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authorRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-15 04:52:05 -0700
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+The Project Gutenberg EBook of Libro allegro, by Antonio Ghislanzoni
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Libro allegro
+
+Author: Antonio Ghislanzoni
+
+Release Date: March 1, 2006 [EBook #17889]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LIBRO ALLEGRO ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
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+
+ BIBLIOTECA MINIMA
+
+
+
+
+ A. GHISLANZONI
+
+ LIBRO ALLEGRO
+
+
+
+ MILANO
+
+ TIPOGRAFIA EDITRICE LOMBARDA
+
+ _Stabilimento_
+ Via Andrea Appiani, N. 10.
+
+ _Succursale_
+ Via Carlo Alberto, Bott. 27.
+
+
+
+ 1878
+
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+
+
+ PROPRIETÀ LETTERARIA
+
+
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+
+_La nuova generazione si è data al serio. Non è dunque ai giovani
+ch'io dedico il presente libro, sibbene a quei buoni giovialoni
+del vecchio tempo, che amano ancora di sollazzarsi e di ridere.
+Quà la mano, o antichi colleghi! Oramai il nostro drappello si è
+di molto assottigliato, e fra poco ce ne andremo anche noi. Non
+importa. Spensierata ed allegra fu la nostra carriera, e noi_ _la
+compiremo ridendo. Quando noi saremo scomparsi, non si vedranno
+più sulla terra che volti imbronciati, non si udranno che nenie
+lugubri. Non è meglio morire, piuttosto che inebetirsi in un
+ambiente sì triste?_
+
+
+
+
+I DRAMMI DEL NATALE
+
+
+Eran vissuti insieme fino della più tenera infanzia--qual
+meraviglia che all'età delle forti passioni, Sperongiallo e
+Nasella si amassero? Nessuno si adombri--si tratta di amore
+platonico; e il mio racconto vuol esser così pudico, che ogni
+onesta fanciulla di sedici anni potrà permetterne la lettura a
+sua madre.
+
+ * * *
+
+Sperongiallo e Nasella erano due polli della più pura specie
+indiana. Una buona massaia li aveva aiutati a sgusciarsi, e
+quindi allevati con molto amore e poco dispendio, sebbene in cuor
+suo ella innalzasse ogni mattina delle fervide preci al Signore,
+onde crescessero sani e grassi, e degni dei loro alti destini.
+
+ * * *
+
+Venne il dicembre. Sperongiallo e Nasella si videro imbandita una
+colazione più lauta della consueta; quando i due gozzi furon
+pieni e oltre l'usato appariscenti, la massaia scese giù nel
+cortile, afferrò i due volatili per la coda, li chiuse in un
+canestro, e partì con quello alla volta di Incino. I due reclusi
+non emisero un gemito.--Due giovani cuori che si amano, si
+trovano tanto bene in una capanna.... Figuratevi poi in un
+canestro!
+
+ * * *
+
+Era giorno di mercato. I due reclusi rividero la luce, furon
+tratti sulla piazza e posti in vendita al miglior offerente. Eran
+giovani, eran belli, promettevano.... E il signor Meronzio ricco
+proprietario di Oggionno comperò Sperongiallo al prezzo di
+quattro lire; il dottor Tencalli di Galbiate acquistò Nasella per
+tre lire e venticinque centesimi. Le femmine costan meno dei
+maschi; si vuole che riescano più sciapite al palato, e qualche
+volta più agre.
+
+ * * *
+
+La lingua indiana possiede, per esprimere la disperazione del dolore,
+accenti intraducibili. Nasella, separata a viva forza dal suo compagno
+di infanzia, strillava a tutta gola: _glù-glù-'zit-tai-lai
+glù-zit-las-gù_, ciò che potrebbe in qualche maniera spiegarsi colla
+parafrasi: _amami sempre, conservamiti fedele se lo puoi, e scrivimi
+affrancando_. Sperongiallo, avvinto per le gambe da una fune, urlava
+d'altra parte: _glut-glut as-glut_, il che presso a poco significa:
+_amerò.... scriverò.... farò quel che potrò_. Nei maschi l'espressione
+del dolore suol essere più laconica. Le femmine, al dire dei più
+famosi naturalisti, esalano il doppio di quello che sentono.
+
+ * * *
+
+
+ Lettera di Nasella a Sperongiallo
+
+ Galbiate, 5 dicembre.
+
+_Mio dolcissimo,_
+
+Finalmente posso scriverti. Questa mia lettera giungerà a te
+sulle gambe dell'amore. _Fido_, un bravo, onestissimo cane del
+dottor Tencalli, si è preso l'incarico di portartela. Egli viene
+costì ogni notte per isbrigare certe sue peccaminose faccende
+colla cagna del tuo attuale padrone. Non dubito che avrai
+indovinato per istinto di amore in qual parte del proprio
+individuo il nostro prudente messaggiero abbia custodita la
+lettera, onde sottrarla alla curiosità pubblica ed alle
+intemperie. Se la violenza della passione che tu, scellerato, hai
+saputo ispirarmi, non mi rendesse la più infelice delle tacchine,
+io dovrei convenire che la mia posizione attuale è di gran lunga
+migliorata. In casa del dottor Tencalli ho incontrato delle
+accoglienze entusiastiche. Uomini e bestie (non adombrarti) qui
+tutti mi adorano. Vogliono che io mi nutra sei volte al giorno--e
+quali vivande! quali ghiottonerie!... Alla mattina, una polta di
+farina con torsi di cavoli e lattughe cotte.... Alle dieci, lauta
+imbandigione di melica.... A mezzodì, zuppa di latte.... Che
+serve?... Se le razioni fossero doppie, non mancherebbe alla mia
+felicità che il piacere di dividerle teco.--Gli uomini sono la
+nostra provvidenza quaggiù--benediciamoli in ogni ora del
+giorno!--Debbo però convenire che anche gli altri animali di casa
+Tencalli mi amano e mi stimano. Il cane mi usa ogni cortesia, il
+gatto mi adocchia con benevolezza, e due grassi paperi a me
+compagni di letto e di mensa, hanno sempre rispettato il mio
+pudore. Addio, mio adorato Sperongiallo.--_Fido_ vuol partire e
+accenna, sollevando la coda, che attende la lettera. Scrivimi
+presto, scrivimi spesso, e amami come ti amo.
+
+
+ __Lettera di Sperongiallo a Nasella__
+
+ Oggionno, 7 dicembre.
+
+_Caruccia mia,_
+
+Sotto la coda di _Fido_ ho trovata la tua amabilissima lettera, e
+non puoi immaginare con quanta gioia io abbia divorato i tuoi
+profumati caratteri. Sì: benediciamo agli uomini, benediciamoli
+in ogni ora del giorno perchè infatti non v'ha ora del giorno che
+essi lascino trascorrere senza colmarci di favori. Il mio nuovo
+ospite signor Meronzio fa degno riscontro al tuo eccellentissimo
+provveditore dottor Tencalli. Malgrado il mio amore per te,
+sempre mai fervidissimo, io mangio dal mattino alla sera. La
+signora del luogo mi predilige. L'altro ieri, dopo avermi
+amorosamente palpeggiato il collo e il sottocoda, l'ho udita io
+stesso gridare alle sue genti: Guai per tutti, se al termine del
+mese costui non è grasso come mio marito!--Sarebbe troppo. Debbo
+dirtelo, Nasella?... Potrà il tuo amore resistere a siffatta
+rivelazione? Dal giorno che ci han separati, io ho raddoppiato di
+volume e di peso.--Ma la bontà degli uomini è grande; essi ci
+hanno disgiunti, essi penseranno a riunirci--e tu poi, tu....
+Nasella, quando saremo riuniti penserai a smagrirmi.--Addio, mi
+chiamano pel quattordicesimo pasto... Nell'orto vicino vi è una
+dindietta che canta ogni sera alla distesa l'aria del _vieni
+meco_; ma io, colla miglior voglia del mondo, non sarei più in
+grado, stante l'obesità, di sorvolare al muricciuolo. Vivi dunque
+sicura della mia fedeltà, e conservati per chi ti ama.
+
+
+ __Nasella a Sperongiallo__
+
+ Galbiate, 10 dicembre.
+
+Due righe per dirti che sto bene e che ieri, frugandomi col becco
+tra le piume posteriori, ho veduto che le mie carni hanno
+acquistato il candore della neve.--Sei contento? Mi par di
+sentirti, briccone!... _glout-glout_.... Eh! convien darsi
+pazienza! Ieri il guattero mi ha detto sorridendo: fra una
+settimana ti faremo la festa!... Ciò significa indubbiamente che
+questi signori, sempre buoni e amorosi con noi, hanno la
+intenzione di riunirci. Benediciamo la provvidenza umana!
+
+
+ __Sperongiallo a Nasella__
+
+Ho appena la forza di scriverti, tanto sono obeso. In verità,
+questi signori cominciano ad eccedere nella cortesia. Stamane
+volevano che io mangiassi otto noci col guscio.... Ho protestato;
+ma il guattero, che non si intende di lingua indiana, mi aperse
+il becco di viva forza, e credendo farmi un piacere grandissimo,
+colle noci mi respinse nel gozzo la protesta. «Inghiotti!
+inghiotti! gridava dalla sala il signor Meronzio; ti faran bene!»
+Addio, Nasella! Vado a coricarmi con otto noci sul cuore....
+Domani, se sarò vivo, probabilmente starò meglio.
+
+ __Nasella a Sperongiallo__
+
+ 16 dicembre.
+
+Sei tu vivo? o piuttosto: siamo noi vivi?... Lascia, lascia che
+io gridi col poeta:
+
+ «Tutto perfidia, tradimento, inganno!»
+
+Sì! noi siamo traditi.... La strage dei nostri è decretata.... Ho
+appena il tempo di prevenirti.... Se puoi, affrettati.... salta
+il muro.... riparati all'estero.
+
+I due grossi paperi, che dividevano meco gli innocenti tripudî
+del pollaio, son caduti stamane sotto il ferro del carnefice. E
+sai chi è stato il carnefice? Quello stesso che tutte le mattine
+ci apprestava il cibo e ci colmava di amorevolezze. La famiglia
+del Tencalli, uomini, donne, fanciulli, assistevano alla strage
+ridenti e plaudenti. La sorte di quegli sventurati paperi sarà la
+mia. Il mio supplizio fu differito di alcune ore in grazia di un
+giovine poeta qui giunto da Milano, il quale intercesse per me.
+Le sue cordiali e fervide invettive contro la scelleraggine umana
+disarmarono per poco la sanguinaria ferocia del guattero. Ma il
+buono e coraggioso poeta non ha egli divorato, oggi stesso, alla
+mensa dei Tencalli, due auree costolette, le quali, or fanno
+appena cinque giorni, erano incorporate ad un vitello, unico
+figlio della più onesta delle vacche?--Te lo ripeto: tutti
+perfidi e spietati!... Dio!... l'uomo bianco!... il coltello!...
+dove fuggo?...
+
+
+ __Sperongiallo a Nasella__
+
+ 17 dicembre.
+
+.....La tua lettera mi trova.... spirante. Ti scrivo col
+sangue.... Mi unisco a te nell'imprecare alla ipocrisia ed alla
+ferocia degli uomini.... Iddio ci vendicherà.... Ci rivedremo
+nella patria degli eletti, laddove tutti, uomini e bestie,
+diverremo ragionevoli e buoni.... per mancanza di appetito. Ti
+consoli il pensiero che io muoio grasso come i tenori dell'opera,
+e posso al pari di questi cantare nell'agonia:
+
+ Nasella... io t'amo.... io t'amo...
+ E ti precedo in ciel!
+
+Ti dedico il mio ultimo si.... ben.... molle....
+
+......Ah!!!...
+
+
+__Fido a Diana__
+
+ 28 dicembre.
+
+«Perdona se ieri non son venuto a trovarti. Sai bene; al Natale,
+in casa Tencalli, tutti imbestialiscono più del solito. Non
+dubito che tu avrai passata la festa cristianamente. Qui ce ne
+siam dati da crepare. Da me solo ho dovuto smaltirmi le ossa di
+due paperi e quelle di Nasella per giunta. Micione, il gatto di
+casa, che gli altri anni mi aiutava col suo buon stomaco alla
+cremazione degli scheletri, questa volta.... fu egli stesso
+cremato da alcuni buontemponi, i quali, in difetto di pollame, lo
+mangiarono in guazzetto. Ringraziamo Dio d'aver dato alle nostre
+carni un sapore ripugnante al palato degli uomini; ove ciò non
+fosse, questi signori sarebbero ben capaci di divorarci anche
+noi, che siamo, come essi affermano colle parole e cogli scritti,
+i loro migliori amici.»
+
+ FIDO.
+
+
+
+
+GIANBARBA
+
+
+La scorsa settimana, dopo aver constatato, dietro esame de' miei
+bilanci segreti, che i miei molteplici impiegi mi rendono nel
+corso dell'annata un beneficio netto di lire duemila all'incirca,
+mi è parso di poter finalmente concedermi il lusso di un
+domestico.
+
+Esposi il mio pensiero all'amico Eugenio--un amico nel quale ho
+piena fiducia.
+
+--Ho l'uomo che fa al caso tuo, disse quegli.
+
+--A meraviglia!... Quando potrò vederlo?
+
+--Stassera istessa.... Vado subito in cerca di lui.... Non
+convien perder tempo--sai bene--c'è grande carestia di domestici,
+e qualcuno potrebbe prevenirci.
+
+--Bada ch'io non voglio spender troppo....
+
+--Il mio uomo deve avere delle esigenze modestissime.
+
+--Fedele?
+
+--A tutta prova. Egli durò per un anno al servizio del pretore
+Buschetti, il quale, traslocato subitamente a Catania, era
+dolentissimo di non potere, in causa del grave dispendio, condur
+seco quella perla di domestico.
+
+--Sta bene.... Affrettati, dunque!... e appena ti vien fatto di
+trovarlo, mandalo qui; io rimarrò in casa ad attenderlo.
+
+Non attesi molto. Di là a due ore, l'uomo fu alla mia porta.
+
+--Come ti chiami?
+
+--Gianbarba, per servirla.
+
+--È inutile che io ti domandi se sai far la cucina....
+
+--Far la cucina!... Oh! questo poi!...
+
+--Come! non sai far la cucina!... Non sei stato per un anno al
+servizio del pretore Buschetti?
+
+--Sì, signore; ma quando andai dal signor pretore, ho trovato la
+cucina bell'e fatta, coi rispettivi fornelli e tutto l'occorrente....
+
+--Vedo che sei faceto!... tanto meglio; amo gli uomini di buon
+umore.... So che il pretore si lodava molto di te.... Ciò che mi
+preme è di aver in casa un uomo onesto e fedele, ed ho avuto sul
+tuo conto le migliori informazioni.--Quanto chiedi di salario?
+
+--Faccia lei, signor padrone--io non voglio metter limiti alla
+sua generosità.
+
+--È un furbo!--pensai io... Poi gli dissi: amo i patti chiari; la
+mia generosità non ha confini, ma lo stesso non si può dire delle
+mie rendite. Dunque, ascoltami bene. Io ti nutrirò, io ti
+vestirò, e alla fine di ogni mese ti darò dieci lire di
+stipendio. Sei contento?
+
+--Come!... Lei si degnerebbe?... Ma io non merito tanto....
+
+--Alla buon'ora! Vedo che l'amico Eugenio non mi ha ingannato, e
+che le tue pretese sono modeste. Per mia parte non esigo molto;
+non ho moglie, non ho famiglia. Terrai puliti gli appartamenti,
+mi appresterai ogni giorno un paio di piatti e una buona
+minestra, custodirai la casa quand'io andrò fuori.... Insomma.
+
+--Insomma, non serve che Lei mi dica altro. La servirò come ho
+servito per un anno il signor pretore....
+
+--Precisamente; non chieggo altro.
+
+--Quando Lei crede, sono pronto ad entrare in servizio.
+
+--A meraviglia! Va a prendere le tue valigie, se ne hai. Io ti
+assegnerò una camera, e questa sera istessa dormirai qui.
+
+Gianbarba fece un inchino e se ne andò, promettendo che di là a
+pochi minuti sarebbe tornato.
+
+--Mi pare un buon diavolaccio, esclamai accompagnandolo
+coll'occhio mentr'egli si allontanava. Al muso lo si direbbe un
+po' scimunito, ma avvien spesso che sotto una stupida fisonomia
+si nasconda una mente argutissima.
+
+Gianbarba non tardò molto a ricomparire. Io gli mostrai la sua
+stanza, e parve assai soddisfatto. Lo condussi nel mio studiolo,
+nel mio salottino, nella mia camera da letto poco discosta dalla
+sua, in cucina, in cantina, in ogni angolo della casa. Apersi gli
+armadî, gli indicai i ripostigli più segreti, gli feci la
+consegna delle stoviglie e delle suppellettili da cucina.--Vedo
+che c'è molta roba, sclamava il debben figliuolo ad ogni
+tratto.... Va bene! la casa è ben fornita.... Solamente.... mi
+pare....
+
+--Che cosa?
+
+--Che manchi quello strumento....
+
+--Non ti capisco....
+
+--Voleva dire.... la canna....
+
+--Una volta per sempre: bada che io non amo le reticenze--via!
+non metterti in soggezione!... Fra padrone e domestico bisogna
+parlar chiaro, se si vuole intendersi.... Dunque: cos'è questa
+canna che tu mi vai suonando?
+
+--Poichè ella vuol proprio che la nomini, le dirò dunque, salvo
+il rispetto a lei dovuto, che intendo parlare della canna da
+serviziale.
