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+The Project Gutenberg EBook of Come le foglie, by Giuseppe Giacosa
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Come le foglie
+
+Author: Giuseppe Giacosa
+
+Release Date: February 27, 2006 [EBook #17876]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK COME LE FOGLIE ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the
+Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net
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+
+
+
+
+ GIUSEPPE GIACOSA
+
+
+ Come le Foglie
+
+ COMMEDIA IN QUATTRO ATTI
+
+
+ MILANO
+ FRATELLI TREVES, EDITORI
+
+ 15.^o migliaio.
+
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+ ------
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+ COME LE FOGLIE.
+
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+ ------
+
+
+ _Questa commedia fu rappresentata la prima
+ volta a Milano dalla Compagnia Tina Di Lorenzo-Flavio
+ Andò al teatro Manzoni la sera
+ del 31 gennaio 1900._
+
+
+
+
+
+ PROPRIETÀ LETTERARIA
+
+ I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati
+ per tutti i paesi, compresi la Svezia, la Norvegia e l'Olanda.
+
+ Per ottenere il diritto di rappresentazione, rivolgersi
+ esclusivamente alla SOCIETÀ ITALIANA DEGLI AUTORI
+ (Milano, Corso Venezia, 4).
+
+
+ ------
+
+
+ GIUSEPPE GIACOSA
+
+
+ Come le Foglie
+
+ COMMEDIA IN QUATTRO ATTI
+
+
+ MILANO
+ FRATELLI TREVES, EDITORI
+
+ 15.^o migliaio
+
+
+
+
+
+ Tip. Fratelli Treves.--1910.
+
+
+
+
+
+
+ ALL'AMICO
+
+ EUGENIO TORELLI-VIOLLER
+
+ CHE MI FU FEDELE NEI MOMENTI GRAVI
+
+ _Giuseppe Giacosa._
+
+
+
+PERSONAGGI.
+
+
+
+GIOVANNI ROSANI, 56 anni.
+
+GIULIA, sua seconda moglie, 34 anni.
+
+TOMMY, 27 anni |
+ | suoi figli di primo letto.
+NENNELE, 22 anni |
+
+MASSIMO ROSANI, suo nipote, 34 anni.
+
+LA SIGNORA LAURI.
+
+LA SIGNORA IRENE.
+
+LA SIGNORA LABLANCHE.
+
+HELMER STRILE, pittore.
+
+UN ALTRO PITTORE.
+
+UN SIGNORE.
+
+ANDREA |
+ | domestici.
+GASPARE |
+
+LUCIA, vecchia cameriera.
+
+MARTA, cuoca.
+
+UN GROOM.
+
+FACCHINI.
+
+
+
+
+ATTO PRIMO.
+
+ Un salone fastoso aperto (per un'arcata che si può chiudere
+ con imposte scorrenti e rientranti nei muri) verso una
+ fastosissima sala da pranzo. Questa è tappezzata di cuoio a
+ fondo scuro con grandi fiorami dorati, ed ha mobili di noce
+ scolpiti. Il salone ha un soffitto a cassettoni a borchie
+ dorate e le pareti coperte di arazzi. La gran tavola della
+ sala da pranzo è ingombra di sacche da viaggio, porta
+ scialli, porta ombrelli, ecc. Nel salone, mobilio inglese
+ delicatissimo. Nessun sopramobile. Si capisce che la casa
+ sta per essere abbandonata. A destra due porte: la prima
+ mette nella camera di Giovanni, la seconda in quella di
+ Tommy. A sinistra, alla seconda quinta, la porta
+ comune. Alla prima quinta porta che mette nella camera di
+ Giulia. La sala da pranzo ha una sola porta in un angolo, a
+ destra dello spettatore.
+
+
+
+SCENA PRIMA.
+
+ Al sorgere della tela, tre facchini, carichi di valigie,
+ vengono dalla sala da pranzo ed escono per la Comune. Si
+ vede nella sala da pranzo LUCIA che viene e va, portando
+ robe che depone sulla tavola. NENNELE nel salone, ritta
+ presso una _consolle_ sta registrando su di un foglio
+ volante il numero dei colli. Si ode di quando in quando uno
+ scampanellìo rabbioso ed impaziente.
+
+NENNELE ai facchini.
+
+Quante sono?
+
+UN FACCHINO.
+
+Sei dabbasso e qui tre. Nove.
+
+ Via.
+
+NENNELE.
+
+Lucia.
+
+LUCIA.
+
+Signorina.
+
+NENNELE.
+
+Quante valigie restano?
+
+LUCIA.
+
+Tre della signora e due del signorino.
+
+NENNELE.
+
+Sono pronte?
+
+LUCIA.
+
+Ho chiuso adesso l'ultima della signora. Quelle del signorino non
+saprei.
+
+NENNELE.
+
+Quando verrà la zia Irene bisognerà chiamar subito il papà.
+
+LUCIA.
+
+Sissignora.
+
+NENNELE.
+
+Dov'è papà?
+
+LUCIA.
+
+Non lo so. È tutta la mattina che è in giro per la casa. Va, viene,
+non può star fermo. Sono entrata in camera sua un'ora fa per portargli
+la posta e stava ritto davanti la specchiera tamburellando colle dita
+sul cristallo. Poi è sceso in scuderia. Poi è ripassato di qui. Lei
+non l'ha veduto?
+
+NENNELE.
+
+Sì sì. Appena levata sono andata a salutarlo.
+
+LUCIA.
+
+Pensi che alle cinque aveva già chiuso la valigia. E ha aiutato lui
+Andrea a scenderla. Sapeva bene che dovevano venire i facchini. Ho
+voluto prendere il suo posto, ma non ci fu verso. Mi ha detto: Lascia
+fare che mi diverte.
+
+ Pausa, poi quasi piangendo:
+
+Ah signorina Nennele. Pensare che fra un'ora!...
+
+NENNELE.
+
+Zitta zitta.
+
+ Suono insistente di campanello.
+
+Ma chi suona così?
+
+LUCIA.
+
+Dev'essere il signorino.
+
+
+
+SCENA SECONDA.
+
+ TOMMY e detti.
+
+TOMMY sull'uscio della sua camera ha i calzoni corti (knickerbockers)
+ e le calze di lana fino al ginocchio, all'alpinista. È in
+ manica di camicia.
+
+Gaspare. Dov'è Gaspare?
+
+LUCIA.
+
+È in cortile per il carico.
+
+TOMMY.
+
+È mezz'ora che lo chiamo. Digli che salga a finire di vestirmi.
+
+NENNELE.
+
+Lo ha mandato il papà. Non puoi vestirti da te?
+
+TOMMY.
+
+Sì, colla fretta. A queste ore!
+
+NENNELE.
+
+Sono le nove e mezza. Io mi sono vestita da me alle sei.
+
+TOMMY.
+
+Complimenti.
+
+ A Lucia.
+
+Bene. Lascia stare.
+
+LA VOCE DI GIULIA dalla sua camera.
+
+Lucia.
+
+LUCIA.
+
+Comandi.
+
+ Entra in camera di Giulia.
+
+NENNELE.
+
+Sono leste le tue robe?
+
+TOMMY.
+
+Sì, esempio di virtù. La valigia grande è lesta. Gaspare stava per
+chiudere la piccola quando l'hanno chiamato. Ho provato a chiuderla da
+me, ma sforza. Il _tub_ non ci vuole entrare.
+
+NENNELE.
+
+Lascialo. Tanto!
+
+TOMMY.
+
+Brava, non farò il bagno in Svizzera! Poveri, ma puliti.
+
+ Sta annodandosi la cravatta.
+
+NENNELE.
+
+A me.
+
+ Glie la annoda.
+
+Oh Tommy. D'ora in avanti domestico e cameriera, eccola qui.
+
+TOMMY.
+
+Di' la verità, che ti diverte il genere.
+
+NENNELE.
+
+No, ma non ne muoio dal dolore.
+
+TOMMY.
+
+E hai ragione. Queste sono le risoluzioni eroiche del primo momento.
+Vedrai. Si prova.... ma poi! Quando saremo all'estero!
+
+LUCIA dalla camera di Giulia s'avvia verso la comune.
+
+NENNELE.
+
+Scendi?
+
+LUCIA.
+
+Vado a portare questi biglietti della signora.
+
+NENNELE.
+
+Alla posta?
+
+LUCIA.
+
+No. Al recapito.
+
+NENNELE.
+
+Adesso?
+
+LUCIA.
+
+Mi ha detto di prendere una carrozza.
+
+NENNELE.
+
+Vai vai.
+
+ Via Lucia.
+
+TOMMY.
+
+I saluti della staffa.
+
+ Dà una moneta a Nennele.
+
+A lei.
+
+NENNELE.
+
+Cos'è? Un marengo?!
+
+TOMMY.
+
+Ti do la mancia. Tienilo. Te lo regalo.
+
+NENNELE.
+
+E tu?
+
+TOMMY.
+
+Eh! eh!
+
+ Come a dire che ne ha molti.
+
+NENNELE.
+
+Grazie allora. Vatti a vestire presto.
+
+ Tommy s'avvia.
+
+Senti. E poi torna qui che discorriamo un po' tu ed io.
+
+TOMMY.
+
+Ho da fare l'involto degli scialli.
+
+NENNELE.
+
+Porta qui che ti aiuto. Vuoi?
+
+TOMMY.
+
+Ma sì, ma sì.
+
+ Rientra in camera. Tornano i facchini scarichi.
+
+NENNELE ai facchini.
+
+Di qua.
+
+ Bussa all'uscio di Giulia.
+
+VOCE DI GIULIA.
+
+Chi è?
+
+NENNELE.
+
+Possono entrare quegli uomini a prendere i bauli?
+
+VOCE DI GIULIA.
+
+Avanti, avanti.
+
+ I facchini entrano.
+
+
+
+SCENA TERZA.
+
+ ANDREA e detta.
+
+ANDREA senza livrea. Viene dal fondo della sala da pranzo con un mazzo
+ di chiavi.
+
+Queste sono le chiavi della nostra camera, della cucina e del tinello.
+
+NENNELE.
+
+Avete fatto voi il giro delle camere di servizio? Non c'è più nulla
+dentro?
+
+ANDREA.
+
+Nulla che appartenga alla servitù. Ho chiuso io tutto quanto.
+
+NENNELE.
+
+Bravo. Le chiavi mettetele lì nella sala da pranzo nella credenza
+grande. Nel cassetto a destra ce ne troverete dell'altre. C'è scritto
+sul cartellino?
+
+ANDREA.
+
+Sì, signorina. Ho verificato io. Tutto è in ordine.
+
+NENNELE.
+
+Bravo.
+
+ANDREA.
+
+Mi comanda altro?
+
+NENNELE.
+
+No, andate pure.
+
+ I facchini traversano coi bauli.
+
+
+
+SCENA QUARTA.
+
+ NENNELE e TOMMY.
+
+TOMMY porta in un involto per scialli, un plaid, un soprabito chiaro.
+
+Là.
+
+ Getta ogni cosa sul sofà.
+
+Aspetta.
+
+ Torna in camera.
+
+NENNELE.
+
+Non troppa roba eh?
+
+
+TOMMY dalla sua camera.
+
+Quello che occorre.
+
+ Rientra in scena con altra roba, fra cui due racchette del
+ Tennis.
+
+Ecco tutto. Che vuoi?
+
+NENNELE.
+
+Nulla. Ho bisogno di stare un momento con una persona che m'intenda.
+Ecco. Col papà devo mostrarmi allegra. Mammà non è nostra madre! Sono
+qui da tre ore a dare delle disposizioni che mi sembrano mortuarie. Mi
+pare di seppellire la nostra casa. E poi! E poi!...
+
+TOMMY.
+
+Come ti lasci abbattere!
+
+NENNELE.
+
+Oh. Abbattere! Ci vuol altro. Rattristare sì. Tanto tanto. Ho lasciato
+la mia camera per non entrarci mai più. Ho chiuso le finestre, ho
+sbarrato le imposte così buio che non sapevo più venir via. Ho avuto
+come un senso di paura nell'uscirne. Mi pareva di vedermi morta sul
+letto. C'era morta tutta la mia gioventù, il fiore della vita.
+
+TOMMY accende una sigaretta.
+
+Povera Nennele.
+
+NENNELE.
+
+C'entreranno degli altri, sarà d'altri.... i muri, i mobili, le
+stoffe. Sai cosa ho scritto sul muro nel vano della finestra? Ho
+scritto: Chiunque tu sia che occuperai questa camera, sii
+maledetta. Nennele.
+
+TOMMY.
+
+Non si troverà più a vendere la casa adesso!
+
+NENNELE.
+
+Come? Credi?...
+
+ Apre il portascialli e lo stende sulla tavola.
+
+
+TOMMY ridendo.
+
+No, no, no. Vivi tranquilla. Vorrei entrarci io in una camera stregata
+da te. Povera Ninnì, Nenné, Nennele! Così giovane e tanto vendicativa!
+Vedi? Non bisogna mettere amore alle cose terrene!
+
+NENNELE.
+
+Oh non mi spaventa mica la povertà, sai.
+
+TOMMY.
+
+Però!
+
+NENNELE.
+
+No, no. Guarda, l'ho già detto al papà.
+
+ Piega il soprabito.
+
+Io darò delle lezioni d'inglese. A Ginevra si deve trovare.
+
+TOMMY.
+
+Altro! No, no, no. Le maniche piegate in dentro.
+
+ Piega le maniche.
+
+Là. E io darò delle lezioni di Tennis. Su le falde adesso....
+
+NENNELE.
+
+Così?
+
+TOMMY.
+
+Sì. Guai a te se mi gualcisci quel pastrano. È un modello di Londra.
+E mammà dipingerà all'acquerello il lago ed il Castello di Chillon.
+Vendita sicura.
+
+NENNELE.
+
+Ha fatto ieri la provvista dei colori.
+
+TOMMY.
+
+Bene spesi!
+
+NENNELE.
+
+È venuto stamattina il negoziante a cercare i quattrini.
+
+TOMMY.
+
+Non aveva pagato?
+
+NENNELE.
+
+No. Ma lui l'ha saputo che si partiva.... lo sanno tutti, ed è
+piombato qui con un tono! oh!
+
+TOMMY.
+
+E mammà?
+
+NENNELE.
+
+Era chiusa in camera. Ho dovuto parlarle attraverso l'uscio. Ha
+risposto che avrebbe mandato prima di partire. L'altro strepitava. Ho
+pagato io ottanta lire.
+
+TOMMY.
+
+Tu?
+
+NENNELE.
+
+E ho dato altre ottanta lire alla guantaia e sessanta al profumiere,
+tutte provviste fatte di questi giorni. Ora mi restano poche lire,
+oltre il tuo marengo. Se ne vengono degli altri bisognerà bene
+mandarli al papà.
+
+TOMMY.
+
+Ma sì. Però hai fatto bene. Il papà dev'essere a corto di quattrini in
+questo momento.
+
+NENNELE.
+
+S'era tanto raccomandato che gli consegnassimo per tempo tutti i
+conti, chè non voleva lasciare strascichi.
+
+TOMMY.
+
+Ma sicuro. I piccoli debiti bisogna pagarli.
+
+NENNELE.
+
+Piccoli e grossi.
+
+TOMMY.
+
+S'intende. Voglio dire che i piccoli hanno la voce più stridula.
+
+NENNELE.
+
+È vero. Quella gente mi squadrava con tanta diffidenza! Guardava
+questi mobili, questo lusso con un'aria così ironica! Non ci credono
+mica, sai, alla rovina!
+
+TOMMY.
+
+No eh?
+
+NENNELE.
+
+ prende in mano l'astuccio delle racchette.
+
+Le racchette porti?
+
+TOMMY.
+
+To'.
+
+NENNELE.
+
+Per farne che?
+
+TOMMY.
+
+Ma non lo sai che Ginevra è un campo delle mie glorie! Sono socio
+onorario dell'Elvetic Club. Ci ho vinto la gara internazionale del
+Tennis, due anni fa.
+
+NENNELE.
+
+Altri tempi!
+
+ Sta per mettere l'astuccio nell'involto.
+
+TOMMY.
+
+Che c'è di mutato? Siamo meno ricchi. Cosa fai?
+
+NENNELE.
+
+Metto le racchette.
+
+TOMMY.
+
+Fuori vanno. Sotto le cinghie, che si vedano.
+
+NENNELE.
+
+Dunque nemmeno tu non ci credi alla rovina.
+
+TOMMY.
+
+Questione d'intendersi.
+
+NENNELE.
+
+Quel negoziante di colori, diceva che i milioni sono impegolati, che a
+chi li ha avuti per le mani ne resta sempre attaccato alle dita. E lo
+diceva per offenderci.
+
+TOMMY.
+
+Che male ci sarebbe?
+
+NENNELE.
+
+Allora questa povertà sarebbe finta. Se non ci fosse male, perchè
+fingere?
+
+TOMMY.
+
+Insomma tu immagini proprio la miseria nera, la soffitta, il giaciglio
+e le dame visitatrici in toelette di carità che verranno a portarci la
+coperta di lana per tutta la famiglia.
+
+NENNELE.
+
+Ieri Lucia ha supplicato il papà che la conducesse con noi..., che ci
+veniva senza salario. Il papà l'ha ringraziata colle lacrime agli
+occhi, ho visto io, e le ha risposto che i suoi mezzi non gli
+permettevano di tenerla in casa.
+
+TOMMY.
+
+Sono di quelle cose!
+
+NENNELE.
+
+È una finzione!?
+
+TOMMY.
+
+Cosa vuoi che ti dica! Non bisogna mettere il senso della vita che
+abbiamo noi, venuti su fra cose delicate, e nella contemplazione della
+bellezza, con quello di un uomo che per quarant'anni ha sempre
+lavorato dalla mattina alla sera. I nostri sentimenti hanno
+l'elevazione delle cose inutili. Noi rappresentiamo una umanità
+superiore. La realtà non la facciamo nè tu nè io.
+
+NENNELE.
+
+Tu però sei disposto ad accettarne i benefici.
+
+TOMMY.
+
+Prendo quello che trovo.
+
+NENNELE.
+
+Mi faresti desiderare la miseria.
+
+TOMMY.
+
+Sono gusti. Del resto, ti giuro che non so nulla.
+
+NENNELE.
+
+Ebbene, non pensar male.
+
+TOMMY.
+
+Vuoi che non pensi male?--È fatto. Non penso male.
+
+NENNELE.
+
+Non si può parlare sul serio con te. Aiutami a serrare le cinghie.
+
+TOMMY.
+
+Povera Lucia eh? senza salario veniva!
+
+NENNELE.
+
+È la sola a cui oso ancora dare di tu. I domestici mi fanno soggezione
+vestiti come l'altra gente.
+
+TOMMY.
+
+Oh, a me no. Gaspare m'è entrato in camera stamattina vestito di un
+tout-de-même, a scacchi, del mio spoglio dell'anno passato.... e colle
+scarpe gialle. Eppure.... L'hai veduto?
+
+NENNELE.
+
+Non ci ho badato.
+
+TOMMY.
+
+Pareva un gentleman. Sbarbato com'è....
+
+NENNELE.
+
+Non gli manca nulla.
+
+TOMMY.
+
+Certo ha l'aria più distinta di nostro cugino
+Massimo.... soprannominato il Salvatore.
+
+NENNELE.
+
+Ci vuol poco.
+
+TOMMY.
+
+Pensare che laggiù l'avremo sempre fra i piedi!
+
+NENNELE.
+
+Peggio. Ci avrà lui fra i piedi.
+
+TOMMY.
+
+È così ben calzato! Ti ricordi quegli stivaletti mirobolanti?
+
+NENNELE.
+
+E il gilet? Credeva di far colpo, sai.
+
+TOMMY.
+
+E spregiudicato.
+
+NENNELE.
+
+E risoluto.
+
+TOMMY.
+
+E intraprendente.
+
+NENNELE.
+
+E soddisfatto.
+
+TOMMY.
+
+E vorrà sposarti.
+
+NENNELE.
+
+E lo manderemo a spasso.
+
+TOMMY.
+
+Offrire a suo zio dugento e cinquanta lire il mese di stipendio!
+
+NENNELE.
+
+Io non so capire come il papà abbia accettato.
+
+TOMMY.
+
+Ma ci sarò io là.
+
+NENNELE.
+
+Oh Tommy. Fortuna che ci sei tu. Ero nera nera e mi hai tutta
+rasserenata.
+
+TOMMY.
+
+Lascia fare, lascia fare!
+
+GASPARE, appare dalla comune vestito di un tout-de-même a scacchi.
+
+NENNELE.
+
+Ecco Gaspare.
+
+TOMMY.
+
+Beato chi lo vede!
+
+GASPARE.
+
+Ero in cortile.
+
+TOMMY, a Nennele.
+
+Guardalo, se non pare un signore.
+
+GASPARE.
+
+Ha ordini a darmi?
+
+TOMMY.
+
+Ma, se non sbaglio, c'era ancora il _tub_ da fare entrare nella mia
+cesta.
+
+GASPARE.
+
+Vado subito.
+
+TOMMY.
+
+Se vuole avere la compiacenza!
+
+GASPARE, entra in camera di Tommy. Questi lo segue.
+
+NENNELE a Tommy che segue Gaspare.
+
+Tommy. Te la sei cavata coll'aria canzonatoria, ma del tu non glie lo
+hai dato.
+
+TOMMY.
+
+Temevo che me lo rendesse.
+
+ Via.
+
+
+
+SCENA QUINTA.
+
+ NENNELE, ANDREA, poi la signora LABLANCHE colla piccola,
+ poi GIULIA.
+
+ANDREA.
+
+Signorina. C'è la signora Lablanche.
+
+NENNELE.
