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| author | Roger Frank <rfrank@pglaf.org> | 2025-10-15 04:52:05 -0700 |
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You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Libro allegro + +Author: Antonio Ghislanzoni + +Release Date: March 1, 2006 [EBook #17889] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LIBRO ALLEGRO *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net + + + + + + + + BIBLIOTECA MINIMA + + + + + A. GHISLANZONI + + LIBRO ALLEGRO + + + + MILANO + + TIPOGRAFIA EDITRICE LOMBARDA + + _Stabilimento_ + Via Andrea Appiani, N. 10. + + _Succursale_ + Via Carlo Alberto, Bott. 27. + + + + 1878 + + + + + PROPRIETÀ LETTERARIA + + + + +_La nuova generazione si è data al serio. Non è dunque ai giovani +ch'io dedico il presente libro, sibbene a quei buoni giovialoni +del vecchio tempo, che amano ancora di sollazzarsi e di ridere. +Quà la mano, o antichi colleghi! Oramai il nostro drappello si è +di molto assottigliato, e fra poco ce ne andremo anche noi. Non +importa. Spensierata ed allegra fu la nostra carriera, e noi_ _la +compiremo ridendo. Quando noi saremo scomparsi, non si vedranno +più sulla terra che volti imbronciati, non si udranno che nenie +lugubri. Non è meglio morire, piuttosto che inebetirsi in un +ambiente sì triste?_ + + + + +I DRAMMI DEL NATALE + + +Eran vissuti insieme fino della più tenera infanzia--qual +meraviglia che all'età delle forti passioni, Sperongiallo e +Nasella si amassero? Nessuno si adombri--si tratta di amore +platonico; e il mio racconto vuol esser così pudico, che ogni +onesta fanciulla di sedici anni potrà permetterne la lettura a +sua madre. + + * * * + +Sperongiallo e Nasella erano due polli della più pura specie +indiana. Una buona massaia li aveva aiutati a sgusciarsi, e +quindi allevati con molto amore e poco dispendio, sebbene in cuor +suo ella innalzasse ogni mattina delle fervide preci al Signore, +onde crescessero sani e grassi, e degni dei loro alti destini. + + * * * + +Venne il dicembre. Sperongiallo e Nasella si videro imbandita una +colazione più lauta della consueta; quando i due gozzi furon +pieni e oltre l'usato appariscenti, la massaia scese giù nel +cortile, afferrò i due volatili per la coda, li chiuse in un +canestro, e partì con quello alla volta di Incino. I due reclusi +non emisero un gemito.--Due giovani cuori che si amano, si +trovano tanto bene in una capanna.... Figuratevi poi in un +canestro! + + * * * + +Era giorno di mercato. I due reclusi rividero la luce, furon +tratti sulla piazza e posti in vendita al miglior offerente. Eran +giovani, eran belli, promettevano.... E il signor Meronzio ricco +proprietario di Oggionno comperò Sperongiallo al prezzo di +quattro lire; il dottor Tencalli di Galbiate acquistò Nasella per +tre lire e venticinque centesimi. Le femmine costan meno dei +maschi; si vuole che riescano più sciapite al palato, e qualche +volta più agre. + + * * * + +La lingua indiana possiede, per esprimere la disperazione del dolore, +accenti intraducibili. Nasella, separata a viva forza dal suo compagno +di infanzia, strillava a tutta gola: _glù-glù-'zit-tai-lai +glù-zit-las-gù_, ciò che potrebbe in qualche maniera spiegarsi colla +parafrasi: _amami sempre, conservamiti fedele se lo puoi, e scrivimi +affrancando_. Sperongiallo, avvinto per le gambe da una fune, urlava +d'altra parte: _glut-glut as-glut_, il che presso a poco significa: +_amerò.... scriverò.... farò quel che potrò_. Nei maschi l'espressione +del dolore suol essere più laconica. Le femmine, al dire dei più +famosi naturalisti, esalano il doppio di quello che sentono. + + * * * + + + Lettera di Nasella a Sperongiallo + + Galbiate, 5 dicembre. + +_Mio dolcissimo,_ + +Finalmente posso scriverti. Questa mia lettera giungerà a te +sulle gambe dell'amore. _Fido_, un bravo, onestissimo cane del +dottor Tencalli, si è preso l'incarico di portartela. Egli viene +costì ogni notte per isbrigare certe sue peccaminose faccende +colla cagna del tuo attuale padrone. Non dubito che avrai +indovinato per istinto di amore in qual parte del proprio +individuo il nostro prudente messaggiero abbia custodita la +lettera, onde sottrarla alla curiosità pubblica ed alle +intemperie. Se la violenza della passione che tu, scellerato, hai +saputo ispirarmi, non mi rendesse la più infelice delle tacchine, +io dovrei convenire che la mia posizione attuale è di gran lunga +migliorata. In casa del dottor Tencalli ho incontrato delle +accoglienze entusiastiche. Uomini e bestie (non adombrarti) qui +tutti mi adorano. Vogliono che io mi nutra sei volte al giorno--e +quali vivande! quali ghiottonerie!... Alla mattina, una polta di +farina con torsi di cavoli e lattughe cotte.... Alle dieci, lauta +imbandigione di melica.... A mezzodì, zuppa di latte.... Che +serve?... Se le razioni fossero doppie, non mancherebbe alla mia +felicità che il piacere di dividerle teco.--Gli uomini sono la +nostra provvidenza quaggiù--benediciamoli in ogni ora del +giorno!--Debbo però convenire che anche gli altri animali di casa +Tencalli mi amano e mi stimano. Il cane mi usa ogni cortesia, il +gatto mi adocchia con benevolezza, e due grassi paperi a me +compagni di letto e di mensa, hanno sempre rispettato il mio +pudore. Addio, mio adorato Sperongiallo.--_Fido_ vuol partire e +accenna, sollevando la coda, che attende la lettera. Scrivimi +presto, scrivimi spesso, e amami come ti amo. + + + __Lettera di Sperongiallo a Nasella__ + + Oggionno, 7 dicembre. + +_Caruccia mia,_ + +Sotto la coda di _Fido_ ho trovata la tua amabilissima lettera, e +non puoi immaginare con quanta gioia io abbia divorato i tuoi +profumati caratteri. Sì: benediciamo agli uomini, benediciamoli +in ogni ora del giorno perchè infatti non v'ha ora del giorno che +essi lascino trascorrere senza colmarci di favori. Il mio nuovo +ospite signor Meronzio fa degno riscontro al tuo eccellentissimo +provveditore dottor Tencalli. Malgrado il mio amore per te, +sempre mai fervidissimo, io mangio dal mattino alla sera. La +signora del luogo mi predilige. L'altro ieri, dopo avermi +amorosamente palpeggiato il collo e il sottocoda, l'ho udita io +stesso gridare alle sue genti: Guai per tutti, se al termine del +mese costui non è grasso come mio marito!--Sarebbe troppo. Debbo +dirtelo, Nasella?... Potrà il tuo amore resistere a siffatta +rivelazione? Dal giorno che ci han separati, io ho raddoppiato di +volume e di peso.--Ma la bontà degli uomini è grande; essi ci +hanno disgiunti, essi penseranno a riunirci--e tu poi, tu.... +Nasella, quando saremo riuniti penserai a smagrirmi.--Addio, mi +chiamano pel quattordicesimo pasto... Nell'orto vicino vi è una +dindietta che canta ogni sera alla distesa l'aria del _vieni +meco_; ma io, colla miglior voglia del mondo, non sarei più in +grado, stante l'obesità, di sorvolare al muricciuolo. Vivi dunque +sicura della mia fedeltà, e conservati per chi ti ama. + + + __Nasella a Sperongiallo__ + + Galbiate, 10 dicembre. + +Due righe per dirti che sto bene e che ieri, frugandomi col becco +tra le piume posteriori, ho veduto che le mie carni hanno +acquistato il candore della neve.--Sei contento? Mi par di +sentirti, briccone!... _glout-glout_.... Eh! convien darsi +pazienza! Ieri il guattero mi ha detto sorridendo: fra una +settimana ti faremo la festa!... Ciò significa indubbiamente che +questi signori, sempre buoni e amorosi con noi, hanno la +intenzione di riunirci. Benediciamo la provvidenza umana! + + + __Sperongiallo a Nasella__ + +Ho appena la forza di scriverti, tanto sono obeso. In verità, +questi signori cominciano ad eccedere nella cortesia. Stamane +volevano che io mangiassi otto noci col guscio.... Ho protestato; +ma il guattero, che non si intende di lingua indiana, mi aperse +il becco di viva forza, e credendo farmi un piacere grandissimo, +colle noci mi respinse nel gozzo la protesta. «Inghiotti! +inghiotti! gridava dalla sala il signor Meronzio; ti faran bene!» +Addio, Nasella! Vado a coricarmi con otto noci sul cuore.... +Domani, se sarò vivo, probabilmente starò meglio. + + __Nasella a Sperongiallo__ + + 16 dicembre. + +Sei tu vivo? o piuttosto: siamo noi vivi?... Lascia, lascia che +io gridi col poeta: + + «Tutto perfidia, tradimento, inganno!» + +Sì! noi siamo traditi.... La strage dei nostri è decretata.... Ho +appena il tempo di prevenirti.... Se puoi, affrettati.... salta +il muro.... riparati all'estero. + +I due grossi paperi, che dividevano meco gli innocenti tripudî +del pollaio, son caduti stamane sotto il ferro del carnefice. E +sai chi è stato il carnefice? Quello stesso che tutte le mattine +ci apprestava il cibo e ci colmava di amorevolezze. La famiglia +del Tencalli, uomini, donne, fanciulli, assistevano alla strage +ridenti e plaudenti. La sorte di quegli sventurati paperi sarà la +mia. Il mio supplizio fu differito di alcune ore in grazia di un +giovine poeta qui giunto da Milano, il quale intercesse per me. +Le sue cordiali e fervide invettive contro la scelleraggine umana +disarmarono per poco la sanguinaria ferocia del guattero. Ma il +buono e coraggioso poeta non ha egli divorato, oggi stesso, alla +mensa dei Tencalli, due auree costolette, le quali, or fanno +appena cinque giorni, erano incorporate ad un vitello, unico +figlio della più onesta delle vacche?--Te lo ripeto: tutti +perfidi e spietati!... Dio!... l'uomo bianco!... il coltello!... +dove fuggo?... + + + __Sperongiallo a Nasella__ + + 17 dicembre. + +.....La tua lettera mi trova.... spirante. Ti scrivo col +sangue.... Mi unisco a te nell'imprecare alla ipocrisia ed alla +ferocia degli uomini.... Iddio ci vendicherà.... Ci rivedremo +nella patria degli eletti, laddove tutti, uomini e bestie, +diverremo ragionevoli e buoni.... per mancanza di appetito. Ti +consoli il pensiero che io muoio grasso come i tenori dell'opera, +e posso al pari di questi cantare nell'agonia: + + Nasella... io t'amo.... io t'amo... + E ti precedo in ciel! + +Ti dedico il mio ultimo si.... ben.... molle.... + +......Ah!!!... + + +__Fido a Diana__ + + 28 dicembre. + +«Perdona se ieri non son venuto a trovarti. Sai bene; al Natale, +in casa Tencalli, tutti imbestialiscono più del solito. Non +dubito che tu avrai passata la festa cristianamente. Qui ce ne +siam dati da crepare. Da me solo ho dovuto smaltirmi le ossa di +due paperi e quelle di Nasella per giunta. Micione, il gatto di +casa, che gli altri anni mi aiutava col suo buon stomaco alla +cremazione degli scheletri, questa volta.... fu egli stesso +cremato da alcuni buontemponi, i quali, in difetto di pollame, lo +mangiarono in guazzetto. Ringraziamo Dio d'aver dato alle nostre +carni un sapore ripugnante al palato degli uomini; ove ciò non +fosse, questi signori sarebbero ben capaci di divorarci anche +noi, che siamo, come essi affermano colle parole e cogli scritti, +i loro migliori amici.» + + FIDO. + + + + +GIANBARBA + + +La scorsa settimana, dopo aver constatato, dietro esame de' miei +bilanci segreti, che i miei molteplici impiegi mi rendono nel +corso dell'annata un beneficio netto di lire duemila all'incirca, +mi è parso di poter finalmente concedermi il lusso di un +domestico. + +Esposi il mio pensiero all'amico Eugenio--un amico nel quale ho +piena fiducia. + +--Ho l'uomo che fa al caso tuo, disse quegli. + +--A meraviglia!... Quando potrò vederlo? + +--Stassera istessa.... Vado subito in cerca di lui.... Non +convien perder tempo--sai bene--c'è grande carestia di domestici, +e qualcuno potrebbe prevenirci. + +--Bada ch'io non voglio spender troppo.... + +--Il mio uomo deve avere delle esigenze modestissime. + +--Fedele? + +--A tutta prova. Egli durò per un anno al servizio del pretore +Buschetti, il quale, traslocato subitamente a Catania, era +dolentissimo di non potere, in causa del grave dispendio, condur +seco quella perla di domestico. + +--Sta bene.... Affrettati, dunque!... e appena ti vien fatto di +trovarlo, mandalo qui; io rimarrò in casa ad attenderlo. + +Non attesi molto. Di là a due ore, l'uomo fu alla mia porta. + +--Come ti chiami? + +--Gianbarba, per servirla. + +--È inutile che io ti domandi se sai far la cucina.... + +--Far la cucina!... Oh! questo poi!... + +--Come! non sai far la cucina!... Non sei stato per un anno al +servizio del pretore Buschetti? + +--Sì, signore; ma quando andai dal signor pretore, ho trovato la +cucina bell'e fatta, coi rispettivi fornelli e tutto l'occorrente.... + +--Vedo che sei faceto!... tanto meglio; amo gli uomini di buon +umore.... So che il pretore si lodava molto di te.... Ciò che mi +preme è di aver in casa un uomo onesto e fedele, ed ho avuto sul +tuo conto le migliori informazioni.--Quanto chiedi di salario? + +--Faccia lei, signor padrone--io non voglio metter limiti alla +sua generosità. + +--È un furbo!--pensai io... Poi gli dissi: amo i patti chiari; la +mia generosità non ha confini, ma lo stesso non si può dire delle +mie rendite. Dunque, ascoltami bene. Io ti nutrirò, io ti +vestirò, e alla fine di ogni mese ti darò dieci lire di +stipendio. Sei contento? + +--Come!... Lei si degnerebbe?... Ma io non merito tanto.... + +--Alla buon'ora! Vedo che l'amico Eugenio non mi ha ingannato, e +che le tue pretese sono modeste. Per mia parte non esigo molto; +non ho moglie, non ho famiglia. Terrai puliti gli appartamenti, +mi appresterai ogni giorno un paio di piatti e una buona +minestra, custodirai la casa quand'io andrò fuori.... Insomma. + +--Insomma, non serve che Lei mi dica altro. La servirò come ho +servito per un anno il signor pretore.... + +--Precisamente; non chieggo altro. + +--Quando Lei crede, sono pronto ad entrare in servizio. + +--A meraviglia! Va a prendere le tue valigie, se ne hai. Io ti +assegnerò una camera, e questa sera istessa dormirai qui. + +Gianbarba fece un inchino e se ne andò, promettendo che di là a +pochi minuti sarebbe tornato. + +--Mi pare un buon diavolaccio, esclamai accompagnandolo +coll'occhio mentr'egli si allontanava. Al muso lo si direbbe un +po' scimunito, ma avvien spesso che sotto una stupida fisonomia +si nasconda una mente argutissima. + +Gianbarba non tardò molto a ricomparire. Io gli mostrai la sua +stanza, e parve assai soddisfatto. Lo condussi nel mio studiolo, +nel mio salottino, nella mia camera da letto poco discosta dalla +sua, in cucina, in cantina, in ogni angolo della casa. Apersi gli +armadî, gli indicai i ripostigli più segreti, gli feci la +consegna delle stoviglie e delle suppellettili da cucina.