summaryrefslogtreecommitdiff
diff options
context:
space:
mode:
-rw-r--r--.gitattributes3
-rw-r--r--17909-8.txt8719
-rw-r--r--17909-8.zipbin0 -> 148265 bytes
-rw-r--r--LICENSE.txt11
-rw-r--r--README.md2
5 files changed, 8735 insertions, 0 deletions
diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes
new file mode 100644
index 0000000..6833f05
--- /dev/null
+++ b/.gitattributes
@@ -0,0 +1,3 @@
+* text=auto
+*.txt text
+*.md text
diff --git a/17909-8.txt b/17909-8.txt
new file mode 100644
index 0000000..9b8d141
--- /dev/null
+++ b/17909-8.txt
@@ -0,0 +1,8719 @@
+The Project Gutenberg EBook of Le Amanti, by Matilde Serao
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Le Amanti
+
+Author: Matilde Serao
+
+Release Date: March 4, 2006 [EBook #17909]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LE AMANTI ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano at
+http://www.braidense.it/dire.html)
+
+
+
+
+
+
+ MATILDE SERAO
+
+ LE AMANTI
+
+
+ LA GRANDE FIAMMA--TRAMONTANDO IL SOLE
+ L'AMANTE SCIOCCA
+ SOGNO DI UNA NOTTE D'ESTATE.
+
+
+
+
+ MILANO
+
+ FRATELLI TREVES, EDITORI
+
+ 1894.
+
+
+
+
+OPERE di MATILDE SERAO,
+
+(_Edizioni Treves_).
+
+
+
+ _All'erta, Sentinella!_ racconti napoletani, 3.ª ed. L. 4--
+ _Il romanzo della fanciulla_, 4.ª edizione 2--
+ _Il paese di cuccagna_, romanzo, 2.ª edizione 5--
+ _Il ventre di Napoli_ (1885), 3.ª edizione 1--
+ _L'Italia a Bologna_. Con 15 incisioni 2--
+ GLI _Amanti_, pastelli, 2.ª edizione 4--
+ LE _Amanti_ 4--
+
+
+
+
+ MATILDE SERAO
+
+
+
+ LE AMANTI
+
+
+
+ LA GRANDE FIAMMA--TRAMONTANDO IL SOLE
+ L'AMANTE SCIOCCA
+ SOGNO DI UNA NOTTE D'ESTATE.
+
+
+ MILANO
+
+ FRATELLI TREVES, EDITORI
+
+ 1894.
+
+
+
+
+PROPRIETÀ LETTERARIA.
+
+_Riservati tutti i diritti._
+
+
+
+Milano. Tip. Treves
+
+
+
+
+
+
+LA GRANDE FIAMMA.
+
+_A Rocco Pagliara._
+
+
+
+I.
+
+Nell'ora tarda della sera, partita l'ultima persona amica o
+indifferente, per la quale essa provava l'orgogliosa e invincibile
+necessità di mentire, chiuse tutte le porte ermeticamente, piombata la
+casa nel profondo silenzio notturno, interrogate con lo sguardo
+sospettoso fin le fantastiche penombre della sua stanza solitaria,
+dove sola vivente era una pia lampada consumantesi innanzi a una sacra
+immagine, prosciolto il suo spirito dall'obbligo della bugia e le sue
+labbra dall'obbligo del sorriso, ella si lasciava abbruciare dalla
+grande fiamma. Immobile, con le palpebre socchiuse e le mani
+abbandonate lungo il corpo, ritta come un bianco fantasma nel mezzo
+della sua stanza, sentiva un flusso di calore salire alle guancie
+delicatamente brune e smorte, un flusso di calore vivificarle il
+cervello, un'onda di lacrime calde pungerle i bellissimi grandi occhi
+bruni. Scorrevano taciturnamente, senza singhiozzi, le lacrime calde
+sulle guancie e le avvampanti guancie se le ribevevano: dal cuore e
+dal cervello che ardevano, si diffondeva per tutta la persona
+l'impetuoso torrente di quel calore ed ella sentiva tutte le sue
+piccole vene palpitare nella fiamma che le dilatava. Lo scoppio della
+passione lungamente represso, in quel generoso organismo, assumeva la
+forma di febbre ad altissima temperatura: ed essa, vacillante, come se
+avesse smarrito il senso di ogni altra cosa che la sua febbre non
+fosse, si lasciava cadere sul letto, rigida, con la vestaglia bianca
+che si stendeva come un sudario sul broccato scuro della coltre. Così,
+sola, con gli occhi sbarrati ove si disseccavano le estreme lacrime,
+guardando il soffitto pieno di ombre, col petto sollevato da affannosi
+sospiri come i febbricitanti, ella abbruciava di passione per
+l'assente, per il lontano: nè le sue labbra convulse osavano
+pronunziarne il dolce nome, temendo che le fatali sillabe pronunziate
+in quel silenzio, in quella solitudine, rivelassero a tutto il mondo
+il suo segreto. Sopra un fondo di fiamma, nella sua fantasia che
+vampeggiava, ella vedeva scritte le sillabe divoratrici di quel nome,
+in lettere nere e vive, talvolta immobili, talvolta confondentisi in
+una bizzarra danza; ma non osava pronunziare quelle sillabe
+seduttrici; temeva di struggersi, dicendole; temeva di morire di
+dolcezza, pronunziandole.
+
+Quell'entrata così vibrante di febbre appassionata, nelle prime ore
+della notte, si ripeteva due o tre volte; pareva che ella si assopisse
+in un soave abbruciamento di sangue, in un seguirsi di fiammeggianti
+visioni, dove talvolta, accanto al nome adorato, si veniva a delineare
+vagamente un fiero profilo maschile, dove uno sguardo superbo e
+amoroso lampeggiava; ed ella sentiva tutto il suo spirito carezzato,
+cullato da questa visione; la veglia si tramutava in sopore febbrile e
+in sogno. Ma, ogni tanto, la visione diventava così vera, così viva,
+così fremente di amore che ella udiva, sì, udiva, una voce sommessa
+pronunziare il suo nome: ella trabalzava, ripresa da un soffocante
+impeto di passione, cercando con le mani, nell'oscurità, quelle calde
+mani amate; soffocava, bruciava. Si levava come un'anima errante,
+andava al balcone, sollevando la pesante tenda di broccato, schiudendo
+le imposte di legno, appoggiando l'acceso volto sul gelido cristallo.
+Era alta la notte; nella strada non passava alcuno; spesso, il freddo
+vento notturno agitava le fioche luci dei lampioni, riempiendo la via
+di bizzarre forme oscure; o qualche viandante in ritardo, ignoto, a
+capo basso, passava senz'accorgersi di quel balcone quietamente,
+mitemente, illuminato, dietro il quale stava un'ombra immobile;
+qualche malinconica carrozza notturna, vuota, dal cocchiere
+sonnacchioso, dal sonnacchioso cavallo, veniva lentamente dall'alta
+ombra della via, si perdeva lentamente, lontana, nella bassa ombra
+della via. Ella guardava questo spettacolo di oscurità e di pace, con
+gli occhi intenti, sentendo il freddo esteriore penetrare dalla
+fronte, dalle guancie, dalle labbra che quasi baciavano il cristallo:
+la sua febbre si calmava; le vene battenti si chetavano; il petto,
+oppresso, respirava più liberamente; macchinalmente ella si staccava
+dai cristalli, richiudeva le imposte, lasciava ricadere le molli,
+strascicanti tende di broccato, faceva un paio di giri nella sua
+stanza, guardando talvolta nell'alta e stretta specchiera la sua
+figura bianca e i suoi occhi che bruciavano sempre. Come tutti quelli
+che soffrono d'insonnia, per una forte causa morbosa o per una forte
+causa morale, ricoricandosi, ella sentiva come un grande refrigerio,
+dolcissimamente parea che si dovesse addormentare nel ricordo, nella
+speranza del suo amore. La passione consumatrice nell'ora che fuggiva,
+si faceva tutta tenerezza letificante, diventava un fresco soffio che
+le alitava sulla fronte, sugli occhi, sulle labbra, sulle mani, come a
+vincerne il bruciore, ed ella si assopiva, nuovamente, con le labbra
+che si muovevano a una benedizione. Ma, ad un tratto, un incubo
+mostruoso, senza nome, qualche cosa come un'orribile paura, la
+scuoteva, la faceva balzare sul letto, come cercando soccorso, non
+sapendo, non conoscendo, non pensando più nulla, vinta da uno spavento
+folle. Era allora che, levatasi, nella penombra, in preda a un
+delirante bisogno di soccorso, ella andava a buttarsi innanzi alla
+sacra immagine, prostrandosi sul gradino dell'inginocchiatoio,
+abbassando il capo sul duro legno di quercia, dicendo rapidamente le
+preghiere, per non pensare, per non sentire, pregando, pregando,
+pregando, con un fervore di anima disperata, restando lì, attaccata a
+quel legno, come se fosse quello della sua salvazione. Ma sia che
+l'alba la sorprendesse dietro i cristalli del suo balcone, o distesa
+sul letto con gli occhi spalancati, o sonnecchiante malamente, o
+immersa in preghiere con le labbra frementi sui grani di legno del suo
+rosario, certo che, a quell'ora gelida, la sua febbre era domata, era
+caduta: ella tremava di freddo, pallida, con le labbra violacee, con
+la bocca amara, con le ossa rotte, quasi uscisse dal terribile
+abbraccio della terzana; il viso le si era allungato e come
+pietrificato in un'espressione di sofferenza; i capelli le ricadevano
+sul collo, disciolti, prendendo certi profili tragici, che solo le
+chiome delle donne appassionate hanno. Invano cercava di riscaldarsi,
+buttando sul letto una pelliccia, facendo un gran fuoco nel caminetto,
+accendendo tutti i lumi della sua stanza: fra quel grande calore
+esteriore ella batteva i denti, si addormentava rabbrividendo,
+rabbrividendo, livida, con la fiamma del caminetto che crepitava, con
+le candele la cui fiammella strideva nel calore, col sole mattinale
+che entrava, scintillando, fra i velluti, i broccati e le pelliccie,
+non giungendo a riscaldare quel gelido corpo di donna dormiente, dalle
+palpebre scure e fredde come il granito, dalle labbra assottigliate e
+tremanti ancora di freddo. Come la mattinata scorreva, entrava la
+cameriera, trovando le candele che si consumavano, le legna arse che
+si coprivano di cenere, il sole che invadeva tutta la stanza
+gaiamente, e quel cadavere dormiente, che riaprendo gli occhi,
+rabbrividiva ancora, come se ritornasse dal gelo di un sepolcro. Ogni
+mattina, sopra un piatto di argento, la cameriera porgeva una lettera.
+Ma già la maschera umana aveva velato la sembianza della povera
+febbricitante: ed ella stendeva la mano, con indifferenza, a prendere
+quella lettera, aspettava che la cameriera avesse spento i lumi,
+riacceso il caminetto, spalancato le imposte al sole, aspettava,
+intorpidita e immobile.
+
+--Si sente male?--diceva la cameriera, guardando il volto bruno e
+smorto della sua padrona che ella amava.
+
+--No: ho freddo--mormorava la padrona, stringendo la lettera d'amore
+nella mano sottile e agghiacciata, senza neppure guardarne la busta,
+come se fosse inutile aprirla.
+
+La fanciulla devota le riassettava le molli coltri scomposte
+dall'insonnia, le rialzava i cuscini disordinati su cui era
+abbandonata la foltezza dei capelli neri, la interrogava con una umile
+occhiata: ma vista la padrona tutta perduta in un pensiero, usciva
+discretamente dalla stanza, chiudendone la porta, aspettando di esser
+chiamata per ritornare. Allora soltanto, con un atto breve, quasi
+convulso, la smorta signora faceva saltar via la busta lacerata e
+leggeva la lettera tutta bruciante di passione che il suo amore le
+scriveva.
+
+Lettera incoerente e puerile, balbettìo talvolta bizzarro, talvolta
+monotono di frasi stravaganti che si ripetevano, si accavallavano, si
+confondevano, si affannavano sulla carta, come nell'anima malata di
+chi le scriveva. Eppure egli non era nè un fanciullo, nè un pazzo, nè
+un infermo; era un uomo di trent'anni, vigoroso, completo nella sua
+manifestazione morale, che aveva saputo vivere, amare, soffrire. Era
+un forte lottatore che le aveva coraggiosamente combattute le sue
+battaglie, talvolta vinto, spesso vincitore, mai domato: era un sagace
+conoscitore di sè stesso, delle cose e degli uomini, capace di grande
+scetticismo e di grande entusiasmo, poichè questa è la vita, e saggio
+chi sa apprezzarla e viverla così. Eppure quell'amore nato tardi, nato
+improvvisamente, come quei misteriosi e voluttuosi fiori del tropico
+che germogliano ricchi e violenti, in una notte, quell'amore impetuoso
+destinato a essere soffocato sotto le apparenze fallaci della
+cortesia, gli faceva tremare i polsi come se lo assalisse, a ogni suo
+nuovo tumulto, il ribrezzo tragico dell'agonia. In certe ore di
+pensiero, quando gli era concesso di dialogare con l'anima sua, egli
+si stupiva della brevità di quella passione, della sua semplicità,
+mentre sentiva dentro sè scardinato ogni senso della realtà, mentre si
+sentiva preso per la vita e per la morte. Una sera, in un ballo, egli
+aveva scambiato poche parole con la bruna e pallida signora che ancora
+portava il nero vestito del lutto, dopo tre anni di vedovanza, che
+bizzarramente trascinava al ballo il nero vestito e la persona stanca,
+senza sorrisi, senza gioia: e come per un'attrazione ipnotica, egli
+aveva seguito dovunque il nero strascico di velluto ondeggiante, cupo
+velluto bruno, simile alle acque nere di un lago che gli alberi
+coprono: egli aveva fissato gli occhi sedotti sopra la mezzaluna di
+opali lattee, scintillanti in riflessi siderali azzurrini, che mettea
+una luce selenitica fra i neri capelli di donna Grazia: e come la
+snella persona muliebre si muoveva, indolentemente, da un salone
+all'altro, egli sentiva di doverla seguire, come un'ombra. Levando
+lenta lenta le palpebre, essa lo guardava, ogni tanto, tacendo: e una
+irradiazione di fascino partiva da quei grandi occhi neri, arrivava
+sino a lui, intensa, vibrante, conquidendolo, a poco a poco, ma
+continuamente, ma sicuramente. Nè egli tentava difendersi. Aveva, in
+quell'ora, il cuore arido e la vita fatta deserta, se non libera da
+una secreta catastrofe famigliare: la donna cui avea dato il suo nome
+era assente, lontana, nemica, egli era solo, in tutta la sua lunga
+giornata, solo. Perchè difendersi? Si sentiva debole e misero come un
+fanciullo abbandonato, mentre tutti applaudivano alla sua fermezza di
+carattere, al suo coraggio virile, alla dignità fiera che gli aveva
+suggerito la risoluzione più confacente al suo onore; egli si sentiva
+timido e fragile come lo stelo secco, che nelle mattinate di autunno
+va in cenere sotto il piede brutale del viandante, e lo sguardo di
+quella donna parea tremasse di tenerissima pietà, parea che gli
+dicesse:
+
+--Vieni.
+
+Breve romanzo e intenso, condotto fuor di loro da una mano invisibile:
+un giorno si erano incontrati fuori Roma, in quella umida, lugubre via
+Angelica, lungo il fiume tragico che ogni giorno ha il suo morto. Chi
+aveva strappato la dama ai suoi convegni aristocratici per mandarla a
+contemplare i vortici traditori del Tevere? Chi aveva preso l'uomo
+alla sua ambizione, alla sua politica, ai suoi affari? Esiste dunque
+una fatalità nella passione; o il cuore ha la sua seconda vista, che è
+anche qualche cosa di fatale; o vi è nell'anima una seconda vita
+latente, incosciente, sopra cui nulla può la volontà?
+
+--È vero che mi ami?--le aveva chiesto lui, arrossendo e impallidendo,
+come se quella fosse la prima volta che parlasse di amore.
+
+--Sì--ella aveva detto, senz'altro.
+
+La virile mano dell'uomo aveva sfiorato la sottile mano guantata di
+nero. Si guardavano e si sentivano bruciare di passione; una uguale
+grande fiamma li ardeva. Più la reprimevano e più essa divampava
+internamente, consumando le loro forze in una febbre singolare.
+Temevano il mondo, malgrado che fossero liberi; lo temevano con una
+paura di tutti i momenti, con un tremore come d'imminente catastrofe.
+Niuno aveva il diritto di muovere loro un rimprovero, eppure essi
+temevano tutto, l'uomo che passa e sogghigna, la donna che passa e
+sorride, l'impiegato postale che consegna la lettera con uno sguardo
+d'intelligenza, il servo che domanda permesso prima di entrare,
+l'amico che assume un'aria discreta, l'amica che interroga con un
+cenno: la più umile, la più sciocca creatura li faceva fremere di
+spavento. Forse, amandosi in quella forma così rovente, sentivano di
+abbandonarsi a una passione tanto diversa dai miseri e fallaci amori
+quotidiani, da dover meritare l'invidia, il biasimo e la calunnia;
+forse, il segreto è la grande condizione dell'intensità. Così si
+vedevano, alla sfuggita, ogni tanto, avendo messo nella rapida ora
+tanti sogni, tante speranze, tanto fuoco d'amore, che non trovavano
+parole, soffocati, come coloro che hanno le vertigini degli altissimi
+pinnacoli; in tre o quattro mesi, fra la primavera e l'estate, vivendo
+egli a una villa sui colli albani, essa nella palazzina campestre fra
+gli aranci di Sorrento, si erano incontrati due volte, per due
+giornate, in un villaggio presso Milano, la prima volta, a Baia la
+seconda volta. Tutta la loro vita era sospesa a quei due giorni di
+passione ardente; tutto l'intervallo fra quei due giorni non era che
+una lunga aspettazione di giorni aridi e annoiati, di notti vegliate,
+in una rivoluzione del cuore e dei nervi. Ad ambedue, quando, per
+consolare le ore di lontananza, essi evocavano quelle due giornate,
+appariva come una grande fiamma lieta e alta e divorante; il ricordo
+era vasto, immenso, vago, quale un oceano di fuoco, sopra cui qualche
+punta appariva, come estremo albero di nave sommersa. Insistentemente
+egli si rammentava il volto smorto di lei, quando ella si affacciò al
+vagone fermato nella stazione di Monza e, malgrado ogni suo impeto di
+evocazione, pur volendo fermamente rivederla col suo delicato e
+profondo sorriso delle ore più felici, egli continuava ad avere
+innanzi quella faccia pallida di donna morente. Egli cercava di
+rianimare tutti i suoi ricordi, di quei due giorni, come ella era
+vestita, la foggia della sua acconciatura, le parole che aveva dette,
+il tono della sua voce: ma una sola sensazione, acuta, squisita, gli
+ritornava, con la persistenza di un martello sull'incudine: il profumo
+che avevano i guanti morbidi di Grazia e le mani sottili profumate.
+Quando le scriveva di quei giorni, confusamente, egli ritornava sempre
+a dire di quella faccia pallida allo sportello e di quelle mani
+odorose, di quei guanti così profumati "...che è quel profumo, dimmi,
+dimmi, amore, perchè io l'ho confitto nell'anima e ogni tanto mi fa
+piangere, come un fanciullo, perche il mio amore è lontano e io non
+posso avere, sotto le mie labbra, le sue mani inebrianti?..." Ed ella
+nella fiorita campagna sorrentina, quando i villeggianti vicini, o i
+suoi ospiti, ritirandosi, l'avevano lasciata sola, libera, ella voleva
+far riapparire fantasticamente quei due indimenticabili giorni di
+oasi; ma armandosi con la stessa forza, con la stessa intensità, lo
+stesso inesplicabile fenomeno psicologico avveniva in lei ed ella non
+poteva che ricordare qualche scintilla della grande fiamma. Fra un
+turbine roteante d'impressioni, rammentava soltanto, Grazia, un
+sorriso enigmatico alla sua domanda: e tu, perchè mi ami? Sì, egli
+aveva avuto un sorriso bizzarro, lungo, pieno di un segreto profondo:
+ella rivedeva sempre innanzi agli occhi quel sorriso acuto, crudele,
+che parea le nascondesse la verità, tormentosamente. E nelle orecchie,
+nel cervello di Grazia restava una sensazione fissa, continua,
+invincibile, il ricordo della _sua_ voce, quando la chiamava
+sommessamente, teneramente, dolorosamente, come se chiedesse amore e
+soccorso, come se invocasse pietà: Grazia, Grazia, Grazia!...
+
+Così identica era la loro passione nel carattere, nella profondità,
+nella misura che il grande sogno da realizzare nacque nelle loro
+fantasie esaltate, contemporaneamente, germogliando nello stesso
+pomeriggio autunnale, nella stessa ora di disperazione, mentre erano
+lontani lontani, per molte miglia. Ambedue furono colpiti dal
+medesimo, irresistibile desiderio, contro cui nulla più poteva
+difenderli; ambedue arsero di tale desiderio come se fosse il più
+alto, l'estremo delle loro anime. L'immenso avvenire innanzi, alle
+loro esistenze ancora giovani, li sgomentava con la sua solitudine
+arida, mentre essi portavano in cuore di che riempirlo per sempre, di
+una strabocchevole felicità. Al punto in cui la grande fiamma che li
+ardeva era giunta in entrambi, era loro insopportabile vivere ancora,
+divisi, lontani, estranei: lo stesso cupo dolore li abbatteva. La
+paura del mondo, delle sue ciarle, delle sue calunnie veniva man mano
+scomparendo innanzi a questo bisogno di amore, di felicità che è in
+fondo a tutti i temperamenti umani, più freddi e più silenziosi, e che
+nell'ora della passione parla di una voce che nulla fa tacere. Per chi
+si sacrificavano? In nome di quale principio, di quale idea, di quale
+persona? Su quale altare sconosciuto deporre l'olocausto della loro
+passione?
+
+--Io non posso più soffrire, la mia vita finisce--scriveva Grazia.
+
+--Io non posso più soffrire, il mio coraggio è esausto--scriveva
+Ferrante.
+
+In tale ardente impazienza, la loro sensibilità sentimentale raffinata
+dai sogni, dalle insonnie, dalle lettere incoerenti, si era fatta così
+acuta, così squisita, così fremente alla minima impressione, che
+quanto li circondava era complice del loro abbandono. Quando donna
+Grazia passeggiava sotto gli ombrosi viali della sua villa di Sorrento
+e fra gli aranci odorosi le arrivava il canto sottile di qualche voce
+innamorata, un improvviso fiotto di lacrime la inteneriva: e coloro
+che l'accompagnavano, si meravigliavano. Quando ella vedeva, nella
+sera, dalla sua terrazza, levarsi la luna sul golfo napoletano e tutte
+le case intorno soffondersi di bianca luce molle, una collera le
+saliva alla gola, di non essere via, di non essere con lui, in
+quell'ora di dolcezza, una collera contro il tempo che fuggiva, contro
+gli ostacoli che si frapponevano al suo amore e contro sè stessa che
+non sapeva vincere gli ostacoli. E a Roma, l'autunno è apportatore di
+novi, profondi turbamenti alle anime già turbate: quando Ferrante
+portava il suo vagabondaggio a Villa Borghese, dove ancora i viali
+pare che conservino la appassionata fantasima di Beatrice Cenci, ogni
+ombra femminile, snella, dal volto pallido e bruno dietro la veletta,
+lo facea trasalire; quando egli portava il suo vagabondaggio serotino
+a uno dei teatri, bastava che dietro alla nuca bionda di una donna, in
+un palchetto, si profilasse il volto di un uomo innamorato perchè egli
+si sentisse, a un tratto, immerso in una disperazione inguaribile.
+Allora, lontani, divisi, si tendevano le braccia come creature
+anelanti, che sanno un posto solo dove appoggiare il capo stanco: ed è
+questo il petto della persona che adorano, assente, lontana.
+
+E allora, confusamente, nella crisi fatale di questa passione, si
+venne delineando un piano di amore, imperfetto, vago, ma che conduceva
+a un sol desiderio: quello di rivedersi, di stare insieme, lungamente,
+per sempre. Ognuno di loro, invece di perdere la propria forza in vani
+conati di dolore, avrebbe cercato di adoperarla a vincere tutti gli
+ostacoli morali e materiali per potersi riunire, fra quindici, fra
+otto giorni, in un paese solitario, tranquillo, in un ambiente di
+poesia e d'amore, dove potessero passare sconosciuti o indifferenti
+alla folla, o ravvolti in una comune indulgenza. Chi di loro due disse
+la parola: Venezia? Chissà! Fu così, naturalmente, che i loro cuori si
+fermarono su quel mite orizzonte di arte e di quiete, su
+quell'ambiente di case mute e sommerse nel languore che la morte
+precede, su quella città dove l'amore pare abbia la sua naturale
+atmosfera di pensiero, di lirica umana. Venezia, Venezia! Fu il nome
+amabile, seducente, che videro brillare ogni giorno, ogni ora; innanzi
+alla loro immaginazione; parola magica che fece scomparire tutte le
+altre; sillabe ravvolgenti e incantatrici da cui le loro anime prese,
+legate, non si potettero svincolare mai più. E man mano le loro
+lettere andarono perdendo tutto quel carattere d'indefinito, tutta
+quella vaghezza di contorni, quel continuo agitarsi errabondo dello
+spirito, quella incoerenza di anime deliranti: la passione addossata
+al muro della realtà, era entrata in un periodo positivo, pratico,
+preciso. Ogni giorno, sotto la volontà inflessibile, sotto la doppia
+inflessibile volontà, il loro piano acquistava linea, colore, cifra;
+il suo aspetto di fatto si veniva così minutamente facendo reale, che,
+già quasi quasi, per Grazia e per Ferrante, parea di vivere in quella
+realtà. Accanto a questi particolari definiti, matematici, dove la
+loro insofferenza si appagava, come per il fatto compiuto, ogni tanto,
+ma sempre più scarsamente, si veniva allogando qualche scoppio
+improvviso di frase amorosa: oppure una parola soltanto: Venezia.
+Anche l'aspetto degli amanti era mutato. Si eran fatti,
+nell'esteriore, freddi, risoluti, distratti in un pensiero o in
+un'azione, sempre occupati in qualche cosa, schivando, con la
+freddezza, la folla degli estranei e anche quella degli amici.
+Parlavan poco, brevemente. Non più le belle passeggiate della penisola
+sorrentina vedevano comparire il bruno volto pensoso di donna Grazia:
+ma in una stanza accanto alla sua erano aperti tutti i bauli, tutte le
+valigie della casa e la cameriera, che le voleva bene, ignorava ancora
+la destinazione che prendeva la sua signora. Ella vedeva che ogni
+giorno donna Grazia veniva chiudendo, in quei bauli e quelle valigie,
+tutto quanto aveva di prezioso come valore e come ricordo: ella vedeva
+che donna Grazia si aggirava per la casa, in vestaglia di lana bianca
+stretta alla cintura da un mistico cordone di seta nera, guardandosi
+intorno come trasognata, considerando le pareti vuote e i cassetti
+aperti, come se volesse portare via ancora qualche cosa.
+
+--La signora parte per un lungo viaggio?--chiese timidamente, un
+giorno, la fanciulla devota.
+
+--Lungo, lungo....--mormorò vagamente, donna Grazia.
+
+--E io debbo venire?
+
+--No.... Meglio che non veniate--soggiunse donna Grazia.
+
+--Tutta sola, un lungo viaggio?--osò chiedere ancora la ragazza.
+
+Donna Grazia chinò il capo e non rispose: un velo di tristezza le
+passò sulla faccia. Tacquero.
+
+E Ferrante, come il giorno della partenza si approssimava, non andava
+più nei soliti ritrovi di Roma autunnale: male o bene, ma con una
+febbre di uomo preoccupato, aveva cercato di risolvere alcuni affari
+stringenti, assorbito, distratto, accettando qualunque peggiore
+risoluzione, purchè fosse immediata. Quando i suoi intimi lo vedevano
+ricomparire, per un momento, gli domandavano, sorpresi:
+
+--Ma che fai, dunque?
+
+--Parto--rispondeva lui, pensando ad altro.
+
+--Dove vai?
+
+Egli faceva un cenno vago, come di paese molto lontano. Per
+discrezione, gli intimi non chiedevano altro: sapevano quale tragedia
+morale avesse sconquassata la sua famiglia e molti supposero qualche
+improvvisa, bizzarra decisione. Anzi, la voce ne corse, avvolta in
+veli misteriosi. Una sera, un amico più affettuoso, più insistente,
+andò a casa di lui: e lo trovò solo, fumando, con le finestre aperte,
+ma col caminetto acceso dove buttava delle carte, dopo averle lette.
+Sul tavolino vi erano altri pacchi di lettere, un grosso portafoglio
+di pelle, tutto sdrucito, due o tre libri dalla legatura usata e un
+paio di minute pistole nella loro scatola che pareva quella di un
+gioiello.
+
+--Che fai, ti vuoi ammazzare?--domandò ridendo l'amico.
+
+--Forse--rispose Ferrante, ridendo un poco, ma poco. Nè dissero altro,
+mentre nel caminetto le lettere avvampavano allegramente.
+
+Così, nell'alba bigia in cui donna Grazia partì da Sorrento per
+Napoli, mentre aveva detto ai suoi amici che sarebbe partita solamente
+la sera, in quell'alba bigia, la sua devota cameriera, vedendola andar
+via, avvolta nel grande mantello bruno, avvolta nel bruno velo che le
+circondava il capo, il viso, il collo, si chinò, commossa, a baciarle
+la mano:
+
+--Io la rivedrò, nevvero?--chiese, cercando di trattenere le lacrime.
+
+--Forse--disse donna Grazia, andandosene, senza voltarsi.
+
+Tanto la fatalità li aveva vinti, ambedue.
+
+Donna Grazia non vedeva nè il mite sole che rallegrava le vie di
+Napoli, nè le azzurrità fini del cielo e del mare, nè la folla lieta
+che si godeva quel giorno soave: chiusa nella carrozza da nolo,
+guardando ogni istante il piccolo orologio sospeso alla cintura pur
+senza vederne l'ora, ella divorava lo spazio con la mente, cercava di
+ripetere per la millesima volta il calcolo del tempo e dello spazio,
+per chetare la propria impazienza. Sarebbe partita da Napoli per Roma
+alle due e cinquantacinque, col treno più celere, tutta sola nel suo
+compartimento; sarebbe giunta a Roma alle otte e trentacinque della
+sera; alla stazione avrebbe ritrovato Ferrante e dopo un'ora e mezzo,
+in cui non sarebbero neppure entrati in Roma, sarebbero ripartiti, via
+Firenze e Bologna, per Venezia, insieme. Insieme! Pensando,
+ripensando, pronunciando sottovoce questa parola, ella vedeva
+scomparire l'ora, il tempo, lo spazio tutto, una nebbia le scendeva
+sugli occhi, una lieve vertigine le confondeva ogni moto. Insieme! Fu
+macchinalmente che pagò il cocchiere, scendendo alla _partenza_, nella
+stazione, stringendo fra le mani il sacchetto dove erano i suoi valori
+più preziosi. La grande galleria coperta dove si prendono i biglietti
+era quasi vuota. Ella non vi badò.
+
+--Di prima, per Roma--disse, affannando un po' al bigliettinaio.
+
+--Ecco--fece quello--ma si affretti, perchè il treno parte.
+
+Improvvisamente, presa da una orribile paura, ella si mise a correre,
+vedendo appena la sua strada, urtando le persone, lasciando appena il
+tempo alla guardia di tagliare il biglietto, arrivando sul terrapieno,
+appena a tempo per vedere il treno delle due e cinquantacinque
+allontanarsi lentamente. Ella tese le braccia e gridò, come se avesse
+potuto fermarlo. Un facchino sorrise; mentre gli impiegati della
+stazione, raccolti in gruppo, la guardavano con curiosità. Alla paura
+ella sentì subentrare una grande angoscia e una grande vergogna:
+rientrò nella sala di aspetto, deserta, si andò a buttare in un
+cantuccio, stringendo le labbra per non singhiozzare dietro il velo,
+stringendo nelle mani nervose, convulsamente, il manico di cuoio della
+borsetta. Perdere il treno, che miseria, che disgrazia ridicola, che
+tragedia buffa! Le pareva un'avventura così sciocca, così volgare che
+non sembrava possibile fosse capitata proprio a lei, nel momento
+supremo in cui si decideva la crisi del suo amore; era fremente di
+sdegno e di onta. Tanta forza di volontà, tanto impeto vincitore,
+tanto magnetismo trionfante di amore, tanta elettricità condensata...
+e farsi buttare a terra da un orologio che non va, o da un cocchiere
+che non ha saputo sferzare il suo cavallo. Avrebbe pianto di collera.
+Vediamo, quale era la piccola, meschina causa, la causa stupida per
+cui tutto l'edifizio era crollato? E cercava, invano, di ricordarsi:
+se era stata la propria lentezza nell'annodarsi il velo in casa sua, a
+Napoli, nel suo appartamento solitario; o l'esser tornata indietro, un
+momento, per aver dimenticato un taccuino da cui non si separava mai;
+o il non aver trovato immediatamente la carrozza da nolo; o perchè il
+cocchiere avea prescelto la stretta, difficoltosa e ingombra via di
+Forcella alla via della Marina, per andare alla stazione. Chi lo sa!
+Si trattava di cinque minuti, di soli cinque minuti, cinque
+piccolissimi, cortissimi, brevissimi minuti, che si perdono così
+naturalmente, così facilmente un po' qui, un po' là, senza saper come:
+e la loro perdita, poi, equivale alla rovina di tutto un sogno!
+
+Fu solamente dopo un'ora di riflessioni amarissime, che ella sentì un
+soffio di rassegnazione penetrarle nel cuore: ma pur essendosi
+calmata, un'amaritudine gliene rimase. Si levò, risolutamente: andò a
+leggere l'orario, sulla parete stuccata di bianco. Avrebbe potuto
+partire soltanto la sera, alle dieci e quarantacinque. Circa sette ore
+di attesa! Pure, non ebbe il coraggio di rientrare in città, a Napoli;
+le sarebbe parsa una rinunzia completa. Avrebbe aspettato nella
+stazione. Non l'avrebbero mandata via, da quella sala d'aspetto? Non
+aveva mai viaggiato sola: non sapeva niente. Il guardiano le si
+accostò, guardandola curiosamente. Ella gli donò subito cinque lire:
+si sentì meno timorosa. Cercava di ricostruire il suo piano.
+Bisognava, innanzi tutto, telegrafare a Ferrante--e tal pensiero la
+faceva arrossire, pensava che avrebbe egli detto, trovandola così
+sciocca, così distratta da perdere il treno. Che dirà, che dirà?--si
+andava domandando, mentre girava intorno alla stazione, senza
+ritrovare l'ufficio telegrafico. Alla fine lo trovò. E allora non
+seppe dove indirizzare il telegramma; non seppe che cosa dire, si
+sentiva così irritata e umiliata, con sè stessa, col caso, che lacerò
+i fogli, senza riescire. Alla fine, mettendo l'indirizzo della
+stazione di Roma gli telegrafò, così confusamente, che le riesciva
+impossibile partire prima delle dieci e quarantacinque, senza
+aggiungere le ragioni di questo _impossibile_ e soggiunse, umilmente:
+_perdonami_. Lo soggiunse, poichè non potea resistere all'idea del
+dolore di lui, Ferrante, non vedendola giungere alla stazione di Roma,
+trovando un telegramma invece della sua persona. Oh quelle sette ore
+di attesa! La pallida signora, vestita di un grande mantello bruno,
+tutta chiusa in un grande velo di garza bruna, snella e flessuosa
+nella persona, dall'andatura un po' lenta, un po' stanca, fu vista da
+per tutto, ripetutamente, nella stazione, per quel pomeriggio e per
+quella sera. Innanzi alle lunghe vetrine del libraio e nella sala
+gelida dei bagagli, camminando, fermandosi, sfogliando distrattamente
+un libro, aprendo un giornale illustrato; di nuovo alla sala del
+telegrafo, donde telegrafò a Sorrento, a due o tre persone che non la
+interessavano punto; verso le sette nella sala del _buffet_, dove
+prese un brodo e una tazza di caffè, malgrado che non avesse fame,
+seguendo con l'occhio distratto i multicolori avvisi della _macchina
+Singer_, della _Coca Buton_ e della ferrovia lombarda ai _Tre laghi_;
+fu vista finanche fuori stazione, passeggiare in giù e in su, facendo
+voltare tutti quelli che la incontravano, mentre essa guardava, certo
+senza vederli, il malinconico giardinetto della piazza, e le carrozze
+da nolo disposte intorno come i raggi di un cerchio, e le insegne
+dondolanti degli equivoci alberghi dal fanale verde o rosso; e da
+capo, come se ella non potesse stare ferma, fu incontrata al
+telegrafo, alla posta, nei terreni incolti della Piccola Velocità,
+presso il venditore di libri e di giornali, su e giù, su e giù per
+tutte le gallerie. Questo irrequieto fantasma muliebre vide empirsi e
+vuotarsi le sale di aspetto dei viaggiatori che partivano
+successivamente per le linee di Salerno, di Castellammare, di Foggia,
+di Aquila: vide fermarsi e andarsene i treni carichi di uomini, di
+donne, di borghesi e di contadini, che se ne andavano ai loro affari,
+al loro lavoro, alle loro cure. E nella ultima ora di attesa la invase
+una stanchezza profonda; rincantucciata in un angolo della sala di
+aspetto, silenziosa, immobile, col sacchetto sulle ginocchia, ella
+guardava le ondeggianti fiammelle del gas che il vento della sera
+agitava, e fu il guardiano della sala che l'avvertì della
+partenza--tanto in lei si era fatta la convinzione che era inutile più
+partire, che Ferrante non l'amava più, che tutto era finito. Tutta la
+notte del viaggio, lunga, lenta, con le sue numerose, monotone
+fermate, ella la passò in una veglia dolorosa alternata da qualche
+torpore doloroso, tutta sola nel suo compartimento, tremando di freddo
+malgrado le coperte e le pelliccie. L'alba si levò sulla severa
+campagna romana; donna Grazia dormiva, ora, pallida pallida, e solo i
+tre lunghi, striduli fischi del treno che entrava in Roma la
+riscossero. Le parve di uscire da un sogno triste: il sole illuminava
+le prime case di Roma, e la nebbia romana, e il fumo del treno, una
+felicità di calore e di luce l'avvolse, scendendo dal vagone,
+poggiando la sua mano sottile guantata sempre di nero in quella
+tremante di Ferrante. Si guardarono, così, lungamente, fra la folla,
+tenendosi per mano, camminando quasi portati.
+
+--Sei venuta, poi....--mormorò lui, cercando di dominare la propria
+emozione, intensa, soffocante.
+
+--Credevi che non venissi più?--chiese lei, con uno sguardo
+scrutatore, fermandosi un minuto.
+
+--Sì, l'ho creduto--soggiunse lui, chinando gli occhi, confessando con
+quelle parole tutte le angoscie della sua serata e della sua nottata.
+
+--Mi perdoni?--domandò lei, umilmente, dolorosamente, sentendo bene
+che fra loro era già sorto e consumato il primo dolore.
+
+--Non dir così: tu ti puoi dare e ti puoi ritogliere--disse fermamente
+lui, guardando altrove, per non far vedere che sforzo questa fermezza
+gli costava.
+
+Essa non rispose. Poteva dirgli che il proprio ritardo non era stata
+una crudele esitazione, l'idea novamente feroce di spezzare
+quell'amore: poteva semplicemente dirgli che era stata la perdita di
+cinque minuti, per annodare il velo del cappello, o per prendere il
+taccuino dimenticato e che quindi ella aveva perduto il treno. Le
+parve, questa ingenua narrazione, così ridicola, così volgare, che non
+osò farla; e lasciò, per viltà, che perdurasse quell'amaro malinteso,
+quel senso triste di sfiducia che era nato nell'animo di Ferrante.
+
+Adesso, col facchino dietro, erano in piazza della stazione.
+
+--Dove andiamo?--ella chiese.
+
+--Non so....--rispose Ferrante, incerto.--Avremmo dovuto partire ieri
+sera. Stanotte, io non sono rientrato in casa mia, ero così
+turbato....
+
+--Quando parte, il prossimo treno, per Firenze?--diss'ella,
+brevemente.
+
+--Alle dieci e mezzo, fra tre ore.
+
+--Tre ore, tre ore....--mormorò Grazia, come pensando.
+
+--Vuoi che ti accompagni a casa mia.... non vi è nessuno.... o in
+albergo?--E il verbo _accompagnare_ era stato molto sottolineato.
+
+--No, no, a casa tua--rispose subito Grazia, con una paura nella voce.
+
+--Allora, in albergo?--soggiunse lui, pazientemente.
+
+--.... Sì,... ma senza entrare in Roma--e abbassò gli occhi, come
+vergognandosi.
+
+--Vi è il _Continentale_ qui dietro, in Piazza Margherita, non ti
+stancherai molto.
+
+Seguìti dal facchino che portava le loro robe, vi andarono; sottovoce
+come se indovinasse le intenzioni di Grazia, Ferrante chiese due
+stanze al segretario dell'albergo; sottovoce costui gli domandò se le
+voleva vicine, e Ferrante gli disse subito che non importava. Grazia
+saliva innanzi, chinando il capo; alla porta della sua stanza, il
+segretario li salutò. Ella restò ferma, guardando Ferrante, con la
+mano appoggiata sulla maniglia della porta.
+
+--Rammentati, è alle dieci e mezzo: verrò a prenderti alle
+dieci--disse Ferrante, gelidamente.
+
+Le fece un saluto corretto e si allontanò subito.
+
+
+
+II.
+
+Ella entrò nella sua stanza e vi si chiuse, buttandosi pesantemente
+sopra una poltrona: si sentiva morire di tristezza, sentiva di essere
+disamorata, crudele con Ferrante, eppure non trovava ancora uno
+slancio di tenerezza, un impeto di passione per fargli dimenticare
+tutte quelle noie, quelle punture, quei disinganni, quelle amarezze.
+Ma tanta gente era loro intorno, dovunque, alla stazione, in piazza,
+nell'albergo, gente estranea, è vero, ma curiosa, dall'orecchio teso,
+dallo sguardo acuto! Ella si era chiusa nella sua stanzetta, stanzetta
+piccola, linda, ma banale come tutte le stanze di albergo, ma fredda
+con tutto il lieto sole autunnale che vi entrava; Grazia si era chiusa
+lì dentro, e un profondo pentimento le veniva in cuore, pel modo come
+aveva trattato Ferrante; la propria ingiustizia verso quel forte e
+docile amante che nulla chiedeva, che non si lagnava, che cercava di
+allontanarsi, di ecclissarsi sempre, onestamente, correttamente,
+mentre nell'anima gli ardeva la grande fiamma, questa propria
+ingiustizia, le faceva orrore, le sembrava un egoismo mostruoso, la
+crudeltà di una donna glaciale che pospone sempre il mondo all'amore.
+Rivoltata contro sè stessa, si levò per chiamare, per far avvertire
+Ferrante di venire da lei: voleva buttarglisi alle ginocchia per farsi
+perdonare, poichè egli solo era buono e giusto. Ma mentre era lì per
+premere il campanello elettrico, udì parlare sommessamente, nella
+stanza attigua. Si fermò: non era sola dunque, malgrado che si fosse
+chiusa a chiave? Aveva dei vicini, a destra e a sinistra, forse da
+tutte le parti, che, come ella udiva la loro, avrebbero udita la voce
+di Ferrante e la sua, parlando d'amore? Oh questi alberghi, che
+realtà, che realtà meschina, sconfortante, nauseante! Tornò alla
+poltrona, vi si sedette, senza far rumore, aspettando che le voci
+cessassero; forse i vicini sarebbero usciti, partiti: allora ella
+avrebbe chiamato Ferrante, per farsi perdonare. Ma le voci dopo
+qualche intervallo di silenzio, brevissima pausa, si udivano di nuovo:
+erano quelle di un uomo e di una donna, che discutevano pacatamente;
+si afferrava ogni tanto una parola, facevano il conto del loro
+viaggio. Ella fremeva, si agitava sulla poltrona, sperando sempre, a
+ogni momento di silenzio, che i vicini se ne fossero andati: ma
+quietamente essi ricominciavano a chiacchierare, con un'intonazione
+monotona, senza stancarsi. Per un momento Grazia si turò le orecchie
+quasi piangendo, al colmo di un urto nervoso che le poche ore di
+cattivo riposo del treno non avevano calmato: malediceva questi vicini
+che le rubavano quelle altre ore di felicità. Andò ad aprire la
+finestra della stanzetta, per sottrarsi a quell'incubo: il sole
+allietava tutto il piazzale della stazione, la giornata era dolce e
+bella, Grazia, stette guardando come un fanciullo che un nulla
+distrae, le persone che passavano sulla piazza. Così assorta, non udì
+che la seconda volta, quando bussarono alla sua porta. Era Ferrante:
+ma non entrò, rispettosamente.
+
+--Andiamo?--diss'ella sorridendogli.
+
+--Sì--disse lui, sentendo e vedendo la luce di quel sorriso, per la
+prima volta.
+
+Ella mise il suo braccio sotto quello di lui: si appoggiava
+lievemente. Non potea dirgli nulla: ma vi era nei suoi occhi, nella
+sottile mano guantata, in ogni movimento della persona tanta femminile
+tenerezza, una così affettuosa domanda di perdono che egli dovette
+intenderla, in tutta la sua manifestazione: due volte, per le scale in
+penombra, si fermò a guardare il volto della sua donna, quasi volesse
+imprimersi nel cuore quella espressione così viva. Chi li vide passare
+di nuovo, sulla piazza, per la stazione, andando a mettersi nel
+vagone, in quella bionda mattinata di autunno, intese, certamente, che
+passava sul capo di quei due felici una silenziosa ora celestiale. Di
+quanto intorno ad essi avveniva, quei due più non sapevano: una
+macchinale coscienza, memore di altri viaggi, di altre partenze li
+guidava nella loro vita esteriore: una coscienza meccanica che si
+chetò, anch'essa, quando il treno fu partito da Roma. Erano soli. Una
+parte delle tendine color di legno erano tirate, contro il sole che si
+avanzava; solo da due cristalli si vedeva il paesaggio fuggente.
+Ferrante si era seduto accanto a Grazia: la mano di lei era fra le
+sue, stretta mollemente: a un certo momento ella la ritirò, ma
+soltanto per sollevare il suo velo bruno; la picciola mano fedele
+ritornò subito fra quelle dell'amor suo. Nè dicevano nulla. La delizia
+di due amanti, soli nel vagone fuggente per la campagna, fuggente
+innanzi ai villaggi e alle piccole città, ha poche delizie che la
+eguaglino: tanto è acuto il senso di libertà, di amore inconturbato,
+di oblìo terreno che dà quella fuga. Non esistono più nè lo spazio, nè
+il tempo, nè l'uomo, nè la vita: esiste solamente l'amore, nella sua
+massima condizione d'indipendenza, trasportato lontano, lontano, dove
+non vi sia che amore. Che dirsi? Ogni tanto ella sentiva che Ferrante
+la chiamava per nome, ripetendone due o tre volte le sillabe
+incantatrici: ma forse non la voce di Ferrante, era l'anima che
+parlava e l'anima di Grazia stava a sentire. Due o tre volte, a un
+lembo di paesaggio illuminato di sole, a un piccolo paese sospeso
+lungo i fianchi di una collina, innanzi a una grande pianura maestosa,
+i due volti si accostavano, dietro allo stesso cristallo, per vedere
+come era bello il mondo esteriore, non quanto quello che portavano nel
+cuore. Tacevano. Sentivano che era quella l'ora invocata tante volte,
+nelle insonnie della notte, nelle vuote mattinate, nelle sere
+affannose; sentivano che era quella la realtà del loro infinito
+desiderio, l'amore nella solitudine suprema; e sembrava loro che
+qualunque parola dovesse turbare questo sacro raccoglimento, questa
+concentrazione di felicità. Niuno sapeva più nulla di loro: essi non
+sapevano più nulla, di niente: e poteano dire che il mondo era
+scomparso, o era stato assorbito nella incommensurabile dolcezza del
+loro amore. Solo quando il sole cominciò a discendere sulla poetica
+campagna toscana, un senso di malinconia si mescolò, naturalmente, a
+tanta dolcezza. Era una mestizia fuor di loro, che veniva dalle cose:
+il paesaggio verde, i colli così pittoreschi, e le bianche case, e il
+fiume mormorante sul greto, e i campanili dei villaggi si fecero prima
+rossi, poi violacei, poi bigi: tutti i veli avvolgenti, misteriosi,
+malinconici del tramonto salirono dalla terra al cielo. Parve che il
+treno corresse meno rapidamente, come preso anch'esso da una
+fiacchezza; le voci delle stazioni erano meno vivaci, meno allegre,
+alcune sembravano rauche, altre fioche; il fiume, apparendo,
+riapparendo, assunse un aspetto tragico, di acqua traditrice
+gorgogliante; la stretta di mano di Ferrante che teneva nella sua
+quella sottile di Grazia, si allentò, come se lo cogliesse una
+improvvisa, crescente debolezza e la mano sottile si raffreddò sotto
+il guanto. Videro un cimitero: un piccolo cimitero di paesello a mezza
+costa, con quattro o cinque cipressi e poche lapidi bianche.
+
+--Beati i morti--ella disse sottovoce quasi parlasse a sè stessa.
+
+--Chissà!--le rispose lui, sul medesimo tono.--Forse amano ancora.
+
+--Tu hai tombe, per il mondo?--gli domandò lei, piegandosi a
+guardarlo, in quella penombra crepuscolare.
+
+--No: ma tutti abbiamo delle tombe, in noi.
+
+--Molte cose hai veduto morire?
+
+--Molte cose e molte persone che son vive.
+
+--È triste, è triste--diss'ella ributtandosi indietro, sulla
+spalliera.
+
+--La tristezza è in fondo alle anime: non bisogna andarla a
+cercare--soggiunse Ferrante, come se pronunziasse una sentenza.
+
+Tacquero. Ella aveva abbassato il velo sul viso di nuovo e il capo sul
+petto. Egli si levò, guardò dallo sportello opposto, nella penombra,
+per qualche tempo; poi ritornò vicino ad essa, sedendosi.
+
+--Grazia?
+
+--Ferrante?
+
+--Che hai?
+
+--Nulla--fece lei, con un gesto largo.
+
+--Dimmi, dimmi che hai.
+
+--Quello che hai tu--rispos'ella, enigmaticamente.
+
+--Non parlare di me: io sono una quercia fulminata. Tu non puoi essere
+come me; sei così giovane, e così bella, Grazia, e così destinata alla
+felicità!
+
+--Io ho paura.... paura....
+
+--Di che, amore, hai paura?
+
+--Della vita.
+
+--Fole!--egli esclamò, sorridendo nella penombra.
+
+--E della morte, della morte, assai più.
+
+--La morte è lontana--fece lui.
+
+--Taci, taci--mormorò Grazia--forse passiamo innanzi a un altro
+cimitero.
+
+Quasi presa da un vago ma forte terrore, ella si era stretta a lui,
+infantilmente, poggiandogli la guancia sulla spalla, chiudendo gli
+occhi. Quei due sportelli su cui non erano tirate le tendine di lana,
+quegli sportelli oramai neri, nella sera fitta, affascinavano la
+donna, come se fossero aperti sull'infinito. Egli se ne accorse,
+vedendola immobile, estatica, con gli occhi sbarrati sul nero
+orizzonte che fuggiva dietro i cristalli: volle fare un moto per
+levarsi, per tirare le altre due tendine.
+
+--No, no--lo supplicò lei, stringendosi ancora, socchiudendo gli
+occhi.
+
+Restarono così: il lumicino ad olio del vagone tremava, pareva dovesse
+spegnersi ogni momento. Bizzarre ombre danzavano. sui divani:
+tenendola stretta a sè, bimba spaurita, Ferrante sentiva che Grazia
+affannava un poco. L'aria si era raffreddata. Una angoscia li
+opprimeva, entrambi, angoscia ignota, angoscia di chi ha intravvisto
+il negro problema dell'infinito. Due o tre volte egli volle muovere
+una mano per carezzarle i bruni capelli: ma ella temendo che Ferrante
+la lasciasse, rabbrividì di paura. Due o tre volte egli disse,
+sottovoce, come un soffio amoroso:
+
+--Grazia! Grazia!
+
+Ma ella fremeva, fremeva, e gli diceva:
+
+--Taci, taci, taci.
+
+Tanto che il lungo, sonoro fischio, triplicato fischio della
+vaporiera, le fece gittare un grido di spavento.
+
+--È il fischio di allarme, nevvero--domandò, piena di ambascia, quasi
+che non fosse possibile, in quel momento, altro che una grande
+catastrofe.
+
+--No, no, è Firenze.
+
+--Tre fischi, grave pericolo--balbettò lei ostinata.
+
+--È Firenze, è Firenze, cara.
+
+L'arrivo spezzò l'incubo. La carrozza in cui essi viaggiavano avrebbe
+proseguito sino a Venezia, attaccandosi, al treno in partenza da
+Firenze; ma per la partenza ci voleva un'ora e mezzo.
+
+--Scendiamo?
+
+--Sì, sì, sì--disse lei, levandosi, subito, avida di moto, di luce.