+
+La sarta? Cosa vuole?
+
+ANDREA.
+
+Domanda della signora. Ha con sè la piccola con una scatola.
+
+NENNELE.
+
+O Dio! Non le avete detto?
+
+ANDREA.
+
+Ho detto. Ma insiste.
+
+NENNELE.
+
+Guardate se il papà è in camera sua.
+
+ANDREA.
+
+Non c'è. L'ho visto or ora che stava discorrendo col
+giardiniere. Lo chiamo?
+
+NENNELE.
+
+No no. Dov'è?
+
+ANDREA.
+
+Nella serra.
+
+NENNELE.
+
+Fate passare.
+
+ Andrea obbedisce. Entra la signora LABLANCHE. La piccola
+ depone la scatola sopra una sedia presso l'uscio e sta in
+ fondo.
+
+NENNELE ad Andrea.
+
+Avvertite la signora.
+
+ Andrea obbedisce, poi via.
+
+LABLANCHE.
+
+Buon giorno, signorina.
+
+NENNELE.
+
+Buon giorno. Mamma verrà subito.
+
+ Va in sala da pranzo.
+
+GIULIA viene dalla sua camera in un bellissimo costume da viaggio.
+
+Ci trova di partenza, signora Lablanche.
+
+LABLANCHE.
+
+Me lo ha detto ieri sera la signora Altovini, Mi sono subito
+affrettata di far terminare il suo vestito. Le mie ragazze hanno
+lavorato tutta la notte.
+
+GIULIA.
+
+La ringrazio, ma non c'era premura. Stavo anzi scrivendole. Un lutto
+improvviso....
+
+LABLANCHE.
+
+Oh mi rincresce!
+
+GIULIA.
+
+E volevo pregarla se potesse disporre altrimenti di quel vestito.
+
+LABLANCHE.
+
+Se la signora me lo avesse detto due o tre giorni fa....
+
+GIULIA.
+
+Ha ragione.... m'è passato di mente. Ma rimettendoci al bisogno....
+Ora non saprei nemmeno come portarlo via. Non l'aspettavo così presto.
+
+LABLANCHE.
+
+Già, ma siccome più tardi non l'avrei trovata....
+
+GIULIA.
+
+Va bene, va bene. Me lo spedirà allora.
+
+LABLANCHE.
+
+Come comanda.
+
+ Alla piccola.
+
+Va pure.
+
+ La piccola si avvia lasciando la scatola.
+
+No, riprendi.
+
+ La piccola esce colla scatola.
+
+GIULIA.
+
+Le manderò l'indirizzo.
+
+LABLANCHE.
+
+Ci sarebbe ancora quel piccolo conto.
+
+GIULIA.
+
+Me lo mandi insieme al vestito.
+
+LABLANCHE.
+
+Sono mortificata di dover insistere, ma non posso aspettare.
+
+NENNELE esce risoluta dal fondo della sala da pranzo.
+
+GIULIA.
+
+In questo momento....
+
+LABLANCHE.
+
+Non è una gran somma. Mille trecento lire.
+
+GIULIA.
+
+Sul punto della partenza! Sono cose che non si fanno. È un conto di
+tre mesi alla fine. E non le ho mai fatto perdere un centesimo.
+
+LABLANCHE.
+
+È vero, ma non vorrei cominciare adesso. La signora sa benissimo che
+non parte per un viaggio di piacere nè per la campagna. Il signor
+Rosani ha ottenuto un concordato da' suoi creditori. Se ne avessi
+avuto notizia per tempo, mi sarei fatta viva. Ne fui avvertita ieri
+sera. Sono commerciante, ho famiglia, devo curare i miei interessi. Se
+lei crede che mi rivolga a suo marito....
+
+GIULIA.
+
+No, no, no.
+
+LABLANCHE.
+
+Un po' di vergogna è presto passata.
+
+GIULIA.
+
+No no.
+
+ S'avvia per la sua stanza, poi si ravvede e va alla porta di
+ Tommy.
+
+Tommy. Si può entrare?
+
+LA VOCE DI TOMMY.
+
+Un momento. Vengo subito.
+
+GIULIA alla Lablanche.
+
+Facciamo mille. Quell'abito se lo tiene.
+
+LABLANCHE.
+
+Mille e cento allora.
+
+GIULIA.
+
+Cento lire di rimessa?
+
+LABLANCHE.
+
+E ci rimetto!
+
+GIULIA.
+
+Le do mille lire. Non un soldo di più.
+
+
+
+SCENA SESTA.
+
+ TOMMY e dette.
+
+TOMMY entra.
+
+GIULIA lo prende in disparte.
+
+Dammi 500 lire. So che le hai. È un conto che ho dimenticato di
+consegnare a tuo padre. A dirglielo ora sarebbero lacrime. È un conto
+di 1000 lire. Io ho le altre 500.
+
+TOMMY.
+
+Non hai di più?
+
+GIULIA.
+
+È grazia se ci arrivo.
+
+TOMMY incredulo e scherzoso.
+
+Mammà!
+
+GIULIA.
+
+Dove le devo pigliare? Non lasciarmi in imbarazzo.
+
+TOMMY.
+
+Giocare che ne hai da parte un mazzetto?
+
+GIULIA.
+
+No come è vero Dio. Sii buono, va. Dammele.
+
+TOMMY.
+
+Fuori le tue 500.
+
+GIULIA.
+
+Grazie. Vado a pigliarle.
+
+ Entra correndo nella sua camera.
+
+TOMMY zufola a mezzo soffio dondolandosi sulle gambe, poi guarda la
+ signora Lablanche.
+
+Ben messa.
+
+ Prende una sigaretta e l'accende.
+
+È lei che veste la Ricchetti?
+
+LABLANCHE.
+
+La cantante? Sissignore.
+
+TOMMY.
+
+I miei complimenti. Ieri sera aveva un amore di costumino floreale.
+
+LABLANCHE.
+
+In seta mauve....
+
+TOMMY.
+
+Quello.
+
+LABLANCHE.
+
+È una così bella persona!
+
+TOMMY.
+
+Quaranta centimetri di vita.
+
+LABLANCHE.
+
+Lei l'aiuta a vestirsi.
+
+TOMMY.
+
+Io! S'inganna! Al contrario.
+
+GIULIA torna un po' imbarazzata con un biglietto da 1000 che vorrebbe
+ nascondere. A Tommy.
+
+Qua.
+
+TOMMY.
+
+Ah! Bisogna che tu mi renda. Non ho che biglietti da 1000.
+
+GIULIA contrariata.
+
+No!
+
+TOMMY.
+
+È così. E non mi fido della mia matrigna. A me il resto e sono qui.
+
+GIULIA imbarazzata.
+
+Gli è che.... non posso....
+
+TOMMY ridendo.
+
+Anche tu?! Ah l'avarona! Hai una carta da 1000 anche tu? Come è vero
+Dio! Ebbene paga coi tuoi adesso. Appena avrò spezzato ti darò la mia
+parte.
+
+GIULIA.
+
+Parola?
+
+TOMMY.
+
+Parola da uomo.
+
+GIULIA alla signora Lablanche.
+
+A lei, signora Lablanche.
+
+LABLANCHE.
+
+Grazie. Dove posso scrivere la ricevuta?
+
+GIULIA guardando i mobili sguarniti.
+
+Non c'è più nulla qui.
+
+TOMMY.
+
+Là sulla consolle.
+
+LABLANCHE va a scrivere la ricevuta, poi la consegna a Giulia.
+
+Ecco signora. Ho fatto come lei ha voluto.
+
+
+
+SCENA SETTIMA.
+
+ Detti. GIOVANNI dalla comune.
+
+GIOVANNI alla signora Lablanche.
+
+Le domando scusa se mi son fatto aspettare. Lei ha un conto per me?
+
+LABLANCHE.
+
+Ho firmato adesso la ricevuta.
+
+GIOVANNI.
+
+Ah. Va bene.
+
+LABLANCHE.
+
+Buon viaggio, signora.
+
+GIULIA.
+
+A rivederla.
+
+ Via la signora Lablanche.
+
+GIOVANNI a Giulia.
+
+Ieri mi avevi domandato ottanta lire per comprare dei colori. Ti ho
+supplicato di non far spese, ti ho detto che ho i danari contati! Hai
+insistito, giurandomi di non avere un centesimo. Ero così umiliato!
+Hai insistito tanto che te li ho dati.
+
+TOMMY fra sè.
+
+Guarda!
+
+GIOVANNI.
+
+A quanto ammonta quel conto?
+
+GIULIA.
+
+Oh poco....
+
+GIOVANNI.
+
+Fai vedere.
+
+GIULIA.
+
+Ho pregato Tommy, ha fatto lui. Non osavo disturbarti per un'inezia.
+
+GIOVANNI.
+
+Fai vedere.
+
+ Prende il conto e lo legge. A Tommy.
+
+Tu hai pagato mille lire?
+
+TOMMY.
+
+La metà, la metà.
+
+GIOVANNI.
+
+Sei ricco anche tu.
+
+TOMMY.
+
+Ho fatto male a pagare?
+
+GIOVANNI.
+
+Hai fatto benissimo.--I denari che ha mia moglie, li ha avuti da
+me. Sono il frutto delle economie sulla casa, mi spiace di privamela,
+ma in sostanza appartengono alla casa. Ma tu, da me non li hai
+avuti. Sono due mesi che vedevo venire la rovina, la tua vita oziosa
+mi disgustava da un pezzo, la mia borsa si era chiusa per te.... Sono
+dunque tuoi. E ti rimborso.
+
+TOMMY.
+
+Oh papà!
+
+GIOVANNI.
+
+Voglio che tu li prenda.
+
+ Mette un biglietto sulla tavola.
+
+E se ti fa senso pigliarli, saranno ben collocati. Serbali. Chi sa che
+un giorno!...
+
+TOMMY.
+
+Ho avuto la vena al giuoco. Ho guadagnato dodici mila lire il mese
+passato.
+
+GIOVANNI.
+
+Lo sapevo. Mentre io mi dibattevo nel terrore del fallimento, tu
+passavi la notte nelle bische.
+
+TOMMY.
+
+Nelle bische! Al Club.
+
+GIOVANNI.
+
+Hai guadagnato otto mila lire in una notte. Ne fui informato la
+mattina. Il giorno stesso che ho convocato i miei creditori. Ti ho
+fatto venire nel mio studio, ti ho esposto lo stato delle cose
+mie. Non volevo cominciare con dei rimproveri.... non volevo mostrarti
+che sapevo. Aspettavo un tuo buon movimento! Non hai detto una
+parola. Mi è caduto l'animo. Non sei avaro. Io so quello che pensi.
+
+ Silenzio; poi cambiando tono, a tutti e due.
+
+Guardate che a momenti sarà qui Massimo. Dev'essere arrivato
+stamattina, e farà viaggio con noi, ben inteso. So che non è nelle
+vostre grazie, e nemmeno in quelle di Nennele. E si capisce. Ho già
+detto a Nennele quello che le spetta e dico a voi che non ammetto
+arie.
+
+TOMMY.
+
+Se io ho mai!...
+
+GIOVANNI.
+
+Massimo è parente vicinissimo, ed è la sola persona che mi sia venuto
+in aiuto in questa burrasca. Non lo vedevo da molti anni, è sempre
+vissuto in giro per il mondo, lavorando; non l'ho chiamato, e si è
+fatto vivo da sè. Senza di lui, sia detto per tua norma, Tommy, non so
+che sarebbe di noi. Altra cosa. Si passa per Modane, perchè le
+ferrovie mi hanno dato, come ad antico consigliere, il viaggio
+gratuito, e conviene quindi portarci quanto si può più in là colle
+reti italiane. Per la stessa ragione da qui a Modane si viaggierà in
+prima classe. Ma vi avverto che da Modane in poi basteranno le
+seconde.
+
+ A Tommy.
+
+Me ne dispiace per i tuoi knickerbockers, ma quel bel costume ne vedrà
+dell'altre e si dovrà avvezzare. Si parte di casa fra mezz'ora. Prego
+di essere puntuali.
+
+TOMMY.
+
+Hai detto tutto? Lo sai che mi hai parlato come ad un nemico?
+
+GIOVANNI. Con impeto prende la testa di Tommy fra le mani e lo bacia
+in fronte.--Trattenendo un singhiozzo.
+
+Ti ho veduto crescere in questa casa. Non inteneriamoci. Ti serva, ti
+serva.
+
+ Scappa in camera sua, poi riappare.
+
+È venuta mia sorella?
+
+TOMMY.
+
+La zia Lucia? No.
+
+GIOVANNI.
+
+Quando viene, chiamatemi subito.
+
+
+
+SCENA OTTAVA.
+
+ GIULIA, TOMMY, poi NENNELE, poi LUCIA.
+
+GIULIA.
+
+Bisogna compatirlo perchè ha la testa debole. Se dava retta ai miei
+consigli non saremmo a queste.
+
+TOMMY.
+
+I tuoi consigli?
+
+GIULIA.
+
+M'intendo io. Volevo almeno risparmiargli questa spesa adesso.
+
+TOMMY.
+
+Oh! Tu glie l'avresti risparmiata adesso e poi. Se la signora
+Lablanche non accorreva, di laggiù non li avrebbe più visti.
+
+GIULIA.
+
+Ne ha avuti tanti! Bada che c'è lì quel danaro.
+
+TOMMY.
+
+Sai bene che non è mio. Mi sono preso l'insaponata per farti piacere.
+
+GIULIA prende il biglietto.
+
+Vuol dire che non me lo dovrai più. Cosa credi? Li serbo per tutti
+già. Li ritroverete al momento del bisogno.
+
+TOMMY.
+
+Ma sì.
+
+GIULIA.
+
+Dodici mila lire hai guadagnato? Mi avevi detto sei l'altro giorno.
+
+TOMMY.
+
+Di sei me ne hai cercate cinquecento. Se ti dicevo dodici me ne
+cercavi mille. E poi n'è andata la maggior parte. Avevo anch'io
+qualche conto da pagare.
+
+GIULIA.
+
+Vergogna!
+
+TOMMY.
+
+Vergogna aver pagato i debiti?
+
+GIULIA.
+
+Aver giocato.
+
+TOMMY.
+
+Volevo ben dire! Un po' di morale!
+
+NENNELE entra dal fondo della sala da pranzo.
+
+GIULIA.
+
+Vieni qui, vieni qui. Sei andata tu a chiamare il papà, eh?
+
+NENNELE.
+
+Sì.
+
+GIULIA.
+
+Bella cosa! Mi stai spiando.
+
+TOMMY interponendosi. A Nennele.
+
+Non rispondere.
+
+LUCIA entra dalla comune con un biglietto che consegna a Giulia.
+
+GIULIA lo prende, l'apre e lo legge con premura.
+
+TOMMY durante le azioni sopradette. A Nennele.
+
+E non pensare che ci sono io per te? Sarò un cattivo soggetto, ma....
+
+NENNELE.
+
+Perchè dici così?
+
+TOMMY.
+
+Perchè è vero.
+
+GIULIA a Lucia.
+
+Hai consegnato in persona i miei biglietti?
+
+LUCIA.
+
+Il conte Filippo dormiva ancora. L'ho dato alla cameriera. Il signor
+Sarzana l'ho incontrato per le scale e mi ha detto che sarebbe andato
+alla stazione. Don Michele è venuto lui in anticamera a consegnarmi
+quel biglietto. Mi ha domandato a che ora partivano; si troverà alla
+stazione anche lui.
+
+GIULIA.
+
+Porteranno dei fiori.
+
+LUCIA.
+
+Sono già di là. È venuto con me il domestico.
+
+GIULIA.
+
+E valli a pigliare.
+
+ Lucia via. Giulia rilegge il biglietto.
+
+TOMMY piano a Nennele.
+
+Mancavano i fiori per il viaggio!
+
+NENNELE id. a Tommy.
+
+Bel viaggio da infiorare.
+
+LUCIA. torna coi fiori.
+
+GIULIA li prende.
+
+Oh belli belli!
+
+NENNELE.
+
+Mammà, si può chiudere in camera tua?
+
+GIULIA.
+
+Sì. Venga Lucia.
+
+ Dà i fiori a Nennele.
+
+Tieni. Riponili che non si guastino.
+
+NENNELE li getta sul sofà.
+
+GIULIA.
+
+Che modo è questo?
+
+NENNELE.
+
+Dove li devo mettere?
+
+GIULIA la guarda, poi a Lucia.
+
+Vieni con me.
+
+LUCIA si avvicina a Nennele carezzevole.
+
+Signorina.
+
+GIULIA.
+
+Andiamo!
+
+ Entra in camera con Lucia.
+
+
+
+SCENA NONA.
+
+ NENNELE, TOMMY, poi ANDREA, poi MASSIMO.
+
+NENNELE.
+
+Ha proprio da aver mente a queste cose, oggi!
+
+TOMMY.
+
+Oh. Non moriremo per andare in Svizzera.
+
+ANDREA dalla comune.
+
+Posso mandare Gaspare coi bagagli, per la consegna?
+
+TOMMY.
+
+Le mie valigie?
+
+ANDREA.
+
+Le ha fatte scendere Gaspare per la scaletta.
+
+NENNELE.
+
+Mandatelo pure.
+
+ANDREA.
+
+Sa che è arrivato il signor Rosani.... il nipote.
+
+NENNELE.
+
+Massimo? Dov'è?
+
+ANDREA.
+
+L'ho visto ora dalla finestra che traversava il giardino.
+
+NENNELE.
+
+C'è già la carrozza?
+
+ANDREA.
+
+Stanno attaccando.
+
+MASSIMO dalla comune.
+
+Buon giorno.
+
+ Via Andrea.
+
+NENNELE.
+
+Oh Massimo. Quando sei arrivato?
+
+MASSIMO.
+
+Stamattina alle sette, diretto da Buda Pest. Buon dì, Tommaso.
+
+TOMMY.
+
+Caro Massimo!
+
+MASSIMO.
+
+Partite anche voi?
+
+TOMMY.
+
+Non era inteso?
+
+MASSIMO.
+
+Quando sono andato via, dieci giorni fa, lo zio era ancora incerto se
+venir solo o condurvi con sè. Ma ho capito ora a vedere i bagagli che
+venivate tutti.
+
+NENNELE.
+
+Troppi eh?
+
+MASSIMO.
+
+Mai! Meglio, meglio. E lo zio?
+
+TOMMY.
+
+Lo chiamo.
+
+ Va all'uscio di Giovanni.
+
+Papà, c'è Massimo.
+
+MASSIMO a Nennele.
+
+E come va di umore? S'è riavuto un po'?
+
+NENNELE.
+
+È tranquillo.
+
+MASSIMO.
+
+E tu?--Ti rincresce venir via?
+
+NENNELE.
+
+Non vedo l'ora d'esser partita.
+
+MASSIMO.
+
+Questo non dice. Ti rincresce molto?
+
+NENNELE.
+
+Non vorrei restare.
+
+MASSIMO.
+
+Altra risposta che non risponde. Faremo conoscenza col tempo. Siamo
+primi cugini, ci diamo di tu, mi piacete tutti e due, ma da che siamo
+al mondo, ci siamo veduti due ore in tutto l'altra settimana.
+
+TOMMY.
+
+Io ricordo di averti veduto che avevi dodici anni. Eri uno sperlungone
+alto come una pertica. Io ne avevo dieci e Nennele cinque.
+
+MASSIMO.
+
+Io d'Irene non mi ricordo affatto.
+
+NENNELE.
+
+Nemmeno io di te.
+
+MASSIMO.
+
+Si capisce. Di Tommaso sì. Ti detestavo perchè avevi una cravatta più
+bella della mia.
+
+NENNELE guardandolo.
+
+Ora ti ripaghi.
+
+MASSIMO.
+
+Colle cravatte? Non ti devono mica andare a genio a te, le mie
+cravatte.
+
+NENNELE.
+
+Perchè? Combinano con tutto il vestito.
+
+MASSIMO.
+
+Vuol dire che ti spiacerà tutto il vestito. Ma non lo cambio.
+
+TOMMY.
+
+E hai ragione.
+
+
+
+SCENA DECIMA.
+
+ GIOVANNI e detti, poi ANDREA.
+
+GIOVANNI viene dalla sua camera.
+
+Massimo.
+
+MASSIMO.
+
+Zio.
+
+ Si abbracciano.
+
+GIOVANNI.
+
+Mi fa tanto bene, sentirti con me.
+
+ A Nennele e Tommy.
+
+Voi altri ci siete poi?
+
+TOMMY.
+
+Pronti.
+
+GIOVANNI a Nennele.
+
+Vedi mammà.
+
+ Nennele va in camera di Giulia. A Tommy.
+
+E tu fa il giro di tutta la casa, a vedere se sono chiuse le stanze. E
+presto.
+
+ Via Tommy.
+
+GIOVANNI.
+
+Hai sbrigato i tuoi affari a Buda-Pest?
+
+MASSIMO.
+
+Benone. Ho ceduto l'appalto e con profitto.
+
+GIOVANNI.
+
+Mi rincresce che per causa mia....
+
+MASSIMO.
+
+Meglio un lavoro solo ed attenderci, che dieci e fare la spola
+dall'uno all'altro. Tu hai accomodato qui. Ebbi il tuo telegramma.
+
+GIOVANNI.
+
+Il deficit è di ottocento mila lire. Io abbandono questa casa che ha
+già un'offerta di trecento settanta mila lire. La scuderia, la
+rimessa, il mobilio, compresi gli arazzi e la biblioteca, furono
+calcolati ottanta mila, e cento mila la villa di Brianza che mi era
+costata oltre il mezzo milione. I creditori prenderanno il settanta
+per cento. A me non resta nulla. So che il Lauri, che era il mio
+principale creditore, fu così meravigliato della mia dabbenaggine, che
+mi diede del cretino, testuale, in piena borsa; ed un altro, amico mio
+anch'esso, e creditore soddisfatto anche lui, un elegantone, parlando
+del lavoro ostinato di tutta la mia vita e della mia probità
+altrettanto ostinata, ebbe a dire che sono un mulo corto--testuale
+anche questo.