+
+Colpito di meraviglia, io vibro una occhiata perforatrice nel
+volto del domestico. Nel cervello mi balena un pensiero sinistro:
+che l'amico Eugenio, mettendomi questo mobile di carne umana tra
+i piedi, abbia mirato a burlarsi di me!--Poi rifletto: «può anche
+darsi che questo gaglioffo soffra di qualche incomodo intestinale
+e che i medici gli abbiano ordinato.... Se ciò fosse, avrei torto
+di non porgergli il mezzo di proseguire la cura.
+
+--Via! non ti cruciare, gli dico con piglio incoraggiante--in
+casa mia c'è quanto può occorrere ad un malato e ad un sano....
+L'istromento che tu cerchi, è là, in quella cassetta senza
+coperchio che vedi sporgere dal sottoscala. Non hai altro da
+chiedermi?
+
+--Null'altro.
+
+--Hai tu pranzato?
+
+--Sì, signore; ho mangiato prima di venir qui....
+
+--Vorrai dunque permettere che io pure vada a pranzo.--A
+rivederci!... Ordinariamente alla sera non rientro che a dieci
+ore; ho meco la chiave della porta, e se tu credi di coricarti
+prima ch'io torni, fa pure il comodo tuo.
+
+--Oh! la si imagini!... So il mio dovere.... Vada pure.... pranzi
+di buon appetito. Frattanto vedrò se nulla manca pel servizio e
+andrò a procacciarmi sulla piazza tutto quello che può occorrere.
+Rientrando, ella troverà tutto in ordine.
+
+--Buona sera, Gianbarba!
+
+--A rivederla, signor padrone!
+
+Io pranzai di buon appetito, feci la mia solita passeggiata, mi
+intrattenni un paio d'ore alla fiaschetteria cogli amici, quindi,
+in sul far delle dieci, rientrai in casa.
+
+Gianbarba mi attendeva; appena mi vide entrare, egli mi presentò
+il lume dicendomi: non la si dubiti di nulla, io ho dato ordine a
+tutto.... Appena sarà coricato, suoni il campanello e sarò da lei
+per farle il solito complimento....
+
+--Non serve, Gianbarba--io non ci tengo ai salamelecche.... Te
+l'ho già detto.... servimi bene.... con fedeltà.... con amore....
+come hai servito l'altro padrone....
+
+--Non la si dubiti!... Vada a letto tranquillo.... e poi mi lasci
+fare.
+
+Io salgo alla mia camera, mi spoglio, mi corico, e come di
+abitudine, prendo un libro e mi metto a leggere.
+
+Di là a un quarto d'ora all'incirca, sento bussare alla porta.
+
+--Chi è là?...
+
+--Siamo in posizione? domanda dal di fuori la voce di Gianbarba.
+
+--In posizione!!! che vorrà dire?... entra pure....
+
+--E anch'io l'ho qui in ordine! risponde Gianbarba aprendo
+impetuosamente la porta e slanciandosi verso il mio letto
+coll'impeto di chi prende d'assalto una barricata.
+
+Io balzo sui guanciali, spalanco gli occhi sorpreso, quasi
+atterrito, e vedo che il mio uomo mi prende di mira con quel tale
+istromento.... con quella tal canna.... voi mi capite....
+
+--Alto là!.... che scene son queste?
+
+--Presto.... intanto che è caldo! dice l'altro facendo l'atto di
+rimuovere la coltre.--Ma vedendo che io do di mano al candelliere
+e minaccio, s'egli osa ancora avanzarsi, di gettarglielo in viso,
+Gianbarba si arresta, mi guarda con occhio inebetito di stupore e
+poi dice con tono quasi supplichevole: «la si fidi di me, signor
+padrone! ci ho della pratica--il signor pretore, al quale
+applicavo tutte le sere il _benefizio_, non ebbe mai a lagnarsi
+della mia abilità.... Mi lasci fare! mi lasci fare una volta
+tanto; poi, se non l'avrò servito per bene, mi licenzii pure sui
+due piedi, chè io non sarò per lagnarmene.
+
+Quel poveraccio, parlandomi di tal guisa, ha un'aria sì compunta,
+che a me vien meno il coraggio di rivolgergli una brusca parola o
+di chiedergli una spiegazione.
+
+--Io credeva, mormora il poveretto abbassando la terribile canna, io
+credeva che tutti i padroni....» E scostandosi dal mio letto,
+mortificato, confuso, col pianto negli occhi, Gianbarba si avvia per
+uscire; ma al momento di varcare la soglia, si arresta, torna
+indietro, e con voce interrotta dai singulti mi dice: «io sono un po'
+duro di testa.... lo so... è il mio solo difetto.... Converrà, caro
+signor padrone, che lei abbia un po' di pazienza... Per esempio, mi
+scusi tanto, ho paura di non aver capito bene se.... in quanto sia....
+alle sue buone grazie.... volevo dire... al salario....
+
+--Mi pareva di aver parlato chiaro su tale argomento. Non ti ho
+detto che mi assumo di nutrirti, di vestirti e di darti alla fine
+d'ogni mese.... dieci lire?.... Non ti basta?....
+
+Gianbarba mi guarda colla espressione della più sentita
+riconoscenza ed esclama: «ma dunque.... è proprio vero.... che
+lei si degnerebbe!... troppa bontà!... troppa bontà!... come mai
+avrò il coraggio di permetterle?... Basta! i padroni comandano e
+i servitori obbediscono.... Le auguro la buona notte.
+
+Così parlando, egli uscì, serrò la porta colla massima cautela, e
+in punta di piedi per paura di recarmi disturbo, se ne andò queto
+queto alla sua camera.
+
+--Un vero scimunito! pensai io ravviluppandomi fra le coltri; ma
+pure, con un po' di pazienza, ne farò un domestico tollerabile.
+
+All'indomani, mi svegliai verso le otto.
+
+Tendo l'orecchio, non odo rumore nella casa.--Che colui dorma
+ancora?--Gianbarba! Gianbarba! grido dal letto.
+
+--Olalà! olalà! risponde il domestico urlando dalla camera
+attigua.
+
+--Sei tu alzato?
+
+--Non ancora....
+
+--Mi pare che a quest'ora, per Dio santo, un domestico
+dovrebb'essere in piedi!!!
+
+--È quello che pensava anch'io attendendo i suoi ordini.
+
+Passa un quarto d'ora, passa mezz'ora--al pendolo battono le
+nove--nessun segno di vita da parte dell'amico bestia.
+
+Io balzo dal letto, mi vesto alla spiccia e corro alla stanza di
+Gianbarba gridando: ma dunque! siam vivi o morti? vuoi o non vuoi
+alzarti stamattina?
+
+--Se voglio alzarmi! non desidero che questo, risponde Gianbarba
+balzando dal letto in camicia; non aspettava altro se non che lei
+venisse a vestirmi....
+
+In sulle prime, lo strano contegno di Gianbarba e le inattese
+parole da lui profferite mi parvero inesplicabili. Ma poi,
+sovvenendomi dello stupore che il poveraccio aveva manifestato la
+sera innanzi nell'udire che io mi assumeva di nutrirlo e di
+vestirlo, indovinai.... compresi tutto; e mentre Gianbarba,
+seduto in camicia sovra una scranna, mi stendeva le gambe in
+attesa che io gli mettessi le calzature, mi scrosciò dal petto
+una risata sì impetuosa e gagliarda ch'io temetti di non reggere
+all'urto e mi appoggiai per sostenermi alla muraglia.
+
+--Abbi là bontà, gli dissi poco dopo allontanandomi, di vestirti
+colle tue proprie mani per questa volta; faremo in seguito dei
+nuovi patti.
+
+Rientrai nella mia stanza per finire di abbigliarmi, poi scesi
+nello studiolo. Di là a poco, Gianbarba mi raggiunse.
+
+--Se vuol avere la compiacenza di dirmi cosa desidera da pranzo
+quest'oggi, io andrò subito al mercato per fare le provviste, mi
+disse il gaglioffo serio serio, come se nulla fosse accaduto.
+
+Io stetti in forse un istante. Alla fine, dopo aver riflettuto,
+gli dissi: quest'oggi andrò a pranzare all'albergo come ho fatto
+ieri; nullameno voglio mettere alla prova la tua abilità. Sai tu
+cucinare per bene gli asparagi?
+
+--Non la si dubiti.
+
+--Ebbene, farò colazione in casa. Va in sulla piazza; se puoi
+avere degli asparagi al prezzo di una lira al mazzo, comprane
+pure due mazzi; se costassero ancora una lira e cinquanta come
+per lo addietro, prendine uno solo. Mi hai ben capito?
+
+--Due mazzi se costano una lira; se poi costassero più di una
+lira....
+
+--Uno solo.
+
+--Fra mezz'ora la colazione sarà servita--vado e ritorno di volo.
+
+Gianbarba ha il dono della lestezza, convien rendergli questa
+giustizia. Nel tempo ch'io impiegai a scrivere una letteruccia di
+due pagine, egli andò e tornò dal mercato.
+
+Eccolo all'uscio del mio studiolo.--Ho eseguito appuntino i suoi
+ordini, mi dice con viso radiante; gli asparagi costavano
+venticinque soldi al mazzo, ed io ne ho preso uno solo....
+
+--Benissimo!... è grosso?
+
+--Così.... così.... discretamente.... come questo mio dito....
+
+--Come il tuo dito!... Oh! sta a vedere che sei tanto
+imbecil.....
+
+Ma non ebbi tempo di proferire la dura parola, chè l'altro in men
+ch'io nol dica balzò in cucina, e ricomparendomi innanzi con un
+asparago nella mano: eccolo, mi dice, non è dei più piccoli; se
+questo le può bastare per far colazione....
+
+Non ebbi il coraggio di fargli un rimprovero, nè di ridergli in
+faccia. Quel povero gaglioffo, col suo fusto di asparago alla
+mano, mi faceva pietà.
+
+--Torna in piazza, gli dissi pacatamente; fa di aver quattro uova
+da friggere al tegame, e non dirmi più nulla fino a quando la
+colazione non sia pronta.
+
+--In verità.... pareva anche a me che un asparago solo non
+potesse bastare, disse il gaglioffo allontanandosi--il pretore
+non ne mangiava meno di sei anche quando costavano 25 centesimi
+al chilo. Quanto al friggere le uova, si fidi di me; in due salti
+vado e ritorno; fra mezz'ora sarà servito.
+
+Non vi ebbero altri guai per la colazione. Gianbarba cucinò le
+uova stupendamente e mi porse una tazza di caffè irreprensibile.
+
+Verso le undici, uscii per la mia solita passeggiata. Rientrando,
+trovai Gianbarba avvolto in una nube di polvere. Egli avea finito
+di scopare gli appartamenti e si accingeva a ripulire le mobilie.
+
+--Vado a coricarmi per un paio d'ore, gli dissi. Se qualcuno
+chiedesse di me, dirai che non sono in casa, a meno che non
+venisse in sulla porta l'architetto Fagnani--lo conosci,
+l'architetto Fagnani?....
+
+--No, signore.
+
+--Naturalmente, presentandosi, ti declinerà il suo nome. Ma in
+ogni modo tu potrai riconoscerlo alla piccola prominenza ch'egli
+ha sulla schiena.... mi capisci...
+
+--Scusi, signor padrone; una piccola prominenza non vuol dire ciò
+che parlando con poco rispetto si chiama il gobbo?
+
+--Alla buon'ora, vedo che cominciamo ad intenderci--dunque....
+
+--La vadi pure, e dorma tranquillo.
+
+Non ebbi il tempo di giungere all'uscio della mia stanza, che una
+solenne strappata di campanello annunziò una visita.
+
+Gianbarba corse ad aprire--io mi soffermai sul pianerottolo della
+scala e tesi l'orecchio.
+
+--È in casa il signor Decio? chiede una voce ch'io ho udito altre
+volte.
+
+--Il signor Decio!--vediamo un poco, risponde
+Gianbarba--favorisca di voltarsi.... e poi le dirò.... quello che
+ho l'ordine di dirgli.
+
+--Questa è nuova! esclama l'altro con voce vibrata--ti fa tanta
+soggezione la mia faccia, che tu non osi?...
+
+--Le dirò, risponde Gianbarba con flemma; gli è che prima di
+rispondere, io debbo vedere se Lei ha proprio quella tale
+escrescenza sulla schiena.... ovverossia, parlando con poco
+rispetto, quella gobba...
+
+--Questa è l'escrescenza!... questa è la gobba! grida l'altro
+stampando due sonorissimi schiaffi sulle grosse guancie del
+domestico--e di' al tuo padrone che l'architetto Fagnani.... che
+l'architetto Fagnani....
+
+Ma la voce dell'irato visitatore si ruppe in un rantolo--la porta
+fu scossa da un violentissimo urto--e quand'io, non udendo più
+rumore nella casa, precipitai dalle scale, trovai il povero
+Gianbarba.... colla testa accollata alla muraglia e il naso
+grondante.
+
+Povero Gianbarba! le sue prodezze asinesche mi divertivano; ma,
+alla vista del sangue, fui preso da raccapriccio, e commisi
+l'ingiustizia di licenziarlo.
+
+
+
+
+L'ISTRUMENTO È L'UOMO
+
+ Imitazione di un articolo francese, con varianti ed aggiunte.
+
+
+Fu detto e ripetuto: «Lo stile è l'uomo.»
+
+Io dico invece: «L'istrumento è l'uomo.»
+
+Ed al proverbio: «dimmi con chi tratti e ti dirò chi sei,» io
+sostituisco; «dimmi dove soffi, o dove raschi, e ti _leggerò la
+vita._»
+
+
+Dopo ciò, raccomando ai signori artisti delle orchestre di non
+sospettare nelle mie osservazioni alcuna intenzione maligna; esse
+riguardano principalmente i dilettanti, quelli che raschiano un
+istrumento qualunque per pura convinzione, quelli che si sono messi a
+pizzicare la chitarra quando studiavano medicina, ovvero ad
+esercitarsi sul corno, dopo un anno di matrimonio.
+
+
+__Il Clarinetto.__
+
+Grande raffreddore cerebrale collocato dentro un tubo di legno giallo.
+
+Il clarinetto non è una invenzione del Conservatorio, ma sibbene del
+destino.
+
+Si diventa callista a forza di studio e di lavoro, ma si nasce
+clarinettista.
+
+Il Cittadino predestinato al clarinetto ha un'intelligenza quasi
+ottusa fino all'età di 28 anni, epoca d'incubazione, nella quale egli
+comincia a risentire nel naso i primi pruriti della sua fatale
+vocazione.
+
+Allora la sua intelligenza, fino a quel giorno limitata, cessa di
+svilupparsi: ma l'appendice nasale volendo vendicarsene, prende delle
+dimensioni piramidali.
+
+A vent'anni egli compera il suo primo clarinetto per 14 franchi, e tre
+mesi dopo, vien congedato dal padrone di casa. A venticinque anni è
+ammesso nella musica della Guardia Nazionale.
+
+Egli muore di crepacuore, per avere tre figli che non annunciano
+veruna disposizione per l'istrumento dov'egli ha soffiato tutta la sua
+intelligenza.
+
+
+__Il Trombone.__
+
+Colui che suona il trombone cerca sempre nella compagnia di
+quest'istrumento l'oblío delle sue pene domestiche, o delle
+consolazioni ad un amore tradito.
+
+L'uomo che ha imboccato per sei mesi un tubo di metallo, si trova
+agguerrito contro ogni disinganno.
+
+Di tutte le passioni umane, all'età di cinquant'anni, nulla più resta
+a lui fuorchè una sete insaziabile.
+
+Più tardi, aspirando al posto di portinaio in un palazzo di persone
+civili, o alla mano di una donna di udito delicato, tenta di
+abbandonare il suo stromento; ma il gusto delle note e delle bibite
+forti gli rimane per tutta la vita. Intrattenendosi coi padroni di
+casa, o udendo parlare la moglie, verrà sempre il momento in cui egli
+si lascierà sfuggire dei brr...! brr...! brr...! portando il pugno
+sinistro alle labbra e simulando colla mano destra l'allungamento e
+l'accorciamento della pompa.
+
+Dopo aver continuato fino a 78 anni ad eseguire furtivamente sul
+trombone la grande aria:
+
+ Era anch'io di quella schiera
+ Di Venezia anch'io guerrier....
+
+muore di cordoglio perchè l'acquavitaio non volle dargli a credito un
+bicchierino di grappa.
+
+
+__L'Accordeon.__
+
+Primo istrumento dei cuori candidi.
+
+L'individuo che esce generalmente dalla classe dei farmacisti,
+comincia a suonarlo nella retro bottega di suo babbo e continua fino a
+quindici anni.
+
+A questa età, se non è morto, lascia l'_Accordeon_ per
+
+
+__L'Harmoniflûte.__
+
+L'_Harmoniflûte_, per la natura de' suoi monotoni suoni e del suo
+tremulo piangente, agisce sui nervi di coloro che lo ascoltano e
+predispone alla malinconia colui che lo suona.
+
+L'Harmoniflûtista è tenero, linfatico, ha gli occhi azzurri, non
+mangia che carni bianche o farinacei.
+
+Si chiama Oscarre se è uomo, ed Adelaide se appartiene all'altro
+sesso.
+
+In casa, al _Dessert_, va in cerca del suo istrumento, e quando gli
+stomachi sono pieni, cioè quando gli spiriti sono disposti
+all'allegria, egli vi regala: «_Fra poco a me ricovero_» oppure il
+_Miserere_ del _Trovatore_.
+
+L'Harmoniflûtista piange facilmente. Dopo un esercizio di quindici
+anni sul suo istrumento, egli si converte in ruscello.
+
+
+__L'Organo.__
+
+Istromento complicato e maestoso, di indole clericale, destinato, per
+la sua grande sonorità, a soperchiare le stonature del clero e del
+popolo.
+
+L'Organista, ordinariamente, è un uomo venuto al mondo colla vocazione
+di fare molto strepito senza troppo consumo delle proprie forze; un
+uomo che vuol soffiare più forte degli altri, senza logorare i proprii
+mantici.
