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diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes new file mode 100644 index 0000000..6833f05 --- /dev/null +++ b/.gitattributes @@ -0,0 +1,3 @@ +* text=auto +*.txt text +*.md text diff --git a/17909-8.txt b/17909-8.txt new file mode 100644 index 0000000..9b8d141 --- /dev/null +++ b/17909-8.txt @@ -0,0 +1,8719 @@ +The Project Gutenberg EBook of Le Amanti, by Matilde Serao + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Le Amanti + +Author: Matilde Serao + +Release Date: March 4, 2006 [EBook #17909] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LE AMANTI *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano at +http://www.braidense.it/dire.html) + + + + + + + MATILDE SERAO + + LE AMANTI + + + LA GRANDE FIAMMA--TRAMONTANDO IL SOLE + L'AMANTE SCIOCCA + SOGNO DI UNA NOTTE D'ESTATE. + + + + + MILANO + + FRATELLI TREVES, EDITORI + + 1894. + + + + +OPERE di MATILDE SERAO, + +(_Edizioni Treves_). + + + + _All'erta, Sentinella!_ racconti napoletani, 3.ª ed. L. 4-- + _Il romanzo della fanciulla_, 4.ª edizione 2-- + _Il paese di cuccagna_, romanzo, 2.ª edizione 5-- + _Il ventre di Napoli_ (1885), 3.ª edizione 1-- + _L'Italia a Bologna_. Con 15 incisioni 2-- + GLI _Amanti_, pastelli, 2.ª edizione 4-- + LE _Amanti_ 4-- + + + + + MATILDE SERAO + + + + LE AMANTI + + + + LA GRANDE FIAMMA--TRAMONTANDO IL SOLE + L'AMANTE SCIOCCA + SOGNO DI UNA NOTTE D'ESTATE. + + + MILANO + + FRATELLI TREVES, EDITORI + + 1894. + + + + +PROPRIETÀ LETTERARIA. + +_Riservati tutti i diritti._ + + + +Milano. Tip. Treves + + + + + + +LA GRANDE FIAMMA. + +_A Rocco Pagliara._ + + + +I. + +Nell'ora tarda della sera, partita l'ultima persona amica o +indifferente, per la quale essa provava l'orgogliosa e invincibile +necessità di mentire, chiuse tutte le porte ermeticamente, piombata la +casa nel profondo silenzio notturno, interrogate con lo sguardo +sospettoso fin le fantastiche penombre della sua stanza solitaria, +dove sola vivente era una pia lampada consumantesi innanzi a una sacra +immagine, prosciolto il suo spirito dall'obbligo della bugia e le sue +labbra dall'obbligo del sorriso, ella si lasciava abbruciare dalla +grande fiamma. Immobile, con le palpebre socchiuse e le mani +abbandonate lungo il corpo, ritta come un bianco fantasma nel mezzo +della sua stanza, sentiva un flusso di calore salire alle guancie +delicatamente brune e smorte, un flusso di calore vivificarle il +cervello, un'onda di lacrime calde pungerle i bellissimi grandi occhi +bruni. Scorrevano taciturnamente, senza singhiozzi, le lacrime calde +sulle guancie e le avvampanti guancie se le ribevevano: dal cuore e +dal cervello che ardevano, si diffondeva per tutta la persona +l'impetuoso torrente di quel calore ed ella sentiva tutte le sue +piccole vene palpitare nella fiamma che le dilatava. Lo scoppio della +passione lungamente represso, in quel generoso organismo, assumeva la +forma di febbre ad altissima temperatura: ed essa, vacillante, come se +avesse smarrito il senso di ogni altra cosa che la sua febbre non +fosse, si lasciava cadere sul letto, rigida, con la vestaglia bianca +che si stendeva come un sudario sul broccato scuro della coltre. Così, +sola, con gli occhi sbarrati ove si disseccavano le estreme lacrime, +guardando il soffitto pieno di ombre, col petto sollevato da affannosi +sospiri come i febbricitanti, ella abbruciava di passione per +l'assente, per il lontano: nè le sue labbra convulse osavano +pronunziarne il dolce nome, temendo che le fatali sillabe pronunziate +in quel silenzio, in quella solitudine, rivelassero a tutto il mondo +il suo segreto. Sopra un fondo di fiamma, nella sua fantasia che +vampeggiava, ella vedeva scritte le sillabe divoratrici di quel nome, +in lettere nere e vive, talvolta immobili, talvolta confondentisi in +una bizzarra danza; ma non osava pronunziare quelle sillabe +seduttrici; temeva di struggersi, dicendole; temeva di morire di +dolcezza, pronunziandole. + +Quell'entrata così vibrante di febbre appassionata, nelle prime ore +della notte, si ripeteva due o tre volte; pareva che ella si assopisse +in un soave abbruciamento di sangue, in un seguirsi di fiammeggianti +visioni, dove talvolta, accanto al nome adorato, si veniva a delineare +vagamente un fiero profilo maschile, dove uno sguardo superbo e +amoroso lampeggiava; ed ella sentiva tutto il suo spirito carezzato, +cullato da questa visione; la veglia si tramutava in sopore febbrile e +in sogno. Ma, ogni tanto, la visione diventava così vera, così viva, +così fremente di amore che ella udiva, sì, udiva, una voce sommessa +pronunziare il suo nome: ella trabalzava, ripresa da un soffocante +impeto di passione, cercando con le mani, nell'oscurità, quelle calde +mani amate; soffocava, bruciava. Si levava come un'anima errante, +andava al balcone, sollevando la pesante tenda di broccato, schiudendo +le imposte di legno, appoggiando l'acceso volto sul gelido cristallo. +Era alta la notte; nella strada non passava alcuno; spesso, il freddo +vento notturno agitava le fioche luci dei lampioni, riempiendo la via +di bizzarre forme oscure; o qualche viandante in ritardo, ignoto, a +capo basso, passava senz'accorgersi di quel balcone quietamente, +mitemente, illuminato, dietro il quale stava un'ombra immobile; +qualche malinconica carrozza notturna, vuota, dal cocchiere +sonnacchioso, dal sonnacchioso cavallo, veniva lentamente dall'alta +ombra della via, si perdeva lentamente, lontana, nella bassa ombra +della via. Ella guardava questo spettacolo di oscurità e di pace, con +gli occhi intenti, sentendo il freddo esteriore penetrare dalla +fronte, dalle guancie, dalle labbra che quasi baciavano il cristallo: +la sua febbre si calmava; le vene battenti si chetavano; il petto, +oppresso, respirava più liberamente; macchinalmente ella si staccava +dai cristalli, richiudeva le imposte, lasciava ricadere le molli, +strascicanti tende di broccato, faceva un paio di giri nella sua +stanza, guardando talvolta nell'alta e stretta specchiera la sua +figura bianca e i suoi occhi che bruciavano sempre. Come tutti quelli +che soffrono d'insonnia, per una forte causa morbosa o per una forte +causa morale, ricoricandosi, ella sentiva come un grande refrigerio, +dolcissimamente parea che si dovesse addormentare nel ricordo, nella +speranza del suo amore. La passione consumatrice nell'ora che fuggiva, +si faceva tutta tenerezza letificante, diventava un fresco soffio che +le alitava sulla fronte, sugli occhi, sulle labbra, sulle mani, come a +vincerne il bruciore, ed ella si assopiva, nuovamente, con le labbra +che si muovevano a una benedizione. Ma, ad un tratto, un incubo +mostruoso, senza nome, qualche cosa come un'orribile paura, la +scuoteva, la faceva balzare sul letto, come cercando soccorso, non +sapendo, non conoscendo, non pensando più nulla, vinta da uno spavento +folle. Era allora che, levatasi, nella penombra, in preda a un +delirante bisogno di soccorso, ella andava a buttarsi innanzi alla +sacra immagine, prostrandosi sul gradino dell'inginocchiatoio, +abbassando il capo sul duro legno di quercia, dicendo rapidamente le +preghiere, per non pensare, per non sentire, pregando, pregando, +pregando, con un fervore di anima disperata, restando lì, attaccata a +quel legno, come se fosse quello della sua salvazione. Ma sia che +l'alba la sorprendesse dietro i cristalli del suo balcone, o distesa +sul letto con gli occhi spalancati, o sonnecchiante malamente, o +immersa in preghiere con le labbra frementi sui grani di legno del suo +rosario, certo che, a quell'ora gelida, la sua febbre era domata, era +caduta: ella tremava di freddo, pallida, con le labbra violacee, con +la bocca amara, con le ossa rotte, quasi uscisse dal terribile +abbraccio della terzana; il viso le si era allungato e come +pietrificato in un'espressione di sofferenza; i capelli le ricadevano +sul collo, disciolti, prendendo certi profili tragici, che solo le +chiome delle donne appassionate hanno. Invano cercava di riscaldarsi, +buttando sul letto una pelliccia, facendo un gran fuoco nel caminetto, +accendendo tutti i lumi della sua stanza: fra quel grande calore +esteriore ella batteva i denti, si addormentava rabbrividendo, +rabbrividendo, livida, con la fiamma del caminetto che crepitava, con +le candele la cui fiammella strideva nel calore, col sole mattinale +che entrava, scintillando, fra i velluti, i broccati e le pelliccie, +non giungendo a riscaldare quel gelido corpo di donna dormiente, dalle +palpebre scure e fredde come il granito, dalle labbra assottigliate e +tremanti ancora di freddo. Come la mattinata scorreva, entrava la +cameriera, trovando le candele che si consumavano, le legna arse che +si coprivano di cenere, il sole che invadeva tutta la stanza +gaiamente, e quel cadavere dormiente, che riaprendo gli occhi, +rabbrividiva ancora, come se ritornasse dal gelo di un sepolcro. Ogni +mattina, sopra un piatto di argento, la cameriera porgeva una lettera. +Ma già la maschera umana aveva velato la sembianza della povera +febbricitante: ed ella stendeva la mano, con indifferenza, a prendere +quella lettera, aspettava che la cameriera avesse spento i lumi, +riacceso il caminetto, spalancato le imposte al sole, aspettava, +intorpidita e immobile. + +--Si sente male?--diceva la cameriera, guardando il volto bruno e +smorto della sua padrona che ella amava. + +--No: ho freddo--mormorava la padrona, stringendo la lettera d'amore +nella mano sottile e agghiacciata, senza neppure guardarne la busta, +come se fosse inutile aprirla. + +La fanciulla devota le riassettava le molli coltri scomposte +dall'insonnia, le rialzava i cuscini disordinati su cui era +abbandonata la foltezza dei capelli neri, la interrogava con una umile +occhiata: ma vista la padrona tutta perduta in un pensiero, usciva +discretamente dalla stanza, chiudendone la porta, aspettando di esser +chiamata per ritornare. Allora soltanto, con un atto breve, quasi +convulso, la smorta signora faceva saltar via la busta lacerata e +leggeva la lettera tutta bruciante di passione che il suo amore le +scriveva. + +Lettera incoerente e puerile, balbettìo talvolta bizzarro, talvolta +monotono di frasi stravaganti che si ripetevano, si accavallavano, si +confondevano, si affannavano sulla carta, come nell'anima malata di +chi le scriveva. Eppure egli non era nè un fanciullo, nè un pazzo, nè +un infermo; era un uomo di trent'anni, vigoroso, completo nella sua +manifestazione morale, che aveva saputo vivere, amare, soffrire. Era +un forte lottatore che le aveva coraggiosamente combattute le sue +battaglie, talvolta vinto, spesso vincitore, mai domato: era un sagace +conoscitore di sè stesso, delle cose e degli uomini, capace di grande +scetticismo e di grande entusiasmo, poichè questa è la vita, e saggio +chi sa apprezzarla e viverla così. Eppure quell'amore nato tardi, nato +improvvisamente, come quei misteriosi e voluttuosi fiori del tropico +che germogliano ricchi e violenti, in una notte, quell'amore impetuoso +destinato a essere soffocato sotto le apparenze fallaci della +cortesia, gli faceva tremare i polsi come se lo assalisse, a ogni suo +nuovo tumulto, il ribrezzo tragico dell'agonia. In certe ore di +pensiero, quando gli era concesso di dialogare con l'anima sua, egli +si stupiva della brevità di quella passione, della sua semplicità, +mentre sentiva dentro sè scardinato ogni senso della realtà, mentre si +sentiva preso per la vita e per la morte. Una sera, in un ballo, egli +aveva scambiato poche parole con la bruna e pallida signora che ancora +portava il nero vestito del lutto, dopo tre anni di vedovanza, che +bizzarramente trascinava al ballo il nero vestito e la persona stanca, +senza sorrisi, senza gioia: e come per un'attrazione ipnotica, egli +aveva seguito dovunque il nero strascico di velluto ondeggiante, cupo +velluto bruno, simile alle acque nere di un lago che gli alberi +coprono: egli aveva fissato gli occhi sedotti sopra la mezzaluna di +opali lattee, scintillanti in riflessi siderali azzurrini, che mettea +una luce selenitica fra i neri capelli di donna Grazia: e come la +snella persona muliebre si muoveva, indolentemente, da un salone +all'altro, egli sentiva di doverla seguire, come un'ombra. Levando +lenta lenta le palpebre, essa lo guardava, ogni tanto, tacendo: e una +irradiazione di fascino partiva da quei grandi occhi neri, arrivava +sino a lui, intensa, vibrante, conquidendolo, a poco a poco, ma +continuamente, ma sicuramente. Nè egli tentava difendersi. Aveva, in +quell'ora, il cuore arido e la vita fatta deserta, se non libera da +una secreta catastrofe famigliare: la donna cui avea dato il suo nome +era assente, lontana, nemica, egli era solo, in tutta la sua lunga +giornata, solo. Perchè difendersi? Si sentiva debole e misero come un +fanciullo abbandonato, mentre tutti applaudivano alla sua fermezza di +carattere, al suo coraggio virile, alla dignità fiera che gli aveva +suggerito la risoluzione più confacente al suo onore; egli si sentiva +timido e fragile come lo stelo secco, che nelle mattinate di autunno +va in cenere sotto il piede brutale del viandante, e lo sguardo di +quella donna parea tremasse di tenerissima pietà, parea che gli +dicesse: + +--Vieni. + +Breve romanzo e intenso, condotto fuor di loro da una mano invisibile: +un giorno si erano incontrati fuori Roma, in quella umida, lugubre via +Angelica, lungo il fiume tragico che ogni giorno ha il suo morto. Chi +aveva strappato la dama ai suoi convegni aristocratici per mandarla a +contemplare i vortici traditori del Tevere? Chi aveva preso l'uomo +alla sua ambizione, alla sua politica, ai suoi affari? Esiste dunque +una fatalità nella passione; o il cuore ha la sua seconda vista, che è +anche qualche cosa di fatale; o vi è nell'anima una seconda vita +latente, incosciente, sopra cui nulla può la volontà? + +--È vero che mi ami?--le aveva chiesto lui, arrossendo e impallidendo, +come se quella fosse la prima volta che parlasse di amore. + +--Sì--ella aveva detto, senz'altro. + +La virile mano dell'uomo aveva sfiorato la sottile mano guantata di +nero. Si guardavano e si sentivano bruciare di passione; una uguale +grande fiamma li ardeva. Più la reprimevano e più essa divampava +internamente, consumando le loro forze in una febbre singolare. +Temevano il mondo, malgrado che fossero liberi; lo temevano con una +paura di tutti i momenti, con un tremore come d'imminente catastrofe. +Niuno aveva il diritto di muovere loro un rimprovero, eppure essi +temevano tutto, l'uomo che passa e sogghigna, la donna che passa e +sorride, l'impiegato postale che consegna la lettera con uno sguardo +d'intelligenza, il servo che domanda permesso prima di entrare, +l'amico che assume un'aria discreta, l'amica che interroga con un +cenno: la più umile, la più sciocca creatura li faceva fremere di +spavento. Forse, amandosi in quella forma così rovente, sentivano di +abbandonarsi a una passione tanto diversa dai miseri e fallaci amori +quotidiani, da dover meritare l'invidia, il biasimo e la calunnia; +forse, il segreto è la grande condizione dell'intensità. Così si +vedevano, alla sfuggita, ogni tanto, avendo messo nella rapida ora +tanti sogni, tante speranze, tanto fuoco d'amore, che non trovavano +parole, soffocati, come coloro che hanno le vertigini degli altissimi +pinnacoli; in tre o quattro mesi, fra la primavera e l'estate, vivendo +egli a una villa sui colli albani, essa nella palazzina campestre fra +gli aranci di Sorrento, si erano incontrati due volte, per due +giornate, in un villaggio presso Milano, la prima volta, a Baia la +seconda volta. Tutta la loro vita era sospesa a quei due giorni di +passione ardente; tutto l'intervallo fra quei due giorni non era che +una lunga aspettazione di giorni aridi e annoiati, di notti vegliate, +in una rivoluzione del cuore e dei nervi. Ad ambedue, quando, per +consolare le ore di lontananza, essi evocavano quelle due giornate, +appariva come una grande fiamma lieta e alta e divorante; il ricordo +era vasto, immenso, vago, quale un oceano di fuoco, sopra cui qualche +punta appariva, come estremo albero di nave sommersa. Insistentemente +egli si rammentava il volto smorto di lei, quando ella si affacciò al +vagone fermato nella stazione di Monza e, malgrado ogni suo impeto di +evocazione, pur volendo fermamente rivederla col suo delicato e +profondo sorriso delle ore più felici, egli continuava ad avere +innanzi quella faccia pallida di donna morente. Egli cercava di +rianimare tutti i suoi ricordi, di quei due giorni, come ella era +vestita, la foggia della sua acconciatura, le parole che aveva dette, +il tono della sua voce: ma una sola sensazione, acuta, squisita, gli +ritornava, con la persistenza di un martello sull'incudine: il profumo +che avevano i guanti morbidi di Grazia e le mani sottili profumate. +Quando le scriveva di quei giorni, confusamente, egli ritornava sempre +a dire di quella faccia pallida allo sportello e di quelle mani +odorose, di quei guanti così profumati "...che è quel profumo, dimmi, +dimmi, amore, perchè io l'ho confitto nell'anima e ogni tanto mi fa +piangere, come un fanciullo, perche il mio amore è lontano e io non +posso avere, sotto le mie labbra, le sue mani inebrianti?..." Ed ella +nella fiorita campagna sorrentina, quando i villeggianti vicini, o i +suoi ospiti, ritirandosi, l'avevano lasciata sola, libera, ella voleva +far riapparire fantasticamente quei due indimenticabili giorni di +oasi; ma armandosi con la stessa forza, con la stessa intensità, lo +stesso inesplicabile fenomeno psicologico avveniva in lei ed ella non +poteva che ricordare qualche scintilla della grande fiamma. Fra un +turbine roteante d'impressioni, rammentava soltanto, Grazia, un +sorriso enigmatico alla sua domanda: e tu, perchè mi ami? Sì, egli +aveva avuto un sorriso bizzarro, lungo, pieno di un segreto profondo: +ella rivedeva sempre innanzi agli occhi quel sorriso acuto, crudele, +che parea le nascondesse la verità, tormentosamente. E nelle orecchie, +nel cervello di Grazia restava una sensazione fissa, continua, +invincibile, il ricordo della _sua_ voce, quando la chiamava +sommessamente, teneramente, dolorosamente, come se chiedesse amore e +soccorso, come se invocasse pietà: Grazia, Grazia, Grazia!... + +Così identica era la loro passione nel carattere, nella profondità, +nella misura che il grande sogno da realizzare nacque nelle loro +fantasie esaltate, contemporaneamente, germogliando nello stesso +pomeriggio autunnale, nella stessa ora di disperazione, mentre erano +lontani lontani, per molte miglia. Ambedue furono colpiti dal +medesimo, irresistibile desiderio, contro cui nulla più poteva +difenderli; ambedue arsero di tale desiderio come se fosse il più +alto, l'estremo delle loro anime. L'immenso avvenire innanzi, alle +loro esistenze ancora giovani, li sgomentava con la sua solitudine +arida, mentre essi portavano in cuore di che riempirlo per sempre, di +una strabocchevole felicità. Al punto in cui la grande fiamma che li +ardeva era giunta in entrambi, era loro insopportabile vivere ancora, +divisi, lontani, estranei: lo stesso cupo dolore li abbatteva. La +paura del mondo, delle sue ciarle, delle sue calunnie veniva man mano +scomparendo innanzi a questo bisogno di amore, di felicità che è in +fondo a tutti i temperamenti umani, più freddi e più silenziosi, e che +nell'ora della passione parla di una voce che nulla fa tacere. Per chi +si sacrificavano? In nome di quale principio, di quale idea, di quale +persona? Su quale altare sconosciuto deporre l'olocausto della loro +passione? + +--Io non posso più soffrire, la mia vita finisce--scriveva Grazia. + +--Io non posso più soffrire, il mio coraggio è esausto--scriveva +Ferrante. + +In tale ardente impazienza, la loro sensibilità sentimentale raffinata +dai sogni, dalle insonnie, dalle lettere incoerenti, si era fatta così +acuta, così squisita, così fremente alla minima impressione, che +quanto li circondava era complice del loro abbandono. Quando donna +Grazia passeggiava sotto gli ombrosi viali della sua villa di Sorrento +e fra gli aranci odorosi le arrivava il canto sottile di qualche voce +innamorata, un improvviso fiotto di lacrime la inteneriva: e coloro +che l'accompagnavano, si meravigliavano. Quando ella vedeva, nella +sera, dalla sua terrazza, levarsi la luna sul golfo napoletano e tutte +le case intorno soffondersi di bianca luce molle, una collera le +saliva alla gola, di non essere via, di non essere con lui, in +quell'ora di dolcezza, una collera contro il tempo che fuggiva, contro +gli ostacoli che si frapponevano al suo amore e contro sè stessa che +non sapeva vincere gli ostacoli. E a Roma, l'autunno è apportatore di +novi, profondi turbamenti alle anime già turbate: quando Ferrante +portava il suo vagabondaggio a Villa Borghese, dove ancora i viali +pare che conservino la appassionata fantasima di Beatrice Cenci, ogni +ombra femminile, snella, dal volto pallido e bruno dietro la veletta, +lo facea trasalire; quando egli portava il suo vagabondaggio serotino +a uno dei teatri, bastava che dietro alla nuca bionda di una donna, in +un palchetto, si profilasse il volto di un uomo innamorato perchè egli +si sentisse, a un tratto, immerso in una disperazione inguaribile. +Allora, lontani, divisi, si tendevano le braccia come creature +anelanti, che sanno un posto solo dove appoggiare il capo stanco: ed è +questo il petto della persona che adorano, assente, lontana. + +E allora, confusamente, nella crisi fatale di questa passione, si +venne delineando un piano di amore, imperfetto, vago, ma che conduceva +a un sol desiderio: quello di rivedersi, di stare insieme, lungamente, +per sempre. Ognuno di loro, invece di perdere la propria forza in vani +conati di dolore, avrebbe cercato di adoperarla a vincere tutti gli +ostacoli morali e materiali per potersi riunire, fra quindici, fra +otto giorni, in un paese solitario, tranquillo, in un ambiente di +poesia e d'amore, dove potessero passare sconosciuti o indifferenti +alla folla, o ravvolti in una comune indulgenza. Chi di loro due disse +la parola: Venezia? Chissà! Fu così, naturalmente, che i loro cuori si +fermarono su quel mite orizzonte di arte e di quiete, su +quell'ambiente di case mute e sommerse nel languore che la morte +precede, su quella città dove l'amore pare abbia la sua naturale +atmosfera di pensiero, di lirica umana. Venezia, Venezia! Fu il nome +amabile, seducente, che videro brillare ogni giorno, ogni ora; innanzi +alla loro immaginazione; parola magica che fece scomparire tutte le +altre; sillabe ravvolgenti e incantatrici da cui le loro anime prese, +legate, non si potettero svincolare mai più. E man mano le loro +lettere andarono perdendo tutto quel carattere d'indefinito, tutta +quella vaghezza di contorni, quel continuo agitarsi errabondo dello +spirito, quella incoerenza di anime deliranti: la passione addossata +al muro della realtà, era entrata in un periodo positivo, pratico, +preciso. Ogni giorno, sotto la volontà inflessibile, sotto la doppia +inflessibile volontà, il loro piano acquistava linea, colore, cifra; +il suo aspetto di fatto si veniva così minutamente facendo reale, che, +già quasi quasi, per Grazia e per Ferrante, parea di vivere in quella +realtà. Accanto a questi particolari definiti, matematici, dove la +loro insofferenza si appagava, come per il fatto compiuto, ogni tanto, +ma sempre più scarsamente, si veniva allogando qualche scoppio +improvviso di frase amorosa: oppure una parola soltanto: Venezia. +Anche l'aspetto degli amanti era mutato. Si eran fatti, +nell'esteriore, freddi, risoluti, distratti in un pensiero o in +un'azione, sempre occupati in qualche cosa, schivando, con la +freddezza, la folla degli estranei e anche quella degli amici. +Parlavan poco, brevemente. Non più le belle passeggiate della penisola +sorrentina vedevano comparire il bruno volto pensoso di donna Grazia: +ma in una stanza accanto alla sua erano aperti tutti i bauli, tutte le +valigie della casa e la cameriera, che le voleva bene, ignorava ancora +la destinazione che prendeva la sua signora. Ella vedeva che ogni +giorno donna Grazia veniva chiudendo, in quei bauli e quelle valigie, +tutto quanto aveva di prezioso come valore e come ricordo: ella vedeva +che donna Grazia si aggirava per la casa, in vestaglia di lana bianca +stretta alla cintura da un mistico cordone di seta nera, guardandosi +intorno come trasognata, considerando le pareti vuote e i cassetti +aperti, come se volesse portare via ancora qualche cosa. + +--La signora parte per un lungo viaggio?--chiese timidamente, un +giorno, la fanciulla devota. + +--Lungo, lungo....--mormorò vagamente, donna Grazia. + +--E io debbo venire? + +--No.... Meglio che non veniate--soggiunse donna Grazia. + +--Tutta sola, un lungo viaggio?--osò chiedere ancora la ragazza. + +Donna Grazia chinò il capo e non rispose: un velo di tristezza le +passò sulla faccia. Tacquero. + +E Ferrante, come il giorno della partenza si approssimava, non andava +più nei soliti ritrovi di Roma autunnale: male o bene, ma con una +febbre di uomo preoccupato, aveva cercato di risolvere alcuni affari +stringenti, assorbito, distratto, accettando qualunque peggiore +risoluzione, purchè fosse immediata. Quando i suoi intimi lo vedevano +ricomparire, per un momento, gli domandavano, sorpresi: + +--Ma che fai, dunque? + +--Parto--rispondeva lui, pensando ad altro. + +--Dove vai? + +Egli faceva un cenno vago, come di paese molto lontano. Per +discrezione, gli intimi non chiedevano altro: sapevano quale tragedia +morale avesse sconquassata la sua famiglia e molti supposero qualche +improvvisa, bizzarra decisione. Anzi, la voce ne corse, avvolta in +veli misteriosi. Una sera, un amico più affettuoso, più insistente, +andò a casa di lui: e lo trovò solo, fumando, con le finestre aperte, +ma col caminetto acceso dove buttava delle carte, dopo averle lette. +Sul tavolino vi erano altri pacchi di lettere, un grosso portafoglio +di pelle, tutto sdrucito, due o tre libri dalla legatura usata e un +paio di minute pistole nella loro scatola che pareva quella di un +gioiello. + +--Che fai, ti vuoi ammazzare?--domandò ridendo l'amico. + +--Forse--rispose Ferrante, ridendo un poco, ma poco. Nè dissero altro, +mentre nel caminetto le lettere avvampavano allegramente. + +Così, nell'alba bigia in cui donna Grazia partì da Sorrento per +Napoli, mentre aveva detto ai suoi amici che sarebbe partita solamente +la sera, in quell'alba bigia, la sua devota cameriera, vedendola andar +via, avvolta nel grande mantello bruno, avvolta nel bruno velo che le +circondava il capo, il viso, il collo, si chinò, commossa, a baciarle +la mano: + +--Io la rivedrò, nevvero?--chiese, cercando di trattenere le lacrime. + +--Forse--disse donna Grazia, andandosene, senza voltarsi. + +Tanto la fatalità li aveva vinti, ambedue. + +Donna Grazia non vedeva nè il mite sole che rallegrava le vie di +Napoli, nè le azzurrità fini del cielo e del mare, nè la folla lieta +che si godeva quel giorno soave: chiusa nella carrozza da nolo, +guardando ogni istante il piccolo orologio sospeso alla cintura pur +senza vederne l'ora, ella divorava lo spazio con la mente, cercava di +ripetere per la millesima volta il calcolo del tempo e dello spazio, +per chetare la propria impazienza. Sarebbe partita da Napoli per Roma +alle due e cinquantacinque, col treno più celere, tutta sola nel suo +compartimento; sarebbe giunta a Roma alle otte e trentacinque della +sera; alla stazione avrebbe ritrovato Ferrante e dopo un'ora e mezzo, +in cui non sarebbero neppure entrati in Roma, sarebbero ripartiti, via +Firenze e Bologna, per Venezia, insieme. Insieme! Pensando, +ripensando, pronunciando sottovoce questa parola, ella vedeva +scomparire l'ora, il tempo, lo spazio tutto, una nebbia le scendeva +sugli occhi, una lieve vertigine le confondeva ogni moto. Insieme! Fu +macchinalmente che pagò il cocchiere, scendendo alla _partenza_, nella +stazione, stringendo fra le mani il sacchetto dove erano i suoi valori +più preziosi. La grande galleria coperta dove si prendono i biglietti +era quasi vuota. Ella non vi badò. + +--Di prima, per Roma--disse, affannando un po' al bigliettinaio. + +--Ecco--fece quello--ma si affretti, perchè il treno parte. + +Improvvisamente, presa da una orribile paura, ella si mise a correre, +vedendo appena la sua strada, urtando le persone, lasciando appena il +tempo alla guardia di tagliare il biglietto, arrivando sul terrapieno, +appena a tempo per vedere il treno delle due e cinquantacinque +allontanarsi lentamente. Ella tese le braccia e gridò, come se avesse +potuto fermarlo. Un facchino sorrise; mentre gli impiegati della +stazione, raccolti in gruppo, la guardavano con curiosità. Alla paura +ella sentì subentrare una grande angoscia e una grande vergogna: +rientrò nella sala di aspetto, deserta, si andò a buttare in un +cantuccio, stringendo le labbra per non singhiozzare dietro il velo, +stringendo nelle mani nervose, convulsamente, il manico di cuoio della +borsetta. Perdere il treno, che miseria, che disgrazia ridicola, che +tragedia buffa! Le pareva un'avventura così sciocca, così volgare che +non sembrava possibile fosse capitata proprio a lei, nel momento +supremo in cui si decideva la crisi del suo amore; era fremente di +sdegno e di onta. Tanta forza di volontà, tanto impeto vincitore, +tanto magnetismo trionfante di amore, tanta elettricità condensata... +e farsi buttare a terra da un orologio che non va, o da un cocchiere +che non ha saputo sferzare il suo cavallo. Avrebbe pianto di collera. +Vediamo, quale era la piccola, meschina causa, la causa stupida per +cui tutto l'edifizio era crollato? E cercava, invano, di ricordarsi: +se era stata la propria lentezza nell'annodarsi il velo in casa sua, a +Napoli, nel suo appartamento solitario; o l'esser tornata indietro, un +momento, per aver dimenticato un taccuino da cui non si separava mai; +o il non aver trovato immediatamente la carrozza da nolo; o perchè il +cocchiere avea prescelto la stretta, difficoltosa e ingombra via di +Forcella alla via della Marina, per andare alla stazione. Chi lo sa! +Si trattava di cinque minuti, di soli cinque minuti, cinque +piccolissimi, cortissimi, brevissimi minuti, che si perdono così +naturalmente, così facilmente un po' qui, un po' là, senza saper come: +e la loro perdita, poi, equivale alla rovina di tutto un sogno! + +Fu solamente dopo un'ora di riflessioni amarissime, che ella sentì un +soffio di rassegnazione penetrarle nel cuore: ma pur essendosi +calmata, un'amaritudine gliene rimase. Si levò, risolutamente: andò a +leggere l'orario, sulla parete stuccata di bianco. Avrebbe potuto +partire soltanto la sera, alle dieci e quarantacinque. Circa sette ore +di attesa! Pure, non ebbe il coraggio di rientrare in città, a Napoli; +le sarebbe parsa una rinunzia completa. Avrebbe aspettato nella +stazione. Non l'avrebbero mandata via, da quella sala d'aspetto? Non +aveva mai viaggiato sola: non sapeva niente. Il guardiano le si +accostò, guardandola curiosamente. Ella gli donò subito cinque lire: +si sentì meno timorosa. Cercava di ricostruire il suo piano. +Bisognava, innanzi tutto, telegrafare a Ferrante--e tal pensiero la +faceva arrossire, pensava che avrebbe egli detto, trovandola così +sciocca, così distratta da perdere il treno. Che dirà, che dirà?--si +andava domandando, mentre girava intorno alla stazione, senza +ritrovare l'ufficio telegrafico. Alla fine lo trovò. E allora non +seppe dove indirizzare il telegramma; non seppe che cosa dire, si +sentiva così irritata e umiliata, con sè stessa, col caso, che lacerò +i fogli, senza riescire. Alla fine, mettendo l'indirizzo della +stazione di Roma gli telegrafò, così confusamente, che le riesciva +impossibile partire prima delle dieci e quarantacinque, senza +aggiungere le ragioni di questo _impossibile_ e soggiunse, umilmente: +_perdonami_. Lo soggiunse, poichè non potea resistere all'idea del +dolore di lui, Ferrante, non vedendola giungere alla stazione di Roma, +trovando un telegramma invece della sua persona. Oh quelle sette ore +di attesa! La pallida signora, vestita di un grande mantello bruno, +tutta chiusa in un grande velo di garza bruna, snella e flessuosa +nella persona, dall'andatura un po' lenta, un po' stanca, fu vista da +per tutto, ripetutamente, nella stazione, per quel pomeriggio e per +quella sera. Innanzi alle lunghe vetrine del libraio e nella sala +gelida dei bagagli, camminando, fermandosi, sfogliando distrattamente +un libro, aprendo un giornale illustrato; di nuovo alla sala del +telegrafo, donde telegrafò a Sorrento, a due o tre persone che non la +interessavano punto; verso le sette nella sala del _buffet_, dove +prese un brodo e una tazza di caffè, malgrado che non avesse fame, +seguendo con l'occhio distratto i multicolori avvisi della _macchina +Singer_, della _Coca Buton_ e della ferrovia lombarda ai _Tre laghi_; +fu vista finanche fuori stazione, passeggiare in giù e in su, facendo +voltare tutti quelli che la incontravano, mentre essa guardava, certo +senza vederli, il malinconico giardinetto della piazza, e le carrozze +da nolo disposte intorno come i raggi di un cerchio, e le insegne +dondolanti degli equivoci alberghi dal fanale verde o rosso; e da +capo, come se ella non potesse stare ferma, fu incontrata al +telegrafo, alla posta, nei terreni incolti della Piccola Velocità, +presso il venditore di libri e di giornali, su e giù, su e giù per +tutte le gallerie. Questo irrequieto fantasma muliebre vide empirsi e +vuotarsi le sale di aspetto dei viaggiatori che partivano +successivamente per le linee di Salerno, di Castellammare, di Foggia, +di Aquila: vide fermarsi e andarsene i treni carichi di uomini, di +donne, di borghesi e di contadini, che se ne andavano ai loro affari, +al loro lavoro, alle loro cure. E nella ultima ora di attesa la invase +una stanchezza profonda; rincantucciata in un angolo della sala di +aspetto, silenziosa, immobile, col sacchetto sulle ginocchia, ella +guardava le ondeggianti fiammelle del gas che il vento della sera +agitava, e fu il guardiano della sala che l'avvertì della +partenza--tanto in lei si era fatta la convinzione che era inutile più +partire, che Ferrante non l'amava più, che tutto era finito. Tutta la +notte del viaggio, lunga, lenta, con le sue numerose, monotone +fermate, ella la passò in una veglia dolorosa alternata da qualche +torpore doloroso, tutta sola nel suo compartimento, tremando di freddo +malgrado le coperte e le pelliccie. L'alba si levò sulla severa +campagna romana; donna Grazia dormiva, ora, pallida pallida, e solo i +tre lunghi, striduli fischi del treno che entrava in Roma la +riscossero. Le parve di uscire da un sogno triste: il sole illuminava +le prime case di Roma, e la nebbia romana, e il fumo del treno, una +felicità di calore e di luce l'avvolse, scendendo dal vagone, +poggiando la sua mano sottile guantata sempre di nero in quella +tremante di Ferrante. Si guardarono, così, lungamente, fra la folla, +tenendosi per mano, camminando quasi portati. + +--Sei venuta, poi....--mormorò lui, cercando di dominare la propria +emozione, intensa, soffocante. + +--Credevi che non venissi più?--chiese lei, con uno sguardo +scrutatore, fermandosi un minuto. + +--Sì, l'ho creduto--soggiunse lui, chinando gli occhi, confessando con +quelle parole tutte le angoscie della sua serata e della sua nottata. + +--Mi perdoni?--domandò lei, umilmente, dolorosamente, sentendo bene +che fra loro era già sorto e consumato il primo dolore. + +--Non dir così: tu ti puoi dare e ti puoi ritogliere--disse fermamente +lui, guardando altrove, per non far vedere che sforzo questa fermezza +gli costava. + +Essa non rispose. Poteva dirgli che il proprio ritardo non era stata +una crudele esitazione, l'idea novamente feroce di spezzare +quell'amore: poteva semplicemente dirgli che era stata la perdita di +cinque minuti, per annodare il velo del cappello, o per prendere il +taccuino dimenticato e che quindi ella aveva perduto il treno. Le +parve, questa ingenua narrazione, così ridicola, così volgare, che non +osò farla; e lasciò, per viltà, che perdurasse quell'amaro malinteso, +quel senso triste di sfiducia che era nato nell'animo di Ferrante. + +Adesso, col facchino dietro, erano in piazza della stazione. + +--Dove andiamo?--ella chiese. + +--Non so....--rispose Ferrante, incerto.--Avremmo dovuto partire ieri +sera. Stanotte, io non sono rientrato in casa mia, ero così +turbato.... + +--Quando parte, il prossimo treno, per Firenze?--diss'ella, +brevemente. + +--Alle dieci e mezzo, fra tre ore. + +--Tre ore, tre ore....--mormorò Grazia, come pensando. + +--Vuoi che ti accompagni a casa mia.... non vi è nessuno.... o in +albergo?--E il verbo _accompagnare_ era stato molto sottolineato. + +--No, no, a casa tua--rispose subito Grazia, con una paura nella voce. + +--Allora, in albergo?--soggiunse lui, pazientemente. + +--.... Sì,... ma senza entrare in Roma--e abbassò gli occhi, come +vergognandosi. + +--Vi è il _Continentale_ qui dietro, in Piazza Margherita, non ti +stancherai molto. + +Seguìti dal facchino che portava le loro robe, vi andarono; sottovoce +come se indovinasse le intenzioni di Grazia, Ferrante chiese due +stanze al segretario dell'albergo; sottovoce costui gli domandò se le +voleva vicine, e Ferrante gli disse subito che non importava. Grazia +saliva innanzi, chinando il capo; alla porta della sua stanza, il +segretario li salutò. Ella restò ferma, guardando Ferrante, con la +mano appoggiata sulla maniglia della porta. + +--Rammentati, è alle dieci e mezzo: verrò a prenderti alle +dieci--disse Ferrante, gelidamente. + +Le fece un saluto corretto e si allontanò subito. + + + +II. + +Ella entrò nella sua stanza e vi si chiuse, buttandosi pesantemente +sopra una poltrona: si sentiva morire di tristezza, sentiva di essere +disamorata, crudele con Ferrante, eppure non trovava ancora uno +slancio di tenerezza, un impeto di passione per fargli dimenticare +tutte quelle noie, quelle punture, quei disinganni, quelle amarezze. +Ma tanta gente era loro intorno, dovunque, alla stazione, in piazza, +nell'albergo, gente estranea, è vero, ma curiosa, dall'orecchio teso, +dallo sguardo acuto! Ella si era chiusa nella sua stanzetta, stanzetta +piccola, linda, ma banale come tutte le stanze di albergo, ma fredda +con tutto il lieto sole autunnale che vi entrava; Grazia si era chiusa +lì dentro, e un profondo pentimento le veniva in cuore, pel modo come +aveva trattato Ferrante; la propria ingiustizia verso quel forte e +docile amante che nulla chiedeva, che non si lagnava, che cercava di +allontanarsi, di ecclissarsi sempre, onestamente, correttamente, +mentre nell'anima gli ardeva la grande fiamma, questa propria +ingiustizia, le faceva orrore, le sembrava un egoismo mostruoso, la +crudeltà di una donna glaciale che pospone sempre il mondo all'amore. +Rivoltata contro sè stessa, si levò per chiamare, per far avvertire +Ferrante di venire da lei: voleva buttarglisi alle ginocchia per farsi +perdonare, poichè egli solo era buono e giusto. Ma mentre era lì per +premere il campanello elettrico, udì parlare sommessamente, nella +stanza attigua. Si fermò: non era sola dunque, malgrado che si fosse +chiusa a chiave? Aveva dei vicini, a destra e a sinistra, forse da +tutte le parti, che, come ella udiva la loro, avrebbero udita la voce +di Ferrante e la sua, parlando d'amore? Oh questi alberghi, che +realtà, che realtà meschina, sconfortante, nauseante! Tornò alla +poltrona, vi si sedette, senza far rumore, aspettando che le voci +cessassero; forse i vicini sarebbero usciti, partiti: allora ella +avrebbe chiamato Ferrante, per farsi perdonare. Ma le voci dopo +qualche intervallo di silenzio, brevissima pausa, si udivano di nuovo: +erano quelle di un uomo e di una donna, che discutevano pacatamente; +si afferrava ogni tanto una parola, facevano il conto del loro +viaggio. Ella fremeva, si agitava sulla poltrona, sperando sempre, a +ogni momento di silenzio, che i vicini se ne fossero andati: ma +quietamente essi ricominciavano a chiacchierare, con un'intonazione +monotona, senza stancarsi. Per un momento Grazia si turò le orecchie +quasi piangendo, al colmo di un urto nervoso che le poche ore di +cattivo riposo del treno non avevano calmato: malediceva questi vicini +che le rubavano quelle altre ore di felicità. Andò ad aprire la +finestra della stanzetta, per sottrarsi a quell'incubo: il sole +allietava tutto il piazzale della stazione, la giornata era dolce e +bella, Grazia, stette guardando come un fanciullo che un nulla +distrae, le persone che passavano sulla piazza. Così assorta, non udì +che la seconda volta, quando bussarono alla sua porta. Era Ferrante: +ma non entrò, rispettosamente. + +--Andiamo?--diss'ella sorridendogli. + +--Sì--disse lui, sentendo e vedendo la luce di quel sorriso, per la +prima volta. + +Ella mise il suo braccio sotto quello di lui: si appoggiava +lievemente. Non potea dirgli nulla: ma vi era nei suoi occhi, nella +sottile mano guantata, in ogni movimento della persona tanta femminile +tenerezza, una così affettuosa domanda di perdono che egli dovette +intenderla, in tutta la sua manifestazione: due volte, per le scale in +penombra, si fermò a guardare il volto della sua donna, quasi volesse +imprimersi nel cuore quella espressione così viva. Chi li vide passare +di nuovo, sulla piazza, per la stazione, andando a mettersi nel +vagone, in quella bionda mattinata di autunno, intese, certamente, che +passava sul capo di quei due felici una silenziosa ora celestiale. Di +quanto intorno ad essi avveniva, quei due più non sapevano: una +macchinale coscienza, memore di altri viaggi, di altre partenze li +guidava nella loro vita esteriore: una coscienza meccanica che si +chetò, anch'essa, quando il treno fu partito da Roma. Erano soli. Una +parte delle tendine color di legno erano tirate, contro il sole che si +avanzava; solo da due cristalli si vedeva il paesaggio fuggente. +Ferrante si era seduto accanto a Grazia: la mano di lei era fra le +sue, stretta mollemente: a un certo momento ella la ritirò, ma +soltanto per sollevare il suo velo bruno; la picciola mano fedele +ritornò subito fra quelle dell'amor suo. Nè dicevano nulla. La delizia +di due amanti, soli nel vagone fuggente per la campagna, fuggente +innanzi ai villaggi e alle piccole città, ha poche delizie che la +eguaglino: tanto è acuto il senso di libertà, di amore inconturbato, +di oblìo terreno che dà quella fuga. Non esistono più nè lo spazio, nè +il tempo, nè l'uomo, nè la vita: esiste solamente l'amore, nella sua +massima condizione d'indipendenza, trasportato lontano, lontano, dove +non vi sia che amore. Che dirsi? Ogni tanto ella sentiva che Ferrante +la chiamava per nome, ripetendone due o tre volte le sillabe +incantatrici: ma forse non la voce di Ferrante, era l'anima che +parlava e l'anima di Grazia stava a sentire. Due o tre volte, a un +lembo di paesaggio illuminato di sole, a un piccolo paese sospeso +lungo i fianchi di una collina, innanzi a una grande pianura maestosa, +i due volti si accostavano, dietro allo stesso cristallo, per vedere +come era bello il mondo esteriore, non quanto quello che portavano nel +cuore. Tacevano. Sentivano che era quella l'ora invocata tante volte, +nelle insonnie della notte, nelle vuote mattinate, nelle sere +affannose; sentivano che era quella la realtà del loro infinito +desiderio, l'amore nella solitudine suprema; e sembrava loro che +qualunque parola dovesse turbare questo sacro raccoglimento, questa +concentrazione di felicità. Niuno sapeva più nulla di loro: essi non +sapevano più nulla, di niente: e poteano dire che il mondo era +scomparso, o era stato assorbito nella incommensurabile dolcezza del +loro amore. Solo quando il sole cominciò a discendere sulla poetica +campagna toscana, un senso di malinconia si mescolò, naturalmente, a +tanta dolcezza. Era una mestizia fuor di loro, che veniva dalle cose: +il paesaggio verde, i colli così pittoreschi, e le bianche case, e il +fiume mormorante sul greto, e i campanili dei villaggi si fecero prima +rossi, poi violacei, poi bigi: tutti i veli avvolgenti, misteriosi, +malinconici del tramonto salirono dalla terra al cielo. Parve che il +treno corresse meno rapidamente, come preso anch'esso da una +fiacchezza; le voci delle stazioni erano meno vivaci, meno allegre, +alcune sembravano rauche, altre fioche; il fiume, apparendo, +riapparendo, assunse un aspetto tragico, di acqua traditrice +gorgogliante; la stretta di mano di Ferrante che teneva nella sua +quella sottile di Grazia, si allentò, come se lo cogliesse una +improvvisa, crescente debolezza e la mano sottile si raffreddò sotto +il guanto. Videro un cimitero: un piccolo cimitero di paesello a mezza +costa, con quattro o cinque cipressi e poche lapidi bianche. + +--Beati i morti--ella disse sottovoce quasi parlasse a sè stessa. + +--Chissà!--le rispose lui, sul medesimo tono.--Forse amano ancora. + +--Tu hai tombe, per il mondo?--gli domandò lei, piegandosi a +guardarlo, in quella penombra crepuscolare. + +--No: ma tutti abbiamo delle tombe, in noi. + +--Molte cose hai veduto morire? + +--Molte cose e molte persone che son vive. + +--È triste, è triste--diss'ella ributtandosi indietro, sulla +spalliera. + +--La tristezza è in fondo alle anime: non bisogna andarla a +cercare--soggiunse Ferrante, come se pronunziasse una sentenza. + +Tacquero. Ella aveva abbassato il velo sul viso di nuovo e il capo sul +petto. Egli si levò, guardò dallo sportello opposto, nella penombra, +per qualche tempo; poi ritornò vicino ad essa, sedendosi. + +--Grazia? + +--Ferrante? + +--Che hai? + +--Nulla--fece lei, con un gesto largo. + +--Dimmi, dimmi che hai. + +--Quello che hai tu--rispos'ella, enigmaticamente. + +--Non parlare di me: io sono una quercia fulminata. Tu non puoi essere +come me; sei così giovane, e così bella, Grazia, e così destinata alla +felicità! + +--Io ho paura.... paura.... + +--Di che, amore, hai paura? + +--Della vita. + +--Fole!