!
+
+Non voglio più annotare!
+
+_Maggio, 3._--Guardo il cranio.... e guardo il tuo ritratto. Il tuo
+ritratto! Ecco la vita, la speranza, l'amore, la Donna, la _Fede_!
+
+Ed io ancora ho la speranza, la vita, l'amore, la fede per te, per te
+che non sei più mia!--Piango con dolcissime lagrime.--Mia Lidia,
+quale scoraggiamento!
+
+Nel teschio vedo la materia: in te lo spirito: in quello il vuoto; in
+te il pensiero.... In te Dio!
+
+Ho riletto le memorie di quest'anno! Mio Dio, mi vedi? Non so
+scrivere. _Je ne vous oublierai pas_, ella scrisse: e nel cassetto mio
+tengo la sua lettera mezzo aperta per leggere.
+
+* * *
+
+Tento di scriver oggi, 22. Ho veduto Lidia qui a Milano. Da quindici
+giorni ero abbattuto, stanco, annoiato, avvilito, senza più un
+pensiero alle cose antiche, senza passione per lo studio del tedesco,
+indifferente ad Heine e Goethe.... a tutto! Oh come mi erano cari
+quest'inverno i miei studi di tedesco su nel mio studiolo, quando
+tentavo di tradurre _Lagrime e Sorrisi_, e scrivevo, imitando il
+carattere di Lidia! Eppure guardavo di rado il suo ritratto. E la
+domenica in Duomo? Sempre, sempre passeggiavo sotto le arcate
+ricordandomi le espressioni della mia lettera, le espressioni della
+sua: e pensando che avrei studiato, e che avrei fatto.... In questi
+giorni studio in Biblioteca: e ogni sera, su nel mio studio, guardo le
+teste da morto e poi guardo il suo ritratto.
+
+L'ho veduta ieri dopo pranzo alle 7 1/2. Tre volte l'ho veduta. Essa
+mi ha fissato, si è rivolta, mi ha atteso.... Ed io?
+
+Che farà? È sposa? Era con sua madre? Colla sua tutrice? Ho
+influito sulla sua vita? Viene da Mantova o da Catanzaro? Va a
+Catanzaro o forse _per sempre_ in Germania? È felice?
+
+Era pallida.
+
+Ma era proprio lei?
+
+Quando nell'ottobre scorso l'ho vista a Limbiate aveva la faccia rosea
+sotto il velo.
+
+Ieri era pallida.
+
+Se non fosse stata lei, perchè avrebbe mostrato di accorgersi tanto
+di me?
+
+Il mio turbamento fu immenso. Poi mi acquietai. Ho dormito sognando
+dell'incontro. A mattina mi rinacquero mille speranze e pensai a cento
+ipotesi, mi sentii felice. Sono andato sul corso, in Galleria Vecchia,
+vicino a Dumolard, in Duomo.--Forse è partita! Per dove? Avrà
+dormito stanotte? Che avrà pensato?
+
+Dio mio! Dio mio! Ho letto tutta la mia lettera a Lei. Ho schifo delle
+mie sconce mani. E ho l'anima che sente Dio.
+
+Era lei?--O è tutta mia illusione?-
+
+Da Limbiate potrei saper qualcosa, ma non oso, non oso affrontare
+nuove emozioni, e forse tristissime!
+
+Stamattina ancora ho sperato. Ma e se fosse a Milano per provvedere il
+suo corredo da sposa? Doveva sposarsi nel febbraio, mi dissero (a
+Limbiate).
+
+(Fosse qui per collocarsi nuovamente in qualche casa!)
+
+Quali incertezze! Se mio padre e se mia madre sapessero!
+
+L'incontrerò ancora?
+
+(Non so scrivere).
+
+Ma che cosa vorrebbe adunque l'anima mia! Oh! nella morte ci deve
+essere una gran _pace_. Mi ricordo sempre il _Suicidio_, dramma di
+Ferrari, e so di voler bene a mia madre! O mamma! o mamma! Come da Te
+è uscita la mia anima ardente?
+
+E sono brutto e ho dei difetti che mi rendono ridicolo nell'amore.
+
+Sono tormentato, ma mi sento _vivo! vivo! vivo!_ meglio è l'inferno
+che il nulla.
+
+Ogni speranza di attività, di amore, di avvenire, di vita è in
+Lei.... E la vedo per l'ultima volta o la rincontrerò?--Tormento di
+incertezza--Basta! basta: ma come passerò i giorni?
+
+Ma ci vuol altro! Leggere cinque o sei ore al giorno tedesco, è
+questa la vita? la pratica? la realtà? Ma che cos'è la _vita_
+dunque?
+
+Vorrei divenir pazzo per non pensare _più_.
+
+_Un'anima che ama_, in un corpo nervoso è tale tormento che gli
+uomini serii non sapranno mai,
+
+A che scrivere?
+
+E se questa Provvidenza che io bestemmio mi preparasse la felicità?
+se?...--Se lei potesse entrare in casa mia? Se sua madre o la sua
+tutrice....
+
+Sogni! sogni inutili.
+
+--_Sei brutto e sei tormentato: e sarai brutto e sarai tormentato:_
+ecco l'unica verità. Ti morirà la mamma, e che farai? Ti
+morirà il padre, e che farai?--Resterai solo a far la vita
+dell'ortica--solo--o con un fratello che ebbe aspirazioni diverse
+dalle tue.--Solo senza illusioni, senza egoismo e senza virtù
+proficue agli altri, solo e sempre memore che hai _amato_ hai amato, hai
+amato. Allora leggerò queste note?
+
+
+_22, dopopranzo_.--O suicidio! o suicidio! Ecco un orribile momento!
+
+
+_7 agosto_.--A che cosa è attaccata la mia speranza? Tutto quello che
+ho sofferto in quattr'anni! Come ho bisogno d'esser felice! E come amo
+Te sola!
+
+
+_20 agosto, giovedì_.--Compie oggi l'anno. Come avevo deciso di
+uccidermi?--Andrò a Parigi: ma l'anima mia è a Limbiate: a
+Limbiate la mia _illusione_!
+
+O Lidia, come ti amo!
+
+23 _agosto_.--Andrò a Parigi. Mio padre oggi mi ha dato i denari.
+Rimasi avvilito:--Che cosa ho fatto per meritarmeli?
+
+O Lidia, penso malvolontieri al viaggio. _Mi pare_ che Tu debba ancora
+essere a Limbiate.
+
+
+ Limbiate, 8 ottobre 1878. Martedì.
+
+So che il suo matrimonio è andato in fumo, perchè lo zio le
+negò il consenso.... Che parte ho avuto io in quell'animo?--Che
+deserto! È vuoto quel palazzo, e piove, e mi ritiro (santa
+illusione) a scrivere un po' di tedesco e di inglese, pensando a
+Lei.... E Lei penserà a me?
+
+Spero sempre: e benedico le mie melanconie. Mi illudo che Ella capiti
+a Milano, ch'io la riveda, ch'io... O Ella ha _l'anima mia_: ella
+leggerà i miei pensieri. Potrà sprezzarmi?
+
+
+_Domenica, 24 novembre 1878_.--Sono a Milano, da quasi una settimana: e
+come mi sento triste! Sempre il tuo pensiero, o Lidia! Come all'anima
+mia abbisogna la tua! Come mi sento bisogno di amare, di credere, di
+sperare!--Un amico mi ha domandato se sono divenuto _filosofo_, anch'io.
+Sì, ho risposto, ed ho riso.
+
+Filosofo gaudente e indifferente? Filosofo?--Ohimè, come mi diventa
+indifferente l'idea del suicidio!
+
+Oh gli amici non mi comprendono! Sono anime piccine: Sono corpi
+oscuri:--Sono mezze creature.--Come desidero di morire! Oh mia madre,
+come ti voglio bene! Ma perchè hai soccorso sì poco all'anima
+mia!
+
+
+_18 dicembre_.--O mio avvenire! Mi si presentano sogni, e imagini e
+speranze, con una evidenza e una serietà di particolari che quasi
+mi illudo... e sogni e imagini e speranze si fondano su di Te. Da tre
+mesi e mezzo, non ho più guardato il Tuo ritratto, o mia vergine, e
+mi sforzo a ricordarti tutta, coll'anima!
+
+Tre grandi illusioni sono il mio grande tormento: tre grandi illusioni
+nella vita di un giovine bennato, Dio--la Donna--l'Arte.
+
+Mi sento solo--e la notte mi turba con mille paure.
+
+Un altro pensiero che pareva sopito da tanto tempo risorge a
+infastidirmi nell'amor proprio,--ma non scrivo; su queste pagine,
+consacrate al Tuo nome, o Lidia, non scriverò nessun altro nome di
+donna.
+
+
+_Martedì, 24_.--Ecco un'ora triste!--Ieri sono stato fra la gente, ho
+visto dei giovinotti eleganti; delle belle signore.--Non so
+scrivere:--i sogni mi perseguitano con maliarda voluttà. Che ho
+provato io della _vita_? Nulla e mi sento stanco, vecchio, senza
+speranze, e senza scopo.
+
+Oh qual bisogno d'esser felice!
+
+Ma a che tradurre Byron? a che tradurre Heine? Byron e Heine hanno
+_vissuto_: ecco la poesia.
+
+Ho ingegno sì o no? E che cosa faccio?
+
+O come desidero di morire!
+
+Rileggo un poco del mio _Tintoretto_! O che giorni erano quelli in cui
+scrivevo quelle scene, appena guarito dal tifo! Che vita! che
+speranze! che amore! Come mi sentivo artista, buono, solitario!--Sono
+scorsi già quattro anni. Quattro anni! E come sono io oggi?--Oh!
+leggo, leggo alcune scene.--E ricordo quello che mi dissero Marenco,
+Lombardi, Ferrari.--Oh come ho bisogno di risvegliarmi, di
+risvegliarmi alla vita, e dire ho la _donna, e le gioie dell'Arte_!
+
+Ma è un sogno. E desidero di morire.
+
+--L'anima mia che è?
+
+Oh! s'io morissi! Ma s'io morissi, le fanciulle continuerebbero a
+prendere marito.
+
+Mi è pure uscita una triste parola.--Oh la donna! valgono tanti
+tormenti dell'anima per lei?
+
+La donna! avessi ascese le scale del lupanare, quando, a diciott'anni
+mi vennero le prime melanconie, e correvo tutti i giorni a pregare
+Dio, e non per me! Ah! ero troppo stupido!
+
+Ma uno scopo ci dev'essere all'attività; alle febbri della mia
+età. Non sono nato per i divertimenti, non per lo studio, non per
+la gloria--oh potessi fare il bene, sì, e obliarmi nel beneficare
+chi soffre. Unico scopo, la _carità_.
+
+
+_31 dicembre 1878_.--Ultimo giorno di un anno inutile nella mia
+vita.--Ho studiato l'inglese e il tedesco: ho letto molto: ora leggo
+molto, e con un ordine. Voglio farmi un'idea netta della letteratura
+del nostro secolo, e passo le giornate al tavolo colle grammatiche, e
+alla biblioteca con Monti e Manzoni e--sono sempre scoraggiato.
+
+
+_1° gennaio 1879_.--È passato anche il 78!
+
+E Lidia ove sarà? che farà? Si ricorderà di me? Ho riletto
+tutte queste memorie. Ho sperato sempre e spero ancora.
+
+
+_3 gennaio._--Oh se potessi andare a Venezia! E le conseguenze? E mio
+padre?
+
+Perchè Lidia non si è maritata?--Non ho ancora aperto la busta del suo
+biglietto, ma ho intravisto.... Nemmeno il carattere della carta da
+visita è cambiato. Dunque non ha aggiunto nessun nome al suo.... E se
+avessi intravvisto male? Vorrei vedere subito.--No,--domani.--E in
+quante speranze mi perdo!
+
+Si era un po' assopita l'anima mia. Perchè torno a svegliarmi? e
+sento tanto tormento di incertezze e di speranze?--Vorrei.
+
+
+_5 gennaio._--A che studiare? È una bellissima giornata: sole, luce,
+vento sciroccale: l'atmosfera nettissima: suonano campane e campanone; la
+ballerina si affaccia al balcone discinta e canta a squarciagola.... e
+senza sentimento! Oh la vita!--Io sono nè triste, nè allegro: sono
+nervoso, impaziente.
+
+E penso.--Io ho mandato a Lidia il mio biglietto di visita senza una
+mia parola, senza il mio indirizzo--e Lei mi manda gli auguri e scrive
+il suo indirizzo.... Il suo indirizzo non è un invito a scriverle?
+O forse avrà bisogno di una parola amica?--Ed io tacerò se è
+dovere.--Ma c'è un altro dovere....--Ma se è destino?--Stamane
+pensai agli amici, ai parenti, al mondo, e mi spaventai....
+
+Quali incertezze!
+
+_6 gennaio_.--O Lidia! (scrivo dalla Biblioteca di Brera: è
+mezzogiorno, suonano le campane: e mi pare di essere in una città
+di provincia, e mi faccio triste, per gustare quella melanconia che
+avrai gustato Tu tante volte a Mantova e a Venezia! Questa estate,
+qui, le campane mi avevano il suono delle campane di Limbiate, e
+sospiravo!) O Lidia, ho qui il biglietto che mi spedisti Tu ieri da
+Venezia, in ricambio.... La busta non l'ho ancora aperta: e tutt'oggi
+non l'aprirò, gusto questa incertezza. Oh sono felice!--A Limbiate
+non sapevo più nulla di te: a Milano nulla. Quattro mesi erano
+scorsi: potevi esser morta. Io affidai al caso (no, no, a Dio!) il mio
+biglietto di visita per te.... Così era lontano dal credere che tu
+lo ricevessi!--E l'hai ricevuto! Oh qual gioia per me avere una busta
+scritta da Te.... e dico nel mio cuore, scrivendo il mio nome, avrà
+pur dovuto, fosse solo per un minuto, pensare a me!--Una volta ho
+ricevuto il tuo ritratto (10 ottobre 1877): una seconda volta la tua
+lunga lettera (23 ottobre 1877): ed ora un tuo biglietto.... avrà
+qualche frase? l'indirizzo? la data?--Non so! Non apro la busta: ma mi
+sento felice.--Rispondendo al mio biglietto mi hai dato una gran prova
+di stima.... potevi lasciarmi supporre di non aver ricevuto il mio....
+Ma a che ragionare? Mi sento felice.--Nell'ultimo giorno dell'anno
+1878, io ruppi i suggelli a certe mie carte, e rilessi, rilessi le mie
+annotazioni! Trovai una grande disperazione e una grande
+speranza--anche quando _ero certo_ che Tu eri la moglie di un altro.--Ed
+ora lo sei? Se il tuo biglietto portasse un altro cognome?-
+
+O Lidia! Lidia! a che studiare? quando si è così felici
+nell'amore santamente?--Oh come ti amo! E come spero? Dio può
+ingannarmi? Dio ha fissato che tu sii la mia donna! senza confidenza,
+senza speranza, ho gettato in buca il mio biglietto... ed oggi... oh
+non l'aspettavo più il Tuo!--Col tuo biglietto sul cuore, volli
+entrare nella Chiesa di San Marco a osservare le sculture antiche e
+fingevo d'essere a Venezia, poi sono andato al Duomo.--Sotto le arcate
+del Duomo, l'inverno scorso, ho sperato e temuto mille volte
+d'incontrarti col tuo sposo; sotto quelle arcate ho ricordato tutte le
+domeniche le espressioni della Tua lettera, e ho cercato di tradurle
+in inglese e in tedesco (soave illusione!); sotto quelle arcate Ti
+cercai più giorni nell'estate, dopo che t'avevo vista a Milano...
+Rileggendo le memorie del 1878 mi dicevo:--_Ma come speravo ancora?_
+
+_Sento_ che un giorno rileggeremo insieme queste annotazioni, e saremo
+contenti, e pregheremo Iddio, sento che la castità e la mia vita
+ritirata non sono un castigo per me, sono un _voto_, una preparazione...
+O Lidia, mi inganno? E allora che cosa è della mia vita? Ho già
+27 anni! E sento tanto bisogno d'avere al mio fianco una donna, una
+giovane, una sorella, una vergine! I miei anni passano! Io spero,
+spero, o Lidia, spero.
+
+Che importa se per quattro anni Tu non hai risposto al mio amore: Mi
+hai amato, quando Ti dichiarai: «Siate felice!» e avrai cominciato ad
+amarmi dopo l'addio.
+
+Oh! se sono derivate a Te sventure, io dico: «benedette sventure se
+possono farti ricordare di me e potessi io un giorno farti dimenticare
+le sventure che hai avuto e rifarti con me una vita nuova, tranquilla,
+anche nella nostra età matura!»
+
+Quale incertezza!--Oh spero, e _sento_ che Dio mi vede... Vorrei andare
+al Santuario di Saronno, e là affisandomi in quei due angioli
+purissimi di Gaudenzio che ho tanto amato, là aprire la busta e
+leggere il suo Nome. Così nel 1877 ho letto la sua lettera: in
+faccia a Dio, nella quiete, nell'ombra, nella poesia santa di un
+sacrario antico!--Lontano dagli amici che ridono!
+
+Senz'aprire la busta ho voluto spiare mettendola su un vetro della
+finestra quello ci fosse scritto sul biglietto. C'è l'indirizzo
+suo... gli auguri.
+
+Mi sento triste--Le scriverò? Uscirò dall'incertezza? Oh s'io
+fossi libero della mia volontà che cosa Le scriverei!--Mi viene in
+mente di far stampare dei pensieri, e mandarli a Lei,--E poi?--Quale
+tormento!
+
+_7 gennaio 1879._--Imparare una lingua difficilissima, come la tedesca,
+per far sentire a una fanciulla tedesca le note di un suo grande poeta
+(note piene di religione e di amore di patria) è un pensiero che
+non sarebbe venuto in capo a due su mille innamorati nel mio caso. Oh
+che dico?--Darle una speranza o un addio con voce dignitosa, con sì
+faticosa costanza, con sì nobile poesia! Mi accingerei con fiducia
+e lavorerei anche cinque ore al giorno, per un anno, se sapessi.... Ma
+in queste incertezze!
+
+Piuttosto che vivere così combattuto desidero morire e desidero che
+queste mie memorie tutte siano lette da mio padre e da mia madre.
+
+Tarsis e Ricci sono morti giovani. Oh che darebbero i loro genitori
+per farli rivivere? E come tutto diventa santo dopo la nostra
+morte!--E i miei desideri, che sono santissimi ora, diverrebbero una
+religione di memorie sulla mia tomba. O mia vergine, come io ho
+sentito l'amore puro, nobile, felice! Oh! come io ho bisogno di Iddio.
+
+_10 gennaio._--Quali incertezze sempre! Ieri sera ero deciso a mandarle
+il _Tintoretto_--quel _Tintoretto_ che ho tanto amato!--E come mi spaventa
+il giudizio del _mondo_!
+
+Ah potessi essere egoista e avere i mezzi di esserlo con i fatti!
+Essere egoista, osceno, pigro, poltrone, ghiotto, e consumare il
+cervello coi vizî, non coi pensieri nobili--Ma che faccio
+infine?--Ho riletto il mio _Tintoretto_ e sono mestissimo! Quante
+illusioni e quanto amore!
+
+_11 gennaio._--Come mi spaventa il _mondo!_ E chi è questo mondo?... Oh
+come sto meglio nella solitudine di Limbiate! dove non sento nemmeno
+questi nomi!? E il _mondo_ dopo aver ciarlato una settimana, s'annoia, e
+cerca un nuovo pettegolezzo: e ad esso si dovrebbe sacrificare tutta
+una vita?--Ma perchè questi pensieri, con tanta evidenza?--O Lidia,
+come stanotte ho vegliato penosamente! Ho pensato al mio avvenire.
+Sono stanco di studiare, così, senza uno scopo. Eppure quando a
+teatro sento qualche bella cosa, santa, morale, scritta coll'anima e
+col cuore, mi dico:--Mi sento anch'io chiamato _a fare del bene?_ Sì,
+e bene!--Bisogna combattere la nuova letteratura da postribolo. Ho
+pensato a fare pratica di notaio o di avvocato, e fare gli esami. Ma
+che carriera sarebbe per me?--Oh che tormento! E che cosa faccio?--Da
+un poco di giorni penso seriamente di parlare al Parravicini e farmi
+da lui occupare nella Congregazione di Carità. Almeno fare un po'
+di bene! giacchè non posso essere egoista!--Che faccio? Che
+farò?--Studio, studio, mi occupo a leggere operone e non elzevir,
+riconduco il mio pensiero al grande, al bello, al dignitoso. Ma mi
+annoio anche! Non ho una parola gentile che mi aiuti!
+
+_13 gennaio._--Mio Dio! come veglio penosamente la notte! Perchè
+questo strazio? Amo quella vergine, e _sento la vita_ de' miei
+ventisette anni, vita ribollente, immensa, condensata, perchè non
+l'ho mai sfogata colle tremende voluttà della carne.--Amo! e devo
+reprimere _tutto in me_: e sperare, sperare vagamente, sperare.... È
+ben tristo quello che io penso.
+
+No, no, non mi sento creato per questa vita nulla che conduco! no, no,
+no, non mi seducono le scettiche prospettive di una vita negli anni
+venturi... no, no!
+
+Io amo come Dio vuole che alla mia età si ami. Io amo come la
+Natura vuole che con un viscere che si chiama cuore l'uomo ami.
+
+Una donna! un bambino!--Ecco il sogno del poeta, del credente,
+dell'artista, del felice, dell'infelice... dell'uomo!--Che importa a
+me della filosofia, di Iddio!--ammetto i bisogni della terra, e di
+questi bisogni faccio un tesoro di religione, una filosofia contro cui
+non si può lottare, un Dio che non è in cielo nè in chiesa,
+ma è un Dio--Amore!
+
+* * *
+
+--No, non sono pazzo: sono infelice, giacchè lo studio accresce i
+miei dolori, mi crea sempre nuove speranze che diventano sempre nuove
+illusioni e poi sempre nuove delusioni, giacchè non posso essere
+egoista come i giovani ricchi e eleganti, giacchè, coll'anima mia
+d'amante e col mio cuore di poeta, non potrò fare mai una carriera
+seria,--voglio provare a fare il bene colla mano, voglio entrare nella
+Congregazione di Carità, e vedere le vere miserie della folla, e
+soccorrerle forse anche co' miei denari! Sì, il _bene_!
+
+Io mi tormento; ma ecco sento una calma, una fiducia, una
+speranza;--mi inginocchio....
+
+Mio Dio! perchè mi arrabbatto tanto? Tu forse hai già preparato
+tutto il mio avvenire nella Tua Bontà; mi vedesti! mi vedi! mi
+vedrai! Io so nulla e Tu sai tutto! Io bestemmio e Tu sei e mi
+perdoni! O santa fiducia! Chi sa le tua fila, o Dio? E mia madre Ti
+prega? Che Ti dice? E Tu la ascolti? Ed io sarò felice? O Dio, io
+leggo il tuo Vangelo e sento che se i miei pensieri non si conformano
+alle sciocchezze del mondo, si accordano co' tuoi precetti santi,--io
+sento la gioia di amare coll'anima e d'essere casto!--E, se vuoi,
+fammi pure morire... morire casto, tranquillo, pensando al mio
+cimitero di Limbiate, alle mie soavi speranze di vita che mi
+lusingavano un giorno, e alla placida certezza di riposo che avrò
+sotterra: Oh io mi sento buono!--Sai, ho sempre pensato a Lidia
+davanti a quel cimitero: era un cattivo augurio o un buon augurio? Ma
+che volevo? che voglio? La pace!
+
+Come ho vergogna, in faccia a mio padre, di non avere una carriera
+seria!
+
+La mia vita in sei anni fu eterna e brevissima, felicissima e
+infelicissima: speranze, scoraggiamenti, voli, cadute a precipizio:
+certezze, febbri, languori, tormenti... chi può dire? oblio, anche
+oblio! deliri, pazzie nei sogni, nei desideri: e santa castità, e
+santìssimi, rossori! O Dio! ma _un solo il voto_: quando, febbrile,
+crudele, briaco, promettevo a me stesso di gettarmi fra le braccia di
+una femmina qualunque, e di raccontarle i miei dolori, per farmi
+almeno deridere da lei, per istigarmi, per istigarla, quando... No!
+no! «Avrai dei figli da guardare negli occhi» mi diceva una voce
+segreta... e sentivo che ancora al mondo c'è mia madre, e forse
+lei, la mia vergine!
+
+Rileggo la lettera di Lidia! «_Aimons! c'est le bonheur suprème que
+l'amour et j'ai aimé plusieurs fois dans ma vie avec une telle
+exaltation, un tel transport que j'aurais peut-étre été
+capable de tout sacrifier pour des personnes qui maintenant m'ont
+déjà oubliées!--J'ai senti en moi un besoin profond d'amour
+et de sacrifice! oh combien j'ai souffert quelquefois de n'avoir
+reçu une nature ardente!_»
+
+* * *
+
+Torno adesso dalla Pretura. Mio Dio! Come mi spaventa il mondo reale,
+il mondo della prosa, dei bisogni, degli affari.--E mi chiudo nel mio
+studiolo: apro il mobiletto.... Oh mondo delle mie illusioni, della
+mia poesia, del mio cuore! Come mi sento felice!
+
+Leggo la mia lettera a Lidia! Non è un affare, no, ma per me decide
+della vita nel futuro! Come sono contento d'avere espresso le mie
+idee, i miei cari tormenti.--Rileggerà Ella la mia lettera? E
+penserà?--_Et croyez-moi bien je n'oublierai jamais ce que vous avez
+été et ce que vous vouliez être pour moi!_
+
+
+_21 gennajo._--Cinque anni fa, come oggi, mi posi a letto. Se fossi
+morto?... Io sarei in pace, ma Ella non avrebbe avuto _Lagrime e
+Sorrisi_, e la mia lettera.... Mi conosce? Penserà a me? Al male che
+mi ha fatto?
+
+
+_25 gennajo._--Conosco pochissimi romanzi: e li ho letti assai tardi: a
+venticinque e ventisei anni non hanno lasciato traccia su me, li
+leggevo, come li avrebbe letti un presidente di Tribunale. Leggendo
+Young, Foscolo, Leopardi, Goëthe, Byron, Heine, Rousseau... dicevo
+a me stesso «che teste bizzarre!» e pensavo: è più utile un
+ingegnere che un poeta pazzo. Oh lo dico francamente: le letture non
+hanno esercitato nessuna influenza su me.--Leggevo per esercizio di
+lingua francese, inglese e tedesca.--Se un autore ha avuto influenza
+su me è Aleardi, e, vedete, Aleardi non può far male!
+
+Deciditi, sciocco! Chiudi in una busta tutte queste memorie: suggella,
+come si chiude una pietra di tomba; e non pensare più al passato:
+gettati nella vita! già troppi anni sono passati e fra pochi altri
+incomincerai ad esser già vecchio! Nella vita!--Oh se potessi
+viaggiare! E perchè? Chi mi strapperebbe il cuore e il cervello?
+L'orgia? la femmina?... Ah! alcune volte lo dico a Dio: se rinascessi,
+fammi nascere donnaccia volgare e venduta, e fammi conoscere tutte le
+crudeltà della libidine!--Potessi gettarmi nella vita!
+
+Si ha tanta affezione ai propri dolori, alle proprie illusioni, alle
+speranze, quando una vergine nel giorno del sacrificio immenso ci
+dice: Conosco che il nostro affetto è puro, è nobile--ho per voi
+una confidenza di sorella--non dimenticherò mai quello che voi
+siete stato e quello che volevate essere per me.--E sono dolori,
+illusioni, speranze che hanno consacrato sei anni _e sei anni della
+giovinezza_, sei anni dai ventidue ai ventotto anni.--Ah se sul cuore
+si potesse porre una pietra come su una tomba! Ma anche pei morti si
+spera la resurrezione!
+
+
+_25 gennajo._--Oh mie memorie di Limbiate, come mi tornate davanti alla
+mente, carissime e meste! E voi tranquille pinete, tranquillissime
+mura, squallide croci, mi ricordate il mondo della mia ardentissima
+vita. Come vi amo! Come vorrei rivedervi una giornata triste! Oh
+memorie dolci e piene di speranze, della mia malattia e della mia
+convalescenza! Il piccolo portafogli l'avevo sotto il mio guanciale:
+quando i miei parenti erano a pranzo, mi tiravo su a sedere sul letto,
+prendevo il portafogli, lo aprivo, leggevo il tuo nome e lo baciavo. E
+i miei libri francesi? _Raphael et les confidences_? E il primo
+lampeggiarmi alla mente l'idea che della vita del Tintoretto si
+potesse fare un dramma, e con quel dramma potessi conquistare un nome,
+e col nome, un avvenire? E il piacere di trovarmi ingentilito dalla
+malattia? E la soddisfazione di dire: «Mia madre sa che ho sofferto?»
+E le trepidazioni, le incertezze?
+
+
+_26 gennajo._ È una domenica calduccia, sciroccale, umida. Apro la
+finestra.--Ho trovato uno schizzo dal vero fatto a Limbiate
+probabilmente nel 1863 o 1864: lo amo!
+
+
+_31 gennajo._--Il tempo si è fatto triste. È inverno.
+
+Quali incertezze!
+
+Se fosse qui vicino ardirei parlarle? No: sono troppo villano di
+corpo.
+
+Compero armi antiche: getto denaro e vorrei gettarne di più. Ed
+Ella lavora per guadagnare.
+
+_2 febbrajo._--Jeri sera ho offeso, villanamente offeso, un mio amico.
+Lidia, perdonami! Ma così contraffatto, e incerto come sono io, il
+mio carattere può essere riflessivo e paziente? E i miei nervi?
+
+_Sera_.--Sono tranquillo, anzi sono lieto. Sono tre anni di vita
+riassunti in quei drammi e in quelle epigrafi (1874-75-77). E che? Non
+temo? Dio mi vede nell'anima.
+
+_7 febbrajo._--«_Je remercie l'ami de se souvenir de moi et l'auteur
+de me juger digne de l'apprécier: à tous deux je serre affectueusement
+la main._(7)»
+
+O Tintoretto, quanto mi costi! O Byron, o Goëthe, per leggervi ho
+speso un anno di fatiche e di illusioni e di delusioni!--L'amico si
+ricorderà sempre di voi.
+
+Questo amico che ha votato alla solitudine e allo studio gli anni
+più belli e più ardenti della sua giovinezza, colla sola gentile
+confidenza in Dio che un'anima di sorella ci poteva essere, la quale
+conoscesse le religioni del suo affetto e le febbri del suo povero
+ingegno, questo amico, qualunque sieno le circostanze della sua vita e
+della Vostra, vi ricorderà sempre. E vi prego di una cosa sola:--in
+quei giorni almeno in cui tutti per abitudine mandano un loro
+biglietto di visita ai conoscenti, per un mesto pensiero Voi non
+vogliate essergli avara del Vostro, perchè almeno egli sappia che
+Voi siete ancora a questo mondo e dove siete. Se poi verrà il
+giorno in cui al vostro biglietto vedesse aggiunto un altro, l'amico
+dirà:--Che essi siano felici!--e state sicuri, la sua preghiera a
+Dio sarà senza rossore, senza rimorso, senza un pensiero mondano,
+perchè incomincierà coi vostri nomi e finirà coll'augurio che
+si fa sulla culla degli innocenti (8 febbrajo 1879).
+
+_11 febbrajo._--Povero illuso! Aspetto ancora una lettera!
+
+
+
+
+_Comme une étoile dans la nuit!_
+
+
+_14 febbrajo._--Una lettera di Lidia! Che spavento! Ella è infelice e
+si confida in me. Vuole consolazioni da me?
+
+Che le dirò? Che posso fare?
+
+È giunto il momento che in sei anni ho sospirato.
+
+Essa è libera, è infelice,--è povera,--e si volge a me. Ed
+io?
+
+Ella mi ama! sarà mia?
+
+_Etant pauvre il faut que je travaille_(8).
+
+Lidia, l'anno scorso, in febbrajo, io ti credevo sposa a un altro.
+Quest'anno in febbraio, Tu ricorri a me per avere conforti! O Lidia,
+come io saprei farti dimenticare quello che hai sofferto! Io che ho
+sofferto sei anni! e soffrivo quando tu non sapevi di me!
+
+Forse Dio ha già stabilito tutto. L'ho sempre sentita questa
+profonda confidenza, anche quando ti credevo sposa a un altro.--Lidia,
+sei mia, sarai mia. Mi voto a te.
+
+Se Ella venisse a Milano?
+
+O mia Lidia, sono felice! Potessi vederti qui, nella mia casa!--Ti
+scriverò, come si scrive a una sorella.--È destino, no, è
+volere d'Iddio che noi abbiamo a trovarci, fosse pure fra dieci, fra
+venti anni! Ma ella è povera.... e vivrà? O Dio, sento una
+profonda fede in Te, l'ho sempre sentita anche nella disperazione, ho
+fede! e Tu mi dai la speranza!
+
+Povera ragazza! Sono io un infame, che la illusi? No: Dio mi vede.
+È Dio che ha disposto che io debba essere a Lei un fratello, un
+consolatore. Oh come mi sono meritato questo affetto di sorella!
+
+«_Etant pauvre il faut que je travaille._» Ecco perchè Ti sposerei:
+per lavorare insieme, per darti gli agi di una discreta posizione:
+ecco perchè Ti vorrei mia...
+
+
+_16, domenica._---Ho letto un po' dell'_Ugo_. La mia _vita_ la sfogavo in
+quei tormenti drammatici! Chi può capire la potenza di certe mie
+pagine?
+
+
+_17 febbrajo._--Come sono felice! Io amo e sono amato! O Lidia, l'anno
+scorso, di questi giorni, chi me lo avrebbe detto? Ma _sentivo_ che
+l'anime nostre dovevano incontrarsi!
+
+Jeri ho adorato la Madonna della nostra Pinacoteca fingendo ch'Ella fosse
+con me, con me felice, sorella, vergine!--Come sono felice! Sento di
+vivere! Sì, e parlo in casa, e fuori di casa, pel primo, mi intrattengo
+coi conoscenti, parlo, rido, non abbasso gli occhi.... Vivo! o Lidia, da
+quella prima sera che ti vidi a Limbiate ad oggi come ti ho sempre amato!
+ma quale scoraggiamento nel pensare «Mi amerà lei? o almeno si ricorderà
+di me?» Forse Ti ero indifferente!--Ma in questi giorni mi ami! mi ami!
+
+O mamma, come sono felice!
+
+Come Ti amo! Ma ricomincia il tormento:--Come farmi una strada?--come
+lavorare a prepararmi un avvenire?
+
+Io sono poeta!
+
+
+_18 martedì._--Jeri sera come fui melanconico e scoraggiato! Come
+farmi una strada?
+
+
+_19 febbrajo._--_Etant pauvre il faut que je travaille._--Come mi
+addolorano queste parole! In casa si discorre di comperare carrozze.
+In sei anni io credo che ventiquattro mila lire si sono spese per
+questo inutile lusso. E tu lavori!
+
+Jeri sono stato a passeggiare verso Limbiate, per sentirmi felice, per
+dire--là, là, un giorno ci troveremo e Ti condurrò in quei
+luoghi ove io ho pensato a Te e ho pianto!--Si vedevano i bei monti!
+Entrai nel cimitero di Porta Comasina per dedicare un mesto pensiero
+alle mie sorelle.
+
+Come sentii la vita! Come pensai a Te! Come Ti volli mia, al mio
+braccio sorridente fra le croci, melanconica per quanto hai sofferto,
+fidente pel bene che Ti farò io!--Dio ci ha destinati!
+
+Jeri avevo pensato tanto! E a sera un papà mi fa mille complimenti,
+per introdurmi nel palco di sua figlia. Combinazione! in quel palco,
+tante sere fa, sedeva una ragazza che somigliava a Lidia, ed io,
+pensando a Lidia, ho guardato con molta insistenza. La figlia del
+signor F. si credette d'essere l'oggetto di tanta mia attenzione, e
+cominciò da quella sera a guardarmi.--Oh come sarebbe felice mia
+madre!
+
+* * *
+
+Lidia, sono venuti per voi i giorni dello sconforto! cara, l'anima mia
+vi trova e vi dice--Coraggio!--l'anima sicura è ardente in Dio.
+È dovere il mio, e l'adempio in nome di quanto di più puro avete
+nella memoria della vostra vita, di quanto di più sacro sentite in
+fondo al cuore, fra i tesori della vostra fede religiosa, che è la
+mia. Un anno fa, voi mi avete scritto che credevate all'affetto
+nobile, puro, bello, quand'io mi sentivo tanto felice di sapervi
+felicissima: in quest'ora in cui ringrazio Dio che la mia povera voce
+possa giungere a un'anima sconsolata, in questa ora vi dico che Voi
+non avevate offerta la carità del vostro affetto ad un floscio che
+volesse raccosciarsi sui gradini del vostro altare e che sempre
+volesse tendervi la mano elemosinando l'obolo della vostra
+contentezza. Voi avete avuto allora e avete oggi la confidenza di una
+sorella: ed io, state sicura, so quale immenso e delicatissimo dovere
+mi dia questa massima parentela di _rispetto_ e di _affezione_. Voi
+credete? Io ho avuto due sorelle, ma esse mi sono morte assai presto,
+bambine ancora: ma ancora le sento intorno a me, cresciute con me,
+pietose di me e le invoco, e le voglio, e ne bacio i biondi capegli, e
+le amo, e arrossisco di non essere nè bello nè gentile, ma le
+amo, tremando e inginocchiandomi, le amo! Ed esse mi dicono:--Siamo
+deboli, siamo fiori, siamo profumi, siamo memorie, siamo angioli!
+Siamo sorelle, siamo vergini!--Voi credete! Queste parole per me sono
+la più possente religione, quella che non si insegna dalle madri
+nelle nostre preghiere da fanciulli, quella che non ho trovato davanti
+agli altari della indulgenza, quella che non ho cercato alla scienza e
+quella che, vizioso e scettico e rachitico, il mondo irride. Una
+religione celata in fondo all'anima, colle più tremende battaglie
+alla materia, colle più arcane gioie dello spirito, piena di
+misteri, di fede, di speranza, senza esame, senza egoismo, colla gran
+voce della natura che ci vuole buoni, con Iddio che ci vuole infelici!
+
+Ed è in nome di questa religione che non può offender voi nella
+vostra memoria nè nelle vostre speranze, ch'io vi dico:--Sorella,
+coraggio! Se le mie parole, disperse alla folla, mi tormentavano
+tanto, se le mie fatiche non aprirono mai una via, se le mie speranze
+d'Arte sono cadute, Dio è stato buono, ha voluto darmi le delusioni
+e i dolori, per darmi un segno della religione del sentimento, ha
+voluto togliermi ogni coraggio, per darmi poi la fede perchè io
+ripetessi a un'anima queste parole e con sicurezza.--Coraggio!---Se mi
+apparecchia un avvenire sa che c'è quest'anima a benedirmi, a
+pregare per me. E a Dio mi sono sempre confidato così:--Ella non mi
+ha fatto male e desiderando sempre che Tu la rendessi felice, io non
+mi sentivo mai egoista! Ella fu un gentile ideale che mi rifulse nella
+mestizia di una vita arida e senza scopo: mi accompagnò nella
+solitudine e negli studi: forse non dimenticò.... Se la mia voce
+può farvi del bene, Lidia, se questa parola _coraggio_ non vi suona
+banale da me, se l'espandervi vi sgroppa l'affanno dei giorni tristi,
+ricordatevi che non siete sola sulla terra, che io vi pongo tra le
+visioni più pure delle mie ore tranquille, e ardenti, che _io credo
+in Dio e in Voi_, che anche le vostre lagrime mi sono care, ch'io credo
+in Dio ed amo l'amoroso ideale della dolcissima Maria.
+
+E mi dico vostro affezionatissimo fratello.
+
+ 15 febbraio 1879.
+
+
+_19 febbraio._--Amo Lei! Lei! Tutta la mia giornata è per Lei! Studio
+per Lei, di giorno: studio per Lei, di sera: penso a Lei, di notte!
+Penso ch'Ella deve essere felice!
+
+Ed oggi come sono felice. Dio, credo in Te! Dio, non far morire me,
+non far morire Lei! Lascia che ci amiamo come fratello e sorella: ci
+benedici: e ci compensa di quello che abbiamo sofferto, Ella nelle
+delusioni, io nell'amare solo Lei!
+
+Oh come sono felice! Come vorrei che mia madre vedesse queste mie
+confidenze, per benedirci!
+
+Oh quanto amore! E se morissi? Ho visto ieri le ossa dei morti! Chi
+distingue le ossa di chi ha amato?--Finchè siamo vivi e giovani e
+puri, Dio è in noi e Dio è l'amore!
+
+Perchè si vive?
+
+Leggo un po' del mio _Tintoretto_! Questa copia, gualcita, sporca, su
+cui ho scritto tante volte per epigrafe i versi di Byron e quelli di
+Goethe, questa copia l'ho portata con me a Venezia nel 1876 e volevo
+abbandonarla sulla lapide del Tintoretto. C'era insieme un mio amico,
+e non ho osato. Oh come ho amato vedendo la pietra del pittore e
+pensando a Te!--A Verona ero solo: volli andare a Mantova per vedere
+la città dove Tu eri: alla stazione di Verona comperai dei fiori,
+li posi nel volumetto del mio _Tintoretto_ a pag. 70 e 71,(9) dove ci
+sono i pensieri che più mi facevano ricordare di Te, e volevo
+abbandonare e il dramma e i fiori e il mio pensiero al Mincio che va e
+va, all'ignoto, a Te.... Mi spaventai, pensando che quella copia
+potesse essere trovata e compromettere Te! vedi, a quali
+fantasticaggini da bambino conduce l'amore! Passai dinanzi al palazzo
+G. pauroso, religioso, raccolto, con amorosissimi pensieri: era
+illuminato dal sole: certe finestre aperte: nella corte si stava
+attaccando una carrozza.... Passai, ripassai, pieno di paure, e di
+memorie e di speranze.... Oh sì! Dio, li hai calcolati quei
+momenti, perchè ora mi fai tanto felice!
+
+* * *
+
+Ma l'avvenire! l'avvenire come me lo preparo? Con che lavoro? con che
+via?
+
+
+_20 febbraio._--È venuta un'ora di sconforto!--Da alcuni giorni sono
+al Museo Archeologico, colla _pretesa_ di studiare le armi, ma veramente
+per farmi un po' conoscere dall'_alta camorra artistica e municipale_ e
+forse mettermi a fare qualcosa. Passo delle ore là, ma adoro le
+Madonne e penso a te, o Lidia! Che importa a me delle armi rugginose?
+Quello che mi tormenta è la _vita_! Soffri tu? Sei nervoso? Sei
+ardente? È vero amore il mio? Perchè sono tanto infelice?
+
+
+_21 febbraio._--Come sono felice di amarti! Ma perchè sono
+incatenato?--Sento la poesia: ma oh quante volte penso al positivo, e
+faccio dei calcoli. Mio padre è ricco: scriverò un dramma per
+farmi una posizione?! È passato il tempo di queste ingenuità:
+non è passato l'amore.
+
+
+_23 febbraio._--Alcune volte come mi spavento! Oh potessimo esser
+felici! Noi due, noi due soli, e una bambina, noi, tranquilli,
+indifferenti del mondo, religiosi, artisti, casti, felici!
+
+I sogni mi stancano con maliarde voluttà: oggi mi sento la testa
+grave.
+
+
+_24 febbraio._--Ho abbozzato una lettera per Lidia. Trepido e tremo....
+Sono io geloso?
+
+
+_25 febbraio._--Come mi spavento in mezzo alla gente, pensando alle mie
+segrete speranze! Sciocco, ma quella gente moverebbe un dito per
+alleviarti un dolore? E Tu giovane, scettico e freddo e pieno di _posa_,
+sai Tu come mi agghiacci l'anima col tuo cinismo scientifico? Sei
+artista tu?--Ami tu?
+
+O Lidia, che giornata triste! Nevica ed è freddo. Guardo il tuo
+ritratto e penso.--Quanto ho sofferto dalla sera che io ti vidi,
+freddolosa, triste, avvolta nello scialle ad oggi! Io ho sofferto per
+amore! Oh come riderebbero i miei amici!
+
+
+_26 febbraio._--Dio, mi spavento! Sono io sicuro dell'anima mia?
+
+
+_1.° marzo._--Oggi sono felice. Da due giorni ero nervoso e
+spaventato. Ho letto ieri in un libro del Michelet: «Due persone che
+si amano spendono assai meno di uno solo che vuol dimenticare.»--E
+che idee nobili, pratiche, scientifiche! Quelle pagine mi hanno
+consolato.--È sabbato grasso. Ieri a sera non sono andato al
+veglione della Scala: sarebbe stato un insulto a Lei che soffre.
+
+Oggi sono felice!
+
+
+_2 marzo._--Sono freddoloso e sonnolento. Sono stato alle feste del
+Giardino. Ho avuto vicino, vicinissimo a me una sposina dalle spalle,
+dal seno nudo, ridente, allegra. Ho finito di dire a me stesso:--È
+mia moglie? Posso amarla?--La trovai gentile, perchè donna, la
+guardai, mi sentii buono e onesto, ma... potrei dimenticarti, o Lidia?
+No!
+
+Ieri il mio tormento fu grande. I pensieri mi bollivano nella testa,
+si che credevo di impazzire. Leggo oggi Michelet.--Poesia!
+
+
+_6 marzo._--Perchè non una riga? Perchè mi tormento così?--Sono
+nervoso e aspetto.--Come la vita è breve per il mio amore! Oh come
+aspetto una tua riga! Tu tardi, penso che Tu scrivi una lunghissima
+lettera per dirmi tutta la Tua vita. Sei ammalata? Al _Club_ non ardisco
+guardare la _Gazzetta di Venezia_, temo di trovare il tuo nome fra i
+morti.
+
+
+_7, venerdì_.--Perchè non una riga? Oh abbiate cuore!
+
+
+_8, sabbato._--Abbiate cuore!--È primavera: senti anche Tu l'amore
+della natura?--Che tristezza mi assale in questo momento! Lidia, io ho
+turbato l'anima tua, e che cosa posso io fare per Te?
+
+
+_10 marzo._--Oh! miei genitori, se voi provaste ad avere l'anima mia!
+
+Ai tremendi bisogni di un corpo nervoso, al tormentoso bollire di
+pensieri nel cervello, alla muraglia di ghiaccio che mi separa dal mio
+avvenire, come resistere? Come resistetti? Non posso occuparmi, no: la
+mia anima _non può_ volgersi ad altri pensieri; che importa a me di
+tutto ciò che è diverso dal mio amore? Oh se gonfio di vita,
+avessi almeno lo sfogo delle libidini: se pieno di sentimento potessi
+almeno prorompere in una poesia: se così tormentato potessi almeno
+avere la libertà di stordirmi viaggiando!--È primavera! Sono io
+un pazzo? Lo fossi, sì, lo fossi! sarei felice!--Ricordo che ho
+vissuto con intimità con due donne a V... e ad Oropa. Come ero
+contento! Come prevenivo i loro minimi desideri! Come mi sentivo bene
+avendo vicino a me una donna! E se questa donna fosse stata quella che
+ho sognato! E discorrevo del mio avvenire, dell'amore, della famiglia,
+dei figli, di Dio, e delle _toilettes_! Così la vita. Ma ero
+contento, e presentivo la felicità di essere con Lei.
+
+Sciocco! ieri lessi un libro di scienza. Dio non c'è: il fato è
+tutto: l'ideale nulla.--Dunque io sono un povero sciocco!
+
+Padre mio, Ti sei tormentato tu pensando: Dio c'è, o non c'è?
+
+La scienza nuova, le nuove lettere mi spaventano: non leggo niente per
+non turbarmi, e se qualcosa mi capita sotto gli occhi, sento lo
+squallore del materialismo e dell'ateismo. Sono un fanciullo, non sono
+un uomo: non oso pensare, non oso leggere: sto bene nelle mie dolci
+illusioni dell'ideale e di Dio. L'archeologia mi occupa tanto: cerco
+libriccini, leggo, annoto, confronto, vorrei farmi conoscere e entrare
+in qualche commissione, ma quante volte, quando splende il sole e le
+pagine sono gialle e rose dai tarli, quando la primavera regna e
+rifulge ed anima e suscita e tormenta, e la carta morta sta morta,
+quando una donna, una _sposina_ entra a visitare la Biblioteca, una
+sposina con un mazzetto di viole e l'oblato sta lì giallo su un
+mucchio di libri a studiare le teorie della poesia rettorica o di Dio
+scolastico, quando da una finestra col sole entra il suono di un
+pianoforte ed io mi sento il cuore gonfio,--quante volte dico:--Al
+diavolo, o carte vecchie!
+
+Da un mese vado in uno studio da pittore. M... sta facendo il ritratto
+di una sposina, morta st'anno. Nello studio vi sono i suoi abiti, i
+suoi pizzi, i suoi nastri. Un giorno li toccai con riverenza, un altro
+senza che io tanto ci pensassi, chinai la testa su uno di quegli abiti
+e lo baciai. Amo quella morta, ed è bruttina: ma era donna!
+
+E nei sogni, nei sogni mi viene la femmina nuda, viscida, spossata, o
+ardente, istigatrice, bestiale! E sento che anch'io ero nato per
+provare l'orgia e l'abbrutimenio!
+
+Quando potrò io abbruciare tutte queste carte e distruggere il mio
+passato e amare una fanciulla che abbia una buona dote?
+
+Ora non ho alcuna passione. «_Etant pauvre il faut que je travaille._»
+Queste parole mi strinsero il cuore: Ella lavora per guadagnare il
+denaro; io lo getto in ferravecchi. Spesi 160 franchi per un elmo di
+ferro! Quanto deve lavorare Ella per avere 160 franchi? Queste mie
+cose antiche mi danno un rimorso. Col denaro speso potevo soccorrere
+qualche povera famiglia o qualche povera fanciulla che lavora!
+
+È primavera!--Mi ami Tu, o mia sorella? E taci? E soffri? Pensi per
+me? Soffri per me?--La viltà dell'egoismo mi persuade il suicidio:
+ma, no! no! Ti renderei troppo infelice!
+
+Mio Dio! fammi vivere, vivere anche nel massimo dolore, vivere nella
+massima gioia, ma _vivere_! Questa stupida monotonia di giorni non è
+vita per l'anima mia e per i miei ventisette anni!
+
+L'altr'ieri ho passato la _Gazzetta di Venezia_, dal 14 febbraio ai
+primi di marzo, guardando i nomi dei morti.... Mio Dio, quale
+spaventoso presentimento! Non osavo, tremavo: ridevo, alzavo le spalle
+e me ne andavo... Non ho trovato N.° del 23 e 24 febbraio. Che
+dubbio! Ma perchè...?
+
+I miei sentimenti io li intono solo alla solitudine di Limbiate, alle
+tristezze della mia malattia, al deserto di questo mio studio, ma come
+sono stonati col mondo!--Ecco il mio spavento!
+
+Sciocco! e se tutto fosse un sogno?
+
+
+_11 marzo._--Dopo pranzo. È la terza sera che salgo qui nel mio
+studio e mi trovo solo... Domani andrò a Limbiate. Che ora triste!
+È l'ora in cui si desidera di essere belli, buoni e felici!
+
+
+_14 marzo._--Torno adesso da Limbiate, e trovo una tua lettera, o Lidia.
+A Limbiate quanti pensieri! Non li ho scritti, ma li scriverò per
+Te!... Ho qui la Tua lettera: ma non voglio aprirla. Sono felice! che
+mi dirai? Non so, ma sono felice; mi sento in orgasmo... Primo
+pensiero: vorrei andare al Santuario di Saronno, e leggere la tua
+lettera, contemplando gli angioli (cioè quei due angioli, che
+conosco tanto) del Gaudenzio Ferrari. Ma come sono brutto e villano
+io!--Stanotte ho sognato di Te: nei sogni mi pare di esser bello
+perchè non ho corpo!
+
+Domani scriverò. Oggi ho letto la Tua lettera, ma la folla, il
+sole, le ciarle mi hanno stordito. La rilessi ancora e la rileggo
+«_Qu'aviendra-t-il de moi?_» O mia madre! Spero di morire! E tu devi
+pensare a Lei come ad una figlia: lo devi perchè il mio amore è
+santo.--Sono in orgasmo. È una settimana ch'Ella ha scritto la
+lettera. Sono felice e sento che Dio mi vede.
+
+Dio? ed io credo nell'anima? E Tu?
+
+Sì! sì, siamo pazzi, ma consoláti, ma poeti!
+
+
+_15 marzo 1879._--Ho riveduta la A., quella ragazzina che mi fece tanto
+bene! Nell'agosto del 1877 forse mi sarei ucciso. Da due giorni ero in
+uno stato di abbattimento spaventoso. Trovai quella bambina, le diedi
+dei soldi, la baciai, la accarezzai, la tenni con me, e una voce di
+dentro al cuore mi disse:--Somiglia alla bimba che tu avrai dalla tua
+Lidia!--Fui tranquillo, felice, guarito. La realtà era tremenda per
+me, il fatto era fatto: eppure quella illusione mi salvò, perchè
+illusione gentile.
+
+Ho una lontana speranza di poter scrivere qualche libro. Questo amore
+ha acuito le mie facoltà, e forse, cessato l'orgasmo, fra un po'
+d'anni potrò scrivere: e sento che scriverò come Tarchetti, con
+analisi, con cuore, coll'ideale. Ma che riuscita ha avuto Tarchetti?
+Che carriera ha fatto? Grazie tanto. Oh e il pubblico? Il pubblico? Il
+pubblico che legge l'anima nostra, e non la capisce, ci sprezza e fa
+il pettegolezzo!--No, meglio queste _pletore_, queste abbondanze di vita
+che fanno morire, che quegli sfoghi artistici che fanno sogghignare
+gli uomini d'esperienza panciuti e i giovinetti che hanno la mantenuta
+e le femmine eleganti che, oltre il francese, sanno leggere
+l'italiano! E gli amici? E i nemici?
+
+Insomma i miei parenti non possono vedere ch'io sono stanco e
+sfiduciato.--Non mi divertono i cavalli, le feste, il teatro, la
+società, il giuoco, gli abiti, i pranzi... E solo discorro di vita
+e di viaggi, e solo mi chiudo in me, e in casa, Non ho nulla. No, Tu,
+mamma, hai sofferto, ma non avevi e non hai la mia anima! ma hai
+sofferto, sono certo: e Tu suonavi il pianoforte, timida e senza
+capire la musica, come una bambina. È un ricordo triste!
+
+Guardo il Tuo ritratto, o Lidia! Ah mi costi _cinque anni di vita_! Ed
+è impossibile che io rinunci al sogno di una felicità che mi
+sarei meritata con tanti dolori! Sì, dolori! ed i peggiori
+dolori--quelli repressi in una povera anima e custoditi e santificati
+dalla solitudine e dal pensiero di Dio!
+
+In nome di questi delirii, di queste baldanze, di questi
+scoraggiamenti, in nome dall'_Anima_ che è trasfusa in queste povere
+carte, in nome di Dio, mamma, ti prego, ama la mia Lidia, provvedi a
+lei, tienla con te, sorreggila, amala più che se fosse la tua Maria
+o la tua Sofia! Questa è sorella di tuo figlio! Sorella d'anima,
+è sorella castissima in Dio!
+
+* * *
+
+Oggi non posso studiare. Il _Don Giovanni_ di Byron mi annoia, mi
+indispettisce. Che umorismo scettico e volgare! Penso e non penso:
+sono inquieto: vorrei fare un viaggio, se potessi. Ma che vuoi? Non
+posso fare cosa diversa dallo stare al tavolo. Coi divertimenti mi
+pare di perdere tempo, un tempo sì prezioso! Oh se potessi lavorare
+e guadagnare, o sperare una posizione!
+
+--O Dio! Che pensieri! Chissà quanti dolori avrò ancora! Gli
+ostacoli alla sua felicità sono temporanei forse: forse si
+sposerà; ed io avrò l'anima spezzata una seconda volta e senza
+rimedio!--Quanti dolori avrò ancora! Perchè tu non mi hai detto
+tutto!
+
+Ah bisogna confessare che queste incertezze sono tormenti orrendi!
+
+
+_16 marzo._--Ieri fui al cimitero di Porta Magenta e vidi la esumazione
+dei tredici scheletri degli appiccati nel 6 febbraio 53. Mio Dio, che
+orrore! E quando verrà il giorno in cui anch'io potrò sfogare l'anima mia
+nelle grandiose emozioni delle battaglie? Oh venga presto quel giorno!
+Sì, laverei la macchia che ho sull'anima:--l'essermi lasciato persuadere
+da mio padre, quando potevo e dovevo fare il soldato. Come mi annoiano e
+mi ripugnano e mi avviliscono le sciocchezze che dico quando sono colla
+gente! Eppure bisogna fare così. Alla Società Patriottica si sta
+preparando una pagliacciata: io fui pregato, con grandi promesse di
+fortuna, fui lodato, fui conosciuto... Chi volle conoscermi pel mio
+_Ugo_? Se mi prestassi alla mascherata certo farei conoscenze e farei dei
+passi, più che con due anni di tentativi drammatici, due di
+scoraggiamenti fatali, e due di studi di lingue! Ma il divertimento mi
+ripugna! Tu soffri, o Lidia, e pensi a me, io Ti parlo di Dio e di
+solitudine, e Tu hai paura del Tuo avvenire: ed io divertirò la
+gente?--No: per chi leggerà queste mie pagine voglio lasciare un ricordo,
+un ricordo dignitoso, severo, casto, gentile del mio amore. Che importa a
+me del mondo? E che importerà a voi del mondo quando conoscerete i
+tormenti e le incertezze dell'anima mia!
+
+Quando sento suonare gli inni di Mameli e le canzoni del 48 mi si
+riempie il cuore! Oh sento l'oblio di tutto! Perchè non mi fu dato
+di sfogare nelle tremende emozioni della Patria le esuberanze dei mio
+cuore?
+
+Sono io così sciocco? Byron che non era sciocco amava ed amò
+sempre miss Chaworth; ed ella non lo amava. Come era sciocco Byron,
+non è vero, o Papà?
+
+Ecco un'idea poetica che mi è cascata dalla penna! Ecco, direte che
+io sono esaltato dalle letture!--Esaltato? Scusate, sono abbassato. E
+se cito Byron gli è perchè era un uomo che sentiva ed io odio la
+folla dei merciai, dei rachitici, degli accidiosi, degli spudorati, la
+folla che oblia tutto!--Obliare?--Che importa? Fino alla morte avere
+l'anima gentile e Dio...
+
+Ecco un tormento ineffabile che voi non capirete mai! Io dico di
+sentire fiducia in Dio, di sperare in lui, dico ch'egli ha fisso il
+mio avvenire, e prego melanconicamente e sorrido... Oh ma che faccio
+per il mio avvenire?
+
+La scienza seria mi dice:--Dio non c'è: il tuo ideale è
+bambinesco; l'uomo si prepari il suo avvenire, l'uomo combatta, l'uomo
+soffra, l'uomo sia di questa terra! Oh che faccio per il mio avvenire?
+Se la verità è questa, e se è vero che la vita passa sì
+presto, e se è vero che il mondo è una commedia, che sono io e
+perchè mi tormento?
+
+
+_18 marzo._--Mi rifiuto alla pagliacciata che si farà dagli artisti.
+Anche le nuove mie conoscenze incomincieranno a dirmi _originale_. Che
+importa? Posso io fare lo sciocco e divertire gli altri, quando Tu
+domandi: «_Qu'aviendra-t-il de moi?_»
+
+
+_19 marzo._--Padre mio, l'hai tu sentito nella tua giovinezza questo
+strapotentissimo bisogno d'esser bello, d'esser felice, d'esser
+buono?--Se Dio non c'è, se la perfezione e la felicità dell'altra vita
+non esistono, l'uomo che su questa terra si sente l'anima così commossa,
+che si volge al cielo e dice:--Fammi esser bello e felice e buono--l'uomo
+non è uscito dal fango, sebbene imperfetto, turbato, sconvolto dalle
+passioni!
+
+Oh li vedo, ora che passo del tempo fra la gente, certi uomini
+seri!... La politica è seria? L'arte? Le scienze? Li vedo; questi
+uomini sono indifferenti, fanciulli, senza passione: hanno anima? Essi
+certamente invidiano chi può nella quiete di uno studio essere
+indipendente, sciolto da ogni affare, solo, solissimo... Lo invidiano
+loro!
+
+Dio mio, un anno solo, un mese solo, un giorno solo di quella
+felicità santa, piena, immensa che acquieti l'anima mia, un giorno
+solo, Ti prego! E poi lasciami pure al mio destino. Ch'io provi a
+vivere!
+
+
+_20 marzo._--Oh nei sogni quali spasimi di voluttà che non ho mai
+provato! E quando sono desto, e vivo, e ardente, ed è primavera,
+quale imperioso bisogno di conforto ai miei anni!--No, no! ti sprezzo,
+o femmina, o stupida istigatrice, fango destinato al fango; e ti
+adoro, o vergine, mestissima e santa poesia vivente!
+
+O Lidia, Ti ho schiuse le pagine più sacre delle memorie, e forse
+anche Tu hai detto ch'io sono un fanciullo! e forse mi hai creduto un
+cattolico, forse un chierico!
+
+O Lidia, il mio Dio lo capisci Tu come lo capisco io?
+
+
+_22 marzo._ Sono stanco, annoiato di tutto, scoraggiato, avvilito. Penso
+al M. Com'è felice colla sua donna!--Io non avrò mai questa
+felicità? E perchè mi sono tanto tormentato?
+
+Gli Italiani vanno alla Nuova Guinea. Sono pazzi? Mi è balenato il
+desiderio, in sogno, di avventurarmi là anch'io, e lasciare a casa
+tutte le memorie perchè i miei le leggano, e sperare... Sempre un
+dolore solo! Sperare! Sperare! L'anno scorso avevo pensato anche
+così. Non voglio più guardare alcuna ragazza. Lidia avrà una
+figlia: e la sposerò!--il mio spavento era che si rompesse ogni
+filo fra me e Lei; dove sarà fra tre, quattro anni?
+
+Dov'è ora? E dove sarà?
+
+Oh fosse vero il mio sogno! Che Tu potessi amarmi e ch'io potessi
+esser felice! Oh fosse vero il mio sogno!--Lidia, Lidia, io non sento
+che Te, Ti voglio, Ti amo, inginocchiandomi e tremando Ti amo! Tutti i
+dolori passano, o passeranno: il mio amore non passa. Dio, dammi la
+mia pace, la mia felicità, il mio cuore!
+
+E intanto passano gli anni della mia giovinezza! E quanti miei amici
+sono felici, belli, tranquilli! E quante fanciulle sorridono! E quante
+femmine ghignano!
+
+Una cosa che mi avvilisce è che ho poca memoria: e vale stordirsi
+il capo? L'anno scorso c'erano delle notti (e per settimane) in cui
+sognavo di leggere tedesco o inglese, dopo sei o sette ore di lettura
+fatta nel giorno!
+
+--Sono tre mesi e più che l'anima mia è piena del Tuo ricordo,
+giorno e notte. Sì, non è passata ora in cui la mia anima non ti
+abbia invocata, per sentire la mia felicità o la mia infelicità!
+E di notte, quando mi sveglio, tu sei il primo pensiero, il primo
+tormento!
+
+... _Il y a révolte en moi-même et comme un enfant capricieux qui
+ne veut point entendre raison, j'appelle la nature marâtre,
+parceque je veux qu'elle me donne aussi ma parte de bonheur!_(10)
+
+Che parole! Ti amo perchè sei ribelle, perchè imprechi,
+perchè avrai dei pensieri orribili, perchè non sei la larva
+vaporosa del mio studio e dei boschi di Limbiate, ma perchè sei
+_viva_, soffri,--sei donna! E donna, ribelle, imprecante, disperata, mi
+devi credere un fanciullo perchè ti parlai di Dio e di Maria! Oh se
+ti dessi a leggere l'_Ugo_! mi conosceresti, mi ammireresti, mi
+ameresti! No! sarebbe una cattiva azione la mia!
+
+Chi conosce l'anima mia? Vorrei prorompere! E se Tu fossi quella che
+deve capirmi e darmi la pace e farmi vivere? Che importa a me dei
+milioni di cui così avidamente discorrono. A me importa _la pace_, _la
+vita_, _la felicità_. E che colpa avevo io da scontare perchè Dio
+mi condannasse al supplizio di questa vita piena di desideri e di
+tormenti, e di bisogni e d'amore?
+
+Vorrei morire.... ma non si rinasce a rimediare ai mali di questa
+vita.
+
+Oh io Le ho fatto del male! L'ho turbata! Tante volte nel parossismo
+del mio dolore ho sognato che il suo fidanzato si ingelosisse di me, e
+venisse da me, e mi sfidasse, e mi uccidesse. Comprenderebbe egli il
+mio amore? e non sa che se l'avrebbe fatta felice, io avrei amato
+anche lui? Non sa che potevo essergli fratello?
+
+Su questa terra io non ho trovato quello che l'anima mia
+spasmodicamente cerca! Sono insodisfatto e scettico. Sono ammalato.
+
+O Lidia, ch'io un giorno sappia il tuo suicidio o la tua vergogna?
+Come tutte le sere paurosamente leggo la _Gazzetta di Venezia_!
+
+Oh se potessi salvarti dal dolore e dai pericoli, mi ameresti per
+tutta la vita. Salvarti!
+
+Temo di perdere mezz'ora di tempo, a staccarmi dai libri, e perchè
+non vado nè a passeggio, nè in cavallerizza, mi paiono preziose
+le ore, e che cosa faccio? Come faccio a prepararmi una via? Per due
+anni ho studiato anche alla sera nell'inverno, e 5 e 6 ore di sera,
+oltre 7 ore di giorno e che cosa so o piuttosto che cosa ho fatto di
+pratico? Ed io stesso mi dico: _poltrone, lavora e fatti una carriera,
+professa le tue idee dignitose ad alta fronte, e parla colla tua
+coscienza d'uomo, e pensa al tuo avvenire con sicurezza e con coraggio
+invece di sospirare e di bevere bromuro_!
+
+Dicono ch'io sia originale, invece sono solamente infelice. Se fossi
+pazzo, quante volte avrei compromesso in casa mia il suo delicatissimo
+nome! O mi sarei inebetito coi liquori, o avrei giocato.
+
+Ma a che tante giustificazioni? E per chi? _Sento l'anima mia_--e sento
+che ho sempre ragionato:--e con grandi sacrifizi, sì--ma ho sempre
+ragionato:--e sento di essere un uomo.
+
+Lidia potrebbe dirmi _No!_--Ma la mia posizione sarebbe
+decisa,--netta,--finite le incertezze. E mi darei tutto alla
+carità.--Non mi ucciderei, come un vile; non imprecherei, come un
+briaco; non mi soffocherei nei vizi, perchè la mia anima è
+nobile; non viaggierei per non sprecare denaro (un denaro che a me non
+comprerebbe l'oblio e sarebbe tanto di meno per chi soffre) e mi darei
+tutto alla carità.--Sarei uomo. Il dolore massimo si sopporta colla
+massima forza. Sono le incertezze che tolgono forza.
+
+
+_23 marzo._--Sono stanco e assordato. Stanotte assistetti alla festa
+della Società Artistica Patriottica. Ero melanconico e guardavo....
+Vidi come gli uomini sono frivoli e libidinosi. Nel massimo rumore e
+fra la gioia più sfrenata, io ti nominai fra me e me una o due
+volte, o Lidia, e ricordai che t'avevo scritto. Il mondo non mi ha mai
+dato delle consolazioni, perchè non può darne; non mi ha mai
+dato una delle sue gioie, perchè non le voglio. E fra il lusso
+della cena, nel salone, mi sono immaginato la tua modesta cameretta, o
+mia vergine!
+
+Oh se io potessi farti felice!
+
+Quel fracasso mi ha stordito: oh se potessi sempre stordirmi! Invece
+penso sempre. Pensare per agire è cosa umana; pensare per
+fantasticare su mille gioie e mille paure è ben tormentoso.--Ieri
+credevo di impazzire e credevo che il tifo mi assalisse di nuovo: ero
+contento.--A notte ho pensato che ti ho scritto della mia comunione:
+se alcuno dei miei amici avesse visto quelle righe! E che? Sono
+superbo.
+
+
+_26 marzo._--Sono inquietissimo.
+
+
+_27 marzo._--Ieri ho riletto la Tua lettera del 13 febbraio. Ho bevuto
+del bromuro di potassio. I miei nervi si sono acquietati; le idee sono
+sempre le stesse. Come sono contento quando dormo: non penso
+più!--La ballerina ciarla, è allegra e guarda i fiori.... O
+fortunati coloro che si _innamorano_ di una femminaccia che possono
+_mantenere_!
+
+Rammenta, rammenta, e spera, e spera, o fanciullo, e intanto diventi
+vecchio! Gli anni più belli, più ardenti, passeranno.
+
+Chi avrebbe detto a mio padre, quando comperava questi fogli di carta,
+che essi dovevano servire agli sfoghi dell'anima mia? Anima
+appassionata, timida, buona, piena di fede e di speranza, anima che
+non trova l'anima!
+
+Lidia, sei tu l'anima mia, io sento! Siamo destinati!--E se Tu
+morissi? Se io morissi?
+
+Io scrivo parole, ma chi capirà che sono _dolori_?
+
+Da molto tempo coltivo il disegno di andare a Venezia,--la città
+del mio Tintoretto e della mia Lidia. O padre mio, se tu sapessi che
+uragani ho nell'anima mia!
+
+Se in questi giorni di primavera, vedo qualche fotografia di Venezia,
+mi sento una gonfiezza al cuore, un orgasmo, una melanconia.. ..
+Pazienza! Pazienza!
+
+Ma soffri anche tu, Lidia, e hai pensieri orribili e imprechi.... Ed
+io Ti consolo parlandoti di Dio. Io! In quali momenti mi sento io!--Mi
+scriverai?
+
+Un giorno saremo abbracciati, felici, inginocchiati a ringraziare quel
+Dio a cui abbiamo creduto. Oh potessimo sposarci a Limbiate!--È un
+pensiero che ho sempre, e che non ho mai scritto!
+
+Dio, Ti ringrazio! Mi hai aiutato l'anno scorso, e in che giorni! mi
+aiuti anche in questo. Sì, quanto Ti debbo: mi ha scritto. Sapevo
+io dove era? Era viva? Era morta?--Dio, grazie!
+
+
+_28 marzo._--A San Miniato, a Firenze, come Ti ricordai!--E quando ero
+solo, a Mantova nel palazzo Ducale; a Verona, nel giardino di casa
+Giusti; nel cimitero di Brescia, come Ti volli! come ero infelice! Ero
+tanto solo! O Lidia, se Tu avessi provato quei momenti di ardentissima
+passione e di immenso sconforto!
+
+Oh mio _Giuliano_! Chi ti conosce? Io ebbi l'animo per abbozzarti: non
+ebbi l'ingegno per scriverti. Ma chi ti conosce? In te ho cercato di
+sfogare le incertezze, la bontà e i deliri e gli inferni e i
+paradisi di un'anima che sclama:--Dio, Tu non ci sei, ma c'è la
+donna! Non credo in Te, ma spero in Lei!--O Lidia, potess'io parlarti
+di quel mio _Giuliano_. Comprenderesti i tormenti dell'anima mia, piena
+di vita e desiderosa di morire.
+
+
+_29 marzo._--Ieri ho aspettato P.... nella via Olmetto per parlargli, se
+poteva trovare qualche mansione da darmi a disimpegnare alla
+Congregazione di Carità.--Non osavo. Come sono timido io! Mi
+esibii, arrossendo. Diffido sempre di me. Mi rispose freddamente,
+freddissimamente.... Pure aspetterò.
+
+Stanotte ho sognato di ricevere una lettera d'una amica di
+Lidia:--«È con raccapriccio che devo farle sapere....» così
+cominciava. Mio Dio! Che spavento! Lessi qua e là.