+
+--Vuoi pranzare, nevvero, cara?--chiese lui, trattandola
+infantilmente.
+
+--Sì, subito, subito--fece ella, attaccandosi al suo braccio, con
+un'improvvisa disinvoltura.
+
+Ora, per il livido chiarore del gaz, nella calda sala del Doney,
+seduta di fronte a lui, togliendosi lentamente, con un moto
+seducentissimo, i lunghi guanti neri, raddrizzando i numerosi anelli
+delle sue mani gemmate, appoggiando le lunate spalle a un seggiolone e
+distendendo i piedini sopra uno sgabello, ella era ridiventata la
+bella, vivace signora dei convegni aristocratici, dei balli
+inebbrianti, dei folleggianti _pique-niques_. Anzi, mentre i nervi le
+si chetavano nel senso di riposo che dà una sala lucente, tiepida, con
+qualche mazzo di fiori sparso qua e là, con una folla rumorosa che si
+rallegra nell'apprestamento del cibo, a questa sua bella serenità si
+mescolava la maliziosa soddisfazione della donna che gusta la libertà,
+il piacere bizzarro e pericoloso della prima, audace avventura di
+amore. Essere in compagnia di Ferrante che l'amava, che ella amava,
+guardandosi negli occhi, sorridendosi, innanzi a molta gente e senza
+punto curarsi della gente, pranzando insieme, come due sposi
+innamorati, parlando pianissimamente, a fior di labbro, ciò costituiva
+per lei una nuova, acre, vivida, soddisfazione umana, quasi, che ella
+esercitasse una lungamente meditata vendetta, di tanti pranzi di
+cerimonia, noiosi, banali, fra persone indifferenti e antipatiche. Una
+novella impensata trasformazione si faceva in lei: ella si sentiva
+fatta di umana argilla, si sentiva donna, si sentiva felice di quella
+libertà conquistata a prezzo di tante lacrime, assaporava con lentezza
+raffinata la sua parte di felicità terrena. Ferrante, con lo sguardo
+profondo dell'amore, le leggeva nell'anima; uno strano sorriso di
+conquista gli vagava sulle labbra; ed ella che vedeva questo sorriso
+di conquista, non se ne offendeva, no, anzi ne pareva singolarmente
+orgogliosa. Un senso segreto ma traboccante di sfida le saliva dal
+cuore, ribellatosi al cervello: una sfida contro tutto quello che
+aveva venerato, di cui aveva avuto, sino allora, rispetto e paura:
+parevale sentire, in quell'ora, la inutilità dell'abnegazione, la
+vacuità del sacrificio, la ingratitudine del mondo a qualunque
+privazione morale fatta per esso. E come questi superbi e acri
+pensieri le passavano nell'anima, corrodendone il buon metallo lucido
+del carattere, Ferrante seguiva questo passaggio e nel suo orgoglio di
+uomo si gloriava del cangiamento. Donna Grazia prese dei fiori, una
+grossa manciata di fiori, dalla fioraia che glieli offriva non senza
+timidezza: i morti fiori autunnali di cui ella adornò il suo grande
+mantello bruno, fra occhiello e occhiello: e dopo aver aspirato
+lungamente il fiore, quasi impercettibile profumo di una rosa thea, lo
+offrì a Ferrante con un muto cenno, con uno sguardo pieno di amore,
+sguardo così vibrante di elettricità che l'uomo impallidì. Adesso
+passeggiavano su e giù, nella galleria di aspetto, coperta di
+cristalli, e curiosamente donna Grazia si fermava a tutte le piccole
+botteghe, dove si vendevano dei nonnulla, piccoli ricordi fiorentini,
+chincaglieria povera di viaggiatori sentimentali ed economici. Essa
+volle comprare le noci intagliate che raffigurano la cupola di Santa
+Maria del Fiore, le scatolette di legno d'ulivo che vengono da Lucca e
+portano sul coperchio le due rondinelle fuggenti, col motto francese;
+_je reviendrai_, le scatole da guanti, di paglia, foderate di raso
+azzurro o rosso. Pareva una bimba bizzarra e ingenua, al suo primo
+viaggio; essa risalì nel vagone, ridendo, ridendo, buttando sui sedili
+i fiori, gli oggettini, andando e venendo, con le guancie un po' calde
+e le belle mani che sembravano farfalle gemmate, volitanti di qua e di
+là. Siccome non si partiva ancora, Ferrante le chiese permesso di
+passeggiare sul terrapieno, per fumare una sigaretta.
+
+--Fuma pure--disse lei, crollando il capo, ridendo ancora sottovoce.
+
+Egli accese la sigaretta e si appoggiò a uno dei pilastri della
+tettoia, fumando silenziosamente, immobile, guardando il vagone,
+fisamente, come se là fosse tutta la sua vita, come se gli fosse
+impossibile di perderlo d'occhio. Improvvisamente ella si era fermata,
+nel vano dello sportello aperto, appoggiando la testa allo stipite di
+legno, e guardava Ferrante che fumava. Attorno a loro i viaggiatori si
+arrabattavano per trovare i migliori posti, per la notte: qualcuno si
+fermava innanzi al vagone, di cui donna Grazia sbarrava l'entrata, ma
+si ritirava subito, tanto quell'alta e snella figura di donna pareva
+lei posta a guardia della carrozza. Ferrante prese ancora un'altra
+sigaretta bionda, l'accese, la fumò, imperturbabile fra il chiasso di
+quella partenza per la linea Bologna-Venezia. Donna Grazia si era
+seduta dietro lo sportello, ma teneva il busto un po' inclinato, per
+guardare ancora il suo compagno di viaggio: quando gli vide gittare
+metà della seconda sigaretta, spenta, mormorò sommessamente:
+
+--Non vieni?
+
+Egli dovette più che udire, intendere, tanto era fioca la voce
+seduttrice: fu nel vagone in un attimo, tirandosi dietro lo sportello.
+
+--Fuma anche qui: non mi fa male--disse lei, mettendosi di nuovo i
+guanti, mollemente.
+
+--No, no, tu devi dormire--rispose lui, con una tenerezza quasi
+fraterna.
+
+Ma fra le pelliccie, gli scialli, le coperte, al caldo, ella si
+addormentò assai tardi. Teneva gli occhi chiusi, però, lasciandosi
+prendere da tutta quella dolcezza dell'amore e delle cose; ogni tanto,
+con un moto adorabile di stanchezza, li schiudeva e trovava gli occhi
+di Ferrante fissi su lei, così teneri, così amorosi che la
+magnetizzavano di nuovo, nella dolcezza.
+
+--Non dormi?--chiedeva ella, vagamente, come se parlasse in sogno.
+
+--Non ho sonno--diceva lui facendole cenno di chetarsi, sorridendo
+tacitamente.
+
+Solo nel mezzo della notte, ella trabalzò, scossa da un grande
+fragore, vedendo una gran luce rossastra.
+
+--Che è?--gridò, levandosi a metà.
+
+--Niente, non aver paura: passiamo sul Po.
+
+Sulle rive nere del fiume, nella notte, grandi cataste di legna secca
+bruciavano: attorno ad esse i guardiani del fiume vegliavano e si
+riscaldavano, temendo l'inondazione autunnale.
+
+--Dormi, non aver paura--soggiunse lui, lasciando ricadere la tendina,
+sedendosi accanto a lei, passandole lievemente la mano sui capelli,
+per chetarla.
+
+Quando ella si risvegliò di nuovo, all'alba, avevano già oltrepassato
+Mestre, erano sulla stretta lingua di terra che attraversa la laguna.
+E non si vedeva altro, da tutte le parti, che una grande estensione di
+acqua immobile, senza che un solo soffio ne agitasse la tinta
+argentina, opaca. Ogni tanto una pianta acquatica, senza fiori, senza
+foglie, cioè un cespuglio di rami nudi e neri, irti come spini, usciva
+dall'acqua: o un pilone nero, un po' inclinato, sorgeva dal fondo. Una
+lieve nebbia argentina ma senza luccicori fluttuava sull'acqua, e
+tutto l'orizzonte era della stessa tinta, senza che si potesse
+distinguere dove l'acqua finisse, dove cominciasse il velo di nebbia.
+Un vento umido e molle alitava. E il vagone parea molle di umidità,
+tutto il treno pareva andasse sull'acqua dormiente, attraverso la
+nebbia, fra il fiato umido e soffocante.
+
+--Ecco Venezia--disse Ferrante, un po' ansioso, guardando più il viso
+di Grazia che il paesaggio.
+
+--Non vi è--diss'ella, vedendo solo la laguna e la nebbia, tremando un
+po' nella voce, pallidissima.
+
+Si risedette; due volte mise la testa fuori del cristallo, guardò
+attorno, lungamente; si passò le dita sulla manica, come per sentire
+se fosse molle di umidità. Alla fine, fra la laguna e la nebbia, sorse
+qualche profilo bigio di una massa più oscura.
+
+--Ecco Venezia--ella mormorò, quasi fra sè.--Pare una tomba.
+
+.............................................................
+.............................................................
+
+Come tutte le altre mattine, fosse avvolto nella bigiastra velatura il
+Canal Grande e la chiesa della Salute, e lontano, laggiù, scomparisse
+addirittura il canale della Zuecca; o la lenta pioggia di ottobre
+piovesse solingamente su quell'acqua dormiente, su quella chiesa
+dormiente, su quei palazzi dormienti; o il biondo sole illuminasse i
+tenui azzurri del cielo e le sagome fini della chiesa e circondasse
+l'isola di San Giorgio in un'aureola di luce; come in qualunque
+mattinata, Ferrante entrando nel salotto pieno di fiori, trovò donna
+Grazia seduta, nel vano dello stretto e lungo balcone a ogiva,
+guardando vagamente il paesaggio. Ella portava sempre una delle sue
+vestaglie di lana bianca, dalla forma di peplo, che odoravano di
+violetta, poichè fra le arricciature di merletto del collo, fra le
+morbide pieghe del petto, alla cintura, spuntavano dei freschi
+mazzolini di violette. Ella guardava, con gli occhi fatti quasi più
+grandi e un po' vitrei dalla lunga contemplazione.
+
+--Che hai?--disse Ferrante, baciandole le mani.
+
+--Nulla--fece lei, con un piccolo sorriso.
+
+--Mi ami sempre?
+
+--Sempre, sempre.
+
+E un cenno largo, come ad accennare un fatto ineluttabile, accompagnò
+la monotonia di quella voce dove pareva si fosse infranta ogni corda
+di vivacità.
+
+--Sei triste, mi pare--disse lui, chinandosi a guardarla meglio.
+
+Ella sorrise ancora, senza rispondere, gli dette, con un atto gentile,
+uno dei suoi mazzolini di violette; egli lo prese, l'odorò e poi lo
+rigirò fra le dita, senza parlare.
+
+--Anche tu sei triste?--chiese ella, levando su la testa, con un gesto
+affettuoso.
+
+--No, cara. Venivo a chiederti se volevi uscire.
+
+--.... Sì--disse lei, dopo una pausa,--Dove andiamo?
+
+--In giro--fece lui.--Dove tu vuoi.
+
+Invece, la voce di lui era un po' stanca. Senza dire altro, ella si
+levò e passò nella sua stanza a vestirsi. Occupavano un vasto
+appartamento mobiliato, in uno dei magnifici palazzi del Canal Grande,
+dirimpetto alla chiesa di San Giorgio: appartamento mobiliato con
+qualche traccia del lusso antico, a cui si mescolava tutta la
+confusione fra comoda ed elegante del lusso moderno. Ma le stanze
+erano tanto grandi che parevano vuote, sempre; le finestre, i balconi
+erano così piccoli che la luce vi entrava scarsamente, anche nelle più
+limpide giornate; e malgrado i fiori di cui Grazia riempiva tutte le
+stanze, tutti gli angoli, tutti i tavolini, i saloni non si
+rianimavano, restavano freddi e muti come se fosse impossibile farvi
+risuscitare anche una finzione di vita. Grazia e Ferrante stavano
+sempre insieme; spesso, lui, per discrezione, si ritirava nella sua
+camera, lasciava Grazia libera; ma dopo un poco, era preso da tale
+insoffribile malinconia, che cercava di lei, e la trovava così
+insoffribilmente malinconica, che si tendevano le mani, come se l'uno
+dovesse salvare l'altro. Quando erano insieme, certo, di fronte a quel
+paesaggio grandioso ma dormiente, in quell'ambiente di cose morte e di
+cose moribonde, fra quei colori che erano stati vivaci ed erano
+pallenti, fra quel silenzio grande di uomini e di fanciulli, certo,
+non avevano la grande giocondità delle anime intensamente felici; ma
+si teneano per mano, quieti, silenziosi, senza sussulti e senza
+tristezza. Si ricercavano, dunque, ansiosamente, come se dovessero
+sempre partire per un lungo viaggio, come se dovessero iniziarsi ad un
+altissimo diletto spirituale, come se dovessero raccontarsi tutto un
+romanzo misterioso, il romanzo del proprio cuore: ma, essendo insieme,
+parean subito appagati, senza bisogno di dire nulla, anime che già
+l'ambiente aveva impregnate di sè. Così quel giorno, come tutti i
+giorni, solo dopo pochi minuti di assenza, donna Grazia ritornò per
+uscire, vestita tutta di nero, come sempre, mentre in casa era sempre
+vestita di bianco: sul nero vestito, qua e là, dai merletti, dalla
+cintura, facevan capolino i freschi mazzolini di violette.
+
+
+
+III.
+
+Andarono, per i grandi saloni, per la scalea scuriccia: un servo aprì
+loro il portone che dava, per tre scalini, sulla laguna. L'acqua
+appena appena fiottava, contro il marmo corroso. Il barcaiuolo che
+sedeva a prora della gondola, senza far nulla, aspettando, si levò
+subito e domandò qualche cosa, nel suo dolce dialetto:
+
+--Ha detto--spiegò Ferrante a Grazia, interrogandola--se deve togliere
+il _felze_.
+
+--Sì, sì--rispose ella subito--lo tolga pure; lì sotto si soffoca.
+
+E aspettarono: il gondoliere, con un certo moto bizzarro, essendo
+entrato nella negra cabina dagli ornamenti di ferro lucido, ne sollevò
+con le spalle tutta la parte superiore, simigliante alla gobba nera di
+un dromedario, al coverchio di una lunga bara di ebano dalle
+intarsiature artistiche e dalle finestrine microscopiche: sempre
+portandola sulle spalle, la depose innanzi al portone, raccomandando
+al servo questo negro _felze_. La gondola ora aveva la sua aria di
+barca da passeggiata, con l'elegante rostro lucido a prora, i due
+posti di divano, a poppa, foderati di panno nero, adorni di cordoni e
+di fiocchi di lana nera, sgabelli neri su cui appoggiare i piedi.
+Grazia e Ferrante vi si sedettero, senza dire nulla: e il gondoliere
+cominciò a remare verso il Rialto, senza aver loro chiesto nulla. Quel
+giorno lo scirocco era più pesante del solito e dava pena al respiro.
+Delle zàttere cariche di carbone andavano per il Canal Grande, con un
+moto così lento che pareva quasi indistinto; l'uomo della zàttera
+puntava sul fondo del canale con una lunga pertica e, facendo forza, e
+camminando sulla zàttera in senso inverso della corrente, la faceva
+avanzare. Era tutto bruno, arcuato, quasi piegato in due, e passando
+vicino, Grazia udì uscirgli dal petto un gemito rauco e cadenzato,
+quello che esce dal petto dello spaccalegna.
+
+--Questo non canta certo le ottave di Torquato Tasso, come dicono i
+poeti di Venezia--osservò Ferrante, nel cui cuore lo scetticismo
+soverchiava ogni tanto il sentimento.
+
+--Eppure questa laguna avrebbe dovuto esser fatta solo per l'amore e
+per l'arte--mormorò ella, aspirando il profumo di un mazzolino di
+violette--non per il duro lavoro e per la miseria.
+
+--Gli uomini guastano tutto--osservò sentenziosamente Ferrante.
+
+--Sì--approvò lei, chinando il capo.
+
+La gondola andava lentamente, fra il gorgoglìo delle acque smosse; a
+un certo punto, lasciando il Canal Grande, infilò un piccolo canale,
+fra due alti palazzi grigio-verdastri. Così faceva sempre il
+gondoliero che li conduceva in giro, senza chieder loro dove volessero
+andare. Due o tre volte lo aveva chiesto: ma essi si erano guardati in
+faccia, esitanti, non sapendolo. Ora, non domandava più. A ogni
+voltata di piccolo canale gli usciva dal petto un grido gutturale di
+avvertimento; a cui spesso rispondeva un altro grido, simile,
+dall'altro gondoliere che gli veniva incontro, con la sua gondola.
+
+--Perchè le gondole sono così nere, nere dappertutto, nel panno, nel
+legno, nei cordoni, nei fiocchi?--domandò distrattamente donna Grazia.
+
+--Portano il lutto della repubblica--rispose Ferrante, che aveva
+accesa una sigaretta e fumava.
+
+--Veramente?--fece ella, guardandolo.
+
+--Veramente.
+
+--È triste, è triste--susurrò lei, colpita.
+
+Ma sbucavano in Cannaregio, il quartiere popolare, le cui case sono
+piccole, le cui finestre sono adorne del bucato familiare, le cui
+_fondamenta_ sono continuamente battute dai vivaci zoccoletti delle
+donne: ed è un andirivieni, al sole, di bimbi biondi, di donnine dai
+capelli neri e ricci, a ondate fulve, di uomini piccoli e tarchiati
+dai mustacchi folti, ispidi e rossastri, mentre l'allegro e lezioso
+dialetto forma un brusìo, dovunque. Anzi, dinnanzi a una casa, vi
+erano certi suonatori di chitarra, seduti per terra, mentre una donna
+in piedi, sotto l'arco del portone, cantava una bizzarra melopea,
+gutturale, quasi orientale, chiamata la _strega_, che un coro di donne
+e di bambini riprendeva, a ogni ritornello, con voce sorda e grave.
+
+--Qui sono allegri, almeno--disse donna Grazia, un po' rinfrancata,
+sollevandosi sui cuscini.--Restiamo qui, un poco.
+
+Sotto l'arco di un ponticello, accanto al traghetto, la gondola si
+fermò. I due amanti tacevano, mentre il gondoliere si riposava. La
+canzone della _strega_ continuava, grave, come una canzone di
+Costantinopoli o di Algeri: ma i suonatori e i cantanti sogguardavano
+spesso i due signori della barca, intimiditi, mentre la musica, a poco
+a poco andava diventando più debole, più bassa, come scoraggiata dalla
+presenza di quegli estranei. Una ragazza snella, dallo sciallino di
+lana rossa, che distendeva una fune da un anello ad un altro sulle
+_fondamenta_, per mettervi ad asciugare delle matasse di seta tinta,
+si fermò nel suo lavoro, facendo solecchio con la mano, per vedere se
+quei signori se ne andavano.
+
+--Andiamo via, non disturbiamo questa buona gente--disse Grazia.
+
+--Sono poco abituati ai forestieri: il Cannaregio è un quartiere di
+poveri, di operai--rispose Ferrante.
+
+La barca si allontanò, mentre, alle spalle, ricominciava l'allegro
+brusìo del dialetto, ricominciava il ticchettìo degli zoccoletti sulle
+_fondamenta_ di pietra levigata, ricominciava la canzone
+costantinopolitana della _Strega_. Andarono innanzi molto tempo,
+incontrando pochissime gondole, trovandosi a un tratto in un largo
+canale deserto: un canale così vasto, così torbido nelle sue acque
+immobili, così malinconicamente intonato che donna Grazia, per
+vincerne l'impressione, ne chiese il nome al gondoliere.
+
+--È il Canale Orfano, eccellenza.
+
+E la gran leggenda tragica, che era durata, sinistra e tetra, per
+centinaia di anni, la leggenda di tutti quei condannati, innocenti o
+rei, che dopo aver agonizzato per giorni e mesi nelle carceri
+soffocanti della Repubblica, in una notte oscura, facevano l'ultimo
+loro viaggio sotto il _felze_ opprimente della gondola, per essere
+strangolati tacitamente e gittati nelle acque profonde del Canale
+Orfano, si parò innanzi alla fantasia dei due amanti, con tutti i
+fremiti di sgomento che tale visione truce può dare.
+
+--Il fondo deve essere coperto di scheletri--disse donna Grazia,
+guardando fissamente l'acqua.
+
+--Torniamo indietro--soggiunse Ferrante con voce alterata.
+
+Tornarono: e come il gondoliere affrettava il movimento dei suoi remi,
+donna Grazia gli fece cenno, con la mano, di far piano: pareva che
+temesse di disturbare quei morti. Ancora, silenziosi, vogarono per i
+canali, muti, quasi stanchi, non guardandosi neppure. Il movimento
+della gondola, a lungo, li gittava in un intorpidimento di tutti i
+sensi; tanto che neppure l'ora fuggente aveva più valore per essi.
+Canali seguivano canali: l'acqua era, dove verdastra, dove bigia, dove
+semplicemente torbida, dove con un'opaca oscurità di carbone: palazzi
+seguivano i palazzi, portoni pesanti chiusi come da secoli, gradini
+corrosi dalla salsedine, alti pilastri piantati nelle acque per
+legarvi le gondole e che s'inclinavano come se fossero presi da una
+inguaribile debolezza, finestre senza cristalli, ma le cui imposte
+verdi sembravano sbarrate per sempre. Ogni tanto un monastero, una
+chiesa, una bottega d'infilatrice di perle; di nuovo portoni chiusi a
+catenaccio e finestre serrate sino all'ultimo piano. La linea era
+pura, bella, artistica: la poesia che traspirava da tutto l'ambiente
+era grande, ma portava un profumo di fiori morti. E i due cadevano in
+un languore di mestizia che ne domava ogni entusiasmo, che ne
+annullava ogni impeto di vitalità.
+
+--Qui, dicono fuggisse Bianca Cappello, per andarsene con l'amante a
+Firenze--disse Ferrante indicando una finestra bassa di un grande
+palazzo.
+
+--Oh!...--fece Grazia, senza aggiungere altro.
+
+E dopo un poco, sogguardando l'uomo che amava, facendo cadere le
+parole, ad una ad una, gli chiese:
+
+--Tu sei stato un'altra volta, a Venezia?
+
+Egli intese la profondità della domanda e il pericolo della risposta:
+una rapida emozione gli scompose il volto. Ma fu incapace di mentire.
+
+--Sì: un'altra volta--rispose nettamente, buttando nel canale la
+sigaretta spenta.
+
+--.... Molto tempo fa?--aggiunse ella, con la freddezza e la tenacità
+di un giudice che interroga.
+
+--.... Non molto.
+
+Ella tirava, macchinalmente, ad una ad una, le violette dal mazzolino
+che teneva nelle mani e dopo averle fatte girare intorno al dito, le
+buttava in acqua, seguendole un momento con l'occhio. Poche ne
+rimanevano, smorte, quasi appassite nella larga foglia verde che le
+accartocciava, penzolanti sugli stelucci.
+
+--Eri solo?--finì d'interrogare lei, sempre tenendogli piantati gli
+occhi sul volto.
+
+Egli non rispose, nè prima, nè dopo, sentendo la crescente crudeltà di
+quel dialogo. Non rispose e volse il capo altrove. Allora ella, con
+l'aria di una persona perfettamente convinta, guardò un'altra volta le
+sue ultime violette e con un atto risoluto, le buttò in laguna, tutte.
+Ostinatamente, per nascondere il rivolgimento del suo spirito, egli
+guardava dall'altra parte; e anch'essa si mise a fissare un punto
+qualunque dell'orizzonte. Una brutta gondola passò: le finestrine del
+_felze_, senza i soliti delicati ornamenti di ferro lucido, erano
+chiuse coi lucchetti, come una cassa forte. E sulla porticina del
+_felze_, a guardia, stavano seduti due carabinieri in tenuta di
+viaggio e coi fucili fra le gambe, immobili, in quell'attitudine
+seria, pensosa, che dà loro come una nova aureola di rispetto. Era la
+gondola del carcere che avendo preso alla stazione i carcerati e i
+carabinieri, li conduceva per la laguna, alla tetra dimora. Grazia
+seguì con l'occhio il nero convoglio filante sulle acque; poi abbassò
+il capo sul petto, reprimendo le ardenti lacrime che le salivano agli
+occhi. Fu più innanzi, in un canale laterale che si lega al Canal
+Grande nel sestiere di Dorsoduro, che incontrarono la più tetra barca
+della laguna. Era tutta nera, come le altre, ma mancava di quella
+grazia civettuola della gondola di passeggiata: non aveva, a prua, il
+rostro lucido; era più larga, più piatta; si dondolava goffamente
+sulle acque: e i due gondolieri, invece del solito gabbano fra
+cittadino e marinaro, invece del solito berretto, portavano una
+giacchetta nera e un cappello a cilindro, con una coccarda nera. Stava
+ferma, la gondola, innanzi a un portoncino aperto; due o tre donne
+erano sotto il portoncino.
+
+--Che è quella gondola?--disse Grazia al gondoliere, scattando in
+piedi.
+
+--È la gondola dei morti, eccellenza: quelli sono i becchini.
+
+--Andiamo via, andiamo via, Grazia--disse Ferrante rompendo il
+silenzio, dolcemente, volendo infrangere il malo incantesimo di quella
+giornata.
+
+--No, no, voglio vedere--disse lei, duramente--gondoliere, fermati un
+poco.
+
+--È meglio andare, cara, è meglio--ribattè lui, umilmente, crollando
+il capo.
+
+Ma ella non gli dette retta. In piedi, appoggiata al divanetto di
+destra, guardava nel portoncino nero, donde arrivava un confuso
+mormorio.
+
+--Voglio vedere questo morto--disse a sè stessa, senza distogliere gli
+occhi dal portoncino.
+
+E quasi la sua anima desiosa di dolore, avesse avuto una forza
+magnetica, un tumulto si fece nell'ombra del portoncino, e fra un
+piccolo gruppo di donne e di uomini, portata da due altri becchini,
+comparve la bara; dietro le persiane di una finestra, al primo piano,
+si udiva un singhiozzo disperato e si vedeva una mano convulsa che
+tentava di aprirle, mentre qualcuno si opponeva, tenendole ferme.
+Questi volevano vedere la bara, che veniva caricata nella gondola
+funeraria: la piccola bara, la sottile bara, poichè era la bara di un
+bambino, e lassù, era certamente la madre del bimbo che singhiozzava e
+tentava disperatamente di aprire la finestra. A un tratto, con un moto
+svelto di gente pratica, i becchini gondolieri ficcarono la piccola
+bara sotto il _felze_ e ne richiusero con un colpo secco la porticina.
+Il picciolo morto era solo, là sotto. Ai quattro lati del _felze_
+furono sospese delle povere e pallide corone di sfatti crisantemi, che
+una fanciulla piangente in silenzio aveva porto ai becchini.
+
+--Andiamo via, presto, presto--disse nervosamente Grazia al
+gondoliere, ricadendo a sedere sul divanetto.
+
+A un tratto era stata presa dall'orribile paura di dover fare la
+stessa via del morticino; e soggiungeva, mentre si allontanavano,
+senza voltare il capo indietro, _presto_, _presto_. Alle spalle il
+singhiozzo della persona che si disperava dietro la gelosia si era
+fatto più forte, più alto: la barca funeraria si metteva in moto. Ma
+era così lenta, che la gondola di Grazia e di Ferrante scomparve
+subito. Quando ebbero camminato per un pezzo, allora soltanto ella si
+voltò a guardare Ferrante, ma lo vide così travolto, così pallido, che
+ne ebbe orrore e pietà. E dopo un minuto di intensa riflessione, ella
+intuì, ella indovinò il pensiero di lui:
+
+--Tu pensi al tuo bambino?--gli disse, sottovoce, nella faccia.
+
+Ah, questa volta, questa volta, egli non ebbe il coraggio di negare:
+disse di sì, semplicemente, senz'altro. Ed ella, allargando le
+braccia, fece un atto di persona vinta, che lascia andare la sua vita
+al vortice soverchiante.
+
+Pure, nella serata, ubbidendo alla sua natura buona e generosa, ella
+andò a lui, nella pace fredda del grande salone e lo pregò che le
+perdonasse. Si umiliava, tutta confusa, sentendo sempre più grande
+farsi la lontananza fra loro, cercando, con la bontà, con la pietà, di
+riavvicinare le loro anime, nuovamente. E lo vide tremare, come essa
+tremava, di dolore, di tenerezza, di compassione: egli le carezzò
+lievemente i capelli, con quel moto affettuoso, famigliare,
+aggiungendo qualche vaga parola di conforto: e l'uno voleva consolar
+l'altro, a forza, come di una grande sventura ignota, di cui nessuno
+dei due voleva pronunziare il nome. Nell'ombra del salone che solo la
+vampa del caminetto spezzava, gittando spruzzi sanguigni di luce sul
+vecchio tappeto veneziano, essi si tenevano per mano, frementi di
+dolore, balbettando incerte parole di consolazione e sembravano,
+insieme, in quell'ora bruna, in quella camera, la rovina di una grande
+cosa, i superstiti di un naufragio dove tutto avessero perduto.
+
+Nè il sole novello, nè le miti giornate di ottobre, nè gli sforzi dei
+loro cuori coraggiosi e onesti, nè la paura della catastrofe che
+vedevano avvicinarsi e pure volevano scongiurare, potevano ridonare a
+Grazia e a Ferrante, ciò che era irreparabilmente fuggito. Ancora per
+vari giorni Venezia che tanti amori e tanti amanti ha visti e dovrà
+ancora vedere, per vari giorni la soave città languente di morte, vide
+questi due amanti nelle sue _calli,_ nelle sue piazze, nelle sue
+chiese, sempre insieme, tenendosi sempre per mano, come se volessero
+comunicarsi un fluido che li legasse per sempre, come se volessero
+vincere un potere ignoto che aspirasse al dissolvimento. Incapaci di
+reggere alla solitudine della loro stanza segregata, della loro casa
+così piena di tristezza, incapaci di prolungare un dialogo solitario
+senza che li conducesse, istintivamente, inconscientemente, a una
+fatale conclusione, essi cercavano di mettere il mondo esteriore fra
+loro, desiderosi di quanto potesse distrarre i loro occhi e le loro
+anime. Quella semplice e bonaria vita esterna veneziana, li seduceva,
+non in sè, ma perchè li toglieva alla tetra domanda della loro
+coscienza; le lunghe stazioni sotto le Procuratie, innanzi ai piccoli
+tavolini del caffè Florian, dove si ripetono, meno ingenue e meno
+piacevoli, le scene goldoniane; le lunghe stazioni, in piazza,
+guardando il volo dei colombi che discendono a mangiare il miglio,
+buttato dalle candide mani di una fanciulla inglese, ammalata di
+nostalgia e di anemia; le lunghe stazioni nella basilica dove, sotto
+le arcate che pare abbiano profondità infinite, i lumicini delle
+lampade moresche brillano innanzi alle sacre immagini cristiane,
+innanzi ai santi e alle sante dalla faccia nera e dal vestito di
+argento; le lunghe stazioni sulla riva degli Schiavoni, nell'ora del
+tramonto, in una luminosità così fine, così trasparente che nessun
+paese possiede, che nessun poeta ha saputo descrivere e nessun pittore
+dipingere; le lunghe passeggiate per le straduccie strette che
+sembrano corridoi di una immensa casa, la compra di gingilli, di
+ricordi nelle microscopiche botteghe di Merceria e di Frezzeria; le
+lunghe contemplazioni artistiche nei musei e nelle gallerie, innanzi
+ai capolavori umani e divini di Carpaccio e di Gian Bellino, del
+grande Paolo e del superbo Tiziano. Qui erano più lunghe e intanto più
+pericolose le loro dimore, poichè la sublime arte veneziana è così
+fatta di amore supremo e di amore terreno, che è impossibile non amare
+o non parlare di amore, per essa. Queste manifestazioni così potenti
+della passione, mentre li attraevano, li lasciavano turbati sino agli
+strati imi del cuore. Più di una notte, levandosi nella veglia
+affannosa, uscendo dalla sua stanza nella bianca vestaglia come un
+fantasma che non avrà mai requie, Grazia andava fino alla porta della
+stanza di Ferrante e sentiva che anche lui vegliava, passeggiando,
+fumando, schiudendo la sua finestra per guardare il negro Canal
+Grande. Due volte sentì che egli scriveva, che scriveva tanto
+concitatamente che la penna strideva sulla carta. E a chi scriveva?
+Ella non osò mai chiamarlo, mai chiederglielo. Due volte Ferrante era
+uscito, solo, forse per impostare queste sue lettere; mai era giunta
+una lettera di risposta. L'angoscia che li ardeva, adesso, non era più
+che dolorosa: era una vampa che li consumava in una lotta contro un
+nemico sconosciuto che prendeva sempre più terreno, che ogni giorno
+guadagnava una piccola o una grande battaglia; era una fiamma che li
+devastava da cima a fondo, facendo il vuoto in essi, senza che le
+lacrime alla tenerezza valessero a smorzarne l'incendio. Nè l'uno
+diceva all'altro il segreto di queste veglie ardenti e desolate; ma
+ognuno lo indovinava questo segreto, sul volto dell'altro, senza
+parlare, anzi temendo di parlare. Ancora camminavano accanto, nella
+vita, tenendosi per mano: ma a un motto, a un gesto, tremavano di
+veder sparire l'amata figura daccanto. La solitudine, la solitudine a
+cui nessun segreto resiste, la solitudine che risolve a rilento o
+bruscamente tutti i grandi problemi morali dello spirito, era quella
+che li sgomentava. Avevano deserta la casa, ora. Un giorno, sul finire
+di ottobre, non sapendo dove portare il loro bizzarro tormento,
+s'imbarcarono sul vaporetto che porta all'isola del Lido, un'isola
+tutta verde, piena di piccole ville, che da una sponda dà sulla
+laguna, sul mare immobile, dormiente, dall'altra sponda sullo
+squillante, fragoroso, tempestoso Adriatico. È su quella sponda che si
+erge il bello stabilimento di bagni marini, dove accorre tutta Venezia
+e vengono italiani da tutte le parti, e anche stranieri, tanta è la
+gaiezza estiva di quel ritrovo. Ma nulla è più stranamente malinconico
+della città di svernatura al mese di agosto, e delle spiaggie di bagni
+quando l'estate è fuggita via, da tempo. I viali dell'isola erano
+deserti e il piccolo _tramvai_ andava e veniva, pian piano, vuoto,
+tanto per fare le sue corse di quel giorno. Lo stabilimento aveva
+tutte le porte dei suoi camerini aperte; alcune sbattevano contro le
+pareti, per il vento forte del mare, le onde schiumavano rabbiose
+contro i pali, frangendosi. Nel grande salone-terrazza, non un'anima;
+solo il custode sonnecchiava nel suo casotto, malgrado il cattivo
+tempo. Grazia e Ferrante andarono ad appoggiarsi alla ringhiera,
+guardando quel grande mare burrascoso che li aspergeva di minute
+stille gelide. A un tratto una voce amica li riscosse dalla triste
+contemplazione: un altro solitario era, colà, un amico di entrambi, un
+gentiluomo meridionale, cuore profondo sotto apparenze un po'
+leggiere, un po' scettiche. Era il solo che aveva intravveduto la loro
+passione: e trovandoli colà non mostrò nè meraviglia nè freddezza. Per
+una stranezza Grazia e Ferrante oppressi dalla solitudine e dalle loro
+segrete torture morali, per quanto prima avevano odiato ogni contatto
+umano, per tanto in quel giorno furono contenti di trovare
+quell'amico, quel terzo. E la conversazione, sui banchi umidi di
+salsedine del vuoto stabilimento, fu insolitamente cordiale, come se
+un misterioso vincolo legasse spiritualmente quelle tre persone. E
+anche Giorgio, il gran signore ricercato dei balli e delle caccie,
+lontano da Roma, in quel posto così deserto, in quella giornata di
+temporale, pareva avesse dimenticato il suo leggiadro scetticismo,
+pareva che una nota più sentimentale, più tenera, vibrasse nel suo
+cuore e nella sua voce. Grazia che lo conosceva da anni glielo disse.
+
+--È il contagio--disse Giorgio, con una velatura di sorriso.
+
+--Della persona?--gli domandò Ferrante, serio serio.
+
+--Anche. Ma è Venezia, sovra tutto. Io non posso ritornare in questo
+paese, senza sentir rinascere in fondo al cuore tutte le onde
+soffocate di tristezza.
+
+--Anche voi?--mormorò Grazia, abbassando gli occhi.
+
+--E perchè ci vieni?--chiese Ferrante.--Perchè scavare in sè questi
+strati così amari? I saggi sanno dimenticare.
+
+--Sei un saggio, tu?--gli chiese ironicamente Giorgio.
+
+--No--fece l'altro, con un senso di umiltà nella voce.
+
+--E io neanche. Ogni anno vengo qui per un pellegrinaggio
+
+--Religioso?--chiese Grazia.
+
+--.... pietoso--rispose Giorgio.--Quando la vita esteriore più mi ha
+inaridito tutte le fonti del sentimento, quando più mi sento un freddo
+egoista capace di sacrificare tutto al mio piacere, quando più mi
+corrode la pazza vanità e la folle ambizione, allora io lascio Roma,
+lascio Parigi, lascio Londra e vengo qui, solo, a guarirmi, a diventar
+più umano, più buono. Voi ridete di me, forse?
+
+--No, non rido--soggiunse Grazia, pensosa, guardando il mare coperto
+di bianca spuma.
+
+Ferrante taceva, pensando.
+
+--Venezia mi contrista e mi guarisce--disse il bel gentiluomo, con la
+contrizione di un penitente, passandosi la mano sulla fronte, a
+scacciarne le ombre che la offuscavano.
+
+Stettero in silenzio, tutti tre: ognuno era preso dal proprio pensiero
+e il mare mugghiante accompagnava i voli di quelle fantasie. Fu
+Ferrante che si risolse a rompere il silenzio per il primo, sospirando
+chiedendo all'amico:
+
+--Dicci questa istoria, Giorgio.
+
+Giorgio guardò Grazia: e benchè ella non parlasse, lesse negli occhi
+di lei una preghiera.
+
+--Che vi può importare, una storia d'amore?--domandò Giorgio ad
+ambedue, guardandoli.
+
+Ma nuovamente vide in ambedue tanto ardente e doloroso desiderio di
+sapere, di conoscere, di misurare, che intravvide financo, dietro il
+desiderio, l'angoscia di ambedue. Intravvide, non si spiegò: intese
+che come a lui era necessario, in quel momento, uno sfogo, ad essi era
+necessario, in quello stesso momento, l'appagamento di quel tormentoso
+desiderio.
+
+--Sentite--disse.--Io ho conosciuta quella soave donna a Livorno,
+quattro anni fa. Era una polacca; si chiamava Anna; aveva un marito
+brutale, e che ne era molto, molto geloso. Ella era piccola, delicata,
+con certi lunghi e folti capelli fulvi e una salute così delicata, che
+il più piccolo soffio di vento la faceva tossire. Così leggiadra e
+così debole, io l'ho amata più di tutte le donne opulente, trionfali,
+maestose, l'ho amata più di qualunque donna abbia mai incontrata, più
+di qualunque donna potrò mai incontrare sul mio cammino....
+
+--Ella vi ha amato?--chiese ansiosamente donna Grazia.
+
+--Sì--disse Giorgio con semplicità,--Era buona e pia; ma mi ha amato,
+con tanto ingenuo trasporto, che io consumato alle esaltazioni della
+passione, fui scosso per la prima volta. Era così geloso il marito,
+che non le lasciava un'ora di libertà: qualche volta soltanto, quando
+ella andava in chiesa, poichè ella era cattolica e lui ateo. Bene, la
+cercai in chiesa: ella tremava, povera piccola, poichè diceva che
+questo era un sacrilegio, un'offesa a Dio, il quale ci avrebbe puniti,
+nell'amore nostro. Ma non poteva fuggirmi come io non potea
+trattenermi dal seguirla dovunque, dovunque....
+
+Ferrante e Grazia, ora si guardavano.
+
+--Tanto che--soggiunse Giorgio, preso dall'amarezza eccitante della
+sua narrazione--tanto che qualche cosa fu detta al marito; e da un
+giorno all'altro egli decise di partire. Oh quella notte! Coi piedi
+nudi nelle pianelle, ravvolta in uno scialle, tremando di freddo e di
+paura, Anna ebbe il coraggio di lasciare la sua stanza, senza
+svegliare suo marito e di venire da me, disperata, soffocando i
+singhiozzi. Ogni minuto che passava, di quella notte, poteva metterci
+in pericolo di morte, entrambi, eppure non sapevamo dividerci,
+delirando di amore e di dolore. Quando dovette lasciarmi, ella
+s'inginocchiò per terra e disse una breve preghiera, e sempre
+inginocchiata, giurò sopra un piccolo crocifisso di argento che le
+pendeva dal collo, che per il giorno venti di ottobre, alle dieci di
+sera, ella si sarebbe trovata a Venezia, ad aspettarmi: e che solo la
+morte avrebbe potuto impedirglielo....
+
+--Venne?--domandò Grazia.
+
+--Sì--riprese Giorgio--venne.--Aveva giurato. Io era da dieci giorni
+all'albergo _Danieli_, nascosto, inquieto, folle talvolta di paura,
+talvolta di speranza. Venne. Ma era morente, la piccola adorata; nè io
+seppi mai come aveva potuto sfuggire alla sorveglianza del marito, e
+quale lotta l'aveva ridotta in quello stato. Pure fingeva di star
+bene, per amarmi, per amarmi assai, sempre meglio, sempre più, mentre
+discendeva precipitosamente alla morte....
+
+--Una breve stagione d'amore?--chiese Ferrante.
+
+--Diciotto giorni.--Una sera che era andato fuori, costretto da un
+dovere inrecusabile, trattenendomi due o tre ore, al ritorno, non la
+ritrovai più. Era venuto il marito, improvvisamente, e l'aveva portata
+via. Per due giorni girai Venezia come un pazzo, cercandola. Non
+credevo a una immediata partenza. Poi mi misi disperatamente in via
+per la Polonia....
+
+--E la raggiungeste?--disse Grazia, quasi affannando.
+
+--No--fece Giorgio--era morta per viaggio.
+
+.............................................................
+
+I tre amici, come si avanzava l'ora pomeridiana, uscirono dallo
+stabilimento e si avviarono lentamente verso la spiaggia lagunare dove
+ancorava il vaporetto che doveva ricondurli a Venezia.
+
+--Voi avete dovuto molto soffrire di quella morte--osservò mestamente
+Grazia che camminava fra i due uomini, rivolgendosi a Giorgio.
+
+--Molto: ma per poco tempo. Sapete che il mondo dove viviamo e la vita
+che facciamo, non ci permette di soffrire che intensamente.
+
+--È vero--disse Ferrante.
+
+--Però--soggiunse Giorgio--quella poveretta è stata per me la grande,
+fuggente, sparente, idealità, buona e pura di cui tutti abbiamo
+bisogno per vivere, sia essa una finzione o una realtà, una donna o
+un'idea. Intendete ora perchè chiamo Venezia un pietoso
+pellegrinaggio; perchè Venezia mi sembra la tomba dove è sepolta tutta
+la poesia della mia vita; e perchè quando mi sento divenire perverso a
+furia di frivolezze e di scetticismo, io vengo qui a ricordare la
+dolce creatura vissuta e morta solo per l'amore.
+
+S'imbarcavano, soli, sul vaporino; poichè niuno faceva più il tragitto
+dal Lido a Venezia. Rosso, rotondo, come disco di rame arroventato, il
+sole tramontava, basso sull'orizzonte. Erano seduti tutti tre sulla
+terrazzina di prora e tacevano. A un tratto Grazia, scuotendosi,
+disse:
+
+--Povera donna! Avrebbe potuto vivere, amare, esser felice....
+
+--Chissà!--disse profondamente Giorgio.--Se non fosse morta lei,
+sarebbe morto l'amore.
+
+--È vero---disse Ferrante.
+
+--È vero--disse Grazia.
+
+Nè più sino alla sera riparlarono di tal soggetto: tennero compagnia a
+Giorgio fino a che egli ripartì, alle dieci e mezzo per Roma,
+discorrendo quietamente e freddamente di arte, di poesia, di viaggi,
+della società romana e napoletana, cui appartenevano. Invece di
+prendere la gondola, per ritornare alla loro casa, in quell'avanzata
+ora notturna, essi, per un tacito accordo, se ne andarono per le
+strette vie, a piedi, ombre rasentanti le alte muraglie dei palazzi
+patrizii, salienti e discendenti per i ponticelli, fermantisi ogni
+tanto, per tacito accordo, a contemplare le nere acque dei canali. Non
+si davano il braccio, non si tenevano per la mano, non si parlavano:
+andavano col capo chino, senza neanche guardarsi, quasi l'uno non si
+accorgesse più della compagnia dell'altro. La stazione era assai
+lontana, dalla loro casa; il tragitto era lungo e camminando così vi
+misero più di un'ora. Arrivati innanzi alla piccola porta di terra,
+con una chiave Ferrante la schiuse. Ma non entrarono: si guardarono,
+immobili, con una gelida occhiata.
+
+--Addio, Ferrante--ella disse, glacialmente.
+
+--Addio, amore--egli disse, glacialmente.
+
+E si allontanò, nella notte. La porticina si richiuse subito. In
+ambedue, la grande fiamma era spenta.
+
+
+
+
+
+TRAMONTANDO IL SOLE.
+
+_A Enrico Nencioni._
+
+
+
+
+
+I.
+
+
+--Chiarina, ti presento un amico, Giovanni Serra--disse la padrona di
+casa, mentre Serra faceva un grande inchino.
+
+--Oh Anna, ma io lo conosco!--esclamò Clara Lieti, vivacemente,
+stendendogli la mano con un atto famigliare.
+
+--Veramente? E come?--soggiunse Anna, con quel falso interesse
+mondano, che copre di amabilità la perfetta indifferenza.
+
+--Da vari anni.... da moltissimi anni.... da un numero infinito di
+anni, lo conosco--e Clara finì con una risatina squillante.
+
+--Non tanti, poi, signora Lieti--osservò Giovanni Serra, quasi facendo
+una correzione di pura cortesia.
+
+--Allora, tutto va bene, vi lascio insieme--concluse la gentile e
+frettolosa padrona di casa, allontanandosi verso gli altri gruppi che
+popolavano il suo salone.
+
+Serra restò in piedi, presso la signora Lieti: e taceva. Malgrado la
+luce bonaria dei suoi occhi azzurri, la sua fisonomia aveva qualche
+cosa di austero, che contrastava con la mondanità dell'ambiente.
+
+--Non sedete?--chiese Clara, reprimendo un breve moto d'impazienza.
+
+Egli ebbe una fugace esitazione; poi, si sedette in una poltroncina,
+accanto a lei. A poca distanza da loro, tre signorine chiacchieravano
+e ridevano con due giovanotti.
+
+--Perchè vi siete fatto presentare?--domandò Clara a Serra, rompendo
+il silenzio, parlandogli con una intonazione più intima nella voce.
+
+--Non sono stato io. Mi ha detto, la signora Anna: venite, vi presento
+a una donna di spirito.
+
+--Sono io, disgraziatamente....
+
+--Come, disgraziatamente?
+
+--Lo spirito è una gran disgrazia, per una donna--ella sentenziò, con
+una di quelle tetraggini improvvise che le oscuravano la sorridente
+faccia.
+
+--Perchè, signora? E un dono affascinante, un dono conquistatore....
+
+--Per conquistare che?
+
+--I cuori degli uomini.
+
+--Bella conquista!
+
+--Non l'apprezzate più?
+
+--No, Serra--ella disse, profondamente.
+
+Egli la guardò, ma senza stupore. Si vedeva che non le credeva. Ella
+abbassò le palpebre, per celare un lampo d'ira passeggiera nei suoi
+dolci, ma anche fieri occhi castani.
+
+--Mi duole, che vi abbiano presentato....--mormorò, poi, quasi
+parlando a sè stessa.
+
+--Lo ripeto, non è colpa mia.
+
+--... come se foste un estraneo--ella soggiunse, vagamente--mentre io
+ho pensato a voi.... spesso....
+
+--Oh!--disse lui, con una incredulità modesta e cortese.
+
+--... molto spesso--ella terminò, senz'aver l'aria di accorgersi della
+sua negazione.
+
+--E come mai?--domandò lui, con un po' d'ironia, niente altro.
+
+--Così--disse Clara tristemente e brevemente.
+
+Giovanni Serra abbassò gli occhi, quasi celando una domanda che si
+potea forse leggere nel suo sguardo. Di lontano, mentre attraversava
+il salone per pregare una signora di cantare, Anna mandò loro un
+sorriso: li vedea discorrere, era contenta di aver bene collocati due
+suoi ospiti.
+
+--Voi non credete alle voci interne dello spirito?--ella gli chiese,
+guardandolo fiso, con quei suoi occhi che il pensiero rendea più
+oscuri.--Voi non avete inteso che io pensava a voi?
+
+--No, signora.
+
+--Non credete a queste voci, o non ne avete inteso?
+
+--Io ci credo, come credo purtroppo, a tutte le cose sentimentali: ma
+nulla mi ha detto nulla--e sorrise.
+
+--Peccato! peccato!--ella soggiunse, a bassa voce.
+
+Cantavano, adesso. Era una signora bionda e fine che, in giovinezza,
+si destinava al teatro e che un felice matrimonio aveva tolta al
+palcoscenico. Ma ella cantava dovunque, sempre, appena le domandavano
+di cantare, posando il suo manicotto o il suo ombrellino, levando la
+testolina dal colletto di pelliccia che ornava la sua mantellina, come
+un uccelletto canoro che vive del suo canto e morrebbe, se non
+cantasse. Tutti tacevano, nel salone: donna Clara Lieti ora guardava
+la cantatrice, quasi non volendo perdere una espressione di quel
+volto, sereno nella soddisfazione del canto. Poi, voltandosi verso
+Serra, pianissimo, gli disse, con un sorrisetto malizioso, tutta
+mutata nel viso:
+
+--Non vi siete ammogliato, poi?
+
+--Io? E perchè avrei dovuto ammogliarmi?
+
+--Dicevano....
+
+--Voi ci avete creduto?--egli le chiese, mostrando per la prima volta
+una ansietà nel viso.
+
+--No, mai.
+
+--Volevo dire--replicò lui, tranquillizzato.
+
+--Mai creduto, mai--riprese Clara, sorridendo.--Poteano passar gli
+anni, potevate viaggiare, cambiar paese, cambiar viso, dimenticare la
+patria, ma ammogliarvi, no!
+
+E le balenò il trionfo, nel viso. Egli si ritrasse: una espressione di
+austerità, di nuovo, gli chiuse il volto.
+
+--Siete fedele, voi--esclamò lei, ridendo.
+
+--Io, sì--replicò, a occhi bassi, duramente.
+
+--Fedele, _quand même_--e rideva sempre più.
+
+--_Quand même_, no, signora Lieti.
+
+--Vale a dire?
+
+--Vale a dire che il fedele _quand même_, è l'uomo che seguita ad
+amare, anche se è schernito, o vilipeso, o abbandonato. A me non è
+accaduto nulla di questo.
+
+--Come?--diss'ella, diventata grave.
+
+--Io non ho amato nessuna donna frivola o perfida....
+
+--Oh sì, Serra, voi avete amata la più frivola e la più perfida fra le
+donne!--ella esclamò, pianissimo, con un velo di lacrime negli occhi.
+
+--Che importa _quella_? Io ne ho amata _un'altra_--egli dichiarò
+pianissimo, guardando innanzi a sè, come se vedesse la visione di una
+creatura incorporea.
+
+--Ahimè, sono la medesima persona--Clara disse, pianissimo, con una
+mortale tristezza.
+
+--Per me, no.
+
+--È una illusione, Serra. Ella era cattiva, e voi avete gittato il
+vostro cuore.
+
+--Il mio cuore serba un divino ricordo, un ricordo ideale a cui resta
+fedele: e giacchè tutto si riassume e si risolve in illusione,
+signora, io preferisco la mia.
+
+--E la donna umana, la donna terrena, quella fatta di ossa, di carne e
+di nervi, quella che vi ha fatto soffrire e vi ha fatto piangere,
+l'avete dimenticata, Serra?
+
+A questa domanda così diretta, così limpida, che Clara gli faceva, con
+voce pianissima, ma tremante, egli rispose subito, pianissimo, ma
+senza tremare:
+
+--No, per molto tempo.
+
+--Per quanto tempo?
+
+--Per cinque o sei anni, credo, portai questo tormento. Dopo, ebbi una
+grave malattia. Quando guarii, ero guarito anche del mio segreto
+tormento.
+
+--Guarito? Completamente?
+
+--Sì, signora, completamente.
+
+--Felice? Felice?
+
+--Sono come un uomo liberato da una grave e crudele croce. Quando la
+depone, egli si sente mortalmente stanco: e, forse, si domanda, se
+quella croce non era la sua vita.
+
+--Non so che farei, per vedervi felice, Serra--essa gli mormorò,
+pianissimo, con tenerezza.
+
+--Quando volete, sapete anche esser buona.
+
+--Non siate così amaro. È da un'ora, che vi parlo con la più grande
+dolcezza.
+
+--È così strana, per me, la cosa, che non la capisco.
+
+--Perchè siete così ironico? Non sentite che vi parlo a cuore aperto?
