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diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes new file mode 100644 index 0000000..6833f05 --- /dev/null +++ b/.gitattributes @@ -0,0 +1,3 @@ +* text=auto +*.txt text +*.md text diff --git a/17876-8.txt b/17876-8.txt new file mode 100644 index 0000000..7fe8b95 --- /dev/null +++ b/17876-8.txt @@ -0,0 +1,7540 @@ +The Project Gutenberg EBook of Come le foglie, by Giuseppe Giacosa + +This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with +almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or +re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included +with this eBook or online at www.gutenberg.org + + +Title: Come le foglie + +Author: Giuseppe Giacosa + +Release Date: February 27, 2006 [EBook #17876] + +Language: Italian + +Character set encoding: ISO-8859-1 + +*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK COME LE FOGLIE *** + + + + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net + + + + + + + GIUSEPPE GIACOSA + + + Come le Foglie + + COMMEDIA IN QUATTRO ATTI + + + MILANO + FRATELLI TREVES, EDITORI + + 15.^o migliaio. + + + + ------ + + + COME LE FOGLIE. + + + ------ + + + _Questa commedia fu rappresentata la prima + volta a Milano dalla Compagnia Tina Di Lorenzo-Flavio + Andò al teatro Manzoni la sera + del 31 gennaio 1900._ + + + + + + PROPRIETÀ LETTERARIA + + I diritti di riproduzione e di traduzione sono riservati + per tutti i paesi, compresi la Svezia, la Norvegia e l'Olanda. + + Per ottenere il diritto di rappresentazione, rivolgersi + esclusivamente alla SOCIETÀ ITALIANA DEGLI AUTORI + (Milano, Corso Venezia, 4). + + + ------ + + + GIUSEPPE GIACOSA + + + Come le Foglie + + COMMEDIA IN QUATTRO ATTI + + + MILANO + FRATELLI TREVES, EDITORI + + 15.^o migliaio + + + + + + Tip. Fratelli Treves.--1910. + + + + + + + ALL'AMICO + + EUGENIO TORELLI-VIOLLER + + CHE MI FU FEDELE NEI MOMENTI GRAVI + + _Giuseppe Giacosa._ + + + +PERSONAGGI. + + + +GIOVANNI ROSANI, 56 anni. + +GIULIA, sua seconda moglie, 34 anni. + +TOMMY, 27 anni | + | suoi figli di primo letto. +NENNELE, 22 anni | + +MASSIMO ROSANI, suo nipote, 34 anni. + +LA SIGNORA LAURI. + +LA SIGNORA IRENE. + +LA SIGNORA LABLANCHE. + +HELMER STRILE, pittore. + +UN ALTRO PITTORE. + +UN SIGNORE. + +ANDREA | + | domestici. +GASPARE | + +LUCIA, vecchia cameriera. + +MARTA, cuoca. + +UN GROOM. + +FACCHINI. + + + + +ATTO PRIMO. + + Un salone fastoso aperto (per un'arcata che si può chiudere + con imposte scorrenti e rientranti nei muri) verso una + fastosissima sala da pranzo. Questa è tappezzata di cuoio a + fondo scuro con grandi fiorami dorati, ed ha mobili di noce + scolpiti. Il salone ha un soffitto a cassettoni a borchie + dorate e le pareti coperte di arazzi. La gran tavola della + sala da pranzo è ingombra di sacche da viaggio, porta + scialli, porta ombrelli, ecc. Nel salone, mobilio inglese + delicatissimo. Nessun sopramobile. Si capisce che la casa + sta per essere abbandonata. A destra due porte: la prima + mette nella camera di Giovanni, la seconda in quella di + Tommy. A sinistra, alla seconda quinta, la porta + comune. Alla prima quinta porta che mette nella camera di + Giulia. La sala da pranzo ha una sola porta in un angolo, a + destra dello spettatore. + + + +SCENA PRIMA. + + Al sorgere della tela, tre facchini, carichi di valigie, + vengono dalla sala da pranzo ed escono per la Comune. Si + vede nella sala da pranzo LUCIA che viene e va, portando + robe che depone sulla tavola. NENNELE nel salone, ritta + presso una _consolle_ sta registrando su di un foglio + volante il numero dei colli. Si ode di quando in quando uno + scampanellìo rabbioso ed impaziente. + +NENNELE ai facchini. + +Quante sono? + +UN FACCHINO. + +Sei dabbasso e qui tre. Nove. + + Via. + +NENNELE. + +Lucia. + +LUCIA. + +Signorina. + +NENNELE. + +Quante valigie restano? + +LUCIA. + +Tre della signora e due del signorino. + +NENNELE. + +Sono pronte? + +LUCIA. + +Ho chiuso adesso l'ultima della signora. Quelle del signorino non +saprei. + +NENNELE. + +Quando verrà la zia Irene bisognerà chiamar subito il papà. + +LUCIA. + +Sissignora. + +NENNELE. + +Dov'è papà? + +LUCIA. + +Non lo so. È tutta la mattina che è in giro per la casa. Va, viene, +non può star fermo. Sono entrata in camera sua un'ora fa per portargli +la posta e stava ritto davanti la specchiera tamburellando colle dita +sul cristallo. Poi è sceso in scuderia. Poi è ripassato di qui. Lei +non l'ha veduto? + +NENNELE. + +Sì sì. Appena levata sono andata a salutarlo. + +LUCIA. + +Pensi che alle cinque aveva già chiuso la valigia. E ha aiutato lui +Andrea a scenderla. Sapeva bene che dovevano venire i facchini. Ho +voluto prendere il suo posto, ma non ci fu verso. Mi ha detto: Lascia +fare che mi diverte. + + Pausa, poi quasi piangendo: + +Ah signorina Nennele. Pensare che fra un'ora!... + +NENNELE. + +Zitta zitta. + + Suono insistente di campanello. + +Ma chi suona così? + +LUCIA. + +Dev'essere il signorino. + + + +SCENA SECONDA. + + TOMMY e detti. + +TOMMY sull'uscio della sua camera ha i calzoni corti (knickerbockers) + e le calze di lana fino al ginocchio, all'alpinista. È in + manica di camicia. + +Gaspare. Dov'è Gaspare? + +LUCIA. + +È in cortile per il carico. + +TOMMY. + +È mezz'ora che lo chiamo. Digli che salga a finire di vestirmi. + +NENNELE. + +Lo ha mandato il papà. Non puoi vestirti da te? + +TOMMY. + +Sì, colla fretta. A queste ore! + +NENNELE. + +Sono le nove e mezza. Io mi sono vestita da me alle sei. + +TOMMY. + +Complimenti. + + A Lucia. + +Bene. Lascia stare. + +LA VOCE DI GIULIA dalla sua camera. + +Lucia. + +LUCIA. + +Comandi. + + Entra in camera di Giulia. + +NENNELE. + +Sono leste le tue robe? + +TOMMY. + +Sì, esempio di virtù. La valigia grande è lesta. Gaspare stava per +chiudere la piccola quando l'hanno chiamato. Ho provato a chiuderla da +me, ma sforza. Il _tub_ non ci vuole entrare. + +NENNELE. + +Lascialo. Tanto! + +TOMMY. + +Brava, non farò il bagno in Svizzera! Poveri, ma puliti. + + Sta annodandosi la cravatta. + +NENNELE. + +A me. + + Glie la annoda. + +Oh Tommy. D'ora in avanti domestico e cameriera, eccola qui. + +TOMMY. + +Di' la verità, che ti diverte il genere. + +NENNELE. + +No, ma non ne muoio dal dolore. + +TOMMY. + +E hai ragione. Queste sono le risoluzioni eroiche del primo momento. +Vedrai. Si prova.... ma poi! Quando saremo all'estero! + +LUCIA dalla camera di Giulia s'avvia verso la comune. + +NENNELE. + +Scendi? + +LUCIA. + +Vado a portare questi biglietti della signora. + +NENNELE. + +Alla posta? + +LUCIA. + +No. Al recapito. + +NENNELE. + +Adesso? + +LUCIA. + +Mi ha detto di prendere una carrozza. + +NENNELE. + +Vai vai. + + Via Lucia. + +TOMMY. + +I saluti della staffa. + + Dà una moneta a Nennele. + +A lei. + +NENNELE. + +Cos'è? Un marengo?! + +TOMMY. + +Ti do la mancia. Tienilo. Te lo regalo. + +NENNELE. + +E tu? + +TOMMY. + +Eh! eh! + + Come a dire che ne ha molti. + +NENNELE. + +Grazie allora. Vatti a vestire presto. + + Tommy s'avvia. + +Senti. E poi torna qui che discorriamo un po' tu ed io. + +TOMMY. + +Ho da fare l'involto degli scialli. + +NENNELE. + +Porta qui che ti aiuto. Vuoi? + +TOMMY. + +Ma sì, ma sì. + + Rientra in camera. Tornano i facchini scarichi. + +NENNELE ai facchini. + +Di qua. + + Bussa all'uscio di Giulia. + +VOCE DI GIULIA. + +Chi è? + +NENNELE. + +Possono entrare quegli uomini a prendere i bauli? + +VOCE DI GIULIA. + +Avanti, avanti. + + I facchini entrano. + + + +SCENA TERZA. + + ANDREA e detta. + +ANDREA senza livrea. Viene dal fondo della sala da pranzo con un mazzo + di chiavi. + +Queste sono le chiavi della nostra camera, della cucina e del tinello. + +NENNELE. + +Avete fatto voi il giro delle camere di servizio? Non c'è più nulla +dentro? + +ANDREA. + +Nulla che appartenga alla servitù. Ho chiuso io tutto quanto. + +NENNELE. + +Bravo. Le chiavi mettetele lì nella sala da pranzo nella credenza +grande. Nel cassetto a destra ce ne troverete dell'altre. C'è scritto +sul cartellino? + +ANDREA. + +Sì, signorina. Ho verificato io. Tutto è in ordine. + +NENNELE. + +Bravo. + +ANDREA. + +Mi comanda altro? + +NENNELE. + +No, andate pure. + + I facchini traversano coi bauli. + + + +SCENA QUARTA. + + NENNELE e TOMMY. + +TOMMY porta in un involto per scialli, un plaid, un soprabito chiaro. + +Là. + + Getta ogni cosa sul sofà. + +Aspetta. + + Torna in camera. + +NENNELE. + +Non troppa roba eh? + + +TOMMY dalla sua camera. + +Quello che occorre. + + Rientra in scena con altra roba, fra cui due racchette del + Tennis. + +Ecco tutto. Che vuoi? + +NENNELE. + +Nulla. Ho bisogno di stare un momento con una persona che m'intenda. +Ecco. Col papà devo mostrarmi allegra. Mammà non è nostra madre! Sono +qui da tre ore a dare delle disposizioni che mi sembrano mortuarie. Mi +pare di seppellire la nostra casa. E poi! E poi!... + +TOMMY. + +Come ti lasci abbattere! + +NENNELE. + +Oh. Abbattere! Ci vuol altro. Rattristare sì. Tanto tanto. Ho lasciato +la mia camera per non entrarci mai più. Ho chiuso le finestre, ho +sbarrato le imposte così buio che non sapevo più venir via. Ho avuto +come un senso di paura nell'uscirne. Mi pareva di vedermi morta sul +letto. C'era morta tutta la mia gioventù, il fiore della vita. + +TOMMY accende una sigaretta. + +Povera Nennele. + +NENNELE. + +C'entreranno degli altri, sarà d'altri.... i muri, i mobili, le +stoffe. Sai cosa ho scritto sul muro nel vano della finestra? Ho +scritto: Chiunque tu sia che occuperai questa camera, sii +maledetta. Nennele. + +TOMMY. + +Non si troverà più a vendere la casa adesso! + +NENNELE. + +Come? Credi?... + + Apre il portascialli e lo stende sulla tavola. + + +TOMMY ridendo. + +No, no, no. Vivi tranquilla. Vorrei entrarci io in una camera stregata +da te. Povera Ninnì, Nenné, Nennele! Così giovane e tanto vendicativa! +Vedi? Non bisogna mettere amore alle cose terrene! + +NENNELE. + +Oh non mi spaventa mica la povertà, sai. + +TOMMY. + +Però! + +NENNELE. + +No, no. Guarda, l'ho già detto al papà. + + Piega il soprabito. + +Io darò delle lezioni d'inglese. A Ginevra si deve trovare. + +TOMMY. + +Altro! No, no, no. Le maniche piegate in dentro. + + Piega le maniche. + +Là. E io darò delle lezioni di Tennis. Su le falde adesso.... + +NENNELE. + +Così? + +TOMMY. + +Sì. Guai a te se mi gualcisci quel pastrano. È un modello di Londra. +E mammà dipingerà all'acquerello il lago ed il Castello di Chillon. +Vendita sicura. + +NENNELE. + +Ha fatto ieri la provvista dei colori. + +TOMMY. + +Bene spesi! + +NENNELE. + +È venuto stamattina il negoziante a cercare i quattrini. + +TOMMY. + +Non aveva pagato? + +NENNELE. + +No. Ma lui l'ha saputo che si partiva.... lo sanno tutti, ed è +piombato qui con un tono! oh! + +TOMMY. + +E mammà? + +NENNELE. + +Era chiusa in camera. Ho dovuto parlarle attraverso l'uscio. Ha +risposto che avrebbe mandato prima di partire. L'altro strepitava. Ho +pagato io ottanta lire. + +TOMMY. + +Tu? + +NENNELE. + +E ho dato altre ottanta lire alla guantaia e sessanta al profumiere, +tutte provviste fatte di questi giorni. Ora mi restano poche lire, +oltre il tuo marengo. Se ne vengono degli altri bisognerà bene +mandarli al papà. + +TOMMY. + +Ma sì. Però hai fatto bene. Il papà dev'essere a corto di quattrini in +questo momento. + +NENNELE. + +S'era tanto raccomandato che gli consegnassimo per tempo tutti i +conti, chè non voleva lasciare strascichi. + +TOMMY. + +Ma sicuro. I piccoli debiti bisogna pagarli. + +NENNELE. + +Piccoli e grossi. + +TOMMY. + +S'intende. Voglio dire che i piccoli hanno la voce più stridula. + +NENNELE. + +È vero. Quella gente mi squadrava con tanta diffidenza! Guardava +questi mobili, questo lusso con un'aria così ironica! Non ci credono +mica, sai, alla rovina! + +TOMMY. + +No eh? + +NENNELE. + + prende in mano l'astuccio delle racchette. + +Le racchette porti? + +TOMMY. + +To'. + +NENNELE. + +Per farne che? + +TOMMY. + +Ma non lo sai che Ginevra è un campo delle mie glorie! Sono socio +onorario dell'Elvetic Club. Ci ho vinto la gara internazionale del +Tennis, due anni fa. + +NENNELE. + +Altri tempi! + + Sta per mettere l'astuccio nell'involto. + +TOMMY. + +Che c'è di mutato? Siamo meno ricchi. Cosa fai? + +NENNELE. + +Metto le racchette. + +TOMMY. + +Fuori vanno. Sotto le cinghie, che si vedano. + +NENNELE. + +Dunque nemmeno tu non ci credi alla rovina. + +TOMMY. + +Questione d'intendersi. + +NENNELE. + +Quel negoziante di colori, diceva che i milioni sono impegolati, che a +chi li ha avuti per le mani ne resta sempre attaccato alle dita. E lo +diceva per offenderci. + +TOMMY. + +Che male ci sarebbe? + +NENNELE. + +Allora questa povertà sarebbe finta. Se non ci fosse male, perchè +fingere? + +TOMMY. + +Insomma tu immagini proprio la miseria nera, la soffitta, il giaciglio +e le dame visitatrici in toelette di carità che verranno a portarci la +coperta di lana per tutta la famiglia. + +NENNELE. + +Ieri Lucia ha supplicato il papà che la conducesse con noi..., che ci +veniva senza salario. Il papà l'ha ringraziata colle lacrime agli +occhi, ho visto io, e le ha risposto che i suoi mezzi non gli +permettevano di tenerla in casa. + +TOMMY. + +Sono di quelle cose! + +NENNELE. + +È una finzione!? + +TOMMY. + +Cosa vuoi che ti dica! Non bisogna mettere il senso della vita che +abbiamo noi, venuti su fra cose delicate, e nella contemplazione della +bellezza, con quello di un uomo che per quarant'anni ha sempre +lavorato dalla mattina alla sera. I nostri sentimenti hanno +l'elevazione delle cose inutili. Noi rappresentiamo una umanità +superiore. La realtà non la facciamo nè tu nè io. + +NENNELE. + +Tu però sei disposto ad accettarne i benefici. + +TOMMY. + +Prendo quello che trovo. + +NENNELE. + +Mi faresti desiderare la miseria. + +TOMMY. + +Sono gusti. Del resto, ti giuro che non so nulla. + +NENNELE. + +Ebbene, non pensar male. + +TOMMY. + +Vuoi che non pensi male?