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+The Project Gutenberg EBook of Igiene dei piaceri secondo le età, i
+temperamenti e le stagioni, by Auguste Debay
+
+This eBook is for the use of anyone anywhere at no cost and with
+almost no restrictions whatsoever. You may copy it, give it away or
+re-use it under the terms of the Project Gutenberg License included
+with this eBook or online at www.gutenberg.org
+
+
+Title: Igiene dei piaceri secondo le età, i temperamenti e le stagioni
+
+Author: Auguste Debay
+
+Translator: Gianpietro Introzzi
+
+Release Date: August 8, 2005 [EBook #16489]
+
+Language: Italian
+
+Character set encoding: ISO-8859-1
+
+*** START OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IGIENE DEI PIACERI SECONDO ***
+
+
+
+
+Produced by Massimiliano Zattera and the Distributed
+Proofreaders Europe team (http://dp.rastko.net)
+
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+
+
+
+
+ CURIOSITÀ FISIOLOGICHE
+
+
+
+ *IGIENE DEI PIACERI*
+
+ SECONDO
+
+ LE ETÀ, I TEMPERAMENTI E LE STAGIONI
+
+
+ DI
+ *A. DEBAY*
+
+
+ RIDUZIONI DAL FRANCESE
+ DEL
+ D. Introzzi Gianpietro
+
+
+
+ GIOVANNI GNOCCHI
+ EDITORE MILANO
+
+ 1886.
+
+
+
+ Bergamo--Stab. Tip. Frat. Bolis.
+
+
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO I.
+
+ *Definizione del piacere.*
+
+ ================
+
+
+La vita dell'uomo è un misto di _piaceri_ e di _dolori_. Queste due
+sensazioni del pari forti e diametralmente opposte si agitano nell'animo
+umano, lottano incessantemente tra loro, e a vicenda si vincono, ma ben
+di rado si cancellano. L'uomo portato dalla sua natura ardente, vivace
+cerca sempre ed ovunque il piacere, come lo stato nel quale egli meglio
+può gustare la vita, usandone però moderatamente. E per _piacere_
+intendo accennare a qualunque aggradevole sensazione che faccia presa
+sui nostri sensi. Così chiamerò _piacere_ le ebbrezze voluttuose di
+amore, come le dolcezze del riposo. Le gradazioni del piacere più forte,
+più vivo a quello più debole sono innumerevoli. Ma tutti non esciranno
+mai da questa grande classificazione, cioè _piaceri sensuali_ e _piaceri
+morali_. Inutile pure il dire che i generi sono infiniti.
+
+_I piaceri fisici o sensuali_, quantunque più ricercati, sono quelli che
+meno restano impressi, anzi cercano col cessare dell'eccitante che li ha
+prodotti. I _piaceri morali_ sono i più puri, sono quelli che giammai si
+cancellano dall'animo.
+
+I diversi generi di piaceri però sono prodotti da varie cause. Dalla
+condizione sociale, dal temperamento nervoso, dall'educazione, dai
+climi, dalle stagioni, dall'età, dal sesso, dallo stato di salute, ecc.
+Come ben si può scorgere a priori un vecchio ottuagenario non ricercherà
+i piaceri vivaci e focosi della gioventù. Diversi saranno i piaceri che
+si ricercheranno in inverno ed in estate, in città ed in campagna. Come
+pure diversi sono i piaceri dell'amore da quelli della mensa; quelli
+della caccia da quelli del riposo, ecc.
+
+Molto agisce sui piaceri anche il temperamento; infatti lo stesso
+piacere farà una più viva impressione sul temperamento nervoso che sul
+linfatico.
+
+La nostra vita è dunque un complesso di piaceri e di dolori.
+L'indifferenza che tanti definiscono uno stato intermedio fra il dolore
+ed il piacere, raramente si scontra nella vita.
+
+Il piacere può anche dirsi il possesso dei beni che si desiderano, il
+dolore la loro privazione. E siccome tutti nella loro vita desiderano,
+così tutti potranno andar soggetti alla realizzazione di questi
+desiderii o alla loro privazione. E questa asserzione è puramente
+pratica. Non è forse un piacere il riposarsi quando si è stanchi? Il
+mangiare, il bere quando si ha fame o sete? Anche l'amare ed essere
+riamato dal nostro ideale, poter sacrificare a lei tutto perfino la
+vita, non è forse una dolce soddisfazione, non è forse un piacere?
+Soccorrere l'infelice, consolare l'afflitto, morire per la patria, per
+un'anima bella non son forse piaceri? E se questi lo sono, la negazione
+di essi non produce dolore nell'animo nostro?
+
+Ora dirò che l'uomo cerca sempre il piacere e sempre fugge il dolore.
+Questo non ha bisogno di dimostrazione. Anche i bruti per istinto
+cercano la gioia, le sensazioni gradevoli. Eccetto nel caso d'una
+perversione di istinto tutti cercheranno il piacevole e fuggiranno
+quello che può loro nuocere.
+
+Non mi si accusi però di voler fare l'apologia del piacere o del
+sensualismo. No; una accusa di tal genere classificherebbe subito chi la
+lancia per un'anima poco elevata. Il piacere è anche _morale_, diss'io;
+e del resto, anche gustando i _fisici_, sempre però con riservatezza, è
+un bene.
+
+Un uomo che sente dignità di se stesso non abusa dei piaceri sensuali,
+perchè ha anche la cognizione di sapere che, oltrepassato un dato
+limite, diventano dannosi. È forse male gustare l'odore grato d'una
+mammola, il delicato sapore d'un frutto maturo? È forse male amare
+onestamente una vaga fanciulla dalla treccia nera e lucente? L'Ente
+supremo ci ha largiti questi beni affine di sollevare lo spirito nostro
+dalle fatiche del lavoro; non sarebbe forse follia il rifiutarlo?
+
+Uno dei più dolci incanti della vita è la unione _dei piaceri dei sensi_
+al _godimento dello spirito_, perchè ci sollevano come in un mondo
+incantato, tutto nuovo per noi. Guai però a chi si lascia trasportare
+dal piacere. Esso non deve mai essere un bisogno, una abitudine, un
+vizio! Se lo fosse ci abbasserebbe al livello del bruto, perchè
+soffocherebbe in noi qualunque altro lodevole sentimento. Quanti uomini
+che, dominati da un piacere sensuale, presentano nella loro fisionomia
+analogia coll'animale, cui li assimila la loro inclinazione!....
+
+I piaceri sensuali avviliscono ed annientano l'uomo! Quanti uomini
+d'ingegno non si sono per questo completamente abbrutiti. Basterà citare
+il romano Antonio. Non avrebbe egli vinto Ottavio se un amore cieco non
+lo avesse gettato fra le seducenti braccia della regina Cleopatra!
+
+Da questo capitolo deduciamo dunque la morale seguente: gustiamo i
+piaceri leciti con somma prudenza; mai non lasciamoci dominare da essi.
+Fuggiamo quei piaceri che, pregiudicando altri, pregiudicherebbero noi
+stessi. Non vuotiamo per intiero il calice del piacere; dopo questo
+viene l'ebbrezza, la sazietà, il dolore.
+
+Evitiamo dunque gli eccessi, uniformandoci alle nozioni d'igiene che
+verranno esposte in questo libro.
+
+
+
+
+ ================
+
+ GAPITOLO II.
+
+ *La giovinezza ed i suoi piaceri*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Adolescenza--Pubertà.*
+
+
+_Adolescenza e sua igiene_.--Questa bella età che si rimpiange sempre ha
+i suoi piaceri innocenti ed anche giovevoli alla salute. Essi consistono
+in giuochi meno o più rumorosi, come il salto, le corse, la ginnastica,
+la danza, il nuoto e qualche volta l'equitazione. Piaceri che, quando
+non affaticano di soverchio il fanciullo, sono giovevoli; perchè
+irrobustiscono i suoi muscoli; gli allargano il torace, consolidano la
+sua salute e lo rendono agile e destro.
+
+Le malattie e le indisposizioni che affliggono questa età sono le
+bronchiti, i mali di gola, le eruzioni cutanee, le emorragie nasali, i
+colpi, le cadute, ma principalmente i flussi di ventre e le
+indigestioni. Quando le prime cure materne non bastano a guarire il
+giovinetto, allora la prudenza esige di chiamare il medico, perchè è
+meglio prevenire una malattia che guarirla. Secondo i casi giova
+all'ammalato delle bibite emollienti o diluenti.
+
+I mali di corpo e le coliche provengono dalla ghiottoneria propria a
+questa età; dal mangiare cioè in quantità frutti succosi, dal rodere gli
+acerbi.
+
+Sono pure a temere pei fanciulli le indigestioni provocate da
+zuccherini, confetti, pasticci, dolci ed altro, perchè queste chicche
+sono molto pesanti e indigesti, e bisogna procurare di non guastare lo
+stomaco sì da bambini. Quando dopo qualche malattia il fanciullo non si
+corregga, bene è d'uopo che i genitori gli facciano una continua
+vigilanza, perchè la malattia si rinnoverebbe con somma facilità.
+
+Non si predicherà mai abbastanza ai bimbi i tristi effetti
+dell'ingordigia, massime poi alle giovinette, perchè le chicche tolgono
+loro la giovanile avvenenza e la seducente freschezza.
+
+_Pubertà_.--La pubertà è l'età nella quale una grande rivoluzione
+s'opera nel corso della nostra vita, l'età nella quale il fanciullo
+diventa uomo; la ragazza, donna. Questa è l'età nella quale ci si
+schiude davanti un orizzonte dorato; nella quale tutto ci sembra color
+di rosa. È l'epoca dei sogni più lusinghieri, degli affetti più vivi; è
+l'epoca nella quale la fervida immaginazione ci trasporta, in cui si
+fanno mille castelli in aria; castelli che pur troppo si sfasciano al
+primo vento glaciale del nord. Eppure si è felici, o per lo meno molti
+lo sono, perchè adulti si rimpiange questa fase della vita nella quale
+cominciano a far capolino i prodromi di potenti fenomeni organici che la
+pubertà non indugia a svolgere. È l'amore, il quale, a partire da
+quest'epoca, domina tirannicamente il nostro essere. E ciò ha voluto
+natura per mantenere il suo fine: _la propagazione della specie_.
+
+Innumerevoli sono i piaceri di questa età perchè è appunto nella pubertà
+che lo spirito nostro è avido di novità, di svaghi, di divertimenti, di
+forti impressioni.
+
+Le feste, le gioconde serate, i balli, i concerti, i teatri sono piaceri
+che attraggono la gioventù, ed ella vi si slancia con tale ardore al
+quale è bene mettere un freno. Infatti essi ponno e _moralmente_ e
+_fisicamente_ riuscire dannosi alla gioventù.
+
+_Fisicamente_ potranno nuocere non usando tutte quelle precauzioni che
+pur troppo in queste occasioni, nelle quali si è esaltati, non passano
+nemmeno per la testa. Infatti il subitaneo passaggio dal caldo al freddo
+o viceversa, l'eccitazione cerebrale che si propaga al corpo, le
+soppressioni totali o parziali di una esalazione, di una evacuazione
+sono cause di affezioni polmonari acute, di irritazioni intestinali, di
+dolori addominali, di bronchiti, di reumi, che possono svilupparsi dopo
+un po' di tempo od anche istantaneamente.
+
+_Moralmente_ potranno nuocere se il carattere del giovinetto è molto
+impressionabile. È cura dei genitori il preservarlo da questi pericoli.
+Non che io dica di privare affatto il giovane da qualsiasi divertimento
+suaccennato, dal teatro, per esempio, no. Ma aver cura, se si tratta del
+teatro, di sapere a quale produzione assisterà il giovane. Infatti non
+resterebbe male impressionato se assistesse ad una produzione nella
+quale l'amor coniugale si mette in ridicolo e s'innalza l'adulterio ad
+un eletto sacrificio da parte della donna?... Nella quale si passano in
+rassegna le turpitudini di qualche scellerato? Allontanatelo dunque da
+questi luoghi equivochi, ma però accompagnatelo là dove delle produzioni
+morali inspireranno nel suo cuore il sentimento del buono, del vero e
+del bello.
+
+Inoltre un piacere pericoloso pei giovani è il pubblico ballo,
+maggiormente quello di una grande città, dove vi si slancia una folla
+ardente e vivace, avida di trovare il piacere nell'ebbrezza della danza.
+
+Però i genitori potranno accompagnarvelo se il desiderio di curiosità
+del figlio loro si mantenga come un'idea fissa.
+
+I piaceri che si provano invece frequentando le feste di famiglia ed i
+piccoli giuochi di società sono molto più innocenti e dovransi accordare
+di buon grado perchè sollevano lo spirito giovanile.
+
+È in queste riunioni che il giovane si reca volentieri perchè sa di
+trovare l'oggetto dei suoi pensieri, e i suoi più rosei sogni giovanili.
+La danza per questa età è un divertimento carissimo, perchè possono far
+pompa della loro abilità ed eleganza, soddisfacendo l'ambizione
+nascente, che se si mantiene nei limiti è una leggiera alterazione
+dell'amor proprio. A questi convegni intervengono sempre amici di casa,
+per cui la decenza e il pudore non hanno nulla a soffrire. Ne risulta
+quindi una gaiezza sincera e scevra di qualunque fine secondario.
+
+Inutile d'enumerarsi sono poi tutti i diversi generi di piaceri fisici e
+morali. Raccomandiamo alla gioventù i piaceri morali, perchè oltre
+all'essere incancellabili, sono di utilità grandissima agli altri, e
+lasciano nell'anima una soddisfazione ed un contento grandissimo. Eccone
+un esempio.
+
+
+ _Un beneficio è sempre ricompensato._
+
+ RACCONTO.
+
+
+Con passo frettoloso e col viso allegro e giulivo un giovane studente
+per nome Edmondo Derval si avviava ad un convegno per andare con diversi
+suoi amici a fare una scampagnata. Ma fu arrestato durante il suo
+cammino da un crocchio di gente che attorniavano un poveretto steso al
+suolo. A tal vista Edmondo si avvicinò, e vista la faccia smunta e
+macilente di quel giovane infelice domandò alla folla che gli era
+accaduto. È ubbriaco, dicevano gli uni; è uno stratagemma per carpirci
+qualche soldo; è colto da apoplessia, dicevano gli altri. Derval lo
+esaminò attentamente, e disse indignato a chi osava ingiuriare il
+poveretto:
+
+--Largo, signori, concedetegli un po' di aria; quest'uomo è estenuato
+dalla fame.
+
+E siccome nessuno lo soccorreva, rivoltosi a tre giovanetti vicini:
+
+--Animo, disse loro, aiutatemi a portare questo disgraziato nella vicina
+osteria; gli faremo ingoiare qualcosa.
+
+E seguiti dalla folla che benedicevano quel giovane pietoso, entrarono,
+e deposto l'affamato su una banca, Edmondo domandò una tazza di brodo e
+un bicchier di vino del più buono. Appena bevuto un sorso di quel brodo
+vivificante, l'infelice aprì gli occhi, sollevò un po' la testa e
+compreso cosa eragli accaduto:
+
+--Grazie, disse ad Edmondo con uno sguardo languido, ma espressivo, Dio
+ve ne compenserà.--E a lenti sorsi trangugiò il resto della bevanda
+ristoratrice. Derval gli fece anche portare un bel pezzo di vitello, e
+raccomandato al suo protetto di mangiare lentamente, chiamò l'oste, gli
+diede una moneta da 5 lire, dicendogli di pagarsi e di consegnare il
+resto a quel povero giovane, e tra i ringraziamenti i più sinceri uscì.
+
+Intanto l'ora del convegno era trascorsa, ed il borsellino s'era
+impicciolito, ma egli lungi dal rimpiangere la gita perduta, tornò a
+casa col cuore soddisfatto di avere fatto una buona azione. L'indomani
+a' suoi amici, che gli domandavano perchè non era intervenuto a una così
+bella gita, raccontò il fatto, ed essi lo approvarono dicendo che una
+così rara soddisfazione valeva meglio che i folli piaceri d'una
+scampagnata.
+
+--Ma tu hai dato tutto il tuo gruzzolo al poverello? gli domandò un
+amico.
+
+--Sicuro, era l'ultimo pezzo da lire 5 che mi rimaneva, rispose egli.
+
+--Ebbene, noi siamo amici; mancano quattro giorni alla fine del mese,
+puoi abbisognare di qualche cosa. La mia borsa non è tanto ben fornita,
+ma io la metto a tua disposizione!...
+
+ * * * * *
+
+Pochi anni dopo, la rivoluzione del 1789 scoppiava. La plebe inferocita
+sfogava il suo furore da lungo tempo represso su tutto ciò che le pareva
+colpevole. L'aristocrazia fuggiva, il re era prigione, l'esercito
+disfatto. Nel decimo giorno circa del furore plebeo un giovane
+elegantemente vestito si difendeva a stento dalle ingiurie e pur troppo
+dalle busse dei popolani, e certamente non sarebbe uscito di là colle
+proprie gambe se un giovane operaio, fattasi la via a forza di gomiti,
+non avesse fatto il largo attorno al nostro eroe con due poderosi pugni.
+E presolo per mano gridò: «Guai a chi lo tocca! Questi è un amico del
+povero, un consolatore degli afflitti; senza di lui io sarei morto di
+fame» E rivoltosi al giovane, dissegli: «Venite, vi condurrò a casa,
+questo quartiere non è sicuro per voi!» Quell'operaio era l'affamato
+dell'osteria, quel giovane elegante era Edmondo Derval!
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *I piaceri della giovinezza e loro igiene.*
+
+
+Qualunque sia il piacere che ci procuriamo, dobbiamo sempre porre un
+limite ad esso, perchè gli eccessi sono sempre funesti, e sono il più
+delle volte cause di serie malattie che possono renderci infelici per
+l'intiera vita.
+
+Chi non conosce le dolorose indisposizioni che provengono da un eccesso
+nel mangiare o nel bere?
+
+Come si disse poi nel capitolo precedente bisogna tener calcolo anche
+del luogo, delle stagioni, dell'ora e del tempo. E mi spiego. Non tutti
+i luoghi sono adatti al benessere del nostro temperamento, e sono a
+fuggirsi i siti umidi, dove si leva quella nebbia malsana causa di
+febbri dolorose. Anche le stagioni influiscono sui generi dei piaceri,
+come pure il tempo. Nessuno potrà divertirsi e ritrarre giovamento
+intervenendo ad una partita di piacere, di caccia, di pesca, al nuoto,
+se non in giorni sereni e in luoghi salubri. Un consiglio che i giovani
+dovrebbero sempre ascoltare è il seguente. Mai non si deve bere, anche
+sentendo il più stimolante bisogno, quando si è corso, saltato, fatto
+esercizi ginnastici, perchè, sopprimendo istantaneamente la
+traspirazione, si va incontro a malattie molto pericolose. Altresì, per
+la stessa ragione, non si deve esporsi ad una corrente d'aria fissa.
+Tenetevi fisso nella memoria questo consiglio se un giorno o l'altro non
+volete che, a seconda del vostro temperamento più o meno debole, essere
+assaliti da reumi, da flussi di ventre, da coliche, da mali alla gola e
+da altre di queste forti indisposizioni che tutte provengono dalla
+soppressione istantanea della traspirazione. Quanti che per aver
+trascurato questi precetti si rovinarono per tutta la vita!....
+
+I piaceri poi non devono essere spinti fino alla fatica, altrimenti
+diventano nocivi. Anche l'amore allo studio deve essere frenato, perchè
+un'occupazione continua logora gli organi. Così gli studi che esigono
+una posizione incomoda devono essere di poca durata. Tali sono il
+disegno, il pianoforte, il ricamo e l'arpa.
+
+Anche la musica vocale riesce dannosa a coloro che si sforzano, o che
+ripetono intempestivamente esercizi che non sono alla loro portata,
+perchè le corde vocali logorandosi si può perdere del tutto quella voce
+che per tanti è la loro vita.
+
+È dunque meglio che tali studi si ripetano spesse volte nel giorno,
+piuttosto che sacrificare ad essi delle ore intere.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Igiene alimentare della giovinezza.*
+
+
+Questo capitolo deve essere attentamente considerato, essendo la
+questione degli alimenti la principale, poichè, questi sono i fattori
+principali della vita. È una questione che dolorosamente non fa parte
+del programa scolastico; dolorosamente dico, perchè molti giovani
+istruiti escono dagli istituti senza avere nemmeno le prime cognizioni
+riguardo a questa materia. La scelta degli alimenti, la loro quantità e
+qualità dovrebbe essere calcolata in ragione del sesso, dell'età e del
+temperamento dell'individuo. Influiscono molto anche su esse le
+stagioni, i luoghi, le professioni. Essendo provvisti di queste utili
+cognizioni si scanserebbero tante malattie, e l'alimentazione avrebbe
+pieno il suo corso di rinvigorire le esauste forze del giovane. E il
+nutrimento di esso richiederebbe maggiori cure di quelle che attualmente
+si prestano. La qualità e quantità delle sostanze alimentari devono
+essere conformate e proporzionate sulle perdite del soggetto, quindi
+nella giovinezza l'alimentazione dev'essere più abbondante, perchè in
+quest'epoca della vita molto attiva ed operosa il giovane subisce un
+continuo ed abbondante spreco di forze muscolari.
+
+Si deve avere riguardo anche al genere di vita che conduce l'individuo;
+infatti un impiegato che è condannato ad una vita sedentaria dovrà
+nutrirsi meno d'un manuale che s'affatica tutto il giorno. Le stagioni
+pure influiscono, ed infatti tutti d'inverno mangiano molto più che
+d'estate, e nella scelta dei cibi si deve aver molto riguardo nella
+primavera e nell'autunno.
+
+Circa poi il numero dei pasti, questi devono essere regolati sulla forza
+dello stomaco dei giovani. I giovanetti hanno bisogno di fare quattro
+pasti al giorno. Due abbondanti e due più leggieri intermedi per
+attenuare la fame che si farebbe troppo sentire. Dopo i 24 anni invece
+bastano due soli pasti abbondanti o al massimo tre.