+
+Mi sovviene che un mese fa ho fatto _dei conti colle cifre_. Voi mi
+credete poeta! Ho calcolato fitto, vestito, cucina, servizio, ecc.,
+ecc.--O Lidia, potessi darti una posizione agiata e vivere a lungo, se
+mi ami: e se non mi ami, morire presto per lasciarti libera e con
+qualche mezzo.
+
+
+_30 marzo._--L'altro dì, credendo di vederti, o Lidia, ho sentito
+una specie di ebbrezza: ieri, cercandoti nella via Manzoni, ho
+sentito uno spavento che non Ti so dire.--E chi sei tu?--Tante
+volte guardo la carta topografica di Mantova e cerco di trasportarmi
+coll'immaginazione o alla Piazza Virgiliana o a Porta Molina, o a
+Sant'Andrea o al Palazzo del T.... Che tristezza!
+
+Ieri ho toccato i tuoi capegli biondi, povera morta! povera sposina!
+Come un giorno da ragazzo, sentivo paura e religione davanti
+all'altare, oggi sento religione e paura davanti a qualunque minuzia
+che appartiene ad una fanciulla.
+
+
+_31 marzo._--Alcune volte mi sento felice nel pensare alla morte,
+perchè mi dico:--L'anima mia è scritta in queste pagine e mia
+madre mi conoscerà.--Mia madre stenterà a capire la mia
+calligrafia, ed io sarò sotterra, senza aspettare la risurrezione.
+
+
+_2 aprile._---Oggi per la prima volta, io, _letterato_, ho letto la poesia
+di Stecchetti.--Oh amo Te, mio ideale, mia Lidia! Ecco come le letture
+delle poesie stampate influiscono su di me!
+
+
+_3 aprile._--Anche i cattolici romani che leggono i discorsi alla
+Società Cattolica, dicendo che Dio è buono, abbracciano la
+femmina. Io credo in Te e per Te sono puro!
+
+Li leggo i poeti, ora che ho rinunciato ad ogni studio d'arte, li
+leggo per curiosità Stecchetti e Carducci. Che mi importa?
+Nulla--voglio fare la carità.
+
+
+_6 aprile_ (sera).--Lo _sento_. Verrà quell'ora in cui io mi
+ucciderò. Ti scriverò?
+
+
+_11 aprile._--Aspetto sempre d'esser accettato alla Congregazione di
+Carità.--Alla sera mi trovo con molti giovani. Come sono stupidi
+nella sensualità! Ed io mi sento la poesia nel cuore!--Alcuni di
+quei giovani sono stimati giovani d'ingegno. Oh sono cinici e volgari!
+
+Sulla _Gazzetta di Venezia_ fra i decessi non trovo il suo nome. Dio Ti
+ringrazio. Ma che futuro mi prepari? Premiami di questa mia
+solitudine, di questi miei studj, delle mie speranze in Te!
+
+
+_13 aprile._--Giorno di Pasqua. Jeri a sera mi commossi dolcemente.
+Venendo a casa, come sempre ho pensato a Lidia! Nella mia camera da
+letto, sullo specchio vedo una busta...--Una lettera di Lidia, mi sono
+detto subito.--Era un regalo di mia madre: era una busta coll'augurio:
+_La pace sia con te_.
+
+Oh sì la pace! Sai tu che pace abbisogni all'anima mia? Oh mamma,
+mi commosse la tua ingenua, bambinesca calligrafia! La pace! Non l'ho
+trovata nella febbrile fantasia dell'arte, nella stupida società
+elegante, nell'amore, negli studii pacati e solitarii... La troverò
+nel prestarmi a lavorare pei poveri?
+
+E Tu, Lidia, non sei povera?
+
+Suonano le campane e mi pare di essere a Limbiate e di camminare per
+uno stradone e di pensare a Te.
+
+Perchè non mi scrivi? Che Tu fossi partita da Venezia e che io
+nulla debba sapere di Te?
+
+
+_14 aprile._--Perchè oggi ho il mio pensiero così fissamente
+rivolto a Te, o mia sorella?
+
+L'anno scorso, quand'ero in Duomo, credevo e temevo sempre di vederti
+a braccio del Tuo sposo. Come sospiravo dietro a certe coppie
+tranquille! Che desiderio il mio! Che bisogno!--E mi rassegnavo.
+
+--_Perséverez dans le travail: dans vos nobles aspirations_.--Mi
+suonava sempre nell'anima questo tuo caro ricordo. Perseverare,
+studiare! E senza domandarmi il perchè vero, per solo amore
+melanconicissimo a Te, io studiavo: non ho perduto un'ora sola in ozio
+o in divertimento, nell'inverno: studiavo di giorno, di sera, di
+domenica... L'anno scorso e st'anno, quando il sacerdote alza l'ostia,
+io dico:--Lidia--e credo... a che? Non credo al prete: credo a Dio! E
+quando il sacerdote leva il calice, io dico:--Lidia!--e credo!
+
+Sono gli istanti solenni della commemorazione... Quando in cimitero
+vedo gli ossami e mi sento aizzato allo scetticismo, non credo nulla,
+nulla, e mi sento certo che sotterra non si ama, ma si imputrida, e
+finisce la bellezza, la bontà, la poesia, l'anima, io mi
+dico:--Lidia!--e quest'invocazione significa:--Voglio la vita!
+
+Camperò solamente dieci o venti anni ancora. La mia giovinezza è
+quasi passata e sciupata in inutili studi e inutili melanconie e
+inutili ideali--morrò e...
+
+O campane, come suonate meste e quasi a morte!--Come suoneranno meste
+a Venezia!--Le campane mi hanno sempre commosso nei paesi, e nelle
+città di provincia.--A Vicenza, a Padova, a Verona, a Mantova! A
+Mantova! Credevo che Tu fossi là nel settembre del 1876! O campane,
+perchè mi fate nascere tutta la mia melanconia!--Voglio _vita_ e
+_amore_.
+
+
+_16 aprile._--Ho fatto la comunione. A questo mistero del pane di Dio io
+sposo sempre una mesta commemorazione, santa, pura, gentile.--È
+commemorazione d'amore. Mi sento casto e affettuosissimo. Avevo con me
+la tua lettera, e ho ripetuto tra me le parole: _Vous étes mon ami,
+et un ami rare, pourquoi ne serai-je pas confiante avec vous? Si je
+vous ai fait du mal une fois je veux le réparer en étant pour
+vous une soeur et une amie._--Dio, eccoti il mio avvenire.
+
+Finora la mia vita fu uno spasimo di incertezze, di speranze, di
+propositi, di scoraggiameli... Ed ora?
+
+Perchè non mi scrive?-Non mi scriverà?--Sarà rotto il filo
+tra noi due.
+
+Ma perchè mi tormento così? Prego? Confido? Faccio della poesia?
+La scienza che mi dice? La verità qual'è?... Mio Dio, mia Lidia,
+datemi un po' di fede gentile.
+
+In che mani saranno questi miei fogli fra venti anni? e fra quaranta?
+e fra cento?--Vivrà l'anima mia, quando io sarò polvere e
+nulla?--Chi leggerà? chi capirà? Chi pregherà per me fra
+cento anni?
+
+O Lidia, almeno le anime siano immortali! posso io averti amato
+soltanto per sette o dieci o venti anni? e dopo?--Per sempre! Per
+sempre!--dice l'anima mia.--Per sempre e in Dio! Dio che è l'amore!
+Dio che mi vede, e mi perdona, e mi conforta, e mi fa sperare e
+sorridere:--Dio che c'è!
+
+* * *
+
+--Torno dal Duomo. Che pensieri mesti! Credo sempre di vederti e
+sento di amarti! Ho bisogno di guardarti negli occhi!--Ti immagino
+nella chiesa di San Marco; tu sei bella, tu credi, tu disperi.
+
+
+_22 aprile._--Ho speso del denaro, comperando un _budriere_ antico. Non
+è denaro pei poveri? Nella mia nuova missione imparerò a
+risparmiare ed a fare l'elemosina!
+
+
+_24 aprile_.--Jeri ho incominciato a vedere la _miseria_. Lidia, voglio
+avere un grandissimo, religioso, gentile rispetto per quelli che
+soffrono e che lavorano--ricordandomi di Te e delle Tue parole
+«_étant pauvre il faut que je travaille!_»
+
+
+_26 aprile._--Jeri notte ho fatto un sogno bruttissimo. Jeri a sera,
+assai melanconicamente, ho parlato di Te.--Che Tu indispettita del mio
+silenzio, non mi scriva più? Sei già partita da Venezia? Mi hai
+promesso--_Si je quitte Venise je vous en avertirai afin que vous
+sachiez toujours quelles sont les douleurs ou les joies de votre
+affectionnée amie et soeur._ Ti ricordi di avermi scritto
+così?--Hai Tu la brutta copia delle lettere che mi scrivi? Suona
+mezzogiorno a salutare il nome purissimo di Maria. O Lidia, mia
+sorella, come Ti amo!
+
+
+_29 aprile._ Lavoro pei poveri: e sono contento, E se il mondo fosse
+pieno di finzioni? E se tanti poveri sono bricconi? E se io sono
+novizzo?
+
+
+_1° maggio_.--L'anno scorso, quasi regalo di maggio, il mese dei
+fiori, dei nidi, dei bambini e di Maria, mi fu regalato un cranio. Era
+un augurio? Se fossi morto, sarei morto credendo Lidia felice. Essendo
+vissuto, ho la gioia e il tremendo dolore di sapere che potrei farla
+mia....
+
+Sono stanco e insoddisfatto di tutto.--Ah mio collega G.! fare la
+carità per te è un gustare doppiamente la tua posizione. Tu hai
+finito di girare per la stamberga, e vai alla tua casa e trovi una
+sposina bella e un bellissimo bimbo. Egoista!
+
+Chi da giovane ha avuto le ubbriachezze della carne colla femmina, non
+può o non è degno di sentire il bisogno alto della _donna_; chi ha
+sempre avuto religione per la donna, vive per la _sua donna_, per il suo
+bambino.--O Lidia, il mio futuro non so e non voglio, e non posso
+sognarlo squallido!--Forse nuove delusioni mi aspettano! ma pure
+queste illusioni mi sono care, l'unico appoggio alla vita stupida,
+insoddisfatta, di ogni dì in questa mia repressa giovinezza.
+Leggete le mie annotazioni... e qualche pagina del _Giuliano_ e
+dell'_Ugo_. Se quell'uragano che avevo nell'animo l'avessi traboccato in
+fatti, che cosa potevo essere io? un demonio!--E sempre, sempre,
+pensando a Te, _mia_ fanciulla, fra mille dubbi e mille tormenti, ho
+sorriso e ho confidato in Dio!
+
+
+_Sera._--Oggi sono stato a consegnare il baliatico in sei povere
+cameruccie. Che rispetto ho io per quelle povere mamme!
+
+Come mi commuovo! sento bisogno di riaprire il mio mobiletto e di
+annotare.... come mi commuovo! Non sono ricchi e sono felici! Qui, ad
+una finestra vicina, un uomo è affacciato e guarda: _lei_, non bella,
+gli appoggia una manina sulla spalla.... Oh felicità! felicità
+per me! O Lidia, come Ti parlerei io nei crepuscoli! Poesia e fede e
+amore! Poesia e speranza e _vita_!
+
+
+_3 maggio._--Jeri mi sono trovato con C.--L'anno scorso di questi giorni
+accompagnava per Milano la mantenuta. St'anno ha moglie e viene alla
+Congregazione di Carità:--Sono contento!--mi disse,--ho goduto la
+_mia gioventù_.
+
+È un assioma di questo mondo. Io come godo la _mia gioventù_? Come
+mi preparo per Te? Come penso? E come soffro?
+
+Oh il mondo mi assolverà sempre da qualunque sudicio amorazzo, non
+mi assolverà d'aver amato una vergine pura e povera e infelice!
+
+
+_Sera._--Io mi tolgo da pranzo e Ti ricordo sempre! Ricordo la povera
+minestra fredda e certi tozzi di polenta che vidi in certe povere
+casuccie, dove le mamme avevano un bambino in collo.
+
+
+_6 maggio._--....Sorriso di donna, che cosa sei?
+
+
+_8 maggio._--Non posso resistere; apro il mobiletto e guardo il tuo
+ritratto, o Lidia, e Ti fisso negli occhi. S'avvicina il giorno di
+santa Lidia, Ti scriverò. Da due giorni non leggo la _Gazzetta di
+Venezia_. Ti troverò fra i morti?--Penso al suicidio. No, penso a
+_vivere_ con Tei in campagna! O primavera!
+
+
+_9 maggio._--O Lidia, Ti guardo negli occhi. Come Ti amo! Dio, Ti
+supplico, _a patto di qualunque infelicità_, rendila mia, per un
+giorno solo!--Ti guardo ancora negli occhi, e mi domando:--Sei Tu? Tu,
+Lidia!
+
+
+_10 maggio._--Oggi, quale spavento! Vidi e rividi un capitano del
+35.° fanteria. Era il Tuo sposo? il Tuo promesso? Veniva a Milano
+per uccidermi?
+
+
+_12 maggio._--Penso alle _mie ultime volontà_ che ho scritto, e vorrei
+raccomandare a mia madre.... Oh mia madre mi capirà quando
+leggerà quelle mie righe e queste mie pagine. Come sono contento
+pensando che in quel dì non saranno più _mie vergogne_ quelle
+sante, pure, caste effusioni dell'anima mia, in quel dì non saranno
+più fanciullaggini le mie melanconie e i miei bisogni, ma in quel
+dì nella loro tremenda evidenza si mostreranno i sacrifizi e le
+repressioni dell'anima dai miei ventidue a questi miei ventisette
+anni! Capiranno? Oh no! a loro non fu dato il tormento di amare
+gentilmente a ventidue anni! a loro non fu dato ingegno e sentimento
+tormentatore di squisita e sfidatrice poesia!
+
+Mia madre dirà:--Che tesoro d'affetti, che avvenire, che
+felicità! che _anima_! seppelliamo tutto in una buca e per sempre!
+Poteva e voleva essere buono e felice, voleva una fanciulla, ma casta,
+ma gentile, ma infelice. Lo seppelliamo _per sempre_!
+
+Sì, per _sempre_! non si viene più di laggiù: è triste verità: si muore:
+l'anima è la memoria che lasciamo e l'_anima mia_ ve la lascio in queste
+mie pagine e in quelle mie ultime volontà e in questo mio grido del cuore
+straziato:--O mamma, ti raccomando la mia Lidia: per Lei sono stato puro,
+gentile, sperando in Dio... Credi tu in Dio? Sì! Dunque per l'amore di
+Dio, per Lui che volle ch'Ella fosse il mio angelo attraverso la mia
+bollente giovinezza che poteva essere piena di spaventose colpe, per Dio
+che volle ch'Ella mi stimasse e mi rendesse gentile e pauroso e timido,
+per Dio che me la mostrò, me la tolse, mi tormentò di incertezze, e pare
+che _me la destini_ ancora, per Dio che è l'Amore e lesse nell'anima mia,
+per Dio, te la raccomando, o mamma,
+
+Oh come vorrei che queste fossero l'ultime parole che scrivo è che
+tu troverai, perchè Ella, la mia Lidia, ti sia raccomandata come
+una figlia!
+
+
+_17 maggio._--Voce, grazia, profumo, linee dolcissime, seduzione, sudore,
+carne della femmina, che siete voi per me? Vidi jeri e meditai sul quadro
+di Morelli «_Le tentazioni di sant'Antonio_.» Carne della femmina che
+sei? Tutto passa, e tu, corpo, imputridisci; dopo la giovinezza, nessun
+piacere; dopo la morte, nessuna vita!--O Lidia, in queste pagine su cui è
+scritto il tuo nome di vergine, oso io lasciare queste righe? Sì, per
+dirti che all'_anima Tua_ sacrifico la mia bollente gioventù. Ti amo,
+purissimamente Ti amo e purissimamente Ti voglio mia!
+
+
+_18 maggio._ «Io mi tacerò quando non mi sentirò più degna di stringervi
+la mano, come ora.» Queste sono le parole di Lidia, che mi spaventano da
+due giorni.
+
+
+_30 maggio._--A sera tarda mi trovai cogli artisti che festeggiavano il
+Michetti. Figlio di pastori a 25 anni è già celebre in Italia e
+in Francia, e guadagna quello che vuole. Come vorrei essere in lui!
+avere tanto nome e tanto merito e dire: _Per una fanciulla_!
+festeggiato, amato, ammirato e dire: _Col pensiero di una fanciulla_!
+Che superba compiacenza!
+
+
+_4 giugno._--Jeri sera ho ricordate le Tue parole a me e stamane voglio
+rileggerle:--_J'ai aussi des remords, votre lettre m'a troublée--je me
+sens malheureuse car j'ai été pour vous cause de souffrance_ (oh sì),
+_peut-être ma légéreté en est-elle la cause?--J'ai pleuré en lisant votre
+lettre, il m'a semblé entendre une voix que n'ètait point de cette terre,
+je ne croyais pas qu'il y eût sur cette terre une âme si belle que la
+vôtre!_
+
+O madre, queste parole sono il premio della mia castità, della mia
+religione, della mia timidezza, del mio amore!--E le ho lette in un
+santuario della Vergine.
+
+
+
+
+_Tout ce qui finit est si court Allez toujours_--
+
+
+_24 marzo_ 1880.--Facendo la carità, trovo un padre che si uccide
+perchè la Congregazione è una vecchia istituzione burocratica
+piena di pregiudizii. Credo di servire il mio partito, ma per reggere
+alla noia di stare tre o quattro ore al tavolino della Costituzionale
+a scribacchiare i verbali mi immagino sempre d'aver avanti agli occhi
+la nostra Regina Margherita, e per _lei_, _donna_, faccio quel sacrificio
+di star lì. Essendomi occupato della Società Dantesca, trovo i
+Commendatori amici che mi fanno dire che sono assenti da Milano.
+Quando ho studiato che conforti ho avuto? quando ho scritto? quando mi
+ero inchiodato sulle panche dell'Accademia?
+
+Io mi sento artista, perchè sto in contemplazione di un raggio di
+sole che fa luccicare mestamente l'iniziale delle pergamena e vivifica
+i colori di un angolo di tappeto turco e fa spiccare le ombre del
+tavolo barocco e polveroso. Io sono artista--melanconico e sognatore.
+
+Guardo alla libreria polverosa.... O poeti, non vi leggo più! penso
+che anch'io volevo essere romanziero storico: e, dopo il mio amore,
+romanziere antico. Incominciai col _Buondelmonte_ e finii coll'abbozzo
+_Tisi_.
+
+Ho qui un vasetto di viole del pensiero. Da sei anni a primavera ho
+questa gentile compagnia: viole ed illusioni.--I miei amici vedendomi,
+triste, mi dicono per consolarmi:--Prendi moglie....
+
+
+_29 marzo._--Perchè nulla annotai nel dicembre, nel gennaio, nel
+febbraio, quando servivo i poveri alla cucina economica? Perchè non
+scrissi le soddisfazioni dell'anima mia nel fare il bene? E il bene
+l'ho fatto pensando a Te: ho avuto dolcezza, pazienza, perseveranza,
+dicendomi:--Lidia mi vede.--Ma chi sei Tu che ti facesti padrona della
+mia giovinezza? Chi sei? Perchè ti sono così schiavo? Perchè
+mi fai piangere? Perchè farai piangere mia madre?--Oh alcune volte
+impreco contro di Te, e ti odio e vorrei che l'anima tua soffrisse
+come la mia!
+
+E che? La vita, l'avvenire è dinnanzi a me.... Sì, ma dove le
+risoluzioni? la forza d'animo? la perseveranza? la fede?--Alcune volte
+mi dico:--Dimenticarono tanti: dimenticherò anch'io: avrò una
+famiglia: avrò una carriera.--Ma no! sento solo le mie melanconiche
+fantasticaggini artistiche! Sento solo l'armonia del mio dolce
+passato! Ho sofferto, e i miei dolori non sono troppo preziosi, per
+mutarli nelle gioie banali di vita solita.
+
+
+_(sera)._--Oggi mi sentii poeta. Meditai una poesia, _I morti_, i
+morti all'ospedale e i morti in battaglia--i morti d'amore--i morti in
+campagna....
+
+Lessi i ricordi della _vita di Settembrini_. Come mi sentii consolato!
+Che fede in Dio! Che amore nella sua donna! Che carattere!--Mio Dio!
+perchè non sono vissuto nel tempo delle cospirazioni, dei patiboli,
+delle battaglie? A me che rimane? _Lo sconforto_!
+
+
+_11 aprile._--Sono otto mesi ch'io da mattina a sera aspetto una lettera
+di Lidia; che cosa mi potrebbe dire?
+
+S'io mi trovassi padrone di trecento od anche di duecento mila lire,
+scriverei a Lidia:--Voi siete povera: ditemi quanto vi abbisogna per
+la vostra felicità.... Vi darei tutto. Avrei fatto il mio dovere
+dopo di avervi date tante proteste di affetto vero.--Dopo, colla
+coscienza forte e _finalmente_ persuaso di aver fatto una buona azione,
+dopo mi voterei a Dio. Per andare missionario bisogna tanto denaro?
+Don Fedele non era ricco.
+
+Fra tutte queste cose vecchie del mio studio, ho delle camelie in un
+vaso, camelie candidissime, camelie rosee... Perchè adorando i
+fiori, con dolcissima illusione, con irresistibile bisogno, adoro la
+donna?
+
+Fanciulle belle e bruttine che passeggiate al sole, se sapeste il mio
+sacrificio! _Nulla, nulla_ si cancella dall'anima mia e mi sento senza
+speranza, senza amore, con troppo amore!
+
+Come ti bestemmio, o Dio! Non ti credo nei cieli! Sei in terra e Sei
+l'amore! Sii maledetto, o amore!--. Perchè non mi uccidi?
+
+O sole, come ti amo sui picchi delle montagne selvagge! Come mi sentii
+felice nei deserti della Natura! come libero! come poeta!--Ma tu,
+Sole, mi schiaffeggiavi, mi macchiavi il volto e le mani, sì ch'io
+avevo persino vergogna della montanara che m'accompagnava: e quando
+tornavo fra gli uomini, io mi sentivo rigurgitante l'anima di
+grandiosa, di aspra, d'infinita poesia, e gli uomini ridevano di
+compassione per me, e le donnine ghignavano di scherno! O Sole! o
+Sole, mi tormentasti e mi tormenti! Io amerei Te e l'infinito mare, ma
+diverrei brutto d'una bruttezza ineducata!--Donne che per qualche
+minuto avete avuto un pensiero per me, chi siete? Vi ho io amato?
+Siete voi invecchiate? Mi avete dimenticato, come io ho dimenticato
+voi? L'anima sussulta!--I bei giorni ch'io ho passato con Te, o R., a
+ventitrè anni! Le belle cose che ti diceva parlando di Dio e
+leggendo le poesie! gli orrendi tumulti che si suscitavano nell'anima
+mia quando ti recitavo il mio _Giuliano_! Il Giuliano è incatenato in
+questo mio povero, sporco e meschino corpicciuolo, e lo squassa e lo
+uccide! Ero buono, ti confesso, una volta, gentile verso la Madonna,
+fiducioso in Dio. Ed ora?--Non leggo più poesie stampate. È
+domenica: io non benedico il Signore. Sorgete tutte in me, o male
+passioni dell'anima mia, tormentatemi, abbattetemi, schiacciatemi.
+Ch'io muoia maledetto, perdonando a nessuno.
+
+
+_12 aprile._--Eravamo soli in una cameretta disabitata del sacrestano:
+c'era una crociona nera dei morti: un canapè: delle seggiolaccie:
+un tavolo sconnesso.... Sui monti imperversò un uragano. Lei aveva
+paura dei lampi.... Si schiarì il cielo: tornò il sole,
+bellissimo: la montagna divenne festante. Io lessi l'agonia suprema
+del mio Tintoretto!--Che speranze, che fede nell'arte! Che baldanza
+nel guardare al mio futuro! Chi ridà i miei ventitrè anni?--Tu
+fosti gentile, soave, confidente, affettuosa, compassionevole con me.
+
+Ma perchè mi tornano alla memoria queste dolci ricordanze della mia
+giovinezza? Perchè con tanta insistenza, vi risaluto ancora, o
+anime, ch'io chiamai gentili?--Su, a quella chiesetta scrivemmo i
+nostri nomi. Ci saranno ancora? Chi li avrà letti?--E parlammo di
+Te, o A., povera e affettuosissima e nervosa Signora che mi amasti! e
+mi piangesti in volto là su quei colli! piangesti ricordando il tuo
+passato!--Dirai tu, o Lidia, che questi sieno ricordi profani,
+perchè rubano a Te? Ma chi fosti tu per me?
+
+
+_12 aprile._--Sorgete tutte in me, o male passioni dell'anima mia: o
+tristi ricordi, o gelosia, o frenetici odi, o tremende ardenze del mio
+corpo, io sfido Iddio!--Così imploravo ieri.--E invece sorgono dal
+passato i ricordi dolci--dolcissimi--dell'affetto, dell'amicizia,
+della stima, della simpatia, della confidenza.
+
+
+_13 aprile._--Ma sai, Lidia, che ho un'illusione quest'anno? Di divenire
+pittore d'armi antiche. Mosè Bianchi, Pagliano, Bazzero, De
+Albertis, tutti gli artisti della Società Patriottica mi
+riconoscono per _specialista_ nel disegnare armi antiche. Sono assai
+apprezzati i miei schizzi.--Diventare artista! Avere il mio studio!
+Nel mio studio mettere un pianoforte per Te! Oh il mio sogno! Avere i
+fiori, la donna, la purissima arte, qualche libro tedesco e qualche
+inglese e francese! Essere artista!
+
+
+_20 aprile._--Sono melanconicissimo fra gli amici.
+
+Uno di questi amici raccontò una cosa graziosissima di sua moglie.
+Quando tornavano dall'altare di nozze, lei disse--Ora scappami, se
+puoi!--All'albergo, ella si addormentò fidente e stanca, ed egli
+stava a guardarla pensando:--Mio Dio, che spavento! È mia per tutta
+la vita!
+
+Tu vedi com'è l'anima mia, o Vergine santissima: Tu sai ch'io
+voglio morire. Fammi morire. Risparmiami un delitto. Fammi morire.
+Tremenda malattia dell'anima! Io inorridisco! Scrivo io un romanzo o
+scrivo i miei pensieri? Scrivo il mio sconforto su un pezzo di carta
+che si consumerà, con un inchiostro che si sbiadirà, scrivo pei
+topi che rosicchieranno queste mie memorie, scrivo _che sento d'amare_!
+Che sfiducia ho io--io nulla farò a questo mondo perchè sono
+incertissimo di tutto e su tutto--non sono mai in pace--voglio e non
+voglio.
+
+Perchè così presto ho sciupato il mio ideale della Carità?
+
+Perchè ho conosciuto l'uomo basso, vigliacco, volgare, neghittoso,
+ipocrita e stupidamente prolifico? I poveri?--Presto avremo le
+elezioni politiche. Io mi dimetterò da Segretario della
+Costituzionale... Che importa a me della briga degli ambiziosi e degli
+intriganti?
+
+È maggio: o fiori, o farfalle, o verde, o cielo, o fanciulle!
+
+Come sono brutto io! La mia poesia bisogna ch'io la tenga nascosta in
+fondo al cuore, per me, per piangere solo, per pregar solo, per disperare
+solo!--Alcune volte sogno d'essere lontano, lontano nel mondo, fra gente
+nuova, sotto un cielo nuovo, con dolori nuovi... O mia mamma, perchè ho
+anche la squisitezza tormentosa di sentire i dolori di certe povere
+creature che non hanno casa, patria, parenti? Perchè penso
+mestissimamente a quella disgraziata--elegantissima--che ieri andava al
+manicomio?
+
+Ricevo dalla Accademia di Brera dei biglietti di congratulazione per
+me spediti da Promis, Biondelli, Mongeri. Mi sento incoraggiato. Se
+potessi arrivare a quel posto! Ma coll'amore dell'arte non si _fa
+carriera_!
+
+
+_20 luglio._--Come ti sento, bisogno della mia giovinezza, del mio
+ingegno, della mia vita!--Lavoro moltissimo pei poveri: ma sento poco
+la compassione, sento un grande odio per la finzione, per l'inganno,
+per la umana bestialità! Come gli uomini sono gli autori delle loro
+sventure!
+
+
+_23 luglio._--Lavoro molto pei poveri. A vincere il mio carattere timido
+penso sempre:--Essi, i poveri, potrebbero trovarsi al mio posto: io,
+al loro: se io avessi bisogno?--E lavoro... È volgare la mia vita?
+O Signore, quando leggo la Tua Bibbia, come ancora nel mio avido
+scetticismo, ho dei momenti di fede gentile! O Signore, perchè mi
+tormentasti e mi tormenti coll'incertezza?
+
+Scriverò a Recoaro per far apparecchiare le camere a mia madre e a
+me. Son spaventato: guardando solo l'orario, e leggendo quei nomi di
+stazioni venete, mi si stringe la gola... Rivedrò Lidia. È
+un'idea fissa.
+
+Ah se potessi condannarti all'oblio! _Ti amai_, Ti amai, versai, nelle
+lettere che ti scrissi, l'_anima_ mia, ti dissi il mio tormento,
+rinunciai alle prepotenti gioie che mi provocano a' miei anni,
+studiai, mi dedicai ai poveri, e al mio paese... E Tu? Come mi
+rispondesti? _Tu chi ami_?
+
+Ah fosti crudele! Ed io perchè amo di acuire così il mio dolore?
+Vi chiudo nel mobiletto, o pagine tristi, e siate l'ultime che scrivo!
+
+C'ingannano i poveri, c'ingannano i preti, e c'ingannano i dottori....
+
+* * *
+
+
+_31 settembre._--Non ho mai voluto scriverti per non darti dolore! Ho
+fatto le appendici artistiche del _Pungolo_, e ho dovuto condirle
+d'arguzie e forse di sconcezze per il pubblico, in quei giorni che la
+mamma era ammalata (e mi faceva davvero pensare tristamente di lei) e
+in quei giorni in cui volevo tacerti i miei pensieri. A Recoaro, come
+ho vissuto bene nella compagnia gentile di una fanciulla, che non mi
+credette sciocco e beghino! E perchè ti dico questa simpatia, e
+quei no! no! no! che mi dissi e feci capire a lei, pensando a te? È
+una fanciulla che mia madre ha visto nascere e che ha sempre
+conosciuta e che sarebbe contenta di vedere al mio fianco...
+
+Ti ricorderai di me? Si spezzerà il filo tra noi? Chi primo
+obblierà? Vado a Limbiate e visiterò quel cimitero dove io ho
+scritto _lagrime e sorrisi_, io che ora sghignazzo facendo il
+giornalista lepido. Lidia, perdonami, faccio così per buttarmi nel
+mondo, e occupare un posto, e avere una possibilità di farti mia!
+Pensa che quella ragazza mi era molto simpatica: ed è forse
+l'ultima che incontrerò nella mia vita--nella mia vita stupida e
+ritiratissima.
+
+
+_1.° ottobre._--Stamani, quando la campanella di sotto suonò la
+messa, mi sentii tristissimo.... Preghi tu ancora? O perchè penso
+tanto a te e con tanto timore? Quante cose si sono cambiate in
+campagna. Vicino a quel cancello a Carate, ov'io venivo tutti i
+giorni nel 73 a guardare in quel giardino ove tu mi avevi dato un
+fiore di vainiglia e una foglia spinosa, vicino a quel cancello, ove
+scrivevo le date e mi pareva d'esserti fedele, hanno alzato un muro.
+L'ossario di Solaro ov'io passavo quasi tutti i giorni, e guardando
+i crani pensavo a te, dicendomi:--che cosa è la vita? e dove io
+ho contemplato quella mano rattrappita e secca, quando avevo sul
+cuore la lettera che mi avevi scritta e m'immaginavo la tua manina
+tonda e morbida, l'ossario l'hanno demolito... E noi abbiamo
+cambiato l'aspetto delle camere, del giardino, ma il mio cuore non
+muta.
+
+Ho riletto la mia lettera del 15 ottobre 1877. Tutto è finito?...
+Coraggio, mi dico, il mio dovere ora è di servire i poveri, è
+d'esser umile, e di gettare questa penna insulsa.... Che cosa ho fatto
+per esser degno di lei? E che cosa farò?.... Tre anni fa, come mi
+sentivo buono e poeta e fiducioso, nella mia disperazione: ora
+nell'apatia, come mi sento vecchio! Perchè mi dico coraggio? Che
+fare? Che studiare?--Come gli uomini sono tristi! E non so staccarmi
+da questa memoria, mi pare così di esserle fedele....
+
+
+_18 ottobre._--Odoro nel cassetto un profumo che mi ricorda la mia santa
+malattia e le mie purissime illusioni....
+
+
+_20 ottobre._--Questi sono i giorni in cui io ho tanto pensato a Te. A
+Limbiate c'è una ragazza bionda, gentile, pallida che di sera
+somiglia a Te: son già due anni che solevo annotare questa
+circostanza, ma mi pareva d'esserti infedele....
+
+Vittoria avrà avuto qualche po' di simpatia per me? Là a Recoaro
+mi ha regalato un pezzo di sasso colle piriti, preso all'orrido della
+Spaccata, ed ora lo tengo qui sul mio tavolo, quando scrivo. Come sono
+pallidi i miei ricordi di Recoaro!--Quante volte passeggiavamo noi due
+soli, alla sera colla mamma lontano a cento passi, e chiacchieravamo e
+ci sentivamo giovani. Chi ama ella? Certo amerà. So di un
+giovanetto simpaticissimo che l'amerà: e lo vedo alla Patriottica e
+mi è caro, e non mi sento geloso.
+
+
+_21 ottobre._--Volevo dicessero:--Quel giovane si è fatto seriissimo, è
+divenuto il servo dei poveri, è dolce, è pio, è rassegnato. Ha un
+profondo dolore, ma soave che coll'amore consacra la sua vita... Volevo
+mi amassero tutti ed io mi tranquillassi.... No! risusciti tu, mio animo
+d'artista e mi scuoti! mi tormenti! Mi fai delirare! Sghignazzo ancora:
+ancora sono superbo, ancora odio, ancora voglio morire come il mio Ugo!
+Tra questi spaventi sento l'amore a mia madre, a mio padre--l'amore che
+mi viene dai ricordi, quando ero piccino, quando Limbiate era un luogo di
+pace.
+
+È una virtù questa vigliaccheria dell'obblìo?
+
+O Vergine che un giorno ho pregato, o Madonna, in cui ancora ho un
+barlume di fede melanconica, protettrice della mia Lidia, fammi
+dimenticare la mia Lidia!
+
+E preghiera questa?
+
+Come sarei felice di morire e di terminare il martirio dell'anima mia!
+
+
+_22 ottobre._--Faccio forza per non scrivere, ma non posso.
+
+Jeri ho veduto una bellissima rosa nel vecchio e squallido cimitero di
+Limbiate, ed ero con un prete: oggi ho incontrata la marchesina B: ed
+ero con due preti: stanotte fui tormentato dalla più fiera
+esasperazione della libidine che non concedo al mio corpo e col
+pensiero mi purificavo... ero con te. Chi le capisce le mie febbri e
+le mie speranze e di quando in quando i miei mortali spossamenti e
+questi orgasmi quasi suicidi? Come vivo stupido, fra gli stupidi o gli
+ignoranti, amoroso fra gli indifferenti, poeta fra questo volgo!
+
+
+_22 ottobre._--Ieri siamo stati alla Cassina Ferrari a vedere la villa
+Torras, un giardino romantico che da vent'anni forse io non avevo
+più veduto. Vi è una lapide nel boschetto, una lapide che parla
+di ricordi amorosi e di dolci confidenze. Mi ricordo che ad otto o
+nove anni fummo là in compagnia e c'erano le giovinette e i
+giovinetti che leggevano e si guardavano in volto e si deliziavano pei
+viali....
+
+Il triste cielo, la natura mesta ed umida, l'ora mattutina e il canto
+dei coscritti avvinazzati mi fanno pensare....
+
+È finito anche questo autunno.... E finora non sono ancora andato
+ai luoghi ove pellegrinavo negli anni scorsi pensando a Te.
+
+Ti dirò come mi annoio? Ho passato tre ore con un prete a far
+passare le commediole delle marionette ch'egli deve far recitare alle
+fanciulle del suo collegio! Sono i libricciuoli nostri, dei nostri
+otto e nove anni. Il prete mi parla di farse, di sciocchezze, di
+melodrammi che fa lui.... Ed io lo ascolto.... Io che vorrei parlarti
+del mio _Giuliano_! E tu mi ascolteresti? E se tu non fremessi alle mie
+tempeste, io ti direi che quel _Giuliano_ fu letto ad un'altra donna, da
+me a lei, che lasciò ch'io posassi la mia testa sulle sue
+ginocchia, e toccandola colle sue manine, mi disse:--Credo che ci sia
+dentro un inferno!--La tua memoria era in me santissima e dolce: e la
+maliarda libidine mi arroventava e mi strappava le carni. Quando
+diceva di non sentirsi bene ella mi lasciava accostare la mia fronte
+alla sua, mi lasciava toccarle il polso; e quando diceva ch'era
+nervosa voleva ch'io le stringessi forte ambo le braccia alle spalle
+in istretta voluttuosa....
+
+Tre ore. anzi quattro ore stupide le ho passate passeggiando
+coll'ottimo prete che mi discorreva di panegirici, e di sacro
+cuore.... Il mio _Giuliano_ è un panegìrico, il mio cuore è un
+sacro cuore!
+
+In questi giorni sì mesti e sì squallidi, al declinare
+dell'anno, a sera, come si desidera la sua donna da guardare in
+volto!--Mio Dio! Suonano le campane dell'_Ave Maria_, quella sottile
+vocina della campanella _di sotto_ mi fa ricordare.... Pregavi tu,
+Lidia, quando ti inginocchiavi nella chiesetta della Madonna?
+
+
+_Domenica, 24 ottobre_.--Splende il sole e dovrei essere lieto, ma sento
+il massimo sconforto... M'imagino d'essere in questa casa, ma
+spopolata, morti tutti e divenute sacre le memorie, ed io vecchio,
+legato a te, ed obliato da te, senza una donna al fianco che sia stata
+la gioia di mia madre.
+
+Torno dalla chiesetta di Pinzano.... Perchè su nell'organo
+guardando giù la chiesetta innondata di luce e di incenso, mi sono
+sentito tanto commosso? Perchè ti ho desiderato con me?
+
+Poveri contadini, che avete lavorato sotto la pioggia, nel letame,
+forse colpiti anche dallo sprezzo di noi che passavamo in carrozza,
+poveri fratelli che sorgerete a vendetta in un dì non lontano,
+beatevi del sole, dell'oro, dell'incenso della vostra chiesetta....
+Contribuire a farvi gioire un po', un sol giorno nell'anno, è
+affetto, è delicatezza, è forse anche dovere.... Ed io come sono
+egoista!
+
+
+_(Sera)._--Torno da Pinzano dove si è ballato, e sono mesto come
+tutte le volte che vedo quel tripudio che a me non fu mai concesso.
+Penso che l'educazione che mi diedero i miei parenti fu santa, ma
+stupidina. Vedo anche i giovanetti delle famiglie che ricorrono alla
+Congregazione di carità, li vedo ballare.
+
+Spettacolo triste! Sento sul volto la polvere che mi gettano i tacchi
+delle danzatrici: e sono quasi geloso delle mogli altrui.
+
+In società sono uno sciocco, un collegiale. Che penso?
+
+
+_(Alba mestissima)._--La natura ha una voce sconfortante per me! Sei tu,
+anima di donna, che parli a me da quel cielo melanconicamente roseo,
+da quel nero hosco della botanica, da quel piano silente?... Se tu, o
+Lidia, in questo momento muori o ti ricordi di me, io prego Dio.
+
+
+_25 ottobre._--Com'è bella la Natura, quando si ama! Splende il sole:
+il cielo è limpidissimo.
+
+Volevo che queste pagine, fossero un libro di preghiera, e invece
+diventano una confessione di illusioni, di pazzie e di odii.
+Lacererò le pagine più tristi. Mio padre va a letto e dice di
+non sentirsi bene.... Sarà un po' di poltronaggine o una malattia!
+Dio mio, egli dice che è così triste il diventare vecchi.
+L'intimità della famiglia doveva essere il mio sogno: e invece ho
+avuto pel capo tanti delirii d'avvenire. Mio padre, quand'io ero
+piccino, era buono e mi voleva bene. E perchè sono io diventalo
+uomo? Perchè ho tanto sofferto? Poi sei venuta tu, maledetta, nel
+mio pensiero e nel mio cuore.
+
+È giornata triste: s'avvicina l'inverno: mio padre deve sentire
+anche lui uno sconforto tremendo. O Signore, quand'era ammalato, tanti
+anni fa, ho pregato tanto per lui e tanto devotamente! Ti prego
+ancora, o Vergine, che sai come è l'anima mia.... perdonatemi
+tutti, o mio padre, o mia madre, o Carlo!--Perdonatemi... Lo sento che
+non sono cattivo.
+
+
+_30 ottobre._--Ieri ho fatto una passeggiata. Era tempo piovoso e
+melanconico. Abbiamo visto dei cimiteri.... Ma è sì dolce avere
+con sè una donna gentile! La mia vergine soavissima dov'è? Ho
+amato le sue memorie contemplando le croci di un cimitero! Almeno tu
+fossi morta! Almeno fossi morto io! Mi avresti pianto....
+
+Splende il sole e si vedono i lontani monti, e sorride il cielo, e
+cadono le foglie.... Un altro autunno che finisce! un altro inverno
+che mi aspetta!
+
+Quando ti avrò dimenticata, quando nulla più saprò di te,
+quando presenterò a mia madre una donna che possa fare la mia
+contentezza e la sua felicità, sarò io onesto? È a prezzo di
+tanto dolore ch'io mi dirò finalmente tranquillo? Io mi sono votato
+ad esser vergine: oh almeno potessi vivere con mio fratello!... solo
+che farei?
+
+Vittoria, m'avevi dato un poco di pace. No! no! no! _Non ti amavo_! No!
+ma sentivo com'è bello lo stare con una fanciulla, che mia madre
+conosce tanto, che non dà turbamenti ne incertezze, che con una mia
+domanda può essere mia moglie, una moglie da poter presentare agli
+amici, ai parenti.... E tu chi sei, che col tuo sguardo d'angelo hai
+marchiata la mia fronte con una maledizione che quasi tutti qui mi
+leggono?... Tu chi sei? Oh dimenticami.
+
+
+_1.° novembre._--È il giorno di tutti i Santi. Splende il sole e
+s'odono i canti mattutini nella _chiesetta di sotto_. Perchè sento
+tanta malinconia? E perchè leggo queste memorie?
+
+Il giardino è tutto bianco di brina. Dio, com'è triste sentirsi
+nel cuore questi primi geli!
+
+Ci capita addosso un invito in casa S. Come mi fa dispiacere l'esser
+così stupido fra la gente. Nulla so, nulla dico: sono impacciato.
+
+
+_3 novembre._--Ieri _nel dì dei morti_ ebbi dei momenti di grandissima
+gioia pensando a te, e al bambino biondo e gentile che avremo....
+
+Ho domandato al figlio del fattore se egli sente la melanconìa
+dell'inverno.--No, e perchè?--mi risponde. L'altro ieri, al ritorno
+d'una allegra passeggiata, andai in cimitero.... C'era con me una
+signora, povera, ma gentile, ma educata, ma pietosa. Ci facemmo
+pensosi. Dio santo! Come io la sento la poesia del dolore! Come io ho
+bisogno della donna! Come mi trovo bene fra le croci!
+
+
+_6 novembre._--Dio! perchè anch'io non fui a Mentana? perchè non
+son morto? In questi giorni si commemorano i martiri della libertà,
+ed io mi sento ancora tanto piccino e poltrone! Era la mia un'anima
+repubblicana?
+
+
+_11 novembre._--Oggi parto. La natura è mestissima, ed io vado
+incontro alla noia ed allo scoraggiamento.... Non amo più i poveri:
+sono indifferente agli studii. Sento già vergogna delle persone con
+cui dovrò parlare per il lavoro sui _Musei privati_ di Milano pel
+Vallardi.
+
+
+_12 novembre._--Sono nel mio studiolo di Milano. Mi sento
+scoraggiatissimo. Voglio mettere un po' d'ordine nelle mie carte:
+trovo grammatiche greche, esercizi latini, tedeschi e inglesi, e
+abbozzi di drammi.
+
+Volevo, per far luogo, mettere queste cose in un fascio sulla
+libreria.... Le grammatiche portano le tue cifre, o Lidia, scritte da
+me quando volevo attingere un po' di coraggio: e i drammi cominciano
+col tuo ricordo T. c. q. f. e. s. c. A. t. _Tout ce qui finit est si
+court. Allez toujours_. Come mi faccio sempre melanconico! Volevo far
+posto pei nuovi scritti.... E che m'importa dell'arte, del nome,
+dell'antiquaria? M'importa nulla! Sento la mia giovinezza passata e le
+mie speranze cadute, e il mio cuore inaridito! Credimi, non so
+lavorare per amor proprio! Fra le mie carte trovo il libriccino
+dell'Aleardi e quello del Leopardi.
+
+
+_23 novembre._--Ieri a sera, alla Società degli Artisti, ho assistito
+allo svestirsi della modella, una ragazza triviale e perduta. Come
+parlava brutalmente dell'amore!
+
+Sai, Lidia, è uno spavento per me l'udire l'immoralità dalla
+bocca di una donna giovane.
+
+Mio Dio! e che fascino satanico in quella fascetta calda che si tolse,
+in quella camiciuola trasparente, in quelle braccia seminude, a quel
+profumo della carne! Quando penso a te e al _nulla_ della mia vita come
+mi sento sconsolato! Ecco la mia voluttà: _la melanconia del tuo
+ricordo_.
+
+
+_25 novembre._--Angelucci, vecchio ed illustrissimo pedante, viene a
+Milano, e presso i pedanti illustri di Brera, critica il mio
+opuscoletto sulle armi del museo archeologico. Che m'importa? Ma
+credevo quello studio una prima base, per farmi un po' di nome, per
+andare avanti, _per rendermi degno di te_. Che m'importa
+dell'archeologia? Sono artista e non antiquario: son poeta e non
+rigattiere. Ma mi sento sconfortato.
+
+27 novembre.--Ieri mi trovai coll'Angelucci. Il _chiarissimo_ amico non
+moverà un dito per aiutarmi: e se gli venisse l'occasione, mi
+mozzerebbe anche la strada, parlando dei miei spropositi. Mille
+grazie. Per il nuovo lavoro che devo cucire avevo bisogno di un po' di
+coraggio. Mongeri mi spaura, Porro è indifferente e Angelucci mi
+lasciò freddo. Nessun passo farò: sono ricco, lo dicon tutti e
+me lo dicono.... Grazie.--Anche oggi devo aspettare l'Angelucci qui in
+casa. Oh questo mio studiolo dovrebbe per me essere un luogo di pace,
+di raccoglimento, un santuario di speranze: le mie belle armi, i
+mobili, la luce, il sole, il tuo ricordo....
+
+Da un po' di tempo, per queste mie sciocchezze d'archeologia, che non
+approdano a nulla, trascuro i poveri e mi faccio indifferente alla
+miseria altrui.... Ero sepolto, ero oscuro, ero rassegnato, ero buono,
+perchè ridiventai ambizioso e impaziente e credulo in un avvenire
+mio? Mi tornano le malattie tremende.--A guarirmi da questi spasimi
+vorrei viaggiare: sarei anche partito per l'Egitto, ma perchè
+rompere l'ordine posticcio della famiglia? Mio Dio! mio padre
+invecchia e mi fa compassione, mia madre, dopo tante sofferenze
+incomincia a star un po' benino.... E viaggiando non sentirei il
+demonio dell'odio e l'angelo dell'amore in me?
+
+
+_(Sera)._--Sin dopo il primo dell'anno 1881 non voglio vedere nessuna
+ragazza: aspetto il tuo biglietto di visita! E poi?
+
+
+_28 novembre._--Devo andare in casa Sola-Busca per vedere gli oggetti
+d'arte antica. La ricchezza mi spaventò sempre. Vorrei andare a
+Limbiate al vecchio cimitero. La morte mi consola sempre. Credo in Dio
+e sento la sua pace.
+
+
+_3 dicembre._--Oggi ho incominciato il lavoro di archeologia: non ho
+pensato a te e ho potuto lavorare.--Mio padre è a letto, non si
+sente bene. Se di notte mi sveglio, i miei pensieri sono tristissimi.
+Che figlio sono io per lui? Che uomo d'onore sono io per te? Li
+capisci questi tormenti?
+
+Ieri il Consiglio della Società degli artisti e Patriottica mi
+volle proporre a segretario; oggi dal Comitato per l'esposizione del
+1881 ricevo la nomina di membro di una commissione per una mostra
+d'arte antica. I miei concittadini hanno fiducia in me: io solo non ho
+coraggio! Lavorerò, accetto pensando a te.
+
+
+_11 dicembre (sera)_ .--Oggi prima di pranzo mia madre mi racconta che
+Vittoria è fidanzata. Era la fanciulla conosciuta da lei, da lei
+amata, da lei forse desiderata.... Non ti nascondo una mia illusione:
+avevo avuta molta intimità con lei, là sui monti, in faccia al
+cielo.... Sullo scoglio dello Spitz mi aveva dato il braccio....
+
+Che vuoi? Nella mia vita stupida, fredda, senza gioie e senza dolori,
+mi era parso _una gloria l'essere vicino ad una vergine: pensando a te,
+Lidia, che non mi amavi_! Mi pareva di non essere così brutto, o
+così sciocco, o così pedante, come sono!
+
+Perchè sarò incatenato alla tua memoria? perchè morire
+scettico e illuso per te? L'essere con una fanciulla, gentile ed
+elegante, in una chiesetta di montagna, il toccarle il piedino per
+darle la staffa, il ricever sorrisi e la frase:--_Oh credevo che lei
+fosse serio serio!_--l'offrirle fiori, confetti, erbe: il mangiare con
+lei _coquettement_ sullo stesso vassoino un dolce, vedere un volto
+fresco, lieto, aperto, udir una voce giovane, capisci, Lidia, che sono
+cose che per me le dico tentazioni? Il tuo ricordo impallidiva.
+
+Dovevo forse lacerare tutte queste carte. Il tuo nome solo, o mia
+Lidia, doveva esser scritto su queste pagine. Invece, quante volte ti
+dimentico per esprimervi sogni, speranze, illusioni! Ma questa è la
+storia dell'anima mia.
+
+Ti avrei scritto anche le orgie, gli abbracci lascivi, le ebbrezze, se
+non fossi sempre vissuto così timido!
+
+* * *
+
+Vado a prendere del _bromuro di potassio_. È la cura per i miei
+amori.
+
+
+_13 dicembre._--Oggi fui in casa E. Per vedere le cose antiche sedevo
+sul tappeto ai piedi di una scansia: la signorina era vispa e
+spensierata, ma io sarei troppo vecchio per lei.
+
+
+_15 dicembre._--Oggi prima di pranzo la mamma mi dice che Vittoria sposa
+un ingegnere e va a Merate, in campagna. Ciò prova che era una
+buona ragazza adatta per me. O Lidia!
+
+
+_25 dicembre_ (Natale).--Sono in pace: ieri a sera ho baciati mia madre
+e mio padre. Oggi De Marchi mi manda delle sue novelline pel Natale:
+le dedica--_Alla mia Lina, che m'intende_, Chi intende me? Io avevo
+tanto bisogno d'amici e di quiete d'animo, e come invece son
+sfortunato!--Penso se mi manderà o no a capo d'anno il biglietto di
+visita!
+
+
+_26 dicembre._--Stanotte, morbosamente, le ho sognate tutte le
+spaventose voluttà della donna. Stamattina, vedendo il sole, ho
+sentito desiderio della mia fanciulla! Che importa a me di
+tutto?--Vorrei esser felice.
+
+È squallido l'oblio.
+
+
+_27 dicembre._--Come sono scoraggiato! Stassera vado da Monsignor
+Arcivescovo. Sono invitato come uno dei patrocinatori pel ristauro di
+San Vincenzo in Prato. Che m'importa dell'archeologia? Una volta avevo
+tanto dolore, ma tanta era la mia speranza! Ora non ho più dolore,
+ma non ho più speranze! Apatia!
+
+
+_28 dicembre._--Gli altri che lavorano hanno un po' d'ambizione ed io mi
+sprofondo nel massimo sconforto! Eppure l'anima mia si sente nata per
+sprezzare ogni ambizione, ogni fumo, ogni finzione, e per esser
+modesto e tranquillo e felice con una donna!--Studiare? Studiare? No,
+no, no! s'accresce il mio sconforto sui libri!
+
+Devo scrivere per Treves un articolo sulla Rocchetta del Castello.
+Sento il peso che mi sono imposto.
+
+Sono persuaso che i miei sono studii di archeologia seria ed utile?
+_No_: rubo dai libri. Sono persuaso che ci vuol grande fatica a studiare
+e che mi manca tutto? Sì e _non ho più volontà_ di studiare. E
+perchè? perchè, mio Dio, ho la mente tanto torpida? Dicono ch'io
+scrivo con facilità: se sapessero il mio tormento!
+
+
+
+
+«_Oh blest be thine unbroken light!_»
+
+
+_1.° gennaio 1881._--È finito un anno! Un altro
+incomincia!--Trepido aspettando il tuo biglietto, o Lidia.--Chi si
+ricorda di me? Vittoria pensa alla felicità delle sue nozze: tu
+dove sei? Come hai passato Natale? Ti ricordi che ho una famiglia?
+Che dovresti averne una anche tu?
+
+Ho lavorato fino alle cinque e mezzo, si fa buio. Presto andrò
+d'abbasso pel pranzo. La portinaia mi darà il tuo biglietto?
+
+
+_2 gennaio._--Jeri, scendendo le scale, mi dissi:--E se mi mandasse col
+suo biglietto un altro che fosse di suo marito?--Stamattina ero quasi
+libero e gaio: a mezzo giorno, tornando quassù per lavorare,
+accendo la stufa. L'odore di pino bruciato mi rammenta Limbiate, e i
+fuochi dei poveri focolari in novembre, e il tormento dell'anima
+mia.... Non dimenticarmi che ho sofferto tanto! Non dimenticarmi!
+Verrà la primavera a darmi i languori e le poesie e i ricordi....
+Ed io sarò solo nell'anima mia.--Non dimenticarmi!--Vorrei guardare
+il tuo ritratto, ma non oso!
+
+
+_(Sera)._--Perchè mi hai dimenticato così? Non sai ch'io lavoro
+per te? Che m'importa dell'archeologia, della politica, dell'arte?
+
+Mi rompo lo stomaco di giorno nelle biblioteche, e rubo il sonno di
+notte, per lavorare per te.... Senza cuore! dimenticami, ma non sarai
+dimenticata da me; verrà la primavera, verranno le mie prime viole,
+leggerò ancora il mio Byron.... E ti amerò! Ti amerò! _Ti
+amerò sempre_!
+
+
+_3 gennaio._--Oggi sono rimasto fuori di casa tutto il giorno. Tornando
+a pranzo, speravo che la portinaia mi desse il tuo biglietto.... Come
+due soli anni fa t'avevo santamente e mestamente pregata di mandarmi
+un solo biglietto!--Nulla.--Come è squallido l'obblio! Lo sento
+ora. Che scopo avrà la mia vita se anche questo sogno è perduto?
+Lavoravo, lavoravo, lavoravo, perchè il mio nome giungesse a te
+come un nome onorato e stimato.... Ed ora?
+
+Il nome? il nome? Per un matrimonio, che accontenti le ciarle del
+mondo, bastano i denari di mio padre! Chi sa ch'io fui casto,
+tormentato, poeta e gentile? Chi lo sa? Perchè non mi sono dato
+alle femmine?--Mio Dio! tu sei in alto, più in alto di me e di
+Lidia e tu vedi e mi premii così! L'obblio! E perchè non la
+morte, se mi cadono tutti i sogni di sette od otto anni?
+
+
+_4 gennaio_.--_L'oubli seul sépare_. Siamo separati e questa volta
+per sempre! O mie memorie, miei boschi di Limbiate, mio cimitero, mie
+malattie!--Tutto è finito ed io coltivo squisitamente il mio
+dolore.
+
+
+_6 gennaio._--Suonano le campane da morto. È morta anche _l'anima mia_!
+Chi conosce il tormento di questa mia solitudine?
+
+Tu non mi ami! hai pensalo a spezzare il filo fra noi, il filo
+sottilissimo? Hai provato dolore?
+
+Io non reggo! Mi decido a mandarti il mio biglietto. Capirai perchè
+ho tardato?--ho guardato il biglietto che mi hai mandato l'anno
+scorso: mi sono sentito commosso.--Tutto il giorno ho studiato, e mi
+sento stanco: un giorno il mio lavoro lo dedicavo a Te.
+
+Ho preparato il mio biglietto per Lidia. Per vedere l'indirizzo, ho
+voluto rivedere quello suo dell'anno scorso: la busta è povera,
+c'è un francobollo meschino da _due_!--Chi è questa fanciulla?--Ti
+mando il mio biglietto: tardi: che dirai? Ti annoio?--Se non mi
+rispondi col Tuo, siamo davvero separati dall'_oblio_.
+
+
+_9 gennaio._--Dimmi, quando sarà finito il mio tormento? Aspetto la
+tua carta di visita. Se non rispondi, Ti odierò! _Sarà l'odio,
+non l'oblio_!
+
+
+_11 gennaio._--Perchè annoterò anche le debolezze? ho pianto! Or
+ora ho incontrata la mia fanciulla....
+
+Non scrivo! non scrivo! E supplico Dio che Tu mi dimentichi, o Lidia!
+E perchè?--Chi mi vorrà un po' di bene?--La scienza, la scienza
+dei libri è crudele, è crudele e mi schiaccia!--E questo stupido
+pettegolezzo della politica come è vuoto! Dio mio!
+
+Mi suona nell'anima un riso argentino di fanciulla che poteva farmi
+felice.--E sono qui impotente, iroso ed odio.--Che mi valgono quelle
+sciocchezze che ho pubblicato sui giornali e sui libri? Sono ambizioso
+io?
+
+Vorrei essere felice: vorrei essere contento: vorrei esser quieto.
+
+
+_12 gennaio._--Quante cose ho sognato stanotte. Ero felice!
+
+
+_18 gennaio._--Mi faccio forza: non voglio scrivere.... Siamo separati.
+Tu _hai obliato_! Io non posso rimanere qui, in questo studio. C'è il
+mobiletto, le tue, le mie lettere, il mio tormento. Come vorrei mutare
+studio e incominciare una vita nuova!
+
+Ieri a sera ho veduto il seno opulento di un modello nudo alla scuola
+degli artisti: io ho aiutato a vestire quella ragazza. Dio, che
+perdizione nelle carni della femmina! Ho ventinove anni e vorrei
+impazzire nella voluttà.--Oggi devo accompagnare al cimitero una
+mamma. Stamattina ho baciato la mia.--Il tarlo fa un gran buco nel mio
+cassettone.--Come vorrei mutare!--Spero ancora.... Il mio biglietto
+T'è giunto?
+
+Forse sei partita per la Germania e il mio biglietto non Ti trovò a
+Venezia.
+
+
+_30 gennaio._--Siamo separati. Come hai dimenticato! _Ed io ti ho amato
+tanto_!
+
+Perchè rimarrò qui? dove tutto mi fa ricordare di Te? Vorrei
+cambiare cielo e abitudini.... Vorrei la mia donna!
+
+Non scrivo di più.--La Tua memoria è santa. Tu fosti il mio
+angelo, ho tanto sofferto per Te. Ma non ti odio, no, no! Ti
+benedico.--Forse sono l'ultime righe che scrivo. Seppellirò tutte
+queste carte, ma la tua memoria sarà sempre in me, e lo sa Dio s'io
+ti perdono.
+
+
+_10 febbraio._--Perchè non posso sognarle le mie
+illusioni?--Perchè sono artista?
+
+
+_19 febbraio._ Anche tu, Lidia, dovevi sposarti in febbraio. Oggi si
+marita quella ragazza con cui ho passato più di un'ora gentile,
+là sui monti, dove tremavo di vederti.--È finita ogni mia
+speranza!
+
+
+_20 febbraio._--Da vari mesi trascuro i poveri, per darmi a un po' di
+studio.... A che studiare? Io non riuscirò. Ho sempre scritto
+pensando a qualche anima gentile.... Ed ora? _Che deserto_!
+
+Mio Dio, Ti supplico, ginocchioni, gettato a terra Ti supplico, fammi
+morire!
+
+Ho letto le memorie dell'anno scorso.--Mio Dio, fammi morire.
+Risparmiami un altro anno di tormenti.
+
+Trovo nel cassetto una memoria che mi diede Vittoria. Oh piango!--E
+devo scrivere pei musei e pelle biblioteche.
+
+Ho lavorato cinque ore. Scendo. Trovo i confetti della sposa.
+
+
+_21 febbraio._--Perchè sono sì sconfortato?--Si muore così bene
+a trent'anni.
+
+
+_25 febbraio._--Ho lavorato tutto il giorno, come un somaro, come uno
+scolaretto. A chi dedico ora i miei pensieri?
+
+
+_26 febbraio._--Ho sentito le campane--solenni--di San Carlo suonare
+come in quelle sere in cui dopo la mia malattia nel 74 io passeggiavo
+solo nei giardini pubblici... O Lidia, come Ti amo ancora!
+
+Oh suicidio!--È sera: è buio. Dispero.--Lidia, non potei
+resistere. Lessi una tua lettera a me: tu fai voti pel mio
+avvenire.--Sono scorsi due anni e Tu mi hai dimenticato!
+
+
+_27 febbraio._--Hanno finito di sorridere per me le fanciulle.... e non
+mi hanno mai sorriso.--Come vi voglio bene, o miei ferri vecchi, o
+povere armi, che fra tante tempeste mi avete dato occasione a un po'
+di svago! Le conosco tutte:--alcune mi rammentano delle date: quando
+Lidia mi scrisse: quando scrissi a Lei: quando ero disperato: quando
+ero consolato...--Avevo giurato di non aprire più queste memorie,
+di perdere la chiave di questo cassetto. Se potessi mutare camera,
+idee, abitudini, e pigliare un po' di speranza!
+
+
+_28 febbraio._--Povero mio cuore!... Sciocco! povera mia carne che nulla
+godesti, che avesti l'inferno nelle fibre e che sarai mangiata dai
+vermi! Povera giovinezza che sei passata, senza godimenti, senza
+voluttà, senza ubbriachezze!--E il mio inno a Dio?
+
+
+_3 marzo._--È primavera: è giovedì grasso, ho assistito in
+cimitero alla cremazione del prof. Goletti. Una donnina elegante e
+bella ciarlava. Gli uccelli sentivano l'amore.--_Sono solo!_--Stanotte
+ho vegliato penosamente. Mio Dio, darei tutto a' tuoi poveri,
+sacrificherei questa mostruosa passione per le cose antiche, mi
+rinnegherei, ma Tu dammi--_per un'ora sola_--il conforto sommo di
+appoggiare la mia testa sul seno di una donna che mi ami--che io
+ami!--Chi mi ha amato? È primavera: mi guardo nello specchio--come
+sono brutto io!
+
+
+_4 marzo._--Perchè questo sconforto? Perchè ti ho amato troppo. E
+Tu lo meritavi?--Cominciano i giorni delle indecisioni, dei dubbi,
+degli spossamenti.--Dammi l'oblio,--dammi anche l'imbecillita: ch'io
+non abbia più memoria.
+
+
+_5 marzo._---S'io prendessi moglie avrei coraggio di distruggere queste
+annotazioni? Avrei coraggio di conservarle?--Non prenderò moglie.
+
+
+_6 marzo._--Un giornale, la _Lombardia_, parlando delle cose politiche, mi
+insulta. Che m'importa?--Ieri a sera ho accompagnato mia madre alla
+fiera di Porta Genova, ero felice d'averla con me. Oh sento come
+spenderei bene le mie premure con una donna!
+
+La notte veglio penosamente. _Sento un gran vuoto_! Mio fratello ieri
+non si sentiva bene: ed io penso come sono cattivo con lui. Gli
+darò tutte le mie armi. Che mi resterà per un po' di svago? Le
+mie armi mi danno l'unico conforto: mi sento artista!
+
+
+_7 marzo._--Come sono melanconico, la mattina quando mi desto!--Come mi
+spavento pensando che il mio nome è lanciato al pubblico! Chiunque
+mascalzone avrà diritto di sindacare i miei atti della vita
+privata? Come mi spiacerebbe s'io divenissi ridicolo!--Chi mi
+insulterà? E rinuncierò io a quella soavissima e dolce pratica
+religiosa della eucarestia? ho sempre pensato a Te, Lidia.
+
+Perchè non lavoro? Perchè l'unica mia gioia è il desiderare
+la morte? Qui nel mio studio sono tormentato da tutti i miei ricordi,
+da tanti rimorsi, da troppa sfiducia.
+
+--Perchè ricordo quei mesi in cui studiavo il tedesco e l'inglese?
+Sono qui ancora i miei libri, Goethe e Byron, e mi fanno la più
+grande tristezza.--Disimparo le lingue per dimenticare le mie prime
+illusioni. O mio Gesù, lessi per primo libro in inglese e tedesco
+il tuo santo vangelo. Come era il mio amore?
+
+
+_9 marzo._--È una splendida giornata. A questo sole, a questo cielo,
+a questa gran vita che si diffonde io grido:--Mio Dio, fammi
+morire!--Come è profondo il mio sconforto! Di notte veglio
+tormentosamente pensando al mio avvenire. L'ho aspettata con ansia la
+primavera, per lavorare quassù al tepido, all'aria dolce, ed oggi
+mi sento che il marzo e l'aprile vengono a spossarmi funestamente. Non
+ho più la speranza in Te che mi consoli: ho la tua memoria che mi
+tormenta.--Ho bevuto stanotte molto bromuro di potassio. E come sono
+turbato! Devo fuggire da questo mio studiolo. Quanta tristezza!--Dove
+vado? In biblioteca fra i libri vecchi. Fuggo! fuggo da questo
+abborrito studiolo!--E quando, vecchio, sempre più disilluso, o
+infelicissimo o colpevole o--peggio--_sterile_, quando le cercherò
+ancora le memorie della mia giovinezza?
+
+
+_10 marzo._ (Sera).--Suonano le avemarie. Come sarei felice vicino ad
+una donna! Nel buio scomparirebbero le mie bruttezze. Forse parlerebbe
+potente--poetessa unica--l'anima mia. Oh miei ricordi!
+
+Credevo d'esser ambizioso e non lo sono!--Sono ammalato.
+
+Era di marzo; ero convalescente, ero innamorato dei fiori e dei
+bambini, nel 1874, amavo amavo amavo la mia fanciulla! E mi cadevano i
+capegli e mi sentivo buono!--Ed oggi?
+
+Adorai la Madonna nella Pinacoteca. Nel mio studiolo, venne un
+giovinetto mio conoscente, profumato, elegante, _distinto_.... Come in
+faccia sua mi sentivo piccino e sciocco e originale!
+
+
+_17 marzo._--Ho qui le bozze delle sciocchezze archeologiche che ho
+scritto pel Vallardi. Stamattina ho giocato con qualcuna delle mie
+armi antiche di predilezione, ero contento! O perchè ognuna di voi
+ha un ricordo per me?
+
+Una sciocchezza. Il mio articolo pel Vallardi fu composto da varie
+donne. Vi leggo i nomi scritti in lapis. Perchè è un buon
+augurio? Perchè di così poco mi sento contento?
+
+
+_19 marzo._--È primavera. Stasera dovrò presiedere la Commissione
+degli studi alla Patriottica, una commissione di professori e di
+_illustri_. Che m'importa della scienza?
+
+Sono nervosissimo.--Queste cose antiche che mi stringono d'attorno
+sono polverose. Vorrei avere dei fiori e degli uccellini.--È
+primavera!
+
+
+_25 marzo._--Stamattina dissi a mia madre: ho il _nichilismo nell'anima_;
+dovevo dire: _ho l'amore il più potente_! E chi ama me? E così
+domandando chi mi ama, che sarà di me, se sarò felice, così,
+aspettando, pregando, soffocandomi, bestemmiando, ho lasciato scorrere
+otto anni, i più belli della giovinezza.
+
+Sto correggendo le ciarle archeologiche pel Vallardi. Penso a Limbiate
+in questo giorno piovoso, e leggo qualche verso di Byron.
+
+Fra sei giorni devo fare il buffone (per beneficenza) alla Patriottica
+ed oggi voglio uccidermi in uno dei peggiori accessi di amore e di
+odio.
+
+
+_28 marzo._--Continua il mio parossismo.--O mio avvenire! Oggi voglio
+fare una visita in cimitero.
+
+Ma perchè scrivo? È _l'unico mio conforto_.
+
+_(Sera)._--Perchè vengo quassù? Per annotare: anche questo giorno
+è passato, un giorno di noia, di sconforto, di tormento, come tutti
+gli altri. A _trenta anni_.
+
+Sento un suono di pianoforte. O mio gentile, o mio santo, o mio mesto
+ideale della donna!
+
+
+_(Sera)._--Il parossismo è passato.--Sono spossato!
+
+
+_1.° aprile_.--La mia giornata incomincia colla noia. Io non posso
+più stare in questo odiato bugigattolo del mio studio, dove mi
+perseguitano tutte le memorie più tristi.... _Si je vous ai fait
+du mal_.... Senza dubbio, mi hai fatto un grandissimo male.
+
+Le mie memorie più dolci sono quelle di Limbiate, dei boschi, delle
+solitudini, del cimitero. Ieri ho visitato Mantegazza, De Albertis,
+Induno, nei loro studi: come li invidio! Il mio studio l'avrò, e
+nel mio studio verrà una donna a sorridermi?... Mi guardo nello
+specchio. Non ero poi sì brutto: dopo la malattia ho perduto i
+capegli e la giovinezza. Ero venuto quassù per scrivere il verbale
+della Associazione Costituzionale.
+
+Perchè gli altri miei amici sono contenti?
+
+Vidi ieri un mio amico--un gentile e bel giovinetto. Come lo sento il
+desiderio d'essere gentile e bello.
+
+Torno quassù. Che disamore! che mancanza di fede e di
+entusiasmo!--Tutti i giorni l'istessa noia: la biblioteca, la
+Congregazione, la Patriottica.
+
+Spossato come sono, morrei calmo e, direbbero i miei parenti, sereno.
+Non spero nulla. È finito tutto per me! Non leggo più Byron
+nè Goethe nè Dante: disimparo il francese, l'inglese e il
+tedesco (oh mie notti invano spese!), e oblio tutto, e se mi faccio
+inscrivere alla Società Storica Lombarda è per ironia.
+
+Che importa a me di ciò che è grande e nobile e generoso?
+
+La mia noia mi avvelena tutto.--Andrò in Biblioteca.
+
+Una sola passione mi rimaneva--le mie armi. Un solo odio mi
+rode--l'odio contro me stesso che nulla volli o seppi godere nel mondo
+inebbriante. Che importa a me di tutti questi sogni? Da otto anni, da
+dieci, da dodici anni, io farnetico: c'è da impazzire.--_Ora tutto
+è finito_!
+
+_L'oubli seul sépare_.--Ecco l'obblio.
+
+Hai ucciso l'anima mia.
+
+
+_(Sera)._--S'io prendessi moglie?--Oh suicidio!
+
+
+_2 aprile._--Proprio nel momento in cui preparo la tromba per la
+buffonata di stasera alla Patriottica (che tormento per me!) apro il
+mio mobiletto, e leggo questa mia frase a Lidia--_La mia giovinezza non
+ha più scopi_.
