summaryrefslogtreecommitdiff
diff options
context:
space:
mode:
authorRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-15 04:51:38 -0700
committerRoger Frank <rfrank@pglaf.org>2025-10-15 04:51:38 -0700
commit96c369d9f25442fceaddf6a05681767ee0d0188e (patch)
tree0dd07198396ef93f97141d20aaaef04fa41de765
initial commit of ebook 17671HEADmain
-rw-r--r--.gitattributes3
-rw-r--r--17671-8.txt8470
-rw-r--r--17671-8.zipbin0 -> 114951 bytes
-rw-r--r--17671-h.zipbin0 -> 145908 bytes
-rw-r--r--17671-h/17671-h.htm8716
-rw-r--r--17671-h/images/marca_tipografica.jpgbin0 -> 25659 bytes
-rw-r--r--LICENSE.txt11
-rw-r--r--README.md2
8 files changed, 17202 insertions, 0 deletions
diff --git a/.gitattributes b/.gitattributes
new file mode 100644
index 0000000..6833f05
--- /dev/null
+++ b/.gitattributes
@@ -0,0 +1,3 @@
+* text=auto
+*.txt text
+*.md text
diff --git a/17671-8.txt b/17671-8.txt
new file mode 100644
index 0000000..7ba47cc
--- /dev/null
+++ b/17671-8.txt
@@ -0,0 +1,8470 @@
+The Project Gutenberg EBook of Poesie scelte, by Silvio Pellico
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Poesie scelte
+
+Author: Silvio Pellico
+
+Release Date: February 3, 2006 [EBook #17671]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK POESIE SCELTE ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Paganelli and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by the Bibliothèque nationale de France (BnF/Gallica) at
+http://gallica.bnf.fr)
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+POESIE SCELTE
+
+DI
+
+SILVIO PELLICO
+
+DA SALUZZO.
+
+
+VOLUME UNICO.
+
+
+PARIGI,
+BAUDRY, LIBRERIA EUROPEA,
+3, QUAI MALAQUAIS.
+
+1840.
+
+
+
+
+BIBLIOTECA
+POETICA ITALIANA
+
+CONTINUATA DA QUELLA
+DEL BUTTURA.
+
+TOMO XXXVI.
+
+
+CONTINUAZIONE
+
+TOMO VI.
+
+
+
+
+DALLA STAMPERIA DI CRAPELET,
+RUE DE VAUGIRARD, Nº 9.
+
+
+SI VENDE PURE
+DA STASSIN E XAVIER,
+9, RUE DU COQ-SAINT-HONORÉ.
+
+
+
+
+AL LETTORE.
+
+
+Amore sotto le più nobili forme ne' gaudi, amore e rassegnazione ne'
+mali sono anima al vivere di Pellico, sono l'espressione de' suoi
+versi; chè in essi l'anima di lui tutta è diffusa. In questo giudizio
+speriamo verran coloro che leggeranno le seguenti poesie, le quali
+abbiam scelte, toltone la _Francesca_, dalle molte pubblicate
+dall'autore dopo la sua liberazione dallo Spielberg.
+
+Inclinando alquanto col secolo fummo parchi nel dare di quelle rime
+del nostro autore in cui egli trascorre alla contemplazione delle cose
+divine. Un libro ascetico o quasi ascetico sarebbe letto da pochi,
+forse da nessuno di coloro che ne abbisognano, e resterebbe quindi
+senza frutto. L'armi spirituali lampeggino sole nelle sacre bigonce,
+ma ne' libri di amena letteratura portino miste agli umani diletti le
+salutari punture.
+
+ A. RONNA.
+
+
+
+
+FRANCESCA DA RIMINI
+
+TRAGEDIA.
+
+
+ Noi leggevamo un giorno per diletto,
+ Di Lancillotto come amor lo strinse,
+ Soli eravamo e senza alcun sospetto.
+ Per più fiate gli occhi ci sospinse
+ Quella lettura e scolorocci il viso.
+ Ma solo un punto fu quel che ci vinse.
+ Quando leggemmo il disïato riso,
+ Esser baciato da cotanto amante,
+ Questi, che mai da me non fia diviso,
+ La bocca mi baciò tutto tremante.
+
+
+
+
+PERSONAGGI.
+
+
+LANCIOTTO, signor di Rimini.
+PAOLO, suo fratello.
+GUIDO, signore di Ravenna.
+FRANCESCA, sua figlia e moglie di Lanciotto.
+UN PAGGIO.
+GUARDIE.
+
+_La scena è in Rimini nel palazzo signorile._
+
+
+
+
+FRANCESCA DA RIMINI.
+
+
+
+
+ATTO PRIMO.
+
+
+SCENA PRIMA.
+
+_Esce_ LANCIOTTO _dalle sue stanze per andare all'incontro di_ GUIDO,
+_il quale giunge. Si abbracciano affettuosamente._
+
+ GUIDO.
+
+ Vedermi dunque ella chiedea? Ravenna
+ Tosto lasciai; men della figlia caro
+ Sariami il trono della terra.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Oh Guido!
+ Come diverso tu rivedi questo
+ Palagio mio dal dì che sposo io fui!
+ Di Rimini le vie più non son liete
+ Di canti e danze; più non odi alcuno
+ Che di me dica: Non v'ha rege al mondo
+ Felice al pari di Lanciotto. Invidia
+ Avean di me tutti d'Italia i prenci:
+ Or degno son di lor pietà. Francesca
+ Soavemente commoveva a un tempo
+ Colla bellezza i cuori, e con quel tenue
+ Vel di malinconia che più celeste
+ Fea il suo sembiante. L'apponeva ognuno
+ All'abbandono delle patrie case
+ E al pudor di santissima fanciulla,
+ Che ad imene ed al trono ed agli applausi
+ Ritrosa ha l'alma.--Il tempo ir diradando
+ Parve alfin quel dolor. Meno dimessi
+ Gli occhi Francesca al suo sposo volgea;
+ Più non cercava ognor d'esser solinga;
+ Pietosa cura in lei nascea d'udire
+ Degl'infelici le querele, e spesso
+ Me le recava; e mi diceva.... Io t'amo.
+ Perchè sei giusto e con clemenza regni.
+
+ GUIDO.
+
+ Mi sforzi al pianto.--Pargoletta, ell'era
+ Tutta sorriso, tutta gioja, ai fiori
+ Parea in mezzo volar nel più felice
+ Sentiero della vita; il suo vivace
+ Sguardo in chi la mirava, infondea tutto
+ Il gajo spirto de' suoi giovani anni.
+ Chi presagir potealo? Ecco ad un tratto
+ Di tanta gioja estinto il raggio, estinto
+ Al primo assalto del dolor! La guerra,
+ Ahimè, un fratel teneramente amato
+ Rapiale!... Oh infausta rimembranza!.. Il cielo
+ Con preghiere continue ella stancava
+ Pel guerreggiante suo caro fratello...
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Inconsolabil del fratel perduto
+ Vive, e n'abborre l'uccisor; quell'alma
+ Sì pia, sì dolce, mortalmente abborre!
+ Invan le dico: I nostri padri guerra
+ Moveansi; Paolo, il fratel mio, t'uccise
+ Un fratello, ma in guerra; assai dorragli
+ L'averlo ucciso; egli ha leggiadri, umani,
+ Di generoso cavaliero i sensi.
+ Di Paolo il nome la conturba. Io gemo
+ Però che sento del fratel lontano
+ Tenero amore. Avviso ebbi ch'ei riede
+ In patria, il core men balzò di gioja;
+ Alla mia sposa supplicando il dissi,
+ Onde benigna l'accogliesse. Un grido
+ A tal annunzio mise. Egli ritorna!
+ Sclamò tremando, e semiviva cadde.
+ Dirtelo deggio? Ahi l'ho creduta estinta,
+ E furente giurai che la sua morte
+ Io vendicato avrei... nel fratel mio.
+
+ GUIDO.
+
+ Lasso! e potevi?...
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Il ciel disperda l'empio
+ Giuramento! L'udì ripeter ella,
+ Ed orror n'ebbe, e a me le man stendendo:
+ Giura, sclamò, giura d'amarlo: ei solo,
+ Quand'io più non sarò, pietoso amico
+ Ti rimarrà... Ch'io l'ami impone, e l'odia,
+ La disumana! E andar chiede a Ravenna
+ Nel suo natio palagio, onde gli sguardi
+ Non sostener dell'uccisor del suo
+ Germano.
+
+ GUIDO.
+
+ Appena ebbi il tuo scritto, inferma
+ Temei foss'ella. Ah, quanto io l'ami, il sai!
+ Che troppo io viva... tu mi intendi... io sempre
+ Tremo.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Oh, non dirlo!.. Io pur, quando sopita
+ La guardo... e chiuse le palpebre e il bianco
+ Volto segno non dan quasi di vita,
+ Con orrenda ansietà pongo il mio labbro
+ Sovra il suo labbro per sentir se spiri:
+ E del tremor tuo tremo.--In feste e giochi
+ Tenerla volli, e sen tediò: di gemme
+ Dovizïosa e d'oro e di possanza
+ Farla, e fu grata ma non lieta. Al cielo
+ Devota è assai: novelle are costrussi.
+ Cento vergini e cento alzano ognora
+ Preci per lei, che le protegge ed ama.
+ Ella s'avvede ch'ogni studio adopro
+ Onde piacerle, e me lo dice, e piange.
+ Talor mi sorge un reo pensier... Avessi
+ Qualche rivale? O ciel! ma se da tutta
+ La sua persona le traluce il core
+ Candidissimo e puro!... Eccola.
+
+
+SCENA II.
+
+FRANCESCA E DETTI.
+
+ GUIDO.
+
+ Figlia,
+ Abbracciami. Son io...
+
+ FRANCESCA.
+
+ Padre... ah, la destra
+ ch'io ti copra di baci!
+
+ GUIDO.
+
+ Al seno mio,
+ Qui... qui confondi i tuoi palpiti a' miei
+ Vieni, prence. Ambidue siete miei figli:
+ Ambidue qui... Vi benedica il cielo!
+ Così vi strinsi ambi quel dì che sposi
+ Vi nomaste.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Ah, quel dì!... fosti felice,
+ O padre.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ E che? forse dir vuoi che il padre
+ Felice, e te misera festi?
+
+ FRANCESCA.
+
+ Io vero
+ Presagio avea, che male avrei lo sposo
+ Mio rimertato con perenne pianto,
+ E te lo dissi, o genitor: chiamata
+ Alle nozze io non era. Il vel ti chiesi;
+ Tu mi dicesti che felice il mio
+ Imen sol ti farebbe... io t'obbedii.
+
+ GUIDO.
+
+ Ingrata, il vel chieder potevi a un padre
+ A cui viva restavi unica prole?
+ Negar potevi a un genitor canuto
+ D'avere un dì sulle ginocchia un figlio
+ Della sua figlia?
+
+ FRANCESCA.
+
+ Non per me mi pento.
+ Iddio m'ha posto un incredibil peso
+ D'angoscia sovra il core, e a sopportarlo
+ Rassegnata son io. Gli anni miei tutti
+ Di lagrime incessanti abbeverato
+ Avrei del pari in solitaria cella
+ Come nel mondo. Ma di me dolente
+ Niuno avrei fatto!... liberi dal seno
+ Sariano usciti i miei gemiti a Dio,
+ Onde guardasse con pietà la sua
+ Creatura infelice, e la togliesse
+ Da questa valle di dolor!... Non posso
+ Nè bramar pure di morir: te affliggo,
+ O generoso sposo mio, vivendo:
+ T'affliggerei più, s'io morissi.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ O pia
+ E in un crudele! Affliggimi, cospargi
+ Di velen tutte l'ore mie, ma vivi.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Troppo tu m'ami. E temo ognor che in odio
+ Cangiar tu debba l'amor tuo... punirmi...
+ Di colpa ch'io non ho... d'involontaria
+ Colpa almeno....
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Qual colpa?
+
+ FRANCESCA.
+
+ Io... debolmente
+ Amor t'esprimo...
+
+ LANCIOTTO.
+
+ E il senti? Ah, dirti cosa
+ Mai non volea ch'ora dal cor mi fugge!
+ Vorresti, e amarmi, oh ciel! nol puoi...
+
+ FRANCESCA.
+
+ Che pensi?
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Rea non ti tengo... involontarii sono
+ Spesso gli affetti...
+
+ FRANCESCA.
+
+ Che?
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Perdona. Rea
+ Io non ti tengo, tel ridico, o donna:
+ Ma il tuo dolor... sarebbe mai... di forte
+ Alma in conflitto con biasmato... amore?
+
+ FRANCESCA.
+
+ (_Gettandosi nelle braccia di Guido._)
+
+ Ah, padre, salva la mia fama. Digli,
+ E giuramento abbine tu, che giorni
+ Incolpabili io trassi al fianco tuo,
+ E che al suo fianco io non credea che un'ombra
+ Pur di sospetto mai data gli avessi.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Perdona: amore è di sospetti fabbro.--
+ Io fra me spesso ben dicea: Se pure,
+ Fanciulla ancor, d'immacolato amore
+ Si fosse accesa, e or tacita serbasse
+ Il sovvenir d'un mio rival, cui certo
+ Ella antepone il suo dover, qual dritto
+ Di esacerbar la cruda piaga avrei,
+ Indagando l'arcano? Eterno giaccia
+ Nel suo innocente cor, s'ella ha un arcano!
+ Ma dirlo deggio? Il dubbio mio s'accrebbe
+ Un dì che al fratel tuo lodi tessendo,
+ Io m'accingeva a consolarti. Invasa
+ Da trasporto invincibile, sclamasti:
+ Dove, o segreto amico mio del cuore,
+ Dove n'andasti? Perchè mai non torni,
+ Sì che pria di morire io ti riveggia?
+
+ FRANCESCA.
+
+ Io dissi?
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Nè a fratel volti que' detti
+ Parean.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Fin nel delirio, agl'infelici
+ Scrutar vuolsi il pensier? Sono infelici,
+ Nè basta: infami anch'esser denno. Ognuno
+ Contro l'afflitto spirto lor congiura;
+ Ognun... pietà di lor fingendo... gli odia;
+ Non pietà no, la tomba chieggon... Quando
+ Più sopportarmi non potrai, la tomba
+ Aprimi sì; discenderovvi io lieta:
+ Lieta pur ch'io... da ogn'uom fugga!
+
+ GUIDO.
+
+ Vaneggi?
+ Figlia...
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Quai su di me vibri tremendi
+ Sguardi! Che li fec'io?
+
+ FRANCESCA.
+
+ Di mie sciagure
+ La cagion non sei tu?... Perchè strapparmi
+ Dal suol che le materne ossa racchiude?
+ Là calmato avria il tempo il dolor mio;
+ Qui tutto il desta, e lo rinnova ognora...
+ Passo non fo ch'io non rimembri...--Oh insana!
+ Fuor di me son. Non creder, no...
+
+ LANCIOTTO.
+
+ ... A Ravenna,
+ Francesca, sì, col genitor n'andrai.
+
+ GUIDO.
+
+ Prence, t'arresta.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Oh, a' dritti miei rinunzio.
+ Dalla tua patria non verrò a ritorti:
+ Chi orror t'ispira, ed è tuo sposo, e t'ama
+ Pur tanto, più non rivedrai... se forse
+ Pentita un giorno e a pietà mossa, al tuo
+ Misero sposo non ritorni... E forse,
+ Dall'angosce cangiato, ah, ravvisarmi
+ Più non saprai! Ben io, ben io nel core
+ La tua presenza sentirò: al tuo seno
+ Volerò perdonandoti.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Lanciotto,
+ Tu piangi?
+
+ GUIDO.
+
+ Ah figlia!
+
+ FRANCESCA.
+
+ Padre mio! Vedesti
+ Figlia più rea, più ingrata moglie? iniqui
+ Detti mi sfuggon nel dolor, ma il labbro
+ Sol li pronuncia.
+
+ GUIDO.
+
+ Ah, di tuo padre i giorni
+ Non accorciar, nè del marito vane
+ Far le virtù per cui degna e adorata
+ Consorte il ciel gli concedea! Più lieve
+ Sarà la terra sovra il mio sepolcro,
+ Se un dì, toccando, giurerai che lieto
+ Di prole festi e del tuo amor lo sposo.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Io accorcerei del padre mio la vita?
+ No. Figlia e moglie esser vogl'io: men doni
+ Lo forza il ciel. Meco il pregate!
+
+ GUIDO.
+
+ Rendi
+ A mia figlia la pace!
+
+ LANCIOTTO.
+
+ ... Alla mia sposa!
+
+
+SCENA III.
+
+UN PAGGIO E DETTI.
+
+ PAGGIO.
+
+ L'ingresso chiede un cavalier.
+
+ FRANCESCA.
+
+ (_A Guido._)
+
+ Tu d'uopo
+ Hai di riposo: alle tue stanze, o padre,
+ Vieni. (_Parte con Guido._)
+
+
+SCENA IV.
+
+LANCIOTTO E IL PAGGIO.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Il suo nome?
+
+ PAGGIO.
+
+ Il nome suo tacea:
+ Supporlo io posso. Entrò negli atrii, e forte
+ Commozïone l'agitò: con gioja
+ Guardava l'armi de' tuoi avi appese
+ Alle pareti: di tuo padre l'asta
+ E lo scudo conobbe.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Oh Paolo! Oh mio
+ Fratello!
+
+ PAGGIO.
+
+ Ecco a te viene.
+
+
+SCENA V.
+
+PAOLO E LANCIOTTO _si corrono incontro e restano lungamente
+abbracciati._
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Ah, tu sei desso,
+ Fratel!
+
+ PAOLO.
+
+ Lanciotto! mio fratello!--Oh sfogo
+ Di dolcissime lacrime!
+
+ LANCIOTTO.
+
+ L'amico,
+ L'unico amico de' miei teneri anni
+ Da te diviso, oh, come a lungo io stetti.
+
+ PAOLO.
+
+ Qui t'abbracciai l'ultima volta... Teco
+ Un altr'uomo io abbracciava: ei pur piangea...
+ Più rivederlo io non doveva?
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Oh padre!
+
+ PAOLO.
+
+ Tu gli chiudesti i moribondi lumi.
+ Nulla ti disse del suo Paolo?
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Il suo
+ Figliuol lontano egli moria chiamando.
+
+ PAOLO.
+
+ Me benedisse?--Egli dal ciel ci guarda,
+ Ci vede uniti e ne gioisce. Uniti
+ Sempre saremo d'ora innanzi. Stanco
+ Son d'ogni vana ombra di gloria. Ho sparso
+ Di Bizanzio pel trono il sangue mio,
+ Debellando città ch'io non odiava,
+ E fama ebbi di grande, e d'onor colmo
+ Fui dal clemente imperador: dispetto
+ In me facean gli universali applausi.
+ Per chi di stragi si macchiò il mio brando?
+ Per lo straniero. E non ho patria forse
+ Cui sacro sia de' cittadini il sangue?
+ Per te, per te, che cittadini hai prodi,
+ Italia mia, combatterò; se oltraggio
+ Ti moverà la invidia. E il più gentile
+ Terren non sei di quanti scalda il sole?
+ D'ogni bell'arte non sei madre, o Italia?
+ Polve d'eroi non è la polve tua?
+ Agli avi miei tu valor desti e seggio,
+ E tutto quanto ho di più caro alberghi!
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Vederti, udirti, e non amarti... umana
+ Cosa non è.--Sien grazie al cielo, odiarti
+ Ella, no, non potrà.
+
+ PAOLO.
+
+ Chi?
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Tu non sai:
+ Manca alla mia felicità qui un altro
+ Tenero pegno.
+
+ PAOLO.
+
+ Ami tu forse?
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Oh se amo!
+ La più angelica donna amo... e la donna
+ Più sventurata.
+
+ PAOLO.
+
+ Io pur amo; a vicenda
+ Le nostre pene confidiamci.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Il padre
+ Pria di morire un imeneo m'impose,
+ Onde stabile a noi pace venisse.
+ Il comando eseguii.
+
+ PAOLO.
+
+ Sposa t'è dunque
+ La donna tua? nè lieto sei? Chi è dessa?
+ Non t'ama?
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Ingiusto accusator, non posso
+ Dir che non m'ami. Ella così te amasse!
+ Ma tu un fratello le uccidesti in guerra,
+ Orror le fai, vederti niega.
+
+ PAOLO.
+
+ Parla,
+ Chi è dessa? chi?
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Tu la vedesti allora
+ Che alla corte di Guido...
+
+ PAOLO.
+
+ Essa...
+
+ (_Reprimendo la sua orribile agitazione._)
+
+ LANCIOTTO.
+
+ La figlia
+ Di Guido.
+
+ PAOLO.
+
+ E t'ama! Ed è tua sposa?--È vero;
+ Un fratello... le uccisi...
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Ed incessante
+ Duolo ne serba. Poichè udì che in patria
+ Tu ritornavi, desolata abborre
+ Questo tetto.
+
+ PAOLO.
+
+ (_Reprimendosi sempre._)
+
+ Vedermi, anco vedermi
+ Niega?--Felice io mi credeva accanto
+ Al mio fratel.--Ripartirò... in eterno
+ Vivrò lontano dal mio patrio tetto.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Fausto ad ambi ugualmente il patrio tetto
+ Sarà. Non fia che tu mi lasci.
+
+ PAOLO.
+
+ In pace
+ Vivi; a una sposa l'uom tutto pospone.
+ Amala...--Ah, prendi questo brando, il tuo
+ Mi dona! rimembranza abbilo eterna
+ Del tuo Paolo.
+
+ (_Eseguisce con dolce violenza questo cambio._)
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Fratel...
+
+ PAOLO.
+
+ Se un giorno mai
+ Ci rivedrem, s'io pur vivrò... più freddo
+ Batterà allora il nostro cuor... il tempo
+ Che tutto estingue, estinto avrà... in Francesca
+ L'odio... e fratel mi chiamerà.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Tu piangi.
+
+ PAOLO.
+
+ Io pure amai! Fanciulla unica al mondo
+ Era quella al mio sguardo.... ah, non m'odiava,
+ No; non m'odiava.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ E la perdesti?
+
+ PAOLO.
+
+ Il cielo
+ Me l'ha rapita!
+
+ LANCIOTTO.
+
+ D'un fratel l'amore
+ Ti sia conforto. Alla tua vista, a' modi
+ Tuoi generosi placherassi il core
+ Di Francesca medesma... Or vieni...
+
+ PAOLO.
+
+ Dove?...
+ A lei dinanzi... non fia mai ch'io venga!
+
+
+FINE DELL'ATTO PRIMO.
+
+
+
+
+ATTO SECONDO.
+
+
+SCENA PRIMA.
+
+GUIDO E FRANCESCA.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Qui... più libera è l'aura.
+
+ GUIDO.
+
+ Ove t'aggiri
+ Dubitando così?
+
+ FRANCESCA.
+
+ Non ti parea
+ La voce udir... di... Paolo?
+
+ GUIDO.
+
+ Timore
+ Or di vederlo non ti prenda. Innanzi
+ Non ti verrà, se tu nol brami.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Alcuno
+ Gli disse ch'io... l'abborro? glien duol forse?
+
+ GUIDO.
+
+ Assai glien duol. Volea partir; Lanciotto
+ Ne lo trattenne.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Egli partir volea?
+
+ GUIDO.
+
+ Or più quieto hai lo spirto. Oggi Lanciotto
+ Spera che del fratel suo la presenza
+ Tu sosterrai.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Padre, mio padre! Ah, senti...
+ Questo arrivo... deh, senti, come forti
+ Palpiti desta nel mio sen!--Deserta
+ Rimini mi parea; muta, funebre
+ Mi parea questa casa; ora... Deh, padre,
+ Mai non lasciarmi, deh, mai più! Sol teco
+ Giubilar oso e piangere; nemico
+ Tu non mi sei... Pietà di me tu avresti,
+ Se...
+
+ GUIDO.
+
+ Che?
+
+ FRANCESCA.
+
+ Se tu sapessi...--Oh, quanto amaro
+ M'è il vivere solinga! Ah, tu pietoso
+ Consolator mi sei!... Fuorchè te, o padre,
+ Non evvi alcun dinanzi a cui non tremi,
+ Dinanzi a cui tutti del core i moti
+ Io non debba reprimere... Nascosto
+ Non tengo il cor; facil s'allegra e piange:
+ E mostrar mai nè l'allegria nè il pianto
+ Lecito m'è. Tradirmi posso; guai,
+ Guai se con altri un detto mi sfuggisse!...
+ Tu... più benigno guarderesti i mali
+ Della tua figlia... E se in periglio fosse...
+ Ne la trarresti con benigna mano.
+
+ GUIDO.
+
+ No, il cor nascosto tu non tieni... I tuoi
+ Pensier segreti... più non son segreti,
+ Quando col tuo tenero padre stai.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Tutto... svelarti bramerei... Che dico?
+ Ove mi celo? Oh terra, apriti, cela
+ La mia vergogna!
+
+ GUIDO.
+
+ Parla; il ciel t'ispira.
+ Abbi fiducia. Il fingere è supplizio
+ Per te...
+
+ FRANCESCA.
+
+ Dovere è il fingere, dovere
+ Il tacer, colpa il dimandar conforto;
+ Colpa il narrar sì reo delitto a un padre,
+ Che il miglior degli sposi alla sua figlia
+ Diede... e felice non la fe'!
+
+ GUIDO.
+
+ Me lasso!
+ Il carnefice tuo dunque son io?
+
+ FRANCESCA.
+
+ Oh buon padre! nol sei...--Vacillar sento
+ La mia debol virtù.--Tremendo sforzo,
+ Ma necessario! Salvami, sostienmi!
+ Lunga battaglia fin ad ora io vinsi;
+ Ma questi di mia vita ultimi giorni
+ Tremarmi fanno... Aita, o padre, ond'io
+ Santamente li chiuda.--Ah, sì! Lanciotto
+ Ben sospettò, ma rea non son! fedele
+ Moglie a lui son, fedel moglie esser chieggo!..--
+ Padre... sudar la tua fronte vegg'io...
+ Da me torci gli sguardi... inorridisci...
+
+ GUIDO.
+
+ Nulla, figlia, raccontami...
+
+ FRANCESCA.
+
+ Ti manca
+ Lo spirto. Oh ciel!
+
+ GUIDO.
+
+ Nulla, mia figlia.--Un breve
+ Disordin qui... qui nella mente...--Ah, dolce
+ A vecchio padre è l'appoggiar le inferme
+ Membra su figli non ingrati!
+
+ FRANCESCA.
+
+ Oh, è vero!
+ Giusta è la tua rampogna; ingrata figlia,
+ Ingrata io son: puniscimi.
+
+ GUIDO.
+
+ --Qual empio
+ Di sacrilega fiamma il cor t'accese?
+
+ FRANCESCA.
+
+ Empio ei non è, non sa, non sa ch'io l'amo;
+ Egli non m'ama.
+
+ GUIDO.
+
+ Ov'è? Per rivederlo
+ Forse a Ravenna ritornar volevi?
+
+ FRANCESCA.
+
+ Per fuggirlo, mio padre!
+
+ GUIDO.
+
+ Ov'è colui?
+ Rispondi; ov'è?
+
+ FRANCESCA.
+
+ Pietà mi promettesti;
+ Non adirarti. È in Rimini...
+
+ GUIDO.
+
+ --Chi giunge!
+
+
+SCENA II.
+
+LANCIOTTO E DETTI.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Turbati siete?... Eri placata or dianzi.
+
+ GUIDO.
+
+ Diman, Francesca, partirem.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Che dici?
+
+ GUIDO.
+
+ Francesca il vuol.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Padre!
+
+ GUIDO.
+
+ Oseresti?...
+
+ (_Parte guardandola minacciosamente._)
+
+
+SCENA III.
+
+LANCIOTTO E FRANCESCA.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Ahi, crudo
+ Più di tutti è mio padre!
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Abbandonarmi
+ Più non volevi; io ti credea commossa
+ Dal dolor mio. Per fuggir Paolo, d'uopo
+ Che tu parta non è; partir vuol egli.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Partir?
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Funesta gli parria la vita
+ Ne' suoi penati, ove abborrito ei fosse.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Tanto gl'incresce?
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Invan distornel volli;
+ Di ripartir fe' giuramento.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Ei molto
+ Te ama...
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Soave e generoso ha il core.
+ Debole amor (pari m'è in ciò) non sente...
+ E pari a me, d'amor vittima ei vive!
+
+ FRANCESCA.
+
+ D'amor vittima?
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Sì. Non reggerebbe
+ Il tuo medesmo cuor, se tu l'udissi...
+
+ FRANCESCA.
+
+ Or perchè viene a queste piagge adunque?
+ Cred'ei che m'abbia alcun altro fratello
+ Onde rapirmel?... Per mio solo danno,
+ Certo, ei qui venne.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Ingiusta donna! Ei prega,
+ Pria di partir, che un sol istante l'oda,
+ Che un solo istante tu lo veggia.--Ah, pensa
+ Ch'ei t'è cognato; che novelli imprende
+ Lunghi viaggi; che più forse mai
+ Nol rivedrem! Religion ti parli.
+ Se un nemico avess'io, che l'oceàno
+ In procinto a varcar, la destra in pria
+ A porgermi venisse... io quella destra
+ Con tenerezza stringerei, sì dolce
+ È il perdonar.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Deh, cessa!.. Oh mia vergogna!
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Chi sa, direi, se quel vasto oceàno,
+ Fin che viviam, frapposto ognor non fia
+ Tra quel mortale e me? Sol dopo morte,
+ In cielo... E tutti noi là ci vedremo...
+ Là non potremo esser divisi. Oh donna,
+ Il fratello abborrir là non potrai!
+
+ FRANCESCA.
+
+ Sposo, deh, sappi... Ah, mi perdona!
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Vieni,
+ Fratello!
+
+ FRANCESCA.
+
+ Oh Dio!
+
+ (_Si getta nelle braccia di Lanciotto._)
+
+
+SCENA IV.
+
+PAOLO E DETTI.
+
+ PAOLO.
+
+ --Francesca!... eccola... dessa!
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Paolo, t'avanza.
+
+ PAOLO.
+
+ E che dirò?--Tu dessa?--
+ Ma s'ella niega di vedermi, udirmi
+ Consentirà? Meglio è ch'io parta, in odio
+ Le sarò men.--Fratel, dille che al suo
+ Odio perdono, e che nol merto. Un caro
+ German le uccisi; io nol volea. Feroce
+ Ei che perdenti avea le schiere, ei stesso
+ S'avventò sul mio brando; io di mia vita
+ Salvo a costo l'avria.--
+
+ FRANCESCA.
+
+ (_Sempre abbracciata al marito, senza
+ osar di levar la faccia._)
+
+ --Sposo, è partito?
+ Partito è Paolo?.. Alcuno odo che piange;
+ Chi è?
+
+ PAOLO.
+
+ Francesca io piango; io de' mortali
+ Sono il più sventurato! Anche la pace
+ De' lari miei non m'è concessa. Il core
+ Assai non era lacerato? assai
+ Non era il perder... l'adorata donna?
+ Anche il fratello, anche la patria io perdo!
+
+ FRANCESCA.
+
+ Cagion mai non sarò ch'un fratel l'altro
+ Debba fuggir. Partir vogl'io; tu resta,
+ Uopo ha Lanciotto d'un amico.
+
+ PAOLO.
+
+ Oh! l'ami?...
+ A ragion l'ami. Io pur l'amo... E pugnando
+ In remote contrade... e quando i vinti
+ E le spose e le vergini io salvava
+ Dal furor delle mie turbe vincenti,
+ E d'ogni parte m'acclamavan tutti
+ Fortissimo guerrier, ma guerrier pio...
+ Dolce memoria del fratello amato
+ Mi ricorreva, e mi parea che un giorno
+ Mi rivedrebbe con gentile orgoglio...
+ E tutta Italia e sue leggiadre donne
+ Avrian proferto amabilmente il nome
+ Dell'incolpabil cavaliero.--Ah, infausti
+ M'erano que' trionfi! il valor mio
+ Infausto m'era!
+
+ FRANCESCA.
+
+ Dunque tu in remote
+ Contrade combattendo... ai vinti usavi
+ Spesso pietà? Le vergini e le spose
+ Salvavi? Là colei forse vedesti
+ Che nell'anima tua regna.--Che parlo?
+ Oh insana.--Vanne. Io t'odio, sì!
+
+ PAOLO.
+
+ (_Risolutamente._)
+
+ Lanciotto,
+ Addio.--Francesca!...
+
+ FRANCESCA.
+
+ (_Udendo ch'egli parte, gli getta involontariamente
+ uno sguardo._)
+
+ PAOLO.
+
+ (_Vorrebbe parlare; è in una convulsione
+ terribile, e temendo di tradirsi fugge._)
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Paolo: deh, ti ferma!
+
+
+SCENA V.
+
+LANCIOTTO E FRANCESCA.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Paolo... Misera me!
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Pietà di lui
+ Senti, barbara, o fingi? A che ti stempri
+ In lagrime or, se noi tutti infelici
+ Render vuoi tu? Favella; io ragion chieggo
+ De' tuoi strani pensieri; alfin son stanco
+ Di sofferirli.
+
+ FRANCESCA.
+
+ E sono pure io stanca
+ Di tue ingiuste rampogne; ed avrò pace
+ Sol quando fia ch'io più non veggia... il mondo!
+
+
+FINE DELL'ATTO SECONDO.
+
+
+
+
+ATTO TERZO.
+
+
+SCENA PRIMA.
+
+ PAOLO.
+
+ Vederla... sì, l'ultima volta. Amore
+ Mi fa sordo al dover. Sacro dovere
+ Saria il partir, più non vederla mai!...
+ Nol posso. Oh! come mi guardò! Più bella
+ La fa il dolor: più bella, sì, mi parve;
+ Più sovrumana! E la perdei? Lanciotto
+ Me l'ha rapita? oh rabbia! oh!.. il fratel mio
+ Non amo? Egli è felice... ei lungamente
+ Lo sia... Ma che? per farsi egli felice
+ Squarciar doveva ei d'un fratello il core?
+
+
+SCENA II.
+
+FRANCESCA _s'avanza senza veder_ PAOLO.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Ov'è mio padre? almen da lui sapessi
+ Se ancor qui alberga... il mio... cognato!--Io queste
+ Mura avrò care sempre... Ah, sì, lo spirto
+ Esalerò su questo sacro suolo
+ Ch'egli asperse di pianto!... Empia, discaccia
+ Sì rei pensieri: io son moglie!...
+
+ PAOLO.
+
+ --Favella
+ Seco medesma, e geme.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Ah, questo loco
+ Lasciar io deggio: di lui pieno è troppo!
+ Al domestico altar ritrarmi io deggio...
+ E giorno e notte innanzi a Dio prostrata
+ Chieder mercè de' falli miei; che tutta
+ Non m'abbandoni, degli afflitti cuori
+ Refugio unico, Iddio. (_Per partire._)
+
+ PAOLO.
+
+ (_Avanzandosi._)
+
+ Francesca...
+
+ FRANCESCA.
+
+ Oh vista!--
+ Signor... che vuoi?
+
+ PAOLO.
+
+ Parlarti ancor.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Parlarmi?--
+ Ahi, sola io son!... Sola mi lasci, o padre?
+ Padre, ove sei? la tua figlia soccorri!--
+ Di fuggir forza avrò.
+
+ PAOLO.
+
+ Dove?
+
+ FRANCESCA.
+
+ Signore...
+ Deh, non seguirmi! il voler mio rispetta;
+ Al domestico altar qui mi ritraggo:
+ Del cielo han d'uopo gl'infelici.
+
+ PAOLO.
+
+ A' piedi
+ De' miei paterni altar teco verronne.
+ Chi di me più infelice? Ivi frammisti
+ I sospir nostri s'alzeranno. Oh donna!
+ Tu invocherai la morte mia, la morte
+ Dell'uom che abborri... io pregherò che il cielo
+ Tuoi voti ascolti e all'odio tuo perdoni,
+ E letizia t'infonda, e lunga serbi
+ Giovinezza e beltà sul tuo sembiante,
+ E a te dia tutto che desiri!... tutto!...
+ Anche... l'amor del tuo consorte... e figli
+ Da lui beati!
+
+ FRANCESCA.
+
+ Paolo, deh!--Che dico?--
+ Deh, non pianger. La tua morte non chieggo.
+
+ PAOLO.
+
+ Pur tu m'abborri...
+
+ FRANCESCA.
+
+ E che ten cal, s'io deggio
+ Abborrirti?... La tua vita non turbo.
+ Diman io qui più non sarò. Pietosa
+ Al tuo germano compagnia farai.
+ Della perdita mia tu lo consola:
+ Piangerà ei certo... Ah, in Rimini, egli solo
+ Piangerà, quando gli fia noto!...--Ascolta.
+ Per or, non digliel. Ma tu, sappi... ch'io
+ Non tornerò più in Rimini: il cordoglio
+ M'ucciderà. Quando al mio sposo noto
+ Ciò fia, tu lo consola: e tu... per lui...
+ Tu pur versa una lagrima.
+
+ PAOLO.
+
+ Francesca,
+ Se tu m'abborri che mi cale? e il chiedi?
+ E l'odio tuo la mia vita non turba?
+ E questi tuoi detti funesti?...--Bella
+ Come un angiol, che Dio crea nel più ardente
+ Suo trasporto d'amor... cara ad ognuno...
+ Sposa felice... e osi parlar di morte?
+ A me s'aspetta, che per vani onori
+ Fui strascinato da mia patria lunge,
+ E perdei...--Lasso! un genitor perdei.
+ Rïabbracciarlo ognor sperava. Ei fatto
+ Non m'avrebbe infelice, ove il mio cuore
+ Discoperto gli avessi... e colei data
+ M'avria... colei, che per sempre ho perduta.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Che vuoi tu dir? Della tua donna parli...
+ E senza lei sì misero tu vivi?
+ Sì prepotente è nel tuo petto amore?
+ Unica fiamma esser non dee nel petto
+ Di valoroso cavaliere, amore.
+ Caro gli è il brando e la sua fama; egregi
+ Affetti son. Tu seguili; non fia
+ Che t'avvilisca amor.
+
+ PAOLO.
+
+ Quai detti? Avresti
+ Di me pietà? Cessar d'odiarmi alquanto
+ Potresti, se col brando io m'acquistassi
+ Fama maggior? Un tuo comando basta.
+ Prescrivi il luogo e gli anni. A' più remoti
+ Lidi mi recherò; quanto più gravi
+ E perigliose troverò le imprese,
+ Vie più dolci mi fien, poichè Francesca
+ Imposte me l'avrà. L'onore assai
+ E l'ardimento mi fan prode il braccio;
+ Più il farà prode il tuo adorato nome.
+ Contaminate non saran mie glorie
+ Da tirannico intento. Altra corona,
+ Fuorchè d'alloro, ma da te intrecciata,
+ Non bramerò, solo un tuo applauso, un detto,
+ Un sorriso, uno sguardo...
+
+ FRANCESCA.
+
+ Eterno Iddio!
+ Che è questo mai?
+
+ PAOLO.
+
+ T'amo, Francesca, t'amo,
+ E disperato è l'amor mio!
+
+ FRANCESCA.
+
+ Che intendo?
+ Deliro io forse? che dicesti?
+
+ PAOLO.
+
+ Io t'amo!
+
+ FRANCESCA.
+
+ Che ardisci? Ah taci! Udir potrian... Tu m'ami!
+ Sì repentina è la tua fiamma? Ignori
+ Che tua cognata io son? Porre in obblìo
+ Sì tosto puoi la tua perduta amante?...
+ Misera me! questa mia man, deh, lascia!
+ Delitto sono i baci tuoi!
+
+ PAOLO.
+
+ Repente
+ Non è, non è la fiamma mia. Perduta
+ Ho una donna, e sei tu; di te parlava
+ Di te piangea; te amava; te sempre amo;
+ Te amerò sino all'ultim'ora! e s'anco
+ Dell'empio amor soffrir dovessi eterno
+ Il castigo sotterra, eternamente
+ Più e più sempre t'amerò!
+
+ FRANCESCA.
+
+ Fia vero?
+ M'amavi?
+
+ PAOLO.
+
+ Il giorno che a Ravenna io giunsi
+ Ambasciator del padre mio, ti vidi
+ Varcare un atrio col feral corteggio
+ Di meste donne, ed arrestarti a' piedi
+ D'un recente sepolcro, e ossequïosa
+ Ivi prostrarti, e le man giunte al cielo
+ Alzar con muto ma dirotto pianto.
+ Chi è colei? dissi a talun.--La figlia
+ Di Guido, mi rispose.--E quel sepolcro?--
+ Di sua madre il sepolcro.--Oh, quanta al core
+ Pietà sentii di quell'afflitta figlia!
+ Oh qual confuso palpitar!... Velata
+ Eri, o Francesca: gli occhi tuoi non vidi
+ Quel giorno, ma t'amai fin da quel giorno.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Tu... deh, cessa!... m'amavi?
+
+ PAOLO.
+
+ Io questa fiamma
+ Alcun tempo celai, ma un dì mi parve
+ Che tu nel cor letto m'avessi. Il piede
+ Dalle virginee tue stanze volgevi
+ Al secreto giardino. E presso al lago
+ In mezzo ai fior prosteso, io sospirando
+ Le tue stanze guardava: e al venir tuo
+ Tremando sorsi.--Sopra un libro attenti
+ Non mi vedeano gli occhi tuoi; sul libro
+ Ti cadeva una lagrima... Commosso
+ Mi t'accostai. Perplessi eran miei detti,
+ Perplessi pure erano i tuoi. Quel libro
+ Mi porgesti e leggemmo. Insiem leggemmo
+ «Di Lancillotto come amor lo strinse.
+ «Soli eravamo e senza alcun sospetto...
+ Gli sguardi nostri s'incontraro... il viso
+ Mio scolorossi... tu tremavi... e ratta
+ Ti dileguasti.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Oh giorno! A te quel libro
+ Restava.
+
+ PAOLO.
+
+ Ei posa sul mio cuor. Felice
+ Nella mia lontananza egli mi fea.
+ Ecco: vedi le carte che leggemmo.
+ Ecco: vedi, la lagrima qui cadde
+ Dagli occhi tuoi quel dì.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Va' ti scongiuro,
+ Altra memoria conservar non debbo
+ Che del trafitto mio fratel.
+
+ PAOLO.
+
+ Quel sangue
+ Ancor versato io non aveva. Oh patrie
+ Guerre funeste! Quel versato sangue
+ Ardir mi tolse. La tua man non chiesi:
+ E in Asia trassi a militar. Sperava
+ Rieder tosto, e placata indi trovarti,
+ Ed ottenerti. Ah, d'ottenerti speme
+ Nutria, il confesso.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Ohimè! ten prego, vanne:
+ Il doler mio, la mia virtù rispetta.--
+ Chi mi da forza, ond'io resista?
+
+ PAOLO.
+
+ Ah, stretta
+ Hai la mia destra? Oh gioja! dimmi: stretta
+ Perchè hai la destra mia?
+
+ FRANCESCA.
+
+ Paolo!
+
+ PAOLO.
+
+ Non m'odii?
+ Non m'odii tu?
+
+ FRANCESCA.
+
+ Convien ch'io t'odii.
+
+ PAOLO.
+
+ E il puoi?
+
+ FRANCESCA.
+
+ Nol posso.
+
+ PAOLO.
+
+ Oh detto! ah, mel ripeti! Donna,
+ Non m'odii tu?
+
+ FRANCESCA.
+
+ Troppo ti dissi. Ah crudo!
+ Non ti basta? Va', lasciami.
+
+ PAOLO.
+
+ Finisci.
+ Non ti lascio, se in pria tutto non dici.
+
+ FRANCESCA.
+
+ E non tel dissi... ch'io t'amo.--Ah, dal labbro
+ M'uscì l'empia parola!.. io t'amo, io muojo
+ D'amor per te... Morir bramo innocente:
+ Abbi pietà!
+
+ PAOLO.
+
+ Tu m'ami? tu?... L'orrendo
+ Mio affanno vedi. Disperato io sono:
+ Ma la gioja che in me scorre fra questo
+ Disperato furor, tale e sì grande
+ Gioja è, che dirla non poss'io. Fia vero
+ Che tu m'amassi?... E ti perdei!
+
+ FRANCESCA.
+
+ Tu stesso
+ M'abbandonasti, o Paolo. Io da te amata
+ Creder non mi potea.--Vanne: sia questa
+ L'ultima volta...
+
+ PAOLO.
+
+ Ch'io mai t'abbandoni
+ Possibile non è. Vederci almeno
+ Ogni giorno!...
+
+ FRANCESCA.
+
+ E tradirci? e nel mio sposo
+ Destar sospetti ingiuriosi? e macchia
+ Al nome mio recar? Paolo, se m'ami,
+ Fuggimi.
+
+ PAOLO.
+
+ Oh sorte irreparabil! Macchia
+ Al tuo nome io recar? No!--Sposa d'altri
+ Tu sei. Morir degg'io. La rimembranza
+ Di me scancella dal tuo seno: in pace
+ Vivi. Io turbai la pace tua: perdona.--
+ Deh, no, non pianger! non amarmi!--Ah, lasso!
+ Che dico? Amami, si: piangi sul mio
+ Precoce fato...--Odo Lanciotto. Oh cielo,
+ Dammi tu forza!--(_Chiamando._) A me, fratel!
+
+
+SCENA III.
+
+LANCIOTTO, GUIDO E DETTI.
+
+ PAOLO.
+
+ L'estremo
+ Amplesso or dammi.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ E invan...
+
+ PAOLO.
+
+ Nè un detto solo
+ A' miei voleri oppor. Funesti augurii
+ Qui meco trassi: guai s'io!...
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Che favelli?
+ Sdegno ti sta sul ciglio!
+
+ PAOLO.
+
+ --Ah! non di noi...
+ Del destino è la colpa.--Addio, Francesca.
+
+ FRANCESCA.
+
+ (_Quasi fuor di se con grido convulsivo._)
+
+ Paolo... Ferma!
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Qual voce!
+
+ GUIDO.
+
+ (_Reggendo la figlia._)
+
+ Oimè le manca
+ Il respiro.
+
+ PAOLO.
+
+ (_In atto di partire._)
+
+ Francesca...
+
+ FRANCESCA.
+
+ Ei parte... io muojo.
+
+ (_Sviene nelle braccia di Guido._)
+
+ PAOLO.
+
+ Francesca... oh vista... si soccorra.
+
+ GUIDO.
+
+ Figlia...
+
+ (_Francesca è recata nelle sue stanze._)
+
+
+SCENA IV.
+
+LANCIOTTO E PAOLO.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Paolo... Che intendo?... Orrendo lampo scorre
+ Sugli occhi miei.
+
+ PAOLO.
+
+ Barbaro! godi: è spenta...
+ Morir mi lascia: fuggimi. (_Parte._)
+
+
+SCENA V.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Fia vero?
+ Essa amarlo? E fingea!...No: dall'inferno
+ Questo pensier mi vien... pur...--Dalla reggia
+ L'uscire a Paolo s'interdica: a forza
+ Gli s'interdica.--Oh truce vel! si squarci.
+
+
+FINE DELL'ATTO TERZO.
+
+
+
+
+ATTO QUARTO.
+
+
+SCENA PRIMA.
+
+LANCIOTTO E PAGGIO.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Che? Guido affretta il suo partir? Vederla
+ Voglio, veder voglio Francesca. Innanzi
+ Anche colui mi venga... Paolo.
+
+ PAGGIO.
+
+ Il tuo
+ Fratello?
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Il mio... fratello.
+
+
+SCENA II.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Il mio fratello!
+ Fratello m'è: più orribile è il delitto.--
+ Essa l'odiava! ah menzognera! Io pure
+ A quell'odio credei. La lontananza
+ Di lui, cagione di sue lagrime era.
+ A rieder forse in Rimini Francesca
+ Secretamente l'invitò.--Ti frena,
+ O pensier mio; feroce mi consigli
+ La mandi porre ahi! su quest'elsa...io tremo!
+
+
+SCENA III.
+
+GUIDO E LANCIOTTO.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Fuggirmi forse è di tua figlia intento?
+ Senza ch'io'l sappia spera ella fuggirmi!
+ E tu a sue brame...
+
+ GUIDO.
+
+ È necessario!
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Ah, rea
+ Dunque è tua figlia!
+
+ GUIDO.
+
+ No: tremendo fato
+ Noi tutti danna a interminabil pianto!
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Rea non la chiami, e d'esecrando foco
+ Arde?
+
+ GUIDO.
+
+ Ma forte duol ne sente, e implora
+ Di fuggir da colui.--Ripigliò appena
+ I sensi, e pieno io di vergogna e d'ira
+ Dagli occhi tuoi la trassi: ed obbliando
+ Quasi d'esserle padre, a' piè d'un santo
+ Simulacro prostratala, snudai
+ Sul suo capo l'acciaro, ahi, minacciando
+ Di trucidarla e in un di maledirla,
+ Se il ver taceva. Fra singhiozzi orrendi
+ Favellò l'infelice.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ E che ti disse?
+
+ GUIDO.
+
+ M'affoga il pianto. Ella è mia figlia...--Porse
+ La sua gola all'acciaro, e lagrimosi
+ Figgeva gli occhi negli asciutti miei.--
+ Sei tu colpevol? (le gridai) rispondi,
+ Sei tu colpevol?... pronunciar parola
+ Non poteva ella dall'angoscia... A forza
+ Mi si commosse il cor. Per non vederla
+ Torsi gli sguardi, e mi sentii le piante
+ Abbracciare, e lei, prono a terra il volto,
+ Sclamar con voce moribonda: Padre,
+ Sono innocente.--Giuralo.--Tel giuro!...
+ Ed io in silenzio m'asciugava il ciglio.--
+ Sono innocente, replicò tre volte...
+ Gettai l'acciar, l'alzai: la strinsi al seno...
+ Padre infelice e offeso son, ma padre.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Oh rabbia! L'ama ed innocenza vanta?
+ Lunge dagli occhi miei, più allegro amore
+ Con Paolo spera; ah, sen lusinga in vano!
+ Di seguirla a Ravenna ei le promette...
+ Oh traditor!.. Siete in mie mani ancora.
+
+ GUIDO.
+
+ Queste canute mie chiome rispetta.
+ Salvarla io deggio... tu, più non vederla.
+
+ (_Parte._)
+
+
+SCENA IV.
+
+LANCIOTTO E PAOLO.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Sciagurato, t'avanza.
+
+ PAOLO.
+
+ Uso non sono
+ Ad ascoltar sì acerbi modi: in altri
+ Rintuzzarli saprei. Ma in te del padre
+ L'autorità con sofferenza onoro.--
+ Parli a fratello o a suddito?
+
+ LANCIOTTO.
+
+ ...A fratello.--
+ Rispondi, Paolo. Se tua sposa fosse
+ Colei; se alcuno a te il suo cor rapisse,
+ E se quei fosse il tuo più dolce amico...
+ Un uom che, mentre ti tradia, stringevi
+ Come più che fratello al seno tuo...
+ Che faresti di lui?--Pensavi.
+
+ PAOLO.
+
+ Io sento
+ Quanto ti costa l'esser mite.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Il senti?
+ Fratello, il senti quanto costa?--Il nostro
+ Padre nomasti. Ei mite era co' figli,
+ Anche se rei credevali.
+
+ PAOLO.
+
+ Tu solo
+ Succedergli mertavi. E che mai dirti?
+ Oh, come atterri la baldanza mia!
+ Anch'io talor magnanimo mi credo:
+ Al par di te nol son.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Di': se tua sposa
+ Fosse?
+
+ PAOLO.
+
+ Francesca? Ah, d'un rival pur l'ombra
+ Non soffrirei.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Se un tuo fratello amarla
+ Osasse?
+
+ PAOLO.
+
+ Più non mi sarìa fratello.
+ Guai a colui! Lo sbranerei col mio
+ Pugnal, chiunque il traditor si fosse.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Me pure assal questo desio feroce,
+ E trattengo la man che al brando corre:
+ Credilo, a stento la trattengo. Ed osi
+ Del tuo delitto convenir? Sedurre
+ La sposa altrui, del tuo fratel la sposa!
+
+ PAOLO.
+
+ Meno crudel saresti, or se col brando
+ Tu mi svenassi. Un vil non son. Sedurre
+ Io quel purissimo angiolo del cielo?
+ Non fora mai. Chi di Francesca è amante
+ Un vil non è: lo foss'ei stato pria,
+ Più nol sarebbe amandola: sublime
+ Fassi ogni cor, dacchè v'è impressa quella
+ Sublime donna. Io perchè l'amo, ambisco
+ D'esser uman, religïoso e prode:
+ E perch'io l'amo, assai più forse il sono
+ Ch'esser non usan nè guerrier nè prenci.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ E inverecondo più d'ogn'uom tu sei.
+ Vantarmi ardisci l'amor tuo?
+
+ PAOLO.
+
+ Se iniquo
+ Fosse il mio amor, tacer saprei, ma puro
+ È quanto immenso l'amor mio. Morire
+ Mille volte saprei pria che macchiarlo.--
+ Nondimen... veggio di partir la forte
+ Necessità.--Per la tua donna al tuo
+ Fratel rinuncia... ed in eterno!
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Iniquo
+ Non è il tuo amore? E misero in eterno
+ Tu non mi rendi?... Obblierò ch'io m'ebbi
+ Un fratel caro: ma potrò dal core
+ Di Francesca strapparlo? E il cor di lei
+ Non porterai teco dovunque? Odiato
+ Vivrò al suo fianco. Nol dirà, pietosa,
+ Non mel dirà, ma ben il sento; ah, m'odia,
+ E tu, fellone, la cagion ne sei.
+
+ PAOLO.
+
+ L'amo, il confesso... Ma Francesca, oh cielo
+ Di lei non sospettar.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Anco ingannarmi
+ Vorresti? Il pensier tuo scerno. Tu temi
+ Che un giorno in lei mi vendichi, in Francesca,
+ Nella tua amante: e or più desio men prendi
+ Che? d'immolarvi non ho dritto? io regno:
+ Tradito sposo ed oltraggiato prence
+ Son io. Di me narri che vuoi la fama:
+ Di voi dirà: perfidi fur.
+
+ PAOLO.
+
+ La fama
+ Dirà: Qual colpa avea, se giovinetto
+ Paolo a Ravenna fu mandato, ed arse
+ Pel più leggiadro de' terrestri spirti?--
+ E tu quai dritti hai su di lei? Veduto
+ Mai non t'avea: sol per ragion di stato
+ La bramasti in isposa. Umani affetti
+ Non diè natura anco de' prenci ai figli?
+ Perchè il suo cor non indagasti pria
+ Di farla tua?
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Che ardisci? aggiungi insulto
+ A insulto ancor? No, più non reggo.
+
+ (_Mette mano alla spada._)
+
+
+SCENA V.
+
+GUIDO, FRANCESCA E DETTI.
+
+ FRANCESCA.
+
+ (_Prima di uscire._)
+
+ Padre!
+ Stringer l'arme li veggio.
+
+ GUIDO.
+
+ (_Vuol prima trattener Francesca; quindi
+ si frappone tra Paolo e Lanciotto._)
+
+ Ferma.--Ah, pace,
+ O esacerbati spiriti fraterni!
+
+ PAOLO.
+
+ Più della vita mi togliesti: poco
+ Del mio sangue mi cal, versalo.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Il mio
+ Sangue versate: io sol v'offesi.
+
+ GUIDO.
+
+ Oh figlia!
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Il sacro aspetto di tuo padre, o iniqua,
+ Per tua ventura ti difende. Statti
+ Fra le sue braccia: guai s'ei t'abbandona!
+ Obblierò che regia fu tua culla:
+ Peggio di schiava tratterotti. Infame
+ È l'amor tuo: più d'una schiava è infame
+ Una moglie infedel... Questa parola
+ Forsennato mi rende. Io tanto amarti,
+ Tanto adorarti, e tu spregiarmi?... Altero
+ Ho il cor, nol sai? tremendamente altero:
+ E oltraggi v'han, che perdonar non posso.
+ Onor mel vieta... Onor? che dissi? noto
+ Questo nome t'è forse?
+
+ GUIDO.
+
+ Arresta.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Io intendo,
+ Io dell'onor l'onnipossente voce:
+ Nè allorch'ei parla, più altra voce intendo,
+ E vibro il ferro ovunque accenni.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Ah padre!
+ Ei non m'uccide, uccidimi tu, padre!
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Vaneggio?... Voi raccapricciate?...--Oh Guido!
+ Quando canute avrò le chiome anch'io,
+ E vivrò nel passato, e freddamente
+ Guarderò i vizi e le virtù mie antiche...
+ Anche allor rimembrando un'adorata
+ Sposa che mi tradia, tutta l'antica
+ Disperata ira sentirò nel petto,
+ Ed imprecando fuggirò col guardo
+ Verso il sepolcro, onde mie angosce asconda.
+ Ma non verrà quel dì. Verso il sepolcro
+ Mi precipita l'empia oggi: del mio
+ Vicin sepolcro già il pensier l'allegra:
+ Di calpestarlo essa godrà... Seco altri,
+ A calpestarlo verrà forse!
+
+ FRANCESCA.
+
+ Oh cielo!
+ Dammi tu forza, ond'io risponda.--Io sorda
+ Alle voci d'onor... Se Paolo amai,
+ Vil non era il mio foco: Italo prence,
+ Cavalier prode, altro ei per me non era.
+ Popoli e regi lo lodavan. Tua
+ Sposa io non era... Ah, che favello? Giusto
+ È il tuo furor; dal petto mio non seppi
+ Scancellar mai quel primo amor! E il volli
+ Scancellar pur... Con quell'arcano io morta
+ Sarei, se Paolo or non riedea, tel giuro.
+
+ PAOLO.
+
+ Misera donna!
+
+ FRANCESCA.
+
+ A lui solo perdona;
+ Non al mio amante, al fratel tuo perdona.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Per Paolo preghi? Oh scellerata!...Uscirne
+ Di queste mura ambi credete? Insieme
+ Di riunirvi concertaste. Al padre
+ Di rapirti fors'anco ei ti promise.
+
+ PAOLO.
+
+ Oh vil pensier!
+
+ LANCIOTTO
+
+ Io vil?--Partirà l'empia
+ Sì; ma più te mai non vedrà.--Di guardie
+ Si circondi costui. Passo ei non muova
+ Fuor della reggia.
+
+ PAOLO.
+
+ Tanta ingiuria mai
+ Non soffrirò nel tetto mio paterno.
+
+ (_Vuol difendersi._)
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Tuo signor sono. Quel ribelle brando
+ Cedi.
+
+ PAOLO.
+
+ (_Oppresso dalle guardie._)
+
+ Fratel... tu disarmarmi... Oh come
+ Cangiato sei!
+
+ FRANCESCA.
+
+ Pietà!... Paolo!
+
+ PAOLO.
+
+ Francesca!
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Donna...
+
+ GUIDO.
+
+ Vieni; sottrati al furor suo.
+
+
+FINE DELL'ATTO QUARTO.
+
+
+
+
+ATTO QUINTO.
+
+
+SCENA PRIMA.
+
+(La sala è illuminata da una lampada)
+
+FRANCESCA E GUIDO.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Deh, lo placasti?
+
+ GUIDO.
+
+ (_Venendo dalle stanze di Lanciotto._)
+
+ Egli mi vide, e sorse
+ Spaventato dal letto.--Oh cielo! è giunta,
+ Sclamò, quest'alba sciagurata. Io debbo
+ Perder Francesca?... Ogni consiglio or cangio:
+ Senza lei viver non poss'io.--Frattanto
+ Lagrime amare gli piovean sul volto:
+ E or te nomando infuriava, or pieno
+ D'amor ti compiangea. Fra le mie braccia
+ Lungamente lo tenni, e con lui piansi,
+ Libero freno al suo dolor lasciando.
+ L'acquetai poscia con soavi detti,
+ E il convinsi che meglio è che tu parta
+ Senza vederlo. Andiam.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Padre, non fia:
+ S'or nol riveggio, nol vedrò più mai.
+ Rancore ei serba contro di me: secura
+ Del suo perdono esser vogl'io.
+
+ GUIDO.
+
+ Ti calma.
+ Perdonato egli t'ha; perdonar Paolo
+ Pur mi promise.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Oh gioja! Ma, deh, in questo
+ Sacro momento, non nomar, ten prego,
+ Colui che appieno obbliar deggio... e il bramo!
+ Già meno forte egli nel cor mi parla:
+ Già mi riparla la virtù perduta,
+ E il pentimento e la memoria sola
+ Dello sposo fedel che tu mi desti,
+ E ch'io non seppi amar.--Parlargli chieggo
+ Anco una volta. Deh, non adirarti!
+ Questa grazia m'ottieni. I miei rimorsi
+ Per la passata ingratitudin tutti
+ Mostrar gli vo': prostrarmi a' piedi suoi:
+ Di non sprezzarmi scongiurarlo. Vanne:
+ Digli che, s'io non lo riveggio, ahi parmi
+ Del perdono del ciel chiusa ogni speme.
+
+ GUIDO.
+
+ A forza il vuoi? Qui il condurrò.
+
+
+SCENA II.
+
+ FRANCESCA.
+
+ --Per sempre
+ Dunque ti lascio, o Rimini diletta.
+ Addio, città fatale! addio, voi mura
+ Infelici, ma care! amata culla
+ Di... quei prenci... Che dico!--Eterno Iddio,
+ Per questa casa ultima prece io t'offro,
+ Bench'io sia rea, non chiuder, no, l'orecchio.
+ Nulla chieggo per me: per que' fratelli
+ Prego: tua destra onnipossente posi
+ Sul capo lor... Chi veggio?
+
+
+SCENA III.
+
+FRANCESCA E PAOLO.
+
+ PAOLO.
+
+ (_Prorompendo forsennato con una
+ spada alla mano._)
+
+ Oh sovrumana
+ Gioja! Vederla ancor m'è dato.--Ah, ferma!
+ Se tu fuggì, io t'inseguo.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Audace! ahi lassa!
+ E come in armi?
+
+ PAOLO.
+
+ Sgombre ho le mie guardie
+ Coll'oro.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Oh ciel! nuovi delitti...
+
+ PAOLO.
+
+ Io vengo
+ I delitti a impedir. Paga non fora
+ Contro me, credi, la gelosa rabbia
+ Del fratel mio; te immolar pensa. Orrendo
+ Spavento è quel ch'or qui mi tragge.--Al sonno
+ Chiusi dianzi le ciglia, ed oh qual truce
+ Visïone m'assalse! Immersa io vidi
+ Te nel tuo sangue moribonda: a terra
+ Mi gettai per soccorrerti... il mio nome
+ Proferivi, e spiravi!--Ahi disperato
+ Delirio! Invano mi svegliava, il fero
+ Sogno mi sta dinanzi agli occhi. Mira:
+ Sudor di morte da mie chiome gronda
+ Al rammentarlo.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Calmati...
+
+ PAOLO.
+
+ Furente
+ M'alzai, corruppi i vili sgherri: un brando
+ Strinsi... Ahi, temea di più non rivederti!
+ Qui ti ritrovo: oh me felice!... Imponi:
+ Come del cor, del Braccio mio reina
+ Tu sei: morir per te desìo.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Rientra,
+ Oh insano, in te. Quell'uom che oltraggi, a noi
+ Già perdonava. Fuggirai. Che speri?
+
+ PAOLO.
+
+ Se te col padre tuo salva non veggio
+ Fuor di queste pareti, abbandonarti
+ Non posso. Infausto, orribile presagio
+ Pe' giorni tuoi m'affanna.--Ah, tu non m'ami!
+ Tu rassegnata...
+
+ FRANCESCA.
+
+ Esserlo è d'uopo.
+ PAOLO.
+
+ Or dimmi:
+ Quando, ove mai ci rivedrem?
+
+ FRANCESCA.
+
+ Se in terra
+ Fine avrà... l'empio nostro amor...
+
+ PAOLO.
+
+ Non mai!...
+ Dunque non mai ci rivedrem!--Francesca,
+ Su questo cor poni la man. Talora
+ Tu questa mano ti porrai sul core
+ E de' palpiti miei ricorderatti:
+ Feroci sono: pochi fien!
+
+ FRANCESCA.
+
+ Oh amore!
+
+ PAOLO.
+
+ Adorata t'avrei: non fora un giorno
+ Passato mai ch'io non cercato avessi
+ Di farti ognora più e più felice...
+ M'avresti reso (oh incantatrice idea!)
+ Padre di prole a te simile: avrei
+ A' miei figli insegnato ad onorarti.
+ Dopo Dio prima, e come io t'amo amarti!
+
+ FRANCESCA.
+
+ Il solo udir questi tuoi detti è colpa.
+
+ PAOLO.
+
+ Nè mia giammai!...
+
+ FRANCESCA.
+
+ Che parli? Eternamente
+ Quant'io deggia al mio sposo e a' generosi
+ Suoi sacrifici sentirò. Solenne
+ Protesta or odi:--Se l'ingiusto fato
+ Lui seppellisse pria di me, perpetue
+ Conserverò le vedovili bende:
+ Nè coll'amarti mai, fuorchè in silenzio,
+ Offenderò la sua santa memoria.
+
+ PAOLO.
+
+ Mal m'intendesti: augurii empii non formo:
+ Viva e m'uccida il fratel mio. Ma lungi
+ Dall'ira sua tu pur, Francesca, ah, vivi:
+ Vivi, e in silenzio amami, sì!... Ne' mesti
+ Tuoi sogni spesso mi vedrai. Beata
+ Ombra dì e notte al fianco tuo starommi
+ Adorandoti ognor.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Paolo...
+
+ PAOLO.
+
+ Tiranni
+ Gli uomini e il cielo fur con noi.
+
+ FRANCESCA.
+
+ T'acqueta.
+ Misera me! Non ci perdiamo... Ah, padre!
+
+ (_Chiamando._)
+
+ PAOLO.
+
+ Più non ha dritti alla sua prole un padre
+ Che a sue voglie tiranniche l'immola.
+ Chi de' tuoi giovanili anni sepolto
+ Ha il fior nel pianto? Chi questa tremenda
+ Febbre in te mosse onde tutta ardi? All'orlo
+ Chi della tomba li spingeva?... Il padre!
+
+ FRANCESCA.
+
+ Empio, che dici?...--Odo fragor.
+
+ PAOLO.
+
+ Null'uomo
+ Potrà strapparti da mie braccia.
+
+
+SCENA IV.
+
+GUIDO, LANCIOTTO E DETTI.
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Oh vista!
+ Paolo?... Tradito da mie guardie sono...
+ Oh rabbia! e ad esser testimon di tanta
+ Infamia, o Guido, mi chiamasti? Ad arte
+ Ella a me ti mandò. Fuggire o farsi.
+ Ribelli a me volean: muojano entrambi.
+
+ (_Snuda il ferro e combatte contro Paolo._)
+
+ FRANCESCA.
+
+ Oh rio sospetto!
+
+ GUIDO.
+
+ Scellerata figlia,
+ A maledirti mi costringi.
+
+ PAOLO.
+
+ Tutti,
+ O Francesca, t'abborrono: me solo
+ Difensor hai.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Placatevi, o fratelli:
+ Fra i vostri ferri io mi porrò. La rea
+ Son io...
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Muori! (_La trafigge._)
+
+ GUIDO.
+
+ Me misero!
+
+ LANCIOTTO.
+
+ E tu, vile,
+ Difenditi.
+
+ PAOLO.
+
+ (_Getta a terra la spada e si lascia ferire._)
+
+ Trafiggimi.
+
+ GUIDO.
+
+ Che festi?
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Oh ciel! qual sangue!
+
+ PAOLO.
+
+ Deh... Francesca...
+
+ FRANCESCA.
+
+ Ah, Padre!...
+ Padre... da te fui maledetta...
+
+ GUIDO.
+
+ Figlia,
+ Ti perdono!
+
+ PAOLO.
+
+ Francesca... ah!... mi perdona...
+ Io la cagion son di tua morte.
+
+ FRANCESCA.
+
+ Eterno...
+ Martir... sotterra... oimè... ci aspetta!
+
+ PAOLO.
+
+ Eterno
+ Fia il nostro amore... Ella è spirata... io muojo...
+
+ LANCIOTTO.
+
+ Ella è spirata.--Oh Paolo!--Ahi, questo ferro
+ Tu mi donasti! in me si torca.
+
+ GUIDO.
+
+ Ferma,
+ Già è tuo quel sangue; e basta, onde tra poco
+ Inorridisca al suo ritorno il sole.
+
+
+FINE DELL'ATTO QUINTO ED ULTIMO.
+
+
+
+
+ROSILDE
+
+CANTICA.
+
+
+ Dove il trovatore componesse questa cantica non appare; soltanto
+ vedesi ch'egli era fuori di patria ed infelice nelle agitazioni in
+ cui si trovavano a que' tempi le repubbliche lombarde--presso le
+ quali si ricava dai suoi poemi ch'egli peregrinò diverse volte--è
+ probabile che ivi s'attraesse lo sdegno d'alcuna di esse o di
+ Federigo.
+
+
+
+
+ROSILDE.
+
+
+ Canzoni de' miei padri, antiche istorie
+ Che a' felici d'infanzia anni imparai
+ Nel mio alpestre idioma (inculta lingua
+ Ma d'affetti guerrieri e di mestizia
+ Gentilmente temprata e dolce al core!)
+ Riedete nel mio spirto: e col soave
+ Risovvenir delle pietose note
+ Illudetemi sì che a' miei dolori
+ E al carcere ov'espio vani ardimenti
+ Togliermi io creda, e a me ritornin l'ore
+ Di mie gioje infantili--o di Saluzzo
+ Nell'amato che prima aere spirai--
+ O sui fragranti colli onde di fiori
+ E limpid'acque Pinerolo è lieta--
+ O per gli Eridanini ameni poggi,
+ Ove la sera il Torinese ascolta
+ Della lontana villanella il metro
+ Che avventure d'eroi dice e d'amore.
+ Oh poetica terra! oh popolata
+ D'alte cavalieresche rimembranze
+ Or gaje or triste, commoventi sempre!
+ Tu la prima onda porgi e le tue valli
+ Il primo letto al giovin re de' fiumi,
+ Ed ei ne' campi tuoi cresce educato
+ Come in orto di fiori! E di quell'orto
+ Mentre il voluttuoso aere m'inebbria
+ Veggio intorno--ove ch'io l'occhio sollevi--
+ Con fiero atto seder sovra le alture
+ Negre castella, e scemasi a tal vista,
+ Ma no, non cessa e sol natura cangia
+ La voluttà che mi ridea nel core
+ E più seria diventa e non men dolce;
+ E allora il pastoral flauto lasciando
+ Toccar desio la trobadoric'arpa.
+ Musa, o patria, a me sien le tue memorie:
+ Rosilde io canto.--
+ Bella era ed amata
+ E al suo sposo e signor tenera amante:
+ E--come a fiore un fiorellin s'appoggia--
+ Nelle braccia materne un pargoletto
+ Della madre al sorriso sorridea.
+ Se torna dalla caccia il cavaliere
+ Teodomiro, oh quanto gli par lunga
+ La salita al castel! non perchè il domi
+ Grave stanchezza, ma perchè alla sposa
+ Adorata il pensier vola ed al figlio:
+ Erge ei gli occhi alla torre--e v'apparìa
+ Lui desiando la venusta dama
+ Col leggiadro bambin, quasi dal cielo
+ Scesa fosse d'Iddio la Vergin Madre
+ A consolar d'un suo sguardo i mortali.
+ Ma improvviso precipita il dolore
+ Sui dì felici! Era un mattino, e in riva
+ Stava al Lemna natio Teodomiro
+ Inseguendo il cinghial. Vibra la freccia,
+ E tra questa e la belva, ahi, dal cavallo
+ Spinto è il giovin Denigi, e cade esangue!
+ Denigi il fratel d'arme, il fido amico
+ Dell'uccisore! (Vive ancor negli inni
+ Di tue vaghe fanciulle, o Pinerolo,
+ La beltà di Denigi e il suo coraggio.)
+ Oh rammarco! rammarco! e dacchè tinto
+ Del sangue dell'amico è il cavaliero,
+ Sfuma ogni gioja sua. Sovra il castello,
+ Così beato in pria, siede e vi spande
+ I negri vanni suoi l'angiol del male;
+ E dello spirto scellerato il riso
+ Fama è che molti udir di notte tempo,
+ Quando consunto da languor si spense
+ Di Rosilde il figliuolo, e del materno
+ Pianto ulular le desolate sale.
+ Nè qui del mal le orribili minacce
+ Termine han pure. Ahi! di Rosilde istessa
+ Le giovanili guance scolorarsi
+ Vede lo sposo, e andarsi a poco a poco
+ Estinguendo in que' grandi occhi il bel raggio
+ Onde dianzi splendean con tanta vita:
+ E in segreto ei sospira, e mentre asconde
+ Con ridenti parole il suo timore,
+ Gli s'arriccian le chiome immaginando
+ Un'altra tomba--e in questa tomba chiusi,
+ Chiusi quegli adorati occhi per sempre!
+ Presso a morte ella venne. E allor proruppe
+ Nel già incredulo cor del cavaliero
+ Religïon con tutta sua possanza:
+ E sceso a Pinerolo, al maggior tempio
+ Ricchi doni profonde, e con solenni
+ Riti espiar l'involontario cerca
+ Omicidio commesso, e (se mai peni)
+ Suffragar di Denigi il caro spirto,
+ Onde placato il ciel renda a Rosilde
+ Vita e gioja e di madre il dolce nome.
+ Ahi! nel sonno gli appar l'amico spettro,
+ E non irato è il volto suo, ma mesto
+ Come d'un che pietoso asconder brami
+ Le proprie, e più d'altrui senta le pene,
+ Nè gli si doni il sollevarle; e porti
+ Una coppa amarissima, e non sia
+ Quella coppa un rimedio, e ber si debba!
+ --Deh, spiegati! dicea Teodomiro,
+ Spiegati!--Ed il fantasma una lontana
+ Strada additava, e in fondo a quella strada
+ Con eccelse basiliche sorgea
+ Una grande città: dir sembra--«Vanne,
+ Là Dio ti chiama!» e mentre ivi lo affretta
+ Con una man si copre il volto e piange.
+ Atterrito si desta il cavaliere:
+ L'oscuro sogno medita; ispirato
+ Alfin si crede. «Ah! non v'ha dubbio, è Roma
+ Quella grande città: col pio vïaggio
+ Te, Denigi, da tue fiamme, e da morte
+ La cara donna liberar degg'io»--
+ Dice, e ad un tempo a ciò s'astringe in voto.
+ Esultate, o colline! ad abbellirvi
+ Torna col redivivo occhio Rosilde.
+ Di festive ghirlande olezzan tutte
+ Del castello le sale: echeggian l'arpe;
+ Stagion tornò di danze e di conviti:
+ L'angiol della sventura è dileguato.
+ Ma fido al voto suo prende il bordone
+ Teodomiro e seco uno scudiero,
+ Nè che la sposa il segua egli consente;
+ Perocchè a lei vicino ardua non fora
+ Più penitenza alcuna, e potrìa il cielo
+ Gravemente punirnelo.--«Addio, sempre
+ Più sempre amata! i giorni tuoi mi serba
+ E l'amor tuo! qui fra due lune io riedo.»
+ Piangea Rosilde, e dalle care braccia
+ Strapparsi non potea: nè di Rosilde
+ Tutte eran quelle lagrime che il volto
+ Inondavano al sire.--Oh dolorose
+ Partenze, sì, ma di dolcezza miste,
+ Quando due cuori che batteano insieme
+ Breve tempo si staccano, ma l'ora,
+ La lieta ora si dicon del ritorno!
+ Ahimè che di partenze altre son conscio
+ Più dolorose! allorchè a forza svelti
+ Da geloso tiranno eran due cori,
+ Nè dirsi addio potean, nè lor rimase
+ Speme che di ritorno ora risplenda!
+ Compie una luna dacchè orando e cinta
+ D'umil cilicio, infra i digiuni e il pianto,
+ Quasi pia vedovella, entro il solingo
+ Castel vivea la innamorata donna,
+ Di niun pensier curando altro che un solo,
+ Quando dal suo veron gli occhi volgendo
+ Giù sul pendio, salir vede un canuto
+ Che pare (ed è) il fedele Ugger, che il sire
+ Accompagnato ha in romeaggio.--«Ahi lassa!
+ Solo ritorna? Oh palpiti! oh funesti
+ Presentimenti!»--E indietro si ritrae:
+ Si riaffaccia indi al veron: prestigio
+ Creder vorria ciò ch'ella vede; e il santo
+ Segno si fa della salute, e sclama,
+ «No, mio Gesù, no, non sia ver! non sia!»
+ Ma giunto è il vecchio, e a' pie della signora
+ Singhiozzando si getta.
+ «O mio buon servo!
+ Tu mi rechi la morte, io già t'intendo:
+ Narra ov'ei cadde; ah, ch'io sovra la terra
+ Che lo ricopre, almen mi tragga e spiri!»
+ «O Donna, il fido Uggero a te dinanzi
+ Non tornerìa, se del suo sir la tomba
+ Veduto avesse.»
+ «Che dicesti? Ei vive?
+ Ah! sciagurata più non sono.»
+ «Ascolta,
+ Signora mia: non lusingarti, grave,
+ È grave assai questa sciagura: è incerto
+ Del mio sire il destino. Appena giunti
+ A quel varco eravam dove la terra
+ Al Piacentin del Po bagnano l'onde,
+ Allorchè un passegger, forte spronando
+ Il cavallo ver noi: fuggite, grida,
+ Fuggite, e pelegrini! un'orrenda oste
+ Invaso ha la contrada: il fero Otlusco
+ Co' suoi prodi vaganti Ungari il fianco
+ Occupò di Piacenza, e impossessato
+ S'è d'un vicin castello, e in quel castello
+ Quanti più può, chiude prigioni, e immensi
+ Indi al riscatto vuol tesori o il sangue
+ Versa degli infelici.--Il cavaliere
+ Che così ne parlava era un prigione
+ Al cui riscatto i teneri parenti
+ Tutto venduto avean, servi e poderi
+ E rocche avite. E il giovin cavaliere
+ S'era con altri prodi a fratellanza
+ Religïosa consacrato, e il voto
+ Di que' frati guerrieri è i pellegrini
+ Difendere e gli oppressi e la innocenza;
+ Ma nè il coraggio lor, nè tutti i brandi
+ Dell'afflitta città respinger ponno
+ Il fero Otlusco: sue terribili armi
+ Son gli stessi prigioni onde la strage
+ Minaccia se assalirlo osin le genti.--
+ Mercè rendiamo al generoso, e in fretta
+ Ricalchiamo la via. Ma quando soli
+ Teodomiro ed io per una selva
+ Ci scostiam dal periglio, «aita! aita!»
+ Sentiam gridar da lunge: onor ci vieta
+ Negare aita a chi la implora: il ferro
+ Snuda Teodomiro: il seguo: a zuffa
+ Con gli Ungari veniamo. Avean rapita
+ Al suo sposo una dama. Ahi, che potero
+ Contro a sì forte stuol soli due brandi?
+ Mira sul petto mio le non ben salde
+ Ancor ferite, onde i nemici a terra
+ Mi lasciar, mentre vinto e prigioniero
+ Strascinavano il sire. Allorchè appena
+ Riavermi e sorreggermi sull'egro
+ Fianco potei, mossi ad Otlusco e chiesi
+ Del mio signor divider la sciagura:
+ Ma il barbaro esultò, mi risospinse,
+ E appeso ad una croce un uman tronco
+ Mostrandomi:--«Al tuo sir, disse, egual sorte
+ Fra pochi dì sovrasta, ove quant'oro
+ Val sì nobile vita io non riceva.»
+ «E ch'è mai l'or? grida Rosilde: ah, tutto
+ Si sagrifichi tosto: assai di gemme
+ Erede io fui...»
+ «Deh, ciò bastasse, o donna!
+ Ma tal chiede riscatto il masnadiero,
+ Cui ben pavento non s'adegui alcuna
+ Di tue ricchezze. E il tempo incalza: i giorni
+ Numerati ha il crudel.»
+ --Quando la donna
+ L'enorme udì richiesta somma, il lume
+ D'ogni speranza a' guardi suoi s'estinse:
+ E come il Giusto[1] in Idumea, percosso
+ Dall'eccesso de' mali, osò il suo grido
+ Elevar verso Dio, ragion chiedendo
+ Del non mertato aspro flagel--Rosilde
+ Così, nel colmo del suo affanno, obblia
+ Che col suo Creator, dritto la polve
+ Di contender non ha: ma il Creatore
+ Come allor per quel Giusto, or si commove
+ Per la infelice delirante, e a detti
+ Che nell'angoscia le sfuggian, perdona.
+ E che sai tu, cieco mortal, se Iddio
+ Non conduce le sorti e non ti scaglia
+ Incontro alla sciagura, onde il tuo spirto
+ In più che umane lotte trionfando
+ Vieppiù a Lui s'assomigli? Al Sempiterno
+ Mancheran forse i modi e le delizie
+ Onde il lor guiderdone abbiano i forti?
+ Va', pia Rosilde, al tuo destin: che sono
+ Mai di Teodomiro e di te stessa
+ La pace e i giorni, ove allo scampo Iddio
+ D'una intera città voglia immolarli?
+ Scuotesi: amor le ridà forza, e nulla
+ D'intentato consente.--E drappi d'oro
+ E splendidi monili e vasi e perle
+ Tutto che mobil sia d'alto valore
+ Sui giumenti si carca. In fretta e campi
+ Vendere e torri non poteansi: in pegno
+ Alla Badia li affida, e ne ritrae
+ Non picciolo tesoro.
+ «O mia signora,
+ Deh! non avventurarti,» invan ripete
+ Il prudente scudiero; «a me abbandona
+ Questo messaggio.»
+ «A tutto, il barbaro Unno
+ Resister può, non d'una moglie al pianto,»
+ Sclama la dolorosa.
+ «Eppur, deh! pensa
+ Che non è fede ne' malvagi. E s'egli
+ I tesori rapisse, e te prigione,
+ Donna, tenesse?»
+ «Ah! del mio sposo al fianco
+ Andar carca di ferri, anzi che lunge
+ Aver tesori e libertà, ben chieggio.»
+ Dice, e comanda, e vuole. E sulla via
+ Col fido Ugger, co' pochi servi, assisa
+ Eccola sulla mula.--Ahi! così un tempo
+ Da' Francesi inseguito io colla madre
+ Pargoletto fuggìa: si soffermava
+ Il viandante attonito e chiedea
+ Da qual parte calato era il nemico.
+ Oh cavalieri improvidi, ch'a imbelli
+ Arti educate le fanciulle! Or d'uopo
+ Qui sarìa di valore! In mezzo all'armi
+ E all'arroganza od all'insidie forse
+ Troverassi Rosilde, e le vien meno
+ Segretamente al sol pensarvi il core.
+ Dal palagio paterno uscita mai
+ Pria non era del giorno in che da Susa
+ Mosse al castel dello sposato amante:
+ E qualche volta appena ivi la faccia
+ D'alcun ospite vide, e tutto serba
+ Il pudor dell'infanzia e la paura.
+ E quel debole petto or notte e giorno
+ Per le selve cavalca! e ad ogni fischio
+ Trema di fronda, e gli urli della lupa
+ Ode, e vede la sera da lontano
+ I fochi, ove, chi sa? forse cenando
+ Novi omicidii medita un ladrone!--
+ «Per me non tremerei: ma se rapiti
+ Mi fossero que' carchi, onde salvezza
+ A te verria, Teodomiro, allora?»--
+ Ed ei, Teodomir--dall'alte mura
+ Ove geme prigion, stassi alle doppie
+ Sbarre aggrappato della sua fenestra:
+ Ad ore ad ore immobilmente figge
+ Sovra l'ampio orizzon l'occhio bramoso:
+ Bramoso? e che mai spera?--Ah! nulla spera!
+ Estinto credo il fido Ugger: Rosilde
+ Saper di lui non può.--«Questo vil cibo,
+ Che invan mi si largisce, alfin dispendio
+ Parrà soverchio, e m'alzeran la croce;
+ Venga, venga quel dì!»--Tal è il febbrile
+ Suo frequente desio. Fero contrasto,
+ Bramar come riposo unico morte,
+ E inorridir pensando al disperato
+ Lamento di chi t'ama, allorchè il grido
+ Udrà del tuo martirio! e nuovamente,
+ Quasi l'orribil vita che tu vivi
+ Bramar di proseguire, onde non giunga
+ Alle tue sale mai quel desolante
+ Indubitabil grido _Ei più non vive!_--
+ Da quelle sbarre guarda, e nulla spera
+ Teodomir: ma i dì passan talvolta,
+ Ed umana figura egli non vede,
+ Perocchè a tergo della torre il campo
+ Giace degli Unni, e a questa parte è un vasto
+ Tratto deserto di palude e arena
+ Che ad un bosco confina, e solo a manca
+ Veggonsi dietro agli olmi i campanili
+ Della città, e se il vento agita i rami
+ Si scoprono gli spaldi... Agita, o vento,
+ Agita quelle fronde! e il prigioniero
+ Veggia talor sovra gli spaldi il passo
+ Di vivente persona! È un indistinto
+ Tormentoso bisogno al solitario
+ Il veder l'uomo--Almen da lunge! un santo
+ Misterioso amor lega i mortali,
+ Se distanza li scevra: ah! come a noja
+ Puon da presso venirsi e farsi guerra?
+ Anco i nemici quasi ama, se ascolta
+ Lor selvaggia canzon Teodomiro,
+ Che pur l'Ungaro canto è umana voce.
+ E se nel bosco alcuna volta udìa
+ La percossa lontana della scure,
+ Pur frenava il respiro, e da que' colpi
+ Alcun piacer traea, perocchè all'occhio
+ Della mente pingeasi il buon villano
+ Che coll'ardua fatica alla diletta
+ Moglie porgeva e a' dolci figli il pane.
+ Ahimè, ben d'uopo è ch'uom giaccia all'estremo
+ D'ogni miseria onde gli sien ricchezza
+ Così povere gioje!--E se nel bosco
+ Tace la scure--e taccion gli Unni--e tace
+ Negli olmi il vento--e dalle torri il caro
+ A' meditanti suon della campana--
+ Chi allor molce, o prigion, tue tetre noje?
+ Oh allor--quel ciglio ch'uom giammai non vide
+ Nel lutto inumidirsi, in mesta guisa
+ Abbassandosi a terra, a larghe stille
+ Versa il dolore!
+ «Oh mia Rosilde! io sono
+ L'autor di tua sciagura! Io da celeste
+ Credea ispirazione essere al pio
+ Viaggio mosso, e m'illudea il consiglio
+ Dello spirto a cui gioco è l'uman pianto!»
+ «A cavallo! a cavallo! ecco una preda!»
+ Così sclama, e già sprona, e già seguito
+ Da cento lance è Otlusco. Oh, qual fu l'alma
+ Della timida donna al furibondo
+ Proromper d'una squadra! oh spaventose
+ Urla che assordan l'aere, e men saccheggio
+ Sembran nunciar che rapido macello!
+ Discende dalla mula. Il cor le manca,
+ Ma invoca il suo buon angiolo e confida
+ Nel suo soccorso, e pallida e smarrita--
+ Pur risoluta--avanzasi all'incontro
+ De' masnadieri, e con la mano accenna
+ Che raffrenino il corso ed ascoltarla
+ Vogliano per pietà.--V'è nell'aspetto
+ Dell'inerme e del debole un arcano
+ Che ispira reverenza anco ai feroci:
+ E se il debole opprimono, è un comando
+ Che natura non fece, è un altro moto
+ Che senza sforzo non si compie, e il compie
+ Pensata voglia di trionfo o lucro.
+ Commovente spettacolo! Un istante,
+ E dalle scalpitanti ugne pestata
+ Esser potea la misera--un istante,
+ E l'avventata squadra immobil sta:
+ Così Otlusco imperò.
+ Smonta, s'appressa
+ All'atterrita dama: e sopra il viso
+ Dell'assassin colla insultante gioja
+ Della propria potenza e colle dure
+ Tracce di crudeltà, v'è come un fosco
+ Lume che quelle tracce e quella gioja
+ Addolcisce un momento, e sembra quasi
+ Raggio di cortesìa. L'opra era forse
+ Di tua beltà, o Rosilde? o forse innanzi
+ Ch'atti inumani il trasformasser, grande
+ Fu dell'eroe lo spirito, e quel raggio
+ Di cortesìa reliquia è di quel tempo?
+ Ma in alme dal delitto degradato
+ A' moti generosi un pentimento
+ Di sentirli succede, e--unica a loro
+ Nota virtù--della virtù il dispregio.
+ «Signor, la sposa io son d'un prigioniero
+ Di cui t'offro il riscatto. Ove regina
+ Nata foss'io, per quel riscatto un regno
+ Dato t'avrei: ma ciò ch'io m'ebbi or pongo
+ Tutto a' tuoi piedi, e supplice scongiuro
+ Che il mio Teodomir tu mi ridoni.»
+ «Donna, ravviso il tuo scudier. Recato
+ T'avrà il pregio in che tengo il signor tuo:
+ Nè mai per men del valor suo di tanto
+ Peregrino giojel fia che mi spogli.»
+ «Deh! non macchiar tue forti gesta, o sire,
+ Schernendo gl'infelici: ecco non vile
+ Tesoro, e tu il gradisci: e fa' che priva
+ Di quanto io possedea, tranne il consorte,
+ Di mia miseria non curante, io possa
+ Ogni dì benedirti.»
+ «Olà mi segua
+ Quel convoglio al castel.»
+ Trema e rimonta
+ Rosilde la sua mula, e a fianco a Otlusco
+ Dinanzi agli altri avviasi, e da lontano
+ Guarda con desiderio e con affanno
+ Quelle mura ove chiuso è il suo diletto.
+ Ma l'avaro ladron vede l'amore
+ E la bellezza della dama, e volge
+ Nell'astuto pensier nova perfidia.
+ Arrivano al castel: spiegansi i doni,
+ E Otlusco a sè venir fa il prigioniero.
+ Oh emozion de' due teneri sposi
+ Nel rivedersi! Udì Teodomiro
+ Ciò che a salvarlo fea Rosilde, e gioja,
+ Stupore e gratitudine è in lui tanta
+ Che parole non trova.--Il sospettoso
+ Unno quel muto giubilar mirando,
+ «No» sclama «non è ver, queste non sono
+ Vostre sole dovizie; in voi non fora
+ Sì poco duol nel perderle: al riscatto
+ Ben puon di te, o guerriero, esser bastanti,
+ Ma pari a questi quattro volte un dono
+ Vo' per la donna che prigion ritengo.»
+ Piansero, supplicàr. Barbaramente
+ Sono divisi, e dal castello a forza
+ Dagli Ungari cacciato è il cavaliero.
+ Che diverrà la misera? E ove mai
+ Teodomir ritroverà tant'oro
+ Qual dal perfido vuolsi? Il pio scudiere
+ Gli rammenta i congiunti. «Ah, i miei congiunti
+ Possenti son, ma antiche guerre e invidia
+ A me feali inimici, e non che ajuto,
+ Scherno n'attendo nella rea fortuna!
+ Vendere il mio retaggio? E lenta è l'opra;
+ Nè molto indi trarrei, poichè sì pingue
+ Già ne diè somma chi toglieali in pegno.»
+ Mentre varii nel cor volge pensieri,
+ E un furibondo più dell'altro, e tutti
+ Fausti a vendetta sì, inefficaci
+ A liberar la cara sposa--e mentre
+ Tenta indarno in agguato al masnadiero
+ Toglier la vita--e mentre indarno ai prodi
+ Frati guerrieri e all'armi piacentine
+ Recasi e prega e stimola e, a gran rischio
+ Di cagionar d'ogni prigion la strage,
+ Pur li spinge a battaglia, e dieci volte
+ (Con finti attacchi) in lontananza spera
+ Trarre l'oste malvagia e della rocca
+ Rapidamente impadronirsi, e sempre
+ La vigile degli Unni arte il delude--
+ A investir la città pensa in segreto
+ Con audacia incredibile il ladrone.
+ Oh scellerata notte! Un tradimento
+ Forse ad Otlusco aprì le porte: il ferro
+ E il foco cinque giorni orribilmente
+ Scorre per ogni via, per ogni chiesa,
+ Per ogni ostello, e disperato sembra
+ Del popol vinto il più risorger mai.
+ Nè per l'amor sol della preda esulta
+ Di sue vittorie il barbaro: egli esulta
+ Perocchè quanto più temuto e forte,
+ Tanto più grande apparir crede al guardo
+ Dell'altera Rosilde. Il ferreo core,
+ Non si sa come, al pianto di Rosilde
+ S'era commosso, e in guisa ch'ei sul punto
+ Fu alcune volte d'asciugar quel ciglio,
+ Libera rimandandola al marito:
+ E se eseguia il magnanimo pensiero
+ Non avrebbe sol lei, ma seco tutti
+ I suoi tesori rimandati. Un giorno
+ Alla stanza ei movea della dolente
+ Col nobile proposto, ahi! ma rivide
+ Quelle angeliche forme, intese il suono
+ Di quella voce, e gli morì sul labbro
+ La pensata parola, e generoso
+ Esser più non potè. Parlò d'amore,
+ E, ciò che mai sofferto ei non avea,
+ I dispregi sofferse, e quei dispregi
+ Eran pugnali all'alma del superbo,
+ Eppur chi li avventava era a lui caro.
+ Nè degli altri prigion pari alla sorte
+ Di Rosilde è la sorte. A lei l'uscita
+ Sol tolta è del castel, ma le si dona
+ E visitar gli altri infelici e alquanto
+ Alleviar lor pene e dalla croce
+ Redimer chi dannato era e taluni
+ Render senza riscatto a lor famiglie.
+ Con benefico intento e varia speme
+ Va serbando la vita, e all'esecrato
+ Ladron si finge meno irata, e volta
+ Tutta è a cercarsi occasïon di fuga.
+ Ma maggior di lor possa è il breve sforzo
+ Di gentilezza e di pudor nei vili;
+ Parer grandi vorriano e oprar da grandi
+ Incominciato appena avean--nel basso
+ Sentiero ecco ricalcali natura,
+ O abitudin d'infamia, o delirante
+ De' sensi ebbrezza, o il giubilo del male.
+ Prudenza e preghi e dignità e disdegno
+ Più a Rosilde non val. Fra le volgari
+ Delle coppe esultanze, il masnadiero
+ Motti d'amor--ma temerarii--vibra,
+ Ed orgogliosi (ah, il tuo bel nome, Amore,
+ Non merta il foco de' profani!)
+ «O stolta,
+ A che ostinarti contra il fato? E credi
+ Che, dacchè l'ha perduta, in vedovanza
+ Perenne stiasi il tuo primier compagno?
+ Ah, ch'ei ben già di tua mancanza in braccio
+ D'amante altra consolasi! A cercarti
+ Forse riedea? Ti vendica: le nozze
+ D'Otlusco accetta. Splendida ben altra
+ Che non Teodomir t'offro ventura:
+ Invitte squadre io guido, un regno innalzo
+ Cui le più ardite signorie curvarsi
+ Dovran d'Italia: te possanza e pompa
+ E adoramenti faran lieta, e madre
+ Sarai di regi.» (E in così dir con guardo
+ inverecondo alla pudica un braccio
+ Osa afferrar.)
+ «Deh, signor mio! Te irrito
+ Se il passato rammento e i dì felici
+ Che da te lunge io trassi: a sgombrar l'ire
+ Dal ciglio tuo, quindi in silenzio io pongo
+ Il prisco ond'arsi immenso amor: ti basti
+ Questo silenzio. E se ostinata speme
+ Nutrir pur vuoi ch'amor novel me accenda,
+ Fa' che d'atti tirannici e scortesi
+ Io mai capace non ti scorga, e al tempo
+ Lascia il mutarsi del cor mio.»
+ Tra umile
+ E maestosa così parla: e tenta
+ Allontanar pur quel terribil punto
+ Cui già da lungo con preghiere e pianto
+ S'è apparecchiata.--Mesi e mesi invano
+ Sperò in Teodomir: più non ritorna.
+ Nelle pugne sperò, ma invan: la palma
+ Sempre è dell'Unno. Invan sperò d'aprirsi
+ Qualche strada alla fuga: omai non resta
+ Scampo ad infamia, altro che un sol--la morte.
+ A timid'alma arduo dover, la morte.--
+ Ma non feroci tutte fur le donne
+ Di cui l'alto morir narran le istorie.
+ A talune, o pittor, forse tra quelle
+ E maschi tratti e gigantesca possa
+ E spirito guerrier dar non dovevi:
+ E mite cor portavano, e formate
+ Eran solo ad amore, e d'una spada
+ Inorridiano al lampo, eppure (oh grande,
+ Oh ben più grande era virtù!) a dispetto
+ Della dolce indol femminile, il seno,
+ Anzi ch'a onore o amor farlo spergiuro,
+ Colla tremante man si laceravano!--
+ Ahi giunta è l'ora per Rosilde! Un varco
+ Era all'audacia del fellon, quel varco
+ Or più non è. Nè avvidesi ei che l'armi
+ Appese alla parete ella adocchiasse:
+ La parete adocchiava e già scagliata
+ Col volo d'un baleno erasi a un ferro
+ La generosa... allor che risonanti
+ Di spaventose grida ode le sale.
+ Due i momenti non furo: assaliti ode
+ Rosilde gli Unni, e un rapido pensiero
+ Non mai previsto or le risplende, e il ferro
+ Che in sè volger dovea, vibra al tiranno.
+ Cade--e su lei rovesciasi--e quel ferro
+ Dal seno Otlusco a sè strappando il pianta
+ Ed il ripianta dieci volte e in viso
+ E nel fianco alla misera, e fra gli urli
+ E i colpi e il duolo e le bestemmie ei spira.
+ Tal nel castel la spaventevol scena
+ Presentavasi agli Ungari, allorquando
+ Prorompea l'oste. Impugnano le lance,
+ A far fronte s'accingon, ma l'orrenda
+ Morte del condottiero e la sorpresa
+ Sì gli atterrìa che immemori son fatti
+ Dell'antica lor possa e a vergognosa
+ Fuga si dan per la campagna.--I prodi
+ Esuli Piacentini al forte, fatto
+ Duce Teodomiro, eransi spinti
+ Perir giurando o vincere: e mai fermo
+ Da moltitudin ciò non fu che tutti,
+ Per quanto lunghi sien feri gli inciampi,
+ Visti a crollar sotto ai suoi piè non li abbia.
+ Ma come or sì poco ardua è la vittoria?
+ Donde il terror de' barbari? Nè Otlusco
+ Fu veduto pugnar.
+ Parla un morente
+ Ungaro e accenna del suo sir la sorte:
+ «Femminea man lo trucidò!» Ai vincenti
+ Raddoppiasi la gioja.--Ov'è la santa,
+ La salvatrice della patria?--Schiuse
+ Son le carceri: mischiasi col grido
+ De' redentori il grido di cinquanta
+ Liberati prigioni.
+ «E tu, Rosilde,
+ Che non accorri? Dove sei? Rosilde!
+ Diletta sposa!»
+ Ardea fosca una lampa
+ Nella gran sala. Spaventato n'esce
+ Il vecchio Ugger: nel suo signor s'incontra;
+ Ritrarnel vuol. Ma già Teodomiro,
+ Tra rovesciate mense e armi, scoverto
+ Ha l'immane cadavere d'Otlusco:
+ Con gioja gli s'appressa--oh vista! un altro
+ Cadavere ei copria! Rosilde--
+ E intanto
+ Che il più infelice de' mortali esclama
+ Miserandi lamenti (oh mescolanza
+ Che drizzar fa le chiome!) urla di gaudio
+ Metteano, ignari i suoi compagni ancora,
+ E con festa il chiamavano: «A te dessi
+ Questa lieta vittoria! A' fuggitivi
+ Riposo non si dia! Guidane, o prode!
+ La città si riacquisti!»--
+ A poco a poco
+ Cessa il giulivo dissonante strepito:
+ Il luttuoso caso odono: muti
+ Reverenti s'affollano alla sala:
+ Tutti lor gioja oblian: l'egregia donna
+ Mirano--e oh che pietà! quel cavaliere
+ Dianzi sì dignitoso, or nella polve
+ E nel sangue si rotola ululando,
+ Nè più gli cal che forse altri il dispregi.
+ «Ite, o felici: agevol cosa è omai
+ Il ripigliar la città vostra. Otlusco
+ Da costei fu atterrato... oh, ma vedete
+ La generosa!»
+ E il sen tutto squarciato
+ Di Rosilde accennava e quelle care,
+ Or deformi sembianze: ed oltraggiando
+ Il fido Ugger che il contenea, una spada
+ Afferrava, ma indarno, onde svenarsi.
+ Riacquistò le sue mura il fortunato
+ Popolo piacentino. Ebber perenne
+ Del vedovo stranier cura i pietosi
+ Ospiti, ed a Rosilde a eterna gloria
+ In mezzo al foro alzaro un monumento;
+ E allorquando, tra pochi anni recisa
+ Fu dal dolor la vita di quel prode,
+ Chiuse le sue infelici ossa nell'arca
+ Venner dov'eran di Rosilde l'ossa.
+ Ahi! quell'arca vedeasi a' tempi ancora
+ Della mia fanciullezza, e il padre mio
+ La visitò: ma quando pellegrino
+ Adulto mossi tra i Lombardi, e volli
+ A mia debol virtù porger conforto
+ Quelle sacre onorando ossa d'eroi,
+ Più non rinvenni che un'infranta pietra,
+ E su quella sedea, laide canzoni
+ Vil giullare cantando, e gli fea cerchio
+ Con ghigni infami la plaudente plebe!
+
+
+[Nota 1: Giobbe.]
+
+
+
+
+NOTE.
+
+
+ Tu la prima onda porgi....
+
+Il Po scaturisce dal Monviso nel marchesato di Saluzzo. In questa
+apostrofe sembra comprendersi tutto ciò che or forma il Piemonte, o
+gran parte.
+
+ Stava a Lemna natio....
+
+Lemina, o Lemna, è un torrente presso Pinerolo.
+
+ S'era con altri prodi a fratellanza
+ Religïosa....
+
+Nel medio evo il bisogno di difendersi contro gli abusi d'ogni specie
+fece sorgere molte confraternite benemerite della società. Gli
+aggregati rimanevano laici, e il loro ufficio non era che
+l'adempimento di qualche penoso dovere: proteggere i viaggiatori,
+assistere i feriti, gl'infermi, ec. Così i vincoli della grande
+fratellanza umana stati spezzati dalla barbarie si andavano con
+vincoli parziali riannodando. Ma il fervore si cangiò ne' secoli
+seguenti in manìa: da tutte parti s'elevarono confraternite che invece
+di beneficare l'umanità l'infettavano di superstizioni; tali furono i
+_beguini, i fratelli e sorelle dello Spirito Santo, i flagellanti,
+ecc._
+
+ .... Il fero Otlusco
+ Co' suoi prodi vaganti Ungari....
+
+Molte orde di Ungari scesero in Italia nel principio del secolo X; ciò
+fa congetturare che la storia di Rosilde appartenga a quel tempo. Esse
+furono prima respinte dall'imperatore Berengario, ma poi egli stesso
+le chiamò per far fronte a Rodolfo, re della Borgogna transjurana, e
+se ne pentì. Invece di obbedirgli, si sbandarono per tutta la
+Lombardia, devastando campagne e città; da queste orde allora Pavia fu
+saccheggiata e incendiata.
+
+ .... Ma i dì passan talvolta
+ Ed umana figura egli non vede....
+
+Vedi l'Ecclesiaste che forse commisera particolarmente la prostrazione
+dello spirito: _Væ soli! quia cum ceciderit non habet sublevantem se!_
+
+ A talune, o pittor.