+
+MASSIMO.
+
+Eleganza sportiva.
+
+GIOVANNI.
+
+Questo è il frutto che ho raccolto fuori di casa. In casa poi....
+
+MASSIMO.
+
+Giusto.... tuo cognato?
+
+GIOVANNI.
+
+Oh non parlo di lui. Mio cognato, quando le cose furono bene
+assestate, mandò da me mia sorella....
+
+MASSIMO.
+
+La zia Irene la ricordo.
+
+GIOVANNI.
+
+A portarmi dieci mila lire.
+
+MASSIMO con una smorfia.
+
+È più volte milionario, mi pare.
+
+GIOVANNI.
+
+Gli contano sette milioni.
+
+MASSIMO.
+
+Già. Naturale!
+
+GIOVANNI.
+
+Va là, che ha fatto assai. D'altronde mia sorella mi ha detto ieri che
+sarebbe venuta stamattina a salutare Nennele che è sua figlioccia e lo
+diceva con intenzione. M'aspetto già che le porterà una qualche somma.
+
+MASSIMO.
+
+Non ti aveva offerto di tenere con sè la tua famiglia i primi tempi?
+
+GIOVANNI.
+
+Sì. E avevo quasi accettato, per aver più agio laggiù di cercar casa.
+Ma poi....
+
+MASSIMO.
+
+La casa è trovata. Se ti piacerà s'intende. Me lo ha telegrafato ieri
+l'altro il mio primo assistente. È una casetta di contadini svizzeri,
+ma che era stata già casa di campagna di gente agiata. Due piani, sei
+locali ogni piano, un luogo incantevole fuori di città, un gran prato
+davanti. Il proprietario ha comperato un podere lì accanto ed è
+andato a dimorarvi. Il mio assistente l'ha mezzo impegnata, per
+seicento lire l'anno. Io riterrò due camere a pian terreno, per
+metterci il tuo studio, e per quelle pagherò io cento lire. Restano
+cinquecento a tuo carico. Ti va?
+
+GIOVANNI.
+
+Benissimo.
+
+MASSIMO.
+
+Bada che non dico per indurti a lasciar qui la famiglia. Si capisce
+che ti sia di conforto averla subito con te.
+
+GIOVANNI.
+
+Oh non è questo.
+
+ Pausa; poi con accento doloroso:
+
+Sai perchè non li lascio? Non mi fido.
+
+MASSIMO.
+
+Di chi non ti fidi?
+
+GIOVANNI.
+
+Dei miei. Se tu sapessi cosa ho veduto in casa mia dopo che è venuta
+la rovina! Mia moglie ti par frivola e svaporata.... eh?
+
+MASSIMO.
+
+Non ho mai detto....
+
+GIOVANNI.
+
+Mi ha portato in casa un avvocato perchè mi persuadesse a frodare i
+creditori. Mi proponeva degli atti simulati.... per cessione della
+villa.... voleva vendere questi arazzi, alla macchia, e quando le
+dissi che sarebbe stata allora la bancarotta fraudolenta, il
+processo.... la prigione, sai cosa mi ha risposto? Mi ha risposto: Non
+faranno in tempo. Saremo partiti.
+
+MASSIMO.
+
+Già!
+
+GIOVANNI.
+
+E mio figlio, quello che Giulia mi proponeva di fare è persuaso che
+l'abbia bell'e fatto! Oh lui non sa e non misura s'intende, e non me
+lo avrebbe consigliato, ne sono sicuro; ma così alla grossa crede che
+il gruzzolo in disparte ci sia.... e ci s'accomoda. E non è l'offesa
+che mi fa a me. Che m'importa? È il segno dell'animo.... è la promessa
+di quello che avverrà.
+
+MASSIMO.
+
+Per L'avvenire ci saremo noi.
+
+GIOVANNI.
+
+Tu forse.... Ma io! Li ho rovinati.
+
+MASSIMO.
+
+Mio padre mi ha lasciato senza un soldo a quattordici anni, e lo
+benedico.
+
+GIOVANNI.
+
+Non ho autorità. Sono un bue da lavoro e nulla più. Tu non sai lo
+sforzo che mi è costato essere severo questi giorni. Non ci saprò
+durare. Non ho mai esercitata l'autorità. Non ne vedevo il
+bisogno. La ricchezza abbellisce tanto tutte le cose! Sono un cattivo
+padre, Massimo.
+
+MASSIMO.
+
+Aria fresca, aria fresca! Vedrai.
+
+ VOCE DI TOMMY dall'anticamera.
+
+Ma no.... venite venite. Avranno tutti tanto piacere di vedervi.
+
+GIOVANNI.
+
+I commiati ora!
+
+
+
+SCENA UNDICESIMA.
+
+ Detti, TOMMY, la signora LAURI, poi GIULIA, poi NENNELE e LUCIA.
+
+TOMMY.
+
+Papà. La signora Lauri.
+
+LAURI.
+
+Solo un saluto! solo un saluto!
+
+GIOVANNI.
+
+La ringrazio.
+
+TOMMY all'uscio di Giulia.
+
+Mammà. Nennele.
+
+LAURI.
+
+Non parlo, non parlo, perchè mi fa troppa pena. Perdo i miei migliori
+amici. Che desolazione! Chi parte non avverte il distacco; ma quelli
+che restano! Non ho chiuso occhio in tutta la notte.
+
+GIULIA entra.
+
+LAURI.
+
+Giulia! Tesoro! Due minuti soltanto: il tempo di abbracciarti.
+
+ L'abbraccia.
+
+GIULIA.
+
+Come fosti buona!
+
+LAURI.
+
+E Nennele?
+
+ Nennele entra con Lucia.
+
+LAURI.
+
+Eccola. Amore.
+
+ L'abbraccia.
+
+Non posso dire quello che perdo.
+
+TOMMY.
+
+E a me! Parto anch'io.
+
+LAURI.
+
+A voi la mano. Anzi tutte e due le mani.
+
+TOMMY gliele bacia una dopo l'altra.
+
+GIOVANNI dal lato opposto della scena, a Massimo
+
+Guardali. Guarda mia moglie. Guarda mio figlio. Ti sembrano compresi
+del loro stato? Tu non sai, tu non sai.
+
+ È seduto sul canapè. I gomiti appoggiati alle ginocchia e la
+ testa nelle mani.
+
+LAURI.
+
+Passate per il Gottardo?
+
+GIULIA.
+
+No, per Modane.
+
+LAURI.
+
+Peccato, il Gottardo è così pittoresco!
+
+ A Nennele.
+
+Tu sei stata mai in Svizzera?
+
+NENNELE.
+
+Mai.
+
+MASSIMO scuote amorevolmente Giovanni.
+
+Coraggio, zio.
+
+GIOVANNI.
+
+Tu non sai. Non li conoscevo. La colpa è mia. Ma la prosperità
+accieca. Ah la grazia, l'eleganza, la gentilezza, cosa nascondono!
+Vedrai Massimo. Lasciarli qui? Avrebbero seguitato una vita di
+dissipazione equivoca. Ah no! Con me, con me. Se pure basterà.
+
+MASSIMO.
+
+Oh che dici!
+
+GIOVANNI.
+
+Vedrai. Quella è gente che non sa resistere alla bufera. Non c'è fibra
+Al primo soffio di vento se ne va, se ne va.
+
+
+
+SCENA DODICESIMA.
+
+ Detti, ANDREA, poi la signora IRENE.
+
+ANDREA a Giovanni.
+
+C'è la carrozza.
+
+GIOVANNI levandosi.
+
+È ora di partire.
+
+ A Massimo.
+
+Non è venuta.
+
+ Tutti in piedi vestono i soprabiti, cercano ombrellini,
+ bastoni.
+
+LAURI.
+
+Verremo a trovarvi.
+
+TOMMY.
+
+Promessa. Consolare gli esiliati.
+
+LAURI a Giovanni.
+
+A lei dico una cosa sola: Cattivo.
+
+GIULIA.
+
+I miei fiori. Dove sono i miei fiori?
+
+LUCIA porge a Nennele il cappello e la spolverina.
+
+NENNELE.
+
+Mi giravi attorno, povera Lucia.
+
+LUCIA vuol baciarle la mano, piangendo.
+
+NENNELE.
+
+Zitta, zitta.
+
+IRENE entra dalla comune.
+
+Ah, vi trovo ancora.
+
+GIOVANNI.
+
+Mia sorella.
+
+IRENE.
+
+Avevo una paura di non arrivare in tempo. Sarei andata alla
+stazione.... ma temo di commovermi. Ci sarà mio marito. Nennele. Ti
+ho portato un po' di cioccolatto.... per il viaggio.
+
+MASSIMO.
+
+Ma guarda. Ma che regalo! Ringrazia, ringrazia la zia. Brava zia.
+
+IRENE sbalordita.
+
+Chi è? Chi è?
+
+GIOVANNI.
+
+È Massimo, nostro nipote.
+
+IRENE.
+
+Ah, sei cresciuto.
+
+MASSIMO.
+
+Da quando?
+
+GIOVANNI.
+
+Presto.
+
+NENNELE.
+
+Addio, zia.
+
+IRENE.
+
+Vengo, vengo, scendo con voi.
+
+LAURI.
+
+Tornerete presto.... me lo dice il cuore.
+
+ Escono cicalando per la comune. Giovanni li guarda uscire.
+
+MASSIMO a Giovanni.
+
+Non temere. Si ricomincia.
+
+GIOVANNI.
+
+Speriamo.
+
+ Via tutti.
+
+ Lucia resta sola e si getta a singhiozzare su di una
+ poltrona.
+
+NENNELE torna correndo, prende Lucia fra le braccia e la bacia mille
+ volte in viso.
+
+LUCIA.
+
+Nennele. Nennele.
+
+NENNELE.
+
+Zitta, zitta, zitta.
+
+ Fugge.
+
+ _Cala la tela._
+
+
+
+
+ATTO SECONDO.
+
+ Stanza semplice ma non misera nè del tutto disadorna. Poco
+ alta. Soffitto di legno, pareti di legno. Nella parete a
+ sinistra dello spettatore, un finestrone assai più largo che
+ alto. Occorre che si possano aprire e chiudere le persiane.
+ Fuori, alberi vicini. Nel fondo, due usci. Quello a sinistra
+ mette in una piccola anticamera e di là alla scala. È la
+ porta comune. Quello a destra mette nella camera di
+ Giulia. Fra di essi, appoggiata alla parete, una credenza di
+ legno con suvvi stoviglie. Nella parete a destra dello
+ spettatore all'altezza della prima quinta, l'uscio che mette
+ nella camera di Nennele. Tra questo e il fondo, un tavolino
+ appoggiato al muro. Nel mezzo della stanza, una tavola
+ rotonda coperta da un tappeto. Una sedia a sdraio di legno
+ ricurvo presso la finestra. Sedie di legno.
+
+
+
+SCENA PRIMA.
+
+ NENNELE seduta alla tavola del mezzo sta leggendo. TOMMY, a
+ cavalcioni di una seggiola presso la finestra, fuma una pipa
+ corta di legno all'inglese. GIOVANNI entra dalla comune.
+
+GIOVANNI.
+
+Nennele.
+
+NENNELE.
+
+Papà.
+
+GIOVANNI.
+
+Mi avevi domandato dei danari ieri sera, ti avevo pregato di
+ricordarmelo stamattina.
+
+NENNELE.
+
+È vero. Non ho osato.
+
+GIOVANNI.
+
+Perchè? M'è venuto in mente ora e sono salito a portarteli.
+
+ Le dà monete.
+
+NENNELE.
+
+Troppi.
+
+GIOVANNI.
+
+Cento franchi. Ne avrai fino alla fine del mese.
+
+NENNELE.
+
+Preferisco pochi alla volta.
+
+GIOVANNI.
+
+Gran somma!
+
+NENNELE.
+
+No, ma.... Degli ultimi che m'hai dato, mi mancano trenta lire.
+
+GIOVANNI.
+
+Ti mancano...?
+
+NENNELE.
+
+A conti fatti mi dovrebbero rimanere trenta lire e non me le ritrovo.
+
+GIOVANNI.
+
+Avrai dimenticato di segnare qualche partita.
+
+NENNELE.
+
+Bisogna dire. Benchè a ripensarci.... o le avrò perdute.... Comunque
+sia, preferisco domandarteli più spesso. Prendi. Tengo due marenghi.
+
+GIOVANNI.
+
+Tieni, tieni tutto. Bisogna imparare.
+
+ A Tommy.
+
+Ti secchi eh, povero Tommy?
+
+TOMMY.
+
+E già con quest'ozio forzato.
+
+GIOVANNI.
+
+Ci vuol pazienza.
+
+TOMMY.
+
+Ti fa un bel dire a te che sei occupato tutto il giorno.
+
+GIOVANNI.
+
+Troveremo, troveremo.
+
+ S'avvia.
+
+NENNELE.
+
+Scendi? Bada che son quattro giorni che non vai fuori di casa.
+
+GIOVANNI.
+
+Ho da fare.
+
+NENNELE.
+
+E hai l'aria stanca.
+
+GIOVANNI.
+
+No. Questo no. Non sono mai stato così bene come in questi tre mesi da
+che siamo qui. Ah! oggi è giovedì. Viene Massimo.
+
+TOMMY con tono di chi ne sia seccato.
+
+Sì.
+
+GIOVANNI.
+
+Ebbene, andrò poi stassera ad accompagnarlo alla stazione quando
+riparte. Sei contenta?
+
+NENNELE.
+
+Va bene.
+
+ Via Giovanni.
+
+
+
+SCENA SECONDA.
+
+ NENNELE e TOMMY.
+
+TOMMY.
+
+È certo che per lui nulla è mutato. O è mutato in meglio. Lavorava a
+Milano, lavora qui. Nessun seccatore. Aria buona di campagna aperta.
+Va in letto alle nove. Dorme. Che fai?
+
+NENNELE.
+
+Studio.
+
+TOMMY.
+
+Del resto, centomila lire di rendita e nello stesso luogo dove siamo,
+una villa all'inglese, invece di questa bicocca gemebonda, e anch'io
+non domanderei nulla di più al creatore del cielo e della terra.
+
+NENNELE.
+
+Che importa la casa, quando la bellezza sia fuori delle finestre?
+
+TOMMY.
+
+Bisogna abbellire la bellezza. La natura è un artefice
+incompiuto. Intanto qui sotto ci vorrei un parco con dei grandi alberi
+infruttiferi. E dell'erba sempre rasa. E un'erma solitaria fra i
+tronchi. E non vedere mammà nel bel mezzo della spianata, seduta
+sull'ignobile tripode, col cavalletto davanti, intenta a vituperare
+col pennello la beltà delle cose.
+
+NENNELE.
+
+Sta ancora dipingendo?
+
+TOMMY.
+
+Imperterrita. A quest'ora ha già messo a macerare il suo cinquantesimo
+Monte Bianco di cotone entro il cinquantesimo lago d'anice.
+
+NENNELE.
+
+È sola mammà?
+
+TOMMY.
+
+Ma ti pare! È coi due artisti confratelli. I _très honorés maîtres_. I
+grandi crimini non si commettono senza complici. Ma il Monte Bianco
+lascia fare e non ha l'aria di aversene a male. Guardali. Sembrano
+montati a macchina tutti e tre. Levano la testa come passerini che
+aspettano l'imbeccata, insaccano negli occhi la loro porzione di
+paesaggio e s'affrettano a renderla irriconoscibile sulla tela. Li hai
+visti mai da vicino quei due?
+
+NENNELE.
+
+Uno sì. Quel vecchietto. Viene qui qualche volta.
+
+TOMMY.
+
+Lo mandano. Di quando in quando la nostra ingegnosa matrigna s'accorge
+di aver dimenticato in casa un tubo dì colore, un pennello, il
+ventaglio, e sempre trotta il vecchio. Mai che si muova quello
+giovane. E allora il terzetto pittorico si muta in duettino
+contemplativo.
+
+NENNELE.
+
+Come sei acerbo! Che hai?
+
+TOMMY.
+
+Nulla.
+
+NENNELE.
+
+Che disgusto però!
+
+TOMMY.
+
+Quando è che ti sei accorta di quel denaro?
+
+NENNELE.
+
+Che denaro?
+
+TOMMY.
+
+Le trenta lire che ti mancano.
+
+NENNELE.
+
+Ieri l'altro.
+
+TOMMY.
+
+Dove li tieni?
+
+NENNELE.
+
+Lì, nel cassetto del tavolino.
+
+TOMMY.
+
+Non crederai mica che m'informi per profittarne.
+
+NENNELE.
+
+Oh Tommy.
+
+TOMMY dopo una leggiera esitazione.
+
+Al bisogno te ne domanderei.
+
+NENNELE.
+
+Ne vuoi?
+
+TOMMY.
+
+Povera Nennele!
+
+NENNELE.
+
+Ma già tu ne avevi di tuo.
+
+TOMMY.
+
+Tempo passato. Passato prossimo. Ma passato.
+
+NENNELE.
+
+Poco posso darti. Ne vuoi? Lesinerò sul resto.
+
+ Fa per aprire il cassetto.
+
+TOMMY vincendo la tentazione.
+
+Chiudi, chiudi. E tieni sempre chiuso a chiave. Non bisogna indurre la
+gente in tentazione. Gli artisti sono deboli.
+
+ Accenna fuori dalla finestra.
+
+NENNELE.
+
+Non pensar male. Ti sei persuaso, di', che il papà non ne aveva messi
+in disparte.
+
+TOMMY.
+
+Mah. Pare proprio.
+
+NENNELE.
+
+Ti rincresce?
+
+TOMMY.
+
+Figurati.
+
+NENNELE.
+
+E ora stammi a sentire.
+
+TOMMY.
+
+A sentir che?
+
+NENNELE.
+
+Se ho imparato. Se so. Prendi.
+
+ Gli dà un libro.
+
+Segui cogli occhi senza interrogare. Comincia di qui. L'articolo.
+
+TOMMY.
+
+L'articolo! Tu studi di queste cose?
+
+NENNELE.
+
+Devo insegnarle, non le so.
+
+TOMMY.
+
+Non sai cos'è: l'articolo?
+
+NENNELE.
+
+Avanti, dimmelo tu.
+
+TOMMY.
+
+La, il.
+
+NENNELE.
+
+Sai che quelle parole sono degli articoli. Ma non mi sapresti dire lì
+netto e spedito che cosa sia l'articolo. E ancora questo forse--ma
+l'avverbio, ma l'interiezione! Ah!
+
+TOMMY.
+
+Vediamo.
+
+NENNELE.
+
+L'articolo è una paroletta che si può declinare.
+
+TOMMY.
+
+Declinabile, dice.
+
+NENNELE.
+
+Ma non recito mica la lezione: non voglio andare alla lettera. Voglio
+essere sicura della cognizione. È una parola che si può declinare e
+che messa innanzi ad un nome indica, determina.... sì, insomma, indica
+se questo è maschile o femminile, singolare o plurale. Per esempio,
+_il pero_ e _la mela_. _Il_ è articolo di sesso maschile perchè _pero_
+è mascolino.
+
+
+
+SCENA TERZA.
+
+ MASSIMO e detti.
+
+MASSIMO entra dal fondo, depone un canestrino sulla prima seggiola, e
+ rimane in ascolto non visto dai due.
+
+NENNELE continuando.
+
+E _la_ è articolo di sesso....
+
+TOMMY.
+
+Non si dice: sesso, si dice: genere. Sesso è una parola di cattivo
+genere.
+
+NENNELE.
+
+Di genere femminile.
+
+MASSIMO.
+
+Cosa diavolo state facendo?
+
+NENNELE.
+
+Oh, eri lì tu? Studio la grammatica per insegnare l'inglese.
+
+MASSIMO.
+
+Lo insegni in italiano?
+
+NENNELE.
+
+No. In francese.
+
+MASSIMO.
+
+E per insegnare l'inglese in francese, studi la grammatica italiana?
+
+NENNELE.
+
+Perchè parlare so. Quel che mi manca, sono gli elementi. È di sapere
+che siano quelle cose che sono eguali in tutte le lingue. Capisci?
+
+MASSIMO.
+
+No.
+
+NENNELE.
+
+Ho fatto una figura l'altro giorno! A quella lezione d'inglese che mi
+hai procurato tu: il figlio della vedova Rouillet.
+
+MASSIMO.
+
+Ci sei andata?
+
+NENNELE.
+
+Non mi pareva vero di guadagnarmi la vita.
+
+MASSIMO.
+
+La vita è molto.
+
+NENNELE.
+
+Già un luogo impossibile. La via, la casa, la scala, le stanze: il
+limbo dei santi padri. E lontano! Pioveva a rovescio. Laghi
+dapertutto. Buono che Tommy mi accompagnava.
+
+MASSIMO.
+
+Per bagnarvi in due.
+
+NENNELE.
+
+Ha preso una carrozza.
+
+TOMMY.
+
+Non dire queste cose a Massimo, gli fanno pena.
+
+MASSIMO.
+
+A me? Tutt'altro. Che ci stanno a fare le carrozze in piazza?
+
+NENNELE.
+
+Arrivo. Tommy mi saluta. Salgo le scale a tastoni. Avevo un
+batticuore! Suono. Viene la vedova in persona ad aprirmi.
+
+MASSIMO.
+
+Perchè batti tanto su quel vedova? Non l'ha ammazzato lei suo marito.
+
+NENNELE.