+
+Diviene, a quarant'anni, l'amico intimo del parroco e il membro più
+influente della fabbriceria. Ripete per cinquant'anni alla Messa ed ai
+Vesperi gli stessi ritornelli; e frattanto egli impara il latino, e sa
+a memoria tutte le antifone da vivo e da morto. A cinquant'anni sposa
+una zitellona devota, raccomandata dal coadiutore della parrocchia.
+
+È buono e mansueto ne' suoi rapporti coniugali, ma alla vigilia di
+ogni solennità ecclesiastica, ha il difetto di sognare ad alta voce.
+Alla notte del sabbato santo, è raro ch'egli non svegli la moglie,
+gridando a tutta voce: _ressurexit!_--La brava donna si desta di umor
+lieto per rispondergli col debito cerimoniale: _alleluja!_
+
+All'età di sessant'anni divien sordo, e allora comincia a credere di
+suonare perfettamente. A 70 anni muore di cordoglio, perchè il nuovo
+parroco, in luogo di farlo assidere alla grande mensa coi sacerdoti e
+coi fabbricieri, lo ha fatto pranzare al _tinello_, in compagnia del
+sacrista e del becchino.
+
+
+__L'Ottavino.__
+
+Lo sciagurato che soccombe all'ottavino non è mai un uomo che goda il
+perfetto sviluppo delle sue facoltà intellettuali. Egli ha
+necessariamente il naso appuntito, sposa una donna losca, e muore
+schiacciato da un omnibus.
+
+L'ottavino è il più fatale di tutti gli istrumenti. Esso esige una
+coltura ed una conformazione particolare dell'unghia del pollice pei
+buchi che non devono chiudersi che per metà.
+
+L'ottavinista aggiunge sovente a questa infermità la mania di
+addomesticare le faine, le tortore ed i porcellini d'India.
+
+
+__Il Violoncello.__
+
+Per suonare il violoncello bisogna aver le dita lunghe e magre; ma più
+indispensabile è ancora il portare capelli lunghissimi che
+voluttuosamente accarezzino il collo grasso del paletot.
+
+Il violoncellista scorgendo in pericolo di incendio la propria moglie
+ed il proprio violoncello, salverà prima quest'ultimo. Poscia penserà
+a ... lasciar bruciare la moglie.
+
+Parlando del suo strumento, egli lo chiama _Violonscello_; con ciò non
+la male ad alcuno, ed egli prova un'estasi voluttuosa.
+
+La sua maggior soddisfazione è quella di _far piangere le corde_;
+qualche volta, infatti, egli riesce a far piangere la moglie ed i
+figli con un regime di sobrietà troppo stretto. Gli avviene anche di
+far ridere e di far sbadigliare, ma ciò dipende, a suo dire, dagli
+influssi atmosferici.
+
+Parimente fa esprimere dalle sue corde esaltate tutti i dolori
+possibili, meno quelli dei suoi uditori e dei suoi creditori.
+
+Il violoncellista si occupa anche di magnetismo; queste due passioni
+sono quasi sempre inseparabili.
+
+Il carattere malinconico di quest'istrumento porta al misticismo, e il
+suonatore giunge quasi sempre fino all'invocazione degli spiriti.
+
+Si alza di notte, risveglia la moglie, e le suona in camicia la frase
+del manzanillo nell'_Africana_.
+
+Sua moglie si riaddormenta mormorando:
+
+--Come sega!
+
+
+__Il Contrabasso.__
+
+Un critico-musicista ha chiamato il contrabasso l'_Elefante delle
+orchestre_.
+
+Nessun istrumento può infatti rivaleggiare con esso nella ampiezza
+della mole. Gli è forse per questa ragione che gli uomini alti e
+stecchiti sono attratti a suonarlo da una irresistibile simpatia.
+
+Applicando il contrabasso all'abdome, un suonatore della famiglia dei
+merluzzi può illudersi di aver un gran ventre, e un ventre sonoro per
+giunta.
+
+Il contrabassista tende alla serietà, e si atteggia, nelle riunioni
+pubbliche e private, da uomo grave e profondo. Parla poco, e prima di
+esporre la propria opinione, attende che tutti gli altri abbiano
+finito di discutere. Ama con trasporto il tabacco da naso, e profitta,
+per assaporare la sua _presa_, degli intervalli d'aspetto.
+
+Qualche volta numera i detti intervalli ribattendo voluttuosamente
+sotto le narici il pollice e l'indice ingrommati di tabacco.
+
+È raro che un suonatore di contrabasso rimanga celibe oltre l'età di
+trent'anni. La moglie lo tiene in gran conto e lo venera credendolo
+dotato di una energia formidabile. Questa specie di venerazione ella
+suol anche riportarla sullo strumento, ch'ella pone a giacersi nelle
+assenze del marito, al lato deserto del talamo. In tali casi,
+destandosi la notte, ella da un pizzico alle corde e poi brontola:
+«meno male! questi almeno, se lo tocco, grugnisce.... Ma lui.... mio
+marito.... dà mai segno di comprendermi?»
+
+
+__L'Arpa.__
+
+Stromento ascetico, già suonato dal Re Davide con irresistibile
+successo. Serve di accompagnamento obbligatorio ai _canti celesti_.
+
+L'arpista nasce cogli istinti del gatto, ma all'età di dieci anni fa
+voto di castità. Si nutre di vermicelli al brodo e, all'estate, di
+lattuche. Ammesso a far parte di una orchestra, si innamora
+platonicamente della prima donna contralto, nella cui voce ermafrodita
+gli par di sentire il canto degli angioli.
+
+Dato ch'ei prenda moglie, usa con essa celestialmente. In casa suona
+di rado, ma quando ciò gli avvenga, si pone in capo una corona d'oro e
+si figura di essere il Re Davide. La moglie, ordinariamente, lo regala
+di altre corone meno splendide.
+
+Oggidì, nelle orchestre, il posto dei Re Davidi venne usurpato dalle
+Bersabee, le quali pizzicano più leggermente, ottenendo degli effetti
+più omogenei; a venticinque anni muoiono consunte d'amore pel primo
+flauto.
+
+
+__Il Timpano.__
+
+Un testone di legno e di pelle, ripieno d'aria e di sinistri presagi.
+Il rullo dei timpani serve nel melodramma ad annunziare l'arrivo di un
+personaggio fatale, che il più delle volte suol essere un marito
+becco. Qualche volta il suo funereo brontolío serve a descrivere il
+silenzio, o la intima disperazione di una prima donna colta in
+flagrante adulterio.
+
+Il timpanista è un uomo serio, compreso della sua alta missione
+drammatica; ma sa dissimulare il proprio orgoglio, dormendo sul
+proprio strumento quando gli altri suonatori fanno il maggior
+strepito.--Egli incarica il più prossimo de' suoi colleghi di
+orchestra di svegliarlo a tempo debito.
+
+Al destarsi, afferra i due battenti e percuote; ma quando il vicino si
+dimentica di svegliarlo, egli prolunga i suoi sonni fino al calar del
+sipario. Allora, si riscuote, si accorge che l'opera è finita, si
+stropiccia gli occhi; e se avviene che il direttore di orchestra lo
+rimproveri di aver mancato all'_attacco_, risponde, crollando le
+spalle: «tanto, anche senza i miei rulli, il tenore è morto lo
+stesso.... Rullo più, rullo meno, così la deve finire!»
+
+
+__Gran Cassa.__
+
+Inutile parlarne.--È lo strumento dell'epoca; e Ministri, Deputati,
+Scienziati, Poeti, Parrucchieri, Cavadenti hanno imparato a suonarlo
+per eccellenza... Le cretine moltitudini accorreranno sempre al
+richiamo del _poum!... poum!..._ e avrà sempre ragione chi batterà più
+forte.
+
+
+
+
+ CIÒ CHE SI VEDE
+ IN UN TEATRO POPOLARE
+
+
+A dirvela schietta, lettori miei, io non ho mai capito perchè il
+teatro debba chiamarsi scuola di civiltà. Chi va in teatro per
+educarsi? E quali insegnamenti si attendono da un dramma, da una
+commedia, da un'opera in musica, da un ballo? La tragedia antica
+insegnava l'incesto; il dramma moderno insegna l'adulterio; l'opera in
+musica insegna l'assurdo; il ballo insegna a misurare collo sguardo la
+periferia di cinquanta o più mappamondi di carne femminina. Il palco
+scenico è, per le figlie del popolo, una scuola di prostituzione; pei
+giovani artisti una scuola di ciurmeria e di vagabondaggio. Ecco la
+grande educazione che il teatro può dare a quanti vi si consacrano per
+professione.
+
+Quanto al pubblico.... Mio Dio! Lo avete mai sviscerato, questo ente
+collettivo che si chiama il pubblico? Su mille spettatori che
+assistono all'opera, io ve ne do una sessantina, un centinaio al più,
+che comprendano qualche cosa del dramma e della musica. Tutti gli
+altri sono in teatro per guardarsi, per far all'amore, per vedere
+delle spalle nude e delle coscie in maglia.
+
+Era una bella giornata del giugno 1858, ed io pranzava all'albergo
+della Gran Bretagna in compagnia di un Inglese che un anno prima avevo
+conosciuto a Parigi. Questo Inglese apparteneva alla classe
+aristocratica, e si vantava grande dilettante di musica e adoratore
+fanatico dell'opera italiana.
+
+In quella stagione non c'era a Milano altro spettacolo d'opera fuor
+quello del teatro dei Giardini Pubblici, dove si rappresentava
+l'_Attila_ di Verdi da una compagnia di cantanti accozzati da un certo
+Corti di Bergamo, il quale, oltre ad essere impresario, aveva assunto
+nel melodramma la parte del baritono.
+
+Il mio Inglese, in mancanza di meglio, accolse il partito di recarsi
+al teatro dei Giardini Pubblici, ed io ve lo accompagnai di buon
+grado.
+
+Entrammo nel circo ad ora conveniente per prendere un posto di nostra
+elezione. Saliti alla galleria--«mettiamoci nella seconda fila delle
+sedie, dissi all'Inglese; così potremo distendere le gambe a nostro
+bell'agio.»
+
+E queste parole mi venivano ispirate da un sentimento di pietà,
+perocchè il signor Jhonnes era fornito di un paio di gambe così lunghe
+ed inflessibili, ch'egli durava molta pena a raccorciarle fra la sedia
+ed il parapetto.
+
+Ma come le gambe, così anche il cervello del signor Jhonnes era di
+fabbrica inglese. Egli si ostinava a rimanere nella prima fila; e dopo
+sforzi incredibili era riuscito ad impiombarsi là dentro come un conio
+nella spaccatura d'una quercia. Che fare? Per debito di cortesia mi
+convenne inchiodarmi al di lui fianco.
+
+La gente comincia a farsi spessa; e mentre l'Inglese col libretto alla
+mano sillaba i versi alla meglio, ecco quattro donne ci sovrastano
+colle immani crinoline e domandano di scendere nella prima fila....
+
+--Mammina! qui vi sono due posti, grida una fanciulletta di circa
+dodici anni--se quel signore volesse ritirare le sue _pertiche_
+dall'altra parte....
+
+--Impertinente! esclama una grossa matrona che domina il
+drappello--son questi i modi di chiedere un favore? Mille perdoni!--se
+_monsù_ vuol far la gentilezza di _rettificare_ le sue gambe....
+
+Ma l'Inglese non dà retta; e la più giovane delle ragazze piomba colla
+persona fra il parapetto e la sedia, appoggiandosi senza misericordia
+sui piedi del mio onorevole compagno.
+
+--_Goddem!_--esclama il sig. Jhonnes; mio piete non statte
+scapello!....
+
+Ma la ragazza, senza badare, attira la compagna sull'altra sedia
+vacante.
+
+--Noi siamo ancora dei fortunati, dico io sotto voce all'Inglese; se
+invece delle ragazze fossero scese le due matrone che ci stanno dietro
+la schiena, c'era da morirne asfissiati.
+
+--Io non posse rimanere in posizione! esclama l'Inglese.--Signorina,
+la preghe tenere campe più corte.
+
+--Cecilia! grida di nuovo una delle matrone....; ricordati che siamo
+in teatro!....
+
+--Ma che colpa ci ho io, mammina, se questo signore ha certe
+_stanghe!_
+
+--Di nuovo ti dico di _misurare i termini_.... Bada che se mi fai la
+matta, ti riconduco a casa...
+
+--Eh! ora, a casa non ci torno più, dice la ragazzetta all'orecchio
+della vicina.... E poi, infin dei conti.... il signor Domenico i
+biglietti li ha dati a me.... Sono io che stamattina glieli ho
+chiesti.... a nome della mamma.
+
+Frattanto, dietro le nostre spalle si vanno agglomerando nuovi
+spettatori. Un uomo di circa trent'anni, sparuto nel volto, coi
+capelli lunghi e ben pettinati, cogli abiti alquanto luccicanti sotto
+le maniche, si è collocato a fianco delle matrone, divorando cogli
+occhi una delle giovinette che seggono al nostro lato. Tre o quattro
+giovinetti superano la barricata d'un salto, volgono saluti a destra e
+a sinistra, chiamano a nome i vicini e i lontani, e si studiano di
+attirare l'attenzione delle donne colla vivacità dei loro epigrammi.
+
+--Che vuol dire questo miracolo? Anche lei qui, signora Caterina!
+
+--Lei.... signor Pedrino!... Abbiamo avuto i biglietti da un comico
+della compagnia, che alloggia in casa nostra, al quinto piano.
+
+--Ma brava, la signora Caterina! E chi è questo comico? senza dubbio
+il primo amoroso....
+
+--È il primo tenore....
+
+--Oh! Oh! il primo tenore.... che abita al quinto piano!.... A
+proposito: come si chiama? Ehi, di là! nessuno ha un libretto?....
+Forse quel signore là abbasso....
+
+--Cecilia! tira fuori il libretto!
+
+--C'è forse bisogno del libro per sapere il nome del nostro vicino di
+casa? Egli si chiama Domenico Scanagatta....
+
+--Diavolo! Scanagatta! che razza di nome.... per un primo tenore....!
+
+--Primo dei primi.... lo ha detto egli stesso, esclama la donna
+grossa, indispettita dalle risa e dalle maligne esclamazioni dei
+circostanti.
+
+L'Inglese che ha prestato orecchio a quelle ciarle, consulta l'elenco
+dei personaggi e degli attori, poi volgendosi a me:--quella signora
+s'incanna, mi dice--non trovate in lipretto Cane e Gatta, ma Napoleone
+Moriani.
+
+--Il libretto che voi avete fra le mani porta la data del 1847, quando
+l'_Attila_ si rappresentava alla Scala.
+
+--Oh! oh! vere! verissime! Tata tel 1847! Mi più niente capite....
+
+Frattanto, uno dei giovani che sta dietro di noi si è preso l'incarico
+di leggere a voce alta, e di spiegare il melodramma alla comitiva
+femminina. Ma non appena egli ha declamato i primi versi:
+
+ Urli--rapine Stupri, rovine, ecc.
+
+la Cecilia interrompe la lettura esclamando: che razza di parole son
+queste! Ci capisco io niente, signor Pedrino?.... Mamma: cosa sono gli
+stupri?
+
+--Vuoi finirla? Son domande da farsi codeste? Saprai tutto a suo
+tempo....
+
+--Vi spiegherò io, popolina, mormora il giovine sparuto, il quale
+insensibilmente si è avvicinato alle ragazze.
+
+La più grande volge indietro uno sguardo melanconico--uno sguardo che
+rivela cento segreti.... Lo sparuto dalle maniche luccicanti è
+l'amante corrisposto. La giovinetta taciturna e contemplativa sa di
+averlo alle spalle.... e aspetta trepidando qualche prova palpabile
+del suo amore.
+
+Ma ecco, i suonatori si mettono al loro posto e cominciano ad
+accordare gli stromenti.... Dalla platea e dagli ordini più elevati si
+grida: _sonèe_! si battono le mani e i bastoni.... Il pubblico sovrano
+minaccia di farsi riottoso.... Mentre l'Inglese per istinto di
+curiosità spinge il capo fuori del parapetto, quattro o cinque
+individui che stanno di sotto gli rivolgono la parola e gli fanno dei
+gesti insolenti: «_Ehi lûu, sur sciloster! El ved no che ghè de la
+gente chi abbasso?_--Parlatte con me quei signori?.--Avreste forse
+gettato qualche cosa sulla testa di quella brava gente?--Mentre io
+scambio tali ciarle col signor Jhonnes, la Cecilia, che da qualche
+tempo sta rosicchiando dei semi di _mellone_, sputa parecchi gusci sul
+naso degli spettatori irritati. Fortunatamente una violentissima
+esplosione di applausi, di fischi e di grida, obbliga il direttore di
+orchestra a dare il segnale dell'attacco. I suonatori distendono
+l'arco e imbeccano i tromboni.--Silenzio!--Abbasso!--Giù il
+cilindro!... limonata fresca!--E in mezzo al gridío, finisce il
+preludio--il sipario si leva--quattro o cinque servitori di scena
+fuggono tra le quinte come sorci colpiti dalla luce; e otto coristi si
+avanzano urlando da Unni.
+
+--Oh! vedi, mamma! ecco là il signor Domenico! Io l'ho subito
+riconosciuto.... Non vedi, mamma, ch'egli ci saluta?
+
+--Zitto!.... Ma vediamo!. Dov'è questo signor Domenico?
+
+--Ah! gli è dunque il primo tenore dei cori, che vi ha dato i
+biglietti, signora Caterina!
+
+--Sì.... il primo tenore.... dei primi!... Proprio lui! Con quella
+barba non lo avea riconosciuto....