+
+Sopratutto però badate di non mangiare e bere eccessivamente! Guai agli
+intemperanti! Lo stomaco starei quasi per dire che è il centro della
+vita nostra, perchè è nello stomaco che i cibi subiscono quella
+trasformazione chimica, per la quale, ridotti in chimo, si assimilano
+col sangue, risarcendoci per tal modo delle forze perdute. Chi è sano
+di stomaco godrà d'una vita lunga e felice, e potrà giungere ad una
+robusta vecchiaia esente da infermità. Una raccomandazione importante
+sarebbe quella di alzarsi da tavola con un leggiero appetito, mai
+mangiare ingordamente fino a che vi sentite sazi, perchè se lo stomaco
+affatica a digerire tutti quei cibi coi quali lo empite, esso si
+logorerà ben presto e si andrà soggetti ad indigestioni, a gastriche ed
+altre malattie sempre gravi allo stomaco ed agli intestini. Abbiate
+dunque sempre cura di questo apparato sì necessario alla vita; rifiutate
+qualunque cibo o bevanda che gli possa nuocere e che lo rendono incapace
+di funzionare nella tarda età.
+
+Abbiate dunque sempre in mente questi precetti, perchè chi ve li dice è
+uno che per molto tempo ha violentemente sofferto di stomaco e vi
+scongiura pel male nel quale potreste incorrere di osservare
+attentamente queste norme elementari.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO III.
+
+ *Dell'amor fisico*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Primi palpiti d'amore.*
+
+
+È nella giovinezza che noi cominciamo a pensare ed a sognare: è in
+questa età che le nostre forze fisiche e le facoltà intellettuali e
+morali si sviluppano e s'ingrandiscono; è in questa età che il nostro
+cuore si apre ad una vita novella, che esso si accende e batte per una
+nuova passione che in un istante può incendiare tutto l'umano edificio.
+È l'amore che si mostra sotto un aspetto giocondo alla nostra fervida
+immaginazione, è l'amore che incomincia ad impossessarsi dei nostri
+giovani cuori per forse poi straziarli e farsene giuoco. Quasi tutti o
+ben pochi vanno esenti da questa passione; e gli antichi avevano ragione
+di raffigurare l'amore sotto le sembianze d'un vispo fanciulletto alato,
+cogli occhi bendati tenendo in una mano una fiaccola, nell'altra un arco
+sempre teso e sulle spalle una farètra piena di acutissimi dardi. Nulla
+può contro esso; anche gli Dei stessi dell'Olimpo, persino il sommo
+Giove furono trafitti dalle freccie dorate d'Amore.
+
+Tutti adorano l'amore e specialmente i giovani, per esso tutto
+sacrificano, per esso cercano la riputazione, la fama, la gloria! Di
+quante nobili e generose azioni è causa l'amore! Dante, Petrarca, Tasso
+per lui si immortalarono! E Amore sempre volubile, perchè bello, spinge
+gli uni alla gloria, gli altri al tradimento, alla ignominia; quanti
+esempi che pur troppo si potrebbero citare!... Meglio è il silenzio.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Sensazione del coito.*
+
+
+Al fine di conservare la nostra specie sul globo la natura ci ha
+concesso durante l'atto della riproduzione uno dei più vivi piaceri.
+Questa sensazione in certi insetti è così intensa che perfino la morte
+non varrebbe a separare il maschio dalla femmina durante il coito.
+
+Nell'uomo un improvviso arresto, qualunque sia il motivo, dei pieceri
+venerei, può produrre gravissime conseguenze e in certi casi anche la
+morte. I piaceri d'amore poi offrono i più svariati fenomeni a seconda
+della costituzione fisica dell'individuo, della sua impressionabilità
+nervosa e del clima in cui vive.
+
+Vi sono taluni che li gustano e vi si abbandonano con una vera frenesia;
+altri che restano quasi insensibili. Però questi due casi sono anormali,
+e dinotano un'alterazione del sistema nervoso. Il coito, per produrre
+buoni frutti, deve aver luogo in un voluttuoso raccoglimento.
+
+La donna nella più tenera età, come per istinto, preludia alla
+riproduzione colle sue bambole e col suo amore ad esse come fossero
+figlie.
+
+La giovinetta sogna d'amore e scorge davanti a sè un orizzonte roseo e
+sorridente.
+
+La donna pone tutto il suo amore nei figli, uniche sue speranze
+avvenire, e fattasi vecchia circonda colle cure più sollecite i suoi
+vispi nipotini.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *I due lati dell'Amore.*
+
+
+Non sempre l'amore è causa di gioie pure ed infinite; talvolta lo è di
+dolori e di una vita sventurata. Se giovani lo si cerca e lo si brama,
+in seguito poi a qualche disillusione si cerca di fuggirlo e lo si
+maledice.
+
+Esso, come già dissi, spinge gli uni alla gloria; gli altri, perchè
+comanda la devozione e l'ubbidienza, all'ignominia, al tradimento!
+
+Eppure l'amore è l'ideale di tutti; tutti pongono in esso i loro sogni,
+le loro speranze. Ma guai a chi leggiermente vi s'abbandoni! Prima di
+cadere completamente nei lacci d'amore bisogna ponderare ben bene dove
+esso ci potrà condurre.
+
+L'amore ha un lato vivace, sorridente, che ci attrae; l'altro è tetro,
+imbronciato, che ci disgusta.
+
+L'amore puro, timido e casto appartiene al primo genere. Esso è l'amore
+che deve formare la felicità nostra, è un amore tutto poetico e
+lusinghiero.
+
+Al secondo appartiene l'amore irato, focoso, che è funestato dalla
+gelosia. Guardiamoci da questo, perchè il fuoco che arde nei nostri
+petti ben presto si consuma senza poter nulla di poetico godere. Esso è
+un amore direi quasi despota e tiranno.
+
+È vero che all'amore nulla può comandare, ma è bensì vero che gli si può
+resistere con un grandissimo sforzo di volontà. Tocca ai genitori di
+mostrare ai loro figli il lato brutto e pericoloso, tocca ad essi, dico,
+ad arrestarli sul lubrico cammino che conduce ad una vita desolata,
+piena di pianti e di tristezze.
+
+Guardatevi pure, o giovinetti inesperti, dagli amori volubili, gelosi e
+violenti. Se un tal genere di amore cominciasse a far presa nel vostro
+animo soffocatelo al suo nascere; meglio negare, anche con dolore, la
+propria volontà, che essere infelici, e disgraziati più tardi.
+
+
+
+ PARTE QUARTA.
+
+ *Dell'Amore e sua igiene morale.*
+
+
+Se l'amore coi suoi nodi difficilmente solubili avvicina due giovani
+cuori e li fa battere entrambi dello stesso palpito, raramente si può
+arrestare i battiti di quei cuori, raramente si può scindere i due
+amanti. Nulla, nemmeno l'esilio potrebbe spegnere la fiaccola ardente di
+quel primo amore.
+
+Ciò che alle volte pone un ostacolo insormontabile è l'incompatibilità
+di carattere, la differenza della posizione sociale. E quì l'igiene e il
+ragionamento devono riunirsi in uno sforzo comune per rendere evidente
+ai due innamorati l'impossibilità di accendere la fiaccola d'Imeneo. Le
+ragioni però che i genitori dovranno addurre sempre, devono avere un
+serio fondamento, e devono essere esposte con dolcezza se si vuole
+ottenere la vittoria. Esporle con severa durezza non si farebbe altro
+che attizzare il contrariato amore.
+
+Se questi mezzi fossero vani, allora l'amore essendo troppo radicato nel
+cuore del giovane, nulla varrà a estirparlo, e se un languore incurabile
+s'impossessasse del povero innamorato, l'unico rimedio è il matrimonio.
+
+Però di rado si scontrano questi casi, perchè una cura amorosa e assidua
+da parte dei genitori può allontanare queste sventure. E più tardi,
+quando il giovane comprenderà la disgrazia alla quale è sfuggito,
+avranno la soddisfazione di sentirsi ringraziare e di essere più di
+prima amati.
+
+Dopo però s'accorgono della giustezza dei rifiuti dei genitori; nella
+foga della loro passione nulla vedono, e non pensano che i genitori
+hanno molta maggiore esperienza di loro.
+
+Mi ricordo d'una giovinetta che disse:
+
+«Pare che i miei genitori dimentichino che io voglio maritarmi per me e
+non per essi. Perchè rifiutarmi l'uomo che io amo e designarmene un
+altro che mi è indifferente e che ben presto mi tornerà odioso?»
+
+Se questi giovani potessero in queste occasioni riflettere, vedrebbero
+che queste determinazioni sono state prese dopo le più minute
+informazioni e ricerche, circa al futuro sposo o sposa alla sua
+famiglia, al suo carattere, alla sua condotta.
+
+Vorreste voi che un padre e una madre avessero d'abbandonare la loro
+creatura allevata con tanti sacrifici sulla via della virtù a un giovine
+dedito ai piaceri più vergognosi e illeciti, a un giovane che invece di
+essere il sostegno della sposa, fosse il suo carnefice? Oh! no... farete
+bene a rifiutare la domanda d'un simile soggetto che farebbe infelice la
+vostra prole diletta.
+
+È dovere sacrosanto de' genitori di vegliare sui figli loro, di
+consigliarli, di guidarli sul lubrico sentiero della vita. Essi non
+hanno esperienza, la loro mente è piena di poesia, vedono tutto color di
+rosa; perchè sono i primi passi che fanno nel mondo, perchè sono
+desiderosi di tutto vedere, di tutto gustare.
+
+E voi giovani, pur troppo sempre presuntuosi, ascoltate i vostri
+genitori; se voi avete lo studio, essi hanno la conoscenza pratica della
+vita, e sempre potranno giovarvi i loro saggi consigli; i loro precetti
+potranno togliervi dal precipizio che si apre sotto ai vostri piedi. Se
+ora vi sembrano irragionevoli e severi li benedirete in seguito quando
+la vita vi sarà nota colle sue disillusioni, coi suoi disinganni. Voi
+non potete sapere dove può condurvi un amore pernicioso. Non disperate
+se il primo amore sarà infelice; un altro meno poetico, più ragionato
+del primo formerà la gioia della vostra vita futura. Anzi vi persuaderò
+con un esempio.
+
+
+ _Come chiodo scaccia chiodo, così amore scaccia amore._
+
+ RACCONTO.
+
+
+Quando l'amore si fa sentire nell'animo del giovane, palpita il primo
+suono ardente di esso e tutto il suo essere ne è invaso. È la vista
+d'una graziosa giovanetta degli occhi neri ed espressivi che gli ha
+messo nell'animo questo fuoco sino allora sconosciuto. Egli allora
+abbandona i giuochi, i trastulli di bambino, fugge i compagni, cerca
+solo i luoghi poetici e nascosti per poter sognare di lei, per lasciar
+libero corso all'immaginazione sua. E lo assale una dolce melanconia che
+in certi momenti lo annichilisce, è l'estasi d'amore che lo assale e gli
+fa trascorrere istanti dolci e felici.
+
+A questo grado di amore giungeva quello d'Emilio e la sua _bella_ se
+n'era accorta e il contraccambiava di pari affetto vero e sincero. I
+colloqui si succedevano, ed in uno di questi Emilio afferrata la mano di
+Lei, che dolcemente gli abbandonò, gl'impresse un bacio ardente, un
+bacio che svelava la sua interna e violenta passione. Quel bacio fece
+sussultare ambedue, e fece battere i loro cuori d'uno stesso palpito
+violento e pieno di amore. Emilo ed Aspasia erano felici; le
+dichiarazioni d'un amore eterno, che si sarebbe seppellito con essi
+nella tomba, si succederono. I baci non erano più sulla bella manina, ma
+sulle rosee guancie animate dal fuoco d'amore. Essi erano troppo
+contenti, una sventura pareva imminente. E la sventura pur troppo
+amareggiò il loro amore. Emilio fu condotto da suo padre a Parigi per
+ivi continuare i suoi studi. L'ultimo convegno d'addio fu pieno di
+giuramenti d'un amore costante e fedele.
+
+Le lettere si succedettero senza alcuna interruzione nei primi sei mesi,
+ed erano ardenti come il loro cuore. Ma dopo questo tempo Emilio,
+corrotto dalle seduzioni della tremenda capitale, si sentì meno
+innamorato, le sue lettere diminuirono finchè cessarono del tutto. Egli
+attirato da alcuni suoi cattivi amici aveva dimenticata la sua gentile
+Aspasia per slanciarsi anima e corpo nei balli e nei festini.
+
+La povera amica dimenticata si struggeva come una candela; un malore
+inqualificabile s'impadronì di lei, e senza i conforti e i saggi
+consigli d'una sua amica sincera, sarebbe forz'anche morta di
+crepacuore. Ma convinta e fatta forte dalla rassegnazione, divenne
+ancora la bella donzella seducente di prima.
+
+E siccome le rose non appassiscono mai sullo stelo, trovò subito chi
+davvero l'amò d'un amore meno ardente e focoso ma più costante e reale.
+La giovanetta sulle prime non voleva aprire il suo cuore a nessuno, ma
+consigliata dall'amica sua lasciò che questo amore benefico cancellasse
+i dolorosi avanzi del primo così sfortunato.
+
+E ciò serva a dimostrare come il primo amore rare volte finisce col
+matrimonio essendo troppo ardente e focoso.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO IV.
+
+ ================
+
+
+ _Conseguenze d'una cattiva scelta._
+
+ RACCONTO.
+
+
+Eugenia B..., figlia di ricchi genitori che avevano pensato a ritirarsi
+dagli affari per godere nella vecchiaia i discreti frutti del loro
+assiduo lavoro giovanile, era una graziosa fanciulla sui 18 anni. Fra i
+molti adoratori, un giovane per nome Horimonte aveva saputo far breccia
+nel suo cuore e farsi amare. Era un giovanotto di belle apparenze,
+quantunque nascondesse sotto la sua ricercata eleganza e compitezza un
+cuore cattivo e un animo perverso. Tuttavia tanto seppe fare e dire che
+entrò anche nelle grazie dei genitori, i quali illusi e privi d'ogni
+informazione sul suo conto, lo tenevano caro e vedevano di buon occhio
+l'amore dei due giovani. Horimonte era pieno di attenzioni per la sua
+giovane sposa che in certo modo amava, ma d'un amore vivo e volubile
+quanto il suo carattere; cercando di nascondere i suoi difetti egli non
+faceva pompa che delle sue buone qualità che si sforzava di far credere
+che avesse.
+
+Finalmente tutti completamente illusi acconsentirono al matrimonio e
+giunse il giorno nel quale uniti per sempre a braccio uno dell'altro
+esciti dalla chiesa si avviavano verso casa. La folla che era accorsa
+numerosa applaudiva a questa unione, e i giovani e le fanciulle da
+marito si comunicavano tra loro la propria ammirazione. Molti anzi
+invidiavano questa coppia che tutti chiamavano felice.
+
+E così fu nei primi cinque o sei mesi di matrimonio. Il marito mai non
+lasciava sola la sua cara Eugenia e le prodigava mille cure e mille
+attenzioni.
+
+Ma la luna di miele, ahimè! troppo presto passò e una completa
+rivoluzione si palesò nelle abitudini di Horimonte.
+
+Un giorno tra gli altri marito e moglie ebbero un grave diverbio che
+fece accorrere la fantesca, la quale non potendo aprire l'uscio, essendo
+questo chiuso al di dentro, stette ad origliare e tutto comprese. Di
+maniera che dopo potè essere in grado di consolare la sua povera
+padrona, alla quale voleva molto bene. Questa la pregò di tacere quanto
+aveva udito. Essa lo promise; ma il giorno dopo tutto il quartiere seppe
+che il giovane sposo tradiva la moglie e l'abbandonava per correr dietro
+alle crestaie ed alle donne di mondo, per le quali spendeva e spandeva
+con una eccessiva prodigalità. E pur troppo era vero. Horimonte dotato
+d'un ricco temperamento sanguigno, aveva bisogno d'uno sfogo, e, diceva
+egli, doveva cangiare amore e piaceri per sopportare passabilmente la
+vita. Aveva speso il resto di quel patrimonio che gli era restato, e per
+pagare gl'innumerevoli debiti aveva già intaccata la dote della moglie.
+
+Povera Eugenia, ben altre sciagure le sovrastavano!... Tuttavia dopo
+qualche tempo dacchè conduceva questa vita scapestrata sembrò si
+cangiasse, e ritornò infatti ad essere il marito affettuoso ed
+obbediente dei primi mesi. La moglie credula e resa cieca dall'amore,
+credette a una conversione e dimenticò le sventure trascorse. Poveretta!
+Questa non era che un'infame commedia. Horimondo aveva bisogno di una di
+lei firma per poter vendere una casa che formava parte della dote di
+lei. Infine dopo una settimana di costanza e di scioccherie infinite, il
+marito, esposto il suo progetto, rimase tutto sconcertato perchè la
+moglie invece di accondiscendere subito, come aveva sperato, disse che
+abbisognava anche il consenso di suo padre. Horimonte, preso dall'ira
+per vedere il suo progetto sfumato, con una voce aspra e brutale
+soggiunse:
+
+«Ah! sono queste le proteste d'amore? Indegna, le vostre parole furono
+sempre una vile menzogna. Se il mio onore e la mia vita fossero in
+pericolo, voi non fareste il minimo sacrificio per salvarlo.»
+
+Una lagrima spuntò sulle ciglia di Eugenia; voleva parlare, ma il pianto
+le faceva nodo alla gola.
+
+Il vile, vedendola intenerirsi, non pose tempo in mezzo, e disse
+estraendosi da tasca una rivoltella:
+
+«Signora, scegliete: o firmate o mi uccido ai vostri piedi.»
+
+La misera moglie, impietosita, fattasi forte, prese la penna, e già
+stava per mettere il suo nome, quando, vedendo la faccia inferocita del
+marito, fu presa da un tremito convulso, e la penna le cascò di mano.
+
+Il marito, male interpretando tale atto, fu acciecato dallo sdegno, e
+gridò: «Ah! voi volete il mio disonore!.... Ebbene non avrete questa
+soddisfazione. Voi non mi vedrete più.» E si slanciò verso l'uscio.
+Eugenia l'afferrò, e voleva trattenerlo, ma egli con una spinta brutale
+la fece rotolare sul pavimento e fuggì. Disgraziatamente, battendo del
+capo contro uno spigolo, si fece una larga ferita; alla vista del sangue
+mandò un debole grido e svenne.
+
+Quando ritornò in sè era debolissima. Per fortuna un grumo di sangue
+aveva arrestato l'emorragia. Pure ebbe la forza di alzarsi, di lavare il
+pavimento, di pulirsi i capelli e il viso per nascondere la brutalità di
+suo marito. Aveva appena finito quando entrò suo padre, che tutto
+accorato le domandò se era successo qualcosa di grave avendo veduto
+Horimonte tutto stralunato ed agitato.
+
+«Nulla padre mio.» Ma un secondo svenimento sconfessò la risposta. La
+ferita si riaperse, ed il sangue usci di nuovo. La fantesca corse pel
+medico, e dieci minuti dopo entrò con esso. Dopo aver fatto rinvenire
+Eugenia medicò la ferita, ed assicurò il padre sulla poca gravezza di
+questa, dicendo che dopo un po' di giorni sarebbe stata completamente
+rimarginata. Andato che fu il medico, il padre volle sapere la causa di
+quella ferita. Ella cercò di scusarsi dicendo che era caduta
+accidentalmente; ma il buon genitore, che già sospettava di qualche
+cosa, insistè cosi amorevolmente che Eugenia tutto gli confessò. Il
+padre la lodò della sua rassegnazione e ringraziò Iddio di avergli
+concesso una figlia sì buona, dotata di un carattere così generoso,
+poscia soggiunse:
+
+«Fin troppo, figlia mia, hai sopportato i legami di quell'uomo brutale;
+ora questi saranno rotti per sempre, e tu vivrai ancora in grembo alla
+tua famiglia come quando eri zitella.»
+
+E infatti il giorno istesso lasciò questa casa testimone di sì acerbi
+dolori e visse tranquilla vicina ai suoi genitori. Quel po' d'affetto
+che ancora restavale dell'immenso amore di quello sciagurato ben presto
+sfumò, e subentrò l'indignazione, ed ebbe la forza, acconsentendo alle
+preghiere del padre, di domandare una legittima separazione.
+
+Dopo tre mesi però, dacchè Horimonte era fuggito, ella ricevette una
+lettera da lui scritta, nella quale egli domandava mille perdoni alla
+moglie, e la supplicava di riceverlo ancora sotto il tetto coniugale.
+Inutile dire che questa domanda fu lasciata senza risposta. Egli fu così
+vile da scriverne un'altra alla quale rispose il padre d'Eugenia in
+questi termini:
+
+«I legami che esistevano un tempo tra mia figlia e voi sono oramai
+rotti per sempre. Noi ne abbiamo fatto il solenne giuramento. Tra poco
+la legge pronuncierà il suo voto. La vostra brutale e codarda condotta
+ci ha spinti a questo passo. Non cercate di rivederci. Per noi non
+dovete esistere sulla terra.
+
+Questa lettera laconica, e pur tanto espressiva, esaspirò il nostro
+bellimbusto. Mai non avrebbe pensato che sua moglie così timida avesse
+avuta tanta forza d'energia. Invano scrisse ancora, intromise terze
+persone; padre e figlia furono irremovibili.
+
+Allora disperato, vedendo che nulla poteva ottenere colle buone,
+bestemmiò, imprecò e giunse persino a scrivere una lettera piena di
+minaccie ad Eugenia.
+
+Ma questo atto gli costò caro, perchè un agente di polizia s'incaricò di
+portargli la risposta, e fu una risposta amara amara. Dovette umiliarsi
+a chiedere perdono all'agente, dichiarando di conoscere la sua mancanza
+e di andare tanto lontano di maniera che i signori D.... più non
+udissero parlare di lui.
+
+Ed infatti quel codardo non solo abbandonò la città ma esule volontario
+andò a finire tra la rabbia ed il dolore i suoi giorni in estraneo
+paese. Eccovi, o genitori e giovanette, un esempio atroce, ma pur
+veritiero dei danni che avvengono per una scelta fatta con troppa
+leggierezza o per capriccio.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO V.
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Il matrimonio ed suoi piaceri.*
+
+
+Il matrimonio dovrebbe essere l'unione di due cuori, di due anime che si
+comprendono a vicenda, che a vicenda si amano. Dovrebbe essere l'unione
+di due esseri di sesso diverso che si propongono di condividere le gioie
+ed i dolori della vita. Il fine del matrimonio è di perpetuare
+_legittimamente_ l'umana specie. Due esseri che si amano desiderano
+adrentemente quest'unione che per sempre li congiunge con una catena
+dorata, che assimila le loro inclinazioni, le simpatie loro e la loro
+moralità. E infatti, come è sufficientemente dimostrato nel precedente
+racconto, questa dote è indispensabile per rendere un matrimonio felice.