--egli esclamò, sorridendo nella penombra. + +--E della morte, della morte, assai più. + +--La morte è lontana--fece lui. + +--Taci, taci--mormorò Grazia--forse passiamo innanzi a un altro +cimitero. + +Quasi presa da un vago ma forte terrore, ella si era stretta a lui, +infantilmente, poggiandogli la guancia sulla spalla, chiudendo gli +occhi. Quei due sportelli su cui non erano tirate le tendine di lana, +quegli sportelli oramai neri, nella sera fitta, affascinavano la +donna, come se fossero aperti sull'infinito. Egli se ne accorse, +vedendola immobile, estatica, con gli occhi sbarrati sul nero +orizzonte che fuggiva dietro i cristalli: volle fare un moto per +levarsi, per tirare le altre due tendine. + +--No, no--lo supplicò lei, stringendosi ancora, socchiudendo gli +occhi. + +Restarono così: il lumicino ad olio del vagone tremava, pareva dovesse +spegnersi ogni momento. Bizzarre ombre danzavano. sui divani: +tenendola stretta a sè, bimba spaurita, Ferrante sentiva che Grazia +affannava un poco. L'aria si era raffreddata. Una angoscia li +opprimeva, entrambi, angoscia ignota, angoscia di chi ha intravvisto +il negro problema dell'infinito. Due o tre volte egli volle muovere +una mano per carezzarle i bruni capelli: ma ella temendo che Ferrante +la lasciasse, rabbrividì di paura. Due o tre volte egli disse, +sottovoce, come un soffio amoroso: + +--Grazia! Grazia! + +Ma ella fremeva, fremeva, e gli diceva: + +--Taci, taci, taci. + +Tanto che il lungo, sonoro fischio, triplicato fischio della +vaporiera, le fece gittare un grido di spavento. + +--È il fischio di allarme, nevvero--domandò, piena di ambascia, quasi +che non fosse possibile, in quel momento, altro che una grande +catastrofe. + +--No, no, è Firenze. + +--Tre fischi, grave pericolo--balbettò lei ostinata. + +--È Firenze, è Firenze, cara. + +L'arrivo spezzò l'incubo. La carrozza in cui essi viaggiavano avrebbe +proseguito sino a Venezia, attaccandosi, al treno in partenza da +Firenze; ma per la partenza ci voleva un'ora e mezzo. + +--Scendiamo? + +--Sì, sì, sì--disse lei, levandosi, subito, avida di moto, di luce. + +--Vuoi pranzare, nevvero, cara?--chiese lui, trattandola +infantilmente. + +--Sì, subito, subito--fece ella, attaccandosi al suo braccio, con +un'improvvisa disinvoltura. + +Ora, per il livido chiarore del gaz, nella calda sala del Doney, +seduta di fronte a lui, togliendosi lentamente, con un moto +seducentissimo, i lunghi guanti neri, raddrizzando i numerosi anelli +delle sue mani gemmate, appoggiando le lunate spalle a un seggiolone e +distendendo i piedini sopra uno sgabello, ella era ridiventata la +bella, vivace signora dei convegni aristocratici, dei balli +inebbrianti, dei folleggianti _pique-niques_. Anzi, mentre i nervi le +si chetavano nel senso di riposo che dà una sala lucente, tiepida, con +qualche mazzo di fiori sparso qua e là, con una folla rumorosa che si +rallegra nell'apprestamento del cibo, a questa sua bella serenità si +mescolava la maliziosa soddisfazione della donna che gusta la libertà, +il piacere bizzarro e pericoloso della prima, audace avventura di +amore. Essere in compagnia di Ferrante che l'amava, che ella amava, +guardandosi negli occhi, sorridendosi, innanzi a molta gente e senza +punto curarsi della gente, pranzando insieme, come due sposi +innamorati, parlando pianissimamente, a fior di labbro, ciò costituiva +per lei una nuova, acre, vivida, soddisfazione umana, quasi, che ella +esercitasse una lungamente meditata vendetta, di tanti pranzi di +cerimonia, noiosi, banali, fra persone indifferenti e antipatiche. Una +novella impensata trasformazione si faceva in lei: ella si sentiva +fatta di umana argilla, si sentiva donna, si sentiva felice di quella +libertà conquistata a prezzo di tante lacrime, assaporava con lentezza +raffinata la sua parte di felicità terrena. Ferrante, con lo sguardo +profondo dell'amore, le leggeva nell'anima; uno strano sorriso di +conquista gli vagava sulle labbra; ed ella che vedeva questo sorriso +di conquista, non se ne offendeva, no, anzi ne pareva singolarmente +orgogliosa. Un senso segreto ma traboccante di sfida le saliva dal +cuore, ribellatosi al cervello: una sfida contro tutto quello che +aveva venerato, di cui aveva avuto, sino allora, rispetto e paura: +parevale sentire, in quell'ora, la inutilità dell'abnegazione, la +vacuità del sacrificio, la ingratitudine del mondo a qualunque +privazione morale fatta per esso. E come questi superbi e acri +pensieri le passavano nell'anima, corrodendone il buon metallo lucido +del carattere, Ferrante seguiva questo passaggio e nel suo orgoglio di +uomo si gloriava del cangiamento. Donna Grazia prese dei fiori, una +grossa manciata di fiori, dalla fioraia che glieli offriva non senza +timidezza: i morti fiori autunnali di cui ella adornò il suo grande +mantello bruno, fra occhiello e occhiello: e dopo aver aspirato +lungamente il fiore, quasi impercettibile profumo di una rosa thea, lo +offrì a Ferrante con un muto cenno, con uno sguardo pieno di amore, +sguardo così vibrante di elettricità che l'uomo impallidì. Adesso +passeggiavano su e giù, nella galleria di aspetto, coperta di +cristalli, e curiosamente donna Grazia si fermava a tutte le piccole +botteghe, dove si vendevano dei nonnulla, piccoli ricordi fiorentini, +chincaglieria povera di viaggiatori sentimentali ed economici. Essa +volle comprare le noci intagliate che raffigurano la cupola di Santa +Maria del Fiore, le scatolette di legno d'ulivo che vengono da Lucca e +portano sul coperchio le due rondinelle fuggenti, col motto francese; +_je reviendrai_, le scatole da guanti, di paglia, foderate di raso +azzurro o rosso. Pareva una bimba bizzarra e ingenua, al suo primo +viaggio; essa risalì nel vagone, ridendo, ridendo, buttando sui sedili +i fiori, gli oggettini, andando e venendo, con le guancie un po' calde +e le belle mani che sembravano farfalle gemmate, volitanti di qua e di +là. Siccome non si partiva ancora, Ferrante le chiese permesso di +passeggiare sul terrapieno, per fumare una sigaretta. + +--Fuma pure--disse lei, crollando il capo, ridendo ancora sottovoce. + +Egli accese la sigaretta e si appoggiò a uno dei pilastri della +tettoia, fumando silenziosamente, immobile, guardando il vagone, +fisamente, come se là fosse tutta la sua vita, come se gli fosse +impossibile di perderlo d'occhio. Improvvisamente ella si era fermata, +nel vano dello sportello aperto, appoggiando la testa allo stipite di +legno, e guardava Ferrante che fumava. Attorno a loro i viaggiatori si +arrabattavano per trovare i migliori posti, per la notte: qualcuno si +fermava innanzi al vagone, di cui donna Grazia sbarrava l'entrata, ma +si ritirava subito, tanto quell'alta e snella figura di donna pareva +lei posta a guardia della carrozza. Ferrante prese ancora un'altra +sigaretta bionda, l'accese, la fumò, imperturbabile fra il chiasso di +quella partenza per la linea Bologna-Venezia. Donna Grazia si era +seduta dietro lo sportello, ma teneva il busto un po' inclinato, per +guardare ancora il suo compagno di viaggio: quando gli vide gittare +metà della seconda sigaretta, spenta, mormorò sommessamente: + +--Non vieni? + +Egli dovette più che udire, intendere, tanto era fioca la voce +seduttrice: fu nel vagone in un attimo, tirandosi dietro lo sportello. + +--Fuma anche qui: non mi fa male--disse lei, mettendosi di nuovo i +guanti, mollemente. + +--No, no, tu devi dormire--rispose lui, con una tenerezza quasi +fraterna. + +Ma fra le pelliccie, gli scialli, le coperte, al caldo, ella si +addormentò assai tardi. Teneva gli occhi chiusi, però, lasciandosi +prendere da tutta quella dolcezza dell'amore e delle cose; ogni tanto, +con un moto adorabile di stanchezza, li schiudeva e trovava gli occhi +di Ferrante fissi su lei, così teneri, così amorosi che la +magnetizzavano di nuovo, nella dolcezza. + +--Non dormi?--chiedeva ella, vagamente, come se parlasse in sogno. + +--Non ho sonno--diceva lui facendole cenno di chetarsi, sorridendo +tacitamente. + +Solo nel mezzo della notte, ella trabalzò, scossa da un grande +fragore, vedendo una gran luce rossastra. + +--Che è?--gridò, levandosi a metà. + +--Niente, non aver paura: passiamo sul Po. + +Sulle rive nere del fiume, nella notte, grandi cataste di legna secca +bruciavano: attorno ad esse i guardiani del fiume vegliavano e si +riscaldavano, temendo l'inondazione autunnale. + +--Dormi, non aver paura--soggiunse lui, lasciando ricadere la tendina, +sedendosi accanto a lei, passandole lievemente la mano sui capelli, +per chetarla. + +Quando ella si risvegliò di nuovo, all'alba, avevano già oltrepassato +Mestre, erano sulla stretta lingua di terra che attraversa la laguna. +E non si vedeva altro, da tutte le parti, che una grande estensione di +acqua immobile, senza che un solo soffio ne agitasse la tinta +argentina, opaca. Ogni tanto una pianta acquatica, senza fiori, senza +foglie, cioè un cespuglio di rami nudi e neri, irti come spini, usciva +dall'acqua: o un pilone nero, un po' inclinato, sorgeva dal fondo. Una +lieve nebbia argentina ma senza luccicori fluttuava sull'acqua, e +tutto l'orizzonte era della stessa tinta, senza che si potesse +distinguere dove l'acqua finisse, dove cominciasse il velo di nebbia. +Un vento umido e molle alitava. E il vagone parea molle di umidità, +tutto il treno pareva andasse sull'acqua dormiente, attraverso la +nebbia, fra il fiato umido e soffocante. + +--Ecco Venezia--disse Ferrante, un po' ansioso, guardando più il viso +di Grazia che il paesaggio. + +--Non vi è--diss'ella, vedendo solo la laguna e la nebbia, tremando un +po' nella voce, pallidissima. + +Si risedette; due volte mise la testa fuori del cristallo, guardò +attorno, lungamente; si passò le dita sulla manica, come per sentire +se fosse molle di umidità. Alla fine, fra la laguna e la nebbia, sorse +qualche profilo bigio di una massa più oscura. + +--Ecco Venezia--ella mormorò, quasi fra sè.--Pare una tomba. + +............................................................. +............................................................. + +Come tutte le altre mattine, fosse avvolto nella bigiastra velatura il +Canal Grande e la chiesa della Salute, e lontano, laggiù, scomparisse +addirittura il canale della Zuecca; o la lenta pioggia di ottobre +piovesse solingamente su quell'acqua dormiente, su quella chiesa +dormiente, su quei palazzi dormienti; o il biondo sole illuminasse i +tenui azzurri del cielo e le sagome fini della chiesa e circondasse +l'isola di San Giorgio in un'aureola di luce; come in qualunque +mattinata, Ferrante entrando nel salotto pieno di fiori, trovò donna +Grazia seduta, nel vano dello stretto e lungo balcone a ogiva, +guardando vagamente il paesaggio. Ella portava sempre una delle sue +vestaglie di lana bianca, dalla forma di peplo, che odoravano di +violetta, poichè fra le arricciature di merletto del collo, fra le +morbide pieghe del petto, alla cintura, spuntavano dei freschi +mazzolini di violette. Ella guardava, con gli occhi fatti quasi più +grandi e un po' vitrei dalla lunga contemplazione. + +--Che hai?--disse Ferrante, baciandole le mani. + +--Nulla--fece lei, con un piccolo sorriso. + +--Mi ami sempre? + +--Sempre, sempre. + +E un cenno largo, come ad accennare un fatto ineluttabile, accompagnò +la monotonia di quella voce dove pareva si fosse infranta ogni corda +di vivacità. + +--Sei triste, mi pare--disse lui, chinandosi a guardarla meglio. + +Ella sorrise ancora, senza rispondere, gli dette, con un atto gentile, +uno dei suoi mazzolini di violette; egli lo prese, l'odorò e poi lo +rigirò fra le dita, senza parlare. + +--Anche tu sei triste?--chiese ella, levando su la testa, con un gesto +affettuoso. + +--No, cara. Venivo a chiederti se volevi uscire. + +--.... Sì--disse lei, dopo una pausa,--Dove andiamo? + +--In giro--fece lui.--Dove tu vuoi. + +Invece, la voce di lui era un po' stanca. Senza dire altro, ella si +levò e passò nella sua stanza a vestirsi. Occupavano un vasto +appartamento mobiliato, in uno dei magnifici palazzi del Canal Grande, +dirimpetto alla chiesa di San Giorgio: appartamento mobiliato con +qualche traccia del lusso antico, a cui si mescolava tutta la +confusione fra comoda ed elegante del lusso moderno. Ma le stanze +erano tanto grandi che parevano vuote, sempre; le finestre, i balconi +erano così piccoli che la luce vi entrava scarsamente, anche nelle più +limpide giornate; e malgrado i fiori di cui Grazia riempiva tutte le +stanze, tutti gli angoli, tutti i tavolini, i saloni non si +rianimavano, restavano freddi e muti come se fosse impossibile farvi +risuscitare anche una finzione di vita. Grazia e Ferrante stavano +sempre insieme; spesso, lui, per discrezione, si ritirava nella sua +camera, lasciava Grazia libera; ma dopo un poco, era preso da tale +insoffribile malinconia, che cercava di lei, e la trovava così +insoffribilmente malinconica, che si tendevano le mani, come se l'uno +dovesse salvare l'altro. Quando erano insieme, certo, di fronte a quel +paesaggio grandioso ma dormiente, in quell'ambiente di cose morte e di +cose moribonde, fra quei colori che erano stati vivaci ed erano +pallenti, fra quel silenzio grande di uomini e di fanciulli, certo, +non avevano la grande giocondità delle anime intensamente felici; ma +si teneano per mano, quieti, silenziosi, senza sussulti e senza +tristezza. Si ricercavano, dunque, ansiosamente, come se dovessero +sempre partire per un lungo viaggio, come se dovessero iniziarsi ad un +altissimo diletto spirituale, come se dovessero raccontarsi tutto un +romanzo misterioso, il romanzo del proprio cuore: ma, essendo insieme, +parean subito appagati, senza bisogno di dire nulla, anime che già +l'ambiente aveva impregnate di sè. Così quel giorno, come tutti i +giorni, solo dopo pochi minuti di assenza, donna Grazia ritornò per +uscire, vestita tutta di nero, come sempre, mentre in casa era sempre +vestita di bianco: sul nero vestito, qua e là, dai merletti, dalla +cintura, facevan capolino i freschi mazzolini di violette. + + + +III. + +Andarono, per i grandi saloni, per la scalea scuriccia: un servo aprì +loro il portone che dava, per tre scalini, sulla laguna. L'acqua +appena appena fiottava, contro il marmo corroso. Il barcaiuolo che +sedeva a prora della gondola, senza far nulla, aspettando, si levò +subito e domandò qualche cosa, nel suo dolce dialetto: + +--Ha detto--spiegò Ferrante a Grazia, interrogandola--se deve togliere +il _felze_. + +--Sì, sì--rispose ella subito--lo tolga pure; lì sotto si soffoca. + +E aspettarono: il gondoliere, con un certo moto bizzarro, essendo +entrato nella negra cabina dagli ornamenti di ferro lucido, ne sollevò +con le spalle tutta la parte superiore, simigliante alla gobba nera di +un dromedario, al coverchio di una lunga bara di ebano dalle +intarsiature artistiche e dalle finestrine microscopiche: sempre +portandola sulle spalle, la depose innanzi al portone, raccomandando +al servo questo negro _felze_. La gondola ora aveva la sua aria di +barca da passeggiata, con l'elegante rostro lucido a prora, i due +posti di divano, a poppa, foderati di panno nero, adorni di cordoni e +di fiocchi di lana nera, sgabelli neri su cui appoggiare i piedi. +Grazia e Ferrante vi si sedettero, senza dire nulla: e il gondoliere +cominciò a remare verso il Rialto, senza aver loro chiesto nulla. Quel +giorno lo scirocco era più pesante del solito e dava pena al respiro. +Delle zàttere cariche di carbone andavano per il Canal Grande, con un +moto così lento che pareva quasi indistinto; l'uomo della zàttera +puntava sul fondo del canale con una lunga pertica e, facendo forza, e +camminando sulla zàttera in senso inverso della corrente, la faceva +avanzare. Era tutto bruno, arcuato, quasi piegato in due, e passando +vicino, Grazia udì uscirgli dal petto un gemito rauco e cadenzato, +quello che esce dal petto dello spaccalegna. + +--Questo non canta certo le ottave di Torquato Tasso, come dicono i +poeti di Venezia--osservò Ferrante, nel cui cuore lo scetticismo +soverchiava ogni tanto il sentimento. + +--Eppure questa laguna avrebbe dovuto esser fatta solo per l'amore e +per l'arte--mormorò ella, aspirando il profumo di un mazzolino di +violette--non per il duro lavoro e per la miseria. + +--Gli uomini guastano tutto--osservò sentenziosamente Ferrante. + +--Sì--approvò lei, chinando il capo. + +La gondola andava lentamente, fra il gorgoglìo delle acque smosse; a +un certo punto, lasciando il Canal Grande, infilò un piccolo canale, +fra due alti palazzi grigio-verdastri. Così faceva sempre il +gondoliero che li conduceva in giro, senza chieder loro dove volessero +andare. Due o tre volte lo aveva chiesto: ma essi si erano guardati in +faccia, esitanti, non sapendolo. Ora, non domandava più. A ogni +voltata di piccolo canale gli usciva dal petto un grido gutturale di +avvertimento; a cui spesso rispondeva un altro grido, simile, +dall'altro gondoliere che gli veniva incontro, con la sua gondola. + +--Perchè le gondole sono così nere, nere dappertutto, nel panno, nel +legno, nei cordoni, nei fiocchi?--domandò distrattamente donna Grazia. + +--Portano il lutto della repubblica--rispose Ferrante, che aveva +accesa una sigaretta e fumava. + +--Veramente?--fece ella, guardandolo. + +--Veramente. + +--È triste, è triste--susurrò lei, colpita. + +Ma sbucavano in Cannaregio, il quartiere popolare, le cui case sono +piccole, le cui finestre sono adorne del bucato familiare, le cui +_fondamenta_ sono continuamente battute dai vivaci zoccoletti delle +donne: ed è un andirivieni, al sole, di bimbi biondi, di donnine dai +capelli neri e ricci, a ondate fulve, di uomini piccoli e tarchiati +dai mustacchi folti, ispidi e rossastri, mentre l'allegro e lezioso +dialetto forma un brusìo, dovunque. Anzi, dinnanzi a una casa, vi +erano certi suonatori di chitarra, seduti per terra, mentre una donna +in piedi, sotto l'arco del portone, cantava una bizzarra melopea, +gutturale, quasi orientale, chiamata la _strega_, che un coro di donne +e di bambini riprendeva, a ogni ritornello, con voce sorda e grave. + +--Qui sono allegri, almeno--disse donna Grazia, un po' rinfrancata, +sollevandosi sui cuscini.--Restiamo qui, un poco. + +Sotto l'arco di un ponticello, accanto al traghetto, la gondola si +fermò. I due amanti tacevano, mentre il gondoliere si riposava. La +canzone della _strega_ continuava, grave, come una canzone di +Costantinopoli o di Algeri: ma i suonatori e i cantanti sogguardavano +spesso i due signori della barca, intimiditi, mentre la musica, a poco +a poco andava diventando più debole, più bassa, come scoraggiata dalla +presenza di quegli estranei. Una ragazza snella, dallo sciallino di +lana rossa, che distendeva una fune da un anello ad un altro sulle +_fondamenta_, per mettervi ad asciugare delle matasse di seta tinta, +si fermò nel suo lavoro, facendo solecchio con la mano, per vedere se +quei signori se ne andavano. + +--Andiamo via, non disturbiamo questa buona gente--disse Grazia. + +--Sono poco abituati ai forestieri: il Cannaregio è un quartiere di +poveri, di operai--rispose Ferrante. + +La barca si allontanò, mentre, alle spalle, ricominciava l'allegro +brusìo del dialetto, ricominciava il ticchettìo degli zoccoletti sulle +_fondamenta_ di pietra levigata, ricominciava la canzone +costantinopolitana della _Strega_. Andarono innanzi molto tempo, +incontrando pochissime gondole, trovandosi a un tratto in un largo +canale deserto: un canale così vasto, così torbido nelle sue acque +immobili, così malinconicamente intonato che donna Grazia, per +vincerne l'impressione, ne chiese il nome al gondoliere. + +--È il Canale Orfano, eccellenza. + +E la gran leggenda tragica, che era durata, sinistra e tetra, per +centinaia di anni, la leggenda di tutti quei condannati, innocenti o +rei, che dopo aver agonizzato per giorni e mesi nelle carceri +soffocanti della Repubblica, in una notte oscura, facevano l'ultimo +loro viaggio sotto il _felze_ opprimente della gondola, per essere +strangolati tacitamente e gittati nelle acque profonde del Canale +Orfano, si parò innanzi alla fantasia dei due amanti, con tutti i +fremiti di sgomento che tale visione truce può dare. + +--Il fondo deve essere coperto di scheletri--disse donna Grazia, +guardando fissamente l'acqua. + +--Torniamo indietro--soggiunse Ferrante con voce alterata. + +Tornarono: e come il gondoliere affrettava il movimento dei suoi remi, +donna Grazia gli fece cenno, con la mano, di far piano: pareva che +temesse di disturbare quei morti. Ancora, silenziosi, vogarono per i +canali, muti, quasi stanchi, non guardandosi neppure. Il movimento +della gondola, a lungo, li gittava in un intorpidimento di tutti i +sensi; tanto che neppure l'ora fuggente aveva più valore per essi. +Canali seguivano canali: l'acqua era, dove verdastra, dove bigia, dove +semplicemente torbida, dove con un'opaca oscurità di carbone: palazzi +seguivano i palazzi, portoni pesanti chiusi come da secoli, gradini +corrosi dalla salsedine, alti pilastri piantati nelle acque per +legarvi le gondole e che s'inclinavano come se fossero presi da una +inguaribile debolezza, finestre senza cristalli, ma le cui imposte +verdi sembravano sbarrate per sempre. Ogni tanto un monastero, una +chiesa, una bottega d'infilatrice di perle; di nuovo portoni chiusi a +catenaccio e finestre serrate sino all'ultimo piano. La linea era +pura, bella, artistica: la poesia che traspirava da tutto l'ambiente +era grande, ma portava un profumo di fiori morti. E i due cadevano in +un languore di mestizia che ne domava ogni entusiasmo, che ne +annullava ogni impeto di vitalità. + +--Qui, dicono fuggisse Bianca Cappello, per andarsene con l'amante a +Firenze--disse Ferrante indicando una finestra bassa di un grande +palazzo. + +--Oh!...--fece Grazia, senza aggiungere altro. + +E dopo un poco, sogguardando l'uomo che amava, facendo cadere le +parole, ad una ad una, gli chiese: + +--Tu sei stato un'altra volta, a Venezia? + +Egli intese la profondità della domanda e il pericolo della risposta: +una rapida emozione gli scompose il volto. Ma fu incapace di mentire. + +--Sì: un'altra volta--rispose nettamente, buttando nel canale la +sigaretta spenta. + +--.... Molto tempo fa?--aggiunse ella, con la freddezza e la tenacità +di un giudice che interroga. + +--.... Non molto. + +Ella tirava, macchinalmente, ad una ad una, le violette dal mazzolino +che teneva nelle mani e dopo averle fatte girare intorno al dito, le +buttava in acqua, seguendole un momento con l'occhio. Poche ne +rimanevano, smorte, quasi appassite nella larga foglia verde che le +accartocciava, penzolanti sugli stelucci. + +--Eri solo?--finì d'interrogare lei, sempre tenendogli piantati gli +occhi sul volto. + +Egli non rispose, nè prima, nè dopo, sentendo la crescente crudeltà di +quel dialogo. Non rispose e volse il capo altrove. Allora ella, con +l'aria di una persona perfettamente convinta, guardò un'altra volta le +sue ultime violette e con un atto risoluto, le buttò in laguna, tutte. +Ostinatamente, per nascondere il rivolgimento del suo spirito, egli +guardava dall'altra parte; e anch'essa si mise a fissare un punto +qualunque dell'orizzonte. Una brutta gondola passò: le finestrine del +_felze_, senza i soliti delicati ornamenti di ferro lucido, erano +chiuse coi lucchetti, come una cassa forte. E sulla porticina del +_felze_, a guardia, stavano seduti due carabinieri in tenuta di +viaggio e coi fucili fra le gambe, immobili, in quell'attitudine +seria, pensosa, che dà loro come una nova aureola di rispetto. Era la +gondola del carcere che avendo preso alla stazione i carcerati e i +carabinieri, li conduceva per la laguna, alla tetra dimora. Grazia +seguì con l'occhio il nero convoglio filante sulle acque; poi abbassò +il capo sul petto, reprimendo le ardenti lacrime che le salivano agli +occhi. Fu più innanzi, in un canale laterale che si lega al Canal +Grande nel sestiere di Dorsoduro, che incontrarono la più tetra barca +della laguna. Era tutta nera, come le altre, ma mancava di quella +grazia civettuola della gondola di passeggiata: non aveva, a prua, il +rostro lucido; era più larga, più piatta; si dondolava goffamente +sulle acque: e i due gondolieri, invece del solito gabbano fra +cittadino e marinaro, invece del solito berretto, portavano una +giacchetta nera e un cappello a cilindro, con una coccarda nera. Stava +ferma, la gondola, innanzi a un portoncino aperto; due o tre donne +erano sotto il portoncino. + +--Che è quella gondola?--disse Grazia al gondoliere, scattando in +piedi. + +--È la gondola dei morti, eccellenza: quelli sono i becchini. + +--Andiamo via, andiamo via, Grazia--disse Ferrante rompendo il +silenzio, dolcemente, volendo infrangere il malo incantesimo di quella +giornata. + +--No, no, voglio vedere--disse lei, duramente--gondoliere, fermati un +poco. + +--È meglio andare, cara, è meglio--ribattè lui, umilmente, crollando +il capo. + +Ma ella non gli dette retta. In piedi, appoggiata al divanetto di +destra, guardava nel portoncino nero, donde arrivava un confuso +mormorio. + +--Voglio vedere questo morto--disse a sè stessa, senza distogliere gli +occhi dal portoncino. + +E quasi la sua anima desiosa di dolore, avesse avuto una forza +magnetica, un tumulto si fece nell'ombra del portoncino, e fra un +piccolo gruppo di donne e di uomini, portata da due altri becchini, +comparve la bara; dietro le persiane di una finestra, al primo piano, +si udiva un singhiozzo disperato e si vedeva una mano convulsa che +tentava di aprirle, mentre qualcuno si opponeva, tenendole ferme. +Questi volevano vedere la bara, che veniva caricata nella gondola +funeraria: la piccola bara, la sottile bara, poichè era la bara di un +bambino, e lassù, era certamente la madre del bimbo che singhiozzava e +tentava disperatamente di aprire la finestra. A un tratto, con un moto +svelto di gente pratica, i becchini gondolieri ficcarono la piccola +bara sotto il _felze_ e ne richiusero con un colpo secco la porticina. +Il picciolo morto era solo, là sotto. Ai quattro lati del _felze_ +furono sospese delle povere e pallide corone di sfatti crisantemi, che +una fanciulla piangente in silenzio aveva porto ai becchini. + +--Andiamo via, presto, presto--disse nervosamente Grazia al +gondoliere, ricadendo a sedere sul divanetto. + +A un tratto era stata presa dall'orribile paura di dover fare la +stessa via del morticino; e soggiungeva, mentre si allontanavano, +senza voltare il capo indietro, _presto_, _presto_. Alle spalle il +singhiozzo della persona che si disperava dietro la gelosia si era +fatto più forte, più alto: la barca funeraria si metteva in moto. Ma +era così lenta, che la gondola di Grazia e di Ferrante scomparve +subito. Quando ebbero camminato per un pezzo, allora soltanto ella si +voltò a guardare Ferrante, ma lo vide così travolto, così pallido, che +ne ebbe orrore e pietà. E dopo un minuto di intensa riflessione, ella +intuì, ella indovinò il pensiero di lui: + +--Tu pensi al tuo bambino?--gli disse, sottovoce, nella faccia. + +Ah, questa volta, questa volta, egli non ebbe il coraggio di negare: +disse di sì, semplicemente, senz'altro. Ed ella, allargando le +braccia, fece un atto di persona vinta, che lascia andare la sua vita +al vortice soverchiante. + +Pure, nella serata, ubbidendo alla sua natura buona e generosa, ella +andò a lui, nella pace fredda del grande salone e lo pregò che le +perdonasse. Si umiliava, tutta confusa, sentendo sempre più grande +farsi la lontananza fra loro, cercando, con la bontà, con la pietà, di +riavvicinare le loro anime, nuovamente. E lo vide tremare, come essa +tremava, di dolore, di tenerezza, di compassione: egli le carezzò +lievemente i capelli, con quel moto affettuoso, famigliare, +aggiungendo qualche vaga parola di conforto: e l'uno voleva consolar +l'altro, a forza, come di una grande sventura ignota, di cui nessuno +dei due voleva pronunziare il nome. Nell'ombra del salone che solo la +vampa del caminetto spezzava, gittando spruzzi sanguigni di luce sul +vecchio tappeto veneziano, essi si tenevano per mano, frementi di +dolore, balbettando incerte parole di consolazione e sembravano, +insieme, in quell'ora bruna, in quella camera, la rovina di una grande +cosa, i superstiti di un naufragio dove tutto avessero perduto. + +Nè il sole novello, nè le miti giornate di ottobre, nè gli sforzi dei +loro cuori coraggiosi e onesti, nè la paura della catastrofe che +vedevano avvicinarsi e pure volevano scongiurare, potevano ridonare a +Grazia e a Ferrante, ciò che era irreparabilmente fuggito. Ancora per +vari giorni Venezia che tanti amori e tanti amanti ha visti e dovrà +ancora vedere, per vari giorni la soave città languente di morte, vide +questi due amanti nelle sue _calli,_ nelle sue piazze, nelle sue +chiese, sempre insieme, tenendosi sempre per mano, come se volessero +comunicarsi un fluido che li legasse per sempre, come se volessero +vincere un potere ignoto che aspirasse al dissolvimento. Incapaci di +reggere alla solitudine della loro stanza segregata, della loro casa +così piena di tristezza, incapaci di prolungare un dialogo solitario +senza che li conducesse, istintivamente, inconscientemente, a una +fatale conclusione, essi cercavano di mettere il mondo esteriore fra +loro, desiderosi di quanto potesse distrarre i loro occhi e le loro +anime. Quella semplice e bonaria vita esterna veneziana, li seduceva, +non in sè, ma perchè li toglieva alla tetra domanda della loro +coscienza; le lunghe stazioni sotto le Procuratie, innanzi ai piccoli +tavolini del caffè Florian, dove si ripetono, meno ingenue e meno +piacevoli, le scene goldoniane; le lunghe stazioni, in piazza, +guardando il volo dei colombi che discendono a mangiare il miglio, +buttato dalle candide mani di una fanciulla inglese, ammalata di +nostalgia e di anemia; le lunghe stazioni nella basilica dove, sotto +le arcate che pare abbiano profondità infinite, i lumicini delle +lampade moresche brillano innanzi alle sacre immagini cristiane, +innanzi ai santi e alle sante dalla faccia nera e dal vestito di +argento; le lunghe stazioni sulla riva degli Schiavoni, nell'ora del +tramonto, in una luminosità così fine, così trasparente che nessun +paese possiede, che nessun poeta ha saputo descrivere e nessun pittore +dipingere; le lunghe passeggiate per le straduccie strette che +sembrano corridoi di una immensa casa, la compra di gingilli, di +ricordi nelle microscopiche botteghe di Merceria e di Frezzeria; le +lunghe contemplazioni artistiche nei musei e nelle gallerie, innanzi +ai capolavori umani e divini di Carpaccio e di Gian Bellino, del +grande Paolo e del superbo Tiziano. Qui erano più lunghe e intanto più +pericolose le loro dimore, poichè la sublime arte veneziana è così +fatta di amore supremo e di amore terreno, che è impossibile non amare +o non parlare di amore, per essa. Queste manifestazioni così potenti +della passione, mentre li attraevano, li lasciavano turbati sino agli +strati imi del cuore. Più di una notte, levandosi nella veglia +affannosa, uscendo dalla sua stanza nella bianca vestaglia come un +fantasma che non avrà mai requie, Grazia andava fino alla porta della +stanza di Ferrante e sentiva che anche lui vegliava, passeggiando, +fumando, schiudendo la sua finestra per guardare il negro Canal +Grande. Due volte sentì che egli scriveva, che scriveva tanto +concitatamente che la penna strideva sulla carta. E a chi scriveva? +Ella non osò mai chiamarlo, mai chiederglielo. Due volte Ferrante era +uscito, solo, forse per impostare queste sue lettere; mai era giunta +una lettera di risposta. L'angoscia che li ardeva, adesso, non era più +che dolorosa: era una vampa che li consumava in una lotta contro un +nemico sconosciuto che prendeva sempre più terreno, che ogni giorno +guadagnava una piccola o una grande battaglia; era una fiamma che li +devastava da cima a fondo, facendo il vuoto in essi, senza che le +lacrime alla tenerezza valessero a smorzarne l'incendio. Nè l'uno +diceva all'altro il segreto di queste veglie ardenti e desolate; ma +ognuno lo indovinava questo segreto, sul volto dell'altro, senza +parlare, anzi temendo di parlare. Ancora camminavano accanto, nella +vita, tenendosi per mano: ma a un motto, a un gesto, tremavano di +veder sparire l'amata figura daccanto. La solitudine, la solitudine a +cui nessun segreto resiste, la solitudine che risolve a rilento o +bruscamente tutti i grandi problemi morali dello spirito, era quella +che li sgomentava. Avevano deserta la casa, ora. Un giorno, sul finire +di ottobre, non sapendo dove portare il loro bizzarro tormento, +s'imbarcarono sul vaporetto che porta all'isola del Lido, un'isola +tutta verde, piena di piccole ville, che da una sponda dà sulla +laguna, sul mare immobile, dormiente, dall'altra sponda sullo +squillante, fragoroso, tempestoso Adriatico. È su quella sponda che si +erge il bello stabilimento di bagni marini, dove accorre tutta Venezia +e vengono italiani da tutte le parti, e anche stranieri, tanta è la +gaiezza estiva di quel ritrovo. Ma nulla è più stranamente malinconico +della città di svernatura al mese di agosto, e delle spiaggie di bagni +quando l'estate è fuggita via, da tempo. I viali dell'isola erano +deserti e il piccolo _tramvai_ andava e veniva, pian piano, vuoto, +tanto per fare le sue corse di quel giorno. Lo stabilimento aveva +tutte le porte dei suoi camerini aperte; alcune sbattevano contro le +pareti, per il vento forte del mare, le onde schiumavano rabbiose +contro i pali, frangendosi. Nel grande salone-terrazza, non un'anima; +solo il custode sonnecchiava nel suo casotto, malgrado il cattivo +tempo. Grazia e Ferrante andarono ad appoggiarsi alla ringhiera, +guardando quel grande mare burrascoso che li aspergeva di minute +stille gelide. A un tratto una voce amica li riscosse dalla triste +contemplazione: un altro solitario era, colà, un amico di entrambi, un +gentiluomo meridionale, cuore profondo sotto apparenze un po' +leggiere, un po' scettiche. Era il solo che aveva intravveduto la loro +passione: e trovandoli colà non mostrò nè meraviglia nè freddezza. Per +una stranezza Grazia e Ferrante oppressi dalla solitudine e dalle loro +segrete torture morali, per quanto prima avevano odiato ogni contatto +umano, per tanto in quel giorno furono contenti di trovare +quell'amico, quel terzo. E la conversazione, sui banchi umidi di +salsedine del vuoto stabilimento, fu insolitamente cordiale, come se +un misterioso vincolo legasse spiritualmente quelle tre persone. E +anche Giorgio, il gran signore ricercato dei balli e delle caccie, +lontano da Roma, in quel posto così deserto, in quella giornata di +temporale, pareva avesse dimenticato il suo leggiadro scetticismo, +pareva che una nota più sentimentale, più tenera, vibrasse nel suo +cuore e nella sua voce. Grazia che lo conosceva da anni glielo disse. + +--È il contagio--disse Giorgio, con una velatura di sorriso. + +--Della persona?--gli domandò Ferrante, serio serio. + +--Anche. Ma è Venezia, sovra tutto. Io non posso ritornare in questo +paese, senza sentir rinascere in fondo al cuore tutte le onde +soffocate di tristezza. + +--Anche voi?--mormorò Grazia, abbassando gli occhi. + +--E perchè ci vieni?--chiese Ferrante.--Perchè scavare in sè questi +strati così amari? I saggi sanno dimenticare. + +--Sei un saggio, tu?--gli chiese ironicamente Giorgio. + +--No--fece l'altro, con un senso di umiltà nella voce. + +--E io neanche. Ogni anno vengo qui per un pellegrinaggio + +--Religioso?--chiese Grazia. + +--.... pietoso--rispose Giorgio.--Quando la vita esteriore più mi ha +inaridito tutte le fonti del sentimento, quando più mi sento un freddo +egoista capace di sacrificare tutto al mio piacere, quando più mi +corrode la pazza vanità e la folle ambizione, allora io lascio Roma, +lascio Parigi, lascio Londra e vengo qui, solo, a guarirmi, a diventar +più umano, più buono. Voi ridete di me, forse? + +--No, non rido--soggiunse Grazia, pensosa, guardando il mare coperto +di bianca spuma. + +Ferrante taceva, pensando. + +--Venezia mi contrista e mi guarisce--disse il bel gentiluomo, con la +contrizione di un penitente, passandosi la mano sulla fronte, a +scacciarne le ombre che la offuscavano. + +Stettero in silenzio, tutti tre: ognuno era preso dal proprio pensiero +e il mare mugghiante accompagnava i voli di quelle fantasie. Fu +Ferrante che si risolse a rompere il silenzio per il primo, sospirando +chiedendo all'amico: + +--Dicci questa istoria, Giorgio. + +Giorgio guardò Grazia: e benchè ella non parlasse, lesse negli occhi +di lei una preghiera. + +--Che vi può importare, una storia d'amore?--domandò Giorgio ad +ambedue, guardandoli. + +Ma nuovamente vide in ambedue tanto ardente e doloroso desiderio di +sapere, di conoscere, di misurare, che intravvide financo, dietro il +desiderio, l'angoscia di ambedue. Intravvide, non si spiegò: intese +che come a lui era necessario, in quel momento, uno sfogo, ad essi era +necessario, in quello stesso momento, l'appagamento di quel tormentoso +desiderio. + +--Sentite--disse.--Io ho conosciuta quella soave donna a Livorno, +quattro anni fa. Era una polacca; si chiamava Anna; aveva un marito +brutale, e che ne era molto, molto geloso. Ella era piccola, delicata, +con certi lunghi e folti capelli fulvi e una salute così delicata, che +il più piccolo soffio di vento la faceva tossire. Così leggiadra e +così debole, io l'ho amata più di tutte le donne opulente, trionfali, +maestose, l'ho amata più di qualunque donna abbia mai incontrata, più +di qualunque donna potrò mai incontrare sul mio cammino.... + +--Ella vi ha amato?--chiese ansiosamente donna Grazia. + +--Sì--disse Giorgio con semplicità,--Era buona e pia; ma mi ha amato, +con tanto ingenuo trasporto, che io consumato alle esaltazioni della +passione, fui scosso per la prima volta. Era così geloso il marito, +che non le lasciava un'ora di libertà: qualche volta soltanto, quando +ella andava in chiesa, poichè ella era cattolica e lui ateo. Bene, la +cercai in chiesa: ella tremava, povera piccola, poichè diceva che +questo era un sacrilegio, un'offesa a Dio, il quale ci avrebbe puniti, +nell'amore nostro. Ma non poteva fuggirmi come io non potea +trattenermi dal seguirla dovunque, dovunque.... + +Ferrante e Grazia, ora si guardavano. + +--Tanto che--soggiunse Giorgio, preso dall'amarezza eccitante della +sua narrazione--tanto che qualche cosa fu detta al marito; e da un +giorno all'altro egli decise di partire. Oh quella notte! Coi piedi +nudi nelle pianelle, ravvolta in uno scialle, tremando di freddo e di +paura, Anna ebbe il coraggio di lasciare la sua stanza, senza +svegliare suo marito e di venire da me, disperata, soffocando i +singhiozzi. Ogni minuto che passava, di quella notte, poteva metterci +in pericolo di morte, entrambi, eppure non sapevamo dividerci, +delirando di amore e di dolore. Quando dovette lasciarmi, ella +s'inginocchiò per terra e disse una breve preghiera, e sempre +inginocchiata, giurò sopra un piccolo crocifisso di argento che le +pendeva dal collo, che per il giorno venti di ottobre, alle dieci di +sera, ella si sarebbe trovata a Venezia, ad aspettarmi: e che solo la +morte avrebbe potuto impedirglielo.... + +--Venne?--domandò Grazia. + +--Sì--riprese Giorgio--venne.--Aveva giurato. Io era da dieci giorni +all'albergo _Danieli_, nascosto, inquieto, folle talvolta di paura, +talvolta di speranza. Venne. Ma era morente, la piccola adorata; nè io +seppi mai come aveva potuto sfuggire alla sorveglianza del marito, e +quale lotta l'aveva ridotta in quello stato. Pure fingeva di star +bene, per amarmi, per amarmi assai, sempre meglio, sempre più, mentre +discendeva precipitosamente alla morte.... + +--Una breve stagione d'amore?--chiese Ferrante. + +--Diciotto giorni.--Una sera che era andato fuori, costretto da un +dovere inrecusabile, trattenendomi due o tre ore, al ritorno, non la +ritrovai più. Era venuto il marito, improvvisamente, e l'aveva portata +via. Per due giorni girai Venezia come un pazzo, cercandola. Non +credevo a una immediata partenza. Poi mi misi disperatamente in via +per la Polonia.... + +--E la raggiungeste?--disse Grazia, quasi affannando. + +--No--fece Giorgio--era morta per viaggio. + +............................................................. + +I tre amici, come si avanzava l'ora pomeridiana, uscirono dallo +stabilimento e si avviarono lentamente verso la spiaggia lagunare dove +ancorava il vaporetto che doveva ricondurli a Venezia. + +--Voi avete dovuto molto soffrire di quella morte--osservò mestamente +Grazia che camminava fra i due uomini, rivolgendosi a Giorgio. + +--Molto: ma per poco tempo. Sapete che il mondo dove viviamo e la vita +che facciamo, non ci permette di soffrire che intensamente. + +--È vero--disse Ferrante. + +--Però--soggiunse Giorgio--quella poveretta è stata per me la grande, +fuggente, sparente, idealità, buona e pura di cui tutti abbiamo +bisogno per vivere, sia essa una finzione o una realtà, una donna o +un'idea. Intendete ora perchè chiamo Venezia un pietoso +pellegrinaggio; perchè Venezia mi sembra la tomba dove è sepolta tutta +la poesia della mia vita; e perchè quando mi sento divenire perverso a +furia di frivolezze e di scetticismo, io vengo qui a ricordare la +dolce creatura vissuta e morta solo per l'amore. + +S'imbarcavano, soli, sul vaporino; poichè niuno faceva più il tragitto +dal Lido a Venezia. Rosso, rotondo, come disco di rame arroventato, il +sole tramontava, basso sull'orizzonte. Erano seduti tutti tre sulla +terrazzina di prora e tacevano. A un tratto Grazia, scuotendosi, +disse: + +--Povera donna! Avrebbe potuto vivere, amare, esser felice.... + +--Chissà!--disse profondamente Giorgio.--Se non fosse morta lei, +sarebbe morto l'amore. + +--È vero---disse Ferrante. + +--È vero--disse Grazia. + +Nè più sino alla sera riparlarono di tal soggetto: tennero compagnia a +Giorgio fino a che egli ripartì, alle dieci e mezzo per Roma, +discorrendo quietamente e freddamente di arte, di poesia, di viaggi, +della società romana e napoletana, cui appartenevano. Invece di +prendere la gondola, per ritornare alla loro casa, in quell'avanzata +ora notturna, essi, per un tacito accordo, se ne andarono per le +strette vie, a piedi, ombre rasentanti le alte muraglie dei palazzi +patrizii, salienti e discendenti per i ponticelli, fermantisi ogni +tanto, per tacito accordo, a contemplare le nere acque dei canali. Non +si davano il braccio, non si tenevano per la mano, non si parlavano: +andavano col capo chino, senza neanche guardarsi, quasi l'uno non si +accorgesse più della compagnia dell'altro. La stazione era assai +lontana, dalla loro casa; il tragitto era lungo e camminando così vi +misero più di un'ora. Arrivati innanzi alla piccola porta di terra, +con una chiave Ferrante la schiuse. Ma non entrarono: si guardarono, +immobili, con una gelida occhiata. + +--Addio, Ferrante--ella disse, glacialmente. + +--Addio, amore--egli disse, glacialmente. + +E si allontanò, nella notte. La porticina si richiuse subito. In +ambedue, la grande fiamma era spenta. + + + + + +TRAMONTANDO IL SOLE. + +_A Enrico Nencioni._ + + + + + +I. + + +--Chiarina, ti presento un amico, Giovanni Serra--disse la padrona di +casa, mentre Serra faceva un grande inchino. + +--Oh Anna, ma io lo conosco!--esclamò Clara Lieti, vivacemente, +stendendogli la mano con un atto famigliare. + +--Veramente? E come?--soggiunse Anna, con quel falso interesse +mondano, che copre di amabilità la perfetta indifferenza. + +--Da vari anni.... da moltissimi anni.... da un numero infinito di +anni, lo conosco--e Clara finì con una risatina squillante. + +--Non tanti, poi, signora Lieti--osservò Giovanni Serra, quasi facendo +una correzione di pura cortesia. + +--Allora, tutto va bene, vi lascio insieme--concluse la gentile e +frettolosa padrona di casa, allontanandosi verso gli altri gruppi che +popolavano il suo salone. + +Serra restò in piedi, presso la signora Lieti: e taceva. Malgrado la +luce bonaria dei suoi occhi azzurri, la sua fisonomia aveva qualche +cosa di austero, che contrastava con la mondanità dell'ambiente. + +--Non sedete?--chiese Clara, reprimendo un breve moto d'impazienza. + +Egli ebbe una fugace esitazione; poi, si sedette in una poltroncina, +accanto a lei. A poca distanza da loro, tre signorine chiacchieravano +e ridevano con due giovanotti. + +--Perchè vi siete fatto presentare?--domandò Clara a Serra, rompendo +il silenzio, parlandogli con una intonazione più intima nella voce. + +--Non sono stato io. Mi ha detto, la signora Anna: venite, vi presento +a una donna di spirito. + +--Sono io, disgraziatamente.... + +--Come, disgraziatamente? + +--Lo spirito è una gran disgrazia, per una donna--ella sentenziò, con +una di quelle tetraggini improvvise che le oscuravano la sorridente +faccia. + +--Perchè, signora? E un dono affascinante, un dono conquistatore.... + +--Per conquistare che? + +--I cuori degli uomini. + +--Bella conquista! + +--Non l'apprezzate più? + +--No, Serra--ella disse, profondamente. + +Egli la guardò, ma senza stupore. Si vedeva che non le credeva. Ella +abbassò le palpebre, per celare un lampo d'ira passeggiera nei suoi +dolci, ma anche fieri occhi castani. + +--Mi duole, che vi abbiano presentato....--mormorò, poi, quasi +parlando a sè stessa. + +--Lo ripeto, non è colpa mia. + +--... come se foste un estraneo--ella soggiunse, vagamente--mentre io +ho pensato a voi.... spesso.... + +--Oh!--disse lui, con una incredulità modesta e cortese. + +--... molto spesso--ella terminò, senz'aver l'aria di accorgersi della +sua negazione. + +--E come mai?--domandò lui, con un po' d'ironia, niente altro. + +--Così--disse Clara tristemente e brevemente. + +Giovanni Serra abbassò gli occhi, quasi celando una domanda che si +potea forse leggere nel suo sguardo. Di lontano, mentre attraversava +il salone per pregare una signora di cantare, Anna mandò loro un +sorriso: li vedea discorrere, era contenta di aver bene collocati due +suoi ospiti. + +--Voi non credete alle voci interne dello spirito?--ella gli chiese, +guardandolo fiso, con quei suoi occhi che il pensiero rendea più +oscuri.--Voi non avete inteso che io pensava a voi? + +--No, signora. + +--Non credete a queste voci, o non ne avete inteso? + +--Io ci credo, come credo purtroppo, a tutte le cose sentimentali: ma +nulla mi ha detto nulla--e sorrise. + +--Peccato! peccato!--ella soggiunse, a bassa voce. + +Cantavano, adesso. Era una signora bionda e fine che, in giovinezza, +si destinava al teatro e che un felice matrimonio aveva tolta al +palcoscenico. Ma ella cantava dovunque, sempre, appena le domandavano +di cantare, posando il suo manicotto o il suo ombrellino, levando la +testolina dal colletto di pelliccia che ornava la sua mantellina, come +un uccelletto canoro che vive del suo canto e morrebbe, se non +cantasse. Tutti tacevano, nel salone: donna Clara Lieti ora guardava +la cantatrice, quasi non volendo perdere una espressione di quel +volto, sereno nella soddisfazione del canto. Poi, voltandosi verso +Serra, pianissimo, gli disse, con un sorrisetto malizioso, tutta +mutata nel viso: + +--Non vi siete ammogliato, poi? + +--Io? E perchè avrei dovuto ammogliarmi? + +--Dicevano.... + +--Voi ci avete creduto?--egli le chiese, mostrando per la prima volta +una ansietà nel viso. + +--No, mai. + +--Volevo dire--replicò lui, tranquillizzato. + +--Mai creduto, mai--riprese Clara, sorridendo.