--Vedo +che c'è molta roba, sclamava il debben figliuolo ad ogni +tratto.... Va bene! la casa è ben fornita.... Solamente.... mi +pare.... + +--Che cosa? + +--Che manchi quello strumento.... + +--Non ti capisco.... + +--Voleva dire.... la canna.... + +--Una volta per sempre: bada che io non amo le reticenze--via! +non metterti in soggezione!... Fra padrone e domestico bisogna +parlar chiaro, se si vuole intendersi.... Dunque: cos'è questa +canna che tu mi vai suonando? + +--Poichè ella vuol proprio che la nomini, le dirò dunque, salvo +il rispetto a lei dovuto, che intendo parlare della canna da +serviziale. + +Colpito di meraviglia, io vibro una occhiata perforatrice nel +volto del domestico. Nel cervello mi balena un pensiero sinistro: +che l'amico Eugenio, mettendomi questo mobile di carne umana tra +i piedi, abbia mirato a burlarsi di me!--Poi rifletto: «può anche +darsi che questo gaglioffo soffra di qualche incomodo intestinale +e che i medici gli abbiano ordinato.... Se ciò fosse, avrei torto +di non porgergli il mezzo di proseguire la cura. + +--Via! non ti cruciare, gli dico con piglio incoraggiante--in +casa mia c'è quanto può occorrere ad un malato e ad un sano.... +L'istromento che tu cerchi, è là, in quella cassetta senza +coperchio che vedi sporgere dal sottoscala. Non hai altro da +chiedermi? + +--Null'altro. + +--Hai tu pranzato? + +--Sì, signore; ho mangiato prima di venir qui.... + +--Vorrai dunque permettere che io pure vada a pranzo.--A +rivederci!... Ordinariamente alla sera non rientro che a dieci +ore; ho meco la chiave della porta, e se tu credi di coricarti +prima ch'io torni, fa pure il comodo tuo. + +--Oh! la si imagini!... So il mio dovere.... Vada pure.... pranzi +di buon appetito. Frattanto vedrò se nulla manca pel servizio e +andrò a procacciarmi sulla piazza tutto quello che può occorrere. +Rientrando, ella troverà tutto in ordine. + +--Buona sera, Gianbarba! + +--A rivederla, signor padrone! + +Io pranzai di buon appetito, feci la mia solita passeggiata, mi +intrattenni un paio d'ore alla fiaschetteria cogli amici, quindi, +in sul far delle dieci, rientrai in casa. + +Gianbarba mi attendeva; appena mi vide entrare, egli mi presentò +il lume dicendomi: non la si dubiti di nulla, io ho dato ordine a +tutto.... Appena sarà coricato, suoni il campanello e sarò da lei +per farle il solito complimento.... + +--Non serve, Gianbarba--io non ci tengo ai salamelecche.... Te +l'ho già detto.... servimi bene.... con fedeltà.... con amore.... +come hai servito l'altro padrone.... + +--Non la si dubiti!... Vada a letto tranquillo.... e poi mi lasci +fare. + +Io salgo alla mia camera, mi spoglio, mi corico, e come di +abitudine, prendo un libro e mi metto a leggere. + +Di là a un quarto d'ora all'incirca, sento bussare alla porta. + +--Chi è là?... + +--Siamo in posizione? domanda dal di fuori la voce di Gianbarba. + +--In posizione!!! che vorrà dire?... entra pure.... + +--E anch'io l'ho qui in ordine! risponde Gianbarba aprendo +impetuosamente la porta e slanciandosi verso il mio letto +coll'impeto di chi prende d'assalto una barricata. + +Io balzo sui guanciali, spalanco gli occhi sorpreso, quasi +atterrito, e vedo che il mio uomo mi prende di mira con quel tale +istromento.... con quella tal canna.... voi mi capite.... + +--Alto là!.... che scene son queste? + +--Presto.... intanto che è caldo! dice l'altro facendo l'atto di +rimuovere la coltre.--Ma vedendo che io do di mano al candelliere +e minaccio, s'egli osa ancora avanzarsi, di gettarglielo in viso, +Gianbarba si arresta, mi guarda con occhio inebetito di stupore e +poi dice con tono quasi supplichevole: «la si fidi di me, signor +padrone! ci ho della pratica--il signor pretore, al quale +applicavo tutte le sere il _benefizio_, non ebbe mai a lagnarsi +della mia abilità.... Mi lasci fare! mi lasci fare una volta +tanto; poi, se non l'avrò servito per bene, mi licenzii pure sui +due piedi, chè io non sarò per lagnarmene. + +Quel poveraccio, parlandomi di tal guisa, ha un'aria sì compunta, +che a me vien meno il coraggio di rivolgergli una brusca parola o +di chiedergli una spiegazione. + +--Io credeva, mormora il poveretto abbassando la terribile canna, io +credeva che tutti i padroni....» E scostandosi dal mio letto, +mortificato, confuso, col pianto negli occhi, Gianbarba si avvia per +uscire; ma al momento di varcare la soglia, si arresta, torna +indietro, e con voce interrotta dai singulti mi dice: «io sono un po' +duro di testa.... lo so... è il mio solo difetto.... Converrà, caro +signor padrone, che lei abbia un po' di pazienza... Per esempio, mi +scusi tanto, ho paura di non aver capito bene se.... in quanto sia.... +alle sue buone grazie.... volevo dire... al salario.... + +--Mi pareva di aver parlato chiaro su tale argomento. Non ti ho +detto che mi assumo di nutrirti, di vestirti e di darti alla fine +d'ogni mese.... dieci lire?.... Non ti basta?.... + +Gianbarba mi guarda colla espressione della più sentita +riconoscenza ed esclama: «ma dunque.... è proprio vero.... che +lei si degnerebbe!... troppa bontà!... troppa bontà!... come mai +avrò il coraggio di permetterle?... Basta! i padroni comandano e +i servitori obbediscono.... Le auguro la buona notte. + +Così parlando, egli uscì, serrò la porta colla massima cautela, e +in punta di piedi per paura di recarmi disturbo, se ne andò queto +queto alla sua camera. + +--Un vero scimunito! pensai io ravviluppandomi fra le coltri; ma +pure, con un po' di pazienza, ne farò un domestico tollerabile. + +All'indomani, mi svegliai verso le otto. + +Tendo l'orecchio, non odo rumore nella casa.--Che colui dorma +ancora?--Gianbarba! Gianbarba! grido dal letto. + +--Olalà! olalà! risponde il domestico urlando dalla camera +attigua. + +--Sei tu alzato? + +--Non ancora.... + +--Mi pare che a quest'ora, per Dio santo, un domestico +dovrebb'essere in piedi!!! + +--È quello che pensava anch'io attendendo i suoi ordini. + +Passa un quarto d'ora, passa mezz'ora--al pendolo battono le +nove--nessun segno di vita da parte dell'amico bestia. + +Io balzo dal letto, mi vesto alla spiccia e corro alla stanza di +Gianbarba gridando: ma dunque! siam vivi o morti? vuoi o non vuoi +alzarti stamattina? + +--Se voglio alzarmi! non desidero che questo, risponde Gianbarba +balzando dal letto in camicia; non aspettava altro se non che lei +venisse a vestirmi.... + +In sulle prime, lo strano contegno di Gianbarba e le inattese +parole da lui profferite mi parvero inesplicabili. Ma poi, +sovvenendomi dello stupore che il poveraccio aveva manifestato la +sera innanzi nell'udire che io mi assumeva di nutrirlo e di +vestirlo, indovinai.... compresi tutto; e mentre Gianbarba, +seduto in camicia sovra una scranna, mi stendeva le gambe in +attesa che io gli mettessi le calzature, mi scrosciò dal petto +una risata sì impetuosa e gagliarda ch'io temetti di non reggere +all'urto e mi appoggiai per sostenermi alla muraglia. + +--Abbi là bontà, gli dissi poco dopo allontanandomi, di vestirti +colle tue proprie mani per questa volta; faremo in seguito dei +nuovi patti. + +Rientrai nella mia stanza per finire di abbigliarmi, poi scesi +nello studiolo. Di là a poco, Gianbarba mi raggiunse. + +--Se vuol avere la compiacenza di dirmi cosa desidera da pranzo +quest'oggi, io andrò subito al mercato per fare le provviste, mi +disse il gaglioffo serio serio, come se nulla fosse accaduto. + +Io stetti in forse un istante. Alla fine, dopo aver riflettuto, +gli dissi: quest'oggi andrò a pranzare all'albergo come ho fatto +ieri; nullameno voglio mettere alla prova la tua abilità. Sai tu +cucinare per bene gli asparagi? + +--Non la si dubiti. + +--Ebbene, farò colazione in casa. Va in sulla piazza; se puoi +avere degli asparagi al prezzo di una lira al mazzo, comprane +pure due mazzi; se costassero ancora una lira e cinquanta come +per lo addietro, prendine uno solo. Mi hai ben capito? + +--Due mazzi se costano una lira; se poi costassero più di una +lira.... + +--Uno solo. + +--Fra mezz'ora la colazione sarà servita--vado e ritorno di volo. + +Gianbarba ha il dono della lestezza, convien rendergli questa +giustizia. Nel tempo ch'io impiegai a scrivere una letteruccia di +due pagine, egli andò e tornò dal mercato. + +Eccolo all'uscio del mio studiolo.--Ho eseguito appuntino i suoi +ordini, mi dice con viso radiante; gli asparagi costavano +venticinque soldi al mazzo, ed io ne ho preso uno solo.... + +--Benissimo!... è grosso? + +--Così.... così.... discretamente.... come questo mio dito.... + +--Come il tuo dito!... Oh! sta a vedere che sei tanto +imbecil..... + +Ma non ebbi tempo di proferire la dura parola, chè l'altro in men +ch'io nol dica balzò in cucina, e ricomparendomi innanzi con un +asparago nella mano: eccolo, mi dice, non è dei più piccoli; se +questo le può bastare per far colazione.... + +Non ebbi il coraggio di fargli un rimprovero, nè di ridergli in +faccia. Quel povero gaglioffo, col suo fusto di asparago alla +mano, mi faceva pietà. + +--Torna in piazza, gli dissi pacatamente; fa di aver quattro uova +da friggere al tegame, e non dirmi più nulla fino a quando la +colazione non sia pronta. + +--In verità.... pareva anche a me che un asparago solo non +potesse bastare, disse il gaglioffo allontanandosi--il pretore +non ne mangiava meno di sei anche quando costavano 25 centesimi +al chilo. Quanto al friggere le uova, si fidi di me; in due salti +vado e ritorno; fra mezz'ora sarà servito. + +Non vi ebbero altri guai per la colazione. Gianbarba cucinò le +uova stupendamente e mi porse una tazza di caffè irreprensibile. + +Verso le undici, uscii per la mia solita passeggiata. Rientrando, +trovai Gianbarba avvolto in una nube di polvere. Egli avea finito +di scopare gli appartamenti e si accingeva a ripulire le mobilie. + +--Vado a coricarmi per un paio d'ore, gli dissi. Se qualcuno +chiedesse di me, dirai che non sono in casa, a meno che non +venisse in sulla porta l'architetto Fagnani--lo conosci, +l'architetto Fagnani?.... + +--No, signore. + +--Naturalmente, presentandosi, ti declinerà il suo nome. Ma in +ogni modo tu potrai riconoscerlo alla piccola prominenza ch'egli +ha sulla schiena.... mi capisci... + +--Scusi, signor padrone; una piccola prominenza non vuol dire ciò +che parlando con poco rispetto si chiama il gobbo? + +--Alla buon'ora, vedo che cominciamo ad intenderci--dunque.... + +--La vadi pure, e dorma tranquillo. + +Non ebbi il tempo di giungere all'uscio della mia stanza, che una +solenne strappata di campanello annunziò una visita. + +Gianbarba corse ad aprire--io mi soffermai sul pianerottolo della +scala e tesi l'orecchio. + +--È in casa il signor Decio? chiede una voce ch'io ho udito altre +volte. + +--Il signor Decio!--vediamo un poco, risponde +Gianbarba--favorisca di voltarsi.... e poi le dirò.... quello che +ho l'ordine di dirgli. + +--Questa è nuova! esclama l'altro con voce vibrata--ti fa tanta +soggezione la mia faccia, che tu non osi?... + +--Le dirò, risponde Gianbarba con flemma; gli è che prima di +rispondere, io debbo vedere se Lei ha proprio quella tale +escrescenza sulla schiena.... ovverossia, parlando con poco +rispetto, quella gobba... + +--Questa è l'escrescenza!... questa è la gobba! grida l'altro +stampando due sonorissimi schiaffi sulle grosse guancie del +domestico--e di' al tuo padrone che l'architetto Fagnani.... che +l'architetto Fagnani.... + +Ma la voce dell'irato visitatore si ruppe in un rantolo--la porta +fu scossa da un violentissimo urto--e quand'io, non udendo più +rumore nella casa, precipitai dalle scale, trovai il povero +Gianbarba.... colla testa accollata alla muraglia e il naso +grondante. + +Povero Gianbarba! le sue prodezze asinesche mi divertivano; ma, +alla vista del sangue, fui preso da raccapriccio, e commisi +l'ingiustizia di licenziarlo. + + + + +L'ISTRUMENTO È L'UOMO + + Imitazione di un articolo francese, con varianti ed aggiunte. + + +Fu detto e ripetuto: «Lo stile è l'uomo.» + +Io dico invece: «L'istrumento è l'uomo.» + +Ed al proverbio: «dimmi con chi tratti e ti dirò chi sei,» io +sostituisco; «dimmi dove soffi, o dove raschi, e ti _leggerò la +vita._» + + +Dopo ciò, raccomando ai signori artisti delle orchestre di non +sospettare nelle mie osservazioni alcuna intenzione maligna; esse +riguardano principalmente i dilettanti, quelli che raschiano un +istrumento qualunque per pura convinzione, quelli che si sono messi a +pizzicare la chitarra quando studiavano medicina, ovvero ad +esercitarsi sul corno, dopo un anno di matrimonio. + + +__Il Clarinetto.__ + +Grande raffreddore cerebrale collocato dentro un tubo di legno giallo. + +Il clarinetto non è una invenzione del Conservatorio, ma sibbene del +destino. + +Si diventa callista a forza di studio e di lavoro, ma si nasce +clarinettista. + +Il Cittadino predestinato al clarinetto ha un'intelligenza quasi +ottusa fino all'età di 28 anni, epoca d'incubazione, nella quale egli +comincia a risentire nel naso i primi pruriti della sua fatale +vocazione. + +Allora la sua intelligenza, fino a quel giorno limitata, cessa di +svilupparsi: ma l'appendice nasale volendo vendicarsene, prende delle +dimensioni piramidali. + +A vent'anni egli compera il suo primo clarinetto per 14 franchi, e tre +mesi dopo, vien congedato dal padrone di casa. A venticinque anni è +ammesso nella musica della Guardia Nazionale. + +Egli muore di crepacuore, per avere tre figli che non annunciano +veruna disposizione per l'istrumento dov'egli ha soffiato tutta la sua +intelligenza. + + +__Il Trombone.__ + +Colui che suona il trombone cerca sempre nella compagnia di +quest'istrumento l'oblío delle sue pene domestiche, o delle +consolazioni ad un amore tradito. + +L'uomo che ha imboccato per sei mesi un tubo di metallo, si trova +agguerrito contro ogni disinganno. + +Di tutte le passioni umane, all'età di cinquant'anni, nulla più resta +a lui fuorchè una sete insaziabile. + +Più tardi, aspirando al posto di portinaio in un palazzo di persone +civili, o alla mano di una donna di udito delicato, tenta di +abbandonare il suo stromento; ma il gusto delle note e delle bibite +forti gli rimane per tutta la vita. Intrattenendosi coi padroni di +casa, o udendo parlare la moglie, verrà sempre il momento in cui egli +si lascierà sfuggire dei brr...! brr...! brr...! portando il pugno +sinistro alle labbra e simulando colla mano destra l'allungamento e +l'accorciamento della pompa. + +Dopo aver continuato fino a 78 anni ad eseguire furtivamente sul +trombone la grande aria: + + Era anch'io di quella schiera + Di Venezia anch'io guerrier.... + +muore di cordoglio perchè l'acquavitaio non volle dargli a credito un +bicchierino di grappa. + + +__L'Accordeon.__ + +Primo istrumento dei cuori candidi. + +L'individuo che esce generalmente dalla classe dei farmacisti, +comincia a suonarlo nella retro bottega di suo babbo e continua fino a +quindici anni. + +A questa età, se non è morto, lascia l'_Accordeon_ per + + +__L'Harmoniflûte.