+
+Questo cenno d'un pittore potrebbe sorprendere chi si ricorda d'aver
+letto che il Cimabue fu il primo, dopo la barbarie de' mezzi tempi, a
+ristabilire la pittura in Italia. Ma vedasi il Tiraboschi il quale
+prova con molti esempii che anche ne' secoli anteriori l'Italia non
+mancò mai di pittori: essi erano in gran parte Greci, ma molti pure
+nazionali.--Siccome il poeta non nomina il suo pittore, forse si
+trattava di uno o più quadri allora famosi, alla cognizione de' quali
+bastasse l'indicarli; o forse null'altro volle il trovatore che
+esprimere quel suo sentimento, non doversi dall'artista mai togliere
+alla donna--nè anche quando è tratta da dolore o virtù a qualche
+grande atto di coraggio--il bello ideale della donna che è la
+dolcezza. Pare che per quanto il comportava il soggetto ei non si sia
+dipartito da questo sentimento anche nel dipingere una amazone, una
+selvaggia, la _Tancreda_: in più d'un passo di quel poema cerca
+d'attenuare ciò che ha di forte il carattere della guerriera. Chi
+conosce il teatro sarà dell'opinione del trovatore: avrà veduto che
+un'attrice per quanto sia valente, s'ella crede di dover dare alle
+eroine i tratti degli eroi, essa può far raccapricciare, ma non mai
+commuovere; se invece l'attrice non è che eroina, cioè _donna_ nel suo
+più nobile significato, allora le sue lagrime ne strappano molte.
+
+ A eterna gloria
+ In mezzo al foro.
+
+Ciò non regge colla chiusa. Ma il trovatore parlava dell'intenzione di
+chi eresse il monumento. Non è egli così di lutto ciò che si fa per la
+ricordanza de' posteri? Si suppone sempre l'infinità dei secoli: e un
+furore popolare, un terremoto, cento cause possono distruggere oggi
+ciò che jeri si credeva eterno.
+
+ Più non rinvenni che un'infranta pietra....
+
+Piacenza fu, tra le altre città lombarde, spesse volte desolata dalle
+accanite guerre tra nobili e popolo, e il partito vincente distruggeva
+non di rado ciò che era stato onorato dal vinto.
+
+ Vil giullare cantando....
+
+I trovatori di genere elevato chiamavano _giullari_ i poeti vili e
+buffoni: e questi non erano già gli adulatori soltanto del volgo.
+Trattandosi qui d'una storia molto anteriore alla poesia a noi nota
+de' trovatori, parrebbe che la voce _giullare_, fosse un anacronismo.
+Ma è certo che in tutti i tempi vi furono poeti, e particolarmente
+poeti vili e buffoni: nè a qualunque età questi appartengano,
+sconviene loro la voce _giullare_, che significa _giocoliere_,
+_ciarlatano_.
+
+ E gli fea cerchio
+ Con ghigni infami la plaudente plebe!
+
+Questa pittura d'anime abbiette profananti un monumento eroico induce
+a credere, che ciò fosse in un tempo d'anarchia.
+
+
+
+
+ADELLO
+
+CANTICA.
+
+
+ Questa cantica è divisa in tre parti. La prima si riferisce ai tempi
+ di Berengario I, negli ultimi anni del suo regno, e ai tempi del
+ breve regno di Rudolfo in Italia: la seconda verte sulla prima
+ impresa d'Adello, regnante in Italia Ugo di Provenza succeduto a
+ Rudolfo: la terza scorre sovra alcuni tratti della vita di Adello,
+ che possono riferirsi ai tempi di Ugo, e d'alcuni fra i successori
+ di questo, cioè Lotario suo figlio, Berengario II marchese d'Ivrea,
+ Ottone I, ecc.; giacchè è detto che Adello morì vecchio.
+
+
+
+
+ADELLO.
+
+
+I.
+
+ Quando oltre l'Alpi il giovinetto Adello
+ Dal povero movea tetto paterno,
+ Pria di varcarle, un guardo all'orizzonte
+ Natìo rivolse e pianse: e rammentando
+ De' genitori la virtù e l'affetto
+ Ripetè il pronunciato innanzi a loro
+ Fervido giuramento.--
+ «Ah, no, al tuo nome,
+ Patria degli avi miei, nè al vostro, o santi
+ Parenti alcun disdor l'opre d'Adello
+ Non recheranno mai! Verrà in Italia
+ Il cortese straniero, e dirà--Pace,
+ O terra, di gentili alme nutrice!
+ Poi la via proseguì.--Scudiero al vecchio
+ Suo consanguineo ei già che, di possanza
+ Ricco e di fama, appo Lïon, sui colli
+ Della Sonna fioriti e sulla Rocca
+ Incisa dominava. Al giovinetto
+ Accoglienza amorevole il canuto
+ Giorgio far si degnò. Molto gli parla
+ De' cari genitori, e si compiace,
+ Perocchè del garzon commossa uscìa
+ Dal cor la voce, e gli soggiunge--«Il cielo
+ Non prosperò del padre tuo i destini,
+ Ma un ospite leal diegli, un amico
+ Che a lui la destra, e a chi da lui ne venga
+ A stender pronto è ognor.»
+ Quell'onorata
+ Destra baciava Adello, e umile e fida
+ Servitù prometteva al suo signore.
+ Degli antichi scudieri e famigliari
+ Già l'ossequio acquistossi il verecondo
+ Italo garzoncello: e i cavalieri
+ Col sir congratulavansi e le dame
+ Per l'onestà del nuovo alunno: e lieto
+ Questi fra sè dicea: «Giungervi possa
+ Autori de' miei dì, quanto il lontano
+ Vostro figliuol dagli stranieri è amato!»
+ Ma di Giorgio crescea la bionda figlia
+ E di beltà un miracolo e d'amore
+ E di grazia era, e di virtù, Eloisa:
+ Ambìan la mano sua molti di Francia
+ Illustri cavalieri, e al prode Arnaldo
+ Il padre la destina. Era negli occhi
+ Della fanciulla e sulle labbra un pronto
+ Di cortesìa e candor nobil sorriso,
+ Ch'ove volgeasi consolava: e quando
+ Ella uscìa del castel, gl'infimi servi
+ E il passeggiar mendico avidamente
+ A mirarla si feano, e ognun tornava
+ Più sereno al suo ufficio e a' suoi dolori.
+ Ma quel tenue sorriso era qual pio
+ Raggio di luna che ricrea il ramingo,
+ Eppur misterioso un sentimento
+ Move che non è gioja--e più soave--
+ Della gioja fors'è, ma dolce ispira
+ Di meditar vaghezza e di silenzio:
+ Tal la sera in un tempio è melodia
+ Di giocondo ma augusto organo--ascolta
+ Delizïando l'anima pensosa.
+ Quella tinta lievissima, quell'aura
+ Che alla beltà del timido sembiante
+ Beltà diresti aggiunga, e par sia nube--
+ Non nube di dolor, ma di gentile
+ Malinconia, e pietosa indole un cenno--
+ Quell'è l'incanto irresistibil donde
+ Sì affettuosi a lei volgonsi i guardi.
+ Nel tetto suo, dalle verginee stanze
+ Fuori di rado appar: ma dagli aerei
+ Passi se il fievol suon per le echeggianti
+ Sale s'annunzia--o al genitor si rechi,
+ O a visitar famiglio infermo--e Adello
+ Sulla sua via si trovi, oppur da lungi
+ Trasvolar l'abbia vista, ei di sè ignaro
+ Palpita, e quasi un angiolo trascorso
+ Ivi fosse e beato abbia quell'aere,
+ Ei le sale ricalca ove Eloisa
+ Passò e santificar sentesi il core.
+ Ai conviti paterni, infra le antiche
+ Sue dame e il padre assisa--o accanto ad essi
+ Passeggiando tra i fiori--o nella barca
+ Che a' giorni estivi a tarda ora per l'onde
+ Va qua e là gli zefiri cercando,
+ Della donzella i saggi detti ammira
+ Il giovine scudier: ma pochi sempre
+ S'udian, nè quel silenzio era quel velo
+ O infecondo o superbo; era quel velo
+ Onde beltà pudica asconder crede
+ I suoi tesori, e più pregiati e certi
+ L'altrui commossa fantasia li adora.
+ No, all'intelletto uman, o esterno mondo,
+ Non sei bastante; esprimer tutto, indarno
+ Agogneresti, i sensi percotendo
+ Co' tuoi colori e suoni: egli in su porta
+ Più grande un mondo--l'ineffabil regno
+ Di quel principio che in noi pensa e scerne
+ L'alta armonia delle create cose.
+ In quel regno mental l'uomo adorando
+ Contempla il bello, e più e più il vagheggia
+ Qui, perchè in tutto il suo fulgor qui splende!
+ Perciò di caste immagini è silenzio
+ Quell'arcana vaghezza, onde men cara
+ È talor la parola.--Oh, che mai sono
+ Le scritte bende, onde il pennel presunse
+ Della madre di Dio dirti l'amore?
+ Non le ingegnose bende, il sacro volto
+ Dica al Figliuolo «Io t'amo:» ivi un indizio
+ L'immaginante spettatore, e tutta
+ Troverà in sè di quell'amor la istoria.
+ Ma quella possa, ohimè! ch'hanno le menti
+ Di penetrarsi una nell'altra, ad onta
+ Che di mister si cingano, scoverto
+ A Eloisa e Adello ha la vicenda
+ Del lor misero affetto. Ambi più volte
+ Guardandosi arrossiro: e--inosservato--
+ Talora Adel della fanciulla il volto
+ Atteggiarsi a mestizia ed a profonda
+ Estasi vide, e impallidir se udìa
+ Reduce dalla caccia il giovin prence
+ Ch'esser le dee consorte, e più se udìa
+ Di costui rammentarsi i genitori
+ Che dal Reno s'aspettano, e allorquando
+ Giunti essi fien, si compieran le nozze.
+ Nè lieto ad Eloisa è più il festivo
+ Giorno del padre suo? l'inclito giorno
+ Sacro al santo de' prodi, al generoso
+ Di Cappadocia cavaliere?[2] Ah! tutto
+ L'affettuoso adopra onde il sereno
+ Ritrovar de' passati anni, e compiuta
+ Far l'allegrezza del buon sir.--Gioiva
+ Questi alle danze e al canto de' vassalli,
+ Ma più d'ogni altro è a lui grato l'omaggio
+ Della tenera figlia e dell'amato
+ Italo suo scudiero.
+ Essa dell'armi
+ Le glorie ignora, e sol del padre canta
+ I pacifici giorni, e la clemenza
+ Verso i nemici, e il benedir concorde
+ De' felici suoi servi, e il dolce ospizio
+ Che appo il suo focolar trova l'illustre
+ Pellegrino e l'oscuro, ed il credente
+ E l'infedel--ed ogni strofa chiude
+ Intercalando un giubilo d'amore:
+ «Ah sì, tal d'Eloisa è il genitore!»
+ Ond'è che men degli altri anni gioconda
+ Comparia la donzella, e più diletto
+ Pur la sua voce trasfondea ne' cuori?
+ Ah, dovunque la tua fiamma s'apprende,
+ Ivi, o Amor, è una vita, ivi un incanto
+ Che tutte le gentili arti sublima!
+ Universal lode era, e d'Adello
+ Non pur motto s'udìa: ma il guardo a caso
+ Sovra lui pon la giovin dama, e il guardo
+ Innamorato incontra--e, oh, d'ogni lode
+ Ben più le parve!
+ Il mutuo turbamento
+ Perocchè romoroso era l'applauso,
+ Null'uom vide o capì.--Si ricompone
+ Adel: sulla infiorata arpa coll'agili
+ Dita preludo, e l'armonia celeste
+ Gli versa in cor de' mali suoi l'obblio.
+ Son guerrieri i suoi carmi. Ei di san Giorgio
+ Dice l'eroico spirto--E della figlia
+ Di quel re dice il pianto e le sciagure
+ Che divorata esser dovea dal drago,
+ Quando il cappadocèo redentor venne
+ Della beltà e dell'innocenza. Ignuda
+ La vergine regale al drago esposta
+ Pinger non osa Adel: cinta d'un velo,
+ Il sembiante ei le dona d'Eloisa,
+ E il biondo crine ed il ceruleo sguardo
+ E sì amabil ne trae quadro pietoso
+ Che a tutti molce gli ascoltanti il petto.
+ L'arrivo ei dice del campione e l'ira
+ Contro a' codardi cavalier che il brando
+ Non consacrano a' deboli, e a quel sesso
+ In che onorar dobbiam Maria: e descrive
+ La terribil battaglia; e la sconfitta
+ Del mostro immane; e il giubbilo e il trionfo
+ Che la turba apparecchia; e la modestia
+ Del vincitor che involasi, e a novelle
+ Per la terra trascorre inclite imprese.
+ Oh, allor d'Adel, nell'inno suo di fuoco,
+ Tutto il cavalleresco animo splende!
+ I bei fatti lo esaltano; una viva
+ Sete di gloria lo divora: in vago
+ Disordin, nella mente i grandi esempi
+ Gli si confondon del guerrier ch'è in cielo
+ E quelli del suo sir, e a entrambi aita
+ Chiede e virtù perchè lor orme ei prema.
+ Quell'affanno, quel nobile desìo,
+ Più che le lodi avutene commove
+ Il magnanimo vecchio:
+ «Eccoti, o figlio,
+ L'onorato mio ferro; i dì verranno
+ Ch'io giacerò cogli avi, e questo ferro
+ Mieterà ancor per mano tua gli allori!»
+ Al valente cantor doni gentili
+ Porgean le dame, e il sir dicea: «Tu sola,
+ Figlia, sconosci la virtù e le nieghi
+ L'amabil guiderdone?»--Alla paterna
+ Dolce rampogna ella sorride, e tosto,
+ Vergognando, discignesi dal petto
+ Candida sottil zona, e sovra l'arpa
+ Leggiadramente del cantor la posa.
+ Oh che son gli altri fregi? Il tempo forse
+ Potrà la rimembranza o scancellarne
+ O almen scemar; ma questa zona!--
+ «Il seno
+ D'Eloisa cingevi! e tu sentito
+ Hai di quel seno i palpiti! e sentito
+ Forse li hai raddoppiarsi (ahimè, pur troppo
+ Ell'è certezza!) allor che o la mia voce
+ Udia da lunge o i guardi miei trovava
+ E mie pene leggeavi!» Ah, da quell'ora
+ Così delira Adel!
+ Spesso un tintinno
+ D'arpa s'ode la notte entro il castello:
+ Egli è il misero amante che riposo
+ Sul letto non rinvenne, e con dimesso
+ Suon quelle melodie va ricordando
+ Che più son care ad Eloisa--e il bianco
+ Lin che dal musical legno discende.
+ Sopra il volto li ondeggia e sopra il core,
+ E reverenti baci egli v'imprime,
+ E gli parla e il ribacia, e talor forse
+ D'una lagrima il bagna.
+ Il destin move
+ Un dì la giovin dama a errar solinga
+ Tra le rose dell'orto, ed ivi il caro
+ De' suoi pensier segreti idolo incontra.
+ Ambi treman, ritrarsi ambi vorriano:
+ Ma, perch'egli era mesto, una soave
+ Parola essa gli volse--«Adello, udiste
+ Favellar d'uno spirto che ogni notte
+ Già da alcun tempo bea il castel di queti
+ Armonici sospir?»
+ «A quello spirto,
+ O cortese mia donna, era speranza
+ Che i suoi sommessi asconditi sospiri
+ Ignorati sarien: s'alcun li udiva,
+ Uopo è ben che nemico abbiasi il sonno--E
+ a quello spirto assai dorria se il sonno
+ Mancasse ad altri come a lui.»
+ Nullo era
+ In se quel dir; d'eluderlo v'avea
+ Pur mill'arti o troncarlo: ahimè, quell'arti
+ Ad Eloisa non sovvengon! Pochi
+ Confusi detti replicò, e que' detti
+ Molta pietà spiravano. Ah, d'ossequio
+ Sol parlò Adel, ma questa voce uscìa
+ Sì tenera e tremante, che simile
+ Era alla voce «amore!» Ed ei soggiunse
+ Sì meste cose di quei dì in che privi
+ Saranno questi fiori e quel castello
+ Di chi li fea sinor giocondi--e, spesso
+ Interrotto, pur dice anco di fiori
+ A cui del sol manca la luce, e a terra
+ Allor chinan la testa... e più non sorge!
+ «Oh Adel, t'intesi! il tuo proposto è orrendo:
+ Tu vagheggi la morte!»
+ «Oh donna! Il giorno
+ Che tanto audace io fui d'innalzar gli occhi
+ Sovra cosa divina, era decreta
+ La morte mia dal ciel quel giorno.»
+ Il pianto
+ Sgorga a forza dagli occhi d'Eloisa;
+ Ma dignitosa ell'è tutt'ora, e gravi
+ I modi e le parole. Un lampo d'ira
+ Le balenò piangendo e dir parca:
+ Così m'astringi ad avvilirmi?--Ei muto
+ Angosciato abbassava le pupille
+ Più che mai reverenti onde la donna,
+ Lagrimando non vista, il duro peso
+ Della vergogna non sentisse. E il pio
+ Riguardo ella scerneva, e in petto quindi
+ Pietà maggior la inteneria.--
+ --Tal'era
+ Di que' semplici eventi la catena
+ Che (impreveduta) avea le due inesperte
+ Alme condotto alla fidente e vana
+ Compassïon del vicendevol duolo.
+ Ma oh come quelle bell'alme, incapaci
+ Pur d'un pensier che da virtù non tragga,
+ Accusansi ciascuna in sè medesma
+ Del biasmevol colloquio!
+ È questa adunque,
+ Pensava Adel, la mercè ingrata è questa
+ Ch'io rendo al mio signore? a lui che tanti
+ Su me profuse beneficii e pegni
+ D'amistà nobilissima ed esempi
+ Alti d'onor? Così rammento i cenni
+ De' genitori miei, la veneranda
+ Storia de' lor martirii e come in venti
+ Ben più gravi sciagure immolàr tutto
+ Fuor che lor fede a' cari prenci e al dritto?
+ In chi di giusti nacque, è onnipossente
+ La rimembranza de' dettami austeri
+ Nell'infanzia bevuti e il sacro accento
+ Con che amando addolcianli e padre e madre.
+ Disonorar con vili atti egli teme
+ L'immacolata lor canizie, e questo
+ Gentil timor, ne' gran cimenti--allora
+ Che virtù langue--di virtù lien loco.
+ «Ahi, che feci, Eloisa? Ove trascorse
+ L'incauto labbro! Oh, un infelice obblia
+ Che ardì il tuo sdegno provocar! L'insania
+ Onde vittima gemo, ancor la voce
+ Del dover mio non soffocava appieno.
+ Che insano fui--non vil--tel dirà il pronto
+ Mio abbandonar questo adorato albergo
+ Onde più mai non rivederti. Un alto
+ Delitto le contrade itale afflisse
+ E vendetta domanda: io la grand'ombra
+ Di Berengario a vendicar mi reco.
+ Cadrò nel campo dell'onore: udrai
+ Forse in breve il mio nome e dirai «Basso
+ Fu il viver suo, ma egli moria da forte.»
+ Ma non men che in Adel s'avviva in petto
+ Ad Eloisa di virtù il bel raggio:
+ E ipocrisia sdegnando e vano orgoglio,
+ Qual sorella gli parla e con decoro
+ Quasi di madre e di regina--eppure
+ Sol favellar così potea un'amante.
+ Un celeste idïoma era, onde i pochi
+ Predestinati cuori han conoscenza
+ Che amaron come Adello, e un'Eloisa
+ Sulla terra trovarono, e una volta
+ Piansero insieme, e da quel dì migliori
+ Si sentir--benchè forse, ahi, più infelici!
+ Ella accenna infrangibil l'imeneo
+ Che del suo padre la saggezza ha fermo,
+ E dice sacro quel dover che legge
+ A entrambi lor fa il separarsi e pace
+ Ricercar nell'assenza: e poi soggiunge
+ Con enfasi gentil quanto l'uom possa
+ Sublime farsi nel dolor, se invitto
+ Ai colpi di fortuna animo opponga,
+ E più, se nel dolore ei sempre aneli
+ A far sì, che ad un lito (ond'esul mosse)
+ Spesso la fama sua giunga e tai fatti
+ Narri di lui, che ognun qui dire ambisca:
+ Io lo vidi, io 'l conobbi, ei mi fu caro!
+ Con più tenera voce indi Eloisa
+ Il rampogna che morte ei nelle prime
+ Pugne minacci d'incontrar; gl'intima
+ Di viver--
+ «Donna, ah da te lunge?--
+ «Vivi
+ Alla patria, a' parenti... ed al conforto
+ Pur d'Eloisa!»
+
+ Questo detto ha fisso
+ Del futur campion l'alto destino!
+
+
+[Nota 2: San Giorgio, principe di Cappadocia.]
+
+
+II.
+
+ «Ben t'avvenga, o stranier, che non disdegni
+ Del proscritto la stanza! Oh, il curïoso
+ Mio desir non t'offenda: avresti il suolo
+ Di Verona toccato? o nulla almeno
+ Dell'infelice mia patria t'è noto?»
+ «Verona tua, gran Valafrido, ancora
+ Non visitai, ma qui di Francia io movo
+ Per quella volta.»
+ Adel così dicendo,
+ Una scritta porgeva: e con ossequio
+ (Mentre quei legge) osserva le sembianze
+ Dell'eroe cui per molte cicatrici
+ Beltà non scema: è in Valafrido un misto
+ Tal di guerriera cortesìa e fierezza
+ Che affetto ispira e in un tema e stupore.
+ «Che? Tu del sir di Rocca Incisa alunno,
+ Di lui ch'a Eligi mio chiuse le ciglia?--
+ E dal felice tetto del vegliardo
+ L'ardente febbre involati de' prodi,
+ Il bisogno di gloria? Oh, dritto ei parla,
+ Con paterna amarezza lamentando
+ Giorgio il tuo dipartir! _Ne' generosi
+ V'è un impulso di Dio che li sospinge:
+ Uopo è onorarlo, anche se il cor ne pianga._»
+ Adel s'inteneria rammemorando
+ Del suo signor l'affettuoso sdegno,
+ Quando i suoi preghi a forza il combattuto
+ Congedo ottenner. Poi dalle ospitali
+ Accoglienze animato--«O Valafrido,
+ Guida mi sieno i tuoi consigli: acceso
+ Dall'alta istoria di tua eroica fede
+ Pel trucidato nostro italo Augusto,
+ Al sitibondo mio ferro ho la morte
+ Del traditor giurata.»
+ «O giovinetto,
+ il cor mi brilla udendoti. Perduta
+ Tutta de' giusti ancor dunque la stirpe
+ Non è in Italia? I giusti--oh, ma son rare
+ Stille che pure cadono dal cielo
+ In torbido ocean, che inosservate
+ Nelle giganti sue schiume le ingoja!
+ T'arrida un giorno la fortuna: or tempo
+ È di sostar: te perderesti indarno
+ E del trafitto Cesare quel sacro
+ Unico avanzo su cui pende il brando
+ Dell'assassin.»
+ «Ciò che a salvar la figlia
+ Di Berengario lungamente opravi
+ Noto m'è o Valafrido...»
+ «E non t'è noto
+ Che al novo italo sire Ugo negando
+ Chinar l'insegna mia, se dalle mani
+ Dell'assassin Rasperto ei non togliea
+ La donzella regal, meco possente
+ Esercito ebbi che d'onore al sacro
+ Nome parea tutto avvampar? L'infido
+ Ugo mi trae ne' lacci suoi chiedendo
+ A me di pace il parlamento: i dritti
+ Son vïolati delle genti: in ferri
+ Tratto mi veggio. Ov'eran le promesse
+ Dell'esercito mio? dove la sete
+ Di giustizia e vendetta? Oh vitupero!
+ I creduti leoni eran conigli
+ Che un fischio sperde. Alla prigion m'involo,
+ A mie castella mi ricovro, ai servi
+ Do franchigia e virtù: la fede e il grato
+ Animo in prodi trasmutò gli abbietti:
+ Pugnar, morirò al fianco mio. Ma invano
+ Sperai che gara in petti altri e gentile
+ Pudor si ridestasse. Il soverchiante
+ Numero mi sconfigge: Ugo e Rasperto
+ Al suoi adeguan le mie rocche, e a stento--
+ Ramingo, insidiato, egro--l'afflitta
+ Testa posar m'è in questi monti dato.»
+ «Signor, tu il sai, soccombe il retto, e vana
+ Però non è la sua caduta: è crollo
+ Che desta le sopite alme e del retto
+ A compir le sublimi opre le incalza.»
+ «Adel, m'ascolta: speme una accarezzo,
+ Sol una.»
+ «Qual?»
+ «La grande alma d'Ottone.
+ Io in Lamagna trarrò, moverò l'ira
+ Del generoso: il vindice d'Italia
+ E del tradito imperador fia Ottone.»
+ Al quarto dì si separar gli eroi:
+ Valafrido oltre l'Alpi, e Adello mosse
+ Alla città infelice ove vassallo
+ Del re malvagio domina nel sangue
+ Il feroce Rasperto. Avea costui
+ Folto stuol di satelliti, raccolti
+ Tutti d'infra le truci orde venute
+ Di stranie terre alla rapina.--Adello,
+ Onde vie meglio ascondere che in petto
+ Lombarde cure ci prema, avventuriere
+ Natìo di Francia fingesi, cui sorte,
+ O errori giovanili, o irrequïeta
+ Brama d'eventi fuor di patria spinse.
+ Tacitamente a lungo ogni suo passo
+ Esplorato venìa. Seco si stringe
+ Un burgundo guerrier: cieca fidanza
+ Mostragli Adel, sognati casi narra,
+ Forte invaghito del mestier dell'armi
+ Dicesi, e a poco a poco ode gli offerti
+ Patti, e ingaggiarsi appo Rasperto assente.
+ L'avvenenza d'Adel, la signorile
+ Sua destrezza nell'armi attirò in breve
+ Del tiranno gli sguardi, e di sua corte
+ Agli ufficii l'assunse.
+ Adel fremea
+ Nell'incurvar l'altera alma alle bieche
+ Non imparate ancor del debole arti:
+ Ma incurvarla era forza, o prorompendo
+ Mal augurata far l'impresa. È lieve,
+ Di Berengario sulla tomba il mostro
+ Strascinar per le chiome e trucidarlo;
+ Ma di Rasperto riman poscia il crudo
+ Nipote Euger, che in sua balia rinchiusa
+ Tien nella torre Sigismonda e il sangue
+ Versar della infelice orfana puote.
+ Pria che vendetta dell'estinto or vuolsi
+ Dell'oppressa innocenza oprar lo scampo.
+ Cauto osservar gli spiriti, una tela,
+ Se arride il tempo, ir preparando, e il cenno
+ Di Valafrido attendere--tal era
+ Lo spettante ad Adello inteso incarco.
+ Ma più lune trascorsero, e l'eroe
+ Di Lamagna non torna, e orrende nozze
+ (Onde gli ambiziosi emuli tronche
+ Sien le speranze) intimansi alla figlia
+ Di Berengario coll'infame Eugero.
+ Repente sulle piazze alla sommossa
+ Chiamar la turba? Ed a qual pro? Non altri
+ Tentaron questa via? Tosto immolati.
+ Dalla viltà del volgo,--od a ritrarsi
+ Costretti si vedeano, onde il tiranno
+ Non estinguesse del lor re la figlia.
+ Dar l'assalto alla torre? e con quai brandi?
+ Ah, in molti petti è l'ira, il desio in tutti
+ Della vendetta, la virtù--in nessuno!
+ O almeno Adel non la scoverse.--Un fido
+ Servo, che collattaneo era del vecchio
+ Padre d'Adello, e indivisibil sempre,
+ Fin dal natal del giovin sir gli stette,
+ De' suoi segreti è il sol custode: oh, gli anni
+ La destra aggravan d'Almadeo; compagno
+ Fora mal certo nel ferir!
+ «Buon padre,
+ Urge il tempo, ho deciso: ad ogni rischio
+ Sol rimango io, ma Sigismonda è salva.»
+ «Che dici o mio signor?»
+ «Sotto l'ammanto
+ D'altra grave cagion, rapido cocchio
+ E destrieri apparecchiansi: al tramonto
+ Portator de' messaggi io di Rasperlo
+ Al re m'invio--ciò crederassi--il cocchio
+ Tu guiderai; più prezïoso un pegno
+ In mio loco ivi fia. Non della corte
+ D'Ugo il cammin, ma di Vinegia prendi:
+ Sino al mar non ristarti: un agil legno
+ Senza indugio v'accolga, ed al suo illustre
+ Proscritto zio la vergine conduci.»
+ «Deh, l'arcano mi spiega!
+ «Odi: tu sai
+ Che alla prigion della regal donzella,
+ Fuorch'a entrambi i tiranni e alle lor guardie,
+ Ad uom recarsi non è dato. Appena
+ Due antiche ancelle--e l'una a Sigismonda
+ Nutrice fu--ponno ogni dì all'afflitta
+ Di compianto e amistà porger ristoro.
+ Ad esse favellai. Della nutrice
+ Le spoglie io vesto, all'altra m'accompagno,
+ In carcer resto, e assuntesi le spoglie
+ Della nutrice, Sigismonda fugge.
+ Ir non può in fallo il colpo: occhio severo
+ Su queste donne non s'estende. Inferma
+ Da lungo è quella onde la voce io tolgo:
+ Muta sol ivi penetrar, ravvolta
+ In ampio velo: al scender della torre
+ Al lor umile tetto uom non le segue.
+ Buje or sono le notti: al destro lato
+ Del vicin tempio le fuggiasche trovi.
+ Salgano il carro immantinente: sferza
+ Senza posa i cavalli.»
+ «O signor mio,
+ Che fai? tua vita perdi: a' genitori
+ Pensa.»
+ «Agli esempii lor penso: la vita
+ Posposer sempre al maggior ben--l'onore!»
+ «Del tinto personaggio a me la cura
+ Dona, all'illustre zio tu stesso adduci
+ La salvata donzella.»
+ «Oh, ben da tanto
+ M'estimo io sì! nè a tue virtù, la gloria
+ Di morir per sì giusto atto, minore
+ Certo sarìa! Ma di soverchia mole
+ È, Almadeo, tua presenza: in guisa niuna
+ Dal travestir s'illuderian gli sgherri:
+ Me affida inoltre il valor mio: l'acciaro
+ Del padre d'Eloisa io sotto ai lini
+ Donneschi porto, e allor che s'avvedranno
+ (Dopo molte ore, deh, ciò sia!) le guardie
+ Dell'inganno sofferto, io d'atterrarle
+ E scampar non dispero; e piena l'opra
+ Forse eseguir che il morto re domanda.»
+ Resistenza e preghiere e ammonimenti
+ Ripetè invan l'antico.--I fatti egregi
+ Pensa anche il vil talvolta: il sol gagliardo
+ Li pensa e compie--e tra il pensiero e il fatto
+ È una ferrea catena, e niuna scossa
+ Quella catena fa ondeggiar.
+ Le donne
+ Alla torre presentansi. Il guardiano--
+ «Dio ti ridoni la salute o inferma!»
+ E la sana risponde: «Oggi l'affanno
+ Più dell'usato la meschina opprime,
+ Nè a veglia quindi appo la dama a lungo
+ Starci forse potremo.» E ciò dicendo,
+ Al saluto venal porgea cortese
+ Qualche mercede.
+ Inesplorate i neri
+ Avvolgimenti della torre ascendono,
+ E lor la trista cella si disserra
+ Di Sigismonda; indi il guardian sen parte.
+ Tutto in breve ode la fanciulla. Invasa
+ Da sorpresa e rossor, confusi, incerti
+ Detti favella. Il giovin cavaliero
+ E la vecchia fedel con premurose
+ Istanze le fan forza. Ah, d'involarsi
+ Dall'infame imeneo trattasi, i dubbi
+ Stolti, funesta ogni esitanza fora!
+ Della nutrice a Sigismonda i veli
+ S'appongono.--L'inferma appo la dama
+ Lunga dimora far non può: al suo letto
+ Già si ritira. In fondo era alla cella
+ Adel quando il guardian chiuse, e le donne
+ Fuor della torre addusse; ed osservato
+ Perciò non venne.
+ Poich'è sol, del manto
+ Che il cingea si discioglie, e il suo guerriero
+ Aspetto ripigliando, avido tende
+ E inquïeto l'orecchio. Ei di sventura
+ Trema--non già per sè: sull'elsa ha il pugno:
+ I perigli ricorda in cui quel brando
+ Conquistò a Giorgio la vittoria: stretta
+ Si tien sul cor la zona d'Eloisa--
+ E sovrumana forza alla sua destra
+ Tal s'infonde, che intrepido i suoi giorni
+ Venderia e cari a folta schiera innanzi,
+ Ma alla fuggiasca pensa e per lei trema.
+ «Che direbbero Italia e Valafrido,
+ E i miei parenti e un dì Eloisa, ov'io
+ Con improvvida audacia a morte spinta
+ Avessi Sigismonda? Eppur la scelta
+ Di più partiti io non avea, e il peggiore
+ Era l'indugio. Strepito non odo:
+ Oh cielo, arriso avresti? Ale ai corsieri
+ Presta, lor tracce agli inseguenti ascondi!
+ Propizii sovra il mar spira i tuoi venti!
+ In porto adduci l'innocente afflitta,
+ E ch'io pera, se il vuoi, ma inglorioso
+ Non sia il mio fato!»
+ Secoli son l'ore,
+ Ma pur segue una l'altra, ed ogni istante
+ Reca in Adel nova speranza e gioja.
+ Verso il mattin--prostratto era ei davanti
+ A un crocefisso, e per la patria orava,
+ E per tutti i mortali, e più pei cuori
+ Che sono al suo più strettamente avvinti--
+ Quando un suono di passi e di parole
+ Pei rimbombanti angusti anditi giunge
+ Al prigioniero. Stridono le chiavi
+ E gli orrendi cancelli. In piedi ei balza:
+ Ascolta--e i ghigni scellerati scerne
+ Dell'impudente Euger. Venìa il malvagio
+ Ad annunciar, che irrevocabil cenno
+ Dell'empio sir, ferme ha in quel dì le nozze.
+ Ma la porta dischiudesi--oh sorpresa
+ Spaventevole al reo, d'imbelle donna
+ In loco all'affacciarglisi improvviso
+ Incalzante guerrier! Pongon la mano
+ Alle spade i satelliti e il lor duce,
+ Urla mettono orrende, orrendi colpi
+ Metton, ma invan: già steso è al suolo Eugero,
+ Già spiccia il sangue da più petti: in cerca
+ D'aita e in fuga altri si volge: umana
+ Opra questa non credon, ma prodigio
+ Invincibil del cielo. Adel si slancia
+ Con volo irrefrenabile atterrando
+ Tutti gl'inciampi, e della torre è uscito.
+ Al popol corre, con possente voce
+ Incita a compier l'alta impresa: ei narra
+ Dell'involata all'esecrande nozze
+ Figlia di Berengario.
+ «Avventuriero,
+ Qual credeste, io non son, d'estrania terra!
+ De' Saluzzesi monti, italo io sono,
+ Figlio del sire Adel, che antico servo
+ Fu dell'ucciso imperador! Vendetta
+ L'adirata onoranda ombra a me chiese,
+ A voi tutti la chiede. Oggi la taccia
+ Si lavi che (già omai volge il terz'anno)
+ Vi disonora e dican la fraterne
+ Ed emule città--_Giacea nel fango
+ Per rio destin, non per viltà, Verona!_»
+ Il suo apparir maraviglioso, i caldi
+ Accenti del guerrier, la reverenza
+ E la pietà che spiran le ferite
+ Onde il volto gronda--e par ch'ei solo
+ Conscio non siane--un inatteso effetto
+ Producon nella turba. Al denso stuolo
+ Delle feroci mercenarie lance,
+ Che con Rasperto irrompono, non cede
+ Come altre volte il volgo: aspra battaglia
+ Le vie e le piazze insanguina: le opposte
+ Ire in eroi trasmuta anco i più vili.
+ Adel s'azzuffa col tiranno. Ivi era,
+ Ivi a mirarsi spaventevol cosa
+ Il furor de' gagliardi, il mortal odio,
+ E di disperazion l'ultima prova!
+ Lunga è la lotta, dubbia è la vittoria:
+ Si soffermano il popolo e i guerrieri,
+ E alterno è il plauso ed il terror. Ma alfine
+ Precipita il tiranno: a quella vista
+ Sgomentati si sperdono gli sgherri:
+ Grida di gioja il popolo manda--e Adello
+ Trionfator, ma semivivo, cade
+ De' suoi compagni d'arme infra le braccia.
+ Dio quella vita ad altre angosce ed altre
+ Glorie serbava: ma all'esauste vene
+ Del campion di Verona a grave stento
+ Riedè salute.
+ Un dì, al suo letto ei vede
+ Inoltrarsi due duci. Uno ei ravvisa:
+ È Valafrido. Di Lamagna i prenci
+ Questi trovato avea sì nelle interne
+ Discordie avvolti, che niun d'essi cura
+ Prender potea dell'itale fortune.
+ Oh come Valafrido i dolci amplessi
+ Rende al ferito eroe! come gentile
+ Dal labbro suo suona la lode al forte
+ Fatto d'Adel! Nè men commosso e onesto
+ Favellando applaudìa l'altro guerriero.
+ Il magnanimo zio di Sigismonda
+ Quegli è che ad onorar venne l'ignoto
+ Della nipote redentor:--Più giorni
+ Con delicata indagine il vegliardo
+ Spiò se in cor d'Adel fiamma d'amore,
+ Eccitatrice d'alte gesta, ardesse
+ Per l'augusta donzella, e dagli accorti
+ E amici detti un raggio tralucea,
+ Qual di desio che Adello osi a tai nozze
+ Elevar sue speranze.
+ Il perspicace
+ Garzon di quel linguaggio i sensi intende:
+ Ma cortesìa vuol che li ignori, e aperto
+ Scansi rifiuto. Quindi uopo tingendo
+ D'amichevol conforto e di fidanza
+ A sollevar del mesto animo il pondo,
+ Con fil e candor narra al buon vecchio
+ L'umile istoria de' suoi giovani anni,
+ E il foco inestinguibile che inceso
+ Le virtù d'Eloisa e la bellezza
+ Han nel suo petto, e tutto dice--tranne
+ Che riamato ei sia.--Ben gli era nota
+ La sfolgorante venustà e la dolce
+ Alma di Sigismonda, e come i prenci
+ Si contendan sua destra e quella destra
+ Porti forse venture alte di regno;
+ Ma più che ogni tesoro e più che i troni
+ È a lui la sua Eloisa--oh doloroso
+ Sovvenir d'un bel sogno! inutil culto!
+ Inutil no, giacchè sublima il core!
+
+
+III.
+
+ Nell'arduo calle della gloria i primi
+ Cantai passi d'Adello: or trasvolando
+ Sull'ali rapidissime del tempo,
+ Additerò sol come lampi i lunghi
+ Patimenti e le gesta onde l'eroe
+ Gli anni suoi segnalava.
+ Ugo, insultando
+ Delle città, de' vescovi e de' forti
+ Itali castellani a' privilegi
+ E schernendo i trattati ed impunita
+ La libidin lasciando e la rapacia
+ De' suoi baroni, acceso avea nel regno
+ Di civil guerra la esecranda face.
+ Dal furor della plebe i regii messi
+ Lacerati venian: le inesorate
+ Lance del sire offeso alla vendetta
+ Trucemente scagliavansi. Ammucchiati
+ I cadaveri ingombrano le strade,
+ Nè v'ha chi li sotterri: il pellegrino
+ Riede al natio villaggio, e indizio appena
+ Del loco ov'ei sorgea songli i mezz'arsi
+ Rottami delle pietre e pochi teschi--Forse
+ del padre e dei fratelli i teschi!
+ Tal de' Lombardi era lo stato. Adello
+ De' depredati borghi e monasteri
+ In difesa accorrea: di lui, nemico
+ Più formidabil non avea il tiranno.
+ Ma in breve queste guerre han tratto all'imo
+ D'ogni miseria la contrada: il mese
+ Della messe venia, ma il sol versata
+ La sua virtù feconda avea ne' semi
+ Dell'ortica e del cardo; e da lontano
+ Il fuggiasco villan piangea sul brando
+ Che a' dì più lieti gli falciava i campi.
+ Ride Burgundia. «Or tempo è di riporre
+ I nostri ferri agl'Itali divisi!»
+ E già possente esercito calava
+ A sicura vittoria. Allora Adello
+ Vede la gran rovina: ad impedirla
+ Non v'è che la concordia, e alla concordia
+ Città rivali stringer sol può un scettro.
+ Del nome suo l'autorità sopisce
+ Gli odii: ei radduce le cosparse insegne
+ Appo la regia insegna. Or la salute
+ Dell'itala corona oprisi, e il guardo
+ Sulle colpe ond'è tinta uom non sollevi.
+ L'impulso dell'eroe quasi un novello
+ Spirto ne' pria diversi animi ha infuso.
+ Ugo, con maraviglia, in sua difesa
+ Color vede morir cui dianzi ha raso
+ Le castella o i tugurii: il crudo petto
+ A forza inteneriasi: ambir la gloria
+ Parve di scancellar co' benefizii
+ E con la giusta signoria le cieche
+ Ire sue prime. Adello, e altri guerrieri
+ D'onesta fama, sedi ebbero somme
+ Nel consiglio del re--ma quando piena
+ Fu de' Burgundi la sconfitta e saldo
+ Novellamente il trono, ecco, al tiranno
+ Ombra fa il nome del suo prode, e al dritto
+ Favellar suo magnanimo la taccia
+ Dassi ben tosto di ribelle orgoglio.
+ Dicon vetuste cantiche il giudizio
+ Scellerato ch'espulso ha dalla patria
+ Chi la patria avea salva.
+ Andò il ramingo
+ Del veneto leone agli stendardi
+ E lor sacrò la spada sua.--I superbi
+ Isolani, già tempo, avean le spiagge
+ Di Dalmazia predate e con la frode
+ Tolto di là tal venerando oggetto
+ Che da secoli e secoli a fraterno
+ Pellegrinaggio i Dalmati adunava
+ E fea d'un ricco monister la gloria:
+ Era la lancia d'un antico eroe
+ Che dal giogo pagano in molte pugne
+ Sottratto avea le natie valli. Il grido
+ Degli eccelsi miracoli, operati
+ Dalla reliquia di quel santo, al furto
+ I mal devoti veneti sospinse.
+ Ma intanto rotte più fiate, e sempre
+ Rinascenti nell'ira e più tremende,
+ Di padre in figlio le tribù selvagge
+ Con giuramento avvinconsi al racquisto
+ Dell'onorata lancia o a eterna guerra.
+ Un feroce lor capo, Adeoniro,
+ Col manto di pio zelo, infesta il mare
+ D'incessanti, audacissime, inaudite
+ Piraterie. Sui piccioli sui legni,
+ Di ladroni invincibili una turba
+ Ei radunò che d'uom, fuorchè l'aspetto
+ Null'altro serban; fama appo i lontani
+ Sparse ch'uomin non erano, ma mostri
+ Prodotti dai nefandi abbracciamenti
+ Delle dalmate streghe e de' demoni.
+ Niuna legge li stringe altra che un voto--
+ Pronunciato col rito abbominando
+ Di libare in un calice una stilla
+ Di caldo ancor veneto sangue--e il voto
+ È d'assalir qualsiasi veleggiante
+ Pin di San Marco, o scompagnato corra
+ O a torme, o debol sembri o poderoso,
+ E dalla pugna non ristar ch'o estinti
+ O vincitori. A queste anime atroci
+ Ogni pietà verso i nemici è ignota,
+ Ma tra loro mirabile è una gara
+ D'assistenza e giustizia e comunanza
+ Di beni e mali. Adeonir divide
+ Il bottin, nè maggior parte a sè dona
+ Che al più abbietto compagno. In gozzoviglie
+ E in limosine sprecan, non curanti
+ Tutti del pari, ogni tesor soverchio,
+ Quand'armi e barche e attrezzi hanno, ed ai figli
+ E alle donne e a' feriti han provveduto.
+ Tal delle imprese loro è la ventura,
+ E con tali atti di barbarie han tinto
+ Di stragi l'onde, che il nocchier più ardito
+ Nell'adriaca laguna inoperose
+ Tien le sue sarte, e unanime la voce
+ Dell'atterrito popolo s'innalza
+ Perchè il furto s'espii ch'a furor tratto
+ Ha de' Dalmati il santo, e a' loro altari
+ Con doni la fatale asta si renda.
+ Il senato assentì: ma col ritorno
+ Della reliquia, pur mutar natura
+ Non potè l'indomato avido spirto
+ De' bugiardi pirati: e con più angoscia
+ Pianse Vinegia le nuove onte, e mosse
+ Con alte navi e prodi capitani
+ Ad estirpar di que' malnati il seme.
+ Ahimè, che de' suoi prodi il morir forte
+ Non giovò alla repubblica! In tai giorni
+ Di lutto universale, uno straniero
+ Sorge e il linguaggio degli eroi parlando,
+ Radduce nelle curve alme il coraggio.
+ Quello stranier pugnato avea sui pini
+ Della sconfitta armata, e al valor suo
+ De' pochi avanzi si dovea lo scampo.
+ Era Adello! Il magnanimo senato
+ Plaude all'ardir del cavaliero; un novo
+ Armamento decreta: Adel le prore
+ Capitanando, alla vittoria corre,
+ E sepolcro i pirati ebber nell'onde.
+ Favorita canzon del marinaro
+ Divenne questa istoria, e tutti i liti
+ D'Italia l'impararono, e ne' gioghi
+ Più segregati d'Apennino--allora
+ Che un sir bandisce all'ospite il festino--
+ Dice al suo vate: cantaci il bel nome
+ Del vincitor de' dalmati pirati.
+ Memoria non restò delle sciagure
+ O degli affronti perchè Adel partissi
+ Dalle bandiere del leone. Amalfi
+ Diede ospizio e onoranza al capitano,
+ E per lui prosperò; la terra e l'acque,
+ Più d'una volta, del suo sangue intrise,
+ Ma invitto il vider sempre e più tremendo.
+ Tacerò quelle pugne e dirò il giorno
+ Che--tempo era di pace e vincolato
+ D'Amalfi all'armi il brando ei non tenea--
+ Adel coll'oro suo recossi ai Mori
+ Che in Tunisi avean sede, e quanti schiavi
+ Potè redense. Il sacrificio ei compie
+ D'ogni suo aver, perocchè morti entrambi
+ Son gli adorati genitori, e il pio
+ Figlio all'anime lor schiudere il cielo
+ Spera con opre che al Signor sien grate.
+ Un dì, secondi egli aspettava i venti
+ Per la reddìta, ed ecco entra nel porto
+ Con festive urla un predator; parecchie
+ Sbarca gementi vittime, e fra quelle--Oh
+ sorpresa! oh sciagura! Adel ravvisa
+ Un cavalier troppo a lui noto, è desso,
+ D'Eloisa lo sposo!
+ Ai primi amplessi
+ (Ed oh quanti dolori in quegli amplessi
+ Squarcian d'Adello il nobil cor! qual misto
+ D'antica gelosia, di riverenza
+ Per le virtù del sir, di generosa
+ Compassïon, d'affanno immaginando
+ Le pene d'Eloisa in udir preda
+ Ai scellerati masnadier lo sposo!)
+ Ai primi sfoghi di pietà, succede
+ L'interrogar sollecito dell'uno
+ E il racconto dell'altro.
+ «Oh Adel compiuta
+ È la sventura mia! Tu vedi il figlio
+ Del felice Usignan, già di castella
+ Sì ricco e d'armi, cui possenti trame
+ Di perfidi congiunti han da sei lune
+ Rapito ogni dominio. I figli miei
+ E lor misera madre (ah, poich'al duolo
+ Il tuo signore e mio, Giorgio soggiacque!)
+ In salvo a Nizza appo mia suora addussi.
+ Ivi una notte una masnada irrompe
+ Di Saracini. Io d'Eloisa, e quanti
+ Dolci pegni m'avanzano, la fuga
+ Combattendo proteggo: oh, almen per loro
+ M'arrise il ciel! Ma cinto, disarmato,
+ Carco di ferri io vengo. Anzi il mattino
+ Salpan le collegate arabe navi:
+ Quai di Spagna eran, quai del Sardo e quali
+ Di quest'africo lito; a me la somma
+ Lontananza toccò!»
+ Frenava Arnaldo
+ Con viril forza il pianto: Adel, compreso
+ Da tanta folla d'infelici e cari
+ Pensieri, il volto si copria e lasciava
+ Alle lagrime sue libero sfogo.
+ «E anche il mio antico sire è nel sepolcro!
+ Sì lunghi anni di gloria, e poi nel lutto
+ Morir miseramente! ecco, empia terra,
+ Il guiderdon che alla virtù largisci!--
+ Ma no, delle onorate opre la meta
+ Non è il sorrider di mortal fortuna:
+ Amaro a' giusti è il vivere, e beato
+ Solo quel dì che al mondo vil ti toglie!»
+ Così esclamava Adel, sazio de' giorni
+ Glorïosi, ma sterili di gioja
+ Ch'ei tratto avea, da quando allontanato
+ Erasi da Eloisa. E or par che tutta
+ Da mal estinte ceneri risorga
+ La giovenil sua fiamma: i detti, il volto
+ D'Arnaldo lo riportano ai remoti
+ Tempi del suo delirio. Ei vede i colli
+ Della Sonna fioriti--il santuario
+ Ove la pia fanciulla iva sovente
+ A lagrimar sulla materna tomba--
+ L'inghirlandata barca ove ella, assisa
+ Sulle ginocchia di suo padre, al canto
+ Talor sciogliea la voce; e talor l'inno
+ Era d'Adello; e allor della donzella
+ Più timido era il canto e più pietoso!
+ Che pensa, Adel, tua nobil alma? I campi
+ E le rocche d'Arnaldo andrai col brando
+ A racquistar pe' figli suoi? ma in ceppi
+ Ei qui rimansi: squallido, languente
+ È il suo sembiante: il duol forse e la dura
+ Servitù in breve troncheranno il filo
+ Di quella vita... Libera Eloisa?
+ Oh pensiero infernal! Ma nella mente
+ Anche de' giusti sfolgora i suoi foschi
+ Lampi l'inferno--e più son giusti appunto
+ Perchè talvolta eguali a' rei son quasi,
+ Ed allor non soccombono, e con arduo
+ Sforzo sopra il mortal fango s'innalzano.
+ D'altri schiavi al riscatto ogni tesoro
+ Già avea consunto Adello: al predatore
+ D'Arnaldo in cambio, egli offresi. Accettato
+ Venne il partito, perocch'egro il primo
+ Schiavo parea, e salute e forza spira
+ Del novel la persona. Il sir francese
+ Queste mosse ignorava, e i suoi voraci
+ Crucci addoppiava l'esser conscio, ahi troppo
+ Degli affetti d'Adello. Alta è la stima
+ Che la virtù dell'Italo gli desta;
+ Ma pur già scorge nel futuro, accanto
+ Alla donna (e ancor bella era Eloisa)
+ Il rival cavaliere, e quella stessa
+ Virtù che in esso ammira è il suo spavento.
+ Ma oh come in sè medesmo ei si vergogna
+ Di sì bassi concetti, allor che tolte
+ Vede a sè le catene, ed alle braccia
+ Poste d'Adel!
+ «Che fia? Non mai! Sublime
+ Insania, Adel, ma insania è questa! infermi
+ Giorni redimer di chi tutte ha tronche
+ Le vie di rimertarti e così all'imo
+ Cadde che d'ogni grande atto la speme
+ Da fortuna gli è tolta--e invece i giorni
+ Preziosi immolar di chi seconde
+ Tutte ha le sorti e per la gloria vive!»
+ «Arnaldo, i pregi tuoi taccio che sommo
+ Ti fer sempre a' miei guardi; or sol rammento
+ Quanta importanza i giorni han di chi i sacri
+ Titoli vesta di marito e padre:
+ Appo tal, nulla è la deserta vita
+ Di chi solingo passeggia la terra
+ (E tal son io), di chi, s'allegri o gema,
+ Niun bea il suo riso e niun piange al suo pianto.»
+ Volea soggiunger l'altro. Adel temendo
+ D'aver con triste voci intenerito
+ Il suo rivale e forse appalesato
+ Della stanca dolente alma il segreto,
+ Apre un gentil sorriso--Va', gli dice,
+ A consolar la tua dolce famiglia;
+ Cura nostra primiera esser de' questa:
+ Indi per me non t'affannar: lontane
+ Non son l'itale sponde, e ivi sì egregi
+ Cuori mi fean di loro amistà dono,
+ Che in me certezza è la lor gara al pronto
+ Riscatto mio.
+ «So, generoso Adello,
+ Che in sue nuove tempeste Ugo invocava
+ Il braccio tuo; so che anelò Vinegia
+ Di ritorti ad Amalfi, e che in ciascuna
+ Itala signoria ferve la brama
+ Di possederti a suo campion: ma esporti
+ Di fortuna a' capricci, ah no, non posso!
+ Sol crederei, se in mia balìa fosse indi
+ Il tuo pronto riscatto: oh, ma ti dissi
+ La mia piena miseria!»
+ Uopo ad Arnaldo
+ Il ceder fu. Partì sulla primiera
+ Cristiana prora: agl'Itali l'annunzio
+ Esso, con altri dall'eroe redenti,
+ Portar di questo fatto. Onor parea
+ Stringer più d'una terra alla salvezza
+ Del guerriero in catene: il sir francese
+ Non osò dubitarne; Adello stesso,
+ Benchè scevro d'orgoglio, aver sul grato
+ Animo altrui credea qualche dritto--
+ Tutti obbliaro il misero! quattr'anni
+ Le afriche solitudini l'han visto,
+ Con abbietti compagni ad opre abbiette
+ Sotto varii tiranni i suoi sudori
+ Spargere oscuramente--ed eroe ancora
+ Esser per gl'infelici, o alleviando,
+ Con gravarne sè stesso, i lor dolori,
+ O al rassegnato suo religïoso
+ Senso le svigorite alme estollendo.
+ Chi ai Saracini il tardo inaspettato
+ Prezzo portò del cavaliero? Un messo
+ Che dalle rocche vien d'Arnaldo. Il sire
+ Fedeli colleganze e alto valore
+ Ricondotto hanno a' suoi dominii e a tutta
+ La paterna sua gloria.
+ Adello è asceso
+ Sull'ospital naviglio: al marsigliese
+ Porto ei veleggia. Oh come dir la gioja,
+ La gratitudin che il bel cuore inonda?
+ Come i diversi palpiti, approdando?
+ Poi, sul corsier veloce alle castella
+ Del suo benefattore e d'Eloisa
+ Senza posa traendo?
+ «Ei giunge: incontro
+ Moveangli il sire ed Eloisa e i figli
+ (Figli di quell'imen; pur cari all'alma
+ Gentil d'Adello!) Mutui i commoventi
+ Detti suonano e i teneri singhiozzi
+ E la sincera nobil lode. Un riso
+ Del ciel parea per que' mortali eletti
+ Aver portato sulla terra il gaudio
+ Che dal suo trono Iddìo raggia ai beati!
+ Ma quel foco di vita che nel ciglio
+ Brillava ad Eloisa, insolito era.
+ Da lungo tempo in essa è illanguidito
+ Il fior della salute. Adel s'accorse
+ Ch'ella reggeasi con fatica; e intende
+ Che nella notte in che da Nizza a fuga
+ Ella errava co' figli, un dardo colse
+ Leggermente un di questi: ahi, velenato
+ Fors'era il dardo! Il bambinel da orrenda
+ Crescente piaga si struggea: la madre
+ Quella piaga lambendo al figliuol suo
+ Crede render la vita e, ohimè, s'illuse!
+ Sotterra è il pargoletto, e da quel tempo
+ A stento l'arte di Salerno e i voti
+ Appesi sugli altari e i benedetti
+ Maravigliosi farmachi al dolente
+ Sen dell'eroica madre addur novello
+ Sembran vigor.
+ Ben tosto Adel conobbe
+ Che sol gli affetti subitanei un breve
+ Ponean rossor su quelle guance. Il dolce
+ Soggiorno alcuni mesi ei protraèa
+ Appo gli ospiti amati, e con Arnaldo
+ Il timore alternava e la speranza
+ Per l'egra donna--Ahi lasso! inferocisce
+ Rapidamente il morbo!--Adel sul letto
+ Di morte la mirò. Tutta obblïava
+ Ei sua virtù: chiedea ragione al cielo
+ Dei mali onde a gran fiotti il mondo inonda
+ Ch'egli ha creato, e in quegli orrendi fiotti
+ Indistinto sobbissa e il buono e il reo.
+ «Oh Adel (rispose la morente--e furo
+ Questi gli ultimi accenti) oh Adel, ritraggi
+ La insensata parola! È il duol cimento
+ Ove Dio prova degli umani il core.
+ Te a egregi fatti i lunghi sacrifici
+ Portaron: nè t'incresca! e parver lunghi;
+ Ma, come stral per l'aer, fugge quest'ombra
+ Ch'uom vita appella e salda cosa estima!
+ Nè infelice è chi muor, ma chi morendo
+ Guarda gli anni volati ed alcun'orma
+ Da lui lasciata di virtù non trova!»
+ Voce a Eloisa allor mancò: sorrise,
+ Strinse al seno i figliuoli, all'onorato
+ Sposo si volse--e dir parea «Co' figli,
+ Adel ti raccomando»--e più non era.
+ Così passò la santa.
+ Incerte storie
+ Narrano d'un Adel ch'appo i Toscani,
+ Dopo quel tempo gli Ungari sconfisse:
+ Fors'era il nostro eroe; forse in più gesta
+ Ancor brillò la gloria sua. Ma il vate
+ Che del sepolcro suo cantò, non dice
+ Se non che vecchio Adel morì e mendico,
+ Perdonando agl'ingrati, e ripetendo
+ Que' detti d'Eloisa: «È il duol cimento
+ Ove Dio prova degli umani il core;
+ Nè infelice è chi muor, ma chi morendo
+ Guarda gli anni volati ed alcun'orma
+ Da lui lasciata di virtù non trova!»
+
+
+
+
+NOTE.
+
+
+ .... Sui colli
+ Della Sonna fioriti e sulla Rocca
+ Invisa dominava.
+
+V'è presso Lione, sulle rive della _Saône_, una rupe che ritiene il
+nome di _Pierre-Encise_.
+
+ In chi di giusti nacque è onnipossente....
+
+Tutta la cantica sembra avere per iscopo morale queste verità:--che
+uno de' più grandi stimoli alla virtù si è l'esempio di parenti
+irreprensibili, e quindi il desiderio di consolare con bei fatti la
+loro vecchiaja--che nelle passioni in lotta col dovere, quanto più il
+sacrificarle a questo è doloroso, tanto più l'uomo che compie questo
+sacrificio ha luogo in appresso di congratularsene, trovandosi
+nobilitato ai proprii sguardi e più capace di grandi azioni--che
+finalmente se sulla terra il premio della virtù è spesso
+l'ingratitudine degli uomini e la sventura, al giusto sono abbondante
+compenso la sua fama, il testimonio della buona coscienza, e la pace e
+le speranze con cui egli solo può scendere nella tomba.
+
+ .... Io la grand'ombra
+ Di Berengario a vendicar mi reco.
+
+Berengario I, dopo gli infelici successi della sua guerra con Rudolfo,
+fu assassinato a Verona da alcuni congiurati, capo de' quali era
+Flamberto. Tre giorni dopo Milone guerriero fedele all'infelice
+imperatore ne fece la vendetta, vincendo i colpevoli e condannandoli
+al supplizio: così le cronache. Ma secondo questa cantica uno d'essi
+congiurati, Rasperto, riacquistò potere in Verona, ed ebbe in seguito
+il favore del re Ugo, che gli lasciò il governo di quella città.
+
+ Che al novo italo sire, Ugo....
+
+Rudolfo tenne poco tempo il regno d'Italia: ei dovette cederlo ad Ugo,
+duca di Provenza, che segnalò il suo dominio con le crudeltà e la
+perfidia.
+
+ .... La grande alma d'Otone....
+
+Pare che debba essere Ottone di Sassonia, il quale circa 14 anni dopo
+quest'epoca conquistò l'Italia.
+
+ Tolto di là tal venerando oggetto.
+
+Leggasi la storia de' bassi tempi e si vedrà quanto fossero frequenti
+i furti delle reliquie. Un popolo credeva d'appropriarsi la prosperità
+dell'altro, togliendogli o il corpo o qualsiasi altra reliquia del
+santo protettore del luogo.
+
+ .... Che il nocchier più ardito
+ Nell'adriatica laguna inoperose
+ Tien le sue sarte.
+
+Che un piccol numero di pirati sparga tanto spavento parrebbe
+un'esagerazione, se la storia non dicesse come nel secolo XVII i
+filibustieri, ammasso di pochi audacissimi ladroni, divennero il
+terrore dei navigatori europei, a segno dì tener talvolta interrotta
+la comunicazione della Spagna colle colonie americane.
+
+ A stento l'arte di Salerno...,
+
+Nel secolo X Salerno era già famosa per la sua scuola di medicina. (V.
+il Tiraboschi.)
+
+
+
+
+EBELINO
+
+CANTICA.
+
+
+ L'idea di questa cantica non è tutta mia. Il tema vennemi fornito da
+ un romanzo storico tedesco, ch'io lessi già tempo, e di cui ignoro
+ l'autore. Il merito letterario di quel libro mi pareva debole, ma il
+ personaggio d'Ebelino vi spiccava con tratti forti, e mi rimase
+ vivamente impresso nella fantasia, come nobile modello di pazienza
+ ne' dolori. Ivi narravasi d'Ebelino, non so con qual fondamento,
+ ch'ei fosse un povero cavaliero scacciato nell'adolescenza con
+ atroci minaccie di morte da sette disumani fratelli, e divenuto uno
+ de' liberatori della regina Adelaide. Questo giovane prode passato
+ in Germania coll'illustre vedova di Lotario, allorch'ella sposò in
+ seconde nozze Ottone I, dipingevasi dal mio autore quale un nuovo
+ Giuseppe alla corte d'Egitto, potentissimo e sapientissimo; e a fine
+ di meglio somigliare al vicerè di Faraone, Ebelino scopriva anche i
+ suoi fratelli, venuti d'Italia a Bamberga senza che immaginassero
+ chi egli fosse, e perdonava loro. Conservata alcun tempo la sua alta
+ fortuna sotto Ottone II, cadeva poscia vittima d'un traditore
+ collegato a molti invidi rivali; ma il traditore stesso, agitato da
+ visioni spaventevoli, confessava indi a poco l'innocenza
+ dell'immolato Ebelino.
+
+
+
+
+EBELINO.
+
+ _Si bona suscepimus de manu Dei, mala quare non suscipiamus!_
+
+ JOB. 2, 10.
+
+
+ Inno d'amore e di compianto al giusto,
+ Al giusto denigrato! Ebelin, fido
+ Campion del magno Ottone e consigliero,
+ Colui che al generoso Imperadore
+ Verità generose favellava,
+ E i biasimati torti indi con mente
+ Pronta e amorevol correggea e sagace;
+ Colui, che, senza ambizïon nè orgoglio,
+ Spesso invece del sir ponea la destra
+ Al timon dell'impero, e lo volgea
+ Del sir con tanta gloria e securanza,
+ Che questi, anco in cimento arduo serrando
+ Le auguste ciglia al sonno, a lui dicea:
+ «Vigila or tu, che il signor tuo riposa;»
+ Quell'Ebelin, che, lagrimato il sacro
+ Cener del magno Otton, d'Otton novello
+ Fu parimente lunghi anni sostegno
+ Di giustizia nel calle, e guida e sprone;
+ Sì che a nessun parea che dilettoso
+ Ne' poveri tuguri e nelle sale
+ Fervesse crocchio, ove lodato il nome
+ Non fosse d'Ebelin,--quell'Ebelino
+ Morì esecrato, ed era giusto! Amore
+ E compianto agli oppressi!
+ Un dì l'Eterno,
+ Come a' giorni di Giobbe, al suo cospetto
+ Avea tutti gli spirti, e a Sàtan disse:
+ --Onde vieni?
+ E il maligno:--Ho circuita
+ Dell'uom la terra, e non rinvenni un santo.
+ Ed il Signore:--O di calunnie padre,
+ Non vedestù l'amico mio Ebelino,
+ Ch'uomo a lui simil non racchiude il mondo
+ Tanta in prosperi dì serba innocenza?
+ E l'angiol di menzogna ambe le labbra
+ Si morse, e crollò il capo, e disdegnoso
+ Disse:--Ebelin? Dov'è il suo pregio? Ei t'ama
+ Perchè di beni è colmo. Il braccio or alza,
+ Percuotilo, e vedrai s'ei non t'imprechi.
+ Ed il Signor:--Giorni di prova a' retti
+ Forse non io so stabilir? Va; pongo
+ Entro a tue mani dispietate or quanto
+ Agli occhi della terra Ebelin porta,
+ Fuorchè la vita.
+ L'avversario allora
+ Avventossi precipite dal grembo
+ Della nembosa nube, onde i mortali
+ Atterria lampeggiando; ed in un punto
+ Fu su roccia dell'alpi. Ivi gigante
+ Si soffermò, e da questo lato i campi
+ Della lieta penisola mirando,
+ E dall'altro le selve popolose
+ De' boreali, l'una all'altra palma
+ Battè plaudendo al sovrastante lutto
+ D'entrambo i regni, ed esclamò:--Vittoria!
+ La più squisita voluttà del male
+ Pensò un momento qual si fosse, e al giusto
+ Fermò ignominia cagionar per mano...
+ Di chi?--D'amico traditore! Il colpo
+ Più doloroso e a dementar più adatto
+ Chi molto amando irreprensibil visse!
+ --Un Giuda voglio! Il dèmone ruggia
+ Giù dall'alpe scagliandosi e correndo
+ Pe' teutonici boschi, e visitando
+ Con infernal, veloce accorgimento
+ Città e castella.
+ Iva ei cercando l'uomo,
+ In cui scernesse il dolce volto, e i dolci
+ Atti, e l'irrequïeto occhio geloso
+ Del venditor di Cristo; e non volgare
+ Mente si fosse, ma gentil, ma calda
+ Di lodevoli brame, ed inscia quasi
+ Di sè si pervertisse, e vaneggiasse
+ D'amor per tutte le virtù, e seguirle
+ Tutte paresse, e infedel fosse a tutte.
+ Tale, od un vero giusto esser dovea
+ Chi affascinasse d'Ebelino il core;
+ E Sàtan nol trovava, e con dispregio
+ Maledicea la lealtà nativa
+ De' figli del Trïon, popol rapace
+ Nelle battaglie, e in sue pareti onesto.
+ Ma quando già il crudel quasi dispera,
+ Ecco s'incontra in uomo onde il sembiante
+ Tosto il colpisce; e fra sè dice:--«È desso!»
+ Ed esulta, e più guata, e vieppiù esulta.
+ Quel benedetto dall'orribil genio
+ Era un prode straniero, e fama tace
+ Di qual progenie, e nome avea Guelardo.
+ Sul suo destrier peregrinava, e ladri
+ Or assaliva, degli oppressi a scampo,
+ Or dispogliava ei stesso i passeggeri,
+ Se mercadanti, e più se ebrei. Nè spoglio
+ Pur quelli avrìa, se a povertà costretto
+ Non l'avesse un fratel, che del paterno
+ Retaggio spossessollo.
+ A che di bosco
+ In bosco errasse, ei non sapea. Sperava
+ Dal caso alte venture, e perchè tarde
+ Erano al suo desìo, volgea frequente
+ Il pensier di distruggersi; e più volte
+ Dall'altissime balze misurava
+ Coll'occhio i precipizi, e mestamente
+ Rideagli il core, e si sarìa slanciato
+ Nelle cupe voragini, se voce,
+ O aspetto di mortali, o speranze altre
+ Non l'avesser ritratto.
+ --O cavaliere,
+ Salve.
+ --Scòstati, scòstati, o romito;
+ Oro non tengo.
+ --Ed oro a te non chieggo;
+ Ben d'acquistarne santa via t'accenno.
+ Vile è il mestier cui t'adducea sciagura,
+ Ma nobile è il tuo spirto. A me tue sorti
+ Occulta sapïenza ha rivelate:
+ Vanne a Bamberga; ad Ebelin ti mostra:
+ Grazia agli occhi di lui, grazia otterrai
+ A' clementi occhi del regnante istesso.
+ Così Satan, e sparve.
+ Incerto è quegli
+ Se fu delirio o visïone. Al cielo
+ Volge supplice il viso: in cor gl'irrompe
+ De' suoi misfatti alta vergogna; aspira
+ A cancellarli, e quindi in poi di tutte
+ Virtù di cavaliere andare ornato.
+ In quel fervor del pentimento, incontra
+ Un mendico, e su lui getta il mantello,
+ E sen compiace, e dice:--Uom non m'avanza
+ In carità e giustizia.
+ E Sàtan rise,
+ E non veduto gli baciò la fronte.
+ Alla real Bamberga andò Guelardo,
+ Mosse alle auguste soglie, ad Ebelino
+ Supplice presentossi, e pïamente
+ Da quella bella e grande alma si vide
+ Ascoltato, compianto, e di non tarda
+ Aïta lieto. Un fascino infernale
+ Sovra la fronte di Guelardo imposto
+ Ha del demone il bacio. Allo straniero
+ Conglutinossi d'Ebelino il core
+ In breve tempo; e nella reggia e in campo
+ Quei Gionata parea, questi Davidde.
+ Mirabile brillava ad ogni ciglio
+ Quella forte amistà: Saran fremeva
+ Ch'ella durasse, e il volgersi degli anni
+ Affrettar non potea. Nè ratto varco
+ Sperabil era tra i pensieri onesti
+ Che Guelardo nodriva e la sua infamia,
+ Tra l'amor suo per Ebelin, tra il dolce
+ Nella virtù emularlo, e il desiderio
+ Scellerato di spegnerlo. Ma il tristo
+ Angiol si confortava misurando
+ L'immortal suo avvenire. Appo sì lunghi
+ Secoli, breve istante eran poch'anni.
+ Ed intanto ci godeva, a quell'imago
+ Che tigre, sebben avida di sangue,
+ Mira la preda, e ascosa sta, e sollazzo
+ Tragge di quella contemplando i moti
+ E l'amabil fidanza, ed assapora
+ Più lentamente la decreta strage.
+ Dopo tanto aspettar, s'appressa il giorno
+ Sospirato dall'invido. Al novello
+ Otton contrarie qua e là in Italia
+ Eran le menti di non pochi, e speme
+ Vivea secreta ch'italo Ebelino
+ Secretamente lor plaudesse. Il core
+ Di molti era per esso, e nelle ardite
+ Congrèghe entro a' castelli, ed appo il volgo
+ Susurravan, più splendido rinomo
+ Non avervi del suo; null'uom più voti
+ A suo pro riunir; doversi acciaro
+ Dittatorio offerirgli, o regio scettro.
+ L'augusto sir dalla germana sede
+ Contezza ebbe di fremiti e lamenti
+ Nell'alme de' Lombardi esasperate,
+ Ed a sedarle con prudenza invìa
+ Ebelino e Guelardo.
+ Alla venuta
+ Di questi sommi giù dall'alpe, e al grido
+ Che fama addoppia de' lor alti pregi,
+ E più de' pregi di colui, che sembra
+ D'onnipotenza quasi insignorito,
+ Ferve ognor più l'insana speme, e tutta
+ In congressi pacifici prorompe,
+ Ove i duo messi imperïali invano
+ Senno indiceano e obbedïenza.
+ --O prodi!
+ Così Ebelin risponde al temerario
+ De' corrucciosi invito; io condottiero
+ Mai contr'Otton non moverò, chè avvinto
+ Gli son da conoscente animo e onore,
+ E il portai fra mie braccia. E quando insieme
+ Del moribondo padre suo le coltri
+ Inondavam di pianto, il sacro vecchio
+ Nostre mani congiunse, e disse:--Un figlio,
+ O Ebelino, ti lascio;--ed a te lascio,
+ O figlio, un padre in Ebelino!--Ed era
+ In tai detti spirato. Allora il figlio
+ Gettommi al collo ambe le braccia, e molto
+ Pianse, e chiamommi padre suo, e lo strinsi,
+ E il chiamai figlio. Ove pur reo di patti
+ Violati con voi fosse il mio sire,
+ Biasmo sincer da mie labbra paterne
+ Avriane, sì; retti n'avrìa consigli,
+ Ma non odio, non guerra, non perfidia!
+ --Deh! taccïano, Ebelin, privati affetti,
+ Ov'è causa di popoli. Ed ignota
+ Mal tu presumi essere a noi l'ingrata
+ Alma d'Ottone anco ver te, che dritti
+ Tanti acquistasti a guiderdone e lode.
+ Ombra a lui fa la tua virtù: onorarti
+ Finge, ma stolta è finzione omai
+ Ond'ogni cor magnanimo s'adira.
+ Possente sei, ma più non sei quel desso
+ Che ne' duo regni un dì tutto volvea.
+ Tëofanìa il governa, e da Bisanzio
+ Sul germanico seggio ov'ei l'assunse
+ Recò le greche astuzie, e lo circonda
+ Di greci consiglieri. Essi con lei
+ Van macchinando contro te ogni giorno;
+ Che se finor cadute anco non sono
+ Le podestà che a te largì il monarca,
+ Della tua rinomanza egli è prodigio,
+ E nel tiranno è di pudor reliquia.
+ Bada a' perigli, a tua salvezza bada:
+ D'Otton l'iniquità rotto ha i legami
+ D'ogni giusto con esso.
+ Un de' maggiori
+ Così parlò fra gli adunati audaci.
+ Nè, sebbene oltrespinta, era appien falsa
+ La parola di sdegno e di sospetto
+ Circa l'imperadrice e i cortegiani
+ Ch'ella a sue nozze addotti avea di Grecia.
+ Ma la candida e ferma alma del pio
+ Ebelin s'adirò. L'imperadrice
+ E Otton con nobil gagliardìa difese,
+ E de' Greci sorrise. Ei sì facondo
+ Favellava, e amichevole e verace,
+ Che i più irati l'udìan con reverenza:
+ Con tenerezza quasi, ancor che invitti
+ Nel feroce astio e nell'ardente brama.
+ Di Guelardo lo spirto a quel congresso
+ Funestamente s'esaltò. Il diletto
+ Ebelino ei vedea, nella commossa
+ Fantasia, re, suscitator di gloria
+ Ad un popol redento. Il vedea bello
+ Giganteggiare in immortali istorie,
+ Com'un di que' supremi, onde la terra
+ Lunghi secoli è priva; e sè medesmo
+ Socio vedea di quel supremo, e a lui
+ Successor forse, e... Che non sogna audace
+ Ambizïon, se raggio ha di speranza?
+ Quand'ei fu sol con Ebelin, ridisse
+ Le voci insieme intese, e commentolle
+ Coll'insistenza del favore; e aggiunse
+ Maligno esame de' pensier, degli atti
+ D'Ottone, e della Greca in trono assisa,
+ E degli astuti amici ond'ella è cinta.
+ Quasi certezza accolse i più irritanti
+ Dubbi e i minimi indizi di periglio,
+ E gridò ingratitudine, e diritto
+ Alla rivolta. E a grado a grado questa
+ Ei necessaria osò chiamare, e il pio
+ Ebelin concitarvi. Lo interruppe
+ Finalmente Ebelin; duplice tela
+ Come già svolto aveva agli adunati,
+ Svolse di novo al tentatore amico:
+ Qua la turpezza del tradir, là i vani
+ Sforzi a potenza e gloria, ove bruttata
+ È nazïon da lunghi odii fraterni.
+ Negli aneliti suoi s'ostinò il core
+ Di Guelardo in quel giorno, e seguì poscia
+ A ridir con sofistica, inesausta
+ Facondia per più dì l'empie sue brame;
+ Sì che non poche volte il generoso
+ Ebelino in resistergli, dal mite
+ Considerare e dai soavi detti
+ Passò a dogliosa maraviglia e sdegno.
+ Turbossene colui, ma il turbamento
+ Ascose e il disamore, e da quel tempo
+ Crescente invidia in sen covò tremenda.
+ Novi succedon fortunati eventi,
+ Ch'ognuno attesta glorïosi al senno
+ Dell'ottimo Ebelin; ma più Guelardo,
+ Come negli anni primi, or della gloria
+ Del suo benefattor non va giocondo.
+ Ei con geloso sospettante ciglio
+ Mira la sua grandezza, e superarla
+ Vorria e non puote; e detestando, sogna
+ Dall'amico esser detestate; e pargli,
+ Laddove pria si belle in Ebelino
+ Virtù vedea, più non veder che scaltra
+ Ipocrisia. De' pervertiti è proprio
+ Non credere a virtù; d'ogni più certo
+ Generoso atto dubitar motivi
+ Turpi, ed asseverarli: in ogni etade
+ Così abborriti fur dal mondo i santi.
+ Da quello stato di rancor, di mente
+ Ognor proclive a gettar fango ascoso
+ Sovra l'opre del giusto, è breve il passo
+ Ad assoluto di giustizia scherno.
+ In Lamagna Guelardo ad altri uffizi
+ Di grande onor da Ottone è richiamato,
+ Mentre Ebelin nell'itale contrade
+ Resta moderator. L'ingrato amico
+ Sospetta ch'Ebelino abbia con arte
+ Tal partenza promosso, a fin di trarsi
+ Uom dal cospetto che in secreto esècri.
+ Del congedo gli amplessi ei rende a quello,
+ Ma senza avvicendar come altre volte
+ Palpiti dolci di desìo e di pena.
+ Infinto ei crede ogni atto ed ogni accento
+ Del più sincero degli umani, e parte
+ Coi fremiti dell'odio, e maturando
+ Di non avute offese alta vendetta.
+ --Cieco tanto io sarò che vero estimi
+ Suo rifiuto ai ribelli? Or che si vaste
+ Son le congiure? Or che da lunghe e infauste
+ Guerre è stanco l'impero? Or che d'illustre
+ Nome a capitanarla, e di null'altro,
+ La penisola ha d'uopo? Or che oltraggiata
+ Dalla superba, greca, invida nuora
+ È quell'antica d'Ebelin fautrice,
+ La vantata Adelaide, che alle umìli
+ Ombre de' chiostri dalla reggia mosse?
+ Or che Tëofania palesemente
+ Lacci a lui tende e sua rovina agogna?
+ Il menzogner di me diffida: i vili
+ Diffidan sempre! Allontanarmi volle
+ Non senza mira ostil: me di qui toglie
+ Per regnar sol, per non aver chi forse
+ Sua sapïenza e sue prodezze oscuri.
+ All'amico ei rinuncia; ei nelle schiere
+ Del suo tradito Imperador mi brama,
+ Nelle schiere d'Otton, contro a cui l'asta
+ Scaglierà in breve; e tanto orgoglio è in lui,
+ Che nè lo sdegno mio, nè la sagacia
+ Non teme, nè il valor! Perfido! io mai
+ Stato non fora a tua amicizia ingrato;
+ Alla mia ingrato ardisci farti: trema!
+ Valor non manca al vilipeso e senno
+ Da smascherar tua ipocrisia. Ludibrio
+ Ne fur bastantemente il sire, i grandi,
+ Le sciocche turbe, e insiem con loro io stesso!
+ Così nel suo vaneggiamento infame
+ S'agita l'infelice, e non s'accorge
+ Che il re d'abisso più e più il possede;
+ Così travolve le apparenze ogn'uomo
+ Che a livor s'abbandoni:
+ Ecco Guelardo
+ Giunto ai reali di Bamberga ostelli;
+ Eccolo assaporante i nuovi onori,
+ Ma com'egro che, misto ad ogni cibo,
+ Sente l'amaro della propria bile.
+ Più sovra il labbro di Guelardo il nome,
+ Come già tempo, d'Ebelin non suona,
+ O su quel labbro se talvolta suona,
+ Laude non l'accompagna, e il favellante
+ Impallidisce, e torvamente abbassa
+ La pensosa pupilla irrequïeta,
+ E la rïalza sfavillando; e ognuno
+ Scerne che di compressa ira sfavilla.
+ Del mutamento avvedasi esultando
+ Tëofania, s'avvedono i suoi fidi,
+ E al convito di lei con gran decoro
+ Visto sovente è quel Guelardo assiso,
+ Ch'ella tanto agli scorsi anni abborria.
+ Ordiscono essi alcuna trama insieme
+ Contro al lontano giusto? o la perfidia
+ Tutta covossi di Guelardo in petto?
+ Un dì da quel convito esce il fellone,
+ E quasi esterrefatto si presenta
+ Agli occhi del monarca, e a lui si prostra,
+ Ed esclama:--Ebelino è traditore!
+ Le rivolte fomenta; alla corona
+ D'Italia aspira: sciolta è l'amistade
+ Che a lui mi strinse! Eternamente è sciolta!
+ E false carte adduce in prova, e adduce
+ Di vili già ribelli, or prigionieri,
+ Menzogne tai, che faccia avean di vero.
+ Ed il monarca trabalzò, fu vinto
+ Dalle inique apparenze. Esitò ancora,
+ Dubitar volle novamente; a novo
+ Esame ripiegò la scrupolosa
+ Afflitta anima sua; ma le apparenze
+ Trionfaron più orrende e più secure.
+ Indi egli irato invìa turba di sgherri
+ All'italo paese, onde sia tratto
+ Carico di catene il formidato
+ Duce a Bamberga.
+ L'innocente duce
+ Stanza a que' giorni avea in Milan. Posava
+ Una notte, ed in sogno a lui s'affaccia
+ Lo stuol de' cari, in varia guerra estinti,
+ Fratelli suoi, col vecchio padre; e il padre
+ «Fuggi, gridava, sei tradito!» E gli altri
+ Con affanno e singhiozzi ad una voce
+ Ripetean: «Fuggi, fuggi!»
+ Ei si risveglia,
+ E per quell'alme prega, e s'addormenta
+ Un'altra volta. E in sogno ecco apparirgli
+ Il magno Otton primiero ed Adelaide,
+ Non cinta ancor di monacali bende,
+ Ma il serto imperial sopra la fronte.
+ Meste eran lor sembianze, ed a lui: «Fuggi
+ Fuggi, dicean, del figlio nostro l'ira!
+ Ira per te sarìa mortal!»
+ Si desta
+ Il nobil duce, e per quell'alme prega,
+ E s'addormenta un'altra volta. E vede
+ Il tempo antico e la città solenne
+ Ove sorge il Calvario, e là pur vede
+ Di Getsèmani l'orto, ed appressarsi
+ Una frotta d'armati, e Iscarïote
+ Dare il bacio alla vittima!... Ed oh vista!
+ Iscarïote era Guelardo!
+ Balza
+ Spaventato destandosi Ebelino,
+ E que' tre sogni avvertimento estima
+ Dell'angiol suo. Fuggir vorrìa; ma dove?
+ Ma perchè? Fugge l'innocente mai?
+ Pochi istanti anelò fra que' pensieri
+ Di stupor, di tristezza, e piena d'armi
+ Fu ben tosto la soglia. Udì Ebelino
+ Che dal suo Imperador venìan que' ferri,
+ E il cenno di seguirli: ai manigoldi
+ Cesse con muto fremito la spada,
+ E porse ai ceppi gli onorati pugni.
+ Quasi ladro il trascinano, e Milano
+ E tutta Lombardia mira quel crollo
+ Sì inopinato. Il prigioniero obbrobri
+ Soffre inauditi; e non sarìagli pena
+ Dagli sgherri soffrirli: itale voci
+ Lo irridon per la via, maledicenti
+ Al passato suo lustro. E quale esclama:
+ --Va, di rivolte eccitator maligno!
+ Va, scellerata causa, onde su noi
+ Cesare versa il suo tremendo sdegno!--
+ Qual:--Va, codardo degli Otton mancipio,
+ Che d'Italia campion far ti negasti!
+ Ben or ti sta de' tuoi servigi il premio!--
+ Qual più schietto prorompe:--Erami noia
+ Udir chiamarti _il giusto_; alfin delitti
+ Potrem di te sapere ed abborrirti!
+ Quant'è lunga la via sino a' confini
+ Delle italiche valli, Ebelin tacque
+ Degli spregi sofferti. Allor che in cima
+ Dell'alpe fu, rivolse gli occhi, e alzando
+ Le incatenate braccia,--Oh maledetta
+ Troppo da' vizi tuoi, misera patria,
+ Sclamò, non io ti maledico! Il cielo
+ Figli ti dia che s'amino fra loro,
+ Ed amin te com'io t'amava e t'amo,
+ E più di me felici acquistin gloria
+ Senza espïarla con dolori e insulti!
+ --Maledicila! gridagli all'orecchio
+ Una voce infernal.
+ --Ti benedico
+ L'ultima volta! ripres'egli.
+ E pianse
+ Siccome pio figliuol sulla ignominia
+ D'una madre infelice; e gli sovvenne
+ Quanto già quella madre avea prefulso
+ In virtù fra le genti, e a depravarla
+ Quante cagioni eran concorse! E grande
+ Su lei di Dio misericordia chiese;
+ E dal dolce aer suo, dalle ridenti
+ Tutte illustri sue sponde, ei nè le amanti
+ Ciglia diveller, nè il pensier poteva!
+ Satan che indarno occultamente spinto
+ Avealo ad imprecar la patria terra,
+ Urlò di rabbia le sue preci udendo;
+ E di Lamagna per alture e piani
+ Corse con questo grido:
+ --È alfin caduto
+ L'italo malïardo, il seduttore
+ De' nostri augusti, il protettor di quanti
+ Di Lombardia traeano ad impinguarsi
+ Sul germanico suol, genìa predace
+ Onde la tanta povertà cresciuta
+ In quest'anni da noi! Tutti Ebelino
+ Nostri tesori al lido suo recava,
+ E colà un trono alzar voleasi, allora
+ Che ad atterrar le ribellanti spade
+ Inetto fosse per miseria Ottone?
+ --Ebelin mora! Universal risposta
+ Fu del tedesco volgo. Ed obblïato
+ Da migliaia di cuori in un dì venne
+ Quanto a lodarlo aveali invece astretti
+ La sua mansüetudine, il modesto
+ Non curar le ricchezze, il riversarle
+ Sulle infelici plebi, il non mostrarsi,
+ Benchè pio verso gl'Itali, men pio
+ Ver gli stranieri. Quella dianzi nota
+ Serie di virtù splendide cotanto,
+ Un incantesimo vil parve ad un tratto,
+ Una menzogna. Convenìa disdirla:
+ Riconoscenza è grave pondo ai bassi.
+ Esultan se pretesto a lor si porga
+ Di rigettarla, e attaccaticci morbi
+ Son odio, ingratitudine e calunnia.
+ Conscio de' benefizi innumerati
+ Ch'egli avea sparso, avea creduto ognora
+ L'irreprensibil cavalier che stretti,
+ A lui fosser d'amor cuori infiniti.
+ Le ripetute indegne contumelie
+ Lo sorpreser, ma tacque; e sovra tanta
+ Pravità de' mortali meditando,
+ Arrossì d'esser uomo, e innanzi a Dio
+ Umilïossi. E vanamente ancora
+ Stette Satan mirandolo e aspettando
+ Il desìo di vendetta e le bestemmie.
+ Chiama l'Onnipossente al suo cospetto
+ Tutti i ministri spirti, e a Satan dice:
+ --Onde vieni?
+ E il maligno:--Ho circüita
+ Dell'uom la terra, e non rinvenni un santo.
+ Ed il Signore:--O di calunnie padre,
+ Non vedestù l'amico mio Ebelino,
+ Ch'uomo a lui simil non racchiude il mondo,
+ Tanta nel suo dolor serba innocenza?
+ E l'angiol di menzogna ambe le labbra
+ Si morse, e disse:--Ov'è il suo pregio? Ei t'ama,
+ Perchè, in tuo amor fidando, ei palesata
+ In breve spera sua innocenza. Il braccio
+ Estendi, e più percuotilo, e vedrai
+ Se non t'impreca.
+ Ed il Signor:--Non forse
+ Giorni di prova assegno a' retti? Vanne:
+ Ebelino è in tua mano; anco sua vita,
+ Anco la fama sua, perchè maggiore
+ Torni suo vanto e tua immortal vergogna.
+ L'avversario precipite avventossi
+ Dal grembo della nube, onde i mortali
+ Atterrìa lampeggiando, ed in un punto
+ Fu su roccia dell'alpi. Ivi gigante
+ Si soffermò, e da questo lato i campi
+ Della lieta penisola mirando,
+ E dall'altro le selve popolose
+ De' boreali, l'una e l'altra palma
+ Battè plaudendo al sovrastante lutto
+ D'entrambo i regni, ed esclamò:--Vittoria!
+ Di là scagliossi alla città del trono
+ E de' cento felici incliti alberghi,
+ E delle orrende mura ove trascina
+ Sua catena Ebelin. Desta il demonio
+ Ne' giudici, che Ottone a indagin chiama
+ Dell'alta causa, aneliti vigliacchi.
+ Temon, se reo non trovan l'accusato,
+ L'ira d'Otton, l'ira d'Augusta, l'ira
+ Di quel Guelardo che per essi or regna;
+ E dove il trovin reo, speran più pingui
+ Gli onorati salarii, e maggior lustro.
+ Chi primiero è fra' giudici? Oh impudenza
+ Guelardo stesso!
+ Oh come il core all'empio
+ Nondimen trema, udendo che s'appressa
+ L'irreprensibil catenato! E questi
+ Entra con umil, sì, ma non prostrato
+ Animo, e reca sulla smorta fronte
+ Quell'alterezza ch'a innocenza spetta.
+ Cela Guelardo il suo tremore, e prende
+ Così ad interrogar:
+ --Qual è il tuo nome,
+ O sciagurato reo?
+ --Sono Ebelino
+ Da Villanova, amico tuo.
+ --Rigetto
+ L'amistà d'un fello: giudice seggo.
+ Che macchinasti co' Lombardi?
+ In viso
+ L'accusato guardollo, e non rispose.
+ E Guelardo:--A lor trame eri secreto
+ Eccitator; t'offrìan lo scettro, e pronta
+ Stava tua destra ad accettarlo in giorno
+ Ch'ansio esitavi a stabilire, in giorno
+ Che, la mercè di Dio, non è spuntato.
+ V'ha fra i complici tuoi chi tua perfidia
+ Al tribunale attesta.
+ E poichè muto
+ Serbavasi Ebelin, vengon a un cenno
+ Que' testimoni nella sala addotti.
+ Eran duo di que' truci esclamatori
+ Di libertà, di civiche vendette,
+ Di patrio amor, che ne' consessi audaci
+ Della rivolta più fervean, più scherno
+ Scagliavan sui dubbianti e sovra i miti,
+ E più capaci d'affrontar qualunque
+ Parean supplizio, anzi che mai parola
+ Di codardia pel proprio scampo sciorre.
+ Questi eroi da macelli, questi atroci
+ Ostentatori d'invicibil rabbia,
+ Come fur tolti a lor gioconde cene,
+ E gravato di ferri ebbero il pugno,
+ E il patibolo vider,--tremebondi
+ Quasi cinèdi, le arroganti grida
+ Volsero in turpi lagrime e in più turpi
+ Esibimenti di riscatto infame,
+ Altre teste al carnefice segnando.
+ Ad Ebelino in riveder coloro
+ Isfuggì un atto di stupor:--Voi dunque?
+ Voi?... Ma, qual maraviglia? Oh! ben a dritto
+ Io sempre le feroci alme ho spregiato,
+ E ben diceami il cor quali voi foste!
+ Ed appunto perchè troppe vid'io
+ Alme siffatte là nelle congrèghe
+ Ove il mio plauso si cercava indarno,
+ E pochi vidi eccelsi petti, avversi
+ Ad insolenza e a stragi, io mestamente
+ Presentii di mia patria obbrobri e pianto,
+ S'ella sorda restava a' preghi miei,
+ E alle minacce mie, quando insensata
+ Io vostr'impresa nominava e iniqua.
+ I testimoni balbettaro, e fisi
+ Gli occhi loro in Guelardo, il concertato
+ Calunnïar sostennero. Ebelino
+ Più non degnolli di risposta, e chiese
+ D'esser condotto anzi ad Ottone a cui
+ Parlar volea.
+ Respinge inutilmente
+ Guelardo quest'inchiesta, e così forte
+ La ripete Ebelin, ch'un de' seduti
+ A giudicarlo generoso alzossi,
+ Sclamando:--La tua brama, o il più infelice
+ Fra gli accusati, porteranno al trono
+ Le labbra mie.
+ Null'uom potè di quella
+ Anima schietta rattenere i passi:
+ Move all'Imperador, franco gli parla,
+ E il pio monarca inducesi al colloquio.
+ Mentre dunque l'afflitto incoronato
+ Nelle regali, splendide pareti
+ Aspettava che a lui tratto venisse
+ Il già caro Ebelin, nella memoria
+ Gli ritornavan gli alti e numerosi
+ Servigi di quel prode, e l'amicizia
+ Che al magno Otton, suo padre, avealo stretto;
+ E commoveasi ripensando quante
+ Volte quell'Ebelin con tenerezza
+ Lui prence fanciulletto infra le braccia
+ Portato avea, quante paterne cure
+ Prese per lui, quanti affrontati in guerra
+ Per sua difesa ardui perigli,--e il core
+ Gli si volgea a clemenza.
+ Ode sonanti
+ Nelle vicine sale i trascinati
+ Ferri del prigioniero, e gli si gela
+ Di pietà il sangue. E quand'entrare il vede
+ Pallido, smunto, gli si gonfia il ciglio,
+ E magnanimo pianto a stento cela.
+ Ebelin pur commosso era, calcando
+ Con vincolato piede oggi i tappeti,
+ Che tante volte avea con dominante
+ Passo calcati, e intorno a sè veggendo
+ Tanti, che in altro tempo a lui dinanzi
+ S'inchinavan temendo, ovver felici
+ Andavan s'egli a lor stringea la destra,
+ E ch'or s'atteggian contegnosi, e quali
+ A sterile pietà, quali ad insulto.
+ Giunto Ebelino alla presenza augusta,
+ Piegasi reverente, e aspetta il cenno:
+ --Favella, sciagurato: uom con più caldo
+ Fervor non brama tue discolpe.
+ --Sire,
+ La mia innocenza esser dovriati scritta
+ Ne' lunghi intemerati anni ch'io vissi
+ Di tua casa al servizio e dell'onore.
+ In inganno te volto han miei nemici,
+ E me calunnia opprime.
+ --A tue parole
+ Aggiungi prova, e riputato il sommo
+ De' tuoi servigi questo fia da Ottone.
+ --Se a te prova non son gli atti che oprai
+ Alla luce del sol, l'abborrimento
+ Sperimentato mio contra ogni fraude,
+ Contr'ogni ingiusta ambizïon; se nulla
+ A te non dicon queste mie sembianze
+ Imperturbate in così ria sventura,
+ Preclusa è a me di scampo ogni fiducia;
+ Anzi alle leggi mia supposta colpa
+ È attestata abbastanza. Altro non posso
+ Se non gli estremi del mio zelo sforzi
+ In quest'istante consecrarti, o sire,
+ Tai verità parlandoti, che forse
+ Più non udresti, se da me non le odi.
+ --T'ascolto, disse il rege.
+ Ed Ebelino
+ La propria causa obblïar parve, e diessi
+ A svolgere di stato alti consigli,
+ I bisogni quai fossero additando
+ Delle schiere, del popol, dell'altare,
+ De' tribunali, e della reggia stessa:
+ Quali i provvedimenti unici, rotti
+ Ed efficaci ad impedir l'ebbrezza
+ Delle rivolte, a raffermar lo impero:
+ Quali de' prischi imperadori, e quali
+ Del magno Otton le più laudabili opre,
+ E quai le insane; e come arduo ognor sia
+ Seguir le prime e non errare; e come
+ Gli egregi prenci a errar tragge talvolta
+ Adulante caterva. Accennò alcuni
+ Del sir lusingatori, accennò il vile
+ Cangiarsi di Guelardo: e brevi furo
+ Su lor suoi detti, e non degnò que' nomi
+ D'anime basse proferir neppure.
+ Ma que' rapidi detti eran gagliardi,
+ Siccome piglio di paterno braccio,
+ Che sovra l'orlo d'un dirupo afferra
+ Perigliante figliuolo.
+ Otton si scuote.
+ Da verità sì energiche, da senno
+ Sì giusto e luminoso ed esaltante
+ Non era stato mai colpito. In altri
+ Colloqui a' dì felici il buon ministro
+ Parlava il ver, ma forse in più gradita
+ Guisa, sparmiante del suo re l'orgoglio.
+ Ora è il parlar solenne, il grido urgente
+ D'uom, che vicino a morte anco un tributo
+ Di fedeltà solve al monarca e al dritto,
+ Tutto dicendo che giovar del pari
+ Sembrigli al trono e alle regnate genti.
+ Alla beltà del vero e del coraggio,
+ E di quel dignitoso intenerirsi
+ Che da alterezza vien compresso, e pure
+ Nella voce si sente e ne' benigni
+ Sguardi si vede, unìasi in Ebelino
+ Da natura sortita un'armonìa
+ Di nobili sembianze e di contegno,
+ Talchè valor più prepotente dava
+ A sua favella, ed escludea il supposto
+ D'ogni viltà, d'ogni codarda astuzia,
+ E facea forza a Otton. Perocchè Ottone
+ Stranier non era a simpatia per cuori
+ Di grandissima tempra. E fu vicino
+ A cedere, a gettare ambe le braccia
+ Del prigioniero al collo, al gridar:--Falsa
+ Tengo ogni accusa contro al mio fedele!
+ Ma Sàtan vide quell'istante, e spinse
+ Tëofania d'Augusto in cerca.
+ Bella
+ Era la greca donna e di vivaci
+ Grazie adorna, e scaltrissima e pungente
+ Ne' suoi sarcasmi, ed irridea talvolta
+ La bonaria alemanna indol con motti
+ Quasi di spregio; e di quei motti spesso
+ Arrossia Ottone. E perocch'egli amava,
+ L'affascinante sposa, ambìa piacerle
+ E far pompa d'accorta alma inconcussa,
+ E a tal cagion solea de' generosi
+ Sensi in cor frenar gl'impeti al suo fianco.
+ Salutata dall'armi, il passo inoltra
+ Fra le colonne di que' regii lochi
+ La incoronata, e stabilisce e freme
+ In vedere Ebelino; e sovra Ottone
+ Lancia quel guardo che dir sembra:--Stolto!
+ Sedur ti lasci?
+ Tanto, oimè, bastava
+ A confondere il sire! Eccol a un tratto
+ Con più severa maestà atteggiarsi
+ Verso il captivo, e dir:--Riedi: a me il vero
+ Tutto paleserassi; e tu, innocente,
+ Gloria n'avrai; prevaricato, morte.
+ Torna Ebelino al carcere, e già scerne
+ Che inevitata è per lui morte. Oh come
+ Lenti di nuovo i dì, lente le notti
+ Volgon per lui! Quel sempre assomigliarsi
+ D'una all'altr'ora, e la perpetua veglia,
+ Ed il perpetuo tenebrore--e i cibi
+ Immondi e scarsi--e l'aspreggiante voce
+ Di questo o quello sgherro--e il frequent'urlo
+ D'altri prigioni disperati, in cupe
+ Vicine volte seppelliti--e il suono
+ De' ceppi loro, e quel de' propri--e il canto
+ Osceno del ladron che, bestemmiando,
+ La forca aspetta--e i gemiti dell'egro
+ Forse non reo che sulla paglia spira--
+ E il sollecito passo delle guardie
+ Che dicono: «È spirato!»--e questo detto
+ Che l'echeggiante corridoio in guisa
+ Ripete orrenda--e il pianto d'un amico
+ Che, udendo il nome dell'estinto, grida
+ Dal fondo d'un covile: «Ahi! gli sorvivo!»--
+ E per dispregio di quel pianto il ghigno
+ Od il sibilo infame di coloro
+ Che trascinano il morto--e, con siffatta
+ Serie d'inenarrabili vicende
+ Di castel, che i perenni affigurava
+ Dell'abisso tormenti, il ricordarsi
+ De' dì sereni che svanìr, de' plausi,
+ Delle liete speranze, e, più di tutto,
+ De' dolci affetti--ah! quella è tale immensa
+ Congerie di dolori e di spaventi,
+ Che dissennar minaccia ogni più forte
+ E sdegnoso intelletto! E se si ponno
+ Da intelletto simil serbar talvolta
+ Contro all'empia fortuna altero scherno,
+ O pensieri di pace e di perdono,
+ E di fede nel cielo, ahi! pur quell'ora
+ Amarissima vien che ineluttata
+ Mestizia il cor miseramente serra,
+ E non v'è chi consoli! Ed altre pari
+ A quell'ora succedono, e d'angoscia
+ In angoscia si cade! Ed un'ardente
+ Smania investe il cervello, ed impazzato
+ Esser si teme o brama! E il generoso
+ Petto chiuder non puossi all'irrüente
+ Piena dell'odio che in lui versan mille
+ Della viltà degli uomini memorie!
+ E feroce si resta, e di sè stesso
+ S'inorridisce e sclamasi:--«Son io,
+ Benchè non conscio di mie colpe, un empio?»
+ E chiedesi all'Eterno, e lungamente
+ Chiedesi invan, d'amore una scintilla!
+ Quelle angosce conobbe anco Ebelino,
+ Ed allora invisibile al suo fianco
+ Sàtan sedeva, e gli pingea coll'arte,
+ Ch'è propria a lui, tutto che meglio ad ira
+ E a disperazïon trarlo potesse.
+ Ed Ebelin pur resistea, e pensava,
+ In mezzo alle sue smanie, all'Uomo-Iddio,
+ Che sublimò i dolori, e fu ludibrio
+ D'ingrati e di crudeli: e quel pensiero,
+ Che insensatezza all'occhio è de' felici,
+ Insensatezza non pareagli, ed alta
+ Storia pareagli che gli oppressi in tutti
+ Lor martirii nobilita; e volgendo
+ Quella storia ammiranda, a poco a poco
+ Ammansava gli sdegni e perdonava.
+ Ma la parte del cor, che più dolente
+ Sanguinava, era quella ove scolpite
+ Stavan due care fronti. Una è la fronte
+ Della madre decrepita che in pace,
+ All'ombra degli altar, da parecchi anni
+ Viveasi in Quedlimburgo, e l'altra è quella
+ Della madre d'Augusto. Ambe le antiche
+ Serrava il chiostro istesso, e raramente
+ Alla reggia venìan; che ad Adelaide
+ Odïosa la reggia erasi fatta
+ Per l'imperar della superba nuora.
+ --Qual sarà stato di mia madre, e quale
+ Dell'onoranda Imperadrice il core,
+ Allorchè udir la mia sventura? Iniquo
+ Esse, no, non mi tengono! Esse almeno,
+ Mentre a tutti i mortali il nome mio
+ In abbominio fia; caro l'avranno!
+ Così geme Ebelino. Un dì, ottenuto
+ La madre alfine ha di vederlo, e scende
+ Alla prigion del figlio. Oh inenarrati
+ Di quel colloquio i sacri detti e i sacri
+ Abbracciamenti! Oh qual pietà! Una madre
+ Che riscattar col sangue suo non puote
+ Di sue viscere il frutto! ed il più amante
+ Figlio che di sua madre, ahimè! in secreto
+ Deplorar dee la lunga vita!
+ Il giorno
+ Che dalla inconsolabil genitrice
+ Fu Ebelin visitato, oh da qual notte
+ Seguito fu! L'espandersi de' cuori
+ Nella sventura, è de' sollievi il sommo;
+ Ma dopo tal sollievo, allor che mesto
+ Il prigionier dalle pietose braccia
+ Di persona carissima è staccato,
+ E solingo riman, quanto più dura
+ Gli è solitudin! Quanto più affannoso
+ Il desiderio de' bei tempi in cui
+ Fra gli amati vivea! Quanto più viva,
+ Più lacerante la pietà ch'ei sente
+ Di sè stesso e d'altrui!
+ Me a tal dolore
+ Stranier non volle il Cielo, e in ripensarti,
+ O decennio del carcere, infiniti
+ Strazi ricordo, ma il più acerbo è forse
+ Quand'io, abbracciato il genitor, partirsi
+ Da me il vedea; quand'io, calde le labbra,
+ Del bacio suo, dicea:--Questo è l'estremo!
+ Non un decennio, ma più lune ancora
+ Durar gli allarmi d'Ebelino. Ei forse
+ Nel _giudizio di Dio_ gli accusatori
+ Sperava iniqui col possente acciaro
+ Düellando atterrar. Chi d'Ebelino
+ Avea la forza e la destrezza? E quanta
+ Forza o destrezza in düellar non dona
+ Senso d'intemerata anima offesa!