--Poteano passar gli +anni, potevate viaggiare, cambiar paese, cambiar viso, dimenticare la +patria, ma ammogliarvi, no! + +E le balenò il trionfo, nel viso. Egli si ritrasse: una espressione di +austerità, di nuovo, gli chiuse il volto. + +--Siete fedele, voi--esclamò lei, ridendo. + +--Io, sì--replicò, a occhi bassi, duramente. + +--Fedele, _quand même_--e rideva sempre più. + +--_Quand même_, no, signora Lieti. + +--Vale a dire? + +--Vale a dire che il fedele _quand même_, è l'uomo che seguita ad +amare, anche se è schernito, o vilipeso, o abbandonato. A me non è +accaduto nulla di questo. + +--Come?--diss'ella, diventata grave. + +--Io non ho amato nessuna donna frivola o perfida.... + +--Oh sì, Serra, voi avete amata la più frivola e la più perfida fra le +donne!--ella esclamò, pianissimo, con un velo di lacrime negli occhi. + +--Che importa _quella_? Io ne ho amata _un'altra_--egli dichiarò +pianissimo, guardando innanzi a sè, come se vedesse la visione di una +creatura incorporea. + +--Ahimè, sono la medesima persona--Clara disse, pianissimo, con una +mortale tristezza. + +--Per me, no. + +--È una illusione, Serra. Ella era cattiva, e voi avete gittato il +vostro cuore. + +--Il mio cuore serba un divino ricordo, un ricordo ideale a cui resta +fedele: e giacchè tutto si riassume e si risolve in illusione, +signora, io preferisco la mia. + +--E la donna umana, la donna terrena, quella fatta di ossa, di carne e +di nervi, quella che vi ha fatto soffrire e vi ha fatto piangere, +l'avete dimenticata, Serra? + +A questa domanda così diretta, così limpida, che Clara gli faceva, con +voce pianissima, ma tremante, egli rispose subito, pianissimo, ma +senza tremare: + +--No, per molto tempo. + +--Per quanto tempo? + +--Per cinque o sei anni, credo, portai questo tormento. Dopo, ebbi una +grave malattia. Quando guarii, ero guarito anche del mio segreto +tormento. + +--Guarito? Completamente? + +--Sì, signora, completamente. + +--Felice? Felice? + +--Sono come un uomo liberato da una grave e crudele croce. Quando la +depone, egli si sente mortalmente stanco: e, forse, si domanda, se +quella croce non era la sua vita. + +--Non so che farei, per vedervi felice, Serra--essa gli mormorò, +pianissimo, con tenerezza. + +--Quando volete, sapete anche esser buona. + +--Non siate così amaro. È da un'ora, che vi parlo con la più grande +dolcezza. + +--È così strana, per me, la cosa, che non la capisco. + +--Perchè siete così ironico? Non sentite che vi parlo a cuore aperto? + +--Quale cuore, donna Clara? + +--Il mio cuore. + +--Quello di dieci anni fa? + +--Quello di oggi, Serra. + +--Io non lo conosco, donna Clara. + +--È un cuore pieno di umiltà e di tenerezza. + +--E perchè? + +--Così. Perchè la gente si stanca di essere cattiva, si disgusta della +propria perfidia, ha la nausea di sè stessa! + +--Pare impossibile, donna Clara. + +--Non mi chiamate così! + +--Non è il vostro nome? Il vostro bel nome luminoso e glorioso? + +--È il duro nome di altri tempi; chiamatemi: Chiarina. + +--Vi chiamerò: signora. + +--Non siate così duro, Serra, ve ne prego. + +--Io non sono che rispettoso. + +--Il vostro rispetto è freddezza, è sarcasmo. Sapete che odio questa +battaglia di freccie avvelenate. + +--Signora Lieti, perdonatemi, se vi ho irritata. + +--Non mi avete irritata, mi avete addolorata. + +--E da quando in qua voi soffrite, signora? + +--Ah il dolore è delle più trionfanti creature, sappiatelo!--ella +disse, battendo le palpebre per diradare le sue lacrime. + +Giovanni Serra tacque. + +--Scusatemi, se vi ho detto qualche parola pungente--egli riprese, +sottovoce.--Ma la vostra dolcezza, inaspettata, improvvisa, mi ha +sconvolto. Perdonatemi. Nessun cuore vi è più devoto del mio, signora. + +Ella lo guardò. Il pallore e la tristezza di quel bel volto di cui +egli aveva adorato la gaiezza, lo colpirono. Anna si avanzava, tutta +contenta, attraverso la gente che discorreva un po' qua, un po' là, ma +riunita secondo le simpatie o gli interessi. + +--Ebbene, sono rifioriti i ricordi?--chiese, mostrando i suoi bei +denti bianchi di donna grassottella, elegante, fredda e felice. + +--Rifioriti, certo--disse, levandosi, Clara. + +--Viole mammole? Rose bianche? + +--Crisantemi, crisantemi, Anna!--e sulla tetra parola fece una gran +risata, si licenziò con un sorriso da Serra, con una stretta di mano +da Anna, attraversò il salone, salutando ancora qualcuno ed escì. + +Donna Clara Lieti, sotto l'atrio del gran portone magnatizio, in +piazza Santi Apostoli, sentì un gran freddo. Erano gli ultimi di +febbraio: ma sovra, nel salone, il caminetto era acceso, tanta gente +vi si agitava, sotto le lampade coperte dai larghi paralumi rosei. Giù +la via era fredda, nella prima ora della sera: nè via Santi Apostoli è +molto frequentata. Ella affrettò il passo, chiudendosi meglio nella +sua giacchetta di lontra, abbassando la faccia sotto la veletta, +stringendo le mani nel manicotto. Tutto quello che era accaduto, +sopra, da Anna, le appariva molto confusamente in questo primo momento +di solitudine; ma a traverso il tumulto delle sue sensazioni, ella +sentiva, nitidamente, tutta l'amarezza di una delusione. Come, perchè? +Avrebbe forse preferito che Giovanni Serra le avesse parlato del +passato, scherzando, come qualunque altro uomo avrebbe fatto, +violando, nella realtà del presente e dell'oblio, tutta la +sentimentalità di un grande e violento amore? No, lo scherzo l'avrebbe +offesa intimamente, dandole una delusione. Avrebbe ella preferito che +Giovanni Serra, l'uomo che ella avea ragione di stimare come il più +leale che avesse incontrato mai, fingesse, innanzi a lei, un rimpianto +che non sentiva? No, ella avrebbe inteso l'ipocrisia e ne sarebbe +stata tristemente delusa. Avrebbe ella preferito che egli le facesse +una scena violenta, come nei tempi in cui ella infliggeva a un amore +giovane, onesto e ingenuo le torture di una glaciale civetteria e le +perfidie di una fantasia muliebre mobilissima? Chi sa! Ella non sapeva +bene che cosa avrebbe preferito, in quell'incontro con l'antica sua +vittima, se l'oblìo assoluto, o la menzogna gentile, o il rinfocolarsi +della passione: ma quello che era accaduto, non le piaceva. Era +scontenta e triste. Sentiva di aver fatto troppi passi sovra un +terreno infido, su cui aveva vacillato varie volte: e si pentiva della +via intrapresa, così, obbedendo a non so quale segreto impulso del +cuore. E dire che da tanto tempo, nel mistero della sua anima, ella si +preparava a un incontro con Giovanni Serra; dire che aveva tanto +desiderato, mitemente desiderato questo incontro e pensato con umiltà, +con tenerezza, tutte le cose umili e tenere che gli avrebbe dette; +dire che ella aveva tanto creduto all'effetto della bontà e della +dolcezza, sovra un cuore che ella aveva abbeverato di fiele! +L'incontro vi era stato, ma stupidamente combinato, senza poesia; ella +aveva detto le cose umili e le cose tenere, ma le aveva dette male ed +egli non le aveva credute; era stata buona e dolce, e non aveva fatto +che tentarlo dolorosamente, rammentandogli i dolori passati. Ah come +era triste, e scontenta, e affaticata, e infinitamente delusa, di +tutto quello che era accaduto! + +--Queste cose del passato, _forse_, bisogna lasciarle stare--pensò fra +sè, e un sospiro le uscì dal petto. + +Per andare al Corso ella non aveva osato, a quell'ora, prendere la via +dell'Archetto che è deserta e male illuminata: così, aveva +attraversato tutta la via Santi Apostoli, sul marciapiede, uscendo a +piazza Venezia. Pensò se non fosse meglio, per rientrare in casa sua, +in via Babuino, prendere una carrozza. Ma la folla, di quell'ora, al +Corso, la rincorò: la sua vivace immaginazione ricevette una +impressione, immediata, di distrazione. + +--Non ci pensiamo--disse ancora fra sè, sentendo in fondo all'anima +una delusione infinita. + +Così, camminò lungo le botteghe fulgidamente illuminate, guardando con +occhio distratto le vetrine. Quanto si pentiva di essere stata così +affettuosa e così dolce, con Giovanni Serra! No, non avrebbe mai +voluto apparirgli leggiera, frivola e schernitrice, come dieci anni +prima; ma avrebbe dovuto trattarlo con disinvoltura, ecco, come se +nulla fosse stato. Come un altro indifferente qualunque. Quasi quasi +aveva tentato di farsi fare una dichiarazione d'amore, da lui! Quasi +quasi gliene aveva fatta una, lei! E quello, intanto, glielo aveva +detto così chiaramente, che non l'amava più! E tutto lo scetticismo +naturale e giusto, che egli aveva alimentato nel cuore dieci anni, non +era sgorgato, quando quasi quasi ella gli aveva detto di amarlo! Ora, +nella via, Clara Lieti, soffriva atrocemente nell'orgoglio. Quasi +aveva chiesto e non aveva ottenuto: quasi si era abbandonata ed era +stata respinta. Un'ira si mescolava alla delusione; ella camminava più +presto, internamente esaltata dalla ferita che aveva scoperto alla sua +superbia. Poi, camminando, ad un tratto, l'ira cadde: + +--Bene mi sta--pensò.--Raccolgo quel che ho seminato. Giovanni ha +ragione. + +Un uomo la raggiunse: erano in piazza San Marcello. + +--Signora, buonasera....--e si cavò il cappello, mettendosele accanto. + +Era Giovanni Serra. Un po' pallido, niente altro. + +--Buonasera--ella rispose, con voce stanca.--Siete venuto via? + +--Sì: avrei voluto scendere con voi di là.... ma siete fuggita, +così.... e poi, si poteva notare.... + +--Oh, non importa!--diss'ella con un sorriso amaro. + +--A me, importa. + +La voce di Giovanni pareva meno breve, meno secca. Evitava di guardare +Clara. + +--Posso accompagnarvi, un poco?--le chiese, frenando il tremore di +emozione che lo vinceva. + +--Sì, sì, anche molto. + +--Non seccherà nessuno? + +--Chi, _nessuno_? + +--Qualcuno che vi ami e che voi amiate. + +--Io non amo nessuno e nessuno mi ama, Serra--ella rispose, +freddamente. + +--Non è possibile, signora. + +--Oh è possibilissimo, credetelo. + +--Voi mi parete una donna degna dell'amore di tutto il mondo--e la +guardò con un impeto di ammirazione, in cui parve risorgesse l'uomo di +dieci anni prima. + +--Siete stato sempre molto esagerato, per me, Serra--continuò ella a +dire, con un freddo e triste sorriso--e mi avete abituata male. Vi +assicuro che la gente fa di meno di amarmi, senza nessuno sforzo. + +--Non vi conoscono--egli disse, a bassa voce. + +--Anche chi mi conosce. Specialmente chi mi conosce. + +--Siete in un periodo di pessimismo, signora. + +--In verità, Serra, niuno pensa di me tutto il male che io ne penso. E +sì che tutti mi giudicano assai mediocremente. + +--Non parlate così--egli mormorò. + +--Voi stesso, Serra. + +--Io ve ne domando perdono. Ero tanto turbato.... mi avete parlato in +un modo così strano.... + +--Già: è la mia nuova maniera, quella di esser buona--disse Clara, con +un sorrisetto amaro e gelido--ma mi riesce poco, come vedete. + +--Fare il male, vi piaceva di più?--egli le chiese, chinandosi a +guardarla attentamente, come quando gli parea intravvedere la verità +di quell'anima femminile. + +Ma ella schivò la confessione. Rispose, di scatto: + +--Piaceva di più agli altri. + +--La perfidia? A chi, dunque? + +--A voi. + +--A me? + +--Proprio. Se io fossi stata una buona e affettuosa donnina e non una +civetta infernale, se fossi stata un'anima pia e tenera e non una +beffarda e arida creatura, mi avreste amata ben poco, credetemi--e le +lampeggiarono gli occhi, come in quei tempi in cui egli delirava per +quegli occhi. + +--Se voi foste stata non buona, ma umana, semplicemente umana, +Clara--egli disse, a voce bassa--allora, voi non avreste disfatta la +mia vita. + +--Veramente, disfatta? Mi sembra che stiate benissimo--e sogghignò. + +--Io non mi lagno, signora--rispose Serra, semplicemente, ma senza +durezza--e non vi rimprovero. + +Ella lo guardò, in silenzio. Veramente, in quel momento, mentre +attraversavano piazza Colonna tutta fulgida di lumi, Giovanni Serra le +parve invecchiato. Su quegli occhi azzurri che ogni tanto aveano +qualche cosa d'infantile, parea che veli e veli di lacrime fossero +passati, nell'ombra e nella solitudine, quando l'uomo può lasciar +erompere il suo dolore, oltre le dighe della fierezza. Su quelle +labbra si era posata una stanchezza che ella soltanto ora scorgeva, la +stanchezza di aver invano chiamato un nome, di aver invano invocato un +bacio, di aver invano singhiozzato, nelle ore solinghe dell'abbandono. +Per la prima volta, e con una intensità profonda, ella sentì che vi +hanno ferite che non si chiudono mai, e sentì che il tempo può portare +via una vita, ma non può portare via un dolore da un uomo vivente. + +--Quanti anni avete, ora, Serra? + +Ella lo chiedeva, così, vagamente, tristemente. + +--Trentaquattro, signora. + +--Un uomo è giovane, a questa età. + +--Anche una donna--egli disse, cortesemente. + +Clara ebbe un lieve moto della testa. E con una infinita tristezza, +soggiunse: + +--Io non ne ho più trentaquattro, amico mio. + +--No? Non eravamo coetanei? + +--Eravamo? Non siamo più. Io ho centotrentaquattro anni, credo. È +incalcolabile quanto io sia vecchia, Serra. + +E mentre ella si abbandonava a quest'asserzione, piena di un vero +dolore--ella soffriva moltissimo d'invecchiare--tendeva l'orecchio, a +raccogliere la contraddizione. Ma egli non contraddisse; disse, con un +ritorno di candore ammirativo: + +--Per me, non sarete mai vecchia. + +--Vecchissima, vecchissima!--insistette lei, a denti stretti. + +--Non dite questo, non lo credete: io non lo credo. + +--Io ho dei capelli bianchi, fra i neri. + +--Ma non si vedono: io non li vedo. + +--Perchè li nascondo o li mostro con disinvoltura. Se mi guardate +bene, di giorno, ho una quantità di piccole rughe, accanto agli occhi +e accanto alle labbra. + +--Non si vedono; io non le vedo. + +--Perchè rido sempre. Ma se sono triste, non so come, i miei capelli +bianchi appariscono subito e le mie rughe si vedono tutte, sottili, +che tagliano leggermente la pelle, visibilissime. Che orrore! + +Aveva detto questo in fretta, eccitata, come una persona che si +confessa di un suo grave errore, piena di dolore, con una brutalità di +particolari, che le rendean fischiante, quasi flagellante la voce. + +--Io vi vedrò sempre come vi ho amata, Clara--egli le rispose, con la +sua buona voce consolante. + +--Ah io sono vecchia, Serra: nessuno mi ama più e nessuno mi amerà +più!--gemette ella, levando il manicotto, sino alla bocca, a soffocare +un singhiozzo. + +Turbato sino al profondo del cuore, egli non trovò parole per +esprimere il suo pensiero. Forse non ne aveva neppure uno preciso, in +quell'agitazione di sentimenti. Delicatamente, con una tenerezza +paterna, egli le prese una mano guantata e la carezzò fra le sue: + +--Poveretta, poveretta! + +--Se sapeste, se sapeste!--ella balbettò, al massimo dell'emozione. + +--So.... so qualche cosa....--e il calore della piccola mano che egli +sentiva, dall'apertura del guanto, aumentava immensamente la sua +confusione. + +--Se potessi dirvi.... amico mio.... se potessi dirvi tutto--ed +affannava, come se i più terribili segreti la soffocassero. + +--Tacete.... non dite niente--egli le susurrò, all'orecchio. + +--Che bene mi farebbe il parlare, amico mio! ah io mi sento affogare. +Da anni e da giorni, io vorrei gridare, urlare, pur di gittar via la +mia pena. + +E lo guardava con occhi così dolorosi e così interrogativi, così +invocanti un orecchio pietoso alle confidenze, che egli si arretrò. +Era pallidissimo: ma Clara, nell'egoismo della sua angoscia, non se ne +accorgeva. + +--Non potrei ascoltarvi, Clara. + +--E perchè, e perchè? + +--Così: non potrei. + +--Non mi siete amico, allora? + +--Sì, vi sono amico--e parlava con un evidente sforzo. + +--E non vorreste confortarmi? + +--Vorrei, vi giuro che lo vorrei; ma così, non posso. + +--Che crudele siete! Voi sapete che se io potessi dirvi la mia croce, +essa sarebbe meno schiacciante, meno pesante; voi sapete che se io +potessi piangere accanto a voi, a lungo, a lungo, piangere +immensamente, infinitamente, queste lacrime mi laverebbero da ogni +torbido proposito: e mi negate questo sollievo. Ah siete un crudele! +Non eravate, crudele! + +Si erano fermati all'angolo di via Babuino, dopo aver attraversata +piazza di Spagna. Egli la guardava, immobile, con gli occhi pieni di +dubbio. + +--Ma che donna siete voi, Clara, che non dovete intendermi nè prima, +nè poi? Io, vi debbo consolare, quando tutto il tempo della vostra +gioia è stato dato ad altri? Io? Chi sono io? Niente, nessuno Così +avete voluto che io fossi: niente e nessuno. + +--Avete ragione--ella disse, domata a un tratto, caduta nella +rassegnazione e nell'umiltà. + +--Non vi rammentate che vi ho adorata come uno schiavo e che avete +battuto sul mio cuore, come si batte sul dorso di uno schiavo? Non vi +rimprovero, non mi lamento: ma voi mi domandate anche della pietà, voi +che non ne avete avuta mai! + +--Avete ragione--Clara ripetè, umilmente. + +--Vi rammentate, Clara, che vi ho voluto bene così teneramente e che +non me ne avete voluto mai? Vi ricordate che avete lasciato che io vi +amassi, incoraggiandomi talvolta, talvolta avvilendomi, facendomi +passare dalla gioia alla disperazione, in un giorno, e non volendomi +bene mai, mai, nè prima, nè dopo, nè mai? È vero, o no? + +--È vero, è vero--ella annuì, chinando il capo, fatta quasi più +piccola dall'annichilimento, in cui la gittavano il rimorso e il +rimpianto. + +--Vi rammentate, Clara, che ne avete amato un altro, me presente, che +avete voluto che io lo sapessi, che me lo avete detto, ridendo? + +--Sì, sì, è vero. + +--E ora, Clara, ora che sono passati dieci anni, ora che voi avete +mutato il vostro cuore, come dite, ora voi siete come allora, voi +volete che io vi conforti, perchè un altro vi ha lasciata. Voi siete +crudele come in quel tempo, Clara: allora ridevate, adesso piangete, +ecco la differenza! + +--Scusatemi--ella mormorò, nel colmo dall'avvilimento. + +--Ma io sono un uomo, Clara, e se posso avere spezzato il mio cuore, +se posso aver vinto ogni desiderio e ogni speranza, sono sempre un +uomo, e voi non mi potete raccontare i dolori, che vi ha dato l'amore +di un altro! + +--Perdonatemi! + +E fece l'atto di volergli prendere la mano. Ma egli la ritrasse. + +--Non mi avrete capito, mai, Clara. Morirò, ma non saprete nulla di +me--concluse egli, più freddamente, essendo giunto quasi a vincere la +sua emozione. + +Così camminarono in silenzio verso la casa di Clara. Ella andava a +capo basso, sentendo di avere errato ancora, di avere inutilmente +violato la fierezza del proprio cuore, mostrandone il segreto dolore, +a un uomo che non poteva avere pietà di lei: sentendo di avere +nuovamente offeso quel cuore che era stato così intieramente suo e che +ora non aveva più forza pel desiderio, avendone solo per la dignità. +Più amaro crebbe in lei il rimpianto, comprendendo di essere passata +accanto all'amore, alla devozione, alla dedizione più completa, senza +accorgersene, abbandonando alla solitudine, all'angoscia questo cuore +inutilmente devoto e inutilmente affezionato. Era troppo tardi, +oramai, anche per far risorgere in questo cuore una mite affezione: +troppo tardi, per ridare a questo cuore la bella luce della fiducia. +Due volte, quasi fosse sola, ella fece un piccolo cenno definitivo, +con la mano aperta che pendeva lungo la gonna e le cui dita pareva +avessero lasciato andare un piccolo e prezioso tesoro. Camminavano +accanto: ma ella che non aveva mai capito chi egli fosse, intendeva +che le loro strade erano diverse. Quando furono innanzi al portone, si +fermarono. Egli aveva l'aspetto più stanco che mai; ma niuna durezza +vi fu nello sguardo con cui la fissò. + +--Buonasera--ella disse, con un'intonazione monotona. + +--Buonasera--egli rispose, cavando il cappello e facendole un grande +saluto. + +Ma non si lasciarono subito. Parea che si dovessero dire qualche altra +cosa. Parea che ambedue sapessero di non doversi veder più e che una +qualche cosa, più intima, più misteriosa, si dovessero dire. Ella gli +stese la mano: egli la rattenne un poco fra le sue, ma senza +stringerla. Ambedue sedavano a stento il tumulto delle loro anime. +Poi, a un tratto, egli le domandò una cosa strana, impensata: + +--Che fate ora, sopra? + +--Io? Nulla. + +--Qualcuno vi aspetterà? + +--No. Nessuno. + +Il tono era della più perfetta franchezza. + +--E voi, che fate?--chiese ella con eguale incoscienza. + +--Vado a casa. + +--A casa! E che ci farete? + +--Non so. + +--Buona sera, Giovanni--ella mormorò, facendo per andarsene. + +Ah, quale sussulto, lo scosse! Ella che aveva sempre trovato +antipatico, brutto, volgare il suo nome di battesimo, tanto che egli +aveva finito per odiarlo, ella lo pronunciava adesso, dopo dieci anni, +con tanta soavità! Egli s'inchinò e le baciò la mano, leggermente. Si +guardarono: ella volse le spalle; pian piano entrò nel portone, +cominciò a salire le scale. Non era forse incerto il passo della +donna, salendo per quelle scale, alla sua casa deserta? Il passo +dell'uomo era incerto, andando alla sua casa deserta. + + + + +II. + + +Ella lo ricercò, dopo soli tre giorni: ed egli che l'aveva fuggita per +quattro o cinque anni, da quando Clara, dopo un lungo viaggio, era +ritornata in patria, egli si lasciò ricercare e tenne l'invito. +Fatalmente, Clara era troppo sola e troppo libera, adesso. Gli aveva +scritto un biglietto fra il malinconico e scherzoso, per dirgli che la +sera istessa sarebbe andata al vecchio teatro Argentina, dove +cantavano una vecchia musica, l'_Armida_, di Glück. Ella vi arrivò +prima. Vi era un gran ballo, quella sera, all'Ambasciata +d'Inghilterra, e tutta la grande società romana era colà: l'Argentina +era quasi vuota, male illuminata, freddina: pochi amatori di musica +antica stavano nelle poltrone, immobili, a pregustare le melodie +incantatrici. Clara era vestita di nero: stava in un palco di terza +fila, di fianco, scelto apposta: una veletta nera le scendeva dal +cappellino molto semplice e molto carino. Così, sembrava più piccola e +più giovane. Serra tardò. Due o tre volte, ella pensò che non sarebbe +venuto e si pentì di avergli scritto. Aveva la più ferma volontà di +essere umile e schietta, ma il suo amor proprio dava dei sobbalzi +all'idea di un rifiuto sprezzante. Però, quando egli entrò, senza far +rumore, ella chiuse gli occhi, a nascondere la gioia del suo sguardo. +Ella si voltò, gli sorrise e gli stese la mano: + +--_O ma belle ténébreuse_....--egli disse, con una certa disinvoltura. + +Il tono disinvolto durò così, un pochino. Poi, a lui sfuggì una frase +pericolosa: + +--Io non voleva venire.... + +--E perchè? + +--Mah.... per paura. + +--Paura di chi? + +--Di voi. + +--Di me? Paura? + +--Me ne avete sempre fatta un poco, Clara. + +--Io sono una povera scema--diss'ella, con la più perfetta umiltà--io +non faccio paura a nessuno. + +Ed era umile e semplice, nello stesso tempo: e una gran bontà le si +leggeva negli occhi, nel sorriso, trapelava nella sua voce. Gli parve +piccolina, così giovane e sempre così cara! Pure, volle dire +quest'altra cosa lui: + +--Credevo che non sareste venuta.... + +--Io? E perchè? + +--Per farmi soffrire.... + +--Io vorrei che foste l'uomo più felice della terra, amico +mio--esclamò ella, con una sincera convinzione. + +Giovanni ebbe un sorriso malinconico. Disse, di nuovo: + +--Sì, sì, ho creduto che non sareste venuta.... + +--Come avete potuto credermi così cattiva? + +--Il mio animo è così combattuto dai dubbi, Clara--e il volto gli si +turbò. + +--No, no, non parliamo di ciò--ella replicò, subito, +interrompendolo.--Fa male ad ambedue. + +--È vero--egli consentì. Un sospiro di sollievo gli uscì dalle labbra. +Ma il pessimo demonio che si annida nelle anime buone e le fa +tormentate e tormentatrici, gli fece soggiungere: + +--Mancavate così spesso ai convegni, allora! + +Ella guardò sul palcoscenico, un momento. Lo chiamò, poi: + +--Giovanni? + +--Che volete? + +--Mi fate un piacere? + +--Sì, subito. + +--Vogliamo lasciare in pace il passato? Vogliamo non amareggiarci +qualche ora graziosa, che possiamo passare insieme? Vogliamo essere +anche per un mese, anche per una settimana, anche per una sera, due +cari amici che si ritrovano, che non ricordano più i torti comuni, i +torti di uno, è più giusto, e che si dànno, ingenuamente, alla +serenità e alla letizia di un colloquio senza ira e senza malintesi? +Vogliamo? + +--Potremo noi far questo?--chiese Giovanni ansiosamente. + +--Se voi lo volete, sì. + +--Io lo voglio, Clara. + +E quetamente, tirandosi un po' indietro, i due si posero a discorrere +sottovoce, guardandosi con dolcezza, l'uno prendendo la parola +dall'altro, senza mai alterarsi, senza mai alzare il tono della voce, +mentre la soave musica glückiana che culla l'incantesimo del cavalier +Rinaldo, pareva cullasse quel dialogo così mite e così dolce. In +verità, Clara fu perfetta, quella sera. Giustamente malinconica, ella +seppe a tempo sorridere, perchè il loro colloquio non cadesse nella +tetraggine, dove sarebbero risorti gli amarissimi ricordi del passato: +e tutta una dolcezza fioriva dalla sua malinconia e dal suo sorriso, +dalle sue parole come dal suo silenzio. Più, dal suo silenzio. Giacchè +ella lasciò molto che parlasse lui, con le manine inguantate di nero +congiunte sul suo ventaglietto a stelline d'argento, con il viso +intento dietro il sottil velo nero, con gli occhi placidi e dolci, con +la bocca tranquilla e dolce che approvava, con un gentil motto delle +labbra. Sovra tutto, ella non rise mai. Si rammentava che egli, dieci +anni prima, nei tempi dell'amore e del tormento, detestava quel suo +riso squillante e clamoroso che le scopriva tutti i denti bianchi, che +dava un non so che di feroce alle labbra rosee e che le riempiva gli +occhi di scintille. Lo aveva tante volte visto fremere e impallidire, +dieci anni prima, a quel mal riso beffardo e aveva sempre più riso, +per ucciderlo a forza di risate, come in una leggenda! Non rise mai, +quella sera, mentre Armida cantava le sue magiche canzoni, che davano +le visioni ineffabili al sonno di Rinaldo. Lo ascoltò, serena, +raccolta, con un'attenzione così dolce, che l'animo di Giovanni, +restato in grande trepidanza sino all'entrata in teatro, si venne +rassicurando, rianimando, rallegrando. Due o tre volte, +involontariamente, egli alluse al passato, giacchè troppo il suo amore +mancato aveva influito sulla sua esistenza, deviandola, torcendola ad +altri ideali dello spirito, più alti, più inaccessibili e più +tormentosi. Ma ella, dolcemente, non rispose alle allusioni che con un +cenno di umiltà, abbassando il capo: ed egli si riprese subito, +commosso da tanta dolcezza. Solo a vederla così, ascoltatrice intenta +e cheta, tutta data alle parole che, egli le diceva, coi begli occhi +limpidi nella loro nerezza, piccola, vestita di nero, senza gioielli, +senza nulla che sfolgorasse, senza nulla che stridesse, egli si sentì +invadere da una tale letizia dell'anima che giammai gli parve di +averne provata una simile. Ella fu, in questo, perfettissima: giacchè +lasciò svolgersi quell'alta consolazione spirituale, senza avere +l'aria di sospingerla, di provocarla, di goderne come di un trionfo: e +quando lo spettacolo finì, si levò in piedi, pian piano, prendendo il +suo mantello. Egli fu più lesto di lei: ed ella sentì che mentre +l'aiutava ad indossarlo, le sue mani tremavano. Allora, ella ebbe un +pensiero orgoglioso, muliebre. Pensò: + +--Ora mi dà un bacio. + +Egli s'indugiò a metterle questo mantello ed ella sentì il suo +respiro, sulla sua nuca: ma Giovanni non le dette il bacio. E come +Clara aveva nascosto la sua subitanea ambiziosa idea, così nascose la +sua pronta delusione. Nè fu una delusione fortissima. La dolcezza di +quella serata, aveva ingannato anche lei. Ella sapeva bene di fare uno +sforzo su sè stessa, per reprimere gli impeti del suo temperamento +bizzarro e per essere assolutamente dolce: ma sperava di poter +continuare così, sempre che lo volesse seriamente. E come lui credeva +di aver innanzi una creatura trasfigurata, che gli avrebbe dato le +fredde, tranquille e ultime tenerezze senz'amore, ma tenerezze sicure +di un'amicizia muliebre, così ella si lusingava di poter essere questa +amica gelida, affettuosa e quieta. + +Però, ambedue, chiudendo gli occhi, si lasciarono andare a questa +consolante fiducia. Egli cominciò a vederla più spesso. Ella era molto +stanca, invincibilmente stanca della vita mondana che aveva fatta +sempre: e si appartava volentieri. Se andava a una passeggiata, era in +ore strane e in posti deserti: lo avvertiva, egli ci veniva. Se andava +in un teatro era alle terze rappresentazioni, in serate vuote; e dieci +minuti dopo il suo arrivo, entrava lui, nel palco, si sedeva in fondo, +ella si tirava indietro, un poco. Vestiva di scuro, sempre; sapeva di +piacergli così. Si può essere una semplice amica, ma si deve piacere +all'amico. Parlavano con fredda tenerezza. Molto ella ascoltava: ma +quando diceva qualche parola, era sempre sapiente, detta con la più +squisita cautela sentimentale. Giammai un'allusione al proprio cuore, +al proprio stato, nè diretta, nè indiretta: sempre la massima pietà +per gli altri, la massima indulgenza per ogni peccato, come chi sa che +è impossibile non peccare, quando si deve peccare. Egli si era mutato, +però. Non poteva tenere il patto di non evocare il passato. Era la sua +vita, il suo amore di dieci anni prima, e ricompariva sempre più +spesso, fino a che divenne il solo soggetto dei suoi discorsi. Taceva +da tanti anni e con tutti, che ora la verità di quella mortale +passione sgorgava infrenabile. Ella ascoltava, stupefatta; ma non +interrompeva mai. Veramente, egli aveva ragione: Clara non aveva mai +capito quanto era stata amata: ora, lo capiva. Ogni tanto, quando egli +le diceva una delle sue torture ineffabili di gelosia, di allora, ella +faceva un atto come per chiedere perdono, un atto in cui ella si +dichiarava colpevole, sì, ma incosciente, ma ignorante, ma degna di +perdono. Egli la guardava con tanta tenerezza, che, senza parlare, le +diceva di averle perdonato. Quando egli si meravigliava che ella +avesse potuto essere così atroce, essa gli diceva di esserne stupita, +di stupirsene, lei stessa: e ciò come se si parlasse di una donna +assente, di cui si compatissero gli errori. E quando egli giungeva a +narrare certe ore terribili in cui avrebbe voluto morire, pure di +strapparsi dal petto questo amore, ella aveva una frase di pietà +profonda, intima, raumiliata, la frase del carnefice pentito innanzi +alla sua vittima: + +--Voi siete buono. + +Niente altro, diceva. Ella non si difendeva mai, nè si accusava: +quando egli l'accusava, gli dava ragione, con un'occhiata, con un +triste sorriso, con un cenno espressivo della bella bocca. Vi era un +ritornello, che egli pronunziava sempre, nervosamente, a traverso i +suoi racconti scuciti; un ritornello che rivelava l'attossicamento +della sua vita, in tutte le sue più pure sorgenti, l'avvelenamento +crudele di un sangue giovane e di un'anima, resa inetta a vivere e +incapace di morire così. Il ritornello: + +--Che veleno mi avete dato, che veleno! + +Quando ella lo udiva, aveva un moto così pessimista della testa e +della persona, sulla crudeltà muliebre, che egli si commoveva. +Talvolta, tornava la frase: + +--Quanto veleno, Clara, quanto veleno! + +Ella diceva, allora, umilissimamente: + +--Avete ragione. + +Ma da questa sua umiltà voluta, e poi quasi fatta naturale, nei loro +colloqui, da questo suo abbassarsi nella coscienza dei suoi gravi +torti, da questo non difendersi giammai, da questo dargli ragione, +sempre, da questo racconto triste e violento di un amore +infelicissimo, ella trasse una nuova sensazione e un nuovo sentimento. +Il senso della sua colpevolezza, verso Giovanni, giganteggiò ai suoi +occhi: e il sentimento della riparazione divenne acuto e ardente, +quanto era stata la colpa. + +Così, mentre Giovanni risaliva tutta la piena della sua grande +sciagura sentimentale e con la sua sensibilità fine e tenera ne +approfondiva, narrandoli, tutti i dolorosi particolari, Clara che +aveva un temperamento più fantastico che sensibile, esagerava, con una +dura voluttà di abbassamento, contro sè stessa, la propria aridità +passata e l'atroce perfidia. Tanto che, alla fine, secondandolo e +sorpassandolo ella, ambedue sembrarono accanirsi contro una persona +assente, lontana, morta, che ad ambedue avesse commesso i più gravi +torti. Anzi quella lunga istoria intima, tenuta chiusa nel cuore per +dieci anni di esistenza triste, priva di spirituali conforti, +traboccando dalle labbra di Giovanni perdeva molta amarezza, nello +sfogo: e la naturale indulgenza di quel cuore virile che non sapeva +dimenticare, ma sapeva perdonare, trovava delle misteriose scuse alla +donna che era stata con lui senz'amore, senza carità, senza pietà. +Invece, quella medesima istoria, a Clara sembrava più lugubre e più +ignobile che mai, quando ella pensava il come e il perchè della sua +perfidia e della sua durezza. Internamente, ella si maltrattava, molto +più che Giovanni l'avesse maltrattata mai, nei momenti di maggior +furore. Ogni tanto, quando egli le aveva descritto una delle sue sere +tragiche, di quel tempo, quando egli passeggiava le serate intiere +sotto la sua casa, non per vederne le finestre illuminate, giacchè +ella era fuori, a ridere, a divertirsi, ma per aspettarla quando +tornava, per vedere con chi tornasse, per vedere il suo bianco volto +nella oscurità, per udire quel riso alto e beffardo e per +allontanarsi, non salutato, non riconosciuto, non visto, non +rammentato, egli, col più tenero dei rimproveri, le prendeva le mani e +le chiedeva: + +--Come avete potuto essere così cattiva? + +Ella non s'inteneriva, col viso chiuso, con le sopracciglia +aggrottate, piena d'ira e di disprezzo contro questa Clara tanto +colpevole, e rispondeva, duramente: + +--Io sono stata sempre cattivissima. + +--Chi sa....--mormorava lui, nella semplice clemenza del suo +animo--chi sa per quali strane ragioni.... + +--Non v'illudete, Giovanni: per nessuna misteriosa ragione. Non vi +fate di me una figura romantica. Io ero civetta, volgare e cattiva +come l'ultima delle donne, ecco tutto. + +--No, no, cara donna, non vi avvilite così--soggiungeva lui, colpito +dai più bizzarri sentimenti, in contraddizione--io non voglio che vi +avviliate. Forse, io fui ingiusto: forse, sono ingiusto ancora adesso. +Chi soffre, chi ama, è così facilmente ingiusto. + +--Voi siete il più onesto e il più buono fra gli uomini--ella +rispondeva, con gli occhi velati dalle lacrime. + +Tacevano. Spesso, in quel periodo acuto di reminiscenze, mentre +Giovanni si lasciava andare alla immensa consolazione di parlare del +suo amore passato, egli intravedeva confusamente, in queste tenere e +tristi confidenze, non so quale pericolo. L'intensa attenzione con la +quale Clara lo ascoltava, la squisita furberia sentimentale con cui lo +interrogava, i suoi silenzii pieni di una repressa emozione, a un +tratto facevano risorgere tutti i suoi dubbii e la sua anima +sofferente si rigettava indietro, sgomenta di essersi troppo +abbandonata. Spesso, diffidente vagamente, egli tentava di togliere il +discorso, dicendo che questi ricordi lo turbavano troppo: ma ella +l'obbligava, prima con la dolcezza, poi con una certa energia di +volontà coperta di dolcezza, a ritornare alla triste istoria. Una +sera, in una passeggiata al chiaro di luna, gli disse: + +--Ditemi tutto. Forse mai più ci potremo vedere così liberamente e +così spesso: forse, fra una settimana, fra un giorno, non ci vedremo +più. Dite, dite, che io sappia, che io non muoia senza aver saputo, +che qualcuno mi ha veramente amata. + +--Potremmo non vederci più, Clara? + +--La vita è oscura--ella rispose, profondamente. + +Forse, per questo, ella moltiplicava gli incontri, dandogli sempre dei +nuovi convegni, ansiosa, affannosa, come se il tempo le fuggisse, come +se ella avesse qualche misteriosa chiamata altrove e che la +presentisse. Ella arrivava più presto, portando dei fiori nelle mani, +come era il suo costume, un po' pallida sempre, sotto le fini velette +nere, vestita quasi sempre di nero, piccola, con un viso che si levava +verso lui, esprimente una immensa ansietà negli occhi dolci che egli +aveva adorato, nella bocca ancora fresca e vivida che era stata la sua +adorazione. Si stringevano appena la mano e si mettevano accanto, +passeggiando piano, non vedendo nessuno, andando per le vie più strane +e più remote, perdendosi per ore intiere, parlando di quel passato che +ella evocava, con un motto, con un gesto. E più il tempo trascorreva, +più cresceva in lei, in duplice corrente spirituale, un infinito +rimpianto per il passato e un acuto rimorso. Di lontano, questo amore +di cui ella aveva riso, in pubblico, questo amore di cui ella si era +burlata, come una pessima femminetta, questo amore per cui ella aveva +avuto il più palese disprezzo, questo amore si faceva più alto, più +puro, più spirituale, staccato dal tempo e dallo spazio, sciolto dalla +realtà dei fatti. In certe sere, in cui lui la riaccompagnava a casa, +sino al portone, non volendo mai salire sopra--non voleva salire, era +inflessibile, non voleva metter piede in casa sua--dopo aver ancora +chiacchierato a lungo, nell'ombra, ella saliva sopra, così smorta che +pareva svenisse. Nella casa non vi era che un sol lume, nella sua +stanza da letto; ed ella l'attraversava, questa muta e deserta casa, +all'oscuro, a tentoni, guardando nell'ombra. Ma quando giungeva nella +sua stanza da letto, ella si gittava sul letto, col capo nascosto nei +cuscini, piangendo, singhiozzando, sull'irreparabile: + +--Che ho fatto, che ho fatto! Che amore ho perduto, per sempre, per +sempre! + +Acuto rimpianto e acuto rimorso! Essa, forse, nel furore contro sè +stessa, esagerava, dipingendosi come l'anima femminile più turpe +comparsa nella gran falange muliebre; ma non era men vero che la +esistenza di Giovanni Serra era stata infranta da quella passione +infelice, tanto che egli non aveva raggiunto, come il suo cuore e il +suo talento meritavano, nè la gloria, nè la felicità: non era men vero +che egli era un essere senza molla interna che lo spingesse, senza +desiderii e senza speranze: non era men vero che, per questo amore, +egli aveva gittato la sua salute, la sua gioventù e la sua fortuna: +non era men vero che egli possedeva la più preziosa qualità umana, che +è l'onestà, e la sublime virtù che è la bontà. Come non doveva Clara +piangere, nella solitudine della sua stanza, tutte le più ardenti e le +più amare lacrime su questo amore perduto e su questo cuore infranto? +Come non doveva sentire in sè, temperamento mobile e violento, +assetato di amore, assetato di felicità, la ribellione contro +l'irreparabile? + +Invero, si trovava di fronte all'irreparabile: ed era quello che le +faceva torcere le braccia, nella notte, quando per tutta una serata +ella aveva udito il mormorio dell'amore, al suo orecchio, ma di un +amore finito, morto. Giacchè ogni parola, ogni frase di Giovanni +Serra, pur restando nella più fine gentilezza da uomo a donna, pur +avendo la poesia della tenerezza, diceva a Clara, che egli non l'amava +più. Invano ella, con l'animo ansioso--era questa, la sua +ansietà--interrogava ogni tono di voce, scrutava il senso riposto di +ogni motto, rifaceva, da sola, tutto il loro dialogo, per scoprirvi +una sottil luce presente. No, non l'amava più, malgrado la commozione +che egli aveva, sempre, nel lasciarla, nel rivederla, malgrado il +fascino che subiva, malgrado la gran tenerezza che dominava ogni suo +atto. Amore vissuto tanto tempo e così ardentemente e ora sepolto +sotto un mucchio di gelida cenere che una mano andava smovendo, mano +sapiente che conosceva la storia di quel fuoco e di quella vampa e che +la rievocava, sulla fredda cenere. Giovanni non parlava quasi mai del +presente, con un atto di finezza d'animo, quasi dolendogli di non +poter ancora ardere come prima, quasi sembrandogli un'offesa al suo +idolo, la fiamma spenta e le ceneri gelate. Non diceva nulla, ma si +capiva così chiaramente, che nulla più, più nulla, non la più piccola +scintilla ardeva innanzi alla cara donna, simulacro vano della +passione, morto, come la passione era morta. Ed ella, sì, singhiozzava +nelle sue notti senza sonno su quella grande fiamma spenta, sentiva di +essere passata accanto alla felicità senza vederla, allontanandosene +per sempre, ma esclamava, fra l'inutile pianto: + +--Ha ragione, di non amarmi più, ha ragione: egli soltanto ha ragione, +egli che ha amato! + +Ma da queste nascoste battaglie dello spirito che Clara combatteva, +con tutto l'impulso di una natura appassionata, sebbene fugace; da +questa umiliazione in cui la sua anima era caduta, tanto che parea si +prostrasse innanzi a Giovanni Serra; da questo indicibile rimpianto +dell'amore, acutissimo in una donna che aveva amato l'amore sovra +tutte le cose umane e a cui l'età non calmava l'anima; da questo +tormentoso rimorso che si sollevava da tutti gli istinti di giustizia +e di equità offesi, sorse dentro Clara una impetuosa volontà di +correggere e di vincere il destino. Ella pensò, questo: che era suo +dovere morale amare Giovanni Serra, di un amore profondo e devoto che +fosse l'estremo della sua vita, e in cui ella prodigasse tutte le +ultime e supreme dolcezze del suo cuore; che non solo era suo dovere, +ma che era questo il suo desiderio sentimentale più forte, più +immediato, più irresistibile; che non solo era un desiderio +irresistibile, ma che era, questo amore, la più cara speranza del suo +cuore che voleva lavarsi, che voleva purificarsi e diventar nuovo e +candido come il cuore del Salmista; che non solo era la sua più cara +speranza, ma che era la salvazione della sua dignità di donna, +l'assoluzione dei suoi errori trascorsi, la vecchiaia percorsa senza +più sentire rimorsi, aspettando serenamente la morte. Sorto dalle ire +soffocate e dai profondi disprezzi di sè stessa, questo pensiero di +amore l'avea in un baleno soggiogata e tutta l'anima ebbe il calore +del metallo in fusione. Nessuna voce interna l'avvertì di non mettersi +a questo periglioso passo, nelle sue condizioni, alla sua età, con un +uomo come Giovanni Serra: e se talvolta, un nero presentimento la +colpì, a traverso le esaltazioni del suo entusiasmo, se il negro +presentimento le susurrò che ella si avviava a un errore anche più +fatale e anche più irrimediabile degli altri, ella ebbe il cenno +disperato di coloro che sono ebbri di sacrificio. + +Giovanni non l'amava più: è vero. Che importava? Il suo cuore di donna +che ella aveva sentito morto, duro come una pietra, per tanti anni, +dentro il suo petto, ardeva di un sentimento dove tutto era elemento +di ardore, il rimorso, il rimpianto, la pietà, la tenerezza, il +bisogno di devozione, il bisogno di darsi, il bisogno di abbandonarsi. +Che importava che Giovanni Serra non l'amasse più? Ella voleva amarlo +così profondamente, così piamente, con tanto completo abbandono di +ogni amor proprio e di ogni orgoglio, con tanto perfetto oblio di ogni +vanità e di ogni altro istinto mediocre umano, che tutto il dolore +passato sarebbe pagato da questa immensa abnegazione amorosa. Ella +voleva espiare il suo passato, soffrendo come egli aveva sofferto, +dando il suo cuore a un essere che non poteva più amarla; voleva +espiare di non avere amato, amando senza speranza, solitaria anima che +recitava un monologo appassionato e doloroso. In fondo, come per tutti +i grandi penitenti, la sua espiazione sarebbe stata anche il pascolo +della sua anima. Oramai, la sua esistenza di donna era deserta. Aveva +trentaquattro anni: e nell'abbandono in cui era caduta, si sentiva +assai più vecchia, incapace di tentare un'altra volta l'ignoto +dell'amore. Era stata molto amata, due o tre volte: ma fatalmente, +questi amori si erano dileguati, come se mai fossero esistiti: e due +volte ella aveva dato il suo cuore, e due volte era stata abbandonata. +Esistenza finita, dunque, giacchè le illusioni non risorgono mai dalla +loro tomba: e le stanchezze morali sono più forti di quelle fisiche. +Che restava a Clara, se non questa ultima speranza di potersi dare a +un sentimento vivido e duraturo, a null'altro simile, senza fallacie e +senza disfatte? La sua espiazione, quella di voler amare Giovanni +Serra, era anche la sua salvazione, giacchè ella sapeva di non poter +vivere senza l'amore, un amore qualunque, ma un amore, un amore! +Meglio, meglio, se ciò non era un'avventura in un cuore sconosciuto, +innanzi a un'anima misteriosa, un'avventura di incerto risultato, ma +portante con sè, forse, una disperazione e un'onta novella: meglio, se +era l'amare una creatura nota, stimata, ammirata per le sue +nobilissime virtù, una creatura senza amore, è vero, ma che aveva +saputo amare, ma che si sarebbe lasciata amare, dolcemente, +teneramente. L'espiazione sarebbe stata la vita della sua anima ed +ella vi si sarebbe buttata con ebbrezza, giacchè quello che più +temeva, per sè e intorno a sè, non era il dolore, ma era l'aridità, +non era la tortura, ma era il silenzio, non era la passione infelice, +ma era l'indifferenza. Un mese prima, ella era immersa nel marasma più +profondo, moralmente così misera che non osava neppur dire a nessuno +la sua miseria: ella si vedeva già finita, senz'amore, senza amicizia, +coi soli legami frivoli mondani, ritenuta per una donna senza +cuore--giacchè questa, fatalmente, era la sua reputazione--e gemente +intanto nel desiderio dell'amore. Ora, ora, da quel pomeriggio in casa +di Anna, ella aveva dato una sublime ragione alla sua esistenza. + +Dai grandi occhi spiranti uno strano turbamento, dai subitanei pallori +che le coprivano il volto, quando egli appariva, dalle mani che si +facevano fredde nelle sue, da certi più prolungati silenzii che +regnavano fra loro, dall'imbarazzo crudele di certi momenti, dai +sussulti che ella non sapeva reprimere, a certi atti, a certe parole, +Giovanni intravide che accadeva qualche grave fatto nell'anima di +Clara. Una o due volte, la interrogò: + +--Che avete? + +--Nulla--ella diceva, chinando gli occhi, mordendosi lievemente il +labbro, come quando non pronunziava la parola che voleva pronunciare. + +Egli credette che Clara gli nascondesse un fatto dispiacevole, forse +una lettera dell'uomo che l'aveva abbandonata, o il suo ritorno, +forse. Diventò più freddo, più riservato. Mancò a un appuntamento. +Ella lo rimproverò assai, quando lo rivide. + +--Io vi disturbo, Clara--diss'egli, malinconicamente. + +--Che vi fa pensare ciò?