__ + +L'_Harmoniflûte_, per la natura de' suoi monotoni suoni e del suo +tremulo piangente, agisce sui nervi di coloro che lo ascoltano e +predispone alla malinconia colui che lo suona. + +L'Harmoniflûtista è tenero, linfatico, ha gli occhi azzurri, non +mangia che carni bianche o farinacei. + +Si chiama Oscarre se è uomo, ed Adelaide se appartiene all'altro +sesso. + +In casa, al _Dessert_, va in cerca del suo istrumento, e quando gli +stomachi sono pieni, cioè quando gli spiriti sono disposti +all'allegria, egli vi regala: «_Fra poco a me ricovero_» oppure il +_Miserere_ del _Trovatore_. + +L'Harmoniflûtista piange facilmente. Dopo un esercizio di quindici +anni sul suo istrumento, egli si converte in ruscello. + + +__L'Organo.__ + +Istromento complicato e maestoso, di indole clericale, destinato, per +la sua grande sonorità, a soperchiare le stonature del clero e del +popolo. + +L'Organista, ordinariamente, è un uomo venuto al mondo colla vocazione +di fare molto strepito senza troppo consumo delle proprie forze; un +uomo che vuol soffiare più forte degli altri, senza logorare i proprii +mantici. + +Diviene, a quarant'anni, l'amico intimo del parroco e il membro più +influente della fabbriceria. Ripete per cinquant'anni alla Messa ed ai +Vesperi gli stessi ritornelli; e frattanto egli impara il latino, e sa +a memoria tutte le antifone da vivo e da morto. A cinquant'anni sposa +una zitellona devota, raccomandata dal coadiutore della parrocchia. + +È buono e mansueto ne' suoi rapporti coniugali, ma alla vigilia di +ogni solennità ecclesiastica, ha il difetto di sognare ad alta voce. +Alla notte del sabbato santo, è raro ch'egli non svegli la moglie, +gridando a tutta voce: _ressurexit!_--La brava donna si desta di umor +lieto per rispondergli col debito cerimoniale: _alleluja!_ + +All'età di sessant'anni divien sordo, e allora comincia a credere di +suonare perfettamente. A 70 anni muore di cordoglio, perchè il nuovo +parroco, in luogo di farlo assidere alla grande mensa coi sacerdoti e +coi fabbricieri, lo ha fatto pranzare al _tinello_, in compagnia del +sacrista e del becchino. + + +__L'Ottavino.__ + +Lo sciagurato che soccombe all'ottavino non è mai un uomo che goda il +perfetto sviluppo delle sue facoltà intellettuali. Egli ha +necessariamente il naso appuntito, sposa una donna losca, e muore +schiacciato da un omnibus. + +L'ottavino è il più fatale di tutti gli istrumenti. Esso esige una +coltura ed una conformazione particolare dell'unghia del pollice pei +buchi che non devono chiudersi che per metà. + +L'ottavinista aggiunge sovente a questa infermità la mania di +addomesticare le faine, le tortore ed i porcellini d'India. + + +__Il Violoncello.__ + +Per suonare il violoncello bisogna aver le dita lunghe e magre; ma più +indispensabile è ancora il portare capelli lunghissimi che +voluttuosamente accarezzino il collo grasso del paletot. + +Il violoncellista scorgendo in pericolo di incendio la propria moglie +ed il proprio violoncello, salverà prima quest'ultimo. Poscia penserà +a ... lasciar bruciare la moglie. + +Parlando del suo strumento, egli lo chiama _Violonscello_; con ciò non +la male ad alcuno, ed egli prova un'estasi voluttuosa. + +La sua maggior soddisfazione è quella di _far piangere le corde_; +qualche volta, infatti, egli riesce a far piangere la moglie ed i +figli con un regime di sobrietà troppo stretto. Gli avviene anche di +far ridere e di far sbadigliare, ma ciò dipende, a suo dire, dagli +influssi atmosferici. + +Parimente fa esprimere dalle sue corde esaltate tutti i dolori +possibili, meno quelli dei suoi uditori e dei suoi creditori. + +Il violoncellista si occupa anche di magnetismo; queste due passioni +sono quasi sempre inseparabili. + +Il carattere malinconico di quest'istrumento porta al misticismo, e il +suonatore giunge quasi sempre fino all'invocazione degli spiriti. + +Si alza di notte, risveglia la moglie, e le suona in camicia la frase +del manzanillo nell'_Africana_. + +Sua moglie si riaddormenta mormorando: + +--Come sega! + + +__Il Contrabasso.__ + +Un critico-musicista ha chiamato il contrabasso l'_Elefante delle +orchestre_. + +Nessun istrumento può infatti rivaleggiare con esso nella ampiezza +della mole. Gli è forse per questa ragione che gli uomini alti e +stecchiti sono attratti a suonarlo da una irresistibile simpatia. + +Applicando il contrabasso all'abdome, un suonatore della famiglia dei +merluzzi può illudersi di aver un gran ventre, e un ventre sonoro per +giunta. + +Il contrabassista tende alla serietà, e si atteggia, nelle riunioni +pubbliche e private, da uomo grave e profondo. Parla poco, e prima di +esporre la propria opinione, attende che tutti gli altri abbiano +finito di discutere. Ama con trasporto il tabacco da naso, e profitta, +per assaporare la sua _presa_, degli intervalli d'aspetto. + +Qualche volta numera i detti intervalli ribattendo voluttuosamente +sotto le narici il pollice e l'indice ingrommati di tabacco. + +È raro che un suonatore di contrabasso rimanga celibe oltre l'età di +trent'anni. La moglie lo tiene in gran conto e lo venera credendolo +dotato di una energia formidabile. Questa specie di venerazione ella +suol anche riportarla sullo strumento, ch'ella pone a giacersi nelle +assenze del marito, al lato deserto del talamo. In tali casi, +destandosi la notte, ella da un pizzico alle corde e poi brontola: +«meno male! questi almeno, se lo tocco, grugnisce.... Ma lui.... mio +marito.... dà mai segno di comprendermi?» + + +__L'Arpa.__ + +Stromento ascetico, già suonato dal Re Davide con irresistibile +successo. Serve di accompagnamento obbligatorio ai _canti celesti_. + +L'arpista nasce cogli istinti del gatto, ma all'età di dieci anni fa +voto di castità. Si nutre di vermicelli al brodo e, all'estate, di +lattuche. Ammesso a far parte di una orchestra, si innamora +platonicamente della prima donna contralto, nella cui voce ermafrodita +gli par di sentire il canto degli angioli. + +Dato ch'ei prenda moglie, usa con essa celestialmente. In casa suona +di rado, ma quando ciò gli avvenga, si pone in capo una corona d'oro e +si figura di essere il Re Davide. La moglie, ordinariamente, lo regala +di altre corone meno splendide. + +Oggidì, nelle orchestre, il posto dei Re Davidi venne usurpato dalle +Bersabee, le quali pizzicano più leggermente, ottenendo degli effetti +più omogenei; a venticinque anni muoiono consunte d'amore pel primo +flauto. + + +__Il Timpano.__ + +Un testone di legno e di pelle, ripieno d'aria e di sinistri presagi. +Il rullo dei timpani serve nel melodramma ad annunziare l'arrivo di un +personaggio fatale, che il più delle volte suol essere un marito +becco. Qualche volta il suo funereo brontolío serve a descrivere il +silenzio, o la intima disperazione di una prima donna colta in +flagrante adulterio. + +Il timpanista è un uomo serio, compreso della sua alta missione +drammatica; ma sa dissimulare il proprio orgoglio, dormendo sul +proprio strumento quando gli altri suonatori fanno il maggior +strepito.--Egli incarica il più prossimo de' suoi colleghi di +orchestra di svegliarlo a tempo debito. + +Al destarsi, afferra i due battenti e percuote; ma quando il vicino si +dimentica di svegliarlo, egli prolunga i suoi sonni fino al calar del +sipario. Allora, si riscuote, si accorge che l'opera è finita, si +stropiccia gli occhi; e se avviene che il direttore di orchestra lo +rimproveri di aver mancato all'_attacco_, risponde, crollando le +spalle: «tanto, anche senza i miei rulli, il tenore è morto lo +stesso.... Rullo più, rullo meno, così la deve finire!» + + +__Gran Cassa.__ + +Inutile parlarne.--È lo strumento dell'epoca; e Ministri, Deputati, +Scienziati, Poeti, Parrucchieri, Cavadenti hanno imparato a suonarlo +per eccellenza... Le cretine moltitudini accorreranno sempre al +richiamo del _poum!... poum!..._ e avrà sempre ragione chi batterà più +forte. + + + + + CIÒ CHE SI VEDE + IN UN TEATRO POPOLARE + + +A dirvela schietta, lettori miei, io non ho mai capito perchè il +teatro debba chiamarsi scuola di civiltà. Chi va in teatro per +educarsi? E quali insegnamenti si attendono da un dramma, da una +commedia, da un'opera in musica, da un ballo? La tragedia antica +insegnava l'incesto; il dramma moderno insegna l'adulterio; l'opera in +musica insegna l'assurdo; il ballo insegna a misurare collo sguardo la +periferia di cinquanta o più mappamondi di carne femminina. Il palco +scenico è, per le figlie del popolo, una scuola di prostituzione; pei +giovani artisti una scuola di ciurmeria e di vagabondaggio. Ecco la +grande educazione che il teatro può dare a quanti vi si consacrano per +professione. + +Quanto al pubblico.... Mio Dio! Lo avete mai sviscerato, questo ente +collettivo che si chiama il pubblico? Su mille spettatori che +assistono all'opera, io ve ne do una sessantina, un centinaio al più, +che comprendano qualche cosa del dramma e della musica. Tutti gli +altri sono in teatro per guardarsi, per far all'amore, per vedere +delle spalle nude e delle coscie in maglia. + +Era una bella giornata del giugno 1858, ed io pranzava all'albergo +della Gran Bretagna in compagnia di un Inglese che un anno prima avevo +conosciuto a Parigi. Questo Inglese apparteneva alla classe +aristocratica, e si vantava grande dilettante di musica e adoratore +fanatico dell'opera italiana. + +In quella stagione non c'era a Milano altro spettacolo d'opera fuor +quello del teatro dei Giardini Pubblici, dove si rappresentava +l'_Attila_ di Verdi da una compagnia di cantanti accozzati da un certo +Corti di Bergamo, il quale, oltre ad essere impresario, aveva assunto +nel melodramma la parte del baritono. + +Il mio Inglese, in mancanza di meglio, accolse il partito di recarsi +al teatro dei Giardini Pubblici, ed io ve lo accompagnai di buon +grado. + +Entrammo nel circo ad ora conveniente per prendere un posto di nostra +elezione. Saliti alla galleria--«mettiamoci nella seconda fila delle +sedie, dissi all'Inglese; così potremo distendere le gambe a nostro +bell'agio.» + +E queste parole mi venivano ispirate da un sentimento di pietà, +perocchè il signor Jhonnes era fornito di un paio di gambe così lunghe +ed inflessibili, ch'egli durava molta pena a raccorciarle fra la sedia +ed il parapetto. + +Ma come le gambe, così anche il cervello del signor Jhonnes era di +fabbrica inglese. Egli si ostinava a rimanere nella prima fila; e dopo +sforzi incredibili era riuscito ad impiombarsi là dentro come un conio +nella spaccatura d'una quercia. Che fare? Per debito di cortesia mi +convenne inchiodarmi al di lui fianco. + +La gente comincia a farsi spessa; e mentre l'Inglese col libretto alla +mano sillaba i versi alla meglio, ecco quattro donne ci sovrastano +colle immani crinoline e domandano di scendere nella prima fila.... + +--Mammina! qui vi sono due posti, grida una fanciulletta di circa +dodici anni--se quel signore volesse ritirare le sue _pertiche_ +dall'altra parte.... + +--Impertinente! esclama una grossa matrona che domina il +drappello--son questi i modi di chiedere un favore? Mille perdoni!--se +_monsù_ vuol far la gentilezza di _rettificare_ le sue gambe.... + +Ma l'Inglese non dà retta; e la più giovane delle ragazze piomba colla +persona fra il parapetto e la sedia, appoggiandosi senza misericordia +sui piedi del mio onorevole compagno. + +--_Goddem!_--esclama il sig. Jhonnes; mio piete non statte +scapello!.... + +Ma la ragazza, senza badare, attira la compagna sull'altra sedia +vacante. + +--Noi siamo ancora dei fortunati, dico io sotto voce all'Inglese; se +invece delle ragazze fossero scese le due matrone che ci stanno dietro +la schiena, c'era da morirne asfissiati. + +--Io non posse rimanere in posizione! esclama l'Inglese.--Signorina, +la preghe tenere campe più corte. + +--Cecilia! grida di nuovo una delle matrone....; ricordati che siamo +in teatro!.... + +--Ma che colpa ci ho io, mammina, se questo signore ha certe +_stanghe!_ + +--Di nuovo ti dico di _misurare i termini_.... Bada che se mi fai la +matta, ti riconduco a casa... + +--Eh! ora, a casa non ci torno più, dice la ragazzetta all'orecchio +della vicina.... E poi, infin dei conti.... il signor Domenico i +biglietti li ha dati a me.... Sono io che stamattina glieli ho +chiesti.... a nome della mamma. + +Frattanto, dietro le nostre spalle si vanno agglomerando nuovi +spettatori. Un uomo di circa trent'anni, sparuto nel volto, coi +capelli lunghi e ben pettinati, cogli abiti alquanto luccicanti sotto +le maniche, si è collocato a fianco delle matrone, divorando cogli +occhi una delle giovinette che seggono al nostro lato. Tre o quattro +giovinetti superano la barricata d'un salto, volgono saluti a destra e +a sinistra, chiamano a nome i vicini e i lontani, e si studiano di +attirare l'attenzione delle donne colla vivacità dei loro epigrammi. + +--Che vuol dire questo miracolo? Anche lei qui, signora Caterina! + +--Lei.... signor Pedrino!... Abbiamo avuto i biglietti da un comico +della compagnia, che alloggia in casa nostra, al quinto piano. + +--Ma brava, la signora Caterina! E chi è questo comico? senza dubbio +il primo amoroso.... + +--È il primo tenore.... + +--Oh! Oh! il primo tenore.... che abita al quinto piano!.... A +proposito: come si chiama? Ehi, di là! nessuno ha un libretto?.... +Forse quel signore là abbasso.... + +--Cecilia! tira fuori il libretto! + +--C'è forse bisogno del libro per sapere il nome del nostro vicino di +casa? Egli si chiama Domenico Scanagatta.... + +--Diavolo! Scanagatta! che razza di nome.... per un primo tenore....! + +--Primo dei primi.... lo ha detto egli stesso, esclama la donna +grossa, indispettita dalle risa e dalle maligne esclamazioni dei +circostanti. + +L'Inglese che ha prestato orecchio a quelle ciarle, consulta l'elenco +dei personaggi e degli attori, poi volgendosi a me:--quella signora +s'incanna, mi dice--non trovate in lipretto Cane e Gatta, ma Napoleone +Moriani. + +--Il libretto che voi avete fra le mani porta la data del 1847, quando +l'_Attila_ si rappresentava alla Scala. + +--Oh! oh! vere! verissime! Tata tel 1847! Mi più niente capite.... + +Frattanto, uno dei giovani che sta dietro di noi si è preso l'incarico +di leggere a voce alta, e di spiegare il melodramma alla comitiva +femminina. Ma non appena egli ha declamato i primi versi: + + Urli--rapine Stupri, rovine, ecc. + +la Cecilia interrompe la lettura esclamando: che razza di parole son +queste! Ci capisco io niente, signor Pedrino?.... Mamma: cosa sono gli +stupri? + +--Vuoi finirla? Son domande da farsi codeste? Saprai tutto a suo +tempo.... + +--Vi spiegherò io, popolina, mormora il giovine sparuto, il quale +insensibilmente si è avvicinato alle ragazze. + +La più grande volge indietro uno sguardo melanconico--uno sguardo che +rivela cento segreti.... Lo sparuto dalle maniche luccicanti è +l'amante corrisposto. La giovinetta taciturna e contemplativa sa di +averlo alle spalle.... e aspetta trepidando qualche prova palpabile +del suo amore. + +Ma ecco, i suonatori si mettono al loro posto e cominciano ad +accordare gli stromenti.... Dalla platea e dagli ordini più elevati si +grida: _sonèe_! si battono le mani e i bastoni.... Il pubblico sovrano +minaccia di farsi riottoso.... Mentre l'Inglese per istinto di +curiosità spinge il capo fuori del parapetto, quattro o cinque +individui che stanno di sotto gli rivolgono la parola e gli fanno dei +gesti insolenti: «_Ehi lûu, sur sciloster! El ved no che ghè de la +gente chi abbasso?