+Tanto le gioie quanto i dolori poi li uniscono ancora più strettamente,
+perchè accrescono la simpatia e la stima reciproca. L'amore ardente che
+li univa d'amanti a poco a poco s'acquieta, si calma, dando luogo ad un
+affetto profondo che raramente si può svellere dal cuore.
+
+Difficilmente i _matrimoni d'onore_ riescono a bene, ed anche il
+proverbio «_chi per onor si piglia per rabbia si scapiglia_» conferma
+quest'asserzione.
+
+Come sono felici coloro che legati dai vincoli della stima,
+dell'affezione e della devozione trascorrono la vita loro tranquilli,
+col cuore pieno di gioia e di tenerezza! Come lesti trascorrono i giorni
+loro! Come arride loro il sereno avvenire.
+
+E la loro contentezza s'accresce quando il primo frutto d'amore rende
+ambiziosa e fiera la sposa che può sentirsi chiamata col dolce nome di
+_madre_.
+
+Le cure dei coniugi allora sono rivolte al figlio loro perchè possa
+crescere dietro il loro esempio buono e virtuoso, e benedica quando sarà
+adulto chi gli diede la vita fisica e morale!
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Piaceri dell'amore materno e paterno.*
+
+
+Quando la donna è resa madre, i suoi pensieri, le sue più tenere cure,
+le sue più dolci affezioni sono riservate per la sua creaturina. È
+istinto di amarle profondamente affinchè possano crescere forti e
+robuste. E l'amore e tanto più intenso verso il bambino quanto più
+grande è l'affetto che porta al marito. Osservate con quanta gioia
+quella affettuosa madre accarezza il suo fanciullino, con quanta gioia
+lo bacia prodigandogli le più affettuose cure. Essa si assoggetta per
+lui a fatiche, a veglie, a inquietudine con costanza e quasi con gioia,
+per avere un sorriso, un bacio del suo angioletto. Come scrive Giusti
+nella sua poesia:
+
+ «In ogni pena, un nuovo affetto impara.»
+
+Essa condivide le piccole afflizioni del bimbo, e gioisce de' suoi
+giuochi infantili. Cerca di indovinare i suoi minimi bisogni, i suoi
+piccoli desideri per soddisfarli affine di vedere il viso del suo
+figliuolino raggiante di gioia. E non meno profondo, quantunque diverso,
+è l'amore del padre. Anche esso è dominato da questo istinto
+lodevolissimo che lo attacca sempre più alle gioie della famiglia. Solo
+gli uomini abruttiti dal vizio mancano di questo sentimento naturale,
+rendendosi così di lunga inferiore alla belva la più feroce.
+
+Se il padre non presta ai bimbi suoi quelle amorose cure che sono
+proprio delle madri, egli però cerca col suo indefesso lavoro di
+formarsi uno stato sempre migliore del presente per poter dare alle sue
+creature quell'educazione di cui tanto abbisogna un giovane. E quando
+stanco del lavoro giornaliero si reca a casa, con quanta gioia vede
+venirsi incontro i suoi demonietti vispi e allegri, e gettarsi fra le
+sue braccia e baciarlo e chiamarlo col tenero nome di _papà_.
+
+Non è questa per un uomo di delicati sentimenti una delle più dolci
+soddisfazioni? Ma il suo amore s'accresce quando i fanciulli si fanno
+più grandicelli, quando cominciano a parlare, a comprendere. Con quanta
+pazienza esso allora cerca d'istruirli e risponde loro alle più piccole
+domande!... E fatti giovani, allora i coniugi ripongono in loro le loro
+più lusinghiere speranze, perchè allora possono raccogliere il frutto
+dei loro sacrifizi, del loro amore!
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO VI.
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Della procreazione.*
+
+
+_Norme igieniche_.--Coloro che amano di godere sempre una buona salute e
+quei conjugi che desiderano avere una bella e maschia prole devono
+procurarsi e leggere attentamente l'_Hygiène du Mariage_, perchè per la
+salute dei frutti e per quella degli stessi procreatori non è
+indifferente di librarsi ai piaceri voluttuosi di amore in tutti i
+luoghi, tempi e circostanze. Noi accenneremo le norme elementari.
+Intanto le epoche migliori per la fecondazione sono la _primavera_ e
+l'autunno. Migliore poi è la _primavera_, perchè quella dolce aura
+profumata che spira accarezzando i primi fiori, i verdi ramoscelli, quel
+tiepido sole che ci rallegra, la natura che ci risveglia, tutto insomma
+ci invita a gustare delle dolci ebbrezze di amore.
+
+I fisiologi, in base a molte osservazioni prese, sostengono che gli
+individui concepiti durante i rigori invernali, o durante i cocenti
+calori d'estate, crescono deboli, gracili, e sono difficilmente
+educabili.
+
+Gli animali invece non hanno che una sola epoca dell'anno per procreare;
+ma sebbene l'uomo possa far ciò in tutte le stagioni, deve osservare le
+predette norme, e prova della verità di questi citerò il seguente
+
+
+ RACCONTO[1]
+
+[1] Estratto dagli annali fatti rari.
+
+
+«I coniugi di Lor..., dotati d'una buona costituzione fisica, d'una
+salute floridissima e senza alcun vizio ereditario, dopo 10 anni di
+matrimonio, non avevano potuto conservarsi un sol figlio dei sei che
+avevano avuto, perchè, quantunque il parto fosse regolare, essi non
+campavano che due o tre mesi stante la loro gracilità.
+
+«I medici riuniti a consulto credettero che il male fosse durante la
+gestazione, perciò ordinarono un regime particolare di vita alla signora
+quando si sentì di nuovo madre. Il parto ebbe luogo felicemente, ma il
+bambino ebbe la stessa sorte dei fratelli.
+
+«I signori di Lor..., esasperati, decisero di non aver più prole. Ma il
+caso volle che al sig. Lor... capitasse nelle mani l'_Hygiène du
+Mariage_. La lesse attentamente, la comunicò anche alla moglie, e
+decisero di seguire tutte quelle auree norme e quei precetti per una
+nuova procreazione, giacchè in loro il desiderio d'avere un figlio era
+vivissimo.
+
+«Il 15 gennaio infatti la signora Lor...... partorì un grazioso bambino
+che prometteva di campare visto la sua robustezza. La madre medesima lo
+alattò, ed ebbe la consolazione di vederselo crescere dinanzi sano e
+vispo come un pesce. Ne ringraziò di ciò Iddio che le aveva fatto
+capitare fra le mani il suddetto libro.»
+
+Ed ora due paroline di ossarvazione:
+
+Perchè quest'ultimo bimbo sopravisse e gli altri morirono? Basterà per
+risposta far osservare che i parti della signora Lor.... avvenivano
+sempre nei mesi di marzo, aprile, agosto o settembre, il che vuoi dire
+che la fecondazione avveniva nei mesi di luglio, agosto, dicembre e
+gennaio, i mesi più sfavorevoli ad una sana procreazione.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Pericoli che s'incontrano abbandonandosi ai piaceri dell'amore.*
+
+
+I piaceri dell'amore sono cause che producono una intensa scossa del
+sistema nervoso. Questa scossa è talmente forte che ha prodotto perfino
+la morte; essa chiamasi anche _spasimo venereo_. È evidente dunque, ed
+anche la scienza ce lo insegna, che pur gustandoli moderatamente bisogna
+che noi ci troviamo in uno stato di calma fisica e morale, e che tutti i
+nostri organi sieno in riposo.
+
+_Norme elementari_.--Il coito non si dovrà effettuare quando noi
+avessimo ammalato un organo qualunque, perchè il male si aggraverebbe.
+
+Quando si è mangiato e bevuto copiosamente, perchè, arrestando la
+digestione, sarebbe causa d'una gastrite fortissima o peggio.
+
+Quando si hanno appena finiti lavori intellettuali o fisici che
+richiedono fatica, o quando si ha corso, saltato, camminato, ecc. perchè
+il nostro fisico ha bisogno di riposo; l'atto sessuale non farebbe che
+prostrarlo maggiormente.
+
+Quando si è stato poco prima in preda a un eccesso d'ira, di dolore, di
+spavento, o si è provato una forte emozione, perchè il male non solo si
+propagherebbe a voi, ma anche alla prole vostra.
+
+Quando poi si gustano questi piaceri non si deve mai oltrepassare i
+limiti prescritti dalla natura, perchè il nostro fisico ne risentirebbe;
+dopo ci abbisogna un assoluto riposo, perchè mettendo in moto subito
+dopo i nostri muscoli, s'incorrerebbe in abbattimenti.
+
+Bisogna altresì evitare durante il coito le posizioni anormali od
+incomode; il luogo, l'occasione, la paura d'essere scoperti durante
+questo atto sono sempre nocevoli. Sono malori che non si sentiranno
+direttamente, e da giovani si considerano questi avvertimenti come
+superflue pedanterie, ma ben se ne pente quando vecchi si è aggravati da
+tutti quei piccoli acciacchi e malori che sono l'effetto degli eccessi
+giovanili.
+
+Quegl'individui che sempre vivono sotto la influenza genitale perdono a
+poco a poco ogni intelligenza. Non sono più capaci di pensare, nè di
+agire, e si rendono uguali ai bruti dominati sempre dal pensiero di
+soddisfare i loro brutali desideri. E questi eccessi venerei, dei quali
+prego i giovani di sempre astenersi, producono gravi malanni e _forse
+anche la morte_. Questo fatto convincerà gli increduli.
+
+
+ RACCONTO.
+
+
+Massimo Dub..., figlio di ricchi genitori, era un bel giovane sui 24
+anni circa, e studiava volonteroso alla Facoltà di Parigi, quando per
+somma sventura gli morì il padre. Passatogli il primo dolore, e
+trovandosi padrone d'un bel capitale, si recò di nuovo a Parigi, che
+aveva lasciato per recarsi in famiglia. Gli amici suoi, sapendolo ricco,
+si attaccarono maggiormente a lui, ed approfittavano dell'inclinazione
+di Massimo ai piaceri per godere alle sue spalle.
+
+Da principio erano festini, gite in campagna, pranzi in compagnia di
+donne prive del pudore. Vennero in seguito le serate, le orgie, alle
+quali Massimo invitava tutti i suoi compagni libertini e le loro
+mantenute. Il nostro povero giovane che camminava diritto al precipizio
+era da tutti adulato, tutti lo riguardavano come il campione della
+festa, ed egli pur troppo non ismentiva questa asserzione. Ma il
+patrimonio intanto scemava, e la salute gli si era alterata. A 25 anni,
+in seguito agli strapazzi ed agli eccessi dei piaceri d'amore, pareva
+già vecchio. Le sue forze erano esauste, il suo volto era pallido e
+macilento, gli occhi senza vita, come coperti di un fitto velo; una
+completa calvizie denotava una precoce caducità.
+
+Ben se ne avvide Massimo, se ne avvilì, ed ebbe abbastanza intelligenza
+per comprendere che la sua vita sarebbe oramai perduta. Per cui decise
+di finirla in mezzo ai più folli piaceri.
+
+E così fu.... Pochi giorni dopo diede una festa sontuosa, alla quale
+invitò tanti amici e prostitute quanti ne poteva capire la sala. Questa
+era tutta messa a nuovo, tutta dorata ed illuminata da mille candele. I
+fiori più rari esalavano un odore delicato e soave, tutto invitava
+all'orgia. Il banchetto incominciò. Lascio al signor lettore immaginarne
+la descrizione, che mi ripugna il farla. Fu un vero inferno: uomini e
+donne, assaporati i cibi più succosi ed irritanti, e accesi da vini ed a
+liquori alcoolici, si abbandonarono, ebbri, ai più ributtanti piaceri, e
+al pari dei bruti, quando le loro forze furono esauste, s'addormentarono
+sul pavimento, gli uni addosso agli altri, seminudi e nelle posizioni
+più schifose. Era una scena ributtante. Quando il sole era già alto
+sull'orizzonte, parecchi ancora stravolti si alzarono, ed a vicenda
+svegliaronsi. Cercarono Massimo, lo videro, lo scossero, lo chiamarono
+ripetutamente!.... Invano.... Massimo Dub.... abbracciato strettamente
+ad una giovane donna, era freddo cadavere!
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO VII.
+
+ *Mali derivanti dai piaceri solitari.*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+
+I piaceri solitari sono fra i vizi i più degradanti e i più dannosi,
+perchè non solo sono funesti al fisico, ma anche al morale, e le facoltà
+intellettuali si impiccioliscono sempre più.
+
+Se noi dunque parliamo di questi vergognosi vizi, gli è per mostrarne i
+pericoli, gli è per poter arrestare quei giovani che vi si abbandonano,
+e che corrono indubbiamente su quella via sdrucciolevole che li conduce
+al precipizio. Pur troppo entrambi i sessi hanno esempio di infelici che
+furono trascinati ad una mala fine per questa degradante abitudine.
+
+I caratteri principali dai quali si potrà conoscere l'infelice dedito ai
+piaceri solitari sono:
+
+Affievolimento della intelligenza, perdita della memoria, timidità
+eccessiva, pusillanimità, pigrizia, stupidità ed alle volte follia.
+
+Si conoscono dal fisico per:
+
+Persistente pallidezza, magrezza, indebolimento di forze, tremito
+nervoso, alito fetente, in seguito sordità, tisi, consunzione e forse
+anche la morte.
+
+Questa deplorevole passione però è più frequente fra le ragazze, perchè,
+dicono i medici, maggiore è il loro sistema genitale, e perchè, facendo
+una vita sedentaria, non possono essere distratte da brutti pensieri
+quanto un giovane.
+
+Noi traccieremo qui un quadro dei mali che derivano da questa tremenda
+passione.
+
+Questi mali nelle donne sono _diretti_ o _simpatici_.
+
+Diretti se colpiscono direttamente il sistema genitale, simpatici se
+colpiscono organi meno o più lontani.
+
+
+ _Diretti._
+
+
+Distruzione della verginità.
+
+Dilatazione del canale vulvo-uterino.
+
+Rilassamento della mucosa che copre quelle parti, donde hanno luogo i
+fiori bianchi meno o più abbondanti e fetidi.
+
+Irritazione e indebolimento dell'utero, da cui l'interruzione della
+mestruazione.
+
+Emorragie uterine.
+
+Vapori isterici.
+
+Rilassamento del canale della vescica, da cui l'incontinenza di urina.
+
+Sterilità.
+
+Perdite abbondanti che alterano la salute, distruggono le forze,
+conducendo al marasmo e fors'anche alla morte.
+
+
+ _Simpatici._
+
+
+Ammollimento delle mammelle.
+
+Indebolimento delle forze digestive, indigestioni, vomiti, gastriche
+croniche.
+
+Irritazione cronica dei polmoni, catarri, asma, tisi.
+
+Indebolimento del cervello e del sistema nervoso.
+
+Degradazione intellettuale.
+
+Tristezza, noia, disgusto per la società.
+
+Stupida indifferenza.
+
+Aspetto d'idiota.
+
+Perdita della memoria.
+
+Difficoltà di pensare, ecc.
+
+Debolezza muscolare.
+
+Pigrizia, affievolimento generale.
+
+Magrezza del corpo intero.
+
+Pelle floscia, pallidezza, orbite profonde, occhi senza vita.
+
+Finalmente atonia completa, sonnolenza, morte.
+
+Ecco le terribili conseguenze che derivano da questo detestabile vizio.
+Voi giovinette osservate di quali mali sia causa la masturbazione, e
+pensate che se non vi arrestate, vi piomberanno tutti addosso
+conducendovi ad una certa e misera fine. Voi che dovreste essere
+corteggiate ed adorate, voi che dovreste ispirare la poesia, l'amore,
+sarete da tutti fuggite, da tutti disprezzate. I vostri lineamenti
+gentili si altereranno, la vostra giovanile freschezza scomparirà per
+dar luogo a rughe precoci, il vostro colorito roseo darà luogo a una
+pallidezza livida. Oh! no, no fuggite questo vizio così abbominevole e
+funesto!
+
+Non seguendo i miei consigli, invece di una gioventù brillante, d'un
+vicino matrimonio sereno e ridente, che vi farà gustare tutti gli
+ineffabili piaceri di sposa e di madre, non troverete sul vostro cammino
+che compianto, tristezza ed abbandono.
+
+Spero che questa lettura vi sarà di giovamento, e se il vizio non è già
+radicato in voi, potrete svellerlo con forza d'animo e di volontà, e
+allontanare tutti quei mali che da questo derivano mediante alcune cure
+ragionate, un'alimentazione particolare, distrazioni, viaggi, esercizi
+fisici, ecc. Allora soltanto potrete vivere di un'altra vita, e
+diverrete ancora vispe, allegre e amate da tutti.
+
+E ciò che dissi per le giovinette, fra le quali però questo vizio si
+osserva maggiormente, lo dico a voi giovani che foste d'animo sì basso
+per abbadonarvi ai pieceri solitari. Non vedete i mali che ne
+provengono, non vedete come voi perdete in gaiezza, in salute, in
+intelligenza?
+
+Fino a che questo vizio vi dominerà, voi non potrete concepire nulla di
+nobile, nulla di grande; i vostri studi saranno per voi ardui, perchè
+svanita sarà la memoria, rimarrete ignoranti, e sarete spregiati da chi
+conosce l'abitudine vostra. Oh! no, miei cari giovani, sradicate con
+ogni sforzo questo vizio riprovato dalla natura e dalla società;
+ritornate coi vostri amici, fate parte dei loro giuochi chiassosi, dei
+loro divertimenti! Non sentite vergogna di voi medesimi? dunque rialzate
+orgogliosi la testa, dimenticate i giorni vergognosi trascorsi,
+ridiventate giovani onorati e forti, pensate che avete parenti, amici e
+sopratutto una _patria_.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Mezzi per impedire i piaceri solitari.*
+
+
+Quando i genitori o coloro presso i quali vive il fanciullo abbiano
+acquistato la certezza che il giovinetto è dedito a questo detestabile
+vizio dovranno porre in opera tutti i mezzi per impedirlo. Dovranno però
+usare prudenza e dolcezza perchè la violenza ed i castighi irriterebbero
+solamente il soggetto.
+
+I mezzi da impiegarsi sono _fisici_ o _morali_.
+
+I mezzi morali, però, sono quelli che meglio riescono, perchè scuotendo
+l'immaginazione, destano un sentimento di timore e risvegliano l'amor
+proprio.
+
+Si cercherà, per esempio, di far comprendere al giovane come tutti
+possono accorgersi delle sue abitudini, perchè gli traspare dal viso, e
+che invece di compiangerlo, lo disprezzeranno e mostrandolo a dito, lo
+lascieranno solo, temendo che esso guasti i compagni che gli sono
+vicini.
+
+Se giungete a fare arrossire di vergogna il fanciullo o la fanciulla
+siete sicuri che questi faranno il loro possibile per cambiarsi.
+
+Un altro mezzo da usarsi colle giovinette, è di suscitare la loro
+ambizione, ripetendo loro sovente che erano belle, fresche, avvenenti, e
+che gli adoratori cominciavano a ronzare loro d'attorno, invece che ora
+sono brutte, pallide, macilenti, e che in luogo di farle segno di mille
+gentilezze come le sono le giovinette loro pari, sono fuggite e
+guardate con disprezzo.
+
+Se l'ambizione comincia a far capolino, se si persuadono che un giorno
+potranno eclissare in bellezza le loro orgogliose compagne, allora siete
+sicuri che esse saranno istantaneamente guarite da questo vizio.
+
+Bisogna allontanare dai giovanetti le occasioni che possono trascinarli,
+come la lettura di romanzi, la vista di pitture o di incisioni
+indecenti, i teatri dove si danno produzioni immorali o leggiere, e
+tutto ciò che può accendere l'immaginazione loro.
+
+Le giovinette che raggiunsero la pubertà sono dotate di una
+impressionabilità squisita, e risentono più vivamente dei giovani lo
+stimolo d'amore.
+
+Se la giovinetta che manifesta l'inclinazione per l'altro sesso è nubile
+è un sacro dovere dei genitori di maritarla. Se non lo è bisogna che
+questi raddoppino l'attenzione perchè è facile che si dia al piacere
+solitario. I mezzi eccellenti per arrrestarlo sono le gite, le partite
+di piaceri, i viaggi, le passeggiate, ecc.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Mezzi per curare gli effetti dei piaceri solitari.*
+
+
+_Alimentazione e distrazioni_:
+
+_a_) Nutrimento dolce e corroborante da cui saranno escluse le carni
+scure, i pesci di carne rossa, il caffè, il vino, le vivande ventose, le
+droghe, gli zuccherini, ecc.;
+
+_b_) Fare una leggiera cena di frutti rinfrescanti prima ai coricarsi;
+
+_c_) Vietare gli alimenti indigesti e le bevande eccitanti;
+
+_d_) Fare uso di cioccolatte di buona qualità, che è un alimento
+eccellente e di facile digestione. Accennerò il cioccolatte fabbricato
+dalla Compagnia coloniale, che è preparato con zuccaro e cacao di prima
+qualità;
+
+_e_) Si procurerà di far fare un leggiero esercizio fisico dopo il
+pasto;
+
+_f_) Ogni quindici o venti giorni si dovrà accordare al soggetto il
+piacere d'un pranzo o d'una colazione in campagna, quando il tempo lo
+permette, oppure in un albergo, perchè la distrazione e il cambiamento
+di cibi sono efficacissimi, e producono ottimi effetti.
+
+_Raccomandazioni diverse_:
+
+_a_) Si cerchi di stancare il giovane con esercizi muscolari faticosi
+prima di lasciarlo coricare;
+
+_b_) Si procuri che il suo letto sia abbastanza duro e poco carico di
+coperte;
+
+_c_) Si faccia alzare appena svegliato;
+
+_d_) Gli si dieno vesti leggiere piuttosto ampie e non mai troppo calde;
+
+_e_) Non si lasci scaldare al sole o al fuoco;
+
+_f_) Non si permetta l'uso dello scaldino alle giovanette;
+
+_g_) Si allontani finalmente qualunque causa morale o fisica che ecciti
+le loro funeste tendenze.
+
+_Consiglio ai genitori_.
+
+Si cerchi di correggere il fanciullo sino da bambino, perchè allora,
+come la pianticella, più facilmente si sradicheranno dall'animo loro le
+cattive abitudini.
+
+Che le correzioni sieno dolci e prudenti, e che si cerchi di sfavorire
+lo sviluppo delle buone qualità, l'amore al lavoro, all'operosità, alle
+occupazioni attive, che sono la salvaguardia dell'innocenza e la
+conservazione della salute.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO VIII.