+
+--Quale cuore, donna Clara?
+
+--Il mio cuore.
+
+--Quello di dieci anni fa?
+
+--Quello di oggi, Serra.
+
+--Io non lo conosco, donna Clara.
+
+--È un cuore pieno di umiltà e di tenerezza.
+
+--E perchè?
+
+--Così. Perchè la gente si stanca di essere cattiva, si disgusta della
+propria perfidia, ha la nausea di sè stessa!
+
+--Pare impossibile, donna Clara.
+
+--Non mi chiamate così!
+
+--Non è il vostro nome? Il vostro bel nome luminoso e glorioso?
+
+--È il duro nome di altri tempi; chiamatemi: Chiarina.
+
+--Vi chiamerò: signora.
+
+--Non siate così duro, Serra, ve ne prego.
+
+--Io non sono che rispettoso.
+
+--Il vostro rispetto è freddezza, è sarcasmo. Sapete che odio questa
+battaglia di freccie avvelenate.
+
+--Signora Lieti, perdonatemi, se vi ho irritata.
+
+--Non mi avete irritata, mi avete addolorata.
+
+--E da quando in qua voi soffrite, signora?
+
+--Ah il dolore è delle più trionfanti creature, sappiatelo!--ella
+disse, battendo le palpebre per diradare le sue lacrime.
+
+Giovanni Serra tacque.
+
+--Scusatemi, se vi ho detto qualche parola pungente--egli riprese,
+sottovoce.--Ma la vostra dolcezza, inaspettata, improvvisa, mi ha
+sconvolto. Perdonatemi. Nessun cuore vi è più devoto del mio, signora.
+
+Ella lo guardò. Il pallore e la tristezza di quel bel volto di cui
+egli aveva adorato la gaiezza, lo colpirono. Anna si avanzava, tutta
+contenta, attraverso la gente che discorreva un po' qua, un po' là, ma
+riunita secondo le simpatie o gli interessi.
+
+--Ebbene, sono rifioriti i ricordi?--chiese, mostrando i suoi bei
+denti bianchi di donna grassottella, elegante, fredda e felice.
+
+--Rifioriti, certo--disse, levandosi, Clara.
+
+--Viole mammole? Rose bianche?
+
+--Crisantemi, crisantemi, Anna!--e sulla tetra parola fece una gran
+risata, si licenziò con un sorriso da Serra, con una stretta di mano
+da Anna, attraversò il salone, salutando ancora qualcuno ed escì.
+
+Donna Clara Lieti, sotto l'atrio del gran portone magnatizio, in
+piazza Santi Apostoli, sentì un gran freddo. Erano gli ultimi di
+febbraio: ma sovra, nel salone, il caminetto era acceso, tanta gente
+vi si agitava, sotto le lampade coperte dai larghi paralumi rosei. Giù
+la via era fredda, nella prima ora della sera: nè via Santi Apostoli è
+molto frequentata. Ella affrettò il passo, chiudendosi meglio nella
+sua giacchetta di lontra, abbassando la faccia sotto la veletta,
+stringendo le mani nel manicotto. Tutto quello che era accaduto,
+sopra, da Anna, le appariva molto confusamente in questo primo momento
+di solitudine; ma a traverso il tumulto delle sue sensazioni, ella
+sentiva, nitidamente, tutta l'amarezza di una delusione. Come, perchè?
+Avrebbe forse preferito che Giovanni Serra le avesse parlato del
+passato, scherzando, come qualunque altro uomo avrebbe fatto,
+violando, nella realtà del presente e dell'oblio, tutta la
+sentimentalità di un grande e violento amore? No, lo scherzo l'avrebbe
+offesa intimamente, dandole una delusione. Avrebbe ella preferito che
+Giovanni Serra, l'uomo che ella avea ragione di stimare come il più
+leale che avesse incontrato mai, fingesse, innanzi a lei, un rimpianto
+che non sentiva? No, ella avrebbe inteso l'ipocrisia e ne sarebbe
+stata tristemente delusa. Avrebbe ella preferito che egli le facesse
+una scena violenta, come nei tempi in cui ella infliggeva a un amore
+giovane, onesto e ingenuo le torture di una glaciale civetteria e le
+perfidie di una fantasia muliebre mobilissima? Chi sa! Ella non sapeva
+bene che cosa avrebbe preferito, in quell'incontro con l'antica sua
+vittima, se l'oblìo assoluto, o la menzogna gentile, o il rinfocolarsi
+della passione: ma quello che era accaduto, non le piaceva. Era
+scontenta e triste. Sentiva di aver fatto troppi passi sovra un
+terreno infido, su cui aveva vacillato varie volte: e si pentiva della
+via intrapresa, così, obbedendo a non so quale segreto impulso del
+cuore. E dire che da tanto tempo, nel mistero della sua anima, ella si
+preparava a un incontro con Giovanni Serra; dire che aveva tanto
+desiderato, mitemente desiderato questo incontro e pensato con umiltà,
+con tenerezza, tutte le cose umili e tenere che gli avrebbe dette;
+dire che ella aveva tanto creduto all'effetto della bontà e della
+dolcezza, sovra un cuore che ella aveva abbeverato di fiele!
+L'incontro vi era stato, ma stupidamente combinato, senza poesia; ella
+aveva detto le cose umili e le cose tenere, ma le aveva dette male ed
+egli non le aveva credute; era stata buona e dolce, e non aveva fatto
+che tentarlo dolorosamente, rammentandogli i dolori passati. Ah come
+era triste, e scontenta, e affaticata, e infinitamente delusa, di
+tutto quello che era accaduto!
+
+--Queste cose del passato, _forse_, bisogna lasciarle stare--pensò fra
+sè, e un sospiro le uscì dal petto.
+
+Per andare al Corso ella non aveva osato, a quell'ora, prendere la via
+dell'Archetto che è deserta e male illuminata: così, aveva
+attraversato tutta la via Santi Apostoli, sul marciapiede, uscendo a
+piazza Venezia. Pensò se non fosse meglio, per rientrare in casa sua,
+in via Babuino, prendere una carrozza. Ma la folla, di quell'ora, al
+Corso, la rincorò: la sua vivace immaginazione ricevette una
+impressione, immediata, di distrazione.
+
+--Non ci pensiamo--disse ancora fra sè, sentendo in fondo all'anima
+una delusione infinita.
+
+Così, camminò lungo le botteghe fulgidamente illuminate, guardando con
+occhio distratto le vetrine. Quanto si pentiva di essere stata così
+affettuosa e così dolce, con Giovanni Serra! No, non avrebbe mai
+voluto apparirgli leggiera, frivola e schernitrice, come dieci anni
+prima; ma avrebbe dovuto trattarlo con disinvoltura, ecco, come se
+nulla fosse stato. Come un altro indifferente qualunque. Quasi quasi
+aveva tentato di farsi fare una dichiarazione d'amore, da lui! Quasi
+quasi gliene aveva fatta una, lei! E quello, intanto, glielo aveva
+detto così chiaramente, che non l'amava più! E tutto lo scetticismo
+naturale e giusto, che egli aveva alimentato nel cuore dieci anni, non
+era sgorgato, quando quasi quasi ella gli aveva detto di amarlo! Ora,
+nella via, Clara Lieti, soffriva atrocemente nell'orgoglio. Quasi
+aveva chiesto e non aveva ottenuto: quasi si era abbandonata ed era
+stata respinta. Un'ira si mescolava alla delusione; ella camminava più
+presto, internamente esaltata dalla ferita che aveva scoperto alla sua
+superbia. Poi, camminando, ad un tratto, l'ira cadde:
+
+--Bene mi sta--pensò.--Raccolgo quel che ho seminato. Giovanni ha
+ragione.
+
+Un uomo la raggiunse: erano in piazza San Marcello.
+
+--Signora, buonasera....--e si cavò il cappello, mettendosele accanto.
+
+Era Giovanni Serra. Un po' pallido, niente altro.
+
+--Buonasera--ella rispose, con voce stanca.--Siete venuto via?
+
+--Sì: avrei voluto scendere con voi di là.... ma siete fuggita,
+così.... e poi, si poteva notare....
+
+--Oh, non importa!--diss'ella con un sorriso amaro.
+
+--A me, importa.
+
+La voce di Giovanni pareva meno breve, meno secca. Evitava di guardare
+Clara.
+
+--Posso accompagnarvi, un poco?--le chiese, frenando il tremore di
+emozione che lo vinceva.
+
+--Sì, sì, anche molto.
+
+--Non seccherà nessuno?
+
+--Chi, _nessuno_?
+
+--Qualcuno che vi ami e che voi amiate.
+
+--Io non amo nessuno e nessuno mi ama, Serra--ella rispose,
+freddamente.
+
+--Non è possibile, signora.
+
+--Oh è possibilissimo, credetelo.
+
+--Voi mi parete una donna degna dell'amore di tutto il mondo--e la
+guardò con un impeto di ammirazione, in cui parve risorgesse l'uomo di
+dieci anni prima.
+
+--Siete stato sempre molto esagerato, per me, Serra--continuò ella a
+dire, con un freddo e triste sorriso--e mi avete abituata male. Vi
+assicuro che la gente fa di meno di amarmi, senza nessuno sforzo.
+
+--Non vi conoscono--egli disse, a bassa voce.
+
+--Anche chi mi conosce. Specialmente chi mi conosce.
+
+--Siete in un periodo di pessimismo, signora.
+
+--In verità, Serra, niuno pensa di me tutto il male che io ne penso. E
+sì che tutti mi giudicano assai mediocremente.
+
+--Non parlate così--egli mormorò.
+
+--Voi stesso, Serra.
+
+--Io ve ne domando perdono. Ero tanto turbato.... mi avete parlato in
+un modo così strano....
+
+--Già: è la mia nuova maniera, quella di esser buona--disse Clara, con
+un sorrisetto amaro e gelido--ma mi riesce poco, come vedete.
+
+--Fare il male, vi piaceva di più?--egli le chiese, chinandosi a
+guardarla attentamente, come quando gli parea intravvedere la verità
+di quell'anima femminile.
+
+Ma ella schivò la confessione. Rispose, di scatto:
+
+--Piaceva di più agli altri.
+
+--La perfidia? A chi, dunque?
+
+--A voi.
+
+--A me?
+
+--Proprio. Se io fossi stata una buona e affettuosa donnina e non una
+civetta infernale, se fossi stata un'anima pia e tenera e non una
+beffarda e arida creatura, mi avreste amata ben poco, credetemi--e le
+lampeggiarono gli occhi, come in quei tempi in cui egli delirava per
+quegli occhi.
+
+--Se voi foste stata non buona, ma umana, semplicemente umana,
+Clara--egli disse, a voce bassa--allora, voi non avreste disfatta la
+mia vita.
+
+--Veramente, disfatta? Mi sembra che stiate benissimo--e sogghignò.
+
+--Io non mi lagno, signora--rispose Serra, semplicemente, ma senza
+durezza--e non vi rimprovero.
+
+Ella lo guardò, in silenzio. Veramente, in quel momento, mentre
+attraversavano piazza Colonna tutta fulgida di lumi, Giovanni Serra le
+parve invecchiato. Su quegli occhi azzurri che ogni tanto aveano
+qualche cosa d'infantile, parea che veli e veli di lacrime fossero
+passati, nell'ombra e nella solitudine, quando l'uomo può lasciar
+erompere il suo dolore, oltre le dighe della fierezza. Su quelle
+labbra si era posata una stanchezza che ella soltanto ora scorgeva, la
+stanchezza di aver invano chiamato un nome, di aver invano invocato un
+bacio, di aver invano singhiozzato, nelle ore solinghe dell'abbandono.
+Per la prima volta, e con una intensità profonda, ella sentì che vi
+hanno ferite che non si chiudono mai, e sentì che il tempo può portare
+via una vita, ma non può portare via un dolore da un uomo vivente.
+
+--Quanti anni avete, ora, Serra?
+
+Ella lo chiedeva, così, vagamente, tristemente.
+
+--Trentaquattro, signora.
+
+--Un uomo è giovane, a questa età.
+
+--Anche una donna--egli disse, cortesemente.
+
+Clara ebbe un lieve moto della testa. E con una infinita tristezza,
+soggiunse:
+
+--Io non ne ho più trentaquattro, amico mio.
+
+--No? Non eravamo coetanei?
+
+--Eravamo? Non siamo più. Io ho centotrentaquattro anni, credo. È
+incalcolabile quanto io sia vecchia, Serra.
+
+E mentre ella si abbandonava a quest'asserzione, piena di un vero
+dolore--ella soffriva moltissimo d'invecchiare--tendeva l'orecchio, a
+raccogliere la contraddizione. Ma egli non contraddisse; disse, con un
+ritorno di candore ammirativo:
+
+--Per me, non sarete mai vecchia.
+
+--Vecchissima, vecchissima!--insistette lei, a denti stretti.
+
+--Non dite questo, non lo credete: io non lo credo.
+
+--Io ho dei capelli bianchi, fra i neri.
+
+--Ma non si vedono: io non li vedo.
+
+--Perchè li nascondo o li mostro con disinvoltura. Se mi guardate
+bene, di giorno, ho una quantità di piccole rughe, accanto agli occhi
+e accanto alle labbra.
+
+--Non si vedono; io non le vedo.
+
+--Perchè rido sempre. Ma se sono triste, non so come, i miei capelli
+bianchi appariscono subito e le mie rughe si vedono tutte, sottili,
+che tagliano leggermente la pelle, visibilissime. Che orrore!
+
+Aveva detto questo in fretta, eccitata, come una persona che si
+confessa di un suo grave errore, piena di dolore, con una brutalità di
+particolari, che le rendean fischiante, quasi flagellante la voce.
+
+--Io vi vedrò sempre come vi ho amata, Clara--egli le rispose, con la
+sua buona voce consolante.
+
+--Ah io sono vecchia, Serra: nessuno mi ama più e nessuno mi amerà
+più!--gemette ella, levando il manicotto, sino alla bocca, a soffocare
+un singhiozzo.
+
+Turbato sino al profondo del cuore, egli non trovò parole per
+esprimere il suo pensiero. Forse non ne aveva neppure uno preciso, in
+quell'agitazione di sentimenti. Delicatamente, con una tenerezza
+paterna, egli le prese una mano guantata e la carezzò fra le sue:
+
+--Poveretta, poveretta!
+
+--Se sapeste, se sapeste!--ella balbettò, al massimo dell'emozione.
+
+--So.... so qualche cosa....--e il calore della piccola mano che egli
+sentiva, dall'apertura del guanto, aumentava immensamente la sua
+confusione.
+
+--Se potessi dirvi.... amico mio.... se potessi dirvi tutto--ed
+affannava, come se i più terribili segreti la soffocassero.
+
+--Tacete.... non dite niente--egli le susurrò, all'orecchio.
+
+--Che bene mi farebbe il parlare, amico mio! ah io mi sento affogare.
+Da anni e da giorni, io vorrei gridare, urlare, pur di gittar via la
+mia pena.
+
+E lo guardava con occhi così dolorosi e così interrogativi, così
+invocanti un orecchio pietoso alle confidenze, che egli si arretrò.
+Era pallidissimo: ma Clara, nell'egoismo della sua angoscia, non se ne
+accorgeva.
+
+--Non potrei ascoltarvi, Clara.
+
+--E perchè, e perchè?
+
+--Così: non potrei.
+
+--Non mi siete amico, allora?
+
+--Sì, vi sono amico--e parlava con un evidente sforzo.
+
+--E non vorreste confortarmi?
+
+--Vorrei, vi giuro che lo vorrei; ma così, non posso.
+
+--Che crudele siete! Voi sapete che se io potessi dirvi la mia croce,
+essa sarebbe meno schiacciante, meno pesante; voi sapete che se io
+potessi piangere accanto a voi, a lungo, a lungo, piangere
+immensamente, infinitamente, queste lacrime mi laverebbero da ogni
+torbido proposito: e mi negate questo sollievo. Ah siete un crudele!
+Non eravate, crudele!
+
+Si erano fermati all'angolo di via Babuino, dopo aver attraversata
+piazza di Spagna. Egli la guardava, immobile, con gli occhi pieni di
+dubbio.
+
+--Ma che donna siete voi, Clara, che non dovete intendermi nè prima,
+nè poi? Io, vi debbo consolare, quando tutto il tempo della vostra
+gioia è stato dato ad altri? Io? Chi sono io? Niente, nessuno Così
+avete voluto che io fossi: niente e nessuno.
+
+--Avete ragione--ella disse, domata a un tratto, caduta nella
+rassegnazione e nell'umiltà.
+
+--Non vi rammentate che vi ho adorata come uno schiavo e che avete
+battuto sul mio cuore, come si batte sul dorso di uno schiavo? Non vi
+rimprovero, non mi lamento: ma voi mi domandate anche della pietà, voi
+che non ne avete avuta mai!
+
+--Avete ragione--Clara ripetè, umilmente.
+
+--Vi rammentate, Clara, che vi ho voluto bene così teneramente e che
+non me ne avete voluto mai? Vi ricordate che avete lasciato che io vi
+amassi, incoraggiandomi talvolta, talvolta avvilendomi, facendomi
+passare dalla gioia alla disperazione, in un giorno, e non volendomi
+bene mai, mai, nè prima, nè dopo, nè mai? È vero, o no?
+
+--È vero, è vero--ella annuì, chinando il capo, fatta quasi più
+piccola dall'annichilimento, in cui la gittavano il rimorso e il
+rimpianto.
+
+--Vi rammentate, Clara, che ne avete amato un altro, me presente, che
+avete voluto che io lo sapessi, che me lo avete detto, ridendo?
+
+--Sì, sì, è vero.
+
+--E ora, Clara, ora che sono passati dieci anni, ora che voi avete
+mutato il vostro cuore, come dite, ora voi siete come allora, voi
+volete che io vi conforti, perchè un altro vi ha lasciata. Voi siete
+crudele come in quel tempo, Clara: allora ridevate, adesso piangete,
+ecco la differenza!
+
+--Scusatemi--ella mormorò, nel colmo dall'avvilimento.
+
+--Ma io sono un uomo, Clara, e se posso avere spezzato il mio cuore,
+se posso aver vinto ogni desiderio e ogni speranza, sono sempre un
+uomo, e voi non mi potete raccontare i dolori, che vi ha dato l'amore
+di un altro!
+
+--Perdonatemi!
+
+E fece l'atto di volergli prendere la mano. Ma egli la ritrasse.
+
+--Non mi avrete capito, mai, Clara. Morirò, ma non saprete nulla di
+me--concluse egli, più freddamente, essendo giunto quasi a vincere la
+sua emozione.
+
+Così camminarono in silenzio verso la casa di Clara. Ella andava a
+capo basso, sentendo di avere errato ancora, di avere inutilmente
+violato la fierezza del proprio cuore, mostrandone il segreto dolore,
+a un uomo che non poteva avere pietà di lei: sentendo di avere
+nuovamente offeso quel cuore che era stato così intieramente suo e che
+ora non aveva più forza pel desiderio, avendone solo per la dignità.
+Più amaro crebbe in lei il rimpianto, comprendendo di essere passata
+accanto all'amore, alla devozione, alla dedizione più completa, senza
+accorgersene, abbandonando alla solitudine, all'angoscia questo cuore
+inutilmente devoto e inutilmente affezionato. Era troppo tardi,
+oramai, anche per far risorgere in questo cuore una mite affezione:
+troppo tardi, per ridare a questo cuore la bella luce della fiducia.
+Due volte, quasi fosse sola, ella fece un piccolo cenno definitivo,
+con la mano aperta che pendeva lungo la gonna e le cui dita pareva
+avessero lasciato andare un piccolo e prezioso tesoro. Camminavano
+accanto: ma ella che non aveva mai capito chi egli fosse, intendeva
+che le loro strade erano diverse. Quando furono innanzi al portone, si
+fermarono. Egli aveva l'aspetto più stanco che mai; ma niuna durezza
+vi fu nello sguardo con cui la fissò.
+
+--Buonasera--ella disse, con un'intonazione monotona.
+
+--Buonasera--egli rispose, cavando il cappello e facendole un grande
+saluto.
+
+Ma non si lasciarono subito. Parea che si dovessero dire qualche altra
+cosa. Parea che ambedue sapessero di non doversi veder più e che una
+qualche cosa, più intima, più misteriosa, si dovessero dire. Ella gli
+stese la mano: egli la rattenne un poco fra le sue, ma senza
+stringerla. Ambedue sedavano a stento il tumulto delle loro anime.
+Poi, a un tratto, egli le domandò una cosa strana, impensata:
+
+--Che fate ora, sopra?
+
+--Io? Nulla.
+
+--Qualcuno vi aspetterà?
+
+--No. Nessuno.
+
+Il tono era della più perfetta franchezza.
+
+--E voi, che fate?--chiese ella con eguale incoscienza.
+
+--Vado a casa.
+
+--A casa! E che ci farete?
+
+--Non so.
+
+--Buona sera, Giovanni--ella mormorò, facendo per andarsene.
+
+Ah, quale sussulto, lo scosse! Ella che aveva sempre trovato
+antipatico, brutto, volgare il suo nome di battesimo, tanto che egli
+aveva finito per odiarlo, ella lo pronunciava adesso, dopo dieci anni,
+con tanta soavità! Egli s'inchinò e le baciò la mano, leggermente. Si
+guardarono: ella volse le spalle; pian piano entrò nel portone,
+cominciò a salire le scale. Non era forse incerto il passo della
+donna, salendo per quelle scale, alla sua casa deserta? Il passo
+dell'uomo era incerto, andando alla sua casa deserta.
+
+
+
+
+II.
+
+
+Ella lo ricercò, dopo soli tre giorni: ed egli che l'aveva fuggita per
+quattro o cinque anni, da quando Clara, dopo un lungo viaggio, era
+ritornata in patria, egli si lasciò ricercare e tenne l'invito.
+Fatalmente, Clara era troppo sola e troppo libera, adesso. Gli aveva
+scritto un biglietto fra il malinconico e scherzoso, per dirgli che la
+sera istessa sarebbe andata al vecchio teatro Argentina, dove
+cantavano una vecchia musica, l'_Armida_, di Glück. Ella vi arrivò
+prima. Vi era un gran ballo, quella sera, all'Ambasciata
+d'Inghilterra, e tutta la grande società romana era colà: l'Argentina
+era quasi vuota, male illuminata, freddina: pochi amatori di musica
+antica stavano nelle poltrone, immobili, a pregustare le melodie
+incantatrici. Clara era vestita di nero: stava in un palco di terza
+fila, di fianco, scelto apposta: una veletta nera le scendeva dal
+cappellino molto semplice e molto carino. Così, sembrava più piccola e
+più giovane. Serra tardò. Due o tre volte, ella pensò che non sarebbe
+venuto e si pentì di avergli scritto. Aveva la più ferma volontà di
+essere umile e schietta, ma il suo amor proprio dava dei sobbalzi
+all'idea di un rifiuto sprezzante. Però, quando egli entrò, senza far
+rumore, ella chiuse gli occhi, a nascondere la gioia del suo sguardo.
+Ella si voltò, gli sorrise e gli stese la mano:
+
+--_O ma belle ténébreuse_....--egli disse, con una certa disinvoltura.
+
+Il tono disinvolto durò così, un pochino. Poi, a lui sfuggì una frase
+pericolosa:
+
+--Io non voleva venire....
+
+--E perchè?
+
+--Mah.... per paura.
+
+--Paura di chi?
+
+--Di voi.
+
+--Di me? Paura?
+
+--Me ne avete sempre fatta un poco, Clara.
+
+--Io sono una povera scema--diss'ella, con la più perfetta umiltà--io
+non faccio paura a nessuno.
+
+Ed era umile e semplice, nello stesso tempo: e una gran bontà le si
+leggeva negli occhi, nel sorriso, trapelava nella sua voce. Gli parve
+piccolina, così giovane e sempre così cara! Pure, volle dire
+quest'altra cosa lui:
+
+--Credevo che non sareste venuta....
+
+--Io? E perchè?
+
+--Per farmi soffrire....
+
+--Io vorrei che foste l'uomo più felice della terra, amico
+mio--esclamò ella, con una sincera convinzione.
+
+Giovanni ebbe un sorriso malinconico. Disse, di nuovo:
+
+--Sì, sì, ho creduto che non sareste venuta....
+
+--Come avete potuto credermi così cattiva?
+
+--Il mio animo è così combattuto dai dubbi, Clara--e il volto gli si
+turbò.
+
+--No, no, non parliamo di ciò--ella replicò, subito,
+interrompendolo.--Fa male ad ambedue.
+
+--È vero--egli consentì. Un sospiro di sollievo gli uscì dalle labbra.
+Ma il pessimo demonio che si annida nelle anime buone e le fa
+tormentate e tormentatrici, gli fece soggiungere:
+
+--Mancavate così spesso ai convegni, allora!
+
+Ella guardò sul palcoscenico, un momento. Lo chiamò, poi:
+
+--Giovanni?
+
+--Che volete?
+
+--Mi fate un piacere?
+
+--Sì, subito.
+
+--Vogliamo lasciare in pace il passato? Vogliamo non amareggiarci
+qualche ora graziosa, che possiamo passare insieme? Vogliamo essere
+anche per un mese, anche per una settimana, anche per una sera, due
+cari amici che si ritrovano, che non ricordano più i torti comuni, i
+torti di uno, è più giusto, e che si dànno, ingenuamente, alla
+serenità e alla letizia di un colloquio senza ira e senza malintesi?
+Vogliamo?
+
+--Potremo noi far questo?--chiese Giovanni ansiosamente.
+
+--Se voi lo volete, sì.
+
+--Io lo voglio, Clara.
+
+E quetamente, tirandosi un po' indietro, i due si posero a discorrere
+sottovoce, guardandosi con dolcezza, l'uno prendendo la parola
+dall'altro, senza mai alterarsi, senza mai alzare il tono della voce,
+mentre la soave musica glückiana che culla l'incantesimo del cavalier
+Rinaldo, pareva cullasse quel dialogo così mite e così dolce. In
+verità, Clara fu perfetta, quella sera. Giustamente malinconica, ella
+seppe a tempo sorridere, perchè il loro colloquio non cadesse nella
+tetraggine, dove sarebbero risorti gli amarissimi ricordi del passato:
+e tutta una dolcezza fioriva dalla sua malinconia e dal suo sorriso,
+dalle sue parole come dal suo silenzio. Più, dal suo silenzio. Giacchè
+ella lasciò molto che parlasse lui, con le manine inguantate di nero
+congiunte sul suo ventaglietto a stelline d'argento, con il viso
+intento dietro il sottil velo nero, con gli occhi placidi e dolci, con
+la bocca tranquilla e dolce che approvava, con un gentil motto delle
+labbra. Sovra tutto, ella non rise mai. Si rammentava che egli, dieci
+anni prima, nei tempi dell'amore e del tormento, detestava quel suo
+riso squillante e clamoroso che le scopriva tutti i denti bianchi, che
+dava un non so che di feroce alle labbra rosee e che le riempiva gli
+occhi di scintille. Lo aveva tante volte visto fremere e impallidire,
+dieci anni prima, a quel mal riso beffardo e aveva sempre più riso,
+per ucciderlo a forza di risate, come in una leggenda! Non rise mai,
+quella sera, mentre Armida cantava le sue magiche canzoni, che davano
+le visioni ineffabili al sonno di Rinaldo. Lo ascoltò, serena,
+raccolta, con un'attenzione così dolce, che l'animo di Giovanni,
+restato in grande trepidanza sino all'entrata in teatro, si venne
+rassicurando, rianimando, rallegrando. Due o tre volte,
+involontariamente, egli alluse al passato, giacchè troppo il suo amore
+mancato aveva influito sulla sua esistenza, deviandola, torcendola ad
+altri ideali dello spirito, più alti, più inaccessibili e più
+tormentosi. Ma ella, dolcemente, non rispose alle allusioni che con un
+cenno di umiltà, abbassando il capo: ed egli si riprese subito,
+commosso da tanta dolcezza. Solo a vederla così, ascoltatrice intenta
+e cheta, tutta data alle parole che, egli le diceva, coi begli occhi
+limpidi nella loro nerezza, piccola, vestita di nero, senza gioielli,
+senza nulla che sfolgorasse, senza nulla che stridesse, egli si sentì
+invadere da una tale letizia dell'anima che giammai gli parve di
+averne provata una simile. Ella fu, in questo, perfettissima: giacchè
+lasciò svolgersi quell'alta consolazione spirituale, senza avere
+l'aria di sospingerla, di provocarla, di goderne come di un trionfo: e
+quando lo spettacolo finì, si levò in piedi, pian piano, prendendo il
+suo mantello. Egli fu più lesto di lei: ed ella sentì che mentre
+l'aiutava ad indossarlo, le sue mani tremavano. Allora, ella ebbe un
+pensiero orgoglioso, muliebre. Pensò:
+
+--Ora mi dà un bacio.
+
+Egli s'indugiò a metterle questo mantello ed ella sentì il suo
+respiro, sulla sua nuca: ma Giovanni non le dette il bacio. E come
+Clara aveva nascosto la sua subitanea ambiziosa idea, così nascose la
+sua pronta delusione. Nè fu una delusione fortissima. La dolcezza di
+quella serata, aveva ingannato anche lei. Ella sapeva bene di fare uno
+sforzo su sè stessa, per reprimere gli impeti del suo temperamento
+bizzarro e per essere assolutamente dolce: ma sperava di poter
+continuare così, sempre che lo volesse seriamente. E come lui credeva
+di aver innanzi una creatura trasfigurata, che gli avrebbe dato le
+fredde, tranquille e ultime tenerezze senz'amore, ma tenerezze sicure
+di un'amicizia muliebre, così ella si lusingava di poter essere questa
+amica gelida, affettuosa e quieta.
+
+Però, ambedue, chiudendo gli occhi, si lasciarono andare a questa
+consolante fiducia. Egli cominciò a vederla più spesso. Ella era molto
+stanca, invincibilmente stanca della vita mondana che aveva fatta
+sempre: e si appartava volentieri. Se andava a una passeggiata, era in
+ore strane e in posti deserti: lo avvertiva, egli ci veniva. Se andava
+in un teatro era alle terze rappresentazioni, in serate vuote; e dieci
+minuti dopo il suo arrivo, entrava lui, nel palco, si sedeva in fondo,
+ella si tirava indietro, un poco. Vestiva di scuro, sempre; sapeva di
+piacergli così. Si può essere una semplice amica, ma si deve piacere
+all'amico. Parlavano con fredda tenerezza. Molto ella ascoltava: ma
+quando diceva qualche parola, era sempre sapiente, detta con la più
+squisita cautela sentimentale. Giammai un'allusione al proprio cuore,
+al proprio stato, nè diretta, nè indiretta: sempre la massima pietà
+per gli altri, la massima indulgenza per ogni peccato, come chi sa che
+è impossibile non peccare, quando si deve peccare. Egli si era mutato,
+però. Non poteva tenere il patto di non evocare il passato. Era la sua
+vita, il suo amore di dieci anni prima, e ricompariva sempre più
+spesso, fino a che divenne il solo soggetto dei suoi discorsi. Taceva
+da tanti anni e con tutti, che ora la verità di quella mortale
+passione sgorgava infrenabile. Ella ascoltava, stupefatta; ma non
+interrompeva mai. Veramente, egli aveva ragione: Clara non aveva mai
+capito quanto era stata amata: ora, lo capiva. Ogni tanto, quando egli
+le diceva una delle sue torture ineffabili di gelosia, di allora, ella
+faceva un atto come per chiedere perdono, un atto in cui ella si
+dichiarava colpevole, sì, ma incosciente, ma ignorante, ma degna di
+perdono. Egli la guardava con tanta tenerezza, che, senza parlare, le
+diceva di averle perdonato. Quando egli si meravigliava che ella
+avesse potuto essere così atroce, essa gli diceva di esserne stupita,
+di stupirsene, lei stessa: e ciò come se si parlasse di una donna
+assente, di cui si compatissero gli errori. E quando egli giungeva a
+narrare certe ore terribili in cui avrebbe voluto morire, pure di
+strapparsi dal petto questo amore, ella aveva una frase di pietà
+profonda, intima, raumiliata, la frase del carnefice pentito innanzi
+alla sua vittima:
+
+--Voi siete buono.
+
+Niente altro, diceva. Ella non si difendeva mai, nè si accusava:
+quando egli l'accusava, gli dava ragione, con un'occhiata, con un
+triste sorriso, con un cenno espressivo della bella bocca. Vi era un
+ritornello, che egli pronunziava sempre, nervosamente, a traverso i
+suoi racconti scuciti; un ritornello che rivelava l'attossicamento
+della sua vita, in tutte le sue più pure sorgenti, l'avvelenamento
+crudele di un sangue giovane e di un'anima, resa inetta a vivere e
+incapace di morire così. Il ritornello:
+
+--Che veleno mi avete dato, che veleno!
+
+Quando ella lo udiva, aveva un moto così pessimista della testa e
+della persona, sulla crudeltà muliebre, che egli si commoveva.
+Talvolta, tornava la frase:
+
+--Quanto veleno, Clara, quanto veleno!
+
+Ella diceva, allora, umilissimamente:
+
+--Avete ragione.
+
+Ma da questa sua umiltà voluta, e poi quasi fatta naturale, nei loro
+colloqui, da questo suo abbassarsi nella coscienza dei suoi gravi
+torti, da questo non difendersi giammai, da questo dargli ragione,
+sempre, da questo racconto triste e violento di un amore
+infelicissimo, ella trasse una nuova sensazione e un nuovo sentimento.
+Il senso della sua colpevolezza, verso Giovanni, giganteggiò ai suoi
+occhi: e il sentimento della riparazione divenne acuto e ardente,
+quanto era stata la colpa.
+
+Così, mentre Giovanni risaliva tutta la piena della sua grande
+sciagura sentimentale e con la sua sensibilità fine e tenera ne
+approfondiva, narrandoli, tutti i dolorosi particolari, Clara che
+aveva un temperamento più fantastico che sensibile, esagerava, con una
+dura voluttà di abbassamento, contro sè stessa, la propria aridità
+passata e l'atroce perfidia. Tanto che, alla fine, secondandolo e
+sorpassandolo ella, ambedue sembrarono accanirsi contro una persona
+assente, lontana, morta, che ad ambedue avesse commesso i più gravi
+torti. Anzi quella lunga istoria intima, tenuta chiusa nel cuore per
+dieci anni di esistenza triste, priva di spirituali conforti,
+traboccando dalle labbra di Giovanni perdeva molta amarezza, nello
+sfogo: e la naturale indulgenza di quel cuore virile che non sapeva
+dimenticare, ma sapeva perdonare, trovava delle misteriose scuse alla
+donna che era stata con lui senz'amore, senza carità, senza pietà.
+Invece, quella medesima istoria, a Clara sembrava più lugubre e più
+ignobile che mai, quando ella pensava il come e il perchè della sua
+perfidia e della sua durezza. Internamente, ella si maltrattava, molto
+più che Giovanni l'avesse maltrattata mai, nei momenti di maggior
+furore. Ogni tanto, quando egli le aveva descritto una delle sue sere
+tragiche, di quel tempo, quando egli passeggiava le serate intiere
+sotto la sua casa, non per vederne le finestre illuminate, giacchè
+ella era fuori, a ridere, a divertirsi, ma per aspettarla quando
+tornava, per vedere con chi tornasse, per vedere il suo bianco volto
+nella oscurità, per udire quel riso alto e beffardo e per
+allontanarsi, non salutato, non riconosciuto, non visto, non
+rammentato, egli, col più tenero dei rimproveri, le prendeva le mani e
+le chiedeva:
+
+--Come avete potuto essere così cattiva?
+
+Ella non s'inteneriva, col viso chiuso, con le sopracciglia
+aggrottate, piena d'ira e di disprezzo contro questa Clara tanto
+colpevole, e rispondeva, duramente:
+
+--Io sono stata sempre cattivissima.
+
+--Chi sa....--mormorava lui, nella semplice clemenza del suo
+animo--chi sa per quali strane ragioni....
+
+--Non v'illudete, Giovanni: per nessuna misteriosa ragione. Non vi
+fate di me una figura romantica. Io ero civetta, volgare e cattiva
+come l'ultima delle donne, ecco tutto.
+
+--No, no, cara donna, non vi avvilite così--soggiungeva lui, colpito
+dai più bizzarri sentimenti, in contraddizione--io non voglio che vi
+avviliate. Forse, io fui ingiusto: forse, sono ingiusto ancora adesso.
+Chi soffre, chi ama, è così facilmente ingiusto.
+
+--Voi siete il più onesto e il più buono fra gli uomini--ella
+rispondeva, con gli occhi velati dalle lacrime.
+
+Tacevano. Spesso, in quel periodo acuto di reminiscenze, mentre
+Giovanni si lasciava andare alla immensa consolazione di parlare del
+suo amore passato, egli intravedeva confusamente, in queste tenere e
+tristi confidenze, non so quale pericolo. L'intensa attenzione con la
+quale Clara lo ascoltava, la squisita furberia sentimentale con cui lo
+interrogava, i suoi silenzii pieni di una repressa emozione, a un
+tratto facevano risorgere tutti i suoi dubbii e la sua anima
+sofferente si rigettava indietro, sgomenta di essersi troppo
+abbandonata. Spesso, diffidente vagamente, egli tentava di togliere il
+discorso, dicendo che questi ricordi lo turbavano troppo: ma ella
+l'obbligava, prima con la dolcezza, poi con una certa energia di
+volontà coperta di dolcezza, a ritornare alla triste istoria. Una
+sera, in una passeggiata al chiaro di luna, gli disse:
+
+--Ditemi tutto. Forse mai più ci potremo vedere così liberamente e
+così spesso: forse, fra una settimana, fra un giorno, non ci vedremo
+più. Dite, dite, che io sappia, che io non muoia senza aver saputo,
+che qualcuno mi ha veramente amata.
+
+--Potremmo non vederci più, Clara?
+
+--La vita è oscura--ella rispose, profondamente.
+
+Forse, per questo, ella moltiplicava gli incontri, dandogli sempre dei
+nuovi convegni, ansiosa, affannosa, come se il tempo le fuggisse, come
+se ella avesse qualche misteriosa chiamata altrove e che la
+presentisse. Ella arrivava più presto, portando dei fiori nelle mani,
+come era il suo costume, un po' pallida sempre, sotto le fini velette
+nere, vestita quasi sempre di nero, piccola, con un viso che si levava
+verso lui, esprimente una immensa ansietà negli occhi dolci che egli
+aveva adorato, nella bocca ancora fresca e vivida che era stata la sua
+adorazione. Si stringevano appena la mano e si mettevano accanto,
+passeggiando piano, non vedendo nessuno, andando per le vie più strane
+e più remote, perdendosi per ore intiere, parlando di quel passato che
+ella evocava, con un motto, con un gesto. E più il tempo trascorreva,
+più cresceva in lei, in duplice corrente spirituale, un infinito
+rimpianto per il passato e un acuto rimorso. Di lontano, questo amore
+di cui ella aveva riso, in pubblico, questo amore di cui ella si era
+burlata, come una pessima femminetta, questo amore per cui ella aveva
+avuto il più palese disprezzo, questo amore si faceva più alto, più
+puro, più spirituale, staccato dal tempo e dallo spazio, sciolto dalla
+realtà dei fatti. In certe sere, in cui lui la riaccompagnava a casa,
+sino al portone, non volendo mai salire sopra--non voleva salire, era
+inflessibile, non voleva metter piede in casa sua--dopo aver ancora
+chiacchierato a lungo, nell'ombra, ella saliva sopra, così smorta che
+pareva svenisse. Nella casa non vi era che un sol lume, nella sua
+stanza da letto; ed ella l'attraversava, questa muta e deserta casa,
+all'oscuro, a tentoni, guardando nell'ombra. Ma quando giungeva nella
+sua stanza da letto, ella si gittava sul letto, col capo nascosto nei
+cuscini, piangendo, singhiozzando, sull'irreparabile:
+
+--Che ho fatto, che ho fatto! Che amore ho perduto, per sempre, per
+sempre!
+
+Acuto rimpianto e acuto rimorso! Essa, forse, nel furore contro sè
+stessa, esagerava, dipingendosi come l'anima femminile più turpe
+comparsa nella gran falange muliebre; ma non era men vero che la
+esistenza di Giovanni Serra era stata infranta da quella passione
+infelice, tanto che egli non aveva raggiunto, come il suo cuore e il
+suo talento meritavano, nè la gloria, nè la felicità: non era men vero
+che egli era un essere senza molla interna che lo spingesse, senza
+desiderii e senza speranze: non era men vero che, per questo amore,
+egli aveva gittato la sua salute, la sua gioventù e la sua fortuna:
+non era men vero che egli possedeva la più preziosa qualità umana, che
+è l'onestà, e la sublime virtù che è la bontà. Come non doveva Clara
+piangere, nella solitudine della sua stanza, tutte le più ardenti e le
+più amare lacrime su questo amore perduto e su questo cuore infranto?
+Come non doveva sentire in sè, temperamento mobile e violento,
+assetato di amore, assetato di felicità, la ribellione contro
+l'irreparabile?
+
+Invero, si trovava di fronte all'irreparabile: ed era quello che le
+faceva torcere le braccia, nella notte, quando per tutta una serata
+ella aveva udito il mormorio dell'amore, al suo orecchio, ma di un
+amore finito, morto. Giacchè ogni parola, ogni frase di Giovanni
+Serra, pur restando nella più fine gentilezza da uomo a donna, pur
+avendo la poesia della tenerezza, diceva a Clara, che egli non l'amava
+più. Invano ella, con l'animo ansioso--era questa, la sua
+ansietà--interrogava ogni tono di voce, scrutava il senso riposto di
+ogni motto, rifaceva, da sola, tutto il loro dialogo, per scoprirvi
+una sottil luce presente. No, non l'amava più, malgrado la commozione
+che egli aveva, sempre, nel lasciarla, nel rivederla, malgrado il
+fascino che subiva, malgrado la gran tenerezza che dominava ogni suo
+atto. Amore vissuto tanto tempo e così ardentemente e ora sepolto
+sotto un mucchio di gelida cenere che una mano andava smovendo, mano
+sapiente che conosceva la storia di quel fuoco e di quella vampa e che
+la rievocava, sulla fredda cenere. Giovanni non parlava quasi mai del
+presente, con un atto di finezza d'animo, quasi dolendogli di non
+poter ancora ardere come prima, quasi sembrandogli un'offesa al suo
+idolo, la fiamma spenta e le ceneri gelate. Non diceva nulla, ma si
+capiva così chiaramente, che nulla più, più nulla, non la più piccola
+scintilla ardeva innanzi alla cara donna, simulacro vano della
+passione, morto, come la passione era morta. Ed ella, sì, singhiozzava
+nelle sue notti senza sonno su quella grande fiamma spenta, sentiva di
+essere passata accanto alla felicità senza vederla, allontanandosene
+per sempre, ma esclamava, fra l'inutile pianto:
+
+--Ha ragione, di non amarmi più, ha ragione: egli soltanto ha ragione,
+egli che ha amato!
+
+Ma da queste nascoste battaglie dello spirito che Clara combatteva,
+con tutto l'impulso di una natura appassionata, sebbene fugace; da
+questa umiliazione in cui la sua anima era caduta, tanto che parea si
+prostrasse innanzi a Giovanni Serra; da questo indicibile rimpianto
+dell'amore, acutissimo in una donna che aveva amato l'amore sovra
+tutte le cose umane e a cui l'età non calmava l'anima; da questo
+tormentoso rimorso che si sollevava da tutti gli istinti di giustizia
+e di equità offesi, sorse dentro Clara una impetuosa volontà di
+correggere e di vincere il destino. Ella pensò, questo: che era suo
+dovere morale amare Giovanni Serra, di un amore profondo e devoto che
+fosse l'estremo della sua vita, e in cui ella prodigasse tutte le
+ultime e supreme dolcezze del suo cuore; che non solo era suo dovere,
+ma che era questo il suo desiderio sentimentale più forte, più
+immediato, più irresistibile; che non solo era un desiderio
+irresistibile, ma che era, questo amore, la più cara speranza del suo
+cuore che voleva lavarsi, che voleva purificarsi e diventar nuovo e
+candido come il cuore del Salmista; che non solo era la sua più cara
+speranza, ma che era la salvazione della sua dignità di donna,
+l'assoluzione dei suoi errori trascorsi, la vecchiaia percorsa senza
+più sentire rimorsi, aspettando serenamente la morte. Sorto dalle ire
+soffocate e dai profondi disprezzi di sè stessa, questo pensiero di
+amore l'avea in un baleno soggiogata e tutta l'anima ebbe il calore
+del metallo in fusione. Nessuna voce interna l'avvertì di non mettersi
+a questo periglioso passo, nelle sue condizioni, alla sua età, con un
+uomo come Giovanni Serra: e se talvolta, un nero presentimento la
+colpì, a traverso le esaltazioni del suo entusiasmo, se il negro
+presentimento le susurrò che ella si avviava a un errore anche più
+fatale e anche più irrimediabile degli altri, ella ebbe il cenno
+disperato di coloro che sono ebbri di sacrificio.
+
+Giovanni non l'amava più: è vero. Che importava? Il suo cuore di donna
+che ella aveva sentito morto, duro come una pietra, per tanti anni,
+dentro il suo petto, ardeva di un sentimento dove tutto era elemento
+di ardore, il rimorso, il rimpianto, la pietà, la tenerezza, il
+bisogno di devozione, il bisogno di darsi, il bisogno di abbandonarsi.
+Che importava che Giovanni Serra non l'amasse più? Ella voleva amarlo
+così profondamente, così piamente, con tanto completo abbandono di
+ogni amor proprio e di ogni orgoglio, con tanto perfetto oblio di ogni
+vanità e di ogni altro istinto mediocre umano, che tutto il dolore
+passato sarebbe pagato da questa immensa abnegazione amorosa. Ella
+voleva espiare il suo passato, soffrendo come egli aveva sofferto,
+dando il suo cuore a un essere che non poteva più amarla; voleva
+espiare di non avere amato, amando senza speranza, solitaria anima che
+recitava un monologo appassionato e doloroso. In fondo, come per tutti
+i grandi penitenti, la sua espiazione sarebbe stata anche il pascolo
+della sua anima. Oramai, la sua esistenza di donna era deserta. Aveva
+trentaquattro anni: e nell'abbandono in cui era caduta, si sentiva
+assai più vecchia, incapace di tentare un'altra volta l'ignoto
+dell'amore. Era stata molto amata, due o tre volte: ma fatalmente,
+questi amori si erano dileguati, come se mai fossero esistiti: e due
+volte ella aveva dato il suo cuore, e due volte era stata abbandonata.
+Esistenza finita, dunque, giacchè le illusioni non risorgono mai dalla
+loro tomba: e le stanchezze morali sono più forti di quelle fisiche.
+Che restava a Clara, se non questa ultima speranza di potersi dare a
+un sentimento vivido e duraturo, a null'altro simile, senza fallacie e
+senza disfatte? La sua espiazione, quella di voler amare Giovanni
+Serra, era anche la sua salvazione, giacchè ella sapeva di non poter
+vivere senza l'amore, un amore qualunque, ma un amore, un amore!
+Meglio, meglio, se ciò non era un'avventura in un cuore sconosciuto,
+innanzi a un'anima misteriosa, un'avventura di incerto risultato, ma
+portante con sè, forse, una disperazione e un'onta novella: meglio, se
+era l'amare una creatura nota, stimata, ammirata per le sue
+nobilissime virtù, una creatura senza amore, è vero, ma che aveva
+saputo amare, ma che si sarebbe lasciata amare, dolcemente,
+teneramente. L'espiazione sarebbe stata la vita della sua anima ed
+ella vi si sarebbe buttata con ebbrezza, giacchè quello che più
+temeva, per sè e intorno a sè, non era il dolore, ma era l'aridità,
+non era la tortura, ma era il silenzio, non era la passione infelice,
+ma era l'indifferenza. Un mese prima, ella era immersa nel marasma più
+profondo, moralmente così misera che non osava neppur dire a nessuno
+la sua miseria: ella si vedeva già finita, senz'amore, senza amicizia,
+coi soli legami frivoli mondani, ritenuta per una donna senza
+cuore--giacchè questa, fatalmente, era la sua reputazione--e gemente
+intanto nel desiderio dell'amore. Ora, ora, da quel pomeriggio in casa
+di Anna, ella aveva dato una sublime ragione alla sua esistenza.
+
+Dai grandi occhi spiranti uno strano turbamento, dai subitanei pallori
+che le coprivano il volto, quando egli appariva, dalle mani che si
+facevano fredde nelle sue, da certi più prolungati silenzii che
+regnavano fra loro, dall'imbarazzo crudele di certi momenti, dai
+sussulti che ella non sapeva reprimere, a certi atti, a certe parole,
+Giovanni intravide che accadeva qualche grave fatto nell'anima di
+Clara. Una o due volte, la interrogò:
+
+--Che avete?
+
+--Nulla--ella diceva, chinando gli occhi, mordendosi lievemente il
+labbro, come quando non pronunziava la parola che voleva pronunciare.
+
+Egli credette che Clara gli nascondesse un fatto dispiacevole, forse
+una lettera dell'uomo che l'aveva abbandonata, o il suo ritorno,
+forse. Diventò più freddo, più riservato. Mancò a un appuntamento.
+Ella lo rimproverò assai, quando lo rivide.
+
+--Io vi disturbo, Clara--diss'egli, malinconicamente.
+
+--Che vi fa pensare ciò?--gli chiese ella, precipitosamente.
+
+--Sono stato sempre così superfluo, nella vostra vita. È sempre
+l'ultimo venuto, che mi ha scacciato. Almeno, confessatemi la verità.
+
+--Non ho nulla da confessarvi, Giovanni.
+
+--Ma voi siete agitata, molto, da qualche tempo.
+
+--Sì, è vero.
+
+--E non volete dirmi perchè?
+
+--No, non ve lo voglio dire.
+
+--Non me lo merito?
+
+--È inutile.
+
+--Non vi posso metter rimedio?
+
+--No--ed ella voltò la testa in là.
+
+--Nè consolazione?
+
+--Consolazione? Forse.
+
+--Ditemi come e lo farò.
+
+--Non qui, Giovanni.
+
+--Dove, dunque?
+
+--Nella mia casa--ella rispose, tendendo a sè stessa, e a lui,
+inconsciamente, il più terribile tranello.
+
+--Sapete che non ci verrò mai--egli, disse, sgomento, sentendo il
+pericolo.
+
+--Ebbene, io non vi narrerò le mie pene, Giovanni--diss'ella,
+tetramente.
+
+--Scrivetemi....
+
+--No.
+
+--Parlate qui, altrove....
+
+--Nella via, in teatro? No, no.
+
+--Io non posso venirci, lo sapete, in casa vostra--egli mormorò, già
+più debole, già affascinato.
+
+--Perchè?
+
+--Non mi obbligate a dirlo.
+
+--Ditelo.
+
+--È la casa dove avete amato _un altro_.
+
+--Che ve ne importa, se non mi amate più?--ella disse, levando le
+spalle, amaramente.
+
+--Ah io soffro sempre, Clara, anche non amando!
+
+--Quante volte, lo ripetete, che non amate, Giovanni! è troppo--e il
+suo tono fu così lamentoso che egli s'intenerì.
+
+--Verrò.... forse.... una sera....
+
+Ella sorrise, nel fondo dell'anima.
+
+
+
+
+III.
+
+
+Tre volte Giovanni Serra mancò alla sua promessa. Le diceva: verrò
+domani sera, alle nove. Clara lo aspettava in preda a una emozione
+nervosa, a cui la sua fantasia dava un carattere passionale. Ella dal
+pomeriggio dava ordine che nessun altro venisse introdotto e ripeteva
+le sue raccomandazioni, alla cameriera, con insistenza: quando l'ora
+si appressava, per frenare la sua torbida impazienza, ella si metteva
+a riordinare delle carte, prendeva un libro, forzandosi a intendere
+ciò che leggeva. Giovanni non veniva. Le fresche rose che ella aveva
+messe nei vaselli nitidi, rientrando a casa, parea che declinassero e
+languissero, quasi per morte; il fuoco si covriva di cenere, nel
+caminetto; ed ella, discesa dalle esaltazioni sentimentali, cadeva in
+uno snervamento profondo. Alla fine di queste serate d'inutile attesa,
+la parte più sincera di lei pensava che era meglio, lasciar finire,
+senza finirla, questa singolare avventura, che le cose morte non si
+vivificano e che anche per lei, Clara, così innamorata dell'amore, era
+troppo tardi per tentare un ultimo fatto del cuore. Ma l'istinto della
+vanità muliebre, mediocre istinto, ma che non isbaglia mai, tanto è
+finemente esercitato, le diceva che quegli appuntamenti mancati erano
+tante vittorie negative, è vero, ma vittorie, sul cuore di Giovanni:
+che chi non va, ha paura di andare; e chi ha paura di andare, ha
+sempre il cuore debole e facile a essere trascinato, in un impeto
+dell'altrui energia. Così, ella, nelle immense prostrazioni di una
+vivacissima speranza delusa, trovava novelle forze per ritentare
+l'anima di Giovanni. Egli balbettava, inventava delle scuse magre, per
+colorire la sua assenza: ma ella lo vedeva molto confuso. Dietro il
+pretesto di un impegno dimenticato, di un ostacolo improvviso, il
+freddo istinto della vanità intravedeva il combattimento del cuore di
+Giovanni; ed ella se ne compiaceva, dimenticando il suo nobile
+divisamento di amare Giovanni, senza domandargli il ricambio. Alla
+terza sera, ella lo aspettò dietro i cristalli del balcone; più
+nervosa, più triste, più esaltata che mai, ella finì per aprire il
+balcone, malgrado il freddo della serata. Ebbene, all'ora indicata,
+ella lo vide giungere frettolosamente, a capo basso, fermarsi due
+minuti sotto il portone, ed uscire di nuovo, lentamente
+allontanandosi. Non aveva avuto la forza di salire. Era un gran freddo
+nell'aria, quella sera: ma ella rientrò con le guancie brucianti. E
+l'indomani non gli fece nessun rimprovero. Sentiva che Giovanni aveva
+subìto una tortura segreta.