+
+Quella è la vedova tipo. Dalla nascita.
+
+TOMMY con rimprovero esagerato.
+
+Nennele! Una signora che ti paga!
+
+MASSIMO lo guarda, poi a Nennele.
+
+Andiamo avanti.
+
+NENNELE.
+
+La vedi.... scusa.... la signora, mi conduce in una specie di tinello
+dove ci mangiano, perchè sapeva di cavoli, e mi squadra da capo a
+piedi.... con un'aria! Poi mi domanda la mia età.
+
+MASSIMO.
+
+Ahi.
+
+NENNELE.
+
+Perchè?
+
+MASSIMO.
+
+Ti avevo fatta più vecchia di quello che sei. La tua gioventù poteva
+essere un impedimento.
+
+NENNELE.
+
+Bravo! Avvertimi! Per poco non s'è litigato. Essa mi dava 26 anni, io
+picchiavo sui miei 22. Breve: chiama il figliuolo.
+
+TOMMY.
+
+L'orfano.
+
+NENNELE.
+
+Che ha nome Gastone. Un mostricciattolo moccicoso a sedici anni. E
+Gastone appare. Io stendo il mio Ollendorf sulla tavola e faccio per
+cominciare. E la madre si mette a sedere a canto al figliuolo e mi
+pianta gli occhi in faccia come per sconcertarmi. Io comincio a dire
+una proposizione in francese, la traduco in inglese e la faccio
+ripetere a Gastone. Ma quella! Quella voleva la grammatica, le
+regole, le definizioni. Una tortura. Ho misurato d'un tratto l'abisso
+della mia ignoranza. Sai cosa mi ha trattenuto dal fuggire? L'idea
+della scala buia, che non si può scendere correndo. Non c'era altro
+che lasciarla dire e seguitare intrepida: il temperino del mio
+maestro, il cappello della zia, l'ombrello del mio vicino....
+
+
+
+SCENA QUARTA.
+
+ Detti. 1.° PITTORE, un vecchietto, capelli lunghi, aspetto
+ di artista romantico; entra dal fondo non visto.
+
+1.° PITTORE, parlando quasi sillabato.
+
+Perdono. L'ombrello della signora.
+
+NENNELE.
+
+Eh!?
+
+ Si volta stupita.
+
+TOMMY id. id.
+
+Il pittore!
+
+ Nennele scoppia in una risata e così pure Tommy e Massimo.
+
+1°. PITTORE.
+
+Perdono. Ho sbagliato forse? Domando l'ombrello della signora.
+
+NENNELE sempre ridendo.
+
+L'ombrello di mammà vuol dire. Tommy.... stai stai, vado io a
+pigliarlo.
+
+ Via a destra.
+
+TOMMY al pittore.
+
+Scusi, il caso ha voluto che lei ripetesse entrando....
+
+1.° PITTORE.
+
+Prego, prego, intendo. Ma la signora m'aveva mandato. C'è il sole
+risplendente.
+
+NENNELE torna coll'ombrello e lo dà al pittore.
+
+Eccolo.
+
+1.° PITTORE.
+
+Signorina, la ringrazio. Signori.
+
+ Via.
+
+
+
+SCENA QUINTA.
+
+ TOMMY, MASSIMO, NENNELE, poi MARTA e il GROOM.
+
+MASSIMO.
+
+Chi è?
+
+TOMMY.
+
+È uno dei pittori di mammà. Un norvegese. Mammà ha scovato due pittori
+norvegesi al Circolo degli artisti e adesso lavorano insieme.
+
+MASSIMO.
+
+Allo stesso quadro?
+
+TOMMY.
+
+No, non sono così discreti. Oh sì! Ne fanno tre dei quadri. Fanno
+insieme dal vero, copiano al Monte Bianco, ma ciascuno fa il suo. Non
+ti va?
+
+MASSIMO.
+
+Non me ne intendo.
+
+TOMMY.
+
+Hai l'aria di disapprovare. Mammà lo fa a scopo di lucro, sai. Oh sarà
+una risorsa per la casa.
+
+MASSIMO.
+
+Li vende?
+
+TOMMY.
+
+Questo è un altro discorso. Li venderebbe.
+
+MASSIMO a Nennele.
+
+Sicchè quante lezioni hai dato?
+
+NENNELE.
+
+Una sola. Dovevo dar ieri la seconda, ma ho scritto che non mi sentivo
+bene.
+
+TOMMY.
+
+Di' pure che hai scritto per mio consiglio, anzi che ti ho dettato io
+la lettera. È la verità. Se Massimo disapprova, sappia almeno con chi
+pigliarsela.
+
+MASSIMO.
+
+Infatti Massimo disapprova. Ma non se la piglia con nessuno. Era da
+prevedere....
+
+NENNELE.
+
+Con gente così inetta!
+
+MASSIMO.
+
+Vedi, non volevo proprio dir questo. Era da prevedere che alla prima
+prova tu avresti ingrossate le difficoltà dell'impresa e te ne saresti
+scoraggita. Ciò avviene di tutte le cose. Quanto alla signora Rouillet
+se non è nata vedova come tu dici, lo è rimasta dopo otto mesi di
+matrimonio, perchè suo marito, ingegnere, è morto sotto una frana in
+una miniera, dove era sceso, dopo uno scoppio di _grisou_; la vedova
+campa di una magra pensione che l'obbliga a mangiare piuttosto cavoli
+che tartufi, i quali tartufi del resto non olezzano nemmeno essi. Il
+figlio si chiama Gastone, perchè i nomi si usa darli i primissimi
+giorni di vita, quando cioè tutti quanti siamo belli e brutti ad un
+modo. Io, se avrò mai dei figliuoli li chiamerò Giuseppe o Clemente o
+Bartolomeo, per cansare il pericolo delle antitesi ironiche, ed anche
+per una certa mia inclinazione a trovare la poesia nelle cose
+prosaiche. Ma non puoi pretendere che tutti abbiano la mia
+saggezza. La domanda sull'età, te l'ho spiegata. Nelle case dove non
+ci sono sale di ricevimento, è naturale che la madre rimanga nel
+tinello, anche se il figliuolo ci sta imparando l'inglese da una bella
+signorina italiana, e finalmente quella voleva la grammatica perchè a'
+suoi tempi le lingue si studiavano così e perchè l'ha studiata e la
+sa.
+
+TOMMY.
+
+Piglia e insacca.
+
+NENNELE.
+
+E io non la so.
+
+MASSIMO.
+
+Oh Dio!
+
+NENNELE.
+
+È vero. Non l'ho mai studiata. Sono passato da una bambinaia toscana
+ad una governante inglese e da questa ad una tedesca.
+
+MASSIMO.
+
+Hai fatto le cose da signore. Senza fatica.
+
+NENNELE.
+
+E sono un'ignorante.
+
+MASSIMO.
+
+Tornaci e te la caverai benissimo.
+
+TOMMY.
+
+Ma sì. Tre lire per lezione, due lezioni la settimana, sono sei lire
+la settimana: ventiquattro lire il mese. Quasi il salario di una
+cuoca.
+
+MASSIMO.
+
+Meno, meno. Se levi un franco e cinquanta di carrozza ogni volta,
+restano dodici franchi il mese, quasi la paga di molte piccole operaie
+che vanno a piedi anche quando piove.
+
+TOMMY.
+
+Buum!
+
+MASSIMO.
+
+Che vuoi dire?
+
+TOMMY.
+
+Niente. Buum. Una cannonata.
+
+MASSIMO.
+
+E tu ti contenti di vivere alle spalle di tuo padre?
+
+TOMMY.
+
+Non ho fatto altro da che sono al mondo, e ho sempre goduto della
+stima pubblica.
+
+MASSIMO.
+
+Stima!
+
+TOMMY.
+
+Sissignore. E se vuoi che ti parli sul serio, te ne dirò anche le
+ragioni. L'uomo non vive di solo pane.
+
+MASSIMO.
+
+Fuori il tuo companatico.
+
+TOMMY.
+
+C'è al mondo della gente che ha il cómpito della pura intellettualità:
+che vuol dire di raffinare le sensazioni, di custodire le tradizioni
+eleganti....
+
+MASSIMO.
+
+Le guardie del sepolcro.
+
+TOMMY.
+
+In una parola: di mostrare la bellezza.
+
+MASSIMO.
+
+Per bacco. E tu hai quel cómpito lì?
+
+TOMMY.
+
+L'avevo quando ero ricco.
+
+MASSIMO.
+
+Ma guarda! Così, se non c'eri tu e se non fossero i tuoi simili,
+questo povero mondo....--Ma la bellezza è in noi. E ce n'è più in me
+che in te, e più intera, e più schietta. A me quel lago dà una
+sensazione di bellezza a qualunque ora ed in qualunque condizione mi
+trovi. A te per goderne, occorre di aver dormito in un buon letto, di
+essere ben vestito, seduto in poltrona con un sigaro in bocca. La tua
+bellezza la fanno dunque in gran parte il materassaio, il sarto, il
+negoziante di mobili e lo spaccio dei tabacchi.
+
+ A Nennele.
+
+Credi a me. Tornaci.
+
+TOMMY con violenza.
+
+Non voglio.
+
+NENNELE.
+
+Tommy!
+
+TOMMY a Massimo.
+
+È ora di finirla con l'Arcadia edificante che hai cercato di
+introdurre in casa nostra. Che mia sorella lavori, se trova, nulla di
+meglio. Io pure cerco di lavorare. Non sorridere perchè me ne sono
+venuto via dalle tue imprese. Un famoso impiego mi avevi
+dato. Assistere gli operai che perforano una montagna coperta di
+ghiaccio. Una via spedita per mandarmi al creatore. Fuori gelo serrato
+e dentro l'Africa tenebrosa.
+
+MASSIMO.
+
+Io ci duro da un anno.
+
+TOMMY.
+
+Tu, tu! E novanta lire il mese.
+
+MASSIMO.
+
+Colla tavola e l'alloggio in casa mia. Dovevo pagare un altro
+assistente che assistesse te e ti insegnasse il mestiere!
+
+TOMMY.
+
+Un fumo umido e spesso.... Uomini ignudi e sudati! Cose da vignette di
+giornale illustrato. In capo a dieci giorni avevo consumato tre
+vestiti.
+
+MASSIMO.
+
+O già se ti vestivi di bianco!
+
+TOMMY.
+
+Dovevo anche rinnovare la guardaroba? Bell'affare.
+
+ Torna a sedere presso la finestra.
+
+Per lei e per me voglio un lavoro conforme....
+
+MASSIMO.
+
+A che cosa?
+
+TOMMY.
+
+Alle nostre attitudini.
+
+MASSIMO.
+
+Tu l'hai bell'e trovato. Una pipa inglese, del buon tabacco inglese,
+una seggiola presso la finestra e sei a posto.
+
+NENNELE.
+
+Non ti permetto di parlare così a mio fratello.
+
+MASSIMO.
+
+Il papà è di sotto, eh?
+
+NENNELE.
+
+Sì.
+
+MASSIMO.
+
+Vado a salutarlo.
+
+ S'avvia. Sull'uscio si imbatte in Marta che accompagna un
+ piccolo groom elegantissimo il quale tiene in mano una
+ lettera. Marta esce subito. Il groom dice qualche parola
+ che non si sente a Massimo.
+
+MASSIMO.
+
+Che? Il signor Rosani figlio? Eccolo là. Guarda, Tommaso. Qui c'è del
+lavoro per te.
+
+TOMMY accorre, prende il biglietto e lo legge.
+
+MASSIMO.
+
+Ah, Irene.
+
+NENNELE.
+
+Ti ho già detto che mi chiamo Nennele.
+
+MASSIMO.
+
+Scusa: il tuo nome è Irene, come quello di tuo fratello è Tommaso. Io
+non ci ho colpa, ma è così e non mi riesce di chiamarvi altrimenti.
+Detesto i vezzeggiativi. Volevo dirti che in quel canestro ci sono sei
+trote dell'Arve, pescate stanotte a Chamonix, squisite. Faccio
+colazione con voi.
+
+ Via.
+
+
+
+SCENA SESTA.
+
+ TOMMY, NENNELE, il GROOM, poi MARTA.
+
+TOMMY ha letto il biglietto ed è andato alla tavola a scrivere.
+ Straccia un primo foglio, ne ricomincia un altro, con
+ movimenti del capo che esprimono contrasto interno di
+ sentimenti. Nennele intanto ha preso il canestro. Chiama
+ dalla comune.
+
+Marta.
+
+ Guarda il groom con aria diffidente.
+
+ MARTA entra. È una contadina vestita molto umilmente.
+
+NENNELE.
+
+Prendi. Sono delle trote per la colazione.
+
+ Marta esce col canestro.
+
+TOMMY ha finito di scrivere e chiama il groom.
+
+Vieni qui.
+
+ Lo conduce presso la finestra, gli parla sottovoce, quello
+ gli risponde allo stesso modo.
+
+NENNELE s'avvia per uscire a destra.
+
+TOMMY.
+
+Stai pure, sai.
+
+NENNELE.
+
+No, caro, non sono curiosa.
+
+TOMMY.
+
+È fatto.
+
+ Dà il biglietto al groom.
+
+Va.
+
+ A Nennele.
+
+Io non ci sono poi a colazione. Non voglio trovarmi col signor
+Precettore.
+
+NENNELE incredula.
+
+Sì.
+
+TOMMY.
+
+D'altronde m'è capitato un invito, in buon punto.
+
+ Silenzio.
+
+NENNELE.
+
+Bada che sono le undici, se vuoi andarti a vestire.
+
+TOMMY.
+
+Aspetto che rientri mammà. Ho da parlarle.
+
+NENNELE.
+
+Tu? Miracolo.
+
+TOMMY.
+
+Il mio invito è per l'una. E ci vado quale mi trovo. Un _déjeuner_
+d'uomini.
+
+ Nennele tace.
+
+TOMMY.
+
+Non credi?
+
+NENNELE.
+
+No. Non credo.
+
+TOMMY.
+
+E va bene!
+
+ S'avvia verso la destra.
+
+NENNELE.
+
+Tommy. Stiamo uniti noi due. Stiamo uniti noi due. Ho tanto bisogno
+che tu sia con me. Mi sento così abbandonata! Così disarmata!
+
+TOMMY.
+
+Che c'è adesso? Che hai?
+
+NENNELE.
+
+Non lo so. A Milano, la rovina, benchè improvvisa, non mi aveva nè
+abbattuta nè scoraggita. E sì che imaginavo la miseria, te lo ricordi?
+La miseria non è venuta. Delle privazioni gravi, non mi pare che ne
+facciamo nessuno. Forse è questo. Non so, non so. Tutto l'insieme
+della nostra vita, mi ha un'aria sospetta! Mi pare che nessuno è al
+suo posto. Mi pare che il papà non comanda come dovrebbe.... Mammà....
+lo vedi! Tu, tu che a Milano mi piacevi tanto....
+
+TOMMY.
+
+Sono diverso?
+
+NENNELE.
+
+No. Ed è ben questo. Non sei diverso. E qui, in questa casa, con
+questa vita.... non va più. Sento qualche cosa che si sconsacra. Non
+ti so dire.
+
+TOMMY.
+
+Prenderò a modello Massimo.
+
+NENNELE si trova vicina alla tavola.
+
+Che puzza!
+
+ Prende la busta del biglietto portato dal groom e la butta
+ in terra.
+
+TOMMY.
+
+Ohe là!
+
+NENNELE.
+
+È la busta soltanto.... non temere! Ecco mammà!
+
+ Va correndo verso l'uscio della sua camera.
+
+I tuoi commensali non sanno di buono.
+
+ Via.
+
+
+
+SCENA SETTIMA.
+
+ TOMMY, GIULIA depone entrando una cassetta da pittore.
+
+GIULIA.
+
+Un'altra volta mi fate il piacere di non accogliere a risate i miei
+amici quando hanno la compiacenza di rendermi un servizio.
+
+TOMMY.
+
+Gli ho domandato scusa.
+
+GIULIA.
+
+Me l'ha detto, ma non ha capito nulla ed è tornato tutto confuso.--Che
+buon profumo! M'hai preso la mia boccetta.
+
+TOMMY.
+
+Mammà, non dirlo. Ti fai torto.
+
+GIULIA.
+
+Perchè?
+
+TOMMY.
+
+Ti assicuro che ti fai torto....
+
+GIULIA.
+
+Ah!
+
+ Capisce.
+
+Ho visto uscire il groom. Sì.
+
+TOMMY.
+
+Ma che groom!
+
+GIULIA.
+
+Sì che non lo si conosce! È la più bella livrea di Ginevra e dintorni.
+Vuoi vedere?
+
+ Apre la cassetta dove c'è lo studio.
+
+TOMMY.
+
+Che cosa?
+
+GIULIA.
+
+Il mio studio di stamani. L'ho buttato giù di getto. Ero
+invasata. Quell'Helmer Strile è un grande maestro. L'altro, il
+vecchio, non conta, ha una tecnica discreta, ma davanti al vero vede
+solamente quello che c'è. Non penetra, non sa estrarre.
+
+ Mostrando la sua pittura.
+
+Guardami quel cielo, di' tu se l'aria non trema. Pensare che a Milano
+dipingevo come un'educanda! Non sono ancora della forza di Helmer, no,
+ma sento di poterci arrivare. Me l'ha assicurato lui. Figurati che
+voleva portarselo via questo studio. Mi ha detto una parola grande!
+Voi datate da oggi, mi ha detto: perchè cominciate a rendere
+l'occulto. Ha delle espressioni! Dice che la pittura è la penetrazione
+dell'occulto, che non si rivolge ai sensi ma alle anime. Infatti egli
+trasfigura. I suoi paesaggi volano. Tutte le cose hanno le ali.
+
+TOMMY.
+
+Fermati.--Mi puoi dare cento lire?
+
+GIULIA.
+
+Che dici?
+
+TOMMY.
+
+Se mi puoi dare cento lire. Sul serio, mi occorrono.
+
+GIULIA.
+
+Ma non le ho. Quei pochi risparmi se ne sono andati. Non per me, sai.
+La sola tassa di buon ingresso al circolo artistico mi costa 180 lire.
+Avrei potuto domandarle a tuo padre, perchè in fin dei conti non ci
+sono entrata per mio gusto. È stato per farmi conoscere. Ho anche
+dovuto comprare un quadro.
+
+TOMMY.
+
+Un quadro?
+
+GIULIA.
+
+Sicuro. Il direttore dell'_Art-Roman_ ha la mania di dipingere. Dei
+cerotti! Ma se volevo ingraziarmi quella rivista che va per le mani di
+tutti i forestieri, bisognava passare di lì. Non saranno gli Svizzeri
+già ad arricchirmi colla pittura. Ma tu? Le tue dodici mila lire?
+
+TOMMY.
+
+Ho perduto ieri sera l'ultimo migliaio. M'ero tenuto a galla fin'ora,
+ma ieri sera è stata una tale disdetta....
+
+GIULIA.
+
+Dove? dove? In casa dell'Orloff?
+
+TOMMY.
+
+E già. Dove vuoi che sia?
+
+GIULIA.
+
+È proprio russa?
+
+TOMMY.
+
+Sicuro.
+
+GIULIA.
+
+E ha proprio avuto un marito?
+
+TOMMY.
+
+Che domanda!
+
+GIULIA.
+
+Che età avrà?
+
+TOMMY.
+
+Trentadue anni.
+
+GIULIA.
+
+Dicono quarantacinque. Dicono che ne cerchi un altro dei mariti.
+
+TOMMY.
+
+Sono i discorsi del Circolo?
+
+GIULIA.
+
+Fai male a giocare.
+
+TOMMY.
+
+È la sola maniera pulita per un uomo come me di rifarsi uno stato. Mi
+costa, sai, insistere. Dammi quelle cento lire.
+
+GIULIA.
+
+Non le ho, ti dico. Forse domani.
+
+TOMMY.
+
+Perchè domani e non oggi?
+
+GIULIA.
+
+Ci sarebbe un'occasione, ma tuo padre non vorrà e neanche Nennele
+poichè è lei che comanda in questa casa.
+
+TOMMY.
+
+Che c'entra Nennele? Quale occasione?
+
+GIULIA.
+
+Stassera c'è concerto al Circolo per inaugurare la piccola Esposizione
+estiva. Io ho mandato una dozzina di studi. Helmer Strile ha tanto
+insistito che andassi anche al concerto. Mi vorrebbe presentare al
+Goupil, il famoso negoziante parigino che è qui di passata....
+
+TOMMY.
+
+È pazzo.
+
+GIULIA.
+
+Infatti gli ho detto di no. Peccato, perchè Helmer assicura di farmi
+vendere tutti i miei studi.
+
+TOMMY.
+
+Chiacchiere.
+
+GIULIA.
+
+Non so vedere che male ci sarebbe.
+
+TOMMY.
+
+Andresti col papà?
+
+GIULIA.
+
+Oh pover'uomo, la sera è stanco.
+
+TOMMY.
+
+Allora niente.
+
+GIULIA.
+
+Hai perduto sulla parola?
+
+TOMMY.
+
+Che? Non devo un soldo. Ma oggi mi sento in vena.
+
+GIULIA.
+
+Ci torni?
+
+TOMMY.
+
+Sono là a colazione.
+
+GIULIA.
+
+Gioca anche lei l'Orloff?
+
+TOMMY.
+
+Mai. Le spiace anzi.
+
+GIULIA per ingraziarsi Tommy.
+
+Che figura interessante! Si direbbe una madonna di Mastro Luca. La
+mattina passa spesso di qui guidando due ponney. Ha un'aria misteriosa
+ed estatica. TOMMY.
+
+Mi aggiri per avermi alleato.--Come è basso quello che stiamo pensando
+e facendo tu ed io!