--gli chiese ella, precipitosamente. + +--Sono stato sempre così superfluo, nella vostra vita. È sempre +l'ultimo venuto, che mi ha scacciato. Almeno, confessatemi la verità. + +--Non ho nulla da confessarvi, Giovanni. + +--Ma voi siete agitata, molto, da qualche tempo. + +--Sì, è vero. + +--E non volete dirmi perchè? + +--No, non ve lo voglio dire. + +--Non me lo merito? + +--È inutile. + +--Non vi posso metter rimedio? + +--No--ed ella voltò la testa in là. + +--Nè consolazione? + +--Consolazione? Forse. + +--Ditemi come e lo farò. + +--Non qui, Giovanni. + +--Dove, dunque? + +--Nella mia casa--ella rispose, tendendo a sè stessa, e a lui, +inconsciamente, il più terribile tranello. + +--Sapete che non ci verrò mai--egli, disse, sgomento, sentendo il +pericolo. + +--Ebbene, io non vi narrerò le mie pene, Giovanni--diss'ella, +tetramente. + +--Scrivetemi.... + +--No. + +--Parlate qui, altrove.... + +--Nella via, in teatro? No, no. + +--Io non posso venirci, lo sapete, in casa vostra--egli mormorò, già +più debole, già affascinato. + +--Perchè? + +--Non mi obbligate a dirlo. + +--Ditelo. + +--È la casa dove avete amato _un altro_. + +--Che ve ne importa, se non mi amate più?--ella disse, levando le +spalle, amaramente. + +--Ah io soffro sempre, Clara, anche non amando! + +--Quante volte, lo ripetete, che non amate, Giovanni! è troppo--e il +suo tono fu così lamentoso che egli s'intenerì. + +--Verrò.... forse.... una sera.... + +Ella sorrise, nel fondo dell'anima. + + + + +III. + + +Tre volte Giovanni Serra mancò alla sua promessa. Le diceva: verrò +domani sera, alle nove. Clara lo aspettava in preda a una emozione +nervosa, a cui la sua fantasia dava un carattere passionale. Ella dal +pomeriggio dava ordine che nessun altro venisse introdotto e ripeteva +le sue raccomandazioni, alla cameriera, con insistenza: quando l'ora +si appressava, per frenare la sua torbida impazienza, ella si metteva +a riordinare delle carte, prendeva un libro, forzandosi a intendere +ciò che leggeva. Giovanni non veniva. Le fresche rose che ella aveva +messe nei vaselli nitidi, rientrando a casa, parea che declinassero e +languissero, quasi per morte; il fuoco si covriva di cenere, nel +caminetto; ed ella, discesa dalle esaltazioni sentimentali, cadeva in +uno snervamento profondo. Alla fine di queste serate d'inutile attesa, +la parte più sincera di lei pensava che era meglio, lasciar finire, +senza finirla, questa singolare avventura, che le cose morte non si +vivificano e che anche per lei, Clara, così innamorata dell'amore, era +troppo tardi per tentare un ultimo fatto del cuore. Ma l'istinto della +vanità muliebre, mediocre istinto, ma che non isbaglia mai, tanto è +finemente esercitato, le diceva che quegli appuntamenti mancati erano +tante vittorie negative, è vero, ma vittorie, sul cuore di Giovanni: +che chi non va, ha paura di andare; e chi ha paura di andare, ha +sempre il cuore debole e facile a essere trascinato, in un impeto +dell'altrui energia. Così, ella, nelle immense prostrazioni di una +vivacissima speranza delusa, trovava novelle forze per ritentare +l'anima di Giovanni. Egli balbettava, inventava delle scuse magre, per +colorire la sua assenza: ma ella lo vedeva molto confuso. Dietro il +pretesto di un impegno dimenticato, di un ostacolo improvviso, il +freddo istinto della vanità intravedeva il combattimento del cuore di +Giovanni; ed ella se ne compiaceva, dimenticando il suo nobile +divisamento di amare Giovanni, senza domandargli il ricambio. Alla +terza sera, ella lo aspettò dietro i cristalli del balcone; più +nervosa, più triste, più esaltata che mai, ella finì per aprire il +balcone, malgrado il freddo della serata. Ebbene, all'ora indicata, +ella lo vide giungere frettolosamente, a capo basso, fermarsi due +minuti sotto il portone, ed uscire di nuovo, lentamente +allontanandosi. Non aveva avuto la forza di salire. Era un gran freddo +nell'aria, quella sera: ma ella rientrò con le guancie brucianti. E +l'indomani non gli fece nessun rimprovero. Sentiva che Giovanni aveva +subìto una tortura segreta. + +Egli venne, al quarto appuntamento, quando ella non lo aspettava più, +alle dieci e mezzo, invece che alle nove. Il suo orecchio fine udì il +suono timido e debole del campanello, udì la voce bassa con cui egli +domandava di lei, in anticamera, e il passo cheto con cui egli si +avanzava, a traverso l'appartamento. Clara soffocava per il battito +del suo cuore: e l'accoglienza che gli voleva fare, disinvolta e +serena, come a un amico che venisse sempre, e le parole che gli voleva +dire, tutto sparve, ed egli la trovò in mezzo alla stanza, +aspettandolo con troppo palese ansietà e porgendogli una mano glaciale +e tremante. Sedettero ambedue non accanto, ma dirimpetto: taciturni, +imbarazzati. Clara non osava aprir bocca; intendeva che la sua voce +l'avrebbe tradita. Egli guardava, come trasognato, i galloni rossi e +azzurri che adornavano il vestito di lana bianca di Clara. + +--Mi volevate:--eccomi--egli disse, con un sospiro, chinando gli +occhi. + +--Grazie--mormorò ella, semplicemente. + +--Chiederete voi che io faccia qualche altro sacrifizio, al vostro +fascino? + +--Tanto vi è costato, questo?--Clara interrogò, ansiosamente, +piegandosi verso lui. + +Egli si arretrò, quasi temendo la vicinanza di quel volto. Disse: + +--Mi è costato moltissimo. + +--Ma perchè?--e aveva un tono così ingenuo, chiedendo ciò, ella! + +--Proprio, non lo capite? + +--No. + +--Questa casa mi è odiosa. + +E un riflesso di tetraggine gli si diffuse sul volto. Clara si guardò +intorno. + +--Non capisco--disse.--Siamo soli.... + +--Siamo soli? + +--Dubitate di ciò?--ed ebbe, sulle belle labbra un riso forzato. + +--Io credo che vi sia possibile fare tutto--egli soggiunse, +guardandola con quel misterioso terrore, come quando gli parea veder +sorgere un mostro nella donna. + +--Tutto, che? + +--Non mi domandate troppe cose, Clara: io sono molto turbato. Parlate +voi, piuttosto. + +--Sì--ella annuì, cercando di vincere, prima di tutto, sè stessa.--Lo +vedete, siamo soli. Nessuno può venire e nessuno ha diritto di +entrare. Qui vi è la vostra amica, che vi aspetta da tanto tempo, che +è così felice di passare un'ora, con voi, in una stanza chiusa.... + +Egli guardò le porte, con una lieve ombra di diffidenza e di paura +negli occhi. + +--Anche a voi, fanno terrore le porte socchiuse?--ella soggiunse, +infantilmente. E si levò, andò a chiudere le due porte, fra le tende. + +--Voi temete di vedere entrare qualcuno, sempre, è vero, Clara? + +--Sì, da bimba, l'ho sempre temuto. Se qualcuno saliva alle mie +spalle, nelle scale, se qualcuno mi seguiva, in un appartamento, se +una porta restava aperta, con un vano oscuro, io era assalita da uno +sgomento folle, e, sentite, adesso--soggiunse, dandogli la mano--solo +a parlarne, io tremo tutta.... + +Egli trattenne quella mano fra le sue, ma mollemente. + +--Sono sempre così sola!--ella soggiunse, e gli occhi le si velarono +di lacrime, mentre il volto, le si tramutava. + +Giovanni guardò quello scoloramento e quei begli occhi velati: +impallidì leggermente. + +--Non sempre siete stata sola--mormorò, con un'intonazione ironica, ma +non aspra. + +--Oh!--e Clara fece un gesto largo, per dire che tutto era finito. + +--Lo avete già dimenticato, Clara? + +--Intieramente--ella rispose, con un cenno tagliente. + +--Dimenticate presto, mi pare. + +--Sì, tutto quello che non merita di esser ricordato. + +--Ma che meritò di essere amato, però. + +--Oh chi non ha errato, nelle cose del cuore? Chi ha mai preso la via +giusta, amando? + +--Nessuno, avete ragione--diss'egli, malinconicamente. + +--Io ho sbagliato sempre, io--e il bel volto ebbe un fremito di +dolore. + +--Sempre? + +--Sempre. Mi hanno amata poco: o male: o niente. Sarà una bella burla, +alla fine della mia vita per me, che porto la reputazione di avere +ispirato delle passioni folli, l'accorgermi che nessuno mi ha amata, +mai. + +E un doloroso, amarissimo ghigno le contrasse il viso. Clara era +immensamente sincera, in quel momento. Aveva tenuto solo all'amore, +nella vita e, probabilmente, non lo aveva, nè visto nè provato mai. + +--Quanto siete ingiusta, Clara! + +--Con chi? + +--Con me. + +--Ah già, è vero, voi pretendete di avermi adorata---ella soggiunse +eccitata, ma schiettissima, sempre.--Chi ne sa nulla! È una leggenda: +tante leggende sono false. + +--Perchè dite questo? Perchè volete negare il passato? + +--Bella istoria, il passato! Ognuno se ne inventa uno, a propria +convenienza, quando il passato è passato. Chi conosce la verità? Voi +intanto, no: e io, neppure. Forse non mi avete amata mai; e tutta la +leggenda non è che una cosa buffa--e rise clamorosamente, offendendolo +anche col suo riso. + +--Clara, io non sarei qui, se non vi avessi amata--egli disse +seriamente. + +--Vale a dire? + +--Che ci vuole una grande tenerezza, per dimenticare quello che mi +avete fatto: e una grande tenerezza non viene che da un grande amore. + +--Bella rovina, illuminata a chiaro di luna--ella disse, non ridendo, +tetramente. + +--Ognuno dà quello che può--Giovanni rispose, con una tristezza +semplice. + +Clara tacque. Scherzava con un tagliacarte giapponese e se ne pungeva +le dita. A un tratto, si rivolse tutta mutata: + +--Perdonatemi, Giovanni: ho avuto un accesso di cattiveria. + +--Tanto, per non cambiare--ed egli ebbe un pallido sorriso. + +--Sono cose che restano, a filoni, nell'anima. Ma l'anima è così +cangiata! + +--Così?--e la tenerezza velava l'incredulità. + +--Tutta quanta. Non ve ne siete accorto? Vi sono sembrata la stessa, +in questo tempo, la stessa di dieci anni, ditelo, in coscienza? + +--No, non mi siete sembrata la stessa. Ma non vedo la causa del vostro +cangiamento e non so lo scopo. + +--Al solito, voi mi supponete qualche infernale progetto? No, +Giovanni, disilludetevi. Nulla vi è di più complicato in me--e +sorrise, con una mesta semplicità. + +--Nulla? + +--Nulla: a che? Per sedurre chi? Voi siete inseducibile. + +--Vi piacerebbe sedurmi? + +--Sì, moltissimo--ella esclamò, impetuosamente, con la verità sulle +labbra e nel cuore. + +Giovanni fu scosso, da questo colpo diretto. + +--La cosa è già fatta--egli disse, piano, cercando una via obliqua, +per ischermirsi. + +--La seduzione passata, Giovanni, non conta--soggiunse subito, la +terribile e infelice donna, riportandolo al duello.--Era una pessima +seduzione, fatta da una donna perfida e fallace, una seduzione fondata +sull'inganno, che partiva dalla malvagità e arrivava alla perversità. +Non quella, non quella! Mi sarebbe piaciuto sedurvi, mi piacerebbe +sedurvi, con una seduzione nobile e alta, quella della schietta anima +femminile, che si dà in tutta la sua naturale bontà, con una seduzione +fondata sull'amore, profondo, umile, segreto e pure sgorgante da ogni +atto e da ogni parola! + +Si era avvicinata a lui, chinata verso lui, parlandogli: e gli parlava +con una voce tremante, roca, come egli non aveva mai inteso uscire da +quelle labbra. Egli ebbe un atto di smarrimento: + +--Tacete, Clara, tacete! + +--No, amico mio, non mi fate tacere, non vi ho mai detto nulla, in +questo tempo, e ora muoio, se non vi dico tutto.... + +--Io non posso udirvi....--e cercava sciogliere le sue mani da quelle +di lei che le tenevano, nell'affanno dell'emozione, strettissime. + +--Sì, sì, potete udirmi, giacchè io nulla debbo dirvi che vi turbi, +che vi offenda! Giacchè io non voglio niente da voi, Giovanni, niente! +Voi mi avete amata, è vero, nel passato e io sono sacrilega, quando lo +nego, ma anche il sacrilegio è una forma della passione, anche il +calpestare è una voluttà dell'amore! E ora voi non mi amate più e +avete ragione; io sono stata crudele, io sono stata infame, con voi, +vengono dei momenti in cui mi faccio orrore, ve lo giuro.... + +Mentre parlava ella, così, singhiozzava e il suo petto si sollevava, +nel singulto. Qualche rara lagrima le usciva dagli occhi e Clara +l'asciugava rapidamente, col fazzoletto. Giovanni l'ascoltava, la +guardava, stupefatto, incapace di difendersi più, e incapace di +sottrarsi al pericolo estremo in cui si trovava. + +--Ma, sentite, Giovanni, sentite con pazienza, poichè queste cose mi +soffocano, sino a morirne, e le debbo dire, giacchè sono le ultime +parole di passione che mi usciranno dalla bocca, in questa vita. Sì, +sì, le ultime, poichè io ho trovato in questa mia anima, così +maltrattata, così ingiustamente maltrattata da chi non doveva mai +farlo, ho trovato una sublime speranza, Giovanni, quella di poter +essere un'altra donna, quella di poter amare con un infinito +entusiasmo e una infinita devozione, quella di poter essere in una +estrema tenerezza, una donna leale, pia, umile, vivente solo per voler +bene, così, come una povera creatura ammalata e convalescente si +innamora della vita, di nuovo! + +--Illusione, illusione--balbettò lui, tentando reagire contro quella +esaltazione sentimentale, che gli si comunicava, fatalmente.--Voi non +potrete mai far questo, Clara! + +--Io posso fare tutto quello che voglio, io lo farò--ella rispose +energicamente, altieramente.--Ah ho ben visto, io, in questo tempo, +nella mia anima, io vi ho letto come in un libro aperto, io so tutto, +io so che una sola cosa può farmi rivivere ed è un affetto schietto e +saldo, senza altri interessi morali che l'affetto istesso, senza altro +desiderio che dare uno slancio di purezza a quest'anima, senz'altro +ideale che la redenzione di uno spirito malato e corrotto. + +--Non vi riescirà, non vi riescirà--egli esclamò, in preda a tale +un'agitazione e a una confusione, che gli pareva di non aver parlato +lui, ma un altro. + +--Se questo non mi riesce, io sono perduta, Giovanni--ella soggiunse, +cupamente, + +--Ma perchè, perduta? + +--Perduta, perduta! Questo è l'ultimo anello che mi lega alla vita: se +si spezza, cessa la ragione della mia esistenza. Ebbene, io non posso +perdermi, Giovanni, io non posso morire, io sono vecchia, perchè ho +vissuto troppo, è vero, ma non ho che trentaquattro anni, e sono +troppo pochi per rinunziare, per morire! Io non voglio rinunziare, io +mi abbranco a questa speranza, essa mi deve aiutare a vivere, io +voglio amare così, se no, sono perduta e niuno, niuno può desiderare +la perdita e la morte di una creatura come me! + +--Ma chi, chi volete amare?--gridò lui, levandosi, volendo fuggire, ma +non trovandone la forza. + +--Voi--esclamò ella, guardandolo con gli occhi sfolgoranti, con le +labbra schiuse che mostravano i bianchi denti minuti, che egli aveva +adorato. + +--Me? me? E perchè? + +--Perchè voi solo ne siete degno--diss'ella, aprendo le braccia, +chinando il capo, con un atto di umiltà. + +--Clara, io sono uno sciocco, un malato, un infelice, io non merito +questo--disse lui, turbatissimo, dando indietro, cercando fuggire. + +--Voi siete l'anima più buona e più nobile che io abbia mai +incontrata--ella disse, con un accento profondo di amore, che finì di +sconvolgere Giovanni. + +--Clara, voi avrete con me le maggiori delusioni. Io ho sofferto, io +sono stanco, sono vecchio, oh quanto più di voi, così piena di vita, +di vivacità! Clara, Clara, se sapeste quanto sono vecchio, e quanto +sono stanco, non dareste al mio cuore questa tortura, questa +nostalgia.... + +L'ultima parola era così imprudente! Superbamente, realizzando il suo +invincibile bisogno di espiazione, ebbra di sacrificio, folle di +sacrificio, ella gridò: + +--Che importa? Fosse anche così, così mi piacete: fosse anche peggio, +voglio amarvi così! + +--È un inutile amore, Clara--egli replicò, tristissimamente. + +--Perchè, inutile? L'amore non è mai inutile! + +--Inutile, lo vedrete, Clara: io non debbo ingannarvi. Io non vi amo. + +--Lo so: non importa--diss'ella, crollando orgogliosamente le spalle. + +--Ciò che è fuggito, non ritorna più. Io non posso amarvi di nuovo. + +--Non importa--replicò ancora lei, giunta al culmine della superbia e +dell'umiltà sentimentale. + +--Clara, Clara, questo è un romanzo: io non ho le forze morali per +seguirvi in questo romanzo. + +--Non importa: camminerò sola. Il mio cuore è saldo, quando l'amore lo +regge. + +--Oh Clara mia, mia amica buona, voi v'illudete, voi non mi amate +punto, voi siete in preda a un accesso di infinita bontà, voi +v'ingannate, sul vostro cuore! + +--Io vi adoro--ella disse, semplicemente, sorridendo. + +--Non è vero. + +--Provate--ella soggiunse, subito, con una tal luce nello sguardo, con +un tal sorriso di offerta sulle labbra, che il poveretto vacillò. + +--Sentite, Clara, io sono il più saggio, fra i due, e invece vi sembro +il più scortese e il più crudele. Clara, restiamo amici, non tentiamo +la Provvidenza, non prepariamoci un avvenire di amarissime delusioni. +Guai, se vi credessi! + +--Mi crederete--e sorrise, fiduciosissima di sè e dell'amore. + +--Io non vi vedrò più!--gridò lui, sentendo sfuggirgli l'estremo suo +lembo di coraggio. + +--Perchè, Giovanni? Non mi amate, è vero: ma non è una dolce +consuetudine di vedermi, per voi? + +--Sì, sì, purtroppo.... + +--Non mi amate, lo so: ma non sono io, la donna che più avete amata? +Non sono io la donna con cui più avete desiderato di vivere, la sola +con cui abbiate desiderato di vivere! + +--La sola, la sola! + +--Ebbene? perchè mi dovreste fuggire? Dite che siete stanco, ammalato, +vecchio, e che non mi potete amare? Quale pericolo correte, dunque? +Voi avete la gran sicurezza; che temete? + +--Nulla.... infatti.... ma dovrò fuggirvi. + +--No. Restiamo amici, voi volete così? Restiamoci. Solamente, +solamente io non sarò amica, ma innamorata di voi. + +--Clara, sarebbe una condizione insopportabile! + +--Io sola, la debbo sopportare! Che fa, a voi? Vi amerò così +quietamente, così segretamente, che quasi quasi non ve ne accorgerete +neppure. Sarete buono con me, ecco tutto: mentre io fui così cattiva! + +--Voi, non siete fatta per questo orribile stato di animo, che è +l'amore non corrisposto. Voi siete stata sempre una vittoriosa.... + +--Lasciatemi provare la dolcezza di esser vinta--disse ella +tenerissimamente. + +--Voi finirete per odiarmi, Clara, io lo so!--e fece un atto di +disperazione. + +--Ma perchè combattete questa lotta inutile e inefficace, Giovanni, +contro me, contro voi stesso? Perchè mi negate il permesso di volervi +bene, quando ciò non vi costa nulla e quando ciò può anche piacervi? +Perchè rinunziate, quando non vi si domanda altro che di lasciarvi +amare, Giovanni? Che vi fa? Perchè dite di no, quando nessuno vi +chiede di dir sì? Lasciatevi amare, lasciatevi amare, è una cosa tanto +confortante, tanto consolante, credetelo! + +Egli non le rispose nulla. + +--Vedrete, amico mio, vedrete che questo mio amore, mentre sarà il +segreto della mia esistenza, non turberà la vostra. Fidate in me. Io +vi saprò amare così bene, che non ne avrete nè preoccupazione, nè +noia. Verrete a vedermi, quando vorrete. Io non vi darò le mie ore: vi +aspetterò, sempre. Sarò profondamente felice, quando vorrete darmi +qualche ora del vostro tempo: e se non vi vedrò, ebbene, non uscirà un +lamento dalla mia bocca. Vi scriverò. Mi permetterete di scrivervi, è +vero? Le lettere sono uno sfogo così dolce a chi ama: e non turbano +colui che non ama. Giovanni, Giovanni, lasciate che io vi ami, non mi +togliete questo amore, se vi sono stata cara una volta. + +E pian piano, dalla sedia in cui era seduta dirimpetto, gli scivolò +inginocchiata, innanzi, levando il volto trasfigurato verso Giovanni +Serra. Egli la sollevò, nelle sue braccia, dicendole forte, +violentemente come se volesse convincerne sè stesso, mentre la +stringeva a sè: + +--Io non ti amo.... non ti amo! + +--Ne sei certo?--ella chiese, misteriosamente, con la testa sul suo +petto, col volto proteso a lui. + +--Non lo so--balbettò il poveretto, in un impulso di luminosa verità. + +E la baciò, sulle labbra. Tutta la virtù di quel cuore d'uomo, in quel +bacio, cadde. + + + +IV. + +Infelicissimo amore! Immediatamente Giovanni Serra provò il confuso +avvilimento della sua caduta e Clara la delusione della sua prepotenza +sentimentale. Passata l'ebbrezza singolare e pur triste della grande +serata, ella si trovò di fronte a Serra, nella condizione tormentosa e +misera, di una donna che ama troppo, che vuole amar troppo e che, +sovra tutto, pensa e dice di amar troppo, mentre non è riamata +abbastanza. Infelicissimo amore! Giacchè nello speranzoso e baldanzoso +animo di Clara, restituito ai consueti trionfi della sua beltà e della +sua grazia, tolto dal fittizio ambiente di umiliazione morale, in cui +ella si era collocata con amara voluttà di punizione, rimesso nella +posizione solita ed orgogliosa di una donna che ha conquistato un uomo +o che lo ha riconquistato, in questo animo in cui gli impeti della +immaginazione erano il fondamento della passione e dove la vanità si +nascondeva sotto le forme più semplici, in questo animo tramontò +subito quel purissimo e inaccessibile ideale di un amore che +volontariamente rinunzia alla corrispondenza, di un amore che +volontariamente invoca di esser dolore e di essere espiazione. +L'imperioso cuore che si voleva dare in un immenso sacrificio, privo +di premio, ritirò subito la sua offerta, quando negli occhi smarriti +di Giovanni Serra vide la follia dell'amore, quando egli si curvò a +baciare quelle labbra col trasporto di un uomo che non ha mai finito +di amare, che ricomincia ad amare, con la forza di dieci anni di +ricordi, accumulata e repressa. Clara passò la notte seguente nella +veglia deliziosa, e indescrivibilmente deliziosa di chi ha trovato, +nell'amore, quello che cercava, il gran segreto che tutte le anime +sentimentali e passionali cercano: un amore eguale al proprio, la +corrispondenza perfetta e l'armonia sublime. La vita, infine, aveva +dato, con dieci anni di ritardo, è vero, ma con più potenza di +concentramento, alla donna innamorata dell'amore, ciò che ella non +aveva mai provato, ciò che pochi uomini e poche donne provano sulla +terra: un amore schietto e profondo, così sentito e così corrisposto. +Immensa delusione: e infelicissimo amore! + +Poichè, quando ella rivide Giovanni e guardò nei suoi occhi, ella vi +scorse un imbarazzo mortale, una tristezza mortale, come ne nascono +nelle pure coscienze di coloro che caddero per una inesplicabile +debolezza della volontà. Clara credeva, era certa di vedersi apparire +innanzi un uomo felice, ringiovanito, ridato alla forza vincitrice +degli ostacoli e ridato agli entusiasmi dell'età più bella: e invece, +Giovanni aveva l'aspetto di un uomo che ha errato e che sente +amaramente tutto il peso del suo errore. Clara era lieta e dolce, +aveva rialzato i suoi capelli in un grosso nodo attraversato dagli +spilloni di tartaruga, come dieci anni prima, aveva un vestito chiaro +e gaio: e Giovanni la guardava, con certi occhi distratti e stupiti, +dove, ogni tanto, si abbassava il velo di una malinconia intensa, +dove, ogni tanto, passava la nuvola dello sgomento. + +--Come siete gioconda, questa sera!--le disse, come trasognato. + +--Perchè ti voglio tanto bene--ella gli rispose, dolcissimamente, +prendendogli le mani. + +Egli si turbò sempre più. + +--Non parliamo di questo, Clara. + +--Perchè? Non mi credi? Non mi credi? + +Egli tacque. Non le credeva, infatti. Ella intese perfettamente questa +sfiducia. + +--Che debbo fare, perchè tu creda? + +--Nulla, Clara: non fare nulla. Io sono uno sventurato. + +--E perchè? Non ti voglio bene, io, malgrado la tua incredulità? Non +mi vuoi bene, tu? + +--Io!--gridò lui.--No, no, non ti amo! + +--E che mi hai detto ieri sera, allora? Hai mentito? Sei diventato +bugiardo, ora? Non eri bugiardo, prima. + +Giovanni Serra non rispose. Era così pallido, così disfatto ed evitava +tanto di guardarla! + +--Amore mio, amore mio--ella riprese, tenerissimamente, carezzandogli +una mano--non tormentarti, te ne prego. Non ti dico nulla, non ti +domando nulla: la mia voce e le mie parole ti agitano, lo vedo. Lascia +ch'io stia vicino a te, così, in silenzio. + +Era, difatti, seduta accanto a lui, sul divano, e gli aveva passato un +braccio sotto il braccio; aveva appoggiata lievemente la testa sulla +sua spalla. Un lungo silenzio: ma ella, a occhi bassi, sentiva che il +respiro di Giovanni diventava affannoso. Allora, pian piano, levò gli +occhi, lo guardò, gli mormorò: + +--Mi vuoi bene? + +Una così grande espressione di dolore, negli occhi di quell'uomo! Ella +tacque, ancora un poco, legata a lui, cheta, respirando appena: poi le +parve che egli le sfiorasse con le labbra i capelli: + +--Mi vuoi bene, amore?--chiese, sorridendo nel fondo del cuore. + +Giovanni sospirò profondamente e rispose: + +--No. + +Attraversata da un impeto d'ira, ella si staccò bruscamente da lui, si +levò, esclamando: + +--Sei cattivo e scortese. + +Una scena dolorosa avvenne fra loro, dove tutta la violenza e tutta la +natural tenerezza del cuore di Clara--tenerezza repressa nel periodo +d'isolamento in cui era stata--sgorgarono in parole precipitose, +ardenti, innamorate e pure ingiurianti: e dove tutta la mitezza e +tutto il profondo scetticismo di Giovanni si manifestarono, più dolci +e più freddi, pieni delle grandi timidità di chi, avendo amato invano +per tanto tempo, ha oramai una paura invincibile di amare. Due o tre +volte, durante questa penosissima scena, ella lo offese in un modo +crudele, poichè era avvezza a calpestare i cuori che adorava, per poi +adorarli più profondamente, dopo; ed egli sentì l'offesa, con un amaro +piacere, giacchè essa lo autorizzava non a reagire, ma ad andarsene, +per non ritornare mai più. Questo, questo, era il suo intimo +desiderio, innanzi a quella donna che lo affascinava e che lo +terrorizzava coi tumulti strani della sua fantasia, con le singolarità +di un temperamento fuggevole e pericoloso, con l'impensato di +un'anima, nella quale la inconscienza assumeva degli aspetti terribili +e dolcissimi. Nel momento in cui ella più gravemente lo ingiuriò, egli +pensò che era giunta la salvazione per lui, se partiva. Ma quando ella +lo vide arrivato alla soglia, quando intese che lo perdeva, così, +miseramente, irrimediabilmente, lo chiamò con una voce così spezzata +dal pianto, che egli si volse, venne a lei. Clara piangeva, Piangeva! +Mai l'aveva vista piangere, Credeva che non potesse piangere, tanto il +gran riso clamoroso, e il riso breve, e il sorriso, e il sogghigno le +eran particolari. Clara piangeva, soffocando dai singhiozzi, con un +lamento che le usciva dalle labbra, continuo. Il cuore di quell'uomo +buono s'infranse, ed egli intese sul suo petto quel povero corpo +femminile scosso dai singulti, ed essa intese da quella voce tremante +e fievole la parola d'amore, strappata dall'essenza di quell'anima, +dolorosamente. + +Tali furono, sempre, le amarissime vittorie di Clara; e procedendo +oltre, il combattimento fu diversamente aspro, con forze maggiori o +minori dall'una parte e dall'altra, ma concedenti sempre il più triste +dei trionfi al soldato più energico e più ardente, più abituato alla +guerra dell'amore, più multiplo nelle sue risorse di attacco e di +difesa. Giacchè appena Giovanni Serra si allontanava da Clara, dalla +sua casa, dal cerchio magico in cui ella lo rinserrava, rinasceva in +lui il desiderio della fuga ultima, della liberazione. Quando ella non +era presente ed egli non ne vedeva le grazie delicate, e la novissima +incantatrice dolcezza, e tutta la seduzione muliebre potente, Clara +gli appariva come l'aveva sempre considerata, da dieci anni: una donna +attraente, perfida e fallace, a cui egli aveva gittato inutilmente il +suo cuore e per la quale aveva perduto ogni fede in sè stesso e nella +vita. La figura di una creatura quasi mostruosa, senza pietà +femminile, senza alito di sentimento nell'anima, senza coscienza pel +bene, come pel male, formatasi in dieci anni nel suo spirito, lo +signoreggiava, di nuovo, con novello impulso di ribrezzo, di orrore. +Mutata, forse? Forse. Ella era capace di tutto, anche di vestire +l'aspetto della maggior tenerezza della maggiore nobiltà spirituale, e +di essere, forse, tenera e nobile veramente, per un certo tempo per +ordine della propria volontà, sino a che la natura sopita si +risvegliasse, e l'onda della perfidia e della menzogna trasportasse +via il bel sogno di bontà e di dolcezza. Mutata? E che, perciò? +Anch'egli s'era mutato purtroppo, e dove la lava incandescente della +passione aveva gorgogliato, schiumando, del fuoco, si stendeva il +lapillo grigio e freddo delle devastazioni vulcaniche: dove aveva +vissuto la fede nell'anima umana e nella sua purezza, vi era il gelo +di un dubbio tranquillo e non più torturante: dove avevano balzato di +gioia e di voluttà gli entusiasmi giovanili, vi era l'inazione e +l'aridità. La lealtà, il rispetto, la bontà virile rimanevano intatte +in quell'uomo che aveva avuto in dono, nella giovinezza, le qualità +più nobili dello spirito: ma ciò che restava, non bastava all'amore. +Una parte di quel cuore, era veramente finita. E tutta la sensibilità +che ancor viveva in lui, fremeva di sgomento all'idea di essere stato +ripreso da quel fascino; non si sentiva più la forza morale per quelle +lotte e il risultato non gli sembrava più la sua grande ambizione. +Così, di lontano, egli formava sempre il disegno di non vedere mai più +Clara. Ella gli scriveva delle lettere lunghe e bizzarre, con +un'incoerenza sentimentale che sarebbe stata molto interessante e +molto seducente per un uomo più giovane e più vivace, meno provato dai +dolori della vita, ma che gli produceva un senso di ripulsa, di +maggior distacco: non rispondeva alle lettere. Ella gli mandava degli +appuntamenti; Giovanni vi mancava, due o tre volte. Perchè, alla +quarta volta, egli non resisteva più e vi andava, riluttante, pieno di +tutte le incertezze? Egli non se lo spiegava: e nella sua timida +immaginazione, il fascino di Clara assumeva un aspetto onnipossente; +Giovanni aveva bisogno di credere a un potere ascoso, rarissimo, +unico, per spiegare la mollezza della sua volontà. Perchè, tante +volte, quando egli andava da lei, ben deciso, ben risoluto, a +dichiararle che quell'amore così povero di gioie, così dubbio, così +squilibrato non aveva ragione di essere e di durare, perchè Giovanni, +innanzi al bel volto tranquillo e sorridente di Clara, a quelle mani +che gli si tendevano affettuosamente, al suono di quella voce che ella +rendeva così insinuante, per lui, perchè egli non diceva più niente, +lasciandosi andare alla corrente di quel sentimento, illuso per un +poco, credendo di essere amato, credendo di amare? Perchè, nelle loro +grandi scene, scoppiate improvvisamente, egli aveva provato a +proclamare la sua libertà, la sua indifferenza, sempre più duramente, +meravigliandosi anzi talvolta della propria durezza, ed era riescito +soltanto ad esasperare Clara; ma non aveva svincolato il proprio +cuore? Perchè, mentre egli era dei due quello che meno pensava +d'amare, che meno diceva d'amare, che non scriveva, che rinunziava ai +convegni, perchè, poi, era lui quello che più cedeva, che più si dava, +che più rientrava in servitù, con ritorni di affetto che costituivano +le pochissime soavità di quell'amore? Perchè, una volta, quando +stettero quindici giorni senza vedersi ed ella continuava a +scrivergli, egli non ebbe la forza di non aprire, come aveva +dichiarato, le sue lettere? E una sera, ella passava, sola, triste, +pallida, per una via, rientrando nella sua casa deserta con aspetto di +tale abbattimento ed infelicità, che Giovanni, vedendola innanzi a sè, +non visto da lei, provò uno schianto indicibile. Ritornò a lei, +subito, senza che lo avesse chiamato: e Clara stessa si stupì di +questo ritorno inatteso, mentre il suo cuore si era immerso già +nell'amarezza dell'abbandono. E ingenuamente, puerilmente, Giovanni +non sapendo come spiegarsi la sua debolezza e la sua disfatta, pensava +a qualche cosa d'insolitamente affascinante, e diceva, come un bimbo: + +--È una strega. + +Ma per colei che misteriosamente lo riconduceva a sè, ogni volta, +questi trionfi erano un tossico. Fermentavano dentro il suo spirito +indomito le ribellioni più profonde contro questo stato di lotta che +avviliva l'idea ch'ella si era fatta di quell'amore e che la +mortificava in tutte le sue vanità muliebri. Ella, infine, lo amava, è +vero, come poteva e come sapeva, con un senso immensamente egoistico +che aveva sempre dominato in quell'anima: lo amava, perchè le faceva +piacere di amare, perchè il suo stato migliore era l'amore, perchè +ella non sentiva la vita che quando era innamorata: l'amava perchè +così aveva voluto ed ora la sua volontà era più forte di lei. Ciò che +la sconvolgeva, era di non sentirsi amata abbastanza, mentre ella +sapeva di dare a Giovanni il meglio che restava di lei: ciò che la +esasperava, era questa battaglia quotidiana che ella sosteneva, per +conservare, se non l'amore, la larva di amore che le portava +quest'uomo: ciò che la faceva delirare di collera, segretamente, era +di avere ancora sbagliato, anche in quest'ultima volta e di non potere +in nessun modo metter rimedio al suo errore. Per il passato, coloro +che l'avevano amata, erano stati tipi soliti, comuni, non più buoni e +non più cattivi di qualunque altro uomo, in modo che il mondo +psicologico di Clara non aveva avuto sviluppo che nelle ombre della +sua anima, assai più grande e assai più complessa di quelle che ella +aveva avuto ai suoi piedi. Ella aveva sofferto per loro, non già per +le complicazioni sentimentali, ma perchè questi due o tre erano esseri +limitati, non meschini, ma limitati, a cui ella aveva creato una +luminosa e inesistente aureola. Aveva sofferto di non essere amata +abbastanza, disprezzando coloro cui mancava la potenza spirituale, +rimpiangendo sempre Giovanni, Giovanni, ch'ella aveva disdegnato e di +cui si rammentava la violenza giovanile di passione: e lentamente, +nella sua coscienza, si era formato il criterio che solo Giovanni +l'avesse amata e che solo lui, così profondo, così intimo, così +squisito, avrebbe potuto amarla come ella desiderava. Gli altri, +erano, infine, poveri diavoli, ai quali ella aveva dato il manto di +porpora della sua immaginazione e uno scettro d'oro, sotto cui ella +medesima si era curvata; ma l'anima bella per sè, grande per sè, unica +nella tenerezza come unica nella passione, era quella di Giovanni. +Ella aveva creduto a una fatalità del destino quando, finendo la sua +giovinezza, prima del tramonto, s'erano incontrati nuovamente ed egli +le aveva parlato dell'amore passato. E in lei si erano dileguate le +profonde stanchezze, mentre più vivo, più forte rinasceva il desiderio +di amare eccezionalmente, di essere eccezionalmente amata. Ella si +rammentava un Giovanni Serra tutto pieno di un ingenuo e vibrante +ardor giovanile, che faceva dell'amore non un breve episodio, come +tutti gli altri, ma il grande affare dei suoi giorni e delle sue +notti, che dava all'amore un tesoro di intima mestizia e di gioie +delicate, che portava l'immagine dell'amata come la sola visione degna +della sua fantasia, e che ne pronunziava il nome con una emozione +vivissima e candidamente mal repressa. Aveva creduto, quando egli le +narrava i suoi dolori passati con sì grande senso di amarezza, che +egli fosse sempre il medesimo: e che era giusto e umano l'amarlo; e +che era una voluttà dolorosa l'amarlo senza conforto; e che, infine, +infine, egli l'amasse ancora, malgrado i tentativi di fuga, malgrado i +dinieghi, malgrado i terrori che gli si dipingevano sul volto, +malgrado che egli restasse freddo e confuso, nelle ore più calde, in +cui ella più si abbandonava a questa estrema passione. E dall'antico +concetto e dal novissimo errore suo, ella traeva un veleno interno di +delusione, un seguito di sconfitte inavvertite da lui, ma di cui ella +provava il colpo nel fondo dell'anima, un ricadere continuamente sulle +proprie speranze e un soffrire per tutte le parti, dall'amore all'amor +proprio, dalla delicatezza all'orgoglio, dalla sensibilità femminile +bonaria alla sensibilità femminile maligna. Come si torturava ella, +per un ritardo di un'ora, per una parola detta con troppa +disinvoltura, per un _voi_ apparso improvvisamente nel più intimo +discorso: e il suo umore si cangiava, per la sottile ferita ricevuta, +ed egli, che non sapeva di aver ferito, si stupiva del cangiamento, e +arretrandosi, pallido, come se avesse visto un fantasma, le diceva la +tetra e monotona frase: + +--Voi siete sempre la stessa. + +Sì, Clara era sempre la stessa, con un carattere mobile e pure +ostinato, con una energia breve e caduca, con un disprezzo intimo e +cordiale di sè, con un egoismo a cui dava le forme nobili dell'amore, +con un desiderio di vivere e di godere che non si saziava mai; e su +tutto questo fondo stravagante, e spesso perfido, e spesso capace dei +più alti sagrificii, il ricordo di una vita vissuta mediocremente, il +ricordo di sciocchi errori e di delusioni meschine. Era sempre la +stessa, lei, ma da tutti i pianti versati nella solitudine della sua +casa, da tutte le angoscie soffocate sotto la sua maschera di donna +mondana, da quell'abbandono in cui aveva passato un anno, le era +venuta innanzi alla mente la grande verità, che tutti i calcoli +dell'egoismo sono sempre sbagliati, e che bisogna vivere per gli +altri, per poter essere felici. Non era fatta per questo, la sua +natura capricciosa ed esaltata: ma la sua volontà le imponeva di +assuefarsi alla più semplice verità umana, che è la felicità altrui: +ed ella giungeva con uno sforzo supremo là dove altre creature +arrivano naturalmente e la sua bontà calma, la sua dolcezza ragionata, +la sua serenità esteriore avevano, forse, maggior merito, poichè ella +affogava in esse tutto il clamore di un'anima ribelle. Soffriva +profondamente, perchè non era amata abbastanza, perchè non era neppure +certa di essere amata: dentro le vene ardeva il sangue per collere +improvvise: cento volte ella sentiva la tentazione di scacciare +Giovanni da sè, di non vederlo mai più. Ma il pensiero che egli, +veramente, la credesse ancora una perfida femmina, capace del male per +la voluttà del male, ma l'idea di desolare ancora Giovanni, con una +catastrofe spirituale, tale che per sempre ne restasse violata la sua +memoria, la rigettavano nell'amore e nel sacrificio. + +E più il suo spirito spasimava per la battaglia che sosteneva, più +ella prodigava a Giovanni Serra i tesori della più squisita affezione. +Egli, talvolta, ne restava avvilito. Ora, non le diceva più di non +crederle; nè, d'altra parte, la fiducia nasceva in lui, bensì uno +stupore malinconico. Quando ella gli dava qualche novella pruova, non +chiesta, di amore, egli restava confuso e rammaricato: + +--Io non merito questo, Clara. Tu esageri sempre: e che sarà il nostro +avvenire, così? + +--Io ti amerò sempre egualmente--diceva ella, esaltata. + +--Quante volte l'hai detta la parola _sempre_? + +--Ah tu sei crudele!--esclamava lei, abbassando il capo per nascondere +il suo pallore. + +Sì, quell'onest'uomo, quell'uomo onesto e buono era spesso crudele, +con lei. Non s'accorgeva di colpirla, così duramente: o non la credeva +sensibile: o credeva che fosse necessario di colpirla, per guarirla da +questo morbo spirituale che la teneva. Certi giorni, dopo un'assenza +di una settimana, le appariva innanzi quietissimo, avendo l'aria di +non vedere che ella era disfatta dall'attesa, non dando nessuna scusa +alla sua mancanza. Un dialogo freddo si stabiliva fra loro due: le +labbra di lei fremevano leggiermente, perchè reprimevano lo sdegno: +egli non capiva ciò e dopo un'ora trascorsa, così, in uno strazio fine +e pur terribile, egli si levava per andarsene: + +--Vieni domani?--ella diceva, a occhi bassi, pallida come uno spettro, + +--Non so. + +--Dopodomani, allora? + +--Non ti saprei dire: ho delle faccende noiose da sbrigare. + +--Ah!--diceva lei, senz'altro, sentendosi morire. + +--Ti scriverò, quando posso venire. + +--Va bene. + +E lentamente lo seguiva, mentre si avviava alla porta: gli porgeva una +mano gelida ed immota. Talvolta, egli le chiedeva: + +--Che hai? + +--Nulla--ella rispondeva con voce così mutata che egli avrebbe dovuto +capire. Ma, temendo una scena, egli se ne andava, senz'altro. Come +ella correva nella sua stanza, gittandosi sul letto, mordendo i +cuscini, ingiuriando la freddezza di Giovanni, imprecando alla propria +viltà, esalando tutta l'ira della sua delusione, soffocando le grida +del suo cuore che insorgeva contro un dolore così atroce! La crisi +durava una notte intiera: ella si addormentava all'alba, con gli occhi +rossi di lacrime, con il petto ancora esalante sospiri. Egli non +sapeva nulla di ciò. Ella temeva che Giovanni la fuggisse per sempre, +se diventava troppo insistente e troppo noiosa. L'altiera donna era +giunta a credersi una seccatrice. Pure, qualche sera, quando più +l'onesto e buon'uomo era stato crudele, ella sentiva cadere le forze +della sua rassegnazione. Allora gli appariva infelice, così +accasciata, così perduta in un abisso di delusioni, che l'oscuro +mistero della sua tenerezza per Clara, si svelava. Una volta, egli era +andato via. Appena fuori, sulle scale, egli intese, dietro la porta +ancora chiusa, un tale scoppio di singhiozzi che tornò indietro, bussò +e la trovò smarrita, incapace di affogare i suoi lamenti, incapace di +dominarsi più. Qual notte! Egli le parlava ed ella, perduta in un +oceano di amarezza, non gli rispondeva, mentre, come se fosse sola, si +raccomandava alla Madonna ed ai santi, perchè la liberassero da quelle +torture. Egli le prendeva le mani, ma ella le ritraeva, come +inorridita, convulsa, per rivolgerle al cielo, per chiedere la pace, +la pace, niente altro: egli cercava di abbracciarla, ma quel corpo +fremente gli sfuggiva; essa passava da un divano all'altro, camminava +al buio, per le altre stanze, parlando sola, gemendo, tutto il suo +male, gemendo di dover amare così, gemendo di essere così poco amata. +Notte fatale, invero: giacchè fu allora soltanto ch'egli capì tutta la +gravità del loro caso: giacchè fu in quella scena di lacrime, di +convulsioni, in cui ella pareva avesse dimenticata persino la sua +presenza, che egli le parlò, per una volta, come dieci anni prima, +come un innamorato, come un amante. Egli s'inginocchiò innanzi a lei e +le chiese perdono della sua condotta, e la pregò che avesse pietà di +lui; la scongiurò di credergli, quando le diceva che nessun essere le +era devoto come il suo, e di compatirlo se egli non sapeva amarla, se +egli non sapeva ritrovare in un'anima stanca, malata, vecchia, gli +accenti e gli entusiasmi dell'amore; che per quanto egli poteva amare, +l'amava; che era poco, sì, era poco, per una donna appassionata come +lei; che ella meritava un miglior innamorato, un miglior amante; ma +che lui non poteva amar meglio, ma che egli le aveva dato tutto, dieci +anni prima, e che quella devastazione era opera sua. Mentre ella, +sfinita, esausta, si passava ancora sugli occhi aridi il fazzoletto +bagnato di lacrime, Giovanni, ai suoi piedi, le narrava ancora la sua +miseria sentimentale presente, la sua morbosa sensibilità che aveva +paura dell'amore, la sua impotenza spirituale, tutta la rovina +irreparabile che gli impediva di esser per lei il perfetto innamorato, +il perfetto amante. Alle sue ginocchia, in una evocazione straziante, +di quello che era stato il suo passato d'amore e nello strazio della +presente realtà, egli versò poche, cocenti lacrime, le più dolorose +che avesse versate mai. Smorta, con gli occhi spalancati su lui, +reggendosi la testa con le mani, ella che aveva gridato tutta la sua +desolazione, udiva ora le parole di una ben diversa miseria, di un +disfacimento umano assai più tragico del suo; e mentre l'alba faceva +il cielo di un freddissimo biancoverdino, i due amanti si guardarono, +presi da una pietà immensa, per sè stessi, e sentendo che nessuno dei +due poteva consolare, giammai, giammai l'altro. + +Ella, folle oramai di sacrificio, fu dimentica di sè, e si rassegnò a +una forma qualsiasi dell'amore, purchè Giovanni non l'abbandonasse. +Rinunziava alla passione, chiudendo gli occhi: ella che adorava solo +la passione! L'amasse Giovanni, come voleva, come poteva, quando +voleva: purchè quel residuo di tenerezza fosse suo! Oramai ella +diventava simile ai malati che, giorno per giorno, vanno rinunziando +alle dolcezze che godono i sani e fanno un ragionamento malinconico a +ogni rinunzia. Diceva, ella: + +--Tu, che non mi scrivi mai.... + +E se egli annuiva, ella frenava il suo spasimo. Giovanni, un tempo, le +aveva troppo scritto: adesso non ne aveva più la forza. Altre volte +diceva: + +--Tu non vieni; è vero, domani sera? + +Ed era perchè soffriva troppo, a udirlo dire da lui che non sarebbe +venuto. Parlando dell'amore, ella soggiungeva, con un debole sorriso: + +--Tu che mi vuoi bene così poco.... + +E lo sogguardava, ansiosamente, per osservare anche l'espressione più +fugace. Egli sorrideva, acconsentendo al fatto di amarla poco: Clara +indietreggiava, disperata internamente della pruova. Qualche volta, +bonariamente, ella gli tendeva un tranello: + +--Perchè mi ami così poco? Io ti voglio troppo bene. + +--Perchè non posso di più. + +--Non puoi, non puoi? Tenta. + +--Oh no!--esclamava, con un tono di stanchezza, di sfiducia, di paura. + +--Io ti amo troppo--ella diceva, affogando di dolore, ma non +mostrandolo. + +--È ciò che mi trafigge. Io sono un indegno, Clara. + +--E se non ti amassi più? + +Giovanni impallidiva e taceva. Quel pallore, la rincorava. + +--Se non ti amassi più, di'? + +--Mi rassegnerei malinconicamente. Sono stato un grande sventurato, +sempre. + +--Ti rassegneresti?--e fremeva, ella. + +--Mi rassegnerei. + +--Mi riesce impossibile di non amarti, Giovanni!--ella esclamava. + +--Se tu volessi, ti sarebbe facile. Credimi, non ti ho meritata prima: +non ti merito adesso. Era destino! + +--Parliamo d'altro--diceva lei, brevemente, vinta. + +Ma si rinnovava ogni giorno, ogni sera, il duello, sopra una ben +semplice frase così cara a tutti gli amanti. Quando ella era di umore +più lieto, gli diceva: + +--Già, non ti domando se mi vuoi bene. Sarebbe inutile. + +--Sarebbe inutile--mormorava lui, sorridendo, cercando di scherzare. + +--Non mi ami affatto?--e la voce lievemente le tremava. + +--Affatto. + +Clara taceva, incapace di scherzare più. + +--Che hai?