--È fatto. Non penso male. + +NENNELE. + +Non si può parlare sul serio con te. Aiutami a serrare le cinghie. + +TOMMY. + +Povera Lucia eh? senza salario veniva! + +NENNELE. + +È la sola a cui oso ancora dare di tu. I domestici mi fanno soggezione +vestiti come l'altra gente. + +TOMMY. + +Oh, a me no. Gaspare m'è entrato in camera stamattina vestito di un +tout-de-même, a scacchi, del mio spoglio dell'anno passato.... e colle +scarpe gialle. Eppure.... L'hai veduto? + +NENNELE. + +Non ci ho badato. + +TOMMY. + +Pareva un gentleman. Sbarbato com'è.... + +NENNELE. + +Non gli manca nulla. + +TOMMY. + +Certo ha l'aria più distinta di nostro cugino +Massimo.... soprannominato il Salvatore. + +NENNELE. + +Ci vuol poco. + +TOMMY. + +Pensare che laggiù l'avremo sempre fra i piedi! + +NENNELE. + +Peggio. Ci avrà lui fra i piedi. + +TOMMY. + +È così ben calzato! Ti ricordi quegli stivaletti mirobolanti? + +NENNELE. + +E il gilet? Credeva di far colpo, sai. + +TOMMY. + +E spregiudicato. + +NENNELE. + +E risoluto. + +TOMMY. + +E intraprendente. + +NENNELE. + +E soddisfatto. + +TOMMY. + +E vorrà sposarti. + +NENNELE. + +E lo manderemo a spasso. + +TOMMY. + +Offrire a suo zio dugento e cinquanta lire il mese di stipendio! + +NENNELE. + +Io non so capire come il papà abbia accettato. + +TOMMY. + +Ma ci sarò io là. + +NENNELE. + +Oh Tommy. Fortuna che ci sei tu. Ero nera nera e mi hai tutta +rasserenata. + +TOMMY. + +Lascia fare, lascia fare! + +GASPARE, appare dalla comune vestito di un tout-de-même a scacchi. + +NENNELE. + +Ecco Gaspare. + +TOMMY. + +Beato chi lo vede! + +GASPARE. + +Ero in cortile. + +TOMMY, a Nennele. + +Guardalo, se non pare un signore. + +GASPARE. + +Ha ordini a darmi? + +TOMMY. + +Ma, se non sbaglio, c'era ancora il _tub_ da fare entrare nella mia +cesta. + +GASPARE. + +Vado subito. + +TOMMY. + +Se vuole avere la compiacenza! + +GASPARE, entra in camera di Tommy. Questi lo segue. + +NENNELE a Tommy che segue Gaspare. + +Tommy. Te la sei cavata coll'aria canzonatoria, ma del tu non glie lo +hai dato. + +TOMMY. + +Temevo che me lo rendesse. + + Via. + + + +SCENA QUINTA. + + NENNELE, ANDREA, poi la signora LABLANCHE colla piccola, + poi GIULIA. + +ANDREA. + +Signorina. C'è la signora Lablanche. + +NENNELE. + +La sarta? Cosa vuole? + +ANDREA. + +Domanda della signora. Ha con sè la piccola con una scatola. + +NENNELE. + +O Dio! Non le avete detto? + +ANDREA. + +Ho detto. Ma insiste. + +NENNELE. + +Guardate se il papà è in camera sua. + +ANDREA. + +Non c'è. L'ho visto or ora che stava discorrendo col +giardiniere. Lo chiamo? + +NENNELE. + +No no. Dov'è? + +ANDREA. + +Nella serra. + +NENNELE. + +Fate passare. + + Andrea obbedisce. Entra la signora LABLANCHE. La piccola + depone la scatola sopra una sedia presso l'uscio e sta in + fondo. + +NENNELE ad Andrea. + +Avvertite la signora. + + Andrea obbedisce, poi via. + +LABLANCHE. + +Buon giorno, signorina. + +NENNELE. + +Buon giorno. Mamma verrà subito. + + Va in sala da pranzo. + +GIULIA viene dalla sua camera in un bellissimo costume da viaggio. + +Ci trova di partenza, signora Lablanche. + +LABLANCHE. + +Me lo ha detto ieri sera la signora Altovini, Mi sono subito +affrettata di far terminare il suo vestito. Le mie ragazze hanno +lavorato tutta la notte. + +GIULIA. + +La ringrazio, ma non c'era premura. Stavo anzi scrivendole. Un lutto +improvviso.... + +LABLANCHE. + +Oh mi rincresce! + +GIULIA. + +E volevo pregarla se potesse disporre altrimenti di quel vestito. + +LABLANCHE. + +Se la signora me lo avesse detto due o tre giorni fa.... + +GIULIA. + +Ha ragione.... m'è passato di mente. Ma rimettendoci al bisogno.... +Ora non saprei nemmeno come portarlo via. Non l'aspettavo così presto. + +LABLANCHE. + +Già, ma siccome più tardi non l'avrei trovata.... + +GIULIA. + +Va bene, va bene. Me lo spedirà allora. + +LABLANCHE. + +Come comanda. + + Alla piccola. + +Va pure. + + La piccola si avvia lasciando la scatola. + +No, riprendi. + + La piccola esce colla scatola. + +GIULIA. + +Le manderò l'indirizzo. + +LABLANCHE. + +Ci sarebbe ancora quel piccolo conto. + +GIULIA. + +Me lo mandi insieme al vestito. + +LABLANCHE. + +Sono mortificata di dover insistere, ma non posso aspettare. + +NENNELE esce risoluta dal fondo della sala da pranzo. + +GIULIA. + +In questo momento.... + +LABLANCHE. + +Non è una gran somma. Mille trecento lire. + +GIULIA. + +Sul punto della partenza! Sono cose che non si fanno. È un conto di +tre mesi alla fine. E non le ho mai fatto perdere un centesimo. + +LABLANCHE. + +È vero, ma non vorrei cominciare adesso. La signora sa benissimo che +non parte per un viaggio di piacere nè per la campagna. Il signor +Rosani ha ottenuto un concordato da' suoi creditori. Se ne avessi +avuto notizia per tempo, mi sarei fatta viva. Ne fui avvertita ieri +sera. Sono commerciante, ho famiglia, devo curare i miei interessi. Se +lei crede che mi rivolga a suo marito.... + +GIULIA. + +No, no, no. + +LABLANCHE. + +Un po' di vergogna è presto passata. + +GIULIA. + +No no. + + S'avvia per la sua stanza, poi si ravvede e va alla porta di + Tommy. + +Tommy. Si può entrare? + +LA VOCE DI TOMMY. + +Un momento. Vengo subito. + +GIULIA alla Lablanche. + +Facciamo mille. Quell'abito se lo tiene. + +LABLANCHE. + +Mille e cento allora. + +GIULIA. + +Cento lire di rimessa? + +LABLANCHE. + +E ci rimetto! + +GIULIA. + +Le do mille lire. Non un soldo di più. + + + +SCENA SESTA. + + TOMMY e dette. + +TOMMY entra. + +GIULIA lo prende in disparte. + +Dammi 500 lire. So che le hai. È un conto che ho dimenticato di +consegnare a tuo padre. A dirglielo ora sarebbero lacrime. È un conto +di 1000 lire. Io ho le altre 500. + +TOMMY. + +Non hai di più? + +GIULIA. + +È grazia se ci arrivo. + +TOMMY incredulo e scherzoso. + +Mammà! + +GIULIA. + +Dove le devo pigliare? Non lasciarmi in imbarazzo. + +TOMMY. + +Giocare che ne hai da parte un mazzetto? + +GIULIA. + +No come è vero Dio. Sii buono, va. Dammele. + +TOMMY. + +Fuori le tue 500. + +GIULIA. + +Grazie. Vado a pigliarle. + + Entra correndo nella sua camera. + +TOMMY zufola a mezzo soffio dondolandosi sulle gambe, poi guarda la + signora Lablanche. + +Ben messa. + + Prende una sigaretta e l'accende. + +È lei che veste la Ricchetti? + +LABLANCHE. + +La cantante? Sissignore. + +TOMMY. + +I miei complimenti. Ieri sera aveva un amore di costumino floreale. + +LABLANCHE. + +In seta mauve.... + +TOMMY. + +Quello. + +LABLANCHE. + +È una così bella persona! + +TOMMY. + +Quaranta centimetri di vita. + +LABLANCHE. + +Lei l'aiuta a vestirsi. + +TOMMY. + +Io! S'inganna! Al contrario. + +GIULIA torna un po' imbarazzata con un biglietto da 1000 che vorrebbe + nascondere. A Tommy. + +Qua. + +TOMMY. + +Ah! Bisogna che tu mi renda. Non ho che biglietti da 1000. + +GIULIA contrariata. + +No! + +TOMMY. + +È così. E non mi fido della mia matrigna. A me il resto e sono qui. + +GIULIA imbarazzata. + +Gli è che.... non posso.... + +TOMMY ridendo. + +Anche tu?! Ah l'avarona! Hai una carta da 1000 anche tu? Come è vero +Dio! Ebbene paga coi tuoi adesso. Appena avrò spezzato ti darò la mia +parte. + +GIULIA. + +Parola? + +TOMMY. + +Parola da uomo. + +GIULIA alla signora Lablanche. + +A lei, signora Lablanche. + +LABLANCHE. + +Grazie. Dove posso scrivere la ricevuta? + +GIULIA guardando i mobili sguarniti. + +Non c'è più nulla qui. + +TOMMY. + +Là sulla consolle. + +LABLANCHE va a scrivere la ricevuta, poi la consegna a Giulia. + +Ecco signora. Ho fatto come lei ha voluto. + + + +SCENA SETTIMA. + + Detti. GIOVANNI dalla comune. + +GIOVANNI alla signora Lablanche. + +Le domando scusa se mi son fatto aspettare. Lei ha un conto per me? + +LABLANCHE. + +Ho firmato adesso la ricevuta. + +GIOVANNI. + +Ah. Va bene. + +LABLANCHE. + +Buon viaggio, signora. + +GIULIA. + +A rivederla. + + Via la signora Lablanche. + +GIOVANNI a Giulia. + +Ieri mi avevi domandato ottanta lire per comprare dei colori. Ti ho +supplicato di non far spese, ti ho detto che ho i danari contati! Hai +insistito, giurandomi di non avere un centesimo. Ero così umiliato! +Hai insistito tanto che te li ho dati. + +TOMMY fra sè. + +Guarda! + +GIOVANNI. + +A quanto ammonta quel conto? + +GIULIA. + +Oh poco.... + +GIOVANNI. + +Fai vedere. + +GIULIA. + +Ho pregato Tommy, ha fatto lui. Non osavo disturbarti per un'inezia. + +GIOVANNI. + +Fai vedere. + + Prende il conto e lo legge. A Tommy. + +Tu hai pagato mille lire? + +TOMMY. + +La metà, la metà. + +GIOVANNI. + +Sei ricco anche tu. + +TOMMY. + +Ho fatto male a pagare? + +GIOVANNI. + +Hai fatto benissimo.--I denari che ha mia moglie, li ha avuti da +me. Sono il frutto delle economie sulla casa, mi spiace di privamela, +ma in sostanza appartengono alla casa. Ma tu, da me non li hai +avuti. Sono due mesi che vedevo venire la rovina, la tua vita oziosa +mi disgustava da un pezzo, la mia borsa si era chiusa per te.... Sono +dunque tuoi. E ti rimborso. + +TOMMY. + +Oh papà! + +GIOVANNI. + +Voglio che tu li prenda. + + Mette un biglietto sulla tavola. + +E se ti fa senso pigliarli, saranno ben collocati. Serbali. Chi sa che +un giorno!... + +TOMMY. + +Ho avuto la vena al giuoco. Ho guadagnato dodici mila lire il mese +passato. + +GIOVANNI. + +Lo sapevo. Mentre io mi dibattevo nel terrore del fallimento, tu +passavi la notte nelle bische. + +TOMMY. + +Nelle bische! Al Club. + +GIOVANNI. + +Hai guadagnato otto mila lire in una notte. Ne fui informato la +mattina. Il giorno stesso che ho convocato i miei creditori. Ti ho +fatto venire nel mio studio, ti ho esposto lo stato delle cose +mie. Non volevo cominciare con dei rimproveri.... non volevo mostrarti +che sapevo. Aspettavo un tuo buon movimento! Non hai detto una +parola. Mi è caduto l'animo. Non sei avaro. Io so quello che pensi. + + Silenzio; poi cambiando tono, a tutti e due. + +Guardate che a momenti sarà qui Massimo. Dev'essere arrivato +stamattina, e farà viaggio con noi, ben inteso. So che non è nelle +vostre grazie, e nemmeno in quelle di Nennele. E si capisce. Ho già +detto a Nennele quello che le spetta e dico a voi che non ammetto +arie. + +TOMMY. + +Se io ho mai!... + +GIOVANNI. + +Massimo è parente vicinissimo, ed è la sola persona che mi sia venuto +in aiuto in questa burrasca. Non lo vedevo da molti anni, è sempre +vissuto in giro per il mondo, lavorando; non l'ho chiamato, e si è +fatto vivo da sè. Senza di lui, sia detto per tua norma, Tommy, non so +che sarebbe di noi. Altra cosa. Si passa per Modane, perchè le +ferrovie mi hanno dato, come ad antico consigliere, il viaggio +gratuito, e conviene quindi portarci quanto si può più in là colle +reti italiane. Per la stessa ragione da qui a Modane si viaggierà in +prima classe. Ma vi avverto che da Modane in poi basteranno le +seconde. + + A Tommy. + +Me ne dispiace per i tuoi knickerbockers, ma quel bel costume ne vedrà +dell'altre e si dovrà avvezzare. Si parte di casa fra mezz'ora. Prego +di essere puntuali. + +TOMMY. + +Hai detto tutto? Lo sai che mi hai parlato come ad un nemico? + +GIOVANNI. Con impeto prende la testa di Tommy fra le mani e lo bacia +in fronte.--Trattenendo un singhiozzo. + +Ti ho veduto crescere in questa casa. Non inteneriamoci. Ti serva, ti +serva. + + Scappa in camera sua, poi riappare. + +È venuta mia sorella? + +TOMMY. + +La zia Lucia? No. + +GIOVANNI. + +Quando viene, chiamatemi subito. + + + +SCENA OTTAVA. + + GIULIA, TOMMY, poi NENNELE, poi LUCIA. + +GIULIA. + +Bisogna compatirlo perchè ha la testa debole. Se dava retta ai miei +consigli non saremmo a queste. + +TOMMY. + +I tuoi consigli? + +GIULIA. + +M'intendo io. Volevo almeno risparmiargli questa spesa adesso. + +TOMMY. + +Oh! Tu glie l'avresti risparmiata adesso e poi. Se la signora +Lablanche non accorreva, di laggiù non li avrebbe più visti. + +GIULIA. + +Ne ha avuti tanti! Bada che c'è lì quel danaro. + +TOMMY. + +Sai bene che non è mio. Mi sono preso l'insaponata per farti piacere. + +GIULIA prende il biglietto. + +Vuol dire che non me lo dovrai più. Cosa credi? Li serbo per tutti +già. Li ritroverete al momento del bisogno. + +TOMMY. + +Ma sì. + +GIULIA. + +Dodici mila lire hai guadagnato? Mi avevi detto sei l'altro giorno. + +TOMMY. + +Di sei me ne hai cercate cinquecento. Se ti dicevo dodici me ne +cercavi mille. E poi n'è andata la maggior parte. Avevo anch'io +qualche conto da pagare. + +GIULIA. + +Vergogna! + +TOMMY. + +Vergogna aver pagato i debiti? + +GIULIA. + +Aver giocato. + +TOMMY. + +Volevo ben dire! Un po' di morale! + +NENNELE entra dal fondo della sala da pranzo. + +GIULIA. + +Vieni qui, vieni qui. Sei andata tu a chiamare il papà, eh? + +NENNELE. + +Sì. + +GIULIA. + +Bella cosa! Mi stai spiando. + +TOMMY interponendosi. A Nennele. + +Non rispondere. + +LUCIA entra dalla comune con un biglietto che consegna a Giulia. + +GIULIA lo prende, l'apre e lo legge con premura. + +TOMMY durante le azioni sopradette. A Nennele. + +E non pensare che ci sono io per te? Sarò un cattivo soggetto, ma.... + +NENNELE. + +Perchè dici così? + +TOMMY. + +Perchè è vero. + +GIULIA a Lucia. + +Hai consegnato in persona i miei biglietti? + +LUCIA. + +Il conte Filippo dormiva ancora. L'ho dato alla cameriera. Il signor +Sarzana l'ho incontrato per le scale e mi ha detto che sarebbe andato +alla stazione. Don Michele è venuto lui in anticamera a consegnarmi +quel biglietto. Mi ha domandato a che ora partivano; si troverà alla +stazione anche lui. + +GIULIA. + +Porteranno dei fiori. + +LUCIA. + +Sono già di là. È venuto con me il domestico. + +GIULIA. + +E valli a pigliare. + + Lucia via. Giulia rilegge il biglietto. + +TOMMY piano a Nennele. + +Mancavano i fiori per il viaggio! + +NENNELE id. a Tommy. + +Bel viaggio da infiorare. + +LUCIA. torna coi fiori. + +GIULIA li prende. + +Oh belli belli! + +NENNELE. + +Mammà, si può chiudere in camera tua? + +GIULIA. + +Sì. Venga Lucia. + + Dà i fiori a Nennele. + +Tieni. Riponili che non si guastino. + +NENNELE li getta sul sofà. + +GIULIA. + +Che modo è questo? + +NENNELE. + +Dove li devo mettere? + +GIULIA la guarda, poi a Lucia. + +Vieni con me. + +LUCIA si avvicina a Nennele carezzevole. + +Signorina. + +GIULIA. + +Andiamo! + + Entra in camera con Lucia. + + + +SCENA NONA. + + NENNELE, TOMMY, poi ANDREA, poi MASSIMO. + +NENNELE. + +Ha proprio da aver mente a queste cose, oggi! + +TOMMY. + +Oh. Non moriremo per andare in Svizzera. + +ANDREA dalla comune. + +Posso mandare Gaspare coi bagagli, per la consegna? + +TOMMY. + +Le mie valigie? + +ANDREA. + +Le ha fatte scendere Gaspare per la scaletta. + +NENNELE. + +Mandatelo pure. + +ANDREA. + +Sa che è arrivato il signor Rosani.... il nipote. + +NENNELE. + +Massimo? Dov'è? + +ANDREA. + +L'ho visto ora dalla finestra che traversava il giardino. + +NENNELE. + +C'è già la carrozza? + +ANDREA. + +Stanno attaccando. + +MASSIMO dalla comune. + +Buon giorno. + + Via Andrea. + +NENNELE. + +Oh Massimo. Quando sei arrivato? + +MASSIMO. + +Stamattina alle sette, diretto da Buda Pest. Buon dì, Tommaso. + +TOMMY. + +Caro Massimo! + +MASSIMO. + +Partite anche voi? + +TOMMY. + +Non era inteso? + +MASSIMO. + +Quando sono andato via, dieci giorni fa, lo zio era ancora incerto se +venir solo o condurvi con sè. Ma ho capito ora a vedere i bagagli che +venivate tutti. + +NENNELE. + +Troppi eh? + +MASSIMO. + +Mai! Meglio, meglio. E lo zio? + +TOMMY. + +Lo chiamo. + + Va all'uscio di Giovanni. + +Papà, c'è Massimo. + +MASSIMO a Nennele. + +E come va di umore? S'è riavuto un po'? + +NENNELE. + +È tranquillo. + +MASSIMO. + +E tu?--Ti rincresce venir via? + +NENNELE. + +Non vedo l'ora d'esser partita. + +MASSIMO. + +Questo non dice. Ti rincresce molto? + +NENNELE. + +Non vorrei restare. + +MASSIMO. + +Altra risposta che non risponde. Faremo conoscenza col tempo. Siamo +primi cugini, ci diamo di tu, mi piacete tutti e due, ma da che siamo +al mondo, ci siamo veduti due ore in tutto l'altra settimana. + +TOMMY. + +Io ricordo di averti veduto che avevi dodici anni. Eri uno sperlungone +alto come una pertica. Io ne avevo dieci e Nennele cinque. + +MASSIMO. + +Io d'Irene non mi ricordo affatto. + +NENNELE. + +Nemmeno io di te. + +MASSIMO. + +Si capisce. Di Tommaso sì. Ti detestavo perchè avevi una cravatta più +bella della mia. + +NENNELE guardandolo. + +Ora ti ripaghi. + +MASSIMO. + +Colle cravatte? Non ti devono mica andare a genio a te, le mie +cravatte. + +NENNELE. + +Perchè? Combinano con tutto il vestito. + +MASSIMO. + +Vuol dire che ti spiacerà tutto il vestito. Ma non lo cambio. + +TOMMY. + +E hai ragione. + + + +SCENA DECIMA. + + GIOVANNI e detti, poi ANDREA. + +GIOVANNI viene dalla sua camera. + +Massimo. + +MASSIMO. + +Zio. + + Si abbracciano. + +GIOVANNI. + +Mi fa tanto bene, sentirti con me. + + A Nennele e Tommy. + +Voi altri ci siete poi? + +TOMMY. + +Pronti. + +GIOVANNI a Nennele. + +Vedi mammà. + + Nennele va in camera di Giulia. A Tommy. + +E tu fa il giro di tutta la casa, a vedere se sono chiuse le stanze. E +presto. + + Via Tommy. + +GIOVANNI. + +Hai sbrigato i tuoi affari a Buda-Pest? + +MASSIMO. + +Benone. Ho ceduto l'appalto e con profitto. + +GIOVANNI. + +Mi rincresce che per causa mia.... + +MASSIMO. + +Meglio un lavoro solo ed attenderci, che dieci e fare la spola +dall'uno all'altro. Tu hai accomodato qui. Ebbi il tuo telegramma. + +GIOVANNI. + +Il deficit è di ottocento mila lire. Io abbandono questa casa che ha +già un'offerta di trecento settanta mila lire. La scuderia, la +rimessa, il mobilio, compresi gli arazzi e la biblioteca, furono +calcolati ottanta mila, e cento mila la villa di Brianza che mi era +costata oltre il mezzo milione. I creditori prenderanno il settanta +per cento. A me non resta nulla. So che il Lauri, che era il mio +principale creditore, fu così meravigliato della mia dabbenaggine, che +mi diede del cretino, testuale, in piena borsa; ed un altro, amico mio +anch'esso, e creditore soddisfatto anche lui, un elegantone, parlando +del lavoro ostinato di tutta la mia vita e della mia probità +altrettanto ostinata, ebbe a dire che sono un mulo corto--testuale +anche questo. + +MASSIMO. + +Eleganza sportiva. + +GIOVANNI. + +Questo è il frutto che ho raccolto fuori di casa. In casa poi.... + +MASSIMO. + +Giusto.... tuo cognato? + +GIOVANNI. + +Oh non parlo di lui. Mio