+
+--Hai veduto, mamma? Il signor Domenico si è messo in ginocchio....
+
+--Sicuro! i coristi.... cioè gli Unni.... si mettono in
+ginocchio--dice il nostro vicino sentimentale, che si è dato a
+conoscere per un parrucchiere di Viarenna--tutti fanno onore ad Attila
+_flagellum Dei_, che viene in sulla biga per sentir cantare i
+soldati....
+
+--Perchè quella carrozza è tirata da due uomini vestiti come
+gl'infermieri dello spedale!...
+
+--Perchè.... a quei tempi non erano inventati i cavalli....
+
+--Ma, ecco la prima donna! replica il parrucchiere gravitando sulle
+protuberanze più soffici della nostra vicina; essa viene per ammazzare
+il basso.
+
+--Il basso? ma dov'è questo basso?...
+
+--Là, in piedi!... il più alto di tutti.--Ora, vedremo il baritono,
+cioè il romano....
+
+--Il baritono non è romano ma bergamasco....
+
+--Goddem! ripiglia il signor Jhonnes.--Come capire musiche?...
+
+--Cos'ha quella mummia da brontolare?... Sta a vedere ch'io gli do sul
+naso questa fetta di mellone!...
+
+--Non capite poesia, mi dice l'Inglese all'orecchio; perchè tante
+critare Ottapella?
+
+--Attila le ha fatto dono di una spada, ed ella per riconoscenza giura
+di piantargliela nel ventre alla prima occasione.
+
+--Veritable gentelman Attila; veritable porche Ottapella!...»
+
+Frattanto i galanti, che seggono presso di noi, hanno chiamato il
+venditore di birra per offrire un rinfresco alle donne.... Mentre il
+tenore sta per cominciare la cavatina, uno scoppiettío di turaccioli
+sprigionati fa trasalire i circostanti....
+
+--Presto! a te Ghittina.... a te Cecilia! Bada alla spuma! Cisti....
+Adagio! Ma basta! signor Pedrino! Ahi!...
+
+L'Inglese, disturbato dai rapidi movimenti e dalle risa sguaiate delle
+donne, si volge indietro per imporre silenzio; ma al tempo stesso una
+tazza colma di birra viene ad urtargli nello stomaco, e un'onda di
+spuma gli si riversa sulle gambe.
+
+A tale eran giunte le cose, che il mio Inglese cominciava a perdere la
+pazienza. Ma ciò che d'un tratto lo fece balzare dalla seggiola fu un
+pizzicotto venutogli di contrabbando attraverso le gonnelle delle
+nostre vicine. Quel pizzicotto non era diretto a lui e mirava
+probabilmente a delle carni più floride; ma lord Jhonnes non volle
+attendere nuovi guai, e levandosi da sedere: «Signore, mi disse,
+lacciù in procenio, federe palchette vuote. Andiamo là codere meglio
+musiche più sciutte.»
+
+Molta pena ci volle per uscire da quella siepe di gente. Mentre noi
+colle gambe levate tentavamo sormontare le seggiole, una mezza dozzina
+di gambe sconosciute si intralciava colle nostre per contendersi i due
+posti vacanti. Una gamba del mio Inglese (probabilmente la più lunga)
+rimase per alcuni minuti inforcata a quella del parrucchiere e stretta
+come in una smorza.
+
+Quando Dio volle, riuscimmo a superare, più o meno illesi, quella
+barricata di sedie e di ginocchi; tanto che, al cominciare del secondo
+atto, ci trovammo comodamente seduti nel palchetto di proscenio.
+
+E là, un altro genere di spettacolo. Noi eravamo collocati sì
+fattamente, da dominare tutta la scena non solo, ma anche da vedere
+tutto ciò che si passava tra le quinte.
+
+All'alzarsi del sipario, Attila e il fido Uldino sono sdraiati nella
+loro tenda. L'orchestra preludia con dei suoni gravi, i quali
+vorrebbero esprimere le atroci visioni del tiranno. Il mio Inglese
+tende l'occhio e l'orecchio.... io faccio altrettanto....
+
+--Cosa è stato?
+
+Tanto io che l'Inglese abbiamo udito un rumore sotterraneo
+sprigionarsi dalla grossa persona di Attila; e Uldino ad esclamare
+sottovoce: «Alla barba del pubblico!»
+
+--Quest'altro alla barba dei giornalisti e dei corrispondenti!
+risponde Attila.
+
+E qui, un altro di quei rumori sotterranei che fanno arrossire il mio
+Inglese.--Come sono educati gli artisti!...
+
+Ma il preludio è finito. Attila balza in piedi esterrefatto
+dall'orribile sogno....
+
+--_Uldino.... Uldin!... Non hai udito?..._
+
+--Caspita! lo sento ancora! mormora Uldino....
+
+E il terribile Attila, sguainando la spada, corre furioso per la scena
+e grida verso le quinte: la gelatina!... sto male di voce.... la
+gelatina dopo l'adagio!
+
+Nel mentre che Attila ritorna verso la ribalta per cantare l'adagio
+dell'aria, Uldino va a levare una presa di tabacco dalla scatola di
+una corista che si mostra dalle quinte in abito da _vergine romana_, e
+frattanto da un'altra quinta sbuca la moglie del basso con un vasetto
+ed un cucchiale tra le mani.
+
+--Ah brava!... siete qui colla gelatina! dice Uldino.... Gli è un po'
+rauco difatti, vostro marito. Questa gli farà bene....
+
+E così parlando, Uldino caccia le dita nel vasetto....
+
+--Lasciate.... malcreato!... Ce n'è appena tanto per ingozzarlo....
+lui.... quella bestia! grida la moglie del basso, ritirando il vaso.
+
+Ma Attila, che ha finito il suo adagio, profitta dell'intermezzo
+istrumentale per andar in cerca della gelatina, e dà l'avviso alla
+moglie con queste parole: presto!... sfodera il cucchiale.... Martina!
+
+La donna, nel diverbio con Uldino, ha lasciato cadere il cucchiale, e
+il basso essendo trascorse le battute intermedie fra l'adagio e la
+cabaletta, ritorna a grandi passi verso il proscenio augurando mille
+accidenti alla moglie, e poi grida:
+
+ Oltre quel limite
+ Ti attendo, o spettro,
+ Vietarlo ad Attila
+ Nessun potrà.
+
+Finita la prima cabaletta, dai palchi e dalla platea insorgono dei
+fischi.... Attila corre furioso tra le quinte, strappa il vaso dalle
+mani della moglie e ponendoselo alla bocca, assorbe d'un fiato la
+broda rappresa, quindi si slancia al proscenio colla spada in pugno
+per urlare di nuovo:
+
+ Vedrai se pavido
+ Io l'alma arretro
+ Se un Nume vindice
+ La patria avrà.
+
+Cric! Crac! quac! quac!--urla la platea come un solo.... Attila.
+
+Al povero basso, malgrado il sussidio della gelatina, è scroccata
+l'ultima nota della cabaletta.
+
+Nel ritirarsi dal proscenio per sfidare il pontefice romano che si
+avanza in mezzo ad una processione di coriste _vestite da vergini_,
+Attila esclama con voce rabbiosa: maledetti! c'era un becco di
+pollastro.... in quella gelatina.... Qualche vendetta.... so io.... di
+chi.... Della birra! datemi della birra!... No.... Non siamo più a
+tempo.... Accidenti alla musica ed al pubblico!
+
+ * * *
+
+E Attila s'inginocchia dinanzi al papa gorgogliando le fatidiche
+parole:
+
+ Dinanzi ai numi
+ Prostrasi il re.
+
+--Chi state donne con papo? mi chiede l'Inglese.
+
+--Vergini romane; rispondo io.
+
+--Se così state vergini, cossa state Roma tonne ti mondo?
+
+Il pezzo concertato ha prodotto una certa sensazione nel pubblico....
+Un silenzio solenne regna nel vasto circo--uno di quei silenzi che
+ordinariamente, in teatro, sono forieri dell'applauso generale.
+
+Ma al punto culminante, quando Attila ripete per l'ultima volta
+l'umile protesta, un malaugurato turacciolo che si sprigiona innanzi
+tempo da un bottiglia di birra, balza scoppiettando dalle sedie fisse
+al palco scenico e va a colpire direttamente la faccia del pontefice
+Leone, piantandosi tra le setole della sua barba posticcia. La prima
+donna, il tenore, i coristi portano le mani alla bocca per dissimulare
+la loro ilarità; e mentre Attila, il quale non si è accorto di nulla,
+si prostende colla faccia alle assi del palco scenico, prorompe in una
+di quelle stonazioni che fanno raccapricciare la intera massa del
+pubblico, gli avveniristi eccettuati.
+
+--Signor impresario! signora direzione! urla Attila balzando in piedi
+appena calato il sipario.... io protesto che non canterò più in un
+teatro.... in un teatro....
+
+--Alto là!... non è quello il modo di trattare le mie barbe e le mie
+parrucche--grida il parrucchiere del teatro uscendo da una quinta.
+
+--Con chi l'ha, quel cane.... di uno stonatore?--esclama il tenore
+colla sua voce di falsetto, gettando al basso uno sguardo di stizzosa
+ironia.
+
+--Non so di noi due chi sia più cane, risponde Attila con voce
+fremente.
+
+--Dio! s'ha stonato tutti in questo finale!...--strilla il secondo
+tenore.
+
+E la prima donna in un crocchio di coriste: s'io avessi saputo d'aver
+a cantare con questi cani....
+
+E il direttore d'orchestra che è salito in quel punto sul palco
+scenico: «e poi i giornalisti dicono di noi!... Come s'ha a
+dirigere.... come si fa ad accompagnare questi cani?»
+
+E i coristi maschi: «si beve o non si beve?... Si è mai visto uno di
+questi cani metter mano alla borsa? Dio!... che massa di cani!»
+
+Ma la prima donna si è avvicinata ad un forellino del sipario, quivi
+condotta da un figuro in abito da borghese che le parla all'orecchio e
+non cessa di mormorarle delle frasi alle quali la cantante sembra
+interessarsi vivamente.
+
+Forse, esplorando più oltre da quella vedetta, avremmo scoperte
+dell'altre stranezze; ma innanzi che l'opera finisse, l'onorevole
+signor Jhonnes volle andarsene dal teatro, e a me fu obbligo di
+cortesia il ricondurlo all'albergo.
+
+E mentre noi, fumando uno squisitissimo avana, rifacevamo a lenti
+passi la corsia, un _orecchiante_ avvinazzato ci teneva dietro,
+urlando a squarcia gola una sua reminiscenza dell'opera, tradotta nei
+versi:
+
+ «Caro padre a la madre regina
+ «I possenti mangiavan i figli....[1]
+
+ [1]: Il testo dice:
+
+ Cara patria, già madre e regina
+ Di possenti magnanimi figli, ecc., ecc.
+
+Ed ecco di qual modo, assistendo alla rappresentazione di un'opera in
+musica, avviene che il buon popolo raccolga, cogli altri vantaggi
+morali, anche quello di educarsi alla buona poesia.
+
+Ma forse provvidenziale è l'idiotismo degli spettatori. Guai se
+comprendessero! Guai, se assistendo ad una rappresentazione d'opera in
+musica, pigliassero troppo sul serio questa divertente baggianata che
+è il dramma cantato e istromentato! Un pubblico che si avvisasse di
+filosofare sull'opera in musica, cesserebbe dal ritrarne diletto, e
+dovrebbe, in nome della logica e del senso comune, pigliar a sassi il
+poeta, il maestro e tutti quanti.
+
+
+
+
+L'ARTE DI FAR LIBRETTI
+
+Opera serio-buffa in tre atti
+
+
+PERSONAGGI
+
+
+BARITONO I.--_Tiranno di un paese qualunque, personaggio nervoso e
+ atrabiliare._
+
+PRIMADONNA.--_Moglie di Baritono, donna di carattere indipendente e
+ soggetta a frequenti deliquii._
+
+TENORE.--_Giovane di oscuri natali, di temperamento epatico, affetto
+ di itterizia, e di idropisia cronica._
+
+COMPRIMARIA.--_Damigella di confidenza e amica inseparabile di
+ Primadonna; fanciulla tra i venti e i cinquant'anni, di indole
+ maligna e sospettosa._
+
+COMPRIMARIO.--_Amico intimo di Tenore; personaggio poco influente e
+ irresoluto._
+
+PROFONDO.--_Frate di un ordine qualunque; zio di Primadonna, amico di
+ Baritono, mecenate di Tenore, ecc., ecc., uomo di solida
+ costituzione e di molta autorità, con tendenza pronunziatissima
+ alle stonazioni._
+
+
+CORISTI MASCHI E FEMMINE
+
+_che mutano nome e condizione a comodo del poeta e del maestro,
+conservando sempre nel viso e nel portamento il tipo cretino. I
+Coristi, al primo apparire sulla scena, rivelano i loro istinti di
+ordine, schierandosi in semicircolo e ostentando la maggior parsimonia
+nei gesti.
+
+La scena ha luogo in un paese non ancora conosciuto, i cui abitanti,
+invece di parlare, cantano o solfeggiano con accompagnamento di
+orchestra._
+
+_Epoca: a piacere del vestiarista._
+
+
+
+
+ATTO PRIMO
+
+
+
+SCENA PRIMA.
+
+Sala, bosco, o piazza, a comodo dello scenografo.
+All'alzarsi del sipario echeggia da
+lungi il seguente
+
+
+CORO
+
+ Al cominciar dell'opera,
+ Siccome è nostra usanza,
+ Una preghiera o un brindisi
+ Cantiamo in lontananza....
+
+ E perchè il dotto pubblico
+ Alla canzon plaudisca,
+ Facciam ch'ei non capisca
+ Quello che noi cantiam.
+ Dunque.... preghiam!
+ Dunque.... beviam!
+ Poi tutti, senza muoverci.... fuggiam!
+
+(_Le voci poco a poco si vanno ammorzando--da ultimo non si ode che la
+battuta del maestro dei cori, il quale sporge il naso da una quinta
+per consultare la bacchetta del direttore d'orchestra_).
+
+
+
+SCENA II.
+
+Tenore--Comprimario.
+
+
+TENORE (_uscendo da un muro o da una
+pianta e arrestandosi in fondo alla scena_)
+
+ Quai voci!.... Son pur dessi.... io li conosco....
+ (_a Comprimario_) Li vedi tu?....
+
+COMPRIMARIO (_guardando fissamente il suggeritore_)
+
+ Li vedo.... in fondo al bosco
+ Si ritraggon i vili.... e qui tu puoi
+ Cantar liberamente
+ La cavatina tua....
+
+TENORE (_afferrando Comprimario per un braccio e conducendolo sul
+davanti della scena_)
+
+ Sì: mio fedele!....
+ Altra ragion qui non mi trasse--e certo
+ Venuto non sarei,
+ Se il maestro, cedendo ai voti miei,
+ La cavatina non mi avesse scritto....
+
+ COM. Siete primo tenor--ne avete il dritto.
+
+ TEN. Or va, diletto mio--veglia da lunge....
+ Esplora il bosco, la vallata, il colle....
+ Mentre io canto l'_adagio_ in _mi-bemolle_.
+
+(_Comprimario si allontana alzando il braccio destro e si ferma,
+dietro una quinta, a conversare con una corista_).
+
+
+TENORE (_impiombandosi presso la buca
+del suggeritore_)
+
+ Per quel destin che a gemere
+ Condanna ogni tenore,
+ La moglie del Baritono
+ Amo di immenso amore....
+ E questo ardente affetto
+ Cui nulla estinguer può,
+ Nel prossimo duetto
+ A tutti.... e a lei dirò.
+
+
+ COMPRIMARIO (_entrando in scena agitatissimo, e accostandosi a
+ Tenore gli canta con voce fioca nell'orecchio_)
+
+ Or che l'_adagio_
+ Hai terminato;
+ Tenor carissimo,
+ Son qui tornato.
+ Per darti il tempo
+ Di riposar.
+
+ TENORE (_dirigendosi con Comprim. verso il fondo della scena_).
+
+ Oh! mille grazie!
+ Ben obbligato....
+ Andiam là.... in fondo....
+ A passeggiar....
+
+(_Squillo di trombe nell'orchestra. Dopo aver respinto Comprimario nel
+vano_ _di due quinte, Tenore si slancia di nuovo verso la ribalta,
+gridando a tutta voce):_
+
+ Nuovi prodigi il pubblico
+ Dalla mia gola aspetta....
+ Ei vuol la cabaletta....
+ La cabaletta avrà.
+ E griderò sì forte:
+ Guerra, sterminio e morte!
+ Che di mie note al turbine
+ La vôlta crollerà.
+
+ COMPRIM. (_avanzandosi timidamente, alle ultime cadenze_).
+
+ Qualcun potria sorprenderci....
+ Prudenza! usciam di qua!
+
+(_si allontanano a passo di carica per vie diverse e senza
+salutarsi_).
+
+
+
+SCENA III.
+
+__Primadonna__, _che si avanza a passo di
+carica e si arresta dopo quattro passi_.
+
+
+ PRIM. Dove mi inoltro?.... il sol tramonta....
+
+(_la scena si oscura improvvisamente_).
+
+ È notte....
+(_la campana suona dodici tocchi_)
+
+ Gran Dio..., la mezzanotte!....
+ Come volan gli istanti!... Uscii di casa
+ A mezzogiorno, e dopo venti passi,
+ Eccomi.... nelle tenebre sepolta....
+ Uscirò più a buon'ora un'altra volta....
+ E il mio Tenore!... Egli verrà!... Mel dice
+ Questa di flauto melodia soave
+ Che nell'aria si spande.... (_trillo di flauto nell'orchestra_).
+ Oh! rimembranza!....
+ È omai tempo ch'io canti una romanza.