+
+Egli venne, al quarto appuntamento, quando ella non lo aspettava più,
+alle dieci e mezzo, invece che alle nove. Il suo orecchio fine udì il
+suono timido e debole del campanello, udì la voce bassa con cui egli
+domandava di lei, in anticamera, e il passo cheto con cui egli si
+avanzava, a traverso l'appartamento. Clara soffocava per il battito
+del suo cuore: e l'accoglienza che gli voleva fare, disinvolta e
+serena, come a un amico che venisse sempre, e le parole che gli voleva
+dire, tutto sparve, ed egli la trovò in mezzo alla stanza,
+aspettandolo con troppo palese ansietà e porgendogli una mano glaciale
+e tremante. Sedettero ambedue non accanto, ma dirimpetto: taciturni,
+imbarazzati. Clara non osava aprir bocca; intendeva che la sua voce
+l'avrebbe tradita. Egli guardava, come trasognato, i galloni rossi e
+azzurri che adornavano il vestito di lana bianca di Clara.
+
+--Mi volevate:--eccomi--egli disse, con un sospiro, chinando gli
+occhi.
+
+--Grazie--mormorò ella, semplicemente.
+
+--Chiederete voi che io faccia qualche altro sacrifizio, al vostro
+fascino?
+
+--Tanto vi è costato, questo?--Clara interrogò, ansiosamente,
+piegandosi verso lui.
+
+Egli si arretrò, quasi temendo la vicinanza di quel volto. Disse:
+
+--Mi è costato moltissimo.
+
+--Ma perchè?--e aveva un tono così ingenuo, chiedendo ciò, ella!
+
+--Proprio, non lo capite?
+
+--No.
+
+--Questa casa mi è odiosa.
+
+E un riflesso di tetraggine gli si diffuse sul volto. Clara si guardò
+intorno.
+
+--Non capisco--disse.--Siamo soli....
+
+--Siamo soli?
+
+--Dubitate di ciò?--ed ebbe, sulle belle labbra un riso forzato.
+
+--Io credo che vi sia possibile fare tutto--egli soggiunse,
+guardandola con quel misterioso terrore, come quando gli parea veder
+sorgere un mostro nella donna.
+
+--Tutto, che?
+
+--Non mi domandate troppe cose, Clara: io sono molto turbato. Parlate
+voi, piuttosto.
+
+--Sì--ella annuì, cercando di vincere, prima di tutto, sè stessa.--Lo
+vedete, siamo soli. Nessuno può venire e nessuno ha diritto di
+entrare. Qui vi è la vostra amica, che vi aspetta da tanto tempo, che
+è così felice di passare un'ora, con voi, in una stanza chiusa....
+
+Egli guardò le porte, con una lieve ombra di diffidenza e di paura
+negli occhi.
+
+--Anche a voi, fanno terrore le porte socchiuse?--ella soggiunse,
+infantilmente. E si levò, andò a chiudere le due porte, fra le tende.
+
+--Voi temete di vedere entrare qualcuno, sempre, è vero, Clara?
+
+--Sì, da bimba, l'ho sempre temuto. Se qualcuno saliva alle mie
+spalle, nelle scale, se qualcuno mi seguiva, in un appartamento, se
+una porta restava aperta, con un vano oscuro, io era assalita da uno
+sgomento folle, e, sentite, adesso--soggiunse, dandogli la mano--solo
+a parlarne, io tremo tutta....
+
+Egli trattenne quella mano fra le sue, ma mollemente.
+
+--Sono sempre così sola!--ella soggiunse, e gli occhi le si velarono
+di lacrime, mentre il volto, le si tramutava.
+
+Giovanni guardò quello scoloramento e quei begli occhi velati:
+impallidì leggermente.
+
+--Non sempre siete stata sola--mormorò, con un'intonazione ironica, ma
+non aspra.
+
+--Oh!--e Clara fece un gesto largo, per dire che tutto era finito.
+
+--Lo avete già dimenticato, Clara?
+
+--Intieramente--ella rispose, con un cenno tagliente.
+
+--Dimenticate presto, mi pare.
+
+--Sì, tutto quello che non merita di esser ricordato.
+
+--Ma che meritò di essere amato, però.
+
+--Oh chi non ha errato, nelle cose del cuore? Chi ha mai preso la via
+giusta, amando?
+
+--Nessuno, avete ragione--diss'egli, malinconicamente.
+
+--Io ho sbagliato sempre, io--e il bel volto ebbe un fremito di
+dolore.
+
+--Sempre?
+
+--Sempre. Mi hanno amata poco: o male: o niente. Sarà una bella burla,
+alla fine della mia vita per me, che porto la reputazione di avere
+ispirato delle passioni folli, l'accorgermi che nessuno mi ha amata,
+mai.
+
+E un doloroso, amarissimo ghigno le contrasse il viso. Clara era
+immensamente sincera, in quel momento. Aveva tenuto solo all'amore,
+nella vita e, probabilmente, non lo aveva, nè visto nè provato mai.
+
+--Quanto siete ingiusta, Clara!
+
+--Con chi?
+
+--Con me.
+
+--Ah già, è vero, voi pretendete di avermi adorata---ella soggiunse
+eccitata, ma schiettissima, sempre.--Chi ne sa nulla! È una leggenda:
+tante leggende sono false.
+
+--Perchè dite questo? Perchè volete negare il passato?
+
+--Bella istoria, il passato! Ognuno se ne inventa uno, a propria
+convenienza, quando il passato è passato. Chi conosce la verità? Voi
+intanto, no: e io, neppure. Forse non mi avete amata mai; e tutta la
+leggenda non è che una cosa buffa--e rise clamorosamente, offendendolo
+anche col suo riso.
+
+--Clara, io non sarei qui, se non vi avessi amata--egli disse
+seriamente.
+
+--Vale a dire?
+
+--Che ci vuole una grande tenerezza, per dimenticare quello che mi
+avete fatto: e una grande tenerezza non viene che da un grande amore.
+
+--Bella rovina, illuminata a chiaro di luna--ella disse, non ridendo,
+tetramente.
+
+--Ognuno dà quello che può--Giovanni rispose, con una tristezza
+semplice.
+
+Clara tacque. Scherzava con un tagliacarte giapponese e se ne pungeva
+le dita. A un tratto, si rivolse tutta mutata:
+
+--Perdonatemi, Giovanni: ho avuto un accesso di cattiveria.
+
+--Tanto, per non cambiare--ed egli ebbe un pallido sorriso.
+
+--Sono cose che restano, a filoni, nell'anima. Ma l'anima è così
+cangiata!
+
+--Così?--e la tenerezza velava l'incredulità.
+
+--Tutta quanta. Non ve ne siete accorto? Vi sono sembrata la stessa,
+in questo tempo, la stessa di dieci anni, ditelo, in coscienza?
+
+--No, non mi siete sembrata la stessa. Ma non vedo la causa del vostro
+cangiamento e non so lo scopo.
+
+--Al solito, voi mi supponete qualche infernale progetto? No,
+Giovanni, disilludetevi. Nulla vi è di più complicato in me--e
+sorrise, con una mesta semplicità.
+
+--Nulla?
+
+--Nulla: a che? Per sedurre chi? Voi siete inseducibile.
+
+--Vi piacerebbe sedurmi?
+
+--Sì, moltissimo--ella esclamò, impetuosamente, con la verità sulle
+labbra e nel cuore.
+
+Giovanni fu scosso, da questo colpo diretto.
+
+--La cosa è già fatta--egli disse, piano, cercando una via obliqua,
+per ischermirsi.
+
+--La seduzione passata, Giovanni, non conta--soggiunse subito, la
+terribile e infelice donna, riportandolo al duello.--Era una pessima
+seduzione, fatta da una donna perfida e fallace, una seduzione fondata
+sull'inganno, che partiva dalla malvagità e arrivava alla perversità.
+Non quella, non quella! Mi sarebbe piaciuto sedurvi, mi piacerebbe
+sedurvi, con una seduzione nobile e alta, quella della schietta anima
+femminile, che si dà in tutta la sua naturale bontà, con una seduzione
+fondata sull'amore, profondo, umile, segreto e pure sgorgante da ogni
+atto e da ogni parola!
+
+Si era avvicinata a lui, chinata verso lui, parlandogli: e gli parlava
+con una voce tremante, roca, come egli non aveva mai inteso uscire da
+quelle labbra. Egli ebbe un atto di smarrimento:
+
+--Tacete, Clara, tacete!
+
+--No, amico mio, non mi fate tacere, non vi ho mai detto nulla, in
+questo tempo, e ora muoio, se non vi dico tutto....
+
+--Io non posso udirvi....--e cercava sciogliere le sue mani da quelle
+di lei che le tenevano, nell'affanno dell'emozione, strettissime.
+
+--Sì, sì, potete udirmi, giacchè io nulla debbo dirvi che vi turbi,
+che vi offenda! Giacchè io non voglio niente da voi, Giovanni, niente!
+Voi mi avete amata, è vero, nel passato e io sono sacrilega, quando lo
+nego, ma anche il sacrilegio è una forma della passione, anche il
+calpestare è una voluttà dell'amore! E ora voi non mi amate più e
+avete ragione; io sono stata crudele, io sono stata infame, con voi,
+vengono dei momenti in cui mi faccio orrore, ve lo giuro....
+
+Mentre parlava ella, così, singhiozzava e il suo petto si sollevava,
+nel singulto. Qualche rara lagrima le usciva dagli occhi e Clara
+l'asciugava rapidamente, col fazzoletto. Giovanni l'ascoltava, la
+guardava, stupefatto, incapace di difendersi più, e incapace di
+sottrarsi al pericolo estremo in cui si trovava.
+
+--Ma, sentite, Giovanni, sentite con pazienza, poichè queste cose mi
+soffocano, sino a morirne, e le debbo dire, giacchè sono le ultime
+parole di passione che mi usciranno dalla bocca, in questa vita. Sì,
+sì, le ultime, poichè io ho trovato in questa mia anima, così
+maltrattata, così ingiustamente maltrattata da chi non doveva mai
+farlo, ho trovato una sublime speranza, Giovanni, quella di poter
+essere un'altra donna, quella di poter amare con un infinito
+entusiasmo e una infinita devozione, quella di poter essere in una
+estrema tenerezza, una donna leale, pia, umile, vivente solo per voler
+bene, così, come una povera creatura ammalata e convalescente si
+innamora della vita, di nuovo!
+
+--Illusione, illusione--balbettò lui, tentando reagire contro quella
+esaltazione sentimentale, che gli si comunicava, fatalmente.--Voi non
+potrete mai far questo, Clara!
+
+--Io posso fare tutto quello che voglio, io lo farò--ella rispose
+energicamente, altieramente.--Ah ho ben visto, io, in questo tempo,
+nella mia anima, io vi ho letto come in un libro aperto, io so tutto,
+io so che una sola cosa può farmi rivivere ed è un affetto schietto e
+saldo, senza altri interessi morali che l'affetto istesso, senza altro
+desiderio che dare uno slancio di purezza a quest'anima, senz'altro
+ideale che la redenzione di uno spirito malato e corrotto.
+
+--Non vi riescirà, non vi riescirà--egli esclamò, in preda a tale
+un'agitazione e a una confusione, che gli pareva di non aver parlato
+lui, ma un altro.
+
+--Se questo non mi riesce, io sono perduta, Giovanni--ella soggiunse,
+cupamente,
+
+--Ma perchè, perduta?
+
+--Perduta, perduta! Questo è l'ultimo anello che mi lega alla vita: se
+si spezza, cessa la ragione della mia esistenza. Ebbene, io non posso
+perdermi, Giovanni, io non posso morire, io sono vecchia, perchè ho
+vissuto troppo, è vero, ma non ho che trentaquattro anni, e sono
+troppo pochi per rinunziare, per morire! Io non voglio rinunziare, io
+mi abbranco a questa speranza, essa mi deve aiutare a vivere, io
+voglio amare così, se no, sono perduta e niuno, niuno può desiderare
+la perdita e la morte di una creatura come me!
+
+--Ma chi, chi volete amare?--gridò lui, levandosi, volendo fuggire, ma
+non trovandone la forza.
+
+--Voi--esclamò ella, guardandolo con gli occhi sfolgoranti, con le
+labbra schiuse che mostravano i bianchi denti minuti, che egli aveva
+adorato.
+
+--Me? me? E perchè?
+
+--Perchè voi solo ne siete degno--diss'ella, aprendo le braccia,
+chinando il capo, con un atto di umiltà.
+
+--Clara, io sono uno sciocco, un malato, un infelice, io non merito
+questo--disse lui, turbatissimo, dando indietro, cercando fuggire.
+
+--Voi siete l'anima più buona e più nobile che io abbia mai
+incontrata--ella disse, con un accento profondo di amore, che finì di
+sconvolgere Giovanni.
+
+--Clara, voi avrete con me le maggiori delusioni. Io ho sofferto, io
+sono stanco, sono vecchio, oh quanto più di voi, così piena di vita,
+di vivacità! Clara, Clara, se sapeste quanto sono vecchio, e quanto
+sono stanco, non dareste al mio cuore questa tortura, questa
+nostalgia....
+
+L'ultima parola era così imprudente! Superbamente, realizzando il suo
+invincibile bisogno di espiazione, ebbra di sacrificio, folle di
+sacrificio, ella gridò:
+
+--Che importa? Fosse anche così, così mi piacete: fosse anche peggio,
+voglio amarvi così!
+
+--È un inutile amore, Clara--egli replicò, tristissimamente.
+
+--Perchè, inutile? L'amore non è mai inutile!
+
+--Inutile, lo vedrete, Clara: io non debbo ingannarvi. Io non vi amo.
+
+--Lo so: non importa--diss'ella, crollando orgogliosamente le spalle.
+
+--Ciò che è fuggito, non ritorna più. Io non posso amarvi di nuovo.
+
+--Non importa--replicò ancora lei, giunta al culmine della superbia e
+dell'umiltà sentimentale.
+
+--Clara, Clara, questo è un romanzo: io non ho le forze morali per
+seguirvi in questo romanzo.
+
+--Non importa: camminerò sola. Il mio cuore è saldo, quando l'amore lo
+regge.
+
+--Oh Clara mia, mia amica buona, voi v'illudete, voi non mi amate
+punto, voi siete in preda a un accesso di infinita bontà, voi
+v'ingannate, sul vostro cuore!
+
+--Io vi adoro--ella disse, semplicemente, sorridendo.
+
+--Non è vero.
+
+--Provate--ella soggiunse, subito, con una tal luce nello sguardo, con
+un tal sorriso di offerta sulle labbra, che il poveretto vacillò.
+
+--Sentite, Clara, io sono il più saggio, fra i due, e invece vi sembro
+il più scortese e il più crudele. Clara, restiamo amici, non tentiamo
+la Provvidenza, non prepariamoci un avvenire di amarissime delusioni.
+Guai, se vi credessi!
+
+--Mi crederete--e sorrise, fiduciosissima di sè e dell'amore.
+
+--Io non vi vedrò più!--gridò lui, sentendo sfuggirgli l'estremo suo
+lembo di coraggio.
+
+--Perchè, Giovanni? Non mi amate, è vero: ma non è una dolce
+consuetudine di vedermi, per voi?
+
+--Sì, sì, purtroppo....
+
+--Non mi amate, lo so: ma non sono io, la donna che più avete amata?
+Non sono io la donna con cui più avete desiderato di vivere, la sola
+con cui abbiate desiderato di vivere!
+
+--La sola, la sola!
+
+--Ebbene? perchè mi dovreste fuggire? Dite che siete stanco, ammalato,
+vecchio, e che non mi potete amare? Quale pericolo correte, dunque?
+Voi avete la gran sicurezza; che temete?
+
+--Nulla.... infatti.... ma dovrò fuggirvi.
+
+--No. Restiamo amici, voi volete così? Restiamoci. Solamente,
+solamente io non sarò amica, ma innamorata di voi.
+
+--Clara, sarebbe una condizione insopportabile!
+
+--Io sola, la debbo sopportare! Che fa, a voi? Vi amerò così
+quietamente, così segretamente, che quasi quasi non ve ne accorgerete
+neppure. Sarete buono con me, ecco tutto: mentre io fui così cattiva!
+
+--Voi, non siete fatta per questo orribile stato di animo, che è
+l'amore non corrisposto. Voi siete stata sempre una vittoriosa....
+
+--Lasciatemi provare la dolcezza di esser vinta--disse ella
+tenerissimamente.
+
+--Voi finirete per odiarmi, Clara, io lo so!--e fece un atto di
+disperazione.
+
+--Ma perchè combattete questa lotta inutile e inefficace, Giovanni,
+contro me, contro voi stesso? Perchè mi negate il permesso di volervi
+bene, quando ciò non vi costa nulla e quando ciò può anche piacervi?
+Perchè rinunziate, quando non vi si domanda altro che di lasciarvi
+amare, Giovanni? Che vi fa? Perchè dite di no, quando nessuno vi
+chiede di dir sì? Lasciatevi amare, lasciatevi amare, è una cosa tanto
+confortante, tanto consolante, credetelo!
+
+Egli non le rispose nulla.
+
+--Vedrete, amico mio, vedrete che questo mio amore, mentre sarà il
+segreto della mia esistenza, non turberà la vostra. Fidate in me. Io
+vi saprò amare così bene, che non ne avrete nè preoccupazione, nè
+noia. Verrete a vedermi, quando vorrete. Io non vi darò le mie ore: vi
+aspetterò, sempre. Sarò profondamente felice, quando vorrete darmi
+qualche ora del vostro tempo: e se non vi vedrò, ebbene, non uscirà un
+lamento dalla mia bocca. Vi scriverò. Mi permetterete di scrivervi, è
+vero? Le lettere sono uno sfogo così dolce a chi ama: e non turbano
+colui che non ama. Giovanni, Giovanni, lasciate che io vi ami, non mi
+togliete questo amore, se vi sono stata cara una volta.
+
+E pian piano, dalla sedia in cui era seduta dirimpetto, gli scivolò
+inginocchiata, innanzi, levando il volto trasfigurato verso Giovanni
+Serra. Egli la sollevò, nelle sue braccia, dicendole forte,
+violentemente come se volesse convincerne sè stesso, mentre la
+stringeva a sè:
+
+--Io non ti amo.... non ti amo!
+
+--Ne sei certo?--ella chiese, misteriosamente, con la testa sul suo
+petto, col volto proteso a lui.
+
+--Non lo so--balbettò il poveretto, in un impulso di luminosa verità.
+
+E la baciò, sulle labbra. Tutta la virtù di quel cuore d'uomo, in quel
+bacio, cadde.
+
+
+
+IV.
+
+Infelicissimo amore! Immediatamente Giovanni Serra provò il confuso
+avvilimento della sua caduta e Clara la delusione della sua prepotenza
+sentimentale. Passata l'ebbrezza singolare e pur triste della grande
+serata, ella si trovò di fronte a Serra, nella condizione tormentosa e
+misera, di una donna che ama troppo, che vuole amar troppo e che,
+sovra tutto, pensa e dice di amar troppo, mentre non è riamata
+abbastanza. Infelicissimo amore! Giacchè nello speranzoso e baldanzoso
+animo di Clara, restituito ai consueti trionfi della sua beltà e della
+sua grazia, tolto dal fittizio ambiente di umiliazione morale, in cui
+ella si era collocata con amara voluttà di punizione, rimesso nella
+posizione solita ed orgogliosa di una donna che ha conquistato un uomo
+o che lo ha riconquistato, in questo animo in cui gli impeti della
+immaginazione erano il fondamento della passione e dove la vanità si
+nascondeva sotto le forme più semplici, in questo animo tramontò
+subito quel purissimo e inaccessibile ideale di un amore che
+volontariamente rinunzia alla corrispondenza, di un amore che
+volontariamente invoca di esser dolore e di essere espiazione.
+L'imperioso cuore che si voleva dare in un immenso sacrificio, privo
+di premio, ritirò subito la sua offerta, quando negli occhi smarriti
+di Giovanni Serra vide la follia dell'amore, quando egli si curvò a
+baciare quelle labbra col trasporto di un uomo che non ha mai finito
+di amare, che ricomincia ad amare, con la forza di dieci anni di
+ricordi, accumulata e repressa. Clara passò la notte seguente nella
+veglia deliziosa, e indescrivibilmente deliziosa di chi ha trovato,
+nell'amore, quello che cercava, il gran segreto che tutte le anime
+sentimentali e passionali cercano: un amore eguale al proprio, la
+corrispondenza perfetta e l'armonia sublime. La vita, infine, aveva
+dato, con dieci anni di ritardo, è vero, ma con più potenza di
+concentramento, alla donna innamorata dell'amore, ciò che ella non
+aveva mai provato, ciò che pochi uomini e poche donne provano sulla
+terra: un amore schietto e profondo, così sentito e così corrisposto.
+Immensa delusione: e infelicissimo amore!
+
+Poichè, quando ella rivide Giovanni e guardò nei suoi occhi, ella vi
+scorse un imbarazzo mortale, una tristezza mortale, come ne nascono
+nelle pure coscienze di coloro che caddero per una inesplicabile
+debolezza della volontà. Clara credeva, era certa di vedersi apparire
+innanzi un uomo felice, ringiovanito, ridato alla forza vincitrice
+degli ostacoli e ridato agli entusiasmi dell'età più bella: e invece,
+Giovanni aveva l'aspetto di un uomo che ha errato e che sente
+amaramente tutto il peso del suo errore. Clara era lieta e dolce,
+aveva rialzato i suoi capelli in un grosso nodo attraversato dagli
+spilloni di tartaruga, come dieci anni prima, aveva un vestito chiaro
+e gaio: e Giovanni la guardava, con certi occhi distratti e stupiti,
+dove, ogni tanto, si abbassava il velo di una malinconia intensa,
+dove, ogni tanto, passava la nuvola dello sgomento.
+
+--Come siete gioconda, questa sera!--le disse, come trasognato.
+
+--Perchè ti voglio tanto bene--ella gli rispose, dolcissimamente,
+prendendogli le mani.
+
+Egli si turbò sempre più.
+
+--Non parliamo di questo, Clara.
+
+--Perchè? Non mi credi? Non mi credi?
+
+Egli tacque. Non le credeva, infatti. Ella intese perfettamente questa
+sfiducia.
+
+--Che debbo fare, perchè tu creda?
+
+--Nulla, Clara: non fare nulla. Io sono uno sventurato.
+
+--E perchè? Non ti voglio bene, io, malgrado la tua incredulità? Non
+mi vuoi bene, tu?
+
+--Io!--gridò lui.--No, no, non ti amo!
+
+--E che mi hai detto ieri sera, allora? Hai mentito? Sei diventato
+bugiardo, ora? Non eri bugiardo, prima.
+
+Giovanni Serra non rispose. Era così pallido, così disfatto ed evitava
+tanto di guardarla!
+
+--Amore mio, amore mio--ella riprese, tenerissimamente, carezzandogli
+una mano--non tormentarti, te ne prego. Non ti dico nulla, non ti
+domando nulla: la mia voce e le mie parole ti agitano, lo vedo. Lascia
+ch'io stia vicino a te, così, in silenzio.
+
+Era, difatti, seduta accanto a lui, sul divano, e gli aveva passato un
+braccio sotto il braccio; aveva appoggiata lievemente la testa sulla
+sua spalla. Un lungo silenzio: ma ella, a occhi bassi, sentiva che il
+respiro di Giovanni diventava affannoso. Allora, pian piano, levò gli
+occhi, lo guardò, gli mormorò:
+
+--Mi vuoi bene?
+
+Una così grande espressione di dolore, negli occhi di quell'uomo! Ella
+tacque, ancora un poco, legata a lui, cheta, respirando appena: poi le
+parve che egli le sfiorasse con le labbra i capelli:
+
+--Mi vuoi bene, amore?--chiese, sorridendo nel fondo del cuore.
+
+Giovanni sospirò profondamente e rispose:
+
+--No.
+
+Attraversata da un impeto d'ira, ella si staccò bruscamente da lui, si
+levò, esclamando:
+
+--Sei cattivo e scortese.
+
+Una scena dolorosa avvenne fra loro, dove tutta la violenza e tutta la
+natural tenerezza del cuore di Clara--tenerezza repressa nel periodo
+d'isolamento in cui era stata--sgorgarono in parole precipitose,
+ardenti, innamorate e pure ingiurianti: e dove tutta la mitezza e
+tutto il profondo scetticismo di Giovanni si manifestarono, più dolci
+e più freddi, pieni delle grandi timidità di chi, avendo amato invano
+per tanto tempo, ha oramai una paura invincibile di amare. Due o tre
+volte, durante questa penosissima scena, ella lo offese in un modo
+crudele, poichè era avvezza a calpestare i cuori che adorava, per poi
+adorarli più profondamente, dopo; ed egli sentì l'offesa, con un amaro
+piacere, giacchè essa lo autorizzava non a reagire, ma ad andarsene,
+per non ritornare mai più. Questo, questo, era il suo intimo
+desiderio, innanzi a quella donna che lo affascinava e che lo
+terrorizzava coi tumulti strani della sua fantasia, con le singolarità
+di un temperamento fuggevole e pericoloso, con l'impensato di
+un'anima, nella quale la inconscienza assumeva degli aspetti terribili
+e dolcissimi. Nel momento in cui ella più gravemente lo ingiuriò, egli
+pensò che era giunta la salvazione per lui, se partiva. Ma quando ella
+lo vide arrivato alla soglia, quando intese che lo perdeva, così,
+miseramente, irrimediabilmente, lo chiamò con una voce così spezzata
+dal pianto, che egli si volse, venne a lei. Clara piangeva, Piangeva!
+Mai l'aveva vista piangere, Credeva che non potesse piangere, tanto il
+gran riso clamoroso, e il riso breve, e il sorriso, e il sogghigno le
+eran particolari. Clara piangeva, soffocando dai singhiozzi, con un
+lamento che le usciva dalle labbra, continuo. Il cuore di quell'uomo
+buono s'infranse, ed egli intese sul suo petto quel povero corpo
+femminile scosso dai singulti, ed essa intese da quella voce tremante
+e fievole la parola d'amore, strappata dall'essenza di quell'anima,
+dolorosamente.
+
+Tali furono, sempre, le amarissime vittorie di Clara; e procedendo
+oltre, il combattimento fu diversamente aspro, con forze maggiori o
+minori dall'una parte e dall'altra, ma concedenti sempre il più triste
+dei trionfi al soldato più energico e più ardente, più abituato alla
+guerra dell'amore, più multiplo nelle sue risorse di attacco e di
+difesa. Giacchè appena Giovanni Serra si allontanava da Clara, dalla
+sua casa, dal cerchio magico in cui ella lo rinserrava, rinasceva in
+lui il desiderio della fuga ultima, della liberazione. Quando ella non
+era presente ed egli non ne vedeva le grazie delicate, e la novissima
+incantatrice dolcezza, e tutta la seduzione muliebre potente, Clara
+gli appariva come l'aveva sempre considerata, da dieci anni: una donna
+attraente, perfida e fallace, a cui egli aveva gittato inutilmente il
+suo cuore e per la quale aveva perduto ogni fede in sè stesso e nella
+vita. La figura di una creatura quasi mostruosa, senza pietà
+femminile, senza alito di sentimento nell'anima, senza coscienza pel
+bene, come pel male, formatasi in dieci anni nel suo spirito, lo
+signoreggiava, di nuovo, con novello impulso di ribrezzo, di orrore.
+Mutata, forse? Forse. Ella era capace di tutto, anche di vestire
+l'aspetto della maggior tenerezza della maggiore nobiltà spirituale, e
+di essere, forse, tenera e nobile veramente, per un certo tempo per
+ordine della propria volontà, sino a che la natura sopita si
+risvegliasse, e l'onda della perfidia e della menzogna trasportasse
+via il bel sogno di bontà e di dolcezza. Mutata? E che, perciò?
+Anch'egli s'era mutato purtroppo, e dove la lava incandescente della
+passione aveva gorgogliato, schiumando, del fuoco, si stendeva il
+lapillo grigio e freddo delle devastazioni vulcaniche: dove aveva
+vissuto la fede nell'anima umana e nella sua purezza, vi era il gelo
+di un dubbio tranquillo e non più torturante: dove avevano balzato di
+gioia e di voluttà gli entusiasmi giovanili, vi era l'inazione e
+l'aridità. La lealtà, il rispetto, la bontà virile rimanevano intatte
+in quell'uomo che aveva avuto in dono, nella giovinezza, le qualità
+più nobili dello spirito: ma ciò che restava, non bastava all'amore.
+Una parte di quel cuore, era veramente finita. E tutta la sensibilità
+che ancor viveva in lui, fremeva di sgomento all'idea di essere stato
+ripreso da quel fascino; non si sentiva più la forza morale per quelle
+lotte e il risultato non gli sembrava più la sua grande ambizione.
+Così, di lontano, egli formava sempre il disegno di non vedere mai più
+Clara. Ella gli scriveva delle lettere lunghe e bizzarre, con
+un'incoerenza sentimentale che sarebbe stata molto interessante e
+molto seducente per un uomo più giovane e più vivace, meno provato dai
+dolori della vita, ma che gli produceva un senso di ripulsa, di
+maggior distacco: non rispondeva alle lettere. Ella gli mandava degli
+appuntamenti; Giovanni vi mancava, due o tre volte. Perchè, alla
+quarta volta, egli non resisteva più e vi andava, riluttante, pieno di
+tutte le incertezze? Egli non se lo spiegava: e nella sua timida
+immaginazione, il fascino di Clara assumeva un aspetto onnipossente;
+Giovanni aveva bisogno di credere a un potere ascoso, rarissimo,
+unico, per spiegare la mollezza della sua volontà. Perchè, tante
+volte, quando egli andava da lei, ben deciso, ben risoluto, a
+dichiararle che quell'amore così povero di gioie, così dubbio, così
+squilibrato non aveva ragione di essere e di durare, perchè Giovanni,
+innanzi al bel volto tranquillo e sorridente di Clara, a quelle mani
+che gli si tendevano affettuosamente, al suono di quella voce che ella
+rendeva così insinuante, per lui, perchè egli non diceva più niente,
+lasciandosi andare alla corrente di quel sentimento, illuso per un
+poco, credendo di essere amato, credendo di amare? Perchè, nelle loro
+grandi scene, scoppiate improvvisamente, egli aveva provato a
+proclamare la sua libertà, la sua indifferenza, sempre più duramente,
+meravigliandosi anzi talvolta della propria durezza, ed era riescito
+soltanto ad esasperare Clara; ma non aveva svincolato il proprio
+cuore? Perchè, mentre egli era dei due quello che meno pensava
+d'amare, che meno diceva d'amare, che non scriveva, che rinunziava ai
+convegni, perchè, poi, era lui quello che più cedeva, che più si dava,
+che più rientrava in servitù, con ritorni di affetto che costituivano
+le pochissime soavità di quell'amore? Perchè, una volta, quando
+stettero quindici giorni senza vedersi ed ella continuava a
+scrivergli, egli non ebbe la forza di non aprire, come aveva
+dichiarato, le sue lettere? E una sera, ella passava, sola, triste,
+pallida, per una via, rientrando nella sua casa deserta con aspetto di
+tale abbattimento ed infelicità, che Giovanni, vedendola innanzi a sè,
+non visto da lei, provò uno schianto indicibile. Ritornò a lei,
+subito, senza che lo avesse chiamato: e Clara stessa si stupì di
+questo ritorno inatteso, mentre il suo cuore si era immerso già
+nell'amarezza dell'abbandono. E ingenuamente, puerilmente, Giovanni
+non sapendo come spiegarsi la sua debolezza e la sua disfatta, pensava
+a qualche cosa d'insolitamente affascinante, e diceva, come un bimbo:
+
+--È una strega.
+
+Ma per colei che misteriosamente lo riconduceva a sè, ogni volta,
+questi trionfi erano un tossico. Fermentavano dentro il suo spirito
+indomito le ribellioni più profonde contro questo stato di lotta che
+avviliva l'idea ch'ella si era fatta di quell'amore e che la
+mortificava in tutte le sue vanità muliebri. Ella, infine, lo amava, è
+vero, come poteva e come sapeva, con un senso immensamente egoistico
+che aveva sempre dominato in quell'anima: lo amava, perchè le faceva
+piacere di amare, perchè il suo stato migliore era l'amore, perchè
+ella non sentiva la vita che quando era innamorata: l'amava perchè
+così aveva voluto ed ora la sua volontà era più forte di lei. Ciò che
+la sconvolgeva, era di non sentirsi amata abbastanza, mentre ella
+sapeva di dare a Giovanni il meglio che restava di lei: ciò che la
+esasperava, era questa battaglia quotidiana che ella sosteneva, per
+conservare, se non l'amore, la larva di amore che le portava
+quest'uomo: ciò che la faceva delirare di collera, segretamente, era
+di avere ancora sbagliato, anche in quest'ultima volta e di non potere
+in nessun modo metter rimedio al suo errore. Per il passato, coloro
+che l'avevano amata, erano stati tipi soliti, comuni, non più buoni e
+non più cattivi di qualunque altro uomo, in modo che il mondo
+psicologico di Clara non aveva avuto sviluppo che nelle ombre della
+sua anima, assai più grande e assai più complessa di quelle che ella
+aveva avuto ai suoi piedi. Ella aveva sofferto per loro, non già per
+le complicazioni sentimentali, ma perchè questi due o tre erano esseri
+limitati, non meschini, ma limitati, a cui ella aveva creato una
+luminosa e inesistente aureola. Aveva sofferto di non essere amata
+abbastanza, disprezzando coloro cui mancava la potenza spirituale,
+rimpiangendo sempre Giovanni, Giovanni, ch'ella aveva disdegnato e di
+cui si rammentava la violenza giovanile di passione: e lentamente,
+nella sua coscienza, si era formato il criterio che solo Giovanni
+l'avesse amata e che solo lui, così profondo, così intimo, così
+squisito, avrebbe potuto amarla come ella desiderava. Gli altri,
+erano, infine, poveri diavoli, ai quali ella aveva dato il manto di
+porpora della sua immaginazione e uno scettro d'oro, sotto cui ella
+medesima si era curvata; ma l'anima bella per sè, grande per sè, unica
+nella tenerezza come unica nella passione, era quella di Giovanni.
+Ella aveva creduto a una fatalità del destino quando, finendo la sua
+giovinezza, prima del tramonto, s'erano incontrati nuovamente ed egli
+le aveva parlato dell'amore passato. E in lei si erano dileguate le
+profonde stanchezze, mentre più vivo, più forte rinasceva il desiderio
+di amare eccezionalmente, di essere eccezionalmente amata. Ella si
+rammentava un Giovanni Serra tutto pieno di un ingenuo e vibrante
+ardor giovanile, che faceva dell'amore non un breve episodio, come
+tutti gli altri, ma il grande affare dei suoi giorni e delle sue
+notti, che dava all'amore un tesoro di intima mestizia e di gioie
+delicate, che portava l'immagine dell'amata come la sola visione degna
+della sua fantasia, e che ne pronunziava il nome con una emozione
+vivissima e candidamente mal repressa. Aveva creduto, quando egli le
+narrava i suoi dolori passati con sì grande senso di amarezza, che
+egli fosse sempre il medesimo: e che era giusto e umano l'amarlo; e
+che era una voluttà dolorosa l'amarlo senza conforto; e che, infine,
+infine, egli l'amasse ancora, malgrado i tentativi di fuga, malgrado i
+dinieghi, malgrado i terrori che gli si dipingevano sul volto,
+malgrado che egli restasse freddo e confuso, nelle ore più calde, in
+cui ella più si abbandonava a questa estrema passione. E dall'antico
+concetto e dal novissimo errore suo, ella traeva un veleno interno di
+delusione, un seguito di sconfitte inavvertite da lui, ma di cui ella
+provava il colpo nel fondo dell'anima, un ricadere continuamente sulle
+proprie speranze e un soffrire per tutte le parti, dall'amore all'amor
+proprio, dalla delicatezza all'orgoglio, dalla sensibilità femminile
+bonaria alla sensibilità femminile maligna. Come si torturava ella,
+per un ritardo di un'ora, per una parola detta con troppa
+disinvoltura, per un _voi_ apparso improvvisamente nel più intimo
+discorso: e il suo umore si cangiava, per la sottile ferita ricevuta,
+ed egli, che non sapeva di aver ferito, si stupiva del cangiamento, e
+arretrandosi, pallido, come se avesse visto un fantasma, le diceva la
+tetra e monotona frase:
+
+--Voi siete sempre la stessa.
+
+Sì, Clara era sempre la stessa, con un carattere mobile e pure
+ostinato, con una energia breve e caduca, con un disprezzo intimo e
+cordiale di sè, con un egoismo a cui dava le forme nobili dell'amore,
+con un desiderio di vivere e di godere che non si saziava mai; e su
+tutto questo fondo stravagante, e spesso perfido, e spesso capace dei
+più alti sagrificii, il ricordo di una vita vissuta mediocremente, il
+ricordo di sciocchi errori e di delusioni meschine. Era sempre la
+stessa, lei, ma da tutti i pianti versati nella solitudine della sua
+casa, da tutte le angoscie soffocate sotto la sua maschera di donna
+mondana, da quell'abbandono in cui aveva passato un anno, le era
+venuta innanzi alla mente la grande verità, che tutti i calcoli
+dell'egoismo sono sempre sbagliati, e che bisogna vivere per gli
+altri, per poter essere felici. Non era fatta per questo, la sua
+natura capricciosa ed esaltata: ma la sua volontà le imponeva di
+assuefarsi alla più semplice verità umana, che è la felicità altrui:
+ed ella giungeva con uno sforzo supremo là dove altre creature
+arrivano naturalmente e la sua bontà calma, la sua dolcezza ragionata,
+la sua serenità esteriore avevano, forse, maggior merito, poichè ella
+affogava in esse tutto il clamore di un'anima ribelle. Soffriva
+profondamente, perchè non era amata abbastanza, perchè non era neppure
+certa di essere amata: dentro le vene ardeva il sangue per collere
+improvvise: cento volte ella sentiva la tentazione di scacciare
+Giovanni da sè, di non vederlo mai più. Ma il pensiero che egli,
+veramente, la credesse ancora una perfida femmina, capace del male per
+la voluttà del male, ma l'idea di desolare ancora Giovanni, con una
+catastrofe spirituale, tale che per sempre ne restasse violata la sua
+memoria, la rigettavano nell'amore e nel sacrificio.
+
+E più il suo spirito spasimava per la battaglia che sosteneva, più
+ella prodigava a Giovanni Serra i tesori della più squisita affezione.
+Egli, talvolta, ne restava avvilito. Ora, non le diceva più di non
+crederle; nè, d'altra parte, la fiducia nasceva in lui, bensì uno
+stupore malinconico. Quando ella gli dava qualche novella pruova, non
+chiesta, di amore, egli restava confuso e rammaricato:
+
+--Io non merito questo, Clara. Tu esageri sempre: e che sarà il nostro
+avvenire, così?
+
+--Io ti amerò sempre egualmente--diceva ella, esaltata.
+
+--Quante volte l'hai detta la parola _sempre_?
+
+--Ah tu sei crudele!--esclamava lei, abbassando il capo per nascondere
+il suo pallore.
+
+Sì, quell'onest'uomo, quell'uomo onesto e buono era spesso crudele,
+con lei. Non s'accorgeva di colpirla, così duramente: o non la credeva
+sensibile: o credeva che fosse necessario di colpirla, per guarirla da
+questo morbo spirituale che la teneva. Certi giorni, dopo un'assenza
+di una settimana, le appariva innanzi quietissimo, avendo l'aria di
+non vedere che ella era disfatta dall'attesa, non dando nessuna scusa
+alla sua mancanza. Un dialogo freddo si stabiliva fra loro due: le
+labbra di lei fremevano leggiermente, perchè reprimevano lo sdegno:
+egli non capiva ciò e dopo un'ora trascorsa, così, in uno strazio fine
+e pur terribile, egli si levava per andarsene:
+
+--Vieni domani?--ella diceva, a occhi bassi, pallida come uno spettro,
+
+--Non so.
+
+--Dopodomani, allora?
+
+--Non ti saprei dire: ho delle faccende noiose da sbrigare.
+
+--Ah!--diceva lei, senz'altro, sentendosi morire.
+
+--Ti scriverò, quando posso venire.
+
+--Va bene.
+
+E lentamente lo seguiva, mentre si avviava alla porta: gli porgeva una
+mano gelida ed immota. Talvolta, egli le chiedeva:
+
+--Che hai?
+
+--Nulla--ella rispondeva con voce così mutata che egli avrebbe dovuto
+capire. Ma, temendo una scena, egli se ne andava, senz'altro. Come
+ella correva nella sua stanza, gittandosi sul letto, mordendo i
+cuscini, ingiuriando la freddezza di Giovanni, imprecando alla propria
+viltà, esalando tutta l'ira della sua delusione, soffocando le grida
+del suo cuore che insorgeva contro un dolore così atroce! La crisi
+durava una notte intiera: ella si addormentava all'alba, con gli occhi
+rossi di lacrime, con il petto ancora esalante sospiri. Egli non
+sapeva nulla di ciò. Ella temeva che Giovanni la fuggisse per sempre,
+se diventava troppo insistente e troppo noiosa. L'altiera donna era
+giunta a credersi una seccatrice. Pure, qualche sera, quando più
+l'onesto e buon'uomo era stato crudele, ella sentiva cadere le forze
+della sua rassegnazione. Allora gli appariva infelice, così
+accasciata, così perduta in un abisso di delusioni, che l'oscuro
+mistero della sua tenerezza per Clara, si svelava. Una volta, egli era
+andato via. Appena fuori, sulle scale, egli intese, dietro la porta
+ancora chiusa, un tale scoppio di singhiozzi che tornò indietro, bussò
+e la trovò smarrita, incapace di affogare i suoi lamenti, incapace di
+dominarsi più. Qual notte! Egli le parlava ed ella, perduta in un
+oceano di amarezza, non gli rispondeva, mentre, come se fosse sola, si
+raccomandava alla Madonna ed ai santi, perchè la liberassero da quelle
+torture. Egli le prendeva le mani, ma ella le ritraeva, come
+inorridita, convulsa, per rivolgerle al cielo, per chiedere la pace,
+la pace, niente altro: egli cercava di abbracciarla, ma quel corpo
+fremente gli sfuggiva; essa passava da un divano all'altro, camminava
+al buio, per le altre stanze, parlando sola, gemendo, tutto il suo
+male, gemendo di dover amare così, gemendo di essere così poco amata.
+Notte fatale, invero: giacchè fu allora soltanto ch'egli capì tutta la
+gravità del loro caso: giacchè fu in quella scena di lacrime, di
+convulsioni, in cui ella pareva avesse dimenticata persino la sua
+presenza, che egli le parlò, per una volta, come dieci anni prima,
+come un innamorato, come un amante. Egli s'inginocchiò innanzi a lei e
+le chiese perdono della sua condotta, e la pregò che avesse pietà di
+lui; la scongiurò di credergli, quando le diceva che nessun essere le
+era devoto come il suo, e di compatirlo se egli non sapeva amarla, se
+egli non sapeva ritrovare in un'anima stanca, malata, vecchia, gli
+accenti e gli entusiasmi dell'amore; che per quanto egli poteva amare,
+l'amava; che era poco, sì, era poco, per una donna appassionata come
+lei; che ella meritava un miglior innamorato, un miglior amante; ma
+che lui non poteva amar meglio, ma che egli le aveva dato tutto, dieci
+anni prima, e che quella devastazione era opera sua. Mentre ella,
+sfinita, esausta, si passava ancora sugli occhi aridi il fazzoletto
+bagnato di lacrime, Giovanni, ai suoi piedi, le narrava ancora la sua
+miseria sentimentale presente, la sua morbosa sensibilità che aveva
+paura dell'amore, la sua impotenza spirituale, tutta la rovina
+irreparabile che gli impediva di esser per lei il perfetto innamorato,
+il perfetto amante. Alle sue ginocchia, in una evocazione straziante,
+di quello che era stato il suo passato d'amore e nello strazio della
+presente realtà, egli versò poche, cocenti lacrime, le più dolorose
+che avesse versate mai. Smorta, con gli occhi spalancati su lui,
+reggendosi la testa con le mani, ella che aveva gridato tutta la sua
+desolazione, udiva ora le parole di una ben diversa miseria, di un
+disfacimento umano assai più tragico del suo; e mentre l'alba faceva
+il cielo di un freddissimo biancoverdino, i due amanti si guardarono,
+presi da una pietà immensa, per sè stessi, e sentendo che nessuno dei
+due poteva consolare, giammai, giammai l'altro.
+
+Ella, folle oramai di sacrificio, fu dimentica di sè, e si rassegnò a
+una forma qualsiasi dell'amore, purchè Giovanni non l'abbandonasse.
+Rinunziava alla passione, chiudendo gli occhi: ella che adorava solo
+la passione! L'amasse Giovanni, come voleva, come poteva, quando
+voleva: purchè quel residuo di tenerezza fosse suo! Oramai ella
+diventava simile ai malati che, giorno per giorno, vanno rinunziando
+alle dolcezze che godono i sani e fanno un ragionamento malinconico a
+ogni rinunzia. Diceva, ella:
+
+--Tu, che non mi scrivi mai....
+
+E se egli annuiva, ella frenava il suo spasimo. Giovanni, un tempo, le
+aveva troppo scritto: adesso non ne aveva più la forza. Altre volte
+diceva:
+
+--Tu non vieni; è vero, domani sera?
+
+Ed era perchè soffriva troppo, a udirlo dire da lui che non sarebbe
+venuto. Parlando dell'amore, ella soggiungeva, con un debole sorriso:
+
+--Tu che mi vuoi bene così poco....
+
+E lo sogguardava, ansiosamente, per osservare anche l'espressione più
+fugace. Egli sorrideva, acconsentendo al fatto di amarla poco: Clara
+indietreggiava, disperata internamente della pruova. Qualche volta,
+bonariamente, ella gli tendeva un tranello:
+
+--Perchè mi ami così poco? Io ti voglio troppo bene.
+
+--Perchè non posso di più.
+
+--Non puoi, non puoi? Tenta.
+
+--Oh no!--esclamava, con un tono di stanchezza, di sfiducia, di paura.
+
+--Io ti amo troppo--ella diceva, affogando di dolore, ma non
+mostrandolo.
+
+--È ciò che mi trafigge. Io sono un indegno, Clara.
+
+--E se non ti amassi più?
+
+Giovanni impallidiva e taceva. Quel pallore, la rincorava.
+
+--Se non ti amassi più, di'?
+
+--Mi rassegnerei malinconicamente. Sono stato un grande sventurato,
+sempre.
+
+--Ti rassegneresti?--e fremeva, ella.
+
+--Mi rassegnerei.
+
+--Mi riesce impossibile di non amarti, Giovanni!--ella esclamava.
+
+--Se tu volessi, ti sarebbe facile. Credimi, non ti ho meritata prima:
+non ti merito adesso. Era destino!
+
+--Parliamo d'altro--diceva lei, brevemente, vinta.
+
+Ma si rinnovava ogni giorno, ogni sera, il duello, sopra una ben
+semplice frase così cara a tutti gli amanti. Quando ella era di umore
+più lieto, gli diceva:
+
+--Già, non ti domando se mi vuoi bene. Sarebbe inutile.
+
+--Sarebbe inutile--mormorava lui, sorridendo, cercando di scherzare.
+
+--Non mi ami affatto?--e la voce lievemente le tremava.
+
+--Affatto.
+
+Clara taceva, incapace di scherzare più.
+
+--Che hai?--chiedeva Giovanni.
+
+--Nulla.
+
+--Nulla? Ti ho rattristata?
+
+--Un poco.
+
+--Sono un infelice--diceva Giovanni, così schiettamente addolorato,
+che Clara non osava proseguire la discussione.
+
+Ma, talvolta, la domanda era diretta:
+
+--Mi vuoi bene?
+
+E se lui era tranquillo, senza fremiti nella sua sensibilità, le
+rispondeva:
+
+--Tu lo sai.
+
+--Non so nulla. Ripeti un poco,
+
+--Quante volte lo vuoi sentire, Clara!
+
+--Gli è che non lo dici mai, mai, mai!
+
+--A che serve?
+
+--Mi serve: mi serve immensamente. Te ne prego, Giovanni, Giovanni
+mio, mio amore, dimmi se mi vuoi bene!
+
+--Ti voglio bene--diceva lui, a occhi bassi, quasi per forza.
+
+--Quanto?
+
+--Quanto posso.
+
+--E poco, è vero, è poco?
+
+--Perchè mi ricordi che sono un poverello, in fatto di amore? Perchè
+mi rinfacci la mia miseria? Perchè mi rimproveri se non ho più lena,
+se non ho più una scintilla di entusiasmo? Clara, Clara, tu mi uccidi,
+così!
+
+--Perdonami--diceva lei, scivolandogli inginocchiata innanzi, con un
+moto che le era familiare.
+
+--Io non debbo vederti più--diceva lui, come se parlasse a sè stesso.
+
+Oppure, la frase cara agli amanti riappariva in altri modi tormentosi.
+Talvolta, dopo un lungo silenzio, vagamente, distrattamente, come per
+un moto delle labbra, ella chiedeva:
+
+--Mi vuoi bene?
+
+Giovanni non rispondeva. Immediatamente, ella diventava trepida e
+ansante:
+
+--Giovanni, mi vuoi bene?
+
+Allora egli usciva dalle sue riflessioni e vagamente, distrattamente,
+diceva:
+
+--No.
+
+--Giovanni?
+
+--Clara!
+
+--Hai detto che non mi ami?
+
+--L'ho detto.
+
+--Ed è vero?
+
+--È vero.
+
+Silenziosamente, ella curvava il capo, e le lacrime le discendevano
+sulle guancie. Giovanni la guardava, desolato: poi, le andava vicino,
+le carezzava una mano, le baciava le guancie bagnate di lacrime.
+
+--Ho scherzato--diceva.
+
+--Tu non ischerzi mai.
+
+--Ho scherzato.
+
+Tutto finiva, così: ma le lacrime erano state versate. E infine, sulla
+frase cara agli amanti, avveniva ancora questo:
+
+--Tu non mi chiedi mai, Giovanni, se ti voglio bene!
+
+--Perchè chiedertelo?
+
+--Non ti piace saperlo?
+
+--No, non mi piace.
+
+--Ti tormenta, il mio amore?
+
+--Sì, mi tormenta tanto.
+
+--Ma perchè, ma perchè?
+
+--Perchè mi hai amato troppo tardi--esclamava lui, per la centesima
+volta;--perchè io non sono più il giovanotto appassionato di dieci
+anni fa, ma un uomo arido e stanco, senza speranze e senza desiderii!
+È tardi, è tardi, Clara.
+
+--Mai tardi, per l'amore.
+
+--Siamo vecchi, Clara: il nostro sole tramonta.
+
+--Dio mi salvi dalla notte--ella mormorava, avvilita, senza più
+energia.
+
+Vi fu un giorno, però, in cui tutte le ombre malinconiche, e le
+incertezze, e i timori parvero dileguati. Era nella calda estate ed
+ella era andata ad Albano, sui colli, per fuggire l'aria soffocante di
+Roma. Colà, lo aspettava pazientemente, per giornate intiere, ma egli,
+pur promettendo di venire a trovarla, pur scrivendole, non veniva mai.
+Per tre o quattro volte ella era andata alla stazione, inutilmente.
+Una grandissima tristezza adesso opprimeva la donna superba; giacchè
+le pesava sulle spalle tutto l'irreparabile del suo errore
+sentimentale. Volontariamente ella si era ingolfata in questo amore;
+con ostinazione di passione ella ne aveva abbracciata la croce; la sua
+fantasia l'aveva spinta ai più duri sacrificii; e adesso erano
+impegnati il suo cuore e il suo onore. Stando sola, nella freschezza
+dei colli albani, ella approfondiva l'immensità del suo ultimo fallo e
+quel verde riposato tutt'intorno, e quella serenità la crucciavano.
+Infine, un giorno egli giunse, quasi inaspettato. Era così lieto! Le
+disse, subito che non era venuto, ma che aveva sofferto molto, a non
+venire: che l'aveva molto amata, nella sua assenza: e le domandò, se
+ella lo amasse ancora. Così lieto! Ella diventò lietissima. Andarono,
+insieme, sotto l'ombrellino di Clara, a una lunga passeggiata, a
+braccetto, a traverso i sentieri di campagna, fra i prati fioriti.