--chiedeva Giovanni. + +--Nulla. + +--Nulla? Ti ho rattristata? + +--Un poco. + +--Sono un infelice--diceva Giovanni, così schiettamente addolorato, +che Clara non osava proseguire la discussione. + +Ma, talvolta, la domanda era diretta: + +--Mi vuoi bene? + +E se lui era tranquillo, senza fremiti nella sua sensibilità, le +rispondeva: + +--Tu lo sai. + +--Non so nulla. Ripeti un poco, + +--Quante volte lo vuoi sentire, Clara! + +--Gli è che non lo dici mai, mai, mai! + +--A che serve? + +--Mi serve: mi serve immensamente. Te ne prego, Giovanni, Giovanni +mio, mio amore, dimmi se mi vuoi bene! + +--Ti voglio bene--diceva lui, a occhi bassi, quasi per forza. + +--Quanto? + +--Quanto posso. + +--E poco, è vero, è poco? + +--Perchè mi ricordi che sono un poverello, in fatto di amore? Perchè +mi rinfacci la mia miseria? Perchè mi rimproveri se non ho più lena, +se non ho più una scintilla di entusiasmo? Clara, Clara, tu mi uccidi, +così! + +--Perdonami--diceva lei, scivolandogli inginocchiata innanzi, con un +moto che le era familiare. + +--Io non debbo vederti più--diceva lui, come se parlasse a sè stesso. + +Oppure, la frase cara agli amanti riappariva in altri modi tormentosi. +Talvolta, dopo un lungo silenzio, vagamente, distrattamente, come per +un moto delle labbra, ella chiedeva: + +--Mi vuoi bene? + +Giovanni non rispondeva. Immediatamente, ella diventava trepida e +ansante: + +--Giovanni, mi vuoi bene? + +Allora egli usciva dalle sue riflessioni e vagamente, distrattamente, +diceva: + +--No. + +--Giovanni? + +--Clara! + +--Hai detto che non mi ami? + +--L'ho detto. + +--Ed è vero? + +--È vero. + +Silenziosamente, ella curvava il capo, e le lacrime le discendevano +sulle guancie. Giovanni la guardava, desolato: poi, le andava vicino, +le carezzava una mano, le baciava le guancie bagnate di lacrime. + +--Ho scherzato--diceva. + +--Tu non ischerzi mai. + +--Ho scherzato. + +Tutto finiva, così: ma le lacrime erano state versate. E infine, sulla +frase cara agli amanti, avveniva ancora questo: + +--Tu non mi chiedi mai, Giovanni, se ti voglio bene! + +--Perchè chiedertelo? + +--Non ti piace saperlo? + +--No, non mi piace. + +--Ti tormenta, il mio amore? + +--Sì, mi tormenta tanto. + +--Ma perchè, ma perchè? + +--Perchè mi hai amato troppo tardi--esclamava lui, per la centesima +volta;--perchè io non sono più il giovanotto appassionato di dieci +anni fa, ma un uomo arido e stanco, senza speranze e senza desiderii! +È tardi, è tardi, Clara. + +--Mai tardi, per l'amore. + +--Siamo vecchi, Clara: il nostro sole tramonta. + +--Dio mi salvi dalla notte--ella mormorava, avvilita, senza più +energia. + +Vi fu un giorno, però, in cui tutte le ombre malinconiche, e le +incertezze, e i timori parvero dileguati. Era nella calda estate ed +ella era andata ad Albano, sui colli, per fuggire l'aria soffocante di +Roma. Colà, lo aspettava pazientemente, per giornate intiere, ma egli, +pur promettendo di venire a trovarla, pur scrivendole, non veniva mai. +Per tre o quattro volte ella era andata alla stazione, inutilmente. +Una grandissima tristezza adesso opprimeva la donna superba; giacchè +le pesava sulle spalle tutto l'irreparabile del suo errore +sentimentale. Volontariamente ella si era ingolfata in questo amore; +con ostinazione di passione ella ne aveva abbracciata la croce; la sua +fantasia l'aveva spinta ai più duri sacrificii; e adesso erano +impegnati il suo cuore e il suo onore. Stando sola, nella freschezza +dei colli albani, ella approfondiva l'immensità del suo ultimo fallo e +quel verde riposato tutt'intorno, e quella serenità la crucciavano. +Infine, un giorno egli giunse, quasi inaspettato. Era così lieto! Le +disse, subito che non era venuto, ma che aveva sofferto molto, a non +venire: che l'aveva molto amata, nella sua assenza: e le domandò, se +ella lo amasse ancora. Così lieto! Ella diventò lietissima. Andarono, +insieme, sotto l'ombrellino di Clara, a una lunga passeggiata, a +braccetto, a traverso i sentieri di campagna, fra i prati fioriti. +Clara aveva un vestito di seta leggiera, di un bianco avorio: e un +gran cappello di merletto avorio come una cuffia. Pareva molto più +giovane e così delicata che egli la chiamò, ridendo: _Madame la +marquise_. Ella era raggiante. Si sedettero sull'erba, all'ombra di un +elce secolare, famoso in quelle campagne, e le loro anime furono così +assolutamente e perfettamente armoniose, in quella solinga e serena +campagna, che essi si guardavano e indovinavano l'un l'altro i +pensieri. Si dispersero, due volte, per la via, ridendo, scherzando, +baciandosi, dietro l'ombrello abbassato di Clara: e _Madame la +marquise_ arrossiva finemente di gioia, sotto l'ombra bianca del suo +grande cappello. Non un motto del passato: non un pensiero del domani: +non un velo di amarezza, mai. Egli aveva l'aria di un fanciullo; +strappò dei fiori di campo, odorosissimi, ne fece un gran fascio, lo +portarono all'albergo in trionfo. Là pranzarono soli, soli, in un +angolo della stanza da pranzo, guardandosi negli occhi, sorridendosi, +toccandosi le mani nel porgersi un bicchiere, un piatto, ebbri di una +gioia di vivere che li faceva impallidire di piacere. Andarono sulla +terrazza dell'albergo, soli sempre, tenendosi per mano, tacendo, +dicendosi nello sguardo innamorato quelle cose profonde e intime, che +l'amore pensa e non dice. Ogni tanto, ella chiedeva: + +--Mi vuoi bene? + +--Sì--rispondeva lui, semplicemente, senza reticenze. + +--Quanto? + +--Molto. + +--Io ti adoro--ella concludeva, arrossendo. + +Alla sera, ella lo ricondusse alla stazione, attaccata al suo braccio, +innamoratissima di lui, mentre lui non sapeva staccare lo sguardo da +quei cari occhi: si baciarono nella penombra della stazione, senza +pensare a chi li guardava. Il treno si mosse, ella restava a guardare +e lui si sporgeva dallo sportello, salutando. + +Ella gli scrisse, nei giorni successivi, otto o dieci lettere, folli: +egli non rispose. Aveva giurato di ritornare: non ritornò. Ella +ripartì per Roma, prima che la villeggiatura finisse. + + + +V. + +Vestita di bianco, con un leggiero scialletto di crespo bianco sulle +spalle, Clara, in quelle ultime lunghe sere di estate, aspettava +Giovanni al balcone. Prima, la solinga donna leggeva un poco, si +aggirava come un fantasma per la casa deserta; poi, verso le nove, +approssimandosi l'ora dell'arrivo, ella esciva sul balcone, +interrogando le penombre di via del Babuino. Malgrado che l'afa di +quella fine d'agosto togliesse la gente alle case soffocanti e la +spingesse per le vie, in cerca di un fantastico fresco, via del +Babuino era spopolata. È lontana dal centro: ed è via di forestieri, +che la popolano solo nell'inverno. Pochissima gente l'attraversava; +avanzandosi la sera, non più un viandante. Clara guardava l'alto della +strada, verso piazza di Spagna, donde giungeva sempre Giovanni, quando +giungeva: e appena una persona svoltava l'angolo, essa si piegava sui +ferri, cercando distinguere l'alta figura e il passo un po' lento, a +lei così noti. L'ora serotina si svolgeva, calda, spesso attraversata +da un molle soffio sciroccale; Giovanni non compariva. Affaticata +dallo stare in piedi, ella si sedeva sovra uno sgabello di legno, che +era fuori sul balcone; appoggiava la testa ai ferri, in atto di +pazienza e di riposo; talvolta, un lieve sonno la coglieva; alle +undici e mezzo, che ella sentiva suonare a Santa Maria del Popolo, si +levava, rientrava, poichè Giovanni non sarebbe venuto più. Un brivido +di freddo la coglieva, in casa: e si accostava alla sua scrivania, per +scrivergli un biglietto, una lettera, lagnandosi che egli avesse +ancora mancato alla promessa. Ma, sedutasi, si rialzava subito: a che +lagnarsi? Su sette sere della settimana, egli mancava cinque: e la +lasciava, così, in una interminabile aspettativa, fuori su quel +balcone, in una solitudine e in una malinconia grande, sapendo +benissimo che ella lo aspettava ogni sera e che era sola, solissima. +Adesso, ella non si lagnava più, giacchè le scene la stancavano e la +impaurivano, perduta di energia, precipitata e giacente nella inazione +spirituale di chi ha troppo amato inutilmente: e non lamentandosi lei, +egli non si scusava neppure e aveva l'aria di non rammentarsi che ella +non esciva, non vedeva nessuno, per lui soltanto. Oramai, Clara non +aveva più quelle crisi di violenza, in cui malediceva l'aridità del +cuore di Giovanni e la viltà del proprio cuore che non sapeva +infrangere un legame così fittizio e così torturante: ella era in +preda a quelle sonnolenti rassegnazioni, che abbattono tutte le +persone di carattere impetuoso, dopo un periodo di passione. Sul viso +altiero di Clara, dove sempre aveva brillato il sorriso trionfale +della donna padrona del proprio destino, ora sedeva l'espressione +stanca e paziente della vittima. Quando Giovanni le riappariva +innanzi, ella sorrideva tenuemente, gli si sedeva accanto, ma non +troppo vicino, non gli faceva un rimprovero, gli parlava a voce bassa, +senza ridere mai. Egli la guardava curiosamente: scrutava tutte le +impressioni di quel volto mobile, di quegli occhi vivacissimi, e +scorgendovi come disteso un velo d'inesorabile e quieta tristezza, +crollava il capo, senza dire nulla. Egli stesso era profondamente +triste. Forse, s'imponeva di non andare da Clara, più spesso. Forse, +per una singolare contraddizione del suo spirito, quell'aspetto di +vittima, quel silenzio, quella mancanza di sorriso, lo tormentavano +più di una scena furiosa. Nel settembre, egli partì per Napoli, +senz'avvertirla neanche; ella gli scrisse, tre o quattro volte, delle +lettere pacate, ma senza rampogna; delle lettere dove tutto il fuoco +dell'anima di Clara parea fosse stato smorzato dalle lacrime. Ritornò, +Giovanni, dopo dieci giorni: ed ella non gli fece nessuna +interrogazione, fredda e tenera, fredda e triste, fredda e oppressa da +una fatica morale che le traluceva, torbidamente, dagli occhi. + +--Che hai? Che hai?--le chiese lui, quel giorno, con ansietà, andando +volontariamente incontro a una spiegazione. + +--Sono stanca--ella disse, chinando gli occhi. + +--Di me? + +Ella esitò, un minuto. Disse: + +--No. + +--Finirai per odiarmi, io lo aveva preveduto--egli soggiunse, +desolatamente. + +--E perchè, Giovanni? Tu non hai nessuna colpa. + +--E tu neanche, poveretta!--replicò lui, prendendole le mani. + +Ella si svincolò, dolcemente e freddamente. + +--Oh io, sì!--e un vero accento di convinzione, la dichiarava +colpevole di quel malinconico ultimo peccato, pieno di tante +delusioni. + +--La colpa è delle cose, è degli anni, è della fatalità--egli spiegò. + +--La fatalità è la scusa dei deboli e degli sciocchi--diss'ella +brevemente.--Io ho voluto che questo fosse; la colpa è mia. + +--Poveretta, poveretta!--mormorò lui, con voce di pianto. + +--Mi sono ingannata, anche questa volta--ella replicò, con una +freddezza di ghiaccio. + +L'accenno agli amori passati, il primo che ella facesse durante un +anno e mezzo di relazione con lui, la comunanza del suo amore con gli +altri, nella mente di Clara, gli fece una impressione pessima. + +--Io non ti ho ingannata--esclamò lui offeso, contristatissimo. + +--Chi sa!--ella disse.--Hai creduto di dirmi la verità: ma quando è +che l'hai detta? + +--Mai, mai ti ho ingannata! + +--Eppure un giorno mi dicevi d'amarmi e un giorno lo negavi. Quando è +che mentivi? + +--Mai, mai, Clara! + +--Vedi bene che tu stesso ignori la verità. Tu non sai niente! + +--So che soffro, ecco tutto. + +--Anche io, molto, Giovanni, molto. + +--Non più di me! + +--Più di te, più di te, in un modo diverso, con una intensità maggiore +e diversa. Niuno ha mai espiato un peccato più immediatamente e più +rigorosamente di me, credilo. + +--Povera Clara, io ti ho portato sfortuna!--e la più grande tenerezza +vibrava in lui. + +Ma queste gelide consolazioni non arrivavano a riscaldare il cuore +della donna. + +--La fortuna o la sfortuna è in noi--rispose ella, recisamente. + +--In me, in me! Sono un essere malaugurato e sventurato. + +--E perchè? Non hai amato? + +--Troppo presto e troppo male, Clara! + +--Non sei stato amato? + +--Troppo tardi, troppo tardi. + +--I tuoi ricordi saranno dolci, nella vecchiaia--ella soggiunse, con +una glaciale tenerezza. + +--Io non giungerò alla vecchiaia degli anni, lo so. + +--Fortunato te! + +Fu l'unica parola profondamente disperata che le uscì di bocca, in +quello strano duetto. Ma, adesso, i loro scarsi e rari colloqui +diventavano penosi; vi aleggiava una tristezza infinita, i loro volti +erano distratti e assorbiti, un soffio di gelo chiudeva la coppia +amorosa. Amorosa? Niuna parola d'amore, più. Ella, a poco a poco, gli +scriveva meno. Egli se ne lagnò: + +--Perchè mi scrivi così poco? + +--Ti affliggerei, scrivendoti. + +--Tu puoi dirmi tutto, lo sai. + +--Non ho da dirti nulla. + +Anche quando si vedevano, la conversazione si rallentava fra loro. +Prima, Clara si interessava a tutta l'esistenza di Giovanni +lasciandosi narrare le sue noie e le sue soddisfazioni: adesso, ella +non lo interrogava più. Se egli voleva dirle qualche cosa, lo +ascoltava, ma con gli occhi velati, quasi non intendendo. + +--La tua anima è lontana, Clara--le disse, una sera. + +--Non è che malata, tanto malata--ella si lamentò. + +--Non speri di guarire? + +--Sperare di guarire? Questa guarigione è anche la morte. + +--La morte è di tutte le anime che hanno amato. + +--È vero--ella concluse, a capo basso. + +Adesso, ogni tanto, guardandola, mentre essa lo guardava, gli pareva +di vedere delle lacrime negli occhi. Ma esse si dileguavano. Talvolta, +ella si alzava dal suo posto, andava verso un balcone, andava +nell'altra stanza: egli indovinava che Clara rasciugava queste poche +lacrime: l'avanzo dei grandi pianti antichi, + +--Perchè ti viene da piangere, guardandomi?--le domandò, infine, +turbato assai di ciò, intravvedendolo. + +--Io? No, non piango. + +--Perchè me lo nascondi? Non sono il tuo migliore amico? + +--Amico? Io non ho amici. + +--Il tuo amante, allora?--ribattè lui, dopo una esitazione. + +--Io non ho amanti, Giovanni. + +--L'uomo che ti ama? + +--Nessuno mi ama. + +Profondo silenzio. Le lagrime erano inaridite negli occhi di Clara: ma +egli vi ritornò sopra amaramente: + +--Non vuoi dirmi, perchè mi guardi e i tuoi occhi si orlano di +lacrime? Ciò è così triste! Mi pare che tu pianga un morto. + +--Sono tanti i modi di morire. + +Così, in questo ambiente di gelido dolore, di amarezze quiete e +infinite, di grandi veli bigi e fitti che li avvolgevano in una nuvola +di orrenda e intima malinconia, evitavano di vedersi in casa, dove +soffrivano anche più. Non si davano convegno, ma si incontravano +randagi pallidi, vagabondi delle vie remote di Roma, camminando +accanto senza parlarsi, o scambiando qualche motto insignificante. Una +volta andarono al Colosseo; era un chiarore plenilunare bianchissimo, +con un freddo vivido d'ottobre; ella era tutt'avvolta in un mantello +col cappuccio. Si sedette, Clara, sovra uno scalino dell'anfiteatro; +Giovanni, si sedette più giù, vicino a lei, toccandole le ginocchia +con la testa. Il grandioso circo era tutto molle e candido, sotto il +raggio lunare. Ella fece un atto, e la sua mano si posò, lievissima, +sulla testa di Giovanni. Tacevano: la mano restava lì, lieve, fredda, +immota. Egli si volse un poco, prese la mano e la baciò sulle dita, +appena appena, con una carezza casta, fugace; la mano ricadde lungo la +persona. Si guardarono negli occhi, in quella solitudine, in quella +notte chiara, e quello sguardo infinitamente e rassegnatamente +desolato fu inteso, da ambedue, per quel che era, per quel che diceva. + +L'indomani, nelle ore tarde pomeridiane, si videro al Pincio, dove +ella gli aveva dato convegno. Ella era vestita di un abito di seta +grigia e aveva una giacchetta di velluto nero; sul cappellino di +velluto nero era una fine veletta nera. Egli pensò, vedendola, a +quella sera di _Armida_, oramai lontana, nelle sensazioni e nelle +memorie. Ma si forzò a scacciare ogni debolezza, tanto temeva di sè. +Clara camminò un poco accanto a lui: poi guardando gli alberi di villa +Borghese, dalla terrazza, gli disse la gran frase: + +--Dunque, si finisce? + +Ah egli si era creduto più forte! Si sentì vacillare, non potè +rispondere. Che avveniva, dunque, in lui, di contradittorio, di +bizzarro, che questa soluzione tanto da lui invocata, ora gli faceva +orrore? + +--Non mi rispondi, Giovanni?--ed ella alzava, ogni tanto, il manicotto +sino alla bocca, come a reprimere un singhiozzo, un grido. + +--Tu non hai pietà di me, Clara? + +--Tu pensi troppo alle tue miserie, e non a quelle altrui; io non ti +chieggo pietà. + +--Tu sei forte. + +--Ero forte. + +--Tu sei forte. + +--La mia unica forza mi ha abbandonata--ella soggiunse, sempre +guardando altrove. + +--Quale era? + +--L'amore. È finita, Giovanni--ed ebbe un cenno largo, definitivo, +verso la campagna. + +--Non ci vedremo più, dunque?---egli chiese, debolissimo, tremante, +come un fanciullo disperato. + +--A che servirebbe? A maggiori dolori? + +--Come amici.... qualche volta? + +--Io non ti sono amica, Giovanni: ti ho troppo amato per esserti +amica. + +--Io sono il più sventurato fra gli uomini--egli gridò, gittandosi +sovra un banco, non reggendo più. + +Ella gli sedette accanto: aveva gli occhi bassi, dietro la veletta. + +--Giovanni, sii buono, non diminuire il mio coraggio. Vedi.... per +giungere a questo, la mia anima ha dovuto fare un così lungo viaggio! +Ho detto io, la parola estrema: io! Che ho innanzi, io? Sai che +esistenza di solitudine, d'inutili e tardi rimpianti, di pentimenti +postumi, di lacrime senza conforto? Sai che lungo e deserto viaggio io +intraprendo, sino alla morte, sola? + +--Il più sventurato fra gli uomini!--gemeva lui, con la faccia fra le +mani, come un fanciullo abbandonato. + +--Eppure.... io, io stessa rinunzio. Tutto è stato inutile, fra noi: +il tuo amore, prima; il mio amore, dopo. + +--Almeno, almeno, non mi avessi amato!--esclamò lui, in un ingenuo +scoppio di dolore. + +--Ti ho amato, invece, molto, alla mia maniera, che è certo +imperfetta, poichè tutti siamo degli esseri imperfetti. Ti ho +amato.... così teneramente, così passionalmente.... ma era tardi, era +tardi, era tardi! + +--Ma io ti voglio bene, Clara!--egli balbettò, smarrito, vedendo che +ella era per levarsi, per andarsene. + +--Ne sei certo?--gli chiese ella, duramente, come nella prima sera del +loro amore.--Ne sei certo? + +--Non lo so--rispose lui, annientato, ricadendo sul banco. + +--Addio, Giovanni!--ella disse, innanzi a lui, pallida come una morta. + +--Non te ne andare, non mi lasciare!--e tese le mani per rattenerla. + +Ella si trattenne in piedi, innanzi a lui. Si vedeva che non aveva la +forza di fare un passo. Guardandola disperatamente negli occhi, +tenendole una mano, egli la supplicava ancora, confusamente, di non +lasciarlo, così, in quell'ombra; ed ella non rispondeva, levando il +volto, mordendosi le labbra. + +--Giovanni, perchè vuoi che io resti? Che ci porterà di nuovo questa +sera, o il domani? Non saremo sempre gli stessi? Che si muta, per un +discorso o per un giorno? Avevamo strade diverse e ci siamo voluti +amare: questo amore è stato il tuo cruccio, allora; è stato il mio +cruccio, adesso. Riprendiamo la via, più stanchi e più delusi di +prima: Dio benedica la tua strada! + +--Non te ne andare, non te ne andare! + +--Addio, Giovanni--e gli toccò la mano, con la mano guantata, +allontanandosi subito. + +Per l'uomo che singhiozzava, lassù, sul banco del giardino solitario, +come per la donna che discendeva alla città, senza vedere il sentiero, +poichè le lacrime l'acciecavano, il sole era tramontato. Intorno ad +essi era la grande, lunga, infinita notte dell'anima. [Blank page] + + + + +L'AMANTE SCIOCCA. + +_A Luigi Gualdo._ + + + +I. + +Paolo Spada aspettava la sua nuova innamorata, con una vivace +curiosità mescolata a una certa tenerezza piena d'indulgenza e a +movimenti improvvisi e insoliti di buon umore. Egli aveva realizzato, +finalmente, dopo alcuni anni vissuti fra i tormentosi piaceri di amori +inconsciamente complicati, dopo aver adorato delle bizzarre e +inquietanti creature che eran tali, naturalmente, o che si +affrettavano a diventare bizzarre e inquietanti al suo contatto, dopo +essere stato adorato nelle forme più turbolenti, più folli e più tetre +dalle medesime creature, finalmente, egli aveva realizzato un suo +antico desiderio: desiderio fluttuante sempre in quell'anima, ora +sommersa in fondo al naufragio di qualche stravagante passione, ora +galleggiante sul mare cheto che segue le tempeste, il desiderio, cioè, +di amare una donna semplice e di esserne amato. Anzi, nei suoi momenti +di accasciamento passionale, quando il più perfido ingranaggio +psicologico e le mistificazioni dei sensi avevano esaltato i suoi +nervi e il suo cuore, quando più egli aveva provato le stanchezze +supreme e le nausee profonde di qualche amore complesso, impreciso ed +enigmatico, egli non diceva di desiderare una donna semplice, diceva: +una donna stupida. Era tale la sua ribellione a nuove avventure +d'amore dove il cuore e la persona avessero dei misteri da rivelare, +delle ombre da indagare, che egli arrivava alla volgarità di certi +uomini comuni, i quali vantano, per aver inteso vantare ad altri, +l'amore umile delle donne che non conoscono l'ortografia. Paolo Spada, +l'artista squisito, narratore di storie sentimentali e crudeli, +cesellatore, di versi ora sonori, ora dolenti, sempre alti, sempre +nobilissimi, rassomigliava, in queste sue rivolte, a un qualunque +farmacista di provincia, che dica il suo avviso sull'amore e sulle +donne, a tre o quattro amici, al lume azzurro di un boccale +illuminato. E, certo, egli l'aveva cercata, spesso, questa donna +semplice, anzi questa donna stupida, per ripetere il suo sincero e +brutale aggettivo: e due o tre volte egli aveva creduto di trovarla e +aveva avuto dei sussulti di gioia, un senso generale di pace nel suo +spirito, come un addormentamento di tutti i sottili dolori che +stridevano sui suoi nervi. Era stato deluso, sempre: giacchè nella +semplicità apparente e ingannatrice di queste donne, egli aveva presto +ritrovato quei segreti moti, quelle illogiche azioni, quelle +incoerenze talvolta leggiadre, talvolta repulsive, che danno all'uomo +innamorato l'acuto e torturante segnale di non so quale mistero +racchiuso in un carattere, in un temperamento muliebre. Fresco e +lieto, egli si era abbandonato alla dolcezza di trovarsi con una +creatura limpida, cristallina: invece, quasi per una ironia, troppe +volte ripetuta, perchè non paresse fatta apposta, egli si trovava +innanzi a un'enigma fisiologico e psicologico. In fondo, alcune di +queste donne erano forse semplici, o meno complicate: ma appena +elevatesi all'onore di essere amate da Paolo Spada e di amare Paolo +Spada, subito vi era in loro, come per magica influenza, un annodarsi +di pensieri, d'idee, di sentimenti, un ravvolgersi di circostanze e di +fatti, un concentrarsi di veli e di ombre, per cui pareva che +cangiassero di natura. Freddamente furibondo per l'inganno, Paolo +Spada rodeva il freno di un giogo spirituale e sensuale, che lo +opprimeva con una monotonia scorante. Quando veniva la liberazione, +quando, cioè, l'amore finiva, egli giurava di essere più cauto, più +sagace in un'altra prova. + +Così, a furia di sagacia, di cautela, di gelida pazienza, egli aveva +ritrovata in Adele Cima la donna semplice, a cui il suo cuore stanco e +disfatto anelava. Oh egli l'aveva sottoposta a una quantità di prove, +la giovane donna, dai belli e lunghi capelli castani che si +ammassavano sulla testina, dai grandi occhi lionati che guardavano con +tanta tranquillità e tanto candore, e avevano il fascino della +tranquillità e del candore, dalle fini sopracciglia nere e dalla +fronte un po' breve; e nelle prove, molto lunghe, convincenti, +esaurienti, era risultato che Adele Cima era una donna assolutamente +semplice e anche stupida, un pochino, non molto. La sua beltà mancava +di finezza, la sua persona non aveva nè flessuosità nè opulenze, i +suoi vestiti non erano elegantissimi: e, sovra tutto, ella non sapeva +nulla di ciò, era giustamente persuasa di essere una donnina +piacevole, era convinta di vestire come si conveniva, decentemente, +era contenta di sè senza alterigia, e non aveva occhi per vedere nè il +peggio, nè il meglio di quello che essa rappresentava. A Paolo Spada +ella era piaciuta subito, per la sua freschezza, per non so che di +nuovo e di fragrante, che era in lei, per questi indizii fisici di +semplicità e anche di una certa stupidaggine, gentile, non soverchia, +non urtante; quando ebbe fatti tutti gli assaggi per conoscerne +l'anima, egli si abbandonò subito ad amare questa piccola Adele Cima. +In quanto a lei, lo aveva amato immediatamente. Paolo Spada aveva +fatto su lei un effetto folgorante. Il suo imbarazzo, la sua +confusione, innanzi a lui, avevano qualche cosa di commovente. Le +avevan detto che Paolo Spada era un illustre artista, che era un uomo +celebre: ma ella non aveva letto di lui neppure una riga, e si era +innamorata di lui, così, in un minuto secondo, senza rimedio. Ella si +vergognava molto di questo subitaneo amore e non se lo sapeva +spiegare. + +--Io vi amo molto: ma non so il perchè--ella gli diceva, guardandolo +coi suoi buoni occhi, che ingenuamente indagavano. + +--Cercate bene--rispondeva lui, sorridendo teneramente. + +--È inutile: non so perchè vi voglio bene. Lo sapete voi, forse, che +conoscete tutte le cose? + +--Io? Neppure per sogno. + +--Allora non vi è, questo _perchè_--soggiungeva lei, subito convinta. + +Pure, malgrado questo fulminante amore, Adele Cima era ancora la sua +innamorata e non ancora la sua amante. Ella si rifiutava, debolmente, +con argomenti vaghi, già quasi sedotta e trattenuta da uno sgomento +che, ogni tanto, appariva nei suoi grandi occhi spalancati. + +--Vi faccio paura?--le diceva Paolo Spada, un po' scherzando, un po' +rattristandosi, + +--Sì--rispondeva Adele. + +--E perchè? + +--Perchè siete una persona così diversa da me--ella diceva, con una +umiltà sincera. + +--Non importa, non importa--era la parola indulgente e carezzosa del +seduttore. + +Ella aveva finito per promettere di andare da lui, in quel giorno, +alle due; e Paolo Spada, in un rinnovellamento pacifico di tutte le +sue forze morali, in un rigoglio di tutte le sue energie fisiche, +aveva inteso una viva gioia dilatarsi in lui. Nessun dubbio lo +tormentava, come in tutti gli altri primi convegni, in cui mille volte +aveva temuto che l'amata non giungesse--e gli era bene accaduto, di +aspettare invano!--che un capriccio, un caso la trattenessero: egli +era certo che Adele Cima sarebbe venuta al convegno. Era troppo +semplice per mancare. + +--Ed ella verrà anche a tempo, alle due, non prima e non dopo: forse, +si tratterrà per via; per non giungere troppo presto--egli pensò, +leggendo a distanza nell'anima della sua dilettissima stupida, come +già la chiamava. + +In onore della semplicità di Adele Cima, egli non fece nessun +preparativo nella sua casetta di via San Sebastianello, che guardava +piazza di Spagna e le prime vette degli alberi del Pincio: altre volte +egli bruciava dei profumi, egli comperava dei gigli, delle orchidee +per piacere alle sue raffinate amanti. Un fascio di rose in un vaso di +cristallo gli parve che bastasse. Del resto, le sue stanze che +formavano il suo quartierino da scapolo, da amante e da scrittore, +avevano in sè tale accumulamento di bizzarrie, nei mobili, nelle +stoffe, nella disposizione, in ogni oggetto, che egli guardava tutto +ciò, con occhio compiaciuto, pensando allo stupore della cara piccola +donna sorridendo, da prima, all'effetto che avrebbe prodotto su lei +ogni cosa, dai tappeti di Smirne, a un idolo di bronzo e avorio +panciuto, orribile; dal letto che era dissimulato sotto una grande +stoffa di chiesa, ai ritratti delle donne amate che guardavano dalle +loro cornici di argento inglese e di cuoio impresso. E una crescente +tenerezza lo invadeva, all'idea di quella buona giovane creatura, così +attraente e così nuova per lui, che veniva col suo passo quieto e +misurato a dargli dell'amore senza enigmi, senza misteri, senza noie e +senza scene. Egli si decideva ad amarla molto e bene, questa povera +Adele Cima, senza mai darle un dispiacere, senza mai farle intendere +da quali altezze di pensiero e di sentimento egli discendesse, per +raggiungere l'umiltà di quell'amore, senza mai comunicarle la febbre +che lo ardeva, nelle sue ore di lavoro e di doloroso lavoro. Voleva +amarla moltissimo e bene, giacchè egli sentiva quale grande refrigerio +alle sue vene ardenti sarebbe venuto dalla freschezza di quell'amore, +quale equilibrio sereno avrebbe messo nei suoi nervi quella mitezza +d'anima muliebre, quale pace forte e vivificante avrebbe data al suo +mobile e inquieto pensiero, la lentezza, la semplicità, la piccolezza +del pensiero di Adele Cima. Sì, quella stupida gli sarebbe stata +infinitamente cara, giacchè sarebbe stata infinitamente utile al morbo +del suo spirito! + +Ella venne alle due, precise. Paolo Spada che aveva gli occhi +sull'orologio, come giuocando con sè stesso, sorrise, udendo suonare +alla porta. Andò ad aprire egli stesso. Adele Cima gli apparve innanzi +e gli sorrise, così innamoratamente, che l'uomo sentì vincersi da una +emozione. Invece di baciarla sulle labbra, molto finemente, egli si +inchinò e le baciò la mano. La trattava come una duchessa: egli si +accorse subito che ella era meravigliata e confusa di ciò, cominciando +a non capir nulla, da quel primo bacio. Poi, Adele Cima si distrasse +immediatamente: egli l'aveva condotta a sedere sopra un divano, dove +era gittato uno scialle turco, e le toglieva lentamente un guanto, +scherzando con le dita: essa stringeva ogni tanto la mano di lui, +mentre si guardava intorno, incantata. Mai, aveva visto nulla di +simile: e tutto le sembrava strano e incomprensibile, producendole +esattamente l'impressione che egli aveva preveduta. In sè, egli +sorrise di aver perfettamente indovinato quell'effetto. Adele Cima era +come egli la vedeva, la intendeva, la supponeva, di una facilità +d'interpretazione tale, come se egli rileggesse un libro imparato a +memoria nell'infanzia e tutti i brani gli si ricostruissero nella +mente. + +--Vi piace, qui?--le domandò lui. + +--.... Sì--ella rispose, dopo un minuto di esitazione. È sempre così +oscura, la casa? + +--Sempre. Io odio la luce, in città. + +--Ah!--ella disse, senza chiedere altro.--E ci state solo, qui? + +--Ho un servo: l'ho mandato via. + +--Non vi annoiate, solo! + +--No, mai. Salvo quando vi aspetto. + +--Io sono venuta puntualmente--ella soggiunse, subito, volendosi +difendere. + +--Sì, sì, cara--e le baciò le due mani. + +Paolo Spada era innamorato molto, in quell'ora, e la piccola donna +vestita di un bigio comune, di un vestito che egli le conosceva già, +gli piaceva moltissimo: ella era in casa sua: lo amava, ella, perchè +era venuta a lui, senza maggiori indugi, senza pretese, senza domande +di fedeltà, senza patti: lo amava, tutto lo diceva in lei: eppure egli +indugiava a chiederle di esser sua, così, per prolungare quei minuti, +così tranquilli, sicuro oramai di lei, come della luce del sole. Adele +Cima guardò le rose. Egli si alzò, e gliene dette due, le più belle. +Essa non le odorò, non le mise alla cintura, le tenne mollemente fra +le dita, quasi senza guardarle. + +--Non amate le rose?--le chiese Paolo Spada. + +--.... Sì. + +--Forse amate qualche altro fiore, specialmente? + +--No, nessun fiore, specialmente. + +--Io ho amato molto il giglio, una volta, poi le violette di Parma, +poi le orchidee.... + +--Che sono, le orchidee.... + +--Certi fiori molto rari, molto strani.... + +--Non li conosco--mormorò ella, distratta. + +Pure, un lieve pallore l'aveva scolorita. Egli non se ne accorse. Ora, +ella si era levata e avvicinatasi a un tavolino, ne aveva preso un +ritratto di donna. + +--Chi è questa signora? + +--Quale? Ah!... una russa. + +--Una straniera? Siete stato in Russia, voi? + +--Sì, una volta. + +--È lontano, è vero? + +--Lontano: vi fa molto freddo. + +--Perchè vi andaste allora? + +--Mah!... per seguire questa signora.... + +--Voi l'amavate? + +--Sì. + +Un silenzio si fece. Adele Cima si morsicò il labbro inferiore: poi +domandò: + +--Come si chiamava? + +--Questa russa? Natalia. + +--Che bel nome! + +--Vi pare? + +--Il mio è così brutto, non è vero?--disse ella venendo a lui, con una +espressione di malinconia che lo turbò. + +--Adele? Ma Adele vale mille volte più di Natalia--egli esclamò, +volendo consolarla subito. + +--Eh, no!--diss'ella, tristemente--è un brutto nome. + +--A me piace immensamente, cara. + +--Perchè mi volete bene. + +--Forse per questo. + +--Ma è un brutto nome, non dice nulla. + +Si allontanò nuovamente da lui, andò a guardare gli altri ritratti; +egli la seguiva, tenendole una mano, lusingato e intenerito da quella +semplicità, da quella ingenuità. Ella prese un altro ritratto e glielo +porse: + +--Era bionda, questa? + +--Sì, bionda. + +--Vi piacciono le bionde? + +--Mi piace la donna che amo. + +--Più le bionde o più le brune? + +--Quella che amo, quella che amo!--replicò lui, lietamente, felice di +essere amato così e di amare così, + +--Il castagno è uno sciocco colore di capelli--ella dichiarò a occhi +bassi, come mortificata da questa inferiorità sua. + +--Ma no. + +--Me lo hanno detto, lo so. Avrei voluto esser bionda, io. + +--I vostri capelli sono belli. + +--Ma biondi, sarebbero stati bellissimi--replicò lei, ostinatamente. + +Egli le voltò, con un gentile atto, la testa verso lui e la baciò sui +capelli. Ella sorrise, innamoratissimamente: e subito dopo, gli +chiese: + +--Tutte queste signore sono state vostre amanti? + +--Quasi tutte. + +--Sono molte--ella disse, abbassando gli occhi. + +--Io non sono più un giovanotto. + +--Avete avuto molte amanti; tutti gli uomini ne hanno tante? + +--Sapete.... nella nostra professione.... le occasioni sono più +facili.... + +--Già.... è vero, voi siete uno scrittore. Siete anche un poeta? + +--Sì, cara--disse lui, sorridendo. + +--Scrittori e poeti pare che abbiano molte amanti--e gli occhi grandi +e belli le si velarono di lacrime. + +A quello schietto dolore, egli non resse. Le prese le mani, +l'abbracciò, cercò di consolarla con una quantità di parole vaghe, +come si dicono ai bimbi per farli finire di piangere, per farli +addormentare; ella ascoltava, già subito confortata, guardandolo negli +occhi, credendogli come il bimbo crede alla mamma. Egli le soggiunse +che tutti quelli erano stati amori effimeri, che ella sola era +l'amata, la vera, l'unica: e una immensa fede in queste proteste di +amore si leggeva nel volto di Adele Cima. Pian piano egli l'aveva +condotta di là, nella sua stanza. Sovra una scansietta di legno +scolpito, sostenuta da una gran mano di bronzo, erano, in legature +fini di pergamena, tutti i volumi di prose e di poesie di Paolo Spada. +L'innamorata ne prese uno e l'aprì: + +--Che bella carta....--disse, passandovi sovra, lievemente, le +dita.--Voi avete scritto tutto questo? + +--Sì, cara. + +--È un romanzo? + +--Sì, anima mia. + +--Deve essere bello. Io ho letto pochissimi romanzi--ella concluse, +posando il libro. + +Guardò nuovamente i volumi nello scaffale: + +--Ci mettete molto tempo per scriverne uno, di libro? + +--Per lo più, molto tempo. + +--Ah!--ella disse, chinando nuovamente gli occhi.--E siete solo quando +scrivete? + +--Solissimo. Qualunque rumore mi turba. La presenza di una persona, +anche silenziosa, non mi fa scrivere. + +--Sì?--ella disse, con un accento fra sorpreso e sgomento.--E perchè +questo? + +--Così--egli rispose, un po' brevemente, non volendo darle altre +spiegazioni. + +Ella ebbe il contraccolpo di quella piccola durezza. Si sollevò verso +lui, lo guardò, gli chiese: + +--Mi volete bene? + +--Sì, tanto, cara. + +--Vi ho seccato con quella domanda sciocca? + +--No, no, non potete seccarmi. + +--Io stessa sono una sciocca, compatitemi. + +--Io vi voglio bene, non posso compatirvi. + +--Mi volete bene, malgrado la mia stupidità?--domandò, fra il riso e +il pianto. + +--Malgrado la vostra stupidità, vi adoro--disse lui, lietamente e +crudelmente. + +--Ah! grazie. + +Come l'ora cadeva, continuando a guardarsi intorno con stupore e con +paurosa ammirazione, Adele Cima diventò l'amante di Paolo Spada; e fu +senza lacrime e senza spasimi, senza proteste e senza giuramenti. Egli +si sentì felicissimo, come mai. In quelle ore d'amore egli non si +tormentò a sorvegliarsi e a sorvegliare l'anima dell'amata: egli non +s'inchinò a misurare il pallore dell'amata e non tese l'orecchio a +raccogliere il balbettìo della passione erompente: egli non pensò ad +esser guardingo, in quell'eterno e terribile istinto di diffidenza, +che, nei maggiori trasporti, divide le anime degli amanti, +insuperabilmente. Il suo cuore e i suoi nervi si trovarono di pieno +accordo in un abbandono giovanile e semplice, singolare in un uomo che +aveva molto e bene e male vissuto, che aveva vissuto, infine. Il +beneficio che egli aspettava dall'amore di Adele Cima, gli venne largo +e completo, giacchè un cordiale, un morbidissimo senso di riposo +avvolse tutte le sue forze, fece tacere ogni stridore, versò balsamo +su tutte le vecchie cicatrici inciprignite: e quando ella fu per +partire, e lui s'inginocchiò innanzi a lei per baciarle devotamente la +mano, un verace, un grande impeto di riconoscenza animava Paolo Spada. +E lei? Innamoratissima e timida, adorandolo già e sentendo una ignota, +invincibile confusione in sè, ella fu felice e taciturna, piena di +sorrisi ineffabili--il suo sorriso era più intelligente dei suoi occhi +larghi e limpidi--piena di dedizioni semplici e complete, obbedendo +alla legge dell'amore con una immensa umiltà che la inebbriava. +Solamente, dopo, ella continuò a dargli del _voi_; e teneramente, egli +la riprese di ciò: + +--Dammi del _tu_, cara.... + +--Non mi riesce. + +--E perchè? + +Non oso. + + + +II. + +L'improvviso e soggiogante amore di Paolo Spada per Adele Cima aveva +preteso che ella venisse ad abitare con lui nella casa di San +Sebastianello. La resistenza della donna era stata debole e vaga: +l'amante con facilità le aveva dimostrato che essendo ella libera e +sola, nulla di meglio le restava a fare che unirsi a lui. + +--Io ti darò grande noia: tu sei abituato alla solitudine--aveva ella +opposto, timidamente, due o tre volte. + +--Tu sei incapace di annoiarmi, cara--aveva sempre risposto lui, con +quella tenerezza indulgente che era la nota principale del suo amore +per Adele. + +Ella era rimasta interdetta e pensosa, come se cercasse una idea, +ancora oscura nella, sua mente, e, forse, la forma per esprimerla. +Finalmente, alle reiterate richieste dell'amante, perchè si decidesse +a venire da lui, definitivamente, ella ebbe il coraggio di dire +questo: + +--E se tu, un giorno, non mi ami più? + +--Io? Ti amerò sempre, diletta. Capisci che non vi è una ragione al +mondo, perchè io finisca di amarti. + +--Pure.... se non mi ami più?--aveva ella replicato, incapace di +entrare in nessuna delle sottigliezze, talvolta crudeli, del suo +amante. + +--Non è possibile. Se accadesse.... rimarremmo egualmente insieme.... + +--Come? + +--I mariti e le mogli non ci restano, forse, anche quando non si amano +più? + +Adele tacque: ma non era convinta. Con una espressione di rammarico, +soggiunse: + +--Senza l'amore, non ci vorrei restare. + +Ma queste brevi e innocue discussioni non potevano portare che a un +sol risultato: alla vittoria della volontà di Paolo Spada su quella di +Adele Cima. Ella lo amava profondamente, in una forma tutta +rudimentale, cioè cieca e assoluta. Venne a stare con lui. L'artistico +quartierino non fu guastato in nulla, giacchè vi furono unite altre +due stanze, accanto, che erano disponibili e dove Adele Cima trasportò +i suoi semplici mobili. Un tappeto di Smirne messo innanzi a una porta +della camera di Paolo, nascondeva la comunicazione tra il quartierino +e le due stanze di Adele, tanto che per molto tempo, tutte le visite +di Paolo Spada, amici, ammiratori, seccatori, ignorarono l'esistenza +della donnina dai morbidi e lunghi capelli castani, dai grandi occhi +lionati, così sempre pieni di meraviglia. Appena ella udiva il +campanello, diventava inquieta. Invano Paolo cercava di trattenerla: +se un passo si avanzava, indicando che la persona era stata ammessa +dal cameriere, ella si levava, spariva dietro il tappeto, senza far +rumore, come un'ombra. Gli amici di Paolo Spada le davano una +soggezione grande. Dalla sua stanza, involontariamente, poichè ella si +sarebbe vergognata di origliare, ella udiva elevarsi il tono della +conversazione, molto forte: le dispute si accendevano da un minuto +all'altro, ed ella, non intendendone nè la causa nè lo scopo, non +udendone bene le parole che non arrivavano precise sino a lei, finiva +per avere una paura orribile di queste liti, di questi scoppii di +voce, di questi urli. Poco a poco esse si chetavano: le voci si +facevano più fioche: tacevano: passava un tempo di silenzio. +Timidamente, ella sollevava il tappeto, faceva capolino: o Paolo Spada +era uscito e la casa era deserta: o lo trovava sdraiato sopra un +divano, sprofondato in quei trenta o quaranta piccoli cuscini di raso +ripieni di piume, che gli formavano un letto di riposo, fumando una +sigaretta, a occhi socchiusi, tranquillissimo: + +--Che avevate, a gridar tanto? + +--Parlavamo d'arte. + +--Ah! e si grida così? + +--Così, cara. + +Del resto, quando non vi era nessuno, Adele Cima stava sempre accanto +a Paolo Spada. Essi pranzavano assieme; un cuoco mandava loro il cibo, +da fuori, giacchè Paolo Spada odiava l'odore della cucina, in casa; il +cameriere li serviva a tavola. Questo pranzo fatto di pietanze +cucinate alla francese, sempre un po' fredde, un po' monotone nella +loro voluta bizzarria, servite in fretta e in silenzio, nella piccola +stanza da pranzo, sotto il chiarore azzurrino, come acquitrinoso, di +una gran lampada sospesa e coperta di uno strano paralume, era una +delle cose che più spostava i gusti e i costumi di Adele Cima. Tutte +quelle conserve, quelle mostarde di gusto inglese che Paolo Spada +sovrapponeva alla cucina francese, finivano di stordirla nelle sue +quietissime inclinazioni culinarie. Per far piacere al suo amante, +ella gustava di tutto, con un certo coraggio, giacchè molte di quelle +cose non le piacevano punto: e sorrideva a lui, con quel luminoso +sorriso dove ella trasfondeva tutta la sua adorazione per Paolo. A +furia di dominarsi, ella aveva quasi finito per amare il fegato d'oca +di Strasburgo, e per tollerare il caviale: ma non le riesciva di +sopportare il roseo salmone, di cui egli era così ghiotto, pranzando +solo con quello, talvolta, e con una tazza di tè. Egli capiva +perfettamente lo stordimento di Adele, e ne godeva, e ogni volta che +l'amore compiva un'altra di queste sorprese e un altro di questi +miracoli, egli aveva un senso di trionfo nel suo animo. Non solo egli +era riconoscente ad Adele Cima, che essendo una povera cara scema, +cercava di seguirlo in tutte le naturali anomalie della vita delle +persone di talento, ma le era anche grato che, malgrado lo stupore, +malgrado l'impressione cattiva, ella restasse quel che era, così +tenera, così adorabile nella sua adorazione per lui. Egli pensava: + +--Ella non ama questa cosa: ama me, però: e per questo si sforza di +amare la cosa che odia; forse, non ci riesce: ma a me, che importa? +Vedo il risultato, io. Essa mi adora e divorerebbe i carboni ardenti, +per me. + +Uscivano insieme, sempre. Ella avrebbe preferito di andare per il +Corso: anzi, ella trovava via Nazionale la più bella delle vie. +Viceversa, egli era un appassionato, come tutte le anime artistiche, +dell'antica Roma e più della sua solenne e poetica campagna romana. +Egli non si stancava mai di ritornarvi, sebbene da anni ed anni vi +andasse, figliuolo devoto dell'augusta città, ma più delle sue vaste +solitudini. Colà, egli più si raccoglieva e pensava. Quelle estensioni +di terra brunastra, qua e là appena appena sparse di qualche striscia +di erba, quelle ondulazioni singolari del terreno, come per +sommovimento tellurico, quelle alte barriere, che dividono, non si sa +perchè, quei campi infecondi, l'uno dall'altro, quelle rive cretose +che discendono al fiume giallo inclinandovi i neri bracci stecchiti +dei salici, erano il miglior orizzonte per il suo gran sogno di arte e +di poesia. E, amando Adele Cima, volendola insieme, sempre, come +emblema di amore e di pace, come compagnia di equilibrio e di +serenità, egli la conduceva seco, spiegandole benignamente tutta la +grandiosità e la bellezza di quel paesaggio, che non rassomiglia a +nessun altro. Ella lo ascoltava, incantata dal suono di quella voce +così toccante nella sottile velatura che la rendeva un po' roca, +incantata da quella luce di entusiasmo che rendeva più seducenti i +bellissimi occhi di Paolo Spada, incantata dall'armonia di quello che +egli diceva: e chinava il capo, assentendo, diceva un monosillabo, +stringendo la mano del suo amante. In verità, quella campagna romana +la sgomentava; quella solitudine, quella sterilità, quel gran fiume +torbido, quei neri carri di pozzolana su cui passavano lunghi distesi, +sonnecchiando, pipando, fischiando lugubremente, talvolta, i +carrettieri, le opprimeva i nervi. Però, piaceva a Paolo: ciò bastava. +Lo seguiva, docilmente, ogni giorno, in queste passeggiate: anche +quando il tempo era bigio, plumbeo e il gran cielo così tragicamente +si abbassava sulla campagna: ogni tanto egli esclamava: + +--Guarda, Adele, quanto è bello.... + +--Bellissimo--rispondeva lei, subito. + +Viceversa, il suo cuore era pieno di tristezza, per quell'ambiente. +Fra le altre cose, ella temeva per Paolo e anche per lei, di prendere +la febbre in quei giorni di autunno, in quelle ore crepuscolari. Ella +che non aveva l'abitudine di fumare, gli chiedeva una sigaretta. Le +avevano detto che la sigaretta è eccellente, contro l'infezione della +febbre romana: + +--Tu fumi, cara? + +--Sì, sì--diceva lei, con un pallido sorriso. + +Ma presto la sigaretta, spenta, le cadeva dalle dita. Ella si +stringeva nel suo mantello. Aveva i piedi gelati e non osava mai +portare un _plaid_, per non dare fastidio a Paolo. Costui, assorto, +taceva. Giacchè, nella consuetudine che aveva dapprima di andar solo +nella campagna romana e nel gran fascino che quell'ambiente esercitava +su lui, egli si dimenticava di avere accanto Adele Cima e lasciava +trascorrere il tempo, nel più profondo silenzio. Il cocchiere +seguitava a far trottare il cavallo, pigramente: la carrozza andava, +andava, lontano, punto nero sopra la via giallastra; e Adele, +obbliata, era presa da una voglia irresistibile di piangere. Allora, +quando non ne poteva più, si voltava a Paolo, lo guardava coi suoi +belli occhi grandi, sorpresi e un po' supplici. Egli la guardava, ma +non aveva l'aria di vederla. Ella lo chiamava, piano: + +--Paolo.... + +--Che vuoi? + +--Dimmi qualche cosa. + +--Che cosa? + +E la voce sua era così strana, come di un dormiente che sogna, una +voce di persona lontana, una voce di anima distaccata dal minuto +presente, dallo spazio presente. Adele trasaliva: + +--Mi ami, Paolo?