+ (_con passione_) Alla mia voce, o flauti,
+ Il dolce suon sposate,
+ Gemendo a lui recate
+ L'eco del mio dolor....
+ Ditegli che l'aspetto
+ Pel solito duetto....
+ Che moglie di un baritono
+ Sempre amerò i tenor.
+ (_guardando verso le quinte_)
+ Egli verrà.... non tarderà.... Lo veggo
+ Ritto al piè di una quinta.... Egli misura
+ Il tempo colla man... si inchina a bere
+ Un sorso d'acqua e zucchero.... tossisce....
+ Si slancia alfine...
+
+(_correndo incontro a Tenore e abbracciandolo col più vivo trasporto_)
+
+ Il cielo a me ti unisce!
+
+
+
+SCENA IV.
+
+__Tenore e detta.__
+
+
+ A DUE VOCI. O gioia inesprimibile!...
+
+ PRIMADONNA. Sei tu?...
+
+ TENORE. Son io....
+
+ PRIMADONNA. Tel credo....
+
+ TENORE. Dici tu il ver?
+
+ PRIMADONNA. Le tenebre
+ Son folte.... eppur ti vedo....
+
+ A DUE VOCI. La luce del proscenio
+ Irradia i cori amanti....
+ Non perdansi gli istanti....
+ Dell'ora approffittiam!
+
+ PRIMADONNA. Dunque.... risolvi.... affrettati....
+ (_con impazienza_)
+ TENORE. Che vorrà mai?....
+ _(da sè, ritraendosi)_
+
+ PRIMADONNA. Cantiam!
+
+_(Mentre Primadonna si avanza verso la ribalta per cantare l'a solo
+del duetto, Tenore entra in un albero)._
+
+
+ PRIMADONNA _(con passione, volgendo gli occhi tratto tratto verso
+ un palco di terza fila)_
+
+ Fino dal dì che al cembalo
+ Le prove incominciai,
+ Senza timori o scrupoli
+ D'amore io ti parlai....
+ Lo sposo mio baritono,
+ Che sempre era presente,
+ Facea l'indifferente....
+ Fingea di non capir....
+ Ma questa sera.... ahi miseri!
+ Dovrem per lui.... morir
+
+(_si inchina al pubblico che l'applaude e volgendo le spalle al Tenore
+entra in una colonna_).
+
+ TENORE (_fissando il lampadario con occhi appassionati_)
+
+ Non iscordar, bell'angelo,
+ Che prima donna sei;
+ Poichè il libretto è serio,
+ Morir con me tu dei....
+ In barba al re baritono,
+ Al basso e ad altri ancora,
+ Infino all'ultim'ora
+ Noi canteremo insiem.
+ Ed i maggiori applausi
+ Per certo coglierem (_rullo di timpani_).
+
+ PRIMADONNA. O mio spavento!
+
+ TENORE. I timpani!....
+
+ PRIMADONNA. Tu pure udisti?....
+
+ TENORE. Ho udito....
+
+ PRIMADONNA. Sempre quel suon funereo....
+ Precede mio marito....
+
+ TENORE (_trascinando Primadonna per un braccio_)
+
+ Propizie a noi le tenebre
+ Saran....
+
+(_improvvisamente la scena si rischiara_)
+
+ PRIMADONNA. Già sorto è il dì (_arretrando_)
+
+ TENORE. Qual contrattempo!....
+
+
+
+SCENA V.
+
+Baritono (_che si slancia sulla scena colla spada sguainata_) e detti.
+
+ BARITONO. Perfidi!
+
+ PRIMADONNA. Cielo!.... il mio sposo!....
+
+ BARITONO. È qui!
+
+_(Baritono getta in un bacino di acqua stagnante il cappello e il
+mantello, che tosto vengono raccolti da mano ignota. Primadonna e
+Tenore si collocano ai lati del proscenio)._
+
+ BARITONO _(colla spada alzata)_
+
+ Coppia infame; e spenti al suolo
+ In vedermi non cadeste?
+ Se il rossetto non aveste
+ Voi dovreste impallidir....
+
+(_gettando la spada in un fosso_)
+
+
+ Oh furore! e non mi è dato
+ Punir tosto il reo misfatto!....
+ Ma vi aspetto all'ultim'atto....
+ Dove tutti han da morir.
+
+ TENORE _(correndo ad abbracciare Primadonna,_ _e guardando
+ Baritono con feroce ironia_).
+
+ Or che il brando egli ha gettato,
+ Vien.... mi abbraccia al suo cospetto....
+ Fino all'ultimo quartetto
+ Non poss'io.... non puoi morir.
+ Nè può il vil, se anco il volesse,
+ Punir tosto il reo misfatto,
+ Chè, noi morti nel prim'atto,
+ Dovria l'opera finir.
+
+ PRIMADONNA (_gettandosi ai piedi di Baritono e cantando con
+ accento supplichevole_)
+
+ Per l'effetto della scena,
+ A' tuoi piè, signor, mi getto....
+ Deh! non volgermi la schiena....
+ Ti commova il mio dolor....
+ Innocente fu il duetto...
+ Son qual ero, onesta e pura....
+ Ci batteva la misura
+ Dell'orchestra il direttor....
+
+
+ BARITONO _(afferrando Primadonna per un braccio e scuotendola con
+ violenza)_
+ E osi tanto?...
+
+ PRIMADONNA (_da sè_) Osai più ancora.... L'altra sera... in
+ camerino....
+
+ BARITONO (_a Tenore_) E tu l'ami?...
+
+ TENORE (_rialzando Primadonna e abbracciandola con trasporto_)
+
+ È mio destino...
+
+ BARITONO (_tornando presso Primadonna dopo aver percorsa la scena
+ in varie direzioni_)
+
+ E innocenza vanti ancor?....
+
+ PRIM. Attestar che il vero ho detto
+ Può l'orchestra tutta quanta
+ Là si suona.... e qui si canta....
+
+ BARITONO. O mio scorno! o mio furor!
+
+ (_Lanciandosi coi pugni stretti verso la ribalta e urlando a tutta
+ gola_)
+
+ Fino all'ultimo quartetto
+ Voi vivrete, o scellerati,
+ Maledetti, disperati,
+ Rintronati--dal mio sol!
+
+ TENORE (_col massimo furore_)
+
+ Suscitare un grande effetto
+ Speri invan colla tua nota...
+ Perchè il pubblico si scuota
+ Ci vuol proprio un si-bemol!
+
+ PRIMADONNA (_strappandosi i capelli_)
+
+ Urliam tutti e avrem l'effetto....
+ Par che il pubblico si scuota....
+
+(_a Tenore_)
+
+ Arrestiamci sulla nota....
+ Calca.... sforza il si-bemol.
+
+ BARITONO (_volgendosi a destra e a sinistra come un maniaco_)
+
+ Vieni!...
+
+ PRIMADONNA. Dove?...
+
+ BARITONO. Il saprai....
+
+ TENORE (_tentando trattenere Primadonna_).
+
+ Ferma....
+
+ PRIMADONNA (_a Tenore_) Ti scosta!...
+
+ TENORE. Io per l'Africa parto.... Addio.
+
+ PRIMADONNA. No.... resta....
+
+(_Si ode un fischio dall'interno del palcoscenico che annuncia la
+prossima calata del sipario. Tutti alzano gli occhi sbigottiti_).
+
+ TUTTI. Su.... presto.... terminiamo....
+ Pria che il sipario non ci cada in testa!
+
+(_Baritono, Tenore e Primadonna si lanciano per l'ultima volta verso
+il proscenio raddoppiando le grida_).
+
+ TUTTI. Alla fine del terzetto
+ Perchè il pubblico si scuota
+ Arrestiamci sulla nota...
+ Rinforziamo il si-bemol!...
+
+(_Baritono trascina lentamente Primadonna, che tratto tratto volge
+indietro lo sguardo, mentre due servitori in livrea vengono in scena a
+raccogliere la spada ed altri oggetti smarriti dai cantanti_).
+
+
+CALA LENTAMENTE IL SIPARIO.
+
+
+
+
+ATTO SECONDO
+
+
+
+SCENA PRIMA.
+
+Sala senza porte.--Un tavolo e due scranne servibili.--Altri tavoli e
+sedili dipinti sul muro.
+
+Baritono--alcune guardie.
+
+
+ BARIT. (_alle guardie_)
+ La regina vedeste? (_breve pausa_)
+ Una risposta
+ Non mi attendo da voi--siete _comparse_...
+ E una _comparsa_ non parlò giammai...
+ Ite!... Solo esser voglio....
+
+(_le guardie volgono la faccia verso le quinte, aspettando un cenno
+ del direttore di scena_).
+
+ Ah! no.... attendete....
+
+(_le guardie partono, urtandosi e spingendosi l'una contro l'altra_).
+
+ Dove vanno, perdio, questi balordi?...
+ Io muti li credea--sono anche sordi!...
+
+
+
+SCENA II.
+
+Frate Profondo e Detti.
+
+
+ FRATE. Signor....
+
+ BARIT. Che vuoi?...
+
+ FRATE. Di favellarvi chiede
+ Primadonna... ma pria.... con vostra pace...
+ Io pur vorrei....
+
+ BARIT. Che cosa?....
+
+ FRATE. Intrattenermi
+ Un istante con voi....
+ Quattro minuti almen....
+
+ BARIT. Parla: che vuoi?...
+
+ FRATE. Ch'io sono il basso--non ignorate....
+ È necessario che m'ascoltiate....
+ Lo vuol.... lo esige.... l'onor dell'arte....
+ Fui scritturato qual prima parte....
+ E senza un'aria.... senza un duetto....
+ Bella figura farei davver!
+ So che a Milano qualcuno ha detto
+ Che da gran tempo non ho più voce....
+ Che fu menzogna, calunnia atroce,
+ Al dotto pubblico farò saper!...
+
+ BARIT. (_da sè, reprimendosi_)
+ Destino avverso! tremenda sorte!
+ Soffrir gli scandali d'una consorte....
+ Vederla fremere d'iniquo amore....
+ Andare in estasi per un tenore....
+ Son cose orribili.... cose nefande....
+ Cui non può reggere l'uman pensier....
+ Pure un supplizio--v'è ancor più grande,
+ Udir di un basso le stonazioni....
+ E dover fingere per più ragioni
+ Che le sue note vi fan piacer!
+
+ FRATE (_scostandosi da Baritono e muovendo per partire_)
+
+ Risolvi, o principe!
+
+ BARITONO. Ho risoluto....
+
+ FRATE. Sai per qual scopo son qui venuto...
+
+ BARITONO. Chiaro parlasti....
+
+ FRATE. Cantar non vuoi
+ La cabaletta?
+
+ BARITONO. Da bravo! a noi!....
+
+ A DUE VOCI. Le trombe squillano--dietro la scena....
+
+ Un sorso d'acqua corriamo a ber
+
+(_si dividono ed entrano nei panneggiamenti delle quinte, quindi
+ricompariscono colle spade sguainate, urlando a tutta gola_):
+
+ Ignoti nemici
+ Già invadon le porte;
+ Di stragi, di morte
+ L'istante è vicin!
+
+(_inginocchiandosi e moderando la voce_)
+
+ Gran Dio, benedici
+ Le nostre bandiere;
+
+(_alzandosi impetuosamente e raddoppiando le grida_)
+
+ Le barbare schiere
+ Respingi al confini
+
+(_rumori diversi dietro scena_)
+
+ FRATE. Udisti?
+
+ BARITONO. Udii....
+
+ FRATE. Quale fragor?....
+
+ BARITONO (_tendendo l'orecchio_)
+ È un carro
+ Che nella via trapassa
+
+ FRATE. Ti inganni.... è la gran cassa....
+ Che del cannone il tuon da lungi imita....
+
+ BARITONO. La guerra cominciò....
+
+
+
+SCENA III.
+
+Primadonna e detti.
+
+
+ PRIMADONNA. Vili.... è finita!
+
+(_Tutti si arrestano, guardandosi l'un l'altro col massimo stupore.
+ Dalla gran cassa che va allontanandosi partono ancora dei colpi
+ quasi impercettibili--mentre l'orchestra a mezzo dei violini fa
+ sentire il gemito dei feriti e dei morenti_)
+
+
+ BARITONO (_avvicinandosi ad una finestra_)
+
+ Sì.... la guerra è finita... Le mie truppe
+ Son tutte là...
+
+ FRATE. Nessuno è morto?....
+
+ BARITONO. Io credo
+ Che nessun prese parte alla battaglia....
+ Eppure.... oh! gioia! la vittoria è nostra....
+
+ PRIMADONNA (_chinandosi verso l'orchestra_)
+
+ Gemito di morenti.... udir mi parve....
+ Laggiù....
+
+ FRATE. Preghiam per essi--vi prostrate....
+
+ BARITONO _e_ PRIMADONNA (_inginocchiandosi con visibile
+ ripugnanza_)
+
+ Sempre così.... quando c'è in scena un frate!
+
+ FRATE (_in piedi, alzando le braccia al cielo_)
+
+ Deh non andare in collera,
+ Signor, se tu mi vedi,
+ Mentre costor si prostrano,
+ Far l'orazione in piedi.
+ Finchè un basso profondo
+ Sorviverà nel mondo,
+ Questo costume pio
+ Cangiarsi non potrà....
+ Tu lo sopporta, o Dio....
+ Grande è la tua bontà!
+
+ BARITONO--PRIMADONNA (_sottovoce_)
+
+ Se buono è Iddio, del pubblico
+ Più grande è la bontà!
+
+ BARITONO (_alzandosi_)
+
+ D'inutili duetti e cavatine
+ Già troppo si abusò.... Tutti mostrammo,
+ Qual nel primiero e qual nel second'atto,
+ Chi siam, perchè cantiamo,
+ La specie e il rango che ciascun teniamo.
+ Nella più vasta e ricca galleria
+ Del palazzo regal si aduni alfine
+ L'intera compagnia....
+ Il popolo vuo' dire, i senatori,
+ I militi ed il clero,
+ La Banca, il Parlamento, il Ministero,
+ Il Consiglio di Stato....
+ E tutti quanti han dritto a figurare
+ In un grande finale concertato.
+
+(_Volgendosi a frate profondo_)
+
+ Venite voi?
+
+ FRATE. Vi pare
+ Che senza me si possa?....
+
+ BARITONO. Ebben, vi attendo....
+
+(_a Primadonna_)
+
+ Dell'abito più splendido e sfarzoso
+ Vanne e ti adorna.... Al fianco del tuo sposo
+ Tu salirai sul trono....
+
+ PRIMADONNA. Un bel vestito
+ Di seta e d'oro io sfoggierò.... Di gemme
+ Sfavilleran la mia corona.... e il petto....
+ Metterò un braccialetto....
+ (Che mi diè in dono il marchesin Sanvito)
+ E quattro o cinque anelli in ogni dito....
+
+ FRATE. Tante ricchezze.... possedete? A Dio,
+ Al dator d'ogni bene
+ L'inno di grazia ora innalzar dovete....
+
+(_Mentre Primadonna fa per inginocchiarsi, Baritono la afferra per un
+braccio e la trascina fuori della scena_)
+
+ Sta a veder che costui,
+ Perchè è basso profondo,
+ Mi intuona adesso un'altra litania!
+
+ PRIMADONNA. Questa ci mancherebbe!
+
+ BARITONO. Andiamo via...
+
+(_escono_).
+
+ FRATE (_avanzandosi verso la ribalta colle mani alzate, come al
+ solito_)
+
+ Non c'è più religione a questo mondo!....
+
+(_esce a passo lento_).
+
+
+
+SCENA IV.
+
+Grande sala. Tre lampadarii che pendono dalla vôlta con moccoli
+ fiammanti.--Altrettanti lampadarii dipinti sulle tappezzerie. Due
+ domestici in livrea collocano un trono alla destra dello spettatore
+ sul davanti della scena. Nel resto della sala i mobili brillano per
+ la loro assenza.
+
+Comprimario--Comprimaria.
+
+
+ COMPRIMARIO (_dalla porta a destra_).
+ Nessuno ancor....
+
+ COMPRIMARIA (_dalla porta a sinistra_).
+ Nessuno.
+
+ COMPRIMARIO (_vedendo Comprimaria_).
+ Qualcuno è là....
+
+ COMPRIMARIA (_vedendo Comprimario_).
+ Qualcuno!
+
+ COMPRIMARIO (_avanzandosi_).
+ Qual buon vento vi porta?
+
+ COMPRIMARIA. E voi perchè accorreste?
+
+ COMPRIMARIO. Degli abiti di gala Baritono si veste....
+
+ COMPRIMARIA. Anche la Primadonna deve cambiar vestito....
+ Bisogna darle tempo....
+
+ COMPRIMARIO. Benissimo! ho capito....
+ Ci vorrà molto ancora?...
+
+ COMPRIMARIA. Passai dal camerino
+ Mentre stava indossando il manto d'ermellino....
+
+ COMPRIMARIO. Poi, si sa bene, a prendere un più vivace aspetto,
+ Convien di tempo in tempo rinfrescare il belletto....
+
+ COMPRIMARIA. Il pubblico frattanto, che nulla ci comprende,
+ Crede che noi cantiamo e con pazienza attende....
+
+ COMPRIMARIO. Tieni bassa la voce....
+
+ COMPRIMARIA. A gridar non mi arrischio....
+ Lasciam fare all'orchestra....
+
+ COMPRIMARIO (_voltandosi con vivacità_).
+ Credo udir qualche fischio....
+
+ COMPRIMARIA. Un fischio!... un altro ancora mi par d'averne udito....
+
+ COMPRIMARIO. Che pubblico imbecille!...
+
+ COMPRIMARIA (_osservando verso la scena_).
+ Baritono è vestito....
+
+ COMPRIMARIO. Egli con Primadonna si avanza...
+
+ COMPRIMARIA (_parlando verso le quinte_).