+
+L'anima mia è ammalata a morte. Mi divertirò stassera? Farò
+ridere gli altri? Non volevo scrivere, ma lessi.... Dopo due anni, ho
+pensato sempre a te, o Lidia.
+
+
+_5 aprile._--Come sei triste, o primavera, per me!--Sono disoccupato. Il
+mio cervello si ottunde: sento un peso alla testa: non saprei scrivere
+due righe. Potessi divenire pazzo!--Vorrei viaggiare, ma ecco un nuovo
+tormento: non posso, e potendo non vorrei: il sole mi macchierebbe
+orrendamente la faccia: sono già sì brutto!
+
+Ricevo la notizia che il povero Don Angiolo di Limbiate è morto e
+già sepolto. Ecco un altro anello al nostro passato che si spezza.
+Ricordo i soli delle brughiere, le nostre caccie, i nostri giorni
+felici.
+
+
+_7 aprile._--Ieri ho fatto una visita in casa G. La signorina è
+gentilissima con me. Arriverà il giorno in cui io abbrucierò
+queste pagine? È un sacrificio necessario pel mio avvenire.--Sono
+stanco, impigrito, senza speranza, senza dolore e senza
+gioia.--Perch'io possa mutare vita è assolutamente necessario ch'io
+non venga più quassù, ch'io non pensi più, ch'io non prenda
+più la penna.... A che?--Lidia mi ha fatto gli auguri di un
+avvenire felice. Sarò felice? Con chi?--O la mia vita sarà nel
+dolore _sempre_ per lei che si è dimenticata di me?--Ti sei fatta
+sposa? Dove sei? Dolore! dolore! dolore! Non so scrivere e non so
+sperare.
+
+Oggi _per gli altri_ fui impaziente e risoluto: per _me_
+sono sempre stato un somaro e uno schiavo.
+
+È primavera. Rinverdiscono gli alberi: tornano le rondini.... Un
+poco di pace, un poco di pace!--_cessi l'odio_.
+
+Oggi ho comperato il letto a una povera mamma giovane. Una volta la
+carità la facevo in nome Tuo, ispirandomi a Te, o Lidia, ed ero
+gentile... Ed ora?--Bisogna ch'io fugga _questo luogo e queste memorie_.
+
+
+_Domenica 10 aprile_.--È domenica. Io non prego Dio: ma lo maledico:
+io impreco, io bestemmio, perchè io _odio_. Tormenti indicibili
+d'amore e d'odio, di gelosia, di furore! E c'è il mondo che vede,
+che parla, che vuol ciarlare, che ciarlerà: quindi io chino la
+testa, e mi _soffoco_: mi vinco, mi uccido, mi sbatto a terra e faccio
+l'indifferente!
+
+_L'indifferente_?.... Fuggi! fuggi, lontano lontano, viaggia e
+dimentica.--Perdo in salute, peggioro il mio carattere: ma sto
+qui...--Ho letto con voluttà mestissima le _mie ultime volontà_ a
+mia madre. O gente positiva, come ridereste voi se mi vedeste
+piangere! Mi ammalerò ancora? perderò i capegli? diventerò
+gentile nell'anima ma schifoso nel corpo?
+
+--Prendi moglie, mi dicono gli amici, e una signorina mi fa tante
+gentilezze, una signorina ricca, d'ottima famiglia, e côlta.
+
+
+_(Sera)._--A te, povero foglio di carta che puoi essere bruciato, a te
+consegno le espansioni dell'anima mia--il sangue del mio cuore.
+
+S'avvicina Pasqua e spererò nel perdono di Dio. Dio non può
+perdonarmi.... Eppure ti prego ginocchioni:--Fammi morire, prima ch'io
+muoia maledetto dagli altri e fa che tutti sappiano ch'io muoio,
+augurando la felicità agli altri.
+
+Rilessi le memorie dell'aprile dell'anno scorso. Dove seppellirò
+queste pagine?
+
+
+_14 aprile._--Ho messo in ordine queste mie cose vecchie. Ho cambiato di
+posto a' miei manoscritti e a' miei libri letti nella malattia del
+1874. Per far luogo.... a che? Spero ancora di scrivere?--Oggi sono
+stanchissimo. Sono spossato dall'odio e perdono! Ma che scopo ha la
+mia vita?--Due dì fa sono stato a Limbiate: oh primavera! oh
+primavera, come io ti sento! Vidi i fiori, i bambini, le rondini, le
+farfalle. O fanciulle, se sapeste come io mi tormento!--Giù, là
+in fondo, in quel terzo giardinetto tutto il dì siede una mamma
+felice e gentile.
+
+
+_15 aprile (sera)._--Venerdì Santo. Tu risorgerai, o Gesù, ma
+l'anima mia è morta.--Sono spossato, Oggi ho pensato delle cose
+gentili, pure, con un po' di speranza.
+
+
+_16 aprile._--Ho accettato di scrivere le appendici artistiche del
+_Pungolo_ per l'Esposizione. Avrò coraggio di scrivere? E che
+scriverò?... Uscivo dalla Direzione del _Pungolo_: mi sentivo
+contento, superbo: con un po' di speranza.... Perchè Ti ho
+ricordata? Il mio supplizio deve essere eterno?
+
+
+_17 aprile._--Un po' di giorni fa sono stato a Limbiate. Come ho
+ricordato i miei tormenti! Ho tentato di scrivere un racconto _Tisi ed
+isterismo_ per scrivere i tormenti di un giovane e di una giovane: oggi
+trascrivo qui queste righe:--«Il corpo sentiva addoppiarsi la vita e
+la robustezza, sentiva un veleno diffondersi prepotentemente per tutte
+le fibre: v'erano dei momenti in cui tremavo di febbre e sentivo come
+in me spezzarsi qualcosa, dei momenti senza mia coscienza in cui mi
+gettavo a terra, abbracciando l'immensa madre. Nei campi graffiavo a
+smuovere le zolle, cercando la feconda vita degli insetti e dell'erbe,
+odorava con voluttà l'odore che usciva da quelle viscere, scaldate
+dal sole. Questa terra coprirà un giorno le mie ossa, dicevo, e
+precorrendo col pensiero, vivevo una vita superstite nei mille atomi
+del mio corpo, che si sarebbe sfatto, per rinascere, per fecondare
+l'amore degli insetti e dell'erbe: e gioivo, gioivo, piangendo, e
+parevami che le mie mani strette negli steli, i miei capegli mossi dal
+vento, il mio occhio fisso in qualche fiore, mi dessero la massima
+delle voluttà, che emana dai capegli di una maliarda, dall'abito
+infocato, dalle pupille spossate. Terra! terra! Come ti ho amato! E da
+quei deliri, da quei contorcimenti mi levavo, fissando lo sguardo nel
+cielo....»
+
+Chi capirà il mio tormento?--Vi vidi insieme e contenti! Oh siate
+felici!
+
+
+_(Sera)._ Leggevo una lettera di Lidia a me, la più gentile, la
+più confidente.... Ed ecco uno sciocco amico, illuso letterato, mi
+chiede denaro.... Vita stupida fra questi giornalisti!--Che scopo ha
+la mia vita? L'Arte?--Non credo all'Arte.
+
+
+_Lunedì 18._--Ieri a sera, vicino ad una Birreria e casa di giuoco,
+mentre raccontavo ad un mio amico d'infanzia i miei scoraggiamenti e
+le mie amarezze, udii il suono dell'orgia. Voci di donne e canti di
+avvinazzati.... Dio! perchè mi fai tanto soffrire?--Oggi visitai un
+mio amico che è felice pensando che sposerà la sua _Zozò_: cara
+famigliarità! dolci scherzi! tenere confidenze! _My dear Zozò_.
+
+--Sono rimasto qui al tavolo _più di tre ore_. Non mi è uscita
+un'idea mediocre dal cervello. Come farò?
+
+
+_(Sera)._ Dottore, dottore, senti il mio martirio orrendo. Ho amato una
+vergine: mi ha dimenticato: e sono legato a lei. Quella vergine non la
+vedrò più, ma spero nel perdono di Dio.
+
+Dottore, dottore, come si guarisce da queste malattie? È orrendo il
+mio tormento! Che cosa ho fatto per meritarmi tanto castigo? Mio Dio,
+la mia fede era tanto gentile e l'anima mia era sì pura!
+
+
+_Martedì 19._--Io non reggo più. Ho dormito affannosamente con una
+smania terribile.
+
+Sono l'ultime righe che scrivo. E come se morissi e ricevessi il pane
+dell'amore di Dio, parlo a tutti dal profondo dell'anima
+mia.--Perdonatemi tutti: sii felice, tu prima di tutti e di tutte, o
+Carlo. Sii felice, Tu, povero Peppino, e ricordati di me che ti ho
+amato tanto e ti ho sempre ispirato gentili sensi di affetto e salde
+parole di _dovere_: cresci buono e studioso e fidente nella vita.
+Perdonami, o R., il mio _Tintoretto_, il mio _Giuliano_!... E Tu, Lidia,
+povero cuore, Tu, gentile mia illusione, ricordami, se puoi, ricordami
+come si ricorda un fratello. Ma non odiarmi! E perchè? perchè
+odiarmi? Dio ti conceda le dolcezze che a me vennero dal tuo ricordo,
+quelle sante paci, quelle soavi e purissime religioni. Non ti affligga
+Dio coi miei martirii. A te ripeto: _Sii felice! sii felice, sii
+felice!_ come quattro anni fa. E ricordo che anche tu mi avevi fatto
+questo augurio: _Soyez heureux comme vous méritez de l'être_.--O
+Lidia, il mio pensiero era di darti mia madre, di darti il mio cuore,
+di farti contenta, ed io avrei lavorato, forse avrei acquistato un
+nome, e Tu dovevi essere la mia _pace_. Perdonami e sii felice!--E a Te,
+mia mamma, che dico? Quante volte mi sarei ucciso, ma sempre ho
+pensato a Te. Eccoli, o mio amore sincero, costante, vigila, eccoti il
+mio cuore.--Non spaventarti dei miei martirii e delle mie bestemmie.
+Ho avuto dei momenti di fede così gentile, che Dio mi salva.
+
+--Credevo fossero l'ultime righe! Ancora aggiungo:--O mia madre, o
+mia Lidia, perdonatemi, ricordatevi di me. Ancora una volta
+perdonatemi, perdonatemi.
+
+
+_5 maggio 1882. Venerdì._--È passato più d'un anno: ed apro il
+mio mobiletto: e noto questa data....
+
+Come sono invecchiato! Non ho più fede! Non ho più speranza! Non
+ho più coraggio! Ho aperto questo mobiletto per vedere se c'erano
+nascoste certe mie annotazioni di cose antiche militari.--Da Lipsia,
+Sacher-Masoch mi invita a scrivergli un articolo.... È questa la
+gloria sognata? Il mio articolo sarà tradotto in tedesco.
+
+Chiudo ancora il mobiletto: e non l'aprirò più fino a un altro
+anno. E poi?
+
+Oh chiudete me sotterra!
+
+Non amo più le mie memorie.
+
+
+
+
+
+SCHIZZI DAL MARE
+
+----
+
+ACQUERELLI.
+
+
+
+
+CARTA SCIUPATA.
+
+
+ Da Milano.
+
+Prima di chiacchierare un pochino e di aprire un foglio solo del mio
+gramissimo albo, devo dirvi, o amici miei, che ai tanti di luglio dell'anno
+di grazia 187..., in una caldissima ora di mezzogiorno, io mi trovavo in un
+vagone di seconda classe: e devo dire che il conduttore aveva spalancato lo
+sportello, gridando:--Serravalle!--Viaggiavo da modesto _baccelliere_:
+avevo lasciato Milano e correvo inverso Genova. Da Genova, alla ventura,
+dovevo partire per qualche paese della riviera.
+
+Ora che ho posto la data di luogo e di tempo, fedele come un notaro,
+permettete che io mi presenti a voi con una penna d'oca e una
+cartaccia in mano, come siete soliti a vedermi e a canzonarmi. Ma
+aspettate!... La penna, a vero dire, l'avevo già stizzosamente
+rosicchiata da un mezzo mese e già era caduta in minuzzoli e
+sfilacci sulle pagine del mio _Codex repetitæ prælectionis_: la
+cartaccia era nelle mie mani e sotto i miei occhi (e c'è ancora nel
+mio cassetto): e ve la spiego innanzi, avvertendovi che contiene tutta
+roba rubata. Ma per mia scusa dico che niente mi pareva di più
+naturale: cioè voler sapere qualcosa e volerlo con minore fatica.
+Se desiderate, leggete:
+
+ «Il paese compreso fra il Varo e la Magra, fra l'Alpi, l'Apennino e
+ il mare chiamossi anticamente Liguria, e Ligustico il mare interposto
+ fra le amene sue rive e la Corsica. Prima delle guerre e delle
+ mutazioni di stato avvenute in Italia per effetto della rivoluzione
+ francese del 1789, tutta quella contrada, divisa in Riviera di
+ Levante, Riviera di Ponente e marchesato di Finale rinchiuso in
+ quest'ultima divisione, e denominata la Repubblica di Genova,
+ corrispondeva in grandissima parte all'antica Liguria: perciocchè
+ la contea di Nizza e la signorìa di Dolceacqua, Oneglia e Loano
+ erano in potestà del re di Sardegna; Monaco, Mentone e Roccabruna
+ formavano un principato dipendente da una famiglia francese» _et
+ cætera_: «E quantunque la repubblica signoreggiasse eziandio un
+ tratto nella Lunigiana e una parte delle pendici settentrionali
+ dell'Apennino verso la Lombardia, erano nondimeno i monti liguri feudi
+ imperiali appartenenti a famiglie genovesi» _et cætera_:
+ «Riviera di Ponente, di lunghezza littorale miglia 102: Riviera di
+ Levante lunga miglia 60: e paesi al di là dei gioghi, come Novi,
+ Carcare, Calizzano ed altri» _et cætera_: «Il clima di tutta
+ la Liguria è salubre, temperato, favorevole alle produzioni più
+ preziose dell'Italia. Il suolo non è generalmente fertile: in
+ qualche luogo è coperto di foreste, o presenta pascoli deliziosi:
+ in altri invece non offre se non nude ed aride rocce:» _et
+ cætera_: come olii, vini, agrumi, castagne, fichi, mandorle ed
+ altri frutti. «Le antichità più notevoli del genovesato sono:
+ le rovine di Luni, presso Sarzana: di Libarna alle falde dell'Apennino
+ e a settentrione di Genova: d'Alba Docilia (la moderna Albisola
+ Superiore) e di Vado, poco discosto da Savona; il ponte romano....»
+
+Vi avverto ancora che queste notizie scritte sulla mia cartaccia sono
+tutta roba rubata: io non ne so tanto: vi domando perdono e ve ne
+interrompo la lettura; perchè anche a me l'interruppe la voce del
+conduttore, che, avendo gridato:--Serravalle! Serravalle!--di tutta
+forza sbattè lo sportello del vagone.
+
+Fu proprio a Serravalle ch'io chiusi il dotto foglio, e lo misi nella
+sacca da viaggio: poi, quando il treno s'incamminò, sbuffando,
+cigolando, sbatacchiando i cuscinetti, avviandosi colla cadenza
+misurata degli stantuffi e col pettegolo bollire della caldaia, io,
+affacciatomi alla finestrella del vagone a tutto mio agio, giacchè
+ero solissimo, incominciai a guardare le valli e i monti e il cielo.
+
+E pensavo, pensavo. Al mio occhio scappavano i pratelli, scappavano i
+vigneti, scappavano i colti rapidamente. E qua una chiesicciuola,
+là una villa, qua un ponte, là una capanna di paglia mi facevano
+nascere cento voglie e mille... Come posso dirle certe bizzarrìe?
+La poesia della natura mi stringeva il cuore dolcissimamente.
+Desideravo due gradini su un umile sagrato, per sedermi a sera su uno
+e per contemplare l'altro deserto: desideravo un'aiuola di rose
+fiorite per gettarvi in mezzo le pagine di un libro melanconico:
+desideravo un fiume corrente che mi susurrasse:--_Semper_--o un placido
+seno d'acque in cui sfiorasse l'ali acute la rondinella e fuggisse
+agli azzurri del cielo: desideravo un covone di paglia dorata sul
+quale una villanella sedesse, intenta a cucire un grembialino.... Alla
+mia immaginazione la chiesicciuola mi schiudeva le porte: vedevo il
+battisterio polveroso, giù le lastre delle tombe, le madonne, i
+seggioloni, gli stinchi dei poveri morti, la luce che scendeva dalle
+vetriere a tramontana: ed io sedevo su un gradino dell'altare; l'altro
+gradino non era deserto, ma sparso di petali di fiori.... Che v'era
+accaduto? Mi pareva che il ronzìo dell'organo, come un calabrone
+s'aggirasse alle volte cercando un'uscita. La villa mi invitava ai
+giardini, ai prati, ai sedili, alle aiuole, alle scalee di marmo. E
+quanto belle erano le bianche anticamere, le fresche sale, i terrazzi
+inondati di luce! E dappertutto mi giungeva una fragranza di rose e di
+donna, e un lontano murmure di poesia, triste nella dolcezza, come la
+memoria o il presentimento di un sogno. Mi trovavo dunque felice, e
+perchè?... Il fiume mi mostrava nel suo fondo le vene rosee e
+candide di ghiaia, i tappeti di sabbia, i guanciali di alghe, e sulle
+rive i campi, i paesi, i mulini: e su e su, a ritroso della corrente,
+io volevo andare alle scaturigini: e là volevo piangere. Mi trovavo
+dunque infelice, e perchè? Ma l'acque fragorose dicevano;--Che sono
+le tue lagrime per il corso nostro? Noi andiamo al mare.--Il seno, che
+il fiume lasciava a uno svolto, aveva le sponde tranquille e le
+campanule tremolanti alla superficie: una fanciulla sorridendo si
+specchiava nell'acqua, ma le ondine gorgoglianti dicevano:--Che è
+l'azzurro de' tuoi occhi per la faccia nostra? Noi riflettiamo il
+cielo.--La capanna che desideravo si apriva, e la villana, che sedeva
+sul covone, cantava allegra allegra, riacconciando il grembialino del
+figlio morto pel figlio che le nascerà...
+
+E così sognavo, sognavo. Al mio occhio scappavano i pratelli,
+scappavano i vigneti e i colti e i monti rapidissimamente.
+
+Un treno che passò sul binario vicino, squarciando l'aria come una
+negra meteora, mi fece ritirare la zucca dalla mia finestrella.
+Dov'ero? Ah! nel vagone. Con buonissima volontà rifrugai nella mia
+sacca, presi il foglio della descrizione, roba rubata, e volli cercare
+un rifugio alle fantasmagorìe che mi rendevano il capo leggiero,
+come una bolla di sapone, vuoto e iridescente: feci forza per leggere,
+e lessi.
+
+Due ore dopo, alla mia destra, al di là di un paese coi tetti di
+lavagna e le torri delle fucine fumanti come la gola di Vulcano,--io
+vidi il mare! Che contemplazione fu la mia! Il mare!
+
+Era di un azzurro intensissimo: si confondeva all'orizzonte con una
+zona lucente: finiva alla spiaggia colla catena mutabile delle onde,
+che si gonfiavano colle loro crespe spumanti, piene di guizzi, di
+luce....
+
+È impossibile ch'io descriva quel primo amore che mi trasse
+all'infinito facendomi rigurgitare l'anima in petto, spandendo il mio
+desiderio nei liberissimi cieli!
+
+Quando raccolsi la cartaccia da notaro che m'era caduta di mano, e
+quando la riposi in fondo alla sacca, proprio in fondo trovai il mio
+albo sfogliato, quattro sbiaditi colori d'acquerello, due pennelli
+arruffati.
+
+Sulla quale carta, coi quali colori, coi quali peli avevo intenzione
+di buttar giù qualche poverissimo _acquerello_.
+
+
+
+
+OMNIBUS.
+
+
+ Sobborgo di Genova.
+
+Filatere interminate di vagoni, ruote scorrenti nel polverio nero,
+carichi immani, locomotive tozzotte dal fischio che pare lamento di
+fatica, io vi saluto. Luccicate al cielo, rumoreggiate sotto le
+gallerie, scuotendo le ossa fossili dei primi uomini, portate
+ricchezza, col vostro strido destate il _fiat_ della vita, e col fumo
+mandate l'incenso santissimo, l'incenso del lavoro. Passate e passate.
+
+Dove me ne vado io?
+
+L'agenzia degli _omnibus_ da Genova per la riviera mi pare posta innanzi
+a una bottega da parrucchiere. È cosa sicura: lì, su un
+piazzaletto vi sono e carrozzoni e bestie e mulattieri, un subbisso
+d'affaracci. Mi ci incammino. Chi può dire com'io abbia le orecchie
+straziate!--_Sciü, sciä ven? Sciü, sciä, ven?_---Chi vuol
+condurmi qua, là, lontano, vicino, più oltre, sulla strada, a
+pochi passi, alla casa. Ma no, no, no! Voglio andare a Sestri Ponente!
+
+Nella bottega, Balilla, l'impresario _coiffeur_, in maniche di camicia,
+ti rade il baffo destro, o marinaio, ed esce a dare la pietanza alle
+rozze; ti rade il sinistro e scappa fuori ad ungere le ruote
+all'_omnibus_: ti lascia, e sei tutto pelato, coll'unico pizzo genovese,
+sotto il labbro inferiore. Oh che figura! E intanto passano sul tuo
+volto insaponato ombre di code irrequiete per le mosche, ombre di
+camiciotti svolazzanti all'aria della marina, ombre di ruote, e
+lustri.... di fanali e di ottoni? Oibò: lustri d'occhi. O
+genovesine bellocce, per amore dei vostri occhi desiosissimi, vi prego
+d'una cosa: date un buffetto al damo quando vi compare innanzi col
+solo pizzo, e dite che i bersaglieri lombardi hanno i baffi audaci
+alla Manara.
+
+Il parrucchiere, che li lasciò col baffo dritto raso, uscì col
+troguolo della biada.--_A Sestri! a Sestri!_--incominciò a gridare,
+col sorrisine genovese, quello che nasce dalla golaccia delle _palanche_
+e che si invernicia di un: caro, sono tutto ai vostri comandi, da
+umilissimo servitore.
+
+--_A Sestri! Sciü, sciä ven a Sestri?_--così si fece incontro
+a me che giravo un po' lontano dalia piazzuola, e davvero aspettavo la
+ventura: così mi invitò, ed io andai lì dinnanzi ad una
+specie di barcaccia spellata sulle ruote, aggravata su due cavallucci,
+che labbreggiavano al di sopra di un truogolo.
+
+--_Sciü, sciä ven a Sestri?_
+
+--Quando partite?
+
+--_Allun! sciä munte chi, che mi vaggu cumme u vapure._
+
+Ed io stetti per porre il piede sul predellone di quell'_omnibus_ che
+sembrava già pronto.
+
+Intanto che il parrucchiere rientrò in bottega, o marinaio, e ti
+rase anche il baffo sinistro, io di botto mi sentii alle nari un puzzo
+così virulento, che mi parve si fosse aperta la vetrina di un
+acquavitaio, ed ascoltai nelle orecchie questa vociaccia soffogata che
+diceva:--_U Balilla u nu parte mancu in te chì e staseia. Sciü,
+sciä munte con mi._--Mi volsi e vidi un camiciotto sbiadito, un
+volto d'arrosto, un cappellaccio di paglia: un vetturale che
+m'additava un'altra barcaccia sulle ruote, i cui cavalli aspettavano
+il turbinìo delle frustate. Tra l'attendere un'ora sotto al sole, e
+il mettersi in viaggio tosto, è naturale che si scelga. Detto,
+ascoltato, fatto.
+
+Il parrucchiere che uscì per ungere le ruote del suo _omnibus_ e che
+tornò a gridare:--_A Sestri! a Sestri!_--vide me che ponevo il piede
+sul predellone di un _omnibus_ rivale. Altro che Ballila che gioca il
+tiro al tedesco! E il camiciotto nemico peggio! Che furia! Io divenni
+quasi smorto, e quasi lasciai cadere parasole e sacca.
+
+--_Pelandrun! galeotto! Ti me vëgni a robâ i posti? Se ti nu
+me-a paghi oræ diventa...!_
+
+--_Cöse t'eû che te paghe? T'æ i cavalli guersci e ranghi,
+l'omnibus co-e molle rutte, che da ûna parte u l'ha u xembo cumme
+tò muggië, e t'eû ancun che te a paghe?_
+
+--_Puscioû che te vêgne mille diai in corpo! T'eû ancun avei
+raxun? U sciü u l'ëa xà con mi._
+
+--_Se u l'ëa xa con ti n'ho piaxei: oûa u l'è con mi. L'è
+a i bigetti che mì dagga mente. A Sestri! a Sestri! Partimmo
+subito!_
+
+--_Pendin da furche!_
+
+--_Ti me caxiæ sotta æ grinte!_
+
+--_Ti me caxiæ sotta æ grinte, e se nu te rumpo quello brûtto
+muro lì, ciû tösto me fassu appende!_
+
+--_A Sestri, a Sestri!_
+
+--_A Sestri!_
+
+--_Sciü, sciâ munte con mì!_
+
+--_Sciü, sciâ munte con mì!_
+
+--_Con mì!_
+
+--_Con mì!_
+
+Questo è quello che si può scrivere. Le bestemmie genovesissime
+venivano giù come la tempesta maggenga nelle litanie dei santi: e i
+due furibondi si tenevano, come su un bastione, Balilla ritto sulla
+cassetta dell'_omnibus_, colla frusta alzata; l'altro con un piede sul
+predellino davanti e il sinistro sul mozzo della ruota pronto ad
+investire.
+
+Grida e bestemmia, bestemmia e raglia, arrivarono i rinforzi: vennero
+fuori cioè dalle stalle e dalla barbierìa tanti garzonacci
+membruti, che alle litanìe risposero l'_ora oro nobis_ ma con che
+indulgenza!
+
+--_Pelandrun!--Pelandrun!--Galeotto!--Galeotto!_
+
+--_U sciü u l'ëa xà con mi!_
+
+--_Oûa u l'é con mi!_
+
+Io mi sentii tirare le falde dell'abito, ed afferrare il parasole e la
+sacca, poi spingere innanzi, e poi strappare indietro, e risospingere.
+Intorno si urlava come tanti insatanassati: temevo le forche e i rasoi. E
+già fuggivano spaventate le colombe ai tetti, scorrazzavano i cagnuoli
+arruffati, e dondolavano i piattelli all'insegna del parrucchiere....
+
+Làh! manco male: a dividere il campo di battaglia arrivò in tempo una
+lunga fila di muli carichi di sucidissime corbe, tempestanti
+maledettamente coll'unghie, colle code a sferza.
+
+
+
+
+LO STABILIMENTO DEI BAGNI.
+
+
+ Spiaggia di Sestri Ponente.
+
+Nel descrivere questo stabilimento di mio non ci metto nemmanco una
+banderuola, nè una fune: punto primo, perchè non sono azionista
+di quella società di marinara e marinai, amici più del vino che
+dell'acqua benedetta: punto secondo, per amore del vero.
+
+E faccio conto che vi sono circa a trenta baracche o _cabine_, allineate
+verso il mare, coperte di tela, e questa rare volte è comperata e
+tagliata apposta, ma spessissimo staccata da un albero da _paranzella_,
+perchè già troppo stirata ai quattro venti: fors'anche bucata?
+Oh allora.... Zitto, là, linguaccia. Quanto al mettere pezze il
+genovese pare fatto espresso, e le bagnanti non dimenticano punto gli
+spilletti riparatori, se mai.... Tra l'una e l'altra baracca vi sono
+certi vicolucci, certi vicolucci.... Lah! tiriamo dritto, senza
+odorare gli acri profumi di certe tolette.... Vi sono dei vicolucci
+che lasciano vedere terra terra qualche lembo di lenzuolo cascante,
+qualche tacco di stivaletto arrovesciato, qualche legaccio
+insidiatore. Scappa, scappa, santo Antonio dalle tentazioni!
+
+Tra la quindicesima e la sedicesima baracca, press'a poco, vi è
+tanto spazio da collocare due panche e sette od otto scannelli di
+Chiavari, e da fare, spiegando a cielo una tenda a liste bianche e
+turchinicce, un'anticamera al mare e un verissimo bagno a vapore ai
+poverini, alle poverine, che hanno la sventura di aspettare. Qui è
+ritto un palo bianco che porta una bandiera coi tre colori sul campo
+giallo dato dalla spruzzaglia del mare, dal sole, dalla pioggia.
+Più in là, vicino alla palizzata che chiude il cantiere, sta la
+maggiore baracca degli azionisti, cucina, magazzeno, dormitorio,
+cantina: n'esce il fumo nauseoso dei _friggæ_, n'escono i rosari
+genovesi: là vedi le facciuole paffutelle dei bimbi addormiti, a
+guanciale la sabbia: là spii il bariletto tenuto in guardia dal
+cagnuolo bruno. Da quella trabacca ai pali del cantiere sono tese
+tante corde, e su queste, spettacolo della caducità delle umane
+cose! stanno i vestiti marinareschi delle signore, a braccia
+penzoloni, slavati, flosci, i neri conci in verdi, i bianchi in
+gialli, sbiadite quelle poche filettature rosse da diavoletto, perdute
+le crespe e gli sgonfi. Oh davanti a questa parata davvero c'è da
+passare a capo chino!
+
+E sulla ghiaia della spiaggia, al cocentissimo sole, sono buttati ad
+asciugare i lenzuoli, ai quattro angoli stirati da quattro ciottoloni,
+e, più che buttati, scaraventati cappellacci di paglia, zucche
+prosastiche per le prime lezioni di nuoto, mutande maschili, scarpe di
+corda antipaticissime e disusate, sacche e braconi stillanti, appena
+svestiti, i bianchi cerchioni di sughero per salvataggio, gialli
+cuffiotti di taffetà, buoni per coprire le zucche secche, non le
+vostre care testine, o capricciosette nasconditrici di bellezze; e
+pancucce di legno, secchie dipinte in turchino, avanzi di stuoie,
+gambe di scannelli: _et cætera, et cætera_, uff!
+
+E ancora sulla ghiaia, passando a dire delle cose animate, vedi
+schiene color di rame, schiene bianchissime, schiene tali e quali le
+fece Iddio, schiene come appena le permette di spiare il lenzuolo: ma
+tutte tutte decorate dalle immense tese dei cappelloni d'oro.
+
+Eh via! Che vi frulla? Ch'io adesso voglia popolarvi lo sfondo di
+macchiette? Proprio no. Domani parleremo di marinai e di marinare e di
+bagnanti cittadini e cittadine.
+
+Intanto voglio usare l'ultime gocce che m'ho sulla tavolozza, e
+dipingo;--di faccia il mare, a tre strisce, una verde oscura, come una
+pineta, l'altra paonazziccia, l'altra celeste: l'aria limpidissima: di
+qua e di là i monti tutti innondati di sole.
+
+
+
+
+L'ONDA.
+
+
+ Scogliera di Cornigliano.
+
+Ti rivedessi! A te venivo, o scogliera, nelle mie ore solitarie.
+
+Ricordo il sentieruzzo attraverso il terriccio delle rupi sfaldate, la
+scoscesa salita, il varco tra le due corna estreme, il varco dove
+giunge il rugghiare dell'onda e il diguazzarsi delle ondine flottanti.
+Dall'alto io contemplo il mare!
+
+Non mi volgo a sinistra, ove il fumo della locomotiva si addensa
+candidissimo nell'atmosfera velata che incombe alle nere officine, il
+fischio stride insistente tra le fitte case e il suono delle ruote, si
+mischia a quello delle industrie frementi. Va e va, lunga fila di
+carri: in fondo è il faro di Genova, la gagliarda mercantessa.
+
+Nè mi volgo a destra, ove, al di là del castelluccio di santo
+Andrea, in mezzo al vasto fragore dell'opere fabbrili, ecco sul curvo
+lido i poderosi carcami dei bastimenti nel cantiere e le bianche
+trabacche pei bagni e le macchiette affaccendate intorno alle barche,
+cui striscia l'irrequieta frangia del mare. Le case di Sestri
+s'addossano alle case, i campanili levano il capo lucente d'ardesie
+embricate, le torri degli opifici danno col fumo nuvole conglobate e
+fuggenti allo splendidissimo cielo. Le montagne parate a vigne, sparse
+di ville, colorite gaiamente da giardini, si stringono a sfondo
+voluttuoso intorno a te, voluttuosissima Pegli, l'accarezzata dal
+tepido flotto; e le indecise linee degli ultimi promontori sfumano
+dietro le nebbie perlacee che fasciano la marina di sopori
+innamorati....
+
+A te mi arrampico, o scogliera, nelle mie ore melanconiche. E
+contemplo giù il mare!
+
+Rammento il varco tra le due corna estreme, le foglie lacerate degli
+aloè, le tenaci erbette grasse col fiorellino giallo, gli
+scheggioni di quelle rupi, e giù la scogliera e la spiaggia. Qua
+vedo angolosi profili, qua masse tondeggianti, qua pozzetti, a tinte
+turchinicce e livide: e qua sul dorso dì certe coste che si
+diramano come tante catene di montagne, formando tanti valloncelli
+scavati dalla rabbia di corrosione, sul dorso bruciacchiato le
+incrostazioni biancastre dell'acqua; là la massa nera si dirupa,
+là nelle basse caverne e negli anfratti sonanti sonvi i biechi
+colori dell'onda, il bruno funereo e il verde bavoso.--Ecco il mare!
+Ecco i capi sporgenti degli scogli arrotondati dal lavoro eterno ed
+alterno, l'immenso flusso che investe, il franto riflusso che rota. A
+voi vengo, o ultimi capi, all'ondoso rombare; o scogli circonfusi dal
+polverio acre dell'acqua: o scogli, a tratto attuffati, a tratto
+stillanti come tante teste a ciocche d'argento: o scogli remoti, dove
+non mi giunge voce d'uomini, dove mi schiaccia infinita battaglia di
+giganti.--Più in là la spiaggia è come un dolcissimo tappeto
+di sabbia.
+
+Ti rivedessi: In te mi affisavo nelle ore fantastiche della mia
+contemplazione, onda della spiaggia, onda degli scogli.
+
+Rammento i tuoi grigi pennacchi che venivano sulla varia superficie
+del mare, venivano incalzandosi e sfioccandosi: rammento il tuo
+gonfiare, il tuo colmo trasparente-verdiccio, e il concavo lenissimo:
+rammento la furia del voltolarti, la spuma bollente e il fragore del
+muggito, il torrente bianco che s'allargava sulla ghiaia, dibattendo
+le ondine, sommovendo i ciottoli, e i mille rivoletti che
+ridiscendevano con trosce lucenti, rigando la spiaggia a seconda del
+vento.
+
+Rammento il torrente bianco che rompeva sui capi degli scogli,
+rimbalzando con pioggia sulle punte più alte, e il suo travolgersi,
+l'urtarsi, il frangersi, il ritornare tumescente, e le mille ondine,
+le cascatalle, le crespe: rammento il rombare dell'onda, poi il
+flagellare guazzoso, i mille gorgogli e i mille sospiri gravissimi:
+rammento i begli occhi iridei della spuma, che scoppiavano come tanti
+occhi di fantasime....
+
+Vanavano come le speranze.
+
+
+
+
+PACE.
+
+
+ Spiaggia di Pegli.
+
+Stando io sulla spiaggia al nascere del giorno, ascoltavo un mattutino
+festevole e mosso a rintocchi. Da quale chiesetta mi giungeva? Non so.
+Ma dal suono delle campane la s'indovinava; un luogo tutto di pace, a
+fiori, a lampadette, a luci miti, con note d'organo amorose, col
+bianco battisterio, coi fraticelli lentissimi e salmodianti in
+processione. E forse l'aveva la piazzuola dinnanzi, e la piazzuola
+colle siepi di rosai guardava il mare: e le belle fanciulle, sfilando
+alla sacra portella, si rivolgevano, pregando e sospirando,
+all'azzurro scintillante. E forse anche la brutta che aveva vent'anni
+e il _pezzotto_ comperato coi propri soldi, la bruttina sorrideva a
+un'illusione.... Oh le campane squillavano annunziando:--Nasce il sole
+ed è l'amore del creato!
+
+Al mattino, essendo appena imbiancato il tenebrore dallo schiarirsi
+dell'oriente, il mare era placidissimo. Nessuna vela, nessun uccello,
+alla spiaggia nessun uomo. La vastissima acqua dava tante e tante
+crespature curve sorradenti, che si succedevano soavi e venivano a
+morire sulla spiaggia; sembravano ciglia e ciglia aperte alla prima
+luce da un dormente stanco d'amore. Le crespature morivano in un
+gorgoglio, e questo pareva lamentasse:--Lasciatemi la pace della
+notte!--Le ondine facevano una spuma lenta e senza luci: le dicevi
+l'ultimo sorso sulle labbra di un voluttuosissimo ebbro.
+
+Se io fossi pescatore, mi sceglierei quella casetta tutta bianca che
+guarda il mare, vorrei quella barca impeciata che al sole luccica,
+come se fosse d'argento, andrei alla spiaggia, cantando la canzone
+gaia e spensierata.
+
+
+
+
+MARINAI.
+
+ Spiaggia di Sestri.
+
+I marinai sono macchiette, a vero dire macchione, color carnesalata,
+con un grande cappellaccio di paglia, slavato e cotto, e coll'uniche
+mutande turchine. _Baciccia, Faccin, Balillu, Néto_.... Sicuramente le
+contesse e le marchese ne ricordano tanti, come un dì le matrone
+ricordavano, invidiando, i gladiatori.
+
+I marinai sono buoni diavolacci che, tutto il giorno, attendono ai
+bagnanti. Si pigliano su in collo i bimbi, a due a due, porgono la
+manaccia alle signorine, danno una palmata umida sulle spalle dei
+giovanotti, adagiano le mamme sulla sabbia. guizzano coi babbi fino a
+un miglio dalla spiaggia per mostrare il faro di Genova che sorge
+dall'ondoso piano. E cantano ai bimbi strillanti e promettono una
+barca d'argento piena di pesci d'oro. Sorridono alle signorine e
+dicono:--Brava!--se l'amara spruzzaglia del fiotto non trovò la
+spaurata bocchina aperta. Esclamano coi giovanotti, al confronto della
+loro mano bruna colla pelle cittadina:--_Mié: u mainâ a l'hà a
+pelle neigra cumme u carbun_...--Incoraggiano benevolmente le
+mamme:--_Scignue, nu agé puia: tegnive a mi_.--Con buona
+dimestichezza dicendo ed additando:--_Là gh'è a Lanterna: nui
+atri semo cumme i vapui de Marseggia che arrivan: femo fume_,--per far
+fumo concludono in mezzo all'onde:--_Sciü, me o de un sigaro_?--....
+Un sigaro? Oh nuova, direte: tu i sigari li cavi dalle tasche delle
+mutande da bagno, belli e accesi? Come c'è la bottega pei delfini?
+I veri nuotatori o fumatori li cavano dal cocuzzolo del cappellaccio,
+e dal cocuzzolo pure il marinaio toglie lo scattolino degli
+zolfanelli.
+
+Rare volte _Néto_ era nel gruppo dei marinai, vestiti dei camiciotti
+turchini, a sera seduti sulla spiaggia, tra un cerchio di bimbi
+cittadini e qualche fanciulla pubescente, i marinai che raccontavano
+le istorie delle conchiglie fine e dei coralli della Madonna. Intanto
+l'onda faceva l'eterno rumore: e le donne pensavano all'eterno amore.
+La costa era sparsa di lumicini giallosi, la ghiaia chiara, la sabbia
+persa e su questa i ciottoli lucenti come pezzetti di specchio. Se
+c'era la luna! Luna nuova, luna crescente, plenilunio, luna scema:
+tenera, falcata, o tonda, sfumava giù il suo lustrore ed
+ondoleggiava nell'acqua cheta o scappava su mille creste guizzanti. Se
+c'erano le stelle! A sciami, a sciami gloriavano gli ozi del
+paradiso.... Tutto azzurreggiava.... O marchese, o contesse, o
+borghesine, seni tutti femminei dolcissimi, che vi gonfiavate,
+deprimendovi all'unissono coll'onda!... Tutto taceva sospirando....
+_Néto_ passeggiava sul lido, e guardava il mare. Qualche volta gli
+veniva dietro il cagnuolo bruno, tristo come lui: qualche volta un suo
+fanciullo scempio, un poverino che cercava tutto il dì i ghiaiotti
+che gli piacessero e non li trovava mai.
+
+_Néto_ taceva.
+
+Il fanciullo scempio sedeva sbadatamente sulla spiaggia e gettava la
+sabbia all'onda. Una volta udii che borbottava a sè stesso:--_Guarda
+a mè barchetta, a và cumme u vento_,--e accennava un alcione: una
+volta vidi che accarezzava il cagnuolo bruno, e questo lo leccava
+sulle mani e sul viso. Povero fanciullo! Forse quella era l'unica
+illusione, e quegli gli unici baci!... Lì intorno sorridevano tante
+mamme e tanti babbi felici.
+
+Volete sapere l'istoria disgraziatissima di _Néto_?
+
+
+
+
+MARINARE.
+
+
+Incomincio da te, _Barchetta_....
+
+Forse la barchetta dell'amore, che va e va, colla prora inghirlandata
+di fiori, a cielo stellato, a gran notte?
+
+No: avvezziamoci alla prosa della vita e scottiamo le carni al sole
+del mezzogiorno. _Barchetta_ è una barcona: la barcona è una
+donnaccia: la donnaccia è la maggiore azionista delle baracche a
+mare, quella che alla spiaggia reca alle bagnanti le lenzuola, sbatte
+ai bagnanti le mutande. La _Barchetta_ ha un volto tra l'allegro e il
+traditore, con due occhietti usi a spiare il fondo ai fiaschi, un
+collo a crespe cicciose, su un seno affagottato da farla dire mamma di
+tutti quanti i marinai, una schiena aggraziata come un barile. La
+barcona è una furbaccia, amicissima, prima di tutto, di quello che
+ha in tasca, poi de' suoi crediti, poi di quello che vorrebbe avere,
+poi del suo marebagno. La donnaccia sacramenta coi marinai quando è
+mal tempo, e quando è buono storce gli occhietti fra quei quattro
+peli di qua, di là, a sommare gli avventori: ha il saluto per chi
+viene alla spiaggia a fare il bagno, non per chi, già fattolo, se
+ne va: si dà colle mamme a persuadere i bimbi ritrosi che là
+sotto l'onda ci sono i pesci d'oro, e i pesci d'oro alla sera portano
+ai buoni un bastimento con tanti marinai, tanti cuochi, tanti cannoni;
+fugge le nonne austere che non vogliono bagnare la loro autorità:
+porge il cappellaccio e le scarpe alla marchesa: fa la sorda alle
+chiamate un po' volgari: promette sempre mare tranquillo fino a
+settembre: consiglia il bagno breve, ma la cura lunga: solleva dieci
+tele e si caccia, nè insidiosa, nè insidiata, nelle baracche,
+vede e non vede....
+
+Ah donnaccia, se sei _barchetta_, hai satanasso in prora: troppi e
+troppe, peccatori tutti, colla fantasia venendo dietro a te, si
+sentono il sangue dare un tuffo e i nervi un pizzicore. _Barchetta_
+diavolessa! Ma che cielo stellato, che gran notte, che azzurro! Prosa,
+e sole di mezzogiorno: sollione.
+
+E voi altre, brutte marinare? Nemmeno ricordo come abbiate nome. Tu
+che, sorridendo, mi auguravi il buon giorno? Tu che rubavi il
+bastimentino a' tuoi bruni bimbi per darlo agli inviziatelli
+cittadini, che strillavano a solo vedere un marinaio a schiena nuda?
+Tu che coprivi pietosamente col lenzuolo il pieduccio torto a quella
+signorina distesa su per la sabbia e vergognosa perchè la sua mamma
+la vi teneva a forza?
+
+O buonacce, ricordo che non eravate belle.
+
+Ma, tu, Filomena, vienmi innanzi. Ti porrei un _pezzotto_ bianco sulle
+treccie disciolte, ti darei un'anfora di terra e tu la recheresti sul
+capo, come una siciliana, contemplerei bene il tuo profilo austero ed
+italiano, e ti direi:--Va, bella, va cercandoti un cielo più
+ardente.
+
+Ma no! Ritorna ancora e dammi da bere. Ho sete.
+
+
+
+
+IDILLIO.
+
+
+ Spiaggia di Pegli.
+
+Tu come avevi nome? Felice. È tu? Felicissima. O amanti pallidi,
+che alla mattina venivate al mare sotto un solo ombrellino, facendovi
+vento con un solo ventaglio, sorridendo con un solo sorriso
+consapevole, ah! era proprio l'onda che colle sue luci guizzanti vi
+aveva abbattuti gli occhi e la ghiaia che vi dava l'andatura stanca,
+proprio il vento che vi aveva scomposti i capegli e la brezza della
+marina che vi scoloriva i labbrucci? Ah?
+
+O felicissimi, alla sera vi stavate alla spiaggia, seduti in disparte,
+su una sola panca, anche su un solo scannello, contemplando il mare,
+contemplando il cielo.
+
+
+
+
+REQUIEM.
+
+
+ Pegli.
+
+Sulla strada da Sestri a Pegli c'è un piazzaletto con quattro
+robine a ombrello, e in fondo un muro grigio, squallido e graffiato,
+con un'antaccia chiusa. Sporgono al di sopra del muro, di lontano, le
+alberature nude, le vele appuntate, e le banderuole a fiamma delle
+barche peschereccie; di lontano s'ode la voce del mare. Vi è il
+cimitero; lì non si strascica vecchia che dica rosario.
+
+Il pescatore che è morto aveva in prora alla sua barca la poppatola
+della Madonna, in collo la medaglietta di Savona, dava i pesci di
+livello al curato, andava alla chiesa, si segnava colla santissima
+acqua del mare. Il pescatore è sepolto tra le quattro mura nella
+ghiaia: e d'un remo non si fa croce. La Madonna beve ancora l'acqua
+salsa che le fiotta incontro nelle placide mattine di pesca: la
+medaglia è giù col morto, finchè fra i ciottoli e il carcame
+non la rubi il becchino: il curato ha cambiato il nome dell'offerente,
+ma ha l'istessa qualità di pesci. La chiesa ebbe funerali e
+battesimi: il mare tante volte con una striscia placidissima, lucente,
+appena sfiorò la sabbia, baciando i piedini alle fanciulle che
+cercavano nicchi e coralli, e i pescatori dissero:--Domani lasceremo
+giù tutte le reti.--Tante volte cogli avanzi del naufragio
+voltolò l'onda, fino a vomitare bava nel cimitero, e i pescatori
+dissero:--Vento galeotto.
+
+E staccarono le reti tese ad asciugare dal murello squallido,
+graffiato: e tirarono su le barche urtandone le poppe, le catene,
+senza svegliare i poveri morti.
+
+
+
+
+IDILLIO.
+
+
+O felicissimi, che alla sera contemplavate il mare, contemplavate il
+cielo, ho a dirla?... Quando la filatera dei bimbi chiassosi vi
+saltellava vicino, voi vi pigliavate il meno restio, il più bello,
+l'elegantissimo, tutto vestito di bianco ricamato, colla fascia di
+seta azzurra, il cappellino alla marinara, e col fargli scattare sul
+nasino la cassa dell'orologio o col chiudergli di botto il ventaglio
+profumato sotto il mento, subito l'innamoravate delle vostre
+ginocchia, sì da poterlo baciucchiare e lisciare coll'invidia
+più carina. Ho a dirla?
+
+(_Egli_, Gigio Augeri, su quell'orologio aveva misurato un paio di mesi
+desiosissimi, senza pace, senza voler più un amico, con una
+dolcezza e un tormento solo, dopo che _Lei_, Giulia, su quel ventaglio
+istesso, all'ultima festa da ballo aveva fatto scrivere per promessa
+una _devise_ col certissimo _toujours_. E Gigio un giorno aveva succiato
+un bacio sulla manina paffutella di Giulia, e Giulia aveva sentito dal
+geloso gorgeretto per la spina della vita correrle un brivido d'amore.
+St, st, st. L'ho detto sotto voce e nessuno ha capito una parola,
+neanche quelli che hanno mangiato i vostri confetti, birichini). La
+storia è breve: aravate anime gentili: vi amaste: e, grazie a babbo
+di lui, a mamma di lei, eccovi i più dolci sposini nell'aspettare
+la felicità della felicità.
+
+Dunque il bimbo d'altri era sulle vostre ginocchia, un idoletto su un
+altare.
+
+E voi, a due voci:--Bello, bellissimo, a chi vuoi bene? A me o a lei?
+A tutt'e due istessamente. Bellissimo, chi sa come la mamma gioca con
+te! E il babbo? Ti vogliamo tanto bene anche noi. Danne dieci baci per
+uno....E come hai nome?
+
+--Guido.
+
+E qui, alla risposta di quel biondino, ecco il bisbiglio tra voi due:
+
+--Sai, sposuccio mio, Guido è un nome gentile di maschietto.... di
+maschietto!
+
+--Perchè sorridi, Giulia?
+
+--Sempre daccapo a scherzarmi! Perchè?... Ma vedrai, giusto!... Mi
+ci metto, Gigio, di puntiglio!
+
+--Magari....
+
+--Scommettiamo, Gigio? Scommettiamo un cavalluccio con quattro ruote
+rosse, il primo balocco?
+
+Il bimbo udendo a parlare di balocco, esclama, allargando le
+manine:--Per me?
+
+E Giulia:--Sì, caro, anche per te.... Ma, ora che ci penso, sai,
+quelle vernici lustre su tanti cavallucci sono avvelenate. No, no: ci
+vuol giudizio, noi _mamme_!
+
+Gigio, con un fare impaziente, come se dicesse: «Giulia, sei cattiva,
+lentissima e scompiacente,» Gigio, un po' malizioso, spicca le
+parole:--C'è tempo.
+
+--E pazienza! Ma scommettiamo?... Stassera non m'hai ancora domandato
+che cosa pensi io.... Io penso che.... _dev'essere_ un maschietto--e la
+sposuccia, col mignolo nella bocchina, sorride da inviziatella,
+simulando un gran mistero: poi da bambina:--_Mi porteranno_ un
+maschietto, se avranno un po' di giudizio.... perchè lo desideri
+tu, Gigio, perchè lo desidero io.
+
+--Capisci....
+
+--Capisco benissimo.
+
+--Tutti desiderano così: e poi le cose bisogna pensarle,
+perchè.... Adesso siamo qui in faccia al mare, ma poi torneremo in
+città, e.... E passeranno gli anni, gli anni, gli anni. Ho già
+lo studio avviato, i clienti, il nome, sicuro.
+
+--Gigio e Guido Augeri.
+
+--Adagio, adagio.
+
+--Perchè?
+
+--Ma che cosa si è detto tante volte a tante?
+
+--Che cosa si è detto, Gigio?
+
+--Che _le usanze vanno rispettate_, che al primogenito io voglio....
+
+--Vuoi....
+
+--Al mio primogenito babbo vuole si dia il suo nome.
+
+--Perchè lo dici ancora?... Ma.... Guido è un bel nome, e se
+è bello, se piace a me, se deve piacere a te....
+
+--Ma non è quello di babbo,
+
+--Ma....
+
+--Non te l'ho detto anche ieri a notte?
+
+--Cattivo, perchè mi guardi così?--e Giulia fa sporgere dalla
+gonna un piedino, poi appoggiando sul tacco altissimo a un ciottolone,
+lo move febbrilmente, come una linguetta di serpentello tentatore.
+
+--Eccoti imbroncita--disse Gigio torcendo il collo ad un bottone.
+
+Qui un minuto di silenzio.
+
+Ricomincia lei con voce piagnucolosa e compiacente:--Guido è tanto
+bello! A dire «Guido, fammi un bacio. Guido, va a scuola. Guido,
+scappa i pericoli....»
+
+--Guido! Guido! Guido! uff!
+
+--Sì, sì.
+
+--Mah!
+
+--O Guido o niente!
+
+--Guido, scappa i pericoli! Sicuro: e il maggiore.... quello di
+prender moglie!
+
+--Sicuro: certe testoline!... Ma come corri? Già _un figlio che
+prende moglie_? Ma sai che...? Non rispondi? Che cos'hai?... Eccoti
+imbroncito: a te: alle solite.... bisticciandomi, perchè?... E la
+cosa dovrebb'essere tutto affar mio. Lei come c'entra?... (Non
+risponde?...) Oh non risponderò più io, quando mi chiamerà:
+ed è lui che mi chiama! Ma voglio dire, sì, si: se suo papà
+non vuole il nome di Guido, la mia mamma è più buona, e
+desidererebbe che il suo nome di Bice.... _Le usanze vanno
+rispettate_.... E chissà che, pensando a lei, sempre a lei, con
+tutta intenzione, io possa accontentarla.... e pregando la Madonna:
+già la Madonna ascolta noi donnicciole, eh?... (Tace sempre!...)
+una bambina mi piacerebbe di più, mi farebbe maggior compagnia, una
+massaìna, cucirebbe con me e vorrebbe tutto il suo amore alla
+mamma, perchè già degli uomini....
+
+--Già.
+
+--E se mai.... Vorrei conoscerlo a fondo quel giovinetto che le
+mettesse in subbuglio il cuoricino!
+
+--Oh come? _Una figlia che prenda marito?_
+
+--Già....
+
+E dopo due minuti di silenzio dispettoso, tu, sposuccia, accomiatando
+il biondino, senza un bacio, gli dicevi:--Va, e mandami qui subito
+subito quella bellissima fanciullina, quella là che corre: la
+vedi?... Com'è cara!... Tu va, e mandami lei, di' che l'aspetto, la
+desidero, la voglio!
+
+E il bimbo:--Sissignori....
+
+E Gigio:--Sissignora.
+
+Il bimbo, aspettando i confetti, vuol farsi un merito di più e
+aggiunge:--Si chiama....
+
+--Come si chiama?--sospira Giulia.
+
+--Bice.
+
+--Oh che combinazione!--diceva lo sposo, mordendosi i
+baffi:--L'educazione, le mamme, i capricci, il mare, questi marmocchi,
+il matrimonio: cose serie! Credete di mettervi tranquilli e che tutto
+vada secondo i vostri desideri?
+
+Mentre la sposa, come una cingallegra, chiacchierava tra sè:--Ecco
+che ci penso! Le vestirei un abitino americano scollato, in _bazin_
+bianco, a davanti principessa, rigato a pieghettine.... sì o no?...
+poi una larga cintura in _surah_ ciliegia, annodata di dietro a lembi
+sciolti.... Oh il cappellino? Capellino a tese rivoltate.... Sei qui,
+cara, carissima bimba?
+
+Gigio colla punta del bastone schiacciò lì su un sasso una
+povera formica, che, cammina, cammina, cammina era venuta in
+quattordici giorni da Pegli sin presso allo strascico profumato e
+inamidato e frusciante di Giulia.
+
+
+
+
+FANCIULLE CANTANTI.
+
+
+ Voltri.
+
+Questa via discende e non ha fiori: questo crepuscolo infosca ed è
+silente. Passate e cantate: passarono e cantarono le mamme vostre,
+precipitarono e tacciono: e le nonne e le bisnonne.
+
+Passate e cantate. Avete fiori nelle treccie? Fiori di cimitero. Avete
+gaia nota d'amore sulle labbra? _De profundis_.
+
+
+
+
+IDILLIO.
+
+
+--Tu che vuoi la massaina, tu prega la Madonna a capo al letto, tu
+che eri sì divota in monastero--certo così avrà detto lo
+sposo, e sarà rimasto tutta notte al tavolo a scrivere lettere al
+babbo, avvertendolo di quel desiderio capriccioso della nuorina. Certo
+lei avrà disciolte le treccie, pungendosi colle forcelle, avrà
+spento le candele della toletta, trovandosi allo specchio brutta e
+cattivaccia, avrà tossito per implorare compassione...! Certissimo
+sarà nato quel che sarà nato, perchè al mattino alla spiaggia
+i due sposini (o amanti più che pallidi!) venivano ognuno col suo
+parasole, ognuno col suo ventaglio, ognuno col suo dispetto sulle
+labbra.
+
+E andavano nell'acqua restii e paurosi.... Oh vedi! Lei a un tratto si
+lascia andar giù, il collo, il mento, la bocchina, con uno sforzo,
+giù! fino alle nari! L'acqua verdissima in giro alla testa sembra
+stringerla con cerchi d'argento, scoppiano le bolle d'aria
+spumeggiando e le crespe dell'ondina trasparentissima svelano le carni
+bianche sommerse, con certi guizzi fuggenti!
+
+Lo sposo, gittandosi rapidamente sulla dispettosa, sommove tanto i
+fiotti, sì che questi gli nascondono anche gli occhietti semichiusi
+e trepidanti. Poverino! Egli caccia sotto le mani e solleva su la
+personcina.
+
+Lei, la bellissima, tosse infantilmente, mostra il seno commosso, e
+sorride spaurata, tra il gocciare dei capegli e delle mani tersissime,
+giunte in atto di chi ringrazia.
+
+--M'hai dato uno spavento!--disse Gigio.
+
+--Oh niente! Non so com'è stato! È niente sai? Per me, per
+te.... Ma se m'avesse veduto il mio Guido, allora sì, povero
+Guido.... che non c'è!--dice lei.
+
+--Avrebbe pianto colla sorellina.... che anche lei ci
+sarà--aggiunge compiacente lo sposo.
+
+--Guido e Bice?--conclude la sposa:--facciamo la pace.
+
+Uno per uno: non c'è che dire. Ma si accontenteranno quegli
+sposini? Amoroso, amorosissimo idillio!
+
+
+
+
+FANCIULLE MESTISSIME.
+
+
+ Spiaggia di Cornigliano.
+
+--Da dove venite?
+
+--Dalla marina.
+
+--Lavaste i pannicelli?
+
+--No.
+
+--Calaste giù nell'acqua fino alle ginocchia, gaie bagnanti?
+
+--No.
+
+--Tuffaste i fratellini nell'onda?
+
+--No.
+
+--Aiutaste i babbi a tirare in secco le barche?
+
+--No.
+
+--Recaste a casa le reti, le vele, i remi?
+
+--No.
+
+--Oh che faceste?
+
+--Aspettiamo.
+
+--Perchè?
+
+--Speriamo.
+
+--Fanciulle mestissime, non invidiate le fanciulle cantanti. Per esse
+e per voi questa via discende e non ha fiori: questo crepuscolo
+infosca ed è silente.
+
+
+
+
+MATTINA.
+
+
+Il mare, il cielo, i monti, tutto è d'un azzurriccio-perla.
+
+Una barca peschereccia da prora a poppa è ninnata bel bello, come se in
+essa stia assopito un bambino inviziato al petto della nutrice. Non ha
+vele, nè remi: la linea di sommersione è quasi fosforescente: dal bordo
+filettato di luce vien giù la catena dell'ancora a perdersi nelle smorte
+profondità, colle anella pallide, intorno a cui danno del muso i pesci,
+s'appiccica qualche floscia medusa, e si gonfia alternamente l'onda. Il
+catrame spalmato, il legno stillante di globulini d'acqua, il ferro degli
+attrezzi riflettono l'azzurriccio-perla. Fumiga in prora un lampione
+spento, con una striscia nerastra e grassa che si sfilaccia su nel freddo
+aere...
+
+Dal fondo della barca si è svegliato il pescatore, e sorge anche la
+sua donna: serenarono felici; lui, attuffato nel sonno; lei
+dormicchiando a gomitello.
+
+O fanciulla, fanciulla, mia bionda fanciulla! Quand'io, melanconico e
+sorridente, vorrei dirti:--Vieni al mare! Ti mostrerò il cielo su
+cui si smorzano l'ultime stelle, e tu mi dirai le tue poesie d'Iddio e
+dell'amore!--in quell'ora in cui il tremolio antelucano dei colori
+aperti bacia nell'anima i desideri castissimi, il pescatore grida alla
+sua donna:--Su, rappezziamo le reti.--S'ella si stropiccia gli occhi,
+egli, scherzando, le tende le manacce: sulle palme luccicano le squame
+dei pesci: ecco un cielo stelleggiato: sulle palme contando i soldi,
+n'andranno le squame; ecco l'alba....
+
+Nella barca si drizza uno stendardo di reti: le maglie rossastre
+dondolano fiaccamente sulle sfondo de' monti, del cielo, del mare,
+tutto d'un cangiante celestognolo che ai primi raggi si spolverizza
+d'oro da ventiquattro carati....
+
+
+
+
+MEZZOGIORNO.
+
+
+ Vado.
+
+--Bisogna metter giudizio, figliuolo caro, e.... almeno almeno, mi dico
+io, visitare i Rr. Pp. Scolopi di Savona.--Sì, sì, quando ci ritornerò:
+ora a Savona ho date le spalle, sono ad un'osteriuccia di Vado, dove
+aspetto l'_omnibus_ che mi faccia viaggiare verso il formidabile capo di
+Noli. Sì, sì.... Oste, o l'oste, dammi un bicchierino!
+
+Sono a Vado: _Vada Sabata_, _Vada Sabatiorum_, o _Sabatium_, _Sabata_,
+_Sabatium_. _Sabatium_ era costrutto sulle falde del monte: al basso
+appestavano l'aria le tristi paludi. Sia che il mare si discostasse dalla
+spiaggia, depositando un guanciale arenoso, sia che Adriano o Antonino o
+Augusto quivi dessero mano a lavori suntuosi per continuare la strada
+Emilia Ligustica, il fatto è che la città s'accomodò sul lido, prese il
+nome di Vado, crebbe, si stemmò poi colla mitria arcivescovile e....
+
+Ho dimenticato qualcosa pel mio professore dagli occhiali d'oro, che
+mi tiene la sua santa mano in capo?
+
+No: il latino c'è: Bruto che scrive a Cicerone, parlando dei _Vada
+Sabatiorum_: «_Constitit nusquam prius quam ad Vada veniret, quem locum
+volo tibi esse notum. Iacet inter Apenninum et Alpes impeditissimus ad
+iter faciendum._»
+
+* * *
+
+La costa di Vado mi appare arsiccia. Sotto quest'ora prossima al
+meriggio, tra i visacci bruni che popolano l'_omnibus_ (tutti visacci!),
+sporgendo il capo da una finestretta, nel polverone, vedo qualche
+palma che si allunga e si strataglia sulle nubi focate, sorgendo tra
+mezzo a casette calcinate dal sole, e poi nelle lande ferrugigne qua e
+là delle grandi fornaci che mi sembrano moschee, dadi stracotti col
+cupolone di creta. In fondo, alla spiaggia, i colori più caldi sono
+come ruvidamente tagliati fuori dal quadro da una spranga di turchino
+buio, azzuolo, più che azzuolo, dal mare che a st'ora addensa un
+colorone, quale non è su alcuna tavolozza.
+
+Davanti a questo spettacolo non c'è pace, non c'è ammirazione.
+
+No: l'anima mia s'ammala di desideri, e, ferventissima e
+impotentissima, ribolle e si spossa d'inutili sogni. O mare! o cielo!
+o sole! E voi, _Aquiloni_ della Grecia, _Marôut_ dell'India, _Keroubim_
+della Giudea! O vento del Gulf Stream, vento elettrico del Giappone,
+vento dell'equatore, _pampero_ del Chilì, _harmattan_ dei Cafri! Mare,
+dove ti perdi? Tu, cielo, quanti dii alberghi, all'insegna del sole,
+delle stelle e della luna piena?... Voi, venti, quante preghiere
+dissipate nella pazza vastità degli spazi?
+
+Vorrei sedere alla spiaggia.... e vorrei credere.... e volare e
+salire....
+
+Oh chi sale l'_omnibus_?
+
+La marinara col guarnellino di telaccia gropposa.
+
+* * *
+
+Vorrei credere?... Credere?... Mi sento in capo il turbante che mi
+stringe i polsi.... Chi m'ha fatto mussulmano?
+
+Al mattino saluterei il sole che m'arde le carni: il mezzogiorno
+l'udrei bandito da un pinnacolo della moschea: e la sera.... Se alla
+sera fossi ancora alla spiaggia, colla fanciulla dai nerissimi
+capegli, pregherei il mare che mi strappasse anche il corano e le
+speranze! Tuffatevi, Uri, tuffatevi: se m'aspettate oltre tomba,
+avvinghiandomi, fareste crecchiare un bel carcame!
+
+* * *
+
+Che aria arroventata! Che colori taglienti! Che scabbia m'ho
+indosso!... Dove sono i miei acquerelli? Vorrei stemperarli nel
+_rhum_!... Intanto vi racconterò un'istoria, intanto che l'_omnibus_
+trotta, trotta, trotta. La racconterò a te, bronzina marinara. E ti
+guardo!... Devi sapere che da noi, nelle città fredde, dove si
+vestono i velluti e le pellicce, si usa leggere dei libri di poesia
+stampata, e si fanno dei versi per una fanciulla. Oh! le fanciulle
+sono smorte, clorotiche, pensose, quando escono di collegio. Noi
+giovinotti per loro... per loro! diventiamo smorti, poeti e
+sospiriamo! C'è un amore, un perpetuo crepuscolo, che dicono....
+che dicono.... ah platonico!... Tu non sai, marinara brunetta?... Ti
+dirò che una fanciulla bionda, la mia fanciulla che mi cantava le
+poesie d'Iddio e dell'amore, m'ha fatto piangere, e m'ha ammalato a
+letto. Mi offriva vaniglie, viole del pensiero, versi francesi, e
+sorrisi da santa Cecilia l'organista.... O marinara brunotta, sai che
+ti guardo e ti guardo!... I miei colori sono sbiaditi per il tuo
+ritratto. Dammi i tuoi: il nero de' tuoi capegli, la bragia delle tue
+carni, il verde-abisso delle tue pupille... Tu vuoi scendere
+dall'_omnibus_? Vengo con te! Andiamo sotto una palma. È troppo
+vicina a casa! Andiamo alla spiaggia. Insegna la strada a un povero
+forestiero. Andiamo alla spiaggia, o che ti strappo il guarnellino!
+
+Mi pare d'essere alla spiaggia... Sì o no?.... Il mare!... Venite,
+o poeti, giullari dell'ignoto: venite, o filosofi, perpetue gocce, che
+_non cavant lapidem misterii_: sibille, ossessi, dogmatici, pittori,
+idealisti, realisti, ed ubbriachi... No! nessuno di voi venga: di
+nessuno ho bisogno per abbuiarmi la mente: è già tutta una cappa
+di caligine: le vostre lingue di fuoco, passandovi, v'hanno lasciato
+un negro bacio. Facciamo un falò di tutte le bugìe delle scienze
+e dell'arti: sarà il faro a chi viaggia sull'immenso mare. Quanta
+vanità!
+
+Il mare!... È bello: ma a lui tendo le braccia invano. È
+infinito: là, là, sempre là, là, non c'è l'amore, ma la
+schiuma e l'amarezza: in fondo? giù? Mostri, schifosi polipi,
+ossame e putridume... O marinara brunazza, lasciami giù vedere la
+medaglietta che hai in seno. Ami tu le stelle? Nessun poeta ha potuto
+infilzarle per farne una collana. Ami tu l'alba? ami le tinte
+azzurrine-perla? Non reggono alla lascivia.
+
+Ma guarda che mi vien da piangere!... Stamane l'ho veduta una certa
+marina, ma ero solo. Adesso sono con te. Su, su, allegria! E tu
+cantami, chè voglio essere assordato, tappami gli occhi, rubami
+quel libro di poesie e di sorrisi... Mare turchino buio, azzuolo,
+più che azzuolo: tinte ubbriache.... Tace anche l'onda... Tu canti:
+
+ _Lauda, Saona, lauda Dominum.
+ Viri Vadi fundaverunt eam
+ In tempore dispersionis eorum._
+
+Ma come stridi, marinara, che ti sei fatta mesta? Questo è latino
+di chiesa? Canti così? Sei consorella? Non voglio più sorelle!
+Cambia tono, e vinci la tinta del mare colla voce.... Musica e
+pittura!... Voglio la canzone che canti con tutti i pescatori della
+spiaggia! Non sono, ve', geloso per una femmina!?
+
+* * *
+
+--Dove vai?--grido io spaventato:--Mi lasci proprio adesso?--Mi dia
+il mio guarnellino--gridi tu.--Dove vai?--È mezzogiorno: vado alla
+fornace.--Alla moschea, là?--Sì.--Chi c'è?--Il mio babbo.--Le
+Uri non hanno babbi....--E poi pensandoci: e sono tutte bianche, e
+vogliono guanciali con piume di cigno e non ghiaia, sigarette
+muschiate non pipe, e pascià.... non scolari di Scolopi....
+
+Se alla sera fossi ancora alla spiaggia colla fanciulla nerissima,
+pregherei il mare che ci sguazzasse un po'. Che sbuffi da cratere! Che
+luna color di rame! Che bruciaticcio di fornace!
+
+Oh poveretto me! non ho abbozzato una macchia: il mare avvalla, la
+spiaggia si slontana.... Dove sono? A chi racconto la mia istoria
+platonica? A chi comando un altro bicchierino di _rhum_?
+
+Ahi!... ahi!... ahi!... Che altalena è questa?
+
+* * *
+
+Poscritto. X luglio. Vado.--Scrivo colla mano sinistra, perchè la
+destra l'ho trovata avvolta in una benda di telaccia gropposa. L'oste
+mi dice....
+
+Non capisco quanto tempo è passato: capisco però che è sera.
+L'oste mi dice che non ho pagato il mio posto nell'_omnibus_: sono
+disceso, cioè, sono cascato, perchè sento anche le due ginocchia
+ammaccate e non trovo più l'albo. E mi vedo in conto, qui
+all'osteria, _rhum, rhum, rhum_.... Che diamine! Sotto questo sole di
+mezzogiorno il bevere così è cosa pazza da far commettere colpe,
+altro che acquerelli!
+
+Ho perduto l'alba. Buon per voi: c'erano dei grandi foglietti
+platonici.
+
+
+
+
+SERA.
+
+
+Vi è un'ora in cui la spuma del mare si fa cinerea, pare densissima
+e senza luci.
+
+È questa in cui io giaccio alla spiaggia su una lingua di sabbia.
+
+S'io mi adagiassi supino, sentirei il capo profondarsi lenemente, e
+forse qualche onda, s'io allungassi le braccia in croce sul dolce
+declivo, verrebbe a intepidirmi le mani.
+
+In questa soavissima postura, con voluttà i capogiri mi farebbero
+provare quella sensazione unica--come se l'anima fuori uscisse dal
+corpo oscillante e anch'essa si dondolasse sull'acque.... È uno
+scherzo? un'illusione? Non so. So che realmente c'è un riposo, un
+oblìo, una cupidità di pace, un finire stanco dopo tante
+battaglie. Se il vento sperdesse l'anima sui colmi dell'onde, se i
+minimi rimasugli vanissero all'infinito!... Non è la morte, non
+è la distruzione, non è il funerale! Senza cataletto, senza
+chiovi e segatura, senza la marmaglia dei parenti, le torce, le
+portinaie e i numeri del lotto! Mormora il mare d'intorno: e sopra
+l'altissimo cielo fonde gli azzurri...
+
+Pace, pace: nulla sul mare, nulla in cielo: non una barca favolosa che
+raccolga l'anima pellegrina per portarla a nuovi lidi, non l'angiolo
+sognato che aleggi per me... E perchè mai? Qual fanciulla
+piangerebbe?... Nulla sul mare: nulla vi è in cielo. Vorrei
+morire....
+
+L'alga, dolcemente sospinta dal fiotto del mare, venne, venne, venne,
+e fu portata alla spiaggia. L'alga s'illanguidì e disse:--Nella
+solitudine è la pace. M'era stato prescritto un viaggio dal
+destino; io non mi affrettai: non avevo vele, nè remi; io sono
+giunta.