--gli chiedeva, per il bisogno di parlare, di +sottrarsi all'incubo dell'ambiente. + +--Ti adoro--rispondeva lui, con un tono di maggior sonnambulismo. + +Poi, un silenzio. La carrozza andava sempre. + +--Torniamo, Paolo? + +--Ancora un po'. + +--È tardi, amore.... + +--Non è tardi. + +Ma spesso, queste interruzioni dei suoi pensieri, dei suoi sogni lo +turbavano molto.... Senza durezza, poichè egli amava Adele, le diceva: + +--Taci: lasciami pensare. + +--A che pensi, amore? + +--Penso; lasciami stare. + +--Dimmi a che.... + +--È inutile che tu lo sappia--rispondeva, inasprito, a un tratto. + +Ella aveva pianto, la prima volta che le parlò così; ma, peggio, egli +non si era accorto di quel pianto. Da allora, si era rassegnata a +subire tutte le interminabili e tristi passeggiate nella campagna +romana, senza parlare che quando lui la interrogava. Moriva di freddo +e di tristezza, ma soffriva tutto questo per amore di Paolo. Quando +rientravano in città, man mano, si veniva riscaldando: Paolo esciva +dal suo silenzio. Ella sorrideva, di nuovo: e un'altra prova era +passata. + +D'altronde, a questi profondi assorbimenti di Paolo ella doveva +cercare di assuefarsi, poichè, in casa, lo coglievano spesso. +Loquacissimo e beffardo, insieme, ma graziosamente beffardo, egli +cadeva, ad un tratto, in una mestizia taciturna che scombussolava, +subito, tutto l'umore sereno e dolce di Adele Cima. Sdraiato, con la +sigaretta spenta fra le dita, immerso in quei molli cuscini che erano +così cari alle sue ore di riposo e di malinconia, Paolo Spada aveva +l'aspetto immobile e triste, l'aria disfatta e triste, gli occhi +socchiusi lasciavano errare uno sguardo vago e triste. Subito, Adele +gli chiedeva: + +--Hai sonno? + +--No. + +--Sei stanco? + +--Sì. + +--Di che sei stanco? Non sei uscito. + +--Sono stanco--mormorava lui, con quella sua voce lontana. + +Ella faceva trascorrere un po' di tempo in silenzio. Indi ritornava a +lui: + +--Ti senti male? + +--No. + +--Vuoi qualche cosa? + +--No. + +--Debbo andarmene? + +--Resta pure: ma taci. + +Adele chinava gli occhi per non piangere. Le riesciva impossibile +d'intendere la causa della tristezza di Paolo Spada, sfuggendole +assolutamente tutto il lavorio dell'anima di costui. Ella non vedeva +che l'immobilità, il pallore, la taciturnità; ella non capiva, che la +risposta indifferente, o quella dura, nella loro durezza esteriore: +ella intravedeva un mistero superiore dello spirito, arcano, avvolto +in tali veli che giammai la sua piccola mente avrebbe potuto +sollevare, e una pena acuta, intimissima, nascosta con gelosa cura la +torturava, senza che ella volesse mai esprimerla, o trovasse mai +parole per narrarla. Andava a prendere un suo lavoro all'uncinetto, +una di quelle interminabili coltri a rosoni, bianche, e seduta in una +poltroncina, lavorava nel più grande silenzio. Talvolta, la stanchezza +la sorprendeva. Ella sonnecchiava. Il capo le si abbassava sul petto. + +--Tu dormi?--le dicea lui. + +--No, non dormo--rispondeva lei, trasalendo, scuotendosi. + +--Poverina, ti annoio. + +--Non mi annoi. + +--Le mie _ore d'inchiostro_ sono così odiose! + +--Nulla di te, è odioso--ella replicava, a bassa voce. + +Ma questa frase _ore d'inchiostro_ le faceva l'effetto di un gran buco +nero nero, dove precipitassero Paolo Spada e l'amor suo, donde ella +non potesse cavar più fuori nè l'amante, nè l'amore. Giacchè la paura +più umile, più comune, che la teneva sempre, che la tormentava in +segreto, era che Paolo Spada l'amasse poco, o non l'amasse punto. Non +sapeva, ella, per quale paese dei sogni egli partisse, in queste sue +ore tetre; neppur supponeva che vi fosse un immenso, interminabile, +infinito paese dei sogni dove se ne vanno le anime dei poeti, degli +artisti, dei sognatori: ma intuiva, così, semplicemente che Paolo +Spada era ben lontano, lontano da lei e dal suo amore in quei momenti, +e che quel corpo, abbandonato fra i cuscini, quel volto smorto e +chiuso non avevano nè sentimento, nè volontà. Ella lo adorava con +tutto il suo piccolo e serio cuore, con la sua piccola e limitata +mente, e oltre l'amore, per natura, per temperamento, per carattere, +non poteva vedere. Beninteso che, sempre, Paolo Spada usciva da una di +quelle crisi di tetraggine, per gittarsi in impeti di folle gaiezza. +Allora egli colmava la sua amante di liete carezze, di adorazioni +gioconde e quasi infantili: la obbligava ad entrare nei magazzini di +mode, dove le comperava pazzamente delle cose che non le servivano +punto; la costringeva a seguirlo nelle grandi trattorie dove ordinava +dei pranzi squisiti, sostenuti da vini generosi: la conduceva ai +teatri, nelle grandi serate: e, sovra tutto, parlava con lei, rideva +con lei, la corteggiava gaiamente, divertendosi di tutte le inveterate +timidità della donna, delle sue ritrosie, del suo terrore del +pubblico. Dappertutto, ella andava a malincuore, poichè ella +preferiva, infine, la loro casa, in cui sempre l'ambiente la +sconvolgeva, ma dove, almeno erano soli. Adesso, a poco a poco Paolo +Spada la veniva presentando ai suoi amici, senz'altro nome che questo: +_la mia Adele_, e al primo movimento di consolazione e di orgoglio che +questo nome le produceva, detto così, da lui, ne subentrava uno di +malinconia, sentendosi ricacciata nell'anonimo, senza personalità, +più, come una povera cosa appartenente a lui, come gli apparteneva un +bastone o un fazzoletto. Questi amici di Paolo Spada erano così +singolari, anche essi! Le parevano tutti affetti da una leggiera o più +grave pazzia, manifestantesi nei modi o familiari troppo, o +fittiziamente freddi, nelle voci bizzarre che pronunziavano parole +anche più bizzarre. Nelle loro conversazioni che ella si ostinava a +voler intendere, ella non afferrava che le prime frasi, e subito la +sua mente si confondeva in quei paradossi sull'amore, sull'arte, sulla +vita, e non ci si raccapezzava più. Nei caffè, per le vie, le +discussioni si prolungavano, accanite, rinascenti, giranti intorno +all'argomento, col ritorno di certi nomi, di certe frasi, di certi +intercalari; ella ascoltava, fingendo l'attenzione, ma senza capire +più nulla. Talvolta, queste discussioni erano nelle vie, di sera: +Paolo Spada e qualche suo amico andavano lentamente, fermandosi ogni +tanto, accalorati, ardenti, e Adele Cima imitava il loro passo, si +fermava con loro, sempre taciturna, levando ogni tanto il suo bel +volto bianco e sorpreso verso Paolo, quasi a pregarlo di finire, di +rientrare. Ma egli non vedeva lo sguardo timido e pregante dei bei +grandi occhi limpidi e semplici, e la disputa si prolungava, mentre +ella cadeva dall'oppressione in un sonno, per cui andava a casa come +una sonnambula. Una notte, così, girarono per due o tre ore, intorno a +piazza Navona, Paolo Spada e Massimo Dias, slanciati in una feroce +discussione sull'Ariosto ed ella, alla fine, mezza morta, non osando +dire nulla, si lasciò cadere a sedere sullo scalino, presso la +fontana. Fu allora che egli si decise a metterla in carrozza ed a +portarla a casa, invaso da una improvvisa pietà che lo rese dolcissimo +e amorosissimo verso la donna. + +Questi amici di Paolo Spada la trattavano anche singolarmente. Alcuni +la salutavano correttamente, ma non le dirigevano la parola; altri le +indirizzavano delle frasi galanti in istile letterario; altri la +riguardavano come un camerata e usavano familiarmente con lei, a +grosse strette di mano, chiamandola Adele. Con quella intuizione delle +persone semplicissime, ella sentiva che sotto la correttezza di alcuni +si nascondeva il disprezzo; le galanterie in frasi fiorite la +imbarazzavano e la facevano arrossire; le familiarità la turbavano. +Qualche volta, malgrado la sua timidità, aveva sorpreso qualche parola +che suonava caricatura per lei e certi sorrisi le sembravano dubbi. Ne +aveva parlato a Paolo Spada: + +--I tuoi amici mi ritengono per una stupida. + +--No, cara. + +--Credilo, è così. + +--Da che te ne accorgi? Saresti diventata furba, per caso? + +--Non lo so: ma per loro, sono un'oca. + +--Per loro, come per me, sei una bella, buona, cara donnina, ecco +tutto. Vuoi dei complimenti, a quanto pare. + +--Se sono un'oca per te, non voglio essere un'oca per gli altri--ella +soggiungeva, assai più triste, convinta che Paolo Spada si vantasse +della sua ocaggine. + +--O cara ochetta sentimentale e mesta, cara piccola oca bianca e +malinconica, finirai per rassomigliare a un cigno--diceva lui, con la +sua voce sonora e pure velata che la seduceva, toccandone le fibre più +recondite del cuore. + +Avrebbe ella, forse, voluto allontanarlo, da queste conversazioni, da +queste dispute con questi amici dagli occhi stralunati, dalle ciere +malaticcie, che fumavano la pipa, talvolta, o che erano in una +perfetta tenuta da gentiluomo, in marsina, con la pelliccia aperta, +col fiore all'occhiello, ma che avevano egualmente la ciera morbosa e +gli occhi sognanti, quasi allucinati. Ma era un desiderio, niente +altro: ella era fatta per seguire Paolo Spada in ogni suo +vagabondaggio e per obbedirgli in ogni suo capriccio. Gli faceva +qualche obbiezione, soltanto: + +--Ti diverti tanto, in compagnia di Massimo Dias, di D'Arcello, di +Lamberti? + +--Non mi diverto punto. + +--E allora, perchè li cerchi tanto? + +--Mi sono necessarii. + +--Oh! + +--Le dispute riscaldano il sangue ed eccitano i nervi.... + +--E fan male alla salute, + +--Del corpo, forse. Viceversa, fanno bene alla salute dell'anima, che +è la sola interessante. + +--La salute dell'anima? La vita eterna, cioè? + +--No, cara--concludeva lui, con quel sorriso d'indulgente amore che +gli spuntava. sulle labbra, quando ella diceva una sciocchezza. + +Bensì arrivava il tempo in cui Paolo Spada abbandonava lui gli amici, +non uscendo, chiudendo la sua porta, vivendo in casa per intiere +settimane, fra le sigarette, il caffè e il lavoro. Questi furori di +prosa e di poesia lo assalivano improvvisamente, dopo una gita nei +dintorni, dopo la lettura di un libro, dopo aver ritrovato un vecchio +pacchetto di lettere, ed egli si dava tutto a quel lavoro della +composizione d'arte e della successiva scrittura, sommergendosi negli +abissi della creazione e della forma, come chi da un altissimo picco +si getta nel mare. Non conosceva più, Paolo Spada, in quelle +sommersioni, nè misura di tempo e di spazio, nè fatti o circostanze, +nè necessità o capricci, egli dimenticava l'ora del sonno come quella +dei pasti, egli volentieri restava, in pieno meriggio, con le imposte +sbarrate e la lampada accesa; inchiodato nel suo seggiolone di cuoio, +chino sulla carta, levando ogni tanto, da essa, un par d'occhi +nuotanti nelle visioni, o passeggiante per la stanza da studio, +rapidamente, da un capo all'altro, a testa china, o leggendo ad alta +voce, anzi declamando dei versi o della prosa, gettandosi, talvolta, +da una sedia a una poltrona, ritornando al seggiolone, e, talvolta, +cedendo al sonno, sul gran tavolino da scrivere, con la testa sulle +braccia, come un fanciullo. L'amore? sparito, morto. L'artista si +trovava nel gran tumulto interno che sconvolge ogni altro affetto e +che trasporta nelle ansie e nelle ebbrezze della concezione e della +procreazione d'arte, la febbre che lo ardeva aveva invaso e incendiato +tutto il suo sangue, e le sue fantasime d'arte erano più vive, innanzi +agli occhi della sua fantasia, più belle, più vive, più desiderate, +più amate della vivente Adele Cima, che gli sembrava un'ombra vana e +fredda. + +Ella si rendeva un'ombra. Girava intorno a Paolo Spada con un passo +così lieve che non si udiva, non urtava un oggetto, non faceva +stridere una chiave, spariva dalle porte come se si dileguasse +nell'aria. Così ella faceva, un tempo, quando aveva assistito sua +madre gravemente inferma: le pareva di essere presso un malato, tanto +lo stato fisico e morale di Paolo Spada le sembrava scombussolato, +tumultuario, perduto ogni senso di realtà. Obbediente come un bimbo +buono, ella lo aspettava con pazienza alle ore dei pasti, non andava a +letto, talvolta, che tardissimo, vegliando accanto a lui, leggendo un +libro qualunque il cui senso le sfuggiva, o dicendo il suo rosario, o +stando immobile, oramai abituata a questa vita di statua. Lui, che +giammai aveva potuto lavorare con una persona presente nella stanza o +anche nella casa, tollerava perfettamente quella di Adele Cima, tanto +ella si rendeva piccola, minuta, inesistente. Anzi, la voleva presso a +lui. Era come un mobile che si ama, su cui si posano gli occhi +volentieri e le cui linee corrispondono a non so quale bisogno +estetico interiore. Talvolta, in un brevissimo, lucido intervallo, era +vinto dalla compassione: + +--Va a letto, cara, + +--No, ti aspetto. + +--Io ho molto da scrivere, va, va. + +--Che importa? aspetto. + +--Creperai di noia e di sonno. + +--No, niente. Aspetto. Tu hai molto da scrivere? + +--Moltissimo: enormemente. + +--Non importa, non importa. + +Di amore, in lui, non un atto, non una parola. Questo ella vedeva +bene, e un morso le afferrava il cuore. La febbre del lavoro e di quel +lavoro la colpiva solo per i suoi fenomeni morbosi; ella non ne +comprendeva nè la purissima fiamma, nè il nobile tormento, nè +l'ebbrezza del travaglio. Non si spiegava perchè un uomo giovane, sano +e bello, amato, amante come Paolo Spada si desse a quella passione +singolare che ne consumava i giorni, la salute, la beltà, che lo +toglieva, sovra tutto, all'amore. Ah questo, questo, ella non se lo +spiegava ed era il suo cruccio più intimo e più costante! Nel suo +giudizio stretto e poetico della vita, le pareva che un'altra donna le +potesse togliere Paolo Spada, ma non già un foglio di carta bianca e +una penna intinta nell'inchiostro. Che egli scordasse i suoi baci, le +sue carezze, il suo amore così saldo e così affascinante nella +semplicità, per restare i giorni e le notti nella sua stanza di studio +scrivendo, lacerando carte, riscrivendo, passando la penna a grandi +colpi sulle linee scritte, per cassarle, leggendo, declamando, +fumando, bevendo caffè, senza sole, senza luce, senz'amore, proprio, +senz'amore, le sembrava una cosa tanto folle, tanto ingiusta e tanto +crudele che, spesso, sparendo nella sua povera cameretta, se ne andava +a piangere in un cantuccio, solitariamente. Per lei l'amore era la +sola passione, la sola occupazione, il solo pensiero e il solo affare, +e tutto questo, molto semplicemente, in vero temperamento muliebre +nato per il ristretto campo dell'amore. Giammai, in queste sue ore di +desolazione, ella trovava un pensiero contro l'egoismo artistico di +Paolo Spada, giammai ella si pentiva di essersi data a lui, di esser +venuta a vivere con lui, ma si sentiva ed era una creatura +perfettamente infelice. + +Quando era stata lungamente assente, egli la chiamava. Ella si lavava +in fretta gli occhi, riappariva quasi sorridente ed egli non vedeva +punto il rossore delle palpebre. + +--Perchè te ne vai, Adele? + +--Ti disturbo, forse. + +--Non mi disturbi. Non ti vedo neppure. + +--E allora, perchè mi vuoi? + +--Così, per consuetudine. + +Ella crollava il capo, mentre si faceva pallidissima. Paolo Spada non +se ne accorgeva. Nell'orgoglio fugace dei momenti di creazione, le +diceva, esaltatamente: + +--Sai? Sto scrivendo un capolavoro. + +--Lo credo, Paolo. + +Ma non gli chiedeva che fosse. Temeva di dire una stupidaggine, +chiedendo. + +--È una novella, una lunga novella: ma un capolavoro. Si chiama: _il +vincitore della morte_. Ti piace il titolo? + +--Sì, mi piace. + +--Veramente, ti piace? Di' la verità. + +--Mi piace moltissimo. + +--Ora te ne leggo un pezzo. Ti secchi? + +--No, amore, no. + +Egli dava di piglio alle molte cartelle dove scriveva col suo +carattere lungo e sottile, e con voce tremante, mentre le dita che +tenevano il manoscritto tremavano, egli cominciava la lettura. La voce +si facea più ferma e ondeggiava nei periodi che si legavano l'uno +all'altro, e si abbassava mollemente, s'innalzava violenta. +Attentissima, ella non batteva palpebra. Pure, quest'attenzione non +gli bastava: + +--Tu, non mi ascolti? + +--T'ascolto. + +--Hai l'aria distratta. + +--Non è così. Leggi. + +Paolo riprendeva la lettura. Si arrestava, per vedere se sul volto di +Adele Cima passasse qualche impressione: e la vedea mutar di colore. +In verità, era quella voce dell'amante, quella esaltazione, il rombo +della lettura, che la commovevano. + +--Ti piace? Ti piace? + +--Moltissimo. + +--Dici sul serio? + +--Sul serio. + +--Non già perchè mi vuoi bene? + +--Non so: mi piace. + +Egli finiva la lettura, entusiasmato. + +--Ti piace? + +--È bellissimo. + +--Sì, credo di aver fatto una cosa buona--diceva lui, già un po' +smontato. + +--Quante cartelle ne hai scritte?--domandava Adele, dando un'occhiata +obbliqua al manoscritto. + +--Sessantacinque. + +--E quante altre te ne restano? + +--Centocinquanta, più, forse. + +--Ah! + +Si voltava in là, per non fargli osservare il suo viso, dove la pena +che questa febbre ancora molto, troppo durasse, si dipingeva. +L'indomani, lo trovava tetro e disfatto. + +--Ho scritto delle corbellerie ignobili--le dichiarava lui. + +--Come? Non ti sembravano un capolavoro? + +--Mi sembravano. Ero esaltato. Sono corbellerie. + +--A me piacevano. + +--Naturalmente. + +--Paolo!--era la sola rimostranza dolorosa. + +--Mia cara, che vuoi capire tu? Quando piace a te, è segnale di +ignobile corbelleria. + +--E allora, perchè leggi a me? + +--Così, per sfogare: niente altro. + +--Perchè mi domandi il giudizio? + +--Perchè gli scrittori sono delle bestie inconcludenti, deboli e +vigliacche--esclamava lui, nella brutalità delle giornate di +abbattimento. + +--Non dire questo, Paolo. + +--Taci, Adele. Vattene. + +Ebbene, ella si accorgeva che negli accasciamenti della sua febbre +d'arte, in quegli accasciamenti in cui tutti i mortali chiedono soccorso +di tenerezza, ella non poteva consolarlo. Sensibilissima +sentimentalmente, ella misurava col cuore timido e trepido questa sua +impotenza e la esagerava. Quel male ignoto e quel dolore ignoto traevano +origine da radici di profonde e sconosciute infermità morali e forse +fisiche: ella poteva bene piegare il volto su quell'ombra, il suo +inesperto sguardo nulla vi potea mai distinguere. Adele si ritraeva, con +un senso vivo di umiliazione sempre rinnovantesi e che le aveva omai +aperto nell'anima una fine ferita sempre sanguinante e sempre frizzante. +Il silenzio era il suo rifugio, dove naturalmente, le più semplici e +anche le più tormentose supposizioni la facean dubitare di sè stessa, di +Paolo Spada, dell'amore. Forse, egli era stanco di lei e non glielo +diceva per gentilezza d'animo; forse, questo suo amore che era niente +altro che amore, offerto con tanto abbandono, ma con tanta monotonia, +aveva già nauseato Paolo; forse egli pensava a quelle sue donne così +raffinate, così squisite, che lo amavano in una forma complicata e +straordinaria, che gli scrivevano quei pacchi di lettere da lui +conservate preziosamente, da lui spesso rilette, spesso giacenti in +confusione sul tavolino da scrivere--talvolta, egli si serviva di quei +documenti per la sua storia d'amore--mentre ella non aveva mai osato di +scrivergli un biglietto, temendo di commettere degli errori di +grammatica e di ortografia; forse, egli già ne aveva trovata +un'altra.... ella era così sciocca, così infelicemente sciocca! Con +cura, ella nascondeva i suoi sospetti, per non torturarlo, giacchè ella +gli risparmiava, amorosamente, qualunque puntura; ma, senza volerlo, +trapelavano. + +--Anche oggi, sei così triste, Paolo? + +--Anche oggi. + +--Ma a che pensi? + +--Mi è impossibile di narrartelo: è troppo lungo. + +--Dimmi, almeno, a chi pensi? + +--A chi? A nessuno, cara. + +--A nessuno, proprio? A nessuna donna? + +--.... No. Che pensi? + +--Nulla, m'immagino. Credevo.... perdonami. Non sei stanco di me? + +--No, non ancora. + +--Dimmelo, quando sei stanco. + +--Te lo dirò, non dubitare. + +Ognuna delle risposte di Paolo Spada la meravigliava e la faceva +soffrire. Lo credea sincero. Non amava un'altra donna: non era stanco +di lei: ella gli piaceva ancora. Ma dunque era proprio per questo +terribile lavoro dello scrivere, che il suo amante l'abbandonava, si +dimenticava di lei come se non esistesse, la guardava in volto +trasognato come se non l'avesse mai vista, non le prendeva una mano, +non la baciava? Così sono, dunque, questi uomini che scrivono? E +quest'_arte_, questa parola che ella udiva ripetere continuamente, +senza intenderla, quest'_arte_ pronunziata ora enfaticamente, ora a +bassa voce in tono pauroso, quest'_arte_ le cui quattro lettere +escivano, pronunziate dalla bocca di Paolo Spada, con un ardor amoroso +meglio di qualunque amorosa parola, ella aveva finito per odiarla in +silenzio, con tutta la muta ribellione del suo cuore. Non era una +donna l'arte, nè aveva i capelli neri, biondi o rossi, diversi dai +suoi; non era una persona slanciata dagli occhi grandi e bruni e +scintillanti, mentre i suoi erano limpidi e tranquilli e la sua +persona era piccola e graziosa; non era una donna intelligente e +sapiente, mentre ella era una povera buona, ignorante: eppure Adele +era gelosa di quest'_arte_ e la detestava, con tutto il cuore, come se +fosse una creatura viva. A poco a poco i libri, le carte, il calamaio, +l'inchiostro e la penna, e tutto quello che è il corredo di chi +scrive, le cominciarono a fare orrore: e gli accessi di lavoro feroce, +o gli assorbimenti lunghi in vaghe contemplazioni di Paolo Spada, le +davano l'impressione d'una sua sciagura personale, sempre respinta e +sempre ricadente sul suo cuore. Un giorno, quasi fosse presa da una +curiosità puerile, gli domandò: + +--Come ti è venuto in mente, di scrivere? + +--A me? Non me ne ricordo. + +--Ma infine, hai dovuto cominciare? + +--Sì, ho cominciato.... non potevo far di meno di cominciare. + +--Perchè? + +--Era il destino, cara. + +--Non hai mai pensato a fare un'altra professione? + +--Mai. Non avrei saputo farla. + +--Tu sai far tutto. Perchè non hai tentato? + +--E perchè dovevo tentare?--gli disse lui, un po'meravigliato. + +--Così.... per fare quel che fanno tutti gli altri--diss'ella, +penosamente. + +Egli intese qualche cosa: + +--Ti piacerebbe, eh, che io fossi un medico? O un impiegato? O un +ufficiale di cavalleria?--e una lieve ironia era nella sua voce. + +Ella impallidì e arrossì. Subito, negò tutto: + +--Mi piaci come sei, Paolo. + +--Ma saresti più felice con un medico, m'immagino: felicissima, con un +ufficiale di cavalleria: arcifelicissima, con un impiegato, Adele. + +--No, no, no--esclamò lei, disperatamente--non posso esser felice che +con te.--Temo.... temo che tu sia infelice.... sono così incapace di +capirti.... + +--Non vi è bisogno, che tu mi capisca--soggiunse lui--nessuna donna +capisce mai un uomo e viceversa. Io sono perfettamente felice, del +resto, con te che non mi capisci: te lo assicuro. Amami e basta. + +Infatti, in quell'amore, così quieto e così uniforme, in quel +sentimento rudimentale che di nessun altro si addoppiava e si facea +difficile, in quell'espansione semplice quotidiana, senza grandi scene +tragiche come senza troppo fini scene di commedia, in quella bontà +costante e suadente, in quell'affetto dove mancava qualunque sorta di +enigma, egli trovava l'ambiente migliore per il suo spirito stanco e +per il suo cuore disgustato di eccentricità. Per troppo tempo, la +donna era stata per lui elemento di curiosità vivacissima nella vita e +nell'arte ed era, quindi diventata sorgente di disordine e di +squilibrio: per troppo tempo, egli aveva errato per i paesi dove il +peccato era anche romanzo e dove il romanzo conduceva al peccato: per +troppo tempo, egli aveva cercato nella donna il pascolo della +immaginazione artistica e l'urto obliquo e complicato dei sensi. Adele +Cima era il riposo della sua stanchezza, era l'equilibrio dell'asse +della sua vita, era la relazione posata e lunga, lunga e sicura, dove +il peccato perdeva ogni tinta turpe e acquistava gentilezza mite +coniugale. Mentr'ella era fuori centro, spostata, messa a contatto di +una esistenza che aveva capovolte tutte le sue poche idee, messa a +contatto con un uomo cento volte a lei superiore, della cui +superiorità ella era un'adoratrice ma anche una vittima, mentre Adele +Cima non giungeva più a riunire le sue forze per vivere, disperse in +un'atmosfera troppo alta per i suoi polmoni, Paolo Spada si +sprofondava nella beatitudine egoistica di colui che ha trovato, per +una rarissima fortuna, lo strumento più adatto alla propria felicità. +Per pensare, per leggere, per lavorare, egli aveva bisogno di non aver +più nè lettere amorose da scrivere o da andar a prendere alla posta; +di non aver più convegni da chiedere o da aspettare; di non aver più +sciarade da sciogliere o drammi da annodare, tutte cose che +impediscono, a uno scrittore, il pensiero, la letteratura, la +scrittura. Adele Cima, in quei tempi di travaglio, mentre era intorno +a lui, non vi era, camminava piano, non urtava gli oggetti, non +chiudeva i libri, non muoveva le carte, spariva, riappariva, senza +domandare di uscire, di pranzare, di dormire: nella sua semplicità o, +piuttosto, nella sua stupidaggine, era un arnese umile e perfetto di +pace amorosa e di paziente tenerezza. + + + +III. + +A un tratto, nel cuore innamorato di Adele Cima, e battuto e +mortificato dal sentimento di non essere una donna degna dell'amore di +Paolo Spada, surse una volontà improvvisa, che si maturò nell'ombra e +nel silenzio, che fu covata e si schiuse al calore della passione, di +cui ella ardeva per il grand'uomo. Ella si decise, così, senz'altro, a +diventare una donna intelligente e colta; perchè, almeno, non tutto il +mondo dove l'artista viveva le fosse vietato; perchè ella, almeno, +potesse seguirlo in un discorso, in una divagazione, perchè ella non +restasse più sola e abbandonata ad amarlo, mentre egli se ne andava +negli orizzonti dei sogni e delle visioni a cui ella, misera, non +partecipava. Ella concepì questo audace disegno nelle ore di +solitudine e anche d'infinita mestizia in cui cadeva, quando Paolo +Spada lavorava e si scordava assolutamente di lei: ella accarezzò +entusiasticamente il suo disegno, nel tempo in cui maggiormente +l'esistenza con Paolo le diventava grave e tormentosa, sentendovisi +come una povera creatura perduta e senza guida; ella ostinatamente +studiò questo disegno, quanto più amara e più insopportabile le pareva +la sua inferiorità. Non disse nulla a Paolo. Era taciturna, sempre: e +non avendo mai trovato modo di raccontargli la sua lunga miseria, la +miseria della sua stupidaggine e della sua ignoranza, non volle +neppure rivelargli il rimedio che il suo cuore aveva trovato o credeva +di aver trovato. Con l'eroismo muto dei cuori che sanno amare e amare +soltanto, ma che dall'amore traggono ogni coraggio e ogni luce, ella +si accinse allo scopo, sebbene lo sentisse arduo, lontano, forse +inaccessibile. + +La prima cosa che ella tentò, per aprire la sua intelligenza, fu la +lettura dei libri di Paolo Spada. Dopo pranzo, quando egli, fumate +nervosamente quattro o cinque sigarette, si levava come mosso da un +impulso automatico, per sedersi a scrivere, ella si levava e spariva. +Nella sua borsa da lavoro, accanto al merletto all'uncinetto, delizia +borghese di altri tempi, ella aveva sempre un volume, dei varii fra +romanzi e novelle scritte da Paolo Spada: e in camera sua, si metteva +a leggere. Lo stile prezioso, ricercato con quella tortura mentale che +era una delle grandi qualità di Paolo Spada, le produceva la prima +impressione d'incomprensibilità: vi erano delle parole che non aveva +mai lette o udite e dei giri di frase, il cui senso le sfuggiva: +talvolta, delle frasi ripetute le davano fastidio, come il ronzìo di +un moscone nell'orecchio. Non so come, ella aveva udito a parlare del +vocabolario: e finì per ricorrervi, per conoscere il senso vero delle +parole strane adoperate da Paolo Spada. Con molta gravità, teneva il +libro aperto sul tavolino e con l'altra sfogliava il vocabolario: alla +ricerca della parola, lasciava perdere il filo del racconto e, dopo, +non si raccapezzava più. E, spesso, il vocabolario non le spiegava +bene, tutto: ella restava sospesa, pensando troppo per la sua piccola +mente, affaticata, e non trovando più nulla. Se contrariamente, erano +i soggetti di quei romanzi, di quelle novelle che la turbavano +immensamente. Ella aveva letto, come tutte le donnine della sua +levatura, dei romanzi di Montépin e di Ponson du Terrail, qualche +romanzo di Dumas padre e qualcuno, italiano, di Guerrazzi: ma le +istorie di Paolo Spada erano così stranamente diverse da quanto era +stato il poco pascolo della sua fantasia! Tutti i protagonisti di +Spada le sembravano degli ammalati o dei pazzi: spesso la inorridivano +per il cinismo: e quando s'interessava a qualcuno, più simpatico, +ecco, egli moriva. In quanto alle protagoniste, ebbene, ebbene, +malgrado che qualcuna di esse fosse buona e virtuosa, malgrado che +quasi tutte fossero immensamente infelici, per le lotte con sè stesse, +col mondo e con l'amore, ebbene, Adele Cima le odiava, tutte! La +innamoratissima donna leggeva i romanzi e le novelle, più col cuore +che con la mente: e la sua curiosità d'ignorante, era anche fatta di +gelosia. Con quanta carezzosa voluttà Paolo Spada dipingeva certe +figure di donna e Adele Cima vi ricercava, quasi, i ritratti delle +donne che egli aveva amate: con quanta crudeltà egli ne disegnava +delle altre ed erano forse quelle che lo avevano respinto, o, +accettandolo, lo avevano reso infelice! Ella aveva troppo partecipato +alla vita di Paolo Spada e dei suoi amici artisti, per non avere +capito, a forza di udirlo dire, che quanto essi raccontavano nei loro +libri, era loro accaduto: non aveva visto Paolo Spada copiare le +lettere di amore, nelle novelle? Così, la lettura di questi volumi +lenta, ma continua, produsse sullo spirito di Adele Cima, come una +rivelazione sempre più triste, sempre più torturatrice, del passato di +Paolo Spada. Ah egli aveva palpitato, e pianto, e sofferto, e +spasimato, il suo amante, non per lei, ma per altre donne, egli aveva +molto e troppo vissuto, il suo amante, e non con lei; egli aveva avuto +delle scene di passione e di disperazione come giammai con lei! Quante +volte in quelle eterne veglie, in cui ella aspettava che Paolo Spada +si levasse dal tavolino e, chiamandola, le dicesse che era ora di +riposarsi, quante volte ella posò il libro, pallida, disgustata, +avvelenata, sentendo di essere giunta troppo tardi, quando già la vita +aveva detto tutto al suo amante! Quante volte ella si sentì inutile, +inutile a quest'uomo, adesso più che mai, adesso che conosceva o che +le pareva di conoscere tutto il passato, e come pensò, spesso, che +sarebbe stato meglio liberarlo della sua sciocca presenza! Le si +ripeteva, nell'anima, fatidicamente, l'impressione della prima visita, +quando aveva trovato le fotografie delle altre amanti e aveva tanto +sofferto: perchè non era fuggita via, in quel giorno? Pure, un +accanimento la teneva, di legger tutto, di saper tutto. +Involontariamente, qualche parte del suo segreto le sfuggiva: + +--Perchè hai fatto morire quel povero Attilio Venturi?--ella chiese un +giorno, al suo amante. + +--Attilio Venturi? Chi? + +--Il protagonista del tuo racconto: L'_ucciso_. + +--Tu hai letto il racconto? + +--.... sì--diss'ella, profondamente sconvolta. + +--E perchè l'hai letto? + +--Mah.... perchè era scritto da te.... + +--Non vi era obbligo, anima mia. + +--Ho fatto tanto male? Sono dunque così sciocca, da non poter aprire +un tuo libro?--e quasi piangeva. + +--Non importa, cara--diss'egli, indulgentemente--se ciò ti diverte, fa +pure. Ti è proprio dispiaciuto tanto, che Attilio Venturi sia morto? + +--Oh, tanto! + +--Egli _doveva_ morire--pronunziò Paolo Spada, col tono dogmatico +dello scrittore. + +--Oh!--mormorò ella, senz'altro, sentendo il peso della sua ignoranza +più forte, sulle spalle. + +Altri dialoghi simili, consecutivamente, accaddero. Un giorno, un +amico di Paolo Spada aveva elogiato vivamente il volume delle _Storie +crudeli_, in presenza di Adele Cima: e Paolo Spada aveva sorriso alle +lodi. Ella riprese il discorso e arrossendo, disse: + +--Tutti i tuoi libri sono così belli e mi piacciono tanto, Paolo! Ma +perchè sei così cattivo, nelle _Storie crudeli_? + +--Perchè la vita è cattiva, mia cara--disse lui, con un lieve +rammarico nella voce. + +--Oh no, Paolo! + +--Che ne sai, tu? Tu non sai nulla. + +--Hai ragione--ella disse, soffocando un singhiozzo. + +E un'altra volta: + +--Non pensavi che la vita era cattiva, Paolo, quando hai scritto +_L'amore di Maria?_ + +--Quella storia è bruttissima. + +--Oh, no! + +--Bruttissima, ti dico. + +--A me è piaciuta--soggiunse ella, con timidità. + +--Questo è il segnale più certo della bruttezza--disse lui, duramente. + +Poi quando la vide piangere, cercò di consolarla, carezzandola, +baciandola. + +--Tu leggi troppo, ti fa male, Adele. + +--Perchè, mi fa male? + +--La tua testa è debole, non leggere tanto. + +--Come, neppure i tuoi libri? + +--I miei meno degli altri. Già, non valgono niente. + +--Non dire questo, non dirlo. Perchè li hai scritti, se li disprezzi? + +--Così, Adele--rispose lui, enigmaticamente, chiudendosi nel suo +silenzio. + +Ma, oramai, il male era fatto. Nel cervello confuso di Adele Cima +turbinavano le frasi e i fatti in disordine: ed ella non afferrava più +il nesso delle cose, ella imbrogliava i nomi dei personaggi e delle +città, ella spesso faceva a Paolo Spada delle domande, dove appariva +anche più chiaramente che ella aveva letto e non aveva inteso nulla. +Due o tre volte, egli la redarguì, vivamente offeso nel suo amor +proprio di artista: ed Adele che non conosceva la sensibilità sempre +raccapricciante delle vanità di scrittore, due o tre volte giunse a +ferirlo: e il modo come egli le si rivoltò contro, modo insolito, di +animale irritato e ingiusto, la sgomentò talmente che, per un pezzo +ella smise di parlargli delle sue letture. Ma il male era fatto. La +serenità della mente di Adele Cima era smarrita, per sempre. Ella era +entrata in una via d'intrichi e di spine che la pungevano e la +soffocavano: nè conosceva più il sentiero per tornare indietro. In +quella confusa e incerta rivelazione di un mondo per lei +incomprensibile e in cui ella intravedeva le perfidie della menzogna, +le malvagità del cuore freddo e duro, le perversità dei sensi non +governati da nessuna delle schiette e fluide correnti del sentimento, +la ingenua anima di Adele si arretrava, compresa di spavento: ma i +suoi occhi avevano intravisto e il fiore del suo candore sentimentale +era per sempre appassito. Sovra tutto, il maggior tossico le veniva da +quelle donne ignote a lei, che Paolo Spada aveva conosciute e amate, +che erano rimaste così impresse nella memoria dell'uomo, che l'artista +aveva voluto renderle nelle sue storie. + +Tutte diversamente belle e attraenti sotto la viva penna dello +scrittore, tutte dotate del fascino della vita che vibra, più forte, +nei ricordi e par vita, tutte variamente strane e seducenti, tutte +quante davano al cuore innamorato di Adele Cima le trafitture, e i +sussulti, e i pallori, e gli scoramenti di una gelosia invincibile. +Con curiosità tormentatrice, ella ritornava a rileggere quelle pagine +dove la natural poesia dell'arte ingrandiva e affinava quelle creature +muliebri: e nella loro essenza, nella loro forma, Adele Cima le +invidiava, sentendosi da loro così diversa, così lontana, sentendosi a +loro tanto inferiore da soffrirne come per persone umane che +l'avvilissero con la loro superiorità, ogni giorno, ogni ora: + +--Tu hai conosciuto quell'Angelica, del tuo romanzo?--disse, in uno +dei momenti di più forte pena. + +--Sì. + +--L'hai amata? + +--Sì. + +--Era molto seducente? + +--Molto. + +La povera semplice donna tacque. Ah che egli era una persona troppo +sincera, mentre avrebbe potuto risparmiarle queste verità così atroci! + +--Perchè hai finito di amarla? + +--Mi ha tradito. + +--Ah! E se non ti tradiva? + +--Io tradiva lei. + +--Così.... tutti questi vostri amori.... finiscono col tradimento? + +--Quasi tutti. + +--Finirà anche il nostro, così?--chiese lei, desolatamente, mordendosi +le labbra per non iscoppiare in singhiozzi. + +--Speriamo di no. + +--Speriamo? Non è che la speranza? + +--In fatto di amore, tutto è fallace. Ma perchè continui a chiedere di +cose spiacevoli? Che ti importa? A che scavi nel passato? Quando mai +tu hai scavato? Amami e basta. + +--Anche io ho un cuore e una mente--ella mormorò, mortificata di +essere sempre respinta nelle sue umili e taciturne funzioni di donna +innamorata. + +--Credilo, il cuore ti è sufficiente--egli concluse, un po' sul serio, +un po' ironicamente. + +Ella sentì l'ironia e non sentì la serietà del consiglio. Una gran +voglia di rassomigliare a qualcuna di quelle donne, di essere meno +monotona, meno semplice, meno limpida, adesso le sconvolgeva l'anima. +I suoi vestiti, dapprima graziosi e carini, ma di una grande povertà +d'invenzione, cominciarono a diventare più ricercati: ella ebbe una +vestaglia di lana bianca, con merletti pioventi e un grosso cordone di +seta bianca che la serrava: ella portò delle camicette insaldate, da +uomo, con una cravatta maschile: ella tentò di tagliarsi i capelli, ma +il parrucchiere la consigliò di non farlo. Queste nuove fogge, però, +la mettevano in imbarazzo e la rendevano goffa. Alle pareti quasi nude +delle sue due camerette ella attaccò dei vecchi ventagli giapponesi, +dei pezzetti di stoffa antica racimolati fra le cianfrusaglie del +quartierino di Paolo Spada e vi sospese dei quadretti che erano stati +donati a lui, e che egli aveva dichiarati orribili; e questo scemo +tentativo di adornamento artistico contrastava con la semplicità e +anche con la volgarità del resto dei mobili. Adele Cima non aveva mai +voluto fumare; anzi il fumo della sigaretta e dei sigari di Paolo +Spada, dei suoi amici, le dava gran fastidio. Si forzò a imparare: +ebbe tre o quattro emicranie feroci, accompagnate dal mal di stomaco, +ma fumò. Soltanto si scolorava come una morta, fumando: e faceva +sforzi enormi per esser disinvolta. Non aveva mai bevuto liquori, con +un disgusto tutto borghese: ella provò il _cognac_, e siccome aveva +inteso parlare del _gin_, come di un liquore singolare, assaggiò anche +quello. Paolo Spada, malgrado le sue profonde distrazioni, i suoi +egoistici assorbimenti, notò a poco a poco tutte queste fittizie +manifestazioni di bizzarria: e il sorriso con cui le accoglieva, aveva +della bontà compassionevole. Due o tre volte, egli rise della +goffaggine di Adele Cima: ed ella fu colpita da quel riso come da una +pugnalata. Una sera, quando più ella era stata tentata di essere +eccentrica e raffinata, e quando meno vi era riescita, quando più era +stata ridicola nei suoi esperimenti, Paolo Spada, le aveva detto, con +durezza: + +--Smetti. + +Ella si era fatta di mille colori e aveva abbassato gli occhi. + +--Non fumare più, smetti; smetti di vestirti come ti vesti; non bere +_cognac_ e non parlare di amore col terzo e col quarto. Smetti, +smetti, Adele. + +--Che ho fatto di male? + +--Nulla: ma sei ridicola. Chi te lo fa fare? + +--Così--diss'ella, con voce fievole, a capo basso. + +--Vi è una ragione, a queste stravaganze. Dilla subito.--replicò +improvvisamente. + +--L'idea di piacerti....--balbettò l'infelicissima. + +--Hai sbagliato. Mi dispiaci enormemente. + +--La paura del tuo disprezzo.... hai amato tante donne intelligenti e +fini.... io sono una creatura volgare.... + +--Mi sei piaciuta come eri: non ti guastare. Smetti tutte queste +buffonate. Tu non ti puoi cangiare. + +--Oh Dio!--singhiozzò la poveretta. + +--E ringrazia il Signore, invece, che non ti cambia. Se ti cambiasse, +non ti amerei più. + +--Perchè mi dici questo? + +--Perchè è la verità. Ritorna alla tua semplicità, mia cara, o ci +lasciamo per sempre. + +Come ritornarvi totalmente? Ella obbedì, con la devozione della +persona assolutamente innamorata, a quanto le aveva detto Paolo Spada; +ella ritornò, tristemente, alle sue vesti di gusto borghese e ai suoi +cappellini insignificanti: ella lasciò le sigarette e il _cognac_: +ella schiodò tutti i ventagli vecchi e tutti i brandelli scoloriti +delle stoffe, dalle pareti delle sue stanzette. Ma tutti questi atti, +consecutivi, le rammentavano la inanità della sua persona: le +ripetevano, mandando il rosso della vergogna al viso, che ella non +poteva elevarsi, in nessun modo, dalla mediocrità dove era sempre +vissuta: le replicavano, in tutte le forme, che una donna semplice o +anche sciocca, sempre tale rimane e che non vi era speranza, per lei, +di essere considerata da Paolo Spada salvo che per una donnetta di +casa, scema, ignorante, che gli dava dell'amore senza fantasia e senza +drammi, quando egli aveva voglia di essere amato. Lo scorno +dell'esperimento fatto e mancato le ritornava sempre, massime quando, +era sola: ed ella chiedeva al Signore, nelle sue preghiere, per qual +ragione era stata slanciata e poi chiusa in un amore dove tutte le sue +facoltà soffrivano, dove soffocava nel silenzio ogni suo dolore e dove +ella non avrebbe mai più trovato la felicità, giammai. + +Le sue sofferenze si acuivano. Ella frequentò molto la chiesa, in quel +tempo. Cercava la liberazione, o cercava la pace; ma non otteneva nè +l'una, nè l'altra, giacchè ella era legata a Paolo Spada per la vita e +per la morte, giacchè ella era sempre in un profondo spostamento +morale e materiale. Paolo Spada, giusto in quel tempo, fu preso da un +accesso di mondanità. Ogni sera indossava la marsina, metteva un fiore +all'occhiello, arricciava e profumava i suoi baffi e partiva. Ella lo +aiutava a vestirsi, avendo per lui le cure minute di una madre: non +gli chiedeva neppure dove andasse e a che ora ritornasse. Lo +aspettava. Quando aveva chiusa la porta; alle sue spalle, cominciava +per Adele una lunga veglia. Ella riordinava la casa, tutta quanta, +dandole il suo assetto notturno; lavorava all'uncinetto, alla coltre +fatta a disegno di stelle, poichè aveva rinunziato alla lettura: +sonnecchiava; si addormentava sulla sedia. Talvolta si svegliava, di +soprassalto, a un rumore: non era nessuno. Talvolta lo stridore della +piccola chiave inglese di Paolo Spada che schiudeva la porta del +quartierino, la scuoteva. Lo vedeva riapparire bene spesso pallido e +stanco, senza voglia di aprir bocca. + +--Fai male ad aspettare--le diceva, brevemente. + +--Non importa, Paolo. + +Non le diceva più nulla, lui, assorto nella stanchezza: non le faceva +una carezza non le dava un bacio: si addormentava di un sonno pesante. +Ella restava sveglia, nervosa, piangendo chetamente talvolta. Vi erano +notti in cui egli rientrava eccitatissimo. Le raccontava tutto, +mettendo in burletta i tipi ridicoli della società, ridendo dei buffi +spettacoli, elogiando fugacemente qualche donna incontrata. Adele +tendeva l'orecchio, a queste lodi: + +--Era molto bella, donna Maria Vargas? + +--Bellissima: pareva Monna Lisa del Giocondo. + +L'amante sciocca, dai capelli castani insignificanti, dai grandi occhi +limpidi e meravigliati, ammutoliva. Egli continuava a chiacchierare, +fumava, si faceva fare del tè che ella aveva imparato ad apprestare +benissimo, mentre le mani le tremavano, nel suo ufficio di donnetta di +casa. E, spesso, tornando da questa casa luminosa, da questi teatri +scintillanti, dove aveva visto delle donne bellissime, dove il suo +animo di artista aveva esaltato la sua ammirazione di uomo, egli era +con Adele Cima così carezzoso e così appassionato che, malgrado la +piccola intelligenza di lei, ignara delle mistificazioni umane +dell'amore, ella intendeva donde venisse questo rinnovellamento +passionato; e tutto il suo essere inorridiva alla mistificazione. +Vagamente, ma ostinatamente, ella era gelosa di tutte queste donne +mondane, signore e attrici, grandi dame e grandi avventuriere che, +preso da un furore di esteriorità tutto estetico, Paolo Spada +ricercava ogni giorno e ogni sera: ma Adele Cima non arrivava a +precisare la propria gelosia. Non diceva nulla: ma fiotti di veleno le +inondavano le vene. Si consumava, dentro, e non voleva dare un sol +dolore a Paolo, sentendo anche che era inutile e dannoso fargli delle +scene. Qualche indizio di tradimento, molto tenue, forse ancora +ingiusto le s'ingrandiva nel cuore appassionato, col dubbio di qualche +fatto compiuto. Paolo Spada aveva cambiato fiore all'occhiello: era +una rosa bianca, adesso, quella che portava ogni giorno. Una copia +dell'_Amore di Maria_ era partita, avvolta in una stoffa medievale, a +rose bianche su fondo rosa pallido, e diretta a un indirizzo +sconosciuto. Un giorno, uscendo per alcune spesuccie, aveva incontrato +Paolo Spada sotto l'atrio della Posta, a San Silvestro: egli aveva +avuto innanzi ad Adele Cima, una leggiera fiamma al viso. Poi, +finalmente, un giorno, Adele ebbe la prova precisa e netta del +tradimento: un biglietto di convegno, di donna Maria Vargas: un +biglietto cascato dalla tasca di Paolo Spada. Era impossibile il +dubbio. Egli rientrò: trovò Adele Cima gittata sul letto, vestita, col +viso verso la parete. + +--Che hai? Ti senti male? + +--Sì. + +--Dove hai male? + +--Alla testa. + +--Ora ti do l'antipirina. Vado a chiamare il medico? + +--È inutile: è un male che passa. + +Veramente, egli aveva udito qualche cosa di cambiato nella voce di +Adele Cima: ed aveva esitato a ritornare nella sua stanza. Prima di +uscire, andò da lei, di nuovo: + +--Come vai? + +--Meglio: grazie. + +--Vuoi qualche cosa? + +--.... No + +--Io torno subito. + +--Va bene. + +Veramente non si era voltata a lui e la voce era più tronca e più +velata che mai. Ma egli attribuì alla nevralgia tutti quei fenomeni e +uscì. Quando rientrò, alle undici di sera, la trovò ancora sul letto, +supina, in uno stato di abbattimento immenso, con orribili crampi allo +stomaco. Aveva bevuto della morfina per avvelenarsi: l'aveva trovata +in una boccettina che Paolo Spada teneva in serbo, per iniettarsi ogni +tanto. Egli non le strappò questa verità che a furia di affannose +domande, di richieste strazianti, giacchè tutto l'essere di Paolo era +trangosciato all'idea che una povera creatura umana avesse potuto +morire per lui. Ella lo guardava, con occhi così disperati e amorosi, +insieme, che egli non resisteva a quello sguardo. Al medico accorso +Paolo non disse nulla, non seppe neppure ricordarsi la misura della +morfina che Adele aveva potuto ingoiare: e tutta la notte la sciocca +amante che tutto aveva sopportato, ma non aveva saputo resistere al +tradimento, tutta la notte ella fu in pericolo mortale, attaccata al +collo di Paolo Spada, guardandolo con gli occhi stralunati dal male e +dall'amore, toccandolo con le mani gelide e bagnate di sudore, senza +poter pronunziare una parola sola, quasi strozzata, soffrendo come una +dannata o cadendo in prostrazioni che parean simili alla morte. +Accanto a lei, egli agonizzava. Aveva ritrovato il biglietto perduto +di donna Maria Vargas, sotto l'origliere di Adele Cima ed aveva inteso +la ragione di quel suicidio, la ragione immediata e invincibile. + +--Perchè hai fatto questo? Perchè?