cognato, quando le cose furono bene +assestate, mandò da me mia sorella.... + +MASSIMO. + +La zia Irene la ricordo. + +GIOVANNI. + +A portarmi dieci mila lire. + +MASSIMO con una smorfia. + +È più volte milionario, mi pare. + +GIOVANNI. + +Gli contano sette milioni. + +MASSIMO. + +Già. Naturale! + +GIOVANNI. + +Va là, che ha fatto assai. D'altronde mia sorella mi ha detto ieri che +sarebbe venuta stamattina a salutare Nennele che è sua figlioccia e lo +diceva con intenzione. M'aspetto già che le porterà una qualche somma. + +MASSIMO. + +Non ti aveva offerto di tenere con sè la tua famiglia i primi tempi? + +GIOVANNI. + +Sì. E avevo quasi accettato, per aver più agio laggiù di cercar casa. +Ma poi.... + +MASSIMO. + +La casa è trovata. Se ti piacerà s'intende. Me lo ha telegrafato ieri +l'altro il mio primo assistente. È una casetta di contadini svizzeri, +ma che era stata già casa di campagna di gente agiata. Due piani, sei +locali ogni piano, un luogo incantevole fuori di città, un gran prato +davanti. Il proprietario ha comperato un podere lì accanto ed è +andato a dimorarvi. Il mio assistente l'ha mezzo impegnata, per +seicento lire l'anno. Io riterrò due camere a pian terreno, per +metterci il tuo studio, e per quelle pagherò io cento lire. Restano +cinquecento a tuo carico. Ti va? + +GIOVANNI. + +Benissimo. + +MASSIMO. + +Bada che non dico per indurti a lasciar qui la famiglia. Si capisce +che ti sia di conforto averla subito con te. + +GIOVANNI. + +Oh non è questo. + + Pausa; poi con accento doloroso: + +Sai perchè non li lascio? Non mi fido. + +MASSIMO. + +Di chi non ti fidi? + +GIOVANNI. + +Dei miei. Se tu sapessi cosa ho veduto in casa mia dopo che è venuta +la rovina! Mia moglie ti par frivola e svaporata.... eh? + +MASSIMO. + +Non ho mai detto.... + +GIOVANNI. + +Mi ha portato in casa un avvocato perchè mi persuadesse a frodare i +creditori. Mi proponeva degli atti simulati.... per cessione della +villa.... voleva vendere questi arazzi, alla macchia, e quando le +dissi che sarebbe stata allora la bancarotta fraudolenta, il +processo.... la prigione, sai cosa mi ha risposto? Mi ha risposto: Non +faranno in tempo. Saremo partiti. + +MASSIMO. + +Già! + +GIOVANNI. + +E mio figlio, quello che Giulia mi proponeva di fare è persuaso che +l'abbia bell'e fatto! Oh lui non sa e non misura s'intende, e non me +lo avrebbe consigliato, ne sono sicuro; ma così alla grossa crede che +il gruzzolo in disparte ci sia.... e ci s'accomoda. E non è l'offesa +che mi fa a me. Che m'importa? È il segno dell'animo.... è la promessa +di quello che avverrà. + +MASSIMO. + +Per L'avvenire ci saremo noi. + +GIOVANNI. + +Tu forse.... Ma io! Li ho rovinati. + +MASSIMO. + +Mio padre mi ha lasciato senza un soldo a quattordici anni, e lo +benedico. + +GIOVANNI. + +Non ho autorità. Sono un bue da lavoro e nulla più. Tu non sai lo +sforzo che mi è costato essere severo questi giorni. Non ci saprò +durare. Non ho mai esercitata l'autorità. Non ne vedevo il +bisogno. La ricchezza abbellisce tanto tutte le cose! Sono un cattivo +padre, Massimo. + +MASSIMO. + +Aria fresca, aria fresca! Vedrai. + + VOCE DI TOMMY dall'anticamera. + +Ma no.... venite venite. Avranno tutti tanto piacere di vedervi. + +GIOVANNI. + +I commiati ora! + + + +SCENA UNDICESIMA. + + Detti, TOMMY, la signora LAURI, poi GIULIA, poi NENNELE e LUCIA. + +TOMMY. + +Papà. La signora Lauri. + +LAURI. + +Solo un saluto! solo un saluto! + +GIOVANNI. + +La ringrazio. + +TOMMY all'uscio di Giulia. + +Mammà. Nennele. + +LAURI. + +Non parlo, non parlo, perchè mi fa troppa pena. Perdo i miei migliori +amici. Che desolazione! Chi parte non avverte il distacco; ma quelli +che restano! Non ho chiuso occhio in tutta la notte. + +GIULIA entra. + +LAURI. + +Giulia! Tesoro! Due minuti soltanto: il tempo di abbracciarti. + + L'abbraccia. + +GIULIA. + +Come fosti buona! + +LAURI. + +E Nennele? + + Nennele entra con Lucia. + +LAURI. + +Eccola. Amore. + + L'abbraccia. + +Non posso dire quello che perdo. + +TOMMY. + +E a me! Parto anch'io. + +LAURI. + +A voi la mano. Anzi tutte e due le mani. + +TOMMY gliele bacia una dopo l'altra. + +GIOVANNI dal lato opposto della scena, a Massimo + +Guardali. Guarda mia moglie. Guarda mio figlio. Ti sembrano compresi +del loro stato? Tu non sai, tu non sai. + + È seduto sul canapè. I gomiti appoggiati alle ginocchia e la + testa nelle mani. + +LAURI. + +Passate per il Gottardo? + +GIULIA. + +No, per Modane. + +LAURI. + +Peccato, il Gottardo è così pittoresco! + + A Nennele. + +Tu sei stata mai in Svizzera? + +NENNELE. + +Mai. + +MASSIMO scuote amorevolmente Giovanni. + +Coraggio, zio. + +GIOVANNI. + +Tu non sai. Non li conoscevo. La colpa è mia. Ma la prosperità +accieca. Ah la grazia, l'eleganza, la gentilezza, cosa nascondono! +Vedrai Massimo. Lasciarli qui? Avrebbero seguitato una vita di +dissipazione equivoca. Ah no! Con me, con me. Se pure basterà. + +MASSIMO. + +Oh che dici! + +GIOVANNI. + +Vedrai. Quella è gente che non sa resistere alla bufera. Non c'è fibra +Al primo soffio di vento se ne va, se ne va. + + + +SCENA DODICESIMA. + + Detti, ANDREA, poi la signora IRENE. + +ANDREA a Giovanni. + +C'è la carrozza. + +GIOVANNI levandosi. + +È ora di partire. + + A Massimo. + +Non è venuta. + + Tutti in piedi vestono i soprabiti, cercano ombrellini, + bastoni. + +LAURI. + +Verremo a trovarvi. + +TOMMY. + +Promessa. Consolare gli esiliati. + +LAURI a Giovanni. + +A lei dico una cosa sola: Cattivo. + +GIULIA. + +I miei fiori. Dove sono i miei fiori? + +LUCIA porge a Nennele il cappello e la spolverina. + +NENNELE. + +Mi giravi attorno, povera Lucia. + +LUCIA vuol baciarle la mano, piangendo. + +NENNELE. + +Zitta, zitta. + +IRENE entra dalla comune. + +Ah, vi trovo ancora. + +GIOVANNI. + +Mia sorella. + +IRENE. + +Avevo una paura di non arrivare in tempo. Sarei andata alla +stazione.... ma temo di commovermi. Ci sarà mio marito. Nennele. Ti +ho portato un po' di cioccolatto.... per il viaggio. + +MASSIMO. + +Ma guarda. Ma che regalo! Ringrazia, ringrazia la zia. Brava zia. + +IRENE sbalordita. + +Chi è? Chi è? + +GIOVANNI. + +È Massimo, nostro nipote. + +IRENE. + +Ah, sei cresciuto. + +MASSIMO. + +Da quando? + +GIOVANNI. + +Presto. + +NENNELE. + +Addio, zia. + +IRENE. + +Vengo, vengo, scendo con voi. + +LAURI. + +Tornerete presto.... me lo dice il cuore. + + Escono cicalando per la comune. Giovanni li guarda uscire. + +MASSIMO a Giovanni. + +Non temere. Si ricomincia. + +GIOVANNI. + +Speriamo. + + Via tutti. + + Lucia resta sola e si getta a singhiozzare su di una + poltrona. + +NENNELE torna correndo, prende Lucia fra le braccia e la bacia mille + volte in viso. + +LUCIA. + +Nennele. Nennele. + +NENNELE. + +Zitta, zitta, zitta. + + Fugge. + + _Cala la tela._ + + + + +ATTO SECONDO. + + Stanza semplice ma non misera nè del tutto disadorna. Poco + alta. Soffitto di legno, pareti di legno. Nella parete a + sinistra dello spettatore, un finestrone assai più largo che + alto. Occorre che si possano aprire e chiudere le persiane. + Fuori, alberi vicini. Nel fondo, due usci. Quello a sinistra + mette in una piccola anticamera e di là alla scala. È la + porta comune. Quello a destra mette nella camera di + Giulia. Fra di essi, appoggiata alla parete, una credenza di + legno con suvvi stoviglie. Nella parete a destra dello + spettatore all'altezza della prima quinta, l'uscio che mette + nella camera di Nennele. Tra questo e il fondo, un tavolino + appoggiato al muro. Nel mezzo della stanza, una tavola + rotonda coperta da un tappeto. Una sedia a sdraio di legno + ricurvo presso la finestra. Sedie di legno. + + + +SCENA PRIMA. + + NENNELE seduta alla tavola del mezzo sta leggendo. TOMMY, a + cavalcioni di una seggiola presso la finestra, fuma una pipa + corta di legno all'inglese. GIOVANNI entra dalla comune. + +GIOVANNI. + +Nennele. + +NENNELE. + +Papà. + +GIOVANNI. + +Mi avevi domandato dei danari ieri sera, ti avevo pregato di +ricordarmelo stamattina. + +NENNELE. + +È vero. Non ho osato. + +GIOVANNI. + +Perchè? M'è venuto in mente ora e sono salito a portarteli. + + Le dà monete. + +NENNELE. + +Troppi. + +GIOVANNI. + +Cento franchi. Ne avrai fino alla fine del mese. + +NENNELE. + +Preferisco pochi alla volta. + +GIOVANNI. + +Gran somma! + +NENNELE. + +No, ma.... Degli ultimi che m'hai dato, mi mancano trenta lire. + +GIOVANNI. + +Ti mancano...? + +NENNELE. + +A conti fatti mi dovrebbero rimanere trenta lire e non me le ritrovo. + +GIOVANNI. + +Avrai dimenticato di segnare qualche partita. + +NENNELE. + +Bisogna dire. Benchè a ripensarci.... o le avrò perdute.... Comunque +sia, preferisco domandarteli più spesso. Prendi. Tengo due marenghi. + +GIOVANNI. + +Tieni, tieni tutto. Bisogna imparare. + + A Tommy. + +Ti secchi eh, povero Tommy? + +TOMMY. + +E già con quest'ozio forzato. + +GIOVANNI. + +Ci vuol pazienza. + +TOMMY. + +Ti fa un bel dire a te che sei occupato tutto il giorno. + +GIOVANNI. + +Troveremo, troveremo. + + S'avvia. + +NENNELE. + +Scendi? Bada che son quattro giorni che non vai fuori di casa. + +GIOVANNI. + +Ho da fare. + +NENNELE. + +E hai l'aria stanca. + +GIOVANNI. + +No. Questo no. Non sono mai stato così bene come in questi tre mesi da +che siamo qui. Ah! oggi è giovedì. Viene Massimo. + +TOMMY con tono di chi ne sia seccato. + +Sì. + +GIOVANNI. + +Ebbene, andrò poi stassera ad accompagnarlo alla stazione quando +riparte. Sei contenta? + +NENNELE. + +Va bene. + + Via Giovanni. + + + +SCENA SECONDA. + + NENNELE e TOMMY. + +TOMMY. + +È certo che per lui nulla è mutato. O è mutato in meglio. Lavorava a +Milano, lavora qui. Nessun seccatore. Aria buona di campagna aperta. +Va in letto alle nove. Dorme. Che fai? + +NENNELE. + +Studio. + +TOMMY. + +Del resto, centomila lire di rendita e nello stesso luogo dove siamo, +una villa all'inglese, invece di questa bicocca gemebonda, e anch'io +non domanderei nulla di più al creatore del cielo e della terra. + +NENNELE. + +Che importa la casa, quando la bellezza sia fuori delle finestre? + +TOMMY. + +Bisogna abbellire la bellezza. La natura è un artefice +incompiuto. Intanto qui sotto ci vorrei un parco con dei grandi alberi +infruttiferi. E dell'erba sempre rasa. E un'erma solitaria fra i +tronchi. E non vedere mammà nel bel mezzo della spianata, seduta +sull'ignobile tripode, col cavalletto davanti, intenta a vituperare +col pennello la beltà delle cose. + +NENNELE. + +Sta ancora dipingendo? + +TOMMY. + +Imperterrita. A quest'ora ha già messo a macerare il suo cinquantesimo +Monte Bianco di cotone entro il cinquantesimo lago d'anice. + +NENNELE. + +È sola mammà? + +TOMMY. + +Ma ti pare! È coi due artisti confratelli. I _très honorés maîtres_. I +grandi crimini non si commettono senza complici. Ma il Monte Bianco +lascia fare e non ha l'aria di aversene a male. Guardali. Sembrano +montati a macchina tutti e tre. Levano la testa come passerini che +aspettano l'imbeccata, insaccano negli occhi la loro porzione di +paesaggio e s'affrettano a renderla irriconoscibile sulla tela. Li hai +visti mai da vicino quei due? + +NENNELE. + +Uno sì. Quel vecchietto. Viene qui qualche volta. + +TOMMY. + +Lo mandano. Di quando in quando la nostra ingegnosa matrigna s'accorge +di aver dimenticato in casa un tubo dì colore, un pennello, il +ventaglio, e sempre trotta il vecchio. Mai che si muova quello +giovane. E allora il terzetto pittorico si muta in duettino +contemplativo. + +NENNELE. + +Come sei acerbo! Che hai? + +TOMMY. + +Nulla. + +NENNELE. + +Che disgusto però! + +TOMMY. + +Quando è che ti sei accorta di quel denaro? + +NENNELE. + +Che denaro? + +TOMMY. + +Le trenta lire che ti mancano. + +NENNELE. + +Ieri l'altro. + +TOMMY. + +Dove li tieni? + +NENNELE. + +Lì, nel cassetto del tavolino. + +TOMMY. + +Non crederai mica che m'informi per profittarne. + +NENNELE. + +Oh Tommy. + +TOMMY dopo una leggiera esitazione. + +Al bisogno te ne domanderei. + +NENNELE. + +Ne vuoi? + +TOMMY. + +Povera Nennele! + +NENNELE. + +Ma già tu ne avevi di tuo. + +TOMMY. + +Tempo passato. Passato prossimo. Ma passato. + +NENNELE. + +Poco posso darti. Ne vuoi? Lesinerò sul resto. + + Fa per aprire il cassetto. + +TOMMY vincendo la tentazione. + +Chiudi, chiudi. E tieni sempre chiuso a chiave. Non bisogna indurre la +gente in tentazione. Gli artisti sono deboli. + + Accenna fuori dalla finestra. + +NENNELE. + +Non pensar male. Ti sei persuaso, di', che il papà non ne aveva messi +in disparte. + +TOMMY. + +Mah. Pare proprio. + +NENNELE. + +Ti rincresce? + +TOMMY. + +Figurati. + +NENNELE. + +E ora stammi a sentire. + +TOMMY. + +A sentir che? + +NENNELE. + +Se ho imparato. Se so. Prendi. + + Gli dà un libro. + +Segui cogli occhi senza interrogare. Comincia di qui. L'articolo. + +TOMMY. + +L'articolo! Tu studi di queste cose? + +NENNELE. + +Devo insegnarle, non le so. + +TOMMY. + +Non sai cos'è: l'articolo? + +NENNELE. + +Avanti, dimmelo tu. + +TOMMY. + +La, il. + +NENNELE. + +Sai che quelle parole sono degli articoli. Ma non mi sapresti dire lì +netto e spedito che cosa sia l'articolo. E ancora questo forse--ma +l'avverbio, ma l'interiezione! Ah! + +TOMMY. + +Vediamo. + +NENNELE. + +L'articolo è una paroletta che si può declinare. + +TOMMY. + +Declinabile, dice. + +NENNELE. + +Ma non recito mica la lezione: non voglio andare alla lettera. Voglio +essere sicura della cognizione. È una parola che si può declinare e +che messa innanzi ad un nome indica, determina.... sì, insomma, indica +se questo è maschile o femminile, singolare o plurale. Per esempio, +_il pero_ e _la mela_. _Il_ è articolo di sesso maschile perchè _pero_ +è mascolino. + + + +SCENA TERZA. + + MASSIMO e detti. + +MASSIMO entra dal fondo, depone un canestrino sulla prima seggiola, e + rimane in ascolto non visto dai due. + +NENNELE continuando. + +E _la_ è articolo di sesso.... + +TOMMY. + +Non si dice: sesso, si dice: genere. Sesso è una parola di cattivo +genere. + +NENNELE. + +Di genere femminile. + +MASSIMO. + +Cosa diavolo state facendo? + +NENNELE. + +Oh, eri lì tu? Studio la grammatica per insegnare l'inglese. + +MASSIMO. + +Lo insegni in italiano? + +NENNELE. + +No. In francese. + +MASSIMO. + +E per insegnare l'inglese in francese, studi la grammatica italiana? + +NENNELE. + +Perchè parlare so. Quel che mi manca, sono gli elementi. È di sapere +che siano quelle cose che sono eguali in tutte le lingue. Capisci? + +MASSIMO. + +No. + +NENNELE. + +Ho fatto una figura l'altro giorno! A quella lezione d'inglese che mi +hai procurato tu: il figlio della vedova Rouillet. + +MASSIMO. + +Ci sei andata? + +NENNELE. + +Non mi pareva vero di guadagnarmi la vita. + +MASSIMO. + +La vita è molto. + +NENNELE. + +Già un luogo impossibile. La via, la casa, la scala, le stanze: il +limbo dei santi padri. E lontano! Pioveva a rovescio. Laghi +dapertutto. Buono che Tommy mi accompagnava. + +MASSIMO. + +Per bagnarvi in due. + +NENNELE. + +Ha preso una carrozza. + +TOMMY. + +Non dire queste cose a Massimo, gli fanno pena. + +MASSIMO. + +A me? Tutt'altro. Che ci stanno a fare le carrozze in piazza? + +NENNELE. + +Arrivo. Tommy mi saluta. Salgo le scale a tastoni. Avevo un +batticuore! Suono. Viene la vedova in persona ad aprirmi. + +MASSIMO. + +Perchè batti tanto su quel vedova? Non l'ha ammazzato lei suo marito. + +NENNELE. + +Quella è la vedova tipo. Dalla nascita. + +TOMMY con rimprovero esagerato. + +Nennele! Una signora che ti paga! + +MASSIMO lo guarda, poi a Nennele. + +Andiamo avanti. + +NENNELE. + +La vedi.... scusa.... la signora, mi conduce in una specie di tinello +dove ci mangiano, perchè sapeva di cavoli, e mi squadra da capo a +piedi.... con un'aria! Poi mi domanda la mia età. + +MASSIMO. + +Ahi. + +NENNELE. + +Perchè? + +MASSIMO. + +Ti avevo fatta più vecchia di quello che sei. La tua gioventù poteva +essere un impedimento. + +NENNELE. + +Bravo! Avvertimi! Per poco non s'è litigato. Essa mi dava 26 anni, io +picchiavo sui miei 22. Breve: chiama il figliuolo. + +TOMMY. + +L'orfano. + +NENNELE. + +Che ha nome Gastone. Un mostricciattolo moccicoso a sedici anni. E +Gastone appare. Io stendo il mio Ollendorf sulla tavola e faccio per +cominciare. E la madre si mette a sedere a canto al figliuolo e mi +pianta gli occhi in faccia come per sconcertarmi. Io comincio a dire +una proposizione in francese, la traduco in inglese e la faccio +ripetere a Gastone. Ma quella! Quella voleva la grammatica, le +regole, le definizioni. Una tortura. Ho misurato d'un tratto l'abisso +della mia ignoranza. Sai cosa mi ha trattenuto dal fuggire? L'idea +della scala buia, che non si può scendere correndo. Non c'era altro +che lasciarla dire e seguitare intrepida: il temperino del mio +maestro, il cappello della zia, l'ombrello del mio vicino.... + + + +SCENA QUARTA. + + Detti. 