+ Presto!... fuori!...
+ Venisse un colpo secco a tutti i fischiatori!
+
+ COMPRIMARIO (_inchinandosi verso la quinta_)
+ Avanzatevi, o prence.... (_sottovoce_) (Il pubblico è fremente).
+
+ COMPRIMARIA. Regina, a voi mi prostro....
+ (_sottovoce_) Vi pigli un accidente!
+
+
+
+SCENA V.
+
+Baritono--Primadonna--Frate profondo
+
+indi Coristi, Coriste e Comparse in costumi di tutte le epoche.
+
+
+ CORO. Olà.... tutti accorriamo!
+ Il trono circondiamo....
+ Cantiamo, urliam, gridiamo....
+ Senza saper perchè....
+ Evviva il nostro principe!
+ Evviva il nostro Re!...
+ (_sottovoce, con mistero_).
+ Egli è là....
+ Che vorrà?...
+ Che dirà?...
+ Che farà?...
+ Parlerà?...
+ Tacerà?
+ Mettiamci tutti in giro.... e si vedrà!...
+
+ BARITONO(_in piedi sui gradini del trono_).
+
+ Nessun mancò--Qual gaudio il cor mi inonda
+ Nel vedere che il mio popolo intero,
+ L'esercito ed il clero,
+ In un dì, come questo, di gran gala,
+ Possan tutti adunarsi in una sala!
+ Godo ancor che nell'ultima battaglia
+ Non un perì de' prodi miei soldati....
+ Partiron trenta.... e trenta son tornati.
+ È pur gioconda la vittoria, quando
+ Nessuno in campo muore....
+ Nè ferito riman....
+
+ FRATE (_levando al cielo le mani_).
+
+ Gloria al Signore!
+
+ BAR. L'alta ragion che in così fausto giorno
+ Tutti quanti vi appella a me d'intorno
+ Nota forse vi è già....
+
+ CORO. L'indoviniamo....
+
+ BAR. Un grandioso final cantar dobbiamo....
+
+ CORO. Un final! come si fa?
+ Il tenore non è qua....
+
+ PRIMADONNA (_da sè, stralunando gli occhi_).
+
+ A suo tempo egli verrà....
+
+ BAR. Qual fragor! che mai sarà?...
+
+ PRIMADONNA (_accorrendo verso una quinta_).
+
+ È ben desso!...
+
+ BAR. (_balzando dal trono_). Guardie.... olà!
+
+ FRATE (_trattenendo Baritono che porta la mano alla spada_).
+
+ Ferma.... arresta.... per pietà!
+
+
+
+SCENA VI.
+
+Tenore e Detti.
+
+
+ PRIMADONNA (_correndo sul davanti della scena abbracciata a Tenore_).
+
+ Sei tu, mio bene?...
+
+ TENORE. Sì....
+
+ TUTTI. Desso!...
+
+ BAR. (_arretrando colla mano sull'elsa della spada_)
+
+ Oh furore!...
+
+ TUTTI. Lui solo aspettavam!...
+
+ FRATE (_levando le braccia al cielo_).
+
+ Gloria al Signore!
+
+(_rullo di timpani--i cantanti primarii si schierano sul davanti del
+proscenio,--Breve silenzio_).
+
+ TENORE (_fissando torvamente lo sguardo nel Baritono_).
+
+ Sì.... tornai.... Senza il tenore
+ Non si canta un gran finale--
+ Son partito col vapore....
+ Venni qui.... d'amor sull'ale....
+ Ma in un pezzo concertato
+ Io sprecar non voglio il fiato....
+ E finito questo _a solo_,
+ Più un sospir non metterò.
+
+ PRIMADONNA.
+
+ Dell'orchestra nel fragore....
+ Non si intendon le parole,
+ Al baritono, al tenore
+ Si può dir ciò che si vuole....
+ Ma in un pezzo concertato
+ Io sprecar non voglio il fiato....
+ Per morir nell'ultim'atto
+ La mia voce io serberò.
+
+ BAR. (_portando la mano al pugnale_).
+
+ Di trafiggere il tenore
+ Saria comodo il momento....
+ La mia rabbia, il mio furore
+ In vederlo io freno a stento....
+ Ma sa ben lo scellerato
+ Che in un pezzo concertato
+ Se anche il fulmine cadesse
+ Un tenor morir non può.
+
+ FRATE.
+
+ Per accrescere il fragore
+ Darò fiato a' miei polmoni,
+ L'anatema del Signore
+ Tempo è omai che qui risuoni....
+ D'esser frate alfin mi scordo....
+ E se Iddio fa spesso il sordo,
+ Col cannon della mia voce
+ Sordo appien lo renderò.
+
+ CORO.
+
+ Della musica il successo
+ Tempo è omai che si decida,
+ Dal maestro fu promesso
+ Un regalo a chi più grida....
+ Se passasse inosservato
+ Il gran pezzo concertato
+ Saria caso qual la storia
+ Forse mai non registrò.
+
+ BARITONO (_volgendosi con vivacità_).
+
+ Qual grido!...
+
+ TUTTI. Chi s'avanza?...
+
+
+
+SCENA VII.
+
+ Comprimario e Detti.
+
+ COMPRIMARIO (_a Baritono_) Signor....
+
+ BARITONO. Che vuoi da me?...
+
+ COMPRIMARIO. Qualcun domanda
+ L'ingresso....
+
+ TUTTI. Chi sarà?... Gran Dio! la banda?....
+
+(_All'improvviso si vedono spuntare dalla muraglia diversi istromenti
+colla gran_ _cassa in testa.--I suonatori, vestiti di costumi
+bizzarri, si spingono innanzi urtando le coriste.--Agitazione
+generale. Gli attori principali estraggono le spade, minacciandosi
+senza ferirsi.--L'orchestra e la banda gareggiano di fragore_).
+
+ TUTTI. Giorno d'orrore....
+ Giorno d'amore....
+ Giorno di giubilo....
+ Giorno di duol.
+ Al mio contento....
+ Al mio spavento....
+ Gli astri sorridono....
+ S'oscura il sol....
+
+(_silenzio generale_).
+
+ TENORE (_accostandosi a Primadonna_).
+
+ A mezzanotte....
+
+ PRIMADONNA. Dove?...
+
+ TENORE. Nol so....
+
+ TUTTI. A mezzanotte!...
+
+ TENORE (_a Primadonna_). Verrai?...
+
+ PRIMADONNA. Verrò....
+
+ TUTTI (_colla massima forza, slanciandosi verso la ribalta colle
+ spade sguainate_)
+
+ Giorno d'orrore....
+ Giorno d'amore....
+ Giorno di giubilo....
+ Giorno di duol.
+ Al mio contento....
+ Al mio sgomento....
+ Gli astri sorridono,
+ S'oscura il sol.
+
+(_Tenore getta la spada ai piedi di Baritono.--Questi vorrebbe avventarsi
+a Tenore, ma viene trattenuto da Frate Profondo.--Primadonna sviene nelle
+braccia di Comprimaria. Comprimario corre dietro a Tenore.--I coristi e
+la banda entrano nelle muraglie e nelle tappezzerie col massimo
+disordine_).
+
+
+CALA IL SIPARIO.
+
+
+
+
+ATTO TERZO
+
+
+
+SCENA PRIMA.
+
+Luogo solitario.--Nel mezzo della scena un sasso di legno.--A sinistra
+una grotta.
+
+ Tenore solo.
+
+
+ Ecco il luogo.... ecco il bosco....
+ Io ben lo riconosco
+ Per questo sasso che non manca mai
+ Dove una Primadonna ed un Tenore
+ Sono chiamati a sospirar d'amore....
+ (_guardando verso il fondo della scena_)
+ Che veggo? Oh ciel! quale splender sinistro
+ Di faci?--Ho ben inteso?... A me sul vento
+ Un eco giunge di feral lamento....
+
+ VOCI LONTANE.
+
+ _Sancte Michael
+ Sancte Gabriel
+ Sancte Andrea
+ Intercedite pro ea!_
+
+ TEN. È dessa! è dessa.... non mi inganna il core....
+ A salvarla corriamo.... Empi.... fermate!...
+ Baritono tiranno:
+ Pria di compir l'atroce tua vendetta
+ Dammi tempo a cantar la cabaletta....
+
+(_Si vede sfilare in lontananza una processione di frati con torcie
+accese.--Primadonna, con un velo nero sulla testa, fa parte del
+corteggio. L'orchestra suona una marcia funebre, mentre il coro ripete:_)
+
+
+ _Sancte Michael
+ Sancte Raphael
+ Sancte Andrea
+ Intercedite pro ea._
+
+ TENORE (_sguainando la spada_).
+ Quei sciagurati a sperdere
+ Basta il mio brando solo....
+ Corro.... mi slancio.... volo....
+ Nulla arrestar mi può....
+ Ed ogni indugio a togliere,
+ Onde accorciar la via,
+ La cabaletta mia
+ Due volte canterò.
+
+(_Ripete due volte il canto, arrestandosi alcuni minuti sull'ultima nota,
+quindi si allontana agitando la spada_).
+
+
+
+SCENA II.
+
+Sotterraneo nel palazzo di Baritono.
+
+ Primadonna sola.
+
+
+ L'ora è suonata alfin....
+
+ (_cava dal seno una boccetta_)
+
+ No.... non godranno
+ Del mio supplizio i vili.... Ecco un veleno
+ Che non fallisce mai....
+ So che Tenore
+ Qui muove per salvarmi....
+ Affrettiamci a morir.... (_beve il veleno_)
+
+ (_accorrendo verso la porta_)
+
+ Qual fragor d'armi!...
+ È desso.... è desso!--schiudonsi le porte....
+
+
+
+SCENA ULTIMA.
+
+Tenore--Baritono colla spada sguainata. Frate Profondo.
+
+Frati, Popolo, Guardie.
+
+
+ PRIMADONNA (_slanciandosi fra le braccia di Tenore_).
+
+ Tenore.... anima mia....
+
+ TEN. (_fa alcuni passi barcollando, indi cade_).
+
+ Ferito.... a morte....
+
+ PRIMADONNA (_cadendo presso il Tenore_).
+
+ In sen la morte io pure....
+
+ BARITONO (_arretrando inorridito_).
+
+ Orribil vista!...
+
+(_squillo di campane che suonano l'agonia_).
+
+ TUTTI. Qual suon lugubre!...
+
+ FRATE (_sottovoce_). Chi avvertì il sacrista?
+
+(_Breve silenzio.--Primadonna e Tenore si sorreggono a vicenda_).
+
+ PRIMADONNA (_con voce morente_).
+ Tenore.... ascoltami.... questo duetto
+ Pur troppo è l'ultimo che insiem cantiam....
+ Con due magnifiche note di petto
+ Si avverta il pubblico che noi moriam....
+
+ TENORE (_alzandosi con uno sforzo supremo_).
+ Addio bell'angelo--sul _do_ di petto
+ Ti ferma....
+
+ PRIMADONNA. Ah.... basti!...
+
+ TENORE. Basti.... cadiam!
+
+ BARITONO (_accostandosi a Primadonna_).
+
+ Ahi! Primadonna è spenta!...
+
+ FRATE. È spento anche il Tenor!...
+
+ BAR. (_arretrando_). Gran Dio!...
+
+ CORO (_con gioia_). Finita è l'opera....
+
+ FRATE (_alzando le braccia al cielo_).
+ Sia lode al crëator!
+
+(_Gran quadro.--Il sipario cala lentamente, in guisa che gli spettatori
+possano vedere i due morti levarsi in piedi e correre allegramente fra le
+quinte_).
+
+
+
+
+PENSIERI DI UN FUMATORE
+
+
+Nel luglio e nell'agosto provo un delizioso refrigerio nuotando nel
+lago o nel mare, ma anche nel più rigido inverno nuoterei volentieri
+nelle ricchezze.
+
+ * * *
+
+Vorrei essere una ghitarra od anche un contrabasso senza corde,
+piuttosto che un istromento dei partiti.
+
+ * * *
+
+I cavalli meglio pasciuti son quelli che più presto divorano la via.
+
+ * * *
+
+Dopo un buono e lauto pranzo, reca poco fastidio l'esser digiuno di
+scienza.
+
+ * * *
+
+Le università aprono ai giovani la carriera medica, la carriera
+matematica, la carriera legale e la carriera del vizio.
+
+ * * *
+
+Di tutti gli istrumenti a corda credo che il meno dilettevole debba
+esser la forca.
+
+ * * *
+
+Ad un uomo acceso dell'amore più ardente può accadere in gennaio di
+gelare dal freddo.
+
+ * * *
+
+Più presto degli altri arriva alla meta un uomo spedito, a patto che
+non lo sia dai medici.
+
+ * * *
+
+La persona più debole e infermiccia può portare sulle spalle un gran
+carico.... di debiti.
+
+ * * *
+
+Il riso abbonda nella bocca degli sciocchi e nelle pianure del
+novarese.
+
+ * * *
+
+Trista cosa, ma vera; nel così detto gran mondo, un uomo che abbia una
+macchia sui calzoni fa più orrore di quegli che ne abbia dieci sulla
+coscienza.
+
+ * * *
+
+Cento idee luminose rischiarano meno di una candela.
+
+ * * *
+
+Quand'uno non ha bevuto, è naturale che faccia dei discorsi senza
+sugo.
+
+ * * *
+
+Fra i molti motivi che mi inducono a fuggire dal teatro vi è pur
+quello di non trovarne mai nelle opere moderne.
+
+ * * *
+
+A certe epoche dell'anno i pittori espongono dei quadri; le ballerine
+espongono tutte le sere dei rotondi.
+
+ * * *
+
+Il luogo dove si sciupano le voci e si guastano i criteri artistici si
+chiama _conservatorio_, e si intitola _casa di salute_ un luogo pieno
+di malati.
+
+ * * *
+
+Nel buio più denso della notte un uomo dotato di buona vista può
+ancora osservare.... il silenzio.
+
+ * * *
+
+Lo scioglimento delle nevi gonfia i torrenti; quello della camera
+gonfia la vanità dei candidati e gli organi degli elettori.
+
+ * * *
+
+Dire che ho commesse tante azioni buone e cattive, eppure non ho verun
+titolo per chiamarmi azionista!
+
+ * * *
+
+La missione di un prete è quella di convertire i peccatori in uomini
+onesti e gli introiti della parocchia in commestibili.
+
+ * * *
+
+Curiosa davvero, che a distanza di venti miglia due coniugi possan
+vedere i corni di Canzo, e non quelli ch'essi portano in testa!
+
+ * * *
+
+Se è vero che tutti gli uomini alto locati sono degni di omaggio,
+convien far di cappello a quanti pendono dalla forca.
+
+ * * *
+
+Quantunque le pareti della mia camera sieno tappezzate di rosso, mi è
+forza convenire di essere al verde!
+
+ * * *
+
+Il bollore della giovinezza non mi ha procacciato che disinganni e
+fastidi; quello della pentola mi ha dato talvolta dell'alesso
+eccellente.
+
+ * * *
+
+Non capisco perchè si chiami cornucopia un vaso da mensa destinato a
+portare le frutta; non potrebbe usarsi un tal nome a significare il
+matrimonio?
+
+ * * *
+
+Non si può dire che l'Italia sia in preda alle lotte intestine, ma vi
+hanno, sopratutto nella classe degli impiegati, delle serie lotte
+intestinali.
+
+ * * *
+
+A chi non ha i mezzi per recarsi ai bagni si può suggerire di
+immergersi ogni giorno nel vizio.
+
+ * * *
+
+Preferisco dormire nel letto di una bella donna piuttosto che in
+quello di un fiume.
+
+ * * *
+
+Un furbo che si fa portare sulle spalle da quattrocento
+minchioni--ecco il sistema elettorale.
+
+ * * *
+
+Per arte aristocratica si intende forse arte cretina?
+
+ * * *
+
+Dai sessant'anni agli ottanta diverrò forse imbecille e venerando.
+
+ * * *
+
+A quei tempi la musica usciva stampata assai peggio, ma era buona
+musica.
+
+ * * *
+
+Quante vecchie frasi occorrono per fare un nuovo programma elettorale?
+
+ * * *
+
+Divorare la polpa e gettare le ossa ai cani--ecco la moderna arte di
+governare.
+
+ * * *
+
+Osan dire che in Italia vi è libertà di stampa, e rischia la galera
+chi stampa un miserabile _cavourino_!
+
+ * * *
+
+Per ottenere che un asino prenda le apparenze di un cavallo, ritengo
+non vi abbia altro mezzo che coprirlo di insegne _equestri_.
+
+ * * *
+
+La più parte degli odierni maestri, se cessassero di scrivere,
+potrebbero vantarsi di aver fatto un'opera buona.
+
+ * * *
+
+Pei così detti _avveniristi_ non dev'essere una gran gioia pensare che
+il pubblico dal quale essi attendono la glorificazione è tutto chiuso
+nello scroto dei contemporanei.
+
+ * * *
+
+Un filo di speranza non vale nè anche ad attaccare un bottone.
+
+ * * *
+
+Chi dorme non piglia pesci, ma chi veglia piglia ad ogni tratto dei
+gamberi.
+
+ * * *
+
+Il caso può dissipare tutti i calcoli umani, meno quelli che si
+formano nella vescica.
+
+ * * *
+
+Preferirei di avere un buon cavallo, piuttosto che quattro diplomi da
+cavaliere.
+
+ * * *
+
+Se è vero che l'amore è il sole dell'anima, Dio ci guardi dall'amare
+nel mese di luglio!
+
+ * * *
+
+Un sorbetto è una illusione commestibile che si dilegua nella bocca.
+
+ * * *
+
+Quand'uno vuol disfarsi di un cane, gli leva il collare; quando un Re
+vuol disfarsi di un ministro, gli dà il collare della Annunziata.