--le gridò, indignato contro sè +stesso, contro i capricci mondani e contro tutte le donne mondane. + +La inferma non rispose, ma lo guardò con tale espressione di silenzio! + +--Non dovevi farlo. Non ne valeva la pena--le disse ancora lui, +esaltatissimo. + +Alla morente gli occhi si sbarrarono in un infinito stupore, come se +ella si meravigliasse, sentendo che un tradimento non è un tradimento. + +--Sei una scema; non capisci niente; io non amo che te; sei una +scema--le continuò a dire lui, in preda a una indomabile agitazione. + +Adele Cima, a quell'aggettivo che si veniva ripetendo, con tanta +ostinazione e tanta crudeltà, insieme a tanto amore, nella sua agonia, +chiuse gli occhi per morire. + +Ma non morì. La salvarono il medico e Paolo Spada. Fu molto tempo +malata, ma guarì. Il suo fu un suicidio mancato, come erano state +mancate varie altre cose della sua vita. Spesso, nella convalescenza, +in un effluvio di tenerezza, innamorato più che mai della sua +stupidina, Paolo Spada le veniva ripetendo: + +--Perchè hai voluto morire? + +--Per donna Maria di Vargas. + +--Ti giuro che non ne valeva la pena, anima mia. + +--Oh sì! + +--No, no, sei sempre la stessa, non capisci nulla. Se morivi, vedi, +Adele, era perchè non hai mai capito niente. + +--È vero--mormorava lei, assorta. + +Dopo quel tentativo di suicidio, inutile, che non le aveva dato la +liberazione, ella non domandò a Dio neppure più la pace. Il suo +destino era di vivere, di amare, e di soffrire per l'amore, giacchè il +Signore le aveva inflitto il castigo di amare un uomo diverso da lei +per istinti, per temperamento, per carattere, giacchè sul suo amore +pesava la fatalità del dissidio intellettuale, lo stato di oppressione +della creatura meno nobile e meno spirituale, accanto a un'anima che +saliva nei cieli dell'arte. Ella doveva soffrire e non doveva trovare +rimedio alle sue sofferenze, giacchè le anime alte e squisite trovano +mille vie per isfuggire ai contrasti della vita quotidiana, mentre le +piccole anime li subiscono tutti, senza scampo e senza rifugio. + +Poi, più tardi, quando ella fu bene guarita e Paolo Spada fu bene +sicuro che quella donna gli fosse vincolata per sempre, egli scherzò +anche sul tentato suicidio. Chi manca un suicidio, non corre +un'avventura buffa? L'amante sciocca ne rise anche lei, per celare la +vergogna di quella ridicolaggine. Più tardi ancora, Paolo Spada tornò +a tradirla, come si tradisce una buona moglie fedele, con altre donne: +ella lo seppe, ma non trovò la forza di voler morire, temendo troppo +di esser chiamata la più scema fra le donne. Anzi, egli finì per +confessarle le sue scappate, convincendola che erano necessarie alla +sua vita d'arte, ma che egli amava sempre la sua cara sciocca. La +quale sciocca donna non si convinse punto, di questa necessità del +tradimento: vi si rassegnò, piuttosto, poichè voleva il suo destino, +così, che ella, che sarebbe stata felice con un uomo limitato e buono +e onesto come lei, fosse infelicissima con un grande artista. + + + + +SOGNO DI UNA NOTTE D'ESTATE. + +_A Roberto Bracco._ + + +Massimo era solo. L'amico d'infanzia, non veduto da anni e poi +incontrato improvvisamente per la via, dopo il lieto riconoscimento +era venuto, alle sette, a pranzare in casa di Massimo. E costui che +trascinava pesantemente il fardello di un'estate cittadina, mentre +tutti gli altri anni era partito nel mese di giugno, si riprometteva +una buona serata di ricordi, in compagnia dell'amico ritrovato. +Avevano, infatti, passato due ore insieme fra il pranzo, la sigaretta +e i liquori, chiacchierando dei tempi antichi, cominciando tutti i +loro discorsi con un _ti ricordi_, sorridendo vagamente alle care +memorie che si affollavano alla mente, interrompendosi talvolta, dando +in qualche esclamazione di rimpianto, di nostalgico desiderio. Ma +nella amichevole giocondità che aveva dilatato i loro cuori, si era +presto infiltrato un senso di malinconia; avevano fatte vie diverse ed +erano diventati assai diversi, in tutto; partiti dal medesimo punto, +avendo fatto gli stessi studii, l'amico era adesso un illustre +avvocato di provincia, con moglie e figli, con idee pratiche e +semplici, un po' appesantito di fibre e di spirito; e Massimo se ne +era andato per dieci o quindici anni all'estero, di legazione in +legazione, diplomatico senza passione, indolente, non facendo carriera +per la sua pigrizia, contento o non malcontento del suo posto di +segretario, bello come un meridionale bello, ma già appassito, coi +capelli che si facevano radi sulla fronte e gli occhi smorti, non +ricchissimo, ma abbastanza ricco, e adesso inchiodato da un anno a +Napoli, in licenza--in penitenza, dicevano gli amici. Massimo era +fine, originale, ma già consumato dalla sua esistenza, e segretamente +oppresso da altre cure: l'amico era pieno di talento, ma forte e +tranquillo, rimasto un po' grossolano, chiuso nel buon senso +provinciale che chiama follia l'originalità, e che si mortifica nel +presente, per godere in un troppo tardo avvenire. Così, mentre l'uno +raccontava all'altro la propria vita, colui che ascoltava, apprezzava, +giudicava, freddamente giudicava, senza dire il suo giudizio in forma +cruda, mitigando, è vero, per riguardo all'amicizia d'infanzia, ma +facendo intendere come si trovassero lontani: e a un certo punto si +guardarono in viso, perchè pensarono di essere, oramai, due estranei; +ma non lo dissero. E forse, in fondo, Massimo invidiava all'illustre +avvocato di provincia la sua limitata ambizione e il suo assiduo +lavoro, e la famiglia grassa, pacifica, al sicuro delle tempeste, e la +casa messa alla buona, ma la casa degli avi, la casa dei figliuoli, e +quel senso di praticismo, di serietà, di equilibrio, tutte le cose, +infine, che gli mancavano; mentre l'avvocato invidiava a Massimo la +vita vagabonda ma aristocratica nelle Corti straniere, e l'avvenire +che potea essere splendido, e la libertà di scapolo, e tutte le +avventure di quella esistenza fantastica, e quella casa di giovanotto +elegante e squisito, visioni che avrebbero oramai turbato i suoi sonni +di provincia. A un certo momento, sospirarono ambedue. La serata era +calda: dal balcone aperto del salotto dove fumavano, non spirava un +soffio di aria: solo un acuto profumo di gelsomini veniva di fuori. Si +accorsero di essere diventati malinconici. Troppe cose del passato +avevano ricordate, troppe pietre sepolcrali di persone care perdute, +di amori morti avevano rimosse: tutto questo non si fa senza un triste +piacere, e il piacere poi fugge, e la tristezza resta. Fumavano in +silenzio, con la testa rovesciata sulla spalliera della poltroncina; +poi l'avvocato aveva guardato l'orologio. Per cortesia, disse a +Massimo: + +--Vieni via con me? + +Ma non si eran forse detto tutto? E non avevan forse fatto male, a +dirsi tutto? Massimo rispose vagamente che doveva scrivere alcune +lettere urgenti; che si sarebbero veduti più tardi, alla Villa, verso +le undici, senz'altro. Freddamente, l'avvocato promise di esserci, e +si divisero, convinti che non si sarebbero riveduti quella sera, e +forse mai più. Per dolce che sia il passato, esso è morto; e fantasmi, +anche soavissimi, turbano l'animo dei più coraggiosi. Quando fu solo, +Massimo si pentì di essersi condotto a casa quell'amico: tante chiuse +cicatrici avevano stillato sangue, in quelle due ore! Mentre egli +seguitava a fumare, nel salotto, udiva il suo servitore che riordinava +la piccola stanza da pranzo; e poco dopo, il giovanotto gli venne a +chiedere se avesse bisogno di lui, in quella sera, chè avrebbe voluto +andarsene a trovare certi amici, per fare una passeggiata, con quel +caldo così grande. Massimo, con una parola, lo licenziò: la porta si +richiuse; egli era perfettamente solo. Ma la sua serata era perduta, +postochè aveva voluto risalire imprudentemente il fiume del passato, +in compagnia di una persona che aveva amata: il viaggio lo aveva +scoraggiato, facendogli perdere quell'ultimo resto di morale pazienza, +che lo aiutava a tirare innanzi quella solitària e fastidiosa estate +napoletana. In queste ore di ribellione, sdraiato, abbandonato a una +mortale spossatezza esteriore, mentre dentro gli si sollevava il +cuore, egli fumava assai certe stupefacienti sigarette egiziane, che +per lo più finivano per stordirlo: ma in quella sera di estate le +sigarette gli si sfacevano fra le labbra strette ed egli le buttava +via, semispente, a pezzetti. Andò al balcone: era al terzo piano di un +gran palazzo di via Gennaro Serra, ed essendo più basse le case +innanzi alla sua, pel livello della via, vedeva un po' di mare e un +grande arco di cielo stellato. + +La notte era bellissima, con un gran palpito luminoso della Via +Lattea; ma la brezza non veniva e l'aria opprimeva. Sentendosi +avvampare la testa, solo, stanco e pure non potendo restar fermo, +prese la penna e volle scrivere: ma improvvisamente, innanzi alla +carta bianca, si fece in volto più bianco della carta stessa, quasi +che avesse veduto apparire non so quale visione, fra le penembre della +stanza. Dalla via Gennaro Serra, un continuo rumore di carrozze si +udiva: tutti uscivano dalle loro case, tutti se ne andavano per le +strade, a respirar meglio, a guardare le stelle, a godere la notte +napoletana bella, fresca nelle ore alte. Egli si fece di nuovo al +balcone, soffocando: ritornò alla scrivania, si rimise a scrivere, ma +non vi riuscì. E perchè avrebbe dunque scritto? A che servono le negre +parole scritte sulla candida carta, nella effervescenza della +solitudine, quando il parente, o l'amico, o l'amante che le riceve, le +legge forse dinanzi a estranei, freddamente, ridendone? Troppo tempo e +troppe cose passano fra il momento che si scrive e quello che si +legge, fra chi scrive e chi legge, perchè una lettera serva a qualche +cosa. Un organetto si fermò in piazza Monte di Dio, a suonare, con un +metro largo, con un tempo largo, una canzonetta assai allegra, la +quale così diventava bizzarramente triste; Massimo s'impazientì contro +quel sentimentale o stanco suonatore di organino, che mutava una +tarantella in marcia funebre. Forse il suonatore era vecchio; forse +aveva fatto una magra giornata; forse era un infelice, perciò usciva +dalla sua mano quella nenia così stravagante. Massimo si abbassò sulla +ringhiera del balcone, e da quell'altezza buttò a caso una moneta da +due lire al suonatore. La musica, dopo un poco, tacque: e Massimo se +ne dolse; ora si sentiva più solitario, più annoiato, più insofferente +che mai della sua dimora in Napoli. Che fare, dove andare, dove +portare il suo corpo e il suo spirito, con quali sciocchi? con quali +indifferenti, con quali esseri detestabili andare? Come passare quella +notte di estate? Non avrebbe avuto riposo, lo sentiva: e sentiva che +non vi era rimedio alla sua agitazione. Andava e veniva dalla +scrivania al balcone, macchinalmente, quando un, sottile canto vicino +lo colpì. Si fermò, ascoltando. Il canto veniva da un balcone poco +discosto dal suo, anch'esso al terzo piano: aguzzò gli occhi, vide +un'ombra bianca, era una donna che cantava una vecchia romanza del +Tosti, poco nota, che è piuttosto un recitativo e che comincia così: + + Il gallo canta; e i sogni lieti o tristi + Fuggon nel grande oblìo. + Torna al mondo dei sogni, onde venisti, + Larva dell'amor mio........ + +La voce era tenue e un po' tremula, ma le parole si udivano +distintamente. Massimo tese l'orecchio, guardò acutamente, e si +accorse che la donna si dondolava sopra una sedia, cantando, come se +si cullasse; aspettò che ella avesse finito, poi, piegandosi sulla +ringhiera, chiamò: + +--Luisa, Luisa? + +--Che volete?--rispose una fresca e lieta voce femminile. + +--Buona sera: vi sto ascoltando, ma la vostra canzone è troppo triste. +Perchè non ridete un poco? + +--Così, per ordine vostro? + +--Ve ne prego: ridete. + +--A che servirebbe? + +--Per rallegrare la mia infinita malinconia. + +--Voi, malinconico?--e diede in uno scroscio di risa fresco e limpido. + +--Brava, brava!--egli esclamò, applaudendo. + +Lei, per parlare con lui, si era alzata dalla sedia, si era messa +all'angolo del balcone, curvandosi per veder meglio, e non li divideva +che lo spazio di una stanza; le due case erano vicine. + +--Vi basta?--chiese Luisa ridendo ancora. + +--Mai abbastanza. Sono un uomo morto, Luisa. Ma quando sarò da quattro +giorni nella tomba come Lazzaro, veniteci voi e ridete; io +risusciterò, ve lo prometto. + +--Ci vedremo allora, non mancherò--diss'ella ridendo. + +Poi tacque improvvisamente. Massimo, per ringraziarla, si mise a +cogliere dei gelsomini bianchi, odorosissimi, li raccolse in pugno, +tentò due volte di buttarglieli sul balcone: ma erano così leggieri +che caddero in istrada, candidi, roteanti. + +--Peccato, peccato!--gridò lei, che aveva indovinato il grazioso +pensiero. + +E restò a guardare, giù, come se potesse ancora scorgere quella +pioggerella di gelsomini odorosi. A un tratto, ella diede un piccolo +grido: + +--Che è? + +--Ne ho trovato uno, per terra. Grazie! Sul balcone di Luisa un'ala di +ventaglio si agitava ed egli ne vedeva luccicare le stelline: + +--Siete voi, che avete quel ventaglio? + +--Sì; perchè? + +--Perchè pare un pezzo di firmamento. + +--Non mi burlate--disse lei un po' seria. + +Parlavano così tranquillamente, come se stessero in un salotto di +conversazione: ma le notti estive sono così belle a Napoli, ed è così +naturale stare al balcone, o sulla terrazza o nelle vie, è così +naturale la chiacchiera all'aria aperta! Certo l'elegante addetto non +avrebbe fatto così a Bruxelles, o a Copenaghen, dove le notti sono +gelide, e i balconi hanno triplici imposte: nè con le dame della +società sua, si sarebbe permesso una simile famigliarità. Appunto per +questo egli trovava gusto in questa conversazioncella borghese con una +semplice ragazza, da un balcone all'altro, dimenticando la profonda +noia e il disgusto che lo avevano assalito mezz'ora prima. Adesso, +sorgendo da quel poco di mare che si vedeva dai balconi, un globo +rossastro si levava nel cielo, e ascendendo, impallidiva, diventava +roseo.... + +--.... ecco la luna, signor Massimo--mormorò lei, piano. + +Eppure egli udì. + +--È una bellissima luna, Luisa--le rispose, con convinzione. + +--Fra poco si nasconderà dietro quelle case, e non la vedrò più--disse +la fanciulla, sempre piano. + +Egli udiva benissimo. A un tratto, chiamò: + +--Luisa? + +--Che volete? + +--Volete uscire, a veder la luna? + +--Sola? + +--Con me. + +--.... nossignore--disse lei, dopo aver esitato. + +--Perchè nossignore? + +--Per questo--replicò Luisa, enigmaticamente. + +--Venite, via. Torniamo presto. + +--No, non posso. + +--Siete cattiva, sapete. + +Luisa non rispose. + +--Se non vi decidete, vado via solo. La notte sarà magnifica e voi non +la vedrete. Peggio per voi! Sono abbastanza vecchio, per non +compromettervi. Volete venire? + +--.... non posso. + +--Buona sera. + +--Buona sera--mormorò ella, lentamente. + +In verità, rientrando nella sua stanza, per prendere il cappello e i +guanti, Massimo era indispettito. Aveva trovato un diversivo alle +tristezze supreme di quella serata; la compagnia di Luisa come quella +di un buon camerata, di un buon amico, lo avrebbe distratto. Ed ecco +che quella sciocchina faceva la ritrosa, mentre era libera, +indipendente, mentre egli non si era mai sognato di farle una linea di +corte, da un anno che si conoscevano. Nervoso, abituato a superare +facilmente tutte le difficoltà, il più piccolo inciampo lo inquietava: +non andò di nuovo al balcone, spense tutti i lumi, e battè fortemente +la porta, uscendo sul pianerottolo; anche Luisa era una sciocca! Ma +passando innanzi a un'altra porta che dava sullo stesso pianerottolo, +la vide schiudersi un poco e il profilo bruno di Luisa apparve: + +--Signor Massimo?--fece ella, guardandolo coi neri e dolci occhi, +chiedendogli scusa col tono della voce, con lo sguardo. + +--Andate là, che non capite niente!--esclamò lui, nascondendo un +sorriso, fingendo di essere ancora in collera. + +--Io.... capisco--disse lei, schiudendo addirittura la porta. + +Ora si vedeva tutta la sua snella e alta figura, rivestita di un abito +bianco di semplice mussola, con un nastro di velluto nero alla +cintura: si vedeva il delicato volto ovale e bruno, dove la piccola +bocca rosea si schiudeva come un fior di granato; e le sottili +sopracciglia nere e arcuate davano agli occhi neri, per sè buoni e +soavi, un'aria d'infantile meraviglia. + +--Perchè avete detto di no, Luisa? Avete così poco spirito? Vi ho +forse mai fatto la corte, io, perche dobbiate temere la mia compagnia? + +--È vero, non me l'avete mai fatta--rispose Luisa, senza sorridere, +abbassando gli occhi. + +--O dunque? Andiamo, prendete un cappello e una mantellina, fate una +collezione di risate, e venite con me. Sarà un'opera di misericordia +spirituale: sono così infelice! + +--Sì? Tanto?--interrogò lei, ansiosa. + +--Infelicissimo--confermò lui, fra il tragico e il burlesco. + +--Per amore, eh?--chiese ella, arrossendo della domanda. + +--Nossignora, ragazza curiosa. Naturalmente, nessuna donna mi ama e +io, naturalmente, non ne amo nessuna. Andate a vestirvi e fuggiamo.... + +Ella voltò le spalle, ubbidendo. Massimo restò appoggiato allo stipite +della porta aperta, col cappello in mano, rigirando il suo bastoncino +di ebano fra le dita, tranquillo adesso, abbandonandosi al minuto che +passava, senza pensare ad altro. Dopo un poco, brevi passi discreti si +riudirono e Luisa apparve, infilando i morbidi guanti lunghi di +camoscio: aveva messo una mantellina di merletto nero a perline nere +sul suo vestito bianco e un gran cappello di velo nero, una di quelle +scuffie ampie e caratteristiche che stanno divinamente solo a un volto +giovanile. Sorrideva, con le labbra, con gli occhi, guardando Massimo, +così fresca, così luminosa di gioventù e di spirito, che egli espresse +immediatamente la sua opinione. + +--Siete una creatura incantevole--disse, con un tono fra la galanteria +e la verità, tanto che ella non seppe nè adontarsene, nè +rallegrarsene. + +Per nascondere il proprio imbarazzo, Luisa si voltò a chiudere la +porta di casa sua, mettendosene la chiave in tasca. Si avviarono, +accanto, per le scale, senza che Massimo le offrisse il braccio: ella +aveva un modo di camminare leggiero e spedito che le veniva dalla +estrema giovinezza. + +--Sentite--le diceva lui, scendendo--ognuno di noi si secca.... + +--Io non mi secco mai. + +--.... non mi contraddite, voi vi seccate, come me, della solitudine. +Quando state sola, che fate? + +--Penso.... + +--E non vi viene voglia di uccidervi? + +--Neppur per sogno. I miei pensieri sono dolci. + +--A che pensate? + +Ella fu lì lì per rispondere, con sincerità: ma fortunatamente si +rattenne. + +--Che v'importa?--mormorò invece, con una certa malinconia. + +--Ma insomma, se deviate sempre il discorso, non lo finirò mai. E vi +assicuro che è grazioso, che vale la pena di udirlo, Dunque, che voi +vi possiate seccare o no nella solitudine, questo non preme, ma nella +solitudine mi secco io, e voi siete allegra, voi cantate, voi suonate +l'arpa, voi ridete così bene. Uniamoci insieme, fraternamente, così io +non mi seccherò più, e voi, credo, vi divertirete meglio. È deciso, +eh? Come fratello e sorella, naturalmente. Un giorno o l'altro, poi, +vi mariterei a un amico che amassi molto. È deciso? + +Ella rideva, rideva, sommessamente, mentre attraversavano l'ampio +portone. Una risata, però, che aveva qualche soverchio trillo nervoso. + +--Non volete saperne?--disse lui, seriamente, fermandosi, sul +marciapiede.--Non è mica una cattiva offerta. Sono vecchio, io, ma +sono sempre un buon figliuolo: ho viaggiato, vi posso raccontare delle +storielle interessanti.... pensateci bene.... + +--Sì.... sì.... combineremo, un giorno o l'altro--e la fanciulla voltò +la faccia in là, per non farsi scorgere. + +Massimo e Luisa scendevano per via Gennaro Serra incontrando una +quantità di gente che saliva e scendeva, ondeggiando, a coppie, a +gruppi, a crocchi, a file, con la mollezza estiva della folla +napoletana. Malgrado che fossero le dieci, molte botteghe erano ancora +aperte e illuminate: non vi si lavorava; delle donne in giacchettina +bianca prendevano il fresco sulla porta, chiacchierando, e +dall'Egiziaca veniva un suono di chitarre e di mandolini. La birreria +Dreher, sotto i marmorei portici di San Francesco di Paola, aveva +messo fuori tutti i suoi tavolini di marmo, e le tazze di birra, dalla +cima schiumosa e nevosa, apparivano alte sui vassoi, portati dai +camerieri, mentre i pesanti piattini di cristallo si accumulavano +innanzi agli avventori. Adesso, sorgendo pallida e mancante sul lato +sinistro, elevandosi sopra l'arsenale di marina, la luna illuminava +tutta piazza Plebiscito. La facciata della Prefettura, tutta chiara +sotto il raggio lunare, aveva delle persone che si muovevano sui suoi +grandi veroni: il Gran Caffè e i suoi tavolini, allargantisi sulla +via, e i molti avventori erano avvolti in un chiarore fantastico, e le +donne recavano con lentezza il cucchiaino del sorbetto alle labbra, o +agitavano il ventaglio pian piano, con gli occhi sgranati, quasi +sognassero. Nella piazza Plebiscito, andando lentamente nella morbida +luce lunare, la gente passeggiava, sulla striscia di pietra bianca, +innanzi alla fontana: e il grande getto d'acqua, alto, sottile, pareva +una piuma bianca, immobile, tutta penetrata dalla luminosità della +luna. + +--Che bella notte!--susurrò Luisa, affrettando il passo. + +--Vi è troppa gente--disse lui, buttando la sigaretta, diventato a un +tratto pallido e pensoso. + +Luisa se ne accorse. Affettuosamente gli toccò la mano con la sua mano +guantata, interrogandolo con lo sguardo; egli non rispose, ma le fece +un cenno che non chiedesse, che non voleva parlare. Per temperare +questo silenzio, graziosamente le prese la manina guantata e se la +passo sotto il braccio, e camminarono più presto, andando verso Santa +Lucia. Qualcuno si voltava a guardare la fanciulla biancovestita, i +cui occhi brillavano soavemente sotto la nera e trasparente aureola +del cappello; ma ella non vedeva nulla, si piegava ogni tanto a +guardare il suo compagno, per osservare se l'umor torvo si fosse +allontanato. + +--Ma che avete?--chiese, alla fine, agitata. + +--Vorrei.... vorrei non essere qui--proruppe lui, esprimendole tutta +la sua nostalgia inguaribile. + +--Ah!---disse ella, senz'altro, chiudendo gli occhi, mentre le labbra +le tremavano. + +E Massimo non seppe, o gli mancò la forza di spiegare, di modificare +la sua scortesia. Alta già sopra Capri, la luna imbiancava tutta la +via marina di Santa Lucia, dove mille lumicini si agitavano, dove i +_trams_, carichi di gente che andava verso Posillipo, passavano, ogni +cinque minuti a suono di cornetta, dove le venditrici ambulanti di +acqua sulfurea davano il loro richiamo, dove i pescatori accovacciati +nelle nasse, fumavano la pipetta corta che aveva lo stesso colore +della loro pelle. Appoggiati al largo parapetto che dà sulla via +inferiore di Santa Lucia e sul mare, uomini e donne godevano la prima +brezza notturna che si era messa al sorgere della luna; si udiva +suonare il pianoforte nel salone all'_Hotel de Rome_, il salone che dà +sul mare; laggiù, laggiù, verso il _Wermouth di Torino_, dei cantori +ambulanti cantavano. Negli equipaggi signorili, passavano le donne in +abiti chiari, coi diamanti che scintillavano alle orecchie; Dovunque +gente, dovunque suoni e canti, dovunque la vitalità di un popolo che +lentamente sorbisce la felicità di una notte estiva lunare. + +Senza dirle nulla, invece di andare verso il Chiatamone, portandosi la +fanciulla a braccetto, egli le fece discendere la scala che porta alla +via inferiore di Santa Lucia, donde si va ai bagni la mattina; dove i +vaporini approdano, dove approdano i barcaiuoli, con le barchette, +dove sono le sorgenti dell'acqua sulfurea: ivi, su quella lingua di +terra, brulica una folla di marinai, di pescatori, di donnette +popolane, e una trattoria ha le sue tavole, quasi quasi sino all'acqua +nera della riva; i bevitori di acqua sulfurea vi mettono le loro sedie +di paglia, e i bimbi vi vendono le ciambellette brusche. Pure, in +quella notte, quel brulichio bruno si rallentava, quasi che il placido +lume della luna quietasse tutti i movimenti, rammutolisse tutte le +voci, e desse tutta la sua dolcezza alla vivace scena. Quando furono +sull'ultimo scalino dell'ampia gradinata, Massimo e Luisa si +arrestarono un minuto. + +--Andiamo a cena?--domandò lui, distratto. + +--Oh no! + +--È vero, sono una bestia. Eppure dobbiamo far qualche cosa.... +andiamo per mare, allora? + +--Sì--rispose lei, pensosa--andiamo. + +--Ma vi piace di andarvi? non lo dite per compiacenza? Io vi annoio +terribilmente, lo so.... Ma, non è colpa mia. E poi, voi siete buona e +perdonate. Se non volete andare in barchetta, rinunziamoci. + +--Andiamoci subito. + +Ed egli intese, in quelle parole, una preghiera così spontanea, che +chiamò subito un barcaiuolo. Entrò prima Massimo e invece di dar la +mano a Luisa, per farla discendere, mentre ella esitava, vedendo quel +baratro nero, le stese le braccia, la sollevò leggermente e la +depositò sul cuscino di cotonina, accanto a sè. Il barcaiuolo che +aveva avuto ordine di andare verso Mergellina, vogava tacitamente. +Massimo fumava: ma ogni tanto, dando uno sguardo a Luisa, la vedeva +così tranquilla, così serena, così intimamente felice; ella era così +bella in quell'abito bianco, sotto la trasparente ala del suo +cappello, con le mani abbandonate in grembo, che egli non osava dire +una parola, non volendo turbare quel soave spettacolo. La barchetta si +allontanava in linea retta, per poi girare intorno al forte Ovo: e le +case di Santa Lucia, e la collina di Pizzofalcone parea che +crescessero verso il cielo, verso la luna, come attirate da quel +morbido chiarore. Massimo e Luisa non scambiavano una parola, solo +egli la guardava con insistenza; tutto il delicato volto e la persona +candidamente vestita, avevano in quell'ora e in quel paesaggio un +effluvio di poesia che avrebbe inebriato il cuore più freddo. Ella gli +sorrideva, così, naturalmente, quasi che il suo destino, nella vita, +fosse di sorridergli sempre; e l'ingenuo, giovanile fascino del +sorriso rammentava a lui altri tempi, altre cose, vagamente, dandogli +un infinito e indefinito sentimento di tenerezza. Allora, sottovoce, +egli provò il bisogno di chiamarla: + +--Luisa. + +--Che dite?--rispose ella, piegandosi per udir meglio. + +--Niente. + +Ma ancora, più tardi, mentre si allontanavano sempre più verso l'alto +mare, nel candore immacolato della luna, verso l'orizzonte; che si era +fatto chiarissimo, egli la chiamò per nome, assai piano, come se +pronunciasse quel nome per sè stesso, evocandolo, invocandolo, emblema +di dolcezza nelle sue sillabe, nelle sue lettere, nel musical suono, +in quello che era, in quello che rappresentava. Quando quel lieve +soffio l'animava, come una carezza, Luisa s'inchinava, attratta, +vincolata dalla voce e dalla musica; e Massimo vedea che il viso le si +tramutava, onde di sangue le fiottavano alle guancie, onde di pallore +le salivano alla fronte. E non so quale acuta, spirituale voluttà lo +teneva, di vedere scolorare, al suono della sua voce, quel purissimo +volto giovanile: e tutta la tenerezza ch'egli poneva nella parola +_Luisa_, si facea più profonda, sgorgava più larga, per circondare, +avvolgere, abbracciare quella persona di donna. Ma fu un punto, e la +emozione di Luisa era così intensa, egli vide tale smarrimento negli +occhi della fanciulla, che si fermò, e riaccendendo una sigaretta: + +--Perchè non cantate?--le disse.--Voi dovete cantare, me lo avete +promesso. + +Scherzava con quella ironia cortese che serviva a nascondere il +proprio pensiero. Luisa crollò il capo, tristemente: l'incanto si +dileguava; ella udiva un'altra volta, mentre Massimo parlava, quella +velatura di sogghigno che guastava quante affettuose cose egli +dicesse. Tentò di riafferrare un minuto di dolcezza: + +--Chiamatemi ancora--gli disse pregandolo. + +--Oh Luisa, Luisa, Luisella, piccola fanciulla cara, se non cantate, +io vi riporto a terra. + +A lei gli occhi si riempirono di lacrime; il sangue ascese +impetuosamente dal cuore agli occhi; nonostante schiuse la bocca e con +la sottile voce tremula, diede alle fragranti aure marine una vecchia +canzone. Con le mani congiunte in grembo, con la testa un po' levata, +guardando il gran cielo intorno, ella cantava; la fine bocca rosea si +schiudeva ad arco, mostrando i denti bianchi, scintillanti, e ogni +tanto i soavi occhi seguivano quasi il movimento molle della musica, +aprendosi più grandi sul paesaggio. Massimo si era voltato verso lei, +appoggiando il braccio sul bordo della barchetta, seguendo il ritmo +della canzone che pareva si cullasse nel ritmo del mare. A un tratto, +la voce le si velò; ella tacque. + +--Che avete? + +--Nulla, nulla. + +--Perchè siete così triste, Luisa? + +--V'ingannate, non sono triste.... sono anzi così contenta di esser +qui.... credetelo.... + +Una emozione era in tutto quello che diceva, così sincera! + +--Vi credo, Luisa. Dite un'altra canzone.... + +--Sono tutte cose vecchie! + +--Non importa.... + +--E non tutte sono liete. + +--Non importa.... Mi basta che le cantiate voi. + +--Non volevate che io ridessi?--insistè lei.--Raccontatemi una delle +vostre storielle interessanti e riderò! + +--Se vi racconto una storiella, io, vi faccio piangere--e buttò la +sigaretta in mare. + +--Allora tacete. È così dolce questa notte. + +Mentre il barcaiuolo vogava verso Mergellina, con un cenno largo Luisa +indicò a Massimo le carezzose linee delle colline che vanno da San +Martino al capo di Posillipo, tutte bagnate dalla luce lunare, con le +loro case chiarissime dalle mille finestre aperte e illuminate, coi +lumi che cingono l'arco della marina napoletana come una linea di +fuoco, con uno scintillio dovunque, per le vie e sulle colline. Essi +attraversavano, tagliandola, la grande striscia fredda, lucente come +metallo, che la luna alta metteva sul mare, dall'orizzonte alla riva, +lunghissima, occhieggiante, come mille specchietti moventisi nel +raggio lunare. Massimo guardò intorno, ma i suoi occhi tornavano al +purissimo viso di Luisa, come se da esso partisse quel fascio di +dolcezza. Ella sostenne un minuto lo sguardo di Massimo, poi le +palpebre le batterono, ammaliate, non reggenti a quel fascino: + +--Siete voi che siete dolce--le disse lui, all'orecchio. + +Adesso avevano voltato l'angolo di Mergellina, costeggiavano, lungo la +via di Posillipo, tutta piena di ville, di osterie, di _trams_ che +passano continuamente, in tutte le ore della sera, specialmente in +estate. Talvolta, tendendo l'orecchio, si udivano dei canti venire +dalla terra, affievoliti; e le ville, piene di gente sulle terrazze, +sembravano quei castelletti di carta, dai cento bucherelli, che i +bambini illuminano con un solo cerino interno, giocattoli frastagliati +o trasparenti dai personaggi minuscoli. Passando rasente una di esse +dal giardino pensile tutto fiorito arrivarono delle risate, degli +allegri strilli femminili. + +--Abbiamo un pubblico cortese--disse Massimo--ci prendono, per due +amanti. + +--Ah!--rispose lei, niente altro. + +Il palazzo di Donn'Anna si delineava, nero, avanzandosi sul mare: sul +suo lato destro e sul sinistro, delle trattorie popolari erano piene +di banchettatori e di bevitori, ma la facciata che dà sul mare serbava +il suo carattere di rovina disabitata, col mare che entrava chetamente +nei suoi portoni, ormai trasformati in grotte, come quelle di Sorrento +e di Capri. La luna batteva sulla facciata del palazzo, che la +ricchezza e la superbia di donn'Anna di Medina Coeli non aveva potuto +finire, prima di ritornare alla Spagna natìa: e i finestroni e le +finestre prendevano il chiaror lunare, fantasticamente; la rovina +pareva meno aspra, meno tetra, sotto il placido raggio. + +Il barcaiuolo che remava più lentamente, per riposarsi, chiese a +Massimo se voleva entrare in una di quelle grotte, con la barca. + +--Avete forse paura?--chiese lui a Luisa, prendendone distrattamente +la mano appoggiata al bordo della barchetta. + +--No, non ho paura--ella rispose: eppure la voce era velata di +emozione. + +L'apertura della grotta era tutta bianca e l'acqua vi fiottava +sordamente, gorgogliando: ma quando la barca s'internò in quel chiuso +laghetto di acqua marina, la oscurità si fece profonda. La barca stava +immobile, in un gorgoglio fresco di onda che batte alle pareti di +pietra, in una gran tenebra. La mano di Luisa era restata in quella di +Massimo: egli la sentiva molle, abbandonata, nella sua, quasi che non +vi fosse miglior sorte, miglior destino per essa. Involontariamente, +egli la strinse, e intese che la mano rispondeva alla sua stretta, +fiaccamente, ma dicendo sempre: sì. Allora egli si piegò; in +quell'ombra, per distinguere la faccia di Luisa; il barcaiuolo remava, +per uscire dalla grotta e quando furono di nuovo sull'aperto mare, al +lume della luna, egli vide due lunghe lacrime scendere da quei belli +occhi e disfarsi sulle guancie. Ah! egli non poteva veder piangere nè +un bimbo, nè una donna, foss'anche di gioia: e fu più turbato di lei. + +--Che avete? Avete avuto paura, avete freddo?--chiese +precipitosamente, tenendole le mani, che erano gelide, invero, nei +guanti. + +--No, no.... + +--Sì, sì, sbarchiamo, questo viaggio in mare, alla luna, vi ha gelato. +Sbarchiamo, cammineremo a piedi, per riscaldarci. + +Presso il palazzo Donn'Anna vi è spiaggia. Sbarcarono, in fretta, egli +pagò il barcaiuolo e lo licenziò: quello gli disse delle parole di +augurio; anche lui li prendeva per due amanti. Per salire alla strada +dovettero passare presso una di quelle trattorie, fra le tavolate dei +mangiatori e dei bevitori, senza guardare nè a dritta nè a sinistra, +egli sempre un po' agitato, ella che lo seguiva senza badare a nulla, +quasi che il suo fato fosse quello di seguirlo sempre, dovunque, senza +sapere dove si andasse. I bevitori e i mangiatori ridevano e +gridavano: la bianca figura di donna non ne fece voltare nessuno, +tutti erano ebbri del vino, della notte, o delle chiacchiere dette, +con la tanto bella e felice esaltazione meridionale. Massimo e Luisa +scesero per la stretta scaletta, uno presso l'altro, e quando si +trovarono sulla via di Posillipo stettero, esitanti. + +--È forse tardi per voi? Volete rientrare? + +--Non so.... Voi rientrate? + +--Vi accompagnerei, sì, ma senza rientrare. Non dormirò, io, +stanotte....--e voltò la faccia in là. + +--Allora.... allora rimarrò ancora un poco--disse fievolmente lei. + +--Grazie, siete buona--e le strinse la mano. + +Così, camminarono, senza darsi braccio, verso Posillipo, sul piccolo +marciapiede rasentato dai _trams_ che vanno e vengono: imbattendosi in +gente che tornava a piedi, in piccole comitive schiamazzanti, in +coppie solitarie appoggiate al parapetto, guardanti il mare. Massimo e +Luisa, avanzando lentamente, non parlavano, divisi sempre da coloro +che transitavano. Le ville a mezza costa, e quelle giù, al mare, +avevano innanzi ai portoni delle carrozze che aspettavano: i balconi +lasciavano udire la musica che vi si faceva, il sottile e immemore +concerto delle notti estive napoletane: degli equipaggi, di ritorno, +passavano; le donne erano avvolte in lievi scialli bianchi. +Senz'accorgersi della via, Massimo e Luisa andavano innanzi, innanzi: +la linea dei _trams_ finì; si fecero rare, poi sparvero, le osterie; +la gente s'era diradata, a poco a poco, e quando ebbero voltato +l'angolo della villa Dini, la solitudine fu perfetta. Solitudine +bianca, senza terrori di ombre, senza la tetraggine che ispirano la +campagna e il mare, di notte. Solo un alto, lontanissimo cielo; +solitudine mite, piena di giardini in fiore tutti candidamente +frastagliati dalla luce lunare, piena di parchi dai grandi alberi +immersi nel chiarore, piena di vigne folte che l'autunno aspettava, +per la vendemmia, piena di orti dove ancora, come un po' dappertutto, +si udiva l'odore del gelsomino notturno. La via era deserta, l'ora era +tarda, ormai: e solo, ogni tanto, qualche rara carrozza ritornava da +villa Postiglione: tutto Posillipo, con le sue campagne, col suo mare, +coi suoi rotondi piccoli golfi che sembrano, in fondo alla riva, un +grande occhio azzurro divino, coi suoi profumi, pareva che +appartenesse a Massimo e Luisa, Egli camminando con la testa bassa, +con gli occhi bassi, giuocava con la mazzettina di ebano, urtando le +pietruzze della via; Luisa andava accanto a lui, fissando gli occhi +sul mare: ma i suoi occhi avevano un velo innanzi, il suo sguardo +aveva la fissità di chi non vede. Ogni tanto levava una mano alla +fronte, per respingere da parte una ciocca dei suoi neri capelli che +ricadeva sempre: e quel movimento aveva qualche cosa di assai +leggiadro. Quanto tempo camminarono, così, senza scambiare un detto? +Nessuno di loro avrebbe potuto dirlo: presi dal loro mondo interiore, +presi dall'ambiente che li aveva vinti, mancava oramai a loro la +nozione del tempo e dello spazio, erano in quell'oblìo quieto, +addormentatore, che vince tutti i cuori, dopo le emozioni che dà il +sentimento, o che danno le cose. Massimo si riscosse pel primo: + +--Che cattivo compagno son io!--esclamò.--Saranno due ore che non vi +dico una parola. + +--.... Forse non avevate nulla da dirmi--azzardò lei, con un timido +sorriso. + +--V'ingannate: se vi dicessi tutto quello che dovrei dirvi, sarebbe un +opera in-folio, in ventiquattro volumi! + +--Dite, allora.... + +--Ci vorrebbero alquanti anni della vostra vita, per udirmi, cara: +e.... credo che sia meglio non farne niente. + +--Ditene qualcuna, di queste cose....--insistè lei, con un tremito +nella voce. + +--No, no--replicò Massimo, recisamente. + +Ella lo guardò, così triste, che egli non potette celare un moto di +dispetto. + +--Ma Luisa! Ma che siete una sensitiva? State ridendo, il che è una +cosa graziosa per tutti, graziosissima per me, e basta guardarvi +perchè la risata vi si spenga sulle labbra! Sorridete, e basta che vi +si dica una parola perchè sparisca il vostro sorriso! Figliuola mia! +Vi avverto che di questo passo, ci vuol poco a essere la donna più +infelice di questa terra. + +--Non importa, la felicità--ella rispose, con un sorriso estatico. + +--Bugia, bugia! Bisogna esser felici, bisogna avere il cuore di +bronzo! Di bronzo, cara mìa bella! + +--Non importa, meglio averlo aperto a ogni tenerezza--replicò con la +forza del suo innocente animo. + +--Vi preparate un brutto avvenire, Luisa,--disse lui, glacialmente. + +--Non importa--ella ribattè, per la terza volta, con il supremo +coraggio dei cuori buoni. + +Ed era così bella della sua gioventù, del suo candore, della sua +abnegazione, così bella per sè, e per quello che confusamente ma +fortemente sentiva, tanto nobile abbandono, tanto alto sacrificio da +lei traspariva, che egli si arrestò, un po' smarrito, ammirando quella +creatura semplice e sana, che si gittava nel precipizio a occhi +chiusi, sorridendo. + + + +I. + +--Povera Luisa--mormorò soltanto lui, carezzandole la manina +inguantata che si appoggiava fidente al suo braccio. + +--Non mi compatite--ella rispose, crollando il capo, sorridendo a una +idea--io sono più felice di voi, + +--Forse--disse lui, con voce breve. + +Adesso, dopo avere oltrepassato il ponte di Posillipo, quel largo +poggiuolo che da una parte si affaccia alla collina folta di vigneti, +e dall'altra sopra, una valle che discende al mare, mollemente, +lasciato il lastricato del ponte che suonava sotto i loro passi, nella +notte, erano entrati in un sentiero oscuro, fra una siepe alta di more +spinose, e una muraglia alta, tappezzata di edera, che serra le due +ville ultime sul mare di Posillipo, la villa Postiglione e la villa +_Sans souci_. Era sparita la luna dietro la muraglia, e sullo stretto +sentiero che discendeva, essi non vedevano che un'altissima striscia +di cielo, tutta chiara, dove le pie stelle avevano un tremolìo bianco +e languido. Dagli orti, di nuovo, un confuso olezzo di fiori e di erbe +odoranti arrivava, dove più acuto signoreggiava il profumo del +gelsomino: ed essi andavano in quell'ombra, in quel fresco notturno, +ignari della loro strada, sul molle terreno umido di brina che si +faceva elastico sotto i loro passi. A un tratto, levando gli occhi, +un'immensa linea di paesaggio si schiuse loro innanzi, tutta candida +sotto la luce lunare. Erano al Capo, in quel posto che la fantasia +popolare ha chiamato il _Paradisiello_: e il gran golfo di Napoli era +come una immensa conca chiarissima, cinta da lumi vividi, scintillante +fin nelle borgate, scintillante fino laggiù, laggiù all'estrema punta +di Massalubrense, dove l'abbraccio si chiude; e da qui tutto il gran +mare che bagna i Campi Flegrei e Pozzuoli e Cuma, in una curva +nobilissima e poetica, in un silenzio di cose e di uomini, quasi che +niuno più, dopo i greci e i romani, fosse venuto ad albergare in quel +bellissimo e felice paese. Lo scoglio del Capo si avanzava fra i due +golfi, bagnato di luce da una parte, oscuro dall'altra, ma tutto il +mare, dovunque, qui sotto lambente la pianura vasta dei Bagnoli, +laggiù, sotto l'isola di Nisida, e lontano lontano, era un chiarore +immenso, immobile e quieto. + +--Dio, quanto è bello!--ella disse, con la voce velata dalla emozione. + +Là innanzi, creata dalla natura, è una piattaforma quasi rotonda, una +terrazza messavi dal Signore, a cui gli uomini hanno aggiunto un +muretto rotondo per appoggiarvisi, per sedervisi; di là tutto si vede. +Di giorno su quella terrazza vi sono tre o quattro mendicanti, vecchie +e piccine, che chiedono fastidiosamente l'elemosina agli stranieri +estatici; ma di notte non un'anima, non un passo. Sulla terrazza, +lungo il muretto e dietro ad esso, pei greppi, cresce l'erba selvatica +odorosa e qualche piccolo fiore agreste. Essi si fermarono colà +silenziosi, appoggiati al muretto, senza lasciarsi, penetrati dalla +poesia ineffabile di quell'ora, in quel paesaggio: poesia intima e +profonda che misticamente li avvolgeva. + +--È tutta dolcezza--disse la fanciulla, la cui voce si era velata, +affievolita. + +--Infinita dolcezza--rispose lui come un'eco. + +--Chi abita in quell'isola, lassù?--chiese ella, levando la mano, +indicando Nisida. + +--Una gente trista....--e pareva non volesse continuare. + +--Che gente?--insistè lei, piegando il suo bel viso chiaro verso di +lui. + +--I galeotti: lì v'è il bagno penale. + +--Una gente infelice--ella corresse, umilmente.--Ma le belle notti +estive, le belle notti lunari, si levano anche per essa. + +--Cara Luisa....--ripetè lui, vagamente. + +Ella lo guardava pronunziare il suo nome, non solo assaporandone la +musicalità, ma sentendone acutamente tutto il tono, tutta la +intenzione. Ogni volta che questo nome usciva dalle sue labbra, ella +aveva un piccolo tremito interno: quando già il nome era stato portato +via dalle onde dell'aria, ancora in lei, nel suo cuore si allargavano +più grandi, più grandi i cerchi di quel tremore. + +--Guardate quelle casette, laggiù?--continuò ella, per sfuggire alla +sua crescente commozione, accennando alle casette dei Bagnoli.--Son +tutte chiuse, non un lume. Tutti riposano felici, senz'aver bisogno di +ammirare la notte e la luna..... + +--Gli abitanti di quelle casette videro un giorno un orribile +spettacolo--rispose lui, macchinalmente--è qui che hanno fucilato +Misdea. + +--Qui? + +--Laggiù, in quella pianura. + +--In una notte come questa? + +--No, in un'alba freddissima. + +--Perchè lo hanno ucciso? + +--Perchè aveva ucciso. + +--Voi mi dite sempre delle cose tristi--ella osservò malinconicamente, +con un lagno infantile. + +--Ho torto--confessò lui--anche questa bell'ora dev'essere guastata. +Scusate, cara. Vi assicurò che sono molto infelice. + +--E perchè?--ella chiese, curvandosi a interrogare il suo volto. + +Ma gli aveva sfiorato con la guancia la spalla. + +--Ho scherzato--rispose Massimo, con la voce un po' alterata.--Volete +sedervi? + +E le lasciò il braccio, si sedette sul parapetto e accese una +sigaretta. Ella, in piedi, un po' triste di essere stata abbandonata, +con le braccia pendenti lungo la persona, lo guardava. + +--Volete fumare? + +--No--ella disse. + +--Peccato! una sigaretta è deliziosa, qui, a quest'ora. + +--Se vi piace, la fumerò. + +Egli le offerse il portasigarette russo, di argento, aperto: ella ne +prese una, di sigarette, con le dita sottili: ma mentre gli chiedeva +del fuoco, Massimo, preso da un subitaneo moto di collera, le strappò +la sigaretta e la buttò giù, pei greppi. + +--Non fumate, è una brutta cosa, somigliereste a tante donne che +fumano.... tante donne.... + +--Come volete--disse ella, rassegnatamente. + +Ma avendolo visto restar torvo, seccato, cogli occhi bassi, battendo +col tacco contro il muretto, ella voltò le spalle e si allontanò un +poco, girovagando, discendendo verso i Bagnoli, risalendo, +affacciandosi alla vallata. Egli la seguiva con lo sguardo, ombra +bianca attraverso il chiaror bianco della luna, camminare senza +rumore, con appena un fruscio del vestito fra le erbe; e quando ella +ritornò a lui, portava dei ramoscelli fioriti di menta selvatica. +Picciolissimi fiorellini lilla sopra minutissime foglioline verdi; +ella ne odorò un ramoscello e glielo porse. + +Il viso di Massimo parve si rischiarasse: egli prese il ramoscello, +l'odorò lungamente e poi, invece di metterlo all'occhiello, lo nascose +nell'apertura del soprabito, dentro, dentro, in modo che non si +vedesse più, deposto e serrato sul petto. Allora ella fece un passo e +con un salto leggiero gli si sedette accanto sul parapetto. Tacevano. +Adesso voltavano un po' le spalle al paesaggio marino e avevano +innanzi solo la via donde erano venuti e le campagne basse di +Fuorigrotta. Ma guardavano, forse, senza vedere. Erano seduti proprio +accanto, le spalle e le braccia si sfioravano, ad ogni lieve +movimento. Sempre fumando la sua sigaretta, egli le sollevò la mano +guantata e ne arrovesciò lentamente il morbido guanto di camoscio. +Pallida e sottile apparve la manina della fanciulla, col braccio +rotondo e bianco. + +--Avete una bella mano, Luisa--disse. + +Le sue labbra, delicatamente si posarono sulle dita piegate della +bella mano: un bacio che era un soffio. E restò a giocherellare con le +dita, senza poter lasciare quella mano. Ella non poteva parlare. + +--Perchè non portate tutti quei cerchiolini di oro, di argento, di +platino, quei braccialettini che tintinnano, salgono e scendono, +continuamente, quando la donna si muove? Sono carini, è vero? + +Ella lo fissò, trasognata, come se non avesse udito che l'armonia +della sua voce, senza intendere il senso delle parole. + +--Sono carini....