+ Ma tai _giudizi_ Iddio forse abborrendo,
+ Non volle che sancito il reo costume
+ Per Ebelin venisse; o del demonio
+ Opra fu l'impedirlo. Il pestilente
+ Aere del carcer nell'oppresso infonde
+ Maligni influssi, ed eccolo abbattuto
+ Da insanabili febbri. Il derelitto
+ Pur talvolta illudeasi, immaginando
+ Che alcun de' tanti, su cui sparsi avea
+ Suoi benefizi, or con repente mossa
+ D'onore e gratitudin s'offerisse
+ A combatter per esso:--attese indarno.
+ Spunta il dì della morte, ed Ebelino
+ Vien tratto innanzi a' giudici; e Guelardo
+ La sentenza gli legge! Il condannato
+ Udì, chinò la fronte, e rese grazie
+ Tacitamente a Dio che al sacrificio
+ Termine alfin ponesse; e bramò ancora
+ Una volta veder la genitrice.
+ Venne l'antica, e insiem si consolaro
+ Con nobil forza alterna, e con alterne
+ Religïose cure. Ella ed un pio
+ Ministro del Signor soli eran consci
+ Dell'innocenza d'Ebelin. Veloce
+ Scorre quel sacro tempo, e omai gl'istanti
+ Sovrastan del patibolo. Umilmente
+ Prostrasi ancora innanzi al sacerdote
+ Il giusto cavalier; quindi si prostra
+ Anzi alla madre, ed ella il benedice,
+ E si dividon sorridendo, e in cielo
+ Riabbracciarsi in breve speran.
+ Move
+ Per le vie tra i carnefici, agguagliato
+ Al più vil masnadiero, e contro a lui
+ Insane urla di scherno alzan le turbe.
+ Di quegl'inverecondi ultimi segni
+ Dell'odio altrui stupìa, ma per le turbe
+ Egli pregava. Ed arrivato al palco,
+ Con fermo passo ascese, e parlar volle;
+ Ma sue parole non s'udir, sì orrendi
+ Vituperi sonavano. Ed allora
+ Accennò egli medesimo al percussore,
+ E siede sullo scanno, e tosto il collo
+ Mise sul ceppo--e la mannaia cadde!
+ L'angiol della calunnia, abbenchè indurre
+ Non avesse potuto alla bestemmia
+ Il retto cavaliere, e or si rodesse
+ Invido i pugni, l'alta anima a Dio
+ Salir veggendo--audacemente «Ho vinto!»
+ Volea sclamar. Ma pria che la menzogna
+ Intera uscisse dell'infame petto,
+ Piovver dal cielo i fulmini, e il bugiardo
+ Spirto ravvolser negli eterni abissi.
+ Ov'è il Giuda novel?--Perchè perduto
+ Delle guance ha il vermiglio, e la baldanza
+ Della voce e del guardo?--E perchè al riso
+ Che da Tëofania volto gli è spesso
+ Non ride, e gli occhi abbassa, o spaventato
+ Mira a destra e sinistra?--E perchè a sera,
+ Se in luoghi oscuri passa, affretta il piede
+ A illuminata parte, e ansante giunge
+ Quasi inseguito fosse?--E perchè cerca
+ Talor per via i mendici, e su lor versa
+ A piene mani l'oro, e di lor preci
+ L'aiuto invoca, e inefficaci poscia
+ Di quei le preci ei furibondo chiama?--
+ E perchè ne' festini alcune volte
+ Cionca e sghignazza, e intrepido si vanta
+ Contro a tutte paure, e quando a letto
+ Va nell'ebbrezza, trema ed urla, e al fido
+ Servo chiede il cilicio e se lo cinge?
+ Pentimento ei bramava, e scellerata
+ L'alma era fredda, e a pentimento chiusa.
+ Un dì, colui con altri sommi duci
+ Passò a fianco d'Otton sovra la piazza,
+ Ove ancor d'Ebelino ad alto palo
+ Vedeasi infisso il teschio. Il traditore
+ Volea finger letizia, e le pupille
+ Miseramente stralunava, e insieme
+ Forte i denti batteangli. Ottone il guarda,
+ E vacillar sovra l'arcione il vede,
+ E a sostenerlo accorre.
+ --Oh! che ti turba?
+ Oh! che ti turba? Gli ripete.
+ --È desso!
+ Sclama Guelardo, il mio tradito amico!
+ Chi dal giusto immolato mi sottragge?
+ E prepotenza di rimorso invitta,
+ Ma non pia, lo costringe. Ei maledice
+ E terra e ciel, ma l'alto arcano svela.
+ Folto drappello d'ottimati, e folta
+ Moltitudin di volgo al confessante
+ Fa cerchio, e inorridisce a sue parole,
+ Tutta imparando la esecrata istoria.
+ Da tanti petti universal s'innalza
+ Un lamento:--Oh sventura! oh atroce colpa!
+ Il caduto Ebelino era innocente!
+ Ed Otton più che gli altri inconsolato
+ Raccapricciando grida:--Oh me infelice!
+ Era innocente, e trarre a morte il feci!
+ Il traditor nel suo sangue stramazza.
+ Qual mano il colpo diè primier? Mal puote
+ Fama saperlo. I più disser che ratto
+ Un ferro in cor si configgesse il tristo,
+ Altri che Otton percosselo. Il tumulto
+ Ferve con rabbia orrenda. In cento brani
+ Ecco lacero, pesto, annichilato
+ Il cadavere infame. E s'inchinaro
+ D'Ebelino anzi il teschio e imperadore
+ Ed ottimati e popolo, e nel tempio
+ Dato fu loco alla reliquia santa.
+ Alto clamor di giubilo e di rabbia
+ Rimbombò nell'inferno, al piombar quivi
+ Il traditor, ma sol menonne festa
+ L'abbietta e sciocca de' demonii plebe:
+ Il lor superbo re, poste con ira
+ Su Guelardo le luci e le calcagna,
+ Urlò:--Che gloria alma sì vil mi reca!
+
+
+
+
+ILDEGARDE
+
+CANTICA.
+
+
+ Anche l'_Ildegarde_ è una di quelle cantiche ch'io aveva in lontani
+ anni disegnate, e già era questa eseguita in gran parte, ed onorata
+ degli amichevoli suffragi del nostro Monti e di Byron. Spariti
+ quegli abbozzi con altre carte da me in dolorosa vicenda perdute, ho
+ tentato dodici anni dappoi di ricomporre la stessa produzione,
+ quantunque non ignaro che difficilmente in età provetta si ritrovano
+ le felici ispirazioni della gioventù.
+
+
+
+
+ILDEGARDE.
+
+ _Pars bona mulier bona._
+
+ (ECCLE. c. 26, 3.)
+
+
+ --Perchè alle torri del superbo Irnando
+ Sempre drizzi lo sguardo, o mio Camillo?
+ --Sposa, io molto l'amava; e in questi giorni
+ Di nevose bufère, ognor la dolce
+ Nostra infanzia mi torna alla memoria,
+ Quando, arridenti il padre suo ed il mio,
+ O di soppiatto noi dalle castella
+ Usciti, incontravamci appo la riva
+ Congelata del Pellice, e lung'ora
+ Qua e là sdrucciolon ci vibravamo
+ Ridendo e punzecchiandoci e luttando,
+ E sul ghiaccio cadendo, e (bozzoluta
+ Indi spesso la fronte o insanguinata)
+ Tornando a casa lieti e tracotanti.
+ Allora il padre suo, se all'un di noi
+ Vedea della caduta in fronte il segno,
+ Chiedevagli: «Hai tu pianto?» Ed il ferito
+ Gridava: «No.» Ed a tal risposta il vecchio
+ Lo prendea fra le braccia e lo baciava,
+ L'amor lodando de' perigli e il gaio
+ Scherno d'un mal, che sol le carni impiaga,
+ E nulla può sull'anima del forte.
+ Un dì, com'or, fioccava a larghe falde
+ Di dicembre la neve, ed ambo agli occhi
+ De' parenti sottrattici e de' servi
+ Discendemmo ciascun nostra pendice,
+ E ai cari ghiacci convenimmo. Assai
+ Sdrucciolammo e ruzzammo, e le condense
+ Pallottole durissime a diversa
+ Meta lontana, in alto o pe' dirupi,
+ Scagliammo a gara, acute urla di gioia
+ Ripercosse da acuti echi levando.
+ Men da stanchezza mossi che da fame
+ Ci abbracciamo, e ciascun monta i suoi greppi
+ Anelante alla cena. A quando a quando
+ Ci volgevam guardandoci, ed allora
+ Che, già molto remoti, un veder l'altro
+ Più non potea, salutavamci ancora
+ Con prolungati affettüosi strilli;
+ E questi udìansi dalle due castella,
+ E mia madre s'alzava, e tremebonda
+ Al balcon della torre s'affacciava,
+ Incerta se di gioco o di dolore
+ Voci eran quelle. Ah! in voci di dolore
+ Odo mutarsi quella sera infatti
+ Le grida dell'amico: «Al lupo! al lupo!»
+ Ripeteva egli disperato. Io sudo
+ Di spavento, ciò udito, e immaginando
+ Di quel caro il periglio. I clivi scendo
+ Novamente precipite: il ghiacciato
+ Pellice varco, e per gli opposti greppi
+ Affannato m'arrampico ed appello:
+ «Irnando mio! Irnando mio!» Salito
+ Egli era sovra un olmo. Eccol veloce
+ Scendere a me. Ma il lupo allontanato
+ Ritorce il passo, e verso noi s'avventa.
+ Ambo ascendiam sull'arbore, e costrettï
+ Lunghissim'ora ivi restiam; chè intorno
+ Incessante giravasi la fiera.
+ Oh come su quell'olmo il dolce amico
+ Teneramente mi stringea al suo seno,
+ Il mio ardir rampognandomi! Ei dicea
+ Aver alto gridato «Al lupo! al lupo!»
+ Per la speranza ch'io vieppiù fuggissi,
+ E tristo incontro pari al suo scansassi.
+ «E tu invece, oh insensato! ei ripetea
+ Vanamente arrischiasti i cari giorni
+ Per aïtar l'amico, o coll'amico
+ Preda morir di quelle orrende zanne!»
+ Ciò dicendo ei piangeva, ed io piangeva
+ Suoi cari lacrimosi occhi baciando,
+ E tal commozïone era profonda,
+ Delizïosa per entrambe! oh come
+ Sentivamo d'amarci! oh quanto vere
+ Sonavan le proteste, asseverando
+ Che l'un per l'altro volontier la vita
+ Donata avrìa!--Dall'olmo alfin veggiamo
+ Scender di qua e di là dalle pendici
+ Fiaccole ardenti. Eran d'Irnando il padre
+ Ed il mio che venìan, co' loro servi,
+ Degli smarriti figliuoletti in cerca.
+ Sgombrava il lupo a quella vista; e noi
+ Dall'arbore ospital lieti calammo,
+ E saltellanti sulla neve, incontro
+ Movemmo ai genitor, con infinito
+ Cinguettìo raccontando, io la paura
+ Ch'ebbi di perder l'adorato amico,
+ Egli la mia temerità e la prova
+ Che in questa aveavi di gagliardo amore.
+ Oh qual sera di gaudio! oh quanta lode
+ Al fratellevol nostro affetto i duo
+ Parenti davan! Come altero Irnando
+ Mostravasi di me! Com'io di lui!--
+ Di nostra püerizia i dolci giorni
+ Da mille vicenduole ivan cosparsi,
+ Che all'uno e all'altro certa fean la mutua
+ E generosa fede! E così stretto
+ Vincol di due schiettissim'alme... il tempo
+ Dovea spezzarlo!
+ In questa guisa geme
+ Il cavalier Camillo. Ed Ildegarde
+ Dalle corvine chiome e dalla svelta,
+ Maestosa statura:--O sposo amato,
+ Perdona, prego, al mio pensier; non colpa
+ Fu in te forse d'orgoglio! Hai tu alcun passo
+ Nobilmente tentato al benedetto
+ Dagli Angioli e da Dio pacificarvi?
+ --Di nostre nozze intera anco non volge
+ La luna, o mia diletta, e mal conosci
+ Del tuo Camillo il cor. Non di rossore
+ Perciò si tinga il tuo bel volto, o donna:
+ Garrir, no, non ti voglio: imparerai
+ Col tempo qual possanza in questo core
+ Abbian gli affetti. Se tentai? Se dieci
+ Volte l'orgoglio mio non s'immolava
+ Per racquistarmi quell'amico? Indarno
+ Ei più non è quello di pria: uno spirto
+ Di maligna superbia il signoreggia:
+ Ei (tu vedi s'io fremo a questo detto!)
+ Ei mi dispregia!--
+ L'arrossita dianzi
+ Ildegarde a tai detti impallidiva,
+ Mostrüoso sembrandole il destarsi
+ Dispregio in chi che sia verso un mortale
+ Sì per cavallereschi atti famoso,
+ Qual era il pio Camillo. E l'abbracciava
+ Vibrando sguardi or con gentil disdegno
+ Alla torre d'Irnando, or con desìo
+ Passïonato al caro sposo. E sguardi
+ Tai gli dicean: «S'altri spregiarti ardisce,
+ La stima ten compensi in ch'io ti tengo.»
+ Qual della inimistà la cagion fosse
+ De' duo generosissimi, in diversi
+ Inni diversamente i trovadori
+ Cantan d'Italia. Applaudon gli uni a Irnando,
+ Che, ito in Lamagna giovinetto, ad uno
+ De' contendenti re sacrò il suo ferro;
+ Altri a Camillo applaudon, che s'accese
+ Pel secondo aspirante al real trono,
+ Ma aspirante illegittimo. Speraro
+ Camillo e Irnando un l'altro süadersi
+ All'abbracciata parte. E l'un de' duo,
+ Non si sa qual, trascorse a villanìa.
+ Furor di fazïon trasse dapprima
+ Questo e quello davvero a stimar vile
+ Il già sì caro amico. Assai palese
+ Delle avversarie crude ire sembrava
+ L'iniquità ad Irnando: ei non potea
+ Creder che onesto intento in alcun fosse,
+ Il qual per esse parteggiasse. Al pari
+ A Camillo parea dell'altra causa
+ Evidente l'infamia essere al mondo.
+ In qualunque dei duo fallisse primo
+ La carità di confratello, e germe
+ Altro o no di rancor vi si aggiungesse,
+ Furon veduti inferocir nel campo
+ Come leoni. Ma l'atroce guerra
+ E l'alterna fortuna delle insegne
+ Loco porgean a esercitar da entrambe
+ Parti eccelse virtù. Cento fïate
+ Camillo e Irnando, ad ammirarsi astretti,
+ Dicean ciascun tra sè: «L'amico mio,
+ Sebben malvagio, egli è un eroe pur
+ sempre!»
+ Già quegli anni di sangue or son passati;
+ Già molte spente sono illusïoni
+ Nelle agitate lor menti guerriere,
+ Benchè in età ancor verde. Eppur concordia
+ Lor generose palme, ahi! non rinserra.
+ Beato d'una sposa era anche Irnando,
+ E questa il dolce avea nome d'Elina,
+ E di più figli era già madre. Il cielo
+ Dato le ha cor fervente, ed intelletto
+ Gentil, ma entusïastico. Natìe
+ Le pedemontanine aure in che vive
+ A lei non son; romano è sangue; e il padre
+ D'Elina, de' ribelli ognor nemico,
+ Morì con gloria in campo. Ella supporre
+ Non potria mai che Irnando ingiustamente
+ Odio porti a Camillo. A lei Camillo
+ Noto non è, ma sel figura indegno,
+ Irreconcilïabile, covante
+ Sempre perfidie. E motto mai non dice
+ Per calmare il marito allor che l'ode
+ Fremer contra il vicin.
+ Folli stranezze
+ Del core umano! Irnando, ancorchè fiero
+ Più di Camillo, e a malignar proclive,
+ Più bei momenti non avea di quelli,
+ In che, pensando alla sua dolce infanzia,
+ Questo o quel nobil detto o nobil atto
+ Del caro, oggi abborrito, ei ricordava.
+ In quei momenti (e rivenian di spesso)
+ L'alma gli sorrideva, immaginando
+ Quando ad entrambo tornerìa dolcezza
+ Esser amici ancor: ma appena accorto
+ Di questo desiderio, ei ripigliava
+ A esacerbarsi, a biasimar sè stesso
+ Di soverchia indulgenza, ed intimarsi
+ Perseveranza d'astio e di disprezzo.
+ Vedute in tanti cavalieri avea
+ Mutazïoni di principii abbiette!
+ Gli uni servi al buon prence, indi congiunti
+ Perfidamente all'avversario suo;
+ Gli altri farsi un Iddio del tracotante
+ Contenditore al trono, e poi, caduta
+ La sua potenza, irriderlo. E di tali
+ Apostasie si repetea sovente
+ La turpe inverecondia. E le più altere
+ Alme se ne sdegnavano, e temendo
+ Apostate parer, persistean truci
+ Ne' giurati decreti, ove decreti
+ Sconsigliati pur fossero. Ogni volta
+ Che Irnando dalle sue balze rimira
+ Il castel di Camillo, e rivolgendo
+ Va quanto spesso col diletto amico
+ In quelle sale, a quel verron, su quelle
+ Mura, per quel pendìo, sovra quell'erto
+ Ciglione, in quella valle, avea di santi
+ Affanni e santi gaudii conversato,
+ Di repente corrucciasi, e la fronte
+ Colla palma fregando, a sè ridice:
+ «Via quelle stolte rimembranze! obbrobrio
+ L'onorar d'un sospiro i dì bugiardi,
+ Che amabil tanto mi pingean quel tristo!»
+ Men concitato da alterigia, avea
+ Camillo a dame ed a baroni ufficio
+ Pacifero richiesto. E quelle e questi
+ Sordo trovaro a lor parole Irnando.
+ Ma alla dolce Ildegarde or molto incresce
+ Questa fera discordia; ognor paventa
+ Che i fremebondi prorompano a guerra.
+ --Freddi interceditori, o sposo mio,
+ Forse fur quelle dame e que' baroni
+ Di cui mi narri. Di te degno oh come
+ Stato sarebbe il presentar te stesso
+ Con amabil fidanza e quell'iroso!
+ --Che parli, o donna? Io, non colpevol, io
+ Codardamente supplice a' suoi piedi!
+ --Codardìa consigliarti, o mio diletto,
+ Potrebbe mai la sposa tua? Dinanzi
+ A lui, supplice no, ma con onesta
+ Securtà mosso io ti vorrei. Da quanto
+ Pinger mi suoli di quel prode offeso,
+ Incapace ci sarìa di fare ingiuria
+ A chi chiedesse entro sue torri ospizio.--
+ Se il pio consiglio accolga, esita alcuni
+ Giorni Camillo; indi alla sposa:--O amica,
+ A tanto, no, non posso umilïarmi;
+ Ma non perciò mi ristarò da speme
+ Di pacificamento. Un messaggero
+ Mai non mandai direttamente ancora
+ Con parole d'onore all'orgoglioso.
+ Forse gli estranei intercessori sdegna,
+ Ma vedendo a sè innanzi un mio scudiero,
+ E amici detti per mia parte udendo,
+ Commoverassi, e non vorrà esser meno
+ Generoso di me.--
+ Compie Camillo
+ La divisata prova. Indi attendea
+ Il ritorno del messo, e d'una sala
+ Passava in altra irrequïeto, e indugio
+ Soverchio gli sembrava.
+ --Il furibondo
+ Sdegnasse dare all'invïato ascolto?
+ O frodoloso intento, o vil lusinga
+ D'animo impaurito ei sospettasse,
+ E rispondesse coll'atroce insulto
+ Di vïolar con carcere o con morte
+ La sacra testa dell'araldo mio?
+ Fellon! Guai se ciò fosse! A molta scese
+ Mansuëtudin questo cor; ma un cenno,
+ E rïascender lo vedresti ad odio
+ Maggior del tuo, più spaventoso, eterno!
+ Che dico? Bassa villania in quell'alma
+ Inebbrïata da gigante orgoglio
+ Non può capir. Abbietto spirto io sono
+ Che immaginar sì turpe fatto ardisco.
+ Intenerito si sarà; lung'ora
+ Colmerà di dolcissime domande
+ E d'onoranza il mio scudier; seguirlo
+ Qui vorrà forse, o rattenuto or fia
+ Da momentanee cure. A mezzo solo
+ Esser seppi magnanimo. Io medesmo,
+ Come la donna mia mi consigliava
+ Io, non un messo, a lui mover dovea.
+ Oh! alla mia vista uopo ad Irnando certo
+ Stato non foran più parole; in braccio
+ Gettato a me sariasi, e senza vane
+ Spiegazïoni, e dolorose, entrambo
+ Rïappellati ci saremmo amici.
+ Così tra sè il bramoso. Ed evitava,
+ Per nasconderle il suo perturbamento,
+ Della diletta sposa il dolce incontro.
+ Ei cammina a gran passi; o nella sedia
+ Breve momento s'agita, e risorge
+ Tosto con ansia ad amor mista e ad ira,
+ Or all'una effacciandosi, or all'altra
+ Delle fenestre, or fuor della ferrata
+ Negra sua porta uscendo, e non badando
+ Al can che gli si appressa, e rispettoso
+ Scuote la coda, e abbassa il ceffo, e spera
+ Dalla man signorile esser palpato.
+ Dai merli del terrazzo alfin gli sembra
+ Lo scudier ravvisare. È desso, è desso.
+ Al cavalier rimescolasi il sangue,
+ E contener non puossi. Il ponte varca,
+ Discende in fretta la pendice; incontro
+ Al vegnente lo stimola sfrenata
+ Smania d'udir.
+ --Perchè sì tardo movi?
+ Gridagli.--
+ I passi addoppia il fido, e parla:
+ --Signor del tuo nemico entro la soglia
+ Appena addotto io fui...
+ Camillo udendo
+ Suo nemico nomarlo, impallidisce:
+ E l'altro segue:
+ --Appena addotto io fui,
+ I sensi tuoi gli esposi.
+ --In quali accenti?
+ --Quali a me li dettasti. _Oh cavaliero!_
+ Dissigli, _il signor mio, dopo ondeggiante
+ Con sè stesso luttar, cede al bisogno
+ Di ricordarti sua amistà, di sciorre,
+ Per quanto è in lui, quel gel, che rie vicende
+ Frapposto aveano fra il suo core e il tuo_.
+ Io proseguir volea. Rise il superbo
+ Amaramente, ed esclamò: _Non gelo,
+ Ma orrendo sangue è fra i due cor frapposto!_--
+ Proseguii nondimen, tuoi decorosi
+ Sensi esponendo. A' primi istanti vinto
+ Da prepotente anelito parea,
+ Sebbene al riso s'atteggiasse ognora,
+ Ed ostentasse di vibrarmi i guardi
+ Della minaccia e del dispregio. Ei detti
+ Di maggiore umiltà dal labbro mio
+ Certo aspettava. Non trascesi: umìle,
+ Ma dignitosa serbai fronte e voce;
+ Ed ei sognò ch'io lo schernissi. _Audaci
+ Son tue pupille, o giovine!_ proruppe;
+ _Abbassale!--Non già! Timor non sente_,
+ Risposi, _di Camillo un messaggero.
+ --Mandotti il temerario ad insultarmi_?
+ Riprese urlando, _a far vigliacca prova
+ Della mia pazïenza? A tentar s'io
+ Contaminar vo' mia illibata fama,
+ Tua vil pelle col mio ferro toccando,
+ O alle fruste segnandola? Va, stolto
+ Incettator di vituperi e busse;
+ Riporta al signor tuo, ch'uom che si pente
+ De' tradimenti suoi, ch'uom che desìa
+ L'amistà racquistar d'un generoso,
+ Con ambagi non parla, e schiettamente
+ Dice: Il cammin ch'io tenni era turpezza._
+ A sì indegne parole arsi di sdegno
+ Per l'onor tuo. _Via di turpezza mai
+ Non calcherà, mai non calcò il mio sire!_
+ Gridai. Ruppe il mio grido, e con un fiume
+ Di fulminea infrenabile eloquenza,
+ Tutta rammemorò la sciagurata
+ Storia del trono combattuto. E questa
+ Fu una trama, al dir suo, d'illustri iniqui
+ Striscianti a piè del volgo, e lordamente
+ Convenuti d'illuderlo e spogliarlo.
+ E tu.... fremo in ridirlo.
+ --Io? Segui.
+ --Un vile
+ Patteggiator di condivisa infamia,
+ E condivisi lucri.
+ --Ei ciò non disse!
+ Ei ciò non disse!
+ --Il giuro.
+ --E non troncasti
+ La scellerata voce entro sua gola?
+ --La troncai svergognandolo. E costretto
+ Fu ad arrossire e replicar: _Non dico
+ Ch'ei fosse, ma parea di condivisi
+ Lucri patteggiatore, e per lavarsi
+ Di macchia tal non bastano le ambagi.
+ Solennemente si ricreda, e provi
+ Che insensato, ma mondo era il suo core;
+ Provi ch'egli esecrato ha le perfidie
+ De' nemici del re; ch'egli esecrato
+ Ha l'opre inique ond'or l'impero è afflitto!_
+ Viltà sembrato mi sarìa modesti
+ Accenti opporre ad arroganza tanta.
+ Tel confesso, signor: ciò che gli dissi
+ Appena il so. Non l'insultai, ma cose
+ Di foco, certo, mi piovean dal labbro
+ Contro a' denigratori; e di te laude
+ Tal gli tessei, che fu colpito e plause.
+ _Va, buon servo_, mi disse; _amo il tuo ardire,
+ ma non del tuo signor la ipocrisia_.
+ --Oh ciel! diss'egli ipocrisia? Ingannato
+ Non t'han le orecchie tue?
+ --Disselo, il giuro.--
+ A queste voci il cavalier si torse
+ Rabbïoso le mani, e con un misto
+ Di voluttà e di fremito, in più pezzi
+ Franse un anel, che dono era d'Irnando,
+ Ed a' caduti pezzi impallidendo
+ Il piede impose, e li calcò nel fango.
+ --È finito! proruppe.--Ed iracondo
+ Lagrimava, nè udia del messaggero
+ Parola più, nè rispondeagli.
+ A guerra
+ Precipitato contra Irnando ei fora;
+ Ma nol permise il ciel. D'una sorella
+ Alla difesa mover dee Camillo,
+ La qual di Monferrato all'erme balze
+ Co' pargoletti suoi vedova geme,
+ Da illustri masnadieri assedïata.
+ Solinga intanto ecco Ildegarde. E voti
+ Per la salute dello sposo alzando,
+ E per la sua vittoria, e pel ritorno,
+ Pur trema che allorquando ei dalle pugne
+ Rieda di Monferrato, incontro al sire
+ Del vicino castel rompa la guerra.
+ Un dì mirando quel castel, le cade
+ Nell'animo un pensiero;--E s'io medesma
+ Colà traessi, e mia nobil fidanza
+ Vincesse il cor della romana altera
+ E del truce baron?--
+ V'ha certi miti
+ Senni, e tal era d'Ildegarde il senno,
+ Che pur sono arditissimi, e formato
+ Gentil proposto, se pur arduo ei paia,
+ Tentennan poco, ed oprano. Tranquilla
+ Il seguente mattin, poichè alla messa
+ Nel delubro domestico ha innalzato
+ Il femminil suo spirto appo lo Spirto
+ Che regge i mondi e agli atomi dà forza,
+ Ildegarde s'avvia sovra il suo bianco
+ Palafreno seduta. A lei corteggio
+ Sono una damigella e due famigli.
+ Quand'ella giunse a' piè dell'alte mura
+ Del castello d'Irnando, un momentaneo
+ Palpitamento presela, e memoria
+ Di perfidie tornolle, ahi troppo allora
+ Frequenti fra baroni! e pensò quale
+ Disperato dolor fora a Camillo,
+ Se il visitato sire oggi smentisse,
+ Brïaco d'odio, il vanto invïolato
+ Che di leal s'ebbe sinora! Il guardo
+ Volse alla damigella; e impallidita
+ Era al par d'essa. Il guardo volse ai duo
+ Famigli, e impalliditi erano, e osaro
+ Interroganti dir:--Retrocediamo?
+ --Stolti! diss'ella; e rise, ed innoltrossi.
+ Intanto del castello in ampia sala
+ La romana bellissima traea
+ Dalla ricca di gemme ed indorata
+ Conocchia il molle lino, e fra le punte
+ Di due candide dita lo umidiva;
+ Indi con grazia angelica all'eburneo
+ Fuso il pizzico dava, e con accento,
+ Che a labbra subalpine il ciel ricusa,
+ Cavalleresche melodie cantava.
+ Belli come la madre accanto a Elina
+ Sedeano un bimbo ed una bimba, a lei
+ Innamoratamente le pupille,
+ Da negre e lunghe palpebre ombreggiate,
+ Alzando vispe, e ogni ultima parola
+ Della strofa materna ripetendo
+ Con cantilena armonïosa d'eco.
+ Ed a quest'eco s'aggiungea la grave
+ Voce del padre lor, che per la caccia
+ Un arco preparava, e spesso l'arco
+ Ponea in obblìo, l'affascinante donna
+ Mirando e i figli, ed i lor canti udendo.
+ Portavan l'aure il suon del fervid'inno
+ D'Ildegarde all'orecchio. Ella scendea
+ Dell'arcione, ed a' paggi sorridente,
+ Ma con trepido cor, dicea il suo nome.
+ Qual fu d'Irnando la sorpresa! Ascolto
+ E onore a dama diniegò egli mai?
+ Qual pur siasi Ildegarde, ei le va incontro
+ Con reverente cortesìa, e l'adduce
+ Innanzi a Elina. Alzasi questa, e posa
+ L'aurea conocchia, e di seder le accenna.
+ --Vicina mia gentil (prende Ildegarde
+ Così a parlar), da lungo tempo agogno
+ Veder tuo dolce volto, e palesarti
+ Un mio desìo.
+ --Qual? le dimanda Elina.
+ --D'ottener tua amistà, di consolarmi
+ Teco de' miei dolori.
+ --E che? Infelice
+ Sei tu? Come?...
+ E nel troppo accelerato
+ Immaginar, già Elina e il cavaliero
+ Presumon ch'ella fugga il ritornante
+ Camillo forse, ch'a lor occhi un mostro
+ Verso tant'altri, un mostro esser dee pure
+ Verso la sciagurata a lui consorte.
+ Ad Ildegarde appressansi amendue,
+ Ed Irnando le dice:--Il ferro mio
+ Non fallirà, s'hai di mestier difesa.
+ Ma oh stupor! La soave, in altro modo
+ Che non credean, prosegue:
+ --Il sol non vede
+ Donna di me più dal suo sposo amata,
+ O buona Elina, e anch'io, quando al castello
+ È il mio signore, ed io filo cantando,
+ Spesso il miro al mio fianco, ed accompagna
+ La mia colla sua voce; e molte volte
+ Abbaian nel cortile i guinzagliati
+ Cani pronti alla caccia, ed alla caccia
+ Propizio è l'aer di levi nubi sparso,
+ Ed ei pur meco stassi, ed al cignale
+ Fino al seguente dì tregua consente.
+ Ignoto ad ambo è il tedio, o se noi colse
+ Alcuna volta, mai non fu quand'uno
+ All'altro amato cor battea vicino.
+ Ed oh a qual segno in esso, in me, di nostra
+ Solinga vila crescerà l'incanto,
+ Allor che a noi (se il ciel pietoso arrida
+ Alla dolce speranza!) uno o più figli,
+ Siccome questi, fioriranno a lato!
+ S'interrompe Ildegarde, e per gentile
+ Impeto d'amorosa alma commossa,
+ O per arte gentile, o per un misto
+ D'impeto ed arte, i due bambin si prende,
+ Uno a destra uno a manca, e li accarezza
+ Con baci alterni e voluttà di madre,
+ Sì che la madre vera e il genitore
+ Inteneriti esultano, e amicati
+ Tanto per lei vieppiù si senton, quanto
+ A' pargoletti lor vieppiù è cortese.
+ --Oh come a te in bellezza, o mia vicina,
+ Questa bimba somiglia!
+ E ciò Ildegarde
+ Dicendo, preme lungamente il labbro
+ Sovra la rosea guancia paffutella
+ Della cara angioletta, e la baciucchia.
+ Poscia gitta la mano amabilmente
+ Sulle ricciute chiome del fanciullo,
+ E qua e là le palpa, indi pel ciuffo
+ A sè lo trae, e, baciatolo, gli dice:
+ --Sai tu che appunto sei, qual mi fu pinto
+ Da fedel dipintore, il padre tuo
+ Ne' suoi giorni d'infanzia? Inanellato
+ Il fulvo crin, larga la fronte, arditi
+ E amorevoli gli occhi...
+ E questi detti
+ Pronunciando Ildegarde, involontaria
+ O accorta, alzava paventoso un guardo
+ Sul cavaliero. Ed ei si perturbava
+ Ricordando Camillo. Allor la pia
+ Ambagi più non volve; e con candore
+ Dice quanta cagion siale di tristo
+ Rincrescimento il dissentir d'Irnando
+ E di Camillo.
+ --O degna Elina! ov'anco
+ D'uno dei duo per indomato orgoglio
+ Quella discordia non cessasse, amiche
+ Esser non possiam noi? Commiserarci
+ Non possiam noi di questa ria fortuna,
+ Ed amar nostri sposi, e niun furore
+ Lor condivider che sia oltraggio al dritto?
+ Dall'anima d'Elina un «sì!» prorompe,
+ E si stringono al seno.
+ Irnando balza
+ Rapito a quella vista, a quegli accenti,
+ E vorrìa discolparsi; ad Ildegarde
+ Vorrìa provar nessuna esso aver colpa
+ Nell'odio sorto fra Camillo e lui.
+ Strano mortal! mentr'ei d'inenarrati
+ Spregi e d'ingratitudine a Camillo
+ Accusa vibra, il corruccioso lagno
+ Con cui ne parla, non par quel dell'odio,
+ Ma d'un amor geloso. Ei non perdona
+ All'uom ch'ei tanto amava, essersi fatto
+ Un idol d'altra gente! aver potuto
+ Per nemici obblïar sì sviscerato
+ Fratel, qual gli era dall'infanzia Irnando.
+ Ciò non isfugge all'ospite avveduta,
+ E con lenta eloquenza insinüante,
+ Che più e più le udenti anime scuote,
+ Pinge in Camillo a que' trascorsi tempi
+ Un fautor generoso (errante forse,
+ Ma generoso) d'abbagliante insegna,
+ E che a virtù immolar tutto credea,
+ Fin le dolcezze d'amistà più care.
+ E come pur tal amistà in Camillo
+ Vivesse, ella soggiugne, e come i giorni
+ Sospirass'egli della pace, in cui,
+ Placato Irnando, il rïamasse ancora.
+ Dice inoltre com'ei, reduce all'onde
+ Del Pellice natìo, concilïarsi
+ Con Irnando agognava, e si valea
+ D'intercessori invan; come ad Irnando
+ Mandò il proprio scudiero, e fu respinto.
+ Dice gli sguardi mesti e affascinati
+ Di Camillo al castel del primo amico,
+ E a quell'arbore e a questa, e a quel vallone
+ Ed a quel poggio, e del torrente ai flutti
+ Ove insieme natavano, ed ai ghiacci
+ Ove lungh'ore sdrucciolon vibravansi,
+ Ridendo e punzecchiandosi e luttando,
+ E sui ghiacci cadendo, e (bozzoluta
+ Indi spesso la fronte o insanguinata)
+ Tornando a casa lieti e tracotanti.
+ --Oh che facesti, sposo mio? prorompe
+ La fervida Romana; un altro, un altro
+ T'eri foggiato e l'abborrivi. Io pure,
+ Qual lo foggiavi, l'abborrìa; ma il mostro
+ Che innanzi agli alterati occhi ci stava,
+ No, non era quel pio, cui sì dilette
+ Son dell'infanzia le memorie tutte,
+ Cui tu sempre sei caro, e che sì caro
+ Ad Ildegarde non sarìa, se iniquo.
+ --Sarebbe ver? balbetta Irnando; e il ciglio
+ Gli si rïempie di söave pianto.
+ Ei m'amerebbe ancora? Ei non per beffe
+ A me mandò que' freddi intercessori
+ Che sì mal peroravano, e quel troppo
+ Zelante messagger che m'inaspriva
+ Col suo ardimento? E ch'altro volli io mai
+ Ch'esser amato da colui ch'io amava?
+ D'odiarlo io giurava, e non potea!
+ Ma e se la tua benignità, Ildegarde,
+ Ti traesse in error! S'ei mentre alcuna
+ Rammemoranza di me pia conserva,
+ E quasi m'ama nel passato ancora,
+ Pur qual son m'esecrasse, ed appellarmi
+ Collegato di vili anco s'ardisse?
+ Se sconsigliati egli dicesse i passi
+ Che al mio castello hai mossi, e dall'irato
+ Cor prorompesse: «Amar non posso, Irnando!
+ Amarlo più non posso!»
+ I dolorosi
+ Dubbii vieppiù son da Ildegarde sgombri,
+ Col ricordar sull'amicizia antica
+ Questo o quel detto di Camillo.
+ --Io dunque
+ Era il superbo! esclama il cavaliero:
+ Espïar debbo mia ingiustizia. In guerra
+ Lunge da me l'amico mio periglia;
+ Ad aïtarlo di mie lance io volo.
+ E i suoi fidi raguna, ed abbracciate
+ La palpitante Elina ed Ildegarde
+ E i pargoletti, in sella monta e parte.
+ Per molti dì le due vicine a gara
+ Si consolavan, si pascean di speme,
+ E alterne visitavansi, aspettando
+ De' baroni il ritorno, o messaggero
+ Che di lor favellasse. Ascondon ambe
+ Il lor perturbamento, e sol ciascuna,
+ Quando al proprio castel siede romita,
+ Numera i giorni ed angosciata piange.
+ Quella dicendo: «Oh non avess'io mai
+ Conosciuto Ildegarde! Ella funesta
+ Forse è cagion che il mio signore è spento!»
+ L'altra a Dio ripetendo: «Il mio Camillo
+ Salva, e s'a me rapirlo è tuo decreto,
+ Deh ch'io presto lo segua, e per mia causa
+ Vedova Elina ed orfani i suoi figli
+ Ah no, non restin!»
+ Cede alla possanza
+ Del suo rammarco alfin l'inconsolata
+ Moglie d'Irnando, ed una sera asceso
+ Il solito cíglion con Ildegarde,
+ Donde vedeasi per più lunga tratta
+ La polverosa via, nè comparendo
+ I cavalieri, o messo alcun, prorompe
+ Abbracciando i figliuoli in disperato
+ Pianto, e respinge dell'amica il bacio.
+ --Va, sciagurata, lasciami; a' miei figli
+ Rapisti il genitore! A me rapisti
+ Colui che tutto era al cor mio! Colui,
+ Pel qual degli avi miei la dolce terra
+ Senza cordoglio abbandonata avea!
+ Viver senz'esso non poss'io: qual sorte
+ A queste derelitte creature
+ Verrà serbata, dacchè al padre i ferri
+ Tolgon la vita, ed alla madre il lutto?
+ Voler, voler del cielo era d'Irnando
+ L'inimistà pel tuo fatal consorte!
+ Maledetto l'istante in che, ispirata
+ Da infernal consiglier, lieta movevi
+ A mia ruina! Maledetto il nome
+ Di suora che ti diedi!--
+ Al furibondo
+ Grido geme Ildegarde, e invan desìa
+ Trovar parole per placar l'afflitta;
+ Invan gli amplessi iterar tenta. Ognora
+ Più duramente rigettata e carca
+ Di rimbrotti amarissimi, il cordoglio
+ Rispetta dell'amica, e ridiscende
+ Dietro a lei mestamente la collina,
+ D'ancella a guisa che garrita piange,
+ E risponder non osa. A quando a quando
+ Si sofferma Ildegarde, e confidata
+ Tende l'orecchio e nella valle mira,
+ Che voci udir le sembra; e quelle voci,
+ Ahi! manda il villanel, che dagli arati
+ Campi co' buoi ritorna, ed a lui cara
+ Son compagnia l'antica madre, curva
+ Sotto il fascio dell'erbe, e la robusta
+ Moglie, peso maggior di rudi sterpi
+ Con elegante alacrità portando.
+ Ne' dì seguenti, al consüeto poggio
+ Le due donne riedean, ma fremebonda
+ Sempre era Elina, e, tramontato il sole,
+ Moveva a casa delirante d'ira
+ E di dolore; ognor vituperata
+ Ma affettüosa la seguìa Ildegarde.
+ Odon lontane grida, e nella valle,
+ Come all'usato i guardi avidamente
+ Con palpiti d'amor gettano entrambe
+ E di speranza e di paura. Il cane
+ Drizza i villosi orecchi, ed un acuto
+ Insolito latrato alza, e si scaglia
+ Giù per la praterìa precipitoso,
+ Folte siepi saltando ed ardui fossi
+ E scoscesi macigni. E ad intervalli
+ Sparisce e ricompare, e tace, e abbaia,
+ Nè mai s'arresta.
+ --E sarà ver? Son dessi,
+ Son dessi certo! Esclamano a vicenda
+ Con ebbrezza febbril le desïose.
+ Ma se alle lance reduci or mancasse
+ Uno de' capitani, od ambo forse?
+ Oh spaventoso dubbio! Oh sventurate!
+ Chi ne assecura?
+ Sì dicendo, il passo
+ Raddoppiano affannate. Al piano giunte,
+ Odon le scalpitanti ugne veloci
+ D'uno o duo corridori: ah fosser duo!
+ Fosser de' duo baroni i corridori!
+ Scerner gli oggetti mal lasciava un denso
+ Nembo di polve. Ah sì! Lor lance appunto
+ Camillo e Irnando precedean, con ansia
+ Di riveder le dolci spose. Oh gioia!
+ Oh certezza felice! Il lor saluto
+ Suona per l'aer, ben son lor voci queste.
+ Eccoli; balzan dall'arcione. Oh amplessi!
+ Oh istante indescrittibile! E il consorte,
+ Poichè ciascuna ha stretto al seno, e assai
+ L'ha coperto di lagrime e di baci,
+ Ciascuna dell'amica infra le braccia
+ Gittasi giubilando.
+ --Il dolor mio
+ Aspra mi fea: perdonami Ildegarde.
+ E Ildegarde alla suora il detto tronca,
+ Ponendo bocca sovra bocca, ed ambe
+ Pur di lagrime bagnansi. I fanciulli
+ Preso frattanto ha fra le braccia Irnando,
+ E accarezzato li accarezza, e gode
+ Porgendoli a Camillo, e di Camillo
+ La nova tenerezza rimirando.
+ Mentre ascendono il colle, evvi un bisbiglio,
+ Un esclamar, un alternarsi accenti
+ Di cortesìa e d'amore, un romper folle
+ In pianto e in riso, un mescolar dimande
+ E risposte e racconti, e i cominciati
+ Detti obblïar per detti altri frapporre,
+ Che niun di lor cosa veruna intende.
+ Nel castello d'Irnando entrano. E assisi
+ Nella gran sala--e da donzelle e fanti
+ Portate l'ampie coppe--e zampillato
+ Fuor de' fiaschi ospitali il ribollente
+ Dal roseo spumeggiar bel nibbïolo--
+ E del giocondo brindisi i sonanti
+ Tocchi osservati--e roborato il core--
+ Allor le maschie voci alzano a gara
+ I baroni, e ripigliano il racconto
+ In più seguìta, intelligibil foggia:
+ --Oh qual buon genio t'ispirò, Ildegarde,
+ Te in così tempestiva ora spingendo
+ A rannodar fra Irnando e me l'amato
+ Vincol che stoltamente io franto avea!--
+ Così Camillo, e l'interrompe l'altro:
+ Io lo stolto! Io il feroce!--
+ E quei la mano
+ Sovra il labbro gli pon rïassumendo:
+ --Oh qual buon genio t'ispirò, Ildegarde!
+ Perduto er'io, se redentrice possa
+ D'amistà non venìa. L'assedïante
+ Ladron dapprima sbaragliai, ma il tristo
+ Novella frotta ragunò. Me chiuso
+ Nel castel della suora, egli ogni giorno
+ Schernìa e sfidava. Io sul fellone indarno
+ Prorompeva ogni giorno: ahimè! gli sforzi
+ Del valor mio nulla potean su tanto
+ Nover crescente di nemici. A noi
+ Già le biade fallìan, già fallìan l'armi,
+ E già il cessar d'ogni speranza e il cruccio
+ Rabido della fame a' guerrier nostri
+ Consigliavan rivolta ed abbandono.
+ Universal divenne voce alfine:
+ «Arrendiamci! arrendiamci!» Il masnadiero
+ Promettea vita a ognun fuorchè a mia suora
+ E a' suoi figliuoli e a me. Tra minaccioso
+ E supplicante, io i perfidi arringava,
+ Che della rocca aprir volean le porte:
+ --«Sino a dimane il tradimento, o iniqui,
+ Sino a dimane sospendete!» Un resto
+ Di pietà e di rispetto, al grido mio,
+ Rïentrò in cor de' più. «Sino a dimane!
+ Sclamarono, e se Dio pria dell'aurora
+ Portenti oprato non avrà a tuo scampo,
+ Lo scampo nostro procacciar n'è forza.»
+ Oh spaventosa notte! Oh fugaci ore!
+ Oh come orrenda cosa eraci il suono
+ Del bronzo che segnavale! Oh angosciato
+ Appressarsi dell'alba! Oh sbigottiti
+ Muti sembianti della mia sorella
+ E de' suoi pargoletti! Oh contrastante
+ Dignità di parole in prepararci
+ A' vicini supplizi! Ed oh com'io
+ Tra me dicea: «Deh! che non seppi amico
+ Tutta la vita conservarmi Irnando?--
+ Improvviso frastuono udiam levarsi
+ Fuor delle mura. Che sarà? Oh prodigio!
+ Una pugna! E con chi?--«La man di Dio!
+ La man di Dio!» gridan mie turbe: a terra
+ Mi si prostran pentite, il giuramento
+ Di fedeltà rinnovano; a gagliarda
+ Sortita le süado, ed infinito
+ Macel lung'ora de' nemici è fatto.
+ Qui il narrar di Camillo Irnando tronca:
+ --Ah! s'impeto cotanto, e se cotanta
+ Prodezza ad ammirar non m'astringevi,
+ Me gli assaliti sconfiggeano! In fuga
+ Eran molti de' miei, già in fuga io stesso
+ Omai volgeami disperato: i colpi
+ Tuoi scomposer l'esercito inimico,
+ E di salvezza io debitor t'andai!--
+ S'avvicendan la lode i cavalieri,
+ L'uno dell'altro memorando i fatti.
+ Alfine Elina sclama:--Ad Ildegarde
+ Spettan tutte le lodi! Innanzi a lei
+ Prostratevi, e la sua destra baciate.--
+ E i cavalieri prostratisi, e la destra
+ Baciano d'Ildegarde, e penitenza
+ Le chieggon del furente odio passato;
+ Ed ella in penitenza un'annua festa
+ Intima in questo e in quel castel, che _festa
+ Dell'amistà_ si chiami, e dove uficio
+ De' vati sia cantar quanti sospetti
+ Calunnïosi partorisce l'ira,
+ E quanto l'ira accrescano le ambagi
+ De' falsi intercessori, e quanto egregia
+ Sappia interceditrice esser la donna.
+ --E da me, per mia ingiusta ira, qual vuoi
+ Penitenza? soggiugne in umil atto
+ Palma a palma accostando, ed il ginocchio
+ Piegando Elina.--
+ Ed Ildegarde:--Il primo
+ Figlio, o diletta, che ti nasca, il nome
+ Porti del mio Camillo; e mi sia dato,
+ Se figli avrò, chiamarli Irnando o Elina.
+
+
+
+
+AROLDO E CLARA
+
+CANTICA.
+
+
+ Questa cantica nacque in giorni di somma sventura, ne' quali io,
+ sentendomi troppo inclinato a sentimenti di sdegno, procacciava di
+ vincerli col ragionare fra me stesso sulla bellezza della
+ mansuetudine. Era in me indelebile un consiglio del buon Alessandro
+ Volta, il quale un dì m'aveva detto queste parole, distogliendomi
+ dallo scrivere satire:--«La poesia arrabbiata non migliora nessuno;
+ e se v'avviene di sentirvi iracondo e propenso a spargere la bile in
+ versi, paventate di diventar maligno. Vorrei anzi che allora
+ cercaste di raddolcirvi, poetando sopra qualche nobile esempio di
+ carità e d'indulgenza.»
+
+
+
+
+AROLDO E CLARA.
+
+ _Sed si esurierit inimicus tuus, ciba illum; si sitit, potum da
+ illi._
+
+ (Ep. ad Rom. 12.)
+
+
+I.
+
+ Piangi, o la più gentil fra le convalli
+ Dello spumante Pellice, ove un giorno
+ Alle sale d'Aroldo i Saluzzesi
+ Cavalieri affluìano ad alte feste.
+ Più non vedrai delle sue torri a sera
+ Uscir giulivo il cieco vecchio Aroldo,
+ Caramente appoggiando un braccio e l'altro
+ Sovra Ioffrido e Clara, ed il canuto
+ Ciglio volgendo con amor, ma indarno,
+ Ai dolci rai del tramontante sole.
+ Que' figli suoi nascean gemelli, e santa
+ Tenerezza li univa. Or sola e mesta
+ Clara accompagna il cieco padre a sera
+ Fuor della torre, perocchè il gagliardo
+ Fratel devote ha l'armi alla difesa
+ Del pio Tommaso suo ramingo prence
+ Contro i nemici della patria terra.
+ Rosseggiava bellissimo un tramonto
+ Sulle nevi lontane, e stupefatto
+ Pareva il sol che dal romito albergo
+ A salutarlo non venisse il vecchio.
+ Ahimè, quell'era di sventura un novo
+ Spaventevole dì! Schiudesi alfine
+ La porta del castello, e con veloci
+ Passi agitatamente escono Aroldo,
+ Clara e più servi; nè il canuto ciglio
+ Ai soavi del sole ultimi rai
+ Volger si cura. Che avvenia?--Dal campo
+ Infausto messo è giunto. Il pro' Ioffrido
+ Contro l'usurpator del saluzzese
+ Seggio osando tropp'oltre avventurarsi
+ Nel calor della pugna, il circondaro
+ L'empie straniere spade, e prigion cadde.
+ Speme di riscattar sì cara vita
+ Nutre il barone antico; e vuole ei stesso
+ Trar supplichevol senza indugio al truce
+ Fortunato invasor, che se talora
+ Immolar gode i miseri captivi,
+ Talor si placa a ricca d'oro offerta,
+ Molto dovendo da sua iniqua sede
+ Oro il tiranno effonder sulle bande
+ Dell'alleato provenzal monarca.
+ Giunto al margin vicino ove al tragitto
+ Nel rigonfiato Pellice è apprestata
+ La navicella, Aroldo porge il bacio
+ Del congedo alla figlia. Allora al collo
+ Gli s'avvinghia la pia.--Sola a mie stanze
+ Non riederò, buon genitor; pupilla
+ Esser della tua fronte a chi s'aspetta
+ Se non a me? Forse pietà maggiore
+ Assalirà dello sdegnato sire
+ Il cor, s'umano ha cor, prona a' suoi piedi
+ La veneranda tua canizie e gli anni
+ Giovenili di vergine scorgendo,
+ Che colla vita del fratel la vita
+ Chiede del padre.
+ Vuole opporsi Aroldo,
+ Ma mentre in barca ei scende, ella d'un balzo
+ Già vel precede, e al consentir paterno
+ Fa cogli amplessi vïolenza, e l'onde
+ Perigliose attraversano. Ma ov'era
+ L'Angiol del vecchio afflitto e l'Angiol tuo,
+ Generosa innocente? A voi non velo
+ Fecer colle tutrici ale a celarvi
+ Alla vista de' prossimi ladroni
+ Che irrompono co' brandi alla rapina.
+ Voler divino ai nembi di sfortuna
+ Lascia possanza sovra i giusti un tempo;
+ Ma breve è il tempo sotto il sole, e arcana
+ Nei patimenti una virtù Dio pose
+ Ch'anco i giusti migliora e a sè li innalza.
+ Sbandato di predoni era un drappello,
+ Che della guerra col favor raccolto
+ S'era d'Itale spiagge e di straniere
+ A rubamenti ed omicidii, altero
+ Linguaggio alzando di zelanti eroi,
+ Campioni della patria e di Manfredo.
+ S'azzuffan del baron coi fidi servi,
+ E nell'orrenda mischia ad uno ad uno
+ Dal soverchiante numero feriti
+ Vengon que' servi, e de' vincenti in mano
+ Son le ricchezze che a comprar la vita
+ Destinava del figlio il cieco sire.
+ Intero un dì per boschi e per dirupi
+ Ei trascinato colla figlia venne,
+ Ma il manto della notte ai duo infelici
+ Prestò propizie tenebre, e dal mezzo
+ Del brïaco drappel de' masnadieri
+ Quetamente si trassero alla valle.
+ Come lontani fur dall'empia frotta,
+ E ardiron favellare, il cieco strinse
+ La figlia al seno, e grazie alte le rese
+ D'averlo addotto a salvamento, e lei
+ Per l'accorto suo senno e per la dolce
+ Filial carità ribenedisse.
+ --Or dove, o padre, senza aïta alcuna
+ Ci avvïeremo?
+ --O Clara mia, remoti
+ Siam dal nostro castello, e a ritornarvi
+ Il tempo mancheria; son prezïosi
+ Tutti gl'istanti; acceleriamo il passo
+ Verso il campo nemico, appo le triste
+ Di Saluzzo rovine. O senza doni
+ Compariremo anzi al tremendo sire,
+ Ma sincere promesse il piegherranno
+ A moti di clemenza. Inoltre ho fede
+ In mia canizie e in queste spente occhiaie
+ E nel pianto che versano, e ben anco,
+ Figlia, nel tuo.
+ Pensava Aroldo ospizio
+ Prender non lunge, ove la figlia al raggio
+ Della luna scorgea l'amica torre
+ D'un consanguineo sir. Ma là giugnendo,
+ Odon che il giorno pria furibonda oste
+ Era quivi passata e avea deserta
+ La rocca e trucidato il castellano,
+ E devastato a' villici i tugurii.
+ Il negro pan de' villici dispersi
+ Piangendo rompe colla figlia Aroldo,
+ E beono alle lor tazze. Indi sen vanno
+ Per tutti i casolari, invan cercando
+ Palafreno o giumento: avean le schiere
+ De' nemici avidissime votata
+ In que' lochi ogni stalla.
+ --Ahi, dilungati
+ Vieppiù ci siam dal tetto nostro, o padre!
+ Or dove andrem?
+ --Pedon la via si segua
+ Sino al mattin: buio non è, dicesti.
+ Fa cor; preghiamo camminando, e al guardo
+ D'altri ladron te, mia dovizia or sola,
+ Te il ciel pietoso asconderà.
+ Sì disse,
+ E di padre l'affetto e di sorella
+ Lena lor porge insino all'alba. Il campo
+ Mostrossi allora al pauroso orecchio
+ Della fanciulla pria che agli occhi.
+ --O padre,
+ Odi tu, disse, odi tu roco un suono
+ Simile al suon della bufèra o a quello
+ Di molte acque correnti?
+ Il vecchio capo
+ Ei soffermò, ed immemore un istante
+ Delle sue angosce, alzò la barba e rise.
+ --Oh di qual gioia quel fragor m'empiea
+ Negli anni miei di gloria! È il campo, o figlia!
+ Noto è ad orecchio di guerrier quel suono,
+ Come voce di sposa al suo diletto.
+ Un dì così fremente io il bellicoso
+ Aere appena sentia, sovra il mio scudo
+ Battea forte l'acciaro, e dai precordii
+ Metteva un grido che atterrìa da lunge
+ Del nemico le scolte. E i miei congiunti
+ Dicean: «Voce è d'Aroldo, oggi si pugni,
+ Chè dove è Aroldo, è la vittoria.» Or fiacca
+ È questa voce, e più la destra, e al breve
+ Giubilo del guerrier tosto succede
+ In me a quel suono il trepidar del padre.
+ Proseguiro alcun tempo, e quindi Clara,
+ Che sino allor söavemente a' detti
+ Del genitore avea frammisti i suoi,
+ Incominciò a interrompersi, e risposte
+ Dar che, non conscio l'intelletto, un moto
+ Parean sol delle labbra. A poco spazio
+ Vedea della distante oste per l'aure
+ Quasi di nave altissimi duo pini
+ Elevarsi e ondeggiar, poscia fermarsi
+ Come al suolo confitti. E secondata
+ Venìa quell'opra da un clamor che il primo
+ Clamor non era, ma or fischiante or rotto
+ Da infami ghigni o da cupo silenzio.
+ A' sensi suoi creder dovea? Le cime
+ Parean gravate de' duo legni, e il pondo
+ Che le gravava non scerneasi. Udito
+ Spesso Clara ha di barbari supplizi,
+ Ove ad appesa vittima lo strale
+ Drizzano i bersaglieri, ed ottïen palma.
+ Quei che divide dalle ciglia il teschio.
+ Di tai supplizi un questo fora? Oh dubbio
+ Peggior di morte! E chi alla sbigottita
+ Dice s'uno colà de' morïenti
+ L'amato suo fratello ora non sia?
+ Chi le dice se il passo al genitore
+ Vietare a forza ella non debba? Ahi lassa!
+ E se il padre trattien, non di Ioffrido,
+ Che forse ancor sull'albero non pende,
+ Cagionerà la morte?... Ad ogni costo
+ Vadasi al fatal loco!
+ Il piè, tremando
+ In ciò pensare, affretta. In man la mano
+ Della meschina Aroldo tien.--Di gelo,
+ Fra sè diceva, è questa man, siccome
+ Quella ch'io strinsi di sua madre al letto
+ Ove s'estinse.
+ Indi il vegliardo scuote
+ Il capo, quasi scuotere volesse
+ Un malaugurio, e non potea.--Di morte,
+ Figlia, i negri m'inseguon pensamenti.
+ Abbi pietà di mia vecchiaia, e i cari
+ Detti mi porgi che tue labbra sciorre
+ Uniche san, quando scorato è il padre.
+ Nata ne' giorni di sventura, e in erma
+ Torre cresciuta, ove sorelle e madre
+ Vide spirar, sollecita a sinistri
+ Presentimenti schiuder l'alma, è fatto
+ In lei religïon. Si raccapriccia
+ In udir che s'affaccin alla mente
+ Del genitore e in quest'istante i negri
+ Pensamenti di morte. A lui si volge,
+ Apre le labbra--e i consolanti detti
+ Ch'uniche sciorre un dì sapean, non trova:
+ Non trova, ed ahi! la prima volta è questa
+ Che inobbedito di suo padre è il cenno.
+ --Più de' pensier miei tristi or malaugurio
+ M'è il tuo silenzio, ei dice.
+ E lo spavento
+ In lei crescendo, e a' rai primi del sole
+ Splender veggendo le volanti frecce,
+ Improvviso s'arresta.--Oh genitore!
+ Non c'inoltriam: non odi tu le strida
+ Degli assassini?
+ --Il figlio, il figlio mio
+ Forse a morte strascinano: affrettiamci.
+ --Deh, padre, ferma! a' piedi tuoi ten prego.
+ Io stessa innanzi andronne, e se Ioffrido
+ In vita è ancor, di novo al fianco tuo
+ Tosto mi rendo, ma te... O ciel! raddurre
+ Te vivo a casa allor io posso almeno!
+ --Sciagurata, che parli? Orrende cose
+ Forse tu vedi e a me non dici. Ovvero
+ Fra quelle voci che il mio antico orecchio
+ Non distinte percuotono, tu scerni
+ Voci di morte e del fratello il nome.
+ Che vedi tu? Che al giovenil tuo orecchio
+ Porta il tumultüoso aere d'atroce?
+ --Nulla, o buon padre. Ma t'arresta; pensa
+ Che se tu, giunto appo i nemici, udissi
+ L'orribil caso... tu m'intendi... allora
+ Orfana forse rimarrei nel campo.
+ --Me perder temi, e non t'avvedi, insana,
+ Che scellerata è tua pietà? Egli muore,
+ E tu qui mi rattieni? Il varco sgombra,
+ Tel comando, obbedisci.
+ All'inusata
+ Ira paterna impaurissi Clara;
+ S'alzò. Con passi rapidi il cammino
+ Misura il cieco, e strascinata quasi
+ La giovinetta il segue. Erasi spersa
+ La turba intanto che cingea i duo pini,
+ E presso a questi il padre e la sorella
+ Arrivan di Ioffrido. Ella più volte
+ Erse il ciglio tremando, e insanguinate
+ Scorse due salme, e incontanente a terra
+ Ritrasse il guardo. E non varrìa sovr'esse
+ Fiso tenerlo ad indagar; chè franta
+ Han la coppa del cranio, e dal mozzato
+ Lor sembiante piovea cèrebro e sangue.
+ Ma quell'orrida vista e lo spavento
+ Forza a' ginocchi tolgonle ed al core:
+ --Padre! dic'ella, padre!... E qui stramazza
+ A' piè d'Aroldo.
+ E mentre brancolando
+ Col caro pegno tra le braccia fugge
+ D'in mezzo della via, però che udito
+ Brigata di cavalli ha scalpitante
+ Di qua dal campo alla sua volta, e ignaro
+ Ad un de' lati fermasi, ove un tronco
+ D'albero sente; innanzi a lui lo stuolo
+ Giunge de' cavalieri. Era Manfredo,
+ Che di baroni provenzali cinto
+ Per intenti di guerra iva il terreno
+ Intorno visitando. Una fanciulla
+ Scorge egli tramortita ed un vegliardo;
+ E voltosi ad Aroldo, acerbamente
+ Così gli grida:--O discortese e stolto,
+ Perchè nel sangue d'un fellone e sotto
+ Il patibolo tratta hai quell'afflitta,
+ Cui toglie i sensi il raccapriccio?
+ --Oh sire,
+ Oh novo sire di Saluzzo! esclama
+ L'antico cavalier, cui non intera
+ L'aspra parola del crudel pungea,
+ Nota è ad Aroldo ancor la voce tua:
+ Aroldo io son dalle romite torri
+ Che si specchian nel Pellice. E l'illustre
+ Tuo genitor te adolescente spesso
+ Adduceva a mie sale, e co' miei figli
+ In un calice sol beevi a mensa.
+ Ah per memoria del tuo estinto padre
+ Oggi pietà di me ti prenda! Il figlio
+ Ch'unico maschio avanza a mia vecchiaia,
+ E cadde tuo prigion, deh non rapirmi!
+ Io non leggeri doni a te in riscatto
+ Dal mio castel portato avea, ma iniqui
+ Predatori per via m'hanno assalito.
+ Alle mie braccia il caro figlio rendi,
+ E qual tributo m'imporrai ti solvo,
+ Pareggiasse anco de' miei campi aviti
+ L'intero pregio.
+ --O sciagurato Aroldo,
+ Di qual osi tributo or favellarmi,
+ Se finor tutto mi negasti? È tardi.
+ --Tardi, o sire, non è. Seguita, è vero,
+ Fu da bollente figlio mio l'insegna
+ De' prischi Saluzzesi e di Tommaso,
+ E la vittoria a tua prodezza arride.
+ Ma tu il fervido oprar del giovinetto
+ Dona pietosamente al supplicante
+ Suo genitor che in venti pugne il sangue
+ Versò pel nobil padre tuo, quand'esso
+ Con tanta gloria signorìa qui tenne.
+ --È tardi, o vecchio, e duolmene. In te accogli
+ Tutta la forza ond'è capace il core
+ D'un cavalier. Sovra quel legno pende
+ Un trafitto cui grazia altra non posso
+ Conceder più che di ritorlo ai corvi,
+ E consentirgli de' suoi cari il pianto.
+ Disse, e accennando che una guardia il morto
+ Dalla croce calasse e all'infelice
+ Lo rimettesse, cogli sproni un tocco
+ Dïede al cavallo e col suo stuol disparve.
+ Clara i sensi racquista, e oh di dolore
+ Qual novo orrendo palpito! Era dunque
+ Il fratel suo quel miserando ucciso!
+ Eccolo tolto dal funesto legno;
+ Ed ella il raffigura a cicatrici
+ Che sul petto ei portava. Oh come il vecchio
+ E l'angosciata giovin su quel corpo
+ S'abbandonan piangendo! Ella in lino
+ L'infranta testa pïamente avvolge,
+ E chiede aiuto ai vïandanti. A dolce
+ Carità si commove una famiglia
+ Di Saluzzesi agricoltori, e dato
+ Viene un carro con bovi, onde al lontano
+ Castello il morto cavalier si tragga.
+
+
+II.
+
+ Or da quel giorno d'ineffabil lutto
+ Rivolgiamo la mente oltre a sei lune,
+ E la mesta mia cantica, i solinghi
+ Pianti dell'orbo vecchio e di sua figlia
+ Commiserando, svolga altra vicenda.
+ Era una sera: alle vetuste mura
+ Del baron s'appresenta un fuggitivo,
+ A cui ferite e febbril sete esausta
+ Miseramente avean la voce. Aroldo
+ Piena di vino gli mandò una coppa
+ Con questi detti: Al focolar t'accosta
+ Sin che apprestata sia la cena, e al sire
+ Perdona del castel s'ei di sue stanze
+ Non uscirà, dove cordoglio il tiene.
+ Clara portò que' detti, e il fuggitivo
+ Che al maestoso inceder cavaliero
+ Parea e mendìco a' finti panni, il volto
+ Pria si coverse, indi con pronti passi
+ Balzar tentò fuor della soglia, a guisa
+ Di mortal che, caduto in impensato
+ Orribile periglio, aneli scampo.
+ Ma nella mossa impetuosa a lui
+ Manca il fievole spirto, e piomba a terra.
+ Clara il soccorre, il mira, ed alla negra
+ Ricciuta barba e al crine ella il ravvisa.
+ Chi era? Chi!... Manfredo! il già possente
+ Desolator della sua patria! il ladro
+ Che alla corona del nepote osava
+ Stender la man sacrilega, e sul capo
+ Inverecondo imporsela, e i diritti
+ Calpestar più sanciti, e di Saluzzo
+ Dirsi benefattor, serva a stranieri
+ Brandi facendo la natìa contrada!
+ Fortuna alfin l'abbandonò: fuggiasco
+ Da compiuta sconfitta è l'empio sire,
+ E per sottrarsi agl'inseguenti ferri
+ Ei s'è imboscato in varii lochi, e ignote
+ Calcò deserte rupi. Indi pel sangue
+ Nella pugna perduto e per la rabbia
+ Gli s'era da brev'ora intorbidato
+ Sì fattamente il lume del pensiero,
+ Che mal sapea dov'ei movesse, e giunto
+ Era ai campi d'Aroldo altra credendo
+ Sponda toccar. Qui più dal dolce tempo
+ D'adolescenza riportate mai
+ Non avea l'orme, ed alberi e tugurii
+ Mutato avean l'aspetto della terra.
+ Sol quand'ei vide Clara, appien le soglie
+ Raffigurò d'Aroldo, e se bastata
+ A lui fosse la possa, ei rifuggìa.
+ Manfredo! e senza guardie! e semivivo,
+ Sotto il tetto dell'uom cui trucidato
+ Non in battaglia, ma in supplizi ha il figlio!
+ Clara il conosce, e mentre a lui gli spirti
+ I famigli richiamano, ella corre
+ Alle stanze del padre, e già già quasi
+ A lui così sclamava:--Esci, un prodigio
+ Ad ammirar del Dio delle vendette:
+ Sull'ossa di tuo figlio a spirar viene
+ Il suo assassin!
+ Ma in quell'istante gli occhi
+ Della donzella alzaronsi a parete,
+ Onde pendea dell'Uomo-Dio morente
+ Effigie veneranda, e a quella vista
+ L'irrompente parola in cor rattenne.
+ Religïoso fremito la invase
+ Dinanzi a quell'effigie.
+ --Oh mio Signore!
+ Quai voci arcane alla tua ancella parli?
+ Tu irreprensibil fosti e sì infelice!
+ E a quei che l'uccidean pur perdonavi!
+ Or chi sa? Forse il dolce mio fratello
+ Pe' falli suoi fuor dell'eterna reggia,
+ In carcer sotterraneo, o d'inquieti
+ Elementi per l'alte aure ludibrio
+ Sta ancor penando, e a liberarlo vane
+ Fervon le preci, e in loco d'esse un atto
+ Di virtù nostra è d'uopo! O fratel mio!
+ Forse quest'atto or chiedi. Ah, virtù somma
+ È il perdonar! Cert'è che in cielo entrando
+ Tu perdonar, tu e noi, tutti dobbiamo
+ Come a noi perdonato ha il Redentore!
+ Ma padre è Aroldo: esser maggior potrìa
+ Delle forze d'un padre il dare aïta
+ D'un caro figlio all'uccisor. La lancia
+ Ei no giammai non bagnerìa nel sangue
+ D'uom che toccò la mensa sua... Ma pure
+ Chi può segnar dove talor trascorra
+ Nella foga dell'ira un core offeso?
+ Chi mi consiglia? Ah tu; gran Dio, tu solo!
+ Disse, e prona curvossi, e lungamente
+ Con ambascia pregò. Temea d'orgoglio
+ Esser tentata; innanzi a Dio temea
+ Calunnïar la santa alma del padre.
+ Ma nella mente repentino un raggio
+ Di fidanza pienissima le splende,
+ E ratta sorge e dice:--Ah sì, fratello!
+ Questo è il momento in che del ciel la porta
+ A tue brame si schiude: io di tua gioia
+ Sento il reflesso, e quella gioia è Dio!
+ Un servo entrava:--Damigella, o carco
+ D'inaudite peccata, o fuor di senno
+ È lo stranier. Che far dobbiam? D'Iddio
+ Parla tra sè com'uom cui prema occulto
+ Di vendette terribili spavento,
+ E di qui vuol fuggir.
+ --Tosto bardata
+ Per lui sia mia cavalla.
+ Il servo parte
+ Maravigliato, ed obbedisce. Intanto
+ Antico armadio la fanciulla schiude,
+ Ed indi tratto un de' paterni manti,
+ Al leve suo tesor poscia s'affretta
+ D'auree monete, e in una borsa il pone.
+ Così ver l'agitato ospite mosse,
+ E que' doni offerendogli--D'Aroldo
+ Questa, gli disse, è la vendetta, o sire.
+ Fremea la generosa in lui mirando
+ L'uccisor di Ioffrido e il formidato
+ Di Saluzzo oppressor, ma pïamente
+ Frenò il ribrezzo, e dal balcon la corte
+ Del castello accennando, a lui soggiunse:
+ --Ecco a' tuoi cenni un corridor: se lena
+ Ti basti, fuggi, e t'accompagni il cielo!
+ Clara sparve, ciò detto. E l'infelice
+ Tiranno--Angiol! gridò.--Poi diè dal core
+ Uno scroscio di pianto. Ed allor forse
+ Pentimento verace a lui fu strazio,
+ Le proprie atroci colpe rammentando,
+ E rammentando il giovine Ioffrido,
+ E quel misero cieco che appoggiato
+ Ad un alber credeasi, e gli grondava
+ Sovra la testa, ahi, di suo figlio il sangue!
+ Frettoloso Manfredo i doni tolse;
+ L'inaudita pietà benedicendo,
+ D'Aroldo cinse su le spalle il manto,
+ E quindi a pochi tratti il vide Clara
+ Dalla fenestra, che, al cortil venuto,
+ Con sembiante commosso intorno intorno
+ Iva gli occhi volgendo, e verso il cielo
+ In atto di preghiera ergea le mani,
+ Poi le briglie toccava ed era in sella.
+ Fermato ivi un istante, ad alta voce
+ Mise queste parole:--Aroldo! Aroldo!
+ Tu sol Manfredo hai vinto. Io del perduto
+ Seggio e de' vituperi onde vo sazio,
+ Consolarmi potrò; non potrò mai
+ Consolarmi d'aver tua nobil alma
+ Col più truce rigore insanguinata.
+ Udì il vecchio baron quel forte grido,
+ E balzò dalla seggiola esclamando:
+ --Figlia! il nemico nostro! il maledetto
+ Uccisor di Ioffrido!
+ E sul rugoso
+ Pallido volto del canuto il foco
+ S'accese del furore. A' piedi suoi
+ Clara gettasi allora, e gli palesa
+ Ciò che d'oprar le ispirò Iddio.
+ --No, Iddio
+ Questo non t'ispirò! prorompe Aroldo;
+ Manfredo è un empio! ei di dominio sete
+ Portò infernal su queste invase terre,
+ Che al suo nepote, a lui sovrano, tolse!
+ Infame della patria e del suo prence
+ Manfredo è traditor. Per sollevarsi
+ Sulla sede non sua, trasse alleati
+ E Provenzali e Càlabri e venduti
+ Guelfi di tutta Italia allo sterminio
+ De' nostri feudi e delle nostre plebi,
+ E incenerì Saluzzo!... e il figlio mio,
+ Il figlio mio su scellerata croce
+ A' carnefici suoi diede bersaglio!
+ Lunga e tremenda di rammarco e d'ira
+ Fu l'eloquenza dell'antico. A lui
+ Clara abbracciava le ginocchia, e santi
+ Detti porgea con supplice dolcezza:
+ --Le iniquità punir sol puote Iddio;
+ Noi non possiam sul misero fuggiasco
+ Punirle coll'acciar: solo a punirle
+ Una guisa n'è data, ed è il perdono.
+ Càlmati, o genitor; pensa che o degno
+ Per penitenza diverrà Manfredo,
+ O, rimanendo iniquo, a lui carboni
+ Saranno inestinguibili sul core,
+ Giusta il dir dell'Apostolo, i rimorsi
+ E fra l'alme perverse il danno eterno.
+ A Dio il giudicio! a noi l'umil dolore,
+ E il benefico palpito e l'eccesso
+ Della pietà non sol sugl'innocenti,
+ Ma pur sui rei, perocchè tutti d'uopo
+ Del perdono di Dio morendo avremo!
+ --Oh mia figliuola! sclama alfine Aroldo,
+ Ti benedico; santamente oprasti!
+ L'alza, al petto la stringe, e lagrimando
+ Mercè le rende che alla prova il senno
+ D'esacerbato padre ella non mise.
+ Un dì alle torri del baron fu visto
+ Giungere di Manfredo un messaggero
+ Da lontana contrada, e apportatore
+ Venìa di ricchi doni. Eran tre lune
+ Che pace avean l'ossa d'Aroldo, e muto
+ Era il castello, ed in vicino chiostro
+ Cinta di sacre lane, i dolci salmi
+ L'orfana, per la cara alma del padre
+ E del fratel, tutte le notti ergea.
+
+
+
+
+POESIE LIRICHE.
+
+
+
+
+LA MIA GIOVENTÙ.
+
+ _Cor mundum crea in me, Deus._
+
+ (PS. 50. )
+
+
+ Lamento sui fuggiti anni primieri,
+ Che fecondi di speme Iddio mi dava,
+ E di ricchi d'amore alti pensieri!
+
+ Tra giubili ed affanni io m'agitava,
+ Ed incessanti studi, e bramosia
+ Di sollevarmi dalla turba ignava;
+
+ E spesso dentro al cor parola udìa
+ Che diceami dell'uom sublimi cose,
+ Tali che d'esser uomo insuperbìa.
+
+ Pupille aver credea sì generose
+ Il mio intelletto, che dovesser tutte
+ Schiudersi a lui le verità nascose;
+
+ E di ragion nelle più forti lutte
+ Io mi scagliava indomito; sognante
+ Che sempre indagin lumi eccelsi frutte.
+
+ Quella vita arditissima ed amante
+ Di scienza e di gloria e di giustizia
+ Alzarmi imprometteva a gioie sante.
+
+ Nè sol fremeva dell'altrui nequizia,
+ Ma quando reo me stesso io discopriva,
+ L'ore mi s'avvolgean d'onta e mestizia.
+
+ Poi dal perturbamento io risaliva
+ A proposti elevati ed a preghiere,
+ Me concitando a carità più viva.
+
+ Perocchè m'avvedea ch'uom possedere
+ Stima non può di se medesmo e pace,
+ S'ei non calca del Bel le vie sincere.
+
+ Ma allor che fulger più parea la face
+ Di mia virtù, vi si mescea repente
+ D'innato orgoglio il luccicar fallace.
+
+ E allor Dio si scostava da mia mente,
+ E a gravi rischi mi traea baldanza,
+ Ed infelice er'io novellamente.
+
+ Se così vissi in lunga titubanza,
+ Ond'or vergogno, ah! tu pur sai, mio Dio,
+ Che tremenda cingeami ostil possanza!
+
+ Sfavillante d'ingegno il secol mio,
+ Ma da irreligiose ire insanito,
+ Parlava audace, ed ascoltaval'io.
+
+ E perocchè tra' suoi sofismi ordito
+ Pur tralucea qualche pregevol lampo,
+ Spesso da quelli io mi sentìa irretito.
+
+ Egli imprecando ogni maligno inciampo
+ Sciogliea della ragion laudi stupende,
+ Ma insiem menava di bestemmie vampo.
+
+ Ed io, come colui che intento pende
+ Da labbra eloquentissime e divine,
+ E ogni lor detto all'alma gli s'apprende;
+
+ Meditando del secol le dottrine,
+ Inclinava i miei sensi alcuna volta
+ Di servil riverenza entro il confine.
+
+ Tardi vid'io ch'a indegne colpe avvolta
+ Era sua sapïenza, e vidi tardi
+ Ch'ei debaccava per superbia stolta.
+
+ Trasvolaron frattanto i dì gagliardi
+ Della mia giovinezza, e sovra mille
+ Splendide larve io posto avea gli sguardi;
+
+ E nulla oprai che d'alta luce brille!
+ E si sprecar fra inani desideri
+ Dell'alma mia bollente le faville!
+
+ Lamento sui fuggiti anni primieri
+ Che d'eccelse speranze ebbi fecondi,
+ E di ricchi d'amore alti pensieri!
+
+ Ma sien grazie al Signor che, ne' profondi
+ Delirii miei, pur non sorrisi io mai
+ Agl'inimici suoi più furibondi:
+
+ Sempre attraverso tutte nebbie, i rai
+ Del Vangel mi venian racconsolando;
+ Sempre la Croce occultamente amai.
+
+ Ed il maggior mio gaudio era allorquando
+ In una chiesa io stava, i dì beati
+ Di mia credente infanzia rammentando:
+
+ Que' dì pieni di fede, in che insegnati
+ Dal caro mi venian labbro materno
+ I portenti onde al ciel siamo appellati!
+
+ Di nuovo fean di me poscia governo
+ La incostanza, gli esempi, ed il timore
+ Dell'altrui vile e tracotante scherno;
+
+ E l'ira tua mertai per tanto errore:
+ Ma gl'indelebili anni che passaro
+ Ritesser non m'è dato, o mio Signore!
+
+ Presentarti non posso altro riparo
+ Che duolo e preci e fè nel divo sangue,
+ Di cui non fosti sulla terra avaro
+
+ Per chiunque a' tuoi piè pentito langue.
+
+
+
+
+I PARENTI.
+
+ _Deus enim honoravit patrem in filiis._
+
+ (ECCLI. c. 3, v. 3.)
+
+
+ Inno di gratitudine e d'amore
+ Al Creator de' nostri cuori amanti,
+ Di tutte meraviglie al Creatore!
+
+ Dacchè pel fallo prisco doloranti
+ Alla luce veniam, qual dolce aïta
+ Nè' genitori è data a' nostri pianti!
+
+ In ogni coppia umana, onde la vita
+ D'altri umani si svolge, ecco una diva
+ Pe' figliuoletti carità infinita.
+
+ Vedi la vergin titubante e priva
+ D'ogni ardimento, simile a cervetta
+ Che intorno guata, e de' perigli è schiva.
+
+ Chi nella fievol, timida animetta
+ Opra mutazïone inaspettata,
+ Quand'è fra il coro delle madri eletta?
+
+ Di progenie d'Adamo al ciel chiamata,
+ Grave è il sen della dianzi paventosa,
+ E il pondo regge da dolor cruciata.
+
+ Ed il porta con forza generosa!
+ E dopo un figlio compro a tanto prezzo
+ D'orrende angosce, altri portar pur osa!
+
+ Oh di strazii mirabile disprezzo
+ In creatura sì gentil, che solo
+ Parea nata de' fiori al molle olezzo,
+
+ Onde bëasse a lei d'intorno il suolo
+ E le dolci aure col suo bel sorriso,
+ E morisse alla prima ombra di duolo
+
+ Per destarsi felice in Paradiso!
+
+ * * * * *
+
+ Vedi la donna col suo piccol nato,
+ Che suggendole il seno a lei sorride
+ Sebben abbiale tanto egli costato,
+ La madre da lui mai non si divide.
+ Insazïata il guarda, insazïato
+ È il provveder ch'ei non s'affanni e gride:
+ Animo lieto o da timore oppresso
+ Nella veglia o nel sonno ha ognor per esso.
+
+ Lo sposo benchè a lei caro cotanto,
+ È più caro perch'ei pur ride al figlio;
+ Sovente, favellando a lei d'accanto,
+ S'avvede ch'ella e core e mente e ciglio
+ Tien sovra il pargol con sì forte incanto,
+ Che non ha udito il marital consiglio:
+ Allora ei tace e mira, e con dolcezza
+ Il lattante e la madre egli accarezza.
+
+ Oh tristo il giorno, oh trista l'ora, quando
+ Giace nella sua cuna egro il bambino,
+ E la giovine madre sospirando
+ Ad ogn'istante riede a lui vicino,
+ E invan teneri detti prodigando
+ Tien sulle amate labbra il petto chino,
+ Ma l'offerta mammella ei bacia appena,
+ E non la sugge, ed a vagir si sfrena!
+
+ Oh con qual lutto miserando allora
+ La spaventata si rivolge a Dio!
+ Oh come al dubbio che il figliuol le mora
+ Trema se in lei fu reo qualche desìo,
+ E perdono dimanda, e s'infervora,
+ Promettendo al Signor viver più pio!
+ I soli Angioli ponno anzi all'Eterno
+ Sì ardente prego alzar, qual è il materno.
+
+ Giorno di liete voci, ora felice,
+ Quando seman del pargolo i vagiti!
+ Quand'ei cerca la dolce genitrice
+ Con isguardi dal riso ingentiliti!
+ Quand'ei di novo il caro latte elice,
+ E scherzoso riprende i suoi garriti!
+ Tai porge allor la madre inni d'amore,
+ Quai mandar può de' Serafini il core!
+
+ * * * * *
+
+ Ov'alti rischi fervono,
+ Vieppiù la madre ardita
+ Pel frutto di sue viscere
+ Pronta è a donar la vita.
+
+ Ella, se fera scoppïa
+ Divoratrice vampa,
+ Verso la cuna avventasi,
+ E il pargoletto scampa.
+
+ Se il picciol piede illusero
+ Di cupo rio le sponde,
+ La madre piomba rapida,
+ E il tragge, o muor nell'onde.
+
+ Ella, se il figlio palpita
+ Tra infetto aere tremendo,
+ Tenta i suoi dì redimere,
+ Le piaghe a lui lambendo.
+
+ Se patria e tetto invadono
+ Empie, omicide squadre,
+ Stringe i suoi figli, e impavida
+ Pugna per lor la madre.
+
+ * * * * *
+
+ Tal è la nobil donna ingigantita
+ Dalla materna celestial possanza,
+ Che a tutte generose opre la invita.
+
+ Ma un sacrifizio v'è che ogni altro avanza,
+ Ed è in lei quell'assidua ed operosa
+ Sulla cara progenie vigilanza.
+
+ Alma di buona madre più non posa
+ Finchè non ha ne' figli suoi destata
+ Di virtù la favilla glorïosa.
+
+ Nè puote alma di figlio esser pacata
+ Fra inique gioie, se ha una madre anco
+ Che i vestigi di lui tremando guata,
+
+ E occultamente prega, e s'addolora.
+
+ * * * * *
+
+ Negli anni primieri
+ Del forte maschietto,
+ V'è mente selvaggia,
+ V'è indocile affetto;
+ Par ch'indi s'annunci
+ Futur masnadier.
+ La picciola belva
+ Se alcun la minaccia,
+ Vieppiù baldanzosa
+ Innalza la faccia;
+ Di colpi, di rischi
+ Non prende pensier.
+
+ Qual è quello sguardo,
+ Qual è quella voce
+ Che frena l'audacia
+ Del picciol feroce,
+ Incanto sì dolce
+ La donna sol ha.
+ Ed ella ripete,
+ Ripete l'incanto,
+ Frammesce sorriso,
+ Disdegno, compianto,
+ E amore gl'infonde,
+ Gl'infonde pietà.
+
+ Non bada la saggia
+ Se petti inumani
+ Diran che a domarlo
+ Suoi studi son vani;
+ In cor d'una madre
+ Speranza non muor.
+ E quei che parea
+ Futur masnadiero,
+ S'infiamma del bello,
+ S'infiamma del vero,
+ Divien della patria
+ Gentile decor.
+ . . . . . . . .
+
+
+
+
+LE PASSIONI.
+
+ _Gustate et videte quoniam suavis est Dominus._
+
+ (PS. 39, 9.)
+
+
+ Dov'è mia gioventù? Dove i bëati
+ Anni d'amor, del Rodano appo l'onde?
+ Dove il ritorno a' miei dolci penati,
+ E mia stanza alle Insùbri aure gioconde?
+ Dove in Milano i glorïosi vati
+ Che mi cingean dell'apollinea fronde?
+ Dove mia gloria alle applaudite scene?
+ E poi dove il decennio infra catene?
+
+ Io di carcere usciva egro, e piangendo
+ Il mio buon Federico e gli altri cari,
+ Cui dato ancor da quel recinto orrendo
+ Rieder non era ai desïati lari:
+ Poscia esultava, Italia rivedendo,
+ Ed alfin temperando i giorni amari
+ Fra gli amplessi de' mei sacri canuti,
+ Per me sì lungamente in duol vissuti.
+
+ E omai da un lustro tutto ciò trascorse!
+ E nuovi plausi a me la patria diede,
+ E di nuovi Aristarchi ira mi morse,
+ E di nuovi propizi ebbe la fede,
+ E nuova infanzia a me d'intorno sorse,
+ E di morte vid'io novelle prede,
+ E «Vana cosa è questo mondo!» esclamo,
+ E separarmen voglio--ed ancor l'amo!
+
+ L'amo perch'alme vi trovai fraterne,
+ Che all'alma mia s'avvinser dolcemente,
+ E diviser mie gioie, e nell'alterne
+ Pene collacrimàr sinceramente:
+ E v'ha tali amistà che fièno eterne,
+ Benchè tessute in questa ombra fuggente,
+ Benchè tessute ov'ogni nobil core
+ S'apre appena a virtù, lampeggia e muore.
+
+ Degg'io, poss'io da tutte cose amate
+ Divellere una volta il mio pensiero?
+ Io, le cui sorti furono esaltate
+ Da tanto lutto e tanto gaudio vero!
+ Io, le cui rimembranze innamorate
+ Han su mia fantasia cotanto impero!
+ Io, cui balzar fa sin talora il petto
+ Vista di leve, inanimato oggetto!
+
+ Reduce a lidi miei, dopo che giacqui
+ Sepolto vivo per sì cupe notti,
+ Agli affetti più teneri compiacqui
+ Che la sventura non avea interrotti;
+ Nè agli estinti carissimi pur tacqui
+ Culto di preci e di sospir dirotti;
+ Indi a rivisitar presi le antiche
+ Pagine ch'ebbi a dolce veglia amiche.
+
+ E sovente su libri polverosi
+ La man vo riponendo tremebonda,
+ Ed apro, e parmi a' giorni studïosi
+ Tornar di giovinezza, e il pianto gronda!
+ E trovo i segni che ne' libri io posi,
+ Ove con mente mi fermai profonda,
+ Ove ad alti pensier d'amato autore
+ Commento fei di verità o d'errore.
+
+ Pur con sensi diversi or vi rimiro;
+ O libri tanto amati a' dì primieri:
+ Vate son io, ma spento è in me il desiro
+ Di prostrarmi idolatra anzi agli Omeri.
+ Se volgendo lor carte ancor sospiro,
+ Magia non è de' grandi lor pensieri:
+ Più d'un libro m'è caro, e pure in esso
+ Di rado cerco lui; cerco me stesso.
+
+ E non sol me vi cerco: alla memoria
+ Del me passato aggiugnesi indivisa
+ Di palpiti d'amor söave istoria,
+ Quando un'egregia m'infiammava in guisa,
+ Ch'io per lei sola ambìa pietate e gloria,
+ Ch'io sempre in lei tenea l'anima fisa,
+ Che d'un sorriso suo per farmi degno,
+ Sempre agognava ingentilir lo ingegno!
+
+ E se pio talor fui, pregio egli è stato
+ Di quella generosa animatrice:
+ Era ad essa straniero il forsennato
+ Foco d'amor che mi rendea infelice;
+ Ma compatìa mie pene, ed elevato
+ Volea il mio spirto, e lo volea felice,
+ Ed allor che più insano io le parea,
+ S'affannava, e garrivami, e piangea.
+
+ Quella donna, onde il bel, nobile viso
+ Polvere è da molt'anni, e l'alma in Dio,
+ Non disamai, benchè da lei diviso,
+ E onorerolla tutto il viver mio:
+ Ma nuovi poscia affetti han me conquiso,
+ E quel primiero ardor s'intiepidìo:
+ Quel ch'era in me un incendio, è una favilla
+ Che come lampa ad un sepolcro brilla.
+
+ Senza obblïar la già cotanto amata,
+ Altra ammirai ch'or dispartita è anch'essa;
+ E in me virtù credendo io sublimata
+ Per averla a sì bello angiol commessa,
+ L'anima mia da orgoglio inebbrïata
+ Vana si fea di lungo ben promessa:
+ Giorni d'alto dolor mi mosser guerra,
+ E a lei pur venni tolto, ed è sotterra!
+
+ Sete d'amor, sete di studi, e sete
+ D'innalzar sopra il volgo il nome mio,
+ Gran tempo mi rapìan sonno e quiete,
+ Nè scerno se ammendato oggi son io:
+ Tu che del cor le latebre secrete
+ Solo ravvisi e mondar puoi, gran Dio,
+ Pietà di me che tanto sempre amai,
+ E sino a te l'amor non sollevai!
+
+ Tante cose sfumarono al mio sguardo,
+ E tutto giorno sfumar altre io miro!
+ Valga d'esperïenza il raggio tardo,
+ In che sforzatamente oggi m'aggiro,
+ Ad oprar alfin sì che più gagliardo
+ A tua bellezza s'erga il mio desiro,
+ E nulla tanto da' mortali io brami,
+ Quanto ch'ognun tuoi pregi scorga ed ami!
+
+ La legge tua non è d'irto rigore,
+ Sol le idolatre passïoni abborri:
+ Lunge che a te dispaccia amante cuore,
+ Ad un cuor fatto gel più non accorri.
+ Tu vuoi che a' miei fratelli io con ardore
+ Così soccorra, come a me soccorri:
+ Tu vuoi che in forte guisa il bello io senta,
+ Tu vuoi che al giusto il plauso mio consenta.
+
+ Tu doni a' figli tuoi mente e parola,
+ Non perchè il dono tuo venga sepolto;
+ Tu non imprechi investigante scuola
+ Su non vietato ver fra l'ombre avvolto:
+ In odio a te l'indagin empia è sola
+ Che contra il cenno tuo l'ardire ha volto:
+ Tu gl'ignari del mal chiami felici,
+ Ma il veggente non reo pur benedici.
+
+ Tu che sei tutto amor, la sacra stampa
+ Della natura tua nell'uomo imprimi:
+ Gagliardo sprone e inestinguibil lampa
+ Tu sei di tutti aneliti sublimi.
+ Tu godi quindi se il mio spirto avvampa
+ Per que' tuoi fidi che in virtù son primi:
+ Tu godi se fra lor taluni eleggo,
+ E nel lor santo oprar meglio ti veggo.
+
+ A me tu dato hai queste fiamme ardenti,
+ Con cui desìo de' petti amici il bene,
+ E con cui studïando i tuoi portenti
+ Traggo esultanza, e di capirti ho spene:
+ Così caldo sentir più non diventi
+ Esca giammai di vanità terrene:
+ Mie passïoni in guisa tal governa,
+ Che lode sièno a tua saggezza eterna.
+
+ Sempre le temo, e sempre sento ancora
+ Che in amar altre cose io troppo m'amo:
+ Cieca errò mia bollente alma sinora,
+ E presa fu di sua superbia all'amo.
+ Distruggi il suo sentire, o lei migliora;
+ O vil torpore, od amor santo io bramo;
+ Ah no, non vil torpor, dammi amor santo,
+ Tu che le tue fatture ami cotanto!
+
+
+
+
+SALUZZO.
+
+ _Et sit splendor Domini Dei nostri super nos._
+
+ (PS. 89, 17.)
+
+
+ Oh di Saluzzo antiche, amate mura!
+ Oh città, dove a riso apersi io prima
+ Il coro e a lutto e a speme ed a paura!
+
+ Oh dolci colli! Oh maëstosa cima
+ Del monte Viso, cui da lunge ammira
+ La subalpina, immensa valle opima!
+
+ Oh come nuovamente or su te gira
+ Lieti sguardi, Saluzzo, il ciglio mio,
+ E sacri affetti l'aër tuo m'ispira!
+
+ Nelle sembianze del terren natìo
+ V'è un potere indicibil che raccende
+ Ogni ricordo, ogni desir più pio.
+
+ So che spiagge, quai siansi, inclite rende
+ Più d'un merto soave a chi vi nacque,
+ E bella è patria pur fra balze orrende;
+
+ Ma nessuna di grazia armonìa tacque,
+ O Saluzzo, in tue rocce e in tue colline,
+ E ne' tuoi campi e in tue purissim'acque.
+
+ Ogni spirto gentil che peregrine
+ A piè di queste nostre Alpi si sente
+ Letizïar da fantasie divine.
+
+ Sovra il tuo Carlo, e il dotto suo parente[3],
+ Che pii vergaron le memorie avite,
+ Spanda grazia immortal l'Onnipossente!
+
+ Dolce è saper che di non pigre vite
+ Progenie siamo, e qui tenzone e regno
+ Fu d'alme da amor patrio ingentilite.
+
+ Più d'un estero suol di canti degno
+ Porse a mie luci attonite dolcezza,
+ E alti pensieri mi parlò all'ingegno:
+
+ Ma tu mi parli al cor con tenerezza,
+ Qual madre che portommi in fra sue braccia
+ E sul cui sen dormito ho in fanciullezza.
+
+ Ben è ver che stampata ho breve traccia
+ Teco, o Saluzzo, e il dì ch'io ti lasciai
+ A noi già lontanissimo s'affaccia.
+
+ Pargoletto ancor m'era, e mi strappai
+ Non senza ambascia da tue dolci sponde,
+ E, diviso da te, più t'apprezzai.
+
+ Perocchè più la lontananza asconde
+ D'amata cosa i men leggiadri aspetti,
+ E più forte magìa sul bello infonde.
+
+ Felice terra a me parea d'eletti
+ La terra di mio Padre, e mi parea
+ Altrove meno amanti essere i petti.
+
+ E mi sovvien ch'io mai non m'assidea
+ Sui ginocchi paterni così pago,
+ Come quando tuoi vanti ei mi dicea.
+
+ In me ingrandiasi ogni tua bella imago;
+ Del nome saluzzese io insuperbiva;
+ Di portarlo con laude io crescea vago.
+
+ E degl'illustri ingegni tuoi gioiva,
+ E numerarli mi piacea, pensando
+ Che in me d'onor tu non andresti priva.
+
+ Vennemi quel pensiero accompagnando
+ Oltre i giorni infantili, allor che trassi
+ Al di là delle care Alpi angosciando.
+
+ Nè t'obblïai, Saluzzo, allor che i passi
+ All'Itale contrade io riportava,
+ Benchè in tue mura il capo io non posassi.
+
+ Chè il bacio de' parenti m'aspettava
+ Nella città ch'è in Lombardia regina,
+ E colà con anelito io volava.
+
+ E colà vissi, e colsi la divina
+ Fronde al suon di quel plauso generoso,
+ Che premia, e inebbria, e suscita, e strascina.
+
+ Oh Saluzzo! al mio giubilo orgoglioso
+ Pe' coronati miei tragici versi,
+ Tua memoria aggiungea gaudio nascoso.
+
+ Oh quante volte allor che in me conversi
+ Fulser gli occhi indulgenti del Lombardo,
+ E spirti egregi ad onorarmi fersi,
+
+ Ridissi a me con palpito gagliardo
+ La saluzzese cuna, e mi ridissi
+ Che grata a me rivolto avresti il guardo!
+
+ E poi che in ogni Itala riva udissi
+ Mentovar la mia scena innamorata,
+ Ed ai mesti Aristarchi io sopravvissi,
+
+ L'aura vana, che fama era nomata,
+ Pareami gran tesor, ma vieppiù bello
+ Perchè a te gioia ne sarìa tornata.
+
+ Mie mille ardenti vanità un flagello
+ Orribile di Dio ratto deluse,
+ E negra carcer mi divenne ostello.
+
+ Non più sorriso d'immortali Muse!
+ Non più suono di plausi! e tutte vie
+ A crescente rinomo indi precluse!
+
+ Ma conforti reconditi alle mie
+ Tristezze pur il Ciel mescolar volle,
+ E il cor balzommi a rimembranze pie.
+
+ Del captivo l'afflitta alma s'estolle
+ A vita di pensier, che in qualche guisa
+ Il compensa di quanto uomo gli tolle.
+
+ E quella vita di pensier, divisa
+ Fra le non molte più dilette cose,
+ Ora è tormento ed ora imparadisa.
+
+ Io fra tai mura tetre e dolorose
+ Pregava, e amava, e sentìa desto il raggio
+ Del poëtar, che il cielo entro me pose.
+
+ Miei carmi erano amor, prece e coraggio;
+ E fra le brame ch'esprimeano, v'era
+ Ch'essi alla cuna mia fossero omaggio.
+
+ Io alla rozza, ma buona alma straniera
+ Del carcerier pingea miei patrii monti,
+ E allor sua faccia apparìa men severa.
+
+ E m'esultava il sen, quando con pronti
+ Impeti d'amistà quel torvo sgherro
+ Commosso si mostrava a' miei racconti.
+
+ Pace allo spirto suo, che in mezzo al ferro
+ Umanità serbava! A lui di certo
+ Debbo s'io vivo, e a' lidi miei m'atterro.
+
+ Morto o insanito io fora in quel deserto,
+ Se confortato non m'avesse un core
+ Nato di donna, e a caritade aperto.
+
+ Scevra quasi or mia vita è di dolore,
+ Ad Italia renduto e a' natii poggi,
+ Ov'alte m'attendean prove d'amore.
+
+ Benedetti color, che dolci appoggi
+ Mi fur nell'infortunio, e benedetti
+ Color, che mia letizia addoppian oggi!
+
+ E benedetta l'ora in che sedetti,
+ Saluzzo mia, di novo entro tue sale,
+ E strinsi a me concittadini petti!
+
+ Non vana mai su te protenda l'ale
+ Quell'Angiol, cui tuo scampo Iddio commise,
+ Sì che nobil sia cosa in te il mortale!
+
+ L'alme de' figli tuoi non sien divise
+ Da fraterna discordia, e mai le pene
+ Dell'infelice qui non sien derise!
+
+ Le città circondanti ergan serene
+ Lor pupille su te, siccome a suora
+ Ch'orme incolpate a lor dinanzi tiene.
+
+ E le lontane madri amin che nuora
+ Vergin ne venga di Saluzzo, e questa
+ Abbia figliuola reverente ognora;
+
+ E la straniera vergin, che fu chiesta
+ Da garzon saluzzese, in cor sorrida
+ Come a lampo di grazia manifesta!
+
+ Pera ogni spirto vil, se in te s'annida!
+ Vi regni indol pietosa ed elegante,
+ E magnanimo ardire, e amistà fida!
+
+ Mai non cessino in te fantasìe sante,
+ Che in dottrina gareggino, e sien luce
+ A chi del bello, a chi del vero è amante;
+
+ E del saver tra' figli tuoi sia duce
+ Non maligna arroganza, invereconda;
+ Ma quella fè che ad ogni bene induce;
+
+ Quella fede che agli uomini feconda
+ Le mentali potenze, a lor dicendo,
+ Ch'uom non solo è dappiù di belva immonda,
+
+ Ma può farsi divin, virtù seguendo!
+ Ma dee farsi divino, o di viltate
+ L'involve eterno sentimento orrendo!
+
+ Tai son le preci che per te innalzate
+ Da me son oggi, e sempre, o suol nativo:
+ Breve soggiorno or fo in tue mura amate,
+
+ Ma, dovunque io m'aggiri, appo te vivo!
+
+
+[Nota 3: Carlo Muletti e Delfino suo padre, storici di Saluzzo.--Io
+m'onoro dell'amicizia di Carlo, e parimente di quella del maggiore
+Felice, suo fratello.]
+
+
+
+
+LA BENEFICENZA.
+
+ _Esurivi enim, et dedistis mihi manducare._
+
+ (MATTH. 26, 35. )
+
+
+ Mentre tanti di nome e d'or potenti
+ Volgono a vanitate e nome ed oro,
+ Nè a taluni più bastano i contenti
+ Che sulla terra Iddio concede loro,
+ Mentre a meglio goder cercan furenti
+ La propria gioia nell'altrui disdoro,
+ Simili a falsi Dei d'età lontane
+ Che a' lor piedi volean vittime umane;
+
+ E mentre mirando
+ Que' ricchi malvagi
+ Il volgo fremente
+ Che invidia lor agi,
+ Esagera, infuria,
+ Invoca dal Ciel
+ Su tutti i felici
+ Sanguigno flagel;
+
+ Que' flagelli rattiene il ricco pio
+ Che riparar gli altrui misfatti agogna,
+ E oprando assai per gli uomini e per Dio,
+ Anco d'essere inutil si rampogna:
+ Degl'innocenti aiuta il buon desìo,
+ Gli erranti tragge a salutar vergogna;
+ Onora l'arti ed anima l'artiero,
+ E chiamar vorrìa tutti al bello, al vero.
+
+ Il volgo commosso
+ Ripensa, si calma,
+ Capisce che il ricco
+ Può aver nobil alma;
+ Insegna a' suoi figli,
+ Che pace e lavor
+ Del povero sono
+ Salute e decor.
+
+ Salve, o di carità sacra fiammella
+ Che accendi il cor del pio dovizioso!
+ Se a noi mortali fulgi or così bella,
+ Qual fulgi tu dell'anime allo Sposo?
+ A lui che, tutte mentre a sè le appella,
+ Le appella a mutuo affetto generoso!
+ A lui che quando cinse umano velo,
+ Ci palesò che tutto amore è il Cielo!
+
+ Amore santifica
+ Tesori e palagi,
+ Amore santifica
+ Tuguri e disagi;
+ Amor sulla terra
+ Può tutto abbellir,
+ L'impero, il servire,
+ La vita, il morir.
+
+ Amato molto, amato sia il Signore
+ Ch'è modello de' ricchi impietositi!
+ Amato molto, amato sia il Signore,
+ Modello ai cuori da sventura attriti!
+ Amato molto, amato sia il Signore
+ Che noi vuol tutti alla sua mensa uniti!
+ Amato molto, amato sia il Signore
+ Che per l'anime umane arde d'amore!
+
+ Oscuro o potente,
+ Di Dio tu sei figlio,
+ Fratello degli Angioli,
+ Ancor che in esiglio!
+ Gran fallo ci avvolse
+ Nel fango e nel duol:
+ Amiam! ci fia reso
+ Degli Angioli il vol!
+
+
+
+
+LE SALE DI RICOVERO.
+
+ _Qui susceperit unum parvulum talem in nomine meo, me suscipit._
+
+ (MATTH. 18, 5.)
+
+
+ «Son pargoletto e povero e ammalato;
+ Abbi pietà di me, Gesù bambino,
+ Tu che sei Dio, ma in povertà sei nato!
+
+ Me qui lascia la mamma ogni mattino
+ Nel solingo tugurio, ed esce mesta
+ Il nostro a procacciar vitto meschino.
+
+ Ancella move a quella casa e questa,
+ Ed acqua attinge e lava e assai si stanca,
+ E vive appena, ed indigente resta.
+
+ Qui soletto io mi volgo a destra, a manca,
+ Senza dolcezza di parole amate,
+ E fame ho spesse volte, e il pan mi manca.