_--Parlatte con me quei signori?.--Avreste forse +gettato qualche cosa sulla testa di quella brava gente?--Mentre io +scambio tali ciarle col signor Jhonnes, la Cecilia, che da qualche +tempo sta rosicchiando dei semi di _mellone_, sputa parecchi gusci sul +naso degli spettatori irritati. Fortunatamente una violentissima +esplosione di applausi, di fischi e di grida, obbliga il direttore di +orchestra a dare il segnale dell'attacco. I suonatori distendono +l'arco e imbeccano i tromboni.--Silenzio!--Abbasso!--Giù il +cilindro!... limonata fresca!--E in mezzo al gridío, finisce il +preludio--il sipario si leva--quattro o cinque servitori di scena +fuggono tra le quinte come sorci colpiti dalla luce; e otto coristi si +avanzano urlando da Unni. + +--Oh! vedi, mamma! ecco là il signor Domenico! Io l'ho subito +riconosciuto.... Non vedi, mamma, ch'egli ci saluta? + +--Zitto!.... Ma vediamo!. Dov'è questo signor Domenico? + +--Ah! gli è dunque il primo tenore dei cori, che vi ha dato i +biglietti, signora Caterina! + +--Sì.... il primo tenore.... dei primi!... Proprio lui! Con quella +barba non lo avea riconosciuto.... + +--Hai veduto, mamma? Il signor Domenico si è messo in ginocchio.... + +--Sicuro! i coristi.... cioè gli Unni.... si mettono in +ginocchio--dice il nostro vicino sentimentale, che si è dato a +conoscere per un parrucchiere di Viarenna--tutti fanno onore ad Attila +_flagellum Dei_, che viene in sulla biga per sentir cantare i +soldati.... + +--Perchè quella carrozza è tirata da due uomini vestiti come +gl'infermieri dello spedale!... + +--Perchè.... a quei tempi non erano inventati i cavalli.... + +--Ma, ecco la prima donna! replica il parrucchiere gravitando sulle +protuberanze più soffici della nostra vicina; essa viene per ammazzare +il basso. + +--Il basso? ma dov'è questo basso?... + +--Là, in piedi!... il più alto di tutti.--Ora, vedremo il baritono, +cioè il romano.... + +--Il baritono non è romano ma bergamasco.... + +--Goddem! ripiglia il signor Jhonnes.--Come capire musiche?... + +--Cos'ha quella mummia da brontolare?... Sta a vedere ch'io gli do sul +naso questa fetta di mellone!... + +--Non capite poesia, mi dice l'Inglese all'orecchio; perchè tante +critare Ottapella? + +--Attila le ha fatto dono di una spada, ed ella per riconoscenza giura +di piantargliela nel ventre alla prima occasione. + +--Veritable gentelman Attila; veritable porche Ottapella!...» + +Frattanto i galanti, che seggono presso di noi, hanno chiamato il +venditore di birra per offrire un rinfresco alle donne.... Mentre il +tenore sta per cominciare la cavatina, uno scoppiettío di turaccioli +sprigionati fa trasalire i circostanti.... + +--Presto! a te Ghittina.... a te Cecilia! Bada alla spuma! Cisti.... +Adagio! Ma basta! signor Pedrino! Ahi!... + +L'Inglese, disturbato dai rapidi movimenti e dalle risa sguaiate delle +donne, si volge indietro per imporre silenzio; ma al tempo stesso una +tazza colma di birra viene ad urtargli nello stomaco, e un'onda di +spuma gli si riversa sulle gambe. + +A tale eran giunte le cose, che il mio Inglese cominciava a perdere la +pazienza. Ma ciò che d'un tratto lo fece balzare dalla seggiola fu un +pizzicotto venutogli di contrabbando attraverso le gonnelle delle +nostre vicine. Quel pizzicotto non era diretto a lui e mirava +probabilmente a delle carni più floride; ma lord Jhonnes non volle +attendere nuovi guai, e levandosi da sedere: «Signore, mi disse, +lacciù in procenio, federe palchette vuote. Andiamo là codere meglio +musiche più sciutte.» + +Molta pena ci volle per uscire da quella siepe di gente. Mentre noi +colle gambe levate tentavamo sormontare le seggiole, una mezza dozzina +di gambe sconosciute si intralciava colle nostre per contendersi i due +posti vacanti. Una gamba del mio Inglese (probabilmente la più lunga) +rimase per alcuni minuti inforcata a quella del parrucchiere e stretta +come in una smorza. + +Quando Dio volle, riuscimmo a superare, più o meno illesi, quella +barricata di sedie e di ginocchi; tanto che, al cominciare del secondo +atto, ci trovammo comodamente seduti nel palchetto di proscenio. + +E là, un altro genere di spettacolo. Noi eravamo collocati sì +fattamente, da dominare tutta la scena non solo, ma anche da vedere +tutto ciò che si passava tra le quinte. + +All'alzarsi del sipario, Attila e il fido Uldino sono sdraiati nella +loro tenda. L'orchestra preludia con dei suoni gravi, i quali +vorrebbero esprimere le atroci visioni del tiranno. Il mio Inglese +tende l'occhio e l'orecchio.... io faccio altrettanto.... + +--Cosa è stato? + +Tanto io che l'Inglese abbiamo udito un rumore sotterraneo +sprigionarsi dalla grossa persona di Attila; e Uldino ad esclamare +sottovoce: «Alla barba del pubblico!» + +--Quest'altro alla barba dei giornalisti e dei corrispondenti! +risponde Attila. + +E qui, un altro di quei rumori sotterranei che fanno arrossire il mio +Inglese.--Come sono educati gli artisti!... + +Ma il preludio è finito. Attila balza in piedi esterrefatto +dall'orribile sogno.... + +--_Uldino.... Uldin!... Non hai udito?..._ + +--Caspita! lo sento ancora! mormora Uldino.... + +E il terribile Attila, sguainando la spada, corre furioso per la scena +e grida verso le quinte: la gelatina!... sto male di voce.... la +gelatina dopo l'adagio! + +Nel mentre che Attila ritorna verso la ribalta per cantare l'adagio +dell'aria, Uldino va a levare una presa di tabacco dalla scatola di +una corista che si mostra dalle quinte in abito da _vergine romana_, e +frattanto da un'altra quinta sbuca la moglie del basso con un vasetto +ed un cucchiale tra le mani. + +--Ah brava!... siete qui colla gelatina! dice Uldino.... Gli è un po' +rauco difatti, vostro marito. Questa gli farà bene.... + +E così parlando, Uldino caccia le dita nel vasetto.... + +--Lasciate.... malcreato!... Ce n'è appena tanto per ingozzarlo.... +lui.... quella bestia! grida la moglie del basso, ritirando il vaso. + +Ma Attila, che ha finito il suo adagio, profitta dell'intermezzo +istrumentale per andar in cerca della gelatina, e dà l'avviso alla +moglie con queste parole: presto!... sfodera il cucchiale.... Martina! + +La donna, nel diverbio con Uldino, ha lasciato cadere il cucchiale, e +il basso essendo trascorse le battute intermedie fra l'adagio e la +cabaletta, ritorna a grandi passi verso il proscenio augurando mille +accidenti alla moglie, e poi grida: + + Oltre quel limite + Ti attendo, o spettro, + Vietarlo ad Attila + Nessun potrà. + +Finita la prima cabaletta, dai palchi e dalla platea insorgono dei +fischi.... Attila corre furioso tra le quinte, strappa il vaso dalle +mani della moglie e ponendoselo alla bocca, assorbe d'un fiato la +broda rappresa, quindi si slancia al proscenio colla spada in pugno +per urlare di nuovo: + + Vedrai se pavido + Io l'alma arretro + Se un Nume vindice + La patria avrà. + +Cric! Crac! quac! quac!--urla la platea come un solo.... Attila. + +Al povero basso, malgrado il sussidio della gelatina, è scroccata +l'ultima nota della cabaletta. + +Nel ritirarsi dal proscenio per sfidare il pontefice romano che si +avanza in mezzo ad una processione di coriste _vestite da vergini_, +Attila esclama con voce rabbiosa: maledetti! c'era un becco di +pollastro.... in quella gelatina.... Qualche vendetta.... so io.... di +chi.... Della birra! datemi della birra!... No.... Non siamo più a +tempo.... Accidenti alla musica ed al pubblico! + + * * * + +E Attila s'inginocchia dinanzi al papa gorgogliando le fatidiche +parole: + + Dinanzi ai numi + Prostrasi il re. + +--Chi state donne con papo? mi chiede l'Inglese. + +--Vergini romane; rispondo io. + +--Se così state vergini, cossa state Roma tonne ti mondo? + +Il pezzo concertato ha prodotto una certa sensazione nel pubblico.... +Un silenzio solenne regna nel vasto circo--uno di quei silenzi che +ordinariamente, in teatro, sono forieri dell'applauso generale. + +Ma al punto culminante, quando Attila ripete per l'ultima volta +l'umile protesta, un malaugurato turacciolo che si sprigiona innanzi +tempo da un bottiglia di birra, balza scoppiettando dalle sedie fisse +al palco scenico e va a colpire direttamente la faccia del pontefice +Leone, piantandosi tra le setole della sua barba posticcia. La prima +donna, il tenore, i coristi portano le mani alla bocca per dissimulare +la loro ilarità; e mentre Attila, il quale non si è accorto di nulla, +si prostende colla faccia alle assi del palco scenico, prorompe in una +di quelle stonazioni che fanno raccapricciare la intera massa del +pubblico, gli avveniristi eccettuati. + +--Signor impresario! signora direzione! urla Attila balzando in piedi +appena calato il sipario.... io protesto che non canterò più in un +teatro.... in un teatro.... + +--Alto là!... non è quello il modo di trattare le mie barbe e le mie +parrucche--grida il parrucchiere del teatro uscendo da una quinta. + +--Con chi l'ha, quel cane.... di uno stonatore?--esclama il tenore +colla sua voce di falsetto, gettando al basso uno sguardo di stizzosa +ironia. + +--Non so di noi due chi sia più cane, risponde Attila con voce +fremente. + +--Dio! s'ha stonato tutti in questo finale!...--strilla il secondo +tenore. + +E la prima donna in un crocchio di coriste: s'io avessi saputo d'aver +a cantare con questi cani.... + +E il direttore d'orchestra che è salito in quel punto sul palco +scenico: «e poi i giornalisti dicono di noi!... Come s'ha a +dirigere.... come si fa ad accompagnare questi cani?» + +E i coristi maschi: «si beve o non si beve?... Si è mai visto uno di +questi cani metter mano alla borsa? Dio!... che massa di cani!» + +Ma la prima donna si è avvicinata ad un forellino del sipario, quivi +condotta da un figuro in abito da borghese che le parla all'orecchio e +non cessa di mormorarle delle frasi alle quali la cantante sembra +interessarsi vivamente. + +Forse, esplorando più oltre da quella vedetta, avremmo scoperte +dell'altre stranezze; ma innanzi che l'opera finisse, l'onorevole +signor Jhonnes volle andarsene dal teatro, e a me fu obbligo di +cortesia il ricondurlo all'albergo. + +E mentre noi, fumando uno squisitissimo avana, rifacevamo a lenti +passi la corsia, un _orecchiante_ avvinazzato ci teneva dietro, +urlando a squarcia gola una sua reminiscenza dell'opera, tradotta nei +versi: + + «Caro padre a la madre regina + «I possenti mangiavan i figli....[1] + + [1]: Il testo dice: + + Cara patria, già madre e regina + Di possenti magnanimi figli, ecc., ecc. + +Ed ecco di qual modo, assistendo alla rappresentazione di un'opera in +musica, avviene che il buon popolo raccolga, cogli altri vantaggi +morali, anche quello di educarsi alla buona poesia. + +Ma forse provvidenziale è l'idiotismo degli spettatori. Guai se +comprendessero! Guai, se assistendo ad una rappresentazione d'opera in +musica, pigliassero troppo sul serio questa divertente baggianata che +è il dramma cantato e istromentato! Un pubblico che si avvisasse di +filosofare sull'opera in musica, cesserebbe dal ritrarne diletto, e +dovrebbe, in nome della logica e del senso comune, pigliar a sassi il +poeta, il maestro e tutti quanti. + + + + +L'ARTE DI FAR LIBRETTI + +Opera serio-buffa in tre atti + + +PERSONAGGI + + +BARITONO I.--_Tiranno di un paese qualunque, personaggio nervoso e + atrabiliare._ + +PRIMADONNA.--_Moglie di Baritono, donna di carattere indipendente e + soggetta a frequenti deliquii._ + +TENORE.--_Giovane di oscuri natali, di temperamento epatico, affetto + di itterizia, e di idropisia cronica._ + +COMPRIMARIA.--_Damigella di confidenza e amica inseparabile di + Primadonna; fanciulla tra i venti e i cinquant'anni, di indole + maligna e sospettosa._ + +COMPRIMARIO.--_Amico intimo di Tenore; personaggio poco influente e + irresoluto._ + +PROFONDO.--_Frate di un ordine qualunque; zio di Primadonna, amico di + Baritono, mecenate di Tenore, ecc., ecc., uomo di solida + costituzione e di molta autorità, con tendenza pronunziatissima + alle stonazioni._ + + +CORISTI MASCHI E FEMMINE + +_che mutano nome e condizione a comodo del poeta e del maestro, +conservando sempre nel viso e nel portamento il tipo cretino. I +Coristi, al primo apparire sulla scena, rivelano i loro istinti di +ordine, schierandosi in semicircolo e ostentando la maggior parsimonia +nei gesti. + +La scena ha luogo in un paese non ancora conosciuto, i cui abitanti, +invece di parlare, cantano o solfeggiano con accompagnamento di +orchestra._ + +_Epoca: a piacere del vestiarista._ + + + + +ATTO PRIMO + + + +SCENA PRIMA. + +Sala, bosco, o piazza, a comodo dello scenografo. +All'alzarsi del sipario echeggia da +lungi il seguente + + +CORO + + Al cominciar dell'opera, + Siccome è nostra usanza, + Una preghiera o un brindisi + Cantiamo in lontananza.... + + E perchè il dotto pubblico + Alla canzon plaudisca, + Facciam ch'ei non capisca + Quello che noi cantiam. + Dunque.... preghiam! + Dunque.... beviam! + Poi tutti, senza muoverci.... fuggiam! + +(_Le voci poco a poco si vanno ammorzando--da ultimo non si ode che la +battuta del maestro dei cori, il quale sporge il naso da una quinta +per consultare la bacchetta del direttore d'orchestra_). + + + +SCENA II. + +Tenore--Comprimario. + + +TENORE (_uscendo da un muro o da una +pianta e arrestandosi in fondo alla scena_) + + Quai voci!.... Son pur dessi.... io li conosco.... + (_a Comprimario_) Li vedi tu?.... + +COMPRIMARIO (_guardando fissamente il suggeritore_) + + Li vedo.... in fondo al bosco + Si ritraggon i vili.... e qui tu puoi + Cantar liberamente + La cavatina tua.... + +TENORE (_afferrando Comprimario per un braccio e conducendolo sul +davanti della scena_) + + Sì: mio fedele!.... + Altra ragion qui non mi trasse--e certo + Venuto non sarei, + Se il maestro, cedendo ai voti miei, + La cavatina non mi avesse scritto.... + + COM. Siete primo tenor--ne avete il dritto. + + TEN. Or va, diletto mio--veglia da lunge.... + Esplora il bosco, la vallata, il colle.... + Mentre io canto l'_adagio_ in _mi-bemolle_. + +(_Comprimario si allontana alzando il braccio destro e si ferma, +dietro una quinta, a conversare con una corista_). + + +TENORE (_impiombandosi presso la buca +del suggeritore_) + + Per quel destin che a gemere + Condanna ogni tenore, + La moglie del Baritono + Amo di immenso amore.... + E questo ardente affetto + Cui nulla estinguer può, + Nel prossimo duetto + A tutti.... e a lei dirò. + + + COMPRIMARIO (_entrando in scena agitatissimo, e accostandosi a + Tenore gli canta con voce fioca nell'orecchio_) + + Or che l'_adagio_ + Hai terminato; + Tenor carissimo, + Son qui tornato. + Per darti il tempo + Di riposar. + + TENORE (_dirigendosi con Comprim. verso il fondo della scena_). + + Oh! mille grazie! + Ben obbligato.... + Andiam là.... in fondo.... + A passeggiar.... + +(_Squillo di trombe nell'orchestra. Dopo aver respinto Comprimario nel +vano_ _di due quinte, Tenore si slancia di nuovo verso la ribalta, +gridando a tutta voce):_ + + Nuovi prodigi il pubblico + Dalla mia gola aspetta.... + Ei vuol la cabaletta.... + La cabaletta avrà. + E griderò sì forte: + Guerra, sterminio e morte! + Che di mie note al turbine + La vôlta crollerà. + + COMPRIM. (_avanzandosi timidamente, alle ultime cadenze_). + + Qualcun potria sorprenderci.... + Prudenza! usciam di qua! + +(_si allontanano a passo di carica per vie diverse e senza +salutarsi_). + + + +SCENA III. + +__Primadonna__, _che si avanza a passo di +carica e si arresta dopo quattro passi_. + + + PRIM. Dove mi inoltro?.... il sol tramonta.... + +(_la scena si oscura improvvisamente_). + + È notte.... +(_la campana suona dodici tocchi_) + + Gran Dio..., la mezzanotte!.... + Come volan gli istanti!... Uscii di casa + A mezzogiorno, e dopo venti passi, + Eccomi.... nelle tenebre sepolta.... + Uscirò più a buon'ora un'altra volta.... + E il mio Tenore!... Egli verrà!... Mel dice + Questa di flauto melodia soave + Che nell'aria si spande.... (_trillo di flauto nell'orchestra_). + Oh! rimembranza!.... + È omai tempo ch'io canti una romanza. + (_con passione_) Alla mia voce, o flauti, + Il dolce suon sposate, + Gemendo a lui recate + L'eco del mio dolor.... + Ditegli che l'aspetto + Pel solito duetto.... + Che moglie di un baritono + Sempre amerò i tenor. + (_guardando verso le quinte_) + Egli verrà.... non tarderà.... Lo veggo + Ritto al piè di una quinta.... Egli misura + Il tempo colla man... si inchina a bere + Un sorso d'acqua e zucchero.... tossisce.... + Si slancia alfine... + +(_correndo incontro a Tenore e abbracciandolo col più vivo trasporto_) + + Il cielo a me ti unisce! + + + +SCENA IV. + +__Tenore e detta.