+
+ *Della donna e dei piaceri che offre.*
+
+ ================
+
+
+La donna, secondo gli artisti, è un complesso grazioso ed armonioso di
+linee delicate e di soavi contorni; è l'essere il più perfetto che abbia
+prodotto Natura. Essa giganteggia sopra tutte le altre creazioni; è
+intelligente quanto l'uomo, lo supera per le doti morali.
+
+La donna è indispensabile per l'uomo, e senza lei, infatti, non vi
+sarebbe nè amore, nè famiglia, quindi nessun piacere puro e soave.
+
+Oh! sì, l'uomo deve rispettare e amare la donna che si sacrifica a lui,
+che prodiga le più affettuose cure ai frutti del suo amore, che
+condivide i suoi dolori e le sue gioie. Dovrà esserle immensamente
+grato, perchè essa è un inestimabile tesoro di modestia, di grazia, di
+amabilità, di devozione, di amore. E quanto più l'uomo la ama e la
+rispetta, tanto più essa gli si affeziona, e gli è devota, e maggiori e
+ineffabili saranno i piaceri che essa gli apporterà, e di tutto farà
+per rendere felice l'uomo che le dimostra un vero e sincero amore.
+
+Morali e fisici sono i piaceri che ci procura la donna.
+
+I fisici derivano dalla sua bellezza, dalle sue attrattive che
+soddisfano gli occhi nostri.
+
+I morali derivano dalle doti che essa possiede, dalla grazia, dal suo
+spirito, dalla dolcezza del suo carattere, ecc. La donna può
+impressionare tutti i sensi nostri, ma principalmente quelli dell'udito,
+della vista e del tatto.
+
+Quantunque il senso dell'udito ci procuri minori sensazioni che quello
+della vista pure gli armoniosi suoni d'una voce graziosa di donna ci
+scendono sempre dolci al cuore. Non si prova forse una squisita
+sensazione quando la donna amata ci parla, quando arrossendo ci confessa
+il suo amore?.... Allora tutti i sensi sono come soggiogati da una
+ebbrezza deliziosa, non si desidera che di sentire ancora la sua voce
+melodiosa e soave.
+
+E il senso dell'udito non resta dolcemente impressionato quando una voce
+di donna canta una bella romanza e quando le diverse modulazioni e
+colore delle sue note esprimono i diversi sentimenti dell'animo suo?
+
+Il timbro della voce d'una donna è generalmente puro e dolce, ed
+accarezzando il nostro orecchio, ci fa una impressione gradevolissima.
+Però si da il caso che molte giovinette anche belle abbiano una voce
+grossa e rozza, che fa perder loro i pregi e le attrattive fisiche
+esterne. Per cui è da raccomandarsi ai genitori di rettificare
+possibilmente la voce dei figli loro quando sono ancora bambini per
+mezzo di utili esercizi che troveranno nella nostra _Hygiène de la
+voix_.
+
+Il senso della vista ci procura le più dolci sensazioni. È infatti cogli
+occhi che si osservano le bellezze della donna, che si ammirano i
+contorni delle sue forme eleganti, che si seguono i suoi movimenti
+graziosi, che si scorge il suo incantevole sorriso; cogli occhi infine
+che si apprezzano le mille attrattive delle quali Natura la regalò.
+
+Il senso del tatto è la sede dei piaceri fisici, inutile è il
+dimostrarlo. Infatti quale sensazione è più dolce di quella che si prova
+quando la gentile e morbida mano della donna amata ci accarezza, o
+quando questa ci bacia dimostrandoci l'amor suo, la sua devozione?
+
+Guai però a quegli individui che non hanno abbastanza forza per
+resistere alle voluttà dei piaceri fisici! Questa funesta passione è
+causa di molti mali morali e materiali; presto le loro forze si
+estenuano e se la morte non li colpisce, invecchiati precocemente
+conducono una vita misera e amareggiata dall'infermità.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO IX.
+
+ *Delle aberrazioni o traviamenti d'amore.*
+
+ ================
+
+
+Tutte le passioni umane vanno soggette a dei traviamenti più o meno
+comuni, ma l'amore offre delle aberrazioni singolarissime. Talvolta si
+manifesta con tale energia che inspira perfino paura. Talvolta si tiene
+celato fino ad una propizia occasione, e allora si manifesta
+pubblicamente.
+
+Generalmente l'amore ha per iscopo il godimento fisico. Quando si trova
+rivestito della forma platonica si manifestano delle singolari
+aberrazioni, e allora la passione è portata alla frenesia, al delirio.
+Gl'infelici che ne sono colpiti destano timore e devono essere rinchiusi
+in stabilimenti opportuni.
+
+I traviamenti venerei si manifestano sotto diverse specie, dall'amore
+sensuale all'_irritazione genitale_ e all'_uteropatia_.
+
+La prima, propria all'uomo, comprende il _priapismo_ e la _satiriasi_
+mali gravissimi che finiscono spesso colla morte.
+
+La seconda, propria alla donna, comprende l'_isterismo_ e
+l'_uteropatia_, mali che però offrono speranza di guarigione.
+
+Fra questi mali gravissimi ve ne sono altri intermedi che sono
+perversioni dell'apparecchio nervoso-sensorio.
+
+Vi sono anche, all'incontro, parecchi individui d'un eccessivo rigorismo
+per la maggior parte delle donne, e non comprendono la donna che in
+mezzo alle ricchezze, all'eleganza, alle dovizie; tutte le altre per
+loro sono sciupate e ripugnanti. Ben presto però la follia
+s'impadronisce di essi.
+
+Esistono taluni anche ai quali piacciono le donne alte, altri le
+piccole, altri ancora o le grosse o le magre; v'è chi adora la donna dal
+colorito vivace, chi ama quella dal viso pallido, ecc.
+
+Vi sono individui pei quali i piaceri sensuali sono la loro principale
+occupazione, e cercano qualunque mezzo per soddisfarli, però sono
+frenati abbastanza per nascondere il loro vizio. Questa irritazione
+genitale soddisfatta conduce alla _satiriasi_. Si dica lo stesso delle
+donne che, soddisfando le loro brame sensuali, vanno incontro
+all'_isterismo_ e alla _uteropatia_. Questo sia d'avviso a coloro che
+hanno un temperamento tendente all'amore.
+
+Inoltre se lo spasimo venereo è prolungato oltre i limiti possono
+derivare infiniti mali, e pur troppo delle convulsioni mortali, e
+fors'anche la morte fulminante.
+
+Questi piaceri poi, gustati troppo spesso, ci abbrutiscono, facendoci
+svanire le facoltà intellettuali e le forze fisiche, e rendendoci
+inutili a noi stessi e alla società.
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Satiriasi.*
+
+
+Questa funesta affezione deriva dal temperamento con predominio
+genitale, dall'impero dell'istinto brutale sulla ragione, e
+dall'irritazione morbosa del sistema nervoso, dell'apparato generatore e
+del cervelletto. L'individuo affetto da questa malattia soccombe
+indubitabilmente.
+
+Citeremo un esempio.
+
+Il giovanetto Amedeo R..., dotato di un temperamento nervoso-sanguigno
+con predominio genitale, si era fin da fanciullo abbandonato ai piaceri
+solitari. Ma la sua forte costituzione e la sorveglianza dei genitori ne
+scongiurarono i tristi effetti. Uscito però dalla famiglia potè
+abbandonarsi anima e corpo ai piaceri d'amore, bazzicando nelle case di
+tolleranza e dandosi in braccio a prostitute. Perfino la morte di suo
+padre non giunse a scuotere quest'anima depravata. Lasciò la capitale
+per andare a raccogliere l'eredità, e poi vi tornò sciupandovi più di
+prima patrimonio, salute e onore. Ben presto però, povero affatto e
+cacciato anche dalle donne perdute, cui incuteva spavento colle sue
+brutali passioni, si vide costretto per soddisfarle di girovagare pei
+luoghi deserti della capitale tra i ruderi e le rovine, dando l'assalto
+alle donne che per malaventura vi passavano sole. Ma la polizia seppe
+subito arrestarlo, e lo trasse in prigione. Ma da qui fu trasportato
+all'ospedale dei pazzi, e ivi legato con ferri, perchè offrì i più
+violenti sintomi di furore genitale.
+
+Fu messo in una gabbia di ferro della quale mordeva le spranghe, e qui
+stette come un cane idrofobo per una settimana in preda a convulsioni
+tremende. Impossibile fare il ritratto di quest'infelice; più non era un
+uomo, aveva l'aspetto d'una belva arrabbiata, l'espressione di Lucifero.
+Infine, dopo sette giorni in preda ad una tremenda ed atroce
+convulsione, spirò. Fu una scena orribile. Il guardiano stesso,
+assuefatto ed insensibile, non potè trattenere una lagrima!
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Erotismo per soverchia continenza.*
+
+
+Come gli eccessi _in più_ sono dannosi alla salute, così lo sono anche
+gli eccessi _in meno_, perchè distruggono l'equilibrio che deve esistere
+fra le diverse funzioni. Infatti, essendo qualunque organo necessario
+alla macchina umana, se le funzioni di questo organo sono soppresse o
+ritardate, ne deriva un disquilibrio più o meno profondo. Il solo buon
+senso ci dimostra che sarebbe una follia il volere porre un limite alle
+leggi naturali. Quindi bisogna usare moderatamente delle cose della
+vita, ma non privarsene affatto.
+
+Gli esempi dei mali che provengono da una soverchia continenza sono
+raccolti negli annali della medicina, e non potendo qui esporli
+indirizziamo il lettore alla nostra _Igiene del matrimonio_.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Follia erotica.*
+
+
+Abbiamo detto che la _satiriasi_, speciale all'uomo, prende il nome di
+_ninfomania_ quando s'impadronisce della donna. I mali che ne provengono
+sono i medesimi e le cause sono le stesse, le cause predisponenti
+consistono nell'avere un temperamento bilioso sanguigno, nel leggere o
+vedere cose oscene, e infine nell'avere amici viziosi e dediti ai
+piaceri venerei.
+
+La _ninfomania_ prende alle volte spaventevoli proporzioni, avendo la
+donna organi genitali molto sviluppati; allora bisogna legare le
+infelici che ne sono affette, perchè squarcierebbero tutti gli uomini
+che loro capitassero sotto mano. Per fortuna però questa forma di
+ninfomania è rara, e coloro che ne sono colpiti o guariscono per mezzo
+di una rivoluzione nel temperamento loro, o muoiono fra le convulsioni
+della febbre erotica.
+
+Vi sono però diverse gradazioni di ninfomania, ma il pudore e la
+vergogna fanno sì che le donne affette nascondino i loro trasporti
+nell'ombra e nel mistero.
+
+Quando la ninfomania assale fortemente le donne, queste cadono in
+convulsioni alla vista di un uomo. Il viso loro è orribile a vedersi,
+perchè tutti i muscoli si contraggono in un ironico sorriso, gli occhi
+scintillanti, la voce rauca ed acuta, le membra scricchiolanti denotano
+il loro spasimo e il loro dolore.
+
+
+
+ PARTE QUARTA.
+
+ *Follia erotica intermittente.*
+
+
+ RACCONTO.
+
+
+Vive una giovane che all'età di 23 anni offriva i più singolari
+contrasti di lubricità e di pudore. Ciascun mese essa era in preda alla
+crisi ninfomaniaca che durava cinque o sei giorni, e durante questo
+tempo sentiva un insaziabile desiderio dei piaceri venerei.
+
+Quando la crisi era passata si vergognava degli eccessi che aveva
+commessi, e camminava a testa bassa per paura che le si leggesse in viso
+il vergognoso difetto che la degradava.
+
+Impiegò tutti i mezzi sedativi ed antivenerei, ma invano. Due anni durò
+questo stato. Alla fine del secondo per fortuna ingravidossi; dico per
+fortuna, perchè da quest'istante in poi le crisi erotiche più non si
+manifestarono. Diede alla luce una bella bambina. L'amor materno soffocò
+qualunque altro sentimento. Essa vive ritiratissima, riponendo tutte le
+sue gioie, i suoi affetti, le sue speranze nella sua creaturina, che ama
+profondamente.
+
+Molte volte il triste ricordo dell'obbrobrioso passato le si affacciava
+alla memoria, ma ella lo cacciava da sè, e ritraeva novello e vigoroso
+coraggio da un bacio della sua bambina.
+
+E questa donna vive ancora, quantunque sempre triste, cercando di
+espiare il passato con una vita esemplare e ritirata.
+
+Eccovi in breve le diverse affezioni erotiche che affliggono i due
+sessi. L'unico consiglio che possa darvi si è quello di chiamare lo
+aiuto di un medico rinomato appena se ne sentano i sintomi. Un giorno
+che si ritardi potrebbe causare gravi crisi e forse anche la morte.
+
+
+
+ PARTE QUINTA.
+
+ *Norme igieniche contro le aberrazioni dell'amor fisico.*
+
+
+Per preservarsi dalle malattie suaccennate, bisogna avere delle
+precauzioni e perseveranza. La prima norma è quella di allontanare da sè
+il predominio generale all'irritazione prima che questa si dichiari
+negli organi genitali.
+
+I genitori devono avere cura della condotta e delle tendenze del figlio
+loro, dipendendo queste malattie dal temperamento del giovane. Se
+riconoscono l'esistenza della predisposizione dovranno senza indugio
+consultare un medico.
+
+Le norme igieniche da osservarsi per combattere l'irritazione genitale
+riguardano la alimentazione, e richiedono la ginnastica.
+
+Si sottoporrà il giovane ad un regime alimentare basato sopra lo stato
+della sua salute e delle sue forze.
+
+Se è d'un temperamento robusto, gli si prescriveranno carni bianche,
+fecule, latticinii, erbaggi, sostanze povere di succhi nutritivi; gli si
+proibiranno le bibite eccitanti, dandogli invece quelle che rinfrescano.
+
+Se invece è d'un temperamento debole, gli si ordinerà il brodo di carne,
+l'arrosto di bue, vitello, pollo, e specialmente dell'eccellente
+cioccolatte, e per bevande le acque zuccherate, aromatizzate, le
+infusioni leggiermente toniche, per esempio la camomilla, il tiglio,
+l'acqua di fior d'arancio e simili.
+
+Si dovrà in seguito sottoporre il soggetto ad esercizi ginnastici, al
+ballo, all'equitazione, al giuoco della palla, del bigliardo, ecc., e
+qualunque altro esercizio o giuoco che richiegga uno sforzo muscolare,
+così si riporterà sul tronco quella forza che è in eccesso negli organi
+genitali.
+
+Se questi mezzi fossero vani, e le tendenze erotiche non diminuissero,
+si ricorrerà alle medicine ed agli altri mezzi sedativi ed antivenerei.
+I salassi, le bevande rinfrescanti e debilitanti abbattono
+l'irritazione. Ma il regime alimentare trionfa su tutto. Noi abbiamo
+dimostrato questo ad evidenza nella nostra _Hygiène alimentaire_, e
+infatti coll'alimentazione non solo si possono sradicare le malattie, ma
+perfino mutare la costituzione dello individuo.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO X.
+
+ *Igiene dei piaceri venerei.*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+
+I piaceri dell'amore gustati con prudenza e moderazione servono come
+tutte le altre funzioni vitali a mantenere la nostra salute. Invece gli
+eccessi la sciupano, e sono causa di gravissime malattie. Quegli
+spensierati giovani che si abbandonano con trasporto alle snervanti
+voluttà d'amore, e si vantano coi loro amici di poter più volte
+rinnovare la fatica d'Ercole, non sanno che la loro spavalderia ed
+imprudenza attenterà alla loro salute, alle loro facoltà mentali e che
+prepara loro una vecchiezza precoce.
+
+Quando i primi desiderii si manifestano bene sarebbe d'ammogliarsi. Ma
+da noi pur troppo non è così, perchè si prende moglie quando si è già
+avanzati in età e quando si ha davanti la prospettiva d'una bella dote.
+
+E pur troppo i desiderii, che già sono abbastanza forti, devono essere
+soddisfatti. Pur troppo, dico, perchè per soddisfarli bisogna gettarsi
+in braccio alle donne pubbliche!
+
+Giovani, siate per lo meno sobrii se dovete abbandonarvi a questi mezzi
+estremi!
+
+Le prostitute sono a temersi, perchè appartenendo esse a tutti gli
+uomini che le pagano, possono facilmente incalzarsi varie malattie
+sempre gravi, perchè infettano il sangue, e fra le tante la più grave
+che è la _sifilide_. Guai a colui che ne è colpito, perchè il _virus_
+non solo appesta l'affetto senza speranza di guarigione, ma si trasmette
+anche alla prole innocente.
+
+Voi, giovani, pensate ai mali che vi possono danneggiare varcando la
+soglia di una casa di prostituzione, non dispregiate questi consigli,
+pensate che la vergogna ed il rimpianto succedono sempre alle ore
+dell'orgia.
+
+Eccone un esempio.
+
+
+ RACCONTO.
+
+
+Un giovane di 24 anni Alfonso Du..., figlio d'agiata famiglia, aveva
+abbracciato la carriera di commerciante. Primo commesso di una delle
+principali case della capitale, era ben veduto da tutti, perchè amato e
+stimato da' suoi superiori e da quelli a lui sottoposti.
+
+Da parecchi anni conviveva con una donna, ma l'aveva circondata da tanto
+mistero che nessuno poteva immaginare questo fatto. Ma avuti dei
+dissensi con essa, erano già quattro giorni che più non la vedeva,
+quando una sera in compagnia di tristi amici varcò la soglia di un
+postribolo. Mai non l'avesse fatto. Ne uscì col germe di una malattia
+che amareggiò la sua esistenza. S'affidò ad un medico, ma dopo due mesi
+la malattia peggiorò, e l'infelice si vide perduto. Le glandole erano
+oltremodo gonfie, gli cadevano i capelli a ciocche, la pelle gli si
+copriva di pustole, il _virus_ straziava orribilmente il povero Alfonso.
+
+Fortuna volle che un suo amico lo condusse da un celebre medico, il
+quale, pur non nascondendogli la gravezza del suo male, gli promise la
+guarigione se adottava il suo sistema. Alfonso seguì infatti tutte le
+istruzioni del bravo medico, e dopo 10 mesi si credette libero dal
+_virus_ che l'infettava. Infatti egli si sentiva tanto bene che dopo due
+mesi pensò a prender moglie. Il medico non glielo permise, dicendogli
+però che poteva ammogliarsi senza pericolo di trasmettere la malattia ai
+figli dopo due anni. Alfonso ebbe tanta costanza di aspettare a sposarsi
+passati i ventiquattro mesi ed ebbe anche la consolazione di avere un
+figlio. Esso crebbe robusto sino al ventesimosesto mese, nel quale fu
+colpito da un'oftalmia purulenta. Questa guarita, il male si trasportò
+all'orecchio e alla bocca. Insomma aveva ereditato il male paterno. La
+povera creaturina rimase mingherlina per tutta la sua infanzia.
+
+Sorte migliore non ebbe il secondo figlio, epperò la sua costituzione
+rimase egualmente molto gracile.
+
+Alfonso, desolato, decise di non aver più figli, per non avere il dolore
+di vederli sopportare le conseguenze de' suoi trascorsi.
+
+Povero giovane! Egli condusse poi una vita trista, pensando che i suoi
+due figliolini un giorno gli rinfaccierebbero le amarezze della loro
+esistenza! Ancora qualche anno vegetò piuttosto che visse, e morì di
+dolore e di crepacuore!
+
+Lettori, che questo fatto vi sia d'esempio. Pensate a tutte le
+conseguenze prima di gettarvi fra le braccia d'una cortigiana.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+
+Credo utile di riassumere in questo capitolo alcuni precetti
+risguardanti i piaceri dell'amore.
+
+L'unico consiglio per conservare a lungo la propria salute è di gustare
+con moderazione i piaceri venerei. Gli eccessi prostrano il nostro
+fisico ed estenuano le nostre forze. L'unico mezzo per rendere il
+piacere più vivo è di gustarlo raramente.
+
+Inoltre è male abbandonarsi alle voluttà d'amore dopo il pasto, perchè
+tale voluttà, turbando la digestione, può essere causa di soffocazioni,
+di svenimenti e fors'anche di apoplessia.
+
+Dopo una lunga corsa od esercizi che richiedono spreco di forze fisiche.
+
+Quando si ha qualche organo ammalato, si prova un malessere generale,
+perchè il coito non farebbe altro che accrescere il male.
+
+Si debbono scansare o reprimere i desideri immoderati, o i trasporti
+troppo focosi, perchè logorando rapidamente la macchina umana ci possono
+essere funesti. Coloro che hanno stomaco debole, e che sono disposti
+alle affezioni polmonari sono generalmente inclinati a siffatti piaceri,
+dovranno dunque fare ogni sforzo per frenarsi, perchè le voluttà
+sensuali precipitano i battiti del cuore, producono delle congestioni ai
+polmoni, che sono sempre funeste per chi tende alla tisi.
+
+Quando l'appetito venereo fu soddisfatto, oppure quando è assopito
+naturalmente, è sempre dannoso alla salute il ridestarlo con mezzi
+morali o fisici, perchè bisogna concedere agli organi genitali il loro
+istante di riposo. E così dicasi di tutti i mezzi usati dagli impotenti.
+
+È male gustare in piedi i piaceri dell'amore, perchè lo spasimo venereo,
+cagionando una forte tensione dei muscoli degli arti inferiori che già
+portano il peso del corpo, li affatica oltre misura. Le conseguenze non
+si manifestano istantaneamente, e fin che si è giovani e robusti non ci
+si bada, ma ben se ne accorge quando, vecchi, le gambe, ricusando il
+loro ufficio, domandano l'aiuto del bastone, e si affaticano per un
+nonnulla, di maniera che la stanchezza vi accompagna perfino a letto.
+
+Male è ripetere il coito più volte, perchè scuote il sistema nervoso ed
+esaurisce le nostre forze. Per lo meno tra un accostamento e l'altro è
+bene lasciare l'intervallo di un giorno.
+
+L'impotenza si riscontra specialmente nei beoni, perchè il loro sangue
+fu riscaldato da liquori, da vivande aromatiche, da idee lubriche, che
+accelerano i moti del cuore ed irritano il cervello.
+
+Può derivare anche da un'alimentazione povera, debilitante, dal regime
+latteo o esclusivamente vegetale e dall'uso delle bevande acide.
+
+Siccome le perdite della donna sono minori di quelle dell'uomo, così
+essa può ripetere il coito più volte, ma però è bene se ne astenga,
+perchè è provato che quelle che ne abusano vanno soggette alle tristi
+affezioni delle ovaie, della matrice, qualche volta anche al cancro.