+
+GIULIA.
+
+Perchè basso?
+
+TOMMY.
+
+Non lo capisci? Vuol dire che sei migliore di me, perchè io lo capisco
+e....
+
+ Stende la mano.
+
+Cinquanta, là.
+
+GIULIA.
+
+Come se il Circolo non fosse un luogo per bene! Ci va tutta la colonia
+forestiera. Helmer aveva proposto di venirmi a pigliare e di
+ricondurmi. Ma questo non mi va. Non che ci sia male; ma in certe
+cose io sono riguardosa all'eccesso. Verrebbe il vecchio.
+
+TOMMY.
+
+A che ora il concerto?
+
+GIULIA.
+
+Dalle nove alla mezzanotte. Oh ci ho bell'e rinunziato! Lo dirò a tuo
+padre, per non avermi poi a rimproverare l'occasione perduta. Ma senza
+insistere. Quanto ai danari....
+
+ Leva di tasca il portamonete.
+
+Ti do due marenghi.
+
+TOMMY.
+
+E tre lire per la carrozza; non posso arrivare là impolverato.
+
+GIULIA gli dà le tre lire.
+
+Prendi.
+
+TOMMY.
+
+Grazie.
+
+GIULIA.
+
+Ma se guadagni faremo a metà.
+
+TOMMY.
+
+Va bene.
+
+
+
+SCENA OTTAVA.
+
+ MASSIMO e detti.
+
+MASSIMO.
+
+Tommaso....
+
+ A Giulia.
+
+Oh come va Zia?
+
+GIULIA.
+
+L'uomo selvaggio, è disceso dai monti.
+
+MASSIMO.
+
+Abbiamo parlato dei fatti tuoi ora col papà. Mi ha detto che ti secchi
+a non far nulla.
+
+TOMMY.
+
+Sfido!
+
+MASSIMO.
+
+Meglio. Ho un'idea.
+
+TOMMY.
+
+Me la dirai più tardi, ora....
+
+MASSIMO.
+
+No, bisogna che te la dica subito. Se ti va, cerco di combinare oggi
+stesso. Riparto stassera. Io ho un amico qui in Ginevra che è il
+padrone di una grande segheria a vapore. So che sta cercando un
+segretario.
+
+TOMMY.
+
+Grazie, no.
+
+GIULIA.
+
+Segretario d'uno spaccalegna!
+
+MASSIMO.
+
+Ma che spaccalegna!
+
+GIULIA.
+
+Segare, spaccare.
+
+MASSIMO.
+
+E cos'è Tommaso? Un principe di casa d'Austria?
+
+TOMMY.
+
+Conosco le tue ragioni, le ho già lette stampate, ma non ho tempo di
+discuterle ora. Sono aspettato a _déjeuner_.
+
+MASSIMO.
+
+Ah! Era un invito il biglietto di quel scimiotto?
+
+GIULIA.
+
+Scimiotto! Se ti sentissero! Il groom dell'Orloff.
+
+MASSIMO.
+
+Dell'Orloff?
+
+ A Tommy.
+
+Sei invitato a colazione da quella sgualdrina?
+
+TOMMY.
+
+Massimo!
+
+MASSIMO.
+
+Per dire la parola pulita. E ci vai?
+
+TOMMY.
+
+Certo.
+
+ S'avvia.
+
+MASSIMO lo ghermisce per un braccio.
+
+Stai qui. Zia, fammi il piacere di andar di là un momento.
+
+ A Tommy che si divincola.
+
+Guarda che ti strappi il vestito.
+
+TOMMY.
+
+Lasciami.
+
+MASSIMO.
+
+Ma sì. Tanto non esci finchè non voglio. Zia.
+
+GIULIA.
+
+Non far scene, da bravo, non far scene! Dio!
+
+MASSIMO.
+
+Ti prego di lasciarci soli. Ho da dire delle cose che egli solo può
+sentire.
+
+GIULIA a Tommy.
+
+Vado a parlare a tuo padre.
+
+ Via dalla comune.
+
+
+
+SCENA NONA.
+
+ MASSIMO e TOMMY.
+
+MASSIMO.
+
+E subito ti domando scusa della mia violenza; ma è stato più forte di
+me. Sai chi è l'Orloff? Non rispondi. Te lo dico io. È una donna che
+fu già soggetta alla sorveglianza della polizia.
+
+TOMMY.
+
+Della polizia internazionale politica.
+
+MASSIMO.
+
+No. Questo lo dice lei.... calunniando i nichilisti, perchè la voce
+era corsa e bisognava trovare un ripiego. Il preteso signor
+Orloff....
+
+TOMMY.
+
+Perchè preteso? Era suo marito.
+
+MASSIMO.
+
+Sicuro. E degno marito. Soltanto non si chiamava Orloff, ma Borkì.
+Orloff è il nome di una terra. Il signor Borkì aveva tenuto in Odessa
+una casa equivoca. Arricchitosi, stimò bene di cambiar ditta. Quando
+morì quattro anni or sono, lasciando centomila lire alla chiesa russa
+di Ginevra, i giornali di Odessa ne raccontarono la vita ed i
+miracoli. Lo sapevi?
+
+TOMMY.
+
+Ti avverto che fai proprio quello che occorre per indurmi ad andarci
+caso mai mi fosse rimasto qualche dubbio.
+
+MASSIMO.
+
+Già. Questo è il rifugio dei poltroni consapevoli. Vogliono poter dire
+che il male l'hanno fatto per ripicco.
+
+TOMMY.
+
+Se per dugento e cinquanta lire il mese che dai a nostro padre, il
+quale te le ripaga di sacrosanto lavoro, tu credi di poter
+spadroneggiare qui dentro!
+
+MASSIMO.
+
+Do a tuo padre, quello che avrei dato a chiunque altro. Non sono un
+benefattore: posso dunque parlare. E se lo fossi, parlerei lo stesso,
+perchè disprezzo le vostre delicatezze astinenti. Non si tratta di
+tirannia, benchè occorrendo mi sentirei di chiuderti a forza in una
+camera, coi tuoi ventisette anni e di non lasciartene uscire.
+
+TOMMY.
+
+Con qual diritto?
+
+MASSIMO.
+
+Col diritto che mi danno due braccia più robuste delle tue al servizio
+di una testa più sana. Se ti vedessi in procinto di tirarti una
+pistolettata, tutti mi riconoscerebbero il diritto di strapparti la
+pistola di mano anche a costo di fare a legnate. Le tue relazioni con
+quella signora, sarebbero a te ed agli altri più nocive che un colpo
+di revolver. E ti disarmo.
+
+TOMMY.
+
+Ho conosciuto quella signora due anni fa, quando venni a Ginevra per
+la gara del Tennis. Una riunione a invito sceltissima. Essa stava in
+prima fila circondata dal fiore della gioventù sportiva.
+
+MASSIMO.
+
+Non del paese. La folla cosmopolita.
+
+TOMMY.
+
+L'ho riveduta tre mesi or sono. Le sue maniere sono di gran dama. Il
+suo nome figura a capo di tutte le opere benefiche. La sua casa è un
+modello di eleganza correttissima. Vi si giuoca, perchè il giuoco,
+fra la gente per bene, esprime quel distacco dal denaro che è il segno
+degli uomini superiori. Tu queste cose non le puoi intendere. Essa non
+gioca. Lascia fare per compiacenza, perchè ama aver gente in casa. E
+ti so dire che ci ho incontrato della gente a cui faresti tanto di
+cappello.
+
+MASSIMO.
+
+No, no, no! Tanto di cappello non lo faccio a nessuno. A cui renderei
+il saluto, può darsi. Ma gente ricca. I ricchi che la frequentano sono
+degli imbecilli e nulla più. Ma uno povero che ci bazzichi non può
+essere che un cattivo soggetto.
+
+TOMMY.
+
+Sei severo per i poveri!
+
+MASSIMO.
+
+Perchè li stimo di più. Credi che ti conoscerei se tu fossi ancora
+milionario? Vi ho cercati mai per l'addietro, te ed i tuoi? Che
+m'importa la parentela? Non sento la voce del sangue, o la sento
+soltanto quando parla in una piena comunanza di lotte, di sofferenze e
+di vittorie. Ah! Tre mesi fa, quando ti ho veduto giovane,
+intelligente e ricondotto alla legge comune del bisogno, quali
+speranze ho concepito di te! Se tu fossi nato povero, saresti riuscito
+un tale brav'uomo. Se tu sapessi cosa stai per gettar via. Vieni qui,
+che ti ripigli. Lasciamo le parole aspre. Non ti parlo di dovere, ti
+parlo di felicità. Ma credi che ci sia paragone fra quello che ho
+goduto io della vita e quello che hai goduto tu? Ma soltanto la gioia
+di volere! E vincere! Altro che le gare del Tennis! Il vostro mondo è
+un guscio di noce. La vostra gaiezza sta in una bottiglia di
+champagne. Credi di aver riso mai tu? Di quel ridere che fa buon
+sangue e scarica il cervello come uno sternuto? Voi sorridete e
+deridete: ecco tutto. La vostra giocondità esce di piccola vena. La
+prosperità non vi rallegra, l'avversità vi atterra. Non ridete che
+della gente simile a voi. Dei dissimili, oggi non ridete più perchè vi
+fanno paura. Noi ridiamo di noi, di voi, delle vicende prospere e
+delle avverse. Voi schiumate la pentola: il buon brodo sta in
+fondo. Vede più cose un merciaiolo ambulante nel giro della sua
+provincia, che voi nel giro della terra. Vi lagnate di che tutti i
+paesi si somigliano, e non vi accorgete che tutti gli uomini sono
+differenti.
+
+TOMMY.
+
+Sì, la canzonatura della ricchezza!
+
+MASSIMO.
+
+Ma guardala lì fuori, la ricchezza. È lì, fuori della finestra. Sono
+quei prati, quei boschi, quel lago e quei vigneti. La ricchezza è
+delle cose.
+
+TOMMY.
+
+Ma intanto ti affanni a conquistarla.
+
+MASSIMO.
+
+Cerco di bastare a me stesso. La legge della vita è di non campare a
+spese altrui. Nè dei vivi, nè dei morti.
+
+ Pausa.
+
+Perchè vai in quella casa? Rispondimi colla stessa buona fede con cui
+te lo domando. Non vorrei più trattenerti a forza. Ti lascio
+liberissimo. Perchè ci vai? Non sei innamorato di quella donna?
+
+TOMMY.
+
+Chi lo sa?
+
+MASSIMO.
+
+Dimmelo in faccia.... senza ridere.
+
+TOMMY.
+
+Ci vado per cercar fortuna. Ecco.
+
+MASSIMO.
+
+Al gioco? Al gioco.... che.... esprime, il distacco del danaro....
+come hai detto un momento fa? Ah! che è il segno degli uomini
+superiori.
+
+TOMMY.
+
+Non parlavo di me.
+
+MASSIMO.
+
+Si capisce.
+
+TOMMY.
+
+Se tu credi ch'io non mi disprezzi!
+
+MASSIMO.
+
+E io!
+
+TOMMY.
+
+Ma non mi sono fatto da me, quello che sono.
+
+MASSIMO.
+
+Puoi rifarti.
+
+TOMMY.
+
+Non so volere.
+
+MASSIMO.
+
+Appoggiati a qualcheduno che voglia in tua vece.
+
+TOMMY.
+
+A te, per esempio?
+
+MASSIMO.
+
+Io so infatti.
+
+TOMMY.
+
+Non c'intendiamo.
+
+MASSIMO.
+
+A tua sorella.
+
+TOMMY.
+
+A Nennele? Tu hai tanta stima di Nennele?
+
+MASSIMO.
+
+Credo di sì.
+
+TOMMY.
+
+Curiosa!
+
+MASSIMO.
+
+Molta stima e molta pietà.
+
+TOMMY.
+
+Perchè pietà?
+
+MASSIMO.
+
+Perchè le tue relazioni, non le gioveranno al certo. E potrebbero
+impedirle qualche buon collocamento.
+
+TOMMY.
+
+Ah, ah, ah, il movente! Volevo ben dire, tanto zelo per la mia salute
+morale!
+
+MASSIMO.
+
+Quando io avessi in animo di sposare tua sorella.... se anche tu fossi
+patentato e bollato per la più fetida canaglia della terra, me la
+sposerei ad ogni modo.
+
+TOMMY.
+
+Se ti volesse.
+
+MASSIMO.
+
+Oh già!
+
+TOMMY.
+
+E se non ti volesse? Eh?! Se non ti volesse? Che figura ci farebbe la
+tua volontà? Di'. Se non ti volesse?! E non ti vorrà! Siamo di una
+razza diversa! Addio.
+
+MASSIMO lo prende a braccetto, ironico.
+
+Dicono che l'Orloff sia alla ricerca di un secondo marito. Dovresti
+farti avanti.
+
+TOMMY.
+
+Guarda. È un'idea.
+
+ Vede entrare Nennele.
+
+Nennele.
+
+
+
+SCENA DECIMA.
+
+ NENNELE e detti.
+
+NENNELE viene dalla sua camera.
+
+MASSIMO.
+
+Trattieni tuo fratello che va a perdersi. Io ho fatto quello che ho
+potuto.
+
+NENNELE.
+
+Anch'io.
+
+TOMMY.
+
+Tu?
+
+NENNELE.
+
+So dove vai. Bel merito. Passa qui sotto tutte le mattine, col suo
+paggetto. Non so chi sia. Ma non dev'essere una gran cosa, se non hai
+osato dirmi che l'invito ti veniva da lei. Hai sentito il bisogno di
+mentire per sviarmi.
+
+
+
+SCENA UNDICESIMA.
+
+ Detti, GIULIA e GIOVANNI.
+
+GIULIA entra dal fondo.
+
+Nennele, prepara la tua più bella toeletta. Stassera ti conduco al
+concerto del Circolo.
+
+NENNELE.
+
+Io!
+
+TOMMY.
+
+Che?
+
+GIULIA.
+
+Non mi era venuto in mente. È stato vostro padre a pensarci. Non mi
+pareva bello andar sola. Tommy non è compagnia che basti. Mentre
+invece sotto la salvaguardia d'una signorina.... E ha ragione.
+
+TOMMY.
+
+Nennele non ci andrà.
+
+GIOVANNI.
+
+Come dici?
+
+TOMMY.
+
+Ti domando scusa, ma tu non conosci....
+
+GIOVANNI.
+
+Che cosa? Spiegati.
+
+TOMMY.
+
+Quella non è una società....
+
+GIULIA.
+
+Non è una società rispettabile?
+
+ A Giovanni.
+
+Domanda a Max che conosce Ginevra da anni.
+
+TOMMY.
+
+Non ho detto....
+
+GIULIA.
+
+Domanda a Max, domanda a Max.
+
+ A Massimo.
+
+Di' tu.
+
+MASSIMO.
+
+Ah già. Sono io Max. Non mi ricordo mai che tu mi poetizzi a quel
+modo. È una società allegra e rispettabilissima.
+
+GIULIA a Giovanni.
+
+Vedi?
+
+ A Tommy.
+
+Tu poi....
+
+TOMMY.
+
+Io parlo di Nennele.
+
+NENNELE.
+
+Di me sola?
+
+TOMMY.
+
+E non è questione della società.
+
+ A Giovanni.
+
+Se tu hai permesso che mammà ci entrasse, è segno....
+
+GIOVANNI.
+
+Non ho permesso. Me l'ha detto a cose fatte. Mi ha detto che non
+costava un soldo, che bisognava, per poter smerciare le sue pitture.
+
+TOMMY.
+
+Infatti, mammà è un'artista. Ci si è messa con ardore.... produce....
+
+NENNELE.
+
+Tu parli così!
+
+TOMMY.
+
+E la frequentazione degli artisti può giovarle a farsi strada. Ma
+Nennele!
+
+NENNELE.
+
+Se può mammà, posso anch'io. Non vedo che ci sia differenza. O è male
+andarci e
+
+ A Tommy.
+
+ti saresti opposto anche per lei.... o non è male, e l'accompagno.
+
+MASSIMO.
+
+Approvo. Approvo.
+
+TOMMY a Nennele.
+
+Sai benissimo....
+
+GIOVANNI.
+
+Che sa Nennele?... Ho da saperlo anch'io. Non ammetto reticenze.
+Fuori.
+
+TOMMY.
+
+Voglio dire che la nostra condizione....
+
+GIULIA.
+
+La nostra condizione c'è anche per te.... e tu frequenti il bel mondo.
+E quale!
+
+GIOVANNI stupito.
+
+Tommy!?
+
+GIULIA.
+
+Non va oggi a colazione dalla signora Orloff?
+
+GIOVANNI.
+
+Chi è?
+
+GIULIA.
+
+È una bella....
+
+GIOVANNI.
+
+Non domando a te!
+
+ A Massimo e Tommy.
+
+Chi è questa signora Orloff?
+
+ Silenzio.
+
+Non rispondete.... nessuno? Sarò il solo in casa mia che ignora.
+
+NENNELE con grande impeto.
+
+Oh papà. Devi guardare.... devi guardare.
+
+GIULIA.
+
+Parla con rispetto....
+
+GIOVANNI.
+
+Che vuoi che veda dal mio guscio? Sono là dalla mattina alla
+sera.... e ancora....
+
+NENNELE.
+
+Devi uscirne, devi comandare. Non vedi? Tutto si dissolve in questa
+casa.
+
+GIULIA.
+
+Ma che è? Ma che si dissolve? Ma si può dire!?
+
+GIOVANNI.
+
+Sta zitta.
+
+GIULIA.
+
+Si viveva tranquilli.... io lavoro.... si dissolve!
+
+GIOVANNI.
+
+Sta zitta.
+
+TOMMY a Massimo.
+
+Sei contento eh!
+
+MASSIMO.
+
+Oh tanto!
+
+NENNELE.
+
+Comandare.... comandare, Che importa il danaro! Farò la serva se
+occorre.... Ma tu, ma tu, la tua mano ci vuole. Ci vuole qui. Ci
+voleva a Milano.
+
+TOMMY.
+
+Nennele!
+
+GIOVANNI.
+
+Lasciala. Ha ragione. Ti ricordi, Massimo, quello che ti dicevo a
+Milano? Un bue da lavoro e nulla più. Li ho rovinati.... e non ho
+saputo armarli per la rovina....
+
+NENNELE.
+
+Papà....
+
+GIULIA a Tommy.
+
+Ecco. Ecco.... bel profitto!
+
+GIOVANNI.
+
+Te lo dicevo, Massimo.... sono un cattivo padre....
+
+NENNELE.
+
+No, no, no....
+
+GIOVANNI.
+
+E dovevi esser tu a rimproverarmelo....
+
+NENNELE avvinghiandosi a lui.
+
+No, no.... perdonami. No, perdonami....
+
+TOMMY a Massimo.
+
+Oggi mi condurrai dal tuo amico. Accetto l'impiego.
+
+GIULIA a Tommy e Massimo.
+
+Quella là per fare le cose grosse!
+
+GIOVANNI carezzevole a Nennele.
+
+Sì, cara.... sì, cara, mi vuoi bene, lo so.... mi
+proverò.... vedrai.... lasciami.... adesso.... lasciami.... c'è
+dell'altro ancora.... voglio.... sapere.... ogni cosa.... bisogna che
+Tommy....
+
+MASSIMO.
+
+Tommaso.... ha rinunziato al bel mondo, come dice tua moglie. Ti
+spiegherò poi. Quanto al Circolo....
+
+GIULIA.
+
+Ma chi ci pensa nemmeno al Circolo? Sì che ho voglia di divertirmi!
+
+GIOVANNI.
+
+Perchè Tommy non voleva che Nennele...?
+
+MASSIMO.
+
+Aveva ragione.... quando parlava delle condizioni in cui
+siete. Nennele cerca delle lezioni e quando venissero a sapere che si
+diverte.... le sarebbe poi difficile trovarne.
+
+ Marta appare dal fondo.
+
+NENNELE pronta, a Marta.
+
+Vieni per apparecchiare? Basto io. Va.
+
+ Prende dalla credenza la tovaglia.
+
+GIOVANNI a Massimo.
+
+Oggi discorreremo a lungo con te.
+
+MASSIMO.
+
+Quanto vorrai.
+
+GIOVANNI va a sedere pensieroso presso la finestra.
+
+MASSIMO a Nennele.
+
+Posso aiutarti?
+
+NENNELE.
+
+Se vuoi.
+
+ Apparecchiano in due.
+
+GIULIA a Tommy.
+
+Adesso bisogna che scriva un biglietto.
+
+TOMMY.
+
+Io pure. Ma.... chi lo porta? Bisognerebbe subito.
+
+GIULIA.
+
+Penso io.
+
+ Va in camera sua.
+
+TOMMY si mette a scrivere al tavolino.
+
+NENNELE a Massimo.
+
+Domani ripiglio le lezioni.
+
+MASSIMO.
+
+A te credo.
+
+NENNELE.
+
+E agli altri?
+
+MASSIMO.
+
+Troppo bello. Quando il tempo s'aggiusta in fretta....
+
+_Cala la tela_.
+
+
+
+
+ATTO TERZO.
+
+ La stessa scena del secondo.
+
+
+
+SCENA PRIMA.
+
+ GIULIA poi NENNELE.
+
+GIULIA sull'uscio di Nennele.
+
+Nennele.
+
+VOCE DI NENNELE.
+
+Mammà.
+
+GIULIA.
+
+Dammi la chiave del tavolino.
+
+NENNELE entra
+
+Quale tavolino?
+
+GIULIA indica quello appoggiato alla parete.
+
+Quello.
+
+NENNELE.
+
+Per farne che?
+
+GIULIA.
+
+Dammela.
+
+NENNELE.
+
+Scusa. Per farne?