__ + + + A DUE VOCI. O gioia inesprimibile!... + + PRIMADONNA. Sei tu?... + + TENORE. Son io.... + + PRIMADONNA. Tel credo.... + + TENORE. Dici tu il ver? + + PRIMADONNA. Le tenebre + Son folte.... eppur ti vedo.... + + A DUE VOCI. La luce del proscenio + Irradia i cori amanti.... + Non perdansi gli istanti.... + Dell'ora approffittiam! + + PRIMADONNA. Dunque.... risolvi.... affrettati.... + (_con impazienza_) + TENORE. Che vorrà mai?.... + _(da sè, ritraendosi)_ + + PRIMADONNA. Cantiam! + +_(Mentre Primadonna si avanza verso la ribalta per cantare l'a solo +del duetto, Tenore entra in un albero)._ + + + PRIMADONNA _(con passione, volgendo gli occhi tratto tratto verso + un palco di terza fila)_ + + Fino dal dì che al cembalo + Le prove incominciai, + Senza timori o scrupoli + D'amore io ti parlai.... + Lo sposo mio baritono, + Che sempre era presente, + Facea l'indifferente.... + Fingea di non capir.... + Ma questa sera.... ahi miseri! + Dovrem per lui.... morir + +(_si inchina al pubblico che l'applaude e volgendo le spalle al Tenore +entra in una colonna_). + + TENORE (_fissando il lampadario con occhi appassionati_) + + Non iscordar, bell'angelo, + Che prima donna sei; + Poichè il libretto è serio, + Morir con me tu dei.... + In barba al re baritono, + Al basso e ad altri ancora, + Infino all'ultim'ora + Noi canteremo insiem. + Ed i maggiori applausi + Per certo coglierem (_rullo di timpani_). + + PRIMADONNA. O mio spavento! + + TENORE. I timpani!.... + + PRIMADONNA. Tu pure udisti?.... + + TENORE. Ho udito.... + + PRIMADONNA. Sempre quel suon funereo.... + Precede mio marito.... + + TENORE (_trascinando Primadonna per un braccio_) + + Propizie a noi le tenebre + Saran.... + +(_improvvisamente la scena si rischiara_) + + PRIMADONNA. Già sorto è il dì (_arretrando_) + + TENORE. Qual contrattempo!.... + + + +SCENA V. + +Baritono (_che si slancia sulla scena colla spada sguainata_) e detti. + + BARITONO. Perfidi! + + PRIMADONNA. Cielo!.... il mio sposo!.... + + BARITONO. È qui! + +_(Baritono getta in un bacino di acqua stagnante il cappello e il +mantello, che tosto vengono raccolti da mano ignota. Primadonna e +Tenore si collocano ai lati del proscenio)._ + + BARITONO _(colla spada alzata)_ + + Coppia infame; e spenti al suolo + In vedermi non cadeste? + Se il rossetto non aveste + Voi dovreste impallidir.... + +(_gettando la spada in un fosso_) + + + Oh furore! e non mi è dato + Punir tosto il reo misfatto!.... + Ma vi aspetto all'ultim'atto.... + Dove tutti han da morir. + + TENORE _(correndo ad abbracciare Primadonna,_ _e guardando + Baritono con feroce ironia_). + + Or che il brando egli ha gettato, + Vien.... mi abbraccia al suo cospetto.... + Fino all'ultimo quartetto + Non poss'io.... non puoi morir. + Nè può il vil, se anco il volesse, + Punir tosto il reo misfatto, + Chè, noi morti nel prim'atto, + Dovria l'opera finir. + + PRIMADONNA (_gettandosi ai piedi di Baritono e cantando con + accento supplichevole_) + + Per l'effetto della scena, + A' tuoi piè, signor, mi getto.... + Deh! non volgermi la schiena.... + Ti commova il mio dolor.... + Innocente fu il duetto... + Son qual ero, onesta e pura.... + Ci batteva la misura + Dell'orchestra il direttor.... + + + BARITONO _(afferrando Primadonna per un braccio e scuotendola con + violenza)_ + E osi tanto?... + + PRIMADONNA (_da sè_) Osai più ancora.... L'altra sera... in + camerino.... + + BARITONO (_a Tenore_) E tu l'ami?... + + TENORE (_rialzando Primadonna e abbracciandola con trasporto_) + + È mio destino... + + BARITONO (_tornando presso Primadonna dopo aver percorsa la scena + in varie direzioni_) + + E innocenza vanti ancor?.... + + PRIM. Attestar che il vero ho detto + Può l'orchestra tutta quanta + Là si suona.... e qui si canta.... + + BARITONO. O mio scorno! o mio furor! + + (_Lanciandosi coi pugni stretti verso la ribalta e urlando a tutta + gola_) + + Fino all'ultimo quartetto + Voi vivrete, o scellerati, + Maledetti, disperati, + Rintronati--dal mio sol! + + TENORE (_col massimo furore_) + + Suscitare un grande effetto + Speri invan colla tua nota... + Perchè il pubblico si scuota + Ci vuol proprio un si-bemol! + + PRIMADONNA (_strappandosi i capelli_) + + Urliam tutti e avrem l'effetto.... + Par che il pubblico si scuota.... + +(_a Tenore_) + + Arrestiamci sulla nota.... + Calca.... sforza il si-bemol. + + BARITONO (_volgendosi a destra e a sinistra come un maniaco_) + + Vieni!... + + PRIMADONNA. Dove?... + + BARITONO. Il saprai.... + + TENORE (_tentando trattenere Primadonna_). + + Ferma.... + + PRIMADONNA (_a Tenore_) Ti scosta!... + + TENORE. Io per l'Africa parto.... Addio. + + PRIMADONNA. No.... resta.... + +(_Si ode un fischio dall'interno del palcoscenico che annuncia la +prossima calata del sipario. Tutti alzano gli occhi sbigottiti_). + + TUTTI. Su.... presto.... terminiamo.... + Pria che il sipario non ci cada in testa! + +(_Baritono, Tenore e Primadonna si lanciano per l'ultima volta verso +il proscenio raddoppiando le grida_). + + TUTTI. Alla fine del terzetto + Perchè il pubblico si scuota + Arrestiamci sulla nota... + Rinforziamo il si-bemol!... + +(_Baritono trascina lentamente Primadonna, che tratto tratto volge +indietro lo sguardo, mentre due servitori in livrea vengono in scena a +raccogliere la spada ed altri oggetti smarriti dai cantanti_). + + +CALA LENTAMENTE IL SIPARIO. + + + + +ATTO SECONDO + + + +SCENA PRIMA. + +Sala senza porte.--Un tavolo e due scranne servibili.--Altri tavoli e +sedili dipinti sul muro. + +Baritono--alcune guardie. + + + BARIT. (_alle guardie_) + La regina vedeste? (_breve pausa_) + Una risposta + Non mi attendo da voi--siete _comparse_... + E una _comparsa_ non parlò giammai... + Ite!... Solo esser voglio.... + +(_le guardie volgono la faccia verso le quinte, aspettando un cenno + del direttore di scena_). + + Ah! no.... attendete.... + +(_le guardie partono, urtandosi e spingendosi l'una contro l'altra_). + + Dove vanno, perdio, questi balordi?... + Io muti li credea--sono anche sordi!... + + + +SCENA II. + +Frate Profondo e Detti. + + + FRATE. Signor.... + + BARIT. Che vuoi?... + + FRATE. Di favellarvi chiede + Primadonna... ma pria.... con vostra pace... + Io pur vorrei.... + + BARIT. Che cosa?.... + + FRATE. Intrattenermi + Un istante con voi.... + Quattro minuti almen.... + + BARIT. Parla: che vuoi?... + + FRATE. Ch'io sono il basso--non ignorate.... + È necessario che m'ascoltiate.... + Lo vuol.... lo esige.... l'onor dell'arte.... + Fui scritturato qual prima parte.... + E senza un'aria.... senza un duetto.... + Bella figura farei davver! + So che a Milano qualcuno ha detto + Che da gran tempo non ho più voce.... + Che fu menzogna, calunnia atroce, + Al dotto pubblico farò saper!... + + BARIT. (_da sè, reprimendosi_) + Destino avverso! tremenda sorte! + Soffrir gli scandali d'una consorte.... + Vederla fremere d'iniquo amore.... + Andare in estasi per un tenore.... + Son cose orribili.... cose nefande.... + Cui non può reggere l'uman pensier.... + Pure un supplizio--v'è ancor più grande, + Udir di un basso le stonazioni.... + E dover fingere per più ragioni + Che le sue note vi fan piacer! + + FRATE (_scostandosi da Baritono e muovendo per partire_) + + Risolvi, o principe! + + BARITONO. Ho risoluto.... + + FRATE. Sai per qual scopo son qui venuto... + + BARITONO. Chiaro parlasti.... + + FRATE. Cantar non vuoi + La cabaletta? + + BARITONO. Da bravo! a noi!.... + + A DUE VOCI. Le trombe squillano--dietro la scena.... + + Un sorso d'acqua corriamo a ber + +(_si dividono ed entrano nei panneggiamenti delle quinte, quindi +ricompariscono colle spade sguainate, urlando a tutta gola_): + + Ignoti nemici + Già invadon le porte; + Di stragi, di morte + L'istante è vicin! + +(_inginocchiandosi e moderando la voce_) + + Gran Dio, benedici + Le nostre bandiere; + +(_alzandosi impetuosamente e raddoppiando le grida_) + + Le barbare schiere + Respingi al confini + +(_rumori diversi dietro scena_) + + FRATE. Udisti? + + BARITONO. Udii.... + + FRATE. Quale fragor?.... + + BARITONO (_tendendo l'orecchio_) + È un carro + Che nella via trapassa + + FRATE. Ti inganni.... è la gran cassa.... + Che del cannone il tuon da lungi imita.... + + BARITONO. La guerra cominciò.... + + + +SCENA III. + +Primadonna e detti. + + + PRIMADONNA. Vili.... è finita! + +(_Tutti si arrestano, guardandosi l'un l'altro col massimo stupore. + Dalla gran cassa che va allontanandosi partono ancora dei colpi + quasi impercettibili--mentre l'orchestra a mezzo dei violini fa + sentire il gemito dei feriti e dei morenti_) + + + BARITONO (_avvicinandosi ad una finestra_) + + Sì.... la guerra è finita... Le mie truppe + Son tutte là... + + FRATE. Nessuno è morto?.... + + BARITONO. Io credo + Che nessun prese parte alla battaglia.... + Eppure.... oh! gioia! la vittoria è nostra.... + + PRIMADONNA (_chinandosi verso l'orchestra_) + + Gemito di morenti.... udir mi parve.... + Laggiù.... + + FRATE. Preghiam per essi--vi prostrate.... + + BARITONO _e_ PRIMADONNA (_inginocchiandosi con visibile + ripugnanza_) + + Sempre così.... quando c'è in scena un frate! + + FRATE (_in piedi, alzando le braccia al cielo_) + + Deh non andare in collera, + Signor, se tu mi vedi, + Mentre costor si prostrano, + Far l'orazione in piedi. + Finchè un basso profondo + Sorviverà nel mondo, + Questo costume pio + Cangiarsi non potrà.... + Tu lo sopporta, o Dio.... + Grande è la tua bontà! + + BARITONO--PRIMADONNA (_sottovoce_) + + Se buono è Iddio, del pubblico + Più grande è la bontà! + + BARITONO (_alzandosi_) + + D'inutili duetti e cavatine + Già troppo si abusò.... Tutti mostrammo, + Qual nel primiero e qual nel second'atto, + Chi siam, perchè cantiamo, + La specie e il rango che ciascun teniamo. + Nella più vasta e ricca galleria + Del palazzo regal si aduni alfine + L'intera compagnia.... + Il popolo vuo' dire, i senatori, + I militi ed il clero, + La Banca, il Parlamento, il Ministero, + Il Consiglio di Stato.... + E tutti quanti han dritto a figurare + In un grande finale concertato. + +(_Volgendosi a frate profondo_) + + Venite voi? + + FRATE. Vi pare + Che senza me si possa?.... + + BARITONO. Ebben, vi attendo.... + +(_a Primadonna_) + + Dell'abito più splendido e sfarzoso + Vanne e ti adorna.... Al fianco del tuo sposo + Tu salirai sul trono.... + + PRIMADONNA. Un bel vestito + Di seta e d'oro io sfoggierò.... Di gemme + Sfavilleran la mia corona.... e il petto.... + Metterò un braccialetto.... + (Che mi diè in dono il marchesin Sanvito) + E quattro o cinque anelli in ogni dito.... + + FRATE. Tante ricchezze.... possedete? A Dio, + Al dator d'ogni bene + L'inno di grazia ora innalzar dovete.... + +(_Mentre Primadonna fa per inginocchiarsi, Baritono la afferra per un +braccio e la trascina fuori della scena_) + + Sta a veder che costui, + Perchè è basso profondo, + Mi intuona adesso un'altra litania! + + PRIMADONNA. Questa ci mancherebbe! + + BARITONO. Andiamo via... + +(_escono_). + + FRATE (_avanzandosi verso la ribalta colle mani alzate, come al + solito_) + + Non c'è più religione a questo mondo!.... + +(_esce a passo lento_). + + + +SCENA IV. + +Grande sala. Tre lampadarii che pendono dalla vôlta con moccoli + fiammanti.