+
+Il mare finisce con una lista nera di lavagna: l'aere giallo-infaonato
+al basso si colora d'un riflesso di luci crocee, all'alto si stinge
+nella dispersione dei cieli.... Sulla spiaggia l'onda insurge: il
+mostro d'acqua è sudicio, oscuro: solo la cresta arruffata stacca
+sull'orizzonte e riceve l'ultimo lume del giorno: le lame si
+rincorrono sulla ghiaia, sovrapponendosi coi cumuli di spuma
+ribollente, formando quasi i mutabili scaglioni di un'amplissima
+scalea....
+
+L'onda culla i miei pensieri: l'onda rotola un cranio.
+
+
+
+
+NOTTE.
+
+
+ Pegli. _Hôtel Gargini._
+
+--Ed ora, signora marchesa, le schizzerò il figurino per la festa
+da ballo dell'_Hôtel de la Mediterranée_. Festa di beneficenza,
+già s'intende. La duchessina avrà trentamila lire in diamanti:
+la baronessa in abito di taffetà brillante verde-luce...
+
+--Nel campo della moda nulla di nuovo. È molto se le signore
+stesse pensano all'_avvenire:_ le opinioni di quelle che fanno legge in
+materia di toletta sono così _contradditorie!_
+
+--È vero!
+
+--Così _contradditorie_ in questo momento ch'è impossibile di
+riassumerle.
+
+--Impossibile!
+
+--Una grande battaglia si combatte fra le gonne lisce e le
+tuniche....
+
+--Dunque? Senta, marchesa: una guarnitura in luppolo rosato, con
+fogliame verde, ch'è una meraviglia, la pingo sopra un abito di
+tulle bianco o bleu pallido...--e via discorrendo, disegno la gonna
+lunga davanti, non osando in faccia a lei accennare quella moda
+insidiosissima....
+
+--Che ora è?--dice lei.
+
+--Dodici ore.
+
+--Di già? Scusi; sono stanca e mi ritiro.
+
+--Marchesa....
+
+--Felice notte.
+
+--Marchesa! Marchesa! Chi non la vede? Lei è una bellezza fresca,
+rosea, inzuccherata.
+
+Dal salone dell'albergo, cui corrisponde la sua camera, sento la sua
+gonna frusciare elettricamente, sento il suo uscio richiudersi, sento
+per un pezzo i suoi passolini. La cameriera infine reca fuori gli
+stivaletti, alti, traditori, tepidi, e li lascia proprio sulla soglia.
+
+La fanciulla del mattino fu un sogno, quella del mezzogiorno un
+delirio. A sera ho desiderato di morire: a notte?
+
+La cameriera dalla stanza reca fuori le profumate biancherie, un
+nuvolo di trine, pieno di lampi.
+
+--Felice notte!--mi dice anche lei, con un certo sorriso.... E
+quand'io mi levo dal tavolo, vuole accendermi il lume.
+
+
+
+
+VIRGO POTENS.
+
+
+ Monti di Sestri.
+
+O chiesina, se in te prega a quest'ora la giovinetta montanara, fa
+ch'ella sorrida guardando il bambinello della tua Madonna! O chiesina,
+che sei detta di _Virgo Potens!_
+
+Passato per lungo il borgo di Sestri, io mi incammino sulla viottola
+montana a tondi ciottoloni, tra i bigi murelli delle vigne sprazzate
+d'ombre tremolanti, fra le gioconde trasparenze del fogliame delle
+viti e i frastagli pallidi degli ulivi mestissimi: vedo i sentieruzzi
+fra le siepi verdeggianti che strisciano giù giù alla valle, o
+che cogli scheggioni lucenti s'inerpicano alle case nascoste
+ritrosamente fra i macchioni dei querciuoli. Giungo all'acquedotto
+colle stillazioni bisbiglianti: ed ecco il mulino. La scabra facciata
+ha gli arcucci soffogati, la portella infarinata, e giù in fondo a
+questa nella fresca semiluce il tranquillo girare delle ruote
+goccianti: ha la finestra bianca coi garofani della molinara, i
+mattoni a mezzetinte sudice, il fumaiolo coi due tettucci fuligginati.
+O Santa Madonna, che ti stai dipinta sotto la gronda, tu cadi a poco a
+poco! Le rondinelle a beccate godono di tue scalcinature: le
+rondinelle fanno le nidiate: o santa Madonna, benedici le nidiate e
+avrai vespri e mattutini di innamorati... Ti saluto e passo: passo
+sulla stradetta che si schiara al sole più gaio che batta di luglio
+sui ciottoli bianchicci: nè più vi sono murelli a destra, nè
+a sinistra: ma invece là il bosco che va su con dolce pendìo,
+qua la valle e il monte opposto: e vedo le casette arrampicate, coi
+tetti di lavagna, sfacciatelle ed avvistate, come alle feste i
+_pezzotti_ delle tue donne, o riviera genovese; vedo le muriccie
+sgrigiate, diritte, a rustica scalea, e sopra, i festoni delle viti;
+le brigatelle di palazzine e i romitorî dei vignaiuoli; i prati
+coll'ombre sparse dei mandorli e dei ciliegi, i colti allistati, gli
+orticelli copiosi, i giardini variopinti; vedo le chiese tra le nebbie
+azzurricce del mattino, come tra gli incensi, le cappellette, su,
+quali pecore sbandate, sul ciglio della frana squarciata nel monte, a
+segnare la via al santuario. O santuario sull'estremo cocuzzolo del
+Gazzo, che di giorno vegli la vallea collo sfavillar della tua
+crocetta, e che di notte vegli sonnecchiando col lumicino minutissimo,
+se in te prega a quest'ora la monachina bianca, fa ch'ella pianga,
+guardando il bambinello della tua Madonna!... Io ti saluto dal mio
+sentiero e passo: cammino, sorrido, e vengo a te, melanconica chiesina
+delle sante litanie. Hai la gradinata su cui la vergine molinara
+ascende col libricciuolo nelle mani, col marinaio in cuore: hai la
+piazzuola col parapetto a sedile, da dove i giovinotti guardano
+innanzi la vita, sperando: hai la salita coi mattoni a spinapesce e i
+filari dei cipressi, sulla quale i vecchi la guardano indietro,
+invidiando. Andate, andate alla chiesina: voi ci vedete la bara:
+costoro che vengono dopo ci vedono il battesimo.... O bella gradinata!
+o bella piazzuola! M'affaccio dal parapetto e contemplo.... Il mare!
+giù, oltre la valle, come una fascia scintillante tra i vani delle
+case Sestrine, tra gli scheletri dei bastimenti su pel lido, tra il
+fumo delle incessanti officine. Oh mare d'acqua benedetta! Insidiosa
+d'ozi e d'amori, bellissima riviera genovese!
+
+Anch'io ascesi la gradinata, mi fermai sulla piazzuola, anch'io venni
+su per la salita alla chiesina del marinaio.... E vidi i voti: chi
+v'appese un nastro, chi una corona, chi un rozzo bastimentino, chi una
+fune, e un pezzo di vela....
+
+Anch'io pregai: anch'io vi posi un fiore....
+
+* * *
+
+O _Virgo,_ hai le _virgines._ Sei chiesuola tutta bianca, a battenti
+spalancati, con note d'organo dolcissime. Siete monachine vestite di
+nero, avete nero cappuccione che vi cela il volto, sfilate silenziose
+dalla porta segnata di croce alla chiesuola.
+
+O monachine, io entrai sotto l'androne freddo del vostro monistero, e
+vidi una finestretta e su quella era scritto _Parlatorio_. Oh con chi
+parlate?
+
+Giù alla spiaggia cocente, alla palizzata che chiude il bastimento
+in costruzione, vidi una fanciulla bisbigliante ad una fessura. Era la
+marinarina: e fuggì e riprese ad empirsi il grembiale di scheggioni
+di legno. Su quella fessura non era scritto _Parlatorio_. Oh con chi
+parlava?
+
+* * *
+
+Stando io sulla piazzuola e guardando innanzi, vedevo in fondo alla
+portella paonazziccia per l'incenso un lumicino, e guardando indietro,
+indovinavo nella zona nebulosa, che a sera fonde e mare e cielo, un
+altro lumicino.
+
+O monachelle, io penso che, dal chiostro passando alla chiesuola,
+nelle stellate notti primaverili, io penso che a tante di voi, tra le
+lagrime di consunzione, nella preghiera inavvertita e confusa nel
+canto delle compagne, collo strascico delle tarde litanie, il vostro
+lumicino dell'altare parve la piccolissima facella accesa dal
+pescatore a sera, quando voi, gioconde marinarine di un dì, candide
+e furtive nuotatrici dell'ora bruna, avevate la croce al collo e non
+sul cuore, croce d'argento e non croce di spini: la facella spiata
+nell'attesa soavissima e impaziente!
+
+O pescatori, io penso che il vostro lumicino di prora vi fa pregare ed
+è come posto dinnanzi ad un altare, se la barca è drizzata al
+paesello, alla casuccia, forse alla finestra di lei, se il tuffo
+ninnante dei remi, al sussurro sospiroso del mare spianato,
+s'accompagna alla canzone che non suona, ma che blandisce il desiderio
+della fantasia.
+
+Se voi, monache, se voi, pescatori, siete vecchi, non va disperso il
+mio pensiero. Non l'ho avuto per voi.
+
+* * *
+
+La campanella di _Virgo Potens_ non suona mai da morto! Non dice
+mai:--Don, don, don. Vedi: pel funerale lo scaccino moccioso apre
+l'armadio rosso di sacristia e contempla le torce, pensando che la
+provvidenza dei poverini, mandando una giornata ventosa, farà
+stillare giù le grasse goccione di provento. Vedi: suora Brigida e
+suora Agnese fanno ronzare i vetri grigi della chiesa, strascinando le
+due panche, il seggiolone e i quattro candellieri di ferro. Suora
+Lucrezia sbatte la bianca coltre polverosa sull'erba delle quiete
+tombe. Suora Maria nell'orticello ha già colto i fiori ch'erano per
+l'altare bianco, e suora Margherita sul leggìo dell'organo ha
+già aperto la musica del _de profundis._ Vedi: le novizze nel
+corritoio si bisbigliano. «Quella nostra povera compagna l'aveva nove
+Madonne benedette nel libro della messa, e a capo al letto il san
+Giuseppe _della buona morte._ Oh speriamo!» E l'abbadessa, sola, sul
+poltronone, s'incomincia a dire. «Eppure l'era una buona figliuola!
+Potevo darle la cella meno umida e lasciarla al _Parlatorio_ un po'
+più: potevo permetterle che cucisse la vesta d'oro per la nostra
+pia protettrice e dirle qualche buona parola!... _Requiem eternam...._»
+
+La campanella non suona mai da morto! Non conta mai quelle istorie
+piagnolose e lugubri: ma sempre suona a festa: e, se una monaca è
+all'ultima avemaria del rosario di questa vita, suona a doppia festa.
+
+Io vorrei essere lassù tutto l'anno, a quella chiesuola, e vorrei
+su quella gradinata, su quella piazzuola, su quella salita, andare
+innanzi passolino passolino, facendomi il poeta dei crepuscoli, e
+vorrei coll'anima illanguidita della sera, vorrei pregare la Madonna.
+La campanella non suona mai da morto! E vorrei....
+
+No, no: campanella, addio! Tu non suoni mai pei battesimi.
+
+Monache e fanciulle, sapete che la Madonna vuole il bambolino.
+
+* * *
+
+Al tramonto, nell'ora in cui la campanella, sotto il tettuccio di
+lavagna, suona verso la valle, suona melanconica e credente, come una
+novizza in cantoria, se un biondo raggio di sole, entrando per la
+portella aperta, giungesse a baciare il sorriso della tua statuina, o
+chiesa del marinaio, se un soffio d'aria fremente dalla marina traesse
+un lamento da una canna dell'organo soavissimo, se la canzone del
+pescatore venisse a morire tra i fiori dell'altare candido, o _Virgo,_
+in queil'ora in cui anch'io mi sento buono e confidente, vorrei sedere
+su i tuoi gradini e sorridere alla bianca melanconia, e sorridere
+coll'ultimo sorriso....
+
+Una monachina mi troverebbe pallido e dolcemente morto, come se in una
+visione amorosa io posassi inebbriato in un bagno di profumi, e mi
+preparerebbe la verginea bara della sua sacristia, la candela
+benedetta, la croce d'argento, il libro del _de profundis,_ la corona
+bianca col velo a stelle di talco.... Sarebbe bella o brutta la
+monachina?... La monachina forse penserebbe: Egli aveva vent'anni! E
+gli facciamo il funerale!
+
+E tu, gioconda, fastosa, pomposissima bagnante, che hai scherzato con
+me? Forse tu nemmanco muoveresti un passo a porre un filo d'erba
+odorosa sul mio capo agghiacciato dopo tante febbri. Forse tu diresti:
+Non so quali sieno i fiori di cimitero.
+
+Sono i più gentili, e non sono per te.
+
+
+
+
+DESERTO.
+
+
+ Mare e cielo.
+
+L'acqua del mare giace bigia e tranquilla, e sembra tratto tratto alzarsi
+con una oscillazione sola, vastissima, dispersa. Là dove la nostra fiacca
+pupilla dice:--è l'orizzonte--con un dolce movimento tremola una
+bianchezza lattea. Ma là non c'è la linea, il confine, la nostra
+imbecillità; là regna un deserto di luce, un'amplissima curva che si
+perde in un'altra curva, che finisce alla terra.... E il cielo dove
+incomincia ad essere azzurro? Dove finisce?... Perchè? perchè? perchè?...
+Quanto sperpero d'aria, d'acqua, e di pensiero! È l'infinito: tanto ne sa
+il teologo, come il chimico: quello freddamente lambiccante Dio dai
+volumi di san Tomaso; questo trionfante sulle sue formole che nulla hanno
+creato e nulla creeranno: tanto ne gode il poeta, il quale dall'Arte non
+trae che patemi; quanto il marinaio che dal mestiere guadagna il pane....
+
+Mare e cielo! Vorrei correrli tutti! Essere un'onda spinta e
+risospinta, per vagare e vagare, per mutarmi in un fiocco di spuma al
+collo di un'ondina, e formare una collana di perle: essere un
+millimetro cubo di gas, per vagare e vagare, e correre ad accendermi
+vicino alle stelle d'Iddio.... Pavoneggiarmi un minuto, esser bello,
+adorare il Paganesimo, adorare il nostro Ieova, aver veduto il mare,
+il cielo.... ma finire! O Natura, per carità, lasciami finire!
+
+Sull'acqua c'è un fruscìo: se si spazzolasse un drappo serico di
+mille miglia ci sarebbe l'istesso effetto sulla ghiaia che sorbe
+l'onda. Il cielo si vela biancamente, e, checchè ne dicano i
+signori professori, sembra, dove l'occhio nostro lo guarda, scavarsi
+in abissi profondi e vibrare con milioni d'atomi azzurri, di contorni
+indecisi, di ghirigori trasparenti. S'accende la luna: mezza luna,
+scema a destra, sbiadita, oleata.... Per compagna le pende vicino una
+stella, la punta di un dardo arroventato, che scocca raggi
+all'innanzi....
+
+Chi sono io?... Chi sono!... Tutto tace.... Il mare ha coscienza di
+questa sua poesia? e il cielo?...
+
+La massa salsa ed amara è la stupida materia: non insulto la luna,
+le stelle e lo spazio inafferrabile dove neppure i palloni sanno
+approdare, ma.... Deserto è il mare: deserto è il cielo: deserta
+l'anima mia. Il navigante ha la sua mappa in quel deserto: l'astronomo
+la sua tavola nera: la donna nell'anima il suo prospetto della dote,
+controdote, posto in teatro, e paradiso.
+
+Deserto solo vi è dove vi è la noia della vita.
+
+
+
+
+LONTANO LONTANO.
+
+
+ Pax.
+
+Vicino alla spiaggia c'è il fondo basso, e l'acqua non ha colore:
+è come una vernice che asseconda i guanciali grigi e translucidi di
+sabbiolina, qua e là segnati dallo strisciare di qualche guscio
+vivente, qua e là avvivati da qualche scheggia di corallo:
+nessun'alga. Le fanciulle lavano i ginocchi e le coscie, e ve ne sono
+di dodici, di quattordici, di diciott'anni. Andiamo in là dove il
+fondo più s'inchina, sparso di ciottoloni: l'acqua è verdiccia:
+quando la batte il sole e l'illumina negli strati inferiori, a cerchio
+ballonzolano grottescamente le iridi sopra i ciottoloni.... Lontano,
+lontano andiamo, dove non ci sia più fondo, e il concavo dell'onda
+è turchino come solfato di rame, dove si vegga cielo ed acqua, la
+torma dei fiotti che non posa mai, la estensione aerea che non dà
+pace mai.... Andiamo innanzi ancora: lo stesso squallore portentoso
+dell'infinito.
+
+Un giorno ho sognato la barchetta dell'amore, e, risognandola oggi,
+per ritrovarla ho detto:--Andiamo lontano lontano, anima mia.
+
+Eccomi dove sognai! Ma la torma dei fiotti non posa mai, sotto la
+estensione aerea che non dà pace. Io voglio pace! chi mi concede
+pace? Quando l'avrò? Da chi?
+
+Lontano lontano vedo galleggiare una strana barca di pioppo, una cassa
+da morto, vuota, senza coperchio.... È la barchetta?... Mi vi
+adagio, apro la bibbia che mi hai dato tu, fanciulla del mio dolore,
+perchè la mi serva di vela, e, lettore cullato, cappuccino nel gran
+coro sonante, e viaggiatore insolito, mi avvio lontano dove mi porta
+l'onda.... Più lontano ancora.... Non ispero incontrarti, o
+barchetta dell'amore che sognai un dì, no: sulla mia vela è
+scritto:--_A chi molto amò sarà molto perdonato:_--sulla tua, o
+spiensierata, o dorata, o tripudiante, le mercantesse e i mercanti
+hanno scritto somme e moltipliche col risultato:--_Tutto è
+illusione!_
+
+Voi non vi scaldaste al sole dell'anima. Io non avrei il coperchio e
+fino all'ultimo minuto di mia vita riposerei lo sguardo su quel cielo
+che ho tanto e tanto amato!
+
+_Requiem immensam dona mihi, Mare...._
+
+
+
+
+FIABA.
+
+
+A volte mi sento piccino, buono, umile, senza più una frasca
+d'osteriaccia alla fronte che di me faccia la parodia di un poeta,
+senza più i miei vocabolarioni da cui combino le parole per
+bruttare la carta, senza più quelle vane vesciche che mi appiccico
+per galleggiare. Mi sento piccino: mi basterebbe un gusciolo di
+conchiglia, color madreperla, coi bordi occhiuti, per nicchiarmi e
+fluttuare.... senza abbattermi nella cassa, e nella tartana
+dell'amore.... Va e va e va!... Addio!... Nessuno risponderebbe. Oh
+quale felicità! Il nulla, il deserto, l'infecondità.
+
+Se mi cambiassi in una perla! Se venissi a posare sul seno di una
+dama, non al collo dell'ondina che non c'è....--Ecco un pensiero
+che ci tenta anche moribondi! Poserei pure.... T'amo! T'amo!...
+Nessuno risponderebbe. Sentirei i palpiti di quel cuore:--i fiotti del
+nulla, del deserto, dell'infecondità.
+
+
+
+
+VERA PACE.
+
+
+Sii buono,--m'aveva detto la mia povera mamma, quand'io credevo a lei,
+e solo a lei.
+
+S'io fossi stato buono, avessi baciato i bimbi, amato i poverelli e i
+fiori, e nel mio studiolo conservato il profumo della mia santa,
+senz'altro amore, senza ambizione, senza tormento, vedendo la morte
+lontana lontana, avrei dischiuso la mia porta alla mamma.... che
+veniva a casa, offrendomi una fanciulla che sapeva pregare.... E avrei
+vissuto. Ecco la vera pace.
+
+Nella cassa da morto avrei sepolto tutti i libri: e la perla l'avrei
+gemmata in un anello che stringesse forte.... Ma non sì forte come
+le mie labbra quando baciano.
+
+
+
+
+LA DONNA?
+
+
+ Pegli. _Hôtel Garcini._
+
+Che cosa è la donna?... La donna ideale pel giovinetto è un
+_flacon_ d'odore: purissimo cristallo, essenza inebbriante. Chi lo
+guarda, lo porge in alto e lo adora sul fondo di cielo sereno.
+Contenuto e contenente riflettono l'azzurro immacolato. Il giovinetto
+la dice la _donna-angelo,_ e fa delle poesie. La donna reale pel
+giovanotto, in società, è lo stesso _flacon:_ parliamone bene. Ma
+il cristallo affaccettato è a suo posto, non alto, non basso, su un
+vero tavolo da sala, fra una bomboniera, un viglietto di visita, un
+romanzo e due guanti di Svezia. Ogni faccetta ti riflette un migliaio
+di cose: civetteria, amicizia, amor proprio, sacrificio, pregiudizi,
+eleganti convenienze, dispetti, vendettucce... Il contenuto, sempre
+essenza inebbriante e limpidissima, non si mostra mai qual'è. Il
+giovanotto la dice la _donna-interessante,_ e fa delle pazzìe...
+
+
+
+
+I MORTI?
+
+
+ Monti di Borzoli.
+
+E un dì venni a te, cappelletta sulla montagna.
+
+Avevi la facciata al mare, la scabra facciata su cui il mattino dava
+rosari di perle colle gocce di rugiada tremolanti sui fili dei ragni;
+su cui la sera stendeva palii di luce freddissima coi raggi della
+luna. Io non so chi ti pregava, pallida Madonnina del cimitero; so che
+non vidi mai fiore, ne' lumicino, so che il marinaio t'ama, o Vergine,
+sulla prora del bastimento, sculta in legno e tutrice di viaggi
+lucrosi, so che ti baratterebbe con Venere lasciva se nei porti tu
+rechi cinque e quella sei!
+
+E venni a te, cappelletta sulla montagna. Tu vegliavi i morti, i morti
+nel povero cimitero, ove il mattino portava sul vento della marina il
+fumo delle fervide industrie, ove alla sera le aliuzze stridenti degli
+acridi tra l'erbe turbavano il lontano soavissimo bacio dell'onda. Io non
+so chi vi pregava, o morti; so che non vidi mai fiore, nè lumicino, nè
+croce, so che la requie è squallida tra la vastissima vita, so che il
+sospiro di un moribondo corrisponde al gorgoglio della spuma perdentesi
+tra la ghiaia, allo sfaldarsi di un sasso, al battere delle zampine di un
+insetto, all'aprirsi di una corolla al raggio mattutino. Dico la vita, e
+intendo quella della natura tutta, che opera dalla polvere dell'ossa del
+primo animale al fremito della fecondazione nell'imminenza di questo
+minuto in cui voi coordinate il suono di due lettere; la vita che fu, che
+sarà: la stupenda attività delle forze, la strapotenza di quella gittata
+di dadi che si chiama il destino.... E se l'uomo doveva esser parte della
+famiglia, e la famiglia della tribù, e la tribù del regno, e i
+regni....--No: fallata è la via, perchè tolsi i nomi dall'autorità
+minuscola, che si misura a giorni, ad anni. Dirò: se l'uomo doveva essere
+l'atomo turbinato dal tempo, in questa esistenza complessa della umanità,
+sia pure e sia fatalmente: ma la coscienza della vita individuale di ogni
+minuto, tormentata dall'ironia di quell'infinito Tutto, che tutto
+ingolla, io non so perchè fu data, e a quale ineffabile martirio!
+
+Ero lo stanchissimo viandante; venni a te, cappelletta sulla montagna,
+e, arso dal sole, cercai un'ombra.... Riposai all'ombra dei cipressi.
+
+
+
+
+PLATONISMO?
+
+
+ Pegli. Hôtel Garcini.
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+--Oh, oh! perdoni, ma questo poi no!
+
+--Marchesa, mi ascolti, e non rida, s'io dico: _un po' di scetticismo!_
+Lei si spaventa alla sola parola, ma, in pratica, quante volte Lei fu
+più scettica di me, che oggi voglio scherzare. Dunque? dicevamo?
+
+--Lei diceva....
+
+--Dicevamo dell'amor platonico. E lei ci crede?
+
+--Stupenda creazione della poesia! Platone, imaginando la teorìa
+sua, unì il cielo alla terra: fece la donna sorella dell'uomo:
+levò gl'innamorati alla incorruttibilità degli Dei.
+
+--È vero, mah!... E Platone istesso diede esempio, amando....
+
+--Amando.... Come avrà amato lui!
+
+--Amando una donna di sessant'anni. Oh! ma perchè si sorprende,
+marchesa? Sarà stata un'intellettuale bellezza, pari sola
+all'ideale altissimo della mente del filosofo. Non crede, marchesa?
+Ecco la natura umana! Anche lei! ammira la teoria, mi sfiderebbe
+perchè l'appanno d'un dubbio, ma non amerebbe un Platone di
+sessant'anni!
+
+--Gli è storica questa circostanza?
+
+--Certo.
+
+--Mi pare....
+
+--La tolgo dall'imbarazzo, marchesa. Platone da quell'amore
+metafisico calò alla terra, e amò la giovinetta Agatissa.
+
+--Sarà stata bella?
+
+--Ecco la natura umana!.... Dicevamo? Se mi lascia continuare le
+dirò....
+
+--Dica.
+
+--Le dirò che gli antichi non accettarono la sentenza di Platone:
+la poesia greca e la latina non sono velate. Sorse il cristianesimo, e
+illuminò le anime degne dell'Ideale: la gran folla fu travolta
+nelle turbinose vicende dell'evo-medio. L'amore platonico comparve nel
+duodecimo secolo, e sorsero i trovatori che inneggiarono la bellezza e
+i cavalieri che facevano voto di pugnare contro la forza brutale a
+difesa del sesso gentilissimo. Nei romanzi si disse tanto e tanto,
+ma.... Una colpa è dei novellieri, i quali crearono tante _mandole_
+da far credere che ogni cuore avesse cinque o sei o sette corde
+armoniche: mentre invece i cavalieri, che partivano per le guerre o le
+crociale o i pellegrinaggi, trattavano la donna come un usciere tratta
+un mobile impegnato, coi suggelli e coi _visti._ Natura umana! Venne il
+Petrarca:--La bellezza terrena sublima le anime nobili all'amore
+perfetto della bellezza celeste--e, così strimpellando, cantò,
+cantò, cantò: ma poteva anche lasciare qualche ninnananna
+(giacchè ha addormito i lettori) per addormire anche i suoi
+figliolini, lui.... che.... Messer canonico, chi ve li cullava i
+vostri, la bionda, la nera o la castagna?--Ogni anima gentile, sì,
+amando la donna di un altro, o fingendo d'amarla, dalla bertesca dei
+poeti ne lodava i rigori, i virtuosi rigori, o le compassionevoli
+concessioni: e così la donna-moglie e la famiglia furono lasciate
+ai poverini senza garbo, che temevano di avere alle tempia....
+l'alloro. Dalla cavalleria platonica l'Italia ebbe l'ordine dei
+cavalieri serventi: servivano la dama, acconciavano il marito, che li
+eleggeva leali, devoti, a curargli il sacro deposito. Era il tempo
+delle calze rosate, delle giarrettiere a ricami, de' nei
+capricciosissimamente svelati o nascosti, e il servente doveva
+intendersene meglio d'una cameriera; e il marito saliva in Parnaso,
+accademico e gingillato, sotto il nome di _cortese_ o di _astemio...._ Ai
+nostri dì? Le istituzioni sono varie: non hanno veramente una
+_ditta:_ il capriccio svolazza fra mogli e amanti: e i mariti, distrutto
+il Parnaso, salgono agli onori o al palcoscenico. Natura, natura
+umana! Siamo di creta: gli è il guaio: e se nella nostra creta si
+fa uno screpolo, chi vi fa capolino? La testa del serpente che
+tentò Eva. Vede, nemmeno si può discorrere a modo, perchè
+oggidì la gente va, viene, sta, ride, piange: una confusione!...
+
+--Ride anche lei?
+
+--Dove siamo andati colle ciarle? A dir male dell'amore platonico, di
+cui fu detto troppo bene. Comincio a dubitare dell'amore platonico....
+
+--Comincia? Grazie: con quello che ha detto! Finisca.
+
+--Finisco con una cattiveria che ho letto in un libro. Sofia era
+un'amante poetica, ideale: e _lui_ un bravo giovinotto che credeva alla
+espressione: _amo la sola anima:_ come si vede, di poca esperienza, e
+sì che aveva due bellissimi occhi. Ma perchè mo' non si deve
+credere alla sola anima? Natura umana! È tempo di dire la vita
+com'è, di calare dalle nebbie dell'ideale: sono nebbie che danno le
+malattie, e queste lasciano il nervoso, e questo ha bisogno
+dell'idropatia. Dunque? _Sofia e Gilberto:_ storia non mia.--Gilberto
+dal suo dovere fu chiamato sul campo, combattè, e perdette un
+occhio. Sicuro, sicurissimo tornò a Sofia: e lei? Fu donna, fece
+una smorfia che le impedì di vedere una medaglia al valore
+guerresco.--Ma dunque? non amavate l'anima?--_Se gli occhi sono lo
+specchio dell'anima, come contemplerò io debitamente la vostra, or
+che ve ne manca uno?_
+
+--Ah che scetticismo!
+
+--Che cattiveria!... Ma chi insegna a noi uomini ad essere così
+cattivi? Marchesa, prendo il cappello, per non essere obbligato a
+rispondere alla mia domanda.
+
+
+
+
+SUICIDIO?
+
+
+Oggi il mare ci fa un regalo. Strozzati lì in un canale della
+scogliera, si contorcono cinque o sei foglietti di carta. All'ora del
+bagno li vedevamo galleggiare, lucidi abbaglianti: stasera ci portano
+i numeri del lotto? Peschiamoli e vediamo. È carta scritta. Ma
+come? ci trovo delle parole, non so.... Prima che vadano a girare
+prosaicamente tra le gambe delle lavatrici di Cornigliano, peschiamoli
+e leggiamo, signora marchesa. Sono note? sono frammenti di un libro?
+Che diamine?... Senza commenti, proviamo a incominciare.
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Foglietto I. _Nel dì de' morti._ Venne nella casa la coltre del
+cataletto? Venne, come è destino, e si partì. Tutto si partì?
+Ecco il vuoto: ecco le religioni soccorritrici. Io so che qualcosa si
+affaccia agli usci, tiene in rispettoso timore i vivi, guarda le gocce
+di cera sul pavimento o i petali sparsi di qualche fiore o la
+segatura, fa più triste il silenzio, più desolato il disordine,
+occupa nessun posto, e li occupa tutti, sorprende nell'aria nauseosa
+pel fumo delle torce l'ultima preghiera morente del corteo che
+sfilò, la prima parola di comando che disse l'erede, saluta gli
+oggetti che saranno dati ai legatari, s'appiatta dappertutto, sbuca
+dalle pieghe del testamento e domanda:--È finito?--È finito: il
+morto viaggia al cimitero. All'indomani tutto sarà come prima, come
+un mese fa, come un anno fa: ognuno ripiglierà il suo posto: pare
+impossibile che possa essere altrimenti.... O Dio! il posto vuoto è
+divenuto un altare, e noi aspettiamo _lui_ o _lei_ che aspetta noi! Fede
+abbiamo ogni giorno: ma quando sommeremo gli anni agli anni,
+tristissima desolazione sarà quella di accorgerci che ricordiamo un
+nome ai figli, o ai figli dei figli, che la vicenda della vita fu
+varia, che il tempo, il quale raschia le iscrizioni sulle croci di
+cimitero, cala e cala le sue nebbie nell'anima nostra! E noi giurammo
+eterno dolore!.... Nevicò tanti inverni in camposanto!... E noi? O
+giovani, noi saremo su un seggiolone, scongiurando la morte che ne
+stia lontana, o giù tra le quattr'assi nell'eterno buio. E voi, o
+fanciulle, che leggete sorridendo, avrete fatto portare
+l'inginocchiatoio di penitenza nella parrocchia e più vicino ogni
+dì al confessionale e all'altare delle sette indulgenze, o basso
+giacerete colle mani in croce. Se avremo figli, noi dagli occhi di
+quelli, quando ci si stringeranno attorno domandando:--State
+bene?--noi attingeremo gli sbiaditi ricordi di pianti e di sorrisi, e
+ci interrogheremo sconfortati:--E noi giurammo eterno il dolore?--Se
+avremo figli, essi verranno sulla nostra fossa e prometteranno di
+venire sempre: ohimè! pongono una croce di legno: è l'immagine
+più vera del dolore: essa perde il nome, si tarla, si sfianca,
+cade, e serve a cuocere la cena alla famiglia del becchino....
+Nevicherà tanti inverni in camposanto!...
+
+O giovinetti, o giovinette, ascoltate quel ch'io vi dico nel dì dei
+morti. È silente intorno a me la campagna: solo le squille di una
+campana lontana mi giungono attraverso il bosco, come le voci
+venerande di chi non è più, versandomi nell'anima i ricordi del
+passato: s'agitano i penduli tralci delle viti, quasi facendomi cenno
+ch'io mi raccosci sotto i loro padiglioni e pianga: scrosciano sotto
+a' miei piedi le foglie secche dei roveri, ed ognuna parmi
+dica:--Così passano e sono calpestate le speranze!--: il vento
+investe il bosco, e l'ondeggiare delle cime dei pini mi sembra saluto
+mestissimo dell'autunno che muore.... Addio!...
+
+--Poesia!--suonarono a me d'intorno i fremiti della gran lira di Dio,
+dalle mille e potentissime corde vibranti in ogni atomo delle cose
+create. Amore! Dissi sorrisi del cielo alla terra la blanda luce dei
+crepuscoli e l'azzurra immensità degli spazi dell'aria e i lieti
+colori dell'arcobaleno. Amore abbracciò! Chiamai vincoli di una
+unione fecondatrice i raggi solari e le piogge. Amore sorrise! Chiamai
+saluto il tremolare delle stelle, contemplazione il prodigio delle
+tenebre, assopimento d'estasi amorosa il silenzio notturno e bacio il
+riflettersi della luna sulla superficie delle acque. Amore suscitò
+le divine armonie della natura! Ascoltai voci di un linguaggio
+inesauribile nei venticelli che accarezzano i fiori e danno al mare il
+gorgoglio e l'argento della spuma!... Guardai la terra. Amore
+abbracciò, sorrise, suscitò le divine armonie della Natura. La
+terra si popola d'animali e si veste di piante. Dall'elefante
+all'infusorio, dal pardo bellissimo al verme, dall'albero il più
+spaventoso per mole alla vegetazione microscopica, dalla rosa ch'è
+la regina della primavera, a quella _parmenia_ che fa orrendi i crani
+insepolti, passa ed accende e trascina una corrente animatrice. Nozze
+perpetue nella Natura, sulla terra, nelle acque, nell'aria, sempre
+l'opera di una potenza ineluttabile, maga divina dalle multiformi
+trasformazioni. Guardai l'uomo. Amore abbracciò, sorrise,
+suscitò le divine armonìe dell'anime innamorate. Canti d'amore
+s'innalzano dalle culle, dai tetti virginali, dai talami: sorride il
+bambino alla mamma: erra smanioso col pensiero nei labirinti fatati
+dell'avvenire chi delira per un volto tra mille carissimo o per una
+larva azzurra figlia solo di cupida fantasia: freme al dolcissimo
+bacio la sposa e freme il compagno: tra i baci della febbre e la
+febbre dell'amore è concepito l'uomo nel ventre della madre.
+Nasciamo per l'amore e per l'amore viviamo!--Ama!--è il _fiat_ divino
+della conservazione del mondo.
+
+Se il sole dell'amore non ci scalda il cuore negli anni della
+giovinezza, l'anima si agghiaccia nel dubbio e bestemmia
+delirando:--Chi sono io? e perchè sono?--Addio, addio, tranquille e
+sante illusioni di un dì! Nel dubbio voi, fanciulle, consultate e
+consultate lo specchio: noi, giovani, apriamo lo scrigno: nell'anima
+inaridita nascono i tossici della solitudine, le invidie: e le invidie
+per chi? O Dio! per l'amica che sciupò i fiori virginei, gittandoli
+nella carrozza di un milionario paralitico pei vizi; per l'amico che
+s'inchinò innanzi alla giumenta d'oro. Addio! È sepolta la
+giovinezza al suono di due campane:--Odio a noi stessi; odio al nostro
+destino: è sepolta desolatamente, e se ad essa si dovrebbe porre
+un'iscrizione, questa sarebbe--_Semper pro me._ La trista virilità
+viene innanzi con tutta la ipocrisia della posatezza. Addio!... Chi
+siete? Siete, o madonne, le arpie in cuffia, e la bibbia vostra è
+il libro dell'_avere:_ siete, o messeri, i mestieranti e nel cuore avete
+la bottega la più sozza. Andate, andate per la via fatale che vi
+è prescritta. Nessuno avrà dolore per voi: e perchè? Ma
+quando comprendeste l'amore? E l'amore è fede.
+
+Venite, o tranquille e sante illusioni del futuro! O giovinetti, o
+giovinette, amate e fremete. Accogliete nell'anima il raggio che vibra
+dalle pupille intensamente fisse in voi: il cuore ribollirà nella
+speranza, ed esulterà trionfando:--Sono potente! E sono per
+amare!--Nella religione dell'amore troverete a fratelli i brutti, i
+sofferenti, i poveri: e farete somma carità con uno sguardo più
+che con tutte le limosine ufficiali: benedirete al sole, perchè
+è l'amore dell'universo, e scalda il cedro e scalda la muffa.
+Venite, o tranquille e sante illusioni del futuro! Baciatevi, o sposi,
+e fremete. Tra le due teste giovanili ecco la testolina di un bambino.
+Date fiori nei capegli a quel bambino, sulla culla ove dorme, al seno
+che lo nutre. Fiori nelle manine di lui che s'alzano al cielo, fiori
+tra gli occhi suoi e quelli della fanciulla complice dei primi pianti
+soavi e dei primi sorrisi consapevoli, fiori tra la sua mente e
+l'azzurro e cadano sulla testina di _lei!..._--Anche tu ami, o
+figliuolo? O donna, il figliuolo nostro ama! E chi non ama? E la sua
+vergine sorride.--Fiori alle vostre nozze.... Amore! amore!
+amore!...--O figliuoli, ho irrigidite le membra fatalmente. Sugli
+occhi posatemi un fiore, ed uno sulla pietra.--E si muore! Ma la vita
+fu vicenda di fiori e d'amore....--E la donna? Come volarono gli anni!
+La mamma, sempre santa, bellissima, felice, sempre porse fiori e
+sempre amore. E porge fiori alle tombe...--Andate, andate per la via
+fatale che vi è prescritta. Chi ama piangerà per voi. Sempre
+comprendeste l'amore. E l'amore è fede.
+
+E se la fede cancella il dolore a poco a poco è dono d'Iddio. Dico
+a voi che piangete, a voi che sorridete,
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Foglietto II: _Confessioni_. Foglietto III: _A mia sorella_. Foglietto
+IV....
+
+* * *
+
+--Perchè non legge più, marchesa?
+
+--Mio Dio!... perchè.... sa lei?... Sono commossa....
+
+--Ha gli occhi rossi.
+
+--Non so.... Ho paura che ci arrivi una brutta notizia.... È un
+presentimento: chi ha scritto queste cose si è gittate in mare....
+Temo.... Perchè furono sparsi quei foglietti sull'acque?... Temo un
+suicidio.... Chi può avere scritto?
+
+--Si ricorda, marchesa, di quell'artista che a Vado andò in _omnibus_,
+chiacchierò tanto e poi perdette l'albo? Il vento l'avrà portato al mare,
+quell'albo, l'avrà sfogliato, disseminando le _confessioni_ su per
+l'acqua.... Si ricorda di quel poverino?
+
+--Era ubbriaco!
+
+
+
+
+POESIA.
+
+
+ Porto di Genova.
+
+O _Zena_ procace, dall'Aquasola dominatrice del mare e dei colli di
+Albaro e degli orti del Bisagno! _Zena_, gemmata di ville da Portofino
+ad Arenzano, sullo sfondo degli argentei uliveti o delle montagne
+boscose, con tanto azzurro di cielo da darlo a scialacquare a mille
+poeti! _Zena_, aperta al libeccio che da Spagna ancora spira l'alito
+infocato dell'arabe fanciulle nel sangue de' tuoi figli _Sabazi_,
+_internali_, _ingauni_ e _genuati_. _Zena_, consolata dai ponentelli
+freschissimi puritani, bruna donna di Lerici, bionda etrusca di
+Sarzana, _Janua_ antica, perfino le tue fortificazioni mi sembrano
+fascie e corone d'amore alle pendici caldissime!
+
+Quante volte io volli sapere, più che la tua fastosa voluttà, la
+tua potenza! E seppi che Filippo Visconti, quando l'ebbe nelle spire
+della sua biscia, si credeva già signore d'Italia. Il duca d'Alba
+vedeva l'occupazione tua come la base ad una monarchia saldissima. Se
+il duca di Zenua ti avesse aunghiato per la Spagna! Il signor Le Noble
+scriveva a Luigi XIV: «Genova e Marsiglia unite sotto lo stendardo dei
+fiordiligi darebbero legge a Cadice e ai Dardanelli, terrebbero la
+Barberia in forzato rispetto e farebbero tremare il sultano nel suo
+stesso serraglio di Costantinopoli.»
+
+Ma non so più leggere. Quando il luglio è implacabile coi suoi
+trenta gradi, io fuggo le morte biblioteche. Io voglio l'aria, il cielo,
+il mare! Io voglio amare!... Amo voi, o marinai di _Zena_, che
+storicamente ancora intarsiate nel vostro dialetto tante parole arabe,
+spagnuole, greche e francesi; amo voi, o vele, o chiglie, o coste
+rivestite di bordature, impernate, calafatate, colle fodere di rame, o
+alberature sorelle! Ah! so che colle vostre bestemmiacce, colle tinte
+sudice e coi rappezzi grossolani come quelli sulle tonache dei frati,
+colle corde bisunte, colla cifra fatta in catrame e la solita [ancora]
+GENOA, coll'odore di mare salato, voi fugate la poesia a mille miglia
+lontano a rimbellettarsi su qualche paio di _labbra di corallo_, a
+incipriarsi su qualche _collo d'alabastro_.... Ho detto la poesia? Ho
+sbagliato: dovevo dire la Nonna poesia: quella in cuffia, colla
+tabacchiera e il mazzo dei tarocchi lì sul tavolo: è titolata,
+sfoggia genealogia e stemmi, e nulla fa di bene se non ha le rose
+dell'aurora, le polite pieghe del peplo, le note della lira, il profumo
+dell'olimpo: cinguetta coi poeti e i professoroni ufficiali, è
+pettegola e si liscia. Via! di codesta donna marchesaccia siamo stufi.
+C'è una bella scapigliata, con grand'occhi acuti, senza rimario sotto
+le ascelle, senza svolazletti, la penna d'oca e l'elmo di Minerva,
+c'è una giovinetta che s'asside anche all'ombra delle vele, viaggia
+coi marinai e mangia il pane duro, conta i soldi e canta Dio e il mare.
+È la vera poesia. E Natura, diffondendola in ogni atomo delle cose
+create, non le disse mai:--Sarai aristocratica: sarai democratica,--ma
+le impose:--Non mentirai!
+
+Voglio conoscere la potenza di Genova? Vado a gustare la grandiosa
+poesia del suo Porto.
+
+Il molo vecchio costrutto da Marino Boccanegra nei faustissimi giorni del
+Comune, il nuovo d'Ansaldo di Masi, la Lanterna su cui si accesero i
+primi lumi nel 1316, il robusto emporio del Portofranco, i porti di
+sbarco, gli argini, vorrebbero ancora dieci trombe di _cintrago_ che li
+proclamasse ai regni dei voli lirici, o meglio dieci portavoci di
+capitani che rivelassero a questo bassissimo mondo quante _doble_ hanno
+fruttato, e quanti futuri dii frutteranno. Sull'immenso sfondo verdognolo
+azzurro nereggiano gli scafi snelli dei mille bastimenti: e sugli scafi
+s'inclinano i bompressi, si drizzano i bassi alberi, gli alberi di
+gabbia, quelli di pappafico e l'aste: le sartie s'appoggiano alle gabbie,
+i pennoni recano il velame arrotolato, e le corde, le puleggie delle
+_manovre dormenti_ e delle _correnti_ formano gli apparecchi altissimi
+dei lucrosi saltimbanchi del mare. Anch'io userò il vecchio paragone: il
+porto è tutto una selva nella quale i venti vogliono i loro giochetti, ed
+ecco le vele triangolari, le quadre, quelle che tornarono sbrandellate,
+il fumo dei tubi ritorti, e i tubi sbiecati. Come hanno giocato in alto
+mare! Lo sanno i marinai che hanno appeso quindici o venti voti al
+santuario di Savona, o i marinai che hanno appeso il loro sacco d'ossa ai
+corallumi del glauco cimitero. Nel porto si stringe la gran famiglia: le
+prore sono, per così dire, i volti, le poppe danno il nome di battesimo,
+l'alberatura di tre, di due tronconi, segna la casta e l'anima è giù
+nella pancia. Le barchette vanno e vengono, come i domestici, come le
+formiche intorno al granaio. Io vorrei dirvi il giuoco dei riflessi del
+cielo e del mare, le bolle delle aspergini tranquille, gli scherzi dei
+vermi marini sulla costa, le gradazioni. Ma non posso! Però voglio dirvi
+come appaiono tumide le vele tese dal vento, come imbizziscono le
+banderuole a fiamma e come sembri che i catenoni dell'ancore e le
+scalette giù giù tremolino col tremolare degli strati dell'acqua e si
+perdano in un serpeggiamento vano.... Ma che? Come mai si può osservare?
+Genova è Genova: la folla è turbinosa, l'affaccendarsi incrociantesi....
+La locomotiva su un argine ripiglia fiato rapidamente ed urta i vagoni a
+specchiarsi in mare. Bestemmiano, inturgidendo i muscoli, i nudi facchini
+michelangioleschi: i carrioni con quattro, sei cavalli accodati sembrano
+dire:--facciamo tremare la terra, la terra è nostra:--si fischia; si
+urla; si inneggia.
+
+La scena, o signori, è unica, e l'entrata _gratis_; vedete:--il mare,
+il progresso, e su il guadagno, e su ancora la poesia, e su ancora il
+sole che ride di tutto.
+
+--O marinaio poeta, che hai letto nel gran libro dell'utile e nelle
+grandi notti sull'estensione dell'Atlantico, dimmi le tue rime.
+
+--Cuoio, acciaio, canape, corna, indaco, cocciniglia, grano, olio,
+pepe, pelo di camello, tonno, salsapariglia.
+
+--Ma no, che non sono rime! Noi diciamo _amore_ fa rima con _dolore_. Non
+capisci? E sei _homo_, come me, sei _homo sapiens_.
+
+--Che cosa dice?
+
+--_Homo sapiens_ significa uomo sapiente. Ah? tu non intendi il latino,
+sicuro.
+
+--Uomo _sapiente_?
+
+--Ebbene? Ci pensi?
+
+--Nulla affatto. Fa rima con _niente_.
+
+A questo punto il sole che rideva, mi parve sghignazzasse: io, furbo!
+apro l'ombrellino.
+
+
+
+
+GENOVA.
+
+
+S'io fossi il _cintrago_, il banditore medioevale di Genova, da ogni
+legno che venisse di Sardegna con sale, ne riscoterei mine tre: e mine
+tre o mine una di grano da ogni legno che tornasse di Corsica, oppure
+_de Maritima et Romania_. E poi _marabottini_ d'oro dalle galee che
+andassero in corso al di là della Sardegna o in Ispagna. Adunerei
+il popolo a suono di tromba, citerei ai placiti, ordinerei le guardie
+della città, pranzerei coll'arcivescovo, e davanti a qualche
+palazzo de' Fieschi, de' Grimaldi, dei Doria, degli Spinola, per
+privilegio di magna prosapia fasciato di marmi bianchi e neri,
+canterei le glorie di Genova mia. Vorrei essere il _cintrago_ e campare
+vecchissimo vecchissimo, dal tempo dei consoli ai dogi biennali, e
+dire:--N'ho vedute di cose traverso i secoli!-
+
+E canterei così:--Ho squillato la mia tromba pei consoli, pei
+podestà, pei capitani della libertà, i Fieschi, i Grimaldi, i
+Doria, gli Spinola, per il reggimento dei dodici, dei ventiquattro
+coll'abate del popolo, per la signoria d'Arrigo, quella di Roberto di
+Napoli e di Giovanni XXII, pei guelfi, pei ghibellini, pei dogi
+perpetui della stirpe Guarca, Montalda, Adorna e Fregosa, pei dogi
+biennali, i nobili privilegiati, tra l'imperversare delle fazioni di
+Portico nuovo e di Portico vecchio, pei commessari francesi della
+repubblica ligure.
+
+E narrerei:--Venite al porto. Io ho veduto le venerande galee, i
+galioni, le galiazze, le galeotte, le cetee, i taridi, i panfili, le
+vacchette, le borbotte, i golabi, le gatte, le cocche, le saettìe,
+i portantini, gli uscieri, le flotte di quei genovesi che ghermirono
+la Corsica, la Capraia, la Gorgona, Tunisi e Minorca, Almeria,
+Tortosa; navigatori e guerrieri, i ghibellini contro Carlo, i guelfi
+che preferirono lo esiglio al pane dato dai vincitori, i sostegni del
+seggio bizantino, i mercatanti da Ceuta al mar Libico, all'Egizio, al
+Sinaco, al Panfilio, al Lido, all'Arcipelago.
+
+E inviterei:--Moviamo al tempio di san Matteo, monumento de' Doria, al
+san Donato dalla torre costantinopolitana: a san Tomaso, al san Marco
+col Veneto lione, che rugge ancora coll'ultimo lamento di Andrea
+Dandolo, il suicida di Curzola memoranda; che freme ancora
+all'invisibile sogghigno trionfale di Pagano Doria trascinante dalla
+poppa della galea capitana lo stendardo de' Veneziani. Andiamo al
+Campo Pisano: ivi i tredicimila prigionieri fatti alla Meloria
+cainesca e le larve disperatissime dei tremila uccisi fecero ringhiare
+il proverbio tremendo:--_Chi vuol veder Pisa vada a Genova--_: i
+catenoni del porto della rivale furono tagliati a pezzi, perchè
+potessero essere appesi qua e là per le piazze e le vie della
+trionfatrice: inventore di questa vendetta luciferina Niceto Chiarli
+re delle incudi: e per lui i fabbri, devoti alle balestre, alle
+bombarde, alle pignatte di fuoco lavorato, ascoltavano in Santo Sisto
+un'annua messa di suffragio. A San Sepolcro sorgono le memorie de'
+crocesignati, dei cavalieri, degli spedalieri, e dei cinque cardinali
+affogati nei cinque sacelli da Urbano VI. Alla Casa di San Giorgio
+v'è il codice di _Gazaria_, o i cartulari della compera di Caffa,
+Scio e Famagosta. Al Borgo di _Prè_ si spartivano le prede nel secolo
+duodecimo. Al Duomo, ricordato anche da Fazio degli Uberti per _li
+porfidi et marmi orientali_, non vi so dire gli archi acuti, coi fasci
+di colonnine, gli ornati a mosaico, le zone, la simbolica cristiana
+orfica, le tre navi, le sedici colonne di breccia africana coi
+piedestalli di basalto, il coro, il presbiterio, la cupola, la
+tribuna.... Avevo già novant'anni, o messeri, e madonne, ed io,
+_cintrago_, l'ho veduto l'architettore! Era l'Embriaco, guerriero di
+terra e di mare, consolo ed artista. E poi passarono gli anni! Un
+giorno sotto queste vôlte, che accolsero le reliquie conquistate a
+Mirrea e il sacro catino a Cesarea, sdegnosamente si ricusò il
+giuro di fedeltà a Federigo imperatore!... E un altro giorno si
+confermò Simone Boccanegra! Quante glorie di dogi! E in un tempo
+funesto cinquanta fanciulle vestite di bianco, recando l'ulivo,
+imploravano pace da Luigi XII!
+
+E dirò ancora:--Andrea Doria fu insigne sul mare: Ambrogio Spinola
+conquistò le Fiandre: Megallo Lercaro rappresenta la forza dei
+traffici e delle colonie di san Giorgio benedetto. Volete leggere di
+scienze, lettere e d'arti? Andalo del Negro, il Caffaro, Battista
+Vernazza, Giustina Vageria, Bartolomeo Falamonica, Ansaldo Ceba,
+Matteo Senarega hanno scritto: Tadisio Doria, i due Vivaldi, Colombo,
+Antonio Noli, Usodimare hanno viaggiato: le pagine degli artisti le
+vedrete nei palazzi: Via Nuova, a detta del Vasari, è unica al
+mondo....
+
+Imbocco la tromba d'oro, squillo tre volte tre, e proclamo a tutti i
+venti. Udite, udite, udite:
+
+ _Ditis opes Asiæ et claros orientis honores
+ Quantaque ab Euxino traditur ora salo
+ Pisanas acies Thuscæ decora inclita pubis,
+ Et traxi ad ligures gallica signa manus:
+ Subjectis dominans tenui cervicibus Alpes
+ Et tremuit nostras Aphrica terra trabes.
+ Afflictus toties Venetus, qua fugerat olim
+ In patriis novit tela petitus aquis.
+ Frustra, Galle, cupis, frustra es frustator, Ibere,
+ Frustra sæva, Ferox Insuber, arena capis.
+ Vinco ego dum vincor, par est victoria damni,
+ Sumque eadem domina servaque facta mea._
+
+* * *
+
+In quel tempo in cui dal faro di Genova pendevano i lampioni fumigati
+e le galee a velatura e palamento, dall'alta poppa teatrale, sparando
+una straccia di bombarda, si piegavano su un fianco, in quei tempi in
+cui una barca metteva fuori tanti remi da sembrare un millepiedi, si
+poteva incominciare con quei versi la descrizione di Genova, prendere
+l'aire, e gonfiarsi su fino al settimo cielo della poesia. Benedetti
+tempi! Perchè non sono io nato allora? Allora non c'era questo
+vezzo ribaldo di schizzare degli acquerelli fuggi fatica: così, e
+così, quattro pennellate, senza fondo, senza un contorno deciso,
+magari spropositati di disegno, su un brandello di carta qualunque,
+per far ridere una marinara che non ci capisca un ette, per far
+sorridere una marchesa, la quale indovina la sua _silhouette_
+elegantissima nei tratti del pennello tinto d'azzurro. Lasciamola
+lì. A quei tempi c'era l'incisione scrupolosa che vi dava l'idea
+dell'infinito mare con mille o mille dugento righe orizzontali e
+digradanti. La città si vedeva chiara e netta, come una mappa:
+sulle terrazze dei palagi c'era l'A, B, C, D: nel cartellino poi
+appiccato sul mare si leggeva la brava spiegazione dell'A, B, C, D....
+
+--Adesso c'è la fotografia.
+
+--Verissimo. Chi vuole le cose ammodo ricorra alla raccolta di vedute
+che il padre Abate Giolfi pittore dedicava a Sua Eccellenza il signor
+Giuseppe Boria Duca di Massanova e di Facina.
+
+---Ricorra alle fotografie del Degoix.
+
+Io non posso tracciare giù la pianta della città, nè
+m'intendo di cose serie da imbandirvi, come s'usa, i primi cenni, la
+scorsa da un capo all'altro, la Genova considerata militarmente, le
+vecchie mura, il porto, il portofranco, l'acquidotto, le Belle Arti, i
+palazzi, ecc., ecc.
+
+Poh! questa mancherebbe: che voi mi pigliaste sul serio. No! no! Sono
+chi sono: un poveraccio faticato dagli studi sui codici, un esule
+volontario dalle dotte e morte biblioteche, un antiquario, che,
+lavandosi la faccia nell'acqua limpidissima e scacciando la
+polveraglia dei morti, incomincia a vederci meglio. Oh poesia
+strapotente del cielo e del mare! Oh vita mia! Oh liberi sogni
+d'artista! Se poi.... Marchesa, mi presti il suo occhialino
+capriccioso: attraverso quelle lenti devo vederne di belle cose, se
+già ci è passato il suo raggio visuale! Marchesa, mi favorisca
+il suo albo.... Ella insidiosissimamente ha tutto profumato con quel
+suo _muguet!_... Viaggiamo insieme verso Genova: in prima classe, già
+s'intende.
+
+Mi pare e non mi pare, ma il fischio della locomotiva, che entra
+appunto nella stazione, ha come insultato il mio esordio, l'epigramma
+dello Scaligero; perciò m'imbizzisco, e dimentico l'altro di
+Maurizio Cattaneo, l'eroe delle tre navi, il vincitore della flotta di
+Maometto, dimentico il distico di Antonio Asteggiano da Villanove, i
+versi di Bettinelli, di Chiabrera, le lodi di Bonamico, di Muratori,
+di Giovanni Villuani, del Brusoni, di Sua Maestà l'Imperatore
+Cantacuzeno....
+
+* * *
+
+O Genova! o Genova! Chi può mai descrivere i tuoi palazzi di via
+Balbi, della Nunziata, della Nuova o della Nuovissima, e le casette a
+otto piani nelle strettucce che sembrano scolatoi al mare? Chi ti
+dirà il nobile effluvio dei cedri e il plebeo fetore del
+baccalà; la splendida pace dei pensili orti e l'arrabattarsi
+lucroso nel porto: la vita opulentemente stanca nelle sale d'ozio e la
+insaziabile voluttà della marmaglia saettata dal sole: la bianca
+melanconia degli atri, degli scaloni, delle corti solitarie e
+l'immensa gazzarra delle mille navi? Chi dirà, in qual reggia, in
+qual sala dipinta da Guercino, Van Dik e Bubens, cento cavalieri e
+quaranta dame furono convitati magnificentissimamente, serviti con
+piatti d'argento e d'oro, e i piatti ammucchiati a formare tante
+colonne fino alla volta: e chi descriverà la cena del pollivendolo,
+il tozzo rosicchiato, sotto l'incarco d'una gabbiona pidocchiosa e
+insudiciata?
+
+Ma da che parte si deve incominciare?
+
+--_Venturi non immemor ævi--Sibi et Urbi_--è scritto sui potenti
+fastigi: Lodovico XII diceva ai patrizi di San Giorgio: «Voi siete
+meglio alloggiati di me:» e lo dicevano Carlo V e Filippo II. Genova
+è la città dei palazzi: vi architettarono l'Alessi, il Lurago,
+il Vannone, il Bianco: vi pinsero il Calvi, il Semini, il Cambias, il
+Tavarone, il Fiasella, i Carloni, l'Ansaldi.
+
+Le facciate sono incrostate di marmi o coperte di freschi mitologici,
+storici; le colonne di bianco Carrara o i pilastri di cupe bozze
+sorreggono gli architravi stemmati delle porte maestre; le cornici, le
+statue, le balaustre, gli scudi, i timpani, le piramidette, i festoni, i
+bassorilievi, i loggiati, le inferriate sporgenti, con forte armonia
+s'intonano alle linee del quadro, dovuto alla scuola di Michelangiolo e
+del Bernino: una intera via, due, tre, quattro.... quattro prospettive
+sceniche di sedi olimpiche. Nei vestiboli lastricati di marmi o s'adagia
+un larghissimo scalone, coi lioni maestosi, veglianti sui piedestalli,
+oppure un velo d'acqua frescamente scende a bagnare le muscose spalle di
+due cariatidi reggenti la conchiglia, oppure tra le colonne appaiate
+scintilla, come sfondo, l'azzurro mare e il cielo secato dagli apparecchi
+aerei delle infinite alberature. Vi sono scalee che danno a cortili, e
+nuovamente cortili che danno a scalee, e su ancora.... Arriviamo ai
+terrazzi, alle logge, ai giardini sostenuti da baluardi, agli elisi, ove
+le rose e gli aranci, la flora ligure venustissima non suade che amori,
+coi profumi spossatori dei talami sempre fecondi. E vi sono scalee che
+accedono alle straricche anticamere e agli appartamenti: ori, pietre,
+stucchi, cristallo, basalto, alabastro, colonne doriche, ioniche,
+corinzie, tele, freschi, statue, tutto vedi.... Cioè, non vedi niente:
+perchè subisci là dentro un'arte sola strapotentissima, la seduzione. Là
+comprendi quella incasta mitologia del decadimento, là fremi
+all'incondito atteggiarsi delle Veneri, là capisci che la Medicea
+formosissima non è donna, perchè perfetta. Sui terrazzi, ove ghignano i
+mascaroni e nelle sale ove stringono l'occhietto le ninfe, una ebrietà di
+tripudi ti dà il capogiro.... La dama, di cui si sparge l'olezzo mondano,
+la dama che imagini con te, la vorresti coi nèi, colla cipria, colla
+sapiente raffinatezza del secolo pettegolo, colla insidia vampirica delle
+corti di Francia, nata espresso per esser civetta e dannatrice accorta
+d'uomini. Ghigni anche tu, e anche tu stringi l'occhietto.... E quando
+pensi che le acute scarpine, la veste _bergère_ a fiorami d'ortensia, il
+busto colmo e giù appuntato, gli _accroche-coeurs,_ i nèi.... i meno
+svelati.... tutto è finito! La dama giace sotto in qualche chiesa
+barocca, sotto la pietra barocca, già dimenticata dalla prece barocca,
+già.... Ah i lombrichi appartengono al realismo!... Quando ti trovi solo,
+tu piangi d'amarissima voluttà! Guardi, cerchi e fantastichi: vedi il
+bruno ritratto di _colei_ che t'avrebbe avvinghiato, lo scrittoio a
+specchi ed oro su cui t'avrebbbe scritto il bigliettino galeotto, le
+bugie olandesi che t'avrebbe accese....(11) Ti vanno e ti vengono innanzi
+gli occhi le manine bianche, colle unghie rosee, coi braccialetti che
+segnano nella carnicina grassottina la depressione sotto l'oro massiccio.
+Non sono ancora accese le complici bugie per le?... Passi per le stanze
+del riposo, coi moschetti di drappo a pennacchi, colle coltri dense, coi
+cuscini gonfi, coi tavolini da notte inesplorabili: tutto sa l'odore
+della vipera. Passi nella biblioteca, lunga, lunga, lunga.... Un
+volumaccio è ancora aperto su un leggìo: ha il labbro rosso, le pagine
+gialle e su una gottaccia tabaccosa.... Vegliava il geloso marito nella
+biblioteca.... Passi nella galleria dei quadri, delle statue, delle
+incisioni, delle conchiglie, in altre sale, in altre.... La semiluce è
+triste: è triste la memoria dei morti: è tristissimo l'insaziabile
+desiderio per coloro che non sono più. Chi guardi? Chi cerchi? Chi
+domandi?--È morta da un un pezzo, eh!
+
+Passando innanzi ai portoni, _la_ vedi sotto il velo d'acqua
+freschissima. Adagio: prima di mettere il subbuglio in qualche
+cuoricino. _La_ vedi che ha già fatto la doccia e sale lo scalone
+mollissimamente. Adagio ancora: prima di compromettermi con qualche
+mammina. _La_ vedi che, col parasole stillante, ti ride in faccia... Per
+un capriccio la è passata sotto le spalle delle cariatidi a
+spruzzarsi un po' giocherellando. Del rimanente sappi che la vestiva
+un abito lunghissimo, alto, così e così. È la padrona del
+palazzo che tornava dalla messa e ascendeva al sommo terrazzone...
+
+O logge aeree, o grotte verdiccie; ultimi fastigi su cui trionfa lo
+stemma, primi gradini col _salve_! O fiori che vedete il mare, marmi che
+riflettete il cielo!... Donna, che mi appari, più formidabile del
+Doria, appoggiata alla colonna, a cui già concessero le spalle la
+mamma, la nonna, la bisnonna, fervidissima stirpe: o donna, sei
+padrona del cielo, del mare, dell'infinito, dell'invisibile! Andrea
+Doria nel classico suo palazzo fuor di Porta San Tomaso accoglieva
+Carlo e Filippo re e la loro corte, e li faceva servire a suono di
+fischietto, come se egli fosse sulla sua capitana. Tu accogli me, come
+se tu fossi nel tuo regno e comandami col tuo riso... Non sono
+imperatore, nè grande, nè poeta! E tu hai il riso del tuo regno,
+del cielo, del mare, dell'infinito, dell'invisibile!... Io servirò
+te... Andrea fischiava due coronati e ben faceva: tu fischi me colla
+gola del serpente. Il tuo regno è il deserto: lo so: la vanità
+della tua bellezza non ti concedette che il tormento della tua
+bellezza.
+
+O donna, stringi il libro delle preghiere convulsamente.
+
+* * *
+
+Se babbo, invece di darmi tra mano un codice ne' bei giorni della mia
+giovinezza, m'avesse lasciato la carissima tavolozza, io avrei
+schizzate tante macchiette quante ne abbisognavano per la processione
+del _Corpus Domini:_ e potrei sorridere nel mio studiolo ad una ad una
+di quelle che passano sotto gli arcucci dei tragetti, e s'affaccendano
+nella contrada del mercato: una contrada fonda come un pozzo, dove da
+una finestra all'altra delle case è in mostra sulle corde tutta
+l'opera fatta dal bucato nella settimana: panni bianchi, panni rossi,
+panni azzurri, l'allegra coccarda dei marinai a tre colori bagnati di
+sudore. Alle botteghe a destra e a sinistra, qua e là panche e
+corbe, e corbe e panche. La dico una contrada quella dove c'è di
+tutto, dal mazzolino di fiori per lei, marchesa, al mucchio appetitoso
+di lumache testacee chiuse nelle gabbie, come i passerotti: e pel
+pittore tocchi di verde smeraldo, di cinabro, di giallolini: oh che
+gazzarra! Fogliami spiccati, creste accese di galli, fette avvistate
+di zucche, e via! Dove non c'è una cosa sola, quella santa pulizia.
+Oh che sciupo di penne di pollastri e di spine di pesci! Che misto di
+magro e grasso! Che confusione di venditrici austere e di sguaiate
+esibitrici! E odore di baccalà, e grida senesi e filatere di
+muletti, e risse sempre pronte...
+
+Ho detto una processione di macchiette: nè più, nè meno. I
+montanari sono già calati dalle viottole, quello colle frutta,
+quello col pollame, quello col fieno, quello colla farina. Ecco i due
+pescatori tozzotti che vengono reggendo l'uno di qua, l'altro di
+là, la cesta piena di _murun_, il re dei pesci; ecco la donnaccia
+colla stadera e colla corba dei _funzéti beli_: ecco la fante del
+curato colla sporta e il libro della messa: e la massaia che cammina
+cogli occhi a terra, a guardare le sue scarpe nuove dal pattume e
+dagli scheggioni: ecco una ribaldella....
+
+Che sei, ribaldella? Sei la bellissima dagli occhi neri. Se io fossi
+pittore manierista, ti pingerei col pezzotto bianco, colla crocetta
+d'oro in collo, colla camicia e le bretelle delle coriste pastorali,
+colla gonna azzurra.... Ma tu sei la bellissima dagli occhi neri. Hai
+la testa scoperta e i capegli scarmigliati, il guarnellino
+procacemente discinto, la veste a strappi: sei tutta polverosa e
+spensierata.... Anche tu somigli a quella sdegnosissima patrizia che
+appoggiava le spalle alla colonna del terrazzo marmoreo. Chi sei? Che
+cosa vendi?
+
+* * *
+
+Marchesa, le restituisco l'albo e il _pince-nez_. Mi scusi, ma.... le
+sue lenti mi paiono maliziose, sì da farmi vedere sempre, troppo,
+anche quando non voglio.
+
+Mi metterò gli occhialoni d'antiquario e leggerò il catalogo
+dell'Armeria genovese, che m'ha dato un reverendo scolopio. Dunque
+c'erano:--«un cannone di legno antichissimo: un rostro di nave
+probabilmente dei tempi delle zuffe con Magone cartaginese: alcune
+corazze con intagli, geroglifici e sigle; la fama le diceva usate
+dalle donne genovesi ch'erano andate a combattere in Terrasanta, la
+forma del petto le dichiara....»
+
+Se le dichiara! Anche pel dì d'oggi! Date due massime corazze per
+la patrizia e per la ribaldella,
+
+
+
+
+FIORELLINI.
+
+
+ Monti di Pegli.
+
+Chi vi coglie? Fiorite ed appassite, e non sapete che sul candidissimo
+seno di una dama, sulle braccia tarlate di una crocetta nera, altri
+fiori, meno belli di voi, più belli di voi, agitano i petali al
+susurro di una parola rovente, al prorotto singhiozzare d'una
+preghiera. Fiorite ed appassite, e chi passa vi guarda e dice che le
+speranze, i dolori, si sciupano in questa vita, come i vostri petali
+ad uno ad uno, quando posate nelle mani della elegante passeggiatrice.
+Ella vi sfoglia per sapere l'amore che dura un giorno....
+
+Non sa l'amore e si trova senza speranze e senza dolori.
+
+
+
+
+NOTTE STELLATA.
+
+
+ Sestri Ponente.
+
+Quella notte al lido tacevamo....
+
+Il vasto libro dell'astronomia è aperto sopra il nostro capo.
+Leggavi il sapiente e l'idiota, il felice e l'infelice.
+
+Quella notte al lido tacevamo.
+
+
+
+
+STELLE CADENTI.
+
+
+ Sestri Ponente.
+
+Le stelle più poetiche delle notti estive, le stelle inseguentisi
+con velocissime curve, le soavi luci cangianti che scorrono al bacio
+d'argento del mare! E il mare rispondendo al cielo sussulta, e dove le
+crespe sue accarezzano i fiori, fiori della spiaggia, fiori delle
+profondità, ogni ondeggiamento porta un gorgoglio--Amore!--ed ogni
+gorgoglio una spruzzata di perle....
+
+
+
+
+AL TRAMONTO.
+
+
+ Sestri Ponente.
+
+Al tramonto rilucono le crocette dei campanili, le facciatelle delle
+chiese sembrano parate a solennità con drappi d'oro e rosati, le
+rupi hanno profili avvistati, le ombre azzurrigne invitano ai bisbigli
+d'amore, dalle corna dei monti si stendono le pezze di porpora e si
+allargano giù per le chine, scappando ai piani, dalle valli si leva
+un vapore paonazziccio, nei paesi ogni casetta ha una gronda lucente e
+un comignolo giocondamente fumante....
+
+O anime gentili e mestissime, io contemplo i fiorellini strisciati
+dall'ultimo raggio di sole.
+
+E perchè di quei fiorellini io colgo e bacio l'appassito?
+
+
+
+
+BARCANERA.
+
+
+ Sestri Ponente.
+
+Aspetteremo una notte senza luna e senza stelle, a mare cupo, a pace
+di cimitero.
+
+Ti metteremo remi neri, vele nere, in prora corona di fiori funerari,
+o barca che t'apparecchi al viaggio per là, da dove non si torna.
+La notte sarà un immenso tempio parato a lutto, la spuma dell'onda
+sarà l'argento della coltre, la pace sarà la desolazione... O
+Signore! Nè alla spiaggia venga fanciulla che pianga, nè lungo
+il viaggio batta seguace ala d'alcione. Solitudine vastissima!
+
+E coi remi accarezzeremo il mare, e volgeremo le vele al vento, sì
+da farle crepitare come se baciate insistentemente, e petalo per
+petalo, o poeta della notte, sciuperemo i fiori della corona.
+
+--L'amavi?
+
+--Era la mia vita.
+
+--Come aveva nome?
+
+--Illusione.
+
+
+
+
+L'ANCORA.
+
+
+--Áncora,--gongolò il mio professore cogli occhiali d'oro--deriva
+da =angkyra= e =angkyra= da =agkylos= che significa uncinato. I greci
+non conobbero questo istrumento che dopo la guerra di Troia. Plinio ne
+fa inventori i Fenici, i Tirreni e Pausania menziona Mida re dei Frigi.