+Clara aveva un vestito di seta leggiera, di un bianco avorio: e un
+gran cappello di merletto avorio come una cuffia. Pareva molto più
+giovane e così delicata che egli la chiamò, ridendo: _Madame la
+marquise_. Ella era raggiante. Si sedettero sull'erba, all'ombra di un
+elce secolare, famoso in quelle campagne, e le loro anime furono così
+assolutamente e perfettamente armoniose, in quella solinga e serena
+campagna, che essi si guardavano e indovinavano l'un l'altro i
+pensieri. Si dispersero, due volte, per la via, ridendo, scherzando,
+baciandosi, dietro l'ombrello abbassato di Clara: e _Madame la
+marquise_ arrossiva finemente di gioia, sotto l'ombra bianca del suo
+grande cappello. Non un motto del passato: non un pensiero del domani:
+non un velo di amarezza, mai. Egli aveva l'aria di un fanciullo;
+strappò dei fiori di campo, odorosissimi, ne fece un gran fascio, lo
+portarono all'albergo in trionfo. Là pranzarono soli, soli, in un
+angolo della stanza da pranzo, guardandosi negli occhi, sorridendosi,
+toccandosi le mani nel porgersi un bicchiere, un piatto, ebbri di una
+gioia di vivere che li faceva impallidire di piacere. Andarono sulla
+terrazza dell'albergo, soli sempre, tenendosi per mano, tacendo,
+dicendosi nello sguardo innamorato quelle cose profonde e intime, che
+l'amore pensa e non dice. Ogni tanto, ella chiedeva:
+
+--Mi vuoi bene?
+
+--Sì--rispondeva lui, semplicemente, senza reticenze.
+
+--Quanto?
+
+--Molto.
+
+--Io ti adoro--ella concludeva, arrossendo.
+
+Alla sera, ella lo ricondusse alla stazione, attaccata al suo braccio,
+innamoratissima di lui, mentre lui non sapeva staccare lo sguardo da
+quei cari occhi: si baciarono nella penombra della stazione, senza
+pensare a chi li guardava. Il treno si mosse, ella restava a guardare
+e lui si sporgeva dallo sportello, salutando.
+
+Ella gli scrisse, nei giorni successivi, otto o dieci lettere, folli:
+egli non rispose. Aveva giurato di ritornare: non ritornò. Ella
+ripartì per Roma, prima che la villeggiatura finisse.
+
+
+
+V.
+
+Vestita di bianco, con un leggiero scialletto di crespo bianco sulle
+spalle, Clara, in quelle ultime lunghe sere di estate, aspettava
+Giovanni al balcone. Prima, la solinga donna leggeva un poco, si
+aggirava come un fantasma per la casa deserta; poi, verso le nove,
+approssimandosi l'ora dell'arrivo, ella esciva sul balcone,
+interrogando le penombre di via del Babuino. Malgrado che l'afa di
+quella fine d'agosto togliesse la gente alle case soffocanti e la
+spingesse per le vie, in cerca di un fantastico fresco, via del
+Babuino era spopolata. È lontana dal centro: ed è via di forestieri,
+che la popolano solo nell'inverno. Pochissima gente l'attraversava;
+avanzandosi la sera, non più un viandante. Clara guardava l'alto della
+strada, verso piazza di Spagna, donde giungeva sempre Giovanni, quando
+giungeva: e appena una persona svoltava l'angolo, essa si piegava sui
+ferri, cercando distinguere l'alta figura e il passo un po' lento, a
+lei così noti. L'ora serotina si svolgeva, calda, spesso attraversata
+da un molle soffio sciroccale; Giovanni non compariva. Affaticata
+dallo stare in piedi, ella si sedeva sovra uno sgabello di legno, che
+era fuori sul balcone; appoggiava la testa ai ferri, in atto di
+pazienza e di riposo; talvolta, un lieve sonno la coglieva; alle
+undici e mezzo, che ella sentiva suonare a Santa Maria del Popolo, si
+levava, rientrava, poichè Giovanni non sarebbe venuto più. Un brivido
+di freddo la coglieva, in casa: e si accostava alla sua scrivania, per
+scrivergli un biglietto, una lettera, lagnandosi che egli avesse
+ancora mancato alla promessa. Ma, sedutasi, si rialzava subito: a che
+lagnarsi? Su sette sere della settimana, egli mancava cinque: e la
+lasciava, così, in una interminabile aspettativa, fuori su quel
+balcone, in una solitudine e in una malinconia grande, sapendo
+benissimo che ella lo aspettava ogni sera e che era sola, solissima.
+Adesso, ella non si lagnava più, giacchè le scene la stancavano e la
+impaurivano, perduta di energia, precipitata e giacente nella inazione
+spirituale di chi ha troppo amato inutilmente: e non lamentandosi lei,
+egli non si scusava neppure e aveva l'aria di non rammentarsi che ella
+non esciva, non vedeva nessuno, per lui soltanto. Oramai, Clara non
+aveva più quelle crisi di violenza, in cui malediceva l'aridità del
+cuore di Giovanni e la viltà del proprio cuore che non sapeva
+infrangere un legame così fittizio e così torturante: ella era in
+preda a quelle sonnolenti rassegnazioni, che abbattono tutte le
+persone di carattere impetuoso, dopo un periodo di passione. Sul viso
+altiero di Clara, dove sempre aveva brillato il sorriso trionfale
+della donna padrona del proprio destino, ora sedeva l'espressione
+stanca e paziente della vittima. Quando Giovanni le riappariva
+innanzi, ella sorrideva tenuemente, gli si sedeva accanto, ma non
+troppo vicino, non gli faceva un rimprovero, gli parlava a voce bassa,
+senza ridere mai. Egli la guardava curiosamente: scrutava tutte le
+impressioni di quel volto mobile, di quegli occhi vivacissimi, e
+scorgendovi come disteso un velo d'inesorabile e quieta tristezza,
+crollava il capo, senza dire nulla. Egli stesso era profondamente
+triste. Forse, s'imponeva di non andare da Clara, più spesso. Forse,
+per una singolare contraddizione del suo spirito, quell'aspetto di
+vittima, quel silenzio, quella mancanza di sorriso, lo tormentavano
+più di una scena furiosa. Nel settembre, egli partì per Napoli,
+senz'avvertirla neanche; ella gli scrisse, tre o quattro volte, delle
+lettere pacate, ma senza rampogna; delle lettere dove tutto il fuoco
+dell'anima di Clara parea fosse stato smorzato dalle lacrime. Ritornò,
+Giovanni, dopo dieci giorni: ed ella non gli fece nessuna
+interrogazione, fredda e tenera, fredda e triste, fredda e oppressa da
+una fatica morale che le traluceva, torbidamente, dagli occhi.
+
+--Che hai? Che hai?--le chiese lui, quel giorno, con ansietà, andando
+volontariamente incontro a una spiegazione.
+
+--Sono stanca--ella disse, chinando gli occhi.
+
+--Di me?
+
+Ella esitò, un minuto. Disse:
+
+--No.
+
+--Finirai per odiarmi, io lo aveva preveduto--egli soggiunse,
+desolatamente.
+
+--E perchè, Giovanni? Tu non hai nessuna colpa.
+
+--E tu neanche, poveretta!--replicò lui, prendendole le mani.
+
+Ella si svincolò, dolcemente e freddamente.
+
+--Oh io, sì!--e un vero accento di convinzione, la dichiarava
+colpevole di quel malinconico ultimo peccato, pieno di tante
+delusioni.
+
+--La colpa è delle cose, è degli anni, è della fatalità--egli spiegò.
+
+--La fatalità è la scusa dei deboli e degli sciocchi--diss'ella
+brevemente.--Io ho voluto che questo fosse; la colpa è mia.
+
+--Poveretta, poveretta!--mormorò lui, con voce di pianto.
+
+--Mi sono ingannata, anche questa volta--ella replicò, con una
+freddezza di ghiaccio.
+
+L'accenno agli amori passati, il primo che ella facesse durante un
+anno e mezzo di relazione con lui, la comunanza del suo amore con gli
+altri, nella mente di Clara, gli fece una impressione pessima.
+
+--Io non ti ho ingannata--esclamò lui offeso, contristatissimo.
+
+--Chi sa!--ella disse.--Hai creduto di dirmi la verità: ma quando è
+che l'hai detta?
+
+--Mai, mai ti ho ingannata!
+
+--Eppure un giorno mi dicevi d'amarmi e un giorno lo negavi. Quando è
+che mentivi?
+
+--Mai, mai, Clara!
+
+--Vedi bene che tu stesso ignori la verità. Tu non sai niente!
+
+--So che soffro, ecco tutto.
+
+--Anche io, molto, Giovanni, molto.
+
+--Non più di me!
+
+--Più di te, più di te, in un modo diverso, con una intensità maggiore
+e diversa. Niuno ha mai espiato un peccato più immediatamente e più
+rigorosamente di me, credilo.
+
+--Povera Clara, io ti ho portato sfortuna!--e la più grande tenerezza
+vibrava in lui.
+
+Ma queste gelide consolazioni non arrivavano a riscaldare il cuore
+della donna.
+
+--La fortuna o la sfortuna è in noi--rispose ella, recisamente.
+
+--In me, in me! Sono un essere malaugurato e sventurato.
+
+--E perchè? Non hai amato?
+
+--Troppo presto e troppo male, Clara!
+
+--Non sei stato amato?
+
+--Troppo tardi, troppo tardi.
+
+--I tuoi ricordi saranno dolci, nella vecchiaia--ella soggiunse, con
+una glaciale tenerezza.
+
+--Io non giungerò alla vecchiaia degli anni, lo so.
+
+--Fortunato te!
+
+Fu l'unica parola profondamente disperata che le uscì di bocca, in
+quello strano duetto. Ma, adesso, i loro scarsi e rari colloqui
+diventavano penosi; vi aleggiava una tristezza infinita, i loro volti
+erano distratti e assorbiti, un soffio di gelo chiudeva la coppia
+amorosa. Amorosa? Niuna parola d'amore, più. Ella, a poco a poco, gli
+scriveva meno. Egli se ne lagnò:
+
+--Perchè mi scrivi così poco?
+
+--Ti affliggerei, scrivendoti.
+
+--Tu puoi dirmi tutto, lo sai.
+
+--Non ho da dirti nulla.
+
+Anche quando si vedevano, la conversazione si rallentava fra loro.
+Prima, Clara si interessava a tutta l'esistenza di Giovanni
+lasciandosi narrare le sue noie e le sue soddisfazioni: adesso, ella
+non lo interrogava più. Se egli voleva dirle qualche cosa, lo
+ascoltava, ma con gli occhi velati, quasi non intendendo.
+
+--La tua anima è lontana, Clara--le disse, una sera.
+
+--Non è che malata, tanto malata--ella si lamentò.
+
+--Non speri di guarire?
+
+--Sperare di guarire? Questa guarigione è anche la morte.
+
+--La morte è di tutte le anime che hanno amato.
+
+--È vero--ella concluse, a capo basso.
+
+Adesso, ogni tanto, guardandola, mentre essa lo guardava, gli pareva
+di vedere delle lacrime negli occhi. Ma esse si dileguavano. Talvolta,
+ella si alzava dal suo posto, andava verso un balcone, andava
+nell'altra stanza: egli indovinava che Clara rasciugava queste poche
+lacrime: l'avanzo dei grandi pianti antichi,
+
+--Perchè ti viene da piangere, guardandomi?--le domandò, infine,
+turbato assai di ciò, intravvedendolo.
+
+--Io? No, non piango.
+
+--Perchè me lo nascondi? Non sono il tuo migliore amico?
+
+--Amico? Io non ho amici.
+
+--Il tuo amante, allora?--ribattè lui, dopo una esitazione.
+
+--Io non ho amanti, Giovanni.
+
+--L'uomo che ti ama?
+
+--Nessuno mi ama.
+
+Profondo silenzio. Le lagrime erano inaridite negli occhi di Clara: ma
+egli vi ritornò sopra amaramente:
+
+--Non vuoi dirmi, perchè mi guardi e i tuoi occhi si orlano di
+lacrime? Ciò è così triste! Mi pare che tu pianga un morto.
+
+--Sono tanti i modi di morire.
+
+Così, in questo ambiente di gelido dolore, di amarezze quiete e
+infinite, di grandi veli bigi e fitti che li avvolgevano in una nuvola
+di orrenda e intima malinconia, evitavano di vedersi in casa, dove
+soffrivano anche più. Non si davano convegno, ma si incontravano
+randagi pallidi, vagabondi delle vie remote di Roma, camminando
+accanto senza parlarsi, o scambiando qualche motto insignificante. Una
+volta andarono al Colosseo; era un chiarore plenilunare bianchissimo,
+con un freddo vivido d'ottobre; ella era tutt'avvolta in un mantello
+col cappuccio. Si sedette, Clara, sovra uno scalino dell'anfiteatro;
+Giovanni, si sedette più giù, vicino a lei, toccandole le ginocchia
+con la testa. Il grandioso circo era tutto molle e candido, sotto il
+raggio lunare. Ella fece un atto, e la sua mano si posò, lievissima,
+sulla testa di Giovanni. Tacevano: la mano restava lì, lieve, fredda,
+immota. Egli si volse un poco, prese la mano e la baciò sulle dita,
+appena appena, con una carezza casta, fugace; la mano ricadde lungo la
+persona. Si guardarono negli occhi, in quella solitudine, in quella
+notte chiara, e quello sguardo infinitamente e rassegnatamente
+desolato fu inteso, da ambedue, per quel che era, per quel che diceva.
+
+L'indomani, nelle ore tarde pomeridiane, si videro al Pincio, dove
+ella gli aveva dato convegno. Ella era vestita di un abito di seta
+grigia e aveva una giacchetta di velluto nero; sul cappellino di
+velluto nero era una fine veletta nera. Egli pensò, vedendola, a
+quella sera di _Armida_, oramai lontana, nelle sensazioni e nelle
+memorie. Ma si forzò a scacciare ogni debolezza, tanto temeva di sè.
+Clara camminò un poco accanto a lui: poi guardando gli alberi di villa
+Borghese, dalla terrazza, gli disse la gran frase:
+
+--Dunque, si finisce?
+
+Ah egli si era creduto più forte! Si sentì vacillare, non potè
+rispondere. Che avveniva, dunque, in lui, di contradittorio, di
+bizzarro, che questa soluzione tanto da lui invocata, ora gli faceva
+orrore?
+
+--Non mi rispondi, Giovanni?--ed ella alzava, ogni tanto, il manicotto
+sino alla bocca, come a reprimere un singhiozzo, un grido.
+
+--Tu non hai pietà di me, Clara?
+
+--Tu pensi troppo alle tue miserie, e non a quelle altrui; io non ti
+chieggo pietà.
+
+--Tu sei forte.
+
+--Ero forte.
+
+--Tu sei forte.
+
+--La mia unica forza mi ha abbandonata--ella soggiunse, sempre
+guardando altrove.
+
+--Quale era?
+
+--L'amore. È finita, Giovanni--ed ebbe un cenno largo, definitivo,
+verso la campagna.
+
+--Non ci vedremo più, dunque?---egli chiese, debolissimo, tremante,
+come un fanciullo disperato.
+
+--A che servirebbe? A maggiori dolori?
+
+--Come amici.... qualche volta?
+
+--Io non ti sono amica, Giovanni: ti ho troppo amato per esserti
+amica.
+
+--Io sono il più sventurato fra gli uomini--egli gridò, gittandosi
+sovra un banco, non reggendo più.
+
+Ella gli sedette accanto: aveva gli occhi bassi, dietro la veletta.
+
+--Giovanni, sii buono, non diminuire il mio coraggio. Vedi.... per
+giungere a questo, la mia anima ha dovuto fare un così lungo viaggio!
+Ho detto io, la parola estrema: io! Che ho innanzi, io? Sai che
+esistenza di solitudine, d'inutili e tardi rimpianti, di pentimenti
+postumi, di lacrime senza conforto? Sai che lungo e deserto viaggio io
+intraprendo, sino alla morte, sola?
+
+--Il più sventurato fra gli uomini!--gemeva lui, con la faccia fra le
+mani, come un fanciullo abbandonato.
+
+--Eppure.... io, io stessa rinunzio. Tutto è stato inutile, fra noi:
+il tuo amore, prima; il mio amore, dopo.
+
+--Almeno, almeno, non mi avessi amato!--esclamò lui, in un ingenuo
+scoppio di dolore.
+
+--Ti ho amato, invece, molto, alla mia maniera, che è certo
+imperfetta, poichè tutti siamo degli esseri imperfetti. Ti ho
+amato.... così teneramente, così passionalmente.... ma era tardi, era
+tardi, era tardi!
+
+--Ma io ti voglio bene, Clara!--egli balbettò, smarrito, vedendo che
+ella era per levarsi, per andarsene.
+
+--Ne sei certo?--gli chiese ella, duramente, come nella prima sera del
+loro amore.--Ne sei certo?
+
+--Non lo so--rispose lui, annientato, ricadendo sul banco.
+
+--Addio, Giovanni!--ella disse, innanzi a lui, pallida come una morta.
+
+--Non te ne andare, non mi lasciare!--e tese le mani per rattenerla.
+
+Ella si trattenne in piedi, innanzi a lui. Si vedeva che non aveva la
+forza di fare un passo. Guardandola disperatamente negli occhi,
+tenendole una mano, egli la supplicava ancora, confusamente, di non
+lasciarlo, così, in quell'ombra; ed ella non rispondeva, levando il
+volto, mordendosi le labbra.
+
+--Giovanni, perchè vuoi che io resti? Che ci porterà di nuovo questa
+sera, o il domani? Non saremo sempre gli stessi? Che si muta, per un
+discorso o per un giorno? Avevamo strade diverse e ci siamo voluti
+amare: questo amore è stato il tuo cruccio, allora; è stato il mio
+cruccio, adesso. Riprendiamo la via, più stanchi e più delusi di
+prima: Dio benedica la tua strada!
+
+--Non te ne andare, non te ne andare!
+
+--Addio, Giovanni--e gli toccò la mano, con la mano guantata,
+allontanandosi subito.
+
+Per l'uomo che singhiozzava, lassù, sul banco del giardino solitario,
+come per la donna che discendeva alla città, senza vedere il sentiero,
+poichè le lacrime l'acciecavano, il sole era tramontato. Intorno ad
+essi era la grande, lunga, infinita notte dell'anima. [Blank page]
+
+
+
+
+L'AMANTE SCIOCCA.
+
+_A Luigi Gualdo._
+
+
+
+I.
+
+Paolo Spada aspettava la sua nuova innamorata, con una vivace
+curiosità mescolata a una certa tenerezza piena d'indulgenza e a
+movimenti improvvisi e insoliti di buon umore. Egli aveva realizzato,
+finalmente, dopo alcuni anni vissuti fra i tormentosi piaceri di amori
+inconsciamente complicati, dopo aver adorato delle bizzarre e
+inquietanti creature che eran tali, naturalmente, o che si
+affrettavano a diventare bizzarre e inquietanti al suo contatto, dopo
+essere stato adorato nelle forme più turbolenti, più folli e più tetre
+dalle medesime creature, finalmente, egli aveva realizzato un suo
+antico desiderio: desiderio fluttuante sempre in quell'anima, ora
+sommersa in fondo al naufragio di qualche stravagante passione, ora
+galleggiante sul mare cheto che segue le tempeste, il desiderio, cioè,
+di amare una donna semplice e di esserne amato. Anzi, nei suoi momenti
+di accasciamento passionale, quando il più perfido ingranaggio
+psicologico e le mistificazioni dei sensi avevano esaltato i suoi
+nervi e il suo cuore, quando più egli aveva provato le stanchezze
+supreme e le nausee profonde di qualche amore complesso, impreciso ed
+enigmatico, egli non diceva di desiderare una donna semplice, diceva:
+una donna stupida. Era tale la sua ribellione a nuove avventure
+d'amore dove il cuore e la persona avessero dei misteri da rivelare,
+delle ombre da indagare, che egli arrivava alla volgarità di certi
+uomini comuni, i quali vantano, per aver inteso vantare ad altri,
+l'amore umile delle donne che non conoscono l'ortografia. Paolo Spada,
+l'artista squisito, narratore di storie sentimentali e crudeli,
+cesellatore, di versi ora sonori, ora dolenti, sempre alti, sempre
+nobilissimi, rassomigliava, in queste sue rivolte, a un qualunque
+farmacista di provincia, che dica il suo avviso sull'amore e sulle
+donne, a tre o quattro amici, al lume azzurro di un boccale
+illuminato. E, certo, egli l'aveva cercata, spesso, questa donna
+semplice, anzi questa donna stupida, per ripetere il suo sincero e
+brutale aggettivo: e due o tre volte egli aveva creduto di trovarla e
+aveva avuto dei sussulti di gioia, un senso generale di pace nel suo
+spirito, come un addormentamento di tutti i sottili dolori che
+stridevano sui suoi nervi. Era stato deluso, sempre: giacchè nella
+semplicità apparente e ingannatrice di queste donne, egli aveva presto
+ritrovato quei segreti moti, quelle illogiche azioni, quelle
+incoerenze talvolta leggiadre, talvolta repulsive, che danno all'uomo
+innamorato l'acuto e torturante segnale di non so quale mistero
+racchiuso in un carattere, in un temperamento muliebre. Fresco e
+lieto, egli si era abbandonato alla dolcezza di trovarsi con una
+creatura limpida, cristallina: invece, quasi per una ironia, troppe
+volte ripetuta, perchè non paresse fatta apposta, egli si trovava
+innanzi a un'enigma fisiologico e psicologico. In fondo, alcune di
+queste donne erano forse semplici, o meno complicate: ma appena
+elevatesi all'onore di essere amate da Paolo Spada e di amare Paolo
+Spada, subito vi era in loro, come per magica influenza, un annodarsi
+di pensieri, d'idee, di sentimenti, un ravvolgersi di circostanze e di
+fatti, un concentrarsi di veli e di ombre, per cui pareva che
+cangiassero di natura. Freddamente furibondo per l'inganno, Paolo
+Spada rodeva il freno di un giogo spirituale e sensuale, che lo
+opprimeva con una monotonia scorante. Quando veniva la liberazione,
+quando, cioè, l'amore finiva, egli giurava di essere più cauto, più
+sagace in un'altra prova.
+
+Così, a furia di sagacia, di cautela, di gelida pazienza, egli aveva
+ritrovata in Adele Cima la donna semplice, a cui il suo cuore stanco e
+disfatto anelava. Oh egli l'aveva sottoposta a una quantità di prove,
+la giovane donna, dai belli e lunghi capelli castani che si
+ammassavano sulla testina, dai grandi occhi lionati che guardavano con
+tanta tranquillità e tanto candore, e avevano il fascino della
+tranquillità e del candore, dalle fini sopracciglia nere e dalla
+fronte un po' breve; e nelle prove, molto lunghe, convincenti,
+esaurienti, era risultato che Adele Cima era una donna assolutamente
+semplice e anche stupida, un pochino, non molto. La sua beltà mancava
+di finezza, la sua persona non aveva nè flessuosità nè opulenze, i
+suoi vestiti non erano elegantissimi: e, sovra tutto, ella non sapeva
+nulla di ciò, era giustamente persuasa di essere una donnina
+piacevole, era convinta di vestire come si conveniva, decentemente,
+era contenta di sè senza alterigia, e non aveva occhi per vedere nè il
+peggio, nè il meglio di quello che essa rappresentava. A Paolo Spada
+ella era piaciuta subito, per la sua freschezza, per non so che di
+nuovo e di fragrante, che era in lei, per questi indizii fisici di
+semplicità e anche di una certa stupidaggine, gentile, non soverchia,
+non urtante; quando ebbe fatti tutti gli assaggi per conoscerne
+l'anima, egli si abbandonò subito ad amare questa piccola Adele Cima.
+In quanto a lei, lo aveva amato immediatamente. Paolo Spada aveva
+fatto su lei un effetto folgorante. Il suo imbarazzo, la sua
+confusione, innanzi a lui, avevano qualche cosa di commovente. Le
+avevan detto che Paolo Spada era un illustre artista, che era un uomo
+celebre: ma ella non aveva letto di lui neppure una riga, e si era
+innamorata di lui, così, in un minuto secondo, senza rimedio. Ella si
+vergognava molto di questo subitaneo amore e non se lo sapeva
+spiegare.
+
+--Io vi amo molto: ma non so il perchè--ella gli diceva, guardandolo
+coi suoi buoni occhi, che ingenuamente indagavano.
+
+--Cercate bene--rispondeva lui, sorridendo teneramente.
+
+--È inutile: non so perchè vi voglio bene. Lo sapete voi, forse, che
+conoscete tutte le cose?
+
+--Io? Neppure per sogno.
+
+--Allora non vi è, questo _perchè_--soggiungeva lei, subito convinta.
+
+Pure, malgrado questo fulminante amore, Adele Cima era ancora la sua
+innamorata e non ancora la sua amante. Ella si rifiutava, debolmente,
+con argomenti vaghi, già quasi sedotta e trattenuta da uno sgomento
+che, ogni tanto, appariva nei suoi grandi occhi spalancati.
+
+--Vi faccio paura?--le diceva Paolo Spada, un po' scherzando, un po'
+rattristandosi,
+
+--Sì--rispondeva Adele.
+
+--E perchè?
+
+--Perchè siete una persona così diversa da me--ella diceva, con una
+umiltà sincera.
+
+--Non importa, non importa--era la parola indulgente e carezzosa del
+seduttore.
+
+Ella aveva finito per promettere di andare da lui, in quel giorno,
+alle due; e Paolo Spada, in un rinnovellamento pacifico di tutte le
+sue forze morali, in un rigoglio di tutte le sue energie fisiche,
+aveva inteso una viva gioia dilatarsi in lui. Nessun dubbio lo
+tormentava, come in tutti gli altri primi convegni, in cui mille volte
+aveva temuto che l'amata non giungesse--e gli era bene accaduto, di
+aspettare invano!--che un capriccio, un caso la trattenessero: egli
+era certo che Adele Cima sarebbe venuta al convegno. Era troppo
+semplice per mancare.
+
+--Ed ella verrà anche a tempo, alle due, non prima e non dopo: forse,
+si tratterrà per via; per non giungere troppo presto--egli pensò,
+leggendo a distanza nell'anima della sua dilettissima stupida, come
+già la chiamava.
+
+In onore della semplicità di Adele Cima, egli non fece nessun
+preparativo nella sua casetta di via San Sebastianello, che guardava
+piazza di Spagna e le prime vette degli alberi del Pincio: altre volte
+egli bruciava dei profumi, egli comperava dei gigli, delle orchidee
+per piacere alle sue raffinate amanti. Un fascio di rose in un vaso di
+cristallo gli parve che bastasse. Del resto, le sue stanze che
+formavano il suo quartierino da scapolo, da amante e da scrittore,
+avevano in sè tale accumulamento di bizzarrie, nei mobili, nelle
+stoffe, nella disposizione, in ogni oggetto, che egli guardava tutto
+ciò, con occhio compiaciuto, pensando allo stupore della cara piccola
+donna sorridendo, da prima, all'effetto che avrebbe prodotto su lei
+ogni cosa, dai tappeti di Smirne, a un idolo di bronzo e avorio
+panciuto, orribile; dal letto che era dissimulato sotto una grande
+stoffa di chiesa, ai ritratti delle donne amate che guardavano dalle
+loro cornici di argento inglese e di cuoio impresso. E una crescente
+tenerezza lo invadeva, all'idea di quella buona giovane creatura, così
+attraente e così nuova per lui, che veniva col suo passo quieto e
+misurato a dargli dell'amore senza enigmi, senza misteri, senza noie e
+senza scene. Egli si decideva ad amarla molto e bene, questa povera
+Adele Cima, senza mai darle un dispiacere, senza mai farle intendere
+da quali altezze di pensiero e di sentimento egli discendesse, per
+raggiungere l'umiltà di quell'amore, senza mai comunicarle la febbre
+che lo ardeva, nelle sue ore di lavoro e di doloroso lavoro. Voleva
+amarla moltissimo e bene, giacchè egli sentiva quale grande refrigerio
+alle sue vene ardenti sarebbe venuto dalla freschezza di quell'amore,
+quale equilibrio sereno avrebbe messo nei suoi nervi quella mitezza
+d'anima muliebre, quale pace forte e vivificante avrebbe data al suo
+mobile e inquieto pensiero, la lentezza, la semplicità, la piccolezza
+del pensiero di Adele Cima. Sì, quella stupida gli sarebbe stata
+infinitamente cara, giacchè sarebbe stata infinitamente utile al morbo
+del suo spirito!
+
+Ella venne alle due, precise. Paolo Spada che aveva gli occhi
+sull'orologio, come giuocando con sè stesso, sorrise, udendo suonare
+alla porta. Andò ad aprire egli stesso. Adele Cima gli apparve innanzi
+e gli sorrise, così innamoratamente, che l'uomo sentì vincersi da una
+emozione. Invece di baciarla sulle labbra, molto finemente, egli si
+inchinò e le baciò la mano. La trattava come una duchessa: egli si
+accorse subito che ella era meravigliata e confusa di ciò, cominciando
+a non capir nulla, da quel primo bacio. Poi, Adele Cima si distrasse
+immediatamente: egli l'aveva condotta a sedere sopra un divano, dove
+era gittato uno scialle turco, e le toglieva lentamente un guanto,
+scherzando con le dita: essa stringeva ogni tanto la mano di lui,
+mentre si guardava intorno, incantata. Mai, aveva visto nulla di
+simile: e tutto le sembrava strano e incomprensibile, producendole
+esattamente l'impressione che egli aveva preveduta. In sè, egli
+sorrise di aver perfettamente indovinato quell'effetto. Adele Cima era
+come egli la vedeva, la intendeva, la supponeva, di una facilità
+d'interpretazione tale, come se egli rileggesse un libro imparato a
+memoria nell'infanzia e tutti i brani gli si ricostruissero nella
+mente.
+
+--Vi piace, qui?--le domandò lui.
+
+--.... Sì--ella rispose, dopo un minuto di esitazione. È sempre così
+oscura, la casa?
+
+--Sempre. Io odio la luce, in città.
+
+--Ah!--ella disse, senza chiedere altro.--E ci state solo, qui?
+
+--Ho un servo: l'ho mandato via.
+
+--Non vi annoiate, solo!
+
+--No, mai. Salvo quando vi aspetto.
+
+--Io sono venuta puntualmente--ella soggiunse, subito, volendosi
+difendere.
+
+--Sì, sì, cara--e le baciò le due mani.
+
+Paolo Spada era innamorato molto, in quell'ora, e la piccola donna
+vestita di un bigio comune, di un vestito che egli le conosceva già,
+gli piaceva moltissimo: ella era in casa sua: lo amava, ella, perchè
+era venuta a lui, senza maggiori indugi, senza pretese, senza domande
+di fedeltà, senza patti: lo amava, tutto lo diceva in lei: eppure egli
+indugiava a chiederle di esser sua, così, per prolungare quei minuti,
+così tranquilli, sicuro oramai di lei, come della luce del sole. Adele
+Cima guardò le rose. Egli si alzò, e gliene dette due, le più belle.
+Essa non le odorò, non le mise alla cintura, le tenne mollemente fra
+le dita, quasi senza guardarle.
+
+--Non amate le rose?--le chiese Paolo Spada.
+
+--.... Sì.
+
+--Forse amate qualche altro fiore, specialmente?
+
+--No, nessun fiore, specialmente.
+
+--Io ho amato molto il giglio, una volta, poi le violette di Parma,
+poi le orchidee....
+
+--Che sono, le orchidee....
+
+--Certi fiori molto rari, molto strani....
+
+--Non li conosco--mormorò ella, distratta.
+
+Pure, un lieve pallore l'aveva scolorita. Egli non se ne accorse. Ora,
+ella si era levata e avvicinatasi a un tavolino, ne aveva preso un
+ritratto di donna.
+
+--Chi è questa signora?
+
+--Quale? Ah!... una russa.
+
+--Una straniera? Siete stato in Russia, voi?
+
+--Sì, una volta.
+
+--È lontano, è vero?
+
+--Lontano: vi fa molto freddo.
+
+--Perchè vi andaste allora?
+
+--Mah!... per seguire questa signora....
+
+--Voi l'amavate?
+
+--Sì.
+
+Un silenzio si fece. Adele Cima si morsicò il labbro inferiore: poi
+domandò:
+
+--Come si chiamava?
+
+--Questa russa? Natalia.
+
+--Che bel nome!
+
+--Vi pare?
+
+--Il mio è così brutto, non è vero?--disse ella venendo a lui, con una
+espressione di malinconia che lo turbò.
+
+--Adele? Ma Adele vale mille volte più di Natalia--egli esclamò,
+volendo consolarla subito.
+
+--Eh, no!--diss'ella, tristemente--è un brutto nome.
+
+--A me piace immensamente, cara.
+
+--Perchè mi volete bene.
+
+--Forse per questo.
+
+--Ma è un brutto nome, non dice nulla.
+
+Si allontanò nuovamente da lui, andò a guardare gli altri ritratti;
+egli la seguiva, tenendole una mano, lusingato e intenerito da quella
+semplicità, da quella ingenuità. Ella prese un altro ritratto e glielo
+porse:
+
+--Era bionda, questa?
+
+--Sì, bionda.
+
+--Vi piacciono le bionde?
+
+--Mi piace la donna che amo.
+
+--Più le bionde o più le brune?
+
+--Quella che amo, quella che amo!--replicò lui, lietamente, felice di
+essere amato così e di amare così,
+
+--Il castagno è uno sciocco colore di capelli--ella dichiarò a occhi
+bassi, come mortificata da questa inferiorità sua.
+
+--Ma no.
+
+--Me lo hanno detto, lo so. Avrei voluto esser bionda, io.
+
+--I vostri capelli sono belli.
+
+--Ma biondi, sarebbero stati bellissimi--replicò lei, ostinatamente.
+
+Egli le voltò, con un gentile atto, la testa verso lui e la baciò sui
+capelli. Ella sorrise, innamoratissimamente: e subito dopo, gli
+chiese:
+
+--Tutte queste signore sono state vostre amanti?
+
+--Quasi tutte.
+
+--Sono molte--ella disse, abbassando gli occhi.
+
+--Io non sono più un giovanotto.
+
+--Avete avuto molte amanti; tutti gli uomini ne hanno tante?
+
+--Sapete.... nella nostra professione.... le occasioni sono più
+facili....
+
+--Già.... è vero, voi siete uno scrittore. Siete anche un poeta?
+
+--Sì, cara--disse lui, sorridendo.
+
+--Scrittori e poeti pare che abbiano molte amanti--e gli occhi grandi
+e belli le si velarono di lacrime.
+
+A quello schietto dolore, egli non resse. Le prese le mani,
+l'abbracciò, cercò di consolarla con una quantità di parole vaghe,
+come si dicono ai bimbi per farli finire di piangere, per farli
+addormentare; ella ascoltava, già subito confortata, guardandolo negli
+occhi, credendogli come il bimbo crede alla mamma. Egli le soggiunse
+che tutti quelli erano stati amori effimeri, che ella sola era
+l'amata, la vera, l'unica: e una immensa fede in queste proteste di
+amore si leggeva nel volto di Adele Cima. Pian piano egli l'aveva
+condotta di là, nella sua stanza. Sovra una scansietta di legno
+scolpito, sostenuta da una gran mano di bronzo, erano, in legature
+fini di pergamena, tutti i volumi di prose e di poesie di Paolo Spada.
+L'innamorata ne prese uno e l'aprì:
+
+--Che bella carta....--disse, passandovi sovra, lievemente, le
+dita.--Voi avete scritto tutto questo?
+
+--Sì, cara.
+
+--È un romanzo?
+
+--Sì, anima mia.
+
+--Deve essere bello. Io ho letto pochissimi romanzi--ella concluse,
+posando il libro.
+
+Guardò nuovamente i volumi nello scaffale:
+
+--Ci mettete molto tempo per scriverne uno, di libro?
+
+--Per lo più, molto tempo.
+
+--Ah!--ella disse, chinando nuovamente gli occhi.--E siete solo quando
+scrivete?
+
+--Solissimo. Qualunque rumore mi turba. La presenza di una persona,
+anche silenziosa, non mi fa scrivere.
+
+--Sì?--ella disse, con un accento fra sorpreso e sgomento.--E perchè
+questo?
+
+--Così--egli rispose, un po' brevemente, non volendo darle altre
+spiegazioni.
+
+Ella ebbe il contraccolpo di quella piccola durezza. Si sollevò verso
+lui, lo guardò, gli chiese:
+
+--Mi volete bene?
+
+--Sì, tanto, cara.
+
+--Vi ho seccato con quella domanda sciocca?
+
+--No, no, non potete seccarmi.
+
+--Io stessa sono una sciocca, compatitemi.
+
+--Io vi voglio bene, non posso compatirvi.
+
+--Mi volete bene, malgrado la mia stupidità?--domandò, fra il riso e
+il pianto.
+
+--Malgrado la vostra stupidità, vi adoro--disse lui, lietamente e
+crudelmente.
+
+--Ah! grazie.
+
+Come l'ora cadeva, continuando a guardarsi intorno con stupore e con
+paurosa ammirazione, Adele Cima diventò l'amante di Paolo Spada; e fu
+senza lacrime e senza spasimi, senza proteste e senza giuramenti. Egli
+si sentì felicissimo, come mai. In quelle ore d'amore egli non si
+tormentò a sorvegliarsi e a sorvegliare l'anima dell'amata: egli non
+s'inchinò a misurare il pallore dell'amata e non tese l'orecchio a
+raccogliere il balbettìo della passione erompente: egli non pensò ad
+esser guardingo, in quell'eterno e terribile istinto di diffidenza,
+che, nei maggiori trasporti, divide le anime degli amanti,
+insuperabilmente. Il suo cuore e i suoi nervi si trovarono di pieno
+accordo in un abbandono giovanile e semplice, singolare in un uomo che
+aveva molto e bene e male vissuto, che aveva vissuto, infine. Il
+beneficio che egli aspettava dall'amore di Adele Cima, gli venne largo
+e completo, giacchè un cordiale, un morbidissimo senso di riposo
+avvolse tutte le sue forze, fece tacere ogni stridore, versò balsamo
+su tutte le vecchie cicatrici inciprignite: e quando ella fu per
+partire, e lui s'inginocchiò innanzi a lei per baciarle devotamente la
+mano, un verace, un grande impeto di riconoscenza animava Paolo Spada.
+E lei? Innamoratissima e timida, adorandolo già e sentendo una ignota,
+invincibile confusione in sè, ella fu felice e taciturna, piena di
+sorrisi ineffabili--il suo sorriso era più intelligente dei suoi occhi
+larghi e limpidi--piena di dedizioni semplici e complete, obbedendo
+alla legge dell'amore con una immensa umiltà che la inebbriava.
+Solamente, dopo, ella continuò a dargli del _voi_; e teneramente, egli
+la riprese di ciò:
+
+--Dammi del _tu_, cara....
+
+--Non mi riesce.
+
+--E perchè?
+
+Non oso.
+
+
+
+II.
+
+L'improvviso e soggiogante amore di Paolo Spada per Adele Cima aveva
+preteso che ella venisse ad abitare con lui nella casa di San
+Sebastianello. La resistenza della donna era stata debole e vaga:
+l'amante con facilità le aveva dimostrato che essendo ella libera e
+sola, nulla di meglio le restava a fare che unirsi a lui.
+
+--Io ti darò grande noia: tu sei abituato alla solitudine--aveva ella
+opposto, timidamente, due o tre volte.
+
+--Tu sei incapace di annoiarmi, cara--aveva sempre risposto lui, con
+quella tenerezza indulgente che era la nota principale del suo amore
+per Adele.
+
+Ella era rimasta interdetta e pensosa, come se cercasse una idea,
+ancora oscura nella, sua mente, e, forse, la forma per esprimerla.
+Finalmente, alle reiterate richieste dell'amante, perchè si decidesse
+a venire da lui, definitivamente, ella ebbe il coraggio di dire
+questo:
+
+--E se tu, un giorno, non mi ami più?
+
+--Io? Ti amerò sempre, diletta. Capisci che non vi è una ragione al
+mondo, perchè io finisca di amarti.
+
+--Pure.... se non mi ami più?--aveva ella replicato, incapace di
+entrare in nessuna delle sottigliezze, talvolta crudeli, del suo
+amante.
+
+--Non è possibile. Se accadesse.... rimarremmo egualmente insieme....
+
+--Come?
+
+--I mariti e le mogli non ci restano, forse, anche quando non si amano
+più?
+
+Adele tacque: ma non era convinta. Con una espressione di rammarico,
+soggiunse:
+
+--Senza l'amore, non ci vorrei restare.
+
+Ma queste brevi e innocue discussioni non potevano portare che a un
+sol risultato: alla vittoria della volontà di Paolo Spada su quella di
+Adele Cima. Ella lo amava profondamente, in una forma tutta
+rudimentale, cioè cieca e assoluta. Venne a stare con lui. L'artistico
+quartierino non fu guastato in nulla, giacchè vi furono unite altre
+due stanze, accanto, che erano disponibili e dove Adele Cima trasportò
+i suoi semplici mobili. Un tappeto di Smirne messo innanzi a una porta
+della camera di Paolo, nascondeva la comunicazione tra il quartierino
+e le due stanze di Adele, tanto che per molto tempo, tutte le visite
+di Paolo Spada, amici, ammiratori, seccatori, ignorarono l'esistenza
+della donnina dai morbidi e lunghi capelli castani, dai grandi occhi
+lionati, così sempre pieni di meraviglia. Appena ella udiva il
+campanello, diventava inquieta. Invano Paolo cercava di trattenerla:
+se un passo si avanzava, indicando che la persona era stata ammessa
+dal cameriere, ella si levava, spariva dietro il tappeto, senza far
+rumore, come un'ombra. Gli amici di Paolo Spada le davano una
+soggezione grande. Dalla sua stanza, involontariamente, poichè ella si
+sarebbe vergognata di origliare, ella udiva elevarsi il tono della
+conversazione, molto forte: le dispute si accendevano da un minuto
+all'altro, ed ella, non intendendone nè la causa nè lo scopo, non
+udendone bene le parole che non arrivavano precise sino a lei, finiva
+per avere una paura orribile di queste liti, di questi scoppii di
+voce, di questi urli. Poco a poco esse si chetavano: le voci si
+facevano più fioche: tacevano: passava un tempo di silenzio.
+Timidamente, ella sollevava il tappeto, faceva capolino: o Paolo Spada
+era uscito e la casa era deserta: o lo trovava sdraiato sopra un
+divano, sprofondato in quei trenta o quaranta piccoli cuscini di raso
+ripieni di piume, che gli formavano un letto di riposo, fumando una
+sigaretta, a occhi socchiusi, tranquillissimo:
+
+--Che avevate, a gridar tanto?
+
+--Parlavamo d'arte.
+
+--Ah! e si grida così?
+
+--Così, cara.
+
+Del resto, quando non vi era nessuno, Adele Cima stava sempre accanto
+a Paolo Spada. Essi pranzavano assieme; un cuoco mandava loro il cibo,
+da fuori, giacchè Paolo Spada odiava l'odore della cucina, in casa; il
+cameriere li serviva a tavola. Questo pranzo fatto di pietanze
+cucinate alla francese, sempre un po' fredde, un po' monotone nella
+loro voluta bizzarria, servite in fretta e in silenzio, nella piccola
+stanza da pranzo, sotto il chiarore azzurrino, come acquitrinoso, di
+una gran lampada sospesa e coperta di uno strano paralume, era una
+delle cose che più spostava i gusti e i costumi di Adele Cima. Tutte
+quelle conserve, quelle mostarde di gusto inglese che Paolo Spada
+sovrapponeva alla cucina francese, finivano di stordirla nelle sue
+quietissime inclinazioni culinarie. Per far piacere al suo amante,
+ella gustava di tutto, con un certo coraggio, giacchè molte di quelle
+cose non le piacevano punto: e sorrideva a lui, con quel luminoso
+sorriso dove ella trasfondeva tutta la sua adorazione per Paolo. A
+furia di dominarsi, ella aveva quasi finito per amare il fegato d'oca
+di Strasburgo, e per tollerare il caviale: ma non le riesciva di
+sopportare il roseo salmone, di cui egli era così ghiotto, pranzando
+solo con quello, talvolta, e con una tazza di tè. Egli capiva
+perfettamente lo stordimento di Adele, e ne godeva, e ogni volta che
+l'amore compiva un'altra di queste sorprese e un altro di questi
+miracoli, egli aveva un senso di trionfo nel suo animo. Non solo egli
+era riconoscente ad Adele Cima, che essendo una povera cara scema,
+cercava di seguirlo in tutte le naturali anomalie della vita delle
+persone di talento, ma le era anche grato che, malgrado lo stupore,
+malgrado l'impressione cattiva, ella restasse quel che era, così
+tenera, così adorabile nella sua adorazione per lui. Egli pensava:
+
+--Ella non ama questa cosa: ama me, però: e per questo si sforza di
+amare la cosa che odia; forse, non ci riesce: ma a me, che importa?
+Vedo il risultato, io. Essa mi adora e divorerebbe i carboni ardenti,
+per me.
+
+Uscivano insieme, sempre. Ella avrebbe preferito di andare per il
+Corso: anzi, ella trovava via Nazionale la più bella delle vie.
+Viceversa, egli era un appassionato, come tutte le anime artistiche,
+dell'antica Roma e più della sua solenne e poetica campagna romana.
+Egli non si stancava mai di ritornarvi, sebbene da anni ed anni vi
+andasse, figliuolo devoto dell'augusta città, ma più delle sue vaste
+solitudini. Colà, egli più si raccoglieva e pensava. Quelle estensioni
+di terra brunastra, qua e là appena appena sparse di qualche striscia
+di erba, quelle ondulazioni singolari del terreno, come per
+sommovimento tellurico, quelle alte barriere, che dividono, non si sa
+perchè, quei campi infecondi, l'uno dall'altro, quelle rive cretose
+che discendono al fiume giallo inclinandovi i neri bracci stecchiti
+dei salici, erano il miglior orizzonte per il suo gran sogno di arte e
+di poesia. E, amando Adele Cima, volendola insieme, sempre, come
+emblema di amore e di pace, come compagnia di equilibrio e di
+serenità, egli la conduceva seco, spiegandole benignamente tutta la
+grandiosità e la bellezza di quel paesaggio, che non rassomiglia a
+nessun altro. Ella lo ascoltava, incantata dal suono di quella voce
+così toccante nella sottile velatura che la rendeva un po' roca,
+incantata da quella luce di entusiasmo che rendeva più seducenti i
+bellissimi occhi di Paolo Spada, incantata dall'armonia di quello che
+egli diceva: e chinava il capo, assentendo, diceva un monosillabo,
+stringendo la mano del suo amante. In verità, quella campagna romana
+la sgomentava; quella solitudine, quella sterilità, quel gran fiume
+torbido, quei neri carri di pozzolana su cui passavano lunghi distesi,
+sonnecchiando, pipando, fischiando lugubremente, talvolta, i
+carrettieri, le opprimeva i nervi. Però, piaceva a Paolo: ciò bastava.
+Lo seguiva, docilmente, ogni giorno, in queste passeggiate: anche
+quando il tempo era bigio, plumbeo e il gran cielo così tragicamente
+si abbassava sulla campagna: ogni tanto egli esclamava:
+
+--Guarda, Adele, quanto è bello....
+
+--Bellissimo--rispondeva lei, subito.
+
+Viceversa, il suo cuore era pieno di tristezza, per quell'ambiente.
+Fra le altre cose, ella temeva per Paolo e anche per lei, di prendere
+la febbre in quei giorni di autunno, in quelle ore crepuscolari. Ella
+che non aveva l'abitudine di fumare, gli chiedeva una sigaretta. Le
+avevano detto che la sigaretta è eccellente, contro l'infezione della
+febbre romana:
+
+--Tu fumi, cara?
+
+--Sì, sì--diceva lei, con un pallido sorriso.
+
+Ma presto la sigaretta, spenta, le cadeva dalle dita. Ella si
+stringeva nel suo mantello. Aveva i piedi gelati e non osava mai
+portare un _plaid_, per non dare fastidio a Paolo. Costui, assorto,
+taceva. Giacchè, nella consuetudine che aveva dapprima di andar solo
+nella campagna romana e nel gran fascino che quell'ambiente esercitava
+su lui, egli si dimenticava di avere accanto Adele Cima e lasciava
+trascorrere il tempo, nel più profondo silenzio. Il cocchiere
+seguitava a far trottare il cavallo, pigramente: la carrozza andava,
+andava, lontano, punto nero sopra la via giallastra; e Adele,
+obbliata, era presa da una voglia irresistibile di piangere. Allora,
+quando non ne poteva più, si voltava a Paolo, lo guardava coi suoi
+belli occhi grandi, sorpresi e un po' supplici. Egli la guardava, ma
+non aveva l'aria di vederla. Ella lo chiamava, piano:
+
+--Paolo....
+
+--Che vuoi?
+
+--Dimmi qualche cosa.
+
+--Che cosa?
+
+E la voce sua era così strana, come di un dormiente che sogna, una
+voce di persona lontana, una voce di anima distaccata dal minuto
+presente, dallo spazio presente. Adele trasaliva:
+
+--Mi ami, Paolo?--gli chiedeva, per il bisogno di parlare, di
+sottrarsi all'incubo dell'ambiente.
+
+--Ti adoro--rispondeva lui, con un tono di maggior sonnambulismo.
+
+Poi, un silenzio. La carrozza andava sempre.
+
+--Torniamo, Paolo?
+
+--Ancora un po'.
+
+--È tardi, amore....
+
+--Non è tardi.
+
+Ma spesso, queste interruzioni dei suoi pensieri, dei suoi sogni lo
+turbavano molto.... Senza durezza, poichè egli amava Adele, le diceva:
+
+--Taci: lasciami pensare.
+
+--A che pensi, amore?
+
+--Penso; lasciami stare.
+
+--Dimmi a che....
+
+--È inutile che tu lo sappia--rispondeva, inasprito, a un tratto.
+
+Ella aveva pianto, la prima volta che le parlò così; ma, peggio, egli
+non si era accorto di quel pianto. Da allora, si era rassegnata a
+subire tutte le interminabili e tristi passeggiate nella campagna
+romana, senza parlare che quando lui la interrogava. Moriva di freddo
+e di tristezza, ma soffriva tutto questo per amore di Paolo. Quando
+rientravano in città, man mano, si veniva riscaldando: Paolo esciva
+dal suo silenzio. Ella sorrideva, di nuovo: e un'altra prova era
+passata.
+
+D'altronde, a questi profondi assorbimenti di Paolo ella doveva
+cercare di assuefarsi, poichè, in casa, lo coglievano spesso.
+Loquacissimo e beffardo, insieme, ma graziosamente beffardo, egli
+cadeva, ad un tratto, in una mestizia taciturna che scombussolava,
+subito, tutto l'umore sereno e dolce di Adele Cima. Sdraiato, con la
+sigaretta spenta fra le dita, immerso in quei molli cuscini che erano
+così cari alle sue ore di riposo e di malinconia, Paolo Spada aveva
+l'aspetto immobile e triste, l'aria disfatta e triste, gli occhi
+socchiusi lasciavano errare uno sguardo vago e triste. Subito, Adele
+gli chiedeva:
+
+--Hai sonno?
+
+--No.
+
+--Sei stanco?
+
+--Sì.
+
+--Di che sei stanco? Non sei uscito.
+
+--Sono stanco--mormorava lui, con quella sua voce lontana.
+
+Ella faceva trascorrere un po' di tempo in silenzio. Indi ritornava a
+lui:
+
+--Ti senti male?
+
+--No.
+
+--Vuoi qualche cosa?
+
+--No.
+
+--Debbo andarmene?
+
+--Resta pure: ma taci.
+
+Adele chinava gli occhi per non piangere. Le riesciva impossibile
+d'intendere la causa della tristezza di Paolo Spada, sfuggendole
+assolutamente tutto il lavorio dell'anima di costui. Ella non vedeva
+che l'immobilità, il pallore, la taciturnità; ella non capiva, che la
+risposta indifferente, o quella dura, nella loro durezza esteriore:
+ella intravedeva un mistero superiore dello spirito, arcano, avvolto
+in tali veli che giammai la sua piccola mente avrebbe potuto
+sollevare, e una pena acuta, intimissima, nascosta con gelosa cura la
+torturava, senza che ella volesse mai esprimerla, o trovasse mai
+parole per narrarla. Andava a prendere un suo lavoro all'uncinetto,
+una di quelle interminabili coltri a rosoni, bianche, e seduta in una
+poltroncina, lavorava nel più grande silenzio. Talvolta, la stanchezza
+la sorprendeva. Ella sonnecchiava. Il capo le si abbassava sul petto.
+
+--Tu dormi?--le dicea lui.
+
+--No, non dormo--rispondeva lei, trasalendo, scuotendosi.
+
+--Poverina, ti annoio.
+
+--Non mi annoi.
+
+--Le mie _ore d'inchiostro_ sono così odiose!
+
+--Nulla di te, è odioso--ella replicava, a bassa voce.