+
+GIULIA.
+
+Per pigliar del danaro.
+
+NENNELE.
+
+C'è qualche conto da pagare? Sono qui.
+
+GIULIA.
+
+Nessun conto. Per me. Devo darti causa di scienza?
+
+NENNELE.
+
+No certo. Puoi domandare quello che vuoi al papà e io non ho da
+saperne nulla. Ma quelli sono per la casa, li ho in custodia e restano
+per la casa.
+
+GIULIA.
+
+Sei tu la padrona qui dentro?
+
+NENNELE.
+
+No. E appunto per questo non posso disporre di ciò che non mi
+appartiene.
+
+GIULIA.
+
+Se te ne domandasse Tommy!
+
+NENNELE.
+
+Glie ne ho offerti otto giorni fa.
+
+GIULIA.
+
+Dico bene!
+
+NENNELE.
+
+Ma non glie ne offrirei più oggi. Ho rimproverato ad altri la
+debolezza. Non voglio esser debole io.
+
+GIULIA.
+
+Se credi che Tommy non trovi anche lui ridicole le arie che ti dai.
+
+NENNELE.
+
+Ho visto che ve l'intendete. Sei diventata la sua confidente.
+
+GIULIA.
+
+C'è poco da confidare. Ha accettato un lavoro ingrato e ci attende.
+Ne dubiti?
+
+NENNELE.
+
+No. Non so capire perchè evita di trovarsi con me. Si direbbe che mi
+nasconde qualche cosa. Se lavora, fa il suo dovere. Mi sono persuasa
+che qui ognuno deve fare con rigore quello che gli spetta.
+
+GIULIA.
+
+E a te spetta di farmi da istitutrice eh? Da otto giorni ti ho sempre
+ai panni. Così ha ordinato il padrone di noi tutti, il signor Max.
+
+NENNELE.
+
+Non hai altro a dirmi?
+
+GIULIA.
+
+Ho a dirti che se il signor Max è per te il modello di tutte le
+perfezioni, dovresti sposartelo e finirla cogli equivoci.
+
+NENNELE.
+
+E dopo questo non hai altro? C'è il papà che sta salendo. Intenditela
+con lui.
+
+ Rientra in camera.
+
+GIULIA.
+
+Impertinente.
+
+
+
+SCENA SECONDA.
+
+ GIOVANNI e GIULIA.
+
+GIOVANNI con un pacco in mano.
+
+Hanno portato per te questa roba.
+
+GIULIA.
+
+Che cos'è?
+
+GIOVANNI.
+
+Non so.
+
+GIULIA.
+
+Ah sarà il resto dei miei studi. Quelli che non si sono
+venduti.
+
+GIOVANNI.
+
+Ne hai venduti?
+
+ Fa per strappare lo spago.
+
+GIULIA sorride sdegnosa.
+
+Che domanda! Ero sulla lista per gli acquisti del Circolo. Non tirare
+così che li guasti.
+
+GIOVANNI.
+
+Dammi le forbici.
+
+GIULIA.
+
+E sciogli il nodo. Lo spago può servire.
+
+GIOVANNI.
+
+Che massaia!
+
+ Fa per sciogliere.
+
+GIULIA.
+
+Nennele sola saprà tener da conto!
+
+GIOVANNI.
+
+Oh. Crepi l'avarizia.
+
+ Prende le forbici sul tavolino e taglia.
+
+Quanti erano?
+
+GIULIA.
+
+Dodici.
+
+GIOVANNI li conta.
+
+Tre, sei, nove.... Ci sono tutti.
+
+GIULIA.
+
+Impossibile.
+
+GIOVANNI.
+
+Contali.
+
+GIULIA.
+
+È stato un errore. Ero sulla lista. Me lo ha detto Helmer. Li
+manderanno a riprendere. Vedrai.
+
+ Dispone gli studi sulla credenza.
+
+GIOVANNI.
+
+Se credi che mi rincresca.
+
+GIULIA.
+
+Ecco alla prima apparenza di un insuccesso non hai più fede in me.
+
+GIOVANNI.
+
+Ma non ne ho mai avuta. E ringrazio il Signore che non sei un'artista.
+
+GIULIA.
+
+Ah è così? Allora capirai che devo riprendere le mie attribuzioni.
+Sono tua moglie. Tocca a me il governo della casa.
+
+GIOVANNI.
+
+Riprendere? A Milano per le cose grandi c'era Andrea il maggiordomo
+che faceva i conti con me e per le piccole c'era Lucia che dipendeva
+da Nennele.
+
+GIULIA.
+
+Perchè una signorina deve imparare....
+
+GIOVANNI.
+
+Ecco. E ha imparato.
+
+GIULIA.
+
+Così devo star soggetta a Nennele
+
+GIOVANNI.
+
+Non sei soggetta a nessuno. Sono soggetto io?
+
+GIULIA.
+
+Se ho bisogno d'una tazza di caffè dovrò domandar licenza a Nennele?
+
+GIOVANNI.
+
+Lo dici a Marta. Hai domandato licenza fin'ora?
+
+GIULIA.
+
+Finchè mi credevi e potevo credermi utile per altre vie, ci stavo. Il
+mio contributo alla casa lo davo. No?
+
+GIOVANNI.
+
+Sì sì.
+
+GIULIA.
+
+Ma se non servo ad altro, farò la massaia, come tu dici.
+
+GIOVANNI.
+
+Chi ti proibisce di dipingere?
+
+GIULIA.
+
+La fede ci vuole. Ti rallegri se non mi comprano gli studi? Va
+benissimo. Allora, qua la cassa, qua il libro dei conti, un grembiule
+bleu e _marche_.
+
+GIOVANNI.
+
+Misericordia! Non darmi altri fastidi.
+
+GIULIA.
+
+Sono tua moglie? Sono la padrona?
+
+GIOVANNI.
+
+E io.... cosa sono?
+
+GIULIA.
+
+Non è una ragione per sovvertire l'ordine di natura. Me la vedrò con
+Nennele.
+
+GIOVANNI.
+
+Lascia stare Nennele, brava, lasciala stare.
+
+GIULIA.
+
+Già. Perchè t'intimorisce, perchè fa la voce grossa. Ma l'ho anch'io
+una voce.
+
+GIOVANNI.
+
+Oh se l'hai.
+
+GIULIA.
+
+E mi sentirà madamigella.
+
+GIOVANNI.
+
+Guarda. Ho già la testa che non mi regge. Sono stanco, stanco, stanco.
+Ammalerò se mi date altri fastidi. Tu non sai, nessuno sa la vita che
+faccio da tre mesi. Nessuno. Prenditi il governo, i conti, il danaro,
+ma che non siano guai in casa, per carità.
+
+GIULIA.
+
+Oh a quel patto! Lo dirai tu a Nennele.
+
+GIOVANNI.
+
+Sì. Lo dirò io.
+
+GIULIA.
+
+Subito.
+
+GIOVANNI.
+
+Il Signore misericordioso poteva ben mandare a qualcuno l'ispirazione
+di comprarti quei....
+
+GIULIA chiama.
+
+Nennele.
+
+GIOVANNI.
+
+Ora?
+
+GIULIA.
+
+Bisogna battere il ferro mentre è caldo. Vedrai che ordine ti metto io
+qui dentro. E senza far la pittima.
+
+
+
+SCENA TERZA.
+
+ Detti e NENNELE.
+
+NENNELE.
+
+Hai chiamato? È venuto Massimo?
+
+GIOVANNI.
+
+Non ancora.
+
+NENNELE.
+
+Il treno arriva alle nove. Sono le undici.
+
+GIOVANNI.
+
+Oh colla burrasca di ieri e di stanotte! Magari è nevicato sulla
+montagna. Avrà perduto il treno.
+
+NENNELE.
+
+Avrebbe telegrafato.
+
+GIOVANNI.
+
+O si sarà trattenuto in città per i suoi affari.
+
+NENNELE.
+
+No, prima viene qui.
+
+GIULIA.
+
+Tuo padre ti voleva dire....
+
+GIOVANNI.
+
+Lascia a me.
+
+ Trae Nennele in disparte.
+
+Nennele, mammà desidera di tenere lei d'ora in avanti il governo della
+casa.
+
+NENNELE.
+
+E tu glie lo dai?
+
+GIOVANNI.
+
+È un desiderio legittimo.
+
+NENNELE.
+
+Giusto. È subito fatto. Ecco qui.
+
+ Va al tavolino per aprire il cassetto.
+
+GIOVANNI le va vicino, piano.
+
+Te n'hai per male?
+
+NENNELE.
+
+No.
+
+GIOVANNI c.s.
+
+Per la pace.
+
+NENNELE.
+
+Sì.
+
+GIOVANNI.
+
+Sorridimi, cara, sorridimi.
+
+NENNELE.
+
+Come sei buono!
+
+GIOVANNI c. s.
+
+E.... badaci ancora.
+
+NENNELE c.s.
+
+Non temere.
+
+ A Giulia.
+
+Qui ci sono sessantatre lire e trenta centesimi. Qui c'è il libro
+delle spese, e questi sono i libretti dei fornitori.
+
+GIOVANNI.
+
+Vi annunzio che domenica vi conduco tutt'e due a Chamonix.
+
+GIULIA.
+
+Era tempo.
+
+NENNELE.
+
+A far che?
+
+GIOVANNI.
+
+È cosa intesa con Massimo. Massimo inaugura domenica il suo primo
+tronco di ferrovia. Sono stanco. Due giorni d'aria fresca mi faranno
+bene. Ne ho di bisogno.
+
+NENNELE.
+
+Tu. Ma noi?
+
+GIULIA.
+
+I paperi menano le oche a bere.
+
+GIOVANNI.
+
+Non me la godo da solo.
+
+ A Nennele.
+
+Non darti pensiero della spesa. C'entra.
+
+NENNELE.
+
+Ne vanno tanti!
+
+GIOVANNI.
+
+Avara. Fidati di questo dissipatore. So quello che mi dico. Quando
+viene Massimo me lo mandi giù nello studio.
+
+ S'avvia.
+
+NENNELE.
+
+Sì.
+
+ Via Giovanni.
+
+
+
+SCENA QUARTA.
+
+ NENNELE e GIULIA.
+
+NENNELE.
+
+Dimenticavo. Questa è la chiave del cassetto. Sarà bene tener chiuso.
+
+GIULIA.
+
+Che vuoi dire?
+
+NENNELE.
+
+L'altra settimana mi son mancate trenta lire. Tre giorni fa mi sono
+accorta di non aver più quella treccina d'oro che mi aveva regalato la
+zia Irene. Di Milano l'ho portata di sicuro. Ma da poi che siamo qui
+non m'era più occorso di metterla. Chissà da quando è scomparsa. Ieri
+l'altro avevo dato ordine al cassetto del comò, e avevo segnato bene
+il posto di ogni cosa, per accorgermi se altri ci toccasse. E ieri mi
+son trovato mancare quella cornice d'argento per fotografie. Ti
+ricordi?
+
+GIULIA.
+
+Mi pare, sì. Un orrore. Non mi piaceva.
+
+NENNELE.
+
+Ad ogni modo....
+
+GIULIA.
+
+Con quelle persone di servizio a buon mercato!
+
+NENNELE.
+
+Marta è fedele.
+
+GIULIA.
+
+Tante cose non si trovano sul momento e poi saltano fuori.
+
+NENNELE.
+
+L'ho rimessa ieri l'altro a suo posto.
+
+ Con aria leggermente ironica.
+
+A te non è mai mancato nulla?
+
+GIULIA.
+
+Perchè sorridi?
+
+NENNELE.
+
+Domando se ti sei mai accorta....
+
+GIULIA.
+
+Oh chissà quante cose. Ma io mi fido di tutto e di tutti. A me anche
+un bambino potrebbe farla.
+
+NENNELE.
+
+Già.
+
+
+
+SCENA QUINTA.
+
+ Dette, GIOVANNI, HELMER STRILE.
+
+GIOVANNI.
+
+Giulia. Guarda, c'è qui un signore che domanda di te.
+
+GIULIA premurosa.
+
+Helmer.
+
+HELMER.
+
+Domando scusa dell'ora indebita.
+
+ A Giulia accennando a Giovanni.
+
+Il signor Rosani? Mi fate l'onore.
+
+GIULIA.
+
+Come? Non.... Oh! Giovanni.--Helmer Strile, un grande maestro.
+
+HELMER.
+
+Onorato.
+
+GIOVANNI.
+
+La ringrazio.
+
+GIULIA a Nennele.
+
+Helmer Strile.
+
+ A Helmer.
+
+La figlia di mio marito. Sapete che mi hanno mandato indietro tutti
+gli studi?
+
+HELMER.
+
+Vengo appunto per questo. Dove sono?
+
+GIULIA.
+
+Eccoli.
+
+ Conduce Helmer presso la credenza.
+
+GIOVANNI piano a Nennele.
+
+Maestro di che?
+
+NENNELE c. s.
+
+È un pittore. Si danno di maestro fra di loro.
+
+GIOVANNI.
+
+È già venuto altre volte?
+
+NENNELE.
+
+In casa mai.
+
+GIOVANNI.
+
+Ti piace a te?
+
+NENNELE.
+
+No.
+
+GIOVANNI.
+
+Nemmeno a me....
+
+ A Helmer.
+
+Con permesso. Io devo scendere.
+
+HELMER.
+
+Prego, prego.
+
+ Via Giovanni.
+
+
+
+SCENA SESTA.
+
+ GIULIA, HELMER e NENNELE.
+
+NENNELE prende un libro sul tavolino e va a sedere nel vano
+ della finestra.
+
+HELMER.
+
+Dovevano essere compresi nella lista del Circolo. Ma la combriccola
+ginevrina non ne volle sapere. Lodano, ma dicono che voi siete qui da
+tre mesi soltanto e che potete aspettare.
+
+GIULIA.
+
+Aspettare! Lascierò l'arte io.
+
+HELMER.
+
+Non dite cose sacrileghe. L'arte non si lascia. È nel sangue. Per
+fortuna, un amico mio li ha visti, se n'è innamorato e mi ha
+incaricato di comprarne.
+
+GIULIA.
+
+Tutti?
+
+HELMER.
+
+Per ora uno.... o due. Due, due. Per le condizioni tratterò col
+segretario del Circolo. Fra noi non si può discorrere di queste cose.
+
+GIULIA.
+
+Hai sentito, Nennele?
+
+NENNELE.
+
+Mi pare. Sì.
+
+GIULIA.
+
+Ho venduto due studi. Ho piacere che tu lo sappia.
+
+NENNELE.
+
+Chi li ha comprati?
+
+HELMER con lieve imbarazzo.
+
+Un mio compaesano. Un grande amatore d'arte.
+
+NENNELE.
+
+Ah! Ah!
+
+HELMER piano a Giulia.
+
+Non vi si vede più. Sono venuto due mattine laggiù!
+
+GIULIA c. s.
+
+È stata lei.
+
+ A Nennele.
+
+Mi fai il piacere, Nennele, di scendere dabbasso, dove tengo i miei
+arnesi di pittura, e di prendermi nella cassetta grande dei colori,
+quella tavoletta che ci troverai appena abbozzata? Bada che è fresca.
+
+HELMER.
+
+Se potessi io.
+
+ NENNELE esce senza dir parola.
+
+
+
+SCENA SETTIMA.
+
+ GIULIA e HELMER.
+
+GIULIA.
+
+Ho una piccola memoria per voi. Aspettate.
+
+ Corre in camera sua.
+
+HELMER guarda gli studi.
+
+Con cento franchi!
+
+GIULIA torna con un ritratto, formato _cabinet_, in cornice d'argento,
+ involto in carta velina, lo porge ad Helmer.
+
+Al maestro ed all'amico.
+
+HELMER.
+
+Il vostro ritratto! Com'è bello. Come siete bella! E che squisita
+cornice. Come v'inquadra bene il candore freddo dell'argento. Una
+gentile cosa. Grazie.
+
+ Le bacia le mani.
+
+GIULIA.
+
+Incartate presto e mettete via.... presto che quella non veda.
+
+ Avviluppa il ritratto nella carta velina. Helmer lo intasca.
+
+Da otto giorni esce sempre con me, mi accompagna da per tutto. Vi ho
+veduto l'altra mattina, volevo scendere, ma.... ci veniva anche lei!
+Una vita!
+
+HELMER.
+
+Ho preso l'abitudine di lavorare con voi. Se mi mancate, l'universo
+svanisce, le cose non hanno più voce nè colore e non mi confidano più
+nulla.
+
+GIULIA.
+
+Come si fa?
+
+HELMER.
+
+Avrei trovato un luogo così bello! Sull'altra sponda del lago! Un
+recesso patetico e solenne.
+
+GIULIA.
+
+Non me ne parlate.
+
+HELMER.
+
+Possibile che non vi riesca di liberarvi un momento? Vorrei che lo
+vedeste.
+
+GIULIA.
+
+Dov'è?
+
+HELMER.
+
+Ah, no. Vi ci voglio condurre io.
+
+GIULIA.
+
+Impossibile con voi.
+
+HELMER.
+
+Mi avete tolto ogni pace.
+
+GIULIA.
+
+Non devo ascoltare queste parole. È lontano?
+
+HELMER.
+
+No. Verrebbe anche il mio vecchio compagno. Mi lasciate sperare?
+
+GIULIA.
+
+Vorrei. Non domandate di più. Non sono libera.
+
+HELMER.
+
+Ma non va mai fuori la signorina?
+
+GIULIA.
+
+Due volte la settimana ha una lezione in città.
+
+HELMER.
+
+Quando? Domani?
+
+GIULIA.
+
+Domani ce l'ha.
+
+HELMER.
+
+Vi aspetto al Circolo? A che ora?
+
+GIULIA.
+
+No, no, domani non voglio.
+
+HELMER.
+
+Perchè?
+
+GIULIA.
+
+Giorno di venerdì. Mai.
+
+HELMER.
+
+Sabato.
+
+GIULIA.
+
+Non ha lezione.
+
+HELMER.
+
+Domenica.
+
+GIULIA.
+
+Domenica. Domenica forse potrei.... È qui che viene. Parlate forte.
+
+HELMER.
+
+I realisti non vogliono capire che il simbolo....
+
+
+
+SCENA OTTAVA.
+
+ NENNELE e detti.
+
+NENNELE entra senza parlare e va a sedere dov'era prima.
+
+GIULIA.
+
+Ebbene?
+
+NENNELE.
+
+Non c'era nessuna tavoletta, nè abbozzata, nè da abbozzare.
+
+GIULIA.
+
+Non hai trovato? Nella piccola cassetta.
+
+NENNELE.
+
+Mi avevi detto nella grande, ma ho guardato anche nella
+piccola.
+
+GIULIA.
+
+È strano.... perchè....
+
+NENNELE.
+
+Oh, mamma!
+
+HELMER.
+
+Posso portarli via addirittura questi studi?
+
+GIULIA.
+
+Come volete. Ve li incarto.
+
+ Prende due studi.
+
+Questi due?
+
+HELMER.
+
+Sono tutti belli. Scegliete voi.
+
+
+
+SCENA NONA.
+
+ MASSIMO e detti.
+
+MASSIMO.
+
+Gran ritardo.
+
+GIULIA.
+
+O Max.
+
+MASSIMO.
+
+Buon giorno, zia.
+
+ A Nennele.
+
+Come va?
+
+NENNELE.
+
+Ti aspettavo.
+
+MASSIMO.
+
+Mille guai.
+
+ Vede Giulia coi due studi in mano.
+
+È la tua pittura quella?
+
+GIULIA.
+
+A te non piacerà.
+
+MASSIMO.
+
+Fai vedere. Mi piace.
+
+GIULIA.
+
+Davvero?
+
+MASSIMO.
+
+Mi piace proprio. Non so se tu deva pigliarlo per un elogio.
+
+HELMER.
+
+L'arte si sente, non si ragiona.
+
+MASSIMO.
+
+Scusi, signore, io la ragiono. Mi piace la pittura che non capisco e
+mi piace perchè non la capisco.
+
+HELMER.
+
+La penetrazione dell'occulto.
+
+MASSIMO.
+
+Eh?
+
+HELMER.
+
+Dico: la penetrazione dell'occulto.
+
+MASSIMO.
+
+Ecco. Se quello che lei dice fosse in pittura, mi piacerebbe. I quadri
+che parlano chiaro sono sempre quelli. Comandano loro. È un bosco. È
+un prato. E io non sono sempre disposto a compiacermi di un bosco e di
+un prato. Invece in questi, ci vedo quello che voglio, secondo gli
+umori del momento. Comando io.
+
+NENNELE.
+
+Bravo Massimo. Le migliori pitture sono le macchie dei muri.
+
+HELMER.
+
+Oh!
+
+MASSIMO.
+
+Vero, vero. La mattina allo svegliare le guardo e ci vedo delle nubi,
+dei dromedarii, delle grotte, un imperatore, una focaccia....
+
+GIULIA spettosa.
+
+Arte economica.
+
+ Stende un foglio di carta sulla tavola.
+
+HELMER.
+
+Un momento.
+
+ Leva il ritratto di tasca.
+
+Ci metto anche....
+
+GIULIA piano.
+
+Badate.
+
+ Helmer fa il pacco.
+
+MASSIMO a Nennele.
+
+Credevo di non arrivare. Non c'è stato anche qui un tempo scellerato?
+
+NENNELE.
+
+Sì.
+
+GIULIA davanti alla tavola per nascondere Helmer.
+
+Ieri e stanotte.
+
+MASSIMO.
+
+Oh, lassù. Disastri. L'Arve straripato, due ponti crollati, case
+rovinate, tre persone travolte nella corrente....
+
+NENNELE.
+
+Morte?
+
+MASSIMO.