+
+Dunque, riassumendo, diremo:
+
+L'assoluta continenza, come l'incontinenza della voluttà d'amore, sono
+due estremi riprovati dalla natura e dalla ragione.
+
+Infatti se la continenza è conservata strettamente è causa d'una sequela
+di malattie e di acciacchi, e qualche volta dà luogo alle allucinazioni
+oscene, alla follia, al delirio erotico.
+
+L'incontinenza o gli eccessi, come abbiamo veduto logorano
+istantaneamente la salute, e sono causa di sterilità. È il libertinaggio
+che produce quegli esseri che poi crescono gracili e sparuti; è il
+libertinaggio che riempie le sale degli ospedali di infelici che
+aspettano la morte come fine dei loro mali. Giovani, guardatevi dagli
+eccessi delle voluttà sensuali; essi conducono spesso alla morte.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XI.
+
+ *Età virile e i suoi piaceri.*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Virilità.*
+
+
+La virilità è l'epoca più lunga della vita umana, poichè comincia
+qualche anno dopo della pubertà, e finisce giunti alla prima vecchiaia.
+
+Questa è l'epoca la più felice della vita di colui che non è stato
+deteriorato dagli eccessi giovanili, dalle malattie o dalla privazione.
+È l'epoca in cui tutti i sogni giovanili ci lasciano, nella quale la
+riflessione prende il loro posto, e la realtà si presenta senza tante
+illusioni ai nostri occhi oramai fatti esperti. Una rivoluzione fisica e
+morale si è operata nel nostro organismo. L'amore scema per dar luogo ad
+un affetto profondo, a una sincera devozione. L'amicizia diventa un
+bisogno, e getta nel nostro cuore profonde radici. È in questo periodo
+che i gusti diventano più serii e ragionati, e che l'uomo tende a
+procurarsi una stato degno di lui nella società. Questa è l'epoca dei
+lavori utili, nella quale i piaceri sono meno strepitosi, ma più vivi,
+nella quale non si gustano le distrazioni se uon quando si hanno
+adempiti ai doveri di cittadino, di marito, di padre! Di marito e di
+padre, dico, perchè in questi anni l'uomo si cerca una sposa buona e
+gentile, e la donna un compagno laborioso ed onesto. Questo passo è il
+più importante della vita, e la prudenza di usare prima di stringere il
+nodo coniugale non è mai troppa, perchè da questa unione dipende la
+nostra felicità o la nostra sventura.
+
+Ho detto che una grande rivoluzione si è operata nel morale
+dell'individuo; infatti esso non obbedisce come da giovane alle prime
+impressioni, ma si lascia guidare dalla ragione e dall'esperienza. Prima
+di intraprendere una speculazione riflette, la guarda da tutti i suoi
+lati, e se la trova dubbia vi rinunzia per non esporre i suoi beni,
+giacchè egli è responsabile anche del benessere della sua famiglia.
+Cerca qualunque mezzo onesto di arricchire, perchè le ricchezze
+acquistate da giovane servono nella tarda età ed all'educazione dei
+figli suoi.
+
+Il marito deve essere più sobrio che il celibatario nei piaceri
+dell'amore e condurre una vita più regolata di questi, perchè i figli
+che procurerà saranno più belli e rigogliosi.
+
+È oramai provato che le qualità fisiche e morali del padre si
+trasmettono direttamente ai figli, per cui quanto più il padre godrà
+una florida salute, tanto più il figlio crescerà forte e robusto. È
+dunque necessario per un padre che senta il proprio dovere, che abbia a
+dar vita ai figli che diverranno utili alla patria, stante che ciò sta
+per tre quarti in suo potere. Dovrà perciò consultare varii libri che
+trattano della procreazione, fra i quali anche la nostra _Hygiène du
+mariage_.
+
+
+
+ PARTE SECONDA
+
+ *Età matura.*
+
+
+L'età matura non è che la continuazione della virilità, quindi tutte le
+qualità che in quell'epoca già germogliavano ora prendono vita e si
+manifestano. Infatti questa è l'epoca la più pratica della vita. È
+l'epoca nella quale si cercano avidamente le ricchezze, le cariche, gli
+onori, nella quale l'uomo si occupa con ardore per aumentare il proprio
+benessere e stabilirsi una fortuna. Quando i mezzi che egli adopera per
+giungere al suo fine sono onesti, allora non si può che applaudire, ma
+pur troppo non tutti li impiegano. Questi, quantunque dispensino oro,
+dovunque passano, dovrebbero essere disprezzati! Ma non lo sono; l'oro
+accieca gli occhi del volgo, e purchè gli si dia denaro non svela le
+macchie che intaccherebbero l'onore di questi ricchi. Ai nostri tempi la
+potenza del danaro è sì grande che con esso si acquista persino l'onore!
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Piaceri dell'età matura.*
+
+
+Siccome nell'età matura il cerchio delle relazioni è più largo che
+durante la giovinezza, così i piaceri saranno più numerosi, perchè
+maggiori saranno anche le soddisfazioni.
+
+Però le inclinazioni ed i gusti dell'uomo in questo periodo si sono
+cangiati. L'ardore giovanile che lo animava nelle sue partite di piacere
+è scomparso. Gioie più calme e meno effimere sottentrarono a quelle
+folli e strepitose. Ancora gli piacciono i divertimenti, i solazzi, i
+passatempi, ma pur godendoli, ha sempre innanzi agli occhi il fine de'
+suoi desiderii. In quest'epoca c'è molta varietà di piaceri a seconda
+del diverso grado che si occupa nell'umano consorzio.
+
+Pel commerciante i prosperi e lucrosi affari sono fonti di piacere, come
+le fortunate speculazioni pel capitalista, un isperato raccolto per
+l'agricoltore, un'abbondante messe per l'affittaiuolo, ecc.
+
+Non è forse un'immensa gioia per uno scrittore che una sua opera ottenga
+un favorevole successo? Per un poeta, per un pittore sapere che il suo
+nome vola di bocca in bocca accompagnato da elogi e ammirazione? Non è
+forse una gioia sincera quella dell'impiegato, del soldato che avanza di
+grado, che si rende superiore ai compagni per la sua abilità?
+
+E lo scienziato che dopo un faticoso studio e un indefesso lavoro giunge
+ad ottenere una scoperta che renderà un immenso servizio all'umanità non
+prova nell'anima una calda soddisfazione, una gioia ineffabile? Infiniti
+sono i piaceri di questo genere, che potrei enumerare, sempre graditi
+agli uomini eletti.
+
+Gli onori, le decorazioni, le distinzioni, ecc. sono quelle che
+solleticano vivamente l'amor proprio dell'uomo di questa età. Il piacere
+che si prova giungendo in possesso di una decorazione, per esempio, è
+tanto più grande quanto maggiori furono le difficoltà che si
+sorpassarono per arrivarvi. Però bisogna guardarsi da questi generi di
+piaceri, perchè alle volte si provano delle disillusioni e degli acerbi
+disinganni, vedendo onorato chi non ne ha punto i meriti e vedendo sè
+dimenticati. Ma non affliggetevi per questo, chè il merito e la virtù
+sempre sono ricompensati!
+
+
+
+ PARTE QUARTA.
+
+ *Piaceri paterni e materni.*
+
+
+Nell'età matura i piaceri della tavola sono più sentiti e più ricercati,
+perchè quivi generalmente l'uomo laborioso riposando delle fatiche
+giornaliere, prova i più cari piaceri della famiglia. È infatti a tavola
+che il padre di famiglia si trova circondato dai suoi cari figliuoletti,
+e quando l'appetito non manca a nessuno, il pranzo è allegro e
+chiassoso, perchè in quest'ora in cui tutti sono riuniti si raccontano
+le cose della giornata, e generalmente l'allegria regna tra la
+famigliuola. Il pranzo del celibe invece è privo di tutta questa gioia
+sincera, anzi è il più delle volte freddo e melanconico, perchè il suo
+cuore non si apre alle dolcezze infinite che procurano una moglie
+affettuosa e dei vispi fanciulletti.
+
+Gioia e piacere maggiore provano il padre o la madre quando ricorre il
+santo del loro nome, perchè i figli lor fanno a gara a preparare loro
+mille sorprese, che loro attesti il loro affetto e la loro riconoscenza.
+E questi sono piaceri vivi, che scendono soavi al cuore, e vi lasciano
+traccie indelebili, sono piaceri che sorpassano di lunga quelli che si
+gustano al teatro, a un ballo, ad un festino, sono piaceri infine che
+non può immaginare se non chi ha moglie ed è padre di figli amorosi ed
+educati.
+
+
+
+ PARTE QUINTA.
+
+
+L'uomo prudente che desidera una vecchiaia esente da infermità deve
+essere in particolar modo sobrio dei piaceri dell'amore dai 40 ai 50
+anni, perchè, sebbene l'uomo si trovi ancora forte e robusto, pure,
+essendo la perdita di fluido nerveo piuttosto copioso, così ne deriva un
+indebolimento muscolare, e alle volte un malessere non si ripara che col
+tempo e talora imperfettamente. Dalla sua nascita sino ai 40 anni le
+funzioni organiche dell'uomo crescono crescono, poi rimanendo un po'
+stazionarie, decrescono sensibilmente.
+
+Come nelle altre età l'amore è un grato piacere, così lo è anche
+nell'età matura, ma il marito non ha per iscopo dell'amore il solo
+piacere. Esso pensa alla prole, perchè in questa età la si desidera
+ardentemente.
+
+Ripeteremo dunque che l'uomo ammogliato deve essere più che mai sobrio
+dei piaceri d'amore, perchè questi diminuiscono le sue forze fisiche ed
+intellettuali, delle quali più che mai abbisogna, e perchè deve sentire
+il dovere di procreare figli forti e robusti, e se il suo corpo è
+sciupato gli esseri a cui darà la vita saranno pure deboli e gracili.
+Infatti è oramai provato l'ereditorietà delle qualità fisiche e morali
+del padre, e se quest'opera lo permettesse si potrebbero citare mille
+esempi a testimonianza.
+
+Ripetiamo dunque per conclusione che coloro i quali nella giovinezza
+fuggono gli eccessi e i disordini, godono nella virilità maggior numero
+di piaceri.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XII.
+
+ *Nubilità--Età matura.*
+
+ ================
+
+
+Quantunque i piaceri della donna sieno meno numerosi e svariati di
+quelli dell'uomo, pure non sono meno vivi, anzi le donne li sentono
+maggiormente e più profondamente di noi.
+
+Il sogno della giovinetta è di potersi unire con un nodo indissolubile
+all'uomo che ama, che ha fatto sossultare il suo cuore, e di poter
+legittimare il suo amore col matrimonio. E il giorno di nozze rimane
+sempre scolpito nel suo cuore come un lieto e sacro ricordo.
+
+La gioia della giovane sposa sempre più si aumenta quando ella sentirà
+portare nel seno il frutto del suo amore, perchè presto avrà la
+consolazione di sentirsi chiamare col dolce nome di madre! Nulla è più
+dolce infatti per una donna di vedersi circondata da una corona di
+figliuoletti vispi e graziosi.
+
+La donna incinta negli antichi tempi era stimata ed onorata da tutti.
+Presso i Romani e presso i Greci si prodigavano tutte le cure le più
+amorose. La condizione non influiva nulla, la donna incinta aveva la
+preminenza su tutti, perchè essa doveva dare alla patria un cittadino di
+più.
+
+I Greci si alzavano rispettosamente all'avvicinarsi di una donna in
+istato di gravidanza, e anche oggi la società civile prodiga le più
+minuziose attenzioni alla donna che sta per diventare madre di famiglia.
+
+Voi donne che non avete scelto un compagno, se comprendeste le soavi
+gioie della maternità, sono sicuro che invidiereste colei che tiene fra
+le sue braccia un bambinello vezzoso, che lo nutre col suo latte, che lo
+bacia, che lo accarezza, e per ricompensa vuole da lui un sorriso che
+dimostri la sua contentezza. Non si possono descrivere con parole le
+emozioni, le gioie che può provare una madre, emozioni sempre dolci,
+gioie sempre ineffabili.
+
+Il marito poi, quantunque abbrutito dai vizii, prodiga alla moglie
+incinta le attenzioni di cui egli è capace. La gravidanza dunque è
+l'epoca più importante della vita femminile.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XIII.
+
+ *Igiene dell'età matura.*
+
+ ================
+
+
+L'igiene di questa età comprende le azioni della vita fisica e morale,
+ma principalmente sulle tendenze essa deve apportare i suoi consigli.
+
+Come già abbiamo accennato, ciò che si impadronisce dell'uomo a questa
+età è l'ambizione e la vanità. È infatti in questa età che l'uomo
+ambisce alle cariche, agli onori, alle ricchezze, alle distinzioni.
+Questa passione se non oltrepassa i limiti è di vantaggio all'uomo,
+perchè gli dà il coraggio e il desiderio di sopportare e di riescire.
+
+Ma se tale passione oltrepassa i limiti, allora è dannosa e rende
+all'individuo che è assalito la vita pesante e penosa. È allora che il
+desiderio di possedere ricchezze, di acquistare una fortuna, si
+impossessa di lui e gli resta nella mente come un'idea fissa. Si
+combatta dunque questa passione al suo nascere, si cerchi qualunque
+mezzo per soffocarla, perchè la _tendenza all'acquisività_, spinta
+all'eccesso, può diventare _avarizia_, e all'avarizia va sempre unita
+l'invidia, questa passione che rode sordamente l'animo dell'uomo, e che
+sempre cresce e mai non gli lascia riposo.
+
+Tuttavia anche quando questa passione si è impadronita di noi non
+bisogna mai disperare, perchè con forza d'animo si può sradicarla dal
+cuore. I mezzi che si suggeriscono sono i soliti che distruggono il
+nostro spirito, e ci offrono nuovi piaceri. Tali sono la caccia, la
+pesca, la scherma, i viaggi, l'equitazione, ecc.
+
+I piaceri che in questa età predominano sono i piaceri della tavola.
+Abbiamo già detto che l'individuo giunto a questa età ricerca tutte le
+vivande le più piacevoli e i vini più squisiti, perchè questi piaceri
+sono quelli che maggiormente rallegrano l'individuo. Questi piaceri,
+gustati moderatamente, sono di vantaggio all'uomo, perchè gli procurano
+distrazioni e gioie, essendochè si riunisce in liete brigate d'amici e
+di compagni.
+
+Ma se questi piaceri occupano troppo la mente dell'individuo, allora
+degenerano nella ghiottornia, vizio che, oltre all'essere sprezzato da
+tutti, può nuocere immensamente alla salute. L'abuso delle vivande
+stuzzicanti e dei liquori sono cagioni di gravissime infermità che,
+sviluppandosi presto o tardi, sono però d'una gravezza talora
+irrimediabile.
+
+Le bevande alcooliche in ispecie portano un immenso danno al sistema
+nervoso, e producendo sconcerti nel cervelletto, intorpidiscono
+l'intelligenza dell'individuo che ne abusa, rendendolo vecchio prima del
+tempo e inutile a sè stesso ed alla società.
+
+Con tutto ciò però io non biasimo gli allegri pranzi di famiglia, perchè
+sono essi mezzi eccellenti per far nascere le gioie sì pure e sì sante
+come quelle dell'amicizia. Però ricorderò ancora che coloro che sono
+ingordi e mangiano più del bisogno diventano stupidi, sonnacchiosi,
+pigri, vanno soggetti a malattie infiammatorie e possono con tutte le
+probabilità essere colpiti d'apoplessia.
+
+Gli uomini dovrebbero fare come fanno gli animali; mangiare e bere
+solamente quando hanno fame e sete, e non stuzzicare l'appetito per
+gustare gli squisiti cibi e le delicate vivande. Fin che si è giovani la
+costituzione è robusta, e non sente le tristi conseguenze degli eccessi,
+ma giunti all'età matura gli organi, trovandosi logorati, non prestano
+intiero il loro ufficio, e troppo tardi si rimpiangono i bagordi
+trascorsi.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XIV.
+
+ *Prima vecchiaia.*
+
+ ================
+
+
+La prima vecchiaia comprende nell'uomo il periodo dai 50 ai 65 anni,
+nella donna dai 45 ai 55. Periodo poi che in ambo i sessi varia in più
+od in meno a seconda della costituzione dell'individuo che gli fu
+trasmessa dai genitori.
+
+Questa età è per taluni piena di acciacchi, per altri scorre limpida e
+serena. È in questa epoca che si manifestano tutte le tristi conseguenze
+degli eccessi giovanili, è in questa epoca che si riprovano tutti gli
+abusi ed anche le soverchie continenze.
+
+Se invece nella giovane età l'individuo ha condotto una vita regolare,
+ed i disordini ed i vizi non hanno logorato i suoi organi, allora la
+prima vecchiaia può essergli grata, perchè ancora può provare varii
+piaceri. Quando però l'età del declino arriva si devono raddoppiare le
+attenzioni e le cure, perchè il minimo eccesso è in questa età fatale.
+
+I piaceri che si provano in questa età non sono molto variati, perchè a
+60 anni si affatica facilmente. Si cerchino quindi quei piaceri che
+richiedono minor spreco di forze muscolari. Si abbandoneranno dunque le
+passeggiate lunghe, le partite di caccia, di pesca, di campagna. Si
+cercheranno invece le riunioni d'amici nei caffè o nei _clubs_, i
+concerti; si frequenteranno i teatri, le accademie musicali, le case
+private, le distrazioni artistiche.
+
+Questa è l'età nella quale si attende con più pazienza ai lavori non
+faticosi. Per un pittore od uno scultore questa è l'età nella quale più
+diligentemente attende ai suoi artistici lavori.
+
+Nelle lunghe sere d'inverno questi buoni vecchietti cercano di scacciare
+la noia facendo una partitina agli scacchi, alle carte, a dama o a
+dominò.
+
+Inoltre il piacere più sviluppato in questa età è quello della tavola.
+In quest'epoca però non si bada alla quantità ma specialmente alla
+qualità del cibo, e al vecchio piace immensamente di vedersi davanti una
+tavola bene imbandita e ama gustare un po' di molti cibi squisiti. Si
+guardi però il vecchio dalla ghiottornia, perchè una sola indigestione
+può essergli fatale. Siate dunque prudenti, perchè anche il proverbio
+dice: _Chi più mangia meno mangia_.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XV.
+
+ *Dell'erotismo nella vecchiaia.*
+
+ ================
+
+
+Quando l'individuo, uomo o donna, è giunto alla vecchiaia deve astenersi
+assolutamente dai piaceri che procura l'amore.
+
+Quantunque la facoltà riproduttrice occupi la più gran parte della vita
+umana, pure finisce al cominciare della vecchiaia, ossia verso i 60 o 65
+anni. Le forze dell'uomo verso questa età sempre più diminuiscono, e per
+lo più anche i suoi desiderii. Così vuole natura. L'imprudente che
+osasse infrangere queste leggi si troverebbe ben presto pentito, perchè
+andrebbe incontro ad amare disillusioni. E pur troppo si è constatato
+che in questa età i desiderii si ridestano in molti con una insolita
+forza, e si mantengono con una certa costanza nella mente del misero che
+ne è assalito. Questo, invece di accarezzare e secondare tali desiderii,
+deve fare di tutto onde allontanarli da sè. E pur troppo nella
+maggioranza dei casi ciò non avviene. Il vecchio che è assalito da
+questi nocivi desiderii, cerca ogni mezzo per poter soddisfarli e per
+ristabilire la sua attitudine genitale. Infelice! esso forse ignora il
+danno che da ciò deriva. Esso forse ignora la malattia, gli acciacchi
+che lo assaliranno, conseguenze di questa insana passione. Ebbene legga
+attentamente queste poche righe, e se ragiona si asterrà per sempre dal
+gustare i piaceri dell'amore.
+
+Ogni sacrifizio che il vecchio dedica all'amore è una parte della
+salute, della sua stessa esistenza che da lui sen fugge. Di più il
+vecchio che si abbandona ai piaceri venerei subisce un enorme
+disperdimento di fluido nerveo, e siccome questa perdita non si può
+riparare come in gioventù, ne deriva che lo individuo resta abbattuto
+per settimane intere. L'abuso poi produce delle laboriose digestioni,
+delle notti insonni, delle tremende infiammazioni alla vescica e mille
+altre malattie che conducono l'individuo alla tomba. Si guardi bene da
+ciò il vecchio, perchè se coltiva la sua lubrica immaginazione può
+essere colpito da quella schifosa malattia che abbiamo precedentemente
+descritta: _la follia erotica_!
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XVI.
+
+ *Prima vecchiaia, sue distrazioni e suoi piaceri.*
+
+ ================
+
+
+Anche la prima vecchiaia che, come abbiamo già detto, corre dai 60 ai 70
+anni, può offrire i suoi piaceri e le sue distrazioni. Il vecchio che è
+arrivato a questa età senza aver abusato delle cose mondane, senza
+essere in preda a dolori e ad afflizioni morali, e che si trova in
+condizioni agiate, può condurre una vita abbastanza felice,
+accontentandosi del proprio stato, e cercando le distrazioni proprie
+alla sua età.
+
+Questa per chi ha lavorato per tutta la vita è un'epoca di riposo, è
+un'epoca nella quale, non essendo più soggetto agli usi del mondo, può
+condurre una vita indipendente e gustare la sua libertà.
+
+Questa età riesce più ricca di distrazioni per colui che ha avuto la
+fortuna d'istruirsi. Infatti quale migliore distrazione della
+conversazione per un vecchio? Quale maggior passatempo di discutere su
+mille cose tra parenti e amici?
+
+La conversazione in generale è piacevole pel vecchio, perchè egli ama
+riandare coi suoi amici d'infanzia sulle cose passate, sugli
+avvenimenti, sulle peripezie comuni della giovinezza; ed ora che si è
+divenuti più riflessivi, si considerano attentamente le scapate
+giovanili, e se ne cavano utili avvertimenti per la gioventù nascente.
+
+Anche la lettura offre un gradevole passatempo pel vecchio istruito,
+perchè non solo trova diletto nella lettura dei giornali, ma anche nelle
+produzioni letterarie rinomate, e si compiace di vedere i progressi
+nelle arti e nelle scienze. In questa età si apprezzano quei lavori
+classici che da giovani si trascuravano, e si leggono e si analizzano
+con piacere.