--Altrettanti lampadarii dipinti sulle tappezzerie. Due + domestici in livrea collocano un trono alla destra dello spettatore + sul davanti della scena. Nel resto della sala i mobili brillano per + la loro assenza. + +Comprimario--Comprimaria. + + + COMPRIMARIO (_dalla porta a destra_). + Nessuno ancor.... + + COMPRIMARIA (_dalla porta a sinistra_). + Nessuno. + + COMPRIMARIO (_vedendo Comprimaria_). + Qualcuno è là.... + + COMPRIMARIA (_vedendo Comprimario_). + Qualcuno! + + COMPRIMARIO (_avanzandosi_). + Qual buon vento vi porta? + + COMPRIMARIA. E voi perchè accorreste? + + COMPRIMARIO. Degli abiti di gala Baritono si veste.... + + COMPRIMARIA. Anche la Primadonna deve cambiar vestito.... + Bisogna darle tempo.... + + COMPRIMARIO. Benissimo! ho capito.... + Ci vorrà molto ancora?... + + COMPRIMARIA. Passai dal camerino + Mentre stava indossando il manto d'ermellino.... + + COMPRIMARIO. Poi, si sa bene, a prendere un più vivace aspetto, + Convien di tempo in tempo rinfrescare il belletto.... + + COMPRIMARIA. Il pubblico frattanto, che nulla ci comprende, + Crede che noi cantiamo e con pazienza attende.... + + COMPRIMARIO. Tieni bassa la voce.... + + COMPRIMARIA. A gridar non mi arrischio.... + Lasciam fare all'orchestra.... + + COMPRIMARIO (_voltandosi con vivacità_). + Credo udir qualche fischio.... + + COMPRIMARIA. Un fischio!... un altro ancora mi par d'averne udito.... + + COMPRIMARIO. Che pubblico imbecille!... + + COMPRIMARIA (_osservando verso la scena_). + Baritono è vestito.... + + COMPRIMARIO. Egli con Primadonna si avanza... + + COMPRIMARIA (_parlando verso le quinte_). + Presto!... fuori!... + Venisse un colpo secco a tutti i fischiatori! + + COMPRIMARIO (_inchinandosi verso la quinta_) + Avanzatevi, o prence.... (_sottovoce_) (Il pubblico è fremente). + + COMPRIMARIA. Regina, a voi mi prostro.... + (_sottovoce_) Vi pigli un accidente! + + + +SCENA V. + +Baritono--Primadonna--Frate profondo + +indi Coristi, Coriste e Comparse in costumi di tutte le epoche. + + + CORO. Olà.... tutti accorriamo! + Il trono circondiamo.... + Cantiamo, urliam, gridiamo.... + Senza saper perchè.... + Evviva il nostro principe! + Evviva il nostro Re!... + (_sottovoce, con mistero_). + Egli è là.... + Che vorrà?... + Che dirà?... + Che farà?... + Parlerà?... + Tacerà? + Mettiamci tutti in giro.... e si vedrà!... + + BARITONO(_in piedi sui gradini del trono_). + + Nessun mancò--Qual gaudio il cor mi inonda + Nel vedere che il mio popolo intero, + L'esercito ed il clero, + In un dì, come questo, di gran gala, + Possan tutti adunarsi in una sala! + Godo ancor che nell'ultima battaglia + Non un perì de' prodi miei soldati.... + Partiron trenta.... e trenta son tornati. + È pur gioconda la vittoria, quando + Nessuno in campo muore.... + Nè ferito riman.... + + FRATE (_levando al cielo le mani_). + + Gloria al Signore! + + BAR. L'alta ragion che in così fausto giorno + Tutti quanti vi appella a me d'intorno + Nota forse vi è già.... + + CORO. L'indoviniamo.... + + BAR. Un grandioso final cantar dobbiamo.... + + CORO. Un final! come si fa? + Il tenore non è qua.... + + PRIMADONNA (_da sè, stralunando gli occhi_). + + A suo tempo egli verrà.... + + BAR. Qual fragor! che mai sarà?... + + PRIMADONNA (_accorrendo verso una quinta_). + + È ben desso!... + + BAR. (_balzando dal trono_). Guardie.... olà! + + FRATE (_trattenendo Baritono che porta la mano alla spada_). + + Ferma.... arresta.... per pietà! + + + +SCENA VI. + +Tenore e Detti. + + + PRIMADONNA (_correndo sul davanti della scena abbracciata a Tenore_). + + Sei tu, mio bene?... + + TENORE. Sì.... + + TUTTI. Desso!... + + BAR. (_arretrando colla mano sull'elsa della spada_) + + Oh furore!... + + TUTTI. Lui solo aspettavam!... + + FRATE (_levando le braccia al cielo_). + + Gloria al Signore! + +(_rullo di timpani--i cantanti primarii si schierano sul davanti del +proscenio,--Breve silenzio_). + + TENORE (_fissando torvamente lo sguardo nel Baritono_). + + Sì.... tornai.... Senza il tenore + Non si canta un gran finale-- + Son partito col vapore.... + Venni qui.... d'amor sull'ale.... + Ma in un pezzo concertato + Io sprecar non voglio il fiato.... + E finito questo _a solo_, + Più un sospir non metterò. + + PRIMADONNA. + + Dell'orchestra nel fragore.... + Non si intendon le parole, + Al baritono, al tenore + Si può dir ciò che si vuole.... + Ma in un pezzo concertato + Io sprecar non voglio il fiato.... + Per morir nell'ultim'atto + La mia voce io serberò. + + BAR. (_portando la mano al pugnale_). + + Di trafiggere il tenore + Saria comodo il momento.... + La mia rabbia, il mio furore + In vederlo io freno a stento.... + Ma sa ben lo scellerato + Che in un pezzo concertato + Se anche il fulmine cadesse + Un tenor morir non può. + + FRATE. + + Per accrescere il fragore + Darò fiato a' miei polmoni, + L'anatema del Signore + Tempo è omai che qui risuoni.... + D'esser frate alfin mi scordo.... + E se Iddio fa spesso il sordo, + Col cannon della mia voce + Sordo appien lo renderò. + + CORO. + + Della musica il successo + Tempo è omai che si decida, + Dal maestro fu promesso + Un regalo a chi più grida.... + Se passasse inosservato + Il gran pezzo concertato + Saria caso qual la storia + Forse mai non registrò. + + BARITONO (_volgendosi con vivacità_). + + Qual grido!... + + TUTTI. Chi s'avanza?... + + + +SCENA VII. + + Comprimario e Detti. + + COMPRIMARIO (_a Baritono_) Signor.... + + BARITONO. Che vuoi da me?... + + COMPRIMARIO. Qualcun domanda + L'ingresso.... + + TUTTI. Chi sarà?... Gran Dio! la banda?.... + +(_All'improvviso si vedono spuntare dalla muraglia diversi istromenti +colla gran_ _cassa in testa.--I suonatori, vestiti di costumi +bizzarri, si spingono innanzi urtando le coriste.--Agitazione +generale. Gli attori principali estraggono le spade, minacciandosi +senza ferirsi.--L'orchestra e la banda gareggiano di fragore_). + + TUTTI. Giorno d'orrore.... + Giorno d'amore.... + Giorno di giubilo.... + Giorno di duol. + Al mio contento.... + Al mio spavento.... + Gli astri sorridono.... + S'oscura il sol.... + +(_silenzio generale_). + + TENORE (_accostandosi a Primadonna_). + + A mezzanotte.... + + PRIMADONNA. Dove?... + + TENORE. Nol so.... + + TUTTI. A mezzanotte!... + + TENORE (_a Primadonna_). Verrai?... + + PRIMADONNA. Verrò.... + + TUTTI (_colla massima forza, slanciandosi verso la ribalta colle + spade sguainate_) + + Giorno d'orrore.... + Giorno d'amore.... + Giorno di giubilo.... + Giorno di duol. + Al mio contento.... + Al mio sgomento.... + Gli astri sorridono, + S'oscura il sol. + +(_Tenore getta la spada ai piedi di Baritono.--Questi vorrebbe avventarsi +a Tenore, ma viene trattenuto da Frate Profondo.--Primadonna sviene nelle +braccia di Comprimaria. Comprimario corre dietro a Tenore.--I coristi e +la banda entrano nelle muraglie e nelle tappezzerie col massimo +disordine_). + + +CALA IL SIPARIO. + + + + +ATTO TERZO + + + +SCENA PRIMA. + +Luogo solitario.--Nel mezzo della scena un sasso di legno.--A sinistra +una grotta. + + Tenore solo. + + + Ecco il luogo.... ecco il bosco.... + Io ben lo riconosco + Per questo sasso che non manca mai + Dove una Primadonna ed un Tenore + Sono chiamati a sospirar d'amore.... + (_guardando verso il fondo della scena_) + Che veggo? Oh ciel! quale splender sinistro + Di faci?--Ho ben inteso?... A me sul vento + Un eco giunge di feral lamento.... + + VOCI LONTANE. + + _Sancte Michael + Sancte Gabriel + Sancte Andrea + Intercedite pro ea!_ + + TEN. È dessa! è dessa.... non mi inganna il core.... + A salvarla corriamo.... Empi.... fermate!... + Baritono tiranno: + Pria di compir l'atroce tua vendetta + Dammi tempo a cantar la cabaletta.... + +(_Si vede sfilare in lontananza una processione di frati con torcie +accese.--Primadonna, con un velo nero sulla testa, fa parte del +corteggio. L'orchestra suona una marcia funebre, mentre il coro ripete:_) + + + _Sancte Michael + Sancte Raphael + Sancte Andrea + Intercedite pro ea._ + + TENORE (_sguainando la spada_). + Quei sciagurati a sperdere + Basta il mio brando solo.... + Corro.... mi slancio.... volo.... + Nulla arrestar mi può.... + Ed ogni indugio a togliere, + Onde accorciar la via, + La cabaletta mia + Due volte canterò. + +(_Ripete due volte il canto, arrestandosi alcuni minuti sull'ultima nota, +quindi si allontana agitando la spada_). + + + +SCENA II. + +Sotterraneo nel palazzo di Baritono. + + Primadonna sola. + + + L'ora è suonata alfin.... + + (_cava dal seno una boccetta_) + + No.... non godranno + Del mio supplizio i vili.... Ecco un veleno + Che non fallisce mai.... + So che Tenore + Qui muove per salvarmi.... + Affrettiamci a morir.... (_beve il veleno_) + + (_accorrendo verso la porta_) + + Qual fragor d'armi!... + È desso.... è desso!--schiudonsi le porte.... + + + +SCENA ULTIMA. + +Tenore--Baritono colla spada sguainata. Frate Profondo. + +Frati, Popolo, Guardie. + + + PRIMADONNA (_slanciandosi fra le braccia di Tenore_). + + Tenore.... anima mia.... + + TEN. (_fa alcuni passi barcollando, indi cade_). + + Ferito.... a morte.... + + PRIMADONNA (_cadendo presso il Tenore_). + + In sen la morte io pure.... + + BARITONO (_arretrando inorridito_). + + Orribil vista!... + +(_squillo di campane che suonano l'agonia_). + + TUTTI. Qual suon lugubre!... + + FRATE (_sottovoce_). Chi avvertì il sacrista? + +(_Breve silenzio.--Primadonna e Tenore si sorreggono a vicenda_). + + PRIMADONNA (_con voce morente_). + Tenore.... ascoltami.... questo duetto + Pur troppo è l'ultimo che insiem cantiam.... + Con due magnifiche note di petto + Si avverta il pubblico che noi moriam.... + + TENORE (_alzandosi con uno sforzo supremo_). + Addio bell'angelo--sul _do_ di petto + Ti ferma.... + + PRIMADONNA. Ah.... basti!... + + TENORE. Basti.... cadiam! + + BARITONO (_accostandosi a Primadonna_). + + Ahi! Primadonna è spenta!... + + FRATE. È spento anche il Tenor!... + + BAR. (_arretrando_). Gran Dio!... + + CORO (_con gioia_). Finita è l'opera.... + + FRATE (_alzando le braccia al cielo_). + Sia lode al crëator! + +(_Gran quadro.--Il sipario cala lentamente, in guisa che gli spettatori +possano vedere i due morti levarsi in piedi e correre allegramente fra le +quinte_). + + + + +PENSIERI DI UN FUMATORE + + +Nel luglio e nell'agosto provo un delizioso refrigerio nuotando nel +lago o nel mare, ma anche nel più rigido inverno nuoterei volentieri +nelle ricchezze. + + * * * + +Vorrei essere una ghitarra od anche un contrabasso senza corde, +piuttosto che un istromento dei partiti. + + * * * + +I cavalli meglio pasciuti son quelli che più presto divorano la via. + + * * * + +Dopo un buono e lauto pranzo, reca poco fastidio l'esser digiuno di +scienza. + + * * * + +Le università aprono ai giovani la carriera medica, la carriera +matematica, la carriera legale e la carriera del vizio. + + * * * + +Di tutti gli istrumenti a corda credo che il meno dilettevole debba +esser la forca. + + * * * + +Ad un uomo acceso dell'amore più ardente può accadere in gennaio di +gelare dal freddo. + + * * * + +Più presto degli altri arriva alla meta un uomo spedito, a patto che +non lo sia dai medici. + + * * * + +La persona più debole e infermiccia può portare sulle spalle un gran +carico.... di debiti. + + * * * + +Il riso abbonda nella bocca degli sciocchi e nelle pianure del +novarese. + + * * * + +Trista cosa, ma vera; nel così detto gran mondo, un uomo che abbia una +macchia sui calzoni fa più orrore di quegli che ne abbia dieci sulla +coscienza. + + * * * + +Cento idee luminose rischiarano meno di una candela. + + * * * + +Quand'uno non ha bevuto, è naturale che faccia dei discorsi senza +sugo. + + * * * + +Fra i molti motivi che mi inducono a fuggire dal teatro vi è pur +quello di non trovarne mai nelle opere moderne. + + * * * + +A certe epoche dell'anno i pittori espongono dei quadri; le ballerine +espongono tutte le sere dei rotondi. + + * * * + +Il luogo dove si sciupano le voci e si guastano i criteri artistici si +chiama _conservatorio_, e si intitola _casa di salute_ un luogo pieno +di malati. + + * * * + +Nel buio più denso della notte un uomo dotato di buona vista può +ancora osservare.... il silenzio. + + * * * + +Lo scioglimento delle nevi gonfia i torrenti; quello della camera +gonfia la vanità dei candidati e gli organi degli elettori. + + * * * + +Dire che ho commesse tante azioni buone e cattive, eppure non ho verun +titolo per chiamarmi azionista! + + * * * + +La missione di un prete è quella di convertire i peccatori in uomini +onesti e gli introiti della parocchia in commestibili. + + * * * + +Curiosa davvero, che a distanza di venti miglia due coniugi possan +vedere i corni di Canzo, e non quelli ch'essi portano in testa! + + * * * + +Se è vero che tutti gli uomini alto locati sono degni di omaggio, +convien far di cappello a quanti pendono dalla forca. + + * * * + +Quantunque le pareti della mia camera sieno tappezzate di rosso, mi è +forza convenire di essere al verde! + + * * * + +Il bollore della giovinezza non mi ha procacciato che disinganni e +fastidi; quello della pentola mi ha dato talvolta dell'alesso +eccellente. + + * * * + +Non capisco perchè si chiami cornucopia un vaso da mensa destinato a +portare le frutta; non potrebbe usarsi un tal nome a significare il +matrimonio? + + * * * + +Non si può dire che l'Italia sia in preda alle lotte intestine, ma vi +hanno, sopratutto nella classe degli impiegati, delle serie lotte +intestinali. + + * * * + +A chi non ha i mezzi per recarsi ai bagni si può suggerire di +immergersi ogni giorno nel vizio. + + * * * + +Preferisco dormire nel letto di una bella donna piuttosto che in +quello di un fiume. + + * * * + +Un furbo che si fa portare sulle spalle da quattrocento +minchioni--ecco il sistema elettorale. + + * * * + +Per arte aristocratica si intende forse arte cretina? + + * * * + +Dai sessant'anni agli ottanta diverrò forse imbecille e venerando. + + * * * + +A quei tempi la musica usciva stampata assai peggio, ma era buona +musica. + + * * * + +Quante vecchie frasi occorrono per fare un nuovo programma elettorale? + + * * * + +Divorare la polpa e gettare le ossa ai cani--ecco la moderna arte di +governare. + + * * * + +Osan dire che in Italia vi è libertà di stampa, e rischia la galera +chi stampa un miserabile _cavourino_! + + * * * + +Per ottenere che un asino prenda le apparenze di un cavallo, ritengo +non vi abbia altro mezzo che coprirlo di insegne _equestri_. + + * * * + +La più parte degli odierni maestri, se cessassero di scrivere, +potrebbero vantarsi di aver fatto un'opera buona. + + * * * + +Pei così detti _avveniristi_ non dev'essere una gran gioia pensare che +il pubblico dal quale essi attendono la glorificazione è tutto chiuso +nello scroto dei contemporanei. + + * * * + +Un filo di speranza non vale nè anche ad attaccare un bottone. + + * * * + +Chi dorme non piglia pesci, ma chi veglia piglia ad ogni tratto dei +gamberi. + + * * * + +Il caso può dissipare tutti i calcoli umani, meno quelli che si +formano nella vescica. + + * * * + +Preferirei di avere un buon cavallo, piuttosto che quattro diplomi da +cavaliere. + + * * * + +Se è vero che l'amore è il sole dell'anima, Dio ci guardi dall'amare +nel mese di luglio! + + * * * + +Un sorbetto è una illusione commestibile che si dilegua nella bocca. + + * * * + +Quand'uno vuol disfarsi di un cane, gli leva il collare; quando un Re +vuol disfarsi di un ministro, gli dà il collare della Annunziata. + + * * * + +Anni sono, si trinciava colla sinistra e si mangiava colla destra; poi +si usò trinciare colla destra e mangiare colla sinistra; oggi si +trincia e si mangia con ambedue. + + * * * + +È proprio necessario ubbriacarsi di vino o di assenzio, per scrivere +dei buoni libri? + + * * * + +Ad ogni mutamento di ministero si produce in Italia una straordinaria +eruzione di vespe, di commendatori e di cavallette. + + * * * + +Non vi è uomo tanto perverso, il quale non abbia in sè qualche cosa di +retto; non foss'altro, l'intestino. + + * * * + +Darei la testa nel muro al pensare che la prima donna da me amata era +una seconda donna! + + * * * + +Invertirei di tal guisa una sentenza di Foscolo: + + * * * + +Dà, chi sol lascia eredità di affetti, Poca gioia.... agli eredi. + + * * * + +In teatro si chiamano _leggeri_ dei tenori che pesano novanta