+
+Oh! Chi ci casca! In mezzo minuto! Nemmeno il tempo di affogare!
+Sbattuto ai massi ed ai tronchi....
+
+GIULIA a Helmer che ha fatto il pacco.
+
+A me. Tenete. Io lego.
+
+NENNELE.
+
+Vedremo le traccie domenica salendo a Chamonix.
+
+MASSIMO.
+
+Ah, ci venite poi?
+
+GIULIA.
+
+Per mio conto ho pensato di no.
+
+ Si mette per legare il pacco che Helmer tiene in mano.
+
+NENNELE.
+
+Come? Eri tu che insistevi.
+
+GIULIA.
+
+A me non piace sfoggiare virtù al primo momento. Rifletto e faccio poi
+per il meglio.
+
+NENNELE.
+
+Già
+
+ Il ritratto scivola dal pacco e cade.
+
+MASSIMO a Helmer.
+
+Guardi.
+
+ Lo raccoglie.
+
+GIULIA glielo strappa di mano.
+
+NENNELE ha veduto e scoppia in una risata.
+
+MASSIMO a Nennele.
+
+Che c'è?
+
+NENNELE ridendo.
+
+Nulla.
+
+GIULIA incarta e lega in furia.
+
+Là. Così non scapperà più.
+
+ A Helmer.
+
+A voi. Vi accompagno fino all'uscio dell'orto.
+
+HELMER.
+
+Grazie. Signorina. Signore.
+
+ Via Helmer e Giulia.
+
+
+
+SCENA DECIMA.
+
+ Massimo, NENNELE poi GIULIA.
+
+MASSIMO.
+
+Mi spieghi?
+
+NENNELE.
+
+Mi fa schifo, schifo, schifo. S'è fatta comprare due sgorbi da quel
+bel signorino, che le fa il patetico intorno. Ha capito che era lui il
+compratore.... lui stesso moriva dalla voglia di tradirsi. M'hanno
+mandata via con un pretesto da collegiali. Che abbiano macchinato non
+so, ma lei, lei che prima era pazza per andare domenica a Chamonix e
+mi aveva rimbeccata per certe mie osservazioni, dopo.... hai
+sentito.... la saviezza! Ah, che anima bassa! E io ho passato una
+settimana a fare l'odioso e stupido mestiere di cane da guardia. Ho
+fatto questa ridicola cosa. Te la immagini eh? Una ragazza della mia
+età, che prende in custodia la virtù della sua matrigna.... Ti
+stupisce ch'io parli così? Non devo sapere? Non devo vedere? Ah! Tutte
+sanno e tutte vedono. Va là. Le commedie che c'inibiscono in teatro,
+le vediamo in casa, in casa, in casa. Solo mi fa meraviglia che
+m'offendano ancora. Di' la verità che ti sembro un piccolo essere
+corrotto e grottesco! Che pietà! Che ribrezzo! Che pensi di me,
+Massimo.... che pensi di me?
+
+MASSIMO.
+
+Imparo. Mi accorgo che il mio genere di vita, mi ha lasciato ignorare
+molte cose. Ma quello che penso di te, non ti può spiacere. Trovo
+molto salutare la tua rivolta.
+
+NENNELE.
+
+Non ne posso più. Se tu sapessi le idee che mi vengono in certi
+momenti! E mi sono anche alienato l'animo di Tommy. Tommy, che ha un
+sentimento così squisito dell'eleganza, deve aver trovate tanto misere
+e sciocche le mie pretese e la mia condotta. E si è voltato dalla
+parte di mammà! Se la intendono. Sorridono insieme, discorrono fra di
+loro, tacciono quando arrivo....
+
+MASSIMO.
+
+Ne sei gelosa?
+
+NENNELE.
+
+Meno di quanto avrei creduto.
+
+MASSIMO.
+
+L'orgoglio!
+
+NENNELE.
+
+Non mi capisci. Ne sono rattristata però. Tu sai nulla di Tommy?
+
+MASSIMO.
+
+No. Novità?
+
+NENNELE.
+
+Non so.
+
+MASSIMO.
+
+Ci attende, al suo ufficio?
+
+NENNELE.
+
+Credo. Se ne va tutte le mattine, rientra per la colazione, torna ad
+uscire, fino all'ora del pranzo. Ma ha l'aria scontenta. Ho fatto
+tanto per infondergli una volontà allegra. Ho cercato di volere per
+lui. Tu mi dicevi un giorno che la volontà può ogni cosa.
+
+MASSIMO.
+
+Bene applicata.
+
+NENNELE.
+
+Tu credi di poter sempre conseguire quello che vuoi?
+
+MASSIMO.
+
+Quasi sempre. Col tempo e col silenzio.
+
+NENNELE.
+
+Credi che potrei anch'io?
+
+MASSIMO.
+
+Credo di sì. Nei limiti del non assurdo. È certo che se tu volessi
+fare un uomo forte di Tommy.... che ha un sentimento così squisito
+dell'eleganza! E poi in te c'è ancora il dissidio fra gli istinti....
+o meglio fra le abitudini e la ragione.
+
+NENNELE.
+
+Non mi capisci.
+
+MASSIMO.
+
+Ad ogni modo, non stancare la volontà, a cose vane. Chi si vuol
+perdere lascia che si perda. Che vuoi fare colla tua matrigna per
+esempio? Io credo che tuo padre l'ha pesata e giudicata, e che domanda
+una cosa sola, che non lo distragga dal suo lavoro.
+
+NENNELE.
+
+Non senti la ribellione?...
+
+MASSIMO.
+
+Vuoi ribellarti contro le foglie che il vento disperde? Trattienile se
+puoi. Hanno tanta grazia, e tanta eleganza, e non sai dove vanno a
+finire. Quella gente là non finisce. Nessuno farà mai la bricconata
+concludente: svolazzano di viltà in viltà e dileguano nella viltà
+universale. Un bel giorno, ti volti, non ci sono più.
+
+NENNELE.
+
+Così la pensi anche di Tommy?
+
+MASSIMO.
+
+Non so ancora. Volevo passare stamani dal mio amico per averne
+notizie. Ma con quel ritardo! Gli ho telegrafato dall'ultima stazione,
+che me ne telegrafasse qui. Sentiremo.
+
+GIULIA entra dal fondo.
+
+NENNELE appena la vede, a Massimo.
+
+Guarda che il papà ti aspetta nello Studio.
+
+ Massimo s'avvia.
+
+Appena sai nulla vieni a dirmelo, eh?
+
+ Via Massimo.
+
+
+
+SCENA UNDICESIMA.
+
+ Giulia e NENNELE.
+
+GIULIA.
+
+L'hai mandato via per rimaner sola con me?
+
+NENNELE.
+
+No. Il papà aveva detto di mandarglielo.
+
+GIULIA.
+
+Si può sapere il perchè di quella risata sconveniente?
+
+NENNELE fa per andarsene.
+
+GIULIA.
+
+Vieni qui.
+
+NENNELE.
+
+Mammà, è meglio che tu mi lasci andare.
+
+GIULIA.
+
+So quello che pensi. Ci sarà una sola cornice d'argento al mondo!
+
+NENNELE.
+
+Non parliamo di queste cose. È così volgare. Non ti dico nulla, non
+voglio saper nulla.
+
+GIULIA.
+
+Hai creduto che fosse la tua eh?
+
+NENNELE.
+
+Lasciami andare. Non parliamo. Mi ripugna.
+
+GIULIA.
+
+Lo sospettavi. Mi avevi fatto il tuo bravo interrogatorio.
+
+NENNELE.
+
+Era la mia, l'ho riconosciuta. Sospettavo prima di parlartene. Dopo
+avertene parlato ne fui certa. Ieri, passando ti ho veduta entrare in
+camera mia. Sono scesa nell'orto, mi son messa a cantare per non darti
+sospetto. Tu hai fatto capolino fra le tende. Sono risalita dopo
+qualche minuto, ho visto aperto il mio cassetto e mi sono accorta dì
+ogni cosa. Ho voluto parlartene per mostrarti che stavo sull'avviso.
+Non sarei mai più tornata su questo discorso.
+
+GIULIA.
+
+Inventi. Non è vero che io sia entrata in camera tua.
+
+NENNELE.
+
+Tommy ti ha veduto uscirne.
+
+GIULIA.
+
+Avrò aperto l'uscio per cercarti.
+
+NENNELE.
+
+Se ti piaceva potevi domandarmela.
+
+GIULIA.
+
+Non mi piaceva.
+
+NENNELE.
+
+Infatti. Per l'uso cui la destinavi....
+
+GIULIA.
+
+Quale uso? Ora ne viene un'altra. Quale uso? Volevo mostrare la mia
+gratitudine a chi si è dato la briga d'insegnarmi l'arte. Ho
+incorniciato, del mio, un mio ritratto. Vedi che te lo dico, tanto è
+innocente. Era un mio ritratto. Tu non lo sapevi nemmeno.
+
+NENNELE.
+
+Si capiva.
+
+GIULIA.
+
+Ne capisci tu delle cose!
+
+NENNELE.
+
+Molte, più che non credi.
+
+GIULIA.
+
+Ma sì. È da un pezzo che mi stai sulle piste. Bel rispetto! Fingevo di
+non accorgermene per riguardo a quel pover uomo di tuo padre.
+
+NENNELE.
+
+Eh.
+
+ Sorriso amaro.
+
+GIULIA.
+
+Ma ora che hai osato sospettarmi, voglio che si vada in fondo. Luce,
+luce.
+
+NENNELE.
+
+No, mammà, no, non facciamo guai.
+
+GIULIA.
+
+Niente, niente, si deve venire in chiara. Prove ci vogliono. Mi
+accusi? Prove. Tuo padre giudicherà.
+
+NENNELE.
+
+Te ne prego.
+
+GIULIA.
+
+Hai paura, eh?
+
+NENNELE.
+
+Paura?!
+
+
+
+SCENA DODICESIMA.
+
+ TOMMY e dette.
+
+NENNELE.
+
+Ah, Tommy. Vieni, vieni. Non potevi capitar meglio.
+
+ A Giulia.
+
+Ti rimetti in Tommy?
+
+GIULIA.
+
+Altro.
+
+TOMMY.
+
+Cos'è stato?
+
+GIULIA.
+
+È stato che tua sorella mi accusa di frugare nei suoi cassetti. Dice
+che tu mi hai veduto ieri, prendere....
+
+NENNELE.
+
+No, prendere, no. Tu negavi di esser stata in camera mia: ho detto che
+Tommy ti ha veduto uscirne.
+
+TOMMY.
+
+Ma che questioni sono queste? Andiamo, io non so nulla.
+
+NENNELE.
+
+Oh, Tommy. Non evitare di rispondere. Vedi bene! Vuoi che possa dire
+che ho mentito? Ieri ti ho incontrato qui quando risalivo dall'orto.
+Ti ho domandato.... mi ricordo che l'ho fatto col tono il più
+indifferente, perchè non volevo metterti in sospetto. Ti ho domandato
+se avevi veduto mammà. Non volevo correre il rischio di entrare in
+camera e di trovarcela ancora. Mi avrebbe tanto imbarazzato! E tu mi
+hai risposto....
+
+TOMMY è sempre stato impassibile guardando in aria.
+
+NENNELE fissandolo.
+
+Non è vero?
+
+TOMMY.
+
+Non ricordo.
+
+GIULIA trionfante.
+
+Ah!
+
+TOMMY piano a Giulia,
+
+Taci.
+
+NENNELE.
+
+Non ricordi nemmeno di esser stato tu ad ispirarmi il primo dubbio....
+
+TOMMY.
+
+Che dubbio?
+
+NENNELE.
+
+Oh, ti sarà passato di mente, Tommy. Hai la memoria così labile!
+
+TOMMY.
+
+Finiamola, eh?
+
+NENNELE.
+
+No, no, anche questo va detto, per misurare fin dove vanno le mie
+invenzioni. Otto giorni fa, proprio l'altro giovedì, ti avevo parlato
+di trenta lire....
+
+TOMMY.
+
+Tu sogni.
+
+NENNELE.
+
+Mammà, ti domando perdono, sono una bugiarda.
+
+GIULIA.
+
+Vedi?
+
+TOMMY piano a Giulia.
+
+Ti prego....
+
+GIULIA.
+
+Mi basta, mi basta.... Imparerai.... Mi basta....
+
+ Va in camera sua.
+
+
+
+SCENA TREDICESIMA.
+
+ TOMMY, NENNELE poi MASSIMO.
+
+NENNELE dopo un silenzio.
+
+Povero Tommy. Quanto ti deve essere costato!
+
+TOMMY commosso trattenendo a stento le lacrime e con grande
+amarezza.
+
+Tu sei la persona cui voglio più bene sulla terra.
+
+NENNELE.
+
+Lo so.
+
+TOMMY.
+
+Non dirmi nulla.
+
+ Va a sedere al tavolino e vi appoggia la testa.
+
+MASSIMO dal fondo con un foglio in mano.
+
+Nennele.
+
+TOMMY.
+
+Oh!
+
+ Fa per levarsi ed andarsene.
+
+NENNELE a Tommy.
+
+Stai lì, stai lì, lo mando via.
+
+TOMMY torna a mettersi colla testa sul tavolino.
+
+NENNELE va a Massimo, lo tira in disparte e gli dice piano.
+
+Lasciaci un momento.
+
+ Lo guarda.
+
+Come sei pallido. Cos'è accaduto?
+
+MASSIMO le dà un telegramma.
+
+Leggi. È di quell'amico mio dove avevo collocato tuo fratello.
+
+NENNELE legge con crescente dolorosa maraviglia.
+
+MASSIMO riprende il telegramma.
+
+C'è andato un giorno solo.
+
+ Fa un passo verso Tommy.
+
+NENNELE.
+
+Non gli parlare. Lasciami.... L'hai detto al papà?
+
+MASSIMO.
+
+Non ne ho avuto il coraggio.
+
+NENNELE.
+
+Scendi.... scendi lì dabbasso, nel prato. Ti chiamerò poi.
+
+MASSIMO.
+
+Sì.
+
+ Via.
+
+
+
+SCENA QUATTORDICESIMA.
+
+ TOMMY e NENNELE.
+
+NENNELE va a Tommy, gli solleva la testa e lo bacia.
+
+Che sarà di te? Che sarà di noi?
+
+TOMMY.
+
+Che ti voleva Massimo?
+
+NENNELE.
+
+Mi ha fatto leggere una lettera di quel suo amico. Ci sei
+andato un giorno solo.
+
+TOMMY s'alza e s'allontana.
+
+E già. È così.
+
+NENNELE.
+
+Sta qui.... sta qui vicino a me.... che parliamo.
+
+TOMMY.
+
+A che serve?
+
+NENNELE.
+
+Oh a nulla. A soffrire un po' di più. Mammà lo sapeva?
+
+ Tommy fa cenno di sì col capo.
+
+NENNELE.
+
+Era la tua confidente?
+
+TOMMY.
+
+Ha indovinato.
+
+NENNELE.
+
+Io no. Non avrei mai indovinato. Dove andavi tutte quelle ore che
+stavi fuori di casa? Lo vuoi dire dove andavi? Oh, puoi parlare, sai.
+Sono una ragazza a cui si possono dire le cose. Andavi da quella
+signora? Ne sei innamorato?
+
+TOMMY fa cenno di no.
+
+NENNELE.
+
+Un giorno solo hai durato! Ti stancava? Ti sentivi umiliato eh? Come
+io alla prima lezione. Ti pareva una cosa meschina e grossolana, O
+forse lo pensavi già da principio che non avresti durato a quel
+lavoro?
+
+TOMMY.
+
+Se tu sapessi la pena che mi fa, solo il tuono della tua voce!
+
+NENNELE.
+
+Lo credo, mi faccio tanta pena a me stessa. Siamo stati troppo insieme
+noi due. E tanto bene. Se ti perdi è finita anche per me. È la prima
+volta che non indovino i tuoi pensieri. C'intendevamo tanto. Quando il
+papà ha ripreso moglie, te ne ricordi, non abbiamo detto una
+parola.... mai.... nè di lui, nè di lei. Solo mi conducevi a
+passeggio tutte le mattine. C'intendevamo tanto! Eri buono.
+
+TOMMY.
+
+Facile!
+
+NENNELE.
+
+Sei buono.
+
+TOMMY sorride amaro.
+
+NENNELE.
+
+Lo pensavi già da principio, di', che non avresti durato a quel
+lavoro? Fino da quando hai detto a Massimo che lo accettavi?
+
+TOMMY.
+
+Perchè insisti?
+
+NENNELE.
+
+Non so. Mi pare che tutto è lì.
+
+TOMMY.
+
+Non capisco.
+
+NENNELE.
+
+Mi pare che tutto l'avvenire è lì. Mi pare che è la domanda più
+importante che ti posso fare. Non so spiegartelo. Mi viene così.
+
+TOMMY.
+
+È strano che mi domandi una cosa che m'è venuta in mente tante volte
+in questi giorni. Vuoi dire, se ho saputo volere almeno un momento.
+
+NENNELE.
+
+Forse. Sì. Almeno un momento.
+
+TOMMY.
+
+Difficile! Quando ho accettato ero persuaso di volerci durare.... Ma,
+se mi hai visto, mi son messo subito a scrivere un biglietto per
+mandarlo laggiù dove mi aspettavano a colazione. E mentre scrivevo,
+sentivo una voce ironica dentro di me: Bravo. Tieni una porta
+aperta. E ero stupito che la decisione non m'avesse costato più
+sforzo. Mi dicevo: Al momento buono vorrò. Contavo che le cose mi
+avrebbero preso. Ci sono andato. Il padrone mi ha fatto visitare tutta
+la fabbrica. Bello! Un apparato di energie delicate e sicure. Poi mi
+ha condotto nel suo studio e mi ha dato a scrivere due o tre
+lettere.... da nulla. Nulla mi ha colpito. Nessuna fatica, nessun
+disgusto.
+
+NENNELE.
+
+Nessun ardore.
+
+TOMMY.
+
+E l'indomani non sono tornato.
+
+NENNELE.
+
+Hai combattuto?
+
+TOMMY.
+
+No. Non ho mica deciso di non tornarci. Non ci sono tornato.
+
+NENNELE.
+
+Le cose non ti avevano preso.
+
+TOMMY.
+
+No.
+
+NENNELE.
+
+Bisogna darsi alle cose. Che conti di fare?
+
+TOMMY.
+
+Non voglio pensarci.
+
+NENNELE.
+
+Puoi comandarti di non pensare?
+
+TOMMY.
+
+Il pensiero è lì sempre, ma ne faccio passare degli altri davanti.
+Non ho imagini profonde. Mi vedo come in uno specchio. Come vedrei una
+persona indifferente. So quello che avverrà. Non farò nulla perchè
+avvenga, non farò nulla perchè non avvenga. Mi abbandono alla
+corrente.
+
+NENNELE come proseguendo un suo pensiero.
+
+Alla corrente dell'Arve, in piena.... che non dà tempo neanche di
+affogare. Sbattuti ai massi ed ai tronchi....
+
+TOMMY.
+
+Che dici?
+
+NENNELE.
+
+Nulla. Mi tornano in mente delle parole di Massimo.... tu hai nominato
+la corrente.... e.... Non ci badare. Cose mie.
+
+TOMMY.
+
+Il papà.... è informato?
+
+NENNELE.
+
+Non ancora.
+
+TOMMY.
+
+Ti è penosa eh la convivenza con mammà?
+
+NENNELE.
+
+Oh! Oramai.
+
+TOMMY.
+
+È un'incosciente. Piomberà come me, di caduta in caduta....
+
+NENNELE.
+
+Tu non puoi più dirne male. Te la sei alleata.
+
+TOMMY.
+
+Mi disprezzi tanto!
+
+NENNELE non risponde.
+
+TOMMY.
+
+E non sai ancora. Se tu sapessi.... Devo dirti ogni cosa? Vuoi? Come
+ai tempi d'una volta?
+
+NENNELE.
+
+Dimmi, sì.... Dimmi tutto. È una forza dir tutto. Quanto più ti costa
+tanto più devi parlare. Chissà. Dimmi presto.... Tommy.
+
+TOMMY.
+
+Mi viene in mente una arietta di Metastasio: Voce dal sen fuggita....
+
+NENNELE.
+
+Oh miseria!
+
+TOMMY cupo e violento.
+
+Devo dei danari ad una donna. Capisci? Molti. Non glie li ho
+cercati....
+
+NENNELE.
+
+Non scusarti.
+
+TOMMY.
+
+È vero. Bisogna dirla intera la verità. Il male ed il bene. Me li ha
+offerti.... ha insistito.... perdevo, volevo rifarmi.... avrei dato
+dieci anni di vita per trovare.... e li ho trovati là facili
+facili. Tutto facile è stato nella mia vita. Tutto facile fino dal
+principio, e continuamente, e sempre: facile il vivere, facili le
+cognizioni, facili i piaceri, facili l'ossequio e la benevolenza,
+facile la pietà, facili i vizi.... una cosa sola difficile.... la
+volontà, ma non mi occorreva. Fino a tre mesi addietro, la volontà
+per me si chiamava o consuetudine o capriccio.... il giorno che è
+bisognato volere...
+
+NENNELE.
+
+Eri arrugginito.
+
+TOMMY.
+
+Oh altro che arrugginito.... Mancava la ruota, mancava il congegno.
+
+NENNELE.
+
+Non potrai volere neanche il male.
+
+TOMMY.
+
+Oh il male.... lascia fare a lui. C'è chi lo vuole per me.
+
+NENNELE.
+
+Quanto devi?
+
+TOMMY.
+
+Inutile.
+
+NENNELE.
+
+Se scrivessimo alla zia che è tanto ricca.
+
+TOMMY.