1.° PITTORE, un vecchietto, capelli lunghi, aspetto + di artista romantico; entra dal fondo non visto. + +1.° PITTORE, parlando quasi sillabato. + +Perdono. L'ombrello della signora. + +NENNELE. + +Eh!? + + Si volta stupita. + +TOMMY id. id. + +Il pittore! + + Nennele scoppia in una risata e così pure Tommy e Massimo. + +1°. PITTORE. + +Perdono. Ho sbagliato forse? Domando l'ombrello della signora. + +NENNELE sempre ridendo. + +L'ombrello di mammà vuol dire. Tommy.... stai stai, vado io a +pigliarlo. + + Via a destra. + +TOMMY al pittore. + +Scusi, il caso ha voluto che lei ripetesse entrando.... + +1.° PITTORE. + +Prego, prego, intendo. Ma la signora m'aveva mandato. C'è il sole +risplendente. + +NENNELE torna coll'ombrello e lo dà al pittore. + +Eccolo. + +1.° PITTORE. + +Signorina, la ringrazio. Signori. + + Via. + + + +SCENA QUINTA. + + TOMMY, MASSIMO, NENNELE, poi MARTA e il GROOM. + +MASSIMO. + +Chi è? + +TOMMY. + +È uno dei pittori di mammà. Un norvegese. Mammà ha scovato due pittori +norvegesi al Circolo degli artisti e adesso lavorano insieme. + +MASSIMO. + +Allo stesso quadro? + +TOMMY. + +No, non sono così discreti. Oh sì! Ne fanno tre dei quadri. Fanno +insieme dal vero, copiano al Monte Bianco, ma ciascuno fa il suo. Non +ti va? + +MASSIMO. + +Non me ne intendo. + +TOMMY. + +Hai l'aria di disapprovare. Mammà lo fa a scopo di lucro, sai. Oh sarà +una risorsa per la casa. + +MASSIMO. + +Li vende? + +TOMMY. + +Questo è un altro discorso. Li venderebbe. + +MASSIMO a Nennele. + +Sicchè quante lezioni hai dato? + +NENNELE. + +Una sola. Dovevo dar ieri la seconda, ma ho scritto che non mi sentivo +bene. + +TOMMY. + +Di' pure che hai scritto per mio consiglio, anzi che ti ho dettato io +la lettera. È la verità. Se Massimo disapprova, sappia almeno con chi +pigliarsela. + +MASSIMO. + +Infatti Massimo disapprova. Ma non se la piglia con nessuno. Era da +prevedere.... + +NENNELE. + +Con gente così inetta! + +MASSIMO. + +Vedi, non volevo proprio dir questo. Era da prevedere che alla prima +prova tu avresti ingrossate le difficoltà dell'impresa e te ne saresti +scoraggita. Ciò avviene di tutte le cose. Quanto alla signora Rouillet +se non è nata vedova come tu dici, lo è rimasta dopo otto mesi di +matrimonio, perchè suo marito, ingegnere, è morto sotto una frana in +una miniera, dove era sceso, dopo uno scoppio di _grisou_; la vedova +campa di una magra pensione che l'obbliga a mangiare piuttosto cavoli +che tartufi, i quali tartufi del resto non olezzano nemmeno essi. Il +figlio si chiama Gastone, perchè i nomi si usa darli i primissimi +giorni di vita, quando cioè tutti quanti siamo belli e brutti ad un +modo. Io, se avrò mai dei figliuoli li chiamerò Giuseppe o Clemente o +Bartolomeo, per cansare il pericolo delle antitesi ironiche, ed anche +per una certa mia inclinazione a trovare la poesia nelle cose +prosaiche. Ma non puoi pretendere che tutti abbiano la mia +saggezza. La domanda sull'età, te l'ho spiegata. Nelle case dove non +ci sono sale di ricevimento, è naturale che la madre rimanga nel +tinello, anche se il figliuolo ci sta imparando l'inglese da una bella +signorina italiana, e finalmente quella voleva la grammatica perchè a' +suoi tempi le lingue si studiavano così e perchè l'ha studiata e la +sa. + +TOMMY. + +Piglia e insacca. + +NENNELE. + +E io non la so. + +MASSIMO. + +Oh Dio! + +NENNELE. + +È vero. Non l'ho mai studiata. Sono passato da una bambinaia toscana +ad una governante inglese e da questa ad una tedesca. + +MASSIMO. + +Hai fatto le cose da signore. Senza fatica. + +NENNELE. + +E sono un'ignorante. + +MASSIMO. + +Tornaci e te la caverai benissimo. + +TOMMY. + +Ma sì. Tre lire per lezione, due lezioni la settimana, sono sei lire +la settimana: ventiquattro lire il mese. Quasi il salario di una +cuoca. + +MASSIMO. + +Meno, meno. Se levi un franco e cinquanta di carrozza ogni volta, +restano dodici franchi il mese, quasi la paga di molte piccole operaie +che vanno a piedi anche quando piove. + +TOMMY. + +Buum! + +MASSIMO. + +Che vuoi dire? + +TOMMY. + +Niente. Buum. Una cannonata. + +MASSIMO. + +E tu ti contenti di vivere alle spalle di tuo padre? + +TOMMY. + +Non ho fatto altro da che sono al mondo, e ho sempre goduto della +stima pubblica. + +MASSIMO. + +Stima! + +TOMMY. + +Sissignore. E se vuoi che ti parli sul serio, te ne dirò anche le +ragioni. L'uomo non vive di solo pane. + +MASSIMO. + +Fuori il tuo companatico. + +TOMMY. + +C'è al mondo della gente che ha il cómpito della pura intellettualità: +che vuol dire di raffinare le sensazioni, di custodire le tradizioni +eleganti.... + +MASSIMO. + +Le guardie del sepolcro. + +TOMMY. + +In una parola: di mostrare la bellezza. + +MASSIMO. + +Per bacco. E tu hai quel cómpito lì? + +TOMMY. + +L'avevo quando ero ricco. + +MASSIMO. + +Ma guarda! Così, se non c'eri tu e se non fossero i tuoi simili, +questo povero mondo....--Ma la bellezza è in noi. E ce n'è più in me +che in te, e più intera, e più schietta. A me quel lago dà una +sensazione di bellezza a qualunque ora ed in qualunque condizione mi +trovi. A te per goderne, occorre di aver dormito in un buon letto, di +essere ben vestito, seduto in poltrona con un sigaro in bocca. La tua +bellezza la fanno dunque in gran parte il materassaio, il sarto, il +negoziante di mobili e lo spaccio dei tabacchi. + + A Nennele. + +Credi a me. Tornaci. + +TOMMY con violenza. + +Non voglio. + +NENNELE. + +Tommy! + +TOMMY a Massimo. + +È ora di finirla con l'Arcadia edificante che hai cercato di +introdurre in casa nostra. Che mia sorella lavori, se trova, nulla di +meglio. Io pure cerco di lavorare. Non sorridere perchè me ne sono +venuto via dalle tue imprese. Un famoso impiego mi avevi +dato. Assistere gli operai che perforano una montagna coperta di +ghiaccio. Una via spedita per mandarmi al creatore. Fuori gelo serrato +e dentro l'Africa tenebrosa. + +MASSIMO. + +Io ci duro da un anno. + +TOMMY. + +Tu, tu! E novanta lire il mese. + +MASSIMO. + +Colla tavola e l'alloggio in casa mia. Dovevo pagare un altro +assistente che assistesse te e ti insegnasse il mestiere! + +TOMMY. + +Un fumo umido e spesso.... Uomini ignudi e sudati! Cose da vignette di +giornale illustrato. In capo a dieci giorni avevo consumato tre +vestiti. + +MASSIMO. + +O già se ti vestivi di bianco! + +TOMMY. + +Dovevo anche rinnovare la guardaroba? Bell'affare. + + Torna a sedere presso la finestra. + +Per lei e per me voglio un lavoro conforme.... + +MASSIMO. + +A che cosa? + +TOMMY. + +Alle nostre attitudini. + +MASSIMO. + +Tu l'hai bell'e trovato. Una pipa inglese, del buon tabacco inglese, +una seggiola presso la finestra e sei a posto. + +NENNELE. + +Non ti permetto di parlare così a mio fratello. + +MASSIMO. + +Il papà è di sotto, eh? + +NENNELE. + +Sì. + +MASSIMO. + +Vado a salutarlo. + + S'avvia. Sull'uscio si imbatte in Marta che accompagna un + piccolo groom elegantissimo il quale tiene in mano una + lettera. Marta esce subito. Il groom dice qualche parola + che non si sente a Massimo. + +MASSIMO. + +Che? Il signor Rosani figlio? Eccolo là. Guarda, Tommaso. Qui c'è del +lavoro per te. + +TOMMY accorre, prende il biglietto e lo legge. + +MASSIMO. + +Ah, Irene. + +NENNELE. + +Ti ho già detto che mi chiamo Nennele. + +MASSIMO. + +Scusa: il tuo nome è Irene, come quello di tuo fratello è Tommaso. Io +non ci ho colpa, ma è così e non mi riesce di chiamarvi altrimenti. +Detesto i vezzeggiativi. Volevo dirti che in quel canestro ci sono sei +trote dell'Arve, pescate stanotte a Chamonix, squisite. Faccio +colazione con voi. + + Via. + + + +SCENA SESTA. + + TOMMY, NENNELE, il GROOM, poi MARTA. + +TOMMY ha letto il biglietto ed è andato alla tavola a scrivere. + Straccia un primo foglio, ne ricomincia un altro, con + movimenti del capo che esprimono contrasto interno di + sentimenti. Nennele intanto ha preso il canestro. Chiama + dalla comune. + +Marta. + + Guarda il groom con aria diffidente. + + MARTA entra. È una contadina vestita molto umilmente. + +NENNELE. + +Prendi. Sono delle trote per la colazione. + + Marta esce col canestro. + +TOMMY ha finito di scrivere e chiama il groom. + +Vieni qui. + + Lo conduce presso la finestra, gli parla sottovoce, quello + gli risponde allo stesso modo. + +NENNELE s'avvia per uscire a destra. + +TOMMY. + +Stai pure, sai. + +NENNELE. + +No, caro, non sono curiosa. + +TOMMY. + +È fatto. + + Dà il biglietto al groom. + +Va. + + A Nennele. + +Io non ci sono poi a colazione. Non voglio trovarmi col signor +Precettore. + +NENNELE incredula. + +Sì. + +TOMMY. + +D'altronde m'è capitato un invito, in buon punto. + + Silenzio. + +NENNELE. + +Bada che sono le undici, se vuoi andarti a vestire. + +TOMMY. + +Aspetto che rientri mammà. Ho da parlarle. + +NENNELE. + +Tu? Miracolo. + +TOMMY. + +Il mio invito è per l'una. E ci vado quale mi trovo. Un _déjeuner_ +d'uomini. + + Nennele tace. + +TOMMY. + +Non credi? + +NENNELE. + +No. Non credo. + +TOMMY. + +E va bene! + + S'avvia verso la destra. + +NENNELE. + +Tommy. Stiamo uniti noi due. Stiamo uniti noi due. Ho tanto bisogno +che tu sia con me. Mi sento così abbandonata! Così disarmata! + +TOMMY. + +Che c'è adesso? Che hai? + +NENNELE. + +Non lo so. A Milano, la rovina, benchè improvvisa, non mi aveva nè +abbattuta nè scoraggita. E sì che imaginavo la miseria, te lo ricordi? +La miseria non è venuta. Delle privazioni gravi, non mi pare che ne +facciamo nessuno. Forse è questo. Non so, non so. Tutto l'insieme +della nostra vita, mi ha un'aria sospetta! Mi pare che nessuno è al +suo posto. Mi pare che il papà non comanda come dovrebbe.... Mammà.... +lo vedi! Tu, tu che a Milano mi piacevi tanto.... + +TOMMY. + +Sono diverso? + +NENNELE. + +No. Ed è ben questo. Non sei diverso. E qui, in questa casa, con +questa vita.... non va più. Sento qualche cosa che si sconsacra. Non +ti so dire. + +TOMMY. + +Prenderò a modello Massimo. + +NENNELE si trova vicina alla tavola. + +Che puzza! + + Prende la busta del biglietto portato dal groom e la butta + in terra. + +TOMMY. + +Ohe là! + +NENNELE. + +È la busta soltanto.... non temere! Ecco mammà! + + Va correndo verso l'uscio della sua camera. + +I tuoi commensali non sanno di buono. + + Via. + + + +SCENA SETTIMA. + + TOMMY, GIULIA depone entrando una cassetta da pittore. + +GIULIA. + +Un'altra volta mi fate il piacere di non accogliere a risate i miei +amici quando hanno la compiacenza di rendermi un servizio. + +TOMMY. + +Gli ho domandato scusa. + +GIULIA. + +Me l'ha detto, ma non ha capito nulla ed è tornato tutto confuso.--Che +buon profumo! M'hai preso la mia boccetta. + +TOMMY. + +Mammà, non dirlo. Ti fai torto. + +GIULIA. + +Perchè? + +TOMMY. + +Ti assicuro che ti fai torto.... + +GIULIA. + +Ah! + + Capisce. + +Ho visto uscire il groom. Sì. + +TOMMY. + +Ma che groom! + +GIULIA. + +Sì che non lo si conosce! È la più bella livrea di Ginevra e dintorni. +Vuoi vedere? + + Apre la cassetta dove c'è lo studio. + +TOMMY. + +Che cosa? + +GIULIA. + +Il mio studio di stamani. L'ho buttato giù di getto. Ero +invasata. Quell'Helmer Strile è un grande maestro. L'altro, il +vecchio, non conta, ha una tecnica discreta, ma davanti al vero vede +solamente quello che c'è. Non penetra, non sa estrarre. + + Mostrando la sua pittura. + +Guardami quel cielo, di' tu se l'aria non trema. Pensare che a Milano +dipingevo come un'educanda! Non sono ancora della forza di Helmer, no, +ma sento di poterci arrivare. Me l'ha assicurato lui. Figurati che +voleva portarselo via questo studio. Mi ha detto una parola grande! +Voi datate da oggi, mi ha detto: perchè cominciate a rendere +l'occulto. Ha delle espressioni! Dice che la pittura è la penetrazione +dell'occulto, che non si rivolge ai sensi ma alle anime. Infatti egli +trasfigura. I suoi paesaggi volano. Tutte le cose hanno le ali. + +TOMMY. + +Fermati.--Mi puoi dare cento lire? + +GIULIA. + +Che dici? + +TOMMY. + +Se mi puoi dare cento lire. Sul serio, mi occorrono. + +GIULIA. + +Ma non le ho. Quei pochi risparmi se ne sono andati. Non per me, sai. +La sola tassa di buon ingresso al circolo artistico mi costa 180 lire. +Avrei potuto domandarle a tuo padre, perchè in fin dei conti non ci +sono entrata per mio gusto. È stato per farmi conoscere. Ho anche +dovuto comprare un quadro. + +TOMMY. + +Un quadro? + +GIULIA. + +Sicuro. Il direttore dell'_Art-Roman_ ha la mania di dipingere. Dei +cerotti! Ma se volevo ingraziarmi quella rivista che va per le mani di +tutti i forestieri, bisognava passare di lì. Non saranno gli Svizzeri +già ad arricchirmi colla pittura. Ma tu? Le tue dodici mila lire? + +TOMMY. + +Ho perduto ieri sera l'ultimo migliaio. M'ero tenuto a galla fin'ora, +ma ieri sera è stata una tale disdetta.... + +GIULIA. + +Dove? dove? In casa dell'Orloff? + +TOMMY. + +E già. Dove vuoi che sia? + +GIULIA. + +È proprio russa? + +TOMMY. + +Sicuro. + +GIULIA. + +E ha proprio avuto un marito? + +TOMMY. + +Che domanda! + +GIULIA. + +Che età avrà? + +TOMMY. + +Trentadue anni. + +GIULIA. + +Dicono quarantacinque. Dicono che ne cerchi un altro dei mariti. + +TOMMY. + +Sono i discorsi del Circolo? + +GIULIA. + +Fai male a giocare. + +TOMMY. + +È la sola maniera pulita per un uomo come me di rifarsi uno stato. Mi +costa, sai, insistere. Dammi quelle cento lire. + +GIULIA. + +Non le ho, ti dico. Forse domani. + +TOMMY. + +Perchè domani e non oggi? + +GIULIA. + +Ci sarebbe un'occasione, ma tuo padre non vorrà e neanche Nennele +poichè è lei che comanda in questa casa. + +TOMMY. + +Che c'entra Nennele? Quale occasione? + +GIULIA. + +Stassera c'è concerto al Circolo per inaugurare la piccola Esposizione +estiva. Io ho mandato una dozzina di studi. Helmer Strile ha tanto +insistito che andassi anche al concerto. Mi vorrebbe presentare al +Goupil, il famoso negoziante parigino che è qui di passata.... + +TOMMY. + +È pazzo. + +GIULIA. + +Infatti gli ho detto di no. Peccato, perchè Helmer assicura di farmi +vendere tutti i miei studi. + +TOMMY. + +Chiacchiere. + +GIULIA. + +Non so vedere che male ci sarebbe. + +TOMMY. + +Andresti col papà? + +GIULIA. + +Oh pover'uomo, la sera è stanco. + +TOMMY. + +Allora niente. + +GIULIA. + +Hai perduto sulla parola? + +TOMMY. + +Che? Non devo un soldo. Ma oggi mi sento in vena. + +GIULIA. + +Ci torni? + +TOMMY. + +Sono là a colazione. + +GIULIA. + +Gioca anche lei l'Orloff? + +TOMMY. + +Mai. Le spiace anzi. + +GIULIA per ingraziarsi Tommy. + +Che figura interessante! Si direbbe una madonna di Mastro Luca. La +mattina passa spesso di qui guidando due ponney. Ha un'aria misteriosa +ed estatica. TOMMY. + +Mi aggiri per avermi alleato.