+
+Ma il più dolce piacere che il vecchio possa provare si è quello del far
+del bene. E per far ciò non occorrono le ricchezze; un consiglio, un
+saggio avvertimento, una correzione a tempo possono apportare più utili
+frutti che una manciata d'oro. Il far del bene non consiste solo, come
+molti lo credono, di distribuire elemosine quà e là dove la miseria fa
+strage; vi sono infelici che muoiono di fame piuttosto che abbassarsi a
+domandar l'elemosina. Il vecchio che ama di vedersi venerato e amato da
+tutti deve andare egli stesso a visitare gli ammalati, a soccorrere i
+poverelli; in persona deve penetrare nei più oscuri bugigattoli,
+incoraggiare il misero, procurargli un utile lavoro, asciugare le
+lagrime agli orfanelli. Egli deve cercare di mantenere la pace ovunque
+egli possa, egli deve avviare i giovani sulla retta strada del buono,
+del bello, del vero; egli deve cercare di lenire i dolori, calmare gli
+affanni! Egli insomma deve mettere la sua esperienza a profitto di quei
+poverelli che si trovano in condizioni d'abbisognarne. Così facendo egli
+sarà da tutti benedetto, i suoi protetti e i suoi beneficati pregheranno
+per lui l'Ente Supremo. La sua vita trascorrerà lieta e serena,
+l'orizzonte sempre azzurro gli arriderà sempre, non una nube offuscherà
+il suo avvenire e camminerà verso la tomba su un allegro cammino coperto
+di fiori. La sua coscienza sarà pura e tranquilla, un'interna
+soddisfazione lo renderà contento perchè tutti lo mostreranno a dito,
+come il benefattore dei poveri, il consolatore degli afflitti. E quando
+Iddio lo chiamerà a sè, egli morrà rimpianto da tutti i suoi protetti,
+che rimanderanno il suo nome ai posteri a eterna memoria della loro
+sincera gratitudine e riconoscenza.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XVII.
+
+ *Seconda vecchiaia*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+
+La seconda vecchiaia comincia nel 70° anno, e finisce verso il 79° anno
+più anno meno e seconda della costituzione del regime e della condizione
+sociale dell'individuo. Questa età, secondo i fisiologi, sarebbe la
+penultima della vita umana, ma è ben raro che l'individuo che raggiunga
+questo periodo sia ancora in buona salute, perchè di rado un giovane si
+mantiene lontano dai vizi e dagli abusi.
+
+Gli svaghi e i passatempi di questa età sono affini a quelli della
+precedente, solo che diventano molto più rari.
+
+Il vecchio a 70 anni desidera la quiete, il riposo. Le distrazioni che
+ancora gli rimangono sono la compagnia di un amico d'infanzia, la
+tavola, la pipa o la tabacchiera.
+
+Ciò che a un settuagenario torna molto caro e gradito è il discorrere
+della sua gioventù, delle sue avventure, delle sue buone azioni, e una
+debolezza comune a tutti i vecchi è quella di sentirsi lodare.
+
+Un altro piacere speciale a certi individui è quello di ammassare
+ricchezze per paura che abbia loro a mancare il necessario, anche quando
+hanno denaro più del bisogno. Coloro poi che furono prodighi in gioventù
+sono ora tanto più parchi ed economi. Qualità del resto che _gli eredi_
+trovano buona quando il vecchio non si assoggetti a privazioni.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Dell'abitudine e della noia dei vecchi.*
+
+
+Pei vecchi settuagenari l'abitudine è divenuta una necessità, una
+propensione irresistibile della loro esistenza che bisogna guardarsi
+bene dal contrastare, perchè ne potrebbe derivare uno sconcerto nel
+debole organismo dell'individuo. Nei vecchi le abitudini si verificano
+su tutte le cose e su tutte le circostanze della vita. Inutile è
+l'enumerare tutte le occupazioni, gli svaghi dei quali un vecchio può
+formarsi un'abitudine. Diverse sono a seconda del suo grado, della sua
+posizione sociale. Così può riscontrarsi l'abitudine di alzarsi e
+coricarsi ad una data ora, di fare quella data passeggiata, quella tale
+visita, di frequentare una conversazione, un caffè, ecc.; abitudini che
+se gli sono contrariate, il vecchio diventa irascibile, si inquieta e si
+attrista. E infatti è evidente. Il poveretto a quest'età, non potendo
+gustare certi piaceri, non potendo avere altri svaghi, si attacca
+vivamente a questi ultimi passatempi che gli rimangono per non restare
+solo e non lasciarsi sopraffare dalla _noia_.
+
+La noia infatti è uno dei principali nemici della nostra salute. La noia
+colpisce il nostro fisico e il nostro morale. Essa ci abbatte e ci
+annichilisce rendendoci incapaci di operare con saggia energia. Ciò che
+mantiene viva ed animata la vita nostra è la speranza di raggiungere un
+fine che abbiamo concepito. Se questa speranza per varii motivi viene a
+cessare, cessa anche lo stimolo, l'eccitante della vita, la noia
+sopravviene e l'uomo da questa assalito più non vive, ma vegeta.
+
+Se la noia è mortale per un giovane, lascio immaginare al lettore quanto
+funesta sia per un vecchio la cerchia delle cui distrazioni è sì
+ristretta. Quando essa assalisce il povero settuagenario, esso non
+desidera altro che la morte venga a por fine alla sua monotona e
+melanconica vita di amarezze e di rimpianti. Felice è il letterato, il
+filosofo e l'artista che s'invecchia; per loro la vecchiezza non ha
+queste mortali ore di noie e di scoraggiamento. Felice il vecchio che ha
+la fortuna di passare gli ultimi suoi anni in grembo alla sua famiglia,
+circondato dai figli amorosi e da una allegra corona di nipotini. Per
+lui le ore scorrono piacevoli e serene! Felice anche il settuagenario
+contadino, che, conducendo una vita operosa, quantunque dura e faticosa,
+non può essere assalito dalla noia. Felice infine il vecchio che da
+giovane ha condotta una vita regolata, perchè godendo ora buona salute,
+può camminare ridente e sereno verso l'età del declino.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Decrepitezza.*
+
+
+La decrepitezza è l'ultima fase della vita umana. Pochi sono coloro che
+vi arrivano, e questi pochi sono tormentati da acciacchi e da diversi
+malanni.
+
+In quest'epoca le distrazioni sono infinitamente rare. L'ottuagenario,
+essendo molto debole, ha bisogno d'un costante riposo, quindi le lunghe
+passeggiate più non convengono a lui. Esso pone la sua vita quasi sempre
+seduto sul seggiolone. Le sue membra inferiori essendosi di molto
+affievolite hanno bisogno d'un bastone sul quale appoggiarsi per
+camminare. I sensi più non gli servono, perchè funzionano
+imperfettamente; il gusto è quello che ancor più gli serve. Lo stomaco,
+se ha condotto una vita regolata nelle fasi precedenti della vita,
+funziona regolarmente, e quindi anche la salute sarà buona.
+
+L'unico passatempo che resta all'ottuagenario è la conversazione. Però
+egli ama sempre discorrere delle passate cose, e trova che tutto una
+volta andava meglio, che il mondo presentava più attrattive, che insomma
+ora più non si progredisce e che si comincia a deteriorare.
+
+Così sembrano le cose a lui, perchè i suoi sensi affievoliti non
+funzionano che imperfettamente,
+
+E conducendo questa vita abbastanza monotona ogni giorno s'avvicina ad
+una morte serena e tranquilla. Pochi però arrivano alla _morte senile_.
+I più sono colpiti avanti la caducità.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XVIII.
+
+ *Dei sensi.*
+
+ ================
+
+
+Come la storia naturale ce lo insegna, cinque sono i sensi umani. La
+vista, l'udito, l'odorato, il gusto, il tatto. Per mezzo di essi noi
+siamo suscettivi di dolore o di piacere. I sensi ricevono la impressione
+esterna, la quale viene immediatamente trasmessa al cervello per mezzo
+dei nervi. Colui che possiede i suoi sensi in tutta la loro integrità
+può essere felice, perchè sopra essi agiscono tutti gli eccitanti della
+vita. Per ragioni plausibili ed incontrastate i fisiologi hanno
+collocato i sensi in ordine di merito come più sopra li abbiamo
+accennati. La _vista_ occupa il primo posto, perchè è il senso il più
+delicato e sottile. La retina, principale organo della visione, è il
+prolungamento dei nervi ottici, è perciò quindi che gli occhi brillano
+del fuoco della mente. L'_udito_, che occupa il secondo posto, ha pure
+la sua origine nel cervello. È un senso abbastanza esteso perchè
+possiamo intendere i suoni più minuti a grandi distanze.
+
+L'_odorato_, che ha col cervello meno intimità, ha anche una sfera
+d'azione poco estesa.
+
+Il _gusto_, che occupa il quarto posto, è ancora più lontano del
+cervello e non agisce se non colle molecole colle quali è in contatto.
+
+Il _tatto_ infine, che occupa il quinto posto, è il più esteso, e si
+esercita immediatamente su tutti i corpi sottomessi alla sua azione. A
+seconda della corrispondenza e dell'armonia che esiste fra questi sensi,
+le facoltà intellettuali sono altrettanto sviluppate. Per esempio, le
+orecchie, gli occhi ben conformati trasmettono rigorosamente al cervello
+le sensazioni che provano.
+
+Siccome la _vista_ e l'_udito_ sono in maggior relazione col cervello,
+così questi, ricevendo le impressioni del bello, sono detti _sensi
+superiori_.
+
+Il _gusto_ e il _tatto_ invece, che ne sono più lontani, non ricevono
+che impressioni fisiche, perciò chiamaronsi _sensi inferiori_.
+
+L'_odorato_ appartiene tanto alla prima, quanto alla seconda categoria a
+seconda delle occasioni.
+
+Quanto più i sensi superiori sono esercitati, tanto meno hanno
+preponderanza gli inferiori e viceversa. In generale un senso più degli
+altri esercitato sempre più si sviluppa e prepondera su noi. Per
+esempio, i fanciulli che hanno bisogno di mangiare sovente si mostrano
+ordinariamente golosi, ecc.
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Piaceri dei sensi.*
+
+
+_Vista_. La vista, come senso superiore, è fonte di piaceri d'un ordine
+elevato. Questi piaceri colpiscono ordinariamente l'immaginazione,
+mettendo in attuazione le facoltà intellettuali. Infinite sono le
+impressioni che ci procura la vista, impressioni gradevoli o dolorose,
+diverse le une dalle altre, che fanno però sempre breccia nell'animo
+nostro. Non è forse cogli occhi che noi ammiriamo le bellezze
+dell'universo, che noi apprezziamo le produzioni del Creatore?
+
+Sempre ci occorre di vedere; la vista è il senso il più indispensabile.
+Qualunque divertimento che noi godiamo, qualunque passatempo che ci
+procuriamo ha per fattore principale la vista. Noi viaggiamo, andiamo in
+campagna, al teatro, ecc.; è per vedere luoghi nuovi, per bearsi alla
+vista di prospettive incantevoli, per vedere le produzioni più
+spettacolose. Non è forse delizioso l'assistere ad un ballo grandioso?
+Ad un ballo nel quale lo splendore dei fuochi e della illuminazione, la
+magnificenza delle decorazioni, la leggierezza e la leggiadria delle
+ballarine, la ricchezza dei loro costumi, ecc., ti inebbria e ti
+rapisce.
+
+Non è delizioso l'assistere ad una solennità, ad una festa pubblica; il
+vedere quella folla giuliva che accorre per assistere all'illuminazione
+fantastica, al bengala, ai diversi fuochi d'artifizio? Non ci fanno una
+dolce impressione quei cento razzi che scoppiettando si elevano al
+cielo, si dividono e cadono in forma di stelle lucenti di tutti i
+colori?
+
+Non la finirei più se volessi accennare tutte le impressioni, tutti i
+piaceri che ci procura il senso della vista. Il lettore medesimo li
+prova; è inutile quindi che glie li dica io.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Allucinazioni ed aberrazioni della vista.*
+
+
+Le cause che producono le allucinazioni possono essere fisiche o morali.
+
+Le fisiche consistono nell'abuso delle bibite alcooliche, o di quelle
+che eccitano il sistema nervoso, nell'uso della digitale, dell'aconito,
+della belladonna, ecc.
+
+Le morali sono più numerose, come per esempio le idee fisse, le tristi
+passioni che irritano il cervello, i rimorsi, l'isolamento, il timore,
+la speranza, ecc.; e le aberrazioni che producono solo talvolta
+gradevoli e piacenti, altre volte lugubri e spaventevoli apparizioni.
+
+
+ RACCONTI.
+
+
+Giovane e pieno di dolci memorie, viaggiava in Grecia. Una sera tiepida
+e serena di primavera m'era sdraiato ai piedi del monte Liceo all'ombra
+d'un colossale platano, ed assorto come in estasi contemplava il
+tramonto che dava a questa regione un singolare ed incantevole aspetto.
+Lontano lontano la cima dei monti si confondeva coll'azzurro cielo e
+l'azzurra onda del golfo d'Arcadia scintillava agli ultimi bagliori del
+sole. I crisantemi e gli anemoni fiorivano sulle rive del fiume Ladone
+che scorreva ai miei piedi. Gli uccelletti dolcemente gorgheggiavano
+salutando il giorno morente. Ed io, sdraiato com'era, teneva fisso lo
+sguardo su quelle amene rive, e mi pareva d'udire il canto delle ninfe
+che danzavano al suono del flauto del Dio Pane. E distingueva le loro
+eleganti e seducenti personcine che premevano coi loro piedi il suolo in
+cadenza, e scorgeva le loro braccia voluttuosamente alzarsi e di quando
+in quando scopriva le loro forme rotondeggianti ed incantevoli, se il
+zeffiretto profumato solleva mollemente i loro aerei vestiti.
+
+Ma ahimè, un sol movimento della pupilla dissipò questa dolce visione.
+
+ * * * * *
+
+Tra le allucinazioni della vista è da notarsi anche questa:
+
+Un impiegato al Ministero della guerra ogni mattina quando si destava
+vedeva un ragno che, girando rapidamente, s'ingrossava in maniera tale
+da occupare tutto il locale, quindi l'infelice era costretto ad uscire
+perchè gli sembrava di soffocare.
+
+Questa allucinazione in seguito si cambiò, e lo stesso impiegato tutte
+le mattine si deliziava alla vista d'una stupenda colazione. Ma
+avvicinandosi per gustarla questa spariva e a lui non restava altro che
+l'appetito insoddisfatto.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Igiene della vista.*
+
+
+Essendo la vista il più delicato senso, così bisogna usare ogni riguardo
+per mantenerlo e conservarlo nella sua integrità.
+
+La prima cura che devesi avere è la pulitezza. Gli occhi devono essere
+lavati con acqua fresca l'estate e con acqua leggiermente tiepida
+l'inverno, e ciò basta per levare le impurità che le glandole lagrimali
+e sebacee che hanno deposto sui contorni dell'occhio. Se l'occhio fosse
+un po' irritato bisogna lavarlo con acqua ove siavi qualche goccia di
+astringente.
+
+Bisogna evitare, per conservare l'integrità della vista, il fumo, la
+polvere, i colpi, le cadute, la luce viva, l'oscurità profonda. È di
+grave danno un assiduo lavoro al lume della candela, perchè la fiamma
+oscillando obbliga incessantemente l'occhio a mutar centro. È di danno
+alla vista una fiamma biancastra, meno una rossa. Si cercherà di non
+passare mai da una viva luce ad uva profonda oscurità e viceversa.
+
+Un consiglio utile ai giovani è questo: di non portar occhiali se non
+per un imperioso bisogno, perchè questi indeboliscono la vista.
+
+Si avrà altresì cura di non esporsi alle intemperie a capo scoperto, e
+di non bagnarsi il cranio quando la pelle di esso è in traspirazione,
+perchè può risultar danno alla vista, all'udito e ai denti. Dunque che
+il lettore segui queste norme se vuol conservare sano questo
+indispensabile senso.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XIX.
+
+ *Dell'udito*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+
+Il senso dell'udito, che occupa il secondo posto, segue immediatamente
+quello della vista. Esso appartiene alla categoria degli organi
+superiori, perchè ci procura piaceri poetici e sentimentali.
+
+Questo senso è pure importantissimo, e, direi, quasi indispensabile. È
+infatti per mezzo dell'udito che possiamo intendere ciò che i nostri
+simili ci dicono, e possiamo colla parola rispondere loro ed essere
+intesi. L'udito e la parola riconfermano quindi i vincoli sociali.
+
+Per mezzo dell'udito noi conosciamo e distinguiamo i suoni, per mezzo di
+esso noi gustiamo i dolci canti degli uccelletti, il dolce mormorio del
+ruscello, il fremire del zefiro fra i rami fronzuti. È per mezzo
+dell'udito anche che intendiamo la graziosa voce della donna amata, e
+ci beiamo di questo suono melodioso e gentile che giocherella contro la
+membrana del nostro timpano. È per mezzo dell'udito infine che l'animo
+nostro si solleva e può gustare le infinite dolcezze che procura la
+musica.
+
+È l'udito che ha dato origine alla musica; a misura che questo senso è
+più delicato tanto più è atto ad afferrare le leggiere gradazioni delle
+melodie vocali ed istrumentali. Ed è specialmente la _voce cantata_ che
+tocca deliziosamente il nostro udito e ci procura degli ineffabili
+piaceri. Il canto è l'unione della melodia alla poesia, e quando esso è
+l'espressione fedele dei moti del core di chi canta quale essere tanto
+insensibile potrebbe resistere agli incanti ineffabili di quella voce?
+Il sordo soltanto è insensibile a tutte queste note d'amore, di gloria,
+di ebbrezza.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Della musica sull'organismo umano.*
+
+
+La musica piace generalmente a tutti e specialmente a quelle persone che
+hanno la mente colta. Il suono musicale è il più numeroso fra gli
+eccitanti dell'udito. Si accetta sempre con piacere di assistere ad un
+concerto, ad un'accademia musicale, ad un'opera, ad una riunione, dove,
+come si dice, si fa un po' di musica. La musica produce più violenti i
+suoi effetti se il sistema nervoso dell'individuo è molto
+impressionabile.
+
+Infiniti sono gli esempi che ci offre la storia antica. Ne citerò
+qualcuno.
+
+Il musico Antigenita riscaldò talmente il cervello di Alessandro Magno
+suonando su un flauto _Il Governo del Carro_ che il re, levandosi da
+tavola e gettandosi sulle sue armi, voleva far strage de' suoi
+commensali.
+
+Tepandro, musico spartano, pacificò col suono della sua lira una disputa
+che doveva decidersi con un duello.
+
+Tutti conoscono l'impero dell'arpa di Davide sopra il re Saulle.
+
+E potrei citare altri esempi, ma rimanderò il lettore alla _Hygiène de
+la voix_, dove ne può trovare di curiosi assai.
+
+La musica inoltre può estendere la sua benefica influenza anche su
+persone ammalate. Così si racconta che la lira di Chirone e il flauto
+d'Ismenia calmarono i dolori sciatici.
+
+Asilepiade ordinava certi motivi musicali contro la frenesia.
+
+Teofrasto si sentiva sollevato mediante la musica, da un affezione
+nervosa.
+
+Si conta altresì che una donna caduta in letargo da cinque giorni si
+risvegliò al suono della musica.
+
+Inoltre Filippo V di Spagna, colpito da un'alienazione mentale, era
+insensibile a qualunque rimedio. S.M. la regina, conoscendo il delicato
+carattere del re, fece venire a Corte l'esimio cantante Farinelli. Il re
+si sentì talmente trasportato da quella voce di tenore così penetrante
+che volle vedere il cantante. Questi, giunto che fu alla presenza del
+sire, gettandosi ai suoi piedi, esclamò: una grazia, sire, tornate a
+presiedere al Consiglio. La grazia fu accordata. Il re era salvo, e dopo
+un po' di tempo guarì completamente.
+
+Questi esempi basteranno a dimostrare la influenza della musica
+sull'udito.
+
+Questo senso dunque, dopo quello della vista, ci procura maggiori e più
+sentiti piaceri. Beato dunque colui che possiede un fino e delicato
+orecchio.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Allucinazioni dell'udito.*
+
+
+L'organo dell'udito, come quello della vista, va soggetto a delle strane
+aberrazioni. Citerò un esempio fra i molti, che darò al lettore un'idea.
+
+
+ RACCONTO.
+
+
+La signora E......, quantunque godosse di tutta la sua ragione, andava
+soggetta a delle aberrazioni che la disturbavano non poco.
+
+Tutti i giorni infallibilmente, sedendosi alla sua toeletta, sentiva
+d'apprima una voce di uomo gentile che lodava il suo angelico viso, le
+sue rotondeggianti forme, la sua fresca carnagione, ecc. e dopo un po'
+di tempo un'altra voce pure d'uomo, ma dura ed aspra che le sussurrava
+all'orecchio: «Brutta civetta, vanitosa che prendi a imprestito dal
+profumiere il tuo roseo colorito, che ti fai seducente di forme con
+mille mezzi artificiali. Cosa direbbero i tuoi adoratori se ti
+vedessero ora come io ti vedo?»
+
+La povera signora E..... si guardava atterrita attorno per scorgere
+l'imprudente, e poi esciva spaventata dal gabinetto per distrarsi e
+dissipare le proprie emozioni.
+
+
+
+ PARTE QUARTA.
+
+ *Igiene dell'udito.*
+
+
+Le norme igieniche relative alla conservazione dell'udito sono le
+seguenti:
+
+Guardarsi dagli agenti indiretti o diretti che in certo qual modo
+possono nuocere alla mucosa che ricopre il condotto uditivo.
+
+Così bisognerà guardarsi dalle manovre dello stuzzica-orecchi, dai
+liquidi irritanti, dai rumori violenti, dalle scariche d'artiglieria,
+dai colpi, dalle grida acute, dallo stridere della sega, dalle correnti
+di aria fredda quando il capo è in traspirazione, dall'abuso delle
+bevande alcooliche od eccitanti; tutte le cause che partoriscono una
+maggiore o minore sordità, e che possono dar luogo a convulsioni nervose
+o a veri attacchi di nervi.
+
+Inoltre bisogna avere cura di tenere netto l'orecchio lavandolo con
+acqua fresca all'estate e con acqua tiepida all'inverno, e se si fa uso
+dello stuzzica-orecchi, guardarsi dall'offendere in qualsiasi modo la
+membrana mucosa o il timpano. Che il lettore segua dunque queste norme,
+perchè il senso dell'udito è fonte inesausta di piaceri.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XX.
+
+ *Dell'odorato*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+
+Il terzo senso è l'_odorato_ o _alfato_, senso che, come l'intermediario
+fra i sensi superiori e tra gl'inferiori, partecipa delle qualità dei
+primi e dei secondi. La sede dell'odorato è nelle _fosse nasali_, dove
+risiede la membrana _pituitaria_, sulla quale disponendosi le particelle
+odorose fanno impressione sul nervo _olfativo_ che comunica col
+cervello.