chili! + + * * * + +I grandi caratteri onorano l'umanità, e servono a stampare gli avvisi. + + * * * + +Vi sono dei cantanti che non sanno scrivere, e nullameno vantano delle +magnifiche scritture. + + * * * + +Non sarebbe economico che a quello della candela si potesse supplire +col lume della ragione? + + * * * + +Adoro i capelli biondi, ma non vorrei trovarne uno nella minestra. + + * * * + +Anche ad un poeta mediocre può avvenire di esser tradotto.... in +carcere. + + * * * + +Conosco una vecchia di novant'anni che conserva ancora i capelli +biondi.... di Salvatore Farina. + + * * * + +_Mescere il vino_ è un'assurda frase dei poeti e un sacrilego atto dei +cantinieri. + + * * * + +Il luogo dove si chiudono i bricconi vivi si chiama galera, quello +dove si chiudono i bricconi morti si chiama camposanto. + + * * * + +Quand'anche il vento mi portasse via la tettoia, la mia casa sarebbe +abbastanza coperta.... di ipoteche. + + * * * + +Tutte le professioni posson fornire all'uomo di che vivere, meno le +professioni.... di fede. + + * * * + +Certi avvocati, che si dicono fiumi di eloquenza, sono spesso +all'asciutto.... di denaro. + + * * * + +La vista della luna piena deve ispirare delle singolari idee a quei +parecchi milioni di infelici che debbono coricarsi ogni sera a ventre +vuoto. + + * * * + +Se in faccia alla legge tutti gli uomini sono eguali, Dio ci scampi +dal trovarci mai in faccia alla legge! + + * * * + +Dicono che mi sono mangiato tutto il mio patrimonio; non sanno gli +stolti quanto ne ho bevuto! + + * * * + +Non ho mai augurato, nè sarò mai per augurare alcun male ai miei +nemici; sarei anzi lietissimo che passassero da questa a miglior vita. + + * * * + +Una lettera raccomandata quasi sempre ci reca denaro; alle persone +raccomandate il più delle volte convien darne. + + * * * + +Alle molte lingue che ancora si parlano preferisco le lingue morte, e +fra le morte prediligo quelle di Zurigo. + + * * * + +Assistendo alla rappresentazione di certe opere moderne, si direbbe +che i direttori di orchestra battono il tempo perchè non posson +battere il maestro. + + * * * + +Tutte le note della musica possono esprimere delle idee gaie; quelle +dei creditori non danno che sensazioni melanconiche. + + * * * + +I ricchi guadagnano il loro pane col sudore degli.... altri; i +generali d'armata col valore degli altri vincono le battaglie. + + * * * + +Talvolta basta ricevere un vaglia postale perchè il mondo vi creda un +uomo di vaglia. + + * * * + +Ingiuste ripartizioni della Provvidenza! In fatto di capitali, Dio non +mi ha dato che i sette peccati! + + * * * + +La carriera delle lettere è molto proficua.... alla posta. + + * * * + +Ogni spada, o tosto o tardi, esce dal fodero, meno quella della +giustizia. + + * * * + +Può essere una ubbìa, ma ritengo che quasi tutti i moderni cantanti +potrebbero ballare stupendamente il _can-can_. + + * * * + +Chi ha denaro di sopravanzo può portarlo alla cassa di risparmio; chi +non ha un soldo, può far risparmio della cassa. + + * * * + +Per un maestro di scuola dev'essere una gran malinconia dover fare la +lezione dei riempitivi a pancia vuota. + + * * * + +Sono sempre disposto ad assolvere i peccati di adulterio, meno quelli +degli osti che mi adulterano il vino. + + * * * + +Un ammogliato in filo di vita può consolarsi al pensare che morendo +tornerà celibe. + + * * * + +Quand'anche illeterato, un uomo panciuto ha sempre dinanzi un gran +volume. + + * * * + +Malgrado i miei principi democratici, preferirei la croce di cavaliere +a quella del matrimonio. + + * * * + +Pochi alpinisti posson vantarsi di aver fatto tante escursioni al +_monte_ come il mio orologio. + + * * * + +Dicono che questo è un portamonete: come avviene che io non ce ne +trovo mai una? + + * * * + +Ad un uomo onesto ogni cosa sordida e vile fa stomaco; ad una donna +magra può far stomaco il cotone o la stoppa. + + * * * + +Nessun uomo, nel più rigido verno, si lagnerebbe del freddo, se +bastasse a schermirsene il mantello della.... ipocrisia. + + * * * + +Delle elemosine raccolte per le anime purganti i preti dovrebbero far +larga parte ai mariti. + + * * * + +I grandi signori ristorano la loro salute tuffandosi nelle terme; il +più miserabile proletario può ottenere il medesimo effetto +tuffandosi.... nei debiti. + + * * * + +Una bella donna e una bella fetta di manzo possono suscitare degli +irresistibili appetiti carnali. + + * * * + +Amo le belle lettere, e mi paiono tutte bellissime quelle che +contengono dei vaglia. + + * * * + +Un'oncia di olio di ricino produce quasi sempre una crisi di +gabinetto. + + * * * + +Spendo la metà delle mie rendite in vino ed osan dire che sono un +scialaquatore! + + * * * + +Piuttosto che una punta di pugnale vorrei nello stomaco riceverne una +di vitello. + + * * * + +I miei mezzi di esistenza li vuoto ogni sera all'osteria dell'Aquila. + + * * * + +Meglio vivere due giorni in questa valle di lacrime che due secoli +nella memoria dei posteri. + + + + +ALBUM + + +L'educazione moderna produce i suoi frutti. Ieri ho inteso il seguente +dialogo fra un padre ed un figlio: + +--Tutti i giorni se ne sentono delle nuove sul di lei conto. Lei non +studia; lei frequenta i caffè e le taverne; lei fu veduto in altri +luoghi.... Insomma: a che giuoco giuochiamo? + +--A briscola qualche volta, ma più spesso al bigliardo. + + * * * + +--So anche, prosegue il padre, che ieri sei andato al Rebecchino in +compagnia di una donna equivoca...! + +--Ti inganni papà--quella signora era troppo conosciuta perchè alcuno +potesse scambiarla per una donna onesta. + + * * * + +--E che hai fatto della bella catena d'orologio, che ti ha regalata +tuo zio? + +--L'ho impegnata in opere pie. + +--Vorrai dire al Monte di Pietà!!! + +--E non ho ragione di dire che l'ho impegnata in opere pie? + + * * * + +--Basta!... Va a vedere tua madre.... Ella ti aspetta per darti i +rimproveri che meriti.... + +--Non potresti, papà, darmi tu stesso in anticipazione.... un +biglietto da cento? + + * * * + +--Sciagurato! credi tu che io debba sprecare tutto il mio reddito pe' +tuoi vizi?... + +--Non pretendo tanto--preleva pure, papà, quello che credi pei tuoi; +non sarò per farti verun rimprovero. + + * * * + +Fra marito e moglie: + +--Da qualche giorno noto in te una certa freddezza.... + +--Rifletti che.... siamo nel cuore dell'inverno.... + + * * * + +Il marito, nell'eccesso dell'ira.... + +--Ti ho convinta.... ti ho mostrato le lettere di quell'infame.... hai +dovuto confessare--eppure tu non hai cangiato.... nè cangi di +colore...! + +La moglie, singhiozzante, abbracciando le ginocchia del marito: + +--Dio! pietà!... come vuoi ch'io cangi colore...? Converrebbe ch'io mi +lavassi.... + + * * * + +A poca distanza dal Caffè Rovida. + +--Il tuo primo torto, Serafina, fu quello di andare al ballo senza mio +permesso--secondo torto, ballare tutta la notte con tuo cugino +Raimondo--terzo torto, accettare da lui una cena--quarto torto.... + +A proposito di torti.... se andassimo a mangiare una dozzina di +_tortelli_..!? + + * * * + +--Per un tuo sguardo, Clarina, darei, se li avessi, tutti i tesori +della terra...! + +--E non li hai!... peccato!... + + * * * + +--Non ho che vent'anni, Giulietta, e dire che io sono già stanco della +vita.... così stanco.... così stanco.... + +--Ma dunque.... perchè stai in piedi? vieni qui, mettiti a sedere.... + + * * * + +Un dramma coniugale: + +--Cielo! siamo sorpresi.... Mio marito...!!! + +--Che fare? + +--Non c'è altra via.... Perchè il mio onore sia salvo.... conviene.... + +--Parla!... + +--Saltare da quella finestra. + +--Precedimi, Clara--io rimarrò qui per trattenerlo nel caso egli +volesse inseguirti. + + * * * + +La signora, baciando il figlio: + +--Tutto suo padre...! bello come lui.... biondo come lui!... + +Il marito, che entrando ha udito le ultime parole: + +--Questa è nuova! Quando mai sono stato biondo, io?... + +La moglie, col massimo sangue freddo: + +--Quando avevi cinque anni, suppongo. + + * * * + +La moglie al marito, rientrando dopo il ballo: + +--Tutti, meno tu, Aurelio, mi hanno fatto dei complimenti--tutti hanno +ammirato la mia toletta.... + +--Il marito, sospirando: «io l'ho pagata!» + + * * * + +--E tu, Gaudenzi, preferisci le bionde o le brune? + +--Le brune, diamine!... mia moglie è bionda. + + * * * + +Entro nella bottega di un salsamentario al momento in cui torna dalla +scuola un suo figlioletto di otto anni all'incirca. Il povero ragazzo +piange dirottamente. + +--La solita istoria! esclama il buon papà--non avrai compiuti i tuoi +doveri, e il maestro ti avrà dato dell'asino, come meriti! + +--Sicuro! risponde il ragazzo singhiozzando--mi ha dato dell'asino.... +e poi.... + +--E poi?... sentiamo! + +--E poi ha detto: ma.... già.... non è da far le meraviglie; _quale il +padre, tale il figlio._ + +--Animale! esclama il salsamentario--e forse non ha ancor finito di +mangiare i due salami che gli ho regalati a Natale! + + * * * + +Stamattina, ho fatto colazione al caffè Biffi col dentista B. + +Entrano due provinciali, un uomo in sulla cinquantina e una signora di +mezza età.--Vanno a sedere al tavolino che ci sta di fronte e si fanno +servire una frittura di cervella. + +--Come si abbigliano goffamente certe donne di provincia! dico +sottovoce all'amico, volendo alludere alla signora testè entrata. + +--E dire che tanto il signore come la signora debbon esser persone +assai ricche.... + +--A giudicarne dall'esteriore, non parrebbe.... + +--L'esteriore inganna, risponde l'amico--vedi!... solamente nella +bocca quei due tengono un capitale di circa quattrocento lire in +_denti rimessi_. + + * * * + +Il pittore V.... incontra in galleria il signor C.V. suo mecenate. + +--Ebbene? ha finito il paesaggio che le ho commesso? domanda il C.V. + +--L'ho finito.... Vedrà!... vedrà! ci ho messo quattro o cinque +_macchiette_ che figurano proprio a meraviglia.... + +--Delle macchiette!... Che razza di idea! basta...! vedremo.... Si fa +tanto presto a levarle colla benzina!... + + * * * + +Si parlava con molto elogio del Sindaco Bellinzaghi. + +Un vecchietto, che aveva l'aria di un maestro di scuola o di un +bidello, diceva: «è giusto che ad uomini di tal fatta il governo renda +giustizia ed onore. Credo bene che a quest'ora l'illustre Sindaco sarà +commendatore....» + +--Come? non sa lei che il Re Vittorio Emanuele gli ha conferito pochi +anni sono anche il titolo di Conte?... + +--Non lo sapeva.... ne sono lietissimo.... ma non mi fa meraviglia.... +Fino da ragazzo, egli si è sempre distinto nella contabilità. + + * * * + +Un vedovo, tornando dal cimitero dove è andato a deporre una corona +sulla tomba della moglie, incontra un vecchio amico di casa. + +--Andiamo a berne una bottiglia in compagnia, dice l'amico vedendo che +l'altro ha gli occhi rossi--ti farà bene.... + +Entrano in una osteria--vuotano una bottiglia.... poi un'altra.... poi +un'altra.--E, il vedovo, riparlando della cara consorte, si scioglie +in pianti e singhiozzi. + +--Ma via! datti pace!--dice l'amico--alla fine.... + +--Tu la conoscevi, non è vero?... Tu sai quanto era bella.... + +--Diamine! ero sempre in tua casa.... + +--Tu sai quanto era buona e spiritosa; ma non puoi sapere quanto ella +fosse amabile ed espansiva in certi momenti.... + +--Eh! so anche questo.... so anche questo! esclama l'altro.... + +E ricominciarono a piangere tutti e due, vuotando una quarta +bottiglia. + + * * * + +Due coniugi novelli, intenderebbero separarsi per incompatibilità di +carattere e si trovano in presenza del Giudice Conciliatore. + +--Mia moglie è eccessivamente collerica, dice il marito. + +--Mio marito, mi uccide colla sua flemma, oppone la moglie. + +--Io amo la buona tavola, e costei mi fa digiunare per soddisfare al +suo lusso. + +--Io detesto gli odori, e costui fuma giorno e notte nella pipa. + +--Io amo il letto soffice, e costei pretende che io dorma sul duro.... + +--Egli ha il difetto di russare.... + +--Costei ha il difetto.... di.... + +--Basta! basta! interrompe il giudice--ciascuno avrà i suoi difetti, +ciascuno avrà le sue debolezze, ma a me pare che due consorti.... + +--No! no! lei si inganna, signor giudice, grida la donna; anche qui +c'è incompatibilità--egli solo è consorte--io sono progressista. + + * * * + +La signora Mar.... Dib...., una vedovina elegante che malgrado i suoi +quarant'anni non vuol smettere le pose del sentimento, venne a +visitarmi. + +La conduco in giardino, nel mio arruffato giardino dove i fiori non +rappresentano che la cornice dei legumi. + +--Delizioso!... ma questo è un Eden.... un paradiso! esclama +enfaticamente la signora--qual profumo di poesia! + +--Voi amate i fiori, signora?... + +--Li adoro.... + +--Attendete un istante.... Vo in sala a pigliare una forbice, poi mi +permetterò di offrirvi un bel mazzo delle mie rose.... + +--Oh! troppe grazie, signore!... Ma sarebbe un vero peccato spogliare +questi bei cespi--piuttosto.... poichè volete essere tanto gentile.... +accetterò un mazzo di.... asparagi. + + * * * + +Una signora che ha la debolezza di tingersi i capelli, s'intrattiene +di politica col deputato Borsanti. + +--Mi fa proprio meraviglia la vostra trasformazione.... Eravate sì +_rosso_ al partire per Roma, ed oggi, dopo pochi mesi, siete diventato +sì bianco.... sì bianco!!!... + +--Che volete, amabile signorina?... Precisamente l'opposto di ciò che +è avvenuto di voi. Io vi ho lasciata _bianca_, ed oggi vi trovo +_bionda_. + + * * * + +Nel vicolo di San Fedele: + +Un accattone stende la mano ad un agente di borsa chiedendogli per +l'amor di Dio la elemosina di un soldo. + +L'agente gli getta nel cappello due monete di rame, +dicendogli:--Prendi, per questa volta; ma ricordati che il pane +ciascuno ha l'obbligo di guadagnarselo col sudore della fronte. + +-Che vuole? risponde l'accattone intascando la moneta; ho la +traspirazione difficile. + + * * * + +--Gli affari vanno alla peggio, dice il signor Costa a suo figlio; e +tu mi spendi un occhio della testa pel tuoi minuti piaceri.... + +--Ti inganni, papà.... I piaceri ch'io mi prendo non sono minuti. + + * * * + +La folla esce dal teatro.--Si ode uno strillo di donna.