--Come è basso quello che stiamo pensando +e facendo tu ed io! + +GIULIA. + +Perchè basso? + +TOMMY. + +Non lo capisci? Vuol dire che sei migliore di me, perchè io lo capisco +e.... + + Stende la mano. + +Cinquanta, là. + +GIULIA. + +Come se il Circolo non fosse un luogo per bene! Ci va tutta la colonia +forestiera. Helmer aveva proposto di venirmi a pigliare e di +ricondurmi. Ma questo non mi va. Non che ci sia male; ma in certe +cose io sono riguardosa all'eccesso. Verrebbe il vecchio. + +TOMMY. + +A che ora il concerto? + +GIULIA. + +Dalle nove alla mezzanotte. Oh ci ho bell'e rinunziato! Lo dirò a tuo +padre, per non avermi poi a rimproverare l'occasione perduta. Ma senza +insistere. Quanto ai danari.... + + Leva di tasca il portamonete. + +Ti do due marenghi. + +TOMMY. + +E tre lire per la carrozza; non posso arrivare là impolverato. + +GIULIA gli dà le tre lire. + +Prendi. + +TOMMY. + +Grazie. + +GIULIA. + +Ma se guadagni faremo a metà. + +TOMMY. + +Va bene. + + + +SCENA OTTAVA. + + MASSIMO e detti. + +MASSIMO. + +Tommaso.... + + A Giulia. + +Oh come va Zia? + +GIULIA. + +L'uomo selvaggio, è disceso dai monti. + +MASSIMO. + +Abbiamo parlato dei fatti tuoi ora col papà. Mi ha detto che ti secchi +a non far nulla. + +TOMMY. + +Sfido! + +MASSIMO. + +Meglio. Ho un'idea. + +TOMMY. + +Me la dirai più tardi, ora.... + +MASSIMO. + +No, bisogna che te la dica subito. Se ti va, cerco di combinare oggi +stesso. Riparto stassera. Io ho un amico qui in Ginevra che è il +padrone di una grande segheria a vapore. So che sta cercando un +segretario. + +TOMMY. + +Grazie, no. + +GIULIA. + +Segretario d'uno spaccalegna! + +MASSIMO. + +Ma che spaccalegna! + +GIULIA. + +Segare, spaccare. + +MASSIMO. + +E cos'è Tommaso? Un principe di casa d'Austria? + +TOMMY. + +Conosco le tue ragioni, le ho già lette stampate, ma non ho tempo di +discuterle ora. Sono aspettato a _déjeuner_. + +MASSIMO. + +Ah! Era un invito il biglietto di quel scimiotto? + +GIULIA. + +Scimiotto! Se ti sentissero! Il groom dell'Orloff. + +MASSIMO. + +Dell'Orloff? + + A Tommy. + +Sei invitato a colazione da quella sgualdrina? + +TOMMY. + +Massimo! + +MASSIMO. + +Per dire la parola pulita. E ci vai? + +TOMMY. + +Certo. + + S'avvia. + +MASSIMO lo ghermisce per un braccio. + +Stai qui. Zia, fammi il piacere di andar di là un momento. + + A Tommy che si divincola. + +Guarda che ti strappi il vestito. + +TOMMY. + +Lasciami. + +MASSIMO. + +Ma sì. Tanto non esci finchè non voglio. Zia. + +GIULIA. + +Non far scene, da bravo, non far scene! Dio! + +MASSIMO. + +Ti prego di lasciarci soli. Ho da dire delle cose che egli solo può +sentire. + +GIULIA a Tommy. + +Vado a parlare a tuo padre. + + Via dalla comune. + + + +SCENA NONA. + + MASSIMO e TOMMY. + +MASSIMO. + +E subito ti domando scusa della mia violenza; ma è stato più forte di +me. Sai chi è l'Orloff? Non rispondi. Te lo dico io. È una donna che +fu già soggetta alla sorveglianza della polizia. + +TOMMY. + +Della polizia internazionale politica. + +MASSIMO. + +No. Questo lo dice lei.... calunniando i nichilisti, perchè la voce +era corsa e bisognava trovare un ripiego. Il preteso signor +Orloff.... + +TOMMY. + +Perchè preteso? Era suo marito. + +MASSIMO. + +Sicuro. E degno marito. Soltanto non si chiamava Orloff, ma Borkì. +Orloff è il nome di una terra. Il signor Borkì aveva tenuto in Odessa +una casa equivoca. Arricchitosi, stimò bene di cambiar ditta. Quando +morì quattro anni or sono, lasciando centomila lire alla chiesa russa +di Ginevra, i giornali di Odessa ne raccontarono la vita ed i +miracoli. Lo sapevi? + +TOMMY. + +Ti avverto che fai proprio quello che occorre per indurmi ad andarci +caso mai mi fosse rimasto qualche dubbio. + +MASSIMO. + +Già. Questo è il rifugio dei poltroni consapevoli. Vogliono poter dire +che il male l'hanno fatto per ripicco. + +TOMMY. + +Se per dugento e cinquanta lire il mese che dai a nostro padre, il +quale te le ripaga di sacrosanto lavoro, tu credi di poter +spadroneggiare qui dentro! + +MASSIMO. + +Do a tuo padre, quello che avrei dato a chiunque altro. Non sono un +benefattore: posso dunque parlare. E se lo fossi, parlerei lo stesso, +perchè disprezzo le vostre delicatezze astinenti. Non si tratta di +tirannia, benchè occorrendo mi sentirei di chiuderti a forza in una +camera, coi tuoi ventisette anni e di non lasciartene uscire. + +TOMMY. + +Con qual diritto? + +MASSIMO. + +Col diritto che mi danno due braccia più robuste delle tue al servizio +di una testa più sana. Se ti vedessi in procinto di tirarti una +pistolettata, tutti mi riconoscerebbero il diritto di strapparti la +pistola di mano anche a costo di fare a legnate. Le tue relazioni con +quella signora, sarebbero a te ed agli altri più nocive che un colpo +di revolver. E ti disarmo. + +TOMMY. + +Ho conosciuto quella signora due anni fa, quando venni a Ginevra per +la gara del Tennis. Una riunione a invito sceltissima. Essa stava in +prima fila circondata dal fiore della gioventù sportiva. + +MASSIMO. + +Non del paese. La folla cosmopolita. + +TOMMY. + +L'ho riveduta tre mesi or sono. Le sue maniere sono di gran dama. Il +suo nome figura a capo di tutte le opere benefiche. La sua casa è un +modello di eleganza correttissima. Vi si giuoca, perchè il giuoco, +fra la gente per bene, esprime quel distacco dal denaro che è il segno +degli uomini superiori. Tu queste cose non le puoi intendere. Essa non +gioca. Lascia fare per compiacenza, perchè ama aver gente in casa. E +ti so dire che ci ho incontrato della gente a cui faresti tanto di +cappello. + +MASSIMO. + +No, no, no! Tanto di cappello non lo faccio a nessuno. A cui renderei +il saluto, può darsi. Ma gente ricca. I ricchi che la frequentano sono +degli imbecilli e nulla più. Ma uno povero che ci bazzichi non può +essere che un cattivo soggetto. + +TOMMY. + +Sei severo per i poveri! + +MASSIMO. + +Perchè li stimo di più. Credi che ti conoscerei se tu fossi ancora +milionario? Vi ho cercati mai per l'addietro, te ed i tuoi? Che +m'importa la parentela? Non sento la voce del sangue, o la sento +soltanto quando parla in una piena comunanza di lotte, di sofferenze e +di vittorie. Ah! Tre mesi fa, quando ti ho veduto giovane, +intelligente e ricondotto alla legge comune del bisogno, quali +speranze ho concepito di te! Se tu fossi nato povero, saresti riuscito +un tale brav'uomo. Se tu sapessi cosa stai per gettar via. Vieni qui, +che ti ripigli. Lasciamo le parole aspre. Non ti parlo di dovere, ti +parlo di felicità. Ma credi che ci sia paragone fra quello che ho +goduto io della vita e quello che hai goduto tu? Ma soltanto la gioia +di volere! E vincere! Altro che le gare del Tennis! Il vostro mondo è +un guscio di noce. La vostra gaiezza sta in una bottiglia di +champagne. Credi di aver riso mai tu? Di quel ridere che fa buon +sangue e scarica il cervello come uno sternuto? Voi sorridete e +deridete: ecco tutto. La vostra giocondità esce di piccola vena. La +prosperità non vi rallegra, l'avversità vi atterra. Non ridete che +della gente simile a voi. Dei dissimili, oggi non ridete più perchè vi +fanno paura. Noi ridiamo di noi, di voi, delle vicende prospere e +delle avverse. Voi schiumate la pentola: il buon brodo sta in +fondo. Vede più cose un merciaiolo ambulante nel giro della sua +provincia, che voi nel giro della terra. Vi lagnate di che tutti i +paesi si somigliano, e non vi accorgete che tutti gli uomini sono +differenti. + +TOMMY. + +Sì, la canzonatura della ricchezza! + +MASSIMO. + +Ma guardala lì fuori, la ricchezza. È lì, fuori della finestra. Sono +quei prati, quei boschi, quel lago e quei vigneti. La ricchezza è +delle cose. + +TOMMY. + +Ma intanto ti affanni a conquistarla. + +MASSIMO. + +Cerco di bastare a me stesso. La legge della vita è di non campare a +spese altrui. Nè dei vivi, nè dei morti. + + Pausa. + +Perchè vai in quella casa? Rispondimi colla stessa buona fede con cui +te lo domando. Non vorrei più trattenerti a forza. Ti lascio +liberissimo. Perchè ci vai? Non sei innamorato di quella donna? + +TOMMY. + +Chi lo sa? + +MASSIMO. + +Dimmelo in faccia.... senza ridere. + +TOMMY. + +Ci vado per cercar fortuna. Ecco. + +MASSIMO. + +Al gioco? Al gioco.... che.... esprime, il distacco del danaro.... +come hai detto un momento fa? Ah! che è il segno degli uomini +superiori. + +TOMMY. + +Non parlavo di me. + +MASSIMO. + +Si capisce. + +TOMMY. + +Se tu credi ch'io non mi disprezzi! + +MASSIMO. + +E io! + +TOMMY. + +Ma non mi sono fatto da me, quello che sono. + +MASSIMO. + +Puoi rifarti. + +TOMMY. + +Non so volere. + +MASSIMO. + +Appoggiati a qualcheduno che voglia in tua vece. + +TOMMY. + +A te, per esempio? + +MASSIMO. + +Io so infatti. + +TOMMY. + +Non c'intendiamo. + +MASSIMO. + +A tua sorella. + +TOMMY. + +A Nennele? Tu hai tanta stima di Nennele? + +MASSIMO. + +Credo di sì. + +TOMMY. + +Curiosa! + +MASSIMO. + +Molta stima e molta pietà. + +TOMMY. + +Perchè pietà? + +MASSIMO. + +Perchè le tue relazioni, non le gioveranno al certo. E potrebbero +impedirle qualche buon collocamento. + +TOMMY. + +Ah, ah, ah, il movente! Volevo ben dire, tanto zelo per la mia salute +morale! + +MASSIMO. + +Quando io avessi in animo di sposare tua sorella.... se anche tu fossi +patentato e bollato per la più fetida canaglia della terra, me la +sposerei ad ogni modo. + +TOMMY. + +Se ti volesse. + +MASSIMO. + +Oh già! + +TOMMY. + +E se non ti volesse? Eh?! Se non ti volesse? Che figura ci farebbe la +tua volontà? Di'. Se non ti volesse?! E non ti vorrà! Siamo di una +razza diversa! Addio. + +MASSIMO lo prende a braccetto, ironico. + +Dicono che l'Orloff sia alla ricerca di un secondo marito. Dovresti +farti avanti. + +TOMMY. + +Guarda. È un'idea. + + Vede entrare Nennele. + +Nennele. + + + +SCENA DECIMA. + + NENNELE e detti. + +NENNELE viene dalla sua camera. + +MASSIMO. + +Trattieni tuo fratello che va a perdersi. Io ho fatto quello che ho +potuto. + +NENNELE. + +Anch'io. + +TOMMY. + +Tu? + +NENNELE. + +So dove vai. Bel merito. Passa qui sotto tutte le mattine, col suo +paggetto. Non so chi sia. Ma non dev'essere una gran cosa, se non hai +osato dirmi che l'invito ti veniva da lei. Hai sentito il bisogno di +mentire per sviarmi. + + + +SCENA UNDICESIMA. + + Detti, GIULIA e GIOVANNI. + +GIULIA entra dal fondo. + +Nennele, prepara la tua più bella toeletta. Stassera ti conduco al +concerto del Circolo. + +NENNELE. + +Io! + +TOMMY. + +Che? + +GIULIA. + +Non mi era venuto in mente. È stato vostro padre a pensarci. Non mi +pareva bello andar sola. Tommy non è compagnia che basti. Mentre +invece sotto la salvaguardia d'una signorina.... E ha ragione. + +TOMMY. + +Nennele non ci andrà. + +GIOVANNI. + +Come dici? + +TOMMY. + +Ti domando scusa, ma tu non conosci.... + +GIOVANNI. + +Che cosa? Spiegati. + +TOMMY. + +Quella non è una società.... + +GIULIA. + +Non è una società rispettabile? + + A Giovanni. + +Domanda a Max che conosce Ginevra da anni. + +TOMMY. + +Non ho detto.... + +GIULIA. + +Domanda a Max, domanda a Max. + + A Massimo. + +Di' tu. + +MASSIMO. + +Ah già. Sono io Max. Non mi ricordo mai che tu mi poetizzi a quel +modo. È una società allegra e rispettabilissima. + +GIULIA a Giovanni. + +Vedi? + + A Tommy. + +Tu poi.... + +TOMMY. + +Io parlo di Nennele. + +NENNELE. + +Di me sola? + +TOMMY. + +E non è questione della società. + + A Giovanni. + +Se tu hai permesso che mammà ci entrasse, è segno.... + +GIOVANNI. + +Non ho permesso. Me l'ha detto a cose fatte. Mi ha detto che non +costava un soldo, che bisognava, per poter smerciare le sue pitture. + +TOMMY. + +Infatti, mammà è un'artista. Ci si è messa con ardore.... produce.... + +NENNELE. + +Tu parli così! + +TOMMY. + +E la frequentazione degli artisti può giovarle a farsi strada. Ma +Nennele! + +NENNELE. + +Se può mammà, posso anch'io. Non vedo che ci sia differenza. O è male +andarci e + + A Tommy. + +ti saresti opposto anche per lei.... o non è male, e l'accompagno. + +MASSIMO. + +Approvo. Approvo. + +TOMMY a Nennele. + +Sai benissimo.... + +GIOVANNI. + +Che sa Nennele?... Ho da saperlo anch'io. Non ammetto reticenze. +Fuori. + +TOMMY. + +Voglio dire che la nostra condizione.... + +GIULIA. + +La nostra condizione c'è anche per te.... e tu frequenti il bel mondo. +E quale! + +GIOVANNI stupito. + +Tommy!? + +GIULIA. + +Non va oggi a colazione dalla signora Orloff? + +GIOVANNI. + +Chi è? + +GIULIA. + +È una bella.... + +GIOVANNI. + +Non domando a te! + + A Massimo e Tommy. + +Chi è questa signora Orloff? + + Silenzio. + +Non rispondete.... nessuno? Sarò il solo in casa mia che ignora. + +NENNELE con grande impeto. + +Oh papà. Devi guardare.... devi guardare. + +GIULIA. + +Parla con rispetto.... + +GIOVANNI. + +Che vuoi che veda dal mio guscio? Sono là dalla mattina alla +sera.... e ancora.... + +NENNELE. + +Devi uscirne, devi comandare. Non vedi? Tutto si dissolve in questa +casa. + +GIULIA. + +Ma che è? Ma che si dissolve? Ma si può dire!? + +GIOVANNI. + +Sta zitta. + +GIULIA. + +Si viveva tranquilli.... io lavoro.... si dissolve! + +GIOVANNI. + +Sta zitta. + +TOMMY a Massimo. + +Sei contento eh! + +MASSIMO. + +Oh tanto! + +NENNELE. + +Comandare.... comandare, Che importa il danaro! Farò la serva se +occorre.... Ma tu, ma tu, la tua mano ci vuole. Ci vuole qui. Ci +voleva a Milano. + +TOMMY. + +Nennele! + +GIOVANNI. + +Lasciala. Ha ragione. Ti ricordi, Massimo, quello che ti dicevo a +Milano? Un bue da lavoro e nulla più. Li ho rovinati.... e non ho +saputo armarli per la rovina.... + +NENNELE. + +Papà.... + +GIULIA a Tommy. + +Ecco. Ecco.... bel profitto! + +GIOVANNI. + +Te lo dicevo, Massimo.... sono un cattivo padre.... + +NENNELE. + +No, no, no.... + +GIOVANNI. + +E dovevi esser tu a rimproverarmelo.... + +NENNELE avvinghiandosi a lui. + +No, no.... perdonami. No, perdonami.... + +TOMMY a Massimo. + +Oggi mi condurrai dal tuo amico. Accetto l'impiego. + +GIULIA a Tommy e Massimo. + +Quella là per fare le cose grosse! + +GIOVANNI carezzevole a Nennele. + +Sì, cara.... sì, cara, mi vuoi bene, lo so.... mi +proverò.... vedrai.... lasciami.... adesso.... lasciami.... c'è +dell'altro ancora.... voglio.... sapere.... ogni cosa.... bisogna che +Tommy.... + +MASSIMO. + +Tommaso.... ha rinunziato al bel mondo, come dice tua moglie. Ti +spiegherò poi. Quanto al Circolo.... + +GIULIA. + +Ma chi ci pensa nemmeno al Circolo? Sì che ho voglia di divertirmi! + +GIOVANNI. + +Perchè Tommy non voleva che Nennele...? + +MASSIMO. + +Aveva ragione.... quando parlava delle condizioni in cui +siete. Nennele cerca delle lezioni e quando venissero a sapere che si +diverte.... le sarebbe poi difficile trovarne. + + Marta appare dal fondo. + +NENNELE pronta, a Marta. + +Vieni per apparecchiare? Basto io. Va. + + Prende dalla credenza la tovaglia. + +GIOVANNI a Massimo. + +Oggi discorreremo a lungo con te. + +MASSIMO. + +Quanto vorrai. + +GIOVANNI va a sedere pensieroso presso la finestra. + +MASSIMO a Nennele. + +Posso aiutarti? + +NENNELE. + +Se vuoi. + + Apparecchiano in due. + +GIULIA a Tommy. + +Adesso bisogna che scriva un biglietto. + +TOMMY. + +Io pure. Ma.... chi lo porta? Bisognerebbe subito. + +GIULIA. + +Penso io. + + Va in camera sua. + +TOMMY si mette a scrivere al tavolino. + +NENNELE a Massimo. + +Domani ripiglio le lezioni. + +MASSIMO. + +A te credo. + +NENNELE. + +E agli altri? + +MASSIMO. + +Troppo bello. Quando il tempo s'aggiusta in fretta.... + +_Cala la tela_. + + + + +ATTO TERZO. + + La stessa scena del secondo. + + + +SCENA PRIMA. + + GIULIA poi NENNELE. + +GIULIA sull'uscio di Nennele. + +Nennele. + +VOCE DI NENNELE. + +Mammà. + +GIULIA. + +Dammi la chiave del tavolino. + +NENNELE entra + +Quale tavolino? + +GIULIA indica quello appoggiato alla parete. + +Quello. + +NENNELE. + +Per farne che? + +GIULIA. + +Dammela. + +NENNELE. + +Scusa. Per farne? + +GIULIA. + +Per pigliar del danaro. + +NENNELE. + +C'è qualche conto da pagare? Sono qui. + +GIULIA. + +Nessun conto. Per me. Devo darti causa di scienza? + +NENNELE. + +No certo. Puoi domandare quello che vuoi al papà e io non ho da +saperne nulla. Ma quelli sono per la casa, li ho in custodia e restano +per la casa. + +GIULIA. + +Sei tu la padrona qui dentro? + +NENNELE. + +No. E appunto per questo non posso disporre di ciò che non mi +appartiene. + +GIULIA. + +Se te ne domandasse Tommy! + +NENNELE. + +Glie ne ho offerti otto giorni fa. + +GIULIA. + +Dico bene! + +NENNELE. + +Ma non glie ne offrirei più oggi. Ho rimproverato ad altri la +debolezza. Non voglio esser debole io. + +GIULIA. + +Se credi che Tommy non trovi anche lui ridicole le arie che ti dai. + +NENNELE. + +Ho visto che ve l'intendete. Sei diventata la sua confidente. + +GIULIA. + +C'è poco da confidare. Ha accettato un lavoro ingrato e ci attende. +Ne dubiti? + +NENNELE. + +No. Non so capire perchè evita di trovarsi con me. Si direbbe che mi +nasconde qualche cosa. Se