+
+Quell'appendice più o meno lunga, che noi chiamiamo naso, non serve che
+a dirigere l'aria carica d'odori verso la parte superiore delle forze
+nasali. Affinchè l'odorato possa esercitare le sue funzioni conviene che
+la membrana pituitaria sia sana e che l'aria circoli liberamente nel
+canale nasale, essendo l'aria il veicolo delle molecole odorose.
+
+Le sensazioni prodotte dagli stessi odori variano da individuo a
+individuo, ossia agli uni piace un odore, che disgusta un altro.
+
+Vi sono odori soavi e penetranti che svegliano in noi nobili sentimenti,
+altri che eccitano i trasporti amorosi come gli odori ambrosiaci o
+afrodisiaci.
+
+Non sono del parere di fuggire gli odori, ma di usarne moderatamente,
+perchè l'abuso degli odori non solo è dannoso alla salute, ma snerva ed
+affievolisce il corpo.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Classificazione degli odori.*
+
+
+Fino ad oggi non si è potuto classificare giustamente gli odori in
+conseguenza della tenuità delle molecole odorose. Il naturalista Linneo
+li divise in sette classi: aromatici, fragranti, ambrosiaci, agliacei,
+nauseanti, fetidi, ripugnanti.
+
+Trascriveremo la classificazione fisiologica che è basata sopra la
+proprietà degli odori.
+
+_Tonici_, che agiscono sull'economia animale;
+
+_Debilitanti_, che producono svenimenti e lipotimie;
+
+_Inebbrianti_, che cagionano l'ebbrezza;
+
+_Caustici_, la cui prolungata azione produce la tumefazione delle
+membrane mucose e provoca delle emorragie;
+
+_Nevrofili_, che calmano l'agitazione nervosa;
+
+_Antisterici_ e _isterici_, che calmano o provocano gli spasimi nervosi;
+
+_Emmenagoghi_, che ristabiliscono il flusso catameniale ritardato o
+soppresso;
+
+_Sonniferi_, che producono sonnolenza;
+
+_Vomitivi_, che danno luogo al vomito;
+
+_Purgativi_, che danno luogo allo scioglimento di corpo;
+
+_Carminativi_, che fanno cessare i dolori di ventre;
+
+_Esilaranti_, che eccitano la gioia;
+
+_Ambrosiaci_, che eccitano gli organi genitali.
+
+Vi sono altri odori che hanno qualità speciali, ma rimandiamo il lettore
+al libro _Les Parfums et le fleurs_.
+
+È imprudenza il dormire in una camera ove vi siano tanti fiori, perchè
+questi assorbono l'ossigeno dell'aria e versano in questa l'acido
+carbonico; quindi chi non vuol levarsi alla mattina con un forte dolor
+di capo, osservi questa norma.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Aberrazioni dell'odorato.*
+
+
+Quantunque le aberrazioni di questo senso sieno molto rare pure citeremo
+due casi.
+
+
+ RACCONTI.
+
+
+Un avvocato avendo fatto una fortissima indigestione di formaggio
+trovava il sapore e l'odore di questo in tutte le vivande che gli si
+portavano, e per ben sei mesi non mangiò altro che mele e frumento alla
+stato naturale. Però dopo una fortissima flussione di stomaco, e
+ricuperata la salute, si trovò libero da questa aberrazione.
+
+Un'attrice s'immaginò che gli amanti da lei licenziati, oltre
+all'ingiuriarla, le gettassero sulla sua candida pelle delle materie
+fetide che le toglievano perfino il sonno.
+
+
+
+ PARTE QUARTA
+
+ *Igiene dell'odorato.*
+
+
+Le norme igieniche sono le seguenti: non usare delle polveri irritanti
+come la canfora il pepe, il tabacco che irritano la pituitaria, e fanno
+perdere la sensibilità olfativa.
+
+Evitare le variazioni troppo rapide di temperatura, perchè il
+raffreddore è dannoso all'odorato. Pure dannosa è la vegetazione alla
+superficie della pituitaria, lo scirro, il cattivo vezzo che tanti hanno
+di stimolarsi il naso colle dita.
+
+L'avulsione dei peli del naso è pure pericolosa; spesso ne risultano
+ulcerazioni profonde e anche la cancrena. Per levarsi questi peli
+bisogna servirsi del _depilatorio_.
+
+Inoltre è da raccomandarsi, specialmente alle signore, di non abusare
+dei profumi dei fiori, perchè l'abuso attutisce la sensibilità
+dell'odorato stesso.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XXI.
+
+ *Del gusto.*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Classificazione dei sapori.*
+
+
+Il quarto senso è il gusto, che forma col tatto i sensi inferiori.
+Questo senso agisce solamente quando le molecole dei corpi sapidi
+vengono a contatto di esso. Varie sono le opinioni circa la residenza
+del gusto. Alcuni lo mettono nelle papille della lingua, alcuni nel
+palato, altri nel velo palatino, ma i più dotti credono che lingua,
+palato, e velo palatino concorrano a completare il senso del gusto.
+Questo senso guida l'uomo e specialmente i bruti, alla ricerca degli
+alimenti.
+
+I _sapori_ si dividono nelle classi seguenti:
+
+_Dolci_: come lo zucchero, i datteri, i fichi, ecc., e hanno proprietà
+emolienti, lassative.
+
+_Acquosi_ o _scipiti_: come le zucche, i cocomeri, la lattuga, ecc., e
+hanno proprietà debilitanti e leggiermente diuretiche.
+
+_Grassi vischiosi_: come il tasso barbasso, la bismalva, i fiori di
+soffola, ecc., e hanno proprietà dolcificanti e snervanti.
+
+_Acidi_: come il ribes, la melagrana, il limone, e hanno proprietà
+rinfrescanti, debilitanti.
+
+_Amari_: come il rabarbaro, le foglie di salice, l'assenzio, e hanno
+proprietà toniche e purgative.
+
+_Salati_: come l'acqua di mare, la soda, la potassa, e hanno proprietà
+detersive, purgative.
+
+_Stitici_ o _acerbi_: come le cotogne, le sorbe, le nespole verdi, ed
+hanno proprietà astringenti.
+
+_Piccanti_, _aromatici_: come il pepe rosso, ì chiodi di garofano, la
+cannella, e hanno proprietà toniche, fortemente eccitanti.
+
+_Acri-mordenti_: come l'aglio, le cipolline, ed hanno proprietà
+riscaldanti.
+
+È da notarsi che l'odorato previene il gusto nella ricerca delle
+sostanze alimentari, perchè le sostanze composte racchiudono in loro
+stesse un profumo: come le fragole, le mele, i lamponi, ecc., quindi
+agiscono doppiamente sul gusto e sull'odorato; questo poi si unisce al
+primo per raddoppiare i piaceri. Il senso del gusto infatti è fonte di
+svariatissimi godimenti più o meno vivi e squisiti a seconda dell'età,
+della salute, della delicatezza, del temperamento e della condizione
+sociale dell'individuo. Per esempio i fanciulli e le donne in generale
+amano le cose dolci e per contrasto le acide o acerbe. Quando si è
+giovani, siccome l'appetito si fa sentire, così si amano tutti i sapori
+tranne quelli a tutti antipatici.
+
+Avanzando sempre più in età i gusti si cambiano, il palato diventa più
+ottuso, e si cercano le vivande eccitanti, i sapori forti e piccanti, e
+ciò per eccitare l'appetito e rendere la digestione più facile. Alcune
+volte sono dunque necessarie, ma più spesso alterano l'organismo, e
+sono più di danno che di vantaggio alla salute. È un passatempo
+abbastanza istruttivo assistendo a un numeroso pranzo di famiglia di
+osservare sulle fisionomie di diversi le varie impressioni provocate
+dagli organi del gusto e dell'odorato.
+
+Voglio ora trascrivervi un raccontino fattomi da un amico all'uscire da
+un lauto e copioso banchetto. Eccolo:
+
+Esistono i due proverbi: _vivere per mangiare_ e _mangiare per vivere_.
+Proverbi entrambi da evitarsi. Ecco perchè presi la via di mezzo. Io
+mangio principalmente per vivere, ma in certo qual modo vivo anche per
+mangiare. Se gusto, se assaporo una vivanda gli è perchè io sono un
+essere superiore al bruto che inghiottisce gli alimenti per puro
+istinto; si è perchè io sono un uomo intelligente che voglio servirmi di
+tutti i sensi che l'Ente Supremo mi ha concesso; si è perchè voglio fare
+onore al Lucullo che mi ha invitato alla sua mensa e al cuoco che ha
+preparato le succose vivande. Non è forse vero quanto vi ho detto? Vi
+scorgete l'ombra di una biasimevole leccornia? Del resto, signori miei,
+leccardi non possono essere tutti, perchè per aguzzare il senso del
+gusto occorre uno studio speciale che io feci con cura amorosa.
+
+In primo luogo dovetti attenermi ad un severo regime per sviluppare
+questo senso, regime al quale forse non tutti si assoggetterebbero, e
+giunsi ad un discreto risultato dopo un corso di fisiologia degli organi
+e dei sensi. Volete il riassunto delle mie osservazioni? Eccolo.
+
+Ma quì non voglio infastidire il lettore con questi appunti che si
+possono trovare più estesi in un trattato di storia naturale. Dirò
+solamente che questo amico quasi quasi mi convinse che l'esser leccardi
+non è una cosa tanto facile quanto credeva, perchè bisogna davvero
+studiare tutte le minutezze per vieppiù assaporare una _bottiglia di
+champagne_ o _un'ala di fagiano_.
+
+ * * * * *
+
+Il mangiare e il bevere, dicono taluni, è un piacere puramente fisico e
+materiale; non importa, ma non si può negare che si ha un piacere dolce
+e vivo.
+
+Non si prova forse una gradevole soddisfazione quando dopo un eccellente
+pasto, inaffiato con un delicato vinetto di Piemonte si fuma una
+cigaretta seduto al balcone?
+
+Chi potrebbe negare che il nostro fisico tutto si ristora quando
+d'estate si beve una fresca e dolce bevanda al limone, al lampone, al
+ribes; quando si prendono a centellini quei soavi gelati?
+
+Sì, noi dobbiamo ascoltare anche il senso del gusto, perchè,
+ascoltandolo moderatamente, si procura dei piaceri gredevolissimi,
+quantunque sieno _fisici e materiali_.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Aberrazioni del gusto.*
+
+
+ RACCONTO.
+
+
+Due avvocati, amici intimi, pranzavano sempre insieme, ed offrivano
+delle aberrazioni affatto speciali. L'uno si lamentava che il cuoco
+salava troppo le vivande. Al contrario l'altro le trovava insipide. Si
+bisticciavano un po' e quando l'aberrazione cessava mangiavano tutti e
+due deliziosamente.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Igiene del gusto.*
+
+
+Affinchè il senso del gusto agisca esattatamente occorre il completo
+sviluppo e la sanità di tutte le parti che lo compongono.
+
+Si dovrà quindi guardarsi da tutte quelle sostanze che possono
+danneggiare la lingua, la mucosa della bocca o il velo palatino; da
+quelle che alterano la sensibilità dell'apparato gustatorio, dalle
+abitudini che nuociono alla secrezione salivale come l'abuso degli
+aromi, della pipa, del tabacco, dei liquori, ecc.
+
+Se la lingua fosse coperta da qualche impurità allora il gusto diventa
+ottuso, appena percettibile; le bevande acide e toniche possono però
+risvegliarlo dal suo torpore.
+
+Il senso del gusto non è sviluppato se non nella età adulta, se questo
+si affievolisce è un sintomo d'un'affezione allo stomaco. Quindi bisogna
+guardarsi da tutte quelle cause che possono nuocere non solo a questo
+senso ma all'intiero organismo.
+
+
+
+
+ ================
+
+ GAPITOLO XXII.
+
+ *Del tatto.*
+
+ ================
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+
+L'ultimo senso inferiore, il più fisico e materiale, è il tatto. Esso
+però è il più diffuso, poichè risiede nell'organo cutaneo.
+
+Il _tatto_ si attua _toccando_ l'oggetto che si vuol esaminare. Per
+mezzo di questo senso si conoscono le asprezze, la morbidezza, il peso e
+la grandezza d'un corpo; per mezzo suo inoltre si sente il caldo e il
+freddo, e molti individui anche lo stato elettrico dell'atmosfera.
+
+La mano è la parte del corpo dove maggiormente risiede la sensibilità
+tattile e precisamente esso si trova nei polpastrelli delle dita. Per
+formarsi un'idea dell'importanza speciale di questo senso bisogna
+pensare ai ciechi che fanno ogni sorta di lavori servendosi del tatto,
+che perfino giungono a leggere gli scritti in rilievo ed a conoscere i
+varii colori.
+
+La mano, per meglio godere delle sensibilità tattiche, deve essere
+coperta da una bianca e morbida pelle, deve avere le dita bene
+articolate terminanti in una polpa mollemente arrotondita. Le signore
+che s'interessano delle loro mani possono leggere la opera intitolata:
+_Hygiène des mains et des pieds_.
+
+Il tatto, a seconda del modo col quale è esercitato, prende varii nomi.
+
+Il solletico è un tatto speciale che tutti conoscono. Quando è
+esercitato sotto la pianta dei piedi provoca talmente il riso da essere
+assaliti da convulsioni e fors'anche della morte in un eccesso titanico.
+
+Il solletico delle labbra o del palmo della mano produce un'irritazione
+voluttuosa, di maniera che si hanno parecchie donne che provano per
+questo solletico dei trasalimenti nervosi e degli attacchi isteriformi.
+
+Il solletico dell'ugula produce il vomito, quello della pituitaria lo
+starnuto, ed altri fenomeni le altre parti del corpo.
+
+Il tatto poi occupa il primo posto nei diversi atti dei piaceri
+sessuali. Le impressioni però che sono trasmesse al cervello sono meno o
+più vive e intense a seconda del temperamento dell'individuo. Se uno ha
+un temperamento sensibile e nervoso il piacere che prova accarezzando
+una superficie morbida, tondeggiante e vellutata è molto più vivo che
+non quello di un linfatico, nel quale la fibra è più molle e meno
+sensibile ed ha bisogno d'un contatto più pronunziato e prolungato per
+giungere a sensazioni meno vive di quelle dei soggetti nervosi. È
+dunque vero però che essendo il tatto il senso fisico per eccellenza
+trova in amore le sue più dolci applicazioni.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Aberrazioni del tatto.*
+
+
+Numerosi sono gli esempi di aberrazioni del tatto che ci offrono gli
+annali di medicina. Noi ne citeremo qualcuno.
+
+Una signora sentiva una miriade di sorci correre sopra il suo corpo;
+finiti questi si credeva circondata da infiniti mosconi che la
+punzecchiavano. L'allucinazione durava una mezz'ora e tutti i giorni
+aveva luogo.
+
+Un'altra signora si credeva d'essere preda d'una quantità di bruchi.
+
+Una terza sudava a larghe goccie di sudore nel cuore del verno.
+
+Una quarta, avendo bevuto ad un ruscello dove aveva visto una rana,
+credeva di sentire le rane danzare nel suo stomaco.
+
+E non la finiremmo più; eccone un'altra più curiosa:
+
+Un povero notaio aveva una moglie che per fargli fare ciò che voleva lo
+bastonava. Per farla corta la moglie morì. Il notaio, contento da una
+parte, ringraziava il Cielo che lo aveva liberato. Ma ahimè! Povero
+illuso! La moglie (così credeva lui) tutti i giorni a quell'ora istessa
+gli faceva la sua visitina, e lo picchiava ancora di santa ragione, di
+maniera che il povero notaio gridava perfino pel dolore!
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Igiene del tatto.*
+
+
+Siccome il tatto si trova diffuso in tutto l'organo cutaneo, perciò chi
+desidera conservarsi un tatto sensibile e delicato bisognerà che
+allontani tutte le cause che possono alterare o guastare la pelle. È
+perciò che per evitare le numerose affezioni che possono nuocere alla
+pelle diviene indispensabile di vegliare alla sua integrità e di
+mantenerla, in uno stato di polizia che nulla lasci a desiderare.
+
+Bisognerà dunque guardarsi dai grandi calori, come dai freddi eccessivi,
+dal fuoco, dagli alcali, dagli acidi; si dovrà evitare la alternativa
+dell'acqua calda e di quella fredda, chè tutte sono cause di indurimento
+dell'epidermide o di screpolature gravissime. Inoltre i geloni
+trascurati possono anche trasformare le dita.
+
+Coloro dunque che, oltre all'evitare queste affezioni abbastanza
+dolorose, desiderano conservare il senso del tatto in tutta la sua
+integrità, si procuri la nostra _Hygiène des mains et des pieds_, ove
+diffusamente si parla di queste norme che qui sono solamente accennate.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XXIII.
+
+ *Rapporti tra le quattro parti del giorno e le
+ quattro stagioni.--Loro influenza
+ sull'economia umana.*
+
+ ================
+
+
+Il _giorno_ è indicato dalla natura per occuparsi dei propri affari, per
+lavorare e anche per godersi qualche divertimento.
+
+La _notte_ fu creata per riposare, per riparare, mediante il sonno, alle
+perdite della giornata. Chi inverte queste leggi di natura si troverà a
+suo tempo pentito.
+
+E pur troppo nell'alta società si fa giorno della notte e viceversa. La
+vita passata nei teatri, nei caffè, nei _clubs_, attrae questi signori,
+ma li rovina e li rende gracili ed insani. Guardate le contadine che si
+levano e si coricano col sole. Quantunque il loro viso sia abbronzito,
+pure presentano i colori di una ferrea e vigorosa salute!
+
+
+ IL MATTINO.
+
+
+Il _mattino_ corrisponde alla _primavera_ e alla _gioventù dell'uomo_.
+
+La parte migliore del giorno è il mattino quando il sole non ancora
+visibile sull'orizzonte, manda avanti a sè i suoi raggi di fuoco che
+indorano e fanno brillare pari a gemme le terse goccie di rugiada che
+coronano i petali dei fiori, quando gli uccelletti appena svegli
+ringraziano col loro allegro cinguettio il sole nascente, il padre della
+vita! Quanta gioia, quanta felicità si prova assistendo alla levata del
+sole in un calmo mattino di primavera! Appena che i suoi benefici raggi
+inondano l'atmosfera i contadini escono giulivi dalle loro case per
+avviarsi al lavoro. Dovunque la vita circola e si manifesta, noi ci
+sentiamo più spigliati, più vigorosi; è nel mattino che le nostre
+facoltà intellettuali funzionano con maggior facilità ed energia. È per
+questo che i letterati, i poeti e gli artisti stanno occupati più nella
+mattina che nel resto della giornata.
+
+Inoltre pei divertimenti campestri si sceglie sempre la mattina. Chi non
+ama questi sollazzi? A chi non piace quando si è in una compagnia
+allegra e piacevole andare in un ameno boschetto, sulla riva d'un
+ruscello e fare una colazione resa saporitissima dall'appetito che
+sviluppa l'aria del mattino?
+
+I medici hanno anche osservato che il maggior numero di miglioramenti
+nelle malattie avvengono nella mattina, perchè in questa fase del giorno
+tutto concorre per allietare l'anima ed il corpo.
+
+
+ IL MEZZOGIORNO.
+
+
+Il _mezzodì_ corrisponde all'estate e all'_età matura_ nell'uomo.
+
+Nell'estate e nel mezzodì i raggi solari hanno acquistato tutta la loro
+forza, i lavoranti in quest'ora di massimo calore cercano l'ombra e il
+riposo per rivigorire le stanche loro membra.
+
+Così l'uomo maturo che ha gustato tutti i piaceri della giovinezza e che
+durante questa epoca si è procurato coll'assiduo lavoro uno stato
+discreto, può gustare tranquillo e contento i piaceri e le pure gioie
+della famiglia, godendo unitamente a questi un poco di riposo e di
+tranquillità.
+
+Un altro rapporto che esiste è il seguente: come nell'estate, così nelle
+calde ore del mezzodì maggiormente si esercita l'azione morbifica e
+particolarmente sullo stomaco, sul fegato e sugli intestini. È perciò
+che l'igiene prescrive l'esclusione di certi alimenti che possono essere
+funesti. E siccome l'età matura è un'età di riposo, così bisogna gustare
+con grande moderazione quei piaceri che affievoliscono e rendono inerte
+l'individuo.
+
+
+ LA SERA.
+
+
+La _sera_ corrisponde all'_autunno_ e all'_età del declino_.
+
+Come la sera fa cessare i lavori, sospende tutte le occupazioni, così
+l'età del declino domanda l'assoluto riposo, perchè nelle età precedenti
+si è a sufficienza lavorato e goduto.
+
+La _sera_ come l'_autunno_ e l'_età del declino_ è triste e melanconica.
+
+Infatti, sebbene l'autunno presenti le sue belle giornate, pure la
+natura morente non può ispirare allegria. E in questa stagione che gli
+alberi si spogliano delle loro verdi fronde; è in questa stagione che i
+fiori scompaiono, che le praterie ingialliscono, che le pioggie
+ingrossano i torrenti, è in questa stagione infine che la natura muore!
+
+In tal modo cammina la vita umana che dall'età del declino entra nella
+vecchiaia.
+
+Come l'età del declino, così l'autunno è fertile in malattie; si
+raccomenderà quindi la prudente sobrietà ai vecchi e l'astinenza degli
+abusi di quei frutti che prodiga l'autunno.
+
+Il rapporto che esiste è dunque spiccante. Tutti e tre offrono un vago
+indefinibile che si avvicina alla tristezza.
+
+
+ LA NOTTE.
+
+
+La _notte_ corrisponde all'_inverno_ ed alla _decrepitezza_.
+
+La notte deve intieramente dedicarsi al riposo, poichè non solo gli
+animali dormono la notte, ma anche un gran numero di vegetali, poichè
+per essi il sonno è di assoluta necessità.
+
+In primavera le notti sono spesso stellate e fredde; in estate ora
+tiepide, limpide, ora calde tempestose; in autunno sono umide e malsane;
+in inverno gelide.
+
+A seconda delle stagioni il sonno è dolce, piacevole; grave ed
+interrotto; profondo o leggiero a seconda dell'atmosfera; lungo e
+intenso.
+
+Si può dire che la durata del sonno è a seconda delle perdite fatte
+nella giornata. Mille volte infelici quegli ammalati che la notte non
+possono godere del sonno placido e riparatore, perchè sono molestati da
+crudeli dolori!