+
+ Le melanconich'ore prolungate
+ M'empion l'alma di pianto e di paure,
+ E mi sfogo in ismanie sconsolate.
+
+ Amor la madre assai mi porta, e pure
+ Quando al tugurio torna e pianger m'ode,
+ Spesso le voci sue prorompon dure;
+
+ Talor mi batte, e duolo indi mi rode,
+ Sì che allor quasi affetto io più non sento,
+ E in maligni pensieri il cor mi gode.
+
+ Povera madre! il viver nello stento
+ Estingue nel suo spirto ogni sorriso,
+ Ed anch'io più cruccioso ognor divento.
+
+ Gesù, prendimi teco in Paradiso,
+ O tempra la tristezza che m'irrita,
+ E rasserena di mia madre il viso:
+
+ Fa ch'ella trovi ad allevarmi aïta,
+ Fa che deserto io non mi strugga tanto
+ Fa che un po' d'allegrezza orni mia vita.
+
+ Se ad altri bimbi io respirassi accanto,
+ E non sempre gemessi, e qualche mano
+ Söavemente m'asciugasse il pianto,
+
+ Crescerei più benevolo e più sano
+ E più caro a la madre io mi vedrìa:
+ Lassa! altrimenti ella fu madre invano!
+
+ Ella al mio fianco in pace invecchierìa,
+ E per essa con gioia adoprerei
+ A laudevol sudor mia vigorìa.
+
+ Le poche forze ai patimenti rei
+ Soggiaceranno in breve, e, fuorchè pena,
+ Nulla i miei giorni avran fruttato a lei.
+
+ Ovver, se presto a morte non mi mena
+ Tanta miseria, crescerò doglioso,
+ Me coll'afflitta madre amando appena.
+
+ Ed ella pur mi dice che odïoso
+ Il povero alla terra e al ciel rimane,
+ Quando alle brame sue non dà riposo,
+
+ Quando coll'ira in cor mangia il suo pane.»
+
+ Ed ecco del bimbo
+ La mamma ritorna:
+ È stanca, ma un raggio
+ Di gioia l'adorna;
+ S'asside a lui presso,
+ Lo stringe al suo sen,
+ «Oh quanto sinora
+ Mi dolse, o figliuolo,
+ Lasciarti ogni giorno
+ Sì tristo, sì solo!
+ T'allegra: celeste
+ Soccorso a noi vien.
+
+ «Nell'ore ch'ai figli
+ Non ponno dar cura
+ Le madri, cui preme
+ Fatica e sventura,
+ Da provvide menti
+ Ricovro s'aprì.
+ Alquanto risana,
+ E là tu verrai:
+ Son piene due sale
+ Di pargoli omai:
+ Giocando, imparando,
+ Vi passano il dì.
+
+ «Al santo pensiero
+ Che aprì quel ricetto,
+ Ministre si fanno
+ Con tenero affetto
+ Più vergini umìli,
+ Sacrate al Signor:
+ Null'altro che amarti,
+ Il sai, potev'io,
+ Ma quelle söavi
+ Ancelle di Dio
+ Più dolce, più giusto
+ Faranno il tuo cor.
+
+ «Io, conscia che al figlio
+ Non manca un'aïta,
+ Trarrò senza pianto
+ Mia povera vita,
+ L'usato lavoro
+ Stimando leggèr.
+ Al tetto materno
+ Verrai verso sera,
+ E sempre alzeremo
+ Concorde preghiera
+ Per l'alme pietose
+ Che asilo ti dier.»
+
+ Quel fanciulletto già infermiccio e tristo,
+ Indi a non molto, in sì benigna scuola,
+ Rosee le guance e lieti i rai fu visto.
+
+ Oh d'amorose labbra la parola
+ Quanto a' cuori avviliti, e più a' bambini,
+ Addolcisce le doglie e li consola!
+
+ D'entrambo i sessi i pargoli tapini
+ Ivi sottratti vanno a rio squallore,
+ Ed a costumi stolidi e ferini.
+
+ Che invan vorria la madre o il genitore
+ Occhio assiduo tener sui cari pegni,
+ Qua e là faticando per lungh'ore.
+
+ Abbandonati a sè, crescere indegni
+ Veggionsi quindi d'assai plebe i figli,
+ Egre le membra ed egri più gl'ingegni.
+
+ Per cadute e per cento altri perigli
+ Vedi qual di storpiati e di languenti
+ Esce turba da' poveri covigli!
+
+ Quanti avrian le persone alte e ridenti
+ Ch'essi strascinan luride e contorte,
+ Perchè guaste d'infanzia agli elementi!
+
+ Oh benedetti voi che sulla sorte
+ Della schiatta plebea v'intenerite,
+ E pensate a scemarle e vizi e morte!
+
+ In voi sì belle le grandezze avite
+ Non son, quant'è il magnanimo disìo,
+ Onde a tanti innocenti asilo aprite.
+
+ Memori siete di quell'Uomo-Iddio
+ Che, cinto da drappel di bambinelli,
+ Li confortava col suo sguardo pio,
+
+ Ed imponea d'assomigliare a quelli.
+
+ E voi benedette,
+ Donzelle pietose,
+ Che al Dio de' bambini
+ Facendovi spose,
+ Di madri assumete
+ Le pene e l'amor.
+ Per voi dalla terra
+ Piacer non alligna:
+ Fors'anco taluno
+ Vi guarda e sogghigna,
+ Vi chiama delire
+ Da stolto fervor.
+
+ Ma voi non curanti
+ Di plauso o di scherno,
+ I poveri amando
+ Amate l'Eterno,
+ Ai bimbi servendo
+ Servite a Gesù.
+ Il mondo che ignora
+ Del core i misteri,
+ Non sa che più dolce
+ Di tutti i piaceri
+ È l'umil conflitto
+ D'arcana virtù.
+
+ La vergine sacra
+ Al Dio degl'infanti
+ Sublima sue pene
+ Con palpiti santi;
+ È abbietta ai mortali,
+ Ma l'anima ha in ciel.
+ Con Dio nella mente
+ Le cure più gravi,
+ Le cure più vili
+ Diventan söavi:
+ Bassezza non tange
+ Un'alma fedel.
+
+ La vergine sacra
+ Al Dio de' bambini
+ Vagheggia in Maria
+ Affetti divini,
+ Le impronte cercando
+ Di lei seguitar.
+ Non volgono ai bimbi
+ Tirannico ciglio
+ Color, che mirando
+ Maria col suo Figlio,
+ Li veggon dal cielo
+ Sui bimbi vegliar.
+
+ Ah! sì, benedette
+ Voi tutte, o bell'alme,
+ Che ai miseri infanti
+ Porgete le palme,
+ Di padri e di madri
+ Vestendo l'amor!
+ Pensier non vi preme
+ Di plauso o di scherno:
+ I poveri amando
+ Amate l'Eterno:
+ Ai bimbi servendo
+ Servite al Signor.
+
+
+FINE.
+
+
+
+
+INDICE.
+
+
+AL LETTORE 1
+FRANCESCA DA RIMINI Pag. 1
+ROSILDE 79
+ADELLO 115
+EBELINO 169
+ILDEGARDE 213
+AROLDO E CLARA 251
+POESIE LIRICHE 277
+
+
+FINE DELL'INDICE.
+
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Poesie scelte, by Silvio Pellico
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK POESIE SCELTE ***
+
+***** This file should be named 17671-8.txt or 17671-8.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/1/7/6/7/17671/
+
+Produced by Carlo Traverso, Paganelli and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by the Bibliothèque nationale de France (BnF/Gallica) at
+http://gallica.bnf.fr)
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
+rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose
+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
+
+
+
+*** START: FULL LICENSE ***
+
+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
+PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK
+
+To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free
+distribution of electronic works, by using or distributing this work
+(or any other work associated in any way with the phrase "Project
+Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project
+Gutenberg-tm License (available with this file or online at
+http://gutenberg.org/license).
+
+
+Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm
+electronic works
+
+1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm
+electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
+and accept all the terms of this license and intellectual property
+(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all
+the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy
+all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession.
+If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project
+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
+terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
+copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
+works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
+freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of
+this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with
+the work. You can easily comply with the terms of this agreement by
+keeping this work in the same format with its attached full Project
+Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.
+
+1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern
+what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in
+a constant state of change. If you are outside the United States, check
+the laws of your country in addition to the terms of this agreement
+before downloading, copying, displaying, performing, distributing or
+creating derivative works based on this work or any other Project
+Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning
+the copyright status of any work in any country outside the United
+States.
+
+1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg:
+
+1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate
+access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently
+whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the
+phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project
+Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed,
+copied or distributed:
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived
+from the public domain (does not contain a notice indicating that it is
+posted with permission of the copyright holder), the work can be copied
+and distributed to anyone in the United States without paying any fees
+or charges. If you are redistributing or providing access to a work
+with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the
+work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1
+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
+Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
+1.E.9.
+
+1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
+with the permission of the copyright holder, your use and distribution
+must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
+terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked
+to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
+permission of the copyright holder found at the beginning of this work.
+
+1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
+License terms from this work, or any files containing a part of this
+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
+
+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
+prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
+active links or immediate access to the full terms of the Project
+Gutenberg-tm License.
+
+1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
+compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
+word processing or hypertext form. However, if you provide access to or
+distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than
+"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
+you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
+copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon
+request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
+performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
+unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
+
+1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
+access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided
+that
+
+- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
+ owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
+ must be paid within 60 days following each date on which you
+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
+ does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
+ Project Gutenberg-tm works.
+
+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
+property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a
+computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by
+your equipment.
+
+1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right
+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
+Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project
+Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all
+liability to you for damages, costs and expenses, including legal
+fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT
+LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
+PROVIDED IN PARAGRAPH F3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
+TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
+LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
+INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
+DAMAGE.
+
+1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
+defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
+receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
+written explanation to the person you received the work from. If you
+received the work on a physical medium, you must return the medium with
+your written explanation. The person or entity that provided you with
+the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a
+refund. If you received the work electronically, the person or entity
+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS', WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card
+donations. To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
+*** END: FULL LICENSE ***
+
diff --git a/17671-8.zip b/17671-8.zip
new file mode 100644
index 0000000..6017be1
--- /dev/null
+++ b/17671-8.zip
Binary files differ
diff --git a/17671-h.zip b/17671-h.zip
new file mode 100644
index 0000000..b16fe1f
--- /dev/null
+++ b/17671-h.zip
Binary files differ
diff --git a/17671-h/17671-h.htm b/17671-h/17671-h.htm
new file mode 100644
index 0000000..6991f8f
--- /dev/null
+++ b/17671-h/17671-h.htm
@@ -0,0 +1,8716 @@
+<!DOCTYPE html PUBLIC "-//W3C//DTD XHTML 1.0 Strict//EN"
+ "http://www.w3.org/TR/xhtml1/DTD/xhtml1-strict.dtd">
+
+<html xmlns="http://www.w3.org/1999/xhtml">
+ <head>
+ <meta http-equiv="Content-Type" content="text/html;charset=iso-8859-1" />
+ <title>
+ The Project Gutenberg eBook of Poesie Scelte, by Silvio Pellico.
+ </title>
+ <style type="text/css">
+/*<![CDATA[ XML blockout */
+<!--
+ p { text-indent: 2em;
+ margin-top: .75em;
+ text-align: justify;
+ margin-bottom: .75em;}
+ .neg {text-indent: -2em;}
+ .noind {text-indent: 0em;}
+ .ind {text-indent: 1em;}
+ .gap {margin-top: 2em;}
+ .biggap {margin-top: 4em;}
+ .right {text-align: right; padding-right:5em;}
+ .rightv {text-align: right; padding-right:10em; padding-left: 5em;}
+ .rightf {float: right; padding-left: 3em;}
+
+ h1,h2,h3,h4,h5,h6 {text-align: center; clear: both;}
+
+ hr { width: 33%; margin-top: 2em; margin-bottom: 2em; margin-left: auto; margin-right: auto; clear: both;}
+
+ ul { list-style: none; margin-left: 0em; padding-left: 1em; text-indent: -1em; margin-top: 0; }
+ li { margin-top: 0.5em; }
+
+ body { margin-left: 10%; margin-right: 10%;}
+
+ .blockquot{margin-left: 5%; margin-right: 10%;}
+ .blockr {margin-left: 35%; margin-right: 15%;}
+ .blockn {margin-left: 20%; margin-right: 20%;}
+ .pagenum {position: absolute; left: 92%; font-size: smaller; text-align: right;}
+
+ .center {text-align: center;}
+ .smcap {font-variant: small-caps;}
+
+ a img { border: 0; }
+ .figcenter {margin: auto; text-align: center;}
+
+ .footnote {margin-left: 10%; margin-right: 10%; padding-top: 2em; font-size: 0.9em;}
+ .fnanchor {vertical-align: 2px; font-size: .8em; text-decoration: none;}
+
+ .poem {margin-left:30%; margin-right:10%; text-align: left;}
+ .poem .stanza {margin: 1em 0em 1em 0em;}
+ .verseind {text-indent: 1em;}
+ .verse verseind {margin: 0em;}
+ .i2 {display: block; margin-left: 2em;}
+ .i4 {display: block; margin-left: 4em;}
+ .i8 {display: block; margin-left: 8em;}
+ .i12 {display: block; margin-left: 12em;}
+ .i16 {display: block; margin-left: 16em;}
+ // -->
+ /* XML end ]]>*/
+ </style>
+ </head>
+<body>
+
+
+<pre>
+
+The Project Gutenberg EBook of Poesie scelte, by Silvio Pellico
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Poesie scelte
+
+Author: Silvio Pellico
+
+Release Date: February 3, 2006 [EBook #17671]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK POESIE SCELTE ***
+
+
+
+
+Produced by Carlo Traverso, Paganelli and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by the Bibliothèque nationale de France (BnF/Gallica) at
+http://gallica.bnf.fr)
+
+
+
+
+
+
+</pre>
+
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+<h1 class="gap">POESIE SCELTE</h1>
+
+<h5>DI</h5>
+
+<h2>SILVIO PELLICO</h2>
+
+<h5>DA SALUZZO.</h5>
+
+
+<h4 class="gap">VOLUME UNICO.</h4>
+
+<div class="figcenter" style="width: 100px;">
+<img class="biggap" src="images/marca_tipografica.jpg" width="100" height="96" alt="Marca tipografica" title="Marca tipografica" />
+</div>
+
+<h3 class="biggap">PARIGI,</h3>
+<h4>BAUDRY, LIBRERIA EUROPEA,</h4>
+<h5>3, QUAI MALAQUAIS.</h5>
+
+<h4 class="gap">1840.</h4>
+
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+
+<h2 class="gap">BIBLIOTECA<br/>
+POETICA ITALIANA</h2>
+
+<h5>CONTINUATA DA QUELLA</h5>
+<h3>DEL BUTTURA.</h3>
+
+<h3 class="gap">TOMO XXXVI.</h3>
+
+<h3 class="gap">CONTINUAZIONE<br/>
+TOMO VI.</h3>
+
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+
+<h5>DALLA STAMPERIA DI CRAPELET,</h5>
+<h6>RUE DE VAUGIRARD, N&ordm; 9.</h6>
+
+
+<h6 class="biggap">SI VENDE PURE</h6>
+<h5>DA STASSIN E XAVIER,</h5>
+<h6>9, RUE DU COQ-SAINT-HONOR&Eacute;.</h6>
+
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+<h2>INDICE.</h2>
+
+<div class="blockn">
+<ul><li><span class="rightf">&nbsp;&nbsp;&nbsp;<a href="#Pg_1">1</a></span><span class="smcap">Al Lettore</span></li>
+<li><span class="rightf">Pag. <a href="#Pg_3">1</a></span><span class="smcap">Francesca da Rimini</span></li>
+<li><span class="rightf">&nbsp;<a href="#Pg_79">79</a></span><span class="smcap">Rosilde</span></li>
+<li><span class="rightf"><a href="#Pg_115">115</a></span><span class="smcap">Adello</span></li>
+<li><span class="rightf"><a href="#Pg_169">169</a></span><span class="smcap">Ebelino</span></li>
+<li><span class="rightf"><a href="#Pg_213">213</a></span><span class="smcap">Ildegarde</span></li>
+<li><span class="rightf"><a href="#Pg_251">251</a></span><span class="smcap">Aroldo e Clara</span></li>
+<li><span class="rightf"><a href="#Pg_277">277</a></span><span class="smcap">Poesie liriche</span></li></ul>
+</div>
+
+
+<h4>FINE DELL'INDICE.</h4>
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_1" id="Pg_1">{1}</a></span></p>
+
+
+<h2>AL LETTORE.</h2>
+
+
+<p>Amore sotto le pi&ugrave; nobili forme ne' gaudi, amore e rassegnazione ne'
+mali sono anima al vivere di Pellico, sono l'espressione de' suoi
+versi; ch&egrave; in essi l'anima di lui tutta &egrave; diffusa. In questo giudizio
+speriamo verran coloro che leggeranno le seguenti poesie, le quali
+abbiam scelte, toltone la <i>Francesca</i>, dalle molte pubblicate
+dall'autore dopo la sua liberazione dallo Spielberg.</p>
+
+<p>Inclinando alquanto col secolo fummo parchi nel dare di quelle rime
+del nostro autore in cui egli trascorre alla contemplazione delle <span class="pagenum noind"><a name="Pg_2" id="Pg_2">{2}</a></span>cose
+divine. Un libro ascetico o quasi ascetico sarebbe letto da pochi,
+forse da nessuno di coloro che ne abbisognano, e resterebbe quindi
+senza frutto. L'armi spirituali lampeggino sole nelle sacre bigonce,
+ma ne' libri di amena letteratura portino miste agli umani diletti le
+salutari punture.</p>
+
+<p class="right"><span class="smcap">A. Ronna.</span></p>
+
+
+<hr style="width: 45%;" />
+
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_3" id="Pg_3">{3}</a></span></p>
+
+<h2>FRANCESCA</h2>
+<h3>DA RIMINI</h3>
+
+<h4 class="gap">TRAGEDIA.</h4>
+
+<div class="poem">
+<div class="stanza">
+<div class="verse">Noi leggevamo un giorno per diletto,</div>
+<div class="verseind">Di Lancillotto come amor lo strinse,</div>
+<div class="verseind">Soli eravamo e senza alcun sospetto.</div>
+<div class="verse">Per pi&ugrave; fiate gli occhi ci sospinse</div>
+<div class="verseind">Quella lettura e scolorocci il viso.</div>
+<div class="verseind">Ma solo un punto fu quel che ci vinse.</div>
+<div class="verse">Quando leggemmo il dis&iuml;ato riso,</div>
+<div class="verseind">Esser baciato da cotanto amante,</div>
+<div class="verseind">Questi, che mai da me non fia diviso,</div>
+<div class="verse">La bocca mi baci&ograve; tutto tremante.</div>
+</div></div>
+
+
+<hr style="width: 25%;" />
+
+
+<div class="pagenum noind"><a name="Pg_4" id="Pg_4">{4}</a></div>
+
+<h2>PERSONAGGI.</h2>
+
+<div class="poem">
+<ul>
+<li>LANCIOTTO, signor di Rimini.</li>
+<li>PAOLO, suo fratello.</li>
+<li>GUIDO, signore di Ravenna.</li>
+<li>FRANCESCA, sua figlia e moglie di Lanciotto.</li>
+<li><span class="smcap">Un Paggio.</span></li>
+<li><span class="smcap">Guardie.</span></li>
+</ul>
+
+<p class="biggap"><i>La scena &egrave; in Rimini nel palazzo signorile.</i></p>
+</div>
+
+<hr style="width: 25%;" />
+
+
+<div class="pagenum noind"><a name="Pg_5" id="Pg_5">{5}</a></div>
+
+<h2>FRANCESCA DA RIMINI.</h2>
+
+<h2 class="biggap"><a name="ATTO_PRIMO" id="ATTO_PRIMO"></a>ATTO PRIMO.</h2>
+
+
+<h3 class="gap">SCENA PRIMA.</h3>
+
+<div class="blockquot">
+<p class="neg"><i>Esce</i> LANCIOTTO <i>dalle sue stanze per andare all'incontro di</i> GUIDO,
+<i>il quale giunge. Si abbracciano affettuosamente.</i></p></div>
+
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem">
+<div class="stanza">
+<div class="verse">Vedermi dunque ella chiedea? Ravenna</div>
+<div class="verse">Tosto lasciai; men della figlia caro</div>
+<div class="verse">Sariami il trono della terra.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Oh Guido!</div>
+<div class="verse">Come diverso tu rivedi questo</div>
+<div class="verse">Palagio mio dal d&igrave; che sposo io fui!</div>
+<div class="verse">Di Rimini le vie pi&ugrave; non son liete</div>
+<div class="verse">Di canti e danze; pi&ugrave; non odi alcuno</div>
+<div class="verse">Che di me dica: Non v'ha rege al mondo</div>
+<div class="verse">Felice al pari di Lanciotto. Invidia</div>
+<div class="verse">Avean di me tutti d'Italia i prenci:<span class="pagenum noind"><a name="Pg_6" id="Pg_6">{6}</a></span></div>
+<div class="verse">Or degno son di lor piet&agrave;. Francesca</div>
+<div class="verse">Soavemente commoveva a un tempo</div>
+<div class="verse">Colla bellezza i cuori, e con quel tenue</div>
+<div class="verse">Vel di malinconia che pi&ugrave; celeste</div>
+<div class="verse">Fea il suo sembiante. L'apponeva ognuno</div>
+<div class="verse">All'abbandono delle patrie case</div>
+<div class="verse">E al pudor di santissima fanciulla,</div>
+<div class="verse">Che ad imene ed al trono ed agli applausi</div>
+<div class="verse">Ritrosa ha l'alma.&mdash;Il tempo ir diradando</div>
+<div class="verse">Parve alfin quel dolor. Meno dimessi</div>
+<div class="verse">Gli occhi Francesca al suo sposo volgea;</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; non cercava ognor d'esser solinga;</div>
+<div class="verse">Pietosa cura in lei nascea d'udire</div>
+<div class="verse">Degl'infelici le querele, e spesso</div>
+<div class="verse">Me le recava; e mi diceva.... Io t'amo.</div>
+<div class="verse">Perch&egrave; sei giusto e con clemenza regni.</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Mi sforzi al pianto.&mdash;Pargoletta, ell'era</div>
+<div class="verse">Tutta sorriso, tutta gioja, ai fiori</div>
+<div class="verse">Parea in mezzo volar nel pi&ugrave; felice</div>
+<div class="verse">Sentiero della vita; il suo vivace</div>
+<div class="verse">Sguardo in chi la mirava, infondea tutto</div>
+<div class="verse">Il gajo spirto de' suoi giovani anni.</div>
+<div class="verse">Chi presagir potealo? Ecco ad un tratto<span class="pagenum noind"><a name="Pg_7" id="Pg_7">{7}</a></span></div>
+<div class="verse">Di tanta gioja estinto il raggio, estinto</div>
+<div class="verse">Al primo assalto del dolor! La guerra,</div>
+<div class="verse">Ahim&egrave;, un fratel teneramente amato</div>
+<div class="verse">Rapiale!... Oh infausta rimembranza!.. Il cielo</div>
+<div class="verse">Con preghiere continue ella stancava</div>
+<div class="verse">Pel guerreggiante suo caro fratello...</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Inconsolabil del fratel perduto</div>
+<div class="verse">Vive, e n'abborre l'uccisor; quell'alma</div>
+<div class="verse">S&igrave; pia, s&igrave; dolce, mortalmente abborre!</div>
+<div class="verse">Invan le dico: I nostri padri guerra</div>
+<div class="verse">Moveansi; Paolo, il fratel mio, t'uccise</div>
+<div class="verse">Un fratello, ma in guerra; assai dorragli</div>
+<div class="verse">L'averlo ucciso; egli ha leggiadri, umani,</div>
+<div class="verse">Di generoso cavaliero i sensi.</div>
+<div class="verse">Di Paolo il nome la conturba. Io gemo</div>
+<div class="verse">Per&ograve; che sento del fratel lontano</div>
+<div class="verse">Tenero amore. Avviso ebbi ch'ei riede</div>
+<div class="verse">In patria, il core men balz&ograve; di gioja;</div>
+<div class="verse">Alla mia sposa supplicando il dissi,</div>
+<div class="verse">Onde benigna l'accogliesse. Un grido</div>
+<div class="verse">A tal annunzio mise. Egli ritorna!</div>
+<div class="verse">Sclam&ograve; tremando, e semiviva cadde.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_8" id="Pg_8">{8}</a></span></div>
+<div class="verse">Dirtelo deggio? Ahi l'ho creduta estinta,</div>
+<div class="verse">E furente giurai che la sua morte</div>
+<div class="verse">Io vendicato avrei... nel fratel mio.</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Lasso! e potevi?...</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Il ciel disperda l'empio</div>
+<div class="verse">Giuramento! L'ud&igrave; ripeter ella,</div>
+<div class="verse">Ed orror n'ebbe, e a me le man stendendo:</div>
+<div class="verse">Giura, sclam&ograve;, giura d'amarlo: ei solo,</div>
+<div class="verse">Quand'io pi&ugrave; non sar&ograve;, pietoso amico</div>
+<div class="verse">Ti rimarr&agrave;... Ch'io l'ami impone, e l'odia,</div>
+<div class="verse">La disumana! E andar chiede a Ravenna</div>
+<div class="verse">Nel suo natio palagio, onde gli sguardi</div>
+<div class="verse">Non sostener dell'uccisor del suo</div>
+<div class="verse">Germano.</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Appena ebbi il tuo scritto, inferma</div>
+<div class="verse">Temei foss'ella. Ah, quanto io l'ami, il sai!</div>
+<div class="verse">Che troppo io viva... tu mi intendi... io sempre</div>
+<div class="verse">Tremo.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verseind">Oh, non dirlo!.. Io pur, quando sopita<span class="pagenum noind"><a name="Pg_9" id="Pg_9">{9}</a></span></div>
+<div class="verse">La guardo... e chiuse le palpebre e il bianco</div>
+<div class="verse">Volto segno non dan quasi di vita,</div>
+<div class="verse">Con orrenda ansiet&agrave; pongo il mio labbro</div>
+<div class="verse">Sovra il suo labbro per sentir se spiri:</div>
+<div class="verse">E del tremor tuo tremo.&mdash;In feste e giochi</div>
+<div class="verse">Tenerla volli, e sen tedi&ograve;: di gemme</div>
+<div class="verse">Doviz&iuml;osa e d'oro e di possanza</div>
+<div class="verse">Farla, e fu grata ma non lieta. Al cielo</div>
+<div class="verse">Devota &egrave; assai: novelle are costrussi.</div>
+<div class="verse">Cento vergini e cento alzano ognora</div>
+<div class="verse">Preci per lei, che le protegge ed ama.</div>
+<div class="verse">Ella s'avvede ch'ogni studio adopro</div>
+<div class="verse">Onde piacerle, e me lo dice, e piange.</div>
+<div class="verse">Talor mi sorge un reo pensier... Avessi</div>
+<div class="verse">Qualche rivale? O ciel! ma se da tutta</div>
+<div class="verse">La sua persona le traluce il core</div>
+<div class="verse">Candidissimo e puro!... Eccola.</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA II.</h3>
+
+<div class="center"><span class="smcap">FRANCESCA e Detti.</span></div>
+<p><br/></p>
+
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Figlia,</div>
+<div class="verse">Abbracciami. Son io...<span class="pagenum noind"><a name="Pg_10" id="Pg_10">{10}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Padre... ah, la destra</div>
+<div class="verse">ch'io ti copra di baci!</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Al seno mio,</div>
+<div class="verse">Qui... qui confondi i tuoi palpiti a' miei</div>
+<div class="verse">Vieni, prence. Ambidue siete miei figli:</div>
+<div class="verse">Ambidue qui... Vi benedica il cielo!</div>
+<div class="verse">Cos&igrave; vi strinsi ambi quel d&igrave; che sposi</div>
+<div class="verse">Vi nomaste.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Ah, quel d&igrave;!... fosti felice,</div>
+<div class="verse">O padre.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">E che? forse dir vuoi che il padre</div>
+<div class="verse">Felice, e te misera festi?</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Io vero</div>
+<div class="verse">Presagio avea, che male avrei lo sposo</div>
+<div class="verse">Mio rimertato con perenne pianto,</div>
+<div class="verse">E te lo dissi, o genitor: chiamata</div>
+<div class="verse">Alle nozze io non era. Il vel ti chiesi;</div>
+<div class="verse">Tu mi dicesti che felice il mio</div>
+<div class="verse">Imen sol ti farebbe... io t'obbedii.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_11" id="Pg_11">{11}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Ingrata, il vel chieder potevi a un padre</div>
+<div class="verse">A cui viva restavi unica prole?</div>
+<div class="verse">Negar potevi a un genitor canuto</div>
+<div class="verse">D'avere un d&igrave; sulle ginocchia un figlio</div>
+<div class="verse">Della sua figlia?</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Non per me mi pento.</div>
+<div class="verse">Iddio m'ha posto un incredibil peso</div>
+<div class="verse">D'angoscia sovra il core, e a sopportarlo</div>
+<div class="verse">Rassegnata son io. Gli anni miei tutti</div>
+<div class="verse">Di lagrime incessanti abbeverato</div>
+<div class="verse">Avrei del pari in solitaria cella</div>
+<div class="verse">Come nel mondo. Ma di me dolente</div>
+<div class="verse">Niuno avrei fatto!... liberi dal seno</div>
+<div class="verse">Sariano usciti i miei gemiti a Dio,</div>
+<div class="verse">Onde guardasse con piet&agrave; la sua</div>
+<div class="verse">Creatura infelice, e la togliesse</div>
+<div class="verse">Da questa valle di dolor!... Non posso</div>
+<div class="verse">N&egrave; bramar pure di morir: te affliggo,</div>
+<div class="verse">O generoso sposo mio, vivendo:</div>
+<div class="verse">T'affliggerei pi&ugrave;, s'io morissi.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">O pia<span class="pagenum noind"><a name="Pg_12" id="Pg_12">{12}</a></span></div>
+<div class="verse">E in un crudele! Affliggimi, cospargi</div>
+<div class="verse">Di velen tutte l'ore mie, ma vivi.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Troppo tu m'ami. E temo ognor che in odio</div>
+<div class="verse">Cangiar tu debba l'amor tuo... punirmi...</div>
+<div class="verse">Di colpa ch'io non ho... d'involontaria</div>
+<div class="verse">Colpa almeno....</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Qual colpa?</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Io... debolmente</div>
+<div class="verse">Amor t'esprimo...</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">E il senti? Ah, dirti cosa</div>
+<div class="verse">Mai non volea ch'ora dal cor mi fugge!</div>
+<div class="verse">Vorresti, e amarmi, oh ciel! nol puoi...</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Che pensi?</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Rea non ti tengo... involontarii sono</div>
+<div class="verse">Spesso gli affetti...</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Che?<span class="pagenum noind"><a name="Pg_13" id="Pg_13">{13}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Perdona. Rea</div>
+<div class="verse">Io non ti tengo, tel ridico, o donna:</div>
+<div class="verse">Ma il tuo dolor... sarebbe mai... di forte</div>
+<div class="verse">Alma in conflitto con biasmato... amore?</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="right">(<i>Gettandosi nelle braccia di Guido.</i>)</div>
+<div class="verse">Ah, padre, salva la mia fama. Digli,</div>
+<div class="verse">E giuramento abbine tu, che giorni</div>
+<div class="verse">Incolpabili io trassi al fianco tuo,</div>
+<div class="verse">E che al suo fianco io non credea che un'ombra</div>
+<div class="verse">Pur di sospetto mai data gli avessi.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Perdona: amore &egrave; di sospetti fabbro.&mdash;</div>
+<div class="verse">Io fra me spesso ben dicea: Se pure,</div>
+<div class="verse">Fanciulla ancor, d'immacolato amore</div>
+<div class="verse">Si fosse accesa, e or tacita serbasse</div>
+<div class="verse">Il sovvenir d'un mio rival, cui certo</div>
+<div class="verse">Ella antepone il suo dover, qual dritto</div>
+<div class="verse">Di esacerbar la cruda piaga avrei,</div>
+<div class="verse">Indagando l'arcano? Eterno giaccia</div>
+<div class="verse">Nel suo innocente cor, s'ella ha un arcano!</div>
+<div class="verse">Ma dirlo deggio? Il dubbio mio s'accrebbe<span class="pagenum noind"><a name="Pg_14" id="Pg_14">{14}</a></span></div>
+<div class="verse">Un d&igrave; che al fratel tuo lodi tessendo,</div>
+<div class="verse">Io m'accingeva a consolarti. Invasa</div>
+<div class="verse">Da trasporto invincibile, sclamasti:</div>
+<div class="verse">Dove, o segreto amico mio del cuore,</div>
+<div class="verse">Dove n'andasti? Perch&egrave; mai non torni,</div>
+<div class="verse">S&igrave; che pria di morire io ti riveggia?</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Io dissi?</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">N&egrave; a fratel volti que' detti</div>
+<div class="verse">Parean.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Fin nel delirio, agl'infelici</div>
+<div class="verse">Scrutar vuolsi il pensier? Sono infelici,</div>
+<div class="verse">N&egrave; basta: infami anch'esser denno. Ognuno</div>
+<div class="verse">Contro l'afflitto spirto lor congiura;</div>
+<div class="verse">Ognun... piet&agrave; di lor fingendo... gli odia;</div>
+<div class="verse">Non piet&agrave; no, la tomba chieggon... Quando</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; sopportarmi non potrai, la tomba</div>
+<div class="verse">Aprimi s&igrave;; discenderovvi io lieta:</div>
+<div class="verse">Lieta pur ch'io... da ogn'uom fugga!</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Vaneggi?</div>
+<div class="verse">Figlia...<span class="pagenum noind"><a name="Pg_15" id="Pg_15">{15}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Quai su di me vibri tremendi</div>
+<div class="verse">Sguardi! Che li fec'io?</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Di mie sciagure</div>
+<div class="verse">La cagion non sei tu?... Perch&egrave; strapparmi</div>
+<div class="verse">Dal suol che le materne ossa racchiude?</div>
+<div class="verse">L&agrave; calmato avria il tempo il dolor mio;</div>
+<div class="verse">Qui tutto il desta, e lo rinnova ognora...</div>
+<div class="verse">Passo non fo ch'io non rimembri...&mdash;Oh insana!</div>
+<div class="verse">Fuor di me son. Non creder, no...</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">... A Ravenna,</div>
+<div class="verse">Francesca, s&igrave;, col genitor n'andrai.</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Prence, t'arresta.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Oh, a' dritti miei rinunzio.</div>
+<div class="verse">Dalla tua patria non verr&ograve; a ritorti:</div>
+<div class="verse">Chi orror t'ispira, ed &egrave; tuo sposo, e t'ama</div>
+<div class="verse">Pur tanto, pi&ugrave; non rivedrai... se forse</div>
+<div class="verse">Pentita un giorno e a piet&agrave; mossa, al tuo</div>
+<div class="verse">Misero sposo non ritorni... E forse,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_16" id="Pg_16">{16}</a></span></div>
+<div class="verse">Dall'angosce cangiato, ah, ravvisarmi</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; non saprai! Ben io, ben io nel core</div>
+<div class="verse">La tua presenza sentir&ograve;: al tuo seno</div>
+<div class="verse">Voler&ograve; perdonandoti.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Lanciotto,</div>
+<div class="verse">Tu piangi?</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Ah figlia!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Padre mio! Vedesti</div>
+<div class="verse">Figlia pi&ugrave; rea, pi&ugrave; ingrata moglie? iniqui</div>
+<div class="verse">Detti mi sfuggon nel dolor, ma il labbro</div>
+<div class="verse">Sol li pronuncia.</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Ah, di tuo padre i giorni</div>
+<div class="verse">Non accorciar, n&egrave; del marito vane</div>
+<div class="verse">Far le virt&ugrave; per cui degna e adorata</div>
+<div class="verse">Consorte il ciel gli concedea! Pi&ugrave; lieve</div>
+<div class="verse">Sar&agrave; la terra sovra il mio sepolcro,</div>
+<div class="verse">Se un d&igrave;, toccando, giurerai che lieto</div>
+<div class="verse">Di prole festi e del tuo amor lo sposo.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Io accorcerei del padre mio la vita?<span class="pagenum noind"><a name="Pg_17" id="Pg_17">{17}</a></span></div>
+<div class="verse">No. Figlia e moglie esser vogl'io: men doni</div>
+<div class="verse">Lo forza il ciel. Meco il pregate!</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Rendi</div>
+<div class="verse">A mia figlia la pace!</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">... Alla mia sposa!</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA III.</h3>
+
+
+<div class="center"><span class="smcap">Un Paggio e Detti.</span></div>
+<p><br/></p>
+<div class="center">PAGGIO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">L'ingresso chiede un cavalier.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="rightv">(<i>A Guido.</i>)</div>
+<div class="i16">Tu d'uopo</div>
+<div class="verse">Hai di riposo: alle tue stanze, o padre,</div>
+<div class="verse">Vieni. <span class="rightv">(<i>Parte con Guido.</i>)</span></div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA IV.</h3>
+
+<div class="center"><span class="smcap">LANCIOTTO e il Paggio.</span></div>
+<p><br/></p>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verseind">Il suo nome?<span class="pagenum noind"><a name="Pg_18" id="Pg_18">{18}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">PAGGIO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Il nome suo tacea:</div>
+<div class="verse">Supporlo io posso. Entr&ograve; negli atrii, e forte</div>
+<div class="verse">Commoz&iuml;one l'agit&ograve;: con gioja</div>
+<div class="verse">Guardava l'armi de' tuoi avi appese</div>
+<div class="verse">Alle pareti: di tuo padre l'asta</div>
+<div class="verse">E lo scudo conobbe.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Oh Paolo! Oh mio</div>
+<div class="verse">Fratello!</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAGGIO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Ecco a te viene.</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA V.</h3>
+
+
+<div class="center"><span class="smcap">PAOLO e LANCIOTTO</span> <i>si corrono incontro e restano lungamente
+abbracciati.</i></div>
+<p><br/></p>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Ah, tu sei desso,</div>
+<div class="verse">Fratel!</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Lanciotto! mio fratello!&mdash;Oh sfogo</div>
+<div class="verse">Di dolcissime lacrime!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_19" id="Pg_19">{19}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">L'amico,</div>
+<div class="verse">L'unico amico de' miei teneri anni</div>
+<div class="verse">Da te diviso, oh, come a lungo io stetti.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Qui t'abbracciai l'ultima volta... Teco</div>
+<div class="verse">Un altr'uomo io abbracciava: ei pur piangea...</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; rivederlo io non doveva?</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Oh padre!</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Tu gli chiudesti i moribondi lumi.</div>
+<div class="verse">Nulla ti disse del suo Paolo?</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Il suo</div>
+<div class="verse">Figliuol lontano egli moria chiamando.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Me benedisse?&mdash;Egli dal ciel ci guarda,</div>
+<div class="verse">Ci vede uniti e ne gioisce. Uniti</div>
+<div class="verse">Sempre saremo d'ora innanzi. Stanco</div>
+<div class="verse">Son d'ogni vana ombra di gloria. Ho sparso</div>
+<div class="verse">Di Bizanzio pel trono il sangue mio,</div>
+<div class="verse">Debellando citt&agrave; ch'io non odiava,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_20" id="Pg_20">{20}</a></span></div>
+<div class="verse">E fama ebbi di grande, e d'onor colmo</div>
+<div class="verse">Fui dal clemente imperador: dispetto</div>
+<div class="verse">In me facean gli universali applausi.</div>
+<div class="verse">Per chi di stragi si macchi&ograve; il mio brando?</div>
+<div class="verse">Per lo straniero. E non ho patria forse</div>
+<div class="verse">Cui sacro sia de' cittadini il sangue?</div>
+<div class="verse">Per te, per te, che cittadini hai prodi,</div>
+<div class="verse">Italia mia, combatter&ograve;; se oltraggio</div>
+<div class="verse">Ti mover&agrave; la invidia. E il pi&ugrave; gentile</div>
+<div class="verse">Terren non sei di quanti scalda il sole?</div>
+<div class="verse">D'ogni bell'arte non sei madre, o Italia?</div>
+<div class="verse">Polve d'eroi non &egrave; la polve tua?</div>
+<div class="verse">Agli avi miei tu valor desti e seggio,</div>
+<div class="verse">E tutto quanto ho di pi&ugrave; caro alberghi!</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Vederti, udirti, e non amarti... umana</div>
+<div class="verse">Cosa non &egrave;.&mdash;Sien grazie al cielo, odiarti</div>
+<div class="verse">Ella, no, non potr&agrave;.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Chi?</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Tu non sai:</div>
+<div class="verse">Manca alla mia felicit&agrave; qui un altro</div>
+<div class="verse">Tenero pegno.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_21" id="Pg_21">{21}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Ami tu forse?</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Oh se amo!</div>
+<div class="verse">La pi&ugrave; angelica donna amo... e la donna</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; sventurata.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Io pur amo; a vicenda</div>
+<div class="verse">Le nostre pene confidiamci.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Il padre</div>
+<div class="verse">Pria di morire un imeneo m'impose,</div>
+<div class="verse">Onde stabile a noi pace venisse.</div>
+<div class="verse">Il comando eseguii.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Sposa t'&egrave; dunque</div>
+<div class="verse">La donna tua? n&egrave; lieto sei? Chi &egrave; dessa?</div>
+<div class="verse">Non t'ama?</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Ingiusto accusator, non posso</div>
+<div class="verse">Dir che non m'ami. Ella cos&igrave; te amasse!</div>
+<div class="verse">Ma tu un fratello le uccidesti in guerra,</div>
+<div class="verse">Orror le fai, vederti niega.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_22" id="Pg_22">{22}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Parla,</div>
+<div class="verse">Chi &egrave; dessa? chi?</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Tu la vedesti allora</div>
+<div class="verse">Che alla corte di Guido...</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Essa...</div>
+<div class="right">(<i>Reprimendo la sua orribile agitazione.</i>)</div>
+</div></div>
+<p><br/></p>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">La figlia</div>
+<div class="verse">Di Guido.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">E t'ama! Ed &egrave; tua sposa?&mdash;&Egrave; vero;</div>
+<div class="verse">Un fratello... le uccisi...</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Ed incessante</div>
+<div class="verse">Duolo ne serba. Poich&egrave; ud&igrave; che in patria</div>
+<div class="verse">Tu ritornavi, desolata abborre</div>
+<div class="verse">Questo tetto.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="rightv">(<i>Reprimendosi sempre.</i>)</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Vedermi, anco vedermi</div>
+<div class="verse">Niega?&mdash;Felice io mi credeva accanto<span class="pagenum noind"><a name="Pg_23" id="Pg_23">{23}</a></span></div>
+<div class="verse">Al mio fratel.&mdash;Ripartir&ograve;... in eterno</div>
+<div class="verse">Vivr&ograve; lontano dal mio patrio tetto.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Fausto ad ambi ugualmente il patrio tetto</div>
+<div class="verse">Sar&agrave;. Non fia che tu mi lasci.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">In pace</div>
+<div class="verse">Vivi; a una sposa l'uom tutto pospone.</div>
+<div class="verse">Amala...&mdash;Ah, prendi questo brando, il tuo</div>
+<div class="verse">Mi dona! rimembranza abbilo eterna</div>
+<div class="verse">Del tuo Paolo.</div>
+<div class="right">(<i>Eseguisce con dolce violenza questo cambio.</i>)</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Fratel...</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Se un giorno mai</div>
+<div class="verse">Ci rivedrem, s'io pur vivr&ograve;... pi&ugrave; freddo</div>
+<div class="verse">Batter&agrave; allora il nostro cuor... il tempo</div>
+<div class="verse">Che tutto estingue, estinto avr&agrave;... in Francesca</div>
+<div class="verse">L'odio... e fratel mi chiamer&agrave;.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Tu piangi.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_24" id="Pg_24">{24}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Io pure amai! Fanciulla unica al mondo</div>
+<div class="verse">Era quella al mio sguardo.... ah, non m'odiava,</div>
+<div class="verse">No; non m'odiava.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">E la perdesti?</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Il cielo</div>
+<div class="verse">Me l'ha rapita!</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">D'un fratel l'amore</div>
+<div class="verse">Ti sia conforto. Alla tua vista, a' modi</div>
+<div class="verse">Tuoi generosi placherassi il core</div>
+<div class="verse">Di Francesca medesma... Or vieni...</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Dove?...</div>
+<div class="verse">A lei dinanzi... non fia mai ch'io venga!</div>
+</div></div>
+
+<h3 class="biggap">FINE DELL'ATTO PRIMO.</h3>
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+<div class="pagenum noind"><a name="Pg_25" id="Pg_25">{25}</a></div>
+
+
+<h2>ATTO SECONDO.</h2>
+
+
+<h3 class="gap">SCENA PRIMA.</h3>
+
+<div class="center"><span class="smcap">GUIDO e FRANCESCA.</span></div>
+<p><br/></p>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Qui... pi&ugrave; libera &egrave; l'aura.</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Ove t'aggiri</div>
+<div class="verse">Dubitando cos&igrave;?</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Non ti parea</div>
+<div class="verse">La voce udir... di... Paolo?</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Timore</div>
+<div class="verse">Or di vederlo non ti prenda. Innanzi</div>
+<div class="verse">Non ti verr&agrave;, se tu nol brami.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Alcuno</div>
+<div class="verse">Gli disse ch'io... l'abborro? glien duol forse?</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Assai glien duol. Volea partir; Lanciotto<span class="pagenum noind"><a name="Pg_26" id="Pg_26">{26}</a></span></div>
+<div class="verse">Ne lo trattenne.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Egli partir volea?</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Or pi&ugrave; quieto hai lo spirto. Oggi Lanciotto</div>
+<div class="verse">Spera che del fratel suo la presenza</div>
+<div class="verse">Tu sosterrai.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Padre, mio padre! Ah, senti...</div>
+<div class="verse">Questo arrivo... deh, senti, come forti</div>
+<div class="verse">Palpiti desta nel mio sen!&mdash;Deserta</div>
+<div class="verse">Rimini mi parea; muta, funebre</div>
+<div class="verse">Mi parea questa casa; ora... Deh, padre,</div>
+<div class="verse">Mai non lasciarmi, deh, mai pi&ugrave;! Sol teco</div>
+<div class="verse">Giubilar oso e piangere; nemico</div>
+<div class="verse">Tu non mi sei... Piet&agrave; di me tu avresti,</div>
+<div class="verse">Se...</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verseind">Che?</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Se tu sapessi...&mdash;Oh, quanto amaro</div>
+<div class="verse">M'&egrave; il vivere solinga! Ah, tu pietoso</div>
+<div class="verse">Consolator mi sei!... Fuorch&egrave; te, o padre,</div>
+<div class="verse">Non evvi alcun dinanzi a cui non tremi,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_27" id="Pg_27">{27}</a></span></div>
+<div class="verse">Dinanzi a cui tutti del core i moti</div>
+<div class="verse">Io non debba reprimere... Nascosto</div>
+<div class="verse">Non tengo il cor; facil s'allegra e piange:</div>
+<div class="verse">E mostrar mai n&egrave; l'allegria n&egrave; il pianto</div>
+<div class="verse">Lecito m'&egrave;. Tradirmi posso; guai,</div>
+<div class="verse">Guai se con altri un detto mi sfuggisse!...</div>
+<div class="verse">Tu... pi&ugrave; benigno guarderesti i mali</div>
+<div class="verse">Della tua figlia... E se in periglio fosse...</div>
+<div class="verse">Ne la trarresti con benigna mano.</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">No, il cor nascosto tu non tieni... I tuoi</div>
+<div class="verse">Pensier segreti... pi&ugrave; non son segreti,</div>
+<div class="verse">Quando col tuo tenero padre stai.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Tutto... svelarti bramerei... Che dico?</div>
+<div class="verse">Ove mi celo? Oh terra, apriti, cela</div>
+<div class="verse">La mia vergogna!</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Parla; il ciel t'ispira.</div>
+<div class="verse">Abbi fiducia. Il fingere &egrave; supplizio</div>
+<div class="verse">Per te...</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Dovere &egrave; il fingere, dovere<span class="pagenum noind"><a name="Pg_28" id="Pg_28">{28}</a></span></div>
+<div class="verse">Il tacer, colpa il dimandar conforto;</div>
+<div class="verse">Colpa il narrar s&igrave; reo delitto a un padre,</div>
+<div class="verse">Che il miglior degli sposi alla sua figlia</div>
+<div class="verse">Diede... e felice non la fe'!</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Me lasso!</div>
+<div class="verse">Il carnefice tuo dunque son io?</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Oh buon padre! nol sei...&mdash;Vacillar sento</div>
+<div class="verse">La mia debol virt&ugrave;.&mdash;Tremendo sforzo,</div>
+<div class="verse">Ma necessario! Salvami, sostienmi!</div>
+<div class="verse">Lunga battaglia fin ad ora io vinsi;</div>
+<div class="verse">Ma questi di mia vita ultimi giorni</div>
+<div class="verse">Tremarmi fanno... Aita, o padre, ond'io</div>
+<div class="verse">Santamente li chiuda.&mdash;Ah, s&igrave;! Lanciotto</div>
+<div class="verse">Ben sospett&ograve;, ma rea non son! fedele</div>
+<div class="verse">Moglie a lui son, fedel moglie esser chieggo!..&mdash;</div>
+<div class="verse">Padre... sudar la tua fronte vegg'io...</div>
+<div class="verse">Da me torci gli sguardi... inorridisci...</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Nulla, figlia, raccontami...</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Ti manca</div>
+<div class="verse">Lo spirto. Oh ciel!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_29" id="Pg_29">{29}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Nulla, mia figlia.&mdash;Un breve</div>
+<div class="verse">Disordin qui... qui nella mente...&mdash;Ah, dolce</div>
+<div class="verse">A vecchio padre &egrave; l'appoggiar le inferme</div>
+<div class="verse">Membra su figli non ingrati!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Oh, &egrave; vero!</div>
+<div class="verse">Giusta &egrave; la tua rampogna; ingrata figlia,</div>
+<div class="verse">Ingrata io son: puniscimi.</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">&mdash;Qual empio</div>
+<div class="verse">Di sacrilega fiamma il cor t'accese?</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Empio ei non &egrave;, non sa, non sa ch'io l'amo;</div>
+<div class="verse">Egli non m'ama.</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Ov'&egrave;? Per rivederlo</div>
+<div class="verse">Forse a Ravenna ritornar volevi?</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Per fuggirlo, mio padre!</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Ov'&egrave; colui?</div>
+<div class="verse">Rispondi; ov'&egrave;?<span class="pagenum noind"><a name="Pg_30" id="Pg_30">{30}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Piet&agrave; mi promettesti;</div>
+<div class="verse">Non adirarti. &Egrave; in Rimini...</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">&mdash;Chi giunge!</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA II.</h3>
+
+<div class="center"><span class="smcap">LANCIOTTO e Detti.</span></div>
+
+<p><br/></p>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Turbati siete?... Eri placata or dianzi.</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Diman, Francesca, partirem.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Che dici?</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Francesca il vuol.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Padre!</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Oseresti?...</div>
+<div class="right">(<i>Parte guardandola minacciosamente.</i>)<span class="pagenum noind"><a name="Pg_31" id="Pg_31">{31}</a></span></div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA III.</h3>
+
+<div class="center">LANCIOTTO e FRANCESCA.</div>
+
+<p><br/></p>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Ahi, crudo</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; di tutti &egrave; mio padre!</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Abbandonarmi</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; non volevi; io ti credea commossa</div>
+<div class="verse">Dal dolor mio. Per fuggir Paolo, d'uopo</div>
+<div class="verse">Che tu parta non &egrave;; partir vuol egli.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Partir?</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Funesta gli parria la vita</div>
+<div class="verse">Ne' suoi penati, ove abborrito ei fosse.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Tanto gl'incresce?</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Invan distornel volli;</div>
+<div class="verse">Di ripartir fe' giuramento.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Ei molto</div>
+<div class="verse">Te ama...<span class="pagenum noind"><a name="Pg_32" id="Pg_32">{32}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Soave e generoso ha il core.</div>
+<div class="verse">Debole amor (pari m'&egrave; in ci&ograve;) non sente...</div>
+<div class="verse">E pari a me, d'amor vittima ei vive!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">D'amor vittima?</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">S&igrave;. Non reggerebbe</div>
+<div class="verse">Il tuo medesmo cuor, se tu l'udissi...</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Or perch&egrave; viene a queste piagge adunque?</div>
+<div class="verse">Cred'ei che m'abbia alcun altro fratello</div>
+<div class="verse">Onde rapirmel?... Per mio solo danno,</div>
+<div class="verse">Certo, ei qui venne.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Ingiusta donna! Ei prega,</div>
+<div class="verse">Pria di partir, che un sol istante l'oda,</div>
+<div class="verse">Che un solo istante tu lo veggia.&mdash;Ah, pensa</div>
+<div class="verse">Ch'ei t'&egrave; cognato; che novelli imprende</div>
+<div class="verse">Lunghi viaggi; che pi&ugrave; forse mai</div>
+<div class="verse">Nol rivedrem! Religion ti parli.</div>
+<div class="verse">Se un nemico avess'io, che l'oce&agrave;no</div>
+<div class="verse">In procinto a varcar, la destra in pria</div>
+<div class="verse">A porgermi venisse... io quella destra<span class="pagenum noind"><a name="Pg_33" id="Pg_33">{33}</a></span></div>
+<div class="verse">Con tenerezza stringerei, s&igrave; dolce</div>
+<div class="verse">&Egrave; il perdonar.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Deh, cessa!.. Oh mia vergogna!</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Chi sa, direi, se quel vasto oce&agrave;no,</div>
+<div class="verse">Fin che viviam, frapposto ognor non fia</div>
+<div class="verse">Tra quel mortale e me? Sol dopo morte,</div>
+<div class="verse">In cielo... E tutti noi l&agrave; ci vedremo...</div>
+<div class="verse">L&agrave; non potremo esser divisi. Oh donna,</div>
+<div class="verse">Il fratello abborrir l&agrave; non potrai!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Sposo, deh, sappi... Ah, mi perdona!</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Vieni,</div>
+<div class="verse">Fratello!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Oh Dio!</div>
+<div class="right">(<i>Si getta nelle braccia di Lanciotto.</i>)</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA IV.</h3>
+
+<div class="center"><span class="smcap">PAOLO e Detti.</span></div>
+
+<p><br/></p>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">&mdash;Francesca!... eccola... dessa!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_34" id="Pg_34">{34}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Paolo, t'avanza.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">E che dir&ograve;?&mdash;Tu dessa?&mdash;</div>
+<div class="verse">Ma s'ella niega di vedermi, udirmi</div>
+<div class="verse">Consentir&agrave;? Meglio &egrave; ch'io parta, in odio</div>
+<div class="verse">Le sar&ograve; men.&mdash;Fratel, dille che al suo</div>
+<div class="verse">Odio perdono, e che nol merto. Un caro</div>
+<div class="verse">German le uccisi; io nol volea. Feroce</div>
+<div class="verse">Ei che perdenti avea le schiere, ei stesso</div>
+<div class="verse">S'avvent&ograve; sul mio brando; io di mia vita</div>
+<div class="verse">Salvo a costo l'avria.&mdash;</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="right">(<i>Sempre abbracciata al marito, senza
+osar di levar la faccia.</i>)</div>
+<div class="i8">&mdash;Sposo, &egrave; partito?</div>
+<div class="verse">Partito &egrave; Paolo?.. Alcuno odo che piange;</div>
+<div class="verse">Chi &egrave;?</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Francesca io piango; io de' mortali</div>
+<div class="verse">Sono il pi&ugrave; sventurato! Anche la pace</div>
+<div class="verse">De' lari miei non m'&egrave; concessa. Il core</div>
+<div class="verse">Assai non era lacerato? assai</div>
+<div class="verse">Non era il perder... l'adorata donna?<span class="pagenum noind"><a name="Pg_35" id="Pg_35">{35}</a></span></div>
+<div class="verse">Anche il fratello, anche la patria io perdo!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Cagion mai non sar&ograve; ch'un fratel l'altro</div>
+<div class="verse">Debba fuggir. Partir vogl'io; tu resta,</div>
+<div class="verse">Uopo ha Lanciotto d'un amico.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Oh! l'ami?...</div>
+<div class="verse">A ragion l'ami. Io pur l'amo... E pugnando</div>
+<div class="verse">In remote contrade... e quando i vinti</div>
+<div class="verse">E le spose e le vergini io salvava</div>
+<div class="verse">Dal furor delle mie turbe vincenti,</div>
+<div class="verse">E d'ogni parte m'acclamavan tutti</div>
+<div class="verse">Fortissimo guerrier, ma guerrier pio...</div>
+<div class="verse">Dolce memoria del fratello amato</div>
+<div class="verse">Mi ricorreva, e mi parea che un giorno</div>
+<div class="verse">Mi rivedrebbe con gentile orgoglio...</div>
+<div class="verse">E tutta Italia e sue leggiadre donne</div>
+<div class="verse">Avrian proferto amabilmente il nome</div>
+<div class="verse">Dell'incolpabil cavaliero.&mdash;Ah, infausti</div>
+<div class="verse">M'erano que' trionfi! il valor mio</div>
+<div class="verse">Infausto m'era!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Dunque tu in remote</div>
+<div class="verse">Contrade combattendo... ai vinti usavi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_36" id="Pg_36">{36}</a></span></div>
+<div class="verse">Spesso piet&agrave;? Le vergini e le spose</div>
+<div class="verse">Salvavi? L&agrave; colei forse vedesti</div>
+<div class="verse">Che nell'anima tua regna.&mdash;Che parlo?</div>
+<div class="verse">Oh insana.&mdash;Vanne. Io t'odio, s&igrave;!</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="right">(<i>Risolutamente.</i>)</div>
+<div class="i16">Lanciotto,</div>
+<div class="verse">Addio.&mdash;Francesca!...</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="right">(<i>Udendo ch'egli parte, gli getta involontariamente uno sguardo.</i>)</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="right">(<i>Vorrebbe parlare; &egrave; in una convulsione terribile, e temendo di tradirsi fugge.</i>)</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Paolo: deh, ti ferma!</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA V.</h3>
+
+<div class="center"><span class="smcap">LANCIOTTO e FRANCESCA.</span></div>
+
+<p><br/></p>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Paolo... Misera me!</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Piet&agrave; di lui<span class="pagenum noind"><a name="Pg_37" id="Pg_37">{37}</a></span></div>
+<div class="verse">Senti, barbara, o fingi? A che ti stempri</div>
+<div class="verse">In lagrime or, se noi tutti infelici</div>
+<div class="verse">Render vuoi tu? Favella; io ragion chieggo</div>
+<div class="verse">De' tuoi strani pensieri; alfin son stanco</div>
+<div class="verse">Di sofferirli.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">E sono pure io stanca</div>
+<div class="verse">Di tue ingiuste rampogne; ed avr&ograve; pace</div>
+<div class="verse">Sol quando fia ch'io pi&ugrave; non veggia... il mondo!</div>
+</div></div>
+
+<h3 class="biggap">FINE DELL'ATTO SECONDO.</h3>
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_38" id="Pg_38">{38}</a></span></p>
+
+<h2>ATTO TERZO.</h2>
+
+
+<h3 class="gap">SCENA PRIMA.</h3>
+
+
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Vederla... s&igrave;, l'ultima volta. Amore</div>
+<div class="verse">Mi fa sordo al dover. Sacro dovere</div>
+<div class="verse">Saria il partir, pi&ugrave; non vederla mai!...</div>
+<div class="verse">Nol posso. Oh! come mi guard&ograve;! Pi&ugrave; bella</div>
+<div class="verse">La fa il dolor: pi&ugrave; bella, s&igrave;, mi parve;</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; sovrumana! E la perdei? Lanciotto</div>
+<div class="verse">Me l'ha rapita? oh rabbia! oh!.. il fratel mio</div>
+<div class="verse">Non amo? Egli &egrave; felice... ei lungamente</div>
+<div class="verse">Lo sia... Ma che? per farsi egli felice</div>
+<div class="verse">Squarciar doveva ei d'un fratello il core?</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA II.</h3>
+
+<div class="center">FRANCESCA <i>s'avanza senza veder</i> PAOLO.</div>
+
+<p><br/></p>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Ov'&egrave; mio padre? almen da lui sapessi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_39" id="Pg_39">{39}</a></span></div>
+<div class="verse">Se ancor qui alberga... il mio... cognato!&mdash;Io queste</div>
+<div class="verse">Mura avr&ograve; care sempre... Ah, s&igrave;, lo spirto</div>
+<div class="verse">Esaler&ograve; su questo sacro suolo</div>
+<div class="verse">Ch'egli asperse di pianto!... Empia, discaccia</div>
+<div class="verse">S&igrave; rei pensieri: io son moglie!...</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">&mdash;Favella</div>
+<div class="verse">Seco medesma, e geme.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Ah, questo loco</div>
+<div class="verse">Lasciar io deggio: di lui pieno &egrave; troppo!</div>
+<div class="verse">Al domestico altar ritrarmi io deggio...</div>
+<div class="verse">E giorno e notte innanzi a Dio prostrata</div>
+<div class="verse">Chieder merc&egrave; de' falli miei; che tutta</div>
+<div class="verse">Non m'abbandoni, degli afflitti cuori</div>
+<div class="verse">Refugio unico, Iddio.<span class="rightv">(<i>Per partire.</i>)</span></div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="right">(<i>Avanzandosi.</i>)</div>
+<div class="i8">Francesca...</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Oh vista!&mdash;</div>
+<div class="verse">Signor... che vuoi?<span class="pagenum noind"><a name="Pg_40" id="Pg_40">{40}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Parlarti ancor.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Parlarmi?&mdash;</div>
+<div class="verse">Ahi, sola io son!... Sola mi lasci, o padre?</div>
+<div class="verse">Padre, ove sei? la tua figlia soccorri!&mdash;</div>
+<div class="verse">Di fuggir forza avr&ograve;.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Dove?</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Signore...</div>
+<div class="verse">Deh, non seguirmi! il voler mio rispetta;</div>
+<div class="verse">Al domestico altar qui mi ritraggo:</div>
+<div class="verse">Del cielo han d'uopo gl'infelici.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">A' piedi</div>
+<div class="verse">De' miei paterni altar teco verronne.</div>
+<div class="verse">Chi di me pi&ugrave; infelice? Ivi frammisti</div>
+<div class="verse">I sospir nostri s'alzeranno. Oh donna!</div>
+<div class="verse">Tu invocherai la morte mia, la morte</div>
+<div class="verse">Dell'uom che abborri... io pregher&ograve; che il cielo</div>
+<div class="verse">Tuoi voti ascolti e all'odio tuo perdoni,</div>
+<div class="verse">E letizia t'infonda, e lunga serbi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_41" id="Pg_41">{41}</a></span></div>
+<div class="verse">Giovinezza e belt&agrave; sul tuo sembiante,</div>
+<div class="verse">E a te dia tutto che desiri!... tutto!...</div>
+<div class="verse">Anche... l'amor del tuo consorte... e figli</div>
+<div class="verse">Da lui beati!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Paolo, deh!&mdash;Che dico?&mdash;</div>
+<div class="verse">Deh, non pianger. La tua morte non chieggo.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Pur tu m'abborri...</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">E che ten cal, s'io deggio</div>
+<div class="verse">Abborrirti?... La tua vita non turbo.</div>
+<div class="verse">Diman io qui pi&ugrave; non sar&ograve;. Pietosa</div>
+<div class="verse">Al tuo germano compagnia farai.</div>
+<div class="verse">Della perdita mia tu lo consola:</div>
+<div class="verse">Pianger&agrave; ei certo... Ah, in Rimini, egli solo</div>
+<div class="verse">Pianger&agrave;, quando gli fia noto!...&mdash;Ascolta.</div>
+<div class="verse">Per or, non digliel. Ma tu, sappi... ch'io</div>
+<div class="verse">Non torner&ograve; pi&ugrave; in Rimini: il cordoglio</div>
+<div class="verse">M'uccider&agrave;. Quando al mio sposo noto</div>
+<div class="verse">Ci&ograve; fia, tu lo consola: e tu... per lui...</div>
+<div class="verse">Tu pur versa una lagrima.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Francesca,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_42" id="Pg_42">{42}</a></span></div>
+<div class="verse">Se tu m'abborri che mi cale? e il chiedi?</div>
+<div class="verse">E l'odio tuo la mia vita non turba?</div>
+<div class="verse">E questi tuoi detti funesti?...&mdash;Bella</div>
+<div class="verse">Come un angiol, che Dio crea nel pi&ugrave; ardente</div>
+<div class="verse">Suo trasporto d'amor... cara ad ognuno...</div>
+<div class="verse">Sposa felice... e osi parlar di morte?</div>
+<div class="verse">A me s'aspetta, che per vani onori</div>
+<div class="verse">Fui strascinato da mia patria lunge,</div>
+<div class="verse">E perdei...&mdash;Lasso! un genitor perdei.</div>
+<div class="verse">R&iuml;abbracciarlo ognor sperava. Ei fatto</div>
+<div class="verse">Non m'avrebbe infelice, ove il mio cuore</div>
+<div class="verse">Discoperto gli avessi... e colei data</div>
+<div class="verse">M'avria... colei, che per sempre ho perduta.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Che vuoi tu dir? Della tua donna parli...</div>
+<div class="verse">E senza lei s&igrave; misero tu vivi?</div>
+<div class="verse">S&igrave; prepotente &egrave; nel tuo petto amore?</div>
+<div class="verse">Unica fiamma esser non dee nel petto</div>
+<div class="verse">Di valoroso cavaliere, amore.</div>
+<div class="verse">Caro gli &egrave; il brando e la sua fama; egregi</div>
+<div class="verse">Affetti son. Tu seguili; non fia</div>
+<div class="verse">Che t'avvilisca amor.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Quai detti? Avresti<span class="pagenum noind"><a name="Pg_43" id="Pg_43">{43}</a></span></div>
+<div class="verse">Di me piet&agrave;? Cessar d'odiarmi alquanto</div>
+<div class="verse">Potresti, se col brando io m'acquistassi</div>
+<div class="verse">Fama maggior? Un tuo comando basta.</div>
+<div class="verse">Prescrivi il luogo e gli anni. A' pi&ugrave; remoti</div>
+<div class="verse">Lidi mi recher&ograve;; quanto pi&ugrave; gravi</div>
+<div class="verse">E perigliose trover&ograve; le imprese,</div>
+<div class="verse">Vie pi&ugrave; dolci mi fien, poich&egrave; Francesca</div>
+<div class="verse">Imposte me l'avr&agrave;. L'onore assai</div>
+<div class="verse">E l'ardimento mi fan prode il braccio;</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; il far&agrave; prode il tuo adorato nome.</div>
+<div class="verse">Contaminate non saran mie glorie</div>
+<div class="verse">Da tirannico intento. Altra corona,</div>
+<div class="verse">Fuorch&egrave; d'alloro, ma da te intrecciata,</div>
+<div class="verse">Non bramer&ograve;, solo un tuo applauso, un detto,</div>
+<div class="verse">Un sorriso, uno sguardo...</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Eterno Iddio!</div>
+<div class="verse">Che &egrave; questo mai?</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">T'amo, Francesca, t'amo,</div>
+<div class="verse">E disperato &egrave; l'amor mio!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Che intendo?</div>
+<div class="verse">Deliro io forse? che dicesti?<span class="pagenum noind"><a name="Pg_44" id="Pg_44">{44}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Io t'amo!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Che ardisci? Ah taci! Udir potrian... Tu m'ami!</div>
+<div class="verse">S&igrave; repentina &egrave; la tua fiamma? Ignori</div>
+<div class="verse">Che tua cognata io son? Porre in obbl&igrave;o</div>
+<div class="verse">S&igrave; tosto puoi la tua perduta amante?...</div>
+<div class="verse">Misera me! questa mia man, deh, lascia!</div>
+<div class="verse">Delitto sono i baci tuoi!</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Repente</div>
+<div class="verse">Non &egrave;, non &egrave; la fiamma mia. Perduta</div>
+<div class="verse">Ho una donna, e sei tu; di te parlava</div>
+<div class="verse">Di te piangea; te amava; te sempre amo;</div>
+<div class="verse">Te amer&ograve; sino all'ultim'ora! e s'anco</div>
+<div class="verse">Dell'empio amor soffrir dovessi eterno</div>
+<div class="verse">Il castigo sotterra, eternamente</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; e pi&ugrave; sempre t'amer&ograve;!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Fia vero?</div>
+<div class="verse">M'amavi?</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Il giorno che a Ravenna io giunsi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_45" id="Pg_45">{45}</a></span></div>
+<div class="verse">Ambasciator del padre mio, ti vidi</div>
+<div class="verse">Varcare un atrio col feral corteggio</div>
+<div class="verse">Di meste donne, ed arrestarti a' piedi</div>
+<div class="verse">D'un recente sepolcro, e ossequ&iuml;osa</div>
+<div class="verse">Ivi prostrarti, e le man giunte al cielo</div>
+<div class="verse">Alzar con muto ma dirotto pianto.</div>
+<div class="verse">Chi &egrave; colei? dissi a talun.&mdash;La figlia</div>
+<div class="verse">Di Guido, mi rispose.&mdash;E quel sepolcro?&mdash;</div>
+<div class="verse">Di sua madre il sepolcro.&mdash;Oh, quanta al core</div>
+<div class="verse">Piet&agrave; sentii di quell'afflitta figlia!</div>
+<div class="verse">Oh qual confuso palpitar!... Velata</div>
+<div class="verse">Eri, o Francesca: gli occhi tuoi non vidi</div>
+<div class="verse">Quel giorno, ma t'amai fin da quel giorno.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Tu... deh, cessa!... m'amavi?</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Io questa fiamma</div>
+<div class="verse">Alcun tempo celai, ma un d&igrave; mi parve</div>
+<div class="verse">Che tu nel cor letto m'avessi. Il piede</div>
+<div class="verse">Dalle virginee tue stanze volgevi</div>
+<div class="verse">Al secreto giardino. E presso al lago</div>
+<div class="verse">In mezzo ai fior prosteso, io sospirando</div>
+<div class="verse">Le tue stanze guardava: e al venir tuo<span class="pagenum noind"><a name="Pg_46" id="Pg_46">{46}</a></span></div>
+<div class="verse">Tremando sorsi.&mdash;Sopra un libro attenti</div>
+<div class="verse">Non mi vedeano gli occhi tuoi; sul libro</div>
+<div class="verse">Ti cadeva una lagrima... Commosso</div>
+<div class="verse">Mi t'accostai. Perplessi eran miei detti,</div>
+<div class="verse">Perplessi pure erano i tuoi. Quel libro</div>
+<div class="verse">Mi porgesti e leggemmo. Insiem leggemmo</div>
+<div class="verse">&laquo;Di Lancillotto come amor lo strinse.</div>
+<div class="verse">&laquo;Soli eravamo e senza alcun sospetto...</div>
+<div class="verse">Gli sguardi nostri s'incontraro... il viso</div>
+<div class="verse">Mio scolorossi... tu tremavi... e ratta</div>
+<div class="verse">Ti dileguasti.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Oh giorno! A te quel libro</div>
+<div class="verse">Restava.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Ei posa sul mio cuor. Felice</div>
+<div class="verse">Nella mia lontananza egli mi fea.</div>
+<div class="verse">Ecco: vedi le carte che leggemmo.</div>
+<div class="verse">Ecco: vedi, la lagrima qui cadde</div>
+<div class="verse">Dagli occhi tuoi quel d&igrave;.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Va' ti scongiuro,</div>
+<div class="verse">Altra memoria conservar non debbo<span class="pagenum noind"><a name="Pg_47" id="Pg_47">{47}</a></span></div>
+<div class="verse">Che del trafitto mio fratel.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Quel sangue</div>
+<div class="verse">Ancor versato io non aveva. Oh patrie</div>
+<div class="verse">Guerre funeste! Quel versato sangue</div>
+<div class="verse">Ardir mi tolse. La tua man non chiesi:</div>
+<div class="verse">E in Asia trassi a militar. Sperava</div>
+<div class="verse">Rieder tosto, e placata indi trovarti,</div>
+<div class="verse">Ed ottenerti. Ah, d'ottenerti speme</div>
+<div class="verse">Nutria, il confesso.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Ohim&egrave;! ten prego, vanne:</div>
+<div class="verse">Il doler mio, la mia virt&ugrave; rispetta.&mdash;</div>
+<div class="verse">Chi mi da forza, ond'io resista?</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Ah, stretta</div>
+<div class="verse">Hai la mia destra? Oh gioja! dimmi: stretta</div>
+<div class="verse">Perch&egrave; hai la destra mia?</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Paolo!</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Non m'odii?</div>
+<div class="verse">Non m'odii tu?<span class="pagenum noind"><a name="Pg_48" id="Pg_48">{48}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Convien ch'io t'odii.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">E il puoi?</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Nol posso.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Oh detto! ah, mel ripeti! Donna,</div>
+<div class="verse">Non m'odii tu?</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Troppo ti dissi. Ah crudo!</div>
+<div class="verse">Non ti basta? Va', lasciami.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Finisci.</div>
+<div class="verse">Non ti lascio, se in pria tutto non dici.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">E non tel dissi... ch'io t'amo.&mdash;Ah, dal labbro</div>
+<div class="verse">M'usc&igrave; l'empia parola!.. io t'amo, io muojo</div>
+<div class="verse">D'amor per te... Morir bramo innocente:</div>
+<div class="verse">Abbi piet&agrave;!</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Tu m'ami? tu?... L'orrendo</div>
+<div class="verse">Mio affanno vedi. Disperato io sono:<span class="pagenum noind"><a name="Pg_49" id="Pg_49">{49}</a></span></div>
+<div class="verse">Ma la gioja che in me scorre fra questo</div>
+<div class="verse">Disperato furor, tale e s&igrave; grande</div>
+<div class="verse">Gioja &egrave;, che dirla non poss'io. Fia vero</div>
+<div class="verse">Che tu m'amassi?... E ti perdei!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Tu stesso</div>
+<div class="verse">M'abbandonasti, o Paolo. Io da te amata</div>
+<div class="verse">Creder non mi potea.&mdash;Vanne: sia questa</div>
+<div class="verse">L'ultima volta...</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Ch'io mai t'abbandoni</div>
+<div class="verse">Possibile non &egrave;. Vederci almeno</div>
+<div class="verse">Ogni giorno!...</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">E tradirci? e nel mio sposo</div>
+<div class="verse">Destar sospetti ingiuriosi? e macchia</div>
+<div class="verse">Al nome mio recar? Paolo, se m'ami,</div>
+<div class="verse">Fuggimi.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Oh sorte irreparabil! Macchia</div>
+<div class="verse">Al tuo nome io recar? No!&mdash;Sposa d'altri</div>
+<div class="verse">Tu sei. Morir degg'io. La rimembranza</div>
+<div class="verse">Di me scancella dal tuo seno: in pace</div>
+<div class="verse">Vivi. Io turbai la pace tua: perdona.&mdash;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_50" id="Pg_50">{50}</a></span></div>
+<div class="verse">Deh, no, non pianger! non amarmi!&mdash;Ah, lasso!</div>
+<div class="verse">Che dico? Amami, si: piangi sul mio</div>
+<div class="verse">Precoce fato...&mdash;Odo Lanciotto. Oh cielo,</div>
+<div class="verse">Dammi tu forza!&mdash;(<i>Chiamando.</i>) A me, fratel!</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA III.</h3>
+
+<div class="center">LANCIOTTO, GUIDO <span class="smcap">e Detti.</span></div>
+
+<p><br/></p>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">L'estremo</div>
+<div class="verse">Amplesso or dammi.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">E invan...</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">N&egrave; un detto solo</div>
+<div class="verse">A' miei voleri oppor. Funesti augurii</div>
+<div class="verse">Qui meco trassi: guai s'io!...</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Che favelli?</div>
+<div class="verse">Sdegno ti sta sul ciglio!</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">&mdash;Ah! non di noi...</div>
+<div class="verse">Del destino &egrave; la colpa.&mdash;Addio, Francesca.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_51" id="Pg_51">{51}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="right">(<i>Quasi fuor di se con grido convulsivo.</i>)</div>
+<div class="verse">Paolo... Ferma!</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Qual voce!</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="right">(<i>Reggendo la figlia.</i>)</div>
+<div class="i12">Oim&egrave; le manca</div>
+<div class="verse">Il respiro.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="right">(<i>In atto di partire.</i>)</div>
+<div class="i4">Francesca...</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Ei parte... io muojo.</div>
+<div class="right">(<i>Sviene nelle braccia di Guido.</i>)</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Francesca... oh vista... si soccorra.</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Figlia...</div>
+<div class="right">(<i>Francesca &egrave; recata nelle sue stanze.</i>)<span class="pagenum noind"><a name="Pg_52" id="Pg_52">{52}</a></span></div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA IV.</h3>
+
+<div class="center">LANCIOTTO E PAOLO.</div>
+
+<p><br/></p>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Paolo... Che intendo?... Orrendo lampo scorre</div>
+<div class="verse">Sugli occhi miei.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Barbaro! godi: &egrave; spenta...</div>
+<div class="verse">Morir mi lascia: fuggimi.<span class="rightv">(<i>Parte.</i>)</span></div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA V.</h3>
+
+
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Fia vero?</div>
+<div class="verse">Essa amarlo? E fingea!...No: dall'inferno</div>
+<div class="verse">Questo pensier mi vien... pur...&mdash;Dalla reggia</div>
+<div class="verse">L'uscire a Paolo s'interdica: a forza</div>
+<div class="verse">Gli s'interdica.&mdash;Oh truce vel! si squarci.</div>
+</div></div>
+
+<h3 class="biggap">FINE DELL'ATTO TERZO.</h3>
+
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_53" id="Pg_53">{53}</a></span></p>
+
+<h2>ATTO QUARTO.</h2>
+
+
+<h3 class="gap">SCENA PRIMA.</h3>
+
+<div class="center"><span class="smcap">LANCIOTTO e Paggio.</span></div>
+
+<p><br/></p>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Che? Guido affretta il suo partir? Vederla</div>
+<div class="verse">Voglio, veder voglio Francesca. Innanzi</div>
+<div class="verse">Anche colui mi venga... Paolo.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAGGIO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Il tuo</div>
+<div class="verse">Fratello?</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Il mio... fratello.</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA II.</h3>
+
+
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Il mio fratello!</div>
+<div class="verse">Fratello m'&egrave;: pi&ugrave; orribile &egrave; il delitto.&mdash;</div>
+<div class="verse">Essa l'odiava! ah menzognera! Io pure<span class="pagenum noind"><a name="Pg_54" id="Pg_54">{54}</a></span></div>
+<div class="verse">A quell'odio credei. La lontananza</div>
+<div class="verse">Di lui, cagione di sue lagrime era.</div>
+<div class="verse">A rieder forse in Rimini Francesca</div>
+<div class="verse">Secretamente l'invit&ograve;.&mdash;Ti frena,</div>
+<div class="verse">O pensier mio; feroce mi consigli</div>
+<div class="verse">La mandi porre ahi! su quest'elsa...io tremo!</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA III.</h3>
+
+<div class="center"><span class="smcap">GUIDO e LANCIOTTO.</span></div>
+
+<p><br/></p>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Fuggirmi forse &egrave; di tua figlia intento?</div>
+<div class="verse">Senza ch'io'l sappia spera ella fuggirmi!</div>
+<div class="verse">E tu a sue brame...</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">&Egrave; necessario!</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Ah, rea</div>
+<div class="verse">Dunque &egrave; tua figlia!</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">No: tremendo fato</div>
+<div class="verse">Noi tutti danna a interminabil pianto!</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Rea non la chiami, e d'esecrando foco<span class="pagenum noind"><a name="Pg_55" id="Pg_55">{55}</a></span></div>
+<div class="verse">Arde?</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Ma forte duol ne sente, e implora</div>
+<div class="verse">Di fuggir da colui.&mdash;Ripigli&ograve; appena</div>
+<div class="verse">I sensi, e pieno io di vergogna e d'ira</div>
+<div class="verse">Dagli occhi tuoi la trassi: ed obbliando</div>
+<div class="verse">Quasi d'esserle padre, a' pi&egrave; d'un santo</div>
+<div class="verse">Simulacro prostratala, snudai</div>
+<div class="verse">Sul suo capo l'acciaro, ahi, minacciando</div>
+<div class="verse">Di trucidarla e in un di maledirla,</div>
+<div class="verse">Se il ver taceva. Fra singhiozzi orrendi</div>
+<div class="verse">Favell&ograve; l'infelice.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">E che ti disse?</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">M'affoga il pianto. Ella &egrave; mia figlia...&mdash;Porse</div>
+<div class="verse">La sua gola all'acciaro, e lagrimosi</div>
+<div class="verse">Figgeva gli occhi negli asciutti miei.&mdash;</div>
+<div class="verse">Sei tu colpevol? (le gridai) rispondi,</div>
+<div class="verse">Sei tu colpevol?... pronunciar parola</div>
+<div class="verse">Non poteva ella dall'angoscia... A forza</div>
+<div class="verse">Mi si commosse il cor. Per non vederla</div>
+<div class="verse">Torsi gli sguardi, e mi sentii le piante</div>
+<div class="verse">Abbracciare, e lei, prono a terra il volto,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_56" id="Pg_56">{56}</a></span></div>
+<div class="verse">Sclamar con voce moribonda: Padre,</div>
+<div class="verse">Sono innocente.&mdash;Giuralo.&mdash;Tel giuro!...</div>
+<div class="verse">Ed io in silenzio m'asciugava il ciglio.&mdash;</div>
+<div class="verse">Sono innocente, replic&ograve; tre volte...</div>
+<div class="verse">Gettai l'acciar, l'alzai: la strinsi al seno...</div>
+<div class="verse">Padre infelice e offeso son, ma padre.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Oh rabbia! L'ama ed innocenza vanta?</div>
+<div class="verse">Lunge dagli occhi miei, pi&ugrave; allegro amore</div>
+<div class="verse">Con Paolo spera; ah, sen lusinga in vano!</div>
+<div class="verse">Di seguirla a Ravenna ei le promette...</div>
+<div class="verse">Oh traditor!.. Siete in mie mani ancora.</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Queste canute mie chiome rispetta.</div>
+<div class="verse">Salvarla io deggio... tu, pi&ugrave; non vederla.</div>
+<div class="right">(<i>Parte.</i>)</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA IV.</h3>
+
+<div class="center"><span class="smcap">LANCIOTTO e PAOLO.</span></div>
+
+<p><br/></p>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Sciagurato, t'avanza.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Uso non sono<span class="pagenum noind"><a name="Pg_57" id="Pg_57">{57}</a></span></div>
+<div class="verse">Ad ascoltar s&igrave; acerbi modi: in altri</div>
+<div class="verse">Rintuzzarli saprei. Ma in te del padre</div>
+<div class="verse">L'autorit&agrave; con sofferenza onoro.&mdash;</div>
+<div class="verse">Parli a fratello o a suddito?</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">...A fratello.&mdash;</div>
+<div class="verse">Rispondi, Paolo. Se tua sposa fosse</div>
+<div class="verse">Colei; se alcuno a te il suo cor rapisse,</div>
+<div class="verse">E se quei fosse il tuo pi&ugrave; dolce amico...</div>
+<div class="verse">Un uom che, mentre ti tradia, stringevi</div>
+<div class="verse">Come pi&ugrave; che fratello al seno tuo...</div>
+<div class="verse">Che faresti di lui?&mdash;Pensavi.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Io sento</div>
+<div class="verse">Quanto ti costa l'esser mite.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Il senti?</div>
+<div class="verse">Fratello, il senti quanto costa?&mdash;Il nostro</div>
+<div class="verse">Padre nomasti. Ei mite era co' figli,</div>
+<div class="verse">Anche se rei credevali.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Tu solo</div>
+<div class="verse">Succedergli mertavi. E che mai dirti?</div>
+<div class="verse">Oh, come atterri la baldanza mia!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_58" id="Pg_58">{58}</a></span></div>
+<div class="verse">Anch'io talor magnanimo mi credo:</div>
+<div class="verse">Al par di te nol son.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Di': se tua sposa</div>
+<div class="verse">Fosse?</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Francesca? Ah, d'un rival pur l'ombra</div>
+<div class="verse">Non soffrirei.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Se un tuo fratello amarla</div>
+<div class="verse">Osasse?</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Pi&ugrave; non mi sar&igrave;a fratello.</div>
+<div class="verse">Guai a colui! Lo sbranerei col mio</div>
+<div class="verse">Pugnal, chiunque il traditor si fosse.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Me pure assal questo desio feroce,</div>
+<div class="verse">E trattengo la man che al brando corre:</div>
+<div class="verse">Credilo, a stento la trattengo. Ed osi</div>
+<div class="verse">Del tuo delitto convenir? Sedurre</div>
+<div class="verse">La sposa altrui, del tuo fratel la sposa!</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Meno crudel saresti, or se col brando</div>
+<div class="verse">Tu mi svenassi. Un vil non son. Sedurre<span class="pagenum noind"><a name="Pg_59" id="Pg_59">{59}</a></span></div>
+<div class="verse">Io quel purissimo angiolo del cielo?</div>
+<div class="verse">Non fora mai. Chi di Francesca &egrave; amante</div>
+<div class="verse">Un vil non &egrave;: lo foss'ei stato pria,</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; nol sarebbe amandola: sublime</div>
+<div class="verse">Fassi ogni cor, dacch&egrave; v'&egrave; impressa quella</div>
+<div class="verse">Sublime donna. Io perch&egrave; l'amo, ambisco</div>
+<div class="verse">D'esser uman, relig&iuml;oso e prode:</div>
+<div class="verse">E perch'io l'amo, assai pi&ugrave; forse il sono</div>
+<div class="verse">Ch'esser non usan n&egrave; guerrier n&egrave; prenci.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">E inverecondo pi&ugrave; d'ogn'uom tu sei.</div>
+<div class="verse">Vantarmi ardisci l'amor tuo?</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Se iniquo</div>
+<div class="verse">Fosse il mio amor, tacer saprei, ma puro</div>
+<div class="verse">&Egrave; quanto immenso l'amor mio. Morire</div>
+<div class="verse">Mille volte saprei pria che macchiarlo.&mdash;</div>
+<div class="verse">Nondimen... veggio di partir la forte</div>
+<div class="verse">Necessit&agrave;.&mdash;Per la tua donna al tuo</div>
+<div class="verse">Fratel rinuncia... ed in eterno!</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Iniquo</div>
+<div class="verse">Non &egrave; il tuo amore? E misero in eterno</div>
+<div class="verse">Tu non mi rendi?... Obblier&ograve; ch'io m'ebbi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_60" id="Pg_60">{60}</a></span></div>
+<div class="verse">Un fratel caro: ma potr&ograve; dal core</div>
+<div class="verse">Di Francesca strapparlo? E il cor di lei</div>
+<div class="verse">Non porterai teco dovunque? Odiato</div>
+<div class="verse">Vivr&ograve; al suo fianco. Nol dir&agrave;, pietosa,</div>
+<div class="verse">Non mel dir&agrave;, ma ben il sento; ah, m'odia,</div>
+<div class="verse">E tu, fellone, la cagion ne sei.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">L'amo, il confesso... Ma Francesca, oh cielo</div>
+<div class="verse">Di lei non sospettar.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Anco ingannarmi</div>
+<div class="verse">Vorresti? Il pensier tuo scerno. Tu temi</div>
+<div class="verse">Che un giorno in lei mi vendichi, in Francesca,</div>
+<div class="verse">Nella tua amante: e or pi&ugrave; desio men prendi</div>
+<div class="verse">Che? d'immolarvi non ho dritto? io regno:</div>
+<div class="verse">Tradito sposo ed oltraggiato prence</div>
+<div class="verse">Son io. Di me narri che vuoi la fama:</div>
+<div class="verse">Di voi dir&agrave;: perfidi fur.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">La fama</div>
+<div class="verse">Dir&agrave;: Qual colpa avea, se giovinetto</div>
+<div class="verse">Paolo a Ravenna fu mandato, ed arse</div>
+<div class="verse">Pel pi&ugrave; leggiadro de' terrestri spirti?&mdash;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_61" id="Pg_61">{61}</a></span></div>
+<div class="verse">E tu quai dritti hai su di lei? Veduto</div>
+<div class="verse">Mai non t'avea: sol per ragion di stato</div>
+<div class="verse">La bramasti in isposa. Umani affetti</div>
+<div class="verse">Non di&egrave; natura anco de' prenci ai figli?</div>
+<div class="verse">Perch&egrave; il suo cor non indagasti pria</div>
+<div class="verse">Di farla tua?</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Che ardisci? aggiungi insulto</div>
+<div class="verse">A insulto ancor? No, pi&ugrave; non reggo.</div>
+<div class="right">(<i>Mette mano alla spada.</i>)</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA V.</h3>
+
+<div class="center"><span class="smcap">GUIDO, FRANCESCA e Detti.</span></div>
+
+<p><br/></p>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="right">(<i>Prima di uscire.</i>)</div>
+<div class="i16">Padre!</div>
+<div class="verse">Stringer l'arme li veggio.</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="right">(<i>Vuol prima trattener Francesca; quindi si frappone tra Paolo e Lanciotto.</i>)</div>
+<div class="i12">Ferma.&mdash;Ah, pace,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_62" id="Pg_62">{62}</a></span></div>
+<div class="verse">O esacerbati spiriti fraterni!</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Pi&ugrave; della vita mi togliesti: poco</div>
+<div class="verse">Del mio sangue mi cal, versalo.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Il mio</div>
+<div class="verse">Sangue versate: io sol v'offesi.</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Oh figlia!</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Il sacro aspetto di tuo padre, o iniqua,</div>
+<div class="verse">Per tua ventura ti difende. Statti</div>
+<div class="verse">Fra le sue braccia: guai s'ei t'abbandona!</div>
+<div class="verse">Obblier&ograve; che regia fu tua culla:</div>
+<div class="verse">Peggio di schiava tratterotti. Infame</div>
+<div class="verse">&Egrave; l'amor tuo: pi&ugrave; d'una schiava &egrave; infame</div>
+<div class="verse">Una moglie infedel... Questa parola</div>
+<div class="verse">Forsennato mi rende. Io tanto amarti,</div>
+<div class="verse">Tanto adorarti, e tu spregiarmi?... Altero</div>
+<div class="verse">Ho il cor, nol sai? tremendamente altero:</div>
+<div class="verse">E oltraggi v'han, che perdonar non posso.</div>
+<div class="verse">Onor mel vieta... Onor? che dissi? noto</div>
+<div class="verse">Questo nome t'&egrave; forse?<span class="pagenum noind"><a name="Pg_63" id="Pg_63">{63}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Arresta.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Io intendo,</div>
+<div class="verse">Io dell'onor l'onnipossente voce:</div>
+<div class="verse">N&egrave; allorch'ei parla, pi&ugrave; altra voce intendo,</div>
+<div class="verse">E vibro il ferro ovunque accenni.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Ah padre!</div>
+<div class="verse">Ei non m'uccide, uccidimi tu, padre!</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Vaneggio?... Voi raccapricciate?...&mdash;Oh Guido!</div>
+<div class="verse">Quando canute avr&ograve; le chiome anch'io,</div>
+<div class="verse">E vivr&ograve; nel passato, e freddamente</div>
+<div class="verse">Guarder&ograve; i vizi e le virt&ugrave; mie antiche...</div>
+<div class="verse">Anche allor rimembrando un'adorata</div>
+<div class="verse">Sposa che mi tradia, tutta l'antica</div>
+<div class="verse">Disperata ira sentir&ograve; nel petto,</div>
+<div class="verse">Ed imprecando fuggir&ograve; col guardo</div>
+<div class="verse">Verso il sepolcro, onde mie angosce asconda.</div>
+<div class="verse">Ma non verr&agrave; quel d&igrave;. Verso il sepolcro</div>
+<div class="verse">Mi precipita l'empia oggi: del mio<span class="pagenum noind"><a name="Pg_64" id="Pg_64">{64}</a></span></div>
+<div class="verse">Vicin sepolcro gi&agrave; il pensier l'allegra:</div>
+<div class="verse">Di calpestarlo essa godr&agrave;... Seco altri,</div>
+<div class="verse">A calpestarlo verr&agrave; forse!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Oh cielo!</div>
+<div class="verse">Dammi tu forza, ond'io risponda.&mdash;Io sorda</div>
+<div class="verse">Alle voci d'onor... Se Paolo amai,</div>
+<div class="verse">Vil non era il mio foco: Italo prence,</div>
+<div class="verse">Cavalier prode, altro ei per me non era.</div>
+<div class="verse">Popoli e regi lo lodavan. Tua</div>
+<div class="verse">Sposa io non era... Ah, che favello? Giusto</div>
+<div class="verse">&Egrave; il tuo furor; dal petto mio non seppi</div>
+<div class="verse">Scancellar mai quel primo amor! E il volli</div>
+<div class="verse">Scancellar pur... Con quell'arcano io morta</div>
+<div class="verse">Sarei, se Paolo or non riedea, tel giuro.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Misera donna!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">A lui solo perdona;</div>
+<div class="verse">Non al mio amante, al fratel tuo perdona.</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Per Paolo preghi? Oh scellerata!...Uscirne</div>
+<div class="verse">Di queste mura ambi credete? Insieme<span class="pagenum noind"><a name="Pg_65" id="Pg_65">{65}</a></span></div>
+<div class="verse">Di riunirvi concertaste. Al padre</div>
+<div class="verse">Di rapirti fors'anco ei ti promise.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Oh vil pensier!</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Io vil?&mdash;Partir&agrave; l'empia</div>
+<div class="verse">S&igrave;; ma pi&ugrave; te mai non vedr&agrave;.&mdash;Di guardie</div>
+<div class="verse">Si circondi costui. Passo ei non muova</div>
+<div class="verse">Fuor della reggia.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Tanta ingiuria mai</div>
+<div class="verse">Non soffrir&ograve; nel tetto mio paterno.</div>
+<div class="right">(<i>Vuol difendersi.</i>)</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Tuo signor sono. Quel ribelle brando</div>
+<div class="verse">Cedi.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="right">(<i>Oppresso dalle guardie.</i>)</div>
+<div class="i4">Fratel... tu disarmarmi... Oh come</div>