lavora, fa il suo dovere. Mi sono persuasa +che qui ognuno deve fare con rigore quello che gli spetta. + +GIULIA. + +E a te spetta di farmi da istitutrice eh? Da otto giorni ti ho sempre +ai panni. Così ha ordinato il padrone di noi tutti, il signor Max. + +NENNELE. + +Non hai altro a dirmi? + +GIULIA. + +Ho a dirti che se il signor Max è per te il modello di tutte le +perfezioni, dovresti sposartelo e finirla cogli equivoci. + +NENNELE. + +E dopo questo non hai altro? C'è il papà che sta salendo. Intenditela +con lui. + + Rientra in camera. + +GIULIA. + +Impertinente. + + + +SCENA SECONDA. + + GIOVANNI e GIULIA. + +GIOVANNI con un pacco in mano. + +Hanno portato per te questa roba. + +GIULIA. + +Che cos'è? + +GIOVANNI. + +Non so. + +GIULIA. + +Ah sarà il resto dei miei studi. Quelli che non si sono +venduti. + +GIOVANNI. + +Ne hai venduti? + + Fa per strappare lo spago. + +GIULIA sorride sdegnosa. + +Che domanda! Ero sulla lista per gli acquisti del Circolo. Non tirare +così che li guasti. + +GIOVANNI. + +Dammi le forbici. + +GIULIA. + +E sciogli il nodo. Lo spago può servire. + +GIOVANNI. + +Che massaia! + + Fa per sciogliere. + +GIULIA. + +Nennele sola saprà tener da conto! + +GIOVANNI. + +Oh. Crepi l'avarizia. + + Prende le forbici sul tavolino e taglia. + +Quanti erano? + +GIULIA. + +Dodici. + +GIOVANNI li conta. + +Tre, sei, nove.... Ci sono tutti. + +GIULIA. + +Impossibile. + +GIOVANNI. + +Contali. + +GIULIA. + +È stato un errore. Ero sulla lista. Me lo ha detto Helmer. Li +manderanno a riprendere. Vedrai. + + Dispone gli studi sulla credenza. + +GIOVANNI. + +Se credi che mi rincresca. + +GIULIA. + +Ecco alla prima apparenza di un insuccesso non hai più fede in me. + +GIOVANNI. + +Ma non ne ho mai avuta. E ringrazio il Signore che non sei un'artista. + +GIULIA. + +Ah è così? Allora capirai che devo riprendere le mie attribuzioni. +Sono tua moglie. Tocca a me il governo della casa. + +GIOVANNI. + +Riprendere? A Milano per le cose grandi c'era Andrea il maggiordomo +che faceva i conti con me e per le piccole c'era Lucia che dipendeva +da Nennele. + +GIULIA. + +Perchè una signorina deve imparare.... + +GIOVANNI. + +Ecco. E ha imparato. + +GIULIA. + +Così devo star soggetta a Nennele + +GIOVANNI. + +Non sei soggetta a nessuno. Sono soggetto io? + +GIULIA. + +Se ho bisogno d'una tazza di caffè dovrò domandar licenza a Nennele? + +GIOVANNI. + +Lo dici a Marta. Hai domandato licenza fin'ora? + +GIULIA. + +Finchè mi credevi e potevo credermi utile per altre vie, ci stavo. Il +mio contributo alla casa lo davo. No? + +GIOVANNI. + +Sì sì. + +GIULIA. + +Ma se non servo ad altro, farò la massaia, come tu dici. + +GIOVANNI. + +Chi ti proibisce di dipingere? + +GIULIA. + +La fede ci vuole. Ti rallegri se non mi comprano gli studi? Va +benissimo. Allora, qua la cassa, qua il libro dei conti, un grembiule +bleu e _marche_. + +GIOVANNI. + +Misericordia! Non darmi altri fastidi. + +GIULIA. + +Sono tua moglie? Sono la padrona? + +GIOVANNI. + +E io.... cosa sono? + +GIULIA. + +Non è una ragione per sovvertire l'ordine di natura. Me la vedrò con +Nennele. + +GIOVANNI. + +Lascia stare Nennele, brava, lasciala stare. + +GIULIA. + +Già. Perchè t'intimorisce, perchè fa la voce grossa. Ma l'ho anch'io +una voce. + +GIOVANNI. + +Oh se l'hai. + +GIULIA. + +E mi sentirà madamigella. + +GIOVANNI. + +Guarda. Ho già la testa che non mi regge. Sono stanco, stanco, stanco. +Ammalerò se mi date altri fastidi. Tu non sai, nessuno sa la vita che +faccio da tre mesi. Nessuno. Prenditi il governo, i conti, il danaro, +ma che non siano guai in casa, per carità. + +GIULIA. + +Oh a quel patto! Lo dirai tu a Nennele. + +GIOVANNI. + +Sì. Lo dirò io. + +GIULIA. + +Subito. + +GIOVANNI. + +Il Signore misericordioso poteva ben mandare a qualcuno l'ispirazione +di comprarti quei.... + +GIULIA chiama. + +Nennele. + +GIOVANNI. + +Ora? + +GIULIA. + +Bisogna battere il ferro mentre è caldo. Vedrai che ordine ti metto io +qui dentro. E senza far la pittima. + + + +SCENA TERZA. + + Detti e NENNELE. + +NENNELE. + +Hai chiamato? È venuto Massimo? + +GIOVANNI. + +Non ancora. + +NENNELE. + +Il treno arriva alle nove. Sono le undici. + +GIOVANNI. + +Oh colla burrasca di ieri e di stanotte! Magari è nevicato sulla +montagna. Avrà perduto il treno. + +NENNELE. + +Avrebbe telegrafato. + +GIOVANNI. + +O si sarà trattenuto in città per i suoi affari. + +NENNELE. + +No, prima viene qui. + +GIULIA. + +Tuo padre ti voleva dire.... + +GIOVANNI. + +Lascia a me. + + Trae Nennele in disparte. + +Nennele, mammà desidera di tenere lei d'ora in avanti il governo della +casa. + +NENNELE. + +E tu glie lo dai? + +GIOVANNI. + +È un desiderio legittimo. + +NENNELE. + +Giusto. È subito fatto. Ecco qui. + + Va al tavolino per aprire il cassetto. + +GIOVANNI le va vicino, piano. + +Te n'hai per male? + +NENNELE. + +No. + +GIOVANNI c.s. + +Per la pace. + +NENNELE. + +Sì. + +GIOVANNI. + +Sorridimi, cara, sorridimi. + +NENNELE. + +Come sei buono! + +GIOVANNI c. s. + +E.... badaci ancora. + +NENNELE c.s. + +Non temere. + + A Giulia. + +Qui ci sono sessantatre lire e trenta centesimi. Qui c'è il libro +delle spese, e questi sono i libretti dei fornitori. + +GIOVANNI. + +Vi annunzio che domenica vi conduco tutt'e due a Chamonix. + +GIULIA. + +Era tempo. + +NENNELE. + +A far che? + +GIOVANNI. + +È cosa intesa con Massimo. Massimo inaugura domenica il suo primo +tronco di ferrovia. Sono stanco. Due giorni d'aria fresca mi faranno +bene. Ne ho di bisogno. + +NENNELE. + +Tu. Ma noi? + +GIULIA. + +I paperi menano le oche a bere. + +GIOVANNI. + +Non me la godo da solo. + + A Nennele. + +Non darti pensiero della spesa. C'entra. + +NENNELE. + +Ne vanno tanti! + +GIOVANNI. + +Avara. Fidati di questo dissipatore. So quello che mi dico. Quando +viene Massimo me lo mandi giù nello studio. + + S'avvia. + +NENNELE. + +Sì. + + Via Giovanni. + + + +SCENA QUARTA. + + NENNELE e GIULIA. + +NENNELE. + +Dimenticavo. Questa è la chiave del cassetto. Sarà bene tener chiuso. + +GIULIA. + +Che vuoi dire? + +NENNELE. + +L'altra settimana mi son mancate trenta lire. Tre giorni fa mi sono +accorta di non aver più quella treccina d'oro che mi aveva regalato la +zia Irene. Di Milano l'ho portata di sicuro. Ma da poi che siamo qui +non m'era più occorso di metterla. Chissà da quando è scomparsa. Ieri +l'altro avevo dato ordine al cassetto del comò, e avevo segnato bene +il posto di ogni cosa, per accorgermi se altri ci toccasse. E ieri mi +son trovato mancare quella cornice d'argento per fotografie. Ti +ricordi? + +GIULIA. + +Mi pare, sì. Un orrore. Non mi piaceva. + +NENNELE. + +Ad ogni modo.... + +GIULIA. + +Con quelle persone di servizio a buon mercato! + +NENNELE. + +Marta è fedele. + +GIULIA. + +Tante cose non si trovano sul momento e poi saltano fuori. + +NENNELE. + +L'ho rimessa ieri l'altro a suo posto. + + Con aria leggermente ironica. + +A te non è mai mancato nulla? + +GIULIA. + +Perchè sorridi? + +NENNELE. + +Domando se ti sei mai accorta.... + +GIULIA. + +Oh chissà quante cose. Ma io mi fido di tutto e di tutti. A me anche +un bambino potrebbe farla. + +NENNELE. + +Già. + + + +SCENA QUINTA. + + Dette, GIOVANNI, HELMER STRILE. + +GIOVANNI. + +Giulia. Guarda, c'è qui un signore che domanda di te. + +GIULIA premurosa. + +Helmer. + +HELMER. + +Domando scusa dell'ora indebita. + + A Giulia accennando a Giovanni. + +Il signor Rosani? Mi fate l'onore. + +GIULIA. + +Come? Non.... Oh! Giovanni.--Helmer Strile, un grande maestro. + +HELMER. + +Onorato. + +GIOVANNI. + +La ringrazio. + +GIULIA a Nennele. + +Helmer Strile. + + A Helmer. + +La figlia di mio marito. Sapete che mi hanno mandato indietro tutti +gli studi? + +HELMER. + +Vengo appunto per questo. Dove sono? + +GIULIA. + +Eccoli. + + Conduce Helmer presso la credenza. + +GIOVANNI piano a Nennele. + +Maestro di che? + +NENNELE c. s. + +È un pittore. Si danno di maestro fra di loro. + +GIOVANNI. + +È già venuto altre volte? + +NENNELE. + +In casa mai. + +GIOVANNI. + +Ti piace a te? + +NENNELE. + +No. + +GIOVANNI. + +Nemmeno a me.... + + A Helmer. + +Con permesso. Io devo scendere. + +HELMER. + +Prego, prego. + + Via Giovanni. + + + +SCENA SESTA. + + GIULIA, HELMER e NENNELE. + +NENNELE prende un libro sul tavolino e va a sedere nel vano + della finestra. + +HELMER. + +Dovevano essere compresi nella lista del Circolo. Ma la combriccola +ginevrina non ne volle sapere. Lodano, ma dicono che voi siete qui da +tre mesi soltanto e che potete aspettare. + +GIULIA. + +Aspettare! Lascierò l'arte io. + +HELMER. + +Non dite cose sacrileghe. L'arte non si lascia. È nel sangue. Per +fortuna, un amico mio li ha visti, se n'è innamorato e mi ha +incaricato di comprarne. + +GIULIA. + +Tutti? + +HELMER. + +Per ora uno.... o due. Due, due. Per le condizioni tratterò col +segretario del Circolo. Fra noi non si può discorrere di queste cose. + +GIULIA. + +Hai sentito, Nennele? + +NENNELE. + +Mi pare. Sì. + +GIULIA. + +Ho venduto due studi. Ho piacere che tu lo sappia. + +NENNELE. + +Chi li ha comprati? + +HELMER con lieve imbarazzo. + +Un mio compaesano. Un grande amatore d'arte. + +NENNELE. + +Ah! Ah! + +HELMER piano a Giulia. + +Non vi si vede più. Sono venuto due mattine laggiù! + +GIULIA c. s. + +È stata lei. + + A Nennele. + +Mi fai il piacere, Nennele, di scendere dabbasso, dove tengo i miei +arnesi di pittura, e di prendermi nella cassetta grande dei colori, +quella tavoletta che ci troverai appena abbozzata? Bada che è fresca. + +HELMER. + +Se potessi io. + + NENNELE esce senza dir parola. + + + +SCENA SETTIMA. + + GIULIA e HELMER. + +GIULIA. + +Ho una piccola memoria per voi. Aspettate. + + Corre in camera sua. + +HELMER guarda gli studi. + +Con cento franchi! + +GIULIA torna con un ritratto, formato _cabinet_, in cornice d'argento, + involto in carta velina, lo porge ad Helmer. + +Al maestro ed all'amico. + +HELMER. + +Il vostro ritratto! Com'è bello. Come siete bella! E che squisita +cornice. Come v'inquadra bene il candore freddo dell'argento. Una +gentile cosa. Grazie. + + Le bacia le mani. + +GIULIA. + +Incartate presto e mettete via.... presto che quella non veda. + + Avviluppa il ritratto nella carta velina. Helmer lo intasca. + +Da otto giorni esce sempre con me, mi accompagna da per tutto. Vi ho +veduto l'altra mattina, volevo scendere, ma.... ci veniva anche lei! +Una vita! + +HELMER. + +Ho preso l'abitudine di lavorare con voi. Se mi mancate, l'universo +svanisce, le cose non hanno più voce nè colore e non mi confidano più +nulla. + +GIULIA. + +Come si fa? + +HELMER. + +Avrei trovato un luogo così bello! Sull'altra sponda del lago! Un +recesso patetico e solenne. + +GIULIA. + +Non me ne parlate. + +HELMER. + +Possibile che non vi riesca di liberarvi un momento? Vorrei che lo +vedeste. + +GIULIA. + +Dov'è? + +HELMER. + +Ah, no. Vi ci voglio condurre io. + +GIULIA. + +Impossibile con voi. + +HELMER. + +Mi avete tolto ogni pace. + +GIULIA. + +Non devo ascoltare queste parole. È lontano? + +HELMER. + +No. Verrebbe anche il mio vecchio compagno. Mi lasciate sperare? + +GIULIA. + +Vorrei. Non domandate di più. Non sono libera. + +HELMER. + +Ma non va mai fuori la signorina? + +GIULIA. + +Due volte la settimana ha una lezione in città. + +HELMER. + +Quando? Domani? + +GIULIA. + +Domani ce l'ha. + +HELMER. + +Vi aspetto al Circolo? A che ora? + +GIULIA. + +No, no, domani non voglio. + +HELMER. + +Perchè? + +GIULIA. + +Giorno di venerdì. Mai. + +HELMER. + +Sabato. + +GIULIA. + +Non ha lezione. + +HELMER. + +Domenica. + +GIULIA. + +Domenica. Domenica forse potrei.... È qui che viene. Parlate forte. + +HELMER. + +I realisti non vogliono capire che il simbolo.... + + + +SCENA OTTAVA. + + NENNELE e detti. + +NENNELE entra senza parlare e va a sedere dov'era prima. + +GIULIA. + +Ebbene? + +NENNELE. + +Non c'era nessuna tavoletta, nè abbozzata, nè da abbozzare. + +GIULIA. + +Non hai trovato? Nella piccola cassetta. + +NENNELE. + +Mi avevi detto nella grande, ma ho guardato anche nella +piccola. + +GIULIA. + +È strano.... perchè.... + +NENNELE. + +Oh, mamma! + +HELMER. + +Posso portarli via addirittura questi studi? + +GIULIA. + +Come volete. Ve li incarto. + + Prende due studi. + +Questi due? + +HELMER. + +Sono tutti belli. Scegliete voi. + + + +SCENA NONA. + + MASSIMO e detti. + +MASSIMO. + +Gran ritardo. + +GIULIA. + +O Max. + +MASSIMO. + +Buon giorno, zia. + + A Nennele. + +Come va? + +NENNELE. + +Ti aspettavo. + +MASSIMO. + +Mille guai. + + Vede Giulia coi due studi in mano. + +È la tua pittura quella? + +GIULIA. + +A te non piacerà. + +MASSIMO. + +Fai vedere. Mi piace. + +GIULIA. + +Davvero? + +MASSIMO. + +Mi piace proprio. Non so se tu deva pigliarlo per un elogio. + +HELMER. + +L'arte si sente, non si ragiona. + +MASSIMO. + +Scusi, signore, io la ragiono. Mi piace la pittura che non capisco e +mi piace perchè non la capisco. + +HELMER. + +La penetrazione dell'occulto. + +MASSIMO. + +Eh? + +HELMER. + +Dico: la penetrazione dell'occulto. + +MASSIMO. + +Ecco. Se quello che lei dice fosse in pittura, mi piacerebbe. I quadri +che parlano chiaro sono sempre quelli. Comandano loro. È un bosco. È +un prato. E io non sono sempre disposto a compiacermi di un bosco e di +un prato. Invece in questi, ci vedo quello che voglio, secondo gli +umori del momento. Comando io. + +NENNELE. + +Bravo Massimo. Le migliori pitture sono le macchie dei muri. + +HELMER. + +Oh! + +MASSIMO. + +Vero, vero. La mattina allo svegliare le guardo e ci vedo delle nubi, +dei dromedarii, delle grotte, un imperatore, una focaccia.... + +GIULIA spettosa. + +Arte economica. + + Stende un foglio di carta sulla tavola. + +HELMER. + +Un momento. + + Leva il ritratto di tasca. + +Ci metto anche.... + +GIULIA piano. + +Badate. + + Helmer fa il pacco. + +MASSIMO a Nennele. + +Credevo di non arrivare. Non c'è stato anche qui un tempo scellerato? + +NENNELE. + +Sì. + +GIULIA davanti alla tavola per nascondere Helmer. + +Ieri e stanotte. + +MASSIMO. + +Oh, lassù. Disastri. L'Arve straripato, due ponti crollati, case +rovinate, tre persone travolte nella corrente.... + +NENNELE. + +Morte? + +MASSIMO. + +Oh! Chi ci casca! In mezzo minuto! Nemmeno il tempo di affogare! +Sbattuto ai massi ed ai tronchi.... + +GIULIA a Helmer che ha fatto il pacco. + +A me. Tenete. Io lego. + +NENNELE. + +Vedremo le traccie domenica salendo a Chamonix. + +MASSIMO. + +Ah, ci venite poi? + +GIULIA. + +Per mio conto ho pensato di no. + + Si mette per legare il pacco che Helmer tiene in mano. + +NENNELE. + +Come? Eri tu che insistevi. + +GIULIA. + +A me non piace sfoggiare virtù al primo momento. Rifletto e faccio poi +per il meglio. + +NENNELE. + +Già + + Il ritratto scivola dal pacco e cade. + +MASSIMO a Helmer. + +Guardi. + + Lo raccoglie. + +GIULIA glielo strappa di mano. + +NENNELE ha veduto e scoppia in una risata. + +MASSIMO a Nennele. + +Che c'è? + +NENNELE ridendo. + +Nulla. + +GIULIA incarta e lega in furia. + +Là. Così non scapperà più. + + A Helmer. + +A voi. Vi accompagno fino all'uscio dell'orto. + +HELMER. + +Grazie. Signorina. Signore. + + Via Helmer e Giulia. + + + +SCENA DECIMA. + + Massimo, NENNELE poi GIULIA. + +MASSIMO. + +Mi spieghi? + +NENNELE. + +Mi fa schifo, schifo, schifo. S'è fatta comprare due sgorbi da quel +bel signorino, che le fa il patetico intorno. Ha capito che era lui il +compratore.... lui stesso moriva dalla voglia di tradirsi. M'hanno +mandata via con un pretesto da collegiali. Che abbiano macchinato non +so, ma lei, lei che prima era pazza per andare domenica a Chamonix e +mi aveva rimbeccata per certe mie osservazioni, dopo.... hai +sentito.... la saviezza! Ah, che anima bassa! E io ho passato una +settimana a fare l'odioso e stupido mestiere di cane da guardia. Ho +fatto questa ridicola cosa. Te la immagini eh? Una ragazza della mia +età, che prende in custodia la virtù della sua matrigna.... Ti +stupisce ch'io parli così? Non devo sapere? Non devo vedere? Ah! Tutte +sanno e tutte vedono. Va là. Le commedie che c'inibiscono in teatro, +le vediamo in casa, in casa, in casa. Solo mi fa meraviglia che +m'offendano ancora. Di' la verità che ti sembro un piccolo essere +corrotto e grottesco! Che pietà! Che ribrezzo! Che pensi di me, +Massimo.... che pensi di me? + +MASSIMO. + +Imparo. Mi accorgo che il mio genere di vita, mi ha lasciato ignorare +molte cose. Ma quello che penso di te, non ti può spiacere. Trovo +molto salutare la tua rivolta. + +NENNELE. + +Non ne posso più. Se tu sapessi le idee che mi vengono in certi +momenti! E mi sono anche alienato l'animo di Tommy. Tommy, che ha un +sentimento così squisito dell'eleganza, deve aver trovate tanto misere +e sciocche le mie pretese e la mia condotta. E si è voltato dalla +parte di mammà! Se la intendono. Sorridono insieme, discorrono fra di +loro, tacciono quando arrivo.... + +MASSIMO. + +Ne sei gelosa? + +NENNELE. + +Meno di quanto avrei creduto. + +MASSIMO. + +L'orgoglio! + +NENNELE. + +Non mi capisci. Ne sono rattristata però. Tu sai nulla di Tommy? + +MASSIMO. + +No. Novità? + +NENNELE. + +Non so. + +MASSIMO. + +Ci attende, al suo ufficio? + +NENNELE. + +Credo. Se ne va tutte le mattine, rientra per la colazione, torna ad +uscire, fino all'ora del pranzo. Ma ha l'aria scontenta. Ho fatto +tanto per infondergli una volontà allegra. Ho cercato di volere per +lui. Tu mi dicevi un giorno che la volontà può ogni cosa. + +MASSIMO. + +Bene applicata. + +NENNELE. + +Tu credi di poter sempre conseguire quello che vuoi? + +MASSIMO. + +Quasi sempre. Col tempo e col silenzio. + +NENNELE. + +Credi che potrei anch'io? + +MASSIMO. + +Credo di sì. Nei limiti del non assurdo. È certo che se tu volessi +fare un uomo forte di Tommy.... che ha un sentimento così squisito +dell'eleganza! E poi in te c'è ancora il dissidio fra gli istinti.... +o meglio fra le abitudini e la ragione. + +NENNELE. + +Non mi capisci. + +MASSIMO. + +Ad ogni modo, non stancare la volontà, a cose vane. Chi si vuol +perdere lascia che si perda. Che vuoi fare colla tua matrigna per +esempio? Io credo che tuo padre l'ha pesata e giudicata, e che domanda +una cosa sola, che non lo distragga dal suo lavoro. + +NENNELE. + +Non senti la ribellione?... + +MASSIMO. + +Vuoi ribellarti contro le foglie che il vento disperde? Trattienile se +puoi. Hanno tanta grazia, e tanta eleganza, e non sai dove vanno a +finire. Quella gente là non finisce. Nessuno farà mai la bricconata +concludente: svolazzano di viltà in viltà e dileguano nella viltà +universale. Un bel giorno, ti volti, non ci sono più. + +NENNELE. + +Così la pensi anche di Tommy? + +MASSIMO. + +Non so ancora. Volevo passare stamani dal mio amico per averne +notizie. Ma con quel ritardo! Gli ho telegrafato dall'ultima stazione, +che me ne telegrafasse qui. Sentiremo. + +GIULIA entra dal fondo. + +NENNELE appena la vede, a Massimo. + +Guarda che il papà ti aspetta nello Studio. + + Massimo s'avvia. + +Appena sai nulla vieni a dirmelo, eh? + + Via Massimo. + + + +SCENA UNDICESIMA. + + Giulia e NENNELE. + +GIULIA. + +L'hai mandato via per rimaner sola con me? + +NENNELE. + +No. Il papà aveva detto di mandarglielo. + +GIULIA. + +Si può sapere il perchè di quella risata sconveniente? + +NENNELE fa per andarsene. + +GIULIA. + +Vieni qui. + +NENNELE. + +Mammà, è meglio che tu mi lasci andare. + +GIULIA. + +So quello che pensi. Ci sarà una sola cornice d'argento al mondo! + +NENNELE. + +Non parliamo di queste cose. È così volgare. Non ti dico nulla, non +voglio saper nulla. + +GIULIA. + +Hai creduto che fosse la tua eh? + +NENNELE. + +Lasciami andare. Non parliamo. Mi ripugna. + +GIULIA. + +Lo sospettavi. Mi avevi fatto il tuo bravo interrogatorio. + +NENNELE. + +Era la mia, l'ho riconosciuta. Sospettavo prima di parlartene. Dopo +avertene parlato ne fui certa. Ieri, passando ti ho veduta entrare in +camera mia. Sono scesa nell'orto, mi son messa a cantare per non darti +sospetto. Tu hai fatto capolino fra le tende. Sono risalita dopo +qualche minuto, ho visto aperto il mio cassetto e mi sono accorta dì +ogni cosa. Ho voluto parlartene per mostrarti che stavo sull'avviso. +Non sarei mai più tornata su questo discorso. + +GIULIA. + +Inventi. Non è vero che io sia entrata in camera tua. + +NENNELE. + +Tommy ti ha veduto uscirne. + +GIULIA. + +Avrò aperto l'uscio per cercarti. + +NENNELE. + +Se ti piaceva potevi domandarmela. + +GIULIA. + +Non mi piaceva. + +NENNELE. + +Infatti. Per l'uso cui la destinavi.... + +GIULIA. + +Quale uso? Ora ne viene un'altra. Quale uso? Volevo mostrare la mia +gratitudine a chi si è dato la briga d'insegnarmi l'arte. Ho +incorniciato, del mio, un mio ritratto. Vedi che te lo dico, tanto è +innocente. Era un mio ritratto. Tu non lo sapevi nemmeno. + +NENNELE. + +Si capiva. + +GIULIA. + +Ne capisci tu delle cose! + +NENNELE. + +Molte, più che non credi. + +GIULIA. + +Ma sì. È da un pezzo che mi stai sulle piste. Bel rispetto! Fingevo di +non accorgermene per riguardo a quel pover uomo di tuo padre. + +NENNELE. + +Eh. + + Sorriso amaro. + +GIULIA. + +Ma ora che hai osato sospettarmi, voglio che si vada in fondo. Luce, +luce. + +NENNELE. + +No, mammà, no, non facciamo guai. + +GIULIA. + +Niente, niente, si deve venire in chiara. Prove ci vogliono. Mi +accusi? Prove. Tuo padre giudicherà. + +NENNELE. + +Te ne prego. + +GIULIA. + +Hai paura, eh? + +NENNELE. + +Paura?! + + + +SCENA DODICESIMA. + + TOMMY e dette. + +NENNELE. + +Ah, Tommy. Vieni, vieni. Non potevi capitar meglio. + + A Giulia. + +Ti rimetti in Tommy? + +GIULIA. + +Altro. + +TOMMY. + +Cos'è stato? + +GIULIA. + +È stato che tua sorella mi accusa di frugare nei suoi cassetti. Dice +che tu mi hai veduto ieri, prendere.... + +NENNELE. + +No, prendere, no. Tu negavi di esser stata in camera mia: ho detto che +Tommy ti ha veduto uscirne. + +TOMMY. + +Ma che questioni sono queste? Andiamo, io non so nulla. + +NENNELE. + +Oh, Tommy. Non evitare di rispondere. Vedi bene! Vuoi che possa dire +che ho mentito? Ieri ti ho incontrato qui quando risalivo dall'orto. +Ti ho domandato.... mi ricordo che l'ho fatto col tono il più +indifferente, perchè non volevo metterti in sospetto. Ti ho domandato +se avevi veduto mammà. Non volevo correre il rischio di entrare in +camera e di trovarcela ancora. Mi avrebbe tanto imbarazzato! E tu mi +hai risposto.... + +TOMMY è sempre stato impassibile guardando in aria. + +NENNELE fissandolo. + +Non è vero? + +TOMMY. + +Non ricordo. + +GIULIA trionfante. + +Ah! + +TOMMY piano a Giulia, + +Taci. + +NENNELE. + +Non ricordi nemmeno di esser stato tu ad ispirarmi il primo dubbio.... + +TOMMY. + +Che dubbio? + +NENNELE. + +Oh, ti sarà passato di mente, Tommy. Hai la memoria così labile! + +TOMMY. + +Finiamola, eh? + +NENNELE. + +No, no, anche questo va detto, per misurare fin dove vanno le mie +invenzioni. Otto giorni fa, proprio l'altro giovedì, ti avevo parlato +di trenta lire.... + +TOMMY. + +Tu sogni. + +NENNELE. + +Mammà, ti domando perdono, sono una bugiarda. + +GIULIA. + +Vedi? + +TOMMY piano a Giulia. + +Ti prego.... + +GIULIA. + +Mi basta, mi basta.... Imparerai.... Mi basta.... + + Va in camera sua. + + + +SCENA TREDICESIMA. + + TOMMY, NENNELE poi MASSIMO. + +NENNELE dopo un silenzio. + +Povero Tommy. Quanto ti deve essere costato! + +TOMMY commosso trattenendo a stento le lacrime e con grande +amarezza. + +Tu sei la persona cui voglio più bene sulla terra. + +NENNELE. + +Lo so. + +TOMMY. + +Non dirmi nulla. + + Va a sedere al tavolino e vi appoggia la testa. + +MASSIMO dal fondo con un foglio in mano. + +Nennele. + +TOMMY. + +Oh! + + Fa per levarsi ed andarsene. + +NENNELE a Tommy. + +Stai lì, stai lì, lo mando via. + +TOMMY torna a mettersi colla testa sul tavolino. + +NENNELE va a Massimo, lo tira in disparte e gli dice piano. + +Lasciaci un momento. + + Lo guarda. + +Come sei pallido. Cos'è accaduto? + +MASSIMO le dà un telegramma. + +Leggi. È di quell'amico mio dove avevo collocato tuo fratello. + +NENNELE legge con crescente dolorosa maraviglia. + +MASSIMO riprende il telegramma. + +C'è andato un giorno solo. + + Fa un passo verso Tommy. + +NENNELE. + +Non gli parlare. Lasciami.... L'hai detto al papà? + +MASSIMO. + +Non ne ho avuto il coraggio. + +NENNELE. + +Scendi.... scendi lì dabbasso, nel prato. Ti chiamerò poi. + +MASSIMO. + +Sì. + + Via. + + + +SCENA QUATTORDICESIMA. + + TOMMY e NENNELE. + +NENNELE va a Tommy, gli solleva la testa e lo bacia. + +Che sarà di te? Che sarà di noi? + +TOMMY. + +Che ti voleva Massimo? + +NENNELE. + +Mi ha fatto leggere una lettera di quel suo amico. Ci sei +andato un giorno solo. + +TOMMY s'alza e s'allontana. + +E già. È così. + +NENNELE. + +Sta qui.... sta qui vicino a me.... che parliamo. + +TOMMY. + +A che serve? + +NENNELE. + +Oh a nulla. A soffrire un po' di più. Mammà lo sapeva? + + Tommy fa cenno di sì col capo. + +NENNELE. + +Era la tua confidente? + +TOMMY. + +Ha indovinato. + +NENNELE. + +Io no. Non avrei mai indovinato. Dove andavi tutte quelle ore che +stavi fuori di casa? Lo vuoi dire dove andavi? Oh, puoi parlare, sai. +Sono una ragazza a cui si possono dire le cose. Andavi da quella +signora? Ne sei innamorato? + +TOMMY fa cenno di no. + +NENNELE. + +Un giorno solo hai durato! Ti stancava? Ti sentivi umiliato eh? Come +io alla prima lezione. Ti pareva una cosa meschina e grossolana, O +forse lo pensavi già da principio che non avresti durato a quel +lavoro? + +TOMMY. + +Se tu sapessi la pena che mi fa, solo il tuono della tua voce! + +NENNELE. + +Lo credo, mi faccio tanta pena a me stessa. Siamo stati troppo insieme +noi due. E tanto bene. Se ti perdi è finita anche per me. È la prima +volta che non indovino i tuoi pensieri. C'intendevamo tanto. Quando il +papà ha ripreso moglie, te ne ricordi, non abbiamo detto una +parola.... mai.... nè di lui, nè di lei. Solo mi conducevi a +passeggio tutte le mattine. C'intendevamo tanto! Eri buono. + +TOMMY. + +Facile! + +NENNELE. + +Sei buono. + +TOMMY sorride amaro. + +NENNELE. + +Lo pensavi già da principio, di', che non avresti durato a quel +lavoro? Fino da quando hai detto a Massimo che lo accettavi? + +TOMMY. + +Perchè insisti? + +NENNELE. + +Non so. Mi pare che tutto è lì. + +TOMMY. + +Non capisco. + +NENNELE. + +Mi pare che tutto l'avvenire è lì. Mi pare che è la domanda più +importante che ti posso fare. Non so spiegartelo. Mi viene così. + +TOMMY. + +È strano che mi domandi una cosa che m'è venuta in mente tante volte +in questi giorni. Vuoi dire, se ho saputo volere almeno un momento. + +NENNELE. + +Forse. Sì. Almeno un momento. + +TOMMY. + +Difficile! Quando ho accettato ero persuaso di volerci durare.... Ma, +se mi hai visto, mi son messo subito a scrivere un biglietto per +mandarlo laggiù dove mi aspettavano a colazione. E mentre scrivevo, +sentivo una voce ironica dentro di me: Bravo. Tieni una porta +aperta. E ero stupito che la decisione non m'avesse costato più +sforzo. Mi dicevo: Al momento buono vorrò. Contavo che le cose mi +avrebbero preso. Ci sono andato. Il padrone mi ha fatto visitare tutta +la fabbrica. Bello! Un apparato di energie delicate e sicure. Poi mi +ha condotto nel suo studio e mi ha dato a scrivere due o tre +lettere.... da nulla. Nulla mi ha colpito. Nessuna fatica, nessun +disgusto. + +NENNELE. + +Nessun ardore. + +TOMMY. + +E l'indomani non sono tornato. + +NENNELE. + +Hai combattuto? + +TOMMY. + +No. Non ho mica deciso di non tornarci. Non ci sono tornato. + +NENNELE. + +Le cose non ti avevano preso. + +TOMMY. + +No. + +NENNELE. + +Bisogna darsi alle cose. Che conti di fare? + +TOMMY. + +Non voglio pensarci. + +NENNELE. + +Puoi comandarti di non pensare? + +TOMMY. + +Il pensiero è lì sempre, ma ne faccio passare degli altri davanti. +Non ho imagini profonde. Mi vedo come in uno specchio. Come vedrei una +persona indifferente. So quello che avverrà. Non farò nulla perchè +avvenga, non farò nulla perchè non avvenga. Mi abbandono alla +corrente. + +NENNELE come proseguendo un suo pensiero. + +Alla corrente dell'Arve, in piena.... che non dà tempo neanche di +affogare. Sbattuti ai massi ed ai tronchi.... + +TOMMY. + +Che dici? + +NENNELE. + +Nulla. Mi tornano in mente delle parole di Massimo.... tu hai nominato +la corrente.... e.... Non ci badare. Cose mie. + +TOMMY. + +Il papà.... è informato? + +NENNELE. + +Non ancora. + +TOMMY. + +Ti è penosa eh la convivenza con mammà? + +NENNELE. + +Oh! Oramai. + +TOMMY. + +È un'incosciente. Piomberà come me, di caduta in caduta.... + +NENNELE. + +Tu non puoi più dirne male. Te la sei alleata. + +TOMMY. + +Mi disprezzi tanto! + +NENNELE non risponde. + +TOMMY. + +E non sai ancora. Se tu sapessi.... Devo dirti ogni cosa? Vuoi? Come +ai tempi d'una volta? + +NENNELE. + +Dimmi, sì.... Dimmi tutto. È una forza dir tutto. Quanto più ti costa +tanto più devi parlare. Chissà. Dimmi presto.... Tommy. + +TOMMY. + +Mi viene in mente una arietta di Metastasio: Voce dal sen fuggita.... + +NENNELE. + +Oh miseria! + +TOMMY cupo e violento. + +Devo dei danari ad una donna. Capisci? Molti. Non glie li ho +cercati.... + +NENNELE. + +Non scusarti. + +TOMMY. + +È vero. Bisogna dirla intera la verità. Il male ed il bene. Me li ha +offerti.... ha insistito.... perdevo, volevo rifarmi.... avrei dato +dieci anni di vita per trovare.... e li ho trovati là facili +facili. Tutto facile è stato nella mia vita. Tutto facile fino dal +principio, e continuamente, e sempre: facile il vivere, facili le +cognizioni, facili i piaceri, facili l'ossequio e la benevolenza, +facile la pietà, facili i vizi.... una cosa sola difficile.... la +volontà, ma non mi occorreva. Fino a tre mesi addietro, la volontà +per me si chiamava o consuetudine o capriccio.... il giorno che è +bisognato volere... + +NENNELE. + +Eri arrugginito. + +TOMMY. + +Oh altro che arrugginito.... Mancava la ruota, mancava il congegno. + +NENNELE. + +Non potrai volere neanche il male. + +TOMMY. + +Oh il male.... lascia fare a lui. C'è chi lo vuole per me. + +NENNELE. + +Quanto devi? + +TOMMY. + +Inutile. + +NENNELE. + +Se scrivessimo alla zia che è tanto ricca. + +TOMMY. + +Mi manderebbe una spilla da cravatta. + +NENNELE. + +Li domando a Massimo. + +TOMMY. + +Te li darebbe certo. Ma poi! Ricomincerei da capo. Tanto vale, dare il +tuffo, una volta per sempre. + +NENNELE fissandolo con occhi sbarrati. + +Il tuffo! + +TOMMY ridendo. + +Non nell'acqua, sai.... Hai creduto che parlassi d'ammazzarmi? Che! +Non siamo di quelli. + +NENNELE. + +No eh? + +TOMMY. + +Il tuffo nei milioni. Pago. Me la sposo. + +NENNELE inorridita. + +Tu sposi quella donna...? + +TOMMY. + +Promessa data. Fra otto giorni. + +NENNELE. + +Fra otto giorni ti giuro che non la sposerai. + +TOMMY. + +Chi può impedirmelo? + +NENNELE. + +Vedrai. + +TOMMY. + +Bada che se Massimo mi dice una sola parola.... + +NENNELE. + +No.... + +TOMMY. + +E anche ti consiglio di non dir nulla al papà. Non gioverebbe. Inutile +affliggerlo innanzi tempo. Se lo sapesse.... me ne andrei di casa +sull'attimo. Sono libero. A cose fatte.... lascieremo Ginevra.... e +lo saprà. + +NENNELE. + +Dove vai ora? + +TOMMY. + +Là. + +NENNELE. + +Addio, Tommy. + +TOMMY. + +Tu non mi rivolgerai mai più la parola eh? + +NENNELE. + +Non sai quello che dici! Addio, Tommy. Addio, povero Tommy. + +TOMMY esce precipitoso. + + + +SCENA QUINDICESIMA. + + NENNELE poi MASSIMO. + +NENNELE rimane fissa, immobile, ritta accanto alla tavola. Con + movimento incosciente batte colle dita sulla tavola. Guarda + innanzi a sé, nel vuoto. + +Tutto via.... Tutto via.... tutto è andato. Finito! + + Si passa ripetutamente una mano sulla testa come + carezzandosi i capelli. + +Stassera. + +MASSIMO. + +L'ho veduto uscire. Non mi chiamavi. + +NENNELE. + +È vero. Perdonami.