--egli ripetè--ve li donerò io, se li volete da me; +mi piacciono tanto. + +Ancora scherzava con la mano, quasi attirando a sè la persona e +l'anima della fanciulla: e la bella persona e la povera e cara anima, +non sapeano che piegarsi a lui. La testolina si appoggiò con la +guancia alla spalla di lui, socchiudendo gli occhi; e pian piano, +delicatamente, quasi a sorreggerla, Massimo le passò un braccio dietro +alla cintura, abbracciandola, reggendola. + +--State bene così?--le domandò, con voce roca. + +Ella accennò di sì, con le palpebre, non potendo parlare. + +--Non vi addormentate alla luna, almeno, Luisa. La luna fa impazzire +chi si addormenta al suo chiarore. + +Ella ebbe un sorriso così profondo, così enigmatico che lo scosse. +Poi, tacquero. Passò del tempo, così. Confusamente, ogni tanto, nella +mite e intima delizia di quella solitudine, di quella vicinanza, ella +sentiva tremare, talvolta, nella sua, la mano di Massimo; e talvolta, +sentiva il respiro di lui affannarsi. Allora levava le palpebre a +guardarlo: lo trovava intento a fissare il suo volto, intensamente, +con tale un ardore concentrato di visione e di attenzione, che non +aveva ella mai scorto. Il tempo passava, sulle loro teste vicine, +sulle mani dalle dita intrecciate, immobilizzati in +quell'atteggiamento. E ad essa sembrava d'immergersi in un sogno +lungo, senza fine, che ricominciava sempre dal principio, dove +passavano sulle sue mani dei baci leggieri come un soffio, dove +carezzava i suoi capelli una mano molle e lenta, dove un acuto profumo +di fiori che si appassivano, le saliva al cervello, dove una voce +ripeteva il suo nome, sempre, con la profondità dell'amore: un sogno +tutto chiaro di luce lunare, in un divino paesaggio, un sogno +ammorbidito dalla rugiada, dai fremiti della campagna, dal palpitare +del mare sotto la luna. Invero, Massimo, reggendo la bella persona, +tenendone la manina nella sua, sentendo tutta la seduzione di Luisa e +delle cose, dell'ora e del tempo, restava immobile, con gli occhi +socchiusi, cercando di riunire tutti i suoi pensieri, per essere +forte, per vincere il fascino immortale che ha la beltà della donna e +la beltà delle cose, la innocenza della gioventù e la solenne purità +della notte, nella campagna, innanzi al mare. Non lui sognava, che era +uomo, che aveva vissuto, che sapeva; ma quasi vedeva, dietro le tenui +palpebre abbassate di Luisa, negli occhi pronti di dolcezza che si +schiudevano levandosi a lui, vedeva il sogno d'amore, il sogno di +quella notte d'estate distender la sua sottile e salda rete d'argento +sull'anima della fanciulla. E ogni tanto, come il fascino di tanto +muliebre candore, di tanta fede, di tanta giovinezza fragrante si +faceva più alto, pareva anche a lui di smarrir la testa, partito per +sempre, per la siderale, per la selenica regione del sogno. Cercò di +riaversi, di riaccapezzarsi, parlando: + +--Dormite?--volle dire, scherzando, a Luisa. + +Ma egli stesso non riconobbe la propria voce. Chi aveva pronunziato +quella parola? Ella scosse il capo, con un sorriso così dolce, che +egli non vi potette reggere: + +--Vogliamo andar via?--le susurrò all'orecchio. La luna fa impazzire, +Luisa, Luisa.... + +--Ancora un poco--ebbe la forza di dir lei, nella innocenza della sua +passione. + +Ancora un poco. Egli abbassava il capo, soffocando le parole che gli +sgorgavano dalle labbra, interdicendosi persino di carezzare più le +fredde dita della fanciulla, non volendo udire il profumo di +gelsomino, che veniva da lei, di quell'unico gelsomino che ella aveva +raccolto sul balcone e messo in petto, non volendo cedere alla voce di +tenerezza infinita che emanava da lei e da tutte le umane cose, +intorno. Sì, Massimo vedeva bene che ella sognava, oramai, il suo +grande sogno, l'unico e ultimo sogno, sotto la gelida e allettatrice +luce della luna, simile a Elena, la bionda: sentiva che vincendo la +ragione dell'età, del pericolo, dell'esperienza, che vincendo finanche +il profondo segreto del suo cuore, egli stesso, per la ignota forza di +sentimento che rinasce dalle sue ceneri anche nei cuori inceneriti +dalla passione, egli stesso sarebbe stato trascinato dolcemente in +quel sogno, perduto anche lui, come una volta, come sempre. E facendo, +in quell'atto, una delle più dolorose rinunzie della sua vita, il +braccio che sosteneva Luisa si rallentò, un poco: pian piano le lasciò +la mano. Ella trasalì, comprese: si levò, col volto così pallido che +pareva vi si fosse infiltrato il raggio lunare, a raffreddarne per +sempre il sangue e le fibre, si levò con le palpebre battenti, gli +occhi smorti, come coperti da una nebbia torbida. + +--Andiamo--ella disse, voltandosi ancora a salutare il mare, la +campagna e il cielo. + +Camminarono presto, vicino, senza darsi braccio; Massimo pareva oramai +colto dal freddo, con un desiderio di rientrare in casa. La via era +assai lunga, mentre, al venire, non se ne erano neppure accorti: a +ogni nuovo gomito che faceva la via, egli si piegava, con una certa +ansietà, per vedere se erano vicini; ella lo guardava di sottecchi, +camminando presto anche lei, non osando dirgli nulla. Alla fine gli +espresse il suo pensiero. + +--Speriamo di trovare una carrozza. + +--Speriamo--ripetè ella. + +Ma per un pezzo non ne trovarono; la notte era altissima, tutte le +ville erano chiuse e silenziose, la strada di Posillipo era deserta, +la luna, salita già allo zenit sul cielo, vi batteva a picco, dandole +oramai un aspetto un po' spettrale. Egli osservò che la fanciulla si +stringeva nella mantellina, trasalendo. + +--Avete freddo, è vero? + +--Un poco. + +--Siamo stati troppo tempo.... laggiù.... + +Luisa non rispose: camminava a occhi bassi, senza voltarsi nè a +destra, nè a sinistra. + +--Forse avete paura, cara? + +--Un poco. + +--E di che? + +--Di tutto.... la via è così deserta.... gli alberi sembrano +fantasmi.... + +--Abbiate paura degli uomini e non dei fantasmi, cara. + +--È vero--ella soggiunse, umilmente. + +Forse egli stesso, in quell'ora così tarda, in quella deserta +campagna, dove sboccavano tante grotte di tufo dalle immani bocche +nere aperte, aveva come un leggiero brivido di confuso sgomento. Erano +presi dal malessere di chi ha vegliato una notte intera, in preda a +una sovraeccitazione spirituale e fisica, e che ne esce stanco e +infelice, malcontente di sè e del tempo che è trascorso. Ma durò +questo sino a che furono arrivati alla dogana di Posillipo; ivi una +carrozza da nolo, di quelle sgangherate con un vecchio ronzino +sciancato, una carrozza di notte, infine, stazionava. Dormivano il +cocchiere e il cavallo; non si risvegliarono che a metà, quando +Massimo e Luisa vi salirono. + +--Portaci a Monte di Dio--disse Massimo al cocchiere. + +Costui, sempre sonnecchiando, domandò se doveva alzare il soffietto. + +--Sì: fa freddo--rispose secco secco Massimo. + +Il viaggio in carrozza si compì pure lentamente, poichè il cavallo si +riaddormentava, ogni tanto: e quando era sveglio, andava con un +trotterello affannoso di sciancato, facendo dei passetti corti corti. +Nella carrozza Massimo e Luisa non scambiavano una parola: ma ella +sentiva che l'ora precipitava e ogni tanto i suoi occhi si rivolgevano +a quelli di Massimo, interrogando. Essa voleva sapere da lui una cosa, +voleva sentirgli dare risposta alla domanda che le ferveva nell'anima, +da quando erano andati soli, per le vie di Napoli, per mare, sotto la +luna. E tacitamente, nell'ombra, con gli occhi, lo pregava di +dirgliela, la parola; e lui intendeva la interrogazione continua, +supplichevole, di quei cari occhi amorosi che volevano essere amati, +niente altro, e si voltava in là, come distratto, cercando di sfuggire +a quella muta domanda. Una amarezza, un'inquietudine lo teneva +agitato, non potendo neppure più fumare le sue eterne sigarette: ed +ella sentiva che il suo sogno non era completo, se Massimo non +parlava. Passava l'ora, fuggiva l'ora, essi ritornavano con la +carrozza per la via fatta, e lui non voleva, non voleva dire.... + +--Che avete?--finì per domandare lei. + +--Sono stanco. + +--Vi siete annoiato?--chiese timidamente Luisa. + +--Sapete bene di no: non domandate, dunque--disse recisamente. + +Ella si scosse al tono un po' duro: e con quanta tenerezza di amore +poteva esservi in lei, dopo qualche minuto di silenzio, non seppe fare +altro che chiamarlo: + +--Massimo. + +Che fu l'effetto di quella voce, di quella parola? Che gli mise +innanzi, che gli ricordò? È certo che egli quasi quasi si levò, +parendo volendo buttarsi dalla carrozza, fuggendo alle prese di uno +spettro: poi ricadde e con una voce fievole le disse: + +--Luisa, non mi chiamate più così, non pronunziate il mio nome, ve ne +prego, se mi volete bene.... + +Ella tremò, non intese che l'ultima frase, sorrise, con le lagrime +della gioia agli occhi. Erano giunti. Salirono presto, l'uno dietro +all'altro: si fermarono sul pianerottolo, prima di dividersi. +Appoggiata al muro, come esausta, ella lo interrogava ancora con gli +occhi, perchè le rispondesse. Ma egli, turbatissimo, la salutò: ognuno +entrò nella propria casa, lentamente, le porte si richiusero con un +rumor sordo. Faceva un po' di freddo. Albeggiava. La notte di estate +era finita. + + + +II. + +Per un mese di seguito Massimo e Luisa si erano riveduti spesso, ma +per pochi minuti, sempre. Quando egli si affacciava al balcone, alla +mattina, la trovava lavorando dietro alla persiana, e vedeva, al +brillare di quegli occhi, che essa lo aspettava: quando egli rientrava +alla sera, trovava la porta di Luisa socchiusa, ella dietro la porta, +sorridendo, e si scambiavano qualche parola. Due volte, attirato da +quell'irresistibile fascino di giovinezza, da quella irradiazione +simpatica che mette attorno a sè l'amore, egli era andato a farle +visita e contando di restar poco, era poi restato molto, tanto +l'ingenuo e profondo amore della fanciulla lo commoveva. Egli la +trattava con una tenera cortesia, con un'affettuosità repressa, e +vedeva scintillare nei begli occhi tanta gratitudine, che la sua +cortese tenerezza cresceva. Ma come i primi temporali di settembre +ebbero spezzata, l'aria calda, egli sparve per qualche giorno, e +invano, ansiosa, impaziente, infelicissima, ella lo aveva atteso sera +e mattina. Infine, una sera, a metà settembre, ella lo vide rientrare; +dalla porta socchiusa ella spiava: non osò chiamarlo, tanto le sembrò +tetro il suo volto. Ma dopo un'ora, ella non ebbe più ritegno, e andò +pian piano a bussare all'appartamento di Massimo. Il servitore, senza +domandare nulla, la introdusse nel salotto: ivi, dietro la scrivania, +sotto il gran paralume di seta rossa trasparente con merletti bianchi, +Massimo scriveva. Era grave, pensoso, e si fermava ogni tanto a +riflettere, con la penna appoggiata alle labbra: in una di queste +pause, vide Luisa. + +--Oh cara, cara--disse, levandosi e stringendole le mani--giusto.... +vi scrivevo. + +--A me? + +Si era seduta dall'altra parte della scrivania e lo fissava, +pallidissima. + +--Mi scrivevate? perchè? + +--Per.... nulla--disse vigliaccamente lui. Poi, vergognandosi, +soggiunse presto: + +--Per salutarvi. Parto. + +--Partite?--esclamò lei, alzandosi a metà sulla sedia. + +--Sì. Parto. + +--Per poco? + +--Per molto, invece. + +--Quanto tempo? + +--Quattro, sei anni. + +--Ah!--disse ella, chiudendo gli occhi, come se svenisse. Anche lui +era smorto; ma aveva una nervosità che lo ringiovaniva. + +--Dove andate?--soggiunse ella, pigliando fiato a stento. + +--A Pietroburgo. + +--Tanto lontano, tanto....--mormorò ella, con voce di pianto. + +--Già--fece lui, con indifferenza--lontano assai. + +--E.... non vi fa pena.... non vi dispiace andarvene? + +--No--disse lui, brutalmente, sperando guarirla con la crudeltà. + +Ella appoggiava la testa a una mano, col gomito sulla scrivania: si +nascose gli occhi coll'altra mano e si mise a piangere zitto zitto, a +lagrime lunghe che le piovevano sulle guancie, sul collo, +continuamente. + +--Perchè piangete?--domandò lui, nervosissimo. + +Essa gli fece cenno di non domandare; seguitava a piangere, +tacitamente. + +--Non è mica morto qualcuno....---tentò di scherzare lui. + +--Sì, sì, è morto qualcuno---rispos'ella, a bassa voce--veramente, +veramente, è morto qualcuno. + +E, levando il capo, con la santa audacia della passione, gli disse: + +--Non ve ne andate: io vi voglio bene. + +--Io non merito il vostro bene, cara; fate male a volermene. + +--Non posso fare diversamente; vi voglio bene, non ve ne andate. + +--Io sono stanco e vecchio, e laggiù il dovere mi chiama. + +--Non m'importa: se non potete restare, verrò con voi. + +--Cara Luisa, voi perdete la testa, figliuola mia.... + +--Sì, sì, è da quella notte che l'ho perduta--ella rispose con aria +smarrita. + +--Da quale notte?--chiese lui, inconsciamente. + +Ma si pentì subito. Presa da un impeto di disperazione, essa scoppiò +in singhiozzi, torcendosi le mani, battendo la testa sulla scrivania, +gridando fra il pianto: + +--Oh Dio.... egli ha tutto dimenticato.... Signore, Signore, egli ha +potuto dimenticare.... Oh Dio mio, ha dimenticato, ha dimenticato.... + +Sgomento innanzi all'opera che egli aveva fatta, non trovava parole +per consolarla, come il malvagio monaco medievale del poeta, che +evocato il demone, non aveva poi più il motto magico per rimandarlo +all'inferno. La lasciava farneticare, impaurito e dolente, pentito e +amareggiato, sentendo tutta la verità di quel dolore, sentendo ancora +una volta la fatalità dell'amore aggravarsi nella sua vita. Poi, non +reggendoci più, si levò, le andò vicino, le prese le mani, la chiamò +per nome e allora un novello fiotto di tenerezza invase l'anima +dell'infelice; ella si mise a domandargli, con una desolazione, con +uno strazio di far pietà: + +--Oh Massimo, Massimo mio.... perchè mi lasci, perchè te ne vai?... +come posso stare, senza di te, come posso restare sola, se ti voglio +bene.... Massimo, Massimo, non andartene, non essere senza cuore.... + +--Luisa, ti prego, non piangere, non dirmi queste cose.... + +E le tenne le mani, la guardò negli occhi, ipnotizzandola, tenendola +sotto la sua volontà. + +--Massimo.... Massimo....--ripeteva lei, calmandosi dolcemente, come +se una speranza le rinascesse nel cuore. + +--Se è vero che mi vuoi bene, devi farmi una promessa.... + +--Prometto. + +--.... Di esser buona, di non piangere, di ascoltare con pazienza, con +rassegnazione. + +--Prometto--mormorò lei. + +--Senti, senti--riprese lui, tenendole le mani, guardandola, sempre +negli occhi--te lo debbo ripetere, tu fai male ad amarmi: io non +merito questo tesoro così prezioso, della tua giovinezza, del tuo +cuore, io sono un uomo senza gioventù, senz'entusiasmo e senza +illusioni. Io so tutto, io ho conosciuto tutto, io ho cento anni come +Faust e non vi è più Margherita che possa farmi ringiovanire. Io sono +un uomo morto, Luisa. Perchè ti sei innamorata di me? + +--Così--diss'ella, con la voce monotona della disperazione. + +--Senza una ragione? + +--Così. + +--Non basta, Luisa.... + +--Credevo..., sì, credevo che tu mi amassi.... + +--Ti sei ingannata--le disse.--Io non ti ho mai amata. + +--Mai amata!--fu l'eco desolata della infelice. + +--Perchè hai tu creduto questo, Luisa! Non sai tu dunque che cosa sia +l'amore? + +--Ho creduto.... ho creduto.... che vuoi, ho creduto!--disse ella, +aprendo le braccia, con un gesto desolatissimo. + +--Tu non sai nulla, cara. + +--Forse non so nulla, hai ragione--replicò ella, con la umiltà dei +vinti, dei perduti. + +E chinando il capo, volendo almeno trovare una scusa alla sua follia, +cercando ancora un barlume di speranza nei ricordi, riandò tutto quel +sogno di una notte di estate per cui ella aveva fissata la sua vita. E +a ogni dolce particolare, a ogni piccolo e pur grande fatto che le si +presentava alla memoria, ella trasaliva, ella ricadeva nella sua +illusione e alla fine, rendendo tutto il suo pensiero: + +--Eppure tu mi hai amata, quella notte, Massimo. + +--Si ama sempre un poco la donna che abbiamo accanto--mormorò lui, con +un'ombra di sorriso. + +--Qualunque sia? + +--Qualunque sia. + +--E dopo? + +--Dopo, si dimentica subito. + +--Ed essa? + +--Se è savia, gode del fugace momento e.... non lo rimpiange. + +--E se ama, se ama? + +--Luisa, tu mi hai promesso di esser calma.... + +Ella si era alzata e gli parlava concitatamente: + +--Ma che ne so, io, di questa vostra ipocrisia sociale, di questa +vostra galanteria mondana; la chiamate galanteria, non è vero? Io sono +una fanciulla semplice, una sciocca, una illusa, io ti amavo già, +quando, quella sera mi hai detto di venir teco. Ma quando si porta +via, di notte, una donna, con le dolci parole che tu mi dicesti, +costei deve credere che tu l'ami! Ma tu, nella barchetta, te ne +ricordi? hai passato un'ora a chiamarmi sottovoce, come se solo le +sillabe del mio nome esistessero! Te ne rammenti? E dopo, dopo, tu non +devi averlo dimenticato, hai preso le mie mani, nell'oscurità della +grotta di donn'Anna, tu le hai strette, domandandomi così qualche +cosa, io ho risposto sì, stringendoti le mani, questo, certo, neppure +lo puoi avere obliato, io l'ho nell'anima, quella stretta di mani.... +e laggiù, laggiù, ti rammenti, ti ho dato il fiore di menta, lo hai +baciato perchè aveva toccato le mie labbra, lo hai conservato +gelosamente, lo hai chiuso sul tuo petto, come se volessi che +appassisse colà, al calore del tuo cuore: io ho il tuo gelsomino, dove +è dunque andato il fiore di menta? Ma tu hai baciato la mano, questa +qui, in questo punto, lentamente, dolcemente, con una lentezza e una +dolcezza che mi parve mi facessero morire: ma tu hai tenuto la mia +testa sulla tua spalla, ma tu mi hai abbracciata te ne ricordi, +certamente, te ne ricordi, chi può avere scordato queste cose? ma +insieme, insieme a me tu hai sognato, abbiamo sognato laggiù, nel +paradiso, il nostro paradiso. Oh angeli santi, voi stessi avete dovuto +sorridere, poichè quello era l'amore buono, l'amore bello, l'amore +santo, poichè io amava e tu mi amavi, Massimo, non mentire, non +mentire, non togliermi questa fede.... + +--Vi sono una quantità di cose che somigliano all'amore e che l'amore +non sono--disse lui, glacialmente.--La sera è chiara, vi è una buona e +bella fanciulla, vi è il mare, vi è la gran poesia di questo paese +nostro, la notte è lunga, il cuore è malinconico--e allora un nome, +chi non lo pronunzia, un fiore chi non lo chiude sul petto, un bacio +chi non lo dà? Sciocco colui che lascia sfuggire questi purissimi +brevi piaceri dell'anima e dei sensi, puri piaceri che non hanno la +macchia del peccato, che non debbono portare alle lacrime, alla +tragedia e che vi fanno egualmente cara una notte, un giorno! Tutto +questo non è affatto l'amore nel suo immenso turbamento, con le sue +lotte quotidiane, con la sua gelosia feroce, con la sua insaziabilità +crudele e con la sua sazietà scorante! È invece un'altra cosa che +all'amore rassomiglia, una cosa carina, graziosa, che resta dolce +nella memoria, che non lascia ferita e che imbalsama poi, col suo +profumo, le ore della vecchiaia. Amore no: tenerezza, simpatia, +fascino, eterna attrazione del femminile, una cosa mite e tanto cara, +senza dolori, senza singhiozzi.... Luisa, Luisa, l'amore è un'altra +cosa, è una vampa, è una vertigine, è uno sconquasso, Dio vi salvi.... + +--Io sono perduta--ella disse, brevemente,--perchè vi amo e non mi +amate. + +Come egli parlava, pianamente, con quella velatura d'ironia che +rendeva triste la sua voce, con quel senso di disdegno che rivelava +l'uomo esperto delle tempeste, come egli le veniva dolorosamente +dimostrando la inanità delle sue illusioni, ella aveva inteso a poco a +poco mettersi fra loro due una grande distanza, quasi che Massimo +fosse già partito, già in viaggio per il gelido paese nordico. Ogni +parola che infrangeva le sue speranze, le s'imprimeva nella mente, col +lieve sogghigno che l'avea accompagnato, con la intonazione sprezzante +che era stata pronunziata: e un lavoro di distruzione si operava in +lei, la parola di lui spegneva tutta la cieca fiducia che ella aveva +avuto nel suo sogno. Illusione, illusione, il bacio, il fiore, il +nome, la voce tremante, la carezza, l'abbraccio, illusione tutto, +morto tutto, finito tutto, finito. Una luce fredda le si era fatta +dinanzi agli occhi della mente: egli aveva ragione, tutto quel sogno +di una notte di estate, sotto il pallido, morbido raggio lunare, era +una cosa graziosa, carina, niente altro, da dimenticare +immediatamente, da ricordare poi più tardi, molto più tardi, con una +certa soavità, anche con un po' di gratitudine. Ella vedeva, vedeva +bene, adesso. La scienza della vita le arrivava di un colpo solo, +netto e preciso come quello di una mannaia che recide una mano: tutto +sanguinava, ma, ella vedeva la verità. E si sentiva, perduta. + +Egli taceva. Era tornato al suo posto e giocherellava con la sua penna +di avorio bianco: ma era scomposto nel volto. Affettava una calma che +non aveva: capiva che la crisi non finiva lì e soffriva per sè e per +lei, immensamente. Ma le sue burrasche passate gli davano la forza di +combattere ancora. La fanciulla taceva e pensava, quasi che nulla più +le restasse da dire: anzi si alzò, come per andarsene. Ma arrivò sino +al balcone chiuso e appoggiò ai vetri la fronte febbricitante. Stette +qualche tempo così. Poi, ritornò. Pareva tranquillizzata. Ma si +passava ogni tanto la mano sulla fronte, con un gesto che faceva pena. +Si sedette di nuovo. Massimo la guardava, con una certa ansietà. No, +tutto non era ancora finito.... + +--E.... ve ne andate?--chiese ella, cercando di rafforzare la propria +voce. + +--Sì. + +--Quando? + +--Domani mattina: o anche stasera.... meglio stasera. + +--Infatti.... meglio stasera--rispose lei, monotonamente.--E.... non +mi avreste salutata? + +--Vi scrivevo.... + +--Lasciatemi vedere--diss'ella, pregando. + +Egli obbedì, dandole la carta, dove erano scritte soltanto queste +poche linee. + +"Cara, cara Luisa--io debbo lasciare, per forza, questo caldo e bel +paese, per un paese freddo e brutto. Me ne vado, pieno di ricordi +della vostra bontà, me ne vado, addio, pregandovi di volermi un po' di +bene, da lontano, per quanto bene vi voglio io...." + +--Come potete mentire così?--diss'ella, fieramente, levando la testa. + +--Non mento: vi voglio bene: vi ho una gratitudine immensa, mi siete +carissima.... + +--E partite, partite? + +--Parto. + +--Ah io non so più nulla, non so più nulla, io ho perduta la testa. Da +quella notte....--mormorò ella, nascondendosi il viso fra le mani. Ma +dopo qualche minuto, ella si levò, andò vicino a Massimo, si sedette +accanto a lui, con una espressione di ansietà, di angoscia sulla +faccia che avrebbe impietosito il cuore più duro. + +--Sentite, sentite, voi non avete nessuna colpa, è vero, io non posso +dire nulla contro di voi, voi non mi avete ingannata, sono io che ho +voluto ingannarmi, lo confesso. Ma pure.... io vi amo, io non posso +levarmi dal cuore questo amore, io non resisto al pensiero di restare +sola, qui, mentre voi ve ne andate, così lontano; morirei; sentite, +non ho mai mentito, morirei. Bisogna pur concedere qualche cosa agli +illusi, agli esseri semplici. Il mio destino è di amarvi, Massimo, non +vi è altro, per me. Che volete, il mio sogno continua, io non mi +sveglierò che per entrare nella tomba. Sentite. Lasciatemi venir con +voi: andate solo, andate triste, laggiù, in un paese ove non avete nè +amici nè parenti. Io, qui, non lascio nessuno. Posso disporre della +mia persona, della mia vita. Direte che vi sono sorella, nipote, +governante, direte che sono la vostra serva, mi contento. Purchè io +possa seguirvi, vi servirò, laggiù. Non mi vedrà nessuno; non uscirò, +non andrò in chiesa, rinunzierò al mondo, a Dio, a tutto, pure di +vivere accanto a voi. Non importa, se non mi amate: portatemi via, vi +amo, non posso restare qui. Laggiù, non importa se mi tratterete male, +non importa se mi dimostrerete, che vi secco: io avrò pazienza, +rassegnazione, come voi mi comanderete di avere. Forse, vedete, non vi +nascondo la mia speranza, mi amerete un giorno; lontano, ma può +giungere, il gran giorno! Lasciatemi aspettarlo al vostro fianco, +segretamente, umilmente, piamente, con la fede degli antichi +cristiani; lasciate che io possa spendere la vita mia per voi, non +posso farne altro, della mia vita. Voi siete spesso triste, una volta +le mie risate vi piacevano; vi piacevano le mie canzoni, io riderò, e +canterò per voi, tacerò a una vostra parola, aspettando. Voi non mi +amerete mai, forse, ma io vi amerò, sempre. Ah non mi respingete, non +mi lasciate; se incontrate di notte, un povero cane senza padrone che +vi segue, malinconicamente, voi non lo cacciate via, è vero? Perchè +caccereste me? Siete uomo, siete cristiano, avete cuore, avete pietà, +non mi riducete alla disperazione, portatemi con voi, voglio morire +accanto a voi, non qui, sola, non sola, per carità, portatemi con voi. + +E la disgraziata scivolò dalla sedia a terra, cadendogli ginocchioni +davanti, con la testa convulsa fra le mani. + +--Luisa, Luisa, che fate?--gridò lui, vivamente, cercando di +sollevarla. + +--No, no, resterò qui, sino a che mi avrete fatto questa +grazia--diss'ella, resistendo. + +--Luisa, ve ne scongiuro, voi mi fate disperare....--E la sollevò +sorreggendola, aiutandola a risedersi: ella lo guardò supplichevole. + +--Ditemi la parola--mormorò abbattuta. + +Egli capì che l'ora era giunta. + +--Non posso, Luisa. + +--Perchè non potete? + +--Non posso tenervi nè come moglie, nè come amante. + +--A me non importa della mia riputazione: vi voglio bene, voglio venir +con voi. + +--Non posso. + +--Ma perchè? + +--Perchè non vi amo di amore... + +--Non importa, vi amerò io. + +Egli la guardò, smarrito: l'ora era giunta, l'ora incalzava. + +--Io amo un'altra donna!--proclamò lui, a voce chiara. + +--Oh!--ella disse, come soffocando. Egli si alzò a metà, come se +volesse aiutarla. Fredda, muta, Luisa lo fermò con un gesto. E solo +nel guardarla in viso con gli occhi dove il cerchio nero, intorno, era +diventato così largo, con le labbra bianche e con due pieghe alle +labbra, dove prima si disegnava la curva del sorriso, con dieci anni +di più, infine, con quella gioventù che pareva sfiorita per sempre, +egli si sentiva torturare dai rimorsi. Ah, che egli non avrebbe mai +voluto pronunziarla, la fatale parola, il segreto profondo del suo +cuore, la nascosta angoscia di tutta la sua esistenza! Aveva esitato +un'ora, arretrandosi davanti agli intimi recessi dove il suo amore +viveva, non sapendo violare quel mistero impenetrabile, non sapendo +ferire così mortalmente quel giovane cuore sì amoroso e disperato. +Giammai, giammai, egli avrebbe confessato ad alcuno che amava, se +quella desolazione di anima buona appassionata, non lo avesse spinto a +tentarne così una disperata salvezza: il suo segreto sarebbe rimasto +chiuso nel cuore, noto solo a Dio e a colei che aveva ispirato +quell'amore, bocca umana non lo avrebbe ripetuto, orecchio umano non +lo avrebbe udito, morto con lui, il segreto. Ma innanzi a quelle +lacrime, a quei singhiozzi, innanzi a quella esistenza perduta, egli +aveva finito per chiedersi se non era un poco colpevole, se non doveva +espiare, tentando di togliere al naufragio quell'anima, con un rimedio +estremo. E aveva dischiuso il tempio dove il suo idolo si ergeva, +fiero e implacabile, aveva mostrato alla disgraziata fanciulla che +l'altare aveva la sua dea, invitta, immortale. Egli, il più mistico +fra i sacerdoti dell'amore, che stava a guardia, silenzioso, immoto, +del tabernacolo che niun occhio d'uomo doveva rimirare, aveva adesso +sollevato i veli sacri e mostrato all'occhio di Luisa la immagine +divina. Si sentiva adesso fiacco, senza coraggio, senza forza, come se +quella parola di rivelazione, avesse vuotato a un tratto le sue vene. +Aveva detto. + +Luisa non piangeva, non singhiozzava, non sospirava: era seduta al suo +posto, con la faccia nascosta fra le mani sovrapposte, non dando segno +di vita: anche le mani che avevano tremato sempre, ora erano ferme, +bianche come quelle di una statua. Quando le abbassò, quando rialzò il +capo e Massimo potette vedere la sua faccia, egli sentì il danno +fatto. Oramai la luce di quegli occhi dolci e amorosi si era +intorbidata per sempre, e li opprimeva la inguaribile mestizia delle +speranze infrante: oramai le traccie del riso erano cancellate da +quella delicata e giovanile fisonomia, mentre fra le sopracciglia si +creavano quelle due rughe dolorose delle lunghe cogitazioni +malinconiche; oramai il sangue era fuggito da quelle fresche, +fragranti labbra e il pallore della viola, fiore esangue, fiore +dolente, vi si era impresso, per sempre. La disgraziata aveva parlato, +nella sua ansia, nel suo abbandono, di risa, di canzoni: ma bastava +guardare la serietà oramai incancellabile del suo viso, per intendere +che eran finite, per sempre, le canzoni e le risate. Ah veramente, +veramente, come l'antico audace che tentò disollevare la cortina del +tempio, come a Salammbo, figlia di Amilcare, che pose sul suo capo il +velo di Tani, cosparso di stelle e commise il sacrilegio, così la +povera umile fanciulla era stata fulminata perchè aveva tentato di +schiudere un cuore, perchè aveva voluto entrare nel sacrario della +dea. Invero, egli aveva in sè una pietà immensa e sterile, una pietà +fiacca e triste, per quella creatura fulminata: non sapeva dirle più +nulla, la fatalità sfugge alla discussione, e non ha conforti che +l'attenuino. Infatti, fu essa la prima a parlare. Era una voce senza +dolcezza, senza tristezza, non velata, non roca, ma veramente +spezzata: nessun sentimento vi vibrava più: infranta. Adesso le +domande che faceva, stanche, lente, sembravano l'appagamento di una +mesta curiosità, un riandare sulla sventura, così, per sapere: senza +che la conoscenza novella potesse mai più cangiare nulla di quello che +era stato. + +--Voi l'amate.... molto? + +--L'amo: quando si ama, si ama. + +--Lo so---replicò ella, sempre senza fremito nella voce, sempre senza +luce negli occhi.--Lo so: domandavo.... così.... per sapere. + +Il braccio di Luisa era disteso sulla scrivania e la mano sottile +aperta sul panno scuro. E pareva così abbandonata, così bianca, che a +lui sembrò vedere, veramente, una mano di persona morta. Ma salvo ad +averne una infinita compassione, che cosa ci poteva fare, lui? Ambedue +soffrivano, e malgrado tutto, l'uno non poteva aiutare l'altro nella +propria disgrazia; essa lo amava, egli, aveva di lei una pietà grande, +ma l'uno non poteva tergere neppure una lacrima dell'altro. Così è, +l'amore. La divina armonia di due cuori che si scelgano e che si +amino, non risuona che assai raramente, nelle anime umane. E non è, +invece, che una catena, l'amore, di cui gli anelli sono di metalli +diversi, male appaiati, di forme diverse, che si corrodono e si +contorcono, senza potersi spezzare. Che ci poteva fare, lui? Tutto era +inutile, tutto. + +--Voi l'amate da molto tempo?--ricominciò lei, con quella intonazione +d'indifferenza, che faceva più male di uno straziante singhiozzo. + +--Da molto tempo. + +--Da quando? + +--Da.... sempre. + +--Non avete mai amata alcun'altra? + +--No: mai. Vi è un amore che altri non ne ammette. + +--È vero: lo so--ella disse, chinando gli occhi. + +Poi, tacque, pensando. Sembrava che riflettesse a un'altra domanda da +fare, e che temesse di farla, di cui non potesse ritrovare la forma. +Difatti, due o tre volte fu lì lì per parlare, quasi che la parola +volesse fuggirle irresistibilmente dalle labbra; ma si rattenne. Egli +aspettava, oramai deciso a dir tutto, sempre più debole, sempre più +esausto di forze morali. Invero erano due infelici creature: ma non vi +era nessun rimedio. Alla fine, ella, si decise e disse: + +--Voi l'amerete.... sempre? + +Prima di rispondere egli si raccolse e nei brevi minuti del silenzio, +ritornò su quello che era stato, su quello che era la sua passione, +provò a misurare il valore e la durata di quel vincolo che gli anni, +la morale e material consuetudine avevano reso profondo e non +risolvibile che dalla vecchiaia o dalla morte. + +--Credo.... credo--egli mormorò, esaurito--che l'amerò sempre. Sono +vecchio, Luisa: e la vita non si ricomincia. Voi siete giovane.... e +potete obbliare.... + +--Voi non avete diritto di parlarmi così--ella disse, con un amaro +sorriso.--Non vi accuso, non mi lagno; ma non cercate di consolarmi +con queste vaghe parole. Io valgo meglio di questi banali conforti. + +--Scusatemi--egli soggiunse, inchinandosi a quell'altero dolore, che +non soffriva di essere turbato da nessuna voce, fosse pur quella della +persona amata.--Era un augurio che vi facevo: vi auguro di +dimenticare.... con tutto il cuore, ve lo auguro. + +Ella scorse il capo, senza rispondere. + +--Voi la raggiungete, colà? + +--Sì--egli disse, a bassa voce. + +--Vi aspetta? + +--No, non mi aspetta: ma mi ha chiamato--soggiunse lui amaramente. + +--E voi obbedite? + +--Obbedisco sempre. Ella mi ha detto di venir qui, nell'estate, +lasciandomi senza notizie, senza lettere, senza neppure farmi sapere +dove viaggiava: e sono stato qui, tre mesi per obbedirla. + +--Ah, va bene, ho inteso--ella disse, senz'altro. + +--Adesso mi scrive due parole, dicendomi di raggiungerla, dandomi il +suo indirizzo: e io parto, io attraverso l'Europa, vado dove ella è, +poichè questo, capite, è il mio destino. + +--Essa vi ama? + +--No. + +--Non vi ama? + +--No, niente. + +--Non vi ha amato? + +--Mai. + +--Nè avete speranza? + +--Nessuna. + +--Ma perchè non vi ama? + +--Perchè vie della gente che non ama mai, Luisa--gridò lui, +subitamente esaltato. + +--È vero, è vero--ella rispose, vagamente.--Vi è molta gente che non +ama ed è forse felice. + +--Forse. + +--Ma perchè vi chiama? + +--Perchè le fa piacere di avere un servo. + +Un lugubre silenzio si fece intorno: le due vittime si guardarono, +smorte dello stesso pallore, esauste dallo stesso morbo morale; e fu +lei che per la prima, con una infinita dolcezza, gli disse: + +--Voi siete come me. + +--Come voi--mormorò l'uomo forte, l'uomo scettico, umilmente, +dolentemente. + +Niente altro. Ella si sollevò dalla sedia, rimase ritta davanti alla +scrivania. + +--Adesso me ne vado; buona sera. + +--Ve ne andate?--chiese lui, un po' affannoso. + +--Sì, sì, me ne vado; buona sera, Massimo. + +--Restate ancora un poco--balbettò lui.--Ditemi.... + +--Noi ci siamo detto tutto: non vi è nulla nel vostro cuore che io non +sappia: voi sapete tutto del mio, non vi è più nulla, più nulla; buona +sera. + +--Ma che farete?--egli disse.--Voglio sapere che farete! + +--Niente--disse lei, voltandosi, facendo un gesto largo con le +braccia.--Niente. + +--Non ci possiamo lasciare così--disse lui, tutto +agitato.--Restate.... + +--Sarebbe inutile. Non _dovete_ voi andare? + +--Sì. + +--E io _debbo_ restare. Addio, Massimo. + +--Addio, Luisa. + +Ella se ne andò senza voltarsi, un po' curva, ombra tacita e dolente. +Egli la vide sparire: udì aprire e chiudere due porte. E pensando che +in quel minuto, rientrata nella sua casa deserta, sola col suo dolore, +ella piangeva come tutte le misere creature umane, lui, misera umana +creatura piegò il capo, nel silenzio, nella solitudine, nel dolore e +pianse, di pietà, di rimpianto, su Luisa, su Massimo. + + + +FINE. + + + +INDICE. + +La grande fiamma, pag. 1 +Tramontando il sole, " 91 +L'amante sciocca, " 217 +Sogno di una notte d'estate, " 301 + + + + + + +MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO + +_È USCITO_ + + TRIONFO + DELLA + MORTE + +NUOVO ROMANZO DI + +GABRIELE D'ANNUNZIO + + +Questo nuovo e tanto aspettato romanzo costituirà un vero avvenimento +letterario. Ecciterà le più vive polemiche, gli entusiasmi e gli +anatemi, come tutte le opere di questo potente scrittore. La sua fama +è volata tant'alto, che la più celebre delle riviste, la _Revue des +Deux Mondes_, ha acquistato il diritto della traduzione francese. Il +romanzo si divide in sei parti: + + + Libro I: _Il Passato_. + Libro II: _La Casa Paterna_. + Libro III: _L'Eremo_. + Libro IV: _La Vita Nuova_. + Libro V: _Tempus destruendi_. + Libro VI: _L'Invincibile_. + + +La quarta parte, che descrive un pellegrinaggio ad un santuario +d'Abruzzo, è per sè solo un capo d'opera. Mai il D'Annunzio fu così +grande coloritore e poeta come in questo nuovo e importante lavoro, +ch'egli dedica al pittore Michetti. + + + +_Un elegante volume in-16 di 500 pag_., Lire Cinque. + + +DEL MEDESIMO AUTORE. + + + IL PIACERE, romanzo. 6.ª edizione L. 5-- + POESIE (l'Isottèo, la Chimera), ediz. diamante 4-- + POEMA PARADISIACO; ODI NAVALI. 2.ª ed. 4-- + + +Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori. +MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO + + + + +GIOVANNI VERGA + +Don Candeloro e C.^i + + +SECONDA EDIZIONE + + +Era molto aspettato questo nuovo volume del celebre +autore della _Storia d'una Capinera_, di _Eva_, della _Cavalleria +Rusticana_, dei _Malavoglia_. Sarà un nuovo trionfo. + +L'elegante volume comprende 12 novelle: + + + Don Candelore e C.^i + Le marionette parlanti. + Paggio Fernando. + La serata della diva. + Il tramonto di Venere. + Papa Sisto. + Epopea spicciola. + L'opera del Divino Amore. + Il peccato di donna Santa. + La vocazione di suor Agnese. + Gli innamorati. + Fra le scene della vita. + + +L. 3,50.--_Un volume in-16_--L. 3,50 + + +DELLO STESSO AUTORE: + + _Storia di una capinera_ (13.ª ediz.) 2-- + _Eva_ (9.ª ediz.) 2-- + _Eros_ (5.ª ediz.) 2-- + _Tigre reale_ (8ª. ediz) 1-- + _Il marito di Elena_ (6.ª ediz.) 1-- + _I Malavoglia_ (3.ª ediz.) 3 50 + _Mastro Don Gesualdo_ (3.ª ediz.) 5-- + _Novelle_ (4.ª ediz.) 2 50 + _I ricordi del Capitano D'Arce_ (3.ª ediz.) 2 50 + _Per le vie_, nuove novelle (2.ª ediz.) 2 50 + _Cavalleria Rusticana_. Vita dei Campi (6.ª ediz.) 3 50 + + +Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori. +MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO + + + +FISIOLOGIA DELLA DONNA + +DI + +PAOLO MANTEGAZZA + + + INTRODUZIONE. La donna è un angelo o un demonio? + I. Anatomia generale della donna. + II. Frammento di biologia della donna. + III. La donna nel tempo. + IV. La donna nello spazio + V. Deformazioni artificiali della donna. + VI. Il vestito della donna. + VII. Una pagina di psicologia generale. + VIII. Sensibilità, emozioni e sentimenti nella donna. + IX. La donna nell'amore. + X. La donna madre. + XI. La donna nutrice. + XII. Le bellezze della donna. + XIII. Il sentimento religioso della donna. + XIV. Il carattere morale nella donna. + XV. La donna nel vizio e nel delitto. + XVI. I caratteri sessuali del pensiero femminile. + XVII. La donna nella gerarchia sociale. La contadina e l'operaia. + XVIII. La donna agiata e la donna ricca. + XIX. Educazione della donna. La donna professionista. + XX. L'educazione della donna d'una volta. + XXI. La donna dell'avvenire. + XXII. Il concetto del bello femminile attraverso i tempi. + + +_Due volumi in-16 di complessive 700 pagine_. + +TERZA EDIZIONE--LIRE OTTO--TERZA EDIZIONE + + +Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori. +MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO + + + + L'ARTE + di prender Marito + + DI + + PAOLO MANTEGAZZA + + --TERZA EDIZIONE-- + + + _Parte Prima_.--IL RACCONTO. + + I. La bambina diventa donna. + II. Sogni e realtà. + III. Il primo amore. + IV. Compaiono sull'orizzonte due altri pretendenti al cuore di Emma. + V. La fanciulla consulta un'amica e la mamma. + + _Parte Seconda_.--IL MANOSCRITTO DEL BABBO. + + I. Consigli di un babbo alla sua figliuola per la scelta del marito. + + Il marito tiranno. + Il marito geloso. + Il marito avaro. + Il marito debole. + Il marito brontolone. + Il marito libertino. + Il marito fannullone. + Il marito stupido. + + II. Le professioni rispetto alla felicità nel matrimonio. + + Il marito negoziante. + Il marito artista. + Il marito letterato. + Il marito banchiere. + Il marito ingegnere. + Il marito scienziato. + Il marito industriale. + Il marito medico. + Il marito politico. + Il marito proprietario. + Il marito avvocato. + Il marito militare. + + III. Altri consigli del babbo nella scelta del marito. + + IV. Frammento di un codice di diplomazia matrimoniale. + + _Parte Terza_.--LA CONCLUSIONE DEL LIBRO. + + + +_Un volume in formato_ bijou _stampato a colori._ + +LIRE QUATTRO. + + +Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori. +MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO + + + + + + +L'ARTE + +DI prender Moglie + +DI + +PAOLO MANTEGAZZA + +--QUINTA EDIZIONE-- + + + Fra Scilla e Cariddi. + Il matrimonio nella società moderna. + L'elezione sessuale nel matrimonio. Dell'arte di sceglier bene. + L'età e la salute. + Le simpatie fisiche. La razza la nazionalità. + Le armonie del sentimento. + Le armonie del pensiero. + La questione finanziaria nel matrimonio. + Gli incidenti e gli accidenti del matrimonio. + L'inferno. + Il purgatorio. + Il paradiso. + + +_Un volume di 280 pagine in formato_ bijou. + +LIRE QUATTRO. + + +DELLO STESSO AUTORE: + + + _Il secolo tartufo_ (4.ª ediz.) 2-- + _Un giorno a Madera_ (15.ª ediz) 1-- + _Testa_, libro per i giovinetti (18.ª ediz) 2-- + _India_, edizione illustrata (4.ª ediz,) 3.50 + _La Natura_, 3 volumi in-8 30-- + _Gli amori degli uomini_ 2 volumi (11 ediz.) 6-- + _Le estasi umane_ 2 volumi (5.ª ediz.) 7-- + _Fisiologia dell'odio_ (3.ª ediz.) 5-- + _Igiene dall'amore_ (4.ª ediz) 4-- + _Epicuro_, saggio d'una fisiologia del bello (2.ª ediz) 3.50 + _Dizionario delle cose belle_ (2.ª ediz.) 4-- + + +Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori. +MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO + + + +EDMONDO DE AMICIS + + + _La vita militare_ (24.ª ediz.) 4-- + ----Edizione illustrata (3.ª ediz.) 10-- + _Marocco_ (14.ª ediz.) 5-- + ----Edizione illustrata (3.ª ediz.) 10-- + _Costantinopoli_ (16.ª ediz.) 6 50 + ----Edizione illustrata 10-- + _Olanda_ (13.ª ediz.) 4-- + ----Edizione illustrata 10-- + _Novelle_ (11.ª ediz.) 4-- + Gli amici di collegio.--Camilla.--Furio. + --Un gran giorno.--Alberto.--Fortezza, + --La casa paterna. ----Edizione illustrata 10-- + _Ricordi di Parigi_ (7.ª ediz.) 3 50 + _Ricordi di Londra_ (21.ª ediz,) 1 50 + _Poesie_ (8.ª edizione--1.ª in formato bijou) 4-- + _Ritratti letterari_ (2.ª ediz.) 4-- + Alfonso Daudet.--Emilie Zola, polemista.--Emilie + Augier.--Alessandro Dumas.--L'attore Coquelin. + --Paolo Dèroulède. _Gli amici_ (9.ª ediz.) 7-- + ----Edizione illustrata (16.ª ediz.) 4-- + _Cuore _(158.ª ediz.) 2-- + ----Edizione illustrata 10-- + _Alle porte d'Italia_ (6.ª ediz.) 3 50 + ----Edizione illustrata 10-- + _Sull'Oceano_ (19.ª ediz.) 5-- + ----Edizione illustrata 10-- + _Il Vino_, illustrato da Arnaldo Ferraguti, Ettore + Ximenes ed Enrico Nardi, _nuova edizione_ 2 50 + _Il romanzo d'un maestro_ (10.ª ediz.) 5-- + ----Edizione economica in 2 vol. (17.ª ediz.) 2-- + _Fra scuola e casa_ (5.ª ediz.) 4-- + + +IN PREPARAZIONE: + +I.º MAGGIO + + +Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori. +MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO + + + +CORDELIA + + +PICCOLI EROI + +LIBRO PER I RAGAZZI + +_In-8 grande con 36 illustrazioni di A. Ferraguti_. + +Lire Quattro. + + + + _Mondo Piccino_, illustrato (5.ª ediz.) 1-- + _Mentre nevica_, illustrato (4.ª ediz.) 2-- + _Il Castello di Barbanera_, ill. da D. Paolocci. 2-- + ----Edizione di lusso (2.ª ediz) 4-- + _I nipoti di Barbabianca_, illustrato da Edoardo + Matania (2.ª ediz.) 4-- + _Nel regno delle Fate_, ill. da E. Dalbono (3.ª ed.) 7 50 + _Alla Ventura_, con disegni di G. Amato (2.ª ed.) 4-- + _All'aperto_, racconti illustrati da A. Ferraguti, + E. Nardi e G. Amato (2.ª ediz.) 4-- + + _Il regno della donna_ (7.ª ediz.) 2-- + _Dopo le nozze_ (3.ª ediz.) 3-- + _Vita intima_ (7.ª ediz.) 1-- + _Prime battaglie_ (3.ª ediz.) 2-- + _Catene_, romanzo (2.ª ediz.) 3 50 + ----Edizione illustrata (3.ª ediz.) 4-- + Per la gloria, romanzo (2.^ ediz.) 3 50 + _Casa altrui_, con 24 disegni (2.ª ediz.) 3-- + ----Edizione economica (6.ª ediz) 1-- + _Racconti di Natale_ (2.ª ediz) 3 50 + ----Edizione illustrata 4-- + _Il mio delitto_, romanzo (2.ª ediz.) 3 50 + ----Edizione illustrata 3-- + _Forza irresistibile_, romanzo (2.ª ediz.) 3 50 + _Per vendetta_, romanzo 3 50 + Piccoli Eroi, in-i6, ill. da A. Ferraguti (27.ª ed) 2-- + _I nostri figli_ (in preparazione). + + + +Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori. + + + + + +PREZZO DEL PRESENTE VOLUME: Lire 4. + + + +NEL MEDESIMO FORMATO: + +_POESIA_ + + + BALOSSARDI. _Giobbe_ (3.ª ediz.) L. 4-- + D'ANNUNZIO. _L'Isottèo e La Chimera 4-- + ----Poema Paradisiaco--Odi navali_ (2.ª ed.) 4-- + DE AMICIS. _Poesie_ (8.ª ediz.) 4-- + GRAF. _Dopo il tramonto_ 4-- + MARRADI. _Nuovi canti _ 4-- + ----Ricordi lirici 4-- + SARFATTI. _Rime Veneziane e Minuetto_ 4-- + VIVANTI (Annie). _Lirica_ 5-- + NEGRI (Ada). _Fatalità_ (5.ª ediz,) 4-- + ZENA REMIGIO (G. Invrea). _Le Pellegrine_ 4-- + + + _PROSA_ + + + GIACOSA. _La signora di Challant_. Dramma + in 5 atti (2.ª ediz.) 4-- + MANTEGAZZA. _L'arte di prender moglie_ (5.ª ed.) 4-- + ----_L'arte di prender marito_ (3.ª ediz.) 4-- + PANZACCHI. _I miei racconti_ 4-- + RAGUSA MOLETI. _Memorie e acqueforti_ 4-- + ----Miniature e filigrane 3-- + SERAO (Matilde). _Gli Amanti_ (2.ª ediz.) 4-- + VERGA. _Storia di una Capinera_ (13ª ediz.) 3-- + + + _Sotto i torchi_ + + + COLAUTTI (Arturo). _Carmi virili_. + CORDELIA. _I nostri figli_. + + +Dirigere vaglia ai F.lli Treves, Editori, Milano. + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Le Amanti, by Matilde Serao + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LE AMANTI *** + +***** This file should be named 17909-8.txt or 17909-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/1/7/9/0/17909/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net +(This file was produced from images generously made +available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano at +http://www.braidense.it/dire.html) + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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