+
+--L'ancora,--mi disse un fabbro nudo fino alla cintura, re d'una
+fucina in cui si profondava fino alle caviglie nel polverio nero,
+s'arroventava la gola e lagrimavano gli occhi--può pesare da 150 a
+4000 chilogrammi,--e alzava un martello da venti, lasciandolo cadere
+su un'incudine suonante come un concerto di dieci campane.
+
+--Ha l'anello, o _cicala_, il _fusto_, i bracci, le marre o _patte_, e il
+ceppo--mi accontentò un ingegnere navale, aprendo il suo
+portafogli, come chi dicesse:--ho i miei affari, non il tempo per
+chiacchierare.
+
+--All'ancora maestra si dava il nome di ancora di salute: e c'è
+l'ancora di misericordia--mi soggiunse un marinaio segnandosi di
+croce.--Ma si calano colle gomene pregando Dio.
+
+--L'ancora--mi suonò nelle orecchie il curato--è l'emblema...
+
+E non volli più ascoltarlo.
+
+E tu, fanciulla, mi domandi?
+
+Ti ho risposto.
+
+Io ti parlerò; parlerò di desolazione.
+
+Alla sera ho sognato che tu eri raggiante come un faro, avevi una
+stella in fronte e stringevi un'ancora per me.
+
+
+
+
+O CARO BIMBO.
+
+
+A lume di luna, che ti rende macchietta mestissima, che fai? Colle
+gambe nell'acqua, che ti pone intorno alle ginocchia un anello
+oscillante d'argento, che guardi?
+
+Colla camiciuola al basso già inzuppata, che alle mamme cittadine
+fa pensare al raffreddore (che non verrà), che cosa spii? Spii il
+mare: vuol mettersi al buono.
+
+Dimmi, e perchè? Perchè tornerà. Chi? Il babbo marinaio che è partito con
+in collo la santa medaglietta di Savona, che è partito per l'America da
+due anni, il giorno della Concezione? Il babbo che più non scrive?
+Tornerà il bastimentino: il bastimentino fatto con uno scheggione di
+legno...
+
+O _Bacciccin_! Aspetta, aspetta, o caro bimbo: ancora non conosci il
+dolore. E se non tornasse il bastimentino? La tua Lena ne farà un
+altro.
+
+E se non tornasse il babbo?
+
+
+
+
+CONVOGLI.
+
+
+E passavano giù nella valle, pel letto asciutto del torrente. I
+mulattieri col cappello di paglia, la camicia azzurra, la fascia
+rossa, avevano la frusta a chiovetti d'ottone schioccante ad ogni
+minuto, e la bocca coi barbigi arsicci ad ogni secondo schioccante di
+bestemmie: le bestie poderose colla gran placca sulla fronte, a
+protettrice la Madonna, col campanaccio e i pendagli: le carra, a
+ruote di cannone, trabalzanti sotto un monte di barili, di sacca, di
+legname, di balle, o che altro. E un carro, e due, e tre, e sei, ed
+otto... La processione senza croce, ma coi moccoli! Bisogna dirlo, pel
+mulo, è regola genovese, un santo tirato giù di paradiso è un
+pungolo alla groppa.
+
+Oh come io studiavo le facce! Faccie biscagline, faccie castigliane,
+faccie senza battesimo: e tutte alla golaccia avevano il capestro; no,
+cioè le cordicelle colla santa medaglietta di Savona.
+
+Perdonate: chi mi bisbigliava è quel curato colla veste colore
+abete, e proprio resinosa, col tricorno a cordicelle allentatissime,
+colla faccia non da benedizione, il quale curato da questi mulattieri
+non si ha altro che qualche gomitata, e non ascolta che litanie non
+canoniche. So che costoro hanno la fermata all'osteria e non alla
+chiesa, so che anche a notte l'eco dei cimiteri in suono d'ossa
+sbatacchiate su per le croci di legno ripete lo scoppiettare dalle
+loro fruste, so... E che cosa so? Niente: che passavano e passavano e
+passavano, macchiette variopinte, sullo sfondo della vallata, che mi
+tiravo da banda al tempestar dell'unghie dei muli, che qualche volta
+in cuor mio dicevo:--Buon viaggio!
+
+E se ancora passate, passate, passate, metteteci un po' di garbo ad
+avvisare le signorine: e del resto, buonissimo viaggio!
+
+
+
+
+L'OSTERIA.
+
+
+E l'osteria di solito è posta al canto della via principale e di un
+tragetto: quella fornisce i bevitori mulattieri che si assetano sulla
+strada da Savona a Genova; questo che fra due murelli d'orti va al
+mare, dà i pescatori e i lavoranti del cantiere. L'insegna è
+dipinta d'azzurro, e non c'è nome d'oste o di vedova che lì non
+s'abbia il suo battesimo popolare. Chi entra deve guardarsi dalla
+focaccia gialla-unticcia, che odora su un gran piatto di peltro, e dal
+barile sgocciolante, ritto in piedi, coperto di frasche di vite, e
+fatto tavolo a sette od otto mezzine di maiolica dipinta. Pareti a
+tutte tinte, dalle sudicie alle aerine, come le tavolozze
+dell'avvenire; pancone a gambe divaricate: sfondo di sale e sale a
+parate grigie di ragnatele. Chi amasse poi lo studio degli accessorii,
+vi trova la lampada di ottone coi quattro becchi, la statuina del
+Ballila, sul muro gli ultimi numeri estratti al lotto di Genova
+scarabocchiati a carbone, ai vetri le sfogliacce a tenda, alla
+soffitta negra e rognosa il finestruolo per spiare giù.
+
+Nella strada cresce un remore di sonagli e di zampe e di ruote, cresce
+e poi s'arresta.... Ecco entra nell'osteria un mulattiere col
+camiciotto sudato, colla frusta in collo, colla destra mano che
+suffrega le labbra bruciate. L'oste non c'è. Il mulattiere leva la
+voce ed incomincia:--Per Dio Sacrrr....!
+
+Il curato che passa davanti all'osteria guarda la bestiaccia (non dico
+il mulattiere), e fa il suo conto:--Un mulo come questo vale una
+parrocchia di montagna.
+
+
+
+
+I MONTANARI.
+
+
+Venivano giù per le stradette colle corbe piene di frutta, colle
+ceste del pollame, col fascio di fieno, colla sacca infarinata. E
+quello aveva la berretta rossa e lasciava nei passi soleggiati una
+fragranza dolce di prugne e di pesche, come maturate nelle stufe: e
+quello un pezzotto di vela incatramata e ad ogni brusco sasso eccitava
+il canto mattiniero del gallo imprigionato: quello si nascondeva sotto
+sotto e scendeva con fruscio fra i murelli e fra le siepi: e quella
+berretta bigia veniva giù fra un polverio, come una Dea fra le
+nebbie. E c'erano i fanciulli cantacchianti e i cagnuoli a mozze
+orecchie e coda ritorta, i cagnuoli d'avanguardia.
+
+Venivano giù dagli orti fecondi, rigati da cannuccie bianche a
+sostenere le viti: dalle case fatte di pietra accostate senza calce,
+angolose e bige: dai pratelli stesi sul declivio, come tanti rappezzi
+sulla vesta arsiccia della montagna, arsiccia e stracciata dalle rupi;
+dai molini stillanti, dove le paie delle ruote avevano i bei riflessi
+lucenti d'azzurro girando all'insù, dove fuggendo giù si tingono
+di verdemare, sommovendo l'acqua.
+
+Amo i vostri orti, e le case, e i pratelli e i molini: non amo i
+vostri cimiteri. Invidiate il marinaio: l'ossa sue, rotolate nei fondi
+glauchi, hanno posa di quando in quando, cullate dalla voluttuosissima
+vegetazione del mare: le vostre si corrodono tra gli scheggioni quelle
+non pagano il nolo della requie; le vostre su un bisunto libriccino e
+sul cartone dell'_offitium_ hanno fatto notare:--_soldi trenta_.
+
+Ma voi avete, montanari, la bianca chiesuola delle sante litanie e per
+me le litanie sono tutte un canto d'amore.
+
+
+
+
+INFELICISSIMO.
+
+
+Sorridevano gli sposini, sorridevano le fanciulle, sorridevano le
+mamme.... Quel povero infelice che aveva deforme la persona,
+sospettosamente passava tra gli allegri bagnanti, e cercava la
+spiaggia deserta e sedeva di faccia al mare. Era un amore il cielo:
+era un amore il mare. E l'infelicissimo sentiva che le stelle
+scintillavano nell'anima della notte con palpito di soavità,
+sentiva che il fremito delle onde era un sussulto della vita
+universale della natura, si sentiva parte dell'infinito Amore.... Non
+gli sorrideva la donna.
+
+
+
+
+BUONA VENDEMMIA! BUON RIPOSO!
+
+
+Vidi al davanzale di una finestra una bottiglia in cui era piantato un
+tralcio di vite: questo, rigogliosissimo, aveva tanti e tanti
+grappolini verdi.
+
+Il bimbo che mi era insieme:--Qual è il paese, mi disse, dove ci
+son gli ometti così piccoli da fare la vendemmia alle pergole come
+quelle lì?
+
+O Madonna! che cosa avrei dato per essere come lui, per potergli
+rispondere da pari a pari:--Quello dove gli sposini s'addormentano
+dentro un bottone di rosa.
+
+
+
+
+
+LAGRIME E SORRISI
+
+ A mia sorella nel giorno dei morti,
+ 2 novembre 1873.
+
+
+Meditai, cercando la solitudine, e scrissi, appoggiandomi al muro di
+un cimitero. Guardando il cielo fra i neri boschi e sorridendo
+nell'azzurro alle larve della fantasia, io credetti d'aver pensato a
+qualcosa: contemplando le croci del tristissimo campo, m'accorsi che i
+miei pensieri furono deliri di mente malata. Tutto finisce! E che
+resterà di queste pagine?
+
+* * *
+
+Passa la bellezza, come profumo all'aria, e il suo ricordo sarà un
+rimpianto. Dura invece la bontà, come l'incenso nel chiuso
+tabernacolo, la carità fatta non invecchia mai, ed è sempre
+sorella alla carità da farsi.
+
+
+Ama chi sorride e non chi ride. Ricordati che il sorriso è raggio
+d'alba nel crepuscolo della meditazione, che il riso è lume vulgare
+in una lucerna di terra; l'alba è foriera del giorno sempre: la
+vile lucerna un dì o l'altro si spezza.
+
+
+La musica è l'arte gentile, la primigenia figlia del cuore umano,
+nata col primo amore, col primo dolore.
+
+
+La speranza fu data al cuore dell'uomo, come ai giardini il fiore. Ma
+qual è il fiore che sempre mantenga la sua freschezza e il suo
+profumo?
+
+
+Ama la solitudine. Siccome tra il silenzio dei boschi puoi nel
+crepuscolo intendere il suono soavissimo delle campanelle lontane,
+così nella pace del cuore potrai sorridere all'armonia dilungantesi
+de' tuoi ricordi.
+
+
+Gli occhi stanchi di pianto sono i più degni di riposarsi nella
+contemplazione del cielo.
+
+
+Se l'anima tua è un tranquillissimo ruscello che scorre dall'alto
+tra due rive di fiori, perchè sempre rifletta il colore del cielo,
+prega che i fiori non diventino alberi, e gli alberi non facciano
+bosco. Parlo di quei fiori che hanno profumi fugaci.
+
+
+Se l'anima tua è un'onda tempestosa, non disperare che si franga nel buio
+per sempre. Prima di rotolare agli scogli drizza la cresta possente, e
+più è furiosa, più è illuminata dai lampi dell'uragano.
+
+
+Se saprai amare, saprai pregare,
+
+
+La mente cerca senza trovare nei labirinti della filosofia: il cuore
+trova senza cercare nel giardino della giovinezza.
+
+
+Tutto finisce! Anche il dolore: e la pianticella che dedicasti alla
+requie di un caro un giorno schiuderà il fiore che offrirai a un
+carissimo vivente. Tutto finisce!
+
+
+Sia costante la tua volontà nell'operare il bene: se ad esso non
+puoi spingerti col volo robusto dell'aquila, abbandonati collo slancio
+placidissimo della colomba.
+
+
+Ricordati: medita la vita di fronte alla morte. Vedrai quanti
+pregiudizi, quante paure, quante viltà svaniranno in faccia alle
+croci: di quell'esosissimo giogo di delitti contro-coscienza complici
+sono i vivi, liberatori i morti. Prova l'anima tua, affacciandoti
+sull'orlo di una fossa scavata, non curvandoti dinanzi al disprezzo
+della società.
+
+
+E se la vita è una comedia, perchè non a tutti gli attori fu
+data la maschera?
+
+
+E se la vita è un pellegrinaggio di fratelli, perchè la meta a
+tutti non è mostrata collo stesso raggio d'intelligenza?
+
+
+Il filosofo tracciò sul cranio dell'uomo le cifre che segnano nel
+cervello le facoltà della vita: il teologo notomizzò l'anima e
+credette trovare i peccati capitali e le virtù: il materialista
+rise di tutto. Quanto è più potente l'amore! La parola t'amo
+è la sintesi imperiosa di tutte le virtu, di tutti i peccati:
+l'amore di Beatrice fece immortale il genio, l'amore di Cleopatra fece
+immortale la vergogna.
+
+
+Ama chi piange. Ricordati che le lagrime sono il battesimo della
+virtù.
+
+
+L'arte è la grande arpa a innumeri corde, l'arpa del cuore, cui
+corrispondono i suoni del creato: è l'immenso prisma che svela i
+colori della luce. Fremano adunque le note al tocco il più santo:
+brillino le iridi al raggio di sole il più puro.
+
+
+Piangere a un'armonia, è sorridere agli angioli.
+
+
+Se la stella dell'amore brilla sopra un cranio, io credo che anche le
+mascelle, che paiono spolpate per ghignare all'uomo col cinismo del
+materialista, possono sorridere a Dio col sorriso della fede.
+
+
+La monachella che a notte balzò esterrefatta dal letto, che si rannicchiò
+pudibonda sull'inginocchiatoio, storcendo le braccia, le quali nel
+sogno erano aperte ad abbracciare cupidamente, la monachella che
+supplico:--_Vade retro_!--al mattino, suonando l'organo ad onore della
+Madonna, trovò sì dolci armonie, che le suore dissero:--Pare santa
+Cecilia!
+
+Non era santa: era innamorata.
+
+
+Il piede della donna calpesta le rose, calpesta le vipere.
+
+
+Venne nella casa la coltre del cataletto? Venne, come è destino, e
+si partì. Tutto si partì? Ecco il vuoto: ecco la religione
+soccorritrice. Io so che qualcosa s'affaccia agli usci, tiene in
+rispettoso timore i vivi, guarda le gocce di cera sul pavimento o i
+petali sparsi di qualche fiore o la segatura, fa più triste il
+silenzio, più desolato il disordine, occupa nessun posto e li
+occupa tutti, sorprende nell'aria nauseosa pel fumo delle torce
+l'ultima preghiera morente del corteo che sfilò, la prima parola di
+comando che disse l'erede, s'appiatta dappertutto, buca dalle pieghe
+del testamento, e domanda:--È finito?--È finito: il morto
+viaggia al cimitero. All'indomani tutto sarà come prima, come un
+mese fa, come un anno fa: ognuno ripiglierà il suo posto
+impossibile che possa essere altrimenti.... O Dio! il posto vuoto è
+divenuto un altare, e noi aspettiamo _lui_ o _lei_ che aspetta noi!
+
+
+Fede abbiamo ogni giorno: ma quando sommeremo gli anni agli anni,
+tristissima desolazione sarà quella di accorgerci che ricordiamo un
+nome ai figli, o ai figli dei figli, che la vicenda della vita fu
+varia, che il tempo, il quale raschia le iscrizioni sulle croci di
+cimitero, cala e cala le sue nebbie nell'anima nostra! E noi giurammo
+eterno il dolore!... Nevicò tanti inverni in camposanto!... I figli
+avranno figli ancora, e avranno nipoti!... Nevicherà tanti inverni
+in camposanto!... E noi? O giovani, noi saremo su un seggiolone,
+scongiurando la morte che ne stia lontana, o giù tra le quattr'assi
+nell'eterno buio. E voi, o fanciulle, che leggete sorridendo, avrete
+fatto portare l'inginocchiatoio di penitenza nella parrocchia e più
+vicino ogni dì al confessionale e all'altare delle sette
+indulgenze, o basso giacerete colle mani in croce. Se avremo figli,
+noi dagli occhi di quelli, quando ci si stringeranno attorno,
+domandando:--State bène?--noi attingeremo gli sbiaditi ricordi di
+pianti e di sorrisi, e ci interrogheremo sconfortati: E noi giurammo
+eterno il dolore?--Se avremo figli, essi verranno sulla nostra fossa e
+prometteranno di venire sempre: ohimè! pongano una croce di legno:
+è l'immagine più vera del dolore: essa perde il nome, si tarla,
+si sfianca, cade, e serve a cuocere la cena alla famiglia del
+becchino... Nevicherà tanti inverni in camposanto!
+
+
+Molte cose vedrai, frequentando la società, moltissimo imparerai
+nella solitudine della tua meditazione. Ma tutte vedi e apprezza con
+una sola unità di misura, col ricordo insistente:--La mia missione
+è missione di carità.
+
+
+Natura crea il nostro corpo: l'arte il nostro spirito.
+
+
+Se la sera ti concede il bacio della soave melanconia, benedici le tue
+lagrime e sorridi alle tue speranze. È il bacio di un angiolo
+custode.
+
+
+La vanità dei sistemi filosofici portò sugli scogli della vita
+null'altro che la spuma dell'orgoglio. Il Vangelo irradiò il mondo,
+santa luce d'aurora, e fu l'amore universale, come il sole che scalda
+il cedro e l'arbuscello.
+
+
+Amare è sperare: sperare è vivere oltre tomba.
+
+
+Se tu, ogni sera, annotassi le impressioni avute nella giornata,
+avresti un dì un libro di preghiere.
+
+
+Perchè ti parlo così? Perchè amo la melanconica ora del sole
+morente.
+
+
+Ricordati: i vecchi che già esaurirono cuore e mente scrivono colle
+spalle: i giovani hanno l'ingegno nel cuore. Ecco perchè le
+biblioteche possono dare ogni anno ai futuri topi buon pasto di
+dissertazioni erudite: ecco perchè una fanciulla ad una poesia
+può consacrare una lagrima o un sogno.
+
+
+Io parlerò parole di desolazione, perchè la fede fu data prima a gioia
+per essere angoscia dappoi: perchè la speranza è un àncora che ha catena
+di dolori: perchè la carità è la livrea ufficiale dell'usura che da
+cinque in questa vita e spera cento nell'altra. E questo pei cosidetti
+_buoni_. E pei tristi? Tutto è uno sghignazzo che scroscia colle rughe
+schifose dell'anima decrepita,
+
+
+Ho amato la solitudine, in essa solo ho sentito me stesso, e ti ho
+detto:---Io ti parlerò parole di conforto, perocchè la fede è
+la stella che fulgidissima brilla sull'oscurità degli scogli e
+dell'onda, nella notte del terrore: la speranza ha catena di dolori,
+ma più questa è lunga, più l'ancora serve nei mari profondi:
+la carità è lume amorosissimo d'eguaglianza.
+
+
+Oh ti supplico! getta quel libro da cui esce il ghigno di Mefistofele:
+chiudi quello da cui scoppia il riso tripudiante del mondo: ama quello
+tra le cui pagine potresti porre, a segno, il fiore che offristi a tua
+madre.
+
+
+Cercare Dio colla luciferina superbia dei sistemi filosofici è
+vedere il sole attraverso le nubi: trovare Dio colla fede e colla
+speranza che danno il dolore e l'amore è abbagliare l'anima allo
+splendidissimo sole di mezzogiorno.
+
+
+Ama la carità, e pensa che la minima è quella che si fa a
+denaro. Ama la carità, e pensa che più è quello che ricevi,
+che quello che dai.
+
+
+Un pensiero d'amore è il fiore dell'anima. Forse che all'umile
+arbuscello in camposanto non fu concesso il fiore?
+
+
+Sai tu che sia il dolore? Troppe volte è l'ultima parola vuota di
+un verso vuotissimo per far rima con amore.
+
+
+Non invidiare ad alcuno il tristo dono dell'ingegno: tutte le
+cognizioni che ci danno i libri sono come i secchi delle Danaidi
+portati al cuore. Esulta se in te hai il potentissimo dono di amare.
+
+
+Sai tu che cosa sia la melanconia? Molte volte il fondersi di due
+crepuscoli, quello dell'amore con quello del dolore.
+
+
+Se un uomo ti stringesse la mano, sì che tu avessi ad arrossirne,
+domanda:--Non pensate che vi posso essere sorella?
+
+
+Che cosa sono i ricordi? Troppe volte la tisi dell'anima.
+
+
+Ama la croce. L'avesti a capo della tua culla, l'avrai sulla tua
+fossa.
+
+
+Non consultare lo specchio per conoscerti. Consulta i volti di coloro
+cui dirigi una parola di carità.
+
+
+Ama la musica. Credila il preludio di quel giorno eterno di cui il
+sole sia l'amore.
+
+
+Vedesti il mare? Ricordati che se il turbine della passione si scatena
+nel tuo cuore può toglierti i placidissimi ricordi di tua madre,
+come l'onda che si rovescia sulla spiaggia cancella il nome che
+tracciasti nella sabbia.
+
+
+Vedesti le Alpi? Ricordati che l'aquila pone il nido sulle rocce
+eccelse, e s'affisa nel sole, coll'ali proteggendo i suoi figli.
+
+
+Breve è la vita, ma ferve qualche cosa in noi che coll'intensità
+vince la estensione.
+
+
+Sai tu che voglia dire la parola _per sempre?_ Nella vita vuol dire
+promettere ciò che non è in noi: in morte, ciò che speriamo
+nell'ultima illusione.
+
+
+Rivedere i luoghi ove hai gioito, e dove non gioirai mai più, è
+come porre una corona di semprevivi sopra una fossa.
+
+
+Che è la vita senza speranza? Una gittata di dadi fra le tenebre,
+fra i deliri.
+
+
+È silente intorno a me la campagna: solo le squille di una campana
+lontana mi giungono attraverso il bosco, come le voci venerande di chi
+non è più, versandomi nell'anima i ricordi del passato:
+s'agitano i penduti tralci delle viti, quasi facendomi cenno ch'io mi
+raccosci sotto i loro padiglioni e pianga: scrosciano sotto a' miei
+piedi le foglie secche dei roveri, ed ognuna parmi dica:--Così
+passano e sono calpestate le speranze! Il vento investe il bosco, e
+l'ondeggiare delle cime dei pini mi sembra saluto mestissimo
+dell'autunno che muore.... Addio!
+
+
+Meditai, cercando la solitudine, e scrissi, appoggiandomi al muro di
+un cimitero. Guardando il cielo fra i neri boschi e sorridendo
+nell'azzurro alle larve della fantasia, io credetti d'avere pensato a
+qualcosa: contemplando le croci del tranquillissimo campo, m'accorsi
+che i miei pensieri furono deliri di mente malata. Tutto finisce!... A
+pochi passi da me, alla mia sinistra, vidi una nuova croce bianca, e
+su quella il nome:--Maria.
+
+
+Povera Maria! sola avevi un cespo di viole! Ed io non conoscevo la tua
+fossa scavata da meno di un anno! Tu avesti la coltre, la corona, la
+croce, l'ultime memorie sulla terra, tutte bianche, com'io potevo
+averle! Povera morta! natura, tristissima inventrice di martiri,
+t'aveva solo concesso l'amore della tua mamma, e tu, pallida, vedesti
+svanire ad una ad una le frementi illusioni della giovinezza, e tu,
+pallidissima, stringendoti al seggiolone della mamma, ti sentisti
+più vecchia di lei.... Ohimè! spezzato lo specchio, sciupati i
+fiori sul davanzale della finestra, dispettosamente sturbati i nidi
+delle rondini, letta e riletta la _Filotea_, tu aspettavi.... i capegli
+grigi! Il dolore potè più che la religione, sterilissima
+d'affetti nell'anima inaridita: e vennero i dì in cui ancora ti
+specchiasti, in cui volesti i fiori e le rondini, in cui leggesti
+l'amore nel gran libro del cielo: ohimè! era l'illusione del
+passato illuso, non le speranze dell'avvenire! E da quei dì la
+passeggiata dai colli la riducesti al solo giardino, poi al solo
+corritoio, poi alla sola stanza della mamma! E quando la testa si
+chinò sotto al peso dei capegli, trovasti il raggio di sole venirti
+solo a visitare sul letto: forse, vedendo la luna strisciare sulle
+coltri colle meste luci della notte, ti presentisti già involta di
+bianco e già tranquilla.... Morta senza avere vissuto, stanca di
+pace, impotente a delirare, fredda, senza favilla di poesia, come una
+lampada accesa dinnanzi una croce obliata, e spenta dal soffio del
+becchino.... Eppure l'amavi la tua casetta e in essa, fanciulla,
+speravi tanto!... Dimmi: e tua madre? Poverina! la madre volle nel
+cimitero la tua croce rivolta verso la vostra collina: a' vespri scese
+a te, ti diede un cespo di viole, ma fu l'ultimo. Ella partì da
+questi luoghi e per sempre: la tua casetta, miserrimo patrimonio, non
+serberà più la tua memoria, perchè gli estrani non sanno che
+sia il dolore di un cuore deserto. Ma senti, Maria, avrai fiori da me,
+e da me sempre un ricordo. Io non ti conobbi, ma, te morta, amai il
+tuo giardinetto melanconico, ed ora amo la tua croce bianca.... S'io
+dovessi giacere nel camposanto istesso, fa sì ch'io vi dorma al
+più presto: la coltre bianca a vent'anni è la sublimazione
+dell'amore: a trent'anni è un lenzuolo di ghiaccio.
+
+
+L'esule che cammina, che cammina, canta la canzone fanciullesca della
+sua terra. A quelle note gli rispondono gli echi della patria:
+susurrano i boschi, bisbigliano i laghi, suonano i monti: la
+campanella della chiesa ove ebbe il battesimo, il vento che geme tra
+le croci del cimitero dei padri, la canzone notturna di una donna che
+piange, oh tutto gli dice:--A rivederci!
+
+
+L'esule che cammina, che cammina, canta la canzone fanciullesca della
+sua terra.
+
+
+Vedesti il mare, o esule? Vedesti il lavoro eterno ed alterno dell'onda
+coll'onda? Così è dell'uomo: è perseguito dall'infinito, è sbattuto
+all'infinito. Oh fortunato se sopra il suo capo vede brillare una stella!
+
+
+Carità somma è nella musica. È raggio di sole, è bacio di luna nell'anima
+del cieco.
+
+
+Che cosa è un libro di filosofia? Troppe volte è l'abito di lusso che
+copre la povertà del cuore.
+
+
+La mamma t'insegnò che sempre sei sotto l'ali di un angiolo
+custode: la vita t'insegnerà che sarai sempre sotto l'incubo di un
+ghigno, il ghigno del dubbio. Oh, se puoi, rammenta sempre la mamma!
+
+
+Ama la poesia. Essa dà l'ali al cuore.
+
+
+Ama i cimiteri. Se la fede che hai nel cuore è fioca come il
+lumicino a notte acceso sulla tomba, deh! prendine cura, alimentala,
+soccorrila coll'amore. Che direbbe l'angiolo bianco custode nel
+piissimo luogo, se, passando innanzi la croce, nemmeno potesse
+leggerne il nome? Il lume che hai nel cuore sia vivido, così vivido
+sarà agli occhi di Dio il nome di chi ami.
+
+
+Nulla avvi che maggiormente possa agghiacciare l'anima quanto
+l'elegante disprezzo che la società collo spirito arguto dei
+giovani versa sulle cose più intime e più sacre per affetto.
+
+
+Ama la solitudine. Se qualcuno sorge fra i tuoi timidi ed occulti
+pensieri, tu prima di domandarlo con altro nome, chiamalo con
+questo,--fratello!--E se tu arrossirai, la tua solitudine sarà
+popolata.
+
+
+Per chi studia e studia l'uomo scettico? I vermi della terra non fanno
+distinzione tra il suo cervello fastoso di nullità filosofiche e
+quello del vulgare idiota.
+
+
+L'arte è la promessa del Sommo Perfetto.
+
+
+Per chi studia l'uomo fidente? La donna che ne conobbe l'amoroso
+ingegno è il lume delle sue veglie.
+
+
+La mamma ti diede una religione col battesimo dell'acqua: rendila
+tutta tua col battesimo delle lagrime.
+
+
+Che cosa è la vita dell'uomo scettico? È un sentiero deserto che
+conduce a un cimitero desertissimo.
+
+
+Finchè avrai lagrime per la musica, avrai religione pel dolore.
+
+
+Il poeta solitario è come la lampada che arde innanzi le tombe: si
+consuma, gettando i suoi raggi sulle morte memorie. Ma sacra è la
+requie,
+
+
+Una lagrima ad una lagrima. Le due amarezze si fondono in una
+ineffabile dolcezza.
+
+
+Il flusso dei giorni fuggenti ha il riflusso delle memorie.
+
+
+Sai tu che cosa è lo spirito? Troppe volte è la gola arrabbiata
+del serpe in cui la maldicenza ficca la sua saetta per trarnela
+avvelenata e scoccarla a tradimento.
+
+
+Io non so che vita tu avrai. Te l'auguro felicissima: e somma
+felicità è poter lasciare un figlio. Ricordati: ch'egli impari
+tutto da te: il primo altare è il grembo di una madre, le prime
+panche di scuole le sue ginocchia, il primo raggio di poesia il suo
+sorriso.
+
+
+I fiori crescono dappertutto, nei voluttuosi giardini degli harem, nei
+deserti cimiteri delle Alpi.
+
+
+Le gioie intime che ti dà la religione saranno tanto più sante
+per te, quanto più cercate nella solitudine. Di esse sii custode
+con somma gelosia, nutrendo in te una soave mestizia. Nell'anima tua
+la croce del passato, piantata fra i fiori e gli spini, sotto il sole
+d'Iddio, protenda sempre l'ombra verso l'avvenire: a quell'ombra
+crescerà la viola della cara melanconia e sarà santa e profumata.
+
+
+Per un fiore appassito nel libro dei ricordi rugiada è una lagrima
+di dolore.
+
+
+Non passasti mai a sera davanti alla chiesa delle monache? Non udisti
+il canto delle litanie? Oh! prega requie per le povere morte-vive:
+pensa che quella poesia d'amore è più accetta a Lei se esce
+dalle bocche che cantano la ninnananna accosto ad una culla.
+
+
+Se a sera cercherai un luogo solitario e nelle tenebre una stella che
+t'irraggi, proverai che l'anima non ha confini, che il campo dei
+ricordi si sposa all'azzurro delle speranze.
+
+
+Quando verrà il giorno in cui troverai insufficente agli sfoghi
+dell'anima tua la formula di preghiera che t'insegnò la madre,
+t'accorgerai d'avere nel cuore la poesia stupenda che ti avrà
+versato l'amore, come torrente di lava.
+
+
+Una parola di carità sulla bocca di uno scettico è come un fiore
+tra le mascelle di un cranio.
+
+
+Sedesti sulla riva di un melanconico fiume, a sera, solitaria co' tuoi
+pensieri? Che ti dissero l'acque che passavano e passavano, l'acque
+che passeranno e passeranno?... O Dio! l'infinito è la desolazione!
+
+
+Se il sole dell'amore non ci scalda il cuore negli anni della
+giovinezza, l'anima s'agghiaccia nel dubbio e bestemmia,
+delirando.--Chi sono? e perchè sono?--Addio! addio, tranquille e
+sante illusioni di un dì! Nel dubbio voi, fanciulle, consultate e
+consultate lo specchio, noi, giovani, apriamo lo scrigno: nell'anima
+inaridita nascono i tossici della solitudine, le invidie: e le invidie
+per chi? O Dio! per l'amica che sciupò i fiori della giovinezza,
+gettandoli nella carrozza di un milionario paralitico pei vizi; per
+l'amico che s'inchinò innanzi la giumenta d'oro. Addio! È
+sepolta la giovinezza al suono di due campane.--Odio a noi stessi,
+odio al nostro destino--: è sepolta desolatamente, e se ad essa si
+dovesse porre un'iscrizione, questa sarebbe--_Semper pro me_.--La trista
+virilità viene innanzi con tutta la ipocrisia della posatezza.
+Addio!.... Chi siete? Siete, o madonne, le arpie in cuffia e la bibbia
+vostra è il libro dell'_avere_: siete, o messeri, i mestieranti e nel
+cuore avete la bottega la più sozza. Andate, andate per la via
+fatale che vi è prescritta. Nessuno avrà dolore per voi: e
+perchè? Ma quando mai comprendeste l'amore? E l'amore è fede.
+
+
+Se le squille dell'avemmaria, nel crepuscolo vespertino, ti straziano
+il cuore colla santa voluttà delle lagrime, oh piangi, evocando
+ricordi e suscitando speranze! Piangi e pensa che il tuo volto
+commosso sorride agli angioli, e gli angioli sorridono alla terra. In
+quell'ora non vi sono cattivi.
+
+
+Ama la musica. Essa, come la religione di Gesù, affratella i felici
+e gl'infelici, i grandi e i piccoli, i belli o i brutti.
+
+
+Piangi il partire delle rondini, piangi il cadere delle foglie.
+Confida che a primavera le rondinelle e le nuove foglioline ti portino
+nuove speranze.
+
+
+La nausea dei sensi fu data ai bruti: all'uomo l'inestinguibile brama
+dell'infinito.
+
+
+Sul libro della tua vita non hai che pagine candide: sono pochi i
+foglietti che hai svolto, incerti quelli che svolgerai. Se l'angiolo
+bianco, restituendo un dì il libro all'angiolo nero, trovasse fra
+le pagine un fiore, lo recherebbe alle fosse de' tuoi morti,
+dicendo:--Dio lo diede, è fiore di carità.
+
+
+Se saprai tacere, saprai parlare. Il silenzio del savio è un gran
+libro chiuso.
+
+
+Educa bene la mente. Se avrai figli, un giorno non ti chiederanno solo
+il pane del corpo.
+
+
+La tomba è un leggìo sul quale la eguaglianza depone il volume
+chiuso d'ogni mortale, co' suoi fogli bianchi e neri: la verità
+rompe i suggelli e spalanca ai vivi le pagine un dì più
+nascoste.
+
+
+Ai nostri dì nei sacrari si è introdotta una mitologia
+bottegaia, De' successori degli apostoli i più, come gli auguri
+romani, non possono guardarsi in faccia senza ridere: i molti
+abbassano gli occhi: pochissimi sanno levare la fronte alla croce, e
+levarla sorridendo. Ricordati: a te ministro di religione sia il
+cuore.
+
+
+Amare l'arte significa sublimare l'ideale. Le civiltà antiche sono
+come i quadranti solari della umanità su cui l'idea radiante del
+Sommo Perfetto, segnò gli anni del progresso.
+
+
+Cerca la solitudine: in essa troverai te stessa, e alla natura leverai
+l'immenso inno dell'amore.
+
+
+Ho letto i libri dei filosofi ed ho riso: ho baciato la madre ed ho
+sorriso.
+
+
+Osserva che il giorno, cioè la vita quotidiana, è luce, è
+lavoro, cui succede il crepuscolo, la semiluce, la pace. Siccome
+natura provvida ha fatto il giorno lungo pei bisogni della vita, il
+crepuscolo breve alla poesia, così la operosità dell'uomo è
+duratura, la bellezza della donna è fuggente.
+
+
+La modestia sia la Vestale attentissima pel fuoco sacro che hai nel
+cuore.
+
+
+L'anima nostra è tale che a volte sia piccina a contenere una
+goccia di rugiada, a volte sia troppo vasta per contenere i mari.
+
+
+Opera la carità col cuore, che è carità indefinita, non colla
+mano, che è misurata.
+
+
+L'anima precorre tempo e spazio, e non è come l'occhio, che crede
+cominci il cielo dove comincia l'orizzonte.
+
+
+Meditai, cercando la solitudine, e scrissi appoggiandomi al muro di un
+cimitero. Guardando il cielo fra i neri boschi e sorridendo
+nell'azzurro alle larve della fantasia, io credetti d'avere pensato a
+qualcosa: contemplando le croci del tristissimo campo, m'accorsi che i
+miei pensieri furono deliri di mente malata. Tutto finisce! E che
+resterà di queste pagine?
+
+
+
+
+
+CORRISPONDENZE.
+
+
+
+
+DALL'OROPA.
+
+(LETTERE DI LAURA ALL'AMICA).
+
+
+
+
+I.
+
+
+ Oropa, 11 luglio 1874.
+
+_Amica_,
+
+Credimi, amica mia, accompagnare questa data di tempo, 11 luglio, con
+quest'altra cara di luogo è una vera fortuna: io lo so! Ieri notte
+a Milano agitavo il ventaglio sì rabbiosamente da lacerarlo, oggi a
+sera, guardando sui monti i lumi accesi, indovinavo i focolari, e
+senza affatto paura tra la queta famiglia dei boscaioli fingevo un
+posticino anche per me ad ascoltare le vecchie istorie delle valli.
+Toltami finalmente all'afa di Milano e rinfrescatemi le labbra con
+un'acqua purissima, sento bisogno di fare qualcosa o per lo meno di
+chiacchierare un pochino. Se mi ascolti, quando ti rivedrò prometto
+farti tanti baci di più, e di dirti ancora la mia compiacentissima
+amica.
+
+Da Milano a Biella voler descrivere il viaggio sarebbe come
+dire:--Leggi l'orario e ti divertirai!--Sì, una monotonia, un
+piano, una noia da far piangere, quando si rammentino le vetture dei
+nostri nonni. Almeno noi ebbimo l'aiuto del vapore; e la locomotiva,
+sbuffando una negra tempesta mischiata alle faville ed alla polvere,
+ci tolse in fretta alle immense praterie, alle adacquatrici maestre,
+ai campi di granoturco, alle filarate di gelsi, e via via.
+
+A Biella ti s'allarga il cuore: la collina è gaia, la macchia
+generale del paese viva e svariata, le montagne a sfondo, se sono
+belle pei pittori, sono bellissime certo e buonissime per due poveri
+occhi stanchi di tutto, persino dei _pince-nez_ affumicati, per due
+meschini polmoni, nati proprio per l'aria dell'Alpi. Ma ahimè!
+bisogna prepararci ad uno strazio! scesi appena dal vagone, una turba
+di monellacci-vetturini così assedia i viaggiatori, che andarne
+illesi con tutto l'abito a posto o senza una trafittura nel cervello,
+è cosa da schizzare un quadretto e recarlo votivamente al
+Santuario.--Oropa! Oropa! Oropa!--scoppia il grido d'ogni parte, e
+schioccano le fruste e imbizzarriscono le bestie. Lah! tiriamo innanzi
+colla carrozza. Biella non saprei giudicarla, così di sfuggita: ha
+portici, chiese a colonnati classici, vie discrete, ma insomma le
+muraglie danno sempre l'idea del caldo; riposiamo dunque lo sguardo
+sulla verzura, l'immensa verzura che, assumendo cento toni, si stende
+nelle valli, pare si rannicchi nelle gole, s'inazzurra nei lontani
+sfondi, trionfa sui monti, e finisce alle cime con qualche ciuffetto
+che stacca sul cielo come una pennellata bizzarra. Le strade
+abbenchè erte sono bellissime e senza scheggloni, e per lo più
+ombreggiate, ma con tante e tante svolte sì che le quattro miglia
+da Biella a Oropa fanno un viaggetto di un paio d'ore. A sinistra
+s'incontra lo stabilimento idroterapico di Cossilla, un bianco
+fabbricato tutto ad archi acuti soprapposti, elegante, tale che
+l'immaginazione dentro ci gioca, cercando l'insidia degli sprazzi
+d'acqua, e, forse più, degli sprazzi di luce de' begli occhi. Una
+signora in veste da camera stancamente si sorreggeva ad una colonnina
+di un loggiato, e pareva una figura veneta, nell'attesa della gondola
+tizianesca. Poi la strada s'inerpica e lascia giù vedere, oltre
+l'insieme grandioso, i dettagli pittorici di certi ponticelli di
+legno, certe chiuse fresche, e siepi e casette e cascate e rompimenti,
+e certe nicchie erbose da destare la vocazione d'eremita. Oh! cara
+mia, non voglio dimenticare le belle macchiette: le donne e gli uomini
+attendono ai lavori, non ci alzano il capo incontro, ond'io solamente
+ti so dire che recano falcioni da fieno e corbe, o tranquillamente
+girano il fuso della conocchia o impagliano scranne: ma i bimbi e le
+ragazzine sono creature con una faccia bellamente audace, con un corpo
+tondo, sodo, sicurissimo, macchiette da acquerellare sul tuo album.
+Non so i nomi dei paeselli: so bensì che in ognuno c'è una
+fontana ristoratrice. Lo stabilimento idroterapico che di quando in
+quando ci addita il vetturale colla sua frusta, si viene avvicinando
+all'occhio, con grande inganno, perchè la strada raddoppia i giri
+ed i rigiri. Un po' di pazienza ancora. Infanto ci sono sempre da
+ammirare i bei massi quarzosi, i pendii sparsi di fieno falciato, e i
+castagni che curvano i loro rami con protezione sui passeggiatori.
+
+Eccoci alio stabilmento Mazzucchetti. È una casa grande, bianca,
+con tante finestrine da collegio, un terrazzo, una scalea, i
+portichetti, un tutt'insieme che mi rammenta i muraglioni scabri della
+riviera genovese e le cellette di Monte San Bernardo. I lenzuoli tesi
+ad asciugare, l'aria frizzante, e qualche signora accoccolata su un
+panchetto collo scialle, fanno subito pensare, con un moto di
+pigrizia:--Io non sono ammalata! Dio sa che bagni freddi!--Poi ci
+consoliamo entrando e chiedendo dopo il viaggio il tranquillo
+lettuccio. Ancora ci stringiamo nelle spalle, passando per un
+corritojo appoggiato ad una roccia stillante e per gli altri ancora
+soprapposti, come nella costruzione dei conventi. È inutile che io
+ti descriva la mia cameretta; quello che ti voglio dire è che la
+sento freschissima, e corro a spalancarne le finestre. Una guarda
+giù verso Biella, ove digradano le montagne, e là si stende un
+piano azzurro sterminato, una diffusione di vapori che solo ti
+rammenta il mare. E come lo rammentai! Pensai a Lucy che in questi
+giorni sarà a Pegli, candida nuotatrice delle ore cocenti, mesta,
+poeticissima indovina dei dolori altrui, quando la sera sederà alla
+spiaggia, interrogando il gran libro del cielo! L'altra mia finestra
+guarda su verso il Santuario le montagne paonazzicce e verdi, separate
+alle falde dalla striscia sassosa del torrente: vedo certe casette,
+che mi rammentano i miei giocattoli di un dì, le bell'ombre
+invitanti alla lettura, le bianche cappelle che segnano la via alla
+chiesa.--Cara mia, la penna vale niente: colla matita mi sforzerò
+di mostrarti qualcosa al mio ritorno.
+
+Per oggi non posso dirti nient'altro, perchè non istetti insieme ai
+bagnanti, nè mi ghiacciai coll'acqua salutare. Ma domani
+comincerò a far annotazioni.
+
+Da una finestra vedo dei parasoli chiari spargersi sul terrazzo, e
+sott'essi degli abiti di foulard crudo; qualche fanciullo cattivello
+correre all'impazzata; e quattro uomini sedersi coi giornali in mano.
+Dall'altra vedo niente; solo ascolto le gentilissime voci di una
+conversazione francese nella quale a vece di punti e virgole ci sono
+delle risa: e giù il fragore delle acque cadenti e il sonare dei
+campanacci delle mandre su per i pendii.
+
+Ti dirò solo come io so che nello stabilimento c'è ogni sorta di
+cure, sala di lettura, sala da ballo, sala da bigliardo, posta,
+ufficio telegrafico, _coiffeur_ ecc. Spero di trovarmi bene: un
+vantaggio grande che si ha dal bevere a questi zampilli montani si
+è quello del'obblio: sì, io ho dimenticato che ieri a Milano
+soffocavo!... Ma sopraggiunge la sera colle nebbioline nelle valli e
+col suono delle avemmarie: ti vorrei avere vicina, e vorrei che Lucy
+colle sue manine ci aprisse il volumetto dell'Aleardi. Che begli
+istanti sarebbero! Che amorosissima pace!
+
+Scusami se chiudo l'Aleardi, ma gli è perchè passeggiando sul
+terrazzo mi viene incontro una signora. Porta essa una casacca
+assettata con baschine ripiegate, in casimiro, riccamente guarnita di
+ricamo, imperlata di lustrino. Tu la conosci: è la contessa V. di
+Napoli: ed io pure la conobbi ai bagni dell'Ardenza. Dà la colpa a
+lei, m'interrompe la lettura e mi conduce a passeggiare.
+
+A rivederci adunque.
+
+ LAURA.
+
+
+
+
+II.
+
+
+ Oropa, 23 luglio 1874,
+
+_Amica_,
+
+Scrivere questa lettera è per me un peccatuccio che mi punge la
+coscienza. Difatti, lodare i monti, l'aria freschissima, l'acqua
+salutare, la vita montana, a chi proprio non vede che i muraglioni
+soffocanti di una città, e spalanca le labbra, invano supplicando
+al giardino del caffè Cova un alito di vento ossigenato e una tazza
+sudata di acqua ristoratrice, lodare, dico, ciò che io gusto e
+altri invidia con troppo ardore, non mi pare una bella cosa. Ma dunque
+dovrei tacere? No, certo: e tu non vuoi perchè mi stuzzichi con
+lettere nelle quali paiono messi giù da te apposta i termini di
+paragone fra le mie giornate e le tue. La colpa è a metà: bada
+che dico alla mia coscienza di mettersi tranquilla, e intingo la
+penna.
+
+Da due settimane sono a Oropa, e per quanto abbia pensato a
+riscriverti, davvero non mi ci sono mai decisa, non sapendo come
+incominciare le mie descrizioni. Se ti dicessi le giornate tali quali
+sono, farei un guazzabuglio da spaventarti: capisco che bisogna
+mettere ordine.
+
+Penso e ripenso.... Pure non so raccogliere le idee principali, e a
+queste subordinare le secondarie: sai, gli schizzi che ho fatto colla
+matita mi guastarono anche la penna.
+
+Come mi sbrigo? Fa conto ch'io abbia tra le mani il tuo albo e
+sbizzarrisca di foglietto in foglietto.
+
+* * *
+
+Sappi dunque, amica cara, che al mattino non mi sveglierebbero punto i
+canti delle falciatrici di fieno, nè il rumore delle scarpacce dei
+pastori, nè il muggito delle acque cadenti. No! ma mi sveglia,
+picchiando sull'uscio colla nocca delle dita, la _bagnina_, che ha tanto
+coraggio d'augurarmi il _buon giorno!_ Cattivissima e ruvida, a cinque
+ore! Sonnolenta, brontolona, freddolosa, raccolgo le poche robe, mi
+involgo in uno sciallo, e scendo al bagno. L'acqua è così fredda
+che manda il sonno a mille miglia, e, stringendo le gambe e le braccia
+come con tante anella d'acciaio tagliente, fa sentire strapotente il
+bisogno di un moto il più accelerato. Gli è in quest'ora che pei
+corritoi vedi correre gli uomini imbacuccati nelle copertone di lana,
+e le signore scendere in giardino al primo raggio di sole.
+
+* * *
+
+Dopo la colazione, ad ore otto, lo Stabilimento a poco a poco si
+acquieta: i signori escono a passeggio, e di solito verso il santuario
+dì Oropa, le signore si chiudono nelle camere: solo si vede qualche
+crocchio di politici, in cui biancheggia la _Gazzetta del Popolo_,
+l'_Opinione_, la _Nazione_ e altre carte imbrattate: qualche romantica e
+qualche romantico, coll'albo o con un libro, si dilungano giù pei
+viali ombreggiati del monte. Buon disegno e buona lettura. Per me li
+ammiro e vorrei.... Ma oh! vedi prosaccia, batto i denti, solo
+pensando che m'aspettano, a undici ore, la _doccia_ e l'_orizzontale_.
+Sai, amica mia, e l'una e l'altra danno tante migliaia di trafitture
+di ghiacciuoli spietatissimi, sì che ci sarebbe da gridare,
+credendo di essere conci come pelli da crivello!
+
+* * *
+
+Alle dodici e mezza squilla la campanella del pranzo. A tavola ti
+presento conti e contesse, marchesi e marchese, e cavalieri e
+ufficiali e commendatori: ti mostro abiti elegantissimi, pizzi, gioie
+e pettinature; ti faccio ascoltare discorsi in fiorentino aspirato, in
+ruvido piemontese, in italiano guasto da labbra milanesi, in rapido
+veneziano, in pretto genovese. Mescola tutto assieme: tra la
+vanità, la pompa, le chiacchiere, esce una sola risultante, data da
+madre natura: una fame impaziente. Ond'è che i medaglioni stemmati
+oscillano prosaicamente da un collo bianco su un piatto di zuppa, un
+panetto o una dozzina di _grissini_ valgono un pizzo, da cento labbra
+fuggono le eleganti vacuità per dare adito alla forchetta. Signor
+medico cavaliere, evviva dunque la cara idropatica, che dà buon
+sapore alla cucina!
+
+* * *
+
+Dopo pranzo c'è la sfilata all'ufficio della posta. Di loro,
+signori uomini, non mi occupo: parlo delle mie consorelle peccatrici
+di vanità. Vedo sottane in seta adorne di pieghettati in granadina,
+guarniture di ricami bianchi, corsetti a punta davanti e a baschina di
+dietro, fisciù in granadina, arricciature in tulle di Bruxelles,
+gonne con sbiechi di velluto, tuniche polacche, cappelli a veli
+svolazzanti, e via e via. In particolare poi ti cito la contessa B. di
+Torino, le due contesse R. e S. di Firenze, la marchesa S. di
+Piacenza, la contessa C. di Milano.
+
+* * *
+
+Il terzo bagno non merita di essere nominato: e la cena si assomiglia
+al pranzo. Dunque sto zitta: e attendo la sera.
+
+A sera c'è radunata nel salone, si fanno crocchi, si ballano dei
+lancieri e delle quadriglie, si chiacchiera....
+
+Vuoi ascoltare? Mi fai un verissimo piacere: perchè così rompo
+l'ordine cronologico, e salto con te di palo in frasca.
+
+--Dunque che mi dice, contessa?
+
+--Che vuole, commendatore?
+
+--Innanzi tutto, notizie della sua salute.
+
+--Oh la va per benino. L'aria è fresca, l'acqua frizzante, ma la
+cucina.... la cucina!
+
+Sdruccioliamo nella prosa. ti consiglio a cambiar posto.
+
+* * *
+
+--C'è nessuna sociabilità: io non so perchè, Perchè coi
+nuovi venuti si è così discortesi? Non dovrebbero gli ospiti
+vecchi fare gli onori di casa ai nuovi? Si sa, la noia stizzosa dei
+primi giorni fa andar a male la cura.
+
+--Perchè, dice? Perchè l'Italia è fatta, ma non sono fatti
+gli italiani.
+
+Qui si dicono belle verità: cambia crocchio o saresti segnata a
+dito.
+
+* * *
+
+--Sì, sì, l'ho veduto il corsetto.
+
+--Com'era?
+
+--Era aperto a cuore: aveva un fisciù in granadina nera e malva:
+lo stesso ricamo forma attorno delle conchiglie spiegate: una
+arricciatura....
+
+Ti diverti? Credo che il _Mode_ tu l'abbia già letto.
+
+* * *
+
+--Questo stabilimento manca di molte cose,
+
+--Ha mille ragioni.
+
+--Manca di sala da lettura, di gabinetti di fiori, di libri, di
+musiche.
+
+--E poi, sa, le signore devono inerpicarsi su al santuario per la
+messa della domenica! L'erta è difficile.
+
+--A questo si provvederà. Avremo una mezza festicciuola:
+s'inaugurerà dal vescovo di Biella un altare nel corridoio, con
+lusso di fiori e di festoni.
+
+--Quando?
+
+--Ma non ha letto il programma? No? Oh guardi mo! Domenica avremo la
+cerimonia religiosa: poi i giuochi profani, cioè il _tempio di Bacco_
+con zampilli di vino, la corsa nel sacco, il ballo popolare, e a dopo
+pranzo, ancora il ballo, la lotteria artistica, i fuochi di artifizio,
+il falò. Un complesso da far strabiliare i bagnanti d'Andorno e di
+Cossilla.
+
+--Ma bene! ma bene!
+
+--Vedremo. Così ci sarà un po' d'allegria: qui la vita è
+troppo monotona, e sì che c'è tanta gente!
+
+--Tutti i giorni il direttore deve rifiutare domande.
+
+--Persino gli abbaini sono occupati,
+
+In questo crocchio non c'è male. Peccato che scenda la notte.
+
+* * *
+
+Prima di recarmi nel salone voglio bisbigliare con te:
+
+--Perchè sei così triste?
+
+--Io? no.
+
+--Ma sì!
+
+--Ti sbagli.
+
+--Che cosa aspetti?
+
+--Una tua stretta di mano.
+
+ LAURA.
+
+
+
+
+III.
+
+
+ Oropa, 27 agosto 1874.
+
+_Amica_,
+
+Devi sapere ch'io sono venuta ad Oropa coll'Albo da disegno e qualche
+libro, di quelli che, scritti in faccia alla natura, vogliono essere
+letti sotto l'immenso cielo, con una zolla d'erba a leggìo, con un
+fiore a segno, coll'auretta che ne volge le pagine, quasi profumando i
+pensieri ad esse consegnati. Cara amica, tra pochi giorni io
+partirò da questi monti! Sono certissima che l'albo mi farà
+spargere qualche lagrimuccia, quando co' suoi fogli disegnati mi
+rammenterà i luoghi cari alla meditazione, quando colle traccie dei
+fogli staccati mi ricorderà le manine gentili, che strinsero la mia
+in rendimento di grazie. Quei libri, colle righe sottolineate
+appassionatamente, letti e riletti nei brani descrittivi, declamati in
+quelli affettuosi, poseranno sul mio tavolo da lavoro, in città,
+non più aperti nella triste semiluce, a carissimo ricordo, a
+dubbiosa promessa:--A tante persone ho detto: _a rivederci_ l'anno
+venturo.... Ci rivedremo?
+
+Ho incominciato così la mia lettera per farti capire ch'ella non
+è punto una lettera. No, voglio che noi passeggiamo insieme
+discorrendo.
+
+* * *
+
+Quando io penso ai mesi di luglio che ho passato per l'addietro, e li
+confronto col luglio e l'agosto di quest'anno di grazia, dico la
+verità che ho tale stizza con chi mi mandò ad arroventarmi ai
+bagni di mare e con me stessa così pigra, come se io avessi le
+radici nella mia città, tale stizza ho, che mi mordo la lingua,
+piuttostochè fare di peggio. E dico alle eleganti che strascicano
+la seta sulle ghiaie di Pegli:--O poverine!--A me poi leggo gli
+_spettacoli diversi_ la _cronaca cittadina_ e il _bollettino meteorologico_
+di qualche foglio! Ma mi era possibile sopportare l'afa di un teatro,
+la noia di un concerto, la perpetua atmosfera di piombo colato? Oh, in
+riparazione, ho fatto anch'io un mezzo voto al santuario d'Oropa:
+quello, cioè, di accettare nella vita tutto e con pazienza,
+tranne.... l'estate in città!
+
+* * *
+
+A mille e ventidue metri sul livello del mare, da un monte su cui
+l'arnica coi fiori gialli dieci volte in un dì è circonfusa di
+nebbie, per poi brillare come un oro al sole più raggiante, io
+figgo giù gli occhi a voi poverini: laggiù, laggiù, indovino
+le aguglie della mia città. Tanto io sto bene, che dimentico di
+essere stata male, nell'aria bevo a sorsate l'oblìo a me sì
+necessario, guardo su le cime del brullo Mucrone, con invidia, poi
+giù ancora contemplo il vastissimo piano. Vedi: in quel semicerchio
+di monti, a sinistra, il paese d'Andorno, che spicca illuminato su una
+frana rossiccia, nel mezzo ecco certi dossi boscosi di un verde
+metallico, a sinistra i tetti del Favaro. Al di là, il piano si
+stende, con macchiette bianche, con lucidi serpeggiamenti, con ombre
+pavonazze di colline, poi si fonde tranquillamente in un tono
+azzurriccio, su cui a liste si vedono le ombre proiettate dalle nubi:
+il piano si perde, sfuma in un vapore. L'occhio dice--finisce:--ma il
+desiderio va oltre, si spande, e trova ancora i piani, i monti, il
+mare!
+
+Credi: queste vedute così estese mi fanno meditare.... Che cosa
+è il desiderio? Che cosa è la vita? Sugli orizzonti del pensiero
+perchè, come su questo, tramonta un altro sole, quello della
+speranza?--Non so rispondere io, non sai tu: risponde il canto di una
+fanciulla, Ella è contenta, torna alla casetta sua, e della vita
+non conosce i misteri nella fortunata ignoranza.
+
+* * *
+
+La fanciulla è una falciatrice di fieno. Vogliamo, o cara, copiarla
+sull'albo? Ella porta una gonna di cotone bleu, col busto compagno,
+colla camicia bianca stretta al collo con pieghe gelose: un fazzoletto
+rosso è allacciato sul capo con una foggia bellissima, sì da
+lasciare due lembi svolazzanti sulle orecchie. Non guardo punto a'
+suoi lineamenti: tutto è nell'espressione, e questa dice:--Ho la
+contentezza del cuore.--E fa tanto piacere discorrere con essa!
+Perchè la fanciulla non è ritrosa, perchè dice che ha tante
+mucche e tanto fieno falciato, e i fratelli e il babbo lavorano giù
+negli opifici del Biellese. La vita le va per benone, e lo sposo,
+grazie alla Madonna d'Oropa, sarà un garzonotto, bersagliere
+dell'Alpi.
+
+* * *
+
+Le casette che vedi sui monti sono le stalle per le mucche nella
+stagione dei pascoli: all'inverno i pastori scendono al piano, e le
+lasciano ai venti e alle nevi. Le sono casine murate a sassi
+irregolari, coi tetti di pietra lucente, col portichetto a pilastri
+azzurrigni, coll'orticello verdeggiante, cinto da un muricciolo di
+scheggioni ammucchiati: vicino c'è sempre uno zampillo, e lì
+distesi sul declivo i rotoli casalinghi di tela montanara, c'è un
+frascato che invita ai discorsi.... Oh che discorsi! Fra il ciondolare
+dei campanacci e il mugghiare delle vacche, non si sa che
+dire:--Vogliamo assaggiare una ciotola di latte? un po' di burro
+fresco?
+
+Detto, fatto: l'assicuro io, che ho visto personcine morbide, che non
+si sdraiano se non sul velluto, persone gravi che siedono su
+seggioloni d'autorità, magari nel Parlamento e nel Senato, signore
+e signori su un pratello o su un panchino di legno s'assettano alla
+meglio, e, chiacchierando colla massaia che fila e coi bimbi venditori
+di mazzoni d'arnica, si sentono figli anch'essi d'Adamo, e costole di
+Adamo, il primo fannullone o il primo contemplatore della natura. Fra
+le ciarle si ascoltano i nomi del santuario di Graglia e di quello
+d'Oropa.
+
+Discorriamo d'Oropa.
+
+* * *
+
+O meglio ancora, avviamoci. È una delle più belle passeggiate,
+per la strada pittoresca, e perchè la meta, celata nel seno del
+monte, invoglia a continuare sempre il cammino per iscoprirla. Prima
+del 1620 non era il caso di dire--avviamoci. Oh no! bisognava baciare
+i cari e la soglia della casa, poi mettersi al pellegrinaggio, per
+selve, per frane, per stagni, per ciglioni di precipizi. Che parolacce
+le sono queste? Oggidì, grazie all'abate Bertodani, si passeggia su
+una strada larga, liscia, ombreggiata, ad ogni tanto facendo sosta al
+parapetto per contemplare o una cappella, o giù la vallea col
+mugghiante Oropa, o la vetta su del Mucrone, oppure per cogliere una
+margheritina e per interrogarla. Purchè si eviti il sabbato, giorno
+in cui i valligiani salgono a vere processioni, e l'ora in cui passano
+gli omnibus fragorosi. E va, e va: il santuario si scopre solo
+all'ultima voltata della strada: apparisce un aggregato immenso e
+basso di fabbriche diverse, tutto bigio, con una cancellata a lance
+d'oro, sullo sfondo di un monte arsiccio. Tutti quelli che lo
+descrissero usarono le cifre, dicendo le misure, la fondazione, gli
+ampliamenti, e via: io vorrei adoperare la matita, ma non so proprio
+da dove incominciare, nè so metter giù le linee da ingegnere o
+da prospettico. Pazienza! chiudo l'albo e m'abbandono alle
+impressioni. Il primo cortile ha l'aria animata di un luogo di fiera:
+la piazza, da cui vedesi il piano del Vercellese e del Novarese, la
+scalea barocca piena di gente oziosa e sdraiata, la fronte
+dell'edificio reale colle statue dipinte e gli stemmi d'oro, i
+porticati dorici, tutto mi piace e mi ricorda qualche cosa di Genova:
+il secondo cortile colla fontana, la chiesa e i pratelli mi dà una
+mestizia indefinita. Oh quanta gente! E concorre da tutte le valli! Ti
+dirò che ascoltai un canto di litanie, triste, confidente,
+soavissimo, che usciva da una finestra della chiesa: e vidi ad
+allietar la gronda di quel luogo d'ospitalità un nuvolo di rondini,
+aleggianti, coll'ali azzurre. E contemplando gli archi, la fontana, la
+chiesa, i pratelli, ebbi un momento di dolcissima mestizia.
+
+* * *
+
+Fuori dell'ospizio abbiamo due bellissime passeggiate: l'una sulla
+strada che deve condurre a San Giovanni d'Andorno, l'altra al cimitero
+nuovo. La prima fu incominciata nel 1870: taglia la cresta della
+montagna, all'alto resa pittoresca da una frana di sassi, immensa,
+arida, scheggiosa; al basso allegrata da una selva di faggi, dalle
+cascate dell'Oropa, da un ponticello di legno, e mille accidenti che
+invero la fanno somigliare al viale di un parco. Peccato che proceda
+così a rilento! E fortuna che è così bella! L'altra strada va
+su alle chiese, e devia ad uno spiano, ove si è eretto un muro
+elittico ad una cappellina gotica così cara da far pensare alle
+bianche nozze, non alla pace della buia notte. Continua poi di faccia
+alla precedente, e dovrebbe arrivare fino allo Stabilimento idropatico
+del cavalier Mazzucchetti: questa è ancor più lieta, più
+ariosa, popolata da cascinali, fresca d'acqua, propizia d'ombre e di
+riposi.
+
+* * *
+
+Una terza passeggiata è al lago del Mucrone: non te l'ho citata
+ora, perchè te l'avrei detta altre volte parlando dei sentieri da
+capra, perchè so di una signora che volle su arrampicarsi, ma a
+metà discese nella corba e sulle spalle di un montanaro!
+
+Ma ancora quante altre passeggiate! Ami la natura? Sì: orbene puoi
+scorrazzare ad un masso gigante, ad un rompimento, ad uno zampillo, ad
+una mandra di mucche, ad un cespo di rododendron, ad un sorbo carico
+di grappolini rossi. Va e va! Dimentica, se qualche cosa hai che ti
+fece soffrire.
+
+Quando sentirai una voce che ti domandi, ascoltala, ridiventa mesta, e
+chiama anche tu, chiama l'amica.
+
+ LAURA.
+
+
+
+
+IV.
+
+
+ Oropa, 8 settembre 1874.
+
+_Amica_,
+
+Gettando uno sguardo sui bauli già empiuti e chiusi, sola nella mia
+camera spogliata, tanto melanconica davvero, sento uno di quegli
+stringicori che cento volte fanno dire addio. E in fondo in fondo un
+dispettuccio mi punzecchia la coscienza, come un morso di zanzara.
+Devo dirtelo? Mi pento di essere stata teco un po' imbronciata; e il
+dolore non è per te proprio, giacchè penso che, fra un giorno,
+dandoti una stretta di mano, avrò subito ottenuto il tuo sorriso;
+il dolore è per me, che mi lamento e mi lamenterò sempre di non
+aver saputo tracciare una dozzina di righe nei dì più lieti di
+questo soggiorno. Mi sarebbe stata cosa gradita, in città, nei
+momenti di noia, aprire un foglietto, nel quale trovare delineati quei
+particolari, che, a volerli dappoi richiamare col ricordo, sfumano
+dietro un velo della nostra mente, per eccitare il desiderio.
+Rispondi, cara: non è così? Alcune volte una sola data scritta
+sul tuo portafogli non ti fa dire:--Ah ci sei?--e non t'illudi di
+poter arrestare per poco il tempo, farlo retrocedere a tuo agio,
+legarlo fisso a quel punto, che è tuo?
+
+È vero che peccato confessato è mezzo perdonato: ma a me non so
+punto perdonare, ed ho tanta severità da impormi una riparazione.
+Se non avrò un ricordo colla data di tempo, almeno lo voglio con
+quella di luogo.
+
+* * *
+
+Scrivo adunque Oropa sull'unico foglietto di carta che mi rimane, e
+ancora desidero....
+
+Desidero che cosa? Forse il bagno all'alba, la doccia a spilli, la
+sem-immersione ghiacciata?.. E perchè no? Brontolando di
+pigrissìma stizza, sia pure, dal letto passavo sul balcone per
+avviarmi alla vasca, ma, senti, sul cielo mattutino vedevo i monti
+tanto belli e tanto in pace: uscendo dalla buia stanzuccia della
+doccia a mezzodì, trovavo vigore in dosso, sì che speravo che la
+mia mano non avrebbe per l'avanti solo svolte le pagine di qualche
+libro, ma si sarebbe stretta a un _alpenstok_; a vespro, per la reazione
+del bagno, sceglievo la più erta passeggiata, e su per gli
+scheggioni cantarellando, a tratto facendomi silenziosa, pensavo ai
+nomi insigni delle Alpi, con cui fregiare il mio bastone dal corno di
+camoscio, e pensavo ai libri che si accorderebbero alla poeticissima
+contemplazione della natura. No, signora mia, non fui una pigraccia:
+col desiderio ho fatto poi di quei voli da conoscere tutta la rosa dei
+venti. Se tu ti fossi seduta sull'estremo masso di quel dosso, detto
+_dei tre cantoni_! Come non illudere te stessa! Come non credere d'aver
+l'ali, dinnanzi un panorama sterminato, che ha solo per raffronto il
+mare?
+
+* * *
+
+I più bei dì del mio soggiorno li trovo qui ricordati da sette
+ad otto giornali politici, di quelli che non servirono a involgere
+niente, tanto grami sono i disutilacci! Essi me li ricordano col loro
+bollettino meteorologico: questo segnava per noi un'atmosfera da
+caldaia bollente. Grazie tante: da noi non ho veduto mai termometro, e
+lo star bene aveva due sole gradazioni superlative.--Sto benissimo.
+Sto arcibenissimo.--Vuoi di più, mia cara?
+
+Voi che facevate? I vostri spettacoli cittadini vi persuadevano a quel
+sonno che non concedeva madre natura, spietata infuocatrice, e la
+vostra languidezza e i vostri sudori non commuovevano il cielo
+inesorabilmente azzurro.--Noi che facevamo? Non credere che fossimo
+qui per essere solo i martiri dell'acqua ghiacciata: stammi ad
+ascoltare, e tu pure applaudirai.
+
+* * *
+
+Entro in argomento, parlandoti addirittura della nostra festa del 24
+luglio. Devi sapere che i preparativi servirono a divertire una settimana
+prima eccitando desideri e impiegando facoltà pensatrici, perchè tutto
+andasse per bene. Fu aperta una sottoscrizione, fu tenuta un'adunanza, fu
+eletta una commissione, col nome di una gentile patronessa in capo:
+abbiti le iniziali dei due signori direttori,--conte colonnello F,
+commendatore colonnello G.--Un programma venne affisso, e la fama gonfiò
+le gote, sonando la tromba su a Oropa, per la valle, e giù ai bagnanti
+d'Andorno e di Cossilla: così per l'entrata principale dello stabilimento
+sfilarono molte gentili spettatrici, e pel cancello che dà al sentiero
+dei monti vennero ritrose le guardatrici di mucche, e pieni di voglia i
+robusti garzonotti.--Sullo spiano innanzi lo stabilimento, ponendo delle
+panche e dei sedili si determinò uno spazio rettangolare: in giro la
+gente si affollò, ai posti d'onore sedendo le dame e i cavalieri, dietro,
+le ancelle e i valletti, dietro ancora, il popolo minuto; fu dato il
+segno: e nella onorata lizza comparvero i campioni.... Sei o sette
+giovanotti, i quali entrarono colle gambe in un sacco, se ne strinsero le
+funicelle intorno alla vita; e poi al suono di una musica olimpicamente
+eccitatrice di muscoli gagliardi, presero a saltare verso la meta,
+balzando innanzi come spiritati, e cadendo arrovesciati, impigliandosi, e
+sorgendo da animosi.--T'assicuro che proprio bisognava ridere di buon
+cuore, e bisognava applaudire, perchè nella gara non c'era punto
+pericolo, ma c'era tutta la gioia e tutto lo spettacolo grottesco: si
+rise e si battè le mani a tutti, e se pel vincitore non s'intrecciò una
+corona classica, poco male, che per lui splendette nelle mani della
+patronessa un dieci lire d'oro, caro come un sole. Dopo di che, la lizza
+non fu contrastata colla forza, sibbene colle dolci paroline, e le
+coppie, dapprima vergognose, poi audaci per gli applausi e pel vicino
+tempio di Bacco, largo dispensiero di vini, le coppie del ballo popolare
+slanciaronsi, rispondendo all'invito del programma: bagnini, montanari,
+bagnine, cameriere, stancarono le gambe, non le voglie, fino all'ora di
+cena. Evvivano gli spassi!
+
+* * *
+
+Dopo cena trovammo sullo spiano e sul terrazzo, dondolanti sui fili
+all'aria del vespro, tanti palloncini di carta, lisci o crespi, e d'un
+colore o di due o di tre: e vedemmo un aereostato salire maestosamente,
+su, su e mostrare alle nostre bocche attonite la sua boccaccia infuocata,
+e su, e su.... Non scorgemmo più niente: invidiammo gli immensi campi
+della poesia azzurra, ci fecimo augurio d'essere palloncini: ma oh! a
+rammentare la nostra natura impotente un altro aerostato compagno non
+volle spingersi, dondolò, si fe' ribelle a tutti i voti, e cadde a terra,
+con una fiamma fugace, ricordandoci quel detto di Salomone sulla vanità
+delle vanità..... S'accesero i palloncini variopinti, e da tutte le
+finestre dello stabilimento brillarono due candellieri: illuminazione
+fastosa ad onore della Dea Salute, e della sua invidiata sorella
+Contentezza. Pel contrasto dei lumi, fatti bui il monte e la vallea, lo
+spazio allegro parve più ristretto e più affollato: molti rossori si
+confusero ai riflessi dei palloncini vermigli, molte ritrosie furono
+vinte dall'onda armoniosa, e la danza regnò, esultò, non diede più
+stanchezza. Intanto da una rupe di faccia al teatro della gazzarra,
+salivano al cielo, squarciando l'aria e crepitando e scoppiando, cento
+razzi a pennacchi di fuoco, a gruppi di stelle, a luci vividissime; le
+girandole disegnavano vortici di scintille: il bengala tricolore pingeva,
+come nei sogni delle fate, il paesaggio sì da farlo credere trasparente:
+e un immenso falò finale annunziava a quei di Cossilla e Andorno il
+tripudio dei bagnanti confratelli.