--Sai? Sposa quella donna. + +MASSIMO. + +Non hai potuto dissuaderlo? + +NENNELE. + +Non ho nemmeno tentato. Così crolla questa casa. Lo sfacelo. + +MASSIMO. + +Tuo fratello non è tutta la casa. + +NENNELE. + +Oh il resto! Mammà se ne va anch'essa per altra via. Ne ho viste oggi +delle cose. Una giornata piena d'insegnamenti. + +MASSIMO. + +E tuo padre? + +NENNELE. + +Sì. Certo. + +MASSIMO. + +Così retto, così buono. + +NENNELE. + +È vero. E vorrei mettermi in ginocchio davanti a lui, colle mani +giunte e che vedesse l'amore che gli porto. Ma ci sono dei momenti in +cui tutte le verità si affacciano nude e inesorabili. E bisogna +riconoscerle. È debole anche lui. + +MASSIMO. + +No. + +NENNELE. + +Non ha l'energia che vince le cose e domina gli animi. Tu sei più +forte di lui mille volte. + +MASSIMO. + +Non credo. Io ho l'energia che intraprende. Egli ha quella che +resiste. Che è la più difficile: quella che dà meno gioie. + +NENNELE. + +O Massimo, se tu sapessi come mi rimorde dirti queste cose. Sono così +piccole cose. Ma bisogna che tu le sappia, perchè resti tu solo a quel +poveretto. + +MASSIMO. + +Io solo?! + +NENNELE. + +Vedi? Stamattina, mi ha tolto il governo della casa, per darlo a +mammà! Mi fa sorridere, pensare che ti racconto.... Sono tanto lontana +da questo. Me lo ha tolto.... e non glie ne faccio rimprovero, ma poi, +subito è venuto quasi a scusarsi, e a dirmi piano che sorvegliassi +ancora!... Eh! Eh! Eh! + +MASSIMO. + +Come sei orgogliosa! + +NENNELE. + +O no. Lo mettevo tanto su in alto. Di lui ogni piccola ombra mi +ferisce più che le colpe degli altri. So quello che guadagna.... da +principio siamo andati giusti giusti ma poi da un mese spendiamo molto +di più.... e glie l'ho detto.... e ne ha riso. Miserie, miserie mie +pensarle e dirle, ma per lui si sgretola l'intonaco, per gli altri +cadono i grossi massi. Lo sfacelo. + +MASSIMO. + +Vuoi essere mia moglie, Irene? + +NENNELE. + +Non accetto elemosine. + +MASSIMO. + +Non vuoi? + +NENNELE. + +No. + +MASSIMO. + +Non puoi volermi bene? + +NENNELE. + +Non è questo. Non credo che tu me ne voglia.... di quello. Non credo +che tu sia disceso mai dentro l'anima mia. + +MASSIMO. + +Oh, fino in fondo. + +NENNELE. + +Sì? + +MASSIMO. + +Cos'è che ti ride così nel fondo della pupilla? + +NENNELE. + +Trovi che ride?--Ti ringrazio però, sai, Massimo. + + Lunga pausa. + +Stassera torni a Chamonix? + +MASSIMO. + +Per forza. Ho tanto da fare. Perchè me lo domandi? + +NENNELE. + +Per nulla. Così. + +MASSIMO va verso l'uscita. + +NENNELE. + +Mi lasci? + +MASSIMO. + +Sì. Ho bisogno di scendere e di camminare. + +NENNELE. + +Vuoi che scenda con te? + +MASSIMO. + +No. Ho bisogno di essere solo. + +NENNELE. + +Vai via offeso? + +MASSIMO. + +No. Passeggio lì sotto. + + Esce. + +NENNELE tristamente. + +Non ha capito. + +_Cala la tela._ + + + + +ATTO QUARTO. + +La stessa scena. + + + +SCENA UNICA. + + È notte di luna. Ma questa non entra nella stanza perchè ci + sono le persiane chiuse. Lampada accesa con coprilume verde + sulla tavola di mezzo dove GIOVANNI sta scrivendo. NENNELE + entra con cautela dalla sua camera. + +GIOVANNI. + +Eh?! + + Si volta verso l'uscio di Nennele e sta in ascolto. + +NENNELE dritta rasente il muro è rimasta immobile. + +GIOVANNI. + +Oh. + + Scuote le spalle e riprende il lavoro. + +NENNELE passa in punta di piedi quanto può più lontano da suo padre, + avviata all'uscita. Giunta sull'uscio si volta e manda un + bacio a Giovanni. Fa per aprire. Il saliscendi cigola. + +GIOVANNI. + +Ma chi è? + + S'alza. + +Chi è? + + Leva il coprilume. + +NENNELE ha aperto ed è già scivolata di là. + +GIOVANNI. + +Nennele. + + L'insegue, la raggiunge, la riconduce. + +Che vuol dire? Che vuol dire? Dove andavi? + +NENNELE ha uno scialle oscuro in testa, è agitata. + +Non potevo dormire.... Volevo scendere all'aria.... + +GIOVANNI. + +Non ti senti bene? + +NENNELE. + +Benissimo, sì.... Il caldo.... Non so. Avevo bisogno d'aria. + +GIOVANNI. + +Che hai? Che hai? + +NENNELE. + +Non so.... Avevo bisogno d'aria. Lasciami andare. + +GIOVANNI. + +Qui, qui. + + La conduce presso la grande finestra. Spalanca le + persiane. Chiaro di luna nella stanza. + +Siedi lì. Qui dell'aria ne hai quanto vuoi.... e fresca. Non senti +freddo? + +NENNELE. + +No. + +GIOVANNI. + +Vuoi un po' di cognac? + + Le mette una mano sulla fronte, ai polsi. + +Hai i polsi che ti battono. Non ti senti bene? Vuoi una tazza di +camomilla? Chiamo mammà? Chiamo Marta? + +NENNELE. + +No, non chiamare nessuno. Non ho bisogno di nulla. Sto bene. + +GIOVANNI. + +Tremi tutta.... tremi tutta.... + +NENNELE. + +Sto bene, ti dico.... Soffocavo in camera mia. + + È presa da un pianto convulso, gli getta le braccia al collo. + +Oh papà! + +GIOVANNI. + +Che c'è? Che c'è? Mi fai paura.... Nennele! Su, Nennele. + +NENNELE fra le lacrime. + +Lasciami.... + +GIOVANNI. + +Piangi, piangi, sì piangi, amore mio. Piangi, che ti farà bene. Mi +dirai poi.... + +NENNELE si calma, e guarda intorno un po' smarrita. + +GIOVANNI. + +Ti passa un po'? È nervoso. Stai lì quieta. Ti eri già messa +in letto? + +NENNELE. + +No. Sono stata un gran pezzo alla finestra di là. + +GIOVANNI. + +Stasera eri così tranquilla. A pranzo hai mangiato. Discorrevi. Quando +Massimo stava per andarsene, hai celiato sulla gita che faremo +domenica a Chamonix. Hai parlato a mammà con tanta dolcezza. Ne ero +così contento! Non ti sentivi nulla allora.... + +NENNELE. + +Nulla. + +GIOVANNI. + +Ti rincresceva che non c'era Tommy a pranzo eh? Ma ho piacere che si +dia un po' di svago. Tu sai chi siano gli amici che l'hanno invitato? + +NENNELE. + +No. + +GIOVANNI. + +Degli amici, di Milano mi ha detto Mammà. + +NENNELE. + +Sarà. + +GIOVANNI. + +Non è rientrato ancora? + +NENNELE. + +No. + +GIOVANNI. + +È una così bella notte. + +NENNELE sempre un po' trasognata. + +Stavo alla finestra.... Lo aspettavo.... + +GIOVANNI. + +Lo aspettavi?! Volevi parlargli? + +NENNELE. + +No.... Aspettavo che rientrasse.... Temevo d'incontrarlo. + +GIOVANNI. + +Incontrarlo? + +NENNELE. + +Uhm.... + + Fa una scossa del capo, come chi s'accorge d'aver detto una + cosa insana. + +Non è questo che volevo dire. + +GIOVANNI. + +Hai ancora la testa un po' annebbiata. + +NENNELE. + +Forse. + +GIOVANNI. + +Sai cos'è? È il temporale dell'altra notte. Ha lasciato un'afa ieri +tutto il giorno. Anch'io me la sentivo nell'ossa.--Quando mi hai dato +la buona notte, allora sì, mi è parso di vederti degli occhi +straordinari. Così lucenti! + +NENNELE. + +Ora sono rimessa. Rientro in camera mia. + +GIOVANNI. + +Ti accompagno. + +NENNELE pronta. + +No. + +GIOVANNI sorridendo. + +Oh! Oh! Si dice un no a quel modo? A tuo padre? Guarda che tono, +madamigella! No! E io dico di sì. Andiamo. + +NENNELE. + +Stiamo qui allora. + +GIOVANNI. + +Che ci sarà in camera tua che non posso vedere? Chissà quali grossi +misteri! I nervi sono capricciosi. Vuoi allungarti? + + Le accosta un seggiolone. + +Metti i piedi qui. Così. E stattene quieta. Non hai voglia di parlare +eh! Ci terremo compagnia. + + Va alla tavola e si mette per scrivere. + +NENNELE dopo una pausa. + +Che fai? + +GIOVANNI. + +Ho da finire un lavoro. + +NENNELE. + +Anche la notte? + +GIOVANNI. + +Bisogna. + + Silenzio. + +Nennele.... + +NENNELE. + +Papà. + +GIOVANNI. + +Quando passavi dianzi, per uscire.... che ho domandato: Chi è? +perchè non hai risposto? + +NENNELE. + +Non ho sentito. + + Silenzio. + +Però fai male a vegliare la notte. Ti dà troppo lavoro Massimo. + +GIOVANNI. + +No. + +NENNELE. + +Oh glie lo dirò! + +GIOVANNI. + +Non lavoro mica per Massimo. + +NENNELE. + +Come? + +GIOVANNI. + +Mi hai colto a tradimento, bisogna confessare. È un lavoro in di più +che ho preso. Vedevo che lo stipendio non basta.... Ho trovato della +brava gente.... + +NENNELE. + +Oh! + +GIOVANNI. + +Ma.... Poca cosa. + +NENNELE. + +Da quando? + +GIOVANNI. + +Un mese e mezzo. Non tutte le notti sai. E adesso ho finito, stanotte +è l'ultima. Non ho più che da ricopiare la relazione.... Per questo mi +son messo qui.... Le altre notti stavo di sotto, nello studio. + +NENNELE s'alza e viene verso suo padre con le mani giunte. + +GIOVANNI. + +Che hai? + +NENNELE. + +Perdonami, papà. + +GIOVANNI. + +Di che? Cos'è che ti devo perdonare? + + Ridendo. + +Queste poche fatiche? + +NENNELE. + +Non è questo. Perdonami. + +GIOVANNI. + +Che occhi mi fai? Gli occhi di stassera quando m'hai salutato. Vieni +qui. Cos'è che ti devo perdonare? Che mi hai fatto? Tu. Dove andavi? +Perchè non hai risposto quando t'ho chiamata? Hai sentito.... Due +volte ho chiamato. Dove andavi? parla. Temevi di incontrare Tommy, +hai detto? Cos'è che non posso vedere in camera tua? Ah! + + S'alza. + +NENNELE. + +No, no.... + +GIOVANNI. + +Resta lì. E non ti muovere, sai? + + Prende la lampada, va a chiudere a chiave la porta comune e + poi va precipitoso, in camera di Nennele. + +NENNELE rimane rigida presso la tavola. + +GIOVANNI torna con una lettera in mano. + +Una lettera per me. + + Depone la lampada. + +NENNELE. + +Non leggere, papà. + +GIOVANNI. + +Non c'è bisogno. + + Getta la lettera sulla tavola. + +Non sei una vagabonda, non fuggivi per andartene via per il +mondo. Fuggivi.... per.... + + Lunga pausa. + +Tu facevi questa cosa! Tu, Nennele! Hai potuto concepire, hai potuto +accogliere questa idea mostruosa. Hai traversato questa stanza, mi hai +veduto, saresti uscita di questa casa, dove ci sono io, e saresti.... +E domani io sarei andato per il mondo, urlando come un pazzo, alla +cerca della mia figliuola, o stanotte stessa t'avrebbero portata +qui.... m'avrebbero chiamato.... t'avrei vista.... là.... senza +vita.... la mia Nennele.... la mia Nennele!... + + Lunga pausa. + +Perchè? Perchè neh...? Perchè? Cos'è successo? Devo sapere.... devo +sapere cos'è successo.... Morire, ah! Che ti ho fatto.... io...? Che +ti hanno fatto gli altri? Cos'è che ignoro ancora della mia casa? + +NENNELE. + +Ero pazza.... ero pazza.... non domandare.... ero pazza. + +GIOVANNI. + +Dimmi cos'è che ignoro? Dimmelo. Te lo comando. Tommy? + +NENNELE. + +Anche. Tommy è perduto. Sposa una cattiva donna. Deve! Massimo ti +spiegherà. Io non so. L'ho saputo oggi. + +GIOVANNI. + +Dov'è? + +NENNELE. + +Là, credo.... non so.... non so.... So che è perduto senza rimedio. + +GIOVANNI rimane accasciato. + +NENNELE. + +E io ti lasciavo quando avevi più bisogno di aiuto e di conforto, +quando eri più solo: e non pensavo a te, e tu pensavi sempre a noi, e +vivevi per noi. + +GIOVANNI perseguendo un'idea. + +Si disperdono. Se ne vanno, se ne vanno. + +NENNELE. + +E pensavo male di te, e ti giudicavo male. Sta qui colla mente. Sta +qui con me, dammi retta, sentimi, bisogna che mi confessi, bisogna che +tu sappia quello che pensavo di te. Il male che mi veniva dagli altri +era più grosso e più violento, ma quello che pensavo di te, mi mordeva +nel punto più profondo e più delicato dell'anima. Non mi pareva che tu +facessi abbastanza per noi. Capisci? Capisci? Non senti nulla di +quello che ti dico?! + +GIOVANNI. + +Sì, cara. Sento. Avevi ragione. Non ho fatto abbastanza per voi. + +NENNELE. + +Oh! + +GIOVANNI. + +Non qui, non ora. Qui non potevo fare altro, nè di più. E vedevo, sai, +venire le cose. Oh, quante volte! Ma non potevo fare di più. A Milano +sì. Quando eravate piccoli. Mi pareva che arricchirvi dovesse bastare. + +NENNELE. + +Se tu sapessi come ti vedo su in alto davanti a me! Che riposo, che +sicurezza mi dà il sentire quella tua protezione vigilante. Perchè non +si parla mai di queste cose? Perchè non ci diciamo mai tutto? Nessuno +dice mai tutto di sè. Fa così bene spalancare l'animo fino al +fondo. Nessun dolore, nessuna gioia, potranno mai vincere la dolcezza +che provo in questo momento, con te, vicino a te, conoscendo ed +adorando. Mi perdoni? + +GIOVANNI. + +Cara. Ti perdono e ti benedico. + + Tiene la sua testa abbracciata sul petto, poi la bacia in + fronte. La lascia andare. Passeggia. Va alla finestra. + Guarda fuori. + +Che bella notte! Vieni qui. Non hai freddo? + +NENNELE. + +No. + +GIOVANNI. + +Hai detto un no, come lo dicevi da bambina, lungo lungo, con tante +vocali. Nooo. Sei poco mutata! Ti rivedo ancora colla faccia.... + + Si interrompe per guardar fuori fisso. Poi ripiglia. + +colla faccia d'allora. Sei dimagrata. Eri tanto bella! + +NENNELE. + +Non si dice questo! + +GIOVANNI. + +Tutti si voltavano per.... + + Torna a guardare. + +NENNELE. + +Ma che hai? È la seconda volta che ti interrompi. Che guardi? + +GIOVANNI. + +M'era parso di vedere un uomo là sotto gli alberi. Mi sarò ingannato. +Tra la luna e le frasche. + +NENNELE. + +C'è. C'è qualcuno. + +GIOVANNI. + +Lo vedi? + +NENNELE. + +Ora sta fermo. È nell'ombra. No. + + Guarda ancora, malinconica. + +No, no. + +GIOVANNI. + +Lo dici con tristezza. Ti rincresce che non ci sia nessuno? Chi +credevi? + +NENNELE. + +Ma pensa! Chi vuoi?... + +GIOVANNI. + +Tommy, credevi? + +NENNELE. + +No. Nessuno. + +GIOVANNI. + +Tu non avrai più i cattivi pensieri? + +NENNELE. + +Oh, no. Mai. + +GIOVANNI. + +Non penserai più a lasciarmi? Lasciarmi dovrai pure un giorno. +Bisogna sperarlo. Avevo sperato.... + +NENNELE lo afferra per un braccio. + +C'è. Eccolo. S'è avvicinato all'ombra della siepe.... per sentirci. +Lo vedi? + +GIOVANNI. + +Dove? + +NENNELE. + +Là dietro il cespuglio. Guarda l'ombra che ne getta la luna. Vedi? + + Con esaltazione gioconda. + +È rimasto. Vegliava. È rimasto per me, ha capito. + +GIOVANNI. + +Che dici? Chi è? + +NENNELE. + +Vuoi che lo chiami? Massimo! vieni. + + +_Cala la tela._ + + +FINE. + + + + + + +End of the Project Gutenberg EBook of Come le foglie, by Giuseppe Giacosa + +*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK COME LE FOGLIE *** + +***** This file should be named 17876-8.txt or 17876-8.zip ***** +This and all associated files of various formats will be found in: + http://www.gutenberg.org/1/7/8/7/17876/ + +Produced by Carlo Traverso, Claudio Paganelli and the +Online Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net + + +Updated editions will replace the previous one--the old editions +will be renamed. + +Creating the works from public domain print editions means that no +one owns a United States copyright in these works, so the Foundation +(and you!) can copy and distribute it in the United States without +permission and without paying copyright royalties. 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Information about the Project Gutenberg Literary Archive +Foundation + +The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit +501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the +state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal +Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification +number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at +http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg +Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent +permitted by U.S. federal laws and your state's laws. + +The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S. +Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered +throughout numerous locations. Its business office is located at +809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email +business@pglaf.org. 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Thus, we do not necessarily +keep eBooks in compliance with any particular paper edition. + + +Most people start at our Web site which has the main PG search facility: + + http://www.gutenberg.org + +This Web site includes information about Project Gutenberg-tm, +including how to make donations to the Project Gutenberg Literary +Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to +subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks. diff --git a/17876-8.zip b/17876-8.zip Binary files differnew file mode 100644 index 0000000..b7c5b84 --- /dev/null +++ b/17876-8.zip diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt new file mode 100644 index 0000000..6312041 --- /dev/null +++ b/LICENSE.txt @@ -0,0 +1,11 @@ +This eBook, including all associated images, markup, improvements, +metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be +in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES. + +Procedures for determining public domain status are described in +the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org. + +No investigation has been made concerning possible copyrights in +jurisdictions other than the United States. 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