+
+Ma questa frase _ore d'inchiostro_ le faceva l'effetto di un gran buco
+nero nero, dove precipitassero Paolo Spada e l'amor suo, donde ella
+non potesse cavar più fuori nè l'amante, nè l'amore. Giacchè la paura
+più umile, più comune, che la teneva sempre, che la tormentava in
+segreto, era che Paolo Spada l'amasse poco, o non l'amasse punto. Non
+sapeva, ella, per quale paese dei sogni egli partisse, in queste sue
+ore tetre; neppur supponeva che vi fosse un immenso, interminabile,
+infinito paese dei sogni dove se ne vanno le anime dei poeti, degli
+artisti, dei sognatori: ma intuiva, così, semplicemente che Paolo
+Spada era ben lontano, lontano da lei e dal suo amore in quei momenti,
+e che quel corpo, abbandonato fra i cuscini, quel volto smorto e
+chiuso non avevano nè sentimento, nè volontà. Ella lo adorava con
+tutto il suo piccolo e serio cuore, con la sua piccola e limitata
+mente, e oltre l'amore, per natura, per temperamento, per carattere,
+non poteva vedere. Beninteso che, sempre, Paolo Spada usciva da una di
+quelle crisi di tetraggine, per gittarsi in impeti di folle gaiezza.
+Allora egli colmava la sua amante di liete carezze, di adorazioni
+gioconde e quasi infantili: la obbligava ad entrare nei magazzini di
+mode, dove le comperava pazzamente delle cose che non le servivano
+punto; la costringeva a seguirlo nelle grandi trattorie dove ordinava
+dei pranzi squisiti, sostenuti da vini generosi: la conduceva ai
+teatri, nelle grandi serate: e, sovra tutto, parlava con lei, rideva
+con lei, la corteggiava gaiamente, divertendosi di tutte le inveterate
+timidità della donna, delle sue ritrosie, del suo terrore del
+pubblico. Dappertutto, ella andava a malincuore, poichè ella
+preferiva, infine, la loro casa, in cui sempre l'ambiente la
+sconvolgeva, ma dove, almeno erano soli. Adesso, a poco a poco Paolo
+Spada la veniva presentando ai suoi amici, senz'altro nome che questo:
+_la mia Adele_, e al primo movimento di consolazione e di orgoglio che
+questo nome le produceva, detto così, da lui, ne subentrava uno di
+malinconia, sentendosi ricacciata nell'anonimo, senza personalità,
+più, come una povera cosa appartenente a lui, come gli apparteneva un
+bastone o un fazzoletto. Questi amici di Paolo Spada erano così
+singolari, anche essi! Le parevano tutti affetti da una leggiera o più
+grave pazzia, manifestantesi nei modi o familiari troppo, o
+fittiziamente freddi, nelle voci bizzarre che pronunziavano parole
+anche più bizzarre. Nelle loro conversazioni che ella si ostinava a
+voler intendere, ella non afferrava che le prime frasi, e subito la
+sua mente si confondeva in quei paradossi sull'amore, sull'arte, sulla
+vita, e non ci si raccapezzava più. Nei caffè, per le vie, le
+discussioni si prolungavano, accanite, rinascenti, giranti intorno
+all'argomento, col ritorno di certi nomi, di certe frasi, di certi
+intercalari; ella ascoltava, fingendo l'attenzione, ma senza capire
+più nulla. Talvolta, queste discussioni erano nelle vie, di sera:
+Paolo Spada e qualche suo amico andavano lentamente, fermandosi ogni
+tanto, accalorati, ardenti, e Adele Cima imitava il loro passo, si
+fermava con loro, sempre taciturna, levando ogni tanto il suo bel
+volto bianco e sorpreso verso Paolo, quasi a pregarlo di finire, di
+rientrare. Ma egli non vedeva lo sguardo timido e pregante dei bei
+grandi occhi limpidi e semplici, e la disputa si prolungava, mentre
+ella cadeva dall'oppressione in un sonno, per cui andava a casa come
+una sonnambula. Una notte, così, girarono per due o tre ore, intorno a
+piazza Navona, Paolo Spada e Massimo Dias, slanciati in una feroce
+discussione sull'Ariosto ed ella, alla fine, mezza morta, non osando
+dire nulla, si lasciò cadere a sedere sullo scalino, presso la
+fontana. Fu allora che egli si decise a metterla in carrozza ed a
+portarla a casa, invaso da una improvvisa pietà che lo rese dolcissimo
+e amorosissimo verso la donna.
+
+Questi amici di Paolo Spada la trattavano anche singolarmente. Alcuni
+la salutavano correttamente, ma non le dirigevano la parola; altri le
+indirizzavano delle frasi galanti in istile letterario; altri la
+riguardavano come un camerata e usavano familiarmente con lei, a
+grosse strette di mano, chiamandola Adele. Con quella intuizione delle
+persone semplicissime, ella sentiva che sotto la correttezza di alcuni
+si nascondeva il disprezzo; le galanterie in frasi fiorite la
+imbarazzavano e la facevano arrossire; le familiarità la turbavano.
+Qualche volta, malgrado la sua timidità, aveva sorpreso qualche parola
+che suonava caricatura per lei e certi sorrisi le sembravano dubbi. Ne
+aveva parlato a Paolo Spada:
+
+--I tuoi amici mi ritengono per una stupida.
+
+--No, cara.
+
+--Credilo, è così.
+
+--Da che te ne accorgi? Saresti diventata furba, per caso?
+
+--Non lo so: ma per loro, sono un'oca.
+
+--Per loro, come per me, sei una bella, buona, cara donnina, ecco
+tutto. Vuoi dei complimenti, a quanto pare.
+
+--Se sono un'oca per te, non voglio essere un'oca per gli altri--ella
+soggiungeva, assai più triste, convinta che Paolo Spada si vantasse
+della sua ocaggine.
+
+--O cara ochetta sentimentale e mesta, cara piccola oca bianca e
+malinconica, finirai per rassomigliare a un cigno--diceva lui, con la
+sua voce sonora e pure velata che la seduceva, toccandone le fibre più
+recondite del cuore.
+
+Avrebbe ella, forse, voluto allontanarlo, da queste conversazioni, da
+queste dispute con questi amici dagli occhi stralunati, dalle ciere
+malaticcie, che fumavano la pipa, talvolta, o che erano in una
+perfetta tenuta da gentiluomo, in marsina, con la pelliccia aperta,
+col fiore all'occhiello, ma che avevano egualmente la ciera morbosa e
+gli occhi sognanti, quasi allucinati. Ma era un desiderio, niente
+altro: ella era fatta per seguire Paolo Spada in ogni suo
+vagabondaggio e per obbedirgli in ogni suo capriccio. Gli faceva
+qualche obbiezione, soltanto:
+
+--Ti diverti tanto, in compagnia di Massimo Dias, di D'Arcello, di
+Lamberti?
+
+--Non mi diverto punto.
+
+--E allora, perchè li cerchi tanto?
+
+--Mi sono necessarii.
+
+--Oh!
+
+--Le dispute riscaldano il sangue ed eccitano i nervi....
+
+--E fan male alla salute,
+
+--Del corpo, forse. Viceversa, fanno bene alla salute dell'anima, che
+è la sola interessante.
+
+--La salute dell'anima? La vita eterna, cioè?
+
+--No, cara--concludeva lui, con quel sorriso d'indulgente amore che
+gli spuntava. sulle labbra, quando ella diceva una sciocchezza.
+
+Bensì arrivava il tempo in cui Paolo Spada abbandonava lui gli amici,
+non uscendo, chiudendo la sua porta, vivendo in casa per intiere
+settimane, fra le sigarette, il caffè e il lavoro. Questi furori di
+prosa e di poesia lo assalivano improvvisamente, dopo una gita nei
+dintorni, dopo la lettura di un libro, dopo aver ritrovato un vecchio
+pacchetto di lettere, ed egli si dava tutto a quel lavoro della
+composizione d'arte e della successiva scrittura, sommergendosi negli
+abissi della creazione e della forma, come chi da un altissimo picco
+si getta nel mare. Non conosceva più, Paolo Spada, in quelle
+sommersioni, nè misura di tempo e di spazio, nè fatti o circostanze,
+nè necessità o capricci, egli dimenticava l'ora del sonno come quella
+dei pasti, egli volentieri restava, in pieno meriggio, con le imposte
+sbarrate e la lampada accesa; inchiodato nel suo seggiolone di cuoio,
+chino sulla carta, levando ogni tanto, da essa, un par d'occhi
+nuotanti nelle visioni, o passeggiante per la stanza da studio,
+rapidamente, da un capo all'altro, a testa china, o leggendo ad alta
+voce, anzi declamando dei versi o della prosa, gettandosi, talvolta,
+da una sedia a una poltrona, ritornando al seggiolone, e, talvolta,
+cedendo al sonno, sul gran tavolino da scrivere, con la testa sulle
+braccia, come un fanciullo. L'amore? sparito, morto. L'artista si
+trovava nel gran tumulto interno che sconvolge ogni altro affetto e
+che trasporta nelle ansie e nelle ebbrezze della concezione e della
+procreazione d'arte, la febbre che lo ardeva aveva invaso e incendiato
+tutto il suo sangue, e le sue fantasime d'arte erano più vive, innanzi
+agli occhi della sua fantasia, più belle, più vive, più desiderate,
+più amate della vivente Adele Cima, che gli sembrava un'ombra vana e
+fredda.
+
+Ella si rendeva un'ombra. Girava intorno a Paolo Spada con un passo
+così lieve che non si udiva, non urtava un oggetto, non faceva
+stridere una chiave, spariva dalle porte come se si dileguasse
+nell'aria. Così ella faceva, un tempo, quando aveva assistito sua
+madre gravemente inferma: le pareva di essere presso un malato, tanto
+lo stato fisico e morale di Paolo Spada le sembrava scombussolato,
+tumultuario, perduto ogni senso di realtà. Obbediente come un bimbo
+buono, ella lo aspettava con pazienza alle ore dei pasti, non andava a
+letto, talvolta, che tardissimo, vegliando accanto a lui, leggendo un
+libro qualunque il cui senso le sfuggiva, o dicendo il suo rosario, o
+stando immobile, oramai abituata a questa vita di statua. Lui, che
+giammai aveva potuto lavorare con una persona presente nella stanza o
+anche nella casa, tollerava perfettamente quella di Adele Cima, tanto
+ella si rendeva piccola, minuta, inesistente. Anzi, la voleva presso a
+lui. Era come un mobile che si ama, su cui si posano gli occhi
+volentieri e le cui linee corrispondono a non so quale bisogno
+estetico interiore. Talvolta, in un brevissimo, lucido intervallo, era
+vinto dalla compassione:
+
+--Va a letto, cara,
+
+--No, ti aspetto.
+
+--Io ho molto da scrivere, va, va.
+
+--Che importa? aspetto.
+
+--Creperai di noia e di sonno.
+
+--No, niente. Aspetto. Tu hai molto da scrivere?
+
+--Moltissimo: enormemente.
+
+--Non importa, non importa.
+
+Di amore, in lui, non un atto, non una parola. Questo ella vedeva
+bene, e un morso le afferrava il cuore. La febbre del lavoro e di quel
+lavoro la colpiva solo per i suoi fenomeni morbosi; ella non ne
+comprendeva nè la purissima fiamma, nè il nobile tormento, nè
+l'ebbrezza del travaglio. Non si spiegava perchè un uomo giovane, sano
+e bello, amato, amante come Paolo Spada si desse a quella passione
+singolare che ne consumava i giorni, la salute, la beltà, che lo
+toglieva, sovra tutto, all'amore. Ah questo, questo, ella non se lo
+spiegava ed era il suo cruccio più intimo e più costante! Nel suo
+giudizio stretto e poetico della vita, le pareva che un'altra donna le
+potesse togliere Paolo Spada, ma non già un foglio di carta bianca e
+una penna intinta nell'inchiostro. Che egli scordasse i suoi baci, le
+sue carezze, il suo amore così saldo e così affascinante nella
+semplicità, per restare i giorni e le notti nella sua stanza di studio
+scrivendo, lacerando carte, riscrivendo, passando la penna a grandi
+colpi sulle linee scritte, per cassarle, leggendo, declamando,
+fumando, bevendo caffè, senza sole, senza luce, senz'amore, proprio,
+senz'amore, le sembrava una cosa tanto folle, tanto ingiusta e tanto
+crudele che, spesso, sparendo nella sua povera cameretta, se ne andava
+a piangere in un cantuccio, solitariamente. Per lei l'amore era la
+sola passione, la sola occupazione, il solo pensiero e il solo affare,
+e tutto questo, molto semplicemente, in vero temperamento muliebre
+nato per il ristretto campo dell'amore. Giammai, in queste sue ore di
+desolazione, ella trovava un pensiero contro l'egoismo artistico di
+Paolo Spada, giammai ella si pentiva di essersi data a lui, di esser
+venuta a vivere con lui, ma si sentiva ed era una creatura
+perfettamente infelice.
+
+Quando era stata lungamente assente, egli la chiamava. Ella si lavava
+in fretta gli occhi, riappariva quasi sorridente ed egli non vedeva
+punto il rossore delle palpebre.
+
+--Perchè te ne vai, Adele?
+
+--Ti disturbo, forse.
+
+--Non mi disturbi. Non ti vedo neppure.
+
+--E allora, perchè mi vuoi?
+
+--Così, per consuetudine.
+
+Ella crollava il capo, mentre si faceva pallidissima. Paolo Spada non
+se ne accorgeva. Nell'orgoglio fugace dei momenti di creazione, le
+diceva, esaltatamente:
+
+--Sai? Sto scrivendo un capolavoro.
+
+--Lo credo, Paolo.
+
+Ma non gli chiedeva che fosse. Temeva di dire una stupidaggine,
+chiedendo.
+
+--È una novella, una lunga novella: ma un capolavoro. Si chiama: _il
+vincitore della morte_. Ti piace il titolo?
+
+--Sì, mi piace.
+
+--Veramente, ti piace? Di' la verità.
+
+--Mi piace moltissimo.
+
+--Ora te ne leggo un pezzo. Ti secchi?
+
+--No, amore, no.
+
+Egli dava di piglio alle molte cartelle dove scriveva col suo
+carattere lungo e sottile, e con voce tremante, mentre le dita che
+tenevano il manoscritto tremavano, egli cominciava la lettura. La voce
+si facea più ferma e ondeggiava nei periodi che si legavano l'uno
+all'altro, e si abbassava mollemente, s'innalzava violenta.
+Attentissima, ella non batteva palpebra. Pure, quest'attenzione non
+gli bastava:
+
+--Tu, non mi ascolti?
+
+--T'ascolto.
+
+--Hai l'aria distratta.
+
+--Non è così. Leggi.
+
+Paolo riprendeva la lettura. Si arrestava, per vedere se sul volto di
+Adele Cima passasse qualche impressione: e la vedea mutar di colore.
+In verità, era quella voce dell'amante, quella esaltazione, il rombo
+della lettura, che la commovevano.
+
+--Ti piace? Ti piace?
+
+--Moltissimo.
+
+--Dici sul serio?
+
+--Sul serio.
+
+--Non già perchè mi vuoi bene?
+
+--Non so: mi piace.
+
+Egli finiva la lettura, entusiasmato.
+
+--Ti piace?
+
+--È bellissimo.
+
+--Sì, credo di aver fatto una cosa buona--diceva lui, già un po'
+smontato.
+
+--Quante cartelle ne hai scritte?--domandava Adele, dando un'occhiata
+obbliqua al manoscritto.
+
+--Sessantacinque.
+
+--E quante altre te ne restano?
+
+--Centocinquanta, più, forse.
+
+--Ah!
+
+Si voltava in là, per non fargli osservare il suo viso, dove la pena
+che questa febbre ancora molto, troppo durasse, si dipingeva.
+L'indomani, lo trovava tetro e disfatto.
+
+--Ho scritto delle corbellerie ignobili--le dichiarava lui.
+
+--Come? Non ti sembravano un capolavoro?
+
+--Mi sembravano. Ero esaltato. Sono corbellerie.
+
+--A me piacevano.
+
+--Naturalmente.
+
+--Paolo!--era la sola rimostranza dolorosa.
+
+--Mia cara, che vuoi capire tu? Quando piace a te, è segnale di
+ignobile corbelleria.
+
+--E allora, perchè leggi a me?
+
+--Così, per sfogare: niente altro.
+
+--Perchè mi domandi il giudizio?
+
+--Perchè gli scrittori sono delle bestie inconcludenti, deboli e
+vigliacche--esclamava lui, nella brutalità delle giornate di
+abbattimento.
+
+--Non dire questo, Paolo.
+
+--Taci, Adele. Vattene.
+
+Ebbene, ella si accorgeva che negli accasciamenti della sua febbre
+d'arte, in quegli accasciamenti in cui tutti i mortali chiedono soccorso
+di tenerezza, ella non poteva consolarlo. Sensibilissima
+sentimentalmente, ella misurava col cuore timido e trepido questa sua
+impotenza e la esagerava. Quel male ignoto e quel dolore ignoto traevano
+origine da radici di profonde e sconosciute infermità morali e forse
+fisiche: ella poteva bene piegare il volto su quell'ombra, il suo
+inesperto sguardo nulla vi potea mai distinguere. Adele si ritraeva, con
+un senso vivo di umiliazione sempre rinnovantesi e che le aveva omai
+aperto nell'anima una fine ferita sempre sanguinante e sempre frizzante.
+Il silenzio era il suo rifugio, dove naturalmente, le più semplici e
+anche le più tormentose supposizioni la facean dubitare di sè stessa, di
+Paolo Spada, dell'amore. Forse, egli era stanco di lei e non glielo
+diceva per gentilezza d'animo; forse, questo suo amore che era niente
+altro che amore, offerto con tanto abbandono, ma con tanta monotonia,
+aveva già nauseato Paolo; forse egli pensava a quelle sue donne così
+raffinate, così squisite, che lo amavano in una forma complicata e
+straordinaria, che gli scrivevano quei pacchi di lettere da lui
+conservate preziosamente, da lui spesso rilette, spesso giacenti in
+confusione sul tavolino da scrivere--talvolta, egli si serviva di quei
+documenti per la sua storia d'amore--mentre ella non aveva mai osato di
+scrivergli un biglietto, temendo di commettere degli errori di
+grammatica e di ortografia; forse, egli già ne aveva trovata
+un'altra.... ella era così sciocca, così infelicemente sciocca! Con
+cura, ella nascondeva i suoi sospetti, per non torturarlo, giacchè ella
+gli risparmiava, amorosamente, qualunque puntura; ma, senza volerlo,
+trapelavano.
+
+--Anche oggi, sei così triste, Paolo?
+
+--Anche oggi.
+
+--Ma a che pensi?
+
+--Mi è impossibile di narrartelo: è troppo lungo.
+
+--Dimmi, almeno, a chi pensi?
+
+--A chi? A nessuno, cara.
+
+--A nessuno, proprio? A nessuna donna?
+
+--.... No. Che pensi?
+
+--Nulla, m'immagino. Credevo.... perdonami. Non sei stanco di me?
+
+--No, non ancora.
+
+--Dimmelo, quando sei stanco.
+
+--Te lo dirò, non dubitare.
+
+Ognuna delle risposte di Paolo Spada la meravigliava e la faceva
+soffrire. Lo credea sincero. Non amava un'altra donna: non era stanco
+di lei: ella gli piaceva ancora. Ma dunque era proprio per questo
+terribile lavoro dello scrivere, che il suo amante l'abbandonava, si
+dimenticava di lei come se non esistesse, la guardava in volto
+trasognato come se non l'avesse mai vista, non le prendeva una mano,
+non la baciava? Così sono, dunque, questi uomini che scrivono? E
+quest'_arte_, questa parola che ella udiva ripetere continuamente,
+senza intenderla, quest'_arte_ pronunziata ora enfaticamente, ora a
+bassa voce in tono pauroso, quest'_arte_ le cui quattro lettere
+escivano, pronunziate dalla bocca di Paolo Spada, con un ardor amoroso
+meglio di qualunque amorosa parola, ella aveva finito per odiarla in
+silenzio, con tutta la muta ribellione del suo cuore. Non era una
+donna l'arte, nè aveva i capelli neri, biondi o rossi, diversi dai
+suoi; non era una persona slanciata dagli occhi grandi e bruni e
+scintillanti, mentre i suoi erano limpidi e tranquilli e la sua
+persona era piccola e graziosa; non era una donna intelligente e
+sapiente, mentre ella era una povera buona, ignorante: eppure Adele
+era gelosa di quest'_arte_ e la detestava, con tutto il cuore, come se
+fosse una creatura viva. A poco a poco i libri, le carte, il calamaio,
+l'inchiostro e la penna, e tutto quello che è il corredo di chi
+scrive, le cominciarono a fare orrore: e gli accessi di lavoro feroce,
+o gli assorbimenti lunghi in vaghe contemplazioni di Paolo Spada, le
+davano l'impressione d'una sua sciagura personale, sempre respinta e
+sempre ricadente sul suo cuore. Un giorno, quasi fosse presa da una
+curiosità puerile, gli domandò:
+
+--Come ti è venuto in mente, di scrivere?
+
+--A me? Non me ne ricordo.
+
+--Ma infine, hai dovuto cominciare?
+
+--Sì, ho cominciato.... non potevo far di meno di cominciare.
+
+--Perchè?
+
+--Era il destino, cara.
+
+--Non hai mai pensato a fare un'altra professione?
+
+--Mai. Non avrei saputo farla.
+
+--Tu sai far tutto. Perchè non hai tentato?
+
+--E perchè dovevo tentare?--gli disse lui, un po'meravigliato.
+
+--Così.... per fare quel che fanno tutti gli altri--diss'ella,
+penosamente.
+
+Egli intese qualche cosa:
+
+--Ti piacerebbe, eh, che io fossi un medico? O un impiegato? O un
+ufficiale di cavalleria?--e una lieve ironia era nella sua voce.
+
+Ella impallidì e arrossì. Subito, negò tutto:
+
+--Mi piaci come sei, Paolo.
+
+--Ma saresti più felice con un medico, m'immagino: felicissima, con un
+ufficiale di cavalleria: arcifelicissima, con un impiegato, Adele.
+
+--No, no, no--esclamò lei, disperatamente--non posso esser felice che
+con te.--Temo.... temo che tu sia infelice.... sono così incapace di
+capirti....
+
+--Non vi è bisogno, che tu mi capisca--soggiunse lui--nessuna donna
+capisce mai un uomo e viceversa. Io sono perfettamente felice, del
+resto, con te che non mi capisci: te lo assicuro. Amami e basta.
+
+Infatti, in quell'amore, così quieto e così uniforme, in quel
+sentimento rudimentale che di nessun altro si addoppiava e si facea
+difficile, in quell'espansione semplice quotidiana, senza grandi scene
+tragiche come senza troppo fini scene di commedia, in quella bontà
+costante e suadente, in quell'affetto dove mancava qualunque sorta di
+enigma, egli trovava l'ambiente migliore per il suo spirito stanco e
+per il suo cuore disgustato di eccentricità. Per troppo tempo, la
+donna era stata per lui elemento di curiosità vivacissima nella vita e
+nell'arte ed era, quindi diventata sorgente di disordine e di
+squilibrio: per troppo tempo, egli aveva errato per i paesi dove il
+peccato era anche romanzo e dove il romanzo conduceva al peccato: per
+troppo tempo, egli aveva cercato nella donna il pascolo della
+immaginazione artistica e l'urto obliquo e complicato dei sensi. Adele
+Cima era il riposo della sua stanchezza, era l'equilibrio dell'asse
+della sua vita, era la relazione posata e lunga, lunga e sicura, dove
+il peccato perdeva ogni tinta turpe e acquistava gentilezza mite
+coniugale. Mentr'ella era fuori centro, spostata, messa a contatto di
+una esistenza che aveva capovolte tutte le sue poche idee, messa a
+contatto con un uomo cento volte a lei superiore, della cui
+superiorità ella era un'adoratrice ma anche una vittima, mentre Adele
+Cima non giungeva più a riunire le sue forze per vivere, disperse in
+un'atmosfera troppo alta per i suoi polmoni, Paolo Spada si
+sprofondava nella beatitudine egoistica di colui che ha trovato, per
+una rarissima fortuna, lo strumento più adatto alla propria felicità.
+Per pensare, per leggere, per lavorare, egli aveva bisogno di non aver
+più nè lettere amorose da scrivere o da andar a prendere alla posta;
+di non aver più convegni da chiedere o da aspettare; di non aver più
+sciarade da sciogliere o drammi da annodare, tutte cose che
+impediscono, a uno scrittore, il pensiero, la letteratura, la
+scrittura. Adele Cima, in quei tempi di travaglio, mentre era intorno
+a lui, non vi era, camminava piano, non urtava gli oggetti, non
+chiudeva i libri, non muoveva le carte, spariva, riappariva, senza
+domandare di uscire, di pranzare, di dormire: nella sua semplicità o,
+piuttosto, nella sua stupidaggine, era un arnese umile e perfetto di
+pace amorosa e di paziente tenerezza.
+
+
+
+III.
+
+A un tratto, nel cuore innamorato di Adele Cima, e battuto e
+mortificato dal sentimento di non essere una donna degna dell'amore di
+Paolo Spada, surse una volontà improvvisa, che si maturò nell'ombra e
+nel silenzio, che fu covata e si schiuse al calore della passione, di
+cui ella ardeva per il grand'uomo. Ella si decise, così, senz'altro, a
+diventare una donna intelligente e colta; perchè, almeno, non tutto il
+mondo dove l'artista viveva le fosse vietato; perchè ella, almeno,
+potesse seguirlo in un discorso, in una divagazione, perchè ella non
+restasse più sola e abbandonata ad amarlo, mentre egli se ne andava
+negli orizzonti dei sogni e delle visioni a cui ella, misera, non
+partecipava. Ella concepì questo audace disegno nelle ore di
+solitudine e anche d'infinita mestizia in cui cadeva, quando Paolo
+Spada lavorava e si scordava assolutamente di lei: ella accarezzò
+entusiasticamente il suo disegno, nel tempo in cui maggiormente
+l'esistenza con Paolo le diventava grave e tormentosa, sentendovisi
+come una povera creatura perduta e senza guida; ella ostinatamente
+studiò questo disegno, quanto più amara e più insopportabile le pareva
+la sua inferiorità. Non disse nulla a Paolo. Era taciturna, sempre: e
+non avendo mai trovato modo di raccontargli la sua lunga miseria, la
+miseria della sua stupidaggine e della sua ignoranza, non volle
+neppure rivelargli il rimedio che il suo cuore aveva trovato o credeva
+di aver trovato. Con l'eroismo muto dei cuori che sanno amare e amare
+soltanto, ma che dall'amore traggono ogni coraggio e ogni luce, ella
+si accinse allo scopo, sebbene lo sentisse arduo, lontano, forse
+inaccessibile.
+
+La prima cosa che ella tentò, per aprire la sua intelligenza, fu la
+lettura dei libri di Paolo Spada. Dopo pranzo, quando egli, fumate
+nervosamente quattro o cinque sigarette, si levava come mosso da un
+impulso automatico, per sedersi a scrivere, ella si levava e spariva.
+Nella sua borsa da lavoro, accanto al merletto all'uncinetto, delizia
+borghese di altri tempi, ella aveva sempre un volume, dei varii fra
+romanzi e novelle scritte da Paolo Spada: e in camera sua, si metteva
+a leggere. Lo stile prezioso, ricercato con quella tortura mentale che
+era una delle grandi qualità di Paolo Spada, le produceva la prima
+impressione d'incomprensibilità: vi erano delle parole che non aveva
+mai lette o udite e dei giri di frase, il cui senso le sfuggiva:
+talvolta, delle frasi ripetute le davano fastidio, come il ronzìo di
+un moscone nell'orecchio. Non so come, ella aveva udito a parlare del
+vocabolario: e finì per ricorrervi, per conoscere il senso vero delle
+parole strane adoperate da Paolo Spada. Con molta gravità, teneva il
+libro aperto sul tavolino e con l'altra sfogliava il vocabolario: alla
+ricerca della parola, lasciava perdere il filo del racconto e, dopo,
+non si raccapezzava più. E, spesso, il vocabolario non le spiegava
+bene, tutto: ella restava sospesa, pensando troppo per la sua piccola
+mente, affaticata, e non trovando più nulla. Se contrariamente, erano
+i soggetti di quei romanzi, di quelle novelle che la turbavano
+immensamente. Ella aveva letto, come tutte le donnine della sua
+levatura, dei romanzi di Montépin e di Ponson du Terrail, qualche
+romanzo di Dumas padre e qualcuno, italiano, di Guerrazzi: ma le
+istorie di Paolo Spada erano così stranamente diverse da quanto era
+stato il poco pascolo della sua fantasia! Tutti i protagonisti di
+Spada le sembravano degli ammalati o dei pazzi: spesso la inorridivano
+per il cinismo: e quando s'interessava a qualcuno, più simpatico,
+ecco, egli moriva. In quanto alle protagoniste, ebbene, ebbene,
+malgrado che qualcuna di esse fosse buona e virtuosa, malgrado che
+quasi tutte fossero immensamente infelici, per le lotte con sè stesse,
+col mondo e con l'amore, ebbene, Adele Cima le odiava, tutte! La
+innamoratissima donna leggeva i romanzi e le novelle, più col cuore
+che con la mente: e la sua curiosità d'ignorante, era anche fatta di
+gelosia. Con quanta carezzosa voluttà Paolo Spada dipingeva certe
+figure di donna e Adele Cima vi ricercava, quasi, i ritratti delle
+donne che egli aveva amate: con quanta crudeltà egli ne disegnava
+delle altre ed erano forse quelle che lo avevano respinto, o,
+accettandolo, lo avevano reso infelice! Ella aveva troppo partecipato
+alla vita di Paolo Spada e dei suoi amici artisti, per non avere
+capito, a forza di udirlo dire, che quanto essi raccontavano nei loro
+libri, era loro accaduto: non aveva visto Paolo Spada copiare le
+lettere di amore, nelle novelle? Così, la lettura di questi volumi
+lenta, ma continua, produsse sullo spirito di Adele Cima, come una
+rivelazione sempre più triste, sempre più torturatrice, del passato di
+Paolo Spada. Ah egli aveva palpitato, e pianto, e sofferto, e
+spasimato, il suo amante, non per lei, ma per altre donne, egli aveva
+molto e troppo vissuto, il suo amante, e non con lei; egli aveva avuto
+delle scene di passione e di disperazione come giammai con lei! Quante
+volte in quelle eterne veglie, in cui ella aspettava che Paolo Spada
+si levasse dal tavolino e, chiamandola, le dicesse che era ora di
+riposarsi, quante volte ella posò il libro, pallida, disgustata,
+avvelenata, sentendo di essere giunta troppo tardi, quando già la vita
+aveva detto tutto al suo amante! Quante volte ella si sentì inutile,
+inutile a quest'uomo, adesso più che mai, adesso che conosceva o che
+le pareva di conoscere tutto il passato, e come pensò, spesso, che
+sarebbe stato meglio liberarlo della sua sciocca presenza! Le si
+ripeteva, nell'anima, fatidicamente, l'impressione della prima visita,
+quando aveva trovato le fotografie delle altre amanti e aveva tanto
+sofferto: perchè non era fuggita via, in quel giorno? Pure, un
+accanimento la teneva, di legger tutto, di saper tutto.
+Involontariamente, qualche parte del suo segreto le sfuggiva:
+
+--Perchè hai fatto morire quel povero Attilio Venturi?--ella chiese un
+giorno, al suo amante.
+
+--Attilio Venturi? Chi?
+
+--Il protagonista del tuo racconto: L'_ucciso_.
+
+--Tu hai letto il racconto?
+
+--.... sì--diss'ella, profondamente sconvolta.
+
+--E perchè l'hai letto?
+
+--Mah.... perchè era scritto da te....
+
+--Non vi era obbligo, anima mia.
+
+--Ho fatto tanto male? Sono dunque così sciocca, da non poter aprire
+un tuo libro?--e quasi piangeva.
+
+--Non importa, cara--diss'egli, indulgentemente--se ciò ti diverte, fa
+pure. Ti è proprio dispiaciuto tanto, che Attilio Venturi sia morto?
+
+--Oh, tanto!
+
+--Egli _doveva_ morire--pronunziò Paolo Spada, col tono dogmatico
+dello scrittore.
+
+--Oh!--mormorò ella, senz'altro, sentendo il peso della sua ignoranza
+più forte, sulle spalle.
+
+Altri dialoghi simili, consecutivamente, accaddero. Un giorno, un
+amico di Paolo Spada aveva elogiato vivamente il volume delle _Storie
+crudeli_, in presenza di Adele Cima: e Paolo Spada aveva sorriso alle
+lodi. Ella riprese il discorso e arrossendo, disse:
+
+--Tutti i tuoi libri sono così belli e mi piacciono tanto, Paolo! Ma
+perchè sei così cattivo, nelle _Storie crudeli_?
+
+--Perchè la vita è cattiva, mia cara--disse lui, con un lieve
+rammarico nella voce.
+
+--Oh no, Paolo!
+
+--Che ne sai, tu? Tu non sai nulla.
+
+--Hai ragione--ella disse, soffocando un singhiozzo.
+
+E un'altra volta:
+
+--Non pensavi che la vita era cattiva, Paolo, quando hai scritto
+_L'amore di Maria?_
+
+--Quella storia è bruttissima.
+
+--Oh, no!
+
+--Bruttissima, ti dico.
+
+--A me è piaciuta--soggiunse ella, con timidità.
+
+--Questo è il segnale più certo della bruttezza--disse lui, duramente.
+
+Poi quando la vide piangere, cercò di consolarla, carezzandola,
+baciandola.
+
+--Tu leggi troppo, ti fa male, Adele.
+
+--Perchè, mi fa male?
+
+--La tua testa è debole, non leggere tanto.
+
+--Come, neppure i tuoi libri?
+
+--I miei meno degli altri. Già, non valgono niente.
+
+--Non dire questo, non dirlo. Perchè li hai scritti, se li disprezzi?
+
+--Così, Adele--rispose lui, enigmaticamente, chiudendosi nel suo
+silenzio.
+
+Ma, oramai, il male era fatto. Nel cervello confuso di Adele Cima
+turbinavano le frasi e i fatti in disordine: ed ella non afferrava più
+il nesso delle cose, ella imbrogliava i nomi dei personaggi e delle
+città, ella spesso faceva a Paolo Spada delle domande, dove appariva
+anche più chiaramente che ella aveva letto e non aveva inteso nulla.
+Due o tre volte, egli la redarguì, vivamente offeso nel suo amor
+proprio di artista: ed Adele che non conosceva la sensibilità sempre
+raccapricciante delle vanità di scrittore, due o tre volte giunse a
+ferirlo: e il modo come egli le si rivoltò contro, modo insolito, di
+animale irritato e ingiusto, la sgomentò talmente che, per un pezzo
+ella smise di parlargli delle sue letture. Ma il male era fatto. La
+serenità della mente di Adele Cima era smarrita, per sempre. Ella era
+entrata in una via d'intrichi e di spine che la pungevano e la
+soffocavano: nè conosceva più il sentiero per tornare indietro. In
+quella confusa e incerta rivelazione di un mondo per lei
+incomprensibile e in cui ella intravedeva le perfidie della menzogna,
+le malvagità del cuore freddo e duro, le perversità dei sensi non
+governati da nessuna delle schiette e fluide correnti del sentimento,
+la ingenua anima di Adele si arretrava, compresa di spavento: ma i
+suoi occhi avevano intravisto e il fiore del suo candore sentimentale
+era per sempre appassito. Sovra tutto, il maggior tossico le veniva da
+quelle donne ignote a lei, che Paolo Spada aveva conosciute e amate,
+che erano rimaste così impresse nella memoria dell'uomo, che l'artista
+aveva voluto renderle nelle sue storie.
+
+Tutte diversamente belle e attraenti sotto la viva penna dello
+scrittore, tutte dotate del fascino della vita che vibra, più forte,
+nei ricordi e par vita, tutte variamente strane e seducenti, tutte
+quante davano al cuore innamorato di Adele Cima le trafitture, e i
+sussulti, e i pallori, e gli scoramenti di una gelosia invincibile.
+Con curiosità tormentatrice, ella ritornava a rileggere quelle pagine
+dove la natural poesia dell'arte ingrandiva e affinava quelle creature
+muliebri: e nella loro essenza, nella loro forma, Adele Cima le
+invidiava, sentendosi da loro così diversa, così lontana, sentendosi a
+loro tanto inferiore da soffrirne come per persone umane che
+l'avvilissero con la loro superiorità, ogni giorno, ogni ora:
+
+--Tu hai conosciuto quell'Angelica, del tuo romanzo?--disse, in uno
+dei momenti di più forte pena.
+
+--Sì.
+
+--L'hai amata?
+
+--Sì.
+
+--Era molto seducente?
+
+--Molto.
+
+La povera semplice donna tacque. Ah che egli era una persona troppo
+sincera, mentre avrebbe potuto risparmiarle queste verità così atroci!
+
+--Perchè hai finito di amarla?
+
+--Mi ha tradito.
+
+--Ah! E se non ti tradiva?
+
+--Io tradiva lei.
+
+--Così.... tutti questi vostri amori.... finiscono col tradimento?
+
+--Quasi tutti.
+
+--Finirà anche il nostro, così?--chiese lei, desolatamente, mordendosi
+le labbra per non iscoppiare in singhiozzi.
+
+--Speriamo di no.
+
+--Speriamo? Non è che la speranza?
+
+--In fatto di amore, tutto è fallace. Ma perchè continui a chiedere di
+cose spiacevoli? Che ti importa? A che scavi nel passato? Quando mai
+tu hai scavato? Amami e basta.
+
+--Anche io ho un cuore e una mente--ella mormorò, mortificata di
+essere sempre respinta nelle sue umili e taciturne funzioni di donna
+innamorata.
+
+--Credilo, il cuore ti è sufficiente--egli concluse, un po' sul serio,
+un po' ironicamente.
+
+Ella sentì l'ironia e non sentì la serietà del consiglio. Una gran
+voglia di rassomigliare a qualcuna di quelle donne, di essere meno
+monotona, meno semplice, meno limpida, adesso le sconvolgeva l'anima.
+I suoi vestiti, dapprima graziosi e carini, ma di una grande povertà
+d'invenzione, cominciarono a diventare più ricercati: ella ebbe una
+vestaglia di lana bianca, con merletti pioventi e un grosso cordone di
+seta bianca che la serrava: ella portò delle camicette insaldate, da
+uomo, con una cravatta maschile: ella tentò di tagliarsi i capelli, ma
+il parrucchiere la consigliò di non farlo. Queste nuove fogge, però,
+la mettevano in imbarazzo e la rendevano goffa. Alle pareti quasi nude
+delle sue due camerette ella attaccò dei vecchi ventagli giapponesi,
+dei pezzetti di stoffa antica racimolati fra le cianfrusaglie del
+quartierino di Paolo Spada e vi sospese dei quadretti che erano stati
+donati a lui, e che egli aveva dichiarati orribili; e questo scemo
+tentativo di adornamento artistico contrastava con la semplicità e
+anche con la volgarità del resto dei mobili. Adele Cima non aveva mai
+voluto fumare; anzi il fumo della sigaretta e dei sigari di Paolo
+Spada, dei suoi amici, le dava gran fastidio. Si forzò a imparare:
+ebbe tre o quattro emicranie feroci, accompagnate dal mal di stomaco,
+ma fumò. Soltanto si scolorava come una morta, fumando: e faceva
+sforzi enormi per esser disinvolta. Non aveva mai bevuto liquori, con
+un disgusto tutto borghese: ella provò il _cognac_, e siccome aveva
+inteso parlare del _gin_, come di un liquore singolare, assaggiò anche
+quello. Paolo Spada, malgrado le sue profonde distrazioni, i suoi
+egoistici assorbimenti, notò a poco a poco tutte queste fittizie
+manifestazioni di bizzarria: e il sorriso con cui le accoglieva, aveva
+della bontà compassionevole. Due o tre volte, egli rise della
+goffaggine di Adele Cima: ed ella fu colpita da quel riso come da una
+pugnalata. Una sera, quando più ella era stata tentata di essere
+eccentrica e raffinata, e quando meno vi era riescita, quando più era
+stata ridicola nei suoi esperimenti, Paolo Spada, le aveva detto, con
+durezza:
+
+--Smetti.
+
+Ella si era fatta di mille colori e aveva abbassato gli occhi.
+
+--Non fumare più, smetti; smetti di vestirti come ti vesti; non bere
+_cognac_ e non parlare di amore col terzo e col quarto. Smetti,
+smetti, Adele.
+
+--Che ho fatto di male?
+
+--Nulla: ma sei ridicola. Chi te lo fa fare?
+
+--Così--diss'ella, con voce fievole, a capo basso.
+
+--Vi è una ragione, a queste stravaganze. Dilla subito.--replicò
+improvvisamente.
+
+--L'idea di piacerti....--balbettò l'infelicissima.
+
+--Hai sbagliato. Mi dispiaci enormemente.
+
+--La paura del tuo disprezzo.... hai amato tante donne intelligenti e
+fini.... io sono una creatura volgare....
+
+--Mi sei piaciuta come eri: non ti guastare. Smetti tutte queste
+buffonate. Tu non ti puoi cangiare.
+
+--Oh Dio!--singhiozzò la poveretta.
+
+--E ringrazia il Signore, invece, che non ti cambia. Se ti cambiasse,
+non ti amerei più.
+
+--Perchè mi dici questo?
+
+--Perchè è la verità. Ritorna alla tua semplicità, mia cara, o ci
+lasciamo per sempre.
+
+Come ritornarvi totalmente? Ella obbedì, con la devozione della
+persona assolutamente innamorata, a quanto le aveva detto Paolo Spada;
+ella ritornò, tristemente, alle sue vesti di gusto borghese e ai suoi
+cappellini insignificanti: ella lasciò le sigarette e il _cognac_:
+ella schiodò tutti i ventagli vecchi e tutti i brandelli scoloriti
+delle stoffe, dalle pareti delle sue stanzette. Ma tutti questi atti,
+consecutivi, le rammentavano la inanità della sua persona: le
+ripetevano, mandando il rosso della vergogna al viso, che ella non
+poteva elevarsi, in nessun modo, dalla mediocrità dove era sempre
+vissuta: le replicavano, in tutte le forme, che una donna semplice o
+anche sciocca, sempre tale rimane e che non vi era speranza, per lei,
+di essere considerata da Paolo Spada salvo che per una donnetta di
+casa, scema, ignorante, che gli dava dell'amore senza fantasia e senza
+drammi, quando egli aveva voglia di essere amato. Lo scorno
+dell'esperimento fatto e mancato le ritornava sempre, massime quando,
+era sola: ed ella chiedeva al Signore, nelle sue preghiere, per qual
+ragione era stata slanciata e poi chiusa in un amore dove tutte le sue
+facoltà soffrivano, dove soffocava nel silenzio ogni suo dolore e dove
+ella non avrebbe mai più trovato la felicità, giammai.
+
+Le sue sofferenze si acuivano. Ella frequentò molto la chiesa, in quel
+tempo. Cercava la liberazione, o cercava la pace; ma non otteneva nè
+l'una, nè l'altra, giacchè ella era legata a Paolo Spada per la vita e
+per la morte, giacchè ella era sempre in un profondo spostamento
+morale e materiale. Paolo Spada, giusto in quel tempo, fu preso da un
+accesso di mondanità. Ogni sera indossava la marsina, metteva un fiore
+all'occhiello, arricciava e profumava i suoi baffi e partiva. Ella lo
+aiutava a vestirsi, avendo per lui le cure minute di una madre: non
+gli chiedeva neppure dove andasse e a che ora ritornasse. Lo
+aspettava. Quando aveva chiusa la porta; alle sue spalle, cominciava
+per Adele una lunga veglia. Ella riordinava la casa, tutta quanta,
+dandole il suo assetto notturno; lavorava all'uncinetto, alla coltre
+fatta a disegno di stelle, poichè aveva rinunziato alla lettura:
+sonnecchiava; si addormentava sulla sedia. Talvolta si svegliava, di
+soprassalto, a un rumore: non era nessuno. Talvolta lo stridore della
+piccola chiave inglese di Paolo Spada che schiudeva la porta del
+quartierino, la scuoteva. Lo vedeva riapparire bene spesso pallido e
+stanco, senza voglia di aprir bocca.
+
+--Fai male ad aspettare--le diceva, brevemente.
+
+--Non importa, Paolo.
+
+Non le diceva più nulla, lui, assorto nella stanchezza: non le faceva
+una carezza non le dava un bacio: si addormentava di un sonno pesante.
+Ella restava sveglia, nervosa, piangendo chetamente talvolta. Vi erano
+notti in cui egli rientrava eccitatissimo. Le raccontava tutto,
+mettendo in burletta i tipi ridicoli della società, ridendo dei buffi
+spettacoli, elogiando fugacemente qualche donna incontrata. Adele
+tendeva l'orecchio, a queste lodi:
+
+--Era molto bella, donna Maria Vargas?
+
+--Bellissima: pareva Monna Lisa del Giocondo.
+
+L'amante sciocca, dai capelli castani insignificanti, dai grandi occhi
+limpidi e meravigliati, ammutoliva. Egli continuava a chiacchierare,
+fumava, si faceva fare del tè che ella aveva imparato ad apprestare
+benissimo, mentre le mani le tremavano, nel suo ufficio di donnetta di
+casa. E, spesso, tornando da questa casa luminosa, da questi teatri
+scintillanti, dove aveva visto delle donne bellissime, dove il suo
+animo di artista aveva esaltato la sua ammirazione di uomo, egli era
+con Adele Cima così carezzoso e così appassionato che, malgrado la
+piccola intelligenza di lei, ignara delle mistificazioni umane
+dell'amore, ella intendeva donde venisse questo rinnovellamento
+passionato; e tutto il suo essere inorridiva alla mistificazione.
+Vagamente, ma ostinatamente, ella era gelosa di tutte queste donne
+mondane, signore e attrici, grandi dame e grandi avventuriere che,
+preso da un furore di esteriorità tutto estetico, Paolo Spada
+ricercava ogni giorno e ogni sera: ma Adele Cima non arrivava a
+precisare la propria gelosia. Non diceva nulla: ma fiotti di veleno le
+inondavano le vene. Si consumava, dentro, e non voleva dare un sol
+dolore a Paolo, sentendo anche che era inutile e dannoso fargli delle
+scene. Qualche indizio di tradimento, molto tenue, forse ancora
+ingiusto le s'ingrandiva nel cuore appassionato, col dubbio di qualche
+fatto compiuto. Paolo Spada aveva cambiato fiore all'occhiello: era
+una rosa bianca, adesso, quella che portava ogni giorno. Una copia
+dell'_Amore di Maria_ era partita, avvolta in una stoffa medievale, a
+rose bianche su fondo rosa pallido, e diretta a un indirizzo
+sconosciuto. Un giorno, uscendo per alcune spesuccie, aveva incontrato
+Paolo Spada sotto l'atrio della Posta, a San Silvestro: egli aveva
+avuto innanzi ad Adele Cima, una leggiera fiamma al viso. Poi,
+finalmente, un giorno, Adele ebbe la prova precisa e netta del
+tradimento: un biglietto di convegno, di donna Maria Vargas: un
+biglietto cascato dalla tasca di Paolo Spada. Era impossibile il
+dubbio. Egli rientrò: trovò Adele Cima gittata sul letto, vestita, col
+viso verso la parete.
+
+--Che hai? Ti senti male?
+
+--Sì.
+
+--Dove hai male?
+
+--Alla testa.
+
+--Ora ti do l'antipirina. Vado a chiamare il medico?
+
+--È inutile: è un male che passa.
+
+Veramente, egli aveva udito qualche cosa di cambiato nella voce di
+Adele Cima: ed aveva esitato a ritornare nella sua stanza. Prima di
+uscire, andò da lei, di nuovo:
+
+--Come vai?
+
+--Meglio: grazie.
+
+--Vuoi qualche cosa?
+
+--.... No
+
+--Io torno subito.
+
+--Va bene.
+
+Veramente non si era voltata a lui e la voce era più tronca e più
+velata che mai. Ma egli attribuì alla nevralgia tutti quei fenomeni e
+uscì. Quando rientrò, alle undici di sera, la trovò ancora sul letto,
+supina, in uno stato di abbattimento immenso, con orribili crampi allo
+stomaco. Aveva bevuto della morfina per avvelenarsi: l'aveva trovata
+in una boccettina che Paolo Spada teneva in serbo, per iniettarsi ogni
+tanto. Egli non le strappò questa verità che a furia di affannose
+domande, di richieste strazianti, giacchè tutto l'essere di Paolo era
+trangosciato all'idea che una povera creatura umana avesse potuto
+morire per lui. Ella lo guardava, con occhi così disperati e amorosi,
+insieme, che egli non resisteva a quello sguardo. Al medico accorso
+Paolo non disse nulla, non seppe neppure ricordarsi la misura della
+morfina che Adele aveva potuto ingoiare: e tutta la notte la sciocca
+amante che tutto aveva sopportato, ma non aveva saputo resistere al
+tradimento, tutta la notte ella fu in pericolo mortale, attaccata al
+collo di Paolo Spada, guardandolo con gli occhi stralunati dal male e
+dall'amore, toccandolo con le mani gelide e bagnate di sudore, senza
+poter pronunziare una parola sola, quasi strozzata, soffrendo come una
+dannata o cadendo in prostrazioni che parean simili alla morte.
+Accanto a lei, egli agonizzava. Aveva ritrovato il biglietto perduto
+di donna Maria Vargas, sotto l'origliere di Adele Cima ed aveva inteso
+la ragione di quel suicidio, la ragione immediata e invincibile.
+
+--Perchè hai fatto questo? Perchè?--le gridò, indignato contro sè
+stesso, contro i capricci mondani e contro tutte le donne mondane.
+
+La inferma non rispose, ma lo guardò con tale espressione di silenzio!
+
+--Non dovevi farlo. Non ne valeva la pena--le disse ancora lui,
+esaltatissimo.
+
+Alla morente gli occhi si sbarrarono in un infinito stupore, come se
+ella si meravigliasse, sentendo che un tradimento non è un tradimento.
+
+--Sei una scema; non capisci niente; io non amo che te; sei una
+scema--le continuò a dire lui, in preda a una indomabile agitazione.
+
+Adele Cima, a quell'aggettivo che si veniva ripetendo, con tanta
+ostinazione e tanta crudeltà, insieme a tanto amore, nella sua agonia,
+chiuse gli occhi per morire.
+
+Ma non morì. La salvarono il medico e Paolo Spada. Fu molto tempo
+malata, ma guarì. Il suo fu un suicidio mancato, come erano state
+mancate varie altre cose della sua vita. Spesso, nella convalescenza,
+in un effluvio di tenerezza, innamorato più che mai della sua
+stupidina, Paolo Spada le veniva ripetendo:
+
+--Perchè hai voluto morire?
+
+--Per donna Maria di Vargas.
+
+--Ti giuro che non ne valeva la pena, anima mia.
+
+--Oh sì!
+
+--No, no, sei sempre la stessa, non capisci nulla. Se morivi, vedi,
+Adele, era perchè non hai mai capito niente.
+
+--È vero--mormorava lei, assorta.
+
+Dopo quel tentativo di suicidio, inutile, che non le aveva dato la
+liberazione, ella non domandò a Dio neppure più la pace. Il suo
+destino era di vivere, di amare, e di soffrire per l'amore, giacchè il
+Signore le aveva inflitto il castigo di amare un uomo diverso da lei
+per istinti, per temperamento, per carattere, giacchè sul suo amore
+pesava la fatalità del dissidio intellettuale, lo stato di oppressione
+della creatura meno nobile e meno spirituale, accanto a un'anima che
+saliva nei cieli dell'arte. Ella doveva soffrire e non doveva trovare
+rimedio alle sue sofferenze, giacchè le anime alte e squisite trovano
+mille vie per isfuggire ai contrasti della vita quotidiana, mentre le
+piccole anime li subiscono tutti, senza scampo e senza rifugio.
+
+Poi, più tardi, quando ella fu bene guarita e Paolo Spada fu bene
+sicuro che quella donna gli fosse vincolata per sempre, egli scherzò
+anche sul tentato suicidio. Chi manca un suicidio, non corre
+un'avventura buffa? L'amante sciocca ne rise anche lei, per celare la
+vergogna di quella ridicolaggine. Più tardi ancora, Paolo Spada tornò
+a tradirla, come si tradisce una buona moglie fedele, con altre donne:
+ella lo seppe, ma non trovò la forza di voler morire, temendo troppo
+di esser chiamata la più scema fra le donne. Anzi, egli finì per
+confessarle le sue scappate, convincendola che erano necessarie alla
+sua vita d'arte, ma che egli amava sempre la sua cara sciocca. La
+quale sciocca donna non si convinse punto, di questa necessità del
+tradimento: vi si rassegnò, piuttosto, poichè voleva il suo destino,
+così, che ella, che sarebbe stata felice con un uomo limitato e buono
+e onesto come lei, fosse infelicissima con un grande artista.
+
+
+
+
+SOGNO DI UNA NOTTE D'ESTATE.
+
+_A Roberto Bracco._
+
+
+Massimo era solo. L'amico d'infanzia, non veduto da anni e poi
+incontrato improvvisamente per la via, dopo il lieto riconoscimento
+era venuto, alle sette, a pranzare in casa di Massimo. E costui che
+trascinava pesantemente il fardello di un'estate cittadina, mentre
+tutti gli altri anni era partito nel mese di giugno, si riprometteva
+una buona serata di ricordi, in compagnia dell'amico ritrovato.