+
+* * *
+
+Dopo il falò lo spiano fu animato da fervidissime danze: e
+incominciò la festa, la vera festa distinta, nelle sale. Udimmo un
+pezzo a quattro mani, eseguito con sì gentile intendimento d'arte
+elettissima da farcene per lungo tempo aver caro il ricordo: udimmo un
+motivo della _Linda_, che fu un regalo grazioso. Poi fra le danze e i
+complimenti, c'intrattenemmo discorrendo della giornata, e ognuno
+facendone la chiusura colle più grate lodi. Non era finita, no! Con
+grande sorpresa, a dieci ore, squilla la campanetta degli arrivi, e
+s'odono la voce del maggiordomo e i passi di nuovi venuti. Chi
+saranno? a quest'ora? che?... Entra nella sala un'elegante _dottore
+Dulcamara_, con uno spigliato _moretto_: quello pieno di gentilezza per
+le signore, e questo di regali: lo _specifico elisire_ ci venne offerto
+con canto briosissimo e con lazzi sollazzevoli da eccitare le risa le
+più belle. La sera si passò piacevolmente, e a mezzanotte la
+sala era ancora lieta e affollata.
+
+* * *
+
+Il dì dopo a mattina, molte camerine di bagno furono deserte, ma a
+capo di molti letti posava il mazzetto di fiori offerto, gentile
+testimone alla schietta gioia della sera e del placidissimo riposo
+della notte.
+
+E s'io ebbi il mazzetto ti confesserò a voce, e in un orecchio ti
+dirò....
+
+ LAURA.
+
+
+
+
+
+DALL'OROPA.
+
+(LETTERE ALLA _Vita Nuova_.)
+
+
+
+
+I.
+
+
+ Dallo Stabilimento Idropatico Mazzucchetti.
+
+All'altezza di mille metri press'a poco sul livello del mare, tra il
+flagellare rabbioso della doccia orizzontale, della pioggia, del
+soffione, della circolare, e le bastonature della colonna mobile e il
+rombare cupo dell'acque che s'avventano nelle vasche dei bagni
+_scozzesi_, colla massima convinzione affermo e provo che, fra i sorrisi
+delle bocche contente, a questo mondo si deve porre non ultimo quello
+dell'uomo, che, uscendo di sotto ai freddi portici di uno stabilimento
+idropatico, va alla sala di lettura, e, per aspettare la tarda campanella
+del pranzo, piglia un giornale qualunque, e due, e tre.... Un giornale?
+Che cos'è? Come si fa? Che affaracci ci sono laggiù nel basso mondo?...
+Mah? È gran che se l'uomo capisce qualche cosa delle _sessantamila lire_,
+dell'articolo di fondo, dei dispacci turchi e dei serbi. Ma ecco il
+bollettino meteorologico:--32, 34, 35 gradi! A Milano si bolle come la
+minestra, a Bologna si va in brodo, a Firenze si prepara l'arrosto. Oh
+implacabile cielo! Cielo, che ti compiaci dei nostri _foulards_ agitati,
+degli incessanti ventagli, dei nobili sudori e dei plebei, delle tolette
+svelatrici e de' costumi senza foglia o camicia!--Mi pare di vederla
+questa Milano!--dice l'uomo:--Vampeggiano i tetti coi mille fumaiuoli
+abbrunati, vampeggiano i selciati lucidissimi, vampeggia il Duomo, come
+un gigante calcinato dal sole, e sulla maggiore aguglia la povera
+Madonnina dorata saetta dei baleni scottanti. La città è mezzo deserta.
+Chi ha fretta s'impaccia sotto le tende sporgenti dalle botteghe e magari
+sogna una cabina da bagno in riva al mare: corrono gli _omnibus_ e i
+_broughams_ sopraccarichi di bauli, colle bianche faccine di dentro, che
+vanno a farsi brune, e i cocchieri sul serpe, colla facciona cioccolatte,
+che, rubando la corsa al padrone, andranno all'osteria a farsi _biondi_:
+gli scolaretti, che all'esame hanno trovato lo scoglio del greco o
+dell'algebra, fanno trottare le sartine, e le sartine, nell'odoroso
+percale, sudate, rubiconde, rompono l'aria insidiosamente: gli uomini
+d'affari hanno comperato il parasole: le sentinelle personificano la
+rassegnazione umana: i preti guardano insù; ma solo le portinaie discinte
+escono giù cogli annaffiatoi in mano e i numeri del lotto in cuore: il
+cielo è un piombo che non lascia sperare una stilla. Chiuse le persiane
+dei primi piani, secchi i fiori degli abbaini, colme le tazzone di birra
+per gli uomini, e dallo sciame minuto della poveraglia invocati i
+sorbetti della carriuola tintinnante.... Oh che arsura! oh che sollione!
+oh che vita! Solo godono un po' di fresco le beghine sdentate, che
+all'alba lumacano alle chiese chiamate dalla campana pettegola, e i gatti
+unghiati, che in ogni ora del giorno scappano alle cantine muffe senza
+buscarsi il raffreddore.... Oh, per carità del buon Dio, venga presto la
+sera per lasciarci dire: anche oggi è andato! La sera, dopo una
+passeggiatina calma e silenziosa, si va al caffè, su una piazzuola, dove
+ci sia un filo di verde e ancora qualche abitino assestato alla persona e
+qualche scarpetta bassa. Ah! come ci sediamo volentieri! Bell'invenzione,
+sapete, quella delle seggiole di legno piegato a vapore, leggiere come
+una galla, col sedere che lascia passar l'aria! Facendoci vento col
+panama e col fazzoletto, aggiustandoci più in su dei ginocchi le pieghe
+sudate dei pantaloni, torcendo la faccia a una buffata di fumo caldo che
+c'invia il vicino, ed occhieggiando:--Il tale?--si domanda.--È andato in
+campagna, alle acque, ai monti, al mare.--Sì?--Sì.--Eh! ci andrei
+anch'io, se....--Che cosa?--(Non si vuole confessare la verità e si
+dice:)--Se non avessi affari!--Si è pigri, sissignori: si temono i bauli,
+il viaggio, le novità, l'eleganza, le donnine.... Passano i giorni e i
+giorni: si rimane soli. Il tale? Partito. Il tal'altro? Partito. Al caffè
+non si trova più una persona, che c'inviti a quattro asciuttissime
+chiacchiere: la frutta è cara: il caldo addoppia, lo dice il termometro
+della Galleria. E come si dorme? Come si ha appetito? Come si passeggia e
+si accudisce agli affari? Eh lo sapete, il lenzuolo è di troppo: il
+ghiaccio rovina i denti: i boschetti incominciano a perdere il loro verde
+intenso, se non piove! Si dorme allo scrittoio, si appisola negli uffizi,
+si russa nelle chiese e nelle caserme.... Mi ricordo che in una di quelle
+giornatacce da forno m'era saltato un ghiribizzo strano, caldo caldo: eh!
+quistione di nervi, sicuro, e vi dirò che....--così ciarla l'uomo, e
+lascia il giornale, si guarda l'unghie, che forse sono ancora livide per
+la doccia, dà una stropicciata alle mani, vede dalla finestra passare di
+fuori, galoppando, una signora imbacuccata nello scialle: si sente un
+brivido all'osso sacro e capisce che non ha fatto bene la sua _reazione_.
+Allora sorride.... Uomo contento! esce dalla sala, è innondato di sole, è
+avvolto nell'aria frizzante, vede monti e valli e cielo e cielo: giù il
+piano sterminato: muoiono le tinte verdi nelle azzurre: spiccano
+paesetti, città, serpeggiamenti d'acque: poi si stende come un mare
+trasparente e celeste, una vastità fantastica, un regno di vapori....
+
+Quell'uomo è contento. Lo volete contentissimo? Supponete ch'egli
+sia un giovanotto, il quale non pensi di correre dietro alla signora
+infuriata, nella veste da camera, colle ciabatte senza tacco, col naso
+rosso e i capegli impastati sulla fronte (marchesa, mi perdoni!):
+supponete che salga gli ottanta gradini della scala, fra la parata dei
+lenzuoli, e giunga alla sua cameretta. Questa è piccolina, col bel
+letto di ferro, gaia, colle persiane rinfrescate da riflessi verdi
+chiarissimi, col calamaio secco e la penna rugginosa.... Bene!
+Scriviamo agli amici, poco, pochissimo, quello che si potrà: già
+ci sono le circostanze attenuanti.... Che cosa scrivere?... Giuro che
+la doccia smorza la fiaccola della fantasia, l'orizzontale cambia il
+cuore in un pezzo di ghiaccio, e il semicupio ad acqua corrente ci
+condanna a bassa prosaccia. Che cosa scrivere?... Nella camerina, ad
+un piuolo pende un cappello biellese che ha un mazzetto di _rododendron_
+nella ghiera, un fiocco di _mignin_ morbidissimo, una vaniglia, una
+_concordia_ e una violetta del pensiero: poveri fiori appassiti in
+quattro giorni! Sul tavolo c'è una Guida, con un itinerario attorno
+al Monte Rosa, segnato da grandi chiazze bianche che vogliono dire
+ghiacciai, da nomi francesi e tedeschi, da vene lattee di torrenti:
+lì in un canto c'è un lungo bastone, che, come quello di santo
+Antonio, porta legato all'estremità il conforto dei pellegrini:
+eccovi la fiaschetta impagliata del rhum.... Il giovanotto lascia la
+penna, e colla matita schizza lo stemma del Club Alpino, lo scudo
+colla stella, sormontato dall'aquila coll'ali tese, accompagnato dal
+cannocchiale, dalle corde, dal piccone, dalla scure. Il giovinetto
+lascia la matita e rimane appensato. Non sono i monotoni ricordi della
+città! Non l'acre ridestarsi di quei ghiribizzi strani, che si
+guariscono coll'idropatia! No, no, no!... È la sana, la
+liberissima, la grande aria dell'Alpi, che, per così dire, irrompe
+nella cameretta a dare sfondi, a ricolorire monti e valli e cielo
+nella fantasia dell'uomo innamorato!
+
+Ecco come pensa il giovinetto:--Quanti bei luoghi ho veduto! Come
+voglio rammentarli ancora! Oh mio caro _rododendron_!... È mattina.
+Tutto il mondo a quest'ora, ai nostri occhi ancora sonnolenti, pare
+debba essere una valle bassa bassa, e la valle, in fondo a cui
+c'incamminiamo noi, la ci sembra la più seppellita; violastra,
+fredda, tutta un'ombra senza un'ombra. Non c'è luna: l'ultima
+stella della notte sgorga tanta luce che pare avanzi dritta e
+velocissima verso la nostra pupilla; è immota, non splende per chi
+muore, è solo un gioiello per la misteriosa immobilità dei
+cieli. Mugge un invisibile torrente; perdendosi nei faggi opachi,
+corre alla notte che noi abbiamo lasciato alle spalle, nel paesetto. A
+quest'ora ineffabile l'aria e la luce pare si confondano: il
+crepuscolo lo diciamo freddo, il vento oscuro: la risultante una
+sola--Pace grandiosa. Taciono i monti. Noi scambiarne le prime parole
+colla ragazza che ci serve di guida, pel bisogno di sentire una voce
+umana in tanto deserto: lei, col guarnellino, la gerla sulle spalle,
+dice che ha accompagnato ieri e l'altr'ieri tanti signori, e hanno
+fatto colazione, con tanta allegria.... Davvero a quest'ora ci
+rincrescerebbe morire, ai piedi di questi altissimi monti.... Il cielo
+s'è schiarito un po': i mille accidenti delle spaccature, delle
+gobbe, delle creste, delle valli, prendono rilievo: ma ancora regna
+l'intonazione violastra, più netta, più larga, più fredda.
+Col piede si schivano i rigagnoletti, danno stringicore i fiori che
+dondolano all'ondina piangente, ci fanno abbrividire i pratelli
+irrugiadati. Il cielo s'è schiarito ancor più: come? quando? Su
+un estremo picco la luce del sole ha dipinto una pezza di
+rosso-carminio. È il mattino: con questa parola si dice tutto!
+Già canta un fringuello. Camminiamo, su, su! Sotto ai faggi dalle
+cortecce lucenti e dalle foglie ovate, sugli scheggioni, di qua, di
+là, per le breccie dei macigni e sulle schiene, poi sui pendii
+sparsi di massi rotolati e d'altri conficcati, poi sui sentieruzzi
+teneri, spolverizzati di squamucce d'argento, tra le selvette fresche
+di felci, si cammina e si cammina.... Il sole scappa giù ampio e
+gaio: fra poco ci coloriremo a' suoi raggi.... Siamo all'_alp_. È una
+cascina di pietre ammucchiate, col tetto di lastre micacee, col
+fienile, la stalla, la fontana che trabocca dal tubo di legno: il
+sentiero fangoso, puzzolente, trito da cento unghie, accompagna ai
+pascoli, alle grotte sotto cui hanno dormito le capre, fra gli enormi
+massi vellutati d'efflorescenze verdicce. All'_alp_ si beve il latte
+nella _biella_, nella cucina affumicata, sui trespoli, tra le fascine, i
+secchi gialli e le macchiette dei vecchi pastori in calze groppose, e
+quelle dei bimbi seminudi: le ragazze corrono alla fontana. Una sola
+finestra scaccia il fumo e fa entrare la luce: chi non vede un pezzo
+di montagna festante al sole, da quella balestriera livida, angolosa,
+abbruciata e slavata! Chi non sente sotto, dalle fessure del pavimento
+di legno, le vacche agitare i collaracci e magari il latte schizzare
+con suono acuto nel vaso di rame della massaia! Chi non ha comperato
+un cucchiaio di legno!... Quando ci siamo nuovamente incamminati, la
+guida ci si fa un po' più vicina, non ci precede più di venti
+passi, ma solo di cinque (la colazione ha messo tra noi un po' di
+confidenza), e non risponde più quell'asciutto--_Sissgnor_--ma, cogli
+occhi bassi, muove la manina ad accennare qualche fiore, qualche erba:
+ecco la genziana aromatica e la _mattutina_ profumata (sassifraga) e i
+garofanetti coi petali a ritagli minutissimi. La guida è una bella
+ragazza, dritta come un bersagliere, tondina, piccola, bionda: ha dato
+i fastidi _a rangé_, canterella sottovoce, e si arrischia anche a
+risponderci che si chiama _Main...._ Sul monte non crescono più
+arbusti di carpini, nè frassini, nè faggi: solo scheggioni fessi
+e macigni e zolle inaridite. Sui pendii s'affollano le felci: qua
+calpestate pesantemente da poco mostrano come un sentiero nuovo,
+svelando tra il verde gaio dell'insieme il verde freddo delle loro
+pagine inferiori: altrove schiantate da un pezzo e disseccate appaiono
+come cuprei ricami: su su digradano ondulando. Incomincia una frana
+sconvolta, un torrente secco: i cespi del _rododendron ferrugineum_
+sbucano da ogni crepaccio ove ci sia una manciata di terra,
+ricchissimamente adorni di fiori vermigli: alcuni corimbi staccano
+sulle tinte cineree-lucenti delle pietre, altri sul cielo azzurro di
+sette azzurri, altri sui guancialetti dell'erica che odora di
+miele.... Oh meraviglia! suona un campanaccio grave: dòn dòn,
+dodòn, dodòn: una vacca appare, col muso gemmato d'acqua, le
+corna sporche di terra, con una bava che fila giù dalle mascelle
+spostate dal ruminare: sbarra gli occhioni, colla coda sferza una
+mosca, poi sprofonda la gamba nana nei cespi di _rododendron,_
+sviluppando l'adipe del tardo corpaccio, strascinando le densissime
+mammelle sui fiori gentili. Suona un altro campanaccio, e un altro, e
+un altro: è un concerto da festa. Vediamo l'intera mandra: il
+pastore su un'eminenza s'appoggia al bastone, come un cavaliere al
+lanciotto: le caprette colle gambe lanose e divaricate, sporgendo il
+collo, s'arrampicano sui tetti delle stalle o sui grandi basamenti dei
+macigni.... E canta il pastore:--_L'America l'è granda_--: muggono le
+vacche: e le caprette col tremulo belato fingono le cornamuse
+nasali...
+
+È mezzogiorno. Dal colle si domina il portentoso anfiteatro dei
+monti: monti rocciosi a destra, a sinistra, giù la _comba_ aperta che
+dà origine a una voragine profondissima, il principio di un'altra
+valle laterale che si perde Dio sa dove: in fondo, alta, vi è una
+cima dentata, dalle abbaglianti pezze di serico bianco che si spiegano
+e si stratagliano sui ghiacciai. È impossibile dire le tinte
+violastre dell'ombre lontane trasparentissime, su cui si fondono i
+larici, e impiccioliscono, e fanno selve bluastre e s'inerpicano sulle
+torri di fantastiche ruine. Il sole è grande colorista. Eccoci ai
+larici dal fusto eretto, dai rami cadenti, dalle foglie lucide di
+mille ispidi aghetti e flessuose ad ogni vento: eccoci ai coni
+crocchianti, all'erbe dei camosci, ai radiconi che disegnano informi
+spine dorsali di mostri, alle scalee ammucchiate dai giganti, ai
+ginepri tenacissimi. Il sole scalda l'acro odore delle cortecce. Qua,
+da un'insenatura umida e lucida come acciaio, un torrente sembra con
+cento braccia cadere aggrappandosi di picco in picco: là invece
+tranquillo, spiegato, maestoso, si abbandona giù come un velo di
+limatura d'argento: il rombo è il misterioso _crescendo_ degli
+abissi: ogni dove con prorotto singhiozzo nelle tane scavate
+gorgogliano acque sotterranee. Certe locuste, saltabeccando da
+stordite in ogni direzione, vibrano seccamente colle ali: dall'alto
+gridano le marmotte.... Dove siamo? A quale altezza? In una conca
+strozzata fra i macigni c'è una bella isoletta di neve. La neve? La
+neve ai tanti di agosto! Facciamo subito un _punch frappé_. La neve!
+Si tocca, si mangia, si vede scintillare, si getta nella gerla di
+_Main_... Il terreno è fracido: s'è fusa la neve il giorno prima,
+ed oggi è nato un fiorello azzurro melanconico: più su, come
+pennacchietti orientali, tremolano i fiocchi argentei del _mignin,_
+odora il gratissimo fiore della _concordia,_ l'amaranto che dà il
+responso dalle radici a chi lo vuole interrogare. Più in su ancora
+all'_alp_ di nitido larice, la fanciulla nitidissima, che veste di panno
+rosso, parla il tedesco dai denti stretti e legge il libricciuolo
+della messa stampato a Kemden e col legno imprime sul burro le cifre
+col rosone del babbo, nella _coulisse_ piccina della sua finestrella
+specchiante, la fanciulla che sorride ha posto un mazzolino di viole
+del pensiero, esili, rigide di contorni, pallide, odorose, insieme
+alla cara vaniglia dell'Alpi. Più in su ancora si cammina sulla
+neve, il piede freddo, l'occhio infastidito dalla vasta bianchezza, la
+mano stretta al bastone, il collo saettato dal sole: e su e su: si
+sdrucciola e si ride. Ma che! in fondo c'è un precipizio: finisce o
+non finisce questo tappeto, che addoppia le tinte abbrustolate delle
+cime? Qui vicino ai massi sporgenti e neri il piede rompe una fragile
+crosta insudiciata: là la monotona eguaglianza è tolta da
+strisce che vi lasciarono le trosce d'acqua: là si avvalla ed è
+ondeggiata. La nostra ragazza procede dritta, senza fallare,
+equilibrata, colla gerla sulle spalle, e ride alla nostra
+domanda:--Finisce o non finisce?--Chi s'arresta, sdrucciola: chi
+s'imbizzisce, falla: chi sdrucciola e chi falla arrischia di rifare il
+cammino in meno di dieci minuti fino al fondo. E su e su, ci
+arrampichiamo poggiando i piedi nell'orme profonde lasciate dalla
+guida: crepita la neve e s'ode il nostro anelito frequente.--Ohe, che
+gioco lungo!--dico io, e mi sento floscio ed annoiato.... Oh santa
+fiaschetta del rhum, ti benedico, ti voglio, ti bacio! A te devo il
+passo sicuro, l'occhio indagatore, il petto ristorato: più la
+sorsata m'arde la gola, più mi pare di divenire un piccolo re della
+natura. Bevi, bevi anche tu, bionda fanciulla: alla cima urleremo a
+squarciagola il grido selvaggio dei pastori.... Chi ha detto ch'io
+sono stanco? Ch'io casco sulla neve?... Vedremo i laghetti freddi e le
+vacche immote sulle rive a specchiarsi e le pecore lanose sdraiate sui
+pendii e i corti vitelli dalle gambe lunghe, che labbreggiano cercando
+le mamme, e le mandriane brune che addormono in grembo la testa del
+mandriano.... Udiste il nostro grido d'allegria?
+
+È sera. Il cielo al suo cobalto mischia il nero: addensa la tinta:
+taciono i monti e si aggravano sulle valli: non stride un grillo, non
+geme un uccello, ma solo rombano i torrenti. Io guardo le cime e mi
+domando:--Se dovessi ancora salire lassù nel tenebrore? Una notte
+tra i faggi e le balze? Senza provvisioni?--e cammino tacitamente e
+spio il volto della ragazza, che di rubicondo e sanissimo, s'è
+fatto freddiccio e violaceo: fiori ed erbe e sassi e ruscelli
+sereneranno tranquilli: alle stelle mi sento quasi tentato di dire:--A
+che vi affollate in questa zona di cielo? Non vi è pupilla che vi
+contempli, non v'è dolore, non v'è amore!--.... Sfilano le
+vacche, ciondolando i campanacci e smottando il terreno: le conto,
+una, due, quattro, sei.... Non le conto più: ascolto dei sospiri
+gravissimi, dei fruscii, delle note sorde: non è il dodòn,
+dodòn, no, ma un tardo addio. Si sbandano ancora le caprette, ma
+trottando, quasi paurose di slontanarsi dalla torma: ballonzano
+pesantemente i montoni, come cose balorde: segue il mandriano con un
+fascio di radiconi sul capo.... Si vorrebbe udire un suono di campana
+benedetta, vedere un cimiterio, passare innanzi a un'osteria dal
+focolare vampeggiente: insomma accorgerci del massimo beneficio degli
+uomini stretti in società, l'aiuto, il ricordo, la speranza,
+l'oste, il prete.... Si pensa saltando di sasso in sasso:--È questo
+il sentiero che deve battere il medico condotto, se è chiamato di
+notte da chi non istà bene? Oh che luoghi! E lo speziale? Vorrei
+vederla quella bottega, io che mi prendo le medicine inglesi! Oh che
+gente! Eppure qui si vive tutto l'anno da migliaia d'anni, qui si
+nasce e si muore e si ignora che c'è la città, la nostra
+città, che ci sono io che a st'ora mi sento ed ho grandi
+bisogni!--Cala sempre più la notte.... Di lontano, dei lumi! Ci
+guardiamo di dietro per gustare di più la tetra oscurità senza
+compassione, e poi affisarci nei punti rossigni, provvisti, carissimi,
+umani.... Aaah! I nomi di Ludwigs Höhe, di Parrospitze, di
+Signalkuppe, di Schwarzhorn, e cent'altri, che ci si ficcarono tutto
+il giorno nel desiderio ambizioso, diventano strani, crudeli,
+ghiacciati: vengono insidiosissimi e saporiti, per così dire, nella
+gola quei battesimi ambrosiani delle nostre buone donne di servizio:
+se la Peppa ci desse qui un _risottino_ fumante! Se Perpetua allagasse
+di _conza_ un piattone di stufato!... Aaah!...
+
+* * *
+
+Arriviamo al paese, all'albergo, ai grandi lumi, caldi e vivissimi: la
+guida ci precede: ci viene incontro una cameriera tutta in chiaro.... Che
+effetto strano in quell'eleganza! Giacchè l'abbiamo abbandonata, ci
+volgiamo indietro all'oscurità, a gettare uno sguardo alle prime luci che
+incomincia a nevicare giù la luna: a quest'ora, al termine del
+pellegrinaggio, siamo quasi dolenti di non soffrire più privazioni,
+d'esser giunti, d'esser sicuri: con stringicore ci sovveniamo di
+qualcosa, di qualcuno, di qualcuna: è un lampo di poesia, la chiusa, la
+consacrazione della giornata. Il mio amico pensa di sicuro:--Se mia
+cugina vedesse dove sono!--ed io sospiro:--La mia povera Tea è in
+collegio!--Squilla una campanella per noi. La gente che c'è, donnine
+avvolte nelle ciarpe e uomini in _gilé_ bianco, s'affaccia ai nuovi
+venuti, lì dallo spiano del terrazzo, qua dalla _lobia_ del _châlet_. Oh
+seccature! oh figurini profumati! oh statuette di porcellana! Suona un
+pianoforte: e s'odono delle risa inviziatelle, aristocratiche,
+maliziose.... Noi, un po' orsi, pesanti, impolverati, goffi, rizziamo il
+capo facendo dondolare sul cappello il mazzetto di fiori.--Mi
+rincresce,--dice la cameriera:--ma la _table d'hôte_ è finita.--(Meglio!
+meglio!)--Mi spiace, ma....--Non importa: arriviamo da....--giù un
+nomaccio:--Ceneremo da alpinisti.--A cena, sulla candida tovaglia, fra le
+posate e le bottiglie lustranti, fra le boccette della senape e di
+cent'altre leccornie obliate da noi, in mezzo a tante meraviglie, apriamo
+e riapriamo la Guida: il seguire sulla carta il viaggio e il pronunciare
+delle sillabe, _spitze_ ed _höhe_, sul musino bianco e pastosello delle
+cameriere è la gioia che fa passare ogni stanchezza: i bei nomoni sono
+come il pepe delle vivande che si mangiano. Stamattina, questi nomi erano
+muti, _colle, passo, comba, alp, cima, horn_, erano bianco su nero,
+parole: a quest'ora sono quel che sono!--Si guarda l'itinerario pel
+domani: e quei nuovi nomi, quelle nuove _x_ diventano desideri
+ardentissimi. E si ciarla, si ciarla, poi si prendono dalla caminiera del
+salon i biglietti litografati dell'_Hôtel et Pension_, si leggono le
+_promenades et environs--ascensions principales--voyages--le elevazioni
+sul livello del mare delle principali vette dei monti nei dintorni_: si
+sa che _on parle allemand, français, italien--on tient des mulets et des
+guides pour la commodité des Voyageurs:_ fanno pietà in un angolo i
+parasoli delle signore e gli _alpenstock_ bianchissimi col cornetto di
+camoscio e i cappellini alla moschettiera colla piuma spavalda: si
+scarabocchia il nome sull'albo dei forestieri. Guarda, guarda: c'è il
+dottor tale, milanese, peuh! C'è la famiglia tale! Schiva! Tutte
+scarpette basse e piedini di butirro!... Vicino s'ode nuovamente il suono
+del pianoforte e un calpestìo di danze... La fiamma della candela sembra
+ingrossarsi al nostro occhio, vestirsi di nubi vaporose, razzare,
+tremolare: la mano stropiccia gli occhi come per cacciarne fuori delle
+briciole di pane pungenti, la testa si china sulla Guida, il ghiacciaio
+dell'itinerario si allarga come un lenzuolo... un lenzuolo di un ottimo
+letto... Chi dà un letto?... Intanto che già si sogna vagamente e
+penosamente di camminare per scheggioni, per grotte, per frane,
+attraverso ghiacci, la cameriera ci tocca su un braccio. Eravamo
+addormentati.
+
+Anche voi, o lettori, dormite a questa mia cicalata? Vi domando mille
+perdoni. L'esordio è finito.
+
+E sulle mie labbra c'è il sorriso dell'uomo contento. Voi, amici
+miei, avete 32 gradi, voi passeggiate dalla Galleria al forno del
+vostro studiolo. Io tolgo adesso gli occhi da' miei fiori, dalla mia
+Guida, dalla mia fiaschetta, e fremo agli ultimi brividi freddissimi
+che m'ha lasciato la doccia delle 11 ore.
+
+La mia escursione è incominciata da Biella, s'è spinta su al
+_Corno del Camoscio_ vicino al Monte Rosa, è calata ad Orla, ha
+voluto il riposo allo Stabilimento Idropatico d'Oropa.
+
+Io mi dico:--Come si fa a scriverle, certe cose?--e mi arrovello. Voi
+direte:--Come si fa a leggerle?--e....
+
+E chiudete pure il giornale: io apro la Guida.
+
+
+
+
+BIELLA.
+
+
+«Il Circondario di Biella è limitato al nord, all'ovest e al
+sud-ovest dalle linee di separazione delle acque della Sesia e del
+Leiss e poscia della Dora, ed è chiuso all'est ed al sud da confini
+meno naturali, che tagliano le vallate dei torrenti che hanno origine
+dalla costiera settentrionale ed occidentale. Esso ha una superficie
+di 960,48 chilometri quadrati, e una popolazione di 126,360 abitanti
+(censimento del 1861). Vi sono quindi 131,56 abitanti per chilometro
+quadrato, mentre in media nel regno d'Italia non si hanno che 83,54
+abitanti per chilometro quadrato. E questo non è poco, ove si
+consideri che il 57% del suolo biellese è montuoso. Principali
+torrenti sono al nord la Sessera che volge verso l'est ed al sud il
+Cervo, cui fanno capo la Viona, l'Elvo, l'Oremo, l'Oropa, la Strona,
+la Roasenda, tutti gli altri torrenti insomma che non mettono nella
+Sessera.» E basta. Mille grazie al signor Quintino Sella che
+pronunciò queste parole nel discorso inaugurale della prima
+riunione straordinaria della Società italiana di Scienze naturali
+in Biella. Io non lo saccheggierò più: perchè, rubando male,
+il _terreno diluviale_, le _alluvioni_, il _diluvium_, il _pliocene_, il
+_calcare_, le _roccie feldispatiche e micacee_, l'_anfilobo_ e la
+_diorite_, la _formazione sienitica_ e il _melafiro_, e l'altre parolone
+mi potrebbero procurare qualche tirata d'orecchi da chi ha sulle corna la
+poesia e gli acquerellisti.
+
+Biella (_Bullarella, Buraiella, Buiella, Bucella, Bugella_) è al
+confluente dell'Oropa cel Cervo. Che sia città antica (153 ab U.
+C.) lo comprovano la iscrizione di Caio Publicio Crescenzio e l'altre
+che si conservano nella casa parrocchiale, il sepolcro de' romani
+Melii, ora divenuto battisterio, la medaglia fatta per commemorare la
+ruina di Gerusalemme. Da Lodovico il Pio e da Lotario fu donata al
+conte Bosone nell'826: poi da Carlo, da Ottone, da Corrado, da
+Federigo I alla chiesa vercellese: nel secolo XIII si levò ad
+animosa controversia per sottrarsi al dominio di Vercelli: nel XIV
+provò il furore della peste, segnò di croci rosse i militi
+contro Fra Dolcino, si scosse di dosso il vescovo tirannello Giovanni
+Fieschi: nel 1379 diede giuramento di fedeltà al conte di Savoia:
+nel 1525 gli imperiali vi aguzzarono l'unghie. Trascrivo un
+particolare che soddisferà la curiosa domanda di alcuni miei
+amici:--«Il maresciallo francese Brissac estese la sua occupazione su
+parte del Biellese ed obbligò il comune ad inviare a Parigi dei
+legati per il giuramento di fedellà ad Enrico II e per ottenere la
+conferma di tutti i privilegi. Si fu in quell'epoca che si
+incominciò il commercio delle lane colla Francia e principalmente
+con Lione, e ne venne il motto _francese di Biella_, perchè il comune
+di Lione accordò con diploma 23 gennaio 1558, il privilegio di
+cittadinanza ai Biellesi.» (_Guida per gite ed escursioni nel Biellese,
+edita e compilata per cura della Direzione del Club Alpino, sezione di
+Biella, 1873_). Poi Biella ebbe ancora la peste, gli Spagnuoli e i
+Francesi, peggiori della peste, e di nuovo i Francesi.
+
+Biella è una cittadina simpatica, che si presenta pulita,
+sanissima, affaccendata, percorsa da cento omnibus dalla stazione
+verso il santuario e verso Andorno. Nella via maestra vi sono dei
+portici sotto cui s'impaccia la gente ai giorni di mercati popolosi:
+tutto vi si trova, dalle usuali terraglie impastate colle argille di
+Ronco e Ternengo agli immensi tesori delle fabbriche grandiose. Nuove
+piazze, nuove vie, nuovi edifizi accennano ad intendimenti edilizi di
+buon gusto. De' monumenti conosco il Duomo, incominciato nel 1402 e
+finito nel 1825: vorrebbe esser gotico nell'insieme, ma stentato
+nell'ornamentazione, senza gusto, senza carattere, goffo e
+pretenzioso, coll'alto peristilio che mischia persino dei capitelli
+semi-egiziani agli archi acuti, alle colonne allampanate, al terrazzo
+sopracarico di tabernacoletti, di sfere, di piramidi, in tutto ha
+qualcosa del cartone dipinto a gesso e colla: nell'interno si può
+perdonare qualcosa, in vista d'una pittura del Lanino e d'un pulpito
+in legno scolpito.
+
+Il Battistero è un tempietto ottagono, di mattoni grossi,
+incoronato da tanti arcucci venerandi, con una scoltura che porta
+effigiati due putti carnosi, bene atteggiati sullo sfondo di un
+colonnato a rigidi profili. Una porticina conduce a un sotterraneo,
+un'altra al piano terreno. Il pretino che ci accompagnò ci disse
+che giù c'erano due tombe di vescovi: dal mazzo di chiavi una sola
+scelse e ci aprì il battistero, nudo, gretto, squallido. De' Melii,
+delle lapidi romane e delle notizie che gli domandai intorno al
+Galliari, al Cogrosso, al Vacca, al Fea, al Gonin, il povero
+schiccheratore di fedi di nascite e di morti ne sapeva come le ragazze
+che, colla gabassa sulle spalle, comperano gli zoccoli. San Cassiano
+si presenta coll'alto peristilio sbiancato: è chiesa di fondazione
+antica, di cui le memorie rimontano al 1200. Ma, povera Arte! Ero
+insoddisfatto. Per conto mio, ho guardato e riguardato la porta e la
+porticina antica dell'albergo d'Europa, con alcuni dettagli di fascie
+robuste, tracce di finestroni, la scoltura dei due angioletti che si
+baciano, reggendo lo scudo col motto _Ubi Pax ibi Deus_, e i due stemmi
+che spiccano sul campo nero d'un riquadro. Il mio pretino,
+eruditissima guida, mi perdonerà se taccio del Seminario, del
+Palazzo vescovile, della Trinità, dell'Amministrazione dell'Ospizio
+d'Oropa, dell'Ospedale, del S. Paolo, del S. Filippo, ecc., mi saranno
+invece grati i lettori se dico loro che nella città vi sono 9
+fabbriche di drapperia e filati, 12 depositi di lane e rappresentanze
+di case estere, 2 fabbriche di maglie, 8 di bordati, 5 di cappelli, 5
+concerie, la grandiosa fonderia di ghisa degli Squindo e l'altra dei
+Girelli, la nota cartiera Amosso e la birreria di Menabrea. Sella,
+Rosazza, Poma, Bozzalla, Garbaccio, Boussu, Trombetta, nell'industria
+hanno tanto nome, quanto splendore avevano nei tempi andati i
+Ternengo, la casa Lamarmora, i principi di Masserano, i principi della
+Cisterna. Benedetto il Cervo e l'Oropa! Sì, il lavoro ferve
+animatissimo dappertutto, sia nei vasti fabbricati che hanno 400
+finestroni, da dove rombano le macchine più meravigliose del
+progresso, sia sotto ai portichetti smattonatì dove le ragazze,
+cantando, impagliano scranne o filano colla conocchia della nonna.
+Esempio siano: il lanificio Piacenza a Pollone, la fabbrica dei Poma a
+Occhieppo superiore, a Miagliano il cotonificio pure Poma, colle case
+degli operai costrutte sul modello di quelle di Mulhouse in Alsazia:
+esempio presenti la _fia della Nastasia_ al Favaro. Lo dico con
+orgoglio: gli stabilimenti industriali di Biella sommateli voi, io
+v'ho date le cifre: 190 sono quelli del Circondario (_Guida del Club
+Alpino_, ecc.). Si lavora, si lavora, si lavora, ognuno secondo le
+proprie forze: i figli della _fia di Nastasia_ un di mangeranno il pane
+che sa di sudore onoratissimo e di lucido acciaio strofinato e di
+grasso abbruciato, se pure non lo faranno mangiare agli altri: il
+lavoro ha sempre avuto un premio.
+
+Per controbilanciare il poco bene che ho detto di Biella, come
+accoglitrice di cose d'Arte, devo parlare e col massimo piacere di
+Biella-Piazza, o sia di Biella alta, un gruppo della città, su un
+poggio, dove difficilmente capita il viaggiatore per Oropa. Al sommo
+dell'erta salita si presenta un edificio del rinascimento, di gusto
+squisitissimo, con finestre rettangolari, fascie dipinte di azzurro,
+linee egregie, i campi illustrati da storie belligere, gli occhi di
+bue, e sotto la gronda le tracce elegantissime degli archetti che
+sporgevano a sostenere il tetto. Di sotto al sudiciume, alle moderne
+manomissioni, all'opera del tempo, esce un profumo d'Arte gentile,
+corretta, spigliata. Di chi fu quella casa? Ho domandato invano.
+Nell'interno c'è la fabbrica di maglierie dei Guglielminotti:
+domina la sbiancatura e l'adattamento. Nell'istessa viuzza, su cui
+dà il fianco, s'incontrano delle fascie di terra cotta, due o tre a
+frange trilobate, una a targhette, grifoni e flessuoso svolgersi di
+foglie. Il palazzo del principe della Cisterna mostra l'architettura
+salda e già capricciosa del cinquecento: portone col poggiuolo
+marmoreo, finestre col timpano spezzato e i busti, colonne bozzate, e
+all'alto un loggiato d'arconcelli coperto. Lo dicono anche _il
+Castello_. Nell'interno ho visitato una torricella colla scala a
+chiocciola, i solai spaziosi, adorni di una porta acuta a fascia di
+terra cotta, lo scalone nudo, a cui è unita la tradizione della
+_morte segreta_, un muraglione cioè pieno di coltelli e trabocchetti,
+e finalmente i saloni. Il palazzo è ridotto a filatoio. Ma bisogna
+ancora vederle quelle travature, quei freschi a chiaroscuro che
+ricingono le somme pareti, quel camino eretto sugli orecchioni, colla
+cappa scolpita, ornata, dorata, colle statue sedenti e gli stemmi e
+gli stucchi e i finestroni! Bisogna immaginare il decoro sontuoso
+degli arazzi, dove ora sporgono le cornici di legno spezzate e i
+chiodi ritorti: i mobiloni di noce, le seggiole di broccato, i
+ritratti degli avi, dove ora s'ammucchiano i telai spezzati!
+L'_ambiente_ è austero. Citerò anche la chiesa di Sant'Anna che
+doveva esser bella, se non intervenivano a vituperarla pennello e
+cazzuola, sì che pare che i santi del Gaudenzio Ferrari e le sante
+stecchite fra le colonnine d'oro spirali, pare rimpiangano i buoni
+tempi. Attiguo c'è il palazzo Ternengo, con un cospicuo archivio
+patrio, si dice. Poi c'è il Palazzo del Comune, la casa Lamarmora,
+quella dei principi di Masserano, ora stabilimento idropatico. Dal
+Piazzo volevo scendere in Vernato per gustarvi un bel quadro antico, e
+poi a San Sebastiano attratto dal _Cristo_ del Ferrari, dall'_Assunzione_
+del Luino, dalla _Trinità_ del Moncalvo, e da altri dipinti di scuola
+lombarda e vercellese, che avevo già veduto l'anno scorso: ma
+l'amico che mi accompagnava si diceva stanco all'aria della città.
+È vero, è calda, è noiosa. Vogliamo respirare.
+
+Giacchè ho incominciato la tiritera parlando di monti, finirò
+rendendo il mio omaggio alla simpatica Biella e facendo voti pel suo
+Club Alpino. Fu istituito dal signor Giuseppe Corona, è presieduto
+da Q. Sella, diretto da Corona Giuseppe e Lodovico Garzena, Amosso,
+Pozzo, Prario, Vallino, Vercellone. L'illustrano Sella, l'astronomo
+padre Denza, il vescovo Losana, l'erborista Zumaglini. Per un pezzo io
+ho avuto tra le mani la Guida edita dalla Direzione: da Piedicavallo,
+dall'Alp Pianell, dal Colle della Mologna grande, dal Colle di
+Loozonèi, dall'Alp Ober-Loo, da Lomatta, da Gressoney, dal Colle
+d'Ollen, da Alagna, da tutti i luoghi in cui verificavo l'ore del mio
+orologio con quelle notate dalla Direzione su quel libricciuolo
+carissimo, mandavo un saluto a quegli egregi che, istituendo la
+società del Club Alpino, preparano all'Italia uomini sani,
+entusiasti alle bellezze grandiosissime, desiosi di scuole tanto
+larghe, quanto l'anfiteatro dei monti. E di nuovo un saluto!
+
+
+
+
+II
+
+
+Dopo che abbiamo chiacchierato tanto, vi parrebbe tempo, o signori, di
+fare una passeggiatina? Vi sono torrenti scroscianti che c'invitano,
+freschissimi castagneti, gruppi di frassini, pendii, scese,
+scaglioncini da giardino inglese, frane dirotte, ciclami nicchiati
+sotto ai massi stillanti, stradoni e stradette mulattiere, ponti
+altissimi e _plance_ traballanti, paesotti, manifatture e castella e
+storiche memorie: di lontano sempre i sommi deserti delle Alpi. Volete
+carrozze? Biella ne ha a centinaia. Volete cavalli? Eccovi bestie
+membrute, colle gaie sonagliere. Volete camminare da alpinisti?
+Provvedetevi un paio di scarpe dal calzolaio Crosa di Via Maestra.
+
+Dove si va? All'Ospizio di Oropa. In questo ci arresteremo un po' fra
+alcuni giorni: scegliamo per ora le scorse. Si va a Cossila, _lunga e
+sottil_, sino allo stabilimento idropatico aperto nel 1858 dal dottor
+Vinea ed ora tenuto del dottor Emilio Coda con poco prospere sorti: si va
+al Favaro dalla _fia di Nastasia_ e si può salire alla vetta della
+Burcina: a Pollone, al grandioso lanificio Piacenza: a Sordevolo, paese
+sull'Elvo, dove strepitano le industri macchine del Vercellone, del
+Sormano, del Maia, dove ancora si rappresenta eroicomicamente il _mistero
+della passione e morte_: all'austero convento della Trappa (1058 m.), fra
+le cui tetre rovine d'arcate, di sale, di celle, di refettori, si
+scalcinano all'eterno oblio i _moniti salutari_ dipinti; dietro la Trappa
+in un piccolo abituro c'è la tomba, colla scritta C. W. 1803, dell'ultimo
+di quei laboriosissimi monaci agricoltori: si va all'Ospizio di Graglia,
+di cui ciarleremo più sotto: ai due Occhieppo: al villaggio di Graglia:
+al castello di Gaglianico, donato nel 1152 da Federigo imperatore al
+vescovo Uguccione, il fondatore di Biella-Piazzo: al castello di
+Moncavallo: alla vetta del Bricco e al castello di Ternengo, a
+Pettinengo, a Mosso: ad Andorno, a Sagliano-Micca, all'Ospizio di san
+Giovanni, pei quali luoghi prometto tre ciarle: si va alla Colma
+d'Andorno, ai tre Turlo, alla Bocchetta della Sessera: a Tolegno; alle
+castella di Perrione, di Verrone, di Valdengo, di Perretto, di
+Castellengo, di Repolo, di Masino, d'Azeglio... Volete altro? Non finirei
+più: e vi dico che queste sono tutte scorse bellissime che soddisfano
+tutti i gusti. La signora troverà la strada comoda o la carrozza, o
+strillerà capricciosamente sulla sella dei muli: la ragazza avrà i
+fiorellini, i maschiotti le noci da rubacchiare e i prati dove
+scorrazzare, saltando le rustiche barriere. C'è un poeta nella comitiva?
+Canterà le _chiare, fresche, dolci acque_: intanto che il prete
+sberretterà cento cappelle colla Madonna negra, l'uomo serio calcolerà i
+_cavalli-vapore_ della tale e tal'altra macchina, l'innamorato, che non
+manca mai, vedrà la gonna diletta sventolare voluttuosamente alle
+frizzanti aure dell'Elvo, dell'Oropa, del Cervo, e il botanico
+incomincierà e proseguirà per non finire:--_Cyclamen europæum, rudici
+orbiculari, foliis synanthiis cordato orbiculatis obtusiusculis
+denticulates subzonalis lacitis corollæ lanceolatis corollæ fauce
+integra. C. æstivum Reich, excurs. 407, C. litorale Sadler. C. officinale
+Wend. C. retroflexum. Moeneh apud Duby_... etc. Dove lascio me? Io avrò
+sempre da sorridere alle lapidi dei morti e alla formica, che, arrampica,
+arrampica, arrampica, vuole scalare i dadi di pietra degli antichi
+castelli. Poveri morti e povera formica!
+
+Ho promesso due righe per l'Ospizio di Graglia, per Andorno, Sagliano
+e San Giovanni: la sosta la faremo all'Oropa.
+
+L'Ospizio di Graglia sorge a 826 m. sul livello del mare, su di un
+colle verdeggiante, fra monti verdeggianti, e signoreggia una pianura
+verdeggiante che muore nel glauco nebbioso dell'orizzonte, dall'Elvo
+fin oltre il Ticino e a Milano. Ed ecco le Alpi Graie, il Monviso, la
+catena degli Appennini, Superga, la cupola di san Gaudenzio di Novara,
+l'aguglia del nostro Duomo: e sotto sotto i villaggi dall'Elvo alla
+Serra. E per la povera penna la descrizione è finita: nel calamaio
+ho solo il nero sbiadito dell'inchiostro e l'acido dell'aceto, negli
+occhi ho il sole fulgidissimo, coloritore, diffuso, nel cuore ho una
+mestizia indefinita: tra gli ampi spettacoloni e la mia povera pupilla
+sempre si pone una lente colle iridi più care, una bella lagrima e
+ben calda.... Dite quello che volete: ma è così, e così ho
+imparato solitariamente ad amare Madre Natura. L'Ospizio ha una
+facciata greggia, con un piccolo corpo avanzato nel mezzo, cioè due
+loggiati sovrapposti a tre archi, e un terrazzo al sommo: su un fianco
+i mattoni addentellati promettono la continuazione dell'edificio:
+dall'interno s'alza una cupola di 38 metri, a foggia di un torrione.
+Non squilla nessuna campanetta pei nuovi venuti: non s'invoca nessun
+santo, nè si scioglie voto: chi arriva a piedi trova che l'ingresso
+al santuario è l'ingresso a una trattoria. L'odore delle bistecche
+sale su ai tre corridoi dei tre piani, ove s'allineano gli usci delle
+camere ospitali. La chiesa è costrutta secondo la forma di una
+croce greca, un po' squallida, un po' fredda, colle pitture della
+cupola fatte da Fabrizio Calliari e una statua in legno della Madonna.
+Il tutto insieme che aspetto ha? Un aspetto tranquillo, polito e,
+diciamolo, melanconico. A me ha fatto l'effetto di una solitudine in
+una gran solitudine. Il passeggiare nei freschi corritoi mi sembra una
+occupazione da fraticelli vecchissimi: fra il toc-toc degli orologi a
+torricella, le gerle delle guide che sono andate alla chiesa o a
+succiare l'acqua della fontana, fra i busti dei benefattori, le lapidi
+degli insigni visitatori, leggiamo l'uffiziolo, quieti, strascicando
+le ciabatte larghe, cogli occhi imbrogliati dal sonno della pace,
+passandoci la mano grinzosa sulla testa pelata che luccica di riflessi
+d'avorio.... Ah che vita!... O fraticelli, non falliamo l'uscio delle
+cellette: elegantissime signore vengono all'Ospizio nei mesi d'estate
+e d'autunno, e vi rimangono nove giorni, lasciando al decimo sui
+mobili la cipria rosea, e nei cassettoni quei profumi nobilissimi,
+indizio ch'è passato un serpente: è vero, entrando in una camera
+così abbandonata di fresco si è persino rispettosi dinnanzi al
+grande disordine sparso da una piccola manina, e si soffre caramente
+un ignoto abbandono, e si ama la cipria e l'_opoponax_. Verrà la
+lercia fantesca, affagottata come una monaca, a spolverare i mobili
+colla scopa, a spargere il suo tanfo di sudore e di sacristia. D'altro
+non so dirvi, perchè non ho letto il libro del teologo Marocco:
+_Rimembranze di un viaggio da Torino a Graglia_. Dall'interna piazzuola
+sotto il giro degli alberi, dopo avere fatto un sonnellino
+ristoratore, colla pancia al sole e la testa all'ombrìa verde, ho
+dato uno sguardo alle poche cappelle che vanno su su al monte,
+abbrustolandosi al meriggio. Le statue in terra cotta del Tabacchetti
+non valevano due soli degli svolazzucci dorati che dal collo
+lanuginoso della nostra guida, la _Main_, scappavano sotto le trecce
+attorte della gentilissima testina. Povera figliuola! Rammento la sua
+tinta bruna, gli occhi ingenui se guardavano, pudichi se erano
+guardati, il sorriso confidente dei sedici anni, e quel mento e quel
+collino da gran dama! Aveva il suo fazzoletto, la pezzuola, il
+corsetto, la gonna, il grembiale, tutto a modo, tutto per lei: due
+sole cose mi facevano compassione, le scarpacce e la gerla: quelle
+parvero dirmi:--Noi costiamo tanto e tanto!--e questa:--Ho portato
+delle colazioni, con molta roba di Dio, su alle cime pei gran signori
+che mangiano coi guanti: ma la mia povera padroncina all'inverno,
+quando mi colma di legna gelate e mi fa ballare giù, giù giù,
+fino al Favaro, trova una minestra lunga e bianca bianca....--Ah,
+signori miei, non mi commovo alla polenta ruvida, al latte coagulato,
+ai formaggi duri, anzi per me le considero come leccornie capricciose
+d'un giorno all'anno, ma la minestra che fa scaldare le mani attorno
+alle scodelle, che si mangia a cucchiaiate, che fa tanto bene allo
+stomaco, l'auguro saporita a tutti, massime alla povera gente! E in
+tutti i giorni dell'anno!... Quando la _Main_ fosse stata sposa (e glie
+lo desideravo presto), mi pareva che un grande garofano dovesse su
+quei capegli spirare l'aperta allegria di un mattino di maggio, e lei,
+volgendo la testina all'insù a prendere ingordamente il sodo
+bacione di un bersagliere del Favaro, lei dovesse mostrare tutto il
+suo collo, candido di sotto, rispettato dal sole. Sì, _Main_, io ho
+amato le tue trecce bionde, lo ripeto ancora, attorte dietro la
+testina, e la medaglietta d'Oropa che si perdeva giù fra le modeste
+pieghe della tua camiciuola. E ti rammento Graglia perchè là eri
+lieta, sollazzevole, senza pensiero. Un dì forse racconterò la
+brutta istoria delle tue lagrime, io che le ho viste cadere sulle tue
+manine, come le prime gocce di un grande uragano. Non avevi mai
+pianto, povera capretta dei monti!
+
+Sino da quando io ero alle prime scuole, fra i _doveri morali e civili_,
+che imparavo a sillabare, come tipo di un dovere sublime, mi
+giganteggiava innanzi la figura nera di un soldato, di cui mi pareva
+rammentarne l'uniforme, coi nastri alle bottoniere, la grande tracolla e
+la miccia bituminosa e fumante. Pietro Micca era giù nel sotterraneo, fra
+i barili di polvere: suonavano i picconi dei nemici sempre più vicino:
+crepitava la fiamma della miccia nel buio. Si udì uno di quei sospiri che
+fremono come l'aria del liberissimo mare, quando sembra sdegnoso di
+confini: la piccola fiamma--sicurissima--avvampò. Poi successe il caos
+che tuona, l'inferno che strugge, sbattendo le ruine al cielo, la
+tremenda ridda delle mille viscere squarciate e palpitanti, i rivi di
+sangue sulla terra abbrustolata e fessa, i cervelli oscenamente incollati
+e le ossa scheggiate. Torino è salva! i francesi distrutti! la rocca è
+saltata! Io leggevo e rileggevo quel racconto, e con me i piccolini
+sillabanti finivano a guardare il vecchio maestruccio che piangeva.
+Eravamo nel 1859: a chi è di già agghiacciato a certi entusiasmi valga
+qualcosa la data. È giunto il tempo in cui io ho potuto pellegrinare nel
+Biellese a visitare la casetta del martire minatore: ma il mio povero
+maestruccio ha finito di addentare mozziconi ultimissimi di sigari e
+giace sotto fra le quattr'assi: come l'ho ricordato!... Sagliano-Micca è
+la continuazione del borgo d'Andorno: un paese di 2300 abitanti, colla
+solita via maestra a case belle e brutte, alcuni lanifici, stabilimenti
+di filature, 600 operai fabbricatori di cappelli, un collegio-convitto, e
+giù il Cervo strepitante che si mesce alla Moreccia. La casa del Micca dà
+in un vicoluccio: due muretti e una scala, ecco tutto. Non vi fila la
+vecchia discendente dell'animoso, ma una vecchia Madre, la Patria,
+sublimemente silenziosa e presente, sembra alla religione invocare la
+santa illusione di una seconda vita. Che Pietro Micca ritorni al suo
+focolare e vegga! Ch'egli ancora santifichi questo santuario degli
+Italiani! Ch'egli viva eterno giacchè è morto colla fede dei primi
+cristiani!... Sei lapidi fregiano gli scheggioni storici della casetta:
+
+_Entra e vedrai il marmo--che ti addita l'umile abituro--del gran
+minatore Pietro Micca._
+
+_Pietro Micca--il sesto giorno di marzo 1677--trasse in questa casipola
+i natali--il ventesimonono di ottobre 1704 impalmò Maria Pasquale
+Bonini--da cui venne allietato del figlio Giacomo--e la memoranda
+notte del 29 agosto 1706--allo sboccar delle schiere francesi--nella
+vegliata rocca di Torino--incendiando animoso le mine--ostia
+volontaria s'immolò alla patria--ammirate nel saglianese--un Codro
+novello._
+
+_Amedeo Maria di Savoia duca d'Aosta--il quarto giorno di agosto
+1864---visitando non ancora quadrilustre--la casipola di Pietro
+Micca--mostrò--di nutrire i sensi del generoso--che alla vita
+antepone la patria--ridestò negli animi la speranza--di nuove
+glorie all'Italia--e fece atto di viva gratitudine--verso il soldato
+pel cui eroismo--la corona ducale fu conservata--e la regia posta in
+capo--ai principi di Savoia._
+
+_Giuseppe Garibaldi--il diciannovesimo di giugno 1859--pria di avviarsi
+alla guerra italica--inspirandosi all'abituro dell'eroe biellese--il
+cui magnanimo sacrificio--salvò il Piemonte dal franco invasore--vi
+appose in omaggio del generoso--un serto di fiori--arra certissima del
+serto d'alloro--che avrebbe incoronata la fronte--all'eroe niceno--le
+cui mirabili gesta tanto conferirono--a redimere la Lombardia--dal
+teutono oppressore_.
+
+_A Pietro Micca--morto a difesa d'Italia--contro l'invasione
+straniera--nel loco ove nacque--alcuni modenesi--crociati per la
+indipendenza della patria--pronti all'armi al cessare della
+pace--questa memoria--1848._
+
+_Alla memoria di Pietro Micca--morto eroicamente--nel compimento di un
+santo dovere--alcune donne--delle diverse provincie d'Italia--come
+esempio ai figli--posero questa lapide--il III agosto_ 1876.
+
+_Salve--Pietro Micca--vera gloria d'Italia--di santissimo
+eroismo--splendido esempio--Te fra gli itali campioni--la storia
+illustra ed eterna--e Sagliano che ti diè culla--sull'abituro reso
+grande da te--nel secondo centenario di tua nascita--pone riverente
+questo ricordo--addì 27 agosto 1876._
+
+L'esempio del Micca ha valso: un secolo dopo di lui Giacomo Antonio
+Pasquale nelle milizie napoleoniche seppe meritarsi il vanto d'esser nato
+(1778) in Sagliano: a Ronzon in Aragona nel 1813, minatore e
+sott'ufficiale del genio, con 100 soldati combattè fiera guerra
+sotterranea contro 3000 spagnuoli, non cedendo il forte che
+onorevolissimamente, dopo la caduta di Lerida e di Maquinenza..--St'anno,
+non so perchè anticipandolo, s'è celebrato il secondo centenario del
+Micca: non ho veduto apparecchi in Sagliano: so che ci furono discorsi e
+banchetti, ma principalmente attesto che il maggiore Pasquina del 17°
+fanteria, dalla festa ritornato al nostro stabilimento idropatico, fu
+salutato con sincerissimi evviva: egli mostrava fregiato il suo petto da
+due medaglie al valor militare e dall'altre delle campagne
+dell'Indipendenza. Nell'esercito italiano si continuano le tradizioni
+memorande del piccolo esercito piemontese.
+
+Andorno è borgo antico: fu donato dal vescovo Liutprando, da Carlo
+il Calvo alla chiesa vercellese, riconfermato da Ottone III: nel 1378
+dal vescovo Fieschi venduto a Ibleto di Challand: un anno dopo per la
+spontanea dedizione si affidava alla mano leale di Amedeo VI di
+Savoia. Il castello colla torre fu un'antica commenda dei cavalieri
+gerosolimitani: ora guarda giù, rintonacato alla moderna, e vede le
+industrie animose, svariate, produttive: esempio massimo il
+cotonificio di Miagliano. Lo stabilimento idropatico (600 m.) così
+bene diretto dal dott. Carlo Corte, così frequentato dai milanesi,
+flagella le sue docce su morbidi corpicciuoli, candidissimi e nervosi,
+dove un dì borbottavano incappucciate e insaccate, giallissime e
+linfatiche, le monache cistercensi: e dove si chiudeva come in un
+castello l'arcigno vescovo Fieschi, sui bei giardini della montagna,
+sugli spiani claustrali scorazzano sanguigni giovanotti, inseguendo
+farfalle... o fanciulle. La natura intorno vi è mesta: giù prati
+con salici, dossi boscosi di castagneti, edifici bianchi e rumorosi
+opifici, e folte case e cielo compiacente. Vi paiono luoghi che
+conoscete da un pezzo, che avete visti e stravisti, dove avete letto
+l'Aleardi e fumata la prima sigaretta, per piacere alla prima _fiamma_
+vagabonda sulle rive a cercare il fiorello azzurro _non ti scordar di
+me_... Vedete anche il grano turco che vi rammenta le aie e le canzoni
+lombarde e le melanconie erotiche alla luna, quando _lei_ colle sue
+manine voleva cavarsi il capriccio di scartocciare le pannocchie:
+vedete le viti coi grappoli dell'idillio; _lei_ che vivrebbe anche d'un
+grano solo al giorno se... Vedete le patate. In altra occasione vi
+farò della poesia, per ora no, e vi dico che la natura di Andorno
+sta a questa di Oropa precisamente come una fanciulla brianzuola ad
+una donna alpigiana.--Ad Andorno è nato nel 1707 e morto nel 1794,
+il valente pittore di prospettiva Bernardino Galliari, che
+_all'eccellenza dell'ingegno, semplicità di costume, bontà e
+religione accoppiando, colle opere sue dentro e fuori d'Italia il suo
+nome eternò_. Così l'iscrizione sul suo sepolcro nella chiesa
+parrocchiale.
+
+L'Ospizio d'Andorno è detto di San Giovanni ed è assai insù
+nella valle del Cervo, ad un'ora e mezza di vettura dal borgo. Il
+Cervo colle sue acque battezza una generazione laboriosa, amantissima
+del focolare paterno, dalla montanara, che coi calzoncini di panno
+(_vireire_ o _virùi_) sui pendii scoscesi delle prealpi, suda alla
+raccolta del fieno selvatico (_siùn_), agli imprenditori, ai maestri
+di muro, agli opranti, che colla certezza delle braccia robuste e del
+cuore gagliardo, corrono l'Europa, vanno in Algeria, si fanno lodare
+all'istmo di Suez. La montanara abbella il suo _alp_ con qualche
+medaglietta di San Giovanni e d'Oropa: i nuovi arricchiti innalzano
+ville sontuose e cooperano all'edilizia pubblica, aprendo stradoni,
+costruendo ponti, facendo segare marmi e pietre per cimiteri e chiese.
+La valle è magnifica: montagne verdeggianti e dolci, poi rocciose
+ed erte, piene di paesetti come nidi selvatici, ricche di borghi alle
+comode falde, capricciose e franate nelle insenature, dominatrici
+dalle cime, cave squarciate e pascoli e torrenti diroccianti, e in
+fondo il Cervo colle lavatrici, le gore, le furie, le lingue secche di
+sabbia, i labirinti dei ciottoloni, le corna delle scheggie, le spume,
+le pennellate d'oltremare e le velature d'asfalto, i capricci
+dell'artista e le calcolate architetture dei ponti. Signori miei,
+questa è Svizzera. Fumano le allegre gole degli alti camini e
+rumoreggiano gli opifici con gagliarda festa di lavoro: consoliamoci,
+questa è Italia!
+
+L'Ospizio è un luogo tranquillissimo, romito, senza sfoggio
+d'architetture, poggiato tra il verde; Nessuna severità: ci si
+potrebbe arrivare con sei cavalli! Tre casette con portici tozzi, una
+quarta a quattro piani, un altro fabbricato, chiudono per tre lati una
+piazza colla fontana, un terrazzone da cui la vista signoreggia giù
+per la vallea. Ci sono entrato da un sentiero nicchiato sotto ai
+faggi, se potessi dirlo, una corritoia di verzura: l'Ospizio mi ha
+abbarbagliato gli occhi, cacciandomi dentro mille punture di luce,
+mille serpentelli, mille zigzag, colla sferza del suo sollione. Oh che
+sollione! Diventano verdi le tonache dei preti, e rosee le guance
+delle monachelle. Dell'esterno della chiesa vidi i capitelli di marmo
+bianco di Mozzucco, la statua del protettore, la facciata che a
+sinistra s'appoggia sul petrone di San Giovanni, e leggendo le
+iscrizioni _Vox clamantis in deserto--parate viam Domini_, pensai che
+questo Ospizio deve procurare poche _novene_ cenobitiche in onore del
+suo santo, finchè avrà l'albergo Peraldo, fatto apposta per
+trasgredire il gran precetto del digiuno, punto primo per pulire a
+nuovo le coscienze. Nell'interno della chiesa c'è il cattivo gusto
+del seicento e del settecento: nel cupolino il pennello di Fabrizio
+Galliari vuolsi abbia superato l'opera del cupolino di Graglia. La
+Guida del Club Alpino cita, ed è giusto, i due evangelisti e la
+nascita del precursore del Bernardino Galliari, cita la cappelletta
+scavata nella roccia, e così soddisfa, se non gli amatori
+dell'arte, i curiosi e i pellegrini, i quali non capiranno mai la
+bellezza di quel lumicino scoppiettante in quell'umido eterno: ma la
+Guida tace, e non so perchè, nella seconda o terza cappella di
+destra, quella tavola delicata, ingenua, dolce e robusta a un tempo,
+che è chiusa nella sua cornice azzurrina ed oro, di stile
+elegantissimo rinascimento.--Che effetto m'ha fatto questo Ospizio?
+Dico chiaro e tondo: la devozione non m'è apparsa nè a Graglia,
+nè qui: là capitai in ora di pranzo, qui pure. Vidi gente che
+mangiava a quattro ganasce, gente che fa la sua vacanzetta di nove
+giorni coll'alloggio _gratis_, vidi poca poveraglia, preti tozzotti,
+fantesche ruvide, pretenziose provincialette, e qualche _alpenstock_ che
+ambiva fregiarsi coi nomi della Mologna grande o della _pcita_, o del
+Croso, o del Maccagno, giacchè dall'Ospizio vi sono i passaggi per
+Gressoney, per Valle Sesia, per Alagna. Buon appetito e buon viaggio.
+
+
+
+
+SUI MONTI.
+
+
+
+
+I.
+
+
+ Da Gressoney (1310 metri).
+
+Ti scrivo dalla più simpatica cameretta che sì possa abitare.
+Pareti di larice rosso, un gran lettone, per tappeti delle pelli di
+camoscio, nel catino un'acqua ghiacciata, e dalla finestretta qual
+vista! Compererei questa cameretta, per non so quante mila lire, a
+patto di starci tanti anni, senza un pensiero, senza un rumore
+fastidioso, così come sono, innamorata dei silenzi dei boschi e
+delle valli,
+
+L'alberghetto châlet, colla gronda sporgente e le grandi _lobie_ di
+legno, è posto su un dolce pratello nel fondo della gran valle
+della Lys: alle spalle s'ergono i boschi di larici e scroscia una
+grande cascata, di fronte ancora boschi e cime; in fondo il campanile
+di Gressoney, il ponte, il torrente lattiginoso; in fondo ancora il
+Monte Rosa, coi ghiacciai del Lyskamm, e la Vincent-Pyramide, lo
+Schwarzhorn, il Ludwigshöhe, il Parrospitze, il Signal Kuppe. La
+valle della Lys è dei più bei luoghi dell'Alpi ch'io mi abbia
+visto. Questo hôtel-pension Delapierre è una casina lucida,
+specchiante, poetica.
+
+Il comune di Gressoney tiene tutta la vallata, da Trina fino ai
+ghiacciai. Trina che trovasi a mezz'ora da Gressoney Saint-Jean, offre
+un alberguccio modesto, ove chi vien giù da Oropa sarà contento
+di trovare buona birra e all'uopo anche un letto. Gressoney
+Saint-Jean, quantunque distante un tre ore dai ghiacciai, è molto
+conosciuta nel mondo alpinistico. Fu eretto qui il primo buon albergo
+delle vallate alpine del versante italiano. Quivi fanno capo i
+passaggi della Valdobbia, dell'Ollen, della Pisse, del Lyskamm, della
+Betlina, della Betta-Furka, della Ranzola, e altri. La punta di
+Zumstein si denomina da un valligiano di quel nome, che tradotto in
+francese dicono Delapierre.
+
+Curiosa è questa vallata per la confusione di favelle che vi si
+odono, dal francese al tedesco, con tutte le gradazioni intermedie di
+dialetti.
+
+Due delle escursioni più belle da Gressoney, sono la salita al
+Granhaupt, per la sua vista sul Monte Rosa, e l'escursione al Grand
+Plateau sul ghiacciaio della Lys, molto interessante.
+
+Un magnifico viaggetto in due tappe porta a Zermatt in Isvizzera:
+prima tappa a Fierg per la Betta-Furka; seconda tappa a Zermatt per le
+cime Blanches, Ghiacciaio di Aventina e quelle del Teodolo, facile e
+bellissimo.
+
+Rimontando la valle, s'incontra la frazione di Gressoney la
+Trinità, indi Orsia, d'onde si dipartono i sentieri per la valle
+della Sesia da una parte, per la valle d'Ayas dall'altra. Adesso mo
+interroghiamo monsieur Delapierre: egli ci distingue _«les promenades
+et environs, les ascensions principales, les voyages»_ soggiungendo che
+_«l'ont tient des mulets, des guides pour la comodité des
+voyageurs.»_ O amica mia, quali passeggiate! Che bellezze! Alla cascata
+de l'Oobach, alla Cours de Lys, alla punta de la Rum, all'Ober e
+Montil Alpenz!
+
+Le ascensioni possono spingersi alla Punta dei tre Vescovi, al Corno
+Bianco, al Monte Nery, al Colle di Liskamm, al Corno del Camoscio.
+
+E i viaggi? A Pont-Saint-Martin, a Brusson, a Châtillon, ad Alagna,
+a Maglia, a Varallo, a Piedicavallo....
+
+Vedi, amica cara, io non mi starei quieta finchè sul mio _alpenstok_
+avessi tutti questi nomi, che per te sembrano appena appena nero sul
+bianco, per me sono quel che sono!
+
+Che vita si fa, e che società c'è? Qui la cura è quella
+_dell'aria_. Ci alziamo presto e apriamo la finestra, poi scendiamo
+giù nel piazzaletto avanti l'albergo. Chi s'aspetta? Di che si
+ciarla? Una compagnia è partita per una gita: vogliamo vederli al
+ritorno. Che fiori ci porteranno? Ci conserveranno una manciata di
+neve? ecco tutti i nostri pensieri. S'entra nella sala: chi suona il
+pianoforte, chi legge i libri inglesi, chi spoglia gli album dei
+passeggeri. A tratto, dèn dèn, s'ode la campanella. Arrivano
+degli alpinisti, colla sacca sulle spalle, il lungo bastone, il _plaid_,
+i calzaretti a stringhelle. Donde vengono? Dove vanno? Se potessimo
+seguirli su ai ghiacciai! Ecco i nostri pensieri. Esce loro incontro
+madama Delapierre a dire che le spiace molto, ma se vogliono
+alloggiare non ha più posto; però se s'accontentano alle
+_dépendances_.... Ride la ragazza che loro serve di guida Ed essi
+mostrano sul Rosa, qualche larga pezza di serico bianco. Dormire? Essi
+fanno la cura _del moto_. Buon viaggio! Lasciano sull'albo i loro nomi.
+
+Sono da Milano?--Li conosci?--Sì, no.--Chi possono essere?--Io
+credo uno d'averlo visto a una festa in casa ***--Sì, sì,--Bel
+giovanotto!--Già.--Perchè già?--Eh!... Si ride. E ridono le
+mamme. Intanto tornano i giovanotti, portando per regalo, quali il
+_mignin_, quali la _concordia_, quali la _vaniglia_ e la viola dell'Alpi.
+
+Si ciarla a colazione, in questo refettorio di gaudenti, si ciarla
+tutto il giorno nella sala, sul piazzaletto, sulle _lobie_, si passeggia
+e si ciarla prima di pranzo, facciamo toletta; e poi ciarliamo a
+pranzo. A pranzo tu vedresti freschissime vesti bianche, pettinature
+d'ottimo gusto col fiore alpino, gioielli preziosi, trine delicate, e,
+quel che più importa, visini allegri, nobili, capricciosetti. Qui
+vi sono molte signore torinesi, una signora milanese, che villeggia a
+Broni, la inglesina, la francese e la Y X.
+
+Siamo in fondo a una valle, passano dinnanzi povere contadine vestite di
+panno rosso e vecchie insaccate di panno nero, vediamo picchi e
+ghiacciai; pure, amica cara, qui a dopo pranzo si risuscitano come cose
+attuali le mode, gli spettacoli, i pettegolezzi della città.... Si
+spogliano giornali di moda e cronache segrete.... Dove sarà la marchesa
+T. di Milano?--A Chamounix.--E la poetessa P. A. R. di Faenza?--Mi dicono
+ai bagni di mare.--La marchesa-alpinista D. M. di Genova è
+all'Oropa.--Chi sarà alla _salute_ di Cannobbio?--La V. di Milano e la
+contessa S. di Bergamo.--Mi dicono che all'Oropa ci siano dei colonnelli
+bellissimi e simpatici.--E ad Andorno molti milanesi.
+
+Sfogliamo le cronache segrete:--Perchè l'Y un anno è ammalato di nervi,
+un altro di stomaco, un altro di gambe, e va un anno all'Oropa, un altro
+anno a Santa Caterina, un altro al mare?--Perchè?--Perchè all'Oropa, a
+Santa Caterina, al mare è andata la X.--Indaghiamo questa X.--Veste
+sempre all'inglese, ha il parasole-alpenstok, predilige la penna d'aquila
+nel cappellino.--Ed è ammalata?...--Di cuore!...
+
+E qui uno scroscio di risa maliziose e contente.
+
+ TEA.
+
+
+
+
+II
+
+
+ Da Alagna (1205 metri).