+<div class="verse">Cangiato sei!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Piet&agrave;!... Paolo!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_66" id="Pg_66">{66}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Francesca!</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Donna...</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Vieni; sottrati al furor suo.</div>
+</div></div>
+
+<h3 class="biggap">FINE DELL'ATTO QUARTO.</h3>
+
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_67" id="Pg_67">{67}</a></span></p>
+
+
+<h2>ATTO QUINTO.</h2>
+
+
+<h3 class="gap">SCENA PRIMA.</h3>
+
+<div class="center">(La sala &egrave; illuminata da una lampada)</div>
+<p><br/></p>
+<div class="center">FRANCESCA e GUIDO.</div>
+
+<p><br/></p>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Deh, lo placasti?</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="right">(<i>Venendo dalle stanze di Lanciotto.</i>)</div>
+<div class="i8">Egli mi vide, e sorse</div>
+<div class="verse">Spaventato dal letto.&mdash;Oh cielo! &egrave; giunta,</div>
+<div class="verse">Sclam&ograve;, quest'alba sciagurata. Io debbo</div>
+<div class="verse">Perder Francesca?... Ogni consiglio or cangio:</div>
+<div class="verse">Senza lei viver non poss'io.&mdash;Frattanto</div>
+<div class="verse">Lagrime amare gli piovean sul volto:</div>
+<div class="verse">E or te nomando infuriava, or pieno<span class="pagenum noind"><a name="Pg_68" id="Pg_68">{68}</a></span></div>
+<div class="verse">D'amor ti compiangea. Fra le mie braccia</div>
+<div class="verse">Lungamente lo tenni, e con lui piansi,</div>
+<div class="verse">Libero freno al suo dolor lasciando.</div>
+<div class="verse">L'acquetai poscia con soavi detti,</div>
+<div class="verse">E il convinsi che meglio &egrave; che tu parta</div>
+<div class="verse">Senza vederlo. Andiam.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Padre, non fia:</div>
+<div class="verse">S'or nol riveggio, nol vedr&ograve; pi&ugrave; mai.</div>
+<div class="verse">Rancore ei serba contro di me: secura</div>
+<div class="verse">Del suo perdono esser vogl'io.</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Ti calma.</div>
+<div class="verse">Perdonato egli t'ha; perdonar Paolo</div>
+<div class="verse">Pur mi promise.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Oh gioja! Ma, deh, in questo</div>
+<div class="verse">Sacro momento, non nomar, ten prego,</div>
+<div class="verse">Colui che appieno obbliar deggio... e il bramo!</div>
+<div class="verse">Gi&agrave; meno forte egli nel cor mi parla:</div>
+<div class="verse">Gi&agrave; mi riparla la virt&ugrave; perduta,</div>
+<div class="verse">E il pentimento e la memoria sola<span class="pagenum noind"><a name="Pg_69" id="Pg_69">{69}</a></span></div>
+<div class="verse">Dello sposo fedel che tu mi desti,</div>
+<div class="verse">E ch'io non seppi amar.&mdash;Parlargli chieggo</div>
+<div class="verse">Anco una volta. Deh, non adirarti!</div>
+<div class="verse">Questa grazia m'ottieni. I miei rimorsi</div>
+<div class="verse">Per la passata ingratitudin tutti</div>
+<div class="verse">Mostrar gli vo': prostrarmi a' piedi suoi:</div>
+<div class="verse">Di non sprezzarmi scongiurarlo. Vanne:</div>
+<div class="verse">Digli che, s'io non lo riveggio, ahi parmi</div>
+<div class="verse">Del perdono del ciel chiusa ogni speme.</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">A forza il vuoi? Qui il condurr&ograve;.</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA II.</h3>
+
+
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">&mdash;Per sempre</div>
+<div class="verse">Dunque ti lascio, o Rimini diletta.</div>
+<div class="verse">Addio, citt&agrave; fatale! addio, voi mura</div>
+<div class="verse">Infelici, ma care! amata culla</div>
+<div class="verse">Di... quei prenci... Che dico!&mdash;Eterno Iddio,</div>
+<div class="verse">Per questa casa ultima prece io t'offro,</div>
+<div class="verse">Bench'io sia rea, non chiuder, no, l'orecchio.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_70" id="Pg_70">{70}</a></span></div>
+<div class="verse">Nulla chieggo per me: per que' fratelli</div>
+<div class="verse">Prego: tua destra onnipossente posi</div>
+<div class="verse">Sul capo lor... Chi veggio?</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA III.</h3>
+
+<div class="center"><span class="smcap">FRANCESCA e PAOLO.</span></div>
+
+<p><br/></p>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="right">(<i>Prorompendo forsennato con una spada alla mano.</i>)</div>
+<div class="i12">Oh sovrumana</div>
+<div class="verse">Gioja! Vederla ancor m'&egrave; dato.&mdash;Ah, ferma!</div>
+<div class="verse">Se tu fugg&igrave;, io t'inseguo.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Audace! ahi lassa!</div>
+<div class="verse">E come in armi?</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Sgombre ho le mie guardie</div>
+<div class="verse">Coll'oro.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Oh ciel! nuovi delitti...</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Io vengo<span class="pagenum noind"><a name="Pg_71" id="Pg_71">{71}</a></span></div>
+<div class="verse">I delitti a impedir. Paga non fora</div>
+<div class="verse">Contro me, credi, la gelosa rabbia</div>
+<div class="verse">Del fratel mio; te immolar pensa. Orrendo</div>
+<div class="verse">Spavento &egrave; quel ch'or qui mi tragge.&mdash;Al sonno</div>
+<div class="verse">Chiusi dianzi le ciglia, ed oh qual truce</div>
+<div class="verse">Vis&iuml;one m'assalse! Immersa io vidi</div>
+<div class="verse">Te nel tuo sangue moribonda: a terra</div>
+<div class="verse">Mi gettai per soccorrerti... il mio nome</div>
+<div class="verse">Proferivi, e spiravi!&mdash;Ahi disperato</div>
+<div class="verse">Delirio! Invano mi svegliava, il fero</div>
+<div class="verse">Sogno mi sta dinanzi agli occhi. Mira:</div>
+<div class="verse">Sudor di morte da mie chiome gronda</div>
+<div class="verse">Al rammentarlo.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Calmati...</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Furente</div>
+<div class="verse">M'alzai, corruppi i vili sgherri: un brando</div>
+<div class="verse">Strinsi... Ahi, temea di pi&ugrave; non rivederti!</div>
+<div class="verse">Qui ti ritrovo: oh me felice!... Imponi:</div>
+<div class="verse">Come del cor, del Braccio mio reina</div>
+<div class="verse">Tu sei: morir per te des&igrave;o.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_72" id="Pg_72">{72}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Rientra,</div>
+<div class="verse">Oh insano, in te. Quell'uom che oltraggi, a noi</div>
+<div class="verse">Gi&agrave; perdonava. Fuggirai. Che speri?</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Se te col padre tuo salva non veggio</div>
+<div class="verse">Fuor di queste pareti, abbandonarti</div>
+<div class="verse">Non posso. Infausto, orribile presagio</div>
+<div class="verse">Pe' giorni tuoi m'affanna.&mdash;Ah, tu non m'ami!</div>
+<div class="verse">Tu rassegnata...</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Esserlo &egrave; d'uopo.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Or dimmi:</div>
+<div class="verse">Quando, ove mai ci rivedrem?</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Se in terra</div>
+<div class="verse">Fine avr&agrave;... l'empio nostro amor...</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Non mai!...</div>
+<div class="verse">Dunque non mai ci rivedrem!&mdash;Francesca,</div>
+<div class="verse">Su questo cor poni la man. Talora<span class="pagenum noind"><a name="Pg_73" id="Pg_73">{73}</a></span></div>
+<div class="verse">Tu questa mano ti porrai sul core</div>
+<div class="verse">E de' palpiti miei ricorderatti:</div>
+<div class="verse">Feroci sono: pochi fien!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Oh amore!</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Adorata t'avrei: non fora un giorno</div>
+<div class="verse">Passato mai ch'io non cercato avessi</div>
+<div class="verse">Di farti ognora pi&ugrave; e pi&ugrave; felice...</div>
+<div class="verse">M'avresti reso (oh incantatrice idea!)</div>
+<div class="verse">Padre di prole a te simile: avrei</div>
+<div class="verse">A' miei figli insegnato ad onorarti.</div>
+<div class="verse">Dopo Dio prima, e come io t'amo amarti!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Il solo udir questi tuoi detti &egrave; colpa.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">N&egrave; mia giammai!...</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Che parli? Eternamente</div>
+<div class="verse">Quant'io deggia al mio sposo e a' generosi</div>
+<div class="verse">Suoi sacrifici sentir&ograve;. Solenne</div>
+<div class="verse">Protesta or odi:&mdash;Se l'ingiusto fato</div>
+<div class="verse">Lui seppellisse pria di me, perpetue<span class="pagenum noind"><a name="Pg_74" id="Pg_74">{74}</a></span></div>
+<div class="verse">Conserver&ograve; le vedovili bende:</div>
+<div class="verse">N&egrave; coll'amarti mai, fuorch&egrave; in silenzio,</div>
+<div class="verse">Offender&ograve; la sua santa memoria.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Mal m'intendesti: augurii empii non formo:</div>
+<div class="verse">Viva e m'uccida il fratel mio. Ma lungi</div>
+<div class="verse">Dall'ira sua tu pur, Francesca, ah, vivi:</div>
+<div class="verse">Vivi, e in silenzio amami, s&igrave;!... Ne' mesti</div>
+<div class="verse">Tuoi sogni spesso mi vedrai. Beata</div>
+<div class="verse">Ombra d&igrave; e notte al fianco tuo starommi</div>
+<div class="verse">Adorandoti ognor.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Paolo...</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Tiranni</div>
+<div class="verse">Gli uomini e il cielo fur con noi.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">T'acqueta.</div>
+<div class="verse">Misera me! Non ci perdiamo... Ah, padre!</div>
+<div class="right">(<i>Chiamando.</i>)</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Pi&ugrave; non ha dritti alla sua prole un padre</div>
+<div class="verse">Che a sue voglie tiranniche l'immola.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_75" id="Pg_75">{75}</a></span></div>
+<div class="verse">Chi de' tuoi giovanili anni sepolto</div>
+<div class="verse">Ha il fior nel pianto? Chi questa tremenda</div>
+<div class="verse">Febbre in te mosse onde tutta ardi? All'orlo</div>
+<div class="verse">Chi della tomba li spingeva?... Il padre!</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Empio, che dici?...&mdash;Odo fragor.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Null'uomo</div>
+<div class="verse">Potr&agrave; strapparti da mie braccia.</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3 class="gap">SCENA IV.</h3>
+
+<div class="center">GUIDO, LANCIOTTO <span class="smcap">e Detti</span>.</div>
+
+<p><br/></p>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Oh vista!</div>
+<div class="verse">Paolo?... Tradito da mie guardie sono...</div>
+<div class="verse">Oh rabbia! e ad esser testimon di tanta</div>
+<div class="verse">Infamia, o Guido, mi chiamasti? Ad arte</div>
+<div class="verse">Ella a me ti mand&ograve;. Fuggire o farsi.</div>
+<div class="verse">Ribelli a me volean: muojano entrambi.</div>
+<div class="right">(<i>Snuda il ferro e combatte contro Paolo.</i>)<span class="pagenum noind"><a name="Pg_76" id="Pg_76">{76}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Oh rio sospetto!</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Scellerata figlia,</div>
+<div class="verse">A maledirti mi costringi.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Tutti,</div>
+<div class="verse">O Francesca, t'abborrono: me solo</div>
+<div class="verse">Difensor hai.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Placatevi, o fratelli:</div>
+<div class="verse">Fra i vostri ferri io mi porr&ograve;. La rea</div>
+<div class="verse">Son io...</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i4">Muori!<span class="rightv">(<i>La trafigge.</i>)</span></div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Me misero!</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">E tu, vile,</div>
+<div class="verse">Difenditi.</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="right">(<i>Getta a terra la spada e si lascia ferire.</i>)</div>
+<div class="i4">Trafiggimi.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_77" id="Pg_77">{77}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Che festi?</div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Oh ciel! qual sangue!</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Deh... Francesca...</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Ah, Padre!...</div>
+<div class="verse">Padre... da te fui maledetta...</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Figlia,</div>
+<div class="verse">Ti perdono!</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">Francesca... ah!... mi perdona...</div>
+<div class="verse">Io la cagion son di tua morte.</div>
+</div></div>
+<div class="center">FRANCESCA.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Eterno...</div>
+<div class="verse">Martir... sotterra... oim&egrave;... ci aspetta!</div>
+</div></div>
+<div class="center">PAOLO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i16">Eterno</div>
+<div class="verse">Fia il nostro amore... Ella &egrave; spirata... io muojo...<span class="pagenum noind"><a name="Pg_78" id="Pg_78">{78}</a></span></div>
+</div></div>
+<div class="center">LANCIOTTO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Ella &egrave; spirata.&mdash;Oh Paolo!&mdash;Ahi, questo ferro</div>
+<div class="verse">Tu mi donasti! in me si torca.</div>
+</div></div>
+<div class="center">GUIDO.</div>
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i12">Ferma,</div>
+<div class="verse">Gi&agrave; &egrave; tuo quel sangue; e basta, onde tra poco</div>
+<div class="verse">Inorridisca al suo ritorno il sole.</div>
+</div></div>
+
+
+<h3 class="biggap">FINE DELL'ATTO QUINTO ED ULTIMO.</h3>
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_79" id="Pg_79">{79}</a></span></p>
+
+
+<h2><a name="ROSILDE" id="ROSILDE"></a>ROSILDE</h2>
+
+<h4>CANTICA.</h4>
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_80" id="Pg_80">{80}</a></span></p>
+
+
+<div class="blockquot"><p>Dove il trovatore componesse questa cantica non appare; soltanto
+vedesi ch'egli era fuori di patria ed infelice nelle agitazioni in
+cui si trovavano a que' tempi le repubbliche lombarde&mdash;presso le
+quali si ricava dai suoi poemi ch'egli peregrin&ograve; diverse volte&mdash;&egrave;
+probabile che ivi s'attraesse lo sdegno d'alcuna di esse o di
+Federigo.</p></div>
+
+
+<hr style="width: 25%;" />
+
+<h2>ROSILDE.</h2>
+
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verseind">Canzoni de' miei padri, antiche istorie</div>
+<div class="verse">Che a' felici d'infanzia anni imparai</div>
+<div class="verse">Nel mio alpestre idioma (inculta lingua</div>
+<div class="verse">Ma d'affetti guerrieri e di mestizia</div>
+<div class="verse">Gentilmente temprata e dolce al core!)</div>
+<div class="verse">Riedete nel mio spirto: e col soave</div>
+<div class="verse">Risovvenir delle pietose note</div>
+<div class="verse">Illudetemi s&igrave; che a' miei dolori</div>
+<div class="verse">E al carcere ov'espio vani ardimenti</div>
+<div class="verse">Togliermi io creda, e a me ritornin l'ore</div>
+<div class="verse">Di mie gioje infantili&mdash;o di Saluzzo</div>
+<div class="verse">Nell'amato che prima aere spirai&mdash;</div>
+<div class="verse">O sui fragranti colli onde di fiori</div>
+<div class="verse">E limpid'acque Pinerolo &egrave; lieta&mdash;</div>
+<div class="verse">O per gli Eridanini ameni poggi,</div>
+<div class="verse">Ove la sera il Torinese ascolta</div>
+<div class="verse">Della lontana villanella il metro</div>
+<div class="verse">Che avventure d'eroi dice e d'amore.</div>
+<div class="verse">Oh poetica terra! oh popolata<span class="pagenum noind"><a name="Pg_82" id="Pg_82">{82}</a></span></div>
+<div class="verse">D'alte cavalieresche rimembranze</div>
+<div class="verse">Or gaje or triste, commoventi sempre!</div>
+<div class="verse">Tu la prima onda porgi e le tue valli</div>
+<div class="verse">Il primo letto al giovin re de' fiumi,</div>
+<div class="verse">Ed ei ne' campi tuoi cresce educato</div>
+<div class="verse">Come in orto di fiori! E di quell'orto</div>
+<div class="verse">Mentre il voluttuoso aere m'inebbria</div>
+<div class="verse">Veggio intorno&mdash;ove ch'io l'occhio sollevi&mdash;</div>
+<div class="verse">Con fiero atto seder sovra le alture</div>
+<div class="verse">Negre castella, e scemasi a tal vista,</div>
+<div class="verse">Ma no, non cessa e sol natura cangia</div>
+<div class="verse">La volutt&agrave; che mi ridea nel core</div>
+<div class="verse">E pi&ugrave; seria diventa e non men dolce;</div>
+<div class="verse">E allora il pastoral flauto lasciando</div>
+<div class="verse">Toccar desio la trobadoric'arpa.</div>
+<div class="verseind">Musa, o patria, a me sien le tue memorie:</div>
+<div class="verse">Rosilde io canto.&mdash;</div>
+<div class="i8">Bella era ed amata</div>
+<div class="verse">E al suo sposo e signor tenera amante:</div>
+<div class="verse">E&mdash;come a fiore un fiorellin s'appoggia&mdash;</div>
+<div class="verse">Nelle braccia materne un pargoletto</div>
+<div class="verse">Della madre al sorriso sorridea.</div>
+<div class="verseind">Se torna dalla caccia il cavaliere</div>
+<div class="verse">Teodomiro, oh quanto gli par lunga<span class="pagenum noind"><a name="Pg_83" id="Pg_83">{83}</a></span></div>
+<div class="verse">La salita al castel! non perch&egrave; il domi</div>
+<div class="verse">Grave stanchezza, ma perch&egrave; alla sposa</div>
+<div class="verse">Adorata il pensier vola ed al figlio:</div>
+<div class="verse">Erge ei gli occhi alla torre&mdash;e v'appar&igrave;a</div>
+<div class="verse">Lui desiando la venusta dama</div>
+<div class="verse">Col leggiadro bambin, quasi dal cielo</div>
+<div class="verse">Scesa fosse d'Iddio la Vergin Madre</div>
+<div class="verse">A consolar d'un suo sguardo i mortali.</div>
+<div class="verseind">Ma improvviso precipita il dolore</div>
+<div class="verse">Sui d&igrave; felici! Era un mattino, e in riva</div>
+<div class="verse">Stava al Lemna natio Teodomiro</div>
+<div class="verse">Inseguendo il cinghial. Vibra la freccia,</div>
+<div class="verse">E tra questa e la belva, ahi, dal cavallo</div>
+<div class="verse">Spinto &egrave; il giovin Denigi, e cade esangue!</div>
+<div class="verse">Denigi il fratel d'arme, il fido amico</div>
+<div class="verse">Dell'uccisore! (Vive ancor negli inni</div>
+<div class="verse">Di tue vaghe fanciulle, o Pinerolo,</div>
+<div class="verse">La belt&agrave; di Denigi e il suo coraggio.)</div>
+<div class="verseind">Oh rammarco! rammarco! e dacch&egrave; tinto</div>
+<div class="verse">Del sangue dell'amico &egrave; il cavaliero,</div>
+<div class="verse">Sfuma ogni gioja sua. Sovra il castello,</div>
+<div class="verse">Cos&igrave; beato in pria, siede e vi spande</div>
+<div class="verse">I negri vanni suoi l'angiol del male;</div>
+<div class="verse">E dello spirto scellerato il riso<span class="pagenum noind"><a name="Pg_84" id="Pg_84">{84}</a></span></div>
+<div class="verse">Fama &egrave; che molti udir di notte tempo,</div>
+<div class="verse">Quando consunto da languor si spense</div>
+<div class="verse">Di Rosilde il figliuolo, e del materno</div>
+<div class="verse">Pianto ulular le desolate sale.</div>
+<div class="verse">N&egrave; qui del mal le orribili minacce</div>
+<div class="verse">Termine han pure. Ahi! di Rosilde istessa</div>
+<div class="verse">Le giovanili guance scolorarsi</div>
+<div class="verse">Vede lo sposo, e andarsi a poco a poco</div>
+<div class="verse">Estinguendo in que' grandi occhi il bel raggio</div>
+<div class="verse">Onde dianzi splendean con tanta vita:</div>
+<div class="verse">E in segreto ei sospira, e mentre asconde</div>
+<div class="verse">Con ridenti parole il suo timore,</div>
+<div class="verse">Gli s'arriccian le chiome immaginando</div>
+<div class="verse">Un'altra tomba&mdash;e in questa tomba chiusi,</div>
+<div class="verse">Chiusi quegli adorati occhi per sempre!</div>
+<div class="verseind">Presso a morte ella venne. E allor proruppe</div>
+<div class="verse">Nel gi&agrave; incredulo cor del cavaliero</div>
+<div class="verse">Relig&iuml;on con tutta sua possanza:</div>
+<div class="verse">E sceso a Pinerolo, al maggior tempio</div>
+<div class="verse">Ricchi doni profonde, e con solenni</div>
+<div class="verse">Riti espiar l'involontario cerca</div>
+<div class="verse">Omicidio commesso, e (se mai peni)</div>
+<div class="verse">Suffragar di Denigi il caro spirto,</div>
+<div class="verse">Onde placato il ciel renda a Rosilde<span class="pagenum noind"><a name="Pg_85" id="Pg_85">{85}</a></span></div>
+<div class="verse">Vita e gioja e di madre il dolce nome.</div>
+<div class="verseind">Ahi! nel sonno gli appar l'amico spettro,</div>
+<div class="verse">E non irato &egrave; il volto suo, ma mesto</div>
+<div class="verse">Come d'un che pietoso asconder brami</div>
+<div class="verse">Le proprie, e pi&ugrave; d'altrui senta le pene,</div>
+<div class="verse">N&egrave; gli si doni il sollevarle; e porti</div>
+<div class="verse">Una coppa amarissima, e non sia</div>
+<div class="verse">Quella coppa un rimedio, e ber si debba!</div>
+<div class="verse">&mdash;Deh, spiegati! dicea Teodomiro,</div>
+<div class="verse">Spiegati!&mdash;Ed il fantasma una lontana</div>
+<div class="verse">Strada additava, e in fondo a quella strada</div>
+<div class="verse">Con eccelse basiliche sorgea</div>
+<div class="verse">Una grande citt&agrave;: dir sembra&mdash;&laquo;Vanne,</div>
+<div class="verse">L&agrave; Dio ti chiama!&raquo; e mentre ivi lo affretta</div>
+<div class="verse">Con una man si copre il volto e piange.</div>
+<div class="verseind">Atterrito si desta il cavaliere:</div>
+<div class="verse">L'oscuro sogno medita; ispirato</div>
+<div class="verse">Alfin si crede. &laquo;Ah! non v'ha dubbio, &egrave; Roma</div>
+<div class="verse">Quella grande citt&agrave;: col pio v&iuml;aggio</div>
+<div class="verse">Te, Denigi, da tue fiamme, e da morte</div>
+<div class="verse">La cara donna liberar degg'io&raquo;&mdash;</div>
+<div class="verse">Dice, e ad un tempo a ci&ograve; s'astringe in voto.</div>
+<div class="verseind">Esultate, o colline! ad abbellirvi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_86" id="Pg_86">{86}</a></span></div>
+<div class="verse">Torna col redivivo occhio Rosilde.</div>
+<div class="verse">Di festive ghirlande olezzan tutte</div>
+<div class="verse">Del castello le sale: echeggian l'arpe;</div>
+<div class="verse">Stagion torn&ograve; di danze e di conviti:</div>
+<div class="verse">L'angiol della sventura &egrave; dileguato.</div>
+<div class="verseind">Ma fido al voto suo prende il bordone</div>
+<div class="verse">Teodomiro e seco uno scudiero,</div>
+<div class="verse">N&egrave; che la sposa il segua egli consente;</div>
+<div class="verse">Perocch&egrave; a lei vicino ardua non fora</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; penitenza alcuna, e potr&igrave;a il cielo</div>
+<div class="verse">Gravemente punirnelo.&mdash;&laquo;Addio, sempre</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; sempre amata! i giorni tuoi mi serba</div>
+<div class="verse">E l'amor tuo! qui fra due lune io riedo.&raquo;</div>
+<div class="verseind">Piangea Rosilde, e dalle care braccia</div>
+<div class="verse">Strapparsi non potea: n&egrave; di Rosilde</div>
+<div class="verse">Tutte eran quelle lagrime che il volto</div>
+<div class="verse">Inondavano al sire.&mdash;Oh dolorose</div>
+<div class="verse">Partenze, s&igrave;, ma di dolcezza miste,</div>
+<div class="verse">Quando due cuori che batteano insieme</div>
+<div class="verse">Breve tempo si staccano, ma l'ora,</div>
+<div class="verse">La lieta ora si dicon del ritorno!</div>
+<div class="verse">Ahim&egrave; che di partenze altre son conscio</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; dolorose! allorch&egrave; a forza svelti</div>
+<div class="verse">Da geloso tiranno eran due cori,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_87" id="Pg_87">{87}</a></span></div>
+<div class="verse">N&egrave; dirsi addio potean, n&egrave; lor rimase</div>
+<div class="verse">Speme che di ritorno ora risplenda!</div>
+<div class="verseind">Compie una luna dacch&egrave; orando e cinta</div>
+<div class="verse">D'umil cilicio, infra i digiuni e il pianto,</div>
+<div class="verse">Quasi pia vedovella, entro il solingo</div>
+<div class="verse">Castel vivea la innamorata donna,</div>
+<div class="verse">Di niun pensier curando altro che un solo,</div>
+<div class="verse">Quando dal suo veron gli occhi volgendo</div>
+<div class="verse">Gi&ugrave; sul pendio, salir vede un canuto</div>
+<div class="verse">Che pare (ed &egrave;) il fedele Ugger, che il sire</div>
+<div class="verse">Accompagnato ha in romeaggio.&mdash;&laquo;Ahi lassa!</div>
+<div class="verse">Solo ritorna? Oh palpiti! oh funesti</div>
+<div class="verse">Presentimenti!&raquo;&mdash;E indietro si ritrae:</div>
+<div class="verse">Si riaffaccia indi al veron: prestigio</div>
+<div class="verse">Creder vorria ci&ograve; ch'ella vede; e il santo</div>
+<div class="verse">Segno si fa della salute, e sclama,</div>
+<div class="verse">&laquo;No, mio Ges&ugrave;, no, non sia ver! non sia!&raquo;</div>
+<div class="verseind">Ma giunto &egrave; il vecchio, e a' pie della signora</div>
+<div class="verse">Singhiozzando si getta.</div>
+<div class="i8">&laquo;O mio buon servo!</div>
+<div class="verse">Tu mi rechi la morte, io gi&agrave; t'intendo:</div>
+<div class="verse">Narra ov'ei cadde; ah, ch'io sovra la terra<span class="pagenum noind"><a name="Pg_88" id="Pg_88">{88}</a></span></div>
+<div class="verse">Che lo ricopre, almen mi tragga e spiri!&raquo;</div>
+<div class="verseind">&laquo;O Donna, il fido Uggero a te dinanzi</div>
+<div class="verse">Non torner&igrave;a, se del suo sir la tomba</div>
+<div class="verse">Veduto avesse.&raquo;</div>
+<div class="i8">&laquo;Che dicesti? Ei vive?</div>
+<div class="verse">Ah! sciagurata pi&ugrave; non sono.&raquo;</div>
+<div class="i12">&laquo;Ascolta,</div>
+<div class="verse">Signora mia: non lusingarti, grave,</div>
+<div class="verse">&Egrave; grave assai questa sciagura: &egrave; incerto</div>
+<div class="verse">Del mio sire il destino. Appena giunti</div>
+<div class="verse">A quel varco eravam dove la terra</div>
+<div class="verse">Al Piacentin del Po bagnano l'onde,</div>
+<div class="verse">Allorch&egrave; un passegger, forte spronando</div>
+<div class="verse">Il cavallo ver noi: fuggite, grida,</div>
+<div class="verse">Fuggite, e pelegrini! un'orrenda oste</div>
+<div class="verse">Invaso ha la contrada: il fero Otlusco</div>
+<div class="verse">Co' suoi prodi vaganti Ungari il fianco</div>
+<div class="verse">Occup&ograve; di Piacenza, e impossessato</div>
+<div class="verse">S'&egrave; d'un vicin castello, e in quel castello</div>
+<div class="verse">Quanti pi&ugrave; pu&ograve;, chiude prigioni, e immensi</div>
+<div class="verse">Indi al riscatto vuol tesori o il sangue</div>
+<div class="verse">Versa degli infelici.&mdash;Il cavaliere</div>
+<div class="verse">Che cos&igrave; ne parlava era un prigione</div>
+<div class="verse">Al cui riscatto i teneri parenti<span class="pagenum noind"><a name="Pg_89" id="Pg_89">{89}</a></span></div>
+<div class="verse">Tutto venduto avean, servi e poderi</div>
+<div class="verse">E rocche avite. E il giovin cavaliere</div>
+<div class="verse">S'era con altri prodi a fratellanza</div>
+<div class="verse">Relig&iuml;osa consacrato, e il voto</div>
+<div class="verse">Di que' frati guerrieri &egrave; i pellegrini</div>
+<div class="verse">Difendere e gli oppressi e la innocenza;</div>
+<div class="verse">Ma n&egrave; il coraggio lor, n&egrave; tutti i brandi</div>
+<div class="verse">Dell'afflitta citt&agrave; respinger ponno</div>
+<div class="verse">Il fero Otlusco: sue terribili armi</div>
+<div class="verse">Son gli stessi prigioni onde la strage</div>
+<div class="verse">Minaccia se assalirlo osin le genti.&mdash;</div>
+<div class="verse">Merc&egrave; rendiamo al generoso, e in fretta</div>
+<div class="verse">Ricalchiamo la via. Ma quando soli</div>
+<div class="verse">Teodomiro ed io per una selva</div>
+<div class="verse">Ci scostiam dal periglio, &laquo;aita! aita!&raquo;</div>
+<div class="verse">Sentiam gridar da lunge: onor ci vieta</div>
+<div class="verse">Negare aita a chi la implora: il ferro</div>
+<div class="verse">Snuda Teodomiro: il seguo: a zuffa</div>
+<div class="verse">Con gli Ungari veniamo. Avean rapita</div>
+<div class="verse">Al suo sposo una dama. Ahi, che potero</div>
+<div class="verse">Contro a s&igrave; forte stuol soli due brandi?</div>
+<div class="verse">Mira sul petto mio le non ben salde</div>
+<div class="verse">Ancor ferite, onde i nemici a terra</div>
+<div class="verse">Mi lasciar, mentre vinto e prigioniero<span class="pagenum noind"><a name="Pg_90" id="Pg_90">{90}</a></span></div>
+<div class="verse">Strascinavano il sire. Allorch&egrave; appena</div>
+<div class="verse">Riavermi e sorreggermi sull'egro</div>
+<div class="verse">Fianco potei, mossi ad Otlusco e chiesi</div>
+<div class="verse">Del mio signor divider la sciagura:</div>
+<div class="verse">Ma il barbaro esult&ograve;, mi risospinse,</div>
+<div class="verse">E appeso ad una croce un uman tronco</div>
+<div class="verse">Mostrandomi:&mdash;&laquo;Al tuo sir, disse, egual sorte</div>
+<div class="verse">Fra pochi d&igrave; sovrasta, ove quant'oro</div>
+<div class="verse">Val s&igrave; nobile vita io non riceva.&raquo;</div>
+<div class="verseind">&laquo;E ch'&egrave; mai l'or? grida Rosilde: ah, tutto</div>
+<div class="verse">Si sagrifichi tosto: assai di gemme</div>
+<div class="verse">Erede io fui...&raquo;</div>
+<div class="i8">&laquo;Deh, ci&ograve; bastasse, o donna!</div>
+<div class="verse">Ma tal chiede riscatto il masnadiero,</div>
+<div class="verse">Cui ben pavento non s'adegui alcuna</div>
+<div class="verse">Di tue ricchezze. E il tempo incalza: i giorni</div>
+<div class="verse">Numerati ha il crudel.&raquo;</div>
+<div class="i12">&mdash;Quando la donna</div>
+<div class="verse">L'enorme ud&igrave; richiesta somma, il lume</div>
+<div class="verse">D'ogni speranza a' guardi suoi s'estinse:</div>
+<div class="verse">E come il Giusto<a name="FNanchor_1_1" id="FNanchor_1_1"></a><a href="#Footnote_1_1" class="fnanchor">[1]</a> in Idumea, percosso<span class="pagenum noind"><a name="Pg_91" id="Pg_91">{91}</a></span></div>
+<div class="verse">Dall'eccesso de' mali, os&ograve; il suo grido</div>
+<div class="verse">Elevar verso Dio, ragion chiedendo</div>
+<div class="verse">Del non mertato aspro flagel&mdash;Rosilde</div>
+<div class="verse">Cos&igrave;, nel colmo del suo affanno, obblia</div>
+<div class="verse">Che col suo Creator, dritto la polve</div>
+<div class="verse">Di contender non ha: ma il Creatore</div>
+<div class="verse">Come allor per quel Giusto, or si commove</div>
+<div class="verse">Per la infelice delirante, e a detti</div>
+<div class="verse">Che nell'angoscia le sfuggian, perdona.</div>
+<div class="verseind">E che sai tu, cieco mortal, se Iddio</div>
+<div class="verse">Non conduce le sorti e non ti scaglia</div>
+<div class="verse">Incontro alla sciagura, onde il tuo spirto</div>
+<div class="verse">In pi&ugrave; che umane lotte trionfando</div>
+<div class="verse">Vieppi&ugrave; a Lui s'assomigli? Al Sempiterno</div>
+<div class="verse">Mancheran forse i modi e le delizie</div>
+<div class="verse">Onde il lor guiderdone abbiano i forti?</div>
+<div class="verse">Va', pia Rosilde, al tuo destin: che sono</div>
+<div class="verse">Mai di Teodomiro e di te stessa</div>
+<div class="verse">La pace e i giorni, ove allo scampo Iddio</div>
+<div class="verse">D'una intera citt&agrave; voglia immolarli?</div>
+<div class="verseind">Scuotesi: amor le rid&agrave; forza, e nulla</div>
+<div class="verse">D'intentato consente.&mdash;E drappi d'oro</div>
+<div class="verse">E splendidi monili e vasi e perle</div>
+<div class="verse">Tutto che mobil sia d'alto valore<span class="pagenum noind"><a name="Pg_92" id="Pg_92">{92}</a></span></div>
+<div class="verse">Sui giumenti si carca. In fretta e campi</div>
+<div class="verse">Vendere e torri non poteansi: in pegno</div>
+<div class="verse">Alla Badia li affida, e ne ritrae</div>
+<div class="verse">Non picciolo tesoro.</div>
+<div class="i8">&laquo;O mia signora,</div>
+<div class="verse">Deh! non avventurarti,&raquo; invan ripete</div>
+<div class="verse">Il prudente scudiero; &laquo;a me abbandona</div>
+<div class="verse">Questo messaggio.&raquo;</div>
+<div class="i8">&laquo;A tutto, il barbaro Unno</div>
+<div class="verse">Resister pu&ograve;, non d'una moglie al pianto,&raquo;</div>
+<div class="verse">Sclama la dolorosa.</div>
+<div class="i8">&laquo;Eppur, deh! pensa</div>
+<div class="verse">Che non &egrave; fede ne' malvagi. E s'egli</div>
+<div class="verse">I tesori rapisse, e te prigione,</div>
+<div class="verse">Donna, tenesse?&raquo;</div>
+<div class="i8">&laquo;Ah! del mio sposo al fianco</div>
+<div class="verse">Andar carca di ferri, anzi che lunge</div>
+<div class="verse">Aver tesori e libert&agrave;, ben chieggio.&raquo;</div>
+<div class="verseind">Dice, e comanda, e vuole. E sulla via</div>
+<div class="verse">Col fido Ugger, co' pochi servi, assisa</div>
+<div class="verse">Eccola sulla mula.&mdash;Ahi! cos&igrave; un tempo</div>
+<div class="verse">Da' Francesi inseguito io colla madre</div>
+<div class="verse">Pargoletto fugg&igrave;a: si soffermava</div>
+<div class="verse">Il viandante attonito e chiedea<span class="pagenum noind"><a name="Pg_93" id="Pg_93">{93}</a></span></div>
+<div class="verse">Da qual parte calato era il nemico.</div>
+<div class="verseind">Oh cavalieri improvidi, ch'a imbelli</div>
+<div class="verse">Arti educate le fanciulle! Or d'uopo</div>
+<div class="verse">Qui sar&igrave;a di valore! In mezzo all'armi</div>
+<div class="verse">E all'arroganza od all'insidie forse</div>
+<div class="verse">Troverassi Rosilde, e le vien meno</div>
+<div class="verse">Segretamente al sol pensarvi il core.</div>
+<div class="verse">Dal palagio paterno uscita mai</div>
+<div class="verse">Pria non era del giorno in che da Susa</div>
+<div class="verse">Mosse al castel dello sposato amante:</div>
+<div class="verse">E qualche volta appena ivi la faccia</div>
+<div class="verse">D'alcun ospite vide, e tutto serba</div>
+<div class="verse">Il pudor dell'infanzia e la paura.</div>
+<div class="verse">E quel debole petto or notte e giorno</div>
+<div class="verse">Per le selve cavalca! e ad ogni fischio</div>
+<div class="verse">Trema di fronda, e gli urli della lupa</div>
+<div class="verse">Ode, e vede la sera da lontano</div>
+<div class="verse">I fochi, ove, chi sa? forse cenando</div>
+<div class="verse">Novi omicidii medita un ladrone!&mdash;</div>
+<div class="verse">&laquo;Per me non tremerei: ma se rapiti</div>
+<div class="verse">Mi fossero que' carchi, onde salvezza</div>
+<div class="verse">A te verria, Teodomiro, allora?&raquo;&mdash;</div>
+<div class="verseind">Ed ei, Teodomir&mdash;dall'alte mura</div>
+<div class="verse">Ove geme prigion, stassi alle doppie<span class="pagenum noind"><a name="Pg_94" id="Pg_94">{94}</a></span></div>
+<div class="verse">Sbarre aggrappato della sua fenestra:</div>
+<div class="verse">Ad ore ad ore immobilmente figge</div>
+<div class="verse">Sovra l'ampio orizzon l'occhio bramoso:</div>
+<div class="verse">Bramoso? e che mai spera?&mdash;Ah! nulla spera!</div>
+<div class="verse">Estinto credo il fido Ugger: Rosilde</div>
+<div class="verse">Saper di lui non pu&ograve;.&mdash;&laquo;Questo vil cibo,</div>
+<div class="verse">Che invan mi si largisce, alfin dispendio</div>
+<div class="verse">Parr&agrave; soverchio, e m'alzeran la croce;</div>
+<div class="verse">Venga, venga quel d&igrave;!&raquo;&mdash;Tal &egrave; il febbrile</div>
+<div class="verse">Suo frequente desio. Fero contrasto,</div>
+<div class="verse">Bramar come riposo unico morte,</div>
+<div class="verse">E inorridir pensando al disperato</div>
+<div class="verse">Lamento di chi t'ama, allorch&egrave; il grido</div>
+<div class="verse">Udr&agrave; del tuo martirio! e nuovamente,</div>
+<div class="verse">Quasi l'orribil vita che tu vivi</div>
+<div class="verse">Bramar di proseguire, onde non giunga</div>
+<div class="verse">Alle tue sale mai quel desolante</div>
+<div class="verse">Indubitabil grido <i>Ei pi&ugrave; non vive!</i>&mdash;</div>
+<div class="verse">Da quelle sbarre guarda, e nulla spera</div>
+<div class="verse">Teodomir: ma i d&igrave; passan talvolta,</div>
+<div class="verse">Ed umana figura egli non vede,</div>
+<div class="verse">Perocch&egrave; a tergo della torre il campo</div>
+<div class="verse">Giace degli Unni, e a questa parte &egrave; un vasto</div>
+<div class="verse">Tratto deserto di palude e arena<span class="pagenum noind"><a name="Pg_95" id="Pg_95">{95}</a></span></div>
+<div class="verse">Che ad un bosco confina, e solo a manca</div>
+<div class="verse">Veggonsi dietro agli olmi i campanili</div>
+<div class="verse">Della citt&agrave;, e se il vento agita i rami</div>
+<div class="verse">Si scoprono gli spaldi... Agita, o vento,</div>
+<div class="verse">Agita quelle fronde! e il prigioniero</div>
+<div class="verse">Veggia talor sovra gli spaldi il passo</div>
+<div class="verse">Di vivente persona! &Egrave; un indistinto</div>
+<div class="verse">Tormentoso bisogno al solitario</div>
+<div class="verse">Il veder l'uomo&mdash;Almen da lunge! un santo</div>
+<div class="verse">Misterioso amor lega i mortali,</div>
+<div class="verse">Se distanza li scevra: ah! come a noja</div>
+<div class="verse">Puon da presso venirsi e farsi guerra?</div>
+<div class="verse">Anco i nemici quasi ama, se ascolta</div>
+<div class="verse">Lor selvaggia canzon Teodomiro,</div>
+<div class="verse">Che pur l'Ungaro canto &egrave; umana voce.</div>
+<div class="verse">E se nel bosco alcuna volta ud&igrave;a</div>
+<div class="verse">La percossa lontana della scure,</div>
+<div class="verse">Pur frenava il respiro, e da que' colpi</div>
+<div class="verse">Alcun piacer traea, perocch&egrave; all'occhio</div>
+<div class="verse">Della mente pingeasi il buon villano</div>
+<div class="verse">Che coll'ardua fatica alla diletta</div>
+<div class="verse">Moglie porgeva e a' dolci figli il pane.</div>
+<div class="verse">Ahim&egrave;, ben d'uopo &egrave; ch'uom giaccia all'estremo<span class="pagenum noind"><a name="Pg_96" id="Pg_96">{96}</a></span></div>
+<div class="verse">D'ogni miseria onde gli sien ricchezza</div>
+<div class="verse">Cos&igrave; povere gioje!&mdash;E se nel bosco</div>
+<div class="verse">Tace la scure&mdash;e taccion gli Unni&mdash;e tace</div>
+<div class="verse">Negli olmi il vento&mdash;e dalle torri il caro</div>
+<div class="verse">A' meditanti suon della campana&mdash;</div>
+<div class="verse">Chi allor molce, o prigion, tue tetre noje?</div>
+<div class="verse">Oh allor&mdash;quel ciglio ch'uom giammai non vide</div>
+<div class="verse">Nel lutto inumidirsi, in mesta guisa</div>
+<div class="verse">Abbassandosi a terra, a larghe stille</div>
+<div class="verse">Versa il dolore!</div>
+<div class="i8">&laquo;Oh mia Rosilde! io sono</div>
+<div class="verse">L'autor di tua sciagura! Io da celeste</div>
+<div class="verse">Credea ispirazione essere al pio</div>
+<div class="verse">Viaggio mosso, e m'illudea il consiglio</div>
+<div class="verse">Dello spirto a cui gioco &egrave; l'uman pianto!&raquo;</div>
+<div class="verseind">&laquo;A cavallo! a cavallo! ecco una preda!&raquo;</div>
+<div class="verse">Cos&igrave; sclama, e gi&agrave; sprona, e gi&agrave; seguito</div>
+<div class="verse">Da cento lance &egrave; Otlusco. Oh, qual fu l'alma</div>
+<div class="verse">Della timida donna al furibondo</div>
+<div class="verse">Proromper d'una squadra! oh spaventose</div>
+<div class="verse">Urla che assordan l'aere, e men saccheggio</div>
+<div class="verse">Sembran nunciar che rapido macello!</div>
+<div class="verseind">Discende dalla mula. Il cor le manca,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_97" id="Pg_97">{97}</a></span></div>
+<div class="verse">Ma invoca il suo buon angiolo e confida</div>
+<div class="verse">Nel suo soccorso, e pallida e smarrita&mdash;</div>
+<div class="verse">Pur risoluta&mdash;avanzasi all'incontro</div>
+<div class="verse">De' masnadieri, e con la mano accenna</div>
+<div class="verse">Che raffrenino il corso ed ascoltarla</div>
+<div class="verse">Vogliano per piet&agrave;.&mdash;V'&egrave; nell'aspetto</div>
+<div class="verse">Dell'inerme e del debole un arcano</div>
+<div class="verse">Che ispira reverenza anco ai feroci:</div>
+<div class="verse">E se il debole opprimono, &egrave; un comando</div>
+<div class="verse">Che natura non fece, &egrave; un altro moto</div>
+<div class="verse">Che senza sforzo non si compie, e il compie</div>
+<div class="verse">Pensata voglia di trionfo o lucro.</div>
+<div class="verseind">Commovente spettacolo! Un istante,</div>
+<div class="verse">E dalle scalpitanti ugne pestata</div>
+<div class="verse">Esser potea la misera&mdash;un istante,</div>
+<div class="verse">E l'avventata squadra immobil sta:</div>
+<div class="verse">Cos&igrave; Otlusco imper&ograve;.</div>
+<div class="i8">Smonta, s'appressa</div>
+<div class="verse">All'atterrita dama: e sopra il viso</div>
+<div class="verse">Dell'assassin colla insultante gioja</div>
+<div class="verse">Della propria potenza e colle dure</div>
+<div class="verse">Tracce di crudelt&agrave;, v'&egrave; come un fosco</div>
+<div class="verse">Lume che quelle tracce e quella gioja</div>
+<div class="verse">Addolcisce un momento, e sembra quasi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_98" id="Pg_98">{98}</a></span></div>
+<div class="verse">Raggio di cortes&igrave;a. L'opra era forse</div>
+<div class="verse">Di tua belt&agrave;, o Rosilde? o forse innanzi</div>
+<div class="verse">Ch'atti inumani il trasformasser, grande</div>
+<div class="verse">Fu dell'eroe lo spirito, e quel raggio</div>
+<div class="verse">Di cortes&igrave;a reliquia &egrave; di quel tempo?</div>
+<div class="verseind">Ma in alme dal delitto degradato</div>
+<div class="verse">A' moti generosi un pentimento</div>
+<div class="verse">Di sentirli succede, e&mdash;unica a loro</div>
+<div class="verse">Nota virt&ugrave;&mdash;della virt&ugrave; il dispregio.</div>
+<div class="verseind">&laquo;Signor, la sposa io son d'un prigioniero</div>
+<div class="verse">Di cui t'offro il riscatto. Ove regina</div>
+<div class="verse">Nata foss'io, per quel riscatto un regno</div>
+<div class="verse">Dato t'avrei: ma ci&ograve; ch'io m'ebbi or pongo</div>
+<div class="verse">Tutto a' tuoi piedi, e supplice scongiuro</div>
+<div class="verse">Che il mio Teodomir tu mi ridoni.&raquo;</div>
+<div class="verseind">&laquo;Donna, ravviso il tuo scudier. Recato</div>
+<div class="verse">T'avr&agrave; il pregio in che tengo il signor tuo:</div>
+<div class="verse">N&egrave; mai per men del valor suo di tanto</div>
+<div class="verse">Peregrino giojel fia che mi spogli.&raquo;</div>
+<div class="verseind">&laquo;Deh! non macchiar tue forti gesta, o sire,</div>
+<div class="verse">Schernendo gl'infelici: ecco non vile</div>
+<div class="verse">Tesoro, e tu il gradisci: e fa' che priva</div>
+<div class="verse">Di quanto io possedea, tranne il consorte,</div>
+<div class="verse">Di mia miseria non curante, io possa<span class="pagenum noind"><a name="Pg_99" id="Pg_99">{99}</a></span></div>
+<div class="verse">Ogni d&igrave; benedirti.&raquo;</div>
+<div class="i8">&laquo;Ol&agrave; mi segua</div>
+<div class="verse">Quel convoglio al castel.&raquo;</div>
+<div class="i8">Trema e rimonta</div>
+<div class="verse">Rosilde la sua mula, e a fianco a Otlusco</div>
+<div class="verse">Dinanzi agli altri avviasi, e da lontano</div>
+<div class="verse">Guarda con desiderio e con affanno</div>
+<div class="verse">Quelle mura ove chiuso &egrave; il suo diletto.</div>
+<div class="verse">Ma l'avaro ladron vede l'amore</div>
+<div class="verse">E la bellezza della dama, e volge</div>
+<div class="verse">Nell'astuto pensier nova perfidia.</div>
+<div class="verseind">Arrivano al castel: spiegansi i doni,</div>
+<div class="verse">E Otlusco a s&egrave; venir fa il prigioniero.</div>
+<div class="verse">Oh emozion de' due teneri sposi</div>
+<div class="verse">Nel rivedersi! Ud&igrave; Teodomiro</div>
+<div class="verse">Ci&ograve; che a salvarlo fea Rosilde, e gioja,</div>
+<div class="verse">Stupore e gratitudine &egrave; in lui tanta</div>
+<div class="verse">Che parole non trova.&mdash;Il sospettoso</div>
+<div class="verse">Unno quel muto giubilar mirando,</div>
+<div class="verse">&laquo;No&raquo; sclama &laquo;non &egrave; ver, queste non sono</div>
+<div class="verse">Vostre sole dovizie; in voi non fora</div>
+<div class="verse">S&igrave; poco duol nel perderle: al riscatto</div>
+<div class="verse">Ben puon di te, o guerriero, esser bastanti,</div>
+<div class="verse">Ma pari a questi quattro volte un dono<span class="pagenum noind"><a name="Pg_100" id="Pg_100">{100}</a></span></div>
+<div class="verse">Vo' per la donna che prigion ritengo.&raquo;</div>
+<div class="verseind">Piansero, supplic&agrave;r. Barbaramente</div>
+<div class="verse">Sono divisi, e dal castello a forza</div>
+<div class="verse">Dagli Ungari cacciato &egrave; il cavaliero.</div>
+<div class="verseind">Che diverr&agrave; la misera? E ove mai</div>
+<div class="verse">Teodomir ritrover&agrave; tant'oro</div>
+<div class="verse">Qual dal perfido vuolsi? Il pio scudiere</div>
+<div class="verse">Gli rammenta i congiunti. &laquo;Ah, i miei congiunti</div>
+<div class="verse">Possenti son, ma antiche guerre e invidia</div>
+<div class="verse">A me feali inimici, e non che ajuto,</div>
+<div class="verse">Scherno n'attendo nella rea fortuna!</div>
+<div class="verse">Vendere il mio retaggio? E lenta &egrave; l'opra;</div>
+<div class="verse">N&egrave; molto indi trarrei, poich&egrave; s&igrave; pingue</div>
+<div class="verse">Gi&agrave; ne di&egrave; somma chi toglieali in pegno.&raquo;</div>
+<div class="verseind">Mentre varii nel cor volge pensieri,</div>
+<div class="verse">E un furibondo pi&ugrave; dell'altro, e tutti</div>
+<div class="verse">Fausti a vendetta s&igrave;, inefficaci</div>
+<div class="verse">A liberar la cara sposa&mdash;e mentre</div>
+<div class="verse">Tenta indarno in agguato al masnadiero</div>
+<div class="verse">Toglier la vita&mdash;e mentre indarno ai prodi</div>
+<div class="verse">Frati guerrieri e all'armi piacentine</div>
+<div class="verse">Recasi e prega e stimola e, a gran rischio</div>
+<div class="verse">Di cagionar d'ogni prigion la strage,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_101" id="Pg_101">{101}</a></span></div>
+<div class="verse">Pur li spinge a battaglia, e dieci volte</div>
+<div class="verse">(Con finti attacchi) in lontananza spera</div>
+<div class="verse">Trarre l'oste malvagia e della rocca</div>
+<div class="verse">Rapidamente impadronirsi, e sempre</div>
+<div class="verse">La vigile degli Unni arte il delude&mdash;</div>
+<div class="verse">A investir la citt&agrave; pensa in segreto</div>
+<div class="verse">Con audacia incredibile il ladrone.</div>
+<div class="verse">Oh scellerata notte! Un tradimento</div>
+<div class="verse">Forse ad Otlusco apr&igrave; le porte: il ferro</div>
+<div class="verse">E il foco cinque giorni orribilmente</div>
+<div class="verse">Scorre per ogni via, per ogni chiesa,</div>
+<div class="verse">Per ogni ostello, e disperato sembra</div>
+<div class="verse">Del popol vinto il pi&ugrave; risorger mai.</div>
+<div class="verseind">N&egrave; per l'amor sol della preda esulta</div>
+<div class="verse">Di sue vittorie il barbaro: egli esulta</div>
+<div class="verse">Perocch&egrave; quanto pi&ugrave; temuto e forte,</div>
+<div class="verse">Tanto pi&ugrave; grande apparir crede al guardo</div>
+<div class="verse">Dell'altera Rosilde. Il ferreo core,</div>
+<div class="verse">Non si sa come, al pianto di Rosilde</div>
+<div class="verse">S'era commosso, e in guisa ch'ei sul punto</div>
+<div class="verse">Fu alcune volte d'asciugar quel ciglio,</div>
+<div class="verse">Libera rimandandola al marito:</div>
+<div class="verse">E se eseguia il magnanimo pensiero</div>
+<div class="verse">Non avrebbe sol lei, ma seco tutti<span class="pagenum noind"><a name="Pg_102" id="Pg_102">{102}</a></span></div>
+<div class="verse">I suoi tesori rimandati. Un giorno</div>
+<div class="verse">Alla stanza ei movea della dolente</div>
+<div class="verse">Col nobile proposto, ahi! ma rivide</div>
+<div class="verse">Quelle angeliche forme, intese il suono</div>
+<div class="verse">Di quella voce, e gli mor&igrave; sul labbro</div>
+<div class="verse">La pensata parola, e generoso</div>
+<div class="verse">Esser pi&ugrave; non pot&egrave;. Parl&ograve; d'amore,</div>
+<div class="verse">E, ci&ograve; che mai sofferto ei non avea,</div>
+<div class="verse">I dispregi sofferse, e quei dispregi</div>
+<div class="verse">Eran pugnali all'alma del superbo,</div>
+<div class="verse">Eppur chi li avventava era a lui caro.</div>
+<div class="verseind">N&egrave; degli altri prigion pari alla sorte</div>
+<div class="verse">Di Rosilde &egrave; la sorte. A lei l'uscita</div>
+<div class="verse">Sol tolta &egrave; del castel, ma le si dona</div>
+<div class="verse">E visitar gli altri infelici e alquanto</div>
+<div class="verse">Alleviar lor pene e dalla croce</div>
+<div class="verse">Redimer chi dannato era e taluni</div>
+<div class="verse">Render senza riscatto a lor famiglie.</div>
+<div class="verse">Con benefico intento e varia speme</div>
+<div class="verse">Va serbando la vita, e all'esecrato</div>
+<div class="verse">Ladron si finge meno irata, e volta</div>
+<div class="verse">Tutta &egrave; a cercarsi occas&iuml;on di fuga.</div>
+<div class="verseind">Ma maggior di lor possa &egrave; il breve sforzo</div>
+<div class="verse">Di gentilezza e di pudor nei vili;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_103" id="Pg_103">{103}</a></span></div>
+<div class="verse">Parer grandi vorriano e oprar da grandi</div>
+<div class="verse">Incominciato appena avean&mdash;nel basso</div>
+<div class="verse">Sentiero ecco ricalcali natura,</div>
+<div class="verse">O abitudin d'infamia, o delirante</div>
+<div class="verse">De' sensi ebbrezza, o il giubilo del male.</div>
+<div class="verseind">Prudenza e preghi e dignit&agrave; e disdegno</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; a Rosilde non val. Fra le volgari</div>
+<div class="verse">Delle coppe esultanze, il masnadiero</div>
+<div class="verse">Motti d'amor&mdash;ma temerarii&mdash;vibra,</div>
+<div class="verse">Ed orgogliosi (ah, il tuo bel nome, Amore,</div>
+<div class="verse">Non merta il foco de' profani!)</div>
+<div class="i12">&laquo;O stolta,</div>
+<div class="verse">A che ostinarti contra il fato? E credi</div>
+<div class="verse">Che, dacch&egrave; l'ha perduta, in vedovanza</div>
+<div class="verse">Perenne stiasi il tuo primier compagno?</div>
+<div class="verse">Ah, ch'ei ben gi&agrave; di tua mancanza in braccio</div>
+<div class="verse">D'amante altra consolasi! A cercarti</div>
+<div class="verse">Forse riedea? Ti vendica: le nozze</div>
+<div class="verse">D'Otlusco accetta. Splendida ben altra</div>
+<div class="verse">Che non Teodomir t'offro ventura:</div>
+<div class="verse">Invitte squadre io guido, un regno innalzo</div>
+<div class="verse">Cui le pi&ugrave; ardite signorie curvarsi</div>
+<div class="verse">Dovran d'Italia: te possanza e pompa</div>
+<div class="verse">E adoramenti faran lieta, e madre<span class="pagenum noind"><a name="Pg_104" id="Pg_104">{104}</a></span></div>
+<div class="verse">Sarai di regi.&raquo; (E in cos&igrave; dir con guardo</div>
+<div class="verse">inverecondo alla pudica un braccio</div>
+<div class="verse">Osa afferrar.)</div>
+<div class="i8">&laquo;Deh, signor mio! Te irrito</div>
+<div class="verse">Se il passato rammento e i d&igrave; felici</div>
+<div class="verse">Che da te lunge io trassi: a sgombrar l'ire</div>
+<div class="verse">Dal ciglio tuo, quindi in silenzio io pongo</div>
+<div class="verse">Il prisco ond'arsi immenso amor: ti basti</div>
+<div class="verse">Questo silenzio. E se ostinata speme</div>
+<div class="verse">Nutrir pur vuoi ch'amor novel me accenda,</div>
+<div class="verse">Fa' che d'atti tirannici e scortesi</div>
+<div class="verse">Io mai capace non ti scorga, e al tempo</div>
+<div class="verse">Lascia il mutarsi del cor mio.&raquo;</div>
+<div class="i12">Tra umile</div>
+<div class="verse">E maestosa cos&igrave; parla: e tenta</div>
+<div class="verse">Allontanar pur quel terribil punto</div>
+<div class="verse">Cui gi&agrave; da lungo con preghiere e pianto</div>
+<div class="verse">S'&egrave; apparecchiata.&mdash;Mesi e mesi invano</div>
+<div class="verse">Sper&ograve; in Teodomir: pi&ugrave; non ritorna.</div>
+<div class="verse">Nelle pugne sper&ograve;, ma invan: la palma</div>
+<div class="verse">Sempre &egrave; dell'Unno. Invan sper&ograve; d'aprirsi</div>
+<div class="verse">Qualche strada alla fuga: omai non resta</div>
+<div class="verse">Scampo ad infamia, altro che un sol&mdash;la morte.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_105" id="Pg_105">{105}</a></span></div>
+<div class="verseind">A timid'alma arduo dover, la morte.&mdash;</div>
+<div class="verse">Ma non feroci tutte fur le donne</div>
+<div class="verse">Di cui l'alto morir narran le istorie.</div>
+<div class="verse">A talune, o pittor, forse tra quelle</div>
+<div class="verse">E maschi tratti e gigantesca possa</div>
+<div class="verse">E spirito guerrier dar non dovevi:</div>
+<div class="verse">E mite cor portavano, e formate</div>
+<div class="verse">Eran solo ad amore, e d'una spada</div>
+<div class="verse">Inorridiano al lampo, eppure (oh grande,</div>
+<div class="verse">Oh ben pi&ugrave; grande era virt&ugrave;!) a dispetto</div>
+<div class="verse">Della dolce indol femminile, il seno,</div>
+<div class="verse">Anzi ch'a onore o amor farlo spergiuro,</div>
+<div class="verse">Colla tremante man si laceravano!&mdash;</div>
+<div class="verseind">Ahi giunta &egrave; l'ora per Rosilde! Un varco</div>
+<div class="verse">Era all'audacia del fellon, quel varco</div>
+<div class="verse">Or pi&ugrave; non &egrave;. N&egrave; avvidesi ei che l'armi</div>
+<div class="verse">Appese alla parete ella adocchiasse:</div>
+<div class="verse">La parete adocchiava e gi&agrave; scagliata</div>
+<div class="verse">Col volo d'un baleno erasi a un ferro</div>
+<div class="verse">La generosa... allor che risonanti</div>
+<div class="verse">Di spaventose grida ode le sale.</div>
+<div class="verse">Due i momenti non furo: assaliti ode</div>
+<div class="verse">Rosilde gli Unni, e un rapido pensiero</div>
+<div class="verse">Non mai previsto or le risplende, e il ferro<span class="pagenum noind"><a name="Pg_106" id="Pg_106">{106}</a></span></div>
+<div class="verse">Che in s&egrave; volger dovea, vibra al tiranno.</div>
+<div class="verseind">Cade&mdash;e su lei rovesciasi&mdash;e quel ferro</div>
+<div class="verse">Dal seno Otlusco a s&egrave; strappando il pianta</div>
+<div class="verse">Ed il ripianta dieci volte e in viso</div>
+<div class="verse">E nel fianco alla misera, e fra gli urli</div>
+<div class="verse">E i colpi e il duolo e le bestemmie ei spira.</div>
+<div class="verseind">Tal nel castel la spaventevol scena</div>
+<div class="verse">Presentavasi agli Ungari, allorquando</div>
+<div class="verse">Prorompea l'oste. Impugnano le lance,</div>
+<div class="verse">A far fronte s'accingon, ma l'orrenda</div>
+<div class="verse">Morte del condottiero e la sorpresa</div>
+<div class="verse">S&igrave; gli atterr&igrave;a che immemori son fatti</div>
+<div class="verse">Dell'antica lor possa e a vergognosa</div>
+<div class="verse">Fuga si dan per la campagna.&mdash;I prodi</div>
+<div class="verse">Esuli Piacentini al forte, fatto</div>
+<div class="verse">Duce Teodomiro, eransi spinti</div>
+<div class="verse">Perir giurando o vincere: e mai fermo</div>
+<div class="verse">Da moltitudin ci&ograve; non fu che tutti,</div>
+<div class="verse">Per quanto lunghi sien feri gli inciampi,</div>
+<div class="verse">Visti a crollar sotto ai suoi pi&egrave; non li abbia.</div>
+<div class="verseind">Ma come or s&igrave; poco ardua &egrave; la vittoria?</div>
+<div class="verse">Donde il terror de' barbari? N&egrave; Otlusco</div>
+<div class="verse">Fu veduto pugnar.</div>
+<div class="8">Parla un morente<span class="pagenum noind"><a name="Pg_107" id="Pg_107">{107}</a></span></div>
+<div class="verse">Ungaro e accenna del suo sir la sorte:</div>
+<div class="verse">&laquo;Femminea man lo trucid&ograve;!&raquo; Ai vincenti</div>
+<div class="verse">Raddoppiasi la gioja.&mdash;Ov'&egrave; la santa,</div>
+<div class="verse">La salvatrice della patria?&mdash;Schiuse</div>
+<div class="verse">Son le carceri: mischiasi col grido</div>
+<div class="verse">De' redentori il grido di cinquanta</div>
+<div class="verse">Liberati prigioni.</div>
+<div class="i8">&laquo;E tu, Rosilde,</div>
+<div class="verse">Che non accorri? Dove sei? Rosilde!</div>
+<div class="verse">Diletta sposa!&raquo;</div>
+<div class="i8">Ardea fosca una lampa</div>
+<div class="verse">Nella gran sala. Spaventato n'esce</div>
+<div class="verse">Il vecchio Ugger: nel suo signor s'incontra;</div>
+<div class="verse">Ritrarnel vuol. Ma gi&agrave; Teodomiro,</div>
+<div class="verse">Tra rovesciate mense e armi, scoverto</div>
+<div class="verse">Ha l'immane cadavere d'Otlusco:</div>
+<div class="verse">Con gioja gli s'appressa&mdash;oh vista! un altro</div>
+<div class="verse">Cadavere ei copria! Rosilde&mdash;</div>
+<div class="i12">E intanto</div>
+<div class="verse">Che il pi&ugrave; infelice de' mortali esclama</div>
+<div class="verse">Miserandi lamenti (oh mescolanza</div>
+<div class="verse">Che drizzar fa le chiome!) urla di gaudio</div>
+<div class="verse">Metteano, ignari i suoi compagni ancora,</div>
+<div class="verse">E con festa il chiamavano: &laquo;A te dessi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_108" id="Pg_108">{108}</a></span></div>
+<div class="verse">Questa lieta vittoria! A' fuggitivi</div>
+<div class="verse">Riposo non si dia! Guidane, o prode!</div>
+<div class="verse">La citt&agrave; si riacquisti!&raquo;&mdash;</div>
+<div class="i12">A poco a poco</div>
+<div class="verse">Cessa il giulivo dissonante strepito:</div>
+<div class="verse">Il luttuoso caso odono: muti</div>
+<div class="verse">Reverenti s'affollano alla sala:</div>
+<div class="verse">Tutti lor gioja oblian: l'egregia donna</div>
+<div class="verse">Mirano&mdash;e oh che piet&agrave;! quel cavaliere</div>
+<div class="verse">Dianzi s&igrave; dignitoso, or nella polve</div>
+<div class="verse">E nel sangue si rotola ululando,</div>
+<div class="verse">N&egrave; pi&ugrave; gli cal che forse altri il dispregi.</div>
+<div class="verseind">&laquo;Ite, o felici: agevol cosa &egrave; omai</div>
+<div class="verse">Il ripigliar la citt&agrave; vostra. Otlusco</div>
+<div class="verse">Da costei fu atterrato... oh, ma vedete</div>
+<div class="verse">La generosa!&raquo;</div>
+<div class="i8">E il sen tutto squarciato</div>
+<div class="verse">Di Rosilde accennava e quelle care,</div>
+<div class="verse">Or deformi sembianze: ed oltraggiando</div>
+<div class="verse">Il fido Ugger che il contenea, una spada</div>
+<div class="verse">Afferrava, ma indarno, onde svenarsi.</div>
+<div class="verseind">Riacquist&ograve; le sue mura il fortunato</div>
+<div class="verse">Popolo piacentino. Ebber perenne</div>
+<div class="verse">Del vedovo stranier cura i pietosi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_109" id="Pg_109">{109}</a></span></div>
+<div class="verse">Ospiti, ed a Rosilde a eterna gloria</div>
+<div class="verse">In mezzo al foro alzaro un monumento;</div>
+<div class="verse">E allorquando, tra pochi anni recisa</div>
+<div class="verse">Fu dal dolor la vita di quel prode,</div>
+<div class="verse">Chiuse le sue infelici ossa nell'arca</div>
+<div class="verse">Venner dov'eran di Rosilde l'ossa.</div>
+<div class="verseind">Ahi! quell'arca vedeasi a' tempi ancora</div>
+<div class="verse">Della mia fanciullezza, e il padre mio</div>
+<div class="verse">La visit&ograve;: ma quando pellegrino</div>
+<div class="verse">Adulto mossi tra i Lombardi, e volli</div>
+<div class="verse">A mia debol virt&ugrave; porger conforto</div>
+<div class="verse">Quelle sacre onorando ossa d'eroi,</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; non rinvenni che un'infranta pietra,</div>
+<div class="verse">E su quella sedea, laide canzoni</div>
+<div class="verse">Vil giullare cantando, e gli fea cerchio</div>
+<div class="verse">Con ghigni infami la plaudente plebe!</div>
+</div></div>
+
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_1_1" id="Footnote_1_1"></a><a href="#FNanchor_1_1">[1]</a></p><p>Giobbe.</p></div>
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_110" id="Pg_110">{110}</a></span></p>
+
+<h2>NOTE.</h2>
+
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Tu la prima onda porgi....</div>
+</div></div>
+
+<p>Il Po scaturisce dal Monviso nel marchesato di Saluzzo. In questa
+apostrofe sembra comprendersi tutto ci&ograve; che or forma il Piemonte, o
+gran parte.</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Stava a Lemna natio....</div>
+</div></div>
+
+<p>Lemina, o Lemna, &egrave; un torrente presso Pinerolo.</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">S'era con altri prodi a fratellanza</div>
+<div class="verse">Relig&iuml;osa....</div>
+</div></div>
+
+<p>Nel medio evo il bisogno di difendersi contro gli abusi d'ogni specie
+fece sorgere molte confraternite benemerite della societ&agrave;. Gli
+aggregati rimanevano laici, e il loro ufficio non era che
+l'adempimento di qualche penoso dovere: proteggere i viaggiatori,
+assistere i feriti, gl'infermi, ec. Cos&igrave; i vincoli della grande
+fratellanza umana stati spezzati dalla barbarie si andavano con
+vincoli parziali riannodando. Ma il fervore si cangi&ograve; ne' secoli
+seguenti in man&igrave;a: da tutte parti s'elevarono confraternite che invece
+di beneficare l'umanit&agrave; l'infettavano di superstizioni; tali furono i
+<i>beguini, i fratelli e sorelle dello Spirito Santo, i flagellanti,
+ecc.</i><span class="pagenum noind"><a name="Pg_111" id="Pg_111">{111}</a></span></p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">.... Il fero Otlusco</div>
+<div class="verse">Co' suoi prodi vaganti Ungari....</div>
+</div></div>
+
+<p>Molte orde di Ungari scesero in Italia nel principio del secolo X; ci&ograve;
+fa congetturare che la storia di Rosilde appartenga a quel tempo. Esse
+furono prima respinte dall'imperatore Berengario, ma poi egli stesso
+le chiam&ograve; per far fronte a Rodolfo, re della Borgogna transjurana, e
+se ne pent&igrave;. Invece di obbedirgli, si sbandarono per tutta la
+Lombardia, devastando campagne e citt&agrave;; da queste orde allora Pavia fu
+saccheggiata e incendiata.</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">.... Ma i d&igrave; passan talvolta</div>
+<div class="verse">Ed umana figura egli non vede....</div>
+</div></div>
+
+<p>Vedi l'Ecclesiaste che forse commisera particolarmente la prostrazione
+dello spirito: <i>V&aelig; soli! quia cum ceciderit non habet sublevantem se!</i></p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">A talune, o pittor.</div>
+</div></div>
+
+<p>Questo cenno d'un pittore potrebbe sorprendere <span class="pagenum noind"><a name="Pg_112" id="Pg_112">{112}</a></span>chi si ricorda d'aver
+letto che il Cimabue fu il primo, dopo la barbarie de' mezzi tempi, a
+ristabilire la pittura in Italia. Ma vedasi il Tiraboschi il quale
+prova con molti esempii che anche ne' secoli anteriori l'Italia non
+manc&ograve; mai di pittori: essi erano in gran parte Greci, ma molti pure
+nazionali.&mdash;Siccome il poeta non nomina il suo pittore, forse si
+trattava di uno o pi&ugrave; quadri allora famosi, alla cognizione de' quali
+bastasse l'indicarli; o forse null'altro volle il trovatore che
+esprimere quel suo sentimento, non doversi dall'artista mai togliere
+alla donna&mdash;n&egrave; anche quando &egrave; tratta da dolore o virt&ugrave; a qualche
+grande atto di coraggio&mdash;il bello ideale della donna che &egrave; la
+dolcezza. Pare che per quanto il comportava il soggetto ei non si sia
+dipartito da questo sentimento anche nel dipingere una amazone, una
+selvaggia, la <i>Tancreda</i>: in pi&ugrave; d'un passo di quel poema cerca
+d'attenuare ci&ograve; che ha di forte il carattere della guerriera. Chi
+conosce il teatro sar&agrave; dell'opinione del trovatore: avr&agrave; veduto che
+un'attrice per quanto sia valente, s'ella crede di dover dare alle
+eroine i tratti degli eroi, essa pu&ograve; far raccapricciare, ma non mai
+commuovere; se invece l'attrice non &egrave; che eroina, cio&egrave; <i>donna</i> nel suo
+pi&ugrave; nobile significato, allora le sue lagrime ne strappano molte.
+<span class="pagenum noind"><a name="Pg_113" id="Pg_113">{113}</a></span></p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">A eterna gloria</div>
+<div class="verse">In mezzo al foro.</div>
+</div></div>
+
+<p>Ci&ograve; non regge colla chiusa. Ma il trovatore parlava dell'intenzione di
+chi eresse il monumento. Non &egrave; egli cos&igrave; di lutto ci&ograve; che si fa per la
+ricordanza de' posteri? Si suppone sempre l'infinit&agrave; dei secoli: e un
+furore popolare, un terremoto, cento cause possono distruggere oggi
+ci&ograve; che jeri si credeva eterno.</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Pi&ugrave; non rinvenni che un'infranta pietra....</div>
+</div></div>
+
+<p>Piacenza fu, tra le altre citt&agrave; lombarde, spesse volte desolata dalle
+accanite guerre tra nobili e popolo, e il partito vincente distruggeva
+non di rado ci&ograve; che era stato onorato dal vinto.</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Vil giullare cantando....</div>
+</div></div>
+
+<p>I trovatori di genere elevato chiamavano <i>giullari</i> i poeti vili e
+buffoni: e questi non erano gi&agrave; gli adulatori soltanto del volgo.
+Trattandosi qui d'una storia molto anteriore alla poesia a noi nota
+de' trovatori, parrebbe che la voce <i>giullare</i>, fosse un anacronismo.
+Ma &egrave; certo che in tutti i tempi vi furono poeti, e particolarmente
+poeti vili e buffoni: n&egrave; a qualunque et&agrave; questi appartengano,
+sconviene loro la voce <i>giullare</i>, che significa <i>giocoliere</i>,
+<i>ciarlatano</i>.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_114" id="Pg_114">{114}</a></span></p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">E gli fea cerchio</div>
+<div class="verse">Con ghigni infami la plaudente plebe!</div>
+</div></div>
+
+<p>Questa pittura d'anime abbiette profananti un monumento eroico induce
+a credere, che ci&ograve; fosse in un tempo d'anarchia.</p>
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_115" id="Pg_115">{115}</a></span></p>
+
+<h2>ADELLO</h2>
+
+<h4>CANTICA.</h4>
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_116" id="Pg_116">{116}</a></span></p>
+
+<div class="blockquot"><p>Questa cantica &egrave; divisa in tre parti. La prima si riferisce ai tempi
+di Berengario I, negli ultimi anni del suo regno, e ai tempi del
+breve regno di Rudolfo in Italia: la seconda verte sulla prima
+impresa d'Adello, regnante in Italia Ugo di Provenza succeduto a
+Rudolfo: la terza scorre sovra alcuni tratti della vita di Adello,
+che possono riferirsi ai tempi di Ugo, e d'alcuni fra i successori
+di questo, cio&egrave; Lotario suo figlio, Berengario II marchese d'Ivrea,
+Ottone I, ecc.; giacch&egrave; &egrave; detto che Adello mor&igrave; vecchio.</p></div>
+
+
+<hr style="width: 25%;" />
+
+<div class="pagenum noind"><a name="Pg_117" id="Pg_117">{117}</a></div>
+
+
+<h2>ADELLO.</h2>
+
+
+<h3>I.</h3>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verseind">Quando oltre l'Alpi il giovinetto Adello</div>
+<div class="verse">Dal povero movea tetto paterno,</div>
+<div class="verse">Pria di varcarle, un guardo all'orizzonte</div>
+<div class="verse">Nat&igrave;o rivolse e pianse: e rammentando</div>
+<div class="verse">De' genitori la virt&ugrave; e l'affetto</div>
+<div class="verse">Ripet&egrave; il pronunciato innanzi a loro</div>
+<div class="verse">Fervido giuramento.&mdash;</div>
+<div class="i8">&laquo;Ah, no, al tuo nome,</div>
+<div class="verse">Patria degli avi miei, n&egrave; al vostro, o santi</div>
+<div class="verse">Parenti alcun disdor l'opre d'Adello</div>
+<div class="verse">Non recheranno mai! Verr&agrave; in Italia</div>
+<div class="verse">Il cortese straniero, e dir&agrave;&mdash;Pace,</div>
+<div class="verse">O terra, di gentili alme nutrice!</div>
+<div class="verseind">Poi la via prosegu&igrave;.&mdash;Scudiero al vecchio</div>
+<div class="verse">Suo consanguineo ei gi&agrave; che, di possanza</div>
+<div class="verse">Ricco e di fama, appo L&iuml;on, sui colli</div>
+<div class="verse">Della Sonna fioriti e sulla Rocca</div>
+<div class="verse">Incisa dominava. Al giovinetto<span class="pagenum noind"><a name="Pg_118" id="Pg_118">{118}</a></span></div>
+<div class="verse">Accoglienza amorevole il canuto</div>
+<div class="verse">Giorgio far si degn&ograve;. Molto gli parla</div>
+<div class="verse">De' cari genitori, e si compiace,</div>
+<div class="verse">Perocch&egrave; del garzon commossa usc&igrave;a</div>
+<div class="verse">Dal cor la voce, e gli soggiunge&mdash;&laquo;Il cielo</div>
+<div class="verse">Non prosper&ograve; del padre tuo i destini,</div>
+<div class="verse">Ma un ospite leal diegli, un amico</div>
+<div class="verse">Che a lui la destra, e a chi da lui ne venga</div>
+<div class="verse">A stender pronto &egrave; ognor.&raquo;</div>
+<div class="i12">Quell'onorata</div>
+<div class="verse">Destra baciava Adello, e umile e fida</div>
+<div class="verse">Servit&ugrave; prometteva al suo signore.</div>
+<div class="verseind">Degli antichi scudieri e famigliari</div>
+<div class="verse">Gi&agrave; l'ossequio acquistossi il verecondo</div>
+<div class="verse">Italo garzoncello: e i cavalieri</div>
+<div class="verse">Col sir congratulavansi e le dame</div>
+<div class="verse">Per l'onest&agrave; del nuovo alunno: e lieto</div>
+<div class="verse">Questi fra s&egrave; dicea: &laquo;Giungervi possa</div>
+<div class="verse">Autori de' miei d&igrave;, quanto il lontano</div>
+<div class="verse">Vostro figliuol dagli stranieri &egrave; amato!&raquo;</div>
+<div class="verse">Ma di Giorgio crescea la bionda figlia</div>
+<div class="verse">E di belt&agrave; un miracolo e d'amore</div>
+<div class="verse">E di grazia era, e di virt&ugrave;, Eloisa:</div>
+<div class="verse">Amb&igrave;an la mano sua molti di Francia<span class="pagenum noind"><a name="Pg_119" id="Pg_119">{119}</a></span></div>
+<div class="verse">Illustri cavalieri, e al prode Arnaldo</div>
+<div class="verse">Il padre la destina. Era negli occhi</div>
+<div class="verse">Della fanciulla e sulle labbra un pronto</div>
+<div class="verse">Di cortes&igrave;a e candor nobil sorriso,</div>
+<div class="verse">Ch'ove volgeasi consolava: e quando</div>
+<div class="verse">Ella usc&igrave;a del castel, gl'infimi servi</div>
+<div class="verse">E il passeggiar mendico avidamente</div>
+<div class="verse">A mirarla si feano, e ognun tornava</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; sereno al suo ufficio e a' suoi dolori.</div>
+<div class="verse">Ma quel tenue sorriso era qual pio</div>
+<div class="verse">Raggio di luna che ricrea il ramingo,</div>
+<div class="verse">Eppur misterioso un sentimento</div>
+<div class="verse">Move che non &egrave; gioja&mdash;e pi&ugrave; soave&mdash;</div>
+<div class="verse">Della gioja fors'&egrave;, ma dolce ispira</div>
+<div class="verse">Di meditar vaghezza e di silenzio:</div>
+<div class="verse">Tal la sera in un tempio &egrave; melodia</div>
+<div class="verse">Di giocondo ma augusto organo&mdash;ascolta</div>
+<div class="verse">Deliz&iuml;ando l'anima pensosa.</div>
+<div class="verseind">Quella tinta lievissima, quell'aura</div>
+<div class="verse">Che alla belt&agrave; del timido sembiante</div>
+<div class="verse">Belt&agrave; diresti aggiunga, e par sia nube&mdash;</div>
+<div class="verse">Non nube di dolor, ma di gentile</div>
+<div class="verse">Malinconia, e pietosa indole un cenno&mdash;</div>
+<div class="verse">Quell'&egrave; l'incanto irresistibil donde<span class="pagenum noind"><a name="Pg_120" id="Pg_120">{120}</a></span></div>
+<div class="verse">S&igrave; affettuosi a lei volgonsi i guardi.</div>
+<div class="verseind">Nel tetto suo, dalle verginee stanze</div>
+<div class="verse">Fuori di rado appar: ma dagli aerei</div>
+<div class="verse">Passi se il fievol suon per le echeggianti</div>
+<div class="verse">Sale s'annunzia&mdash;o al genitor si rechi,</div>
+<div class="verse">O a visitar famiglio infermo&mdash;e Adello</div>
+<div class="verse">Sulla sua via si trovi, oppur da lungi</div>
+<div class="verse">Trasvolar l'abbia vista, ei di s&egrave; ignaro</div>
+<div class="verse">Palpita, e quasi un angiolo trascorso</div>
+<div class="verse">Ivi fosse e beato abbia quell'aere,</div>
+<div class="verse">Ei le sale ricalca ove Eloisa</div>
+<div class="verse">Pass&ograve; e santificar sentesi il core.</div>
+<div class="verseind">Ai conviti paterni, infra le antiche</div>
+<div class="verse">Sue dame e il padre assisa&mdash;o accanto ad essi</div>
+<div class="verse">Passeggiando tra i fiori&mdash;o nella barca</div>
+<div class="verse">Che a' giorni estivi a tarda ora per l'onde</div>
+<div class="verse">Va qua e l&agrave; gli zefiri cercando,</div>
+<div class="verse">Della donzella i saggi detti ammira</div>
+<div class="verse">Il giovine scudier: ma pochi sempre</div>
+<div class="verse">S'udian, n&egrave; quel silenzio era quel velo</div>
+<div class="verse">O infecondo o superbo; era quel velo</div>
+<div class="verse">Onde belt&agrave; pudica asconder crede</div>
+<div class="verse">I suoi tesori, e pi&ugrave; pregiati e certi</div>
+<div class="verse">L'altrui commossa fantasia li adora.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_121" id="Pg_121">{121}</a></span></div>
+<div class="verseind">No, all'intelletto uman, o esterno mondo,</div>
+<div class="verse">Non sei bastante; esprimer tutto, indarno</div>
+<div class="verse">Agogneresti, i sensi percotendo</div>
+<div class="verse">Co' tuoi colori e suoni: egli in su porta</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; grande un mondo&mdash;l'ineffabil regno</div>
+<div class="verse">Di quel principio che in noi pensa e scerne</div>
+<div class="verse">L'alta armonia delle create cose.</div>
+<div class="verse">In quel regno mental l'uomo adorando</div>
+<div class="verse">Contempla il bello, e pi&ugrave; e pi&ugrave; il vagheggia</div>
+<div class="verse">Qui, perch&egrave; in tutto il suo fulgor qui splende!</div>
+<div class="verse">Perci&ograve; di caste immagini &egrave; silenzio</div>
+<div class="verse">Quell'arcana vaghezza, onde men cara</div>
+<div class="verse">&Egrave; talor la parola.&mdash;Oh, che mai sono</div>
+<div class="verse">Le scritte bende, onde il pennel presunse</div>
+<div class="verse">Della madre di Dio dirti l'amore?</div>
+<div class="verse">Non le ingegnose bende, il sacro volto</div>
+<div class="verse">Dica al Figliuolo &laquo;Io t'amo:&raquo; ivi un indizio</div>
+<div class="verse">L'immaginante spettatore, e tutta</div>
+<div class="verse">Trover&agrave; in s&egrave; di quell'amor la istoria.</div>
+<div class="verseind">Ma quella possa, ohim&egrave;! ch'hanno le menti</div>
+<div class="verse">Di penetrarsi una nell'altra, ad onta</div>
+<div class="verse">Che di mister si cingano, scoverto</div>
+<div class="verse">A Eloisa e Adello ha la vicenda</div>
+<div class="verse">Del lor misero affetto. Ambi pi&ugrave; volte<span class="pagenum noind"><a name="Pg_122" id="Pg_122">{122}</a></span></div>
+<div class="verse">Guardandosi arrossiro: e&mdash;inosservato&mdash;</div>
+<div class="verse">Talora Adel della fanciulla il volto</div>
+<div class="verse">Atteggiarsi a mestizia ed a profonda</div>
+<div class="verse">Estasi vide, e impallidir se ud&igrave;a</div>
+<div class="verse">Reduce dalla caccia il giovin prence</div>
+<div class="verse">Ch'esser le dee consorte, e pi&ugrave; se ud&igrave;a</div>
+<div class="verse">Di costui rammentarsi i genitori</div>
+<div class="verse">Che dal Reno s'aspettano, e allorquando</div>
+<div class="verse">Giunti essi fien, si compieran le nozze.</div>
+<div class="verseind">N&egrave; lieto ad Eloisa &egrave; pi&ugrave; il festivo</div>
+<div class="verse">Giorno del padre suo? l'inclito giorno</div>
+<div class="verse">Sacro al santo de' prodi, al generoso</div>
+<div class="verse">Di Cappadocia cavaliere?<a name="FNanchor_2_2" id="FNanchor_2_2"></a><a href="#Footnote_2_2" class="fnanchor">[2]</a> Ah! tutto</div>
+<div class="verse">L'affettuoso adopra onde il sereno</div>
+<div class="verse">Ritrovar de' passati anni, e compiuta</div>
+<div class="verse">Far l'allegrezza del buon sir.&mdash;Gioiva</div>
+<div class="verse">Questi alle danze e al canto de' vassalli,</div>
+<div class="verse">Ma pi&ugrave; d'ogni altro &egrave; a lui grato l'omaggio</div>
+<div class="verse">Della tenera figlia e dell'amato</div>
+<div class="verse">Italo suo scudiero.</div>
+<div class="i8">Essa dell'armi</div>
+<div class="verse">Le glorie ignora, e sol del padre canta<span class="pagenum noind"><a name="Pg_123" id="Pg_123">{123}</a></span></div>
+<div class="verse">I pacifici giorni, e la clemenza</div>
+<div class="verse">Verso i nemici, e il benedir concorde</div>
+<div class="verse">De' felici suoi servi, e il dolce ospizio</div>
+<div class="verse">Che appo il suo focolar trova l'illustre</div>
+<div class="verse">Pellegrino e l'oscuro, ed il credente</div>
+<div class="verse">E l'infedel&mdash;ed ogni strofa chiude</div>
+<div class="verse">Intercalando un giubilo d'amore:</div>
+<div class="verse">&laquo;Ah s&igrave;, tal d'Eloisa &egrave; il genitore!&raquo;</div>
+<div class="verse">Ond'&egrave; che men degli altri anni gioconda</div>
+<div class="verse">Comparia la donzella, e pi&ugrave; diletto</div>
+<div class="verse">Pur la sua voce trasfondea ne' cuori?</div>
+<div class="verse">Ah, dovunque la tua fiamma s'apprende,</div>
+<div class="verse">Ivi, o Amor, &egrave; una vita, ivi un incanto</div>
+<div class="verse">Che tutte le gentili arti sublima!</div>
+<div class="verseind">Universal lode era, e d'Adello</div>
+<div class="verse">Non pur motto s'ud&igrave;a: ma il guardo a caso</div>
+<div class="verse">Sovra lui pon la giovin dama, e il guardo</div>
+<div class="verse">Innamorato incontra&mdash;e, oh, d'ogni lode</div>
+<div class="verse">Ben pi&ugrave; le parve!</div>
+<div class="i8">Il mutuo turbamento</div>
+<div class="verse">Perocch&egrave; romoroso era l'applauso,</div>
+<div class="verse">Null'uom vide o cap&igrave;.&mdash;Si ricompone</div>
+<div class="verse">Adel: sulla infiorata arpa coll'agili</div>
+<div class="verse">Dita preludo, e l'armonia celeste<span class="pagenum noind"><a name="Pg_124" id="Pg_124">{124}</a></span></div>
+<div class="verse">Gli versa in cor de' mali suoi l'obblio.</div>
+<div class="verseind">Son guerrieri i suoi carmi. Ei di san Giorgio</div>
+<div class="verse">Dice l'eroico spirto&mdash;E della figlia</div>
+<div class="verse">Di quel re dice il pianto e le sciagure</div>
+<div class="verse">Che divorata esser dovea dal drago,</div>
+<div class="verse">Quando il cappadoc&egrave;o redentor venne</div>
+<div class="verse">Della belt&agrave; e dell'innocenza. Ignuda</div>
+<div class="verse">La vergine regale al drago esposta</div>
+<div class="verse">Pinger non osa Adel: cinta d'un velo,</div>
+<div class="verse">Il sembiante ei le dona d'Eloisa,</div>
+<div class="verse">E il biondo crine ed il ceruleo sguardo</div>
+<div class="verse">E s&igrave; amabil ne trae quadro pietoso</div>
+<div class="verse">Che a tutti molce gli ascoltanti il petto.</div>
+<div class="verse">L'arrivo ei dice del campione e l'ira</div>
+<div class="verse">Contro a' codardi cavalier che il brando</div>
+<div class="verse">Non consacrano a' deboli, e a quel sesso</div>
+<div class="verse">In che onorar dobbiam Maria: e descrive</div>
+<div class="verse">La terribil battaglia; e la sconfitta</div>
+<div class="verse">Del mostro immane; e il giubbilo e il trionfo</div>
+<div class="verse">Che la turba apparecchia; e la modestia</div>
+<div class="verse">Del vincitor che involasi, e a novelle</div>
+<div class="verse">Per la terra trascorre inclite imprese.</div>
+<div class="verse">Oh, allor d'Adel, nell'inno suo di fuoco,</div>
+<div class="verse">Tutto il cavalleresco animo splende!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_125" id="Pg_125">{125}</a></span></div>
+<div class="verse">I bei fatti lo esaltano; una viva</div>
+<div class="verse">Sete di gloria lo divora: in vago</div>
+<div class="verse">Disordin, nella mente i grandi esempi</div>
+<div class="verse">Gli si confondon del guerrier ch'&egrave; in cielo</div>
+<div class="verse">E quelli del suo sir, e a entrambi aita</div>
+<div class="verse">Chiede e virt&ugrave; perch&egrave; lor orme ei prema.</div>
+<div class="verseind">Quell'affanno, quel nobile des&igrave;o,</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; che le lodi avutene commove</div>
+<div class="verse">Il magnanimo vecchio:</div>
+<div class="i8">&laquo;Eccoti, o figlio,</div>
+<div class="verse">L'onorato mio ferro; i d&igrave; verranno</div>
+<div class="verse">Ch'io giacer&ograve; cogli avi, e questo ferro</div>
+<div class="verse">Mieter&agrave; ancor per mano tua gli allori!&raquo;</div>
+<div class="verseind">Al valente cantor doni gentili</div>
+<div class="verse">Porgean le dame, e il sir dicea: &laquo;Tu sola,</div>
+<div class="verse">Figlia, sconosci la virt&ugrave; e le nieghi</div>
+<div class="verse">L'amabil guiderdone?&raquo;&mdash;Alla paterna</div>
+<div class="verse">Dolce rampogna ella sorride, e tosto,</div>
+<div class="verse">Vergognando, discignesi dal petto</div>
+<div class="verse">Candida sottil zona, e sovra l'arpa</div>
+<div class="verse">Leggiadramente del cantor la posa.</div>
+<div class="verseind">Oh che son gli altri fregi? Il tempo forse</div>
+<div class="verse">Potr&agrave; la rimembranza o scancellarne</div>
+<div class="verse">O almen scemar; ma questa zona!&mdash;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_126" id="Pg_126">{126}</a></span></div>
+<div class="i12">&laquo;Il seno</div>
+<div class="verse">D'Eloisa cingevi! e tu sentito</div>
+<div class="verse">Hai di quel seno i palpiti! e sentito</div>
+<div class="verse">Forse li hai raddoppiarsi (ahim&egrave;, pur troppo</div>
+<div class="verse">Ell'&egrave; certezza!) allor che o la mia voce</div>
+<div class="verse">Udia da lunge o i guardi miei trovava</div>
+<div class="verse">E mie pene leggeavi!&raquo; Ah, da quell'ora</div>
+<div class="verse">Cos&igrave; delira Adel!</div>
+<div class="i8">Spesso un tintinno</div>
+<div class="verse">D'arpa s'ode la notte entro il castello:</div>
+<div class="verse">Egli &egrave; il misero amante che riposo</div>
+<div class="verse">Sul letto non rinvenne, e con dimesso</div>
+<div class="verse">Suon quelle melodie va ricordando</div>
+<div class="verse">Che pi&ugrave; son care ad Eloisa&mdash;e il bianco</div>
+<div class="verse">Lin che dal musical legno discende.</div>
+<div class="verse">Sopra il volto li ondeggia e sopra il core,</div>
+<div class="verse">E reverenti baci egli v'imprime,</div>
+<div class="verse">E gli parla e il ribacia, e talor forse</div>
+<div class="verse">D'una lagrima il bagna.</div>
+<div class="i12">Il destin move</div>
+<div class="verse">Un d&igrave; la giovin dama a errar solinga</div>
+<div class="verse">Tra le rose dell'orto, ed ivi il caro</div>
+<div class="verse">De' suoi pensier segreti idolo incontra.</div>
+<div class="verseind">Ambi treman, ritrarsi ambi vorriano:<span class="pagenum noind"><a name="Pg_127" id="Pg_127">{127}</a></span></div>
+<div class="verse">Ma, perch'egli era mesto, una soave</div>
+<div class="verse">Parola essa gli volse&mdash;&laquo;Adello, udiste</div>
+<div class="verse">Favellar d'uno spirto che ogni notte</div>
+<div class="verse">Gi&agrave; da alcun tempo bea il castel di queti</div>
+<div class="verse">Armonici sospir?&raquo;</div>
+<div class="i8">&laquo;A quello spirto,</div>
+<div class="verse">O cortese mia donna, era speranza</div>
+<div class="verse">Che i suoi sommessi asconditi sospiri</div>
+<div class="verse">Ignorati sarien: s'alcun li udiva,</div>
+<div class="verse">Uopo &egrave; ben che nemico abbiasi il sonno&mdash;E</div>
+<div class="verse">a quello spirto assai dorria se il sonno</div>
+<div class="verse">Mancasse ad altri come a lui.&raquo;</div>
+<div class="i12">Nullo era</div>
+<div class="verse">In se quel dir; d'eluderlo v'avea</div>
+<div class="verse">Pur mill'arti o troncarlo: ahim&egrave;, quell'arti</div>
+<div class="verse">Ad Eloisa non sovvengon! Pochi</div>
+<div class="verse">Confusi detti replic&ograve;, e que' detti</div>
+<div class="verse">Molta piet&agrave; spiravano. Ah, d'ossequio</div>
+<div class="verse">Sol parl&ograve; Adel, ma questa voce usc&igrave;a</div>
+<div class="verse">S&igrave; tenera e tremante, che simile</div>
+<div class="verse">Era alla voce &laquo;amore!&raquo; Ed ei soggiunse</div>
+<div class="verse">S&igrave; meste cose di quei d&igrave; in che privi</div>
+<div class="verse">Saranno questi fiori e quel castello</div>
+<div class="verse">Di chi li fea sinor giocondi&mdash;e, spesso<span class="pagenum noind"><a name="Pg_128" id="Pg_128">{128}</a></span></div>
+<div class="verse">Interrotto, pur dice anco di fiori</div>
+<div class="verse">A cui del sol manca la luce, e a terra</div>
+<div class="verse">Allor chinan la testa... e pi&ugrave; non sorge!</div>
+<div class="verseind">&laquo;Oh Adel, t'intesi! il tuo proposto &egrave; orrendo:</div>
+<div class="verse">Tu vagheggi la morte!&raquo;</div>
+<div class="i12">&laquo;Oh donna! Il giorno</div>
+<div class="verse">Che tanto audace io fui d'innalzar gli occhi</div>
+<div class="verse">Sovra cosa divina, era decreta</div>
+<div class="verse">La morte mia dal ciel quel giorno.&raquo;</div>
+<div class="i16">Il pianto</div>
+<div class="verse">Sgorga a forza dagli occhi d'Eloisa;</div>
+<div class="verse">Ma dignitosa ell'&egrave; tutt'ora, e gravi</div>
+<div class="verse">I modi e le parole. Un lampo d'ira</div>
+<div class="verse">Le balen&ograve; piangendo e dir parca:</div>
+<div class="verse">Cos&igrave; m'astringi ad avvilirmi?&mdash;Ei muto</div>
+<div class="verse">Angosciato abbassava le pupille</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; che mai reverenti onde la donna,</div>
+<div class="verse">Lagrimando non vista, il duro peso</div>
+<div class="verse">Della vergogna non sentisse. E il pio</div>
+<div class="verse">Riguardo ella scerneva, e in petto quindi</div>
+<div class="verse">Piet&agrave; maggior la inteneria.&mdash;</div>
+<div class="i12">&mdash;Tal'era</div>
+<div class="verse">Di que' semplici eventi la catena<span class="pagenum noind"><a name="Pg_129" id="Pg_129">{129}</a></span></div>
+<div class="verse">Che (impreveduta) avea le due inesperte</div>
+<div class="verse">Alme condotto alla fidente e vana</div>
+<div class="verse">Compass&iuml;on del vicendevol duolo.</div>
+<div class="verse">Ma oh come quelle bell'alme, incapaci</div>
+<div class="verse">Pur d'un pensier che da virt&ugrave; non tragga,</div>
+<div class="verse">Accusansi ciascuna in s&egrave; medesma</div>
+<div class="verse">Del biasmevol colloquio!</div>
+<div class="i12">&Egrave; questa adunque,</div>
+<div class="verse">Pensava Adel, la merc&egrave; ingrata &egrave; questa</div>
+<div class="verse">Ch'io rendo al mio signore? a lui che tanti</div>
+<div class="verse">Su me profuse beneficii e pegni</div>
+<div class="verse">D'amist&agrave; nobilissima ed esempi</div>
+<div class="verse">Alti d'onor? Cos&igrave; rammento i cenni</div>
+<div class="verse">De' genitori miei, la veneranda</div>
+<div class="verse">Storia de' lor martirii e come in venti</div>
+<div class="verse">Ben pi&ugrave; gravi sciagure immol&agrave;r tutto</div>
+<div class="verse">Fuor che lor fede a' cari prenci e al dritto?</div>
+<div class="verseind">In chi di giusti nacque, &egrave; onnipossente</div>
+<div class="verse">La rimembranza de' dettami austeri</div>
+<div class="verse">Nell'infanzia bevuti e il sacro accento</div>
+<div class="verse">Con che amando addolcianli e padre e madre.</div>
+<div class="verse">Disonorar con vili atti egli teme</div>
+<div class="verse">L'immacolata lor canizie, e questo</div>
+<div class="verse">Gentil timor, ne' gran cimenti&mdash;allora<span class="pagenum noind"><a name="Pg_130" id="Pg_130">{130}</a></span></div>
+<div class="verse">Che virt&ugrave; langue&mdash;di virt&ugrave; lien loco.</div>
+<div class="verseind">&laquo;Ahi, che feci, Eloisa? Ove trascorse</div>
+<div class="verse">L'incauto labbro! Oh, un infelice obblia</div>
+<div class="verse">Che ard&igrave; il tuo sdegno provocar! L'insania</div>
+<div class="verse">Onde vittima gemo, ancor la voce</div>
+<div class="verse">Del dover mio non soffocava appieno.</div>
+<div class="verse">Che insano fui&mdash;non vil&mdash;tel dir&agrave; il pronto</div>
+<div class="verse">Mio abbandonar questo adorato albergo</div>
+<div class="verse">Onde pi&ugrave; mai non rivederti. Un alto</div>
+<div class="verse">Delitto le contrade itale afflisse</div>
+<div class="verse">E vendetta domanda: io la grand'ombra</div>
+<div class="verse">Di Berengario a vendicar mi reco.</div>
+<div class="verse">Cadr&ograve; nel campo dell'onore: udrai</div>
+<div class="verse">Forse in breve il mio nome e dirai &laquo;Basso</div>
+<div class="verse">Fu il viver suo, ma egli moria da forte.&raquo;</div>
+<div class="verseind">Ma non men che in Adel s'avviva in petto</div>
+<div class="verse">Ad Eloisa di virt&ugrave; il bel raggio:</div>
+<div class="verse">E ipocrisia sdegnando e vano orgoglio,</div>
+<div class="verse">Qual sorella gli parla e con decoro</div>
+<div class="verse">Quasi di madre e di regina&mdash;eppure</div>
+<div class="verse">Sol favellar cos&igrave; potea un'amante.</div>
+<div class="verseind">Un celeste id&iuml;oma era, onde i pochi</div>
+<div class="verse">Predestinati cuori han conoscenza</div>
+<div class="verse">Che amaron come Adello, e un'Eloisa<span class="pagenum noind"><a name="Pg_131" id="Pg_131">{131}</a></span></div>
+<div class="verse">Sulla terra trovarono, e una volta</div>
+<div class="verse">Piansero insieme, e da quel d&igrave; migliori</div>
+<div class="verse">Si sentir&mdash;bench&egrave; forse, ahi, pi&ugrave; infelici!</div>
+<div class="verseind">Ella accenna infrangibil l'imeneo</div>
+<div class="verse">Che del suo padre la saggezza ha fermo,</div>
+<div class="verse">E dice sacro quel dover che legge</div>
+<div class="verse">A entrambi lor fa il separarsi e pace</div>
+<div class="verse">Ricercar nell'assenza: e poi soggiunge</div>
+<div class="verse">Con enfasi gentil quanto l'uom possa</div>
+<div class="verse">Sublime farsi nel dolor, se invitto</div>
+<div class="verse">Ai colpi di fortuna animo opponga,</div>
+<div class="verse">E pi&ugrave;, se nel dolore ei sempre aneli</div>
+<div class="verse">A far s&igrave;, che ad un lito (ond'esul mosse)</div>
+<div class="verse">Spesso la fama sua giunga e tai fatti</div>
+<div class="verse">Narri di lui, che ognun qui dire ambisca:</div>
+<div class="verse">Io lo vidi, io 'l conobbi, ei mi fu caro!</div>
+<div class="verseind">Con pi&ugrave; tenera voce indi Eloisa</div>
+<div class="verse">Il rampogna che morte ei nelle prime</div>
+<div class="verse">Pugne minacci d'incontrar; gl'intima</div>
+<div class="verse">Di viver&mdash;</div>
+<div class="i4">&laquo;Donna, ah da te lunge?&mdash;</div>
+<div class="i16">&laquo;Vivi</div>
+<div class="verse">Alla patria, a' parenti... ed al conforto</div>
+<div class="verse">Pur d'Eloisa!&raquo;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_132" id="Pg_132">{132}</a></span></div>
+<div class="i8">Questo detto ha fisso</div>
+<div class="verse">Del futur campion l'alto destino!</div>
+</div></div>
+
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_2_2" id="Footnote_2_2"></a><a href="#FNanchor_2_2">[2]</a></p><p>San Giorgio, principe di Cappadocia.</p></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3>II.</h3>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">&laquo;Ben t'avvenga, o stranier, che non disdegni</div>
+<div class="verse">Del proscritto la stanza! Oh, il cur&iuml;oso</div>
+<div class="verse">Mio desir non t'offenda: avresti il suolo</div>
+<div class="verse">Di Verona toccato? o nulla almeno</div>
+<div class="verse">Dell'infelice mia patria t'&egrave; noto?&raquo;</div>
+<div class="verseind">&laquo;Verona tua, gran Valafrido, ancora</div>
+<div class="verse">Non visitai, ma qui di Francia io movo</div>
+<div class="verse">Per quella volta.&raquo;</div>
+<div class="i8">Adel cos&igrave; dicendo,</div>
+<div class="verse">Una scritta porgeva: e con ossequio</div>
+<div class="verse">(Mentre quei legge) osserva le sembianze</div>
+<div class="verse">Dell'eroe cui per molte cicatrici</div>
+<div class="verse">Belt&agrave; non scema: &egrave; in Valafrido un misto</div>
+<div class="verse">Tal di guerriera cortes&igrave;a e fierezza</div>
+<div class="verse">Che affetto ispira e in un tema e stupore.</div>
+<div class="verseind">&laquo;Che? Tu del sir di Rocca Incisa alunno,</div>
+<div class="verse">Di lui ch'a Eligi mio chiuse le ciglia?&mdash;</div>
+<div class="verse">E dal felice tetto del vegliardo</div>
+<div class="verse">L'ardente febbre involati de' prodi,</div>
+<div class="verse">Il bisogno di gloria? Oh, dritto ei parla,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_133" id="Pg_133">{133}</a></span></div>
+<div class="verse">Con paterna amarezza lamentando</div>
+<div class="verse">Giorgio il tuo dipartir! <i>Ne' generosi</i></div>
+<div class="verse"><i>V'&egrave; un impulso di Dio che li sospinge:</i></div>
+<div class="verse"><i>Uopo &egrave; onorarlo, anche se il cor ne pianga.</i>&raquo;</div>
+<div class="verseind">Adel s'inteneria rammemorando</div>
+<div class="verse">Del suo signor l'affettuoso sdegno,</div>
+<div class="verse">Quando i suoi preghi a forza il combattuto</div>
+<div class="verse">Congedo ottenner. Poi dalle ospitali</div>
+<div class="verse">Accoglienze animato&mdash;&laquo;O Valafrido,</div>
+<div class="verse">Guida mi sieno i tuoi consigli: acceso</div>
+<div class="verse">Dall'alta istoria di tua eroica fede</div>
+<div class="verse">Pel trucidato nostro italo Augusto,</div>
+<div class="verse">Al sitibondo mio ferro ho la morte</div>
+<div class="verse">Del traditor giurata.&raquo;</div>
+<div class="i8">&laquo;O giovinetto,</div>
+<div class="verse">il cor mi brilla udendoti. Perduta</div>
+<div class="verse">Tutta de' giusti ancor dunque la stirpe</div>
+<div class="verse">Non &egrave; in Italia? I giusti&mdash;oh, ma son rare</div>
+<div class="verse">Stille che pure cadono dal cielo</div>
+<div class="verse">In torbido ocean, che inosservate</div>
+<div class="verse">Nelle giganti sue schiume le ingoja!</div>
+<div class="verse">T'arrida un giorno la fortuna: or tempo</div>
+<div class="verse">&Egrave; di sostar: te perderesti indarno</div>
+<div class="verse">E del trafitto Cesare quel sacro<span class="pagenum noind"><a name="Pg_134" id="Pg_134">{134}</a></span></div>
+<div class="verse">Unico avanzo su cui pende il brando</div>
+<div class="verse">Dell'assassin.&raquo;</div>
+<div class="i8">&laquo;Ci&ograve; che a salvar la figlia</div>
+<div class="verse">Di Berengario lungamente opravi</div>
+<div class="verse">Noto m'&egrave; o Valafrido...&raquo;</div>
+<div class="i12">&laquo;E non t'&egrave; noto</div>
+<div class="verse">Che al novo italo sire Ugo negando</div>
+<div class="verse">Chinar l'insegna mia, se dalle mani</div>
+<div class="verse">Dell'assassin Rasperto ei non togliea</div>
+<div class="verse">La donzella regal, meco possente</div>
+<div class="verse">Esercito ebbi che d'onore al sacro</div>
+<div class="verse">Nome parea tutto avvampar? L'infido</div>
+<div class="verse">Ugo mi trae ne' lacci suoi chiedendo</div>
+<div class="verse">A me di pace il parlamento: i dritti</div>
+<div class="verse">Son v&iuml;olati delle genti: in ferri</div>
+<div class="verse">Tratto mi veggio. Ov'eran le promesse</div>
+<div class="verse">Dell'esercito mio? dove la sete</div>
+<div class="verse">Di giustizia e vendetta? Oh vitupero!</div>
+<div class="verse">I creduti leoni eran conigli</div>
+<div class="verse">Che un fischio sperde. Alla prigion m'involo,</div>
+<div class="verse">A mie castella mi ricovro, ai servi</div>
+<div class="verse">Do franchigia e virt&ugrave;: la fede e il grato</div>
+<div class="verse">Animo in prodi trasmut&ograve; gli abbietti:</div>
+<div class="verse">Pugnar, morir&ograve; al fianco mio. Ma invano<span class="pagenum noind"><a name="Pg_135" id="Pg_135">{135}</a></span></div>
+<div class="verse">Sperai che gara in petti altri e gentile</div>
+<div class="verse">Pudor si ridestasse. Il soverchiante</div>
+<div class="verse">Numero mi sconfigge: Ugo e Rasperto</div>