+Avevano, infatti, passato due ore insieme fra il pranzo, la sigaretta
+e i liquori, chiacchierando dei tempi antichi, cominciando tutti i
+loro discorsi con un _ti ricordi_, sorridendo vagamente alle care
+memorie che si affollavano alla mente, interrompendosi talvolta, dando
+in qualche esclamazione di rimpianto, di nostalgico desiderio. Ma
+nella amichevole giocondità che aveva dilatato i loro cuori, si era
+presto infiltrato un senso di malinconia; avevano fatte vie diverse ed
+erano diventati assai diversi, in tutto; partiti dal medesimo punto,
+avendo fatto gli stessi studii, l'amico era adesso un illustre
+avvocato di provincia, con moglie e figli, con idee pratiche e
+semplici, un po' appesantito di fibre e di spirito; e Massimo se ne
+era andato per dieci o quindici anni all'estero, di legazione in
+legazione, diplomatico senza passione, indolente, non facendo carriera
+per la sua pigrizia, contento o non malcontento del suo posto di
+segretario, bello come un meridionale bello, ma già appassito, coi
+capelli che si facevano radi sulla fronte e gli occhi smorti, non
+ricchissimo, ma abbastanza ricco, e adesso inchiodato da un anno a
+Napoli, in licenza--in penitenza, dicevano gli amici. Massimo era
+fine, originale, ma già consumato dalla sua esistenza, e segretamente
+oppresso da altre cure: l'amico era pieno di talento, ma forte e
+tranquillo, rimasto un po' grossolano, chiuso nel buon senso
+provinciale che chiama follia l'originalità, e che si mortifica nel
+presente, per godere in un troppo tardo avvenire. Così, mentre l'uno
+raccontava all'altro la propria vita, colui che ascoltava, apprezzava,
+giudicava, freddamente giudicava, senza dire il suo giudizio in forma
+cruda, mitigando, è vero, per riguardo all'amicizia d'infanzia, ma
+facendo intendere come si trovassero lontani: e a un certo punto si
+guardarono in viso, perchè pensarono di essere, oramai, due estranei;
+ma non lo dissero. E forse, in fondo, Massimo invidiava all'illustre
+avvocato di provincia la sua limitata ambizione e il suo assiduo
+lavoro, e la famiglia grassa, pacifica, al sicuro delle tempeste, e la
+casa messa alla buona, ma la casa degli avi, la casa dei figliuoli, e
+quel senso di praticismo, di serietà, di equilibrio, tutte le cose,
+infine, che gli mancavano; mentre l'avvocato invidiava a Massimo la
+vita vagabonda ma aristocratica nelle Corti straniere, e l'avvenire
+che potea essere splendido, e la libertà di scapolo, e tutte le
+avventure di quella esistenza fantastica, e quella casa di giovanotto
+elegante e squisito, visioni che avrebbero oramai turbato i suoi sonni
+di provincia. A un certo momento, sospirarono ambedue. La serata era
+calda: dal balcone aperto del salotto dove fumavano, non spirava un
+soffio di aria: solo un acuto profumo di gelsomini veniva di fuori. Si
+accorsero di essere diventati malinconici. Troppe cose del passato
+avevano ricordate, troppe pietre sepolcrali di persone care perdute,
+di amori morti avevano rimosse: tutto questo non si fa senza un triste
+piacere, e il piacere poi fugge, e la tristezza resta. Fumavano in
+silenzio, con la testa rovesciata sulla spalliera della poltroncina;
+poi l'avvocato aveva guardato l'orologio. Per cortesia, disse a
+Massimo:
+
+--Vieni via con me?
+
+Ma non si eran forse detto tutto? E non avevan forse fatto male, a
+dirsi tutto? Massimo rispose vagamente che doveva scrivere alcune
+lettere urgenti; che si sarebbero veduti più tardi, alla Villa, verso
+le undici, senz'altro. Freddamente, l'avvocato promise di esserci, e
+si divisero, convinti che non si sarebbero riveduti quella sera, e
+forse mai più. Per dolce che sia il passato, esso è morto; e fantasmi,
+anche soavissimi, turbano l'animo dei più coraggiosi. Quando fu solo,
+Massimo si pentì di essersi condotto a casa quell'amico: tante chiuse
+cicatrici avevano stillato sangue, in quelle due ore! Mentre egli
+seguitava a fumare, nel salotto, udiva il suo servitore che riordinava
+la piccola stanza da pranzo; e poco dopo, il giovanotto gli venne a
+chiedere se avesse bisogno di lui, in quella sera, chè avrebbe voluto
+andarsene a trovare certi amici, per fare una passeggiata, con quel
+caldo così grande. Massimo, con una parola, lo licenziò: la porta si
+richiuse; egli era perfettamente solo. Ma la sua serata era perduta,
+postochè aveva voluto risalire imprudentemente il fiume del passato,
+in compagnia di una persona che aveva amata: il viaggio lo aveva
+scoraggiato, facendogli perdere quell'ultimo resto di morale pazienza,
+che lo aiutava a tirare innanzi quella solitària e fastidiosa estate
+napoletana. In queste ore di ribellione, sdraiato, abbandonato a una
+mortale spossatezza esteriore, mentre dentro gli si sollevava il
+cuore, egli fumava assai certe stupefacienti sigarette egiziane, che
+per lo più finivano per stordirlo: ma in quella sera di estate le
+sigarette gli si sfacevano fra le labbra strette ed egli le buttava
+via, semispente, a pezzetti. Andò al balcone: era al terzo piano di un
+gran palazzo di via Gennaro Serra, ed essendo più basse le case
+innanzi alla sua, pel livello della via, vedeva un po' di mare e un
+grande arco di cielo stellato.
+
+La notte era bellissima, con un gran palpito luminoso della Via
+Lattea; ma la brezza non veniva e l'aria opprimeva. Sentendosi
+avvampare la testa, solo, stanco e pure non potendo restar fermo,
+prese la penna e volle scrivere: ma improvvisamente, innanzi alla
+carta bianca, si fece in volto più bianco della carta stessa, quasi
+che avesse veduto apparire non so quale visione, fra le penembre della
+stanza. Dalla via Gennaro Serra, un continuo rumore di carrozze si
+udiva: tutti uscivano dalle loro case, tutti se ne andavano per le
+strade, a respirar meglio, a guardare le stelle, a godere la notte
+napoletana bella, fresca nelle ore alte. Egli si fece di nuovo al
+balcone, soffocando: ritornò alla scrivania, si rimise a scrivere, ma
+non vi riuscì. E perchè avrebbe dunque scritto? A che servono le negre
+parole scritte sulla candida carta, nella effervescenza della
+solitudine, quando il parente, o l'amico, o l'amante che le riceve, le
+legge forse dinanzi a estranei, freddamente, ridendone? Troppo tempo e
+troppe cose passano fra il momento che si scrive e quello che si
+legge, fra chi scrive e chi legge, perchè una lettera serva a qualche
+cosa. Un organetto si fermò in piazza Monte di Dio, a suonare, con un
+metro largo, con un tempo largo, una canzonetta assai allegra, la
+quale così diventava bizzarramente triste; Massimo s'impazientì contro
+quel sentimentale o stanco suonatore di organino, che mutava una
+tarantella in marcia funebre. Forse il suonatore era vecchio; forse
+aveva fatto una magra giornata; forse era un infelice, perciò usciva
+dalla sua mano quella nenia così stravagante. Massimo si abbassò sulla
+ringhiera del balcone, e da quell'altezza buttò a caso una moneta da
+due lire al suonatore. La musica, dopo un poco, tacque: e Massimo se
+ne dolse; ora si sentiva più solitario, più annoiato, più insofferente
+che mai della sua dimora in Napoli. Che fare, dove andare, dove
+portare il suo corpo e il suo spirito, con quali sciocchi? con quali
+indifferenti, con quali esseri detestabili andare? Come passare quella
+notte di estate? Non avrebbe avuto riposo, lo sentiva: e sentiva che
+non vi era rimedio alla sua agitazione. Andava e veniva dalla
+scrivania al balcone, macchinalmente, quando un, sottile canto vicino
+lo colpì. Si fermò, ascoltando. Il canto veniva da un balcone poco
+discosto dal suo, anch'esso al terzo piano: aguzzò gli occhi, vide
+un'ombra bianca, era una donna che cantava una vecchia romanza del
+Tosti, poco nota, che è piuttosto un recitativo e che comincia così:
+
+ Il gallo canta; e i sogni lieti o tristi
+ Fuggon nel grande oblìo.
+ Torna al mondo dei sogni, onde venisti,
+ Larva dell'amor mio........
+
+La voce era tenue e un po' tremula, ma le parole si udivano
+distintamente. Massimo tese l'orecchio, guardò acutamente, e si
+accorse che la donna si dondolava sopra una sedia, cantando, come se
+si cullasse; aspettò che ella avesse finito, poi, piegandosi sulla
+ringhiera, chiamò:
+
+--Luisa, Luisa?
+
+--Che volete?--rispose una fresca e lieta voce femminile.
+
+--Buona sera: vi sto ascoltando, ma la vostra canzone è troppo triste.
+Perchè non ridete un poco?
+
+--Così, per ordine vostro?
+
+--Ve ne prego: ridete.
+
+--A che servirebbe?
+
+--Per rallegrare la mia infinita malinconia.
+
+--Voi, malinconico?--e diede in uno scroscio di risa fresco e limpido.
+
+--Brava, brava!--egli esclamò, applaudendo.
+
+Lei, per parlare con lui, si era alzata dalla sedia, si era messa
+all'angolo del balcone, curvandosi per veder meglio, e non li divideva
+che lo spazio di una stanza; le due case erano vicine.
+
+--Vi basta?--chiese Luisa ridendo ancora.
+
+--Mai abbastanza. Sono un uomo morto, Luisa. Ma quando sarò da quattro
+giorni nella tomba come Lazzaro, veniteci voi e ridete; io
+risusciterò, ve lo prometto.
+
+--Ci vedremo allora, non mancherò--diss'ella ridendo.
+
+Poi tacque improvvisamente. Massimo, per ringraziarla, si mise a
+cogliere dei gelsomini bianchi, odorosissimi, li raccolse in pugno,
+tentò due volte di buttarglieli sul balcone: ma erano così leggieri
+che caddero in istrada, candidi, roteanti.
+
+--Peccato, peccato!--gridò lei, che aveva indovinato il grazioso
+pensiero.
+
+E restò a guardare, giù, come se potesse ancora scorgere quella
+pioggerella di gelsomini odorosi. A un tratto, ella diede un piccolo
+grido:
+
+--Che è?
+
+--Ne ho trovato uno, per terra. Grazie! Sul balcone di Luisa un'ala di
+ventaglio si agitava ed egli ne vedeva luccicare le stelline:
+
+--Siete voi, che avete quel ventaglio?
+
+--Sì; perchè?
+
+--Perchè pare un pezzo di firmamento.
+
+--Non mi burlate--disse lei un po' seria.
+
+Parlavano così tranquillamente, come se stessero in un salotto di
+conversazione: ma le notti estive sono così belle a Napoli, ed è così
+naturale stare al balcone, o sulla terrazza o nelle vie, è così
+naturale la chiacchiera all'aria aperta! Certo l'elegante addetto non
+avrebbe fatto così a Bruxelles, o a Copenaghen, dove le notti sono
+gelide, e i balconi hanno triplici imposte: nè con le dame della
+società sua, si sarebbe permesso una simile famigliarità. Appunto per
+questo egli trovava gusto in questa conversazioncella borghese con una
+semplice ragazza, da un balcone all'altro, dimenticando la profonda
+noia e il disgusto che lo avevano assalito mezz'ora prima. Adesso,
+sorgendo da quel poco di mare che si vedeva dai balconi, un globo
+rossastro si levava nel cielo, e ascendendo, impallidiva, diventava
+roseo....
+
+--.... ecco la luna, signor Massimo--mormorò lei, piano.
+
+Eppure egli udì.
+
+--È una bellissima luna, Luisa--le rispose, con convinzione.
+
+--Fra poco si nasconderà dietro quelle case, e non la vedrò più--disse
+la fanciulla, sempre piano.
+
+Egli udiva benissimo. A un tratto, chiamò:
+
+--Luisa?
+
+--Che volete?
+
+--Volete uscire, a veder la luna?
+
+--Sola?
+
+--Con me.
+
+--.... nossignore--disse lei, dopo aver esitato.
+
+--Perchè nossignore?
+
+--Per questo--replicò Luisa, enigmaticamente.
+
+--Venite, via. Torniamo presto.
+
+--No, non posso.
+
+--Siete cattiva, sapete.
+
+Luisa non rispose.
+
+--Se non vi decidete, vado via solo. La notte sarà magnifica e voi non
+la vedrete. Peggio per voi! Sono abbastanza vecchio, per non
+compromettervi. Volete venire?
+
+--.... non posso.
+
+--Buona sera.
+
+--Buona sera--mormorò ella, lentamente.
+
+In verità, rientrando nella sua stanza, per prendere il cappello e i
+guanti, Massimo era indispettito. Aveva trovato un diversivo alle
+tristezze supreme di quella serata; la compagnia di Luisa come quella
+di un buon camerata, di un buon amico, lo avrebbe distratto. Ed ecco
+che quella sciocchina faceva la ritrosa, mentre era libera,
+indipendente, mentre egli non si era mai sognato di farle una linea di
+corte, da un anno che si conoscevano. Nervoso, abituato a superare
+facilmente tutte le difficoltà, il più piccolo inciampo lo inquietava:
+non andò di nuovo al balcone, spense tutti i lumi, e battè fortemente
+la porta, uscendo sul pianerottolo; anche Luisa era una sciocca! Ma
+passando innanzi a un'altra porta che dava sullo stesso pianerottolo,
+la vide schiudersi un poco e il profilo bruno di Luisa apparve:
+
+--Signor Massimo?--fece ella, guardandolo coi neri e dolci occhi,
+chiedendogli scusa col tono della voce, con lo sguardo.
+
+--Andate là, che non capite niente!--esclamò lui, nascondendo un
+sorriso, fingendo di essere ancora in collera.
+
+--Io.... capisco--disse lei, schiudendo addirittura la porta.
+
+Ora si vedeva tutta la sua snella e alta figura, rivestita di un abito
+bianco di semplice mussola, con un nastro di velluto nero alla
+cintura: si vedeva il delicato volto ovale e bruno, dove la piccola
+bocca rosea si schiudeva come un fior di granato; e le sottili
+sopracciglia nere e arcuate davano agli occhi neri, per sè buoni e
+soavi, un'aria d'infantile meraviglia.
+
+--Perchè avete detto di no, Luisa? Avete così poco spirito? Vi ho
+forse mai fatto la corte, io, perche dobbiate temere la mia compagnia?
+
+--È vero, non me l'avete mai fatta--rispose Luisa, senza sorridere,
+abbassando gli occhi.
+
+--O dunque? Andiamo, prendete un cappello e una mantellina, fate una
+collezione di risate, e venite con me. Sarà un'opera di misericordia
+spirituale: sono così infelice!
+
+--Sì? Tanto?--interrogò lei, ansiosa.
+
+--Infelicissimo--confermò lui, fra il tragico e il burlesco.
+
+--Per amore, eh?--chiese ella, arrossendo della domanda.
+
+--Nossignora, ragazza curiosa. Naturalmente, nessuna donna mi ama e
+io, naturalmente, non ne amo nessuna. Andate a vestirvi e fuggiamo....
+
+Ella voltò le spalle, ubbidendo. Massimo restò appoggiato allo stipite
+della porta aperta, col cappello in mano, rigirando il suo bastoncino
+di ebano fra le dita, tranquillo adesso, abbandonandosi al minuto che
+passava, senza pensare ad altro. Dopo un poco, brevi passi discreti si
+riudirono e Luisa apparve, infilando i morbidi guanti lunghi di
+camoscio: aveva messo una mantellina di merletto nero a perline nere
+sul suo vestito bianco e un gran cappello di velo nero, una di quelle
+scuffie ampie e caratteristiche che stanno divinamente solo a un volto
+giovanile. Sorrideva, con le labbra, con gli occhi, guardando Massimo,
+così fresca, così luminosa di gioventù e di spirito, che egli espresse
+immediatamente la sua opinione.
+
+--Siete una creatura incantevole--disse, con un tono fra la galanteria
+e la verità, tanto che ella non seppe nè adontarsene, nè
+rallegrarsene.
+
+Per nascondere il proprio imbarazzo, Luisa si voltò a chiudere la
+porta di casa sua, mettendosene la chiave in tasca. Si avviarono,
+accanto, per le scale, senza che Massimo le offrisse il braccio: ella
+aveva un modo di camminare leggiero e spedito che le veniva dalla
+estrema giovinezza.
+
+--Sentite--le diceva lui, scendendo--ognuno di noi si secca....
+
+--Io non mi secco mai.
+
+--.... non mi contraddite, voi vi seccate, come me, della solitudine.
+Quando state sola, che fate?
+
+--Penso....
+
+--E non vi viene voglia di uccidervi?
+
+--Neppur per sogno. I miei pensieri sono dolci.
+
+--A che pensate?
+
+Ella fu lì lì per rispondere, con sincerità: ma fortunatamente si
+rattenne.
+
+--Che v'importa?--mormorò invece, con una certa malinconia.
+
+--Ma insomma, se deviate sempre il discorso, non lo finirò mai. E vi
+assicuro che è grazioso, che vale la pena di udirlo, Dunque, che voi
+vi possiate seccare o no nella solitudine, questo non preme, ma nella
+solitudine mi secco io, e voi siete allegra, voi cantate, voi suonate
+l'arpa, voi ridete così bene. Uniamoci insieme, fraternamente, così io
+non mi seccherò più, e voi, credo, vi divertirete meglio. È deciso,
+eh? Come fratello e sorella, naturalmente. Un giorno o l'altro, poi,
+vi mariterei a un amico che amassi molto. È deciso?
+
+Ella rideva, rideva, sommessamente, mentre attraversavano l'ampio
+portone. Una risata, però, che aveva qualche soverchio trillo nervoso.
+
+--Non volete saperne?--disse lui, seriamente, fermandosi, sul
+marciapiede.--Non è mica una cattiva offerta. Sono vecchio, io, ma
+sono sempre un buon figliuolo: ho viaggiato, vi posso raccontare delle
+storielle interessanti.... pensateci bene....
+
+--Sì.... sì.... combineremo, un giorno o l'altro--e la fanciulla voltò
+la faccia in là, per non farsi scorgere.
+
+Massimo e Luisa scendevano per via Gennaro Serra incontrando una
+quantità di gente che saliva e scendeva, ondeggiando, a coppie, a
+gruppi, a crocchi, a file, con la mollezza estiva della folla
+napoletana. Malgrado che fossero le dieci, molte botteghe erano ancora
+aperte e illuminate: non vi si lavorava; delle donne in giacchettina
+bianca prendevano il fresco sulla porta, chiacchierando, e
+dall'Egiziaca veniva un suono di chitarre e di mandolini. La birreria
+Dreher, sotto i marmorei portici di San Francesco di Paola, aveva
+messo fuori tutti i suoi tavolini di marmo, e le tazze di birra, dalla
+cima schiumosa e nevosa, apparivano alte sui vassoi, portati dai
+camerieri, mentre i pesanti piattini di cristallo si accumulavano
+innanzi agli avventori. Adesso, sorgendo pallida e mancante sul lato
+sinistro, elevandosi sopra l'arsenale di marina, la luna illuminava
+tutta piazza Plebiscito. La facciata della Prefettura, tutta chiara
+sotto il raggio lunare, aveva delle persone che si muovevano sui suoi
+grandi veroni: il Gran Caffè e i suoi tavolini, allargantisi sulla
+via, e i molti avventori erano avvolti in un chiarore fantastico, e le
+donne recavano con lentezza il cucchiaino del sorbetto alle labbra, o
+agitavano il ventaglio pian piano, con gli occhi sgranati, quasi
+sognassero. Nella piazza Plebiscito, andando lentamente nella morbida
+luce lunare, la gente passeggiava, sulla striscia di pietra bianca,
+innanzi alla fontana: e il grande getto d'acqua, alto, sottile, pareva
+una piuma bianca, immobile, tutta penetrata dalla luminosità della
+luna.
+
+--Che bella notte!--susurrò Luisa, affrettando il passo.
+
+--Vi è troppa gente--disse lui, buttando la sigaretta, diventato a un
+tratto pallido e pensoso.
+
+Luisa se ne accorse. Affettuosamente gli toccò la mano con la sua mano
+guantata, interrogandolo con lo sguardo; egli non rispose, ma le fece
+un cenno che non chiedesse, che non voleva parlare. Per temperare
+questo silenzio, graziosamente le prese la manina guantata e se la
+passo sotto il braccio, e camminarono più presto, andando verso Santa
+Lucia. Qualcuno si voltava a guardare la fanciulla biancovestita, i
+cui occhi brillavano soavemente sotto la nera e trasparente aureola
+del cappello; ma ella non vedeva nulla, si piegava ogni tanto a
+guardare il suo compagno, per osservare se l'umor torvo si fosse
+allontanato.
+
+--Ma che avete?--chiese, alla fine, agitata.
+
+--Vorrei.... vorrei non essere qui--proruppe lui, esprimendole tutta
+la sua nostalgia inguaribile.
+
+--Ah!---disse ella, senz'altro, chiudendo gli occhi, mentre le labbra
+le tremavano.
+
+E Massimo non seppe, o gli mancò la forza di spiegare, di modificare
+la sua scortesia. Alta già sopra Capri, la luna imbiancava tutta la
+via marina di Santa Lucia, dove mille lumicini si agitavano, dove i
+_trams_, carichi di gente che andava verso Posillipo, passavano, ogni
+cinque minuti a suono di cornetta, dove le venditrici ambulanti di
+acqua sulfurea davano il loro richiamo, dove i pescatori accovacciati
+nelle nasse, fumavano la pipetta corta che aveva lo stesso colore
+della loro pelle. Appoggiati al largo parapetto che dà sulla via
+inferiore di Santa Lucia e sul mare, uomini e donne godevano la prima
+brezza notturna che si era messa al sorgere della luna; si udiva
+suonare il pianoforte nel salone all'_Hotel de Rome_, il salone che dà
+sul mare; laggiù, laggiù, verso il _Wermouth di Torino_, dei cantori
+ambulanti cantavano. Negli equipaggi signorili, passavano le donne in
+abiti chiari, coi diamanti che scintillavano alle orecchie; Dovunque
+gente, dovunque suoni e canti, dovunque la vitalità di un popolo che
+lentamente sorbisce la felicità di una notte estiva lunare.
+
+Senza dirle nulla, invece di andare verso il Chiatamone, portandosi la
+fanciulla a braccetto, egli le fece discendere la scala che porta alla
+via inferiore di Santa Lucia, donde si va ai bagni la mattina; dove i
+vaporini approdano, dove approdano i barcaiuoli, con le barchette,
+dove sono le sorgenti dell'acqua sulfurea: ivi, su quella lingua di
+terra, brulica una folla di marinai, di pescatori, di donnette
+popolane, e una trattoria ha le sue tavole, quasi quasi sino all'acqua
+nera della riva; i bevitori di acqua sulfurea vi mettono le loro sedie
+di paglia, e i bimbi vi vendono le ciambellette brusche. Pure, in
+quella notte, quel brulichio bruno si rallentava, quasi che il placido
+lume della luna quietasse tutti i movimenti, rammutolisse tutte le
+voci, e desse tutta la sua dolcezza alla vivace scena. Quando furono
+sull'ultimo scalino dell'ampia gradinata, Massimo e Luisa si
+arrestarono un minuto.
+
+--Andiamo a cena?--domandò lui, distratto.
+
+--Oh no!
+
+--È vero, sono una bestia. Eppure dobbiamo far qualche cosa....
+andiamo per mare, allora?
+
+--Sì--rispose lei, pensosa--andiamo.
+
+--Ma vi piace di andarvi? non lo dite per compiacenza? Io vi annoio
+terribilmente, lo so.... Ma, non è colpa mia. E poi, voi siete buona e
+perdonate. Se non volete andare in barchetta, rinunziamoci.
+
+--Andiamoci subito.
+
+Ed egli intese, in quelle parole, una preghiera così spontanea, che
+chiamò subito un barcaiuolo. Entrò prima Massimo e invece di dar la
+mano a Luisa, per farla discendere, mentre ella esitava, vedendo quel
+baratro nero, le stese le braccia, la sollevò leggermente e la
+depositò sul cuscino di cotonina, accanto a sè. Il barcaiuolo che
+aveva avuto ordine di andare verso Mergellina, vogava tacitamente.
+Massimo fumava: ma ogni tanto, dando uno sguardo a Luisa, la vedeva
+così tranquilla, così serena, così intimamente felice; ella era così
+bella in quell'abito bianco, sotto la trasparente ala del suo
+cappello, con le mani abbandonate in grembo, che egli non osava dire
+una parola, non volendo turbare quel soave spettacolo. La barchetta si
+allontanava in linea retta, per poi girare intorno al forte Ovo: e le
+case di Santa Lucia, e la collina di Pizzofalcone parea che
+crescessero verso il cielo, verso la luna, come attirate da quel
+morbido chiarore. Massimo e Luisa non scambiavano una parola, solo
+egli la guardava con insistenza; tutto il delicato volto e la persona
+candidamente vestita, avevano in quell'ora e in quel paesaggio un
+effluvio di poesia che avrebbe inebriato il cuore più freddo. Ella gli
+sorrideva, così, naturalmente, quasi che il suo destino, nella vita,
+fosse di sorridergli sempre; e l'ingenuo, giovanile fascino del
+sorriso rammentava a lui altri tempi, altre cose, vagamente, dandogli
+un infinito e indefinito sentimento di tenerezza. Allora, sottovoce,
+egli provò il bisogno di chiamarla:
+
+--Luisa.
+
+--Che dite?--rispose ella, piegandosi per udir meglio.
+
+--Niente.
+
+Ma ancora, più tardi, mentre si allontanavano sempre più verso l'alto
+mare, nel candore immacolato della luna, verso l'orizzonte; che si era
+fatto chiarissimo, egli la chiamò per nome, assai piano, come se
+pronunciasse quel nome per sè stesso, evocandolo, invocandolo, emblema
+di dolcezza nelle sue sillabe, nelle sue lettere, nel musical suono,
+in quello che era, in quello che rappresentava. Quando quel lieve
+soffio l'animava, come una carezza, Luisa s'inchinava, attratta,
+vincolata dalla voce e dalla musica; e Massimo vedea che il viso le si
+tramutava, onde di sangue le fiottavano alle guancie, onde di pallore
+le salivano alla fronte. E non so quale acuta, spirituale voluttà lo
+teneva, di vedere scolorare, al suono della sua voce, quel purissimo
+volto giovanile: e tutta la tenerezza ch'egli poneva nella parola
+_Luisa_, si facea più profonda, sgorgava più larga, per circondare,
+avvolgere, abbracciare quella persona di donna. Ma fu un punto, e la
+emozione di Luisa era così intensa, egli vide tale smarrimento negli
+occhi della fanciulla, che si fermò, e riaccendendo una sigaretta:
+
+--Perchè non cantate?--le disse.--Voi dovete cantare, me lo avete
+promesso.
+
+Scherzava con quella ironia cortese che serviva a nascondere il
+proprio pensiero. Luisa crollò il capo, tristemente: l'incanto si
+dileguava; ella udiva un'altra volta, mentre Massimo parlava, quella
+velatura di sogghigno che guastava quante affettuose cose egli
+dicesse. Tentò di riafferrare un minuto di dolcezza:
+
+--Chiamatemi ancora--gli disse pregandolo.
+
+--Oh Luisa, Luisa, Luisella, piccola fanciulla cara, se non cantate,
+io vi riporto a terra.
+
+A lei gli occhi si riempirono di lacrime; il sangue ascese
+impetuosamente dal cuore agli occhi; nonostante schiuse la bocca e con
+la sottile voce tremula, diede alle fragranti aure marine una vecchia
+canzone. Con le mani congiunte in grembo, con la testa un po' levata,
+guardando il gran cielo intorno, ella cantava; la fine bocca rosea si
+schiudeva ad arco, mostrando i denti bianchi, scintillanti, e ogni
+tanto i soavi occhi seguivano quasi il movimento molle della musica,
+aprendosi più grandi sul paesaggio. Massimo si era voltato verso lei,
+appoggiando il braccio sul bordo della barchetta, seguendo il ritmo
+della canzone che pareva si cullasse nel ritmo del mare. A un tratto,
+la voce le si velò; ella tacque.
+
+--Che avete?
+
+--Nulla, nulla.
+
+--Perchè siete così triste, Luisa?
+
+--V'ingannate, non sono triste.... sono anzi così contenta di esser
+qui.... credetelo....
+
+Una emozione era in tutto quello che diceva, così sincera!
+
+--Vi credo, Luisa. Dite un'altra canzone....
+
+--Sono tutte cose vecchie!
+
+--Non importa....
+
+--E non tutte sono liete.
+
+--Non importa.... Mi basta che le cantiate voi.
+
+--Non volevate che io ridessi?--insistè lei.--Raccontatemi una delle
+vostre storielle interessanti e riderò!
+
+--Se vi racconto una storiella, io, vi faccio piangere--e buttò la
+sigaretta in mare.
+
+--Allora tacete. È così dolce questa notte.
+
+Mentre il barcaiuolo vogava verso Mergellina, con un cenno largo Luisa
+indicò a Massimo le carezzose linee delle colline che vanno da San
+Martino al capo di Posillipo, tutte bagnate dalla luce lunare, con le
+loro case chiarissime dalle mille finestre aperte e illuminate, coi
+lumi che cingono l'arco della marina napoletana come una linea di
+fuoco, con uno scintillio dovunque, per le vie e sulle colline. Essi
+attraversavano, tagliandola, la grande striscia fredda, lucente come
+metallo, che la luna alta metteva sul mare, dall'orizzonte alla riva,
+lunghissima, occhieggiante, come mille specchietti moventisi nel
+raggio lunare. Massimo guardò intorno, ma i suoi occhi tornavano al
+purissimo viso di Luisa, come se da esso partisse quel fascio di
+dolcezza. Ella sostenne un minuto lo sguardo di Massimo, poi le
+palpebre le batterono, ammaliate, non reggenti a quel fascino:
+
+--Siete voi che siete dolce--le disse lui, all'orecchio.
+
+Adesso avevano voltato l'angolo di Mergellina, costeggiavano, lungo la
+via di Posillipo, tutta piena di ville, di osterie, di _trams_ che
+passano continuamente, in tutte le ore della sera, specialmente in
+estate. Talvolta, tendendo l'orecchio, si udivano dei canti venire
+dalla terra, affievoliti; e le ville, piene di gente sulle terrazze,
+sembravano quei castelletti di carta, dai cento bucherelli, che i
+bambini illuminano con un solo cerino interno, giocattoli frastagliati
+o trasparenti dai personaggi minuscoli. Passando rasente una di esse
+dal giardino pensile tutto fiorito arrivarono delle risate, degli
+allegri strilli femminili.
+
+--Abbiamo un pubblico cortese--disse Massimo--ci prendono, per due
+amanti.
+
+--Ah!--rispose lei, niente altro.
+
+Il palazzo di Donn'Anna si delineava, nero, avanzandosi sul mare: sul
+suo lato destro e sul sinistro, delle trattorie popolari erano piene
+di banchettatori e di bevitori, ma la facciata che dà sul mare serbava
+il suo carattere di rovina disabitata, col mare che entrava chetamente
+nei suoi portoni, ormai trasformati in grotte, come quelle di Sorrento
+e di Capri. La luna batteva sulla facciata del palazzo, che la
+ricchezza e la superbia di donn'Anna di Medina Coeli non aveva potuto
+finire, prima di ritornare alla Spagna natìa: e i finestroni e le
+finestre prendevano il chiaror lunare, fantasticamente; la rovina
+pareva meno aspra, meno tetra, sotto il placido raggio.
+
+Il barcaiuolo che remava più lentamente, per riposarsi, chiese a
+Massimo se voleva entrare in una di quelle grotte, con la barca.
+
+--Avete forse paura?--chiese lui a Luisa, prendendone distrattamente
+la mano appoggiata al bordo della barchetta.
+
+--No, non ho paura--ella rispose: eppure la voce era velata di
+emozione.
+
+L'apertura della grotta era tutta bianca e l'acqua vi fiottava
+sordamente, gorgogliando: ma quando la barca s'internò in quel chiuso
+laghetto di acqua marina, la oscurità si fece profonda. La barca stava
+immobile, in un gorgoglio fresco di onda che batte alle pareti di
+pietra, in una gran tenebra. La mano di Luisa era restata in quella di
+Massimo: egli la sentiva molle, abbandonata, nella sua, quasi che non
+vi fosse miglior sorte, miglior destino per essa. Involontariamente,
+egli la strinse, e intese che la mano rispondeva alla sua stretta,
+fiaccamente, ma dicendo sempre: sì. Allora egli si piegò; in
+quell'ombra, per distinguere la faccia di Luisa; il barcaiuolo remava,
+per uscire dalla grotta e quando furono di nuovo sull'aperto mare, al
+lume della luna, egli vide due lunghe lacrime scendere da quei belli
+occhi e disfarsi sulle guancie. Ah! egli non poteva veder piangere nè
+un bimbo, nè una donna, foss'anche di gioia: e fu più turbato di lei.
+
+--Che avete? Avete avuto paura, avete freddo?--chiese
+precipitosamente, tenendole le mani, che erano gelide, invero, nei
+guanti.
+
+--No, no....
+
+--Sì, sì, sbarchiamo, questo viaggio in mare, alla luna, vi ha gelato.
+Sbarchiamo, cammineremo a piedi, per riscaldarci.
+
+Presso il palazzo Donn'Anna vi è spiaggia. Sbarcarono, in fretta, egli
+pagò il barcaiuolo e lo licenziò: quello gli disse delle parole di
+augurio; anche lui li prendeva per due amanti. Per salire alla strada
+dovettero passare presso una di quelle trattorie, fra le tavolate dei
+mangiatori e dei bevitori, senza guardare nè a dritta nè a sinistra,
+egli sempre un po' agitato, ella che lo seguiva senza badare a nulla,
+quasi che il suo fato fosse quello di seguirlo sempre, dovunque, senza
+sapere dove si andasse. I bevitori e i mangiatori ridevano e
+gridavano: la bianca figura di donna non ne fece voltare nessuno,
+tutti erano ebbri del vino, della notte, o delle chiacchiere dette,
+con la tanto bella e felice esaltazione meridionale. Massimo e Luisa
+scesero per la stretta scaletta, uno presso l'altro, e quando si
+trovarono sulla via di Posillipo stettero, esitanti.
+
+--È forse tardi per voi? Volete rientrare?
+
+--Non so.... Voi rientrate?
+
+--Vi accompagnerei, sì, ma senza rientrare. Non dormirò, io,
+stanotte....--e voltò la faccia in là.
+
+--Allora.... allora rimarrò ancora un poco--disse fievolmente lei.
+
+--Grazie, siete buona--e le strinse la mano.
+
+Così, camminarono, senza darsi braccio, verso Posillipo, sul piccolo
+marciapiede rasentato dai _trams_ che vanno e vengono: imbattendosi in
+gente che tornava a piedi, in piccole comitive schiamazzanti, in
+coppie solitarie appoggiate al parapetto, guardanti il mare. Massimo e
+Luisa, avanzando lentamente, non parlavano, divisi sempre da coloro
+che transitavano. Le ville a mezza costa, e quelle giù, al mare,
+avevano innanzi ai portoni delle carrozze che aspettavano: i balconi
+lasciavano udire la musica che vi si faceva, il sottile e immemore
+concerto delle notti estive napoletane: degli equipaggi, di ritorno,
+passavano; le donne erano avvolte in lievi scialli bianchi.
+Senz'accorgersi della via, Massimo e Luisa andavano innanzi, innanzi:
+la linea dei _trams_ finì; si fecero rare, poi sparvero, le osterie;
+la gente s'era diradata, a poco a poco, e quando ebbero voltato
+l'angolo della villa Dini, la solitudine fu perfetta. Solitudine
+bianca, senza terrori di ombre, senza la tetraggine che ispirano la
+campagna e il mare, di notte. Solo un alto, lontanissimo cielo;
+solitudine mite, piena di giardini in fiore tutti candidamente
+frastagliati dalla luce lunare, piena di parchi dai grandi alberi
+immersi nel chiarore, piena di vigne folte che l'autunno aspettava,
+per la vendemmia, piena di orti dove ancora, come un po' dappertutto,
+si udiva l'odore del gelsomino notturno. La via era deserta, l'ora era
+tarda, ormai: e solo, ogni tanto, qualche rara carrozza ritornava da
+villa Postiglione: tutto Posillipo, con le sue campagne, col suo mare,
+coi suoi rotondi piccoli golfi che sembrano, in fondo alla riva, un
+grande occhio azzurro divino, coi suoi profumi, pareva che
+appartenesse a Massimo e Luisa, Egli camminando con la testa bassa,
+con gli occhi bassi, giuocava con la mazzettina di ebano, urtando le
+pietruzze della via; Luisa andava accanto a lui, fissando gli occhi
+sul mare: ma i suoi occhi avevano un velo innanzi, il suo sguardo
+aveva la fissità di chi non vede. Ogni tanto levava una mano alla
+fronte, per respingere da parte una ciocca dei suoi neri capelli che
+ricadeva sempre: e quel movimento aveva qualche cosa di assai
+leggiadro. Quanto tempo camminarono, così, senza scambiare un detto?
+Nessuno di loro avrebbe potuto dirlo: presi dal loro mondo interiore,
+presi dall'ambiente che li aveva vinti, mancava oramai a loro la
+nozione del tempo e dello spazio, erano in quell'oblìo quieto,
+addormentatore, che vince tutti i cuori, dopo le emozioni che dà il
+sentimento, o che danno le cose. Massimo si riscosse pel primo:
+
+--Che cattivo compagno son io!--esclamò.--Saranno due ore che non vi
+dico una parola.
+
+--.... Forse non avevate nulla da dirmi--azzardò lei, con un timido
+sorriso.
+
+--V'ingannate: se vi dicessi tutto quello che dovrei dirvi, sarebbe un
+opera in-folio, in ventiquattro volumi!
+
+--Dite, allora....
+
+--Ci vorrebbero alquanti anni della vostra vita, per udirmi, cara:
+e.... credo che sia meglio non farne niente.
+
+--Ditene qualcuna, di queste cose....--insistè lei, con un tremito
+nella voce.
+
+--No, no--replicò Massimo, recisamente.
+
+Ella lo guardò, così triste, che egli non potette celare un moto di
+dispetto.
+
+--Ma Luisa! Ma che siete una sensitiva? State ridendo, il che è una
+cosa graziosa per tutti, graziosissima per me, e basta guardarvi
+perchè la risata vi si spenga sulle labbra! Sorridete, e basta che vi
+si dica una parola perchè sparisca il vostro sorriso! Figliuola mia!
+Vi avverto che di questo passo, ci vuol poco a essere la donna più
+infelice di questa terra.
+
+--Non importa, la felicità--ella rispose, con un sorriso estatico.
+
+--Bugia, bugia! Bisogna esser felici, bisogna avere il cuore di
+bronzo! Di bronzo, cara mìa bella!
+
+--Non importa, meglio averlo aperto a ogni tenerezza--replicò con la
+forza del suo innocente animo.
+
+--Vi preparate un brutto avvenire, Luisa,--disse lui, glacialmente.
+
+--Non importa--ella ribattè, per la terza volta, con il supremo
+coraggio dei cuori buoni.
+
+Ed era così bella della sua gioventù, del suo candore, della sua
+abnegazione, così bella per sè, e per quello che confusamente ma
+fortemente sentiva, tanto nobile abbandono, tanto alto sacrificio da
+lei traspariva, che egli si arrestò, un po' smarrito, ammirando quella
+creatura semplice e sana, che si gittava nel precipizio a occhi
+chiusi, sorridendo.
+
+
+
+I.
+
+--Povera Luisa--mormorò soltanto lui, carezzandole la manina
+inguantata che si appoggiava fidente al suo braccio.
+
+--Non mi compatite--ella rispose, crollando il capo, sorridendo a una
+idea--io sono più felice di voi,
+
+--Forse--disse lui, con voce breve.
+
+Adesso, dopo avere oltrepassato il ponte di Posillipo, quel largo
+poggiuolo che da una parte si affaccia alla collina folta di vigneti,
+e dall'altra sopra, una valle che discende al mare, mollemente,
+lasciato il lastricato del ponte che suonava sotto i loro passi, nella
+notte, erano entrati in un sentiero oscuro, fra una siepe alta di more
+spinose, e una muraglia alta, tappezzata di edera, che serra le due
+ville ultime sul mare di Posillipo, la villa Postiglione e la villa
+_Sans souci_. Era sparita la luna dietro la muraglia, e sullo stretto
+sentiero che discendeva, essi non vedevano che un'altissima striscia
+di cielo, tutta chiara, dove le pie stelle avevano un tremolìo bianco
+e languido. Dagli orti, di nuovo, un confuso olezzo di fiori e di erbe
+odoranti arrivava, dove più acuto signoreggiava il profumo del
+gelsomino: ed essi andavano in quell'ombra, in quel fresco notturno,
+ignari della loro strada, sul molle terreno umido di brina che si
+faceva elastico sotto i loro passi. A un tratto, levando gli occhi,
+un'immensa linea di paesaggio si schiuse loro innanzi, tutta candida
+sotto la luce lunare. Erano al Capo, in quel posto che la fantasia
+popolare ha chiamato il _Paradisiello_: e il gran golfo di Napoli era
+come una immensa conca chiarissima, cinta da lumi vividi, scintillante
+fin nelle borgate, scintillante fino laggiù, laggiù all'estrema punta
+di Massalubrense, dove l'abbraccio si chiude; e da qui tutto il gran
+mare che bagna i Campi Flegrei e Pozzuoli e Cuma, in una curva
+nobilissima e poetica, in un silenzio di cose e di uomini, quasi che
+niuno più, dopo i greci e i romani, fosse venuto ad albergare in quel
+bellissimo e felice paese. Lo scoglio del Capo si avanzava fra i due
+golfi, bagnato di luce da una parte, oscuro dall'altra, ma tutto il
+mare, dovunque, qui sotto lambente la pianura vasta dei Bagnoli,
+laggiù, sotto l'isola di Nisida, e lontano lontano, era un chiarore
+immenso, immobile e quieto.
+
+--Dio, quanto è bello!--ella disse, con la voce velata dalla emozione.
+
+Là innanzi, creata dalla natura, è una piattaforma quasi rotonda, una
+terrazza messavi dal Signore, a cui gli uomini hanno aggiunto un
+muretto rotondo per appoggiarvisi, per sedervisi; di là tutto si vede.
+Di giorno su quella terrazza vi sono tre o quattro mendicanti, vecchie
+e piccine, che chiedono fastidiosamente l'elemosina agli stranieri
+estatici; ma di notte non un'anima, non un passo. Sulla terrazza,
+lungo il muretto e dietro ad esso, pei greppi, cresce l'erba selvatica
+odorosa e qualche piccolo fiore agreste. Essi si fermarono colà
+silenziosi, appoggiati al muretto, senza lasciarsi, penetrati dalla
+poesia ineffabile di quell'ora, in quel paesaggio: poesia intima e
+profonda che misticamente li avvolgeva.
+
+--È tutta dolcezza--disse la fanciulla, la cui voce si era velata,
+affievolita.
+
+--Infinita dolcezza--rispose lui come un'eco.
+
+--Chi abita in quell'isola, lassù?--chiese ella, levando la mano,
+indicando Nisida.
+
+--Una gente trista....--e pareva non volesse continuare.
+
+--Che gente?--insistè lei, piegando il suo bel viso chiaro verso di
+lui.
+
+--I galeotti: lì v'è il bagno penale.
+
+--Una gente infelice--ella corresse, umilmente.--Ma le belle notti
+estive, le belle notti lunari, si levano anche per essa.
+
+--Cara Luisa....--ripetè lui, vagamente.
+
+Ella lo guardava pronunziare il suo nome, non solo assaporandone la
+musicalità, ma sentendone acutamente tutto il tono, tutta la
+intenzione. Ogni volta che questo nome usciva dalle sue labbra, ella
+aveva un piccolo tremito interno: quando già il nome era stato portato
+via dalle onde dell'aria, ancora in lei, nel suo cuore si allargavano
+più grandi, più grandi i cerchi di quel tremore.
+
+--Guardate quelle casette, laggiù?--continuò ella, per sfuggire alla
+sua crescente commozione, accennando alle casette dei Bagnoli.--Son
+tutte chiuse, non un lume. Tutti riposano felici, senz'aver bisogno di
+ammirare la notte e la luna.....
+
+--Gli abitanti di quelle casette videro un giorno un orribile
+spettacolo--rispose lui, macchinalmente--è qui che hanno fucilato
+Misdea.
+
+--Qui?
+
+--Laggiù, in quella pianura.
+
+--In una notte come questa?
+
+--No, in un'alba freddissima.
+
+--Perchè lo hanno ucciso?
+
+--Perchè aveva ucciso.
+
+--Voi mi dite sempre delle cose tristi--ella osservò malinconicamente,
+con un lagno infantile.
+
+--Ho torto--confessò lui--anche questa bell'ora dev'essere guastata.
+Scusate, cara. Vi assicurò che sono molto infelice.
+
+--E perchè?--ella chiese, curvandosi a interrogare il suo volto.
+
+Ma gli aveva sfiorato con la guancia la spalla.
+
+--Ho scherzato--rispose Massimo, con la voce un po' alterata.--Volete
+sedervi?
+
+E le lasciò il braccio, si sedette sul parapetto e accese una
+sigaretta. Ella, in piedi, un po' triste di essere stata abbandonata,
+con le braccia pendenti lungo la persona, lo guardava.
+
+--Volete fumare?
+
+--No--ella disse.
+
+--Peccato! una sigaretta è deliziosa, qui, a quest'ora.
+
+--Se vi piace, la fumerò.
+
+Egli le offerse il portasigarette russo, di argento, aperto: ella ne
+prese una, di sigarette, con le dita sottili: ma mentre gli chiedeva
+del fuoco, Massimo, preso da un subitaneo moto di collera, le strappò
+la sigaretta e la buttò giù, pei greppi.
+
+--Non fumate, è una brutta cosa, somigliereste a tante donne che
+fumano.... tante donne....
+
+--Come volete--disse ella, rassegnatamente.
+
+Ma avendolo visto restar torvo, seccato, cogli occhi bassi, battendo
+col tacco contro il muretto, ella voltò le spalle e si allontanò un
+poco, girovagando, discendendo verso i Bagnoli, risalendo,
+affacciandosi alla vallata. Egli la seguiva con lo sguardo, ombra
+bianca attraverso il chiaror bianco della luna, camminare senza
+rumore, con appena un fruscio del vestito fra le erbe; e quando ella
+ritornò a lui, portava dei ramoscelli fioriti di menta selvatica.
+Picciolissimi fiorellini lilla sopra minutissime foglioline verdi;
+ella ne odorò un ramoscello e glielo porse.
+
+Il viso di Massimo parve si rischiarasse: egli prese il ramoscello,
+l'odorò lungamente e poi, invece di metterlo all'occhiello, lo nascose
+nell'apertura del soprabito, dentro, dentro, in modo che non si
+vedesse più, deposto e serrato sul petto. Allora ella fece un passo e
+con un salto leggiero gli si sedette accanto sul parapetto. Tacevano.
+Adesso voltavano un po' le spalle al paesaggio marino e avevano
+innanzi solo la via donde erano venuti e le campagne basse di
+Fuorigrotta. Ma guardavano, forse, senza vedere. Erano seduti proprio
+accanto, le spalle e le braccia si sfioravano, ad ogni lieve
+movimento. Sempre fumando la sua sigaretta, egli le sollevò la mano
+guantata e ne arrovesciò lentamente il morbido guanto di camoscio.
+Pallida e sottile apparve la manina della fanciulla, col braccio
+rotondo e bianco.
+
+--Avete una bella mano, Luisa--disse.
+
+Le sue labbra, delicatamente si posarono sulle dita piegate della
+bella mano: un bacio che era un soffio. E restò a giocherellare con le
+dita, senza poter lasciare quella mano. Ella non poteva parlare.
+
+--Perchè non portate tutti quei cerchiolini di oro, di argento, di
+platino, quei braccialettini che tintinnano, salgono e scendono,
+continuamente, quando la donna si muove? Sono carini, è vero?
+
+Ella lo fissò, trasognata, come se non avesse udito che l'armonia
+della sua voce, senza intendere il senso delle parole.
+
+--Sono carini....--egli ripetè--ve li donerò io, se li volete da me;
+mi piacciono tanto.
+
+Ancora scherzava con la mano, quasi attirando a sè la persona e
+l'anima della fanciulla: e la bella persona e la povera e cara anima,
+non sapeano che piegarsi a lui. La testolina si appoggiò con la
+guancia alla spalla di lui, socchiudendo gli occhi; e pian piano,
+delicatamente, quasi a sorreggerla, Massimo le passò un braccio dietro
+alla cintura, abbracciandola, reggendola.
+
+--State bene così?--le domandò, con voce roca.
+
+Ella accennò di sì, con le palpebre, non potendo parlare.
+
+--Non vi addormentate alla luna, almeno, Luisa. La luna fa impazzire
+chi si addormenta al suo chiarore.
+
+Ella ebbe un sorriso così profondo, così enigmatico che lo scosse.
+Poi, tacquero. Passò del tempo, così. Confusamente, ogni tanto, nella
+mite e intima delizia di quella solitudine, di quella vicinanza, ella
+sentiva tremare, talvolta, nella sua, la mano di Massimo; e talvolta,
+sentiva il respiro di lui affannarsi. Allora levava le palpebre a
+guardarlo: lo trovava intento a fissare il suo volto, intensamente,
+con tale un ardore concentrato di visione e di attenzione, che non
+aveva ella mai scorto. Il tempo passava, sulle loro teste vicine,
+sulle mani dalle dita intrecciate, immobilizzati in
+quell'atteggiamento. E ad essa sembrava d'immergersi in un sogno
+lungo, senza fine, che ricominciava sempre dal principio, dove
+passavano sulle sue mani dei baci leggieri come un soffio, dove
+carezzava i suoi capelli una mano molle e lenta, dove un acuto profumo
+di fiori che si appassivano, le saliva al cervello, dove una voce
+ripeteva il suo nome, sempre, con la profondità dell'amore: un sogno
+tutto chiaro di luce lunare, in un divino paesaggio, un sogno
+ammorbidito dalla rugiada, dai fremiti della campagna, dal palpitare
+del mare sotto la luna. Invero, Massimo, reggendo la bella persona,
+tenendone la manina nella sua, sentendo tutta la seduzione di Luisa e
+delle cose, dell'ora e del tempo, restava immobile, con gli occhi
+socchiusi, cercando di riunire tutti i suoi pensieri, per essere
+forte, per vincere il fascino immortale che ha la beltà della donna e
+la beltà delle cose, la innocenza della gioventù e la solenne purità
+della notte, nella campagna, innanzi al mare. Non lui sognava, che era
+uomo, che aveva vissuto, che sapeva; ma quasi vedeva, dietro le tenui
+palpebre abbassate di Luisa, negli occhi pronti di dolcezza che si
+schiudevano levandosi a lui, vedeva il sogno d'amore, il sogno di
+quella notte d'estate distender la sua sottile e salda rete d'argento
+sull'anima della fanciulla. E ogni tanto, come il fascino di tanto
+muliebre candore, di tanta fede, di tanta giovinezza fragrante si
+faceva più alto, pareva anche a lui di smarrir la testa, partito per
+sempre, per la siderale, per la selenica regione del sogno. Cercò di
+riaversi, di riaccapezzarsi, parlando:
+
+--Dormite?--volle dire, scherzando, a Luisa.
+
+Ma egli stesso non riconobbe la propria voce. Chi aveva pronunziato
+quella parola? Ella scosse il capo, con un sorriso così dolce, che
+egli non vi potette reggere:
+
+--Vogliamo andar via?--le susurrò all'orecchio. La luna fa impazzire,
+Luisa, Luisa....
+
+--Ancora un poco--ebbe la forza di dir lei, nella innocenza della sua
+passione.
+
+Ancora un poco. Egli abbassava il capo, soffocando le parole che gli
+sgorgavano dalle labbra, interdicendosi persino di carezzare più le
+fredde dita della fanciulla, non volendo udire il profumo di
+gelsomino, che veniva da lei, di quell'unico gelsomino che ella aveva
+raccolto sul balcone e messo in petto, non volendo cedere alla voce di
+tenerezza infinita che emanava da lei e da tutte le umane cose,
+intorno. Sì, Massimo vedeva bene che ella sognava, oramai, il suo
+grande sogno, l'unico e ultimo sogno, sotto la gelida e allettatrice
+luce della luna, simile a Elena, la bionda: sentiva che vincendo la
+ragione dell'età, del pericolo, dell'esperienza, che vincendo finanche
+il profondo segreto del suo cuore, egli stesso, per la ignota forza di
+sentimento che rinasce dalle sue ceneri anche nei cuori inceneriti
+dalla passione, egli stesso sarebbe stato trascinato dolcemente in
+quel sogno, perduto anche lui, come una volta, come sempre. E facendo,
+in quell'atto, una delle più dolorose rinunzie della sua vita, il
+braccio che sosteneva Luisa si rallentò, un poco: pian piano le lasciò
+la mano. Ella trasalì, comprese: si levò, col volto così pallido che
+pareva vi si fosse infiltrato il raggio lunare, a raffreddarne per
+sempre il sangue e le fibre, si levò con le palpebre battenti, gli
+occhi smorti, come coperti da una nebbia torbida.