+
+Mi manderebbe una spilla da cravatta.
+
+NENNELE.
+
+Li domando a Massimo.
+
+TOMMY.
+
+Te li darebbe certo. Ma poi! Ricomincerei da capo. Tanto vale, dare il
+tuffo, una volta per sempre.
+
+NENNELE fissandolo con occhi sbarrati.
+
+Il tuffo!
+
+TOMMY ridendo.
+
+Non nell'acqua, sai.... Hai creduto che parlassi d'ammazzarmi? Che!
+Non siamo di quelli.
+
+NENNELE.
+
+No eh?
+
+TOMMY.
+
+Il tuffo nei milioni. Pago. Me la sposo.
+
+NENNELE inorridita.
+
+Tu sposi quella donna...?
+
+TOMMY.
+
+Promessa data. Fra otto giorni.
+
+NENNELE.
+
+Fra otto giorni ti giuro che non la sposerai.
+
+TOMMY.
+
+Chi può impedirmelo?
+
+NENNELE.
+
+Vedrai.
+
+TOMMY.
+
+Bada che se Massimo mi dice una sola parola....
+
+NENNELE.
+
+No....
+
+TOMMY.
+
+E anche ti consiglio di non dir nulla al papà. Non gioverebbe. Inutile
+affliggerlo innanzi tempo. Se lo sapesse.... me ne andrei di casa
+sull'attimo. Sono libero. A cose fatte.... lascieremo Ginevra.... e
+lo saprà.
+
+NENNELE.
+
+Dove vai ora?
+
+TOMMY.
+
+Là.
+
+NENNELE.
+
+Addio, Tommy.
+
+TOMMY.
+
+Tu non mi rivolgerai mai più la parola eh?
+
+NENNELE.
+
+Non sai quello che dici! Addio, Tommy. Addio, povero Tommy.
+
+TOMMY esce precipitoso.
+
+
+
+SCENA QUINDICESIMA.
+
+ NENNELE poi MASSIMO.
+
+NENNELE rimane fissa, immobile, ritta accanto alla tavola. Con
+ movimento incosciente batte colle dita sulla tavola. Guarda
+ innanzi a sé, nel vuoto.
+
+Tutto via.... Tutto via.... tutto è andato. Finito!
+
+ Si passa ripetutamente una mano sulla testa come
+ carezzandosi i capelli.
+
+Stassera.
+
+MASSIMO.
+
+L'ho veduto uscire. Non mi chiamavi.
+
+NENNELE.
+
+È vero. Perdonami.--Sai? Sposa quella donna.
+
+MASSIMO.
+
+Non hai potuto dissuaderlo?
+
+NENNELE.
+
+Non ho nemmeno tentato. Così crolla questa casa. Lo sfacelo.
+
+MASSIMO.
+
+Tuo fratello non è tutta la casa.
+
+NENNELE.
+
+Oh il resto! Mammà se ne va anch'essa per altra via. Ne ho viste oggi
+delle cose. Una giornata piena d'insegnamenti.
+
+MASSIMO.
+
+E tuo padre?
+
+NENNELE.
+
+Sì. Certo.
+
+MASSIMO.
+
+Così retto, così buono.
+
+NENNELE.
+
+È vero. E vorrei mettermi in ginocchio davanti a lui, colle mani
+giunte e che vedesse l'amore che gli porto. Ma ci sono dei momenti in
+cui tutte le verità si affacciano nude e inesorabili. E bisogna
+riconoscerle. È debole anche lui.
+
+MASSIMO.
+
+No.
+
+NENNELE.
+
+Non ha l'energia che vince le cose e domina gli animi. Tu sei più
+forte di lui mille volte.
+
+MASSIMO.
+
+Non credo. Io ho l'energia che intraprende. Egli ha quella che
+resiste. Che è la più difficile: quella che dà meno gioie.
+
+NENNELE.
+
+O Massimo, se tu sapessi come mi rimorde dirti queste cose. Sono così
+piccole cose. Ma bisogna che tu le sappia, perchè resti tu solo a quel
+poveretto.
+
+MASSIMO.
+
+Io solo?!
+
+NENNELE.
+
+Vedi? Stamattina, mi ha tolto il governo della casa, per darlo a
+mammà! Mi fa sorridere, pensare che ti racconto.... Sono tanto lontana
+da questo. Me lo ha tolto.... e non glie ne faccio rimprovero, ma poi,
+subito è venuto quasi a scusarsi, e a dirmi piano che sorvegliassi
+ancora!... Eh! Eh! Eh!
+
+MASSIMO.
+
+Come sei orgogliosa!
+
+NENNELE.
+
+O no. Lo mettevo tanto su in alto. Di lui ogni piccola ombra mi
+ferisce più che le colpe degli altri. So quello che guadagna.... da
+principio siamo andati giusti giusti ma poi da un mese spendiamo molto
+di più.... e glie l'ho detto.... e ne ha riso. Miserie, miserie mie
+pensarle e dirle, ma per lui si sgretola l'intonaco, per gli altri
+cadono i grossi massi. Lo sfacelo.
+
+MASSIMO.
+
+Vuoi essere mia moglie, Irene?
+
+NENNELE.
+
+Non accetto elemosine.
+
+MASSIMO.
+
+Non vuoi?
+
+NENNELE.
+
+No.
+
+MASSIMO.
+
+Non puoi volermi bene?
+
+NENNELE.
+
+Non è questo. Non credo che tu me ne voglia.... di quello. Non credo
+che tu sia disceso mai dentro l'anima mia.
+
+MASSIMO.
+
+Oh, fino in fondo.
+
+NENNELE.
+
+Sì?
+
+MASSIMO.
+
+Cos'è che ti ride così nel fondo della pupilla?
+
+NENNELE.
+
+Trovi che ride?--Ti ringrazio però, sai, Massimo.
+
+ Lunga pausa.
+
+Stassera torni a Chamonix?
+
+MASSIMO.
+
+Per forza. Ho tanto da fare. Perchè me lo domandi?
+
+NENNELE.
+
+Per nulla. Così.
+
+MASSIMO va verso l'uscita.
+
+NENNELE.
+
+Mi lasci?
+
+MASSIMO.
+
+Sì. Ho bisogno di scendere e di camminare.
+
+NENNELE.
+
+Vuoi che scenda con te?
+
+MASSIMO.
+
+No. Ho bisogno di essere solo.
+
+NENNELE.
+
+Vai via offeso?
+
+MASSIMO.
+
+No. Passeggio lì sotto.
+
+ Esce.
+
+NENNELE tristamente.
+
+Non ha capito.
+
+_Cala la tela._
+
+
+
+
+ATTO QUARTO.
+
+La stessa scena.
+
+
+
+SCENA UNICA.
+
+ È notte di luna. Ma questa non entra nella stanza perchè ci
+ sono le persiane chiuse. Lampada accesa con coprilume verde
+ sulla tavola di mezzo dove GIOVANNI sta scrivendo. NENNELE
+ entra con cautela dalla sua camera.
+
+GIOVANNI.
+
+Eh?!
+
+ Si volta verso l'uscio di Nennele e sta in ascolto.
+
+NENNELE dritta rasente il muro è rimasta immobile.
+
+GIOVANNI.
+
+Oh.
+
+ Scuote le spalle e riprende il lavoro.
+
+NENNELE passa in punta di piedi quanto può più lontano da suo padre,
+ avviata all'uscita. Giunta sull'uscio si volta e manda un
+ bacio a Giovanni. Fa per aprire. Il saliscendi cigola.
+
+GIOVANNI.
+
+Ma chi è?
+
+ S'alza.
+
+Chi è?
+
+ Leva il coprilume.
+
+NENNELE ha aperto ed è già scivolata di là.
+
+GIOVANNI.
+
+Nennele.
+
+ L'insegue, la raggiunge, la riconduce.
+
+Che vuol dire? Che vuol dire? Dove andavi?
+
+NENNELE ha uno scialle oscuro in testa, è agitata.
+
+Non potevo dormire.... Volevo scendere all'aria....
+
+GIOVANNI.
+
+Non ti senti bene?
+
+NENNELE.
+
+Benissimo, sì.... Il caldo.... Non so. Avevo bisogno d'aria.
+
+GIOVANNI.
+
+Che hai? Che hai?
+
+NENNELE.
+
+Non so.... Avevo bisogno d'aria. Lasciami andare.
+
+GIOVANNI.
+
+Qui, qui.
+
+ La conduce presso la grande finestra. Spalanca le
+ persiane. Chiaro di luna nella stanza.
+
+Siedi lì. Qui dell'aria ne hai quanto vuoi.... e fresca. Non senti
+freddo?
+
+NENNELE.
+
+No.
+
+GIOVANNI.
+
+Vuoi un po' di cognac?
+
+ Le mette una mano sulla fronte, ai polsi.
+
+Hai i polsi che ti battono. Non ti senti bene? Vuoi una tazza di
+camomilla? Chiamo mammà? Chiamo Marta?
+
+NENNELE.
+
+No, non chiamare nessuno. Non ho bisogno di nulla. Sto bene.
+
+GIOVANNI.
+
+Tremi tutta.... tremi tutta....
+
+NENNELE.
+
+Sto bene, ti dico.... Soffocavo in camera mia.
+
+ È presa da un pianto convulso, gli getta le braccia al collo.
+
+Oh papà!
+
+GIOVANNI.
+
+Che c'è? Che c'è? Mi fai paura.... Nennele! Su, Nennele.
+
+NENNELE fra le lacrime.
+
+Lasciami....
+
+GIOVANNI.
+
+Piangi, piangi, sì piangi, amore mio. Piangi, che ti farà bene. Mi
+dirai poi....
+
+NENNELE si calma, e guarda intorno un po' smarrita.
+
+GIOVANNI.
+
+Ti passa un po'? È nervoso. Stai lì quieta. Ti eri già messa
+in letto?
+
+NENNELE.
+
+No. Sono stata un gran pezzo alla finestra di là.
+
+GIOVANNI.
+
+Stasera eri così tranquilla. A pranzo hai mangiato. Discorrevi. Quando
+Massimo stava per andarsene, hai celiato sulla gita che faremo
+domenica a Chamonix. Hai parlato a mammà con tanta dolcezza. Ne ero
+così contento! Non ti sentivi nulla allora....
+
+NENNELE.
+
+Nulla.
+
+GIOVANNI.
+
+Ti rincresceva che non c'era Tommy a pranzo eh? Ma ho piacere che si
+dia un po' di svago. Tu sai chi siano gli amici che l'hanno invitato?
+
+NENNELE.
+
+No.
+
+GIOVANNI.
+
+Degli amici, di Milano mi ha detto Mammà.
+
+NENNELE.
+
+Sarà.
+
+GIOVANNI.
+
+Non è rientrato ancora?
+
+NENNELE.
+
+No.
+
+GIOVANNI.
+
+È una così bella notte.
+
+NENNELE sempre un po' trasognata.
+
+Stavo alla finestra.... Lo aspettavo....
+
+GIOVANNI.
+
+Lo aspettavi?! Volevi parlargli?
+
+NENNELE.
+
+No.... Aspettavo che rientrasse.... Temevo d'incontrarlo.
+
+GIOVANNI.
+
+Incontrarlo?
+
+NENNELE.
+
+Uhm....
+
+ Fa una scossa del capo, come chi s'accorge d'aver detto una
+ cosa insana.
+
+Non è questo che volevo dire.
+
+GIOVANNI.
+
+Hai ancora la testa un po' annebbiata.
+
+NENNELE.
+
+Forse.
+
+GIOVANNI.
+
+Sai cos'è? È il temporale dell'altra notte. Ha lasciato un'afa ieri
+tutto il giorno. Anch'io me la sentivo nell'ossa.--Quando mi hai dato
+la buona notte, allora sì, mi è parso di vederti degli occhi
+straordinari. Così lucenti!
+
+NENNELE.
+
+Ora sono rimessa. Rientro in camera mia.
+
+GIOVANNI.
+
+Ti accompagno.
+
+NENNELE pronta.
+
+No.
+
+GIOVANNI sorridendo.
+
+Oh! Oh! Si dice un no a quel modo? A tuo padre? Guarda che tono,
+madamigella! No! E io dico di sì. Andiamo.
+
+NENNELE.
+
+Stiamo qui allora.
+
+GIOVANNI.
+
+Che ci sarà in camera tua che non posso vedere? Chissà quali grossi
+misteri! I nervi sono capricciosi. Vuoi allungarti?
+
+ Le accosta un seggiolone.
+
+Metti i piedi qui. Così. E stattene quieta. Non hai voglia di parlare
+eh! Ci terremo compagnia.
+
+ Va alla tavola e si mette per scrivere.
+
+NENNELE dopo una pausa.
+
+Che fai?
+
+GIOVANNI.
+
+Ho da finire un lavoro.
+
+NENNELE.
+
+Anche la notte?
+
+GIOVANNI.
+
+Bisogna.
+
+ Silenzio.
+
+Nennele....
+
+NENNELE.
+
+Papà.
+
+GIOVANNI.
+
+Quando passavi dianzi, per uscire.... che ho domandato: Chi è?
+perchè non hai risposto?
+
+NENNELE.
+
+Non ho sentito.
+
+ Silenzio.
+
+Però fai male a vegliare la notte. Ti dà troppo lavoro Massimo.
+
+GIOVANNI.
+
+No.
+
+NENNELE.
+
+Oh glie lo dirò!
+
+GIOVANNI.
+
+Non lavoro mica per Massimo.
+
+NENNELE.
+
+Come?
+
+GIOVANNI.
+
+Mi hai colto a tradimento, bisogna confessare. È un lavoro in di più
+che ho preso. Vedevo che lo stipendio non basta.... Ho trovato della
+brava gente....
+
+NENNELE.
+
+Oh!
+
+GIOVANNI.
+
+Ma.... Poca cosa.
+
+NENNELE.
+
+Da quando?
+
+GIOVANNI.
+
+Un mese e mezzo. Non tutte le notti sai. E adesso ho finito, stanotte
+è l'ultima. Non ho più che da ricopiare la relazione.... Per questo mi
+son messo qui.... Le altre notti stavo di sotto, nello studio.
+
+NENNELE s'alza e viene verso suo padre con le mani giunte.
+
+GIOVANNI.
+
+Che hai?
+
+NENNELE.
+
+Perdonami, papà.
+
+GIOVANNI.
+
+Di che? Cos'è che ti devo perdonare?
+
+ Ridendo.
+
+Queste poche fatiche?
+
+NENNELE.
+
+Non è questo. Perdonami.
+
+GIOVANNI.
+
+Che occhi mi fai? Gli occhi di stassera quando m'hai salutato. Vieni
+qui. Cos'è che ti devo perdonare? Che mi hai fatto? Tu. Dove andavi?
+Perchè non hai risposto quando t'ho chiamata? Hai sentito.... Due
+volte ho chiamato. Dove andavi? parla. Temevi di incontrare Tommy,
+hai detto? Cos'è che non posso vedere in camera tua? Ah!
+
+ S'alza.
+
+NENNELE.
+
+No, no....
+
+GIOVANNI.
+
+Resta lì. E non ti muovere, sai?
+
+ Prende la lampada, va a chiudere a chiave la porta comune e
+ poi va precipitoso, in camera di Nennele.
+
+NENNELE rimane rigida presso la tavola.
+
+GIOVANNI torna con una lettera in mano.
+
+Una lettera per me.
+
+ Depone la lampada.
+
+NENNELE.
+
+Non leggere, papà.
+
+GIOVANNI.
+
+Non c'è bisogno.
+
+ Getta la lettera sulla tavola.
+
+Non sei una vagabonda, non fuggivi per andartene via per il
+mondo. Fuggivi.... per....
+
+ Lunga pausa.
+
+Tu facevi questa cosa! Tu, Nennele! Hai potuto concepire, hai potuto
+accogliere questa idea mostruosa. Hai traversato questa stanza, mi hai
+veduto, saresti uscita di questa casa, dove ci sono io, e saresti....
+E domani io sarei andato per il mondo, urlando come un pazzo, alla
+cerca della mia figliuola, o stanotte stessa t'avrebbero portata
+qui.... m'avrebbero chiamato.... t'avrei vista.... là.... senza
+vita.... la mia Nennele.... la mia Nennele!...
+
+ Lunga pausa.
+
+Perchè? Perchè neh...? Perchè? Cos'è successo? Devo sapere.... devo
+sapere cos'è successo.... Morire, ah! Che ti ho fatto.... io...? Che
+ti hanno fatto gli altri? Cos'è che ignoro ancora della mia casa?
+
+NENNELE.
+
+Ero pazza.... ero pazza.... non domandare.... ero pazza.
+
+GIOVANNI.
+
+Dimmi cos'è che ignoro? Dimmelo. Te lo comando. Tommy?
+
+NENNELE.
+
+Anche. Tommy è perduto. Sposa una cattiva donna. Deve! Massimo ti
+spiegherà. Io non so. L'ho saputo oggi.
+
+GIOVANNI.
+
+Dov'è?
+
+NENNELE.
+
+Là, credo.... non so.... non so.... So che è perduto senza rimedio.
+
+GIOVANNI rimane accasciato.
+
+NENNELE.
+
+E io ti lasciavo quando avevi più bisogno di aiuto e di conforto,
+quando eri più solo: e non pensavo a te, e tu pensavi sempre a noi, e
+vivevi per noi.
+
+GIOVANNI perseguendo un'idea.
+
+Si disperdono. Se ne vanno, se ne vanno.
+
+NENNELE.
+
+E pensavo male di te, e ti giudicavo male. Sta qui colla mente. Sta
+qui con me, dammi retta, sentimi, bisogna che mi confessi, bisogna che
+tu sappia quello che pensavo di te. Il male che mi veniva dagli altri
+era più grosso e più violento, ma quello che pensavo di te, mi mordeva
+nel punto più profondo e più delicato dell'anima. Non mi pareva che tu
+facessi abbastanza per noi. Capisci? Capisci? Non senti nulla di
+quello che ti dico?!
+
+GIOVANNI.
+
+Sì, cara. Sento. Avevi ragione. Non ho fatto abbastanza per voi.
+
+NENNELE.
+
+Oh!
+
+GIOVANNI.
+
+Non qui, non ora. Qui non potevo fare altro, nè di più. E vedevo, sai,
+venire le cose. Oh, quante volte! Ma non potevo fare di più. A Milano
+sì. Quando eravate piccoli. Mi pareva che arricchirvi dovesse bastare.
+
+NENNELE.
+
+Se tu sapessi come ti vedo su in alto davanti a me! Che riposo, che
+sicurezza mi dà il sentire quella tua protezione vigilante. Perchè non
+si parla mai di queste cose? Perchè non ci diciamo mai tutto? Nessuno
+dice mai tutto di sè. Fa così bene spalancare l'animo fino al
+fondo. Nessun dolore, nessuna gioia, potranno mai vincere la dolcezza
+che provo in questo momento, con te, vicino a te, conoscendo ed
+adorando. Mi perdoni?
+
+GIOVANNI.
+
+Cara. Ti perdono e ti benedico.
+
+ Tiene la sua testa abbracciata sul petto, poi la bacia in
+ fronte. La lascia andare. Passeggia. Va alla finestra.
+ Guarda fuori.
+
+Che bella notte! Vieni qui. Non hai freddo?
+
+NENNELE.
+
+No.
+
+GIOVANNI.
+
+Hai detto un no, come lo dicevi da bambina, lungo lungo, con tante
+vocali. Nooo. Sei poco mutata! Ti rivedo ancora colla faccia....
+
+ Si interrompe per guardar fuori fisso. Poi ripiglia.
+
+colla faccia d'allora. Sei dimagrata. Eri tanto bella!
+
+NENNELE.
+
+Non si dice questo!
+
+GIOVANNI.
+
+Tutti si voltavano per....
+
+ Torna a guardare.
+
+NENNELE.
+
+Ma che hai? È la seconda volta che ti interrompi. Che guardi?
+
+GIOVANNI.
+
+M'era parso di vedere un uomo là sotto gli alberi. Mi sarò ingannato.
+Tra la luna e le frasche.
+
+NENNELE.
+
+C'è. C'è qualcuno.
+
+GIOVANNI.
+
+Lo vedi?
+
+NENNELE.
+
+Ora sta fermo. È nell'ombra. No.
+
+ Guarda ancora, malinconica.
+
+No, no.
+
+GIOVANNI.
+
+Lo dici con tristezza. Ti rincresce che non ci sia nessuno? Chi
+credevi?
+
+NENNELE.
+
+Ma pensa! Chi vuoi?...
+
+GIOVANNI.
+
+Tommy, credevi?
+
+NENNELE.
+
+No. Nessuno.
+
+GIOVANNI.
+
+Tu non avrai più i cattivi pensieri?
+
+NENNELE.
+
+Oh, no. Mai.
+
+GIOVANNI.
+
+Non penserai più a lasciarmi? Lasciarmi dovrai pure un giorno.
+Bisogna sperarlo. Avevo sperato....
+
+NENNELE lo afferra per un braccio.
+
+C'è. Eccolo. S'è avvicinato all'ombra della siepe.... per sentirci.
+Lo vedi?
+
+GIOVANNI.
+
+Dove?
+
+NENNELE.
+
+Là dietro il cespuglio. Guarda l'ombra che ne getta la luna. Vedi?
+
+ Con esaltazione gioconda.
+
+È rimasto. Vegliava. È rimasto per me, ha capito.
+
+GIOVANNI.
+
+Che dici? Chi è?
+
+NENNELE.
+
+Vuoi che lo chiami? Massimo! vieni.
+
+
+_Cala la tela._
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Come le foglie, by Giuseppe Giacosa
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK COME LE FOGLIE ***
+
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+
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+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
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+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card donations.
+To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
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