+<div class="verse">Al suoi adeguan le mie rocche, e a stento&mdash;</div>
+<div class="verse">Ramingo, insidiato, egro&mdash;l'afflitta</div>
+<div class="verse">Testa posar m'&egrave; in questi monti dato.&raquo;</div>
+<div class="verseind">&laquo;Signor, tu il sai, soccombe il retto, e vana</div>
+<div class="verse">Per&ograve; non &egrave; la sua caduta: &egrave; crollo</div>
+<div class="verse">Che desta le sopite alme e del retto</div>
+<div class="verse">A compir le sublimi opre le incalza.&raquo;</div>
+<div class="verseind">&laquo;Adel, m'ascolta: speme una accarezzo,</div>
+<div class="verse">Sol una.&raquo;</div>
+<div class="i4">&laquo;Qual?&raquo;</div>
+<div class="i8">&laquo;La grande alma d'Ottone.</div>
+<div class="verse">Io in Lamagna trarr&ograve;, mover&ograve; l'ira</div>
+<div class="verse">Del generoso: il vindice d'Italia</div>
+<div class="verse">E del tradito imperador fia Ottone.&raquo;</div>
+<div class="verseind">Al quarto d&igrave; si separar gli eroi:</div>
+<div class="verse">Valafrido oltre l'Alpi, e Adello mosse</div>
+<div class="verse">Alla citt&agrave; infelice ove vassallo</div>
+<div class="verse">Del re malvagio domina nel sangue</div>
+<div class="verse">Il feroce Rasperto. Avea costui</div>
+<div class="verse">Folto stuol di satelliti, raccolti</div>
+<div class="verse">Tutti d'infra le truci orde venute<span class="pagenum noind"><a name="Pg_136" id="Pg_136">{136}</a></span></div>
+<div class="verse">Di stranie terre alla rapina.&mdash;Adello,</div>
+<div class="verse">Onde vie meglio ascondere che in petto</div>
+<div class="verse">Lombarde cure ci prema, avventuriere</div>
+<div class="verse">Nat&igrave;o di Francia fingesi, cui sorte,</div>
+<div class="verse">O errori giovanili, o irrequ&iuml;eta</div>
+<div class="verse">Brama d'eventi fuor di patria spinse.</div>
+<div class="verse">Tacitamente a lungo ogni suo passo</div>
+<div class="verse">Esplorato ven&igrave;a. Seco si stringe</div>
+<div class="verse">Un burgundo guerrier: cieca fidanza</div>
+<div class="verse">Mostragli Adel, sognati casi narra,</div>
+<div class="verse">Forte invaghito del mestier dell'armi</div>
+<div class="verse">Dicesi, e a poco a poco ode gli offerti</div>
+<div class="verse">Patti, e ingaggiarsi appo Rasperto assente.</div>
+<div class="verseind">L'avvenenza d'Adel, la signorile</div>
+<div class="verse">Sua destrezza nell'armi attir&ograve; in breve</div>
+<div class="verse">Del tiranno gli sguardi, e di sua corte</div>
+<div class="verse">Agli ufficii l'assunse.</div>
+<div class="i8">Adel fremea</div>
+<div class="verse">Nell'incurvar l'altera alma alle bieche</div>
+<div class="verse">Non imparate ancor del debole arti:</div>
+<div class="verse">Ma incurvarla era forza, o prorompendo</div>
+<div class="verse">Mal augurata far l'impresa. &Egrave; lieve,</div>
+<div class="verse">Di Berengario sulla tomba il mostro</div>
+<div class="verse">Strascinar per le chiome e trucidarlo;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_137" id="Pg_137">{137}</a></span></div>
+<div class="verse">Ma di Rasperto riman poscia il crudo</div>
+<div class="verse">Nipote Euger, che in sua balia rinchiusa</div>
+<div class="verse">Tien nella torre Sigismonda e il sangue</div>
+<div class="verse">Versar della infelice orfana puote.</div>
+<div class="verse">Pria che vendetta dell'estinto or vuolsi</div>
+<div class="verse">Dell'oppressa innocenza oprar lo scampo.</div>
+<div class="verseind">Cauto osservar gli spiriti, una tela,</div>
+<div class="verse">Se arride il tempo, ir preparando, e il cenno</div>
+<div class="verse">Di Valafrido attendere&mdash;tal era</div>
+<div class="verse">Lo spettante ad Adello inteso incarco.</div>
+<div class="verseind">Ma pi&ugrave; lune trascorsero, e l'eroe</div>
+<div class="verse">Di Lamagna non torna, e orrende nozze</div>
+<div class="verse">(Onde gli ambiziosi emuli tronche</div>
+<div class="verse">Sien le speranze) intimansi alla figlia</div>
+<div class="verse">Di Berengario coll'infame Eugero.</div>
+<div class="verseind">Repente sulle piazze alla sommossa</div>
+<div class="verse">Chiamar la turba? Ed a qual pro? Non altri</div>
+<div class="verse">Tentaron questa via? Tosto immolati.</div>
+<div class="verse">Dalla vilt&agrave; del volgo,&mdash;od a ritrarsi</div>
+<div class="verse">Costretti si vedeano, onde il tiranno</div>
+<div class="verse">Non estinguesse del lor re la figlia.</div>
+<div class="verse">Dar l'assalto alla torre? e con quai brandi?</div>
+<div class="verse">Ah, in molti petti &egrave; l'ira, il desio in tutti</div>
+<div class="verse">Della vendetta, la virt&ugrave;&mdash;in nessuno!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_138" id="Pg_138">{138}</a></span></div>
+<div class="verse">O almeno Adel non la scoverse.&mdash;Un fido</div>
+<div class="verse">Servo, che collattaneo era del vecchio</div>
+<div class="verse">Padre d'Adello, e indivisibil sempre,</div>
+<div class="verse">Fin dal natal del giovin sir gli stette,</div>
+<div class="verse">De' suoi segreti &egrave; il sol custode: oh, gli anni</div>
+<div class="verse">La destra aggravan d'Almadeo; compagno</div>
+<div class="verse">Fora mal certo nel ferir!</div>
+<div class="i12">&laquo;Buon padre,</div>
+<div class="verse">Urge il tempo, ho deciso: ad ogni rischio</div>
+<div class="verse">Sol rimango io, ma Sigismonda &egrave; salva.&raquo;</div>
+<div class="verseind">&laquo;Che dici o mio signor?&raquo;</div>
+<div class="i12">&laquo;Sotto l'ammanto</div>
+<div class="verse">D'altra grave cagion, rapido cocchio</div>
+<div class="verse">E destrieri apparecchiansi: al tramonto</div>
+<div class="verse">Portator de' messaggi io di Rasperlo</div>
+<div class="verse">Al re m'invio&mdash;ci&ograve; crederassi&mdash;il cocchio</div>
+<div class="verse">Tu guiderai; pi&ugrave; prez&iuml;oso un pegno</div>
+<div class="verse">In mio loco ivi fia. Non della corte</div>
+<div class="verse">D'Ugo il cammin, ma di Vinegia prendi:</div>
+<div class="verse">Sino al mar non ristarti: un agil legno</div>
+<div class="verse">Senza indugio v'accolga, ed al suo illustre</div>
+<div class="verse">Proscritto zio la vergine conduci.&raquo;</div>
+<div class="verseind">&laquo;Deh, l'arcano mi spiega!</div>
+<div class="i12">&laquo;Odi: tu sai<span class="pagenum noind"><a name="Pg_139" id="Pg_139">{139}</a></span></div>
+<div class="verse">Che alla prigion della regal donzella,</div>
+<div class="verse">Fuorch'a entrambi i tiranni e alle lor guardie,</div>
+<div class="verse">Ad uom recarsi non &egrave; dato. Appena</div>
+<div class="verse">Due antiche ancelle&mdash;e l'una a Sigismonda</div>
+<div class="verse">Nutrice fu&mdash;ponno ogni d&igrave; all'afflitta</div>
+<div class="verse">Di compianto e amist&agrave; porger ristoro.</div>
+<div class="verse">Ad esse favellai. Della nutrice</div>
+<div class="verse">Le spoglie io vesto, all'altra m'accompagno,</div>
+<div class="verse">In carcer resto, e assuntesi le spoglie</div>
+<div class="verse">Della nutrice, Sigismonda fugge.</div>
+<div class="verse">Ir non pu&ograve; in fallo il colpo: occhio severo</div>
+<div class="verse">Su queste donne non s'estende. Inferma</div>
+<div class="verse">Da lungo &egrave; quella onde la voce io tolgo:</div>
+<div class="verse">Muta sol ivi penetrar, ravvolta</div>
+<div class="verse">In ampio velo: al scender della torre</div>
+<div class="verse">Al lor umile tetto uom non le segue.</div>
+<div class="verse">Buje or sono le notti: al destro lato</div>
+<div class="verse">Del vicin tempio le fuggiasche trovi.</div>
+<div class="verse">Salgano il carro immantinente: sferza</div>
+<div class="verse">Senza posa i cavalli.&raquo;</div>
+<div class="i8">&laquo;O signor mio,</div>
+<div class="verse">Che fai? tua vita perdi: a' genitori</div>
+<div class="verse">Pensa.&raquo;</div>
+<div class="i4">&laquo;Agli esempii lor penso: la vita<span class="pagenum noind"><a name="Pg_140" id="Pg_140">{140}</a></span></div>
+<div class="verse">Posposer sempre al maggior ben&mdash;l'onore!&raquo;</div>
+<div class="verseind">&laquo;Del tinto personaggio a me la cura</div>
+<div class="verse">Dona, all'illustre zio tu stesso adduci</div>
+<div class="verse">La salvata donzella.&raquo;</div>
+<div class="i8">&laquo;Oh, ben da tanto</div>
+<div class="verse">M'estimo io s&igrave;! n&egrave; a tue virt&ugrave;, la gloria</div>
+<div class="verse">Di morir per s&igrave; giusto atto, minore</div>
+<div class="verse">Certo sar&igrave;a! Ma di soverchia mole</div>
+<div class="verse">&Egrave;, Almadeo, tua presenza: in guisa niuna</div>
+<div class="verse">Dal travestir s'illuderian gli sgherri:</div>
+<div class="verse">Me affida inoltre il valor mio: l'acciaro</div>
+<div class="verse">Del padre d'Eloisa io sotto ai lini</div>
+<div class="verse">Donneschi porto, e allor che s'avvedranno</div>
+<div class="verse">(Dopo molte ore, deh, ci&ograve; sia!) le guardie</div>
+<div class="verse">Dell'inganno sofferto, io d'atterrarle</div>
+<div class="verse">E scampar non dispero; e piena l'opra</div>
+<div class="verse">Forse eseguir che il morto re domanda.&raquo;</div>
+<div class="verse">Resistenza e preghiere e ammonimenti</div>
+<div class="verse">Ripet&egrave; invan l'antico.&mdash;I fatti egregi</div>
+<div class="verse">Pensa anche il vil talvolta: il sol gagliardo</div>
+<div class="verse">Li pensa e compie&mdash;e tra il pensiero e il fatto</div>
+<div class="verse">&Egrave; una ferrea catena, e niuna scossa</div>
+<div class="verse">Quella catena fa ondeggiar.</div>
+<div class="i12">Le donne<span class="pagenum noind"><a name="Pg_141" id="Pg_141">{141}</a></span></div>
+<div class="verse">Alla torre presentansi. Il guardiano&mdash;</div>
+<div class="verse">&laquo;Dio ti ridoni la salute o inferma!&raquo;</div>
+<div class="verse">E la sana risponde: &laquo;Oggi l'affanno</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; dell'usato la meschina opprime,</div>
+<div class="verse">N&egrave; a veglia quindi appo la dama a lungo</div>
+<div class="verse">Starci forse potremo.&raquo; E ci&ograve; dicendo,</div>
+<div class="verse">Al saluto venal porgea cortese</div>
+<div class="verse">Qualche mercede.</div>
+<div class="i8">Inesplorate i neri</div>
+<div class="verse">Avvolgimenti della torre ascendono,</div>
+<div class="verse">E lor la trista cella si disserra</div>
+<div class="verse">Di Sigismonda; indi il guardian sen parte.</div>
+<div class="verseind">Tutto in breve ode la fanciulla. Invasa</div>
+<div class="verse">Da sorpresa e rossor, confusi, incerti</div>
+<div class="verse">Detti favella. Il giovin cavaliero</div>
+<div class="verse">E la vecchia fedel con premurose</div>
+<div class="verse">Istanze le fan forza. Ah, d'involarsi</div>
+<div class="verse">Dall'infame imeneo trattasi, i dubbi</div>
+<div class="verse">Stolti, funesta ogni esitanza fora!</div>
+<div class="verseind">Della nutrice a Sigismonda i veli</div>
+<div class="verse">S'appongono.&mdash;L'inferma appo la dama</div>
+<div class="verse">Lunga dimora far non pu&ograve;: al suo letto</div>
+<div class="verse">Gi&agrave; si ritira. In fondo era alla cella</div>
+<div class="verse">Adel quando il guardian chiuse, e le donne<span class="pagenum noind"><a name="Pg_142" id="Pg_142">{142}</a></span></div>
+<div class="verse">Fuor della torre addusse; ed osservato</div>
+<div class="verse">Perci&ograve; non venne.</div>
+<div class="i8">Poich'&egrave; sol, del manto</div>
+<div class="verse">Che il cingea si discioglie, e il suo guerriero</div>
+<div class="verse">Aspetto ripigliando, avido tende</div>
+<div class="verse">E inqu&iuml;eto l'orecchio. Ei di sventura</div>
+<div class="verse">Trema&mdash;non gi&agrave; per s&egrave;: sull'elsa ha il pugno:</div>
+<div class="verse">I perigli ricorda in cui quel brando</div>
+<div class="verse">Conquist&ograve; a Giorgio la vittoria: stretta</div>
+<div class="verse">Si tien sul cor la zona d'Eloisa&mdash;</div>
+<div class="verse">E sovrumana forza alla sua destra</div>
+<div class="verse">Tal s'infonde, che intrepido i suoi giorni</div>
+<div class="verse">Venderia e cari a folta schiera innanzi,</div>
+<div class="verse">Ma alla fuggiasca pensa e per lei trema.</div>
+<div class="verseind">&laquo;Che direbbero Italia e Valafrido,</div>
+<div class="verse">E i miei parenti e un d&igrave; Eloisa, ov'io</div>
+<div class="verse">Con improvvida audacia a morte spinta</div>
+<div class="verse">Avessi Sigismonda? Eppur la scelta</div>
+<div class="verse">Di pi&ugrave; partiti io non avea, e il peggiore</div>
+<div class="verse">Era l'indugio. Strepito non odo:</div>
+<div class="verse">Oh cielo, arriso avresti? Ale ai corsieri</div>
+<div class="verse">Presta, lor tracce agli inseguenti ascondi!</div>
+<div class="verse">Propizii sovra il mar spira i tuoi venti!</div>
+<div class="verse">In porto adduci l'innocente afflitta,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_143" id="Pg_143">{143}</a></span></div>
+<div class="verse">E ch'io pera, se il vuoi, ma inglorioso</div>
+<div class="verse">Non sia il mio fato!&raquo;</div>
+<div class="i8">Secoli son l'ore,</div>
+<div class="verse">Ma pur segue una l'altra, ed ogni istante</div>
+<div class="verse">Reca in Adel nova speranza e gioja.</div>
+<div class="verseind">Verso il mattin&mdash;prostratto era ei davanti</div>
+<div class="verse">A un crocefisso, e per la patria orava,</div>
+<div class="verse">E per tutti i mortali, e pi&ugrave; pei cuori</div>
+<div class="verse">Che sono al suo pi&ugrave; strettamente avvinti&mdash;</div>
+<div class="verse">Quando un suono di passi e di parole</div>
+<div class="verse">Pei rimbombanti angusti anditi giunge</div>
+<div class="verse">Al prigioniero. Stridono le chiavi</div>
+<div class="verse">E gli orrendi cancelli. In piedi ei balza:</div>
+<div class="verse">Ascolta&mdash;e i ghigni scellerati scerne</div>
+<div class="verse">Dell'impudente Euger. Ven&igrave;a il malvagio</div>
+<div class="verse">Ad annunciar, che irrevocabil cenno</div>
+<div class="verse">Dell'empio sir, ferme ha in quel d&igrave; le nozze.</div>
+<div class="verseind">Ma la porta dischiudesi&mdash;oh sorpresa</div>
+<div class="verse">Spaventevole al reo, d'imbelle donna</div>
+<div class="verse">In loco all'affacciarglisi improvviso</div>
+<div class="verse">Incalzante guerrier! Pongon la mano</div>
+<div class="verse">Alle spade i satelliti e il lor duce,</div>
+<div class="verse">Urla mettono orrende, orrendi colpi</div>
+<div class="verse">Metton, ma invan: gi&agrave; steso &egrave; al suolo Eugero,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_144" id="Pg_144">{144}</a></span></div>
+<div class="verse">Gi&agrave; spiccia il sangue da pi&ugrave; petti: in cerca</div>
+<div class="verse">D'aita e in fuga altri si volge: umana</div>
+<div class="verse">Opra questa non credon, ma prodigio</div>
+<div class="verse">Invincibil del cielo. Adel si slancia</div>
+<div class="verse">Con volo irrefrenabile atterrando</div>
+<div class="verse">Tutti gl'inciampi, e della torre &egrave; uscito.</div>
+<div class="verseind">Al popol corre, con possente voce</div>
+<div class="verse">Incita a compier l'alta impresa: ei narra</div>
+<div class="verse">Dell'involata all'esecrande nozze</div>
+<div class="verse">Figlia di Berengario.</div>
+<div class="i8">&laquo;Avventuriero,</div>
+<div class="verse">Qual credeste, io non son, d'estrania terra!</div>
+<div class="verse">De' Saluzzesi monti, italo io sono,</div>
+<div class="verse">Figlio del sire Adel, che antico servo</div>
+<div class="verse">Fu dell'ucciso imperador! Vendetta</div>
+<div class="verse">L'adirata onoranda ombra a me chiese,</div>
+<div class="verse">A voi tutti la chiede. Oggi la taccia</div>
+<div class="verse">Si lavi che (gi&agrave; omai volge il terz'anno)</div>
+<div class="verse">Vi disonora e dican la fraterne</div>
+<div class="verse">Ed emule citt&agrave;&mdash;<i>Giacea nel fango</i></div>
+<div class="verse"><i>Per rio destin, non per vilt&agrave;, Verona!</i>&raquo;</div>
+<div class="verseind">Il suo apparir maraviglioso, i caldi</div>
+<div class="verse">Accenti del guerrier, la reverenza</div>
+<div class="verse">E la piet&agrave; che spiran le ferite<span class="pagenum noind"><a name="Pg_145" id="Pg_145">{145}</a></span></div>
+<div class="verse">Onde il volto gronda&mdash;e par ch'ei solo</div>
+<div class="verse">Conscio non siane&mdash;un inatteso effetto</div>
+<div class="verse">Producon nella turba. Al denso stuolo</div>
+<div class="verse">Delle feroci mercenarie lance,</div>
+<div class="verse">Che con Rasperto irrompono, non cede</div>
+<div class="verse">Come altre volte il volgo: aspra battaglia</div>
+<div class="verse">Le vie e le piazze insanguina: le opposte</div>
+<div class="verse">Ire in eroi trasmuta anco i pi&ugrave; vili.</div>
+<div class="verse">Adel s'azzuffa col tiranno. Ivi era,</div>
+<div class="verse">Ivi a mirarsi spaventevol cosa</div>
+<div class="verse">Il furor de' gagliardi, il mortal odio,</div>
+<div class="verse">E di disperazion l'ultima prova!</div>
+<div class="verse">Lunga &egrave; la lotta, dubbia &egrave; la vittoria:</div>
+<div class="verse">Si soffermano il popolo e i guerrieri,</div>
+<div class="verse">E alterno &egrave; il plauso ed il terror. Ma alfine</div>
+<div class="verse">Precipita il tiranno: a quella vista</div>
+<div class="verse">Sgomentati si sperdono gli sgherri:</div>
+<div class="verse">Grida di gioja il popolo manda&mdash;e Adello</div>
+<div class="verse">Trionfator, ma semivivo, cade</div>
+<div class="verse">De' suoi compagni d'arme infra le braccia.</div>
+<div class="verseind">Dio quella vita ad altre angosce ed altre</div>
+<div class="verse">Glorie serbava: ma all'esauste vene</div>
+<div class="verse">Del campion di Verona a grave stento</div>
+<div class="verse">Ried&egrave; salute.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_146" id="Pg_146">{146}</a></span></div>
+<div class="i8">Un d&igrave;, al suo letto ei vede</div>
+<div class="verse">Inoltrarsi due duci. Uno ei ravvisa:</div>
+<div class="verse">&Egrave; Valafrido. Di Lamagna i prenci</div>
+<div class="verse">Questi trovato avea s&igrave; nelle interne</div>
+<div class="verse">Discordie avvolti, che niun d'essi cura</div>
+<div class="verse">Prender potea dell'itale fortune.</div>
+<div class="verse">Oh come Valafrido i dolci amplessi</div>
+<div class="verse">Rende al ferito eroe! come gentile</div>
+<div class="verse">Dal labbro suo suona la lode al forte</div>
+<div class="verse">Fatto d'Adel! N&egrave; men commosso e onesto</div>
+<div class="verse">Favellando applaud&igrave;a l'altro guerriero.</div>
+<div class="verseind">Il magnanimo zio di Sigismonda</div>
+<div class="verse">Quegli &egrave; che ad onorar venne l'ignoto</div>
+<div class="verse">Della nipote redentor:&mdash;Pi&ugrave; giorni</div>
+<div class="verse">Con delicata indagine il vegliardo</div>
+<div class="verse">Spi&ograve; se in cor d'Adel fiamma d'amore,</div>
+<div class="verse">Eccitatrice d'alte gesta, ardesse</div>
+<div class="verse">Per l'augusta donzella, e dagli accorti</div>
+<div class="verse">E amici detti un raggio tralucea,</div>
+<div class="verse">Qual di desio che Adello osi a tai nozze</div>
+<div class="verse">Elevar sue speranze.</div>
+<div class="i8">Il perspicace</div>
+<div class="verse">Garzon di quel linguaggio i sensi intende:</div>
+<div class="verse">Ma cortes&igrave;a vuol che li ignori, e aperto<span class="pagenum noind"><a name="Pg_147" id="Pg_147">{147}</a></span></div>
+<div class="verse">Scansi rifiuto. Quindi uopo tingendo</div>
+<div class="verse">D'amichevol conforto e di fidanza</div>
+<div class="verse">A sollevar del mesto animo il pondo,</div>
+<div class="verse">Con fil e candor narra al buon vecchio</div>
+<div class="verse">L'umile istoria de' suoi giovani anni,</div>
+<div class="verse">E il foco inestinguibile che inceso</div>
+<div class="verse">Le virt&ugrave; d'Eloisa e la bellezza</div>
+<div class="verse">Han nel suo petto, e tutto dice&mdash;tranne</div>
+<div class="verse">Che riamato ei sia.&mdash;Ben gli era nota</div>
+<div class="verse">La sfolgorante venust&agrave; e la dolce</div>
+<div class="verse">Alma di Sigismonda, e come i prenci</div>
+<div class="verse">Si contendan sua destra e quella destra</div>
+<div class="verse">Porti forse venture alte di regno;</div>
+<div class="verse">Ma pi&ugrave; che ogni tesoro e pi&ugrave; che i troni</div>
+<div class="verse">&Egrave; a lui la sua Eloisa&mdash;oh doloroso</div>
+<div class="verse">Sovvenir d'un bel sogno! inutil culto!</div>
+<div class="verse">Inutil no, giacch&egrave; sublima il core!</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+
+<h3>III.</h3>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verseind">Nell'arduo calle della gloria i primi</div>
+<div class="verse">Cantai passi d'Adello: or trasvolando</div>
+<div class="verse">Sull'ali rapidissime del tempo,</div>
+<div class="verse">Additer&ograve; sol come lampi i lunghi</div>
+<div class="verse">Patimenti e le gesta onde l'eroe<span class="pagenum noind"><a name="Pg_148" id="Pg_148">{148}</a></span></div>
+<div class="verse">Gli anni suoi segnalava.</div>
+<div class="i12">Ugo, insultando</div>
+<div class="verse">Delle citt&agrave;, de' vescovi e de' forti</div>
+<div class="verse">Itali castellani a' privilegi</div>
+<div class="verse">E schernendo i trattati ed impunita</div>
+<div class="verse">La libidin lasciando e la rapacia</div>
+<div class="verse">De' suoi baroni, acceso avea nel regno</div>
+<div class="verse">Di civil guerra la esecranda face.</div>
+<div class="verseind">Dal furor della plebe i regii messi</div>
+<div class="verse">Lacerati venian: le inesorate</div>
+<div class="verse">Lance del sire offeso alla vendetta</div>
+<div class="verse">Trucemente scagliavansi. Ammucchiati</div>
+<div class="verse">I cadaveri ingombrano le strade,</div>
+<div class="verse">N&egrave; v'ha chi li sotterri: il pellegrino</div>
+<div class="verse">Riede al natio villaggio, e indizio appena</div>
+<div class="verse">Del loco ov'ei sorgea songli i mezz'arsi</div>
+<div class="verse">Rottami delle pietre e pochi teschi&mdash;Forse</div>
+<div class="verse">del padre e dei fratelli i teschi!</div>
+<div class="verseind">Tal de' Lombardi era lo stato. Adello</div>
+<div class="verse">De' depredati borghi e monasteri</div>
+<div class="verse">In difesa accorrea: di lui, nemico</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; formidabil non avea il tiranno.</div>
+<div class="verseind">Ma in breve queste guerre han tratto all'imo</div>
+<div class="verse">D'ogni miseria la contrada: il mese<span class="pagenum noind"><a name="Pg_149" id="Pg_149">{149}</a></span></div>
+<div class="verse">Della messe venia, ma il sol versata</div>
+<div class="verse">La sua virt&ugrave; feconda avea ne' semi</div>
+<div class="verse">Dell'ortica e del cardo; e da lontano</div>
+<div class="verse">Il fuggiasco villan piangea sul brando</div>
+<div class="verse">Che a' d&igrave; pi&ugrave; lieti gli falciava i campi.</div>
+<div class="verseind">Ride Burgundia. &laquo;Or tempo &egrave; di riporre</div>
+<div class="verse">I nostri ferri agl'Itali divisi!&raquo;</div>
+<div class="verse">E gi&agrave; possente esercito calava</div>
+<div class="verse">A sicura vittoria. Allora Adello</div>
+<div class="verse">Vede la gran rovina: ad impedirla</div>
+<div class="verse">Non v'&egrave; che la concordia, e alla concordia</div>
+<div class="verse">Citt&agrave; rivali stringer sol pu&ograve; un scettro.</div>
+<div class="verse">Del nome suo l'autorit&agrave; sopisce</div>
+<div class="verse">Gli odii: ei radduce le cosparse insegne</div>
+<div class="verse">Appo la regia insegna. Or la salute</div>
+<div class="verse">Dell'itala corona oprisi, e il guardo</div>
+<div class="verse">Sulle colpe ond'&egrave; tinta uom non sollevi.</div>
+<div class="verseind">L'impulso dell'eroe quasi un novello</div>
+<div class="verse">Spirto ne' pria diversi animi ha infuso.</div>
+<div class="verse">Ugo, con maraviglia, in sua difesa</div>
+<div class="verse">Color vede morir cui dianzi ha raso</div>
+<div class="verse">Le castella o i tugurii: il crudo petto</div>
+<div class="verse">A forza inteneriasi: ambir la gloria</div>
+<div class="verse">Parve di scancellar co' benefizii<span class="pagenum noind"><a name="Pg_150" id="Pg_150">{150}</a></span></div>
+<div class="verse">E con la giusta signoria le cieche</div>
+<div class="verse">Ire sue prime. Adello, e altri guerrieri</div>
+<div class="verse">D'onesta fama, sedi ebbero somme</div>
+<div class="verse">Nel consiglio del re&mdash;ma quando piena</div>
+<div class="verse">Fu de' Burgundi la sconfitta e saldo</div>
+<div class="verse">Novellamente il trono, ecco, al tiranno</div>
+<div class="verse">Ombra fa il nome del suo prode, e al dritto</div>
+<div class="verse">Favellar suo magnanimo la taccia</div>
+<div class="verse">Dassi ben tosto di ribelle orgoglio.</div>
+<div class="verseind">Dicon vetuste cantiche il giudizio</div>
+<div class="verse">Scellerato ch'espulso ha dalla patria</div>
+<div class="verse">Chi la patria avea salva.</div>
+<div class="i12">And&ograve; il ramingo</div>
+<div class="verse">Del veneto leone agli stendardi</div>
+<div class="verse">E lor sacr&ograve; la spada sua.&mdash;I superbi</div>
+<div class="verse">Isolani, gi&agrave; tempo, avean le spiagge</div>
+<div class="verse">Di Dalmazia predate e con la frode</div>
+<div class="verse">Tolto di l&agrave; tal venerando oggetto</div>
+<div class="verse">Che da secoli e secoli a fraterno</div>
+<div class="verse">Pellegrinaggio i Dalmati adunava</div>
+<div class="verse">E fea d'un ricco monister la gloria:</div>
+<div class="verse">Era la lancia d'un antico eroe</div>
+<div class="verse">Che dal giogo pagano in molte pugne</div>
+<div class="verse">Sottratto avea le natie valli. Il grido<span class="pagenum noind"><a name="Pg_151" id="Pg_151">{151}</a></span></div>
+<div class="verse">Degli eccelsi miracoli, operati</div>
+<div class="verse">Dalla reliquia di quel santo, al furto</div>
+<div class="verse">I mal devoti veneti sospinse.</div>
+<div class="verseind">Ma intanto rotte pi&ugrave; fiate, e sempre</div>
+<div class="verse">Rinascenti nell'ira e pi&ugrave; tremende,</div>
+<div class="verse">Di padre in figlio le trib&ugrave; selvagge</div>
+<div class="verse">Con giuramento avvinconsi al racquisto</div>
+<div class="verse">Dell'onorata lancia o a eterna guerra.</div>
+<div class="verseind">Un feroce lor capo, Adeoniro,</div>
+<div class="verse">Col manto di pio zelo, infesta il mare</div>
+<div class="verse">D'incessanti, audacissime, inaudite</div>
+<div class="verse">Piraterie. Sui piccioli sui legni,</div>
+<div class="verse">Di ladroni invincibili una turba</div>
+<div class="verse">Ei radun&ograve; che d'uom, fuorch&egrave; l'aspetto</div>
+<div class="verse">Null'altro serban; fama appo i lontani</div>
+<div class="verse">Sparse ch'uomin non erano, ma mostri</div>
+<div class="verse">Prodotti dai nefandi abbracciamenti</div>
+<div class="verse">Delle dalmate streghe e de' demoni.</div>
+<div class="verse">Niuna legge li stringe altra che un voto&mdash;</div>
+<div class="verse">Pronunciato col rito abbominando</div>
+<div class="verse">Di libare in un calice una stilla</div>
+<div class="verse">Di caldo ancor veneto sangue&mdash;e il voto</div>
+<div class="verse">&Egrave; d'assalir qualsiasi veleggiante</div>
+<div class="verse">Pin di San Marco, o scompagnato corra<span class="pagenum noind"><a name="Pg_152" id="Pg_152">{152}</a></span></div>
+<div class="verse">O a torme, o debol sembri o poderoso,</div>
+<div class="verse">E dalla pugna non ristar ch'o estinti</div>
+<div class="verse">O vincitori. A queste anime atroci</div>
+<div class="verse">Ogni piet&agrave; verso i nemici &egrave; ignota,</div>
+<div class="verse">Ma tra loro mirabile &egrave; una gara</div>
+<div class="verse">D'assistenza e giustizia e comunanza</div>
+<div class="verse">Di beni e mali. Adeonir divide</div>
+<div class="verse">Il bottin, n&egrave; maggior parte a s&egrave; dona</div>
+<div class="verse">Che al pi&ugrave; abbietto compagno. In gozzoviglie</div>
+<div class="verse">E in limosine sprecan, non curanti</div>
+<div class="verse">Tutti del pari, ogni tesor soverchio,</div>
+<div class="verse">Quand'armi e barche e attrezzi hanno, ed ai figli</div>
+<div class="verse">E alle donne e a' feriti han provveduto.</div>
+<div class="verse">Tal delle imprese loro &egrave; la ventura,</div>
+<div class="verse">E con tali atti di barbarie han tinto</div>
+<div class="verse">Di stragi l'onde, che il nocchier pi&ugrave; ardito</div>
+<div class="verse">Nell'adriaca laguna inoperose</div>
+<div class="verse">Tien le sue sarte, e unanime la voce</div>
+<div class="verse">Dell'atterrito popolo s'innalza</div>
+<div class="verse">Perch&egrave; il furto s'espii ch'a furor tratto</div>
+<div class="verse">Ha de' Dalmati il santo, e a' loro altari</div>
+<div class="verse">Con doni la fatale asta si renda.</div>
+<div class="verseind">Il senato assent&igrave;: ma col ritorno<span class="pagenum noind"><a name="Pg_153" id="Pg_153">{153}</a></span></div>
+<div class="verse">Della reliquia, pur mutar natura</div>
+<div class="verse">Non pot&egrave; l'indomato avido spirto</div>
+<div class="verse">De' bugiardi pirati: e con pi&ugrave; angoscia</div>
+<div class="verse">Pianse Vinegia le nuove onte, e mosse</div>
+<div class="verse">Con alte navi e prodi capitani</div>
+<div class="verse">Ad estirpar di que' malnati il seme.</div>
+<div class="verseind">Ahim&egrave;, che de' suoi prodi il morir forte</div>
+<div class="verse">Non giov&ograve; alla repubblica! In tai giorni</div>
+<div class="verse">Di lutto universale, uno straniero</div>
+<div class="verse">Sorge e il linguaggio degli eroi parlando,</div>
+<div class="verse">Radduce nelle curve alme il coraggio.</div>
+<div class="verse">Quello stranier pugnato avea sui pini</div>
+<div class="verse">Della sconfitta armata, e al valor suo</div>
+<div class="verse">De' pochi avanzi si dovea lo scampo.</div>
+<div class="verse">Era Adello! Il magnanimo senato</div>
+<div class="verse">Plaude all'ardir del cavaliero; un novo</div>
+<div class="verse">Armamento decreta: Adel le prore</div>
+<div class="verse">Capitanando, alla vittoria corre,</div>
+<div class="verse">E sepolcro i pirati ebber nell'onde.</div>
+<div class="verseind">Favorita canzon del marinaro</div>
+<div class="verse">Divenne questa istoria, e tutti i liti</div>
+<div class="verse">D'Italia l'impararono, e ne' gioghi</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; segregati d'Apennino&mdash;allora</div>
+<div class="verse">Che un sir bandisce all'ospite il festino&mdash;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_154" id="Pg_154">{154}</a></span></div>
+<div class="verse">Dice al suo vate: cantaci il bel nome</div>
+<div class="verse">Del vincitor de' dalmati pirati.</div>
+<div class="verseind">Memoria non rest&ograve; delle sciagure</div>
+<div class="verse">O degli affronti perch&egrave; Adel partissi</div>
+<div class="verse">Dalle bandiere del leone. Amalfi</div>
+<div class="verse">Diede ospizio e onoranza al capitano,</div>
+<div class="verse">E per lui prosper&ograve;; la terra e l'acque,</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; d'una volta, del suo sangue intrise,</div>
+<div class="verse">Ma invitto il vider sempre e pi&ugrave; tremendo.</div>
+<div class="verse">Tacer&ograve; quelle pugne e dir&ograve; il giorno</div>
+<div class="verse">Che&mdash;tempo era di pace e vincolato</div>
+<div class="verse">D'Amalfi all'armi il brando ei non tenea&mdash;</div>
+<div class="verse">Adel coll'oro suo recossi ai Mori</div>
+<div class="verse">Che in Tunisi avean sede, e quanti schiavi</div>
+<div class="verse">Pot&egrave; redense. Il sacrificio ei compie</div>
+<div class="verse">D'ogni suo aver, perocch&egrave; morti entrambi</div>
+<div class="verse">Son gli adorati genitori, e il pio</div>
+<div class="verse">Figlio all'anime lor schiudere il cielo</div>
+<div class="verse">Spera con opre che al Signor sien grate.</div>
+<div class="verseind">Un d&igrave;, secondi egli aspettava i venti</div>
+<div class="verse">Per la redd&igrave;ta, ed ecco entra nel porto</div>
+<div class="verse">Con festive urla un predator; parecchie</div>
+<div class="verse">Sbarca gementi vittime, e fra quelle&mdash;Oh</div>
+<div class="verse">sorpresa! oh sciagura! Adel ravvisa<span class="pagenum noind"><a name="Pg_155" id="Pg_155">{155}</a></span></div>
+<div class="verse">Un cavalier troppo a lui noto, &egrave; desso,</div>
+<div class="verse">D'Eloisa lo sposo!</div>
+<div class="i8">Ai primi amplessi</div>
+<div class="verse">(Ed oh quanti dolori in quegli amplessi</div>
+<div class="verse">Squarcian d'Adello il nobil cor! qual misto</div>
+<div class="verse">D'antica gelosia, di riverenza</div>
+<div class="verse">Per le virt&ugrave; del sir, di generosa</div>
+<div class="verse">Compass&iuml;on, d'affanno immaginando</div>
+<div class="verse">Le pene d'Eloisa in udir preda</div>
+<div class="verse">Ai scellerati masnadier lo sposo!)</div>
+<div class="verse">Ai primi sfoghi di piet&agrave;, succede</div>
+<div class="verse">L'interrogar sollecito dell'uno</div>
+<div class="verse">E il racconto dell'altro.</div>
+<div class="i12">&laquo;Oh Adel compiuta</div>
+<div class="verse">&Egrave; la sventura mia! Tu vedi il figlio</div>
+<div class="verse">Del felice Usignan, gi&agrave; di castella</div>
+<div class="verse">S&igrave; ricco e d'armi, cui possenti trame</div>
+<div class="verse">Di perfidi congiunti han da sei lune</div>
+<div class="verse">Rapito ogni dominio. I figli miei</div>
+<div class="verse">E lor misera madre (ah, poich'al duolo</div>
+<div class="verse">Il tuo signore e mio, Giorgio soggiacque!)</div>
+<div class="verse">In salvo a Nizza appo mia suora addussi.</div>
+<div class="verse">Ivi una notte una masnada irrompe</div>
+<div class="verse">Di Saracini. Io d'Eloisa, e quanti<span class="pagenum noind"><a name="Pg_156" id="Pg_156">{156}</a></span></div>
+<div class="verse">Dolci pegni m'avanzano, la fuga</div>
+<div class="verse">Combattendo proteggo: oh, almen per loro</div>
+<div class="verse">M'arrise il ciel! Ma cinto, disarmato,</div>
+<div class="verse">Carco di ferri io vengo. Anzi il mattino</div>
+<div class="verse">Salpan le collegate arabe navi:</div>
+<div class="verse">Quai di Spagna eran, quai del Sardo e quali</div>
+<div class="verse">Di quest'africo lito; a me la somma</div>
+<div class="verse">Lontananza tocc&ograve;!&raquo;</div>
+<div class="i8">Frenava Arnaldo</div>
+<div class="verse">Con viril forza il pianto: Adel, compreso</div>
+<div class="verse">Da tanta folla d'infelici e cari</div>
+<div class="verse">Pensieri, il volto si copria e lasciava</div>
+<div class="verse">Alle lagrime sue libero sfogo.</div>
+<div class="verseind">&laquo;E anche il mio antico sire &egrave; nel sepolcro!</div>
+<div class="verse">S&igrave; lunghi anni di gloria, e poi nel lutto</div>
+<div class="verse">Morir miseramente! ecco, empia terra,</div>
+<div class="verse">Il guiderdon che alla virt&ugrave; largisci!&mdash;</div>
+<div class="verse">Ma no, delle onorate opre la meta</div>
+<div class="verse">Non &egrave; il sorrider di mortal fortuna:</div>
+<div class="verse">Amaro a' giusti &egrave; il vivere, e beato</div>
+<div class="verse">Solo quel d&igrave; che al mondo vil ti toglie!&raquo;</div>
+<div class="verseind">Cos&igrave; esclamava Adel, sazio de' giorni</div>
+<div class="verse">Glor&iuml;osi, ma sterili di gioja</div>
+<div class="verse">Ch'ei tratto avea, da quando allontanato<span class="pagenum noind"><a name="Pg_157" id="Pg_157">{157}</a></span></div>
+<div class="verse">Erasi da Eloisa. E or par che tutta</div>
+<div class="verse">Da mal estinte ceneri risorga</div>
+<div class="verse">La giovenil sua fiamma: i detti, il volto</div>
+<div class="verse">D'Arnaldo lo riportano ai remoti</div>
+<div class="verse">Tempi del suo delirio. Ei vede i colli</div>
+<div class="verse">Della Sonna fioriti&mdash;il santuario</div>
+<div class="verse">Ove la pia fanciulla iva sovente</div>
+<div class="verse">A lagrimar sulla materna tomba&mdash;</div>
+<div class="verse">L'inghirlandata barca ove ella, assisa</div>
+<div class="verse">Sulle ginocchia di suo padre, al canto</div>
+<div class="verse">Talor sciogliea la voce; e talor l'inno</div>
+<div class="verse">Era d'Adello; e allor della donzella</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; timido era il canto e pi&ugrave; pietoso!</div>
+<div class="verseind">Che pensa, Adel, tua nobil alma? I campi</div>
+<div class="verse">E le rocche d'Arnaldo andrai col brando</div>
+<div class="verse">A racquistar pe' figli suoi? ma in ceppi</div>
+<div class="verse">Ei qui rimansi: squallido, languente</div>
+<div class="verse">&Egrave; il suo sembiante: il duol forse e la dura</div>
+<div class="verse">Servit&ugrave; in breve troncheranno il filo</div>
+<div class="verse">Di quella vita... Libera Eloisa?</div>
+<div class="verse">Oh pensiero infernal! Ma nella mente</div>
+<div class="verse">Anche de' giusti sfolgora i suoi foschi</div>
+<div class="verse">Lampi l'inferno&mdash;e pi&ugrave; son giusti appunto</div>
+<div class="verse">Perch&egrave; talvolta eguali a' rei son quasi,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_158" id="Pg_158">{158}</a></span></div>
+<div class="verse">Ed allor non soccombono, e con arduo</div>
+<div class="verse">Sforzo sopra il mortal fango s'innalzano.</div>
+<div class="verseind">D'altri schiavi al riscatto ogni tesoro</div>
+<div class="verse">Gi&agrave; avea consunto Adello: al predatore</div>
+<div class="verse">D'Arnaldo in cambio, egli offresi. Accettato</div>
+<div class="verse">Venne il partito, perocch'egro il primo</div>
+<div class="verse">Schiavo parea, e salute e forza spira</div>
+<div class="verse">Del novel la persona. Il sir francese</div>
+<div class="verse">Queste mosse ignorava, e i suoi voraci</div>
+<div class="verse">Crucci addoppiava l'esser conscio, ahi troppo</div>
+<div class="verse">Degli affetti d'Adello. Alta &egrave; la stima</div>
+<div class="verse">Che la virt&ugrave; dell'Italo gli desta;</div>
+<div class="verse">Ma pur gi&agrave; scorge nel futuro, accanto</div>
+<div class="verse">Alla donna (e ancor bella era Eloisa)</div>
+<div class="verse">Il rival cavaliere, e quella stessa</div>
+<div class="verse">Virt&ugrave; che in esso ammira &egrave; il suo spavento.</div>
+<div class="verseind">Ma oh come in s&egrave; medesmo ei si vergogna</div>
+<div class="verse">Di s&igrave; bassi concetti, allor che tolte</div>
+<div class="verse">Vede a s&egrave; le catene, ed alle braccia</div>
+<div class="verse">Poste d'Adel!</div>
+<div class="i8">&laquo;Che fia? Non mai! Sublime</div>
+<div class="verse">Insania, Adel, ma insania &egrave; questa! infermi</div>
+<div class="verse">Giorni redimer di chi tutte ha tronche</div>
+<div class="verse">Le vie di rimertarti e cos&igrave; all'imo<span class="pagenum noind"><a name="Pg_159" id="Pg_159">{159}</a></span></div>
+<div class="verse">Cadde che d'ogni grande atto la speme</div>
+<div class="verse">Da fortuna gli &egrave; tolta&mdash;e invece i giorni</div>
+<div class="verse">Preziosi immolar di chi seconde</div>
+<div class="verse">Tutte ha le sorti e per la gloria vive!&raquo;</div>
+<div class="verseind">&laquo;Arnaldo, i pregi tuoi taccio che sommo</div>
+<div class="verse">Ti fer sempre a' miei guardi; or sol rammento</div>
+<div class="verse">Quanta importanza i giorni han di chi i sacri</div>
+<div class="verse">Titoli vesta di marito e padre:</div>
+<div class="verse">Appo tal, nulla &egrave; la deserta vita</div>
+<div class="verse">Di chi solingo passeggia la terra</div>
+<div class="verse">(E tal son io), di chi, s'allegri o gema,</div>
+<div class="verse">Niun bea il suo riso e niun piange al suo pianto.&raquo;</div>
+<div class="verseind">Volea soggiunger l'altro. Adel temendo</div>
+<div class="verse">D'aver con triste voci intenerito</div>
+<div class="verse">Il suo rivale e forse appalesato</div>
+<div class="verse">Della stanca dolente alma il segreto,</div>
+<div class="verse">Apre un gentil sorriso&mdash;Va', gli dice,</div>
+<div class="verse">A consolar la tua dolce famiglia;</div>
+<div class="verse">Cura nostra primiera esser de' questa:</div>
+<div class="verse">Indi per me non t'affannar: lontane</div>
+<div class="verse">Non son l'itale sponde, e ivi s&igrave; egregi</div>
+<div class="verse">Cuori mi fean di loro amist&agrave; dono,</div>
+<div class="verse">Che in me certezza &egrave; la lor gara al pronto<span class="pagenum noind"><a name="Pg_160" id="Pg_160">{160}</a></span></div>
+<div class="verse">Riscatto mio.</div>
+<div class="i4">&laquo;So, generoso Adello,</div>
+<div class="verse">Che in sue nuove tempeste Ugo invocava</div>
+<div class="verse">Il braccio tuo; so che anel&ograve; Vinegia</div>
+<div class="verse">Di ritorti ad Amalfi, e che in ciascuna</div>
+<div class="verse">Itala signoria ferve la brama</div>
+<div class="verse">Di possederti a suo campion: ma esporti</div>
+<div class="verse">Di fortuna a' capricci, ah no, non posso!</div>
+<div class="verse">Sol crederei, se in mia bal&igrave;a fosse indi</div>
+<div class="verse">Il tuo pronto riscatto: oh, ma ti dissi</div>
+<div class="verse">La mia piena miseria!&raquo;</div>
+<div class="i8">Uopo ad Arnaldo</div>
+<div class="verse">Il ceder fu. Part&igrave; sulla primiera</div>
+<div class="verse">Cristiana prora: agl'Itali l'annunzio</div>
+<div class="verse">Esso, con altri dall'eroe redenti,</div>
+<div class="verse">Portar di questo fatto. Onor parea</div>
+<div class="verse">Stringer pi&ugrave; d'una terra alla salvezza</div>
+<div class="verse">Del guerriero in catene: il sir francese</div>
+<div class="verse">Non os&ograve; dubitarne; Adello stesso,</div>
+<div class="verse">Bench&egrave; scevro d'orgoglio, aver sul grato</div>
+<div class="verse">Animo altrui credea qualche dritto&mdash;</div>
+<div class="verseind">Tutti obbliaro il misero! quattr'anni</div>
+<div class="verse">Le afriche solitudini l'han visto,</div>
+<div class="verse">Con abbietti compagni ad opre abbiette<span class="pagenum noind"><a name="Pg_161" id="Pg_161">{161}</a></span></div>
+<div class="verse">Sotto varii tiranni i suoi sudori</div>
+<div class="verse">Spargere oscuramente&mdash;ed eroe ancora</div>
+<div class="verse">Esser per gl'infelici, o alleviando,</div>
+<div class="verse">Con gravarne s&egrave; stesso, i lor dolori,</div>
+<div class="verse">O al rassegnato suo relig&iuml;oso</div>
+<div class="verse">Senso le svigorite alme estollendo.</div>
+<div class="verseind">Chi ai Saracini il tardo inaspettato</div>
+<div class="verse">Prezzo port&ograve; del cavaliero? Un messo</div>
+<div class="verse">Che dalle rocche vien d'Arnaldo. Il sire</div>
+<div class="verse">Fedeli colleganze e alto valore</div>
+<div class="verse">Ricondotto hanno a' suoi dominii e a tutta</div>
+<div class="verse">La paterna sua gloria.</div>
+<div class="i8">Adello &egrave; asceso</div>
+<div class="verse">Sull'ospital naviglio: al marsigliese</div>
+<div class="verse">Porto ei veleggia. Oh come dir la gioja,</div>
+<div class="verse">La gratitudin che il bel cuore inonda?</div>
+<div class="verse">Come i diversi palpiti, approdando?</div>
+<div class="verse">Poi, sul corsier veloce alle castella</div>
+<div class="verse">Del suo benefattore e d'Eloisa</div>
+<div class="verse">Senza posa traendo?</div>
+<div class="i8">&laquo;Ei giunge: incontro</div>
+<div class="verse">Moveangli il sire ed Eloisa e i figli</div>
+<div class="verse">(Figli di quell'imen; pur cari all'alma</div>
+<div class="verse">Gentil d'Adello!) Mutui i commoventi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_162" id="Pg_162">{162}</a></span></div>
+<div class="verse">Detti suonano e i teneri singhiozzi</div>
+<div class="verse">E la sincera nobil lode. Un riso</div>
+<div class="verse">Del ciel parea per que' mortali eletti</div>
+<div class="verse">Aver portato sulla terra il gaudio</div>
+<div class="verse">Che dal suo trono Idd&igrave;o raggia ai beati!</div>
+<div class="verse">Ma quel foco di vita che nel ciglio</div>
+<div class="verse">Brillava ad Eloisa, insolito era.</div>
+<div class="verse">Da lungo tempo in essa &egrave; illanguidito</div>
+<div class="verse">Il fior della salute. Adel s'accorse</div>
+<div class="verse">Ch'ella reggeasi con fatica; e intende</div>
+<div class="verse">Che nella notte in che da Nizza a fuga</div>
+<div class="verse">Ella errava co' figli, un dardo colse</div>
+<div class="verse">Leggermente un di questi: ahi, velenato</div>
+<div class="verse">Fors'era il dardo! Il bambinel da orrenda</div>
+<div class="verse">Crescente piaga si struggea: la madre</div>
+<div class="verse">Quella piaga lambendo al figliuol suo</div>
+<div class="verse">Crede render la vita e, ohim&egrave;, s'illuse!</div>
+<div class="verse">Sotterra &egrave; il pargoletto, e da quel tempo</div>
+<div class="verse">A stento l'arte di Salerno e i voti</div>
+<div class="verse">Appesi sugli altari e i benedetti</div>
+<div class="verse">Maravigliosi farmachi al dolente</div>
+<div class="verse">Sen dell'eroica madre addur novello</div>
+<div class="verse">Sembran vigor.</div>
+<div class="i4">Ben tosto Adel conobbe<span class="pagenum noind"><a name="Pg_163" id="Pg_163">{163}</a></span></div>
+<div class="verse">Che sol gli affetti subitanei un breve</div>
+<div class="verse">Ponean rossor su quelle guance. Il dolce</div>
+<div class="verse">Soggiorno alcuni mesi ei protra&egrave;a</div>
+<div class="verse">Appo gli ospiti amati, e con Arnaldo</div>
+<div class="verse">Il timore alternava e la speranza</div>
+<div class="verse">Per l'egra donna&mdash;Ahi lasso! inferocisce</div>
+<div class="verse">Rapidamente il morbo!&mdash;Adel sul letto</div>
+<div class="verse">Di morte la mir&ograve;. Tutta obbl&iuml;ava</div>
+<div class="verse">Ei sua virt&ugrave;: chiedea ragione al cielo</div>
+<div class="verse">Dei mali onde a gran fiotti il mondo inonda</div>
+<div class="verse">Ch'egli ha creato, e in quegli orrendi fiotti</div>
+<div class="verse">Indistinto sobbissa e il buono e il reo.</div>
+<div class="verseind">&laquo;Oh Adel (rispose la morente&mdash;e furo</div>
+<div class="verse">Questi gli ultimi accenti) oh Adel, ritraggi</div>
+<div class="verse">La insensata parola! &Egrave; il duol cimento</div>
+<div class="verse">Ove Dio prova degli umani il core.</div>
+<div class="verse">Te a egregi fatti i lunghi sacrifici</div>
+<div class="verse">Portaron: n&egrave; t'incresca! e parver lunghi;</div>
+<div class="verse">Ma, come stral per l'aer, fugge quest'ombra</div>
+<div class="verse">Ch'uom vita appella e salda cosa estima!</div>
+<div class="verse">N&egrave; infelice &egrave; chi muor, ma chi morendo</div>
+<div class="verse">Guarda gli anni volati ed alcun'orma</div>
+<div class="verse">Da lui lasciata di virt&ugrave; non trova!&raquo;</div>
+<div class="verseind">Voce a Eloisa allor manc&ograve;: sorrise,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_164" id="Pg_164">{164}</a></span></div>
+<div class="verse">Strinse al seno i figliuoli, all'onorato</div>
+<div class="verse">Sposo si volse&mdash;e dir parea &laquo;Co' figli,</div>
+<div class="verse">Adel ti raccomando&raquo;&mdash;e pi&ugrave; non era.</div>
+<div class="verseind">Cos&igrave; pass&ograve; la santa.</div>
+<div class="i8">Incerte storie</div>
+<div class="verse">Narrano d'un Adel ch'appo i Toscani,</div>
+<div class="verse">Dopo quel tempo gli Ungari sconfisse:</div>
+<div class="verse">Fors'era il nostro eroe; forse in pi&ugrave; gesta</div>
+<div class="verse">Ancor brill&ograve; la gloria sua. Ma il vate</div>
+<div class="verse">Che del sepolcro suo cant&ograve;, non dice</div>
+<div class="verse">Se non che vecchio Adel mor&igrave; e mendico,</div>
+<div class="verse">Perdonando agl'ingrati, e ripetendo</div>
+<div class="verse">Que' detti d'Eloisa: &laquo;&Egrave; il duol cimento</div>
+<div class="verse">Ove Dio prova degli umani il core;</div>
+<div class="verse">N&egrave; infelice &egrave; chi muor, ma chi morendo</div>
+<div class="verse">Guarda gli anni volati ed alcun'orma</div>
+<div class="verse">Da lui lasciata di virt&ugrave; non trova!&raquo;</div>
+</div></div>
+
+
+<hr/>
+
+<div class="pagenum noind"><a name="Pg_165" id="Pg_165">{165}</a></div>
+
+<h2>NOTE.</h2>
+
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">.... Sui colli</div>
+<div class="verse">Della Sonna fioriti e sulla Rocca</div>
+<div class="verse">Invisa dominava.</div>
+</div></div>
+
+<p>V'&egrave; presso Lione, sulle rive della <i>Sa&ocirc;ne</i>, una rupe che ritiene il
+nome di <i>Pierre-Encise</i>.</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">In chi di giusti nacque &egrave; onnipossente....</div>
+</div></div>
+
+<p>Tutta la cantica sembra avere per iscopo morale queste verit&agrave;:&mdash;che
+uno de' pi&ugrave; grandi stimoli alla virt&ugrave; si &egrave; l'esempio di parenti
+irreprensibili, e quindi il desiderio di consolare con bei fatti la
+loro vecchiaja&mdash;che nelle passioni in lotta col dovere, quanto pi&ugrave; il
+sacrificarle a questo &egrave; doloroso, tanto pi&ugrave; l'uomo che compie questo
+sacrificio ha luogo in appresso di congratularsene, trovandosi
+nobilitato ai proprii sguardi e pi&ugrave; capace di grandi azioni&mdash;che
+finalmente se sulla terra il premio della virt&ugrave; &egrave; spesso
+l'ingratitudine degli uomini e la sventura, al giusto sono abbondante
+compenso la sua fama, il testimonio della buona coscienza, e la pace e
+le speranze con cui egli solo pu&ograve; scendere nella tomba.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_166" id="Pg_166">{166}</a></span></p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">.... Io la grand'ombra</div>
+<div class="verse">Di Berengario a vendicar mi reco.</div>
+</div></div>
+
+<p>Berengario I, dopo gli infelici successi della sua guerra con Rudolfo,
+fu assassinato a Verona da alcuni congiurati, capo de' quali era
+Flamberto. Tre giorni dopo Milone guerriero fedele all'infelice
+imperatore ne fece la vendetta, vincendo i colpevoli e condannandoli
+al supplizio: cos&igrave; le cronache. Ma secondo questa cantica uno d'essi
+congiurati, Rasperto, riacquist&ograve; potere in Verona, ed ebbe in seguito
+il favore del re Ugo, che gli lasci&ograve; il governo di quella citt&agrave;.</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Che al novo italo sire, Ugo....</div>
+</div></div>
+
+<p>Rudolfo tenne poco tempo il regno d'Italia: ei dovette cederlo ad Ugo,
+duca di Provenza, che segnal&ograve; il suo dominio con le crudelt&agrave; e la
+perfidia.</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">.... La grande alma d'Otone....</div>
+</div></div>
+
+<p>Pare che debba essere Ottone di Sassonia, il quale circa 14 anni dopo
+quest'epoca conquist&ograve; l'Italia.</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Tolto di l&agrave; tal venerando oggetto.</div>
+</div></div>
+
+<p>Leggasi la storia de' bassi tempi e si vedr&agrave; quanto fossero frequenti
+i furti delle reliquie. Un popolo credeva d'appropriarsi la prosperit&agrave;
+<span class="pagenum noind"><a name="Pg_167" id="Pg_167">{167}</a></span>dell'altro, togliendogli o il corpo o qualsiasi altra reliquia del
+santo protettore del luogo.</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="i8">.... Che il nocchier pi&ugrave; ardito</div>
+<div class="verse">Nell'adriatica laguna inoperose</div>
+<div class="verse">Tien le sue sarte.</div>
+</div></div>
+
+<p>Che un piccol numero di pirati sparga tanto spavento parrebbe
+un'esagerazione, se la storia non dicesse come nel secolo XVII i
+filibustieri, ammasso di pochi audacissimi ladroni, divennero il
+terrore dei navigatori europei, a segno d&igrave; tener talvolta interrotta
+la comunicazione della Spagna colle colonie americane.</p>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">A stento l'arte di Salerno...,</div>
+</div></div>
+
+<p>Nel secolo X Salerno era gi&agrave; famosa per la sua scuola di medicina. (V.
+il Tiraboschi.)</p>
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+<!-- [Pg 168] Blank Page -->
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_169" id="Pg_169">{169}</a></span></p>
+
+<h2>EBELINO</h2>
+
+<h4>CANTICA.</h4>
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_170" id="Pg_170">{170}</a></span></p>
+
+<div class="blockquot"><p>L'idea di questa cantica non &egrave; tutta mia. Il tema vennemi fornito da
+un romanzo storico tedesco, ch'io lessi gi&agrave; tempo, e di cui ignoro
+l'autore. Il merito letterario di quel libro mi pareva debole, ma il
+personaggio d'Ebelino vi spiccava con tratti forti, e mi rimase
+vivamente impresso nella fantasia, come nobile modello di pazienza
+ne' dolori. Ivi narravasi d'Ebelino, non so con qual fondamento,
+ch'ei fosse un povero cavaliero scacciato nell'adolescenza con
+atroci minaccie di morte da sette disumani fratelli, e divenuto uno
+de' liberatori della regina Adelaide. Questo giovane prode passato
+in Germania coll'illustre vedova di Lotario, allorch'ella spos&ograve; in
+seconde nozze Ottone I, dipingevasi dal mio autore quale un nuovo
+Giuseppe alla corte d'Egitto, potentissimo e sapientissimo; e a fine
+di meglio somigliare al vicer&egrave; di Faraone, Ebelino scopriva anche i
+suoi fratelli, venuti d'Italia a Bamberga senza che immaginassero
+chi egli fosse, e perdonava loro. Conservata alcun tempo la sua alta
+fortuna sotto Ottone II, cadeva poscia vittima d'un traditore
+collegato a molti invidi rivali; ma il traditore stesso, agitato da
+visioni spaventevoli, confessava indi a poco l'innocenza
+dell'immolato Ebelino.</p></div>
+
+
+<hr style="width: 25%;" />
+
+<div class="pagenum noind"><a name="Pg_171" id="Pg_171">{171}</a></div>
+
+<h2>EBELINO.</h2>
+
+<div class="blockr"><p class="neg"><i>Si bona suscepimus de manu Dei, mala quare non suscipiamus!</i></p>
+
+<p class="right">JOB. 2, 10.</p></div>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verseind">Inno d'amore e di compianto al giusto,</div>
+<div class="verse">Al giusto denigrato! Ebelin, fido</div>
+<div class="verse">Campion del magno Ottone e consigliero,</div>
+<div class="verse">Colui che al generoso Imperadore</div>
+<div class="verse">Verit&agrave; generose favellava,</div>
+<div class="verse">E i biasimati torti indi con mente</div>
+<div class="verse">Pronta e amorevol correggea e sagace;</div>
+<div class="verse">Colui, che, senza ambiz&iuml;on n&egrave; orgoglio,</div>
+<div class="verse">Spesso invece del sir ponea la destra</div>
+<div class="verse">Al timon dell'impero, e lo volgea</div>
+<div class="verse">Del sir con tanta gloria e securanza,</div>
+<div class="verse">Che questi, anco in cimento arduo serrando</div>
+<div class="verse">Le auguste ciglia al sonno, a lui dicea:</div>
+<div class="verse">&laquo;Vigila or tu, che il signor tuo riposa;&raquo;</div>
+<div class="verse">Quell'Ebelin, che, lagrimato il sacro</div>
+<div class="verse">Cener del magno Otton, d'Otton novello<span class="pagenum noind"><a name="Pg_172" id="Pg_172">{172}</a></span></div>
+<div class="verse">Fu parimente lunghi anni sostegno</div>
+<div class="verse">Di giustizia nel calle, e guida e sprone;</div>
+<div class="verse">S&igrave; che a nessun parea che dilettoso</div>
+<div class="verse">Ne' poveri tuguri e nelle sale</div>
+<div class="verse">Fervesse crocchio, ove lodato il nome</div>
+<div class="verse">Non fosse d'Ebelin,&mdash;quell'Ebelino</div>
+<div class="verse">Mor&igrave; esecrato, ed era giusto! Amore</div>
+<div class="verse">E compianto agli oppressi!</div>
+<div class="i12">Un d&igrave; l'Eterno,</div>
+<div class="verse">Come a' giorni di Giobbe, al suo cospetto</div>
+<div class="verse">Avea tutti gli spirti, e a S&agrave;tan disse:</div>
+<div class="verse">&mdash;Onde vieni?</div>
+<div class="i4">E il maligno:&mdash;Ho circuita</div>
+<div class="verse">Dell'uom la terra, e non rinvenni un santo.</div>
+<div class="verseind">Ed il Signore:&mdash;O di calunnie padre,</div>
+<div class="verse">Non vedest&ugrave; l'amico mio Ebelino,</div>
+<div class="verse">Ch'uomo a lui simil non racchiude il mondo</div>
+<div class="verse">Tanta in prosperi d&igrave; serba innocenza?</div>
+<div class="verse">E l'angiol di menzogna ambe le labbra</div>
+<div class="verse">Si morse, e croll&ograve; il capo, e disdegnoso</div>
+<div class="verse">Disse:&mdash;Ebelin? Dov'&egrave; il suo pregio? Ei t'ama</div>
+<div class="verse">Perch&egrave; di beni &egrave; colmo. Il braccio or alza,</div>
+<div class="verse">Percuotilo, e vedrai s'ei non t'imprechi.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_173" id="Pg_173">{173}</a></span></div>
+<div class="verseind">Ed il Signor:&mdash;Giorni di prova a' retti</div>
+<div class="verse">Forse non io so stabilir? Va; pongo</div>
+<div class="verse">Entro a tue mani dispietate or quanto</div>
+<div class="verse">Agli occhi della terra Ebelin porta,</div>
+<div class="verse">Fuorch&egrave; la vita.</div>
+<div class="i8">L'avversario allora</div>
+<div class="verse">Avventossi precipite dal grembo</div>
+<div class="verse">Della nembosa nube, onde i mortali</div>
+<div class="verse">Atterria lampeggiando; ed in un punto</div>
+<div class="verse">Fu su roccia dell'alpi. Ivi gigante</div>
+<div class="verse">Si sofferm&ograve;, e da questo lato i campi</div>
+<div class="verse">Della lieta penisola mirando,</div>
+<div class="verse">E dall'altro le selve popolose</div>
+<div class="verse">De' boreali, l'una all'altra palma</div>
+<div class="verse">Batt&egrave; plaudendo al sovrastante lutto</div>
+<div class="verse">D'entrambo i regni, ed esclam&ograve;:&mdash;Vittoria!</div>
+<div class="verseind">La pi&ugrave; squisita volutt&agrave; del male</div>
+<div class="verse">Pens&ograve; un momento qual si fosse, e al giusto</div>
+<div class="verse">Ferm&ograve; ignominia cagionar per mano...</div>
+<div class="verse">Di chi?&mdash;D'amico traditore! Il colpo</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; doloroso e a dementar pi&ugrave; adatto</div>
+<div class="verse">Chi molto amando irreprensibil visse!</div>
+<div class="verseind">&mdash;Un Giuda voglio! Il d&egrave;mone ruggia</div>
+<div class="verse">Gi&ugrave; dall'alpe scagliandosi e correndo<span class="pagenum noind"><a name="Pg_174" id="Pg_174">{174}</a></span></div>
+<div class="verse">Pe' teutonici boschi, e visitando</div>
+<div class="verse">Con infernal, veloce accorgimento</div>
+<div class="verse">Citt&agrave; e castella.</div>
+<div class="i8">Iva ei cercando l'uomo,</div>
+<div class="verse">In cui scernesse il dolce volto, e i dolci</div>
+<div class="verse">Atti, e l'irrequ&iuml;eto occhio geloso</div>
+<div class="verse">Del venditor di Cristo; e non volgare</div>
+<div class="verse">Mente si fosse, ma gentil, ma calda</div>
+<div class="verse">Di lodevoli brame, ed inscia quasi</div>
+<div class="verse">Di s&egrave; si pervertisse, e vaneggiasse</div>
+<div class="verse">D'amor per tutte le virt&ugrave;, e seguirle</div>
+<div class="verse">Tutte paresse, e infedel fosse a tutte.</div>
+<div class="verseind">Tale, od un vero giusto esser dovea</div>
+<div class="verse">Chi affascinasse d'Ebelino il core;</div>
+<div class="verse">E S&agrave;tan nol trovava, e con dispregio</div>
+<div class="verse">Maledicea la lealt&agrave; nativa</div>
+<div class="verse">De' figli del Tr&iuml;on, popol rapace</div>
+<div class="verse">Nelle battaglie, e in sue pareti onesto.</div>
+<div class="verse">Ma quando gi&agrave; il crudel quasi dispera,</div>
+<div class="verse">Ecco s'incontra in uomo onde il sembiante</div>
+<div class="verse">Tosto il colpisce; e fra s&egrave; dice:&mdash;&laquo;&Egrave; desso!&raquo;</div>
+<div class="verse">Ed esulta, e pi&ugrave; guata, e vieppi&ugrave; esulta.</div>
+<div class="verseind">Quel benedetto dall'orribil genio</div>
+<div class="verse">Era un prode straniero, e fama tace<span class="pagenum noind"><a name="Pg_175" id="Pg_175">{175}</a></span></div>
+<div class="verse">Di qual progenie, e nome avea Guelardo.</div>
+<div class="verseind">Sul suo destrier peregrinava, e ladri</div>
+<div class="verse">Or assaliva, degli oppressi a scampo,</div>
+<div class="verse">Or dispogliava ei stesso i passeggeri,</div>
+<div class="verse">Se mercadanti, e pi&ugrave; se ebrei. N&egrave; spoglio</div>
+<div class="verse">Pur quelli avr&igrave;a, se a povert&agrave; costretto</div>
+<div class="verse">Non l'avesse un fratel, che del paterno</div>
+<div class="verse">Retaggio spossessollo.</div>
+<div class="i8">A che di bosco</div>
+<div class="verse">In bosco errasse, ei non sapea. Sperava</div>
+<div class="verse">Dal caso alte venture, e perch&egrave; tarde</div>
+<div class="verse">Erano al suo des&igrave;o, volgea frequente</div>
+<div class="verse">Il pensier di distruggersi; e pi&ugrave; volte</div>
+<div class="verse">Dall'altissime balze misurava</div>
+<div class="verse">Coll'occhio i precipizi, e mestamente</div>
+<div class="verse">Rideagli il core, e si sar&igrave;a slanciato</div>
+<div class="verse">Nelle cupe voragini, se voce,</div>
+<div class="verse">O aspetto di mortali, o speranze altre</div>
+<div class="verse">Non l'avesser ritratto.</div>
+<div class="i8">&mdash;O cavaliere,</div>
+<div class="verse">Salve.</div>
+<div class="i4">&mdash;Sc&ograve;stati, sc&ograve;stati, o romito;</div>
+<div class="verse">Oro non tengo.</div>
+<div class="i8">&mdash;Ed oro a te non chieggo;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_176" id="Pg_176">{176}</a></span></div>
+<div class="verse">Ben d'acquistarne santa via t'accenno.</div>
+<div class="verse">Vile &egrave; il mestier cui t'adducea sciagura,</div>
+<div class="verse">Ma nobile &egrave; il tuo spirto. A me tue sorti</div>
+<div class="verse">Occulta sap&iuml;enza ha rivelate:</div>
+<div class="verse">Vanne a Bamberga; ad Ebelin ti mostra:</div>
+<div class="verse">Grazia agli occhi di lui, grazia otterrai</div>
+<div class="verse">A' clementi occhi del regnante istesso.</div>
+<div class="verseind">Cos&igrave; Satan, e sparve.</div>
+<div class="i12">Incerto &egrave; quegli</div>
+<div class="verse">Se fu delirio o vis&iuml;one. Al cielo</div>
+<div class="verse">Volge supplice il viso: in cor gl'irrompe</div>
+<div class="verse">De' suoi misfatti alta vergogna; aspira</div>
+<div class="verse">A cancellarli, e quindi in poi di tutte</div>
+<div class="verse">Virt&ugrave; di cavaliere andare ornato.</div>
+<div class="verseind">In quel fervor del pentimento, incontra</div>
+<div class="verse">Un mendico, e su lui getta il mantello,</div>
+<div class="verse">E sen compiace, e dice:&mdash;Uom non m'avanza</div>
+<div class="verse">In carit&agrave; e giustizia.</div>
+<div class="i8">E S&agrave;tan rise,</div>
+<div class="verse">E non veduto gli baci&ograve; la fronte.</div>
+<div class="verseind">Alla real Bamberga and&ograve; Guelardo,</div>
+<div class="verse">Mosse alle auguste soglie, ad Ebelino</div>
+<div class="verse">Supplice presentossi, e p&iuml;amente</div>
+<div class="verse">Da quella bella e grande alma si vide<span class="pagenum noind"><a name="Pg_177" id="Pg_177">{177}</a></span></div>
+<div class="verse">Ascoltato, compianto, e di non tarda</div>
+<div class="verse">A&iuml;ta lieto. Un fascino infernale</div>
+<div class="verse">Sovra la fronte di Guelardo imposto</div>
+<div class="verse">Ha del demone il bacio. Allo straniero</div>
+<div class="verse">Conglutinossi d'Ebelino il core</div>
+<div class="verse">In breve tempo; e nella reggia e in campo</div>
+<div class="verse">Quei Gionata parea, questi Davidde.</div>
+<div class="verseind">Mirabile brillava ad ogni ciglio</div>
+<div class="verse">Quella forte amist&agrave;: Saran fremeva</div>
+<div class="verse">Ch'ella durasse, e il volgersi degli anni</div>
+<div class="verse">Affrettar non potea. N&egrave; ratto varco</div>
+<div class="verse">Sperabil era tra i pensieri onesti</div>
+<div class="verse">Che Guelardo nodriva e la sua infamia,</div>
+<div class="verse">Tra l'amor suo per Ebelin, tra il dolce</div>
+<div class="verse">Nella virt&ugrave; emularlo, e il desiderio</div>
+<div class="verse">Scellerato di spegnerlo. Ma il tristo</div>
+<div class="verse">Angiol si confortava misurando</div>
+<div class="verse">L'immortal suo avvenire. Appo s&igrave; lunghi</div>
+<div class="verse">Secoli, breve istante eran poch'anni.</div>
+<div class="verse">Ed intanto ci godeva, a quell'imago</div>
+<div class="verse">Che tigre, sebben avida di sangue,</div>
+<div class="verse">Mira la preda, e ascosa sta, e sollazzo</div>
+<div class="verse">Tragge di quella contemplando i moti</div>
+<div class="verse">E l'amabil fidanza, ed assapora<span class="pagenum noind"><a name="Pg_178" id="Pg_178">{178}</a></span></div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; lentamente la decreta strage.</div>
+<div class="verseind">Dopo tanto aspettar, s'appressa il giorno</div>
+<div class="verse">Sospirato dall'invido. Al novello</div>
+<div class="verse">Otton contrarie qua e l&agrave; in Italia</div>
+<div class="verse">Eran le menti di non pochi, e speme</div>
+<div class="verse">Vivea secreta ch'italo Ebelino</div>
+<div class="verse">Secretamente lor plaudesse. Il core</div>
+<div class="verse">Di molti era per esso, e nelle ardite</div>
+<div class="verse">Congr&egrave;ghe entro a' castelli, ed appo il volgo</div>
+<div class="verse">Susurravan, pi&ugrave; splendido rinomo</div>
+<div class="verse">Non avervi del suo; null'uom pi&ugrave; voti</div>
+<div class="verse">A suo pro riunir; doversi acciaro</div>
+<div class="verse">Dittatorio offerirgli, o regio scettro.</div>
+<div class="verseind">L'augusto sir dalla germana sede</div>
+<div class="verse">Contezza ebbe di fremiti e lamenti</div>
+<div class="verse">Nell'alme de' Lombardi esasperate,</div>
+<div class="verse">Ed a sedarle con prudenza inv&igrave;a</div>
+<div class="verse">Ebelino e Guelardo.</div>
+<div class="i8">Alla venuta</div>
+<div class="verse">Di questi sommi gi&ugrave; dall'alpe, e al grido</div>
+<div class="verse">Che fama addoppia de' lor alti pregi,</div>
+<div class="verse">E pi&ugrave; de' pregi di colui, che sembra</div>
+<div class="verse">D'onnipotenza quasi insignorito,</div>
+<div class="verse">Ferve ognor pi&ugrave; l'insana speme, e tutta<span class="pagenum noind"><a name="Pg_179" id="Pg_179">{179}</a></span></div>
+<div class="verse">In congressi pacifici prorompe,</div>
+<div class="verse">Ove i duo messi imper&iuml;ali invano</div>
+<div class="verse">Senno indiceano e obbed&iuml;enza.</div>
+<div class="i12">&mdash;O prodi!</div>
+<div class="verse">Cos&igrave; Ebelin risponde al temerario</div>
+<div class="verse">De' corrucciosi invito; io condottiero</div>
+<div class="verse">Mai contr'Otton non mover&ograve;, ch&egrave; avvinto</div>
+<div class="verse">Gli son da conoscente animo e onore,</div>
+<div class="verse">E il portai fra mie braccia. E quando insieme</div>
+<div class="verse">Del moribondo padre suo le coltri</div>
+<div class="verse">Inondavam di pianto, il sacro vecchio</div>
+<div class="verse">Nostre mani congiunse, e disse:&mdash;Un figlio,</div>
+<div class="verse">O Ebelino, ti lascio;&mdash;ed a te lascio,</div>
+<div class="verse">O figlio, un padre in Ebelino!&mdash;Ed era</div>
+<div class="verse">In tai detti spirato. Allora il figlio</div>
+<div class="verse">Gettommi al collo ambe le braccia, e molto</div>
+<div class="verse">Pianse, e chiamommi padre suo, e lo strinsi,</div>
+<div class="verse">E il chiamai figlio. Ove pur reo di patti</div>
+<div class="verse">Violati con voi fosse il mio sire,</div>
+<div class="verse">Biasmo sincer da mie labbra paterne</div>
+<div class="verse">Avriane, s&igrave;; retti n'avr&igrave;a consigli,</div>
+<div class="verse">Ma non odio, non guerra, non perfidia!</div>
+<div class="verseind">&mdash;Deh! tacc&iuml;ano, Ebelin, privati affetti,</div>
+<div class="verse">Ov'&egrave; causa di popoli. Ed ignota<span class="pagenum noind"><a name="Pg_180" id="Pg_180">{180}</a></span></div>
+<div class="verse">Mal tu presumi essere a noi l'ingrata</div>
+<div class="verse">Alma d'Ottone anco ver te, che dritti</div>
+<div class="verse">Tanti acquistasti a guiderdone e lode.</div>
+<div class="verse">Ombra a lui fa la tua virt&ugrave;: onorarti</div>
+<div class="verse">Finge, ma stolta &egrave; finzione omai</div>
+<div class="verse">Ond'ogni cor magnanimo s'adira.</div>
+<div class="verse">Possente sei, ma pi&ugrave; non sei quel desso</div>
+<div class="verse">Che ne' duo regni un d&igrave; tutto volvea.</div>
+<div class="verse">T&euml;ofan&igrave;a il governa, e da Bisanzio</div>
+<div class="verse">Sul germanico seggio ov'ei l'assunse</div>
+<div class="verse">Rec&ograve; le greche astuzie, e lo circonda</div>
+<div class="verse">Di greci consiglieri. Essi con lei</div>
+<div class="verse">Van macchinando contro te ogni giorno;</div>
+<div class="verse">Che se finor cadute anco non sono</div>
+<div class="verse">Le podest&agrave; che a te larg&igrave; il monarca,</div>
+<div class="verse">Della tua rinomanza egli &egrave; prodigio,</div>
+<div class="verse">E nel tiranno &egrave; di pudor reliquia.</div>
+<div class="verse">Bada a' perigli, a tua salvezza bada:</div>
+<div class="verse">D'Otton l'iniquit&agrave; rotto ha i legami</div>
+<div class="verse">D'ogni giusto con esso.</div>
+<div class="i8">Un de' maggiori</div>
+<div class="verse">Cos&igrave; parl&ograve; fra gli adunati audaci.</div>
+<div class="verse">N&egrave;, sebbene oltrespinta, era appien falsa</div>
+<div class="verse">La parola di sdegno e di sospetto<span class="pagenum noind"><a name="Pg_181" id="Pg_181">{181}</a></span></div>
+<div class="verse">Circa l'imperadrice e i cortegiani</div>
+<div class="verse">Ch'ella a sue nozze addotti avea di Grecia.</div>
+<div class="verseind">Ma la candida e ferma alma del pio</div>
+<div class="verse">Ebelin s'adir&ograve;. L'imperadrice</div>
+<div class="verse">E Otton con nobil gagliard&igrave;a difese,</div>
+<div class="verse">E de' Greci sorrise. Ei s&igrave; facondo</div>
+<div class="verse">Favellava, e amichevole e verace,</div>
+<div class="verse">Che i pi&ugrave; irati l'ud&igrave;an con reverenza:</div>
+<div class="verse">Con tenerezza quasi, ancor che invitti</div>
+<div class="verse">Nel feroce astio e nell'ardente brama.</div>
+<div class="verseind">Di Guelardo lo spirto a quel congresso</div>
+<div class="verse">Funestamente s'esalt&ograve;. Il diletto</div>
+<div class="verse">Ebelino ei vedea, nella commossa</div>
+<div class="verse">Fantasia, re, suscitator di gloria</div>
+<div class="verse">Ad un popol redento. Il vedea bello</div>
+<div class="verse">Giganteggiare in immortali istorie,</div>
+<div class="verse">Com'un di que' supremi, onde la terra</div>
+<div class="verse">Lunghi secoli &egrave; priva; e s&egrave; medesmo</div>
+<div class="verse">Socio vedea di quel supremo, e a lui</div>
+<div class="verse">Successor forse, e... Che non sogna audace</div>
+<div class="verse">Ambiz&iuml;on, se raggio ha di speranza?</div>
+<div class="verseind">Quand'ei fu sol con Ebelin, ridisse</div>
+<div class="verse">Le voci insieme intese, e commentolle</div>
+<div class="verse">Coll'insistenza del favore; e aggiunse<span class="pagenum noind"><a name="Pg_182" id="Pg_182">{182}</a></span></div>
+<div class="verse">Maligno esame de' pensier, degli atti</div>
+<div class="verse">D'Ottone, e della Greca in trono assisa,</div>
+<div class="verse">E degli astuti amici ond'ella &egrave; cinta.</div>
+<div class="verse">Quasi certezza accolse i pi&ugrave; irritanti</div>
+<div class="verse">Dubbi e i minimi indizi di periglio,</div>
+<div class="verse">E grid&ograve; ingratitudine, e diritto</div>
+<div class="verse">Alla rivolta. E a grado a grado questa</div>
+<div class="verse">Ei necessaria os&ograve; chiamare, e il pio</div>
+<div class="verse">Ebelin concitarvi. Lo interruppe</div>
+<div class="verse">Finalmente Ebelin; duplice tela</div>
+<div class="verse">Come gi&agrave; svolto aveva agli adunati,</div>
+<div class="verse">Svolse di novo al tentatore amico:</div>
+<div class="verse">Qua la turpezza del tradir, l&agrave; i vani</div>
+<div class="verse">Sforzi a potenza e gloria, ove bruttata</div>
+<div class="verse">&Egrave; naz&iuml;on da lunghi odii fraterni.</div>
+<div class="verseind">Negli aneliti suoi s'ostin&ograve; il core</div>
+<div class="verse">Di Guelardo in quel giorno, e segu&igrave; poscia</div>
+<div class="verse">A ridir con sofistica, inesausta</div>
+<div class="verse">Facondia per pi&ugrave; d&igrave; l'empie sue brame;</div>
+<div class="verse">S&igrave; che non poche volte il generoso</div>
+<div class="verse">Ebelino in resistergli, dal mite</div>
+<div class="verse">Considerare e dai soavi detti</div>
+<div class="verse">Pass&ograve; a dogliosa maraviglia e sdegno.</div>
+<div class="verseind">Turbossene colui, ma il turbamento<span class="pagenum noind"><a name="Pg_183" id="Pg_183">{183}</a></span></div>
+<div class="verse">Ascose e il disamore, e da quel tempo</div>
+<div class="verse">Crescente invidia in sen cov&ograve; tremenda.</div>
+<div class="verseind">Novi succedon fortunati eventi,</div>
+<div class="verse">Ch'ognuno attesta glor&iuml;osi al senno</div>
+<div class="verse">Dell'ottimo Ebelin; ma pi&ugrave; Guelardo,</div>
+<div class="verse">Come negli anni primi, or della gloria</div>
+<div class="verse">Del suo benefattor non va giocondo.</div>
+<div class="verse">Ei con geloso sospettante ciglio</div>
+<div class="verse">Mira la sua grandezza, e superarla</div>
+<div class="verse">Vorria e non puote; e detestando, sogna</div>
+<div class="verse">Dall'amico esser detestate; e pargli,</div>
+<div class="verse">Laddove pria si belle in Ebelino</div>
+<div class="verse">Virt&ugrave; vedea, pi&ugrave; non veder che scaltra</div>
+<div class="verse">Ipocrisia. De' pervertiti &egrave; proprio</div>
+<div class="verse">Non credere a virt&ugrave;; d'ogni pi&ugrave; certo</div>
+<div class="verse">Generoso atto dubitar motivi</div>
+<div class="verse">Turpi, ed asseverarli: in ogni etade</div>
+<div class="verse">Cos&igrave; abborriti fur dal mondo i santi.</div>
+<div class="verseind">Da quello stato di rancor, di mente</div>
+<div class="verse">Ognor proclive a gettar fango ascoso</div>
+<div class="verse">Sovra l'opre del giusto, &egrave; breve il passo</div>
+<div class="verse">Ad assoluto di giustizia scherno.</div>
+<div class="verseind">In Lamagna Guelardo ad altri uffizi</div>
+<div class="verse">Di grande onor da Ottone &egrave; richiamato,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_184" id="Pg_184">{184}</a></span></div>
+<div class="verse">Mentre Ebelin nell'itale contrade</div>
+<div class="verse">Resta moderator. L'ingrato amico</div>
+<div class="verse">Sospetta ch'Ebelino abbia con arte</div>
+<div class="verse">Tal partenza promosso, a fin di trarsi</div>
+<div class="verse">Uom dal cospetto che in secreto es&egrave;cri.</div>
+<div class="verseind">Del congedo gli amplessi ei rende a quello,</div>
+<div class="verse">Ma senza avvicendar come altre volte</div>
+<div class="verse">Palpiti dolci di des&igrave;o e di pena.</div>
+<div class="verse">Infinto ei crede ogni atto ed ogni accento</div>
+<div class="verse">Del pi&ugrave; sincero degli umani, e parte</div>
+<div class="verse">Coi fremiti dell'odio, e maturando</div>
+<div class="verse">Di non avute offese alta vendetta.</div>
+<div class="verseind">&mdash;Cieco tanto io sar&ograve; che vero estimi</div>
+<div class="verse">Suo rifiuto ai ribelli? Or che si vaste</div>
+<div class="verse">Son le congiure? Or che da lunghe e infauste</div>
+<div class="verse">Guerre &egrave; stanco l'impero? Or che d'illustre</div>
+<div class="verse">Nome a capitanarla, e di null'altro,</div>
+<div class="verse">La penisola ha d'uopo? Or che oltraggiata</div>
+<div class="verse">Dalla superba, greca, invida nuora</div>
+<div class="verse">&Egrave; quell'antica d'Ebelin fautrice,</div>
+<div class="verse">La vantata Adelaide, che alle um&igrave;li</div>
+<div class="verse">Ombre de' chiostri dalla reggia mosse?</div>
+<div class="verse">Or che T&euml;ofania palesemente</div>
+<div class="verse">Lacci a lui tende e sua rovina agogna?<span class="pagenum noind"><a name="Pg_185" id="Pg_185">{185}</a></span></div>
+<div class="verse">Il menzogner di me diffida: i vili</div>
+<div class="verse">Diffidan sempre! Allontanarmi volle</div>
+<div class="verse">Non senza mira ostil: me di qui toglie</div>
+<div class="verse">Per regnar sol, per non aver chi forse</div>
+<div class="verse">Sua sap&iuml;enza e sue prodezze oscuri.</div>
+<div class="verse">All'amico ei rinuncia; ei nelle schiere</div>
+<div class="verse">Del suo tradito Imperador mi brama,</div>
+<div class="verse">Nelle schiere d'Otton, contro a cui l'asta</div>
+<div class="verse">Scaglier&agrave; in breve; e tanto orgoglio &egrave; in lui,</div>
+<div class="verse">Che n&egrave; lo sdegno mio, n&egrave; la sagacia</div>
+<div class="verse">Non teme, n&egrave; il valor! Perfido! io mai</div>
+<div class="verse">Stato non fora a tua amicizia ingrato;</div>
+<div class="verse">Alla mia ingrato ardisci farti: trema!</div>
+<div class="verse">Valor non manca al vilipeso e senno</div>
+<div class="verse">Da smascherar tua ipocrisia. Ludibrio</div>
+<div class="verse">Ne fur bastantemente il sire, i grandi,</div>
+<div class="verse">Le sciocche turbe, e insiem con loro io stesso!</div>
+<div class="verseind">Cos&igrave; nel suo vaneggiamento infame</div>
+<div class="verse">S'agita l'infelice, e non s'accorge</div>
+<div class="verse">Che il re d'abisso pi&ugrave; e pi&ugrave; il possede;</div>
+<div class="verse">Cos&igrave; travolve le apparenze ogn'uomo</div>
+<div class="verse">Che a livor s'abbandoni:</div>
+<div class="i12">Ecco Guelardo</div>
+<div class="verse">Giunto ai reali di Bamberga ostelli;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_186" id="Pg_186">{186}</a></span></div>
+<div class="verse">Eccolo assaporante i nuovi onori,</div>
+<div class="verse">Ma com'egro che, misto ad ogni cibo,</div>
+<div class="verse">Sente l'amaro della propria bile.</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; sovra il labbro di Guelardo il nome,</div>
+<div class="verse">Come gi&agrave; tempo, d'Ebelin non suona,</div>
+<div class="verse">O su quel labbro se talvolta suona,</div>
+<div class="verse">Laude non l'accompagna, e il favellante</div>
+<div class="verse">Impallidisce, e torvamente abbassa</div>
+<div class="verse">La pensosa pupilla irrequ&iuml;eta,</div>
+<div class="verse">E la r&iuml;alza sfavillando; e ognuno</div>
+<div class="verse">Scerne che di compressa ira sfavilla.</div>
+<div class="verseind">Del mutamento avvedasi esultando</div>
+<div class="verse">T&euml;ofania, s'avvedono i suoi fidi,</div>
+<div class="verse">E al convito di lei con gran decoro</div>
+<div class="verse">Visto sovente &egrave; quel Guelardo assiso,</div>
+<div class="verse">Ch'ella tanto agli scorsi anni abborria.</div>
+<div class="verse">Ordiscono essi alcuna trama insieme</div>
+<div class="verse">Contro al lontano giusto? o la perfidia</div>
+<div class="verse">Tutta covossi di Guelardo in petto?</div>
+<div class="verseind">Un d&igrave; da quel convito esce il fellone,</div>
+<div class="verse">E quasi esterrefatto si presenta</div>
+<div class="verse">Agli occhi del monarca, e a lui si prostra,</div>
+<div class="verse">Ed esclama:&mdash;Ebelino &egrave; traditore!</div>
+<div class="verse">Le rivolte fomenta; alla corona<span class="pagenum noind"><a name="Pg_187" id="Pg_187">{187}</a></span></div>
+<div class="verse">D'Italia aspira: sciolta &egrave; l'amistade</div>
+<div class="verse">Che a lui mi strinse! Eternamente &egrave; sciolta!</div>
+<div class="verseind">E false carte adduce in prova, e adduce</div>
+<div class="verse">Di vili gi&agrave; ribelli, or prigionieri,</div>
+<div class="verse">Menzogne tai, che faccia avean di vero.</div>
+<div class="verse">Ed il monarca trabalz&ograve;, fu vinto</div>
+<div class="verse">Dalle inique apparenze. Esit&ograve; ancora,</div>
+<div class="verse">Dubitar volle novamente; a novo</div>
+<div class="verse">Esame ripieg&ograve; la scrupolosa</div>
+<div class="verse">Afflitta anima sua; ma le apparenze</div>
+<div class="verse">Trionfaron pi&ugrave; orrende e pi&ugrave; secure.</div>
+<div class="verse">Indi egli irato inv&igrave;a turba di sgherri</div>
+<div class="verse">All'italo paese, onde sia tratto</div>
+<div class="verse">Carico di catene il formidato</div>
+<div class="verse">Duce a Bamberga.</div>
+<div class="i8">L'innocente duce</div>
+<div class="verse">Stanza a que' giorni avea in Milan. Posava</div>
+<div class="verse">Una notte, ed in sogno a lui s'affaccia</div>
+<div class="verse">Lo stuol de' cari, in varia guerra estinti,</div>
+<div class="verse">Fratelli suoi, col vecchio padre; e il padre</div>
+<div class="verse">&laquo;Fuggi, gridava, sei tradito!&raquo; E gli altri</div>
+<div class="verse">Con affanno e singhiozzi ad una voce</div>
+<div class="verse">Ripetean: &laquo;Fuggi, fuggi!&raquo;</div>
+<div class="i12">Ei si risveglia,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_188" id="Pg_188">{188}</a></span></div>
+<div class="verse">E per quell'alme prega, e s'addormenta</div>
+<div class="verse">Un'altra volta. E in sogno ecco apparirgli</div>
+<div class="verse">Il magno Otton primiero ed Adelaide,</div>
+<div class="verse">Non cinta ancor di monacali bende,</div>
+<div class="verse">Ma il serto imperial sopra la fronte.</div>
+<div class="verse">Meste eran lor sembianze, ed a lui: &laquo;Fuggi</div>
+<div class="verse">Fuggi, dicean, del figlio nostro l'ira!</div>
+<div class="verse">Ira per te sar&igrave;a mortal!&raquo;</div>
+<div class="i12">Si desta</div>
+<div class="verse">Il nobil duce, e per quell'alme prega,</div>
+<div class="verse">E s'addormenta un'altra volta. E vede</div>
+<div class="verse">Il tempo antico e la citt&agrave; solenne</div>
+<div class="verse">Ove sorge il Calvario, e l&agrave; pur vede</div>
+<div class="verse">Di Gets&egrave;mani l'orto, ed appressarsi</div>
+<div class="verse">Una frotta d'armati, e Iscar&iuml;ote</div>
+<div class="verse">Dare il bacio alla vittima!... Ed oh vista!</div>
+<div class="verse">Iscar&iuml;ote era Guelardo!</div>
+<div class="i8">Balza</div>
+<div class="verse">Spaventato destandosi Ebelino,</div>
+<div class="verse">E que' tre sogni avvertimento estima</div>
+<div class="verse">Dell'angiol suo. Fuggir vorr&igrave;a; ma dove?</div>
+<div class="verse">Ma perch&egrave;? Fugge l'innocente mai?</div>
+<div class="verseind">Pochi istanti anel&ograve; fra que' pensieri</div>
+<div class="verse">Di stupor, di tristezza, e piena d'armi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_189" id="Pg_189">{189}</a></span></div>
+<div class="verse">Fu ben tosto la soglia. Ud&igrave; Ebelino</div>
+<div class="verse">Che dal suo Imperador ven&igrave;an que' ferri,</div>
+<div class="verse">E il cenno di seguirli: ai manigoldi</div>
+<div class="verse">Cesse con muto fremito la spada,</div>
+<div class="verse">E porse ai ceppi gli onorati pugni.</div>
+<div class="verseind">Quasi ladro il trascinano, e Milano</div>
+<div class="verse">E tutta Lombardia mira quel crollo</div>
+<div class="verse">S&igrave; inopinato. Il prigioniero obbrobri</div>
+<div class="verse">Soffre inauditi; e non sar&igrave;agli pena</div>
+<div class="verse">Dagli sgherri soffrirli: itale voci</div>
+<div class="verse">Lo irridon per la via, maledicenti</div>
+<div class="verse">Al passato suo lustro. E quale esclama:</div>
+<div class="verse">&mdash;Va, di rivolte eccitator maligno!</div>
+<div class="verse">Va, scellerata causa, onde su noi</div>
+<div class="verse">Cesare versa il suo tremendo sdegno!&mdash;</div>
+<div class="verse">Qual:&mdash;Va, codardo degli Otton mancipio,</div>
+<div class="verse">Che d'Italia campion far ti negasti!</div>
+<div class="verse">Ben or ti sta de' tuoi servigi il premio!&mdash;</div>
+<div class="verse">Qual pi&ugrave; schietto prorompe:&mdash;Erami noia</div>
+<div class="verse">Udir chiamarti <i>il giusto</i>; alfin delitti</div>
+<div class="verse">Potrem di te sapere ed abborrirti!</div>
+<div class="verseind">Quant'&egrave; lunga la via sino a' confini</div>
+<div class="verse">Delle italiche valli, Ebelin tacque</div>
+<div class="verse">Degli spregi sofferti. Allor che in cima<span class="pagenum noind"><a name="Pg_190" id="Pg_190">{190}</a></span></div>
+<div class="verse">Dell'alpe fu, rivolse gli occhi, e alzando</div>
+<div class="verse">Le incatenate braccia,&mdash;Oh maledetta</div>
+<div class="verse">Troppo da' vizi tuoi, misera patria,</div>
+<div class="verse">Sclam&ograve;, non io ti maledico! Il cielo</div>
+<div class="verse">Figli ti dia che s'amino fra loro,</div>
+<div class="verse">Ed amin te com'io t'amava e t'amo,</div>
+<div class="verse">E pi&ugrave; di me felici acquistin gloria</div>
+<div class="verse">Senza esp&iuml;arla con dolori e insulti!</div>
+<div class="verse">&mdash;Maledicila! gridagli all'orecchio</div>
+<div class="verse">Una voce infernal.</div>
+<div class="i8">&mdash;Ti benedico</div>
+<div class="verse">L'ultima volta! ripres'egli.</div>
+<div class="i12">E pianse</div>
+<div class="verse">Siccome pio figliuol sulla ignominia</div>
+<div class="verse">D'una madre infelice; e gli sovvenne</div>
+<div class="verse">Quanto gi&agrave; quella madre avea prefulso</div>
+<div class="verse">In virt&ugrave; fra le genti, e a depravarla</div>
+<div class="verse">Quante cagioni eran concorse! E grande</div>
+<div class="verse">Su lei di Dio misericordia chiese;</div>
+<div class="verse">E dal dolce aer suo, dalle ridenti</div>
+<div class="verse">Tutte illustri sue sponde, ei n&egrave; le amanti</div>
+<div class="verse">Ciglia diveller, n&egrave; il pensier poteva!</div>
+<div class="verseind">Satan che indarno occultamente spinto</div>
+<div class="verse">Avealo ad imprecar la patria terra,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_191" id="Pg_191">{191}</a></span></div>
+<div class="verse">Url&ograve; di rabbia le sue preci udendo;</div>
+<div class="verse">E di Lamagna per alture e piani</div>
+<div class="verse">Corse con questo grido:</div>
+<div class="i12">&mdash;&Egrave; alfin caduto</div>
+<div class="verse">L'italo mal&iuml;ardo, il seduttore</div>
+<div class="verse">De' nostri augusti, il protettor di quanti</div>
+<div class="verse">Di Lombardia traeano ad impinguarsi</div>
+<div class="verse">Sul germanico suol, gen&igrave;a predace</div>
+<div class="verse">Onde la tanta povert&agrave; cresciuta</div>
+<div class="verse">In quest'anni da noi! Tutti Ebelino</div>
+<div class="verse">Nostri tesori al lido suo recava,</div>
+<div class="verse">E col&agrave; un trono alzar voleasi, allora</div>
+<div class="verse">Che ad atterrar le ribellanti spade</div>
+<div class="verse">Inetto fosse per miseria Ottone?</div>
+<div class="verseind">&mdash;Ebelin mora! Universal risposta</div>
+<div class="verse">Fu del tedesco volgo. Ed obbl&iuml;ato</div>
+<div class="verse">Da migliaia di cuori in un d&igrave; venne</div>
+<div class="verse">Quanto a lodarlo aveali invece astretti</div>
+<div class="verse">La sua mans&uuml;etudine, il modesto</div>
+<div class="verse">Non curar le ricchezze, il riversarle</div>
+<div class="verse">Sulle infelici plebi, il non mostrarsi,</div>
+<div class="verse">Bench&egrave; pio verso gl'Itali, men pio</div>
+<div class="verse">Ver gli stranieri. Quella dianzi nota</div>
+<div class="verse">Serie di virt&ugrave; splendide cotanto,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_192" id="Pg_192">{192}</a></span></div>
+<div class="verse">Un incantesimo vil parve ad un tratto,</div>
+<div class="verse">Una menzogna. Conven&igrave;a disdirla:</div>
+<div class="verse">Riconoscenza &egrave; grave pondo ai bassi.</div>
+<div class="verse">Esultan se pretesto a lor si porga</div>
+<div class="verse">Di rigettarla, e attaccaticci morbi</div>
+<div class="verse">Son odio, ingratitudine e calunnia.</div>
+<div class="verseind">Conscio de' benefizi innumerati</div>
+<div class="verse">Ch'egli avea sparso, avea creduto ognora</div>
+<div class="verse">L'irreprensibil cavalier che stretti,</div>
+<div class="verse">A lui fosser d'amor cuori infiniti.</div>
+<div class="verse">Le ripetute indegne contumelie</div>
+<div class="verse">Lo sorpreser, ma tacque; e sovra tanta</div>
+<div class="verse">Pravit&agrave; de' mortali meditando,</div>
+<div class="verse">Arross&igrave; d'esser uomo, e innanzi a Dio</div>
+<div class="verse">Umil&iuml;ossi. E vanamente ancora</div>
+<div class="verse">Stette Satan mirandolo e aspettando</div>
+<div class="verse">Il des&igrave;o di vendetta e le bestemmie.</div>
+<div class="verseind">Chiama l'Onnipossente al suo cospetto</div>
+<div class="verse">Tutti i ministri spirti, e a Satan dice:</div>
+<div class="verse">&mdash;Onde vieni?</div>
+<div class="i8">E il maligno:&mdash;Ho circ&uuml;ita</div>
+<div class="verse">Dell'uom la terra, e non rinvenni un santo.</div>
+<div class="verseind">Ed il Signore:&mdash;O di calunnie padre,</div>
+<div class="verse">Non vedest&ugrave; l'amico mio Ebelino,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_193" id="Pg_193">{193}</a></span></div>
+<div class="verse">Ch'uomo a lui simil non racchiude il mondo,</div>
+<div class="verse">Tanta nel suo dolor serba innocenza?</div>
+<div class="verseind">E l'angiol di menzogna ambe le labbra</div>
+<div class="verse">Si morse, e disse:&mdash;Ov'&egrave; il suo pregio? Ei t'ama,</div>
+<div class="verse">Perch&egrave;, in tuo amor fidando, ei palesata</div>
+<div class="verse">In breve spera sua innocenza. Il braccio</div>
+<div class="verse">Estendi, e pi&ugrave; percuotilo, e vedrai</div>
+<div class="verse">Se non t'impreca.</div>
+<div class="i8">Ed il Signor:&mdash;Non forse</div>
+<div class="verse">Giorni di prova assegno a' retti? Vanne:</div>
+<div class="verse">Ebelino &egrave; in tua mano; anco sua vita,</div>
+<div class="verse">Anco la fama sua, perch&egrave; maggiore</div>
+<div class="verse">Torni suo vanto e tua immortal vergogna.</div>
+<div class="verseind">L'avversario precipite avventossi</div>
+<div class="verse">Dal grembo della nube, onde i mortali</div>
+<div class="verse">Atterr&igrave;a lampeggiando, ed in un punto</div>
+<div class="verse">Fu su roccia dell'alpi. Ivi gigante</div>
+<div class="verse">Si sofferm&ograve;, e da questo lato i campi</div>
+<div class="verse">Della lieta penisola mirando,</div>
+<div class="verse">E dall'altro le selve popolose</div>
+<div class="verse">De' boreali, l'una e l'altra palma</div>
+<div class="verse">Batt&egrave; plaudendo al sovrastante lutto</div>
+<div class="verse">D'entrambo i regni, ed esclam&ograve;:&mdash;Vittoria!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_194" id="Pg_194">{194}</a></span></div>
+<div class="verseind">Di l&agrave; scagliossi alla citt&agrave; del trono</div>
+<div class="verse">E de' cento felici incliti alberghi,</div>
+<div class="verse">E delle orrende mura ove trascina</div>
+<div class="verse">Sua catena Ebelin. Desta il demonio</div>
+<div class="verse">Ne' giudici, che Ottone a indagin chiama</div>
+<div class="verse">Dell'alta causa, aneliti vigliacchi.</div>
+<div class="verse">Temon, se reo non trovan l'accusato,</div>
+<div class="verse">L'ira d'Otton, l'ira d'Augusta, l'ira</div>
+<div class="verse">Di quel Guelardo che per essi or regna;</div>
+<div class="verse">E dove il trovin reo, speran pi&ugrave; pingui</div>
+<div class="verse">Gli onorati salarii, e maggior lustro.</div>
+<div class="verseind">Chi primiero &egrave; fra' giudici? Oh impudenza</div>
+<div class="verse">Guelardo stesso!</div>
+<div class="i8">Oh come il core all'empio</div>
+<div class="verse">Nondimen trema, udendo che s'appressa</div>
+<div class="verse">L'irreprensibil catenato! E questi</div>
+<div class="verse">Entra con umil, s&igrave;, ma non prostrato</div>
+<div class="verse">Animo, e reca sulla smorta fronte</div>
+<div class="verse">Quell'alterezza ch'a innocenza spetta.</div>
+<div class="verseind">Cela Guelardo il suo tremore, e prende</div>
+<div class="verse">Cos&igrave; ad interrogar:</div>
+<div class="i8">&mdash;Qual &egrave; il tuo nome,</div>
+<div class="verse">O sciagurato reo?</div>
+<div class="i8">&mdash;Sono Ebelino<span class="pagenum noind"><a name="Pg_195" id="Pg_195">{195}</a></span></div>
+<div class="verse">Da Villanova, amico tuo.</div>
+<div class="i12">&mdash;Rigetto</div>
+<div class="verse">L'amist&agrave; d'un fello: giudice seggo.</div>
+<div class="verse">Che macchinasti co' Lombardi?</div>
+<div class="i12">In viso</div>
+<div class="verse">L'accusato guardollo, e non rispose.</div>
+<div class="verseind">E Guelardo:&mdash;A lor trame eri secreto</div>
+<div class="verse">Eccitator; t'offr&igrave;an lo scettro, e pronta</div>
+<div class="verse">Stava tua destra ad accettarlo in giorno</div>
+<div class="verse">Ch'ansio esitavi a stabilire, in giorno</div>
+<div class="verse">Che, la merc&egrave; di Dio, non &egrave; spuntato.</div>
+<div class="verse">V'ha fra i complici tuoi chi tua perfidia</div>
+<div class="verse">Al tribunale attesta.</div>
+<div class="i8">E poich&egrave; muto</div>
+<div class="verse">Serbavasi Ebelin, vengon a un cenno</div>
+<div class="verse">Que' testimoni nella sala addotti.</div>
+<div class="verseind">Eran duo di que' truci esclamatori</div>
+<div class="verse">Di libert&agrave;, di civiche vendette,</div>
+<div class="verse">Di patrio amor, che ne' consessi audaci</div>
+<div class="verse">Della rivolta pi&ugrave; fervean, pi&ugrave; scherno</div>
+<div class="verse">Scagliavan sui dubbianti e sovra i miti,</div>
+<div class="verse">E pi&ugrave; capaci d'affrontar qualunque</div>
+<div class="verse">Parean supplizio, anzi che mai parola</div>
+<div class="verse">Di codardia pel proprio scampo sciorre.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_196" id="Pg_196">{196}</a></span></div>
+<div class="verseind">Questi eroi da macelli, questi atroci</div>
+<div class="verse">Ostentatori d'invicibil rabbia,</div>
+<div class="verse">Come fur tolti a lor gioconde cene,</div>
+<div class="verse">E gravato di ferri ebbero il pugno,</div>
+<div class="verse">E il patibolo vider,&mdash;tremebondi</div>
+<div class="verse">Quasi cin&egrave;di, le arroganti grida</div>
+<div class="verse">Volsero in turpi lagrime e in pi&ugrave; turpi</div>
+<div class="verse">Esibimenti di riscatto infame,</div>
+<div class="verse">Altre teste al carnefice segnando.</div>
+<div class="verse">Ad Ebelino in riveder coloro</div>
+<div class="verse">Isfugg&igrave; un atto di stupor:&mdash;Voi dunque?</div>
+<div class="verse">Voi?... Ma, qual maraviglia? Oh! ben a dritto</div>
+<div class="verse">Io sempre le feroci alme ho spregiato,</div>
+<div class="verse">E ben diceami il cor quali voi foste!</div>
+<div class="verse">Ed appunto perch&egrave; troppe vid'io</div>
+<div class="verse">Alme siffatte l&agrave; nelle congr&egrave;ghe</div>
+<div class="verse">Ove il mio plauso si cercava indarno,</div>
+<div class="verse">E pochi vidi eccelsi petti, avversi</div>
+<div class="verse">Ad insolenza e a stragi, io mestamente</div>
+<div class="verse">Presentii di mia patria obbrobri e pianto,</div>
+<div class="verse">S'ella sorda restava a' preghi miei,</div>
+<div class="verse">E alle minacce mie, quando insensata</div>
+<div class="verse">Io vostr'impresa nominava e iniqua.</div>
+<div class="verseind">I testimoni balbettaro, e fisi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_197" id="Pg_197">{197}</a></span></div>
+<div class="verse">Gli occhi loro in Guelardo, il concertato</div>
+<div class="verse">Calunn&iuml;ar sostennero. Ebelino</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; non degnolli di risposta, e chiese</div>
+<div class="verse">D'esser condotto anzi ad Ottone a cui</div>
+<div class="verse">Parlar volea.</div>
+<div class="i4">Respinge inutilmente</div>
+<div class="verse">Guelardo quest'inchiesta, e cos&igrave; forte</div>
+<div class="verse">La ripete Ebelin, ch'un de' seduti</div>
+<div class="verse">A giudicarlo generoso alzossi,</div>
+<div class="verse">Sclamando:&mdash;La tua brama, o il pi&ugrave; infelice</div>
+<div class="verse">Fra gli accusati, porteranno al trono</div>
+<div class="verse">Le labbra mie.</div>
+<div class="i4">Null'uom pot&egrave; di quella</div>
+<div class="verse">Anima schietta rattenere i passi:</div>
+<div class="verse">Move all'Imperador, franco gli parla,</div>
+<div class="verse">E il pio monarca inducesi al colloquio.</div>
+<div class="verseind">Mentre dunque l'afflitto incoronato</div>
+<div class="verse">Nelle regali, splendide pareti</div>
+<div class="verse">Aspettava che a lui tratto venisse</div>
+<div class="verse">Il gi&agrave; caro Ebelin, nella memoria</div>
+<div class="verse">Gli ritornavan gli alti e numerosi</div>
+<div class="verse">Servigi di quel prode, e l'amicizia</div>
+<div class="verse">Che al magno Otton, suo padre, avealo stretto;</div>
+<div class="verse">E commoveasi ripensando quante<span class="pagenum noind"><a name="Pg_198" id="Pg_198">{198}</a></span></div>
+<div class="verse">Volte quell'Ebelin con tenerezza</div>
+<div class="verse">Lui prence fanciulletto infra le braccia</div>
+<div class="verse">Portato avea, quante paterne cure</div>
+<div class="verse">Prese per lui, quanti affrontati in guerra</div>
+<div class="verse">Per sua difesa ardui perigli,&mdash;e il core</div>
+<div class="verse">Gli si volgea a clemenza.</div>
+<div class="i12">Ode sonanti</div>
+<div class="verse">Nelle vicine sale i trascinati</div>
+<div class="verse">Ferri del prigioniero, e gli si gela</div>
+<div class="verse">Di piet&agrave; il sangue. E quand'entrare il vede</div>
+<div class="verse">Pallido, smunto, gli si gonfia il ciglio,</div>
+<div class="verse">E magnanimo pianto a stento cela.</div>