+
+ * * *
+
+Anni sono, si trinciava colla sinistra e si mangiava colla destra; poi
+si usò trinciare colla destra e mangiare colla sinistra; oggi si
+trincia e si mangia con ambedue.
+
+ * * *
+
+È proprio necessario ubbriacarsi di vino o di assenzio, per scrivere
+dei buoni libri?
+
+ * * *
+
+Ad ogni mutamento di ministero si produce in Italia una straordinaria
+eruzione di vespe, di commendatori e di cavallette.
+
+ * * *
+
+Non vi è uomo tanto perverso, il quale non abbia in sè qualche cosa di
+retto; non foss'altro, l'intestino.
+
+ * * *
+
+Darei la testa nel muro al pensare che la prima donna da me amata era
+una seconda donna!
+
+ * * *
+
+Invertirei di tal guisa una sentenza di Foscolo:
+
+ * * *
+
+Dà, chi sol lascia eredità di affetti, Poca gioia.... agli eredi.
+
+ * * *
+
+In teatro si chiamano _leggeri_ dei tenori che pesano novanta chili!
+
+ * * *
+
+I grandi caratteri onorano l'umanità, e servono a stampare gli avvisi.
+
+ * * *
+
+Vi sono dei cantanti che non sanno scrivere, e nullameno vantano delle
+magnifiche scritture.
+
+ * * *
+
+Non sarebbe economico che a quello della candela si potesse supplire
+col lume della ragione?
+
+ * * *
+
+Adoro i capelli biondi, ma non vorrei trovarne uno nella minestra.
+
+ * * *
+
+Anche ad un poeta mediocre può avvenire di esser tradotto.... in
+carcere.
+
+ * * *
+
+Conosco una vecchia di novant'anni che conserva ancora i capelli
+biondi.... di Salvatore Farina.
+
+ * * *
+
+_Mescere il vino_ è un'assurda frase dei poeti e un sacrilego atto dei
+cantinieri.
+
+ * * *
+
+Il luogo dove si chiudono i bricconi vivi si chiama galera, quello
+dove si chiudono i bricconi morti si chiama camposanto.
+
+ * * *
+
+Quand'anche il vento mi portasse via la tettoia, la mia casa sarebbe
+abbastanza coperta.... di ipoteche.
+
+ * * *
+
+Tutte le professioni posson fornire all'uomo di che vivere, meno le
+professioni.... di fede.
+
+ * * *
+
+Certi avvocati, che si dicono fiumi di eloquenza, sono spesso
+all'asciutto.... di denaro.
+
+ * * *
+
+La vista della luna piena deve ispirare delle singolari idee a quei
+parecchi milioni di infelici che debbono coricarsi ogni sera a ventre
+vuoto.
+
+ * * *
+
+Se in faccia alla legge tutti gli uomini sono eguali, Dio ci scampi
+dal trovarci mai in faccia alla legge!
+
+ * * *
+
+Dicono che mi sono mangiato tutto il mio patrimonio; non sanno gli
+stolti quanto ne ho bevuto!
+
+ * * *
+
+Non ho mai augurato, nè sarò mai per augurare alcun male ai miei
+nemici; sarei anzi lietissimo che passassero da questa a miglior vita.
+
+ * * *
+
+Una lettera raccomandata quasi sempre ci reca denaro; alle persone
+raccomandate il più delle volte convien darne.
+
+ * * *
+
+Alle molte lingue che ancora si parlano preferisco le lingue morte, e
+fra le morte prediligo quelle di Zurigo.
+
+ * * *
+
+Assistendo alla rappresentazione di certe opere moderne, si direbbe
+che i direttori di orchestra battono il tempo perchè non posson
+battere il maestro.
+
+ * * *
+
+Tutte le note della musica possono esprimere delle idee gaie; quelle
+dei creditori non danno che sensazioni melanconiche.
+
+ * * *
+
+I ricchi guadagnano il loro pane col sudore degli.... altri; i
+generali d'armata col valore degli altri vincono le battaglie.
+
+ * * *
+
+Talvolta basta ricevere un vaglia postale perchè il mondo vi creda un
+uomo di vaglia.
+
+ * * *
+
+Ingiuste ripartizioni della Provvidenza! In fatto di capitali, Dio non
+mi ha dato che i sette peccati!
+
+ * * *
+
+La carriera delle lettere è molto proficua.... alla posta.
+
+ * * *
+
+Ogni spada, o tosto o tardi, esce dal fodero, meno quella della
+giustizia.
+
+ * * *
+
+Può essere una ubbìa, ma ritengo che quasi tutti i moderni cantanti
+potrebbero ballare stupendamente il _can-can_.
+
+ * * *
+
+Chi ha denaro di sopravanzo può portarlo alla cassa di risparmio; chi
+non ha un soldo, può far risparmio della cassa.
+
+ * * *
+
+Per un maestro di scuola dev'essere una gran malinconia dover fare la
+lezione dei riempitivi a pancia vuota.
+
+ * * *
+
+Sono sempre disposto ad assolvere i peccati di adulterio, meno quelli
+degli osti che mi adulterano il vino.
+
+ * * *
+
+Un ammogliato in filo di vita può consolarsi al pensare che morendo
+tornerà celibe.
+
+ * * *
+
+Quand'anche illeterato, un uomo panciuto ha sempre dinanzi un gran
+volume.
+
+ * * *
+
+Malgrado i miei principi democratici, preferirei la croce di cavaliere
+a quella del matrimonio.
+
+ * * *
+
+Pochi alpinisti posson vantarsi di aver fatto tante escursioni al
+_monte_ come il mio orologio.
+
+ * * *
+
+Dicono che questo è un portamonete: come avviene che io non ce ne
+trovo mai una?
+
+ * * *
+
+Ad un uomo onesto ogni cosa sordida e vile fa stomaco; ad una donna
+magra può far stomaco il cotone o la stoppa.
+
+ * * *
+
+Nessun uomo, nel più rigido verno, si lagnerebbe del freddo, se
+bastasse a schermirsene il mantello della.... ipocrisia.
+
+ * * *
+
+Delle elemosine raccolte per le anime purganti i preti dovrebbero far
+larga parte ai mariti.
+
+ * * *
+
+I grandi signori ristorano la loro salute tuffandosi nelle terme; il
+più miserabile proletario può ottenere il medesimo effetto
+tuffandosi.... nei debiti.
+
+ * * *
+
+Una bella donna e una bella fetta di manzo possono suscitare degli
+irresistibili appetiti carnali.
+
+ * * *
+
+Amo le belle lettere, e mi paiono tutte bellissime quelle che
+contengono dei vaglia.
+
+ * * *
+
+Un'oncia di olio di ricino produce quasi sempre una crisi di
+gabinetto.
+
+ * * *
+
+Spendo la metà delle mie rendite in vino ed osan dire che sono un
+scialaquatore!
+
+ * * *
+
+Piuttosto che una punta di pugnale vorrei nello stomaco riceverne una
+di vitello.
+
+ * * *
+
+I miei mezzi di esistenza li vuoto ogni sera all'osteria dell'Aquila.
+
+ * * *
+
+Meglio vivere due giorni in questa valle di lacrime che due secoli
+nella memoria dei posteri.
+
+
+
+
+ALBUM
+
+
+L'educazione moderna produce i suoi frutti. Ieri ho inteso il seguente
+dialogo fra un padre ed un figlio:
+
+--Tutti i giorni se ne sentono delle nuove sul di lei conto. Lei non
+studia; lei frequenta i caffè e le taverne; lei fu veduto in altri
+luoghi.... Insomma: a che giuoco giuochiamo?
+
+--A briscola qualche volta, ma più spesso al bigliardo.
+
+ * * *
+
+--So anche, prosegue il padre, che ieri sei andato al Rebecchino in
+compagnia di una donna equivoca...!
+
+--Ti inganni papà--quella signora era troppo conosciuta perchè alcuno
+potesse scambiarla per una donna onesta.
+
+ * * *
+
+--E che hai fatto della bella catena d'orologio, che ti ha regalata
+tuo zio?
+
+--L'ho impegnata in opere pie.
+
+--Vorrai dire al Monte di Pietà!!!
+
+--E non ho ragione di dire che l'ho impegnata in opere pie?
+
+ * * *
+
+--Basta!... Va a vedere tua madre.... Ella ti aspetta per darti i
+rimproveri che meriti....
+
+--Non potresti, papà, darmi tu stesso in anticipazione.... un
+biglietto da cento?
+
+ * * *
+
+--Sciagurato! credi tu che io debba sprecare tutto il mio reddito pe'
+tuoi vizi?...
+
+--Non pretendo tanto--preleva pure, papà, quello che credi pei tuoi;
+non sarò per farti verun rimprovero.
+
+ * * *
+
+Fra marito e moglie:
+
+--Da qualche giorno noto in te una certa freddezza....
+
+--Rifletti che.... siamo nel cuore dell'inverno....
+
+ * * *
+
+Il marito, nell'eccesso dell'ira....
+
+--Ti ho convinta.... ti ho mostrato le lettere di quell'infame.... hai
+dovuto confessare--eppure tu non hai cangiato.... nè cangi di
+colore...!
+
+La moglie, singhiozzante, abbracciando le ginocchia del marito:
+
+--Dio! pietà!... come vuoi ch'io cangi colore...? Converrebbe ch'io mi
+lavassi....
+
+ * * *
+
+A poca distanza dal Caffè Rovida.
+
+--Il tuo primo torto, Serafina, fu quello di andare al ballo senza mio
+permesso--secondo torto, ballare tutta la notte con tuo cugino
+Raimondo--terzo torto, accettare da lui una cena--quarto torto....
+
+A proposito di torti.... se andassimo a mangiare una dozzina di
+_tortelli_..!?
+
+ * * *
+
+--Per un tuo sguardo, Clarina, darei, se li avessi, tutti i tesori
+della terra...!
+
+--E non li hai!... peccato!...
+
+ * * *
+
+--Non ho che vent'anni, Giulietta, e dire che io sono già stanco della
+vita.... così stanco.... così stanco....
+
+--Ma dunque.... perchè stai in piedi? vieni qui, mettiti a sedere....
+
+ * * *
+
+Un dramma coniugale:
+
+--Cielo! siamo sorpresi.... Mio marito...!!!
+
+--Che fare?
+
+--Non c'è altra via.... Perchè il mio onore sia salvo.... conviene....
+
+--Parla!...
+
+--Saltare da quella finestra.
+
+--Precedimi, Clara--io rimarrò qui per trattenerlo nel caso egli
+volesse inseguirti.
+
+ * * *
+
+La signora, baciando il figlio:
+
+--Tutto suo padre...! bello come lui.... biondo come lui!...
+
+Il marito, che entrando ha udito le ultime parole:
+
+--Questa è nuova! Quando mai sono stato biondo, io?...
+
+La moglie, col massimo sangue freddo:
+
+--Quando avevi cinque anni, suppongo.
+
+ * * *
+
+La moglie al marito, rientrando dopo il ballo:
+
+--Tutti, meno tu, Aurelio, mi hanno fatto dei complimenti--tutti hanno
+ammirato la mia toletta....
+
+--Il marito, sospirando: «io l'ho pagata!»
+
+ * * *
+
+--E tu, Gaudenzi, preferisci le bionde o le brune?
+
+--Le brune, diamine!... mia moglie è bionda.
+
+ * * *
+
+Entro nella bottega di un salsamentario al momento in cui torna dalla
+scuola un suo figlioletto di otto anni all'incirca. Il povero ragazzo
+piange dirottamente.
+
+--La solita istoria! esclama il buon papà--non avrai compiuti i tuoi
+doveri, e il maestro ti avrà dato dell'asino, come meriti!
+
+--Sicuro! risponde il ragazzo singhiozzando--mi ha dato dell'asino....
+e poi....
+
+--E poi?... sentiamo!
+
+--E poi ha detto: ma.... già.... non è da far le meraviglie; _quale il
+padre, tale il figlio._
+
+--Animale! esclama il salsamentario--e forse non ha ancor finito di
+mangiare i due salami che gli ho regalati a Natale!
+
+ * * *
+
+Stamattina, ho fatto colazione al caffè Biffi col dentista B.
+
+Entrano due provinciali, un uomo in sulla cinquantina e una signora di
+mezza età.--Vanno a sedere al tavolino che ci sta di fronte e si fanno
+servire una frittura di cervella.
+
+--Come si abbigliano goffamente certe donne di provincia! dico
+sottovoce all'amico, volendo alludere alla signora testè entrata.
+
+--E dire che tanto il signore come la signora debbon esser persone
+assai ricche....
+
+--A giudicarne dall'esteriore, non parrebbe....
+
+--L'esteriore inganna, risponde l'amico--vedi!... solamente nella
+bocca quei due tengono un capitale di circa quattrocento lire in
+_denti rimessi_.
+
+ * * *
+
+Il pittore V.... incontra in galleria il signor C.V. suo mecenate.
+
+--Ebbene? ha finito il paesaggio che le ho commesso? domanda il C.V.
+
+--L'ho finito.... Vedrà!... vedrà! ci ho messo quattro o cinque
+_macchiette_ che figurano proprio a meraviglia....
+
+--Delle macchiette!... Che razza di idea! basta...! vedremo.... Si fa
+tanto presto a levarle colla benzina!...
+
+ * * *
+
+Si parlava con molto elogio del Sindaco Bellinzaghi.
+
+Un vecchietto, che aveva l'aria di un maestro di scuola o di un
+bidello, diceva: «è giusto che ad uomini di tal fatta il governo renda
+giustizia ed onore. Credo bene che a quest'ora l'illustre Sindaco sarà
+commendatore....»
+
+--Come? non sa lei che il Re Vittorio Emanuele gli ha conferito pochi
+anni sono anche il titolo di Conte?...
+
+--Non lo sapeva.... ne sono lietissimo.... ma non mi fa meraviglia....
+Fino da ragazzo, egli si è sempre distinto nella contabilità.
+
+ * * *
+
+Un vedovo, tornando dal cimitero dove è andato a deporre una corona
+sulla tomba della moglie, incontra un vecchio amico di casa.
+
+--Andiamo a berne una bottiglia in compagnia, dice l'amico vedendo che
+l'altro ha gli occhi rossi--ti farà bene....
+
+Entrano in una osteria--vuotano una bottiglia.... poi un'altra.... poi
+un'altra.--E, il vedovo, riparlando della cara consorte, si scioglie
+in pianti e singhiozzi.
+
+--Ma via! datti pace!--dice l'amico--alla fine....
+
+--Tu la conoscevi, non è vero?... Tu sai quanto era bella....
+
+--Diamine! ero sempre in tua casa....
+
+--Tu sai quanto era buona e spiritosa; ma non puoi sapere quanto ella
+fosse amabile ed espansiva in certi momenti....
+
+--Eh! so anche questo.... so anche questo! esclama l'altro....
+
+E ricominciarono a piangere tutti e due, vuotando una quarta
+bottiglia.
+
+ * * *
+
+Due coniugi novelli, intenderebbero separarsi per incompatibilità di
+carattere e si trovano in presenza del Giudice Conciliatore.
+
+--Mia moglie è eccessivamente collerica, dice il marito.
+
+--Mio marito, mi uccide colla sua flemma, oppone la moglie.
+
+--Io amo la buona tavola, e costei mi fa digiunare per soddisfare al
+suo lusso.
+
+--Io detesto gli odori, e costui fuma giorno e notte nella pipa.
+
+--Io amo il letto soffice, e costei pretende che io dorma sul duro....
+
+--Egli ha il difetto di russare....
+
+--Costei ha il difetto.... di....
+
+--Basta! basta! interrompe il giudice--ciascuno avrà i suoi difetti,
+ciascuno avrà le sue debolezze, ma a me pare che due consorti....
+
+--No! no! lei si inganna, signor giudice, grida la donna; anche qui
+c'è incompatibilità--egli solo è consorte--io sono progressista.
+
+ * * *
+
+La signora Mar.... Dib...., una vedovina elegante che malgrado i suoi
+quarant'anni non vuol smettere le pose del sentimento, venne a
+visitarmi.
+
+La conduco in giardino, nel mio arruffato giardino dove i fiori non
+rappresentano che la cornice dei legumi.
+
+--Delizioso!... ma questo è un Eden.... un paradiso! esclama
+enfaticamente la signora--qual profumo di poesia!
+
+--Voi amate i fiori, signora?...
+
+--Li adoro....
+
+--Attendete un istante.... Vo in sala a pigliare una forbice, poi mi
+permetterò di offrirvi un bel mazzo delle mie rose....
+
+--Oh! troppe grazie, signore!... Ma sarebbe un vero peccato spogliare
+questi bei cespi--piuttosto.... poichè volete essere tanto gentile....
+accetterò un mazzo di.... asparagi.
+
+ * * *
+
+Una signora che ha la debolezza di tingersi i capelli, s'intrattiene
+di politica col deputato Borsanti.
+
+--Mi fa proprio meraviglia la vostra trasformazione.... Eravate sì
+_rosso_ al partire per Roma, ed oggi, dopo pochi mesi, siete diventato
+sì bianco.... sì bianco!!!...
+
+--Che volete, amabile signorina?... Precisamente l'opposto di ciò che
+è avvenuto di voi. Io vi ho lasciata _bianca_, ed oggi vi trovo
+_bionda_.
+
+ * * *
+
+Nel vicolo di San Fedele:
+
+Un accattone stende la mano ad un agente di borsa chiedendogli per
+l'amor di Dio la elemosina di un soldo.
+
+L'agente gli getta nel cappello due monete di rame,
+dicendogli:--Prendi, per questa volta; ma ricordati che il pane
+ciascuno ha l'obbligo di guadagnarselo col sudore della fronte.
+
+-Che vuole? risponde l'accattone intascando la moneta; ho la
+traspirazione difficile.