+
+--Andiamo--ella disse, voltandosi ancora a salutare il mare, la
+campagna e il cielo.
+
+Camminarono presto, vicino, senza darsi braccio; Massimo pareva oramai
+colto dal freddo, con un desiderio di rientrare in casa. La via era
+assai lunga, mentre, al venire, non se ne erano neppure accorti: a
+ogni nuovo gomito che faceva la via, egli si piegava, con una certa
+ansietà, per vedere se erano vicini; ella lo guardava di sottecchi,
+camminando presto anche lei, non osando dirgli nulla. Alla fine gli
+espresse il suo pensiero.
+
+--Speriamo di trovare una carrozza.
+
+--Speriamo--ripetè ella.
+
+Ma per un pezzo non ne trovarono; la notte era altissima, tutte le
+ville erano chiuse e silenziose, la strada di Posillipo era deserta,
+la luna, salita già allo zenit sul cielo, vi batteva a picco, dandole
+oramai un aspetto un po' spettrale. Egli osservò che la fanciulla si
+stringeva nella mantellina, trasalendo.
+
+--Avete freddo, è vero?
+
+--Un poco.
+
+--Siamo stati troppo tempo.... laggiù....
+
+Luisa non rispose: camminava a occhi bassi, senza voltarsi nè a
+destra, nè a sinistra.
+
+--Forse avete paura, cara?
+
+--Un poco.
+
+--E di che?
+
+--Di tutto.... la via è così deserta.... gli alberi sembrano
+fantasmi....
+
+--Abbiate paura degli uomini e non dei fantasmi, cara.
+
+--È vero--ella soggiunse, umilmente.
+
+Forse egli stesso, in quell'ora così tarda, in quella deserta
+campagna, dove sboccavano tante grotte di tufo dalle immani bocche
+nere aperte, aveva come un leggiero brivido di confuso sgomento. Erano
+presi dal malessere di chi ha vegliato una notte intera, in preda a
+una sovraeccitazione spirituale e fisica, e che ne esce stanco e
+infelice, malcontente di sè e del tempo che è trascorso. Ma durò
+questo sino a che furono arrivati alla dogana di Posillipo; ivi una
+carrozza da nolo, di quelle sgangherate con un vecchio ronzino
+sciancato, una carrozza di notte, infine, stazionava. Dormivano il
+cocchiere e il cavallo; non si risvegliarono che a metà, quando
+Massimo e Luisa vi salirono.
+
+--Portaci a Monte di Dio--disse Massimo al cocchiere.
+
+Costui, sempre sonnecchiando, domandò se doveva alzare il soffietto.
+
+--Sì: fa freddo--rispose secco secco Massimo.
+
+Il viaggio in carrozza si compì pure lentamente, poichè il cavallo si
+riaddormentava, ogni tanto: e quando era sveglio, andava con un
+trotterello affannoso di sciancato, facendo dei passetti corti corti.
+Nella carrozza Massimo e Luisa non scambiavano una parola: ma ella
+sentiva che l'ora precipitava e ogni tanto i suoi occhi si rivolgevano
+a quelli di Massimo, interrogando. Essa voleva sapere da lui una cosa,
+voleva sentirgli dare risposta alla domanda che le ferveva nell'anima,
+da quando erano andati soli, per le vie di Napoli, per mare, sotto la
+luna. E tacitamente, nell'ombra, con gli occhi, lo pregava di
+dirgliela, la parola; e lui intendeva la interrogazione continua,
+supplichevole, di quei cari occhi amorosi che volevano essere amati,
+niente altro, e si voltava in là, come distratto, cercando di sfuggire
+a quella muta domanda. Una amarezza, un'inquietudine lo teneva
+agitato, non potendo neppure più fumare le sue eterne sigarette: ed
+ella sentiva che il suo sogno non era completo, se Massimo non
+parlava. Passava l'ora, fuggiva l'ora, essi ritornavano con la
+carrozza per la via fatta, e lui non voleva, non voleva dire....
+
+--Che avete?--finì per domandare lei.
+
+--Sono stanco.
+
+--Vi siete annoiato?--chiese timidamente Luisa.
+
+--Sapete bene di no: non domandate, dunque--disse recisamente.
+
+Ella si scosse al tono un po' duro: e con quanta tenerezza di amore
+poteva esservi in lei, dopo qualche minuto di silenzio, non seppe fare
+altro che chiamarlo:
+
+--Massimo.
+
+Che fu l'effetto di quella voce, di quella parola? Che gli mise
+innanzi, che gli ricordò? È certo che egli quasi quasi si levò,
+parendo volendo buttarsi dalla carrozza, fuggendo alle prese di uno
+spettro: poi ricadde e con una voce fievole le disse:
+
+--Luisa, non mi chiamate più così, non pronunziate il mio nome, ve ne
+prego, se mi volete bene....
+
+Ella tremò, non intese che l'ultima frase, sorrise, con le lagrime
+della gioia agli occhi. Erano giunti. Salirono presto, l'uno dietro
+all'altro: si fermarono sul pianerottolo, prima di dividersi.
+Appoggiata al muro, come esausta, ella lo interrogava ancora con gli
+occhi, perchè le rispondesse. Ma egli, turbatissimo, la salutò: ognuno
+entrò nella propria casa, lentamente, le porte si richiusero con un
+rumor sordo. Faceva un po' di freddo. Albeggiava. La notte di estate
+era finita.
+
+
+
+II.
+
+Per un mese di seguito Massimo e Luisa si erano riveduti spesso, ma
+per pochi minuti, sempre. Quando egli si affacciava al balcone, alla
+mattina, la trovava lavorando dietro alla persiana, e vedeva, al
+brillare di quegli occhi, che essa lo aspettava: quando egli rientrava
+alla sera, trovava la porta di Luisa socchiusa, ella dietro la porta,
+sorridendo, e si scambiavano qualche parola. Due volte, attirato da
+quell'irresistibile fascino di giovinezza, da quella irradiazione
+simpatica che mette attorno a sè l'amore, egli era andato a farle
+visita e contando di restar poco, era poi restato molto, tanto
+l'ingenuo e profondo amore della fanciulla lo commoveva. Egli la
+trattava con una tenera cortesia, con un'affettuosità repressa, e
+vedeva scintillare nei begli occhi tanta gratitudine, che la sua
+cortese tenerezza cresceva. Ma come i primi temporali di settembre
+ebbero spezzata, l'aria calda, egli sparve per qualche giorno, e
+invano, ansiosa, impaziente, infelicissima, ella lo aveva atteso sera
+e mattina. Infine, una sera, a metà settembre, ella lo vide rientrare;
+dalla porta socchiusa ella spiava: non osò chiamarlo, tanto le sembrò
+tetro il suo volto. Ma dopo un'ora, ella non ebbe più ritegno, e andò
+pian piano a bussare all'appartamento di Massimo. Il servitore, senza
+domandare nulla, la introdusse nel salotto: ivi, dietro la scrivania,
+sotto il gran paralume di seta rossa trasparente con merletti bianchi,
+Massimo scriveva. Era grave, pensoso, e si fermava ogni tanto a
+riflettere, con la penna appoggiata alle labbra: in una di queste
+pause, vide Luisa.
+
+--Oh cara, cara--disse, levandosi e stringendole le mani--giusto....
+vi scrivevo.
+
+--A me?
+
+Si era seduta dall'altra parte della scrivania e lo fissava,
+pallidissima.
+
+--Mi scrivevate? perchè?
+
+--Per.... nulla--disse vigliaccamente lui. Poi, vergognandosi,
+soggiunse presto:
+
+--Per salutarvi. Parto.
+
+--Partite?--esclamò lei, alzandosi a metà sulla sedia.
+
+--Sì. Parto.
+
+--Per poco?
+
+--Per molto, invece.
+
+--Quanto tempo?
+
+--Quattro, sei anni.
+
+--Ah!--disse ella, chiudendo gli occhi, come se svenisse. Anche lui
+era smorto; ma aveva una nervosità che lo ringiovaniva.
+
+--Dove andate?--soggiunse ella, pigliando fiato a stento.
+
+--A Pietroburgo.
+
+--Tanto lontano, tanto....--mormorò ella, con voce di pianto.
+
+--Già--fece lui, con indifferenza--lontano assai.
+
+--E.... non vi fa pena.... non vi dispiace andarvene?
+
+--No--disse lui, brutalmente, sperando guarirla con la crudeltà.
+
+Ella appoggiava la testa a una mano, col gomito sulla scrivania: si
+nascose gli occhi coll'altra mano e si mise a piangere zitto zitto, a
+lagrime lunghe che le piovevano sulle guancie, sul collo,
+continuamente.
+
+--Perchè piangete?--domandò lui, nervosissimo.
+
+Essa gli fece cenno di non domandare; seguitava a piangere,
+tacitamente.
+
+--Non è mica morto qualcuno....---tentò di scherzare lui.
+
+--Sì, sì, è morto qualcuno---rispos'ella, a bassa voce--veramente,
+veramente, è morto qualcuno.
+
+E, levando il capo, con la santa audacia della passione, gli disse:
+
+--Non ve ne andate: io vi voglio bene.
+
+--Io non merito il vostro bene, cara; fate male a volermene.
+
+--Non posso fare diversamente; vi voglio bene, non ve ne andate.
+
+--Io sono stanco e vecchio, e laggiù il dovere mi chiama.
+
+--Non m'importa: se non potete restare, verrò con voi.
+
+--Cara Luisa, voi perdete la testa, figliuola mia....
+
+--Sì, sì, è da quella notte che l'ho perduta--ella rispose con aria
+smarrita.
+
+--Da quale notte?--chiese lui, inconsciamente.
+
+Ma si pentì subito. Presa da un impeto di disperazione, essa scoppiò
+in singhiozzi, torcendosi le mani, battendo la testa sulla scrivania,
+gridando fra il pianto:
+
+--Oh Dio.... egli ha tutto dimenticato.... Signore, Signore, egli ha
+potuto dimenticare.... Oh Dio mio, ha dimenticato, ha dimenticato....
+
+Sgomento innanzi all'opera che egli aveva fatta, non trovava parole
+per consolarla, come il malvagio monaco medievale del poeta, che
+evocato il demone, non aveva poi più il motto magico per rimandarlo
+all'inferno. La lasciava farneticare, impaurito e dolente, pentito e
+amareggiato, sentendo tutta la verità di quel dolore, sentendo ancora
+una volta la fatalità dell'amore aggravarsi nella sua vita. Poi, non
+reggendoci più, si levò, le andò vicino, le prese le mani, la chiamò
+per nome e allora un novello fiotto di tenerezza invase l'anima
+dell'infelice; ella si mise a domandargli, con una desolazione, con
+uno strazio di far pietà:
+
+--Oh Massimo, Massimo mio.... perchè mi lasci, perchè te ne vai?...
+come posso stare, senza di te, come posso restare sola, se ti voglio
+bene.... Massimo, Massimo, non andartene, non essere senza cuore....
+
+--Luisa, ti prego, non piangere, non dirmi queste cose....
+
+E le tenne le mani, la guardò negli occhi, ipnotizzandola, tenendola
+sotto la sua volontà.
+
+--Massimo.... Massimo....--ripeteva lei, calmandosi dolcemente, come
+se una speranza le rinascesse nel cuore.
+
+--Se è vero che mi vuoi bene, devi farmi una promessa....
+
+--Prometto.
+
+--.... Di esser buona, di non piangere, di ascoltare con pazienza, con
+rassegnazione.
+
+--Prometto--mormorò lei.
+
+--Senti, senti--riprese lui, tenendole le mani, guardandola, sempre
+negli occhi--te lo debbo ripetere, tu fai male ad amarmi: io non
+merito questo tesoro così prezioso, della tua giovinezza, del tuo
+cuore, io sono un uomo senza gioventù, senz'entusiasmo e senza
+illusioni. Io so tutto, io ho conosciuto tutto, io ho cento anni come
+Faust e non vi è più Margherita che possa farmi ringiovanire. Io sono
+un uomo morto, Luisa. Perchè ti sei innamorata di me?
+
+--Così--diss'ella, con la voce monotona della disperazione.
+
+--Senza una ragione?
+
+--Così.
+
+--Non basta, Luisa....
+
+--Credevo..., sì, credevo che tu mi amassi....
+
+--Ti sei ingannata--le disse.--Io non ti ho mai amata.
+
+--Mai amata!--fu l'eco desolata della infelice.
+
+--Perchè hai tu creduto questo, Luisa! Non sai tu dunque che cosa sia
+l'amore?
+
+--Ho creduto.... ho creduto.... che vuoi, ho creduto!--disse ella,
+aprendo le braccia, con un gesto desolatissimo.
+
+--Tu non sai nulla, cara.
+
+--Forse non so nulla, hai ragione--replicò ella, con la umiltà dei
+vinti, dei perduti.
+
+E chinando il capo, volendo almeno trovare una scusa alla sua follia,
+cercando ancora un barlume di speranza nei ricordi, riandò tutto quel
+sogno di una notte di estate per cui ella aveva fissata la sua vita. E
+a ogni dolce particolare, a ogni piccolo e pur grande fatto che le si
+presentava alla memoria, ella trasaliva, ella ricadeva nella sua
+illusione e alla fine, rendendo tutto il suo pensiero:
+
+--Eppure tu mi hai amata, quella notte, Massimo.
+
+--Si ama sempre un poco la donna che abbiamo accanto--mormorò lui, con
+un'ombra di sorriso.
+
+--Qualunque sia?
+
+--Qualunque sia.
+
+--E dopo?
+
+--Dopo, si dimentica subito.
+
+--Ed essa?
+
+--Se è savia, gode del fugace momento e.... non lo rimpiange.
+
+--E se ama, se ama?
+
+--Luisa, tu mi hai promesso di esser calma....
+
+Ella si era alzata e gli parlava concitatamente:
+
+--Ma che ne so, io, di questa vostra ipocrisia sociale, di questa
+vostra galanteria mondana; la chiamate galanteria, non è vero? Io sono
+una fanciulla semplice, una sciocca, una illusa, io ti amavo già,
+quando, quella sera mi hai detto di venir teco. Ma quando si porta
+via, di notte, una donna, con le dolci parole che tu mi dicesti,
+costei deve credere che tu l'ami! Ma tu, nella barchetta, te ne
+ricordi? hai passato un'ora a chiamarmi sottovoce, come se solo le
+sillabe del mio nome esistessero! Te ne rammenti? E dopo, dopo, tu non
+devi averlo dimenticato, hai preso le mie mani, nell'oscurità della
+grotta di donn'Anna, tu le hai strette, domandandomi così qualche
+cosa, io ho risposto sì, stringendoti le mani, questo, certo, neppure
+lo puoi avere obliato, io l'ho nell'anima, quella stretta di mani....
+e laggiù, laggiù, ti rammenti, ti ho dato il fiore di menta, lo hai
+baciato perchè aveva toccato le mie labbra, lo hai conservato
+gelosamente, lo hai chiuso sul tuo petto, come se volessi che
+appassisse colà, al calore del tuo cuore: io ho il tuo gelsomino, dove
+è dunque andato il fiore di menta? Ma tu hai baciato la mano, questa
+qui, in questo punto, lentamente, dolcemente, con una lentezza e una
+dolcezza che mi parve mi facessero morire: ma tu hai tenuto la mia
+testa sulla tua spalla, ma tu mi hai abbracciata te ne ricordi,
+certamente, te ne ricordi, chi può avere scordato queste cose? ma
+insieme, insieme a me tu hai sognato, abbiamo sognato laggiù, nel
+paradiso, il nostro paradiso. Oh angeli santi, voi stessi avete dovuto
+sorridere, poichè quello era l'amore buono, l'amore bello, l'amore
+santo, poichè io amava e tu mi amavi, Massimo, non mentire, non
+mentire, non togliermi questa fede....
+
+--Vi sono una quantità di cose che somigliano all'amore e che l'amore
+non sono--disse lui, glacialmente.--La sera è chiara, vi è una buona e
+bella fanciulla, vi è il mare, vi è la gran poesia di questo paese
+nostro, la notte è lunga, il cuore è malinconico--e allora un nome,
+chi non lo pronunzia, un fiore chi non lo chiude sul petto, un bacio
+chi non lo dà? Sciocco colui che lascia sfuggire questi purissimi
+brevi piaceri dell'anima e dei sensi, puri piaceri che non hanno la
+macchia del peccato, che non debbono portare alle lacrime, alla
+tragedia e che vi fanno egualmente cara una notte, un giorno! Tutto
+questo non è affatto l'amore nel suo immenso turbamento, con le sue
+lotte quotidiane, con la sua gelosia feroce, con la sua insaziabilità
+crudele e con la sua sazietà scorante! È invece un'altra cosa che
+all'amore rassomiglia, una cosa carina, graziosa, che resta dolce
+nella memoria, che non lascia ferita e che imbalsama poi, col suo
+profumo, le ore della vecchiaia. Amore no: tenerezza, simpatia,
+fascino, eterna attrazione del femminile, una cosa mite e tanto cara,
+senza dolori, senza singhiozzi.... Luisa, Luisa, l'amore è un'altra
+cosa, è una vampa, è una vertigine, è uno sconquasso, Dio vi salvi....
+
+--Io sono perduta--ella disse, brevemente,--perchè vi amo e non mi
+amate.
+
+Come egli parlava, pianamente, con quella velatura d'ironia che
+rendeva triste la sua voce, con quel senso di disdegno che rivelava
+l'uomo esperto delle tempeste, come egli le veniva dolorosamente
+dimostrando la inanità delle sue illusioni, ella aveva inteso a poco a
+poco mettersi fra loro due una grande distanza, quasi che Massimo
+fosse già partito, già in viaggio per il gelido paese nordico. Ogni
+parola che infrangeva le sue speranze, le s'imprimeva nella mente, col
+lieve sogghigno che l'avea accompagnato, con la intonazione sprezzante
+che era stata pronunziata: e un lavoro di distruzione si operava in
+lei, la parola di lui spegneva tutta la cieca fiducia che ella aveva
+avuto nel suo sogno. Illusione, illusione, il bacio, il fiore, il
+nome, la voce tremante, la carezza, l'abbraccio, illusione tutto,
+morto tutto, finito tutto, finito. Una luce fredda le si era fatta
+dinanzi agli occhi della mente: egli aveva ragione, tutto quel sogno
+di una notte di estate, sotto il pallido, morbido raggio lunare, era
+una cosa graziosa, carina, niente altro, da dimenticare
+immediatamente, da ricordare poi più tardi, molto più tardi, con una
+certa soavità, anche con un po' di gratitudine. Ella vedeva, vedeva
+bene, adesso. La scienza della vita le arrivava di un colpo solo,
+netto e preciso come quello di una mannaia che recide una mano: tutto
+sanguinava, ma, ella vedeva la verità. E si sentiva, perduta.
+
+Egli taceva. Era tornato al suo posto e giocherellava con la sua penna
+di avorio bianco: ma era scomposto nel volto. Affettava una calma che
+non aveva: capiva che la crisi non finiva lì e soffriva per sè e per
+lei, immensamente. Ma le sue burrasche passate gli davano la forza di
+combattere ancora. La fanciulla taceva e pensava, quasi che nulla più
+le restasse da dire: anzi si alzò, come per andarsene. Ma arrivò sino
+al balcone chiuso e appoggiò ai vetri la fronte febbricitante. Stette
+qualche tempo così. Poi, ritornò. Pareva tranquillizzata. Ma si
+passava ogni tanto la mano sulla fronte, con un gesto che faceva pena.
+Si sedette di nuovo. Massimo la guardava, con una certa ansietà. No,
+tutto non era ancora finito....
+
+--E.... ve ne andate?--chiese ella, cercando di rafforzare la propria
+voce.
+
+--Sì.
+
+--Quando?
+
+--Domani mattina: o anche stasera.... meglio stasera.
+
+--Infatti.... meglio stasera--rispose lei, monotonamente.--E.... non
+mi avreste salutata?
+
+--Vi scrivevo....
+
+--Lasciatemi vedere--diss'ella, pregando.
+
+Egli obbedì, dandole la carta, dove erano scritte soltanto queste
+poche linee.
+
+"Cara, cara Luisa--io debbo lasciare, per forza, questo caldo e bel
+paese, per un paese freddo e brutto. Me ne vado, pieno di ricordi
+della vostra bontà, me ne vado, addio, pregandovi di volermi un po' di
+bene, da lontano, per quanto bene vi voglio io...."
+
+--Come potete mentire così?--diss'ella, fieramente, levando la testa.
+
+--Non mento: vi voglio bene: vi ho una gratitudine immensa, mi siete
+carissima....
+
+--E partite, partite?
+
+--Parto.
+
+--Ah io non so più nulla, non so più nulla, io ho perduta la testa. Da
+quella notte....--mormorò ella, nascondendosi il viso fra le mani. Ma
+dopo qualche minuto, ella si levò, andò vicino a Massimo, si sedette
+accanto a lui, con una espressione di ansietà, di angoscia sulla
+faccia che avrebbe impietosito il cuore più duro.
+
+--Sentite, sentite, voi non avete nessuna colpa, è vero, io non posso
+dire nulla contro di voi, voi non mi avete ingannata, sono io che ho
+voluto ingannarmi, lo confesso. Ma pure.... io vi amo, io non posso
+levarmi dal cuore questo amore, io non resisto al pensiero di restare
+sola, qui, mentre voi ve ne andate, così lontano; morirei; sentite,
+non ho mai mentito, morirei. Bisogna pur concedere qualche cosa agli
+illusi, agli esseri semplici. Il mio destino è di amarvi, Massimo, non
+vi è altro, per me. Che volete, il mio sogno continua, io non mi
+sveglierò che per entrare nella tomba. Sentite. Lasciatemi venir con
+voi: andate solo, andate triste, laggiù, in un paese ove non avete nè
+amici nè parenti. Io, qui, non lascio nessuno. Posso disporre della
+mia persona, della mia vita. Direte che vi sono sorella, nipote,
+governante, direte che sono la vostra serva, mi contento. Purchè io
+possa seguirvi, vi servirò, laggiù. Non mi vedrà nessuno; non uscirò,
+non andrò in chiesa, rinunzierò al mondo, a Dio, a tutto, pure di
+vivere accanto a voi. Non importa, se non mi amate: portatemi via, vi
+amo, non posso restare qui. Laggiù, non importa se mi tratterete male,
+non importa se mi dimostrerete, che vi secco: io avrò pazienza,
+rassegnazione, come voi mi comanderete di avere. Forse, vedete, non vi
+nascondo la mia speranza, mi amerete un giorno; lontano, ma può
+giungere, il gran giorno! Lasciatemi aspettarlo al vostro fianco,
+segretamente, umilmente, piamente, con la fede degli antichi
+cristiani; lasciate che io possa spendere la vita mia per voi, non
+posso farne altro, della mia vita. Voi siete spesso triste, una volta
+le mie risate vi piacevano; vi piacevano le mie canzoni, io riderò, e
+canterò per voi, tacerò a una vostra parola, aspettando. Voi non mi
+amerete mai, forse, ma io vi amerò, sempre. Ah non mi respingete, non
+mi lasciate; se incontrate di notte, un povero cane senza padrone che
+vi segue, malinconicamente, voi non lo cacciate via, è vero? Perchè
+caccereste me? Siete uomo, siete cristiano, avete cuore, avete pietà,
+non mi riducete alla disperazione, portatemi con voi, voglio morire
+accanto a voi, non qui, sola, non sola, per carità, portatemi con voi.
+
+E la disgraziata scivolò dalla sedia a terra, cadendogli ginocchioni
+davanti, con la testa convulsa fra le mani.
+
+--Luisa, Luisa, che fate?--gridò lui, vivamente, cercando di
+sollevarla.
+
+--No, no, resterò qui, sino a che mi avrete fatto questa
+grazia--diss'ella, resistendo.
+
+--Luisa, ve ne scongiuro, voi mi fate disperare....--E la sollevò
+sorreggendola, aiutandola a risedersi: ella lo guardò supplichevole.
+
+--Ditemi la parola--mormorò abbattuta.
+
+Egli capì che l'ora era giunta.
+
+--Non posso, Luisa.
+
+--Perchè non potete?
+
+--Non posso tenervi nè come moglie, nè come amante.
+
+--A me non importa della mia riputazione: vi voglio bene, voglio venir
+con voi.
+
+--Non posso.
+
+--Ma perchè?
+
+--Perchè non vi amo di amore...
+
+--Non importa, vi amerò io.
+
+Egli la guardò, smarrito: l'ora era giunta, l'ora incalzava.
+
+--Io amo un'altra donna!--proclamò lui, a voce chiara.
+
+--Oh!--ella disse, come soffocando. Egli si alzò a metà, come se
+volesse aiutarla. Fredda, muta, Luisa lo fermò con un gesto. E solo
+nel guardarla in viso con gli occhi dove il cerchio nero, intorno, era
+diventato così largo, con le labbra bianche e con due pieghe alle
+labbra, dove prima si disegnava la curva del sorriso, con dieci anni
+di più, infine, con quella gioventù che pareva sfiorita per sempre,
+egli si sentiva torturare dai rimorsi. Ah, che egli non avrebbe mai
+voluto pronunziarla, la fatale parola, il segreto profondo del suo
+cuore, la nascosta angoscia di tutta la sua esistenza! Aveva esitato
+un'ora, arretrandosi davanti agli intimi recessi dove il suo amore
+viveva, non sapendo violare quel mistero impenetrabile, non sapendo
+ferire così mortalmente quel giovane cuore sì amoroso e disperato.
+Giammai, giammai, egli avrebbe confessato ad alcuno che amava, se
+quella desolazione di anima buona appassionata, non lo avesse spinto a
+tentarne così una disperata salvezza: il suo segreto sarebbe rimasto
+chiuso nel cuore, noto solo a Dio e a colei che aveva ispirato
+quell'amore, bocca umana non lo avrebbe ripetuto, orecchio umano non
+lo avrebbe udito, morto con lui, il segreto. Ma innanzi a quelle
+lacrime, a quei singhiozzi, innanzi a quella esistenza perduta, egli
+aveva finito per chiedersi se non era un poco colpevole, se non doveva
+espiare, tentando di togliere al naufragio quell'anima, con un rimedio
+estremo. E aveva dischiuso il tempio dove il suo idolo si ergeva,
+fiero e implacabile, aveva mostrato alla disgraziata fanciulla che
+l'altare aveva la sua dea, invitta, immortale. Egli, il più mistico
+fra i sacerdoti dell'amore, che stava a guardia, silenzioso, immoto,
+del tabernacolo che niun occhio d'uomo doveva rimirare, aveva adesso
+sollevato i veli sacri e mostrato all'occhio di Luisa la immagine
+divina. Si sentiva adesso fiacco, senza coraggio, senza forza, come se
+quella parola di rivelazione, avesse vuotato a un tratto le sue vene.
+Aveva detto.
+
+Luisa non piangeva, non singhiozzava, non sospirava: era seduta al suo
+posto, con la faccia nascosta fra le mani sovrapposte, non dando segno
+di vita: anche le mani che avevano tremato sempre, ora erano ferme,
+bianche come quelle di una statua. Quando le abbassò, quando rialzò il
+capo e Massimo potette vedere la sua faccia, egli sentì il danno
+fatto. Oramai la luce di quegli occhi dolci e amorosi si era
+intorbidata per sempre, e li opprimeva la inguaribile mestizia delle
+speranze infrante: oramai le traccie del riso erano cancellate da
+quella delicata e giovanile fisonomia, mentre fra le sopracciglia si
+creavano quelle due rughe dolorose delle lunghe cogitazioni
+malinconiche; oramai il sangue era fuggito da quelle fresche,
+fragranti labbra e il pallore della viola, fiore esangue, fiore
+dolente, vi si era impresso, per sempre. La disgraziata aveva parlato,
+nella sua ansia, nel suo abbandono, di risa, di canzoni: ma bastava
+guardare la serietà oramai incancellabile del suo viso, per intendere
+che eran finite, per sempre, le canzoni e le risate. Ah veramente,
+veramente, come l'antico audace che tentò disollevare la cortina del
+tempio, come a Salammbo, figlia di Amilcare, che pose sul suo capo il
+velo di Tani, cosparso di stelle e commise il sacrilegio, così la
+povera umile fanciulla era stata fulminata perchè aveva tentato di
+schiudere un cuore, perchè aveva voluto entrare nel sacrario della
+dea. Invero, egli aveva in sè una pietà immensa e sterile, una pietà
+fiacca e triste, per quella creatura fulminata: non sapeva dirle più
+nulla, la fatalità sfugge alla discussione, e non ha conforti che
+l'attenuino. Infatti, fu essa la prima a parlare. Era una voce senza
+dolcezza, senza tristezza, non velata, non roca, ma veramente
+spezzata: nessun sentimento vi vibrava più: infranta. Adesso le
+domande che faceva, stanche, lente, sembravano l'appagamento di una
+mesta curiosità, un riandare sulla sventura, così, per sapere: senza
+che la conoscenza novella potesse mai più cangiare nulla di quello che
+era stato.
+
+--Voi l'amate.... molto?
+
+--L'amo: quando si ama, si ama.
+
+--Lo so---replicò ella, sempre senza fremito nella voce, sempre senza
+luce negli occhi.--Lo so: domandavo.... così.... per sapere.
+
+Il braccio di Luisa era disteso sulla scrivania e la mano sottile
+aperta sul panno scuro. E pareva così abbandonata, così bianca, che a
+lui sembrò vedere, veramente, una mano di persona morta. Ma salvo ad
+averne una infinita compassione, che cosa ci poteva fare, lui? Ambedue
+soffrivano, e malgrado tutto, l'uno non poteva aiutare l'altro nella
+propria disgrazia; essa lo amava, egli, aveva di lei una pietà grande,
+ma l'uno non poteva tergere neppure una lacrima dell'altro. Così è,
+l'amore. La divina armonia di due cuori che si scelgano e che si
+amino, non risuona che assai raramente, nelle anime umane. E non è,
+invece, che una catena, l'amore, di cui gli anelli sono di metalli
+diversi, male appaiati, di forme diverse, che si corrodono e si
+contorcono, senza potersi spezzare. Che ci poteva fare, lui? Tutto era
+inutile, tutto.
+
+--Voi l'amate da molto tempo?--ricominciò lei, con quella intonazione
+d'indifferenza, che faceva più male di uno straziante singhiozzo.
+
+--Da molto tempo.
+
+--Da quando?
+
+--Da.... sempre.
+
+--Non avete mai amata alcun'altra?
+
+--No: mai. Vi è un amore che altri non ne ammette.
+
+--È vero: lo so--ella disse, chinando gli occhi.
+
+Poi, tacque, pensando. Sembrava che riflettesse a un'altra domanda da
+fare, e che temesse di farla, di cui non potesse ritrovare la forma.
+Difatti, due o tre volte fu lì lì per parlare, quasi che la parola
+volesse fuggirle irresistibilmente dalle labbra; ma si rattenne. Egli
+aspettava, oramai deciso a dir tutto, sempre più debole, sempre più
+esausto di forze morali. Invero erano due infelici creature: ma non vi
+era nessun rimedio. Alla fine, ella, si decise e disse:
+
+--Voi l'amerete.... sempre?
+
+Prima di rispondere egli si raccolse e nei brevi minuti del silenzio,
+ritornò su quello che era stato, su quello che era la sua passione,
+provò a misurare il valore e la durata di quel vincolo che gli anni,
+la morale e material consuetudine avevano reso profondo e non
+risolvibile che dalla vecchiaia o dalla morte.
+
+--Credo.... credo--egli mormorò, esaurito--che l'amerò sempre. Sono
+vecchio, Luisa: e la vita non si ricomincia. Voi siete giovane.... e
+potete obbliare....
+
+--Voi non avete diritto di parlarmi così--ella disse, con un amaro
+sorriso.--Non vi accuso, non mi lagno; ma non cercate di consolarmi
+con queste vaghe parole. Io valgo meglio di questi banali conforti.
+
+--Scusatemi--egli soggiunse, inchinandosi a quell'altero dolore, che
+non soffriva di essere turbato da nessuna voce, fosse pur quella della
+persona amata.--Era un augurio che vi facevo: vi auguro di
+dimenticare.... con tutto il cuore, ve lo auguro.
+
+Ella scorse il capo, senza rispondere.
+
+--Voi la raggiungete, colà?
+
+--Sì--egli disse, a bassa voce.
+
+--Vi aspetta?
+
+--No, non mi aspetta: ma mi ha chiamato--soggiunse lui amaramente.
+
+--E voi obbedite?
+
+--Obbedisco sempre. Ella mi ha detto di venir qui, nell'estate,
+lasciandomi senza notizie, senza lettere, senza neppure farmi sapere
+dove viaggiava: e sono stato qui, tre mesi per obbedirla.
+
+--Ah, va bene, ho inteso--ella disse, senz'altro.
+
+--Adesso mi scrive due parole, dicendomi di raggiungerla, dandomi il
+suo indirizzo: e io parto, io attraverso l'Europa, vado dove ella è,
+poichè questo, capite, è il mio destino.
+
+--Essa vi ama?
+
+--No.
+
+--Non vi ama?
+
+--No, niente.
+
+--Non vi ha amato?
+
+--Mai.
+
+--Nè avete speranza?
+
+--Nessuna.
+
+--Ma perchè non vi ama?
+
+--Perchè vie della gente che non ama mai, Luisa--gridò lui,
+subitamente esaltato.
+
+--È vero, è vero--ella rispose, vagamente.--Vi è molta gente che non
+ama ed è forse felice.
+
+--Forse.
+
+--Ma perchè vi chiama?
+
+--Perchè le fa piacere di avere un servo.
+
+Un lugubre silenzio si fece intorno: le due vittime si guardarono,
+smorte dello stesso pallore, esauste dallo stesso morbo morale; e fu
+lei che per la prima, con una infinita dolcezza, gli disse:
+
+--Voi siete come me.
+
+--Come voi--mormorò l'uomo forte, l'uomo scettico, umilmente,
+dolentemente.
+
+Niente altro. Ella si sollevò dalla sedia, rimase ritta davanti alla
+scrivania.
+
+--Adesso me ne vado; buona sera.
+
+--Ve ne andate?--chiese lui, un po' affannoso.
+
+--Sì, sì, me ne vado; buona sera, Massimo.
+
+--Restate ancora un poco--balbettò lui.--Ditemi....
+
+--Noi ci siamo detto tutto: non vi è nulla nel vostro cuore che io non
+sappia: voi sapete tutto del mio, non vi è più nulla, più nulla; buona
+sera.
+
+--Ma che farete?--egli disse.--Voglio sapere che farete!
+
+--Niente--disse lei, voltandosi, facendo un gesto largo con le
+braccia.--Niente.
+
+--Non ci possiamo lasciare così--disse lui, tutto
+agitato.--Restate....
+
+--Sarebbe inutile. Non _dovete_ voi andare?
+
+--Sì.
+
+--E io _debbo_ restare. Addio, Massimo.
+
+--Addio, Luisa.
+
+Ella se ne andò senza voltarsi, un po' curva, ombra tacita e dolente.
+Egli la vide sparire: udì aprire e chiudere due porte. E pensando che
+in quel minuto, rientrata nella sua casa deserta, sola col suo dolore,
+ella piangeva come tutte le misere creature umane, lui, misera umana
+creatura piegò il capo, nel silenzio, nella solitudine, nel dolore e
+pianse, di pietà, di rimpianto, su Luisa, su Massimo.
+
+
+
+FINE.
+
+
+
+INDICE.
+
+La grande fiamma, pag. 1
+Tramontando il sole, " 91
+L'amante sciocca, " 217
+Sogno di una notte d'estate, " 301
+
+
+
+
+
+
+MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO
+
+_È USCITO_
+
+ TRIONFO
+ DELLA
+ MORTE
+
+NUOVO ROMANZO DI
+
+GABRIELE D'ANNUNZIO
+
+
+Questo nuovo e tanto aspettato romanzo costituirà un vero avvenimento
+letterario. Ecciterà le più vive polemiche, gli entusiasmi e gli
+anatemi, come tutte le opere di questo potente scrittore. La sua fama
+è volata tant'alto, che la più celebre delle riviste, la _Revue des
+Deux Mondes_, ha acquistato il diritto della traduzione francese. Il
+romanzo si divide in sei parti:
+
+
+ Libro I: _Il Passato_.
+ Libro II: _La Casa Paterna_.
+ Libro III: _L'Eremo_.
+ Libro IV: _La Vita Nuova_.
+ Libro V: _Tempus destruendi_.
+ Libro VI: _L'Invincibile_.
+
+
+La quarta parte, che descrive un pellegrinaggio ad un santuario
+d'Abruzzo, è per sè solo un capo d'opera. Mai il D'Annunzio fu così
+grande coloritore e poeta come in questo nuovo e importante lavoro,
+ch'egli dedica al pittore Michetti.
+
+
+
+_Un elegante volume in-16 di 500 pag_., Lire Cinque.
+
+
+DEL MEDESIMO AUTORE.
+
+
+ IL PIACERE, romanzo. 6.ª edizione L. 5--
+ POESIE (l'Isottèo, la Chimera), ediz. diamante 4--
+ POEMA PARADISIACO; ODI NAVALI. 2.ª ed. 4--
+
+
+Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori.
+MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO
+
+
+
+
+GIOVANNI VERGA
+
+Don Candeloro e C.^i
+
+
+SECONDA EDIZIONE
+
+
+Era molto aspettato questo nuovo volume del celebre
+autore della _Storia d'una Capinera_, di _Eva_, della _Cavalleria
+Rusticana_, dei _Malavoglia_. Sarà un nuovo trionfo.
+
+L'elegante volume comprende 12 novelle:
+
+
+ Don Candelore e C.^i
+ Le marionette parlanti.
+ Paggio Fernando.
+ La serata della diva.
+ Il tramonto di Venere.
+ Papa Sisto.
+ Epopea spicciola.
+ L'opera del Divino Amore.
+ Il peccato di donna Santa.
+ La vocazione di suor Agnese.
+ Gli innamorati.
+ Fra le scene della vita.
+
+
+L. 3,50.--_Un volume in-16_--L. 3,50
+
+
+DELLO STESSO AUTORE:
+
+ _Storia di una capinera_ (13.ª ediz.) 2--
+ _Eva_ (9.ª ediz.) 2--
+ _Eros_ (5.ª ediz.) 2--
+ _Tigre reale_ (8ª. ediz) 1--
+ _Il marito di Elena_ (6.ª ediz.) 1--
+ _I Malavoglia_ (3.ª ediz.) 3 50
+ _Mastro Don Gesualdo_ (3.ª ediz.) 5--
+ _Novelle_ (4.ª ediz.) 2 50
+ _I ricordi del Capitano D'Arce_ (3.ª ediz.) 2 50
+ _Per le vie_, nuove novelle (2.ª ediz.) 2 50
+ _Cavalleria Rusticana_. Vita dei Campi (6.ª ediz.) 3 50
+
+
+Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori.
+MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO
+
+
+
+FISIOLOGIA DELLA DONNA
+
+DI
+
+PAOLO MANTEGAZZA
+
+
+ INTRODUZIONE. La donna è un angelo o un demonio?
+ I. Anatomia generale della donna.
+ II. Frammento di biologia della donna.
+ III. La donna nel tempo.
+ IV. La donna nello spazio
+ V. Deformazioni artificiali della donna.
+ VI. Il vestito della donna.
+ VII. Una pagina di psicologia generale.
+ VIII. Sensibilità, emozioni e sentimenti nella donna.
+ IX. La donna nell'amore.
+ X. La donna madre.
+ XI. La donna nutrice.
+ XII. Le bellezze della donna.
+ XIII. Il sentimento religioso della donna.
+ XIV. Il carattere morale nella donna.
+ XV. La donna nel vizio e nel delitto.
+ XVI. I caratteri sessuali del pensiero femminile.
+ XVII. La donna nella gerarchia sociale. La contadina e l'operaia.
+ XVIII. La donna agiata e la donna ricca.
+ XIX. Educazione della donna. La donna professionista.
+ XX. L'educazione della donna d'una volta.
+ XXI. La donna dell'avvenire.
+ XXII. Il concetto del bello femminile attraverso i tempi.
+
+
+_Due volumi in-16 di complessive 700 pagine_.
+
+TERZA EDIZIONE--LIRE OTTO--TERZA EDIZIONE
+
+
+Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori.
+MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO
+
+
+
+ L'ARTE
+ di prender Marito
+
+ DI
+
+ PAOLO MANTEGAZZA
+
+ --TERZA EDIZIONE--
+
+
+ _Parte Prima_.--IL RACCONTO.
+
+ I. La bambina diventa donna.
+ II. Sogni e realtà.
+ III. Il primo amore.
+ IV. Compaiono sull'orizzonte due altri pretendenti al cuore di Emma.
+ V. La fanciulla consulta un'amica e la mamma.
+
+ _Parte Seconda_.--IL MANOSCRITTO DEL BABBO.
+
+ I. Consigli di un babbo alla sua figliuola per la scelta del marito.
+
+ Il marito tiranno.
+ Il marito geloso.
+ Il marito avaro.
+ Il marito debole.
+ Il marito brontolone.
+ Il marito libertino.
+ Il marito fannullone.
+ Il marito stupido.
+
+ II. Le professioni rispetto alla felicità nel matrimonio.
+
+ Il marito negoziante.
+ Il marito artista.
+ Il marito letterato.
+ Il marito banchiere.
+ Il marito ingegnere.
+ Il marito scienziato.
+ Il marito industriale.
+ Il marito medico.
+ Il marito politico.
+ Il marito proprietario.
+ Il marito avvocato.
+ Il marito militare.
+
+ III. Altri consigli del babbo nella scelta del marito.
+
+ IV. Frammento di un codice di diplomazia matrimoniale.
+
+ _Parte Terza_.--LA CONCLUSIONE DEL LIBRO.
+
+
+
+_Un volume in formato_ bijou _stampato a colori._
+
+LIRE QUATTRO.
+
+
+Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori.
+MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO
+
+
+
+
+
+
+L'ARTE
+
+DI prender Moglie
+
+DI
+
+PAOLO MANTEGAZZA
+
+--QUINTA EDIZIONE--
+
+
+ Fra Scilla e Cariddi.
+ Il matrimonio nella società moderna.
+ L'elezione sessuale nel matrimonio. Dell'arte di sceglier bene.
+ L'età e la salute.
+ Le simpatie fisiche. La razza la nazionalità.
+ Le armonie del sentimento.
+ Le armonie del pensiero.
+ La questione finanziaria nel matrimonio.
+ Gli incidenti e gli accidenti del matrimonio.
+ L'inferno.
+ Il purgatorio.
+ Il paradiso.
+
+
+_Un volume di 280 pagine in formato_ bijou.
+
+LIRE QUATTRO.
+
+
+DELLO STESSO AUTORE:
+
+
+ _Il secolo tartufo_ (4.ª ediz.) 2--
+ _Un giorno a Madera_ (15.ª ediz) 1--
+ _Testa_, libro per i giovinetti (18.ª ediz) 2--
+ _India_, edizione illustrata (4.ª ediz,) 3.50
+ _La Natura_, 3 volumi in-8 30--
+ _Gli amori degli uomini_ 2 volumi (11 ediz.) 6--
+ _Le estasi umane_ 2 volumi (5.ª ediz.) 7--
+ _Fisiologia dell'odio_ (3.ª ediz.) 5--
+ _Igiene dall'amore_ (4.ª ediz) 4--
+ _Epicuro_, saggio d'una fisiologia del bello (2.ª ediz) 3.50
+ _Dizionario delle cose belle_ (2.ª ediz.) 4--
+
+
+Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori.
+MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO
+
+
+
+EDMONDO DE AMICIS
+
+
+ _La vita militare_ (24.ª ediz.) 4--
+ ----Edizione illustrata (3.ª ediz.) 10--
+ _Marocco_ (14.ª ediz.) 5--
+ ----Edizione illustrata (3.ª ediz.) 10--
+ _Costantinopoli_ (16.ª ediz.) 6 50
+ ----Edizione illustrata 10--
+ _Olanda_ (13.ª ediz.) 4--
+ ----Edizione illustrata 10--
+ _Novelle_ (11.ª ediz.) 4--
+ Gli amici di collegio.--Camilla.--Furio.
+ --Un gran giorno.--Alberto.--Fortezza,
+ --La casa paterna. ----Edizione illustrata 10--
+ _Ricordi di Parigi_ (7.ª ediz.) 3 50
+ _Ricordi di Londra_ (21.ª ediz,) 1 50
+ _Poesie_ (8.ª edizione--1.ª in formato bijou) 4--
+ _Ritratti letterari_ (2.ª ediz.) 4--
+ Alfonso Daudet.--Emilie Zola, polemista.--Emilie
+ Augier.--Alessandro Dumas.--L'attore Coquelin.
+ --Paolo Dèroulède. _Gli amici_ (9.ª ediz.) 7--
+ ----Edizione illustrata (16.ª ediz.) 4--
+ _Cuore _(158.ª ediz.) 2--
+ ----Edizione illustrata 10--
+ _Alle porte d'Italia_ (6.ª ediz.) 3 50
+ ----Edizione illustrata 10--
+ _Sull'Oceano_ (19.ª ediz.) 5--
+ ----Edizione illustrata 10--
+ _Il Vino_, illustrato da Arnaldo Ferraguti, Ettore
+ Ximenes ed Enrico Nardi, _nuova edizione_ 2 50
+ _Il romanzo d'un maestro_ (10.ª ediz.) 5--
+ ----Edizione economica in 2 vol. (17.ª ediz.) 2--
+ _Fra scuola e casa_ (5.ª ediz.) 4--
+
+
+IN PREPARAZIONE:
+
+I.º MAGGIO
+
+
+Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori.
+MILANO--FRATELLI TREVES, EDITORI--MILANO
+
+
+
+CORDELIA
+
+
+PICCOLI EROI
+
+LIBRO PER I RAGAZZI
+
+_In-8 grande con 36 illustrazioni di A. Ferraguti_.
+
+Lire Quattro.
+
+
+
+ _Mondo Piccino_, illustrato (5.ª ediz.) 1--
+ _Mentre nevica_, illustrato (4.ª ediz.) 2--
+ _Il Castello di Barbanera_, ill. da D. Paolocci. 2--
+ ----Edizione di lusso (2.ª ediz) 4--
+ _I nipoti di Barbabianca_, illustrato da Edoardo
+ Matania (2.ª ediz.) 4--
+ _Nel regno delle Fate_, ill. da E. Dalbono (3.ª ed.) 7 50
+ _Alla Ventura_, con disegni di G. Amato (2.ª ed.) 4--
+ _All'aperto_, racconti illustrati da A. Ferraguti,
+ E. Nardi e G. Amato (2.ª ediz.) 4--
+
+ _Il regno della donna_ (7.ª ediz.) 2--
+ _Dopo le nozze_ (3.ª ediz.) 3--
+ _Vita intima_ (7.ª ediz.) 1--
+ _Prime battaglie_ (3.ª ediz.) 2--
+ _Catene_, romanzo (2.ª ediz.) 3 50
+ ----Edizione illustrata (3.ª ediz.) 4--
+ Per la gloria, romanzo (2.^ ediz.) 3 50
+ _Casa altrui_, con 24 disegni (2.ª ediz.) 3--
+ ----Edizione economica (6.ª ediz) 1--
+ _Racconti di Natale_ (2.ª ediz) 3 50
+ ----Edizione illustrata 4--
+ _Il mio delitto_, romanzo (2.ª ediz.) 3 50
+ ----Edizione illustrata 3--
+ _Forza irresistibile_, romanzo (2.ª ediz.) 3 50
+ _Per vendetta_, romanzo 3 50
+ Piccoli Eroi, in-i6, ill. da A. Ferraguti (27.ª ed) 2--
+ _I nostri figli_ (in preparazione).
+
+
+
+Dirigere commissioni e vaglia ai Fratelli Treves, editori.
+
+
+
+
+
+PREZZO DEL PRESENTE VOLUME: Lire 4.
+
+
+
+NEL MEDESIMO FORMATO:
+
+_POESIA_
+
+
+ BALOSSARDI. _Giobbe_ (3.ª ediz.) L. 4--
+ D'ANNUNZIO. _L'Isottèo e La Chimera 4--
+ ----Poema Paradisiaco--Odi navali_ (2.ª ed.) 4--
+ DE AMICIS. _Poesie_ (8.ª ediz.) 4--
+ GRAF. _Dopo il tramonto_ 4--
+ MARRADI. _Nuovi canti _ 4--
+ ----Ricordi lirici 4--
+ SARFATTI. _Rime Veneziane e Minuetto_ 4--
+ VIVANTI (Annie). _Lirica_ 5--
+ NEGRI (Ada). _Fatalità_ (5.ª ediz,) 4--
+ ZENA REMIGIO (G. Invrea). _Le Pellegrine_ 4--
+
+
+ _PROSA_
+
+
+ GIACOSA. _La signora di Challant_. Dramma
+ in 5 atti (2.ª ediz.) 4--
+ MANTEGAZZA. _L'arte di prender moglie_ (5.ª ed.) 4--
+ ----_L'arte di prender marito_ (3.ª ediz.) 4--
+ PANZACCHI. _I miei racconti_ 4--
+ RAGUSA MOLETI. _Memorie e acqueforti_ 4--
+ ----Miniature e filigrane 3--
+ SERAO (Matilde). _Gli Amanti_ (2.ª ediz.) 4--
+ VERGA. _Storia di una Capinera_ (13ª ediz.) 3--
+
+
+ _Sotto i torchi_
+
+
+ COLAUTTI (Arturo). _Carmi virili_.
+ CORDELIA. _I nostri figli_.
+
+
+Dirigere vaglia ai F.lli Treves, Editori, Milano.
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Le Amanti, by Matilde Serao
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LE AMANTI ***
+
+***** This file should be named 17909-8.txt or 17909-8.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/1/7/9/0/17909/
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
+(This file was produced from images generously made
+available by Biblioteca Nazionale Braidense - Milano at
+http://www.braidense.it/dire.html)
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
+rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose
+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
+
+
+
+*** START: FULL LICENSE ***
+
+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
+PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK
+
+To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free
+distribution of electronic works, by using or distributing this work
+(or any other work associated in any way with the phrase "Project
+Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project
+Gutenberg-tm License (available with this file or online at
+http://gutenberg.org/license).
+
+
+Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm
+electronic works
+
+1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm
+electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
+and accept all the terms of this license and intellectual property
+(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all
+the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy
+all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession.
+If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project
+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
+terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
+copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
+works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
+freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of
+this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with
+the work. You can easily comply with the terms of this agreement by
+keeping this work in the same format with its attached full Project
+Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.
+
+1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern
+what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in
+a constant state of change. If you are outside the United States, check
+the laws of your country in addition to the terms of this agreement
+before downloading, copying, displaying, performing, distributing or
+creating derivative works based on this work or any other Project
+Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning
+the copyright status of any work in any country outside the United
+States.
+
+1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg:
+
+1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate
+access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently
+whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the
+phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project
+Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed,
+copied or distributed:
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived
+from the public domain (does not contain a notice indicating that it is
+posted with permission of the copyright holder), the work can be copied
+and distributed to anyone in the United States without paying any fees
+or charges. If you are redistributing or providing access to a work
+with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the
+work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1
+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
+Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
+1.E.9.
+
+1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
+with the permission of the copyright holder, your use and distribution
+must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
+terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked
+to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
+permission of the copyright holder found at the beginning of this work.
+
+1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
+License terms from this work, or any files containing a part of this
+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
+
+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
+prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
+active links or immediate access to the full terms of the Project
+Gutenberg-tm License.
+
+1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
+compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
+word processing or hypertext form. However, if you provide access to or
+distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than
+"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
+you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
+copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon
+request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
+performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
+unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
+
+1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
+access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided
+that
+
+- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
+ owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
+ must be paid within 60 days following each date on which you
+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
+ does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
+ Project Gutenberg-tm works.
+
+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
+property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a
+computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by
+your equipment.
+
+1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right
+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
+Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project
+Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all
+liability to you for damages, costs and expenses, including legal
+fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT
+LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
+PROVIDED IN PARAGRAPH F3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
+TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
+LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
+INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
+DAMAGE.
+
+1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
+defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
+receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
+written explanation to the person you received the work from. If you
+received the work on a physical medium, you must return the medium with
+your written explanation. The person or entity that provided you with
+the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a
+refund. If you received the work electronically, the person or entity
+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS', WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
+*** END: FULL LICENSE ***
+
diff --git a/17909-8.zip b/17909-8.zip
new file mode 100644
index 0000000..35d21f7
--- /dev/null
+++ b/17909-8.zip
Binary files differ
diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt
new file mode 100644
index 0000000..6312041
--- /dev/null
+++ b/LICENSE.txt
@@ -0,0 +1,11 @@
+This eBook, including all associated images, markup, improvements,
+metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be
+in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES.
+
+Procedures for determining public domain status are described in
+the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org.
+
+No investigation has been made concerning possible copyrights in
+jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize
+this eBook outside of the United States should confirm copyright
+status under the laws that apply to them.
diff --git a/README.md b/README.md
new file mode 100644
index 0000000..b6fefd9
--- /dev/null
+++ b/README.md
@@ -0,0 +1,2 @@
+Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for
+eBook #17909 (https://www.gutenberg.org/ebooks/17909)