+
+Ecco così esaminate le diverse parti del giorno, le stagioni e le età
+dell'uomo, ed accennato al rapporto che havvi tra loro.
+
+Terminerò il capitolo raccomandando di non invertire le leggi naturali
+facendo come i ricchi notte del giorno e del giorno notte, perchè
+immenso è il danno che ne deriva.
+
+
+
+
+ ================
+
+ CAPITOLO XXIV.
+
+ *Dei piaceri offerti dalle quattro stagioni.*
+
+ ================
+
+
+In quest'ultimo capitolo accenneremo ai diversi piaceri che offrono le
+quattro stagioni. Piaceri diversi tra loro, perchè, come ogni stagione
+ha i suoi fiori, così ha i suoi godimenti.
+
+Nei climi temperati, ove quattro sono le parti dell'anno, vi hanno
+piaceri non conosciuti; nella zona torrida le stagioni sono due: quella
+delle pioggie e della siccità.
+
+Invece noi siamo contenti, quando dopo un po' di giorni di sole
+eccessivo che dissecca la terra e infuoca il cielo, di ricevere una
+benefica acqua che spenga gli eccessivi calori. Questa continua
+alternazione non può renderci monotoma la vita.
+
+
+
+ PARTE PRIMA.
+
+ *Dei piaceri in primavera.*
+
+
+L'inverno è passato, il vento gelido e freddo di questa stagione di
+morte s'intiepidisce; e la natura si sveglia a nuova vita. Sì colui che
+si è alzato una di queste mattine gioconde nella quale la natura ti
+sorride a ciascun passo, si è sentito il cuore sollevarsi, e respirando
+l'aria a pieni polmoni ha dovuto esclamare: Viva la primavera! Viva
+questa epoca nella quale tutto rinasce sotto lo splendido risveglio
+della natura, nella quale il cielo si fa più bello e la terra gli
+sorride di amore. È in questi giorni che tutto ritorna, che ritornano le
+rondinelle al nido del porticato, i piccoli fiori al vaso della
+fanciulla, i zefiri profumati a scuotere certe ciocche di capelli nere e
+lucenti. Chi sarà colui che non benedirà quest'epoca, la più bella, la
+più gioconda di tutto l'anno; quest'epoca nella quale un sole brillante
+dà la forza e la vivacità a tutta la natura?!....
+
+La primavera! Non è forse la più bella di tutte le quattro stagioni? Non
+è forse nella primavera che si può vedere ed ammirare la onnipotenza
+dell'Ente Supremo?
+
+Bisogna certamente essere pessimisti per odiare quest'epoca; bisogna
+certamente aver perduto tutto lo spirito per non sentire questi profumi
+che ti spingono all'amore plastico, come l'autunno all'amore platonico.
+
+Infiniti sono i piaceri che quest'epoca ci offre. Le poetiche
+passeggiate, le escursioni, le colazioni nei campi, le cavalcate, le
+gite di campagna a piedi o a cavallo; e l'uomo fatto che ama studiare ha
+la botanica, la zoologia, la mineralogia che gli offre un esteso campo
+per acquistarsi utili cognizioni e passatempo.
+
+È nella primavera che lo spirito, il talento, il genio che giaceva
+annichilito, senza forza e senza slancio, è in questa stagione, dico,
+che hanno preso il volo, che hanno stese le loro ali gigantesche e che
+volano nei campi ridenti dell'immaginazione.
+
+Vivano i fiori e la bella natura! Ecco il grido che l'anima invia alla
+primavera, il grido che viene dal cuore tratto dai zeffiri profumati
+all'ideale. Come si può restare insensibili davanti alla splendida
+ricchezza che si spiega maestosa e sorride davanti agli occhi, che ci
+attira, che ci solleva in un mondo novello, che ci mostra un orizzonte
+dorato e meraviglioso, che ti fa sentire i profumi i più inebbrianti?!
+Come sei bella o natura! Quanto sei grande! Dove hai preso le mille
+forme di fiori che rendono vivaci le praterie, le siepi, i campi? Ove li
+hai presi potenza soprannaturale?
+
+In ciascun angolo il più remoto brilla un fiore, brilla uno de' tuoi
+figli vaporosi che levano la monotonia e il dolore con un vago sorriso
+che t'inspira amore. L'aria ne è addolcita, e ciascun zefiro che passa
+accoglie sulle sue tiepidi ali il sospiro d'amore di mille rose. Nei
+capelli neri e lucenti, sul seno della fanciulla, sugli altari, nei
+pranzi e sulla tomba, sul davanzale dell'umile finestra e sulla terrazza
+del sontuoso palazzo, avunque brilla un fiore, ovunque è un profumo
+d'amore.
+
+Il mese di maggio è arrivato e mille angioletti dalle rosee ali
+l'accompagnano. Sono i fiori. Aprite, aprite le vostre finestre,
+apritele al sole, al profumo dei fiori. Come sono belli; io vi amo e vi
+saluto. Vi amo perchè dai vostri calici spira una dolcezza triste e
+solitaria; v'amo perchè la bruna fanciulla poetica pure vi ama; v'amo
+infine perchè siete i fiori, i figli della _primavera_.
+
+
+
+ PARTE SECONDA.
+
+ *Dei piaceri nell'estate.*
+
+
+Le tiepide aurette primaverili più non scuotono mollemente la nera
+treccia di capelli. La primavera è finita e l'estate col suo calore
+tanto benefico alla campagna si fa avanti maestoso ed infuocato. Il sole
+è giunto al punto più culminante. I suoi raggi sono perpendicolari alla
+terra; la sua forza benefica è al massimo. In estate maturano le
+biondeggianti messi, i frutti i più squisiti, le tinte si fanno più
+scure e intense; tutto insomma partecipa al cambiamento che il sole di
+giugno opera nei campi.
+
+Fra i piaceri che si possono godere nell'estate figurano le passeggiate
+di buon mattino e di sera in campagna. Queste passeggiate sono
+piacevolissime per coloro che sanno gustare le pure gioie campestri.
+
+In questa stagione deve essere contento anche il proprietario che può
+passeggiare sui suoi fondi, e vedere le messi biondeggianti, l'uva che
+matura, i prati smaltati di fiori. Beato il proprietario, perchè tali
+beni, essendo suoi, ne può godere tutti i giorni e tutte le ore!
+
+D'estate poi sono un'occasione di divertimento, e sono di un'utilità
+incontestabile i bagni. Le acque minerali e termali sono molto
+frequentate durante l'estate da ammalati, oppure da coloro che vogliono
+condurre una vita relativamente quieta. In questi stabilimenti si
+trovano tutti i divertimenti della capitale, di più si possono fare le
+passeggiate campestri che sono d'una grandissima utilità alla salute.
+
+La massima principale per migliorare in questi stabilimenti è di non
+lasciarsi sopraffare dalla noia. La noia è il peggior nemico della
+salute; quindi se un bagnante si annoia causa il cattivo tempo o lo
+stabilimento, dovrà subito abbandonare questo luogo per cercarne uno
+migliore, nel quale i concerti, la conversazione, i giuochi di società
+non lo lascino annoiato o melanconico.
+
+Altro fra i piaceri è quello dell'acque, e sotto questa denominazione
+intendo le gite in barca, in battello a vapore, le passeggiate lungo le
+rive dei fiumi o dei laghi, infine il nuoto, tutti esercizi che
+dilettano immensamente ed irrubostiscono i nostri muscoli.
+
+L'estate offre pure la sua parte di poesia. Non inspira forse dei nobili
+ed elevati sentimenti la vista d'un ameno ed ombroso boschetto dove
+nulla s'intende altro che il gorgheggio degli uccelli e il mormorio del
+terso ruscello?
+
+Non si rimpiangono forse i convegni amorosi datisi nei boschi remoti e
+poetici? Non siamo eccitati alla riflessione quando seduti all'ombra
+d'un gigantesco platano nella quieta campagna ammiriamo intorno a noi
+l'opera del Creatore?
+
+Insomma i piaceri estivi, quantunque meno chiassosi dei primaverili, ci
+tornano ciononostante graditi, perchè accompagnati dalla riflessione.
+
+
+
+ PARTE TERZA.
+
+ *Dei piaceri in autunno.*
+
+
+L'autunno è la stagione più ricca di frutta, è la stagione nella quale
+anche il regno animale ci dà gli elementi più svariati e di migliore
+qualità, per cui questa stagione è desiderata dai fanciulli, dai
+buongustai e dai leccardi.
+
+La natura in autunno cambia ancora di aspetto. Le mattine e le sere si
+fanno sempre più fresche, l'aere è più mite. L'autunno è l'epoca dei
+viaggi nei paesi meridionali; è l'epoca della caccia.
+
+Riguardo a questo piacere dobbiamo dire che se è spinto alla fatica
+diventa nocivo alla salute. Alla caccia bisogna guardarsi dalle correnti
+d'aria fresca quando si è in traspirazione, nel bevere quando si è
+sudati, o dall'attraversare qualche acqua quando i piedi sono riscaldati
+dal percorso cammino. Queste sono norme che non si osservano quando
+siamo in preda all'entusiasmo di inseguire qualche lepre, ma che
+dovrebbero seguirsi per non prepararsi delle infermità.
+
+Un altro piacere per i proprietarii di terre è quello di assistere al
+raccolto e principalmente alle vendemmie. Nei paesi viniferi si danno
+delle feste campestri, come le colazioni, i pranzi, i balli, feste che
+ci tornano gradite, perchè nuove e purificate dall'aura imbalsamata
+della campagna. Ma la seconda metà dell'autunno non presenta questi
+dolci piaceri. Essa è triste, melanconica. La natura si spoglia de' suoi
+verdi colori, gli alberi nudi sono tetri, gli augelletti più non
+gorgheggiano, le brine cominciano a coprire la terra, l'aquilone freddo
+sibila fra i rami, le nebbie, le pioggie sono frequenti, i torrenti
+straripano, i raggi solari si affievoliscono, la natura si addormenta
+per ridestarsi più viva, più appariscente in primavera.
+
+L'autunno però, sebbene abbondante in piaceri, è pure abbondante in
+malattie. Queste provengono dai cambiamenti repentini di temperatura che
+sono frequentissimi in autunno. Provengono però principalmente dalle
+scorpacciate di frutta di cui è ricca questa stagione. Si guardino bene
+i golosi dagli eccessi di questo genere, perchè non sanno quanto
+dolorosi sieno i flussi di ventre, le febbri ribelli o le dissenterie.
+
+Un alimento che raccomando caldamente nell'affievolimento di stomaco è
+il _buon cioccolatte_, perchè, oltre all'essere facilmente digeribile,
+ripara subito le perdite del corpo. Bisogna però guardarsi dal
+cioccolatte di cattiva fabbricazione, perchè non fa altro che ingombrare
+lo stomaco.
+
+Un'altra raccomandazione è quella di coprirsi ai primi freddi per
+evitare i raffreddori e le soppressioni di traspirazione.
+
+
+
+ PARTE QUARTA.
+
+ *Dei piaceri in inverno.*
+
+
+Questa è la stagione più monotona e melanconica dell'anno. Il sole più
+non ci riscalda, e pare che ci abbia abbandonati. La neve bianca e
+fredda copre come un funebre lenzuolo tutta la campagna. Ovunque è
+tristezza, ovunque è torpore.
+
+Ma se l'inverno è triste pel vecchio e pel fanciullo che se ne stanno
+rincantucciati al caminetto, non lo è però pel giovane, il quale trova
+nell'inverno dei cari e graditi divertimenti. Egli sfida i rigori del
+verno per assistere all'opera, al dramma, ai concerti; egli sfida la
+neve per correre dove la danza lo chiama e lo attira, e non lascia la
+minima occasione per festeggiare l'amore e il piacere.
+
+Una molestia dell'inverno è il freddo delle mani e dei piedi. Freddo che
+deriva da ciò che il sangue più non circola nella rete muscolare
+superficiale, ma bensì è spinto nei vasi interni.
+
+È sopratutto nell'inverno che il vecchio deve usare a sè stesso tutti i
+riguardi, perchè il freddo intenso è fatale a questa età. I suoi piaceri
+devono essere quelli del focolare, della lettura, della conversazione,
+dei giuochi di famiglia che occupano e cacciano la noia.
+
+È nell'inverno poi che si gustano maggiormente i piaceri dell'amicizia,
+perchè in questa stagione si stà lunghe ore coll'amico in conversazione.
+Un vero amico non è mai abbastanza custodito. L'amicizia è un porto dove
+si rifugia durante l'uragano, ove si felicita dopo il pericolo. Qual
+maggior gioia di quella di rivedere dopo molto tempo l'intimo amico, al
+quale si hanno mille cose da confidare, mille da sentire!
+
+L'inverno è anche la stagione più propizia ai pranzi, ai festini, ai
+banchetti. In questa epoca l'appetito è in tutti sviluppato; lo stomaco
+possiede maggior energia; le sue funzioni hanno luogo più prontamente, e
+può quindi digerire più presto una maggiore quantità di alimenti che
+nelle altre stagioni.
+
+È nell'inverno che si hanno le feste di Natale e quelle del primo giorno
+dell'anno.
+
+Quest'ultima in Francia è festeggiata da tutti, non solo dai bimbi che
+desiderano i regali, ma anche dagli adulti, ai quali tornano gradite le
+riunioni di famiglia.
+
+Il carnevale viene poi a portare l'allegria ai giovani, e procurare loro
+mille sorta di piaceri nei quali la folla delirante si getta a capo
+fitto.
+
+E quì termina l'opera, lo scopo della quale non solo era di accennare i
+piaceri delle diverse stagioni, ma bensì di cercare di assegnar loro un
+limite uniformandole alle norme dell'igiene. Dunque di nuovo
+raccomandiamo ai nostri lettori di guardarsi dagli abusi delle cose
+della vita, perchè, come abbiamo accennato in questo libro, possono
+apportare gravi sconcerti, affezioni, malattie, infermità e forse anche
+la morte!
+
+
+ FINE.
+
+
+
+
+
+
+ *INDICE*
+
+
+ CAPITOLO I.
+
+Definizione del piacere
+
+
+ CAPITOLO II.
+
+PARTE I. La giovinezza ed i suoi piaceri--Adolescenza--pubertà
+
+ » II. I piaceri della giovinezza e loro igiene
+
+ » III. Igiene alimentare della giovinezza
+
+
+ CAPITOLO III
+
+PARTE I. Dell' amor fisico--Primi palpiti d'amore
+
+ » II. Sensazione del coito
+
+ » III. I due lati dell'amore
+
+ » IV. Dell'amore e sua igiene morale
+
+
+ CAPITOLO IV.
+
+Conseguenze d'una cattiva scelta--Racconto
+
+
+ CAPITOLO V.
+
+PARTE I. Il matrimonio ed i suoi piaceri
+
+ » II. I piaceri dell'amore materno e paterno
+
+
+ CAPITOLO VI.
+
+PARTE I. Della procreazione--Norme igieniche
+
+ » II. Pericoli che s'incontrano abbandonandosi ai piaceri d'amore
+
+
+ CAPITOLO VII.
+
+PARTE I. Mali derivanti dai piaceri solitari
+
+ » II. Mezzi per impedire i piaceri solitari
+
+ » III Mezzi per curare gli effetti dei piaceri solitari
+
+
+ CAPITOLO VIII
+
+Della donna e dei piaceri che offre
+
+
+ CAPITOLO IX.
+
+Delle aberrazioni o traviamenti d'amore
+
+PARTE I. Satiriasi
+
+ » II. Erotismo per soverchia continenza
+
+ » III. Follia erotica
+
+ » IV. Follia erotica intermittente--Racconto
+
+ » V. Norme igieniche contro le aberrazioni dell'amor fisico
+
+
+ CAPITOLO X.
+
+PARTE I. Igiene dei piaceri venerei
+
+ » II.
+
+
+ CAPITOLO XI.
+
+PARTE I. Età virile ed i suoi piaceri--Virilità
+
+ » II. Età matura
+
+ » III. Piaceri dell'età matura
+
+ » IV. Piaceri paterni e materni
+
+ » V.
+
+
+ CAPITOLO XII.
+
+Nubilità--Età matura
+
+
+ CAPITOLO XIII.
+
+Igiene dell'età matura
+
+
+ CAPITOLO XIV.
+
+Prima vecchiaia
+
+
+ CAPITOLO XV.
+
+Dell'erotismo nella vecchiaia
+
+
+ CAPITOLO XVI.
+
+Prima vecchiaia, sue distrazioni e suoi piaceri
+
+
+ CAPITOLO XVII.
+
+PARTE I. Seconda vecchiaia
+
+ » II. Dell'abitudine e della noia nei vecchi
+
+ » III. Decrepitezza
+
+
+ CAPITOLO XVIII.
+
+Dei sensi
+
+PARTE I. Piaceri dei sensi
+
+ » II. Allucinazioni ed aberrazioni della vista
+
+ » III. Igiene della vista
+
+
+ CAPITOLO XIX.
+
+PARTE I. Dell'udito
+
+ » II. Della musica sull'organismo umano
+
+ » III. Allucinazioni dell'udito
+
+ » IV. Igiene dell'udito
+
+
+ CAPITOLO XX.
+
+PARTE I. Dell'odorato
+
+ » II. Classificazione degli odori
+
+ » III. Aberrazioni dell'odorato
+
+ » IV. Igiene dell'odorato
+
+
+ CAPITOLO XXI.
+
+PARTE I. Del gusto--Classificazione dei sapori
+
+ » II. Aberrazioni del gusto
+
+ » III. Igiene del gusto
+
+
+ CAPITOLO XXII.
+
+PARTE I. Del tatto
+
+ » II. Aberrazioni del tatto
+
+ » III. Igiene del tatto
+
+
+ CAPITOLO XXIII.
+
+Rapporti tra le quattro parti del giorno e le quattro stagioni--Loro
+influenza sull'economia umana
+
+
+ CAPITOLO XXIV.
+
+Dei piace riofferti dalle quattro stagioni
+
+PARTE I. Dei piaceri in primavera
+
+ » II. Dei piaceri in estate
+
+ » III. Dei piaceri in autunno
+
+ » IV. Dei piaceri in inverno
+
+
+
+
+
+
+
+
+
+End of the Project Gutenberg EBook of Igiene dei piaceri secondo le età, i
+temperamenti e le stagioni, by Auguste Debay
+
+*** END OF THIS PROJECT GUTENBERG EBOOK IGIENE DEI PIACERI SECONDO ***
+
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+
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+even without complying with the full terms of this agreement. See
+paragraph 1.C below. There are a lot of things you can do with Project
+Gutenberg-tm electronic works if you follow the terms of this agreement
+and help preserve free future access to Project Gutenberg-tm electronic
+works. See paragraph 1.E below.
+
+1.C. The Project Gutenberg Literary Archive Foundation ("the Foundation"
+or PGLAF), owns a compilation copyright in the collection of Project
+Gutenberg-tm electronic works. Nearly all the individual works in the
+collection are in the public domain in the United States. If an
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+ you already use to calculate your applicable taxes. The fee is
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+ License. You must require such a user to return or
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+
+1.E.9. If you wish to charge a fee or distribute a Project Gutenberg-tm
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+Hart, the owner of the Project Gutenberg-tm trademark. Contact the
+Foundation as set forth in Section 3 below.
+
+1.F.
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+effort to identify, do copyright research on, transcribe and proofread
+public domain works in creating the Project Gutenberg-tm
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+is also defective, you may demand a refund in writing without further
+opportunities to fix the problem.
+
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+in paragraph 1.F.3, this work is provided to you 'AS-IS', WITH NO OTHER
+WARRANTIES OF ANY KIND, EXPRESS OR IMPLIED, INCLUDING BUT NOT LIMITED TO
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+
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+or cause to occur: (a) distribution of this or any Project Gutenberg-tm
+work, (b) alteration, modification, or additions or deletions to any
+Project Gutenberg-tm work, and (c) any Defect you cause.
+
+
+Section 2. Information about the Mission of Project Gutenberg-tm
+
+Project Gutenberg-tm is synonymous with the free distribution of
+electronic works in formats readable by the widest variety of computers
+including obsolete, old, middle-aged and new computers. It exists
+because of the efforts of hundreds of volunteers and donations from
+people in all walks of life.
+
+Volunteers and financial support to provide volunteers with the
+assistance they need, is critical to reaching Project Gutenberg-tm's
+goals and ensuring that the Project Gutenberg-tm collection will
+remain freely available for generations to come. In 2001, the Project
+Gutenberg Literary Archive Foundation was created to provide a secure
+and permanent future for Project Gutenberg-tm and future generations.
+To learn more about the Project Gutenberg Literary Archive Foundation
+and how your efforts and donations can help, see Sections 3 and 4
+and the Foundation web page at https://www.pglaf.org.
+
+
+Section 3. Information about the Project Gutenberg Literary Archive
+Foundation
+
+The Project Gutenberg Literary Archive Foundation is a non profit
+501(c)(3) educational corporation organized under the laws of the
+state of Mississippi and granted tax exempt status by the Internal
+Revenue Service. The Foundation's EIN or federal tax identification
+number is 64-6221541. Its 501(c)(3) letter is posted at
+https://pglaf.org/fundraising. Contributions to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation are tax deductible to the full extent
+permitted by U.S. federal laws and your state's laws.
+
+The Foundation's principal office is located at 4557 Melan Dr. S.
+Fairbanks, AK, 99712., but its volunteers and employees are scattered
+throughout numerous locations. Its business office is located at
+809 North 1500 West, Salt Lake City, UT 84116, (801) 596-1887, email
+business@pglaf.org. Email contact links and up to date contact
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+ Chief Executive and Director
+ gbnewby@pglaf.org
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+Section 4. Information about Donations to the Project Gutenberg
+Literary Archive Foundation
+
+Project Gutenberg-tm depends upon and cannot survive without wide
+spread public support and donations to carry out its mission of
+increasing the number of public domain and licensed works that can be
+freely distributed in machine readable form accessible by the widest
+array of equipment including outdated equipment. Many small donations
+($1 to $5,000) are particularly important to maintaining tax exempt
+status with the IRS.
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+The Foundation is committed to complying with the laws regulating
+charities and charitable donations in all 50 states of the United
+States. Compliance requirements are not uniform and it takes a
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+particular state visit https://pglaf.org
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+have not met the solicitation requirements, we know of no prohibition
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+approach us with offers to donate.
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+any statements concerning tax treatment of donations received from
+outside the United States. U.S. laws alone swamp our small staff.
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+methods and addresses. Donations are accepted in a number of other
+ways including including checks, online payments and credit card
+donations. To donate, please visit: https://pglaf.org/donate
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