+
+ * * *
+
+--Gli affari vanno alla peggio, dice il signor Costa a suo figlio; e
+tu mi spendi un occhio della testa pel tuoi minuti piaceri....
+
+--Ti inganni, papà.... I piaceri ch'io mi prendo non sono minuti.
+
+ * * *
+
+La folla esce dal teatro.--Si ode uno strillo di donna.--Un signore
+pallido d'ira si volge ad un giovane che gli sta dietro e lo apostrofa
+vivamente.
+
+Intervengono i questurini.
+
+--Che è stato?...
+
+--Questo mascalzone ha osato pizzicare mia moglie in certo luogo....
+
+L'accusato diventa rosso, non sa come scusarsi, poi, volendo in
+qualche modo attenuare la sua colpa: «Signori, esclama con voce
+commossa, li prego di perdonarmi, io sono _pizzicagnolo_ di
+professione.
+
+ * * *
+
+Passeggiavano due amici, Pietro Migliara e Giacomo Stellero, fuori di
+Porta Nuova a Milano, in vicinanza del Naviglio.
+
+Improvvisamente odono gridare: soccorso!
+
+--Che sarà? chiede il Migliara all'amico.
+
+--Un uomo che sta per annegarsi, rispondono parecchie voci.
+
+--Un uomo che sta per annegarsi! esclama il Migliara
+accorrendo--bisogna salvarlo! Dov'è questo naufrago sventurato?
+
+--Vedetelo! è là.... nel bacino.... che si dibatte colla morte....
+
+--Come si fa? ripete ansante il Migliara; bisogna soccorrere
+quell'uomo.... salvarlo a costo della vita....
+
+Ciò detto, seguendo gli impulsi della pietà, il Migliara con inaudito
+coraggio afferra pel collare del soprabito l'amico Giacomo e lo
+slancia nel fiume.
+
+Il naufrago fu condotto a riva e salvato, e un anno dopo, il Migliara
+otteneva dal Municipio la medaglia del _coraggio civile_.
+
+In questo aneddoto si comprende la storia universale del _Merito e
+delle ricompense_.
+
+ * * *
+
+Un forastiero entrò in un nuovo _restaurant_.... a poca distanza dal
+Foro Bonaparte--un _restaurant_ che si era fatto raccomandare più
+volte dalla quarta pagina di un foglio cittadino per la pulitezza del
+locale, come anche per la straordinaria mitezza dei prezzi.
+
+--Cosa desidera il signore?
+
+--Desidero di pranzare.--Portatemi innanzi tutto una minestra di riso.
+
+--Ella è servita al momento!
+
+Poco dopo il garzone ritorna e depone sulla tavola una scodella
+ricolma di minestra.
+
+Il forastiero si accinge a mangiare, ma appena immerso il cucchiaio
+nella broda, subito richiama il garzone e gli dice: «Riportate in
+cucina questa minestra... Non vedete? c'è dentro un capello.... Che
+orrore!
+
+--Come! un capello nella minestra!--risponde il garzone tutto
+meravigliato.--Eh sì, che prima di portarvela in tavola, io ne aveva
+già levati quattro!
+
+ * * *
+
+L'Ispettore scolastico di B...., nelle sue escursioni in provincia, si
+abbattè in un povero maestro quasi idiota, che a mala pena sapeva
+rispondere alle più ovvie questioni.
+
+--Mi meraviglio, esclama l'Ispettore, che ella stia quì a fare il
+maestro, mentre si appalesa così digiuno di ogni scienza....
+
+--Con venti lire al mese di stipendio, risponde il maestro, Ella
+capirà, signor Ispettore, che il nostro primo dovere è quello di
+digiunare.
+
+ * * *
+
+--Un carrettiere delle _Çèvennes_, vedendo sullo stradale che doveva
+percorrere due malfattori appostati col fucile alla mano, per salvare
+una parte del suo denaro, si pose in bocca e trangugiò quattro
+marenghi. Ma i malfattori, che attendevano a far preda più grossa,
+lasciarono che il carrettiere tirasse innanzi tranquillo per la sua
+via. Giunto felicemente alla propria dimora, il carrettiere vi trova
+il padrone di casa, che stava attendendolo per riscuotere da lui
+l'importo dell'affitto.--Ebbene! hai portato il denaro, come hai
+promesso? gli chiede il padrone.--Parola da galantuomo! risponde
+l'altro.--Vediamo!--Converrà che attendiate....--Capisco! vedo che le
+son ciancie, come al solito.--Vi giuro nel nome di Dio che il denaro
+l'ho meco.--Vediamolo, contiamolo, dunque!--Ma vi ripeto, signore, che
+conviene aspettare....--Ed io ti dico che sei un ciancione, un
+gabbamondo, e che domani ti farò sloggiare colla forza dalla mia
+casa!--Perchè io mi metta in grado di pagarvi, balbetta umilmente il
+carrettiere, è necessario ch'io prenda un purgante.--Un purgante!
+esclama l'altro credendosi beffato e alzando il bastone; aspetta che
+te lo do io, il purgante, asino, malcreato!--Fortunatamente gli
+insulti e le minaccie affrettarono a tal punto nei visceri del povero
+carrettiere una crisi inaspettata, onde avvenne che, sciolte le
+cinghie dei calzoni, il povero debitore potè attestare la sua
+solvibilità scaricando sul lastrico le monete.
+
+ * * *
+
+Un dabben vecchietto, del quale non ci è permesso pubblicare il nome,
+si reca un giorno dal conte T...., un milionario tenero di cuore e
+notissimo per le sue largizioni a pro' degli infelici.--«Illustre
+signor Conte, dice il vecchietto colle lacrime agli occhi: com'Ella
+sa, i giornali hanno aperto una soscrizione in favore di una povera
+famiglia derelitta. Bramerei fare qualche cosa anch'io; ma al momento
+mi trovo un po' a corto di denaro. Vorrebb'Ella, signor Conte
+illustrissimo, prestarmi una ventina di lire, onde io possa concorrere
+col mio obolo al sollievo di una sciagura veramente lacrimevole?...
+Prometto fra dieci o venti giorni, restituirle la piccola somma, anche
+a costo di vendere il paiuolo o il pagliericcio.» Il Conte si lascia
+commovere, e in luogo di venti, porge quaranta lire al vecchietto,
+dicendogli con affettuosa tenerezza: «tenete, buon uomo; non esigo
+restituzione, andate a compiere la vostra opera santa, ed io mi terrò
+felice di averci, in certa guisa, partecipato.» Il vecchio partì colle
+lacrime agli occhi, e il domani mandò alla famiglia derelitta la somma
+di cinquanta centesimi.--Questi atti generosi non abbisognano di
+commenti.
+
+ * * *
+
+In una festa da ballo di famiglia, ho raccolto il seguente dialogo:
+
+--Sai, Edmondo; mio padre vorrebbe che io sposassi quel brutto coso,
+che poco fa ha ballato con me la _galoppe_.... Lo dicono tanto
+ricco.... tanto ricco....
+
+--Ricco!... Ma se ha sciupato tutto il suo patrimonio!... Ma se non ha
+più un soldo!... Ma se è pieno di debiti sino ai solini!... Lascia
+fare, Carolina.... Io troverò il modo di informare tuo padre.... C'è
+qui una persona, un suo amico, che questa sera istessa comincierà a
+mettergli una pulce nell'orecchio...
+
+--Ma l'avrà, poi?...
+
+--Che cosa?
+
+--La pulce....
+
+--Diceva.... per modo di dire....
+
+--Perchè.... in caso di bisogno... io sento d'averne una dentro una
+calzetta....
+
+(Tanto grossa--non la pulce, ma la baggianata di Roberto--che per
+acclamazione gli viene accordato il premio di due bicchieri).
+
+ * * *
+
+Son le due pomeridiane, sento picchiare alla porta,--Chi è?--Se
+permette....
+
+Entra un giovinetto a me sconosciuto, ma pure di aspetto simpatico.
+
+--Mi scusi tanto; sono venuto a Lecco quasi a posta per fare la sua
+conoscenza.... Amo i suoi scritti, e leggo sempre il suo
+_Giornale-Capriccio_, grazie alla gentilezza di un amico che me lo
+presta.
+
+--Obbligatissimo!
+
+--Dunque.... come le diceva.... son venuto a Lecco _quasi_ a posta per
+passare qualche ora in compagnia di una persona che stimo tanto....
+
+--Si accomodi....
+
+--Grazie!... Vado a sbrigare certe mie faccende, poi, se non la
+disturbo, tornerò verso le quattro....
+
+ * * *
+
+--È l'ora del mio pranzo... Se ella crede...
+
+--Oh! troppo onore...! Accetto... Pranzare con lei...!... Ma io non so
+come ringraziarla!
+
+--Via! attenda a ringraziarmi... Non potrò offrirle che un pranzo da
+poeta.... una fetta di manzo.... una minestra che so io....
+
+--Che so io?... che so io!... Eh! in casa sua si sa cosa vuol dire il
+_che so io!_ Mancano ancora due ore alle quattro.... e in due ore si
+posson far dei miracoli. Basta! Vado.... e ritorno.... Non si affanni
+troppo.... Se anco si pranzasse alle quattro e mezzo, per me farebbe
+lo stesso.
+
+Uscì. Alle quattro fu di ritorno. Naturalmente io aveva fatto
+allestire un pranzerello più appetitoso dell'ordinario. Il mio
+sconosciuto mangiò per quattro, non cessando di ripetere ad ogni
+tratto: non son venuto per il pranzo... e poi... com'ella vede... sono
+uomo che mi accontento di tutto.... si sa bene... pranzi di
+famiglia!... eh! anche noi non si sciala! ecc., ecc.
+
+Finito il pranzo, lo accompagnai alla stazione. Entrando in Lecco mi
+disse: «ah!... ora capisco... Infatti mi pareva che qualche cosa mi
+mancasse... Dopo il caffè ho l'abitudine di prender sempre un
+bicchierino di _cognac_... Se entrassimo là dentro...?
+
+Entrammo dal Barrozzi, bevemmo il bicchierino e vedendo ch'io metteva
+mano al portamonete: troppe grazie, mi disse; me lo attendeva... Ah!
+la conosco di fama!
+
+Avviandoci alla Stazione, entrai da un venditore di tabacchi per
+provvedermi di zigari. _Egli_ mi seguì.
+
+--Posso offrirle? diss'io, presentandogli un mazzo di virginia.
+
+--Grazie! non fumo... Piuttosto, tanto da mostrarle il mio
+aggradimento, prenderò un francobollo.
+
+ * * *
+
+Annibale B.... è famoso pe' suoi _lapsus linguæ_.
+
+Un giorno, parlando della Sicilia, gli scappò detto: «quest'isola
+tempo fa era unita al continente, ma poi ne fu staccata in seguito ad
+uno spaventevole _cataplasma_.»
+
+ * * *
+
+Un'altra volta, descrivendo un palazzo: ciò che più si ammira, diceva,
+è il balcone di mezzo, sostenuto da due magnifiche _cantaridi_....
+
+ * * *
+
+E parlando di una sua villa:
+
+«La posizione del giardino non potrebbe essere più amena--si vedono
+tutti i colli della Brianza, il Resegone di Lecco e buona parte delle
+Alpi _eretiche_.
+
+ * * *
+
+I parenti si congratulavano con lui per la nascita del suo
+terzogenito.
+
+--Grazie! grazie! rispose--ma mi pare che mia moglie cominci a
+diventare troppo _prolissa_.
+
+ * * *
+
+Si parlava di Salvini.
+
+--L'ho veduto una volta, diceva Annibale.
+
+--Nell'Otello?
+
+--Sì appunto nell'_Ottello_ alla tavola rotonda, e poi alla sera in
+teatro.
+
+ * * *
+
+A sua moglie che era a Genova pei bagni scrisse: «non ho ancora
+ricevuto il tuo indirizzo, e temo che questa mia vada smarrita; te ne
+prevengo, onde tu ti affretti a farne ricerca alla posta.»
+
+ * * *
+
+Un amico voleva indurlo a far tagliare la coda al suo cane--No! no!
+rispose--ha già passato l'anno; questa operazione conveniva fargliela
+_da bambino_.
+
+ * * *
+
+Si era abbonato ad un giornaletto umoristico quotidiano.
+
+--Io non lo leggo, diceva agli amici--ma mia moglie si diverte tutte
+le sere colla _cialada_.
+
+ * * *
+
+Narrando di un disastro ferroviario avvenuto sulla linea da Milano a
+Piacenza--pare, diceva, che a poca distanza da Codogno, essendo
+scoppiato il binario, il treno uscisse dalla locomotiva, trascinando
+seco il convoglio con parecchi passeggieri sventuratamente di diverso
+sesso.
+
+ * * *
+
+In assenza della moglie, faceva la consegna delle lingerie sporche; e
+dopo aver apostrofata la lavandaia coi termini più bruschi: insomma,
+le disse, son poco soddisfatto di voi; la vostra _lascivia_ abbrucia
+le camicie.
+
+ * * *
+
+Una signora, tanto da indirizzargli un complimento, fingeva di
+ammicare un bel paio di calzoni nuovi ch'egli si era messo per recarsi
+a farle visita--«Grazie, rispose; se sono di vostro gusto, non avete,
+o signora, che a comandarmelo, ed io li deporrò subito ai vostri
+piedi.»
+
+ * * *
+
+Un amico gli chiese un giorno di qual modo riuscisse a conservare i
+denti sempre nitidi e bianchi.
+
+--Me li _scialacquo_ mattina e sera con acqua e aceto.
+
+ * * *
+
+Un giorno parlando degli abbellimenti da lui ideati per un suo
+giardino, diceva in un circolo di amici: «quest'anno voglio abbattere
+il muro d'_incinta_ e sostituirlo con una magnifica _cancelleria_ di
+ferro.»
+
+ * * *
+
+--I tuoi figli vi si troveranno meglio, disse uno degli astanti.
+
+--I miei figli.... vengono di raro in giardino: preferisco mandarli
+all'_esilio_ infantile, dove sono più sorvegliati.
+
+ * * *
+
+Si parlava di un convento di Teresiane ove le suore non rispettavano
+l'obbligo di mangiar magro il venerdì ed il sabato.
+
+--Credo, diceva Eusebio, che il papa le abbia _disonorate_ per motivi
+di salute.
+
+ * * *
+
+--A rivederci domani in piazza San Pietro.
+
+--A qual ora? in qual punto della piazza?
+
+--All'ora che credi.
+
+--Ebbene: alle dieci del mattino, sotto l'_ombellico_.
+
+--Dunque: siamo intesi....
+
+--Tante _esequie_ alla tua signora!
+
+ * * *
+
+Discorrendo al _club_ della questione di Oriente, gli uscì detto: «È
+vano lo illudersi; la guerra non si potea localizzare, e avremo
+indubbiamente una grande _confricazione_ europea.
+
+
+
+ INDICE
+
+
+
+ Pag.
+
+ I drammi del Natale 7
+
+ Gianbarba 19
+
+ L'istrumento è l'uomo 37
+
+ Ciò che si vede in un teatro popolare 51
+
+ L'arte di far libretti, opera serio-buffa in tre atti 73
+
+ Pensieri di un fumatore 113
+
+ Album 138
+
+
+
+
+
+
+DELLO STESSO AUTORE
+
+
+Nella stessa edizione è pubblicato:
+
+LIBRO PROIBITO
+
+Ogni esemplare si vende suggellato a L. 2.
+
+
+ ----
+
+
+ ROMANZI E RACCONTI
+
+ DI
+
+ SALVATORE FARINA
+
+
+ RACCONTI E SCENE L. 2--
+
+ IL TESORO DI DONNINA (seconda edizione) » 4--
+
+ AMORE BENDATO (seconda ediz. elzeviriana Casanova) » 3--
+
+ CAPELLI BIONDI (seconda edizione) » 4--
+
+ UN TIRANNO AI BAGNI DI MARE (seconda edizione) » 1--
+
+ DALLA SPUMA DEL MARE (seconda edizione) » 3--
+
+ IL ROMANZO D'UN VEDOVO (seconda edizione) » 1--
+
+ DUE AMORI--UN SEGRETO (seconda edizione) » 1--
+
+ FRUTTI PROIBITI » 2--
+
+
+_Di prossima pubblicazione:_ ORO NASCOSTO.--MIO FIGLIO.
+
+
+
+
+ALTRE OPERE DELLO STESSO AUTORE
+
+di imminente pubblicazione:
+
+__LIBRO SERIO__, che contiene le biografie di GUSTAVO MODENA,
+GIUSEPPE ROVANI, GIUSEPPE ROTA, GIOVANNI PACINI, ANGELO MARIANI,
+ADOLFO FUMAGALLI, PIETRO COMINAZZI, AGOSTINO DALL'ARGINE, ERRICO
+PETRELLA, ecc., con molti aneddoti storici e cenni sulla vita,
+sul carattere dei più illustri maestri e letterati contemporanei.
+Il volume si chiude coll'opuscolo: MIE IDEE SUL LIBRETTO PER
+MUSICA E SULLE CONDIZIONI DEL TEATRO LIRICO IN ITALIA. Prezzo del
+volume lire 2.
+
+__Le Acque minerali di San R....__ Scene burlesche avvenute in
+uno Stabilimento di bagni nella estate del 1878. È il romanzo più
+esilarante che mai abbia pubblicato l'autore degli _Scritti
+piacevoli_. Fu edito in parte nel _Giornale Capriccio_, e consta
+di pagine 200 all'incirca nel preciso formato del LIBRO ALLEGRO.
+
+
+
+
+Lire __2__
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Libro allegro, by Antonio Ghislanzoni
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LIBRO ALLEGRO ***
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+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
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+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
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+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
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+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
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+LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
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+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS' WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
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+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
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+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
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+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
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