+
+Ho passato l'imponentissimo Col d'Ollen (2909) ed eccomi alla tanto
+rinomata Alagna: un paesetto cacciato giù, nella Valle della Sesia,
+ai piedi delle Due Gemelle. Come sono cari questi _châlets!_ Murati
+al piano terreno, che serve per stalla e cantina, s'alzano in legno di
+larice rosso, ricinti nei due o tre piani da ballatoi assai sporgenti,
+e finiscono con un grazioso cuspide, qualche volta frangiato. Ma
+bisogna vedere le finestrine, le panche, le balaustrate, le scalucce!
+Sembrano costrutte per i pittori o per gli innamorati.
+
+All'ombra dei larici quale tranquillità! Per queste straduzze quale
+oblìo! La chiesa spicca col bianco campanile e colle sue mura fra
+l'intonazione bruna e violastra della valle. E vicino, anzi intorno
+alla chiesa, si stende il cimitero colle cappelline della Passione.
+
+Mi dicono che la prima capanna sia stata costrutta da un Enrico
+Staufacher: la piccola colonia crebbe a poco a poco, diventò
+paesetto, si spopolò per le emigrazioni degli Alagnesi in
+Isvizzera, in Francia, in Germania, in Ispagna, ma gli esuli volontari
+tornarono ancora e con danari acquistati coll'arte dell'intagliare
+legni e dipinger soffitti; il paese s'arricchì, l'amore al luogo
+natìo è spiccatissimo e gentile. Alagna vide sorgere belle
+casine e decorarsi la sua chiesa.
+
+Ora ha il villino Grober e lo _châlet_ del cavalier Farinetti,
+delizie da mettere nella scatolina colla bambagia.
+
+Immaginati un paesaggio alpestre: picchi, foreste di larici, casette
+che sembrano inerpicate, mucche pascenti, gruppi di pecore, cime
+scoscese, aspre, abbrustolate, eppure sparse di neve, immaginati il
+Monte Rosa che giganteggia dominatore.--E le macchiette? Uomini colle
+calze groppose e gli zoccoli di legno, ragazze vestite di scuro, colle
+pieghettine sulla schiena, vecchie curve sotto il carico di legna o di
+fieno.
+
+Passa anche qualche Fobellina, il cui costume tradizionale è
+pittoresco e notissimo. Una specie di grembiale ricamato s'attacca su
+quasi fino al collo, la cintura è altissima, di sotto la corta
+gonnella sporgono le calze di panno o di maglia, come s'usa nella
+Valle del Cervo (le _vireire_ o _virtù_).
+
+Alagna è quartiere di grande concorso per gli alpinisti, essendo il
+centro ove convergono molti passaggi: Col d'Olen, Col della Pisse,
+Passo del Turbo, Passo della Piana, Col di Mond, Col di Rima, ed altri
+meno frequentati. La salita alle vette più importanti del Monte
+Rosa non è praticata da qui.
+
+Da Alagna si può stringere l'_alpenstok_ fino a.... a...
+interroghiamo il signor Guglielmina, buonissimo albergatore
+dell'eccellente _Monte Rosa_: ci risponde che ci sono a fare escursioni,
+passeggiate e viaggi.
+
+Il viaggio sarebbe a Varallo per Mollia. Da Alagna a Mollia vi è
+una strada mulattiera che segue la Sesia, pittoresca, ora fra prati,
+ora su roccie; da Mollia a Varallo ventisei chilometri si percorrono
+benissimo in vettura.
+
+Escursioni da metter la scintilla elettrica nel cervello sono quelle
+al Corno Bianco pel lago del Tailli, ai ghiacciai della Sesia, alla
+punta delle Loccie per vedere Macugnaga, al Colle del Turlo, a Rima, a
+Fabello, a Zermate, al Riffel.
+
+Vuoi passeggiate? Si va a Riva-Valdobbia a vedere la grande pittura a
+fresco della chiesa di Melchiorre d'Enrico d'Alagna, eseguita nel
+1597, a godersi la magnifica vista del Rosa; si va alla cascata
+dell'Otro (metri trentatrè), all'Orrido, al Corno di Stoful,
+all'Alpe di Bors e di Von Decco, all'Alpe del Campo e di Von Sattel,
+alla cima des Kuffers Grod. Ti mostrerà fotografie, ma non c'è
+macchina, non c'è carta, non c'è nitrato d'argento che possa
+darti una mezza idea di questi luoghi. E poi! questo _patois_ tedesco e
+francese ti fa parer d'essere su nella Svizzera famosissima.
+
+L'albergo di Guglielmina ti dice come la gente onesta e laboriosa si
+abbia sempre un premio.
+
+Passano e ripassano alpinisti di tutte le provincie; vi si fermano per
+un mese o due delle famiglie milanesi e torinesi. L'anno scorso
+avevamo insigni e pomposissime signore, decoro dei nostri bastioni, e
+molti signori. St'anno ebbimo anche il distinto archeologo A. C. e un
+duca inglese con un nome che mi suona aspretto, ma celebre.
+
+L'albergo ha belle camere, eleganti corritoi, lieto salone da pranzo,
+simpatica sala da conversazione: vi trovi mescolato il larice alle
+pitture, le sbarre di legno alle dorature delle sbarre di di ghisa, il
+carattere montanaro al _comfort_ esigentissimo cittadinesco.
+
+Avrei tante cose a dirti: ma sento una certa campanella che mi fa fare
+un salto di gioia.... Arriva qualcuno? Chi arriva?
+
+Arriva la zuppa fumante, e chi impugna l'_alpenstok_ sa come si stringa
+volentieri anche il cucchiaio.
+
+A rivederci,
+
+ TEA.
+
+
+
+
+DA RECOARO.
+
+(NOTE COL LAPIS.)
+
+
+
+
+I.
+
+
+
+
+ 5 agosto 1880.
+
+Quando un mio amico, chimico-farmacista d'archiginnasio, mi tirò
+fuori da uno scaffale polveroso il librattolo di messer Giovanni
+Graziano bergamasco, professore di medicina a Padova, e me lo
+spalancò dinanzi, sì ch'io vi lessi _Thermarum Patavinarum
+Examen, Patavi MDCCI_, e quando mi citò le disquisizioni
+dell'Arduino, del Lorgna, del Mastino, io confesso che non mi vidi
+innanzi agli occhi (e come no?) altro che il conte Lelio Piovene da
+Vicenza, lo scopritore della fonte che ancora ne conserva il nome, e
+Fulgenzio e Domenico Griffani, usurpatori di essa; e il Serenissimo
+Principe, e i Provveditori, e i Pregadi, gli ufficiali della sanità
+pubblica, tutti riuniti in consiglio, una folla negra di parrucconi
+grigi, coi musi nascosti dai ricciolotti tiepoleschi, inferraiuolati,
+arcigni, incollarati, misteriosi. Mai, mai, mai non avrei sognato di
+vedere, nemmeno fuggitiva come un baleno, la faccia sorridente così
+gaia e la strettissima toletta bianco e nera di quella nostra signora
+milanese.... Amici miei, neppure le iniziali del nome vi dò: vorrei
+solo potervi dire il fascino di quelle linee elegantissime, il gusto
+di quella semplicità, l'audacia di quell'abito, che una signora mia
+conoscente dichiara il più bello e il più nuovo st'anno sin qui
+veduto a Recoaro. Il conte Lelio sullodato quand'ebbe scoperta l'acqua
+salutare, deve aver sorriso mestamente, pensando ai cento malanni
+della misera umanità, e deve aver sognato solo volti scialbi di
+montanari e di pastori, giù scendenti dalle Alpi Retiche, col
+melanconico brontolìo del rosario sulle labbra. Ma sì! Se egli
+avesse potuto ficcare gli occhi sino a noi! Avrebbe veduto, in groppa
+agli asinelli, le più care signore, felici di svelare una scarpina
+col tacco all'Efftein, e gli eleganti giovanotti felicissimi di poter
+loro tener la staffa; i buoni papà e le mamme che lasciano
+volontieri sviarsi tra i crocchi dei caffè e dei piazzali le loro
+ragazze sui diciassette, e i bimbi allegri, vestiti alla marinaresca
+che già offrono cavaliermente il braccio alle signorine, e i mariti
+che domandano: _dov'è mia moglie?_ e le mogli che non domandano:
+_dov'è mio marito?_ e i patriarcali piovani che sono sempre pronti e
+convinti a dire che tutto succede con permissione del Signore. Che
+festa! che gaiezza! che profumo di gioventù e di lusso! E quante
+speranze di confetti e quante benedizioni dal cielo! Il patrizio
+vicentino avrebbe veduto saloni elegantissimi per caffè e concerti;
+stabilimenti idropatici; alberghi d'aspetto svizzero, coi maggiordomi
+dalle basette all'inglese, colla tabella piena di titoloni, di
+contesse, di marchese, di duchesse.... E la villa Tomello l'avrebbe
+veduta quel cittadino d'una serenissima repubblica, la bianca villa
+che accolse e ancora deve accogliere la prima e la gentilissima Regina
+d'Italia? E avrebbe sognato, tra il basso fragore del torrente Agno,
+bisbigli di donna per lo meno in sette lingue e ciarle e riso e
+armonie di concerti musicali?
+
+Pace nell'altra vita a quel conte Lelio: e pace in questa ai mariti e
+ai babbi che mettono mano alle borse!
+
+* * *
+
+Con questi quattro scarabocchi io non pretendo di cucirvi una
+corrispondenza: vi mando delle note a lapis e se potessi vi darei
+più volentieri degli acquarelli che ho pennellato sul mio albo. La
+via provinciale che da Vicenza conduce per Tavernelle a Recoaro è
+lunga 42 chilometri e con due cavalli l'ho percorsa in quattro ore. Le
+montagne, i campi di granoturco, i cascinali, i prati, somigliano
+affatto a quelli della sponda dell'Adda tra Lecco e Bergamo: solo i
+vigneti hanno un aspetto diverso, perchè le viti sono arcadicamente
+maritate agli olmi. I binari di un _tramway_ si vedono già collocati,
+una macchina sbuffa potentemente e fra pochi giorni sarà aperto al
+pubblico un servizio opportunissimo fra Tavernelle e Valdagno. Nel
+lungo paese di Montecchio v'è il palazzo Cardelina, un esastilo
+grandioso, d'inspirazione Palladiana, con statue, scalee, muraglioni,
+cancellate, ma quasi deserto e mestissimo. Su un colle si veda la
+fastosa villa del cantore epico dell'_Italia liberata dai Goti_, il
+Trissino: e su su due castelli che dai crepacci delle mine sembrano
+l'uno ringhiare verso l'altro con astio feroce: la tradizione li dice
+i manieri dei Capuleti e dei Montecchi.
+
+Una fermata a Valdagno, scrive l'egregio dottor Schivardi, è di
+rigore: e nota che è capoluogo, borgata, con una bella piazza Roma,
+il giardino dei conti Valle, le fabbriche di panno del signor
+Manzotto.
+
+Io mi compiaccio ad osservare delle poderose facciate di case del
+secolo XVI, con balconi in ferro o parapetti a fogliami traforati in
+sasso; vedo dei gustosi martelli di porta, e per la prima volta
+disegno dei mascheroni o meglio delle testaccie tonde e scipite di
+greci e di turchi, sporgenti dagli archivolti, come _serraglie_
+bizzarre. Da Valdagno a Recoaro la strada si fa ripida, i monti
+giganteggiano, il verde è intenso: tutta la valle si restringe.
+
+Recoaro (da _Recubarium_, luogo di riposo, o da _Rex aquarum_, re delle
+acque) fino agli ultimi anni del secolo XVII non era che un paesucolo
+composto di gruppi di casolari qua e là sulle pendici delle Alpi
+Retiche. Ora è un paesotto; meglio è un solo albergo, un solo
+caffè, un solo stallo...
+
+* * *
+
+Chi sono e dove sono i Recoaresi? Tra questa folla in cento abiti,
+dalle foggie date dalla nostra Chaillon alle vestaccie affagottate
+delle alpigiane tirolesi, tra il sonare di otto o dieci lingue e la
+babele di cento dialetti, fra il va e vieni delle carrozze, il
+tempestare delle unghie degli asinelli, e gli inviti: _paron! paron!
+paron!_ io non so dirvi chi sono e dove sono i Recoaresi. La scena è
+pittoresca; il paese lungo, la via erta, le case affatto moderne e
+come quelle della riviera ligure, la chiesa piccina e tutta bianca, il
+campanile grosso, tozzotto, degno d'un proposto capo pieve, una casa
+col tetto a quattro pioventi, un po' acuminato, la gronda a
+volticciuole e l'aria di un torracchiotto; in fondo le allee che a
+zig-zag vanno alle fonti, il santuario di Santa Giuliana raccosciato
+come tra il verde; a sinistra, quasi sempre incoronata di nubi, la
+vetta dello Spitz, e giù l'Agno dalle acque saponacee e dal letto
+sassoso, e a chiudere la scena, aduste, violastre, cornute, le
+formidabili alpi tirolesi.
+
+Dello Stabilimento Giorgietti, del piazzale, dei divertimenti e delle
+cure vi parlerò un'altra volta.
+
+Per ora, prima che si muti la folla degli ospiti, mi faccio premura
+ricordarvi che c'è qui il simpaticissimo e spiritosissimo Pompiere
+del _Fanfulla_, la contessa W. alla villa Tonello, la marchesa P. di
+Venezia. E infine dico alle lettrici colla massima gioia che, fra la
+tolette di vera eleganza, noto sempre quelle delle nostre gentilissime
+concittadine, signora C., signora M., signora S.
+
+
+
+
+II.
+
+
+ 11 agosto 1880.
+
+Il buon milanese che, vergognoso, solo, rincantucciato nel fondo di una
+vettura, arriva sulla piazza della Fonte Lelia, allo stabilimento del mio
+amicone Giorgetti, e guarda l'orologio e vi trova segnate le 6,30 dopo il
+mezzogiorno non può a meno di consolarsi, dicendo:--Qui fra i monti si fa
+presto sera. Almeno domani la _Sagra_ sarà finita, e tutto sarà in pace
+per la mia cura felice. Che festa è quella d'oggi sul calendario?--Sì, le
+mie signore lettrici: a 6.30 le campane di Recoaro tampellano giù nella
+vallata con un suono maestoso e lieto: sulle allee trottano a torme gli
+asinelli bardati, e i mulattieri vociano nel loro festosissimo dialetto;
+davanti alle cento trabacche variopinte una folla oziosa brulica con un
+ronzio da vincere la voce del Prechel dirocciante nelle tane dell'Agno:
+là le grida dei venditori e le risa delle compratici: qui un'ondata di
+musica e un acciottolio di tazze da caffè e... È appunto qui che proprio
+il nuovo arrivato non s'arrischia a dare un'occhiata: ma è appunto qui
+per sua condanna che deve discendere dalla vettura, e sgranchirsi, e
+pigliarsi il fascio dei paracqua, dei parasole, dei bastoni, e far calare
+le non stemmate valigie, e cavare di tasca il telegramma del Giorgetti
+che ieri gli assicurava una camera... ritarda persino il maggiordomo!
+Quelle 6,30! benedetta ora per gli stomachi deboli! Proprio sotto la
+_verandah_ d'ingresso v'è il crocchio del dopopranzo, le ciarle graziose,
+i bisbigli crudeli, i commenti arguti. Qui le scarpine proterve che
+batterebbero i tacchi anche sui frantumi di un paradiso, pur di correre
+ad un trionfo d'orgoglio: le calze nere e bianche, e carnicine, quanto
+pii schiette, tanto più superbe: qui la seta stupenda, i percali
+capricciosi, i velluti, i merletti antichi, le foggie studiatissime e le
+semplicità insidiose, i colori, i profumi, le linee olimpiche e le
+birichine audacie del Watteau: qui le candide manine straricche di
+anella, e le braccia nude, dal colore della cardenia, misteriosamente
+affogate nelle trine e roseamente tormentate dalla depressione dell'oro
+massiccio dei braccialetti... Il nuovo arrivato non ha coraggio di
+arrischiare un solo sguardo su quei volti femminili, e maledicendo al suo
+stomaco, al suo fegato, alle sue febbri intermittenti, si dice condotto
+nel regno della vanità, non nella severa valle d'Igea. Buona notte
+all'amico. Siccome è un figliuolo tanto giudizioso, ed ha la guida alle
+acque di Recoaro, prima di soffiar sul lume, legga quanti malanni
+affliggono l'umanità fisicamente e ricordi quanti altri la percotano
+moralmente, e poi si rassegni a pigliare il mondo com'è. Sognando qualche
+bionda testina di veneziana, con un garofano di Vicenza alle treccie, una
+collana di perle al collo, pensi a sant'Antonio, che solo, nel deserto,
+meditabondo ed arcigno, doveva sbadigliare fino a sgangherarsi le
+mascelle. E ciò è poca lode di messer Domeneddio, che, creando Recoaro,
+lo volle proprio sacro ad Imene ed alla Salute; ei volle che la vita qui
+fosse animatissima, come una perpetua sagra, senza santi di calendario:
+il giorno rallegrato dalla festa del sole, dalla vista dei monti, dallo
+scroscio dei torrenti; il crepuscolo vespertino poetizzato dalle gite sui
+somarelli pei viottoli deserti, e la notte dedicata alla musica, alla
+tombola, alla danza.
+
+* * *
+
+E si fa sera--la sera solenne dei monti. Le cime aduste e stagliate
+mano mano prendono le tinte violastre che fondono in un velo solo le
+frane, i torrenti, le insenature, le gobbe, gli ruffii selvatici, gli
+scaglioni, i torracchiotti: giù per i pendii vestiti di boscaglie,
+una fredda oscurità cancella i contorni dei faggi, dei castagni,
+dei pioppi, e versa il solo verde cupo della solitudine; i pratelli
+erbosi sembrano aggelati da cento rivoletti che, gorgogliando dalle
+chiuse e perdendo il luccicore, per tane e bugigattoli si smarriscono
+giù in fili bisbiglianti; i falciatori tornano soli e senza canzoni
+su pei viottoli di sassi ammontati e sui sentieruzzi guazzosi,
+sciacquano i falcioni alle cascatelle, e si dilungano tra i macchioni
+dei castagni, dove s'alza un filo di fumo color cobalto da un
+tettuccio di tegole muscose. Il cielo è del più intenso azzurro,
+profondo senza un fiocco di nube; e la prima stella sembra aprire e
+chiudere, ammiccando, la sua pupilla di luce, quasi mesta fra tanta
+pace, fra tanto silenzio, fra tanta solennità di morte. L'uggioso
+guaiolare di qualche cane, qualche lontanissimo muggito, il fragore
+basso dell'Agno: ecco i saluti di questo deserto che si addorme, che
+si sprofonda nell'oscurità, che ha i fremiti degli abissi e i
+sussulti del vento.
+
+* * *
+
+E si fa notte--la notte lieta dello stabilimento Giorgetti. Il
+mercante turco attraversa il piazzale con un paggio non maomettano che
+gli regge religiosamente il _narguilè_ e s'abbatte coll'ambasciatore
+russo: una signorina francese che fuma la sigaretta getta uno sbuffo
+che va a sfioccarsi fra le tese di un tricorno da piovano bergamasco:
+un professore col cappello a tuba cede la destra ad un _musseto_ che
+trotta colla sua greppia: due dame che combatterono per la toletta, si
+passano vicino e la gonna della trionfatrice fruscia ironicamente
+sulla coda della vinta: un giovanotto _incendiato_ ed ardentissimo
+s'incontra col _Pompiere_ del _Fanfulla_ e, guardate combinazione! una
+signorina accetta il braccio e il bisbiglio di un signorino. Ma chi ve
+la dipinge tutta questa folla! Sul piazzale si addoppia la vita alle
+prime battute di una quadriglia. Il prezioso filo d'acqua del conte
+Lelio Piovene, là sotto un portico del settecento, nella nicchia
+umida, ferrugginosa, magnesiaca, con un lumino scoppiettante a lato,
+sembra piangere di dover colare giù nelle bottigliette che si
+spediscono a Milano, a Venezia, a Verona, lui che la salute la
+vorrebbe regalare _in luogo_, accompagnato dall'allegria e dal corteo
+degli asinelli. Il ringhioso leone repubblicano, dagli archi bugnati,
+guarda giù, come un protettore, e se a vece del messale di San
+Marco, stringesse l'altro storico di Recoaro lo dovrebbe aunghiare un
+po' meno crudelmente, perchè ci sono pagine di color roseo e
+celeste. La folla si versa nel salone del Vicentino; là la tombola,
+i lancieri e le ciarle. E l'amico milanese, che non ha osato guardare
+le teste femminili, là le vedrebbe innondate di luci e di sorrisi,
+contornate da capelli biondi, neri e castagni, tante volte adorne
+nobilmente di mazzolini di _edelweiss_, di ciclami, di margherite, di
+grappolini di sorbo! E la cura? la cura felice, per cui s'è mosso
+l'amico, affrontando sette ore di ferrovia, i pericoli di un tramway
+snodato come una biscia, le scosse di una vettura a capponaia? La cura
+non ha orario e non ha metodo e non ha noia. Bevete e bevete.
+
+* * *
+
+Uno sguardo all'elenco dei forastieri ed ho quasi finito. Abbiamo
+avuto qui tanto corone da far invidia al fondatore dell'archivio
+araldico del Vallardi: i nuovi venuti da Milano sono il marchese C., i
+conti T., la nobile B.; da Torino, la contessa B. di G. e il
+commendatore V.; da Bologna, la contessa A. Volete anche della
+politica alle acque? È arrivato quel nostro insigne concittadino,
+che è il senatore G., prefetto di Verona, l'onorevole O.,
+l'onorevole R., e il nostro marchese V., se pure egli non desidera
+d'essere posto fra i filarmonici.
+
+* * *
+
+Proprio l'ultime righe e ho finito. A Vicenza ebbi il piacere di
+conoscere quel cesellatore famoso, queir ageminatore, quello
+sbalzatore, quell'incisore che è il Coltellazzo. Come a lui,
+così a voi non nascondo un mio schietto convincimento: il nostro
+Gaggino a Milano è più amoroso dell'antico, è più ingenuo,
+è più fino; ed oltre all'arte del fare, conosce gli accorgimenti
+sagacissimi dell'irrugginire e dello sdrucire. Il Coltellazzo è
+creatore e libero: il Gaggino è archeofilo. Concludo dicendo che
+tra questi monti, a Valdagno, ho conosciuto un dotto istoriografo
+della vallata, il signor Giovanni Soster, il quale raccoglie
+documenti, pubblica monografie, incetta cose antiche, sì che la sua
+casa può dirsi un piccolo museo di memorie locali.
+
+DA SCHIO
+
+(NOTE COL LAPIS.)
+
+20 agosto 1880.
+
+Da Recoaro, per Rovegliana e i sentieruzzi montani, l'arrivare a Schio
+sul dorso di una somarella orecchiuta, coll'armoniosa compagnia di un
+_mussaro_, che, menando botte da orbo sulla groppa paziente della
+_barberina_, fa rimbombare anche la nostra carcassa di ventiquattro
+costole; e lo sdrucciolare di sella colla disinvoltura di un pievano
+che stringa sotto le ascelle il parapioggia di cotone rosso e finisca
+di sonnecchiare sull'eterno salmo dell'eterno breviario non deve punto
+garbare alle mie gentili signore, che conoscendo già Schio, non
+possono soffrire di vedermi tanto goffo e impacciato da non rispettare
+i civili costumi di questa città dell'industria, sì moderna e
+sì famosa. Accetto il consiglio: _Wer reisen will, tret'an am
+frühen Morgen und lasse heim die Sorgen!_ rinuncio agli sproni e
+alla nobile gualdrappa, prendo a nolo una prosaica carrozza, mi ci
+accomodo poltronescamente, e mi lascio trascinare sulla strada
+maestra, che corre ai piedi dei monti, fra colti e vigneti; dolcemente
+passa un _colle_, per selvette cedue di castagni e massi lucenti di
+micaschisti, e, per valloncelli e distese di campi, attraversando i
+paesi di Malo e di San Vito, ci conduce a Schio.
+
+* * *
+
+Malo, con circa 3000 abitanti, presso la sinistra riva del Torlo,
+antico feudo dei vescovi di Vicenza, è un paesotto lungo lungo, che
+qua e là presenta qualche facciata di casa a linea severa, qualche
+finestra coi vetrucci tondi, qualche porta di tipo schietto, insomma
+qualche dettaglio che sa meritarsi uno sguardo da noi, avvezzi
+all'uniforme e merciaia pezzenteria di tante nostre borgate, a cui la
+ferrovia portò la secchia dell'imbianchino e i portenti artistici
+del ferro fuso. Se Malo sia proprio stato costrutto nel secolo VI dal
+gotico Amali e se la classica chiesa parrocchiale sia fondata sulle
+mine di un castello, lo domanderei al gentilissimo signor I. Rossi dei
+Club alpino italiano, a lui che mi fece imparare per queste valli
+tante belle cose antiche, ed io tutte le perdetti di memoria, quando
+sì fieramente e sì potentemente sussultai di gioia e di
+meraviglia nell'opificio di Schio. Così pochissimo so dirvi di San
+Vito: che sia stato percosso dalla peste del 1630 lo lessi in una
+lapide nel muro del cimitero: che conservi nella chiesa parrocchiale
+alcune pale del Maganza, lo credo benissimo, giacchè lo trovo in un
+libro stampato.
+
+* * *
+
+Schio, con circa 10,000 abitanti, con giurisdizione distrettuale su
+quindici comuni, giace lungo il torrente Leogra: a nord ha i monti
+Novegno e Summano; ad ovest, il Corneto, il Bufelan, la Cima di Pasta;
+a sud-est, la pianura veneta. Il Leogra, unitamente al Gogna, per
+mezzo di un canale, detto la Roggia, dà ai terreni una rete
+irrigatoria per più di 700 ettari, e agli opifici una forza di
+oltre 800 cavalli. L'agricoltura qui non spiega alcun sistema
+particolare: anzi, il lombardo che è abituato ad ammirare
+meritamente i propri latifondi, come una mappa, sì ordinati,
+geometrici, proficui, qui si scontenta nel vedere le viti inacidire i
+grappoli, nascondendoli nelle chiome amiche degli olmi, il grano-turco
+soffocato nell'ombre, i gelsi lasciati egoistici padroni dell'aria e
+della luce, le falde delle montagne improvvidamente disboscate. Ma il
+visitatore tace quasi a sè stesso il suo malumore, perchè al
+disopra di questo arruffio di verde e sullo sfondo delle montagne
+denudate, vede sorgere le immense torri che sbuffano il fumo del
+carbon fossile e l'alito possente delle macchine a vapore. È Schio!
+Quando si pronuncia il nome di questa città, non pare possibile si
+possa dire _Schio antica_ e _Nuova Schio_. Schio antica? mi osserverete
+anche voi con fare dispettoso. Ho capito benissimo. Lascio quindi ai
+foglietti del mio taccuino le annotazioni su alcuni particolari dello
+stile gotico-francescano (secolo XV), sugli stalli di legno (1504) e
+sulla Vergine del Verla (1512), che vidi nella chiesa di San
+Francesco; certe altre sul San Nicolò, nel 1536 dato ai cappuccini,
+sulla Santa Trinità (secolo XV), sull'antica rocca, distrutta nel
+1512, e sul tiglio secolare. Ricordo solo il nome del domenicano
+Giovanni da Schio, morto verso il 1266, il predicatore alla famosa
+pace di Paquara; quello di Gerolamo Bencucci, benemerito a Giulio II,
+Leone X, Clemente VII; quello di Giordano Pace, precettore d'Ippolito
+Aldobrandini; di Francesco Gualtieri, pittore; dei due valorosi
+Manfron: di Bernardino Turinzio, letterato e fondatore dell'Accademia
+olimpica di Vicenza; di Francesco Grisellini, che fu nel secolo scorso
+segretario della nostra Società patriottica... Chiudo i fogli del
+mio taccuino, condannando al vostro oblìo tanti altri nomi
+illustri, perchè voi, le mie signore, vi spazientite quando io
+piglio la penna d'oca del professore, e, badate! torcete anche la
+faccina dal muso riccioluto di messer Nicolo Tron, patrizio veneto,
+che, col busto sì impettito, dalla sua nicchia rococò sul
+palazzo municipale, guarda giù la Schio nuova, come un nonno la sua
+nipotina diletta. Ma io vi condanno a prendervi l'inscrizione latina e
+il numero romano. _Nicolao Trono, equiti divi Marci, utilium artium
+patrono scientissimo, primi Scledi mercatores m.h.p.p.a. MDCCLXXII_.
+Questo magnifico signore, per la Repubblica ambasciatore in varie
+contrade d'Europa, dall'Inghilterra, dall'Olanda, dalla Francia,
+imparò a conoscere e a derivare macchine, sistemi opranti per
+l'arte della lana, che, stabilita in questa vallata nel secolo XIV,
+subiva le fortunose vicende della vita politica italiana. Per opera
+sua principalissima, nel 1738, sotto la firma Stal e Conig, coi
+capitali di vari soci, sorse un opificio con 44 telai, 500 impiegati
+nell'arte, su 4000 abitanti di Schio, nel luogo ora occupato da parte
+della sezione Rossi del Lanificio, verso il giardino, sulla via
+Palestro. Subite varie mutazioni, l'opificio di Schio, nel 1818 pel
+prezzo d'it. L. 7800, era arricchito del primo apparato di macchine a
+cardare, per opera del benemerito signor Francesco Rossi, il padre
+dell'illustre senatore Alessandro, unitosi allora in Società col
+signor Eleonoro Pasini, padre del geologo fu senatore Lodovico. Per
+parlarvi dell'industria dei pannilani dovrei farvi un grosso libro di
+economia e di meccanica industriale: e in mezzo a quei mastri di
+Mercurio tra un fragore di Vulcano, coll'entusiasmo mezzo artistico,
+mezzo poetico, tutto italiano, di un giovane che si sente trascinato
+ad inneggiare alla strapotenza del progresso, come raccapezzare
+un'idea? I magazzini sembrano una dogana di città mercantile, le
+macchine a vapore con ritmo possente scuotono le gallerie, i telai
+danno una completa immagine della celerità, dell'ordine, della
+perfezione; gli operai hanno l'aria severa di chi sente la coscienza
+del primo dovere dell'uomo, il lavoro. Più di 500 persone, dice il
+signor Rossi, sono occupate, nelle due vallate del Leogra e
+dell'Astico, per l'arte della lana, e in massima parte dalla
+Società del Lanificio, fondata nel 1873, per iniziativa del
+senatore Alessandro Rossi, col capitale di 24 milioni di lire. Ed
+eccomi coi nomi del Tron e dei Rossi, a parlare della _Schio nuova_. Lo
+scopo del fondatore di questa città del progresso fu di rendere
+possibile all'artiere di diventare proprietario, a poco a poco, di una
+casa sana, comoda, libera, costruendogliela o cedendola al costo.
+
+Così, 16 ettari di terreno sono per più di metà occupati da
+costruzioni, o isolate, o unite, od aggruppate, con orti, corti,
+giardini; e non c'è quella monotonia che incoglie nella città di
+Sir Titus Salt, Saltaire, dalle larghe strade, dalle piazze ornate di
+sontuosi edifici pel culto e per l'istruzione, dall'elegante parco.
+Monotoni non saranno i quartieri ad Essen, ma ivi, come a Saltaire, le
+case, date a pigione dalla ditta industriale, non sono acquistabili.
+Oggidì a Schio le case nuove sono presso a 100; gli abitanti 500,
+di ogni condizione. L'illuminazione è bastante, copiosa l'acqua; le
+vie macadamizzate, e, tranne la principale che è comunale, son
+tuttora in manutenzione privata.--Così si espresse il signor
+Francesco Rossi nel 1878: come io debba modificare i suoi dati non so
+precisamente: certo è che Schio nuovo, sulle cui mura è
+scritto--_il lavoro e il risparmio nobilitano l'uomo_--cresce e
+crescerà e starà a modello di civile progresso e di vera morale
+educativa. Non vi sono taverne col tanfo del vino e dell'acquavite,
+nè gazzette colle acri fermentazioni dei romanzi e della falsa
+declamazione, nè spassi romorosi che facciano perdere la
+tranquilità dell'onesta vita dell'artiere. Ma vi sono le Scuole
+elementari, l'asilo, l'ospizio di maternità, la Palestra, il Bagno,
+il Lavatoio pubblico, il Panificio, ecc., ecc. Il sentimento che si
+prova visitando questi luoghi è tutto di dignità e d'amore.
+L'Asilo solo meriterebbe un libro popolare che lo illustri: la
+direttrice è la madre dei bimbi, le signorine istitutrici ne sono
+altrettante sorelle, la educazione, mirando tutta al cuore, sembra la
+più facile, la più persuasiva, la più proficua, per questi
+figli d'operai che sino dai tre anni sono avvezzi ad aver sottocchio
+il Nazzareno soave che invita a sè i piccini, e che grandicelli,
+nell'opificio tergendosi il sudore, leggeranno la scritta della
+massima morale, civile e religiosa:--L'operaio e il padrone sono
+eguali dinnanzi a Dio.
+
+
+
+
+SANT'ANNA.
+
+
+ (Cannobio) 10 Agosto 1881.
+
+Ecco, sbarco dal piroscafo, attraverso la piazza dell'_imbarcadero_ vedo
+sì e no il nostro Conte Gilberto Borromeo, il nostro giovane
+letterato, l'E. B. e senza voler interrogare se c'è ancora sotto
+questo cielo quella gentilissima signora milanese, la L. C., dalle
+trecce nere, e quella bionda figlia di Genova la superba... (Niente!
+niente per ora!)... e senza voler sapere, dico, se i bagnanti alla
+Salute siano proprio oltre il centinaio,--salgo su pei viottoli del
+Cannobio... Al monte! al verde! all'azzurro! E la strada dopo i
+colatoi fra casetta e casetta, i portici semibui, le faccende delle
+botteghe, l'umida tenebria di un lavatoio e le spavalde accigliature
+di un torracchiotto, la strada esce fuori a sgranchirsi tutta al sole
+e a distendersi nella valle, qua ombriata da un profluvio di verde,
+là sciacquata quasi dai torrentelli colla sabbia argentina....
+
+Passo dinnanzi allo stabilimento, dò un'occhiata alle muriccie su
+cui siedono cinque o sei giovanotti, ascolto un nome di un bell'astro,
+sbircio un lembo di paradiso fulgido e gaudente in gonnella e un mondo
+sciancato, sbillicante, riottoso al moto, e su e su e su... vado a
+sciogliere il voto alla mia Sant'Anna di Traffiume.
+
+* * *
+
+Sono solo.
+
+Ecco il paesaggio mi si allarga dinanzi. Monti a destra, monti a
+sinistra, monti di fondo. I frassini, i tigli, gli aceri verdeggiano
+in sinfonia sul davanti e si fondono cromicamente colle nebbie
+azzurriccie della valle Cannobina: alle falde, qualche striscia di
+sentierucolo nei colti, qualche bugigattolo nelle vigne, qualche tocco
+di rosso in una macchietta all'ombra d'una siepe: su nel folto del
+bosco, le linee taglienti delle strade alle valli. E in alto il riso
+azzurro di un cielo profondissimo.
+
+Allo svolto di un muretto, dove finiscono gli scheggioni ammucchiati
+del viottolo e cominciano le fughe serpeggianti delle scorciatoie sui
+pratelli; ecco un suono di campana... O Sant'Anna benedetta!
+
+Nello stesso paesaggio di toni verdi e freschi ecco uno specchio
+lucente su un fondo translucido e sabbioso, di qua una parete di rupe
+a picco e bruciacchiata dagli uragani, di là un'altra massa
+fantastica di torracchiotti, di gobbe, e di arruffaglia, nel mezzo un
+anfratto nero, come la portaccia dell'ignoto, e su a cavalcioni
+dell'abisso, un ponticello bianco, due ciuffi di verde, e una
+chiesuola--la mia chiesuola col suo campanile a berrettaccio di mago e
+la sua voce tutta santa, tutta cara, tutt'ingenua, come la preghiera
+d'una mandriana.
+
+E su, e su, e su. Dal ponticello si spia giù quell'orrida spelonca
+dei primi e mostruosi misteri tellurici: le pareti levigate dalla
+rabbia delle alluvioni, gli spacchi angolosi dei terremoti, i morsi
+giganteschi delle bufere, le bave isputacchiate dall'acque e le rogne
+dei licheni, i rovai dalle foglie sanguigne e la cupa opacità delle
+caverne, e il torrente senza colore, senza pace, senza pietà, che
+si storce, si gonfia, si avalla, si morde, si flagella e rimugghia con
+una sola nota di tinta e di suono--lo spavento.
+
+* * *
+
+Sono solo.
+
+E quando la campanella ha cessato i suoi rintocchi, per raccogliersi
+pensierosa come negli echi della vallata, mi pare.... È o non è?... Mi
+pare e non mi pare di udire una cantilena che vien giù dal bosco, un
+suono basso di accordi e un suono argentino quasi di lamenti... È una
+preghiera... Sì, sì... Ed ecco qualche cosa che si fa spiare dall'occhio:
+un brulichio lungo, lentissimo, a pochi colori. È una processione. Sì,
+sì, una fila, due: c'è qualche lume abbacinato, qualche crocione d'oro,
+qualche cotta scialba di pievano, e qualche giubba verde di sindaco o
+qualche stendardo rosso...
+
+Sono dugento povere donne montanare, bronzine, robuste, nei loro abiti
+scuri e colle scarpaccie di panno: sono altrettanti mariti e padri e
+fratelli e figli, abbruciati, tozzotti, colle tonache delle
+confraternite a zone rosse e gialle, a zone verdi e nere.
+
+Sono alpigiani di un paesello della Val Vegezzo. Da quasi un mese si
+è inaridito il filo d'acqua vicino agli scheggioni delle loro
+capanne, e per sè e pei bimbi e per la mandra vengono giù ad
+implorare una Madonna del Gaudenzio. Non hanno più schiuma nei
+torrenti delle valli native, e per non cadere ancora sfiniti colle
+otri sulle spalle pei sentieri calcinati dal sole, arrivano colle
+gonne groppose e sudate e colle croci sulle spalle e le croci nel
+cuore, a strisciare contro le vostre sete profumate e i nostri
+paraseli di pizzo...
+
+Oh che dite le mie signore, che sorridete, il dito mignolo in aria e
+l'anulare carico di gioie, frugando con una pagliuola nel fondo di una
+tazzona ghiacciata?
+
+* * *
+
+Non son più solo.
+
+Una signora si fa portare una seconda tazzona e fra un sorso e l'altro
+mi dice che alla Salute c'è la gentile nostra contessa Dal Verme,
+la bellissima Signora P. A., la augusta signora T. M., e ci fu là
+brillante nobilissima L. C., e in un crocchio a lodare il mio amico
+architetto Giachi per le sue opere edilizie intorno alle doccie, le
+signore M. C., F. A., E. B. L'egregio nostro barone Galbiati mi
+racconta che lo stabilimento è pieno zeppo e la vita che vi si
+conduce è molto quieta di giorno, la cura e i lamenti pel caldo...
+e qualcuno dice anche per le bistecche; a sera un po' di musica,
+qualche trillo di fanciulla dilettante, qualche commento solitario ad
+una romanzetta in _core e amore_, alle 10 1/2 a letto. E tutto è
+finito. Vedrem.
+
+
+
+
+IL CONVENTO DI PONTIDA.
+
+
+Ritorno ancora colla mente all'antico convento: e m'aggiro in que'
+luoghi, cercando un posto solitario ove raccogliermi ad ordinare ed
+esprimere le mie vive impressioni.
+
+La storia vi lasciò il dignitoso suggello delle memorie: il genio
+dell'artista desta gli echi del passato col fremito del presente.
+Così è: la polve giace polve, ma la favilla dell'Arte risuscita
+le anime e riscrive nel volume della vita dell'oggi le passioni delle
+remote età. I grandi avvenimenti sono come grandi colonne, travolte
+nel fiume del tempo: le acque passeranno e passeranno, e l'oblìo
+cancellerà sempre i languidi profili del passato: ma a chi si
+affaccerà a contemplare la immensa massa dell'acqua, fremeranno
+sempre, rigurgitando, almeno colla spuma, le onde, sovra i ruderi
+sepolti.
+
+L'uomo può dirlo?... Ohimè! egli lo spera! L'uomo è l'atomo
+turbinato dal tempo: e la Vita, grande poetessa con una missione, o
+inconscio giullare del caso, sembra compiacersi a creare i contrasti.
+
+Il convento di Pontida venne edificato da Alberto di Sogra, in
+occasione che si ricostruiva la chiesa del villaggio, che è pare la
+presente. Alberto stesso ne fu primo priore, e per consenso dell'abate
+di Cluny vi fece osservare la regola cluniacese. Nel 1121 vi morì
+prete Liprando, il prete famoso, il quale nei tumulti avvenuti in
+Milano per la quistione del celibato ecclesiastico, ebbe mozzi naso e
+orecchie: lo stesso che per provare la _simonìa_ dell'Arcivescovo
+Grossolano si offerse di passare in mezzo al fuoco,
+
+Nell'anno 1119 il Comune di Milano ampliò notevolmente il convento,
+e vuolsi vi aggiungesse un ospedale. Nel 1167 vi fu giurata la santa
+lega: io ne vidi le lapidi memorande: sembravano scolpite colle punte
+delle spade: _Foederatio longobarda Pontidae.--Monaci posuere_. Nel
+1372, divenuto asilo de' guelfi bergamaschi, fu assediato e distrutto
+da Barnabò Visconti. Nel 1492 i Benedettini di Santa Giustina di
+Venezia subentrarono ai cluniacesi, obbligandosi a pagare annualmente
+alle Procuratie 150 ducati aurei. Nel 1798 fu soppresso e fatta la
+vendita de' beni.
+
+A' nostri dì, in quel convento, pei corritoi e per gli androni
+strillano i bimbi, e dalle porte delle celle vedi le mamme curvate sul
+paiuolo bergamasco, impugnando il matterello, lo scettro della
+famiglia, e tramestando la polenta d'oro.
+
+Sotto gli archi Sansoviniani del solitario cortile, cantano le allegre
+setaiuole, variamente affaccendate: e la fanciulla che tira su la
+secchia all'orlo del pozzo de' frati, sorride, contemplandosi in
+quello specchio d'acqua oscillante.
+
+Si trova bellina: e il damo de' monti le ha già regalata la collana
+di coralli. Ahi! il curato l'ha già vista rossa in volto...
+
+Nelle quattro gallerie, sull'istesso cortile, nelle quali il nome
+_Biblioteca_ intagliato su un cappello di porta, richiama alla mente il
+vecchio sapere scolastico, senza fremito di vita _«de omnibus rebus et
+de quibusdam aliis_,» nelle gallerie regna la sola scienza del
+guadagno, e modernamente signoreggia coll'abbondanza di bozzoli
+ammucchiati.
+
+--Erano più felici i nostri vecchi? Siamo più felici noi?--Lo
+domando al soprastante.
+
+E questi mi risponde.--Colla seta si fanno aspate, faldelle,
+trafusole, matasse e matassine, per mettere in commercio.
+
+In uno stanzone vanno e vengono le fanciulle, in un altro squilla
+incessante un campanello applicato a quel congegno, per cui si passa
+la seta al provino per ben valutarne il tiglio; in un altro fra i
+libri mastri, le corbe, i robinetti, le lucerne da filanda, gli
+schioppi, i vagoni e le gabbie da caccia, canta tuttodì un merlo
+vivace, a piena gola.
+
+Dappertutto è vita: la prosa efficacissima e necessaria si è
+sovrapposta co' suoi strati moderni alle lapidi poetiche, illuminate
+dalle luci dell'Arte.
+
+Ma dove lascio te, povera chiesetta del convento? È una cosina
+graziosa, di stile puro, colla facciata a finissime modanature: la
+porta rettangolare, e le due eleganti finestre, dimezzate da un agile
+pilastrello a reggere gli arconcelli egregi, rispondono nel cortile
+Sansoviniano: due altre finestre, assai semplici fra la semiluce che
+accresce il rispetto alle cose antiche, di tratto gettano nell'anima
+una corrente di vivissimi pensieri, perchè dai loro bruni telai
+lasciano vedere uno spicchio di cielo sereno, smagliantissimo, e
+l'allegro fogliame di un orto innondato di sole. Cosicchè peni a
+vedere lo sconnesso pavimento, su cui si prostrarono i frati, e sotto
+al quale, sopra i loro seggioloni disfatti, immagini gli antichi
+scheletri, confusi nelle tetre ironie della tomba: nè puoi godere
+il bell'affresco dell'altare, un po' secco, ma sentito; nè la
+ricchissima fascia che ricinge di ornati, di figurine, di fantasie, di
+colori, le somme pareti della chiesetta.
+
+--Ove saranno tante anime? Quando, proprio qui, dov'io sorrido, elle
+supplicavano, si sentivano più forti dell'oblìo e del tempo?...
+Ove saranno?... Così a me sempre piace interrogare il mistero.
+
+Rispondono dalle grandi stie allineate lungo i muri i polli chiassosi,
+beccandosi acerbamente, perchè l'uno ruba all'altro il posto a
+mangiare. Se quei polli mi rappresentano la _folla_, ciascun di essi
+è veramente _filosofo_.
+
+Alla bellissima porta si presenta un figuro lungo, un chierico di
+sessant'anni, bianco, cogli occhi orlati di rosso, il quale, facendo
+dondolare una cotta grigiastra al disopra di un soprabito abbondante,
+ci domanda in bergamasco:--Hanno detto che vogliono vedere la chiesa
+grande?
+
+--Andiamoci.
+
+Proprio in quel momento dal campanile, che sembra pesare sulla corte,
+dal manto del San Giacomo di rame, scoccano gravemente le ore, e il
+ronzio si perde sotto gli archi e nel lungo corritoio.
+
+Questo mette capo allo scalone del convento, un convento esso stesso,
+amplissimo, solitario, colla sbarra cadente, coi gradini, che, a
+volerli popolare di macchiette, esigerebbero una processione da _Corpus
+Domini_, a' tempi de' buoni Comuni, nè più, nè meno.
+
+Siamo alla chiesa. Venne fondata nell'anno 861, da Aganone, vescovo di
+Bergamo, e ricostrutta verso il 1087. È grave edificio di
+architettura gotica, a tre navate, con maestosi piloni, spaziosa, con
+un quadro che vuolsi del Palma, ed altri grandissimi. Ma
+sgraziatamente fu tocco dalla manìa del nuovo: quindi è discorde
+di stili, appesantito nelle volte da poche opportune pitture di
+trafori, ripulito dalle memori tracce dell'antichità.
+
+La sacristia risponde alla chiesetta del convento, ed è, com'essa,
+bella, elegante, colle linee graziose dell'arte risorta. In un andito
+si vede in bassorilievo l'arcigno e potentissimo Lione di San Marco; e
+due marmi a rozze figure del disperso sepolcro d'Alberto (1095).
+
+Confesso: in tutti i luoghi percorsi non ho avuto un pensiero che
+fosse mio, proprio mio, sempre frastornato da traffici moderni.
+
+Ma c'è nel convento un angolo romito, dal quale l'occhio, posandosi
+sul verde de' monti o sul cielo di crepuscolo o sulle abbandonate
+aiuole di un orticello, chiama e richiama dall'Ignoto il seducente
+bianco fantasma della meditazione: e la Poesia induce nell'anima la
+dolcezza dell'assopimento.
+
+C'è un loggiato dove vorrei la mia sosta tranquilla. Un
+portichetto, a quattro o cinque colonne, sporge sul melanconico
+terrazzo: l'erba cresce sui sentieruzzi, segnati solo da qualche
+gentile orma di piede piccino che va ad una siepe di lamponi: un fusto
+di colonnina col capitello sorge a vetustissima memoria: una vasca
+d'acqua nel bacino immoto e nerastro riflette le foglione di una
+zucca: i ragni tessono i loro fili d'argento. Di fronte il Canto, a
+monotoni castagni: lì basso biancheggia, con dolcissimo fascino, la
+quieta e rolonda cappella per la Pace: di fianco si allarga la valle,
+e il bagliore dorato di un tramonto di settembre involge lutto in un
+amplissimo velo da fata...
+
+Come lo ricordo!
+
+Vorrei un seggiolone a grandi borchie, colla pelle che s'accartoccia a
+lasciar sfuggire l'imbottitura, vorrei un coroncione da frate sul
+dossale, e un arazzo a' piedi, e un liuto con una corda spezzata, e
+due fiori appassiti. Vorrei stancarmi nel contemplare e nel pensare:
+vorrei chiudere gli occhi a poco a poco, e aprire l'anima ai sogni e
+sentire una musica che blandisce, ed odorare un profumo. Strana cosa
+è il sonno!... Sento una calma, un riposo, una vicina oscurità.
+Non è poi strana cosa la morte!... Che è?... La oscurità
+incombe. Chi ha spezzato le corde al liuto? Quelle rose non erano
+fresche al mattino?... Nessuno risponde.
+
+
+
+
+FONTANELLA.
+
+
+Fontanella è una chiesa, assai antica, in onore di santo Egidio,
+alla falda meridionale del Canto. D'ogni parte circondata da solitarie
+selve di castagni e da vigneti, su un ermo piazzaletto fra la più
+triste poesia, sorge il rozzo edificio di carattere robusto, colle
+finestre che sembrano feritoie di castello, col campanile che è una
+vera torre feudale. Il tempo l'ha dipinto colle indefinibili tinte che
+sono sulle sue ali. Lungo il fianco sinistro della chiesa, un
+portichetto deserto sfonda con melanconiche linee e con un buio
+fantastico: qui sotto si allogherebbero tanti seggioloni tarlati, e
+qui si aprirebbe un libro da coro, e si indovinerebbero sul pavimento
+gli ammuffiti avanzi della stola, delle pianete, delle cocolle, e le
+gocce di cera de' funerali, e gli asperges e i secchiolini: su due
+mensole al muro posa, polveroso, semiaperto, sconnesso un cofano da
+morto... ricordo forse del vicino ossario... Niente di antico qui
+sotto; vecchio il loggiato, vecchi i pensieri, cioè coll'uggia
+dello squallore. Antichi invece sono gli avanzi di case, sotto un
+tappeto d'edera, a destra della chiesa: e antico è l'avello che
+giace pesantemente, scaldando al sole il granito, serrando l'ombra e
+l'immobilità: non un nome... E la Natura ci irride crescendo
+intorno le ortiche dell'oblìo.
+
+--Che cosa è la vita dell'uomo?...
+
+Chi requia qua dentro? Fu felice o infelice? Fu uomo o donna?... Si
+acconcia Ella alla idea--_Per sempre?_--In vita si promette ciò che
+non è in noi; in morte, ciò che speriamo nell'ultima illusione.
+
+Sul piazzaletto compare il prete del luogo, vestito di verde, come la
+speranza... del guadagno... non cerchiamo tanto: egli è felice, colla sua
+pipa e le ciabatte e gli incerti; e ci fa invidia. Don... don... don...
+(come diamine si chiamerà?) Il messere, insomma, ci condurrà alla chiesa:
+cioè alla sua serva, giacchè lui desidera finire quella delizia
+anticanonica che ha nella pipa.
+
+Ed è peccato! A Fontanella, mestissima chiesina, avrei voluto
+trovare un prete bianco, modesto, tranquillo, e digià arrivato
+all'ultima scena della commedia.
+
+Il cortiletto in cui entriamo, seguendo il giro dell'antico colonnato,
+ha l'aria tranquilla, rassegnata direi, di un passato che è scorso
+in pace, e in pace sopporta l'obblìo; due o tre archi: quattro
+finestre; due gelsi; dei rottami; un portico. E qui facciamo una
+sosta. C'è una tomba. Il coperchio ha scolpita, giacente
+nell'ultimo sonno, una donna di mezza età, coi capegli lunghi, con
+una corona in testa da contessa o da marchesa; il manto le è
+fermato sul petto levigatissimo da un gioiello; una cintura le
+allaccia la sottoveste; e le mani, senz'anello, sono incrociate al
+mesto saluto della pace. Il coperchio è quello che di veramente
+antico può presentare questa tomba. L'urna male gli si adatta, per
+forma, per diversità di pietra, per gli stemmi scolpiti. Giace
+sopra un gradino, e sotto un arco, colla data 1419.
+
+Due parole di fretta. Il Pellegrino nella «_Vinea Sacra_» disse questa
+tomba esser quella della regina Teutberga, moglie di Lotario, re di
+Lotaringia, la quale, ripudiata, avrebbe cercato ricovero fra questi
+monti bergamaschi, confortandosi alle parole del beato Alberto di
+Sogra. Una scena fra questi e la regina è rappresentata su un
+grande quadro della parrocchiale di Pontida. Ma alla tradizione
+popolare, e al sasso che serba, sotto un castagno, le certe impronte
+dei due, osta la cronologica verità. Teutberga morì verso il 951
+e Alberto nel 1095 come dice la iscrizione del suo sepolcro.
+Fontanella ebbe un Convento di Cluniacesi, con un abate e dodici
+monaci, e un archivio nella torre del castello detta «_la Botta_». Il
+Ronchetti ha provato che fondatrice fu una piissima vergine Toperga,
+vissuta a tempi di Alberto, ivi sepolta, ed ivi venerata come beata,
+in un sepolcro, con otto lampade.
+
+Tutte queste cose, lette, pesate, discusse, per me turbano la pace di
+quella tomba. Amo meglio l'indeterminato.
+
+La chiesa è a tre navate, che, colle colonne informi, coi capitelli vari
+e tozzi e frammisti, coi grafiti, affermano la impotenza artistica delle
+prime costruzioni; il campanile s'alza davanti all'altare maggiore; una
+tavola bellissima rappresenta il Rinascimento--Sant'Egidio; gli altri
+arredi e la sacrilega imbiancatura suggeriscono alla serva guida la
+sapiente esclamazione:--Tutti dicono che è una bella chiesa! Ma sì, se
+fosse nuova! se...
+
+Io non sono architetto e studioso per analizzare i particolari; mi
+lascio vincere dall'insieme, che è severo, raccolto, pieno di
+poesia storica e religiosa. Non domandò la mia fantasia:--Chi
+pregò? Come vi pregò?... Il povero uomo passa; il cofano vecchio
+e l'avello antico rinchiudono l'enigma della sfinge.
+
+Le rimanenti case di Fontanella io vorrei assomigliarle a certi luoghi
+veduti nei sogni, nei quali corre l'occhio e inciampa il piede, e la
+luce non è luce, e l'aria vi è morta. Per anditi regolari, per
+archi bui, per muraglie a dadi di pietra si giunge a certi bugigattoli
+di tragetti e di scale, dove, se al dissopra delle finestrine, se
+dalle pareti addentellate, se tra le gronde protese, si vede un po' di
+cielo azzurro, sembra un fesso da cui scappa l'anima prigioniera alla
+libertà della vita e dell'amore. C'è davvero del bello!... Là
+si immagina un trovatore col liuto ad un pertugio di torre per
+consolare un dolore, e si ode invece un lungo muggito di mucca e si
+vede una fanciulla cho spalanca una stalla. Si sogna forse una donna
+melanconica e stanca, e appare un vignaiuolo, barcollante sotto una
+corba d'uva, che si sfrega contro le strette pareti della viuzza.
+
+C'è un portico finalmente, dove il sole scalda ogni minima
+ragnatela, e ogni fuscello di paglia; c'è una cucina oscura con una
+scodella di latte, una facciata di castello, una gran botte, e uno,
+due, tre, quattro grappoli d'uva.
+
+E c'è una bionda fanciullina, con due begli occhi e un bocchino,
+una cara, tranquilla creatura, che, fra tanta e tanta imponenza
+d'antico, accompagnandoci sin presso a una tomba, sorrideva, inconscia
+di tutto.
+
+Oh tornerei lassù a baciarla!
+
+
+
+
+MONTI E LAGO.
+
+
+Sono schietto, schiettissimo e dico la verità: quando la locomotiva
+esce fuori fischiando dal grande antro invetriato della nostra
+stazione milanese, se in qualche vettura mi trovo fortunatamente
+anch'io, io pure fischio colla gola del serpente.... Brutta città,
+aria malsana, noie e fastidii, vi derido!
+
+Addio!... Il fumo sbuffa a globi allegramente; suonano gli stantuffi,
+luccicano gli ottoni, e la filatera pesante scorre, come su un
+pendìo insaponato sulle rotaie che s'inazzurrano a perdita d'occhio
+o diritte stupendamente o con quelle curve dolcissime che la scienza
+ha segnato col compasso. Va e va, scappano le case affollate, i
+traffici, gli altri mille carrozzoni allineati pei viaggi. La strada
+è sorretta ad un terrapieno, fra i campi di biada, e le siepi,
+colla compagnia dei pali telegrafici e dei cantonieri dalla banderuola
+svolazzante.
+
+Respiriamo!... Abbiamo già veduto gore, fossatelli, fiori a
+bizzeffe, cascine e macchiette.
+
+Alla prima stazione ascoltiamo qualche parola di dialetto campagnuolo.
+
+E va e va! Sicuro che l'inglese leggerà sempre istessamente la sua
+guida rossa e il mio babbo calcolerà che st'anno il frumento
+sarà magro magro. Brava gente! Ma noi che viaggiamo perchè
+nessun libro ci ha fatto bene, noi che vorremmo turbinarci tra il fumo
+del gran tubo, saltabeccando pel cielo, noi abbiamo la testa che gira,
+come il fiocchetto della tendina al finestruolo....
+
+Che finestruolo!... Sporgiamo mezza persona, e sfidando il polverone e
+i minuzzoli accesi di carbon fossile ci diciamo i re dell'aria!...
+
+Benedetta età la nostra! Cioè la mia: perchè il mio compagno
+a differenza di pochi mesi, è già uomo fatto, ha dei clienti e
+non so quanti crediti. Ho parlato in plurale perchè ho questo
+vizio, come un rettore magnifico dell'Università, quando mi credo
+un re dell'aria!
+
+Il nostro orario ha un'orecchietta alla pagina tale:--linea
+Milano-Varese.
+
+Da Varese andremo al Lago Maggiore e precisamente? Non abbiamo deciso
+nulla: e se volete accompagnarmi, subìte un po' delle mie
+indecisioni e de' miei entusiasmi.
+
+Se tra i miei lettori c'è qualche Varesino, mi congratulo con lui
+ch'è nato fra quei colli e quei monti avvolti da quell'aria che fa
+guadagnare gli ostieri e scapitare l'amor platonico: se c'è qualche
+Varesina le dirò che ho veduto dei porticati, dei poggioli antichi,
+delle vie pittoresche, de' bei quadri presso il proposto.... Che cosa
+importa a lei? Ho ammirato una villa bianca avvistatissima senza una
+mosca, e un giardino su un colle, e un sentiero che si curvava fra un
+roseto, un pratello in toletta, e montava e montava.... C'era posto
+per due, per tre no.
+
+O Varesina, al sommo di quel colle, quando il sentiero t'avrà fatta
+arrossire, mi dirai come ti chiami....
+
+Varese ha dei punti bellissimi dove guarda la campagna, il suo gran
+campanile sorge su, tutto colorito, distinto, rilevato: filari
+d'alberi verdeggiano sulle salite e ai giardini pubblici: la villa
+Ponti dall'alto proclama alle otto valli di Laveno, di Cuvio, di
+Marchirolo, di Gana, di Arcisate, di Stabio, di Malnate e di Vedano,
+sono milionaria!
+
+A dire la verità ho un foglietto dove ho copiato un po' di memorie
+storiche di Varese--ad esempio:--È antico; forse risale a duemila
+anni avanti Cristo: fu dominato dai Romani, i quali vi eressero un
+castello di cui dura la memoria--a Belforte.--Fu saccheggiato dai Goti
+e dai Longobardi, fece guerra a Como, ebbe un vicario, sei consoli, e
+castella a Induno, Arcisate, Biandronno distrutti dai milanesi.
+
+Solite storie d'ogni comune medioevale. Quello che voglio far notare
+è che Varese nel 1768 venne da Maria Teresa dato in signoria a
+Francesco III duca di Modena e a Teresa di Castelbarco.--Non dico
+altro di cose storiche, cedo la parola all'amico mio, il quale
+dichiara che a Varese si mangia male e i cuochi sotto la berretta
+hanno una zucca, non una testa da cristiano.... Ripiglio la parola io
+perchè non voglio battibecchi tra un'aria così santa e cara e
+dico che ho deciso per valle di Cuvio di recarmi a Luino.
+
+Lasciamo da parte la Madonna che su una gobba di monte spiccata,
+accompagnata da cappelle e casette, toccata dal sole con color d'oro,
+fusa dall'ombra con veli paonazzicci deve di lassù vedere il
+formicolìo degli uomini che s'incontrano colle donne, per le strade
+di Varese e si vogliono bene: la Madonna deve essere felice quando li
+vede venir su, su coi muletti, comperandosi le medaglie, baciandosi
+alla sfuggita.... Non ci montai, quindi nulla posso descrivere.
+
+Valcuvio meriterebbe proprio che gli acquarellisti vi si recassero in
+carovana. La strada, dapprima erta ed elegante, si strozza nelle
+callaie dei paesi, fra le casette angolose, pittoresche, esce e
+s'alza, s'abbassa, s'inaridisce su certe coste di macigni ove le tinte
+ferrugginose luccicano di pagliette d'argento e d'oro, si storce
+rabbiosamente in certe pieghe di montagna ove proprio c'è la
+cappelletta, la croce della disgrazia e il mendicante che prega: si fa
+stretta e si allarga tra i praticelli spianati, coi filari di salci,
+coll'aria tranquilla della pianura.
+
+Non s'incontra dapprima anima nata, tranne quell'accattone. Le capanne
+sono celate dietro brune cataste di legna, o tra ammassi scaglionati
+di fascine; frequenti sono le boscaglie, lucidissimi gli stagni
+d'acqua, sempre gaio il fogliame vicino e aereo, soffice il lontano
+fuso coi monti, col cielo, con alcune cime nevicate... I punti più
+deserti sono per il pittore melanconico.
+
+Proseguendo verso Luino la valle piana sembra promettere gli agi;
+infatti sorgono le case e le casette, già imbiancate, già colle
+vernici. Un torrente scorre tra gli argini, e mansueto, serio, prelude
+alle ruote di ferro che muoverà: ecco degli stabilimenti a spesse
+finestre, col tubo, col brontolìo: ecco comparire dei pali, dei
+fili telegrafici su cui panni veder scorrere dispacci d'inglesi.
+Presento, vedo i cappelloni col velo bianco e le vesti affagottate, i
+_lords_ e le _miss_: qualche venerando pesce grosso si purga i polmoni
+aspersi dalla natìa fuliggine coll'aria del lago... In quei luoghi
+dove stampano i talloni piatti i _lords_ e le spesse orme le _miss_,
+potete esser certi che vedrete qualcosa: infatti viali larghi
+fiancheggiati da piante si curvano con dolcissimo meandro. Presentite
+la curva che li disegna? È il lago: il lago appare, s'apre, si
+sfonda... Luino alla foce del Margorobbia e del Tresa contempla il
+bacino, Monti ed acqua!
+
+Scendiamo di carrozza. Non c'è più all'orecchio il rotolare
+monotono dei cerchioni di ferro e i sobbalzi delle molle sconnesse:
+c'è un fruscio come di raso spazzolato, l'onda che bagna la ghiaia,
+la ghiaia che sorbe l'onda: nell'intermittenze come dei sospiri gravi.
+Non sembra di camminare, l'uomo, atomo, è sempre fisso innanzi alla
+immensa bellezza della natura. C'è per l'occhio un riposo, un piano
+liscio, levigato tra due catene di monti tutti in pace, c'è per
+l'anima un cielo terso e limpidissimo. In un attimo si ama tutto e
+tutto ci parla: la spiaggia ciottolosa, curva, l'arena bagnata, la
+frangia d'argento dell'onda, il suolo fatto dagli uomini e le case e
+le ville, e le frane spaccate dal caso.
+
+L'aria che viene dai monti, che s'infresca dal lago, che si poetizza
+dal cielo, entra in noi, scaccia da noi l'animaccia stanca, scettica,
+cittadina e ci dà un po' dell'anima della natura, col bisogno di
+salire in alto, coi voli dei desiderii amplissimi, coll'ali della
+poesia che non ha metro nè rimario!--Si diventa buoni e si ama, si
+ama, si ama!... Io qui non invito quelli che hanno la bottega nel
+cuore, nè le donnine che portano sempre lo specchio al servizio
+delle uniche loro carni bianchissime: non invito la folla che mangia,
+beve, ride, ma sibbene le anime torturate dai desiderii inesplicabili,
+affannate dalle spossatezze del deserto, i cuori che hanno amato o che
+amano! E vengano i nervosi all'idropatia! Le isteriche stancate
+dell'attendere! le vinte del corpo! Qui si ama, si ama!--E il lago
+seduce sempre, cantando l'eterna canzone senza esigere la sua gentile
+senseria.--Qui si combinano dei matrimoni. Spargete i confetti a
+manciate pei bimbi dei pescatori, e da quelle facciole ridenti e negre
+traete augurio per i vostri futuri scapatelli!...
+
+Rammentando che Luino fu patria dell'angelico Bernardino, lo stupendo
+pittore che effigiò le sante e gli angeli con sorrisi di cielo, andiamo
+al molo che serra le acque cupe: il lago flagella i dadi di pietra e il
+ripicchio si diguazza come stanco di battaglia. Per la via lunata,
+passati sotto un arco che mostra un poderoso leone di pietra, incontriamo
+una stradetta montana su un terrapieno: a sinistra il lago, a destra la
+montagna. È una stradetta non disagiata, non ricca, un tesoro pittoresco,
+a tratti s'inclina e quasi tocca la ghiaia, a tratto si solleva e mostra
+giù giù il lago coll'abbagliante luccicare tra i boschetti o col verde
+intensissimo lungo le coste profonde, o coll'irrequieto spumeggiare
+attorno agli scogli: più in là la massa azzurra si acquieta, e pare, per
+così dire, a zone smerigliate dai venti, in là ancora sorgono i castelli
+di Cannero solitarii, piangenti il romanticismo e l'oblìo: la sponda
+infine è deserta.
+
+Qui dove passeggiamo noi il murello di riparo alla stradetta serpeggia
+o lumeggiato o smorto in ombra con toni trasparenti, e la montagna
+affolta boschi e boschetti e sprazza luci sulle zolle, e s'infosca
+nelle ripiegature delle falde: grotte, acque, fiori, pratelli
+stiacciati da cumuli di macigni... Oh i monti!
+
+Il cittadino che li contempli in un attimo vi ha famigliari, e non
+c'è pendìo di vallicella ove non sogni d'essere stato già
+un'altra volta a piangere un dolore: non richiama una gioia definita,
+ma ricorda d'aver sorriso e spera di sorridere dall'alto di quella
+cima boscosa, da dove si deve vedere l'altro versante... Di là...
+Monti e valli e case e gioie e dolori!... Se ha letto un bel libro,
+sente di doverlo rileggere su quel masso, attraverso quel torrentello,
+sguazzando sul fondo translucido e sabbioso l'ombrellino... di chi?
+È un fatto: nei quadretti, e nelle memorie, e nelle speranze
+_compone_ sempre, direbbero i pittori, una figurina di donna, che ne'
+suoi occhi sintetizza tutto il linguaggio della natura...
+
+Rincorriamoci, o fanciulla: il lago ci invita al bagno: la montagna ci
+prepara la reazione. E che bagno! Vorrei staccarvi per lenzuolo un
+lembo azzurro di cielo, ma... E poi corriamo!
+
+Corriamo sui massi spaccati, profilati, da dove pendono i ciuffi
+d'erba, nelle tane, nei bugigattoli, sui cigli di quei muraglioni erti
+e schistosi, che la grande architettrice ha dipinti coi licheni,
+lisciati coll'acqua, graffiati coll'azione dei geli... Corriamo! Dove
+corre il desiderio? Le gambe sono umane, umano il ventre. Su dunque
+s'incontrano tre o quattro case da pupattola, scheggioni ammucchiati,
+coll'uscio aperto e la massaia che prepara la cena... Vogliamo cenare
+cantando la canzone dei pescatori e vedendo il lago a strisce di
+specchio tra le connessure delle pareti? Vogliamo bisbigliarci nella
+semiluce? Vogliamo pescare?
+
+Giungiamo a Maccagno inferiore detto _imperiale_, già feudo dei
+Mandelli, con mura, misto imperio, e diritto di zecca.
+
+Una chiesa su una piazza sostenuta da arconi di pietra come un
+acquedotto, una largura che muove al lago, ove dondolano sette od otto
+barconi, quattro case e l'osteria-stazione, da dove esce il suono
+bambinesco di una cornetta. Ecco Maccagno.--Arriverà il piroscafo
+da Luino, un punto nero che borbotta. Sediamo su una panca. Il lago si
+sperpera innanzi giù fino a Stresa: l'occhio nuota in quelle tinte
+perline e su nel cielo focato.
+
+Il tramonto è vicino. Non è l'ora stanca della città: è il
+preludio del riposo poetico: è l'ambiente di tutte le trasparenze,
+tutti i desiderii, tutti i sogni; col tramonto il cielo bacia l'anima
+nostra, e l'anima vola su quelle nubi che fingono delle isolette
+scorcianti in un mare più tranquillo del mare della vita, vola...
+Il piroscafo sbattendo le pale fracassose nell'acqua canta chiaro e
+netto:--L'uomo non ha ali: l'uomo non ha pinne. Prendete il biglietto:
+primi o secondi?
+
+Siamo sul _San Gottardo_, coi marinai, coi macchinisti fuligginosi,
+colla folla minuta dei contadini, colle valigie stemmate e coi
+viaggiatori distinti dal Bedeker. Monti e lago pigliano una tinta
+metallica, tutto sembra profondarsi, e su altissima luce brilla la
+prima stella della Notte.
+
+Il piroscafo ha fatto la traversata: il timoniere colla mano sui raggi
+di una ruota di bronzo specula acutamente il punto da sbarco, il
+capitano parla col portavoce agli uomini bruni giù nella pancia.
+Sulla spiaggia appaiono case e portici, e portici e case, fuggenti
+nell'ombre che si addensano nella gran montagna paonazza cupa.
+
+Un facchino grida:--Chi ha bagagli per Cannobbio?-
+
+L'ora è tarda, a domani. Vi basti sapere che a Cannobbio ci sono
+molte cose a vedere: il borgo, la Salute, l'orrido, le appariscenti
+valligiane e la signora Antonietta del _Biscione_, che stringe la mano a
+chi arriva, porgendo una manina pastosella e capricciosa.
+
+
+
+
+CHIARAVALLE
+
+SCHIZZO A PENNA.
+
+
+
+
+I.
+
+
+Hai perfettamente ragione, mio amico. Vi sono dei luoghi insigni per
+memorie d'arte e di storia o per lo speciale ambiente, nei quali
+l'anima del visitatore s'appassiona con gentile virtù, e la
+fantasia, correndo a ritroso del tempo, s'ingagliardisce, rivivendo di
+fronte ai robusti sembianti degli avi. Nelle giornate di noia stanca,
+giova moltissimo il fuggire la folla fastidiosa, l'indispettirsi dei
+minuscoli capricci, il cercare la solitudine. Questa è fatale se il
+cuore vuole tutta occuparla colle sue malinconie, è sana se in essa
+l'anima cerca per punto d'appoggio una calda emozione.
+
+Una passeggiata all'abbazia di Chiaravalle non è gran cosa, che
+possa rompere le gambe di un cittadino. Si esce dalla porta Romana, e
+si piega per circa tre miglia verso sud-est, camminando in mezzo a una
+pianura monotona, la pianura lombarda, che al cielo non sa levare
+altro che le capitozze pesanti degli eterni filari, qualche ramicello
+pelato, qualche volo di corvi, qualche crasso fumo di stalla. Ma che
+cosa merita quel cielo? E poi, signor mio, ogni acqua che scorre,
+all'occhio dell'agricoltore, sembra far galleggiare i sacchetti d'oro;
+ogni prato ti pare una mappa; ogni casa è segnata a cifre, a
+cifrone. Se tu vedessi i fieni ammontati nelle cascine, il latte che
+trabocca, spumando, dalle _brente_, e i formaggi che stanno, come in
+biblioteca, negli stanzoni a corridoi! Se tu vedessi!