+<div class="verseind">Ebelin pur commosso era, calcando</div>
+<div class="verse">Con vincolato piede oggi i tappeti,</div>
+<div class="verse">Che tante volte avea con dominante</div>
+<div class="verse">Passo calcati, e intorno a s&egrave; veggendo</div>
+<div class="verse">Tanti, che in altro tempo a lui dinanzi</div>
+<div class="verse">S'inchinavan temendo, ovver felici</div>
+<div class="verse">Andavan s'egli a lor stringea la destra,</div>
+<div class="verse">E ch'or s'atteggian contegnosi, e quali</div>
+<div class="verse">A sterile piet&agrave;, quali ad insulto.</div>
+<div class="verseind">Giunto Ebelino alla presenza augusta,</div>
+<div class="verse">Piegasi reverente, e aspetta il cenno:</div>
+<div class="verseind">&mdash;Favella, sciagurato: uom con pi&ugrave; caldo<span class="pagenum noind"><a name="Pg_199" id="Pg_199">{199}</a></span></div>
+<div class="verse">Fervor non brama tue discolpe.</div>
+<div class="i12">&mdash;Sire,</div>
+<div class="verse">La mia innocenza esser dovriati scritta</div>
+<div class="verse">Ne' lunghi intemerati anni ch'io vissi</div>
+<div class="verse">Di tua casa al servizio e dell'onore.</div>
+<div class="verse">In inganno te volto han miei nemici,</div>
+<div class="verse">E me calunnia opprime.</div>
+<div class="i8">&mdash;A tue parole</div>
+<div class="verse">Aggiungi prova, e riputato il sommo</div>
+<div class="verse">De' tuoi servigi questo fia da Ottone.</div>
+<div class="verseind">&mdash;Se a te prova non son gli atti che oprai</div>
+<div class="verse">Alla luce del sol, l'abborrimento</div>
+<div class="verse">Sperimentato mio contra ogni fraude,</div>
+<div class="verse">Contr'ogni ingiusta ambiz&iuml;on; se nulla</div>
+<div class="verse">A te non dicon queste mie sembianze</div>
+<div class="verse">Imperturbate in cos&igrave; ria sventura,</div>
+<div class="verse">Preclusa &egrave; a me di scampo ogni fiducia;</div>
+<div class="verse">Anzi alle leggi mia supposta colpa</div>
+<div class="verse">&Egrave; attestata abbastanza. Altro non posso</div>
+<div class="verse">Se non gli estremi del mio zelo sforzi</div>
+<div class="verse">In quest'istante consecrarti, o sire,</div>
+<div class="verse">Tai verit&agrave; parlandoti, che forse</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; non udresti, se da me non le odi.</div>
+<div class="verseind">&mdash;T'ascolto, disse il rege.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_200" id="Pg_200">{200}</a></span></div>
+<div class="i12">Ed Ebelino</div>
+<div class="verse">La propria causa obbl&iuml;ar parve, e diessi</div>
+<div class="verse">A svolgere di stato alti consigli,</div>
+<div class="verse">I bisogni quai fossero additando</div>
+<div class="verse">Delle schiere, del popol, dell'altare,</div>
+<div class="verse">De' tribunali, e della reggia stessa:</div>
+<div class="verse">Quali i provvedimenti unici, rotti</div>
+<div class="verse">Ed efficaci ad impedir l'ebbrezza</div>
+<div class="verse">Delle rivolte, a raffermar lo impero:</div>
+<div class="verse">Quali de' prischi imperadori, e quali</div>
+<div class="verse">Del magno Otton le pi&ugrave; laudabili opre,</div>
+<div class="verse">E quai le insane; e come arduo ognor sia</div>
+<div class="verse">Seguir le prime e non errare; e come</div>
+<div class="verse">Gli egregi prenci a errar tragge talvolta</div>
+<div class="verse">Adulante caterva. Accenn&ograve; alcuni</div>
+<div class="verse">Del sir lusingatori, accenn&ograve; il vile</div>
+<div class="verse">Cangiarsi di Guelardo: e brevi furo</div>
+<div class="verse">Su lor suoi detti, e non degn&ograve; que' nomi</div>
+<div class="verse">D'anime basse proferir neppure.</div>
+<div class="verse">Ma que' rapidi detti eran gagliardi,</div>
+<div class="verse">Siccome piglio di paterno braccio,</div>
+<div class="verse">Che sovra l'orlo d'un dirupo afferra</div>
+<div class="verse">Perigliante figliuolo.</div>
+<div class="i8">Otton si scuote.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_201" id="Pg_201">{201}</a></span></div>
+<div class="verse">Da verit&agrave; s&igrave; energiche, da senno</div>
+<div class="verse">S&igrave; giusto e luminoso ed esaltante</div>
+<div class="verse">Non era stato mai colpito. In altri</div>
+<div class="verse">Colloqui a' d&igrave; felici il buon ministro</div>
+<div class="verse">Parlava il ver, ma forse in pi&ugrave; gradita</div>
+<div class="verse">Guisa, sparmiante del suo re l'orgoglio.</div>
+<div class="verse">Ora &egrave; il parlar solenne, il grido urgente</div>
+<div class="verse">D'uom, che vicino a morte anco un tributo</div>
+<div class="verse">Di fedelt&agrave; solve al monarca e al dritto,</div>
+<div class="verse">Tutto dicendo che giovar del pari</div>
+<div class="verse">Sembrigli al trono e alle regnate genti.</div>
+<div class="verseind">Alla belt&agrave; del vero e del coraggio,</div>
+<div class="verse">E di quel dignitoso intenerirsi</div>
+<div class="verse">Che da alterezza vien compresso, e pure</div>
+<div class="verse">Nella voce si sente e ne' benigni</div>
+<div class="verse">Sguardi si vede, un&igrave;asi in Ebelino</div>
+<div class="verse">Da natura sortita un'armon&igrave;a</div>
+<div class="verse">Di nobili sembianze e di contegno,</div>
+<div class="verse">Talch&egrave; valor pi&ugrave; prepotente dava</div>
+<div class="verse">A sua favella, ed escludea il supposto</div>
+<div class="verse">D'ogni vilt&agrave;, d'ogni codarda astuzia,</div>
+<div class="verse">E facea forza a Otton. Perocch&egrave; Ottone</div>
+<div class="verse">Stranier non era a simpatia per cuori</div>
+<div class="verse">Di grandissima tempra. E fu vicino<span class="pagenum noind"><a name="Pg_202" id="Pg_202">{202}</a></span></div>
+<div class="verse">A cedere, a gettare ambe le braccia</div>
+<div class="verse">Del prigioniero al collo, al gridar:&mdash;Falsa</div>
+<div class="verse">Tengo ogni accusa contro al mio fedele!</div>
+<div class="verseind">Ma S&agrave;tan vide quell'istante, e spinse</div>
+<div class="verse">T&euml;ofania d'Augusto in cerca.</div>
+<div class="i12">Bella</div>
+<div class="verse">Era la greca donna e di vivaci</div>
+<div class="verse">Grazie adorna, e scaltrissima e pungente</div>
+<div class="verse">Ne' suoi sarcasmi, ed irridea talvolta</div>
+<div class="verse">La bonaria alemanna indol con motti</div>
+<div class="verse">Quasi di spregio; e di quei motti spesso</div>
+<div class="verse">Arrossia Ottone. E perocch'egli amava,</div>
+<div class="verse">L'affascinante sposa, amb&igrave;a piacerle</div>
+<div class="verse">E far pompa d'accorta alma inconcussa,</div>
+<div class="verse">E a tal cagion solea de' generosi</div>
+<div class="verse">Sensi in cor frenar gl'impeti al suo fianco.</div>
+<div class="verseind">Salutata dall'armi, il passo inoltra</div>
+<div class="verse">Fra le colonne di que' regii lochi</div>
+<div class="verse">La incoronata, e stabilisce e freme</div>
+<div class="verse">In vedere Ebelino; e sovra Ottone</div>
+<div class="verse">Lancia quel guardo che dir sembra:&mdash;Stolto!</div>
+<div class="verse">Sedur ti lasci?</div>
+<div class="i8">Tanto, oim&egrave;, bastava</div>
+<div class="verse">A confondere il sire! Eccol a un tratto<span class="pagenum noind"><a name="Pg_203" id="Pg_203">{203}</a></span></div>
+<div class="verse">Con pi&ugrave; severa maest&agrave; atteggiarsi</div>
+<div class="verse">Verso il captivo, e dir:&mdash;Riedi: a me il vero</div>
+<div class="verse">Tutto paleserassi; e tu, innocente,</div>
+<div class="verse">Gloria n'avrai; prevaricato, morte.</div>
+<div class="verseind">Torna Ebelino al carcere, e gi&agrave; scerne</div>
+<div class="verse">Che inevitata &egrave; per lui morte. Oh come</div>
+<div class="verse">Lenti di nuovo i d&igrave;, lente le notti</div>
+<div class="verse">Volgon per lui! Quel sempre assomigliarsi</div>
+<div class="verse">D'una all'altr'ora, e la perpetua veglia,</div>
+<div class="verse">Ed il perpetuo tenebrore&mdash;e i cibi</div>
+<div class="verse">Immondi e scarsi&mdash;e l'aspreggiante voce</div>
+<div class="verse">Di questo o quello sgherro&mdash;e il frequent'urlo</div>
+<div class="verse">D'altri prigioni disperati, in cupe</div>
+<div class="verse">Vicine volte seppelliti&mdash;e il suono</div>
+<div class="verse">De' ceppi loro, e quel de' propri&mdash;e il canto</div>
+<div class="verse">Osceno del ladron che, bestemmiando,</div>
+<div class="verse">La forca aspetta&mdash;e i gemiti dell'egro</div>
+<div class="verse">Forse non reo che sulla paglia spira&mdash;</div>
+<div class="verse">E il sollecito passo delle guardie</div>
+<div class="verse">Che dicono: &laquo;&Egrave; spirato!&raquo;&mdash;e questo detto</div>
+<div class="verse">Che l'echeggiante corridoio in guisa</div>
+<div class="verse">Ripete orrenda&mdash;e il pianto d'un amico</div>
+<div class="verse">Che, udendo il nome dell'estinto, grida</div>
+<div class="verse">Dal fondo d'un covile: &laquo;Ahi! gli sorvivo!&raquo;&mdash;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_204" id="Pg_204">{204}</a></span></div>
+<div class="verse">E per dispregio di quel pianto il ghigno</div>
+<div class="verse">Od il sibilo infame di coloro</div>
+<div class="verse">Che trascinano il morto&mdash;e, con siffatta</div>
+<div class="verse">Serie d'inenarrabili vicende</div>
+<div class="verse">Di castel, che i perenni affigurava</div>
+<div class="verse">Dell'abisso tormenti, il ricordarsi</div>
+<div class="verse">De' d&igrave; sereni che svan&igrave;r, de' plausi,</div>
+<div class="verse">Delle liete speranze, e, pi&ugrave; di tutto,</div>
+<div class="verse">De' dolci affetti&mdash;ah! quella &egrave; tale immensa</div>
+<div class="verse">Congerie di dolori e di spaventi,</div>
+<div class="verse">Che dissennar minaccia ogni pi&ugrave; forte</div>
+<div class="verse">E sdegnoso intelletto! E se si ponno</div>
+<div class="verse">Da intelletto simil serbar talvolta</div>
+<div class="verse">Contro all'empia fortuna altero scherno,</div>
+<div class="verse">O pensieri di pace e di perdono,</div>
+<div class="verse">E di fede nel cielo, ahi! pur quell'ora</div>
+<div class="verse">Amarissima vien che ineluttata</div>
+<div class="verse">Mestizia il cor miseramente serra,</div>
+<div class="verse">E non v'&egrave; chi consoli! Ed altre pari</div>
+<div class="verse">A quell'ora succedono, e d'angoscia</div>
+<div class="verse">In angoscia si cade! Ed un'ardente</div>
+<div class="verse">Smania investe il cervello, ed impazzato</div>
+<div class="verse">Esser si teme o brama! E il generoso</div>
+<div class="verse">Petto chiuder non puossi all'irr&uuml;ente<span class="pagenum noind"><a name="Pg_205" id="Pg_205">{205}</a></span></div>
+<div class="verse">Piena dell'odio che in lui versan mille</div>
+<div class="verse">Della vilt&agrave; degli uomini memorie!</div>
+<div class="verse">E feroce si resta, e di s&egrave; stesso</div>
+<div class="verse">S'inorridisce e sclamasi:&mdash;&laquo;Son io,</div>
+<div class="verse">Bench&egrave; non conscio di mie colpe, un empio?&raquo;</div>
+<div class="verse">E chiedesi all'Eterno, e lungamente</div>
+<div class="verse">Chiedesi invan, d'amore una scintilla!</div>
+<div class="verseind">Quelle angosce conobbe anco Ebelino,</div>
+<div class="verse">Ed allora invisibile al suo fianco</div>
+<div class="verse">S&agrave;tan sedeva, e gli pingea coll'arte,</div>
+<div class="verse">Ch'&egrave; propria a lui, tutto che meglio ad ira</div>
+<div class="verse">E a disperaz&iuml;on trarlo potesse.</div>
+<div class="verse">Ed Ebelin pur resistea, e pensava,</div>
+<div class="verse">In mezzo alle sue smanie, all'Uomo-Iddio,</div>
+<div class="verse">Che sublim&ograve; i dolori, e fu ludibrio</div>
+<div class="verse">D'ingrati e di crudeli: e quel pensiero,</div>
+<div class="verse">Che insensatezza all'occhio &egrave; de' felici,</div>
+<div class="verse">Insensatezza non pareagli, ed alta</div>
+<div class="verse">Storia pareagli che gli oppressi in tutti</div>
+<div class="verse">Lor martirii nobilita; e volgendo</div>
+<div class="verse">Quella storia ammiranda, a poco a poco</div>
+<div class="verse">Ammansava gli sdegni e perdonava.</div>
+<div class="verseind">Ma la parte del cor, che pi&ugrave; dolente</div>
+<div class="verse">Sanguinava, era quella ove scolpite<span class="pagenum noind"><a name="Pg_206" id="Pg_206">{206}</a></span></div>
+<div class="verse">Stavan due care fronti. Una &egrave; la fronte</div>
+<div class="verse">Della madre decrepita che in pace,</div>
+<div class="verse">All'ombra degli altar, da parecchi anni</div>
+<div class="verse">Viveasi in Quedlimburgo, e l'altra &egrave; quella</div>
+<div class="verse">Della madre d'Augusto. Ambe le antiche</div>
+<div class="verse">Serrava il chiostro istesso, e raramente</div>
+<div class="verse">Alla reggia ven&igrave;an; che ad Adelaide</div>
+<div class="verse">Od&iuml;osa la reggia erasi fatta</div>
+<div class="verse">Per l'imperar della superba nuora.</div>
+<div class="verseind">&mdash;Qual sar&agrave; stato di mia madre, e quale</div>
+<div class="verse">Dell'onoranda Imperadrice il core,</div>
+<div class="verse">Allorch&egrave; udir la mia sventura? Iniquo</div>
+<div class="verse">Esse, no, non mi tengono! Esse almeno,</div>
+<div class="verse">Mentre a tutti i mortali il nome mio</div>
+<div class="verse">In abbominio fia; caro l'avranno!</div>
+<div class="verseind">Cos&igrave; geme Ebelino. Un d&igrave;, ottenuto</div>
+<div class="verse">La madre alfine ha di vederlo, e scende</div>
+<div class="verse">Alla prigion del figlio. Oh inenarrati</div>
+<div class="verse">Di quel colloquio i sacri detti e i sacri</div>
+<div class="verse">Abbracciamenti! Oh qual piet&agrave;! Una madre</div>
+<div class="verse">Che riscattar col sangue suo non puote</div>
+<div class="verse">Di sue viscere il frutto! ed il pi&ugrave; amante</div>
+<div class="verse">Figlio che di sua madre, ahim&egrave;! in secreto</div>
+<div class="verse">Deplorar dee la lunga vita!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_207" id="Pg_207">{207}</a></span></div>
+<div class="i12">Il giorno</div>
+<div class="verse">Che dalla inconsolabil genitrice</div>
+<div class="verse">Fu Ebelin visitato, oh da qual notte</div>
+<div class="verse">Seguito fu! L'espandersi de' cuori</div>
+<div class="verse">Nella sventura, &egrave; de' sollievi il sommo;</div>
+<div class="verse">Ma dopo tal sollievo, allor che mesto</div>
+<div class="verse">Il prigionier dalle pietose braccia</div>
+<div class="verse">Di persona carissima &egrave; staccato,</div>
+<div class="verse">E solingo riman, quanto pi&ugrave; dura</div>
+<div class="verse">Gli &egrave; solitudin! Quanto pi&ugrave; affannoso</div>
+<div class="verse">Il desiderio de' bei tempi in cui</div>
+<div class="verse">Fra gli amati vivea! Quanto pi&ugrave; viva,</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; lacerante la piet&agrave; ch'ei sente</div>
+<div class="verse">Di s&egrave; stesso e d'altrui!</div>
+<div class="i12">Me a tal dolore</div>
+<div class="verse">Stranier non volle il Cielo, e in ripensarti,</div>
+<div class="verse">O decennio del carcere, infiniti</div>
+<div class="verse">Strazi ricordo, ma il pi&ugrave; acerbo &egrave; forse</div>
+<div class="verse">Quand'io, abbracciato il genitor, partirsi</div>
+<div class="verse">Da me il vedea; quand'io, calde le labbra,</div>
+<div class="verse">Del bacio suo, dicea:&mdash;Questo &egrave; l'estremo!</div>
+<div class="verseind">Non un decennio, ma pi&ugrave; lune ancora</div>
+<div class="verse">Durar gli allarmi d'Ebelino. Ei forse</div>
+<div class="verse">Nel <i>giudizio di Dio</i> gli accusatori</div>
+<div class="verse">Sperava iniqui col possente acciaro<span class="pagenum noind"><a name="Pg_208" id="Pg_208">{208}</a></span></div>
+<div class="verse">D&uuml;ellando atterrar. Chi d'Ebelino</div>
+<div class="verse">Avea la forza e la destrezza? E quanta</div>
+<div class="verse">Forza o destrezza in d&uuml;ellar non dona</div>
+<div class="verse">Senso d'intemerata anima offesa!</div>
+<div class="verse">Ma tai <i>giudizi</i> Iddio forse abborrendo,</div>
+<div class="verse">Non volle che sancito il reo costume</div>
+<div class="verse">Per Ebelin venisse; o del demonio</div>
+<div class="verse">Opra fu l'impedirlo. Il pestilente</div>
+<div class="verse">Aere del carcer nell'oppresso infonde</div>
+<div class="verse">Maligni influssi, ed eccolo abbattuto</div>
+<div class="verse">Da insanabili febbri. Il derelitto</div>
+<div class="verse">Pur talvolta illudeasi, immaginando</div>
+<div class="verse">Che alcun de' tanti, su cui sparsi avea</div>
+<div class="verse">Suoi benefizi, or con repente mossa</div>
+<div class="verse">D'onore e gratitudin s'offerisse</div>
+<div class="verse">A combatter per esso:&mdash;attese indarno.</div>
+<div class="verseind">Spunta il d&igrave; della morte, ed Ebelino</div>
+<div class="verse">Vien tratto innanzi a' giudici; e Guelardo</div>
+<div class="verse">La sentenza gli legge! Il condannato</div>
+<div class="verse">Ud&igrave;, chin&ograve; la fronte, e rese grazie</div>
+<div class="verse">Tacitamente a Dio che al sacrificio</div>
+<div class="verse">Termine alfin ponesse; e bram&ograve; ancora</div>
+<div class="verse">Una volta veder la genitrice.</div>
+<div class="verseind">Venne l'antica, e insiem si consolaro</div>
+<div class="verse">Con nobil forza alterna, e con alterne<span class="pagenum noind"><a name="Pg_209" id="Pg_209">{209}</a></span></div>
+<div class="verse">Relig&iuml;ose cure. Ella ed un pio</div>
+<div class="verse">Ministro del Signor soli eran consci</div>
+<div class="verse">Dell'innocenza d'Ebelin. Veloce</div>
+<div class="verse">Scorre quel sacro tempo, e omai gl'istanti</div>
+<div class="verse">Sovrastan del patibolo. Umilmente</div>
+<div class="verse">Prostrasi ancora innanzi al sacerdote</div>
+<div class="verse">Il giusto cavalier; quindi si prostra</div>
+<div class="verse">Anzi alla madre, ed ella il benedice,</div>
+<div class="verse">E si dividon sorridendo, e in cielo</div>
+<div class="verse">Riabbracciarsi in breve speran.</div>
+<div class="i12">Move</div>
+<div class="verse">Per le vie tra i carnefici, agguagliato</div>
+<div class="verse">Al pi&ugrave; vil masnadiero, e contro a lui</div>
+<div class="verse">Insane urla di scherno alzan le turbe.</div>
+<div class="verseind">Di quegl'inverecondi ultimi segni</div>
+<div class="verse">Dell'odio altrui stup&igrave;a, ma per le turbe</div>
+<div class="verse">Egli pregava. Ed arrivato al palco,</div>
+<div class="verse">Con fermo passo ascese, e parlar volle;</div>
+<div class="verse">Ma sue parole non s'udir, s&igrave; orrendi</div>
+<div class="verse">Vituperi sonavano. Ed allora</div>
+<div class="verse">Accenn&ograve; egli medesimo al percussore,</div>
+<div class="verse">E siede sullo scanno, e tosto il collo</div>
+<div class="verse">Mise sul ceppo&mdash;e la mannaia cadde!</div>
+<div class="verseind">L'angiol della calunnia, abbench&egrave; indurre<span class="pagenum noind"><a name="Pg_210" id="Pg_210">{210}</a></span></div>
+<div class="verse">Non avesse potuto alla bestemmia</div>
+<div class="verse">Il retto cavaliere, e or si rodesse</div>
+<div class="verse">Invido i pugni, l'alta anima a Dio</div>
+<div class="verse">Salir veggendo&mdash;audacemente &laquo;Ho vinto!&raquo;</div>
+<div class="verse">Volea sclamar. Ma pria che la menzogna</div>
+<div class="verse">Intera uscisse dell'infame petto,</div>
+<div class="verse">Piovver dal cielo i fulmini, e il bugiardo</div>
+<div class="verse">Spirto ravvolser negli eterni abissi.</div>
+<div class="verseind">Ov'&egrave; il Giuda novel?&mdash;Perch&egrave; perduto</div>
+<div class="verse">Delle guance ha il vermiglio, e la baldanza</div>
+<div class="verse">Della voce e del guardo?&mdash;E perch&egrave; al riso</div>
+<div class="verse">Che da T&euml;ofania volto gli &egrave; spesso</div>
+<div class="verse">Non ride, e gli occhi abbassa, o spaventato</div>
+<div class="verse">Mira a destra e sinistra?&mdash;E perch&egrave; a sera,</div>
+<div class="verse">Se in luoghi oscuri passa, affretta il piede</div>
+<div class="verse">A illuminata parte, e ansante giunge</div>
+<div class="verse">Quasi inseguito fosse?&mdash;E perch&egrave; cerca</div>
+<div class="verse">Talor per via i mendici, e su lor versa</div>
+<div class="verse">A piene mani l'oro, e di lor preci</div>
+<div class="verse">L'aiuto invoca, e inefficaci poscia</div>
+<div class="verse">Di quei le preci ei furibondo chiama?&mdash;</div>
+<div class="verse">E perch&egrave; ne' festini alcune volte</div>
+<div class="verse">Cionca e sghignazza, e intrepido si vanta</div>
+<div class="verse">Contro a tutte paure, e quando a letto<span class="pagenum noind"><a name="Pg_211" id="Pg_211">{211}</a></span></div>
+<div class="verse">Va nell'ebbrezza, trema ed urla, e al fido</div>
+<div class="verse">Servo chiede il cilicio e se lo cinge?</div>
+<div class="verseind">Pentimento ei bramava, e scellerata</div>
+<div class="verse">L'alma era fredda, e a pentimento chiusa.</div>
+<div class="verseind">Un d&igrave;, colui con altri sommi duci</div>
+<div class="verse">Pass&ograve; a fianco d'Otton sovra la piazza,</div>
+<div class="verse">Ove ancor d'Ebelino ad alto palo</div>
+<div class="verse">Vedeasi infisso il teschio. Il traditore</div>
+<div class="verse">Volea finger letizia, e le pupille</div>
+<div class="verse">Miseramente stralunava, e insieme</div>
+<div class="verse">Forte i denti batteangli. Ottone il guarda,</div>
+<div class="verse">E vacillar sovra l'arcione il vede,</div>
+<div class="verse">E a sostenerlo accorre.</div>
+<div class="i8">&mdash;Oh! che ti turba?</div>
+<div class="verse">Oh! che ti turba? Gli ripete.</div>
+<div class="i12">&mdash;&Egrave; desso!</div>
+<div class="verse">Sclama Guelardo, il mio tradito amico!</div>
+<div class="verse">Chi dal giusto immolato mi sottragge?</div>
+<div class="verseind">E prepotenza di rimorso invitta,</div>
+<div class="verse">Ma non pia, lo costringe. Ei maledice</div>
+<div class="verse">E terra e ciel, ma l'alto arcano svela.</div>
+<div class="verse">Folto drappello d'ottimati, e folta</div>
+<div class="verse">Moltitudin di volgo al confessante</div>
+<div class="verse">Fa cerchio, e inorridisce a sue parole,</div>
+<div class="verse">Tutta imparando la esecrata istoria.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_212" id="Pg_212">{212}</a></span></div>
+<div class="verse">Da tanti petti universal s'innalza</div>
+<div class="verse">Un lamento:&mdash;Oh sventura! oh atroce colpa!</div>
+<div class="verse">Il caduto Ebelino era innocente!</div>
+<div class="verseind">Ed Otton pi&ugrave; che gli altri inconsolato</div>
+<div class="verse">Raccapricciando grida:&mdash;Oh me infelice!</div>
+<div class="verse">Era innocente, e trarre a morte il feci!</div>
+<div class="verseind">Il traditor nel suo sangue stramazza.</div>
+<div class="verse">Qual mano il colpo di&egrave; primier? Mal puote</div>
+<div class="verse">Fama saperlo. I pi&ugrave; disser che ratto</div>
+<div class="verse">Un ferro in cor si configgesse il tristo,</div>
+<div class="verse">Altri che Otton percosselo. Il tumulto</div>
+<div class="verse">Ferve con rabbia orrenda. In cento brani</div>
+<div class="verse">Ecco lacero, pesto, annichilato</div>
+<div class="verse">Il cadavere infame. E s'inchinaro</div>
+<div class="verse">D'Ebelino anzi il teschio e imperadore</div>
+<div class="verse">Ed ottimati e popolo, e nel tempio</div>
+<div class="verse">Dato fu loco alla reliquia santa.</div>
+<div class="verseind">Alto clamor di giubilo e di rabbia</div>
+<div class="verse">Rimbomb&ograve; nell'inferno, al piombar quivi</div>
+<div class="verse">Il traditor, ma sol menonne festa</div>
+<div class="verse">L'abbietta e sciocca de' demonii plebe:</div>
+<div class="verse">Il lor superbo re, poste con ira</div>
+<div class="verse">Su Guelardo le luci e le calcagna,</div>
+<div class="verse">Url&ograve;:&mdash;Che gloria alma s&igrave; vil mi reca!</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_213" id="Pg_213">{213}</a></span></p>
+
+<h2>ILDEGARDE</h2>
+
+<h4>CANTICA.</h4>
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_214" id="Pg_214">{214}</a></span></p>
+
+<div class="blockquot"><p>Anche l'<i>Ildegarde</i> &egrave; una di quelle cantiche ch'io aveva in lontani
+anni disegnate, e gi&agrave; era questa eseguita in gran parte, ed onorata
+degli amichevoli suffragi del nostro Monti e di Byron. Spariti
+quegli abbozzi con altre carte da me in dolorosa vicenda perdute, ho
+tentato dodici anni dappoi di ricomporre la stessa produzione,
+quantunque non ignaro che difficilmente in et&agrave; provetta si ritrovano
+le felici ispirazioni della giovent&ugrave;.</p></div>
+
+<hr style="width: 25%;" />
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_215" id="Pg_215">{215}</a></span></p>
+
+<h2>ILDEGARDE.</h2>
+
+<div class="blockr"><p><i>Pars bona mulier bona.</i></p>
+
+<p class="right">(<span class="smcap">Eccle</span>. c. 26, 3.)</p></div>
+
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verseind">&mdash;Perch&egrave; alle torri del superbo Irnando</div>
+<div class="verse">Sempre drizzi lo sguardo, o mio Camillo?</div>
+<div class="verseind">&mdash;Sposa, io molto l'amava; e in questi giorni</div>
+<div class="verse">Di nevose buf&egrave;re, ognor la dolce</div>
+<div class="verse">Nostra infanzia mi torna alla memoria,</div>
+<div class="verse">Quando, arridenti il padre suo ed il mio,</div>
+<div class="verse">O di soppiatto noi dalle castella</div>
+<div class="verse">Usciti, incontravamci appo la riva</div>
+<div class="verse">Congelata del Pellice, e lung'ora</div>
+<div class="verse">Qua e l&agrave; sdrucciolon ci vibravamo</div>
+<div class="verse">Ridendo e punzecchiandoci e luttando,</div>
+<div class="verse">E sul ghiaccio cadendo, e (bozzoluta</div>
+<div class="verse">Indi spesso la fronte o insanguinata)</div>
+<div class="verse">Tornando a casa lieti e tracotanti.</div>
+<div class="verse">Allora il padre suo, se all'un di noi</div>
+<div class="verse">Vedea della caduta in fronte il segno,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_216" id="Pg_216">{216}</a></span></div>
+<div class="verse">Chiedevagli: &laquo;Hai tu pianto?&raquo; Ed il ferito</div>
+<div class="verse">Gridava: &laquo;No.&raquo; Ed a tal risposta il vecchio</div>
+<div class="verse">Lo prendea fra le braccia e lo baciava,</div>
+<div class="verse">L'amor lodando de' perigli e il gaio</div>
+<div class="verse">Scherno d'un mal, che sol le carni impiaga,</div>
+<div class="verse">E nulla pu&ograve; sull'anima del forte.</div>
+<div class="verse">Un d&igrave;, com'or, fioccava a larghe falde</div>
+<div class="verse">Di dicembre la neve, ed ambo agli occhi</div>
+<div class="verse">De' parenti sottrattici e de' servi</div>
+<div class="verse">Discendemmo ciascun nostra pendice,</div>
+<div class="verse">E ai cari ghiacci convenimmo. Assai</div>
+<div class="verse">Sdrucciolammo e ruzzammo, e le condense</div>
+<div class="verse">Pallottole durissime a diversa</div>
+<div class="verse">Meta lontana, in alto o pe' dirupi,</div>
+<div class="verse">Scagliammo a gara, acute urla di gioia</div>
+<div class="verse">Ripercosse da acuti echi levando.</div>
+<div class="verse">Men da stanchezza mossi che da fame</div>
+<div class="verse">Ci abbracciamo, e ciascun monta i suoi greppi</div>
+<div class="verse">Anelante alla cena. A quando a quando</div>
+<div class="verse">Ci volgevam guardandoci, ed allora</div>
+<div class="verse">Che, gi&agrave; molto remoti, un veder l'altro</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; non potea, salutavamci ancora</div>
+<div class="verse">Con prolungati affett&uuml;osi strilli;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_217" id="Pg_217">{217}</a></span></div>
+<div class="verse">E questi ud&igrave;ansi dalle due castella,</div>
+<div class="verse">E mia madre s'alzava, e tremebonda</div>
+<div class="verse">Al balcon della torre s'affacciava,</div>
+<div class="verse">Incerta se di gioco o di dolore</div>
+<div class="verse">Voci eran quelle. Ah! in voci di dolore</div>
+<div class="verse">Odo mutarsi quella sera infatti</div>
+<div class="verse">Le grida dell'amico: &laquo;Al lupo! al lupo!&raquo;</div>
+<div class="verse">Ripeteva egli disperato. Io sudo</div>
+<div class="verse">Di spavento, ci&ograve; udito, e immaginando</div>
+<div class="verse">Di quel caro il periglio. I clivi scendo</div>
+<div class="verse">Novamente precipite: il ghiacciato</div>
+<div class="verse">Pellice varco, e per gli opposti greppi</div>
+<div class="verse">Affannato m'arrampico ed appello:</div>
+<div class="verse">&laquo;Irnando mio! Irnando mio!&raquo; Salito</div>
+<div class="verse">Egli era sovra un olmo. Eccol veloce</div>
+<div class="verse">Scendere a me. Ma il lupo allontanato</div>
+<div class="verse">Ritorce il passo, e verso noi s'avventa.</div>
+<div class="verse">Ambo ascendiam sull'arbore, e costrett&iuml;</div>
+<div class="verse">Lunghissim'ora ivi restiam; ch&egrave; intorno</div>
+<div class="verse">Incessante giravasi la fiera.</div>
+<div class="verse">Oh come su quell'olmo il dolce amico</div>
+<div class="verse">Teneramente mi stringea al suo seno,</div>
+<div class="verse">Il mio ardir rampognandomi! Ei dicea</div>
+<div class="verse">Aver alto gridato &laquo;Al lupo! al lupo!&raquo;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_218" id="Pg_218">{218}</a></span></div>
+<div class="verse">Per la speranza ch'io vieppi&ugrave; fuggissi,</div>
+<div class="verse">E tristo incontro pari al suo scansassi.</div>
+<div class="verse">&laquo;E tu invece, oh insensato! ei ripetea</div>
+<div class="verse">Vanamente arrischiasti i cari giorni</div>
+<div class="verse">Per a&iuml;tar l'amico, o coll'amico</div>
+<div class="verse">Preda morir di quelle orrende zanne!&raquo;</div>
+<div class="verse">Ci&ograve; dicendo ei piangeva, ed io piangeva</div>
+<div class="verse">Suoi cari lacrimosi occhi baciando,</div>
+<div class="verse">E tal commoz&iuml;one era profonda,</div>
+<div class="verse">Deliz&iuml;osa per entrambe! oh come</div>
+<div class="verse">Sentivamo d'amarci! oh quanto vere</div>
+<div class="verse">Sonavan le proteste, asseverando</div>
+<div class="verse">Che l'un per l'altro volontier la vita</div>
+<div class="verse">Donata avr&igrave;a!&mdash;Dall'olmo alfin veggiamo</div>
+<div class="verse">Scender di qua e di l&agrave; dalle pendici</div>
+<div class="verse">Fiaccole ardenti. Eran d'Irnando il padre</div>
+<div class="verse">Ed il mio che ven&igrave;an, co' loro servi,</div>
+<div class="verse">Degli smarriti figliuoletti in cerca.</div>
+<div class="verse">Sgombrava il lupo a quella vista; e noi</div>
+<div class="verse">Dall'arbore ospital lieti calammo,</div>
+<div class="verse">E saltellanti sulla neve, incontro</div>
+<div class="verse">Movemmo ai genitor, con infinito</div>
+<div class="verse">Cinguett&igrave;o raccontando, io la paura</div>
+<div class="verse">Ch'ebbi di perder l'adorato amico,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_219" id="Pg_219">{219}</a></span></div>
+<div class="verse">Egli la mia temerit&agrave; e la prova</div>
+<div class="verse">Che in questa aveavi di gagliardo amore.</div>
+<div class="verse">Oh qual sera di gaudio! oh quanta lode</div>
+<div class="verse">Al fratellevol nostro affetto i duo</div>
+<div class="verse">Parenti davan! Come altero Irnando</div>
+<div class="verse">Mostravasi di me! Com'io di lui!&mdash;</div>
+<div class="verse">Di nostra p&uuml;erizia i dolci giorni</div>
+<div class="verse">Da mille vicenduole ivan cosparsi,</div>
+<div class="verse">Che all'uno e all'altro certa fean la mutua</div>
+<div class="verse">E generosa fede! E cos&igrave; stretto</div>
+<div class="verse">Vincol di due schiettissim'alme... il tempo</div>
+<div class="verse">Dovea spezzarlo!</div>
+<div class="i8">In questa guisa geme</div>
+<div class="verse">Il cavalier Camillo. Ed Ildegarde</div>
+<div class="verse">Dalle corvine chiome e dalla svelta,</div>
+<div class="verse">Maestosa statura:&mdash;O sposo amato,</div>
+<div class="verse">Perdona, prego, al mio pensier; non colpa</div>
+<div class="verse">Fu in te forse d'orgoglio! Hai tu alcun passo</div>
+<div class="verse">Nobilmente tentato al benedetto</div>
+<div class="verse">Dagli Angioli e da Dio pacificarvi?</div>
+<div class="verseind">&mdash;Di nostre nozze intera anco non volge</div>
+<div class="verse">La luna, o mia diletta, e mal conosci</div>
+<div class="verse">Del tuo Camillo il cor. Non di rossore<span class="pagenum noind"><a name="Pg_220" id="Pg_220">{220}</a></span></div>
+<div class="verse">Perci&ograve; si tinga il tuo bel volto, o donna:</div>
+<div class="verse">Garrir, no, non ti voglio: imparerai</div>
+<div class="verse">Col tempo qual possanza in questo core</div>
+<div class="verse">Abbian gli affetti. Se tentai? Se dieci</div>
+<div class="verse">Volte l'orgoglio mio non s'immolava</div>
+<div class="verse">Per racquistarmi quell'amico? Indarno</div>
+<div class="verse">Ei pi&ugrave; non &egrave; quello di pria: uno spirto</div>
+<div class="verse">Di maligna superbia il signoreggia:</div>
+<div class="verse">Ei (tu vedi s'io fremo a questo detto!)</div>
+<div class="verse">Ei mi dispregia!&mdash;</div>
+<div class="i8">L'arrossita dianzi</div>
+<div class="verse">Ildegarde a tai detti impallidiva,</div>
+<div class="verse">Mostr&uuml;oso sembrandole il destarsi</div>
+<div class="verse">Dispregio in chi che sia verso un mortale</div>
+<div class="verse">S&igrave; per cavallereschi atti famoso,</div>
+<div class="verse">Qual era il pio Camillo. E l'abbracciava</div>
+<div class="verse">Vibrando sguardi or con gentil disdegno</div>
+<div class="verse">Alla torre d'Irnando, or con des&igrave;o</div>
+<div class="verse">Pass&iuml;onato al caro sposo. E sguardi</div>
+<div class="verse">Tai gli dicean: &laquo;S'altri spregiarti ardisce,</div>
+<div class="verse">La stima ten compensi in ch'io ti tengo.&raquo;</div>
+<div class="verseind">Qual della inimist&agrave; la cagion fosse</div>
+<div class="verse">De' duo generosissimi, in diversi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_221" id="Pg_221">{221}</a></span></div>
+<div class="verse">Inni diversamente i trovadori</div>
+<div class="verse">Cantan d'Italia. Applaudon gli uni a Irnando,</div>
+<div class="verse">Che, ito in Lamagna giovinetto, ad uno</div>
+<div class="verse">De' contendenti re sacr&ograve; il suo ferro;</div>
+<div class="verse">Altri a Camillo applaudon, che s'accese</div>
+<div class="verse">Pel secondo aspirante al real trono,</div>
+<div class="verse">Ma aspirante illegittimo. Speraro</div>
+<div class="verse">Camillo e Irnando un l'altro s&uuml;adersi</div>
+<div class="verse">All'abbracciata parte. E l'un de' duo,</div>
+<div class="verse">Non si sa qual, trascorse a villan&igrave;a.</div>
+<div class="verseind">Furor di faz&iuml;on trasse dapprima</div>
+<div class="verse">Questo e quello davvero a stimar vile</div>
+<div class="verse">Il gi&agrave; s&igrave; caro amico. Assai palese</div>
+<div class="verse">Delle avversarie crude ire sembrava</div>
+<div class="verse">L'iniquit&agrave; ad Irnando: ei non potea</div>
+<div class="verse">Creder che onesto intento in alcun fosse,</div>
+<div class="verse">Il qual per esse parteggiasse. Al pari</div>
+<div class="verse">A Camillo parea dell'altra causa</div>
+<div class="verse">Evidente l'infamia essere al mondo.</div>
+<div class="verseind">In qualunque dei duo fallisse primo</div>
+<div class="verse">La carit&agrave; di confratello, e germe</div>
+<div class="verse">Altro o no di rancor vi si aggiungesse,</div>
+<div class="verse">Furon veduti inferocir nel campo<span class="pagenum noind"><a name="Pg_222" id="Pg_222">{222}</a></span></div>
+<div class="verse">Come leoni. Ma l'atroce guerra</div>
+<div class="verse">E l'alterna fortuna delle insegne</div>
+<div class="verse">Loco porgean a esercitar da entrambe</div>
+<div class="verse">Parti eccelse virt&ugrave;. Cento f&iuml;ate</div>
+<div class="verse">Camillo e Irnando, ad ammirarsi astretti,</div>
+<div class="verse">Dicean ciascun tra s&egrave;: &laquo;L'amico mio,</div>
+<div class="verse">Sebben malvagio, egli &egrave; un eroe pur</div>
+<div class="verse">sempre!&raquo;</div>
+<div class="verseind">Gi&agrave; quegli anni di sangue or son passati;</div>
+<div class="verse">Gi&agrave; molte spente sono illus&iuml;oni</div>
+<div class="verse">Nelle agitate lor menti guerriere,</div>
+<div class="verse">Bench&egrave; in et&agrave; ancor verde. Eppur concordia</div>
+<div class="verse">Lor generose palme, ahi! non rinserra.</div>
+<div class="verseind">Beato d'una sposa era anche Irnando,</div>
+<div class="verse">E questa il dolce avea nome d'Elina,</div>
+<div class="verse">E di pi&ugrave; figli era gi&agrave; madre. Il cielo</div>
+<div class="verse">Dato le ha cor fervente, ed intelletto</div>
+<div class="verse">Gentil, ma entus&iuml;astico. Nat&igrave;e</div>
+<div class="verse">Le pedemontanine aure in che vive</div>
+<div class="verse">A lei non son; romano &egrave; sangue; e il padre</div>
+<div class="verse">D'Elina, de' ribelli ognor nemico,</div>
+<div class="verse">Mor&igrave; con gloria in campo. Ella supporre</div>
+<div class="verse">Non potria mai che Irnando ingiustamente</div>
+<div class="verse">Odio porti a Camillo. A lei Camillo<span class="pagenum noind"><a name="Pg_223" id="Pg_223">{223}</a></span></div>
+<div class="verse">Noto non &egrave;, ma sel figura indegno,</div>
+<div class="verse">Irreconcil&iuml;abile, covante</div>
+<div class="verse">Sempre perfidie. E motto mai non dice</div>
+<div class="verse">Per calmare il marito allor che l'ode</div>
+<div class="verse">Fremer contra il vicin.</div>
+<div class="i8">Folli stranezze</div>
+<div class="verse">Del core umano! Irnando, ancorch&egrave; fiero</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; di Camillo, e a malignar proclive,</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; bei momenti non avea di quelli,</div>
+<div class="verse">In che, pensando alla sua dolce infanzia,</div>
+<div class="verse">Questo o quel nobil detto o nobil atto</div>
+<div class="verse">Del caro, oggi abborrito, ei ricordava.</div>
+<div class="verse">In quei momenti (e rivenian di spesso)</div>
+<div class="verse">L'alma gli sorrideva, immaginando</div>
+<div class="verse">Quando ad entrambo torner&igrave;a dolcezza</div>
+<div class="verse">Esser amici ancor: ma appena accorto</div>
+<div class="verse">Di questo desiderio, ei ripigliava</div>
+<div class="verse">A esacerbarsi, a biasimar s&egrave; stesso</div>
+<div class="verse">Di soverchia indulgenza, ed intimarsi</div>
+<div class="verse">Perseveranza d'astio e di disprezzo.</div>
+<div class="verseind">Vedute in tanti cavalieri avea</div>
+<div class="verse">Mutaz&iuml;oni di principii abbiette!</div>
+<div class="verse">Gli uni servi al buon prence, indi congiunti</div>
+<div class="verse">Perfidamente all'avversario suo;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_224" id="Pg_224">{224}</a></span></div>
+<div class="verse">Gli altri farsi un Iddio del tracotante</div>
+<div class="verse">Contenditore al trono, e poi, caduta</div>
+<div class="verse">La sua potenza, irriderlo. E di tali</div>
+<div class="verse">Apostasie si repetea sovente</div>
+<div class="verse">La turpe inverecondia. E le pi&ugrave; altere</div>
+<div class="verse">Alme se ne sdegnavano, e temendo</div>
+<div class="verse">Apostate parer, persistean truci</div>
+<div class="verse">Ne' giurati decreti, ove decreti</div>
+<div class="verse">Sconsigliati pur fossero. Ogni volta</div>
+<div class="verse">Che Irnando dalle sue balze rimira</div>
+<div class="verse">Il castel di Camillo, e rivolgendo</div>
+<div class="verse">Va quanto spesso col diletto amico</div>
+<div class="verse">In quelle sale, a quel verron, su quelle</div>
+<div class="verse">Mura, per quel pend&igrave;o, sovra quell'erto</div>
+<div class="verse">Ciglione, in quella valle, avea di santi</div>
+<div class="verse">Affanni e santi gaudii conversato,</div>
+<div class="verse">Di repente corrucciasi, e la fronte</div>
+<div class="verse">Colla palma fregando, a s&egrave; ridice:</div>
+<div class="verse">&laquo;Via quelle stolte rimembranze! obbrobrio</div>
+<div class="verse">L'onorar d'un sospiro i d&igrave; bugiardi,</div>
+<div class="verse">Che amabil tanto mi pingean quel tristo!&raquo;</div>
+<div class="verseind">Men concitato da alterigia, avea</div>
+<div class="verse">Camillo a dame ed a baroni ufficio</div>
+<div class="verse">Pacifero richiesto. E quelle e questi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_225" id="Pg_225">{225}</a></span></div>
+<div class="verse">Sordo trovaro a lor parole Irnando.</div>
+<div class="verse">Ma alla dolce Ildegarde or molto incresce</div>
+<div class="verse">Questa fera discordia; ognor paventa</div>
+<div class="verse">Che i fremebondi prorompano a guerra.</div>
+<div class="verseind">&mdash;Freddi interceditori, o sposo mio,</div>
+<div class="verse">Forse fur quelle dame e que' baroni</div>
+<div class="verse">Di cui mi narri. Di te degno oh come</div>
+<div class="verse">Stato sarebbe il presentar te stesso</div>
+<div class="verse">Con amabil fidanza e quell'iroso!</div>
+<div class="verseind">&mdash;Che parli, o donna? Io, non colpevol, io</div>
+<div class="verse">Codardamente supplice a' suoi piedi!</div>
+<div class="verseind">&mdash;Codard&igrave;a consigliarti, o mio diletto,</div>
+<div class="verse">Potrebbe mai la sposa tua? Dinanzi</div>
+<div class="verse">A lui, supplice no, ma con onesta</div>
+<div class="verse">Securt&agrave; mosso io ti vorrei. Da quanto</div>
+<div class="verse">Pinger mi suoli di quel prode offeso,</div>
+<div class="verse">Incapace ci sar&igrave;a di fare ingiuria</div>
+<div class="verse">A chi chiedesse entro sue torri ospizio.&mdash;</div>
+<div class="verseind">Se il pio consiglio accolga, esita alcuni</div>
+<div class="verse">Giorni Camillo; indi alla sposa:&mdash;O amica,</div>
+<div class="verse">A tanto, no, non posso umil&iuml;armi;</div>
+<div class="verse">Ma non perci&ograve; mi ristar&ograve; da speme</div>
+<div class="verse">Di pacificamento. Un messaggero</div>
+<div class="verse">Mai non mandai direttamente ancora<span class="pagenum noind"><a name="Pg_226" id="Pg_226">{226}</a></span></div>
+<div class="verse">Con parole d'onore all'orgoglioso.</div>
+<div class="verse">Forse gli estranei intercessori sdegna,</div>
+<div class="verse">Ma vedendo a s&egrave; innanzi un mio scudiero,</div>
+<div class="verse">E amici detti per mia parte udendo,</div>
+<div class="verse">Commoverassi, e non vorr&agrave; esser meno</div>
+<div class="verse">Generoso di me.&mdash;</div>
+<div class="i8">Compie Camillo</div>
+<div class="verse">La divisata prova. Indi attendea</div>
+<div class="verse">Il ritorno del messo, e d'una sala</div>
+<div class="verse">Passava in altra irrequ&iuml;eto, e indugio</div>
+<div class="verse">Soverchio gli sembrava.</div>
+<div class="i12">&mdash;Il furibondo</div>
+<div class="verse">Sdegnasse dare all'inv&iuml;ato ascolto?</div>
+<div class="verse">O frodoloso intento, o vil lusinga</div>
+<div class="verse">D'animo impaurito ei sospettasse,</div>
+<div class="verse">E rispondesse coll'atroce insulto</div>
+<div class="verse">Di v&iuml;olar con carcere o con morte</div>
+<div class="verse">La sacra testa dell'araldo mio?</div>
+<div class="verse">Fellon! Guai se ci&ograve; fosse! A molta scese</div>
+<div class="verse">Mansu&euml;tudin questo cor; ma un cenno,</div>
+<div class="verse">E r&iuml;ascender lo vedresti ad odio</div>
+<div class="verse">Maggior del tuo, pi&ugrave; spaventoso, eterno!</div>
+<div class="verse">Che dico? Bassa villania in quell'alma</div>
+<div class="verse">Inebbr&iuml;ata da gigante orgoglio<span class="pagenum noind"><a name="Pg_227" id="Pg_227">{227}</a></span></div>
+<div class="verse">Non pu&ograve; capir. Abbietto spirto io sono</div>
+<div class="verse">Che immaginar s&igrave; turpe fatto ardisco.</div>
+<div class="verse">Intenerito si sar&agrave;; lung'ora</div>
+<div class="verse">Colmer&agrave; di dolcissime domande</div>
+<div class="verse">E d'onoranza il mio scudier; seguirlo</div>
+<div class="verse">Qui vorr&agrave; forse, o rattenuto or fia</div>
+<div class="verse">Da momentanee cure. A mezzo solo</div>
+<div class="verse">Esser seppi magnanimo. Io medesmo,</div>
+<div class="verse">Come la donna mia mi consigliava</div>
+<div class="verse">Io, non un messo, a lui mover dovea.</div>
+<div class="verse">Oh! alla mia vista uopo ad Irnando certo</div>
+<div class="verse">Stato non foran pi&ugrave; parole; in braccio</div>
+<div class="verse">Gettato a me sariasi, e senza vane</div>
+<div class="verse">Spiegaz&iuml;oni, e dolorose, entrambo</div>
+<div class="verse">R&iuml;appellati ci saremmo amici.</div>
+<div class="verseind">Cos&igrave; tra s&egrave; il bramoso. Ed evitava,</div>
+<div class="verse">Per nasconderle il suo perturbamento,</div>
+<div class="verse">Della diletta sposa il dolce incontro.</div>
+<div class="verseind">Ei cammina a gran passi; o nella sedia</div>
+<div class="verse">Breve momento s'agita, e risorge</div>
+<div class="verse">Tosto con ansia ad amor mista e ad ira,</div>
+<div class="verse">Or all'una effacciandosi, or all'altra</div>
+<div class="verse">Delle fenestre, or fuor della ferrata</div>
+<div class="verse">Negra sua porta uscendo, e non badando<span class="pagenum noind"><a name="Pg_228" id="Pg_228">{228}</a></span></div>
+<div class="verse">Al can che gli si appressa, e rispettoso</div>
+<div class="verse">Scuote la coda, e abbassa il ceffo, e spera</div>
+<div class="verse">Dalla man signorile esser palpato.</div>
+<div class="verseind">Dai merli del terrazzo alfin gli sembra</div>
+<div class="verse">Lo scudier ravvisare. &Egrave; desso, &egrave; desso.</div>
+<div class="verseind">Al cavalier rimescolasi il sangue,</div>
+<div class="verse">E contener non puossi. Il ponte varca,</div>
+<div class="verse">Discende in fretta la pendice; incontro</div>
+<div class="verse">Al vegnente lo stimola sfrenata</div>
+<div class="verse">Smania d'udir.</div>
+<div class="i8">&mdash;Perch&egrave; s&igrave; tardo movi?</div>
+<div class="verse">Gridagli.&mdash;</div>
+<div class="i4">I passi addoppia il fido, e parla:</div>
+<div class="verse">&mdash;Signor del tuo nemico entro la soglia</div>
+<div class="verse">Appena addotto io fui...</div>
+<div class="i8">Camillo udendo</div>
+<div class="verse">Suo nemico nomarlo, impallidisce:</div>
+<div class="verse">E l'altro segue:</div>
+<div class="i8">&mdash;Appena addotto io fui,</div>
+<div class="verse">I sensi tuoi gli esposi.</div>
+<div class="i12">&mdash;In quali accenti?</div>
+<div class="verseind">&mdash;Quali a me li dettasti. <i>Oh cavaliero!</i></div>
+<div class="verse">Dissigli, <i>il signor mio, dopo ondeggiante</i></div>
+<div class="verse"><i>Con s&egrave; stesso luttar, cede al bisogno</i><span class="pagenum noind"><a name="Pg_229" id="Pg_229">{229}</a></span></div>
+<div class="verse"><i>Di ricordarti sua amist&agrave;, di sciorre,</i></div>
+<div class="verse"><i>Per quanto &egrave; in lui, quel gel, che rie vicende</i></div>
+<div class="verse"><i>Frapposto aveano fra il suo core e il tuo.</i></div>
+<div class="verse">Io proseguir volea. Rise il superbo</div>
+<div class="verse">Amaramente, ed esclam&ograve;: <i>Non gelo,</i></div>
+<div class="verse"><i>Ma orrendo sangue &egrave; fra i due cor frapposto!</i>&mdash;</div>
+<div class="verse">Proseguii nondimen, tuoi decorosi</div>
+<div class="verse">Sensi esponendo. A' primi istanti vinto</div>
+<div class="verse">Da prepotente anelito parea,</div>
+<div class="verse">Sebbene al riso s'atteggiasse ognora,</div>
+<div class="verse">Ed ostentasse di vibrarmi i guardi</div>
+<div class="verse">Della minaccia e del dispregio. Ei detti</div>
+<div class="verse">Di maggiore umilt&agrave; dal labbro mio</div>
+<div class="verse">Certo aspettava. Non trascesi: um&igrave;le,</div>
+<div class="verse">Ma dignitosa serbai fronte e voce;</div>
+<div class="verse">Ed ei sogn&ograve; ch'io lo schernissi. <i>Audaci</i></div>
+<div class="verse"><i>Son tue pupille, o giovine!</i> proruppe;</div>
+<div class="verse"><i>Abbassale!&mdash;Non gi&agrave;! Timor non sente</i>,</div>
+<div class="verse">Risposi, <i>di Camillo un messaggero.</i></div>
+<div class="verse"><i>&mdash;Mandotti il temerario ad insultarmi</i>?</div>
+<div class="verse">Riprese urlando, <i>a far vigliacca prova</i></div>
+<div class="verse"><i>Della mia paz&iuml;enza? A tentar s'io</i></div>
+<div class="verse"><i>Contaminar vo' mia illibata fama,</i></div>
+<div class="verse"><i>Tua vil pelle col mio ferro toccando,</i><span class="pagenum noind"><a name="Pg_230" id="Pg_230">{230}</a></span></div>
+<div class="verse"><i>O alle fruste segnandola? Va, stolto</i></div>
+<div class="verse"><i>Incettator di vituperi e busse;</i></div>
+<div class="verse"><i>Riporta al signor tuo, ch'uom che si pente</i></div>
+<div class="verse"><i>De' tradimenti suoi, ch'uom che des&igrave;a</i></div>
+<div class="verse"><i>L'amist&agrave; racquistar d'un generoso,</i></div>
+<div class="verse"><i>Con ambagi non parla, e schiettamente</i></div>
+<div class="verse"><i>Dice: Il cammin ch'io tenni era turpezza.</i></div>
+<div class="verse">A s&igrave; indegne parole arsi di sdegno</div>
+<div class="verse">Per l'onor tuo. <i>Via di turpezza mai</i></div>
+<div class="verse"><i>Non calcher&agrave;, mai non calc&ograve; il mio sire!</i></div>
+<div class="verse">Gridai. Ruppe il mio grido, e con un fiume</div>
+<div class="verse">Di fulminea infrenabile eloquenza,</div>
+<div class="verse">Tutta rammemor&ograve; la sciagurata</div>
+<div class="verse">Storia del trono combattuto. E questa</div>
+<div class="verse">Fu una trama, al dir suo, d'illustri iniqui</div>
+<div class="verse">Striscianti a pi&egrave; del volgo, e lordamente</div>
+<div class="verse">Convenuti d'illuderlo e spogliarlo.</div>
+<div class="verse">E tu.... fremo in ridirlo.</div>
+<div class="i12">&mdash;Io? Segui.</div>
+<div class="i16">&mdash;Un vile</div>
+<div class="verse">Patteggiator di condivisa infamia,</div>
+<div class="verse">E condivisi lucri.</div>
+<div class="i8">&mdash;Ei ci&ograve; non disse!</div>
+<div class="verse">Ei ci&ograve; non disse!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_231" id="Pg_231">{231}</a></span></div>
+<div class="i8">&mdash;Il giuro.</div>
+<div class="i12">&mdash;E non troncasti</div>
+<div class="verse">La scellerata voce entro sua gola?</div>
+<div class="verseind">&mdash;La troncai svergognandolo. E costretto</div>
+<div class="verse">Fu ad arrossire e replicar: <i>Non dico</i></div>
+<div class="verse"><i>Ch'ei fosse, ma parea di condivisi</i></div>
+<div class="verse"><i>Lucri patteggiatore, e per lavarsi</i></div>
+<div class="verse"><i>Di macchia tal non bastano le ambagi.</i></div>
+<div class="verse"><i>Solennemente si ricreda, e provi</i></div>
+<div class="verse"><i>Che insensato, ma mondo era il suo core;</i></div>
+<div class="verse"><i>Provi ch'egli esecrato ha le perfidie</i></div>
+<div class="verse"><i>De' nemici del re; ch'egli esecrato</i></div>
+<div class="verse"><i>Ha l'opre inique ond'or l'impero &egrave; afflitto!</i></div>
+<div class="verse">Vilt&agrave; sembrato mi sar&igrave;a modesti</div>
+<div class="verse">Accenti opporre ad arroganza tanta.</div>
+<div class="verse">Tel confesso, signor: ci&ograve; che gli dissi</div>
+<div class="verse">Appena il so. Non l'insultai, ma cose</div>
+<div class="verse">Di foco, certo, mi piovean dal labbro</div>
+<div class="verse">Contro a' denigratori; e di te laude</div>
+<div class="verse">Tal gli tessei, che fu colpito e plause.</div>
+<div class="verse"><i>Va, buon servo</i>, mi disse; <i>amo il tuo ardire,</i></div>
+<div class="verse"><i>ma non del tuo signor la ipocrisia</i>.</div>
+<div class="verseind">&mdash;Oh ciel! diss'egli ipocrisia? Ingannato</div>
+<div class="verse">Non t'han le orecchie tue?<span class="pagenum noind"><a name="Pg_232" id="Pg_232">{232}</a></span></div>
+<div class="i8">Disselo, il giuro.&mdash;</div>
+<div class="verse">A queste voci il cavalier si torse</div>
+<div class="verse">Rabb&iuml;oso le mani, e con un misto</div>
+<div class="verse">Di volutt&agrave; e di fremito, in pi&ugrave; pezzi</div>
+<div class="verse">Franse un anel, che dono era d'Irnando,</div>
+<div class="verse">Ed a' caduti pezzi impallidendo</div>
+<div class="verse">Il piede impose, e li calc&ograve; nel fango.</div>
+<div class="verseind">&mdash;&Egrave; finito! proruppe.&mdash;Ed iracondo</div>
+<div class="verse">Lagrimava, n&egrave; udia del messaggero</div>
+<div class="verse">Parola pi&ugrave;, n&egrave; rispondeagli.</div>
+<div class="i12">A guerra</div>
+<div class="verse">Precipitato contra Irnando ei fora;</div>
+<div class="verse">Ma nol permise il ciel. D'una sorella</div>
+<div class="verse">Alla difesa mover dee Camillo,</div>
+<div class="verse">La qual di Monferrato all'erme balze</div>
+<div class="verse">Co' pargoletti suoi vedova geme,</div>
+<div class="verse">Da illustri masnadieri assed&iuml;ata.</div>
+<div class="verseind">Solinga intanto ecco Ildegarde. E voti</div>
+<div class="verse">Per la salute dello sposo alzando,</div>
+<div class="verse">E per la sua vittoria, e pel ritorno,</div>
+<div class="verse">Pur trema che allorquando ei dalle pugne</div>
+<div class="verse">Rieda di Monferrato, incontro al sire</div>
+<div class="verse">Del vicino castel rompa la guerra.</div>
+<div class="verseind">Un d&igrave; mirando quel castel, le cade<span class="pagenum noind"><a name="Pg_233" id="Pg_233">{233}</a></span></div>
+<div class="verse">Nell'animo un pensiero;&mdash;E s'io medesma</div>
+<div class="verse">Col&agrave; traessi, e mia nobil fidanza</div>
+<div class="verse">Vincesse il cor della romana altera</div>
+<div class="verse">E del truce baron?&mdash;</div>
+<div class="i8">V'ha certi miti</div>
+<div class="verse">Senni, e tal era d'Ildegarde il senno,</div>
+<div class="verse">Che pur sono arditissimi, e formato</div>
+<div class="verse">Gentil proposto, se pur arduo ei paia,</div>
+<div class="verse">Tentennan poco, ed oprano. Tranquilla</div>
+<div class="verse">Il seguente mattin, poich&egrave; alla messa</div>
+<div class="verse">Nel delubro domestico ha innalzato</div>
+<div class="verse">Il femminil suo spirto appo lo Spirto</div>
+<div class="verse">Che regge i mondi e agli atomi d&agrave; forza,</div>
+<div class="verse">Ildegarde s'avvia sovra il suo bianco</div>
+<div class="verse">Palafreno seduta. A lei corteggio</div>
+<div class="verse">Sono una damigella e due famigli.</div>
+<div class="verseind">Quand'ella giunse a' pi&egrave; dell'alte mura</div>
+<div class="verse">Del castello d'Irnando, un momentaneo</div>
+<div class="verse">Palpitamento presela, e memoria</div>
+<div class="verse">Di perfidie tornolle, ahi troppo allora</div>
+<div class="verse">Frequenti fra baroni! e pens&ograve; quale</div>
+<div class="verse">Disperato dolor fora a Camillo,</div>
+<div class="verse">Se il visitato sire oggi smentisse,</div>
+<div class="verse">Br&iuml;aco d'odio, il vanto inv&iuml;olato<span class="pagenum noind"><a name="Pg_234" id="Pg_234">{234}</a></span></div>
+<div class="verse">Che di leal s'ebbe sinora! Il guardo</div>
+<div class="verse">Volse alla damigella; e impallidita</div>
+<div class="verse">Era al par d'essa. Il guardo volse ai duo</div>
+<div class="verse">Famigli, e impalliditi erano, e osaro</div>
+<div class="verse">Interroganti dir:&mdash;Retrocediamo?</div>
+<div class="verseind">&mdash;Stolti! diss'ella; e rise, ed innoltrossi.</div>
+<div class="verseind">Intanto del castello in ampia sala</div>
+<div class="verse">La romana bellissima traea</div>
+<div class="verse">Dalla ricca di gemme ed indorata</div>
+<div class="verse">Conocchia il molle lino, e fra le punte</div>
+<div class="verse">Di due candide dita lo umidiva;</div>
+<div class="verse">Indi con grazia angelica all'eburneo</div>
+<div class="verse">Fuso il pizzico dava, e con accento,</div>
+<div class="verse">Che a labbra subalpine il ciel ricusa,</div>
+<div class="verse">Cavalleresche melodie cantava.</div>
+<div class="verseind">Belli come la madre accanto a Elina</div>
+<div class="verse">Sedeano un bimbo ed una bimba, a lei</div>
+<div class="verse">Innamoratamente le pupille,</div>
+<div class="verse">Da negre e lunghe palpebre ombreggiate,</div>
+<div class="verse">Alzando vispe, e ogni ultima parola</div>
+<div class="verse">Della strofa materna ripetendo</div>
+<div class="verse">Con cantilena armon&iuml;osa d'eco.</div>
+<div class="verse">Ed a quest'eco s'aggiungea la grave</div>
+<div class="verse">Voce del padre lor, che per la caccia<span class="pagenum noind"><a name="Pg_235" id="Pg_235">{235}</a></span></div>
+<div class="verse">Un arco preparava, e spesso l'arco</div>
+<div class="verse">Ponea in obbl&igrave;o, l'affascinante donna</div>
+<div class="verse">Mirando e i figli, ed i lor canti udendo.</div>
+<div class="verseind">Portavan l'aure il suon del fervid'inno</div>
+<div class="verse">D'Ildegarde all'orecchio. Ella scendea</div>
+<div class="verse">Dell'arcione, ed a' paggi sorridente,</div>
+<div class="verse">Ma con trepido cor, dicea il suo nome.</div>
+<div class="verseind">Qual fu d'Irnando la sorpresa! Ascolto</div>
+<div class="verse">E onore a dama dinieg&ograve; egli mai?</div>
+<div class="verse">Qual pur siasi Ildegarde, ei le va incontro</div>
+<div class="verse">Con reverente cortes&igrave;a, e l'adduce</div>
+<div class="verse">Innanzi a Elina. Alzasi questa, e posa</div>
+<div class="verse">L'aurea conocchia, e di seder le accenna.</div>
+<div class="verseind">&mdash;Vicina mia gentil (prende Ildegarde</div>
+<div class="verse">Cos&igrave; a parlar), da lungo tempo agogno</div>
+<div class="verse">Veder tuo dolce volto, e palesarti</div>
+<div class="verse">Un mio des&igrave;o.</div>
+<div class="i4">&mdash;Qual? le dimanda Elina.</div>
+<div class="verse">&mdash;D'ottener tua amist&agrave;, di consolarmi</div>
+<div class="verse">Teco de' miei dolori.</div>
+<div class="i8">&mdash;E che? Infelice</div>
+<div class="verse">Sei tu? Come?...</div>
+<div class="i4">E nel troppo accelerato</div>
+<div class="verse">Immaginar, gi&agrave; Elina e il cavaliero<span class="pagenum noind"><a name="Pg_236" id="Pg_236">{236}</a></span></div>
+<div class="verse">Presumon ch'ella fugga il ritornante</div>
+<div class="verse">Camillo forse, ch'a lor occhi un mostro</div>
+<div class="verse">Verso tant'altri, un mostro esser dee pure</div>
+<div class="verse">Verso la sciagurata a lui consorte.</div>
+<div class="verseind">Ad Ildegarde appressansi amendue,</div>
+<div class="verse">Ed Irnando le dice:&mdash;Il ferro mio</div>
+<div class="verse">Non fallir&agrave;, s'hai di mestier difesa.</div>
+<div class="verseind">Ma oh stupor! La soave, in altro modo</div>
+<div class="verse">Che non credean, prosegue:</div>
+<div class="i12">&mdash;Il sol non vede</div>
+<div class="verse">Donna di me pi&ugrave; dal suo sposo amata,</div>
+<div class="verse">O buona Elina, e anch'io, quando al castello</div>
+<div class="verse">&Egrave; il mio signore, ed io filo cantando,</div>
+<div class="verse">Spesso il miro al mio fianco, ed accompagna</div>
+<div class="verse">La mia colla sua voce; e molte volte</div>
+<div class="verse">Abbaian nel cortile i guinzagliati</div>
+<div class="verse">Cani pronti alla caccia, ed alla caccia</div>
+<div class="verse">Propizio &egrave; l'aer di levi nubi sparso,</div>
+<div class="verse">Ed ei pur meco stassi, ed al cignale</div>
+<div class="verse">Fino al seguente d&igrave; tregua consente.</div>
+<div class="verse">Ignoto ad ambo &egrave; il tedio, o se noi colse</div>
+<div class="verse">Alcuna volta, mai non fu quand'uno</div>
+<div class="verse">All'altro amato cor battea vicino.</div>
+<div class="verse">Ed oh a qual segno in esso, in me, di nostra<span class="pagenum noind"><a name="Pg_237" id="Pg_237">{237}</a></span></div>
+<div class="verse">Solinga vila crescer&agrave; l'incanto,</div>
+<div class="verse">Allor che a noi (se il ciel pietoso arrida</div>
+<div class="verse">Alla dolce speranza!) uno o pi&ugrave; figli,</div>
+<div class="verse">Siccome questi, fioriranno a lato!</div>
+<div class="verseind">S'interrompe Ildegarde, e per gentile</div>
+<div class="verse">Impeto d'amorosa alma commossa,</div>
+<div class="verse">O per arte gentile, o per un misto</div>
+<div class="verse">D'impeto ed arte, i due bambin si prende,</div>
+<div class="verse">Uno a destra uno a manca, e li accarezza</div>
+<div class="verse">Con baci alterni e volutt&agrave; di madre,</div>
+<div class="verse">S&igrave; che la madre vera e il genitore</div>
+<div class="verse">Inteneriti esultano, e amicati</div>
+<div class="verse">Tanto per lei vieppi&ugrave; si senton, quanto</div>
+<div class="verse">A' pargoletti lor vieppi&ugrave; &egrave; cortese.</div>
+<div class="verseind">&mdash;Oh come a te in bellezza, o mia vicina,</div>
+<div class="verse">Questa bimba somiglia!</div>
+<div class="i8">E ci&ograve; Ildegarde</div>
+<div class="verse">Dicendo, preme lungamente il labbro</div>
+<div class="verse">Sovra la rosea guancia paffutella</div>
+<div class="verse">Della cara angioletta, e la baciucchia.</div>
+<div class="verse">Poscia gitta la mano amabilmente</div>
+<div class="verse">Sulle ricciute chiome del fanciullo,</div>
+<div class="verse">E qua e l&agrave; le palpa, indi pel ciuffo</div>
+<div class="verse">A s&egrave; lo trae, e, baciatolo, gli dice:<span class="pagenum noind"><a name="Pg_238" id="Pg_238">{238}</a></span></div>
+<div class="verseind">&mdash;Sai tu che appunto sei, qual mi fu pinto</div>
+<div class="verse">Da fedel dipintore, il padre tuo</div>
+<div class="verse">Ne' suoi giorni d'infanzia? Inanellato</div>
+<div class="verse">Il fulvo crin, larga la fronte, arditi</div>
+<div class="verse">E amorevoli gli occhi...</div>
+<div class="i8">E questi detti</div>
+<div class="verse">Pronunciando Ildegarde, involontaria</div>
+<div class="verse">O accorta, alzava paventoso un guardo</div>
+<div class="verse">Sul cavaliero. Ed ei si perturbava</div>
+<div class="verse">Ricordando Camillo. Allor la pia</div>
+<div class="verse">Ambagi pi&ugrave; non volve; e con candore</div>
+<div class="verse">Dice quanta cagion siale di tristo</div>
+<div class="verse">Rincrescimento il dissentir d'Irnando</div>
+<div class="verse">E di Camillo.</div>
+<div class="i4">&mdash;O degna Elina! ov'anco</div>
+<div class="verse">D'uno dei duo per indomato orgoglio</div>
+<div class="verse">Quella discordia non cessasse, amiche</div>
+<div class="verse">Esser non possiam noi? Commiserarci</div>
+<div class="verse">Non possiam noi di questa ria fortuna,</div>
+<div class="verse">Ed amar nostri sposi, e niun furore</div>
+<div class="verse">Lor condivider che sia oltraggio al dritto?</div>
+<div class="verseind">Dall'anima d'Elina un &laquo;s&igrave;!&raquo; prorompe,</div>
+<div class="verse">E si stringono al seno.</div>
+<div class="i8">Irnando balza<span class="pagenum noind"><a name="Pg_239" id="Pg_239">{239}</a></span></div>
+<div class="verse">Rapito a quella vista, a quegli accenti,</div>
+<div class="verse">E vorr&igrave;a discolparsi; ad Ildegarde</div>
+<div class="verse">Vorr&igrave;a provar nessuna esso aver colpa</div>
+<div class="verse">Nell'odio sorto fra Camillo e lui.</div>
+<div class="verse">Strano mortal! mentr'ei d'inenarrati</div>
+<div class="verse">Spregi e d'ingratitudine a Camillo</div>
+<div class="verse">Accusa vibra, il corruccioso lagno</div>
+<div class="verse">Con cui ne parla, non par quel dell'odio,</div>
+<div class="verse">Ma d'un amor geloso. Ei non perdona</div>
+<div class="verse">All'uom ch'ei tanto amava, essersi fatto</div>
+<div class="verse">Un idol d'altra gente! aver potuto</div>
+<div class="verse">Per nemici obbl&iuml;ar s&igrave; sviscerato</div>
+<div class="verse">Fratel, qual gli era dall'infanzia Irnando.</div>
+<div class="verseind">Ci&ograve; non isfugge all'ospite avveduta,</div>
+<div class="verse">E con lenta eloquenza insin&uuml;ante,</div>
+<div class="verse">Che pi&ugrave; e pi&ugrave; le udenti anime scuote,</div>
+<div class="verse">Pinge in Camillo a que' trascorsi tempi</div>
+<div class="verse">Un fautor generoso (errante forse,</div>
+<div class="verse">Ma generoso) d'abbagliante insegna,</div>
+<div class="verse">E che a virt&ugrave; immolar tutto credea,</div>
+<div class="verse">Fin le dolcezze d'amist&agrave; pi&ugrave; care.</div>
+<div class="verse">E come pur tal amist&agrave; in Camillo</div>
+<div class="verse">Vivesse, ella soggiugne, e come i giorni</div>
+<div class="verse">Sospirass'egli della pace, in cui,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_240" id="Pg_240">{240}</a></span></div>
+<div class="verse">Placato Irnando, il r&iuml;amasse ancora.</div>
+<div class="verse">Dice inoltre com'ei, reduce all'onde</div>
+<div class="verse">Del Pellice nat&igrave;o, concil&iuml;arsi</div>
+<div class="verse">Con Irnando agognava, e si valea</div>
+<div class="verse">D'intercessori invan; come ad Irnando</div>
+<div class="verse">Mand&ograve; il proprio scudiero, e fu respinto.</div>
+<div class="verse">Dice gli sguardi mesti e affascinati</div>
+<div class="verse">Di Camillo al castel del primo amico,</div>
+<div class="verse">E a quell'arbore e a questa, e a quel vallone</div>
+<div class="verse">Ed a quel poggio, e del torrente ai flutti</div>
+<div class="verse">Ove insieme natavano, ed ai ghiacci</div>
+<div class="verse">Ove lungh'ore sdrucciolon vibravansi,</div>
+<div class="verse">Ridendo e punzecchiandosi e luttando,</div>
+<div class="verse">E sui ghiacci cadendo, e (bozzoluta</div>
+<div class="verse">Indi spesso la fronte o insanguinata)</div>
+<div class="verse">Tornando a casa lieti e tracotanti.</div>
+<div class="verseind">&mdash;Oh che facesti, sposo mio? prorompe</div>
+<div class="verse">La fervida Romana; un altro, un altro</div>
+<div class="verse">T'eri foggiato e l'abborrivi. Io pure,</div>
+<div class="verse">Qual lo foggiavi, l'abborr&igrave;a; ma il mostro</div>
+<div class="verse">Che innanzi agli alterati occhi ci stava,</div>
+<div class="verse">No, non era quel pio, cui s&igrave; dilette</div>
+<div class="verse">Son dell'infanzia le memorie tutte,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_241" id="Pg_241">{241}</a></span></div>
+<div class="verse">Cui tu sempre sei caro, e che s&igrave; caro</div>
+<div class="verse">Ad Ildegarde non sar&igrave;a, se iniquo.</div>
+<div class="verseind">&mdash;Sarebbe ver? balbetta Irnando; e il ciglio</div>
+<div class="verse">Gli si r&iuml;empie di s&ouml;ave pianto.</div>
+<div class="verse">Ei m'amerebbe ancora? Ei non per beffe</div>
+<div class="verse">A me mand&ograve; que' freddi intercessori</div>
+<div class="verse">Che s&igrave; mal peroravano, e quel troppo</div>
+<div class="verse">Zelante messagger che m'inaspriva</div>
+<div class="verse">Col suo ardimento? E ch'altro volli io mai</div>
+<div class="verse">Ch'esser amato da colui ch'io amava?</div>
+<div class="verse">D'odiarlo io giurava, e non potea!</div>
+<div class="verse">Ma e se la tua benignit&agrave;, Ildegarde,</div>
+<div class="verse">Ti traesse in error! S'ei mentre alcuna</div>
+<div class="verse">Rammemoranza di me pia conserva,</div>
+<div class="verse">E quasi m'ama nel passato ancora,</div>
+<div class="verse">Pur qual son m'esecrasse, ed appellarmi</div>
+<div class="verse">Collegato di vili anco s'ardisse?</div>
+<div class="verse">Se sconsigliati egli dicesse i passi</div>
+<div class="verse">Che al mio castello hai mossi, e dall'irato</div>
+<div class="verse">Cor prorompesse: &laquo;Amar non posso, Irnando!</div>
+<div class="verse">Amarlo pi&ugrave; non posso!&raquo;</div>
+<div class="i8">I dolorosi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_242" id="Pg_242">{242}</a></span></div>
+<div class="verse">Dubbii vieppi&ugrave; son da Ildegarde sgombri,</div>
+<div class="verse">Col ricordar sull'amicizia antica</div>
+<div class="verse">Questo o quel detto di Camillo.</div>
+<div class="i12">&mdash;Io dunque</div>
+<div class="verse">Era il superbo! esclama il cavaliero:</div>
+<div class="verse">Esp&iuml;ar debbo mia ingiustizia. In guerra</div>
+<div class="verse">Lunge da me l'amico mio periglia;</div>
+<div class="verse">Ad a&iuml;tarlo di mie lance io volo.</div>
+<div class="verseind">E i suoi fidi raguna, ed abbracciate</div>
+<div class="verse">La palpitante Elina ed Ildegarde</div>
+<div class="verse">E i pargoletti, in sella monta e parte.</div>
+<div class="verseind">Per molti d&igrave; le due vicine a gara</div>
+<div class="verse">Si consolavan, si pascean di speme,</div>
+<div class="verse">E alterne visitavansi, aspettando</div>
+<div class="verse">De' baroni il ritorno, o messaggero</div>
+<div class="verse">Che di lor favellasse. Ascondon ambe</div>
+<div class="verse">Il lor perturbamento, e sol ciascuna,</div>
+<div class="verse">Quando al proprio castel siede romita,</div>
+<div class="verse">Numera i giorni ed angosciata piange.</div>
+<div class="verse">Quella dicendo: &laquo;Oh non avess'io mai</div>
+<div class="verse">Conosciuto Ildegarde! Ella funesta</div>
+<div class="verse">Forse &egrave; cagion che il mio signore &egrave; spento!&raquo;</div>
+<div class="verse">L'altra a Dio ripetendo: &laquo;Il mio Camillo</div>
+<div class="verse">Salva, e s'a me rapirlo &egrave; tuo decreto,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_243" id="Pg_243">{243}</a></span></div>
+<div class="verse">Deh ch'io presto lo segua, e per mia causa</div>
+<div class="verse">Vedova Elina ed orfani i suoi figli</div>
+<div class="verse">Ah no, non restin!&raquo;</div>
+<div class="i8">Cede alla possanza</div>
+<div class="verse">Del suo rammarco alfin l'inconsolata</div>
+<div class="verse">Moglie d'Irnando, ed una sera asceso</div>
+<div class="verse">Il solito c&iacute;glion con Ildegarde,</div>
+<div class="verse">Donde vedeasi per pi&ugrave; lunga tratta</div>
+<div class="verse">La polverosa via, n&egrave; comparendo</div>
+<div class="verse">I cavalieri, o messo alcun, prorompe</div>
+<div class="verse">Abbracciando i figliuoli in disperato</div>
+<div class="verse">Pianto, e respinge dell'amica il bacio.</div>
+<div class="verseind">&mdash;Va, sciagurata, lasciami; a' miei figli</div>
+<div class="verse">Rapisti il genitore! A me rapisti</div>
+<div class="verse">Colui che tutto era al cor mio! Colui,</div>
+<div class="verse">Pel qual degli avi miei la dolce terra</div>
+<div class="verse">Senza cordoglio abbandonata avea!</div>
+<div class="verse">Viver senz'esso non poss'io: qual sorte</div>
+<div class="verse">A queste derelitte creature</div>
+<div class="verse">Verr&agrave; serbata, dacch&egrave; al padre i ferri</div>
+<div class="verse">Tolgon la vita, ed alla madre il lutto?</div>
+<div class="verse">Voler, voler del cielo era d'Irnando</div>
+<div class="verse">L'inimist&agrave; pel tuo fatal consorte!</div>
+<div class="verse">Maledetto l'istante in che, ispirata</div>
+<div class="verse">Da infernal consiglier, lieta movevi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_244" id="Pg_244">{244}</a></span></div>
+<div class="verse">A mia ruina! Maledetto il nome</div>
+<div class="verse">Di suora che ti diedi!&mdash;</div>
+<div class="i8">Al furibondo</div>
+<div class="verse">Grido geme Ildegarde, e invan des&igrave;a</div>
+<div class="verse">Trovar parole per placar l'afflitta;</div>
+<div class="verse">Invan gli amplessi iterar tenta. Ognora</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; duramente rigettata e carca</div>
+<div class="verse">Di rimbrotti amarissimi, il cordoglio</div>
+<div class="verse">Rispetta dell'amica, e ridiscende</div>
+<div class="verse">Dietro a lei mestamente la collina,</div>
+<div class="verse">D'ancella a guisa che garrita piange,</div>
+<div class="verse">E risponder non osa. A quando a quando</div>
+<div class="verse">Si sofferma Ildegarde, e confidata</div>
+<div class="verse">Tende l'orecchio e nella valle mira,</div>
+<div class="verse">Che voci udir le sembra; e quelle voci,</div>
+<div class="verse">Ahi! manda il villanel, che dagli arati</div>
+<div class="verse">Campi co' buoi ritorna, ed a lui cara</div>
+<div class="verse">Son compagnia l'antica madre, curva</div>
+<div class="verse">Sotto il fascio dell'erbe, e la robusta</div>
+<div class="verse">Moglie, peso maggior di rudi sterpi</div>
+<div class="verse">Con elegante alacrit&agrave; portando.</div>
+<div class="verseind">Ne' d&igrave; seguenti, al cons&uuml;eto poggio</div>
+<div class="verse">Le due donne riedean, ma fremebonda</div>
+<div class="verse">Sempre era Elina, e, tramontato il sole,</div>
+<div class="verse">Moveva a casa delirante d'ira<span class="pagenum noind"><a name="Pg_245" id="Pg_245">{245}</a></span></div>
+<div class="verse">E di dolore; ognor vituperata</div>
+<div class="verse">Ma affett&uuml;osa la segu&igrave;a Ildegarde.</div>
+<div class="verseind">Odon lontane grida, e nella valle,</div>
+<div class="verse">Come all'usato i guardi avidamente</div>
+<div class="verse">Con palpiti d'amor gettano entrambe</div>
+<div class="verse">E di speranza e di paura. Il cane</div>
+<div class="verse">Drizza i villosi orecchi, ed un acuto</div>
+<div class="verse">Insolito latrato alza, e si scaglia</div>
+<div class="verse">Gi&ugrave; per la prater&igrave;a precipitoso,</div>
+<div class="verse">Folte siepi saltando ed ardui fossi</div>
+<div class="verse">E scoscesi macigni. E ad intervalli</div>
+<div class="verse">Sparisce e ricompare, e tace, e abbaia,</div>
+<div class="verse">N&egrave; mai s'arresta.</div>
+<div class="i4">&mdash;E sar&agrave; ver? Son dessi,</div>
+<div class="verse">Son dessi certo! Esclamano a vicenda</div>
+<div class="verse">Con ebbrezza febbril le des&iuml;ose.</div>
+<div class="verse">Ma se alle lance reduci or mancasse</div>
+<div class="verse">Uno de' capitani, od ambo forse?</div>
+<div class="verse">Oh spaventoso dubbio! Oh sventurate!</div>
+<div class="verse">Chi ne assecura?</div>
+<div class="i4">S&igrave; dicendo, il passo</div>
+<div class="verse">Raddoppiano affannate. Al piano giunte,</div>
+<div class="verse">Odon le scalpitanti ugne veloci</div>
+<div class="verse">D'uno o duo corridori: ah fosser duo!</div>
+<div class="verse">Fosser de' duo baroni i corridori!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_246" id="Pg_246">{246}</a></span></div>
+<div class="verse">Scerner gli oggetti mal lasciava un denso</div>
+<div class="verse">Nembo di polve. Ah s&igrave;! Lor lance appunto</div>
+<div class="verse">Camillo e Irnando precedean, con ansia</div>
+<div class="verse">Di riveder le dolci spose. Oh gioia!</div>
+<div class="verse">Oh certezza felice! Il lor saluto</div>
+<div class="verse">Suona per l'aer, ben son lor voci queste.</div>
+<div class="verse">Eccoli; balzan dall'arcione. Oh amplessi!</div>
+<div class="verse">Oh istante indescrittibile! E il consorte,</div>
+<div class="verse">Poich&egrave; ciascuna ha stretto al seno, e assai</div>
+<div class="verse">L'ha coperto di lagrime e di baci,</div>
+<div class="verse">Ciascuna dell'amica infra le braccia</div>
+<div class="verse">Gittasi giubilando.</div>
+<div class="i8">&mdash;Il dolor mio</div>
+<div class="verse">Aspra mi fea: perdonami Ildegarde.</div>
+<div class="verseind">E Ildegarde alla suora il detto tronca,</div>
+<div class="verse">Ponendo bocca sovra bocca, ed ambe</div>
+<div class="verse">Pur di lagrime bagnansi. I fanciulli</div>
+<div class="verse">Preso frattanto ha fra le braccia Irnando,</div>
+<div class="verse">E accarezzato li accarezza, e gode</div>
+<div class="verse">Porgendoli a Camillo, e di Camillo</div>
+<div class="verse">La nova tenerezza rimirando.</div>
+<div class="verseind">Mentre ascendono il colle, evvi un bisbiglio,</div>
+<div class="verse">Un esclamar, un alternarsi accenti</div>
+<div class="verse">Di cortes&igrave;a e d'amore, un romper folle<span class="pagenum noind"><a name="Pg_247" id="Pg_247">{247}</a></span></div>
+<div class="verse">In pianto e in riso, un mescolar dimande</div>
+<div class="verse">E risposte e racconti, e i cominciati</div>
+<div class="verse">Detti obbl&iuml;ar per detti altri frapporre,</div>
+<div class="verse">Che niun di lor cosa veruna intende.</div>
+<div class="verseind">Nel castello d'Irnando entrano. E assisi</div>
+<div class="verse">Nella gran sala&mdash;e da donzelle e fanti</div>
+<div class="verse">Portate l'ampie coppe&mdash;e zampillato</div>
+<div class="verse">Fuor de' fiaschi ospitali il ribollente</div>
+<div class="verse">Dal roseo spumeggiar bel nibb&iuml;olo&mdash;</div>
+<div class="verse">E del giocondo brindisi i sonanti</div>
+<div class="verse">Tocchi osservati&mdash;e roborato il core&mdash;</div>
+<div class="verse">Allor le maschie voci alzano a gara</div>
+<div class="verse">I baroni, e ripigliano il racconto</div>
+<div class="verse">In pi&ugrave; segu&igrave;ta, intelligibil foggia:</div>
+<div class="verse">&mdash;Oh qual buon genio t'ispir&ograve;, Ildegarde,</div>
+<div class="verse">Te in cos&igrave; tempestiva ora spingendo</div>
+<div class="verse">A rannodar fra Irnando e me l'amato</div>
+<div class="verse">Vincol che stoltamente io franto avea!&mdash;</div>
+<div class="verseind">Cos&igrave; Camillo, e l'interrompe l'altro:</div>
+<div class="verseind">Io lo stolto! Io il feroce!&mdash;</div>
+<div class="i12">E quei la mano</div>
+<div class="verse">Sovra il labbro gli pon r&iuml;assumendo:</div>
+<div class="verseind">&mdash;Oh qual buon genio t'ispir&ograve;, Ildegarde!</div>
+<div class="verse">Perduto er'io, se redentrice possa</div>
+<div class="verse">D'amist&agrave; non ven&igrave;a. L'assed&iuml;ante<span class="pagenum noind"><a name="Pg_248" id="Pg_248">{248}</a></span></div>
+<div class="verse">Ladron dapprima sbaragliai, ma il tristo</div>
+<div class="verse">Novella frotta ragun&ograve;. Me chiuso</div>
+<div class="verse">Nel castel della suora, egli ogni giorno</div>
+<div class="verse">Schern&igrave;a e sfidava. Io sul fellone indarno</div>
+<div class="verse">Prorompeva ogni giorno: ahim&egrave;! gli sforzi</div>
+<div class="verse">Del valor mio nulla potean su tanto</div>
+<div class="verse">Nover crescente di nemici. A noi</div>
+<div class="verse">Gi&agrave; le biade fall&igrave;an, gi&agrave; fall&igrave;an l'armi,</div>
+<div class="verse">E gi&agrave; il cessar d'ogni speranza e il cruccio</div>
+<div class="verse">Rabido della fame a' guerrier nostri</div>
+<div class="verse">Consigliavan rivolta ed abbandono.</div>
+<div class="verse">Universal divenne voce alfine:</div>
+<div class="verse">&laquo;Arrendiamci! arrendiamci!&raquo; Il masnadiero</div>
+<div class="verse">Promettea vita a ognun fuorch&egrave; a mia suora</div>
+<div class="verse">E a' suoi figliuoli e a me. Tra minaccioso</div>
+<div class="verse">E supplicante, io i perfidi arringava,</div>
+<div class="verse">Che della rocca aprir volean le porte:</div>
+<div class="verse">&mdash;&laquo;Sino a dimane il tradimento, o iniqui,</div>
+<div class="verse">Sino a dimane sospendete!&raquo; Un resto</div>
+<div class="verse">Di piet&agrave; e di rispetto, al grido mio,</div>
+<div class="verse">R&iuml;entr&ograve; in cor de' pi&ugrave;. &laquo;Sino a dimane!</div>
+<div class="verse">Sclamarono, e se Dio pria dell'aurora</div>
+<div class="verse">Portenti oprato non avr&agrave; a tuo scampo,</div>
+<div class="verse">Lo scampo nostro procacciar n'&egrave; forza.&raquo;</div>
+<div class="verse">Oh spaventosa notte! Oh fugaci ore!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_249" id="Pg_249">{249}</a></span></div>
+<div class="verse">Oh come orrenda cosa eraci il suono</div>
+<div class="verse">Del bronzo che segnavale! Oh angosciato</div>
+<div class="verse">Appressarsi dell'alba! Oh sbigottiti</div>
+<div class="verse">Muti sembianti della mia sorella</div>
+<div class="verse">E de' suoi pargoletti! Oh contrastante</div>
+<div class="verse">Dignit&agrave; di parole in prepararci</div>
+<div class="verse">A' vicini supplizi! Ed oh com'io</div>
+<div class="verse">Tra me dicea: &laquo;Deh! che non seppi amico</div>
+<div class="verse">Tutta la vita conservarmi Irnando?&mdash;</div>
+<div class="verse">Improvviso frastuono udiam levarsi</div>
+<div class="verse">Fuor delle mura. Che sar&agrave;? Oh prodigio!</div>
+<div class="verse">Una pugna! E con chi?&mdash;&laquo;La man di Dio!</div>
+<div class="verse">La man di Dio!&raquo; gridan mie turbe: a terra</div>
+<div class="verse">Mi si prostran pentite, il giuramento</div>
+<div class="verse">Di fedelt&agrave; rinnovano; a gagliarda</div>
+<div class="verse">Sortita le s&uuml;ado, ed infinito</div>
+<div class="verse">Macel lung'ora de' nemici &egrave; fatto.</div>
+<div class="verseind">Qui il narrar di Camillo Irnando tronca:</div>
+<div class="verse">&mdash;Ah! s'impeto cotanto, e se cotanta</div>
+<div class="verse">Prodezza ad ammirar non m'astringevi,</div>
+<div class="verse">Me gli assaliti sconfiggeano! In fuga</div>
+<div class="verse">Eran molti de' miei, gi&agrave; in fuga io stesso</div>
+<div class="verse">Omai volgeami disperato: i colpi</div>
+<div class="verse">Tuoi scomposer l'esercito inimico,</div>
+<div class="verse">E di salvezza io debitor t'andai!&mdash;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_250" id="Pg_250">{250}</a></span></div>
+<div class="verseind">S'avvicendan la lode i cavalieri,</div>
+<div class="verse">L'uno dell'altro memorando i fatti.</div>
+<div class="verse">Alfine Elina sclama:&mdash;Ad Ildegarde</div>
+<div class="verse">Spettan tutte le lodi! Innanzi a lei</div>
+<div class="verse">Prostratevi, e la sua destra baciate.&mdash;</div>
+<div class="verseind">E i cavalieri prostratisi, e la destra</div>
+<div class="verse">Baciano d'Ildegarde, e penitenza</div>
+<div class="verse">Le chieggon del furente odio passato;</div>
+<div class="verse">Ed ella in penitenza un'annua festa</div>
+<div class="verse">Intima in questo e in quel castel, che festa</div>
+<div class="verse">Dell'amist&agrave; si chiami, e dove uficio</div>
+<div class="verse">De' vati sia cantar quanti sospetti</div>
+<div class="verse">Calunn&iuml;osi partorisce l'ira,</div>
+<div class="verse">E quanto l'ira accrescano le ambagi</div>
+<div class="verse">De' falsi intercessori, e quanto egregia</div>
+<div class="verse">Sappia interceditrice esser la donna.</div>
+<div class="verseind">&mdash;E da me, per mia ingiusta ira, qual vuoi</div>
+<div class="verse">Penitenza? soggiugne in umil atto</div>
+<div class="verse">Palma a palma accostando, ed il ginocchio</div>
+<div class="verse">Piegando Elina.&mdash;</div>
+<div class="i8">Ed Ildegarde:&mdash;Il primo</div>
+<div class="verse">Figlio, o diletta, che ti nasca, il nome</div>
+<div class="verse">Porti del mio Camillo; e mi sia dato,</div>
+<div class="verse">Se figli avr&ograve;, chiamarli Irnando o Elina.</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_251" id="Pg_251">{251}</a></span></p>
+
+<h2>AROLDO E CLARA</h2>
+
+<h4>CANTICA.</h4>
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_252" id="Pg_252">{252}</a></span></p>
+
+<div class="blockquot"><p>Questa cantica nacque in giorni di somma sventura, ne' quali io,
+sentendomi troppo inclinato a sentimenti di sdegno, procacciava di
+vincerli col ragionare fra me stesso sulla bellezza della
+mansuetudine. Era in me indelebile un consiglio del buon Alessandro
+Volta, il quale un d&igrave; m'aveva detto queste parole, distogliendomi
+dallo scrivere satire:&mdash;&laquo;La poesia arrabbiata non migliora nessuno;
+e se v'avviene di sentirvi iracondo e propenso a spargere la bile in
+versi, paventate di diventar maligno. Vorrei anzi che allora
+cercaste di raddolcirvi, poetando sopra qualche nobile esempio di
+carit&agrave; e d'indulgenza.&raquo;</p></div>
+
+<hr style="width: 25%;" />
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_253" id="Pg_253">{253}</a></span></p>
+
+<h2>AROLDO E CLARA.</h2>
+
+<div class="blockr"><p class="neg"><i>Sed si esurierit inimicus tuus, ciba illum; si sitit, potum da
+illi.</i></p>
+
+<p class="right">(Ep. ad Rom. 12.)</p></div>
+
+
+<h3>I.</h3>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verseind">Piangi, o la pi&ugrave; gentil fra le convalli</div>
+<div class="verse">Dello spumante Pellice, ove un giorno</div>
+<div class="verse">Alle sale d'Aroldo i Saluzzesi</div>
+<div class="verse">Cavalieri afflu&igrave;ano ad alte feste.</div>
+<div class="verse">Pi&ugrave; non vedrai delle sue torri a sera</div>
+<div class="verse">Uscir giulivo il cieco vecchio Aroldo,</div>
+<div class="verse">Caramente appoggiando un braccio e l'altro</div>
+<div class="verse">Sovra Ioffrido e Clara, ed il canuto</div>
+<div class="verse">Ciglio volgendo con amor, ma indarno,</div>
+<div class="verse">Ai dolci rai del tramontante sole.</div>
+<div class="verseind">Que' figli suoi nascean gemelli, e santa</div>
+<div class="verse">Tenerezza li univa. Or sola e mesta</div>
+<div class="verse">Clara accompagna il cieco padre a sera</div>
+<div class="verse">Fuor della torre, perocch&egrave; il gagliardo</div>
+<div class="verse">Fratel devote ha l'armi alla difesa<span class="pagenum noind"><a name="Pg_254" id="Pg_254">{254}</a></span></div>
+<div class="verse">Del pio Tommaso suo ramingo prence</div>
+<div class="verse">Contro i nemici della patria terra.</div>
+<div class="verseind">Rosseggiava bellissimo un tramonto</div>
+<div class="verse">Sulle nevi lontane, e stupefatto</div>
+<div class="verse">Pareva il sol che dal romito albergo</div>
+<div class="verse">A salutarlo non venisse il vecchio.</div>
+<div class="verse">Ahim&egrave;, quell'era di sventura un novo</div>
+<div class="verse">Spaventevole d&igrave;! Schiudesi alfine</div>
+<div class="verse">La porta del castello, e con veloci</div>
+<div class="verse">Passi agitatamente escono Aroldo,</div>
+<div class="verse">Clara e pi&ugrave; servi; n&egrave; il canuto ciglio</div>
+<div class="verse">Ai soavi del sole ultimi rai</div>
+<div class="verse">Volger si cura. Che avvenia?&mdash;Dal campo</div>
+<div class="verse">Infausto messo &egrave; giunto. Il pro' Ioffrido</div>
+<div class="verse">Contro l'usurpator del saluzzese</div>
+<div class="verse">Seggio osando tropp'oltre avventurarsi</div>
+<div class="verse">Nel calor della pugna, il circondaro</div>
+<div class="verse">L'empie straniere spade, e prigion cadde.</div>
+<div class="verseind">Speme di riscattar s&igrave; cara vita</div>
+<div class="verse">Nutre il barone antico; e vuole ei stesso</div>
+<div class="verse">Trar supplichevol senza indugio al truce</div>
+<div class="verse">Fortunato invasor, che se talora</div>
+<div class="verse">Immolar gode i miseri captivi,</div>
+<div class="verse">Talor si placa a ricca d'oro offerta,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_255" id="Pg_255">{255}</a></span></div>
+<div class="verse">Molto dovendo da sua iniqua sede</div>
+<div class="verse">Oro il tiranno effonder sulle bande</div>
+<div class="verse">Dell'alleato provenzal monarca.</div>
+<div class="verseind">Giunto al margin vicino ove al tragitto</div>
+<div class="verse">Nel rigonfiato Pellice &egrave; apprestata</div>
+<div class="verse">La navicella, Aroldo porge il bacio</div>
+<div class="verse">Del congedo alla figlia. Allora al collo</div>
+<div class="verse">Gli s'avvinghia la pia.&mdash;Sola a mie stanze</div>
+<div class="verse">Non rieder&ograve;, buon genitor; pupilla</div>
+<div class="verse">Esser della tua fronte a chi s'aspetta</div>
+<div class="verse">Se non a me? Forse piet&agrave; maggiore</div>
+<div class="verse">Assalir&agrave; dello sdegnato sire</div>
+<div class="verse">Il cor, s'umano ha cor, prona a' suoi piedi</div>
+<div class="verse">La veneranda tua canizie e gli anni</div>
+<div class="verse">Giovenili di vergine scorgendo,</div>
+<div class="verse">Che colla vita del fratel la vita</div>
+<div class="verse">Chiede del padre.</div>
+<div class="i8">Vuole opporsi Aroldo,</div>
+<div class="verse">Ma mentre in barca ei scende, ella d'un balzo</div>
+<div class="verse">Gi&agrave; vel precede, e al consentir paterno</div>
+<div class="verse">Fa cogli amplessi v&iuml;olenza, e l'onde</div>
+<div class="verse">Perigliose attraversano. Ma ov'era</div>
+<div class="verse">L'Angiol del vecchio afflitto e l'Angiol tuo,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_256" id="Pg_256">{256}</a></span></div>
+<div class="verse">Generosa innocente? A voi non velo</div>
+<div class="verse">Fecer colle tutrici ale a celarvi</div>
+<div class="verse">Alla vista de' prossimi ladroni</div>
+<div class="verse">Che irrompono co' brandi alla rapina.</div>
+<div class="verseind">Voler divino ai nembi di sfortuna</div>
+<div class="verse">Lascia possanza sovra i giusti un tempo;</div>
+<div class="verse">Ma breve &egrave; il tempo sotto il sole, e arcana</div>
+<div class="verse">Nei patimenti una virt&ugrave; Dio pose</div>
+<div class="verse">Ch'anco i giusti migliora e a s&egrave; li innalza.</div>
+<div class="verseind">Sbandato di predoni era un drappello,</div>
+<div class="verse">Che della guerra col favor raccolto</div>
+<div class="verse">S'era d'Itale spiagge e di straniere</div>
+<div class="verse">A rubamenti ed omicidii, altero</div>
+<div class="verse">Linguaggio alzando di zelanti eroi,</div>
+<div class="verse">Campioni della patria e di Manfredo.</div>
+<div class="verse">S'azzuffan del baron coi fidi servi,</div>
+<div class="verse">E nell'orrenda mischia ad uno ad uno</div>
+<div class="verse">Dal soverchiante numero feriti</div>
+<div class="verse">Vengon que' servi, e de' vincenti in mano</div>
+<div class="verse">Son le ricchezze che a comprar la vita</div>
+<div class="verse">Destinava del figlio il cieco sire.</div>
+<div class="verseind">Intero un d&igrave; per boschi e per dirupi</div>
+<div class="verse">Ei trascinato colla figlia venne,</div>
+<div class="verse">Ma il manto della notte ai duo infelici<span class="pagenum noind"><a name="Pg_257" id="Pg_257">{257}</a></span></div>
+<div class="verse">Prest&ograve; propizie tenebre, e dal mezzo</div>
+<div class="verse">Del br&iuml;aco drappel de' masnadieri</div>
+<div class="verse">Quetamente si trassero alla valle.</div>
+<div class="verseind">Come lontani fur dall'empia frotta,</div>
+<div class="verse">E ardiron favellare, il cieco strinse</div>
+<div class="verse">La figlia al seno, e grazie alte le rese</div>
+<div class="verse">D'averlo addotto a salvamento, e lei</div>
+<div class="verse">Per l'accorto suo senno e per la dolce</div>
+<div class="verse">Filial carit&agrave; ribenedisse.</div>
+<div class="verseind">&mdash;Or dove, o padre, senza a&iuml;ta alcuna</div>
+<div class="verse">Ci avv&iuml;eremo?</div>
+<div class="i8">&mdash;O Clara mia, remoti</div>
+<div class="verse">Siam dal nostro castello, e a ritornarvi</div>
+<div class="verse">Il tempo mancheria; son prez&iuml;osi</div>
+<div class="verse">Tutti gl'istanti; acceleriamo il passo</div>
+<div class="verse">Verso il campo nemico, appo le triste</div>
+<div class="verse">Di Saluzzo rovine. O senza doni</div>
+<div class="verse">Compariremo anzi al tremendo sire,</div>
+<div class="verse">Ma sincere promesse il piegherranno</div>
+<div class="verse">A moti di clemenza. Inoltre ho fede</div>
+<div class="verse">In mia canizie e in queste spente occhiaie</div>
+<div class="verse">E nel pianto che versano, e ben anco,</div>
+<div class="verse">Figlia, nel tuo.</div>
+<div class="i8">Pensava Aroldo ospizio<span class="pagenum noind"><a name="Pg_258" id="Pg_258">{258}</a></span></div>
+<div class="verse">Prender non lunge, ove la figlia al raggio</div>
+<div class="verse">Della luna scorgea l'amica torre</div>
+<div class="verse">D'un consanguineo sir. Ma l&agrave; giugnendo,</div>
+<div class="verse">Odon che il giorno pria furibonda oste</div>
+<div class="verse">Era quivi passata e avea deserta</div>
+<div class="verse">La rocca e trucidato il castellano,</div>
+<div class="verse">E devastato a' villici i tugurii.</div>
+<div class="verseind">Il negro pan de' villici dispersi</div>
+<div class="verse">Piangendo rompe colla figlia Aroldo,</div>
+<div class="verse">E beono alle lor tazze. Indi sen vanno</div>
+<div class="verse">Per tutti i casolari, invan cercando</div>
+<div class="verse">Palafreno o giumento: avean le schiere</div>
+<div class="verse">De' nemici avidissime votata</div>
+<div class="verse">In que' lochi ogni stalla.</div>
+<div class="i12">&mdash;Ahi, dilungati</div>
+<div class="verse">Vieppi&ugrave; ci siam dal tetto nostro, o padre!</div>
+<div class="verse">Or dove andrem?</div>
+<div class="i8">&mdash;Pedon la via si segua</div>
+<div class="verse">Sino al mattin: buio non &egrave;, dicesti.</div>
+<div class="verse">Fa cor; preghiamo camminando, e al guardo</div>
+<div class="verse">D'altri ladron te, mia dovizia or sola,</div>
+<div class="verse">Te il ciel pietoso asconder&agrave;.</div>
+<div class="i12">S&igrave; disse,</div>
+<div class="verse">E di padre l'affetto e di sorella<span class="pagenum noind"><a name="Pg_259" id="Pg_259">{259}</a></span></div>
+<div class="verse">Lena lor porge insino all'alba. Il campo</div>
+<div class="verse">Mostrossi allora al pauroso orecchio</div>
+<div class="verse">Della fanciulla pria che agli occhi.</div>
+<div class="i16">&mdash;O padre,</div>
+<div class="verse">Odi tu, disse, odi tu roco un suono</div>
+<div class="verse">Simile al suon della buf&egrave;ra o a quello</div>
+<div class="verse">Di molte acque correnti?</div>
+<div class="i12">Il vecchio capo</div>
+<div class="verse">Ei sofferm&ograve;, ed immemore un istante</div>
+<div class="verse">Delle sue angosce, alz&ograve; la barba e rise.</div>
+<div class="verseind">&mdash;Oh di qual gioia quel fragor m'empiea</div>
+<div class="verse">Negli anni miei di gloria! &Egrave; il campo, o figlia!</div>
+<div class="verse">Noto &egrave; ad orecchio di guerrier quel suono,</div>
+<div class="verse">Come voce di sposa al suo diletto.</div>
+<div class="verse">Un d&igrave; cos&igrave; fremente io il bellicoso</div>
+<div class="verse">Aere appena sentia, sovra il mio scudo</div>
+<div class="verse">Battea forte l'acciaro, e dai precordii</div>
+<div class="verse">Metteva un grido che atterr&igrave;a da lunge</div>
+<div class="verse">Del nemico le scolte. E i miei congiunti</div>
+<div class="verse">Dicean: &laquo;Voce &egrave; d'Aroldo, oggi si pugni,</div>
+<div class="verse">Ch&egrave; dove &egrave; Aroldo, &egrave; la vittoria.&raquo; Or fiacca</div>
+<div class="verse">&Egrave; questa voce, e pi&ugrave; la destra, e al breve</div>
+<div class="verse">Giubilo del guerrier tosto succede<span class="pagenum noind"><a name="Pg_260" id="Pg_260">{260}</a></span></div>
+<div class="verse">In me a quel suono il trepidar del padre.</div>
+<div class="verseind">Proseguiro alcun tempo, e quindi Clara,</div>
+<div class="verse">Che sino allor s&ouml;avemente a' detti</div>
+<div class="verse">Del genitore avea frammisti i suoi,</div>
+<div class="verse">Incominci&ograve; a interrompersi, e risposte</div>
+<div class="verse">Dar che, non conscio l'intelletto, un moto</div>
+<div class="verse">Parean sol delle labbra. A poco spazio</div>
+<div class="verse">Vedea della distante oste per l'aure</div>
+<div class="verse">Quasi di nave altissimi duo pini</div>
+<div class="verse">Elevarsi e ondeggiar, poscia fermarsi</div>
+<div class="verse">Come al suolo confitti. E secondata</div>
+<div class="verse">Ven&igrave;a quell'opra da un clamor che il primo</div>
+<div class="verse">Clamor non era, ma or fischiante or rotto</div>
+<div class="verse">Da infami ghigni o da cupo silenzio.</div>
+<div class="verseind">A' sensi suoi creder dovea? Le cime</div>
+<div class="verse">Parean gravate de' duo legni, e il pondo</div>
+<div class="verse">Che le gravava non scerneasi. Udito</div>
+<div class="verse">Spesso Clara ha di barbari supplizi,</div>
+<div class="verse">Ove ad appesa vittima lo strale</div>
+<div class="verse">Drizzano i bersaglieri, ed ott&iuml;en palma.</div>
+<div class="verse">Quei che divide dalle ciglia il teschio.</div>
+<div class="verseind">Di tai supplizi un questo fora? Oh dubbio</div>
+<div class="verse">Peggior di morte! E chi alla sbigottita</div>
+<div class="verse">Dice s'uno col&agrave; de' mor&iuml;enti<span class="pagenum noind"><a name="Pg_261" id="Pg_261">{261}</a></span></div>
+<div class="verse">L'amato suo fratello ora non sia?</div>
+<div class="verse">Chi le dice se il passo al genitore</div>
+<div class="verse">Vietare a forza ella non debba? Ahi lassa!</div>
+<div class="verse">E se il padre trattien, non di Ioffrido,</div>
+<div class="verse">Che forse ancor sull'albero non pende,</div>
+<div class="verse">Cagioner&agrave; la morte?... Ad ogni costo</div>
+<div class="verse">Vadasi al fatal loco!</div>
+<div class="i8">Il pi&egrave;, tremando</div>
+<div class="verse">In ci&ograve; pensare, affretta. In man la mano</div>
+<div class="verse">Della meschina Aroldo tien.&mdash;Di gelo,</div>
+<div class="verse">Fra s&egrave; diceva, &egrave; questa man, siccome</div>
+<div class="verse">Quella ch'io strinsi di sua madre al letto</div>
+<div class="verse">Ove s'estinse.</div>
+<div class="i4">Indi il vegliardo scuote</div>
+<div class="verse">Il capo, quasi scuotere volesse</div>
+<div class="verse">Un malaugurio, e non potea.&mdash;Di morte,</div>
+<div class="verse">Figlia, i negri m'inseguon pensamenti.</div>
+<div class="verse">Abbi piet&agrave; di mia vecchiaia, e i cari</div>
+<div class="verse">Detti mi porgi che tue labbra sciorre</div>
+<div class="verse">Uniche san, quando scorato &egrave; il padre.</div>
+<div class="verseind">Nata ne' giorni di sventura, e in erma</div>
+<div class="verse">Torre cresciuta, ove sorelle e madre</div>
+<div class="verse">Vide spirar, sollecita a sinistri</div>