--Un signore +pallido d'ira si volge ad un giovane che gli sta dietro e lo apostrofa +vivamente. + +Intervengono i questurini. + +--Che è stato?... + +--Questo mascalzone ha osato pizzicare mia moglie in certo luogo.... + +L'accusato diventa rosso, non sa come scusarsi, poi, volendo in +qualche modo attenuare la sua colpa: «Signori, esclama con voce +commossa, li prego di perdonarmi, io sono _pizzicagnolo_ di +professione. + + * * * + +Passeggiavano due amici, Pietro Migliara e Giacomo Stellero, fuori di +Porta Nuova a Milano, in vicinanza del Naviglio. + +Improvvisamente odono gridare: soccorso! + +--Che sarà? chiede il Migliara all'amico. + +--Un uomo che sta per annegarsi, rispondono parecchie voci. + +--Un uomo che sta per annegarsi! esclama il Migliara +accorrendo--bisogna salvarlo! Dov'è questo naufrago sventurato? + +--Vedetelo! è là.... nel bacino.... che si dibatte colla morte.... + +--Come si fa? ripete ansante il Migliara; bisogna soccorrere +quell'uomo.... salvarlo a costo della vita.... + +Ciò detto, seguendo gli impulsi della pietà, il Migliara con inaudito +coraggio afferra pel collare del soprabito l'amico Giacomo e lo +slancia nel fiume. + +Il naufrago fu condotto a riva e salvato, e un anno dopo, il Migliara +otteneva dal Municipio la medaglia del _coraggio civile_. + +In questo aneddoto si comprende la storia universale del _Merito e +delle ricompense_. + + * * * + +Un forastiero entrò in un nuovo _restaurant_.... a poca distanza dal +Foro Bonaparte--un _restaurant_ che si era fatto raccomandare più +volte dalla quarta pagina di un foglio cittadino per la pulitezza del +locale, come anche per la straordinaria mitezza dei prezzi. + +--Cosa desidera il signore? + +--Desidero di pranzare.--Portatemi innanzi tutto una minestra di riso. + +--Ella è servita al momento! + +Poco dopo il garzone ritorna e depone sulla tavola una scodella +ricolma di minestra. + +Il forastiero si accinge a mangiare, ma appena immerso il cucchiaio +nella broda, subito richiama il garzone e gli dice: «Riportate in +cucina questa minestra... Non vedete? c'è dentro un capello.... Che +orrore! + +--Come! un capello nella minestra!--risponde il garzone tutto +meravigliato.--Eh sì, che prima di portarvela in tavola, io ne aveva +già levati quattro! + + * * * + +L'Ispettore scolastico di B...., nelle sue escursioni in provincia, si +abbattè in un povero maestro quasi idiota, che a mala pena sapeva +rispondere alle più ovvie questioni. + +--Mi meraviglio, esclama l'Ispettore, che ella stia quì a fare il +maestro, mentre si appalesa così digiuno di ogni scienza.... + +--Con venti lire al mese di stipendio, risponde il maestro, Ella +capirà, signor Ispettore, che il nostro primo dovere è quello di +digiunare. + + * * * + +--Un carrettiere delle _Çèvennes_, vedendo sullo stradale che doveva +percorrere due malfattori appostati col fucile alla mano, per salvare +una parte del suo denaro, si pose in bocca e trangugiò quattro +marenghi. Ma i malfattori, che attendevano a far preda più grossa, +lasciarono che il carrettiere tirasse innanzi tranquillo per la sua +via. Giunto felicemente alla propria dimora, il carrettiere vi trova +il padrone di casa, che stava attendendolo per riscuotere da lui +l'importo dell'affitto.--Ebbene! hai portato il denaro, come hai +promesso? gli chiede il padrone.--Parola da galantuomo! risponde +l'altro.--Vediamo!--Converrà che attendiate....--Capisco! vedo che le +son ciancie, come al solito.--Vi giuro nel nome di Dio che il denaro +l'ho meco.--Vediamolo, contiamolo, dunque!--Ma vi ripeto, signore, che +conviene aspettare....--Ed io ti dico che sei un ciancione, un +gabbamondo, e che domani ti farò sloggiare colla forza dalla mia +casa!--Perchè io mi metta in grado di pagarvi, balbetta umilmente il +carrettiere, è necessario ch'io prenda un purgante.--Un purgante! +esclama l'altro credendosi beffato e alzando il bastone; aspetta che +te lo do io, il purgante, asino, malcreato!--Fortunatamente gli +insulti e le minaccie affrettarono a tal punto nei visceri del povero +carrettiere una crisi inaspettata, onde avvenne che, sciolte le +cinghie dei calzoni, il povero debitore potè attestare la sua +solvibilità scaricando sul lastrico le monete. + + * * * + +Un dabben vecchietto, del quale non ci è permesso pubblicare il nome, +si reca un giorno dal conte T...., un milionario tenero di cuore e +notissimo per le sue largizioni a pro' degli infelici.--«Illustre +signor Conte, dice il vecchietto colle lacrime agli occhi: com'Ella +sa, i giornali hanno aperto una soscrizione in favore di una povera +famiglia derelitta. Bramerei fare qualche cosa anch'io; ma al momento +mi trovo un po' a corto di denaro. Vorrebb'Ella, signor Conte +illustrissimo, prestarmi una ventina di lire, onde io possa concorrere +col mio obolo al sollievo di una sciagura veramente lacrimevole?... +Prometto fra dieci o venti giorni, restituirle la piccola somma, anche +a costo di vendere il paiuolo o il pagliericcio.» Il Conte si lascia +commovere, e in luogo di venti, porge quaranta lire al vecchietto, +dicendogli con affettuosa tenerezza: «tenete, buon uomo; non esigo +restituzione, andate a compiere la vostra opera santa, ed io mi terrò +felice di averci, in certa guisa, partecipato.» Il vecchio partì colle +lacrime agli occhi, e il domani mandò alla famiglia derelitta la somma +di cinquanta centesimi.--Questi atti generosi non abbisognano di +commenti. + + * * * + +In una festa da ballo di famiglia, ho raccolto il seguente dialogo: + +--Sai, Edmondo; mio padre vorrebbe che io sposassi quel brutto coso, +che poco fa ha ballato con me la _galoppe_.... Lo dicono tanto +ricco.... tanto ricco.... + +--Ricco!... Ma se ha sciupato tutto il suo patrimonio!... Ma se non ha +più un soldo!... Ma se è pieno di debiti sino ai solini!... Lascia +fare, Carolina.... Io troverò il modo di informare tuo padre.... C'è +qui una persona, un suo amico, che questa sera istessa comincierà a +mettergli una pulce nell'orecchio... + +--Ma l'avrà, poi?... + +--Che cosa? + +--La pulce.... + +--Diceva.... per modo di dire.... + +--Perchè.... in caso di bisogno... io sento d'averne una dentro una +calzetta.... + +(Tanto grossa--non la pulce, ma la baggianata di Roberto--che per +acclamazione gli viene accordato il premio di due bicchieri). + + * * * + +Son le due pomeridiane, sento picchiare alla porta,--Chi è?--Se +permette.... + +Entra un giovinetto a me sconosciuto, ma pure di aspetto simpatico. + +--Mi scusi tanto; sono venuto a Lecco quasi a posta per fare la sua +conoscenza.... Amo i suoi scritti, e leggo sempre il suo +_Giornale-Capriccio_, grazie alla gentilezza di un amico che me lo +presta. + +--Obbligatissimo! + +--Dunque.... come le diceva.... son venuto a Lecco _quasi_ a posta per +passare qualche ora in compagnia di una persona che stimo tanto.... + +--Si accomodi.... + +--Grazie!... Vado a sbrigare certe mie faccende, poi, se non la +disturbo, tornerò verso le quattro.... + + * * * + +--È l'ora del mio pranzo... Se ella crede... + +--Oh! troppo onore...! Accetto... Pranzare con lei...!... Ma io non so +come ringraziarla! + +--Via! attenda a ringraziarmi... Non potrò offrirle che un pranzo da +poeta.... una fetta di manzo.... una minestra che so io.... + +--Che so io?... che so io!... Eh! in casa sua si sa cosa vuol dire il +_che so io!_ Mancano ancora due ore alle quattro.... e in due ore si +posson far dei miracoli. Basta! Vado.... e ritorno.... Non si affanni +troppo.... Se anco si pranzasse alle quattro e mezzo, per me farebbe +lo stesso. + +Uscì. Alle quattro fu di ritorno. Naturalmente io aveva fatto +allestire un pranzerello più appetitoso dell'ordinario. Il mio +sconosciuto mangiò per quattro, non cessando di ripetere ad ogni +tratto: non son venuto per il pranzo... e poi... com'ella vede... sono +uomo che mi accontento di tutto.... si sa bene... pranzi di +famiglia!... eh! anche noi non si sciala! ecc., ecc. + +Finito il pranzo, lo accompagnai alla stazione. Entrando in Lecco mi +disse: «ah!... ora capisco... Infatti mi pareva che qualche cosa mi +mancasse... Dopo il caffè ho l'abitudine di prender sempre un +bicchierino di _cognac_... Se entrassimo là dentro...? + +Entrammo dal Barrozzi, bevemmo il bicchierino e vedendo ch'io metteva +mano al portamonete: troppe grazie, mi disse; me lo attendeva... Ah! +la conosco di fama! + +Avviandoci alla Stazione, entrai da un venditore di tabacchi per +provvedermi di zigari. _Egli_ mi seguì. + +--Posso offrirle? diss'io, presentandogli un mazzo di virginia. + +--Grazie! non fumo... Piuttosto, tanto da mostrarle il mio +aggradimento, prenderò un francobollo. + + * * * + +Annibale B.... è famoso pe' suoi _lapsus linguæ_. + +Un giorno, parlando della Sicilia, gli scappò detto: «quest'isola +tempo fa era unita al continente, ma poi ne fu staccata in seguito ad +uno spaventevole _cataplasma_.» + + * * * + +Un'altra volta, descrivendo un palazzo: ciò che più si ammira, diceva, +è il balcone di mezzo, sostenuto da due magnifiche _cantaridi_.... + + * * * + +E parlando di una sua villa: + +«La posizione del giardino non potrebbe essere più amena--si vedono +tutti i colli della Brianza, il Resegone di Lecco e buona parte delle +Alpi _eretiche_. + + * * * + +I parenti si congratulavano con lui per la nascita del suo +terzogenito. + +--Grazie! grazie! rispose--ma mi pare che mia moglie cominci a +diventare troppo _prolissa_. + + * * * + +Si parlava di Salvini. + +--L'ho veduto una volta, diceva Annibale. + +--Nell'Otello? + +--Sì appunto nell'_Ottello_ alla tavola rotonda, e poi alla sera in +teatro. + + * * * + +A sua moglie che era a Genova pei bagni scrisse: «non ho ancora +ricevuto il tuo indirizzo, e temo che questa mia vada smarrita; te ne +prevengo, onde tu ti affretti a farne ricerca alla posta.» + + * * * + +Un amico voleva indurlo a far tagliare la coda al suo cane--No! no! +rispose--ha già passato l'anno; questa operazione conveniva fargliela +_da bambino_. + + * * * + +Si era abbonato ad un giornaletto umoristico quotidiano. + +--Io non lo leggo, diceva agli amici--ma mia moglie si diverte tutte +le sere colla _cialada_. + + * * * + +Narrando di un disastro ferroviario avvenuto sulla linea da Milano a +Piacenza--pare, diceva, che a poca distanza da Codogno, essendo +scoppiato il binario, il treno uscisse dalla locomotiva, trascinando +seco il convoglio con parecchi passeggieri sventuratamente di diverso +sesso. + + * * * + +In assenza della moglie, faceva la consegna delle lingerie sporche; e +dopo aver apostrofata la lavandaia coi termini più bruschi: insomma, +le disse, son poco soddisfatto di voi; la vostra _lascivia_ abbrucia +le camicie. + + * * * + +Una signora, tanto da indirizzargli un complimento, fingeva di +ammicare un bel paio di calzoni nuovi ch'egli si era messo per recarsi +a farle visita--«Grazie, rispose; se sono di vostro gusto, non avete, +o signora, che a comandarmelo, ed io li deporrò subito ai vostri +piedi.» + + * * * + +Un amico gli chiese un giorno di qual modo riuscisse a conservare i +denti sempre nitidi e bianchi. + +--Me li _scialacquo_ mattina e sera con acqua e aceto. + + * * * + +Un giorno parlando degli abbellimenti da lui ideati per un suo +giardino, diceva in un circolo di amici: «quest'anno voglio abbattere +il muro d'_incinta_ e sostituirlo con una magnifica _cancelleria_ di +ferro.» + + * * * + +--I tuoi figli vi si troveranno meglio, disse uno degli astanti. + +--I miei figli.... vengono di raro in giardino: preferisco mandarli +all'_esilio_ infantile, dove sono più sorvegliati. + + * * * + +Si parlava di un convento di Teresiane ove le suore non rispettavano +l'obbligo di mangiar magro il venerdì ed il sabato. + +--Credo, diceva Eusebio, che il papa le abbia _disonorate_ per motivi +di salute. + + * * * + +--A rivederci domani in piazza San Pietro. + +--A qual ora? in qual punto della piazza? + +--All'ora che credi. + +--Ebbene: alle dieci del mattino, sotto l'_ombellico_. + +--Dunque: siamo intesi.... + +--Tante _esequie_ alla tua signora! + + * * * + +Discorrendo al _club_ della questione di Oriente, gli uscì detto: «È +vano lo illudersi; la guerra non si potea localizzare, e avremo +indubbiamente una grande _confricazione_ europea. + + + + INDICE + + + + Pag. + + I drammi del Natale 7 + + Gianbarba 19 + + L'istrumento è l'uomo 37 + + Ciò che si vede in un teatro popolare 51 + + L'arte di far libretti, opera serio-buffa in tre atti 73 + + Pensieri di un fumatore 113 + + Album 138 + + + + + + +DELLO STESSO AUTORE + + +Nella stessa edizione è pubblicato: + +LIBRO PROIBITO + +Ogni esemplare si vende suggellato a L. 2. + + + ---- + + + ROMANZI E RACCONTI + + DI + + SALVATORE FARINA + + + RACCONTI E SCENE L. 2-- + + IL TESORO DI DONNINA (seconda edizione) » 4-- + + AMORE BENDATO (seconda ediz. elzeviriana Casanova) » 3-- + + CAPELLI BIONDI (seconda edizione) » 4-- + + UN TIRANNO AI BAGNI DI MARE (seconda edizione) » 1-- + + DALLA SPUMA DEL MARE (seconda edizione) » 3-- + + IL ROMANZO D'UN VEDOVO (seconda edizione) » 1-- + + DUE AMORI--UN SEGRETO (seconda edizione) » 1-- + + FRUTTI PROIBITI » 2-- + + +_Di prossima pubblicazione:_ ORO NASCOSTO.--MIO FIGLIO. + + + + +ALTRE OPERE DELLO STESSO AUTORE + +di imminente pubblicazione: + +__LIBRO SERIO__, che contiene le biografie di GUSTAVO MODENA, +GIUSEPPE ROVANI, GIUSEPPE ROTA, GIOVANNI PACINI, ANGELO MARIANI, +ADOLFO FUMAGALLI, PIETRO COMINAZZI, AGOSTINO DALL'ARGINE, ERRICO +PETRELLA, ecc., con molti aneddoti storici e cenni sulla vita, +sul carattere dei più illustri maestri e letterati contemporanei. +Il volume si chiude coll'opuscolo: MIE IDEE SUL LIBRETTO PER +MUSICA E SULLE CONDIZIONI DEL TEATRO LIRICO IN ITALIA. Prezzo del +volume lire 2. + +__Le Acque minerali di San R....__ Scene burlesche avvenute in +uno Stabilimento di bagni nella estate del 1878. È il romanzo più +esilarante che mai abbia pubblicato l'autore degli _Scritti +piacevoli_. Fu edito in parte nel _Giornale Capriccio_, e consta +di pagine 200 all'incirca nel preciso formato del LIBRO ALLEGRO. + + + + +Lire __2__ + + + + + + + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Libro allegro, by Antonio Ghislanzoni + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK LIBRO ALLEGRO *** + +***** This file should be named 17889-8.txt or 17889-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/1/7/8/8/17889/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact +information can be found at the Foundation's web site and official +page at http://pglaf.org + +For additional contact information: + Dr. Gregory B. Newby + Chief Executive and Director + gbnewby@pglaf.org + + +Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation + +Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide +spread public support and donations to carry out its mission of +increasing the number of public domain and licensed works that can be +freely distributed in machine readable form accessible by the widest +array of equipment including outdated equipment. Many small donations +($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt +status with the IRS. + +The Foundation is committed to complying with the laws regulating +charities and charitable donations in all 50 states of the United +States. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/17889-8.zip b/17889-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..6092337 --- /dev/null +++ b/17889-8.zip diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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