+
+Il paese di Chiaravalle è un povero aggregato di case. Rovagnano
+n'era l'antico nome. San Bernardo, capo dell'abbazia di Clairvaux
+nella Sciampagna, venuto in Lombardia, e fondato in questo luogo
+l'abbazia e il monastero dei cistercensi, l'intitolò Chiaravalle,
+per amor di ricordo. Chiaravalle, favorito dalle famiglie milanesi,
+illustrato dalla virtù e dal sapere dei monaci, crebbe di fama e di
+ricchezza: molti cospicui personaggi venivano a visitarlo: Ottone
+Visconti vi morì.
+
+Al giorno d'oggi, camminando sulla strada, che fiancheggiata da due
+placide acque, conduce ad una porta austera, il visitatore ha l'occhio
+triste e l'anima triste. La campagna intorno è silente e spopolata:
+le mura dell'edificio, dove rovinate, dove salde, dove rifatte, sono
+come le pagine di un libro di storia. Mute, vi narrano una
+verità.--Che cos'è il tempo!
+
+Vi furono giorni in cui il potentissimo abate, collo stendardo della
+cicogna, scendeva alle soglie imponenti dell'abbazia, fra la sua corte
+fastosa, arbitro delle liti tra popolani e nobili, fra paese e paese,
+scendeva a ricevere una comitiva guerresca od ossequente; e i monaci,
+sui vasti dominii, sulle settantamila pertiche, si spargevano,
+fratelli di preghiera e di lavoro, ad una nuova opera, asciugando i
+paduli, guidando le acque, applicandole all'utile, creando il sistema
+lombardo delle marcite; e i reggenti di Milano venivano agli altari
+recando i diplomi dei frequentissimi privilegi; e i vecchierelli sotto
+il saio vegliavano sui libri o cantavano nel coro, o sfilavano al
+cimitero. La Guglielmina boema vi dormì poco sonno di morte. La
+ricca nobiltà milanese vi restò a tripudio, quando uscì ad
+incontrare Beatrice d'Este, che arrivava sposa a Galeazzo Visconti.
+Potenza successe a potenza, pietà a pietà, mistero a mistero...
+Infine, nel 1795, la più prosaica caria bollata era affissa ai
+venerandi battenti colla cera rossa. E oggidì la locomotiva,
+tagliando il pratello della pace antica, sbuffa faville ai morti, e
+passa fischiando...
+
+L'abbazia sorge vicina al villaggio, e coi ruderi del convento è
+chiusa da una cinta. Entrando nella corte per una volta oscura, si ha
+dinnanzi la chiesa, ragguardevole edifizio, con una cupola ottagona,
+sovrastata da una torre ad archi, a colonnine, a piramide: le linee
+sono dignitose, le tinte robuste, e i dettagli qua e là accentati
+dai curiosi scherzi del tempo e del caso. L'ignoranza degli uomini
+piccoli vuol mostrarsi dove può: eccola chiarissima, pretensiosa,
+patentata, nel guasto arrecato alla facciata, Povero secolo decimo
+settimo! Dio sa com'hai resa barocca anche la preghiera!
+
+L'interno della chiesa è grande, tetro, umido: un segreto squallore
+vi regna: la solitudine co' suoi misteri, la semiluce coi pochi raggi
+del giorno, colle ombre freddicce, fanno parer eterni i passi sul
+pavimento: e va e va:--e danno all'aria un che di morto, di chiuso,
+d'ammuffito, che tronca il respiro, e assopisce il pensiero in una
+incertezza di languore.... Fantastichiamo?
+
+Ma in questo stato d'anima, il cuore a un tratto affretta i palpiti,
+con un sentimento dolcissimo di speranza o di ricordo: eccoci desti! e
+si gode d'esser desti, d'amare, di dover combattere, di voler vivere!
+Il cuore si ribella alla morte.
+
+Triste è lo sguardo che danno le sante screpolate degli affreschi;
+triste la polvere fredda che s'adagia sugli stalli del coro; triste il
+tremolo ardore delle lampadette nella grande solitudine: tristissima
+la pace che il tempo ha fatto intorno a noi. Luino, l'angelico, ha
+dipinto: l'ottimo Garavaglia ha intagliato: altri molti hanno lavorato
+e vi giacciono nell'oblio; san Bernardo un giorno arse di zelo e fu
+una fiaccola. Ma oggidì?
+
+È santo quel sorriso che ci fa buoni e mesti: è salutare quella
+polvere che noi solleviamo, galoppando audaci, sul nostro cammino;
+chiamo luce quella che illumina l'anima, come i lampi. Più e più
+nei luoghi austeri l'estro si accende, e si figge all'ideale. La pace?
+Prima vogliamo la battaglia.
+
+In fondo al coro vi è una porticella che mette al cimitero: è un
+luogo raccolto, circondato da un muricciuolo che lega le une alle
+altre tante cappelle mortuarie, ad arco, uniformi, severe, segnate
+solo da qualche avanzo di pittura o di epigrafe: qui i nomi di Pagano
+e Martino Torriano, dei Novati, dei Piola, degli Archinti. Un'unica
+crocetta nel mezzo compendia tanti nomi, tante grandezze, tanto oblio,
+in tanta pace, Qui venne con onorevole scorta armata sepolta la
+Guglielmina, nel secolo XIII, la famosa fondatrice della setta dei
+Guglielmiti, la quale pretendeva d'essere papessa, e più: qui fu
+venerata con feste, lampade, devozioni: di qui fu dissepolta e
+trasportata a Milano sulla piazza della Vetra, per essere abbruciata e
+vituperata co' seguaci suoi. La storia vi è lunga, ma interessante
+per gli scrittori milanesi: qualche sera chiacchiereremo, perchè
+già adesso tu non hai tempo.
+
+Che cosa t'ho descritto? Non so. E ti ho descritto, o credo? Non so,
+davvero. Queste mie righe sono impressioni, Tratti di penna, schizzi:
+se tu volessi linee rigide e contorni precisi, sai che ci sono guide,
+buone e grame, e fotografie. Dunque non gettarmi in un cantuccio, se
+non adopero squadra nè metro.
+
+Però, se vuoi, eccoti le dimensioni. Incominciamo da serii:
+
+Altezza della torre, piedi 57.
+
+Altezza della piramide, piedi 34.
+
+Lunghezza della chiesa...
+
+Capisci! Sei tu che non mi ascolti! Dunque, zitto i zitto! zitto!
+
+
+
+
+II.
+
+
+Per ordinare le mie idee, bisogna che col pensiero io vada indietro
+tre o quattro anni: cinque per l'appunto! Ed ecco mi ricordo una
+passeggiata a Chiaravalle, una sosta, una colazioncina in un prato, e
+poi un'ascensione chiassosa, quindi una meditazione seria. Come fosse
+adesso! Voglio rammentarmi la torre della chiesa e il cimitero.
+
+Prima di tutto, vi confesso ch'io ho un gusto matto per i campanili,
+tanto che in un certo paese ho fatto un abbonamento con un sagrestano,
+perchè mettesse a mia disposizione tutte le chiavi d'una chiesa.
+Quei bugigattoli, quelle scalucce di legno dagli incerti gradini, quel
+buio, quegli uscioli, per cui solitamente si deve passare per giungere
+alla torre, mi piacciono in modo strano; e poi quelle funi che pendono
+giù, o sfilacciate, o giù conducendo l'unto dagli ordigni
+dell'orologio!--E tic-toc-toc: dall'alto l'inesorabile tempo ci grava
+sul capo. Se poi stridono i falchi, o stormeggiano i passerotti, o un
+amico pauroso mi grida:--Manca un gradino... avanti lo stesso.
+
+A Chiaravalle la torre che sovrasta alla cupola ottagona offre tutte
+le emozioni che voglio. Ecco, al tetto della chiesa, al primo riposo,
+si giunge coll'abito concio dalle ragnatele, col cappello schiacciato
+da qualche buio arco che non rispetta le proporzioni della figura
+umana, coll'occhio intenebrato e polveroso: travi, tegole e calcinacci
+sono amici, amiconi degli archeoflli curiosi. Al tetto c'è un
+ballatoio: e da questo una scala a piuoli al primo giro d'archi della
+torre; e da una colonnina di questo un'altra scala a un'altra
+colonnina del secondo giro, e via e via; ma sui piuoli tarlati il
+piede si poggia con precauzione, e gli staggi sono un po' zoppi.
+All'ultimo piano di colonnette si leva la piramide, e noi che le
+passeggiamo intorno, la vediamo tutta irta coi mattoni a spinapesce,
+qua e là resa bizzarra da qualche ciuffo d'erba, bruna rossastra,
+sormontata da un globetto con una croce nel mezzo, La vista di
+lassù spazia sui piani e sui piani: monotonia, Pure, c'è da
+trattenersi su una buona mezz'ora, e anche più; si ritarda la
+discesa, pensando un po' a quelle scalucce malsicure che ci terranno
+sospesi fra il cielo e i tetti.
+
+Terra! terra! abbiamo toccato il suolo della chiesa: all'ultimo
+gradino ci sentiamo piccini, come profondati, giù nel tenebrore:
+camminiamo, e il passo ci sembra pesante, lo spazio per il piede
+troppo, per l'occhio poco, e giungiamo al cimitero. Con un movimento
+spontaneo si dà uno sguardo all'insù; le proporzioni della
+muraglia, della torre, si allungano sul cielo, e là, in cima, ci
+pare sia restato qualcosa di noi: qui basso siamo vuoti e melanconici:
+un che inspiegabile signoreggia tacito intorno a noi, e noi subiamo
+una pace per gli occhi, per le orecchie, per la bocca, un'aria morta
+ci involve, entra in noi, esce: ci pare di dormire da lungo tempo, o
+di svegliarci con altri sensi diversi dai nostri. È una bizzarria
+questa? A me succede così. Credo animato un arbusto solitario, un
+mucchio di rovine, un silenzio di crepuscolo: qualcosa requia, ma
+spiandomi: un che d'ignoto, posandosi lento, incombe e incomberà su
+di me. È una stramberia, temo l'oblìo... Sapete? certi sogni
+senza senso comune si possono dire in poesia: in prosa bisogna
+rendersi conto d'ogni contorno che ha la parola, e toccare liscio se
+non si vuole errare e buscarsi, un'orecchiata dai professori!--C'è
+la pace, ecco tutto: una pace antica, un silenzio, un'immobilità,
+un mistero.
+
+Le cellette mortuarie di stile gotico c'invitano colle loro linee
+severe, colle reliquie degli affreschi, coi frammenti delle epigrafi.
+Vediamo! Ognuna di esse racchiudeva il monumento di qualche cospicua
+famiglia: dove giaceva il pesante avello, a due versanti, coi quattro
+orecchioni, o dove si levavano sulla groppa dei lioni le colonnine
+torte a reggere l'arche coi tabernacoletti gotici, ai dì nostri
+cresce la mal'erba, fra i tritumi e i calcinacci: le muraglie hanno le
+tracce dell'ugna del tempo: gli archivolti non portano più le nere
+cortine di morte, ma si lasciano addobbare dalle ragnatele. Queste
+cellette erano numerosissime: e chi coll'immaginazione sapesse tutte
+riedificarle, degradarle in squallida linea, colorirle tristamente, e
+fingere dalla porticella del coro la sfilata dei monaci salmodianti,
+quegli potrebbe a messer l'abate chiedere l'eterna pace. Si dorme
+tanto bene all'ombra dì tramontana, nelle abbazie dei cistercensi,
+fra il silenzio degli uomini e della natura!--In una celleita,
+Manfredo Archinto supplica Nostra Donna: in un'altra, una lucertola
+viva serpeggia sull'ala di una santa morta: in un'altra, san Bernardo,
+imprudentissimo, presenta al cielo la Guglielmina boema...
+
+Nel secolo XIII, nella Lombardia, già infestata dalle sètte
+degli eretici, comparve la bella Guglielmina. Chi era? La dicevano la
+figlia di un re di Boemia. Con chi era? Con un bambino che le morì.
+Monaca, fuggita, amante: tantissime se ne dissero. Essa abitò a
+Milano, e fu di tale pietà, che i monaci di Chiaravalle e le
+Umiliate, e tutto il clero, e tutta la nobiltà pigliarono ad
+amarla, compreso un tale Andrea Saramita: e salì, e salì, la
+Guglielmina salì fino alla dignità sopranaturale: fu della
+quella che salverebbe giudei, saraceni e mali cristiani, fu detta
+papessa, santa, divina. Ma umana, morì, lasciando di voler essere
+sepolta a Chiaravalle.
+
+Quivi giacque venerata, e ad onore di lei i monaci, in tre
+solennità annuali, distribuivano pane e vino. I discepoli rimasti,
+una Manfreda, il Saramita, Albertone da Novate, continuarono a
+celebrarne i misteri.
+
+Nel giorno di Pasqua del 1299 la Manfreda indossò degli abili
+pontificali, e, costituita una gerarchia ecclesiastica femminile,
+cantò litanie, predicò, disse messa in casa di certo Jacobo da
+Ferno, con epistola letta da Albertone, con vangelo composto dal
+Saramita. E vogliono gli storici che queste adunanze finissero con
+scandali tali e tali criminosi piaceri, sì che la inquisizione di
+Sant'Eustorgio col fuoco volle _purificare i corpi et le anime
+inquinate_. Si fece un gran processo, arse la catasta in piazza della
+Vetra, e Guglielmina si trovò scacciata dal paradiso e buttata
+all'inferno.
+
+Chi parla della Guglielmina finisce sempre così:--È da
+domandarsi se era veramente colpevole la Guglielmina, o se solo lo
+furono i suoi seguaci. È questo un problema la cui soluzione merita
+un attento studio di storico imparziale.
+
+Ma se sapessi dove sono i documenti!
+
+
+
+
+
+MALINCONIE
+
+DI UN ANTIQUARIO.
+
+
+
+
+NATALE IN FAMIGLIA.
+
+ _Warum ein unerklärter Schmerz
+ Dir alle Lebensregung hemmt?_
+
+ GÖTHE.
+
+
+Dinnanzi alla villa barocca, tutta fradicia di pioggia e tutta chiusa,
+come un sepolcro, si stende un gran viale allagato, e di fianco le due
+siepi di carpini si perdono giù giù, fino a confondersi colle
+loro tinte brunastre nei colti uniformi, su cui la triste giornata del
+Natale addensa un torpido coltrone di nebbiaccie.
+
+E un povero rampichino tra quei negri viluppi di stecchi, che un dì
+erano piante squadrate a piramidi ed a vasi, di ramo in ramo; svolazza
+salticchiando, la testolina in basso, il pennacchietto arruffato, le
+piume impacciucchiate, e viene e viene, e viene qua ai cancelli
+panciuti della corte, alle tortuose scalee dei terrazzi, alle fredde
+fenditure delle imposte, da cui il verno scolla le vernici
+squammate...
+
+Ecco la facciata della villa. Un Giusepp'Antonio Castelli la ideava
+con tutta la tracotanza e il fasto dei Tiepoleschi: un gran parruccone
+sporco la approvava col cipiglio arcigno e la penna d'oca alzata, come
+un ritratto dell'Ospedale. Ecco le finestre avvolte nei cartocci; le
+finestrette tonde con un contorno da maniglia o con davanti ciascuna
+un busto di Cesare romano; le mensole sbrodolanti il gesso dalle
+arselle; i cornicioni spezzati dalle curve e dalle volute di cento
+contrabassi; le inferriate gremite di viticci e di nodi e di
+fogliaccio; i pilastretti a gozzi aggrappantisi su alla gronda; le
+nicchie sgangherate colle statue delle virtù araldiche che
+somigliavano alle buone ciambellane di Filippo V di Borbone; e
+l'attico gibboso e tormentato sotto il peso di uno stemma in cui
+c'entravano quaranta _maggioranze_ di Castiglia e di Leon.
+
+E il povero rampichino, frugacchiando alle fredde fenditure delle
+imposte, si lamenta co' suoi zilli capricciosi che si perdono contro i
+vetrucci rotti, i piombi caduti, il vano oscuro della finestra.... È una
+formica morta assiderata due mesi fa, quando la strascinava una gran pula
+di frumento? È un vermiciattolo ch'era giunto la notte prima dalla
+peschiera a musaico alla pozzetta d'acqua fra due mattoni spezzati? Che
+cos'è? che cos'è che becca il rampichino?... Becca, si fa sottile, becca,
+s'appiatta e s'arruffa, becca, ficca la testa sotto ai bilichi, e trova
+un posto ove la soglia è corrosa dalle antiche pedate, ed entra nel buio.
+
+* * *
+
+Oh come i morti s'obliano nello squallore, giù nei saloni del vasto
+appartamento! V'è una semiluce che piove solo dalle finestrette ad
+occhi di bue, dietro le schiene degli Augusti in pietra arenaria:
+v'è il silenzio che là là sembra ingoiarsi con un freddo da
+cantina per le porte spalancate: v'è un abbandono che scolora tutto
+cogli strati di polvere e di muffa, e che dà a tutto un aspetto di
+remoto, di sconfinato, di sepolto, colle tristi simmetrie
+dell'immobilità e del sonno. Una sala s'apre nell'altra, l'altra
+nell'altra, l'altra nell'altra, via, via... Da questo capo a quello
+del palazzo la fuga di quei sepolcri fastosamente rococò è
+infinita: tutte le finestre chiuse: scorciano i vani delle porte, come
+un lungo corritoio fra i scenari di un palcoscenico deserto, e i
+sopraornati confondono i loro fogliami flaccidi, i loro motti
+sbiaditi, i loro canestri pastorali, i loro trofei militari, le loro
+donnaccie nude, come una fila di grotteschi cartelli d'anniversari nel
+magazzeno di una cattedrale.
+
+E il rampichino salticchia verso un'alcova. Nella prima sala vi sono
+le pareti bianche, il soppalco colle travi e i contentini dipinti a
+sfogli e reticelle a gesso e colla, intorno allo zoccolo di finta
+Macchiavecchia quaranta seggiole coperte di una bazzana con una ninfa
+in guardinfante, e nell'alcova coi putti di stucco, fra due canterali
+a pancia gravida, un lettone sui cavalletti e tutto giallo a passamani
+d'argento.
+
+Lì, o uccellino, in mezzo secolo non è mai sonata una parola di
+vita. La marchesa vedova, quella che aveva aggiunto all'attico della
+villa lo stemma colle quaranta _maggioranze_ di Castiglia e di Leon, vi
+giaceva ammalata fradicia da sette anni non parlava più del marito,
+se non per consolarsi che, a conto di messe, era già in luogo di
+salvazione: facendo chiamare dalla vecchia nutrice i tre figli ogni
+sera per benedirli, al primo diceva «marchese Asdrubale,» alla seconda
+«donna Ines,» al terzo «don Apollonio.» E, raccogliendosi tutta nei
+suoi pensieri, taceva sino alla sera del giorno appresso: a meno che
+le arrivasse qualche corriere di Spagna con una lettera di un principe
+di Madrid che le annunciava la prossima gravidanza della moglie, o
+qualche procaccio da Milano colle benedizioni dell'abbadessa vecchia
+di Santa Radegonda o dell'arcivescovo capo-rito di Sant'Ambrogio.
+Taceva lei per delle settimane: ma susurrava qualche servo del morto
+padrone che quel malore che le rodeva l'ossa era come, che so io, come
+uno struggimento per una grande passione ambiziosa insoddisfatta: e
+che il marito non aveva voluto un certo dì ch'ella seguisse re
+Carlo II (Dio lo riposi) a una caccia presso la Bellingera e che il
+futuro marchese, il primogenito Asdrubale, fosse già stato promesso
+ad una principessina madrilena che non era nata...
+
+Basta: in una sera di Natale, in quel lettone, quella madre... (madre
+la direte?)... quella squallida ammalata, moriva rassegnatissima,
+togliendosi dall'anulare un anello coi cinque suggelli dei cinque
+feudi della famiglia, e ponendolo sull'indice del suo primogenito: con
+una carta piena di ghirigori istituiva il maggiorasco: al marchese
+Asdrubale ordinava la seppellissero nel palazzo, e fissava le libbre
+milanesi della cera: a donna Ines e a don Apollonio raccomandava, loro
+vita natural durante, di pregare per lei... che era morta.
+
+E il rampichino salticchia verso un crocefisso. Nella seconda sala
+ancora le pareti bianche, il soppalco colle stesse dipinture, intorno
+allo zoccolo di finto Belgiazzo, due tavoli dorati a gambe di capra, e
+trentadue seggiole coperte della solita bazzana con una Venere allo
+specchio, e nell'alcova con una santa gesuitesca in marmo nero, ai
+piedi di un lettone, come il primo, una seggioletta impagliata, e un
+inginocchiatoio col grande crocefisso.
+
+Lì, o uccellino, non è mai sonata una parola di speranza. La
+triste secondogenita, che nella sera di Natale rammentava quell'altra
+notte, quando la madre le moriva, e che contava ancora angosciosamente
+i pochi mesi, i mesi tormentosi della sua libertà, prima d'entrare
+nel monastero, si contorceva sotto le coltri, si strozzava il pianto,
+udiva le campane per la pianura buia, s'immaginava i babbi e i bimbi
+che si avviavano alla chiesa, i bimbi! i bimbi!... E il povero
+crocefisso fu trovato alla mattina dalla nutrice dischiodato dalla
+croce e con alcune chiazze di sangue recente sull'avorio.
+
+Donna Ines è morta abbadessa di Santa Radegonda.
+
+E il rampichino salticchia verso un gran librone. Nella terza sala
+torno torno alle pareti quattro macchinose scansie che dalle
+graticciate di rame lasciano vedere tutti i volumi giallacci della
+teologia seminaristica, la volta, in gloria, dipinta con una Fede
+seminuda e cicciosa, un solo tavolotto con carta, penna, calamaio,
+spolverino, e un solo seggiolone colle orecchie al dossale: il gran
+libro è su un leggìo da coro.
+
+Lì, o uccellino, non è mai sonata una parola di fede. L'infelice
+terzogenito, che rammentava quella notte di Natale, quando gli moriva
+la madre, e quella mattina, quando avevano veduto il crocefisso della
+sorella colle macchie di un sangue caldo, e che aveva sfogliato tutti
+i libri più devoti per sapere com'erano orrendi i tormenti
+dell'inferno, lì, sul seggiolone, quando tramontava il giorno e gli
+pareva di udire i canti delle mamme... sì, sì, una folata di
+vento gli portava dagli alti finestroni della chiesa un ronzio di voci
+felici, credenti, devotissime a Dio... Quando calava la sera sui campi
+e la pace sulle mamme e sulle bambine, egli, di sotto al San Tomaso
+in-folio, traeva un pugnale aguzzo e... E il povero librone fu trovato
+alla mattina dalla nutrice divelto dalla copertura e con un buco che
+lo passava irosamente parte a parte, come una cornata del diavolo.
+
+Don Apollonio è morto cardinale di Santa Prisca.
+
+E il rampichino salticchia verso venti, quaranta, ottanta quadri di
+antenati e di battaglie e di assedi, verso un pellicano impagliato,
+verso una spada d'argento di Filippo V, verso un trono di feudatario,
+verso un tronino di Dio... Tutto l'appartamento ha le porte spalancate
+e le finestre chiuse: il silenzio si fa sempre più oblioso e il
+verno più sconsolato.
+
+Nella quarta, nella quinta, nella sesta, in tutte le sale continuano
+le mura bianche e i soppalchi dipinti o le vôlte stuccate, le
+seggiole a gambe di capra e le poltrone a ranocchio, e le alcove
+deserte. Ecco qui nella galleria pendono gli antenati di toga, di
+spada, di rocchetto, tipi cipigliosi del Tanzo, del Nuvolone, del
+Porta, ma tutta gente che si era fatto onore per la famiglia: le
+antenate coi guardinfante o colla tonaca, faccie lunghe del Cerano e
+del Legnani. ma donne benedette dal Signore nella prole o nelle
+visioni. Ecco nella sala delle battaglie, sulle tele crostose di un
+Borgognone di terza mano, dinnanzi alle fantastiche bicocche dei
+turchi, i guerrieri indiavolati e nel fumo dei cannoni cristiani i
+nemici che se la danno a gambe. Ecco nel museo le bestie impagliate
+che vissero nel parco: il pellicano ha una scansia di vetro colla
+cupola: un Crivellone ha abbozzato, nero e rosso, intorno alle pareti
+i cani che leccano il sangue, i cinghiali che ruzzano a salmontone,
+gli uomini che muoiono sbudellati. Ecco nell'armeria, fra le labarde
+dei servi d'anticamera, una spadina _a zuccotto_, donata nientemeno che
+da un re, il quale non sapeva tenere la penna ad Utrecht. Ecco nella
+sala delle udienze un gran trono, velluto cremisi ed oro, per
+assidersi a dopo pranzo a giudicare, con diritto di vita e di morte, i
+vassalli famelici tutto l'anno. Ecco nella cappella un tronino
+barocco, offerto al buon Dio a peso d'argento, perchè a un tanto
+per oncia rimetta i peccati a tutta la prosapia.
+
+La gloria dell'appartamento incomincia dal santo alcova della vecchia
+testatrice e finisce col confessionale pagato dall'unico erede dei
+cinque feudi.
+
+In questo regno, o rampichino, non è mai sonata una parola di
+gioia.
+
+Eccolo il marchese Asdrubale!... Ebbe ventimila pertiche di terra
+grassa, questa villa, un palazzo ionico in Milano; creò cinque
+benefizii per cinque oratorii dei morti, sciolse dai livelli due
+monasteri, istituì varie messe pei poveri giustiziati a San
+Giovanni _alle Case rotte_; ebbe perfino trenta cani bracchi, segugi,
+mastini, da leva, da ferma, dodici amici senatori, una moglie
+infeconda e che gli visse accanto circa settantotto anni, sette mesi e
+qualche giorno. Eccolo il vecchio Feudatario di Filippo V, di Luigi I,
+ancora di Filippo V, e poi di Ferdinando VI, e poi di Carlo III!
+Largo! fate ala! rendetegli l'omaggio!... Viene dal tronino di Dio, e
+passa innanzi al suo trono di feudatario, alla spada d'argento del re
+Borbone, al pellicano impagliato, ai venti, ai quaranta, agli ottanta
+quadri d'antenati e di battaglie e di assedi.... Largo! fate ala!
+rendetegli l'omaggio!... Ma se non si muove alcuno per le sale!... E
+lui, da un capo all'altro del palazzo, procede vestito di nero e con
+quell'anello in dito.... Non c'è più nessun mascherone dei
+Tiepoleschi che, ghignando, racconti altre istorie, dopo quella della
+mamma, dell'abbadessa e del cardinale.... Il vecchio si fa innanzi,
+barcollando, viene, viene, passa dalla biblioteca, passa dal secondo
+alcova, passa dal primo alcova, viene, viene, cercando un primogenito
+anche lui.
+
+Il marchese Asdrubale è morto grande di Spagna.
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Si è fatto sera. La vecchia e
+i tre figli sono tutti sepolti nello buca gentilizia della cappella,
+in quattro cofani di velluto nero, tutti e quattro distesi su quattro
+seggioloni disusati, sotto una pietra incisa coi cranii e le clessidre
+e gli svolazzi che annodano le tibie.
+
+È la sera di Natale. La madre e i tre figli sono tutti seduti nel
+salone della festa al così detto pranzo di famiglia, sulle seggiole
+di seta rossa, chinati sulla trapunta tovaglia di Fiandra, sotto la
+luce di una gentile lumiera di Murano, e fra i calici arrubinati e le
+argenterie scintillanti.
+
+È la notte di Gesù piccino. La vecchia guarda mestissima il
+marchese Asdrubale.... È l'ora delle gioie di Natale. E la badessa
+donna Maria Ines di Santa Radegonda racconta la sua amorosa gloria di
+mamma, quando le era nato quel bambino biondo, come quello del
+Signore. E il cardinale Don Apollonio di Santa Prisca racconta la sua
+tranquilla felicità di babbo, quando la sua gioconda, la sua bella,
+la sua fanciulla sorridente gli porgeva a baciare le due bimbe così
+rosee e ricciutelle, come le angioletto sulla capanna di Betlemme.
+
+La vecchia tornava nella buca: e il marchese Asdrubale scagliava via
+l'anello.
+
+* * *
+
+O rampichino, o rampichino timido e santo, quand'esci all'alba dal
+palazzo e per i rami dei carpini ti avvii giù là in fondo ai
+campi e al paesetto, o rampichino, o rampichino modesto e gentile, non
+raccontare le istorie delle sale barocche abbandonate, non raccontare
+le ciarle del convito di Natale....
+
+* * *
+
+Alla mattina del Santo Stefano, il piovano di ****, che aveva da' suoi
+antecessori ereditato l'obbligo di benedire a Natale _li defonti_ del
+palazzo, perchè un marchese Asdrubale aveva lasciato, con decima di
+miglio, di avena, di frumento, un beneficio alla confraternita della
+Buona Morte,--alla mattina un poco tarda, il piovano, aprendo con una
+chiave irrugginita la cappella sepolcrale, trovava sulla pietra un
+uccelletto morto di freddo, lo spazzava via con una pappuccia, e,
+guardando per un corritoio una fuga di saloni e di saloni,
+incominciava a dire, stringendosi nelle spalle:--_Requiem æternam
+dona eis, Domine...._
+
+
+
+
+NATALE.
+
+(FANTASIE)
+
+ Whilst thou art fair and I am young.
+ BYRON.
+
+
+Giù, giù, sui campi mestissimi della nostra pianura lombarda,
+s'intorbida la pallida alba del Natale.
+
+Ecco i colti, qua aggelati nelle tinte verdi umidiccie del frumento in
+germoglio, là a cinquanta passi addormiti nei lividi nebbionacci
+del verno e dei concimi: i solchi colatoi bianchi di brina e giù
+inzuppati da pozzatelle di pioggia: i gelsi coi tronchi neri e le
+capitozze goccianti, in filatere allineate, come i morti a guardia di
+un immenso camposanto obliato: i capannotti col tettuccio di sagginali
+fradici, l'acciottolato fangoso e il sentieruolo senza più l'aia: i
+pagliai col cappuccione ammuffito e sullo stocco la crocetta che si
+scorteccia: le strade sepolte nel molliccio, colle rotaie allagate, e
+i fossatelli pieni del mosaico giallastro delle foglie flagellatevi
+dagli acquazzoni.
+
+Ecco là un paese su uno sfondo tutto cenerugiolo e senza misura: i
+muricciuoli di una pallidezza sucida da cenci immollati: gli orti
+bruni, senza più una siepicina, tutti a stecchi ed arruffaglie: le
+finestre ingozzate di fogliaccie: le casette rattrappite l'una
+sull'altra, come chi si stringa nelle spalle: i palazzotti, su alti, a
+grandi fioriture nere, coi solai abbandonati: e le chiese, più alte
+ancora, coll'aspetto più freddo del nudo mattone e i vani più
+bui delle arcature dei tetti: e, più alti ancora, i campanili, nudi
+e soli, che sguardano cogli occhioni abbacinati nelle nebbie....
+
+E su tutto, sui campi infiniti e sui paeselli perduti, un umido
+intenso, una tristezza plumbea, una distesa persa, che non chiamiamo
+cielo, ma chiamiamo oblìo.
+
+E si intorbida sempre più la squallida alba del Natale.
+
+Là, in fondo in fondo si accende un lumicino, una lucciola oleosa,
+un occhio giallo e sonnolento, e poi là, dall'alto dall'alto, si
+ode uno scricchiolìo: lo strido di un ceppo scheggiato, un rantolo
+pesante e brontolone.
+
+Il curato si veste: e il sacrestano incomincia a pigliare la fune
+della campana....
+
+* * *
+
+O colombi, che con volo obliquo e soavissimo calate innanzi alle
+scalee delle misteriose ville rococò a bere dolcemente nei cavi
+della vecchia arenaria le piogge del dicembre infecondo: o passeri,
+che, stormeggiando bellicosi, vi affollate sui santi cornicioni delle
+chiese smattonate a beccare protervamente le lolle sospintevi dai
+venti: o rampichini muraiuoli, che col capo in giù vi aggrappate ai
+sagginali che tappano le finestruzze, arruffando lo spavaldo
+ciuffetto, per cacciarvi in una stalla piena di marmocchi, di
+contadine e di fole: o reatini, reatini minimi, che nei rosai brinati
+dei cimiteri sbattete l'ali rapidissime, quasi cercando i nonni ai
+radiconi del campo e ai cataletti del beccamorto, i nonni aggelati
+che, come voi sono i simboli del verno:--o miei amici, amici della mia
+casta infanzia e della mia trepida giovinezza, gentili poeti dei voli
+e dei susurri, poveri uccelli che avete sete, che avete fame, che
+avete freddo, che avete le nebbie nell'animuccia, venite alla mia
+finestra in quest'alba sì mesta, venite ai miei vasi di fiori,
+venite alla mia stanzetta.
+
+Voi bevete le lagrime degli infelici? Voi beccate via le pule delle
+nostre speranze inaridite? E vi tenete caldi sui nostri cuori e dentro
+vi covate ancora le nuove illusioni della vita? E foracchiate ancora
+nelle case di chi ha amato, cercando sempre le agugliate di refe della
+massaia per i vostri nidi e le briciole dolci dei nostri bambini per i
+vostri zuccotti senza piume?
+
+Povera finestra, sempre quella, da cui non entrano più le
+tranquille visioni dell'alba, e le placidezze amorose dei plenilunii:
+poveri fiori della mia vecchiaia, che vi siete disseccati sulle
+radicine delle più soavi viole del pensiero: povera stanzetta della
+mia morte, senza una culla, senza un ritratto di donna, senza un
+ricordo della mia giovinezza!
+
+Venite voi, amici, che non ci abbandonate nei verni.
+
+* * *
+
+E vi dirò.
+
+Era bello il mio bambino roseo: era santa la mia Madonna bionda: il
+presepio tranquillo, la mia casetta, la casetta del povero poeta.
+
+E lui aveva due occhioni a gemma, pieni dei riflessi del più
+azzurro cielo; una boccuccia a pozzette che balbettava i nostri nomi
+felici in terra; due mani a guancialini che rubavano già i
+pesantissimi grappoli dorati della nostra vite sul portichetto. Lei in
+quelle pupille specchiava le sue tanto dolci; a quelle labbra si
+pendeva, succhiando colle sue, inebbrianti di baci; tra quelle dita
+intrecciava le sue, così belle e così carezzose. La casetta,
+quella dei babbi e dei bisnonni, piena di fiorelli campestri, di
+specchi pallidi, di mezz'ombre pacifere.
+
+Sì, sì, era il mio bambino bello, anche quando su un occhio
+aveva una gran toppa di carta turchina odorante di aceto; o quando
+gustava la boccuccia impacciucchiata di vinaccioli e di mocci; o
+quando colle manine, impudicissimo, si teneva un piedino grasso, come
+un tomboletto, sgranandone le dita, come coccole di burro.... Era la
+mia Madonna santa, lei che piangeva da medichessa, lei che smoccolava
+quel nasino, lei che toglieva il pannicello per vederlo tutto nudo, il
+suo ometto peccatore!... E sul mio presepio gli angioli del cielo non
+scendevano coll'ali a porre la bindella spiegazzata col _pax hominibus
+bonæ voluntatis;_ ma nemmanco i notai della terra erano venuti coi
+parrucconi ad aprire i volumacci delle ipoteche: ed era piccino, ed
+era disadorno, ed era soffogato dai ciliegi e dai mandorli; ma un
+bisnonno l'aveva chiamato _Palazzetto del ritiro_, un nonno vi aveva
+messo i mobili del Maggiolino, e il mio babbo aveva piantalo per me
+quegli alberi che s'erano fatti grossi pel mio bimbo.
+
+Desideravamo l'autunno, la stagione più cara, più intima, più
+dolce per la nostra lunga contemplazione amorosa. Era forse una
+foglia, la prima che si staccava dal ramo, che ci diceva quanto noi
+potevamo essere felici? Desideravamo i crepuscoli rosei, colla mitica
+stella di Lucifero, colla sottile falce della luna, coi cirri
+spolverizzati d'oro: e quando voi, o colombi, stendevate il volo su
+quel terrazzo fiorito, là dove, infelicissima e peccatrice,
+bisbigliava quella dama infeconda con quel cavaliere, più volte
+babbo: e voi, passeri pendenti ad un ciuffo di parietaria, dal rosone
+della facciata spiavate giù nella chiesa tutta calda di lumi i
+poverelli, famelici fra le nidiate dei bimbi che cantavano le lodi
+ambrosiane del Signore: e a voi, rampichini muraiuoli, intricati nei
+garofani delle finestrette, giungeva il guaiolare degli orfanelli
+dell'Ospedale: e a voi, reatini, salticchianti sulle rose innanzi le
+croci cadute, taceva sempre impassibile il silenzio di chi nella fossa
+dei vermi aveva sognato il bel paradiso d'oro:--noi, piegati su una
+culla candidissima, rattenendo il respiro, come l'unica necessità
+che accusasse la nostra vita del corpo, noi ci sentivamo
+purissimamente degni di compiacerci per gli occhi giù fino in fondo
+dell'anima, ove stava il segreto religioso della nostra giovinezza:
+noi, affaccendati innanzi ad una seggiolina, versando il latte
+butirroso in una scodella, ci dicevamo tanto ricchi e pasciuti che
+avremmo dato tutti i nostri pani a tutti i poverelli e le briciole del
+nostro bambino a tutti gli uccellini: noi, inginocchiati nel
+portichetto dei nonni, udendo le leziose impazienze di quella
+boccuccia che, tartagliando i nostri nomi, pareva comandasse al
+destino di non dividerli mai, su tutta la terra, credevamo ad un Dio
+che apparisse nei sogni agli innocenti e nei sorrisi agli amorosi:
+noi, semi-addormentati allo spegnersi dell'ultime luci del giorno,
+compiangendo tutti i libri luciferini che indagavano il nulla eterno,
+l'avevamo dinnanzi la nostra vita, tanto sicura e tanto in pace!
+
+E l'avremmo vissuta tutta! Desideravamo che l'autunno si avanzasse a
+morire nel verno, la stagione carissima, intimissima, dolcissima per la
+nostra eterna contemplazione amorosa.... Eterna?... Erano forse le
+foglie, le ultime foglie che coprivano la terra, che ci dicevano come noi
+dovevamo essere felici?... Desideravamo le serate lunghe....--Com'è di
+fuori?--Dai vetri sudati non spiavamo nè tenebrore, nè stelle, nè luna,
+nè pigre nuvolaglie. Oh volevamo la nostra stanzetta, piccina, come la
+nostra ambizione, calda come un nido, illuminata come un santuario!
+Volevamo essere noi, noi soli, coi nostri ricordi, colle nostre ciarle,
+col _suo_ balbettìo, col _suo_ respiro, co' _suoi_ starnuti, col nostro
+bimbo che ci aveva dato tutta la pace! Ci amavamo! Ci amavamo, perchè
+nessuno era venuto a soffiarci il gelo dei sapienti nell'anima! Ci
+facevamo indietro indietro nella memoria a trovare le prime paure e i
+primi rossori, i mutui sguardi e le feconde religioni dell'amore
+ricambiato! Misuravamo giubboncini e camiciuole! O bimbo, quando credevi
+di fare il tuo discorsone, pensavi alla mamma? quando tu dormi, ti sogni
+di lei? quando starnuti, non ci dici _grazie?_ O piccino! O piccino!
+Eravamo tanto egoisti che sobbalzavamo di scatto, scacciando l'idea e la
+domanda:--Dove saranno i colombi? e i passeri? e i poveri rampichini? e i
+poverissimi reatini?--Eravamo di dentro, con un lettuccio tutto morbido
+di coltroncini, colle cucchiaiate fumanti di pappa, con un cosetto
+d'avorio pacciucchiato, e, Dio mio! con un libro gualcito al capitolo più
+serio e più sociale....--E i villeggianti pieni di galanterie? E i
+contadini che hanno fame? E gli orfanelli dell'Ospedale? E i morti?--Oh
+eravamo di dentro, colle fila d'oro dei destini in mano, colla gioia di
+tre vite tutte felici, colle speranze di tre cuori tutti innamorati!... E
+si fantasticava, si fantasticava.... Era un mondo senza oro e senza
+pensieri....
+
+Sì, sì, che affrettavamo i minuti e i desideri!
+
+Il nostro bambino sarebbe cresciuto giorno per giorno.... O mia cara,
+i suoi piedini battono già risoluti sulle tue ginocchia: ed ecco le
+gambette le affagottiamo in due gran calze rosse, e le calcagna le
+affondiamo in due scarpine piatte: e, ondeggiando, come un nonnuccio
+senza bastoncello, e brancolando, e due, tre volte acculattando d'un
+botto (ti sei fatto male?) ecco, eccolo.... ahi!... Piccino, tu corri
+troppo! Eccolo da una canestra piena di guancialetti da popattola e di
+cuffiette a mezzi gusci d'ova, eccolo a uno scrittoio ingombro di
+carte, senza una sola poesia stampata: da te a me.....
+
+Il nostro bambino sarebbe cresciuto giorno per giorno.... Diventiamo
+vecchi anche noi? Oh i bei vecchietti!... Mia cara, ecco finalmente
+s'imbianca un'alba di dicembre. Pel buio della pianura suonano le
+campane gioconde: dicono che in cielo cantino gli angioli, mandando
+giù le parole latine a tutti i presepi delle monache e dei
+marmocchi: per le viuzze del paese alla chiesa s'avviano i contadini
+puzzanti di frustagno: di là, di là, di là, dalle contrade
+polverose della storia sacra si mettono in carovana i Re Magi coi
+carrioni d'oro e colle barbe d'argento....
+
+È Natale!... Mia carissima, ecco che il grand'omino, cogli occhi
+ingarbugliati dal sonno, sarebbe sdrucciolato dal lettuccio, le calze
+grinzose, le gambe pienotte, la camiciuola discinta su una spalla
+grassoccia, una scarpetta scalcagnata nelle mani.... Una scarpetta pei
+doni del bambino!... Ed ecco che s'avvia coll'ondeggiare di un
+proposto in piviale, scantona un tavolo, barcolla contro una seggiola,
+si rifà, cammina, cammina, e si perde nel vano di una porta: e
+là si ascolta un sospirone dal naso tappato per il raffreddore e
+dall'anima rigonfia di promesse.... Quanto oro avresti dato per quel
+tomaio sì rifrusto che doveva chiudere per lui tutti i doni della
+terra? Dentro una dozzina di confetti, e torno torno una carrozzuccia
+di latta che odora di vernice e un ginnastico tirolese dinoccolato
+nelle sue membra di abete bianco e un agnello lanoso col suo mantice
+che soffia il lamento arcadico e felice!
+
+È Natale! è Natale!... O Madonna, o mia Madonna bionda e della
+terra, non mi svegliare dal casto sogno, per amore della tua mamma! O
+bambino roseo, bambino della mia Madonna bionda e della terra, bambino
+del mio presepio, bambino della casetta del povero poeta, vieni e
+dammi questo bacio lungo, questo bacio santo, questo bacio di Natale!
+
+* * *
+
+Giù, giù, sui campi mestissimi della nostra pianura lombarda si
+fa crassa di un nebbione rossigno la mattina del Natale.
+
+Dormono i campi: si sgranchisce il paesello. Ecco qua un grigio
+pesante e un silenzio di morte: là un lume piccino e uno strido di
+ceppo scheggiato....
+
+Il curato, si è vestito e il sacristano tira la fune della
+campana....
+
+Il primo squillo profondo di un saluto benedetto.
+
+ . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+ . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+_(Qui la carta del manoscritto è bruciata)._(12)
+
+
+
+
+LA STELLA DEI RE MAGI.
+
+ Oh blest be thine unbroken light!
+ BYRON.
+
+
+Luccicava una stella, alta, fulgida, azzurrina. E pareva, come
+inestinguibile ricordo, mi ammiccasse lontano lontano sulla casa di
+una fanciulla ch'io avevo amato indarno.
+
+E pensavo.....
+
+Infine mi staccai da quella finestra, ripulii quel vetro, e mi posi a
+meditare seriamente sul mio avvenire di antiquario patentato.
+
+Avevo dalla parte sinistra del petto una lettera gratulatoria del mio
+primo maestro di latino e una credenziale amplissima del mio solito
+padre confessore: cose che mi facevano sognare quanto prima un busto
+di sasso freddo, cogli occhi senza pupille, col manto sulle spalle,
+colla civetta al basamento, sotto il portico classico per lo meno di
+una Accademia di provincia. Avevo torno torno a tutte le pareti, in
+tanti colombarii, una eccelsa necropoli di libri teologici: spirituale
+conforto per cui m'ero chiuso lì, in campagna, a prepararmi pel
+regno dei cieli almanco un volumaccio ed una penna di dottore,
+giacchè fino alla graticola di san Lorenzo o al sasso di santo
+Stefano non avevo coraggio di arrivare colla virtù del desiderio.
+
+E dovevo sgobbare....
+
+--_Primus dicitur fuisse Melchior, qui, senex et canus, barba prolixa
+et capillis, aurum obtulit regi Domino. Secundus, nomine Gaspar,
+juvenis imberbis, rubicundus, thure, quasi Deo oblatione digna, Deum
+honoravit. Tertius fuscus, integre barbatus, Balthasar nomine, per
+myrram filium hominis moriturum professus_....(13)--Così avevo
+trovato, giust'in punto a mezzanotte, sfogliando, innanzi a tutti i
+messali, il Beda. Il Beda! Sapete voi che peso ha il Beda?.... E vi
+dico la verità che, avendo dovuto pigliarlo da uno scaffalone alto,
+per la paura che mi scappasse furiosamente dalle mani fracassando i
+vetri a me e rompendo il sonno del fattore giù al mio pianterreno,
+e per quel tanto di moto sui venti piuoli della scaletta traballante,
+vi dico che mi ero sgranchito un po' o un pochino mi era parso d'aver
+cacciata la pigrizia di Morfeo.
+
+Gli altri libri erano lì, più comodi alla mano, all'occhio.
+Nientemeno che il French.... Peuh! anche a lume di candela, quando lo
+si sa, si legge correntemente l'inglese: il French.... _Stair of the
+Mages_(14). E il Trübel, _De Magis advenientibus, De Stella, De
+Critica sacra_(15)... Che polvere fra quei vecchi amici dello zio
+canonico!.... E c'era lo Stolberg, _Dissertatio de Magis_(16): il
+Rhoden... Che polvere maligna! la si caccia intorno alle pupille e mi
+fa sentire come delle briciole pungenti!... Lo Stolberg, l'ho già
+veduto, mi pare: il Rhoden, _De primis Salvatoris venerat_...(17)
+Scusate se m'interrompo con uno sbadiglio... _veneratoribus_,
+debb'essere: ablativo plurale della III... E c'erano lo Spanheim, _Dub.
+evang._(18): si capisce benissimo, senz'aprirlo, dal solo cartellino
+del dorso... E perchè sempre le abbreviazioni? Le _Thes. Theol.
+Phil._?...(19) Quando si ha sonno!
+
+E c'erano, c'erano... Ma il Beda mi aveva soddisfatto. Che più?
+Avevo concesso sfogo ad uno, a due, a tre, a quattro sbadigli, avevo
+alzato una spalla più dell'altra per sentire accidiosamente il
+collo sepolto nel bavero, m'ero avvicinato al tavolino, allontanando
+con prudenza un mozzicone acuto di penna d'oca; e, trascinandomi
+dietro un seggiolotto, non avevo più sentito la mia zucca che si
+perdeva nel sonno....
+
+O santi Magi adorati nella mia infanzia! Per la sera dell'Epifania io
+vi sognavo, esploratori affaticatissimi, che passavate colle barozze
+dei regali, coi mille moretti, coi settemila cavalli,(20) passavate
+innanzi al fesso di tutte le imposte da cui vi spiavano i bimbi
+devoti! Avevate le barbaccie bianche, i pallii di porpora e
+d'armellino, e l'incesso profetico dei re. V'era apparso su tra i rami
+delle immense palme il lumicino fumicoso della cometa che guida a
+Betlemme? Udivate sotto le gronde col miagolìo dei mici anche i
+nostri sospiri religiosi?
+
+O pallidi miti evocati nelle fredde ore dello studio! Per l'alba dei
+morti io vi ho sognato, placidi dormenti, forse ridotti ad una sola
+mascella sdentata, a quattro sfilaccie d'oro di tutta la veste
+episcopale d'onde vi ammantava il Barbarossa,(21) a un solo mucchietto
+di polvere immota! Come vi riposavate sotto i fanatici fiori di marmo
+e le pitture oltremarine(22) della gotica cattedrale di Colonia? E
+sotto la monastica nudità del macigno e del mattone lombardo(23)
+del nostro Santo Eustorgio? E tra i musaici d'oro delle cupole
+bizantine(24) di santa Sofia Costantinopolitana?
+
+E proprio mi pare.... Mi pare, in questo crepuscolo della fantasia che
+si fonde colle memorie del cuore, in questa tranquilla ora di sonno
+per i mortali e per gli immortali, in questo soave oblio dei dolori e
+delle religioni, mi pare di vedervi ancora... Non vi chiamo santi Magi
+adorati, non vi chiamo pallidi miti dissepolti, ma vi sento placidi
+custodi della notte e del silenzio e della pace! Siete sorti dalle
+iridi di quella lagrima che mi trovavo sul ciglio, contemplando una
+stella? O dalle pagine gialle e allumacate di un vecchio morto che
+credeva ai morti? Dite perchè l'astro è su nel cielo? Perchè
+il verme roderà il nostro cuore? Perchè si piange? Perchè si
+ghigna?
+
+Non rispondete nulla e tacete e camminate; così, sempre così, o
+viatori di una notte, che non voleste mai lo scampanio dei cuochi
+sacrestani; che non vi arrestate sulle porte alle chiese barocche
+delle sette indulgenze: che non avete mai nessun dono eterno per i
+cori reboanti di voci fratesche e nessuna visione per i silenti
+corritoi delle monache assopite!
+
+Non rispondete nulla e tacete e camminate: così, sempre così, o
+viatori di una notte, che passate avanti ai cimiteri, piangendo sui
+cumuli piccini ove sono le crocette bianche; che entrate giocondamente
+furtivi nelle casuccie innanzi a cui avete veduto le orme degli
+zoccolini stampate nella neve, mentre tutto è pace nella campagna;
+che vi affacciate timidi ai fessi dei balconi, dove vedete spuntare
+una scarpetta, mentre tanto è il peccato nella città!
+
+O vecchi, vecchioni di mille ottocento ottantadue anni! O amici,
+amicissimi di tutti i bimbi morti nati, e nascituri! Se vi vedo
+proprio! se vi voglio vedere!
+
+E camminate, e camminate.... Eccovi! eccovi!... Come siete belli! Come
+siete grandi! come siete dolci! Gathaspar! Melchior! Bitisarch!(25) O
+se volete meglio, Magalath! Pangalath! Saracen!(26) O se volete meglio
+ancora, Appellius! Amerius! Damascus!(27)
+
+Voi! voi! voi! Chi dice che siete venuti per visitare le vostre tombe
+favoleggiate?
+
+La stella vi accenna la culla di Betlemme!
+
+Un'arca acuta(28) giace sontuoso guadagno di uno scaccino e gloria
+scetticamente ufficiale di una città ghiacciata; un cenotafio
+romano(29) è chiuso col vuoto eterno al tardo garrito degli
+antiquari canonici derubati delle vostre ossa, e non del beneficio: e
+l'altra tomba.... Dove tripudia di lascivia il Mussulmano vi fu la
+vostra tomba? Chi ricorda la vecchia regina Elena?(30)
+
+E la culla invece l'abbiamo in tutte le nostre case, dove un grembo di
+donna accoglie un bambino o il desiderio di un bambino.
+
+Betlemme ha irradiato il mondo!
+
+Voi! voi! voi! Chi dice che siete venuti per la vostra gloria da
+calendario? La stella vi accenna le nostre gioie!
+
+Voi, ignorantissimi figli dell'Asia, che ascoltavate solo i fatidici
+echi di Zoroastro(31) e leggevate solo nel cielo veggente dei deserti,
+voi irridete le laudi gotiche del canto e del marmo alemanno! Voi,
+alte ed ispirate vedette, sul monte della Vittoria a spiare la luce
+immortale della stella Nazzarena(32) non vi ingloriate dei grossi ceri
+che vi smoccolano putolentemente i merciai delle confraternite
+spagnolesche! Voi, nomi patriarcali delle tre stirpi di Noè(33),
+che rendeste a Dio i doni che Abramo diede ai figli di Keturah e che
+la regina Saba diede a Salomone(34) non vi fate superbi, udendo
+tronfiamente proclamare che alla santa _Sofia_ dell'Islamita(35) rimane
+ancora il nome e la gloria della vostra _Sapienza_!
+
+Voi siete venuti per il nostro amore! Vi chiamano i bimbi, vi chiamano
+le mamme, vi chiamano i vecchi; e quei vagiti e quei sorrisi e quelle
+preghiere sono i nostri affetti. Chi nasce, chi confida, e chi è
+vicino a morire!
+
+Betlemme ha irradiato il mondo!
+
+Oh venite! venite! venite anche da me!
+
+. . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . . .
+
+Chi nasce! Sapete com'è bello chi è innocente? Chi ci può far
+credere a Dio? Chi è la religione purissima dell'anima nostra? Oh
+come chi nasce ha bisogno d'amore!
+
+Chi confida! Vedete come è santa chi ha nel cuore l'amore! Come ci
+bacia per farci coraggio! Come sola ci ha data la pace! Oh quanto chi
+confida ha bisogno di speranza!
+
+Chi muore!... Ah sento d'aver avuto l'amore e la speranza!...
+Perchè mi è dolce l'ultima luce del crepuscolo?... Perchè
+è tanto soave l'addio di chi ci ha accompagnato fino ai primi
+tenebrori?... Come sei cara, tu! Tu, e tu, e tu, figlia, bambino,
+bambini! Come siete cari, voi che, insieme aggruppati al mio
+seggiolone, mi dite sorridendo:--Noi continueremo a vivere, ad amarci,
+e a ricordarti!--Oh quanto chi muore ha bisogno di fede!
+
+Svegliandomi di botto, ho trovato il Beda capitombolato a' miei piedi,
+e il fattore che ascendeva le scale, domandando:
+
+--Che c'è?
+
+Il Beda giaceva colle pagine sfogliate e aperte contro il suolo, come
+un uccellaccio della notte caduto sopra una tomba: e il fattore mi
+diceva:
+
+--Suo zio canonico di quest'ore non li toccava mai certi libroni.
+
+--Ed è morto solo.
+
+--Solissimo.
+
+Cogli occhi sonnacchiosi io guardavo la stella sempre alta, fulgida,
+azzurrina: e la biblioteca mi pareva più triste, più fredda,
+più antica.
+
+Oh i Magi non si fermeranno mai a un davanzale tanto deserto!
+
+
+
+
+QUARESIMA.
+
+ _Devoted in the stormiest hour._
+ BYRON.
+
+
+O da una bruna siepe d'ortaglia verso il bastione rompesse fuori un
+canto sonoro di gallo: o da due finestre umidiccie in tutta la
+facciata sonnolenta di un collegio di suore venisse trasodando un
+barlume di luce giallosa su un corso solitario; o sotto i pilastri di
+un _foppone_ suburbano si raccosciasse pigramente la solita povereila
+del mattino, il fazzoletto a gronda sugli occhi, la polenta e il
+rosario nelle mani, a guardare la folla bianco-nera delle
+croci:--v'è chi di voi ha udito la prima voce della Quaresima? Chi
+ne ha indovinato gli sguardi? Chi se l'è veduta innanzi nella sua
+lercia e sconsolata figura?
+
+* * *
+
+All'alba le vie popolari della città sembravano sfondare giù
+giù in un sonno cenerugiolo: chiuse le botteghe, chiuse le porte,
+chiuse le finestre: le gronde, le altane, i comignoli perduti in una
+nebbia torpidiccia; il selciato sudicissimo: i lampioni dormigliosi:
+il cielo d'un colore di gesso annacquato. E va, e va, e va, non c'era
+in volta anima nata. In qualche luogo, in certi bugigattoli alti,
+sotto i poggiuoli o le scale, si gonfiava a un venticello di scirocco
+qualche lurido saccone di _Pierrot_ o dondolava qualche giubba verde di
+Beltrame: e su certe portine affumicate girava una cassetta colle
+quattro faccie di carta inoliata, e, spento quel po' di moccoluccio,
+non vi si leggevano più gli sconci caratteri del cuciniere: davanti
+a qualche topaia di cantina fuggiva qualche gattone foderato di
+velluto e di mistero.
+
+Nelle vie larghe e aristocratiche le facciate di granito impallidivano
+a un certo albore che si spiegava giù dai fastigii delle chiese:
+tutto chiuso: su dai tetti allineati torreggiava qualche campanile: il
+selciato aridissimo: rade le fiammelle del gas: il cielo con una luce
+d'acquario marino. Non una persona viva. I portoni colle maschere
+delle lionesse, le finestre coi cappelli del Vignola, qualche
+balconata colle vesti doriche delle cariatidi, accennavano
+nell'immobilità del sonno e della pietra che anche lì era finito
+un grande carnevale, quello dei classici: nessuna cassetta spenta che
+dicesse che li s'erano mangiati i tortelli, ma certe piastre lucide di
+bronzo a segnare dove si cucinavano bancariamente i milioni: gli
+stessi gatti che fuggivano coi topi o che cercavano gli amori.
+
+Erano terminati i veglioni: i vetturali avevano frustato i ronzini:
+gli ubbriachi si sorreggevano l'un l'altro per cadere insieme: le
+mascherine si erano dileguate....
+
+* * *
+
+O mia lettrice, oggi io vi brontolo nel quarto d'oretta della vostra
+insidiosissima e stanchissima noia, quando voi, sotto le coltri e il
+baldacchino e magari la protezione di una Madonna su fondo d'oro, vi
+provate ad aprire gli occhi per rivedere lì intorno, nella camera
+da letto, nel disordine d'una battaglia stizzosa, e sul tappeto e
+sulle seggiole e sui tavoli, la vostra gonna affiorata, una nuvola
+antica di luci temporalesche, e il vostro busto a cordelle, tutto a
+schiume di trine, e un vostro guanto a bracciale, ancora colla
+pienezza rotonda delle vostre polpe, e le calze rosate in avvolgimenti
+serpentini, e le scarpette Montespan coi tacconi fiaccati dalla danza
+perversa.... Vi ricordate tutto? Vi ricordate il dono che avete fatto
+a un povero poeta? Vi ricordate come la vostra mano, sguantata, fosse
+più flessuosa e confidente e olezzante di muschio?
+
+Siete tornata a casa stamattina alle sette, in una carrozza coi vetri
+appannati, con una pelliccia di tigre, sui coltroncini imbottiti, con
+una amica che ciarlava e col marito che taceva: avete fatto una
+dormitona fino a mezzogiorno, sognando baffi neri e baffi biondi:
+avete sonnecchiato sino alle due, decisa pei baffi neri: e sino alle
+quattro, convinta invece pei biondi: e covate sotto, obliqua, come una
+liopardessa, aspettando caldamente che i botoletti di scuderia abbaino
+dietro agli staffieri che faranno dondolare sulle dodici molle,
+trascinandolo fuori dalla rimessa, il gran cocchione pel corso di
+gala.
+
+* * *
+
+Gli ubbriachi erano stramazzati per la ventesima volta: e le
+mascherine si erano messe strillare, dileguandosi agli angoli delle
+vie.
+
+Quaresima! quaresima!--sembrava intonasse il primo campanone del Duomo
+al di sopra del colpevole silenzio dell'alba; e la sua voce pareva il
+rimbrotto cadenzato di un nonno certosino che sta allineando una
+processione che si sbranca e non vuol andare verso le tombe: e le
+campanelle pettegole di cento campanili sopra i solai deserti si
+sbatacchiavano ossesse colle ciarle dottoresche delle matrine
+incuffiate che tormentano i bimbi per l'esame di coscienza.
+
+O santo, o santone, che ci hai a dire col tuo fatidico tuono di
+bronzo? O prioresse tabaccose, perchè volete guaiolare colle voci
+dei gesuiti?
+
+I vecchi canonici, piccini piccini sotto l'immenso Duomo, s'avviavano
+al pieno buio del coro. Le beghinelle, ipocrite per aver la sola
+età della Madonna o quella di sant'Anna, dondolanti negli androni
+delle sacristie, lumacavano verso il focherello del braciere.
+
+Quaresima! Quaresima!--continuava il nostro campanone, e quasi pareva
+che la sua voce, come un enorme calabronaccio, ronzasse in ogni casa,
+sotto ogni letto di dormiente, nella camera ove un dì era morto
+qualcuno.--Quaranta giorni per noi: per noi!--ciancicavano le altre
+pinzochere, e sembrava accorressero, acciabattando, dalle guantaie a
+strappare le mezze mascherette nere, e nelle sarte a nascondere i
+ritagli di trine, e ai capezzali dei felici, fugando le visioni e i
+profumi....
+
+Oh i buoni canonici, nonni senza figli, sugli stalli pontificali,
+colle armelline del re, si addormentavano, sognando, su le vetriere
+dei finestroni, le belle scale di Giacobbe che conducono al Dio del
+perdono. Le arpie senz'amore, zie pel testamento, sulle seggiole
+impagliate, colle caste mantiglie, si facevano arcigne, immaginando
+fremebonde, giù per le lastre dei sepolcri, gli orrendi castighi
+che ci precipitano all'inferno.
+
+* * *
+
+--Perchè sei tanto triste?--sembrava dirmi la prima occhiata di
+luce che, strisciando fra gli alberi secchi di un giardino, veniva a
+sbirciare nei vetri del mio studiolo.... Ed io spensi il lume.
+
+Tornando da un veglione, avevo accompagnato a casa una frotta di amici
+strillanti.
+
+E, solissimo, m'ero dilungato fino ad una siepe d'ortaglia verso un
+bastione, e poi ad un corso remoto, e poi ai due pilastri di un
+ossario suburbano.
+
+M'ero chiuso nel mio studiolo: avevo nel fosco del crepuscolo acceso
+il lume, e cercavo la mia chiave per deporre in un cofanetto antico un
+lungo guanto a bracciale che odorava di serpente.
+
+Spensi il lume, e, arrovesciatomi sul letto, volli dormire.
+
+Mi volgevo a destra, mi volgevo a sinistra, mi soffocavo contro i
+guanciali....
+
+Veniva sempre a ferirmi l'orecchio un canto acuto, sonoro, biblico, il
+canto di un gallo. E dal fondo delle mie memorie, di là dalle mie
+campagne innocenti, dai primi anni delle mie malattie religiose,
+ascoltavo come una voce che diceva;--Sei tu? Ricordi le caste mattine
+primaverili, e l'ultima stella della notte, e il tuo primo pensiero? e
+la tua prima preghiera?
+
+E mi giungeva all'occhio un chiarore lontano lontano, quasi mistico,
+in cui si movevano cento figure bianche di ragazze e di monache, e
+stava fisso un crocione con un'àncora, e genuflessa, come in
+purissimo tormento, una fanciulla che guardava e che vedeva Iddio.
+
+E mi pareva d'essere in un vasto campo seminato di croci e di fiori,
+ed io non cercavo nessuna croce e non avevo nessun fiore. Una vecchia,
+una vecchia mendicante, mi diceva:--Pregate pei morti.--Oh morto mi
+sentivo io! perchè nell'anima avevo il gran gelo dell'oblìo! E,
+volgendomi alla terra, supplicavo:--Ditemi voi! Voi siete ben più
+felici di noi, quando siete ricordati!
+
+E allora mi alzavo dalle coltri, e rompevo la serratura di quel
+cofanetto antico, per gettarmi sulle mie memorie, per sapere proprio
+che un dì avevo pianto anch'io, e avevo sperato e avevo creduto!
+
+Il tarlo su quei foglietti ingialliti aveva già fatto cadere dei
+monticelli di polvere di legno....
+
+* * *
+
+O gentile lettrice, ecco che la vostra cameriera entra nella stanza da
+letto, e, raccogliendo in una cesta imbottita la vostra gonna, il
+vostro busto, e le calze e le scarpine, vi domanda:--O-dov'è
+l'altro suo guanto a bracciale?
+
+--Era tanto sucido che devo averlo buttato per via
+stamattina,--così rispondete.
+
+Quando la vostra carrozza dava un subito balzo, perchè un ubbriaco
+attraversava la strada?
+
+Gli amici mi dicono che non ho toccato vino.
+
+È una grande ubbriachezza il dolore!
+
+ 26 febbraio 1882.
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+INDICE
+
+
+ AMBROGIO BAZZERO Pag, I
+
+ ANIMA:
+
+ Parte I 3
+ « II 53
+ « III 93
+ « IV 119
+
+ SCHIZZI DAL MARE, ACQUERELLI:
+
+ Carta sciupata 143
+ Omnibus 149
+ Lo stabilimento dei bagni 153
+ L'onda 156
+ Pace 159
+ Marinai 160
+ Marinare 163
+ Idillio 165
+ Requiem 166
+ Idillio 167
+ Fanciulle cantanti 173
+ Idillio ivi
+ Fanciulle mestissime 175
+ Mattina 176
+ Mezzogiorno 177
+ Sera 184
+ Notte 186
+ Virgo Potens 187
+ Deserto 194
+ Lontano lontano 196
+ Fiaba 198
+ Vera pace 199
+ La donna? ivi
+ I morti? 200
+ Platonismo? 202
+ Suicidio? 206
+ Poesia 212
+ Genova 217
+ Fiorellini 230
+ Notte stellata 231
+ Stelle cadenti ivi
+ Al tramonto 232
+ Barcanera ivi
+ L'ancora 233
+ O caro bimbo 234
+ Convogli 235
+ L'osteria 237
+ I montanari 238
+ Infelicissimo 239
+ Buona vendemmia! Buon riposo! 240
+
+ LAGRIME E SORRISI 241
+
+ CORRISPONDENZE:
+
+ Dall'Oropa: (lettere all'amica) I 267
+ Dall'Oropa: (lettere all'amica) II 272
+ Dall'Oropa: (lettere all'amica) III 279
+ Dall'Oropa: (lettere all'amica) IV 287
+ Dall'Oropa (lettere alla _Vita Nuova_) I 294
+ Dall'Oropa (lettere alla _Vita Nuova_) II 317
+ Sui monti: I 331
+ Sui monti: II 336
+ Da Recoaro I 340
+ Da Recoaro II 345
+ Da Schio 351
+ Sant'Anna 358
+ Il convento di Pontida 363
+ Fontanella 369
+ Monti e lago 374
+ Chiaravalle I 383
+ Chiaravalle II 388
+
+ MALINCONIE DI UN ANTIQUARIO:
+
+ Natale in famiglia 395
+ Natale 405
+ La stella dei Re Magi 415
+ Quaresima 424
+
+
+
+
+NOTE:
+
+(1) _Angelica Montanini_, dramma in quattro atti di Ambrogio Bazzero,
+ Milano, 1875, presso l'editore C. Barbini. N. 172 della _Galleria
+ teatrale_.
+
+(2) _Tintoretto_, scene veneziane in un prologo e due parti. Milano 1875
+ presso l'editore C. Barbini. N. 184 della _Galleria teatrale_.
+
+(3) Il fidanzato di Maria.
+
+(4) _Ugo_, scene del secolo X, Milano, tipografia di Lodovico Bortolotti
+ e C., 1876.
+
+(5) Lidia aveva scritto che un'antica promessa la legava a un altro
+ uomo. _(N. del R.)_
+
+(6) Parole d'una lettera di Lidia. _(N. del R.)_
+
+(7) Parole di Lidia sopra un biglietto d'augurio. _(N. del R.)_
+
+(8) Parole d'una lettera di Lidia. _(N. d. R.)_
+
+(9) Il _Tintoretto_, scene veneziane in un prologo e due parti di A.
+ Bazzero, Milano, presso l'editore C. Barbini, 1875, N. 184 della
+ Galleria Teatrale. _(N. d. R.)_
+
+(10) Parole di una lettera di Lidia. _(N. d. R.)_
+
+(11) Intanto Lei, signor professore dagli occhiali d'oro, vegga il
+ mucchio dei volumi chi mi sono rubacchiato, per la storia di
+ Genova: Caffaro, Giacomo di Varagine, Giorgio e Giovanni Stella,
+ Gotifredo d'Albaro, Bartolomeo Senarega, Agostino Giustiniano,
+ Oberto Foglietta, Jacopo Bonfadio, Paolo Interiano, Pietro
+ Bizzarro, Filippo Caconi, l'Accinelli....
+
+(12) Intendiamoci. Tra le cose vecchie che per la mia professione di
+ antiquario ho acquistato dagli eredi del parroco di Beverate,
+ provincia di Milano, pieve di Seveso, in un armadio di noce con
+ catenazzo ho trovato n.° 37 filze di confessi per stole nere e
+ bianche, e tra esse un breviario con questo foglio manoscritto,
+ di suo pugno, che lui conservava. Mi dicono che quelle parole
+ inglesi vogliono significare che so io.... una verità, come a
+ dire del Vangelo. Il compianto curato si rese defunto proprio
+ pochi giorni innanzi al Natale dell'anno corrente: mangiava poco:
+ era fiacco e, per dire una sua debolezza, constatata eziandio dal
+ medico condotto in luogo, qualche volta piangeva vedendo i
+ colombi, i passeri, i rampichini, i reatini, ecc., ecc. Aveva 75
+ anni.
+
+(13) Beda, _De Collect_. nello Smith, _Diction. of the Bible_.
+
+(14) Edw. Hayes Plumptre nello Smith, ivi.
+
+(15) Ivi.
+
+(16) Ivi.
+
+(17) Ivi.
+
+(18) Ivi.
+
+(19) Edw. Hayes Plumptre nello Smith, ivi.
+
+(20) Barhæbreus in Hyde, nello Smith, _Diction_. g.c.
+
+(21) Moroni, _Dizion_.
+
+(22) Pfeilschmidt e Zwirner, _Domhaus von Köln_.
+
+(23) Rota, _Sepol. dei Magi_.
+
+(24) Hammer. _Constant_.
+
+(25) Moroni, _Dizion_. g.c.
+
+(26) Spanhein in _Dub, Evang._, nello Smith, _Diction_. g.c.
+
+(27) Spanhein in Dub, Evang., nello Smith, Diction. g.c.
+
+(28) Crombach, _Hist. Sanct. Magor._
+
+(29) Rota, _Sepol. dei Magi_, g.c.
+
+(30) Moroni, _Dizion_ g.c. Hartmann, _Dissert. hist._
+
+(31) Vos autem, o filii mei, ante omnes gentes ortum ejus percepturi
+ estis.--Abulpharagius, _Dynast. Lib._ nello Smith, _Diction_. g.c.
+
+(32) Smith, _Diction_. g.c.
+
+(33) Beda, nello Smith, _Diction_, g.c.
+
+(34) Smith, _Diction_. g.c.
+
+(35) Moroni. _Dizion_. g.c.
+
+
+
+
+NOTA DEL TRASCRITTORE: =....= rappresenta caratteri greci; [ancora]
+rappresenta un simbolo rappresentante un'ancora
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Storia di un'anima, by Ambrogio Bazzero
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK STORIA DI UN'ANIMA ***
+
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+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
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+is also defective, you may demand a refund in writing without further
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+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
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+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
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+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
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+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
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+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
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+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
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+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
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+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
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+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
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+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
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+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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+No investigation has been made concerning possible copyrights in
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+this eBook outside of the United States should confirm copyright
+status under the laws that apply to them.
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