+<div class="verse">Presentimenti schiuder l'alma, &egrave; fatto<span class="pagenum noind"><a name="Pg_262" id="Pg_262">{262}</a></span></div>
+<div class="verse">In lei relig&iuml;on. Si raccapriccia</div>
+<div class="verse">In udir che s'affaccin alla mente</div>
+<div class="verse">Del genitore e in quest'istante i negri</div>
+<div class="verse">Pensamenti di morte. A lui si volge,</div>
+<div class="verse">Apre le labbra&mdash;e i consolanti detti</div>
+<div class="verse">Ch'uniche sciorre un d&igrave; sapean, non trova:</div>
+<div class="verse">Non trova, ed ahi! la prima volta &egrave; questa</div>
+<div class="verse">Che inobbedito di suo padre &egrave; il cenno.</div>
+<div class="verseind">&mdash;Pi&ugrave; de' pensier miei tristi or malaugurio</div>
+<div class="verse">M'&egrave; il tuo silenzio, ei dice.</div>
+<div class="i12">E lo spavento</div>
+<div class="verse">In lei crescendo, e a' rai primi del sole</div>
+<div class="verse">Splender veggendo le volanti frecce,</div>
+<div class="verse">Improvviso s'arresta.&mdash;Oh genitore!</div>
+<div class="verse">Non c'inoltriam: non odi tu le strida</div>
+<div class="verse">Degli assassini?</div>
+<div class="i8">&mdash;Il figlio, il figlio mio</div>
+<div class="verse">Forse a morte strascinano: affrettiamci.</div>
+<div class="verseind">&mdash;Deh, padre, ferma! a' piedi tuoi ten prego.</div>
+<div class="verse">Io stessa innanzi andronne, e se Ioffrido</div>
+<div class="verse">In vita &egrave; ancor, di novo al fianco tuo</div>
+<div class="verse">Tosto mi rendo, ma te... O ciel! raddurre</div>
+<div class="verse">Te vivo a casa allor io posso almeno!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_263" id="Pg_263">{263}</a></span></div>
+<div class="verseind">&mdash;Sciagurata, che parli? Orrende cose</div>
+<div class="verse">Forse tu vedi e a me non dici. Ovvero</div>
+<div class="verse">Fra quelle voci che il mio antico orecchio</div>
+<div class="verse">Non distinte percuotono, tu scerni</div>
+<div class="verse">Voci di morte e del fratello il nome.</div>
+<div class="verse">Che vedi tu? Che al giovenil tuo orecchio</div>
+<div class="verse">Porta il tumult&uuml;oso aere d'atroce?</div>
+<div class="verseind">&mdash;Nulla, o buon padre. Ma t'arresta; pensa</div>
+<div class="verse">Che se tu, giunto appo i nemici, udissi</div>
+<div class="verse">L'orribil caso... tu m'intendi... allora</div>
+<div class="verse">Orfana forse rimarrei nel campo.</div>
+<div class="verseind">&mdash;Me perder temi, e non t'avvedi, insana,</div>
+<div class="verse">Che scellerata &egrave; tua piet&agrave;? Egli muore,</div>
+<div class="verse">E tu qui mi rattieni? Il varco sgombra,</div>
+<div class="verse">Tel comando, obbedisci.</div>
+<div class="i12">All'inusata</div>
+<div class="verse">Ira paterna impaurissi Clara;</div>
+<div class="verse">S'alz&ograve;. Con passi rapidi il cammino</div>
+<div class="verse">Misura il cieco, e strascinata quasi</div>
+<div class="verse">La giovinetta il segue. Erasi spersa</div>
+<div class="verse">La turba intanto che cingea i duo pini,</div>
+<div class="verse">E presso a questi il padre e la sorella</div>
+<div class="verse">Arrivan di Ioffrido. Ella pi&ugrave; volte</div>
+<div class="verse">Erse il ciglio tremando, e insanguinate<span class="pagenum noind"><a name="Pg_264" id="Pg_264">{264}</a></span></div>
+<div class="verse">Scorse due salme, e incontanente a terra</div>
+<div class="verse">Ritrasse il guardo. E non varr&igrave;a sovr'esse</div>
+<div class="verse">Fiso tenerlo ad indagar; ch&egrave; franta</div>
+<div class="verse">Han la coppa del cranio, e dal mozzato</div>
+<div class="verse">Lor sembiante piovea c&egrave;rebro e sangue.</div>
+<div class="verseind">Ma quell'orrida vista e lo spavento</div>
+<div class="verse">Forza a' ginocchi tolgonle ed al core:</div>
+<div class="verseind">&mdash;Padre! dic'ella, padre!... E qui stramazza</div>
+<div class="verse">A' pi&egrave; d'Aroldo.</div>
+<div class="i8">E mentre brancolando</div>
+<div class="verse">Col caro pegno tra le braccia fugge</div>
+<div class="verse">D'in mezzo della via, per&ograve; che udito</div>
+<div class="verse">Brigata di cavalli ha scalpitante</div>
+<div class="verse">Di qua dal campo alla sua volta, e ignaro</div>
+<div class="verse">Ad un de' lati fermasi, ove un tronco</div>
+<div class="verse">D'albero sente; innanzi a lui lo stuolo</div>
+<div class="verse">Giunge de' cavalieri. Era Manfredo,</div>
+<div class="verse">Che di baroni provenzali cinto</div>
+<div class="verse">Per intenti di guerra iva il terreno</div>
+<div class="verse">Intorno visitando. Una fanciulla</div>
+<div class="verse">Scorge egli tramortita ed un vegliardo;</div>
+<div class="verse">E voltosi ad Aroldo, acerbamente</div>
+<div class="verse">Cos&igrave; gli grida:&mdash;O discortese e stolto,</div>
+<div class="verse">Perch&egrave; nel sangue d'un fellone e sotto<span class="pagenum noind"><a name="Pg_265" id="Pg_265">{265}</a></span></div>
+<div class="verse">Il patibolo tratta hai quell'afflitta,</div>
+<div class="verse">Cui toglie i sensi il raccapriccio?</div>
+<div class="i16">&mdash;Oh sire,</div>
+<div class="verse">Oh novo sire di Saluzzo! esclama</div>
+<div class="verse">L'antico cavalier, cui non intera</div>
+<div class="verse">L'aspra parola del crudel pungea,</div>
+<div class="verse">Nota &egrave; ad Aroldo ancor la voce tua:</div>
+<div class="verse">Aroldo io son dalle romite torri</div>
+<div class="verse">Che si specchian nel Pellice. E l'illustre</div>
+<div class="verse">Tuo genitor te adolescente spesso</div>
+<div class="verse">Adduceva a mie sale, e co' miei figli</div>
+<div class="verse">In un calice sol beevi a mensa.</div>
+<div class="verse">Ah per memoria del tuo estinto padre</div>
+<div class="verse">Oggi piet&agrave; di me ti prenda! Il figlio</div>
+<div class="verse">Ch'unico maschio avanza a mia vecchiaia,</div>
+<div class="verse">E cadde tuo prigion, deh non rapirmi!</div>
+<div class="verse">Io non leggeri doni a te in riscatto</div>
+<div class="verse">Dal mio castel portato avea, ma iniqui</div>
+<div class="verse">Predatori per via m'hanno assalito.</div>
+<div class="verse">Alle mie braccia il caro figlio rendi,</div>
+<div class="verse">E qual tributo m'imporrai ti solvo,</div>
+<div class="verse">Pareggiasse anco de' miei campi aviti</div>
+<div class="verse">L'intero pregio.</div>
+<div class="i8">&mdash;O sciagurato Aroldo,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_266" id="Pg_266">{266}</a></span></div>
+<div class="verse">Di qual osi tributo or favellarmi,</div>
+<div class="verse">Se finor tutto mi negasti? &Egrave; tardi.</div>
+<div class="verseind">&mdash;Tardi, o sire, non &egrave;. Seguita, &egrave; vero,</div>
+<div class="verse">Fu da bollente figlio mio l'insegna</div>
+<div class="verse">De' prischi Saluzzesi e di Tommaso,</div>
+<div class="verse">E la vittoria a tua prodezza arride.</div>
+<div class="verse">Ma tu il fervido oprar del giovinetto</div>
+<div class="verse">Dona pietosamente al supplicante</div>
+<div class="verse">Suo genitor che in venti pugne il sangue</div>
+<div class="verse">Vers&ograve; pel nobil padre tuo, quand'esso</div>
+<div class="verse">Con tanta gloria signor&igrave;a qui tenne.</div>
+<div class="verseind">&mdash;&Egrave; tardi, o vecchio, e duolmene. In te accogli</div>
+<div class="verse">Tutta la forza ond'&egrave; capace il core</div>
+<div class="verse">D'un cavalier. Sovra quel legno pende</div>
+<div class="verse">Un trafitto cui grazia altra non posso</div>
+<div class="verse">Conceder pi&ugrave; che di ritorlo ai corvi,</div>
+<div class="verse">E consentirgli de' suoi cari il pianto.</div>
+<div class="verseind">Disse, e accennando che una guardia il morto</div>
+<div class="verse">Dalla croce calasse e all'infelice</div>
+<div class="verse">Lo rimettesse, cogli sproni un tocco</div>
+<div class="verse">D&iuml;ede al cavallo e col suo stuol disparve.</div>
+<div class="verseind">Clara i sensi racquista, e oh di dolore<span class="pagenum noind"><a name="Pg_267" id="Pg_267">{267}</a></span></div>
+<div class="verse">Qual novo orrendo palpito! Era dunque</div>
+<div class="verse">Il fratel suo quel miserando ucciso!</div>
+<div class="verse">Eccolo tolto dal funesto legno;</div>
+<div class="verse">Ed ella il raffigura a cicatrici</div>
+<div class="verse">Che sul petto ei portava. Oh come il vecchio</div>
+<div class="verse">E l'angosciata giovin su quel corpo</div>
+<div class="verse">S'abbandonan piangendo! Ella in lino</div>
+<div class="verse">L'infranta testa p&iuml;amente avvolge,</div>
+<div class="verse">E chiede aiuto ai v&iuml;andanti. A dolce</div>
+<div class="verse">Carit&agrave; si commove una famiglia</div>
+<div class="verse">Di Saluzzesi agricoltori, e dato</div>
+<div class="verse">Viene un carro con bovi, onde al lontano</div>
+<div class="verse">Castello il morto cavalier si tragga.</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 15%;" />
+<h3>II.</h3>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verseind">Or da quel giorno d'ineffabil lutto</div>
+<div class="verse">Rivolgiamo la mente oltre a sei lune,</div>
+<div class="verse">E la mesta mia cantica, i solinghi</div>
+<div class="verse">Pianti dell'orbo vecchio e di sua figlia</div>
+<div class="verse">Commiserando, svolga altra vicenda.</div>
+<div class="verseind">Era una sera: alle vetuste mura</div>
+<div class="verse">Del baron s'appresenta un fuggitivo,</div>
+<div class="verse">A cui ferite e febbril sete esausta</div>
+<div class="verse">Miseramente avean la voce. Aroldo<span class="pagenum noind"><a name="Pg_268" id="Pg_268">{268}</a></span></div>
+<div class="verse">Piena di vino gli mand&ograve; una coppa</div>
+<div class="verse">Con questi detti: Al focolar t'accosta</div>
+<div class="verse">Sin che apprestata sia la cena, e al sire</div>
+<div class="verse">Perdona del castel s'ei di sue stanze</div>
+<div class="verse">Non uscir&agrave;, dove cordoglio il tiene.</div>
+<div class="verseind">Clara port&ograve; que' detti, e il fuggitivo</div>
+<div class="verse">Che al maestoso inceder cavaliero</div>
+<div class="verse">Parea e mend&igrave;co a' finti panni, il volto</div>
+<div class="verse">Pria si coverse, indi con pronti passi</div>
+<div class="verse">Balzar tent&ograve; fuor della soglia, a guisa</div>
+<div class="verse">Di mortal che, caduto in impensato</div>
+<div class="verse">Orribile periglio, aneli scampo.</div>
+<div class="verse">Ma nella mossa impetuosa a lui</div>
+<div class="verse">Manca il fievole spirto, e piomba a terra.</div>
+<div class="verse">Clara il soccorre, il mira, ed alla negra</div>
+<div class="verse">Ricciuta barba e al crine ella il ravvisa.</div>
+<div class="verseind">Chi era? Chi!... Manfredo! il gi&agrave; possente</div>
+<div class="verse">Desolator della sua patria! il ladro</div>
+<div class="verse">Che alla corona del nepote osava</div>
+<div class="verse">Stender la man sacrilega, e sul capo</div>
+<div class="verse">Inverecondo imporsela, e i diritti</div>
+<div class="verse">Calpestar pi&ugrave; sanciti, e di Saluzzo</div>
+<div class="verse">Dirsi benefattor, serva a stranieri</div>
+<div class="verse">Brandi facendo la nat&igrave;a contrada!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_269" id="Pg_269">{269}</a></span></div>
+<div class="verse">Fortuna alfin l'abbandon&ograve;: fuggiasco</div>
+<div class="verse">Da compiuta sconfitta &egrave; l'empio sire,</div>
+<div class="verse">E per sottrarsi agl'inseguenti ferri</div>
+<div class="verse">Ei s'&egrave; imboscato in varii lochi, e ignote</div>
+<div class="verse">Calc&ograve; deserte rupi. Indi pel sangue</div>
+<div class="verse">Nella pugna perduto e per la rabbia</div>
+<div class="verse">Gli s'era da brev'ora intorbidato</div>
+<div class="verse">S&igrave; fattamente il lume del pensiero,</div>
+<div class="verse">Che mal sapea dov'ei movesse, e giunto</div>
+<div class="verse">Era ai campi d'Aroldo altra credendo</div>
+<div class="verse">Sponda toccar. Qui pi&ugrave; dal dolce tempo</div>
+<div class="verse">D'adolescenza riportate mai</div>
+<div class="verse">Non avea l'orme, ed alberi e tugurii</div>
+<div class="verse">Mutato avean l'aspetto della terra.</div>
+<div class="verseind">Sol quand'ei vide Clara, appien le soglie</div>
+<div class="verse">Raffigur&ograve; d'Aroldo, e se bastata</div>
+<div class="verse">A lui fosse la possa, ei rifugg&igrave;a.</div>
+<div class="verseind">Manfredo! e senza guardie! e semivivo,</div>
+<div class="verse">Sotto il tetto dell'uom cui trucidato</div>
+<div class="verse">Non in battaglia, ma in supplizi ha il figlio!</div>
+<div class="verse">Clara il conosce, e mentre a lui gli spirti</div>
+<div class="verse">I famigli richiamano, ella corre</div>
+<div class="verse">Alle stanze del padre, e gi&agrave; gi&agrave; quasi</div>
+<div class="verse">A lui cos&igrave; sclamava:&mdash;Esci, un prodigio<span class="pagenum noind"><a name="Pg_270" id="Pg_270">{270}</a></span></div>
+<div class="verse">Ad ammirar del Dio delle vendette:</div>
+<div class="verse">Sull'ossa di tuo figlio a spirar viene</div>
+<div class="verse">Il suo assassin!</div>
+<div class="i8">Ma in quell'istante gli occhi</div>
+<div class="verse">Della donzella alzaronsi a parete,</div>
+<div class="verse">Onde pendea dell'Uomo-Dio morente</div>
+<div class="verse">Effigie veneranda, e a quella vista</div>
+<div class="verse">L'irrompente parola in cor rattenne.</div>
+<div class="verseind">Relig&iuml;oso fremito la invase</div>
+<div class="verse">Dinanzi a quell'effigie.</div>
+<div class="i12">&mdash;Oh mio Signore!</div>
+<div class="verse">Quai voci arcane alla tua ancella parli?</div>
+<div class="verse">Tu irreprensibil fosti e s&igrave; infelice!</div>
+<div class="verse">E a quei che l'uccidean pur perdonavi!</div>
+<div class="verse">Or chi sa? Forse il dolce mio fratello</div>
+<div class="verse">Pe' falli suoi fuor dell'eterna reggia,</div>
+<div class="verse">In carcer sotterraneo, o d'inquieti</div>
+<div class="verse">Elementi per l'alte aure ludibrio</div>
+<div class="verse">Sta ancor penando, e a liberarlo vane</div>
+<div class="verse">Fervon le preci, e in loco d'esse un atto</div>
+<div class="verse">Di virt&ugrave; nostra &egrave; d'uopo! O fratel mio!</div>
+<div class="verse">Forse quest'atto or chiedi. Ah, virt&ugrave; somma</div>
+<div class="verse">&Egrave; il perdonar! Cert'&egrave; che in cielo entrando</div>
+<div class="verse">Tu perdonar, tu e noi, tutti dobbiamo<span class="pagenum noind"><a name="Pg_271" id="Pg_271">{271}</a></span></div>
+<div class="verse">Come a noi perdonato ha il Redentore!</div>
+<div class="verse">Ma padre &egrave; Aroldo: esser maggior potr&igrave;a</div>
+<div class="verse">Delle forze d'un padre il dare a&iuml;ta</div>
+<div class="verse">D'un caro figlio all'uccisor. La lancia</div>
+<div class="verse">Ei no giammai non bagner&igrave;a nel sangue</div>
+<div class="verse">D'uom che tocc&ograve; la mensa sua... Ma pure</div>
+<div class="verse">Chi pu&ograve; segnar dove talor trascorra</div>
+<div class="verse">Nella foga dell'ira un core offeso?</div>
+<div class="verse">Chi mi consiglia? Ah tu; gran Dio, tu solo!</div>
+<div class="verseind">Disse, e prona curvossi, e lungamente</div>
+<div class="verse">Con ambascia preg&ograve;. Temea d'orgoglio</div>
+<div class="verse">Esser tentata; innanzi a Dio temea</div>
+<div class="verse">Calunn&iuml;ar la santa alma del padre.</div>
+<div class="verse">Ma nella mente repentino un raggio</div>
+<div class="verse">Di fidanza pienissima le splende,</div>
+<div class="verse">E ratta sorge e dice:&mdash;Ah s&igrave;, fratello!</div>
+<div class="verse">Questo &egrave; il momento in che del ciel la porta</div>
+<div class="verse">A tue brame si schiude: io di tua gioia</div>
+<div class="verse">Sento il reflesso, e quella gioia &egrave; Dio!</div>
+<div class="verseind">Un servo entrava:&mdash;Damigella, o carco</div>
+<div class="verse">D'inaudite peccata, o fuor di senno</div>
+<div class="verse">&Egrave; lo stranier. Che far dobbiam? D'Iddio</div>
+<div class="verse">Parla tra s&egrave; com'uom cui prema occulto</div>
+<div class="verse">Di vendette terribili spavento,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_272" id="Pg_272">{272}</a></span></div>
+<div class="verse">E di qui vuol fuggir.</div>
+<div class="i8">&mdash;Tosto bardata</div>
+<div class="verse">Per lui sia mia cavalla.</div>
+<div class="i8">Il servo parte</div>
+<div class="verse">Maravigliato, ed obbedisce. Intanto</div>
+<div class="verse">Antico armadio la fanciulla schiude,</div>
+<div class="verse">Ed indi tratto un de' paterni manti,</div>
+<div class="verse">Al leve suo tesor poscia s'affretta</div>
+<div class="verse">D'auree monete, e in una borsa il pone.</div>
+<div class="verseind">Cos&igrave; ver l'agitato ospite mosse,</div>
+<div class="verse">E que' doni offerendogli&mdash;D'Aroldo</div>
+<div class="verse">Questa, gli disse, &egrave; la vendetta, o sire.</div>
+<div class="verseind">Fremea la generosa in lui mirando</div>
+<div class="verse">L'uccisor di Ioffrido e il formidato</div>
+<div class="verse">Di Saluzzo oppressor, ma p&iuml;amente</div>
+<div class="verse">Fren&ograve; il ribrezzo, e dal balcon la corte</div>
+<div class="verse">Del castello accennando, a lui soggiunse:</div>
+<div class="verseind">&mdash;Ecco a' tuoi cenni un corridor: se lena</div>
+<div class="verse">Ti basti, fuggi, e t'accompagni il cielo!</div>
+<div class="verseind">Clara sparve, ci&ograve; detto. E l'infelice</div>
+<div class="verse">Tiranno&mdash;Angiol! grid&ograve;.&mdash;Poi di&egrave; dal core</div>
+<div class="verse">Uno scroscio di pianto. Ed allor forse</div>
+<div class="verse">Pentimento verace a lui fu strazio,</div>
+<div class="verse">Le proprie atroci colpe rammentando,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_273" id="Pg_273">{273}</a></span></div>
+<div class="verse">E rammentando il giovine Ioffrido,</div>
+<div class="verse">E quel misero cieco che appoggiato</div>
+<div class="verse">Ad un alber credeasi, e gli grondava</div>
+<div class="verse">Sovra la testa, ahi, di suo figlio il sangue!</div>
+<div class="verseind">Frettoloso Manfredo i doni tolse;</div>
+<div class="verse">L'inaudita piet&agrave; benedicendo,</div>
+<div class="verse">D'Aroldo cinse su le spalle il manto,</div>
+<div class="verse">E quindi a pochi tratti il vide Clara</div>
+<div class="verse">Dalla fenestra, che, al cortil venuto,</div>
+<div class="verse">Con sembiante commosso intorno intorno</div>
+<div class="verse">Iva gli occhi volgendo, e verso il cielo</div>
+<div class="verse">In atto di preghiera ergea le mani,</div>
+<div class="verse">Poi le briglie toccava ed era in sella.</div>
+<div class="verseind">Fermato ivi un istante, ad alta voce</div>
+<div class="verse">Mise queste parole:&mdash;Aroldo! Aroldo!</div>
+<div class="verse">Tu sol Manfredo hai vinto. Io del perduto</div>
+<div class="verse">Seggio e de' vituperi onde vo sazio,</div>
+<div class="verse">Consolarmi potr&ograve;; non potr&ograve; mai</div>
+<div class="verse">Consolarmi d'aver tua nobil alma</div>
+<div class="verse">Col pi&ugrave; truce rigore insanguinata.</div>
+<div class="verseind">Ud&igrave; il vecchio baron quel forte grido,</div>
+<div class="verse">E balz&ograve; dalla seggiola esclamando:</div>
+<div class="verse">&mdash;Figlia! il nemico nostro! il maledetto</div>
+<div class="verse">Uccisor di Ioffrido!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_274" id="Pg_274">{274}</a></span></div>
+<div class="i8">E sul rugoso</div>
+<div class="verse">Pallido volto del canuto il foco</div>
+<div class="verse">S'accese del furore. A' piedi suoi</div>
+<div class="verse">Clara gettasi allora, e gli palesa</div>
+<div class="verse">Ci&ograve; che d'oprar le ispir&ograve; Iddio.</div>
+<div class="i12">&mdash;No, Iddio</div>
+<div class="verse">Questo non t'ispir&ograve;! prorompe Aroldo;</div>
+<div class="verse">Manfredo &egrave; un empio! ei di dominio sete</div>
+<div class="verse">Port&ograve; infernal su queste invase terre,</div>
+<div class="verse">Che al suo nepote, a lui sovrano, tolse!</div>
+<div class="verse">Infame della patria e del suo prence</div>
+<div class="verse">Manfredo &egrave; traditor. Per sollevarsi</div>
+<div class="verse">Sulla sede non sua, trasse alleati</div>
+<div class="verse">E Provenzali e C&agrave;labri e venduti</div>
+<div class="verse">Guelfi di tutta Italia allo sterminio</div>
+<div class="verse">De' nostri feudi e delle nostre plebi,</div>
+<div class="verse">E incener&igrave; Saluzzo!... e il figlio mio,</div>
+<div class="verse">Il figlio mio su scellerata croce</div>
+<div class="verse">A' carnefici suoi diede bersaglio!</div>
+<div class="verseind">Lunga e tremenda di rammarco e d'ira</div>
+<div class="verse">Fu l'eloquenza dell'antico. A lui</div>
+<div class="verse">Clara abbracciava le ginocchia, e santi</div>
+<div class="verse">Detti porgea con supplice dolcezza:</div>
+<div class="verseind">&mdash;Le iniquit&agrave; punir sol puote Iddio;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_275" id="Pg_275">{275}</a></span></div>
+<div class="verse">Noi non possiam sul misero fuggiasco</div>
+<div class="verse">Punirle coll'acciar: solo a punirle</div>
+<div class="verse">Una guisa n'&egrave; data, ed &egrave; il perdono.</div>
+<div class="verse">C&agrave;lmati, o genitor; pensa che o degno</div>
+<div class="verse">Per penitenza diverr&agrave; Manfredo,</div>
+<div class="verse">O, rimanendo iniquo, a lui carboni</div>
+<div class="verse">Saranno inestinguibili sul core,</div>
+<div class="verse">Giusta il dir dell'Apostolo, i rimorsi</div>
+<div class="verse">E fra l'alme perverse il danno eterno.</div>
+<div class="verse">A Dio il giudicio! a noi l'umil dolore,</div>
+<div class="verse">E il benefico palpito e l'eccesso</div>
+<div class="verse">Della piet&agrave; non sol sugl'innocenti,</div>
+<div class="verse">Ma pur sui rei, perocch&egrave; tutti d'uopo</div>
+<div class="verse">Del perdono di Dio morendo avremo!</div>
+<div class="verseind">&mdash;Oh mia figliuola! sclama alfine Aroldo,</div>
+<div class="verse">Ti benedico; santamente oprasti!</div>
+<div class="verseind">L'alza, al petto la stringe, e lagrimando</div>
+<div class="verse">Merc&egrave; le rende che alla prova il senno</div>
+<div class="verse">D'esacerbato padre ella non mise.</div>
+<div class="verseind">Un d&igrave; alle torri del baron fu visto</div>
+<div class="verse">Giungere di Manfredo un messaggero</div>
+<div class="verse">Da lontana contrada, e apportatore</div>
+<div class="verse">Ven&igrave;a di ricchi doni. Eran tre lune<span class="pagenum noind"><a name="Pg_276" id="Pg_276">{276}</a></span></div>
+<div class="verse">Che pace avean l'ossa d'Aroldo, e muto</div>
+<div class="verse">Era il castello, ed in vicino chiostro</div>
+<div class="verse">Cinta di sacre lane, i dolci salmi</div>
+<div class="verse">L'orfana, per la cara alma del padre</div>
+<div class="verse">E del fratel, tutte le notti ergea.</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_277" id="Pg_277">{277}</a></span></p>
+
+<h2>POESIE LIRICHE.</h2>
+
+
+<!--[Pg 278] Blank Page -->
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_279" id="Pg_279">{279}</a></span></p>
+
+<h3 class="biggap">LA MIA GIOVENT&Ugrave;.</h3>
+
+<div class="blockr"><p><i>Cor mundum crea in me, Deus.</i></p>
+
+<p class="right">(<span class="smcap">Ps.</span> 50. )</p></div>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Lamento sui fuggiti anni primieri,</div>
+<div class="verseind">Che fecondi di speme Iddio mi dava,</div>
+<div class="verseind">E di ricchi d'amore alti pensieri!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Tra giubili ed affanni io m'agitava,</div>
+<div class="verseind">Ed incessanti studi, e bramosia</div>
+<div class="verseind">Di sollevarmi dalla turba ignava;</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E spesso dentro al cor parola ud&igrave;a</div>
+<div class="verseind">Che diceami dell'uom sublimi cose,</div>
+<div class="verseind">Tali che d'esser uomo insuperb&igrave;a.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Pupille aver credea s&igrave; generose</div>
+<div class="verseind">Il mio intelletto, che dovesser tutte</div>
+<div class="verseind">Schiudersi a lui le verit&agrave; nascose;</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E di ragion nelle pi&ugrave; forti lutte</div>
+<div class="verseind">Io mi scagliava indomito; sognante</div>
+<div class="verseind">Che sempre indagin lumi eccelsi frutte.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_280" id="Pg_280">{280}</a></span></div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Quella vita arditissima ed amante</div>
+<div class="verseind">Di scienza e di gloria e di giustizia</div>
+<div class="verseind">Alzarmi imprometteva a gioie sante.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">N&egrave; sol fremeva dell'altrui nequizia,</div>
+<div class="verseind">Ma quando reo me stesso io discopriva,</div>
+<div class="verseind">L'ore mi s'avvolgean d'onta e mestizia.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Poi dal perturbamento io risaliva</div>
+<div class="verseind">A proposti elevati ed a preghiere,</div>
+<div class="verseind">Me concitando a carit&agrave; pi&ugrave; viva.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Perocch&egrave; m'avvedea ch'uom possedere</div>
+<div class="verseind">Stima non pu&ograve; di se medesmo e pace,</div>
+<div class="verseind">S'ei non calca del Bel le vie sincere.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Ma allor che fulger pi&ugrave; parea la face</div>
+<div class="verseind">Di mia virt&ugrave;, vi si mescea repente</div>
+<div class="verseind">D'innato orgoglio il luccicar fallace.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E allor Dio si scostava da mia mente,</div>
+<div class="verseind">E a gravi rischi mi traea baldanza,</div>
+<div class="verseind">Ed infelice er'io novellamente.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Se cos&igrave; vissi in lunga titubanza,</div>
+<div class="verseind">Ond'or vergogno, ah! tu pur sai, mio Dio,</div>
+<div class="verseind">Che tremenda cingeami ostil possanza!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_281" id="Pg_281">{281}</a></span></div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Sfavillante d'ingegno il secol mio,</div>
+<div class="verseind">Ma da irreligiose ire insanito,</div>
+<div class="verseind">Parlava audace, ed ascoltaval'io.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E perocch&egrave; tra' suoi sofismi ordito</div>
+<div class="verseind">Pur tralucea qualche pregevol lampo,</div>
+<div class="verseind">Spesso da quelli io mi sent&igrave;a irretito.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Egli imprecando ogni maligno inciampo</div>
+<div class="verseind">Sciogliea della ragion laudi stupende,</div>
+<div class="verseind">Ma insiem menava di bestemmie vampo.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Ed io, come colui che intento pende</div>
+<div class="verseind">Da labbra eloquentissime e divine,</div>
+<div class="verseind">E ogni lor detto all'alma gli s'apprende;</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Meditando del secol le dottrine,</div>
+<div class="verseind">Inclinava i miei sensi alcuna volta</div>
+<div class="verseind">Di servil riverenza entro il confine.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Tardi vid'io ch'a indegne colpe avvolta</div>
+<div class="verseind">Era sua sap&iuml;enza, e vidi tardi</div>
+<div class="verseind">Ch'ei debaccava per superbia stolta.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Trasvolaron frattanto i d&igrave; gagliardi</div>
+<div class="verseind">Della mia giovinezza, e sovra mille</div>
+<div class="verseind">Splendide larve io posto avea gli sguardi;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_282" id="Pg_282">{282}</a></span></div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E nulla oprai che d'alta luce brille!</div>
+<div class="verseind">E si sprecar fra inani desideri</div>
+<div class="verseind">Dell'alma mia bollente le faville!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Lamento sui fuggiti anni primieri</div>
+<div class="verseind">Che d'eccelse speranze ebbi fecondi,</div>
+<div class="verseind">E di ricchi d'amore alti pensieri!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Ma sien grazie al Signor che, ne' profondi</div>
+<div class="verseind">Delirii miei, pur non sorrisi io mai</div>
+<div class="verseind">Agl'inimici suoi pi&ugrave; furibondi:</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Sempre attraverso tutte nebbie, i rai</div>
+<div class="verseind">Del Vangel mi venian racconsolando;</div>
+<div class="verseind">Sempre la Croce occultamente amai.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Ed il maggior mio gaudio era allorquando</div>
+<div class="verseind">In una chiesa io stava, i d&igrave; beati</div>
+<div class="verseind">Di mia credente infanzia rammentando:</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Que' d&igrave; pieni di fede, in che insegnati</div>
+<div class="verseind">Dal caro mi venian labbro materno</div>
+<div class="verseind">I portenti onde al ciel siamo appellati!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Di nuovo fean di me poscia governo</div>
+<div class="verseind">La incostanza, gli esempi, ed il timore</div>
+<div class="verseind">Dell'altrui vile e tracotante scherno;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_283" id="Pg_283">{283}</a></span></div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E l'ira tua mertai per tanto errore:</div>
+<div class="verseind">Ma gl'indelebili anni che passaro</div>
+<div class="verseind">Ritesser non m'&egrave; dato, o mio Signore!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Presentarti non posso altro riparo</div>
+<div class="verseind">Che duolo e preci e f&egrave; nel divo sangue,</div>
+<div class="verseind">Di cui non fosti sulla terra avaro</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Per chiunque a' tuoi pi&egrave; pentito langue.</div>
+</div></div>
+
+<hr style="width: 30%;" />
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_284" id="Pg_284">{284}</a></span></p>
+
+<h3>I PARENTI.</h3>
+
+<div class="blockr"><p><i>Deus enim honoravit patrem in filiis.</i></p>
+
+<p class="right">(<span class="smcap">Eccli.</span> c. 3, v. 3.)</p></div>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Inno di gratitudine e d'amore</div>
+<div class="verseind">Al Creator de' nostri cuori amanti,</div>
+<div class="verseind">Di tutte meraviglie al Creatore!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Dacch&egrave; pel fallo prisco doloranti</div>
+<div class="verseind">Alla luce veniam, qual dolce a&iuml;ta</div>
+<div class="verseind">N&egrave;' genitori &egrave; data a' nostri pianti!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">In ogni coppia umana, onde la vita</div>
+<div class="verseind">D'altri umani si svolge, ecco una diva</div>
+<div class="verseind">Pe' figliuoletti carit&agrave; infinita.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Vedi la vergin titubante e priva</div>
+<div class="verseind">D'ogni ardimento, simile a cervetta</div>
+<div class="verseind">Che intorno guata, e de' perigli &egrave; schiva.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Chi nella fievol, timida animetta</div>
+<div class="verseind">Opra mutaz&iuml;one inaspettata,</div>
+<div class="verseind">Quand'&egrave; fra il coro delle madri eletta?<span class="pagenum noind"><a name="Pg_285" id="Pg_285">{285}</a></span></div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Di progenie d'Adamo al ciel chiamata,</div>
+<div class="verseind">Grave &egrave; il sen della dianzi paventosa,</div>
+<div class="verseind">E il pondo regge da dolor cruciata.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Ed il porta con forza generosa!</div>
+<div class="verseind">E dopo un figlio compro a tanto prezzo</div>
+<div class="verseind">D'orrende angosce, altri portar pur osa!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Oh di strazii mirabile disprezzo</div>
+<div class="verseind">In creatura s&igrave; gentil, che solo</div>
+<div class="verseind">Parea nata de' fiori al molle olezzo,</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Onde b&euml;asse a lei d'intorno il suolo</div>
+<div class="verseind">E le dolci aure col suo bel sorriso,</div>
+<div class="verseind">E morisse alla prima ombra di duolo</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Per destarsi felice in Paradiso!</div>
+</div></div>
+
+<hr style='width: 15%;' />
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Vedi la donna col suo piccol nato,</div>
+<div class="verseind">Che suggendole il seno a lei sorride</div>
+<div class="verseind">Sebben abbiale tanto egli costato,</div>
+<div class="verseind">La madre da lui mai non si divide.</div>
+<div class="verseind">Insaz&iuml;ata il guarda, insaz&iuml;ato</div>
+<div class="verseind">&Egrave; il provveder ch'ei non s'affanni e gride:<span class="pagenum noind"><a name="Pg_286" id="Pg_286">{286}</a></span></div>
+<div class="verseind">Animo lieto o da timore oppresso</div>
+<div class="verseind">Nella veglia o nel sonno ha ognor per esso.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Lo sposo bench&egrave; a lei caro cotanto,</div>
+<div class="verseind">&Egrave; pi&ugrave; caro perch'ei pur ride al figlio;</div>
+<div class="verseind">Sovente, favellando a lei d'accanto,</div>
+<div class="verseind">S'avvede ch'ella e core e mente e ciglio</div>
+<div class="verseind">Tien sovra il pargol con s&igrave; forte incanto,</div>
+<div class="verseind">Che non ha udito il marital consiglio:</div>
+<div class="verseind">Allora ei tace e mira, e con dolcezza</div>
+<div class="verseind">Il lattante e la madre egli accarezza.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Oh tristo il giorno, oh trista l'ora, quando</div>
+<div class="verseind">Giace nella sua cuna egro il bambino,</div>
+<div class="verseind">E la giovine madre sospirando</div>
+<div class="verseind">Ad ogn'istante riede a lui vicino,</div>
+<div class="verseind">E invan teneri detti prodigando</div>
+<div class="verseind">Tien sulle amate labbra il petto chino,</div>
+<div class="verseind">Ma l'offerta mammella ei bacia appena,</div>
+<div class="verseind">E non la sugge, ed a vagir si sfrena!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Oh con qual lutto miserando allora</div>
+<div class="verseind">La spaventata si rivolge a Dio!</div>
+<div class="verseind">Oh come al dubbio che il figliuol le mora</div>
+<div class="verseind">Trema se in lei fu reo qualche des&igrave;o,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_287" id="Pg_287">{287}</a></span></div>
+<div class="verseind">E perdono dimanda, e s'infervora,</div>
+<div class="verseind">Promettendo al Signor viver pi&ugrave; pio!</div>
+<div class="verseind">I soli Angioli ponno anzi all'Eterno</div>
+<div class="verseind">S&igrave; ardente prego alzar, qual &egrave; il materno.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Giorno di liete voci, ora felice,</div>
+<div class="verseind">Quando seman del pargolo i vagiti!</div>
+<div class="verseind">Quand'ei cerca la dolce genitrice</div>
+<div class="verseind">Con isguardi dal riso ingentiliti!</div>
+<div class="verseind">Quand'ei di novo il caro latte elice,</div>
+<div class="verseind">E scherzoso riprende i suoi garriti!</div>
+<div class="verseind">Tai porge allor la madre inni d'amore,</div>
+<div class="verseind">Quai mandar pu&ograve; de' Serafini il core!</div>
+</div></div>
+
+<hr style='width: 15%;' />
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verseind">Ov'alti rischi fervono,</div>
+<div class="i2">Vieppi&ugrave; la madre ardita</div>
+<div class="i2">Pel frutto di sue viscere</div>
+<div class="i2">Pronta &egrave; a donar la vita.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">Ella, se fera scopp&iuml;a</div>
+<div class="i2">Divoratrice vampa,</div>
+<div class="i2">Verso la cuna avventasi,</div>
+<div class="i2">E il pargoletto scampa.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_288" id="Pg_288">{288}</a></span></div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">Se il picciol piede illusero</div>
+<div class="i2">Di cupo rio le sponde,</div>
+<div class="i2">La madre piomba rapida,</div>
+<div class="i2">E il tragge, o muor nell'onde.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">Ella, se il figlio palpita</div>
+<div class="i2">Tra infetto aere tremendo,</div>
+<div class="i2">Tenta i suoi d&igrave; redimere,</div>
+<div class="i2">Le piaghe a lui lambendo.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">Se patria e tetto invadono</div>
+<div class="i2">Empie, omicide squadre,</div>
+<div class="i2">Stringe i suoi figli, e impavida</div>
+<div class="i2">Pugna per lor la madre.</div>
+</div></div>
+
+<hr style='width: 15%;' />
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Tal &egrave; la nobil donna ingigantita</div>
+<div class="verseind">Dalla materna celestial possanza,</div>
+<div class="verseind">Che a tutte generose opre la invita.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Ma un sacrifizio v'&egrave; che ogni altro avanza,</div>
+<div class="verseind">Ed &egrave; in lei quell'assidua ed operosa</div>
+<div class="verseind">Sulla cara progenie vigilanza.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Alma di buona madre pi&ugrave; non posa<span class="pagenum noind"><a name="Pg_289" id="Pg_289">{289}</a></span></div>
+<div class="verseind">Finch&egrave; non ha ne' figli suoi destata</div>
+<div class="verseind">Di virt&ugrave; la favilla glor&iuml;osa.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">N&egrave; puote alma di figlio esser pacata</div>
+<div class="verseind">Fra inique gioie, se ha una madre anco</div>
+<div class="verseind">Che i vestigi di lui tremando guata,</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">E occultamente prega, e s'addolora.</div>
+</div></div>
+
+<hr style='width: 15%;' />
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verseind">Negli anni primieri</div>
+<div class="i2">Del forte maschietto,</div>
+<div class="i2">V'&egrave; mente selvaggia,</div>
+<div class="i2">V'&egrave; indocile affetto;</div>
+<div class="i2">Par ch'indi s'annunci</div>
+<div class="i2">Futur masnadier.</div>
+<div class="i4">La picciola belva</div>
+<div class="i2">Se alcun la minaccia,</div>
+<div class="i2">Vieppi&ugrave; baldanzosa</div>
+<div class="i2">Innalza la faccia;</div>
+<div class="i2">Di colpi, di rischi</div>
+<div class="i2">Non prende pensier.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">Qual &egrave; quello sguardo,</div>
+<div class="i2">Qual &egrave; quella voce<span class="pagenum noind"><a name="Pg_290" id="Pg_290">{290}</a></span></div>
+<div class="i2">Che frena l'audacia</div>
+<div class="i2">Del picciol feroce,</div>
+<div class="i2">Incanto s&igrave; dolce</div>
+<div class="i2">La donna sol ha.</div>
+<div class="i4">Ed ella ripete,</div>
+<div class="i2">Ripete l'incanto,</div>
+<div class="i2">Frammesce sorriso,</div>
+<div class="i2">Disdegno, compianto,</div>
+<div class="i2">E amore gl'infonde,</div>
+<div class="i2">Gl'infonde piet&agrave;.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">Non bada la saggia</div>
+<div class="i2">Se petti inumani</div>
+<div class="i2">Diran che a domarlo</div>
+<div class="i2">Suoi studi son vani;</div>
+<div class="i2">In cor d'una madre</div>
+<div class="i2">Speranza non muor.</div>
+<div class="i4">E quei che parea</div>
+<div class="i2">Futur masnadiero,</div>
+<div class="i2">S'infiamma del bello,</div>
+<div class="i2">S'infiamma del vero,</div>
+<div class="i2">Divien della patria</div>
+<div class="i2">Gentile decor.</div>
+<div class="i2">. . . . . . . .</div>
+</div></div>
+
+<hr style='width: 30%;' />
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_291" id="Pg_291">{291}</a></span></p>
+
+<h3>LE PASSIONI.</h3>
+
+<div class="blockr"><p><i>Gustate et videte quoniam suavis est Dominus.</i></p>
+
+<p class="right">(<span class="smcap">Ps.</span> 39, 9.)</p></div>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Dov'&egrave; mia giovent&ugrave;? Dove i b&euml;ati</div>
+<div class="verseind">Anni d'amor, del Rodano appo l'onde?</div>
+<div class="verseind">Dove il ritorno a' miei dolci penati,</div>
+<div class="verseind">E mia stanza alle Ins&ugrave;bri aure gioconde?</div>
+<div class="verseind">Dove in Milano i glor&iuml;osi vati</div>
+<div class="verseind">Che mi cingean dell'apollinea fronde?</div>
+<div class="verseind">Dove mia gloria alle applaudite scene?</div>
+<div class="verseind">E poi dove il decennio infra catene?</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Io di carcere usciva egro, e piangendo</div>
+<div class="verseind">Il mio buon Federico e gli altri cari,</div>
+<div class="verseind">Cui dato ancor da quel recinto orrendo</div>
+<div class="verseind">Rieder non era ai des&iuml;ati lari:</div>
+<div class="verseind">Poscia esultava, Italia rivedendo,</div>
+<div class="verseind">Ed alfin temperando i giorni amari</div>
+<div class="verseind">Fra gli amplessi de' mei sacri canuti,</div>
+<div class="verseind">Per me s&igrave; lungamente in duol vissuti.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_292" id="Pg_292">{292}</a></span></div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E omai da un lustro tutto ci&ograve; trascorse!</div>
+<div class="verseind">E nuovi plausi a me la patria diede,</div>
+<div class="verseind">E di nuovi Aristarchi ira mi morse,</div>
+<div class="verseind">E di nuovi propizi ebbe la fede,</div>
+<div class="verseind">E nuova infanzia a me d'intorno sorse,</div>
+<div class="verseind">E di morte vid'io novelle prede,</div>
+<div class="verseind">E &laquo;Vana cosa &egrave; questo mondo!&raquo; esclamo,</div>
+<div class="verseind">E separarmen voglio&mdash;ed ancor l'amo!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">L'amo perch'alme vi trovai fraterne,</div>
+<div class="verseind">Che all'alma mia s'avvinser dolcemente,</div>
+<div class="verseind">E diviser mie gioie, e nell'alterne</div>
+<div class="verseind">Pene collacrim&agrave;r sinceramente:</div>
+<div class="verseind">E v'ha tali amist&agrave; che fi&egrave;no eterne,</div>
+<div class="verseind">Bench&egrave; tessute in questa ombra fuggente,</div>
+<div class="verseind">Bench&egrave; tessute ov'ogni nobil core</div>
+<div class="verseind">S'apre appena a virt&ugrave;, lampeggia e muore.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Degg'io, poss'io da tutte cose amate</div>
+<div class="verseind">Divellere una volta il mio pensiero?</div>
+<div class="verseind">Io, le cui sorti furono esaltate</div>
+<div class="verseind">Da tanto lutto e tanto gaudio vero!</div>
+<div class="verseind">Io, le cui rimembranze innamorate</div>
+<div class="verseind">Han su mia fantasia cotanto impero!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_293" id="Pg_293">{293}</a></span></div>
+<div class="verseind">Io, cui balzar fa sin talora il petto</div>
+<div class="verseind">Vista di leve, inanimato oggetto!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Reduce a lidi miei, dopo che giacqui</div>
+<div class="verseind">Sepolto vivo per s&igrave; cupe notti,</div>
+<div class="verseind">Agli affetti pi&ugrave; teneri compiacqui</div>
+<div class="verseind">Che la sventura non avea interrotti;</div>
+<div class="verseind">N&egrave; agli estinti carissimi pur tacqui</div>
+<div class="verseind">Culto di preci e di sospir dirotti;</div>
+<div class="verseind">Indi a rivisitar presi le antiche</div>
+<div class="verseind">Pagine ch'ebbi a dolce veglia amiche.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E sovente su libri polverosi</div>
+<div class="verseind">La man vo riponendo tremebonda,</div>
+<div class="verseind">Ed apro, e parmi a' giorni stud&iuml;osi</div>
+<div class="verseind">Tornar di giovinezza, e il pianto gronda!</div>
+<div class="verseind">E trovo i segni che ne' libri io posi,</div>
+<div class="verseind">Ove con mente mi fermai profonda,</div>
+<div class="verseind">Ove ad alti pensier d'amato autore</div>
+<div class="verseind">Commento fei di verit&agrave; o d'errore.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Pur con sensi diversi or vi rimiro;</div>
+<div class="verseind">O libri tanto amati a' d&igrave; primieri:</div>
+<div class="verseind">Vate son io, ma spento &egrave; in me il desiro</div>
+<div class="verseind">Di prostrarmi idolatra anzi agli Omeri.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_294" id="Pg_294">{294}</a></span></div>
+<div class="verseind">Se volgendo lor carte ancor sospiro,</div>
+<div class="verseind">Magia non &egrave; de' grandi lor pensieri:</div>
+<div class="verseind">Pi&ugrave; d'un libro m'&egrave; caro, e pure in esso</div>
+<div class="verseind">Di rado cerco lui; cerco me stesso.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E non sol me vi cerco: alla memoria</div>
+<div class="verseind">Del me passato aggiugnesi indivisa</div>
+<div class="verseind">Di palpiti d'amor s&ouml;ave istoria,</div>
+<div class="verseind">Quando un'egregia m'infiammava in guisa,</div>
+<div class="verseind">Ch'io per lei sola amb&igrave;a pietate e gloria,</div>
+<div class="verseind">Ch'io sempre in lei tenea l'anima fisa,</div>
+<div class="verseind">Che d'un sorriso suo per farmi degno,</div>
+<div class="verseind">Sempre agognava ingentilir lo ingegno!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E se pio talor fui, pregio egli &egrave; stato</div>
+<div class="verseind">Di quella generosa animatrice:</div>
+<div class="verseind">Era ad essa straniero il forsennato</div>
+<div class="verseind">Foco d'amor che mi rendea infelice;</div>
+<div class="verseind">Ma compat&igrave;a mie pene, ed elevato</div>
+<div class="verseind">Volea il mio spirto, e lo volea felice,</div>
+<div class="verseind">Ed allor che pi&ugrave; insano io le parea,</div>
+<div class="verseind">S'affannava, e garrivami, e piangea.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Quella donna, onde il bel, nobile viso<span class="pagenum noind"><a name="Pg_295" id="Pg_295">{295}</a></span></div>
+<div class="verseind">Polvere &egrave; da molt'anni, e l'alma in Dio,</div>
+<div class="verseind">Non disamai, bench&egrave; da lei diviso,</div>
+<div class="verseind">E onorerolla tutto il viver mio:</div>
+<div class="verseind">Ma nuovi poscia affetti han me conquiso,</div>
+<div class="verseind">E quel primiero ardor s'intiepid&igrave;o:</div>
+<div class="verseind">Quel ch'era in me un incendio, &egrave; una favilla</div>
+<div class="verseind">Che come lampa ad un sepolcro brilla.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Senza obbl&iuml;ar la gi&agrave; cotanto amata,</div>
+<div class="verseind">Altra ammirai ch'or dispartita &egrave; anch'essa;</div>
+<div class="verseind">E in me virt&ugrave; credendo io sublimata</div>
+<div class="verseind">Per averla a s&igrave; bello angiol commessa,</div>
+<div class="verseind">L'anima mia da orgoglio inebbr&iuml;ata</div>
+<div class="verseind">Vana si fea di lungo ben promessa:</div>
+<div class="verseind">Giorni d'alto dolor mi mosser guerra,</div>
+<div class="verseind">E a lei pur venni tolto, ed &egrave; sotterra!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Sete d'amor, sete di studi, e sete</div>
+<div class="verseind">D'innalzar sopra il volgo il nome mio,</div>
+<div class="verseind">Gran tempo mi rap&igrave;an sonno e quiete,</div>
+<div class="verseind">N&egrave; scerno se ammendato oggi son io:</div>
+<div class="verseind">Tu che del cor le latebre secrete</div>
+<div class="verseind">Solo ravvisi e mondar puoi, gran Dio,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_296" id="Pg_296">{296}</a></span></div>
+<div class="verseind">Piet&agrave; di me che tanto sempre amai,</div>
+<div class="verseind">E sino a te l'amor non sollevai!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Tante cose sfumarono al mio sguardo,</div>
+<div class="verseind">E tutto giorno sfumar altre io miro!</div>
+<div class="verseind">Valga d'esper&iuml;enza il raggio tardo,</div>
+<div class="verseind">In che sforzatamente oggi m'aggiro,</div>
+<div class="verseind">Ad oprar alfin s&igrave; che pi&ugrave; gagliardo</div>
+<div class="verseind">A tua bellezza s'erga il mio desiro,</div>
+<div class="verseind">E nulla tanto da' mortali io brami,</div>
+<div class="verseind">Quanto ch'ognun tuoi pregi scorga ed ami!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">La legge tua non &egrave; d'irto rigore,</div>
+<div class="verseind">Sol le idolatre pass&iuml;oni abborri:</div>
+<div class="verseind">Lunge che a te dispaccia amante cuore,</div>
+<div class="verseind">Ad un cuor fatto gel pi&ugrave; non accorri.</div>
+<div class="verseind">Tu vuoi che a' miei fratelli io con ardore</div>
+<div class="verseind">Cos&igrave; soccorra, come a me soccorri:</div>
+<div class="verseind">Tu vuoi che in forte guisa il bello io senta,</div>
+<div class="verseind">Tu vuoi che al giusto il plauso mio consenta.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Tu doni a' figli tuoi mente e parola,</div>
+<div class="verseind">Non perch&egrave; il dono tuo venga sepolto;</div>
+<div class="verseind">Tu non imprechi investigante scuola<span class="pagenum noind"><a name="Pg_297" id="Pg_297">{297}</a></span></div>
+<div class="verseind">Su non vietato ver fra l'ombre avvolto:</div>
+<div class="verseind">In odio a te l'indagin empia &egrave; sola</div>
+<div class="verseind">Che contra il cenno tuo l'ardire ha volto:</div>
+<div class="verseind">Tu gl'ignari del mal chiami felici,</div>
+<div class="verseind">Ma il veggente non reo pur benedici.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Tu che sei tutto amor, la sacra stampa</div>
+<div class="verseind">Della natura tua nell'uomo imprimi:</div>
+<div class="verseind">Gagliardo sprone e inestinguibil lampa</div>
+<div class="verseind">Tu sei di tutti aneliti sublimi.</div>
+<div class="verseind">Tu godi quindi se il mio spirto avvampa</div>
+<div class="verseind">Per que' tuoi fidi che in virt&ugrave; son primi:</div>
+<div class="verseind">Tu godi se fra lor taluni eleggo,</div>
+<div class="verseind">E nel lor santo oprar meglio ti veggo.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">A me tu dato hai queste fiamme ardenti,</div>
+<div class="verseind">Con cui des&igrave;o de' petti amici il bene,</div>
+<div class="verseind">E con cui stud&iuml;ando i tuoi portenti</div>
+<div class="verseind">Traggo esultanza, e di capirti ho spene:</div>
+<div class="verseind">Cos&igrave; caldo sentir pi&ugrave; non diventi</div>
+<div class="verseind">Esca giammai di vanit&agrave; terrene:</div>
+<div class="verseind">Mie pass&iuml;oni in guisa tal governa,</div>
+<div class="verseind">Che lode si&egrave;no a tua saggezza eterna.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Sempre le temo, e sempre sento ancora<span class="pagenum noind"><a name="Pg_298" id="Pg_298">{298}</a></span></div>
+<div class="verseind">Che in amar altre cose io troppo m'amo:</div>
+<div class="verseind">Cieca err&ograve; mia bollente alma sinora,</div>
+<div class="verseind">E presa fu di sua superbia all'amo.</div>
+<div class="verseind">Distruggi il suo sentire, o lei migliora;</div>
+<div class="verseind">O vil torpore, od amor santo io bramo;</div>
+<div class="verseind">Ah no, non vil torpor, dammi amor santo,</div>
+<div class="verseind">Tu che le tue fatture ami cotanto!</div>
+</div></div>
+
+<hr style='width: 30%;' />
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_299" id="Pg_299">{299}</a></span></p>
+
+<h3>SALUZZO.</h3>
+
+<div class="blockr"><p><i>Et sit splendor Domini Dei nostri super nos.</i></p>
+
+<p class="right">(<span class="smcap">Ps.</span> 89, 17.)</p></div>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="verse">Oh di Saluzzo antiche, amate mura!</div>
+<div class="verseind">Oh citt&agrave;, dove a riso apersi io prima</div>
+<div class="verseind">Il coro e a lutto e a speme ed a paura!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Oh dolci colli! Oh ma&euml;stosa cima</div>
+<div class="verseind">Del monte Viso, cui da lunge ammira</div>
+<div class="verseind">La subalpina, immensa valle opima!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Oh come nuovamente or su te gira</div>
+<div class="verseind">Lieti sguardi, Saluzzo, il ciglio mio,</div>
+<div class="verseind">E sacri affetti l'a&euml;r tuo m'ispira!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Nelle sembianze del terren nat&igrave;o</div>
+<div class="verseind">V'&egrave; un potere indicibil che raccende</div>
+<div class="verseind">Ogni ricordo, ogni desir pi&ugrave; pio.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">So che spiagge, quai siansi, inclite rende</div>
+<div class="verseind">Pi&ugrave; d'un merto soave a chi vi nacque,</div>
+<div class="verseind">E bella &egrave; patria pur fra balze orrende;</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Ma nessuna di grazia armon&igrave;a tacque,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_300" id="Pg_300">{300}</a></span></div>
+<div class="verseind">O Saluzzo, in tue rocce e in tue colline,</div>
+<div class="verseind">E ne' tuoi campi e in tue purissim'acque.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Ogni spirto gentil che peregrine</div>
+<div class="verseind">A pi&egrave; di queste nostre Alpi si sente</div>
+<div class="verseind">Letiz&iuml;ar da fantasie divine.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Sovra il tuo Carlo, e il dotto suo parente<a name="FNanchor_3_3" id="FNanchor_3_3"></a><a href="#Footnote_3_3" class="fnanchor">[3]</a>,</div>
+<div class="verseind">Che pii vergaron le memorie avite,</div>
+<div class="verseind">Spanda grazia immortal l'Onnipossente!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Dolce &egrave; saper che di non pigre vite</div>
+<div class="verseind">Progenie siamo, e qui tenzone e regno</div>
+<div class="verseind">Fu d'alme da amor patrio ingentilite.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Pi&ugrave; d'un estero suol di canti degno</div>
+<div class="verseind">Porse a mie luci attonite dolcezza,</div>
+<div class="verseind">E alti pensieri mi parl&ograve; all'ingegno:</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Ma tu mi parli al cor con tenerezza,</div>
+<div class="verseind">Qual madre che portommi in fra sue braccia</div>
+<div class="verseind">E sul cui sen dormito ho in fanciullezza.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_301" id="Pg_301">{301}</a></span></div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Ben &egrave; ver che stampata ho breve traccia</div>
+<div class="verseind">Teco, o Saluzzo, e il d&igrave; ch'io ti lasciai</div>
+<div class="verseind">A noi gi&agrave; lontanissimo s'affaccia.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Pargoletto ancor m'era, e mi strappai</div>
+<div class="verseind">Non senza ambascia da tue dolci sponde,</div>
+<div class="verseind">E, diviso da te, pi&ugrave; t'apprezzai.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Perocch&egrave; pi&ugrave; la lontananza asconde</div>
+<div class="verseind">D'amata cosa i men leggiadri aspetti,</div>
+<div class="verseind">E pi&ugrave; forte mag&igrave;a sul bello infonde.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Felice terra a me parea d'eletti</div>
+<div class="verseind">La terra di mio Padre, e mi parea</div>
+<div class="verseind">Altrove meno amanti essere i petti.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E mi sovvien ch'io mai non m'assidea</div>
+<div class="verseind">Sui ginocchi paterni cos&igrave; pago,</div>
+<div class="verseind">Come quando tuoi vanti ei mi dicea.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">In me ingrandiasi ogni tua bella imago;</div>
+<div class="verseind">Del nome saluzzese io insuperbiva;</div>
+<div class="verseind">Di portarlo con laude io crescea vago.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E degl'illustri ingegni tuoi gioiva,</div>
+<div class="verseind">E numerarli mi piacea, pensando</div>
+<div class="verseind">Che in me d'onor tu non andresti priva.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_302" id="Pg_302">{302}</a></span></div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Vennemi quel pensiero accompagnando</div>
+<div class="verseind">Oltre i giorni infantili, allor che trassi</div>
+<div class="verseind">Al di l&agrave; delle care Alpi angosciando.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">N&egrave; t'obbl&iuml;ai, Saluzzo, allor che i passi</div>
+<div class="verseind">All'Itale contrade io riportava,</div>
+<div class="verseind">Bench&egrave; in tue mura il capo io non posassi.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Ch&egrave; il bacio de' parenti m'aspettava</div>
+<div class="verseind">Nella citt&agrave; ch'&egrave; in Lombardia regina,</div>
+<div class="verseind">E col&agrave; con anelito io volava.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E col&agrave; vissi, e colsi la divina</div>
+<div class="verseind">Fronde al suon di quel plauso generoso,</div>
+<div class="verseind">Che premia, e inebbria, e suscita, e strascina.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Oh Saluzzo! al mio giubilo orgoglioso</div>
+<div class="verseind">Pe' coronati miei tragici versi,</div>
+<div class="verseind">Tua memoria aggiungea gaudio nascoso.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Oh quante volte allor che in me conversi</div>
+<div class="verseind">Fulser gli occhi indulgenti del Lombardo,</div>
+<div class="verseind">E spirti egregi ad onorarmi fersi,</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Ridissi a me con palpito gagliardo</div>
+<div class="verseind">La saluzzese cuna, e mi ridissi</div>
+<div class="verseind">Che grata a me rivolto avresti il guardo!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_303" id="Pg_303">{303}</a></span></div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E poi che in ogni Itala riva udissi</div>
+<div class="verseind">Mentovar la mia scena innamorata,</div>
+<div class="verseind">Ed ai mesti Aristarchi io sopravvissi,</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">L'aura vana, che fama era nomata,</div>
+<div class="verseind">Pareami gran tesor, ma vieppi&ugrave; bello</div>
+<div class="verseind">Perch&egrave; a te gioia ne sar&igrave;a tornata.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Mie mille ardenti vanit&agrave; un flagello</div>
+<div class="verseind">Orribile di Dio ratto deluse,</div>
+<div class="verseind">E negra carcer mi divenne ostello.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Non pi&ugrave; sorriso d'immortali Muse!</div>
+<div class="verseind">Non pi&ugrave; suono di plausi! e tutte vie</div>
+<div class="verseind">A crescente rinomo indi precluse!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Ma conforti reconditi alle mie</div>
+<div class="verseind">Tristezze pur il Ciel mescolar volle,</div>
+<div class="verseind">E il cor balzommi a rimembranze pie.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Del captivo l'afflitta alma s'estolle</div>
+<div class="verseind">A vita di pensier, che in qualche guisa</div>
+<div class="verseind">Il compensa di quanto uomo gli tolle.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E quella vita di pensier, divisa</div>
+<div class="verseind">Fra le non molte pi&ugrave; dilette cose,</div>
+<div class="verseind">Ora &egrave; tormento ed ora imparadisa.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Io fra tai mura tetre e dolorose<span class="pagenum noind"><a name="Pg_304" id="Pg_304">{304}</a></span></div>
+<div class="verseind">Pregava, e amava, e sent&igrave;a desto il raggio</div>
+<div class="verseind">Del po&euml;tar, che il cielo entro me pose.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Miei carmi erano amor, prece e coraggio;</div>
+<div class="verseind">E fra le brame ch'esprimeano, v'era</div>
+<div class="verseind">Ch'essi alla cuna mia fossero omaggio.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Io alla rozza, ma buona alma straniera</div>
+<div class="verseind">Del carcerier pingea miei patrii monti,</div>
+<div class="verseind">E allor sua faccia appar&igrave;a men severa.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E m'esultava il sen, quando con pronti</div>
+<div class="verseind">Impeti d'amist&agrave; quel torvo sgherro</div>
+<div class="verseind">Commosso si mostrava a' miei racconti.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Pace allo spirto suo, che in mezzo al ferro</div>
+<div class="verseind">Umanit&agrave; serbava! A lui di certo</div>
+<div class="verseind">Debbo s'io vivo, e a' lidi miei m'atterro.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Morto o insanito io fora in quel deserto,</div>
+<div class="verseind">Se confortato non m'avesse un core</div>
+<div class="verseind">Nato di donna, e a caritade aperto.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Scevra quasi or mia vita &egrave; di dolore,</div>
+<div class="verseind">Ad Italia renduto e a' natii poggi,</div>
+<div class="verseind">Ov'alte m'attendean prove d'amore.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Benedetti color, che dolci appoggi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_305" id="Pg_305">{305}</a></span></div>
+<div class="verseind">Mi fur nell'infortunio, e benedetti</div>
+<div class="verseind">Color, che mia letizia addoppian oggi!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E benedetta l'ora in che sedetti,</div>
+<div class="verseind">Saluzzo mia, di novo entro tue sale,</div>
+<div class="verseind">E strinsi a me concittadini petti!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Non vana mai su te protenda l'ale</div>
+<div class="verseind">Quell'Angiol, cui tuo scampo Iddio commise,</div>
+<div class="verseind">S&igrave; che nobil sia cosa in te il mortale!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">L'alme de' figli tuoi non sien divise</div>
+<div class="verseind">Da fraterna discordia, e mai le pene</div>
+<div class="verseind">Dell'infelice qui non sien derise!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Le citt&agrave; circondanti ergan serene</div>
+<div class="verseind">Lor pupille su te, siccome a suora</div>
+<div class="verseind">Ch'orme incolpate a lor dinanzi tiene.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E le lontane madri amin che nuora</div>
+<div class="verseind">Vergin ne venga di Saluzzo, e questa</div>
+<div class="verseind">Abbia figliuola reverente ognora;</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E la straniera vergin, che fu chiesta</div>
+<div class="verseind">Da garzon saluzzese, in cor sorrida</div>
+<div class="verseind">Come a lampo di grazia manifesta!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Pera ogni spirto vil, se in te s'annida!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_306" id="Pg_306">{306}</a></span></div>
+<div class="verseind">Vi regni indol pietosa ed elegante,</div>
+<div class="verseind">E magnanimo ardire, e amist&agrave; fida!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Mai non cessino in te fantas&igrave;e sante,</div>
+<div class="verseind">Che in dottrina gareggino, e sien luce</div>
+<div class="verseind">A chi del bello, a chi del vero &egrave; amante;</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">E del saver tra' figli tuoi sia duce</div>
+<div class="verseind">Non maligna arroganza, invereconda;</div>
+<div class="verseind">Ma quella f&egrave; che ad ogni bene induce;</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Quella fede che agli uomini feconda</div>
+<div class="verseind">Le mentali potenze, a lor dicendo,</div>
+<div class="verseind">Ch'uom non solo &egrave; dappi&ugrave; di belva immonda,</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Ma pu&ograve; farsi divin, virt&ugrave; seguendo!</div>
+<div class="verseind">Ma dee farsi divino, o di viltate</div>
+<div class="verseind">L'involve eterno sentimento orrendo!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Tai son le preci che per te innalzate</div>
+<div class="verseind">Da me son oggi, e sempre, o suol nativo:</div>
+<div class="verseind">Breve soggiorno or fo in tue mura amate,</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verse">Ma, dovunque io m'aggiri, appo te vivo!</div>
+</div></div>
+
+<div class="footnote"><p><a name="Footnote_3_3" id="Footnote_3_3"></a><a href="#FNanchor_3_3">[3]</a></p><p>Carlo Muletti e Delfino suo padre, storici di
+Saluzzo.&mdash;Io m'onoro dell'amicizia di Carlo, e parimente di quella del
+maggiore Felice, suo fratello.</p></div>
+
+<hr style='width: 30%;' />
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_307" id="Pg_307">{307}</a></span></p>
+
+<h3>LA BENEFICENZA.</h3>
+
+<div class="blockr"><p><i>Esurivi enim, et dedistis mihi manducare.</i></p>
+
+<p class="right">(<span class="smcap">Matth</span>. 26, 35. )</p></div>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="neg">Mentre tanti di nome e d'or potenti</div>
+<div class="verse">Volgono a vanitate e nome ed oro,</div>
+<div class="verse">N&egrave; a taluni pi&ugrave; bastano i contenti</div>
+<div class="verse">Che sulla terra Iddio concede loro,</div>
+<div class="verse">Mentre a meglio goder cercan furenti</div>
+<div class="verse">La propria gioia nell'altrui disdoro,</div>
+<div class="verse">Simili a falsi Dei d'et&agrave; lontane</div>
+<div class="verse">Che a' lor piedi volean vittime umane;</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">E mentre mirando</div>
+<div class="i2">Que' ricchi malvagi</div>
+<div class="i2">Il volgo fremente</div>
+<div class="i2">Che invidia lor agi,</div>
+<div class="i2">Esagera, infuria,</div>
+<div class="i2">Invoca dal Ciel</div>
+<div class="i2">Su tutti i felici</div>
+<div class="i2">Sanguigno flagel;<span class="pagenum noind"><a name="Pg_308" id="Pg_308">{308}</a></span></div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Que' flagelli rattiene il ricco pio</div>
+<div class="verse">Che riparar gli altrui misfatti agogna,</div>
+<div class="verse">E oprando assai per gli uomini e per Dio,</div>
+<div class="verse">Anco d'essere inutil si rampogna:</div>
+<div class="verse">Degl'innocenti aiuta il buon des&igrave;o,</div>
+<div class="verse">Gli erranti tragge a salutar vergogna;</div>
+<div class="verse">Onora l'arti ed anima l'artiero,</div>
+<div class="verse">E chiamar vorr&igrave;a tutti al bello, al vero.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">Il volgo commosso</div>
+<div class="i2">Ripensa, si calma,</div>
+<div class="i2">Capisce che il ricco</div>
+<div class="i2">Pu&ograve; aver nobil alma;</div>
+<div class="i2">Insegna a' suoi figli,</div>
+<div class="i2">Che pace e lavor</div>
+<div class="i2">Del povero sono</div>
+<div class="i2">Salute e decor.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Salve, o di carit&agrave; sacra fiammella</div>
+<div class="verse">Che accendi il cor del pio dovizioso!</div>
+<div class="verse">Se a noi mortali fulgi or cos&igrave; bella,</div>
+<div class="verse">Qual fulgi tu dell'anime allo Sposo?</div>
+<div class="verse">A lui che, tutte mentre a s&egrave; le appella,</div>
+<div class="verse">Le appella a mutuo affetto generoso!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_309" id="Pg_309">{309}</a></span></div>
+<div class="verse">A lui che quando cinse umano velo,</div>
+<div class="verse">Ci pales&ograve; che tutto amore &egrave; il Cielo!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">Amore santifica</div>
+<div class="i2">Tesori e palagi,</div>
+<div class="i2">Amore santifica</div>
+<div class="i2">Tuguri e disagi;</div>
+<div class="i2">Amor sulla terra</div>
+<div class="i2">Pu&ograve; tutto abbellir,</div>
+<div class="i2">L'impero, il servire,</div>
+<div class="i2">La vita, il morir.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Amato molto, amato sia il Signore</div>
+<div class="verse">Ch'&egrave; modello de' ricchi impietositi!</div>
+<div class="verse">Amato molto, amato sia il Signore,</div>
+<div class="verse">Modello ai cuori da sventura attriti!</div>
+<div class="verse">Amato molto, amato sia il Signore</div>
+<div class="verse">Che noi vuol tutti alla sua mensa uniti!</div>
+<div class="verse">Amato molto, amato sia il Signore</div>
+<div class="verse">Che per l'anime umane arde d'amore!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">Oscuro o potente,</div>
+<div class="i2">Di Dio tu sei figlio,</div>
+<div class="i2">Fratello degli Angioli,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_310" id="Pg_310">{310}</a></span></div>
+<div class="i2">Ancor che in esiglio!</div>
+<div class="i2">Gran fallo ci avvolse</div>
+<div class="i2">Nel fango e nel duol:</div>
+<div class="i2">Amiam! ci fia reso</div>
+<div class="i2">Degli Angioli il vol!</div>
+</div></div>
+
+<hr/>
+
+<p><span class="pagenum noind"><a name="Pg_311" id="Pg_311">{311}</a></span></p>
+
+<h3>LE SALE DI RICOVERO.</h3>
+
+<div class="blockr"><p class="neg"><i>Qui susceperit unum parvulum talem
+in nomine meo, me suscipit.</i></p>
+
+<p class="right">(<span class="smcap">Matth.</span> 18, 5.)</p></div>
+
+<div class="poem"><div class="stanza">
+<div class="neg">&laquo;Son pargoletto e povero e ammalato;</div>
+<div class="verse">Abbi piet&agrave; di me, Ges&ugrave; bambino,</div>
+<div class="verse">Tu che sei Dio, ma in povert&agrave; sei nato!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Me qui lascia la mamma ogni mattino</div>
+<div class="verse">Nel solingo tugurio, ed esce mesta</div>
+<div class="verse">Il nostro a procacciar vitto meschino.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Ancella move a quella casa e questa,</div>
+<div class="verse">Ed acqua attinge e lava e assai si stanca,</div>
+<div class="verse">E vive appena, ed indigente resta.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Qui soletto io mi volgo a destra, a manca,</div>
+<div class="verse">Senza dolcezza di parole amate,</div>
+<div class="verse">E fame ho spesse volte, e il pan mi manca.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Le melanconich'ore prolungate</div>
+<div class="verse">M'empion l'alma di pianto e di paure,</div>
+<div class="verse">E mi sfogo in ismanie sconsolate.<span class="pagenum noind"><a name="Pg_312" id="Pg_312">{312}</a></span></div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Amor la madre assai mi porta, e pure</div>
+<div class="verse">Quando al tugurio torna e pianger m'ode,</div>
+<div class="verse">Spesso le voci sue prorompon dure;</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Talor mi batte, e duolo indi mi rode,</div>
+<div class="verse">S&igrave; che allor quasi affetto io pi&ugrave; non sento,</div>
+<div class="verse">E in maligni pensieri il cor mi gode.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Povera madre! il viver nello stento</div>
+<div class="verse">Estingue nel suo spirto ogni sorriso,</div>
+<div class="verse">Ed anch'io pi&ugrave; cruccioso ognor divento.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Ges&ugrave;, prendimi teco in Paradiso,</div>
+<div class="verse">O tempra la tristezza che m'irrita,</div>
+<div class="verse">E rasserena di mia madre il viso:</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Fa ch'ella trovi ad allevarmi a&iuml;ta,</div>
+<div class="verse">Fa che deserto io non mi strugga tanto</div>
+<div class="verse">Fa che un po' d'allegrezza orni mia vita.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Se ad altri bimbi io respirassi accanto,</div>
+<div class="verse">E non sempre gemessi, e qualche mano</div>
+<div class="verse">S&ouml;avemente m'asciugasse il pianto,</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Crescerei pi&ugrave; benevolo e pi&ugrave; sano</div>
+<div class="verse">E pi&ugrave; caro a la madre io mi vedr&igrave;a:</div>
+<div class="verse">Lassa! altrimenti ella fu madre invano!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Ella al mio fianco in pace invecchier&igrave;a,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_313" id="Pg_313">{313}</a></span></div>
+<div class="verse">E per essa con gioia adoprerei</div>
+<div class="verse">A laudevol sudor mia vigor&igrave;a.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Le poche forze ai patimenti rei</div>
+<div class="verse">Soggiaceranno in breve, e, fuorch&egrave; pena,</div>
+<div class="verse">Nulla i miei giorni avran fruttato a lei.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Ovver, se presto a morte non mi mena</div>
+<div class="verse">Tanta miseria, crescer&ograve; doglioso,</div>
+<div class="verse">Me coll'afflitta madre amando appena.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Ed ella pur mi dice che od&iuml;oso</div>
+<div class="verse">Il povero alla terra e al ciel rimane,</div>
+<div class="verse">Quando alle brame sue non d&agrave; riposo,</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Quando coll'ira in cor mangia il suo pane.&raquo;</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">Ed ecco del bimbo</div>
+<div class="i2">La mamma ritorna:</div>
+<div class="i2">&Egrave; stanca, ma un raggio</div>
+<div class="i2">Di gioia l'adorna;</div>
+<div class="i2">S'asside a lui presso,</div>
+<div class="i2">Lo stringe al suo sen,</div>
+<div class="i4">&laquo;Oh quanto sinora</div>
+<div class="i2">Mi dolse, o figliuolo,</div>
+<div class="i2">Lasciarti ogni giorno</div>
+<div class="i2">S&igrave; tristo, s&igrave; solo!<span class="pagenum noind"><a name="Pg_314" id="Pg_314">{314}</a></span></div>
+<div class="i2">T'allegra: celeste</div>
+<div class="i2">Soccorso a noi vien.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">&laquo;Nell'ore ch'ai figli</div>
+<div class="i2">Non ponno dar cura</div>
+<div class="i2">Le madri, cui preme</div>
+<div class="i2">Fatica e sventura,</div>
+<div class="i2">Da provvide menti</div>
+<div class="i2">Ricovro s'apr&igrave;.</div>
+<div class="i4">Alquanto risana,</div>
+<div class="i2">E l&agrave; tu verrai:</div>
+<div class="i2">Son piene due sale</div>
+<div class="i2">Di pargoli omai:</div>
+<div class="i2">Giocando, imparando,</div>
+<div class="i2">Vi passano il d&igrave;.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">&laquo;Al santo pensiero</div>
+<div class="i2">Che apr&igrave; quel ricetto,</div>
+<div class="i2">Ministre si fanno</div>
+<div class="i2">Con tenero affetto</div>
+<div class="i2">Pi&ugrave; vergini um&igrave;li,</div>
+<div class="i2">Sacrate al Signor:</div>
+<div class="i4">Null'altro che amarti,</div>
+<div class="i2">Il sai, potev'io,</div>
+<div class="i2">Ma quelle s&ouml;avi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_315" id="Pg_315">{315}</a></span></div>
+<div class="i2">Ancelle di Dio</div>
+<div class="i2">Pi&ugrave; dolce, pi&ugrave; giusto</div>
+<div class="i2">Faranno il tuo cor.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">&laquo;Io, conscia che al figlio</div>
+<div class="i2">Non manca un'a&iuml;ta,</div>
+<div class="i2">Trarr&ograve; senza pianto</div>
+<div class="i2">Mia povera vita,</div>
+<div class="i2">L'usato lavoro</div>
+<div class="i2">Stimando legg&egrave;r.</div>
+<div class="i4">Al tetto materno</div>
+<div class="i2">Verrai verso sera,</div>
+<div class="i2">E sempre alzeremo</div>
+<div class="i2">Concorde preghiera</div>
+<div class="i2">Per l'alme pietose</div>
+<div class="i2">Che asilo ti dier.&raquo;</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Quel fanciulletto gi&agrave; infermiccio e tristo,</div>
+<div class="verse">Indi a non molto, in s&igrave; benigna scuola,</div>
+<div class="verse">Rosee le guance e lieti i rai fu visto.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Oh d'amorose labbra la parola</div>
+<div class="verse">Quanto a' cuori avviliti, e pi&ugrave; a' bambini,</div>
+<div class="verse">Addolcisce le doglie e li consola!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">D'entrambo i sessi i pargoli tapini<span class="pagenum noind"><a name="Pg_316" id="Pg_316">{316}</a></span></div>
+<div class="verse">Ivi sottratti vanno a rio squallore,</div>
+<div class="verse">Ed a costumi stolidi e ferini.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Che invan vorria la madre o il genitore</div>
+<div class="verse">Occhio assiduo tener sui cari pegni,</div>
+<div class="verse">Qua e l&agrave; faticando per lungh'ore.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Abbandonati a s&egrave;, crescere indegni</div>
+<div class="verse">Veggionsi quindi d'assai plebe i figli,</div>
+<div class="verse">Egre le membra ed egri pi&ugrave; gl'ingegni.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Per cadute e per cento altri perigli</div>
+<div class="verse">Vedi qual di storpiati e di languenti</div>
+<div class="verse">Esce turba da' poveri covigli!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Quanti avrian le persone alte e ridenti</div>
+<div class="verse">Ch'essi strascinan luride e contorte,</div>
+<div class="verse">Perch&egrave; guaste d'infanzia agli elementi!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Oh benedetti voi che sulla sorte</div>
+<div class="verse">Della schiatta plebea v'intenerite,</div>
+<div class="verse">E pensate a scemarle e vizi e morte!</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">In voi s&igrave; belle le grandezze avite</div>
+<div class="verse">Non son, quant'&egrave; il magnanimo dis&igrave;o,</div>
+<div class="verse">Onde a tanti innocenti asilo aprite.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Memori siete di quell'Uomo-Iddio</div>
+<div class="verse">Che, cinto da drappel di bambinelli,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_317" id="Pg_317">{317}</a></span></div>
+<div class="verse">Li confortava col suo sguardo pio,</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="neg">Ed imponea d'assomigliare a quelli.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">E voi benedette,</div>
+<div class="i2">Donzelle pietose,</div>
+<div class="i2">Che al Dio de' bambini</div>
+<div class="i2">Facendovi spose,</div>
+<div class="i2">Di madri assumete</div>
+<div class="i2">Le pene e l'amor.</div>
+<div class="i4">Per voi dalla terra</div>
+<div class="i2">Piacer non alligna:</div>
+<div class="i2">Fors'anco taluno</div>
+<div class="i2">Vi guarda e sogghigna,</div>
+<div class="i2">Vi chiama delire</div>
+<div class="i2">Da stolto fervor.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">Ma voi non curanti</div>
+<div class="i2">Di plauso o di scherno,</div>
+<div class="i2">I poveri amando</div>
+<div class="i2">Amate l'Eterno,</div>
+<div class="i2">Ai bimbi servendo</div>
+<div class="i2">Servite a Ges&ugrave;.</div>
+<div class="i4">Il mondo che ignora</div>
+<div class="i2">Del core i misteri,<span class="pagenum noind"><a name="Pg_318" id="Pg_318">{318}</a></span></div>
+<div class="i2">Non sa che pi&ugrave; dolce</div>
+<div class="i2">Di tutti i piaceri</div>
+<div class="i2">&Egrave; l'umil conflitto</div>
+<div class="i2">D'arcana virt&ugrave;.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">La vergine sacra</div>
+<div class="i2">Al Dio degl'infanti</div>
+<div class="i2">Sublima sue pene</div>
+<div class="i2">Con palpiti santi;</div>
+<div class="i2">&Egrave; abbietta ai mortali,</div>
+<div class="i2">Ma l'anima ha in ciel.</div>
+<div class="i4">Con Dio nella mente</div>
+<div class="i2">Le cure pi&ugrave; gravi,</div>
+<div class="i2">Le cure pi&ugrave; vili</div>
+<div class="i2">Diventan s&ouml;avi:</div>
+<div class="i2">Bassezza non tange</div>
+<div class="i2">Un'alma fedel.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">La vergine sacra</div>
+<div class="i2">Al Dio de' bambini</div>
+<div class="i2">Vagheggia in Maria</div>
+<div class="i2">Affetti divini,</div>
+<div class="i2">Le impronte cercando</div>
+<div class="i2">Di lei seguitar.</div>
+<div class="i4">Non volgono ai bimbi<span class="pagenum noind"><a name="Pg_319" id="Pg_319">{319}</a></span></div>
+<div class="i2">Tirannico ciglio</div>
+<div class="i2">Color, che mirando</div>
+<div class="i2">Maria col suo Figlio,</div>
+<div class="i2">Li veggon dal cielo</div>
+<div class="i2">Sui bimbi vegliar.</div>
+</div><div class="stanza">
+<div class="verseind">Ah! s&igrave;, benedette</div>
+<div class="i2">Voi tutte, o bell'alme,</div>
+<div class="i2">Che ai miseri infanti</div>
+<div class="i2">Porgete le palme,</div>
+<div class="i2">Di padri e di madri</div>
+<div class="i2">Vestendo l'amor!</div>
+<div class="i4">Pensier non vi preme</div>
+<div class="i2">Di plauso o di scherno:</div>
+<div class="i2">I poveri amando</div>
+<div class="i2">Amate l'Eterno:</div>
+<div class="i2">Ai bimbi servendo</div>
+<div class="i2">Servite al Signor.</div>
+</div></div>
+
+
+<h3 class="biggap">FINE.</h3>
+
+<hr style='width: 30%;' />
+
+<!-- [Pg 320] INDICE -->
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+<pre>
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Poesie scelte, by Silvio Pellico
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK POESIE SCELTE ***
+
+***** This file should be named 17671-h.htm or 17671-h.zip *****
+This and all associated files of various formats will be found in:
+ http://www.gutenberg.org/1/7/6/7/17671/
+
+Produced by Carlo Traverso, Paganelli and the Online
+Distributed Proofreading Team at http://www.pgdp.net (This
+file was produced from images generously made available
+by the Bibliothèque nationale de France (BnF/Gallica) at
+http://gallica.bnf.fr)
+
+
+Updated editions will replace the previous one--the old editions
+will be renamed.
+
+Creating the works from public domain print editions means that no
+one owns a United States copyright in these works, so the Foundation
+(and you!) can copy and distribute it in the United States without
+permission and without paying copyright royalties. Special rules,
+set forth in the General Terms of Use part of this license, apply to
+copying and distributing Project Gutenberg-tm electronic works to
+protect the PROJECT GUTENBERG-tm concept and trademark. Project
+Gutenberg is a registered trademark, and may not be used if you
+charge for the eBooks, unless you receive specific permission. If you
+do not charge anything for copies of this eBook, complying with the
+rules is very easy. You may use this eBook for nearly any purpose
+such as creation of derivative works, reports, performances and
+research. They may be modified and printed and given away--you may do
+practically ANYTHING with public domain eBooks. Redistribution is
+subject to the trademark license, especially commercial
+redistribution.
+
+
+
+*** START: FULL LICENSE ***
+
+THE FULL PROJECT GUTENBERG LICENSE
+PLEASE READ THIS BEFORE YOU DISTRIBUTE OR USE THIS WORK
+
+To protect the Project Gutenberg-tm mission of promoting the free
+distribution of electronic works, by using or distributing this work
+(or any other work associated in any way with the phrase "Project
+Gutenberg"), you agree to comply with all the terms of the Full Project
+Gutenberg-tm License (available with this file or online at
+http://gutenberg.org/license).
+
+
+Section 1. General Terms of Use and Redistributing Project Gutenberg-tm
+electronic works
+
+1.A. By reading or using any part of this Project Gutenberg-tm
+electronic work, you indicate that you have read, understand, agree to
+and accept all the terms of this license and intellectual property
+(trademark/copyright) agreement. If you do not agree to abide by all
+the terms of this agreement, you must cease using and return or destroy
+all copies of Project Gutenberg-tm electronic works in your possession.
+If you paid a fee for obtaining a copy of or access to a Project
+Gutenberg-tm electronic work and you do not agree to be bound by the
+terms of this agreement, you may obtain a refund from the person or
+entity to whom you paid the fee as set forth in paragraph 1.E.8.
+
+1.B. "Project Gutenberg" is a registered trademark. It may only be
+used on or associated in any way with an electronic work by people who
+agree to be bound by the terms of this agreement. There are a few
+things that you can do with most Project Gutenberg-tm electronic works
+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
+individual work is in the public domain in the United States and you are
+located in the United States, we do not claim a right to prevent you from
+copying, distributing, performing, displaying or creating derivative
+works based on the work as long as all references to Project Gutenberg
+are removed. Of course, we hope that you will support the Project
+Gutenberg-tm mission of promoting free access to electronic works by
+freely sharing Project Gutenberg-tm works in compliance with the terms of
+this agreement for keeping the Project Gutenberg-tm name associated with
+the work. You can easily comply with the terms of this agreement by
+keeping this work in the same format with its attached full Project
+Gutenberg-tm License when you share it without charge with others.
+
+1.D. The copyright laws of the place where you are located also govern
+what you can do with this work. Copyright laws in most countries are in
+a constant state of change. If you are outside the United States, check
+the laws of your country in addition to the terms of this agreement
+before downloading, copying, displaying, performing, distributing or
+creating derivative works based on this work or any other Project
+Gutenberg-tm work. The Foundation makes no representations concerning
+the copyright status of any work in any country outside the United
+States.
+
+1.E. Unless you have removed all references to Project Gutenberg:
+
+1.E.1. The following sentence, with active links to, or other immediate
+access to, the full Project Gutenberg-tm License must appear prominently
+whenever any copy of a Project Gutenberg-tm work (any work on which the
+phrase "Project Gutenberg" appears, or with which the phrase "Project
+Gutenberg" is associated) is accessed, displayed, performed, viewed,
+copied or distributed:
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+1.E.2. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is derived
+from the public domain (does not contain a notice indicating that it is
+posted with permission of the copyright holder), the work can be copied
+and distributed to anyone in the United States without paying any fees
+or charges. If you are redistributing or providing access to a work
+with the phrase "Project Gutenberg" associated with or appearing on the
+work, you must comply either with the requirements of paragraphs 1.E.1
+through 1.E.7 or obtain permission for the use of the work and the
+Project Gutenberg-tm trademark as set forth in paragraphs 1.E.8 or
+1.E.9.
+
+1.E.3. If an individual Project Gutenberg-tm electronic work is posted
+with the permission of the copyright holder, your use and distribution
+must comply with both paragraphs 1.E.1 through 1.E.7 and any additional
+terms imposed by the copyright holder. Additional terms will be linked
+to the Project Gutenberg-tm License for all works posted with the
+permission of the copyright holder found at the beginning of this work.
+
+1.E.4. Do not unlink or detach or remove the full Project Gutenberg-tm
+License terms from this work, or any files containing a part of this
+work or any other work associated with Project Gutenberg-tm.
+
+1.E.5. Do not copy, display, perform, distribute or redistribute this
+electronic work, or any part of this electronic work, without
+prominently displaying the sentence set forth in paragraph 1.E.1 with
+active links or immediate access to the full terms of the Project
+Gutenberg-tm License.
+
+1.E.6. You may convert to and distribute this work in any binary,
+compressed, marked up, nonproprietary or proprietary form, including any
+word processing or hypertext form. However, if you provide access to or
+distribute copies of a Project Gutenberg-tm work in a format other than
+"Plain Vanilla ASCII" or other format used in the official version
+posted on the official Project Gutenberg-tm web site (www.gutenberg.org),
+you must, at no additional cost, fee or expense to the user, provide a
+copy, a means of exporting a copy, or a means of obtaining a copy upon
+request, of the work in its original "Plain Vanilla ASCII" or other
+form. Any alternate format must include the full Project Gutenberg-tm
+License as specified in paragraph 1.E.1.
+
+1.E.7. Do not charge a fee for access to, viewing, displaying,
+performing, copying or distributing any Project Gutenberg-tm works
+unless you comply with paragraph 1.E.8 or 1.E.9.
+
+1.E.8. You may charge a reasonable fee for copies of or providing
+access to or distributing Project Gutenberg-tm electronic works provided
+that
+
+- You pay a royalty fee of 20% of the gross profits you derive from
+ the use of Project Gutenberg-tm works calculated using the method
+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
+ owed to the owner of the Project Gutenberg-tm trademark, but he
+ has agreed to donate royalties under this paragraph to the
+ Project Gutenberg Literary Archive Foundation. Royalty payments
+ must be paid within 60 days following each date on which you
+ prepare (or are legally required to prepare) your periodic tax
+ returns. Royalty payments should be clearly marked as such and
+ sent to the Project Gutenberg Literary Archive Foundation at the
+ address specified in Section 4, "Information about donations to
+ the Project Gutenberg Literary Archive Foundation."
+
+- You provide a full refund of any money paid by a user who notifies
+ you in writing (or by e-mail) within 30 days of receipt that s/he
+ does not agree to the terms of the full Project Gutenberg-tm
+ License. You must require such a user to return or
+ destroy all copies of the works possessed in a physical medium
+ and discontinue all use of and all access to other copies of
+ Project Gutenberg-tm works.
+
+- You provide, in accordance with paragraph 1.F.3, a full refund of any
+ money paid for a work or a replacement copy, if a defect in the
+ electronic work is discovered and reported to you within 90 days
+ of receipt of the work.
+
+- You comply with all other terms of this agreement for free
+ distribution of Project Gutenberg-tm works.
+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
+electronic work or group of works on different terms than are set
+forth in this agreement, you must obtain permission in writing from
+both the Project Gutenberg Literary Archive Foundation and Michael
+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
+
+1.F.1. Project Gutenberg volunteers and employees expend considerable
+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
+collection. Despite these efforts, Project Gutenberg-tm electronic
+works, and the medium on which they may be stored, may contain
+"Defects," such as, but not limited to, incomplete, inaccurate or
+corrupt data, transcription errors, a copyright or other intellectual
+property infringement, a defective or damaged disk or other medium, a
+computer virus, or computer codes that damage or cannot be read by
+your equipment.
+
+1.F.2. LIMITED WARRANTY, DISCLAIMER OF DAMAGES - Except for the "Right
+of Replacement or Refund" described in paragraph 1.F.3, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation, the owner of the Project
+Gutenberg-tm trademark, and any other party distributing a Project
+Gutenberg-tm electronic work under this agreement, disclaim all
+liability to you for damages, costs and expenses, including legal
+fees. YOU AGREE THAT YOU HAVE NO REMEDIES FOR NEGLIGENCE, STRICT
+LIABILITY, BREACH OF WARRANTY OR BREACH OF CONTRACT EXCEPT THOSE
+PROVIDED IN PARAGRAPH F3. YOU AGREE THAT THE FOUNDATION, THE
+TRADEMARK OWNER, AND ANY DISTRIBUTOR UNDER THIS AGREEMENT WILL NOT BE
+LIABLE TO YOU FOR ACTUAL, DIRECT, INDIRECT, CONSEQUENTIAL, PUNITIVE OR
+INCIDENTAL DAMAGES EVEN IF YOU GIVE NOTICE OF THE POSSIBILITY OF SUCH
+DAMAGE.
+
+1.F.3. LIMITED RIGHT OF REPLACEMENT OR REFUND - If you discover a
+defect in this electronic work within 90 days of receiving it, you can
+receive a refund of the money (if any) you paid for it by sending a
+written explanation to the person you received the work from. If you
+received the work on a physical medium, you must return the medium with
+your written explanation. The person or entity that provided you with
+the defective work may elect to provide a replacement copy in lieu of a
+refund. If you received the work electronically, the person or entity
+providing it to you may choose to give you a second opportunity to
+receive the work electronically in lieu of a refund. If the second copy
+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
+1.F.4. Except for the limited right of replacement or refund set forth
+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS', WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
+WARRANTIES OF MERCHANTIBILITY OR FITNESS FOR ANY PURPOSE.
+
+1.F.5. Some states do not allow disclaimers of certain implied
+warranties or the exclusion or limitation of certain types of damages.
+If any disclaimer or limitation set forth in this agreement violates the
+law of the state applicable to this agreement, the agreement shall be
+interpreted to make the maximum disclaimer or limitation permitted by
+the applicable state law. The invalidity or unenforceability of any
+provision of this agreement shall not void the remaining provisions.
+
+1.F.6. INDEMNITY - You agree to indemnify and hold the Foundation, the
+trademark owner, any agent or employee of the Foundation, anyone
+providing copies of Project Gutenberg-tm electronic works in accordance
+with this agreement, and any volunteers associated with the production,
+promotion and distribution of Project Gutenberg-tm electronic works,
+harmless from all liability, costs and expenses, including legal fees,
+that arise directly or indirectly from any of the following which you do
+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at http://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+http://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
+information can be found at the Foundation's web site and official
+page at http://pglaf.org
+
+For additional contact information:
+ Dr. Gregory B. Newby
+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
+
+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
+
+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
+considerable effort, much paperwork and many fees to meet and keep up
+with these requirements. We do not solicit donations in locations
+where we have not received written confirmation of compliance. To
+SEND DONATIONS or determine the status of compliance for any
+particular state visit http://pglaf.org
+
+While we cannot and do not solicit contributions from states where we
+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
+against accepting unsolicited donations from donors in such states who
+approach us with offers to donate.
+
+International donations are gratefully accepted, but we cannot make
+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
+
+Please check the Project Gutenberg Web pages for current donation
+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including checks, online payments and credit card
+donations. To donate, please visit: http://pglaf.org/donate
+
+
+Section 5. General Information About Project Gutenberg-tm electronic
+works.
+
+Professor Michael S. Hart is the originator of the Project Gutenberg-tm
+concept of a library of electronic works that could be freely shared
+with anyone. For thirty years, he produced and distributed Project
+Gutenberg-tm eBooks with only a loose network of volunteer support.
+
+Project Gutenberg-tm eBooks are often created from several printed
+editions, all of which are confirmed as Public Domain in the U.S.
+unless a copyright notice is included. Thus, we do not necessarily
+keep eBooks in compliance with any particular paper edition.
+
+Most people start at our Web site which has the main PG search facility:
+
+ http://www.gutenberg.org
+
+This Web site includes information about Project Gutenberg-tm,
+including how to make donations to the Project Gutenberg Literary
+Archive Foundation, how to help produce our new eBooks, and how to
+subscribe to our email newsletter to hear about new eBooks.
+
+*** END: FULL LICENSE ***
+
+
+
+</pre>
+
+</body>
+</html>
+
diff --git a/17671-h/images/marca_tipografica.jpg b/17671-h/images/marca_tipografica.jpg
new file mode 100644
index 0000000..8d6acd8
--- /dev/null
+++ b/17671-h/images/marca_tipografica.jpg
Binary files differ
diff --git a/LICENSE.txt b/LICENSE.txt
new file mode 100644
index 0000000..6312041
--- /dev/null
+++ b/LICENSE.txt
@@ -0,0 +1,11 @@
+This eBook, including all associated images, markup, improvements,
+metadata, and any other content or labor, has been confirmed to be
+in the PUBLIC DOMAIN IN THE UNITED STATES.
+
+Procedures for determining public domain status are described in
+the "Copyright How-To" at https://www.gutenberg.org.
+
+No investigation has been made concerning possible copyrights in
+jurisdictions other than the United States. Anyone seeking to utilize
+this eBook outside of the United States should confirm copyright
+status under the laws that apply to them.
diff --git a/README.md b/README.md
new file mode 100644
index 0000000..b3ce6a5
--- /dev/null
+++ b/README.md
@@ -0,0 +1,2 @@
+Project Gutenberg (https://www.gutenberg.org) public repository for
+eBook #17671 (https://www.gutenberg.org/ebooks/17671)